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Timestamp: 2019-05-25 10:49:36+00:00

Document:
Variazione nella composizione della Commissione ... 174
5-04762 Damiano: Ritardi dell'INPS nella gestione delle pratiche per il riconoscimento di invalidità civile, handicap e disabilità.
5-04476 Lenzi: Ritardi dell'INPS nella gestione delle pratiche per il riconoscimento di invalidità civile, handicap e disabilità.
5-04115 Trappolino: Ritardi dell'INPS nella gestione delle pratiche per il riconoscimento di invalidità civile, handicap e disabilità e presunto «contingentamento», su base provinciale, di tali riconoscimenti.
5-04181 Margiotta: Gravi ritardi nell'attività della commissione medica superiore dell'INPS in materia di riconoscimento e verifica dell'invalidità civile ... 174
ALLEGATO 1 (Testo della risposta) ... 182
DL 94/2011: Misure urgenti in tema di rifiuti solidi urbani prodotti nella regione Campania. C. 4480 Governo (Parere alla VIII Commissione) (Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole) ... 176
Delega al Governo per il riassetto della normativa in materia di sperimentazione clinica e per la riforma degli ordini delle professioni sanitarie, nonché disposizioni in materia sanitaria. C. 4274 Governo (Seguito dell'esame e rinvio) ... 177
ALLEGATO 2 (Emendamenti approvati) ... 186
Principi fondamentali in materia di governo delle attività cliniche per una maggiore efficienza e funzionalità del Servizio sanitario nazionale. Nuovo testo unificato C. 278-799-977-ter -1552-1942-2146-2355-2529-2693-2909/A (Seguito dell'esame e rinvio) ... 180
XII Commissione - Resoconto di mercoledì 13 luglio 2011
Mercoledì 13 luglio 2011. - Presidenza del presidente Giuseppe PALUMBO. - Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Nello Musumeci.
Giuseppe PALUMBO, presidente, comunica che il deputato Mario Pepe (Misto-R-A) entra a far parte della Commissione.
5-04181 Margiotta: Gravi ritardi nell'attività della commissione medica superiore dell'INPS in materia di riconoscimento e verifica dell'invalidità civile.
Giuseppe PALUMBO, presidente, avverte che le interrogazioni in titolo, vertendo sulla stessa materia, saranno svolte congiuntamente.
Il sottosegretario Nello MUSUMECI risponde alle interrogazioni in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).
Donata LENZI (PD), replicando, si dichiara insoddisfatta. Ritiene, infatti, che la risposta faccia riferimento in via quasi esclusiva agli impegni assunti dall'INPS per il futuro, il che conferma, a suo avviso, l'esistenza del problema, anche in Emilia-Romagna. Osserva, quindi, che i ritardi dell'INPS sono a volte tali da vanificare l'eventuale esito positivo della pratica per il riconoscimento dell'invalidità civile. Inoltre, ritiene che il Governo avrebbe dovuto prendere in considerazione, nella sua risposta, il ruolo svolto dall'azienda Postel S.p.a., con cui l'INPS ha stipulato una convenzione, poiché sembra che tale azienda non sia estranea ai ritardi denunciati nell'atto di sindacato. Ricorda, quindi, che in Emilia-Romagna le aziende sanitarie locali sono tutte informatizzate e, pertanto, la risposta del Governo non appare convincente nella parte in cui addebita ai ritardi di trasmissione da parte delle ASL le lentezze dell'INPS. Ritiene che, invece, la causa principale di tali lentezze debba essere rinvenuta nel carico eccessivo cui l'intero sistema è stato sottoposto a causa dell'avvio di verifiche generalizzate e indiscriminate sul tema dell'invalidità civile. In proposito, osserva, altresì, che sarebbe interessante conoscere i dati esatti sul numero di cosiddetti «falsi invalidi» individuati sino ad oggi, in seguito a tali verifiche. Quanto riportato, unitamente agli ostacoli che il decreto-legge recante disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria, attualmente all'esame del Senato, oppone alla impugnazione dei verbali rilasciati dall'INPS al termine della procedura, fa ritenere che l'obiettivo reale del Governo sia non tanto l'individuazione dei falsi invalidi, quanto piuttosto la riduzione delle prestazioni erogate agli invalidi civili.
Cesare DAMIANO (PD), replicando, si dichiara insoddisfatto, ritenendo che la risposta del Governo riproponga sostanzialmente gli stessi interrogativi posti negli atti di sindacato. Appare, comunque, evidente che il sistema informatizzato di gestione delle pratiche per il riconoscimento dell'invalidità civile non funziona in modo efficace, nonostante i precipitosi e roboanti annunci del Governo. Ritiene, pertanto, che il Governo dovrebbe attentamente valutare l'opportunità di istituire una sorta di doppio binario, affiancando alla procedura telematica quella, più tradizionale, di natura cartacea, che, sebbene teoricamente meno rapida, può risultare nei fatti più sicura e atta ad aggirare i problemi di interazione tra i sistemi informatici dei diversi soggetti coinvolti nel procedimento. Invita, infine, il Governo a rivedere le direttive sin qui impartite a tali soggetti e a valutare anche l'opportunità di modifiche normative, per evitare che i patronati si vedano costretti a presentare numerosissimi ricorsi.
Carlo Emanuele TRAPPOLINO (PD), replicando, si dichiara insoddisfatto. Ricorda, in particolare, come la campagna mediatica di natura denigratoria sui cosiddetti «falsi invalidi» che ha avuto luogo in Umbria avrebbe imposto al Governo e all'INPS di chiarire le reali proporzioni del fenomeno e di rendere quanto più efficiente possibile la procedura per il riconoscimento dell'invalidità. Sottolinea, quindi, come la risposta del Governo renda evidente la necessità di costruire un sistema informatico comune alle aziende sanitarie locali e all'INPS, superando le attuali difficoltà di comunicazione. Osserva, in conclusione, che i ritardi denunciati e la richiamata campagna di stampa fanno sorgere il dubbio che l'intento perseguito sia quello di rallentare la dinamica della spesa per le prestazioni in favore degli invalidi.
Giuseppe PALUMBO, presidente, nell'avvertire che il deputato Margiotta ha rinunciato a replicare, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.
Mercoledì 13 luglio 2011. - Presidenza del presidente Giuseppe PALUMBO.
Lucio BARANI (PdL), relatore, avverte che, nel corso dell'esame in sede referente, il provvedimento in esame non ha subito modifiche. Ribadisce, pertanto, la sua proposta di parere favorevole, preannunciata nella seduta di ieri.
Luisa BOSSA (PD) ricorda come, la scorsa settimana, il ministro Fazio, rispondendo a una sua interrogazione, avesse escluso correlazioni tra il caso di tifo registrato a Napoli e l'emergenza dei rifiuti. In tale risposta, per molti versi evasiva, il ministro non ha potuto negare la possibilità che dalla richiamata emergenza derivassero, in futuro, rischi per la salute dei cittadini. Rileva, quindi, come quello all'esame della Commissione sia il quinto decreto-legge della legislatura emanato per fronteggiare l'emergenza dei rifiuti nella regione Campania. Pur riconoscendo, al riguardo, le passate responsabilità del governo regionale di centrosinistra, ritiene che l'attuale maggioranza non possa coltivare per sempre l'alibi della pesante eredità ricevuta, dal momento che il centrodestra governa da tre anni il Paese, da due anni quattro delle cinque province campane e, da un anno, la stessa regione. In particolare, il decreto-legge in esame non reca novità significative e appare, pertanto, privo di qualsiasi utilità. Esso, da un lato, è volto a soddisfare le richieste delle regioni settentrionali, che per anni hanno trasferito i loro rifiuti nelle discariche campane, mentre persevera, dall'altro, in un'errata visione provinciale del problema, nel senso che le province di Napoli e Caserta sono chiamate a fronteggiare, da sole, i rifiuti prodotti dall'80 per cento della popolazione campana, mentre le restanti province si sottraggono a qualsiasi assunzione di responsabilità.
Andrea SARUBBI (PD) osserva come l'adozione del quinto decreto-legge sull'emergenza dei rifiuti in Campania dimostri l'assenza di una strategia chiara del Governo su questo tema, come conferma, del resto, l'adozione prima e, poi, il ritiro del piano elaborato dall'allora commissario Guido Bertolaso. Pur riconoscendo le responsabilità del centrosinistra per la passata gestione del problema, ritiene che il decreto-legge in esame sia, come ha già evidenziato la collega Bossa, assolutamente inadeguato, perché non affronta il problema della realizzazione degli impianti necessari per rendere autosufficiente la regione nella gestione dei rifiuti. Inoltre, tale provvedimento rischia di rivelarsi anche dannoso a causa della scelta, dettata dalle pressioni politiche della Lega Nord, di trasferire i rifiuti in altre regioni dando la priorità a quelle più vicine. Ciò rischia, a suo avviso, di creare nuove emergenze in regioni che già oggi riescono a malapena a gestire i rifiuti prodotti sul loro territorio e che, nel periodo estivo, risentono di condizioni climatiche tali da accentuare i possibili rischi per la salute. Ricorda, quindi, come lo stesso Guido Bertolaso abbia definito scellerato il provvedimento in esame. Ricorda, altresì, che
ben quattordici regioni si sono dichiarate disponibili a ricevere i rifiuti provenienti dalla Campania, chiedendo però al Governo il riconoscimento dello stato di emergenza. Sottolinea, in proposito, la necessità che il coinvolgimento delle altre regioni avvenga seguendo come criterio di priorità l'effettiva capacità di ricevere e gestire i rifiuti, anziché la vicinanza geografica. Dichiara, infine, di concordare con la collega Bossa nel ritenere che debba essere rapidamente superato il criterio della provincialità, chiamando tutte le province campane a una comune assunzione di responsabilità.
Carmine Santo PATARINO (FLpTP) rileva che il Governo prosegue sulla strada degli interventi di emergenza, mentre un Paese civile non può, a suo avviso, assistere periodicamente a uno spettacolo come quello prodotto dall'emergenza dei rifiuti in Campania. Ritiene che tale problema investa l'intera classe politica nazionale e imponga una profonda revisione delle politiche di gestione dei rifiuti. Annuncia, pertanto, voto contrario sulla proposta di parere del relatore.
Laura MOLTENI (LNP) giudica singolare che il Parlamento sia chiamato, per l'ennesima volta, a occuparsi del problema dei rifiuti nella regione Campania. In proposito, dichiara di non condividere le considerazioni del collega Sarubbi circa l'opportunità di trasferire nelle regioni settentrionali e, in particolare, in Lombardia i rifiuti prodotti in Campania, ritenendo inaccettabile che le regioni efficienti sul tema dello smaltimento dei rifiuti vengano penalizzate oggi per aver saputo, in passato, organizzare meglio il sistema di gestione dei rifiuti stessi. A suo avviso, la regione Campania è oggi chiamata a fare lo stesso. Per questo ritiene che tale regione debba risolvere autonomamente l'ormai annosa emergenza dei rifiuti. Esprime, pertanto, forti perplessità sul decreto-legge in esame e ribadisce la propria contrarietà al trasferimento dei rifiuti dalla regione Campania verso le regioni settentrionali e specialmente in Lombardia.
Mercoledì 13 luglio 2011. - Presidenza del presidente Giuseppe PALUMBO. - Interviene il ministro della salute Ferruccio Fazio.
Giuseppe PALUMBO, presidente, ricorda che nella scorsa seduta la Commissione ha esaminato gli emendamenti riferiti agli articoli 1 e 2 e che il relatore e il Governo hanno espresso il parere sugli emendamenti riferiti all'articolo 3. Ricorda, inoltre, che gli emendamenti Palagiano 1.2, 1.3 e 1.4 e l'articolo aggiuntivo Laura Molteni 1.01 sono stati accantonati. Avverte, infine, che l'onorevole Palagiano ha ritirato gli emendamenti 1.2 e 1.4 e ha riformulato il suo emendamento 1.3 (vedi allegato 2).
Melania DE NICHILO RIZZOLI (PdL), relatore, esprime parere favorevole sull'emendamento Palagiano 1.3, come riformulato, mentre invita i presentatori a ritirare l'articolo aggiuntivo Laura Molteni 1.01.
La Commissione approva l'emendamento Palagiano 1.3 (nuova formulazione).
Laura MOLTENI (LNP) chiede al Governo se sia disponibile ad accogliere, come ordine del giorno, le indicazioni in materia di farmacogenetica contenute nel suo articolo aggiuntivo 1.01.
Il ministro Ferruccio FAZIO dichiara che il Governo è, in linea di principio, disponibile a valutare un ordine del giorno in materia di farmacogenetica.
Giuseppe PALUMBO, presidente, ricorda, in aggiunta a quanto rappresentato dal ministro Fazio, che la proposta di legge dell'onorevole Laura Molteni in materia di farmacogenetica potrà essere inserita nel prossimo programma trimestrale.
Laura MOLTENI (LNP), alla luce della disponibilità dimostrata dal ministro Fazio e dal presidente, ritira il suo articolo aggiuntivo 1.01.
Anna Margherita MIOTTO (PD), intervenendo sull'ordine dei lavori, chiede alla presidenza di chiarire se siano stati risolti i problemi di possibile sovrapposizione tra le disposizioni contenute nel disegno di legge in titolo e alcuni disegni di legge all'esame del Senato.
Giuseppe PALUMBO, presidente, assicura che sono state raggiunte le opportune intese al fine di consentire alla Commissione di proseguire l'esame del disegno di legge in titolo, senza dover procedere ad alcuno stralcio.
Anna Margherita MIOTTO (PD), intervenendo nuovamente sull'ordine dei lavori, chiede se sia possibile acquisire i pareri del relatore e del Governo su tutti i restanti emendamenti e procedere, quindi, a una discussione di carattere generale, rinviando alla prossima seduta l'esame degli emendamenti medesimi.
Giuseppe PALUMBO, presidente, fa presente che, di norma, l'espressione dei pareri e le successive votazioni procedono articolo per articolo.
Lucio BARANI (PdL) osserva, rivolto alla collega Miotto, che è sempre possibile accantonare le proposte emendative riferite a un articolo quando si ravvisi l'esigenza di ulteriori approfondimenti.
Anna Margherita MIOTTO (PD), alla luce delle considerazioni svolte dal presidente e dall'onorevole Barani, dichiara la propria disponibilità a procedere secondo le modalità consuete.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Palagiano 3.1 e Pedoto 3.5.
Antonio PALAGIANO (IdV) riformula il suo emendamento 3.2 nel senso indicato dal ministro Fazio nella scorsa seduta del 6 luglio (vedi allegato 2).
La Commissione approva l'emendamento Palagiano 3.2 (nuova formulazione).
Giuseppe PALUMBO, presidente, avverte che, in seguito all'approvazione dell'emendamento Palagiano 3.2 (nuova formulazione), gli emendamenti Pedoto 3.11 e 3.13, Palagiano 3.3 e Pedoto 3.12 risultano preclusi.
La Commissione respinge l'emendamento Palagiano 3.4. Passa, quindi, all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 5.
Melania DE NICHILO RIZZOLI (PdL), relatore, esprime parere contrario sull'emendamento Calgaro 5.1, mentre invita i presentatori a ritirare l'emendamento Laura Molteni 5.2.
La Commissione respinge l'emendamento Calgaro 5.1.
Laura MOLTENI (LNP) chiede se vi sia la disponibilità del Governo ad accogliere un ordine del giorno di contenuto analogo a quello del suo emendamento 5.2.
Il ministro Ferruccio FAZIO chiarisce che il Governo è contrario nel merito all'emendamento 5.2 per l'indisponibilità delle risorse necessarie e, pertanto, non potrebbe accogliere un ordine del giorno di contenuto analogo.
Laura MOLTENI (LNP), preso atto con rammarico dell'indisponibilità del Governo, ritira il suo emendamento 5.2.
Melania DE NICHILO RIZZOLI (PdL), relatore, invita il presentatore a ritirare l'emendamento Fucci 6.1. Esprime, quindi, parere favorevole sull'emendamento Fucci 6.2, mentre invita il presentatore a ritirare l'emendamento Fucci 6.3. Esprime, poi, parere favorevole sull'emendamento Miotto 6.15, a condizione che sia riformulato nel senso di aggiungere, al comma 2, lettera c), dopo le parole «pubblici dipendenti», le seguenti: «anche nell'ambito di un registro speciale». Invita, quindi, il presentatore a ritirare l'emendamento Fucci 6.4, mentre esprime parere contrario sull'emendamento Miotto 6.16 e parere favorevole sugli emendamenti Binetti 6.5, Miotto 6.17, 6.18 e 6.19 e Fucci 6.6. Invita, altresì, il presentatore a ritirare l'emendamento Fucci 6.7, mentre esprime parere contrario sugli emendamenti Miotto 6.20 e Fucci 6.9 e 6.8. Invita, poi, il presentatore a ritirare l'emendamento Fucci 6.10, esprimendo altresì parere favorevole sull'emendamento Miotto 6.21. Invita, quindi, i presentatori a ritirare gli emendamenti Fucci 6.11, Ciccioli 6.23, Binetti 6.12 e 6.13, esprimendo invece parere contrario sull'emendamento Fucci 6.14. Invita, infine, i presentatori a ritirare l'emendamento Pedoto 6.22 e gli articoli aggiuntivi D'Anna 6.01, Miotto 6.05, Ciccioli 6.04 e 6.03, Barani 6.06 e Mancuso 6.07.
Anna Margherita MIOTTO (PD) propone di accantonare gli emendamenti riferiti all'articolo 6. In ogni caso, invita il relatore e il Governo a valutare l'opportunità di rivedere il parere espresso sugli emendamenti riferiti alla lettera p) del comma 2. Osserva, infine, che al medesimo comma sarebbe forse opportuno sopprimere la lettera s).
Il ministro Ferruccio FAZIO si riserva un approfondimento sulle questioni sollevate dall'onorevole Miotto.
Paola BINETTI (UdCpTP) invita il relatore e il Governo a riconsiderare il parere sul suo emendamento 6.13, che determinerebbe una sensibile riduzione del contenzioso dovuto a errori medici.
Luciana PEDOTO (PD) richiama l'attenzione del relatore e del Governo sul suo emendamento 6.22, volto a riconoscere la categoria dei biologi nell'ambito delle professioni sanitarie.
Vincenzo D'ANNA (PT) si associa alle considerazioni della collega Pedoto, che potrebbero, per certi versi, essere riferite anche alla posizione degli psicologi, e auspica che l'eventuale accantonamento degli emendamenti riferiti all'articolo 6 consenta al relatore e al Governo di rivedere il loro parere sul suo articolo aggiuntivo 6.01, determinando così il giusto riconoscimento dei biologi come professione sanitaria e superando le resistenze di quanti, anche tra i biologi, auspicano il perdurare dell'attuale situazione, che vede questa categoria professionale sottoposta alla vigilanza del Ministero della giustizia.
Giuseppe PALUMBO, presidente, precisa che le intese raggiunte con il Senato prevedono che, in questa fase, la Camera possa occuparsi della disciplina degli ordini delle professioni sanitarie, ma non dell'istituzione di nuovi ordini.
Il ministro Ferruccio FAZIO dichiara che il Governo non è, in linea di principio, contrario al riconoscimento sia dei biologi sia degli psicologi nell'ambito delle professioni sanitarie. Tuttavia, come ha appena ricordato il presidente, le intese con il Senato prevedono che sia quel ramo del Parlamento a occuparsi, in questa fase, dell'istituzione di nuovi ordini professionali. Si dichiara, infine, favorevole all'accantonamento degli emendamenti riferiti all'articolo 6, secondo quanto richiesto dall'onorevole Miotto.
La Commissione delibera di accantonare gli emendamenti riferiti all'articolo 6. Passa, quindi, all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 7.
Melania DE NICHILO RIZZOLI (PdL), relatore, esprime parere contrario sull'emendamento Palagiano 7.2, mentre esprime parere favorevole sull'emendamento Palagiano 7.1, a condizione che sia riformulato sostituendo le parole «sessanta giorni», con le seguenti: «centottanta giorni». Esprime, altresì, parere favorevole sull'emendamento Farina Coscioni 7.7, mentre esprime parere contrario sugli emendamenti Palagiano 7.3 e Farina Coscioni 7.8. Esprime, infine, parere favorevole sull'emendamento Palagiano 7.4 e parere contrario sugli emendamenti Binetti 7.5 e 7.6 e Farina Coscioni 7.9.
Antonio PALAGIANO (IdV) illustra il suo emendamento 7.2, auspicando che il relatore e il Governo riconsiderino il loro parere contrario.
Paola BINETTI (UdCpTP) invita il relatore e il Governo a rivedere il loro parere sui suoi emendamenti 7.5, volto ad assicurare la rilevazione dei cosiddetti «quasi eventi», e 7.6, volto a garantire che le strutture sanitarie, nell'organizzazione del lavoro, riducano i fattori di stress per il personale.
Luciana PEDOTO (PD) invita il relatore e il Governo a chiarire le ragioni della contrarietà al suo emendamento 7.8.
Giuseppe PALUMBO, presidente, ritiene che, per consentire al relatore e al Governo di svolgere gli opportuni approfondimenti e fornire i chiarimenti richiesti, sia preferibile interrompere l'esame degli emendamenti. Nessuno chiedendo di intervenire, rinvia, quindi, il seguito dell'esame ad altra seduta.
Domenico DI VIRGILIO (PdL), relatore, dichiara che sta approfondendo il documento prodotto dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, al fine di proporre modifiche del testo che tengano conto delle valutazioni delle regioni.
Anna Margherita MIOTTO (PD) ritiene che la posizione espressa, con grande chiarezza, dalle regioni non lasci spazio a piccoli aggiustamenti del testo in esame. È emerso con chiarezza, infatti, che le disposizioni contenute in tale progetto di legge ledono pesantemente le competenze regionali in diversi ambiti, mentre appaiono del tutto superflue in altri settori, come nel caso dei limiti di età per il collocamento in quiescenza dei medici. Inoltre, le disposizioni sulla libera professione dei medici appaiono estranee al governo delle attività cliniche e contraddittorie con la prima parte del provvedimento. Invita, pertanto, il relatore a valutare l'opportunità che la Commissione non perseveri nella volontà di approvare il progetto di legge in titolo e si concentri,
invece, sugli altri provvedimenti al suo esame.
Laura MOLTENI (LNP) ritiene che il documento prodotto dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome sul provvedimento in esame evidenzi le numerose criticità del testo sin qui elaborato e debba, pertanto, essere oggetto di attenta riflessione da parte del relatore, anche al fine di valutare l'opportunità di non proseguire affatto nell'esame del progetto di legge.
Lucio BARANI (PdL) ritiene che non si possa assolutamente disperdere il lavoro sin qui compiuto dalla Commissione sul governo delle attività cliniche. A suo avviso, pertanto, l'esame del progetto di legge in titolo deve proseguire, facendo naturalmente tesoro delle osservazioni delle regioni. Ricorda, peraltro, ai colleghi che le regioni hanno riconosciuto la competenza dello Stato ad adottare alcune delle disposizioni contenute nel progetto di legge, come ad esempio l'articolo 8.
Giuseppe PALUMBO, presidente, ricorda che, in effetti, le regioni hanno espresso la propria netta contrarietà ad alcune disposizioni del progetto di legge in esame, che potrebbero al limite essere stralciate, mentre su altre disposizioni si sono limitate a proporre modifiche che, a suo avviso, non stravolgono il testo.
Marco RONDINI (LNP) riconosce che quanto detto dal collega Barani sull'articolo 8 risponde al vero, ma rileva, d'altra parte, come questo sia l'unico articolo su cui le regioni non hanno espresso forti riserve.
Laura MOLTENI (LNP) osserva che, diversamente da quanto osservato dal collega Barani, il parere della Conferenza delle regioni, sebbene non negativo sull'articolo 8, appare molto critico e negativo su diversi punti qualificanti del provvedimento. Ritiene, pertanto, che, qualora le critiche espresse dalle regioni non fossero accolte, ciò potrebbe aprire la strada a un ampio contenzioso, anche di livello costituzionale, che rischierebbe di vanificare l'intervento legislativo in discussione.
Domenico DI VIRGILIO (PdL), relatore, ritiene che lo Stato non possa abdicare al suo ruolo di legislatore, pur nel rispetto delle competenze, sia concorrenti sia esclusive, delle regioni in ambito sanitario.
Antonio PALAGIANO (IdV) ritiene che il governo delle attività cliniche sia un aspetto qualificante dell'attività della Commissione e che, pertanto, non si possa rinunciare ad affrontarlo, nonostante i problemi sollevati dalla riforma del Titolo V della parte seconda della Costituzione, anche per arginare il fenomeno della gestione irresponsabile e dissennata della sanità da parte di alcune regioni.
XII Commissione - Mercoledì 13 luglio 2011
Le interrogazioni vertono tutte sulle procedure di accertamento e concessione dei benefici in materia di invalidità civile definite con i recenti provvedimenti legislativi. Per tale ragione fornirò per esse una trattazione congiunta, iniziando dai quesiti formulati dagli Onorevoli Damiano e Lenzi.
Come è noto, l'articolo 20 del decreto-legge n. 78/2009 (conv. dalla l. 102/2009), ha disciplinato il riordino e la semplificazione complessiva del procedimento di concessione delle prestazioni in favore degli invalidi civili e minorati civili.
In questo contesto il riconoscimento dei benefici in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità avviene con il diretto coinvolgimento dell'Inps, attraverso l'integrazione della Commissione medica delle Aziende sanitarie locali con un medico dell'Istituto. Ciò al fine di realizzare una gestione coordinata delle fasi amministrative e sanitarie della procedura, nella prospettiva di garantire maggiore trasparenza per tutti i cittadini interessati. In ogni caso all'INPS spetta il compito di accertare in via definitiva la sussistenza dei requisiti che possono dare luogo ai benefici di legge. Inoltre all'Istituto è stata assegnata la finzione di verificare la permanenza dei requisiti sanitari che hanno dato luogo alla concessione dei benefici economici.
Dopo un primo periodo di applicazione del nuovo procedimento di riconoscimento dell'invalidità, l'INPS, alla luce dei risultati conseguiti, ha ritenuto necessario adottare significativi interventi per il miglioramento e la razionalizzazione degli aspetti organizzativi, informatici e medico-legali dell'intera procedura.
In particolare mentre è ad oggi pienamente utilizzabile la modalità telematica per la presentazione delle domande e per la definizione amministrativa delle stesse, l'accertamento sanitario presso le Aziende sanitarie locali risulta invece essere sostanzialmente ancora cartaceo (circa il 74 per cento dei verbali) in quanto le ASL utilizzano modalità differenziate, non standardizzate ed al di fuori delle applicazioni informatiche previste. Ora, fermo restando che in qualità di autorità vigilante il Ministero che rappresento ha agito e agirà nei confronti dell'Inps per migliorare le performances del sistema informativo, devo sottolineare che molte delle difficoltà operative lamentate discendono
dalla struttura dei sistemi informativi delle ASL e delle autonomie locali, sui cui assetti organizzativi il Governo non può esercitare alcun potere di intervento, bensì una mera moral suasion, nell'ottica della leale collaborazione istituzionale.
Infatti i dati al 31 dicembre 2010 evidenziano che a fronte di più di un milione di verbali redatti dalle Commissioni Mediche Integrate, sono soltanto 300 mila circa (il 26 per cento) quelli formati e trasmessi con modalità telematica.
La trasmissione da parte delle ASL di verbali cartacei comporta per l'Istituto la necessità di attivare un successivo flusso procedurale di acquisizione degli stessi nella procedura informatica, e ciò al fine di trasformare le informazioni ricevute da cartacee in elettroniche. L'indisponibilità di un flusso interamente telematico determina, evidentemente, difficoltà nel monitorare e nel definire tempestivamente le diverse sottofasi del procedimento di accertamento dei benefici.
L'Inps ha comunicato che le iniziali difficoltà emerse all'avvio delle nuove modalità di accertamento e verifica troveranno adeguata soluzione grazie alla progressiva estensione della procedura telematizzata. L'istituto ha, inoltre, garantito che verranno poste in essere tutte le opportune iniziative affinché sia effettivamente realizzata una contrazione dei tempi procedurali. Si aggiunge che, con messaggio del Direttore Generale dell'Inps n. 8145/2011, sono state emanate specifiche disposizioni tecniche, volte a consentire un'ulteriore contrazione dei tempi di risposta alle domande di prestazioni assistenziali, ancorché in mancanza della telematizzazione del verbale ASL.
In ogni caso, il termine di 120 giorni per la conclusione del procedimento, dalla data di presentazione dell'istanza, è un obiettivo fortemente sentito e perseguito dall'Istituto, raggiungibile, tuttavia, solo in una situazione di completa telematizzazione del procedimento. Tutte le iniziative utili ed opportune al fine della riduzione dei tempi sono messe in atto dall'Istituto, in vista di un completo allineamento del sistema, in piena aderenza alle disposizioni legislative.
Con specifico riferimento ai quesiti rivolti al Governo dall'On. Lenzi informo che, nella regione Emilia Romagna, sono state presentate nel 2010 n. 75.942 domande per complessive 156.762 prestazioni. È il caso di precisare che, sempre nell'anno 2010, sono state messe in pagamento 30.044 prestazioni di cui 7.939 relative a domande presentate nello stesso anno, 20.249 relative a domande presentate nel 2009 e 1.856 relative a domande presentate prima del 2009.
Per quanto concerne l'atto di sindacato ispettivo presentato dall'On. Trappolino faccio presente che il Coordinamento Generale medico legale dell'Istituto ha emanato apposite «Linee Guida», con l'obiettivo di assicurare la massima omogeneità sul territorio nazionale dei comportamenti e delle valutazioni dei medici.
In tale ottica si è potenziato, fra l'altro, il ricorso all'accertamento sanitario diretto sulla persona, con l'obiettivo di verificare la permanenza dei requisiti sanitari allo scopo di consolidare il giudizio medico legale evitando, così, ulteriori disagi al cittadino nel caso di eventuali successive verifiche sanitarie straordinarie.
È necessario, comunque, sottolineare che in nessun caso sono previsti automatismi nella convocazione a visita diretta presso l'Inps, che viene decisa dai competenti centri sanitari in relazione alle informazioni che, volta per volta, sono desunte dal verbale sanitario. I cittadini hanno comunque la possibilità di richiedere, in ogni momento, la visita domiciliare per impedimento fisico.
Le gravi patologie indicate nelle «Linee Guida» (in particolare: minori con patologie concernenti la sfera psichica o con patologie di tipo genetico malformativo; persone inserite in strutture di lungodegenza o in residenze protette; soggetti interdetti; soggetti di interesse geriatrico con perdita dell'autonomia personale adeguatamente documentata) possono, invece, essere escluse dalla visita diretta al fine di evitare inutili controlli. Inoltre, per i cittadini
affetti da patologia oncologica, ai sensi della legge 80/2006, è previsto ed attuato con regolarità il rilascio immediato di verbali con piena, ancorché provvisoria, efficacia.
In proposito, ritengo opportuno specificare che nel corso del campionamento, relativo alle predette visite, sono stati esonerati, a condizione che la documentazione agli atti - valutata dalla Commissione Medica Decentrata - avesse confermato l'esclusione dalla visita, i soggetti portatori di menomazioni o patologie stabilizzate o ingravescenti di cui al decreto ministeriale 2 agosto 2007 - (inclusi quelli affetti da sindrome da talidomide) - che abbiano ottenuto il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento o di comunicazione.
Per quanto invece attiene al presunto contingentamento a livello provinciale dei riconoscimenti di invalidità civile ipotizzato dall'On.le Trappolino, posso certamente escludere che il Ministro del lavoro e delle politiche sociali abbia mai fornito indicazioni in tal senso, essendo - come è noto - obiettivo primario delle disposizioni recentemente introdotte quello di garantire la trasparenza delle procedure e l'effettivo possesso dei requisiti sanitari richiesti.
Per quanto concerne il quesito posto dall'On. Margiotta, l'Inps ha precisato che a decorrere dal 1o aprile 2007, le Commissioni mediche di verifica del Ministero dell'economia e delle finanze in materia di invalidità civile, cecità civile, sordomutismo, handicap e disabilità non hanno più avuto competenza per l'attività di controllo e verifica dei verbali trasmessi dalle ASL. Da quella data infatti l'esercizio della relativa funzione è stato trasferito all'Inps (ai sensi del decreto-legge 203/2005) che si è avvalso, a tal fine, di Commissioni Mediche costituite da medici dell'Istituto (Commissioni mediche di verifica provinciali e Commissione medica superiore).
In questo processo, la Commissione medica superiore (CMS), nella sua veste di organo consultivo esprime pareri in ordine a questioni complesse, impartisce istruzioni volte ad omogeneizzare le procedure e coordina le attività di controllo e di verifica sanitaria in materia di invalidità civile.
Occorre precisare che la Commissione medica superiore a partire da giugno 2010 (ai sensi dall'articolo 20 del decreto-legge n. 78/2009), interviene anche nella convalida definitiva dei verbali relativi alle verifiche straordinarie di invalidità civile. Inoltre, a partire da settembre 2010, al predetto organismo centrale spetta anche la valutazione definitiva dei verbali di accertamento relativi alle nuove istanze in materia di invalidità civile, sordità, cecità, handicap e disabilità.
Come ho già avuto modo di precisare, al fine di attribuire una maggiore trasparenza e tracciabilità a tali attività, l'INPS ha configurato un percorso sanitario-amministrativo interamente telematizzato che potrà produrre appieno i suoi effetti positivi allorquando sarà concluso il processo di adozione e condivisione da tutte le Commissioni mediche delle ASL.
In ogni caso, è utile ricordare che qualora l'INPS non si pronunci decorso il termine di 60 giorni dal ricevimento del verbale trasmesso dall'ASL competente, tale verbale acquista carattere definitivo relativamente all'esito dell'accertamento in esso contenuto (ai sensi dell'articolo 1, comma 7, della legge 295/1990).
Con particolare riferimento all'operato della Commissione medica superiore, l'INPS ha altresì previsto, ad ulteriore tutela del cittadino, che la stessa debba espletare le proprie attività di verifica entro il termine di 15 giorni.
In conclusione, a conferma dell'attenzione che il Governo riserva a questo tema faccio presente che è tuttora attivo un Tavolo tecnico, istituito tra Regioni, Ministero del lavoro, Ministero della salute e INPS al fine di monitorare la concreta attuazione delle nuove procedure degli accertamenti socio sanitari in materia di invalidità civile e di tutti benefici ad essi connessi. In particolare, i partecipanti al Tavolo hanno condiviso l'esigenza di analizzare approfonditamente i dati finora
raccolti dall'INPS, in modo da individuare interventi condivisi che possano, insieme al completamento del processo di telematizzazione, consentire di superare i ritardi che si registrano nella procedura.
Posso fin d'ora assicurare che qualora l'INPS dovesse fornire ulteriori elementi sulle questioni richiamate dagli onorevoli interroganti, sarà mia cura metterli a disposizione della Commissione.
Delega al Governo per il riassetto della normativa in materia di sperimentazione clinica e per la riforma degli ordini delle professioni sanitarie, nonché disposizioni in materia sanitaria. C. 4274 Governo.
Al comma 2, lettera d), aggiungere, in fine, le seguenti parole: , prevedendo anche la definizione dei requisiti minimi per i centri che intendono svolgere studi relativi alle suddette fasi, anche al fine di una loro più uniforme presenza sul territorio nazionale.
1. 3. (Nuova formulazione). Palagiano, Mura.
Sostituire i commi 1, 2 e 3 con il seguente:
1. All'articolo 11 del decreto legislativo 16 ottobre 2003, n. 288, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:
«3-bis. Il rapporto di lavoro esclusivo del direttore scientifico è compatibile con l'incarico di direzione di struttura complessa e con l'esercizio dell'attività libero professionale nell'ambito della medesima struttura sanitaria di appartenenza».
3. 2. (Nuova formulazione). Palagiano, Mura.

References: e contrario
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in fine