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Protocollo operativo A.D.I. (Assistenza Domiciliare Integrata) AUSL /BA2 - COMUNE DI BARLETTA - PDF
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1 Barletta, 16/02/ CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida Piano Sociale dell Ambito Distrettuale di Barletta Anni Protocollo operativo A.D.I. (Assistenza Domiciliare Integrata) AUSL /BA2 - COMUNE DI BARLETTA In considerazione di quanto previsto dall Atto di Indirizzo e Coordinamento per l'integrazione Socio-Sanitaria (DPCM 14/2/2001) e del Piano Sanitario Regionale della Regione Puglia, e nelle more di una più competa definizione dei livelli essenziali di prestazioni sociali, con Assistenza Domiciliare Integrata (A.D.I.) si intende un servizio che assicura prestazioni mediche, infermieristiche, riabilitative e socio-assistenziali in forma integrata e secondo piani individuali programmati. Il servizio, di competenza sia del SSN che dell Ente Locale, è fondato sul modello della domiciliarizzazione delle cure e delle prestazioni (intendendo per domicilio l abituale ambiente di vita della persona, sia esso la propria abitazione o una struttura comunitaria, casa di riposo, casa protetta o altra struttura di accoglienza a carattere prevalentemente socio-assistenziale) e si connota per la forte valenza integrativa delle prestazioni, in relazione alla natura ed alla complessità dei bisogni a cui si rivolge. Caratteristica essenziale del servizio è l unitarietà d intervento, che deve essere basato sul concorso progettuale di contributi professionali, sanitari e di protezione sociale, organicamente inseriti nel progetto assistenziale personalizzato. La continuità assistenziale, che il sistema regionale dei servizi e degli interventi sociali si propone in generale di garantire, è obiettivo specifico dell A.D.I., basandosi sulla condivisione degli obiettivi, delle responsabilità e sulla complementarietà delle risorse necessarie per il raggiungimento dei risultati dì salute. Il servizio A.D.I. condivide con le altre tipologie di prestazioni domiciliari le finalità e gli obiettivi generali: - mantenere la persona nel proprio contesto di vita attraverso interventi a sostegno della famiglia e della persona con prestazioni sociosanitarie integrate svolte in regime domiciliare ovvero nel contesto della vita quotidiana; - utilizzare il ricorso ai servizi residenziali, a ciclo diurno o continuativo, in via subordinata ed esperendo modalità che circoscrivono di norma ad un periodo programmato la prestazione, sulla base di un definito piano di intervento; - costituire una valida alternativa sia all assistenza sanitaria prestata in regime di ricovero ospedaliero, che alla istituzionalizzazione in Residenza Sanitaria Assistenziale (R.S.A.) e Residenza Protetta; 12 - adottare modalità di intervento mirate al recupero, al reinserimento, all'autonomia, alla salvaguardia della vita affettiva e di relazione dell utente; - ridurre i ricoveri impropri e incongrui negli ospedali e nelle strutture residenziali; - ridurre la permanenza in ospedale e favorire la de-ospedalizzazione, attraverso l istituto della dimissione socio-sanitaria protetta; - sviluppare una modalità d intervento incentrata sul lavoro d équipe al fine di realizzare l effettiva integrazione delle prestazioni; - sostenere la famiglia e coinvolgerla in una collaborazione solidale e partecipata ai piani di assistenza. L A.D.I. deve altresì svilupparsi a partire da alcune caratteristiche essenziali del servizio, considerate elementi essenziali per la corretta attuazione delle indicazioni di cui alle presenti linee guida: - la pianificazione organica delle unità di offerta in modo uniforme sul territorio dell ambito; - la valutazione multidimensionale del bisogno e l approccio per problemi; - la globalità dei piani di cura; - la collaborazione tra operatori sanitari, sociali e la famiglia, e la condivisione degli obiettivi; - la continuità degli interventi; - l'adozione di una metodologia di lavoro che utilizza strumenti organizzativi integranti (riunioni di programmazione degli interventi, di coordinamento, di valutazione, di riprogettazione, progetto assistenziale personalizzato, individuazione del referente familiare (care giver) e del responsabile del caso (case manager), procedure, ecc. ; - la valutazione dei costi delle decisioni; - la valutazione evolutiva degli esiti; - la centralità del medico di medicina generale o del pediatra di libera scelta, per gli aspetti clinici, e dell assistente sociale di zona, per gli aspetti sociali; - l esistenza di centri di responsabilità in ambito sanitario e sociale. Destinatari L'A.D.I. è rivolta a soggetti in condizione di non autosufficienza o ridotta autosufficienza temporanea o protratta, derivante da condizioni critiche di bisogno socio-sanitario o patologiche, ed in particolare pazienti che si trovino nelle seguenti condizioni: - anziani e disabili, minori e adulti in condizioni di fragilità, nonché patologie geriatriche con limitazione dell autonomia - patologie acute temporaneamente invalidanti trattabili a domicilio - pazienti in dimissione socio-sanitaria protetta da reparti ospedalieri - disabilità, pluripatologie e patologie cronico-degenerative che determinano limitazione della autonomia - patologie oncologiche in fase avanzata - patologie HIV correlate in fase avanzata - patologie in fase terminale. 23 Criteri di ammissione e di eleggibilità L accesso all A.D.I. deve essere subordinata ad una valutazione integrata accertante la presenza contemporanea dei seguenti requisiti o condizioni di eleggibilità generali: - ridotta autosufficienza temporanea o protratta (criterio di appropriatezza), la sussistenza di tale requisito deve essere certificata da attestazione medica e, preferibilmente, definita in maniera precisa e standardizzata attraverso l uso di apposite scale di valutazione, validate sul piano scientifico; - necessità di assistenza esclusivamente primaria (criterio di appropriatezza), cioè assenza di condizioni patologiche di alto rischio o della necessità di interventi altamente specialistici o di tecnologie complesse, che impongono il ricovero ospedaliero o l attivazione di altri servizi specialistici; - complessità assistenziale del paziente (criterio di appropriatezza), ovvero la presenza di bisogni complessi che richiedono contemporaneamente prestazioni sanitarie ed interventi socio-assistenziali da parte di un équipe multiprofessionale o, quantomeno, di interventi socio-sanitari integrati domiciliari (assistenza tutelare e aiuto infermieristico); - presenza o possibilità di garantire adeguato supporto alla persona, la presenza di un nucleo familiare o, in caso di sua insufficienza o assenza, possibilità di assicurare la presenza di una rete solidale (vicinato, volontariato, ecc.) o di prestazioni di assistenza tutelare e aiuto infermieristico, in grado di prendersi cura del soggetto; - idoneità delle condizioni abitative, o possibilità di renderle tali con interventi di assistenza abitativa. Sarebbe opportuno che quest aspetto o condizione, come il precedente, venisse rilevato tramite schede di valutazione sociale standardizzate, che valutino la situazione familiare e di integrazione sociale dell assistito, la sua situazione assistenziale, abitativa, economica, ecc.; - economicità dell assistenza, il costo complessivo dell assistenza domiciliare integrata, al netto della quota di partecipazione dell utente, non deve essere superiore a quello dell assistenza in regime residenziale; - residenza, sono ammessi al servizio i residenti in uno dei comuni dell ambito territoriale. La residenza rappresenta il riferimento per l attribuzione dei costi sociali e sanitari rispettivamente al Comune di residenza/all Ambito territoriale ed al Distretto sanitario; - condizione economiche e compartecipazione ai costi degli utenti, gli utenti sono ammessi al servizio indipendentemente dalle condizioni economiche individuali o familiari. Sulla base della valutazione delle condizioni economiche effettuata attraverso l indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), il Comune mediante apposito regolamento definisce la quota di compartecipazione degli utenti al costo del servizio per la parte relativa ai costi socioassistenziali attribuiti ai comuni. Nel regolamento sarà stabilita una soglia economica, corrispondente a situazioni di disagio economico grave quale la condizione di povertà, sotto la quale viene richiesta agli utenti alcuna compartecipazione ai costi. Per le persone e le famiglie che presentano una condizione economica superiore a tale soglia saranno previste quote crescenti di compartecipazione ai costi, individuando le diverse fasce economiche e la percentuale di compartecipazione da applicare a ciascuna. Verrà stabilita, infine, una percentuale di compartecipazione massima ai costi dei servizi da applicare alla fascia economica più elevata, tale da non rendere diseconomico l accesso alle prestazioni agli utenti. 34 Risorse L Azienda Sanitaria e il Comune di Barletta dell Ambito mettono a disposizione le risorse necessarie all erogazione degli interventi di A.D.I., nella misura concordata con la pianificazione del Piano di Zona e del Programma delle Attività Territoriali, con una compartecipazione ai costi che dovrà essere definita in fase di programmazione, a partire proprio dai contenuti sociali e sanitari delle prestazioni erogate e dalle risorse umane ed organizzative rese disponibili rispettivamente dal Comune e dall AUSL. Sono soggette a tale quota di compartecipazione (Comune AUSL) le prestazioni sociosanitarie a gestione integrata di aiuto infermieristico e assistenza tutelare alla persona, proprie dell Assistenza Domiciliare Integrata. Sono totalmente a carico del servizio sanitario nazionale tutte le prestazioni a valenza sanitaria (prestazioni sanitarie a rilevanza sociale) e di competenza dei Distretti sanitari, proprie dell Assistenza Domiciliare sanitaria, ivi comprese le prestazioni erogate in regime di ADI che non rientrino nelle prestazioni socio-sanitarie a gestione integrata di aiuto infermieristico e assistenza tutelare alla persona. Sono totalmente a carico dei Comuni tutte le prestazioni a valenza sociale (prestazioni sociali a rilevanza sanitaria) e di competenza dell Ente Locale, proprie dell Assistenza Domiciliare socio-assistenziale, salvo quelle erogate in regime di ADI e rientranti nelle prestazioni di aiuto infermieristico e assistenza tutelare alla persona. Le percentuali di compartecipazione dell ASL e dei Comuni al costo complessivo delle prestazioni domiciliari da erogare potrà essere diverso da quello previsto laddove si definisca un protocollo di intervento a livello di ambito che determini una diversa composizione del servizio rispetto alle specifiche prestazioni. Tipologie di A.D.I. in relazione alla durata Premesso che verranno trattati casi di media intensità, in relazione alla durata del servizio si distinguono: A.D.I. a breve termine (circa 3 settimane): situazioni in cui, dopo un aggravamento delle condizioni sanitarie e/o sociali dell utente, un progetto attivo di educazione sanitaria, rassicurazione e sostegno sono essenziali per mettere in grado la rete familiare di farsi carico dell assistenza patologie acute in cui l A.D.I. costituisce alternativa alla ospedalizzazione. A.D.I. a medio termine (circa 3 mesi): situazioni in cui un progetto assistenziale personalizzato di più ampio respiro è finalizzato a sostenere il nucleo familiare o la rete solidale in un periodo critico o a promuoverne l autonomia a pazienti in fase terminale. A.D.I. a lungo termine (6 mesi rinnovabili): casi in cui l A.D.I. evita l ingresso in strutture residenziali, casi in cui l A.D.I. evita l ospedalizzazione impropria o ripetuta. 45 Modalità di accesso e di organizzazione L organizzazione dell Assistenza Domiciliare Integrata prevede, l istituzione di un organismo socio-sanitario integrato tra Azienda Sanitaria Locale ed Ente Locale, da essi cogestiti e cofinanziati, in grado di garantire l unitarietà del servizio in tutte le sue fasi (programmazione, esecuzione, valutazione, ecc.), in coerenza con le indicazioni del Piano Sanitario Regionale e del Piano Regionale delle Politiche Sociali relative all integrazione socio-sanitaria. A livello locale il recepimento della domanda relativa al servizio A.D.I. è di competenza della Porta Unica di Accesso attivata da operatori sociali indicati dall Ambito e da operatori sanitari indicati dall AUSL ad essa specificamente preposti. La valutazione dell ammissibilità della domanda è competenza dell Unità di Valutazione Multimensionale, un'équipe professionale, con competenze multidisciplinari, in grado di leggere le esigenze di pazienti con bisogni sanitari e sociali complessi che costituisce l altro anello operativo strategico in sede locale del sistema integrato di interventi e servizi sociali. Nello specifico dell A.D.I. l Unità di Valutazione Multidimensionale svolge i seguenti compiti: - effettua la valutazione multidimensionale dell autosufficienza e dei bisogni assistenziali dei pazienti/utenti, - verifica la presenza delle condizioni di eleggibilità come precedentemente indicate, - elabora il piano assistenziale personalizzato (obiettivi e tipologia, frequenza e durata degli interventi), condiviso con il paziente e con il nucleo familiare e da essi sottoscritto, - verifica e aggiorna l andamento del piano assistenziale individualizzato, - procede alla dimissione concordata. L U.V.M. dovrà altresì programmare e svolgere la progressiva rivalutazione degli utenti già in carico, secondo le modalità integrate, per verificare la sussistenza dei criteri di ammissione e di eleggibilità e provvedere in conseguenza. L accesso di nuovi utenti all ADI e le dimissioni avvengono solo a seguito della valutazione sociosanitaria congiunta, nelle modalità che saranno negoziate tra ASL e Comune e definite entro 30 giorni dalla data di sottoscrizione del presente Protocollo. Entro 30 giorni dalla firma del presente protocollo le parti definiranno specificamente: - le tipologie delle varie forme di Assistenza Domiciliare; - le modalità operative minime di gestione che possono garantire entrambe le Istituzioni e che comprenderanno l insieme degli strumenti operativi necessari per la gestione. L AUSL e il Comune si impegnano: 1) ad assicurare il raccordo assistenziale domiciliare necessario a garantire una risposta ai bisogni assistenziali integrati del cittadino; 2) a raccordare gli interventi domiciliari con l associazionismo solidaristico al fine di assicurare i bisogni di vita quotidiana della persona; 3) ad attivare ed assicurare un unica porta d accesso in grado di coniugare i bisogni sanitari e socio-sanitari degli utenti relativamente alle cure erogate presso il proprio domicilio; 56 4) ad attivare un sistema di rilevazione sull Assistenza Domiciliare Integrata dotandosi di procedure informative che consentono di acquisire una serie di dati collegate alle attività di Assistenza Domiciliare e diretti a quantificare le seguenti entità: - Numero dei casi assistiti; - Tipologia di livello di integrazione; - Risorse assorbite. I flussi informativi raccolti serviranno a monitorare i bisogni assistenziali e ad approfondire le tematiche inerenti la non autosufficienza al fine di migliorare i servizi socio-sanitari e definire gli opportuni standard. Letto, confermato e sottoscritto. Barletta li, 24-gennaio-2005 Il SINDACO IL DIRETTORE GENERALE 6 Documenti analoghi
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