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Timestamp: 2019-03-21 14:12:44+00:00

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Art. 420 quater codice di procedura penale - Sospensione del processo per assenza dell'imputato - Brocardi.it
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Articolo 420 quater Codice di procedura penale
Sospensione del processo per assenza dell'imputato
Dispositivo dell'art. 420 quater Codice di procedura penale
(1) 1. Fuori dei casi previsti dagli articoli 420 bis e 420 ter e fuori delle ipotesi di nullita' della notificazione, se l'imputato non e' presente il giudice rinvia l'udienza e dispone che l'avviso sia notificato all'imputato personalmente ad opera della polizia giudiziaria.
(1) Il presente articolo è stato aggiunto dall'art. 19, della l. 16 dicembre 1999, n. 479 e poi sostituito dall'art. 9, della l. 28 aprile 2014, n. 67. Il testo precedente stabiliva: (Contumacia dell'imputato). - 1. Se l'imputato, libero o detenuto, non compare all'udienza e non ricorrono le condizioni indicate negli articoli 420, comma 2, 420 bis e 420 ter, commi 1 e 2, il giudice, sentite le parti, ne dichiara la contumacia. 2. L'imputato, quando si procede in sua contumacia, è rappresentato dal suo difensore. 3. Se l'imputato compare prima che il giudice adotti i provvedimenti di cui al comma 1 dell'articolo 424, il giudice revoca l'ordinanza che ha dichiarato la contumacia. In tal caso l'imputato può rendere dichiarazioni spontanee e chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio. 4. L'ordinanza dichiarativa di contumacia è nulla se al momento della pronuncia vi è la prova che l'assenza dell'imputato è dovuta a mancata conoscenza dell'avviso a norma dell'articolo 420 bis ovvero ad assoluta impossibilità di comparire per caso fortuito, forza maggiore od altro legittimo impedimento. 5. Se la prova dell'assenza indicata nel comma 4 perviene dopo la pronuncia dell'ordinanza prevista dal comma 1, ma prima dei provvedimenti cui al comma 1 dell'articolo 424, il giudice revoca l'ordinanza medesima e, se l'imputato non è comparso, rinvia anche d'ufficio l'udienza Restano comunque validi gli atti compiuti in precedenza, ma se l'imputato ne fa richiesta e dimostra che la prova è pervenuta con ritardo senza sua colpa, il giudice dispone l'assunzione o la rinnovazione degli atti che ritiene rilevanti ai fini dei provvedimenti di cui al comma 1 dell'articolo 424. 6. Quando si procede a carico di più imputati, si applicano le disposizioni dell'articolo 18, comma 1, lettere c) e d). 7. L'ordinanza dichiarativa della contumacia è allegata al decreto che dispone il giudizio. Nel decreto è in ogni caso indicato se l'imputato è contumace o assente.".
L'imputato può scegliere liberamente di presenziare o meno all'udienza preliminare, di conseguenza si coglie appare indispensabile verificare se la sua mancata apparizione sia realmente frutto di una scelta o non dipenda da altre ragioni.
Spiegazione dell'art. 420 quater Codice di procedura penale
La norma in oggetto disciplina la sospensione del processo penale per via dell'assenza dell'imputato.
La sospensione, per essere disposta, necessita di alcuni presupposti. Innanzitutto il giudice deve accertare che la notificazione relativa all'udienza sia stata correttamente notificata e non sia nulla. In secondo luogo non vi deve essere un legittimo impedimento dell'imputato o del difensore, ovvero ancora l'imputato non deve avere espressamente dichiarato di non voler comparire.
Compiuti tali accertamenti, il giudice rinvia l'udienza in caso di assenza dell'imputato, disponendo la notifica dell'avviso da parte della polizia giudiziaria.
In seguito, qualora la notificazione di cui sopra non risulti possibile (ad esempio per irreperibilità dell'imputato), e sempre che non risulti palese la necessità di procedere ex art. 129 qualora si manifesti l'esistenza di determinate cause di non punibilità, il giudice dispone con ordinanza la sospensione del processo.
Tuttavia, la norma chiarisce che la sospensione non impedisce di acquisire le prove non rinviabili.
Può comunque essere disposta la separazione di processi precedentemente riuniti.
Massime relative all'art. 420 quater Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 24494/2017
L'art. 420 quater c.p.p., che prevede, nella formulazione introdotta dalla legge n. 67/2014, la “sospensione del processo” e non, genericamente, del “procedimento”, per assenza dell'imputato, non può trovare applicazione nell'ambito dei procedimenti cautelari (principio affermato, nella specie, con riguardo ad un caso in cui, su appello proposto dal pubblico ministero ai sensi dell'art. 310 c.p.p. e nonostante l'irreperibilità dell'indagato, era stata disposta l'applicazione nei confronti di quest'ultimo di una misura cautelare).
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 24494 del 17 maggio 2017)
Cass. pen. n. 46481/2014
La formale rinuncia dell'imputato a presenziare al dibattimento può essere revocata soltanto con una manifestazione di volontà che, sia pure esplicitata attraverso un comportamento concludente, abbia l'obiettivo significato di neutralizzare il precedente consenso espresso alla celebrazione del processo "in absentia". (Fattispecie in cui la Corte ha escluso la nullità del processo celebrato in assenza dell'imputato che, detenuto per altra causa, dopo aver formalmente rinunciato a comparire alla prima udienza, non aveva più espresso alcuna volontà di segno contrario, né posto in essere comportamenti interpretabili in tal senso).
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 46481 del 11 novembre 2014)
Cass. pen. n. 1497/2014
In tema di giudizio contumaciale, ove risulti perfezionata la "vocatio in ius" e le parti non abbiano addotto circostanze dimostrative dell'impossibilità di partecipare al giudizio, l'omissione formale di una tempestiva dichiarazione di contumacia non incide sullo status da attribuire all'imputato che - così come quello formalmente dichiarato contumace - deve considerarsi rappresentato dal difensore, con la conseguenza che l'avviso dato a quest'ultimo dell'eventuale rinvio ad udienza fissa vale come avviso dato all'imputato.
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 1497 del 15 gennaio 2014)
Cass. pen. n. 1784/2012
La comparizione in giudizio dell'imputato già dichiarato contumace determina il venir meno della situazione di fatto che aveva dato luogo alla relativa declaratoria, sicché la contumacia viene a cessare indipendentemente dalla esistenza di un formale provvedimento di revoca. Ne deriva che, in tal caso, il termine per proporre appello avverso la sentenza del giudice di pace depositata nel pieno rispetto del termine di cui all'art. 544, comma secondo, c.p.p., decorre dalla scadenza del termine di deposito della motivazione, ex art. 585, comma secondo, lett. c), c.p.p..
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 1784 del 17 gennaio 2012)
Cass. pen. n. 17218/2009
Il potere di rappresentanza dell'imputato contumace da parte del difensore opera non solo nel corso delle udienze dibattimentali, ma anche nel caso di sospensione del dibattimento. (La Corte ha, in applicazione di tale principio, ritenuto legittima la notifica all'imputato contumace, nella persona del difensore, del rinvio effettuato fuori udienza).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 17218 del 23 aprile 2009)
Cass. pen. n. 24573/2006
La mancata comparizione in udienza dell'imputato detenuto, che abbia rinunciato ad essere presente ed abbia quindi accettato il giudizio in sua assenza, non dà luogo a contumacia, ma ad una mera assenza, sicché non sussiste alcun obbligo di notifica dell'avviso di deposito, con estratto, della sentenza.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 24573 del 17 luglio 2006)
Cass. pen. n. 1519/2006
L'art. 486, quinto comma, c.p.p. prescrive che il legittimo impedimento del difensore deve essere « prontamente» comunicato, onde consentire all'ufficio, che lo ritenga giustificato, di predisporre tutti gli adempimenti necessari a evitare ingiusti oneri agli altri soggetti processuali e a consentire la celebrazione in data successiva e prossima del dibattimento rinviato. Ne consegue che il difensore è obbligato a comunicare l'impedimento non appena esso si verifica e non in prossimità della celebrazione del processo. In particolare, allorché l'impedimento riguardi altro dibattimento, non può il difensore riservarsi di scegliere fino al giorno prefissato, ma deve, appena ricevuta la comunicazione dei due giudizi, effettuare la scelta e darne pronta comunicazione al giudice cui chiede il rinvio.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 1519 del 16 gennaio 2006)
Il giudizio celebrato in contumacia nei confronti di imputato detenuto all'estero per reati colà commessi, la cui richiesta di presenziare al dibattimento sia stata respinta dalla competente autorità straniera, non essendone consentita l'estradizione, né la consegna temporanea all'Italia, è affetto da nullità assoluta e non sanabile neanche per effetto del consenso successivamente prestato dal medesimo imputato a partecipare al giudizio di appello in videoconferenza internazionale, che non può essere inteso come equipollente a una tacita rinuncia alla precedente richiesta di partecipazione personale, dovendo la rinuncia stessa risultare in modo espresso o almeno non equivoco per facta concludentia.
Cass. pen. n. 22416/2003
Non può essere dichiarata la contumacia dell'imputato, il quale si trovi all'estero in stato di libertà provvisoria con obbligo di soggiorno, nell'ambito di un procedimento penale a suo carico, nel caso in cui la competente autorità straniera abbia respinto l'istanza del predetto, volta ad ottenere il permesso di lasciare lo Stato estero e recarsi in Italia per la celebrazione del processo.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 22416 del 21 maggio 2003)
Cass. pen. n. 6/2002
È corretta la dichiarazione di contumacia dell'imputato ritualmente citato e non comparso pur quando essa sia adottata contestualmente all'ordinanza con la quale il giudice, previa nomina di un difensore d'ufficio, disponga il rinvio del dibattimento ad altra udienza (di cui fissi al tempo stesso la data), per riconosciuto, legittimo impedimento del difensore di fiducia dello stesso imputato. Ne deriva che a quest'ultimo - a differenza che al difensore impedito - non deve essere notificato alcun avviso della nuova udienza, essendo egli rappresentato a tutti gli effetti, ai sensi dell'art. 420 quater, comma 2, c.p.p., dal difensore d'ufficio.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 6 del 3 gennaio 2002)
Cass. pen. n. 39930/2001
L'assoluto impedimento a comparire dell'imputato, indicato dall'art. 420 quater comma 1 c.p.p., sussiste anche in relazione ad una malattia a carattere cronico, purché determini un impedimento effettivo, legittimo e di carattere assoluto, riferibile ad una situazione non dominabile dall'imputato e a lui non ascrivibile (in applicazione di tale principio, la Corte ha ritenuto l'invalidità dell'ordinanza con cui il giudice di merito aveva dichiarato la contumacia dell'imputato sul presupposto che non sussistesse l'ipotesi di impedimento a comparire, trattandosi di una malattia di natura cronica e, come tale, non suscettibile di prevedibili futuri miglioramenti).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 39930 del 9 novembre 2001)

References: Articolo 420

Articolo 420
 art. 129

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 
 art. 585
 sentenza 

Cass. 
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Cass. 
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