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Timestamp: 2019-06-26 15:57:17+00:00

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Delitto di ricettazione e la consapevolezza dell'avvenuta contraffazione
Home Corte di Cassazione Cassazione penale 2019 Delitto di ricettazione e la consapevolezza dell’avvenuta contraffazione
Corte di Cassazione, sezione seconda penale, Sentenza 3 gennaio 2019, n. 157.
Sentenza 3 gennaio 2019, n. 157
Il delitto di ricettazione e’ configurabile anche nell’ipotesi di acquisto o ricezione, al fine di profitto, di cose con segni contraffatti nella consapevolezza dell’avvenuta contraffazione, atteso che la cosa nella quale il falso segno e’ impresso – e che con questo viene a costituire un’unica entita’ – e’ provento della condotta delittuosa di falsificazione prevista e punita dall’articolo 473 c.p.
avverso la sentenza del 19/12/2017 della CORTE APPELLO di FIRENZE;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore Dott. ANIELLO Roberto, che ha concluso per l’inammissibilita’.
La CORTE d’APPELLO di FIRENZE, con sentenza del 19/12/2017, dichiarando prescritto il reato di cui all’articolo 474 c.p., parzialmente riformava la sentenza pronunciata dal TRIBUNALE DI FIRENZE il 6/6/2013 e confermava nel resto la condanna nei confronti di (OMISSIS) per il reato di cui all’articolo 648 c.p..
1. Avverso la sentenza propone ricorso l’imputata che, a mezzo del difensore, deduce il seguente motivo: “inosservanza o erronea applicazione della legge penale o di altre norme giuridiche di cui si deve tenere conto nell’applicazione della legge penale – articolo 606 c.p.p., lettera b)”. La difesa evidenzia l’insussistenza del reato di ricettazione. In specifico, con argomentazioni articolate, rileva che non sarebbe possibile configurare il reato in relazione ad un bene immateriale come il marchio.
1. Le pur dotte considerazioni contenute nell’atto di ricorso per cassazione sono inconferenti e, quindi, manifestamente infondate.
Come risulta dalla lettura del capo di imputazione e correttamente evidenziato nella sentenza impugnata, infatti, l’oggetto del reato di ricettazione non e’ il marchio ma sono le borse, sulle quali e’ stato apposto il marchio contraffatto e che, pertanto, sono di provenienza illecita.
Il delitto di ricettazione, infatti, e’ configurabile anche nell’ipotesi di acquisto o ricezione, al fine di profitto, di cose con segni contraffatti nella consapevolezza dell’avvenuta contraffazione, atteso che la cosa nella quale il falso segno e’ impresso – e che con questo viene a costituire un’unica entita’ – e’ provento della condotta delittuosa di falsificazione prevista e punita dall’articolo 473 c.p. (SU, n. 23427 del 09/05/2001, Ndiaye, Rv. 218770).
Alla inammissibilita’ del ricorso consegue la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali, nonche’, ai sensi dell’articolo 616 c.p.p., valutati i profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilita’ emergenti dal ricorso (Corte Cost. 13 giugno 2000, n. 186), al versamento della somma, che si ritiene equa, di Euro duemila a favore della cassa delle ammende.

References: Sentenza 

Sentenza 
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 articolo 606
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