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DPR 1 Agosto 2011, n. 151 (Semplificazione prevenzione incendi) - Impianti elettrici - norme tecnicheImpianti elettrici – norme tecniche
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DPR 1 Agosto 2011, n. 151 (Semplificazione prevenzione incendi)
Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione degli incendi, a norma dell’articolo 49, comma 4-quater, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. (Gazzetta n. 221 del 22 settembre 2011)
d) SCIA: la segnalazione certificata di inizio attivita’, ai sensi dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, come sostituito dall’articolo 49, comma 4-bis, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, in cui la ricevuta della segnalazione costituisce titolo autorizzatorio ai sensi dell’articolo 38, comma 3, lettere e) ed f), del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
e) SUAP: lo sportello unico per le attivita’ produttive che costituisce l’unico punto di accesso per il richiedente in relazione a tutte le vicende amministrative riguardanti la sua attivita’ produttiva e fornisce una risposta unica e tempestiva in luogo di tutte le pubbliche amministrazioni, comunque coinvolte nel procedimento;
sensi dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
– Si riporta il testo del n. 14 dell’Allegato 1 alla
‘Allegato 1 – n. 14. Procedimento di prevenzione degli
legge 7 dicembre 1984, n. 818.’.
– Si riporta il testo vigente dell’art. 17 della legge
23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di
‘Art. 17 (Regolamenti). -1. Con decreto del Presidente
a) l’esecuzione delle leggi e dei decreti
b) l’attuazione e l’integrazione delle leggi e dei
d) l’organizzazione ed il funzionamento delle
denominazione di ‘regolamento’, sono adottati previo parere
4-bis. L’organizzazione e la disciplina degli uffici
all’espressa abrogazione di quelle che hanno esaurito la
o sono comunque obsolete.’.
– La legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in
accesso ai documenti amministrativi), e’ pubblicata nella
– Si riporta il testo dell’art. 49 del decreto-legge 31
‘Art. 49 (Disposizioni in materia di conferenza di
servizi). – 1. All’art. 14 della legge 7 agosto 1990, n.
a) al comma 1, le parole: “indice di regola” sono
sostituite dalle seguenti: “puo’ indire”;
le parole: “ovvero nei casi in cui e’ consentito
all’amministrazione procedente di provvedere direttamente
2. All’art. 14-ter della legge 7 agosto 1990, n. 241,
periodi: “La nuova data della riunione puo’ essere fissata
provenga da un’autorita’ preposta alla tutela del
per le attivita’ produttive e per l’edilizia, ove
costituiti, o i Comuni, o altre autorita’ competenti
per i beni e le attivita’ culturali.”;
“3-bis. In caso di opera o attivita’ sottoposta anche
gennaio 2004, n. 42.”;
b-bis) al comma 4 sono premesse le parole: “Fermo
restando quanto disposto dal comma 4-bis” e sono aggiunti,
in fine, i seguenti periodi: “Per assicurare il rispetto
dei tempi, l’amministrazione competente al rilascio dei
provvedimenti in materia ambientale puo’ far eseguire anche
da altri organi dell’amministrazione pubblica o enti
pubblici dotati di qualificazione e capacita’ tecnica
attivita’ tecnico-istruttorie non ancora eseguite. In tal
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.”;
c) dopo il comma 4, e’ aggiunto il seguente:
“4-bis. Nei casi in cui l’intervento oggetto della
conferenza di servizi e’ stato sottoposto positivamente a
cui ai commi 4 e 5 dell’art. 10 del decreto legislativo 3
medesima sede, statale o regionale, ai sensi dell’art. 7
del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.”;
d) il comma 6-bis e’ sostituito dal seguente:
“6-bis. All’esito dei lavori della conferenza, e in
l’amministrazione procedente, in caso di VIA statale, puo’
dell’art. 26, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile
responsabilita’ dirigenziale o disciplinare e
amministrativa, nonche’ ai fini dell’attribuzione della
sensi degli articoli 2 e 2-bis.”;
“7. Si considera acquisito l’assenso
dell’amministrazione, ivi comprese quelle preposte alla
tutela della salute e della pubblica incolumita’, alla
cui rappresentante, all’esito dei lavori della conferenza,
non abbia espresso definitivamente la volonta’
dell’amministrazione rappresentata.”;
f) il comma 9 e’ soppresso.
3. All’art. 14-quater della legge 7 agosto 1990, n.
a) al comma 1, dopo le parole: “rappresentanti delle
amministrazioni” sono inserite le seguenti: “ivi comprese
quanto previsto dall’art. 26 del decreto legislativo 3
della pubblica incolumita’”;
“3. Al di fuori dei casi di cui all’art. 117, ottavo
n. 163, e successive modificazioni, nonche’ dei casi di
espresso motivato dissenso da parte di un’amministrazione
pubblica incolumita’, la questione, in attuazione e nel
rispetto del principio di leale collaborazione e dell’art.
120 della Costituzione, e’ rimessa dall’amministrazione
in caso di dissenso tra un’amministrazione statale e una
regionale o tra piu’ amministrazioni regionali, ovvero
in caso di dissenso tra un’amministrazione statale o
regionale e un ente locale o tra piu’ enti locali. Se
l’intesa non e’ raggiunta nei successivi trenta giorni, la
deliberazione del Consiglio dei Ministri puo’ essere
comunque adottata. Se il motivato dissenso e’ espresso da
Province autonome interessate.”.
4. All’art. 29, comma 2-ter, della legge 7 agosto 1990,
n. 241, dopo la parola “assenso” sono aggiunte le seguenti
“e la conferenza di servizi,”.
4-bis. L’art. 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e’
“Art. 19 (Segnalazione certificata di inizio attivita’
anche derivante dal gioco, nonche’ di quelli imposti dalla
normativa comunitaria. La segnalazione e’ corredata dalle
dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell’atto di
notorieta’ per quanto riguarda tutti gli stati, le qualita’
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, nonche’ dalle
dalle dichiarazioni di conformita’ da parte dell’Agenzia
delle imprese di cui all’ art. 38, comma 4, del
le verifiche di competenza dell’amministrazione. Nei casi
in cui la legge prevede l’acquisizione di pareri di organi
o enti appositi, ovvero l’esecuzione di verifiche
5. Il presente articolo non si applica alle attivita’
bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1
all’applicazione del presente articolo e’ devoluta alla
atti di assenso formati in virtu’ delle norme sul silenzio
la reclusione da uno a tre anni”.
concorrenza ai sensi dell’ art. 117, secondo comma, lettera
“segnalazione certificata di inizio attivita’” e “Scia”
sostituiscono, rispettivamente, quelle di “dichiarazione di
inizio attivita’” e “Dia”, ovunque ricorrano, anche come
parte di una espressione piu’ ampia, e la disciplina di cui
decreto, quella della dichiarazione di inizio attivita’
produttivo e la competitivita’ delle imprese, anche sulla
base delle attivita’ di misurazione degli oneri
amministrativi di cui all’art. 25 del decreto-legge 25
legge 6 agosto 2008, n. 133, il Governo e’ autorizzato ad
adottare uno o piu’ regolamenti ai sensi dell’art. 17,
l’innovazione, per la semplificazione normativa e dello
a) proporzionalita’ degli adempimenti amministrativi
in relazione alla dimensione dell’impresa e al settore di
attivita’, nonche’ alle esigenze di tutela degli interessi
comunque denominati, nonche’ degli adempimenti
c) estensione dell’utilizzo dell’autocertificazione,
abilitati nonche’ delle dichiarazioni di conformita’ da
parte dell’Agenzia delle imprese di cui all’art. 38, comma
equivalente, per le attivita’ oggetto di tale
proporzionalita’ degli stessi in relazione alla tutela
confluiscono nel processo di riassetto di cui all’ art. 20
– Si riporta il testo dell’art. 16 del decreto
nazionale dei vigili del fuoco, a norma dell’art. 11 della
Art. 16 (Certificato di prevenzione incendi). – 1. Il
antincendio nei locali, attivita’, depositi, impianti ed
detenzione ed all’impiego di prodotti infiammabili,
incendio gravi pericoli per l’incolumita’ della vita e dei
norma dell’art. 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n.
400, su proposta del Ministro dell’interno, sentito il
2. Il certificato di prevenzione incendi e’ rilasciato
istanza dei soggetti responsabili delle attivita’
responsabili delle attivita’ ed a carico dei soggetti
attivita’ di tipo complesso, il Comando provinciale dei
vigili del fuoco puo’ acquisire, ai fini del parere di
conformita’ sui progetti, le valutazioni del Comitato
Comitato stesso, nonche’ richiedere il parere del Comitato
centrale tecnico scientifico di cui all’art. 21.
acquisisce dai soggetti responsabili delle attivita’ di cui
la conformita’ delle attivita’ alla normativa di
dell’interno. Il rilascio delle autorizzazioni e
l’iscrizione nei predetti elenchi sono subordinati al
5. Qualora l’esito del procedimento rilevi la mancanza
del certificato, dandone comunicazione all’interessato, al
sindaco, al prefetto e alle altre autorita’ competenti ai
6. Indipendentemente dal periodo di validita’ del
regolamento di cui al comma 1, l’obbligo di richiedere un
a norma dell’art. 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988,
n. 400, su proposta del Ministro dell’interno, sono dettate
provvedimento di deroga all’osservanza della normativa di
impianti e alle attivita’ in essi svolte che presentino
caratteristiche tali da non consentire l’integrale
dei soggetti responsabili delle attivita’.
dell’allegato A della legge 24 novembre 2000, n. 340.
– Si riporta il testo vigente degli articoli 20 e 23
Art. 20 (Sanzioni penali e sospensione
dell’attivita’). – 1. Chiunque, in qualita’ di titolare di
una delle attivita’ soggette al rilascio del certificato di
rinnovo del certificato medesimo e’ punito con l’arresto
sino ad un anno o con l’ammenda da 258 euro a 2.582 euro,
quando si tratta di attivita’ che comportano la detenzione
e l’impiego di prodotti infiammabili, incendiabili o
pericoli per l’incolumita’ della vita e dei beni, da
previsto dall’art. 16, comma 1.
e’ punito con la reclusione da tre mesi a tre anni e con la
disposizioni vigenti, il prefetto puo’ disporre la
sospensione dell’attivita’ nelle ipotesi in cui i soggetti
medesimi sono obbligatori. La sospensione e’ disposta fino
all’adempimento dell’obbligo.
Art. 23 (Oneri per l’attivita’ di prevenzione
incendi). – 1. I servizi relativi alle attivita’ di
prevenzione incendi di cui all’art. 14, comma 2, sono
2. Con decreto del Ministro dell’interno, di concerto
con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono
individuate le attivita’ di prevenzione incendi rese a
L’aggiornamento delle tariffe e’ annualmente rideterminato
servizi di vigilanza antincendio, che l’onere finanziario
dell’art. 1 della legge 3 agosto 2007, n.123 in materia di
lavoro), e’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30
– Si riporta il testo dell’art. 25 del decreto-legge 25
Art. 25 – 1. Entro sessanta giorni dalla data di
del Ministro per la semplificazione normativa, e’ approvato
alla competenza dello Stato, con l’obiettivo di giungere,
competenza regionale, si provvede ai sensi dell’art. 20-ter
Dipartimento della funzione pubblica coordina le attivita’
di misurazione in raccordo con l’Unita’ per la
semplificazione e la qualita’ della regolazione e le
pubblica amministrazione e l’innovazione e con il Ministro
finalizzate al raggiungimento dell’obiettivo di cui al
dirigenti titolari dei centri di responsabilita’
la semplificazione e la qualita’ della regolazione di cui
al comma 2 dell’art. 1 del decreto-legge 10 gennaio 2006,
nonche’ il raggiungimento dell’obiettivo finale di cui al
nell’ambito della propria competenza, sulla base delle
attivita’ di misurazione, programmi di interventi a
della riduzione degli oneri, e’ istituito presso la
pubblica amministrazione e l’innovazione, due dal Ministro
amministrazione e l’innovazione e del Ministro per la
delle forme di verifica dell’effettivo raggiungimento dei
ad adottare uno o piu’ regolamenti ai sensi dell’art. 17,
l’innovazione e del Ministro per la semplificazione
confluiscono nel processo di riassetto di cui all’art. 20
con le attivita’ di misurazione e riduzione degli oneri
amministrativi gravanti sulle imprese e’ data tempestiva
amministrazione e l’innovazione, del Ministro per la
conto nella valutazione dei dirigenti responsabili.
– Il decreto del Presidente della Repubblica del 26
recava: Determinazione delle aziende e lavorazioni
controllo del Comando del Corpo dei vigili del fuoco.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio
Regolamento recante disciplina dei procedimenti relativi
alla prevenzione incendi, a norma dell’art. 20, comma 8,
– Il decreto del Presidente della Repubblica 28
amministrativa), e’ stato pubblicato nella Gazzetta
– Il decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile
Regolamento recante semplificazione delle procedure di
serbatoi fissi di capacita’ complessiva non superiore a 5
– Il decreto del Ministro dell’interno 16 febbraio
Modificazioni del decreto del Ministro dell’interno 27
attivita’ soggette alle visite di prevenzione incendi.
– Il decreto del Ministro dell’interno 8 marzo 1985
(Direttive sulle misure piu’ urgenti ed essenziali di
provvisorio di cui alla legge 7 dicembre 1984, n 818), e’
– Il decreto del Ministero dell’interno 4 maggio 1998
(Disposizioni relative alle modalita’ di presentazione ed
al contenuto delle domande per l’avvio dei procedimenti di
prevenzione incendi, nonche’ all’uniformita’ dei connessi
e’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 7 maggio 1998,
– Il decreto del Ministro dell’interno 3 febbraio 2006
sensi della legge 26 luglio 1965, n. 966), e’ stato
– Il decreto del Ministero dello sviluppo economico 22
gennaio 2008, n. 37 (Regolamento concernente l’attuazione
dell’art. 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge
impianti all’interno degli edifici), e’ stato pubblicato
– Si riporta il testo vigente dell’art. 22 del citato
Art. 22 (Comitato tecnico regionale per la prevenzione
incendi). – 1. Nell’ambito di ciascuna Direzione regionale
civile e’ istituito un Comitato tecnico regionale per la
gli esperti per l’effettuazione delle visite tecniche,
nell’ambito dei procedimenti di rilascio del certificato di
attivita’ di tipo complesso;
all’osservanza della normativa di prevenzione incendi
attivita’ presentino caratteristiche tali da non consentire
2. Fino all’emanazione da parte delle regioni della
disciplina per l’esercizio delle competenze amministrative
in materia di incidenti rilevanti ai sensi dell’art. 72 del
nella composizione integrata prevista dall’art. 19 del
svolgere l’istruttoria per gli stabilimenti soggetti alla
presentazione del rapporto di sicurezza indicati nell’art.
cui all’art. 21, comma 2, sono dettate le disposizioni
– Si riporta il testo vigente dell’art. 19 della citata
Art. 19 (Segnalazione certificata di inizio attivita’
nonche’ dalle attestazioni e asseverazioni di tecnici
Nei casi in cui la legge prevede l’acquisizione di pareri
per cui e’ previsto l’utilizzo esclusivo della modalita’
1 settembre 1993, n. 385, e dal testo unico in materia di
disposizioni di cui al comma 6, restano altresi’ ferme le
disposizioni relative alla vigilanza sull’attivita’
urbanistico-edilizia, alle responsabilita’ e alle sanzioni
giugno 2001, n. 380, e dalle leggi regionali.
– Si riporta il testo vigente dell’art. 38 del citato
Art. 38 (Impresa in un giorno). – 1. Al fine di
l’espletamento delle procedure e delle formalita’ per i
affidata a soggetti privati accreditati (Agenzie per le
imprese). In caso di istruttoria con esito positivo, tali
mettono a disposizione il portale “impresa.gov” che assume
la denominazione di “impresainungiorno”, prevedendo forme
strumenti urbanistici, e’ previsto un termine di trenta
ostative, ovvero per l’attivazione della conferenza di
2011 prevista dall’art. 12, comma 7, del regolamento di cui
sportello unico per le attivita’ produttive ovvero a
necessari ai fini dell’avvalimento della stessa, ai sensi
dell’art. 4, commi 11 e 12, del medesimo regolamento di cui
l’innovazione, sono individuate le eventuali misure che
della sua attuazione, la continuita’ della funzione
per le attivita’ produttive, i comuni adottano le misure
– Per il testo dell’art. 16 del citato decreto
1. Il presente regolamento individua le attivita’ soggette ai controlli di prevenzione incendi e disciplina, per il deposito dei progetti, per l’esame dei progetti, per le visite tecniche, per l’approvazione di deroghe a specifiche normative, la verifica delle condizioni di sicurezza antincendio che, in base alla vigente normativa, sono attribuite alla competenza del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
2. Nell’ambito di applicazione del presente regolamento rientrano tutte le attivita’ soggette ai controlli di prevenzione incendi riportate nell’Allegato I del presente regolamento.
3. Le attivita’ sottoposte ai controlli di prevenzione incendi si distinguono nelle categorie A, B e C, come individuate nell’Allegato I in relazione alla dimensione dell’impresa, al settore di attivita’, alla esistenza di specifiche regole tecniche, alle esigenze di tutela della pubblica incolumita’.
4. L’elenco delle attivita’ soggette ai controlli di prevenzione di cui all’Allegato I del presente regolamento e’ soggetta a revisione, in relazione al mutamento delle esigenze di salvaguardia delle condizioni di sicurezza antincendio.
5. La revisione dell’elenco delle attivita’ soggette ai controlli di prevenzione incendi, di cui all’Allegato I, e’ effettuata con decreto del Presidente della Repubblica, da emanare a norma dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’interno, sentito il Comitato centrale tecnico-scientifico per la prevenzione incendi.
6. Sono escluse dall’ambito di applicazione del presente regolamento le attivita’ industriali a rischio di incidente rilevante, soggette alla presentazione del rapporto di sicurezza di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, e successive modificazioni.
7. Al fine di garantire l’uniformita’ delle procedure, nonche’ la trasparenza e la speditezza dell’attivita’ amministrativa, le modalita’ di presentazione delle istanze oggetto del presente regolamento e la relativa documentazione, da allegare, sono disciplinate con decreto del Ministro dell’interno.
– Per il testo dell’art. 17 della citata legge n. 400
– Si riporta il testo vigente dell’art. 8 del decreto
Art. 8 (Rapporto di sicurezza). – 1. Per gli
quantita’ uguali o superiori a quelle indicate
nell’allegato I, parti 1 e 2, colonna 3, il gestore e’
previsto all’art. 7, comma 1, e’ parte integrante, deve
a) e’ stato adottato il sistema di gestione della
prevenirli e per limitarne le conseguenze per l’uomo e per
c) la progettazione, la costruzione, l’esercizio e la
sicuri e affidabili; per gli stabilimenti di cui all’art.
d) sono stati predisposti i piani d’emergenza interni
e sono stati forniti all’autorita’ competente di cui
all’art. 20 gli elementi utili per l’elaborazione del piano
d’emergenza esterno al fine di prendere le misure
almeno i dati di cui all’allegato II ed indica, tra
l’altro, il nome delle organizzazioni partecipanti alla
inoltre l’inventario aggiornato delle sostanze pericolose
presenti nello stabilimento, nonche’ le informazioni che
all’insediamento di nuovi stabilimenti o alla costruzione
di insediamenti attorno agli stabilimenti gia’ esistenti.
4. Con uno o piu’ decreti del Ministro dell’ambiente,
di concerto con i Ministri dell’interno, della sanita’ e
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentita
indicazioni dell’allegato II e tenuto conto di quanto gia’
l’adozione di iniziative specifiche in relazione ai diversi
tipi di incidenti, nonche’ i criteri di valutazione del
rapporto medesimo; fino all’emanazione di tali decreti
decreti ministeriali emanati ai sensi dell’art. 12 del
5. Al fine di semplificare le procedure e purche’
6. Il rapporto di sicurezza e’ inviato all’autorita’
competente preposta alla valutazione dello stesso cosi’
come previsto all’art. 21, entro i seguenti termini:
a) per gli stabilimenti nuovi, prima dell’inizio
7. Il gestore fermo restando l’obbligo di riesame
biennale di cui all’art. 7, comma 4, deve riesaminare il
b) nei casi previsti dall’art. 10;
Ministero dell’ambiente, eventualmente su segnalazione
tecniche in materia di sicurezza derivanti dall’analisi
previste all’art. 15, comma 2.
autorita’ di cui al comma 6 se il riesame del rapporto di
9. Ai fini dell’esercizio della facolta’ di cui
all’art. 22, comma 2, il gestore predispone una versione
competente ai fini dell’accessibilita’ al pubblico.
10. Il Ministero dell’ambiente, quando il gestore
conformita’ ai criteri di cui all’allegato VII, la
loro conseguenze per l’uomo e per l’ambiente, dandone
comunicazione alle autorita’ destinatarie del rapporto di
11. Il Ministero dell’ambiente trasmette alla
Commissione europea l’elenco degli stabilimenti di cui al
– Per il testo dell’art. 23 del citato decreto
1. Gli enti ed i privati responsabili delle attivita’ di cui all’Allegato I, categorie B e C, sono tenuti a richiedere, con apposita istanza, al Comando l’esame dei progetti di nuovi impianti o costruzioni nonche’ dei progetti di modifiche da apportare a quelli esistenti, che comportino un aggravio delle preesistenti condizioni di sicurezza antincendio.
3. Il Comando esamina i progetti ed entro trenta giorni puo’ richiedere documentazione integrativa. Il Comando si pronuncia sulla conformita’ degli stessi alla normativa ed ai criteri tecnici di prevenzione incendi entro sessanta giorni dalla data di presentazione della documentazione completa.
di conformita’ antincendio
1. La richiesta di rinnovo periodico di conformita’ antincendio che, ogni cinque anni, il titolare delle attivita’ di cui all’Allegato I del presente regolamento e’ tenuto ad inviare al Comando, e’ effettuata tramite una dichiarazione attestante l’assenza di variazioni alle condizioni di sicurezza antincendio corredata dalla documentazione prevista dal decreto di cui all’articolo 2, comma 7. Il Comando rilascia contestuale ricevuta dell’avvenuta presentazione della dichiarazione.
2. Per le attivita’ di cui ai numeri 6, 7, 8, 64, 71, 72 e 77 dell’Allegato I, la cadenza quinquennale di cui al comma 1 e’ elevata a dieci anni. Art. 6
Obblighi connessi con l’esercizio dell’attivita’
– Per il testo del citato decreto legislativo n. 81 del
2008, si veda nelle note alle premesse.
1. Qualora le attivita’ soggette ai controlli di prevenzione incendi di cui all’Allegato I del presente regolamento, presentino caratteristiche tali da non consentire l’integrale osservanza delle regole tecniche di prevenzione incendi vigenti, gli interessati, con le modalita’ stabilite dal decreto di cui all’articolo 2, comma 7, possono presentare al Comando istanza di deroga al rispetto della normativa antincendio.
2. Possono presentare istanza di deroga, con le modalita’ di cui al comma 1, anche i titolari di attivita’, disciplinate da specifiche regole tecniche di prevenzione incendi, che non rientrano tra quelle riportate all’Allegato I.
3. Il Comando esamina l’istanza e, con proprio motivato parere, la trasmette entro trenta giorni alla Direzione regionale. Il Direttore, sentito il Comitato tecnico regionale per la prevenzione incendi, di cui all’articolo 22 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, si pronuncia entro sessanta giorni dalla ricezione dell’istanza, e ne da’ contestuale comunicazione al Comando al quale la stessa e’ stata presentata ed al richiedente.
– Per il testo dell’art. 22 del citato decreto
legislativo n. 139 del 2006, si veda nelle note all’art. 1.
1. Gli enti e i privati responsabili delle attivita’ di cui all’Allegato I del presente regolamento, categorie B e C, possono richiedere al Comando l’esame preliminare della fattibilita’ dei progetti di particolare complessita’, ai fini del rilascio del nulla osta di fattibilita’.
1. Gli enti e i privati responsabili delle attivita’ di cui all’Allegato I del presente regolamento, possono richiedere al Comando l’effettuazione di visite tecniche, da effettuarsi nel corso di realizzazione dell’opera. Art. 10
Raccordo con le procedure dello sportello unico
per le attivita’ produttive (SUAP)
1. Per le attivita’ di cui all’Allegato I del presente regolamento di competenza del SUAP si applica il decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 160.
2. Ai soli fini antincendio le attivita’ di cui all’Allegato I, categoria A, ricadono nel procedimento automatizzato di cui al Capo III del decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 160, fatti salvi i casi in cui si applica il procedimento ordinario di cui al Capo IV dello stesso decreto.
3. La documentazione di cui alla lettera a) del comma 1 dell’articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 160, e’ completata, ai fini della rispondenza dell’opera alle prescrizioni previste dalla normativa di prevenzione degli incendi, dalla SCIA di cui all’articolo 4 del presente regolamento.
– Si riporta il testo vigente dell’art. 10 del decreto
del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 160 (
Regolamento per la semplificazione ed il riordino della
disciplina sullo sportello unico per le attivita’
produttive, ai sensi dell’art. 38, comma 3, del
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133):
Art. 10 (Chiusura dei lavori e collaudo). – 1. Il
soggetto interessato comunica al SUAP l’ultimazione dei
a) la dichiarazione del direttore dei lavori con la
quale si attesta la conformita’ dell’opera al progetto
presentato e la sua agibilita’, ove l’interessato non
proponga domanda ai sensi dell’art. 25 del testo unico
di edilizia, di cui al decreto del Presidente della
b) nei casi previsti dalla normativa vigente, il
certificato di collaudo effettuato da un professionista
2. La trasmissione al SUAP della documentazione di cui
alle lettere a) e b) consente l’immediato esercizio
3. Il SUAP cura la trasmissione entro cinque giorni
della documentazione di cui al comma 1 alle amministrazioni
ed agli uffici comunali competenti che sono tenuti ad
effettuare i controlli circa l’effettiva rispondenza
dell’impianto alla normativa vigente entro i successivi
novanta giorni, salvo il diverso termine previsto dalle
specifiche discipline regionali. Nel caso in cui dalla
certificazione non risulti la conformita’ dell’opera al
progetto ovvero la sua rispondenza a quanto disposto dalle
vigenti norme, fatti salvi i casi di mero errore materiale,
il SUAP, anche su richiesta delle amministrazioni o degli
uffici competenti, adotta i provvedimenti necessari
assicurando l’irrogazione delle sanzioni previste dalla
legge, ivi compresa la riduzione in pristino a spese
dell’impresa, dandone contestualmente comunicazione
all’interessato entro e non oltre quindici giorni dal
ricevimento della comunicazione di cui al comma 1;
l’intervento di riduzione in pristino puo’ essere
direttamente realizzato anche da parte dell’imprenditore
4. Fatti salvi i poteri di autotutela e di vigilanza,
le Amministrazioni e le Autorita’ competenti non possono in
questa fase adottare interventi difformi dagli adempimenti
pubblicati sul portale, secondo quanto previsto all’art. 4,
comma 3, lettera a) del presente Regolamento.
5. In conformita’ al procedimento di cui all’art. 7,
l’imprenditore comunica al SUAP l’inizio dei lavori per la
– Il citato decreto del Presidente della Repubblica 7
settembre 2010, n. 160, e’ stato pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 30 settembre 2010, n. 229.
1. Fino all’adozione del decreto ministeriale di cui al comma 7 dell’articolo 2, si applicano le disposizioni del decreto del Ministro dell’interno in data 4 maggio 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 104 del 7 maggio 1998, recante disposizioni relative alle modalita’ di presentazione ed al contenuto delle domande per l’avvio di procedimenti di prevenzione incendi, nonche’ all’uniformita’ dei connessi servizi resi dai Comandi provinciali dei vigili del fuoco.
2. Fino all’adozione del decreto ministeriale di cui al comma 7 dell’articolo 2, all’istanza di cui al comma 1 dell’articolo 4, presentata per la messa in esercizio dei depositi di gas di petrolio liquefatto in serbatoi fissi di capacita’ complessiva non superiore a 5 metri cubi non a servizio di attivita’ di cui all’Allegato I, sono allegati:
a) la dichiarazione di conformita’ di cui all’articolo 7 del decreto del Ministro dello sviluppo economico del 22 gennaio 2008, n. 37;
3. Fino all’adozione del decreto ministeriale di cui al comma 2 dell’articolo 23 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, si applicano le disposizioni del decreto del Ministro dell’interno 3 febbraio 2006 adottato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Per le nuove attivita’ introdotte all’Allegato I del presente regolamento, si applicano le tariffe gia’ previste per le attivita’ di analoga complessita’, come individuate nella tabella di equiparazione di cui all’Allegato II del presente regolamento.
4. Gli enti e i privati responsabili delle nuove attivita’ introdotte all’Allegato I, esistenti alla data di pubblicazione del presente regolamento, devono espletare i prescritti adempimenti entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
5. Gli enti e i privati responsabili delle attivita’ di cui all’Allegato I, esistenti alla data di entrata in vigore del presente regolamento ed in possesso del Certificato di prevenzione incendi, alla scadenza del medesimo Certificato devono espletare gli adempimenti prescritti all’articolo 5 del presente regolamento.
6. Gli enti e i privati responsabili delle attivita’ di cui al comma 2, dell’articolo 5, presentano la prima attestazione di rinnovo periodico, entro i seguenti termini:
a) entro sei anni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento per le attivita’ con certificato di prevenzione incendi una tantum rilasciato antecedentemente al 1 gennaio 1988;
b) entro otto anni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento per le attivita’ con certificato di prevenzione incendi una tantum rilasciato nel periodo compreso tra il 1 gennaio 1988 ed il 31 dicembre 1999;
c) entro dieci anni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento per le attivita’ con certificato di prevenzione incendi una tantum rilasciato nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2000 e la data di entrata in vigore del presente regolamento.
7. Gli enti e i privati responsabili delle attivita’ di cui all’Allegato I, che alla data di entrata in vigore del presente regolamento hanno acquisito il parere di conformita’ di cui all’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37, devono espletare gli adempimenti di cui all’articolo 4 del presente regolamento.
– Per il riferimento al citato decreto del Ministero
dell’interno 4 maggio 1998, vedasi nelle note alle
dello sviluppo economico n. 37 del 2008, si veda nelle note
– Per il riferimento al citato decreto del Ministro
dell’interno 3 febbraio 2006, si veda nelle note alle
– Per i riferimenti al citato decreto del Presidente
della Repubblica n. 37 del 1998, si veda nelle note alle
c) decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 2006, n. 214, concernente regolamento recante semplificazione delle procedure di prevenzione incendi relative ai depositi di g.p.l. in serbatoi fissi di capacita’ complessiva non superiore a 5 metri cubi;
d) decreto del Ministro dell’interno in data 16 febbraio 1982, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 98 del 9 aprile 1982, recante modificazioni del decreto del Ministro dell’interno 27 settembre 1965, concernente la determinazione delle attivita’ soggette alle visite di prevenzione incendi;
2) comma 2 : dalle parole: a conclusione di un procedimento fino alle parole: attivita’ medesime;
3) comma 4: dalle parole: Ai fini fino alle parole: prevenzione incendi e dalle parole: oltre ad eseguire fino alle parole: accertamenti e valutazioni;
– Per il riferimento al citato decreto del Presidente
della Repubblica n. 689 del 1959, si veda nelle note alle
– Per il riferimento al decreto del Presidente della
Repubblica n. 37 del 1998, si veda nelle note alle
Repubblica n. 214 del 2006, si veda nelle note alle
legislativo n. 139 del 2006, come modificato dal presente
regolamento, si veda nelle note alle premesse.
– Si riporta il testo dell’art. 6 del citato decreto
del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, come
Art. 6 (Attivita’ edilizia libera). – 1. Fatte salve
le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali, e
comunque nel rispetto delle altre normative di settore
aventi incidenza sulla disciplina dell’attivita’ edilizia
e, in particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza,
antincendio, igienico-sanitarie, di quelle relative
all’efficienza energetica nonche’ delle disposizioni
contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio, di
cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, i
seguenti interventi sono eseguiti senza alcun titolo
b) gli interventi volti all’eliminazione di barriere
architettoniche che non comportino la realizzazione di
rampe o di ascensori esterni, ovvero di manufatti che
alterino la sagoma dell’edificio;
c) le opere temporanee per attivita’ di ricerca nel
sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad esclusione
di attivita’ di ricerca di idrocarburi, e che siano
eseguite in aree esterne al centro edificato;
d) i movimenti di terra strettamente pertinenti
all’esercizio dell’attivita’ agricola e le pratiche
agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti
idraulici agrari;
e) le serre mobili stagionali, sprovviste di
strutture in muratura, funzionali allo svolgimento
dell’attivita’ agricola.
2. Nel rispetto dei medesimi presupposti di cui al
comma 1, previa comunicazione, anche per via telematica,
dell’inizio dei lavori da parte dell’interessato
all’amministrazione comunale, possono essere eseguiti senza
alcun titolo abilitativo i seguenti interventi:
a) gli interventi di manutenzione straordinaria di
cui all’art. 3, comma 1, lettera b), ivi compresa
l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti
interne, sempre che non riguardino le parti strutturali
dell’edificio, non comportino aumento del numero delle
unita’ immobiliari e non implichino incremento dei
b) le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze
contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse
al cessare della necessita’ e, comunque, entro un termine
non superiore a novanta giorni;
c) le opere di pavimentazione e di finitura di spazi
esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute entro
l’indice di permeabilita’, ove stabilito dallo strumento
urbanistico comunale, ivi compresa la realizzazione di
intercapedini interamente interrate e non accessibili,
vasche di raccolta delle acque, locali tombati;
d) i pannelli solari, fotovoltaici, a servizio degli
edifici, da realizzare al di fuori della zona A) di cui al
decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968,
n. 1444;
e) le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi
3. L’interessato agli interventi di cui al comma 2
allega alla comunicazione di inizio dei lavori le
autorizzazioni eventualmente obbligatorie ai sensi delle
normative di settore e, limitatamente agli interventi di
cui alla lettera a) del medesimo comma 2, i dati
4. Limitatamente agli interventi di cui al comma 2,
lettera a), l’interessato, unitamente alla comunicazione di
inizio dei lavori, trasmette all’amministrazione comunale
una relazione tecnica provvista di data certa e corredata
degli opportuni elaborati progettuali, a firma di un
tecnico abilitato, il quale dichiari preliminarmente di non
avere rapporti di dipendenza con l’impresa ne’ con il
committente e che asseveri, sotto la propria
responsabilita’, che i lavori sono conformi agli strumenti
urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e
che per essi la normativa statale e regionale non prevede
il rilascio di un titolo abilitativo.
5. Riguardo agli interventi di cui al presente
articolo, l’interessato provvede, nei casi previsti dalle
vigenti disposizioni, alla presentazione degli atti di
aggiornamento catastale nel termine di cui all’art.
34-quinquies, comma 2, lettera b), del decreto-legge 10
gennaio 2006, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla
legge 9 marzo 2006, n. 80.
a) possono estendere la disciplina di cui al presente
articolo a interventi edilizi ulteriori rispetto a quelli
previsti dai commi 1 e 2;
b) possono individuare ulteriori interventi edilizi,
tra quelli indicati nel comma 2, per i quali e’ fatto
obbligo all’interessato di trasmettere la relazione tecnica
di cui al comma 4;
c) possono stabilire ulteriori contenuti per la
relazione tecnica di cui al comma 4, nel rispetto di quello
minimo fissato dal medesimo comma.
7. La mancata comunicazione dell’inizio dei lavori
ovvero la mancata trasmissione della relazione tecnica, di
cui ai commi 2 e 4 del presente articolo, comportano la
sanzione pecuniaria pari a 258 euro. Tale sanzione e’
ridotta di due terzi se la comunicazione e’ effettuata
spontaneamente quando l’intervento e’ in corso di
2. Le amministrazioni pubbliche interessate svolgono le attivita’ previste dal presente regolamento con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Dato a Roma, addi’ 1 agosto 2011
DPR 151/11Prevenzione incendiVigili del fuoco

References: in fine
 art. 38
 art. 117
 art. 20

Art. 16

Art. 20

Art. 23

Art. 25

Art. 22

Art. 19

Art. 38

Art. 8
 Art. 6
 Art. 10

Art. 10

Art. 6