Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/massimari/finanziario/2-1/Natura+e+contenuto
Timestamp: 2018-11-21 17:43:09+00:00

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Doveri di informazione da parte dell’intermediario nei vari momenti del rapporto e loro rilevanza. Intermediazione finanziaria - Contratto quadro - Ordini di investimento - Specifici doveri di informazione da parte dell’intermediario - Violazione - Rilevanza.
In tema di intermediazione nella vendita di strumenti finanziari, gli obblighi di comportamento sanciti dall’art. 21 del d.lgs. n. 58 del 1998 e dalla normativa secondaria contenuta nel reg. Consob n. 11522 del 1998, sorgono sia nella fase che precede la stipulazione del contratto quadro (come quello di consegnare il documento informativo sui rischi generali degli investimenti in strumenti finanziari e di acquisire le informazioni sull'investitore circa la sua esperienza in materia di investimenti in strumenti finanziari, la sua situazione finanziaria, i suoi obiettivi di investimento e la sua propensione al rischio), sia dopo la sua conclusione (è il caso dell’obbligo d'informazione cd. attiva circa la natura, i rischi e le implicazioni della singola operazione, di astenersi dal porre in esecuzione operazioni inadeguate e di quelli che sono correlati alle situazioni di conflitto di interessi). Tutti i descritti obblighi, finalizzati al rispetto della clausola generale che impone all’intermediario il dovere di comportarsi con diligenza, correttezza e professionalità nella cura dell'interesse del cliente, assumono rilevanza per effetto dei singoli ordini di investimento, che costituiscono negozi autonomi rispetto al contratto quadro originariamente stipulato dall’investitore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 31/08/2017. Segue...
Intermediazione finanziaria – Analisi dell’adeguatezza dell’investimento – Criteri – Obblighi informativi a carico dell’intermediario.
Le scarne e generiche dizioni “obiettivi di investimento non rilasciati”, “titolo a rischio”, “attenzione: ordine al meglio”, non possono considerarsi informazioni adeguate sulla natura e sui rischi dell'operazione, perché non illustrano con chiarezza né le caratteristiche del titolo, né per quali ragioni il medesimo sarebbe a rischio, né quali implicazioni derivino dal mancato rilascio degli obiettivi di investimento e dal c.d. Ordine al meglio.
Proprio perché l'investitore non aveva rilasciato le informazioni di profilazione, la banca, ricevuto l'ordine di acquisto, avrebbe dovuto informarlo della inadeguatezza dell'operazione, ed acquisire, in caso di conferma della volontà di procedere, un ulteriore ordine scritto ove fosse atato fatto esplicito riferimento alle avvertenze ricevute. (Gaia Matteini) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 16/03/2017. Segue...
Carenza di legittimazione passiva della banca mutuante nel caso di cartolarizzazione del credito derivante dal contratto di mutuo. Mutuo – Usura – Cessione credito pro soluto – Banca mutuante – Carenza legittimazione passiva.
Nel caso di cessione pro soluto dei crediti derivanti da un contratto di mutuo sussiste difetto di legittimazione passiva della banca mutuante rispetto alla domanda di accertamento negativo del credito in conseguenza dell’invocata nullità del contratto per superamento del tasso soglia d’usura e rideterminazione dell’importo della rata. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 12/10/2016. Segue...
Intermediazione finanziaria - Pluralità degli obblighi di diligenza, correttezza e trasparenza, informazione - Fine unitario - Segnalazione all’investitore della non adeguatezza dell’operazione di investimento in relazione alla sua propensione al rischio - Oggetto e contenuto della segnalazione - Adeguatezza dell’informazione in concreto al fine soddisfare le specifiche esigenze del singolo rapporto.
Tale segnalazione deve contenere specifiche indicazioni concernenti: 1) la natura e le caratteristiche peculiari del titolo, con particolare riferimento alla rischiosità del prodotto finanziario offerto; 2) la precisa individuazione del soggetto emittente; 3) il "rating" nel periodo di esecuzione dell'operazione ed il connesso rapporto rendimento/rischio; 4) eventuali carenze di informazioni circa le caratteristiche concrete del titolo (situazioni cd. di "grey market"); 5) l'avvertimento circa il pericolo di un imminente "default" dell'emittente (Cass. 1376/2016). Nella medesima prospettiva si è, peraltro, espressa anche in precedenza la giurisprudenza di legittimità, laddove ha affermato che, in tema di servizi di investimento, la banca intermediaria, prima di effettuare operazioni, ha l'obbligo di fornire all'investitore un'informazione adeguata in concreto, tale cioè da soddisfare le specifiche esigenze del singolo rapporto, in relazione alle caratteristiche personali e alla situazione finanziaria del cliente, e, a fronte di un'operazione non adeguata, può darvi corso soltanto a seguito di un ordine impartito per iscritto dall'investitore in cui sia fatto esplicito riferimento alle avvertenze ricevute (cfr. Cass. 17340/2008; Cass. 22147/2010). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 13/05/2016. Segue...
Intermediazione finanziaria – Bonds Argentina – Assenza di gestione patrimoniale o contratto di consulenza – Avviso declassamento rating successivo ad acquisto – Non necessità.
Nessun obbligo di informare del gravissimo e reiterato declassamento del rating dei bonds Argentina successivo al loro acquisto sussiste a carico dell’intermediario qualora l’investitore non gli abbia conferito un mandato di gestione patrimoniale o non abbia sottoscritto un contratto di consulenza ma si sia limitato a utilizzare il servizio di negoziazione in valori mobiliari consistente nell’acquisto e nella vendita di determinati strumenti finanziari da lui scelti senza margini di discrezionalità in capo all’intermediario. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 16/02/2016. Segue...
Intermediazione finanziaria - Rifiuto a fornire informazioni da parte dell’investitore - Sussistenza obblighi informativi in capo alla banca.
Secondo ormai pacifica giurisprudenza sul punto (Cass. n.18039/2012) gli obblighi informativi non vengono meno nemmeno nel caso in cui l’investitore non abbia voluto fornire le informazioni previste dall’art. 28 Regolamento Consob relative alla sua esperienza in materia di investimenti, la sua situazione finanziaria, i suoi obiettivi di investimento. Anzi, proprio tale circostanza richiede che l’intermediario sia tenuto ad utilizzare tutte le informazioni in suo possesso ( età, condizione lavorativa, livello d’istruzione, pregressa operatività, situazione patrimoniale dell’investitore). Qualora tali elementi non siano sufficienti per delineare il profilo del cliente, esso dovrà operare utilizzando criteri estremamente prudenziali prescegliendo investimenti finalizzati alla conservazione, adatti ad un investitore con scarse conoscenze tecniche e bassa propensione al rischio. (Fabio Benatti) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 16/09/2015. Segue...
Responsabilità delle agenzie di rating, natura extracontrattuale e onere della prova. Responsabilità civile - Responsabilità delle agenzie di rating - Danno causato all'investitore da un'errata attribuzione del rating - Affidamento degli investitori sul giudizio di solvibilità emesso dalle agenzie di rating - Alterazione dell'attività negoziale - Lesione alla libertà contrattuale - Responsabilità extracontrattuale - Elementi della condotta - Colpa - Diligenza - Nesso di causalità - Danno - Onere della prova.
L’esistenza di perdite così come la necessità di procedere a licenziamenti collettivi, valutate atomisticamente e senza un esame generale della situazione complessiva della società emittente (che è onere della parte che agisce in giudizio provare), non possono che essere considerate circostanze “neutre” rispetto alla condotta delle agenzie perché esse possono anche spiegarsi in una ottica di ristrutturazione aziendale, come tale non incidente, automaticamente, sul rating. Quanto, poi, alle voci secondo le quali la società emittente non sarebbe stata in grado di finanziare le proprie attività ed all’esistenza di taluni articoli di analisti finanziari secondo i quali la medesima società avrebbe dovuto procedere ad un aumento di capitale, appare evidente che non può certamente pervenirsi ad un giudizio di responsabilità sulla base di voci correnti o di giudizi riportati senza menzione della fonte. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 27/03/2015. Segue...
Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell'intermediario – Rimedi a disposizione del cliente – Responsabilità contrattuale – Violazioni del D.Lgs. n. 58/1998 e del Regolamento Consob n. 11522/98 – Infondatezza – Possesso di titoli ristrutturati di valore nominale superiore rispetto a quello di acquisto – Inesistenza del danno – Sussiste.
L’azione di risarcimento danni a titolo di responsabilità contrattuale, per violazioni del TUF e del Regolamento Consob n. 11522/98, è infondata nel merito ove sia dimostrato il possesso, nel portafoglio del cliente-attore, di titoli c.d. “ristrutturati” (acquisti in conseguenza di un’Offerta Pubblica di Scambio) aventi un valore nominale superiore rispetto a quello di acquisto. (Alessandro Giorgetta) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia, 28/11/2014. Segue...
I doveri di correttezza e trasparenza che, in virtù della complessiva disciplina del mercato borsistico, devono connotare il comportamento degli operatori finanziari hanno un ambito di applicazione più ampio rispetto alle norme del codice civile in tema di correttezza e buona fede, dettate con riferimento al singolo rapporto obbligatorio (art. 1175 cod. civ.) od al singolo contratto (art. 1375 cod. civ.), in quanto tendono a garantire la regolare formazione dei prezzi degli strumenti finanziari sul mercato a vantaggio di chiunque si trovi a contrattare sulla base di quei prezzi, in un dato momento, pur se in posizione indipendente dall'operatore deviante; l'art. 2 della legge 17 maggio 1991 n. 157 costituisce una particolare manifestazione dei suddetti doveri e ne prescrive per l'appunto il rispetto generalizzato quale modalità diretta a garantire la correttezza dell'appello al pubblico risparmio, sicché del danno da omessa informazione nei confronti degli investitori - costituito dal minor valore del titolo rispetto all'importo pagato per acquistarlo - rispondono le banche solidalmente a prescindere da un rapporto diretto con gli stessi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 03/07/2014. Segue...
Operazioni su strumenti finanziari in divisa diversa dall'Euro e obbligo di informazione sui differenziali di cambio. Negoziazione di valute – Tasso di cambio – Informazione scritta..
Ferma restando la possibilità di convenire, nelle operazioni su strumenti finanziari che prevedano una divisa diversa dall’Euro, un tasso di cambio pari a quello indicato sul sito web della banca, al cliente deve essere garantita la possibilità di ricevere, su supporto cartaceo, informazioni relative ai differenziali (in forma fissa o percentuale) rispetto a un tasso di cambio di riferimento ufficiale. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Milano, 21/03/2014. Segue...
E' generica l'informa rischio paese di emissione. Contratti di investimento – Art. 28, reg. Consob n. 11522/2008 – Omessa prova in ordine alle specifiche avvertenze sulla natura e rischiosità titoli – Grave inadempimento – Sussistenza
Ordine di acquisto – Clausola sottoscritta dal cliente “rischio paese di emissione” – Natura di clausola di stile – Valore confessorio – Non sussiste..
L’avviso apposto sull’ordine di investimento “rischio paese di emissione” è generico e come tale è inidoneo a dimostrare che l’intermediario abbia fornito le specifiche informazioni di cui all’art. 28, c. 2 reg, Consob 11522/1998. (Patrizia Mammone e Giovanni Cedrini) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 10/02/2014. Segue...
Intermediazione finanziaria - Dovere dell'intermediario di agire quale cooperatore del cliente e nel suo esclusivo interesse - Sussistenza - Cliente dotato di esperienza professionalmente qualificata - Irrilevanza..
Ai sensi dell'articolo 21 del TUF, costituisce dovere inderogabile dell'intermediario finanziario agire, nella sostanza, quale cooperatore del cliente e nel suo esclusivo interesse, secondo il modello proprio della casa mandati (e non della causa vendendi, con conseguente inoperatività del canone caveat emptor), così che appare del tutto irrilevante il dato che il cliente sia dotato di esperienza professionalmente qualificata, atteso che l'intermediario conserva i doveri delineati dell'articolo 21 del TUF anche in presenza della dichiarazione di cui all'articolo 31 del regolamento intermediari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 18/09/2013. Segue...
Doveri informativi dell'intermediario - Negoziazioni di titoli che non sono ancora nella disponibilità dell'intermediario - Irrilevanza..
Nessun obbligo informativo è previsto in ordine al fatto che i titoli oggetto di negoziazione non siano ancora nella disponibilità dell'intermediario, salvo che tale circostanza possa avere in qualche modo rilievo ed efficacia causale in ordine all'acquisto effettuato dal cliente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 06/02/2013. Segue...
Obbligo per l’intermediario di fornire ai clienti al dettaglio informazioni sui costi e sugli oneri connessi alla prestazione dei servizi – Estensione al servizio di negoziazione per conto proprio – Sussiste – Violazione della regola della best execution in caso di suo inadempimento – Sussiste. .
L’art. 32 del reg. Consob 16190/2007, attuativo della direttiva Mifid, che stabilisce l’obbligo per l’intermediario di fornire ai clienti al dettaglio informazioni sui costi e sugli oneri connessi alla prestazione dei servizi, riguarda tutti i servizi di investimento, e quindi anche quello di negoziazione per conto proprio, rispetto al quale il sistema previgente prevedeva invece che il prezzo pagato dal cliente all’intermediario per tale tipo di servizio fosse già comprensivo di commissioni. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)
L’omessa informazione sull’entità della commissione applicata dall’intermediario a fronte di un servizio di investimento può integrare, oltre che un inadempimento agli obblighi informativi cui è tenuto l’intermediario nei confronti del cliente, anche una violazione della regola della best execution, che di solito ha carattere “generale” e “procedurale”, allorché tale regola sia stata eletta dall’istituto di credito a criterio guida anche delle singole negoziazioni nel documento informativo “sui conflitti di interesse e sulla strategia di esecuzione e trasmissione ordini relativo al servizio di collocamento ricezione e trasmissione ordine e negoziazione per contro proprio su strumenti finanziari”. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 15/11/2012. Segue...
Acquisto di titoli su un mercato non regolamentato – Obbligo per l’intermediario di acquisire il preventivo consenso dell’investitore – Sussiste – Conseguenze della sua inosservanza..
L’art. 46, primo comma lett. b), del reg. Consob 16190/2007, laddove richiede il consenso preliminare esplicito del investitore all'esecuzione degli ordini al di fuori di un mercato regolamentato o di un sistema multilaterale di negoziazione, da esprimersi in via generale o in relazione alle singole operazioni, non si riferisce necessariamente ad un consenso scritto. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)
La mancata acquisizione da parte dell’intermediario del preventivo consenso dell’investitore all’effettuazione di una operazione al di fuori di mercato regolamentato secondo le modalità previste dal documento informativo integra un grave inadempimento dell’intermediario agli obblighi su di lui gravanti. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)
In mancanza della preventiva autorizzazione da parte del cliente ad operare su un mercato regolamentato l’intermediario deve astenersi da tale operazione e qualora vi proceda ugualmente è ravvisabile, in via automatica, un nesso causale tra tale comportamento, inadempiente, e il danno conseguente all’acquisto dei titoli, analogamente a quanto è stato affermato, sotto la vigenza della disciplina pre-Mifid, con riguardo all’ipotesi di esecuzione di un’operazione in conflitto di interessi, senza la preventiva segnalazione di tale situazione, o di un’operazione inadeguata, senza l’osservanza delle prescrizioni di cui all’art. 29 regolamento consob 11522/1998. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 15/11/2012. Segue...
Obbligazioni Lehman brothers e consulenza tecnica d'ufficio sulle attività poste in essere dalla banca e sulle caratteristiche del prodotto. Obbligazioni Lehman brothers - Consulenza tecnica d'ufficio sulle attività poste in essere dall'intermediario e sulle caratteristiche del prodotto oggetto di acquisto..
Tribunale Casale Monferrato, 13/07/2012. Segue...
Doveri informativi dell'intermediario - Documento sui rischi generali degli investimenti - Contratti derivati - Violazione degli obblighi informativi - Esclusione..
La pur non dovuta consegna del “documento sui rischi generali degli investimenti finanziari” e i ripetuti richiami relativi all’elevato grado di rischio connesso alla stipulazione di contratti derivati contenuti nel contratto quadro e nei singoli contratti, contribuiscono ad escludere la asserita violazione in concreto degli obblighi informativi gravanti sugli intermediari finanziari. (Paolo Dalmartello) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 14/04/2012. Segue...
Doveri informativi dell'intermediario - Documento sui rischi generali degli investimenti - Onere della prova in ordine alle informazioni ulteriori ritenute necessarie dall'investitore..
L’investitore che contesti l’insufficienza della consegna del documento sui rischi generali per l’assolvimento degli oneri informativi ha l’onere di indicare le informazioni specifiche ulteriori ritenute necessarie. (Paolo Dalmartello) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 14/04/2012. Segue...
Doveri informativi dell'intermediario - Dovere di comportarsi con diligenza correttezza e trasparenza ex articolo 21 TUF - Contestazione generica delle violazioni - Irrilevanza..
Anche se la esclusione della operatività delle specifiche norme a tutela del cliente non esime la banca dall’obbligo di comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza, secondo quanto disposto dall’art. 21 del TUF, il cliente non può limitarsi a contestare genericamente la violazione di tali prescrizioni di comportamento, senza precisare in cosa si sia concretata la condotta incriminata di tali violazioni. (Paolo Dalmartello) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 14/04/2012. Segue...
Diritto bancario – Obblighi informativi della banca – Inadeguatezza dell’operazione – Avvertenza generica e formale..
In tema di informativa della banca in favore del cliente nell’ipotesi di ordine di acquisto di strumenti finanziari, l’adozione di tutte le incombenze deve rispondere a criteri non burocratici, ma di effettività e concretezza: da ciò consegue che un’avvertenza di inadeguatezza dell’operazione formulata in maniera generica e formale non può considerarsi tale da porre il cliente in grado di comprendere l’effettiva portata dell’operazione posta da lui in essere, e la sua difformità rispetto ai propri obiettivi di investimento ed al proprio di rischio. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino, 10/04/2012. Segue...
Prodotti finanziari – Consorzio Patti Chiari – Rafforzamento degli obblighi di informazione ed assistenza del cliente..
Per effetto dell'adesione al consorzio Patti chiari, gli istituti di credito hanno assunto nei confronti dei propri clienti specifici obblighi informativi, obblighi diversi ed ulteriori da quelli contenuti dalla normativa in materia di intermediazione finanziaria, e fra questi proprio quello di informare i clienti prima, durante e dopo le scelte di investimento. (Vincenzo Iiritano) (riproduzione riservata) Tribunale Catanzaro, 02/03/2012. Segue...
Ingiunzione per consegna di documentazione relativa ad operazioni in strumenti finanziari eseguite prima e dopo l'entrata in vigore della MiFid. Intermediazione finanziaria - Decreto ingiuntivo per la consegna di documenti relativi ad operazioni finanziarie - Documentazione prescritta prima dell'entrata in vigore della direttiva MiFid - Documentazione prescritta dopo l’entrata in vigore della direttiva MiFid - Distinzione..
Tribunale Torino, 28/02/2012. Segue...
Intermediazione finanziaria - Prestazione del servizio di negoziazione titoli - Obblighi di informazione - Ordine del cliente di compiere acquisti ad alto rischio - Investitore non professionale - Notizie di stampa circa la rischiosità dei titoli - Concorso di colpa del cliente - Esclusione - Fondamento..
Nella prestazione del servizio di negoziazione di titoli, qualora l'intermediario abbia dato corso all'acquisto di titoli ad alto rischio senza adempiere ai propri obblighi informativi nei confronti del cliente, e questi non rientri in alcuna delle categorie d'investitore qualificato o professionale previste dalla normativa di settore, non è configurabile un concorso di colpa del medesimo cliente nella produzione del danno per non essersi egli stesso informato tramite la stampa della rischiosità dei titoli acquistati, in quanto lo speciale rapporto contrattuale che intercorre tra il cliente e l'intermediario implica un grado di affidamento del primo nella professionalità del secondo che non può essere sostituito dall'onere per lo stesso cliente di assumere direttamente informazioni da altra fonte. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29/12/2011. Segue...
Obbligazioni Parmalat, responsabilità delle agenzie di rating e legittimazione del curatore fallimentare all’azione di risarcimento. Responsabilità delle agenzie di rating – Emissione di obbligazioni Parmalat – Legittimazione del curatore fallimentare – Danno al patrimonio della società..
Il provvedimento viene pubblicato in anteprima in attesa che ne venga completata la redazione delle massime. Tribunale Milano, 01/07/2011. Segue...
Polizze index linked - Collegamento titolo obbligazionario - Obblighi informativi in epoca precedente la sottoscrizione del contratto - Tempo necessario al cliente per una rappresentazione veritiera e corretta per effettuare una scelta consapevole - Necessità..
Con riferimento ad una polizza index linked ove le prestazioni dell'emittente siano legate all'andamento di un titolo obbligazionario, il rispetto del canone della buona fede nello svolgimento delle trattative (art. 1337 c.c.) e delle prescrizioni normative in materia (D.Lgs. n. 174/1995) impongono che l'informativa in ordine alla maggiore complessità e diversificazione dei diversi profili di rischio (circolare Isvap 451/D del 24 luglio 2001) debba anzitutto essere fornita in epoca precedente alla sottoscrizione del contratto, in modo tale da lasciare al cliente uno spazio di tempo sufficiente per formarsi una rappresentazione veritiera e corretta quanto meno degli elementi essenziali concernenti la specifica operazione, così da colmare le asimmetrie informative eventualmente esistenti e poter effettuare una scelta di negoziazione consapevole. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 13/06/2011. Segue...
Polizze index linked - Doveri informativi dell'intermediario - Necessità di garantire una certa informate consapevole - Tempo necessario alla rappresentazione veritiera - Eliminazione delle asimmetrie informative..
La banca che assume la veste di distributrice di polizze "index linked " deve garantire al cliente un livello di informazione identico a quello cui è tenuto un soggetto appartenente ad una rete di distribuzione tradizionale. Pertanto non può dirsi assolto tale obbligo se risulta che contestualmente alla sottoscrizione della proposta contrattuale il cliente dichiara, su di un modulo prestampato, "di aver ricevuto le condizioni contrattuali regolanti il rapporto assicurativo, di averne preso atto e di accettarle integralmente"; per garantire una scelta realmente informata e consapevole da parte del cliente di un contratto complesso questi non deve ricevere solo un'informativa dettagliata ma deve anche poter disporre del tempo sufficiente per "formarsi una rappresentazione veritiera, quanto meno, degli elementi essenziali concernenti la specifica operazione che va a concludere", colmando così le eventuali asimmetrie informative che possono sussistere. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 13/06/2011. Segue...
Obbligazioni argentine e conoscenza da parte delle banche italiane dell'aumentato livello di rischio connesso all'acquisto dei titoli. Intermediazione finanziaria - Obbligazioni della Repubblica Argentina - Conoscenza dello stato di solvibilità dell'emittente - Bilanci delle maggiori banche italiane - Svalutazione del credito nei confronti dello Stato argentino - Rilevanza..
Il peggioramento delle condizioni di solvibilità della Repubblica Argentina e pertanto dell'aumento di rischio connesso all'acquisto delle obbligazioni emesse da tale Stato poteva considerarsi noto al sistema bancario italiano a partire dagli anni 1998 e 1999, posto che le maggiori banche italiane, redigendo i bilanci, hanno provveduto a svalutare il proprio credito verso l'Argentina di percentuali di anno in anno sempre più consistenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 04/05/2011. Segue...
Intermediazione finanziaria – Servizi di investimento – Obblighi informativi in capo all’intermediario – Tipologia..
L’art. 21, comma 1 lettera b) del T.U.F. individua un obbligo di informazione “attiva” (che si sostanzia nel dovere per gli intermediari di comunicare ai clienti le informazioni in loro possesso relative alle caratteristiche dei prodotti offerti) e un obbligo di informazione “passiva” (che si sostanzia nel dovere per l’intermediario di acquisire tutti gli elementi necessari relativi agli strumenti finanziari offerti al cliente e di acquisire dallo stesso tutte le notizie relative alle sue caratteristiche di investitore e alla sua propensione al rischio). (Leopoldo Ghigliotti) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 26/02/2011. Segue...
Obbligazioni Cirio Finance Luxembourg – Natura altamente speculativa – Investitore con obbiettivi conservativi – Inadeguatezza dell’acquisto..
Non può dubitarsi della natura altamente speculativa dei titoli in oggetto, presente sin dall’epoca della loro emissione e, ancor più, al momento dell’acquisto operato dalla odierna attrice (marzo 2002); natura ricavabile dai seguenti elementi caratterizzanti l’emissione obbligazionaria in questione: operata fuori dal mercato regolamentato, mediante una società finanziaria appositamente creata con sede in Lussemburgo, senza il rispetto dei requisiti e dei limiti richiesti dalla legislazione italiana per una simile operazione e senza la vigilanza dei competenti organi di controllo nazionali (CONSOB e Banca d’Italia), con il divieto espresso, posto dalla stessa emittente e dal consorzio collocatore, di rivendere le obbligazioni a investitori non professionali, l’assenza di rating da parte delle agenzie specializzate, la fortissima esposizione debitoria della società emittente e della garante.
La sottoscrizione, da parte del cliente, in data antecedente all’ordine di acquisto per cui è causa, di fondi comuni ARCA non è idonea a dimostrare un profilo di rischio speculativo dell’investitore, poiché i fondi comuni di investimento effettuano, tramite investitori professionali, una gestione bilanciata e diversificata del denaro, così contenendo il rischio di perdita del capitale; pertanto, seppure un rischio vi fosse in queste operazioni, si trattava comunque di un rischio ponderato e misurato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 30/11/2010. Segue...
Adeguatezza dell’operazione di investimento – Rifiuto dell’investitore di fornire informazioni sul suo profilo di rischio – Irrilevanza – Inadeguatezza solo sotto il profilo della tipologia dell’investimento e non anche dimensionale – Sufficienza..
Il rifiuto dell’investitore di fornire indicazioni sul suo profilo di rischio non esonera l’intermediario dalla valutazione dell’adeguatezza dell’operazione, basandosi sulle notizie che possa comunque ricavare da elementi indicatori quali l’età, la professione del cliente e la sua precedente attività di investimento; anzi, nel caso di mancanza di informazioni che consentano di individuare il profilo di investimento e la propensione del cliente, la banca, in applicazione del principio di diligenza, deve agire in base alla massima cautela, presumendo che la propensione al rischio del soggetto sia minima.
In base alla normativa (art. 29 Reg. CONSOB) gli intermediari devono astenersi dal compiere operazioni inadeguate «per tipologia, oggetto, frequenza o dimensione», dovendosi precisare che tali profili di inadeguatezza sono tra loro alternativi e non cumulativi, nel senso che è sufficiente che ve ne sia uno solo per configurare l’inadeguatezza: di conseguenza, rilevato che l’operazione de qua era inadeguata per tipologia dell’investimento (altamente speculativo e rischioso), rispetto agli obbiettivi della risparmiatrice (conservativi), non assumono rilevanza le considerazioni sulla sua eventuale adeguatezza sotto il profilo dimensionale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 30/11/2010. Segue...
Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Dichiarazione unilaterale ricognitiva – Clausola Vessatoria..
La clausola in forza della quale gli investitori dichiarino “prendiamo atto che una copia del presente contratto mi viene rilasciata debitamente sottoscritta da soggetti abilitati a rappresentarvi” è una mera clausola di stile, vessatoria ai sensi dell’art. 33, comma 2, lett. t) cod. cons. in quanto volta a sancire a carico del consumatore che mai abbia ricevuto copia del contratto di negoziazione una limitazione della facoltà di opporre eccezioni e/o un’inversione o modificazione dell’onere della prova che, ai sensi dell’art. 23 t.u.f. u.c., grava sull’intermediario. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Tribunale Mondovì, 09/11/2010. Segue...
Informazione e dovere di verifica della comprensione delle caratteristiche essenziali dell'operazione. Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell'intermediario – Valutazione del loro completo assolvimento – Conoscenza effettiva da parte dell'investitore – Dovere di verifica della comprensione delle caratteristiche generali dell'operazione..
Gli obblighi informativi dell'intermediario finanziario nei confronti del cliente possono ritenersi concretamente adempiuti soltanto quando l'investitore abbia pienamente compreso le caratteristiche dell'operazione, atteso che la conoscenza che l'informazione tende a realizzare deve essere una conoscenza effettiva e che l'intermediario o il promotore devono verificare che il cliente abbia compreso le caratteristiche essenziali dell'operazione proposta non solo con riguardo a relativi costi e rischi patrimoniali ma anche con riferimento alla sua adeguatezza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 09/11/2010. Segue...
Intermediazione finanziaria – Dovere di informarsi sulle caratteristiche degli dell’investitore – Dovere di aggiornamento..
L’intermediario è tenuto a tenere aggiornate le informazioni sulle caratteristiche del cliente e, in caso di rifiuto del cliente a fornirle, deve ritenere adeguate solo le operazioni a basso rischio. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Appello Torino, 13/10/2010. Segue...
Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi dell'intermediario - Prodotti finanziari con contenuto negoziale autonomo rispetto precontrattuale quadro - Autonomo assolvimento degli obblighi informativi - Necessità..
Gli ordini di acquisto di un prodotto finanziario che abbiano un contenuto negoziale autonomo rispetto al contratto normativo “a monte” (c.d. “contratto quadro”) presuppongono un autonomo assolvimento degli obblighi informativi, specie se gli stessi sono stati impartiti a distanza di tempo dalla firma dei contratti quadro. (Massimo Pensabene) (riproduzione riservata) Tribunale Trapani, 29/07/2010. Segue...
Intermediazione finanziaria - Doveri informativi dell'intermediario - Finalità - Dovere dell'intermediario di richiedere notizie circa l'esperienza, situazione finanziaria e obiettivi dell'investitore - Effettuazione di consapevoli e ragionate scelte di investimento e di disinvestimento..
L’art. 21 del D.Lgs. 24.02.1998 n. 58 stabilisce che nella prestazione dei servizi e delle attività di investimento i soggetti abilitati devono acquisire le informazioni necessarie dai clienti ed operare in modo che essi siano sempre adeguatamente informati, imponendo all’operatore di farsi parte attiva nella richiesta all’investitore di notizie circa la sua esperienza e la sua situazione finanziaria, gli obiettivi di investimento e la propensione al rischio, e di informare adeguatamente il cliente al fine di porlo nelle condizioni di effettuare consapevoli e ragionate scelte di investimento e disinvestimento, e le disposizioni concernenti le informazioni e le operazioni non adeguate vanno applicate anche quando il servizio prestato dall’intermediario consista nell’esecuzione degli ordini dell’investitore. (Massimo Pensabene) (riproduzione riservata) Tribunale Trapani, 29/07/2010. Segue...
Intermediazione finanziaria - Doveri informativi dell'intermediario - Rifiuto dell'investitore di fornire notizie attinenti il proprio profilo di rischio - Dovere dell'intermediario di attenersi prudenzialmente al profilo virtuale della categoria dell'investitore..
Il rifiuto del cliente di fornire notizie utili per definire il profilo di rischio non si configura come fatto idoneo a giustificare eventuali errori di valutazione commessi dalla banca, atteso che, in tale ipotesi, l’intermediario, nell’esercizio dell’attività professionale, è tenuto ad attenersi prudenzialmente al profilo virtuale della categoria dell’investitore-risparmiatore. (Massimo Pensabene) (riproduzione riservata) Tribunale Trapani, 29/07/2010. Segue...
Comunicazione del rating ed adeguatezza dell’informazione. Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Informazione assolta mediante comunicazione del rating – Investitore capace di comprendere il significato di rating – Adeguatezza..
Deve ritenersi sufficiente all’assolvimento dei doveri informativi gravanti sull’intermediario la comunicazione del rating relativo allo strumento finanziario oggetto di negoziazione qualora l’investitore sia persona in grado di conoscere il concetto di rating e di comprendere il significato delle sigle a tal fine attribuite dalle società specializzate. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 26/07/2010. Segue...
Obbligazioni Argentina, composizione del portafoglio e comunicazione del rating. Intermediazione finanziaria - Obbligazioni Argentina - Rifiuto di fornire informazioni - Analisi del portafoglio - Attività speculativa sul mercato azionario e altri titoli di Paesi emergenti - Adeguatezza acquisto pari al 4% del patrimonio.
Intermediazione finanziaria - Comunicazione rating - Cliente dotato di conoscenza del mercato - Adeguatezza dell’informazione - Sussistenza..
Il rifiuto del cliente di comunicare le informazioni relative al profilo di rischio non può far presupporre un’elevata propensione al rischio ma l’analisi della movimentazione precedente l’operazione fornisce indicazioni sulle caratteristiche dell’investitore. In particolare, l’effettuazione di operazioni di carattere speculativo sul mercato azionario (acquisto e rivendita in un breve lasso di tempo e acquisto di warrant) e la presenza di prodotti che possiedono le stesse caratteristiche e lo stesso rating (in questo caso obbligazioni Brasile e Messico) inducono a ritenere adeguato l’investimento in obbligazioni Argentina per il 4% del portafoglio. (Claudio Maradei) (riproduzione riservata)
L’informativa si modula sulla base delle caratteristiche del cliente. Il dovere di informativa nei confronti di un cliente esperto può ritenersi adempiuto con la comunicazione del rating attribuito all’emittente i titoli obbligazionari (acquisti di bond Argentina effettuati nel 1997 e 1998). (Claudio Maradei) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 26/07/2010. Segue...
Intermediazione finanziaria - Obbligazioni Lehman Brothers - Variazione del rischio relativo ad un determinato strumento finanziario - Valutazione positiva delle agenzie di rating - Obbligo contrattuale di informare il cliente - Non sussiste..
Il giudizio positivo espresso dalle agenzie di rating sulla società emittente fino al giorno della dichiarazione di insolvenza nonché l'inclusione del titolo nell'elenco predisposto dal consorzio "Patti Chiari" consentono di ritenere che l'intermediario non disponesse di elementi ulteriori e diversi tali da giustificare l'obbligo (pur contrattualmente previsto) di informare il cliente in ordine alla variazione di rischio relativo ai titoli. (Claudio Trenti e Claudio Maradei) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 18/05/2010. Segue...
Prova della consegna del documento sui rischi di investimento e obbligo di aggiornamento dei dati relativi al profilo di rischio dell'investitore. Doveri informativi dell'intermediario – Documento sui rischi generali degli investimenti – Consegna – Attestazione di consegna in calce allo stesso documento – Necessità – Esclusione.
Profilo di rischio – Dato naturalmente variabile – Verifica prima dell'inizio della prestazione dei servizi di investimento – Necessità – Aggiornamento dei dati – Dovere dell'intermediario – Sussistenza..
Al fine di dimostrare l'avvenuta consegna del documento sui rischi generali degli investimenti in strumenti finanziari, previsto dal regolamento Consob numero 10943 del 30 settembre 1997, all. 1, non è necessario che l'attestazione di consegna sia resa in calce allo stesso documento e ciò in quanto una tale modalità non è espressamente richiesta dalla norma ed anche perché il contenuto dell'allegato tre del regolamento Consob numero 11522 del 1998 lascia intendere che l'intermediario debba conservare la sola attestazione di consegna firmata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Poiché la ricostruzione del profilo dell'investitore costituisce un dato naturalmente variabile che deve essere fatto oggetto di verifica prima dell'inizio della prestazione dei servizi di investimento, le informazioni ad esso relative non possono essere troppo risalenti nel tempo, per cui si deve ritenere che rientri degli obblighi di dirigenza dell'intermediario, ai sensi degli articoli 21 lett. a del TUF, 1175 e 1375 del codice civile, provvedere a rinnovare la richiesta di informazioni qualora i dati in questione non siano aggiornati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 18/03/2010. Segue...
Profilo di rischio ed obblighi informativi. Intermediazione finanziaria – Obbligo di fornire agli investitori informazioni circa le caratteristiche degli strumenti finanziari – Contenuto..
Gli intermediari finanziari sono sempre obbligati a fornire le informazioni concernenti i singoli strumenti finanziari agli investitori anche se in precedenza costoro avevano compiuto operazioni similari e tale obbligo non può ritenersi assolto per effetto della mera consegna al cliente del documento sui rischi generali. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 20/01/2010. Segue...
Intermediazione finanziaria – Interpretazione del quadro normativo – Tutela dell’investitore – Interpretazione costituzionalmente orientata e comunitariamente orientata..
Il quadro normativo delineato dagli artt. 21 del T.U.F., 26, 28 e 29 del Reg. Consob n. 11522/1998 trova fondamento e giustificazione nell’esigenza di tutela del risparmio in tutte le sue forme, bene, questo, costituzionalmente garantito dall’art. 47, comma 1 Cost., che si sostanzia nell’interesse pubblico al controllo della gestione di esso. L’interpretazione di dette norme deve quindi essere costituzionalmente orientata ma soprattutto comunitariamente orientata, tenendo presente che con la direttiva 2004/39/CE, la tutela si è spostata verso una maggiore protezione dell’investitore. (fb) (riproduzione riservata) Appello Torino, 27/11/2009. Segue...
Intermediazione finanziaria – Tutela dell’investitore – Applicazione di principi comunitari – Effettività dell’informazione – Formazione del consenso dell’investitore..
Una conseguenza dell’applicazione dei principi comunitari e costituzionali nella materia dei servizi di investimento è che l’informazione data all’investitore deve essere effettiva affinché su di essa possa formarsi il consenso informato dell’investitore. (fb) (riproduzione riservata) Appello Torino, 27/11/2009. Segue...
Intervento del P.M. in appello in difesa dei doveri informativi a tutela dell’investitore. Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Violazione – Intervento del pubblico ministero nel procedimento civile..
Procura Generale della Repubblica di Torino, 12/10/2009. Segue...
Intermediazione finanziaria – Operazione inadeguata – Doveri informativi dell’intermediario – Requisiti – Risarcimento del danno..
Non può dirsi legittima - e dà luogo al risarcimento del danno - un’operazione “non adeguata” compiuta in apparente esecuzione del contratto quadro stipulato tra una finanziaria ed un privato, in mancanza di prova, anche se dovuta al mancato rideposito in appello del fascicolo di primo grado di: i) un ordine scritto dinanzi ad un’operazione non adeguata; ii) della menzione, nell’ordine scritto, dell’avviso al cliente investitore della non adeguatezza, la quale menzione oltretutto non si risolve in una mera dicitura priva di concreta specificazione del significato dell’avvertimento; iii) della successiva conferma dell’ordine, firmata dal cliente stesso, nonostante l’avvertimento medesimo. (fds) Appello Salerno, 29/09/2009. Segue...
Intermediazione finanziaria - Doveri di correttezza e di informazione dell’intermediario - Normativa speciale - Rafforzamento dei doveri rispetto al diritto comune - Estensione a tutta la durata del rapporto - Sussistenza..
Le norme del TUF e dei regolamenti Consob aggiungono alla disciplina codicistica ed a carico dell’intermediario un dovere di correttezza e di informazione che non si esaurisce nella fase prodromica alle trattative ma che si estende per l’intera durata del rapporto, al fine di consentire all’investitore l’adozione di decisioni meditate e consapevoli. (fb) Appello Milano, 15/04/2009. Segue...
Intermediazione finanziaria - Doveri di informazione dell’intermediario relativi ad ogni singola operazione - Execution only - Sussistenza..
L’obbligo dell’intermediario di fornire informazioni in relazione alla specifica rischiosità dell’operazione, indipendentemente dalla pregressa operatività ed esperienza dell’investitore, sussiste in relazione a tutti i servizi di investimento, ivi compreso quello di semplice ricezione e trasmissione ordini. (fb) Appello Milano, 15/04/2009. Segue...
Intermediazione finanziaria - Informazione relativa alla specifica operazione - Caratteristiche - Contenuto..
L’informativa che l’intermediario deve dare all’investitore con riferimento alla specifica operazione che il medesimo si accinge a compiere, non può consistere in una avvertenza formulata in maniera generica e formale e tale da non consentire al cliente di comprendere l’effettiva portata dell’operazione ed il relativo livello di rischio; così, in caso di operazione inadeguata, il cliente deve essere informato dei motivi che sconsigliano l’operazione e quindi dello specifico e concreto profilo di inadeguatezza. (fb) Appello Torino, 31/03/2009. Segue...
Banche – Intermediazione finanziaria – Doveri di informazione – Portata..
L’obbligo di segnalare la non adeguatezza delle operazioni di investimento si applica anche ai servizi di investimento nei quali l’intermediario opera senza alcuna discrezionalità. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 17/02/2009. Segue...
Intermediazione finanziaria - Documento sui rischi generali di investimento - Consegna - Conformità al modello Consob - Prova - Necessità..
Perché possa dirsi assolto l’obbligo di consegna del documento generale sui rischi di investimento, è necessaria la prova che il documento consegnato sia conforme al modello predisposto dalla Consob, non essendo a tal fine sufficiente la dichiarazione dell’investitore di aver ricevuto la consegna di un documento con tale denominazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 16/02/2009. Segue...
Obblighi informativi dell’intermediario – Investitore particolarmente esperto – Esonero dell’intermediario dall’informazione – Esclusione – Portata del giudizio autoreferenziale dell’investitore..
L’intermediario non è esentato dall’adempiere ai propri obblighi informativi per il solo fatto che l’investitore, sottoscrivendo la modulistica, ha dichiarato di possedere certe caratteristiche. Tale dichiarazione deve, infatti, essere corroborata da elementi di obiettivo e positivo riscontro e non è di per sé sola sufficiente ad esonerare l’intermediario dal rispetto dei doveri di informazione e di protezione dell’investitore. Diversamente opinando si ammetterebbe che i diversi standard di comportamento degli intermediari e l’eventuale applicazione di uno statuto protezionistico in favore degli operatori non qualificati siano fondati non sulla reale qualità ed esperienza professionale degli investitori, ma su di un giudizio reso da questi, vale a dire da coloro le cui qualità dovrebbero invece essere verificate dall’intermediario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 12/09/2008. Segue...
Intermediazione finanziaria – Rifiuto del cliente di fornire informazioni – Obbligo dell’intermediario di reiterare la richiesta di informazioni – Sussistenza..
Qualora il rifiuto del cliente di fornire informazioni sia particolarmente distante nel tempo, l’intermediario, prima di dar corso a nuove operazioni, ha il dovere di reiterare la richiesta al cliente medesimo di fornire le informazioni relative a propensione al rischio e obiettivi di investimento. (fb) Tribunale Rovigo, 23/04/2008. Segue...
Doveri informativi dell’intermediario – Contenuto dell’offering circular – Mancanza di rating – Limiti all’emissione..
L’intermediario, quale operatore qualificato, già a partire dal 1999, doveva valutare le obbligazioni Cirio come titoli ad alto rischio in considerazione dell’indebitamento della società risultante dalle offering circulars, della mancata sottoposizione dei titoli al giudizio di rating, nonché in considerazione del fatto che gli stessi erano emessi in Lussemburgo con conseguente inapplicabilità dei limiti e della garanzia di cui all’art. 2412 nel testo allora vigente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Alba, 03/10/2007. Segue...
Alta propensione al rischio e doveri informativi. Intermediazione finanziaria – Investitore che ha effettuato investimenti rischiosi – Obblighi informativi relativi alla specifica operazione – Sussistenza..
Gli obblighi informativi concernenti l’adeguatezza dell’operazione in relazione all’esperienza, agli obiettivi di investimento, alla situazione finanziaria ed alla propensione al rischio dell’investitore devono essere sempre adempiuti dall’intermediario anche nel caso in cui questi ritenga di poter dedurre elementi dalla composizione del portafoglio del cliente. (Nel caso di specie, la banca è stata ritenuta responsabile di aver omesso di fornire adeguate informazioni in ordine alla rischiosità dell’operazione di acquisto di obbligazioni argentine da parte di cliente che aveva investito rilevanti importi in gestioni patrimoniali con obiettivi di crescita medio-alti, indicativi di un’alta propensione al rischio). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 05/09/2007. Segue...
Obblighi informativi del TUF – Natura del rischio – Inesperienza dell’investitore – Informazione come condizione di validità del contratto – Normativa di ordine pubblico a tutela del singolo e dei mercati – Inderogabilità – Violazione – Nullità..
Gli obblighi informativi previsti dagli artt. 21 e ss. del TUF hanno natura più stringente di quelli, generici, di correttezza ed informazione (artt. 1337-1375 c.c.) gravanti su qualunque parte del rapporto negoziale e ciò in considerazione della particolare natura dei contratti cui si rivolgono, che presentano un elevato grado di rischio ed espongono quindi il risparmiatore ad una perdita potenzialmente illimitata del capitale investito. L’aderente all’investimento, inoltre, è un soggetto privo delle cognizioni tecniche necessarie per operare in un settore altamente specializzato, quale quello dei mercati dei valori mobiliari. Ne deriva che deve considerarsi condicio sine qua non per la validità del contratto di investimento la circostanza che in sede di stipula il risparmiatore abbia ricevuto adeguata informazione circa il tipo e le caratteristiche essenziali del contratto stesso. Le norme regolanti i servizi di investimento in prodotti finanziari – in quanto volte alla tutela sia del singolo investitore, sia più ingenerale, dell’intero mercato dei valori mobiliari – hanno, quindi, natura e portata di norme imperative, il che implica la loro inderogabilità ad opera delle parti e la sanzione della nullità per la loro violazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 18/07/2007. Segue...
Doveri informativi dell'intermediario – Effettiva conoscenza da parte dell'investitore delle caratteristiche del prodotto, del rischio e dell'adeguatezza dell'operazione – Necessità..
Gli obblighi informativi dell'intermediario possono dirsi concretamente adempiuti solo quando l'investitore abbia pienamente compreso le caratteristiche dell'operazione, atteso che la conoscenza deve essere una conoscenza effettiva e l'intermediario o il promotore devono verificare che il cliente abbia compreso le caratteristiche essenziali dell'operazione proposta non solo con riguardo ai relativi costi e rischi patrimoniali ma anche con riferimento alla sua adeguatezza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 06/07/2007. Segue...
Intermediazione finanziaria – Attività di consulenza dell’intermediario – Neutralità – Responsabilità del cliente – Sussistenza..
L'attività di consulenza si caratterizza per la sostanziale "neutralità" dell'intermediario rispetto alla conclusione delle operazioni eventualmente conseguenti all'esercizio della consulenza; è evidente, infatti, che, nel caso della consulenza (a differenza dell'attività di gestione, che comporta l'obbligo di effettuare valutazioni discrezionali circa l'opportunità di investimenti e l'obbligo di predisporre la possibilità che dette valutazioni si traducano in operazioni), la scelta di tradurre in operatività i consigli rimane sempre in capo al cliente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torre Annunziata, 27/06/2007. Segue...
Rifiuto dell'investitore di fornire informazioni - Obbligo dell'intermediario di valutazione del profilo di rischio - Sussistenza..
Il rifiuto da parte del cliente di fornire complete informazioni all’intermediario non può esimere costui dall’obbligo di valutare comunque il profilo dell’investitore e l’adeguatezza dell’operazione che deve essere apprezzata alla stregua di ogni altra informazione disponibile. Appello Brescia, 20/06/2007. Segue...
Contratti in genere – Intermediazione finanziaria – Mancanza di informazioni sulla propensione al rischio del cliente – Accentuazione degli obblighi di diligenza e di informazione – Sussistenza (art. 21, lett. a) e b), d.lgs. n. 58/1998; art. 28 Reg. CONSOB n. 11522/1998). .
L’assenza di informazioni circa la propensione al rischio del risparmiatore non può certo rendere adeguata qualsiasi operazione, anzi deve vincolare chi propone l’investimento a maggiore cautela e a maggiore diligenza nelle proposte e nell’assolvere gli obblighi informativi in relazione al rischio connesso ad ogni singola operazione. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 15/06/2007. Segue...
Obbligazioni argentine, informazione e adeguatezza dell'operazione. Intermediazione finanziaria – Obbligazioni argentine – Obblighi informativi dell'intermediario – Specificità – Adeguatezza dell'operazione – Violazione..
Tribunale Ivrea, 06/06/2007. Segue...
Intermediazione finanziaria – Avvertenza dei rischi specifici dell’operazione – Necessità. .
L’avvertimento all’investitore relativo ad una operazione inadeguata che si presenti come eccessivamente generico, in quanto non richiama espressamente le categorie di inadeguatezza disciplinate dalla normativa vigente, non è tale da porre il cliente in grado di comprendere l’effettiva portata dell’operazione posta in essere e la sua inadeguatezza al proprio profilo di rischio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 06/06/2007. Segue...
Strumenti obbligazionari ad alto rendimento – Obbligo informativo dell’intermediario – Esclusione..
Costituisce nozione di comune esperienza, e dunque circostanza che non necessita di particolare informazione, il fatto che a rendimenti progressivamente più alti corrisponda un rischio di investimento più elevato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 14/05/2007. Segue...
Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri di diligenza e di informazione dell’intermediario – Applicazione delle regole di correttezza e buona fede in materia contrattuale – Esecuzione degli ordini – Esecuzione di mandato – Risoluzione per inadempimento. .
Gli obblighi di diligenza e di informazione che fanno capo all’intermediario sono riconducibili ai principi di correttezza e buona fede in materia contrattuale (artt. 1175, 1337, 1338 e 1375 c.c.), sicchè la loro violazione, che può aver luogo anche nella fase di esecuzione del rapporto, può determinare la risoluzione dell’operazione – qualificabile come mandato - di acquisto dei titoli. In sostanza, nella dinamica del rapporto negoziale tra intermediario e cliente gli obblighi di diligenza e di informazione a carico del primo (tenuto al rispetto del canone generale della buona fede) non sono unicamente riconducibili alla fase genetica dell’operazione finanziaria ma si concretizzano al momento dell’esecuzione dell’ordine di acquisto dei titoli. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 11/05/2007. Segue...
Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Obbligazioni argentine – Contenuto dell’offering circular – Responsabilità dell’intermediario per la negoziazione di obbligazioni emesse oltre i limiti previsti dall’art. 2412 c.c.. .
Tra i doveri dell’intermediario di informare l’investitore rientra quello di far conoscere le caratteristiche del prodotto desumibili dalla offering circular qualora questa evidenzi una grave esposizione debitoria dell’emittente ed il fatto che il prodotto medesimo è destinato solo a investitori speculativi e in condizioni di valutare rischi speciali. Peraltro, i doveri informativi imposti all’intermediario trovano conferma nella nuova formulazione dell’art. 2412 c.c., il quale prevede la responsabilità per l’insolvenza dell’emittente di chi trasferisce sul mercato secondario obbligazioni emesse oltre i limiti previsti da tale norma. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 12/04/2007. Segue...
Doveri informativi dell’intermediario – Diligenza professionale – Buona fede e lealtà oggettiva – Ratio. .
L’indicazione dettagliata delle modalità di svolgimento dei servizi di investimento ad opera del regolamento CONSOB n. 11522/1998 riempie di contenuto il concetto giuridico di diligenza professionale, spostando l’asse operativo verso una correttezza intesa come buona fede e dovere di lealtà a carattere oggettivo che trova la propria ragione economica e giuridica sia nella natura spiccatamente fiduciaria del rapporto tra cliente ed intermediario, sia nella sostanziale disuguaglianza di piani conoscitivi tra il cliente e la banca. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 28/03/2007. Segue...
Doveri informativi dell’intermediario – Effettiva conoscenza da parte del cliente del prodotto acquistato – Rispetto degli obiettivi perseguiti dall’investitore..
Qualora l’intermediario, richiesto dall’investitore, dia una informazione eccessivamente semplificata non può ritenersi assolto lo specifico obbligo informativo a suo carico che mira a garantire, in capo al cliente, un’effettiva conoscenza del prodotto acquistato, non ancorata a distinzioni formali, ma a contenuti sostanzialistici, in modo da rispettare i concreti obiettivi perseguiti dall’investitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 28/03/2007. Segue...
Intermediazione finanziaria – Funzione dell’obbligo di informazione – Rifiuto dell’investitore di fornire informazioni – Effetti. .
L’obbligo di informazione non sottrae il risparmiatore al rischio connesso all’acquisto dei titoli, ma lo aiuta semplicemente a gestirlo. Il risparmiatore che agisce nel mercato dei titoli sottraendosi alla comunicazione del proprio assetto patrimoniale e autoproclamando obiettivi di vera e propria speculazione si espone volontariamente ad una autonoma gestione del rischio, sollevando l’intermediario da un ulteriore e diverso obbligo di garanzia volto a preservare il cliente dall’incauto acquisto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 21/03/2007. Segue...
Graduazione degli obblighi informativi. Intermediazione finanziaria – Obblighi di informazione a carico dell’intermediario – Graduazione in base all’esperienza dell’investitore – Necessità..
Gli obblighi di informazione a carico dell’intermediario sono inversamente proporzionali al livello di preparazione specifica dell’investitore: ad un investitore esperto sarà sufficiente fornire indicazioni minime sulle caratteristiche dl singolo prodotto, al contrario di quanto sarà necessario fare nei confronti di un investitore inesperto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 08/02/2007. Segue...
Omessa segnalazione di violazioni concernenti l’obbligo di rendicontazione – Violazione del dovere di diligenza e di quello di leale cooperazione con l’investitore – Responsabilità della SIM collocatrice in Italia del prodotto finanziario – Sussistenza..
L’omissione da parte di una SIM di ogni segnalazione ai clienti -cui essa aveva fatto sottoscrivere, tramite propri promotori, contratti di gestione patrimoniale collocati in Italia da una società svedese- delle irregolarità commesse da quest’ultima relative all’obbligo di rendicontazione di cui all’art. 63 e segg. reg. Consob n. 11522/98, costituisce ad un tempo violazione dell’obbligo di diligenza stabilito dall’art. 21 del d. lgs. 58/98 nonché del principio posto dall’art. 1375 c.c. e cioè del dovere di ciascun contraente di cooperare alla realizzazione dell'interesse della controparte ove ciò non rappresenti un apprezzabile sacrificio a proprio carico. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 08/02/2007. Segue...
Intermediazione finanziaria – Investitore con media esperienza ed alta propensione al rischio – Obbligo di prestare la dovuta attenzione alla natura del contratto – Sussistenza..
Ove l’investitore abbia dichiarato una media esperienza in strumenti finanziari ed una pensione al rischio alta, l’obbligo di diligenza dell’intermediario non può essere esteso anche a tutelare chi, aderendo all’investimento, non presti la dovuta attenzione alla reale natura del contratto ed agli effetti economici che lo stesso produrrà nel suo patrimonio. Tribunale Lucera, 21/12/2006. Segue...
Investitore esperto di strumenti finanziari - Doveri informativi dell’intermediario – Sussistenza..
Il fatto che l’investitore possa considerarsi esperto di strumenti finanziari perché aduso ad operazioni caratterizzate dalla ricerca di alti rendimenti, non esime l’intermediario dall’adempimento degli obblighi informativi ancorché diversamente calibrati a seconda della tipologia del cliente, giacchè l’esigenza di conoscere le caratteristiche dell’investimento offerto sono proprie di qualsiasi investitore, anche di quello più disposto ad affrontare rischi. Appello Milano, 19/12/2006. Segue...
Doveri informativi dell’intermediario – Specificazione dei doveri di buona fede di cui all’art. 1337 cod. civ. – Sussistenza..
I precetti di cui alle lettere a) e b) dell’art. 21 del TUF rappresentano una specificazione del generale principio di cui all’art. 1337 cod. civ., rispondente all’esigenza di elevare il livello di correttezza da parte dell’operatore qualificato che, come tale, ha un accesso facilitato ai dati relativi alle caratteristiche dei titoli che è tenuto a conoscere prima di consigliare o offrire in vendita. Appello Milano, 19/12/2006. Segue...
Investitore quale soggetto incapace. Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi dell’intermediario – Investitore quale soggetto incapace – Annullabilità..
Gli obblighi informativi posti a carico dell'intermediario sono di per sé indicativi di una posizione nettamente sperequata delle parti nell'accesso stesso alle informazioni necessarie ad esprimere una consapevole volontà negoziale, cosicché la posizione dell'investitore è assimilabile, limitatamente ai contratti di investimento in valori mobiliari, a quella del soggetto incapace. L'interesse generale che la disciplina dell'intermediazione finanziaria mira a proteggere è tutelabile solo indirettamente e cioè attraverso la protezione della parte che non e in grado di compiutamente valutare le probabili conseguenze del proprio investimento, e la disciplina dell'annullabilità è appunto quella che più si attaglia alla particolare protezione di uno dei contraenti. Tribunale Bologna, 18/12/2006. Segue...
Obbligazioni Parmalat e profilo di rischio. Intermediazione finanziaria – Obbligazioni Parmalat – Acquisto effettuato nell’imminenza della comunicazione del default – Informazione specifica rilasciata sull’ordine di acquisto – Notevole propensione al rischio dell’investitore – Nullità – Esclusione – Violazione dei doveri informativi – Esclusione..
. Tribunale Salerno, 18/12/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria – Pubblicità ingannevole – Obblighi di correttezza e trasparenza – Violazione – Sussistenza..
Costituisce violazione delle norme di correttezza e di trasparenza di cui all’art. 21 del T.U.F., la presentazione e la pubblicizzazione di un prodotto finanziario con modalità tali da indurre in errore gli utenti in ordine alle effettive caratteristiche del prodotto offerto. Tribunale Vercelli, 30/11/2006. Segue...
Obblighi informativi dell’intermediario – Know your customer rule – Conoscenza dell’offering circular – Necessità..
Non può dirsi che abbia assolto ai propri doveri di informazione sulle caratteristiche dei prodotti offerti (know your customer rule) l’intermediario che non sia a conoscenza del contenuto della cd. offering circular e che basi la propria conoscenza sulla consultazione di strumenti di comunicazione di massa quali Blomberg e il Sole24ore oramai a disposizione del grande pubblico. Tribunale Rimini, 21/11/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria – Informazione sul rischio specifico resa sull’ordine di negoziazione – Contenuto - Idoneità..
Deve ritenersi idonea ad informare l’investitore sulla natura e sui rischi dell’operazione l’avvertenza presente sul singolo ordine di acquisto che gli strumenti negoziati (obbligazioni argentine) erano soggetti a notevole rischio di oscillazione dei corsi e dei cambi. Tribunale Vasto, 09/11/2006. Segue...
Corretta informazione e conseguenze sulla gestione del portafoglio. Violazione dei doveri informativi – Violazione – Conseguenze – Risarcimento del danno..
L’inadempimento dell’intermediario ai doveri informativi imposti dal TUF incide sulla valutazione della convenienza dell’operazione di acquisto del prodotto e sulla gestione del portafoglio da parte del cliente, il quale, se correttamente informato, non avrebbe acquistato prodotti inadeguati al proprio profilo di rischio e la violazione in questione rileva sul piano risarcitorio. Tribunale Bari, 07/11/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Dovere di trasparenza – Contenuto dei moduli di negoziazione..
All’atto della negoziazione degli strumenti finanziari, l’intermediario ha il dovere di comportarsi con “trasparenza”, condotta questa che si specifica innanzitutto come qualità del documento contrattuale che deve essere idoneo a porre l’utente in condizione di trarre dalla semplice consultazione gli elementi necessari per esprimere un consenso consapevole ed assumere una scelta negoziale responsabile. L’imposizione di tale obbligo a carico dell’intermediario significa soprattutto che i moduli presentati ai clienti per la sottoscrizione devono essere redatti con chiarezza, al fine di consentire una precisa e immediata rilevazione della portata e dei rischi dell’operazione. Tribunale Brindisi, 18/08/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria – Maggiore redditività del titolo quale indice di rischio – Esclusione..
La maggiore redditività di un titolo non è è di per sé sola indicativa, per un cliente occasionale e comunque non professionale, della intrinseca debolezza economica dello stesso, della sua incerta solvibilità e quindi del rischio afferente il capitale investito. Tribunale Vigevano, 07/08/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria – Sanzioni del Ministero dell’Economia – Know your merchandise rule – Violazione – Sussistenza..
La circostanza che il Ministero dell’Economia abbia comminato sanzioni agli esponenti di istituti di credito per mancata acquisizione di una conoscenza degli strumenti finanziari adeguata alla negoziazione in conto proprio costituisce conferma, sia pur indiretta ex art. 2729 c.c., della carenza organizzativa dell’intermediario nell’acquisizione di tutte le informazioni necessarie per una adeguata negoziazione. Tribunale Vigevano, 07/08/2006. Segue...
Adeguatezza dell’operazione – Dichiarazione sull’ordine di acquisto – Confessione stragiudiziale – Sussistenza..
Ha natura di confessione stragiudiziale, ai sensi dell’art. 2375 c.c., la dichiarazione resa sull’ordine di acquisto “di essere stato esaustivamente informato sulla natura, sui rischi e sulle implicazioni dell’operazione e di averne richiesto l’esecuzione nella più completa consapevolezza”. Tribunale Trani, 20/07/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Responsabilità precontrattuale - Dovere di comportarsi secondo buona fede – Informazione estesa alla convenienza dell’affare nell’interesse del cliente..
Il dovere di informare l’altra parte sulle circostanze di rilievo che attengono all’affare è una tipica espressione del dovere di comportarsi secondo buona fede nel corso delle trattative. Per effetto delle disposizioni del T.U.F. in tema di doveri informativi dell’intermediario, il dovere di informazione di cui all’art. 1337 del codice civile si estende anche alla convenienza dell’affare intesa come conoscibilità di tutti gli elementi che il cliente deve considerare per determinarsi a contrarre, posto che il legislatore ritiene sostanzialmente inutile ed anzi pregiudizievole la prestazione che non soddisfa l’interesse del cliente. Tribunale Bergamo, 26/06/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria – acquisto titoli obbligazionari del Gruppo Parmalat – obbligo di informazione a carico dell'intermediario – violazione – sussistenza.
L'intermediario deve garantire una informazione concreta ed effettiva sul titolo negoziato in modo da rendere il cliente capace di tutelare il proprio interesse e di assumersi consapevolmente i rischi dell'investimento compiuto, in particolare quando l'offerta del titolo sul mercato è riservata ad investitori qualificati e l’obbligazione viene emessa da una società di diritto straniero fortemente sottocapitalizzata. Tribunale Genova, 26/06/2006. Segue...
Informazione dell’intermediario sullo specifico strumento finanziario oggetto di investimento – Esperienza dell’investitore in mercati finanziari – Irrilevanza. .
Il dovere dell’intermediario di informare l’investitore sui rischi e sulle implicazioni della specifica operazione finanziaria e quindi sullo specifico strumento oggetto di investimento, ha lo scopo di garantire quella conoscenza concreta ed effettiva del titolo negoziato che l’intermediario deve assicurare in modo da rendere il cliente capace di tutelare il proprio interesse e di assumere consapevolmente i rischi dello specifico investimento. Detta informazione deve quindi essere assicurata anche nell’ipotesi in cui il cliente non sia nuovo ai mercati finanziari. Tribunale Foggia, 21/04/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria - Doveri di diligenza e di informazione dell’intermediario – Specifica professionalità – Necessità..
La conoscenza richiesta agli intermediari finanziari è diversa e ben più pregnante di quella propria del comune investitore, richiedendosi al riguardo una specifica professionalità, competenza e completezza di informazioni che non può essere assolta in maniera semplicistica nella mera allegazione di informazioni riportate su giornali e riviste economiche, ma che richiede un approfondimento tecnico, proprio della natura professionale dell’intermediario, avente ad oggetto gli specifici elementi di rischio dell’investimento. Tribunale Rimini, 22/03/2006. Segue...
Doveri di informazione dell’intermediario – Conoscenza dell’offering circular – Necessità..
Poichè l’offering circular costituisce il principale documento informativo attraverso il quale vengono rese note agli investitori istituzionali le caratteristiche delle obbligazioni emesse sull’euromercato, la mancata conoscenza e acquisizione da parte dell’intermediario di detto documento costituisce una grave carenza informativa ed una violazione dei doveri imposti dal TUF agli intermediari. (Nel caso di specie, relativo all’acquisto di obbligazioni Cirio, è emerso che la banca non conosceva e non aveva quindi comunicato al cliente le clausole dell’offering circular che limitavano la capacità del gruppo Cirio di fornire garanzie ed aumentare l’indebitamento nonché il warning sulla situazione finanziaria del gruppo) Tribunale Rimini, 22/03/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Effettiva conoscenza dell’operazione – Adeguatezza – Necessità..
Gli obblighi informativi possono considerarsi concretamente adempiuti solo quando l’investitore abbia pienamente compreso le caratteristiche dell’operazione, atteso che “la conoscenza deve essere una conoscenza effettiva e (…) l’intermediario o il promotore devono verificare che il cliente abbia compreso le caratteristiche essenziali dell’operazione proposta non solo con riguardo ai relativi costi e rischi patrimoniali ma anche con riferimento alla sua adeguatezza” (così Trib. Firenze 30.05.2004 e Trib. Roma 08.10.2004). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 20/03/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria - Doveri di informazione e di comportamento dell'intermediario - Tutela del risparmio e dei mercati - Nullità- Sussistenza..
La finalità perseguita dal legislatore mediante l'imposizione all'intermediario dei doveri informativi e di comportamento previsti dalle norme del T.U.F. è quella di assicurare correttezza e trasparenza all'attività di intermediazione e di evitare che il rischio connesso alle operazioni di investimento sia addossato all'investitore inconsapevole. Da ciò consegue che la violazione di tali doveri contrattuali comporta la nullità dell'operazione eseguita. Tribunale Termini Imerese, 07/03/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria – Dovere di diligenza e di informazione dell’investitore – Consapevolezza del natura dell’operazione – Sussistenza..
Il cliente investitore non deve partecipare in modo acritico alle trattative, adeguandosi supinamente alle proposte dell’intermediario. L’investitore, prima di effettuare un investimento in strumenti finanziari, deve infatti informarsi presso il proprio intermediario sulla natura ed i rischi delle operazioni che si accinge a compiere ed ha il dovere di concludere una operazione solo dopo aver ben compreso la sua natura ed il grado di esposizione al rischio che essa comporta. Tribunale Parma, 03/03/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria – Informazioni sulla specifica operazione – Modalità e contenuti dell’informazione – Differenziazione in base ai tipi di investitore..
La necessità di fornire a qualsiasi investitore chiare informazioni sulla specifica operazione, indicando eventualmente le ragioni per cui non è opportuno procedere alla sua esecuzione, consente di affermare che le modalità di acquisizione dal cliente delle informazioni relative alla sua situazione finanziaria od ai suoi obiettivi di investimento, nonché le modalità di esplicitazione delle informazioni su eventuali conflitti di interesse, sulle caratteristiche e sull’adeguatezza della specifica operazione ben possono variare a seconda che l’intermediario abbia a che fare con un investitore occasionale ovvero con un risparmiatore aduso all’impiego del denaro, oppure ancora con un esperto speculatore. Tribunale Cosenza, 01/03/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario - Avvertenza apposta sull’ordine di acquisto – Clausola di stile – Esclusione..
La dicitura “alto rischio” apposta sull’ordine di acquisto, accompagnata dalla informazione, resa verbalmente dal funzionario della banca, che tale dicitura doveva intendersi riferita alle possibili oscillazioni di valore delle obbligazioni Parmalat, non può essere considerata clausola di stile e, con riferimento al caso specifico, è idonea ad assolvere agli obblighi informativi dell’intermediario. Tribunale Modena, 20/01/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria – Titoli destinati ad investitori istituzionali e privi di rating – Informazioni sull’indebitamento dell’emittente – Omissione – Violazione dei doveri informativi – Sussistenza..
Non può porre in essere una decisione consapevole l’investitore al quale vengano taciute informazioni quali la destinazione dei prodotti negoziati a soggetti istituzionali, l’assenza di prospetto informativo e di rating nonché i dati (che l’intermediario aveva il dovere di acquisire e conoscere) sulla situazione di indebitamento dell’emittente. Tribunale Cagliari, 02/01/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria – Adeguatezza e rischiosità dell’investimento -Contenuto del prospetto informativo..
Non assolve al proprio scopo un prospetto informativo redatto in parte in lingua straniera e per altra parte costituito da un mero estratto delle condizioni contrattuali e che non contiene alcuna delle indicazioni indispensabili a consentire all’investitore di valutare la convenienza e la rischiosità del proprio investimento. Tali sono le notizie sulla natura giuridica della emittente le obbligazioni, sulla sua sede, sul capitale sociale e sul suo integrale o parziale versamento - oltre a qualsiasi ulteriore notizia rilevante e che se conosciuta dall'intermediario, non poteva essere taciuta al cliente. Tribunale Brindisi, 30/12/2005. Segue...
Intermediazione finanziaria – Obblighi informativi dell’intermediario – Finalità – Contratto di mandato – Distinzione..
Gli obblighi imposti agli intermediari di informarsi, informare e di non effettuare operazioni inadeguate trovano una immediata giustificazione nella esigenza di ridurre la asimmetria informativa che contraddistingue le relazioni tra intermediario e investitore e si sostanziano in regole di condotta sicuramente più stringenti rispetto a quelle dettate nel codice civile in ordine ai doveri di correttezza, lealtà e diligenza chiesti al mandatario. Ciò nonostante, l’ordine impartito dall’investitore all’intermediario presenta notevoli affinità con le istruzioni dettate dal mandatario nella esecuzione del mandato, in quanto, in entrambi i casi, vengono poste in essere dichiarazioni non negoziali di volontà (cd determinative) cui fa seguito una mera attività esecutiva (l’acquisto o il disinvenstimento) che non si concreta in un ulteriore accordo tra le parti. Tribunale Catania, 21/10/2005. Segue...
Intermediazione finanziaria – Doveri di informazione – Integrazione delle norme contrattuali – Sussistenza..
I doveri di informazione attiva e passiva che competono agli intermediari, proprio in ragione della funzione pubblicistica ad essi sottesa, vincolano sempre il soggetto abilitato anche ed indipendentemente da un espresso richiamo agli stessi nel documento negoziale, svolgendo un ruolo di eterointegrazione contrattuale ai sensi dell'art. 1339 c.c. Tribunale Modena, 14/10/2005. Segue...
Esperienza in strumenti finanziari – Propensione al rischio alta – Obbligo della banca di fornire informazioni specifiche – Sussistenza..
La dichiarata esperienza in strumenti finanziari e l’alta propensione al rischio del cliente non esimono l'intermediario dal fornire comunque un'informazione precisa sulle caratteristiche delle singole operazioni d'investimento: l’intermediario, pertanto, non può limitarsi a ricevere gli ordini di acquisto o di vendita di titoli, ma è tenuto a prestare un'attività ulteriore che consiste nell’informare l’investitore con la diligenza dell’operatore particolarmente qualificato ed informato. Tribunale Treviso, 10/10/2005. Segue...
Dovere di informazione degli intermediari finanziari – Natura di ordine pubblico della normativa – Nullità – Sussistenza..
Le prescrizioni contenute negli artt. 21 d. gs. 24 febbraio 1998, n. 58 e negli artt. 28 e 29 reg. Consob n. 11522/1998 devono essere considerate norme imperative ex art. 1418 c.c. in considerazione della natura generale degli interessi tutelati (tutela del risparmio, diligenza degli intermediari, regolarità ed integrità dei mercati). Ne discende che la loro violazione incide sulla fase genetica del contratto di investimento minandone sin dall’inizio la legittimità. Tribunale Brindisi, 04/10/2005. Segue...
Intermediazione finanziaria – Informazione specifica su ogni operazione – Necessità – Profilo di rischio dell’investitore – Irrilevanza..
Qualsiasi propensione al rischio dell’investitore non esime l’intermediario dal fornire un’informazione precisa sulle caratteristiche delle singole operazioni compiute, avendo ogni investitore diritto ad una informazione completa e veridica su ogni operazione. In altri termini, l'adeguata informazione dell'investitore è il presupposto indefettibile della liceità della esecuzione dell'ordine da parte dell'intermediario in quanto il primo, una volta reso edotto del rischio che l'operazione finanziaria comporta, ne assume su di sé tutte le conseguenze. Tribunale Biella, 12/07/2005. Segue...
Negoziazione di obbligazioni Cirio - Adeguatezza dell’operazione – Prova dell’informazione dovuta a’sensi dell’art. 29 reg. Consob mediante dicitura sull’ordine medesimo – Idoneità..
Si deve escludere che l’attività di informazione imposta all’intermediario dall’art. 29 reg. Consob debba necessariamente concretizzarsi in un documento compilato dal cliente stesso. (Nella specie si è ritenuto che la banca avesse fornito tale informazione sulla base della dicitura riportata sullo stesso ordine di acquisto ove si dava atto che il cliente era stato esaustivamente informato sulla natura, sui rischi e sulle implicazioni dell’operazione riportata nell’ordine medesimo e di averne chiesto l’esecuzione nella più completa autonomia) Tribunale Trani, 07/06/2005. Segue...
Intermediazione mobiliare – Obblighi informativi dell’intermediario – Conoscenza ed esperienza dell’investitore – Irrilevanza..
L’intermediario è tenuto a rispettare gli obblighi di informazione nei confronti dell’investitore indipendentemente dalle conoscenze e dall’esperienza (vera o presunta) del cliente nel campo degli investimenti in strumenti finanziari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 23/05/2005. Segue...
Obblighi informativi dell’intermediario – Tutela dell’interesse pubblico - Violazione – Dovere di correttezza e buona fede – Dovere di protezione e di informazione – Inadempimento..
Le prescrizioni contenute nell'art. 21 TUF e 28 e 29 Reg. Consob, seppure dirette alla tutela di un interesse pubblico e generale, esprimono il contenuto del dovere di prestazione dell'intermediario e la loro violazione non incide sulla validità della stipulazione negoziale: la loro violazione non determina pertanto un vizio genetico del negozio ma può determinare, in presenza di un danno ingiusto che di detta violazione sia conseguenza immediata e diretta, responsabilità a carico degli intermediari. Nei contratti a prestazioni corrispettive i doveri di correttezza, buona fede e di diligenza di cui agli artt. 1338 e 1175 c.c. si estendono ai c.d. obblighi di protezione ed informazione che completano ed integrano l'obbligazione principale a carico delle parti (Cass. 16 novembre 2000 n. 14865). Tribunale Rimini, 11/05/2005. Segue...
Intermediazione finanziaria – Rapporto tra investitore e intermediario – Contatto sociale – Attività protetta – Fonte dell’obbligazione..
Tra intermediario e cliente si instaura per «contatto sociale» un rapporto giuridico nell'ambito del quale l'intermediario assume anche una specifica obbligazione di informazione e vigilanza nell'interesse del cliente a salvaguardia dell'affidamento legittimamente ingenerato nel risparmiatore dal carattere «protetto» dell'attività di intermediazione mobiliare: la fonte di tale obbligazione è quindi il rapporto giuridico che si instaura per contatto sociale antecedentemente alla conclusione del contratto ed il contenuto di essa è dettagliatamente tipizzato dal complesso delle norme più volte menzionate, e dev'essere valutato ai sensi dell'art. 1176 II comma sulla base delle regole della specifica attività professionale esercitata. L'inosservanza di detta obbligazione costituisce pertanto inadempimento imputabile all'intermediario e dà luogo a responsabilità contrattuale (per la natura contrattuale della c.d. responsabilità da contratto sociale cfr. Cass. SS.UU. 27 giugno 2002 n. 9346 cit.). Ai sensi dell'art. 1218 c.c. pertanto il cliente dovrà unicamente provare il rapporto giuridico e l'inosservanza dell'obbligo di informazione da parte dell'intermediario gravando su quest'ultimo la prova liberatoria avente ad oggetto il fatto estintivo dell'obbligazione o l'assenza di nesso causale tra inadempimento e danno. Tribunale Rimini, 11/05/2005. Segue...
Intermediazione finanziaria – Obbligo di conoscenza degli intermediari – Contenuti e oggetto – Need of protection..
La normativa contenuta nel TUF e nel reg. Consob n. 11522/98 pone a carico degli intermediari e nell'interesse degli investitori un obbligo di conoscenza, che è più della semplice informazione, sui prodotti da loro offerti, conoscenza che si estende alla loro provenienza, alla situazione degli stessi nei mercati, alla loro destinazione tra il pubblico dei consumatori. Si tratta di conoscenza che l'investitore risparmiatore, per esperienza, per cultura o per diverso campo lavorativo non potrà mai acquisire, con la conseguenza che non potrà ma pervenire ad un giudizio completo sulla operazione finanziaria che si appresta a sottoscrivere.Pertanto, qualora la banca si sottragga al dovere di informare il cliente in ordine alla tipologia e affidabilità del titolo e, dunque, al livello di adeguatezza dell’operazione è possibile affermare che la banca medesima abbia tenuto un comportamento negligente e non corrispondente al “need of protection” degli investitori professionali. Tribunale Genova, 22/04/2005. Segue...
Doveri informativi dell’intermediario finanziario – Necessaria verifica della consapevolezza dell’investitore – Esclusione..
Non è condivisibile la tesi secondo la quale l’intermediario, per adempiere ai propri doveri informativi, non debba limitarsi a richiedere la sottoscrizione dei moduli relativi all’operazione ma debba anche sincerarsi che il cliente sia consapevole della scelta che sta operando. Tribunale Torino, 21/03/2005. Segue...
Intermediazione finanziaria – Obblighi informativi a carico dell’intermediario – Natura e contenuti..
La conoscenza degli strumenti finanziari e dei mercati che può avere un investitore-risparmiatore, necessariamente limitata per esperienza, cultura e campo lavorativo, non può mai far venire meno gli obblighi che il legislatore ha ritenuto di dover porre a carico di chi opera professionalmente ed è tenuto ad impiegare la diligenza di cui all'art. 1176 c.c.. anche in ragione degli interessi pubblici sottesi al regolare funzionamento del mercato finanziario. Tribunale Roma, 11/03/2005. Segue...
Intermediazione finanziaria – Contenuti dell’informazione – Specificità – Clausole di stile – Inefficacia – Valutazione del mercato e delle agenzie di rating – Rilevanza..
L’informazione che l’intermediario di prodotti finanziari deve dare all’investitore ai sensi degli artt. 21 del TUF e 28 del reg. Consob 11522/1998 deve essere il più possibile specifica tale da consentire al cliente di comprendere e stabilire il tipo, la natura e la portata delle informazioni fornite. Ne consegue che, nell’ipotesi di negoziazione di obbligazioni argentine, la solo indicazione del rischio come “alto” non costituisce un’informazione adeguata sulla natura, sui rischi e sulla implicazione dell’operazione. Il riferimento alla “aleatorietà” delle quotazioni del mercato internazionale è affermazione generica e priva di qualsiasi significato specifico e parimenti irrilevante è la circostanza che il cliente fosse informato della “il liquidità” del titolo. Simili diciture apposte sull’ordine di acquisto si risolvono in mere clausole di stile come tali inadeguate ad esonerare l’intermediario da fornire la prova positiva del tipo di informazione concretamente dato, che, nel caso specifico, implicava una indicazione non generica della natura altamente rischiosa dell’investimento secondo la valutazione operata dalle maggiori agenzie specializzate in materia, elemento questo che la banca è tenuta a conoscere ed a comunicare al cliente al fine di consentirgli di effettuare una scelta consapevole, dovendosi in proposito ritenere che la valutazione del titolo da parte del mercato costituisca fattore rilevante in quanto idoneo ad influenzare il processo decisionale dell’investitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 18/02/2005. Segue...
Intermediazione finanziaria – Informazione dovuta dall’intermediario – Modalità di comunicazione con il cliente – Trasparenza – Necessità..
La norma contenuta nell’art. 29 del reg. Consob n. 11522/1998, laddove è previsto che gli intermediari autorizzati, quando ricevono da un investitore disposizioni relative ad una operazione non adeguata, lo informano di tale circostanza e delle ragioni per cui non è opportuno procedere alla sua esecuzione, impone alla banca di comportarsi con trasparenza nella prestazione dei servizi di investimento e accessori. La regola della trasparenza dispiega, infatti, i suoi effetti, non solo sul piano contenutistico, ma anche sulle modalità di comunicazione che devono garantire chiarezza e comprensibilità ed essere adeguate alle tecniche di contatto utilizzate con la clientela. Da ciò consegue che i moduli presentati ai clienti bancari per la sottoscrizione devono essere redatti con chiarezza, al fine di consentire agli stessi una chiara e immediata rilevazione della portata e dei rischi dell’operazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 18/02/2005. Segue...
Intermediazione finanziaria – Obblighi informativi – Prospetto sui rischi generali di investimento – Presunzione di consapevolezza – Esclusione..
L’obbligo dell’intermediario di informare l’investitore non può ritenersi assolto con la consegna del prospetto sui rischi generali di investimento, consegna che, nelle intenzioni del legislatore, pur avendo lo scopo di colmare il divario tra il bagaglio informativo delle parti, non può di certo comportare una presunzione di consapevolezza da parte del consumatore. Tribunale Palermo, 17/01/2005. Segue...
Intermediazione finanziaria – Obbligo di informazione – Specificità – Diligenza dell’intermediario e interesse dei clienti – Know your merchandise rule – Material fact. .
L’intermediario deve fornire una completa informazione circa i rischi connessi alla specifica operazione che i clienti intendono porre in essere (obbligo imposto dall’art. 28 co. II del regolamento Consob n. 11522; v. anche art. 11 co. I direttiva 93/22 CEE del 10-5-1993), dovendo l’intermediario finanziario agire con la diligenza dell’operatore particolarmente qualificato (cfr. artt. 21 lett. a) d. lgs. 58/98, 26 lett. e) reg. Consob cit. e 1176 II co. c.c.) nell’ambito di un rapporto in cui gli è imposto di tutelare l’interesse dei clienti (v. artt. 47 Cost., 5 e 21 lett. a) del d. lgs. 58/98). Tale obbligo implica l’indicazione, non generica, della natura altamente rischiosa dell’investimento secondo la valutazione operata dalle maggiori agenzie specializzate in materia, dato questo che la banca è tenuta a conoscere e, quindi, a comunicare al cliente al fine di consentirgli di effettuare una scelta consapevole, dovendosi in proposito ritenere che la valutazione del titolo da parte del mercato costituisca fattore rilevante (c.d. material fact secondo l’espressione usata dalla giurisprudenza nordamericana) in quanto idoneo ad influenzare il processo decisionale dell’investitore. Tribunale Mantova, 12/11/2004. Segue...
Doveri informativi dell’intermediario finanziario – Oggetto – Contenuto..
La banca intermediaria ha il dovere di informarsi delle condizioni dell’investitore al momento in cui riceveva l’ordine di acquisto ed ha altresì il dovere di informare adeguatamente l’investitore dei rischi specifici che l’operazione comporta mettendolo al corrente delle ragioni per cui potrebbe non essere opportuno procedere all’operazione. Tribunale Taranto, 27/10/2004. Segue...
Banca, contratto di commissione, dovere di correttezza e buona fede. Intermediazione finanziaria – Contratto di commissione – Dovere di informazione dell’operatore professionale – Sussistenza..
La buona fede che deve presiedere alla formazione dei contratti in generale e di quelli di mandato e commissione in particolare comporta che il soggetto - sia esso un soggetto individuale, quale un agente di cambio, o collettivo, quale una banca - cui viene affidato l'incarico di acquistare titoli, e che, esercitando professionalmente tale attività, conosce i limiti oggettivi dell'operazione, sia tenuto, prima di assumere l'incarico (e cioè nel corso della stipula) ad informare i clienti in ordine ai titoli stessi. Tale obbligo può venir meno soltanto allorché il committente si presenti già pienamente informato, senza che sia possibile, in proposito, fare esclusivo riferimento alla natura dei titoli. Cassazione civile, sez. III, 09/01/1997. Segue...

References: Cass. 
 Cass. 
 Art. 28
 articolo 21
 art. 28
 art. 2729
 art. 1418
 Cass. 
 art. 11