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1 Chiara Leardini L ECONOMIA DELLA QUOTAZIONE IN BORSA - profili economico aziendali - CEDAM, Padova, 2003 ISBN2 PREFAZIONE Lo sviluppo degli studi specialistici sulla scelta di quotazione in borsa ha portato a focalizzare l attenzione su singoli fattori causali attribuendo agli stessi una valenza autonoma. In presenza di una realtà aziendale complessa e dinamica tali fattori si rivelano, presi singolarmente, strumenti deboli di interpretazione di una scelta strategica di quotazione. All interno di un approccio economico aziendale i differenti fattori determinanti una scelta di quotazione in borsa possono trovare un significato nel loro insieme quale parte di una situazione aziendale che caratterizza le società quotande. Lo scopo del lavoro è di pervenire all individuazione dell insieme delle dinamiche gestionali, organizzative e rilevative che devono essere prese in considerazione dal soggetto economico in relazione ad una volontà di accedere al mercato di borsa. In tal senso ci si è proposti di fornire uno schema di analisi dove trovano sistematizzazione logica le differenti tensioni aziendali che influiscono sulla scelta del soggetto economico d impresa. La struttura del lavoro si presenta articolata in tre parti. La prima capitoli 1 e 2 sviluppa alcune riflessioni preliminari sulla differenza tra un approccio giuridico e un approccio economico aziendale allo studio delle problematiche connesse ad una scelta di quotazione sul mercato di borsa. Si sofferma poi ad approfondire la dimensione descrittiva del fenomeno tracciandone il quadro giuridico incentrato sul funzionamento del mercato mobiliare italiano, la cui conoscenza è fondamentale per comprendere il perché di una scelta di quotazione. La seconda parte capitoli 3 6- approfondisce i diversi studi di matrice economico aziendale che hanno affrontato la questione delle motivazioni a fondamento di una scelta di quotazione in borsa. Vengono esaminati quindi i contributi propri degli studi di3 XIV PREFAZIONE finanza, degli studi di strategic management e della teoria dell agenzia all individuazione dei fattori determinanti una scelta di quotazione in capo al soggetto economico. La terza parte capitoli 7-11 presenta un tentativo di ricondurre i differenti contributi all interno di un quadro sistemico di analisi al fine di consentire uno studio coerente e articolato delle spinte interne ed esterne all impresa. Il contenuto e le ipotesi avanzate sono responsabilità del solo Autore il quale peraltro desidera ringraziare il Professor Giovanni Battista Alberti per la preziosa disponibilità alla discussione critica nella definizione e sviluppo del lavoro. Università degli Studi di Udine Dipartimento di Finanza dell Impresa e dei Mercati Finanziari, ottobre Chiara Leardini-4 INDICE Prefazione XIII CAPITOLO PRIMO LE DIMENSIONI DELL ANALISI 1.1. Premessa pag Gli studi giuridici e l analisi descrittiva Gli studi economico aziendali e l analisi causale L analisi descrittiva e l analisi causale 114 CAPITOLO SECONDO IL QUADRO GIURIDICO 2.1. Premessa pag La disciplina degli emittenti La disciplina dei mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana S.p.A L operazione di Initial Public Offering I requisiti per l ammissione alla quotazione I requisiti generali I requisiti specifici richiesti agli emittenti I requisiti specifici relativi agli strumenti finanziari Il processo di quotazione: soggetti, attività e tempi La pianificazione delle attività del progetto di quotazione I soggetti e i ruoli all interno della procedura di ammissione alla quotazione Considerazioni conclusive 0445 VIII INDICE CAPITOLO TERZO GLI STUDI SPECIALISTICI 3.1.Premessa pag I principali filoni di analisi 049 CAPITOLO QUARTO GLI STUDI DI FINANZA E L OPERAZIONE DI QUOTAZIONE IN BORSA 4.1.Premessa pag Il problema finanziario Gli approcci di analisi al problema finanziario L approccio analitico L approccio analitico in condizioni perfette di mercato L approccio analitico: le imperfezioni del mercato Limiti dell approccio analitico Implicazioni L approccio istituzionale La gestione finanziaria La funzione di finanza aziendale Le caratteristiche delle fonti e i criteri per la composizione della struttura finanziaria Le caratteristiche dei mezzi finanziari I criteri per la scelta della composizione della struttura delle fonti La conveniente proporzione tra capitale proprio e capitale di credito L andamento del fabbisogno finanziario Il costo dei finanziamenti ed i vincoli La redditività e il rischio d impresa Il mercato di riferimento La struttura decisionale e la dimensione aziendale Implicazioni La quotazione in borsa quale strumento di finanza aziendale L andamento del fabbisogno finanziario Il costo del finanziamento e i vincoli 0886 INDICE IX La redditività e il rischio Il mercato La struttura decisionale e le dimensioni aziendali 090 CAPITOLO QUINTO GLI STUDI DI STRATEGIC MANAGEMENT E L OPERAZIONE DI QUOTAZIONE IN BORSA 5.1. Premessa pag Finanza e sviluppo d impresa Il problema strategico La nozione di strategia L evoluzione dei paradigmi strategici L analisi strategica L analisi dell ambiente competitivo e dei suoi attori L analisi delle risorse interne Implicazioni La strategia e la crescita La strategia di creazione del valore e l operazione di quotazione in borsa L origine Le implicazioni La quotazione in borsa all interno di una strategia di creazione del valore Considerazioni conclusive 136 CAPITOLO SESTO L INFORMAZIONE E L OPERAZIONE DI QUOTAZIONE IN BORSA 6.1. Premessa pag Il problema informativo La separazione tra proprietà e controllo nelle imprese Il grado di decentramento del potere decisionale Il grado di polverizzazione dell azionariato Il problema informativo e la scelta di quotazione in borsa Contributi e limiti Considerazioni conclusive 1667 X INDICE CAPITOLO SETTIMO PROBLEMA ECONOMICO E L OPERAZIONE DI QUOTAZIONE IN BORSA 7.1. Premessa pag Il problema economico aziendale Il sistema degli obiettivi Gli obiettivi e le strategie aziendali Le strategie e le tensioni aziendali Il soggetto strategico Implicazioni 192 CAPITOLO OTTAVO IL MODELLO DI ANALISI 8.1.Premessa pag L analisi della situazione aziendale Lo schema di analisi delle tensioni aziendali La valutazione delle alternative 201 CAPITOLO NONO LE TENSIONI GESTIONALI 9.1.Premessa pag La classificazione delle tensioni gestionali Le tensioni finanziarie e l operazione di quotazione Le tensioni di investimento e l operazione di quotazione Le tensioni dei disinvestimenti e l operazione di quotazione Le tensioni nell area dei rimborsi e delle remunerazioni e l operazione di quotazione La coerenza delle determinanti gestionali di una scelta di quotazione Coerenza delle tensioni gestionali e unitarietà della gestione Coerenza delle tensioni gestionali e continuità nel tempo della gestione 2278 INDICE XI CAPITOLO DECIMO LE TENSIONI ORGANIZZATIVE 10.1.Premessa pag La classificazione delle tensioni organizzative Le tensioni organizzative interne e l operazione di quotazione in borsa Le tensioni strutturali e la scelta di quotazione in borsa Le tensioni di coordinamento e di collegamento e la scelta di quotazione in borsa Le tensioni organizzative con riferimento ai meccanismi operativi Le tensioni organizzative contingenti e l operazione di quotazione in borsa Età, dimensione e sistema tecnico L ambiente Il potere 263 CAPITOLO UNDICESIMO LE TENSIONI RILEVATIVE Premessa pag La tipologia delle tensioni rilevative Le tensioni rilevative esterne e l operazione di quotazione in borsa Implicazioni 279 CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE pag. 287 Bibliografia pag. 2939 CAPITOLO PRIMO LE DIMENSIONI DELL ANALISI SOMMARIO: 1.1. Introduzione Gli studi giuridici e l analisi descrittiva Gli studi economico aziendali e l analisi causale L analisi descrittiva e l analisi causale. 1.1 Premessa Negli ultimi anni si è assistito in Italia a numerosi nuovi ingressi nel mercato di Borsa: tale incremento è stato supportato dalla modernizzazione del sistema finanziario, da una maggior propensione delle imprese all apertura del capitale, da uno sviluppo dell attività di venture capital e infine anche dall introduzione di incentivi fiscali connessi all aumento del capitale di rischio. L intensa attività che ha caratterizzato il mercato primario italiano, dove le Initial Public Offering sono passate da 27 nel 1999 a 45 nel 2000 per poi ridursi a 18 nel 2001, sembrerebbe peraltro essere relativamente contenuta in termini numerici se si pensa che analisi interne di Borsa Italia (2002) stimano in Italia l esistenza di società con caratteristiche dimensionali e struttura proprietaria pronte per un ipotesi di quotazione 1. L interrogativo principale che muove dagli studi sulle quotazioni in borsa è pertanto connesso alle ragioni che portano le imprese a ritardare ovvero ad escludere una decisione di quotazione nel mercato di borsa italiano. L individuazione e l analisi di tali motivazioni offre poi importanti elementi di valutazione sulle potenzialità di sviluppo sostenibile e competitivo delle realtà 1 Cfr. BERRETTI C., DI MASSA F., FARINA A., ORSINI E., PELLIZZONI E., Attività, tempi e costi del processo di quotazione: un analisi per il periodo , Borsa Italiana S.p.A., Milano, 2002.10 2 CAPITOLO PRIMO aziendali soprattutto di minori dimensioni presenti nel nostro Paese. Negli studi in materia di quotazione in Borsa si possono individuare due livelli d analisi, tra loro differenti ma fortemente complementari: un analisi descrittiva e un analisi causale. Mentre la prima fa riferimento principalmente agli studi giuridici in materia di mercati mobiliari intesi come sistema di regole in cui le imprese operano, la seconda ricomprende tutti quegli studi che approfondiscono il rapporto tra operazione di quotazione e processi decisionali delle imprese. 1.2 Gli studi giuridici e l analisi descrittiva Gli studi giuridici si concentrano sull insieme di norme speciali alle quali è affidato il funzionamento del mercato mobiliare perseguendo gli obiettivi di trasparenza, stabilità e correttezza e il comportamento degli operatori emittenti all interno dello stesso. Ed è proprio nel sistema delle norme speciali del Testo Unico della Finanza, nei regolamenti deliberati dalla Consob sul funzionamento del mercato di borsa, del mercato ristretto e del Nuovo Mercato e in materia di emittenti, che gli studiosi di diritto ricercano le ragioni di un limitato interesse delle imprese per il mercato mobiliare 2. Fermandosi ad un livello di analisi descrittivo del fenomeno della quotazione le soluzioni per aumentare il numero delle società quotate vengono individuate in correttivi di derivazione normativo regolamentare mirati a salvaguardare il funzionamento 2 Osserva Costi a questo proposito come A questa costante emarginazione del mercato mobiliare ha corrisposto una sostanziale insufficienza della relativa disciplina ed anzi è ragionevole immaginare che una, anche se non la più importante, delle cause che hanno ostacolato uno sviluppo adeguato del primo sia proprio costituita dalle insufficienze del relativo ordinamento; insufficienze che hanno impedito il formarsi delle condizioni di trasparenza, di correttezza e di stabilità, che abbiamo già visto essere necessarie per lo sviluppo di un mercato mobiliare, COSTI R., Il mercato mobiliare, Giappichelli, Torino, 2000, pag. 18.11 LE DIMENSIONI DELL ANALISI 3 del mercato e di conseguenza la tutela degli interessi degli investitori. A questo livello possono essere ricondotti il riordino nel Testo Unico della Finanza sulla disciplina dei mercati mobiliari, i regolamenti emanati dalla Borsa Italiana S.p.A. e approvati dalla Consob, le delibere Consob, ma anche gli interventi sugli obblighi informativi in capo agli emittenti 3, sul principio di indipendenza e autonomia degli intermediari che operano sul mercato 4 ed i continui aggiustamenti apportati dalla Borsa Italiana ai Regolamenti sui mercati da essa organizzati e gestiti. L analisi descrittiva peraltro si rivela fortemente limitata per studiare le problematiche connesse all operazione di quotazione per due ragioni principali: innanzitutto la focalizzazione sul mercato mobiliare e le sue regole porta a privilegiare la descrizione dello status di società quotata all interno del mercato mobiliare in contrapposizione a quello di società non quotata riservando un limitato interesse alla condizione di società quotanda e alla procedura di ammissione a quotazione; in secondo luogo l analisi descrittiva procede all individuazione puntuale delle regole di governance proprie delle società quotate senza soffermarsi sulle dinamiche decisionali che interessano la società quotanda al suo ingresso nel mercato di borsa. 3 L obbligo di informare con continuità e completezza il mercato attiene sia i dati contabili e gestionali sia l assetto di corporate governance che la società emittente adotta. Con riferimento a tale seconda tipologia di informazioni si veda il documento di Borsa Italiana che regolamenta le modalità e il contenuto delle comunicazioni al mercato (Linee guida per la redazione della relazione in materia di corporate governance, Borsa Italiana, ). 4 Cfr. il Protocollo di Autonomia per le società di gestione del risparmio, 2001.12 4 CAPITOLO PRIMO 1.3 Gli studi economico aziendali e l analisi causale Come e perché un impresa si avvicina al mercato di borsa sono interrogativi ai quali cercano di rispondere gli studi economico aziendali attraverso un analisi di tipo causale. L analisi causale si sovrappone alla descrizione del mercato e degli operatori approfondendo le relazioni secondo uno schema di causa-effetto tra il mercato e l impresa, dove il mercato mobiliare diviene uno degli ambienti esterni all impresa, che influenza ed è influenzato dalle decisioni assunte dal soggetto economico della stessa 5. Il mercato mobiliare e le connesse problematiche di efficienza nella negoziazione degli strumenti finanziari, vengono così poste in secondo piano rispetto all operatore impresa, nelle sue dimensioni di gestione, organizzazione e controllo, per il quale il mercato diviene contesto regolamentato attraverso cui interagire e comunicare con gli investitori. Per quanto detto, a tale livello di analisi, la scelta di quotarsi o meno rappresenta il risultato di un processo decisionale complesso dove il soggetto economico ha valutato l opportunità di risolvere problemi aventi natura eccezionale di tipo economico - finanziario, gestionale ed organizzativo attraverso lo strumento della quotazione in borsa delle proprie azioni piuttosto che attraverso altre operazioni a carattere straordinario. 1.4 Analisi descrittiva e analisi causale I due livelli di analisi, descrittiva e causale, divergono per il differente peso e ruolo attribuito al mercato mobiliare. L approccio giuridico tende a descrivere il fenomeno così come si presenta, nella sua staticità, individuando il mercato mobiliare, le regole di funzionamento e le regole di comportamento degli operatori imprese, intermediari e investitori. Diversamente l approccio economico aziendale, incentrato sullo studio dell impresa e del suo agire, guarda alla dimensione 5 ALBERTI G.B., L evoluzione dell impresa, Cedam, Padova, 1997, pag.39.13 LE DIMENSIONI DELL ANALISI 5 dinamica del fenomeno individuando le relazioni dell impresa con il mercato mobiliare come risultato dell esercizio del potere decisionale da parte del soggetto economico, lasciando al mercato il ruolo di contesto ambientale attraverso il quale l impresa interagisce con gli investitori. Nella Figura 1. 1 viene proposta una rappresentazione grafica dei due approcci che mette in evidenza il diverso ruolo svolto dal mercato e dall impresa. APPROCCIO GIURIDICO Pubbliche Autorità Società di gestione APPROCCIO ECONOMICO AZIENDALE Sistema bancario Altri portatori di interessi MERCATO IMPRESA Imprese Intermediari Investitori Mercato Investitori Figura L approccio giuridico e l approccio economico aziendale E importante inoltre osservare la relazione di complementarietà che esiste tra i due livelli di analisi. Se infatti l analisi descrittiva è propedeutica all analisi delle scelte assunte dal soggetto economico in quanto consente agli studiosi di economia aziendale di approfondire regole e condizionamenti provenienti da una parte dell ambiente in cui l impresa si trova ad operare, l analisi causale è indispensabile alla prima per capire le esigenze degli operatori che si affacciano sul mercato mobiliare, individua14 6 CAPITOLO PRIMO re soluzioni e tradurle in previsioni normativo-regolamentari 6. Con riferimento ai risultati è possibile dire che l analisi descrittiva del fenomeno della quotazione in borsa è sempre condizionata in modo rilevante dal fattore tempo, in quanto fortemente connesso alle disposizioni giuridiche. Così, ad esempio, un analisi descrittiva del mercato e dei requisiti degli operatori condotta prima dell introduzione del Nuovo Mercato, risulta essere sempre datata anche se utile per lo studio dell evoluzione della normativa e dei regolamenti in materia di mercati regolamentati. Fermi rimangono i principi generali ispiratori della disciplina speciale in materia di mercati mobiliari ed è a questi che principalmente deve fare riferimento lo studioso di economia aziendale nell affrontare l analisi dell operazione di quotazione. L indagine economico aziendale prende le mosse quindi da un quadro giuridico del fenomeno tracciato nelle sue linee essenziali per ricercare ed individuare poi le cause, i fattori causali la scelta del soggetto economico per l operazione di quotazione in borsa. A tale livello di analisi si pongono, in particolare gli studi di finanza aziendale, di strategic management e di economia dell organizzazione. Tali studi si distinguono per aver isolato principalmente un unico fattore scatenante la scelta del soggetto economico, rispettivamente il fabbisogno finanziario, la strategia di sviluppo e i fabbisogni informativi e di controllo e per averne ipotizzato la correlazione forte con l operazione di quotazione. Ne risultano delle analisi causali limitate nella loro capacità di interpretare le realtà aziendali, in quanto non considerano se non incidentalmente la complessità delle forze/esigenze gestiona- 6 Si pensi al fatto che l indagine conoscitiva sull applicazione del Testo Unico della Finanza promossa dalla Consob a quattro anni dalla sua introduzione ha messo in evidenza che le norme introdotte a tutela delle minoranze, quali il potere di denuncia e di azioni di responsabilità, il voto per corrispondenza, la sollecitazione delle deleghe, sono norme scarsamente utilizzate. A tal proposito Spaventa ha osservato come Pochissime società hanno utilizzato l autonomia statutaria consentita dal Testo Unico per migliorare le previsioni normative a tutela degli azionisti. Il blando codice di autodisciplina sul governo societario elaborato due anni fa ha trovato applicazione ancora più blanda (fonte: Il sole 24 Ore del 20/03/2002).15 LE DIMENSIONI DELL ANALISI 7 li, organizzative e di controllo che condizionano in particolare le scelte di carattere straordinario assunte dal soggetto economico.16 CAPITOLO SECONDO IL QUADRO GIURIDICO SOMMARIO: 2.1. Premessa La disciplina degli emittenti La disciplina dei mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana L operazione di Initial Public Offering I requisiti per l ammissione alla quotazione I requisiti generali I requisiti specifici richiesti agli emittenti I requisiti specifici relativi agli strumenti finanziari Il processo di quotazione: soggetti, attività e tempi La pianificazione delle attività del progetto di quotazione I soggetti e i ruoli all interno della procedura di ammissione alla quotazione Considerazioni conclusive. 2.1 Premessa Negli studi giuridici il concetto di mercato rinvia ad un insieme di negoziazioni il cui oggetto ne individua la tipologia. Così il mercato mobiliare rappresenta un segmento del mercato finanziario le cui negoziazioni attengono a scambi di valori mobiliari. Il mercato mobiliare si definisce regolamentato quando è sottoposto ad una disciplina speciale che interviene sull emissione, negoziazione e gestione dei valori mobiliari. Le ragioni di una disciplina speciale ad integrazione o sostituzione delle norme comuni sul mercato dei valori mobiliari nasce dall esigenza di fornire al risparmiatore un grado maggiore di informazione, di imporre agli operatori del mercato regole di comportamento per un efficiente funzionamento del mercato e attrazione del risparmio e di evitare situazioni di instabilità e di insolvenza da parte di uno o più operatori. La disciplina speciale sull ordinamento delle società con azioni quotate nei mercati regolamentati trova una sistemazione organica con l emanazione del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n.58, il Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione fi-17 10 CAPITOLO SECONDO nanziaria. Già con il D.Lgs. 23 luglio 1996, n. 415 si era assistito all abbandono del modello di mercato regolamentato come pubblico servizio e all introduzione di un mercato regolamentato come un organizzazione che nasce da scelte imprenditoriali degli intermediari al fine di esercitare in modo più efficiente l attività di negoziazione sotto il controllo delle autorità di vigilanza del mercato 1. Il Testo Unico ha innescato un processo di privatizzazione del mercato mobiliare (Art.61) che ha portato alla trasformazione degli assetti proprietari ed organizzativi e al trasferimento della competenza sulle attività di organizzazione e gestione dall Autorità Pubblica a soggetti privati. Il Testo Unico nel ridefinire il sistema dei mercati mobiliari regolamentati si sofferma a definire i ruoli e i requisiti della società di gestione, denominata poi Borsa Italia S.p.A., e i compiti della Consob. Alla società di gestione (Art. 64) spetta intervenire in tutti i momenti fondamentali alla realizzazione e gestione di un mercato di strumenti finanziari, mentre all autorità pubblica rimane un potere di vigilanza generale; alla Consob spetta invece un ruolo di vigilanza sia sull operato della società di gestione, quale soggetto privato autorizzato dall Autorità Pubblica a presiedere all organizzazione, gestione e funzionamento dei mercati (Art. 73), sia sul rispetto dei mercati (Art. 74) dei tre principi generali che hanno una natura pubblica: la trasparenza del mercato, l ordinato svolgimento delle negoziazioni e la tutela degli investitori (Art. 91) attraverso un attività di emanazione dei regolamenti, di controllo del rispetto delle norme di legge, di emanazione dei provvedimenti volti a migliorare l organizzazione del mercato ed infine ricorrendo alle Autorità Pubbliche qualora necessiti un loro intervento. Il D. Lgs. 58/98 si presenta, così, costruito attorno al concetto di mercato di cui ne disciplina la regolamentazione, l organizzazione, il funzionamento e come conseguenza anche il comportamento dei soggetti che vi operano. 1 Cfr. COSTI R., op. cit., pag.38.18 IL QUADRO GIURIDICO 11 Nel testo di legge infatti la disciplina dei mercati e della gestione accentrata di strumenti finanziari è preceduta dalla disciplina degli intermediari e seguita dalla disciplina degli emittenti entrambe formulate ponendo in primo piano il mercato, il suo funzionamento e i risparmiatori a discapito degli operatori che in esso operano 2. La ratio dell articolata disciplina sulle società emittenti 3, infatti, è da ricercarsi nella necessità di controllare ogni azione/comportamento degli operatori capace di pregiudicare l andamento del proprio strumento finanziario sul mercato e conseguentemente il funzionamento del mercato stesso. Ciò che interessa quindi non è tanto la gestione, l organizzazione e l attività di per se stessa delle società emittenti ma il funzionamento delle stesse in quanto in grado di influenzare l andamento dei valori degli strumenti finanziari emessi e quotati sul mercato. In questa logica va letta pertanto la disciplina speciale introdotta dal testo unico sul funzionamento e il governo delle società quotate che risulta quindi strumentale al perseguimento dell efficienza e della trasparenza del mercato stesso. 2.2 La disciplina degli emittenti La disciplina degli emittenti trova collocazione nella parte IV del Testo Unico della Finanza, in particolare dall art. 91 all art. 165 del D.Lgs. 58/98. L analisi della norma di legge richiede peraltro un frequente rinvio al regolamento di attuazione del Decreto Lgs. 58/98 con particolare riferimento proprio alla discipli- 2 Cfr. GALLETTI D., Il recesso nelle società di capitali, Quaderno di Giurisprudenza Commerciale, n.214, Giuffrè, Milano, La disciplina in oggetto di cui alla Parte IV del D.Lgs.n. 58/98 spazia dalle norme sull ammissione, sospensione e revoca della quotazione, alle norme che modificano la disciplina codicistica con riferimento alle società con azioni quotate (Art.119 e seguenti) sugli assetti proprietari, sulla tutela delle minoranze, sulle deleghe di voto, sulle azioni di risparmio, sul collegio sindacale e sulla revisione contabile.19 12 CAPITOLO SECONDO na degli emittenti (Consob delibera n.11971/99 e successive modifiche). Questo corpo di norme risulta essere costruito attorno a due linee guida principali: la prima si riferisce al mercato, la seconda al diritto societario. Sul fronte del mercato l attenzione è incentrata sulla regolamentazione della circolazione dei diritti proprietari, sul fronte del diritto societario la norma speciale si focalizza soprattutto sulla tutela delle minoranze e su una ridefinizione di alcune funzioni del Collegio Sindacale e della società di revisione in materia di controlli. Ciò che accomuna questi due aspetti è l informazione, ossia la necessità di rendere più trasparenti possibile la struttura proprietaria e la gestione della società allo scopo di consentire al mercato e agli organi interni una valutazione della gestione e dei risultati della società stessa 4. La parte IV sulla disciplina degli emittenti ribadisce ancora una volta l importanza del rapporto degli operatori emittenti con il mercato, rapporto che deve essere fondato sull informazione continua in grado di assicurare la trasparenza sull operare degli emittenti per tutti i soggetti che ne sono interessati (tutela degli investitori). La trasparenza si fonda così sulla correttezza, completezza e adeguatezza delle informazioni trasmesse con continuità al mercato 5, alla Consob 6, alla società partecipata e alle minoranze, al 4 Cfr. COSTI R., op. cit., 2000, pag Il riferimento è alla disposizione della norma speciale che prevede all articolo 113 la pubblicazione di un prospetto di quotazione che riporti tutte le informazioni che sono necessarie affinché gli investitori possano pervenire a un fondato giudizio sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria e sull evoluzione dell attività dell emittente nonché sui prodotti finanziari e sui relativi diritti ; all art.114 la comunicazione al pubblico dei fatti che accadono nella sfera di attività e in quella delle società controllate, non di pubblico dominio e idonei, se resi pubblici, a influenzare sensibilmente il presso degli strumenti finanziari ; ed infine agli artt. 120 e 121 la comunicazione delle partecipazioni rilevanti e delle partecipazioni reciproche. 6 L art.115 prevede che la Consob al fine di vigilare sulla correttezza delle informazioni fornite al pubblico possa richiede agli emittenti quotati la comunicazione di notizie e documenti fissandone le modalità (si veda il Regolamento 11971/99 così come modificato con delibera Consob 13130/2001), possa assumere notizie dagli amministratori, dai sindaci, dalle società di revisione20 IL QUADRO GIURIDICO 13 Collegio Sindacale, all assemblea dei soci e alla società di revisione (artt. 150, 128 e 153). La trasparenza sugli assetti proprietari richiede essenzialmente, pertanto, di rispettare la normativa speciale sugli obblighi di comunicazione delle partecipazioni rilevanti, sugli obblighi derivanti dalla disciplina delle partecipazioni reciproche, sui vincoli e la pubblicità dei patti parasociali per evitare che gli stessi costituiscano un ostacolo eccessivo alla circolazione dei diritti proprietari e ad un libero esercizio degli stessi. Diversamente la trasparenza con riferimento al funzionamento e ad un efficiente amministrazione della società quotata, funzionale alla stabilità dello strumento finanziario negoziato sul mercato, è affidata alle norme sulla tutela delle minoranze (artt ), sulla disciplina delle deleghe di voto (art ), sul rafforzamento delle funzioni di controllo ex ante del collegio sindacale (artt ) ed infine sulla società di revisione. Fortemente connesso all esigenza di tutela degli investitori, in particolare delle minoranze, è il principio generale introdotto dal Testo unico all art. 92 della parità di trattamento di tutti i portatori di strumenti finanziari quotati che si trovino in identiche condizioni, che riaffermando l interesse del mercato alla libera trasferibilità delle azioni priva di meritevolezza quello della società a controllare l ingresso di nuovi azionisti 7. Limitato e rinviato all autonomia societaria dei soggetti emittenti è invece l interesse per l organizzazione della funzione amministrativa delle imprese. Limitato in quanto l unica norma prevista nel Testo Unico fa riferimento all esercizio dell azione di responsabilità da parte di una minoranza (art.129) 8 ; rinviato e dai dirigenti delle società ed infine possa condurre ispezioni presso questi stessi soggetti. 7 Cfr. NOBILI R., Le clausole di gradimento, in Rivista Soc., 1990, pag Tale minoranza è legittimata qualora sia formata da tanti soci, iscritti da almeno sei mesi nel libro soci, che rappresentano almeno il 5% del capitale sociale o la minore percentuale stabilita nell atto costitutivo (1 comma art.129). La pretesa legislativa di una minoranza consistente, precisa Costi, dimostra la volontà di evitare che la possibilità di agire nei confronti degli esponenti aziendali diventi uno strumento ricattatorio pregiudizievole Vedere altro
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 articolo 113
 art.114
 art.115
 art. 92
 art.129
 ARTICOLO 153
 ARTICOLO 2429
 ARTICOLO 153
 ARTICOLO 2429
 art. 2437
 art. 2437
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 art. 114
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 ART. 125
 ART. 114
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 ARTICOLO 1
 Art. 1
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 Art. 1
 Art. 11
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 Art. 51
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