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Timestamp: 2017-11-24 00:05:50+00:00

Document:
Circolare 5/2003
Roma, 17 gennaio 2003
Circolare n. 5/2003
Oggetto: Tributi – Imposte Dirette – Nuove disposizioni – Articoli da 2 a 5 Legge 27.12.2002, n.289, su S.O. alla G.U. n.305 del 31.12.2002 – Circolare Agenzia delle Entrate n.2/E del 15.1.2003.
La legge finanziaria 2003 ha introdotto disposizioni in materia di imposte dirette coerenti con i principi della riforma fiscale voluta dalla maggioranza e attualmente all’esame del Parlamento come disegno di legge delega in materia tributaria.
IRPEF (articolo 2) - A decorrere dal 2003 sono state introdotte rilevanti modifiche alla disciplina Irpef, di cui i datori di lavoro, in qualità di sostituti d’imposta, devono tener conto fin dal primo periodo di paga utile. Con la circolare indicata in oggetto l’Agenzia delle Entrate ha comunque escluso l’applicazione di sanzioni nei confronti dei sostituti che abbiano commesso irregolarità nella tassazione dei compensi corrisposti nei mesi di gennaio e febbraio 2003, tenuto conto che le modifiche apportate hanno ingenerato una situazione di obiettiva incertezza sulla interpretazione della norma.
In particolare, sono stati introdotti nuovi scaglioni e aliquote dell’imposta.
SCAGLIONE ANNUO IN €
SCAGLIONE MENSILE IN €
Oltre 15.000 e fino a 29.000
Oltre 1.250 e fino a 2.416,67
Oltre 29.000 e fino a 32.600
Oltre 2.416,67 e fino a 2.716,67
Oltre 32.600 e fino a 70.000
Oltre 2.716,67 e fino a 5.833,33
Oltre 5.833,33
Le detrazioni d’imposta per carichi familiari sono rimaste invariate rispetto al passato, mentre le ulteriori detrazioni di cui all’articolo 13 del TUIR sono state mantenute esclusivamente per la fascia di reddito tra 27.000 e 52.000 euro annui, nelle seguenti nuove misure:
REDDITO ANNUO IN €
(lavoro dipendente e assimilati)
DETRAZIONE EX ART.13 TUIR IN €
Oltre 27.000 e fino a 29.500
Oltre 29.500 e fino a 36.500
Oltre 36.500 e fino a 41.500
Oltre 41.500 e fino a 46.700
Oltre 46.700 e fino a 52.000
Come chiarito nella circolare ministeriale n.2/2003, le detrazioni di cui all’articolo 13 del TUIR non devono più essere ragguagliate al periodo di lavoro nell’anno, ma spettano sempre per l’intero ammontare anche nel caso di rapporti di lavoro inferiori all’anno.
A decorrere dal 2003 è stata inoltre introdotta una deduzione dal reddito imponibile, denominata “deduzione per assicurare la progressività dell’imposizione” (nuovo articolo 10 bis del TUIR). Per le persone fisiche – a prescindere dalla tipologia di reddito posseduto - l’importo massimo della nuova deduzione è pari a 3.000 euro; tale importo è elevato a 7.500 euro per i titolari di reddito di lavoro dipendente e di redditi assimilati (es. collaboratori coordinati e continuativi), a 7.000 euro per i titolari di pensione, a 4.500 euro per i lavoratori autonomi. I suddetti importi non sono cumulabili: nel caso di titolarità di redditi di tipologia diversa, spetta la deduzione più favorevole.
Per i lavoratori dipendenti e i collaboratori la nuova deduzione deve essere determinata dai datori di lavoro in base al reddito di lavoro che presumono di corrispondere nel periodo d’imposta (comprensivo delle mensilità aggiuntive).
L’importo spettante è quindi pari a 7.500 moltiplicato per il seguente rapporto (di cui si devono considerare solo le prime quattro cifre decimali):
26.000 + 7.500 – retribuzione imponibile
Se il predetto rapporto è maggiore o uguale a 1 la deduzione compete per l’importo massimo di 7.500 euro: è il caso dei redditi imponibili fino a 7.500 euro che restano esenti da tassazione (c.d. no tax area); se il rapporto è pari a zero o è negativo, la deduzione non compete: è il caso delle fasce di reddito superiori a 33.500 che non vengono influenzate dalla nuova deduzione.
La nuova deduzione deve essere applicata nei singoli periodi di paga (ad esempio in caso di paghe mensili, ogni mese va applicato un dodicesimo della deduzione complessivamente spettante), fermo restando che in sede di conguaglio finale la deduzione stessa dovrà essere ricalcolata in via definitiva.
Nella certificazione annuale dei redditi corrisposti (modello CUD) i sostituti d’imposta dovranno indicare l’ammontare della deduzione applicata, distinguendo la parte relativa alla quota spettante a tutte le tipologie di reddito (3.000 euro) e quella spettante ai redditi di lavoro dipendente (4.500 euro).
Al fine di evitare l’eventualità che le nuove disposizioni possano comportare in qualche caso specifico una maggiore tassazione, è stata prevista una clausola di salvaguardia (comma 3 dell’articolo in esame) che consentirà di applicare in sede di dichiarazione dei redditi 2003 le precedenti regole di tassazione, se più favorevoli. Come chiarito nella circolare ministeriale in oggetto, il sostituto d’imposta non deve tener conto di tale disposizione né in corso d’anno, né in sede di conguaglio fiscale.
Addizionali Irpef (articolo 3) - La nuova deduzione fiscale non rileva ai fini della determinazione della base imponibile delle addizionali Irpef regionali e comunali. I contribuenti che per effetto della deduzione sono esentati dall’Irpef, restano esentati anche dalle addizionali; peraltro se la deduzione determina solo una minore tassazione Irpef le addizionali sono dovute e la relativa base imponibile va determinata senza tener conto della deduzione stessa. La legge in esame ha inoltre previsto che, nell’attesa della legge quadro sul federalismo fiscale – gli aumenti delle addizionali deliberati successivamente al 29 settembre 2002 siano sospesi; si rammenta che l’elenco delle aliquote delle addizionali Irpef, completo delle date di delibere delle regioni e dei comuni, è disponibile sul sito internet www.finanze.it.
IRPEG (articolo 4) - A decorrere dal periodo d’imposta in vigore all’1 gennaio 2003 è stata ridotta di un punto percentuale (dal 35 al 34%) l’aliquota dell’imposta sul reddito delle persone giuridiche; coerentemente è stata ridotta la misura del credito d’imposta riconosciuto ai soci delle società di capitali per gli utili distribuiti a decorrere dall’1 gennaio 2003 (l’ammontare del credito è sceso dal 53,85 al 51,51%).
IRAP – (articolo 5) - La legge finanziaria ha modificato il d.lgvo n.446/1997 istitutivo dell’Irap introducendo disposizioni che comportano un alleggerimento dell’imposta regionale a decorrere dal periodo d’imposta 2003. In particolare, è stata prevista la completa esclusione dalla base imponibile Irap delle spese relative al personale assunto con contratto di formazione e lavoro (finora la deduzione di quelle spese era limitata al 70%). Per le imprese con ricavi imponibili Irap fino a 400 mila euro è stata introdotta una deduzione di 2 mila euro per ogni lavoratore alle dipendenze, fino ad un massimo di cinque dipendenti. La deduzione deve essere ragguagliata al periodo di effettiva durata del rapporto di lavoro e, nel caso di lavoratori a tempo parziale, deve essere riproporzionata.
A favore delle imprese di autotrasporto merci è stata introdotta una disposizione attesa da tempo: la detassazione ai fini Irap dell’indennità di trasferta negli stessi limiti previsti ai fini delle imposte sui redditi (pari a 46,84 euro giornaliere per le trasferte in Italia e 77,47 euro per le trasferte all’estero).
Sono state inoltre elevate le deduzioni forfetarie di cui all’articolo 4 bis del d.lgvo 446/1997, applicabili solo qualora la base imponibile Irap sia inferiore a 180.984,91 euro.
Deduzione in €
Ammontare base imponibile in €
Oltre 180.759,91 e fino a 180.834,91
Oltre 180.834,91 e fino a 180.909,91
Oltre 180.909,91 e fino a 180.984,91
Per riferimenti confronta circ.ri conf.lie n.10/2002 e 16/2001
S.O. alla G.U. n.305 del 31.12.2002 (fonte Guritel)
Disposizioni  per la formazione del bilancio annuale e pluriennale
dello Stato (legge finanziaria 2003).
(Riduzione dell'imposta sul reddito delle persone fisiche)
a)  all'articolo  3,  relativo  alla base imponibile, nel comma 1,
dopo   le   parole:   "al   netto  degli  oneri  deducibili  indicati
nell'articolo  10"  sono  aggiunte  le  seguenti:  ",  nonche'  della
deduzione spettante ai sensi dell'articolo 10-bis";
b) dopo l'articolo 10, relativo agli oneri deducibili, e' inserito
"Articolo  10-bis.  (Deduzione  per  assicurare  la progressivita'
dell'imposizione)
1. Dal reddito complessivo, aumentato del credito d'imposta di cui
all'articolo 14 e al netto degli oneri deducibili di cui all'articolo
10, si deduce l'importo di 3.000 euro.
2.  Se  alla  formazione  del reddito complessivo concorrono uno o
piu'  redditi  di  cui  agli  articoli  46,  con esclusione di quelli
indicati  nel comma 2, lettera a), e 47, comma 1, lettere a), b), c),
c-bis),  d), h-bis) e l), la deduzione di cui al comma 1 e' aumentata
di  un  importo pari a 4.500 euro, non cumulabile con quello previsto
dai commi 3 e 4, rapportato al periodo di lavoro nell'anno.
3.  Se  alla  formazione  del reddito complessivo concorrono uno o
piu'  redditi  di  cui  all'articolo  46,  comma  2,  lettera  a), la
deduzione  di  cui al comma 1 e' aumentata di un importo pari a 4.000
euro,  non cumulabile con quello previsto dai commi 2 e 4, rapportato
al periodo di pensione nell'anno.
4.  Se  alla  formazione  del reddito complessivo concorrono uno o
piu'  redditi di lavoro autonomo di cui al comma 1 dell'articolo 49 o
di  impresa di cui all'articolo 79, la deduzione di cui al comma 1 e'
aumentata  di un importo pari a 1.500 euro, non cumulabile con quello
previsto dai commi 2 e 3.
5.  La  deduzione  di  cui ai commi precedenti spetta per la parte
corrispondente  al rapporto tra l'ammontare di 26.000 euro, aumentato
delle  deduzioni indicate nei commi da 1 a 4 e degli oneri deducibili
di  cui  all'articolo  10  e  diminuito del reddito complessivo e del
credito d'imposta di cui all'articolo 14, e l'importo di 26.000 euro.
Se  il  predetto  rapporto  e'  maggiore  o  uguale a 1, la deduzione
compete  per  intero;  se  lo  stesso  e'  zero  o minore di zero, la
deduzione  non  compete;  negli  altri  casi,  ai  fini  del predetto
rapporto, si computano le prime quattro cifre decimali";
"1.   L'imposta   lorda   e'  determinata  applicando  al  reddito
complessivo,  al  netto degli oneri deducibili indicati nell'articolo
10    e    della   deduzione   per   assicurare   la   progressivita'
dell'imposizione di cui all'articolo 10-bis, le seguenti aliquote per
scaglioni di reddito:
"1-bis.  Se  alla  formazione  del  reddito complessivo concorrono
soltanto  redditi  di pensione non superiori a 7.500 euro, redditi di
terreni  per  un  importo  non  superiore  a  185,92  euro  e  quello
dell'unita'  immobiliare  adibita  ad  abitazione  principale e delle
relative  pertinenze  l'imposta  non  e'  dovuta.  Se,  alle medesime
condizioni  previste  nel  periodo  precedente, i redditi di pensione
sono  superiori  a  7.500  euro ma non a 7.800 euro, non e' dovuta la
parte  d'imposta  netta  eventualmente eccedente la differenza tra il
reddito complessivo e 7.500 euro";
d)  l'articolo  13,  relativo alle altre detrazioni, e' sostituito
1. Se alla formazione del reddito concorrono uno o piu' redditi di
cui  agli articoli 46, con esclusione di quelli indicati nel comma 2,
lettera  a),  e 47, comma 1, lettere a), b), c), c-bis), d), h-bis) e
l), spetta una detrazione dall'imposta lorda pari a:
a)  130  euro se il reddito complessivo e' superiore a 27.000 euro
ma non a 29.500 euro;
b)  235  euro se il reddito complessivo e' superiore a 29.500 euro
ma non a 36.500 euro;
c)  180  euro se il reddito complessivo e' superiore a 36.500 euro
ma non a 41.500 euro;
d)  130  euro se il reddito complessivo e' superiore a 41.500 euro
ma non a 46.700 euro;
e) 25 euro se il reddito complessivo e' superiore a 46.700 euro ma
non a 52.000 euro.
piu'  redditi di cui all'articolo 46, comma 2, lettera a), spetta una
detrazione dall'imposta lorda pari a:
a) 70 euro se il reddito complessivo e' superiore a 24.500 euro ma
non a 27.000 euro;
b)  170  euro se il reddito complessivo e' superiore a 27.000 euro
ma non a 29.000 euro;
c)  290  euro se il reddito complessivo e' superiore a 29.000 euro
ma non a 31.000 euro;
d)  230  euro se il reddito complessivo e' superiore a 31.000 euro
e)  180  euro se il reddito complessivo e' superiore a 36.500 euro
f)  130  euro se il reddito complessivo e' superiore a 41.500 euro
g) 25 euro se il reddito complessivo e' superiore a 46.700 euro ma
di impresa di cui all'articolo 79, spetta una detrazione dall'imposta
lorda pari a:
a) 80 euro se il reddito complessivo e' superiore a 25.500 euro ma
non a 29.400 euro;
b)  126  euro se il reddito complessivo e' superiore a 29.400 euro
c) 80 euro se il reddito complessivo e' superiore a 31.000 euro ma
non a 32.000 euro.
4.  Le detrazioni di cui ai commi da 1 a 3 non sono cumulabili tra
2.   All'articolo  23,  comma  2,  lettera  a),  del  decreto  del
Presidente  della  Repubblica  29  settembre  1973,  n.  600, dopo le
parole:  "i  corrispondenti scaglioni annui di reddito" sono inserite
le  seguenti:  ", al netto della deduzione di cui all'articolo 10-bis
del medesimo testo unico,".
3.  Ai  fini  della  determinazione dell'imposta sui redditi delle
persone  fisiche  dovuta  sul  reddito complessivo per l'anno 2003, i
contribuenti, in sede di dichiarazione dei redditi, possono applicare
le  disposizioni del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al
successive  modificazioni,  in  vigore  al  31 dicembre 2002, se piu'
4.  La  deduzione di cui all'articolo 10-bis del testo unico delle
imposte   sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,  introdotto dal comma 1 del
presente articolo, non rileva ai fini della determinazione della base
imponibile  delle  addizionali  all'imposta sul reddito delle persone
fisiche,  fermo restando, comunque, quanto previsto dall'articolo 50,
comma  2,  secondo periodo, del decreto legislativo 15 dicembre 1997,
n.  446,  e  dall'articolo  1,  comma  4,  del decreto legislativo 28
settembre 1998, n. 360.
5.  La detrazione fiscale spettante per gli interventi di recupero
del patrimonio edilizio di cui all'articolo 1 della legge 27 dicembre
1997, n. 449, e successive modificazioni, ivi compresi gli interventi
di  bonifica dall'amianto, compete, per le spese sostenute fino al 30
settembre  2003,  per un ammontare complessivo non superiore a 48.000
euro,  per  una  quota  pari  al 36 per cento degli importi rimasti a
carico  del contribuente, da ripartire in dieci quote annuali di pari
importo.  Nel  caso  in cui gli interventi di recupero del patrimonio
edilizio  realizzati  fino al 30 settembre 2003 consistano nella mera
prosecuzione  di  interventi  iniziati  successivamente al 1º gennaio
1998,  ai  fini  del computo del limite massimo delle spese ammesse a
fruire  della  detrazione  si tiene conto anche delle spese sostenute
negli stessi anni. Resta fermo, in caso di trasferimento per atto tra
vivi dell'unita' immobiliare oggetto degli interventi di recupero del
patrimonio  edilizio  di  cui  all'articolo 1 della legge 27 dicembre
1997,   n   .   449,   e   successive   modificazioni,  che  spettano
all'acquirente  persona fisica dell'unita' immobiliare esclusivamente
le  detrazioni  non  utilizzate in tutto o in parte dal venditore. In
caso  di  decesso  dell'avente  diritto,  la  fruizione del beneficio
fiscale  si  trasmette,  per  intero,  esclusivamente  all'erede  che
conservi  la detenzione materiale e diretta del bene. Per i soggetti,
proprietari  o  titolari  di  un  diritto reale sull'immobile oggetto
dell'intervento  edilizio, di eta' non inferiore a 75 e a 80 anni, la
detrazione  puo'  essere  ripartita, rispettivamente, in cinque e tre
quote annuali costanti di pari importo.
6.  All'articolo 9, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448,
le  parole:  "31  dicembre  2002" e: "30 giugno 2003" sono sostituite
rispettivamente  dalle  seguenti:  "31  dicembre  2003" e: "30 giugno
2004"; all'alinea del comma 1 dell'articolo 7 della legge 23 dicembre
1999,  n.  488,  e  successive modificazioni, le parole: "31 dicembre
2002" sono sostituite dalle seguenti: "30 settembre 2003".
7.  Con  decreto  del  Ministro  dell'economia e delle finanze, di
concerto  con  il  Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della
ricerca,  da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge
23 agosto 1988, n. 400, sono determinati i criteri per l'attribuzione
alle  persone  fisiche  di  un contributo, finalizzato alla riduzione
degli oneri effettivamente rimasti a carico per l'attivita' educativa
di  altri  componenti  del  medesimo  nucleo  familiare presso scuole
paritarie,  nel  limite complessivo massimo di 30 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005.
8.  Dopo il comma 4 dell'articolo 14 della legge 24 dicembre 1993,
n. 537, e' inserito il seguente:
"4-bis.  Nella  determinazione  dei redditi di cui all'articolo 6,
del  Presidente  della  Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, non sono
ammessi in deduzione i costi o le spese riconducibili a fatti, atti o
attivita'  qualificabili  come  reato,  fatto  salvo  l'esercizio  di
diritti costituzionalmente riconosciuti".
9.  Sono  indeducibili  ai sensi dell'articolo 75 del citato testo
unico  di  cui  al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del
1986, e successive modificazioni, i costi sostenuti per l'acquisto di
beni  o servizi destinati, anche indirettamente, a medici, veterinari
o  farmacisti,  allo  scopo  di  agevolare,  in  qualsiasi  modo,  la
diffusione  di specialita' medicinali o di ogni altro prodotto ad uso
10.  La  revisione  delle  aliquote  e  degli scaglioni di reddito
prevista  nel  comma 1, lettera c), del presente articolo, ha effetto
per  i  periodi  di imposta che hanno inizio dopo il 31 dicembre 2004
per gli emolumenti arretrati di cui all'articolo 16, comma 1, lettera
b),  del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
11.  Per  l'anno  2003  i  redditi  derivanti da lavoro dipendente
prestato,  in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto,
all'estero  in  zone  di  frontiera  ed  in  altri Paesi limitrofi da
soggetti residenti nel territorio dello Stato concorrono a formare il
reddito complessivo per l'importo eccedente 8.000 euro.
12.  Il  primo  periodo  del  sesto comma dell'articolo 25-bis del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e'
sostituito  dal  seguente:  "Per le prestazioni rese dagli incaricati
alle   vendite  a  domicilio  di  cui  all'articolo  19  del  decreto
legislativo  31 marzo 1998, n. 114, la ritenuta e' applicata a titolo
d'imposta ed e' commisurata all'ammontare delle provvigioni percepite
ridotto del 22 per cento a titolo di deduzione forfetaria delle spese
di produzione del reddito".
13.  Al  comma 4 dell'articolo 30 della legge 23 dicembre 2000, n.
388,  concernente  l'indetraibilita' dell'IVA afferente le operazioni
aventi  ad oggetto ciclomotori, motocicli, autovetture ed autoveicoli
di  cui alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 19-bis1 del decreto
del  Presidente  della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, le parole:
"31  dicembre  2002"  sono  sostituite  dalle  seguenti: "31 dicembre
Sospensione degli aumenti delle addizionali
all'imposta sul reddito delle persone fisiche)
1.  In  funzione  dell'attuazione del titolo V della parte seconda
della  Costituzione  e  in  attesa della legge quadro sul federalismo
a)  gli  aumenti  delle  addizionali all'imposta sul reddito delle
persone  fisiche  per i comuni e le regioni, nonche' la maggiorazione
dell'aliquota  dell'imposta  regionale  sulle attivita' produttive di
cui  all'articolo  16,  comma  3, del decreto legislativo 15 dicembre
1997,  n.  446, deliberati successivamente al 29 settembre 2002 e che
non siano confermativi delle aliquote in vigore per l'anno 2002, sono
sospesi  fino  a  quando  non  si  raggiunga  un accordo ai sensi del
decreto  legislativo  28  agosto  1997, n. 281, in sede di Conferenza
unificata   tra   Stato,   regioni  ed  enti  locali  sui  meccanismi
strutturali del federalismo fiscale;
b) fermo restando quanto stabilito dall'accordo interistituzionale
tra  il  Governo,  le  regioni,  i comuni, le province e le comunita'
montane  stipulato il 20 giugno 2002, e' istituita l'Alta Commissione
di  studio  per  indicare  al Governo, sulla base dell'accordo di cui
alla  lettera a), i principi generali del coordinamento della finanza
pubblica e del sistema tributario, ai sensi degli articoli 117, terzo
comma, 118 e 119 della Costituzione.
Per     consentire     l'applicazione    del    principio    della
compartecipazione  al  gettito  dei  tributi  erariali  riferibili al
territorio  di  comuni,  province,  citta'  metropolitane  e regioni,
previsto  dall'articolo 119 della Costituzione, l'Alta Commissione di
cui al precedente periodo propone anche i parametri da utilizzare per
la  regionalizzazione  del  reddito  delle  imprese che hanno la sede
legale  e tutta o parte dell'attivita' produttiva in regioni diverse.
In  particolare, ai fini dell'applicazione del disposto dell'articolo
37  dello  statuto  della  Regione siciliana, di cui al regio decreto
legislativo  15  maggio  1946,  n. 455, l'Alta Commissione propone le
modalita'  mediante  le  quali,  sulla  base  dei  criteri  stabiliti
dall'articolo  4,  comma 2, del decreto legislativo 15 dicembre 1997,
n.  446,  e successive modificazioni, i soggetti passivi dell'imposta
sul  reddito  delle  persone fisiche e dell'imposta sul reddito delle
persone  giuridiche, che esercitano imprese industriali e commerciali
con  sede legale fuori dal territorio della Regione siciliana, ma che
in  essa dispongono di stabilimenti o impianti, assolvono la relativa
obbligazione  tributaria  nei  confronti  della  Regione  stessa. Con
decreto  del  Presidente  del Consiglio dei ministri, su proposta del
Ministro  dell'economia  e delle finanze, di concerto con il Ministro
per  gli  affari  regionali,  con  il  Ministro dell'interno e con il
Ministro  per  le riforme istituzionali e la devoluzione, e' definita
la  composizione dell'Alta Commissione, della quale fanno parte anche
rappresentanti  delle  regioni  e  degli enti locali, designati dalla
agosto  1997,  n. 281, sono emanate le disposizioni occorrenti per il
suo  funzionamento  ed  e'  stabilita  la  data  di  inizio delle sue
Il  decreto  del  Presidente  del Consiglio dei ministri di cui al
precedente  periodo  e'  emanato  entro  il  31  gennaio 2003. L'Alta
Commissione  di  studio presenta al Governo la sua relazione entro il
31  marzo  2003. Il Governo presenta al Parlamento entro il 30 aprile
2003  una  relazione  nella  quale viene dato conto degli interventi,
anche   di  carattere  legislativo,  necessari  per  dare  attuazione
all'articolo  119  della  Costituzione.  Per l'espletamento della sua
attivita'  l'Alta  Commissione  si avvale della struttura di supporto
della  Commissione  tecnica  per  la  spesa  pubblica,  la  quale  e'
soppressa   con  decorrenza  dalla  data  di  costituzione  dell'Alta
Il  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  fornisce  i mezzi
necessari  per il funzionamento dell'Alta Commissione. A tal fine, le
risorse,  anche  finanziarie,  previste  per  il  funzionamento della
soppressa Commissione tecnica per la spesa pubblica sono destinate al
funzionamento  dell'Alta Commissione, ivi compresi gli oneri relativi
agli  emolumenti  da corrispondere ai componenti, fissati con decreto
del Ministro dell'economia e delle finanze.
2.  All'articolo  52  della legge 10 febbraio 1953, n. 62, dopo il
terzo comma, e' aggiunto il seguente:
"Per  l'espletamento  dei  suoi  compiti la Commissione fruisce di
personale,  ivi  comprese  eventuali collaborazioni esterne, locali e
strumenti  operativi,  messi  a  disposizione  dai  Presidenti  delle
Camere, d'intesa fra loro".
(Riduzione dell'imposta sul reddito delle persone giuridiche)
a)  all'articolo  14, comma 1, in materia di credito d'imposta per
gli  utili  distribuiti da societa' ed enti, le parole: "al 53,85 per
cento" sono sostituite dalle seguenti: "al 51,51 per cento";
b)  all'articolo  91, comma 1, in materia di aliquota dell'imposta
sul  reddito  delle persone giuridiche, le parole: "del 35 per cento"
sono sostituite dalle seguenti: "del 34 per cento";
c)  all'articolo  105, comma 4, in materia di credito d'imposta ai
soci  o  partecipanti  sugli utili distribuiti, le parole: "del 53,85
per  cento" sono sostituite dalle seguenti: "del 51,51 per cento", e,
al  comma  5,  le  parole: "al 53,85 per cento" sono sostituite dalle
seguenti: "al 51,51 per cento".
2.  Ai  fini  della determinazione dell'ammontare delle imposte di
cui  al  comma  4 dell'articolo 105 del testo unico delle imposte sui
redditi,  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, relativamente alle
plusvalenze  assoggettate  all'imposta  sostitutiva  in  applicazione
degli  articoli  1  e  4,  comma 2, del decreto legislativo 8 ottobre
1997, n. 358, la percentuale del 45,72 per cento indicata nel comma 2
dell'articolo  4 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 467, e'
ridotta al 44,12 per cento.
(Riduzioni dell'imposta regionale sulle attivita' produttive)
a)   all'articolo   10,  comma  1,  secondo  periodo,  le  parole:
"attribuiti fino al 31 dicembre 1999" sono soppresse; b) all'articolo
10-bis,  comma  1, secondo periodo, le parole: "attribuite fino al 31
dicembre 1999" sono soppresse.
2.  All'articolo  11  del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n.
446,  recante  disposizioni  comuni  per la determinazione del valore
della produzione netta, sono apportate le seguenti modificazioni:
"a)  sono  ammessi  in deduzione i contributi per le assicurazioni
obbligatorie  contro gli infortuni sul lavoro, le spese relative agli
apprendisti,  ai  disabili  e  le  spese per il personale assunto con
contratti di formazione lavoro";
2) alla lettera b), il numero 2) e' sostituito dal seguente:
"2)  i  compensi  per  attivita'  commerciali e per prestazioni di
lavoro  autonomo non esercitate abitualmente, di cui all'articolo 81,
comma  1, lettere i) e l), del testo unico delle imposte sui redditi,
n. 917";
"1-bis.  Per  le  imprese  autorizzate all'autotrasporto di merci,
sono  ammesse  in  deduzione  le  indennita'  di  trasferta  previste
contrattualmente,  per la parte che non concorre a formare il reddito
del  dipendente  ai  sensi dell'articolo 48, comma 5, del testo unico
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.";
c)  al  comma  2,  primo periodo, le parole: "alla generalita' dei
dipendenti  e  dei  collaboratori  "  sono sostituite dalle seguenti:
"alla generalita' o a categorie dei dipendenti e dei collaboratori";
d) il comma 4-bis e' sostituito dal seguente:
"4-bis.  Per i soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettere da
a)  ad  e), sono ammessi in deduzione, fino a concorrenza, i seguenti
b)  euro 5.625 se la base imponibile supera euro 180.759,91 ma non
euro 180.834,91;
c)  euro 3.750 se la base imponibile supera euro 180.834,91 ma non
euro 180.909,91;
d)  euro 1.875 se la base imponibile supera euro 180.909,91 ma non
euro 180.984,91.";
"4-bis.1.  Ai  soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettere da
a)  ad e), con componenti positivi che concorrono alla formazione del
valore  della  produzione  non superiori nel periodo d'imposta a euro
400.000, spetta una deduzione dalla base imponibile pari a euro 2.000
per ogni lavoratore dipendente impiegato nel periodo d'imposta fino a
un  massimo  di  cinque;  la  deduzione  e' ragguagliata ai giorni di
durata  del  rapporto di lavoro nel corso del periodo d'imposta e nel
caso  di  contratti  di  lavoro a tempo parziale e' ridotta in misura
proporzionale. Per i soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettera
e),  la  deduzione  spetta  solo in relazione ai dipendenti impiegati
nell'esercizio  di  attivita'  commerciali  e,  in caso di dipendenti
impiegati  anche  nelle  attivita' istituzionali, l'importo di cui al
primo  periodo e' ridotto in base al rapporto di cui all'articolo 10,
comma  2. Ai fini del computo del numero di lavoratori dipendenti per
i  quali  spetta  la  deduzione di cui al presente comma non si tiene
conto  degli  appren  disti, dei disabili e del personale assunto con
contratti di formazione lavoro.
4-bis.2.  In  caso  di  periodo  d'imposta  di  durata inferiore o
superiore   a   dodici   mesi  e  in  caso  di  inizio  e  cessazione
dell'attivita'  in  corso d'anno, gli importi delle deduzioni e della
base  imponibile di cui al comma bis e dei componenti positivi di cui
al comma 4-bis.1 sono ragguagliati all'anno solare. ";
f)  al  comma  4-ter,  le  parole:  "di  cui  al comma 4-bis" sono
"di cui ai commi 4-bis e 4-bis.1".
3.  Il  comma  2-quinquies  dell'articolo  3  del decreto-legge 24
settembre 2002, n. 209, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
novembre 2002, n. 265, e' sostituito dal seguente:
"2-quinquies. La disposizione contenuta nell'articolo 11, comma 3,
del  decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, secondo la quale i
contributi  erogati  a  norma di legge concorrono alla determinazione
della   base   imponibile   dell'imposta  regionale  sulle  attivita'
produttive,   fatta  eccezione  per  quelli  correlati  a  componenti
negativi  non  ammessi in deduzione, deve interpretarsi nel senso che
tale concorso si verifica anche in relazione a contributi per i quali
sia  prevista  l'esclusione  dalla  base imponibile delle imposte sui
redditi,  sempre  che l'esclusione dalla base imponibile dell'imposta
regionale  sulle  attivita'  produttive  non sia prevista dalle leggi
istitutive  dei  singoli  contributi  ovvero da altre disposizioni di
carattere speciale".
Circolare n. 2/E del 15.01.2003
Oggetto: Legge 27 dicembre 2002. n. 289 (legge finanziaria per il 2003)
Articolo 2 Primi chiarimenti - Disposizioni in materia di riforma dell'IRPEF.
1) LA RIFORMA DELL'IRPEF
3) LA NUOVA DEDUZIONE PER ASSICURARE LA PROGRESSIVITA' DELL'IRPEF
3.2 Le ulteriori deduzioni dell'art. 10-bis del Tuir
5) REVISIONE DELLE DETRAZIONI PER REDDITI DI LAVORO DIPENDENTE, DI
PENSIONE, DI LAVORO AUTONOMO E D'IMPRESA
Articolo 2, comma 1, lettera d
7) EFFETTI SULLE ADDIZIONALI ALL'IRPEF
8) ADEMPIMENTI DEI SOSTITUTI D'IMPOSTA
9) DISCIPLINA FISCALE APPLICABILE AI REDDITI DI LAVORO DIPENDENTE
PRESTATO ALL'ESTERO IN ZONE DI FRONTIERA
Al fine di facilitare l'applicazione delle disposizioni contenute
nell'articolo 2 della legge n. 289 del 27 dicembre 2002, c. d. "legge
finanziaria per l'anno 2003", pubblicata nel S. O. alla G. U. n. 305 del 31
dicembre 2002, si forniscono di seguito i primi chiarimenti sulle principali
novita' in materia di riforma della disciplina dell'IRPEF.
L'articolo 2 della legge finanziaria per il 2003, ai commi 1 e 2,
avvia il processo di riforma fiscale con riferimento alla tassazione dei
redditi delle persone fisiche.
La riforma, delineata nelle linee generali dal D.D.L. governativo,
attualmente all'esame del parlamento, prevede, come e' noto, la graduale
sostituzione delle detrazioni dall'imposta con le deduzioni dal reddito al
fine di realizzare una progressivita' dell'imposizione IRPEF tale da
bilanciare la contemporanea rimodulazione della scala di aliquote dell'IRPEF.
La disposizione in commento costituisce il primo passo per la
realizzazione del nuovo assetto prefigurato.
Le novita' introdotte dall'art.2 riguardano:
. una nuova tabella delle aliquote d'imposta;
. l'introduzione di una nuova deduzione dal reddito;
. una nuova modalita' di determinazione della base
. la previsione di nuove detrazioni d'imposta.
L'art. 2 in commento modifica, inoltre, l'articolo 23 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, al fine di specificare gli
adempimenti del sostituto d'imposta. In particolare, prevede che i sostituti
d'imposta debbano riconoscere le deduzioni introdotte con l'articolo 10-bis
del TUIR, ragguagliate al periodo di paga dei lavoratori dipendenti e
assimilati. Tali deduzioni, come meglio precisato ai successivi paragrafi,
sono dirette a garantire la progressivita' del prelievo tributario.
Nell'art. 2 e' inserita inoltre, al comma 3, una clausola di
salvaguardia diretta ad assicurare che il nuovo sistema non comporti per i
contribuenti il pagamento di una maggiore imposta rispetto a quella che
sarebbe stata dovuta sulla base delle norme in vigore nel 2002.
Il comma 1, lettera a), apporta modifiche all'articolo 3 del TUIR,
relativo alla base imponibile.
La disposizione in sostanza effettua il coordinamento tra le
disposizioni vigenti in tema di determinazione della base imponibile e il
nuovo articolo 10-bis del TUIR, introdotto dalla lettera b) della
L'articolo 3 del TUIR, nella nuova formulazione, stabilisce che
l'imposta lorda e' determinata applicando al reddito complessivo, al netto
degli oneri deducibili indicati nell'articolo 10 del TUIR, nonche' della
deduzione per assicurare la progressivita' spettante ai sensi dell'articolo
10-bis del medesimo TUIR, le aliquote corrispondenti ai vari scaglioni di
E' previsto, quindi, che ai fini dell'applicazione dell'imposta si
debba tenere conto non solo degli oneri deducibili di cui all'art. 10, ma
anche della nuova deduzione introdotta dall'articolo 10-bis.
3) LA NUOVA DEDUZIONE PER ASSICURARE LA PROGRESSIVITA' DELL'IMPOSIZIONE
L'art.2, comma 1, lettera b), introduce, dopo l'articolo 10 del TUIR,
relativo agli oneri deducibili, l'articolo 10-bis, concernente la deduzione
per assicurare la progressivita' dell'imposizione.
In particolare, il comma 1 del nuovo articolo 10-bis prevede una
deduzione pari a 3.000 euro (deduzione base) a favore di tutti i
contribuenti a prescindere dalla tipologia di reddito prodotto.
Tale deduzione opera, al pari degli oneri deducibili di cui
all'articolo 10, in riduzione del reddito complessivo (incrementato del
credito d'imposta per gli utili distribuiti da societa' ed enti).
La deduzione di 3000 euro opera forfetariamente per tutti i
contribuenti, a prescindere dalla tipologia di reddito prodotto,
esclusivamente in considerazione del reddito complessivo maturato nel
periodo d'imposta. Ad esempio, qualora il reddito derivi da un'attivita' di
lavoro subordinato, la deduzione non deve essere rapportata al periodo di
In sostanza, la nuova deduzione, nella misura determinata secondo le
modalita' che saranno illustrate piu' avanti, abbatte il reddito complessivo
del contribuente, considerato al lordo del credito d'imposta sui dividendi
(di cui all'articolo 14 del TUIR) e al netto degli oneri deducibili di cui
all'articolo 10 del TUIR.
L'art.10-bis del TUIR individua ulteriori deduzioni, in aggiunta alla
deduzione base di importo pari a 3000 euro fruibile per tutti i
contribuenti, che competono nell'ipotesi in cui alla formazione del reddito
complessivo concorra un reddito di lavoro dipendente o assimilato, un
reddito di pensione, un reddito di lavoro autonomo o un reddito derivante
dall'esercizio di impresa minore.
L'ulteriore deduzione, che deve essere rapportata per i redditi di
lavoro dipendente e assimilati e per i redditi da pensione al periodo di
lavoro o di pensione nell'anno, compete in misura diversa a seconda del tipo
di reddito, come di seguito specificato.
La deduzione base di euro 3000, e' aumentata di un importo, che deve
essere rapportato al periodo di lavoro nell'anno, corrispondente a 4.500
euro per i possessori di redditi di lavoro dipendente, ad esclusione dei
redditi derivanti dalle pensioni di ogni genere e dagli assegni ad esse
equiparati di cui alla lettera a) del comma 2 dell'articolo 46 del TUIR, o
di taluni redditi assimilati specificamente individuati dalla norma.
Per quanto riguarda i redditi assimilati a quelli di lavoro
dipendente, la nuova disposizione prevede che i soggetti che possono fruire
della deduzione per lavoro dipendente fino a euro 7500 (3000 + 4500) sono i
medesimi che potevano beneficiare delle detrazioni d'imposta per la
produzione del reddito di lavoro dipendente previste dall'articolo 13, comma
1, del TUIR, nella versione vigente fino al 31 dicembre 2002.
. soci di cooperative di produzione e lavoro e delle altre cooperative
di cui all'articolo 47, comma 1 lettera a);
. lavoratori che percepiscono indennita' da terzi in relazione a
prestazioni rese in connessione alla loro qualita' di lavoratori
dipendenti (articolo 47, comma 1 lettera b);
. percettori di borse di studio, premi o sussidi all'addestramento
professionale (articolo 47, comma 1 lettera c);
. collaboratori coordinati e continuativi (articolo 47, comma 1
lettera c-bis);
. sacerdoti (articolo 47, lettera d);
. titolari di trattamenti pensionistici erogati dalla previdenza
complementare (articolo 47, lettera h-bis);
. lavoratori impiegati in attivita' socialmente utili (articolo 47,
lettera l).
La deduzione base di euro 3.000 e' aumentata di un importo
corrispondente a 4.000 euro per i possessori di redditi derivanti dalle
pensioni di ogni genere e dagli assegni ad esse equiparati di cui alla
lettera a) del comma 2 dell'articolo 46.
Tale importo va rapportato al periodo di pensione nell'anno.
corrispondente a 1.500 euro per i titolari di redditi di lavoro autonomo o
di impresa minore.
Tale maggiorazione, a differenza di quelle previste per i lavoratori
dipendenti e assimilati e per i pensionati non deve essere ragguagliata al
periodo di svolgimento dell'attivita' e, pertanto, spetta a prescindere dal
periodo di attivita' svolta nell'anno.
Anche nel sistema previgente, del resto, le detrazioni per lavoro
autonomo e per impresa minore sono attribuite senza operare il ragguaglio.
Per riepilogare, la deduzione di euro 3.000 e' aumentata di un importo
4.500 euro (ragguagliati al periodo di lavoro) per i possessori di
redditi di lavoro dipendente, ad esclusione dei redditi derivanti dalle
lettera a) del comma 2 dell'articolo 46 del TUIR, o di taluni redditi
4.000 euro (ragguagliati al periodo) per i possessori di redditi
derivanti dalle pensioni di ogni genere e dagli assegni ad esse equiparati
di cui alla lettera a) del comma 2 dell'articolo 46 del TUIR;
1.500 euro per i titolari di redditi di lavoro autonomo o di impresa
Il legislatore ha precisato espressamente che le deduzioni previste in
favore dei lavoratori dipendenti e assimilati, dei pensionati e dei
lavoratori autonomi e delle imprese minori non sono cumulabili tra loro e
pertanto se alla formazione del reddito complessivo concorrono due o piu'
delle tipologie reddituali contemplate dalla predetta disposizione, il
contribuente potra' fruire della deduzione piu' favorevole.
Per quanto concerne in particolare le deduzioni spettanti per i
redditi di lavoro dipendente, i redditi assimilati e i redditi da pensione
si ricorda che le stesse vanno rapportate al periodo di lavoro o di pensione
nell'anno e quindi al numero dei giorni compresi nel periodo di durata del
rapporto intrattenuto.
Pertanto, qualora nel corso del periodo d'imposta il contribuente
interrompa un rapporto di lavoro ed inizi a percepire un reddito da pensione
spetteranno sia la deduzione per redditi da lavoro che la deduzione per
redditi da pensione ciascuna delle quali va rapportata al periodo di lavoro
o di pensione considerato.
Contribuente che percepisce redditi di lavoro dipendente per il
periodo 1 gennaio 2003-28 febbraio 2003 e redditi da pensione per il
periodo 1 marzo 2003-31 dicembre 2003;
Al contribuente spetteranno sia la deduzione per lavoro dipendente che
quella per reddito da pensione, entrambe rapportate al periodo di
L'ammontare della deduzione teorica spettante sara' quindi pari ad
euro 4.080,81 (pari alla somma tra 727,39 e 3.353,42).
Si precisa, inoltre, che se i due redditi di lavoro e di pensione sono
percepiti con riferimento a periodi contemporanei le due deduzioni non
potranno in nessun caso essere cumulate e pertanto il contribuente potra'
beneficiare solo di una di esse.
Tenuto conto che le deduzioni per reddito da lavoro autonomo e
d'impresa minore non sono rapportate al periodo di lavoro nell'anno ma sono
riferite all'intero periodo d'imposta, in nessun caso possono essere fruite
nel periodo d'imposta unitamente a quelle spettanti per i redditi di lavoro
dipendente e di pensione.
Cio' detto,l'importo massimo delle deduzioni teoricamente applicabili e':
di euro (base di 3.000 + 4.500) 7.500, per un lavoratore dipendente o
assimilato;
di euro (base di 3.000 + 1.500) 4.500, per un esercente arti o
professioni o per un titolare di impresa minore.
L'importo delle deduzioni effettivamente applicabile deve essere
calcolato secondo le regole stabilite al comma 5 dell'art. 10-bis del TUIR.
In particolare e' previsto che la deduzione (di euro 7.500, 7.000,
4.500 o 3000) spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'ammontare
di 26.000 euro, aumentato delle deduzioni indicate nei commi da 1 a 4
dell'art.10-bis del TUIR (ossia le nuove deduzioni per assicurare la
progressivita') e degli oneri deducibili di cui all'articolo 10 del TUIR e
diminuito del reddito complessivo e del credito d'imposta di cui
all'articolo 14 del TUIR, e l'importo di 26.000 euro.
Se il predetto rapporto e' maggiore o uguale a 1, la deduzione compete
per intero; se lo stesso e' pari a zero o minore di zero, la deduzione non
compete; negli altri casi, ai fini del predetto rapporto, si computano le
prime quattro cifre decimali.
Nel silenzio della norma sulla eventuale necessita' di arrotondare
tali cifre decimali, si ritiene che le stesse debbano essere assunte nel
loro preciso ammontare attraverso il meccanismo del troncamento.
Il procedimento di determinazione della deduzione spettante (e quindi
della base imponibile IRPEF) puo' essere schematicamente espresso dalla
complessivo -credito imposta dividendi) X deduzione teorica massima
La deduzione effettivamente spettante va sottratta dal reddito complessivo
per determinare il reddito imponibile sul quale applicare le aliquote
Se si ipotizza l'assenza di oneri deducibili e di credito d'imposta per
dividendi, con un reddito di lavoro dipendente di euro 20.000 si avra':
26.000 + 3.000 + 4.500 - reddito complessivo
26.000 + 3.000 + 4.500 - 20.000
la deduzione spettante sara' pari a 3.894,00 euro
dividendi, con un reddito di lavoro dipendente di euro 7.500 si avra':
26.000 + 7.500 - 7.500
= 1 la deduzione spettante sara' di 7.500
Con un reddito di euro 33.500, si avra':
26.000 + 7.500 - 33.500
la deduzione spettante sara' = 0
(Se il risultato e' pari a zero, infatti, la deduzione non compete)
L'articolo 2, comma 1, lettera c) della legge in commento apporta
modifiche all'articolo 11 del TUIR, relativo alla determinazione
In particolare, il numero 1 della lettera c) sostituisce il comma 1
dell'articolo 11 del TUIR, concernente gli scaglioni di reddito e le
aliquote applicabili ai fini della determinazione dell'IRPEF.
Per effetto della nuova formulazione del comma 1 dell'articolo 11
risultano quindi rimodulati gli scaglioni di reddito e ridefinite le
aliquote applicabili ai predetti scaglioni.
I nuovi scaglioni e le nuove aliquote si applicano con riferimento ai
redditi che secondo la disciplina delle singole categorie di reddito sono
imputabili al periodo d'imposta che inizia il 1 gennaio 2003, ad esclusione
degli emolumenti arretrati di cui all'articolo 16, comma 1, lettera b), del
Per espressa previsione del comma 10 dell'articolo 2 della legge in
commento, infatti, per tali redditi, assoggettabili a tassazione separata,
applicando all'ammontare percepito l'aliquota corrispondente alla meta' del
reddito complessivo netto del contribuente nel biennio anteriore all'anno in
cui sono percepiti, la revisione delle aliquote e degli scaglioni di reddito
ha effetto per i periodi d'imposta che hanno inizio dopo il 31 dicembre 2004
e pertanto a partire dal 1 gennaio 2005.
L'articolo 2, comma 1, lettera c), numero 2, della legge in commento,
tramite l'inserimento nel citato articolo 11 del TUIR del comma 1-bis),
introduce, inoltre, una particolare agevolazione fiscale per i soggetti
In particolare, la disposizione in commento stabilisce che l'imposta
non e' dovuta qualora al reddito complessivo concorrano esclusivamente
redditi di pensione di importo non superiore a 7.500 euro, redditi di
terreni di importo non superiore a 185,92 euro nonche' il reddito
dell'unita' immobiliare adibita ad abitazione principale e delle relative
Il soggetto titolare esclusivamente dei redditi considerati da tale
disposizione, nei limiti dalla stessa stabiliti, non e', pertanto, tenuto al
calcolo dell'imposta atteso che la stessa non e' dovuta.
Qualora alla formazione del reddito complessivo concorrano
esclusivamente redditi di terreni di importo non superiore a 185,92 euro, il
reddito dell'unita' immobiliare adibita ad abitazione principale e delle
relative pertinenze nonche' redditi di pensione di importo compreso tra i
7.500 e i 7.800 euro, non e' dovuta la parte d'imposta netta eventualmente
eccedente la differenza tra il reddito complessivo del contribuente e
l'importo di 7.500 euro.
In tale ipotesi, pertanto, il contribuente e' tenuto al calcolo
dell'imposta secondo le regole ordinarie; qualora l'imposta risultante da
tale calcolo sia superiore alla differenza tra il proprio reddito
complessivo e l'importo di 7.500 euro l'imposta sara' dovuta per la sola
parte corrispondente alla predetta differenza.
Persona fisica che nel corso del 2003 percepisce esclusivamente
redditi di pensione per un importo di 7.600 euro.
In tale ipotesi occorre procedere, in via preliminare, al calcolo
dell'imposta secondo le regole ordinarie.
Occorre, pertanto procedere al calcolo della deduzione di cui
all'articolo 10-bis) del TUIR effettivamente spettante al pensionato.
In assenza di oneri deducibili, la deduzione spettante e' pari a:
26.000+importo massimo deduzione-reddito complessivo_X importo massimo di deduzione
Tenuto conto che l'imposta calcolata secondo le regole ordinarie
(175,19 euro) e' superiore alla differenza tra il reddito complessivo del
contribuente (7.600 euro) e l'importo di 7.500 euro, il contribuente sara'
tenuto a versare solo l'importo risultante da tale differenza.
Imposta dovuta = 7.600 - 7.500 = 100 euro
redditi di pensione per un importo di 7.600 euro e reddito derivante
dall'abitazione principale di 500 euro.
In assenza di altri oneri deducibili, diversi dall'abitazione
principale, la deduzione spettante e' pari a:
26.000+importo massimo deduzione+on.deduc-reddito complessivo X imp.massimo di deduzione
(175,19 euro) e' inferiore alla differenza tra il reddito complessivo del
contribuente (8.100 euro) e l'importo di 7.500 euro, il contribuente dovra'
versare l'imposta determinata secondo le regole ordinarie.
Si precisa, inoltre, che al fine di procedere alla corretta tassazione
degli importi corrisposti, tenendo conto delle agevolazioni previste dal
nuovo comma 1-bis) dell'articolo 11 del TUIR, e' necessario che i soggetti
che erogano i trattamenti pensionistici, qualora detti trattamenti siano di
ammontare annuo inferiore ai 7800 euro, rivolgano apposita richiesta al
pensionato al fine di acquisire eventualmente dallo stesso una
autodichiarazione attestante la sussistenza dei presupposti
dell'agevolazione in discorso.
In particolare il pensionato deve dichiarare al sostituto d'imposta,
ricorrendo le circostanze, che percepisce esclusivamente reddito da pensione
di importo non superiore ad euro 7.800, redditi di terreni per un importo
non superiore a 185,92 euro e reddito dell'unita' immobiliare adibita ad
abitazione principale e relative pertinenze.
Con l'autocertificazione il contribuente dovra' inoltre specificare
l'ammontare dei redditi fondiari sopra richiamati.
In tal modo il sostituto d'imposta potra' riconoscere, gia' in sede di
effettuazione delle ritenute, le agevolazioni disposte dalla predetta
Qualora, pur ricorrendone i presupposti, il contribuente non produca
al proprio sostituto d'imposta la predetta autocertificazione, potra'
beneficiare delle agevolazioni disposte dal comma 1-bis) dell'articolo 11
del TUIR in sede di dichiarazione dei redditi.
5) REVISIONE DELLE DETRAZIONI PER REDDITI DI LAVORO DIPENDENTE, DI PENSIONE,
DI LAVORO AUTONOMO E D'IMPRESA
L'articolo 2, comma 1, lettera d) della legge in commento sostituisce
l'articolo 13 del TUIR, concernente le altre detrazioni dall'imposta lorda.
Con le nuove disposizioni viene confermato il riconoscimento di
specifiche detrazioni dall'imposta lorda qualora nel reddito complessivo del
contribuente confluiscano anche redditi di lavoro dipendente, alcuni redditi
assimilati al lavoro dipendente individuati dalla norma, redditi di
pensione, e redditi di lavoro autonomo o di impresa minore.
Tuttavia, il riconoscimento di tali detrazioni risponde a finalita' in
parte diverse da quelle perseguite dalle disposizione contenute nel
precedente articolo 13, in vigore fino al 31 dicembre 2002.
Infatti, mentre le detrazioni contemplate dalla precedente
disposizione erano finalizzate al riconoscimento, ancorche' in misura
forfetaria, delle spese sostenute per la produzione dei redditi, il
riconoscimento delle nuove detrazioni e' invece finalizzato al mantenimento
della progressivita' dell'imposizione.
Il vigente articolo 13 prevede, infatti, che l'importo della
detrazione spettante venga commisurato al reddito complessivo del
contribuente e non piu' all'ammontare dei singoli redditi; tale importo
varia, quindi, secondo prestabilite fasce di reddito complessivo.
Alla luce della nuova formulazione dell'articolo in commento, inoltre,
l'importo della detrazione spettante non deve essere rapportato al periodo
di lavoro o di pensione nell'anno e compete quindi in misura piena qualora
si verifichino i requisiti previsti dalla norma.
In particolare, il comma 1 del nuovo articolo 13 del TUIR individua le
detrazioni spettanti qualora nel reddito complessivo confluiscano:
redditi di lavoro dipendente di cui all'articolo 46 del TUIR ad
esclusione di quelli contemplati dal comma 2, lettera a) del medesimo art.
redditi percepiti dai lavoratori soci di cooperative di cui
all'articolo 47, lettera a), del TUIR;
indennita' e compensi a carico di terzi corrisposti a lavoratori
dipendenti, di cui all'articolo 47, lettera b), del TUIR;
somme percepite a titolo di borsa di studio, di cui all'articolo 47,
lettera c), del TUIR;
compensi percepiti in relazione a rapporti di collaborazione
coordinata e continuativa di cui all'articolo 47, lettera c-bis), del TUIR;
remunerazioni dei sacerdoti di cui all'articolo 47, lettera d), del TUIR,
prestazioni pensionistiche di cui all'articolo 47, lettera h-bis), delTUIR;
compensi percepiti dai lavoratori socialmente utili, di cui
all'articolo 47, lettera l), del TUIR.
Con riferimento a tali redditi gli importi delle detrazioni
dall'imposta lorda spettanti risultano pari a:
a) 130 euro se il reddito complessivo e' superiore a 27.000 euro ma
non a 29.500 euro;
b) 235 euro se il reddito complessivo e' superiore a 29.500 euro ma
non a 36.500 euro;
c) 180 euro se il reddito complessivo e' superiore a 36.500 euro ma
non a 41.500 euro;
d) 130 euro se il reddito complessivo e' superiore a 41.500 euro ma
non a 46.700 euro;
e) 25 euro se il reddito complessivo e' superiore a 46.700 euro ma non
a 52.000 euro.
Il comma 2 del nuovo articolo 13 dispone, inoltre, che se alla
formazione del reddito complessivo concorrono uno o piu' redditi derivanti
da pensioni o da assegni alle stesse equiparati di cui all'articolo 46,
comma 2, lettera a), spetta una detrazione dall'imposta lorda pari a:
b) 170 euro se il reddito complessivo e' superiore a 27.000 euro
c) 290 euro se il reddito complessivo e' superiore a 29.000 euro
d) 230 euro se il reddito complessivo e' superiore a 31.000 euro ma
e) 180 euro se il reddito complessivo e' superiore a 36.500 euro
f) 130 euro se il reddito complessivo e' superiore a 41.500 euro
Il successivo comma 3 stabilisce, infine, che se alla formazione del
reddito complessivo concorrono uno o piu' redditi di lavoro autonomo di cui
al comma 1 dell'articolo 49 del TUIR o di impresa minore di cui all'articolo
79 del TUIR, spetta una detrazione dall'imposta lorda pari a:
non a 29.400 euro
b) 126 euro se il reddito complessivo e' superiore a 29.400 ma non
a 31.000 euro
Si precisa, infine, che le detrazioni stabilite dai commi
sopraelencati dell'articolo 13 non sono cumulabili tra loro.
Pertanto, se alla formazione del reddito complessivo concorrono due o
piu' delle tipologie reddituali contemplate dalla predetta disposizione, il
contribuente potra' fruire della detrazione piu' favorevole.
L'articolo 2, comma 3, prevede la possibilita' per i contribuenti di
applicare, in sede di dichiarazione dei redditi, le disposizioni del testo
unico delle imposte sui redditi, di cui al DPR 22 dicembre 1986, n. 917 e
successive modificazioni, in vigore al 31 dicembre 2002, qualora ai fini del
calcolo dell'imposta sui redditi delle persone fisiche dovuta per l'anno
2003, queste ultime risultino piu' favorevoli rispetto al nuovo metodo di
determinazione dell'imposta sui redditi delle persone fisiche introdotto
dallo stesso articolo 2 della legge in commento.
Tramite l'inserimento di tale disposizione (c.d. clausola di
salvaguardia) viene consentito ai contribuenti, in sede di dichiarazione dei
redditi, di confrontare la nuova modalita' di tassazione con quella prevista
dal vecchio sistema ed applicare, quindi, quella piu' favorevole.
Tale norma e' stata inserita al fine di evitare che in specifiche
situazioni si possa verificare un aggravio di tassazione nei confronti di
talune categorie di contribuenti.
Il riferimento al "reddito complessivo" contenuto nella norma intende
escludere dall'applicazione della clausola di salvaguardia tutte le
fattispecie in cui l'imposta non e' determinata previo inserimento del
singolo reddito nel reddito complessivo, come ad esempio, accade in
relazione ai redditi assoggettati a tassazione separata, quelli soggetti a
ritenuta alla fonte a titolo di imposta, nonche' quelli soggetti a imposta
sostitutiva, atteso che per queste tipologie di redditi la modalita' di
tassazione, diversa da quella ordinaria, non e' influenzata dal nuovo
sistema di deduzioni e detrazioni d'imposta e, pertanto, non v'e' motivo di
consentire l'applicazione della clausola di salvaguardia.
Cio' premesso ne consegue che il sostituto d'imposta non dovra' tener
conto di tale disposizione in sede di effettuazione delle ritenute
d'acconto, relative ai singoli periodi di paga, ne' in sede di conguaglio.
L'articolo 2, comma 4, stabilisce l'irrilevanza, rispetto alle
addizionali regionale e comunale all'IRPEF, della deduzione di cui
all'articolo 10-bis del Tuir, prevedendo che la base imponibile delle
addizionali all'IRPEF non e' influenzata dalla spettanza della deduzione di
cui al nuovo articolo 10-bis del Tuir.
La previsione, gia' desumibile dalle norme vigenti, conferma, evitando
possibili dubbi interpretativi in ordine alla determinazione della base
imponibile delle addizionali, che le stesse sono determinate con riferimento
al reddito complessivo al netto dei soli oneri deducibili di cui
Tale base imponibile non risulta, pertanto, modificata dall'eventuale
presenza della deduzione volta a garantire la progressivita'
dell'imposizione IRPEF.
La stessa disposizione stabilisce che si applicano in ogni caso le
previsioni dell'articolo 50, comma 4, del d.lgs n. 446 del 1997 per
l'addizionale regionale e dell'articolo 1, comma 3, del d.lgs n. 360 del
1998, per l'addizionale comunale.
Le disposizioni sopra citate stabiliscono che le addizionali sono
dovute se per lo stesso anno risulta dovuta l'imposta sul reddito delle
persone fisiche, al netto delle detrazioni per essa riconosciute e dei
crediti di cui agli articoli 14 e 15 del Tuir.
Sulla base del disposta della norma in commento, quindi, le
addizionali non sono dovute qualora, per lo stesso anno l'imposta sul
reddito delle persone fisiche, non risulti dovuta, anche per effetto della
nuova deduzione per assicurare la progressivita'.
Se invece la deduzione per assicurare la progressivita' determina solo
l'emergere di un minor debito d'imposta, le addizionali sono dovute e la
relativa base imponibile deve essere calcolata al lordo della predetta
Le addizionali non sono dovute, ad esempio, nell'ipotesi, di cui
all'art. 11, comma 1-bis, del Tuir, in cui alla formazione del reddito
complessivo concorrono soltanto redditi di pensione non superiori a 7500
euro, redditi di terreni non superiori a 185, 92 euro e il reddito
dell'abitazione principale e relative pertinenze.
L'articolo 2, comma 2, della legge finanziaria per il 2003, modifica
l'articolo 23 del DPR n. 600 del 1973, concernente le ritenute alla fonte
sui redditi di lavoro dipendente.
La norma modifica, in particolare, il comma 2, lettera a),
dell'articolo 23, recante le modalita' di effettuazione della ritenuta alla
fonte, e stabilisce la rilevanza, ai fini del calcolo della ritenuta alla
fonte sui redditi di lavoro dipendente, della deduzione per assicurare la
progressivita' dell'imposizione introdotta dall'articolo 2, comma 2, lettera
b), attraverso l'inserimento dell' articolo 10-bis nel Tuir.
Secondo la nuova formulazione dell'articolo 23, comma 2, lettera a),
del DPR n. 600 del 1973, la ritenuta deve essere operata dal sostituto
d'imposta sulla parte imponibile delle somme e valori di cui all'articolo 48
del Tuir, esclusi le mensilita' aggiuntive e gli emolumenti arretrati,
corrisposti in ciascun periodo di paga, con le aliquote dell'imposta sul
reddito delle persone fisiche, ragguagliando al periodo di paga i
corrispondenti scaglioni annui di reddito, al netto della deduzione di cui
all'articolo 10-bis del Tuir, ed effettuando le detrazioni previste negli
articoli 12 e 13 del medesimo Tuir.
Sebbene ai sensi della lettera b) del comma 2 dell'art. 23, il
sostituto, in sede di effettuazione delle ritenute sulle mensilita'
aggiuntive non deve applicare le detrazioni di cui agli articoli 12 e 13 (e
si ritiene, neppure la deduzione di cui all'art. 10-bis), tuttavia il
medesimo sostituto deve considerare le richiamate mensilita' aggiuntive nel
reddito complessivamente erogato al dipendente in base al quale va a
calcolare l'importo spettante della deduzione per assicurare la
progressivita'.
Gli emolumenti arretrati soggetti a tassazione separata, invece, non
concorrono alla formazione del reddito complessivo e quindi non sono in
alcun modo influenzati, in sede di tassazione, dalla nuova deduzione di cui
all'art.10-bis del TUIR.
In relazione alla nuova deduzione per assicurare la progressivita'
dell'imposizione, sorge il problema di determinare se la stessa debba essere
riconosciuta dal sostituto in maniera automatica ovvero su richiesta del
A ben vedere la nuova formulazione dell'art. 23 del D.P.R. n. 600 del
1973 non consente di estendere, relativamente alla nuova deduzione di cui
all'art.10-bis del TUIR, quanto previsto in ordine al riconoscimento delle
detrazioni da parte del sostituto d'imposta.
La previsione in base alla quale il dipendente effettua una
dichiarazione circa le condizioni di spettanza e', infatti, prevista con
riferimento esclusivo alle detrazioni di cui agli articoli 12 e 13 del TUIR.
Pertanto si ritiene che la deduzione per assicurare la progressivita'
dell'imposizione debba essere autonomamente riconosciuta dal sostituto sulla
base dell'ammontare del reddito di lavoro dipendente che lo stesso
Tuttavia, il dipendente puo' richiedere al sostituto di non applicare
la deduzione per assicurare la progressivita' dell'imposizione nelle ipotesi
in cui, ad esempio, disponendo di altri redditi che concorrono alla
formazione del reddito complessivo possa ragionevolmente presumere di avere
diritto ad una deduzione inferiore rispetto a quella che sarebbe
riconosciuta dal sostituto.
In tal modo, senza arrecare alcun danno all'erario, che anzi fruisce
di un versamento anticipato delle imposte, si puo' evitare che, al momento
dell'effettuazione delle operazioni di conguaglio, ovvero in sede di
presentazione della dichiarazione sui redditi, l'imposta che si rende dovuta
sia particolarmente elevata.
In base alla nuova formulazione della norma, il sostituto deve
riconoscere la deduzione per assicurare la progressivita' dell'imposta sin
dal primo periodo di paga del 2003, fermo restando il fatto che in occasione
del conguaglio di fine anno, ovvero al momento della cessazione del rapporto
di lavoro, deve effettuare il ricalcolo della deduzione spettante.
Al fine di determinare la ritenuta da operare sulle somme e valori
corrisposti in ciascun periodo di paga occorre applicare le aliquote
dell'imposta sul reddito delle persone fisiche ragguagliando al periodo di
paga gli scaglioni annui di reddito contenuti nell'articolo 11 del Tuir.
Il sostituto d'imposta deve, in via preliminare, determinare la parte
di deduzione per assicurare la progressivita' spettante al dipendente. A tal
fine deve:
- determinare in via preventiva l'ammontare delle somme e valori
che andra' a corrispondere nel periodo d'imposta, comprendendo
le mensilita' aggiuntive e i compensi della stessa natura;
- sottrarre l'ammontare degli oneri deducibili trattenuti
direttamente dal sostituto d'imposta che non concorrono a
formare il reddito di lavoro dipendente ai sensi dell'articolo
48, comma 2, lettera h), del TUIR;
- calcolare l'importo della deduzione per assicurare la
progressivita' dell'imposta applicando all'ammontare teorico
della stessa deduzione la percentuale risultante dal rapporto
previsto dall'art.10-bis, comma 5, del TUIR.
In sostanza occorre effettuare il calcolo tenendo conto della formula
precedentemente illustrata, che si riporta:
Successivamente il sostituto deve ragguagliare la deduzione
calcolata ai singoli periodi di paga. L'importo in tal modo determinato
deve essere dedotto dal reddito corrisposto nel singolo periodo di paga.
. applicare la ritenuta sulla base delle aliquote progressive per
scaglioni di reddito rapportati al periodo di paga;
. applicare all'imposta cosi' determinata le detrazioni di cui agli
articoli 12 e 13 del TUIR, anch'esse rapportate al periodo di paga.
Per maggior chiarezza si fa seguire un esempio, formulato in
relazione all'ipotesi di un dipendente a tempo indeterminato con stipendio
mensile di 2000 euro (per 12 mensilita'), assegno al coniuge di 500 euro
mensili versato tramite il sostituto d'imposta, e, quindi da escludere dal
reddito complessivo di lavoro dipendente ai sensi dell'articolo 48, comma 2,
Reddito di lavoro dipendente = 24.000 - 6.000 = 18.000 euro
4.470,75: 12 = 372,56
(il ragguaglio puo' essere effettuato anche dividendo l'importo per 365 e
moltiplicando il risultato per i giorni di spettanza)
Naturalmente le ritenute sulle mensilita' aggiuntive continuano ad
essere determinate secondo le regole gia' illustrate con la circolare n. 326
del 1997, fermo restando che le mensilita' aggiuntive, come sopra precisato,
devono essere tenute presenti ai fini del calcolo della deduzione per
assicurare la progressivita'.
Se nel corso del periodo di imposta le retribuzioni aumentano per
effetto, ad esempio, di una promozione, il sostituto ridetermina l'importo
della deduzione spettante sulla base del nuovo reddito complessivo e
provvede ad adeguare le ritenute a decorrere dal periodo di paga nel quale
la retribuzione risulta modificata.
Per quanto riguarda le retribuzioni gia' corrisposte in precedenza,
la correzione delle ritenute operate puo' essere realizzata nel quadro delle
operazioni di conguaglio.
In caso di rapporto di lavoro a tempo determinato, occorre prima di
tutto rapportare la deduzione teorica spettante (formata, per i lavoratori
dipendenti e assimilati, dalla somma di 3.000 e 4.500 euro) al periodo di
durata del rapporto di lavoro, quindi seguire il procedimento sopra
illustrato per determinare l'imposta provvisoria.
Tenuto conto che le condizioni di spettanza della deduzione per
assicurare la progressivita' dell'imposizione non devono essere dichiarate
dal dipendente appare coerente rapportare al periodo di durata del rapporto
di lavoro anche la deduzione di 3.000 euro. Peraltro, considerato che la
norma attribuisce il diritto alla deduzione a prescindere dalla durata del
rapporto di lavoro, il dipendente potra' fruire della parte di deduzione non
goduta in sede di dichiarazione dei redditi ovvero, su richiesta, in sede di
Se si suppone un contratto di lavoro della durata di quattro mesi,
dal 1 gennaio 2003 al 30 aprile 2003, la deduzione teorica spettante sara'
uguale a 2.465,75, costituita dalla somma di:
3.000: 365 x 120 = 986,30
4.500: 365 x 120 = 1.479,45
Ipotizzando uno stipendio mensile di 1.500 euro, si avra':
Calcolo della deduzione per assicurare la progressivita' dell'imposta:
(26.000 + 2465,75 - 6000): 26.000 = 0,8640
2130,40: 4 = 532,60
Reddito imponibile 1.500 - 532,60 = 967,40
Il procedimento illustrato deve essere seguito anche per determinare
l'imposta relativa ai redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente sui
quali si applica la deduzione di cui all'articolo 10-bis del Tuir e sui
Per determinare il periodo di spettanza della deduzione di cui
all'articolo 10-bis, commi 2 e 3, del TUIR occorre far riferimento alle
istruzioni a suo tempo impartite, per le detrazioni di imposta gia' previste
dall'art. 13 del Tuir (nel testo vigente fino al 31 dicembre 2002), dalla
circolare n. 3 del 9 gennaio 1998.
In sede di conguaglio, entro il 28 febbraio dell'anno successivo
ovvero in caso di cessazione del rapporto di lavoro, il sostituto deve
procedere al ricalcolo definitivo della deduzione per assicurare la
progressivita' dell'imposizione spettante. Tenuto conto dell'importo della
deduzione risultante da tale calcolo il sostituto effettua il conguaglio tra
l'ammontare delle ritenute operate sulle somme e i valori corrisposti in
ciascun periodo di paga, comprese anche le somme e valori corrisposti entro
il 12 del mese di gennaio dell'anno successivo, se riferiti all'anno
precedente, e l'imposta dovuta sull'ammontare complessivo delle somme e dei
valori corrisposti nell'anno.
Resta fermo che alle somme e ai valori corrisposti entro il 12
gennaio dell'anno 2003 e riferiti all'anno precedente, che concorrono alla
formazione del reddito complessivo per il periodo d'imposta 2002, tornano
applicabili le disposizioni in vigore per tale ultimo periodo.
Con riferimento alla data del 12 gennaio, prevista dall'art.48, comma
1, del TUIR, si precisa inoltre che la stessa non concretizza un termine di
prescrizione. Pertanto, in relazione a tale data non puo' trovare
applicazione la disposizione dettata dall'articolo 2963 del codice civile
che proroga di diritto il termine scadente in giorno festivo al giorno
Nella certificazione da rilasciare ai sensi dell'articolo 7-bis del
DPR n. 600 del 1973, il sostituto d'imposta deve indicare l'importo della
deduzione per assicurare la progressivita' dell'imposizione che ha
riconosciuto, distinguendo la parte relativa alla quota spettante su tutte
le tipologie di reddito (3.000 euro) e quella spettante sui redditi di
lavoro dipendente (4.500 euro).
Tale indicazione deve essere seguita anche in caso di rapporti
cessati nel corso del 2003, prima della predisposizione del nuovo schema di
certificazione. In tal caso, l'indicazione della deduzione riconosciuta deve
essere effettuata nelle annotazioni del CUD 2002.
In relazione alla estrema rilevanza delle modifiche apportate alla
disciplina dell'IRPEF, che hanno ingenerato una situazione di obiettiva
incertezza sulla interpretazione della norma, e della presumibile
impossibilita' per i sostituti di disporre di strumenti informatici gia' in
grado di gestire le nuove procedure di applicazione delle ritenute, gli
uffici non applicheranno sanzioni nei confronti dei sostituti che abbiano
commesso irregolarita' nella tassazione dei compensi corrisposti nei mesi di
gennaio e febbraio 2003.
9) DISCIPLINA FISCALE APPLICABILE AI REDDITI DI LAVORO DIPENDENTE PRESTATO
ALL'ESTERO IN ZONE DI FRONTIERA
L'art. 2, comma 11, concernente disposizioni fiscali in materia di
lavoro prestato all'estero in zone di frontiera, prevede che, per l'anno
2003, i redditi derivanti da lavoro dipendente prestato, in via continuativa
e come oggetto esclusivo del rapporto, all'estero in zone di frontiera ed in
altri Paesi limitrofi da soggetti residenti nel territorio dello Stato
concorrono a formare il reddito complessivo per l'importo eccedente 8.000
Per gli anni 2001 e 2002, tali redditi, invece, sono stati esclusi dalla
base imponibile ai sensi dell'art. 3, comma 2, della legge 23 dicembre 2000,
n. 388 e dell'art.9, comma 23, della legge 28 dicembre 2001, n.448.
Si rammenta che la disposizione di cui all'art. 2, comma 11, si
riferisce ai soli redditi percepiti dai lavoratori dipendenti che sono
residenti in Italia e quotidianamente si recano all'estero in zone di
frontiera (quali ad esempio, Francia, Austria, San Marino, Stato Citta' del
Vaticano) o in paesi limitrofi (quali ad esempio il Principato di Monaco)
per svolgere la prestazione di lavoro.
Non rientrano, invece, nella previsione di cui all'art 2, comma 11, le
ipotesi di lavoratori dipendenti, anch'essi residenti in Italia che, in
forza di uno specifico contratto, che preveda l'esecuzione della prestazione
all'estero in via esclusiva e continuativa, soggiornano all'estero per un
periodo superiore a 183 giorni nell'arco di un periodo di 12 mesi. Per
questi lavoratori e' in vigore il regime di tassazione previsto dall'art.
48, comma 8-bis, del TUIR, gia' illustrato con circolare n. 207/E del 10
Dalla circostanza che il reddito di lavoro dipendente prestato in zone
di frontiera non concorre alla formazione del reddito complessivo fino al
limite di 8000 euro deriva la conseguenza che, ai fini del calcolo
dell'imposta, occorre riferirsi alle somme percepite, al netto di 8000 euro,
e su tale importo applicare la deduzione prevista dal nuovo art.10-bis del
Se la tassazione e' operata direttamente dal sostituto d'imposta
residente, la franchigia deve essere rapportata ai singoli periodi di paga,
al fine di realizzare un prelievo equilibrato nel periodo d'imposta.
somme erogate nel periodo d'imposta dal sostituto
(dato previsionale): 20.000 euro
La deduzione di cui all'art.10-bis del TUIR andra' cosi' calcolata:
26.000 + 7.500 - 12.000
L'imponibile sara' pari a 12.000 - 6.201,75, uguale a 5.798,25.
L'imponibile cosi' determinato deve essere diviso per i periodi di
paga, con applicazione delle aliquote di cui all'art.11 del TUIR,
ragguagliando al periodo di paga i corrispondenti scaglioni annui di reddito
ed applicando le detrazioni di cui agli artt.12 e 13 del TUIR, rapportate al
periodo stesso.

References: ART.13
 articolo 10

Articolo 2

Articolo 2
 articolo 10
 articolo 10
 articolo 11
 articolo 13
 articolo 13
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 art.10