Source: http://aedon.mulino.it/archivio/1998/1/bozz2.htm
Timestamp: 2020-04-08 06:32:07+00:00

Document:
Aedon 1/98 - Schema di decreto legislativo 6/2/98, con emendamenti
approvato il 6 febbraio 1998 dal Consiglio dei ministri,
con gli emendamenti proposti dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome, Anci, Upi e Uncem
(Roma, 5 marzo 1998)
Avvertenze: la numerazione degli articoli non corrisponde a quella del testo definitivo;
le proposte di emendamento sono riportate in grassetto
Testo approvato Testo con emendamenti
Art. 143 - Definizioni
c) "tutela", (...) l'adozione dei provvedimenti amministrativi volti a proteggere i beni culturali (...);
e) "valorizzazione", ogni attività diretta a conoscere, a migliorare la conservazione dei beni culturali e ambientali e ad incrementarne la fruizione;
2. Lo Stato, le Regioni e gli Enti locali concorrono all'attività di tutela e di conservazione dei beni culturali.
3. Sono fatte salve le attuali competenze delle Regioni a statuto ordinario, di quelle a statuto speciale e delle Province Autonome di Trento e Bolzano.
d) (...) la determinazione dei criteri generali sulla formazione professionale e aggiornamento del personale tecnico-scientifico, ferme restando (...) le funzioni relative a scuole e istituti nazionali di preparazione professionale dello Stato operanti nel settore dei beni culturali e quanto previsto dalla legge 845/1978;
e) la definizione, con il concorso delle Regioni, delle metodologie Comuni da seguire nelle attività di catalogazione, anche al fine di garantire l'integrazione in rete delle banche dati regionali e la raccolta ed elaborazione dei dati a livello nazionale;
f) la definizione, con il concorso delle Regioni, delle metodologie Comuni da seguire nell'attività tecnico-scientifica di restauro.
6. Le Regioni, le Province e i Comuni possono esercitare per delega ogni funzione riservata allo Stato ai sensi del comma 4, e possono esercitare il diritto di prelazione e l'iniziativa per l'apposizione del vincolo.
Art. 145 - Commissione paritetica
1. Una commissione paritetica, composta da cinque rappresentanti del Ministero per i beni culturali e ambientali e da cinque rappresentanti delle Regioni e degli Enti locali designati dalla Conferenza unificata di cui all'articolo 8 comma 1 del Dlgs 281/97, entro sei mesi dalla sua costituzione e previo parere della Conferenza Unificata (...) fissa i criteri generali per l'individuazione dei Musei, dei Beni monumentali, degli istituti e degli altri beni culturali statali la cui gestione rimane allo Stato e quella per i quali è trasferita, secondo il principio di sussidiarietà, alle Regioni, alle Province e ai Comuni.
2. La Commissione è presieduta dal Ministro o da un Sottosegretario da lui delegato e conclude i lavori entro due anni dal suo insediamento con l'adozione definitiva dell'elenco dei musei e altri beni culturali di cui al comma 1, sulla base delle proposte elaborate dalle commissioni regionali di cui al successivo articolo 150, e previo parere della Conferenza Unificata. L'elenco è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.
3-5. (…)
Art. 145-bis - Funzioni conferite a Regioni ed Enti locali
1. Le funzioni e le attività amministrative relative ai beni statali non direttamente gestiti dallo Stato sono delegate alle Regioni, che con proprio atto normativo ne disciplinano l'ordinamento e il trasferimento a Comuni e Province con esclusione di quelle che richiedano l'unitario esercizio a livello regionale, secondo quanto previsto dall'articolo 3 del presente decreto legislativo.
2. La gestione dei beni culturali di cui al comma 1, del presente articolo salve le funzioni e i compiti di tutela riservati allo Stato, comprende in particolare le attività concernenti :
c) la fruizione pubblica dei beni, concorrendo al perseguimento delle finalità di valorizzazione di cui all'articolo 147, comma 3
3. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato ai sensi dell'articolo 7 della legge 15 marzo 1997, n. 59, si provvede al trasferimento alle Regioni, alle Province o ai Comuni della gestione dei musei o altri beni culturali indicati nell'elenco di cui al comma 2 del presente articolo, nonché all'individuazione dei beni, delle risorse finanziarie, umane, strumentali e organizzative da trasferire, con le modalità previste all'articolo 4 della legge 59/1997, e loro ripartizione tra le Regioni e tra Regioni, Province e Comuni.
4. Con proprio decreto il Ministro per i beni culturali definisce i criteri tecnico-scientifici e gli standard minimi da osservare nell'esercizio delle attività trasferite, in modo da garantire un adeguato livello di fruizione collettiva dei beni, la loro sicurezza, la prevenzione dei rischi, il raccordo tra le istituzioni che hanno compiti di gestione dei beni culturali. Con apposito protocollo tra il competente ufficio del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali e l'Ente locale cui è trasferita la gestione possono essere individuate ulteriori attività da conferire.
5. Dopo due anni dalla conclusione dell'espletamento delle procedure di cui all'art.145, su iniziative di Regioni, Comuni e Province e accertata da parte della Commissione regionale di cui al successivo art. 149 l'insussistenza di ragioni di efficienza e di efficacia nella gestione che richiedano un ruolo specifico dello Stato, il Ministro per i Beni culturali può disporre il trasferimento in gestione di Beni culturali a favore delle Regioni e degli Enti locali interessati secondo le procedure previste ai commi 3 e 4 del presente articolo.
Art. 146 - Biblioteche pubbliche statali, complessi monumentali, istituti e altri beni culturali
1. Lo Stato, le Regioni e gli Enti locali concorrono alla valorizzazione dei beni culturali. Ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera c), della legge 15 marzo 1997, n. 59, la valorizzazione viene di norma attuata mediante forme di cooperazione strutturali e funzionali tra Stato, Regioni ed Enti locali. Essa si svolge in base al programma di valorizzazione regionale di cui all'art. 150 comma 1 bis.
2. Per le Regioni a statuto speciale le norme di attuazione possono prevedere forme di cooperazione (...).
1. Lo Stato, le Regioni e gli Enti locali provvedono, ciascuno nel proprio ambito, alla promozione delle attività culturali. Ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera c), della legge 15 marzo 1977, n. 59, la promozione viene di norma attuata mediante forme di cooperazione strutturali e funzionali tra Stato, Regioni ed Enti locali. Essa si svolge in base al programma definito dalla Consulta di cui all'articolo 149. I1 programma è realizzato mediante accordi, stipulati ai sensi dell'articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, tra i soggetti che cooperano alla promozione.
a) gli interventi di sostegno alle attività culturali mediante ausili finanziari, la predisposizione di strutture o la loro gestione; b) l'organizzazione di iniziative dirette ad accrescere la conoscenza delle attività culturali ed a favorirne la migliore diffusione;
1. Lo Stato, le Regioni e gli Enti locali provvedono, ciascuno nel proprio ambito, alla promozione delle attività culturali. Ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera c), della legge 15 marzo 1977, n. 59, la promozione viene di norma attuata mediante forme di cooperazione strutturali e funzionali tra Stato, Regioni ed Enti locali. Essa si svolge in base al programma regionale di cui all'art. 150 c.1-bis.
1. E' istituita in ogni Regione a statuto ordinario la Consulta per i beni e le attività culturali, composta da undici membri, tra i quali il Presidente, nominato dal Presidente della giunta regionale d'intesa con il Ministro per i beni culturali e ambientali. Gli altri componenti sono nominati:
Art. 149 - Commissione per i beni e le attività culturali
1. E' istituita in ogni Regione a statuto ordinario la Commissione per i beni e le attività culturali, composta da quattordici membri, tra i quali il Presidente, nominato dal Presidente della giunta regionale d'intesa con il Ministro per i beni culturali e ambientali. Gli altri componenti sono nominati:
c) cinque rappresentanti delle Regioni e degli Enti locali;
e) due dal CNEL tra le forze imprenditoriali e bancarie locali.
2. I componenti di cui al comma 1 lett. a) e c) sono individuati, di norma, tra i dirigenti degli uffici culturali e tra i direttori di istituti culturali.
3. I componenti della Commissione restano in carica tre anni e possono essere riconfermati.
Art. 150 - Funzioni della Commissione
1. La commissione, sulla base dei criteri adottati dalla Commissione paritetica di cui all'art.145 e entro un anno dalla loro divulgazione, istruisce ed elabora la proposta di individuazione ed elencazione dei musei e dei beni di cui ai commi 1 e 2 dell'art.145.
1-bis. La Commissione, sulla base delle proposte formulate dai diversi soggetti in essa rappresentati, istruisce e formula una proposta annuale e pluriennale di gestione, valorizzazione e promozione dei beni e delle attività culturali anche coordinandosi con i programmi elaborati dalle altre Regioni e con il programma nazionale. A tal fine tiene conto delle risorse assegnate dall'amministrazione centrale dello stato, degli interventi autonomamente disposti dalle Regioni e dagli Enti locali, nonché dagli ausili di altri soggetti pubblici e privati. Il programma è approvato dalla Regione, previa adeguata consultazione della rappresentanza degli Enti locali, e da essa è trasmesso al Ministero per i beni culturali ed ambientali
a) formula proposte per la definizione dei programmi nazionali
c) può, su iniziativa delle amministrazioni statale e regionale, esprimere pareri in ordine ad interventi di tutela e valorizzazione dei beni culturali e ambientali;

References: Art. 143

Art. 145
 articolo 150

Art. 145
 art. 149

Art. 146

Art. 149

Art. 150