Source: https://www.sicurdue.it/strisce-pedonali-bici/
Timestamp: 2020-02-27 09:25:58+00:00

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Bici e strisce pedonali, un rapporto difficile? - Sicurdue
20 Ottobre 2018 di Domenico Chirico
Bici e strisce pedonali, un rapporto difficile?
Il ciclista in sella alla propria bici può attraversare la carreggiata utilizzando le strisce pedonali?
Navigando su internet ho trovato varie opinioni e/o interpretazioni tra loro molto discordanti: districarsi in questa rete di articoli non è facile, specialmente se sono inadeguate le basi per interpretare un testo giuridico com’è il Codice della Strada (d’ora in avanti CdS).
Quale miglior modo, per fare chiarezza, se non attraverso un caso realmente accaduto?
Ringrazio anticipatamente C. Salvatore per avermi dato la possibilità di pubblicare il suo caso: tipico esempio di come l’interpretazione errata di una norma del CdS possa tradursi, o per ignoranza o per furbizia, in un ulteriore danno che culmina nel diniego del giusto risarcimento a favore del danneggiato.
La sera del 15/06/2018 alle ore 22:02 ricevo questa email (screenshot del testo originale):
L’email mi aveva colpito per 2 motivi:
Aver scritto, cito testualmente, “vorrei sottoporre il mio caso alla sua competenza” invece di “alla sua attenzione”, significava una sola cosa:
piena consapevolezza da parte di Salvatore della necessità di chiedere un supporto ad uno specialista e non ad un qualsiasi professionista.
Ho subito pensato: ecco un altro caso di prevaricazione da parte delle Compagnie di Assicurazioni.
<<Salvatore, in sella sulla propria bici, visto il traffico intenso, decide di utilizzare le strisce pedonali per attraversare la carreggiata.
Durante la manovra di attraversamento viene investito da un’automobile; per fortuna senza gravi conseguenze: danni alla bici e contusione alla mano sinistra.
Sul posto interviene la Polizia Municipale, la quale redige regolare verbale al fine di stabilire le dinamiche dell’incidente stradale.
Successivamente, il Sig. Salvatore, per il tramite di un’agenzia di infortunistica stradale, invia una regolare richiesta risarcitoria ad Allianz (assicurazione dell’automobilista).>>
Non ci crederete ma, con stupore, il Sig. Salvatore si troverà, nel mese di luglio e di novembre, di fronte a due notizie inaspettate.
Il 17 riceve la notifica di una multa di 25,00€ per la violazione dell’art. 182, comma 4, CdS che testualmente recita:
“4. I ciclisti devono condurre il veicolo a mano quando, per le condizioni della circolazione, siano di intralcio o di pericolo per i pedoni. In tal caso sono assimilati ai pedoni e devono usare la comune diligenza e la comune prudenza”.
La norma viene interpretata dalla Polizia Municipale come ad un obbligo, da parte dei ciclisti che vogliono attraversare la carreggiata utilizzando le strisce pedonali, di condurre a mano la bici in presenza di traffico; così si evince dal testo della multa:
“sebbene le condizioni della circolazione lo richiedessero” (leggi l’ultima riga dello screenshot)
(poi vi spiegherò dove la Polizia Municipale ha commesso l’errore)
Precisamente il 4 novembre, Allianz risponde alla richiesta risarcitoria; l’oggetto della missiva è inequivocabile:
“comunicazione dei motivi della mancata offerta”.
Sostanzialmente a Salvatore è negato il risarcimento in quanto ritenuto, solo perché ha attraversato le strisce pedonali in sella alla propria bici, l’unico responsabile del sinistro.
(screenshot dalla lettera)
Trascorrono quasi 2 anni dalla richiesta risarcitoria senza che accada nulla di nuovo ed in prossimità della prescrizione,
(se non sai di cosa sto parlando, ti consiglio di leggere l’articolo che ho scritto intitolato:
“Il risarcimento danni da incidente stradale, si prescrive?”),
dopo aver effettuato alcune ricerche su internet, Salvatore decide di contattarmi.
Fino a qui, il reso conto di quanto accaduto e subìto dal mio assistito.
Polizia Municipale e Allianz, giuridicamente ignoranti o furbetti?
Per smontare la tesi interpretativa sia della Polizia Municipale sia di Allianz, bisogna porsi due quesiti:
Nel CdS esiste una norma che contempla il divieto di attraversare le strisce pedonali in sella alla propria bici?
In caso di incidente stradale, chi viola una norma del codice stradale è da considerarsi l’unico responsabile dell’evento?
Per rispondere alla prima domanda, è sufficiente trovare tutti gli articolo del CdS dove è presente il lemma strisce pedonali o attraversamento pedonale, e verificare se esiste questo specifico divieto.
art. 3, comma I, punto 3
art. 158, comma I lettera g
art. 141, comma 4
art. 145 Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada (d.P.R. n. 495/1992)
ma di questo famigerato divieto non vi è traccia.
Da questo possiamo trarre una prima conseguenza logica:
nel codice della strada e del suo regolamento di esecuzione non vi è nessuna norma che preveda il divieto di attraversare le strisce pedonali in sella alla propria bici.
Se questo è vero, allora nel CdS deve esserci un princìpio di carattere generale in base al quale sarà possibile desumere il divieto.
Effettivamente questa norma esiste ed è l’art. 182, comma 4 (in verità non si tratta di un divieto vero e proprio ma di un obbligo comportamentale), infatti il 4 comma stabilisce che:
Individuata la norma, si pone il problema di come deve essere interpretata.
In realta, e non ho timore di essere smentito, non c’è mai stato un contrasto sulla sua interpretazione, non a caso ci sono pochissime sentenze della Cassazione su questo articolo.
Infatti, la dottrina e la giurisprudenza sono unanime nel ritenere che:
“la situazione di intralcio o di pericolo che dev’essere evitata, non riguarda la circolazione dei veicoli, ma solo quella cui sono esposti i pedoni”.
Questo vuol dire che tutte le zone/parti dedicate alla circolazione del pedone possono essere occupate e/o attraversate anche dal ciclista (anch’esso, come il pedone, utente debole come definito dall’art. 3, comma 53-bis, del CdS) con un unico limite:
in caso di presenza di pedoni, la cui circolazione in sella potrebbe creare problemi alla circolazione o all’incolumità degli stessi, bisogna condurre la bici a mano.
I VIGILI URBANI HANNO REDATTO UNA MULTA AFFETTA DA VIZIO?
Sì, perché hanno mal interpretato l’art. 182, comma 4, CdS.
A questo punto ti starai chiedendo, la multa poteva essere impugnata?
Certo, la multa poteva essere impugnata davanti al giudice di pace (attenzione, prima di impugnare una multa è opportuno valutare i costi/benefici. Nel caso specifico, non conveniva sul piano economico perché il vizio doveva essere fatto valere davanti al giudice di pace ma, per poterlo adire bisognava pagare il contributo unificato che, in base al valore della causa, corrispondeva a 43€ mentre la multa era solo di 25€).
Piccola riflessione, ma i vigili urbani hanno commesso un errore dovuto all’ignoranza interpretativa oppure è uno sbaglio consapevole?
A questo non so dare risposta e, sinceramente, non so quale fra le due ipotesi sia la più grave.
Se ti dovessi trovare nella situazione di attraversare le strisce in sella alla tua bici e, malauguratamente, un vigile avesse la balzana idea di multarti attraverso la contestazione immediata, ti consiglio di far indicare nel verbale quanto segue:
“l’attraversamento sulle strisce pedonali in sella alla mia bici non era né di intralcio né di pericolo per i pedoni”.
Visto che ci siamo, approfondiamo un po’ meglio questo art. 182, comma 4, e chiediamoci:
“Per il conducente di un veicolo a motore, è indifferente oppure no che il ciclista attraversi la strada sulle strisce in sella o portando a mano la bici?
In verità non è indifferente in quanto, nel caso in cui il ciclista decida di attraversare le strisce:
in sella, il conducente del veicolo a motore deve rispettare gli obblighi previsti dall’art. 141 CdS (dedicato alla velocità);
con bici a mano, il conducente del veicolo a motore deve rispettare gli obblighi più rigorosi previsti dall’art. 191 CdS dedicato proprio ai pedoni (infatti i ciclisti, in quel caso specifico, sono paragonati ai pedoni).
Per quanto riguarda il secondo quesito, che posso riassumere in questo modo:
“Se a seguito di un incidente stradale vieni multato perché attraversavi le strisce pedonali in sella alla tua bici, l’assicurazione può ritenerti l’unico responsabile di quanto accaduto?
Secondo la bislacca tesi di Allianz, sì; ed è quello che è successo al mio cliente, ritenuto l’unico responsabile.
In verità Allianz si sbagliava di grosso!
E per dimostrarlo, ho argomentato così (riporto integralmente le mie argomentazioni inviate ad Allianz):
A) Innanzitutto l’art. 182, comma 4, del CdS prevede l’obbligo di condurre a mano la bici solo quando sia di intralcio o pericoloso per i pedoni
(ricordo che dottrina, giurisprudenza – Cass. 27611/2017 – e lo stesso Ministero delle Infrastrutture con Circolare ministeriale n.2917 del 01.06.2012 – all. H -, affermano questo tipo di interpretazione in quanto norma posta in essere a tutela dei pedoni)
ma, come affermato dalla stessa Sig.ra P. (l’autrice materiale dell’investimento N.d.A.) nel verbale di accertamento del 21/06/2016, “sull’attraversamento pedonale che era sgombro da pedoni”.
Questo significa che il comportamento del mio assistito è stato legittimo, conforme alla norma e coerente con lo stato dei luoghi.
(Un piccolo inciso; i vigili urbani se avessero interpretato correttamente l’articolo in commento, in base alla testimonianza dell’autrice del sinistro, non avrebbero dovuto emettere una contravvenzione visto che la signora aveva dichiarato in un documento ufficiale – com’è il verbale di accertamento su luoghi, cose e persone – che sulle strisce non c’erano pedoni)
B) Poniamo per pura ipotesi che il Sig. Salvatore avesse violato l’art. 182, comma 4, del CdS; tuttavia non bisogna, però, dimenticare l’orientamento giurisprudenziale in merito a questo punto:
“l’accertata violazione, da parte di uno dei conducenti dei veicoli coinvolti, di una specifica norma di legge dettata per la disciplina della circolazione stradale non può di per sé far presumere l’esistenza del nesso causale tra il suo comportamento e l’evento dannoso, che occorre sempre provare e che si deve escludere quando sia dimostrato che l’incidente si sarebbe ugualmente verificato anche qualora la condotta antigiuridica non fosse stata posta in essere (ed è proprio il caso di Salvatore, o in sella oppure con bici a mano sarebbe stato comunque investito).
Va, altresì, evidenziato che deve escludersi la sussistenza del nesso di causalità quando anche una condotta appropriata non avrebbe comunque evitato il verificarsi dell’evento, atteso che sarebbe del tutto irrazionale pretendere un comportamento comunque inidoneo ad evitare l’evento (c.d. prevedibilità in concreto dell’evento: affermare in tali casi la responsabilità per colpa significherebbe attribuire l’evento all’agente per il semplice versari in re illicita)”; Cass., IV sez. pen., 18 settembre 2008, n. 40802, Cass., IV sez. pen., 7 luglio 2008, n. 37094.
C) Ancora, sempre se per ipotesi astratta si volesse ritenere contra legem il comportamento del Sig. Salvatore; nell’ambito degli incidenti stradali, quando una situazione di pericolo sia di tale evidenza da poter essere superata agevolmente con uso di diligenza normale, del determinatosi evento dannoso non può ritenersi responsabile chi ponga in essere lo stato di pericolo, perché questo costituisce solo l’occasione dell’incidente che in effetti va addebitato a chi non usi la normale diligenza (Cass., IV sez. pen., 21 gennaio 1998, n. 3094; Cass., IV sez. pen., 13 febbraio 1989, n. 5684)
Nel nostro caso di specie, il nesso di causa viene meno in quanto l’incidente stradale si sarebbe comunque verificato senza che abbia nessun rilievo il fatto che il Sig. Salvatore procedesse in sella alla bicicletta invece di condurla a mano.
Dopo che ho inviato le mie argomentazioni in difesa del mio assistito, Allianz implicitamente ha ammesso di aver commesso un errore, riconoscendo a Salvatore un risarcimento pari a €1.200,00 per danni materiali e fisici, come si evince dallo screeshot dell’assegno.
Il ciclista che intenda attraversare la carreggiata utilizzando le strisce pedonali può farlo anche restando in sella alla propria bici a meno che tale comportamento possa recare problemi alla circolazione (ribadisco non la circolazione dei veicoli a motore) o all’incolumità dei pedoni; in tal caso ha l’obbligo di condurre a mano la bici.
Infine, se un vigile dovesse multarti per aver utilizzato le strisce pedonali in sella alla bici (tecnicamente violazione dell’art. 182, comma 4, del CdS), fai indicare nella multa questo testo:

References: art. 3

art. 158

art. 141

art. 145
 art. 182
 Cass.