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Timestamp: 2018-07-18 07:15:28+00:00

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Chiedere l'elemosina è reato?
Lo sai che? Chiedere l’elemosina è reato?
Lo sai che? Pubblicato il 26 dicembre 2017
> Lo sai che? Pubblicato il 26 dicembre 2017
Accattonaggio: il reato di mendicità è stato abrogato o depenalizzato? Cosa si rischia se qualcuno chiede soldi per strada?
Ogni giorno, allo stesso orario, sotto casa tua arriva un senza tetto che si mette a chiedere elemosina; coincide proprio con il momento in cui fa buio e tua figlia torna da sola dalla palestra. Il tuo timore è che possa farle del male così ti domandi se puoi fare qualcosa e se chiedere l’elemosina è vietato o meno.
Vuoi provare a esibirti come artista di strada insieme ad altri due amici che, come te, hanno la passione per la musica: hai già individuato la piazza dove c’è maggior traffico di viandanti per poter mettere alla prova le tue capacità. Lo scopo è certamente quello di divertirvi e farvi conoscere, ma se dovesse conciliarsi anche con la possibilità di trarne un minimo utile economico, che ben venga. Così hai pensato di mettere un cesto sulla strada ove raccogliere eventuali offerte. Anche in questo caso, però, non volendo avere problemi con la polizia, ti domandi se chiedere l’elemosina è reato. È proprio quello che ti spiegheremo in questo articolo: ti diremo cosa puoi fare contro eventuali barboni che dovessero gironzolare sotto casa tua o, viceversa, cosa saresti legittimato a fare qualora fossi tu stesso l’interessato a chiedere la questua.
Secondo molte persone chiedere l’elemosina è reato. La convinzione deriva dal fatto che, fino a quasi vent’anni fa, l’accattonaggio costituiva effettivamente un illecito sanzionato dal nostro codice penale. Si parlava, a riguardo, del cosiddetto reato di «mendicità» [1]. Il testo recitava nel seguente modo: «Chiunque mendica in luogo pubblico o aperto al pubblico è punito con l’arresto fino a tre mesi. La pena è dell’arresto da uno a sei mesi se il fatto è commesso in modo ripugnante o vessatorio, ovvero simulando deformità o malattie, o adoperando altri mezzi fraudolenti per destare l’altrui pietà».
Tale norma è stata però abrogata da una legge del 1999 [2], anche sulla scorta di una sentenza storica della Corte Costituzionale del 1995 [3] secondo è sproporzionata una sanzione penale per un comportamento – quello della mendicità non invasiva – che non lede né la tranquillità pubblica e né l’ordine pubblico. L’elemosina si risolve in una semplice richiesta di aiuto e di solidarietà, obiettivi che peraltro rientrano tra quelli del nostro Stato che tutela le persone meno abbienti o con difficoltà.
Con l’abrogazione del reato di accattonaggio è stato anche abrogato l’articolo del codice penale che prevedeva l’impiego di minori nell’accattonaggio [4].
Dunque, allo stato attuale, chiedere l’elemosina non è reato, così come non è reato l’accattonaggio o, addirittura vivere per strada. Proprio a quest’ultimo riguardo, è di qualche mese fa una importante sentenza della Cassazione secondo cui [5] vivere per strada è lecito, così come è lecito e non costituisce reato dormire per strada. Non importa che la presenza del clochard possa infastidire i passanti. Chiunque può allestire un rifugio di cartoni e coperte di lana, adagiarvisi, trovarvi rifugio abituale senza che i titolari dei negozi circostanti, gli hotel o anche gli stessi condomini lo possano proibire (a meno che, ovviamente, il senzatetto si ripari all’interno di un portone privato). La strada è suolo pubblico, viene gestita dalla pubblica amministrazione ma appartiene a tutti; pertanto né il Comune, né i carabinieri o la stessa polizia possono intimare al barbone di sloggiare e, magari, di andare a vivere sotto un ponte abbandonato di campagna.
Secondo i giudici sono illegittime anche le ordinanze del sindaco che impongono «il divieto, nei luoghi pubblici del territorio comunale, di predisporre bivacchi o accampamenti di fortuna, consistenti in situazioni di grave alterazione del decoro urbano o intralcio alla pubblica viabilità».
Il che significa che non si possono chiamare i vigili, la polizia o i carabinieri per togliere il senza tetto dai margini della via. Vivere per strada – sia ciò costituisca una necessità o una scelta consapevole di chi contesta lo stile di vita moderno – non può essere oggetto di una denuncia o una querela.
Ora, se è vero che chiedere l’elemosina è legale è però vero che, se fatto in determinati modi e con l’impiego di particolari comportamenti, può costituire reato. Vediamo dunque quando il fatto di fare accattonaggio può trasformarsi in un reato.
Un primo caso è quando la mendicità avviene in forma invasiva, ossia con insistenza. Si pensi allo zingaro che segue il pedone e non lo lascia passare fino a quando non gli ha dato l’obolo. In al caso si può configurare il delitto di violenza privata. Non è la semplice insistenza a determinare il reato, però, ma il fatto che la vittima sia stata costretta a subire tale comportamento senza potervisi sottrarre. Se un pachistano si presenta più di una volta al tuo tavolo per cercare di venderti una rosa, non commette reato; non lo commette neanche chi ti augura la morte, disgrazia e sfortuna se non lo aiuterai. Invece, il penale scatta, ad esempio, per chi si posiziona davanti la tua auto e non ti lascia uscire se prima non lo avrai accontentato dandogli l’elemosina o chi bussa insistentemente alla porta di casa tua e non ti lascia magari uscire.
Un secondo caso in cui chiedere l’elemosina diventa reato è quando, ad esempio, il mendicante intrattiene i passanti con uno strumento musicale e utilizza un amplificatore particolarmente forte. In questo caso, chi suona per strada può rischiare di essere incriminato per il reato di disturbo della quiete pubblica se il rumore delle onde sonore supera la normale tollerabilità e dà fastidio a un numero indeterminato di persone.
Un classico caso di richiesta di elemosina a cui, peraltro, siamo un po’ tutti abituati è quello del parcheggiatore abusivo che fa passare la sua attività di sorveglianza come una controprestazione per gli spiccioli dati (stranamente però il prezzo è “fisso” e corrisponde quasi sempre a 1 o 2 euro). Sul punto si è già espressa la Cassazione diverse volte [6]: salvo il velato ricatto che si nasconde dietro la richiesta di denaro, l’attività di parcheggiatore abusivo non costituisce un reato, ma una semplice sanzione amministrativa. Difatti il codice della strada vieta di esercitare senza autorizzazione l’attività di parcheggiatore e prevede che chi la eserciti sia punito con il solo pagamento di una sanzione da 765 a 3076 euro [7]. Chi ignora l’ordine dell’Autorità amministrativa di cessare questa attività abusiva non può quindi essere condannato per avere commesso un reato ma subisce una banale multa. Se però, dietro alla richiesta di elemosina, si nasconde anche un tacito e velato avvertimento che, se non verrà esaudita la richiesta del parcheggiatore abusivo, la macchina potrebbe subire qualche danno, ci troviamo allora davanti al reato di minaccia o di estorsione. In tale ipotesi non c’è bisogno di attendere di riscontrare la ruota bucata o la fiancata rigata per andare a sporgere querela.
Un’altra ipotesi in cui l’elemosina può integrare un reato è quando, dietro di questa, vi sia la mano di uno sfruttatore che utilizzi altre persone, o peggio minorenni, per chiedere la questua per strada. In tal caso ci può essere il reato di riduzione o mantenimento in schiavitù [8]. La riduzione o il mantenimento nello stato di soggezione ha luogo quando la condotta è attuata mediante violenza, minaccia, inganno, abuso di autorità o approfitta mento di una situazione di necessità o mediante la promessa o la dazione di somme di denaro o di altri vantaggi a chi ha autorità sulla persona. La pena è aumentata da un terzo alla metà se il reato è commesso ai danni di un minorenne.
Infine ci può essere il clochard che, per suscitare la compassione del passante, si accompagni con un cane mal nutrito e mal curato; in tal caso ci sarà il reato di maltrattamento di animali [9].
Un ultimo avvertimento: il Comune, sebbene non può trasformare in reato il comportamento di chi chiede l’elemosina, può però vietarlo e sanzionarlo con pene di carattere amministrativo (quindi di tipo pecuniario) tutte le volte in cui particolari esigenze urbanistiche lo richiedano (ad esempio ad un semaforo dove l’alta velocità delle auto può costituire un pericolo per lo stesso vagabondo o in centri storici e archeologici per una questione di decoro urbanistico).
[1] Art. 670 cod. pen.
[2] L. n. 205/1999.
[3] C. Cost. sent. n. 519/1995.
[4] Art. 671 cod. pen.: «Chiunque si vale, per mendicare, di una persona minore degli anni quattordici o comunque non imputabile la quale sia sottoposta alla sua autorità o affidata alla sua custodia o vigilanza, ovvero permette che tale persona mendichi, e che altri se ne valga per mendicare, è punito con l’arresto da tre mesi a un anno.
Qualora il fatto sia commesso dal genitore o dal tutore, la condanna importa la sospensione dall’esercizio della potestà dei genitori o dall’ufficio di tutore».
[5] Cass. sent. n. 37787/2017 del 28.07.2017.
[6] C. Cass. sent. n. 15936/2013
[7] Art. 7 c. 15 bis del Codice della Strada.
[8] Art. 600 cod. pen.
[9] Art. 544 term cod. pen.

References: sentenza 
 sentenza 
 Art. 670
 Art. 671
 Cass. 
 Cass. 
 Art. 7
 Art. 600
 Art. 544