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1 «Gruppo Zadíg» - Notiziario n. 4 Maggio 2008 T Ü V C E R T D I N E N I S O :
2 N. 4 Maggio 2008 QUALITÀ AMBIENTE SICUREZZA a cura di Zadíg S.r.l. Coordinamento: Ugo Angelo Magri Società: Zadíg S.r.l. Sede legale: Como, Via Oltrecolle, 39 Sede amministrativa:, Ufficio tecnico: Bolzano (Bz), Via Maso della Pieve, 60/a Ufficio tecnico: Bologna (Bo), Via Giuseppe Fanin, 48 Telefono: Fax: Web: SOMMARIO N. argomento Argomento Interesse D. Lgs 9 aprile 2008, n. 81 Testo unico della sicurezza Note generali D. Lgs 9 aprile 2008, n. 81 Note Informazione, addestramento, formazione D. Lgs 9 aprile 2008, n. 81 Note Articolo 30 Generale Generale Aziende 4 Finanziamenti Generale «Gruppo Zadíg» - Notiziario n. 4 maggio 2008 pag. 2 di 7
3 Argomento 1 D. Lgs 9 aprile 2008, n. 81. Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Testo Unico della sicurezza. Il D. Lgs 81/08, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale S.O. n. 101 in data 30 aprile 2008, è entrato in vigore il 15 maggio Ai sensi dell articolo 304 sono abrogati a) il D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547; b) il D.P.R. 7 gennaio 1956, n. 164; c) il D.P.R. 19 marzo 1956, n. 303, fatta eccezione per l'articolo 64; d) il D. Lgs 15 agosto 1991, n. 277; e) il D. Lgs 19 settembre 1994, n. 626; f) il D. Lgs 14 agosto 1996, n. 493; g) il D. Lgs 14 agosto 1996, n. 494; h) il D. Lgs 19 agosto 2005, n. 187; i) l'articolo 36-bis, commi 1 e 2 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248; j) gli articoli: 2, 3, 5, 6 e 7 della legge 3 agosto 2007, n. 123; k) ogni altra disposizione legislativa e regolamentare nella materia disciplinata dal decreto legislativo medesimo incompatibili con lo stesso. L aggiornamento della valutazione dei rischi ai sensi del D. Lgs 81/08 deve essere effettuata entro il 29 luglio 2008 (art. 306, comma 2). Il Testo Unico ha armonizzato e rese coerenti le norme previgenti in materia di sicurezza, senza introdurre particolari modifiche, considerato che la normativa italiana trae origine da norme europee e con esse deve essere armonizzata. Non per questo non si riscontrano novità importanti, che saranno sinteticamente evidenziate in questo numero ed in quelli successivi. «Gruppo Zadíg» - Notiziario n. 4 maggio 2008 pag. 3 di 7
4 Argomento 2 Informazione, addestramento, formazione. L applicazione della normativa della sicurezza vede, come strumento primario, non tanto l applicazione di sanzioni, ma un attività sistematica di informazione, addestramento e formazione di tutti i soggetti preposti alla sicurezza operanti in azienda: Datore di lavoro, Dirigenti, Preposti, Lavoratori e di tutte le figure addette a particolari funzioni, quali Responsabile del Servizio di Prevenzione Protezione (RSPP), Addetti al Servizio di Prevenzione e protezione (ASPP), Addetti alle emergenze, Rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza (RLS). Il T.U., all articolo 2, definisce questi termini: bb) «informazione»: complesso delle attività dirette a fornire conoscenze utili alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi in ambiente di lavoro. cc) «addestramento»: complesso delle attività dirette a fare apprendere ai lavoratori l'uso corretto di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale, e le procedure di lavoro. aa) «formazione»: processo educativo attraverso il quale trasferire ai lavoratori ed agli altri soggetti del sistema di prevenzione e protezione aziendale conoscenze e procedure utili alla acquisizione di competenze per lo svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti in azienda e alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi. In sintesi: la trasmissione di notizie (informazione), attraverso un processo pratico (addestramento, ove necessario), crea comportamenti virtuosi : la cultura della sicurezza (formazione). Tale attività, sistematica, aggiornata e ripetuta nel tempo, deve essere differenziata e specifica per: a) Dirigenti b) Preposti c) Lavoratori Deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori e, ove riguardi lavoratori immigrati, deve avvenire previa verifica della comprensione della lingua utilizzata nel percorso formativo. R.S.P.P., A.S.P.P, Addetti alle emergenze e RLS devono frequentare corsi specifici, così come il Datore di lavoro che, ove possibile, intenda svolgere direttamente la funzione di R.S.P.P. Articoli di riferimento: 2, 3, 36, 37 «Gruppo Zadíg» - Notiziario n. 4 maggio 2008 pag. 4 di 7
5 Argomento 3 D. Lgs 81/08. Articolo 30. Modelli di organizzazione e di gestione. Visto l articolo 25-septies 1, del D. Lgs 8 giugno 2001, n , introdotto dalla legge 3 agosto 2007, n , si ritiene utile evidenziare l articolo 30, che si riporta per intero, evidenziando in neretto alcuni punti. Articolo 30. Modelli di organizzazione e di gestione 1. Il modello di organizzazione e di gestione idoneo ad avere efficacia esimente della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, deve essere adottato ed efficacemente attuato, assicurando un sistema aziendale per l'adempimento di tutti gli obblighi giuridici relativi: a) al rispetto degli standard tecnico-strutturali di legge relativi ad attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici; b) alle attività di valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure di prevenzione e protezione conseguenti; c) alle attività di natura organizzativa, quali emergenze, primo soccorso, gestione degli appalti, riunioni periodiche di sicurezza, consultazioni dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; d) alle attività di sorveglianza sanitaria; e) alle attività di informazione e formazione dei lavoratori; f) alle attività di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e delle istruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei lavoratori; g) alla acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatorie di legge; h) alle periodiche verifiche dell'applicazione e dell'efficacia delle procedure adottate. 2. Il modello organizzativo e gestionale di cui al comma 1 deve prevedere idonei sistemi di registrazione dell'avvenuta effettuazione delle attività di cui al comma Il modello organizzativo deve in ogni caso prevedere, per quanto richiesto dalla natura e dimensioni dell'organizzazione e dal tipo di attività svolta, D. Lgs 231/01 art. 27-septies: Omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro. D. Lgs 8 giugno 2001, n. 231: Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell'articolo 11 della Legge 29 settembre 2000, n Legge 3 agosto 2007, n. 123: Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia. «Gruppo Zadíg» - Notiziario n. 4 maggio 2008 pag. 5 di 7
6 un'articolazione di funzioni che assicuri le competenze tecniche e i poteri necessari per la verifica, valutazione, gestione e controllo del rischio, nonché un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello. 4. Il modello organizzativo deve altresì prevedere un idoneo sistema di controllo sull'attuazione del medesimo modello e sul mantenimento nel tempo delle condizioni di idoneità delle misure adottate. Il riesame e l'eventuale modifica del modello organizzativo devono essere adottati, quando siano scoperte violazioni significative delle norme relative alla prevenzione degli infortuni e all'igiene sul lavoro, ovvero in occasione di mutamenti nell'organizzazione e nell'attività in relazione al progresso scientifico e tecnologico. 5. In sede di prima applicazione, i modelli di organizzazione aziendale definiti conformemente alle Linee guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) del 28 settembre 2001 o al British Standard OHSAS 18001:2007 si presumono conformi ai requisiti di cui al presente articolo per le parti corrispondenti. Agli stessi fini ulteriori modelli di organizzazione e gestione aziendale possono essere indicati dalla Commissione di cui all'articolo L'adozione del modello di organizzazione e di gestione di cui al presente articolo nelle imprese fino a 50 lavoratori rientra tra le attività finanziabili ai sensi dell'articolo 11. «Gruppo Zadíg» - Notiziario n. 4 maggio 2008 pag. 6 di 7
7 Argomento 4 Finanziamenti. Il servizio Finanziamenti è curato dallo Studio Dr Francesco Agostinelli Como Via Morazzone, 21 Per informazioni: Sezione finanziamenti: «Gruppo Zadíg» - Notiziario n. 4 maggio 2008 pag. 7 di 7

References: Articolo 30
 articolo 304
 articolo 2
 Articolo 30
 articolo 25
 articolo 30
 Articolo 30
 art. 27