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Timestamp: 2018-03-20 14:47:11+00:00

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Cantava Fabrizio De Andrè: N el mese di giugno sono state. L immensa eredità di Falcone e Borsellino. Esperienze di istruzione superiore condivisa - PDF
Cantava Fabrizio De Andrè: N el mese di giugno sono state. L immensa eredità di Falcone e Borsellino. Esperienze di istruzione superiore condivisa
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Miranda De Marco
1 N.7 - Luglio 2007 Periodico di attualità giuridica e cronaca universitaria L immensa eredità di Falcone e Borsellino ro stessi godevano del rispetto e della stima degli ex uomini d onore. Che calore, che senso di amicizia quando ci siamo salutati con i pentiti Buscetta, Mannoia e Calderone diceva Giovanni Falcone. Peraltro anche Calderone dichiarò ai giornali: Ho collaborato con Falcone perché è uomo d onore. Per fare ciò Falcone e Borsellino hanno sacrificato tutta la loro vita, perché la lotta alla mafia è stata la loro vita. Non c era tempo e modo per potersi concedere un esistenza normale, per potersi godere la famiglia e gli amici. Molto spesso non riuscivano neppure a dormire. Ma non indugiavano di fronte a nulla e da fieri siciliani marciavano dritti verso il loro obiettivo dichiarato: la fine di Cosa no- Cantava Fabrizio De Andrè: prima pagina, venti notizie, ventuno ingiustizie e lo stato che fa? Si costerna, si indigna, si impegna, poi getta la spugna con gran dignità Era il 1990 e con questi versi il compianto cantautore genovese fotografava in modo impeccabile l immagine di uno Stato italiano che viveva anni di agonia istituzionale che avrebbero portato alla fine della Prima Repubblica. L immagine dello Stato come entità distante o addirittura assente era controbilanciata dall immenso ed encomiabile lavoro di due straordinari giudici di Palermo: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Grazie a loro è stata riconosciuta l esistenza della mafia come vero fenomeno malavitoso antagonista dello Stato e non più soltanto come fenomeno sociale localizzato nell Italia meridionale. Studiando il fenomeno mafioso per anni con minuzia e dedizione e, al tempo stesso, scontrandosi contro il diffuso senso di sfiducia nei confronti dello Stato che portava al silenzio e alla negazione stessa dell esistenza di un fenomeno chiamato mafia ( la mafia non esiste era la classica risposta che si sentiva dire quando si affrontava l argomento), sono penetrati nei suoi meccanismi grazie a indagini e processi estenuanti, e grazie soprattutto alla collaborazione dei pentiti. Da essi hanno tratto non solo semplici informazioni su chi e come aveva commesso un omicidio, ma un vero e proprio codice d onore munito di regole e sanzioni, rituali e modi di dire che mai nessuno s era preso la briga di esaminare con grande pazienza e accuratezza, in modo scientifico. Tutto aveva un significato preciso e non accadeva per caso. Il loro metodo era vincente e lo- Esperienze di istruzione superiore condivisa L' esigenza di parlare un linguaggio comune in merito all efficacia trasnazionale dei titoli che le Università rilasciano ai propri studenti viene affrontata su due direttrici: il riconoscimento del titolo da parte di Università diverse da quella di appartenenza, e la creazione di un sistema di percorsi di formazione tributari di titoli condivisi. Per quanto riguarda il primo aspetto, la Convenzione di Lisbona dell 11 aprile 1997, recepita dall Italia con L. 148/02, prevede entro il 2010 il raggiungimento di una serie di traguardi indispensabili per rendere lo Spazio Europeo dell I- struzione Superiore un bacino dal quale si possa attingere nuovo capitale umano, per un mercato del lavoro altamente specializzato e competitivo. Per questo motivo occorre una spendibilità diffusa dei titoli conseguiti presso le nostre Università, e questa spendibilità viene sostenuta, fra l altro, attraverso l attenta verifica delle conoscenze poste alla base del conferimento del titolo di studio. Per fare ciò, la III Sezione della Convenzione di Lisbona prevede che l Università che intende riconoscere il titolo accademico conseguito in un altro Paese, deve preliminarmente esporre i criteri di stra. La fine del consolidato sistema Mafia-politica (a livello locale fino a giungere alle alte sfere della politica nazionale). La fine di tante ingiustizie e soprusi. Questo era più importante di tutto, delle loro stesse vite. Perché fare la guerra a Cosa nostra significava aprire un conto con essa che sarebbe stato saldato solo pagando con la propria vita e loro ovviamente questo lo sapevano benissimo. Era accaduto al Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ai loro amici Rocco Chinnici e Ninni Cassarà e a tutti quelli che come loro puntavano dritti contro la mafia. Ma alla tristezza per le morti di quegli uomini che lo Stato non riusciva a proteggere (come diceva Falcone) non si è mai sostituito lo sconforto. Anzi sembrava che crescesse ancora di più in loro la convinzione della necessità di dover porre fine a tanta crudeltà. Paura? - disse Borsellino all uomo d onore Vincenzo Calcara nel Ma tu non sai che è bello morire per le cose in cui si crede?. Spesso usavano sdrammatizzare l argomento morte addirittura scherzandoci sopra come si fa tra amici davanti a un bicchiere di vino, quasi a volersi infondere ancora più coraggio e determinazione. Non cedevano neppure quando lo stesso Stato democratico che loro s affannavano per proteggere sembrava volergli mettere i bastoni fra le ruote in tutti Continua a pag. 2 valutazione che adopererà nella procedura di riconoscimento. È altresì necessario che l interessato e l Università presso la quale ha conseguito il titolo, siano in grado di fornire le informazioni che illustrino sia la natura giuridica dell università che ha rilasciato il titolo, sia il valore del titolo rilasciato all esito del corso di studio. Per quanto riguarda il secondo aspetto, i princìpi affermati nel lungo articolarsi del Processo di Bologna prendono corpo, nel nostro Paese, con il processo d Internazionalizzazione del Sistema Uni- Continua a pag. 3 EDITORIALE CONSIGLI PER ACQUISTI. Novità dal Ministero dell Università e della Ricerca N el mese di giugno sono state prese importanti decisioni riguardanti il futuro della nostra Università: a Cagliari si è discusso di un aumento delle tasse universitarie; a Roma è nato lo Statuto dei Diritti e dei Doveri degli Studenti Universitari. Essendo uno studente ho ben pensato di interessarmi ad entrambe le cose, decidendo di dare il mio apporto all interno dell Università di Cagliari e nello specifico nella Facoltà di Giurisprudenza. Riguardo all aumento delle tasse, sembrerebbe che Università e Regione potranno raggiungere un accordo, che eviti una nuova contribuzione da parte degli studenti. Dopo aver a lungo riflettuto sulla proposta del Rettore di aumentare le tasse universitarie, mi sono dedicato allo studio di una soluzione alternativa. Vorrei precisare che questa mia iniziativa è animata da un principio generale di collaborazione tra cittadino e P.A., che nel caso di specie si riflette nel rapporto studente- Università. Questa è l idea dal punto di vista pratico. In riferimento alle dichiarazioni rese dal Rettore alla stampa locale, relative Continua a pag. 3 ALL'INTERNO Rubrica facoltà le barriere architettoniche strutturali e non solo p. 2 Attualità Giuridica Un diritto civile: l acqua p. 4 Diritto alla rovescia Novità per gli studenti di legge p. 10
2 2 N.7 - Luglio 2007 L immensa eredità di Falcone e Borsellino >> Continua da pag. 1 i modi, isolandoli e ostacolando il loro prezioso lavoro. Come se si trattasse di personaggi scomodi per ciò che facevano, da limitare e tenere sotto controllo. Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco molto grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno diceva Falcone cercando di scuotere le Istituzioni e invocando maggiore attenzione per i fedeli servitori dello Stato abbandonati al loro destino. Sono passati 15 anni da quando il destino per questi valorosi uomini di Stato si è compiuto. Falcone e Borsellino quella spugna di cui parla Fabrizio De Andrè non l hanno gettata e non l avrebbero mai gettata. Li hanno dovuti uccidere per fermarli. Questo articolo è stato pensato e scritto col solo scopo di ricordare a tutti noi quel momento e tutto quello che hanno fatto per difendere la democrazia nel nostro paese queste persone straordinarie, perché chiunque si affaccia al mondo del diritto, qualunque aspirante giurista tenga sempre bene a mente il loro insegnamento. La mafia non è affatto invincibile. E un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Giovanni Falcone Carlo Sotgiu Director per la stampa Facoltà di Giurisprudenza: le barriere architettoniche strutturali e non solo na e dato che la sedia non entra dove c è il W.C. perché la porta ètroppo stretta, il disabile è costretto a tenere la porta aperta! L aula è inadeguata in quanto le sedie sono scomode perchè prive di tavolini sui quali si possa scrivere. Inoltre le luci sono troppo deboli per fare lezione. L aula Ledda è raggiungibile con l ascensore ma capita spesso che questo a causa di sbalzi di tensione non funzioni oppure si blocchi con persone dentro (come già capitato). Per questo motivo un ragionevole numero di persone con disabilità non ha potuto seguire costantemente le lezioni in quest aula. Le persone con difficoltà motorie possono avere problemi sia nell accesso alla biblioteca della Facoltà (le scale d accesso sono pericolanti perché il marmo di alcuni gradini si solleva e si dovrebbero eliminare le porte a soffietto, o quantomeno bloccarle durante il transito dei disabili) sia al dipartimento di comunità europea (le mattonelle si muovono e pertanto sono pericolose). La Facoltà non mette a disposizione degli studenti, con disabilità, strumenti informatici particolari per seguire al meglio le lezioni e dare gli esami in maniera consona alle loro problematiche. Un altra barriera è quella umana : l indifferenza o la scarsa solidarietà dei colleghi, la poca disponibilità mostrata talvolta da parte del personale o da qualche docente, som- N ella Facoltà di Giurisprudenza si insegna a rispettare la legge e si dice che tutti hanno gli stessi diritti e doveri. Purtroppo, l' Istituzione (dal gradino più basso a quello più alto), non riesce sempre a garantire quanto appena scritto. Dice l articolo 22 dello Statuto degli Studenti Universitari: Gli studenti hanno il diritto di accedere alle strutture didattiche in condizioni materiali adeguate. E' cura di ciascun Ateneo rimuovere le barriere architettoniche e ogni altro ostacolo che possa impedire la fruizione effettiva dei corsi, delle sedi d'esame, delle biblioteche, degli spazi universitari e di garantire sufficienti posti a sedere nelle aule e adeguati posti studio nelle biblioteche e nelle sale lettura. Parliamo di barriere architettoniche. In molte aule i disabili non possono accedere a causa di scale o gradini oppure perchè l ascensore non funziona. L aula Salesiani (utilizzata per tantissime lezioni) oltre ad avere tre gradini all ingresso è in pendenza, per cui le persone con disabilità in carrozzina si devono mettere sempre in prima fila altrimenti la sedia scivola sul pavimento. Per entrare in bagno (ovviamente non adattato ) c è un gradino, a causa della pendenza del pavimento le assistenti devono faticare il doppio per far salire la carrozzina, con il rischio di farsi male o di rovesciare di lato la carrozzimate alle barriere architettoniche, aumentano la difficoltà di accesso e fruizione dei servizi, ma non certo quella di far valere i giusti diritti. Quali potrebbero essere le soluzioni? Innanzi tutto l abbattimento delle varie barriere architettoniche che, in barba alla Legge, regnano tuttora sovrane, in modo che l intera facoltà sia effettivamente agibile per TUTTI gli studenti. Fornire alle persone con disabilità sussidi informatici adeguati alle loro problematiche o altri servizi personalizzati (quali il prendiappunti attualmente riservato ai disabili sensoriali), a seconda delle singole particolari esigenze, mirati all effettivo accesso allo studio - integrazione, nonché, se necessario, anche l ausilio dell assistente materiale. Maggiore disponibilità del personale della biblioteca per rendere l accesso più semplice sia al locale sia agli armadietti dove riporre gli effetti personali. Maggiore sensibilità dei docenti nella scelta di aule e orari di lezione, perché non sempre tengono in considerazione le difficoltà delle persone con disabilità motorie. Si potrebbe seguire l' esempio di Università come Sassari, Padova, Torino e molte altre, dove molto si è fatto per ridurre al minimo i disagi degli studenti disabili. Valeria Sirigu Socia Onoraria di ELSA Cagliari CONSIGLIO DIRETTIVO Da un idea di Efisio Boi e Francesco Deidda Presidente Segretario Tesoriere Vicepresidente seminari e conferenze Vicepresidente attività accademiche Vicepresidente marketing Vicepresidente STEP Presidente Onorario e Director for Esternal Relations Director Segreteria Director Seminari e Conferenze Director Attività Accademiche Director Marketing Director per la Stampa Director per la Stampa Director STEP Director CI and Graphics Director area Presidenza Sindaco di ELSA Cagliari Sindaco di ELSA Cagliari Directors Collegio dei sindaci Nicola Ibba Pierluigi Serra Giorgio Mangiaracina Anna Linzas Luca Picasso Sandro Bili Andrea Uroni Francesco Deidda Nicla Saba Federica Deplano Margherita Marascia Ignazio Nocco Carlo Sotgiu Allessandra Morgante Pierpaolo Giordano Federica Mattana Josè Manca Davide Cicu Fabrizio Cancedda Orari di ricevimento Da lunedì a venerdì dalle ore 10 alle ore 13 Via Nicolodi, 102 c/o Facoltà di Giurisprudenza Tel Direttore Responsabile Giuseppe Amisani Redazione Francesco Deidda, Carlo Sotgiu Collaboatori Josè Manca, Sara Cossu, Nicla Saba, Giorgio Mangiaracina, Claudio Piras, Dott. Giovanni Marini, Valeria Sirigu, Marco Spiga, Annalisa Spiga, Clara Duwell, Rosanna Schneider, Rossana Deplano Grafica e impaginazione Federica Mattana e Marco Spiga Per l'invio di articoli e la pubblicità Sede ELSA Cagliari Via Nicolodi, 102 c.p. Viale S. Ignazio, 17 c/o Facoltà di Giurisprudenza Cagliari Tel. & Fax: Stampa OFFICINE GRAFICHE TIEMME Tel ASSEMINI (CA) Tiratura 3000 copie TESTATA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI CAGLIARI N. 32/04
3 N.7 - Luglio Editoriale >> Continua da pag. 1 alla difficoltà di accendere le luci ed il riscaldamento nelle Facoltà, ho preso visione dei bilanci preventivi e consuntivi (con relative Relazioni) dal 2003 ad oggi. Le conclusioni a cui sono giunto mi portano a riflettere su di un ridimensionamento di alcuni capitoli di spesa, alla luce dei progressi fatti in campo tecnologico e delle linee di politica attinenti alla razionalizzazione delle risorse energetiche. Ecco la possibile alternativa per trovare i euro necessari al bilancio dell Università. Prendendo le mosse dal bilancio consuntivo del 2006 (scaricabile dal sito ) sono emersi i seguenti dati: a) SPESE TELEFO- NICHE = ,37. Usando delle semplici regole di economia domestica si potrebbero sostituire le "vecchie" cornette telefoniche con delle cuffie e dei microfoni (da 10 euro o anche meno) e parlare senza limiti di tempo, attraverso i nuovi strumenti della telefonia: VOIP STUNT o SKYPE ( e ). Molti sapranno che basta avere una buona connessione ADSL per parlare in tutto il mondo, con software come Voip Stunt o Skype, gratis! Si può chiamare gratis in tutta Italia (ai numeri fissi) e in altri 30 paesi stranieri. A ciò si aggiungano le tariffe agevolate verso i cellulari. Per concludere, si potrebbe dire che questi 705 mila euro spesi per le telefonate dei nostri professori e funzionari, potrebbero essere risparmiati e dunque spesi per accendere la luce all'università (come si sta già facendo in altre università e in certi ministeri del governo italiano); b) SPE- SE PER L'ENERGIA ELETTRI- CA = ,16. Qui la soluzione potrebbe essere quella di sostituire le tradizionali lampadine a incandescenza (ad alto consumo) con i nuovi bulbi a fluorescenza compatti (modello a risparmio energetico). Una lampada a risparmio energetico consuma l'80% in meno di energia rispetto alle altre lampade a filamento (tradizionali), con una durata 8 volte superiore di una lampadina normale. Se l Università scegliesse le lampadine a fluorescenza risparmierebbe ogni anno l'80% di ,16 euro= ,328 euro. Ora fermiamoci a fare il calcolo dei risparmi, basato solo su queste poche voci del bilancio. Otterremo questo risultato: (telefono) ,328 (luce) = ,328 (ma gli sprechi potrebbero essere anche altri). Perciò da ne resterebbero già ,672. d) IN- CENTIVI PER IL PREPENSIO- NAMENTO DEI DOCENTI. Prendendo spunto dall esperienza dell Università di Torino e da quella bolognese, si potrebbe proporre anche a Cagliari il prepensionamento ai professori che hanno raggiunto i 40 anni di contributi ed hanno almeno compiuto i 65 anni. In cambio verrebbe offerto, da parte della Facoltà d appartenenza, un contratto di collaborazione ai professori, consentendo loro di proseguire la propria professione e di conseguenza agevolare il ricambio generazionale. Anche questa soluzione comporterebbe un risparmio economico, che farebbe fronte al fenomeno della c.d. fuga di cervelli. e) CONTROLLO SUL SOM- MERSO. A conclusione di tale prospetto non poteva certo mancare un attenzione particolare verso le dichiarazioni dei redditi fatte dagli studenti. Sarebbe quanto mai opportuno rendere effettiva la norma che disciplina e punisce chi dichiara il falso sulle proprie entrate economiche. Se si riuscisse a far emergere il sommerso delle tasse degli studenti, ne gioverebbe senza dubbio l intero sistema universitario, ottenendo un importante contributo al miglioramento dei beni e dei servizi offerti agli studenti, ligi alle istituzioni. Ritengo che sia un dovere di ogni studente farsi avanti, per essere di supporto all amministrazione universitaria, cercando di trovare sempre l appoggio degli organi istituzionali a tutti i livelli. Sopratutto, lancio un appello a tutti i rappresentanti degli studenti, che intendano rappresentarci, al fine di far girare queste informazioni a 360. Riguardo allo Stauto degli Studenti Universitari, questo èstato proposto dal massimo organismo di rappresentanza studentesca universitaria: il CNSU, con lo scopo di avvicinarci alle altre realtà universitarie europee, nella tutela dei diritti degli studenti. Alla luce di numerose riforme del sistema universitario, gli studenti si trovano ad affrontare numerose difficoltà in merito al sistema didattico e all utilizzo dei servizi offerti dagli atenei. Perciò, si tratta di un momento storico per noi studenti, in quanto ricopriamo una posizione di centralità nei luoghi di formazione, che deve esserci riconosciuta e sostenuta. Con questo documento si potrà misurare il grado di dignità e tutela che riceviamo della nostra Facoltà, come da tutte quelle d Italia e d Europa. Allo stesso modo siamo però tenuti a rispettare i doveri che derivano dallo Statuto, coi quali contribuiamo a dare maggiore dignità alla comunità in cui viviamo. E per questo che vorrei invitare tutti a conoscere questa nostra Carta fondamentale che segna un passo in avanti, nel rispetto dei diritti e dei conseguenti doveri all interno dell Università. Francesco Deidda VP Seminari e Conferenze ELSA Italia >> Continua da pag. 1 versitario, che attraverso i decreti ministeriali nn. 509/99 e 270/04 offre agli Atenei italiani una preziosa occasione per fare sistema con le Università del resto del mondo. Viene infatti stabilito che, anche sulla base di apposite convenzioni con atenei stranieri, le Università italiane possono rilasciare titoli congiunti. Nell esercizio della propria autonomia, le Università italiane provvedono, tramite le disposizioni statutarie e regolamentari, a dotarsi della necessaria organizzazione per mettere a regime tali princìpi. Vale la pena soffermarsi sulle opzioni che l Università possiede in relazione alla condivisione dei titoli. Vi sono, infatti, accordi governativi Vi sono, infatti, accordi governativi che pianificano le politiche che i paesi interessati intendono porre in essere per attuare la cooperazione culturale. È il caso del protocollo di cooperazione culturale tra Germania e Italia, dove fra l altro si sancisce che <<... le due Parti, in considerazione dei cambiamenti intervenuti nei sistemi universitari dei due Paesi in conseguenza del Processo di Bologna, dichiarano la propria disponibilità ad avviare colloqui sul riconoscimento reciproco dei titoli di studio. Anche a tal fine, le due Parti favoriranno - attraverso lo scambio di documentazione ed incontri di esperti - la conoscenza ed il confronto dei rispettivi sistemi d'istruzione universi- taria, alla luce della recente riforma del sistema universitario italiano e delle riforme in atto nel sistema universitario tedesco>>. Analogamente, l Accordo fra Italia e Francia, istitutivo dell Università italofrancese, prevede, fra l altro, la possibilità di rilasciare <<doppi titoli e titoli congiunti e concorrere alla definizione dei programmi comuni>>, nonché di <<promuovere programmi congiunti di ricerca e di formazione permanente>>. Sul solco di tali politiche, le Università stipulano Convenzioni per il rilascio di doppi titoli di studio e di titoli congiunti. Con riferimento ai doppi titoli, la mobilità disciplinata da tali accordi può sfociare nel conseguimento di due lauree automaticamente riconosciute dall Università di appartenenza e dall Università straniera. Con riferimento ai titoli congiunti, viene rilasciato un solo titolo, firmato dai Rettori delle Università presso le quali lo studente ha condiviso il percorso di studi. Si tratta, invero, di un sistema più diffuso fra i master, mentre per le lauree specialistiche si predilige ricorrere alla doppia laurea. Infatti, non bisogna trascurare il fatto che la laurea congiunta richiede un corso congiunto, che deve passare attraverso una complessa procedura di approvazione del M.U.R., il quale svolge attività di programmazione, aggiornando periodicamente le tabelle delle classi di corsi di laurea. L Università di Cagliari è impegnata da anni nel creare una rete di rapporti con le Università europee ed internazionali, con lo scopo di consentire ai propri studenti di formarsi secondo percorsi condivisi presso ciascun sistema di rete, e conseguire infine un titolo la cui spendibilità cresca proporzionalmente al numero di partners universitari. Ciò va anche a merito di una offerta formativa che si sta mettendo alla prova per affrontare le sfide del mercato della conoscenza sempre meno legato a confini geografici. A titolo meramente esemplificativo, vale la pena ricordare i corsi di laurea triennale in: tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali; economia e gestione dei servizi turistici; operatore culturale per il turismo; scienze e servizi giuridici; ingegneria biomedica; lingue e culture europee ed extraeuropee; scienze motorie; scienze e tecniche psicologiche applicate al lavoro alle organizzazioni e al turismo; economia e politiche europee. Sul versante delle lauree specialistiche, può farsi menzione ai corsi di: economia e management del turismo e dell ambiente; chimica e tecnologie farmaceutiche; giurisprudenza; ingegneria delle telecomunicazioni; lingua, letteratura e cultura della Sardegna, lingue e linguaggi per la comunicazione multimediale e il giornalismo; psicologia; tecnologie informatiche, e scienze sociali e cooperazione allo sviluppo. A febbraio 2007, risultavano in mobilità nell ambito del programma Erasmus, come incoming students, 160 ragazzi stranieri, mentre da Cagliari si muovevano 389 studenti. Oltre la mobilità regolata dalle varie declinazioni del Programma Socrates, lo strumento partenariale riguarda anche i corsi di studio di terzo livello. Infatti, con l adozione del Regolamento per le Scuole di Dottorato n. 460 del 9/12/05, l Università di Cagliari prevede la possibilità, per le Scuole di Dottorato, di <<promuovere la sottoscrizione di accordi di cooperazione internazionale con altre Università o enti stranieri. Gli accordi di cooperazione possono altresì perseguire il riconoscimento reciproco del titolo o il rilascio dei titoli congiunti>>. A tal fine è richiesto che le Scuole di Dottorato prevedano che la tesi e le relazioni infrannuali siano redatte anche in lingua straniera, sia al fine di inserire il Dottorando in una rete di ricerca internazionale, sia per sostenere la richiesta, avanzata dalla Scuola, di conferire al Dottorando il titolo di Doctor Europeus, aggiuntivo rispetto al valore legale del Dottorato. Dott. Giovanni Marini Direzione per le Relazioni e le Attività Internazionali
4 4 N.7 - Luglio 2007 Un diritto civile: l acqua. C ominciamo dalla fine: un sentito grazie al mio amico Fulvio Contu, reo d avermi presentato Pino Zarbo, coordinatore dei Verdi della sezione cagliaritana, persona molto competente che ho avuto il piacere d intervistare. Grazie anche a Francesco Deidda che mi ha aiutato e accompagnato durante la realizzazione dell articolo. Il tempo, o meglio lo spazio è poco e le cose da imparare o ripassare sono tante. Finiti i preamboli ora si comincia per davvero. Oro giallo, oro nero e adesso anche oro blu. Un business di circa 400 miliardi di dollari, sempre più legato al potere d acquisto del cittadino. Più acqua usiamo e più la paghiamo. E così da un pezzo, non è una novità. Il problema è che qui in Italia abbiamo i riflessi un po lenti e le reazioni un pò tardive. Soprattutto sulla cultura del diritto. L acqua è un diritto imprescindibile, inalienabile per l uomo, per tutti gli uomini. Non può essere considerato un bene come gli altri su cui lucrare. Siamo formati per il 95% d acqua, non dimentichiamolo e abbiamo bisogno di bere in continuazione per vivere. Se la vita è un diritto anche l acqua deve essere considerata tale. Chi è che ci ruba l acqua? Ho letto che ci sono i predoni dell acqua. In che modo ce la rubano? L acqua è sempre stata predata. A causa di lei in passato ci sono state delle guerre, e ce ne sono tuttora. Il conflitto Israelo-palestinese per esempio, nasce per problemi d acqua. In paesi occidentali e pseudo-civili come il nostro, tanti baracconi d acqua minerale italiani sono stati creati da grossissimi personaggi politici. Rendiamoci conto che si tratta di un affare enorme. Una delle proposte che mi verrebbe da fare riguarderebbe non la nazionalizzazione delle fabbriche, ma di tutte le acque minerali: con quel guadagno si rimetterebbero a posto le casse dello stato, le pensioni e tutto il resto. C è sempre più gente che si rifugia nell illusione di bere la minerale pura, incontaminata, povera di sodio, (come dice la pubblicità), invece, che tipo d acqua beviamo? E quanto in più la paghiamo, rispetto al suo costo reale? Che garanzie abbiamo, quando beviamo l acqua minerale, rispetto ad un bicchiere d acqua che sgorga dal nostro rubinetto di casa? La differenza è enorme. L acqua del nostro rubinetto di casa è controllata giornalmente ed è sicuramente più sicura rispetto a quella minerale che subisce controlli ogni tre, quattro, cinque anni. Potrà avere un brutto odore o un brutto sapore ma, ripeto, è certamente più sicura. Per quanto riguarda l acqua incontaminata, le cronache sono piene d acque incontaminate, diventate inquinate e velenose, e infine, parlando di costi bisogna ricordare che quando l acqua è estratta dai privati, è pagata una tassa che è pari allo 0,0001 centesimo d euro per litro, quindi in sostanza niente, mentre sui banchi-vendita dei supermercati noi ce la ritroviamo ad un prezzo che varia dai 15 ai 40 centesimi d euro per litro. L Italia è il primo paese del mondo nella produzione d acque minerali, con 177 imprese e 287 marche. Quando il ministero della salute ha richiesto alle aziende imbottigliatrici le analisi di conformità al decreto del 2001 per verificare la presenza di metalli nell acqua, ben 200 marche su 260 sono risultate fuori norma. Questi dati io li ho trovati con non poche difficoltà: perché nessuno ci dice niente? Perché non ci avvisano mai per tempo di questi pericoli? Perché i media parlano sempre d altro? Perché noi abbiamo un grosso problema in Italia, non so se lo conoscete, che è quello della disoccupazione. Addirittura in Sardegna importiamo scorie anche radioattive, pur di conservare i posti di lavoro, quindi non mi meraviglia affatto che 200 marche d acqua minerale su 260 siano risultate irregolari. Abbiamo questa dote d illegalità in Italia, dove il ricatto è i posti di lavoro, quindi in nome e per conto di questi sporchissimi ricatti, ci passa la salute pubblica. Senta, chi sono queste lobby dell acqua? E possibile fare qualche nome e cognome, o è meglio rimanere nel vago? Penso sia una cosa un pochino pericolosa: quando si discute di queste problematiche e si gestisce una terra come la Sardegna, bisogna sempre tenere presente che tutto ruota attorno a due problemi fondamentali: l acqua e il fuoco, nel senso che l uno è funzionale all altro. Il fuoco serve fondamentalmente a far diminuire le risorse idriche, e di conseguenza, il depauperamento del territorio, mischiato alla cattiva gestione pubblica delle acque, non fa altro che fare il gioco dei produttori delle minerali, che in base ai consumi e agli sprechi di ognuno di noi, aumentano i prezzi delle acque ad un livello esponenziale. Quindi in sostanza, è soltanto una questione di soldi. Assolutamente si. L interesse economico si sovrappone nettamente a quelli che sono l interesse pubblico, la legalità e il diritto d ogni cittadino ad usufruire gratuitamente dell acqua. Parliamo del fronte pubblico. Sprechi, privilegi, inquinamento, conti che non tornano, dissesti ambientali provocati dalle grandi opere per raggruppare l acqua che non c è. Giusto per fare un esempio: in Sardegna ci sono 57 dighe, ma solo una è collaudata per essere riempita al massimo. Questo vuol dire che, anche volendo, più di quel tanto d acqua non le puoi riempire. In Italia l acqua è presente in grand abbondanza, eppure, seppur diversa, l emergenza idrica è una realtà. Ho trovato quattordici zone in Italia che sono a rischio desertificazione: le province di Agrigento, Siracusa, Reggio Calabria, Potenza, Bari, Foggia e anche la provincia di Sassari. Io non credo che la provincia di Sassari sia più in pericolo delle altre province della Sardegna. La provincia di Sassari è dipinta come la provincia più a rischio, semplicemente perché, il sottosegretario della Margherita Dettori, nominato commissario per la desertificazione in Sardegna, proviene da quella provincia, e quando arrivano i soldi è nella provincia di Sassari che li fa spendere. E chiaro il discorso? La desertificazione non può interessare una provincia. I mutamenti biologici del territorio non conoscono i confini politici delle regioni, quindi questa ovviamente è una fesseria. Tutta la Sardegna è a rischio desertificazione: per fortuna siamo solo un milione e mezzo d abitanti, fossimo numerosi come i siciliani, la desertificazione sarebbe al triplo di quella che è oggi. Parliamo di consumi. Siamo il primo paese in Europa e il terzo nel mondo che consuma più acqua: 980 metri cubi l anno procapite e ovviamente deteniamo il record di paese più sprecone. Anche in Sardegna ne sprechiamo tantissima: le cronache, da anni, parlano sempre più spesso di condotte e acquedotti colabrodo. Questa è una problematica che doveva essere affrontata tanto tempo fa, a cominciare dalle scuole. Stiamo parlando di uno spreco colossale, vergognoso. Basti pensare che tutta l acqua che noi usiamo in un anno potrebbe dissetare 200 o 300 africani. Siccome il ciclo dell acqua è un ciclo chiuso, significa che ciò che noi sprechiamo non lo recupereranno mai loro, ma lo ritroveremo nuovamente qui da noi. E da qui, ovviamente anche i flussi degli immigrati con tutti i problemi che conosciamo benissimo. Qualche buona notizia, giusto per non abbatterci del tutto? Noi stiamo proponendo diverse campagne di sensibilizzazione contro gli sprechi e viceversa a favore del buon uso dell acqua. Siamo ovviamente favorevoli alla petizione contro la privatizzazione della stessa, ma ovviamente speriamo sempre che la gente si preoccupi dell acqua oltre che dal punto di vista biologico, anche dal punto di vista politico, perché è soprattutto con la politica che nel nostro paese si gestisce l acqua sostanze chimiche, (fonte C.N.R. ministero della salute e organizzazione mondiale della sanità), create dall attività umana, finiscono nell acqua. Di queste solo 3000 sono conosciute e solo 500 sono state testate. Cosa si sta facendo a livello nazionale ed europeo per fronteggiare l emergenza di un acqua sempre più inquinata? Basta che l acqua del rubinetto di casa sia giornalmente controllata, o ci sono in ogni modo delle sostanze tossiche che sfuggono a questo controllo? Il discorso dell acqua e delle sue sostanze tossiche che s intrecciano è molto simile al discorso che facciamo sugli alimenti. Queste sostanze potremo anche conoscerle una ad una. Più difficile è scoprire l intreccio che si forma quando queste sostanze si combinano fra loro. Quindi gli effetti disastrosi che queste sostanze possono farci possiamo solo immaginarlo. L unica cosa che conosciamo è chi da tutto questo è danneggiato: non il consumatore finale, attenzione, ma indistintamente l essere umano: consumatore e produttore. Nessuno dimentichi che anche chi inquina a sua volta sarà inquinato. Nel 1995 il vicepresidente della banca mondiale espresse una visione molto inquietante: se le guerre di questo secolo sono state combattute per il petrolio, quelle del secolo venturo saranno combattute per l acqua. C è un rapporto della C.I.A. risalente a tre anni fa, che paventa un possibile conflitto per motivi d acqua al confine fra Polonia e Russia. Non che io creda a tutto quello che dice la C.I.A. ma quando fanno di questi rapporti, qualcosa di vero c è. Quelle zone fra l altro brulicano di testate nucleari, non vorrei che qualcuno per la guerra dell acqua andasse fuori di testa e accendesse micce pericolose. E vero che noi in Sardegna beviamo l acqua delle alpi? Hanno fatto degli studi con dei coloranti particolari, e hanno scoperto che, attraverso delle falde sottomarine, l acqua alpina arriva fino a noi, diversamente non si spiegherebbe come sorgenti come quelle de Su Cologone abbiano così tanta acqua, anche perché noi qui in Sardegna ghiacciai non ne abbiamo. Di riflesso sulle alpi, incredibilmente, hanno meno acqua di noi, perché il rapido scioglimento dei ghiacciai non permette loro di immagazzinarne tanta, rispetto a quella che le falde portano qui da noi. Il problema è che quando i ghiacciai finiranno di sciogliersi, noi l acqua ce la scordiamo. A che
5 N.7 - Luglio punto sono i processi di desalinizzazione? Se è vero che l acqua dolce sta finendo e altrettanto vero dire che d acqua salata ce né in abbondanza. Se è vero che nell acqua dolce ci sono sostanze pericolose sconosciute, questo numero nell acqua salata aumenta a livello esponenziale. La desalinizzazione comporta un enorme utilizzo d energia, senza dimenticare che anche per questo processo ci ritroveremo tante scorie da smaltire. Non so bene quanto tutti questi passaggi costano, ma per logica posso sicuramente affermare che un litro d acqua desalinizzato ci costerebbe un enormità di denaro. Oggi oltre1 miliardo e mezzo di persone non ha l accesso all acqua potabile. Nel 2020 saranno più di tre miliardi. Questi dati danno l idea di quanto è limitata la risorsa. In sostanza quindi, il problema acqua può essere gestita solo se s insegna a non sprecarla. C è un ritardo culturale sull utilizzo dell acqua. Bisogna acquisire, fin da piccoli un senso civico che porti a risparmiarne il più possibile. Tra l altro non si sa se tutto questo possa bastare. In natura c è un punto di non ritorno: l acqua come gli animali e le piante sono a rischio estinzione. Il primo giugno 2007 la camera dei deputati ha approvato l emendamento al disegno di legge Bersani che contiene il provvedimento di moratoria sui processi di privatizzazione dell acqua. Primi firmatari, è giusto ricordarlo, sono stati due vostri deputati, gli onorevoli Bonelli e Trepiccione. Fino all approvazione di una nuova normativa in attuazione dei decreti correttivi del decreto ambientale, relativa alla gestione del servizio del servizio idrico integrato, siano sospesi tutti gli affidamenti ai soggetti privati, compresi quelli attualmente in corso. Questa è una buona notizia, o le lobby acquatiche del senato potrebbero cambiare, bocciare o adulterare tale emendamento? Voi che siete più politicizzati e scaltri di noi, cosa ne pensate? Mi auguro che al senato si formi un fronte unico decisionale che li spinga ad approvare la moratoria in maniera definitiva. E chiaro che le lobby faranno molte pressioni, e qualche emendamento salterà fuori: se penso alla Sicilia e a Catania in modo particolare, dove l acqua è distribuita pubblicamente da autobotti, mi vengono in mente privilegi e clientele da difendere a tutti i costi, gestite personalmente a Roma da parlamentari locali. Mi auguro anche che, regioni autonome come la nostra e la Sicilia, possano gestire l acqua pubblicamente, ma soprattutto autonomamente. Ripeto ancora una volta il concetto: i problemi dell acqua colpiscono tutti, sia maggioranza che opposizione di governo. Come sta andando la raccolta firme contro la privatizzazione dell acqua? La campagna terminerà il primo luglio e, com era facilmente immaginabile sta avendo un successo enorme. Nessuno ha ovviamente interesse a privatizzare l acqua, tranne ovviamente quei quattro o cinque personaggi che ci guadagnano privatizzandola. Di Abbanoa ne vogliamo parlare? Anche da loro le proteste e i disservizi non mancano mai. Il problema principale d Abbanoa è che stiamo parlando di un ente che c è stato imposto dall alto, con tutti i problemi burocratici e della gestione che un ente pubblico si porta dietro fin dalla sua costituzione. Per il resto Abbanoa è un ente pubblico è già questo va bene. Nel 2025 la terra ospiterà 8 miliardi di persone. Dove la troveremo tutta l acqua necessaria per dissetarci tutti? Non vorrei fare la cassandra, ma grandi problemi come i cambiamenti climatici e l avanzamento verso nord della zona tropicale c impediranno di arrivare agli 8 miliardi di persone. La sovrappopolazione animale in genere, (e la nostra razza ne fa parte, non dimentichiamolo), è prima attaccata e poi falcidiata da qualche malattia, questa è storia. Fra un pò di tempo avremo a che fare con malattie tropicali sconosciute che nessuno saprà curare, anche perché, in Italia i dottori specializzati in malattie tropicali sono veramente pochi. Ho trovato un decalogo per risparmiare e usare meglio la risorsa acqua: lo commentiamo assieme? Usare il frangigetto sui rubinetti. Aprire e chiudere il rubinetto sono azioni abituali, che facciamo senza pensare. Nessuno è in grado di dire quante volte ripete questo gesto nella giornata, eppure esso può essere importante per consumare meno acqua. Basta applicare un frangigetto al rubinetto per consentire un elevato risparmio: si è calcolato che, con questa semplice precauzione, una famiglia di tre persone potrebbe risparmiare in un anno ben litri d'acqua. Chiudere il rubinetto quando ci laviamo i denti o ci radiamo. Lavarsi i denti o farsi la barba sono azioni quotidiane che occupano alcuni minuti della giornata di tutti, durante i quali lasciamo scorrere l'acqua senza utilizzarla. Se tenessimo aperto il rubinetto solo il tempo realmente utile per il prelievo dell'acqua necessaria potremmo recuperare ben litri per persona all'anno. Fare la doccia anziché il bagno. Doccia o bagno? E' una questione di gusti personali e di abitudine? Può darsi! Ma è anche una questione di risparmio. Per una doccia sono necessari circa 20 litri di acqua, mentre per un bagno ne occorrono circa 150. Lavare le verdure lasciandole a mollo anziché in acqua corrente. Le verdure vanno accuratamente lavate e risciacquate. Se per questa operazione scegliessimo di lasciarle a mollo in una vaschetta, per sciacquarle poi velocemente sotto un getto d'acqua, riusciremmo a risparmiare molta acqua potabile. Per una famiglia di tre persone è stato calcolato un risparmio di litri. Far funzionare la lavatrice e la lavastoviglie a pieno carico. Se la famiglia non è numerosa, forse non è necessario far funzionare la lavastoviglie tutti i giorni. Lo stesso per la lavatrice: tutto è perfettamente pulito, ma forse basta aspettare un solo giorno a fare il bucato per avere la lavatrice completamente carica. Per una famiglia "tipo" di tre persone sono litri all'anno risparmiati. Per lavare l'automobile usare il secchio e non l'acqua corrente del getto. Non pretendiamo di avere l'auto scintillante tutti i giorni. Usiamo il buon senso. Si è calcolato che il lavaggio dell'auto impiega acqua per circa 30 minuti, con un abbondante consumo. Se si utilizzasse un secchio si potrebbero risparmiare circa 130 litri ad ogni lavaggio. Utilizzare acqua usata per annaffiare orto, fiori o piante. Per annaffiare l'orto o i gerani del terrazzo non è necessario usare acqua potabile. Si può adoperare l'acqua già utilizzata per altri scopi, ad esempio per lavare le verdure o altro. In questo modo si può arrivare ad un risparmio annuo litri. Vogliamo finire con qualche buona notizia? Purtroppo buone notizie non me ne vengono in mente. Il problema dell acqua sarà per tutti il problema più importante da affrontare in questo nuovo millennio. Noi abbiamo finito. Non perdete le prossime interviste sui futuri numeri del Filo: parleremo d aria, del sole, altri elementi a noi essenziali, di rifiuti e di fonti d energia rinnovabile. Iosè Manca Director Area Presidenza Orario continuato dalle 9.00 alle Patenti di tutte le categorie Computers a disposizioneper le esercitazioni CAGLIARI - VIA SONNINO, tel
6 6 N.7 - Luglio 2007 I diritti dei minori secondo l'islam no la sua tutela legale. Il fatto che l Islam, secondo molti giuristi e studiosi musulmani, sia una religione che porta già in sé la dottrina dei diritti dell uomo, sarebbe dimostrato dall importanza che tale religione conferisce alla famiglia fondata sul matrimonio e ai precisi doveri che i genitori devono adempiere verso i figli. Tali diritti sono i seguenti: - il bambino ha il diritto di essere allattato fino ai due anni, secondo quanto è stabilito dalla stesso Corano (Cor. II, 233 e XXXI,14). Il padre ha il dovere di supportare la donna durante tutto l allattamento. Il bambino può essere inoltre affidato alle cure di una balia; - la madre ha sul figlio il diritto di custodia, che dura per i maschi fino alla pubertà, per le femmine fino alla consumazione del matrimonio; - il padre ha diritto alla tutela legale, che corrisponde alla nostra patria potestà; - il padre ha il dovere di guidare l educazione e la condotta dei figli anche quando questi si trovano sotto la custodia della madre. Ha il potere di disciplinarli, applicato tuttavia con moderazione perché i maltrattamenti e le sevizie sono duramente puniti dall Islam e dai giudici; - il padre ha diritto di coazione matrimoniale, se il figlio è impubere, e se si tratta di una femmina, di qualsiasi età, purché sia vergine; - il padre ha il dovere al mantenimento del figlio, cioè è tenuto a somministrargli vitto e alloggio fino alla pubertà, nel caso dei maschi, fino alla consumazione del matrimonio, nel caso delle femmine. Nel caso di infermità mentale, il mantenimento è a vita. Lo stesso trattamento deve essere risevato ai figli indifferentemente dal sesso, ma tale obbligo non sussiste verso quelli della moglie avuti da un precedente matrimonio. Tale obbligo cessa quando il padre si trova nell indigenza, e se il figlio entra in possesso di beni che soddisfano i suoi bisogni. La madre non è tenuta a concorrere a tale mantenimento; - il padre non risponde delle obbligazioni penali dei figli. Esiste poi una categoria di minori, deboli per eccellenza, gli orfani, i cui diritti incominciano ad essere difesi nelle prime fasi della propaganda islamica (dal VII secolo d.c.), incoraggiando carità, sostegno materiale ed affettivo verso di loro, ai quali fu destinata parte dell elemosina rituale, uno dei cinque pilastri dell Islam. Il diritto islamico classico tutela anche il trovatello, di cui si ignora l identità dei genitori, né si sa quale sia la sua condizione, se sia libero o schiavo. Il bambino, se- I diritti conferiti al minore dall Islam sono diritti eticoreligiosi e allo stesso tempo giuridici, perché legati allo stato e alla capacità giuridica della persona. Tali diritti riguardano i rapporti personali e patrimoniali tra coniugi o genitori e figli, e sono imposti dalle consuetudini o dalla Shart a ai genitori musulmani. Alcuni di questi non sono contenuti in nessun codice di leggi. Anche in questo caso, si tratta di doveri religiosi dei genitori verso i loro figli, come il diritto di avere una buona madre, la circoncisione e l educazione, che diventano un vero e proprio diritto del bambino. Lo statuto personale, nei Paesi arabi, è quello che oggi contiene le norme relative ai rapporti familiari e alla materia successoria, e quindi, in un certo senso, codifica anche i diritti dei bambini e il loro status, concepiti in una prospettiva islamica. Fatta tale premessa, si può affermare che i diritti del minore, per l Islam, diventano dei doveri che la comunità islamica (umma), ancor prima dei genitori, deve ottemperare nel rispetto di misure, di normative, di politiche e di scelte economiche, legittimate dalla shart a. Tali doveri diventano atti obbligatori e doverosi in una prospettiva strettamente islamica, e pertanto riflettono la loro valenza etico-religiosa sugli stessi diritti rivolti al bambino, i quali non hanno il carattere del diritto positivo (haqq), così come concepiti dalla riflessione occidentale, laica e liberale, ma conservano connotati religiosi in senso stretto. Per esempio, il riconoscimento di paternità è regolato da disposizioni precise contenute negli statuti personali, e diventa un diritto positivo del bambino. Ma il lignaggio, in area araboislamica, è concepito come un dono di Dio, e ha quindi una valenza prima di tutto religiosa. Un bambino, secondo il diritto classico, fa parte della famiglia se è nato da legittima unione matrimoniale, o se è riconosciuto mediante la forma di riconoscimento da parte del padre, o se è nato dalla relazione tra padrone e schiava, ed ha gli stessi diritti degli altri figli nati da una moglie. Negli altri casi si tratta di figli concepiti durante un rapporto sessuale illecito che, come si è detto, non permette di stabilire nessun legame con la famiglia paterna, né hanno vincoli di sangue e tantomeno diritti ereditari. In definitiva, il diritto musulmano classico sancisce solamente i diritti dei figli legittimi. Priva invece il bambino illegittimo di qualsiasi diritto; qualche giurista gli revoca persino il diritto alla vita, ritenendo che per una donna non sposata incinta, è preferibile l aborto. Il padre del bambino gli nega il diritto di portare il proprio nome e di essere quindi riconosciuto. Gli è negato il diritto ad avere rapporti con la famiglia paterna, e, in primis, con il padre stesso, che gli nega di prender parte alla sua educazione e non ha nessun dovere per quanto concerne la sua custodia e tantomecondo la Sunna (detti, fatti e silenzi del Profeta), ha diritto, come già accennato, ad avere una buona madre ed è compito del padre scegliere una consorte che abbia quelle caratteristiche che la rendono tale. In primis la donna deve appartenere al credo islamico. La donna deve preferibilmente possedere ricchezze, onore e, se è possibile, bellezza e femminilità, che la rendono sicuramente più amabile. Deve essere in buona salute, giovane e ubbidiente (Corano II,221). Uno tra i diritti inalienabili anche per l Islam è il diritto alla vita, che ha inizio con la fecondazione, a cui segue l infusione dell anima, che segna il passaggio da uno stadio di vita biologico-animale a quello di vita umana vera e propria: il feto sarebbe persona di cui si spera l esistenza per cui l Islam ne tutela alcuni diritti e interessi prima della nascita. Il valore della vita, e il diritto a nascere è altrettanto ribadito dal Libro sacro, che condanna la pratica dell infanticidio, tanto difusa nell età preislamica. L atto non trova giustificazione alcuna nemmeno se i genitori non possiedono i mezzi per allevare un figlio (Cor. VI,151). Il Corano condanna la barbara pratica preislamica della sepoltura delle neonate ancora vive, la cui nascita era considerata una disgrazia (Cor. XVI,57-59). Subito dopo la nascita, il bambino, che secondo l Islam nasce di religione islamica, ha diritto ad essere accolto nella comunità religiosa. Il padre gli sussurra all orecchio destro la chiamata alla preghiera che si diffonde dal minareto, all orecchio sinistro invece l inizio della preghiera Allahu akbar, cosicché la prima parola udita nella sua vita è Dio, a cui dovrà rispetto e venerazione per il resto dei suoi giorni. È raccomandato, sette giorni dalla nascita, il sacrificio di un montone, se si tratta di una bambina, di due si tratta di un bambino per il quale è raccomandata la circoncisione. Uno dei diritti a cui i musulmani danno particolare importanza è il diritto all educazione. Quando il bambino è pronto all istruzione, poco dopo i quattro anni, la sua famiglia organizza una cerimonia durante la quale si legge la basmala, una litania islamica, e i primi cinque versetti della sura XCVI, a sostegno del fatto che l educazione, la cultura e l istruzione sono doni che Dio ha fatto all uomo. Il Profeta Muhammad ha affidato ai genitori il compito di guidare, con l aiuto di Dio, i loro figli, perché questi acquistino, sin dalla più tenera età una morale islamica, da apprendere a casa, prima che fuori le mura domestiche, a partire dall apprendimento del Corano presso la scuola coranica, di ciò che è giusto o sbagliato, ciò che è bene e ciò che è male secondo l Islam. I bambini, facilmente influenzabili, devono essere guidati da educatori musulmani, che sono i genitori, i fratelli e le sorelle maggiori, gli insegnanti, i musulmani in generale, che devono insegnare loro le virtù, i valori morali, il rifiuto della menzogna, dell indecenza, la fede e il contenuto del Corano, le preghiere dall età di sette anni, e l obbedienza e devono valorizzare le loro attitudini. I bambini devono essere educati ai ruoli che spettano loro a seconda del sesso. Perché tutto ciò si realizzi, il bambino ha diritto di essere allevato in un clima di pace e serenità. Il Corano cura tutti gli aspetti dell educazione, raccomandando persino di insegnare ai bambini a chiedere il permesso e a mangiare con moderazione (Cor. VII,31Ê; XXIV,59). Il bambino ha diritto di imparare leggere e a scrivere, a giocare e a svagarsi. I genitori devono inoltre insegnare il rispetto degli altri, della cura di sé, della pulizia del proprio corpo, dei propri vestiti e del luogo in cui si vive e devono assicurare loro la salute. Tali compiti spettano soprattutto alla madre, che da sempre si occupa della cura della prole e del menage familiare. D altro canto esistono anche i doveri dei figli verso i genitori, sanciti anch essi sia dal Corano (Cor. XVII,23-24; XLVI,15 e XLVI,15) che da un grandissimo numero di racconti sulla vita del Profeta. Ai genitori è dovuto un rispetto assoluto che va negato solo quando i genitori istighino al politeismo (Cor. XXIX,8). La disubbidienza è uno dei peccati più gravi, e il diritto islamico ha prescritto sanzioni pesantissime come punizione. Tra i diritti reciproci dei figli e dei genitori vi sono i seguenti: - il figlio non può venir meno al giuramento fatto al padre e alla madre; - il genitore non può essere imprigionato per debiti verso il figlio; - al padre o all avo che hanno commesso un omicidio o hanno ferito il figlio non viene applicata la legge del taglione, ma è prevista una pena pecuniaria. Il taglione è applicato solo se il figlio è stato ucciso, ferito o mutilato con premeditazione; - il padre che ha rapporti illeciti con la schiava del figlio, o con la figlia di questo è passibile di pena pecuniaria, ma non corporale come previsto da una particolare categoria di pene previste dal diritto penale islamico; - il genitore non è passibile della pena prevista per il furto, se ha sottratto dei beni al proprio figlio; - i genitori possono farsi restituire ciò che hanno donato al figlio, nonostante vige in generale la regola secondo la quale ciò che è stato donato è irrevocabile se chi beneficia del dono ne ha già preso possesso; - il figlio pubere o impubere, purché benestante, deve prendersi carico dei genitori. Sara Cossu Director sezione Human Rights di ELSA Cagliari
7 N.7 - Luglio ELSA Cagliari in pillole Colloquio di Orientamento Professionale (C.O.P.) Nell anno accademico 2006/07 il lavoro di ELSA Cagliari è iniziato con l organizzazione di due giornate di Colloquio di Orientamento Professionale (C.O.P), che si è svolto nell Aula Lino Salis della Facoltà di Giurisprudenza. La prima giornata ha visto la presenza di diversi avvocati che hanno illustrato, ai nostri soci e partecipanti, gli sbocchi professionali che il nostro percorso di studi offre nel campo dell avvocatura, mentre la seconda giornata, in cui sono intervenuti rappresentanti dell Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato, ha offerto un ampio dibattito sulle possibiltà lavorative che la nostra laurea dà in questo campo. Entrambe le giornate, hanno visto la partecipazione di numerosi soci, che sono intervenuti nei dibattiti, mostrandosi coinvolti ed interessati agli argomenti trattati. Senza alcun dubbio, il C.O.P, ha risposto alle tante domande dei partecipanti, chiarendo i diversi aspetti di entrambi gli sbocchi professionali, nonché le varie modalità di accesso. Processo simulato Romanistica (Moot Court Competition Romanistica) Nato nel 2003 da un idea dell ELSA Cagliari, in collaborazione con la cattedra di Diritto Romano, nelle persone del Prof. Francesco Sitzia e del Dott. Riccardo Fercia, anche quest anno è stata organizzata la III edizione del Processo Romano Simulato. Il Processo ha avuto luogo presso la Facoltà di Gurisprudenza. Le due squadre hanno affrontato due casi, riguardanti la responsabilità contrattuale nel Diritto Romano. La simulazione si è conclusa con l elezione della squadra vincitrice e con la distribuzione di attestati di partecipazione. E stato premiato anche un miglior oratore, a cui andrà, come premio, un viaggio gratis a Monaco di Baviera, in occasione dello Study Visit. Processo simulato Laburistico (M.C.C. Laburistica) ELSA Cagliari, in collaborazione con la cattedra di Diritto del Lavoro, ha avuto l occasione e il merito, di aver organizzato la I edizione del Processo Laburistico Simulato. Il processo si è svolto in due giornate, il primo presso l Aula Lino Salis della Facoltà di Giurisprudenza e la finale presso il Tribunale di Cagliari. Le due squadre si sono occupate di un caso in materia laburistica, con competenza e preparazione, affrontando le problematiche del licenziamento. La Commissione Scientifica, composta dal Prof. Corrias, il Dott. Maxia, la Dott.ssa Muscas, l Avv. Lacopo, l Avv. De Giudici, ha voluto premiare la migliore oratrice della squadra vincitrice, che come i migliori oratori degli altri due processi, avrà il privilegio di partire a Monaco con l ELSA Cagliari a settembre, per lo Study Visit. Processo Penale Simulato (M.C.C. Penalistica) Presso l Aula Lino Salis e il Tribunale di Cagliari, nel mese di maggio, ha avuto luogo la IV edizione della Moot Court Competition penalistica che, come ogni anno, ha visto la partecipazione di due squadre, le quali si sono dimostrate agguerrite e preparate, sia nel ruolo dell accusa che in quello della difesa. La Commissione Scientifica era composta dal prof. Leonardo Filippi, la prof.ssa Grazia Maria De Matteis, l avv. Antonio Lacopo, l avv. Filippini, l avv. Lerina La Cava, la dott.ssa Federica Deplano, il v.p.attività Accademiche di ELSA Cagliari Luca Picasso e il Presidente Onorario di ELSA Cagliari Francesco Deidda. L evento è stato organizzato con il costante e prezioso aiuto della cattedra di Diritto Processuale Penale. Anche in questo caso è stata eletta la migliore oratrice, che come gli altri migliori oratori parteciperà allo Study Visit a Monaco di Baviera, gratis. L Associazione ha inoltre avuto il piacere e l onore di nominare, all interno della cornice del Tribunale, Valeria Sirigu come socia onoraria di ELSA Cagliari! XXXVII Assemblea Nazionale di ELSA Italia Dal 3 al 6 Maggio si è svolta a Cagliari la XXXVII Assemblea Nazionale di ELSA Italia, presso l Hotel Setar - Quattro Torri, che ha accolto l evento. Per l ELSA Cagliari è stata una delle attività che ha coinvolto pienamente il direttivo locale nell organizzazione dei lavori e gran parte delle sezioni di ELSA Italia, che hanno partecipato con il consueto ELSA Spirit. L Assemblea ha avuto inizio con una conferenza intitolata I controlli di ragionevolezza in materia Penale, tenuta dal prof. avv. Gaetano Insolera, ordinario di Diritto penale presso l Università di Bologna. La notte è scivolata nell incantevole cornice del ristorante Il Castello San Michele. Il secondo giorno dell Assemblea ha avuto inizio con i Workshop, che hanno visto impegnate le varie aree di ciascuna sezione di ELSA Italia, per tutto il giorno. La serata è proseguita con una Cena di Gala, offerta dall ELSA Cagliari a tutti i suoi ospiti, all ultimo piano dell Hotel Panorama. Il 5 Maggio abbiamo chiuso i lavori con l assemblea plenaria e, dopo la cena offerta dall Hotel Setar, abbiamo festeggiato l elezione del nostro Francesco Deidda alla carica di Vice Presidente Seminari e Conferenze di ELSA Italia. La stanchezza e il lavoro che hanno contraddistinto non solo le tre giornate, ma anche i mesi che le hanno precedute, sono stati colmati dalla soddisfazione di essere riusciti ad organizzare un evento di tale portata, riuscendo ad essere all altezza delle precedenti Assemblee Nazionali. Il merito va ad un gruppo di persone, il direttivo di ELSA Cagliari e i suoi collaboratori, che sono riuscite a coordinarsi in maniera impeccabile, nonostante la mole di lavoro che tradizionalmente richiede l evento. Seminari sull arbitrato A partire dal mese di maggio ha avuto inizio il ciclo di seminari in materia di Arbitrato, organizzati dall ELSA Cagliari e la cattedra di Diritto Processuale Civile. Le giornate hanno visto la presenza del Prof. Francesco Cordopatri, dell Avv. Pietro Floris, della Prof.ssa Elisabetta Loffredo e del Prof. Andrea Pubusa. I seminari di Settembre, potranno invece godere degli interventi dell Avv. Fabrizio Montaldo e ancora del Prof. Francesco Cordopatri. Tali semianri, che vedono impegnati circa 60 persone, tra soci e praticanti, si concluderanno alla fine di settembre settembre. Durante il ciclo di seminari i partecipanti, divisi in gruppi di 4 o 5 persone, avranno l opportunità di svolgere una tesina, che verterà su argomenti indicati di volta in volta dalla tutor dott.ssa Fabiana Olla, incaricata dalla cattedra di Diritto Processuale Civile. Scambio Bilaterale con Monaco di Baviera Per il mese di Agosto, ELSA Cagliari non si ferma!!! Sono già in corso i preparativi per lo Study Visit che vedrà nostri ospiti, dal 31 luglio al 7 agosto, gli studenti della Facoltà di Giurisprudenza di Monaco di Baviera (LMU), i quali a loro volta ci ospiteranno, a casa loro, dal 7 al 14 settembre. Lo Study Visit cagliaritano, prevede una settimana di visite alla città di Cagliari, gite nuragiche, bagni nel nostro bel mare, da Villassimius a Chia. In occasione della visita al sito nuragico di Barumini faremo conoscere e gustare la nostra cultura enogastronomica. Lo Study Visit, non costituisce solo un occasione per i ragazzi stranieri di visitare la nostra Isola, ma è anche un motivo di cooperazione tra la nostra Associazione e la Pubblica Amministrazione sarda, per far si che gli studenti ospiti di ELSA Cagliari siano accolti in maniera eccellente. Nicla Saba Director Segreteria generale di ELSA Cagliari
8 8 N.7 - Luglio 2007 I giovani, la politica e le riforme regionali: partecipare è un diritto, ma anche una questione di identità I l rapporto tra politica e diritto è un fenomeno complesso, perché a rigor di logica la politica viene prima del diritto (in quanto esigenza di organizzazione pubblica di una determinata comunità), ma contemporaneamente il diritto stabilisce le regole della politica (perché la regola serve a dare una veste formale alle istanze della società). L una è insieme causa e conseguenza dell altro ed entrambi sono importanti nella stessa misura. E se effettivamente sono tali significa che nessuna delle due sfere può esercitare le funzioni che appartengono all altra, cosicché se il diritto prevarica la politica, allora diventa arbitrio; e se viceversa la politica prevarica il diritto, diventa ugualmente arbitrio. Il rapporto politica/diritto costituisce in questo senso un aspetto naturale di ogni società, che però necessita al contempo di trovare un punto di incontro equilibrato tra le due dimensioni, appunto quella politica e quella giuridica. A tal proposito, crediamo che soltanto il metodo democratico sia in grado di comporre in sintesi le forze in gioco, massimizzandone gli effetti; e questo richiede la partecipazione attiva dei singoli cittadini, cioè assunzione di responsabilità. Il tema delle riforme regionali ci consente di verificare la concretezza di questi ragionamenti, riportandoli ad una dimensione territoriale e sociale ben definita. Il 7 marzo 2007 è stata approvata - ai sensi dell art. 15 dello Statuto sardo e dell art. 122 Cost. - la legge statutaria della Sardegna, cioè quella legge regionale rinforzata che stabilisce la forma di governo della Regione. Essa rappresenta il primo atto di un più ampio disegno di riforma costituzionale che quando verrà ultimato darà nuova forma e sostanza alle istituzioni regionali e ai rapporti tra queste e i cittadini sardi. Su questo punto, va messo in evidenza un aspetto: parlare di riforme regionali in generale e di legge statutaria in particolare significa una sola cosa: esercizio della sovranità popolare. L art. 1 della Costituzione, al secondo comma, stabilisce che La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Dunque da questa disposizione si evince chiaramente che anche in relazione alla statutaria la Costituzione rappresenta l alfa e l omega delle scelte regionali, cioè determina la banda di oscillazione all interno della quale l opzione di politica regionale trova il giusto rapporto di armonia con i principi fondamentali, in funzione delle proprie esigenze peculiari. Ecco perché, in un certo senso e in una certa misura, la scelta della forma di governo della Regione è una scelta determinata. Ma è anche, e non potrebbe essere altrimenti, una scelta politica. Per questo motivo, anche in relazione alla legge statutaria, è necessario ragionare in termini di testo e contesto, nel senso che il momento politico della decisione non è meno importante del profilo giuridico. Fondamentale è l uno, fondamentale è l altro. In altre parole, riformare la Regione non è soltanto un esercizio tecnico di redistribuzione del potere politico tra un numero determinato di istituzioni. Riformare la Sardegna significa dare una nuova veste giuridica ai rapporti che governano un dato territorio e la comunità su di esso stanziata, che decide attraverso i suoi rappresentanti: e quella comunità siamo noi. Questo è un punto fondamentale: dobbiamo cercare di passare dalla percezione astratta e formale a quella sostanziale del cambiamento; dobbiamo sentirci partecipi - e per ciò stesso responsabili - del cambiamento che stiamo autorizzando per mano dei nostri rappresentanti. Questo significa che siamo chiamati ad essere cittadini attenti e interessati alla società in cui viviamo. Sempre. Ma come si fa ad entrare virtuosamente nel circuito del dialogo politico? Bisognerebbe anzitutto ripensare al ruolo dei partiti e ridefinire i meccanismi interni di funzionamento degli stessi. Se ci pensiamo bene, in questo caso non siamo di fronte ad una scelta ma ad una necessità, perché lo stato attuale delle cose va in senso esattamente contrario a ciò che indica la parola politica (intesa, secondo la sua originaria pregnanza di significato, come partecipazione alla gestione della cosa comune). Tant è vero che oggi il cittadino è sempre più lontano dall organizzazione della vita pubblica. E questo non è accettabile. Perciò, su un punto dobbiamo essere espliciti: non deve essere il partito a guidare le scelte dei consociati ma dobbiamo essere noi a scegliere nel partito. In altre parole, noi abbiamo un diritto individuale di partecipazione politica che ci consente di concorrere e di determinare insieme, cioè dentro ai partiti politici la direzione delle scelte pubbliche. Non a caso ho usato i verbi concorrere e determinare : sono proprio quelli che l art. 49 Cost. utilizza con riferimento ai partiti politici e alla determinazione della politica nazionale per mezzo di essi. Anche noi giovani - direi soprattutto noi giovani - abbiamo il diritto di sentirci coinvolti nella vita della nostra Regione. Noi non vogliamo essere, per usare le parole di Bobbio, una delle promesse non mantenute della democrazia e per questo pretendiamo un modo diverso di intendere l ethos delle riforme, anche di quelle regionali: partecipare alla determinazione delle scelte è una cosa importante, perché l una non vale l altra; ed è importante perché ciascuna scelta, qualunque essa sia, cambia il modo di intendere i rapporti giuridici e sociali della comunità. In questo senso, partecipare al cambiamento è un diritto, ma anche una questione di identità. E allora, se queste sono le premesse, noi giovani ci siamo e ci siamo adesso, perché vogliamo discutere e decidere insieme ai rappresentanti politici e ai giuristi, il nostro presente e il nostro futuro. In fin dei conti, è il dialogo che da sempre ci dà la misura democratica della decisione. Con queste ultime affermazioni, però, non ho voluto dire che la Sardegna non abbia operato una buona riforma: i contenuti lo dimostrano; né che il procedimento di approvazione della statutaria non sia stato corretto: dal punto di vista giuridico è ineccepibile (anzi, le procedure di approvazione non si pongono nemmeno in discussione); e neppure che la nuova forma di governo non abbia tradotto in legge determinate istanze della società: al contrario, nel complesso la legge è garantista e ben bilanciata (e sotto certi profili fortemente innovativa, per esempio in relazione alla disciplina del conflitto di interessi). Più semplicemente, da un punto di vista politico, le osservazioni che ho mosso vogliono essere un invito a continuare il cammino delle riforme - che passa per la legge elettorale e il nuovo Statuto speciale - in un modo più informato e dialogato, perché soltanto nel momento in cui le riforme non verranno più soltanto spiegate dall alto, ormai a cose fatte, alla gente comune (che è l anima della società) ma questa verrà effettivamente resa partecipe ex ante dello spirito che anima il cambiamento, allora avremo una base giuridica veramente condivisa. Se crediamo davvero che quel che abbiamo detto non sia soltanto la pulsione di un momento, ma l essenza della vita in società, non possiamo più accontentarci dell anomia del presente. Dobbiamo invece prendere atto del fatto che oggi abbiamo davvero le capacità e i mezzi per rendere compiuta questa aspirazione e, conseguentemente, abbiamo la possibilità di rendere ancora più democratico questo autentico momento di svolta che verrà sicuramente ricordato nella storia della Sardegna. Riuscirci è difficile, ma dobbiamo provarci lo stesso. Rossana Deplano REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
9 N.7 - Luglio In memoria della Legalità: i giudici Falcone e Borsellino I n onda, grazie ad un telegiornale multimediale, le news dell Ateneo cittadino. UniTg E.R.S.U. Cagliari è il primo web giornale della Sardegna interamente realizzato da studenti. Uni- Tg, nato ad agosto 2006 e dedicato al mondo universitario, alle associazioni studentesche e, in generale, a tutte le realtà associative in contatto con quella universitaria (AVIS, ENPA, OSIDEA, Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano e così via), da marzo 2007 ha cadenza settimanale, con edizioni della durata di pochi minuti. Ognuna di esse, con servizi di testa di 2 minuti ciascuno e la rubrica di coda in 20 secondi, è archiviata sul sito dell Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario di Cagliari, al fine di consentire agli utenti una facile ricerca dei servizi andati in onda. Questa è la cifra della ricchezza informativa del nostro prodotto giornalistico multimediale: archivi di immagini, dossier, interviste e approfondimenti che un telegiornale non può offrire per limiti di tempo. La testata, regolarmente registrata al tribunale di Cagliari, permette agli studenti di avere uno strumento in grado di garantire maggiore accessibilità ai servizi dell Ente. Una redazione al lavoro, con una direzione responsabile, un coordinamento di redazione e un certo numero di studenti come corrispondenti dalle varie facoltà. Una finestra informativa, quella di UniTg, disponibile ogni settimana sull homepage del sito dell E.R.S.U. (www.ersucagliari.it). Lo stile e la velocità della radio, con il supporto delle immagini e la base di partenza della rete: la tecnologia utilizzata per la trasmissione online è lo streaming, tecnica che permette di riprodurre video attraverso internet. Gli studenti facenti parte della redazione, impegnati in un costante turn-over di conduzione e sviluppo del Tg, hanno la possibilità di maturare una valida esperienza formativa grazie alla versatilità nei ruoli. Tutti i redattori, infatti, si occupano non solo di curare i testi dei servizi ma anche della realizzazione tecnica degli stessi e viceversa. La redazione propone settimanalmente articoli, servizi video, oltre a numerosi speciali ed approfondimenti. Il tutto discusso nel corso della riunione settimanale di redazione. Il notiziario stesso è pensato per incentivare il rapporto degli studenti-spettatori con gli studentiredattori che propongono i propri pezzi, realizzando una compiuta interattività. Non importa la facoltà di appartenenza né l anno di studi frequentato. UniTg E.R.S.U. Ca- gliari vuole essere la prima tv via web interamente pensata e realizzata dagli studenti. L intento è quello di portare la tv sulla rete, sfruttando le opportunità di internet per offrire un costante aggiornamento delle notizie. Collaborare è facile. Basta, infatti, mettersi in contatto con la redazione, scrivendo all indirizzo: In conclusione, un progetto, quello di UniTg E.R.S.U. Cagliari, finalizzato a comunicare e mettere a disposizione degli studenti competenze e supporti tecnici, riferiti al mondo del web e dell informazione, per tutti coloro che intendano arricchire il proprio percorso formativo. Questo nel solco del più puro spirito che anima l E.R.S.U. di Cagliari. La Redazione di UniTg TFR cosa comporta la riforma della Legge Finanziaria n 296/2006 I l TFR, acronimo di Trattamento di Fine Rapporto, conosciuto anche come liquidazione, regolato dall'art del codice civile, è la somma di danaro che il datore di lavoro corrisponde ad ogni lavoratore al termine del rapporto di lavoro che li lega. In sostanza, la c. d. liquidazione, è una retribuzione differita nel tempo, che matura di anno in anno relativamente al lavoro prestato e alla retribuzione. Con la riforma (Legge Finanziaria n 269/2006) di recente attuazione, il lavoratore è chiamato a scegliere se lasciare il proprio TFR in azienda, e, per aziende con più di 50 dipendenti, vi è l'obbligo di versarlo presso il Fondo della Tesoreria dello Stato presso l'inps, o se conservarlo in un fondo pensione. Ciò cosa significa? Prima della riforma in questione, il TFR veniva lasciato in azienda, ossia quanto dovuto veniva accantonato dal datore di lavoro. Al termine di ogni rapporto di lavoro, come già detto, era onere del titolare dell'azienda corrispondere la liquidazione ad ogni lavoratore. Con la riforma sul TFR, lo Stato cambia le regole, dando la possibilità ai lavoratori di scegliere se lasciare la quota annuale ai fini del TFR in azienda, o se versarla in un fondo pensione. Ossia un organismo che si occupa di raccogliere i risparmi dei propri clienti, in questo caso quelli derivanti dalle quote TFR, e di erogare, quando questi andranno in pensione, una pensione aggiuntiva, integrando quella statale spesso insufficiente. La differenza principale tra lasciare il TFR in azienda e versarlo in un fondo pensione dunque sta principalmente nel fatto che mentre quando viene lasciato in azienda, la somma di liquidazione viene percepita dal lavoratore in una sola volta rivalutata in base al potere d'acquisto della moneta in quel momento, con il fondo pensione, questa viene erogata mensilmente, come una pensione o uno stipendio, ma solo al raggiungimento dell'età pensionabile, ed è soggetto alla svalutazione dell'inflazione. Il legislatore ha motivato questa riforma spiegando che negli ultimi decenni si vive meglio e di più. È aumentata di molto la popolazione anziana, mentre nascono meno bambini. Si pagano quindi pensioni a più persone. La scelta della destinazione del TFR può essere esplicita, tramite i moduli TFR1, per chi è stato assunto entro il 31 dicembre 2006, e TFR2, per chi è stato assunto dopo il 31 dicembre Detti moduli sono consegnati dal datore di lavoro al lavoratore, che li dovrà riconsegnare compilati allo stesso, che rilascerà una copia controfirmata per ricevuta. Oppure tacita, quando il lavoratore, al termine indicato (30 giugno 2007 per i lavoratori già in attività al 31 dicembre 2006 e sei mesi dall'assunzione per quelli assunti dopo tale data), non abbia riconsegnato il modulo debitamente compilato. In questi casi il datore di lavoro sarà obbligato a versare le quote TFR al fondo negoziale, se esiste, o al fondo previsto da accordo collettivo, oppure, come ultima soluzione, al fondo di previdenza complementare costituito presso l'inps. Chi sceglie di destinare il proprio TFR in un fondo pensione opera una scelta irrevocabile, mentre la scelta di lasciarlo in azienda può essere modificata quando lo si voglia. Chi lascia il TFR in azienda, ha la possibilità di richiede anche un acconto, cosa che col fondo pensione non è possibile. Dati raccolti dal Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, hanno dimostrato che vi è molta diffidenza verso i fondi pensione. Che quasi la totalità dei lavoratori è a conoscenza della riforma sul TFR, ma solo un misero 23% di loro, a maggio di quest'anno, ha riconsegnato il modulo che gli era stato dato dal datore di lavoro. E di questi nemmeno il 10% hanno scelto un fondo pensione. È risultato che i lavoratori hanno bisogno di più certezze, di più garanzie. Requisiti che ora non sentono di avere. Marco Spiga e Annalisa Spiga Consulente del Lavoro
10 10 N.7 - Luglio 2007 Novità in arrivo per gli studenti di legge nerale e di sopravvivenza, nonché abbattimenti mirati di quelle matricole che sebbene molto promettenti non siano figli di avvocati. La Conferenza Episcopale Italiana ha però ricordato che «contro il relativismo culturale imperante occorre un recupero dei tradizionali valori cristiani»: l intervento appare un po fuori luogo ma viene comunque molto apprezzato. I gruppi più conservatori auspicano il ritorno di un corso di laurea di 10 anni così suddiviso: 5 anni solo diritto civile; 5 anni solo diritto canonico; disciplina religiosa cattolica romana e principi gerarchici e nazionalistici; esame pubblico finale in piazza con tema a scelta dello studente. «In questo modo», si sottolinea «lo studente avrà modo di assimilare quei principi fondamentali che non riusciva ad apprendere in un corso di studi eccessivamente frammentato». Aboliti i troppi sintetici manuali moderni il metodo didattico ufficiale sarà la glossa accursiana, in lingua latina con opportuni rinvii al Codex Giustinianeo. In senso favorevole si esprime anche la Conferenza Epi- N ovità in arrivo per gli studenti di legge e per tutti coloro che hanno intenzione di iscriversi in una delle facoltà di Giurisprudenza italiane: fonti governative ufficiali danno ormai per esaurita, a meno di un anno dalla sua nascita, l esperienza della Laurea Magistrale, il corso di studi di durata quinquennale che ha sostituito il fallimentare ordinamento del 3+2, il quale a sua volta sostituiva la Laurea quadriennale, istituita nell anno accademico 1995/96 al posto della Licenza in utrumque ius introdotta da Papa Urbano II verso la fine del XIII secolo e mai modificata. E così, mentre gli organi ufficiali discutono, fioccano le proposte delle parti sociali, dei gruppi organizzati, dei movimenti e anche di singoli individui interessati al problema. Ecco le più interessanti: Il Consiglio Nazionale Forense, preoccupato dall eccessivo numero di laureati e di avvocati chiede che venga finalmente introdotto il numero chiuso : la selezione sarà dura e comprenderà essenzialmente prove di cultura gescopale Italiana, che per bocca delsuo portavoce afferma «l unica famiglia possibile è quella formata da un uomo ed una donna uniti nel sacro vincolo del matrimonio». Intervento leggermente fuori tema, ma comunque molto apprezzato. Il Ministro dell Università punta su una riconferma della Laurea Magistrale, con qualche modifica volta ad allargare le prospettive di un corso di studi tradizionalmente poco incline al cambiamento: primo anno uguale per tutte le facoltà; secondo anno suddiviso tra Facoltà scientifiche e Giurisprudenza con interessanti e moderni punti di contatto tra cui il corso Oculistica generale e strumenti finanziari nel diritto delle Autonomie: un analisi comparata ; Dequalificazione e demansionamento nel rapporto di lavoro parasubordinato e tecniche di polimerizzazione dei calcestruzzi. Possibilità di uscita al terzo anno col Titolo di Dottore in scienze giuridiche e dei materiali da costruzione. Per chi decide di proseguire col quarto e quinto anno: tutte le 20 tradizionali materie di Giurisprudenza da dare in una sessione unica d esame, a ferragosto. Selezione molto dura che vede soddisfatto il CNF e la CEI, che dichiara «sarebbe comunque necessario un richiamo alle radici cristiane dell Europa, assente nel progetto della Costituzione Europea». Anche qui l intervento non sembra del tutto pertinente, ma riscuote comunque largo consenso. Giorgio Mangiaracina Tesoriere ABCLEX: 5 CORSO INTENSIVO ON LINE DI PREPARAZIONE ALLE PROVE SCRITTE DELL ESAME PER AVVOCATO - ANNO 2007 A chi si rivolge Il 5 corso intensivo è rivolto a tutti i praticanti avvocati che intendono sostenere l esame di abilitazione alla professione forense e desiderano approfondire le tematiche concernernti le prove scritte acquisendo maggiori capacità e tecnica di svolgimento degli elaborati Vantaggi I vantaggi che derivano dal corso intensivo Abclex sono notevoli: - Affrontare o studio per la preparazione all esame con l aiuto di un corpo docente che pone l esperienza acquisita negli anni a disposizione dei frequentanti, consigliando l approccio più corretto alle varie prove; - Verificare costantemente il proprio livello di apprendimento; - Concordare ulteriori provre scritte con il docente per acquisire maggiore tecnica e sicurezza; - Svolgere le prove scritte a casa. Modalità e durata Il corso Avrà Inizio il giorno 10 Settembre 2007 e si concluderà il 3 Dicembre Il corso, completamente on line, consiste nella simulazione della prova scritta dell esame di abilitazione alla professione forense. Ogni settimana verranno inviate alla casella di posta elettronica personale, assegnata da Abclex a ogni partecipante, tre tracce consistenti in pareri e atti giudiziari in materia di diritto civile, penale e amministrativo. La prova scritta dovrà essere svolta e rinviata, entro i termini indicati, al corpo docente che provvederà alla correzione personalizzata dell elaborato indicando gli errori commessi e la soluzione più corretta. Le prove scritte verranno inviate a giorni alterni secondo un calendario prestabilito; attivando uno degli abbonamenti prepagati ogni partecipante avrà la facoltà di scegliere quale traccia svolgere tra quelle inviate fino a esaurimento del credito. Durante il corso potranno essere acquistati abbonamenti supplementari. Gli iscritti al corso intensivo potranno inoltre partecipare, previo acquisto dell apposito pacchetto, alla simulazione integrale della prova scritta dell esame che verrà svolta in aula, per sette ore, durante tre giorni consecutivi. I costi Abclex ha previsto i seguenti pacchetti: - 6 prove 150 euro - 12 prove 264 euro - 24 prove 384 euro (prezzi IVA inclusa) - 30 prove 420 euro - 36 prove 450 euro - simulazione 100 euro (3 giornate) Per i corsisti ed ex corsisti Abclex è previsto uno sconto del 5 %. Iscrivendosi entro il 27 Luglio 2007 si avrà diritto inoltre a uno sconto del 5%, valido anche per coloro che non hanno mai frequentato i Corsi Abclex. Iscrizioni Le iscrizioni possono essere effettuate inviando l apposito modulo di iscrizione con la ricevuta di pagamento a: Abclex Srl - Via R. Koch, Cagliari, oppure all indirizzo o al fax Il pagamento può essere effettuato tramite: - Bonifico Bancario intestato a Abclex Srl, presso IW BANK spa, c/c ABI CAB Assegno - Pagamento in contanti presso la sede Abclex - Il modulo d iscrizione è disponibile on line su, può essere richiesto via all indirizzo o ritirato presso la sede Abclex in via R. Koch 5, Cagliari dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle e dalle alle
11 N.7 - Luglio Erasmus e Summer University: 20 anni di successi S ono ormai passati più di 20 anni da quella mattina all inizio del 1987, quando un gruppo di studenti dell AEGEE capitanato dall allora presidente e fondatore Franck Biancheri incontrò il presidente francese Mitterrand. Nel pranzo che seguì si parlò di Europa ed il presidente francese spiegò il difficile cammino verso l integrazione, salvo poi fermarsi imbarazzato ed ammettere di non sapere perché quei giovani erano lì a parlare con lui. Il loro scopo era convincere il presidente Mitterrand ad appoggiare il programma Erasmus, lo raggiunsero alla perfezione dato che il giorno dopo il presidente francese annunciò il suo sostegno al programma allontanando i dubbi di Gran Bretagna e Germania che immediatamente dettero il loro nulla osta all inziativa. Il programma Erasmus era già stato bocciato 2 volte e rischiava di essere bocciato una terza. Se non fosse stato per quel piccolo gruppo di pionieri forse oggi non parleremmo e non vivremmo l Europa come siamo ormai abituati perché il programma Erasmus non sarebbe mai nato. Fortunatamente la storia ha dato ragione a loro e dopo 20 anni possiamo fieramente affermare che il programma Erasmus è indubbiamente uno dei più grandi successi della politica Europea degli ultimi anni: più di 1,5 milioni di studenti europei vi ha partecipato e Erasmus rimane l unico programma comunitario con respiro internazionale che permette ogni anno a migliaia di giovani europei di conoscere e di confrontarsi con culture diverse. Dopo aver dato un contributo fondamentale alla nascita del programma Erasmus, AEGEE concepì il suo progetto di mobilità internazionale: la Summer University. Il progetto Summer University nasce nel 1988 ed è ad oggi il più longevo progetto di mobilità studentesca internazionale. La Summer University è un evento di 2 settimane organizzato da una sezione locale AEGEE (in gergo aegeense le sezioni locali sono chiamate antenne ), nella quale un numero tra le 20 e le 50 giovani da tutta Europa (non solo UE). Le attività possono essere le più disparate: un corso di lingua, un corso di flamenco in Spagna, fare delle regate nel Baltico, un corso di fotografia in Russia, il tutto accompagnato da un denso programma di attività culturali (gite, escursioni) e ricreative (feste e le famose European nights) il tutto a prezzi che oscillano tra i 120 e i 180. La grande novità della Summer University è che è stato il primo progetto organizzato da studenti per studenti, concetto forse ovvio oggi ma rivoluzionario negli anni 80, non solo ma permette a chi vi partecipa di capire e vedere l Europa da una nuova prospettiva: quella della diversità nell unità. Può sembrare facile oggi parlare di mobilità e di integrazione, in un Europa senza confini, nella quale le nostre culture si conoscono, si confrontano e si intersecano, ma 20 anni fa i mezzi e le possibilità erano molto inferiori. E grazie al lavoro di tanti giovani e di tante associazioni come AEGEE e come ELSA (che ringrazio per questo spazio nel suo giornale) che l Europa che quei giovani 20 anni fa sognavano sta lentamente diventando realtà. Claudio Piras Presidente di AEGEE-Cagliari Gemellaggio con l ELSA Monaco: bilancio dopo due anni di collaborazione D ue anni fà è stato istituito un gemellaggio tra le due sezioni locali ELSA Cagliari ed ELSA Monaco. Da quando i direttivi locali si sono messi d accordo ad Ottobre 2005, diversi progetti, che sono stati realizzati in cooperazione, hanno dimostrato quanto è grande l'interesse degli studenti ad uno scambio bilaterale. Scambio, in questo senso, non significa soltanto l'organizzazione di uno study visit, che è già stato effettuato ad aprile e luglio 2006 con grande successo. Scambio vuol dire impegnarsi in un senso ben più ampio, organizzando una grande varietà di eventi ed attività interculturali. Fin'ora l'entusiasmo incredibile dei partecipanti ha contribuito enormemente alla realizzazione della partnership: lavoro conseguente nei settori di public relation e stampa, incontri bilaterali, collaborazione tra le due rispettive Facoltà di Giurisprudenza. Non soltanto le pubblicazioni di autori monegaschi ne Il FILO e di autori cagliaritani nel Resoconto Annuale di ELSA Monaco hanno dimostrato come si deve curare il rapporto tra le due sezioni locali, ma anche i lavori sui siti internet di ELSA Cagliari (www.elsacagliari.it) e quello di ELSA Monaco (www.elsamuenchen.de), svolti negli ultimi mesi per migliorare la presenza locale, nazionale ed internazionale, sono esempi per l'interesse a questo rapporto bilaterale. Per una piccola delegazione di EL- SA Monaco resterà indimenticabile la XXXII Assemblea Nazionale di ELSA Italia che si è svolta dal 3 al 6 maggio 2007 a Cagliari. Siamo stati accolti con la ben nota ospitalità dei nostri amici sardi ed abbiamo passato un bellissimo tempo insieme agli altri soci dello Stivale. E stata un occasione, per alcuni di noi, utile ad imparare meglio l italiano. Questo ci ha portati a fare un discorso di ringraziamento in plenaria, davanti a tutta l ELSA Italia, per la sezione locale di Cagliari, in seguito all impegno profuso ed agli ottimi risultati conseguiti nel gemellaggio. Lo scopo principale per il prossimo anno accademico sarà di occuparci più intensamente dei titoli congiunti. Collaborando con le due Facoltà di Giurisprudenza ci è stato possibile iniziare l iter per istituire un dottorato congiunto in Diritto Penale e Procedura Penale. A Monaco siamo stati aiutati soprattutto dai professori Rudolf Streinz (Preside della LMU) e Klaus Volk (docente di diritto Penale sostanziale e Processuale). Manca ancora una pubblicità ben organizzata e strutturata per far conoscere questa possibilità agli studenti ed ai laureati il più presto possibile. Siamo molto fiduciosi di poter istituire un dottorato congiunto in diritto amministrativo dopo aver avuto una conferma positiva dalla Facoltà di Monaco. Questo sarà da realizzare fino a fine settembre, in modo da essere pronti per il nuovo anno accademico. Ci siamo trovati benissimo a Cagliari! Speriamo di poter accogliere anche noi tanti soci di ELSA Italia, in occasione dei nostri prossimi eventi a Monaco, per far conoscere l'ospitalità e la cultura bavarese Siete sempre benvenuti! Rosanna Schneider e Clara Duewell ELSA Monaco di Baviera via cocco ortu tel
12 BRITISH INSTITUTES Ente culturale per la diffusione della lingua inglese Mi Decreto n /01 - L.R. n. 28/96 Autor. M.P.I. con D.M e D.M Accred.Min Lav ex DM n 166/01 Decreto RL n /02-Accreditato MIUR Decret prot.2953/03

References: articolo 22
 art. 15
 art. 122
 art. 1
e contrario
 art. 49