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Timestamp: 2020-04-02 21:59:27+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 1860 del 27/01/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1860 del 27/01/2011
Cassazione civile sez. un., 27/01/2011, (ud. 11/01/2011, dep. 27/01/2011), n.1860
Azienda Agricola Cecchinato Giuseppe e Giovanni ss, elettivamente
in atti unitamente all’avv. Fabrizio Tomaselli;
via dei Portoghesi 12, presso l’Avvocatura Generarle dello Stato che
Coop. Latte Tipico 1 Spa Egidio Galbani;
per la cassazione della sentenza n. 218/2008, depositata il 6/3/2008
dell’11/1/2011 dal Relatore Cons. Francesco Tirelli;
Che con ricorso depositato il 13/8/2003 nella cancelleria del Tribunale di Crema, l’Azienda Agricolo a Cecchinato Giuseppe e Giovanni ss ha chieste l’annullamento del provvedimento con il quale l’AGEA lo aveva comunicato il prelievo supplementare dovuto sulle consegne di latte vaccino negli anni 2002/03, intimandone il pagamento entro trenta giorni dalla comunicazione;
me il giudice adito ha accolto la domanda, ma su gravame dell’AGEA la Corte di appello di Brescia ha declinato la giurisdizione perchè la causa rientrava nel novero di quelle devolute alla cognizione del Giudice amministrativo;
che l’Azienda Agricola Cecchinato Giuseppe e Giovanni ss ha presentato ricorso per cassazione sostenendo, in sintesi, che il giudice a quo avrebbe dovuto riconoscere la sussistenza della propria giurisdizione;
che l’AGEA ha depositato controricorso con il quale ha contestato la fondatezza dell’avversa tesi; che così riassunte le rispettive posizioni delle parti, osserva il Collegio che già con sentenza n. 202 54/2004 queste Sezioni Unite civili hanno preso atto di quanto stabilito dalla Corte di Giustizia con sentenze del 25 marzo 2004, riconoscendo che i diritti di prelievo supplementare sul latte vaccino e sui suoi derivati appartenevano agli strumenti regolatori del mercato agricolo e non avevano, perciò, natura sanzionatoria, con la conseguenza che l’opposizione proposta contro i provvedimenti che ne imponevano il pagamento rientrava nella giurisdizione generale del giudice amministrativo e non in quella del giudice ordinario ai sensi della L. 24 novembre 1981, n. 689, artt. 22 e 23;
che alla medesima conclusione è poi pervenuta anche C. Cass. SU 23355/05 (seguita da numerose altre), che ha pure negato qualsiasi incidenza sul punto sia della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 551, che nel l’ammettere l’impugnabilità ex Lege n. 689 del 1981, dei provvedimenti amministrativi relativi alle misure comunitarie, aveva dettato, per il limitato periodo in cui aveva avuto efficacia, una norma di natura esclusivamente sostanziale e, dunque, senza effetti sulla giurisdizione in tema di cause contro provvedimenti anteriormente emanati), che dal D.L. n. 63 del 2005, art. 2 sexies, convertito in L. n. 109 del 2005 (il quale doveva essere interpretato nel senso che i giudizi promossi prima della sua promulgazione andavano ripartiti fra giudice ordinario ed amministrativo sulla base dell’ordinario criterio e, cioè, a seconda che riguardassero diritti soggettivi o interessi legittimi);
La Corte di Cassazione, a sezioni unite, dichiara la giurisdizione del giudice amministrative, rigetta il ricorso, rimette le parti davanti al TAR competente per territorio e condanna la ricorrente al pagamento delle spese di lite, liquidate in complessivi Euro 2.700,00, 200,00 dei quali per esborsi, oltre le spese prenotate a debito.

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 Cass. 
 art. 1
 art. 2