Source: https://sguardiepercorsi.com/2018/06/15/speranza/?replytocom=5466
Timestamp: 2020-06-01 16:56:34+00:00

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Speranza | sguardiepercorsi
Oggi sono contenta: lo vedo un po’ meglio”; “Sta facendo progressi, oggi è arrivata fino in bagno da sola”; “Oggi è stata una brutta giornata, ma domani, speriamo vada meglio…”; “Comincio a sentire che un po’ la gamba risponde, è un buon segno, speriamo!”
Ogni giorno ascolto parole che, in qualche modo, richiamano la speranza: frammenti di luce che appaiono in fondo a un tunnel, piccoli spiragli in muri senza fine.
Piccoli spiragli. A volte molto molto piccoli, ma che comunque fanno passare quel po’ di ossigeno che consente di rifiatare.
Altre volte la speranza è irrealistica, è l’illusione che tutto torni come prima, o che una qualche divinità renda possibile l’impossibile, perché i miracoli ogni tanto possono anche accadere…
Ogni giorno ascolto parole e vedo sguardi, volti che raccontano le fatiche e i dolori che stanno attraversando. Quei volti e quegli sguardi aspettano il più piccolo appiglio per aggrapparsi, per non sentirsi sopraffatti dalla vita.
Ogni giorno operatori sanitari e sociali hanno addosso quegli sguardi, e sotto quella pressione devono parlare, comunicare, spiegare, informare…
Un attimo e sei nell’illusione; un attimo e sei nello sconforto. Camminiamo tutti sul filo del rasoio: pazienti, familiari, operatori. E’ molto difficile stare nella realtà, senza illusioni, senza false speranze.
La realtà è un percorso: quando è troppo dura abbiamo bisogno di tempo per comprenderla, assimilarla. Un tempo per reggere l’urto, non venirne travolti, assorbire il colpo e poi lentamente reagire, trovare i nuovi possibili assestamenti, le risorse per far fronte alla nuova realtà.
E in questo tempo c’è un nutrimento indispensabile che non può mancare, ma che -come un farmaco- necessita del giusto dosaggio: la speranza.
Il nostro cervello ha bisogno di vedere una possibilità, di prefigurarsi una qualche possibile strada o sentiero che sia. E può anche darsi che nel percorso quella strada si riveli poi chiusa, ma intanto il pensarla ha consentito di muoversi, di andare avanti, e magari di trovare un altro sentiero possibile.
Il confine tra illusione e speranza è labile, molto labile. Eppure è su quel confine che spesso ci troviamo tutti, nelle nostre vite. Su quel confine lavoro, su quel confine vivo molti momenti della mia vita personale.
a cui fugge il pallone tra le case.” (Montale)
Felicità e speranza hanno nella loro natura lo stesso difficile equilibrio.
A volte, vanno a braccetto. E allora vorremmo solo che durassero.
Ma camminiamo sul fil di lama, e a ogni scivolata dobbiamo cercare di riprendere l’equilibrio.
Che poi, la speranza si può declinare in tanti modi. “Quando non vedi l’uscita dal tunnel, arredalo”. E’ una battuta, ma anche una profonda e benefica verità.
Questo articolo è stato pubblicato in Sguardi di ordinario dolore e-talvolta-di straordinaria speranza e taggato come arredare il tunnel, camminare sul fil di lama, felicità raggiunta, illusione, La speranza è un nutrimento indispensabile, Reggere l’urto della realtà, speranza, speranze realistiche e illusioni il 15 giugno 2018 da sguardiepercorsi
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13 pensieri su “Speranza”
massimolegnani 3 luglio 2018 alle 17:19
Muoversi tra speranza e realismo, piu’ le condizioni sono precarie e maggiore e’ l’equilibrio necessario, sia per chi su quel filo si muove sia per chi deve essere supporto.
Tu l’hai mostrato con chiarezza
sguardiepercorsi Autore articolo 3 luglio 2018 alle 17:36
Grazie… è un filo che anche tu conosci bene…
Un saluto affettuoso, Massimo
Luigi 18 giugno 2018 alle 14:20
“La piccola speranza avanza tra le sue due sorelle grandi
Se non due donne giù anziane.
E lei, lei ama quello che sarà”. Charles Peguy
sguardiepercorsi Autore articolo 18 giugno 2018 alle 15:58
Le tre virtù teologali…
gaberricci 17 giugno 2018 alle 10:06
Ho però avuto modo di vedere che ci sono pazienti che vengono uccisi dall’eccessiva speranza (loro, ed a volte di chi li ha in cura). Credo ci abbiano fatto anche uno studio, anni fa, se non sbaglio a Manchester.
sguardiepercorsi Autore articolo 17 giugno 2018 alle 11:16
Ho presente… per esempio l’eccessiva speranza per l’ennesima linea di chemio… illusione di medici, pazienti e familiari.
Il difficile, infatti, è proprio la giusta dose. Molto difficile…
gaberricci 17 giugno 2018 alle 12:38
Non è sempre facile distinguere il confine tra speranza ed accanimento, soprattutto per i sanitari.
yourcenar11 16 giugno 2018 alle 13:29
Oggi sei riuscita, com’è accaduto altre volte, a dirmi ciò che avevo bisogno di sentire. Ti ringrazio anche di quei versi di Montale: in questa fase, mi sembra di camminare in bilico su un asse di equilibrio, cercando di non cadere da una parte o dall’altra. E dunque, mia cara, è come se mi avessi detto: “Domani andrà un po’ meglio” e io voglio crederci!
sguardiepercorsi Autore articolo 16 giugno 2018 alle 14:54
Un abbraccio grande, Cristina… e che domani sia meglio di oggi. ❤️
Furtivamente 15 giugno 2018 alle 21:14
sguardiepercorsi Autore articolo 16 giugno 2018 alle 04:54
ogginientedinuovo 15 giugno 2018 alle 18:19
Quello che fai, con la delicatezza che hai, è una delle cose più belle in cui mi sono imbattuta grazie a Internet.
sguardiepercorsi Autore articolo 15 giugno 2018 alle 18:21
Grazie. Mi hai detto una cosa molto preziosa. Grazie davvero.

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