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Timestamp: 2020-07-03 14:26:48+00:00

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FREE: panino durante l’orario della mensa scolastica : LexItalia.it
n. 12/2019 | 15 Dicembre 2019 | © Copyright | - Giurisprudenza, Istruzione pubblica | Torna indietro More
TAR LAZIO – ROMA – sentenza 13 dicembre 2019 (sul diritto del minore ad essere ammesso a consumare i propri pranzi di preparazione domestica nel locale refettorio della scuola), con 7 documenti correlati; v. in senso opposto Cass., Sez. Unite, sentenza 30 luglio 2019*.
TAR LAZIO – ROMA, SEZ. III BIS – sentenza 13 dicembre 2019 n. 14368 – Pres. Sapone, Est. Raganella – Omissis (Avv.ti Vecchione e De Santis) c. Istituto Comprensivo omissis, Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Ufficio Scolastico Regionale Lazio (Avv.ra Stato) ed Omissis (Avv.ti Annibali, Ruffini, Orlando e Valente) – (accoglie nei termini di cui motivazione).
Istruzione pubblica – Servizio di mensa scolastica – Diritto di partecipare al complessivo progetto educativo e formativo che il servizio scolastico deve fornire – Ricomprende anche quello alla autorefezione – Diritto del minore ad essere ammesso a consumare i propri pranzi di preparazione domestica nel locale refettorio della scuola – Sussiste.
Dagli artt. 5 e 7 del D.Lgs. n. 59/2004 si evince il principio secondo cui il diritto all’istruzione primaria non corrisponde più al solo diritto di ricevere cognizioni, ma coincide con il diritto di partecipare al complessivo progetto educativo e formativo che il servizio scolastico deve fornire nell’ambito del tempo scuola in tutte le sue componenti e non soltanto a quelle di tipo strettamente didattico, ragion per cui il permanere presso la scuola nell’orario della mensa costituisce un diritto soggettivo perfetto proprio perché costituisce esercizio del diritto all’istruzione così come delineato (in applicazione del principio nella specie è stato riconosciuto il diritto del minore per il quale era stato proposto ricorso ad essere ammesso a consumare i propri pranzi di preparazione domestica nel locale refettorio dell’istituto scolastico) (1).
(1) Cfr. nello stesso senso Corte di Appello di Torino n. 1049/2016.
Secondo la sentenza in rassegna, il “tempo mensa”, se vissuto e condiviso tra tutti i membri della classe, rappresenta un essenziale momento di condivisione, di socializzazione, di emersione e valorizzazione delle personalità individuali, oltre che di confronto degli studenti con i limiti e le regole che derivano dal rispetto degli altri e dalla civile convivenza. Il tempo mensa, dunque, è a tutti gli effetti tempo scuola.
V. tuttavia in senso opposto Cass., Sez. Unite, sentenza 30 luglio 2019, n. 20504, in LexItalia.it, pag. http://www.lexitalia.it/a/2019/115517, secondo cui nel vigente sistema scolastico italiano, tra le varie finalità educative proprio del progetto formativo scolastico, vi sarebbe quella della “ educazione all’ alimentazione”, non appaiono persuasive.
La sentenza in rassegna obietta al riguardo che il richiamo al comma 5 dell’art. 4 del DL 12 settembre 2013 n. 104 per il quale “il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, al fine di favorire il consumo consapevole dei prodotti ortofrutticoli nelle scuole, elabora appositi programmi di educazione alimentare, anche nell’ambito di iniziative già avviate. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali sono definite le modalità per l’attuazione del presente comma” non appare decisivo.
In primo luogo il perimetro di operatività della norma (riguardante solo i prodotti ortofrutticoli) è emblematico dei limiti di validità della disposizione per poter trarre da essa il principio generale che l’educazione alimentare sia parte del sistema scolastico educativo nazionale, posto che l’alimentazione va ben oltre il consumo di frutta e verdura. In secondo luogo trattasi di norma programmatica di cui la Suprema Corte non indica se sia intervenuto il relativo decreto interministeriale di attuazione. Infine il servizio di ristorazione collettiva non è di competenza dell’amministrazione statale ma è gestito unicamente dalle amministrazioni comunali che offrono questo servizio se ed in quanto in grado di organizzarlo, stante anche la loro libertà di non erogarlo.
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. UNITE CIVILI – sentenza 30 luglio 2019 n. 20504*, pag. http://www.lexitalia.it/a/2019/115517 (sulla insussistenza di un diritto soggettivo perfetto e incondizionato all’autorefezione individuale, nell’orario della mensa e nei locali scolastici).
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. V – sentenza 3 settembre 2018*, pag. http://www.lexitalia.it/a/2018/106350 (è illegittimo il regolamento di un Comune che ha previsto il servizio di ristorazione scolastica come obbligatorio ed ha inibito agli alunni della scuola di consumare cibi diversi da quelli forniti dalla ditta appaltatrice del servizio).
TAR CAMPANIA – NAPOLI, SEZ. VI – sentenza 13 marzo 2018*, pag. http://www.lexitalia.it/a/2018/101822 (ritiene illegittimo il regolamento di un Comune – nella specie si trattava del Comune di Benevento – che ha previsto il servizio di ristorazione scolastica come obbligatorio ed ha inibito agli alunni della scuola di consumare cibi diversi da quelli forniti dalla ditta appaltatrice del servizio).
TAR LOMBARDIA – MILANO, SEZ. III – sentenza 27 febbraio 2018*, pag. http://www.lexitalia.it/a/2018/101277 (sul ricorso proposto avverso un regolamento comunale che precludeva l’accesso al servizio di refezione scolastica agli studenti morosi, fatti salvi i casi di comprovata e documentata condizione di gravità socio-economica della famiglia).
T.R.G.A., SEZ. BOLZANO – sentenza 31 gennaio 2018*, pag. http://www.lexitalia.it/a/2018/100377 (mutando orientamento, ritiene legittimo il provvedimento con il quale è stata rigettata la richiesta dei genitori di fornire al minore, durante il servizio di refezione scolastica, un pasto vegano).
TRGA, SEZ. BOLZANO – sentenza 22 marzo 2017*, pag. http://www.lexitalia.it/a/2017/89849 (ritiene illegittimo il provvedimento con il quale il Comune di Merano ha rigettato la richiesta della madre di fornire al minore, iscritto alla scuola d’infanzia, un pasto vegano; ritiene invece legittimo il provvedimento redatto in tedesco).
N. 14368/2019 REG.PROV.COLL.
In tema di imposizione del c.d. pasto domestico, l’amministrazione resistente richiama la pronuncia delle Sezioni Unite nella parte in cui ha sottolineato come: “Sono obiezioni che, tuttavia, non smentiscono e, anzi, dimostrano quella che sarebbe una impropria ingerenza dei privati nella gestione di un servizio che, per come organizzato dall’amministrazione scolastica, non prevede da parte del personale docente la vigilanza degli alunni che pranzano con il pasto domestico: il livello di attenzione dovuto dagli insegnanti verso gli alunni che usufruiscono della mensa (ove il cibo è controllato e calibrato secondo le esigenze individuali di salute, religiose ecc.) è diverso da quello che sarebbe richiesto in presenza di alunni ammessi al pasto domestico, anche per la possibilità di scambio di alimenti tra gli alunni” (Cass. sent. n. 20504 del 30.07.2019).
Il Collegio ritiene di condividere i principi affermati nella sentenza della Corte di Appello di Torino n. 1049/2016 che, dagli artt. 5 e 7 del D.Lgs. n. 59/2004, evince il principio secondo cui “il diritto all’istruzione primaria non corrisponde più al solo diritto di ricevere cognizioni, ma coincide con il diritto di partecipare al complessivo progetto educativo e formativo che il servizio scolastico deve fornire nell’ambito del “tempo scuola in tutte le sue componenti e non soltanto a quelle di tipo strettamente didattico, ragion per cui il permanere presso la scuola nell’orario della mensa costituisce un diritto soggettivo perfetto proprio perché costituisce esercizio del diritto all’istruzione così come delineato”.
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