Source: http://www.canalelunense.it/Org/il_regolamento.htm
Timestamp: 2017-08-24 10:18:08+00:00

Document:
Consorzio di Bonifica e Irrigazione Canale Lunense
CONSORZIO DI BONIFICA ED IRRIGAZIONE
DEL CANALE LUNENSE
REGOLAMENTO CONSORZIALE
PER LA CONSERVAZIONE E LA POLIZIA DELLE
OPERE DI BONIFICA E LORO PERTINENZE
ATTRIBUZIONI DEL CONSORZIO - LE OPERE
Attribuzioni del Consorzio
II Consorzio di Bonifica ed Irrigazione del Canale Lunense, originariamente Consorzio di Irrigazione costituito con D.P. 21 marzo 1923, n. 9175, e riconosciuto altresì quale Consorzio di Bonifica di 2" categoria, ai sensi dell'art. 114 del R.D. 13 febbraio 1933, n. 215, con D.M. 16 dicembre 1933, n. 9451, è un Ente di diritto pubblico ai sensi dell'art. 59 del citato R.D. 13 febbraio 1933, n. 215.
Ai fini della trasformazione degli ordinamenti produttivi nel comprensorio, nel quadro delle convenienze economiche e sociali, il Consorzio espleta le funzioni ed i compiti che gli sono attribuiti dalla legge o dall'Autorità, ovvero che siano comunque necessari al conseguimento dei propri fini istituzionali.
a) alla progettazione ed all'esecuzione in concessione delle opere di bonifica di competenza statale e regionale, nonché di ogni altra opera pubblica di interesse del comprensorio;
b) alla manutenzione ed all'esercizio delle opere di competenza statale;
e) ad assumere, a termini della legge 12 febbraio 1942, n. 183, l'esecuzione e la manutenzione delle opere di interesse comune a più proprietà, nonché di quelle occorrenti a dare scolo alle acque e a non recare pregiudizio allo scopo per il quale furono eseguite le opere pubbliche di bonifica;
d) all'assistenza della proprietà consorziata: nella trasformazione degli ordinamenti produttivi delle singole aziende e nella loro gestione; nella progettazione ed esecuzione delle opere di miglioramento fondiario, volontarie od obbligatorie, anche comuni a più fondi, e nel conseguimento delle relative provvidenze statali;
e) all'esecuzione, su richiesta e per conto dei proprietari consorziati, delle opere di cui alla precedente lettera d), nonché alla manutenzione delle medesime, sempreché, in quest'ultimo caso, l'intervento presenti interesse ai fini della funzionalità delle opere pubbliche o comuni;
f) alla vigilanza sull'adempimento delle direttive del piano generale di bonifica.
Opere di bonifica consorziali
Sono opere di bonifica consorziali: l'impianto di sollevamento, la cabina elettrica di trasformazione, nonché le canalizzazioni principali e secondarie di scolo, le condotte di irrigazione e relativi manufatti.
Opere di bonifica di competenza privata
Le opere di bonifica di competenza privata sono quelle atte ad assicurare lo scolo delle acque dai fondi e ad evitare pregiudizio allo scopo per il quale sono state eseguite le opere pubbliche di bonifica.
CONSERVAZIONE DELLE OPERE DI BONIFICA
E LORO PERTINENZE
Occupazioni per lavori
Gli espropri e le occupazioni temporanee e permanenti necessarie per assicurare la conservazione delle opere di bonifica sono disciplinati dalle disposizioni di legge che regolano la materia.
Accesso ai lavori
II personale del Consorzio o da questo incaricato dell'attuazione di interventi di bonifica può accedere, previo avviso al proprietario, nella proprietà privata, anche con mezzi meccanici, per effettuare i rilievi e gli interventi necessari.
Il Consorzio è responsabile, nei confronti della proprietà consorziale, di qualunque danno causato al fondo dal personale dell'Ente nell'adempimento degli anzidetti incarichi.
Salvi i casi di acquisizione al Demanio dello Stato specificatamente indicati con apposizione di termini o risultanti dagli atti di esproprio o di acquisto, lungo entrambi i lati di tutti i canali consorziali sono istituite zone di rispetto che si stendono dal ciglio, quando i canali corrono incassati, ovvero dal piede delle scarpate esterne degli argini, quando i canali sono arginati.
Dette zone sono riservate al deposito delle erbe derivanti dai diserbamend, al deposito delle materie di spurgo nonché al transito» sia di mezzi meccanici impiegati nei lavori di bonifica, sia del personale consorziale di vigilanza e di custodia.
Per i canali incassati, la zona di rispetto è così stabilita;
a) metri 3 per ampiezza del fondo del canale sino a metri 1;
b) metri 4 per ampiezza del fondo del canale oltre il metro.
Per i canali arginati, la zona di rispetto è stabilita in metri 3.
Gli agenti consorziali hanno il diritto di percorrere liberamente i canali ed i fossi di scolo privati lungo le relative arginature; a tale scopo i proprietari ed affittuari interessati sono obbligati ad eliminare ogni ostacolo che impedisca o renda soltanto meno agevole il libero transito agli agenti stessi, ed inoltre a mantenere sempre falciate le erbe nascenti su dette zone e su quelle soggette a servitù di marezzana.
Nessun compenso è dovuto per il deposito delle materie di espurgo e delle erbe derivanti dai diserbamenti nelle zone soggette a servitù di marezzana, ne il frontista può pretendere indennizzi di sorta per il taglio o il danneggiamento di siepi, di rami degli alberi o comunque per la rimozione di altri ostacoli che, nel predetto spazio vincolato, impediscano di compiere agevolmente Ì lavori anche con l'impiego di mezzi meccanici.
Quando il canale corre lungo una strada, il frontista del lato opposto è obbligato a ricevere tutte le materie di espurgo e di diserbo dalla propria parte, senza compenso alcuno, se non quando si occupi, con dette materie, una estensione maggiore della zona di rispetto. In questo caso, il compenso concerne soltanto la maggiore occupazione.
Manutenzione degli argini
Gli argini dei canali consorziali di bonifica servono, di massima, solo per il contenimento delle acque e sono perciò mantenuti dal Consorzio.
Per quelli che hanno acquistato od acquistino il carattere di strada pubblica o privata, il mantenimento spetta agli Enti ed ai proprietari interessati.
Sbocchi di fossi privati
Ogni sbocco di fossi privati nella canalizzazione consorziale, deve essere munito di difesa atta ad impedire Io smottamento del fondo e delle sponde e quindi l'introduzione di terra nel collettore.
Per costruire tali opere, le proprietà interessate debbono preventivamente ottenere dal Consorzio formale concessione, nella quale sono prescritte le condizioni e la disciplina per la costruzione e la manutenzione, .1 totale carico dei concessionari, delle opere medesime.
Manovra delle paratoie
Le chiavi delle eventuali paratoie regolanti l'immissione delle acque della canalizzazione privata in quella consorziale, debbono essere in possesso anche del personale del Consorzio. In ogni caso, durante i servizi di piena, solo gli agenti consorziali possono effettuare la manovra delle paratoie stesse.
ART, 11
Manutenzione delle opere private
I proprietari o affittuari dei terreni inclusi nel comprensorio soggetto agli obblighi di bonifica, debbono eseguire e mantenere nei fondi stessi tutte indistintamente le opere di competenza privata, anche di interesse comune a più fondi, occorrenti ad assicurare lo scolo delle acque ed a non recare pregiudizio allo scopo per il quale sono state eseguite le opere pubbliche di bonifica.
Sono richiamate al riguardo le disposizioni dell'ari. 140 del Regolamento 8 maggio 1904, n. 368, e degli artt. 1 e 2 della legge 12 febbraio 1942, n. 183.
Principalmente i proprietari o affittuari devono:
a) tener sempre bene espurgati i fossi che circondano o dividono i terreni suddetti, ]e luci dei ponticelli e gli sbocchi di scolo nella canalizzazione consorziale;
b) aprire tutti i fossi necessari ad assicurare il regolare scolo delle acque che si raccolgono sui terreni medesimi;
e) estirpare, per lo meno due volte all'anno, nei mesi di aprile e settembre od in quelle stagioni più proprie, secondo le diverse zone, tutte le erbe che nascono nei detti fossi;
d) mantenere espurgate le chiaviche e paratoie;
e) rimuovere immediatamente gli alberi, tronchi e grossi rami dalle loro piantagioni laterali ai canali della bonifica, che, per impeto di vento o per qualsivoglia altra causa, cadono nei corsi d'acqua;
f) tagliare i rami delle piante o le siepi vive poste nei loro fondi limitrofi ai corsi d'acqua che, sporgendo su detti corsi d'acqua, producano difficoltà al servizio od ingombro al transito;
g) mantenere in buono stato di conservazione i ponti e le altre opere d'arte, d'uso particolare e privato, di uno o più proprietari.
Gravame a carico del fondo non più agricolo
II proprietario del fondo non più agricolo per mutata destinazione, resta obbligato a mantenere la servitù di dare passaggio alle acque di scolo e di irrigazione a favore dei terreni a valle.
Qualora, per ottemperare a tale obbligo, si rendano necessari, a giudizio del Consorzio, particolari lavori, tutte le spese sono a carico del proprietario del fondo di mutata destinazione.
Compiti del Consorzio nei confronti delle opere private
II Consorzio, nei confronti delle opere di competenza privata, ha Ì seguenti compiti:
a) identificare e classificare i fossi di scolo come previsto al successivo art. 14;
b) accertare la necessità degli interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria o di nuova inalveazione;
c) emettere ordinanza a carico degli interessati perché provvedano alla esecuzione delle opere di cui alla lettera b);
d) esaminare i ricorsi eventualmente presentati, in merito alle ordinanze, dagli interessati, conciliando le eventuali divergenze sorte fra i Consorziati, e deliberare i provvedimenti relativi;
e) progettare le opere manutentorie e di nuova malveazione ritenute necessarie agli scopi della bonifica;
f) determinare il riparto della spesa fra le proprietà dei terreni interessati alla esecuzione dei lavori di competenza privata.
Classificazione dei fossi di scolo di competenza privata
Ai fini della vigilanza consorziale e delle relative determinazioni circa gli obblighi di manutenzione ordinaria o straordinaria e di eventuale nuova inalveazione, i rossi di scolo di competenza privata si suddividono in:
a) FOSSI; quelli posti a servizio di una sola proprietà o che non hanno particolari servitù passive di scolo a favore di altre proprietà;
b) FOSSI COMUNI: quelli posti a servizio di due o più proprietà;
e) CAPIFOSSO: quelli posti a servizio di almeno cinque proprietà e con un bacino scolante non inferiore ad ettari cinquanta e che assolvano funzioni di particolare importanza.
Il riconoscimento del fosso di scolo comune nella speciale categoria dei capi-fosso è disciplinato dal successivo art. 16.
Fossi comuni e capifosso
I fossi comuni ed i capifosso, anche se di competenza privata, sono e restano però al servizio della bonifica ed il Consorzio ha su di essi la sorveglianza ed il controllo diretti della manutenzione ed ha la facoltà di disporre, a norma del presente Regolamento, per la loro migliore utilizzazione onde conseguire le finalità per le quali sono state costruite le opere pubbliche di bonifica.
Accertamento della condizione di capofosso
L'assegnazione di un fosso di scolo comune alla speciale categoria dei capifosso, avviene ai sensi delle disposizioni di cui alla lettera a) del precedente art. 13, tenuto conto dielle particolari caratteristiche del colatore indicate alla lettera e) del precedente art. 14.
Tale assegnazione diventa definitiva dopo che il Consorzio, previi accertamenti del caso, riconosciutane la necessità, abbia provveduto:
a) alla redazione del progetto di sistemazione del capofosso, completo di stima e del riparto della spesa fra le proprietà interessate ai lavori;
b) alla pubblicazione, per tré giorni consecutivi, all'albo del Consorzio e dei Comuni competenti, degli elaborati di cui alla lettera a);
c) al tempestivo avviso agli interessati, mediante lettera raccomandata, della pubblicazione di cui alla precedente lettera b).
La classificazione del fosso nella categoria dei capifosso comporta automaticamente la creazione di una zona di rispetto che comprende l'intero alveo del colatore, eventuali arginature e due strisce laterali al canale della larghezza di m. 3, a partire dal ciglio superiore del colatore stesso o dal piede esterno delle arginature.
Dette zone di rispetto sottostanno alle stesse servitù fissate per i canali consorziali dal precedente articolo 6.
Distinzione dei lavori e delle opere a carico dei privati
I lavori e le opere a carico dei privati sui fossi di scolo comuni si distinguono, ai fini della competenza ad eseguirli, in:
a) LAVORI DI MANUTENZIONE ORDINARIA: espurgo dei fossi; lievi ritocchi di sponda; diserbo; estirpamento ceppale, siepi, piante, sterpi; rimozione di impedimenti al corso delle acque ed al transito lungo le sponde dei colatori; piccole riparazioni di manufatti e simili;
b) LAVORI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA; quelli richiesti per una migliore funzionalità dei fossi e consistenti nell'ampliamento della sezione, nella sistemazione della livelletta di fondo, nel ridimensionamento di manufatti e simili;
e) OPERE DI NUOVA INALVEAZIONE: quelle intese ad accorciare il percorso dei fossi o ad escavarne dei nuovi per migliorare le condizioni di deflusso delle acque.
Esecuzione lavori privati di manutenzione ordinarla
I lavori di manutenzione ordinaria sono a carico dei singoli proprietari frontisti. Nei casi di fossi comuni, dal ciglio del colatore fino alla metà del fosso, salvo concordare con il possessore della sponda opposta la divisione del lavoro in due tratti equivalenti così da procedere, come è preferibile, al lavoro sulla intera sezione.
Esecuzione lavori privati di manutenzione straordinaria
ed opere di nuova inalveazione
I lavori di manutenzione straordinaria e l'esecuzione di opere di nuova inalveazione, possono essere, a richiesta ed a spese degli interessati, progettati ed eseguiti dal Consorzio, il quale predispone la relativa perizia con il preventivo di spesa ed il riparto della medesima a carico degli interessati stessi, dando poi corso alle opere mediante appalto o cottimo fiduciario.
In occasione della esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria il Consorzio, quando lo ritenga opportuno, può disporre, a spese degli interessati, alcune modanature permanenti in calcestruzzo sul fondo e sulle sponde del colatore, in modo da fissare definitivamente le caratteristiche del canale, allo scopo di facilitarne le successive opere di manutenzione e rendere più facile e pronta la sorveglianza ed il controllo degli interessati e del Consorzio.
Procedure per inadempienze dei proprietari
In caso di inadempienza da parte dei privati interessati alla esecuzione delle opere di competenza privata, tanto di manutenzione ordinaria e straordinaria, quanto di nuova inalveazione, il Consorzio — ravvisatane la necessità — procede coattivamente con le modalità seguenti:
a) per le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria: emette ordinanza di esecuzione a tutti i proprietari interessati, fissando le relative modalità ed i termini entro i quali i lavori debbono essere eseguiti, facendo predisporre, se necessario, la modanatura del fosso di scolo. Qualora i proprietari non diano corso alle opere nei termini fissati, ottenuta l'autorizzazione dell'Ispettorato Compartimentale dell'Agricoltura — ai sensi della legge 12 febbraio 1942, n. 183 — dispone per la immediata esecuzione mediante cottimo fiduciario.
Ultimato il lavoro, liquida la spesa e provvede al relativo riparto a carico degli interessati.
Invita quindi i proprietari interessati a provvedere al rimborso della quota di spesa ad ognuno di essi spettante, entro un termine massimo di giorni 30,trascorso il quale dispone per l'emissione dei ruoli esecutivi di rimborso, da effettuarsi in quattro rate consecutive, sulla base della quota spettante ad ogni interessato, maggiorata del 10 per cento per spese ed interessi di mora, oltre gli aggi d'esazione;
b) per le opere di nuova inalveazione, emessa Pordinansa di esecuzione analoga a quella prevista alla precedente lettera a) e qualora gli interessati omettano di eseguire i relativi lavori, richiede al Ministero Agricoltura e Foreste l'autorizzazione prescritta dalla legge 12 febbraio 1942, n. 183, per le opere di competenza di questi ed alle Regioni per le opere a carattere regionale; ottenuta la quale dispone per l'esecuzione dei lavori stessi mediante appalto o cottimo fiduciario. Per il rimborso delle spese procede poi secondo quanto fissato alla precedente lettera a).
Ogni spesa sostenuta dal Consorzio per la esecuzione delle opere contemplate nella presente sezione è garantita, a norma di legge, da privilegio speciale sopra il fondo migliorato, previa iscrizione nel Registro speciale tenuto dalla Conservatoria dei Registri Immobiliari, ai termini dell'art. 9, lett. e) del R.D.L. 29 luglio 1927, n. 1509, convcrtito nella legge 5 luglio 1928, n. 1760.
Il Consorzio può provvedere a tale iscrizione, ogni qualvolta il rimborso venga rateato o differito.
Disposizioni di polizia
Disposizioni per la conservazione delle opere di bonifica
Per la conservazione delle opere di bonifica si fa riferimento alle disposizioni contenute nel Capo I del Titolo VI del Regolamento sulle bonifiche approvato con R.D. 8 maggio 1904, n. 368 e successive modificazioni, fatte salve le integrazioni e precisazioni risultanti dal presente Regolamento.
Sono lavori, atti o fatti vietati in modo assoluto rispetto ai canali consorziali ed alle altre opere di bonifica:
a) qualsiasi piantagione o coltivazione o smuovimento di terreno negli alvei, nelle scarpate, nelle sommità arginali e nelle zone di rispetto (marezzane), fissate al precedente art. 6; qualsiasi apertura di fossi, scoline, cunette e qualsiasi altro scavo nelle zone anzidetto ;
b) la costruzione di qualsiasi fabbricato non compreso nella successiva lettera e), o qualunque adduzione a quelli esistenti, a distanza minore di m. 2 dal termine delle zone di rispetto (marezzane), fissate al precedente art. 6;
c) la costruzione di fornaci, fucine e fonderie a distanza minore di m. 50 dal ciglio dei canali e dal piede esterno degli argini;
d) qualunque apertura di cave, temporanee o permanenti, che possa dar luogo a ristagni d'acqua o impaludamenti dei terreni, modificando le condizioni date ad essi dalle opere della bonifica, od in qualunque modo alterando il regime idraulico della bonifica stessa;
e) qualunque opera, atto o fatto che possa alterare lo stato, la forma, le dimensioni, la resistenza e la convenienza all'uso a cui sono destinati gli argini e loro accessori e manufatti attinenti od anche indirettamente degradare o danneggiare i corsi d'acqua, le strade, le piantagioni e qualsiasi dipendenza della bonifica;
f) qualunque ingombro totale o parziale dei canali di bonifica, col getto o cadute di materie terrose, pietre, erbe, acque o qualsiasi immissione di materie luride, veneficbe o putrescibili, che possono comunque dar luogo ad infezioni di aria ed a qualsiasi inquinamento dell'acqua;
g) qualunque deposito di terre o di altre materie a distanza di m. 10 dai suddetti corsi d'acqua, che per una circostanza qualsiasi possano esservi trasportate ad ingombrarli;
h) qualunque ingombro o deposito di materie come sopra, sul piano viabile delle strade di bonifica e loro dipendenze;
i) l'abbruciamento di stoppie, aderenti al suolo od in mucchi, a distanza tale da arrecare danno alle opere, alle piantagioni, alle staccionate o ad altre dipendenze delle opere stesse;
I) qualunque atto o fatto diretto al dissodamento dei terreni imboschiti o cespugliati entro quella zona del piede delle scarpate interne dei corsi d'acqua montani, che sarà determinata, volta per volta, con provvedimento dell'Autorità competente;
m) la costruzione di varchi, di cavedoni o di qualunque altra opera che possa ostacolare in qualsiasi modo il naturale e libero deflusso delle acque;
n) l'attraversamento degli alvei dei canali con bestiame, come pure l'attraversamento e il pascolo di animali di ogni specie sulle sommità, scarpate e banchine dei corsi d'acqua e sulle zone di rispetto;
o) la macerazione della canapa, del lino e di qualsiasi altro prodotto nei canali consorziati.
E' vietato, a chi non ne ha ottenuta la formale concessione, a norma del successivo Titolo III del presente Regolamento:
a) variare o alterare canali, argini, manufatti e qualunque altra opera consorziale;
b) costruire ponti, passerelle, chiaviche, botti, sifoni, travate, acquedotti, metanodotti. elettrodotti ed altri manufatti, nonché le loro demolizioni e ricostruzioni sulle pertinenze consorziali;
c) costruire qualsiasi fabbrica o qualunque addizione a quelle esistenti, a distanza minore di m. 10 dal ciglio dei canali o dal piede esterno degli argini;
d) scavare maceratoi a distanza minore di m. 12 dal ciglio dei canali o dal piede esterno degli argini ed introdurre, nei canali consorziali, l'acqua di vuotatura dei maceri;
e) derivare o prelevare acqua dai canali consorziali, per qualsiasi scopo, anche in via occasionale;
f) immettere nella canalizzazione consorziale acque di fognatura;
g) immettere nei canali consorziali acque con mezzi artificiali;
h) costruire rampe di ascesa ai corpi arginali nonché carreggiate o sentieri sulle scarpate degli argini;
i) transitare sulle sommità arginali e sulle banchine dei canali consorziali con veicoli in genere e, in particolare, con carri;
1) estrarre terra, sabbia o altre materie dagli alvei dei canali consorziali;
m) depositare, anche temporaneamente, qualunque materia sugli argini, scarpate e zone di rispetto.
L'immissione nei canali consorziali di acque provenienti da fognature, maceratoi o stabilimenti industriali non può essere assolutamente concessa se non sono state preventivamente ottenute dagli interessati le autorizzazioni prescritte dall'articolo 9 della legge 8 ottobre 1931, n. 1604, e se non sono state adottate tutte indistintamente le misure atte a determinare la decantazione e la depurazione delle acque anzidetto.
Contravvenzioni, accertamenti,
misura delle pene, delle ammende e delle sanzioni
Salve ed impregiudicate le ragioni del Consorzio e dei terzi, le violazioni e le contravvenzioni alle disposizioni di polizia relative alla conservazione delle opere di bonifica ed alla difesa delle acque dagli inquinamenti sono accertate e punite in conformità alle disposizioni contenute nel Capo II del Titolo VI del già citato Regolamento 8 maggio 1904, n. 368 e successive modificazioni, nonché: dall'ari. 632 C.P. (deviazione di acque); dall'ari. 635 C.P. (danneggiamenti); dagli artt. 439, 440, 452 C.P. (avvelenamenti di acque); dall'ari. 674 C.P. (getto pericoloso di cose); dall'art. 249 del T.U. 27 luglio 1934, n. 1265 (legge sanitaria); dagli articoli 6, 9, 10 della legge 8 ottobre 1931, n. 1604 (sulla pesca).
Agenti giurati
Ai termini dell'art. 70 del R.D. 13 febbraio 1933, n. 215, il personale adibito dal Consorzio alla sorveglianza ed alla custodia delle opere di bonifica, sempreché in possesso della qualifica di « agente giurato », è autorizzato ad elevare verbali di contravvenzione alle norme di polizia idraulica e montana.
II contravvenuto non può opporsi, per nessuna ragione, agli agenti giurati consorziali nell'espletamento delle loro funzioni. Ha invece diritto di far risultare a verbale le dichiarazioni di cui chiede l'inserzione.
Verbali di contravvenzioni
I verbali di contravvenzione debbono essere tempestivamente rimessi dall'agente giurato all'Amministrazione consorziale che provvederà ad inviarlo al contravvenuto, il quale potrà addivenire, qualora il fatto non rientri nell'ambito penale e sempreché il contravvenuto abbia desistito dalla sua opera abusiva, alla conciliazione della contravvenzione, mediante versamento di una somma pari ad 1/3
del massimo dell'ammenda ed al risarcimento dell'eventuale danno.
Nei casi in cui il fatto sia ritenuto di contenuto penalmente perseguibile, l'Amministrazione consorziale provvederà ad inoltrare il relativo verbale alla competente Autorità, corredandolo delle proprie osservazioni e proposte.
DISPOSIZIONI PER IL RILASCIO DI CONCESSIONI PRECARIE
Oggetto e modalità di rilascio di concessioni precarie
Oggetto delle concessioni
Possono formare oggetto di concessione precaria:
a) la temporanea utilizzazÌone colturale di terreni di proprietà del Consorzio;
b) il taglio e lo sfalcio delle erbe nascenti sulle pertinenze consorziali;
c) l'esecuzione dei lavori, atti o fatti previsti dal precedente art. 23, nonché all'art. 134 del Regolamento sulle bonifiche, approvato con R.D. 8 maggio 1904, n. 368;
d) il temporaneo od occasionale prelievo d'acqua dai canali consorziali.
Modalità e procedure per il rilascio di concessioni precarie
Chiunque intenda eseguire lavori, atti o fatti che possono formare oggetto di concessione precaria, deve farne regolare domanda in carta bollata, descrivendo dettagliatamente le opere per le quali si richiede la concessione e corredando, all'occorrenza, 3a domanda dei disegni (in quadruplice copia) delle opere stesse, debitamente firmati da un tecnico abilitato a termini di legge, nonché dal richiedente.
La domanda deve inoltre contenere l'indicazione dell'opera di bonifica interessata e la località — catastalmente individuata — in cui si intendono eseguire le opere.
L'accoglimento o meno delle domande di concessione è rimesso, in ogni caso, al potere discrezionale dell'Amministrazione consorziale.
Gli atti ed i fatti eseguiti senza la formale concessione assumono il carattere di abusività e contro i trasgressori si procede sia a termini di legge, sia del presente Regolamento.
Contemporanea presentazione di domanda
Nell'eventualità di domande di concessione presentate contemporaneamente da due o più ditte per lo stesso oggetto — salva la piena discrezionalità del Consorzio — può venire considerato titolo preferenziale l'essere proprietario del terreno frontista all'opera di bonifica interessata al rilascio della concessione.
Rilascio delle concessioni
Salvo casi particolari, gli atti di concessione vanno intestati alle ditte proprietarie degli immobili, in relazione ai quali la concessione viene rilasciata.
Le condizioni particolari riguardanti ogni singola concessione, la descrizione particolareggiata dell'oggetto della concessione stessa e le disposizioni, sia generali, sia particolari, per l'esecuzione dei lavori e per l'utilizzazione delle opere di bonifica, sono fissate in appositi atti di concessione precaria da conformarsi alle disposizioni del presente Regolamento e con l'osservanza delle disposizioni di legge vigenti ed in particolare di quelle dettate dal R.D. 8 maggio 1904, n. 368.
Detti atti sono da convenirsi con ogni ditta concessionaria, prima del rilascio della concessione o del suo eventuale rinnovo.
Termine della concessione
La concessione precaria ha termine o per decadenza o per revoca da parte del Consorzio, o per rinuncia da parte della ditta concessionaria.
La revoca e la rinuncia dovranno essere notificate alla controparte mediante lettera raccomandata A.R.
E' vietata ogni forma di cessione, anche parziale, a qualsiasi titolo, dell'uso ed el godimento delle concessioni precarie.
Riscossione corrispettivo di concessione
Per la riscossione dei corrispettivi di concessione, di cui al successivo art, 42, possono essere emessi, dal Consorzio concedente, i relativi ruoli non esecutivi.
Prescrizioni per il rilascio delle concessioni precarie
II rilascio della concessione non deve pregiudicare gli eventuali diritti di terzi.
Tutti i lavori devono essere eseguiti a cura e spese del Concessionario, il quale è il solo responsabile, agli effetti di legge, della stabilità e della buona esecuzione dei lavori stessi e di ogni altra opera accessoria.
II Concessionario — sia nell'eseguire l'opera, oggetto di concessione, sia nel compiere operazioni ad essa comunque connesse — non deve arrecare danni ai beni o alle pertinenze demaniali o consorziali. In caso contrario, è tenuto ad eseguire — a proprie spese e nel termine stabilito — tutti i lavori che il Consorzio ritenga di dovergli imporre, a riparazione dei danni suddetti. Qualora il Concessionario non vi ottemperi, il Consorzio provvede, d'ufficio, all'esecuzione dei lavori.
Manutenzione dell' opera
Alla manutenzione, sia ordinaria, sia straordinaria dell'opera, deve provvedere, a proprie spese e sotto la propria responsabilità, il Concessionario. In difetto, può intervenire, d'ufficio, il Consorzio.
Responsabilità del concessionario
II Concessionario deve tenere indenne il Consorzio da qualsiasi danno che possa derivare alla proprietà demaniale o consorziale, alle persone ed alle cose, in relazione alla costruzione, alla manutenzione ed all'esercizio delle opere oggetto di concessione, come pure deve tenere sollevato ed indenne il Consorzio stesso da ogni reclamo, azione o molestia — anche di carattere giudiziario — che possano essere promossi da terzi, Amministrazioni pubbliche, Enti o privati, in relazione alla esecuzione dei lavori o in dipendenza di essi e per tutta la durata della concessione; in ogni caso, il Concessionario stesso ne deve assumere la piena responsabilità, sia civile, sia penale.
Danni all' opera
II Consorzio non assume alcuna responsabilità per danni o guasti di qualsiasi natura che possano derivare — anche a seguito di dissesti della proprietà demaniale o consorziale e delle sue pertinenze — all'opera oggetto di concessione.
A tal proposito, il Concessionario deve rinunciare a qualunque reclamo o pretesa di indennizzo verso il Consorzio, così come deve rinunciare ad ogni e qualsiasi reclamo o pretesa di indennizzo per l'eventuale sospensione dell'uso dell'opera oggetto di concessione.
Esigenze idrauliche
II Consorzio ha la facoltà di imporre al Concessionario nuove condizioni durante il corso della concessione, nonché la facoltà, da farsi valere in dipendenza di esigenze idrauliche sopravvenute o della esecuzione dei lavori consorziali, di far demolire o di far modificare — a spese del Concessionario — l'opera oggetto di concessione senza che ciò comporti, per il Consorzio, obbligo di ripristinare, ne totalmente ne parzialmente, l'opera demolita o modificata e neppure di corrispondere, per quanto sopra, indennizzi o compensi di sorta.
La concessione è accordata in via assolutamente precaria e per durata non superiore ad un ventennio.
Il Consorzio si riserva, peraltro, la facoltà di revocarla — a suo insindacabile giudizio, in qualsiasi momento e senza corrispondere indennizzo o compenso alcuno — mediante preavviso di tré mesi, da comunicarsi al Concessionario con lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Entro il termine fissato da detta revoca, il Concessionario deve procedere, a proprie spese, alla demolizione dell'opera ed all'asportazione completa dei materiali di risulta, nonché all'eventuale ripristino delle pertinenze demaniali o consorziali, senza che con ciò possa pretendere indennizzi o compensi di qualsiasi genere.
In caso di inadempienza del Concessionario, provvede, d'ufficio, il Consorzio.
In mancanza di rinnovazione, come pure nei casi di decadenza, revoca o rinuncia, il Consorzio ha facoltà di eventualmente ritenere, in nome e per conto dello Stato, le opere costruite su pertinenze consorziali o demaniali.
Corrispettivo di concessione
II Concessionario, a compenso dei maggiori oneri di carattere continuativo derivanti al Consorzio per effetto della concessione, deve corrispondere al Consorzio stesso, per ogni anno solare ed in forma anticipata, un corrispettivo in denaro.
Detto corrispettivo può essere variato, in relazione a valutazioni insindacabili del Consorzio, ed il Concessionario è tenuto a corrisponderlo nella nuova misura, salvo il diritto, da parte sua, alla rinuncia della concessione: rinuncia da comunicarsi al Consorzio non oltre 15 giorni dalla data in cui ha avuto conoscenza di detta variazione.
In caso di trasferimento, a qualsiasi titolo avvenuto, della proprietà del fondo su cui insiste l'opera oggetto di concessione, questa decade automaticamente. Al riguardo, il Concessionario deve comunicare al Consorzio, sotto pena di rispondere personalmente dei canoni sospesi, le generalità complete e il domicilio dei subentranti, coi quali il Consorzio prowederà a concordare « ex novo » le condizioni del rilascio di una nuova concessione.
II Concessionario deve versare al Tesoriere dell'Ente, prima dell'inizio dei lavori, una somma fissata dal Consorzio, a titolo di cauzione infruttifera, restituibile soltanto all'atto della revoca (salvo l'ipotesi di cui al successivo art. 49), scadenza o rinuncia della concessione, dedotti gli eventuali crediti nel frattempo maturatisi a favore del Consorzio stesso.
Trascrizione ipotecaria
II Concessionario deve prestarsi, in qualsiasi momento ed a semplice richiesta del Consorzio, alla stipulazione in forma notarile dell'atto di concessione precaria, ai fini della eventuale trascrizione della concessione stessa presso il competente Ufficio della Conservatoria dei Registri Immobiliari.
Nel caso in cui il Concessionario non si presti all'adempimento di tale obbligo, la concessione decade, a rischio e spese dell'inadempiente.
Spese dell'atto
Tutte le spese inerenti e conseguenti all'atto di concessione — bolli, registrazioni, imposte, tasse, trascrizione ipotecaria, sopralluoghi, copia di atti e quanto altro occorresse — sono a carico del Concessionario.
Esecuzione lavori d' ufficio
Le spese relative a qualsiasi lavoro dovuto eseguire d'ufficio dal Consorzio debbono essere integralmente rifuse dal Concessionario.
In caso di inadempienza, la concessione decade automaticamente, restando salva ogni azione da parte del Consorzio per quanto eventualmente dovuto dal Concessionario, a qualsiasi titolo, in dipendenza della concessione e di inadempienze riscontrate.
Inizio ed ultimazione lavori
Prima di iniziare i lavori oggetto di concessione, il Concessionario deve prendere accordi con la Dirczione consorziale per i preventivi accertamenti del caso e, non appena ultimati i lavori stessi, deve darne avviso alla Direzione per i necessari riscontri.
La inosservanza dì una qualsiasi delle condizioni indicate nell'atto di concessione comporta la revoca di diritto della concessione stessa e la perdita del deposito cauzionale.
I lavori debbono essere eseguiti in conformità a^li elaborati tecnici prodotti dal Concessionario ed approvati dal Consorzio. Sia all'atto esecutivo, sia durante l'esercizio della concessione, nessuna variante può essere apportata.
Dovranno inoltre essere osservate tutte le ulteriori prescrizioni tecniche particolari fissate dal Consorzio.
Accesso ai lavori ed alle opere
Ai dipendenti ed agli incaricati del Consorzio deve, in qualunque momento, essere consentito e teso possibile l'accesso, anche con mezzi meccanici, alle proprietà private interessate alle opere ed ai lavori oggetto di concessione, affinchè possano effettuare ogni accertamento ed intervento ritenuti necessari.
Pr ogni effetto, derivante dal rilascio della concessione e per ogni eventuale controversia ad essa relativa, il Concessionario deve assoggettarsi alla competenza del Foro di La Spezia.
TITOLO 1 - ATTRIBUZIONI DEL CONSORZIO - LE OPERE
Art. 1 - Attribuzioni del Consorzio Pag. 3
» 2 - Opere di bonifica consorziali » 4
» 3 - Opere di bonifica di competenza privata » 4
TITOLO II - CONSERVAZIONE DELLE OPERE DI BONIFICA
Art. 4 - Occupazioni per lavori Pag. 5
» 5 - Accesso ai fondi » 5
» 6 - Zone di rispetto » 5
» 7 - Compensi » 6
» 8 - Manutenzione degli argini » 6
» 9 - Sbocchi di tossi privati » 7
» 10 - Manovra delle paratoie » 7
» 11 - Manutenzione delle opere private » 7
» 12 - Gravame a carico del fondo non più agricolo » 8
» 13 - Compiti del Consorzio nei confronti delle opere private » 8
SEZIONE II - OPERE DI BONIFICA DI COMPETENZA PRIVATA
Art. 14 - Classificazione dei fossi di scolo di competenza privata Pag. 9
» 15 - Fossi comuni e capifosso »
» 16 - Accertamento della condizione di capofosso »
» 17 - Distinzione dei lavori e delle opere a carico dei privati »
Art. 18 - Esecuzione lavori privati di manutenzione ordinaria Pag. 10
» 19 - Esecuzione lavori privati di manutenzione straordinaria
ed opere di nuova inalveazione » 11
» 20 - Procedure per inadempienze dei proprietari » 11
SEZIONE III - DISPOSIZIONI DI POLIZIA
Art. 21 - Disposizioni per la conservazione delle opere di bonifica Pag. 12
» 22 - Divieti » 12
» 23 - Concessioni » 13
» 24 - Contravvenzioni, accertamenti, misura delle pene, delle
ammende e delle sanzioni » 14
» 25 - Agenti Giurati » 15
» 26 - Verbali di contravvenzione » 15
TITOLO III - DISPOSIZIONI PER IL RILASCIO DI CONCESSIONI
SEZIONE I - OGGETTO E MODALITÀ DI RILASCIO DI
CONCESSIONI PRECARIE
Art. 27 - Oggetto delle concessioni Pag. 16
» 28 - Modalità e procedure per rilascio di concessioni precarie » 16
» 29 - Contemporanea presentazione di domanda » 17
» 30 - Rilascio delle concessioni » 17
SEZIONE II - DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 31 - Termine della concessione Pag. 17
» 32 - Divieto di cessione » 17
» 33 - Riscossione corrispettivo di concessione » 18
SEZIONE III - PRESCRIZIONI PER IL RILASCIO DELLE
Art. 34 - Diritti di terzi Pag. 18
» 35 - Esecuzione lavori » 18
» 36 - Riparazione danni » 18
» 37 - Manutenzione dell'opera » 18
» 38 - Responsabilità del Concessionario » 19
» 39 - Danni all'opera . » 19
» 40 - Esigenze idrauliche » 19
» 41 - Durata della concessione » 19
» 42 - Corrispettivo di concessione » 20
» 43 - Trasferimento della proprietà » 20
» 44 - Deposito cauzionale » 20
» 45 - Trascrizione ipotecaria » 21
» 46 - Spese dell'atto » 21
» 47 - Esecuzione lavori d'ufficio » 21
» 48 - Inizio ed ultimazione lavori » 21
» 49 - Revoca della concessione » 22
» 50 - Prescrizioni tecniche » 22
» 51 - Accesso ai lavori ed alle opere » 22
» 52 - Foro competente » 22

References: art. 14
 art. 16
 art. 13
 art. 14
 articolo 6
 art. 6
 art. 6
 art. 23
 art. 49

Art. 1

Art. 4

Art. 14

Art. 18

Art. 21

Art. 27

Art. 31

Art. 34