Source: http://www.aipdbergamo.it/chisiamo/statuto.html
Timestamp: 2019-10-16 10:38:31+00:00

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AIPD - ASSOCIAZIONE ITALIANA PERSONE DOWN - SEZIONE DI BERGAMO
Art. 1 - DENOMINAZIONE - SEDE - DURATA L'Associazione, costituita ai sensi dell'art. 14 e seguenti del Codice Civile, ha la seguente denominazione:
"AIPD - ASSOCIAZIONE ITALIANA PERSONE DOWN - SEZIONE DI BERGAMO - ORGANIZZAZIONE NON LUCRATIVA DI UTILITA' SOCIALE".
La sezione potrà utilizzare la formula abbreviata di "AIPD Sezione di Bergamo - ONLUS".
L'Associazione è sezione autonoma dell'"AIPD - ASSOCIAZIONE ITALIANA PERSONE DOWN -Organizzazione non lucrativa di utilità sociale" (in forma abbreviata "AIPD ONLUS"), con sede in Roma, viale delle Milizie n. 106, riconosciuta con Decreto del Presidente della Repubblica n. 118 del 18 marzo 1983 ed iscritta nel Registro delle Persone Giuridiche del Tribunale di Roma al n. 318 dall'8 giugno 1983, che verrà qui di seguito denominata per brevità "AIPD Nazionale - ONLUS". L'Associazione ha sede in Bergamo.
L'Associazione è retta dal presente statuto.
L'Associazione ha durata illimitata; il suo scioglimento può essere deliberato solo dall'Assemblea Straordinaria dei Soci ai sensi degli articoli 7, 8, 9 e 11.
L'Associazione ha lo scopo senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà e utilità, di operare a favore delle persone Down e delle loro famiglie, indipendentemente dalla loro iscrizione a socio, nonché di contribuire allo studio della Sindrome di Down (trisomia 21), ad una aggiornata informazione sulla stessa, all'inserimento ed integrazione scolastica, lavorativa e sociale a tutti i livelli delle Persone Down, accompagnando le stesse nel loro percorso di vita dall'infanzia all'età adulta.
A tale scopo l'Associazione si propone tra l'altro di:
A - intervenire per dare ai familiari, fino dalla prima fase più critica del processo di accettazione del trisomico, sostegno psicologico, informazioni estese e corrette, appoggi pratici, occasioni di incontro e di scambio di informazioni ed esperienze;
B - facilitare l'indispensabile e proficuo inserimento di bambini e ragazzi con Sindrome di Down nelle scuole di ogni ordine e grado;
C - promuovere ed organizzare ogni attività atta a favorire l'inserimento di tutte le persone con Sindrome di Down nella società e nel mondo del lavoro e la loro accettazione a tutti i livelli, anche con l'organizzazione e la gestione di progetti per lo sviluppo dell'autonomia personale ed esterna e di corsi di formazione professionale, anche con la partecipazione del mondo imprenditoriale e produttivo;
D - promuovere la realizzazione di strutture e servizi adeguati per rispondere alle esigenze, anche residenziali, dell'età adulta come previsto dalle norme vigenti, assumendosene, se necessario, la gestione diretta;
E - raccogliere, per un'ampia divulgazione al più vasto pubblico e con i più vari mezzi, ogni informazione sulla natura della Sindrome di Down, nonché sulle circostanze che sembrano favorirne l'insorgere e sulle misure preventive rese disponibili dalla scienza; promuovere ricerche, anche attraverso l'istituzione di borse di studio, per il reperimento di ulteriori e migliori informazioni sia per la prevenzione che per la messa a punto del programma più idoneo per lo sviluppo delle potenzialità fisiche, mentali ed espressive delle persone Down; favorire la diffusione delle informazioni e delle conoscenze anche attraverso proprie pubblicazioni;
F - creare una rete di consulenti formata da medici, operatori sanitari, scolastici e sociali sensibili ed interessati ai problemi della Sindrome di Down, al fine di conseguire una migliore assistenza generale; favorire con ogni mezzo la formazione e l'aggiornamento di operatori sanitari, scolastici e sociali, anche organizzando direttamente convegni e corsi per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado e per gli operatori soci sanitari;
G - diffondere la conoscenza degli strumenti operativi, legislativi e previdenziali di cui possono usufruire tutte le persone con Sindrome di Down;
H - offrire agli organi legislativi e di governo dello Stato, della Regione e degli altri Enti Locali, una responsabile collaborazione nell'applicazione delle norme vigenti, nella formulazione di piani e programmi, nello studio di nuovi provvedimenti, esplicando, ove occorra, opera di persuasione, stimolo e pressione;
I - tenere i contatti con tutte le associazioni anche a livello internazionale che si occupano dei problemi delle persone Down, handicappate e dell'infanzia in generale per coordinare con esse le attività di rivendicazione e sensibilizzazione dell'opinione pubblica e scambiare con esse le informazioni utili relative alle attività svolte nelle singole associazioni;
L - tutelare la dignità della persona trisomica e gli altri suoi diritti sanciti dalla Costituzione Italiana e dalla Dichiarazione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite sui diritti degli handicappati;
M - patrocinare, promuovere, curare qualsiasi iniziativa o attività che sia ritenuta dal Consiglio di Amministrazione opportuna per reperire i mezzi occorrenti o comunque perseguire lo scopo anzidetto.
L'Associazione non svolge attività diverse da quelle istituzionali o a quest'ultime direttamente connesse.
L'Associazione è composta dai Soci:
a - ORDINARI: genitori, anche adottivi, fratelli, sorelle, parenti entro il IV grado e tutori di persone con sindrome di Down (anche nel caso di decesso della persona Down) nonché le persone Down emancipate, che si impegnino nei limiti delle singole possibilità e competenze, a prestare volontariamente e gratuitamente con spirito di solidarietà la propria opera e collaborazione per l'attuazione e il perseguimento dello scopo dell'Associazione.
b - COLLABORATORI: le persone che, non rientrando nella categoria precedente, pur non direttamente coinvolte nel problema, condividono gli scopi e le attività dell'Associazione e, per spirito di solidarietà, si impegnano con continuità a prestare la propria opera volontaria e gratuita al servizio dell'"AIPD Sezione di Bergamo - ONLUS".
c - BENEMERITI: le persone fisiche e giuridiche, gli enti e le associazioni che, non rientrando nelle categorie precedenti, abbiano contribuito, in maniera incisiva e determinante, al perseguimento delle finalità dell'Associazione, acquisendo particolari meriti.
Art. 4 - SOCI: Ammissione, recesso, esclusione.
Il Socio ordinario è ammesso a domanda dell'interessato. Con la presentazione della domanda di ammissione il Socio esplicitamente accetta sia lo statuto dell'"AIPD Sezione di Bergamo - ONLUS" che quello dell'"AIPD Nazionale - ONLUS". La presentazione della domanda di iscrizione all'"AIPD Nazionale - ONLUS" ed il relativo versamento della quota nazionale possono essere effettuati anche tramite la Sezione che ne curerà l'inoltro. Il Consiglio di Amministrazione della Sezione, constatata la presentazione di domanda di iscrizione all'"AIPD Nazionale - ONLUS" nonché l'avvenuto versamento della rispettiva quota annuale, con propria delibera, accetta la domanda a Socio Ordinario.
Il socio può recedere od essere escluso a norma dell'art. 24 del Codice Civile.
Il socio è tenuto al versamento della quota minima della Sezione e dell'"AIPD Nazionale - ONLUS" entro il 28 febbraio dell'anno in corso. La qualità di socio non si perde nel caso che il versamento avvenga in ritardo purché entro l'anno solare; dopo tale data il socio viene d'ufficio considerato recedente e per essere riammesso dovrà presentare nuova domanda.
Il socio collaboratore che ne faccia domanda esprimendo nei tempi e nei modi la propria disponibilità a collaborare, è ammesso con delibera insindacabile del Consiglio di Amministrazione della Sezione, previo versamento del contributo minimo annuale, stabilito dall'Assemblea, per i Soci collaboratori. Può recedere, dandone comunicazione, salvo motivi di urgenza, almeno un mese prima dell'effettiva cessazione della collaborazione.
Il socio ordinario e collaboratore quando abbia cessato di appartenere all'Associazione non può più ripetere le quote associative e gli eventuali altri contributi versati, né ha alcun diritto sul patrimonio dell'Associazione; la qualità di Socio non è trasmissibile e non può essere stabilita a titolo temporaneo.
Il socio BENEMERITO è nominato dall'Assemblea.
Art. 5 - RISORSE ECONOMICHE E PATRIMONIO.
Le risorse economiche ed il patrimonio dell'Associazione sono costituiti:
a) dai contributi degli aderenti;
c) da donazioni, eredità e lasciti;
d) da contributi, rette, borse di studio, rimborsi e concorsi spese, assegni, premi, sussidi, canoni anche statali, contributi per lo svolgimento convenzionato di attività o in regime di accreditamento di Enti Locali, di privati, italiani ed esteri;
e) contributi di organismi nazionali ed internazionali;
f) contributi dello Stato, della Comunità Europea, di Enti o di Istituzioni pubbliche finalizzati esclusivamente al sostegno di specifiche e documentate attività o progetti;
g) dai proventi di sottoscrizioni, manifestazioni ed altre iniziative ed attività anche mediante offerte di beni o servizi patrocinate, promosse e curate dall'Associazione o da altri in suo favore;
l) beni immobili;
m) beni mobili in possesso dall'Associazione come da inventario.
Il patrimonio dell'Associazione si considera disponibile per le spese di funzionamento, mantenimento e d'investimento per il perseguimento dello scopo dell'Associazione medesima, ad eccezione di quei beni immobili che, per espressa volontà del donatore o testatore, non debbano essere alienati.
li organi statutari dell'Associazione sono:
4) il Collegio dei Revisori.
Art. 7 - ASSEMBLEA - COSTITUZIONE
L'Assemblea è costituita da tutti i Soci aventi diritto a parteciparvi cioè:
a) SOCI ORDINARI e COLLABORATORI iscritti nel libro Soci alla data della convocazione, nonché quelli eventualmente iscritti successivamente prima dell'inizio dell'Assemblea, che abbiano versato la quota associativa relativa all'anno precedente se la convocazione avviene entro il 20 febbraio, o all'anno in corso se la data di convocazione è successiva al 28 febbraio.
b) SOCI BENEMERITI.
Hanno diritto di voto i Soci in regola con la quota associativa per l'anno in corso e i soci benemeriti, comunque maggiorenni.
Il socio che è nell'impossibilità di partecipare personalmente all'Assemblea può farsi rappresentare da un altro socio, con delega scritta su un apposito modulo intestato al Socio, inviatogli con l'avviso di convocazione; il numero delle deleghe ammissibili per ogni socio è determinato dall'assemblea e non potrà comunque essere superiore a 7 (sette). L'Assemblea non può deliberare l'assegnazione di un numero di deleghe tale che il singolo socio rappresenti più del 20% (venti per cento) dei soci.
Il socio delegato deve consegnare alla Presidenza, prima dell'inizio dell'Assemblea, la o le deleghe in suo possesso.
I membri del Consiglio di Amministrazione e del Collegio dei Revisori, nelle assemblee ordinarie e straordinarie non possono ricevere deleghe né dare la propria.
- in prima convocazione quando siano presenti, personalmente o per delega, almeno la metà più uno dei soci aventi diritto al voto;
- in seconda convocazione qualunque sia il numero dei soci aventi diritto al voto presenti personalmente o per delega.
L'Assemblea straordinaria è validamente costituita in ogni caso quando siano presenti personalmente o per delega almeno 2/3 (due terzi) dei soci aventi diritto al voto.
Solamente nel caso si tratti di deliberare sullo scioglimento dell'associazione, l'assemblea straordinaria è validamente costituita quando siano presenti personalmente o per delega almeno 4/5 (quattro quinti) dei soci aventi diritto al voto.
Art. 8 - ASSEMBLEA - COMPETENZE.
L'Assemblea è organo sovrano rappresentativo della volontà dei Soci e le sue deliberazioni, prese in conformità alle leggi ed allo statuto, sono vincolanti per tutti i soci, ancorché non intervenuti o dissenzienti.
All'Assemblea ordinaria competono:
b) la determinazione della quota minima annuale per i soci collaboratori;
c) la determinazione del numero e la nomina del Presidente e del Consiglio di Amministrazione;
g) l'accettazione di donazioni, eredità, lasciti;
h) l'acquisto, la trasformazione e l'alienazione di beni immobili;
i) l'approvazione del programma delle attività e dei bilanci preventivo e consuntivo;
l) la decisione su qualsiasi altro argomento sottoposto dal Consiglio di Amministrazione;
m) l'esclusione del socio per gravi motivi ai sensi dell'art. 24 Codice Civile.
b) lo scioglimento dell'Associazione nominando uno o più liquidatori e determinando le modalità di liquidazione del patrimonio e di devoluzione dei beni residui.
Art. 9 - ASSEMBLEA - CONVOCAZIONE
L'assemblea viene convocata dal Presidente, o da chi ne fa le veci, con avviso contenente l'ordine del giorno, la data, l'ora e il luogo - che può anche essere diverso da quello della sede dell'associazione - da inviarsi ai soci almeno dieci giorni prima della data stabilita per l'assemblea stessa. L'avviso dovrà contenere anche la data per la seconda convocazione, da tenersi non oltre il giorno successivo con le stesse modalità.
Quando vi siano modifiche statutarie all'ordine del giorno, l'avviso dovrà contenere in allegato anche il nuovo testo proposto.
L'assemblea è convocata entro il 28 febbraio di ciascun anno per l'approvazione del bilancio consuntivo dell'esercizio precedente e per l'approvazione del programma di attività e del bilancio preventivo. L'assembla viene convocata inoltre ogni qualvolta il Consiglio di Amministrazione lo ritenga opportuno o sia richiesta, previa motivazione, dal Collegio dei Revisori o da almeno un quarto dei soci aventi diritto al voto (determinato ai sensi dell'articolo 7) entro un mese dalla ricezione della richiesta.
Art. 10 - ASSEMBLEA - UFFICIO DI PRESIDENZA
L'assemblea dei soci viene presieduta dal Presidente o da chi ne fa le veci; in mancanza, da chi viene designato dalla maggioranza dei soci presenti aventi diritto al voto.
Il Presidente dell'assemblea nomina il segretario; per l'assemblea straordinaria nella persona di un Notaio.
Il Presidente dell'Assemblea nomina pure due scrutatori quando l'Assemblea determini di deliberare a schede segrete sulla nomina degli Organi Statutari o su altro argomento di sua competenza.
Art. 11 - ASSEMBLEA - DELIBERAZIONI
Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio ed in quelle che riguardano la loro responsabilità, i componenti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio dei Revisori (nel caso fossero anche soci) non hanno diritto al voto.
L'assemblea vota per alzata di mano, salvo che essa stessa deliberi di votare per appello nominale o a schede segrete.
Nelle assemblee le deliberazioni vengono prese a maggioranza di voti, intendendosi per maggioranza quella computata sulla base del numero dei presenti personalmente o per delega aventi diritto al voto all'inizio dell'assemblea.
Per deliberare lo scioglimento dell'associazione occorre il voto favorevole di almeno 3/4 (tre quarti) degli intervenuti. Le deliberazioni dell'assemblea ordinaria e straordinaria devono constare dal verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario dell'assemblea o dal Notaio; tutti i verbali devono essere scritti nell'apposito libro.
Il Presidente ha la responsabilità della firma sociale e la rappresentanza legale dell'Associazione di fronte ai terzi ed in giudizio e davanti a qualsiasi autorità amministrativa, in qualsiasi sede e grado.
Il Presidente garantisce l'applicazione delle delibere del Consiglio, con il coinvolgimento degli altri membri, riferendo al Consiglio stesso gli eventuali ostacoli incontrati che ne abbiano impedito l'attuazione o l'abbiano modificata, e in quest'ultimo caso richiedendone la ratifica.
Il Presidente, o per delega un membro del Consiglio d'Amministrazione, si impegna a partecipare attivamente ai lavori del Comitato Consultivo Nazionale, organo di collegamento tra le Sezioni e il Consiglio d'Amministrazione nazionale, che si riunisce per la determinazione di eventuali variazioni dello statuto e del Regolamento delle Sezioni, del programma delle attività e dell'analisi delle risorse dell'"AIPD Nazionale - ONLUS".
Il Presidente si impegna a rispettare nella propria Sezione l'applicazione del Regolamento delle Sezioni.
In caso di dimissioni del Presidente lo sostituisce il Vice Presidente che convoca un'assemblea da tenersi entro 60 giorni per le nuove elezioni.
Art. 13 - CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE - COMPOSIZIONE
Il Consiglio di Amministrazione è composto dal Presidente e da non meno di quattro a non più di otto consiglieri.
I componenti del Consiglio durano in carica un triennio salvo che la delibera di nomina determini un periodo più breve; sono rieleggibili e prestano la loro attività gratuitamente, salvo il rimborso delle spese anticipate per conto dell'Associazione nell'espletamento del loro mandato, entro i limiti fissati dal Consiglio stesso (ai sensi della Legge 266/91).
I Componenti che, senza giustificato motivo, non partecipino a tre riunioni consecutive, sono equiparati ai dimissionari.
L'intero Consiglio cessa d'ufficio quando viene meno, per dimissioni o per altre cause, la maggioranza dei suoi componenti; gli altri suoi componenti rimangono in carica per la sola gestione ordinaria finché l'Assemblea dei Soci, convocata d'urgenza e comunque non oltre i quarantacinque giorni dalla cessazione della maggioranza, da essi o, in mancanza di tutti i Consiglieri, dal Collegio dei Revisori, abbia ricostituito il Consiglio.
Art. 14 - CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE - CONVOCAZIONE
Il Consiglio di Amministrazione viene convocato dal Presidente o, in sua assenza, da chi ne fa le veci, mediante avviso recante l'ordine del giorno, la data, l'ora ed il luogo della riunione, che può anche essere diverso dalla sede dell'Associazione, da spedirsi a ciascun componente del Consiglio almeno dieci giorni prima dell'adunanza o, nel caso d'urgenza, mediante telegramma da spedirsi almeno quarantotto ore prima dell'adunanza. Il Consiglio può essere convocato anche telefonicamente e/o via e-mail con l'accordo di tutti i Consiglieri almeno quarantotto ore prima dell'adunanza.
Il Consiglio deve altresì essere convocato quando ne facciano richiesta scritta, indicandone l'ordine del giorno, almeno tre Consiglieri o il Collegio dei Revisori; decorsi inutilmente dieci giorni da tale richiesta, il Consiglio viene convocato dal Collegio dei Revisori.
Art. 15 - CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE - ADUNANZA E DELIBERAZIONI
In caso di parità è determinante il voto del Presidente della riunione.
Le deliberazioni consiliari debbono constare dal verbale trascritto nell'apposito libro e sottoscritto dal Presidente e dal Segretario della riunione.
Art. 16 - CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE - COMPETENZE
Il Consiglio di Amministrazione ha tutti i poteri occorrenti per il conseguimento e l'attuazione degli scopi statutari e per la gestione ordinaria e straordinaria dell'Associazione, eccettuati quelli che la legge ed il presente statuto riservano inderogabilmente all'Assemblea dei soci.
Il Consiglio nomina un Vice Presidente (qualora non vi abbia provveduto l'Assemblea) che sostituisce il Presidente in caso di suo impedimento, assenza o mancanza anche per dimissioni; può anche attribuire a uno o più dei suoi componenti poteri di rappresentanza e conferire anche ad altri le procure occorrenti per il perseguimento degli scopi dell'Associazione.
Il Consiglio può anche istituire comitati consultivi o operativi determinandone la durata, l'ordinamento e le norme di funzionamento.
Il Consiglio di Amministrazione può nominare un comitato consultivo formato da persone Down maggiorenni perché possa dare il proprio contributo di idee e bisogni alla programmazione e anche al fine di favorire un processo di crescita e responsabilizzazione sempre più largo tra le persone Down sulle attività e la gestione dell'Associazione.
Il Consiglio può stipulare, eseguire, modificare e risolvere convenzioni, anche di contenuto economico-finanziario, per l'esercizio delle attività e l'attuazione di iniziative nell'ambito del programma e del bilancio preventivo approvati, con facoltà di delegarne l'esecuzione.
Il Consiglio delibera, inoltre, sulle domande di ammissione dei soci e sulla proposta all'assemblea dei soci benemeriti, determina i limiti per il rimborso delle spese sostenute dai propri soci per le attività prestate, come previsto dall'Art. 2 della Legge 11 agosto 1991 n. 266.
Art. 17 - BILANCI ED AMMINISTRAZIONE
L'anno finanziario inizia il giorno 1 gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno.
Per ogni anno finanziario, il Consiglio presenta all'assemblea dei soci entro il 28 febbraio, il bilancio consuntivo dell'anno finanziario precedente, comprendente il conto finanziario e quello patrimoniale, con allegati i riepiloghi dei residui, del conto di cassa e delle eventuali gestioni con contabilità separate e il programma annuale delle attività ed il bilancio preventivo di competenza, comprendente le somme che si prevede di riscuotere e quelle che si prevede di dover pagare nell'anno finanziario successivo.
Ciascun bilancio viene corredato da una relazione del Consiglio di Amministrazione che illustra il contenuto del bilancio stesso, l'andamento ed i fatti di rilievo della gestione, le eventuali variazioni di bilancio, con particolare riguardo ai programmi ed alle attività allo studio, in corso e realizzate.
I documenti sopra citati verranno depositati presso la sede, con dieci giorni di anticipo rispetto alla data fissata per l'assemblea convocata al fine dell'approvazione.
Il Consiglio di Amministrazione delibera, con il parere favorevole del Collegio dei Revisori, il Regolamento amministrativo-contabile contenente le attribuzioni e le norme per l'andamento amministrativo, la tenuta della contabilità, la formazione dei bilanci, l'espletamento dei Servizi di cassa, quest'ultimo affidato al Tesoriere, se nominato dal Consiglio anche al di fuori dei suoi componenti, o ad una banca, designata dal Consiglio medesimo.
L'Associazione non distribuisce, neanche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, Statuto o Regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura.
Art. 18 - COLLEGIO DEI REVISORI - COMPOSIZIONE
Il Collegio dei Revisori è composto da tre persone anche non Soci, nominate dall'Assemblea dei soci che ne designa il Presidente, scelto possibilmente tra gli iscritti nel ruolo dei Revisori Contabili e negli Albi Professionali dei Dottori Commercialisti e dei Ragionieri, che non siano coniugi, parenti o affini entro il 4° (quarto) grado dei componenti del Consiglio di Amministrazione.
I Revisori durano in carica un triennio salvo che la delibera di nomina determini un periodo più breve e, comunque, fino all'approvazione dell'ultimo bilancio consuntivo del periodo ed alle nuove nomine assembleari; prestano la loro attività gratuitamente e sono rieleggibili.
Art. 19 - COLLEGIO DEI REVISORI - COMPETENZA
a) il controllo della gestione finanziaria e patrimoniale, dell'ordinato andamento amministrativo, della regolare tenuta della contabilità e della rispondenza dei bilanci alle risultanze contabili, accertando il rispetto delle norme di legge, dello statuto e del regolamento amministrativo-contabile;
b) presentare all'assemblea dei soci una propria relazione con gli eventuali rilievi sull'andamento amministrativo-contabile ed economico-finanziario;
c) provvedere, occorrendo, a richiedere la convocazione dell'assemblea dei soci e del Consiglio di Amministrazione e, se del caso, a convocare i medesimi; compiere quant'altro previsto dal presente statuto di competenza del Collegio medesimo e dall'art. 2403 e seguenti del Codice Civile.
Per tutto quanto non contemplato e regolato dal presente statuto, si applicano le norme del Codice Civile e le altre disposizioni di legge in materia di Associazioni private non riconosciute, non aventi per oggetto l'esercizio di attività commerciali né fini di lucro, e sulle ONLUS.
In caso di scioglimento dell'Associazione il suo patrimonio sarà devoluto ad altre ONLUS con finalità analoghe o a fini di pubblica utilità, in conformità a quanto disposto dall'art. 10 comma 1 lettera f) del D.Lgs. 4 dicembre 1997 n. 460.

References: Art. 1

Art. 4

Art. 5

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19