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Timestamp: 2019-02-16 18:47:04+00:00

Document:
domenica 4 dicembre 2016 09:28
Scuola: la disciplina della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 281 del 1.12.2016 il DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 28 novembre 2016 recante "Disciplina delle modalita' di assegnazione e utilizzo della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado".
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 281 del 1.12.2016 il DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 28 novembre 2016 recante "Disciplina delle modalita' di assegnazione e utilizzo della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni sc ... Continua a leggere
martedì 22 novembre 2016 20:27
Giustizia: in Gazzetta Ufficiale il bando per 800 posti di assistente giudiziario
segnalazione del bando del Ministero della Giustizia pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 4a Serie Speciale Concorsi ed Esami n.92 del 22.11.2016
Sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il bando di concorso pubblico del MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CONCORSO (scad. 22 dicembre 2016), per titoli ed esami, a 800 posti a tempo indeterminato per il profilo professionale di Assistente giudiziario, Area funzionale seconda, fascia economica F2, nei ruoli del personale del Ministero della giustizia - Amministrazione giudiziaria.
Sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il bando di concorso pubblico del MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CONCORSO (scad. 22 dicembre 2016), per titoli ed esami, a 800 posti a tempo indeterminato per il profilo professionale di Assistente giudiziario, Area funzionale seconda, fascia economica F2, nei ... Continua a leggere
giovedì 17 novembre 2016 20:52
Concorso pubblico per 1000 posti al Ministero della Giustizia: in Gazzetta Ufficiale i criteri e le priorità delle procedure di assunzione
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 268 del 16.11.2016 il decreto del MINISTERO DELLA GIUSTIZIA 20 ottobre 2016 recante "Individuazione dei criteri e le priorita' delle procedure di assunzione di un contingente massimo di 1000 unita' di personale amministrativo non dirigenziale da inquadrare nei ruoli dell'Amministrazione giudiziaria, mediante scorrimento di altre graduatorie in corso di validita' o per concorso pubblico ai sensi dell'articolo 1, comma 2-bis e 2-ter, del decreto-legge 30 giugno 2016, n. 117, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 agosto 2016, n. 161, nonche' recante la definizione dei criteri per lo svolgimento delle ulteriori procedure assunzionali previste dall'articolo 1, comma 2-quater, del medesimo decreto-legge".
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 268 del 16.11.2016 il decreto del MINISTERO DELLA GIUSTIZIA 20 ottobre 2016 recante "Individuazione dei criteri e le priorita' delle procedure di assunzione di un contingente massimo di 1000 unita' di personale amministrativo non dirigenziale da inquad ... Continua a leggere
mercoledì 16 novembre 2016 19:23
Fondo di solidarieta' per la riconversione e riqualificazione professionale, per il sostegno dell'occupazione e del reddito del personale del credito: in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero del Lavoro
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.266 del 14-11-2016 il decreto del MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI 23 settembre 2016 recante "Fondo di solidarieta' per la riconversione e riqualificazione professionale, per il sostegno dell'occupazione e del reddito del personale del credito. (Decreto n. 97220)". Scarica il decreto
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.266 del 14-11-2016 il decreto del MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI 23 settembre 2016 recante "Fondo di solidarieta' per la riconversione e riqualificazione professionale, per il sostegno dell'occupazione e del reddito del p ... Continua a leggere
martedì 1 novembre 2016 08:56
Abilitazione Scientifica Nazionale, online le commissioni 2016 sorteggiate
Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca rende noto che è stato pubblicato l'elenco delle commissioni dell’ASN 2016 sorteggiate in data 31/10/2016. I relativi decreti di nomina, di pari data (31/10), saranno pubblicati a partire dal 2 novembre p.v. Per maggiori informazioni accedi.
Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca rende noto che è stato pubblicato l'elenco delle commissioni dell’ASN 2016 sorteggiate in data 31/10/2016. I relativi decreti di nomina, di pari data (31/10), saranno pubblicati a partire dal 2 novembre p.v. Per maggiori informazioni ac ... Continua a leggere
martedì 18 ottobre 2016 21:42
Assorbimento del Corpo forestale: il Consiglio di Stato risponde ai quesiti del decreto legislativo Madia
Il Consiglio di Stato con parere comm. spec., 14 ottobre 2016, n. 2112, risponde ai quesiti del Ministero in ordine all’attuazione del decreto legislativo “Madia” 19 agosto 2016 n. 177 sull’assorbimento del Corpo forestale. Precisando: 1. La commissione speciale, dando continuità al parere reso nel corso dell’iter di adozione del medesimo decreto legislativo, risponde ora ai quesiti che il Ministero competente (Mipaf), chiamato a dare esecuzione al decreto sul riordino delle forze di polizia tramite l’assorbimento del corpo forestale, ha formulato dinanzi a numerosi dubbi emersi sul testo definitivo. Il parere riprende ed approfondisce elementi che già erano stati evidenziati in sede di esame generale del testo originariamente proposto (cfr. parere 12 maggio 2016, n. 1183 e news normativa del 14 settembre 2016 sul testo del decreto). Tale provvedimento costituisce quindi un interessante esempio di raccordo tra la funzione consultiva esercitata prima sulla norma e quindi, a valle, sui delicati provvedimenti attuativi, con un importante ausilio ermeneutico che sviluppa il contributo già dato de jure condendo. In generale, i quesiti riguardano il procedimento di riassegnazione dei singoli dipendenti conseguente allo scioglimento del Corpo forestale. 2. Tramite il primo quesito, il dicastero chiede indicazioni sull’adozione dei provvedimenti di assegnazione del personale, ritenendo prevalente la tesi in base alla quale gli atti di assegnazione debbano assumere la forma individuale o collettiva, sulla base della natura discrezionale o vincolata dell’assegnazione. In risposta al quesito il parere evidenzia le ragioni, letterali e funzionali, che giustificano l’adozione dell’atto plurimo nella redazione di detti provvedimenti, evitando il ricorso a due diverse tipologie di atti, collettivi e individuali, che sarebbe foriero di complicazioni e opacità. Rispetto al secondo quesito, relativo all’ordine dei criteri dettati dalla norma (art. 12) in tema di assegnazione, il parere detta due indicazioni: per un verso, sottolineando rapporto di gradualità, con una palese priorità di quello espresso alla lettera a), finalizzato ad attuare il principio della necessaria corrispondenza tra le funzioni trasferite e il transito del relativo personale; per un altro verso, in tema di unità di personale direttivo e dirigente da assegnare al Corpo dei vigili del fuoco, il “requisito temporale” e quello delle “specializzazioni possedute e degli incarichi ricoperti” sono complementari e, quindi, da prendere entrambi in considerazione. Rispetto al terzo quesito, concernente la procedura applicativa dei medesimi predetti criteri, il parere reputa corretto procedere non a formare una graduatoria, essendo necessario predeterminare in via generale gli elementi cui l'Amministrazione deve guardare nel dare applicazione - caso per caso - al criterio di cui all'art. 12, comma 2, lett. b), n. 1). In ordine al quarto quesito, il parere condivide la soluzione proposta di ridistribuire il contingente previsto per la guardia di finanza tra i ruoli degli agenti e degli assistenti, dei sovrintendenti e degli ispettori, al fine di garantire comunque il raggiungimento della prestabilita dotazione organica. Tale soluzione è corretta nella misura in cui prefigura l’aggiornamento della dotazione organica al ricorso allo strumento correttivo appositamente previsto dal legislatore delegato. In ordine al quinto quesito in tema di assegnazione al corpo dei vigili del fuoco, concernente le insufficienti disponibilità di personale del ruolo iniziale con le qualificazioni richieste, se da un lato il parere non condivide la soluzione di aumentare di pari numero le unità del ruolo superiore, in quanto, in mancanza di ulteriori specificazioni, risulterebbe un mero artifizio numerico del tutto scollegato con il principio di corrispondenza tra funzioni trasferite e unità di personale assegnate, dall’altro lato ritiene che la soluzione più corretta sia quella di assegnare al predetto corpo un numero di appartenenti al ruolo degli agenti ed assistenti inferiore di 13 unità rispetto a quello indicato nella tabella. Rispetto al sesto quesito, concernente gli effetti del collocamento a riposo di numerose unità con conseguenti dotazioni organiche inferiori rispetto alla tabella di cui al decreto, il parere non condivide la soluzione di rimettere tutto alla dotazione dell’Arma dei Carabinieri a cagione del vincolo legislativo della necessaria corrispondenza tra le funzioni trasferite e il transito del relativo personale, a cui sono improntati i criteri di assegnazione del personale che il legislatore ha disposto debbano essere osservati nella predisposizione dei provvedimenti di transito. Quindi la perdita delle risorse umane non può incidere soltanto sulle dotazioni dell’Arma dei carabinieri, ma deve necessariamente gravare su ciascuna delle Amministrazioni indicate. In merito al settimo ed ultimo quesito, il parere non condivide la soluzione proposta e tesa a consentire l'assegnazione del personale residuo preferibilmente nei ruoli del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Per approfondire scarica il parere.
Il Consiglio di Stato con parere comm. spec., 14 ottobre 2016, n. 2112, risponde ai quesiti del Ministero in ordine all’attuazione del decreto legislativo “Madia” 19 agosto 2016 n. 177 sull’assorbimento del Corpo forestale. Precisando: 1. La commissione speciale, dando continuità al parere res ... Continua a leggere
lunedì 12 settembre 2016 17:45
Domanda di accertamento di un rapporto di lavoro subordinato con enti ed amministrazioni pubbliche: la prova deve essere rigorosa
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. IV del 9.9.2016 n. 3838
"La domanda di accertamento di un rapporto di lavoro subordinato unitamente a quella di violazione della normativa in tema di interposizione fittizia di manodopera appare del tutto improponibile perché non supportata da elementi di fatto e di diritto idonei a permetterne il vaglio di merito; sul punto è sufficiente evidenziare che l’impugnata sentenza si è mossa coerentemente con le acquisizioni della giurisprudenza di questo Consiglio e della Cassazione, circa la necessità di assodare, con estremo rigore, la possibilità di instaurare un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con enti e amministrazioni pubbliche (ancorché esercenti attività di impresa), ai sensi della legge n. 1369 cit., ma al di fuori della regola fondamentale del pubblico concorso (cfr. Cons. Stato, sez. V, 23 ottobre 2014, n. 5261; Cass., sez. lav., n. 20314 del 2014; n. 11383 del 2015)." Sulla base di tale premessa la Quarta Sezione del Consiglio di Stato con la sentenza del 9.9.2016 ha rigettato l'appello proposto da alcuni soci di una cooperativa cui era affidato il servizio di facchinaggio in favore della Manifattura Tabacchi della città i quali avevano agito per ottenere il riconoscimento della sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato che sarebbe intercorso tra gli stessi e l’Amministrazione dei Monopoli di Stato, previo accertamento della simulazione di un contratto di appalto tra l’Amministrazione intimata e la Società Cooperativa. Il Consiglio di Stato, in particolare, ha respinto la richiesta rivolta in via subordinata di ammissione di mezzi istruttori sub specie della prova testimoniale. "Invero, fermo restando che nel giudizio amministrativo vige il principio dispositivo - acquisitivo dei mezzi istruttori e pur dandosi atto che la prova testimoniale introdotta dall’art. 63 c.p.a. è stata riconosciuta come strumento generalmente utilizzabile nel processo amministrativo (Cons. Stato Sez. III, 23 luglio 2012 n. 1069), il Collegio ritiene che nella specie non sussistano le condizioni per accogliere la richiesta di che trattasi, atteso che alcuna rilevanza, alla luce degli elementi che connotano la vicenda all’esame, può annettersi all’eventuale assunzione della prova testimoniale..." Per approfondire scarica la sentenza,
"La domanda di accertamento di un rapporto di lavoro subordinato unitamente a quella di violazione della normativa in tema di interposizione fittizia di manodopera appare del tutto improponibile perché non supportata da elementi di fatto e di diritto idonei a permetterne il vaglio di merito; sul pu ... Continua a leggere
martedì 6 settembre 2016 16:38
Giurisdizione: gli atti con cui la Regione opera la ‘graduazione’ degli Uffici regionali anche al fine dell’attribuzione delle fasce rilevanti per il trattamento economico
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. V del 31.8.2016 n. 3740
È Giunta alla decisione della Quinta Sezione del Consiglio di Stato il ricorso in appello proposto da un dirigente della Regione Veneto per la riforma della sentenza del T.A.R. del Veneto con cui è stato dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione il ricorso da lui proposto avverso gli atti con cui la Regione ha operato la ‘graduazione’ degli Uffici regionali anche al fine dell’attribuzione delle fasce rilevanti ai fini del trattamento economico Con sentenza n. 3740 del 31 agosto 2016 il Consiglio di Stato ha ritenuto infondato l’appello in quantogli atti con cui la Regione ha proceduto alla graduazione degli uffici regionali ai fini della corretta attribuzione del trattamento economico non vengono qui riguardati quali atti di macrorganizzazione. Non si fa quindi questione di confermare o smentire l’orientamento (peraltro, più che consolidato) secondo cui ai fini del riparto di giurisdizione nelle controversie in materia di pubblico impiego occorre distinguere tra gli atti di macro - organizzazione (concernenti le linee fondamentali di organizzazione degli uffici ed i modi di conferimento degli incarichi dirigenziali), assoggettati a principi e regole pubblicistiche, e atti di micro - organizzazione, che si collocano al di sotto della soglia di configurazione degli uffici pubblici, regolati dalla disciplina privatistica (in tal senso- ex multis – Cons. Stato, V, 28 novembre 2013, n. 5684). Ed infatti, sotto il profilo sostanziale, la pretesa vantata dall’appellante (volta, in ultima analisi al riconoscimento di una fascia economica ritenuta più adeguata alle caratteristiche dell’incarico conferito) ha ad oggetto diritti soggettivi in una materia che non rientra nella giurisdizione esclusiva del G.A., bensì nell’ambito della generale giurisdizione del G.O. in tema di atti paritetici che incidono sul rapporto di impiego pubblico privatizzato quale è quello dei dirigenti di amministrazioni pubbliche (articoli 5 e 63 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165). Ne consegue che del tutto correttamente i primi Giudici hanno affermato che, nel caso in esame, la questione di giurisdizione debba essere risolta sulla base della consistenza della posizione giuridica azionata, da individuarsi in base al complesso delle richieste e dei fatti allegati (in tal senso –ex multis -: Cass. Civ., Sez. un., 31 marzo 2009, n. 7768) Ma, riguardando la questione sotto il versante sostanziale, emerge che il ricorrente mira ad ottenere in giudizio il riconoscimento del proprio diritto soggettivo a godere del trattamento economico di prima fascia da lui ritenuto più consono alla tipologie delle funzioni svolte. Egli non mira, quindi, ad ottenere una diversa configurazione dell’assetto macrorganizzativo dell’amministrazione di appartenenza, né a contestare l’individuazione degli uffici di maggiore rilevanza ovvero i modi di conferimento della titolarità dei medesimi (aspetti, questi ultimi, che in base al richiamato - e consolidato - orientamento sarebbero restati devoluti alla giurisdizione del Giudice amministrativo). 2.3. Né può ritenersi (contrariamente a quanto dedotto dal dottor Angelini alle pagine 7 e seguenti del ricorso in appello) che le conclusioni appena richiamate siano contrastanti con quanto statuito da questo Consiglio con la sentenza 20 dicembre 2011, n. 6705. Vero è che in entrambi i casi si fa(ceva) questione dell’impugnativa di atti di graduazione degli uffici regionali ai fini della loro articolazione in fasce (anche ai fini dell’attribuzione del trattamento economico). Tuttavia, nel richiamato precedente del 2011, questo Consiglio ha potuto affermare che la controversia avesse ad oggetto l’impugnativa dell’assetto di macrorganizzazione in base al rilievo che i ricorrenti mirassero “a sostenere il corretto inquadramento del proprio settore in una fascia di maggiore rilevanza [ragione per cui] l’effetto di tale domanda sul trattamento economico è solo indiretto”. Al contrario – e per quanto riguarda la presente controversia – lo stesso appellante ha riconosciuto che la propria contestazione non ha ad oggetto i provvedimenti di conferimento dell’incarico dirigenziale (e i sottesi profili di macrorganizzazione – pagina 3 della memoria in data 12 maggio 2016). Ne resta confermato che il proprium della contestazione qui riproposta consiste nella censura avverso la graduazione ai fini economici dell’ufficio conferito (contestazione che, in base alle disposizioni e agli orientamenti dinanzi richiamati, deve essere correttamente rivolta al Giudice ordinario). Anche per tale ragioni l’appello in epigrafe deve essere respinto e deve essere confermata la carenza di giurisdizione dell’adito Giudice amministrativo. Per approfondire scarica la sentenza.
È Giunta alla decisione della Quinta Sezione del Consiglio di Stato il ricorso in appello proposto da un dirigente della Regione Veneto per la riforma della sentenza del T.A.R. del Veneto con cui è stato dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione il ricorso da lui proposto avverso gli at ... Continua a leggere
Militari: il principio di proporzionalità nella irrogazione di una sanzione disciplinare
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. IV del 31.8.2016 n. 3736
Era stato sorpreso da militari dell’Arma dei carabinieri, in compagnia di un pregiudicato nell’atto di acquistare sostanze stupefacenti pagandone il prezzo e, a quel punto, aveva cercato di indurre i militari dell’Arma a desistere dal controllo mostrando il tesserino del Corpo della Guardia di Finanza. Tali condotte, unitamente a quella di avere tardivamente informato dell’accaduto il proprio comandante di Reparto, sono costate care all'appuntato scelto di mare appartenente alla Guardia di finanza al quale veniva inflitta la sanzione disciplinare della perdita del grado per rimozione con iscrizione senza alcun grado nel ruolo dei militari di truppa della Marina militare. Impugnato il provvedimento espulsivo, il TAR rigettava il ricorso ed analogo epilogo ha avuto il giudizio di appello innanzi al Consiglio di Stato che, con la sentenza n. 3736 del 31 agosto 2016, ha infatti ritenuto infondato il ricorso con il quale si eccepiva la violazione del criterio di proporzionalità. La Quarta Sezione del Consiglio di Stato sul punto ha richiamato quella giurisprudenza - elaborata con riguardo a finanzieri (e più in generale militari) dediti all’uso anche occasionale di droghe, ma evidentemente espressiva di un principio generale - secondo cui: a) la potestà disciplinare, nelle sue forme proprie, opera in sfera diversa da quella che inerisce al magistero penale; b) la valutazione in ordine alla gravità dei fatti addebitati al pubblico dipendente, in relazione all’applicazione di una sanzione disciplinare, costituisce espressione di discrezionalità amministrativa, non sindacabile in via generale dal giudice della legittimità salvo che per violazione delle norme procedurali o in alcune ipotesi-limite di eccesso di potere, sotto il profilo della abnormità e del travisamento dei fatti (fattispecie che qui non ricorrono); c) il principio di proporzionalità consiste in un canone legale di raffronto che, anche dopo la sua espressa codificazione a livello comunitario sulle suggestioni del diritto tedesco (art. 5, ultimo comma, del Trattato C.E., e ora art. 5, comma 4, del Trattato U.E.), non consente di controllare il merito dell’azione amministrativa; inizialmente delineato in sede di verifica degli atti adottati dagli organismi comunitari, il principio è stato successivamente utilizzato dalla Corte di giustizia anche per l’esame della legittimità della normativa di recepimento degli atti comunitari emanata dagli Stati membri (cfr. Corte giust. 18 maggio 1993, causa C-126/91); la rilevanza assunta dal controllo di proporzionalità nella giurisprudenza comunitaria ha posto il problema dei limiti entro i quali tale esame possa esercitarsi; a tale proposito, la Corte ha rilevato che il riscontro di proporzionalità riguardi «solo il carattere manifestamente inidoneo di un provvedimento adottato in tale ambito, in relazione allo scopo che l’istituzione competente intende perseguire, può inficiare la legittimità di un siffatto provvedimento» (cfr. Corte giust. 16 dicembre 1999, causa C-101/98,); ciò significa che il sindacato giurisdizionale non può spingersi ad un punto tale da sostituire l’apprezzamento dell’organo competente con quello del giudice, valutando l’opportunità del provvedimento adottato ovvero individuando direttamente le misure (per queste considerazioni, si veda puntualmente Cons. Stato, sez. IV, 9 ottobre 2010, n. 7383); d) ciò premesso, non è né illogica, irragionevole o sproporzionata la scelta di irrogare una sanzione destitutoria al militare appartenente alla Guardia di Finanza il quale risulti colluso con ambienti dediti al commercio illegale di sostanze stupefacenti, tenuto conto in primo luogo che l’appartenenza a un Corpo che è istituzionalmente preposto – fra l’altro – al contrasto allo spaccio ed alla diffusione degli stupefacenti impone di valutare la condotta ascritta all’appellante con la dovuta severità (cfr. ex plurimis Cons. Stato, Sez. IV, 16 febbraio 2010, n. 2927; sez IV, 4 maggio 2010, n. 2548; sez. IV, 13 maggio 2010, n. 2927; sez. IV, 26 ottobre 2010, n. 8352; sez. IV, 30 novembre 2010, n. 8352; sez. IV 18 novembre 2011, n. 6096 e n. 6099; sez. IV, 19 dicembre 2012, n. 6540; sez. IV, 11 marzo 2013, n. 1474; sez. IV, ord. 16 giugno 2016, n. 2239); e) infatti la condotta rimproverata è del tutto inammissibile per un appartenente al Corpo della Guardia di Finanza perché, ponendosi in conflitto con uno specifico dovere istituzionale, costituisce una violazione degli obblighi assunti con il giuramento di appartenenza e rende del tutto irrilevante qualunque considerazione circa l’irrilevanza penale del fatto, l’asserita mancanza di ripercussione sociale, i positivi precedenti dell’incolpato, ma giustifica la sanzione espulsiva ai sensi dell’art. 40, n. 6, della legge 3 agosto 1961, n. 833, a detta del quale il militare di truppa incorre nella perdita del grado quando è stato rimosso “per violazione del giuramento o per altri motivi disciplinari, ovvero per comportamento comunque contrario alle finalità del Corpo o alle esigenze di sicurezza dello Stato, previo giudizio di una Commissione di disciplina”; f) né può ritenersi che la gravità del comportamento del militare incolpato debba o possa influire sulla misura della sanzione in essa contemplata. Come ha più volte affermato il Consiglio di Stato, la perdita del grado è infatti “sanzione unica ed indivisibile”, non essendo suscettibile di essere regolata tra un minimo e un massimo entro i quali all’Amministrazione spetti di esercitare il potere sanzionatorio. Dalle considerazioni che precedono, discende che l’appello è infondato e va perciò respinto, con conseguente conferma della sentenza di primo grado e dei provvedimenti impugnati.
Era stato sorpreso da militari dell’Arma dei carabinieri, in compagnia di un pregiudicato nell’atto di acquistare sostanze stupefacenti pagandone il prezzo e, a quel punto, aveva cercato di indurre i militari dell’Arma a desistere dal controllo mostrando il tesserino del Corpo della Guardia di Fina ... Continua a leggere
venerdì 5 agosto 2016 14:51
Abilitazione scientifica nazionale: on line i decreti per i candidati e i commissari
segnalazione del comunicato del Miur del 3.8.2016
Sono disponibili i due decreti direttoriali che, in attuazione del D.P.R. 95/2016, del D.M. 120/2016 e del D.M. 602/2016 danno avvio alle procedure per l’abilitazione scientifica nazionale. Si tratta, rispettivamente, del D.D. 1531 (Bando Commissari) e del D.D. 1532 (Bando Candidati) del 29 luglio 2016 reperibili ai seguenti link è sul sito dell’abilitazione scientifica nazionale (http://abilitazione.miur.it).Per approfondire accedi a:Decreto Direttoriale del 29 luglio 2016, n. 1532Procedura per il conseguimento dell’Abilitazione Scientifica Nazionale alle funzioni di professore universitario di prima e seconda fasciaDecreto Direttoriale del 29 luglio 2016, n. 1531Procedura per la formazione delle commissioni nazionali per il conferimento dell’abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di professore universitario di prima e seconda fascia
Sono disponibili i due decreti direttoriali che, in attuazione del D.P.R. 95/2016, del D.M. 120/2016 e del D.M. 602/2016 danno avvio alle procedure per l’abilitazione scientifica nazionale. Si tratta, rispettivamente, del D.D. 1531 (Bando Commissari) e del D.D. 1532 (Bando Candidati) del 29 luglio ... Continua a leggere
giovedì 28 luglio 2016 16:00
Scuole: le controversie sugli atti regolamentati che stabiliscono le modalità generali di accesso alle graduatorie rientrano nella giurisdizione del giudice amministrativo
segnalazione del Prof. Avv.mEnrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. VI del 28.7.2016 n. 3428
Il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche) ha sottoposto il rapporto di lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione al regime privatistico e pubblicistico.Le regole di diritto privato si applicano alle «determinazioni per l’organizzazione degli uffici» e alle «misure inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro», le quali «sono assunte in via esclusiva dagli organi preposti alla gestione con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro» (artt. 2, comma 3, e 5, comma 2, del d.lgs. n. 165 del 2001).Le regole di diritto pubblico attengono alla fase amministrativa che “precede” la stipula del contratto di lavoro, nonché alle regole di macro-organizzazione che stanno “al di sopra” del rapporto di lavoro, con le quali le amministrazione pubbliche «definiscono (…) le linee fondamentali di organizzazione degli uffici; individuano gli uffici di maggiore rilevanza e i modi di conferimento della titolarità dei medesimi; determinano le dotazioni organiche complessive» (art. 2, comma 1, del citato decreto).La natura pubblica o privata delle regole di disciplina incide sulla definizione dei criteri di riparto di giurisdizione.L’art. 63, comma 1, del d.lgs. n. 165 del 2001 prevede che:- sono devolute al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, «ancorché vengono in rilievo atti amministrativi presupposti» (comma 1, primo inciso);- «quando questi ultimi siano rilevanti ai fini della decisione, il giudice li disapplica, se illegittimi» (comma 1, secondo inciso);- «rimangono attribuite alla giurisdizione del giudice amministrativo le controversie in materia di procedure concorsuali per l’assunzione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, nonché, in sede di giurisdizione esclusiva, quelle relative ai rapporti di lavoro del personale in regime di diritto pubblico» (comma 4).Ne consegue che la giurisdizione spetta, in via generale al giudice ordinario, e, in presenza di controversie afferenti a procedure concorsuali ovvero ad atti di macro-organizzazione, al giudice amministrativo.L’art. 399 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 (Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado) dispone che l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola materna, elementare e secondaria, ivi compresi i licei artistici e gli istituti d'arte, ha luogo, per il 50 per cento dei posti annualmente assegnabili, mediante concorsi per titoli ed esami e, per il restante 50 per cento, attingendo alle graduatorie permanenti.Il suddetto doppio binario è regolato dagli artt. 400 e 401.L’art. 401 disciplina le graduatorie permanenti, prevedendo che «le graduatorie relative ai concorsi per soli titoli del personale docente della scuola materna, elementare e secondaria, ivi compresi i licei artistici e gli istituti d'arte, sono trasformate in graduatorie permanenti da utilizzare per le suddette assunzioni in ruolo».L’art. 400 disciplina i «Concorsi per titoli ed esami».La disciplina delle graduatorie permanenti comprende regole di diritto privato e regole di diritto pubblico, con conseguente necessità di stabilire come si riparte la giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo.La giurisprudenza, amministrativa e ordinaria, è concorde nel ritenere che la fase relativa all’inserimento, formazione e aggiornamento delle graduatorie non integra una fase amministrativa assimilabile ad una procedura concorsuale, in quanto vengono in rilievo soggetti che «sono in possesso di determinati requisiti, anche sulla base della partecipazione a concorso» (Cons. Stato, ad. plen., 12 luglio 2011, n. 11 del 2011; Cass. civ., sez. un., 8 febbraio 2011, n. 3032). La giurisdizione, in relazione a tale tipologia di controversie, appartiene al giudice ordinario.La questione controversa attiene alla giurisdizione in ordine agli atti regolamentari che definiscono le modalità generali di accesso alle graduatorie.Un primo orientamento ritiene che, in relazione a tali atti, sussiste la giurisdizione del giudice ordinario, in quanto gli stessi vengono in rilievo in via incidentale e pertanto possono essere disapplicati dallo stesso giudice ordinario (da ultimo, Cons. Stato, sez. VI, 8 luglio 2015, n. 3413).Un secondo orientamento, cui la Sezione aderisce, ritiene, invece, che in questi casi la giurisdizione spetti al giudice amministrativo, venendo in rilievo «la stessa regola ordinatoria posta a presidio dell’ingresso in graduatoria» (Cons. Stato, sez. VI, 12 marzo 2012, n. 1406; id., 2 aprile 2012, n. 1953).La ragione della preferenza per questa seconda tesi risiede nel fatto che oggetto di contestazione sono atti di macro-organizzazione. La pubblica amministrazione, infatti, con l’adozione dei provvedimenti in esame, a prescindere dalla loro natura di atti normativi o amministrativi generali, definisce le linee fondamentali di organizzazione degli uffici, determinando anche le dotazione organiche complessive. La giurisdizione compete, pertanto, al giudice amministrativo. Né, in senso contrario, potrebbe rilevare la questione relativa all’incidenza “diretta” o “indiretta” di tali provvedimenti sui singoli rapporti di lavoro, trattandosi di un profilo che non ne muta la intrinseca natura e dunque le regole di riparto della giurisdizione. Questo aspetto può, al più, assumere rilevanza ai fini della individuazione dell’ambito del potere disapplicativo del giudice ordinario e se cioè esso può essere esercitato soltanto quando il provvedimento amministrativo di macro-organizzazione rilevi in via “indiretta” ai fini della risoluzione della controversia in linea con la regola generale posta dall’art. 5 della legge 20 marzo 1865, n. 2248, All. E, ovvero anche quando esso venga in rilievo quale fonte “diretta” della lesione della posizione soggettiva individuale fatta valere in giudizio, nel qual caso, peraltro, risolvendosi la disapplicazione in una cognizione diretta, e non incidentale, del provvedimento amministrativo (in questo senso, da ultimo, Cons. Stato, sez. VI, 29 gennaio 2016, n. 365; id. 30 novembre 2015, n. 5418).
Il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche) ha sottoposto il rapporto di lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione al regime privatistico e pubblicistico.Le regole di diritto privato si applica ... Continua a leggere
giovedì 28 luglio 2016 12:46
ARAN: in Gazzetta Ufficiale il comunicato sulla sottoscrizione del Contratto collettivo nazionale quadro per la definizione dei comparti e delle aree di contrattazione collettiva nazionale 2016-2018
segnalazione del comunicato dell'ARAN pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 170 del 22.7.2016
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 170 del 22.7.2016 il comunicato dell'AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI recante "Contratto collettivo nazionale quadro per la definizione dei comparti e delle aree di contrattazione collettiva nazionale (2016-2018)". (16A05297) (GU Serie Generale n.170 del 22-7-2016)
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 170 del 22.7.2016 il comunicato dell'AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI recante "Contratto collettivo nazionale quadro per la definizione dei comparti e delle aree di contrattazione collettiva nazionale (2016-2018) ... Continua a leggere
martedì 26 luglio 2016 07:06
Dirigenza: la quantificazione del danno per omessa o ritardata assunzione
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. IV del 20.7.2016 n. 3252
È jus receptum (cfr., per tutti, Cons. St., VI, 26 gennaio 2000 n. 653; id., III, 2 marzo 2015 n. 1029) che, nelle controversie sul lavoro subordinato pubblico e, in particolare, le assunzioni, la restitutio in integrum agli effetti economici (oltre che a quelli giuridici) spetta al pubblico dipendente solo nel caso di sentenza che riconosca l'illegittima interruzione di un rapporto già in corso e non anche nel caso di giudicato che riconosca illegittimo il diniego di costituzione del rapporto stesso. E, nel caso dell’accesso alla dirigenza —ove il superamento implica l’acquisizione d’un nuovo e diverso status di lavoro (vera e propria novazione oggettiva: cfr. Cass., sez. lav., 28 ottobre 2014 n. 22835)—, non v’è un parametro facilmente definibile per la liquidazione del risarcimento e, certo, non quello della retribuzione tabellare della dirigenza. Soccorre così il principio da tempo enunciato dalla Sezione (Cons. St., IV, 11 novembre 2010 n. 8020), in virtù del quale, la quantificazione per equivalente del danno a causa dell’omessa o della ritardata assunzione in posto di pubblico impiego, questo non s’identifica nella mancata erogazione della retribuzione e della contribuzione, elementi, questi, che al più possono rilevare soltanto sotto il profilo della responsabilità contrattuale. Bisogna dunque riferirsi ad una liquidazione equitativa da valutare caso per caso e giammai all’importo meramente differenziale tra la retribuzione in atto e quella, futura, da dirigente (arg. ex Cons. St., V, 10 maggio 2010 n. 2750). Ciò vale a più forte ragione per la dirigenza nel rapporto di pubblico impiego privatizzato, per la quale, in caso di ritardata assunzione, spetta al vincitore del concorso di tipo dirigenziale non una restitutio in integrum (di cui ha titolo il lavoratore subordinato pubblico in tutti i casi d’indebita sospensione o risoluzione d’un rapporto in atto: cfr., p. es., Cass., sez. lav., 25 novembre 2013 n. 26287), bensì il risarcimento del danno, salvo che la P.A. non dimostri (ma non è questo il caso) che il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione, derivante da causa ad esso non imputabile (cfr. Cass., sez. lav., 20 gennaio 2009 n. 1399; id., VI, 14 giugno 2012 n. 9807).
È jus receptum (cfr., per tutti, Cons. St., VI, 26 gennaio 2000 n. 653; id., III, 2 marzo 2015 n. 1029) che, nelle controversie sul lavoro subordinato pubblico e, in particolare, le assunzioni, la restitutio in integrum agli effetti economici (oltre che a quelli giuridici) spetta al pubblico dipend ... Continua a leggere
martedì 19 luglio 2016 12:01
Personale della Polizia di Stato: Sì alla destituzione in caso d'inadempimento reiterato di obbligazioni contrattuali
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. III del 18.7.2016 n. 3199
Il Capo della Polizia irrogava ad un Sovrintendente della Polizia di Stato la sanzione disciplinare della destituzione dal servizio, inflittagli a causa dei reiterati riprovevoli comportamento tenuti anche fuori dal servizio, che (unitamente alle numerose pregresse sanzioni disciplinari) denotavano mancanza di senso del decoro e del dovere e ledevano fortemente il prestigio del Corpo della P.S. Dal procedimento disciplinare era emerso che l’interessato nel 2013, debitore di diverse mensilità del canone di locazione dell’appartamento in cui viveva, nonché delle spese accessorie delle utenze dei servizi, aveva saldato quanto dovuto alla proprietaria solo dopo la notifica del provvedimento di sfratto, emesso dal giudice civile a conclusione di apposito giudizio instaurato dalla proprietaria. Poiché, però, il sovrintendente, comunque, era rimasto debitore del pagamento delle spese accessorie per le utenze, la proprietaria dell’appartamento, non riuscendo ad ottenere il rimborso dell’importo delle bollette pagate, aveva presentato un esposto all’Amministrazione, chiedendole di intervenire presso il dipendente. Il provvedimento disciplinare faceva presente che, seppure il comportamento consistente nel “contrarre debiti senza onorarli” è sanzionato dal d.P.R. n. 737/1981 (Regolamento recante le disposizioni in materia di procedimento disciplinare dei dipendenti della P.S.) all’art. 4, n. 4, con la sola pena pecuniaria, tuttavia, nel caso di specie, l’interessato risultava reiteratamente recidivo, avendo già riportato 30 sanzioni disciplinari, (di cui 5 giorni di consegna di rigore, 8 richiami scritti, 14 pene pecuniarie di diversa entità, 3 deplorazioni e 4 sospensioni disciplinari) e, quindi, riteneva sussistenti i presupposti per la sanzione della destituzione, poiché tali comportamenti erano valutati incompatibili con la permanenza in servizio. Il Consiglio di Stato con la sentenza del 18 luglio 2016 n. 3199 ha accolto l'appello del Ministero dell'Interno e respinto il ricorso proposto dal Sovrintendente contro la sanzione di destituzione inflitta in quanto sotto il profilo sostanziale, poi, la sanzione disciplinare irrogata, considerato il quadro complessivo del curriculum di servizio dell’appellato, appare proporzionata alla mancanza ai doveri di servizio addebitata al medesimo. "Infatti, pur considerando che l’inadempienza alle obbligazioni contrattuali (ai fini disciplinari) è punita con la pena pecuniaria (che nel sistema delle sanzioni disciplinari del personale di P.S. è di minor rilevanza rispetto alla deplorazione, alla sospensione ed alla destituzione), tuttavia il d.P.R. n. 737/1981, in caso di recidiva (tanto più se specifica e reiterata), prevede la possibilità di applicare le sanzioni di livello superiore, compresa la destituzione. Sotto questo profilo, nella fattispecie, si rileva che, dei 30 precedenti disciplinari a carico dell’interessato, alcuni riguardano negligenze nell’adempimento dei compiti di servizio, mentre una decina riguardano lo stesso tipo di inosservanza dei doveri di servizio: si tratta cioè di sanzioni inflitte in ragione del mancato pagamento di crediti (ovvero emissione di assegni a vuoto e vicende simili), che in 3 casi è stato sanzionato con la sospensione dal servizio (due volte per 2 mesi ed una volta per 6 mesi), sanzione di livello immediatamente inferiore alla destituzione, mentre, sotto il profilo della mancanza di senso dell’onore, si rileva che, tra l’altro, nel 1991 e nel 1993 nei confronti dell’appellato erano state adottate anche due sanzioni pecuniarie a seguito di due condanna ai sensi art.570 c.p.( pena sospesa) per violazione degli obblighi di assistenza familiare al coniuge ed al figlio minore. Sussiste in pieno, dunque, il presupposto della destituzione, di cui all’art. 7. n. 6, del d.P.R. n. 737/1981".
Il Capo della Polizia irrogava ad un Sovrintendente della Polizia di Stato la sanzione disciplinare della destituzione dal servizio, inflittagli a causa dei reiterati riprovevoli comportamento tenuti anche fuori dal servizio, che (unitamente alle numerose pregresse sanzioni disciplinari) denotavano ... Continua a leggere
giovedì 14 luglio 2016 09:49
Graduatorie concorsuali: i controinteressati in caso di impugnazione
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. IV del 11.7.2016 n. 3076
La Quarta Sezione del Consiglio di Stato con sentenza del 11.7.2016 n. 3076 ha affermato che "Per granitico insegnamento giurisprudenziale, in ipotesi di impugnazione di graduatorie concorsuali, qualifica come controinteressati coloro fra i partecipanti i quali, per effetto dell’ipotetico accoglimento del ricorso, verrebbero a subire un pregiudizio anche in termini di postergazione nella graduatoria medesima (cfr. Cons. Stato, sez. III, 11 febbraio 2013, nr. 770; id., 29 ottobre 2012, nr. 5506; id., sez. V, 31 luglio 2012, nr. 4333; id., sez. IV, 3 marzo 2009, nr. 1230)".
La Quarta Sezione del Consiglio di Stato con sentenza del 11.7.2016 n. 3076 ha affermato che "Per granitico insegnamento giurisprudenziale, in ipotesi di impugnazione di graduatorie concorsuali, qualifica come controinteressati coloro fra i partecipanti i quali, per effetto dell’ipotetico accoglime ... Continua a leggere
giovedì 7 luglio 2016 15:14
Concorsi pubblici: l'annullamento della graduatoria disposto dal giudice amministrativo non si estende a coloro che non hanno proposto ricorso
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. III del 6.7.2016 n. 3005
Qualora il giudice amministrativo annulli una graduatoria, accogliendo il ricorso di chi sia abbia lamentato l’illegittimità dei criteri applicati per la redazione della graduatoria, a parità di punteggio tra i candidati, l’annullamento si deve intendere disposto nei soli confronti di coloro che abbiano proposto il ricorso, poi accolto.Infatti, per la scindibilità delle posizioni dei candidati, nei confronti di coloro che non abbiano proposto ricorso la graduatoria è suscettibile di divenire inoppugnabile, per acquiescenza.
Qualora il giudice amministrativo annulli una graduatoria, accogliendo il ricorso di chi sia abbia lamentato l’illegittimità dei criteri applicati per la redazione della graduatoria, a parità di punteggio tra i candidati, l’annullamento si deve intendere disposto nei soli confronti di coloro che ab ... Continua a leggere
giovedì 7 luglio 2016 13:04
segnalazione del decreto del MIUR pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 155 del 5.7.2016
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 155 del 5.7,2016 il DECRETO 7 giugno 2016, n. 120 del MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA recante "Regolamento recante criteri e parametri per la valutazione dei candidati ai fini dell'attribuzione dell'abilitazione scientifica nazionale per l'accesso alla prima e alla seconda fascia dei professori universitari, nonche' le modalita' di accertamento della qualificazione dei Commissari, ai sensi dell'articolo 16, comma 3, lettere a), b) e c) della legge 30 dicembre 2010, n. 240, e successive modifiche, e degli articoli 4 e 6, commi 4 e 5, del decreto del Presidente della Repubblica 4 aprile 2016, n. 95". per approfondire scarica il decreto.
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 155 del 5.7,2016 il DECRETO 7 giugno 2016, n. 120 del MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA recante "Regolamento recante criteri e parametri per la valutazione dei candidati ai fini dell'attribuzione dell'abilitazione scientifica ... Continua a leggere
sabato 2 luglio 2016 09:47
segnalazione del decreto legislativo n. 116/2016 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 149 del 28.6.2016
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 149 del 28.6.2016 ed entrerà in vigore il 13.7.2016 il DECRETO LEGISLATIVO 20 giugno 2016, n. 116 recante "Modifiche all'articolo 55-quater del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera s), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di licenziamento disciplinare". Per saperne di più scarica il decreto legislativo.
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 149 del 28.6.2016 ed entrerà in vigore il 13.7.2016 il DECRETO LEGISLATIVO 20 giugno 2016, n. 116 recante "Modifiche all'articolo 55-quater del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera s), della legge 7 ag ... Continua a leggere
domenica 19 giugno 2016 14:34
segnalazione della legge 6 giugno 2016 n. 106 pubblicata in G.U. n. 141 del 18.6.2016
È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 141 del 18.6.2016 la legge 6 giugno 2016 n. 106 recante "Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale". note: Entrata in vigore del provvedimento: 03/07/2016
domenica 19 giugno 2016 14:29
segnalazione del dPR pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 140 del 17.6.2016
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 140 del 17.6.2016 il DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 maggio 2016, n. 105 recante "Regolamento di disciplina delle funzioni del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri in materia di misurazione e valutazione della performance delle pubbliche amministrazioni". Entrata in vigore del provvedimento: 02/07/2016
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 140 del 17.6.2016 il DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 maggio 2016, n. 105 recante "Regolamento di disciplina delle funzioni del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri in materia di misurazione e valuta ... Continua a leggere
domenica 19 giugno 2016 14:26
Personale addetto al servizio della riscossione dei tributi erariali: il decreto sul Fondo di solidarieta' per il sostegno del reddito, dell'occupazione, della riconversione e riqualificazione professionale
segnalazione del decreto del Ministero del Lavoro pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 139 del 16.6
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 139 del 16.6.2016 è stato pubblicato il decreto 18 aprile 2016 del MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI recante "Fondo di solidarieta' per il sostegno del reddito, dell'occupazione e della riconversione e riqualificazione professionale del personale addetto al servizio della riscossione dei tributi erariali. (Decreto n. 95439)".
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 139 del 16.6.2016 è stato pubblicato il decreto 18 aprile 2016 del MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI recante "Fondo di solidarieta' per il sostegno del reddito, dell'occupazione e della riconversione e riqualificazione professionale del personale addetto al ... Continua a leggere
domenica 19 giugno 2016 14:22
Cassa integrazione salariale ordinaria: i criteri per l'approvazione dei programmi
segnalazione del decreto del Ministero del Lavoro pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 137 del 14.6.2016
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 137 del 14.6.2016 il DECRETO 15 aprile 2016 del MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI recante "Definizione dei criteri per l'approvazione dei programmi di cassa integrazione salariale ordinaria. Esame delle domande e disciplina delle singole fattispecie che integrano le causali di intervento della CIGO. (Decreto n. 95442)".
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 137 del 14.6.2016 il DECRETO 15 aprile 2016 del MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI recante "Definizione dei criteri per l'approvazione dei programmi di cassa integrazione salariale ordinaria. Esame delle domande e disciplina delle singole f ... Continua a leggere

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 Cass. 
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 art. 5
e contrario
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 art.570
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