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Timestamp: 2018-09-25 05:08:54+00:00

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mazzarellonews: IL CASO DELLE PENSIONI TRA GOVERNO E CONSULTA
IL CASO DELLE PENSIONI TRA GOVERNO E CONSULTA
per la classe 4^ - per mercoledì 13 maggio
La Stampa, pag. 3 di giovedì 7 maggio
Il Corriere della Sera , pag.10-11
La Repubblica, pag.1 e segg. Chiara Saraceno
Rifletti sul ruolo della Corte Costituzionale rispetto alla sua funzione di garante dei principi costituzionali e alla possibilità di emanare sentenze con effetto retroattivo che, come in questo caso, incidono sui conti pubblici.
Pubblicato da prof. Balbiano a 17:47
Roberta La Pastoressa 12 maggio 2015 16:36
La Corte Costituzionale è il massimo potere dello Stato il cui compito è quello di garantire il rispetto della Costituzione.
La funzione principale della Corte Costituzionale è verificare la costituzionalità delle leggi e, nel caso in cui la Corte giudichi una legge non conforme alla Costituzione, vi è il conseguente annullamento di tale legge.
Ciò significa che le decisioni della Corte hanno un peso e un’influenza decisivi sulla legittimità o illegittimità delle leggi.
In Italia, negli ultimi giorni, a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale, è in corso un acceso dibattito riguardante le pensioni e il blocco dell’adeguamento all’inflazione attuato negli anni 2012 e 2013 sulle pensioni superiori tre volte le pensioni minime (cioè per le pensioni lorde mensili di 1.500,00 euro).
Infatti, sulla Gazzetta Ufficiale del 6 maggio 2015, é stata pubblicata la sentenza della Corte che dichiara incostituzionale il blocco degli adeguamenti pensionistici attuato negli anni 2012/2013.
La sentenza della Corte ha dichiarato l’illegittimità del blocco con conseguente obbligo da parte del Governo di restituire il mancato adeguamento all’inflazione, operazione che costerebbe circa 10 miliardi di euro.
Personalmente, ritengo che una sentenza della Corte Costituzionale riguardante l’illegittimità di una legge, debba applicarsi con effetto retroattivo, anche nel caso in cui incida sui conti pubblici.
Io penso che le sentenze emesse dal massimo organo dello Stato, preposto a garantire la costituzionalità delle leggi, non possano essere circoscritte e attuate solo in un determinato periodo. Credo che tali sentenze debbano essere applicate anche retroattivamente, poiché hanno come scopo quello di salvaguardare la Costituzione e tutelare i diritti dei cittadini e, questi ultimi, hanno il loro valore sia nel presente che nel passato.
Renato Colombo 12 maggio 2015 19:24
La corte costituzionale con il ruolo che ricopre , controllare la legittimità degli atti dello stato o delle regioni, ha annullato l’ articolo nella parte in cui prevede che: «In considerazione della contingente situazione finanziaria, la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall’art. 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, è riconosciuta, per gli anni 2012 e 2013, esclusivamente ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo INPS, nella misura del 100 per cento». La sentenza Ha avuto un peso considerevole nelle spese pubbliche con l’ ammontare di circa 5 miliardi di euro. Io penso che la corte costituzionale attraverso la sentenza abbia fatto bene a mettere in evidenza sbagli compiuti da punto di vista della costituzione. Il suo compito è importante e non è da sminuire. Dall’ altra parte un’ onero nelle spese pubbliche nel futuro può comportare dei rischi dal punto di vista finanziario, penso infatti che la corte costituzionale poteva approvare la legge; facendolo avrebbero fatto pagare lo stato una minore spesa di soldi che gravavano sul bilancio dello Stato.
Chiara Lanotte 12 maggio 2015 22:30
La Corte Costituzionale ha un fondamentale ruolo di garanzia della legalità costituzionale delle leggi, con peculiare attenzione alla tutela dei diritti fondamentali, e opera una mediazione dei conflitti sociali. Inoltre la Corte Costituzionale affronta quella che viene chiamata: efficacia retroattiva delle sentenze di accoglimento. È stato sempre ritenuto che la dichiarazione di incostituzionalità di una legge o di un atto avente forza di legge, renda la norma inefficace e quindi estenda la sua invalidità a tutti i rapporti giuridici: si parla di efficacia «retroattiva» dal fatto che la norma è viziata da nullità e quindi non può produrre alcun effetto giuridico. Potrebbero però prodursi effetti sconvolgenti sul piano sociale, ovvero oneri economici insopportabili, rispetto a situazioni da molto tempo cristallizzate.
Inoltre, la sentenza pensioni emanata in questo caso, incide sui conti pubblici, così come afferma il viceministro dell’Economia Enrico Morando: “Ancora non abbiamo effettuato i calcoli, ma è chiaro che la sentenza ha conseguenze rilevanti sul bilancio pubblico”. La Consulta era intervenuta sulla riforma delle pensioni del 2011 bocciando il blocco della perequazione 2012-2013 e ritenendo quest’ultimo incostituzionale; in questo modo, la norma del decreto “salva Italia” aveva bloccato per gli anni 2012-2013 il meccanismo che adegua le pensioni al costo della vita degli assegni di importo superiore di tre volte il trattamento minimo. Con la sentenza, si è però posto il problema di sostenibilità economica, che potrà essere risolto introducendo diversi scaglioni di rimborso.
Gabriele Genchi 12 maggio 2015 23:14
Buonasera, io sono d' accordo con quanto fa la corte costituzionale, perché garantisce il rispetto della costituzione, la più bella del mondo, inoltre boccia le leggi che a suo avviso sono dichiarate incostituzionali, per me la corte costituzionale è un importante garante di democrazia, poiché è super partes e non guarda in faccia partiti politici né slogan, ma agisce nel rispetto della costituzione, un documento che, a mio avviso, deve mettere d ' accordo tutti, la corte costituzionale, agisce dunque nel rispetto di tutti gli italiani e non solo nel rispetto di una fetta di persone appartenenti ad un determinato partito che hanno proposto una determinata legge, magari anticostituzionale, dunque vedo di buon occhio questa sentenza della corte costituzionale, che obbliga allo stato di restituire dei soldi ai pensionati, che prima hanno pagato di più, personalmente non vedo questo obbligo da parte dello stato come una diminuzione dei soldi nelle casse dello stato e quindi ad un impoverimento, se così lo possiamo chiamare, da parte dello stato, anzi lo vedo come una possibilità di arricchimento, poiché questi soldi potrebbero rilanciare i consumi e quindi a lungo andare la produzione, in un certo senso questi soldi torneranno allo stato, poiché i venditori che hanno venduto un bene ai pensionati, saranno obbligati a pagare una tassa allo stato e quindi a lungo andare lo stato non ci perderebbe, anzi ci guadagnerebbe, questo sentenza rappresenta un grande passo verso la giustizia sociale, perché va a tutelare le fasce pensionate, che avendo più tempo a disposizione, possono spendere di più, rilanciando l' economia.
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