Source: https://issuu.com/stefanoforesti/docs/iged_ol_0110
Timestamp: 2017-02-27 05:02:27+00:00

Document:
iged.it online n°1/10 by Stefano Foresti - issuu
Nasce DigitPa
Il nuovo Ente pubblico
assume buona parte delle
funzioni del CNIPA
Ottica nellâ&#x20AC;&#x2122;emergenza
Tenuta e conservazione di libri e scritture
Le memorie flash per
lâ&#x20AC;&#x2122;archiviazione digitale
Milano, 30 - 31 marzo 2010
Ingresso gratuito previa iscrizione su www.omat360.it/mi10
Editore: ITER srl
Supplemento a iged.it n 2 - 2009. Autorizzazione del Tribunale di Milano n.157 del 7 marzo 1992
Il 2009, per il nostro settore, si Ă¨
concluso in controtendenza rispetto
agli altri mercati che hanno risentiWRLQPRGRDEEDVWDQ]DVLJQLĂ&#x20AC;FDWLYR
della crisi planetaria originata dai
QRWLPLVIDWWLĂ&#x20AC;QDQ]LDUL
Sia pur con luci ed ombre, il mercato dellâ&#x20AC;&#x2122;Enterprise Information
Management si puĂ˛ stimare sia inFUHPHQWDWRGLXQYDORUHLQWRUQRDO
10%; crescita che, in un momento
di transizione come questo, non
Ă¨ male, anche se ci si era abituati a
SHUFHQWXDOLSLDOWH
Momento di transizione che non
LQĂ XHQ]DVRORLOPHUFDWRHGLOFRPportamento dei suoi attori, ma anche la comprensione e lâ&#x20AC;&#x2122;importanza
che Aziende e Legislatore attribuiscono al digitale ed alle sue conseJXHQ]H LQ WHUPLQL GL HIĂ&#x20AC;FLHQ]D HG
LQQRYD]LRQH
Concentrandoci sulle Norme, dopo
un periodo in cui le azioni normatiYH DSSDULYDQR FDVXDOL QRQ SURSULR
coordinate e originate senza troppa comprensione di cosa sia e cosa
comporti lâ&#x20AC;&#x2122;informazione in formato
digitale, sembra che lâ&#x20AC;&#x2122;anno appena
LQL]LDWRSRUWLFRQVpXQVLJQLĂ&#x20AC;FDWLYR
FDPELDPHQWRGLURWWDFRQXQDHIĂ&#x20AC;FDFHHGRUJDQLFDUHYLVLRQHGHO&RGLce dellâ&#x20AC;&#x2122;amministrazione digitale, con
LO GHFUHWR UHODWLYR DOOD )DWWXUD]LRQH
pronto per essere emanato, con il
tanto atteso decreto sulle modalitĂ SHU OD &RQVHUYD]LRQH GHOOD 0HPRULD'LJLWDOHFKHXQDYROWDGHĂ&#x20AC;QLWDOD
QXRYD YHUVLRQH GHO &DG SRWUHEEH
YHGHUHUDSLGDPHQWHODOXFHFRPHDOtre norme che indirizzano le aree di
principale interesse per il programPDGL*RYHUQRTXDOL6DQLWj6FXROD
H*LXVWL]LD
Non Ă¨ da trascurare, inoltre, lo
VIRU]R LQWHUQD]LRQDOH SHU GHĂ&#x20AC;QLUH
LQ PRGR RUJDQLFR OD )DWWXUD]LRQH
Elettronica in seno alla ComunitĂ (XURSHD
4XDQWRVRSUDYHORFHPHQWHFLWDWRFL
SRUWDDGHVVHUHRWWLPLVWLVXOORVYLOXSpo nel nostro Paese della Digitalizzazione/Dematerializzazione anche
VHSHUPDQHODFRQYLQ]LRQHFKHPROto resta da fare in materia di forma]LRQHHGLQIRUPD]LRQHDWXWWLLOLYHOOL
GHOOD6RFLHWjSURGXWWLYDHQRQ
6XOODEDVHGLWDOHFRQYLQ]LRQHLJHG
LWLJHGLWRQOLQHH2PDWSUHQGRQR
dunque, lâ&#x20AC;&#x2122;impegno di perseguire
FRPH RELHWWLYR SULQFLSDOH TXHOOR GL
FRQWULEXLUHDGXQHIĂ&#x20AC;FDFHSURFHVVR
di formazione ed informazione sul
digitale, che ormai permea tutte le
QRVWUH DWWLYLWj H VXOOH FRQVHJXHQ]H
FKHTXHVWRIHQRPHQRLQGXFH
Lâ&#x20AC;&#x2122;editore e la Redazione
iged.it online 01.2010
Scenari e sviluppi
Tenuta e conservazione di libri e scritture contabili (e non) in formato digitale
Alcune considerazioni sulle più recenti attività normative
/HPHPRULHÁDVKSHUO·DUFKLYLD]LRQHGLJLWDOH
(Flash memories for digital preservation)
2010: nasce DigitPa
Il nuovo Ente pubblico assume buona parte delle funzioni del CNIPA
,OUXRORGHOOD/HWWXUD2WWLFDQHOO·HPHUJHQ]DWHUUHPRWR
Torna OMAT, la principale mostra convegno italiana dedicata alla gestione elettronica di documenti e informazioni; appuntamento
a Milano il 30 marzo e 31 marzo. www.omat360.it/mi10.
1RWL]LHÁDVK
Da alcuni anni il termine Business
Intelligence (normalmente abbreviato in B.I., con pronuncia allâ&#x20AC;&#x2122;inglese) Ă¨ diventato un obiettivo di
RJQL D]LHQGD /D VXD GHĂ&#x20AC;QL]LRQH q
molto ampia e spazia dalla raccolta
di ogni informazione, non solo numerica, alla visualizzazione di graĂ&#x20AC;FL H WDEHOOH VLQWHWLFKH H DJJUHJDWH
Ă&#x20AC;QRDGDUULYDUHDOODJHQHUD]LRQHGL
indicatori di performance visualizzati allâ&#x20AC;&#x2122;interno di veri e propri cruscotti aziendali.
4XHOORFKHOÂˇXWHQWHÂ´YHGHÂľqLOULVXOtato di un sistema complesso, dove
lâ&#x20AC;&#x2122;interfaccia utente, la navigabilitĂ GHOGDWRqOÂˇHOHPHQWRSLVXSHUĂ&#x20AC;FLDle di un insieme molto complesso,
la cui strutturazione e il cui manteQLPHQWR ULFKLHGH ULVRUVH KDUGZDUH
VRIWZDUH H VRSUDWWXWWR XPDQH ,O
mercato offre molti prodotti per
rispondere alle esigenze dei diversi
livelli di una soluzione di B.I. e talvolta non Ă¨ semplice orientarsi tra
le diverse proposte esistenti. Negli
ultimi anni si stanno evolvendo due
strade apparentemente divergenti
GLSURSRVWHFKHLQUHDOWjVRQRFRPplementari tra loro se seguite correttamente.
Da una parte câ&#x20AC;&#x2122;Ă¨ la strada
Â´FODVVLFDÂľ SHU XQD VROX]LRQHGL%,FKH
]LRQHGLXQ'DWD:DUHKRXVHD]LHQdale, nella produzione di Data Mart
dipartimentali a partire dallâ&#x20AC;&#x2122;unica
YHULWj IRUQLWD GDO 'DWD :DUHKRXVH
H LQĂ&#x20AC;QH GLVWULEXHQGR LQIRUPD]LRni attraverso report centralizzati e
strumenti di navigazione multidimensionale, eventualmente con il
supporto di motori dedicati (come
server OLAP o database a colonne).
'DOOÂˇDOWUD FÂˇq OD VWUDGD GHOOD Â´VHOI
VHUYLFH%,ÂľFLRqOÂˇXVRGLVWUXPHQWL
FKH FRQVHQWRQR D XQ XWHQWH GL FRstruirsi in autonomia le proprie viste
sui dati, le proprie analisi, arrivando
addirittura a creare dei veri e propri
modelli di dati per lâ&#x20AC;&#x2122;analisi senza
OÂˇDVVLVWHQ]DGLXQLQIRUPDWLFRÂ´SURIHVVLRQLVWDÂľ LQ JUDGR GL GLVWULFDUVL
tra tutti i tecnicismi necessari a costruire un modello dati relazionale
o multidimensionale con i sistemi
Una soluzione di B.I. classica puĂ˛
avere costi legati ai prodotti necessari per gestire una grande mole di dati
GDDQDOL]]DUHTXLQGLKDUGZDUHHOLFHQ]HVRIWZDUH
QRQFKpSHULWRROGL
reportistica e navigazione usati per
produrre e distribuire le informa]LRQLĂ&#x20AC;QRDJOLXWHQWLĂ&#x20AC;QDOL3URGRWWL
FRPHOH'DWD:DUHKRXVHDSSOLDQFH
cercano di abbattere i costi del backend offrendo una soluzione inteJUDWD KDUGZDUHVRIWZDUH SHU LO VROR
GDWDEDVH VLD SHU 'DWD :DUHKRXVH
VLD SHU 'DWD 0DUW
 VHPSOLĂ&#x20AC;FDQGR
FRVu DQFKH OD PDQXWHQ]LRQH ULFKLHsta e ottimizzando le prestazioni in
IXQ]LRQH GL XQ KDUGZDUH VSHFLĂ&#x20AC;FR
senza bisogno di interventi manuali.
Questo perĂ˛ non risolve il problema principale di una soluzione di
TXHVWR WLSR FKH UDSSUHVHQWD DQFKH
il costo maggiore: lâ&#x20AC;&#x2122;acquisizione
dei dati, la loro trasformazione e il
controllo della loro qualitĂ . Queste
RSHUD]LRQL RJJL ULFKLHGRQR VHPpre la realizzazione di un progetto
di personalizzazione e rappresentano un passaggio fondamentale per
DUULYDUH DG DYHUH XQD FHUWLĂ&#x20AC;FD]LRQH
della validitĂ dei numeri mostrati
agli utenti. Un altro fattore di costo
Ă¨ rappresentato dagli strumenti di
reportistica e di navigazione multiGLPHQVLRQDOHFKHSRVVRQRULFKLHGHUHOÂˇDFTXLVL]LRQHGLOLFHQ]HROWUHFKH
GLXOWHULRULULVRUVHKDUGZDUH*OLHOHmenti di costo sono dipendenti dal
YROXPH GHL GDWL 'DWD :DUHKRXVH
dal numero di utenti (distribuzione
dati) e dalla complessitĂ dei modelli e delle trasformazioni necessarie;
TXHVWÂˇXOWLPRHOHPHQWRq TXHOOR FKH
sovente rappresenta il costo maggioUH SHUFKp UDSSUHVHQWDWR GD DWWLYLWj
di consulenza personalizzata e difĂ&#x20AC;FLOPHQWHLQGXVWULDOL]]DELOLHTXLQGL
Â´ULFRSLDELOLÂľWUDFOLHQWLGLYHUVL
Questo insieme di tecnologie, costi
e tempi necessari per la realizzazioQH GL XQD VROX]LRQH KDQQR SRUWDWR
alla ribalta un modello apparentePHQWH FRQFRUUHQWH OD Â´VHOIVHUYLFH
%,Âľ/ÂˇLGHDGLSDUWHQ]DqGLPHWWHUH
a disposizione degli utenti dei modelli di navigazione nei dati e degli
strumenti per la creazione di reportistica condivisibile con altri utenti.
Fino a questo punto si tratterebbe
semplicemente di fare leva sullâ&#x20AC;&#x2122;ultimo livello di una soluzione di B.I.
tradizionale per offrire una maggioUH Ă HVVLELOLWj SHU OD GHĂ&#x20AC;QL]LRQH GHL
report, affrancando gli utenti dalla
necessitĂ di contattare un professionista per il disegno e il popolamento di un proprio report. In realtĂ , il
FRQFHWWR GL Â´VHOIVHUYLFH %,Âľ VRWtintende la possibilitĂ , per lâ&#x20AC;&#x2122;utente,
di crearsi autonomamente il proprio
modello di dati, attingendo direttamente dalle fonti dati originali, siano
HVVHHVWUD]LRQLĂ&#x20AC;OHGL([FHORGDWDbase contenenti i dati del proprio
(53R&50 4XHVWDSURSRVL]LRQH
ULVFXRWHXQGLVFUHWRVXFFHVVRLQFKL
cerca una scorciatoia alla creazione
di una soluzione di B.I. classica, anFKHVHVLWUDWWDGLXQÂˇLQWHUSUHWD]LRQH
/H VROX]LRQL GL Â´VHOIVHUYLFH %,Âľ
sfruttano lâ&#x20AC;&#x2122;elevata potenza di calcolo e di memoria ormai disponibile
su molti desktop e notebook usanGRWHFQRORJLHFKHULHVFRQRLQWHPSL
rapidissimi a riprocessare milioni di
ULJKHGLGDWL3HUOÂˇXWHQWHOÂˇHIIHWWRq
un aggiornamento quasi istantaneo
GHL GDWL D IURQWH GL ULFKLHVWH GL FDOcolo sempre diverse. Un elemento
tecnologico decisivo per questa innovazione Ă¨ stato la diffusione dei
GDWDEDVH D FRORQQH FKH FRQVHQWRno di ottenere dati aggregati senza
ULFKLHGHUHRWWLPL]]D]LRQLSDUWLFRODUL
e/o operazioni preventive di aggregazione. A questa tecnologia Ă¨ stata
DIĂ&#x20AC;DQFDWD OÂˇLQIHUHQ]D GHOOH UHOD]LRQL
esistenti nei dati, sia in base ai metaiged.it online 01.2010
dati di provenienza (per es. le relazioni di integritĂ referenziale di un
database relazionale), sia in base a
processi euristici guidati da algoritPLGL'DWD0LQLQJ,OULVXOWDWRĂ&#x20AC;QDOH
qFKHDSSDUHQWHPHQWHVLSRVVRQR
ottenere le stesse prestazioni di un
cubo multidimensionale in tecnologia OLAP senza la necessitĂ di modellare e alimentare tutte le struttuUH LQWHUPHGLH 'DWD :DUHKRXVH H
Data Mart in particolare). Tuttavia,
questo approccio non risolve il problema della qualitĂ del dato e della
&HUWLĂ&#x20AC;FDUHODYDOLGLWjGLXQGDWRJDrantirne la qualitĂ , individuare e segnalare anomalie nei dati di origine
VRQRFRPSLWLÂ´QRLRVLÂľPDQHFHVVDUL
Queste operazioni sono tipicamente
DFDULFRGHOODIDVHGL(7/([WUDFW
7UDQVIRUP  /RDG
 FKH DOLPHQWD XQ 'DWD :DUHKRXVH QHO PRGHOlo classico. In mancanza di questo
strato, il controllo di qualitĂ viene
PHQR,QROWUHOÂˇ(7/VSHVVRDVVROYH
DQFKH LO FRPSLWR GL LQWURGXUUH QHL
dati altre informazioni, magari ottenute attraverso lâ&#x20AC;&#x2122;elaborazione dei
GDWLGLRULJLQHFRQSURFHVVLVSHFLĂ&#x20AC;FLFKHDJLVFRQRULJDSHUULJDVHQ]D
poter essere applicati sugli aggreJDWL *OL VWUXPHQWL SHU OD Â´VHOI
VHUYLFH %,Âľ SHU
GHĂ&#x20AC;QL]LRQH FRQVHQWRQR D FLDVFXQ
utente di implementare le proprie
regole di calcolo e/o trasformazione, producendo cosĂŹ una frammenWD]LRQHGHOODORJLFDGLEXVLQHVVFKH
alimenta la reportistica e arrivando
cosĂŹ a produrre, potenzialmente,
tante veritĂ diverse, una per ogni
Â´LVRODÂľGLLQIRUPD]LRQL'DOSXQWR
di vista della qualitĂ del dato, inoltre, gli strumenti esistenti offrono
IXQ]LRQDOLWj VWDWLVWLFKH GL FRQWUROOR
PDTXDQGÂˇDQFKHIRVVHURVXIĂ&#x20AC;FLHQti, sono necessariamente prive di
una reale integrazione con i sistemi
informativi esistenti, facendo venire
meno (o per lo meno complicando
molto) la possibilitĂ di un feedback
verso database di origine per segnalare le anomalie da risolvere.
Il punto di vista migliore Ă¨ di vedere
le due strade in modo complemenWDUH /D Â´VHOI  VHUYLFH %,Âľ q XQR
strumento per gli utenti piĂš evoluti,
SHUTXHJOLDQDOLVWLFKHFRQRVFRQRLO
dominio dei dati di loro competen]DHFKHVRQRLQJUDGRGLFUHDUVLXQ
modello di analisi, senza perĂ˛ avere
gli skill tecnologici necessari per la
costruzione di una soluzione classica. Allo stesso tempo, la B.I. clasVLFD SXz WUDUUH EHQHĂ&#x20AC;FLR GD TXHVWL
strumenti, offrendo agli utenti dei
GDWLJLjFHUWLĂ&#x20AC;FDWLLO'DWD:DUHKRXVH H L 'DWD 0DUW
FKH FRQVHQWRQR OD
creazione in
di nuovi report e nuove analisi, dipendendo dallâ&#x20AC;&#x2122;IT aziendale solo per
lâ&#x20AC;&#x2122;acquisizione di nuovi dati non ancora in loro possesso e diventando
autonomi nella distribuzione di report e analisi ad altri utenti, semplici
Â´FRQVXPDWRULÂľ GL TXHVWH LQIRUPDzioni.
Il mercato offre giĂ molti strumenti
GLVHOIVHUYLFH%,WUDFXL4OLN9LHZ
qXQRGHLSLQRWL1HODQFKH
Microsoft scenderĂ in questo settoUHULODVFLDQGR3RZHU3LYRWIRU([FHO
2010, contestualmente al rilascio
GHOODQXRYDVXLWH2IĂ&#x20AC;FH&RPH
GHWWRLOULVFKLRGLTXHVWLVWUXPHQWLq
il loro abuso, ma conoscendone le
potenzialitĂ e usandoli correttamente Ă¨ possibile ottimizzare i processi
di analisi dei dati, sfruttando meglio
DQFKH OH ULVRUVH JLj GLVSRQLELOL LQ
B.I. Consultant, DevLeap
I dati digitali,
/DQB@OHQDBNLDHMB@M@K@QDDREQTSS@QD@KLDFKHNHKƦTRRNCH
dati digitali che ogni azienda crea e riceve, l’appuntamento
per liberare tutta l’energia che ogni byte porta con sé.
Ingresso gratuito previa iscrizione su: www.omat360.it/mi10
ITER - via Rovetta 18 - 20127 Milano - tel. 02.28.31.16.1 - fax 02.28.31.16.66 - www.iter.it - iter@iter.it
form oni sulle piĂš recenti attivi
deraz i
CE N Z
Lâ&#x20AC;&#x2122;ARTICOLO 2215-BIS DEL CODICE CIVILE
Innanzitutto una breve analisi dellâ&#x20AC;&#x2122;articolo 2215-bis del Codice Civile, cosĂŹ come introdotto dalla Legge
2/2009 di conversione del Decreto
Legge n.185/2008.
Come prima cosa questo articolo
non parla assolutamente di conservazione e si concentra su formazione e tenuta. Dâ&#x20AC;&#x2122;altro canto, il suo posizionamento, dopo lâ&#x20AC;&#x2122;articolo 2215
â&#x20AC;&#x201C; ModalitĂ di tenuta delle scritture contabili1, e prima del 2216 - Contenuto del
libro giornale, toglie eventuali dubbi
lâ&#x20AC;&#x2122;articolo 2220 del codice civile, introdotto
dal comma 4 del presente articolo, si applicano a tutte le scritture e i documenti
ULOHYDQWLDLĂ&#x20AC;QLGHOOHGLVSRVL]LRQLWULEXWDULH&RQGHFUHWRGHO0LQLVWURGHOOHĂ&#x20AC;QDQ]H3
sono determinate le modalitĂ per la conservazione su supporti di immagini delle
scritture e dei documenti di cui al presente
Allâ&#x20AC;&#x2122;articolo 7, comma 4-ter, inoltre,
VLDIIHUPDFKHA tutti gli effetti di legge, la tenuta di qualsiasi registro contabile
FRQ VLVWHPL PHFFDQRJUDĂ&#x20AC;FL q FRQVLGHUDWD
regolare in difetto di trascrizione su supporti cartacei, nei termini di legge, dei dati
Ă&#x2C6; lâ&#x20AC;&#x2122;articolo 2220 - Conservazione del- relativi allâ&#x20AC;&#x2122;esercizio per il quale i termini
le scritture contabili2 che si occupa di di presentazione delle relative dichiarazioni annuali non siano scaduti da oltre tre
Vale la pena di ricordare che il De- mesi, allorquando anche in sede di controlli
creto Legge n. 357/1994 allâ&#x20AC;&#x2122;articolo ed ispezioni gli stessi risultino aggiornati
ELVFRPPDVSHFLĂ&#x20AC;FDYDFKHLe sugli appositi supporti magnetici e vengadisposizioni di cui allâ&#x20AC;&#x2122;ultimo comma del- no stampati contestualmente alla richiesta
avanzata dagli organi competenti ed in
1RQSRVVRQRLQĂ&#x20AC;QHVXVVLVWHUHGXEbi che, vista la datazione del 2215-bis
e del D.L. 357/1994, sistemi meccaQRJUDĂ&#x20AC;FLHVLVWHPLLQIRUPDWLFLVLDQR
La seguente tabella illustra, con opportuni commenti, il testo dellâ&#x20AC;&#x2122;artiFROR ELV LQFOXVH OH PRGLĂ&#x20AC;FKH
che si prevede di apportare con
lâ&#x20AC;&#x2122;articolo 1 - 6HPSOLĂ&#x20AC;FD]LRQH WHQXWD
dei libri sociali del Disegno di Legge
FROOHJDWRDOODĂ&#x20AC;QDQ]LDULDSURposto dal Ministro Renato Brunetta,
â&#x20AC;&#x153;'LVSRVL]LRQLLQPDWHULDGLVHPSOLĂ&#x20AC;FD]LRne dei rapporti della Pubblica amministrazione con cittadini e imprese e delega al
Governo per lâ&#x20AC;&#x2122;emanazione della carta dei
doveri delle amministrazioni pubblicheâ&#x20AC;?,
il 12/11/2009.
ART. 2215 - BIS (DOCUMENTAZIONE INFORMATICA)
Testo Attualmente vigente
Commenti e modifiche
I libri, i repertori, le scritture e la documentazione
la cui tenuta Ă¨ obbligatoria per disposizione di
legge o di regolamento o che sono richiesti dalla
natura o dalle dimensioni dellâ&#x20AC;&#x2122;impresa possono
essere formati e tenuti con strumenti informatici.
Questo comma stabilisce una prima affermazione di principio che estende a tutta la documentazione â&#x20AC;&#x153;obbligatoria â&#x20AC;Śâ&#x20AC;?QRQVROROHVFULWWXUHHLGRFXPHQWLULOHYDQWLDLÂżQLGHOOHGLVSRVL]LRQLWULEXWDULH
ODIDFROWjGLHVVHUH
formata e tenuta con strumenti informatici.
7XWWLLGRFXPHQWLLQGLFDWLGDOODQRUPDSRVVRQRHVVHUHIRUPDWLHWHQXWLLQPRGDOLWjLQIRUPDWLFD
Le registrazioni contenute nei documenti di cui al
primo comma debbono essere rese consultabili
in ogni momento con i mezzi messi a disposizione dal soggetto tenutario e costituiscono informazione primaria e originale da cui Ă¨ possibile
effettuare, su diversi tipi di supporto, riproduzioni
e copie per gli usi consentiti dalla legge.
6LPXWXDQRFRQFHWWLHWHUPLQRORJLDJLjFRQWHQXWLQHOOÂśDUWLFRORFRPPDWHUGHO'/YRHGHOÂ&#x192;
comma dellâ&#x20AC;&#x2122;articolo 2220, anche se si usano termini che possono, per similitudine, far pensare ad un processo di conservazione: per le registrazioni contenute nei documenti formati e tenuti con strumenti informatici
ne deve essere garantita la consultazione con i mezzi messi a disposizione da chi li tiene in qualunque
momento del loro ciclo di vita.
Altra affermazione importante Ă¨ che le registrazioni in oggetto rappresentano â&#x20AC;&#x153;informazione primaria e originale da cui Ă¨ possibile effettuare, â&#x20AC;Ś, riproduzioni e copie per gli usi consentiti dalla leggeâ&#x20AC;?.
6DUjGXQTXHSRVVLELOHODSURGX]LRQHGLHVWUDWWLQRWDULOLDLVHQVLGHJOLDUWLFROLH del Codice di
Procedura Civile relativi al Procedimento di ingiunzione, in altre parole la realizzazione di estratti siano essi
cartacei o, auspicabilmente, informatici.
5HVWDDQFRUDOÂśRVWDFRORGHOOÂśDVVHQ]DODPHQWDWDGDLQRWDLGHOGHFUHWRPLQLVWHULDOHUHODWLYRDOOHPRGDOLWjGL
comunicazione, al termine del processo di conservazione, dellâ&#x20AC;&#x2122;impronta allâ&#x20AC;&#x2122;Agenzia delle entrate.
Suddette affermazioni autorizzano a ritenere che per quanto concerne la â&#x20AC;&#x153;conservazioneâ&#x20AC;? valgono le regole
GL FXL DOOD GHOLEHUD]LRQH &1,3$ Q LQWHJUDWH GD TXDQWR SUHYLVWR GDO '0()  JHQQDLR  SHU
TXDQWRFRQFHUQHLGRFXPHQWLULOHYDQWLDLÂżQLWULEXWDUL
Gli obblighi di numerazione progressiva, vidimazione e gli altri obblighi previsti dalle disposizioni
di legge o di regolamento per la tenuta dei libri,
repertori e scritture,ivi compreso quello di regolare tenuta dei medesimi, sono assolti, in caso
di tenuta con strumenti informatici, mediante apposizione, ogni tre mesi a far data dalla messa
LQRSHUDGHOODPDUFDWXUDWHPSRUDOHHGHOODÂżUma digitale dellâ&#x20AC;&#x2122;imprenditore, o di altro soggetto
dal medesimo delegato, inerenti al documento
contenente le registrazioni relative ai tre mesi
Qualora per tre mesi non siano state eseguite
UHJLVWUD]LRQL OD ÂżUPD GLJLWDOH H OD PDUFDWXUD
temporale devono essere apposte allâ&#x20AC;&#x2122;atto di
una nuova registrazione, e da tale apposizione
decorre il periodo trimestrale di cui al terzo comma.
4XHVWL GXH FRPPL VRQR TXHOOL FKH KDQQR LQJHQHUDWR OH PDJJLRUL GLIÂżFROWj GL FRPSUHQVLRQH GD XQ ODWR H
pratiche dallâ&#x20AC;&#x2122;altro.
3DUWLFRODUHWXUEDWLYDqVWDWDULVFRQWUDWDLQULIHULPHQWRDOOHFRQVROLGDWHPRGDOLWjGLIRUPD]LRQHWHQXWDHFRQVHUYD]LRQHGHLGRFXPHQWLULOHYDQWLDLÂżQLWULEXWDUL
Non mi sembra opportuno ripercorrere le molteplici ed articolate considerazioni che, in merito, sono state
IDWWHGDWRFKHLOFLWDWR'LVHJQRGL/HJJHFROOHJDWRDOODÂżQDQ]LDULDSURSRVWRGDO0LQLVWUR5HQDWR%UXQHWWD
PRGLÂżFDFRQLOWHVWRVRWWRULSRUWDWRLFRPPLHHSHUPDJJLRUFKLDUH]]DDJJLXQJHLOFRPPD
I libri, i repertori e le scritture tenuti con strumenti
informatici, secondo quanto previsto dal presenWHDUWLFRORKDQQROÂśHIÂżFDFLDSUREDWRULDGLFXLDJOL
DUWLFROLHGHOFRGLFHFLYLOH
Ai libri, ai repertori, alle scritture e alla documentazione la cui tenuta Ă¨ obbligatoria â&#x20AC;Ś tenuti con strumenti
LQIRUPDWLFLqULFRQRVFLXWDOÂśHIÂżFDFLDSUREDWRULDGLFXLDJOLDUWLFROLH del Codice Civile: fanno prova
contro lâ&#x20AC;&#x2122;imprenditore e, se regolarmente tenuti, possono fare prova tra imprenditori per i rapporti inerenti
allâ&#x20AC;&#x2122;esercizio dellâ&#x20AC;&#x2122;impresa.
â&#x20AC;&#x153;Gli obblighi di numerazione progressiva e di vidimazione previsti dalle disposizioni di legge o di
regolamento per la tenuta dei libri, repertori e scritture sono assolti, in caso di tenuta con strumenti
LQIRUPDWLFLPHGLDQWHDSSRVL]LRQHDOPHQRXQDYROWDDOOÂśDQQRGHOODPDUFDWXUDWHPSRUDOHHGHOODÂżUPD
digitale dellâ&#x20AC;&#x2122;imprenditore, o di altro soggetto dal medesimo delegato.
4XDORUDSHUXQDQQRQRQVLDQRVWDWHHVHJXLWHUHJLVWUD]LRQLODÂżUPDGLJLWDOHHODPDUFDWXUD
temporale devono essere apposte allâ&#x20AC;&#x2122;atto di una nuova registrazione, e da tale apposizione decorre
il periodo annuale di cui al terzo comma.â&#x20AC;?
In altre parole Ă¨ possibile esibire in giudizio direttamente la scrittura informatica, senza bisogno di estratti o
FRSLHGDSDUWHGLXQSXEEOLFRXIÂżFLDOH
6LQRWLFKHDQFKHVHXQDOHWWXUDVXSHUÂżFLDOHGHOELVSRWUHEEHIDUSHQVDUHFKHQHOFDVRGLSURYDFRQWUR
lâ&#x20AC;&#x2122;imprenditore le scritture contabili tenute con strumenti informatici debbano essere tenute a norma dello
VWHVVRELVFLzVDUHEEHXQYDQWDJJLRLPSURSULRQHLFRQIURQWLGHOOÂśLPSUHQGLWRUHFKHYHGUHEEHVXGGHWWH
scritture non impiegabili contro di lui se fossero state tenute senza rispettare la normativa.
Altro elemento di attenzione va posto nel considerare questo comma come una estensione ai libri, repertori
HVFULWWXUHFKHQRQVLDQRFRQWDELOLDQFRUFKpIRUPDWLHWHQXWLLQPRGDOLWjLQIRUPDWLFDGHOODGRFXPHQWD]LRQH
Per i libri e i registri la cui tenuta Ă¨ obbligatoria per disposizione di legge o di regolamento di natura
ÂżVFDOHLOWHUPLQHGLFXLDOFRPPDRSHUDVHFRQGROHQRUPHLQPDWHULDGLFRQVHUYD]LRQHGLJLWDOHLQ
In conclusione, indipendentemente
lâ&#x20AC;&#x2122;esclusione dei libri previsti daldalla formulazione del 3Â° comma,
lâ&#x20AC;&#x2122;articolo 2421 del Codice Civisi puĂ˛ affermare che esistono, oggi,
vari modi per tenere e conservare 3. Scritture formate e tenute con
libri, repertori, scritture e documenprocedure informatiche (sistemi
WD]LRQHgestionali tradizionali) e conservate sostitutivamente. Sono
1. Scritture, indipendentemente
esclusi i libri previsti dallâ&#x20AC;&#x2122;articoda come sono formate, tenute e
lo 2421 del Codice Civile.
conservate su supporto cartaceo 4. Scritture formate e tenute con
previa vidimazione iniziale. Ă&#x2C6; il
modalitĂ informatiche (Articomodo tradizionale e la vidimalo 2215-bis) e conservate come
zione Ă¨ obbligatoria per i libri di
documenti informatici secondo
cui allâ&#x20AC;&#x2122;articolo 24218 del Codice
quanto previsto dal CAD (atCivile.
tualmente Deliberazione CNI2. Scritture, indipendentemente
PA 11/2004).
da come sono formate, tenute
e conservate su supporto carta- LA RISOLUZIONE 220/E DEL 13 AGOSTO 2009
ceo senza vidimazione iniziale. Il citato Decreto Legge del
Ă&#x2C6; questa la modalitĂ largamen- 29/11/2008 n. 185, giĂ nella sua
te impiegata dalle aziende, con versione originale, allâ&#x20AC;&#x2122;articolo 16,
FRPPD  PRGLĂ&#x20AC;FDYD LO &DG Â´,
commi 4 e 5 dellâ&#x20AC;&#x2122;articolo 23 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82,
ÂŤÂľVRQRVRVWLWXLWLGDLVHJXHQWLâ&#x20AC;&#x153;4. Le copie su supporto informatico di
qualsiasi tipologia di documenti analogici
originali, formati in origine su supporto
cartaceo o su altro supporto non informatico, sostituiscono ad ogni effetto di legge
gli originali da cui sono tratte se la loro
FRQIRUPLWjDOOÂˇRULJLQDOHqDVVLFXUDWDda chi
lo detiene mediante lâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo della propria
Ă&#x20AC;UPDGLJLWDOHHQHOULVSHWWRGHOOHUHJROHWHFniche di cui allâ&#x20AC;&#x2122;articolo 71.
5. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri possono essere individuate
particolari tipologie di documenti analogici
originali unici per le quali, in ragione di
esigenze di natura pubblicistica, permane
lâ&#x20AC;&#x2122;obbligo della conservazione dellâ&#x20AC;&#x2122;originale
analogico oppure, in caso di conservazione
2215 - ModalitĂ di tenuta delle scritture contabili. I libri contabili, prima di essere messi in uso, devono essere numerati progressivamente
LQRJQLSDJLQDHTXDORUDVLDSUHYLVWROÂˇREEOLJRGHOODEROODWXUDRGHOODYLGLPD]LRQHGHYRQRHVVHUHEROODWLLQRJQLIRJOLRGDOOÂˇXIĂ&#x20AC;FLR
GHOUHJLVWURGHOOHLPSUHVHRGDXQQRWDLRVHFRQGROHGLVSRVL]LRQLGHOOHOHJJLVSHFLDOL/ÂˇXIĂ&#x20AC;FLRGHOUHJLVWURRLOQRWDLRGHYHGLFKLDUDUH
nellâ&#x20AC;&#x2122;ultima pagina dei libri il numero dei fogli che li compongono. Il libro giornale e il libro degli inventari devono essere numerati
progressivamente e non sono soggetti a bollatura nĂŠ a vidimazione.
2220 - Conservazione delle scritture contabili. Le scritture devono essere conservate per dieci anni dalla data dellâ&#x20AC;&#x2122;ultima registrazione. Per
lo stesso periodo devono conservarsi le fatture, le lettere e i telegrammi ricevuti e le copie delle fatture, delle lettere e dei telegrammi
spediti. Le scritture e i documenti di cui al presente articolo possono essere conservati sotto forma di registrazioni su supporti di
immagini, sempre che le registrazioni corrispondano ai documenti e possano in ogni momento essere rese leggibili con i mezzi messi
a disposizione dal soggetto che utilizza detti supporti.
DMEF 23 gennaio 2004.
633 - Condizioni di ammissibilitĂ - Su domanda di chi Ă¨ creditore di una somma liquida di danaro o di una determinata quantitĂ di
cose fungibili, o di chi ha diritto alla consegna di una cosa mobile determinata, il giudice competente pronuncia ingiunzione di
SDJDPHQWRRGLFRQVHJQD
VHGHOGLULWWRIDWWRYDOHUHVLGDÂˇSURYDVFULWWD
VHLOFUHGLWRULJXDUGDRQRUDULSHUSUHVWD]LRQLJLXGL]LDOL
R VWUDJLXGL]LDOL R ULPERUVR GL VSHVH IDWWH GD DYYRFDWL SURFXUDWRUL FDQFHOOLHUL XIĂ&#x20AC;FLDOL JLXGL]LDUL R GD FKLXQTXH DOWUR KD SUHVWDWR
ODVXDRSHUDLQRFFDVLRQHGLXQSURFHVVR
VHLOFUHGLWRULJXDUGDRQRUDULGLULWWLRULPERUVLVSHWWDQWLDLQRWDLDQRUPDGHOODORUR
legge professionale, oppure ad altri esercenti una libera professione o arte, per la quale esiste una tariffa legalmente approvata.
Lâ&#x20AC;&#x2122;ingiunzione puĂ˛ essere pronunciata anche se il diritto dipende da una controprestazione o da una condizione, purchĂŠ
il ricorrente offra elementi atti a far presumere lâ&#x20AC;&#x2122;adempimento della controprestazione o lâ&#x20AC;&#x2122;avveramento della condizione.
/ÂˇLQJLXQ]LRQHQRQSXzHVVHUHSURQXQFLDWDVHODQRWLĂ&#x20AC;FD]LRQHDOOÂˇLQWLPDWRGLFXLDOOÂˇDUWGHYHDYYHQLUHIXRULGHOOD5HSXEEOLFD
634 - Prova scritta - Sono prove scritte idonee a norma del numero 1 dellâ&#x20AC;&#x2122;articolo precedente le polizze e promesse unilaterali per scrittura privata e i telegrammi, anche se mancanti dei requisiti prescritti dal codice civile.
Per i crediti relativi a somministrazioni di merci e di danaro, nonchĂŠ per prestazioni di servizi, fatte da imprenditori che esercitano
unâ&#x20AC;&#x2122;attivitĂ â&#x20AC;&#x2122; commerciale, anche a persone che non esercitano tale attivitĂ , sono altresĂŹ prove scritte idonee gli estratti autentici delle
scritture contabili di cui agli art. 2214 e seguenti del codice civile, purchĂŠ bollate e vidimate nelle forme di legge e regolarmente tenute, nonchĂŠ gli estratti autentici delle scritture contabili prescritte dalle leggi tributarie, quando siano tenute con lâ&#x20AC;&#x2122;osservanza delle
norme stabilite per tali scritture (&RPPDFRVuPRGLĂ&#x20AC;FDWRGDOOÂˇDUWFRPPD'/RWWREUHQ).
2709 - (IĂ&#x20AC;FDFLDSUREDWRULDFRQWUROÂˇLPSUHQGLWRUH- I libri e le altre scritture contabili delle imprese soggette a registrazione fanno prova
contro lâ&#x20AC;&#x2122;imprenditore. Tuttavia chi vuol trarne vantaggio non puĂ˛ scinderne il contenuto.
2710 - (IĂ&#x20AC;FDFLDSUREDWRULDWUDLPSUHQGLWRUL - I libri bollati e vidimati nelle forme di legge, quando sono regolarmente tenuti, possono fare
prova tra imprenditori per i rapporti inerenti allâ&#x20AC;&#x2122;esercizio dellâ&#x20AC;&#x2122;impresa.
ottica sostitutiva, la loro conformitĂ allâ&#x20AC;&#x2122;originale deve essere autenticata da un notaio
RGDDOWURSXEEOLFRXIĂ&#x20AC;FLDOHDFLzDXWRUL]]DWR FRQ GLFKLDUD]LRQH GD TXHVWL Ă&#x20AC;UPDWD
digitalmente ed allegata al documento informatico.â&#x20AC;?.
Questa nuova formulazione ha
fatto pensare ad un grosso passo
avanti in materia di conservazione
di documenti in formato digitale.
In particolare per la maggior parte
dei documenti originali unici (con
la sola attestazione di conformitĂ allâ&#x20AC;&#x2122;originale cartaceo, tramite lâ&#x20AC;&#x2122;appoVL]LRQH GHOOD Ă&#x20AC;UPD GLJLWDOH GD SDUte di chi lo detiene), facendo venire
meno lâ&#x20AC;&#x2122;esigenza dellâ&#x20AC;&#x2122;intervento del
SXEEOLFRXIĂ&#x20AC;FLDOHSXUHVVRUHVWDQGR
per alcune tipologie di documenti
per le quali sono previste particolari
esigenze di natura pubblicistica che
dovranno essere individuate da un
apposito DPCM.
In prima istanza sono sorte solo
alcune perplessitĂ legate al fatto di
cosa sarebbe potuto succedere se,
dopo aver distrutto un certo numero
di documenti originali unici, il citato
emanando DPCM li avesse inseriti
in quelli per i quali era necessario
OÂˇLQWHUYHQWRGHOSXEEOLFRXIĂ&#x20AC;FLDOH
Altri dubbi sono, inoltre, sorti circa
ODPLQRUHDIĂ&#x20AC;GDELOLWjGLXQDSHUL]LD
FDOOLJUDĂ&#x20AC;FD DYHQGR D GLVSRVL]LRQH
la sola copia di un contratto origi-
nalmente sottoscritto in caso di giuGL]LR TXHVWR SUREOHPD GRYUHEEH
comunque, essere risolto da una
corretta valutazione di rischio.
In attesa di nuove regole tecniche,
almeno per quanto concerne i docuPHQWLRULJLQDOLXQLFLULOHYDQWLDLĂ&#x20AC;QL
WULEXWDUL LO GHĂ&#x20AC;QLWLYR QRQ OXRJR D
procedere lo ha dato, perĂ˛, la Agenzia delle entrate con la Risoluzione
220/E del 13 agosto 2009.
Lâ&#x20AC;&#x2122;Agenzia ritiene, infatti, che lâ&#x20AC;&#x2122;articolo 23, commi 4 e 5, del Cad, come
PRGLĂ&#x20AC;FDWR GDOOÂˇDUWLFROR  FRP-
ma 12, del decreto legge n. 185 del
2008, convertito dalla legge 2009,
n.2, non sia applicabile nella fattispecie in esame.
In primo luogo, occorre evidenziare
che tale articolo si riferisce giĂ nella
rubrica alle â&#x20AC;&#x153;Copie di atti e documenti
informaticiâ&#x20AC;?.
Anche a prescindere dal riferimento
alle copie, contenuto espressamente
nella norma, in ogni caso, giova evidenziare che lâ&#x20AC;&#x2122;articolo 23, comma 4,
del Codice non si occupa in alcun
modo del procedimento di conservazione dei documenti. Questâ&#x20AC;&#x2122;ulti-
2421 - Libri sociali obbligatori2OWUHLOLEULHOHDOWUHVFULWWXUHFRQWDELOLSUHVFULWWLQHOOÂˇDUWLFRORODVRFLHWjGHYHWHQHUH
LOOLEUR
dei soci, nel quale devono essere indicati distintamente per ogni categoria il numero delle azioni, il cognome e il nome dei titolari
GHOOHD]LRQLQRPLQDWLYHLWUDVIHULPHQWLHLYLQFROLDGHVVHUHODWLYLHLYHUVDPHQWLHVHJXLWL
LOOLEURGHOOHREEOLJD]LRQLLOTXDOHGHYH
indicare lâ&#x20AC;&#x2122;ammontare delle obbligazioni emesse e di quelle estinte, il cognome e il nome dei titolari delle obbligazioni nominative
HLWUDVIHULPHQWLHLYLQFROLDGHVVHUHODWLYL
LOOLEURGHOOHDGXQDQ]HHGHOOHGHOLEHUD]LRQLGHOOHDVVHPEOHHLQFXLGHYRQRHVVHUHWUDVFULWWLDQFKHLYHUEDOLUHGDWWLSHUDWWRSXEEOLFR
LOOLEURGHOOHDGXQDQ]HHGHOOHGHOLEHUD]LRQLGHOFRQVLJOLRGLDPPLQLVWUD]LRQHR
GHOFRQVLJOLRGLJHVWLRQH
LOOLEURGHOOHDGXQDQ]HHGHOOHGHOLEHUD]LRQLGHOFROOHJLRVLQGDFDOHRYYHURGHOFRQVLJOLRGLVRUYHJOLDQ]DR
GHOFRPLWDWRSHULOFRQWUROORVXOODJHVWLRQH
LOOLEURGHOOHDGXQDQ]HHGHOOHGHOLEHUD]LRQLGHOFRPLWDWRHVHFXWLYRVHTXHVWRHVLVWH
 LO OLEUR GHOOH DGXQDQ]H H GHOOH GHOLEHUD]LRQL GHOOH DVVHPEOHH GHJOL REEOLJD]LRQLVWL VH VRQR VWDWH HPHVVH REEOLJD]LRQL 
 LO OLEUR GHJOL VWUXPHQWL Ă&#x20AC;QDQ]LDUL HPHVVL DL VHQVL GHOOÂˇDUWLFROR VH[LHV , OLEUL LQGLFDWL QHO SULPR FRPPD QXPHUL 
8) sono tenuti a cura degli amministratori o dei componenti del consiglio di gestione, il libro indicato nel numero 5) a cura del
collegio sindacale ovvero del consiglio di sorveglianza o del comitato per il controllo sulla gestione, il libro indicato nel numero 6) a cura del comitato esecutivo e il libro indicato nel numero 7) a cura del rappresentante comune degli obbligazionisti.
I libri di cui al presente articolo, prima che siano messi in uso, devono essere numerati progressivamente in ogni pagina e bollati in
ogni foglio a norma dellâ&#x20AC;&#x2122;articolo 2215.
mo, di conseguenza, resta regolato,
DL Ă&#x20AC;QL Ă&#x20AC;VFDOL SHU TXDQWR ULJXDUGD L
documenti analogici originali, dal
piĂš volte citato articolo 4 del D.M.
(decreto del Ministro dellâ&#x20AC;&#x2122;economia
HGHOOHĂ&#x20AC;QDQ]HJHQQDLR
Lâ&#x20AC;&#x2122;articolo 23, comma 5, del Codice
stabilisce che â&#x20AC;&#x153;Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri possono essere
individuate particolari tipologie di documenti analogici originali unici per le quali,
in ragione di esigenze di natura pubblicistica, permane lâ&#x20AC;&#x2122;obbligo della conservazione dellâ&#x20AC;&#x2122;originale analogico oppure, in caso
di conservazione ottica sostitutiva, la loro
conformitĂ allâ&#x20AC;&#x2122;originale deve essere autenticata da un notaio o da altro pubblico ufĂ&#x20AC;FLDOHDFLzDXWRUL]]DWRFRQGLFKLDUD]LRQH
GDTXHVWLĂ&#x20AC;UPDWDGLJLWDOPHQWHHGDOOHJDWD
al documento informaticoâ&#x20AC;?.
espressamente del procedimento di
conservazione sostitutiva dei documenti analogici originali unici ed innova la disciplina generale, limitanGROÂˇLQWHUYHQWRGHOSXEEOLFRXIĂ&#x20AC;FLDOH
Ă&#x20AC;QRUD SUHYLVWR SHU LO SURFHVVR GL
conservazione di tutti i documenti
analogici originali unici) al processo
di conservazione di quei soli documenti analogici originali unici che,
in ragione di esigenze di natura pubblicistica, saranno contemplati da
un apposito decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri non ancora emanato.
Al riguardo, la scrivente Ă¨ dellâ&#x20AC;&#x2122;avviso che le disposizioni contenute nel
D.M. 23 gennaio 2004, abbiano carattere speciale e, dunque, conservino il loro valore precettivo, in virtĂš
del combinato disposto dellâ&#x20AC;&#x2122;articolo 21, comma 5 e 71, comma 2, del
3HUWDQWRDLĂ&#x20AC;QLGHOODFRQVHUYD]LRQH
sostitutiva dei documenti analogici
RULJLQDOL XQLFL ULOHYDQWL DL Ă&#x20AC;QL GHOOH
disposizioni tributarie, i contribuenti
devono continuare ad attenersi alle
indicazioni giĂ fornite con circolare
36/E del 2006.
La stessa risoluzione, sostenendo
che il comma 29 dellâ&#x20AC;&#x2122;articolo 5 della giĂ citata Deliberazione CNIPA
11/2004 si riferisce genericamente
alle â&#x20AC;&#x153;personeâ&#x20AC;? e che, pertanto, ammette la possibilitĂ di delegare la
responsabilitĂ del procedimento di
conservazione anche a soggetti diYHUVLGDOOHSHUVRQHĂ&#x20AC;VLFKHFRQFOXGH
che si possa delegare il servizio di
conservazione sostitutiva dei doFXPHQWLULOHYDQWLDLĂ&#x20AC;QLWULEXWDULDG
XQRRSLRSHUDWRULVLDSHUVRQHĂ&#x20AC;VLche sia persone giuridiche.
(VVD ULFRUGD WXWWDYLD FKH OÂˇDIĂ&#x20AC;GDmento dellâ&#x20AC;&#x2122;incarico di effettuare la
FRQVHUYD]LRQHGHLGRFXPHQWLĂ&#x20AC;VFDOL
non fa venir meno la responsabilitĂ del contribuente, nei confronti delOÂˇ$PPLQLVWUD]LRQH Ă&#x20AC;QDQ]LDULD GHOla corretta tenuta e conservazione
delle scritture contabili e di tutti i
GRFXPHQWLĂ&#x20AC;VFDOPHQWHULOHYDQWLYHdansi anche le risoluzioni 3 ottobre
2008, n. 364/E e 9 luglio 2007, n.
161/E).
Preso, dunque, atto dellâ&#x20AC;&#x2122;apertura
alla delega a â&#x20AC;&#x153;persone giuridicheâ&#x20AC;?
della responsabilitĂ del procedimento
di conservazione, mi si consenta di
dissentire da questa interpretazione che Ă¨ ben piĂš ampia di quella di
DIĂ&#x20AC;GDUH OÂˇHVHFX]LRQH GHO SURFHVVR
in servizio, fermo restando, a mio
avviso, la dovuta copertura contrattuale a protezione del committente,
comprensiva della delega di â&#x20AC;&#x153;Responsabile della conservazioneâ&#x20AC;? a
EHQLQGLYLGXDWDSHUVRQDĂ&#x20AC;VLFD
La Deliberazione CNIPA in effetti
SDUODGLSHUVRQHVHQ]DVSHFLĂ&#x20AC;FDUHVH
VLWUDWWDGLSHUVRQHĂ&#x20AC;VLFKHRJLXULGLche.
Le note esplicative delle regole tecniche di cui alla suddetta Deliberazione non fanno, e non potrebbero
fare, minimamente intendere che la
delega possa essere rilasciata a persone giuridiche, ciĂ˛ vista anche la
datazione della Deliberazione e la
Dâ&#x20AC;&#x2122;altro canto lâ&#x20AC;&#x2122;obbligo di chiudere
(â&#x20AC;&#x153;sigillareâ&#x20AC;?) un lotto di conservazione da parte del Responsabile della
conservazione con lâ&#x20AC;&#x2122;apposizione
della sua Firma Digitale, o Firma
(OHWWURQLFD 4XDOLĂ&#x20AC;FDWD L FHUWLĂ&#x20AC;cati sono rilasciabili solo a persoQH Ă&#x20AC;VLFKH QHO QRVWUR RUGLQDPHQWR
VDQFLVFHOÂˇLPSRVVLELOLWjGLDIĂ&#x20AC;GDUHD
persona giuridica questa incombenza mentre, come giĂ detto, il resto
GHOSURFHVVRSXzHVVHUHDIĂ&#x20AC;GDWRDG
altro soggetto esterno (comma 3
dellâ&#x20AC;&#x2122;articolo 5 della Deliberazione in
A conferma di quanto sostengo faccio rilevare che il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del
30 marzo 200910 â&#x20AC;&#x153;Regole tecniche in
materia di generazione, apposizione e veULĂ&#x20AC;FDGHOOHĂ&#x20AC;UPHGLJLWDOLHYDOLGD]LRQHWHPporale dei documenti informaticiâ&#x20AC;? introduce una prescrizione di particolare
rilevanza per la gestione del certiĂ&#x20AC;FDWR GHOOD Â´SHUVRQDÂľ GHO 5HVSRQsabile della Conservazione a tutela
degli interessi dellâ&#x20AC;&#x2122;organizzazione
Il responsabile del procedimento di conservazione sostitutiva puĂ˛ delegare, in tutto o in parte, lo svolgimento delle proprie attivitĂ ad una o piĂš persone che, per competenza ed esperienza, garantiscano la corretta esecuzione delle operazioni ad esse delegate.
10. 3XEEOLFDWRLQ*D]]HWWD8IĂ&#x20AC;FLDOHQGHOiged.it online 01.2010
la cui assenza era origine di contesa
tra Organizzazioni che volevano, o
dovevano, procedere a processi di
conservazione (sostitutiva) e i CertiĂ&#x20AC;FDWRULFKHULODVFLDYDQRL&HUWLĂ&#x20AC;FDWL
4XDOLĂ&#x20AC;FDWLDL5HVSRQVDELOLGHOODFRQservazione stessa.
Si tratta di quanto stabilito nel comma 411 dellâ&#x20AC;&#x2122;Articolo 15 (Informa]LRQL FRQWHQXWH QHL FHUWLĂ&#x20AC;FDWL TXDOLĂ&#x20AC;FDWL
 GRYH VL VDQFLVFH OÂˇREEOLJR
GDSDUWHGHO&HUWLĂ&#x20AC;FDWRUHGLLQVHULUH
QHLFHUWLĂ&#x20AC;FDWLTXDOLĂ&#x20AC;FDWL
OHSUHYLVWH
informazioni relative allâ&#x20AC;&#x2122;organizzazione che ne autorizza, o richiede,
lâ&#x20AC;&#x2122;emissione nonchĂŠ il suo impegno
DULFKLHGHUHDO&HUWLĂ&#x20AC;FDWRUHVWHVVROD
UHYRFDGHOFHUWLĂ&#x20AC;FDWRDOPRGLĂ&#x20AC;FDUVL
LA RISOLUZIONE 158/E DEL 15 GIUGNO 2009
Lâ&#x20AC;&#x2122;Agenzia delle entrate con questa
Risoluzione rende pubbliche le risposte ad una Istanza di Consulenza Giuridica presentata da Assinform12.
Lâ&#x20AC;&#x2122;importanza di questa Risoluzione
sta nel fatto che lâ&#x20AC;&#x2122;Agenzia delle entrate ritorna sui suoi passi sul modo
di portare in Conservazione Sostitutiva le fatture cartacee emesse a seguito di un processo di elaborazione
informatica (in pratica con lâ&#x20AC;&#x2122;impiego
di un â&#x20AC;&#x153;applicativo gestionaleâ&#x20AC;?).
La precedente posizione era stata formalizzata dalle Risoluzioni n.
161/E13 del 2007 e n. 14/E14 del
 LQ WDOL 5LVROX]LRQL OÂˇ$JHQ]LD
affermava di ritenere che â&#x20AC;&#x153;nella conservazione sostitutiva dei documenti analogici non si possa prescindere dalla fase
di acquisizione dellâ&#x20AC;&#x2122;immagine del supporto
cartaceoDOĂ&#x20AC;QHGLJDUDQWLUHFKHOHIDWWXUH
scambiate tra le parti siano perfettamente
identiche ai documenti conservati.â&#x20AC;?
Lâ&#x20AC;&#x2122;Agenzia ben comprendendo quanto argomentato dallâ&#x20AC;&#x2122;Istante, ha cosĂŹ
proposto la sua risposta positiva.
Ha innanzi tutto ribadito che i documenti in oggetto pur se creati con
strumenti informatici, essendo priYLGLULIHULPHQWRWHPSRUDOHHĂ&#x20AC;UPD
digitale, sono da considerare come
documenti analogici, per i quali Ă¨
necessaria la materializzazione su
GLXQVXSSRUWRĂ&#x20AC;VLFRFDUWD
soltanto
cosĂŹ i documenti potranno considerarsi giuULGLFDPHQWHHVLVWHQWLHULOHYDQWLDLĂ&#x20AC;QLGHOOH
Ha quindi ricordato che, per i suddetti documenti, lâ&#x20AC;&#x2122;articolo 4, comma
1 del DM 23 gennaio 2004 prevede
che â&#x20AC;&#x153;il processo di conservazione digitale
di documenti e scritture analogici rilevanti
DLĂ&#x20AC;QLWULEXWDULDYYLHQHPHGLDQWHPHPRUL]zazione della relativa immagine, secondo le
modalitĂ di cui allâ&#x20AC;&#x2122;art. 3, commi 1 e 2â&#x20AC;?.
Il ragionamento prosegue ricordan-
do che lâ&#x20AC;&#x2122;articolo 3, comma 2, del
DM, di fatto, rimanda, per le modalitĂ di memorizzazione, alla Deliberazione CNIPA 19 febbraio 2004, n.
 FKH QRQ VSHFLĂ&#x20AC;FD FRQ TXDOH VLstema debba avvenire lâ&#x20AC;&#x2122;acquisizione
dellâ&#x20AC;&#x2122;immagine, tale modalitĂ , dunque,
deve considerarsi libera e non soggetta a
VSHFLĂ&#x20AC;FKHUHJROH.
Lâ&#x20AC;&#x2122;Agenzia, tiene poi a sottolineare
che Ă¨ necessario che il procedimento
di acquisizione garantisca che lâ&#x20AC;&#x2122;immagine rispecchi in maniera fedele,
corretta e veritiera i dati, i fatti e gli
atti che il documento rappresenta.
RIFERIMENTO TEMPORALE PER I DOCUMENTI
Altro elemento importante della Risoluzione in esame Ă¨ la risposta relativa al Riferimento Temporale.
/Âˇ,VWDQ]D QH HYLGHQ]LDYD OD GHĂ&#x20AC;QLzione incoerente15, la ridondanza e
il disallineamento con la normativa europea. Pertanto richiedeva di
farlo coincidere - come suggerito
dal buon senso e da una rigorosa e
coerente gestione - con la data del
documento (date of issue).
La risposta dellâ&#x20AC;&#x2122;Agenzia ribadisce
quanto affermato nella circolare 45/
( GHO  SXQWR  Â´il riferimento temporale â&#x20AC;Ś attesta la data e lâ&#x20AC;&#x2122;ora
di formazione della fattura elettronicaâ&#x20AC;?.
11. /HLQIRUPD]LRQLHOHTXDOLĂ&#x20AC;FKHGLFXLDOOÂˇDUWFRPPDOHWWHUDD
GHO&RGLFHFRGLĂ&#x20AC;FDWHVHFRQGROHPRODOLWjLQGLFDWHGDOODGHOLEHUDGHO&1,3$SUHYLVWDDLVHQVLGHOOÂˇDUWFRPPDGHOSUHVHQWHGHFUHWRVRQRLQVHULWHGÂˇXIĂ&#x20AC;FLRGDOFHUWLĂ&#x20AC;FDWRUHQHOFHUWLĂ&#x20AC;FDWR
TXDOLĂ&#x20AC;FDWRQHOFDVRLQFXLOÂˇRUJDQL]]D]LRQHGLDSSDUWHQHQ]DDEELDDXWRUL]]DWRODULFKLHVWDGLHPLVVLRQHGHOFHUWLĂ&#x20AC;FDWRPHGHVLPR,Q
TXHVWÂˇXOWLPRFDVROÂˇRUJDQL]]D]LRQHULFKLHGHQWHDVVXPHOÂˇLPSHJQRGLULFKLHGHUHODUHYRFDGHOFHUWLĂ&#x20AC;FDWRTXDOLĂ&#x20AC;FDWRTXDORUDYHQJDD
conoscenza della variazione delle informazioni contenute nello stesso.
12. Assinform Ă¨ lâ&#x20AC;&#x2122;associazione nazionale delle principali Aziende di Information Technology operanti in Italia. La base associativa conta su circa 200 soci effettivi e oltre 325 soci di gruppo tramite alcune Associazioni territoriali e 1.000 soci indiretti tramite il Patto
*OREDOHGL&RQĂ&#x20AC;QGXVWULD$VVLQIRUPqSDUWHLPSRUWDQWHGHO6LVWHPD&RQĂ&#x20AC;QGXVWULDHDGHULVFHD&RQĂ&#x20AC;QGXVWULD6HUYL]L,QQRYDWLYLH
13. DM 23 gennaio 2004, articolo 21 DPR 26 ottobre 1972, n. 633 - Fatturazione elettronica e modalitĂ di assolvimento degli obblighi
Ă&#x20AC;VFDOLUHODWLYLDLGRFXPHQWLLQIRUPDWLFLHGDOODORURULSURGX]LRQHVXGLYHUVLWLSLGLVXSSRUWR
14. Conservazione elettronica - Istanza di interpello 2007 â&#x20AC;&#x201C; Art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212.
15. ,QIRUPD]LRQHFRQWHQHQWHODGDWDHOÂˇRUDFKHYLHQHDVVRFLDWDDGXQRRSLGRFXPHQWLLQIRUPDWLFLOÂˇRSHUD]LRQHGLDVVRFLD]LRQHGHYH
ULVSHWWDUHOHSURFHGXUHGLVLFXUH]]DGHĂ&#x20AC;QLWHHGRFXPHQWDWHDVHFRQGDGHOODWLSRORJLDGHLGRFXPHQWLGDFRQVHUYDUHGDOVRJJHWWRSXEblico o privato che intende o Ă¨ tenuto ad effettuare la conservazione digitale ovvero dal responsabile della conservazione nominato
dal soggetto stesso.
Ricorda poi che, in particolare, questa data assume particolare rilevanza
per quei documenti che sono destinati a non uscire dalla disponibilitĂ del contribuente (sono formati, ma
non emessi) come libri e registri o
quelli in cui la data di emissione non
coincida con la data di formazione,
vedasi articolo 21, comma 4, DPR
Si deduce che in questi casi Ă¨ responsabilitĂ di chi forma il documento determinare il â&#x20AC;&#x153;Riferimento
Temporaleâ&#x20AC;? nel modo piĂš corretto ed
attendibile possibile.
La risposta dellâ&#x20AC;&#x2122;Agenzia, poi, sulla
base dellâ&#x20AC;&#x2122;articolo 21 del DPR n. 633
â&#x20AC;˘ comma 216, per il quale â&#x20AC;&#x153;la fattura Ă¨ datata e numerata in ordine
progressivo per anno solareâ&#x20AC;?,
â&#x20AC;˘ comma 3, che dispone che lâ&#x20AC;&#x2122;attestazione della data della fattura
Ă¨ ottenuta tramite lâ&#x20AC;&#x2122;apposizione
del riferimento temporale, e
â&#x20AC;˘ ai sensi del successivo comma 4
che richiede che â&#x20AC;&#x153;la fattura sia
emessa al momento di effettuazione dellâ&#x20AC;&#x2122;operazione determinata a norma dellâ&#x20AC;&#x2122;articolo 6â&#x20AC;?
conclude che â&#x20AC;&#x153;dal combinato delle trascritte disposizioni si evince chiaramente
FKHODGDWDLQGLFDWDQHOODIDWWXUDqODGDWD
di emissione del documentoâ&#x20AC;?.
LA RISOLUZIONE 195/E DEL 30 LUGLIO 2009
Il concetto che lâ&#x20AC;&#x2122;acquisizione dellâ&#x20AC;&#x2122;immagine, debba considerarsi libeUDHQRQVRJJHWWDDVSHFLĂ&#x20AC;FKHUHJROH
Ă¨ ripreso anche dalla Risoluzione
195/E del 30 luglio 2009, nella quale viene inoltre ricordato che presso
lo stesso contribuente possono coesistere sia il sistema di conservazione sostitutiva sia quello tradizionale.
Lâ&#x20AC;&#x2122;unico accorgimento se il proces-
so di conservazione viene iniziato e
portato a termine in corso dâ&#x20AC;&#x2122;anno,
con cadenza inferiore a quella â&#x20AC;&#x153;almeno annualeâ&#x20AC;?, Ă¨ quello di dover
istituire registri sezionali ad hoc.
/D ULVROX]LRQH UDFFRPDQGD LQĂ&#x20AC;QH
che per ciascun fornitore (o cliente)
siano adottate modalitĂ omogenee
16. Riprende lâ&#x20AC;&#x2122;articolo 226 della Direttiva comunitaria 2006/112/CE.
Consulente Gestione Dati, Informazioni e
Contenuti digitali e Direttore Contenuti di
iged.it e iged.it online
Le memorie Flash non volatili stanno
diventando sempre piĂš popolari. Questo
articolo fornisce una rassegna delle tecnologie di archiviazione basate su memorie
di questo tipo. La discussione si sviluppa
attorno alle diverse tipologie di dispositivi
basati su memorie Flash e sulle differenze
WUD+''6''H++'/ÂˇDIĂ&#x20AC;GDELOLWj
di tali tecnologie costituisce una questione
di fondamentale importanza tanto per
le industrie produttrici quanto per i consumatori; la durata e la resistenza sono
senza dubbio le prime caratteristiche da
analizzare. Questo articolo approfondisce
LGLYHUVLIDWWRULFKHGHWHUPLQDQROÂˇDIĂ&#x20AC;GDELOLWjGHOOHPHPRULH)ODVK
Le memorie Flash1 stanno conquistando un posto di primo piano nel
panorama delle memorie digitali.
Le troviamo impiegate in molteplici settori e vengono utilizzate come
supporti di memorizzazione in sva-
riati dispositivi (denominati host
 WUD FXL FRPSXWHU VLD Ă&#x20AC;VVL
FKHSRUWDWLOLPDFFKLQHIRWRJUDĂ&#x20AC;FKH
videocamere digitali, telefoni cellulari, smartphone, Personal Digital
Assistant (PDA), Global Positioning Systems (GPS), computer palmari, iPOD, lettori MP3, strumenti
musicali elettronici, etc. Le memorie
Flash sono utilizzate anche in campo
industriale. Il loro successo Ă¨ sempre piĂš vasto per via di fattori quali
la portabilitĂ grazie alle dimensioni
Ă&#x20AC;VLFKH HG DO SHVR ULGRWWL OÂˇHVWUHPD
silenziositĂ 3, il basso consumo di
corrente, la resistenza nei confronti
GL VROOHFLWD]LRQL Ă&#x20AC;VLFKH XUWL YLEUDzioni, sbalzi termici, cadute, etc.).
Ma ancora poco si sa riguardo la loro
DIĂ&#x20AC;GDELOLWjLQWHUPLQLGLGXUDWDHGL
capacitĂ di ritenzione dei dati4. Anzi:
si fanno sempre piĂš frequenti i casi
di perdita di dati dai dispositivi di
storage basati sulle memorie Flash,
come le pendrive che ormai tutti
utilizzano per memorizzare i propri
dati, le memory card (schede di memoria) impiegate nelle macchine foWRJUDĂ&#x20AC;FKH GLJLWDOL SHU PHPRUL]]DUH
le foto, ed anche i drive SSD (Solid
State Disk) che stanno cominciando
DVRVWLWXLUHLWUDGL]LRQDOLGLVFKLĂ&#x20AC;VVL
basati sulla tecnologia magnetica.
0DDQFKHQHOOÂˇLSRWHVLFKHQRQVLYHULĂ&#x20AC;FKLQRHYHQWLFRVuWUDJLFLFRPHOD
perdita di dati, Ă¨ bene cominciare a
chiedersi se le memorie Flash sono
in grado di assicurare la conserva]LRQHQHOWHPSRGHLGDWLFKHDIĂ&#x20AC;GLDmo loro. Ipotizziamo, ad esempio,
di memorizzare su una pendrive un
documento di particolare importanza e di riporla in un ambiente con
WXWWL JOL DFFRUJLPHQWL SHU IDU Vu FKH
i dati si conservino nel migliore dei
modi (ad esempio, a temperatura
ed umiditĂ controllata, lontano da
qualsiasi campo elettromagnetico o
da altri fonti di disturbo che possano interferire con il processo di con-
/HPHPRULH)ODVKYHQJRQRDYROWHDQFKHLPSURSULDPHQWHGHWWHÂ´PHPRULHDOORVWDWRVROLGRÂľ/ÂˇXVRGHOODORFX]LRQHÂ´DOORVWDWRVROLGRÂľ
GHULYDGDOODĂ&#x20AC;VLFDHVLULIHULVFHDOOÂˇXVRGLGLVSRVLWLYLEDVDWLVXPDWHULDOLVHPLFRQGXWWRUL9DRVVHUYDWRFKHLOVXRXWLOL]]RQRQqGHOWXWWR
corretto dal momento che le memorie Flash rappresentano solamente una delle tante tipologie di memorie allo stato solido (che
comprende, ad esempio, anche ROM, PROM, EPROM, EAROM, EEPROM, RAM, DRAM, SDRAM, DDR, DDR2, etc.).
$GHVHPSLRQHOFDVRGHOOHPHPRU\FDUGOÂˇKRVWGHYLFHqLOGLVSRVLWLYRLQFXLYLHQHXWLOL]]DWDPDFFKLQDIRWRJUDĂ&#x20AC;FDGLJLWDOHWHOHIRQR
cellulare, etc.).
Le memorie Flash operano ad un livello di rumore di 0 dB.
Ovvero la capacitĂ di mantenere inalterate nel tempo le informazioni. â&#x20AC;&#x153;The archival properties of solid state media are not well
understood â&#x20AC;&#x201C; they should therefore not be used for long-term storage, and data should be transferred to other media at the earliest
possible opportunityâ&#x20AC;?. Cfr. Digital Preservation Guidance Note n.3 Care, Handling and Storage of Removable Media, The National
Archives, <http://www.nationalarchives.gov.uk/ documents/media_care.pdf>
)LJXUD6FKHPDWL]]D]LRQHVHPSOLĂ&#x20AC;FDWDGLXQDFHOODHOHPHQWDUHGLPHPRULD
servazione, etc.). Si puĂ˛ essere certi
che tra quindici - venti anni il documento sarĂ ancora integro e leggibile5? In altre parole: le memorie Flash
sono utilizzabili come memorie per
la conservazione digitale? Scopo di
questo articolo Ă¨ proprio fornire
una risposta a queste domande e per
farlo Ă¨ necessario innanzitutto prendere in esame la tecnologia alla base
delle memorie Flash.
oppure â&#x20AC;&#x153;1â&#x20AC;?; tale informazione Ă¨
rappresentata dallo stato di carica
GHOĂ RDWLQJJDWHDOYDORUHÂ´ÂľFRUULsponde un transistor Mosfet caricato negativamente (si veda la Figura
2), mentre al valore â&#x20AC;&#x153;1â&#x20AC;? corrisponde
un transistor Mosfet caricato positi-
Una memoria Flash Ă¨ costituita da
celle di memoria elementari, ciascuna delle quali si basa su un componente fondamentale, denominato
transistor Mosfet, capace di memorizzare uno o piĂš bit di informazio- Figura 2. Il valore logico â&#x20AC;&#x153;0â&#x20AC;? corrisponne. Rispetto ai tradizionali transistor GHDOJDWHĂ RWWDQWHFDULFDWRQHJDWLYDMosfet, quelli utilizzati nelle memomente
rie Flash sono dotati di un elettrodo
DGGL]LRQDOH LO JDWH Ă RWWDQWH Ă RDting gate), posto tra canale e gate di
controllo (control gate) e completamente isolato elettricamente (si veda
OD)LJXUD
,QIDWWLLOJDWHĂ RWWDQWH
Ă¨ separato dal canale da un sottile
strato di ossido (gate oxide) ed Ă¨
separato dal gate di controllo da un
triplo strato di dielettrico ONO (ossido-nitruro-ossido).
Figura 3. Il valore logico â&#x20AC;&#x153;1â&#x20AC;? corrisponCiascuno di questi transistor Ă¨ in
grado di memorizzare un bit â&#x20AC;&#x153;0â&#x20AC;?
GHDOJDWHĂ RWWDQWHFDULFDWRSRVLWLYDmente
vamente (si veda la Figura 3).
Grazie alla presenza degli strati isolanti ed in assenza di tensioni elevate
gli elettroni rimangono in tale eletWURGRVHQ]DGLVSHUGHUVLQHOOÂˇDPELHQte circostante e quindi la carica del
Ă RDWLQJJDWHHFRQHVVDLOYDORUHPHmorizzato, si mantiene quasi inalterata per un certo periodo di tempo.
TIPOLOGIE DI MEMORIE FLASH
Memorie Flash di tipo NAND e
In un memoria Flash le celle di
memoria elementari sono disposte
secondo uno schema a matrice nel
quale le righe vengono denominate
wordline e le colonne bitline. Sulla
base della modalitĂ di interconnessione delle celle si distinguono in
due tipologie, NOR e NAND.
Le memorie di tipo NOR, le prime
ad essere sviluppate, furono inventate da Intel nel 1988. In queste
memorie, le celle sono collegate in
parallelo alle bitline (in una maniera che ricorda il collegamento nelle
porte logiche NOR) consentendo
alle celle di essere lette e scritte individualmente ed in maniera casuale (random), anche se con tempi piĂš lunghi rispetto alle memorie
NAND. Questo le rende particolarmente adatte alla memorizzazione
di dati che devono essere aggiornati
di rado (ad esempio, il sistema operativo nei telefoni cellulari, nei PDA
HQHOOHPDFFKLQHIRWRJUDĂ&#x20AC;FKHGLJLWDli, oppure il BIOS nei computer). La
loro durata va dai 10.000 ai 100.000
cicli di scrittura/cancellazione.
Le memorie di tipo NAND furono
sviluppate nel 1989 da Toshiba. In
queste memorie le celle sono collegate in serie (in una maniera che
ricorda il collegamento nelle porte
Ovviamente, ipotizzando che ci sia ancora la possibilitĂ di collegare la pendrive ad un computer mediante una porta USB e che sia
GLVSRQLELOHXQVRIWZDUHLQJUDGRGLOHJJHUHLOIRUPDWRVHFRQGRLOTXDOHqVWDWRFRGLĂ&#x20AC;FDWRLOGRFXPHQWR
Figura 4. Confronto tra celle di memoria NAND e NOR
(fonte: Micron Technical Note TN-29-19: NAND Flash 101: an introduction to
NAND Flash and how to design it in to your next product;
http://download.micron.com/pdf/ technotes/nand/tn2919.pdf>)
logiche NAND); ciĂ˛ comporta che
le celle non possono essere lette e
programmate individualmente ma
solamente a blocchi (denominati
pagine)6. Questo le rende particolarPHQWH DGDWWH DOOÂˇXWLOL]]R QHL GLVSRsitivi di memoria di massa, come i
dischi SSD, le pendrive e le memory
card utilizzate nelle macchine fotoJUDĂ&#x20AC;FKHGLJLWDOLHQHLWHOHIRQLFHOOXODri. Le memorie NAND hanno tempi
di scrittura e cancellazione piĂš corti
rispetto alle memorie NOR ed una
durata che Ă¨ circa dieci volte maggiore di quella delle memorie NOR,
arrivando ad 1.000.000 di cicli di
scrittura/cancellazione.
$ SDULWj GL GLPHQVLRQL Ă&#x20AC;VLFKH OH
memorie NAND consentono di
raggiungere una maggiore capacitĂ di memorizzazione. Infatti, come si
YHGH LQ )LJXUD  OÂˇRFFXSD]LRQH GL
VSD]LRĂ&#x20AC;VLFRGLXQDFHOODGLPHPRULD
NAND Ă¨ pari a 4F2, mentre quella
di una cella di memoria NOR Ă¨ pari
a 10 F2, ovvero piĂš del doppio. Di
conseguenza, a paritĂ di spazio, le
memorie Flash di tipo NAND consentono una densitĂ che Ă¨ in rapporto di 10 a 4 rispetto alle memorie
Flash di tipo NOR.
Memorie Flash di tipo MLC e
Figura 5. Confronto tra celle di memoria Flash di tipo SLC (a sinistra) e MLC (a destra)
(adattato da <http://www.micron.com(nandcom/>)
Di conseguenza, le memorie Flash di tipo NOR permettono un accesso di tipo casuale (random), mentre quelle di tipo NAND
consentono solamente un accesso di tipo sequenziale.
Le prime memorie Flash erano di
tipo SLC (Single-Level Cell) e potevano memorizzare un solo bit per
ogni singola cella di memoria7. Per
massimizzare la capacitĂ di memoria, i produttori di memorie Flash si
sono messi alla ricerca di soluzioni
con cui, a paritĂ di dimensione del
die8, fosse possibile memorizzare
una maggiore quantitĂ di dati. La
prima soluzione a questo problema Ă¨ ovvia: diminuendo le dimensioni delle singole celle di memoria
Ă¨ possibile integrarne un numero
PDJJLRUH 8QÂˇDOWHUQDWLYD PHQR RYYLDDOODVHPSOLFHULGX]LRQHĂ&#x20AC;VLFDGHL
transistor Ă¨ quella di memorizzare
un maggior numero di informazioni
nella singola cella e questa idea ha
portato alla realizzazione di celle di
memoria, denominate MLC (MultiLevel Cell), capaci di memorizzare
piĂš di un bit per ogni singola cella9.
Attualmente la maggior parte delle
celle MLC permette la memorizzazione di quattro livelli per ogni singola cella, consentendo la memorizzazione di 2 bit (si veda la Figura 5),
ma esistono anche versioni ad otto
livelli (3 bit) e a 16 livelli (4 bit).
Questa soluzione aumenta il contenuto informativo di ogni cella e consente una sostanziale riduzione del-
OÂˇDUHDGHOODPDWULFHGLFHOOHHTXLQGL
del costo per bit). Tuttavia in questo
modo viene a ridursi il margine che
separa i diversi livelli ed aumenta
la probabilitĂ di errore. Il risultato
Ă¨ che le memorie che si basano su
FHOOH 0/& VRQR PHQR DIĂ&#x20AC;GDELOL GL
quelle che si basano su memorie
SLC e spesso Ă¨ necessario aumentare la complessitĂ del software di
JHVWLRQHSHUFRPSHQVDUHOÂˇDXPHQWR
nella quantitĂ di errori (misurata in
termini di BER, Bit Error Ratio)10.
Anche la durata in generale Ă¨ inferiore: tipicamente quella delle memorie MLC Ă¨ inferiore di circa dieci
volte rispetto a quella delle memorie
La memorizzazione dei bit â&#x20AC;&#x153;0â&#x20AC;? ed
â&#x20AC;&#x153;1â&#x20AC;? nella cella di memoria avviene
PRGLĂ&#x20AC;FDQGR OR VWDWR GL FDULFD GHO
JDWH Ă RWWDQWH JUD]LH DOOÂˇLPPLVVLRne o alla rimozione di elettroni. La
VFULWWXUD GHO YDORUH Â´Âľ q GHĂ&#x20AC;QLWD
â&#x20AC;&#x153;programmazioneâ&#x20AC;? e avviene imPHWWHQGRHOHWWURQLQHOJDWHĂ RWWDQWH
(ovvero, caricandolo negativamente). Invece, la scrittura del valore â&#x20AC;&#x153;1â&#x20AC;?
qGHĂ&#x20AC;QLWDÂ´FDQFHOOD]LRQHÂľHDYYLHQH
ULPXRYHQGRHOHWWURQLGDOJDWHĂ RWWDte (ovvero caricandolo positivamente)11.
La programmazione puĂ˛ avvenire
o per iniezione di elettroni a caldo
(Channel Hot Electron Injection,
Il funzionamento della cella di &+(,
RWUDPLWHOÂˇHIIHWWRWXQQHOLQJ
memoria elementare
SLSUHFLVDPHQWHVIUXWWDQGROÂˇHIIHW-
Figura 6. Programmazione di un cella di memoria
(la cella programmata Ă¨ a destra)
6LULĂ HWWDVXOIDWWRFKHXQDPHPRULD)ODVKGLWLSR6/&FRQWLHQHXQDFHOODGLPHPRULDSHURJQLELWPHPRUL]]DELOH$GHVHPSLRXQD
pendrive da 1 GB, se realizzata mediante celle di memoria di tipo SLC, contiene ben 8 miliardi di queste celle elementari di memoria.
8. Il die Ă¨ la sottile piastrina di materiale semiconduttore (generalmente silicio) sulla quale viene ricavato il circuito elettrico di un circuito integrato. Per poterlo utilizzare, il die viene inserito in un contenitore, denominato package, dal quale fuoriescono i terminali
PHWDOOLFLFROOHJDWLWUDPLWHĂ&#x20AC;OLVRWWLOLVVLPLDOFLUFXLWRUHVLGHQWHVXOGLH
9. Una tecnologia concorrente della Multi-Level Cell (MLC) Ă¨ quella denominata Multi-Bit Cell (MBC), che si propone lo stesso obietWLYRGLPHPRUL]]DUHELWSHUFHOOD4XHVWDWHFQRORJLDqDWWXDOPHQWHLPSLHJDWDQHOOHPHPRULH7ZLQ)ODVKÂ&#x152;GHOOÂˇD]LHQGD,QĂ&#x20AC;QHRQ
10. Molti dei dispositivi di memoria Flash includono anche un sistema di correzione degli errori (ECC, Error Correction Code) capace
GLULFRQRVFHUHODSUHVHQ]DGLHUURULDQFKHVXOVLQJRORELW3HUHVHPSLRQRQqUDURWURYDUHPHPRULH)ODVKFKHKDQQRXQDVSHFLĂ&#x20AC;FDVXO
tasso di errore (BER, bit error ratio) pari a meno di 1 bit su 1015 bit letti. Nel caso delle memorie Flash di tipo MLC, il sistema di
correzione degli errori deve essere molto piĂš preciso e ciĂ˛ puĂ˛ richiedere algoritmi che siano in grado di correggere gli errori anche
Ă&#x20AC;QRDFLQTXHELWHGLULOHYDUHOÂˇHYHQWXDOHSUHVHQ]DGLSLGLFLQTXHELWHUUDWL/ÂˇDOJRULWPRSLFRPXQHPHQWHXVDWRqTXHOORGL%RVH
Chaudhuri-Hocquenghem (codice BCH).
11. 6LSUHFLVDFKHLOJDWHĂ RWWDQWHYLHQHFDULFDWRSRVLWLYDPHQWHÂ´HOLPLQDQGRÂľSDUWHGHJOLHOHWWURQLFKHVRQRQDWXUDOPHQWHSUHVHQWLLQHVVR
(e non, ovviamente, aggiungendo cariche positive). In altre parole, rispetto alla situazione di neutralitĂ , la carica positiva va intesa
come presenza di elettroni in difetto, mentre la carica negativa va intesa come presenza di elettroni in eccesso.
mazione delle memorie NAND):
in questo caso il gate di controlOR OÂˇXQLFR UDJJLXQJLELOH PHGLDQWH
FRQWDWWR GDOOÂˇHVWHUQR
 q SRODUL]]DWR
negativamente mentre il source lo
Ă¨ positivamente e ciĂ˛ produce una
migrazione di elettroni verso una regione poco drogata del source che
prende il nome di LDD (Low DoFigura 7. Cancellazione di una cella di memoria Flash (la cella cancellata Ă¨ a
ped Drain) (si veda la Figura 7).
Nella Tabella 1 sono riepilogate le
to Fowler - Nordheim). Nel primo modalitĂ di programmazione, utiliz- tecnologie utilizzate nella programcaso viene effettuata portando il gate zata principalmente nelle memorie mazione e nella cancellazione deldi controllo ad una tensione positi- di tipo NAND, richiede invece cor- le celle di memoria di tipo NOR e
va elevata e contemporaneamente UHQWLGHOOÂˇRUGLQHGLSRFKLQ$HGDOWH NAND.
polarizzando il drain a tensioni su- WHQVLRQLR9
periori a quelle di normale funzio- In entrambi i casi (iniezione di elet- La lettura
namento. In questo modo si crea un troni a caldo e effetto tunneling), La lettura del bit â&#x20AC;&#x153;0â&#x20AC;? od â&#x20AC;&#x153;1â&#x20AC;? memocanale conduttivo in cui gli elettro- OÂˇDFFXPXORGLHOHWWURQLQHOJDWHĂ RW- rizzato in una cella di memoria Flash
ni acquistano una energia talmente tante lo carica negativamente e ciĂ˛ si basa sul fatto che il transistor Moelevata da giungere al drain con ve- corrisponde ad uno â&#x20AC;&#x153;0â&#x20AC;? logico (si sfet conduce (ovvero, si instaura una
corrente tra source e drain) solo se
locitĂ capaci di creare ionizzazione veda la Figura 6).
OD WHQVLRQH 9JV WUD LO JDWH GL FRQda impatto. Il campo elettrico presenta inoltre una forte componen- Rimuovendo le tensioni di program- trollo e il source Ă¨ maggiore di una
WHSHUSHQGLFRODUHDOODVXSHUĂ&#x20AC;FLHGHO mazione la carica negativa accumula- FHUWDWHQVLRQHGLVRJOLD9WK9ROWDVLOLFLRVXIĂ&#x20AC;FLHQWHSHULQLHWWDUHDOFXQL WDVXOJDWHĂ RWWDQWHqWDOHGDLPSHGL- ge threshold). Questa tensione di
GLTXHVWLHOHWWURQLQHOJDWHĂ RWWDQWH re la nascita di un canale conduttivo, soglia viene alterata dallo stato di
Questo procedimento di scrittura, anche se il gate di controllo Ă¨ po- FDULFDSUHVHQWHQHOJDWHĂ RWWDQWHHG
utilizzato solitamente nelle memorie larizzato alle normali tensioni posi- assume un valore molto elevato se
Flash di tipo NOR, richiede corren- WLYHGLOHWWXUD*UD]LHDOOÂˇLVRODPHQWR LO JDWH Ă RWWDQWH q FDULFR Â´QHJDWLYDWLFRQLQWHQVLWjGHOOÂˇRUGLQHGLGLYHUVL WUDPLWHGLHOHWWULFRODFDULFDFRVuLP- menteâ&#x20AC;?. Di conseguenza, applicanP$ H WHQVLRQL HOHYDWH GHOOÂˇRUGLQH magazzinata puĂ˛ essere mantenuta do una tensione normale al gate di
GHL9
FRPSRUWDQGRXQPDJJLRU QHO JDWH Ă RWWDQWH WHRULFDPHQWH SHU controllo, si creerĂ un passaggio di
corrente tra source e drain solo se il
decine di anni12.
JDWHĂ RWWDQWHqFDULFRSRVLWLYDPHQWH
Nella programmazione tramite ef(corrispondente al bit â&#x20AC;&#x153;1â&#x20AC;?), mentre
fetto tunneling si polarizza il gate di La cancellazione
controllo ad una tensione positiva La cancellazione, sia nelle memorie VH TXHVWÂˇXOWLPR q FDULFR QHJDWLYDtale da attrarre gli elettroni che dal NOR che in quelle NAND, avvie- mente (corrispondente al bit â&#x20AC;&#x153;0â&#x20AC;?) il
VRXUFH DUULYDQR VXO JDWH Ă RWWDQWH QH VIUXWWDQGR OÂˇHIIHWWR WXQQHOLQJ passaggio della corrente Ă¨ impedito
per effetto tunnel. Questa seconda (lo stesso utilizzato nella program- (si veda la Figura 8). Andando a rile-
effetto tunneling
1.000.000 cicli
Tabella 1. Confronto tra memorie Flash di tipo NOR e NAND
12. 6LYHGUjSLDYDQWLTXDOHVLJQLĂ&#x20AC;FDWRDWWULEXLUHDOOÂˇDYYHUELRÂ´WHRULFDPHQWHÂľ
Figura 8. La lettura del valore logico â&#x20AC;&#x153;0â&#x20AC;? (a sinistra) ed â&#x20AC;&#x153;1â&#x20AC;? (a destra)
vare il passaggio o meno della corrente ĂŠ possibile â&#x20AC;&#x153;leggereâ&#x20AC;? il valore
memorizzato nella cella di memoria
dei lettori MP3).
Le memory card vengono utilizzate
come moduli di memoria nelle macFKLQH IRWRJUDĂ&#x20AC;FKH H QHOOH YLGHRFDI DISPOSITIVI DI STORAGE BASATI SU MEMOmere digitali, nei cellulari, nei palmari
RIE FLASH
Le caratteristiche delle memorie e PDA, nei dispositivi GPS, etc. Ad
Flash sono tali da rendere questa oggi gli standard principali presenti
tecnologia adatta alla realizzazione sul mercato sono: MultiMedia Card
di svariate tipologie di dispositivi di (MMC), Secure Digital (SD), Commemorizzazione. Per semplicitĂ pos- pactFlash (CF), Memory Stick (MS)
VLDPRFODVVLĂ&#x20AC;FDUOLLQDOPHQRTXDWWUR e xD-Picture Card (si veda la Figura
categorie: memory card; pendrive; 9). Tuttavia le memory card piĂš difdischi SSD; memorie generiche (ad fuse appartengono alla famiglia delle
HVHPSLRTXHOOHXWLOL]]DWHDOOÂˇLQWHUQR CompactFlash e delle Secure Digital
a) Multimedia Card
b) Secure Digital
e sembra che le prime, a causa delle loro dimensioni piĂš voluminose,
stiano cedendo il passo alle seconde,
che diventeranno con tutta probabilitĂ il formato piĂš diffuso.
/H SHQGULYH DOWUHVu GHQRPLQDWH
â&#x20AC;&#x153;penne USBâ&#x20AC;?, â&#x20AC;&#x153;chiavette USBâ&#x20AC;?,
â&#x20AC;&#x153;drive USBâ&#x20AC;? etc.), introdotte nel
FRPHDOWHUQDWLYDDLĂ RSS\GLVN
R DL &RPSDFW 'LVF RIIURQR XQÂˇLQcredibile mix composto da elevate
capacitĂ di archiviazione, alta velocitĂ di trasferimento dati e grande
Ă HVVLELOLWj LO WXWWR LQ GLPHQVLRQL
estremamente contenute. Le pendrive, composte da un involucro al
cui interno Ă¨ presente una memoria
Flash ed un controller; funzionano
con la stragrande maggioranza dei
computer e dei dispositivi che incorSRUDQROÂˇLQWHUIDFFLD86%8QLYHUVDO
Serial Bus), tra cui la quasi totalitĂ dei computer, PDA e lettori MP3.
I dischi SSD (Solid State Disk od
anche Solid State Drive) sono nuove unitĂ di memoria di massa che
stanno via via sostituendo i dischi
Ă&#x20AC;VVLQHLFRPSXWHU13/ÂˇXVRGHOODSDrola â&#x20AC;&#x153;discoâ&#x20AC;? Ă¨ principalmente dovu-
e) xD-Picture Card
Figura 9. Alcuni tipi di memory card
13. La tecnologia attuale mette a disposizione tre diversi dispositivi di memoria di massa per i computer:
 OÂˇ+'' KDUG GLVN GULYH GLVFR Ă&#x20AC;VVR RG DQFKH KDUG GLVN GULYH
 RYYHUR LO GLVFR Ă&#x20AC;VVR WUDGL]LRQDOH EDVDto sulla tecnologia magnetica ed in grado, ad oggi, di garantire il massimo della capacitĂ e della convenienza;
OÂˇ++'K\EULGKDUGGLVNGLVFRĂ&#x20AC;VVRLEULGRRK\EULGKDUGGULYH
XQGLVSRVLWLYRLEULGRFRPSRVWRGDXQGLVFRĂ&#x20AC;VVRWUDGL]LRQDOHHXQDPHmoria Flash, sviluppato per sfruttare al meglio le capacitĂ di un normale disco magnetico e il basso tempo di risposta di una memoria Flash;
OÂˇ66'VROLGVWDWHGLVNGLVFRDOORVWDWRVROLGRRGDQFKHVROLGVWDWHGULYH
EDVDWRVXFKLSGLPHPRULD)ODVK
Figura 10. Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;interno di un HDD (a sinistra) ed un SSD (a sinistra)
(fonte: http://en.wikipedia.org/wiki/Image:Open_HDD_and_SSD.JPG).
ta ad una questione di similitudine:
gli SSD svolgono le stesse funzioni
svolte dai dischi rigidi tradizionali ed hanno, di conseguenza, una
denominazione simile. Tuttavia, al
FRQWUDULRGHLGLVFKLĂ&#x20AC;VVLWUDGL]LRQDOL
negli SSD non sono presenti parti
meccaniche in movimento (dischi,
motori e testine) ma solo chip di
memoria Flash ed il controller (si
veda la Figura 10); inoltre, non essendo basati sulla tecnologia magnetica, non sono sensibili a sorgenti di
consumo. Oltre a questi si aggiungono altri vantaggi, quali una minore rumorositĂ ; tempi di accesso
ridotti15; minore dissipazione di calore; minore peso e dimensioni; minore rischio di rottura. A fronte di
tutti questi vantaggi, i dischi allo stato solido presentano due svantaggi
principali: un maggiore costo per
bit; una possibile minore durata del
disco, a causa del limite di riscritture
delle memorie Flash. I dispositivi attuali dichiarano un numero massimo
di riscritture della stessa cella di memoria che va da 100.000 a 1.000.000
La totale assenza di parti meccani- di cicli, a seconda del modello e
che porta con sĂŠ due vantaggi prin- degli utilizzi ipotizzati. Entrambi i
cipali: una maggiore resistenza agli problemi sembrano perĂ˛ destinati a
urti e alle vibrazioni14 ed un minor risolversi in futuro. Le nuove tecno-
logie stanno, infatti, realizzando dischi SSD il cui costo sta scendendo
(anche se lentamente) e la cui duraWDUDJJLXQJHUjTXHOODGHLGLVFKLĂ&#x20AC;VVL
LA CAPACITĂ&#x20AC; DELLE MEMORIE FLASH
I dispositivi basati su memoria Flash
sono disponibili attualmente, per gli
utenti di tipo consumer, con capacitĂ che arrivano a 128 gigabyte per
quanto riguarda le pendrive e le mePRU\FDUGHĂ&#x20AC;QRD7%SHUTXDQto riguarda i drive SSD. La capacitĂ Ă¨ normalmente indicata secondo le
potenze del due (ovvero 512 MB,
1 GB, 2 GB, 4 GB, etc.) ma facenGR XVR QRQ GHL WUDGL]LRQDOL SUHĂ&#x20AC;VVL
binari, comunemente utilizzati in
14. 7LSLFDPHQWHODUHVLVWHQ]DDJOLVKRFNqSDULD*$OFXQLSURGXWWRULJLXQJRQRDGLFKLDUDUHUHVLVWHQ]DDJOLVKRFNDQFKHĂ&#x20AC;QRD
*&IUDGHVHPSLROHVSHFLĂ&#x20AC;FKHGHOGLVSRVLWLYR66'GD*%SURGRWWRGD6XSHUWDOHQWKWWSZZZVXSHUWDOHQWFRPGDtasheets/6_54.pdf>
15. ,WHPSLGLDFFHVVRWLSLFLVRQRGHOOÂˇRUGLQHGHLÂ&#x2014;VFKHVRQRVXSHULRULDTXHOOLGHOOHPHPRULH'5$0Â&#x2014;V
PDGLJUDQOXQJD
LQIHULRULDTXHOOLGHLGLVFKLĂ&#x20AC;VVLWUDGL]LRQDOLÂ&#x2014;VRYYHURPV
4$"//&3
,0%",
XXXLPEBLDPN
1FSVMUFSJPSJJOGPSNB[JPOJDPOUBUUBSFJOVNFSJ
PTDSJWFSFBJUEJ!LPEBLDPN
FDPSR LQIRUPDWLFR EHQVu GHL SUHĂ&#x20AC;VVL GHFLPDOL DO SDUL GL TXDQWR JLj
DYYLHQHSHULGLVFKLĂ&#x20AC;VVLWUDGL]LRQDOL
Ad esempio, una pendrive da 1 GB
dispone di una capacitĂ di memorizzazione di circa 1 x 10003 byte
= 1.000.000.000 byte (e non di 1 x
10243 byte = 1.073.741.824 byte).
Tuttavia, occorre tenere presente
che quasi mai la capacitĂ di memorizzazione delle memorie Flash Ă¨
esattamente uguale a quella dichiaUDWD'LVROLWRqXQSRÂˇPDJJLRUHH
ciĂ˛ Ă¨ dovuto al fatto che i produttori inseriscono una certa quantitĂ di
memoria in piĂš rispetto alla capacitĂ di memorizzazione nominale del dispositivo per sostituire, con un meccanismo che viene denominato wear
leveling (si veda il paragrafo 6.1),
le celle di memoria che durante il
normale funzionamento dovessero
usurarsi. Di conseguenza la capacitĂ complessiva del dispositivo Ă¨, il piĂš
delle volte, superiore alla sua capacitĂ nominale16.
LE MEMORIE FLASH SONO ADATTE PER LA
CONSERVAZIONE DIGITALE?
Come si Ă¨ visto le memorie Flash
sono sempre piĂš diffuse e sono in
molti a chiedersi se le memorie Flash
siano adatte a conservare nel tempo
i contenuti digitali. Per rispondere
a questa domanda occorre valutare
OÂˇDIĂ&#x20AC;GDELOLWjGLTXHVWHPHPRULHHGL
fattori da prendere in considerazione sono almeno quattro:
a) la durata (durability)17, cioĂ¨ la capacitĂ di memorizzare informazioni
anche dopo numerosi cicli di scrittu-
ra, lettura e cancellazione;
b) la resistenza ai guasti di tipo
meccanico od elettronico, cioĂ¨ la
capacitĂ di resistere ai guasti nelle
componenti elettroniche o alle parti
meccaniche (con o senza la presenza di sollecitazioni esterne);
c) la resistenza agli agenti esterni,
cioĂ¨ la capacitĂ di resistere alle interferenze e ai disturbi dovuti ai campi elettromagnetici, alle radiazioni
ultraviolette, alle correnti statiche,
d) la ritenzione dei dati (data retention time), cioĂ¨ la capacitĂ di manteQHUH QHO WHPSR OÂˇLQIRUPD]LRQH LPmagazzinata nella memoria, anche
in assenza di operazioni di scrittura,
lettura e cancellazione.
Nel seguito prenderemo in esame
ciascuno di questi fattori.
Con le memorie Flash i cicli di scrittura e cancellazione possono essere
eseguiti solo un numero limitato di
YROWH,QIDWWLDFDXVDGHOOÂˇLQYHFFKLDmento delle celle di memoria dovuto
agli stress per gli alti campi elettrici
DSSOLFDWLDOJDWHĂ RWWDQWHLWUDQVLVWRU
Mosfet perdono progressivamente
la loro capacitĂ di essere â&#x20AC;&#x153;programmatiâ&#x20AC;? e â&#x20AC;&#x153;cancellatiâ&#x20AC;? ed il tasso di errore (BER, Bit Error Ratio) aumenta
VHPSUHGLSLĂ&#x20AC;QRDGLYHQWDUHQRQ
piĂš correggibile con i normali metodi di rilevamento e correzione degli
errori. In questo caso la durata non
Ă¨ collegata al tempo di utilizzo ma al
numero di cicli di scrittura/cancellazione a cui la memoria Ă¨ sottoposta.
&LzVLJQLĂ&#x20AC;FDFKHXQDPHPRULD)ODVK
puĂ˛ cominciare ad essere difettosa
anche dopo un periodo di utilizzo
relativamente breve se Ă¨ stata sottoposta ad un numero elevato di scritture e cancellazioni18.
La durata delle memorie Flash vieQH HVSUHVVD VSHFLĂ&#x20AC;FDQGR LO QXPHro massimo di cicli di scrittura e
cancellazione a cui possono essere
sottoposte. La durata delle memorie Flash di tipo NAND Ă¨ di solito un ordine di grandezza superiore rispetto a quella delle memorie
di tipo NOR: queste ultime hanno
una durata che oggi viene stimata
dai 10.000 ai 100.000 cicli, mentre le
prime hanno una durata che va da
100.000 a 1.000.000 di cicli. Questa
differenza dipende dal fatto che la
programmazione e la cancellazione
nelle memorie NOR si basano su
processi che differiscono, a livello
sub-microscopico, rispetto a quelli
che sono utilizzati nelle memorie di
tipo NAND. Infatti, nelle memorie
NOR la programmazione e la cancellazione sono processi asimmetriFLEDVDQGRVLODSULPDVXOOÂˇLQLH]LRQH
di elettroni â&#x20AC;&#x153;caldiâ&#x20AC;? e la seconda sul
quantum tunneling; Tale asimmetria aumenta la velocitĂ alla quale le
celle di memoria degradano quando
vengono sottoposte a cicli di programmazione e cancellazione. Al
contrario, nelle memorie NAND
tanto la programmazione quanto la
cancellazione sono processi perfettamente simmetrici ed utilizzano lo
stesso effetto (basato sul quantum
tunneling) ed inoltre le energie in
16. $GHVHPSLRGDYHULĂ&#x20AC;FKHHVHJXLWHVXTXDWWURSHQGULYHFRQFDSDFLWjGLFKLDUDWDGL*%VLqSRWXWRULFDYDUHLVHJXHQWLGDWLODSULPD
penna USB aveva una capacitĂ di memorizzazione pari a 1.038.106.624 = 1,038 GB; la seconda 1.025.560.576 = 1,025 GB; la terza
1.014.743.040 = 1,014 GB; la quarta 1.042.964.480 = 1,042 GB. In media ciascuna pendrive presenta circa 30 MB in piĂš rispetto al
17. In letteratura viene utilizzato anche il termine resistenza (endurance).
18. &LzSXzYHULĂ&#x20AC;FDUVLDGHVHPSLRTXDQGRODPHPRULD)ODVKqXWLOL]]DWDGDOVLVWHPDRSHUDWLYRFRPHPHPRULDGLVZDSQHOTXDOFDVRFRQ
LVLVWHPLRSHUDWLYLSLUHFHQWLqSRVVLELOHFKHYHQJDVFULWWDDQFKHDOFXQHGHFLQHGLPLJOLDLDGLYROWHOÂˇRUD
Figura 11. La struttura di una scheda di
gioco sono inferiori; di conseguenza lo stress subito dalla cella, e con
esso il degrado, Ă¨ minore19. Si tratta
FRPXQTXHGLGXUDWHFKHVRQRVXIĂ&#x20AC;cienti per un uso nomale.
Esistono, tuttavia, delle situazioni
in cui, a causa di un utilizzo intenso, la durata di queste memorie puĂ˛
risultare notevolmente ridotta. In
particolare, puĂ˛ accadere che le celle di memoria non siano utilizzate in
maniera uniforme: alcune celle della
memoria potrebbero essere sottoposte a un numero molto piĂš elevato
di scritture rispetto ad altre, causandone un degrado precoce. Purtroppo se queste celle sono utilizzate
per memorizzare informazioni importanti come la File Allocation Table (FAT)20, una volta che queste si
sono deteriorate risulta impossibile
accedere ai dati di tutta la memoria.
Per prevenire questa evenienza, i di-
spositivi di storage basati su queste
memorie integrano di solito, oltre
alla memoria Flash vera e propria
necessaria per immagazzinare i dati,
anche un controller (si veda la Figura 11, riferita ad una memory card)
che gestisce da un lato la comuniFD]LRQHFRQOÂˇKRVWGHYLFHGDOOÂˇDOWUR
OÂˇRUJDQL]]D]LRQH GHL GDWL DOOÂˇLQWHUQR
delle celle di memoria. Mentre la
componente di memoria Flash Ă¨ relativamente standardizzata (non vi
sono quindi grandi differenze tra un
SURGRWWR H OÂˇDOWUR
 LO FRQWUROOHU LQcaricato di gestire la comunicazione
HOÂˇRUJDQL]]D]LRQHGHLGDWLqVYLOXSpato in maniera autonoma da ogni
produttore. Ed Ă¨ proprio questo
elemento che determina le maggiori
differenze nella durata di una memoria Flash.
Nelle memorie Flash di buona qualitĂ i controller utilizzano una tecnologia, denominata wear leveling
OLYHOODPHQWR GHOOÂˇXVXUD
 FKH FRQsente di memorizzare i dati non
nelle prime celle di memoria disponibili ma nelle celle meno utilizzate,
ULSDUWHQGR FRVu OÂˇXVXUD WUD WXWWH OH
celle. In breve il meccanismo di funzionamento Ă¨ il seguente: poichĂŠ le
celle non subiscono invecchiamento
se non in occasione delle operazioni
di scrittura/cancellazione, quando si
rende necessario scrivere un dato il
controller non utilizza la prima cella
di memoria disponibile, ma adotta
una politica di alternanza grazie alla
quale tutte le celle sono utilizzate in
maniera uniforme. Per quelle aree
che non possono essere scritte in
modo indipendente dalla loro posi]LRQH QHOOÂˇXQLWj GL PHPRULD FRPH
le FAT) Ă¨ prevista una percentuale
di celle di memoria di riserva per
rimpiazzare quelle che dovessero
usurarsi.
,QROWUH GXUDQWH OÂˇXWLOL]]R GHOOD PHmoria, il controller contrassegna automaticamente come non utilizzabili (bad block) i settori contenenti
celle di memoria che cominciano a
dare segni di malfunzionamento e
sposta i dati in altre sezioni (spare
block) per evitare perdite nei dati.
La sostituzione avviene mediante
rinumerazione delle celle, rendendo
la memoria virtualmente indistinJXLELOH GDO SXQWR GL YLVWD GHOOÂˇKRVW
device che la utilizza) rispetto alla
VWHVVD PHPRULD SULPD GHOOÂˇHVDXULmento della cella. In questo modo Ă¨
possibile allungare il tempo di vita di
una memoria Flash.
Purtroppo perĂ˛ tutte le tecnologie di wear leveling, sono soggette
a brevetto la cui implementazione
Ă¨ subordinata al pagamento di royalty ai rispettivi sviluppatori. Per
questo motivo, nei prodotti a bas-
19. Sono comunque allo studio tecnologie che consentano anche per la NOR di avere un canale bidirezionale simmetrico per gli elettroni, in maniera da avere anche per le memorie NOR una durata paragonabile a quella delle NAND.
20. /D)LOH$OORFDWLRQ7DEOHR7DEHOODGLDOORFD]LRQHGHLĂ&#x20AC;OHqXQDSDUWLFRODUHVWUXWWXUDFKHUHJLVWUDODSRVL]LRQHGLWXWWLLĂ&#x20AC;OHHGHOOHFDUWHOOHSUHVHQWLVXOODPHPRULD/DVXDIXQ]LRQHqHTXLYDOHQWHDTXHOODGHOOÂˇLQGLFHLQXQOLEURFKHUHJLVWUDODSRVL]LRQHGLWXWWLLFDSLWROL
DOOÂˇLQWHUQRGHOOLEUR
21. Una causa abbastanza frequente di malfunzionamento delle memory card Ă¨ il loro utilizzo in card reader non perfettamente standard.
Ogni tipologia di memory card Ă¨ caratterizzata da parametri operativi molto diversi: le CompactFlash operano a 3,3 volt oppure a 5
YROWOH6HFXUH'LJLWDOOHPLQL6'HOHPLFUR6'ULFKLHGRQRLQYHFHXQÂˇDOLPHQWD]LRQHFRPSUHVDWUDHYROW/H0XOWL0HGLD&DUG
(MMC) hanno requisiti piĂš stringenti e richiedono una tensione esattamente di 3,3 volt. Le MMC Mobile, invece, possono funzioQDUHFRQXQDWHQVLRQHULGRWWDĂ&#x20AC;QRDYROW'DWDODJUDQGHYDULHWjGLVLWXD]LRQLqIDFLOHLPPDJLQDUHFRPHLOHWWRULGLVFKHGHVSHVVR
progettati per supportare la maggior parte dei formati, debbano contenere i circuiti necessari a soddisfare le esigenze di tutti i diversi
VWDQGDUGVLDDOLYHOORGLWHQVLRQHGLDOLPHQWD]LRQHVLDGLVHJQDOLSHUOÂˇLQWHUIDFFLD3XUWURSSRDOFXQLSURGRWWLLQYHFHGLLPSOHPHQWDUH
TXHVWHIXQ]LRQDOLWjVLDIĂ&#x20AC;GDQRDOOHWROOHUDQ]HGHOOHVFKHGHGLPHPRULDIRUQHQGRDLGLVSRVLWLYLWHQVLRQLQRQSHUIHWWDPHQWHFRQIRUPL
DOOHVSHFLĂ&#x20AC;FKH4XHVWRDSSURFFLRVHGDXQDSDUWHVHPSOLĂ&#x20AC;FDQRWHYROPHQWHODSURJHWWD]LRQHHFRQVHQWHGLULGXUUHLSUH]]LGDOOÂˇDOWUD
in base alle tolleranze previste dal produttore, puĂ˛ danneggiare la scheda di memoria o corrompere i dati memorizzati.
so costo (soprattutto se si tratta di
memory card21 e di pendrive) spesso
non vengono implementate, con la
conseguenza che la durata e di conVHJXHQ]DOÂˇDIĂ&#x20AC;GDELOLWjVRQRGUDVWLFDmente ridotte.
La resistenza ai guasti
Le memorie Flash sono memorie
allo stato solido, quindi non hanno parti in movimento e non sono
estremamente sensibili agli urti
FRPH QHO FDVR GHL GLVFKL Ă&#x20AC;VVL 7XWtavia anche le memorie Flash posso andare incontro a guasti e molto
spesso i centri di assistenza si trovano alle prese con richieste di intervento avanzate da utenti che si
WURYDQR LPSURYYLVDPHQWH QHOOÂˇLPpossibilitĂ di accedere ai contenuti
memorizzati nei dispositivi basati su
queste memorie. Spesso si tratta di
guasti di tipo meccanico (ad esempio, nel caso delle pendrive puĂ˛ trattarsi di rotture dei contatti elettrici
nella zona tra i banchi di memoria
e il connettore USB) o di tipo elettronico. Per aumentare la resistenza
ai guasti di tipo meccanico, le pendrive possono essere realizzate con
particolari accorgimenti, come il
rivestimento in materiali gommosi
in grado di ammortizzare gli urti in
(a) Corrente di
dispersione ordinarie
assistita da una singola
(b) Corrente di
dispersione anomale
assistita da una sequenza
(c) Le cariche intrappolate
possono bloccare la
Figura 12. I fenomeni coinvolti nelle correnti di dispersione
40Â°C a 85Â°C e con una umiditĂ tra il
5% e il 95%. Essendo privi di componenti meccanici al loro interno, i
dispositivi basati su memorie Flash
GLIĂ&#x20AC;FLOPHQWHVLJXDVWDQRSHUODGLODtazione dei materiali oppure a causa
del congelamento di qualche elemento. Essendo basate su dispositivi
a semiconduttore, sono ovviamente
YXOQHUDELOLDOOÂˇHOHWWULFLWjVWDWLFDHDOOH
scariche elettriche in generale, mentre sono sensibili ai campi magnetici
solo se le loro intensitĂ sono di molto superiori a quelle normalmente
presenti negli ambienti domestici e
La ritenzione dei dati
Il contenuto di una memoria Flash
viene mantenuto, indipendentemente dal numero di cicli di scrittura/
cancellazione, solo per un periodo
di tempo limitato, dopodichĂ¨ le celle
La resistenza agli agenti esterni di memoria subiscono un degrado
Le memorie Flash possono funzio- sempre piĂš accentuato che porta alla
nare in condizioni di temperatura ed perdita dei dati in esse contenuti.
umiditĂ che sarebbero proibitive per CiĂ˛ Ă¨ fondamentalmente dovuto
altri tipi di memorie: infatti, alcuni alle correnti di dispersione (leakage
modelli riescono a sopportare tem- current) che si instaurano attraverperature che possono arrivare da - VR OÂˇRVVLGR GL LVRODPHQWR GHO JDWH
Ă RWWDQWHHFKHSURGXFRQRXQDSURgressiva perdita della carica del gate
Ă RWWDQWH22; quando tale perdita supera un determinato valore di soglia,
un bit â&#x20AC;&#x153;1â&#x20AC;? viene letto come â&#x20AC;&#x153;0â&#x20AC;? e il
dato precedentemente memorizzato
viene di fatto perso. Le correnti di
dispersione possono instaurarsi solo
VHLOJDWHĂ RWWDQWHqFDULFRGLFRQVHJXHQ]DLOIHQRPHQRSXzPRGLĂ&#x20AC;FDUH
il valore memorizzato in una cella
â&#x20AC;&#x153;cancellataâ&#x20AC;? (ovvero, rappresentante
un bit â&#x20AC;&#x153;1â&#x20AC;?) nel valore corrispondente ad un cella programmata (ovvero,
rappresentante un bit â&#x20AC;&#x153;0â&#x20AC;?), ma non
Le correnti di dispersione dipendono
GDL GLIHWWLQHOOÂˇRVVLGRGL LVRODPHQWR
e quindi, anche se di modesta entitĂ ,
sono inevitabili e sempre presenti;
tuttavia possono essere accentuate
da diversi fenomeni sostanzialmente riconducibili allo stress elettrico a
cui la cella di memoria Ă¨ sottoposta
durante le fasi di programmazione e
cancellazione23. Si tratta fondamentalmente di correnti di dispersione
ordinarie, indotte dagli stress a cui
Ă¨ sottoposta la cella (stress induced
leakage current, SILC), spiegabili at-
22. /DVLWXD]LRQHqDQDORJDDTXDQWRDYYLHQHFRQODEDWWHULDGLXQÂˇDXWRPRELOHVHTXHVWÂˇXOWLPDYLHQHXWLOL]]DWDODEDWWHULDVLPDQWLHQHLQ
EXRQHFRQGL]LRQLVHLQYHFHOÂˇDXWRPRELOHYLHQHWHQXWDÂ´IHUPDÂľODEDWWHULDVLVFDULFDLQWHPSLDQFKHEUHYL
23. Si veda Manabe, Y., Okuyama, K., Kubota, K., Nozoe, A., Karashima, T., Ujiie, K., Kanno, H., Nakashima, M., Ajika, N., Detailed
observation of small leak current in Flash memories withthin tunnel oxides in IEEE Transactions on Semiconductor ManufactuULQJ9ROXPH,VVXH0D\3DJLQH
24. Questo dato Ă¨ rilevabile dai data-sheet forniti dai produttori di dispositivi basati sulle memorie Flash.
traverso una conduzione di tipo single trap-assisted tunneling (si veda la
Figura 12a); e correnti di dispersione
anomale, di tipo intermittente ma di
grande intensitĂ , favorite da meccanismi di conduzione a salti (hopping
conducting mechanism, HCM) (si
veda la Figura 12b). Le cariche inWUDSSRODWHDOOÂˇLQWHUQRGHOJDWHR[LGH
possono invece ostacolare la formazione delle correnti di dispersione
(si veda la Figura 12c).
/ÂˇHQWLWjGHOIHQRPHQRGHOOHFRUUHQti di dispersione dipende da diversi
fattori, tra cui la temperatura, il numero di cicli di scrittura e cancellazione a cui la memoria Ă¨ giĂ stata
sottoposta, il tempo di utilizzo, etc.
7XWWDYLD LO IDWWRUH FKH OR LQĂ XHQza maggiormente Ă¨ la temperatura.
Ad alte temperature le correnti di
dispersione aumentano e, di conseJXHQ]D OD FDULFD VXOJDWHĂ RWWDWHVL
riduce piĂš rapidamente che a basse temperature. La dipendenza del
tempo di ritenzione dei dati (ovvero
il lasso di tempo entro il quale Ă¨ assicurata la ritenzione dei dati) dalla
WHPSHUDWXUD q PRGHOODWD GDOOÂˇHTXDzione di Arrhenius che fornisce una
stima del fattore di accelerazione
(FA) per il tempo di ritenzione dei
dati che si basa sulla differenza tra
una temperatura di esercizio (T1) ed
una di riferimento (T2):
Ea Â§ 1
Â¨  Â¸
k Â¨ÂŠ T1 T2 Â¸Âš
(D HQHUJLDGLDWWLYD]LRQH H9
k = costante di velocitĂ = 86.25 x 10â&#x20AC;&#x201C;6
T1 = temperatura di esercizio (K)
T2 = temperatura di riferimento (K)
per misurare tale tempo in condizioni normali (ovvero alla temperatura
ambiente di 25 Â°C = 298 K), queste
misurazioni vengono effettuate ad
una temperatura piĂš alta ed il temSRGLULWHQ]LRQHFRVuFDOFRODWRYLHQH
UDSSRUWDWR WUDPLWH OÂˇHTXD]LRQH GL
Arrhenius, alla temperatura ambiente. Per converso, una volta determinato il tempo di ritenzione ad una
certa temperatura, Ă¨ possibile determinare la sua variazione al variare
9HGLDPRXQHVHPSLRGLDSSOLFD]LRne. Solitamente il tempo di ritenzione dei dati per una memoria Flash
tenuta a temperatura ambiente (intorno ai 25Â°C) si aggira sui 10 anni24.
Se la stessa memoria viene utilizzata
in un ambiente che si trova costantemente alla temperatura di 50 Â°C,
si avrĂ :
e quindi il fattore di accelerazione Ă¨:
86.25u10 6 ÂŠ 323 K 298 K Âš
&LzVLJQLĂ&#x20AC;FDFKHDOODWHPSHUDWXUDGL
50 Â°C il tempo di di ritenzione diminuisce di circa sei volte rispetto
alla situazione in cui la temperatura
Ă¨ intorno a 25 Â°C, riducendoci da
10 anni a 10/6 anni 1,6 anni. In
altre parole, i dati memorizzati in
una memoria Flash mantenuta in
un ambiente alla temperatura di 50
Â°C, 24 ore al giorno, 7 giorni su 7,
â&#x20AC;&#x153;invecchianoâ&#x20AC;? sei volte piĂš rapidaPHQWH1RQFÂˇqWXWWDYLDELVRJQRGL
FRQVLGHUDUHWHPSHUDWXUHFRVuHOHYDWH
per avere una rapida perdita dei dati:
se la memoria Flash viene mantenuta in un ambiente costantemente a
35 Â°C, si ha:
Tale equazione viene utilizzata per
stimare il tempo di ritenzione dei T1 = 50 Â°C = 323 K, T2 = 35 Â°C = 308 K
dati: infatti, poichĂŠ sarebbe necessario un tempo eccessivamente lungo e il fattore di accelerazione diventa:
86.25u10 6 ÂŠ 323 K 308 K Âš
Quindi i dati memorizzati nella memoria Flash â&#x20AC;&#x153;invecchianoâ&#x20AC;? piĂš rapidamente di un fattore 2,85 e il tempo di ritenzione dei dati da 10 anni
si riduce a 10/2,85 anni 3,5 anni.
Ci sono poi dei casi di impiego
â&#x20AC;&#x153;mistoâ&#x20AC;?. Se una memoria Flash viene tenuta per 5 ore al giorno in un
ambiente a 50 Â°C e per il resto della
giornata alla temperatura ambiente di 25 Â°C, Ă¨ possibile calcolare il
tempo di ritenzione dei dati come
T1 = 50 Â°C = 323 K, T2 = 25 Â°C = 298 K
5 ore/giorno a 50 Â°C equivalgono ad un invecchiamento a 25
Â°C pari a: 5 ore x 6 = 30 ore (il
fattore di accelerazione Ă¨ pari a
19 ore/giorno a 25 Â°C equivalgono ad un invecchiamento a 25
Â°C pari (ovviamente) a: 19 ore
(in questo caso il fattore di accelerazione Ă¨ pari a 1);
LOWRWDOHGHOOÂˇLQYHFFKLDPHQWRSHU
ogni giornata Ă¨ quindi Ă¨ pari a:
30 ore + 19 ore = 49 ore 2
giorni a 25 Â°C.
In pratica, per ogni giornata trascorsa i dati memorizzati nella memoria
Flash â&#x20AC;&#x153;invecchianoâ&#x20AC;? di due giornate.
In questa ipotesi il tempo di ritenzione dei dati Ă¨ pari a circa la metĂ di
quello che si avrebbe a temperatura
ambiente, ovvero circa 5 anni.
Le memorie Flash non sono state
SURJHWWDWHFRPHXQLWjSHUOÂˇDUFKLYLDzione di dati a lungo termine. Infatti,
se usate in condizioni normali sono
in grado di garantire una capacitĂ di
ritenzione dei dati per un periodo di
circa dieci anni. Se si vuole conservare i dati per periodi di tempo piĂš
OXQJKL ROWUH DOOÂˇRYYLD DYYHUWHQ]D GL
evitare temperature eccessive (per
non ridurre ulteriormente il tempo
di ritenzione, dal momento che esso
Ă¨ strettamente legato alle correnti
di dispersione, e queste aumentano
DOOÂˇDXPHQWDUH GHOOD WHPSHUDWXUD
 VL
puĂ˛ â&#x20AC;&#x153;rinfrescareâ&#x20AC;? periodicamente i
dati, magari copiandoli dalla memoria Flash su un altro supporto di memorizzazione (ad esempio, un disco
Ă&#x20AC;VVR
HSRLFRSLDQGROLGLQXRYRVXOla memoria Flash. Questa semplice
operazione, da ripetere ad intervalli
regolari, consente di ripristinare i livelli di carica delle celle di memoria
HGLIDUFRVuÂ´ULSDUWLUHÂľLOFRQWHJJLR
del tempo25.
Al di lĂ di questi accorgimenti, Ă¨
sempre consigliabile effettuare almeno una doppia copia dei dati che
si desidera conservare a lungo termine utilizzando dispositivi di memorizzazione basati su tecnologie
differenti (ottiche, magnetiche, etc.)
H FROORFDWH LQ VLWL JHRJUDĂ&#x20AC;FDPHQWH
Cosa fare quando una memoria
Flash smette di operare26 e non si Ă¨
provveduto in tempo a creare copie
di backup? Il piĂš delle volte il guasto
si manifesta improvvisamente senza alcun segnale che possa mettere
in allarme, come avviene invece nel
FDVRGHLGLVFKLĂ&#x20AC;VVL27Ă&#x20AC;QRDTXDQGR
il meccanismo di correzione degli errori (Error Correction Code, ECC)
continua a funzionare regolarmente,
25. 5LSUHQGHQGROÂˇHVHPSLRGHOODEDWWHULDGHOOÂˇDXWRPRELOHFLWDWRLQSUHFHGHQ]DSHUHYLWDWHFKHODEDWWHULDVLÂ´VFDULFKLÂľqQHFHVVDULRPHWWHUHLQPRWRSHULRGLFDPHQWHOÂˇDXWRHGHIIHWWXDUHDQFKHVRORXQEUHYHWUDJLWWR
26. Quando una memoria Flash smette di funzionare la prima ipotesi che deve essere presa in considerazione Ă¨ che abbia raggiunto il
termine della propria vita operativa, ovvero che abbia superato il massimo numero di cicli di scrittura/cancellazione consentito. In
realtĂ , la probabilitĂ che la causa sia questa Ă¨ abbastanza remota: le memorie Flash adottate nei dispositivi attuali sono progettate
per sostenere da 10.000 a 100.000 cicli di riscrittura (ed in alcuni casi anche 1.000.000); tradotto in termini temporali ciĂ˛ equivale
ad almeno una decina di anni considerando un utilizzo normale, il che va ben oltre la vita utile attesa del dispositivo, data la rapida
obsolescenza tecnologica che caratterizza oggi qualsiasi dispositivo elettronico.
27. 3HULGLVFKLĂ&#x20AC;VVLqGLVSRQLELOHXQDWHFQRORJLDGHQRPLQDWD60$576HOI 0RQLWRULQJDQG5HSRUWLQJ7HFKQRORJ\
JUD]LHDOODTXDOH
Ă¨ possibile prevedere con un certo anticipo, in una buona percentuale di casi, il momento della rottura.
QRQFÂˇqPRGRGLDFFRUJHUVLGHOGHWH- mettendo seriamente a rischio i dati
rioramento della memoria; quando in esse memorizzati.
poi il guasto si manifesta Ă¨ ormai
troppo tardi. Purtroppo non esistono molte soluzioni disponibili: se il
guasto Ă¨ principalmente dovuto ad
un malfunzionamento di tipo logico
(ad esempio, una corruzione della
FAT), Ă¨ possibile ricorrere ad appositi prodotti software che sono in
'RFHQWHGL,QIRUPDWLFDSUHVVROÂˇ8QLYHUVLWj
grado di tentare il recupero dei dati
mettendo in campo speciali algoritPLVHLQYHFHLOJXDVWRqGLWLSRĂ&#x20AC;VLFR
(ad esempio, un malfunzionamento
del controller oppure un guasto ai
EDQFKLGLPHPRULD
OÂˇXQLFDVSHUDQ]D
di ricuperare i dati si ha ricorrerendo
ad aziende specializzate che provveGRQRDVPRQWDUHLOGLVSRVLWLYRĂ&#x20AC;VLFR RIFERIMENTI
nella quale le memorie Flash sono
DOORJJLDWH DG HVHPSLR OÂˇLQYROXFUR [1] Texas Instruments Application Report SLAA334-September 2006. MSP430
esterno nel caso delle pendrive) e Flash Memory Characteristics, <http://www.lierda.com/upload/product/down_
si interfacciano direttamente con il path/070411/0940431001176282234.pdf>
chip contenente i banchi di memoria utilizzando delle apparecchiature [2] Ezine articles, Computer Memory - Flash Memory, By Michael Russell
DVVDL VRĂ&#x20AC;VWLFDWH /D SHUFHQWXDOH GL <http://ezinearticles.com/?Computer-Memory---Flash-Memory&id=129036>
recupero varia ovviamente in base
[3] Navid Zeraatkar, Flash Memory Technology, Ferdowsi University of
alla tipologia di guasto.
In conclusione, Ă¨ importante sotto- Mashhad
OLQHDUHFKHQHOOÂˇDFTXLVWRGLXQGLVSR- <http://papers2.persiangig.com/Papers/ELC/ELC5-1.pdf>
sitivo di memorizzazione che utilizza la tecnologia delle memorie Flash [4] Marcus Schneider, 10 Facts about Solid State Disks, SNIA Europe board of
Ă¨ assolutamente necessario non directors and European Liaison to SNIA - Solid State Storage Initiative
basarsi esclusivamente sul fattore <http://www.server-management.co.uk/features/10_Facts_about_Solid_Staprezzo ma valutare anche altri fatto- te_Disks>
ULFRPHOÂˇDIĂ&#x20AC;GDELOLWjHODUHSXWD]LRQHGHOOÂˇD]LHQGDSURGXWWULFH28. Come [5] Manabe, Y.; Okuyama, K.; Kubota, K.; Nozoe, A.; Karashima, T.; Ujiie, K.;
si Ă¨ visto, le memorie che danno le Kanno, H.; Nakashima, M.; Ajika, N., Detailed observation of small leak curmaggiori garanzie sono quelle che rent in Flash memories withthin tunnel oxides in IEEE Transactions on Semiimplementano opportune soluzio- conductor Manufacturing, Volume 12, Issue 2, May 1999, Pagine 170 â&#x20AC;&#x201C; 174
ni29 per aumentare la durata e la
capacitĂ di ritenzione. Le memorie [6] Digital Preservation Guidance Note n.3 Care, Handling and Storage of
di bassa qualitĂ spesso non imple- Removable Media, The National Archives, <http://www.nationalarchives.gov.
mentano soluzioni di questo genere, uk/ documents/media_care.pdf>
27. Un buon criterio di scelta consiste nel rivolgere la propria attenzione verso le memorie prodotte da aziende che tradizionalmente
hanno acquisito una buona reputazione nella realizzazione delle memorie RAM utilizzare nei computer e non verso quelle prodotte
da aziende poco note o appena arrivate sul mercato.
28. Ad esempio, Ă¨ preferibile acquistare memorie Flash basate su celle di memoria di tipo SLC piuttosto che MLC.
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1HOOD *D]]HWWD XIĂ&#x20AC;FLDOH QÂ&#x192;  GHO
GLFHPEUHqVWDWRSXEEOLFDWR
LO 'HFUHWR /HJLVODWLYR Â&#x192; GLFHPEUH
QUHFDQWHÂ´Riorganizzazione del Centro nazionale per lâ&#x20AC;&#x2122;informatica
nella pubblica amministrazione, a norma
dellâ&#x20AC;&#x2122;art. 24 della legge 18 giugno 2009,
n. 69ÂľFKHqHQWUDWRLQYLJRUHLO
GLFHPEUH
,QIRU]DGHOFRPPDGHOOÂˇDUWLFROR
GLVXGGHWWR'/YRLO&HQWUR1D]LRQDOHSHUOÂˇ,QIRUPDWLFDQHOOD3XEEOLFD
$PPLQLVWUD]LRQH &1,3$
 DVVXPH
ODGHQRPLQD]LRQHGLÂ´'LJLW3$ÂľHQH
DVVXPH EXRQD SDUWH GHOOH IXQ]LRQL
VHFRQGR TXDQWR GLVSRVWR GDO FRPPDGHOOÂˇDUWLFRORGHOORVWHVVR'
/YR
OL GD $,3$ VL q SDVVDWL D &1,3$ H
TXLQGLD'LJLW3$
BREVE STORIA DI AIPA/CNIPA
,O 'HFUHWR /HJLVODWLYR GHO
 Q  3XEEOLFDWR LQ *D]]HWWD 8IĂ&#x20AC;FLDOH Q  GHO

  Â´Norme in materia di
sistemi informativi automatizzati delle
amministrazioni pubbliche, a norma del-l
lâ&#x20AC;&#x2122;art. 2, comma 1, lettera mm
GHOODOHJ
JHRWWREUHQÂľHQWUDWR
LQYLJRUHLODOOÂˇDUWLFROR
 LVWLWXLYD OÂˇ$XWRULWj SHU OÂˇ,QIRUPDWLFDQHOOD3XEEOLFD$PPLQLVWUD]LRQH
$,3$
HQHLQGLYLGXDYDLFRPSLWL
/Âˇ$XWRULWj QDVFH FRPH RUJDQR FROOHJLDOH FRVWLWXLWR GD XQ 3UHVLGHQWH
GHL 0LQLVWUL FRQ DXWRQRPLD WHFQLFD
HIXQ]LRQDOHHFRQLQGLSHQGHQ]DGL
JLXGL]LR
,O SUHVLGHQWH H L TXDWWUR PHPEUL
HUDQR QRPLQDWL FRQ 'HFUHWR GHO
3UHVLGHQWH GHO &RQVLJOLR GHL 0LQLVWULGXUDYDQRLQFDULFDTXDWWURDQQL
H SRWHYDQR HVVHUH FRQIHUPDWL XQD
VRODYROWD
,O 3UHVLGHQWH GHO &RQVLJOLR GHL 0LQLVWULQRPLQDYDDQFKHXQ'LUHWWRUH
Le Competenze del CNIPA così come descritte dal
comma 1 dell’Articolo 7 del Decreto Legislativo del
12/02/1993 n. 39
Spetta al Centro:
GHWWDUHQRUPHWHFQLFKHHFULWHULLQWHPDGLSLDQL¿FD]LRQHSURJHWWD]LRQHUHDOL]]D]LRQHJHVWLRQHPDQWHQLPHQWRGHLVLVWHPLLQIRUPDWLYLDXWRPDWL]]DWLGHOOHDPPLQLVWUD]LRQLHGHOOHORUR
LQWHUFRQQHVVLRQLQRQFKpGHOODORURTXDOLWjHUHODWLYLDVSHWWLRUJDQL]]DWLYLGHWWDUHFULWHULWHFQLFL
ULJXDUGDQWLODVLFXUH]]DGHLVLVWHPLFRRUGLQDUHDWWUDYHUVRODUHGD]LRQHGLXQSLDQRWULHQQDOHDQQXDOPHQWHULYHGXWRLSURJHWWLHL
SULQFLSDOLLQWHUYHQWLGLVYLOXSSRHJHVWLRQHGHLVLVWHPLLQIRUPDWLYLDXWRPDWL]]DWLGHOOHDPPLQLVWUD]LRQLSURPXRYHUH G¶LQWHVD H FRQ OD SDUWHFLSD]LRQH DQFKH ¿QDQ]LDULD GHOOH DPPLQLVWUD]LRQL LQWHUHVVDWH SURJHWWL LQWHUVHWWRULDOL H GL LQIUDVWUXWWXUD LQIRUPDWLFD H WHOHPDWLFD SUHYLVWL GDO SLDQR
WULHQQDOHHVRYULQWHQGHUHDOODUHDOL]]D]LRQHGHLPHGHVLPLDQFKHTXDQGRFRLQYROJRQRDSSDUDWL
DPPLQLVWUDWLYL QRQ VWDWDOL PHGLDQWH SURFHGLPHQWL IRQGDWL VX LQWHVH GD UDJJLXQJHUH WUDPLWH
FRQIHUHQ]HGLVHUYL]LDLVHQVLGHOODQRUPDWLYDYLJHQWHYHUL¿FDUH SHULRGLFDPHQWH G¶LQWHVD FRQ OH DPPLQLVWUD]LRQL LQWHUHVVDWH L ULVXOWDWL FRQVHJXLWL
QHOOHVLQJROHDPPLQLVWUD]LRQLFRQSDUWLFRODUHULJXDUGRDLFRVWLHEHQH¿FLGHLVLVWHPLLQIRUPDWLYLDXWRPDWL]]DWLDQFKHPHGLDQWHO¶DGR]LRQHGLPHWULFKHGLYDOXWD]LRQHGHOO¶HI¿FDFLDGHOO¶HI¿FLHQ]DHGHOODTXDOLWjGH¿QLUH LQGLUL]]L H GLUHWWLYH SHU OD SUHGLVSRVL]LRQH GHL SLDQL GL IRUPD]LRQH GHO SHUVRQDOH LQ
PDWHULDGLVLVWHPLLQIRUPDWLYLDXWRPDWL]]DWLHGLSURJUDPPLSHULOUHFOXWDPHQWRGLVSHFLDOLVWL
QRQFKpRULHQWDUHLSURJHWWLJHQHUDOLGLIRUPD]LRQHGHOSHUVRQDOHGHOODSXEEOLFDDPPLQLVWUD]LRQHYHUVRO¶XWLOL]]RGLWHFQRORJLHLQIRUPDWLFKHG¶LQWHVDFRQOD6FXRODVXSHULRUHGHOODSXEEOLFD
DPPLQLVWUD]LRQHIRUQLUH FRQVXOHQ]D DO 3UHVLGHQWH GHO &RQVLJOLR GHL 0LQLVWUL SHU OD YDOXWD]LRQH GL SURJHWWL GL
OHJJHLQPDWHULDGLVLVWHPLLQIRUPDWLYLDXWRPDWL]]DWLQHOOHPDWHULHGLSURSULDFRPSHWHQ]DHSHUJOLDVSHWWLWHFQLFRRSHUDWLYLFXUDUHLUDSSRUWLFRQ
JOLRUJDQLGHOOH&RPXQLWjHXURSHHHSDUWHFLSDUHDGRUJDQLVPLFRPXQLWDULHGLQWHUQD]LRQDOLLQ
EDVHDGHVLJQD]LRQHGHO3UHVLGHQWHGHO&RQVLJOLRGHL0LQLVWULSURSRUUHDO3UHVLGHQWHGHO&RQVLJOLRGHL0LQLVWULO¶DGR]LRQHGLUDFFRPDQGD]LRQLHGLDWWLG¶LQGLUL]]RDOOHUHJLRQLDJOLHQWLORFDOLHDLULVSHWWLYLHQWLVWUXPHQWDOLRYLJLODWLHGDLFRQFHVVLRQDUL
GLSXEEOLFLVHUYL]LFRPSRUUHHULVROYHUHFRQWUDVWLRSHUDWLYLWUDOHDPPLQLVWUD]LRQLFRQFHUQHQWLLVLVWHPLLQIRUPDWLYL
DXWRPDWL]]DWLHVHUFLWDUHRJQLDOWUDIXQ]LRQHXWLOHDGRWWHQHUHLOSLUD]LRQDOHLPSLHJRGHLVLVWHPLLQIRUPDWLYL
DQFKHDO¿QHGLHOLPLQDUHGXSOLFD]LRQLHVRYUDSSRVL]LRQLGLUHDOL]]D]LRQLLQIRUPDWLFKH
GHOIXQ]LRQDPHQWRGHJOLXIÀFLHGHL
VHUYL]LGHOO·$XWRULWj
,O'LUHWWRUH*HQHUDOHGXUDYDLQFDULFDWUHDQQLHSRWHYDHVVHUHFRQIHUPDWRDQFKHSLGLXQDYROWD
4XHVWD VWUXWWXUD UHVWD LQ IXQ]LRQH
ÀQR DO  TXDQGR LO VXGGHWWR DUWLFROR  q PRGLÀFDWR GDOO·DUWLFRORGHO'/YRQGHO

/·$,3$SHUWDQWR q WUDVIRUPDWD LQ
&1,3$&HQWUR1D]LRQDOHSHUO·LQIRUPDWLFD QHOOD 3XEEOLFD $PPLQLVWUD]LRQH
 FKH FRQWLQXD DG RSHUDUH
SUHVVR OD 3UHVLGHQ]D GHO &RQVLJOLR
GHL0LQLVWULVLDSXUHFRQDXWRQRPLD
WHFQLFD IXQ]LRQDOH DPPLQLVWUDWLYD
FRQWDELOH H ÀQDQ]LDULD H FRQ LQGLSHQGHQ]D GL JLXGL]LR PD SHU O·DWWXD]LRQHGHOOHSROLWLFKHGHO0LQLVWUR
SHUO·LQQRYD]LRQHHOHWHFQRORJLH
/D VWUXWWXUD UHVWD LQYDULDWD VLQR D
TXDQGR$UWLFRORFRPPDGHOOD/HJJHGLFHPEUHQHG
LQVHJXLWR$UWLFRORGHO'/Q
GHOFRQYHUWLWRGDOODOHJJHGLFRQYHUVLRQHQGHODJRVWR
O·RUJDQRFROOHJLDOHqULGRWWRDO
3UHVLGHQWHHWUHPHPEUL
,O&HQWUR1D]LRQDOHSHUO·,QIRUPDWLFDQHOOD3XEEOLFD$PPLQLVWUD]LRQH
FRVu VWUXWWXUDWR KD DOFXQL FRPSLWL IRQGDPHQWDOL ROWUH DO VXSSRUWR
SHU O·LPSLHJR GHOO·,QIRUPDWLRQ DQG
&RPPXQLFDWLRQ 7HFKQRORJ\ GHOO·LQIRUPDWLFDDOOD3XEEOLFD$PPLQLVWUD]LRQH GHÀQL]LRQHHGHPLVVLRQHGLQRUPDWLYH WHFQLFKH OLQHH JXLGD
JXLGHWHFQLFKHHFF
HVXSSRUWR
SHUODORURHPLVVLRQHGDSDUWHGL
DOWUH$PPLQLVWUD]LRQL YDOXWD]LRQH GL FRHUHQ]D SULPD
GXUDQWH H GRSR
 FRQ OH VWUDWHJLH G·LQQRYD]LRQH GHO *RYHUQR
GHOOHDWWLYLWj,&7GHOOD3XEEOLFD
$PPLQLVWUD]LRQH FHQWUDOH VLD D
OLYHOOR VWUDWHJLFR VXL 3LDQL SOXULHQQDOL GL VYLOXSSR GHL VLVWHPL
LQIRUPDWLYLVLDDOLYHOORGLVLQJROL LQWHUYHQWL VRWWRSRVWL D SDUHUH
REEOLJDWRULRPDQRQYLQFRODQWH
GLFRQJUXLWjWHFQLFDHGHFRQRPLFDGDSDUWHGHO&1,3$ GHÀQL]LRQH H JHVWLRQH VSHFLÀFKH IXQ]LRQDOL
 GL SURJHWWL DG
DOWR FRQWHQXWR LQQRYDWLYR QHOO·XVRGHOO·,&7SHUOD3$VLD&HQWUDOHVLD/RFDOH
 DWWLYLWjGLFRQVXOHQ]DHSURSRVWD
YXRLVWUDWHJLFDYXRL VX DWWLYLWj
QHLFRQIURQWLGLGHFLVRULSROLWLFLGHOOH3XEEOLFKH$PPLQLVWUD]LRQL H GHJOL RSHUDWRUL
GHOVHWWRUH
 &XUDUH UDSSRUWL H FROODERUD]LRQL DL ÀQL GHOOD UHDOL]]D]LRQH
GHOOD 6RFLHWjGHOO·,QIRUPD]LRQH
QRQVRORLQVHGH8(PDSLLQ
JHQHUDOHQHLUDSSRUWLLQWHUQD]LRQDOL VLDQR HVVL ELODWHUDOL R PXOWLODWHUDOL
IL DIPARTIMENTO PER LA DIGITALIZZAZIONE
DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA
/·$UWLFROR  GHO '3&0  DSULOH
1´0RGLÀFKHDJOLDUWLFROLH
Ministri 23 luglio 2002, recante «Ordinamento delle strutture generali della Presidenza del Consiglio dei Ministri»µFRQYHUWHLODipartimento per l’innovazione e
le tecnologie in Dipartimento per la digitalizzazione della pubblica amministrazione
e l’innovazione tecnologicaHLOFRPPD
GHOO·$UWLFRORQHGHÀQLVFHLFRPSLWLHOHUHVSRQVDELOLWj,O 'LSDUWLPHQWR YLHQH GXQTXH DG •
DVVXPHUH PDJJLRUL FRPSLWL H SL
DPSLHUHVSRQVDELOLWjLQSDUWLFRODUH
• QHOODGHÀQL]LRQHQHOPRQLWRUDJ- •
JLRHQHOFRQWUROORGHOO·LPSLHJR
GHOOH 7HFQRORJLH GHOOD &RPXQLFD]LRQHHGHOO·,QIRUPD]LRQHQHOOR VYLOXSSR GHO 3DHVH QHOO·HYR•
OX]LRQH GHL 6LVWHPL ,QIRUPDWLYL
Articolo 22, comma 1 del DPCM 23 luglio 2002
[Come modificato dall’Articolo 2 del DPCM 28 aprile 2009]
,O'LSDUWLPHQWRSHUODGLJLWDOL]]D]LRQHGHOODSXEEOLFDDPPLQLVWUD]LRQHHO¶LQQRYD]LRQHWHFQRORJLFDq
VWUXWWXUDGLVXSSRUWRDL¿QLGHOFRRUGLQDPHQWRHGHOO¶DWWXD]LRQHGHOOHSROLWLFKHGLSURPR]LRQHGHOOR
VYLOXSSRGHOODVRFLHWjGHOO¶LQIRUPD]LRQHQRQFKpGHOOHFRQQHVVHLQQRYD]LRQLSHUOHDPPLQLVWUD]LRQL
SXEEOLFKHLFLWWDGLQLHOHLPSUHVH
,QSDUWLFRODUHLOGLSDUWLPHQWR
IRUQLVFHDO0LQLVWURSHUODSXEEOLFDDPPLQLVWUD]LRQHHO¶LQQRYD]LRQHLOQHFHVVDULRVXSSRUWRSHUOD
GH¿QL]LRQH GL XQD VWUDWHJLD XQLWDULD SHU OD PRGHUQL]]D]LRQH GHO 3DHVH DWWUDYHUVR OH WHFQRORJLH
GHOO¶LQIRUPD]LRQH H GHOOD FRPXQLFD]LRQH DVVLFXUDQGR LO FRRUGLQDPHQWR LQIRUPDWLFR GHL GDWL GHOO¶DPPLQLVWUD]LRQHVWDWDOHUHJLRQDOHHORFDOHDLVHQVLGHOO¶DUWVHFRQGRFRPPDOHWWHUDU
GHOOD
&RVWLWX]LRQH
GjDWWXD]LRQHDOOHGLUHWWLYHGHO0LQLVWURYROWHDGDVVLFXUDUHLOFRRUGLQDPHQWRGHOSURFHVVRGLGLJLWDOL]]D]LRQHLOPRQLWRUDJJLRHODYDOXWD]LRQHGHLSURJUDPPLGHLSURJHWWLHGHLSLDQLGLD]LRQH
IRUPXODWLGDOOHSXEEOLFKHDPPLQLVWUD]LRQLFHQWUDOLSHUORVYLOXSSRGHLVLVWHPLLQIRUPDWLYL
FXUD OD SUHGLVSRVL]LRQH GHO SLDQR VWUDWHJLFR WULHQQDOH DQQXDOPHQWH ULYHGXWR GHL SURJHWWL H GHL
SULQFLSDOLLQWHUYHQWLGLVYLOXSSRHJHVWLRQHGHLVLVWHPLLQIRUPDWLYLGHOOHDPPLQLVWUD]LRQL
RSHUDQHLFRQIURQWLGLDPPLQLVWUD]LRQLSXEEOLFKHFLWWDGLQLHGLPSUHVHSHUORVYLOXSSRGHOODGLJLWDOL]]D]LRQHGHOOHDWWLYLWjGHJOLXI¿FL
GLIIRQGHHGLPSOHPHQWDO¶XVRGHOOHPHWRGRORJLHLQIRUPDWLFKHQHLSURFHVVLGLYDOXWD]LRQHGHOOHDPPLQLVWUD]LRQLSXEEOLFKHHGHOUHODWLYRSHUVRQDOH
UHDOL]]DSURJHWWLGLJUDQGHFRQWHQXWRLQQRYDWLYRGLULOHYDQ]DVWUDWHJLFDGLSUHPLQHQWHLQWHUHVVH
QD]LRQDOHFRQSDUWLFRODUHDWWHQ]LRQHSHULSURJHWWLGLFDUDWWHUHLQWHUVHWWRULDOH
VYROJHDWWLYLWjGLSURJHWWD]LRQHHFRRUGLQDPHQWRGHOOHLQL]LDWLYHSHUODSLHI¿FDFHHURJD]LRQHGL
VHUYL]LLQUHWHDFLWWDGLQLHLPSUHVH
FXUDODULRUJDQL]]D]LRQHHO¶DJJLRUQDPHQWRGHLVHUYL]LUHVLVYLOXSSDQGRDWDOH¿QHO¶XVRGHOOHWHFQRORJLHGHOO¶LQIRUPD]LRQHHGHOODFRPXQLFD]LRQH
SUHGLVSRQHOHQRUPHWHFQLFKHDLVHQVLGHOO¶DUWGHOGHFUHWROHJLVODWLYRPDU]RQHL
FULWHULSHUODSLDQL¿FD]LRQHSURJHWWD]LRQHUHDOL]]D]LRQHJHVWLRQHHPDQWHQLPHQWRGHLVLVWHPLLQIRUPDWLYLDXWRPDWL]]DWLGHOOHSXEEOLFKHDPPLQLVWUD]LRQLQRQFKpFULWHULSHUODORURLQWHUFRQQHVVLRQH
TXDOLWjHVLFXUH]]DIDYRULVFHO¶DGR]LRQHGLPLVXUHSHUODVLFXUH]]DLQIRUPDWLFDQHOO¶DPELWRGHOODGLIIXVLRQHGHOOHWHFQRORJLHGHOO¶LQIRUPD]LRQHHGHOODFRPXQLFD]LRQH
VYLOXSSDLQL]LDWLYHGLLQQRYD]LRQHWHFQRORJLFDHIRUPHGLSDUWQHUDULDWRLQWHUQD]LRQDOHWHVHDOVRVWHJQRGHLSURFHVVLGLULIRUPDHGLJLWDOL]]D]LRQHGHOVHWWRUHSXEEOLFRHGLSURPR]LRQHGHOO¶LQQRYD]LRQH
QHLSDHVLWHU]LLQSDUWLFRODUHTXHOOLLQYLDGLVYLOXSSR
HVHUFLWDOHIXQ]LRQLGLYLJLODQ]DVXOO¶$JHQ]LDSHUO¶LQQRYD]LRQHWHFQRORJLFDGLFXLDOO¶DUWFRPPD
OHWWHUDG
GHOODOHJJHGLFHPEUHQ
FXUDOHVHJUHWHULHGHLFRPLWDWLLVWLWXLWLGDOGHFUHWROHJLVODWLYRPDU]RQ
GHOOH $PPLQLVWUD]LRQL &HQWUDOL
H QHOO·HURJD]LRQH GL SL HIÀFDFL
VHUYL]LSHUFLWWDGLQLHLPSUHVH
QHOODUHDOL]]D]LRQHGLSURJHWWLGL
SDUWLFRODUHULOHYDQ]DVWUDWHJLFDH
FRQWHQXWRLQQRYDWLYRSUHGLVSRQHQGR LO SLDQR VWUDWHJLFRWULHQQDOHGHLSURJHWWLHGHL
SULQFLSDOLLQWHUYHQWLGLVYLOXSSR
HJHVWLRQHGHLVLVWHPLLQIRUPDWLYLGHOOHDPPLQLVWUD]LRQL
SUHGLVSRQHQGR OH QRUPH WHFQLFKHDLVHQVLGHOO·DUWGHO&DG
L FULWHUL SHU OD SLDQLÀFD]LRQH OD
SURJHWWD]LRQH OD UHDOL]]D]LRQH
OD JHVWLRQH HG LO PDQWHQLPHQWR GHL VLVWHPL LQIRUPDWLYL GHOOH
SXEEOLFKHDPPLQLVWUD]LRQLQRQFKp FULWHUL SHU OD ORUR LQWHUFRQQHVVLRQHTXDOLWjHVLFXUH]]D
QHOOD FRQGX]LRQH GHL UDSSRUWL
LQWHUQD]LRQDOL LQ PDWHULD GL LQQRYD]LRQHHGLJLWDOL]]D]LRQHGHOOD3XEEOLFD$PPLQLVWUD]LRQH
DA CNIPA A DIGITPA
'RSR XQ SULPR VFKHPD GL UHJRODPHQWR SHU LO ULRUGLQR GHO &HQWUR
1D]LRQDOH SHU O·,QIRUPDWLFD QHOOD
3XEEOLFD $PPLQLVWUD]LRQH &1,3$
 DSSURYDWR GDO &RQVLJOLR GHL
0LQLVWULQGHOIRQGDWR VXOO·DUWLFROR  FRPPL  H
GHOOD/HJJHGLFHPEUH
QÀQDQ]LDULD
OD/HJJH
Q GHO  FRQ O·$UWLFROR 
SRQHOHEDVLGHO'HFUHWR/HJLVODWLYR
 UHFDQWH ULRUJDQL]]D]LRQH
GHO&HQWUR1D]LRQDOHSHUO·LQIRUPDWLFDQHOOD3XEEOLFD$PPLQLVWUD]LRQH
FKHqVWDWRDSSURYDWRGDO&RQVLJOLR
GHL0LQLVWULQGHO
'LVHJXLWRVRQRLOOXVWUDWHLQHVWUHPD
VLQWHVLOHVRVWDQ]LDOLGLIIHUHQ]HWUDLO
&1,3$ H 'LJLW3$ (QWH SXEEOLFR
QRQ HFRQRPLFR FRQ FRPSHWHQ]D
QHOVHWWRUHGHOOH7HFQRORJLHGHOO·,QIRUPD]LRQH H GHOOD &RPXQLFD]LRQH
QHOO·DPELWR GHOOD SXEEOLFD DPPLQLVWUD]LRQH
/·(QWH RSHUHUj VHFRQGR OH GLUHWWLiged.it online 01.2010
YHSHUOÂ·DWWXD]LRQHGHOOHSROLWLFKHH
VRWWRODYLJLODQ]DGHO3UHVLGHQWHGHO
&RQVLJOLRGHL0LQLVWULRGHO0LQLVWUR
GHOHJDWR FRQ DXWRQRPLD WHFQLFD H
IXQ]LRQDOHDPPLQLVWUDWLYDFRQWDELOHÃ&#x20AC;QDQ]LDULDHSDWULPRQLDOH
/Â·(QWHVDUjSUHVLHGXWRGDXQ3UHVLGHQWHFRQFRPSLWLDQDORJKLDTXHOOL
DWWXDOL
,O&ROOHJLRDWWXDOPHQWHGLWUHFRPSRQHQWL
VDUjVRVWLWXLWRGDXQÂ´&RPLWDWR 'LUHWWLYRÂµ FRPSRVWR GDO
3UHVLGHQWHHGDWUHPHPEULFRQSRWHUL GL SURJUDPPD]LRQH LQGLUL]]R
FRQWUROOR H UHJROD]LRQH GHOOÂ·DWWLYLWj
GHOOÂ·(QWH
,O'LUHWWRUH*HQHUDOHDYUjFRQFRPSLWL SUHYDOHQWHPHQWH DPPLQLVWUDWLYL
HGLRUJDQL]]D]LRQHLQWHUQD
9LHQHLQÃ&#x20AC;QHLVWLWXLWRLO&ROOHJLRGHL
5HYLVRUL  PHPEUL QRPLQDWL GDO
3UHVLGHQWH GHO &RQVLJOLR GHL 0LQLVWUL
6DUj ULGRWWR LQROWUH LO SHUVRQDOH
FKHFRQWDRJJLFLUFDDGGHWWLFKH
VFHQGHUDQQRD
)HUPHUHVWDQGROHJLjGHÃ&#x20AC;QLWHIXQ]LRQL DVVHJQDWH DO 'LSDUWLPHQWR
SHU OD GLJLWDOL]]D]LRQH GHOOD SXEEOLFD DPPLQLVWUD]LRQH H OÂ·LQQRYD]LRQH
WHFQRORJLFD LQ WHUPLQL GL FRPSH-
WHQ]HOHQRYLWjSLVLJQLÃ&#x20AC;FDWLYHVRQR
UDSSUHVHQWDWHGDOODSHUGLWDGHOODUHVSRQVDELOLWjSHUODVWHVXUDGHOSLDQR
WULHQQDOHGHLSURJHWWLHGHLSULQFLSDOL
LQWHUYHQWLGLVYLOXSSRHJHVWLRQHGHL
VLVWHPL LQIRUPDWLYL DXWRPDWL]]DWL
GHOOHDPPLQLVWUD]LRQLIRUPDOPHQWH
WUDVIHULWD DO WUDVIHULWD DO 3UHVLGHQWH
GHO &RQVLJOLR GHL 0LQLVWUL R DO 0LQLVWUR GHOHJDWR GL IDWWR DO 'LSDUWLPHQWR SHU OD GLJLWDOL]]D]LRQH GHOOD
SXEEOLFD DPPLQLVWUD]LRQH H OÂ·LQQRYD]LRQH WHFQRORJLFD
 DQDORJR WUDVIHULPHQWRGLFRPSHWHQ]HqSUHYLVWR
SHUTXDQWRFRQFHUQHLUDSSRUWLFRQ
JOLRUJDQLGHOOH&RPXQLWjHXURSHHH
OD SDUWHFLSD]LRQH DG RUJDQLVPL FRPXQLWDUL HG LQWHUQD]LRQDOL LQ PDWHULDGL7HFQRORJLHGHOOÂ·,QIRUPD]LRQH
H GHOOD &RPXQLFD]LRQH QHOOÂ·DPELWR
GHOODSXEEOLFDDPPLQLVWUD]LRQH
/HULPDQHQWLIXQ]LRQLHFRPSLWLRJJL
DVVHJQDWLDO&1,3$VDUDQQRWUDVIHULWHD'LJLW3$
VRHGLÂ½SHU*DUDDSHUWD
VDUDQQRHOHYDWHDÂ½SHU
WUDWWDWLYD SULYDWD H D 
SHU$SSDOWRFRQFRUVRR*DUD
/DQRYLWjSLVLJQLÃ&#x20AC;FDWLYDLQÃ&#x20AC;QHULJXDUGDODSRVVLELOLWjGLSURSRUVLVXO
PHUFDWRFRQOÂ·RIIHUWDGLVHUYL]LSURGRWWLHNQRZKRZLQDOWUHSDUROHOD
Â´VSHUDQ]DÂµFKHVLSRVVDWUDVIRUPDUH
LQXQDUHDOWjSURGXWWLYDLQJUDGRGL
VYLOXSSDUH VROX]LRQL DG DOWR YDORUH
WHFQRORJLFR LQ JUDGR GL FRPSHWHUH
FRQ OH DOWUH D]LHQGH GL SURGRWWL LQIRUPDWLFL
$OWUD QRYLWj SUREDELOPHQWH OD SL
LQWHUHVVDQWH SHU OH D]LHQGH IRUQLWULFL
 q FKH VDUDQQR VHQVLELOPHQWH DO]DWHOHVRJOLHSHUOÂ·REEOLJDWRULHWjGHO
3DUHUHGLFRQJUXLWjOHDWWXDOLVRJOLH
GLÂ½SHUWUDWWDWLYDSULYDWD
GLÂ½SHU$SSDOWRFRQFRU-
*8GHOQ
$UWLFRORGHOOD/HJJHQGHORiorganizzazione del Centro nazionale per lâ&#x20AC;&#x2122;informatica nella pubblica amministrazione, del Centro di
formazione studi e della Scuola superiore della pubblica amministrazione
$OÃ&#x20AC;QHGLUHDOL]]DUHXQVLVWHPDXQLWDULRGLLQWHUYHQWLQHOFDPSR
GHOODIRUPD]LRQHGHLSXEEOLFLGLSHQGHQWLGHOODULTXDOLÃ&#x20AC;FD]LRQHGHOODYRURSXEEOLFRGHOOÂ·DXPHQWRGHOODVXDSURGXWWLYLWjGHOPLJOLRUDPHQWRGHOOHSUHVWD]LRQLGHOOHSXEEOLFKHDPPLQLVWUD]LRQLHGHOODTXDOLWjGHLVHUYL]LHURJDWLDLFLWWDGLQLHDOOHLPSUHVHGHOODPLVXUD]LRQH
GHLULVXOWDWLHGHLFRVWLGHOOÂ·D]LRQHSXEEOLFDQRQFKpGHOODGLJLWDOL]]D]LRQHGHOOHSXEEOLFKHDPPLQLVWUD]LRQLLO*RYHUQRqGHOHJDWRDG
DGRWWDUHVHFRQGROHPRGDOLWjHLSULQFuSLHFULWHULGLUHWWLYLGLFXLDOOÂ·DUWLFRORGHOODOHJJHPDU]RQHVXFFHVVLYHPRGLÃ&#x20AC;FD]LRQLHQWURGRGLFLPHVLGDOODGDWDGLHQWUDWDLQYLJRUHGHOODSUHVHQWHOHJJHXQRRSLGHFUHWLOHJLVODWLYLGLULDVVHWWRQRUPDWLYR
Ã&#x20AC;QDOL]]DWLDOULRUGLQRDOODWUDVIRUPD]LRQHIXVLRQHRVRSSUHVVLRQHDQFKHVXOODEDVHGLXQFRQIURQWRFRQOHUHJLRQLHJOLHQWLORFDOL
LQWHUHVVDWLDVDOYDJXDUGDUHRYHSRVVLELOHODSHUPDQHQ]DGHOOHVHGLJLjSUHVHQWLVXOWHUULWRULRDOÃ&#x20AC;QHGLJDUDQWLUHLOPDQWHQLPHQWRGHJOL
DWWXDOLOLYHOOLRFFXSD]LRQDOLGHO&HQWUR1D]LRQDOHSHUOÂ·,QIRUPDWLFDQHOOD3XEEOLFD$PPLQLVWUD]LRQH&1,3$
GHO&HQWURGL)RUPD]LRQH6WXGL)250(=
HGHOOD6FXRODVXSHULRUHGHOODSXEEOLFDDPPLQLVWUD]LRQH663$
VHFRQGRLVHJXHQWLSULQFuSLHFULWHULGLUHWWLYLD
ULGHÃ&#x20AC;QL]LRQHGHOOHPLVVLRQLHGHOOHFRPSHWHQ]HHULRUGLQRGHJOLRUJDQLLQEDVHDSULQFuSLGLHIÃ&#x20AC;FLHQ]DHIÃ&#x20AC;FDFLDHGHFRQRPLFLWj
DQFKHDOÃ&#x20AC;QHGLDVVLFXUDUHXQVLVWHPDFRRUGLQDWRHFRHUHQWHQHOVHWWRUHGHOODIRUPD]LRQHHGHOODUHLQJHJQHUL]]D]LRQHGHLSURFHVVL
SURGXWWLYL GHOOD SXEEOLFD DPPLQLVWUD]LRQH FHQWUDOH H GHOOH DPPLQLVWUD]LRQL ORFDOL E
 WUDVIRUPD]LRQH IXVLRQH R VRSSUHVVLRQH GHJOL RUJDQLVPL GL FXL DO SUHVHQWH FRPPD LQ FRHUHQ]D FRQ OD ULGHÃ&#x20AC;QL]LRQH GHOOH FRPSHWHQ]H GHJOL VWHVVL DL VHQVL GHOOD OHWWHUD D
UDFFRUGR FRQ OH DOWUH VWUXWWXUH DQFKH GL QDWXUD SULYDWLVWLFD RSHUDQWL QHO VHWWRUH GHOOD IRUPD]LRQH H GHOOÂ·LQQRYD]LRQH WHFQRORJLFD G
 ULDOORFD]LRQH GHOOHULVRUVH XPDQH H Ã&#x20AC;QDQ]LDULH LQ UHOD]LRQH DOOD ULRUJDQL]]D]LRQH H DOOD UD]LRQDOL]]D]LRQH GHOOHFRPSHWHQ]H
Â«RPLVVLVÂ«
EDVWDFRQLIDVFLFROLSROYHURVL
HSHULFRORVLGHJOLDUFKLYLGLFDUWD
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,*65;9(**0()030;(Â».(9(5;0;(!=0(:;(5+(9+0:69-0+,-694(;6?437,90+6*<4,5;0
Il ruolo della Lettura Ottica
nellâ&#x20AC;&#x2122;emergenza terremoto
ROBERTO PUCINO
Gli eventi sismici del 6 Aprile 2009
che hanno interessato lâ&#x20AC;&#x2122;Italia centrale, ed in particolare la provincia
de Lâ&#x20AC;&#x2122;Aquila, hanno richiesto un intervento quanto mai tempestivo ed
HIĂ&#x20AC;FDFHDOĂ&#x20AC;QHGLDFFHOHUDUHLWHPSL
necessari a ristabilire una situazione
di vivibilitĂ e sostenibilitĂ per la popolazione colpita.
Uno dei primi compiti della Protezione Civile, preposta alla gestione
dellâ&#x20AC;&#x2122;emergenza, Ă¨ stato quello di
determinare lâ&#x20AC;&#x2122;entitĂ dei fabbisogni
alloggiativi per i cittadini con abita-
zioni dichiarate di classe â&#x20AC;&#x153;Eâ&#x20AC;? o â&#x20AC;&#x153;Fâ&#x20AC;?,
cioĂ¨ le abitazioni che hanno subito
danni di entitĂ tale da non risultare
agibili. Per queste famiglie Ă¨ stata
predisposta lâ&#x20AC;&#x2122;assegnazione di nuclei
abitativi da utilizzare in â&#x20AC;&#x153;comodato
GÂˇXVRÂľĂ&#x20AC;QRDGHPHUJHQ]DFRQFOXVD
chiari e semplici da compilare, ma
contemporaneamente ottimizzati
per il riconoscimento automatico.
Un modulo perfettamente ottimizzato per la lettura ottica deve essere strutturato in modo da agevolare
l’elaborazione da parte del software
applicativo e garantire così il massimo livello di riconoscimento possibile, ma allo stesso tempo deve
risultare chiaro e di semplice compilazione da parte dell’utente. Specie quando i dati da indicare sono
di grande importanza (in occasione
di un censimento, come in questo
caso, ma anche nel caso di un questionario sulla cui base determinare
l’attribuzione di un punteggio) un
modulo ben progettato risulta fonGDPHQWDOHDLÀQLGHOUDJJLXQJLPHQto dell’obiettivo di fondo, rappresentato dal minimizzare il tempo di
rilevazione e massimizzare la qualità
La necessità di poter raccogliere
queste informazioni nel minor tempo possibile ha richiesto l’utilizzo di
un’avanzata soluzione di riconoscimento ottico, in grado di estrarre
in modalità automatica i dati dalla
modulistica, garantendo il massimo
livello qualitativo delle informazioni raccolte con il minimo sforzo in
Figura 1 - Un modulo ben equilibrato, chiaro ed intuitivo, ottimizzato per la lettu- termini di tempo. La soluzione sofUDRWWLFDFRQFULWHULVFLHQWLÀFLHGDOGHVLJQSXOLWRHGHOHJDQWH
tware utilizzata è stata Recogniform
Reader, il software evoluto di lettura
ottica prodotto da Recogniform TeL’attribuzione di questi alloggi ha di raccolta anche presso le tendopoli chnologies SpA, punto di riferimenrichiesto un censimento prelimina- ed è stata fornita assistenza ai citta- to del mercato italiano.
re della popolazione così da deter- dini in merito alle fasi di valutazione Così come un modulo ottimizzato
per la lettura ottica costituisce un
minare una graduatoria sulla scorta e compilazione, con particolare cura
RWWLPRSXQWRGLSDUWHQ]DDLÀQLGHO
delle necessità di ciascun nucleo fa- ed attenzione alle persone anziane o
successo di un progetto di data capLQGLIÀFROWj
miliare da assistere.
/·DWWLYLWj GL SURJHWWD]LRQH JUDÀFD ture, essenziale è anche l’adozione
Tale censimento è avvenuto meGHOODPRGXOLVWLFDqVWDWDDIÀGDWDDOOD di una soluzione software potente
diante la compilazione di un modulo
Recogniform Technologies SpA, H ÁHVVLELOH FKH SHUPHWWD O·HODERUDcartaceo, appositamente realizzato, azienda italiana leader nel campo zione di un elevato numero di dola cui distribuzione e raccolta sono della lettura ottica, con l’obiettivo di cumenti con il minimo sforzo e con
state curate direttamente dalla Prote- realizzare a tempo di record moduli la massima velocità, garantendo al
100% la correttezza dei dati estratti.
zione Civile: sono stati istituiti punti
Figura 2 - Unâ&#x20AC;&#x2122;interfaccia ergonomica e funzionale consente un rapido confronto tra quanto riconosciuto con quanto effettiYDPHQWHVFULWWRVXOGRFXPHQWRQHLFDVLVRVSHWWL
Facendo riferimento alla modulistica utilizzata per il censimento, Ă¨
stata necessario riconoscere caselle
di marcatura (OMR) ed una grande
quantitĂ di dati manoscritti, ovvero compilati â&#x20AC;&#x153;a manoâ&#x20AC;? (ICR). Un
ruolo fondamentale Ă¨ stato dunque
svolto dal motore di riconoscimento del manoscritto, addestrato speFLĂ&#x20AC;FDPHQWH SHU OR VWLOH GL VFULWWXUD
italiano che, come Ă¨ noto, risulta
VXIĂ&#x20AC;FLHQWHPHQWH GLYHUVR GD TXHOOR
dâ&#x20AC;&#x2122;oltreoceano (si pensi ad esempio
ai numeri 1, 4, 7, etcâ&#x20AC;Ś ). Le performances di riconoscimento sarebbero state fortemente penalizzate utilizzando motori di riconoscimento
â&#x20AC;&#x153;stranieriâ&#x20AC;? di terze parti.
Altro aspetto importante da non
sottovalutare Ă¨ la semplicitĂ dâ&#x20AC;&#x2122;uso
della soluzione di lettura ottica adottata che, grazie ad una interfaccia
amichevole ed intuitiva, Ă¨ stata utilizzata da personale della Protezione
Civile che Ă¨ diventato immediata- allâ&#x20AC;&#x2122;altro senza la sicurezza di un tetmente operativo dopo solo poche to sotto cui poter dormire, pensare,
ore di addestramento.
Recogniform Technologies SpA Ă¨
La possibilitĂ di installare piĂš scan- stata felice di dare il suo contributo
ner per eseguire lâ&#x20AC;&#x2122;acquisizione dei DO VXFFHVVR GL TXHVWR GLIĂ&#x20AC;FLOH SURdocumenti in parallelo e di installare getto, lusingandosi di ricevere atpiĂš postazioni di validazione/corre- testazione di stima e gratitudine da
zione ha permesso di ottimizzare il parte della Presidenza del Consiglio
lavoro in base alle risorse disponibili dei Ministri e dal dipartimento della
ed alle esigenze del momento, ge- Protezione Civile.
stendo al meglio i picchi di lavorazione.
Lâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo della lettura ottica a seguito degli eventi sismici del 6 Aprile
2009 ha dunque consentito di velocizzare i tempi di raccolta ed estrazione delle informazioni relative alla
popolazione assistita, agevolando la
determinazione del fabbisogno della popolazione colpita dal terremoto ROBERTO PUCINO
H OD GHĂ&#x20AC;QL]LRQH GL XQD JUDGXDWRULD
DL Ă&#x20AC;QL GHOOÂˇDWWULEX]LRQH GL XQD FDVD Product Specialist di
a chi si Ă¨ ritrovato da un momento Recogniform Technologies
OMAT Milano: i dati aziendali
Torna OMAT, la principale mostra convegno italiana dedicata alla gestione elettronica di documenti e informazioni; appuntamento a Milano il 30 marzo e 31 marzo. www.omat360.it/mi10.
Uno studio di IDC (leader mondiale nellâ&#x20AC;&#x2122;ambito della ricerca nei settori dellâ&#x20AC;&#x2122;information technology)
prevede che le informazioni digitali
create a livello mondiale raggiungeranno, nel 2011, lâ&#x20AC;&#x2122;enorme cifra di
1.8 Zettabyte (migliaia di Esabyte).
Tra queste, il 30% sarĂ generato direttamente dallâ&#x20AC;&#x2122;attivitĂ di aziende e
organizzazioni, ma oltre lâ&#x20AC;&#x2122;80% sarĂ comunque di loro competenza.
Ă&#x2039;TXLQGLHYLGHQWHFRPHODYHUDVĂ&#x20AC;GD
di questo secolo sia riuscire a gestiUH H FRQVHUYDUH LQ PRGR HIĂ&#x20AC;FLHQWH
questa â&#x20AC;&#x153;valanga digitaleâ&#x20AC;? e impiegaUH QHO PRGR SL HIĂ&#x20AC;FDFH L GDWL JHnerati.
)DWWXUH WHVWL HPDLO FHUWLĂ&#x20AC;FDWL RU-
dini, immagini e video fanno ormai
parte a pieno titolo del patrimonio
aziendale: un patrimonio tanto vasto quanto, spesso, male utilizzato.
Suddivisa in convegni, tavole rotonde e unâ&#x20AC;&#x2122;area espositiva, OMAT Milano rappresenta un appuntamento
Per capire come incanalare e sfrut- Ă&#x20AC;VVRSHUWXWWLLSURIHVVLRQLVWLGHOVHWWDUHDOPHJOLRLOĂ XVVRGLGDWLGLJLWDOL tore, unâ&#x20AC;&#x2122;occasione per fare il punto
che ogni azienda crea e riceve ogni sullo stato della normativa italiana e
giorno, torna lâ&#x20AC;&#x2122;appuntamento con internazionale, sulle migliori case hiOMAT, lâ&#x20AC;&#x2122;evento che dal 1990 riuni- story e sugli sviluppi futuri.
sce aziende, istituzioni, accademici,
utenti ed esperti per discutere attor- Tra le novitĂ di questâ&#x20AC;&#x2122;anno, Ă¨ in arrino allo stesso tavolo.
vo il Decreto attuativo per la fatturazione elettronica nei confronti della
La prossima edizione di OMAT 3$ FKH GHĂ&#x20AC;QLVFH PRGDOLWj H WHPSL
si terrĂ a Milano il 30 e 31 marzo con cui pubbliche amministrazioni
presso lâ&#x20AC;&#x2122;Atahotel Exectuve. Il sito centrali e fornitori dello Stato doInternet della manifestazione Ă¨ vranno adeguarsi: un importante
passo avanti nel processo normativo italiano, che verrà analizzato a
OMAT con l’apporto dei legislatori
coinvolti e messo in relazione con la
Sono attesi a breve anche il DPCM
conservazione della memoria digitale e il Decreto Legislativo con le
PRGLÀFKH DO &RGLFH GHOO·DPPLQLstrazione digitale richieste dalla legge 69/2009.
LQPDWHULDGLVHPSOLÀFD]LRQHGHLUDSporti della Pubblica amministrazione con cittadini e imprese”, il quale
La partecipazione è gratuita previa
iscrizione; per maggiori informazioni, aggiornamenti e per iscriversi a
OMAT Milano, si rimanda al sito
internet www.omat360.it/mi10.
In questo momento il programma
dei convegni di OMAT Milano 2010
qLQIDVHGLGHÀQL]LRQHHFFRORVFKHma preliminare.
A breve verrà pubblicato il proJUDPPD GHÀQLWLYR FRQ OH DJHQGH
dettagliate; allo stesso modo, ver- STEFANO FORESTI
UDQQR GHÀQLWH OH SUHVHQ]H LQ DUHD
Communication management, ITER
COME GESTIRE IL PATRIMONIO DI DATI E INFORMAZIONI DIGITALI
PER GENERARE EFFICIENZA, INNOVAZIONE E COMPETITIVITÀ
APPLICAZIONI E SERVIZI IN SANITÀ:
ESPERIENZE, SOLUZIONI E PROSPETTIVE
APPLICAZIONI E SERVIZI PER GESTIRE
STRATEGIE E STANDARD DI
RIFERIMENTO PER PROTEGGERE E
CONSERVARE LA MEMORIA DIGITALE
Mercoledì 31 marzo - secondo giorno
LE NORME OGGI, DOMANI E DOPODOMANI:
CONTINUA IL DIALOGO TRA GIURISTI E TECNICI
APPLICAZIONI E TECNOLOGIE PER LA PROTEZIONE
E CONSERVAZIONE DELLE INFORMAZIONI DIGITALI
management della divisione Public
Sector & Finance, con la responsabilitĂ della gestione e dello sviluppo
commerciale - in ambito nazionale
CAMBIO DI POLTRONE IN
- dei mercati Pubblica AmminiCASA SIAV
strazione Centrale e Locale, SanitĂ Nuove nomine e una rinnovata or- Pubblica e Finance. I comparti Inganizzazione interna per lâ&#x20AC;&#x2122;azienda dustria, Servizi, Commercio, Produpadovana. Il 2010 porta con sĂŠ una zione, Telecomunicazioni, Logistica,
ventata di cambiamenti organizzati- SanitĂ Privata, Professionisti, Assovi per Siav S.p.A., la societĂ di RubĂ - ciazioni, Artigianato, Partiti Politici,
no (Padova) che progetta e sviluppa sempre in ambito nazionale, sono
soluzioni software e offre servizi invece raggruppati sotto la divisione
di consulenza e outsourcing per la Industry & Soho, la cui responsabidematerializzazione dei documenti litĂ compete a Rita Armati, giĂ Sales
cartacei, lâ&#x20AC;&#x2122;organizzazione dei pro- Manager.
cessi documentali, la gestione dei
processi di e-Government, la con- Giovanni Seno, Amministratore Deservazione del patrimonio storico e legato di Siav S.p.A., commenta cosĂŹ
il nuovo funzionigramma aziendaartistico.
le: â&#x20AC;?La nuova organizzazione nasce
La riorganizzazione prevede lâ&#x20AC;&#x2122;istitu- nellâ&#x20AC;&#x2122;ottica di avvicinare sempre piĂš
zione di nuove divisioni e cambi di le competenze dellâ&#x20AC;&#x2122;azienda al merpoltrona, sotto la diretta responsabi- cato e ai clienti, offrendo a questi
ultimi interlocutori specializzati nellitĂ dellâ&#x20AC;&#x2122;AD Giovanni Seno.
lâ&#x20AC;&#x2122;affrontare le tematiche peculiari del
Con la neonata direzione Foreign loro core-businessâ&#x20AC;?.
,QIR&HUWLOSULPR(QWH&HUWLĂ&#x20AC;FDWRUH
LQ,WDOLDFRQWUHPLOLRQLGLFHUWLĂ&#x20AC;FDWL
GLĂ&#x20AC;UPDGLJLWDOHFHQWRYHQWLPLODFDVHOOHGL3RVWD(OHWWURQLFD&HUWLĂ&#x20AC;FDWD
e oltre duecento milioni di documenti conservati in modalitĂ sostitutiva, annuncia il debutto odierno
sul mercato di LegalForm, la soluzione per una gestione completa,
HIĂ&#x20AC;FLHQWH H VLFXUD GHOOD PRGXOLVWLFD
Erogato da InfoCert in modalitĂ ASP, con LegalForm si possono
pubblicare e compilare i moduli on
line nonchĂŠ consultare ed elaborare
/ÂˇHIĂ&#x20AC;FLHQ]D LO ULVSDUPLR H OD VLFXrezza della nuova soluzione si comELQDQRFRQODĂ HVVLELOLWjHOÂˇHIĂ&#x20AC;FDFLD
dei processi di raccolta di dati, che
possono essere aggregati nella forma piĂš utile per la loro lavorazione.
La compilazione avviene senza alcuna installazione di software, Ă¨ molto agevole grazie a unâ&#x20AC;&#x2122;interfaccia di
immediato utilizzo ed Ă¨ effettuabile
in piĂš momenti, mediante la visua0DUNHW 6LDY DSUH XQÂˇDSSRVLWD Ă&#x20AC;QHRestano
relizzazione dellâ&#x20AC;&#x2122;elenco dei moduli
stra di dialogo con lâ&#x20AC;&#x2122;estero per lâ&#x20AC;&#x2122;instanti
precedentemente compilati e del reternazionalizzazione e lo sviluppo
lativo stato di lavorazione.
del business. A guidarla Ă¨ Erich BuVRQDFXLqDIĂ&#x20AC;GDWDODUHVSRQVDELOL- Voltan alla Human Resources, DatĂ commerciale per i mercati esteri, niele Rampazzo alla direzione Finan- LegalForm gestisce moduli compiinclusa la selezione dei partner e la ce & Administration, Loris Scanfer- labili in formato PDF indipendenteGHĂ&#x20AC;QL]LRQHGHJOLDFFRUGLGLFROODER- la al Marketing e Gennaro Di Pietro mente dallo strumento utilizzato per
alla divisione Beni Culturali.
ODORURFUHD]LRQHHV2SHQ2IĂ&#x20AC;FH
campi da compilare possono essere
stringhe alfanumeriche su una o piĂš
$6WHIDQR1DOHVVRqDIĂ&#x20AC;GDWDODQXRYD
righe, date, menĂš a tendina, menĂš a
divisione Products & Offering, con
scelta singola o multipla, check box,
la responsabilitĂ dello sviluppo dei
prodotti, dei servizi di outsourcing e
del delivery dei progetti per la soddiâ&#x20AC;&#x153;Siamo convinti che la nostra soluzione
sfazione della domanda di mercato.
sarĂ presto apprezzata dal mercato, perchĂŠ
Eâ&#x20AC;&#x2122; la Divisione che funge da motore
Ă¨ la risposta ad unâ&#x20AC;&#x2122;esigenza reale. Crediaper la promozione di alleanze volte DA INFOCERT, ECCO
mo, infatti, che LegalForm sia davvero
allo sviluppo commerciale delle va- LEGALFORM: LA SOLUZIONE
lâ&#x20AC;&#x2122;ideale per le Pubbliche Amministrazioni,
rie â&#x20AC;&#x153;Business Unitâ&#x20AC;? e che presiede
le imprese, le associazioni e gli ordini proanche alla gestione della scuola di
fessionali che vogliono ricevere le richieste di
clienti, soci o partner ed evaderle in modo
Andrea Venturato passa invece al
semplice e intuitivo, con abbattimento dei
UH LQ PDQLHUD VHPSOLFH HG HIĂ&#x20AC;FDFH
grazie a LegalCycle, mentre la loro
integritĂ , leggibilitĂ e accessibilitĂ nel tempo puĂ˛ essere garantite da
LegalDoc, la soluzione per la conLe organizzazioni, che adottano Le- servazione sostitutiva a norma di
galForm, possono pubblicare auto- legge.
nomamente, facilmente e in modo
SURĂ&#x20AC;ODWRQXRYLPRGXOLRQOLQHVWDbilendo in questa fase lâ&#x20AC;&#x2122;eventuale
REEOLJDWRULHWjGHOODĂ&#x20AC;UPDGLJLWDOHGD
apporre al momento della compilazione oppure la protocollazione automatica dei moduli compilati.
LE IMPRESE DI MEDIE DICon LegalForm, i moduli sono acMENSIONI SONO ALLâ&#x20AC;&#x2122;AVANcessibili in modo diretto da un link
che puĂ˛ essere pubblicato sul sito GUARDIA NELLâ&#x20AC;&#x2122;AFFRONTARE
LA COMPLESSITĂ&#x20AC; DEI DATA
internet scelto dal Cliente.
I dati richiesti vengono raccolti in CENTER, SECONDO LA RICERpiena sicurezza e tracciabilitĂ , dopo CA â&#x20AC;&#x153;STATE OF DATA CENTER
che gli utenti sono stati opportuna- 2010â&#x20AC;? DI SYMANTEC
PHQWHULFRQRVFLXWLHSURĂ&#x20AC;ODWLGD/HgalForm.
La lavorazione delle pratiche, il cui ha presentato i risultati del report
â&#x20AC;&#x153;statoâ&#x20AC;? Ă¨ monitorato per facilitarne 2010 â&#x20AC;&#x153;State of the Data Centerâ&#x20AC;?.
lâ&#x20AC;&#x2122;evasione, si svolge con alti livelli di La terza edizione dello studio deriservatezza, giacchĂŠ i moduli com- dicato allo stato del data center ha
pilati sono visualizzabili solo dagli evidenziato come le medie imprese
operatori espressamente autorizzati. (da 2.000 a 9.999 dipendenti) siano
molto piĂš inclini rispetto alle grandi
LegalForm Ă¨ integrabile con tutte le e alle piccole realtĂ a implementare
altre soluzioni InfoCert che gesti- tecnologie rivoluzionarie quali cloud
scono lâ&#x20AC;&#x2122;intero ciclo di vita dei docu- computing, deduplicazione, replicamenti.
zione, virtualizzazione dello storage
Con Legalmail, i moduli compilati e protezione continuativa dei dati allo
possono essere inviati in maniera scopo di ridurre i costi IT e gestire
elettronica, sicura e tracciata me- complessitĂ crescenti. Gli ambienti
GLDQWH 3RVWD (OHWWURQLFD &HUWLĂ&#x20AC;FD- data center appartenenti a questa
ta, mentre con la Business Key e i fascia di imprese svolgono innumeFHUWLĂ&#x20AC;FDWLLQHVVDFXVWRGLWLFLVLSXz revoli attivitĂ e gli IT manager che
autenticare per lâ&#x20AC;&#x2122;accesso al sistema li gestiscono prevedono grandi camLegalForm e poi apporre la Firma biamenti nel corso del 2010, sia in
Digitale sui moduli compilati.
termini propriamente di data center,
I moduli ricevuti possono essere sia in termini di nuove applicazioprotocollati automaticamente grazie ni. Altro elemento particolarmente
alla soluzione di Protocollo Infor- importante per le aziende di medie
dimensioni Ă¨ quello riguardante lo
staff e la relativa formazione. Rea,QĂ&#x20AC;QH OD ULFHUFD OD FRQVXOWD]LRQH lizzato nel novembre 2009, lo studio
lâ&#x20AC;&#x2122;assegnazione e la lavorazione dei si basa sullâ&#x20AC;&#x2122;esito di 1.780 interviste
moduli compilati possono avvenitempi di lavorazione e dei costi di gestione
delle pratiche cartaceeâ&#x20AC;?, commenta FaELDQD 9XGDĂ&#x20AC;HUL 'LUHWWRUH 0DUNHting e Sviluppo Mercato.
con manager di data center operanti
in aziende di 26 Paesi.
â&#x20AC;&#x153;Nonostante le aziende di medie dimensioni abbiano la tendenza a valutare
in maniera positiva e, quindi, adottare
rapidamente le nuove tecnologie rispetto
alle grandi organizzazioni, devono ancora scontrarsi con la complessitĂ dei data
center, derivante dalle nuove azioni intrapreseâ&#x20AC;?, afferma Deepak Mohan,
Management Group di Symantec.
â&#x20AC;&#x153;Standardizzare le piattaforme cross cosĂŹ
da gestire in maniera automatica tecnologie
e processi porterĂ immediatamente a una
sensibile riduzione dei costi e renderĂ , nel
lungo periodo, i migliori risultati di businessâ&#x20AC;?.
â&#x20AC;˘ Le imprese di medie dimensioni
sono molto piĂš aggressive e innovative rispetto a quelle di piccole o grandi dimensioni; un approccio che le porta a investire
in maniera rilevante nelle nuove
tecnologie quali il cloud computing, la replicazione e la deduplicazione, con tassi dellâ&#x20AC;&#x2122;11-17%
superiori rispetto alle altre due
â&#x20AC;˘ La complessitĂ e lâ&#x20AC;&#x2122;eccessiva
quantitĂ di applicazioni sono le
due preoccupazioni piĂš sentite;
conta, infatti, nel proprio data
center dieci o piĂš attivitĂ considerate â&#x20AC;&#x153;in qualche misuraâ&#x20AC;? o
â&#x20AC;&#x153;assolutamenteâ&#x20AC;?
mentre nel 50% dei casi sono
state segnalate previsioni di cambiamenti rilevanti che verranno
apportati ai data center durante
il 2010. La metĂ delle imprese
oggetto dello studio ha affermato che il numero di applicazioni
sta aumentando abbastanza rapidamente e che risulta sempre
SLGLIĂ&#x20AC;FLOHHRQHURVRULVSHWWDUH
i parametri Service Level Agreeiged.it online 01.2009
ment (SLA). Un terzo di tutte le
aziende intervistate ha rivelato
come la produttivitĂ dei dipendenti venga ostacolata e frenata
dalle troppe applicazioni presenti. Oltre al problema della complessitĂ , Ă¨ emerso anche quello
dellâ&#x20AC;&#x2122;incessante aumento dei dati
che, per il 71% delle aziende,
determina lâ&#x20AC;&#x2122;implementazione di
tecnologie di riduzione delle informazioni, come ad esempio la
Sicurezza, backup e recovery,
e virtualizzazione rappresentano
le tre principali iniziative previste
SHULOHVVHQGRVWDWHGHĂ&#x20AC;QLte come â&#x20AC;&#x153;in qualche misuraâ&#x20AC;? o
â&#x20AC;&#x153;assolutamenteâ&#x20AC;? rilevanti rispettivamente dallâ&#x20AC;&#x2122;85%, dal 79% e
dal 76% degli intervistati.
Le questioni legate allo staff e
ai budget restano anchâ&#x20AC;&#x2122;esse in
primo piano, con la metĂ delle
imprese che ammette di essere
Â´LQ TXDOFKH PLVXUDÂľ R Â´VLJQLĂ&#x20AC;cativamenteâ&#x20AC;? carenti di personale. Lâ&#x20AC;&#x2122;allocazione del budget e
ODULFHUFDGLSHUVRQDOHTXDOLĂ&#x20AC;FDto costituiscono le due maggiori
problematiche in ambito recruiting. Il 76% delle imprese oggetto dello studio avrĂ nel 2010
la stessa quantitĂ di posizioni
aperte o piĂš.
Lo studio ha messo in luce possibile un margine di miglioramento per il disaster recovery.
Un terzo dei piani di disaster
recovery non Ă¨ documentato o
necessita comunque di lavoro e
spesso non include elementi IT
importanti come il cloud computing, i server virtuali e le sedi
remote. A questo si aggiunge il
fatto che piĂš di un terzo delle
imprese non ha rinnovato le valutazioni di tali piani negli ultimi
La protezione delle macchine
virtuali resta anche questo un
tema rilevante per le aziende,
con lâ&#x20AC;&#x2122;82% pronte a prendere in
considerazione, nel 2010, le tecnologie virtual machine. In tema
di protezione dati delle macchiQHYLUWXDOLODVĂ&#x20AC;GDPDJJLRUHFLtata dagli intervistati Ă¨ data dal
recovery granulare allâ&#x20AC;&#x2122;interno
delle immagini delle macchine
Il software che supporta ambienti
eterogenei svolge un ruolo rilevante
per le imprese di medie dimensioni
FKH GHGLFDQR VLJQLĂ&#x20AC;FDWLYL LQYHVWLmenti in nuove tecnologie, ma che
normalmente non possiedono le
competenze professionali presenti
invece presso le grandi aziende.
La deduplicazione deve essere implementata il piĂš vicino possibile
DOOD IRQWH GHOOÂˇLQIRUPD]LRQH DO Ă&#x20AC;QH
di eliminare la problematica della ridondanza dei dati e ridurre i costi di
reti e storage.
Gli amministratori dei data center
devono poter gestire lo storage su
ambienti server e storage eterogenei in modo tale da non dover piĂš
procedere con acquisti in questo
ambito sfruttando lâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo di nuove tecnologie come la gestione delle
risorse, il thin provisioning, la deduplicazione, la virtualizzazione, la
protezione continuativa dei dati e il
recovery. Le imprese che sapranno
adottare un approccio di tipo olistico potranno controllare lâ&#x20AC;&#x2122;aumento
del budget storage rimandando gli
acquisti al riguardo.
prive di conseguenze sulle normali
Ă&#x2C6; auspicabile implementare una
piattaforma unica e centralizzata per
ODSURWH]LRQHGHOOHPDFFKLQHĂ&#x20AC;VLFKH
H YLUWXDOL DO Ă&#x20AC;QH GL VHPSOLĂ&#x20AC;FDUH OD
OPEN TEXT MIGLIORA Lâ&#x20AC;&#x2122;INTEGRAZIONE CON LE SOLUZIONI
SAPÂŽ ALLâ&#x20AC;&#x2122;INTERNO DELLA
SUITE ECM GRAZIE A PROCESSI DI BUSINESS CONTENTENRICHED
Open Textâ&#x201E;˘ Corporation (NASDAQ: OTEX, TSX: OTC), leader
globale nellâ&#x20AC;&#x2122;Enterprise Content Management (ECM), annuncia di aver
aggiornato il proprio portafoglio di
soluzioni per le applicazioni SAPÂŽ.
Tali aggiornamenti incrementano
il valore per i clienti e aumentano
la produttivitĂ degli utenti con miglioramenti a livello dei processi di
business grazie una piĂš profonda
integrazione con qualsiasi tipologia
Lâ&#x20AC;&#x2122;integrazione dei processi di business con i contenuti accresce la produttivitĂ ; gli utenti ad esempio non
saranno piĂš costretti a interrompere
una transazione importante per cercare documenti o altre informazioni
di supporto. Questo nuovo livello di
integrazione garantisce una disponibilitĂ delle informazioni quando e
dove necessario; in questo modo la
Nonostante sia un prezioso stru- Suite ECM di Open Text contribuimento a supporto, il test di disaster rĂ ulteriormente alle generali perrecovery rischia perĂ˛ di produrre un formance di business, aumenterĂ la
forte impatto sul business. Per que- qualitĂ delle operazioni, rafforzerĂ sta ragione, le aziende dovrebbero
la conformitĂ e ridurrĂ il TCO (total
ricorrere a metodologie di collaudo
Negli ultimi dieci anni, Open Text
si Ă¨ posizionato come il fornitore
ECM leader tra i clienti SAP sia per
quanto riguarda lâ&#x20AC;&#x2122;ampia base clienti
sia per la propria completa offerta
$Ă&#x20AC;QH6$3$*H2SHQ7H[W
hanno annunciato unâ&#x20AC;&#x2122;altra estensione della loro collaborazione; SAP ha
infatti scelto Open Text Extended
ECM per le soluzioni SAP rivolte alla rivendita, chiamando questo
prodotto SAP Extended Enterprise Content Management (SAP Extended ECM) application by Open
â&#x20AC;&#x153;Lo sviluppo costante unitamente a innovazioni avanzate e costanti sono stati fattori fondamentali che hanno contribuito al
nostro successo presso i clienti SAP a livel- â&#x20AC;˘
lo globale,â&#x20AC;? afferma Patrick Barnert,
in Open Text. â&#x20AC;&#x153;La recente decisione di
SAP di espandere il reseller agreement
testimonia la leadership di Open Text
nel mercato ECM; continuiamo infatti a
rafforzare le nostre offerte ECM leader
di mercato a supporto delle applicazioni
SAPâ&#x20AC;?.
Open Text Extended ECM distribuisce unâ&#x20AC;&#x2122;integrazione nativa di contenuto allâ&#x20AC;&#x2122;interno dei processi business di SAP. Lâ&#x20AC;&#x2122;approvvigionamento,
la gestione delle risorse aziendali,
i servizi professionali, la gestione
della qualitĂ , la manutenzione degli
impianti e molti altri processi che dipendono in modo considerevole dai
documenti o dalle immagini scanneUL]]DWHEHQHĂ&#x20AC;FLDQRLQPRGRVLJQLĂ&#x20AC;cativo di Extended ECM. I miglioramenti alla Suite ECM di Open Text â&#x20AC;˘
per le soluzioni SAP comprendono
Globalizzazione e Servizi Condivisi nellâ&#x20AC;&#x2122;area Accounts Payable - Open Text Vendor Invoice
Management aggiunge un numero di funzionalitĂ per supportare i clienti a creare centri
di servizi globali condivisi per
lâ&#x20AC;&#x2122;accounts payable. Per esempio, i clienti possono integrare
virtualmente diversi sistemi di
back-end in unâ&#x20AC;&#x2122;unica implementazione federata basata sulla soluzione SAP. Da evidenziare Ă¨
lâ&#x20AC;&#x2122;integrazione della funzionalitĂ di riconoscimento ottico dei caratteri (OCR) con lâ&#x20AC;&#x2122;applicazione
SAP ERP quale componente
integrato. CiĂ˛ permette un ciFOR RUGLQHIDWWXUD VLFXUR H Ă XLdo. Una dashboard che mostra i
processi analitici fornisce ai manager unâ&#x20AC;&#x2122;idea della produttivitĂ GHJOL XWHQWL H GHOOÂˇHIĂ&#x20AC;FLHQ]D GHO
&RQIRUPLWjGHLĂ&#x20AC;OHGHOSHUVRQDle, gestione della retention - La
gestione automatica della retention Ă¨ una delle piĂš innovative
e importanti novitĂ allâ&#x20AC;&#x2122;interno
della nuova versione; lâ&#x20AC;&#x2122;obiettivo
Ă¨ di aiutare le organizzazioni ad
essere conformi con piĂš facilitĂ alle normative interne ed esterne, come la BDSG in Germania,
il Data Protection Act 1998 nel
Regno Unito e il Chapter 357-22
WAC negli Stati Uniti. Unâ&#x20AC;&#x2122;altra
QRYLWj VLJQLĂ&#x20AC;FDWLYD q OÂˇLQWHJUDzione di funzioni di â&#x20AC;?fai da teâ&#x20AC;?
per i dipendenti e per i manager
come caratteristiche standard.
Questi elementi self-service
contribuiscono ad aumentare
OÂˇHIĂ&#x20AC;FLHQ]DGHLSURFHVVLFRQVHQtendo agli interessati autorizzati
di accedere direttamente alle informazioni.
FunzionalitĂ di Servizio e di CallCenter in SAP CRM - Lâ&#x20AC;&#x2122;ultima
versione di Open Text Customer Information Management
migliora lâ&#x20AC;&#x2122;integrazione con il
CRM di SAP con particolare attenzione al centro di interazione
col cliente. Per esempio, nuove
funzionalitĂ di miniatura e anteprima dei documenti permettono agli addetti del call center
di individuare e accedere velocemente a documenti rilevanti, rivedere informazioni importanti
e, inoltre, consultare e supportare i clienti, oltre a dedicarsi alle
attivitĂ di vendita.
Enterprise Information Governance - La gestione integrata del
ciclo di vita delle informazioni
(ILM) Ă¨ vitale per unâ&#x20AC;&#x2122;implementazione di successo e per lâ&#x20AC;&#x2122;attuazione di una strategia di governance delle informazioni nelle
organizzazioni. Per i clienti che
hanno adottato soluzioni SAP,
XQÂˇHIĂ&#x20AC;FLHQWH VWUDWHJLD GL ,/0
include sia dati strutturati cosĂŹ
come documenti e altri contenuti, sia che siano stati originati allâ&#x20AC;&#x2122;interno sia allâ&#x20AC;&#x2122;esterno della soluzione SAP. Open Text integra
SAP NetWeaverÂŽ Information
Lifecycle Management unisce
il mondo SAP a quei contenuti
non-SAP. Di recente, Open Text
Document Access 9.6.2 vanta
ODFHUWLĂ&#x20AC;FD]LRQH6$3SHUOÂˇLQWHgrazione con SAP NetWeaver
Le soluzioni ECM di Open Text
per le applicazioni SAP si basano su
una collaborazione e unâ&#x20AC;&#x2122;attivitĂ di
sviluppo congiunto che durano da
circa venti anni, oltre allâ&#x20AC;&#x2122;esperienza
derivante dallâ&#x20AC;&#x2122;aver fornito soluzioni
a piĂš di 3.000 clienti SAP in tutto
il mondo. Open Text Ă¨ un partner
di SAP che offre soluzioni software
FKH KDQQR RWWHQXWR OD FHUWLĂ&#x20AC;FD]LRne di integrazione da parte di SAP.
Inoltre, ad oggi Open Text Ă¨ lâ&#x20AC;&#x2122;unico
vendor ECM con un numero di soluzioni ECM che vengono rivendute direttamente da SAP.
iged.it online n°1/10

References: ART. 2215
 art. 2214
 articolo 4
 articolo 21
 Art. 11
 articolo 21

Articolo 22