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Timestamp: 2020-07-04 17:19:05+00:00

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Categoria Catastale A1: Caratteristiche, Differenze, Costi e Tasse!
Comprare Casa Regole e Consigli Categoria Catastale A1: le Caratteristiche delle Abitazioni di Lusso!
La categoria catastale A1 comprende le abitazioni di tipo signorile.
Nelle norme fiscali possiamo trovare spesso i due termini, sia abitazioni signorili che abitazioni di lusso.
Quando si sta per comprare casa è molto facile imbattersi nelle categorie catastali che sono molto importanti e che spesso definiscono parametri economici ben precisi da non trascurare assolutamente.
In questo articolo ti spiegheremo quali sono le caratteristiche prevalenti e fondamentali dell’A1.
In particolare entreremo nel merito della faccenda fornendoti informazioni precise e dettagliate su: categoria catastale A1 requisiti fondamentali perché un’abitazione possa essere inclusa in questa sezione.
Categoria catastale A1 caratteristiche e differenze
Categoria catastale A1: requisiti
Finiture e Caratteristiche delle abitazioni di lusso
Quando la casa signorile coincide con la prima casa
L’Imu per l’abitazione signorile
Come funziona la cedolare secca per l’abitazione signorile
Le tasse in caso di acquisto o locazione
A1 categoria catastale: requisiti
La prima domanda che ci si pone nei confronti di questa categoria catastale è la seguente: “Quando categoria catastale A1?”
Spesso si fa confusione comprendendo la categoria catastale A1 A8 e A9.
Bisogna fare le dovute distinzioni! Vediamo bene di cosa si tratta!
La categoria A1 comprende le abitazioni signorili.
La categoria A8 le abitazioni in ville e la categoria A9 castelli e palazzi.
Le categorie sono molto differenti e bisogna distinguere soprattutto quali sono i caratteri diversi tra l’abitazione signorile e l’abitazione di lusso, perché non è affatto un dettaglio indifferente.
Infatti l’attribuzione della categoria catastale è molto importante anche per vedere a quanto ammonta la rendita catastale dell’immobile.
Quest’ultimo dato è rilevante, perché in base ad esso si calcolano gli importi di alcune imposte, come per esempio l’Imu.
Se vogliamo mettere in risalto le caratteristiche che potrebbe avere un’abitazione di lusso, secondo quanto ciò è descritto dal decreto ministeriale del 2 agosto 1969, la casa di lusso può distinguersi per avere alcuni elementi fondamentali, come per esempio la piscina o il campo da tennis.
Inoltre ci sono dei fattori fondamentali che distinguono una casa di lusso da un’abitazione signorile.
Tra questi dobbiamo ricordare ad esempio i costi del terreno, la destinazione dell’area e la qualifica dell’area su cui l’abitazione è costruita sulla base di ciò che è determinato dagli strumenti urbanistici.
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Secondo il decreto ministeriale del 2 agosto del 1969 un immobile accatastato come A1 deve possedere almeno una delle caratteristiche indicate dall’articolo 1 all’articolo 7.
articolo 1: sono da considerarsi immobili di pregio gli immobili realizzati in aree destinate ad ospitare parchi, ville o abitazioni intese e definite come di lusso;
articolo 2: sono da considerarsi di pregio gli immobili realizzati in aree dove è prevista la realizzazione di lotti non inferiori ai 3000 mq;
articolo 3: sono di pregio quelle abitazioni inserite in fabbricati che si distinguono per una cubatura maggiore di 2000 metri cubi;
articolo 4: sono di lusso le case che vantano pertinenze sportive;
articolo 5: sono di pregio gli immobili che ospitano un appartamento di metratura superiore o pari ai 200 mq escluse la parti esterne come balconi, terrazzi, cantine, soffitte e posti auto.
articolo 6: sono di pregio tutte quelle abitazioni che hanno una metratura pari o superiore a 240 mq escludendo dal computo le pertinenze esterne.
articolo 7: sono di lusso le case realizzate su un terreno che supera di sei volte quello dell’immobile.
articolo 8: anche se l’immobile in oggetto non presenta nessuna delle precedenti caratteristiche e da considerarsi come immobile di pregio se possiede almeno 4 caratteristiche tra quelle indicate che si riferiscono in particolar modo alle finiture di lusso delle abitazioni.
Come abbiamo appena indicato l’articolo 8 del Decreto Ministeriale del 2 agosto del 1969 fa riferimento alla tabella allegata.
Questa tabella è molto importante in quanto indica le finiture e le caratteristiche prevalenti che rendono un immobile di categoria A1.
Basta che l’immobile possegga 4 delle seguenti caratteristiche.
• superficie dell’appartamento che supera i 160 mq, con esclusione di balconi, terrazzi, cantine, soffitte, scale e posti auto;
• terrazze e balconi: con superficie che supera i 65 mq, a sevizio della sola unità immobiliare;
• ascensori: presenza di più di un ascensore per ogni scala (per esempio due ascensori per scala); ogni ascensore in più è da considerarsi nel caso in cui servano un edificio di meno di 7 piani;
• montacarichi: che serve edifici o condomini con meno di 4 piani;
• scale di servizio: presenza di scale di servizio la cui presenza non sia prescritta da leggi a tutela dagli infortuni o dagli incendi;
• scala principale: pareti rivestite di materiali pregiati per un’altezza superiore a 170 cm;
• altezza netta: superiore a 330 cm.
Si dà anche il caso in cui, prendendo per esempio in considerazione la categoria catastale A1 l’immobile signorile coincida con la prima casa.
Questo è molto importante, per comprendere anche come funzionano le tasse e le agevolazioni fiscali.
Infatti per la prima casa di solito sono concesse dalla legge delle agevolazioni di carattere fiscale.
L’imposta di registro per la prima casa corrisponde al 9% e l’imposta catastale e ipotecaria sono pari a 50 euro ciascuna.
Se per l’acquisto di una prima casa si è soggetti al regime di Iva, sono dovute anche l’imposta di registro, che corrisponde a 200 euro, e l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale, sempre di 200 euro ciascuna.
Con le agevolazioni per la prima casa, il quadro normativo cambia, perché si passa ad un’imposta di registro più bassa, che corrisponde al 2%.
Nel caso di acquisto soggetti ad Iva, quest’ultima scende al 4%.
A livello normativo ci sono però dei requisiti fondamentali che un’abitazione deve possedere per usufruire delle agevolazioni fiscali.
È importante infatti, per ottenere le detrazioni, che la casa non appartenga alle categorie A1, A8 e A9.
Il rientrare nella categoria catastale A1 e quindi il far parte di un tipo di abitazione detta signorile interessa anche per sapere a quanto ammonta l’Imu.(QUI trovi la nostra GUIDA GRATUITA sull’IMU)
L’Imu, secondo il decreto legislativo 201 del 2011, non è dovuta per l’abitazione principale, a meno che questa abitazione non appartenga alle categorie A1, A8 e A9.
Tutto ciò secondo il concetto di abitazione principale, che è descritto dallo stesso decreto 201, intendendo per casa principale l’immobile in cui il titolare e il suo nucleo familiare hanno posto la loro residenza anagrafica e dimorano abitualmente.
La categoria catastale A1 è ammessa anche per quanto riguarda la cedolare secca.
Quest’ultima corrisponde ad un regime fiscale agevolato, perché con un’unica tassa vengono sostituite l’Irpef, le relative addizionali, l’imposta di registro e quella di bollo, quando si tratta di affittare una casa.
Anche il titolare di un’abitazione che rientra nella categoria catastale A1 può scegliere il regime agevolato della cedolare secca.
Sono esclusi infatti soltanto gli immobili in A10, che comprende uffici e studi privati, mentre tutti gli immobili dalla categoria A1 a quella A11 sono ammessi.
Tutto ciò è stato esplicitato anche dall’Agenzia delle Entrate mediante la circolare 26 del 2011.
Esaminiamo anche la situazione che riguarda gli immobili con categoria catastale A1 dal punto di vista fiscale in caso di acquisto o locazione.
Per esempio per quanto riguarda gli immobili sempre iscritti in categoria A1, A8 e A9 non viene riconosciuta un’altra importante agevolazione fiscale che è stata introdotta con il decreto legislativo 133 del 2014.
Si tratta dell’agevolazione che riguarda l’acquisto di immobili residenziali da dare in locazione.
Nella norma l’agevolazione consiste nella deduzione dal reddito complessivo dell’importo che corrisponde al 20% del prezzo di acquisto (con un limite totale di 300.000 euro).
Come abbiamo già chiarito, questa agevolazione non può essere riconosciuta per gli immobili che sono iscritti nella categoria catastale A1, in quanto risultanti come abitazioni di tipo signorile.
Dobbiamo accennare anche a che cosa si intende per cambio categoria catastale da A1 a A2.
Può capitare infatti che ci sia la necessità di una revisione del classamento di unità immobiliare.
La legge specifica che, a partire dal 2005, i Comuni hanno la possibilità di chiedere ai proprietari di un immobile di presentare una variazione di iscrizione in catasto, nel momento in cui arrivino a constatare che l’iscrizione di quella casa è incoerente con il classamento adottato fino a quel momento, perché sono state apportate delle variazioni edilizie.
Quindi il Comune deve istituire un’apposita pratica, in cui vengono spiegati gli elementi constatati, e deve mandare una richiesta al proprietario della casa.
Allo stesso tempo deve comunicare il tutto all’Ufficio del Territorio.
In questo articolo ti abbiamo fornito e indicato tutte le caratteristiche e le principali informazioni riguardo le tasse da pagare che riguardano la categoria catastale A1.
Per chIarezza ti indichiamo una tabella che riassume i requisiti fondamentali per identificare un unità immobiliare in categoria catastale A1.
CATEGORIA CATASTALE A1 REQUISITI
Superficie commerciale superiore ai 250 mq
unità immobiliare ubicata in stabile con portineria e ascensore
presenza di ampi spazi comuni
presenza di 3 servizi igienici con finiture eccezionali di tipo signorile
Spieghiamo nel dettaglio la procedura per declassare un immobile da A1 a A2 qui: Declassamento Catastale: Come si Fa!

References: articolo 1

articolo 2

articolo 3

articolo 4

articolo 5

articolo 6

articolo 7

articolo 8