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Timestamp: 2020-06-05 06:46:57+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 26756 del 22/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26756 del 22/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 22/12/2016, (ud. 06/10/2016, dep.22/12/2016), n. 26756
sul ricorso 20171/2015 proposto da:
MARCO PAPIO 15, presso lo studio dell’avvocato ANGELO BONITO, che la
B.P., L.M., L.T.,
S.V., M.A., elettivamente domiciliati in ROMA, VIA
NAPOLITANO, giusta procura in calce al controricorso;
avverso la sentenza n. 585/2015 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI del
21/01/2015, depositata il 09/02/2015;
5. Il ricorso è manifestamente infondato alla luce delle numerose decisioni di questa Corte intervenute in vicende del tutto analoghe (Cass. nn. 18715, 20201, 20202, 20203, 20204, 20205, 20206 del 2014; da ultimo, Cass., sez. sesta-L 9358/2016).
6. In tali decisioni è stato innanzitutto evidenziato che si era in presenza di un rapporto) asimmetrico tra la legge che aveva eliminato alcune festività e l’Accordo collettivo successivo che aveva previsto un incremento di ferie e permessi numericamente non corrispondente alle soppressioni nel tempo intervenute ma inferiore.
7. Inoltre è, stato precisato che l’evoluzione legislativa intervenuta dopo la stipula dell’Accordo interconfederale che aveva previsto giorni di ferie o permessi aggiuntivi avrebbe potuto (forse dovuto) indurre le parti collettive ad un ripensamento della regolamentazione pattizia ma le organizzazioni datoriali e sindacali che avevano sottoscritto l’accordo non hanno ritenuto di operare una revisione del contenuto dell’atto sulla base delle nuove emergenze legislative.
15. Le spese di lite, liquidate come in dispositivo, seguono la soccombenza, con distrazione in favore degli avvocati Napolitano Andrea ed Erra Alfonso, per dichiarato anticipo fattone.
16. La circostanza che il ricorso sia staio proposto in tempo posteriore al 30 gennaio 2013 impone di dar atto dell’applicabilità del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13,comma 1-quater, nel testo introdotto dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17 (sulla ratio della disposizione si rinvia a Cass. Sez. Un. 22035/2014 e alle numerose successive conformi).
La Corte rigetta il ricorso; condanna la parte ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio di legittimità, liquidate in Euro 100,00 per esborsi, Euro 3.000,00 per compensi professionali, oltre accessori come per legge, nonchè al rimborso delle spese generali in misura del 15%, da distrarsi in favore degli avvocati Napolitano Andrea ed Erra Alfonso, dichiaratisi antistatari. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dichiara sussistenti i presupposti per il versamento, a carico della parte ricorrente, dell’ulteriore importo, a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso ex art. 13, comma 1-bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 13
 art. 1
 Cass. Sez. 
 art. 13
 art. 13