Source: http://sentenze.altervista.org/obbligo-di-clare-loqui-e-art-10-bis-l-2411990/
Timestamp: 2019-11-19 02:04:53+00:00

Document:
Obbligo di clare loqui e art. 10-bis L. 241/1990 | Sentenze
Obbligo di clare loqui e art. 10-bis L. 241/1990
Consiglio di Stato sentenza n. 3293 20 luglio 2016
Non è dato ravvisare a carico dell’Amministrazione un onere particolarmente stringente di dare minuzioso riscontro alle osservazioni rese ai sensi dell’art. 10 bis, atteggiandosi le medesime pur sempre a un contributo al procedimento da parte del privato di tipo squisitamente collaborativo.
sentenza n. 3293 20 luglio 2016
1.Il sig. Omissis è comproprietario di un suolo in agro del Comune di Bari, dell’estensione di 2.016,62 mq (contrassegnato dalle particelle omissis, omissis del foglio omissis del catasto), inserito dal PRG, per la gran parte, nella maglia omissis in zona a destinazione terziario- direzionale e per la restante parte quale ampliamento di strada di Piano, aree in relazione alle quali lo strumento urbanistico comunale prevede l’obbligo del piano attuativo per poter edificare.
Riferisce altresì che la predetta maglia è stata totalmente costruita e urbanizzata (quartiere S. Omissis), come anche le altre maglie confinanti, con l’unica eccezione di un’area di 7.000 mq nella quale è ubicato il lotto di sua proprietà.
1.1. Ciò precisato, il Omissis, unitamente ad altri comproprietari, chiedeva con istanza del 5/12/2012 il rilascio di un permesso di costruire per realizzare, con un intervento diretto, un fabbricato per negozi, uffici ed abitazioni.
Il Comune di Bari, dopo l’invio del preavviso di diniego (cui l’interessato controdeduceva con relative osservazioni), con provvedimento n.211586 del 23/9/2013 rigettava la richiesta di rilascio di autorizzazione edilizia sulla scorta della seguente motivazione : “ la soluzione progettuale proposta interessa suoli che per la loro conformazione non possono essere considerati interclusi, non riguardando la totalità di lotti liberi contermini; inoltre le previsioni di cessioni di standard nel caso riguardano principalmente aree destinate alla viabilità di accesso all’intervento proposto e quindi non rivestono la specifica peculiarità di aree per standard urbanistico, come tale fruibili per le attività di urbanizzazione secondarie individuate dalla legge n. 874/964. Si ritiene, inoltre, che l’intervento non possa prescindere dall’estensione all’insieme dei lotti limitrofi. Pertanto si configura il contrasto con l’art. 39 delle n.t.a. per assenza del reperimento di adeguati standard di quartiere. Non vi è inoltre, secondo quanto stabilito dalle NTA, la possibilità di monetizzazione di Aree a standard”.
Interveniva in quel giudizio ad opponendum del ricorrente la Società Omissis s.r.l., proprietaria di un suolo confinante identificato in catasto al foglio omissis particelle nn. omissis, omissis dell’estensione di 925 mq.
2. Il sig. Omissis ha impugnato tale sentenza non condividendo le conclusioni del primo giudice, che sarebbe pervenuto alla statuizione della necessarietà di un preventivo piano di lottizzazione per l’edificazione, sulla base di argomentazioni del tutto illogiche, irrazionali e paradossali.
a) Violazione e falsa applicazione dell’art.39 delle NTA del PRG del Comune di Bari: Violazione del combinato disposto degli artt. 27 comma II L.R. n.56/80 e n.51 L.R. n. 6/79. Violazione art.10 legge n.241/90: eccesso di potere per errore e falsità dei presupposti. Difetto assoluto di istruttoria e di motivazione. Sviamento;
L’Amministrazione prima e il giudice di prime cure poi hanno completamente ignorato la problematica dei “tessuti edificati” in cui si trova il suolo del ricorrente e già per questa indeterminatezza l’atto di diniego deve ritenersi illegittimo in quanto emesso in violazione della regola dell’obbligo del clare loqui .
b) Violazione e falsa applicazione PUTT/p del Comune di Bari, in merito alla nozione di lotto intercluso. Violazione e falsa applicazione circolare regionale n.1/2011. Eccesso di potere per contraddittorietà, illogicità, difetto assoluto di istruttoria e di motivazione.
c) Violazione e falsa applicazione della legge n. 847/1964: violazione e falsa applicazione dell’art.39 delle NTA. Eccesso di potere per difetto assoluto di istruttoria, indeterminatezza, illogicità manifesta. Difetto dei presupposti ed erroneità in diritto
3. Si sono costituiti in giudizio per resistere il Comune di Bari e la Omissis s.r.l. già interveniente di primo grado.
Preliminarmente il Collegio osserva, in accoglimento della relativa eccezione sollevata dalla difesa della ditta Omissis (memoria depositata nel novembre 2015, pagina 3), che sono inammissibili le censure nuove (fra cui quella relative alla violazione dell’art. 28-bis l.u.) sollevate dal signor Omissis in sede di appello in violazione del divieto dei nova sancito dall’art. 104 c.p.a. (cfr. ex plurimis, Cons. Stato, Sez. V, n. 5868 del 2015).
6. Occorre che il Collegio si occupi in primo luogo della censura di violazione della regola del clare loqui dedotta in via preliminare dall’appellante nei confronti del Comune e del TAR, in quanto il primo avrebbe ignorato, in contrasto con le disposizioni di cui all’art. 10 bis della legge generale sul procedimento amministrativo, le sue osservazioni in ordine all’inserimento dell’area in questione nei c.d. “tessuti edificati” ( che consentirebbe l’intervento diretto), mentre il secondo avrebbe omesso di pronunciarsi sulla predetta questione.
In ogni caso, ai sensi dell’art. 21 octies, della medesima l. n. 241 del 1990, la mancata o insufficiente motivazione dell’apporto collaborativo proposto con le osservazioni non può refluire sulla validità dell’atto di diniego che nel caso in esame esprime un potere privo di margini di discrezionalità in ragione della presupposta e vincolante regolamentazione comunale richiamata nell’adottata determinazione ( Cons. Stato sez. IV 9/12/2015 n. 5577; Cons Stato Sez. V 25/1/2016 n. 233).
Neppure è imputabile al primo giudice il dedotto vizio di difetto di motivazione giacché è sufficiente scorrere il testo della sentenza impugnata per rendersi conto (pag.7 e ss. ) che l’adito Tribunale si è fatto carico di esaminare la proposta problematica dei “tessuti edificati “, di guisa che il vizio è smentito per tabulas.
7. Passando agli aspetti sostanziali della controversia, appare utile qui richiamare in maniera riassuntiva le ragioni poste a fondamento del diniego di cui al provvedimento dirigenziale n.211586 del 23/09/2013, così identificabili:
b) – mancanza in capo al lotto in questione delle caratteristiche della interclusione ( che potrebbe eventualmente consentire l’intervento diretto);
Il sig. Omissis, allo scopo di demolire le circostanze ostative opposte dall’Amministrazione comunale sia in primo grado che in questa sede deduce, con due motivi formulati in termini pressochè eguali, tre argomentazioni che infra si va ad indicare.
Con il primo mezzo d’impugnazione l’interessato fa valere la questione c.d. dei “tessuti edificati”: sostiene, in particolare, che l’area di sua proprietà è inclusa in tale tipologia urbanistica e per ciò stesso usufruirebbe della possibilità di intervento diretto senza l’intermediazione di un piano esecutivo, ai sensi delle disposizioni recate dall’art. 6 della l.r. n.6/85.
Ora in base alla normativa regionale nel frattempo intervenuta è venuto meno l’obbligo di formazione del p.p.a , tenuto conto che per il Comune di Bari il piano pluriennale di attuazione è decaduto dal 2005, sicché al momento della richiesta di rilascio di permesso di costruire per l’area de qua ( dicembre 2012 ) il suindicato regime normativo di esonero non era più operativo, dovendosi applicare a questo punto le regole stabilite dalla giurisprudenza in tema di deroga dall’obbligo di approvazione (interclusione del lotto e/o presenza di adeguata dotazione di standard ex d.m. n.1444/1968).
Ed è proprio sulla base della circostanza relativa all’assenza delle suindicate condizioni (ovvero l’interclusione del lotto e la sufficiente presenza in loco di opere di urbanizzazione primaria e secondaria) che viene rilevata (correttamente) dal Comune a mezzo dell’assunto provvedimento di diniego l’impossibilità di assentire in via diretta il progettato intervento edilizio.
Invero, il lotto in questione non reca, dal punto di vista urbanistico, le caratteristiche del lotto intercluso per la semplice ragione che è confinante con un’altra area più vasta anch’essa inedificata per cui non può dirsi che il terreno edificabile del sig. Omissis sia l’unico a non essere stato ancora edificato e se così è non può qualificarsi come “lotto intercluso” (Cons. Stato Sez. IV 7/11/2014 n. 5488).
Peraltro la nozione di lotto intercluso in tema di pianificazione urbanistica ha una sua valenza quando non si rinviene spazio giuridico per un’ulteriore pianificazione (Cons. Stato Sez. IV 17/7/2013 n. 3880; idem 21712/2012 n. 6656), stante la presenza di sufficienti opere di urbanizzazione primaria e secondaria, ma non è questo il caso che ci occupa, posto che in loco non è possibile ravvisare la sussistenza di un’adeguata dotazione degli standard urbanistici prescritti dal d.m. n.1444/1968.
10. Le spese del giudizio seguono la regola della soccombenza e vengono liquidate come in dispositivo tenuto conto dei parametri stabiliti dal regolamento 10 marzo 2014 n.55.
Condanna la parte appellante al pagamento delle spese del presente grado del giudizio che si liquidano complessivamente in euro 10.000,00 (diecimila//00 ), oltre 15% a titolo di rimborso spese generali, IVA e CPA di cui 5.000,00 in favore del Comune di Bari e altri 5.000,00 in favore della controinteressata Omissis s.r.l.
Condanna il signor Omissis al pagamento della sanzione pecuniaria di cui all’art. 26 secondo comma c.p.a., che si liquida in euro 1.000,00 (mille/00), che è tenuto a versare secondo le modalità di cui all’art. 15 delle norme di attuazione del c.p.a., mandando alla Segreteria per i conseguenti adempimenti.
PREAVVISO DI RIGETTO, sentenza n. 3293 20 luglio 2016
Precedente Illegittimo far gravare costi fecondazione eterologa su assistiti se omologa è a carico del Servizio Sanitario Regionale Successivo Criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e principio di segretezza

References: art. 10
 art. 10
 sentenza 

sentenza 
 sentenza 
 art.10
 sentenza 
 sentenza