Source: http://legislazionetecnica.it/54156/fonte/d-legvo-30-12-1992-n-504
Timestamp: 2018-06-20 07:49:51+00:00

Document:
Il provvedimento assoggetta a IMU gli immobili dei partiti politici indipendentemente dalla loro destinazione d’uso, in deroga alla disciplina generale dell’imposta applicabile agli immobili degli enti non commerciali.
Revisione delle sanzioni amministrative in materia di tributi sugli affari, sulla produzione e sui consumi, nonchè di altri tributi indiretti, a norma dell'articolo 3, comma 133, lettera q), della L. 23.12.96, n. 662.
Aggiornamento dei coefficienti, per l’anno 2018, per i fabbricati appartenenti al gruppo catastale D ai fini del calcolo dell’Imposta municipale propria (IMU) e del Tributo per i servizi indivisibili (TASI).
Il provvedimento attua l’art. 5, comma 3, del D. Leg.vo 504/1992, che prevede l’aggiornamento annuale dei coefficienti utili per la determinazione del valore dei fabbricati classificabili nel gruppo catastale D, non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati.
Aggiornamento dei coefficienti di IMU e TASI per l'anno 2017, per i fabbricati appartenenti al gruppo catastale D.
Il provvedimento attua l’art. 5, comma 3, del D. Leg.vo 504/1992, che prevede l’emanazione ogni anno di apposito decreto per l’aggiornamento dei coefficienti utili per la determinazione del valore dei fabbricati classificabili nel gruppo catastale D, non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati.
Aggiornamento dei coefficienti di IMU e TASI per l'anno 2016, per i fabbricati appartenenti al gruppo catastale D.
Aggiornamento dei coefficienti per i fabbricati a valore contabile, per l’anno 2015.
Il provvedimento attua l'art. 5, comma 3, del D. Leg.vo 504/1992, che prevede l'emanazione ogni anno di apposito decreto per l'aggiornamento dei coefficienti utili per la determinazione del valore dei fabbricati classificabili nel gruppo catastale D, non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati.
Per ulteriori dettagli sulle modalità per il calcolo si faccia riferimento alla Nota illustrativa già pubblicata sul Bollettino di Legislazione Tecnica n. 5/2013 e disponibile su Internet (Fast Find AR730).
Aggiornamento dei coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati di cui all’articolo 5, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, agli effetti dell’imposta municipale propria (IMU) e del tributo per i servizi indivisibili (TASI), dovuti per l’anno 2014.
Aggiornamento dei coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati di cui all'articolo 5, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, agli effetti dell'imposta municipale propria (IMU) dovuta per l'anno 2013.
Aggiornamento dei coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati di cui all'articolo 5, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, agli effetti dell'imposta municipale propria (IMU) dovuta per l'anno 2012.
Aggiornamento dei coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati di cui all’articolo 5, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, agli effetti dell’imposta comunale sugli immobili (ICI) dovuta per l’anno 2011.
Aggiornamento dei coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati, di cui all’articolo 5, comma 3, del decreto legislativo n. 504 del 1992, ai fini dell’applicazione dell’ICI dovuta per l’anno 2010.
Aggiornamento dei coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati di cui all’articolo 5, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, agli effetti dell’imposta comunale sugli immobili (ICI) dovuta per l’anno 2009.
Aggiornamento dei coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati, di cui all'articolo 5, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, agli effetti dell'Imposta comunale sugli immobili (ICI), dovuta per l'anno 2008.
Aggiornamento dei coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati, di cui all’articolo 5, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, agli effetti dell’Imposta comunale sugli immobili (ICI), dovuta per l’anno 2007.
Il Ministero delle finanze ha reso noti i coefficienti che devono essere adottati per il calcolo dell’Imposta Comunale sugli Immobili dovuta per il 2007 in relazione ai fabbricati che siano contestualmente:
— classificabili nel gruppo catastale D;
— sforniti di rendita catastale;
— appartenenti ad imprese e contabilizzati separatamente.
Aggiornamento dei coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati di cui all'articolo 5, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, agli effetti dell'imposta comunale sugli immobili (ICI) dovuta per l'anno 2006.
Il Ministero delle finanze come ogni anno ha reso noti i coefficienti che devono essere adottati per il calcolo dell’Imposta Comunale sugli Immobili relativa ai fabbricati che siano contestualmente:
• classificabili nel gruppo catastale D;
• sforniti di rendita catastale;
• appartenenti ad imprese e contabilizzati separatamente.
Aggiornamento dei coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati di cui all’articolo 5, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, agli effetti dell’imposta comunale sugli immobili (I.C.I.), dovuta per l’anno 2005.
Il Ministero delle finanze come ogni anno ha reso noti, con il presente decreto, i coefficienti che devono essere adottati per il calcolo dell’Imposta Comunale sugli Immobili relativa ai fabbricati che siano contestualmente:
– classificabili nel gruppo catastale D;
– sforniti di rendita catastale;
– appartenenti ad imprese e contabilizzati separatamente.
Il Ministero delle finanze come ogni anno ha pubblicato i coefficienti che devono essere adottati per il calcolo dell’Imposta Comunale sugli Immobili dovuta per il 2004, relativa ai fabbricati che siano contestualmente:
- classificabili nel gruppo catastale D;
- sforniti di rendita catastale;
- appartenenti ad imprese e contabilizzati separatamente.
Il Ministero delle finanze come ogni anno ha pubblicato i coefficienti che devono essere adottati per il calcolo dell’Imposta Comunale sugli Immobili relativa ai fabbricati che siano contestualmente:
Aggiornamento dei coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati di cui all’art. 5, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, agli effetti dell’imposta comunale sugli immobili (ICI) dovuta per l’anno 2002. (Con Riepilogo coefficienti anni precedenti)
Come ogni anno il Ministero delle Finanze pubblica i coefficienti che devono essere adottati per il calcolo dell’Imposta Comunale sugli Immobili relativa ai fabbricati che siano contestualmente: classificabili nel gruppo catastale D; sforniti di rendita catastale; appartenenti ad imprese e contabilizzati distintamente.
Aggiornamento dei coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati di cui all’art. 5, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, agli effetti dell’imposta comunale sugli immobili (I.C.I.) dovuta per l’anno 2001.
Aggiornamento dei coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati di cui all’art. 5, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, agli effetti dell’imposta comunale sugli immobili (ICI), dovuta per l’anno 2000.
D. Min. Finanze 19/02/1999
Aggiornamento dei coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati di cui all'art. 5, comma 3, del D.Leg.vo 30.12.92, n. 504, agli effetti dell'imposta comunale sugli immobili (ICI) dovuta per l'anno 1999.
Aggiornamento dei coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati classificabili nel gruppo catastale D,non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese agli effetti dell'imposta comunale sugli immobili (ICI) dovuta per il 1998.
Aggiornamento dei coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati di cui all'art. 5, comma 3, del decreto legislativo 30.12.92, n. 504, agli effetti dell'imposta comunale sugli immobili per l'anno 1997.
Aggiornamento dei coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati di cui all'art. 5, comma 3, del D.L.vo 504/92, agli effetti dell'imposta comunale sugli immobili (ICI) dovuta per l'anno 1996.
Aggiornamento dei coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati agli effetti dell'imposta comunale sugli immobili dovuta per l'anno 1995. (Fabbricati gruppo catastale D).
Aggiornamento di coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati di cui all'art.5, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.504, agli effetti dell'imposta comunale sugli immobili (ICI) dovuta per l'anno 1994.
Circ. Min. Finanze 14/06/1993, n. 9
Imposta comunale sugli immobili (ICI), decreto legislativo n.504 del 30 dicembre 1992 - Esenzione di cui all'art.7, lettera h) - Terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell'art.15 della legge 27/12/1977, n.984.
Imposta municipale propria (IMU) e Tributo per i servizi indivisibili (TASI). Immobili utilizzati da enti non commerciali per l’attività previdenziale. Esenzione di cui all’art. 7, comma 1, lett. i), del D. Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504. Quesito.
Articolo 7, comma 1, lettera i).
Il documento chiarisce quali sono i requisiti in presenza dei quali gli immobili utilizzati da enti previdenziali possono beneficiare dell'esenzione dall'IMU e dalla TASI prevista dall'art. 7, comma 1, lettera i), del D. Leg.vo 504/1992. Per quanto riguarda il requisito soggettivo, deve trattarsi di immobili utilizzati da soggetti di cui all'art. 73, comma 1, lettera c), del Testo Unico delle Imposte sui redditi di cui al D.P.R. 917/1986 (gli enti pubblici e privati diversi dalle società, i trust che non hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciale nonché gli organismi di investimento collettivo del risparmio, residenti nel territorio dello Stato). Quanto invece al requisito oggettivo, deve trattarsi invece di immobili "destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie (...)". Quanto nello specifico al significato di "attività previdenziali", il documento richiama il D.M. 200/2012 che definisce le attività previdenziali quali “attività strettamente funzionali e inerenti all'erogazione di prestazioni previdenziali e assistenziali obbligatorie”; in tale ambito, chiarisce infine il documento, rientrano gli immobili posseduti ed utilizzati dalle Casse Edili, nei termini ed alle condizioni sopra indicate.
IMU – Esenzione per i terreni agricoli – D.L. 24 gennaio 2015, n. 4 – Quesito.
Con il documento di prassi viene chiarito, in riferimento ai nuovi criteri per l’applicazione dell’esenzione per l’IMU sui terreni agricoli dettati dal D.L. 4/2015, che:
l'esenzione per i terreni concessi in comodato o in affitto a coltivatori diretti e ad imprenditori agricoli professionali, si applica unicamente se il concedente rientri esso stesso in una di queste due categorie;
l’imposta è determinata con riferimento all’aliquota di base (0,76%), salvo che siano state deliberate aliquote specifiche per i terreni agricoli;
hanno diritto al rimborso i contribuenti che abbiano versato l'IMU sulla base dei criteri recati da pregresse disposizioni (art. 4, comma 5-bis, del D.L. 16/2012 e relativo decreto di attuazione, D.M. 28/11/2014) ed ora superati dalla nuova norma di esenzione.
Imposta municipale propria (IMU) di cui all’art. 13 del D. L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. Modifiche recate dall’art. 1, comma 4, lett. b), del D. L. 8 aprile 2013, n. 35. Quesiti in materia di pagamento dell’imposta relativa all’anno 2013 per gli enti di cui alla lett. i), comma 1, art. 7 del D. Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504.
Articolo 7, comma , lettera i)
Rapporti tra l'IMU e le imposte sui redditi - Chiarimenti.
L’Agenzia delle Entrate chiarisce i rapporti tra l’IMU e le imposte sui redditi, indicando gli effetti della nuova imposta sull'IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) e sulle relative addizionali.
Imposta municipale propria (IMU) di cui all'art. 13 del D. L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 dicembre 201 l, n. 214. Esenzione per gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali. Art. 7, comma 1, lett. i), del D. Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504. Art. 7 del Regolamento 19 Novembre 2012, n. 200. Adeguamento dello statuto e dell'atto costitutivo.
Imposta municipale propria (IMU) di cui all'art. 13 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 20 Il, n. 214. Esenzione per gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali. Art. 7, comma 1, lett. i), del D. Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504. Immobili concessi in comodato.
Imposta municipale propria (IMU) di cui all'art. 13 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. Agevolazioni per i terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti (o da imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola (IAP). Obbligo di presentazione della dichiarazione di cui all'art. 13, comma 12-ter. del D. L. n. 201 del 2011.
Imposta municipale propria (IMU) di cui all'art. 13 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. Esenzione per gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali. Art. 7, comma 1, lett. i), del D. Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504. Regolamento 19 novembre 2012, n. 200. Termine di presentazione della dichiarazione di cui all'art. 91-bis, comma 3, del D.L. 24 gennaio 2012, n. l, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27.
Interpello ai sensi dell’articolo 11 della legge n. 212 del 2000 n. 954-164/2008 - Sig. X - Plusvalenze derivanti da cessione immobiliare (art. 67, comma 1, lett. b), del D.P.R. n. 917 del 1986).
L'Agenzia delle Entrate torna sul tema della tassazione della plusvalenza realizzata dalla vendita di un immobile costruito o acquistato da non più di cinque anni, e chiarisce che, per gli immobili di nuova costruzione, la decorrenza del suddetto quinquennio inizia dal momento in cui il bene è idoneo ad espletare la sua funzione.
In proposito si ricorda che l'art. 67, comma 1, lettera b), del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (Tuir – DPR 917/1986) stabilisce che la plusvalenza derivante dalla cessione a titolo oneroso di beni immobili acquistati o costruiti da meno di cinque anni sia assoggettata a tassazione come reddito diverso, tranne nei casi di vendita di immobili acquistati per successione o di immobili destinati per la maggior parte del periodo intercorrente tra l'acquisto e la vendita ad abitazione principale del cedente o di suoi familiari.
Per la determinazione della data di inizio del possesso del bene, l'Agenzia indica due distinti criteri, ossia:
nel caso di acquisto di immobili già esistenti, il calcolo del periodo di possesso parte dalla data del relativo atto d'acquisto;
nel caso di immobili di nuova costruzione, ci si riferisce alla data di realizzazione del bene.
A riguardo di quest'ultimo punto, l'Agenzia, d'accordo con quanto già espresso nella precedente circolare n. 12/E del 1.3.2007 e con il disposto normativo dell'art. 2, comma 1, lett. a) del D. Leg.vo 504/1992, circostanzia che, in ambito tributario, un immobile in costruzione si considera ultimato nel momento in cui se ne attesti la sostanziale fruibilità, indipendentemente dal fatto che ne sia già avvenuto l'accatastamento o sia già stata rilasciata la certificazione in sede di collaudo.
Da quanto esposto consegue perciò, con particolare riferimento alla fattispecie esaminata, ed anche in accordo con il parere già espresso con la circolare n. 38/E del 12.8.2005 che la data di ultimazione di un immobile, realizzato e poi concesso in affitto, coincide con quella indicata sul relativo contratto di locazione registrato.
Imposta comunale sugli immobili, ICI. Soggettività passiva. Immobile concesso in locazione con patto di futura vendita e riscatto. Immobile assegnato con provvedimento giudiziale al coniuge separato o divorziato. Quesito.
Articoli 3 e 8
Imposta comunale sugli immobili (ICI) - Aliquote ridotte per abitazioni principali di soggetti residenti e per alloggi locati con contratto registrato. Art. 4 del D.L. 437/96 (L. di conversione n. 556/96). Assimilazione ad abitazione principale ecc.
Novita' procedurali previste per il 1997.
Imposta comunale sugli immobili (ICI) - D. Legislativo n. 504 del 30.12.1992 - Diritto di superficie - Alloggi realizzati dalle cooperative edilizie - Decisioni di talune commissioni tributarie di primo grado.
Imposta comunale sugli immobili (ICI). Alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprieta' dello Stato.
Imposta comunale sugli immobili (ICI) - Immobili posseduti dallo Stato, dalle regioni, dalle province e dai comuni - Art.7 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.504.
Imposta comunale sugli immobili (ICI), decreto legislativo n.504 del 30 dicembre 1992. Art.3 - Diritto di superficie.
1. Fisco e tributi - Fiscalità immobiliare locale (ICI-IMU) - Fabbricati “collabenti” iscritti in categoria catastale F/2 - Improduttivi di rendita catastale - Conseguenze - Non assoggettabilità ad ICI/IMU per assenza di base imponibile. - 2. Fisco e tributi - Fiscalità immobiliare locale (ICI-IMU) - Fabbricati “collabenti” iscritti in categoria catastale F/2 - Tassazione dell’area di insistenza come area edificabile - Inammissibilità - Motivazioni. 3. Fisco e tributi - Fiscalità immobiliare locale (ICI-IMU) - Area edificabile - Non è tale quella su cui sono consentiti solo interventi edilizi di recupero e risanamento.
1. Per i fabbricati in stato di rovina (o “collabenti”), come tali iscritti in categoria catastale F/2, l’attribuzione di questa categoria (prevista dal D. Min. Finanze 02/01/1998, n. 28) presuppone che il fabbricato si trovi in uno stato di degrado tale da comportarne l’oggettiva incapacità di produrre ordinariamente un reddito proprio, e per tale ragione l’iscrizione in catasto avviene senza attribuzione di rendita, ed al fine “della sola descrizione dei caratteri specifici e della destinazione d’uso”, come disposto dall’art. 3, comma 2, del D. Min. Finanze 02/01/1998, n. 28. Ne consegue che, in assenza di rendita, viene meno - secondo la disciplina di cui al D. Leg.vo 504/1992 - la stessa materia determinativa della base imponibile. L’art. 5 del D. Leg.vo 504/1992 prevede infatti che nel caso di area edificata la base imponibile ai fini dell’ICI (così come dell’IMU) è determinata dal valore del fabbricato, e per i fabbricati iscritti in catasto tale valore è stabilito applicando un determinato moltiplicatore alla rendita catastale vigente al 1° gennaio dell’anno di imposizione; viceversa, per le aree edificabili, la base imponibile è costituita dal valore dell’area, considerata fabbricabile allorquando nell’anno di imposizione vi sia utilizzazione edificatoria in corso dell’area stessa, demolizione di fabbricato ovvero realizzazione di interventi di recupero ai sensi dell’art. 31 della L. 457/1978 (ora art. 3 del Testo unico dell’edilizia di cui al D.P.R. 380/2001).
2. Gli elementi della fattispecie impositiva sono prestabiliti dalla legge secondo criteri di certezza e tassatività, e - nel caso dell’ICI/IMU - la legge sottopone ad imposta (art.1 del D. Leg.vo 504/1992) unicamente il possesso di queste tre ben definite tipologie di beni immobili: fabbricati, aree fabbricabili, terreni agricoli. Il fabbricato iscritto in categoria catastale F/2 non cessa di essere tale solo perché collabente e privo di rendita; lo stato di collabenza ed improduttività di reddito, in altri termini, non fa venir meno in capo all’immobile - fino all’eventuale sua completa demolizione - la tipologia normativa dì “fabbricato”. Tanto è vero che la mancata imposizione si giustifica, in questi casi, non già per assenza di presupposto, ma per assenza di base imponibile, atteso il valore economico del bene pari a zero. Senonché, esclusa la rilevanza tassabile del fabbricato collabente, l’imposizione ICI/IMU non può essere recuperata dall’amministrazione comunale facendo ricorso alla diversa base imponibile attribuibile all’area di insistenza del fabbricato, perché quest’ultima non rientra in nessuno dei presupposti imponibili, trattandosi all’evidenza di area già edificata, e dunque non di area edificabile. Non sono infatti parificabili, per scelta del Legislatore, l’ipotesi dell’area risultante dalla demolizione di un rudere e quella dell’immobile dichiarato inagibile ma non demolito.
3. Anche ai fini ICI/IMU, come in materia di plusvalenze reddituali da cessione di area edificabile, non può essere considerata tale l’area inserita dallo strumento urbanistico in zona di risanamento conservativo per la quale la normativa comunale preveda solo interventi edilizi di recupero e risanamento delle costruzioni già esistenti, senza possibilità di incrementi volumetrici.
Fisco e previdenze - Ici /Imu - Area edificabile - Presenza di vincoli - Assoggettabilità - Sussistenza - Effetti - Incidenza solo sul valore venale ma non sull’assoggettabilità all’imposta.
L'edificabilità di un'area non può essere esclusa dalla presenza di vincoli o di particolari destinazioni urbanistiche; l'area è comunque soggetta al pagamento dell'Ici e dell'Imu, anche se la presenza di vincoli ne riduce il valore di mercato. (Nel caso in esame ad un contribuente era stato notificato un avviso di accertamento relativo ad un’area edificabile, con il quale il Comune impositore competente pretendeva il pagamento dell’Ici non dichiarata. L’avviso è stato impugnato dal contribuente e le decisioni delle Commissioni tributarie di merito sono state favorevoli al contribuente. I giudici hanno ritenuto che il terreno non fosse assoggettabile all’Ici per la sua «inattuale utilizzabilità edificatoria». Nel piano regolatore generale, infatti, il terreno era esclusivamente destinato a viabilità e parcheggio e alla costruzione di una scuola, con la conseguenza che lo stesso, in assenza di approvazione del relativo strumento urbanistico attuativo, non poteva consentire alcuna privata edificazione. Il Comune ha proposto appello in Cassazione contro la decisione della Commissione tributaria ed ha visto riconosciuta la propria pretesa).
1. Imposta comunale sugli immobili (ICI) - Base imponibile - Rendita catastale - Atti di attribuzione o di modifica della rendita successivi al 1° gennaio 2000 - Art. 74, comma 1, legge n. 342 del 2000 - Significato - Utilizzo di una rendita notificata anche per annualità di imposta precedenti - Possibilità - Ragioni. 2. Imposta comunale sugli immobili (ICI) - Base imponibile - Fabbricati non iscritti in catasto (categoria D) - Regime fiscale - Determinazione - Richiesta di attribuzione della rendita - Rilevanza ai fini dell'individuazione della decorrenza dell'applicazione del regime catastale.
1. In tema di imposta comunale sugli immobili (ICI), l'art. 74, comma 1, della legge 21 novembre 2000, n. 342 R, nel prevedere che, a decorrere dal 1° gennaio 2000, gli atti comunque attributivi o modificativi delle rendite catastali per terreni e fabbricati sono efficaci solo a decorrere dalla loro notificazione, va interpretato nel senso dell'impossibilità giuridica di utilizzare una rendita prima della sua notifica al fine di individuare la base imponibile dell'ICI, ma non esclude affatto l'utilizzabilità della rendita medesima, una volta notificata, a fini impositivi anche per annualità d'imposta "sospese", ovverosia suscettibili di accertamento e/o di liquidazione e/o di rimborso.
2. In tema di ICI, il metodo di determinazione della base imponibile collegato alle iscrizioni contabili, previsto dall'art. 5, comma 3, del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504 R, per i fabbricati classificabili nel gruppo catastale D, non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati, fino all'anno nel quale i medesimi sono iscritti in catasto con attribuzione di rendita, vale sino a che la richiesta di attribuzione della rendita non viene formulata, mentre, dal momento in cui fa la richiesta, il proprietario, pur applicando ormai in via precaria il metodo contabile, diventa titolare di una situazione giuridica nuova derivante dall'adesione al sistema generale della rendita catastale, sicché può essere tenuto a pagare una somma maggiore (ove intervenga un accertamento in tali sensi), o avere diritto di pagare una somma minore, potendo, quindi, chiedere il relativo rimborso nei termini di legge.
Fisco e previdenza - Fiscalità immobiliare locale (ICI) - Mutamento della rendita catastale - Decorrenza.
In tema di ICI, le risultanze catastali definitive sono soggette alla regola di carattere generale, funzionale alla natura della rendita catastale di presupposto per la determinazione e la riscossione dei redditi tassabili nei singoli periodi d'imposta, della loro efficacia a decorrere dall'anno d'imposta successivo a quello nel corso del quale le modifiche medesime sono state annotate negli atti catastali (cosiddetta «messa in atti»). Detto principio deriva dall'art. 5, comma 2, del D. Leg.vo 504/1992, in forza del quale per ciascun atto d'imposizione devono assumersi le rendite quali risultanti in catasto al 1° gennaio dell'anno di imposizione. Tale regola ammette eccezione nella sola ipotesi in cui le variazioni costituiscono correzione di errori materiali (come tali riconosciuti dalla stessa Amministrazione) incorsi nel classamento che sostituiscano, ovvero costituiscano conseguenza a modificazioni della consistenza o della destinazione dell'immobile denunciate dallo stesso contribuente, dovendo in questi esse trovare applicazione dalla data della denuncia. Peraltro in questi casi il fatto che la situazione materiale risalga a data anteriore non ne giustifica un'applicazione retroattiva rispetto alla denuncia (nella fattispecie esaminata dalla Corte è stata respinta la richiesta di un contribuente di veder applicata l'ICI del 2001 in base alla minore rendita determinata da una denuncia del dicembre del 2001).
Fisco e previdenza - Imposta comunale sugli immobili - Determinazione della base imponibile - Aree edificabili - Nozione - Art. 11 quaterdecies del D.L. n. 203 del 2005 - Art. 36 del D.L. n. 223 del 2006 - Interpretazione autentica dell'art. 2, comma primo, lettera b), del D. Leg.vo n. 504 del 1992 - Riferimento allo strumento urbanistico generale adottato - Mancata approvazione da parte della Regione - Mancata adozione degli strumenti di attuazione - Irrilevanza - Variazioni del valore venale - Diritto al rimborso - Esclusione - Attualità delle potenzialità edificatorie - Rilevanza ai fini della valutazione dell'immobile.
In tema di ICI, a seguito dell'entrata in vigore dell'art. 11 quaterdecies, comma sedicesimo, del D. L. 30/11/2005, n. 203, convertito con modificazioni dalla L. 02/12/2005, n. 248, e dell'art. 36, comma secondo, del D.L. 04/07/2006, n. 223, convertito con modificazioni dalla L. 04/08/2006, n. 248, che hanno fornito l'interpretazione autentica dell'art. 2, comma primo, lettera b), del D. Leg.vo 30/12/1992, n. 504, l'edificabilità di un'area, ai fini dell'applicabilità del criterio di determinazione della base imponibile fondato sul valore venale, dev'essere desunta dalla qualificazione ad essa attribuita nel piano regolatore generale adottato dal Comune, indipendentemente dall'approvazione dello stesso da parte della Regione e dall'adozione di strumenti urbanistici attuativi. L'inizio del procedimento di trasformazione urbanistica è infatti sufficiente a far lievitare il valore venale dell'immobile, le cui eventuali oscillazioni, in dipendenza dell'andamento del mercato, dello stato di attuazione delle procedure incidenti sullo «ius aedificandi» o di modifiche del piano regolatore che si traducano in una diversa classificazione del suolo, possono giustificare soltanto una variazione del prelievo nel periodo d'imposta, conformemente alla natura periodica del tributo in questione, senza che ciò comporti il diritto al rimborso per gli anni pregressi, a meno che il Comune non ritenga di riconoscerlo, ai sensi dell'art. 59, comma primo, lettera f), del D. Leg.vo 15/12/1997, n. 446. L'inapplicabilità del criterio fondato sul valore catastale dell'immobile impone peraltro di tener conto, nella determinazione della base imponibile, della maggiore o minore attualità delle sue potenzialità edificatorie, nonché della possibile incidenza degli ulteriori oneri di urbanizzazione sul valore dello stesso in comune commercio.
Area edificabile: assoggettata all’Ici anche in presenza di vincoli
La Corte di Cassazione torna ad occuparsi della tassazione delle aree fabbricabili. L’area fabbricabile in base al piano regolatore comunale è soggetta all’Ici a prescindere dall’esistenza di vincoli fattuali edificatori, incidendo quest’ultimi solamente sul valore venale dell’area e, quindi, sulla base imponibile dell’imposta.
No profit, revisione per grandi da Italia Oggi Sette
Il vincolo urbanistico non evita la sottoposizione di un'area a Ici da Italia Oggi
C’è l’Imu sui capannoni agricoli da Italia Oggi
Aree pertinenziali intassabili da Italia Oggi Sette

References: Articolo 7
 art. 7

Articolo 7
 Art. 7
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 Art. 4
 Art.7
 Art.3
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 Art. 74
 Art. 11
 Art. 36