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Timestamp: 2018-12-16 01:59:59+00:00

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Legge 2248/1865 Allegato F - Legge opere pubbliche
LEGGE 20 MARZO 1865, N. 2248 (ESTRATTO ALLEGATO F)
(Pubblicata nella G. U. del 27 aprile 1865)
[ultima modifica DLgs 12/04/06, N. 163]
MINISTERO LAVORI PUBBLICI OPERE PUBBLICHE
1. Sono nelle attribuzioni del Ministero dei lavori pubblici:
a) Le strade nazionali cosï¿½ ordinarie come ferrate, per gli studi e formazione dei progetti, per la direzione delle opere di costruzione e di manutenzione e per la loro polizia;
b) Le strade ferrate sociali per l'esame delle domande di costituzione delle societï¿½, per le concessioni dei relativi privilegi, per l'approvazione dei piani esecutivi, e per la sorveglianza alla costruzione, alla manutenzione e all'esercizio;
c) L'esercizio delle strade ferrate nazionali e la manutenzione ed esercizio di quelle strade sociali che lo Stato s'incaricasse di esercitare;
d) Le strade provinciali, comunali e vicinali e le opere che si eseguiscono a spese delle province e dei comuni, nei limiti e nei casi determinati dalla legge;
e) I canali demaniali cosï¿½ di navigazione come d'irrigazione per ciï¿½ che concerne la direzione dei progetti e delle opere di costruzione, di difesa, di conservazione e di miglioramento, e la parte tecnica della distribuzione delle acque, e la polizia della navigazione;
f) Il regime e la polizia delle acque pubbliche, e cosï¿½ dei fiumi, torrenti, laghi, rivi e canali di scolo artificiale; i progetti e le opere relative alla navigazione fluviale e lacuale al trasporto dei legnami a galla, alla difesa delle sponde e territori laterali dalle corrosioni, inondazioni e disalveamenti, alle derivazioni di acque pubbliche, al bonificamento delle paludi e degli stagni nei rapporti tecnici; finalmente la polizia tecnica della navigazione dei fiumi e laghi;
g) Le opere e lavori di costruzione e manutenzione dei porti, dei fari e delle spiaggie marittime, e la polizia tecnica relativa;
h) La conservazione dei pubblici monumenti d'arte per la parte tecnica ;
i) La costruzione, le ampliazioni i miglioramenti e la manutenzione degli edifizi pubblici, esclusi quelli dipendenti dalle amministrazioni della guerra e della marina, e quelli i quali, tuttochï¿½ facienti parte del patrimonio dello Stato, non servono ad uso pubblico;
k) Lo stabilimento, la manutenzione e l'esercizio dei telegrafi.
1. Le attribuzioni del Ministero dei lavori pubblici per quanto riguarda la costruzione di nuove strade nazionali ordinarie e ferrate, di strade ferrate sociali, di strade provinciali, comunali e vicinali, e di nuovi lavori marittimi, sono subordinate, ai concerti da prendersi preventivamente col Ministero della difesa, ogniqualvolta gli anzidetti oggetti possano avere influenza o relazione colla difesa militare e colla sicurezza dello Stato.
2. Ad analoghi concerti col Ministero della difesa sarï¿½ subordinata l'esecuzione dei lavori marittimi per quanto possano interessare la sicurezza, la facilitï¿½ e la regolaritï¿½ della navigazione.
Le tariffe per le strade ferrate esercitate o guarentite dallo Stato, ed i canoni per l'uso e i prezzi di vendita delle acque pubbliche, vengono determinati dal Ministero dei lavori pubblici di concerto con quello delle finanze.
La sorveglianza attribuita al Ministero dei lavori pubblici sulla costruzione, manutenzione ed esercizio delle strade ferrate di societï¿½ concessionarie, si estende a tutto quanto riguarda la esatta osservanza dei capitoli di concessione, affine di assicurare l'interesse economico dello Stato e tutelare la sicurezza, puntualitï¿½ e regolaritï¿½ del servizio pubblico.
1. Le proposte ed i programmi relativi alla manutenzione, ampliazioni, miglioramenti e nuove costruzioni degli edifizi e stabilimenti amministrativi dagli altri Ministeri sono a questi riservati, come ï¿½ loro riservata la concessione dell'eseguimento, ed il pagamento delle relative spese; ma ï¿½ nelle attribuzioni del Ministero dei lavori pubblici la compilazione dei relativi progetti d'arte, al direzione tecnica dell'esecuzione, la contabilitï¿½ relativa e la collaudazione delle opere.
2. Nei casi in cui un altro Ministero credesse dover fare redigere il progetto di una nuova fabbrica o stabilimento da ingegneri od architetti da lui delegati, tale progetto sarï¿½ deferito all'esame ed approvazione tecnica del Ministero dei lavori pubblici, che avrï¿½ l'alta sorveglianza dell'esecuzione e la collaudazione.
3. L'ingerenza del Ministero dei lavori pubblici non si estende a quanto puï¿½ riguardare l'eseguimento delle ordinarie piccole riparazioni occorrenti per l'uso dei locali degli uffizi e delle fabbriche e stabilimenti suddetti.
1. Quanto ai fabbricati e stabilimenti di proprietï¿½ privata o sociale o di altri corpi morali destinati ad uso pubblico, l'ingerenza del Ministero dei lavori pubblici per quanto interessa la sicurezza e l'igiene pubblica potrï¿½ essere richiesta da quel Ministero, alle attribuzioni del quale la loro sicurezza e l'igiene sono affidate.
1. Nelle opere marittime e lacuali o comunali o provinciali o private che venissero eseguite senza concorso dello Stato, siano esse dirette a vantaggio della navigazione, od abbiano qualsivoglia altro scopo di utilitï¿½ pubblica o privata, le attribuzioni del Ministero dei lavori pubblici sono limitate all'esame ed approvazione dei relativi progetti tecnici ed all'accertamento dell'osservanza delle condizioni imposte, riservata al Ministero delle finanze la concessione dell'occupazione delle spiagge, e ferme inoltre, quanto alle spiagge marittime le disposizioni del Codice della Marina mercantile.
La ingerenza attribuita al Ministero dei lavori pubblici sui telegrafi elettromagnetici stabiliti dalle societï¿½ concessionarie lungo le ferrovie sociali, di cui e conceduto l'uso all'amministrazione dello Stato od al pubblico, ï¿½ determinata dagli atti di concessione.
Per tutte le altre linee telegrafiche il servizio sarï¿½ ordinato con uno speciale regolamento emanato per decreto reale.
Le strade ordinarie d'uso pubblico sono distinte in nazionali, provinciali, comunali e vicinali.
SEZIONE I - STRADE NAZIONALI.
Sono nazionali:
a) Le grandi linee stradali che nel loro corso congiungono direttamente parecchie delle cittï¿½ primarie del regno, o queste coi piï¿½ vicini porti commerciali di prima classe;
b) Quelle che allacciano le precedenti alle grandi linee commerciali degli Stati limitrofi;
c) Le grandi strade attraverso le catene principali delle Alpi e degli Appennini;
d) Quelle che hanno uno scopo esclusivamente militare.
Non puï¿½ esservi strada nazionale fra due punti del territorio chesiano collegati da una ferrovia.
Venendo aperte ad uso pubblico strade ferrate scorrenti nella stessa direzione delle strade nazionali esistenti, queste passeranno nella classe delle provinciali al principio dell'anno solare immediatamente successivo, se l'apertura avvenga nella prima metï¿½ dell'anno, ed al principio del secondo anno susseguente, quando avverrï¿½ nella seconda metï¿½.
Quando fra due punti del territorio le comunicazioni possono farsi piï¿½ agevolmente, parte per istrada ordinaria e parte per via ferrata, potrï¿½ essere classificato fra le nazionali quel tronco soltanto di strada ordinaria che congiunge uno dei due colla stazione piï¿½ vicina della ferrovia.
Le disposizioni di questo articolo non sono applicabili a quei tronchi stradali che attraversano la catena principale delle Alpi o degli Appennini.
In conformitï¿½ delle norme stabilite dalla presente legge, e nel termine di sei mesi dalla sua pubblicazione, il governo del Re stabilirï¿½ quali delle strade esistenti od in corso di costruzione rimangano nazionali, e ne pubblicherï¿½ l'elenco, approvato per decreto reale, dopo aver sentito i Consigli provinciali, ed avuto il voto del Consiglio superiore dei lavori pubblici e del Consiglio di Stato.
Stabilito l'elenco delle strade nazionali, non potrï¿½ esservi introdotta, fuorchï¿½ per legge, alcuna modificazione, la quale non derivi dall'applicazione del precedente articolo.
SEZIONE II - STRADE PROVINCIALI.
Sono provinciali:
a) Le strade che servono alla piï¿½ diretta comunicazione fra il capoluogo di una provincia e quelli delle provincie limitrofe;
b) Quelle che dal capoluogo di una provincia conducono ai capoluoghi dei circondari in cui essa ï¿½ divisa;
c) Quelle che collegano i capoluoghi di provincia o di circondario coi vicini porti marittimi piï¿½ importanti;
d) Quelle che sono riconosciute di molta importanza per le relazioni industriali, commerciali ed agricole della provincia o della maggior parte di essa, purchï¿½ facciano capo a ferrovie, a strade nazionali, o almeno ad un capoluogo di circondario della stessa o di altra provincia.
La classificazione di strade fra quelle provinciali ï¿½ deliberata dai Consigli provinciali.
La deliberazione deve essere pubblicata in tutti i Comuni della Provincia.
L'approvazione ï¿½ effettuata con decreto del Ministro per i lavori pubblici, sentito il Consiglio superiore dei lavori pubblici. Nel caso che risultino presentate opposizioni o reclami deve essere sentito anche il parere del Consiglio di Stato.
Con la stessa procedura si provvede alla declassificazione di strade provinciali
Allorchï¿½ avvenga la esclusione di una strada dal novero delle provinciali, essa passerï¿½ col principio dell'anno successivo nella classe delle comunali, rimanendo perciï¿½ a carico o delle singole comunitï¿½ che attraversa, o di vari comuni riuniti in consorzio.
Le deliberazioni dei Consigli provinciali a tale effetto non saranno approvate, se non sentiti i Consigli dei comuni interessati, e costituito, ove occorra, il consorzio a norma della legge.
SEZIONE III - STRADE COMUNALI E VICINALI.
a) Quelle necessarie per porre in comunicazione il maggior centro di popolazione d'una comunitï¿½ col capoluogo del rispettivo circondario e con quelli dei comuni contigui.
Non sono considerate come contigue le comunitï¿½ separate l'una dall'altra da una elevata catena di monti:
b) Quelle che sono nell'interno dei luoghi abitati;
c) Quelle che dai maggiori centri di popolazione di un comune conducono alle rispettive chiese parrocchiali ed ai cimiteri, o mettono capo a ferrovie e porti, sia direttamente, sia collegandosi ad altre strade esistenti;
d) Quelle che servono a riunire fra loro le piï¿½ importanti frazioni di un comune;
e) Quelle che al momento della classificazione si troveranno sistemate, e dai comuni mantenute, salve le ulteriori deliberazioni dei Consigli comunali, di cui ï¿½ parola all'art. 18.
Entro un anno dalla presente legge, le Giunte municipali formeranno un elenco delle strade da classificarsi fra le comunali, indicando i luoghi abitati che percorrono, la loro larghezza e lunghezza chilometrica. Si terrï¿½ conto degli elenchi giï¿½ esistenti.
Questo elenco sarï¿½ per la durata di un mese depositato in una delle sale della residenza comunale ed affisso in copia all'albo pretorio.
Gli interessati verranno con pubblico avviso invitati a prenderne cognizione ed a presentare in iscritto entro il termine suddetto le loro osservazioni ed i loro reclami.
Spirato quel termine, il Consiglio comunale, deliberando sulla proposta della Giunta e sui reclami dei privati, stabilirï¿½ l'elenco delle strade comunali, il quale sarï¿½ omologato dal prefetto.
Alla deputazione provinciale spetterï¿½ la decisione sulle insorte contestazioni ed il rendere obbligatoria la classificazione delle strade indicate nell'articolo precedente, sentito il parere dell'Ufficio del genio civile.
Questa decisione dovrï¿½ essere omologata dal prefetto.
Ogni aggiunta all'elenco ed ogni soppressione di strade comunali sarï¿½ soggetta alle formalitï¿½ e prescrizioni contenute nel precedente articolo.
Le deliberazioni dei Consigli comunali portanti soppressioni di strade dovranno dichiarare se debbano essere classificate come vicinali, o se invece si debba alienarne il suolo ai proprietari frontisti, od all'asta pubblica.
Tutte le altre strade non iscritte nelle precedenti categorie e soggette a servitï¿½ pubblica sono vicinali.
Le strade vicinali sono soggette alla vigilanza delle Autoritï¿½ comunali.
SEZIONE IV - DISPOSIZIONI COMUNI ALLE STRADE NAZIONALI, PROVINCIALI, COMUNALI E VICINALI.
Gli elenchi delle strade approvati definitivamente, e di cui sarï¿½ deposta copia negli archivi della prefettura, fanno prova in materia di strade per tutti gli effetti di ragione.
Le questioni perï¿½ che insorgono sulla proprietï¿½ del suolo delle medesime o delle opere annesse sono giudicate dai Tribunali ordinari.
Quando una linea stradale, che secondo la presente legge deve classificarsi fra le provinciali o le comunali, tocchi piï¿½ province o piï¿½ comuni, e le rispettive Amministrazioni non si accordino sulla scelta del tracciamento, la decisione della questione spetta al Ministero dei lavori pubblici per le linee provinciali e per le comunali scorrenti in diverse province, e spetta al prefetto, sentita la deputazione provinciale, per le altre.
Il suolo delle strade nazionali ï¿½ proprietï¿½ dello Stato; quello delle strade provinciali appartiene alle province, ed ï¿½ proprietï¿½ dei comuni il suolo delle strade comunali.
Sono considerati come parte di queste strade per gli effetti amministrativi contemplati nella presente legge i fossi laterali che servono unicamente o principalmente agli scoli delle strade, le controbanchine, le scarpe in rialzo e le opere d'arte d'ogni genere stabilite lungo le strade medesime, non che le aiuole per deposito di materiali, le case di ricovero e quelle per abitazioni di cantonieri.
Nell'interno delle cittï¿½ e villaggi fanno parte delle strade comunali le piazze, gli spazi ed i vicoli ad esse adiacenti ed aperti sul suolo pubblico, restando perï¿½ ferme le consuetudini, le convenzioni esistenti ed i diritti acquisiti.
I tronchi delle strade nazionali e provinciali compresi nell'abitato di una cittï¿½ o villaggio fanno parte delle strade comunali, salvo il concorso dello Stato o della provincia nelle spese di mantenimento o di miglioramento come all'Art. 41 e seguenti.
CAPO II - COSTRUZIONE, SISTEMAZIONE E CONSERVAZIONE DELLE STRADE.
La dimensione e le forme da assegnarsi alle strade nazionali, ed opere relative, come tutti i lavori da farsi per la costruzione, sistemazione e mantenimento delle medesime debbono risultare da un progetto compilato, secondo un regolamento da approvarsi per decreto reale.
I Consigli provinciali dovranno entro due anni deliberare regolamenti obbligatori, da approvarsi per decreto reale, per la costruzione, manutenzione e sorveglianza delle strade provinciali, comunali e consorziali.
Questi regolamenti stabiliranno il sistema di sorveglianza delle strade ed il modo di riparto delle relative spese.
Il tracciamento generale di qualunque nuova strada provinciale, deliberato dal Consiglio provinciale, deve essere approvato con decreto reale, sentito il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici.
Nel caso in cui questo parere sia contrario al proposto andamento o vi suggerisca modificazioni importanti, il Ministero ne farï¿½ conoscere al Consiglio provinciale le ragioni, e dopo le repliche del medesimo promuoverï¿½ il decreto reale.
I progetti di nuove strade provinciali e delle loro opere d'arte piï¿½ importanti, che possono modificare o variare il regime dei fiumi e torrenti, o che interessano varie province, o per le quali lo Stato concorre con sussidi o per qualunque altro titolo, saranno sottoposti all'esame del Consiglio dei lavori pubblici ed approvati dal Ministero.
I progetti di strade comunali sono approvati dalla deputazione provinciale, sentito l'Ufficio del genio civile.
ï¿½ obbligatoria la conservazione in istato normale delle strade provinciali e comunali sistemate.
I porti, o ponti natanti o chiatte, ed i ponti galleggianti di barche che servono alla continuazione di qualsivoglia classe di strade nell'attraversare i fiumi e torrenti, ovunque ad uso pubblico o privato ne sia autorizzato lo stabilimento e l'esercizio, debbono essere collocati nei luoghi e nei modi piï¿½ convenienti per conciliare insieme la comoditï¿½, facilitï¿½ e sicurezza del tragitto di detti fiumi e torrenti colla brevitï¿½, comodo e sicurezza delle vie di accesso, osservando le prescrizioni e cautele che saranno ordinate dal Governo, al quale si dovrï¿½ pure ricorrere pel relativo permesso quando diventi necessario variar posizione.
CAPO III -SPESE PER LE STRADE.
Le strade nazionali e tutti gli edifizi lungo le medesime per passaggio di corsi d'acqua naturali si costruiscono, si adattano e si conservano a spese dello Stato.
Pei lavori contemplati nel precedente articolo non devesi in modo alcuno, sia direttamente, sia indirettamente, recare speciale aggravio nï¿½ alle localitï¿½ traversate, nï¿½ a chi transita sulla strada.
Sono quindi soppressi i pedaggi tuttavia esistenti a favore dello Stato o delle province lungo le strade nazionali, ad eccezione di quelli per il varco dei fiumi o torrenti sopra chiatte o ponti natanti.
Chi avesse od acquistasse la ragione di attraversare le strade con corsi d'acqua, ï¿½ obbligato a stabilire e mantenere i ponti ed altre opere necessarie per il passaggio e la condotta delle acque, e per ovviare ai danni che le medesime potessero arrecare alla strada.
Queste opere si costruiranno secondo le norme da prescriversi dall'Amministrazione e sotto la sorveglianza dell'ufficio del genio civile.
Se nella costruzione o sistemazione di una strada deve traversarsi un corso d'acqua preesistente, l'Amministrazione che fa eseguire i lavori ï¿½ tenuta alla conservazione del canale ed alla costruzione e manutenzione dei ponti ed altre opere di che in quest'articolo.
I ponti ed edifizi in legnami esistenti sui canali artificiali che traversano una strada, dovranno nel caso di ricostruzione, venire rifatti o tutti di muro o di muro misto con ferro.
Sono eccettuate da questa disposizione le localitï¿½ soggette a servitï¿½ militari, per le quali, in forza di concerti presi o da prendere col Ministero della guerra, si credesse provvedere diversamente nell'interesse della difesa dello Stato.
I ponti ed altri edifizi esistenti sopra canali artificiali sono mantenuti e rifatti dai proprietari ed utenti di questi, purchï¿½ non ne provino la preesistenza alle strade od abbiano titolo o possesso in contrario.
Occorrendo il trasporto o l'allargamento di alcuni tratti di strade attraversate da canali artificiali, spetta ai proprietari, possessori od utenti delle acque la ricostruzione in muratura o in opere miste di muro e ferro dei ponti ed altri edifizi in legname, come la successiva loro manutenzione; se invece sono di cotto o di pietra, la spesa di ricostruzione o di allargamento dei medesimi ï¿½ a carico dello Stato, e la manutenzione di essi a carico dei proprietari, possessori od utenti delle acque.
La costruzione e riparazione dei muri od altri simili sostegni lungo le strade nazionali, qualora servano unicamente a difendere e sostenere i fondi adiacenti, sta a carico dei possessori dei fondi stessi; se poi abbiano per oggetto la stabilitï¿½ e conservazione della strada, sta a carico dello Stato. La spesa si divide in ragione d'interesse, quando l'opera abbia scopo promiscuo.
Il prefetto, sulla proposta dell'ingegnere capo, sentiti gli interessati, ed avuto il parere del Consiglio di prefettura, puï¿½ rendere obbligatoria l'esecuzione di tali opere ad esclusivo carico dei possessori, come esecutorio il riparto delle spese per quelle d'interesse promiscuo.
Se i possessori non si prestano entro il termine da stabilirsi, le opere si compiono d'ufficio, e le spese si ripetono colle forme privilegiate delle pubbliche imposte, salvo a quelli il diritto di ricorso in via amministrativa e salva pure in ogni caso l'azione giudiziaria di rimborso a termini di diritto.
La costruzione, la sistemazione e la conservazione delle strade provinciali e delle opere che le corredano sono a carico delle province nelle quali sono aperte, ovvero di piï¿½ province riunite in consorzio facoltativo od obbligatorio a norma di legge.
Le disposizioni dei precedentiartt. 32, 33, 34, 35 e 36 sono applicabili alle strade provinciali.
L'istituzione dei pedaggi sui ponti e strade spettanti alla provincia, come la relativa tariffa deliberata dai Consigli provinciali, dovranno essere approvate per decreto reale, sentito il Consiglio di Stato, e dovrï¿½ esserne fissata la durata al tempo presumibilmente necessario per indennizzare l'Amministrazione provinciale delle spese incontrate per la costruzione di tali opere.
SEZIONE III - STRADE COMUNALI.
Alla costruzione, sistemazione e mantenimento delle strade comunali provvedono i rispettivi comuni od isolatamente, o per modo di consorzio con altri comuni, concorrendo insieme alla spesa secondo il grado d'interesse di ognuno.
Sono estese anche alle strade comunali le disposizioni degli artt. 32, 33, 34, 35 e 36.
Le spese incombenti ai comuni per le opere stradali saranno sostenute colle rendite dei comuni medesimi o colle imposte di cui essi possono caricarsi a norma di legge.
Quando perï¿½ trattasi di apertura di nuove strade o di opere di radicale sistemazione di strade imperfette, e la spesa occorrente sia riconosciuta troppo grave per le condizioni economiche dei comuni, ï¿½ fatta facoltï¿½ ai Consigli comunali d'istituire pedaggi che mettano i comuni in grado di sostenerla.
I pedaggi perï¿½ non potranno essere che temporanei e duraturi soltanto per quel periodo di tempo che sia sufficiente a compensare i comuni delle spese sostenute per l'opera, a pro della quale essi pedaggi sono applicati.
Compensata la spesa di costruzione, il passaggio sarï¿½ libero ed i comuni dovranno mantenere a proprie spese le strade ed i ponti.
La istituzione dei pedaggi e la loro durata, come pure le relative tariffe non avranno effetto senza l'approvazione della deputazione provinciale.
La sistemazione e la manutenzione dei tronchi delle strade nazionali e provinciali che traversano l'abitato delle cittï¿½ o villaggi sono a carico dei rispettivi comuni, sotto la sorveglianza tecnica degli uffizi del genio civile o provinciali.
Rispetto alla manutenzione, lo Stato o la provincia corrisponde ai comuni una indennitï¿½ annua pari alla spesa di manutenzione di un tronco contiguo di strada di eguale lunghezza fuori dell'abitato e posta in condizione analoga.
Allorquando l'amministrazione dello Stato o della provincia riconosca la necessitï¿½ della rinnovazione totale del pavimento di un tronco di strada nazionale o provinciale compreso entro l'abitato, essa, fino alla lunghezza normale della strada, sostiene la spesa relativa:
a) Per intero nei comuni aventi meno di mille abitanti;
b) Per una metï¿½ nei comuni aventi meno di quattro mila abitanti;
c) Per un quarto nei comuni aventi quattro mila abitanti e piï¿½.
Se per la costruzione, adattamento e mazione di una strada comunale od opere relative, vi ha un interesse collettivo, la formazione del consorzio di cui all'Art. 39 ï¿½ promossa da quel comune che crederï¿½ aver ragione di chiamare altri a concorrere nella spesa.
Dovrï¿½ il detto comune dimostrare la convenienza dell'opera e la opportunitï¿½ del consorzio, proponendo le basi e le quote di concorso.
Il progetto di consorzio, coi documenti relativi, viene dallo stesso comune trasmesso alla deputazione provinciale, la quale ne fa comunicazione agli altri comuni interessati perchï¿½ deliberino entro il termine da essa fissato. Trascorso questo termine, la deputazione statuirï¿½ sulla costituzione del consorzio, decidendo in pari tempo sulle osservazioni o sui richiami dei comuni.
Quando una linea da dichiararsi consorziale tocchi il territorio di piï¿½ province, statuiranno d'accordo le rispettive deputazioni provinciali.
Nel caso di conflitto, il prefetto di quella provincia in cui si trovi il piï¿½ lungo tratto di strada consorziale statuirï¿½, previo parere delle deputazioni provinciali interessate.
Contro il decreto della deputazione provinciale di che nell'Art. 44, e contro quello del prefetto, di che nell'Art. 45, i comuni interessati potranno, entro trenta giorni dalla comunicazione fattane al sindaco, ricorrere al Re, il quale provvede definitivamente sulla proposta del Ministro dei lavori pubblici, sentiti il Consiglio superiore dei lavori pubblici ed il Consiglio di Stato.
Ordinato e reso esecutorio il consorzio, l'assemblea generale costituita dai delegati dei comuni interessati provvede all'eseguimento delle opere col mezzo di una deputazione o Consiglio di amministrazione.
Le rispettive attribuzioni e le deliberazioni dell'assemblea generale e del Consiglio d'amministrazione del consorzio sono regolate e rese esecutorie nei modi e colle formalitï¿½ prescritte per i Consigli e le Giunte comunali.
Per gravi motivi interessanti la economia o l'ordinamento generale del consorzio, puï¿½ la deputazione provinciale sospendere la esecuzione delle deliberazioni prese dalla deputazione o Consiglio d'amministrazione del consorzio deferendole all'esame dell'assemblea generale.
La provincia, con deliberazione del Consiglio provinciale, approvata nelle forme volute dalla legge, potrï¿½ obbligarsi ad una determinata quota di concorso nei consorzi da istituirsi, od associarsi nella spesa di un consorzio giï¿½ costituito per una quota proporzionale.
Quando la provincia concorra per una quota proporzionale nelle spese dei consorzi, essa ha diritto di voto nell'assemblea generale e nel Consiglio d'amministrazione.
Se la quota di concorso della provincia raggiunge il terzo della spesa totale, la diretta amministrazione del consorzio potrï¿½ essere assunta dalla deputazione provinciale, salve le attribuzioni dell'assemblea generale degl'interessati.
SEZIONE IV - STRADE VICINALI.
La riparazione e conservazione delle strade vicinali sta a carico di quelli che ne fanno uso per recarsi alle loro proprietï¿½, sia che queste si trovino o no contigue alle strade stesse, quando per diritto o per consuetudine un tale carico non ricada sopra determinate proprietï¿½ o persone.
Il municipio potrï¿½ essere pure tenuto ad una determinata quota di concorso nella spesa di riparazione delle strade vicinali piï¿½ importanti.
In caso di divergenza o conflitto tra il municipio e gli interessati deciderï¿½ la deputazione provinciale.
Il sindaco d'ufficio o ad istanza degli interessati convoca annualmente o quando occorra gli utenti delle strade vicinali per deliberare sui modi di dare esecuzione alle opere di cui sarï¿½ stata verificata la necessitï¿½, e sul riparto della spesa.
Non intervenendo all'adunanza la metï¿½ dei chiamati, o non prendendosi alcuna deliberazione dalla maggioranza degli intervenuti, o non eseguendosi poi quanto fu deliberato, l'affare ï¿½ deferito alla risoluzione del Consiglio comunale.
La Giunta municipale provvede d'ufficio all'esecuzione dei lavori, se gl'interessati trascurino di eseguirli entro il termine prefisso nella deliberazione del Consiglio, e decorrendo dalla pubblicazione della medesima.
Contro le deliberazioni del Consiglio comunale puï¿½ entro lo stesso termine essere mosso reclamo alla deputazione provinciale, la quale decide definitivamente.
La quota di spesa assegnata a ciascun interessato si esige nei modi stabiliti per la riscossione delle imposte dirette, salvo il diritto di chiamare in giudizio gli altri utenti pel rimborso.
Il riparto delle prestazioni fra gli utenti, una volta stabilito per effetto della presente legge, resta obbligatorio finchï¿½, a norma dei casi sopra contemplati, non sia modificato o nella riunione degli interessati, o dal Consiglio comunale, o dalla deputazione provinciale, od in conseguenza di sentenza giudiziale.
Gli utenti possono essere costituiti in consorzio permanente per deliberazione del Consiglio comunale, quando il comune concorra alla conservazione della strada, ovvero a richiesta di un numero di essi, che rappresenti il terzo del contributo.
La Giunta municipale provvede per la formazione del consorzio, previa convocazione degli utenti, e decide sulle questioni che insorgessero, salvo entro trenta giorni il diritto agli utenti di ricorrere alla deputazione provinciale che statuirï¿½ definitivamente.
CAPO IV - POLIZIA DELLE STRADE.
SEZIONE I - STRADE NAZIONALI E PROVINCIALI.
1. Nessuno puï¿½ senza mandato o licenza dell'amministrazione fare opere o depositi anche temporanei sulle strade, nï¿½ alterarne la forma od invaderne il suolo.
2. Eï¿½ proibito altresï¿½ di far cosa che rechi danno alla strada, alle opere relative, nonchï¿½ alle piantagioni che appartengono alla strada stessa.
1. Eï¿½ vietato a chiunque di porre impedimento al libero scolo delle acque, nei fossi laterali alla strada, come pure di stabilire nei medesimi maceratoi di canapa o lino.
2. Eï¿½ ugualmente vietato d'impedire il libero deflusso delle acque che si scaricano dalle strade sui terreni piï¿½ bassi
1. Per le diramazioni di altre strade dalle nazionali o provinciali, nonchï¿½ per l'accesso da queste ai fondi e fabbricati laterali, le Province, i Comuni o i proprietari interessati debbono formare e mantenere gli opportuni ponti sui fossi laterali, senza alterare la sezione delle strade, ne il loro piano viabile, ed uniformandosi alle norme da prescriversi dal prefetto o dalla deputazione provincia le, da cui rispettivamente dovrï¿½ previamente ottenersi licenza.
1. Eï¿½ proibito scaricare nei fossi delle strade e di condurre in essi acque di qualunque natura, salvo i diritti acquisiti e le regolari concessioni.
ï¿½ vietato di condurre a pascolare bestiame di qualunque sorta lungo i cigli, le scarpe ed i fossi stradali.
ï¿½ parimenti vietato di fare scendere il bestiame sulle scarpe della strada per abbeverarlo in fossi o canali laterali. Quando occorra, saranno praticati gli opportuni abbeveratoi a carico di chi di ragione sotto le norme da prescriversi dall'autoritï¿½ competente.
1. Non ï¿½ lecito di condurre a trascico sulle strade legnami di qualunque sorta o dimensione, ancorchï¿½ in parte fossero sostenuti da ruote. Eï¿½ pure vietato l'uso delle treggie, salvo in quanto servano al solo trasporto degli strumenti aratori, e salvo pure l'uso delle slitte nel tempo in cui le strade sono coperte di ghiaccio o di neve.
1. Nelle traverse degli abitati il suolo delle strade non puï¿½ sotto verun pretesto venire ingombrato nï¿½ di giorno nï¿½ di notte, salve temporanee occupazioni per esercizio di commercio ed altro uso a comodo pubblico dietro il permesso dell'autoritï¿½ competente.
1. Per tiri al bersaglio, stabilimenti ed opifizi che interessano la sicurezza o la salubritï¿½ pubblica la distanza sarï¿½ fissata caso per caso dalla competente autoritï¿½.
1. Per i canali, per fossi e per qualunque escavazione venga effettuata nei terreni laterali, la distanza deve essere uguale almeno alla loro profonditï¿½, partendo dal ciglio piï¿½ esterno del fosso stradale o dalla cunetta, ove questi esistano, oppure dal ciglio degli sterri se la strada ï¿½ in trincea, oppure, dal piede della scarpa, se la strada ï¿½ in rilevato.
2. Una tale distanza non potrï¿½ mai essere minore di tre metri anche se l'escavazione del terreno sia meno profonda.
1. Eï¿½ vietato ai proprietari di piantare alberi e siepi lateralmente alla strada a distanze minori delle seguenti:
b) per le siepi, tenute all'altezza non maggiore di un metro e mezzo sul terreno, centimetri 50 misurati dal ciglio esterno del fosso, ove questo esista, oppure dal piede della scarpa dove la strada ï¿½ in rilevato. In ogni caso la distanza non sarï¿½ mai minore di un metro misurato dal ciglio della strada;
c) per le siepi di maggiore altezza la distanza sarï¿½ di 3 metri misurati pure dal ciglio della strada.
Per i piantamenti presso le cittï¿½ o comuni ad uso di pubblico passeggio, le distanze saranno stabilite in conformitï¿½ dei piani approvati dall'autoritï¿½ competente.
I piantamenti dei terreni a bosco saranno tenuti alla distanza di 100 metri dal ciglio della strada.
Per le strade di montagna la distanza dei fabbricati basterï¿½ che sia tale da impedire che lo stillicidio cada sul piano stradale, o sulla scarpa del rilevato.
I muri di cinta non che i canali e i piantamenti di alberi, siepi e boschi saranno tollerati fino alla distanza di mezzo metro dal confine della proprietï¿½ stradale.
Le piante, le siepi ed i boschi ora esistenti a fianco delle strade sono tollerati qualora rechino un riconosciuto pregiudizio; ma giungendo a maturitï¿½ o deperimento, non potranno venir surrogati fuorchï¿½ alle distanze sovra stabilite.
Per i boschi laterali alle strade di montagna ï¿½ riservata all'amministrazione superiore la facoltï¿½ d'impedirne lo sradicamento in tutti i casi ove potesse essere minacciata la sicurezza della strada dalle valanghe e dalle frane.
2. Quando essi non operino questo taglio entro il termine assegnato da un avviso del sindaco, potrï¿½ l'Amministrazione far recidere a loro spese i rami sporgenti.
2. Se il proprietario a ciï¿½ non provveda, ed i fabbricati minacciano rovina, l'autoritï¿½ della Provincia o del Comune puï¿½ provocare dal giudice competente la facoltï¿½ di demolirli a spese dello stesso proprietario, salvi quei provvedimenti istantanei che sono nelle attribuzioni del sindaco per la pubblica sicurezza.
Per via di regolamento approvato con decreto reale saranno stabilite le norme necessarie per garantire la libertï¿½ della circolazione e la materiale sicurezza del passaggio.
Chi per imprudenza o negligenza avrï¿½ col proprio veicolo danneggiata la strada o le opere dipendenti sarï¿½ tenuto a riparare il danno.
Ognuno risponde civilmente dei propri sottoposti per le infrazioni alle precedenti disposizioni di polizia stradale ed alle discipline del regolamento relativo.
SEZIONE II - STRADE COMUNALI.
Le disposizioni contenute nei precedenti artt. 55, 56, 57, 58, 59, 60, 61, 62, 63, 64, 65, 67, 68, 75, 76, 78 e 79 sono applicabili alle strade comunali.
1. Eï¿½ vietato di far piantamenti di alberi e di siepi di qualunque sorta sul suolo stradale di ragione comunale.
I fabbricati ed i muri di cinta potranno essere stabiliti sul limite della strada comunale, salvo ad osservare la debita distanza per lo stillicidio, quando lo scolo delle acque piovane dai tetti non venga diretto fuori del suolo stradale.
In ordine ai veicoli saranno anche per le strade comunali stabilite nel regolamento citato al precedente Art. 77 le discipline convenienti nell'interesse pubblico.
SEZIONE III - STRADE VICINALI.
1. Nessuno puï¿½ ingombrare o scaricare acque o far opera qualunque la quale pregiudichi il libero passaggio sulle reti vicinali o alteri la forma di esse.
Art. DA 85 A 318 (omissis)
(gli articoli da 132 a 139 sono stati abrogati dall'art. 38, D. L. Lgt. 20. 11. 1916, n. 1664. Gli articoli 210, 211, 213, 217, 218, 219, 220, 221, 222, 223, 224, 226, 233, 234, 235, 236, 237, 238, 239, 240, 241, 301,302, 303, 305, 306, 307, 308,309, 310, 311,314, 315, 316, 317, 318 sono stati abrogati dall'art. 104, D. P. R. 11 luglio 1980, n. 753)
Art. DA 319 A 325 (abrogati dall'art. 231 dal d. P. R. n. 554 del 1999)
CAPO II - DEI CONTRATTI.
1. I contratti si fanno sempre per lï¿½esecuzione di un dato lavoro o di una data provvista, regolandone il prezzo a corpo o a misura.
2. Per le opere o provviste a corpo, il prezzo convenuto ï¿½ fisso e invariabile, senza che possa essere invocata dalle parti contraenti alcuna verificazione sulla misura o sul valore attribuito alla qualitï¿½ di dette opere o provviste.
3. Per le opere appaltate a misura, la somma prevista nel contratto puï¿½ variare, tanto in piï¿½ quanto in meno, secondo la quantitï¿½ effettiva delle opere eseguite. Per lï¿½esecuzione loro sono fissati nel capitolato dï¿½appalto prezzi variabili per unitï¿½ di misura e per ogni specie di lavoro.
(articolo abrogato dallï¿½art 256 del DLgs 163/2006)
Art. 327 (abrogato dall'art. 231 del d. P. R. n. 554 del 1999)
Art. 328 (abrogato dall'art. 231 del d. P. R. n. 554 del 1999)
1. In un medesimo contratto si possono comprendere opere da eseguirsi a corpo, a misura e ad economia.
Art. DA 330 A 336 (abrogati dall'art. 231 del d. P. R. n. 554 del 1999)
CAPO III - ESECUZIONE DEI CONTRATTI.
1. I contratti in generale sono esecutori soltanto dopo l'approvazione dell'Autoritï¿½ competente secondo le norme prescritte dalla legge di contabilitï¿½ generale.
2. Nei casi di urgenza il Ministero puï¿½ autorizzare il cominciamento dei lavori immediatamente dopo il deliberamento. In tal caso il direttore delle opere terrï¿½ conto di tutto ciï¿½ che venisse predisposto o somministrato dal deliberatario del reintegramento delle spese, quando il contratto non fosse approvato.
1. L'ingegnere direttore, tosto approvato il contratto od anche prima nel caso di urgenza di cui all'articolo precedente, procede alla consegna del lavoro, la quale dovrï¿½ risultare da un verbale steso in concorso, coll'impresario nella forma stabilita dal regolamento, e dalla data di esso verbale decorrerï¿½ il termine utile per compimento delle opere.
Art. 339 (abrogato dall'art. 231 del d. P. R. n. 554 del 1999)
1. L'Amministrazione ï¿½ in diritto di rescindere il contratto, quando l'appaltatore si renda colpevole di frode o di grave negligenza, e contravvenga agli obblighi e alle condizioni stipulate.
2. In questi casi l'appaltatore avrï¿½ ragione soltanto al pagamento dei lavori eseguiti regolarmente, e sarï¿½ passibile del danno che provenisse all'Amministrazione dalla stipulazione di un nuovo contratto, o dalla esecuzione d'ufficio.
1. Nel caso in cui per negligenza dell'appaltatore il progresso del lavoro non fosse tale, a giudizio dell'ingegnere direttore, da assicurare il compimento nel tempo prefisso dal contratto, l'Amministrazione, dopo una formale ingiunzione data senza effetto, sarï¿½ in diritto di far eseguire tutte le opere, o parte soltanto delle medesime, d'ufficio, in economia, o per cottimi, a maggiori spese dell'impresa o sua sicurtï¿½.
1. Non puï¿½ l'appaltatore sotto verun pretesto introdurre variazioni o addizioni di sorta al lavoro assunto senza averne ricevuto l'ordine per iscritto dall'ingegnere direttore, nel qual ordine sia citata la intervenuta superiore approvazione.
2. Mancando una tale approvazione gli appaltatori non possono pretendere alcun aumento di prezzo od indennitï¿½ per le variazioni od addizioni avvenute, e sono tenuti ad eseguire senza compenso quelle riforme che in conseguenza l'Amministrazione credesse opportuno di ordinare, oltre il risarcimento dei danni recati.
3. Si eccettuano i casi di assoluta urgenza nei quali l'appaltatore dovrï¿½ tosto prestarsi sulla richiesta dell'ingegnere direttore; in questi casi perï¿½ l'ingegnere medesimo dovrï¿½ darne immediata partecipazione all'Amministrazione, la quale potrï¿½ sospendere la esecuzione dei lavori, pagando all'appaltatore le spese sostenute pei lavori ordinati di urgenza.
1. Verificandosi il bisogno d'introdurre in un progetto giï¿½ in corso di eseguimento variazioni od aggiunte le quali non siano previste dal contratto e diano luogo ad alterazione dei prezzi di appalto, l'ingegnere direttore ne promuove l'approvazione dell'Autoritï¿½ competente, presentando una perizia suppletiva che servirï¿½ di base ad una distinta sottomissione o ad un'appendice al contratto principale.
1. Occorrendo in corso di esecuzione un aumento od una diminuzione di opere, l'appaltatore ï¿½ obbligato ad assoggettarvisi fino a concorrenza del quinto del prezzo di appalto alle stesse condizioni del contratto. Al di lï¿½ di questo limite egli ha diritto alla risoluzione del contratto.
2. In questo caso sarï¿½ all'appaltatore pagato il prezzo dei lavori a termini di contratto.
1. E' facoltativo all'Amministrazione di risolvere in qualunque tempo il contratto, mediante il pagamento dei lavori eseguiti e del valore dei materiali utili esistenti in cantiere, oltre al decimo dell'importare delle opere non eseguite.
Art. 346 E 347(abrogati dall'art. 231 del d. P. R. n. 554 del 1999)
1. L'appaltatore non puï¿½ pretendere compensi per danni alle opere o provviste se non in casi di forza maggiore e nei limiti consentiti dal contratto.
3. Frattanto la impresa non potrï¿½ sotto verun pretesto sospendere o rallentare la esecuzione dei lavori.
Art. DA 349 (abrogato dall'art. 231 del d. P. R. n. 554 del 1999)
Art. DA 350 (abrogato dall'art. 231 del d. P. R. n. 554 del 1999)
1. Ai creditori degli appaltatori di opere pubbliche non sarï¿½ concesso verun sequestro sul prezzo di appalto durante la esecuzione delle stesse opere, salvo che l'Autoritï¿½ amministrativa, da cui l'impresa dipende, riconosca che il sequestro non possa nuocere all'andamento ed alla perfezione dell'opera
2. Potranno perï¿½ essere senz'altro sequestrate le somme che rimarranno dovute ai suddetti appaltatori dopo la definitiva collaudazione dell'opera.
1. Le domande di sequestri saranno dalla competente Autoritï¿½ giudiziaria comunicate all'Autoritï¿½ amministrativa da cui dipende l'impresa.
1. Quando a termini dell'Art. 351 l'Amministrazione riconosca di poter annuire alla concessione di sequestri, saranno questi preferibilmente accordati ai creditori per indennitï¿½, per mercedi di lavoro e per somministrazioni di ogni genere che si riferiscano all'esecuzione delle stesse opere.
1. Ai creditori per indennitï¿½ dipendenti da espropriazione forzata per la esecuzione delle opere rimangono salvi ed interi i privilegi e diritti che ad essi competono a termini del disposto del codice civile e della legge sulle espropriazioni per causa di utilitï¿½ pubblica, e potranno in conseguenza in tutti i casi e in tutti i tempi essere concessi sequestri sul prezzo di appalto a loro favore.
1. L'autoritï¿½ che avrï¿½ ordinato un sequestro sarï¿½ sola competente per decretare in favore dei creditori il pagamento della somma sequestrata, come pure per decretare la revoca del sequestro, ben inteso che siano prima risolute dalla potestï¿½ competente le questioni riguardanti la legittimitï¿½ e sussistenza dei titoli e delle domande.
Art. DA 356 E 365 (abrogati dall'art. 231 del d. P. R. n. 554 del 1999)
CAPO UNICO - DISPOSIZIONI TRANSITORIE.
Le disposizioni contenute nel titolo VII della legge 20 novembre 1859, n. 3754, sull'ordinamento del Genio civile, sono per ora mantenute in vigore, in quanto non siano o modificate da disposizioni giï¿½ emanate, o contrarie alla presente legge.
Al principio dell'anno 1866 il Governo del Re presenterï¿½ al Parlamento un progetto di legge per il definitivo ordinamento del corpo reale di Genio civile, e per il ruolo normale del personale.
Intanto sarï¿½ stabilito con decreto reale un ruolo provvisorio del personale del Genio civile che resterï¿½ al servizio del Governo nella misura dei fondi, che saranno stanziati nel bilancio del Ministero dei lavori pubblici.
Le provincie che giï¿½ non l'avessero dovranno istituire un proprio personale d'ingegneri ed altri agenti tecnici pel servizio dei lavori pubblici di loro pertinenza.
Il personale che a tutte le provincie fosse per occorrere per il servizio delle opere pubbliche nei primi tre anni dalla attuazione della presente legge sarï¿½ scelto fra gli uffiziali del Genio civile ed impiegati dello Stato in servizio od in disponibilitï¿½.
Pubblicata la classificazione delle strade nazionali, di cui al titolo II, capo I, sezione I, della presente legge, il Governo del Re, sentito il Consiglio di Stato, stabilirï¿½ con decreto reale la quota complessiva degli stipendi del personale del Genio civile da passarsi al servizio delle provincie, non che il corrispondente numero complessivo per classe degli ufficiali del Genio civile.
Nello stesso decreto reale sarï¿½ pure fatto il riparto per ciascuna provincia della quota complessiva degli stipendi del personale che deve assumere a suo carico.
La quota da assegnarsi a ciascuna provincia, secondo l'articolo antecedente, sull'importo totale degli stipendi che ora sono a carico dello Stato pel Genio civile sarï¿½ determinata dal rapporto che, prendendo a base i bilanci dello Stato e delle provincie per gli anni 1863 e 1864, esiste fra la somma complessiva di spese che giï¿½ sono e andranno a carico di ciascuna provincia in forza di questa legge, e la somma complessiva delle spese a carico dello Stato e delle provincie per servizi affidati al Genio civile.
La scelta del personale che passerï¿½ a carico delle provincie sarï¿½ fatta per decreto reale sentite le proposte dei Consigli provinciali. Questo personale avrï¿½ il trattamento che dalla legge comunale e provinciale ï¿½ attribuito agl'impiegati governativi che passano al servizio delle provincie.
Gli effetti dell'articolo 369 cominceranno dal 1 gennaio 1866.
1. Per quanto riguarda l'espropriazione per l'esecuzione dei lavori pubblici si osserveranno le disposizioni legislative sull'espropriazione per causa di utilitï¿½ pubblica.
1. Le contravvenzioni alle disposizioni della presente legge saranno punite con pene di polizia e con multe che potranno estendersi fino a lire 20. 000, salvo quanto ï¿½ specialmente disposto nel Titolo V riguardo alle contravvenzioni relative alle strade ferrate.
1. I regolamenti emanati per l'esecuzione della presente legge, approvati per decreto reale, previo il parere del Consiglio di Stato, potranno parimente contenere la comminazione di pene di polizia e di multe non eccedenti le lire 12. 000
1. Oltre le pene di polizia, le multe predette ed il sequestro ove occorra, degli oggetti colti in contravvenzione, s'intenderï¿½ sempre riservato alle parti lese il risarcimento dei danni a termini delle leggi comuni.
1. I verbali di accertamento delle contravvenzioni, compilati nelle forme volute dalla legge, possono esser fatti da qualsiasi agente giurato della pubblica amministrazione, nonchï¿½, da quelli dei comuni e dai carabinieri reali.
1. Per le contravvenzioni alla presente legge, che alterano lo stato delle cose, ï¿½ riservato al prefetto l'ordinare la riduzione al primitivo stato, dopo di aver riconosciuta la regolaritï¿½ delle denuncie, e sentito l'ufficio del Genio civile. Nei casi di urgenza il medesimo fa eseguire immediatamente di ufficio i lavori per il ripristino.
2. Sentito poi il trasgressore per mezzo dell'autoritï¿½ locale, il prefetto provvede al rimborso a di lui carico delle spese degli atti e della esecuzione di ufficio, rendendone esecutoria la nota, e facendone riscuotere l'importo nelle forme e coi privilegi delle pubbliche imposte.
3. (comma dichiarato costituzionalmente illegittimo dalla Corte costituzionale, con sentenza 12-26 luglio 1979, n. 84)
1. In ogni caso in cui per gli effetti della presente legge siano deferite a date autoritï¿½ deliberazioni o decisioni, sarï¿½ a chi se ne crede gravato aperta la via del ricorso all'autoritï¿½ superiore in via gerarchica, a meno che altrimenti non sia statuito nei singoli casi.
2. Il termine pei ricorsi si riterrï¿½ di giorni trenta dalla notificazione del provvedimento nei casi nei quali non sia diversamente dalla legge stabilito.
1. Sono abrogate le leggi e i regolamenti in vigore nelle diverse localitï¿½ sulle materie alle quali ï¿½ provveduto dalla presente legge.
2. Sono mantenute le consuetudini alle quali questa legge espressamente si riferisce.
1. La percezione dei pedaggi, di cui all'articolo 31 di questa legge, se si faccia in via economica dall'amministrazione, cesserï¿½ col primo luglio 1865.
2. Se tale percezione ï¿½ data in appalto, essa non potrï¿½ durare oltre la scadenza dei relativi contratti.
1. Fino a che non siano emanati i regolamenti per la compiuta esecuzione della presente legge, resteranno in vigore i regolamenti esistenti, nelle parti che alla medesima non siano contrari.

References: sentenza 
 Art. 77

Art. 327

Art. 328

Art. 339

Art. 346
 sentenza