Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2008/02/conseguenze-processuali-dello-spostamento-dello-studio-del-difensore-domiciliatario-non-comunicato-alla-controparte.html
Timestamp: 2018-05-25 09:04:56+00:00

Document:
E’ ius receptum l’assunto secondo cui, nel processo tributario, le variazioni del domicilio eletto o della residenza o della sede, a norma, dell’art. 17, 1º comma, D.lg. 31 dicembre 1992 n. 546, sono efficaci nei confronti delle controparti costituite dal decimo giorno successivo a quello in cui sia stata loro notificata la denuncia di variazione; tale onere di notificazione è previsto per il domicilio autonomamente eletto dalla parte, mentre l’elezione del domicilio dalla medesima parte operata presso lo studio del procuratore ha la mera funzione di indicare la sede dello studio del procuratore medesimo; in tale caso il difensore domiciliatario non ha l’onere di comunicare il cambiamento di indirizzo del proprio studio ed è onere del notificante di effettuare apposite ricerche per individuare il nuovo luogo di notificazione, ove quello a sua conoscenza sia stato mutato, dovendo la notificazione essere effettuata al domicilio reale del procuratore, anche se non vi sia stata rituale comunicazione del trasferimento (Sent. N. 1406 del 22 novembre 2007 dep. il 23 gennaio 2008 della Corte Cassazione;Cassazione 26313/05; Cassazione n. 13698/05).
In buona sostanza, nel caso in cui la parte elegga domicilio presso lo studio del procuratore, questi non ha l’onere di comunicare il proprio cambiamento di indirizzo alla controparte (Ordinanza Cassazione civile, sez. Tributaria, 06-12-2005, n. 26647;Cass. 11223/02 ; Cass. 18003/02).
La suprema Corte di Cassazione, sezione tributaria, non configura l’onere del procuratore domiciliatario, di comunicare il cambiamento di indirizzo del proprio studio, operando siffatto onere solo per il domicilio eletto autonomamente dalla parte Per il giudice di legittimità, viceversa, sussiste l’onere dell’ufficio notificante di effettuare apposite ricerche per individuare il nuovo luogo di notificazione ossia il nuovo indirizzo dello studio del procuratore domiciliatario.
Peraltro, qualora nonostante tali ricerche ricorra l’ipotesi dell’assoluta incertezza circa l’effettivo luogo di elezione di domicilio, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, del D.lg. n. 546/92, la notificazione deve essere effettuata ritualmente presso la cancelleria della C.T., essendo divenuta inefficace la precedente elezione, stante l’irreperibilità in loco del domiciliatario procuratore.
L’orientamento citato del giudice di legittimità offre al domiciliatario procuratore una maggiore espansione delle sue possibilità difensive, richiedendo che la notificazione sia effettuata al domicilio reale del procuratore anche in assenza di rituale comunicazione del trasferimento alla controparte ai sensi dell’articolo 17 3 terzo comma del dlgs 546/92 ma non la possibilità, tramite artificiose strategie, di impedire la regolare notifica.
Giova osservare che secondo un diverso orientamento del giudice di legittimità:
a) Ove il contribuente abbia eletto domicilio presso il difensore che questi abbia trasferito senza comunicare alla segreteria della Commissione tributaria la relativa variazione, l’avviso dell’udienza va notificato, ai sensi dell’art. 17 del D.lg. n. 546 del 1992, presso la stessa segreteria della Commissione, analogamente a quanto avviene, in taluni casi, per il processo civile ordinario, con la notifica dell’avviso di udienza presso <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la Cancelleria del giudice adito (Sent. n. 13320 del 19 aprile 2006 dep. il 7 giugno 2006 della Corte Cass. sez. tributaria).
b) L’onere imposto alle parti ed ai loro difensori di comunicare alla segreteria della commissione ed alle altre parti le variazioni di domicilio (art. 32 del D.P.R. n. 636/1972 ora art. 17 del D.lg. n. 546/1992) deve essere adempiuto con una comunicazione specifica che contenga l’indicazione puntuale delle controversie su cui incide (in caso di comunicazione generica, notifiche e comunicazioni potranno essere effettuate presso la segreteria della commissione (Sent. n. 14689 del 23 maggio 2006 dep. il 23 giugno 2006 della Corte Cass. sez. tributaria).
Concludendo il presente lavoro è opportuno rammentare che secondo il giudice di legittimità:
– l’elezione di domicilio una volta effettuata dal contribuente conserva efficacia anche nei successivi gradi di giudizio (Cassazione sentenza n. 10055 del 1 agosto 2000)
– La procura ad litem e l’elezione di domicilio sono due manifestazioni di volontà ontologicamente differenti (Cassazione sentenza n. 5777 dell’8/05/ 2000);
– In tema di contenzioso tributario e con riguardo al luogo delle notificazioni, il D.lg. n. 546 del 1992, art. 17, fa in ogni caso salva la consegna in mani proprie, perciò una notificazione eseguita in tal modo deve considerarsi valida anche in presenza di un’elezione di domicilio” (Sentenza Cassazione civile, sez. Tributaria, 16-03-2007, n. 6250; Cass. n. 3245/2005, n. 4274/2002, n. 14916/2000). La notificazione della sentenza della commissione tributaria provinciale è soggetta alla disciplina dettata dagli artt. 16, comma 2, e 17 del citato D.lg. n. 546 del 1992, disposizione quest’ultima che al comma 1 innanzitutto fa salva la consegna in mani proprie. L’espressione “mani proprie”, secondo una stretta interpretazione letterale, imposta dalla natura processuale speciale della norma, è da riferire esclusivamente alla parte e, quindi, la consegna in mani proprie della parte rappresenta la modalità di comunicazione e notificazione di atti e provvedimenti alla quale si può sempre ricorrere.
Pertanto, la notificazione della sentenza della commissione tributaria provinciale a mani proprie della parte (nella specie il rappresentante legale della società ricorrente), quand’anche nel giudizio “a quo” si sia costituita a mezzo di un difensore, è valida ed idonea a fare decorrere il termine breve di impugnazione previsto dall’art. 51, comma 1, del citato decreto legislativo (Sentenza Cassazione civile, sez. Tributaria, 09-03-2007, n. 5504).

References: Cass. 
 Cass. sez. 
 art. 17
 Cass. sez. 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 17
 Cass. 
 sentenza 
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