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Timestamp: 2018-03-19 20:27:56+00:00

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Esclusione dalla gara – Per carenza della documentazione, per errore grave nell’esercizio dell’attività professionale, soccorso istruttorio
La IV Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 4100 del 1 settembre, ha delimitato l’operatività del principio del soccorso istruttorio distinguendo tra “regolarizzazione documentale” e “integrazione documentale": infatti, se l’integrazione non è consentita, risolvendosi in un vulnus del principio di par condicio tra i concorrenti, è consentita invece la mera regolarizzazione, attinente per lo più a errori materiali e refusi.
La V Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 3945 del 19 agosto, ha ritenuto illegittima l’esclusione dalla gara motivata con riferimento alla carenza della documentazione comprovante la carica e i poteri del sottoscrittore dell’offerta, ove tali dati siano evincibili con certezza dall’inserimento della società concorrente nell’elenco delle imprese fornitrici della stazione appaltante e dalla precedente stipulazione di altro contratto di appalto con la medesima stazione appaltante.
La stessa V Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 3950 del 19 agosto, ha ribadito il principio secondo cui è sussistente l’obbligo della stazione appaltante di escludere dalla gara un’impresa che non abbia dichiarato la notizia della risoluzione di un precedente rapporto contrattuale, anche se nei confronti di una P.A. diversa da quella che ha indetto la gara. Il caso riguardava l’ipotesi, disciplinata dall’art. 38, comma 1, lett. f), d.lgs. n. 163/2006, relativo all’errore grave nell’esercizio dell’attività professionale. Trattandosi di difetto sostanziale della dichiarazione, sotto il duplice profilo della chiarezza e della veridicità, non è consentito l’utilizzo dell’istituto del soccorso istruttorio.
La II Sezione del T.A.R. Piemonte, Torino, con sentenza n. 1335 del 14 agosto, ha ritenuto applicabile il principio del soccorso istruttorio all’omessa indicazione delle quote di partecipazione ed esecuzione nei raggruppamenti temporanei, anche se non ancora costituiti: in particolare, è possibile sanare l’omissione dietro pagamento della sanzione prevista all’art. 38, comma 2-bis, d.lgs. n. 163/2006.
Contratti della P.A. – Locazione di immobili da parte della P.A., giurisdizione amministrativa
La V Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 4036 del 31 agosto, ha ritenuto rientranti nella giurisdizione del giudice amministrativo le controversie riguardanti gli atti con cui la P.A. esprima una manifestazione di interesse a procedere alla individuazione di immobili da condurre in locazione, nonché gli atti della conseguente fase procedimentale finalizzata all’individuazione del contraente privato. La P.A. infatti, per stipulare contratti dai quali derivi una spesa, sebbene non sottoposti alla disciplina del d.lgs. n. 163/2006, deve comunque utilizzare una procedura di evidenza pubblica, con conseguente radicamento della giurisdizione amministrativa.
Convenzioni Consip – Obbligo di adesione
Nell’ambito del programma di razionalizzazione degli acquisti della P.A., il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con circolare del 25 agosto recante linee guida e diramata a tutte le Amministrazioni statali, ha ribadito che, alla luce della normativa vigente, per perseguire l’obiettivo di riduzione della spesa pubblica, è obbligatorio per le pubbliche amministrazioni l’approvvigionamento per il tramite di Consip s.p.a. Il documento, sintetizzando la fitta disciplina legislativa e regolamentare susseguitasi sul punto, ha altresì chiarito che eventuali eccezioni saranno possibili solo avendo come benchmark i prezzi e le condizioni contrattuali di Consip.
Offerte anomale – Verifica di attendibilità delle offerte
La VI Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 3935 del 14 agosto, ha ritenuto che il procedimento di verifica dell’anomalia, di esclusiva spettanza delle amministrazioni, debba essere rivolto ad accertare in concreto che l’offerta sia attendibile nel suo complesso ed affidabile in relazione alla corretta esecuzione dell’appalto, garantendo così l’interesse pubblico perseguito dalla stazione appaltante per la scelta del miglior contraente possibile. L’esclusione dalla gara è, dunque, l’effetto della valutazione di complessiva inadeguatezza dell’offerta rispetto al fine da raggiungere e non discende da specifiche e singole inesattezze dell’offerta economica.
Appalti di servizi – Affidamento mediante gara, affidamento in house
La I Sezione del T.A.R. Veneto, Venezia, con sentenza n. 949 del 25 agosto, ha considerato illegittima la delibera di un Comune che ha indetto una gara per l’affidamento di un servizio pubblico, in considerazione dell’imminente scadenza dell’affidamento di detto servizio ad una società in house, senza svolgere le necessarie considerazioni di natura tecnico-economica che giustifichino perché l’affidamento a mezzo di procedura selettiva sarebbe preferibile a quello in house.
Last Updated ( Tuesday, 14 February 2017 18:13 )

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