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Timestamp: 2020-05-27 22:48:58+00:00

Document:
Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 121 suppl. del 02-08-2011
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Modifiche alla legge regionale 11 marzo 2005, n. 12 “Legge per il governo del territorio”.
Catasto toscano_sintesi
Docfa4 Guida
Seminario Collegio Geometri Grosseto - 27.6.2014- Abuso Edilizio e Sanatoria
“Modifiche e integrazioni alla legge regionale 30 luglio 2009, n. 14, nonché disposizioni regionali in attuazione del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106”.
TITOLO I MODIFICHE E INTEGRAZIONI ALLA LEGGE REGIONALE 30 LUGLIO 2009, N. 14.
Art. 1 Modifica dell’articolo 2 della legge regionale 30 luglio 2009, n. 14
1. Il comma 2 dell’articolo 2 (Definizioni) della
legge regionale 30 luglio 2009, n. 14 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edi- lizia e per il miglioramento della qualità del patri- monio edilizio residenziale), è sostituito dal seguente:
“2. Ai fini della presente legge:
a) per edificio si intende l’insieme di strutture portanti ed elementi costrut-
tivi e architettonici reciprocamente connessi in modo da formare con con- tinuità dalle fondamenta alla coper- tura un organismo edilizio funzional- mente autonomo, isolato o collegato ad altri edifici adiacenti e con almeno un accesso sulla strada pubblica o pri- vata, composto da una o più unità immobiliari funzionalmente e fisica- mente connesse tra loro mediante parti comuni, indipendentemente dal regime delle proprietà;
b) per edifici residenziali si intendono gli immobili comprendenti una o più unità immobiliari destinate alla resi- denza e a usi strettamente connessi con le residenze, ai sensi del comma 2 dell’articolo 3 (Rapporti massimi, tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e gli spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi) del decreto del Ministro dei lavori pub- blici 2 aprile 1968, n.1444 (Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e pro- duttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urba- nistici o della revisione di quelli esi- stenti, ai sensi dell’articolo 17 della legge 6 agosto 1967, n. 765), nonché gli edifici rurali a uso abitativo;
c) per volumetria complessiva si intende quella calcolata secondo i criteri e i parametri previsti dallo strumento urbanistico generale vigente nel Comune.”.
Art. 2 Modifiche e integrazioni all’articolo 3 della l.r. 14/2009
1. All’articolo 3 (Interventi straordinari di
ampliamento) della l.r. 14/2009 sono apportate le seguenti modifiche e integrazioni:
a) all’alinea del comma 1, dopo le parole:
Art. 4 Modifiche e integrazioni all’articolo 5 della l.r. 14/2009
“Possono essere ampliati, nel limite del 20 per cento della volumetria comples-
siva, e comunque per non oltre 200 mc, gli edifici residenziali”, le parole: “di volumetria non superiore a 1.000 mc” sono soppresse;
All’articolo 5 (Condizioni e modalità gene-
rali) della l.r. 14/2009 sono apportate le seguenti modifiche e integrazioni:
b) alla lettera a) del comma 1 sono soppressi gli ultimi due periodi;
c) alla lettera b) del comma 1, dopo le parole: “l’ampliamento deve essere rea- lizzato in contiguità fisica rispetto al fab- bricato esistente” sono inserite le seguenti: “anche in sopraelevazione, rimanendo salva la possibilità di avvalersi dell’aumento volumetrico spettante ad altra unità immobiliare, purchè ricom- presa nel medesimo edificio”;
“2. Gli immobili interessati dagli inter- venti previsti dagli articoli 3 e 4 devono risultare regolarmente acca-
tastati presso le agenzie del territorio,
sensi del testo unico delle leggi sul
nuovo catasto approvato con regio decreto 8 ottobre 1931, n. 1572. Per gli edifici che devono essere accata-
stati al nuovo catasto edilizio urbano,
sensi del regio decreto-legge 13
aprile 1939, n. 652 (Accertamento generale dei fabbricati urbani, rivalu- tazione del relativo reddito e forma- zione del nuovo catasto edilizio urbano), convertito, con modifica- zioni, dalla legge 11 agosto 1939, n. 1249, devono essere presentate idonee dichiarazioni alle agenzie del territorio per l’accatastamento o per
“1 bis. L’incremento volumetrico previsto al comma 1 può raggiungere i 350 mc a condizione che l’intero edi- ficio, a seguito dell’intervento di ampliamento, raggiunga almeno il punteggio 2 nello strumento di valutazione previsto dalla legge
regionale 10 giugno 2008, n. 13 (Norme per l’abitare sostenibile), e si doti della certificazione di cui all’articolo 9 della stessa legge prima del rilascio del certificato di agibilità.”.
variazione catastale prima della
presentazione della denuncia di inizio attività (DIA) o dell’istanza per il rilascio del permesso di costruire. Il tecnico abilitato deve attestare la volumetria esistente, ai
Art. 3 Modifica all’articolo 4 della l.r. 14/2009
sensi dell’articolo 2, comma 2, lettera c), della presente legge, mediante idonea e completa documentazione
tipo grafico e fotografico”;
Il comma 1 dell’articolo 4 (Interventi straor-
b) alla lettera b) del comma 3, dopo le parole: “provveda al” sono inserite le seguenti “la monetizzazione degli stan- dard mediante”;
c) alla lettera c) del comma 3, le parole:
“garantito da un atto da trascriversi nei registri immobiliari” sono sostituite dalle seguenti: “garantito da un atto unilaterale d’obbligo”;
d) al comma 3 è aggiunta, in fine, la seguente:
dinari di demolizione e ricostruzione) della l.r. 14/2009 è sostituito dal seguente:
“1. Al fine di migliorare la qualità del patri- monio edilizio esistente, sono ammessi interventi di demolizione e ricostruzione
edifici residenziali con realizzazione
un aumento di volumetria sino al 35
per cento di quella legittimamente esi- stente alla data di entrata in vigore della presente legge.”.
“e bis) al rispetto delle norme che disci- plinano il condominio negli edi- fici”;
Art. 5 Modifica all’articolo 6 della l.r. 14/2009
All’articolo 6 (Limiti di applicazione),
“6. Gli incrementi volumetrici previsti dagli articoli 3 e 4 non possono essere destinati a usi diversi da quelli pre- visti dallo strumento urbanistico generale vigente.”;
f) sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
“6 bis. Qualora siano interessati edi- fici riconducibili alla tipologia a schiera o plurifamiliare, gli interventi previsti dagli articoli 3 e 4 sono ammessi a condi- zione che venga salvaguardata la coerenza architettonica e formale del complesso edilizio in cui sono ricompresi e che non risultino in contrasto con regolamenti condominiali e convenzioni urbanistiche eventualmente sussistenti.”; “6 ter. I Comuni possono prevedere la riduzione del contributo di costruzione per gli interventi destinati a prima abitazione.”; “6 quater I Comuni, annualmente, ap- provano un rapporto sullo stato di attuazione delle pre- sente legge all’interno del ter- ritorio comunale e lo trasmet- tono alla Regione. Il rapporto contiene dati analitici e valuta- zioni, in particolare, sull’im- patto delle presenti norme sulla strumentazione urbani- stica vigente e sulla qualità insediativa, con specifico riguardo alla dotazione di ser- vizi e spazi verdi, alla tutela del patrimonio architettonico e dei paesaggi di qualità, al miglioramento delle condi- zioni di sicurezza, efficienza energetica, risparmio delle risorse, accessibilità e sosteni- bilità del patrimonio edilizio esistente.”.
comma 1, lettera K), della l.r. 14/2009 le parole:
“per gli interventi di cui all’articolo 4 riguardanti edifici esistenti che siano oggetto di ordinanze sin-
dacali tese alla tutela della pubblica e privata inco- lumità e che insistono in zone territoriali omogenee nelle quali gli strumenti di pianificazione vigenti consentano tali tipi di interventi” sono sostituite dalle seguenti: “questi strumenti o atti consentano interventi edilizi di tale natura e la pericolosità idraulica o geomorfologica possa essere superata o mitigata con interventi di sistemazione idraulica e/o
consolidamento del sito interessato, previa acqui-
sizione del parere favorevole vincolante dell’Auto-
rità di bacino.”.
Art. 6 Modifiche e integrazioni all’articolo 7 della l.r. 14/2009
All’articolo 7 (Tempi e titoli abilitativi) della
l.r. 14/2009 sono apportate le seguenti modifiche e integrazioni:
a) al comma 1, le parole: “entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge” sono sostituite dalle seguenti: “entro il 31 dicembre 2012”;
b) al comma 2 è aggiunta, in fine, il seguente periodo: “Detta valutazione può limitarsi all’intervento proposto solo quando l’am- pliamento si presenti, ancorché contiguo, dal punto di vista statico e strutturale indi- pendente dall’edificio esistente.”.
Art. 7 Entrata in vigore delle modifiche alla l.r. 14/2009
Le modifiche alla l.r. 14/2009 introdotte con
presente legge non necessitano di alcun atto
amministrativo di recepimento da parte dei Comuni.
TITOLO II DISPOSIZIONI IN ATTUAZIONE DEL DECRETO LEGGE 13 MAGGIO 2011, N. 70 (SEMESTRE EUROPEO - PRIME DISPOSI- ZIONI URGENTI PER L’ECONOMIA), CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA LEGGE 12 LUGLIO 2011, N. 106
Modifiche all’articolo 7 bis della legge regionale
29 luglio 2008, n. 21
1. Il titolo dell’articolo 7 bis (Interventi di
riqualificazione edilizia attraverso la delocalizza- zione delle volumetrie) della legge regionale 29 luglio 2008, n. 21 (Norme per la rigenerazione urbana), è sostituito dal seguente: “Interventi di riqualificazione ambientale attraverso la demoli- zione di manufatti edilizi collocati in zone sensibili e la delocalizzazione delle relative volumetrie”.
Integrazioni alla legge regionale
1. Dopo l’articolo 7 bis della l.r. 21/2008 sono
“Art. 7 ter Riqualificazione urbana attraverso interventi di demolizione e ricostruzione di edifici residenziali
1. Per favorire interventi di riqualificazione di
aree urbane degradate, i comuni possono indivi- duare ambiti del territorio comunale ove è consen- tita la sostituzione, attraverso interventi di demoli- zione e ricostruzione nella medesima area o la rimozione con delocalizzazione delle relative volu- metrie in area o aree diverse, di singoli edifici desti- nati alla residenza o a usi strettamente connessi, legittimamente realizzati o per i quali sia stata rila- sciata sanatoria edilizia, secondo criteri rispondenti all’esigenza di migliorare la qualità ambientale e architettonica degli insediamenti, di assicurare il risparmio delle risorse energetiche e idriche, di ridurre il consumo del suolo agricolo e della mobi- lità individuale su gomma.
2. Per le finalità di cui al comma 1, i Comuni
possono riconoscere, come misura premiale, una volumetria supplementare nella misura massima del 10 per cento della volumetria edificata preesi- stente, purché sussistano le seguenti condizioni:
gli edifici da sostituire o rimuovere devono essere ubicati all’interno dei centri abitati;
la demolizione non può interessare comunque gli immobili elencati nel comma 6 dell’articolo 7 bis della presente
ricostruzione, fermo restando il rispetto
delle altezze massime e le distanze minime previste dagli strumenti urbani- stici generali vigenti, deve essere coerente dal punto di vista funzionale, morfologico
architettonico con il tessuto insediativo
in cui si inserisce, curando particolar- mente le relazioni con la natura, forma, dimensione e funzione di tutti gli spazi costruiti e spazi aperti che hanno rile- vanza ai fini della migliore fruizione dello spazio pubblico e di uso pubblico;
la ricostruzione non può avvenire nella stessa area oggetto di demolizione qua- lora l’edificio sia ubicato in una delle
zone o degli ambiti territoriali elencati nel comma 5 dell’articolo 7 bis;
ove si proceda alla delocalizzazione delle volumetrie, le aree di sedime e di perti- nenza dell’edificio demolito devono rimanere libere da edificazione; a tal fine, l’interessato si deve impegnare, previa stipulazione di apposita convenzione con
Comune, alla demolizione dell’edificio
al ripristino ambientale di dette aree;
ove si proceda alla delocalizzazione, la
ricostruzione deve avvenire, successiva- mente alla demolizione e al ripristino
ambientale di cui alla lettera e), in area o aree ubicate al di fuori delle zone o degli ambiti territoriali elencati nel comma 5 dell’articolo 7 bis, che devono essere pun- tualmente indicate nella convenzione sti- pulata tra il Comune e l’interessato;
la destinazione d’uso dell’immobile rico- struito deve essere omogenea o stretta- mente connessa a quella dell’edificio
ricostruzione deve essere realizzata
secondo i criteri di edilizia sostenibile indicati dalla l.r. 13/2008. A tal fine, l’edi- ficio ricostruito deve acquisire almeno il
produttivi da aree destinate ad usi non compatibili, i Comuni individuano ambiti del territorio comunale ove è consentita:
ristrutturazione o sostituzione di singoli
punteggio 3 nello strumento di valuta- zione previsto dalla l.r. 13/2008 e dotarsi della certificazione di cui all’articolo 9 della stessa legge prima del rilascio del certificato di agibilità.
edifici con destinazione industriale o arti- gianale, ubicati in aree destinate ad atti- vità produttive dagli strumenti urbanistici generali vigenti, legittimamente realizzati
per i quali sia stata rilasciata sanatoria edilizia, attraverso interventi di demoli- zione e ricostruzione nella medesima
Ferme restando le condizioni di cui al
comma 2, il valore massimo della misura premiale è elevato, comunque nei limiti del 35 per cento della volumetria dell’edificio esistente:
rimozione di singoli edifici con destina-
zione non residenziale, legittimamente realizzati o per i quali sia stata rilasciata
un ulteriore 10 per cento della volume-
tria preesistente qualora l’intervento di
sanatoria edilizia, con delocalizzazione delle relative volumetrie verso area o aree destinate ad attività produttive dagli stru- menti urbanistici generali vigenti, quale che sia la destinazione d’uso dell’area ove l’edificio da delocalizzare è ubicato.
demolizione o di ricostruzione sia con- templato in un programma integrato di rigenerazione urbana;
un ulteriore 5 per cento qualora l’edi-
ficio ricostruito sia destinato a edilizia
residenziale sociale per una quota minima pari al 20 per cento della sua volumetria, previa stipulazione di apposita conven- zione con il Comune;
Per le finalità di cui al comma 1, i Comuni
possono riconoscere, come misura premiale, una volumetria supplementare nella misura massima
del 5 per cento della volumetria edificata preesi- stente, purché sussistano le seguenti condizioni:
la demolizione non può interessare
ficio ricostruito acquisisca almeno il pun- teggio 4 nello strumento di valutazione previsto dalla l.r. 13/2008 e si doti della certificazione di cui all’articolo 9 della
comunque gli immobili elencati nel comma 6 dell’articolo 7 bis;
stessa legge prima del rilascio del certifi- cato di agibilità;
delle altezze massime e le distanze minime previste dagli strumenti urbani-
un ulteriore 5 per cento della volume-
tria preesistente qualora l’edificio rico-
stici generali vigenti, deve essere coerente dal punto di vista funzionale, morfologico
struito sia realizzato ad esito di concorsi
idee o di progettazione ai sensi della
legge regionale 10 giugno 2008, n. 14 (Misure a sostegno della qualità delle opere di architettura e di trasformazione del territorio).
la ricostruzione non può avvenire nella stessa area oggetto di demolizione qua- lora l’edificio sia ubicato in aree non destinate ad attività produttive oppure in una delle zone o degli ambiti territoriali elencati nel comma 5 dell’articolo 7 bis;
Art. 7 quater Riqualificazione urbana attraverso interventi di demolizione e ricostruzione di edifici non residenziali
Per incentivare la riqualificazione ecologica
degli edifici in aree urbane degradate, la riqualifica- zione fisica e funzionale di aree interessate dalla presenza di edifici produttivi dismessi privi di qua- lità architettonica, la delocalizzazione di edifici
ove si proceda alla delocalizzazione delle volumetrie, le aree di sedime e di perti-
nenza dell’edificio demolito devono rimanere libere da edificazione; a tal fine l’interessato si deve impegnare, previa stipulazione di apposita convenzione con
struito sia realizzato a esito di concorsi di idee o di progettazione, ai sensi della l.r.
comma 2, qualora l’intervento preveda la delocaliz- zazione di impianti industriali e commerciali o ad essi assimilati da zone a destinazione agricola, a verde o a servizi pubblici o privati, comunque deno- minate nello strumento urbanistico generale vigente, verso area o aree destinate dagli stessi stru- menti ad attività produttive, il valore massimo della misura premiale è elevato di un ulteriore 10 per cento della volumetria preesistente con conse- guente innalzamento al 35 per cento della premia- lità massima complessivamente ottenibile.
ove si proceda alla delocalizzazione, la ricostruzione deve avvenire, successiva- mente alla demolizione e al ripristino ambientale di cui alla lettera d), in area o aree a destinazione produttiva, comunque ubicate al di fuori delle zone o degli ambiti territoriali elencati nel comma 5 dell’articolo 7 bis, che devono essere pun-
tualmente indicate nella convenzione sti- pulata tra il Comune e l’interessato;
destinazione d’uso dell’immobile rico-
struito deve essere omogenea o assimila- bile a quella dell’edificio demolito;
Art. 7 quinquies Disposizioni comuni agli inter- venti di riqualificazione urbana realizzati attra- verso la demolizione e la ricostruzione di edifici
l’edificio ricostruito deve essere in grado
ridurre il fabbisogno annuo di energia
primaria per metro quadrato di superficie utile almeno del 25 per cento rispetto ai limiti stabiliti dalla vigente normativa, applicando criteri progettuali e tecniche di tipo passivo e bioclimatico.
a) per centro abitato si intendono le parti del territorio corrispondenti alle zone B di cui al decreto del Ministro dei lavori pubblici 1444/1968 come perimetrate dallo stru- mento urbanistico generale vigente, quale che sia la loro nomenclatura;
comma 2, il valore massimo della misura premiale è elevato, comunque nei limiti del 25 per cento della volumetria dell’edificio esistente:
b) per edificio si intende l’insieme di strut- ture portanti ed elementi costruttivi e architettonici reciprocamente connessi in modo da formare con continuità dalle fon- damenta alla copertura un organismo edi- lizio funzionalmente autonomo, isolato o collegato ad altri edifici adiacenti e con almeno un accesso sulla strada pubblica o privata, composto da una o più unità immobiliari funzionalmente e fisicamente connesse tra loro mediante parti comuni, indipendentemente dal regime delle pro- prietà;
c) per edifici residenziali si intendono gli immobili comprendenti una o più unità immobiliari destinate alla residenza e a usi strettamente connessi con le resi- denze, ai sensi del comma 2 dell’articolo 3 del decreto del Ministro dei lavori pub- blici 1444/1968;
tria preesistente qualora l’intervento di demolizione o di ricostruzione sia con- templato in un programma integrato di rigenerazione urbana;
tria preesistente qualora l’edificio rico- struito sia in grado di ridurre il fabbisogno annuo di energia primaria per metro qua- drato di superficie utile almeno del 50 per cento rispetto ai limiti stabiliti dalla vigente normativa, applicando criteri pro-
gettuali e tecniche di tipo passivo e biocli- matico e il rapporto tra l’area soggetta a recupero idrico e la superficie impermea- bile totale del lotto sia almeno del 30 per cento;
d) per volumetria complessiva si intende quella calcolata secondo i criteri e para-
metri previsti dallo strumento urbanistico generale vigente nel Comune.
2. La ricostruzione di edifici, nella stessa area
oggetto di demolizione o in altre aree a seguito di
delocalizzazione delle volumetrie, si può realizzare solo in aree nelle quali lo strumento urbanistico generale preveda destinazioni d’uso omogenee, secondo la classificazione di cui all’articolo 2 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 1444/1968,
a quelle dell’edificio demolito.
3. Ai fini dell’applicazione degli articoli 7 ter e
7 quater, i Comuni, in fase di redazione o di aggior- namento del documento programmatico per la rige- nerazione urbana di cui all’articolo 3 e previa pub- blicazione di avviso pubblico destinato a racco- gliere segnalazioni e proposte da parte di soggetti pubblici e privati, devono puntualmente individuare sulla cartografia tecnica regionale in scala 1:5.000 e sullo strumento urbanistico generale vigente, preci-
sandone i relativi perimetri, gli ambiti del territorio comunale in cui è possibile la realizzazione degli interventi contemplati dagli articoli 7 ter e 7 quater. Nella medesima fase di redazione o di aggiorna- mento del documento programmatico per la rigene- razione urbana, i Comuni procedono a individuare gli ambiti del territorio comunale in cui la possibi- lità di realizzare detti interventi è esclusa in rela- zione a caratteristiche storico-culturali, morfolo- giche, paesaggistiche e alla funzionalità urbanistica
o è subordinata a specifiche limitazioni o prescri-
zioni, quali, a titolo meramente esemplificativo, particolari limiti di altezza, distanze tra costruzioni, arretramenti dal filo stradale, ampliamenti dei mar- ciapiedi, previsione di aree destinate a verde o a parcheggi.
4. Gli interventi di cui agli articoli 7 ter e 7 quater
sono realizzabili mediante (DIA), ai sensi dell’arti- colo 22 (Interventi subordinati a denuncia di inizio
attività) del testo unico delle disposizioni legislative
e regolamentari in materia di edilizia, emanato con
decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, come sostituito dall’articolo 1 del decreto legislativo 27 dicembre 2002, n 301, o, in alternativa, mediante permesso di costruire.
5. La ricostruzione, nella medesima area o
previa delocalizzazione delle volumetrie, deve
avvenire comunque nel rispetto degli standard urba- nistici di cui agli articoli da 3 a 9 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 1444/1968, delle norme relative al reperimento di spazi per parcheggi perti- nenziali nella misura minima di 1 metro quadrato per ogni 10 metri cubi della volumetria complessiva realizzata con la ricostruzione, nonché delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disci- plina dell’attività edilizia e in particolare delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igie- nico-sanitarie, di quelle relative all’efficienza ener- getica, di quelle relative alla difesa del suolo, alla tutela del paesaggio, dell’ambiente e dell’ecosi- stema.
6. Le misure premiali previste dagli articoli 7
ter e 7 quater non possono essere cumulate agli incentivi riconosciuti in applicazione della l.r.
Qualora siano soddisfatte tutte le condizioni
cui al presente articolo, nonché quelle contem-
plate dagli articoli 7 ter e 7 quater, gli interventi di
demolizione e ricostruzione di edifici in area o aree diverse da quella originaria non richiedono variante agli strumenti urbanistici generali. Qualora invece
le suddette condizioni non siano soddisfatte, gli
interventi di cui sopra possono essere autorizzati dal Comune, con l’eventuale previsione di misure premiali, solo previa approvazione di variante agli strumenti urbanistici generali per la quale, ove l’in- tervento sia inserito in un programma integrato di rigenerazione urbana, si applica il procedimento disciplinato dall’articolo 6.
8. Gli immobili interessati dagli interventi con-
templati dagli articoli 7 ter e 7 quater devono risul- tare esistenti alla data di entrata in vigore della pre- sente legge e regolarmente accatastati presso le agenzie del territorio, ai sensi del testo unico delle leggi sul nuovo catasto approvato con r.d. 1572/1931. Per gli edifici che devono essere accata- stati al nuovo catasto edilizio urbano, ai sensi del r.d.l. 652/1939, convertito, con modificazioni, dalla legge 1249/1939, devono essere presentate idonee dichiarazioni alle agenzie del territorio per l’accata- stamento o per la variazione catastale prima della presentazione della DIA o dell’istanza per il rilascio del permesso di costruire.
Agli interventi di ricostruzione si applicano
La Regione, con il concorso degli enti locali
norme previste dal decreto del Ministro per i
lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236 (Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’a- dattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e age- volata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche).”.
Art. 10 Formazione dei piani attuativi
e di altri enti pubblici interessati, provvede alla for- mazione, all’aggiornamento e alla gestione inte- grata del SIT.
La Regione assicura il funzionamento del
SIT e provvede alla realizzazione delle basi infor- mative topografiche e tematiche sullo stato delle risorse del territorio, mettendole gratuitamente a disposizione degli enti locali, dei cittadini e delle imprese nelle forme più adatte a garantire diffu-
sione e facilità di accesso. La Regione, inoltre,
rende accessibili attraverso il SIT i propri strumenti
Dalla data di entrata in vigore della presente
pianificazione e di governo del territorio.
legge, i piani attuativi, comunque denominati, per
cui formazione le leggi attualmente in vigore pre-
Gli enti locali conferiscono gratuitamente al
vedono due distinte deliberazioni, di adozione e di approvazione definitiva, sono adottati con delibera- zione della Giunta comunale e approvati in via defi- nitiva con deliberazione della Giunta comunale se conformi allo strumento urbanistico generale
SIT regionale, seguendo le istruzioni di cui al comma 6, le informazioni in loro possesso sullo stato delle risorse e sulla situazione fisico-giuridica del territorio.
vigente. I relativi procedimenti di formazione sono sottoposti all’attuale disciplina, che resta immutata,
Per agevolare l’accesso di cittadini e imprese
agli elaborati tecnici allegati agli atti di approva- zione degli strumenti urbanistici, gli enti locali tra- smettono alla Regione, secondo le modalità di cui al comma 6, gli elaborati tecnici allegati alle delibere
cui alle vigenti leggi.
A seguito di apposita richiesta scritta da parte
della maggioranza dei consiglieri comunali, anche
adozione e approvazione degli strumenti urbani-
forma cumulativa, il piano attuativo è adottato e
stici, nonché delle loro varianti, affinché vengano resi accessibili anche attraverso il SIT regionale, assolvendo così agli obblighi di pubblicazione su portali istituzionali.
approvato dal Consiglio comunale anziché dalla Giunta.
Art. 11 Integrazioni alla legge regionale 27 luglio 2001, n. 20
La Regione promuove accordi con gli altri
enti pubblici al fine di acquisire informazioni utili
governo del territorio e le rende disponibili agli
enti locali, ai cittadini e alle imprese nelle forme più
L’articolo 24 della legge regionale 27 luglio
adatte a garantire diffusione e facilità di accesso. La Regione, inoltre, attraverso la costituzione di tavoli tecnici intersettoriali, definisce le modalità di tra- smissione e di diffusione delle informazioni all’in- terno della Regione stessa, volte ad evitare la dupli- cazione delle informazioni, a razionalizzare la pro- duzione di nuove banche dati e a favorirne la coe- renza.
2001, n. 20 (Norme generali di governo e uso del
territorio), è sostituito dal seguente:
“Art. 24 (Sistema informativo territoriale regionale)
La Giunta regionale istituisce, presso l’As-
sessorato competente in materia di pianificazione e assetto del territorio, il Sistema informativo territo- riale (SIT) al fine di elaborare un quadro conosci- tivo comune e accessibile, funzionale alla forma- zione e gestione degli strumenti di tutela del terri- torio e della pianificazione regionale, provinciale e comunale.
La Giunta regionale emana apposite istru-
zioni tecniche al fine di definire e disciplinare le specifiche tecniche, gli standard informativi minimi, le regole comuni per la produzione e la dif- fusione delle informazioni da includere nel SIT
regionale, nonché le modalità di accesso e di tra- smissione rispetto a tali informazioni.”.
Art. 12 Modifiche e integrazioni alla l.r. 14/2008
1. All’articolo 12 (Tutela e valorizzazione delle
opere di architettura moderna e contemporanea)
della l.r. 14/2008 sono apportate le seguenti modi- fiche e integrazioni:
a) al comma 2, le parole: “realizzati nel ter- ritorio comunale negli ultimi cin- quant’anni” sono soppresse;
b) al comma 2, dopo le parole “moderna e contemporanea” sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: “In caso di mancato rispetto dei suddetti termini o a integra- zione di detto elenco, associazioni, istitu- zioni universitarie e di ricerca, istituti di cultura o singoli esperti possono proporre al Comune elenchi o singole opere oppor- tunamente documentati sui quali il Comune stesso è tenuto a pronunciarsi motivatamente entro novanta giorni. Gli stessi soggetti possono altresì proporre elenchi o singole opere opportunamente documentati alla regione ai fini della tutela nell’ambito del piano paesaggistico vigente.”;
c) al comma 6, la parole “sono individuati gli edifici realizzati da oltre cinquanta anni e” sono soppresse;
“6 bis. La Regione, su proposta della Conferenza di cui all’articolo 14, può richiedere al Ministero com- petente in materia di beni e atti- vità culturali la dichiarazione di particolare valore artistico delle
opere di architettura moderna o contemporanea incluse negli elenchi, per gli effetti previsti dal- l’articolo 20, secondo comma, della legge 22 aprile 1941, n. 633 (Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo eser- cizio).
Art. 13 Modifiche e integrazioni all’articolo 17 della legge regionale 11 febbraio 1999, n. 11
1. All’articolo 17, comma 4, della legge regio-
nale 11 febbraio 1999, n. 11 (Disciplina delle strut- ture ricettive ex articoli 5, 6 e 10 della legge 17 maggio 1983, n. 217, delle attività turistiche ad uso pubblico gestite in regime di concessione e delle associazioni senza scopo di lucro), sono apportate le seguenti modifiche e integrazioni:
a) le parole: “Gli allestimenti mobili non sono soggetti a concessione o autorizza- zione edilizia a condizione che” sono sostituite dalle seguenti: “Gli allestimenti mobili non rientrano tra gli interventi edi- lizi di cui all’articolo 3 (Definizione degli interventi edilizi), comma 1, punto e.5), del d.p.r. 380/2001 e non richiedono, per- tanto, titolo abilitativo edilizio, a condi- zione che”;
b) è aggiunto, in fine, il seguente periodo:
“Non richiede, inoltre, titolo abilitativo l’installazione del preingresso inteso come struttura coperta chiusa realizzata in materiali rigidi, comunque smontabili, da accostare agli allestimenti mobili di per- nottamento, con funzioni di protezione e soggiorno diurno delle persone.”.
Data a Bari, addì 1 agosto 2011
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References: Art. 1

Art. 2

Art. 4

Art. 3
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Art. 5
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Art. 6
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Art. 7

Art. 7

Art. 7

Art. 10

Art. 11

Art. 12
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Art. 13
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