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Timestamp: 2017-11-22 07:21:21+00:00

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T.A.R. Campania Salerno, Sezione I, 1 ottobre 2012
L’ANAS è legittimata a delegare, ai sensi dell’art. 6, comma 8, DPR 327/01, le funzioni espropriative a soggetti terzi
SENTENZA N. 1764
L’A.N.A.S. non è soltanto società concessionaria del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ma soggetto espressamente individuato dal legislatore a svolgere i compiti e le funzioni di interesse pubblico di cui all’art. 2, lett. da a) a g), nonché 1), del d. lgs. 26.2.1994, n. 143, ivi compreso il potere di procedere alle espropriazioni che si rendano necessarie, di tal che la stessa è pienamente legittimata a delegare, ai sensi dell’art.6, comma 8, DPR 327/01, le funzioni espropriative a soggetti terzi, cosi come è avvenuto con la convenzione stipulata con Autostrade Meridionali spa (cfr., in proposito, TAR Piemonte, Sez. I, 3 maggio 2010 n. 2286): con il che non hanno ragion d’essere le ventilate perplessità in ordine alla competenza ad adottare i provvedimenti impugnati.
1.- Con ricorso notificato in data 22 gennaio 2011 e depositato il 3 febbraio successivo, Gianfranco e Angelo Pepe, come in atti rappresentati e difesi, premettevano di essere titolari di diritti di proprietà e di usufrutto di particelle comprese in una vasta area sita, nel Comune di Nocera Inferiore, tra via Atzori e via Pepe, in prossimità dello svincolo dell’Autostrada A3 Napoli-Salerno ( particelle 1236, 1492,1493,56 del foglio 12), sulla quale area insistevano dei fabbricati, sempre di proprietà di essi ricorrenti, utilizzati per attività commerciali da soggetti terzi, in virtù di contratti di locazione da tempo in essere.
Le particelle di interesse ricadevano nel P.R.G. del Comune di Nocera Inferiore, approvato nel 1976, per la maggior parte in Zona Residenziale B/4, con indice di fabbricabilità pari a mc/mq 2,5.
A seguito dell’adeguamento del P.R.G. al PUT dell’Area Sorrentino Amalfitana ex L.R.C. n°35/87, approvato con decreto del Presidente della Provincia di Salerno n°138 del 6 dicembre 2006 e pubblicato sul B.U.R.C. n° 60 del 27 dicembre 2006, dette particelle presentavano le seguenti destinazioni:
1) n. 1493: Zona Bl —Centro Urbano — Zona edificata ad alta densità edilizia e piccola parte in Strada di progetto di interesse locale;
2) n. 1492: Strada di progetto di interesse locale,parte in zona “S”-Zona omogenea S.c. destinata a verde pubblico attrezzato e sport di progetto e parte in Zona “B1”-Centro Urbano —Zona edificata ad alta densità edilizia;
3) n. 1236: parte in Zona “Bl” Centro Urbano —Zona edificata ad alta densità edilizia e parte in Strada di progetto di interesse locale,piccola parte in Zona “S”-Zona Omogenea S.c. destinata a verde pubblico attrezzato e sport di progetto;
4) n. 56: parte in Strada di progetto di interesse locale e parte in Zona “S”-Zona Omogenea S.c. destinata a verde pubblìco attrezzato e sport di progetto.
I ricorrenti, con precedente e distinto ricorso n. 2071/2005 Reg.Gen., avevano impugnato innanzi all’intestato Tribunale amministrativo i provvedimenti relativi a un progetto di ammodernamento e di adeguamento della sede autostradale dell’A3 e dello svincolo del Comune di Nocera Inferiore, il quale prevedeva la realizzazione di una rotatoria su via Atzori (già Strada Statale n°18)di Nocera Inferiore, per favorire sostanzialmente la viabilità interna comunale e l’accesso, poi, allo svincolo autostradale, per il quale non erano previste variazioni, e di un parcheggio, esterno all’autostrada, per una capacità di n°185 posti auto.
In particolare, avevano impugnato inizialmente i provvedimenti della Sopritendenza Archeologica Salerno-Avellino-Benevento e quindi , con diversi atti di motivi aggiunti, tutti gli altri provvedimenti della procedura, tra cui i verbali della Conferenza dei Servizi del 17 giugno 2003 e del 7 giugno 2005 nonché il decreto prot.10910 del 4 agosto 2005, a firma del Direttore p.t. del Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti Campania e Molise-Settore Infrastrutture di Napoli, con il quale era stato approvato il progetto, ai fini dell’intesa Stato- Regione, ex art. 81 3° comma D.P.R. n. 616/77.
In ordine ai due verbali della Conferenza di Servizi, promossa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Provveditorato Regionale di Napoli, era stato segnatamente e criticamente rilevato che la Conferenza dei Servizi non avrebbe svolto alcuna indagine in ordine alla conformità urbanistica degli interventi in progetto e che non avrebbe dato atto espressamente della imposizione del vincolo nell’area di interesse, non integrandosi, così, una variante allo strumento urbanistico vigente. Per il che, l’area di proprietà dei ricorrenti era rimasta a destinazione prevalente di Zona Residenziale di P.R.G. del 1976, come attestato dal Dirigente Settore Territorio e Ambiente del Comune di Nocera Inferiore, con atto prot. 8385 del 16 settembre 2005.
In particolare, lamentavano che il verbale conclusivo della conferenza di servizi non aveva dato atto dell’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio, come richiesto dalla normativa all’epoca vigente.
Con motivi aggiunti al ricorso n. 2071/2005 ,del 21 dicembre 2007, i ricorrenti avevano impugnato anche il provvedimento del Direttore Ispettorato Concessioni Autostradali dell’ANAS Spa del 6 luglio 2007, di approvazione del progetto esecutivo, lamentando, tra l’altro, la non conformità del provvedimento alla normativa urbanistica e la violazione dell’art.12 del D.P.R. n.327/2001 in relazione all’art. 98 D.Lgs. n. 163/2006.
Con sentenza n. 3392 del 9 ottobre 2008, questo Tribunale aveva accolto il quinto atto di motivi aggiunti e disposto l’annullamento del provvedimento del Direttore Ispettorato Concessioni Autostradali dell’ANAS Spa del 6 luglio 2007, di approvazione del progetto esecutivo con valenza di dichiarazione di p.u., “per violazione della normativa di riferimento in materia di approvazione di opere pubbliche e dichiarazione di pubblica utilità,erroneamente ricollegata alla progettazione esecutiva e non a quella definitiva, di cui non vi [era] traccia negli atti impugnati”
Tale decisione era stata impugnata dai ricorrenti innanzi al Consiglio di Stato, con ricorso in atto pendente n. 9072/2008 Reg. Gen., nella parte in cui non aveva, come richiesto ed auspicato, annullato anche gli altri provvedimenti oggetto del ricorso introduttivo n. 2071/2005 Reg. Gen. e dei successivi atti di motivi aggiunti, tra i quali, in particolare, i verbali del 17 giugno 2003 e del 7 giugno 2005 della Conferenza dei Servizi presso il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti della Campania e Molise e il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti- Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti della Campania e Molise-Settore Infrastrutture di Napoli, prot. 10910 del 4 agosto 2005, ex art.81, comma 3, D.P.R. n. 616/77.
Tanto premesso, lamentavano che, con la nota del 18 novembre 2010, meglio distinta in epigrafe, ,la società concessionaria, ai sensi dell’art.17 D.P.R. n.327/2001, aveva comunicato il
provvedimento dell’8 luglio 2010, con il quale il Direttore Ispettorato Vigilanza Concessioni Autostradali dell’ANAS Spa, preso atto della richiamata sentenza n. 3392 del 9 ottobre 2008, aveva approvato il nuovo progetto definitivo, presentato dalla stessa Società Concessionaria A/3 Napoli-Pompei-Salerno e denominato sempre” Interventi di miglioramento e di adeguamento della viabilità di collegamento tra l’autostrada A3 e la città di Nocera”, cui era stato attribuito valore di dichiarazione di pubblica utilità.
Avverso dette determinazioni insorgevano con l’epigrafato gravame, lamentando la violazione degli artt.9,10 e 13 D.P.R. n°327/2001, la violazione del P.R.G. vigente del Comune di Nocera Inferiore, adeguato al P.U.T., nonché eccesso di potere sotto i profili sintomatici della carenza di istruttoria e del presupposto della adeguata motivazione.
Aggiungevano che, con comunicazione dell’ 8 giugno 2011, successivamente pervenuta, la Società Autostrade Meridionali Spa aveva loro notificato il decreto 2772 del 13 maggio 2011, a cura dell’Amministratore delegato - Dirigente dell’Ufficio per le espropriazioni della predetta Società concessionaria, con il quale era stata disposta, in loro danno, l’occupazione d’urgenza preordinata all’espropriazione, ai sensi dell’art. 22 bis D.P.R. n. 327/2001, per cinque anni decorrenti dall’8 luglio 2010, degli immobili, tra gli altri , di proprietà di essi ricorrenti, riportati al foglio 12 particelle 1236,1492,1493,56, con immissione in possesso per il giorno 23 giugno 2011, immissione effettuata in pari data dai tecnici incaricati dalla società, nonostante l’opposizione formulata a verbale dai ricorrenti.
Avverso siffatto decreto insorgevano con motivi aggiunti, notificati in pendenza di lite e ritualmente depositati, lamentandone l’illegittimità per l’insussistenza dei presupposti di legge.
2.- Si costituivano in giudizio la Società Autostrade Meridinali s.p.a., il Comune di Nocera Inferiore, l’ANAS e il Ministero dei Trasporti, eccependo la inammissibilità e, comunque, l’infondatezza del gravame e dei pedissequi motivi aggiunti.
Nella integrità del contraddittorio, alla pubblica udienza del 2 febbraio 2012, sulle reiterate conclusioni dei difensori delle parti costituite, la causa veniva riservata per la decisione.
2.- In via preliminare, importa respingere l’eccezione di inammissibilità per tardività formulata dalla Società Autostrade Meridionali e dal Comune intimato, avendo i ricorrenti dimostrato che il provvedimento impugnato era stato loro notificato a mezzo raccomandata del 19 novembre 2010, pervenuta il successivo 22 novembre, con conseguente tempestività dell’articolato gravame, notificato il 20 gennaio 2011.
3.- Sempre in via preliminare, occorre dichiarare il difetto di legittimazione passiva dell’ANAS, avuto riguardo al principio – costantemente seguito dalla giurisprudenza – per cui parte del rapporto espropriativo è solo il concessionario, cui spetta la correlativa legittimazione a resistere ai giudizi proposti dai terzi pregiudicati.
4.- Nel merito, importa in premessa puntualizzare, ai fini di una esatta perimetrazione della materia del contendere come la sentenza di questo Tribunale n. 3392/2008, resa inter partes in relazione alla medesima vicenda amministrativa, ha accolto, della numerose doglianze a suo tempo formulate avverso la contestata iniziativa ablatoria (molte delle quali riproposte nella presente sede), esclusivamente quella attinente alla ritenuta inidoneità dell’atto approvativo della progettazione esecutiva a fungere, in luogo di quella definitiva, da idonea dichiarazione di pubblica utilità. Per tal via, è preclusa in questa sede un nuovo e diverso apprezzamento della legittimità del complesso degli atti presupposti, allo stato rimessi, in prospettiva complessivamente devolutiva, alla cognizione del giudice di seconde cure.
Tanto premesso, con l’attuale gravame e i pedissequi motivi articolati per aggiunzione, i ricorrenti, ventilando plurimi profili di doglianza: a ) ribadiscono l’asserito contrasto tra la disciplina urbanistica vigente nel Comune e la previsione di progetto; b) lamentano la mancanza di idonea partecipazione alla nuova fase procedimentale esitata nella approvazione, in prospettiva conformativa, del progetto definitivo a valere quale dichiarazione di pubblica utilità; c) contestano gli atti dai quali è fatto derivare il vincolo preordinato all’esproprio; d) denunziano che non sussisterebbe interesse statale alla realizzazione dell’opera progettata, bensì interesse alla sola viabilità interna; e) lamentano l’inesistenza di un vincolo sugli immobili di proprietà, con l’aggiunta che l’eventuale vincolo del 7/6/2005 sarebbe scaduto; f) denunziano l’incompetenza dell’ANAS all’approvazione e alla espropriazione di beni privati; g) evidenziano l’assenza di idoneo supporto motivazionale in ordine alle specifiche ragioni di urgenza idonee a supportare l’adozione del decreto di immediata occupazione; h) invocano, una alla consequenziale caducazione degli atti impugnati, il risarcimento dei danni ingiustamente subiti.
4.- Le doglianze, così come formulate, non possono essere recepite.
Valga, in proposito, osservare:
a) che l’A.N.A.S. non è soltanto società concessionaria del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ma soggetto espressamente individuato dal legislatore a svolgere i compiti e le funzioni di interesse pubblico di cui all’art. 2, lett. da a) a g), nonché 1), del d. lgs. 26.2.1994, n. 143, ivi compreso il potere di procedere alle espropriazioni che si rendano necessarie, di tal che la stessa è pienamente legittimata a delegare, ai sensi dell’art.6, comma 8, DPR 327/01, le funzioni espropriative a soggetti terzi, cosi come è avvenuto con la convenzione stipulata con Autostrade Meridionali spa (cfr., in proposito, TAR Piemonte, Sez. I, 3 maggio 2010 n. 2286): con il che non hanno ragion d’essere le ventilate perplessità in ordine alla competenza ad adottare i provvedimenti impugnati;
b) la contestata approvazione del progetto definitivo da parte dell’ANAS si palesa, alla luce delle esposte premesse, quale esecuzione, in prospettiva conformativa, del giudicato intervenuto con sentenza di questo Tribunale n. 3392/08, allo stato non incisa da difforme statuizione di seconde cure;
c) con ogni evidenza, l’atto dichiarativo di pubblica utilità ed il relativo quinquennio di validità, vanno fatti decorrere proprio dall’approvazione del progetto definitivo dell’ANAS del 2010, donde l’infondatezza delle censure inerenti la pretesa inefficacia della stessa, laddove l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio rimonta al decreto n. 10910 del 4 agosto 2005, con il quale il Ministero delle Infrastrutture approvata il progetto relativo all’intervento per cui è causa;
d) la partecipazione alla fase procedimentale successiva all’incidente processuale conclusosi con la evocata statuizione del Tribunale risulta è risultata garantita dalla notiziazione dell’avvio del procedimento inteso alla approvazione della progettazione definitiva, come imposto dalla sentenza del Tribunale resa inter partes;
e) le motivazioni dell’occupazione di urgenza ex art. 22 bis sono adeguatamente evidenziate con il richiamo alle opere di interesse strategico nazionale (una volta chiarito che, a dispetto di quanto opinato dai ricorrenti, siffatto interesse nazionale ex l.443/01 e D. lgs 190/02 - c.d. legge obiettivo – risulta comprovata con richiamo alla deliberazione del CIPE del 21.2.2001, in G.U. del 21.3.2001, pag. 17 che individua espressamente l’opera per cui è causa).
5.- Le esposte considerazioni sono sufficienti ai fini della complessiva reiezione del gravame. La pedissequa istanza risarcitoria deve essere consequenzialmente disattesa, per carenza del presupposto della illegittimità degli atti asseritamente causativi del lamentato pregiudizio.
La complessità della vicenda amministrativa giustifica la regolazione del carico delle spese e competenze di lite nei sensi della integrale compensazione tra le parti costituite.
Così deciso in Salerno nelle camere di consiglio dei giorni 2 febbraio e 5 luglio 2012 con l'intervento dei magistrati:

References: SENTENZA 
 art. 81
 sentenza 
 art.81
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 22