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Timestamp: 2017-06-24 15:31:26+00:00

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Decreto ingiuntivo per omessa retribuzione senza busta paga? « "Legali Raccomandati"
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Posted by brunoredivo su settembre 4, 2010
E cosa accade se il datore di lavoro volontariamente non emette la busta paga oltre a non versare la retribuzione? Il legale vi risponderà che non sussistono i presupposti per ottenere un decreto ingiuntivo.
Ebbene, lo scrivente in un caso analogo dinanzi il Tribunale Civile di Roma, Sez. Lavoro, ha elaborato una tesi in base alla quale ottenere un decreto ingiuntivo anche senza la emissione di buste paga relative al periodo per cui si agisce.
Quindi sommando le varie voci fisse di retribuzione, si otterrà una somma oggettivamente ed inconfutabilmente inferiore ( ovvero uguale al più) rispetto all’effettivo dovuto, somma provata per iscritto dalle buste paga precedenti nonché dagli estratti conto previdenziali e dal Cud degli anni trascorsi.
Ma non è tutto. L’importo che il datore di lavoro deve versare in concreto al lavoratore non è la sommatoria delle voci come sopra specificate. Le stesse difatti compongono il cosiddetto lordo retributivo. Vanno scomputate le ritenute sociali e fiscali. E come scomputare tali somme senza l’ausilio di un consulente del lavoro esterno ( spesso non reperibile in tempi celeri oltre che costoso )? Come determinare il netto dovuto in un caso come quello sottoposto?
Ebbene lo scrivente aveva a disposizione le ultime 18 buste paga versate regolarmente. Dalle stesse ha scelto la mensilità di importo inferiore ( quella in cui dunque vi era una componente variabile più bassa ).
Di tale busta paga ha preso in considerazione tutte le ritenute ivi presenti e le ha scomputate dall’importo lordo ( di retribuzione fissa ) come sopra determinato. In questo modo, lo scrivente ha calcolato una somma in cui le ritenute erano relative ad una mensilità senza dubbio superiore ( sebbene di poco ) rispetto a quella puramente fissa per cui si agiva ed in tal modo ha determinato ed applicato un netto scomputando delle ritenute oggettivamente superiori rispetto alla somma per cui si ingiungeva il pagamento.
In altre parole, versando nell’impossibilità di determinare con prova scritta l’esatto ammontare netto dovuto e dunque non potendo individuare una precisa linea di demarcazione, lo scrivente è ricorso per ingiunzione relativamente ad una somma che era matematicamente inferiore all’effettivo dovuto e dunque senza dubbio al di sotto della immaginaria linea di demarcazione intercorrente tra quanto dimostrabile per prova scritta e quanto no.
Rimane poi in essere, è evidente, una pretesa ulteriore per il residuo credito di retribuzione per il quale inevitabilmente però occorrerà instaurare un ordinario giudizio del lavoro.
Ebbene, il Tribunale di Roma, contrariamente alle critiche pur costruttive ed osservazioni sfiduciose ricevute da colleghi anche illustri, ha ritenuto percorribile la via interpretativa che il sottoscritto ha presentato, emettendo pertanto un decreto ingiuntivo anche provvisoriamente esecutivo senza buste paga.
This entry was posted on settembre 4, 2010 a 3:27 pm	and is filed under Diritto del lavoro.
94 Risposte to “Decreto ingiuntivo per omessa retribuzione senza busta paga?”
marzo 10, 2011 a 8:52 am Questo commento mi è stato molto utile, visto che mi trovo in una situazione analoga, ho fatto una diffida al pagamento delle retribuzioni a me spettanti, ed, una volta avuta o meno la comunicazione da parte del mio datore di lavoro,se non provvederà al risarcimento delle somme, o mi dimetto per giusta causa o faccio prima decreto ingiuntivo, ma non ho le buste paga.
Quindi sto vagliando le varie possibilità se ce ne sono..
Rispondi	brunoredivo said
marzo 10, 2011 a 9:13 am Cara Valentina,
seguendo il mio ragionamento il tribunale sez. lavoro di Roma mi ha concesso 2 decreti… ad ogni modo ti faccio presente che le dimissioni per giusta causa non ti fanno perdere alcun diritto nè relativo alla retribuzione/contribuzione nè relativo a TFR e quant’altro.
Se dovessi avere necessità di un consulto o di una tutela legale ( non ho capito se sei una collega o meno ?!) siamo sempre a tua disposizione.
Lieto dell’incontro,
agosto 30, 2011 a 3:48 pm Egregio Avvocato, potrebbe cortesemente segnalarmi il numero della sentenza del Tribunale civile di Roma sez. Lavoro.
luglio 15, 2011 a 10:02 am Ciao,
lavoro dal 18 Maggio presso un’azienda, ma a tutt’oggi non mi è stata data la retribuzione a me dovuta, ma ho la busta paga…
Come posso appellarmi per avere i soldi a me dovuti????
dicembre 9, 2011 a 5:13 pm nulla di più facile. Ricorso per decreto ingiuntivo. Anzi nel tuo caso risulterà più agevole rispetto ai problemi sottesi che ho affrontato nel caso di cui all’articolo.
Ci sono buone possibilità di ottenere in tempi ( relativamente ) celeri le somme in tuo diritto.
marzo 12, 2013 a 11:06 pm Salve. Ho lo stesso problema di Andrea, ma con una piccola differenza. Il mio ex datore di lavoro cambia continuamente provincia per non subire alcun decreto ingiuntivo. (Sottolineo che non lavoro più con questa azienda in quanto mi sono dimesso e mi spetterebbero circa 2 mensilità non versate). In questo caso avere i soldi diventa impresa ardua. Come si potrebbe agire?
brunoredivo said
aprile 4, 2013 a 8:38 am Salve mi scuso per il ritardo con cui le rispondo.
Allora, dovrei capire cosa intende giuridicamente per “cambia continuamente provincia”. Ai fini della notifica ciò che conta è la sede legale al momento della notifica stessa. Visura alla mano non ci sono problemi di sorta.
Per quanto riguarda i pignoramenti, il problema è trovare un “bene” aggredibile… ovunque esso sia. Se è dotato di queste informazioni può agire.
Ad ogni modo, non le nascondo che verisimilmente la somma da lei vantata potrebbe lasciar desistere ogni azione a causa dei costi di procedura….
Se vuole mi fornisca informazioni più dettagliate e sarò ben lieto di darle risposte esaustive.
aprile 3, 2013 a 11:42 pm mi scusi, ma se l’azienda impugna anche con un pretesto il decreto, per quello che ne so io si passa ad una causa civile i cui tempi si dilatano enormemente.. è sbagliato?
aprile 4, 2013 a 8:30 am Gentile Stefano,
quanto da lei affermato è corretto ma se si ottiene il decreto provvisoriamente esecutivo ( e per crediti da lavoro, di natura alimentare SOLITAMENTE lo si ottiene ) lei non avrà necessità di attendere l’esito del giudizio ordinario. Potrà intanto eseguire il decreto ingiuntivo e procedere con i dovuti pignoramenti avendo per contro l’esecutato la possibilità di chiedere la conversione del pignoramento. All’esito della sentenza ordinaria si vedrà chi ha ragione e se del caso gli importi dovranno essere restituiti.
aprile 8, 2013 a 4:49 pm Salve. Scusi per il ritardo con cui le rispondo alla Sua domanda. Il mio ex datore di lavoro cambia continuamente provincia sia come sede produttiva (produttiva si fa per dire visto che è un’azienda solo commerciale) che come sede legale avendo lo stesso indirizzo. Per farle capire meglio, dalla provincia di TV si è trasferito in provincia di PN, da quella di PN si è trasferito in quella di VE, e tutto questo in meno di 3 anni. Trovare un bene aggredibile non è facile perchè il furbacchione ha intestato l’azienda alla sua mamma pensionata per cui non è pignorabile nulla. La cosa che a me interesserebbe sapere è se l’Inps ha un fondo per coloro che aspettano di essere retribuiti o meno.
aprile 8, 2013 a 5:07 pm Nuovamente salve,
allora per quanto riguarda le notifiche faccia una visura e nei giorni immediatamente successivi proceda. In questo caso le notifiche sono perfette anche se per compiuta giacenza.
Esiste inoltre un fondo di garanzia Inps ma copre unicamente le ultime 3 retribuzioni e l’intero Tfr. Attenzione perchè ci sono scadenze piuttosto stringenti specie per le retribuzioni.
In ultimo, sulla impignorabilità delle pensioni non è esattamente come diceva. Sono non pignorabili le quote di pensione inferiori al minimo vitale ( la Cassazione con pronunce diverse fa ruotare detta somma intorno ai 600 € circa ). Ma in ogni caso rimangono chiaramente esposti a pignoramento tutti i beni dell’azienda.
Ad ogni modo, rimango a sua disposizione per qualsiasi chiarimento o necessità.
settembre 13, 2011 a 10:45 am Ciao,
ma per ottenere le buste paghe non basta diffidare lo studio (commercialista, consulente lavoro) che le elabora al professionista. I consulenti del lavoro e il commercialista oltre ad essere obbligati per legge hanno doveri deontologici di collaborazione.
settembre 15, 2011 a 9:40 am caro francesco,
i problemi sono molteplici: il primo è che spesso i datori o chi per essi non emettono la busta paga ( che pertanto non c’è e non esiste neanche fisicamente ). Ed anche laddove la emettessero, i principi di leale collaborazione e deontologia sono principi fluttuati al di fuori del nostro paese da dopo la seconda guerra mondiale ( circa ). Pertanto si risolvono in belle parole che mai e poi mai risolvono una vertenza ( specie di lavoro ). Quindi in questi casi è bene procedere!
Sempre a tua disposizione, distinti saluti
settembre 22, 2011 a 10:33 am Buongiorno Dott. Bruno,
io mi sono dimessa per giusta causa in quanto non percepivo gli stipendi.
Mi sono rivolta al mio Avv.to il quale ha emesse decreto ingiuntivo e successivamente pignoramento presso terzi per il recupero del mio credito ma ha indicato l’importo lordo delle buste paga (non il netto). Come era immaginabile la controparte ha fatto opposizione contestando appunto la richiesta del lordo e non del netto…
è corretto indicare nel decreto ingiuntivo l’importo lordo o al contrario bisognava indicare il netto??
(Io ora ho ricevuto i netti delle mie buste paghe, ora l’Avv.to non procede per la parte lorda perchè dice sarà lo Stato che si rivarrà sulla Ditta debitrice, (quindi da profana in materia mi chiedo perchè allora l’abbia aperta al lordo???) rimane solo l’ultima udienza di opposizione per la discussione dell’ammontare della parcella perchè è stata calcolata sull’importo lordo).
dicembre 5, 2011 a 4:10 pm salve,
mi sono dimesso in ott.2011 per giusta causa perché non pagano.Anche dopo diverse diffide del legale alcun risultato.Tentativo nullo alla Dpl di Modena per richiesta di una diffida accertativa perché non ho i cedolini.Da luglio 2011 che non pagano compr. anche il rimbors.mod 730 di €1’336.00.In totale ad oggi avanzo quasi €10’000.00.L’azienda a settembre 2011 e posta in liquidazione ma le voci dei mie ex colleghi dicono che ci sia una possibile richiesta di fallimento.Premesso che nello stesso ufficio in parallelo opera un’altra ditta con gli stessi soci,stessa ragione sociale,stessi dipendenti sempre un’impresa di costruzioni insomma.A me sembra che stia perdendo tempo
ho perso la fiducia nel mio legale,cosa devo fare.Perché ad oggi sembra che sia io nel torto,non lo so?
dicembre 9, 2011 a 5:22 pm Caro fabio, mi scuso intanto per il ritardo nella mia risposta ma ho avuto impegni improrogabili.
Allora in generale devi procurarti il prima possibile dei titoli esecutivi che accertino il tuo diritto. Se riesci con decreti ingiuntivi benissimo ( i tempi sono rapidi ) altrimenti ti tocca fare un giudizio intero.
Una volta che hai in mano i titoli esecutivi, sia in caso di fallimento che di liquidazione puoi inserirti nella distribuzione delle somme ed ottenere quanto di diritto ( con il rischio però, te lo dico per onestà, di una parziale o totale incapienza del patrimonio del debitore ).
Per quanto attiene la tua seconda specifica, non è possibile. Se la ragione sociale è la stessa, partita iva, soci insomma tutti gli elementi di identificazione della società, non può andare in fallimento ovvero in liquidazione lasciando intoccato l’altro ufficio.
Probabilmente, si tratta di società diversa ma con stessi soci. Occorre a questo punto vedere la ragione sociale e le regole applicabile su eventuali limitazioni dei responsabilità… insomma troppo lungo da affrontare per mail.
Puoi scrivermi in qualsiasi momento ma ti consiglio di rimanere attento ed attivo perchè in caso di fallimento i tempi stringono anche per eventuale pagamento TFR da parte dell’inps..( surrogato in caso di insolvenza del datore ).
dicembre 21, 2011 a 10:27 pm Salve
bisogna avere le buste paga mancati anche per le dimissioni x giusta causa?
Ho 50 anni lavoro presso una ditta artigiana, ho diritto alla disoccupazione se
mi dimetto per giusta causa?
dicembre 22, 2011 a 9:32 am Salve Raimondo,
allora le buste paga non sono necessarie per dare le dimissioni per giusta causa ed in tal caso c’è diritto alla disoccupazione.
Unica nota è che ci sia effettivamente un grave motivo integrante giusta causa in quanto in assenza, le dimissioni “semplici” non danno diritto alla disoccupazione.
dicembre 24, 2011 a 12:09 am SALVE
Non mi sono stati retribuiti i mesi Sett Ott Nov Dic Tred penso che sia una giusta causa ciao
febbraio 8, 2012 a 10:09 am buongiorno,
mi chiedevo, secondo lei è possibile ottenere decreto ingiuntivo per una trattenuta in busta paga?
L’azienda asserisce di non aver ricevuto il pc aziendale, (che invece è stato restituito),
e per tale motivo ha operato una trattenuta .
febbraio 8, 2012 a 11:25 am Mary buongiorno,
allora ti rispondo subito: se c’è prova scritta dell’avvenuta restituzione del pc e del suo valore esatto ( ed ancora della coincidenza tra valore pc e importo trattenuto in busta paga ) allora si, altrimenti mio malgrado non può essere concesso. Il che ovviamente non significa che non siano percorribili altre strade ( come risoluzione stragiudiziale, o addirittura giudizio ordinario ( sconsigliato per valori modici ).
Poi bisogna vedere pregiudizialmente se avevi autorizzato una trattenuto in busta paga a monte del discorso… ecc. ecc.
febbraio 2, 2013 a 2:17 pm Buonasera mi scusi un’informazione . La società per la quale lavoravo (s.r.l.) mi ha inviato a mezzo raccomandata la lettera di licenziamento per cessata attività (e’previsto però il fallimento). Per i TFR , ferie e permessi no godute e l’ultimo stipendio di gennaio 2013 devo fare ingiunzione di pagamento tramite un avvocato? O devo aspettare i fallimento?
febbraio 4, 2013 a 9:44 am Salve,
assolutamente deve fare ingiunzione prima del fallimento in questo modo potrà insinuarsi nel fallimento o addirittura nella fase pre-fallimentare.
febbraio 15, 2012 a 10:14 pm Buonasera,
La mia azienda non paga gli stipendi da settembre..fino a novembre ho ricevuto la busta paga poi più niente..Inoltre ci sono delle irregolarità contributive, dal 2006 al 2009 non risultano contributi e in più non figuro come commessa ma come giornalaia e nessuno,neanche l’inps sa dirmi se i contributi sono stati versati.E per finire non mi hanno mai versato la quota aziendale sul fondo previdenziale a cui sono iscritta dal 2009.Quindi vorrei chiederle a chi devo rivolgermi per risolvere tutti questi problemi?Premetto che mi sono rivolta più volte all’inps e ai call center del fondo,ma nessuno sa niente..
febbraio 16, 2012 a 9:56 am Cara Antonella.
Allora il mancato pagamento degli stipendi per tutti questi mesi è causa di dimissioni per giusta causa che ti permetterebbe altresì di accedere alla “volgarmente definita” disoccupazione.
Per il recupero delle somme dovute hai 2 alternative: decreto ingiuntivo esattamente nei termini da me esposti ( il Trib. di Roma si è già pronunciato in senso favorevole ) per ottenere una somma di poco inferiore all’effettivo ma in tempi ragionevolmente celeri.
Altra alternativa è un giudizio ordinario ( più lungo ma anche più completo ) in cui però occorre verificare una serie di aspetti ulteriori che purtroppo non possono esplicarsi in questa sede.
Ancora, per le omissioni contributive, nessun problema. L’inps è tenuta alla regolarizzazione anche in assenza di versamenti effettuati da parte del datore di lavoro in virtù del principio della automaticità delle prestazioni contributive.
Un pò complicato da spiegare in poche righe ma comunque un principio efficace.
Come consigliarti per l’eventuale azione? senza dubbio avrai necessità di un legale. Non so se hai già un avvocato di fiducia ma a prescindere da ciò puoi contattarmi se hai qualsiasi necessità, anche per semplici chiarimenti o consigli.
Spero di esserti stata utile, attendo tue novità.
Rispondi	santo said
febbraio 16, 2012 a 9:25 am Buon giorno,
alla mia ragazza non gli vengono rilasciate le ultime buste paghe, lei ha dato le dimissioni per giusta causa per mancata ritribuzione , attualmente in suo possesso ha solo la prima busta paga, gli mancano altre 5.
Come si deve comportare, può ottenere un decreto ingiuntivo.
febbraio 16, 2012 a 9:59 am Caro Santo,
la tua ragazza può ottenere un decreto ingiuntivo per una somma di poco inferiore all’effettivo oppure in alternativa occorre incardinare un giudizio ordinario ( più lungo ma senza dubbio più completo ).Occorrerebbe però per darti una risposta esauriente visionare tutta la documentazione e analizzare tutti i fatti.
Il Tribunale di Roma ad ogni modo si è pronunciato in senso positivo in un ricorso da me promosso.
Se ti occorrono specifiche o hai ulteriori dubbi puoi contattarmi.
febbraio 29, 2012 a 11:00 am salve la mia azienda non ha emesso le buste paga della 14esima e 13esima mensilità ed inoltre non mi paga lo stipendio da novembre (ovviamente oltre alla 14esima che dovevo incassare a luglio) Posso chiedere il icenziamento per giusta causa??? e come faccio a dimostrare che devo incassare anche i soldi delle due buste non emesse?’
febbraio 29, 2012 a 2:20 pm Gentile Alessandra,
In primis non parlerei di licenziamento per giusta causa ma di dimissioni per giusta causa in quanto sono loro in grave inadempimento contrattuale e non tu.. Per quanto riguarda la prova delle retribuzioni, la stessa grava sul datore di lavoro e non sul lavoratore. Basta che si allega in giudizio ( o in ricorso per decreto ingiuntivo.. a seconda dei casi la questione andrebbe studiata per bene e con attenzione ) che sussiste ancora rapporto di lavoro fino al… e che mancano le paghe … sarà il datore di lavoro a dover dimostrare che invece quelle mensilità ti sono state versate ( in altri termini il codice privilegia la prova positiva alla prova negativa quasi impossibile ).
In conclusione, non credo tu abbia molti problemi…
Ti consiglio di controllare anche la posizione contributiva. Vai all’Inps e chiedi un estratto conto.-..non mi sorprenderei nel sapere di irregolarità contributive.
Per qualsiasi altro chiarimento sono a tua disposizione.
aprile 17, 2012 a 1:13 pm buon pomeriggio, ho dato le dimissioni per giusta causa nel settembre 2011 perchè il mio dat. di lavoro non mi consegnava le buste paga (nè i cud) da maggio 2010 e si rifiutava di pagarmi lo stipendio da febbraio 2011. Ho dato pratica al sindacato (che ha tentato un tentativo di conciliazione andato in fumo) e ora a un legale a mie spese. Si è messo in moto subito per un decreto ingiuntivo (basandosi sui conteggi che mi ero fatta dare dall’ufficio vertenze cisl) ma il gdl ha rifiutato perchè richiede necessariamente le buste paga (quelle da maggio 2010 a sett 2011) che io non ho (e che naturalm la ditta si rifiuta di darmi).
Mi chiedo, secondo Lei c’è un modo alternativo per costringerlo a consegnarmi almeno quelle (da maggio 2010 a febbraio 2011) che mi ha pagato regolarmente e il cud? Può il giudice costringerlo a presentarle? E poi a cosa va incontro una ditta che non cosegni il cud al proprio dipendente? c’è qualche sanzione ?
Aspetto notizie… è di fondamentale importanza una sua direttiva a questo punto.. Sono giorni che penso a “come uscirne”.. per ora sono riuscita a scaricare dal sito dell’inps il cud previdenziale che cmq attesta l’importo lordo di quelle buste paga.. può essere utile come “prova”?
Lucia da Chieti
giugno 18, 2012 a 11:48 am Salve,
Sto per licenziarmi per giusta causa, dato che è più di un anno che non ricevo lo stipendio. Sono in possesso delle buste paga non percepite e dunque provvederò via decreto ingiutivo.
Mi pongo 2 quesiti:
1) Le buste paga sono delle copie rilasciatemi dal consulente dell’azienda, si necessita che siano timbrate o firmate dal datore per essere valide?
2) Dato che le dimissioni le darò a giorni, come faccio a richiedere il decreto ingiutivo anche per l’ultima busta paga ed il TFR? Devo attendere che il consulente dell’azienda emetta i documenti ufficiali o posso chiedere ad un consulente esterno di farmi una simulazione reale del TFR e dello stipendio parziale di questo mese?
Tra l’altro a seguito di una lettera di messa in mora a mia insaputa , per dispetto, mi hanno cambiato unilateralmente il contratto da Full Time a Part Time, l’ho scoperto dopo 3 mesi quando ho richiesto le buste paga al consulente. Su questo fronte devo agire con un ricorso ordinario?
Spero in un rapido riscontro dato che a giorni vorrei agire.
giugno 18, 2012 a 2:46 pm Salve Sig. Vincenzo,
allora sul punto 1 la risposta è negativa. Nessun timbro o vidimazione. Basta che sia emessa dal consulente datoriale.
sul punto 2 lei dovrebbe ottenere amichevolmente ( forse è meglio prima del decreto ingiuntivo ) la copia dell’ultima busta paga, dopo aver comunicato le dimissioni. Chiede l’ultima busta paga in cui viene fatto il conteggio automatico di tutte le spettanze residue, ferie, rol tfr ecc ecc e su quella chiede il decreto ingiuntivo. Se non riesce ad ottenere amichevolmente l’ultima busta paga ( come mio malgrado penso ) dovrà agire con ricorso ordinario. Un conteggio vostro di parte difficilmente sarà accettato, o almeno ritengo. Ma potrebbe tentare inserendo tutte le voci ovvero: buste paga maturate di cui ha copia ed anche tutto il resto sulla base di una mini perizia di parte… potrebbe andare!
Nella peggiore delle ipotesi le verrà emesso decreto ingiuntivo solo per le mensilità sorrette da busta paga.
Sul 3 punto non è possibile modificare unilateralmente il contratto per cui sicuramente Lei avrà diritto a delle differenze retributive. Sul punto agisca con ricorso e se del caso ci inserisce anche il TFR se non è riuscito ad ottenerlo in sede monitoria.
giugno 18, 2012 a 3:05 pm La ringrazio per la risposta molto esaustiva. Tentero’ come, da suo consiglio , di ottenere tutta la documentazione.
luglio 19, 2012 a 12:22 pm buongiorno mi chiamo lorenzo e sono un lavoratore para subordinato dal febbraio 2011. la mia azienda e’ una srl che ha problemi di pagamento da un paio di anni. non ricevo buste paga da febbraio 2012 e tramite un controllo inps ho verificato che i contributi sono stati versati solo per 2 mensilita’ mentre per gli altri mesi e’ scritto recupero crediti. ho domandato all amministratrice e mi ha risposto che l azienda ha un sistema di dilazionamento dei contributi. inoltre lo stipendio lo ricevo mai intero almeno da 8 mesi e sono pagato con acconti. la mia domanda e’ 1 se dovessi interrompere il mio rapporto di collaborazione(sono a progetto) posso rivedere i miei contributi senza la busta paga? 2 possibile che ogni volta che richiedo la busta paga non sono obbligati a darmela? 3 quale potrebbe essere l
iter migliore per tutelarmi anche gli stipendi arretrati? mi hanno proposto tratte accettate con la formula del paghero’ da riscuotere da ottobre 2012 fino a inizio 2013. grazie
luglio 19, 2012 a 2:14 pm Ciao Lorenzo,
allora per i contributi nessun problema… denunci all’Inps ed è tenuta ad adeguarli in virtù del principio dell’automaticità delle prestazioni ( nei limiti della prescrizione decennale in presenza di denuncia del lavoratore )… per le buste paga purtroppo non c’è sanzione efficace e risolutoria… al più potresti fare un esposto all’ispettorato lavoro per denunciare il tutto…sul punto 3 se hai comunque interesse a continuare a lavorare lì per esperienza o altro allora continua ed a termine progetto fai causa per tutto il restante ( compreso TFR, arretrati Rol ecc.ecc. ).. rimango a tua disposizione
agosto 30, 2012 a 5:47 pm Buonasera mi chiamo Michele e scrivo dalla provincia di Teramo. Ho lavorato presso un immobiliare srl che realizza immobili residenziali e si trova in provincia di Fermo da novembre 2005 a giugno 2012 con contratto a tempo indeterminato inquadrato come impiegato tecnico (geometra). Premetto che negli ultimi due anni ho avuto sempre una media di stipendi arretrati pari 8/9. A causa comunque della crisi l’azienda decide il ridimensionamento dell’immobiliare provvedendo al 30/06/2012 al mio licenziamento con motivazione “licenziamento collettivo”. In realtà sono stato licenziato soltanto io e non tutti come indicato nella motivazione. Inoltre non ho avuto alcun preavviso di almeno 15 gg o un mese ed infine non mi hanno inviato alcuna comunicazione scritta ma semplicemnte il “modello unificato lav” che viene inviato agli enti competenti per comunicare il licenziamento. Visto anche il clima che si era creato in quanto non mi pagavano fin qua mi sta anche bene il licenziamento ma almeno pagami quello che mi devi.
Fortunatamente le buste paga me le hanno date e dal conteggio di queste viene fuori quanto segue:
– stipendi arretrati circa € 16000
– trattamento fine rapporto € 8500
– ferie e permessi non goduti circa € 2500
TOTALE ______________€ 27.000
Dal 1/7/2012 ad oggi che vengo continuamente preso in giro per il pagamento di quanto dovuto, per la serie, domani, dopo domani, la settimana prossima, ora il ragioniere è fuori, ci sentiamo tra 10 giorni etc. etc.
Io ho semplicemente richiesto alla mia ex azienda di prepararmi un piano di rientro dove indicare le date con scadenza di come intendono onorare il loro debito nei miei confronti con degli assegni in garanzia ma purtroppo non riesco ad avere neanche quello, mi viene continuamente rinviato il tutto……….
Loro dovranno fare dei rogiti notarili per la vendita di alcuni appartamenti che abbiamo che la società ha realizzato e ho pensato di cautelarmi intervenedo prima delgi atti nei confronti degli acquirenti, oppure fare un bel decreto ingiuntivo con un legale, oppure andare dall’ispettorato del lavoro ma pare che i tempi siano lunghissimi.
Io inizialmente volevo risolvere tutto in via bonaria cnhe aspettando un po ma sto capendo che bisogna agire anche perchè loro in questi mesi hanno degli incassi rilevanti da parte degli acquirenti delgi appartamenti costruiti, quindi è inutile aspettare……………………
Potrei richiedere anche l’indennità di licenziamento e il mancato preavviso? Chi lo quantifica?
Grazie per vs attenzione
Attendo un vs commento……………………………………..
agosto 31, 2012 a 7:17 am Salve Sig. Michele,
la procedura di licenziamento collettivo è una procedura particolare con requisiti ed un iter ben definiti dal legislatore e dalle sue poche parole sembra proprio essere ampiamente illegittimo. Quindi a seconda della data del licenziamento e del numero di dipendenti saranno previste diverse tutele tra cui ritengo senza dubbio l’indennnità di mancato preavviso che viene quantificato solitamente dal giudice tra un minimo ed un massimo ( solitamente viene stabilito in deroga dal CCNL )( la normativa sul punto è cambiata da pochissimi giorni ).
In sintesi le consiglio caldamente di procedere immediatamente in questo modo:
1) racc. a/r con intimazione e messa in mora interruttiva della prescrizione, in cui si concedono al massimo 5 giorni;
2) senza ritardo, decreto ingiuntivo tentando di ottenerlo provvisoriamente esecutivo ( per crediti retributivi ovvero alimentari dovrebbe essere concesso ma lo scrivente ha avuto qualche spiacevole ed incomprensibile sorpresa negativa in passato );
3) pignoramento presso terzi aggredendo istituti di credito/ acquirenti di immobili ancora solvendi;
4) se la soluzione 3 non è percorribile ovvero poco fruttuosa, il decreto ingiuntivo rappresenta titolo utile per iscrizioni ipotecarie. Quindi si dovrà procedere ad esecuzione immobiliare ( ma la soluzione ora prospettata la lasci quale ultima spiaggia perchè molto costosa e dispendiosa anche in termini di tempo ).
I tempi come ben immagina possono essere diversi a seconda di elementi variabili, ma con un pò di fortuna tra i 3-6 mesi riesce anche a pignorare presso terzi.
Se posso esserle utile mi scriva senza indugio.
Rispondi	R V said
settembre 3, 2012 a 7:00 pm Salve,
in merito alla ricostruzione delle buste paga per proporre un decreto ingiuntivo, vorrei sapere se ritiene sia possibile e legalmente plausibile presentare accanto all’ultima busta ricevuta (come “prova scritta”) anche l’eventuale riproduzione di quelle non ricevute nell’arco temporale oggetto della mia vertenza (evidentemente in questo caso solo per la quota fissa, rielaborata e verificata con l’ausilio di un consulente commercialista) aggiornata cronologicamente con gli scatti d’anzianità ed i rinnovi contrattuali succedutisi. Dato che il mio contendere risale al 2004 non avrebbe economicamente senso basarsi solo su buste paga “vecchie” di quasi dieci anni e come tali ben inferiori a quelle correnti. In fondo l’aggiornamento si basa su parametri oggettivi ben verificabili e facilmente allegabili alla documentazione quali i rinnovi periodici del CCNL e gli scatti biennali d’anzianità, tenendo anche conto che molto raramente la mia busta paga ha presentato quote variabili.
Grazie per l’eventuale parere.
settembre 4, 2012 a 7:06 am Salve,
allora riprodurre buste paga elaborate dal suo commercialista ( parte lavoratrice ) ritengo non sia davvero legittimo.
Forse più opportuno sarebbe, una perizia redatta dal suo commercialista ( una sorta di conteggio analitico firmato e vidimato da un professionista ) in cui si riproducono specificatamente le singole voci di retribuzione fissa ( le voci variabili ovviamente non potranno entrare a far parte del giudizio monitorio, in relazione alle quali dovrà instaurare un ordinario contenzioso del lavoro ) non ricevute ( con ogni voce accessoria ). IN questo senso si.
E d’altronde non è molto diverso da quanto ottenuto a suo tempo dal Giudice del Lavoro di Roma.
settembre 20, 2012 a 3:47 pm Salve, mi ritrovo di fronte al medesimo problema. Nel caso di specie però, il mio dominus mi ha incaricato di scriere una lettera con la quale diffidare l’azienda a consegnare al dipendente le buste paga. E’ secondo voi una strada praticabile?
settembre 21, 2012 a 9:26 am Salve.. si è una strada praticabile senz’altro ma a mio avviso infruttuosa… la mancata ottemperanza all’intimazione comporta una sanzione penale depenalizzata ( amministrativa )… inutile… tentar non nuoce… intimate anche un giudizio… Saluti
Rispondi	Marilisa Filizzola said
ottobre 11, 2012 a 7:59 am Egregio Avvocato Bruno, al riguardo, mi interesserebbe conoscere numero e data della sentenza e/o del Decreto Ingiuntivo del Tribunale di Roma. Grazie, Marilisa.
ottobre 29, 2012 a 8:21 am Gentile Avv. cefrcherò quanto prima il num. decreto ingiuntivo del Tribunale di Roma. Si trova presso il vecchio studio del mio ex dominus…
Rispondi	MENA said
ottobre 12, 2012 a 6:25 pm Salve,
ho un problema da esporre: mi sono licenziata per giusta causa il 17/07/2012 per mancata retribuzione di un anno di più di un anno di stipendio; prima di dimettermi avevo già depositato un primo decreto ingiuntivo per diverse buste paga non retribuite, il quale è stato accolto senza provvisoria esecutività. In questo primo decreto il giudice pare non abbia concesso la provvisoria esecutività perchè la somma di euro 12800, pari quasi ad un anno di lavoro non retribuito, sembrava, da sola, non essere una prova sufficiente del “grave pregiudizio nel ritardo” (chiedo scusa per eventuali imprecisioni ma non sono del settore). Io so con certezza che la mia azienda corre il rischio di fallire e ha numerosi debiti e decreti ingiuntivi a suo carico (quindi il perioclo reale c’è). Devo depositare un secondo decreto per la riscossione ultime buste paga, ferie non godute e calcolo del tfr (ovviamente, pur avendolo chiesto, la mia azienda non si è presa la briga di far elaborare il TFR ed ho quindi incaricato il commercialista di fare i conteggi dovuti sperando che il giudice li consideri validi). C’è qualche documento che posso allegare (es. bilancio aziendale – buste paga non percepite dai colleghi con loro autorizzazione, anche loro nella mia condizione) insomma qualcosa che mi possa aiutare ad ottenere la provvisoria esecutività (almeno ci proviamo) visto che, coi tempi della giustizia italiana, rischio davvero di perdere una cifra elevata se l’azienda (srl) dichiara fallimento.
ottobre 29, 2012 a 8:26 am Salve,
se riuscisse ad avere documenti comprovanti quanto sostiene sarebbe l’ideale ma ritengo la strada poco percorribile in quanto detti documenti non sono ( in linea di diritto ) a lei accessibili. Non so se ci sono gli estremi per un pericolo nel ritardo per cause soggettive… particolare situazione familiare, di salute o altro… insomma ci provi. PS dal bilancio ( che è accessibile se depositato ) ho paura non trovi granchè. Dovrebbe trovare altri creditori che le diano ad esempio copia dell’istanza di fallimento depositata o similari.
ottobre 23, 2012 a 9:18 pm Salve a tutti.
MI ripropongo a voi allacciandomi al discorso di Mena. Sto per firmare un accordo per un piano di rientro delle varie mensilità non pagatemi.
A quanto pare in caso di mancato pagamento, ho tra le mani un titolo esecutivo e potrei partire direttamente con la procedura di pignoramento. Informandomi in giro ho letto che le spese legali per pignorare tale importo sono a carico del debitore ( ovvero l’azienda ove lavoravo ) .
Mi confermate ciò? Oppure per ogni pagamento non ricevuto ci devo rimettere anche le spese per pignorare i pagamenti?
ottobre 29, 2012 a 8:27 am Salve,
allora le spese deve anticiparle sempre mil creditore, in caso di esito positivo sarà tutto rimborsato.
ottobre 30, 2012 a 6:30 pm Mi riallaccio al medesimo discorso, tra pochi giorni firmerò una conciliazione dinanzi alla DPL, l’azienda mi deve 20.000 euro e abbiamo pattuito una rateizzazione, io gradirei le cambiali come modalità di pagamento, l’azienda opta per il bonifico. Tenendo conto che l’attuale bilancio aziendale è abbastanza critico crede che debba pretendere una diversa modalità di pagamento rispetto al bonifico?
ottobre 31, 2012 a 11:37 am Gentile Filomena,
nel caso da lei prospettato il verbale di conciliazione è titolo esecutivo al pari delle cambiali ( purchè in regola con il bollo ab origine ).. quindi di fatto non avrebbe nessuna garanzia in più. In caso di mancato pagamento dovrà comunque procedere ad esecuzione forzata ( probabilmente infruttuosa da quanto mi espone ). L’ideale sarebbe avere assegni circolari perchè coperti a monte. In ogni caso le consiglio di far emergere in maniera chiara ed espressa ( ammesso che sia così nella realtà ovviamente ) quale parte del credito è imputato a TFR in quanto è istituita presso l’Inps un fondo di Garanzia per insolvenze del datore di lavoro ( la procedura è lunga e complessa ) che copre unicamente TFR ed ultime 3 mensilità di retribuzione ( con termini diversi ). Quindi faccia precisare quanto è per TFR e quanto per le ultime mensilità.
ottobre 27, 2012 a 10:52 am Gentile Dottore, volevo porle un quesito. Da 7 mesi non percepisco lo stipendio,non avendo in mio possesso le buste paga le ho richieste al commercialista,il quale mi ha chiesto di firmarle prima di consegnarmele. Temo, però che nel caso io le firmassi, nel momento in cui andro’ a richiedere il pagamento delle mensilita regresse, il datore di lavoro potrà eccepirmi il fatto di avermi pagato queste mensilità in quanto avrei le buste paga firmate!!!
ottobre 29, 2012 a 8:20 am Gentile Sig. Gagliardi,
è esattamente come dice… non firmi le buste paga in quanto la firma equivale a quietanza. Unica eccezione potrebbe essere per importi superiori ad € 1000,00 in quanto per intervenuta modifica legislativa non si può pagare detti importi per contanti ma solo con assegno/nbonifico…. ma anche in questo caso non firmi per scrupolo. Saluti
novembre 11, 2012 a 1:13 pm Gentile Dottore, vorrei chiederLe una domanda un po’ più specifica e particolare. Pratticamente ho lavorato per circa 8 mesi come collaboratore esterno/giornalista per una casa editrice e venivo retribuito attraverso note di collaborazione per la cessione dei diritti d’autore (ritenute d’acconto). A marzo però la società ha fermato i pagamenti e adesso ci sono ben 4 note non pagate (totale 2.000 euro). Allegando tutte le note pagate in passato con certificazione di pagamento, gli articoli pubblicati sulla rivista e note non pagate, sarà possibile ottenere un decreto ingiuntivo?
novembre 12, 2012 a 5:11 pm Gentile Sig Marco
dovrei analizzare con più accuratezza i documenti ma se nelle note da lei indicate ci sono precisi riferimenti alla commissione di un incarico ed al relativo presso ritengo che sia possibile.
Rispondi	adriano angeletti said
novembre 15, 2012 a 6:42 pm carissimo dottore io lavoravo come dipendente nel ruolo di rappresentante per una azienda da 5 anni da luglio 2012 che non ricevo lo stipendio compresa la 14esima sono stato licenziato il 31 ott.con 5 stipendi arretrati non mi vengono consegnate le buste paga neanche dopo vari solleciti verbali mentre i miei colleghi hanno ricevuto quasi tutti gli stipendi, ogni volta mi viene detto che non ci sono i soldi,stò cercando di risolvere la cosa in maniera civile ma non ottengo nessun risultato.Il mio legale è in attesa del mio ok ma ancora non mi decido,Ho fatto controllare tutte le buste paga precedenti dal mio consulente e risultano monipolate per quello che riguarda gli scatti di anzianità e gli aumenti di contratto nazionale che in 5 anni non mi sono mai stati dati,premetto che questa azienda si trova in grosse difficoltà economiche ela mia paura è di perdere tutto….cosa devo fare…grazie
dicembre 12, 2012 a 10:09 am Salve e mi scusi per il ritardo con cui le rispondo.
A mio avviso la cosa più corretta anche considerando le manipolazioni da lei indicate, è farsi fare una perizia da un consulente del lavoro di parte in cui si quantificano unilateralmente tutte le spettanze ancora dovute ( alcune voci non potranno essere ricomprese chiaramente ) e sulla base di questa perizia di parte potrà chiedere decreto ingiuntivo. Ritengo sia un tentativo fattibile.
Rispondi	amedeo said
novembre 22, 2012 a 12:15 pm molto interessante ….. non so se posso esporre il mio caso qui sotto e semmai avere qualche indicazione.
ho concluso un lavoro a progetto 1 anno fa senza essere ancora pagato mi hanno inviato per via mail le buste paga in formato PDF e consegnato il CUD 2012 che io ho regolarmente incluso nel mio 730/2012 dopo vari sms tra le parti l’amministratore ancora mi conferma che non ha liquidità per pagarmi.
io sinceramente sono stanco di questa situazione cosa posso fare per chiudere questa controversia.
dicembre 12, 2012 a 10:04 am Salve e mi scusi per il ritardo con cui le rispondo.
Lei ha prova scritta del credito fatto valere e pertanto ritengo non vi siano problemi ad ottenere un decreto ingiuntivo. In sintesi non vi sono problemi di sorta. Un avvocato saprà procedere nella massima semplicità.
dicembre 11, 2012 a 10:39 pm Buona sera…. Una domanda: il mio datore di lavoro mi da 500€ ma la busta e di circa 850€…gli posso fare causa? È farmi risarcire la differenza? P.s. Nella busta mi fa scrivere sempre per quietanza, con la mia firma… In fine i pagamenti li fa’ sempre in contanti senza titoli…sicuro di una risposta vi aguro una buona serata….
dicembre 12, 2012 a 10:03 am Salve, purtroppo la firma per quietanza non permette molti svincoli e poi l’importo in busta paga è inferiore ad € 1.000,00 e pertanto è lecito anche il pagamento per contanti. Ritengo non vi siano altrernative serie. Mi spiace. Saluti
gennaio 2, 2013 a 5:04 pm Salve, sono un dipendente di un’impresa edile da oltre 16 anni ed inquadrato come impiegato, dal giugno 2012 non percepisco stipendio, nonostante ciò ho continuato a lavorare fino alla fine di dicembre 2012 . Come regalo di Natale ho avuto la notizia dai miei titolari della mia entrata in cassa integrazione ordinaria ed in seguito a quella straordinaria con scarse possibilità di un rientro nella forza lavoro. Mi hanno consigliato di agire con un decreto ingiuntivo per recuperare i miei stipendi, visto e considerata la pessima condizione economica in cui versa la mia ditta. Vorrei chiederVi se agendo in tal modo vi è la possibilità che il mio datore di lavoro chieda la risoluzione del contratto non permettendomi più di usufruire dell’ammortizzatore sociale e un consiglio per ottenere le buste paga mancanti che servono per il conteggio del debito in modo “amichevole”. Grazie per la disponibilità.
gennaio 3, 2013 a 2:55 pm Salve,
allora possibilità per il datore di ottenere la risoluzione contrattuale non ve ne sono solo perchè lei agisce per ingiunzione di pagamento ( tra l’altro più che fondata mi sembra di capire )… e comunque la stessa non esclude l’accesso alla indennità di disoccupazione ordinaria ad esempio…
Sulla seconda domanda, purtroppo un modo efficace per ottenere le viste paga non c’è… dovrebbe richiederle in via amichevole e se i rapporti si inclinano definitivamente può denunciare tutto all’ispettorato del lavoro. Conviene piuttosto farsi fare una perizia di parte da un suo consulente del lavoro in cui prevede un prospetto paga di tutti i mesi insoluti e di tutte le spettanze dovute. Sarà poi eventualmente il datore di lavoro a fare opposizione se ritiene i calcoli infondati. Ma sul punto attenzione perchè non tutte le voci possono essere inserite nella perizia di parte, si rischia il rigetto ( almeno parziale ) del ricorso per decreto ingiuntivo. Insomma, le consiglio di studiarsi i documenti con calma ed attenzione incaricando un legale preparato e scrupoloso. Andare di fretta in questi casi è controproducente.
gennaio 4, 2013 a 9:13 am La ringrazio per l’ attenzione a me dimostrata e per il suggerimento datomi.
gennaio 4, 2013 a 5:14 pm Io barista, il mio compagno pizzaiolo. Lui lavorava al ristorante dal 2008 , nel giugno 2011 cambia la società che da srl diventa sas, mi assumono usufruendo dell’ articolo art. 4, c. 11 L. 92/2012/ (sgravio fiscale del 50% sui contributi). Costringono lui a diventare socio dipendente per potergli abbassare lo stipendio da 900€ a 450€ (con promessa di risarcimento in nero fino ad arrivare alla cifra fino ad allora percepita.). da Giugno 2011 a Marzo 2012 tutto regolare. Il ristorante chiude fisicamente il 1° settembre 2012 e legalmente il 30/12/’12. Le buste paga di Aprile, maggio, giugno + quattordicesima, luglio, agosto 2012 più il TRF non sono state versate ad entrambi. A dicembre si presentano e ci offrono 2.500€ a testa (me ne aspettano 7.600 a me e 8.500 a lui, come da listini) la domanda è: trattare o denunciare? Loro non hanno accettato la nostra proposta di 6.000€ a testa.
febbraio 4, 2013 a 9:41 am Salve,
diciamo che il mio non è un consiglio da legale ma se si tenta di recuperare un credito giusto in un buco nero il credito rimane giusto ma infruttuoso… a meno che i responsabili illimitatamente della sas non abbiano proprietà intestate… insomma, da verificare
Saluti BR
Rispondi	luciasat said
gennaio 28, 2013 a 5:27 pm Salve, dal fine anno 2011 fino ad’oggi (genn. 2013) ho lavorato come – interprete a chiamata – per una azienda privata. La azienda non mi ha fatto mai firmare un contratto. Mi è stato pagato solo un intervento, il resto (altri 25 interventi = casi di interpretazione) non è mai arrivato.
Non ho il contratto, non ho le buste page, solo. la ricevuta per il pagamento effettuato una volta. Non è stato però lavoro in nero, ho delle prove che ho prestato i tali servizi. Come comportarmi e quanta speranza ho di ricevere qualche imborso. Grazie.
febbraio 4, 2013 a 9:43 am Salve,
ritengo l’unica via sia un giudizio ordinario in cui farà valere le prove e le terimonianze del caso.
febbraio 12, 2013 a 10:28 am Salve, io ho questo problema: ho lavorato per un ente pubblico dal 1 aprile 2012 al 30 settembre 2012. In questi 6 mesi non mi sono stati mai recapitati i cedolini dello stipendio. A questa cosa non avevo mai fatto caso perchè, avendo la banca online, gli accreditamenti dello stipendio risultavano ogni 27 del mese regolarmente. Scaduto il rapporto di lavoro, non mi tornavano però i conti circa la liquidazione del tfr, dei ratei di tredicesima, dei permessi non goduti. A questo punto, non essendomi mai stati recapitati i cedolini, non ho avuto la possibilità di verificare. Mando dunque una mail al segretario del comune, al sindaco, al vice-sindaco per far presente l’omessa spedizione dei prospetti paga, chiedendo altresì di poter avere tutti i cedolini a partire da aprile recapitati a casa (non potendo io per problemi di tempo andare a ritirarli)ma, dopo un mese e mezzo, non ho avuto nessuna risposta.
Non riesco a credere che un ente pubblico si comporti in questo modo. Come posso procedere? Mando un’altra mail di sollecito? Magari tramite Pec? Anche perchè a questo punto è diventata in più una questione di principio. Grazie.
aprile 4, 2013 a 8:44 am Salve
intanto mi scuso per il ritardo con cui le rispondo.
Allora, le consiglio di far inviare una raaccomandata a/r da un legale di fiducia.
Successivamente si farà predisporre dal suo consulente del lavoro, documenti alla mano, un conteggio analitco delle spettanze ancora dovute e su quella scorta chiederà un decreto ingiutnivo. Ritengo ci possano essere gli estremi anche se dovrei avere informazioni più dettagliate.
marzo 1, 2013 a 2:11 pm Salve lavoro con contattratto a tempo indeterminato in una società cooperativa da più di 3 anni dopo un periodo iniziale in cui i stipendi arrivavano in maniera quasi puntuale, succesivamente succedeva che alcuni stipendi non venivano saldati ora mi ritrovo con 5 stipendi non saldati 3 del 2011, 1 del 2012 e 1 del 2013 e non ho mai la sicurezza per i stipendi futuri (compreso quello di febbraio) ora vorrei inviare una lettera tramite raccomandata a.r. con oggetto la richiesta di pagamento e costituzione in mora ex art.1219 c.c. è la strada giusta?, è una via celere? sono in possesso di tutte le buste paga tranne quella di gennaio e sono a conoscenza che le casse “non piangono” Grazie
aprile 4, 2013 a 8:42 am Salve,
Sicuramente il primo passo da fare è quello da lei indicato.
Se le casse non piangono potrà farsi predisporre dal suo consulente del lavoro un prospetto busta paga con conteggi analitici allegati in cui si quantificano le sue spettanze. Sarà il datore di lavoro a dover fare opposizione se ritiene i calcoli errati.
Persolamente sono riuscito più volte in questa direzione.
Seguirà decreto ingiutivo e pignoramento. L’ideale è sempre avere conti correnti. Le altre strade sono davvero incresciose da seguire.
marzo 2, 2013 a 12:07 am salve,
sono stato licenziato per giusta causa a dicembre 2012. Il mio ex datore di lavoro si rifiuta di pagarmi tutte le mie spettanze. Al momento io non possiedo l’ultima busta paga ma quest’ultima è stata rilasciata ad un ente sindacale che anch’egli si rifiuta di consegnarmelo. Come mi suggerisce di comportarmi?
aprile 4, 2013 a 8:39 am Buongiorno,
si legga la risposta che ho fornito a Simone. Caso analogo.
marzo 24, 2013 a 9:17 am salve la ditta in cui lavoravo ha chiuso ad agosto 2012 e ci ha licenziato per chiusura attivita, a noi manca la busta paga di agosto e il conteggio del TFR, non siamo in grado di avere queste buste paga e ne il cud ne dalla ditta e ne dal commercialista,come dobbiamo fare? da quanto so la ditta è in liquidazione. dobbiamo riscuotere il TFR come dobbiamo fare? ci sono modi e leggi che ci aiutino ad avere il nostro TFR anche senza l ultima busta paga? tra poco devo fare il 730 ma senza un cud come faccio? spero che mi potete aiutare grazie
aprile 4, 2013 a 8:33 am Salve,
intanto mi scusi per il ritardo con cui le scrivo.
Allora, si faccia fare dal suo commercialista un prospetto busta paga ( ovviamente con i cud e buste paga precedenti alla mano ) in cui calcola unilateralmente il TFR. Ottiene un decreto ingiuntivo dopodichè sarà il datore di lavoro che, se ritiene errati i calcoli del suo commercialista/consulente del lavoro, dovrà presentare nei termini opposizione.
Detto ciò, per quanto riguarda il TFR e le ultime 3 mensilità ( ci sono termini da rispettare ) interviene in caso di insolvenza del datore il fondo garanzia Inps. Pertanto quei crediti non verranno persi.
aprile 4, 2013 a 4:28 pm Salve,
e grazie per i precedenti consigli.
Attualmente ho due decreti ingiuntivi per crediti lavorativi comprensivi di stipendi non retribuiti e tfr, il primo finalmente ha ottenuto la provvisoria esecutività e quindi ora va notificato; abbiamo appreso in udienza che la società è in liquidazione ( essa non risulta ancora da visura camerale pur essendo stata stipulata dal notaio in data 31/01/2013), come giustifichiamo la notifica al liquidatore (di cui abbiamo i dati) senza un documento come la visura camerale che attesti la liquidazione? Possiamo riprodurre in alternativa, come prova, una copia conforme dell’atto notarile? Ultimissima domanda: per richiedere il tfr al fondo INPS devo presentare obbligatoriamente la visura camerale o posso riprodurre copia dell’atto notarile?
aprile 5, 2013 a 1:24 pm Salve,
allora per la notifica al liquidatore ritengo che l’atto del notaio in copia conforme possa essere sufficiente, l’importante è che sia effettivamente in liquidazione, altrimenti la notifica è nullla o meglio inesistente. Ad ogni modo al momento della notifica all’UNEP questa documentazione non le sarà chiesta. Solo eventualmente in caso di opposizione dovrà esibire l’atto indicato.
Relativamente al fondo INPS, se ricordo bene serve necessariamente la visura, è indicata anche in recenti circolari Inps.
Inizi la procedura ( alquanto complessa ed articolata ) ed eventiualmente la visura aggiornata la depositerà in seguito.
Rispondi	ValentinaT said
aprile 4, 2013 a 9:02 pm Buona sera,
In data 20/07/2012 vengo licenziata per non superamento prova. Dopo vari tentativi e raccomandate non ricevo buste paga. Faccio denuncia all’Ispettorato del lavoro ad Agosto 2012 che inoltra la richiesta a Sede di Roma perché l’azienda per la quale lavoravo ha tutt’ora sede legale a Roma. Ad oggi non ricevo ancora riscontro in merito alle mie buste paga.
Vorrei pero portare a termine questa questione quanto prima. Ho estratto conto previdenziale INPS che conferma il mio periodo lavorativo presso l’azienda ( almeno mi avevano versato i contributi) posso fare secrete ingiuntivo ? In questo caso il foro competente e’ Verona o Roma dove ha se legale l’azienda?
aprile 5, 2013 a 1:20 pm Salve,
allora può ottenere decreto ingiuntivo sulla base di un conteggio prospetto analitico di busta paga, suffragato dalla documentazione previdenziale, che potrà predisporre anche il suo consulente del lavoro in maniera analitica. Sarà poi il datore a dover fare opposizione in caso di conteggi da contestarsi.
La competenza territoriale è quella del luogo in cui lei ha svolto l’attività lavorativa, quindi presumo Verona.
Rispondi	dalila said
agosto 22, 2013 a 11:31 am Salve, la Sua ricostruzione è perfetta e mi ha consentito di ottenere un D.I. che mi è stato opposto (ovviamente!).
Una delle contestazione è in ordine alla mancata prova, in quanto non ho le buste paga.
Posso chiederLe se anche avverso i suoi D.I. è stata fatta opposizione e, se ritene, condividere con noi anche gli esiti e la posizione assunta dal giudice? Le sarei immensamente grata.
Una collega del foro di Roma
agosto 22, 2013 a 1:29 pm Gentile Collega,
sono felice dell’aiuto indiretto.
Fortunatamente i miei decreti non furono opposti e corrisposti successivamente senza esecuzione.
Ad ogni modo ritengo che l’opposizione non possa essere decisa su un motivo ostativo dell’emissione del decreto ingiuntivo >( se è questo il motivo ) ma che si debba scendere nel merito del rapporto di lavoro ed ovviamente l’unica contro-prova eventualmente opponibile in linea con il mio ragionamento potrebbe essere unicamente l’eventuale cessazione anticipata del rapporto. In altri termini nell’an se in quei mesi vi era ad esempio licenziamento legittimo ed efficace allora può aver ragion d’essere l’opposizione. Ma se il ragionamento seguito offre una prova certa e scritta di una somma matematicamente ed ontologicamente inferiore a quanto di stretto diritto, questo importo non può essere contestato sulla scorta della mancanza di buste paga. In tal caso potrà richiedere ordine di esibizione in modo che la stessa controparte dovrà fornire prova di un maggior-debito.
Spero nel mio piccolo di esserle stato di aiuto e le auguro buona giornata.
settembre 10, 2013 a 12:56 pm Buon giorno ,io ho un problema analogo come tanti altri con però alcune varianti. Il mio datore di lavoro non mi ha elargito le ultime 8 mensilità , di cui dicembre -gennaio e dovrebbe integralmente pagarle Lui , mentre da febbraio siamo in cassa integrazione ordinaria con pagamento diretto Inps. Per cui parte dello stipendio ( circa 5gg lavorati in ditta e circa 15gg in cassaintegrazione ordinaria ) da febbraio dovrebbe pagarlo Lui ( e non lo fa x mancanza di liquidità) e la restante parte dall’Inps con pagamenti nell’ordine di oltre2 mesi dalla fine dei 3 mesi di cassaintegrazione.Il mio dilemma è come comportarmi… fargli ingiunzione di pagamento e aspettare i tempi lunghissimi dei tribunali italiano,…..chiedere la cassaintegrazione a 0 ore per prendere tutto dall’Inps con tempi altrettando lunghi ……stare tranquillo e sperare ogni tanto di ricevere qualcosa …..o altra soluzione….? oltre tutto ci sarebbe il discorso TFR interamente lasciato in ditta? grazie distinti saluti
settembre 10, 2013 a 2:59 pm Gentile Sig. Mauro,
ritengo che un decreto ingiuntivo comprensivo altresì del TFR sia la soluzione giuridicamente più corretta. Quantomeno per quanto già maturato.
Se ha necessità mi contatti senza indugio.
gennaio 16, 2015 a 9:52 am Salve, volevo un consiglio. Mio marito prende lo stipendio il 10 di ogni mese e ad oggi ancora non l hanno pagato mentre gli altri dipendenti son stati pagati…il capo ce l ha con lui…possiamo fare qualcosa? Vi prego è urgente
maggio 3, 2015 a 6:30 pm Salve,
Senz’altro si può fare qualcosa. Dalla azione di recupero crediti, al ricorso ordinario per differenze retributive ovvero mansioni superiori ovvero azione risarcitoria per mobbing.
Ma dovrei avere più elementi
Se posso essere di aiuto mi contatti senza esitazioni.
Rispondi	valentinatanzi said
febbraio 5, 2015 a 12:10 pm buongiorno,
lavoro in una scuola paritaria e privata dal 12 novembre. A oggi 5 febbraio 2015 ho percepito solo 230 euro come acconto. Posso dimenttermi per giusta causa e mettere in atto un decreto ingiuntivo? Come funziona? Premetto che la busta paga ce l’ha la scuola, a me non è stato dato nulla.
maggio 3, 2015 a 6:29 pm Salve,
mi scuso intanto per il ritardo.
Allora senz’altro ci sono gli estremi sia per le dimissioni per giusta causa e sia per il decreto ingiuntivo: Ma dovrebbe farsi dare le buste paga. in tal caso avrebbe la strada in discesa. in mancanza si può tentare con l’ingiunzione svolta con la logica giuridica che ho esposto ma non è detto che venga accolto ( di recente, stessa identica fattispecie, un ricorso accolto ed il secondo, affidato al giudice della porta accanto mi veniva respinto ). In subordine ricorso ordinario.
Se posso esserle di aiuto mi contatti senza esitazioni.
aprile 3, 2015 a 5:05 pm Salve, vorrei una sua considerazione a quanto accaduto alla mia persona.
Ho fatto fare un decreto ingiuntivo al mio ex datore di lavoro per somme non ancora pagate dopo il mio licenziamento (tfr + stipendi arretrati tutti certificati da buste paga) e la ditta ha pensato di opporsi, prolungando il tutto all’anno prossimo.
Vorrei sapere se posso stare tranquillo a recuperare queste somme o mi devo preoccupare?
maggio 3, 2015 a 6:27 pm Salve, in caso di insolvenza o fallimento del datore di lavoro il TFR e le ultime 3 mensilità sono coperte dal fondo di garanzia Inps. Per cui può stare relativamente tranquillo. saluti
aprile 4, 2015 a 7:22 pm salve per favore vorrei sapere gentilmente .NON MI VOGLIONO PAGARE 80 EURO DI RENZI. GUADAGNO ALL’ ANNO 19.500 EURO CUD. 2014 . QUEST’ ANNO CI HANNO LICENZIATO. LIQUIDATO TFR. E 1 ROL 1 GIORNO DI FERIE. PAGATO. TOTALE 18.500 EURO. IL TFR LIQUIDAZIONE VALE COME REDDITTO PER IL BONUS RENZI ? NO CHE IO SAPPIA LEI ME LO PUO’ CONFERMARE. X FAVORE. 19.500+ 18.500 TFR LIQUIDAZIONE TOTALE 38.000 NO GIUSTO ME LO DEVONO PAGARE POSSO FARE UN DECRETO INGIUNTIVO. MI RISPONDA VIA EMAIL X FAVORE.
maggio 3, 2015 a 6:26 pm il TFR si cumula con il reddito dell’anno in cui viene percepito per cui nel caso in cui si superi il tetto retributivo ritengo corretto non corrispondere gli 80 Euro della manovra finanziaria.
Rispondi	nora said
aprile 8, 2015 a 9:34 am Buongiorno,
molto interessante la soluzione. Secondo Lei si potrebbe anche far leva sul comma 2 dell’art. 633 cpc, sostenendo che il lavoratore ha effettuato la sua prestazione, senza tuttavia ricevere la controprestazione?
Grazie, nora
maggio 3, 2015 a 6:24 pm Gentile lettrice,
ritengo che il secondo comma dell’art. 633 cpc si applichi a fattispecie diverse da quella lavorativa. per assurdo, il datore di lavoro può legittimamente ritenere di non volere alcuna controprestazione pur dovendo sempre corrispondere la retribuzione. La normativa richiamata si riferisce ad altre casistiche.
maggio 30, 2017 a 4:19 pm Salve, vorrei sapere cosa dovrei fare ora che ho denunciato l’azienda dove ho lavorato 2 mesi dove risultavo messo in regola ma non ha mai emesso ne busta paga ne mai sono stato pagato . Faccio presente che anche altri lavoratori hanno denunciato l’azienda per lo stesso motivo.
maggio 31, 2017 a 7:24 am Buongiorno,
occorre seguire due strade alterative:
procedere con decreto ingiuntivo allegando conteggi di parte ancorati al solo minimo retributivo di cui al CCNL applicato, ovvero in alternativa ed anche laddove il decreto non venisse concesso, procedere con causa ordinaria ex art. 414 cpc

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
In fine
 art. 4
 art.1219
 art. 414