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Timestamp: 2020-04-05 04:07:14+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 2938 del 03/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2938 del 03/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 03/02/2017, (ud. 25/10/2016, dep.03/02/2017), n. 2938
sul ricorso 24237/2015 proposto da:
L.F.S., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
IPPOLITO NIEVO 61, presso lo studio dell’avvocato VELENTINO GENTILE,
rappresentato e difeso dall’avvocato GIACOMO RAFFAELE ESPOSITO,
ITALIANA ASSICURAZIONI SPA, C.A.; S.G.;
avverso la sentenza n. 416/2015 della CORTE D’APPELLO di PALERMO, del
20/03/2015, depositata il 30/05/2015;
Ricorrente: L.F.S..
Intimati: Italiana Ass.ni s.p.a.; C.A., S.G..
Provvedimento impugnato: Sentenza della Corte di Appello di Palermo, n. 416 del 30 maggio 2015.
1. L.F.S. ricorre affidandosi a due motivi, per la cassazione della sentenza in epigrafe indicata con la quale è stato accolto l’appello della Italiana Ass.ni, avverso la sentenza del Tribunale di Trapani, che ha condannato il L. a restituire alla appellante le somme “eventualmente” corrispostegli in esecuzione della sentenza impugnata.
4. Con i due motivi il ricorrente si duole sia della violazione dell’art. 112 c.p.c., in relazione a falsa applicazione dell’art. 342 c.p.c. e sia, ex art. 360 c.p.c., n. 5, della insufficiente motivazione circa un punto fondamentale della controversia. Falsa applicazione dell’art. 115 c.p.c., comma 1.
I motivi sono inammissibili laddove prospettano, in maniera generica ed attraverso una superficiale esposizione della vicenda, una serie di questioni di fatto tendenti ad ottenere dalla Corte di legittimità una nuova e diversa valutazione del merito della controversia.
Il ricorrente pur denunciando, apparentemente, violazione di legge ed una insufficiente motivazione circa un punto fondamentale della controversia chiede in realtà a questa Corte di pronunciarsi ed interpretare questioni di mero fatto non censurabili in questa sede mostrando di anelare ad una surrettizia trasformazione del giudizio di legittimità in un nuovo, non consentito, terzo grado di merito, nel quale ridiscutere analiticamente tanto il contenuto dei fatti storici quanto le valutazioni di quei fatti espresse dal giudice di appello – non condivise e per ciò solo censurate al fine di ottenerne la sostituzione con altre più consone alle proprie aspettative (Cass. n. 21381/2006).
Il ricorrente ha depositato memoria ex art. 380 bis c.p.c., comma 2, con la quale insiste per l’accoglimento del ricorso.
Il collegio condivide le osservazioni contenute nella relazione. Ritiene, invece, non decisive le contrarie osservazioni svolte dal ricorrente nella propria memoria.
L’ intimata non ha svolto attività difensiva e pertanto non occorre provvedere sulle spese.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile della Corte Suprema di Cassazione, il data 25 ottobre 2016.

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 art. 360
 art. 380