Source: http://divorzio.ilcaso.it/codice_civile/1456
Timestamp: 2020-07-14 00:15:47+00:00

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I. I contraenti possono convenire espressamente che il contratto si risolva nel caso che una determinata obbligazione non sia adempiuta secondo le modalità stabilite.
II. In questo caso, la risoluzione si verifica di diritto quando la parte interessata dichiara all'altra che intende valersi della clausola risolutiva.
Tribunale delle Imprese – Appalti pubblici – Limiti della giurisdizione del G.O. – Clausola risoluta espressa – Applicabilità dell’art. 29 del D. Lgs. n. 276/2003 alle società “in house”.
In tema di appalti pubblici ai fini dell’individuazione dei confini della giurisdizione tra G.A. e G.O. rileva il momento della conclusione del contratto sicché sono attribuite alla cognizione del giudice amministrativo le controversie che insorgono a partire dalla fase ad evidenza pubblica fino alla stipulazione del contratto mentre rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario le controversie che nascono nella fase di esecuzione dell’appalto e, quindi, anche la controversie attinenti ad eventuali inadempimenti contrattuali e risoluzione contrattuali.
Negli appalti pubblici, accanto alla facoltà della P.A. committente di sciogliersi mediante la procedura prevista dalla disciplina speciale, concorre quella di apporre nel contratto una clausola risolutiva espressa, che costituisce espressione dell’autonomia negoziale discendente dalla posizione non autoritativa ma paritetica in cui opera la P.A. in sede contrattuale.
L’art. 29, 2° comma, del D. Lgs. n. 276/2003, a mente del quale: “..in caso di appalto di opere o di servizi, il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l'appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessazione dell'appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, comprese le quote di trattamento di fine rapporto, nonché i contributi previdenziali e i premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto, restando escluso qualsiasi obbligo per le sanzioni civili di cui risponde solo il responsabile dell'inadempimento”, si applica anche alle società “in house”, cioè quelle costituite da uno o più enti pubblici per l’esercizio di pubblici servizi, che statutariamente esplicano la propria attività prevalente in favore degli enti partecipanti e la cui gestione sia per statuto assoggettata a forme di controllo analoghe a quello esercitato dagli enti pubblici sui propri uffici (V. Cass., SS. UU. sent. n. 26283/2013), in quanto l’esenzione prevista dall’art. 1, comma 2°, del citato D. Lgs. deve intendersi riferita esclusivamente alla pubblica amministrazione in senso stretto come individuata dall’art. 1, 2° comma, D. Lgs. n. 165/2001. Il fatto che una società sia affidataria di un servizio pubblico e assoggetta al codice degli appalti non determina automaticamente il riconoscimento delle tutele e delle normative previste per la pubblica amministrazione, e dunque l’equiparazione alle stesse. (Stefano Vitale) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 25 Maggio 2020. Segue...
Contratto atipico – Contratto di agenzia – Condizione risolutiva – Interpretazione delle clausole contrattuali – Reale volontà dei contraenti – Efficacia ex tunc della risoluzione all’inverarsi della condizione.
[Nel caso di specie, il tribunale, ritendendo avverata la condizione risolutiva, ha dichiarato la caducazione automatica del contratto atipico di collaborazione (avente ad oggetto la ricerca di nuovi clienti e l’implementazione della rete di vendita) ed ha accolto la domanda riconvenzionale del preponente di condanna del collaboratore alla restituzione delle somme già incassate nel corso del rapporto.] (Danilo Griffo) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 16 Novembre 2018. Segue...
[Nel caso di specie, il tribunale, ritenendo avverata la condizione risolutiva, ha dichiarato la caducazione automatica del contratto atipico di collaborazione (avente ad oggetto la ricerca di nuovi clienti e l’implementazione della rete di vendita) ed ha accolto la domanda riconvenzionale del preponente di condanna del collaboratore alla restituzione delle somme già incassate nel corso del rapporto.] (Danilo Griffo) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 16 Novembre 2018. Segue...
Obbligazioni e contratti - Stipula di contratto preliminare - Preliminare di preliminare - Validità - Violazione - Contrarietà a buona fede - Responsabilità contrattuale da inadempimento - Articolata procedimentalizzazione delle fasi contrattuali - Puntuazione vincolante sui profili in ordine ai quali l'accordo è irrevocabilmente raggiunto.
La stipulazione di un contratto preliminare di preliminare, ossia di un accordo in virtù del quale le parti si obblighino a concludere un successivo contratto che preveda anche solamente effetti obbligatori (e con l'esclusione dell'esecuzione in forma specifica in caso di inadempimento) è valida ed efficace, e dunque non è nulla per difetto di causa, ove sia configurabile un interesse delle parti, meritevole di tutela, ad una formazione progressiva del contratto, fondata su una differenziazione dei contenuti negoziali, e sia identificabile la più ristretta area del regolamento di interessi coperta dal vincolo negoziale originato dal primo preliminare.
La violazione di tale accordo, in quanto contraria a buona fede, è idonea a fondare, per la mancata conclusione del contratto stipulando, una responsabilità contrattuale da inadempimento di una obbligazione specifica sorta nella fase precontrattuale.
Ravvisata la valida pattuizione di un vincolo contrattuale finalizzato ad un ulteriore accordo, il rifiuto di contrattare opposto nella seconda fase, se immotivato e contrario a buona fede, dà pertanto luogo ad un inadempimento di un rapporto obbligatorio già perfezionatosi, con la precisazione che, può pure darsi in concreto una più articolata procedimentalizzazione delle fasi contrattuali, che consente di individuare nel corso delle trattative una convenzione che non sia ancora un vero preliminare (perché mancano ancora elementi essenziali), ma una puntuazione vincolante sui profili in ordine ai quali l'accordo è irrevocabilmente raggiunto, restando da concordare secondo buona fede ulteriori punti. Questi procedimenti di formazione contrattuale graduali lasciano trasparire l'interesse perseguito dalle parti a una negoziazione consapevole e informata.
In tali fattispecie la formazione del vincolo è limitata, quindi, a una parte del regolamento e la violazione dell'intesa raggiunta, perpetrata in una fase successiva rimettendo in discussione questi obblighi in itinere che erano già determinati, dà parimenti luogo a responsabilità contrattuale da inadempimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 21 Maggio 2018, n. 12527. Segue...
Factoring - Garanzia dal rischio di insolvenza - Decadenza - Indeterminatezza dell'oggetto - Nullità.
E' nulla, per indeterminatezza dell'oggetto, la clausola contenuta in un contratto di factoring che preveda la decadenza (nel caso di specie con effetto retroattivo) dalla garanzia dal rischio di insolvenza qualora sia omessa la puntuale indicazione degli obblighi che le parti hanno ritenuto determinanti nell'ambito del programma negoziale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 19 Febbraio 2018. Segue...
Concordato Preventivo – Giudizio di accertamento della natura privilegiata generale ex art. 9 comma 5 D.Lgs. 123/98 del credito da restituzione del finanziamento erogato all’impresa beneficiaria dalla Simest S.p.a. quale soggetto gestore del Fondo Rotativo pubblico istituito ex art. 2 Legge 394/81 – Natura privilegiata ai sensi dell’art. 9 comma 5 D.Lgs. 123/98 del credito vantato da Simest Spa in ipotesi di risoluzione ex art. 1456 c.c. del contratto di finanziamento.
Il finanziamento agevolato concesso dalla Simest S.p.a. per lo sviluppo delle attività produttive a valere sul Fondo Rotativo pubblico istituito ex art. 2 Legge 394/81 è sussumibile nella previsione dell’art. 1 del D. lgs. n. 123/98.
Il credito da restituzione vantato dalla Simest S.p.a. quale soggetto gestore del Fondo Rotativo pubblico istituito ex art. 2 Legge 394/81 è assistito dal privilegio generale di cui all'art. 9 comma 5 del d.lgs. 123/98.
Il credito da restituzione del finanziamento di natura pubblicistica concesso all'impresa beneficiaria a valere sul Fondo Rotativo Pubblico, tramite un soggetto terzo abilitato, gode del privilegio generale previsto dall'art. 9 comma 5 del D.Lgs. 123/98, nelle ipotesi in cui la beneficiaria è tenuta alla restituzione del finanziamento a seguito di condotte ad essa addebitabili e quindi anche in ipotesi di risoluzione ex art. 1456 c.c. del contratto di finanziamento. (Gianluigi Iannetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 26 Ottobre 2017. Segue...
Concordato Preventivo – Giudizio di accertamento della natura privilegiata generale ex art. 9 comma 5 D.Lgs. 123/98 del credito da restituzione del finanziamento erogato all’impresa beneficiaria dalla Simest Spa quale soggetto gestore del Fondo Rotativo pubblico istituito ex art. 2 Legge 394/81 – Natura privilegiata ai sensi dell’art. 9 comma 5 D.Lgs. 123/98 del credito vantato da Simest Spa in ipotesi di risoluzione ex art. 1456 c.c. del contratto di finanziamento.
Il finanziamento agevolato concesso dalla Simest Spa per lo sviluppo delle attività produttive a valere sul Fondo Rotativo pubblico istituito ex art. 2 Legge 394/81 è sussumibile nella previsione dell’art. 1 del D. lgs. n. 123/98.
Il credito da restituzione vantato dalla Simest Spa quale soggetto gestore del Fondo Rotativo pubblico istituito ex art. 2 Legge 394/81 è assistito dal privilegio generale di cui all'art. 9 comma 5 del d.lgs. 123/98.
Fallimento - Privilegio generale ex art. 9 comma 5 D.Lgs. 123/98 - Risoluzione del contratto di finanziamento ex art. 1456 c.c. - Spetta il privilegio anche in ipotesi di risoluzione del contratto di finanziamento ex art. 1456 c.c. .
Il credito da restituzione vantato dalla Simest Spa quale soggetto gestore del Fondo Rotativo pubblico istituito ex art. 2 Legge 394/81 è assistito dal privilegio generale di cui all'art. 9 comma 5 del d.lgs. 123/98. (Gianluigi Iannetti) (riproduzione riservata)
Il credito da restituzione del finanziamento di natura pubblicistica concesso all'impresa beneficiaria a valere su Fondo Rotativo Pubblico, tramite un soggetto terzo abilitato, gode del privilegio generale previsto dall'art. 9 comma 5 del D.Lgs. 123/98, anche in ipotesi di risoluzione ex art. 1456 c.c. del contratto di finanziamento. (Gianluigi Iannetti) (riproduzione riservata)
Il credito da restituzione relativo al finanziamento agevolato concesso dalla Pubblica Amministrazione, anche attraverso soggetti terzi, gode del privilegio generale previsto dal comma 5 dell’art. 9 D.Lgs.123/98 sia in caso di risoluzione di diritto dal contratto medesimo verificatasi ex art. 1456 cc che in caso di revoca del finanziamento in considerazione della natura sostanzialmente equivalente del credito da restituzione. (Gianluigi Iannetti) (riproduzione riservata)
La causa fondate la causa del privilegio generale in ipotesi di interventi di sostegno pubblico per lo sviluppo di attività produttive revocati e/o risolti di diritto è quella della restituzione allo Stato del denaro che tramite soggetti abilitati viene dato agli imprenditori per finalità pubbliche precisate nello stesso d. Lgs. 123/98. (Gianluigi Iannetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 29 Dicembre 2015. Segue...
Contratto di somministrazione del gas – Sospensione e interruzione – Differenze – Conseguenze.
La sospensione temporanea della fornitura del gas, per il mancato pagamento di alcune bollette, nell’ambito di un rapporto di somministrazione consente la riattivazione dell’erogazione a fronte del pagamento delle bollette medesime, mentre l’interruzione della fornitura ne esclude la riattivazione ed impone la attivazione di una nuova fornitura e dunque di un nuovo rapporto contrattuale di somministrazione. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 25 Giugno 2015. Segue...
Leasing - Risoluzione per inadempimento - Clausola risolutiva espressa - Dichiarazione di avvalersene - Inequivocità - Necessità..

References: e contrario
 art. 9
 art. 2
 art. 1456
 art. 2
 art. 2
 art. 1456
 art. 9
 art. 2
 art. 1456
 art. 2
 art. 2
 art. 9
 art. 1456
 art. 1456
 art. 2
 art. 1456
 art. 1456