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Timestamp: 2019-05-19 12:59:34+00:00

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Riforma Rc Auto, il testo che cambia le assicurazioni dal 2015
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Riforma Rc Auto, il testo che cambia le assicurazioni
1. Proposta di legge Modifiche al Codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, in materia di assicurazione obbligatoria Per la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei VelCO/ l a motore La riduzione dei premi assicurativi rappresenta sicuramente un interesse generale dei cittadini consumatori. Da questo punto pertanto, sembra opportuno il momento di intervenire sull’assetto del mercato assicurativo deiI’RC Auto, soprattutto al fine di ridurre il gap con gli altri Paesi UE relativamente ai costi delle polizze e di invertire il trend al rialzo di tali costi registrato negli ultimi anni. Nell’affrontare la questione e ne| |’attuare interventi legislativi occorre considerare la complessità della materia e enere presente tutti i ‘vari interessi in gioco, in modo tale da non creare quilibri e danni che possono rivelarsi particolarmente pesanti sul piano economico e produttivo. Negli ultimi anni i vari interventi legislativi che il Governo ha messo in campo (che ﬁnora non sono stati approvati dal Parlamento) hanno sempre trascurato gli effetti sui diversi soggetti economici coinvolti, primo tra tutti uno sguilibrio concorrenziale a vantaggio delle Compagnie di assicurazione, che notoriamente godono di una posizione dilsoggetto “forte” nel mercato assicurativo, rispetto agli altri attori coinvolti, limitando, al contempo, la libertà di sceltaldel consumatore compromettendo fortemente il principio di libera concorrenza. ‘ Si pensi ad esempio all’art. 29 (efficienza produttiva del risarcimento diretto) del Decreto Legge 24 gennaio 2012, n. 1 che in tema di risarcimento in forma specifica prevedeva la facoltà per le compagnie di assicurazione di offrire ai danneggiati i sostituire al pagamento dell’indennizzo, la riparazione della vettura a jropria cura e spese in officine convenzionate senza possibilità di scelta per il danneggiato. A fronte del rifiuto di tale proposta il danneggiato sarebbe stato obbligato ad accettare un risarcimento per equivalente, cioè in denaro, decurtato nella misura del 30%. E da ultimo _il DL 145 2013 c. d. “Destina ione Ita| ia” il cui articolo 8 Dis osizioni in materia di assicurazione d RC Auto ‘ articolare attribuiva all’im resa dl assicurazione la facolt di risarcire il danno in forma s ecifica attraverso carrozzerie a ositamente convenzionate. Lo stesso articolo‘? revedeva tutta un s rie di dis osizioni uali ad esem io la ossibilita di inserire nel contrattg di assicurazione il divieto di cessione del credito con rave lesione della lib rtà contrattuale.
2. Il testo dell’articolo 8, stralclat ripreso, purtroppo, da un Disegn (AC 2126), che è stato trasmesso a Commissione Finanze. odi Nel mentre, altri provvedimenti in materia di RC in entrambi i rami del Parlamento. Il Governo sembra orientato a portare avanti DEF (Sezione III- Progr nazionali e le riforme in dettaglio) nel assicurativo si fa riferimento all’approvazione di In base ad un’analisi dei dati disponibili d settore della riparazione degli autoveicoli in Ital di cui il 63,5% nel settore della manutenzione e (pari ad oltre 75.000 imprese). Il fatturato del milioni di euro e nelle imprese del settore so di 101.407 dipendenti (dimensione media per consideriamo il solo settore della riparazione registrano 21.138 imprese che impiegano 68. degli addetti del settore delI’autoriparazione, aziendale di 3,2 addetti. In Italia il fatturato della manutenzione e rip varia dello 0,2% rispetto allo stesso trimestre 2011 e il 2013 il fatturato del settore si è rido valore assoluto pari a 1.002 milioni di euro. N fatturato in Italia è più accentuata rispetto ai dettaglio la Germania registra una riduzione riduzione meno accentuata e pari a -0,9°/ o, m Regno Unito con una variazione positiva del Ila Camera dei Deputa amma Nazionale di Rifor ﬁ DI o nel corso dell’esame parlamentare, è stato sentato dal Governo Letta ti e assegnato alla Auto sono stati presentati ueste misure, visto che nel ma – Parte II – gli squilibri pitolo relativo al settore tale disegno di legge. q alle diverse Fonti ufficiali, nel a operano 119.070 imprese riparazione degli autoveicoli ‘autoriparazione vale 14.498 no occupati 204.755 di cui zienda di 2,7 addetti). ‘Se carrozzerie di autoveicoli si 509 addetti, pari al33, 5% con una dimensione media àrazione al I trimestre 2014 dell’anno precedente. Tra il to del 6,9%, con un calo in l periodo la diminuzione del maggiori paesi europei: nel del -4,7°/ o, la Francia una entre è in contro tendenza il 7,6%. Il calo del fatturato 2011-2013 in Italia, a fronte di un aumento dei prezzi del 4,8%, determina una riduzione del volume dei servizi venduti che si stima pari al -l1,2°/ o. In dieci anni marzo 2014-marzo 2004 di tras orto in Italia sono aumentati del 27 9 Focalizzando l’attenzione agli ultimi anni si oss i tassi di variazione annuali dei prezzi dell trasporto crescono dì più in Italia rispetto a osserva in Italia una dinamica dei prezzi inferio Secondo una comparazione internazionale de premi lordi delle polizze assicurative su veicoli 1,3% contro I’1,0% di Germania e Spagna e lo delle assicurazioni sui mezzi io del 13 6% iù del do dell’Eurozona’, nel periodo si registra un aumepto dell’ 8,0% in Germania e del 6 6% in Francia. erva che tra il 2008 e il 2012 assicurazioni sui mezzi di l’Ue a 28; solo nel 2013 si re alla media Ue a 28. I| ‘Ocse in Italia, nel 2012, i a motore incidono sul Pil per 0,3°/ o del Regno Unito.
3. Prendendo a riferimento, invece, la dinamica del valore aggiuntddelle assicurazioni, tra il 2007 e il 2013, in seguito al manifestarsi di due recessionì in successione, si osserva una, intensa divaricazione tra andamento dell’economia reale e dell’economia ﬁnanziaria: il valore aggiunto dell’economia reale presenta, infatti, un crollo nel periodo del 9,4%, in contrasto con la dinamica del valore aggiunto di quella ﬁnanziaria che registra un incremento del 14,0°’/ o. l In uesto contesto rendendo in consideraz one la dinamica del valore a iunto reale tra il 2007 e 2011 si osserv una crescita di uello del comparto assicurativo del 6,8% in controtendenza rispetto alla caduta del valore aggiunto del commercio e della autoriparazione dell’11,3% Il dato di sintesi che emerge dalle considerazioni appena esposte, dimostra come, pur in presenza di una grave incidenza jlella crisi sulla redditività del comparto della manutenzione e riparazione ei veicoli, i premi RC auto hanno subito significativi rialzi con positive ricadute in termini di valore aggiunto, segnale evidente che, alla base dell’alto costo delle assicurazioni auto non vi è l’incidenza del costo assoluto della riparazione, ma, evidentemente, un assetto del mercato assicurativo con una scarsa dinamica concorrenziale. ‘ l D’altro canto, anche l’osservazione empirica, supporto della evidenza dei dati dimostra come i costi elevati dei premi assicurativi dipendano da un complesso di fattori strutturali, gestionali e funzionali del sistema dell’RC auto e che solo per una ridotta percentualelsono da ascrivere alle frodi assicurative; ma soprattutto emerge in modo evidente che l’adozione di clausole assicurative di “risarcimento in forma speciﬂca” da effettuare in base ad apposite convenzioni fra compagnie assicurative ed imprese di autoriparazione, non avrebbe alcuna incidenza sulla riduzione delle frodi assicurative e non porterebbe neppure ad una effettiva riduzione dei costi filiera nel controllo ieno delle Com a nie i assicurazione limitando la sulla base degli standard qualitativi assicugati ai consumatori, con la com onenti di costo in modo da enerare I iù am ie fette di rendita l Appare quindi evidente l’interesse generale a regolare compiutamente il forte conflitto di interesse che si crea ih capo alle Compagnie di assicurazione che hanno il potere di determinlare il danno che esse stesse devono risarcire, limitando il potere di impolrre clausole vessatorie che avrebbero l’unico effetto di consegnare di fattd il controllo del mercato della riparazione dei veicoli alle stesse compagnie .
4. Al contrario, appare del tutto auspicabile una standardizzazione deicosti delle riparazioni, che andrebbe a vantaggio oprattutto dei cittadini che acquisirebbero il valore della trasparenza e, quindi, darebbe loro il potere di confrontare e scegliere le condizioni ritenute migliori. Da diversi unti di vista. uindi scaturisce ‘esi enza di intervenire nel contesto le islativo con norme che – artendo alla centralità de li interessi e delle libertà dei cittadini consumatori conte eri le diverse esi enze con soluzioni e ue ed e uilibrate erse uendo l remi assicurativi senza com romettere il livel o ualitativo delle ri arazioni e la conseguente sicurezza della circolazione stgadale. Le soluzioni che vengono proposte nella presente proposta di legge, quindi, sono tese ad introdurre norme che consentano di riequilibrare il sistema, partendo dalla affermazione forte del prinpipìo della libertà di scelta dell’assicurato di far ri arare il ro rio veicolo a im rese di autori arazione di fiducia evitando ìm osizioni vessatorie da arte delle Com a nie di assicurazione ma revedendo al contem o ‘obbli 0 della ri arazione dei veicoli danne iati in conformità alle rescriz oni tecniche del fabbricante. Si rafforzano, inoltre, gli obblighi di informazione e trasparenza da parte delle Compagnie di Assicurazione, al ﬁne di generare un contesto di maggiori tutele degli assicurati. , bilanciando i rapporti tra le Compagnie di assicurazione e gli assicurati e precludendo la facoltà per le Compagnie stesse di pubblicizzare o proporre l’inserimento di clausole vessatorie, quali il divieto di cessione del credito, e il risarcimento in forma specifica tramite autoriparatori convenzionati. Si illustrano, di seguito, le singole proposte di modifica e di integrazione al Codice delle assicurazioni, con specifico riguardo alla materia dell assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore. L’articolo 1 (Libertà di scelta dell’assicurato e obbligo informativo. Clausole assicurative vessatorie) mira a tutelare la libertà di concorrenza nel mercato dellautoriparazione assicurando in via di principio a favore del danneggiato la Iiberta di scelta delle imprese di autoriparazione di ﬁducia abilitate ai sensi dellaLegge 5 febbraio 1992, n. 122 e successive modiﬁcazioni ed integrazioni, la quale risulta espressamente diretta a raggiungere un più elevato grado di sicurezza nella circolazione stradale ed a qualificare i servizi resi dalle imprese di autoriparazione. ‘ A tal fine il principio della libertà di scelta è mirato a rafforzare le tutele a vantaggio dei consumatori contemperandole con la libertà di concorrenza nel mercato deltautoriparazione ed evitando forme di abuso di posizione dominante da parte delle imprese di assicurazione.
5. Per questo, inoltre, si prevede che tale principio sia espressamente menzionato all’atto della stipulazione di nuovi contratti ed in occasione di ogni rinnovo, così come la sua citazione esplicita nella nota informativa che le Compagnie di assicurazione sono tenute à consegnare al contraente prima della conclusione del contratto ed unitamente alle condizioni di assicurazione, ai sensi dell’articolo 185 del Codice. In senso coerente la proposta stabilisce che le clausole dirette ad escludere, limitare o condizionare la libertà di scelta dell’assicurato si presumono vessatorie e sono pertanto nulle ai sensi degli articoli 33 e 36 del Decreto Iegisiativo 6 settembre 2005, n. 206, recante il Codice del Consumo, in quanto tali clausole sarebbero dirette a “determinare un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto” a carico degli utenti. lo scorso 17 marzo è stata A tal ro osito si ricorda che anche in Franci rovata una Le e relativa alla riforma de Codice del Consumo c. d. in cui è stato inserito uno speci lC0 articolo che prevede che i contr‘ati di assicurazione devono prevedere espressamente la facoltà dell’assicurato, in caso di danno garantito dal contratto di assicurazione, di àcegjliere l’impresa di autoriparazione alla qua e ricorrere per la riparazione e anno. L’articolo 2 (Obbligo di riparazione e di revisione del veicolo) sancisce il principio che il danneggiato sia tenuto ad effettuare la riparazione del veicolo nei casi in cui lo stesso abbia riportato danni ad elementi strutturali ed a sistemi, organi, impianti, dispositivi, equipaggiamenti e componenti, meccanici, elettrici ed elettronici. In tutti i casi, insomma, in cui sia pregiudicata la sicurezza del veicolo e possa essere messa a repentaglio la sicurezza degli ‘altri utenti della strada o avere ripercussioni sull’ambiente, ovvero I casi in cui è prevista la revisione obbligatoria di cui all’articolo 80 del D. Lgs. 30 aprile 1992, n. 285. In base a tale disposizione, infatti, sarebbe possibile superare i gravi aspetti di contraddizione esistenti nella situazione attuale nella quale, anche a fronte di d’anni alle parti strutturali dei veicoli ed a tutti gli elementi e componentrdei veicoli che devono obbligatoriamente risultare integri e funzionanti in sede di revisione periodica, gli assicurati non provvedono ad effettuare le relative riparazioni in quanto non vi sono obbligati ed i veicoli possono continuare a circolare in condizioni dijrecarietà e senza rispettare i requisiti obbligatori di affidabilità e sicurezza anche per lunghi periodi prima di essere sottoposti a revisione e di ess re, quindi, necessariamente riparati. _ Per converso, la norma dispone che entro sessanta giorni dalia riparazione aVYenl-Ita. I| danneggiato è tenuto a far effettuare la revisione singola del veicolo ‘al fine di accertare la sussistenza dei requisiti di sicurezza, rumorosità ed inquinamento prescritti dalle disposizioni vigenti e che debba conseguentemente fornire all’impresa di assicurazione copia della certiﬁcazione di esito favorevole dell’avvenuta revisione. AI fine di rendere p‘
6. concretamente efficace la nuova disposizione e di obbligare effettivamente il danneggiato ad ottemperare ai nuovi obblighi di legge, che l’im resa di assicurazione laddove il d iato non fornisca la certificazione di avvenuta revisione con esio favorevole e tenuta a se nalare la mancata revisione al Di artim nto Tras orti terrestri del Ministero er i relativi rovvedimenti di com et nza a carico dell’interessato inadempiente. In ogni caso, sempre al fine di salvaguardare la libertà di scelta dei consumatori, la disposizione proposta prevede una facoltà di opzione in capo al soggetto danneggiato, il quale può riservarsi di comunicare all’impresa di assicurazione la propria volontà di non effettuare la riparazione. Tale facoltà può essere esercitata entro i termini prescritti dall’articolo 148 nei quali l’impresa di assicurazione deve proporre congrua e motivata offerta per il risarcimento, ovvero comunicare speciﬁcatamente i motivi per i quali non ritiene di formulare offerta, nel qual caso il danneggiato mantiene il diritto al risarcimento da parte dell’impresa di assicurazione a condizione che proceda alla demolizione del veicolo — dato che in assenza di adeguata riparazione e di avvenuta revisione con esito favorevole non potrebbe circolare – e c e presenti alla medesima assicurazione copia del certificato di avvenuta dlemolìzione. In sostanza si prevede il doppio regime che obbliga il danneggiato o a provvedere alla effettiva riparazione del veicolo o, in caso contrario, alla sua demolizione onde evitare che possano continuare a circolare veicoli incidentati o non conformi alle prescrizioni viEenti in materia di revisione periodiche dei veicoli; al contempo si vuole evi are che i soggetti interessati possano ricevere l’indennità dell’assicurazione conseguendo un illecito arricchimento, vaniﬁcando sostanzialmente la natura e la ﬁnalità della stessa indennità assicurativa. ’ i La norma prende in esame, anche, l’eventuale ipotesi in cui il soggetto interessato non provveda a far effettuare la lriparazione e ceda a terzi (a titolo oneroso o, anche, gratuito) il veicolo danneggiato; in tal caso, al ﬁne di precludere la possibilità di continuare ad utilizzare un veicolo incidentato e non revisionato o, peggio, di far effettuare una riparazione provvisoria o inadeguata. di conseguente revisione sin ola del veicolo si trasferisca in ca o al nu vo ro rietario tale obbli o viene meno nei casi di radiazione del eicolo per rottamazione o esportazione). CLﬁI/ rticolo 3 (Obbligo di riparazione in conformità alle prescrizioni tecniche e costruttore. Garanzie) prevede ‘ l’introduzione di due aspetti complementari, relativi alla riparazione in conformità alle regole tecniche prescritte dai costruttori ed alle garanzie relative agli interventi riparativi effettuati: 1) in primo luogo si stabilisce che la riparazione dei veicolo deve essere eseguita da parte delle imprese di autoriparazione abilitate ai sensi della (.6
7. legge n 122/92 secondo conformità alle prescrizioni tecniche fornite dal costruttore in modo da realizzare le condizioni standard di un servizio di ’ – . x . . _ riparazione conforme a requisiti di funzionalità e di sicurezza, 2) al contempo si stabilisce che in ordine agli interventi effettuati ed alla relativa qualità devono essere prestate da pjrte delle stesse imprese dl autoriparazione le apposite garanzie previste all’articolo 11 dellaiegge‘ n. 122/92: tale articolo ha stabilito che, ferma res ando la responsabilitacivile, le imprese esercenti attività di autoriparazione sono responsabili nei confronti dei committenti, all’atto della assun ione dell’incarico, in_ ordine agli interventi effettuati e alla relativa qualità; tal ﬁne la proposta intende affidare al Ministro delle Infrastrutture e dei T sporti il compitodi regolare con apposito decreto il sistema delle garanzie che le imprese di autoriparazione. sono tenute inderogabilmente a prestare rispetto alle diverse tipologie di intervento, recuperando una disposizione mai attuata, prevista dalla legge n. 122/1992. l L’articolo 4 (Risarcimento dei danno e liquidazione dell’indennità dovuta. Documentazione ﬁscale. Cessione del credito e clausole vessatorie) prevede il diritto del danneggiato di conseguire la reintegrazione in forma speciﬁca da parte dell’impresa di assicurazione la quale provvede al risarcimento mediante pagamento deilindennità dovuta, necessaria per la riparazione del veicolo danneggiato. l A tal fine la norma proposta riprende il principio generale sancito dall’art. 2058 c. c. in base al quale «il danneggiato può chiedere la reintegrazione del danno in forma specifica, qualora sia in tutto o in parte possibile. ” Lo stesso articolo stabilisce, tuttavia, che “il giudice pu disporre che il risarcimento avvenga solo per equivalente, se la reintegraz one in forma specifica risulta eccessivamente onerosa per il debitore”. risarcimento del danno in forma specifica non ià mediante la reintegrazione in pristino del veicolo danneggiato, da effettu re avvalendosi di imprese di autoriparazione appositamente convenzionate. bensì mediante la dazione di una somma di denaro indennità nec ssaria er la ri arazione mantenendo ferma la facoltà di scelta da parte del danneggiato g; rivglggrgi ad im rese di autori arazione di ro ria fiduci . Nel caso specifico viene stabilito che Iimpresìdi assicurazione provvede al A tal ﬁne la proposta stabilisce che la solnma corrisposta a titolo di risarcimento deve essere versata direttamente all’impresa che ha svolto l’attività di autoriparazione, in base alla ces ione del relativo credito da che sangisce il principio della libera cessione dei crediti. anche senza il c ns nso del debitore ceduto salvo il caso in cui il credito abbia carattere strettamente personale o che sussista un divieto legale o cgnvengignale di cessione. Altresì . viene stabilito che il versamento dell’indennità da parte dell assicurazione sia subordinato comunque àlla contestuale presentazione l d‘ 7
8. da parte della stessa docum svolta. Con il La nuova disposizione è diretta a rafforzare il impresa di autorip razione della copia della lasciata al dan eggiato per la prestazione l l iva alla cessione del credito. iritto di cessione del credito entazione fiscale già ri comma 3 si interviene sulla materia rela da parte del danneggiato in capo all’autoriparatbre in conformità agli articoli 1260 e seguenti del Codice Civile che sanciscono i cessione dei crediti, anche senza il consenso l principio della libera del debitore ceduto, salvo il caso in cui il credito abbia carattere strettamente o che sussista un divieto legale La previsione risulta necessaria a fronte del o convenzionale di cessione. comportamento seguito da diverse imprese di assicurazione le quali inseriscono nei contratti apposite clausole che limitano la facoltà dell’assicurato danneggiato di cedere il proprio credito relativo al risarcimento del danno in capo ad imprese di autoriparazione di propria scelta. In realtà va osservato che: Pertan escludere, limitare o condizionare la facoltà di L’Impresa assicuratrice non ha la facoltà di vietare la cessione del diritto al risarcimento del danno determinando una ingiustificata e grave limitazione delle facoltà contrattuali degli assicurati espressamente riconosciute e disciplinate dal Codice Civile (articoli 1260 cc e seguenti) i l Il fenomeno delle frodi assicurative rlon risiede nell’istituto della cessione del credito in sé considerato; la cessione del credito non fa “lievitare” i costi del sinistro né costituisce fonte di aggravio ingiustificato di costi, dato che l’assicuratore è tenuto a provvedere comunque al pagamento al cessionario della stessa indennità che dovrebbe versare al cedente in quanto il credito ceduto non muta secondo la qualità del soggetto che esercita il diritto a ottenere il risarcimento; il divieto di cessione di credito può risultare contrario all’art 33 lettera t) del Codice del Consumo che consideria vessatoria ogni “restrizione alla libertà contrattuale del contraente nei rapporti con i terzi”; il divieto difatti andrebbe a ledere ’ utonomia dell’assicurato di stipulare una cessione di credito col proprio riparatore. 9h to, la proposta intende stabilire che le eventuali clausole dirette ad cessione del credito da parte dell’assicurato si presumono vessatorie e song nulle ai sensi del Codice del Consumo ro rio in uanto dirette ad im orre ingiustiﬂcate restrizioni alla libertà contrattuale nei ra orti con i terzi.
9. Con il comma 4 viene regolata la diversa ipotesi in cui il danneggiato effettui la riparazione del veicolo danneggiato avvalendosi direttamente di imprese di autoriparazione dl propria ﬁducia senza ricorrere alla cessione del credito, nel qual caso viene previsto che l’indennità da corrispondere a titolo di risarcimento deve essere versata direttamente al medesimo danneggiato, previa presentazione della copia della documentazione ﬁscale rilasciata dalla stessa impresa di autoriparazione. Tale‘ previsione si rende necessaria non solo al fine di consentire al danneggiato di valutare se avvalersi di un’impresa di autoriparazione ricorrendo alla cessione. del credito verso l’assicurazione oppure se curare personalmente il rapporto con la compagnia di assicurazione dopo aver proceduto a fare effettuare la riparazione, ma anche al ﬁne di subordinare inderogabilmente la liquidazione dell’indennità dovuta dall’impresa di assicurazione alla presentazione della documentazione ﬁscale attestante l’avvenuta riparazione del veicolo. In particolare, con il comma 5 viene previsto che la documentazione ﬁscale rilasciata debba riportare in modo analitico il contenuto della prestazione svolta e degli interventi riparativi effettuati dall’impresa di autoriparazione. AI contempo, si prevede che la copia della documentazione fiscale rilasciata dall’impresa di autoriparazione debba essere inviata in formato elettronico da parte dell’impresa di assicurazione alla banca dati dei sinistri istituita presso I’IVASS, in modo da integrare opportunamente i dati da trasmettere sui sinistri. In base a tale previsione si rende possibile garantire la tracciabilità ﬁscale di tutte le riparazioni effettuate contribuendo ad agevolare la prevenzione e il contrasto di comportamenti “fraudolenti nel settore dell’assicurazione obbligatoria per i veicoli a motore. In definitiva il sistema dl risarcimento che si propone con il presente articolo risulta idoneo ad assicurare condizioni di trasparenza e correttezza sia sul piano ﬁscale, che sotto il profilo contrattuale e sarebbe utile a far emegerg in modo si niﬁ ivo le forme di abuso coni recu ero ‘ ‘ r ﬁ Ii contributive a vanta io dello Stato e del ‘ al contempo costituirebbe ‘un presupposto per la prevenzione e il contrasto di comportamenti fraudolenti e per la tutela dell’interesse pubblico all efficienza ed alla sicurezza del parco auto circolante; inoltre consentirebbe una sensibile riduzione del contenzioso assicurativo concernente la determinazione dei danni diretti ed indiretti. Uatrticolo _5 (Convenzioni tra _ imprese di assicurazione e imprese di au oriparazì/ one. ‘ limiti e condizioni) e direttd a regolare i casi in cui le imprese di assicurazione sottopongano al contraente speciﬁche clausole contrattuali che riservano alle stesse la di provvedere al risarcimento in “lima Siìeciﬁca mediante apposite convenzioni con imprese. di autoriparazione‘, a‘ fronte di una riduzione del premio relativo alla garanzia di responsabilità civile. In primo luogo (comma 1) si prevede checîali clausole possano essere considerate lecite, e quindi non vessatorie, es usivamente a condizione che 9 ‘ S’,
10. siano state oggetto di trattativa individuale con il contraente ai sensi del Codice del Consumo. Ma in o ni caso dev rimanere ferma la facoltà dell’assicurato di avvalersi di im rese di autori arazione non convenzionate ro ria fiducia er la ri arazione del ve colo» senza che tale scelta com orti conse uenze re iudizievoli a suo car La soluzione proposta si rende necessaria a fronte del comportamento adottato da diverse imprese di assicurazione le quali inseriscono nei contratti apposite clausole che limitano la facoltà dell’assicurato danneggiato di rivolgersi ad imprese di autoriparazione di propria scelta. In particolare, le clausole assicurative in questione stabiliscono che, laddove il danneggiato riﬁuti il risarcimento in forma speciﬁca mediante autofﬁcina convenzionata, per rivolgersi ad una carrozzeria di propria ﬁducia, il risarcimento non possa comunque superare il costo che l’impresa di assicurazione avrebbe sostenuto provvedendo alla riparazione mediante impresa convenzionata (in tal senso vengono previste decurtazioni dalla liquidazione del danno). — anche se vengono “sottoposte” per speciﬁca approvazione al contraente — isultano sicuramente vessatorie in guanto con esse le imprese di assicurazione inducono artiﬁciosamente il contraente ad accettare le condizioni proposte. In pratica, le imprese di assicurazione, attraverso il sistema delle convenzioni, attraverso il controllo surrettizio delle ofﬁcine, ‘ si arrogano la facoltà di incidere indirettamente ed in modo artiﬁcioso sulla formazione dei prezzi delle riparazioni; tale comportame to consiste nello scegliere preventivamente carrozzerie “fiduciarie” in convenzione alle quali imporre la definizione di tariffe orarie relative al costo de lavoro e di appositi tempi di lavorazione per le singole tipologie di interve ti, nonché la determinazione di sconti sui costi dei ricambi e dei materiali i consumo. Simili limitazioni ossono anche com ortare a carico delle im rese di autori arazione convenzionate non solo la violazione di dis os zioni reviste dai contratti di lavoro sul trattamento economico dei lavoratori ossono com romettere la sicurezza sul lavoro e la tutela dell’ambiente. A questo proposito la proposta legislativa int nde affrontare la situazione illustrata prevedendo alcune puntuali condizio i per la stesura delle clausole da inserire nelle convenzioni fra imprese di assicurazione ed imprese di autoriparazione (comma 2), quali: a) la precILisione di condizioni talmente restrittive da risultare incompatibili con le disposizioni derivanti dalla ‘contrattazione collettiva e della regolamentazi ne contrattuale di settore; b) il divieto di stabilire tempi di lavorazione tali a rendere ingiustiﬁcatamente onerosa la conformità delle riparazioni alle pr scrizioni tecniche fornite dai fabbricanti; _. c) il divieto di limitazioni che possano aggravare le condizioni a carico delle imprese di autoriparazione in materia di sicurezza sul lavoro e di tutela dell’ambiente, nonché le ulteriori condizioni che non risultino compatibili con gli elementi ed i parametri deﬁniti dagli studi di settore. 10
11. In via specifica (comma 3), al fine di rafforzare la sfera di applicazioneudelle modifiche normative proposte e di faiiorire un comportamento maggiormente trasparente da parte delle imprese di assicurazione, si propone di introdurre un regime di corresiponsabilita fra impresa di assicurazione e impresa di autoriparazione nei casi in cui si verifichino vizi, guasti, difetti di funzionamento o, addirittura, danni derivanti da interventi di riparazione che siano stati effettuati in conldizioni precarie a causa dei vincoli indebitamente restrittivi previsti nelle clausole inserite nelle convenzioni; in tali casi, sul piano giuridico, si ritiene che oltre alla palese responsabilità dell’impresa di autoriparazione convenzionata, chiamare in causa anche la stessa impresa di assicurazione che abbia proposto le relative clausole vessatorie inserite in convenzione, mantenendo ferma, tuttavia, la preventiva richiesta d risarcimento della parte danne iata all’im resa di autori arazione e la reventiva escussione del patrimonio della medesima impresa, prima l invocare la responsabilità dell’impresa di assicurazione sulla base della graduazione della rispettiva colp_a_. i Si stabilisce, inoltre (comma 4), che contro le, imprese di assicurazione le quali nell’offerta, nella pubblicità e nell’informazione dei propri servizi assicurativi raccomandano l’utilizzo di condizioni generali di contratto aventi ad oggetto il risarcimento in forma speciﬁca mediante speciﬁche convenzioni con imprese di autoriparazione, viene ammessa l’azione inibitoria prevista dal Codice del Consumo lda parte delle associazioni rappresentative dei consumatori e delle imprese del settore deII’autoriparazione; inoltre viene prevista l’applicazione delle disposizioni relative alla tutela amministrativa contro le lausole vessatorie ad o era dell Autorita antitrust revista dallo sesso Codi e del Consumo. A sostegno della validità della soluzione proposta risulta utile osservare come, da un confronto con alcune delle organizzazioni di rappresentanza della Categoria degli autoriparatori degli altri lPaesi comunitari, non risulti esistere una disciplina Iegislativatesa a introdlurre il ricorso alla procedura di risarcimento in forma speciﬁca attraverso l’utilizzo da parte delle Compagnie assicurative di imprese di autoriparazione convenzionate. In particolare: -_ ‘ le compagniedi assicurazione hainno dato vita a delle reti di riparatori di auto con cui sono soliti collaborare. Questi riparatori auto hanno un accordo con una o plu imprese di assicurazione. Tuttavia, le reti possono essere solo un’opzione per facilitare là decisione del consumatore. Infatti, anche se un assicuratore può “consigliare” al cliente di rivolgersi a U_i’i fipafatorè. dopo un incidente, per esempio, liI consumatore rimane libero di scegliere il suo riparatore auto. i ‘ ; “ non esiste alcuna‘ legislazione che permetta alle assicurazioni _ gare un. cliente a lasciare la sua alito in riparazione ad alcuni riparatori auto piuttosto che ad altri. Tuttavia, una limitazione nella scelta di Uri riparatore auto puo essere negoziata nel lcontratto di assicurazione. I m 11
12. giuridicamente vincolanti a da. La domanda può essere codice civile (Bùrgerliches termini e le condizioni del contratto sono deﬁniti seconda del contratto concordato e della doma giudicata secondo le rispettive disposizioni de} _ Gesetzbuch) ‘ e dell’atto di ‘ contratto assicurativo (Versicherungsvertragsgesetz). Questa limitazione potrebbe eventualmente portare ad una riduzione della tassa di assicuraziione, ma non e obbligatoria. – in Austria l’Associazione che riunisce le compagnie d’assicurazione e quella che rappresenta gli autoriparatori si riuniscono due volte all’anno per discutere su come I’offsetting (compensazione) diretto possa essere sempliﬁcato e reso più efficiente per entrambe le parti oltre che per i clienti. A seguito di questi incontri | ‘organizzaz one che rappresenta gli autoriparatori elabora delle raccomandazioni per i propri associati, ma non esiste pertanto una normativa nazionale che regola questo rapporto. — in Spagna non esiste una legge che stabilisce l’obbligo per un consumatore di portare la propria auto in riparazione presso un salone indicato dalla compagnia di assicurazione. Questo è considerato un aspetto commerciale e pertanto è lasciato alla volontà delle assicurazioni e dei clienti. Il cliente deve però sottostare al contratto che ha firmato con l’assicurazione; infatti, può accadere che alcune compagnie chiedano ai clienti di portare la propria auto solo presso auto riparatori che rientrano nella dicitura “approvato/ seIezionato”. Altri assicuratori consentono ai loro clienti di portare la loro auto dove vogliono. Tutto dipende dalla polizza assicurativa e dalle clausole del contratto. l ‘ L’articolo 6 (Risarcimento integrale dei danni subiti) stabilisce che nei caso di risarcimento, in forma specifica il danneggiato mantiene il diritto al risarcimento “integrale” dei danni subiti nel senso che i medesimi danni sono da intendersi come comprensivi non solo del danno materiale sul veicolo, ma anche degli eventuali oneri e costi relativi al soccorso stradale, al noleggio di veicoli sostitutivi ed al “fermo tecnico” del veicolo (deﬁnibile anche con la sigla FRAM — fermo reperimento analogo mezzo), quale ristoro del mancato godimento (disponibilità) del veicplo incidentato per il periodo occorrente per la relativa riparazione, nonché agli eventuali adempimenti stragiudiziali derivanti dall’incidente (attinenti all’assistenza tecnica da parte di studi o esperti di infortunistica stradale, all’assistenza peritale ed alla consulenza legale), oltre che alle spese dovute nel caso di demolizione e reimmatricolazione del veicolo. l Tale soluzione risulta conforme ai principi già e ancorche, in molti casi, non siano rispettati dall Al riguardo si può ricordare l’orientamento i ucleati dalla Giurisprudenza, imprese di assicurazione. irato‘ ad affermare che “al danneggiato spetta una somma comprensivatelle spese conseguenti alla eventuale riparazione, nonche per la perdita dell bollo, quelle necessarie per la ricerca di altro’veicolo usato con le stesse caratteristiche di quello incidentato, nonche quelle del costo dell’eventuale radiazione e nuova izmmatricolazionedi altra autovettura”(Giudi e di ace Bari, 21 ottobre O03 — Giur. merito 2004, 921 ). Altresi, per ‘uanto concerne le spese per l ‘p 12
13. soccorso, traino e custodia si può citare una specifica pronuncia in base alla quale: “. … accertato il fatto, la dinamica dell’incidente e il nesso di causalita e quindi la responsabilità esclusiva di una solai parte, la stessa e tenuta al risarcimento dei danni come segue: .. .. . . spese disoccorso stradale e di radiazioni dal p. r.a. , costi per il periodo di privazione del mezzo in via equitativa. … ” (Giudice di pace Roma, 06 giugno 1997 Ojeda Fraschina c. Ricci e altro Riv. giur. circol. trasp. 1997, 885 nota DE BONIS). Di notevole interesse risulta quanto deﬁnito dalla Sentenza n_. 51 _2012 della Cassazione, III Sez. Civ. della Cassazione sul credito da risarcimento del danno da cd. “fermo tecnico” consistente nel costo del noleggio di auto sostitutiva. 2 Inoltre, una recente e consolidata giurispru formatasi nei vari Tribunali ed Uffici d (sostanzialmente ggndivisa dalla Cassazione), danneggiato da sinistro stradale ha diritto di al enza di merito man mano Giudice di Pace italiani i è espressa nel senso che il arsi assistere da un legale o da studi tecnici esperti in incidentistica istradale anche nella fase stragiudiziale e di ottenere il rimborso delle relative spese. A In sostanza la Giurisprudenza afferma che le spese relative all’assistenza tecnica nella fase stragiudiziale costituiscono danno patrimoniale dell’illecito da sinistro stradale, secondo il principio della regolarità causale (art. 1223 c. c.). Dunque il danneggiato da sinistri stradale ha diritto sia all’intervento legale che a quello peritale in quanto rlecessari per garantire un contraddittorio equilibrato tra le parti coinvollte nella fase‘ stragiudiziale, tanto più laddove si considerino da una partel la mancanza di conoscenza tecnica del danneggiato e dall’altra l’organizzazione professionale ed il potere economico più forte della società di assiourazioni. In tal caso, il ricorso al patrocinio è necessario anche per predisporre tutti gli adempimenti per poter poi agire in giudizio nell’ipotesi in cui non si addivenga ad una soluzione bonaria della lite. Il riconoscimento delle spese stragiudiziali al danneggiato trova, pertanto, fondamento anche nel diritto di difesa del danneggiato, costituzionalmente garantito, di farsi assistere da un legale di fiducia e, in caso di deﬁnizione bonaria della controversia di farsi riconoscere il rimborso delle relative spese legali (Cass. , Sez. III sent. 997/2010). i L’articolo 7 (Abrogazione della disciplina del risarcimento diretto) è diretto ad abrogare le varie disposizioni vigenti che regolano la procedura di risarcimento diretto. l I motivi di tale proposta risiedono nella‘ constatazione delle gravi conseguenze che sono derivate dalla proceduiia la quale non ha risolto la questione relativa all abbassamento dei costi di gestione delle pratiche dindennizzo a‘ carico delle compagnie né alla conseguente riduzione del costo delle polizze RCAuto, soprattutto a causa dei meccanismi farraginosi d‘ Colînﬁensazione fra le Compagnie che hanno innescato, nella pratica, una pressione al rialzo sui premi. ‘ 13 ‘n
14. A tal proposito, nella Indagine Conoscitiva riguardante la procedura di risarcimento diretto e gli assetti concorrehziali del settore RC Auto effettuata dall’Autorità Antitrust nel 2013 SI legge: —”In altre parole, il rimborso delle compagnie (gestionarie) _su ‘ base forfetaria fa si che in ogni istante vi siano compagnie, meno efficienti, che vengono penalizzate dal meccanismo di rimborso e compagnie, piu efﬁcienti, che ne beneﬁciano. L’assenza di adeguata pressione competitiva fa si che nel mercato imprese meno efﬁcierlti riescano a coesistere con imprese più efﬁcienti; le prime trasferiscono i (maggiori) costi connessi alla loro inefficienza sui premi; le seconde beneﬁciano di margini più ampi, dati dalla differenza tra il prezzo di mercato e i loro costi. Tali meccanismi determinano un circolo vizioso tra premi e coati verosimilmente in grado di innescare una pressione (unidirezionale) al rialzo sui premi. ” (pag. 141, paragrafo 280). “L’introduzione della procedura di risarcimeilito diretto non sembra aver interrotto il circolo vizioso tra premi e costi appena descritto. Piuttosto, le modalità attuative della procedura, basate sul rimborso forfetario alla compagnia del danneggiato, possono aver distorto la politica commerciale delle compagnie, inducendole a operare ristrutturazioni dei propri portafogli clienti in funzione delle aree del territorio naaionale di residenza e/ o delle tipologie di veicoli assicurati. ” (pag. 156, paragrafo 329). —“II lavoro svolto nell’indagine ha, inoltre, messo in luce alcune criticità derivanti dall’imp| ementazione della procedura CARD, che possono aver distorto gli incentivi delle compagnie. In particolare, la scelta, effettuata al momento di avvio della procedura, di rimborsare le compagnie su base forfetaria, può averle indotto ad attuare strategie di selezione di portafoglio particolarmente mirate, volte a ridurre il numaro di assicurati che, a parità di condizioni, tendono a subire sinistri con risarcimenti elevati (superiori al forfait). In altre paro/ e, invece di sfruttare le possibilità offerte dalla procedura per accertare l’effettiva congruenza dei risarcimenti vantati, le compagnie hanno preferito escludere dal proalrio portafoglio i rischi con i costi attesi piu elevati (e superiore al forfait). ‘no/ tre, le evidenze prodotte nell’indagine sembrano suggerire che le perdite realizzate nell’ambito della gestione dei sinistri CARD siano state compenaate con aumenti di premio. ” (pag. 162 , paragrafo 354). 5 Inoltre, tale procedura, all’atto pratico, ha aggravato le condizioni relative al contenzioso giudiziario e stragiudiziale in matleria assicurativa. Infatti va ncordato che al fine di superare il contenzio p seguito alla disciplina del risarcimento diretto e dovuta intervenire lla sentenza della Corte Costituzionale n. 180 del 2009, con la quale è tato deﬁnitivamente chiarito ‘che la procedura‘ del cosiddetto “indennizz diretto” costituisce una ulteriore modalita di tutela” del danneggiîto, accanto alla quale è Comunque ammessa “l’esperibilità dell’azione iretta contro l’assicuratore del responsabile civile. ” l 14
15. Nonostante l’indirizzo interpretativo dettato dalla Corte, diverse Compagnie di assicurazione hanno continuato a seguire Votientamento interpretativo in base al quale il sistema del cosiddetto “indennizzo diretto” comporterebbe la perdita del diritto. di azione risarcitoria rivolta nei confronti della Compagnia del civile responsabile anche in sede stragiudiziale, frapponendo pretestuosi ostacoli alle richieste stragiudiziali dei danneggiati, precludendo anche il rimborso delle spese sostenute per assistenza legale o consulenza professionale e provocando l’insorgere di un diffuso e costoso contenzioso, con pesanti oneri a carico dei cittadini. p . l Sotto altro proﬁlo occorre evidenziare che lo stesso D. P.R. 18 luglio 2006, n. 254, emanato in attuazione della delega di cui all’art. 150 del Codice delle Assicurazioni, dispone che: “il danneggiato ch si ritiene non responsabile, ìn tutto o in parte, del sinistro rivolge la richie ta di risarcimento all’impresa che ha stipulato il contratto relativo al veicolo Lltilizzato” (art. 5, co. 1) e che la compagnia gestionaria “nell’adempimento egli obblighi contrattuali di correttezza e buona fede, fornisce al d nneggiato ogni assistenza informativa e tecnica utile per consentire la mi liore prestazione del servizio e la piena realizzazione del diritto al risarcimeîto del danno” (art. 9, co. 1). In base a tale previsione il danneggiato ha di itto di fruire della necessaria assistenza tecnica per la quantiﬁcazione e la liquidazione dei pregiudizi subìti direttamente dalla propria compagnia assicurativa in modo da conseguire il giusto ristoro celermente. i l Tuttavia, all’atto pratico l’obbligo di assistenza a carico dell’assicuratore è stato spesso disatteso e la sua inosservanza, venendo a costituire inadempimento contrattuale con le relative conseguenze sul piano debitorio, ha incrementato il contenzioso. ì , l Inoltre, occorre evidenziare che la disciplina del risarcimento diretto, secondo quanto previsto dall’art. 14 del clecreto del Presidente della Repubblica 18 luglio 2006, n. 254, mirato a deﬁnire i beneﬁci derivanti agli assicurati in base alla procedura di risarcimentp diretto, nel fare riferimento a determinati elementi come “l’ottimizzazione della gestione, il controllo dei costi e Pinnovazione dei contratti”, ha precisato, tuttavia, che tali elementi possono anche “contemplare l’impiego di lclausole che prevedano il risarcimento del danno in forma specifica” speciﬁcando che in tal caso “ne| ggrgîlzrcaatîtgl’ deve essere espressamente indicata la percentuale di sconto I . i Si ritiene che tale im ostazione sia ino ortuna e contraddittoria in uanto risu ta chiaramente mirata ad introdurre in odo surrettizio mediante la rocedura del risarcimento diretto il meccanis o del risarcimento in forma s ecifica mediante il ricorso ad autofficine onvenzionate con tutte le _Nd| |a_ pratica il sistema del assìcuraziorîe ‘alrîtioulaae rafforzato la legittimazione‘ delle ‘Compagnie di mmpiego di Clausope Crh convenzioni con imprese di autoriparazione con _ e prevedono il risardimento del danno in forma specifica con contestuale riduzione del premid per l’assicurato, imponendo vincoli e limiti restrittivi che pregiudicanoi la parità_ di condizioni di ‘i’ 15
16. concorrenza e compromettono in capo. al danneggiato la “berta d‘ Scelta delle imprese di autoriparazione di fiducia. Infatti, nell’ottica» esposta, il sistema dell’indennizzo diretto ha offerto alle Compagnie di assicurazione strumenti fortemente invasivi che si sono anche tradotti in gravi turbative nel mercato dell’autoriparazione, fornendo loro la possibilità di incidere in modo artificioso sulla dinamica di formazione dei prezzi dei servizi di autoriparazione, con inevitabili conseguenti difficolta per gli operatori del settore. In tal senso la norma vigente ha potuto favorire, nei fatti, un comportamento palesemente ‘vessatorie da parte delle Compagnie, consistente nello scegliere preventivamente ed imporre carrozzerie ed imprese di autoriparazione “ﬁdLiciarie” con la deﬁnizione di tariffe massime o di sconti in convenzione, in aperta violazione del principio di libero mercato, imponendo cosi un mercalio “vincolato” alle medesime imprese e determinando distorsioni nelle dinaniiiche della concorrenza tra le imprese di autoriparazione. l L’articolo 8 (Estensione alle imprese di autoriparazione del diritto di accesso agli atti) è diretto a consentire, in uni quadro di trasparenza, oltre che ai contraenti ed ai danneggiati, anche al riparatore direttamente interessato per aver riparato il mezzo, munito di delega o cessione di credito del soggetto danneggiato, di accedere agli atti istruttori a conclusione dei procedimenti di valutazione, constatazione e liquidazione dei danni che li riguardano per veriﬁcare le perizielsvolte dall’assicuratore e per acquisire elementi di informazione circa le motivazioni che possano determinare un eventuale diniego al risarcimento o una sospensione della procedura liquidativa. ; L’articolo 9 (Modiﬁche alla procedura di’ risarcimento“ Termini e adempimenti. Ispezione e perizia del veicolo del responsabile civile) introduce alcune modiﬁche ed integrazioni alllarticolo 148 del Codice delle Assicurazioni, attinente alla procedura di risarcilmento. In primo luogo, con la lettera a) viene prevista una coerente modifica all’articolo 148, comma 1, del Codice delle lAssicurazioni ove, all’ultimo periodo, si prevede “il diritto dell’assicurato al risarcimento anche qualora ritenga di non procedere alla riparazione”; i la disposizione vigente, in sostanza, mantiene ferma la facoltà di scelta da parte dell’assicurato di non effettuare la riparazione del veicolo anche nei casi di danni che possono pregiudicare Vafﬂdabilità del veicolo e la sicurezza della circolazione stradale o avere ripercussioni sull’ambiente, quindi incompatibili in sede di revisione periodica. A tale riguardo, invece, si ritiene maggiormente coerente stabilire che il diritto dell’assicurato al risarcimento rimanga fermo nei soli casi in cui non sia obbligatorio procedere alla riparazione obbligatoria, come disciplinata dall’articolo 2 del presente progettol di legge. 16
17. Con la lettera b) si intende integrare il domma 4 del Codice delle Assicurazioni, che riconosce all’impresa di assicurazione la possibilita di richiedere le informazioni relative alle modalità dell’incidente, alla residenza e al domicilio delle parti ed alla targa di immatricolazione o ad altro analogo segno distintivo, ai competenti organi di polizia; in tal caso, la norma prevede che l’impresa di assicurazione sia tenuta al rispetto dei termini previsti per la procedura di risarcimento anchein caso di sinistro che abbia determinato sia danni a cose che lesioni personali o il decesso. Al riguardo occorre rilevare che le imprese di assicurazione, non essendovi formalmente obbligate, talora omettono di acqiliisire le ulteriori informazioni relative all’incidente dagli organi di polizia conlil rischio di deﬁnire in modo incompleto l’istruttoria; peraltro, qualora richiedano le predette informazioni, spesso anche a causa delle difﬁcoltà e dei ritardi con cui riescono ad ottenere risposta, non rispettano i termini prescritti (peraltro di natura non perentoria) e tendono a ritardare la procedura di risarcimento provocando un pregiudizio sia al danneggiato, sia nei riguardi dell’impresa di autoriparazione interessata. Pertanto, con la proposta si intende prevédere che la compagnia di assicurazione risulta comunque tenuta a richiedere le informazioni relative all’incidente ai competenti organi di polizia, n| e| pieno rispetto dei termini della ‘procedura, ed al contempo sì prevede dhe gli organi di polizia sono tenuti a trasmettere tempestivamente le informazioni acquisite all’impresa di assicurazione al ﬁne di consentire il rispetto dei termini prescritti. La lettera c) prevede una nuova formulazione del comma 5 dell’articolo 148 del Codice delle Assicurazioni, che consente al danneggiato che abbia presentato richiesta di risarcimento di non veder bloccare la procedura stessa da parte de| l’impre_sa_di assicurazionei nel caso in cui la richiesta fosse priva degli elementi indispensabili per formulare un’offerta. In questo C650. e sempre che tali elementi non siano conoscibili in altro modo, la compagnia assicurativa sarà obbligata a rithiedere al danneggiato di integrare la richiesta. , l I” Pei? all’3 Proposta di modifica sistabilisce cile la richiesta di integrazione, Énﬁic e interrompere i termini drdlecorrenzd previsti dai commi 1 e 2 de” artàc°l° 148 Pif-‘r la procedura di risarcimento, determina la sospensione inîzea ata del ricevimento ‘da parte. dell’assicurato della richiesta di Qrazione a quella del ricevimento dei dati 0| dei documenti integrativi da parte dell impresa di assicurazione; in tale ottida la modiﬁca tende a ridurre la durata complessiva _ della procedura in quanto, contrariamente alla interruzione dei termini attualmente prevista| , che comporta una nuova gîgﬁgeenzcatlcei relativi termini dalla data dilricevimento dei dati o dei n | in egrativi, la sospensione comporta che I termini riprendano a decorrere dalla medesima data di ricevimentolfacendo salvo il periodo già decorso. i 17
18. La lettera d) interviene sulla procedura di risarcimento, nella quale viene prevista l’ispezione dei veicolo incidentato al fine di accertare lentita del danno: si ritiene necessario estendere Vattivita di ispezione anche nei confronti del veicolo del responsabile civile in imodo da poter accertare in modo circostanziate la relazione causale e la compatibilità rispetto ai danni per i quali è stata presentata richiesta di risarcimento. Peraltro, al fine di evitare che l’impresa di assicurazione possa ritardare l’attivita istruttoria a causa di eventuali difficoltà che si frapponganlo all’attività di ispezione sul veicolo del responsabile civile, la norma stabilisce che, comunque, l’impresa di assicurazione è tenuta a mantenere fermi i termini complessivi della procedura di risarcimento. Altresì, al ﬁne di integrare i dati da trasmettere alla banca dati sinistri istituita presso I’IVASS, si introduce l’obbligo a carico dell’impresa di assicurazione di comunicare alla medesima banlca dati anche i dati relativi ai danni accertati sul veicolo del responsabile civile. L’Articolo 10 (Attività peritale) è diretto a confermare il ruolo del perito assicurativo prevedendo che Vaccertamentol dei danni da parte delle imprese di assicurazione avvenga esclusivamente attraverso l’attività peritale svolta da periti iscritti nel ruolo professionale già istituito ai sensi dell’articolo 157 del Codice delle Assicurazioni; l in tal senso si preclude alle com a nie di assicurazione la facoltà di‘ effettuare liberamente e direttamente l’accertamento e la stima dei d nni come desumibile dalla formulazione “a erta” dell’attuale comma 2 dell’articolo 156. Al riguardo occorre considerare come gli interventi legislativi conﬂuiti nel Codice delle Assicurazioni, benché effettuati nell’intento di razionalizzare e semplificare la disciplina risalente alla legge 1i7 febbraio 1992, n. 166 che istituiva il Ruolo nazionale del periti assicurativi (RNPA), abbiano portato, progressivamente, ad un forte condizionamento di fatto da parte delle imprese assicurative sullo svolgimento degli lincarichi di accertamento e stima, indebolendo così, i princìpi d’imparzialità e oggettività che devono informare I’attività professionale dei periti assicurativi. L’esigenza è quella di garantire a tutti gli assicurati che la stima dei danni, la determinazione dei risarcimenti e degli indennizzi loro spettanti, il rilievo o la ricostruzione degli eventi dannosi ed ogni quantificazione, vengano sottratti a qualsiasi condizionamento o riflesso ida parte delle compagnie di assicurazione. llel senso indicato la proposta prevede cheinello svolgimento del loro incarico l periti devono comportarsi non solo ‘lcon diligenza, correttezza e trasparenza”, come attualmente previsto, ma anche in modo autonomo ed indipendente ed in condizioni di terzietà, cosicché il loro giudizio non sia condizionato da conflitti di interesse, compresi i uelli di natura economica o personale, derivanti dai loro accordi, del tutto intuibili ed evidenti, con le rispettive compagnie di assicurazione. l 18
19. Comunque, al ﬁne di riequilibrare la situazionelattuale nella quale ricorrono condizioni tali da influire sulla valutazione e sull’accertamento dei danni, l_a_ proposta intende riconoscere anche al danneggiato l’esplicita facoltà di designare un perito di propria fiducia, iscrittp nel relativo ruolo, al ﬁne di far la stima dei rdanni subiti in eventuale effettuare l’accertamento e contraddittorio e confronto con il perito assiîgurativo, e prevede, altresì, l’obbligo di allegare ai documenti d’a fornire a l’impresa di assicurazione ia documentazione relativa al compenso professionale per l’opera svolta. In virtù di tale disposizione sarebbe possibile assicurare un maggiore equilibrio nella funzione di accertamento e di] stima dei danni realizzando anche condizioni di oggettiva trasparenza. ‘ 19
20. Proposta di legge: Articolo 1 4 _ ( Libertà di scelta dell’assicurato e obbligo informativo. Clausole assicurative vessatorie) Dopo l’articolo 142-ter del decreto legislativo settembre 2005, n. 209, è inserito il seguente: r Articolo 142-quaten (Libertà di scelta dell’assicurato e obbligo informativo. Clausole assicurative vessatorie) ‘ 1. Tutti i contratti di assicurazione devono iàrevedere espressamente la facoltà dell’assicurato di avvalersi di imprese i autoriparazione di propria ﬁducia, abilitate ai sensi della Legge 5 febbraid 1992, n. 122 e successive modificazioni ed integrazioni, per la riparazione del danno. Tale indicazione deve essere riportata all’atto della stipulazione idi nuovi contratti, nonché in occasione di ogni rinnovo contrattuale, e vienelinserita esplicitamente nella nota informativa prevista dall’articolo 185. i 2. Le clausole dirette ad escludere, limitare io condizionare la libertà di scelta dell’assicurato si presumono vessatorieie sono nulle ai sensi degli articoli 33 e 36 del Decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 e successive modifiche ed integrazioni, in quanto dirette a determinare un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto. _ Articolo 2 (Obbligo di riparazione e di revisione del veicolo) Dopo l’articolo 142-ter del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è inserito il seguente: _ Articolo 142-quateri (Obbligo di riparazione e di revisione del veicolo) 1. Al ﬁne di garantire la sicurezza della circolazione stradale e la tutela ambientale il danneggiato per sinistro causato dalla circolazione di un veicolo, per il quale vi è l’obbligo di assicurazione, è tenuto ad effettuare la riparazione nei casi in cui lo stesso veicolo abbia riportato danni ad elementi strutturali ed a sistemi, organi, impianti, dispositivi, equipaggiamenti e componenti, meccanici, elettrici ed elettronici, che sono sottoposti ali; ‘i 20
21. operazioni di revisione periodica di cui all’angolo ‘Bobdel D. Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni ed int grazioni. 2. Il danneggiato, entro i termini prescrittii dall’articolo 148 nei quali l’impresa di assicurazione deve proporre congrua e motivata offerta per il risarcimento, ovvero comunicare specificatamente i motivi per i quali non ritiene di formulare offerta, ha facoltà di comunicare all’impresa la propria volontà di non effettuare la riparazione. In tal caso, il danneggiato mantiene il diritto al risarcimento da parte dell’impresa di assicurazione previa presentazione della copia del certificato di avvenuta demolizione del veicolo. 3. Entro sessanta giorni dalla riparazione avvenuta ai sensi del comma 1, il danneggiato è tenuto a far effettuare la revisione singola del veicolo al ﬂne di accertare la sussistenza dei requisiti di sicurezza, rumorosità ed inquinamento prescritti, fornendo all’impresa di assicurazione copia della certiﬁcazione di esito favorevole. In mancanza l’impresa di assicurazione è tenuta a segnalare la mancata revisione al Di artimento Trasporti terrestri del Ministero per i provvedimenti di competenza. l 4. In caso di trasferimento di proprietà del veicolo danneggiato, gli obblighi previsti dai commi 1 e 3 si trasferiscono in capo al nuovo proprietario. _ Articolo 3 . (Obbligo di riparazione in conformità alla prescrizioni tecniche del costruttore. Garanzie) l Dopo l’articolo 142—ter del decreto legislativo i7 settembre 2005, n. 209, è inserito il seguente: i Articolo 142-quater ( Obbligo di riparazione in conformità alle prescrizioni tecniche del costruttore. Garanzie) 1. _La riparazione deve essere eseguita secondo conformità alle prescrizioni tecniche fornite dal costruttore, lfermo restando l’obbligo di prestare le garanzie di cui all’articolo 11 della legge n. 122/92 da parte delle imprese esercenti I’attività di autoriparazione in ordine agli interventi effettuati ed ‘alla relativa qualità. A tal fine, lentro sei mesi dalla’data di entrata in vigore della presente legge coni decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti vengono deﬁnite lle garanzie di cui al predetto articolo 11 della legge n. 122 del 1992. 21
22. Articolo 4 l _ _ ‘ (Risarcimento del danno e liquidazione dell’indennità dovuta. _ Documentazione fiscale. Cessione del credito e clausole vessatorie) Dopo l’articolo 142-ter del decreto legislativo settembre 2005. n- 299, è inserito il seguente: Articolo 142-quater _ ‘ (Risarcimento del danno e liquidazione dell’indennità dovuta. _ Documentazione ﬁscale. Cessione del credito e clausole vessatorie) 1. Il danneggiato ha diritto a conseguire la reintegrazione in forma speciﬁca da parte dell’impresa di assicurazione che provvede al risarcimento mediante liquidazione dell’indennità dovuta per la riparazione del veicolo danneggiato. l o 2. La somma corrisposta dall’impresa di assicurazione a titolo di risarcimento è versata direttamente all’impresa che ha svolto I’attività di autoriparazione in base alla cessione del relativo credito da parte del danneggiato ai sensi dell’art. 1260 c. c, con contestuale presentazione della copia della documentazione ﬁscale rilasciata al danneggiato. 3. Le clausole dirette ad escludere, limitare ‘o condizionare la facoltà di cessione del credito da parte dell’assicurato si presumono vessatorie e sono nulle ai sensi degli articoli 33 e 36 del Decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 e successive modifiche ed integrazioni, in quanto dirette ad imporre ingiustiﬁcate restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti coni terzi. 4. La somma viene liquidata direttamente alldanneggiato laddove questi effettui la riparazione del veicolo danneggiato avvalendosi di imprese di autoriparazione di propria ﬁducia senza ricorrere alla cessione del credito di cui al comma 2, previa presentazione della copia della documentazione ﬁscale rilasciata dalla medesima impresa di autoriparazione. 5. La documentazione ﬁscale rilasciata ai sensi dei commi 2 e 4 riporta in modo analitico il contenuto degli interventi riparativi effettuati dall’impresa di autoriparazione. Copia Cll tale documentazione è inviata in formato elettronico da parte dell’impresa di assicurazione alla banca dati dei sinistri istituita presso l’IVASS ai sensi dell’articolo 135. 22
23. Articolo 5 _ ( Convenzioni tra imprese diassicur zio_n_e {Imprese d‘ autoriparazione: limiti e cdndizioni) Dopo l’articolo 142-ter del decreto legislativo settembre 2005, n. 209, è inserito il seguente: ‘ i Articolo 142-quaterl , ‘ (Convenzioni tra imprese di assicurazione e imprese di autoriparazione: limiti e condizioni) i l 1. Le clausole contrattuali che prevedono la fadoltà da parte dell’impresa di assicurazione di provvedere al risarcimento in forma speciﬁca mediante apposite convenzioni con imprese di autori arazione, a fronte di una riduzione del premio relativo alla garanzia di responsabilità civile, non si considerano vessatorie a condizione che sian state oggetto di trattativa individuale con il contraente ai sensi dell’ artioolo 34 del predetto Decreto legislativo n. 206 del 2005. Resta comunque fe ma la facoltà dell’assicurato di avvalersi di imprese di autoriparazione ncîîn convenzionate di propria ﬁducia, abilitate ai sensi della Legge 5 febbrai 1992, n. 122 e successive modificazioni ed integrazioni, per la riparaziohe del veicolo ai sensi del presente Capo. 2. In ogni caso le clausole previste nelle convenzioni fra imprese di assicurazione ed imprese di autoriparazione non possono prevedere condizioni restrittive che risultino difformi rispetto alle disposizioni della contrattazione collettiva e della regolamentazione contrattuale di settore, né stabilire tempi di lavorazione tali da rendere ingiustificatamente onerosa la conformità delle riparazioni alle prescrizioni tecniche fornite dal fabbricanti. Risultano precluse limitazioni che possano aggravare le condizioni a carico delle imprese di autoriparazione in materia di sicurezza sul lavoro e di tutela dell’ambiente, nonché le ulteriori condizioni chelnon risultino compatibili con gli elementi ed i parametri deﬁniti dagli studi di settore. 3. Nei casi di vizi, guasti o danni derivanti da interventi di riparazione effettuati in condizioni precarie a causa dei vinicoli restrittivi previsti nelle clausole inserite nelle convenzioni, l’impresa di assicurazione è corresponsabile con l’impresa di autoriparaziolne convenzionata, ferma restando la preventiva richiesta di risarcimento della parte danneggiata all’impresa di autoriparazione e la preventivai escussione del patrimonio della medesima impresa. , l 4. E ammessa l’azione inibitoria di cui al| ‘articolol 37 del Decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 e successive modiﬁche edintegrazioni, contro le imprese di assicurazione che nell’offerta, nella pubblicità e nell’informazione dei propri servizi assicurativi raccomandano l’utilizzo di condizioni generali di contratto aventi ad oggetto il risarcimento in forma speciﬁca mediante specifiche convenzioni con imprese di autoriparazione. Si applica l’articolo 37-bis del predetto Decreto legislativo n. 206 del 2005. ‘l’ 23
24. Articolo 6 _ _ (Risarcimento integrale de’ danni subiti) » l l Dopo l’articolo 142-ter del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è inserito il seguente: l Articolo 142-quateii (Risarcimento integrale dei danni subiti) 1. Resta comunque fermo il diritto del danneggiato a| l’integra| e risarcimento dei danni subiti a seguito di incidente, ivi compresi gli oneri ed i costi conseguenti relativi al soccorso stradale, al “fermo tecnico” del veicolo, al noleggio di veicoli sostitutivi, all’assistenza tecnica, peritale e legale in sede stragiudiziale, nonché all’eventuale demolizione e reimmatricolazione‘ del veicolo. Articolo 7 (Abrogazione della disciplina del risarcimento diretto) 1. Al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 sono apportate le seguenti modifiche: ‘ a) l’articolo 145, comma 2, l’articolo 149 e l’articolo 150 sono abrogati; l b) all’articolo 135, commi 1, 2 e 3, le parole “dagli articoli 148, 149 e 150″ sono sostituite dalle seguenti: “dall’articolo 148″; c) ‘all’articolo 326, comma 1, secondo perllodo, le parole “di cui agli articoli 148 e 149″ sono sostituite dalle seguenti: “di cui all’articolo 148″. 2. Il decreto del Presidente della Repubblicalls luglio 2006, n. 254 è abrogato i 24
25. Articolo 8 _ . – – – ‘ ‘ t di accesso (Estensione alle imprese di autoriparazione del dm‘ ° agli atti) -. – . 209, ‘l 1. All’articolo 146 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n I i comma 1 è sostituito dal seguente: “1. Fermo restando quanto previsto per laccesso ai singoli dati P€”5°”a codice in materia di protezione dei dati personali, le imprese di . . . . . – – nsabilità civile assicurazione esercenti l’assicurazione obbligatoria della reSPO derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti sono tenute a consentire ai contraenti ed ai danneggiati, nonché ai titolari delle impzeî che provvedono alla riparazione dei veicoli COInVOlti nel sinistro muni Id . delega o cessione di credito, il diritto di accesso agli atti a conclusione) eli procedimenti di valutazione, constatazione e liquidazione del danni C e ‘ riguardano. ” ‘ Articolo 9 (Modifiche alla procedura di risarcimento. Termini e adempimenti. Ispezione e perizia del veicolo del responsabilecivile) All’articolo 148 sono apportate le seguenti modificazioni: a) l’ultimo periodo del comma 1 è soppresso; b) il comma 4 è sostituito dal seguente: “4. L’impresa di assicurazione è tenuta a richiedere le informazioni relative alle modalità dell’incidente, alla residenza e al targa di immatricolazione o ad altro analogo se organi di polizia, fermi restando i termini stabili caso di sinistro che abbia determinato sia danni domicilio delle parti ed alla no distintivo, ai competenti i dai commi 1 e 2 anche in a cose che lesioni personali o il decesso. Gli organi di polizia trasmettono tempestivamente le informazioni acquisite all’impresa di assicurazione al fine di consentire Il rispetto dei termini prescritti. ” ; c) il comma 5 è sostituito dal seguente: “S. In caso di richiesta incompleta l’impresa di assicurazione richiede al danneggiato entro trenta giorni dalla ricezione integrazioni; in tal caso i termini di dalla data di ricevimento della richiesta di ricevimento dei dati o dei documenti integrativi. ” 25 della stessa le necessarie cui ai commi 1 e 2 rimangono sospesi integrazione a quella del ‘l’26.
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References: articolo 8
e contrario
 Sentenza 
 sentenza 
 Articolo 1
 Articolo 142
 Articolo 2
 Articolo 142
 Articolo 3
 Articolo 142
 articolo 11
 Articolo 4
 Articolo 142
 Articolo 5
 Articolo 142
 Articolo 6
 Articolo 142
 Articolo 7
 Articolo 8
 Articolo 9