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Timestamp: 2020-08-14 20:53:37+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 10345 del 26/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10345 del 26/04/2017
Cassazione civile, sez. VI, 26/04/2017, (ud. 02/02/2017, dep.26/04/2017), n. 10345
sul ricorso 27670/2015 proposto da:
I.S.G.;
avverso la sentenza n. 3858/28/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di MILANO, depositata il 15/09/2015;
1. con la sentenza impugnata, la C.T.R. della Lombardia ha confermato l’annullamento degli avvisi di accertamento relativi agli anni 2006-2007 in quanto tardivamente notificati, ritenendo applicabile il cd. raddoppio dei termini “solo se i termini ordinari non siano ancora scaduti”;
2. l’amministrazione ricorrente deduce violazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 4, comma 3 e D.P.R. n. 633 del 1973, art. 57, comma 3, poichè “i termini raddoppiati… operano autonomamente allorchè sussistano elementi obbiettivi tali da rendere obbligatoria la denuncia penale per i reati previsti dal D.Lgs. n. 74 del 2000”;
4. la censura è fondata: questa Corte ha infatti chiarito che il cd. raddoppio dei termini di accertamento non integra una proroga dei termini ordinari, ma – come sottolineato dalla Corte Cost. nella sentenza n. 247/11 – “attiene solo alla commisurazione del termine di accertamento ed i termini raddoppiati sono anch’essi termini fissati direttamente dalla legge (…). Sotto questo aspetto non può parlarsi di “riapertura o proroga di termini scaduti” nè di “reviviscenza di poteri di accertamento ormai esauriti”, perchè i termini “brevi” e quelli raddoppiati si riferiscono a fattispecie ab origine diverse, che non interferiscono tra loro ed alle quali si connettono diversi, unitari e distinti termini di accertamento” (Cass. sez. 5, 16/12/2016 n. 26037).

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 4
 art. 57
 sentenza