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Timestamp: 2019-11-22 07:35:41+00:00

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CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. V PENALE - SENTENZA 25 febbraio 2019, n.8180
| Catalogo libri | Rivista | Distribuzione | Formazione | VENERDÌ 22 NOVEMBRE AGGIORNATO ALLE 8:35
CP Art. 57
IL CONTROLLO DEL DIRETTORE DEL GIORNALE SULLE LETTERE DA PUBBLICARE
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. V PENALE - SENTENZA 25 febbraio 2019, n.8180MASSIMA
Nel caso di pubblicazione di lettere inviate al direttore di un giornale periodico, il controllo che questi, in virtù della sua posizione di garanzia, è tenuto a compiere al fine di impedire che con il mezzo della pubblicazione della lettera sia commesso il reato di diffamazione deve essere ancora più stringente, sicché l’erronea convinzione circa la rispondenza al vero della fonte e del fatto riferito nella lettera non potrà esimerlo da colpa se non abbia proceduto ad una seria ed adeguata verifica della fonte e dei fatti, di guisa che nell’ipotesi in cui una simile verifica sia impossibile (anche nel caso in cui la notizia possa essere ritenuta verosimile in relazione alle qualità personali dell’informatore) il Direttore che intenda comunque pubblicarla accetta il rischio che essa non corrisponda a verità.
In tale contesto neppure possono essere idonei ad escludere la colpa del Direttore l’ora tarda e la prossima stampa del giornale del giorno successivo, ravvisandosi in tali elementi non già una accidentale e scusabile emergenza, ma inerzia e negligenza nelle doverose verifiche.
Con la sentenza in epigrafe, la Suprema Corte ha rigettato il ricorso proposto avverso la sentenza della Corte di Appello di Lecce che aveva dichiarato il Direttore di un giornale responsabile agli effetti civili del reato di cui all’art. 57 c.p. per aver omesso, in qualità di Direttore del periodico, di effettuare le verifiche necessarie ad impedire che con la pubblicazione della lettera, con la quale era stata offesa la reputazione dei componenti della Commissione degli esami di avvocato ed, in particolare, del Presidente, fosse commesso il reato di diffamazione ex art. 595 c.p.
La Corte ha ritenuto che nessun serio controllo è stato effettuato dal Direttore sulla “fonte” della notizia, essendosi questi fidato della firma apposta in calce alla lettera e di quanto riferitogli dal falso interlocutore telefonico, autore della stessa lettera, in merito al fatto di essere figlio di un suo amico giornalista, come se tale dichiarata parentela fosse in sé sufficiente a dare esaustiva garanzia dell’effettiva identità dell’interlocutore e nel contempo della verità della notizia riportata nella lettera.
In virtù della sua posizione di garanzia, il Direttore di un periodico è tenuto, nel caso di pubblicazione di lettere a lui inviate, ad effettuare una più pregnante attività di controllo in ordine alla verifica delle sue fonti informative e dei fatti narrati, sicché l’erronea convinzione circa la rispondenza al vero della fonte e del fatto riferito nella lettera non potrà esimerlo da colpa se non abbia proceduto ad loro una seria ed adeguata verifica.
Né tantomeno possono essere idonei ad escludere la colpa del Direttore l’ora tarda e la prossima stampa del giornale del giorno successivo, ravvisandosi in tali elementi non già una accidentale e scusabile emergenza, ma inerzia e negligenza nelle doverose verifiche, di fronte ad un testo non aderente alla realtà.
Cass., Sez. V, n. 8180 del 25.02.2019.pdf

References: SENTENZA 
 Art. 57
 SENTENZA 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 595