Source: http://docplayer.it/1849708-Soluzioni-strutturali-per-la-progettazione-e-realizzazione-a-regola-d-arte-di-un-sito-di-risonanza-magnetica-indicazioni-operative.html
Timestamp: 2017-05-27 08:33:54+00:00

Document:
Soluzioni strutturali per la progettazione e realizzazione a regola d arte di un sito di Risonanza Magnetica: indicazioni operative - PDF
Download "Soluzioni strutturali per la progettazione e realizzazione a regola d arte di un sito di Risonanza Magnetica: indicazioni operative"
1 2 Soluzioni strutturali per la progettazione e realizzazione a regola d arte di un sito di Risonanza Magnetica: indicazioni operative Ricerca Edizione 20133 Pubblicazione realizzata da INAIL Settore Ricerca Dipartimento Igiene del Lavoro COORDINAMENTO SCIENTIFICO Francesco Campanella 1 AUTORI Francesco Campanella 1, Massimo Mattozzi 1, Laura Moretti 1, Maria Antonietta D Avanzo 1 COLLABORAZIONE REDAZIONALE Barbara Todini 1 1 INAIL, Dipartimento Igiene del Lavoro CONTATTI INAIL - Settore Ricerca Dipartimento Igiene del Lavoro Via Fontana Candida, Monte Porzio Catone (Roma) INAIL La pubblicazione viene distribuita gratuitamente e ne è quindi vietata la vendita nonché la riproduzione con qualsiasi mezzo. È consentita solo la citazione con l indicazione della fonte. ISBN Tipolitografia INAIL - Milano, novembre 20134 Prefazione A seguito di una prima fase di sperimentazione normativa, e conseguentemente gestionale, avviata in Italia con il d.m , la Risonanza Magnetica a scopo medico ha avuto un grande impulso fra il 1991 e il 1993, allorquando vennero emanati i primi e ad oggi gli unici, mai aggiornati, standard di sicurezza : requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi finalizzati alla corretta installazione e alla gestione in sicurezza di un tomografo RM. È quindi significativo sottolineare che nell ultimo ventennio, nessun ulteriore aggiornamento della normativa è stato emanato, sebbene sia stato registrato un profondo mutamento degli scenari ai quali questo contesto normativo di riferimento viene ancora applicato. Dal 1991, inoltre, è profondamente mutato il contesto politico e normativo per la circolazione dei dispositivi medici in Europa, a seguito dell emanazione di direttive comunitarie e delle conseguenti leggi nazionali di recepimento che hanno regolamentato, con particolare attenzione, gli aspetti legati alla sicurezza dei dispositivi medici e pertanto anche delle apparecchiature a Risonanza Magnetica. Le disposizioni cogenti relative all obbligo di marcatura CE dei dispositivi medici e la necessità per questi ultimi di essere certificati da un organismo notificato, che ne assicuri una progettazione ed una realizzazione nel rispetto di determinate condizioni di sicurezza, rappresentano il sistema di garanzia che ha in qualche modo codificato il settore creando degli standard di base aventi carattere sovranazionale, i quali vanno poi implementati dagli standard nazionali di riferimento emanati da ciascuno Stato membro. Dalla breve sintesi di cui sopra emerge che, il produttore o l importatore che intenda commercializzare apparecchiature RM in Europa deve necessariamente certificare i propri apparecchi seguendo il processo di marcatura CE, nel rispetto del quadro delle regole e delle norme di buona tecnica previste in Europa; mentre per quanto riguarda la circolazione in Italia il produttore o l importatore deve procedere alla registrazione del dispositivo al repertorio dei dispositivi medici, detenuto dal Ministero della salute, attraverso la mera dichiarazione del rispetto di quanto previsto dagli standard di sicurezza nazionali vigenti in materia. Nel caso in cui gli standard di sicurezza nazionali siano più restrittivi dei disposti contenuti nelle norme di buona tecnica e nelle direttive europee di riferimento, per accedere al repertorio dei dispositivi medici e, quindi, avere la possibilità di fare circolare il dispositivo in Italia, è comunque obbligatorio che il produttore e l importatore garantiscano il rispetto degli standard nazionali oltre, ovviamente, di quelli europei.5 Ciò premesso, dunque, scopo di questa pubblicazione è quello di evidenziare, secondo una chiave di lettura attuale, l applicazione di quei principi fondamentali - sanciti dagli standard di sicurezza - necessari affinché l installazione dell apparecchiatura RM e la gestione dell attività medica con Risonanza Magnetica avvengano nel rispetto delle condizioni di sicurezza perseguite dall organo di vigilanza nazionale italiano (Inail), da ormai un ventennio, nell espletamento della propria attività ispettiva. Il Direttore del Dipartimento Igiene del Lavoro Dott. SERGIO IAVICOLI6 Indice Introduzione 7 Ubicazione delle apparecchiature 7 Il sito RM 9 Sala di attesa per pazienti deambulanti e barellati 10 Accesso controllato 11 Sala anamnesi 14 Locali spogliatoio pazienti 15 Sala/area preparazione 15 Sala/area emergenza 18 Locale tecnico 19 Sala magnete 20 Zona comandi 21 Sala refertazione 21 Archivio 22 Wc e Wch per i pazienti e per il personale 22 Spogliatoio per il personale 23 Esempi di progettazione di un sito RM 23 Conclusioni 26 Allegato 28 Il quadro normativo europeo di riferimento sulle problematiche di sicurezza e di realizzazione di un sito di Risonanza Magnetica7 8 Introduzione La definizione dei requisiti minimi strutturali di un sito di Risonanza Magnetica risale oramai a più di 20 anni fa, trovando essi codifica nel Decreto Ministeriale emanato in materia nel 1991, ovvero in una fase storica nella quale ancora l evoluzione tecnologica di settore muoveva i primi passi, costringendo di fatto il legislatore a fissare solo in modo volutamente generico criteri realizzativi che da lì a qualche anno avrebbero avuto bisogno di ulteriori circostanziazioni purtroppo mai di fatto arrivate. Le Indicazioni Operative del l ISPESL emanate nel 2004 fornirono una prima più moderna e compiuta rivisitazione dei requisiti del 1991, i quali pur ispirati nel rispetto della medesima fonte legittimante di cui sopra - vennero spiegati all utenza in modo approfondito, e vennero resi conformi ed attuali rispetto alle nuove tendenze tecnologiche e costruttive nel frattempo evidenziatesi. Tra il 2004 ed il 2013 l utilizzo della diagnostica RM ha trovato rinnovati e continui impulsi che hanno via via costretto le Strutture Sanitarie a escogitare nuove soluzioni costruttive più allineate con lo stato dell arte tecnologico, e comunque sempre da discutere e concordare con l ISPESL prima e con l INAIL poi (autorità di vigilanza competenti in materia e succedutesi nel tempo ), al fine di vedere comunque garantito il rispetto del quadro normativo vigente determinato nel Con la trattazione che segue, l INAIL intende quindi dimostrare la volontà di rimanere al passo con i tempi, rivisitando ufficialmente le indicazioni fornite quasi dieci anni fa e dando omogeneità e vigore alle strategie costruttive utilizzate per la realizzazione dei siti di risonanza magnetica, uniformando le stesse a criteri di opportunità e sicurezza, nel rispetto della norma in vigore ma anche dello stato dell arte esistente in merito sia alla tecnologia e sia ai canoni più moderni di ingegneria ospedaliera. Ubicazione delle apparecchiature L ubicazione delle apparecchiature RM all interno delle strutture sanitarie è spesso oggetto di grandi discussioni, soprattutto nei casi in cui le scelte sono praticamente limitate agli spazi strettamente utili a disposizione. Potendo scegliere, certamente i piani terra e i seminterrati (o comunque tutto ciò che sotto ha il terrapieno) sono sem- 79 pre preferibili, in quanto consentono di avere meno problemi di progettazione e di spesa per le schermature legate all estensione del campo statico fuori della sala RM, e anche meno necessità di rinforzi nei solai che tengano conto del peso - non certo poco significativo - del tomografo e della schermatura. Sebbene le moderne apparecchiature utilizzino il sistema del controcampo per il contenimento della sua estensione all interno della sala magnete, prevedendo per lo più ed al massimo sforamenti solo nel locale tecnico - tipicamente allocato nella parte posteriore dell apparecchiatura -, il campo può, talvolta, estendersi significativamente in modo verticale. Quanto detto caratterizza molti tomografi RM con magnete a sandwich e a basso campo (fino a 0.4 Tesla), e le apparecchiature a sandwich realizzate con magneti superconduttori (tipicamente da 0.7 ad 1 Tesla). Il più delle volte, l opportunità di avere locali con soffitti molto alti negli ambienti che ospitano questo genere di apparecchiature consente di trovare un equilibrio accettabile tra schermature e messa a punto dell apparecchiatura, soprattutto in merito all uniformità del campo lungo tutto il gantry. Nella scelta dell ubicazione più opportuna per le apparecchiature, occorre tenere conto della necessità di prevedere un numero di locali e/o aree operative sufficienti per svolgere in sicurezza e con efficacia le attività che si intende poi mettere in atto. L accessibilità al sito RM dovrà essere garantita anche ai pazienti disabili o barellati: dovranno essere perciò prese in considerazione tutte le misure necessarie all abbattimento delle barriere architettoniche e/o alla realizzazione di sistemi mobili adeguati a tali necessità, come ad esempio rampe, montascale e ascensori porta barelle. Un altro parametro da tener presente nella scelta della giusta ubicazione per le apparecchiature RM è la necessità di dover posizionare il magnete trasportandolo dall esterno e, quindi, la necessità di individuare un percorso di accesso, preventivamente definito, che consenta il trasporto di un carico di grande peso ed ampie dimensioni. Ulteriore indagine preventiva va condotta al fine di evitare eventuali interferenze fra il campo statico dell apparecchiatura RM e le apparecchiature elettromedicali eventualmente circostanti, o anche masse metalliche in movimento quali ascensori, montacarichi, ecc. Non va, poi, in alcun modo sottovalutato il posizionamento del tomografo rispetto all ubicazione degli impianti accessori di sicurezza e protezione, necessari per lo svolgimento dell attività RM; l allocazione esterna delle macchine aerauliche di mandata e ripresa, i sistemi di filtraggio esterni dell aria in mandata, il posizionamento della tubazione del quench e del suo terminale di sbocco sono esempi di scelte costruttive che devono essere valutate con giusto anticipo rispetto ai tempi di installazione dell apparecchiatura. Particolare attenzione, inoltre, deve essere rivolta alla collocazione dell apparecchiatura RM, nel caso in cui risulti limitrofa a proprietà terze rispetto a quelle della Struttura Sanitaria detentrice dell apparecchiatura. Il campo magnetico presente nella proprietà terza non può, infatti, essere superiore ad 1 gauss, pari a 0,1 millitesla (mt), limite esplicitamente raccomandato nel d.m , quindi sarà necessario procedere all individuazione di opportune misure di schermaggio in grado di garantirne il rispetto. 810 Il sito RM Il sito RM si definisce come l insieme di locali ed aree destinate in via esclusiva a supporto dell attività diagnostica RM: l intero ambiente deve essere perimetralmente confinato al fine di garantire l interdizione all accesso nelle zone di rischio a tutti i soggetti non abilitati, ovvero l accesso al solo personale autorizzato o ai pazienti (o volontari sani, nel caso di strutture di ricerca) da sottoporre ad esame diagnostico autorizzato dal Medico Responsabile del sito medesimo. Per quanto riguarda i lavoratori, l autorizzazione all ingresso al sito RM viene concessa dai Responsabili della sicurezza (Esperto Responsabile - ER e Medico Responsabile - MR) previa preventiva valutazione da parte del Medico Competente, che è evidentemente Responsabile della sorveglianza sanitaria, e che può non essere chiamato formalmente in causa solo nel caso di ingressi occasionali. Nel caso di lavoratori che prestino sistematicamente attività all interno del sito RM, è responsabilità del Medico Competente individuare il più opportuno protocollo di sorveglianza sanitaria. In generale tutti i lavoratori, con obbligo specifico per quelli occasionali, prima di accedere alla zona ad accesso controllato devono essere edotti da parte del Medico Responsabile sui rischi specifici ed aver compilato il questionario specifico per accertare eventuali contro-indicazioni alla mansione. I pazienti accedono al sito attraverso un unico accesso controllato o, se barellati, attraverso un eventuale accesso secondario ad essi esclusivamente dedicato. La porta di accesso al sito deve essere liberamente apribile solo dall interno e normalmente chiusa dall esterno; l ingresso può avvenire solo attraverso l inserimento di un codice alfanumerico riservato al personale oppure mediante chiamata tramite citofono o videocitofono, a seguito dell espressione di consenso dall interno del sito. All ingresso deve essere affissa idonea segnaletica permanente che indichi con chiarezza la presenza di campo magnetico e il divieto di ingresso a portatori di pace-maker, ed alle altre categorie di persone per cui esista controindicazione all esposizione al campo magnetico. Altri eventuali ingressi al sito RM potranno essere utilizzati solo per la comunicazione interna tra reparti e riservati al passaggio del solo personale autorizzato; le porte dovranno essere configurate e debitamente attrezzate a mo di accesso controllato, e vi dovranno essere apposte la segnaletica e la cartellonistica del caso. Per quanto riguarda le uscite di emergenza previste dal piano antincendio, l utilizzo delle medesime dovrà raccordarsi con le procedure di sicurezza previste dall Esperto Responsabile. Gli ambienti che devono necessariamente trovarsi all interno della zona ad accesso controllato, alla quale si accede tramite l unica porta di accesso al sito RM sono: la sala magnete, la console zona comandi, gli spogliatoi, i locali/aree di preparazione ed emergenza. Le sale di aspetto, l eventuale segreteria e l accettazione amministrativa devono necessariamente trovarsi al di fuori dell accesso controllato, mentre al locale tecnico si può avere accesso attraverso un varco interno o esterno al sito (è consigliabile la prima delle due soluzioni). Il locale anamnesi può essere sia all ester- 911 no che all interno del sito RM, purché nel secondo caso risulti allocato fuori dalla zona controllata (valore del campo magnetico statico superiore a 5 gauss, ossia 0,5 mt) ed il più possibile esterno alla zona di rispetto. I servizi igienici, qualora si vogliano rendere accessibili anche a persone diverse dai pazienti da sottoporre ad analisi RM e dal personale autorizzato afferente al sito stesso, debbono essere al di fuori dell area ad accesso controllato (All.1 sez. C - punto 5 del d.m ). È ovvio che qualora si realizzino WC o WCH all interno del sito RM destinati ai pazienti ed altri al personale, questi potranno essere accessibili solo ai lavoratori e a pazienti evidentemente diretti al sito RM. Altri locali eventualmente presenti (quali depositi, studi medici, etc.) dovranno avere una destinazione d uso limitata alle finalità legate all espletamento delle attività nel sito RM e potranno comunque essere liberamente accessibili al solo personale autorizzato. Sala di attesa per pazienti deambulanti e barellati La sala di attesa per i pazienti deambulanti che debbano eseguire esami RM deve essere sempre realizzata all esterno del sito RM e, in virtù di ciò, può essere realizzata in comune con le zone di attesa dedicate a pazienti destinati ad esami diagnostici di altro tipo. È evidentemente necessario che la sala d attesa non sia soggetta al campo magnetico statico generato dall apparecchiatura, e che quindi nella medesima il campo magnetico sia del tutto comparabile col fondo ambientale. Qualora la sala di aspetto sia significativamente lontana dal sito RM e non ci sia possibilità di realizzarla in prossimità dello stesso, è consigliato prevedere un sistema di chiamata del paziente tramite interfono, eventualmente utilizzando un codice al fine di garantire la riservatezza di tutti i soggetti presenti. Inoltre è opportuno individuare il percorso che conduce il paziente alla porta dell accesso controllato, attraverso l utilizzo di strisce adesive poste a terra, evitando così di impegnare personale interno per l esecuzione di tale procedura. In merito alla gestione di eventuali pazienti barellati, soprattutto nelle strutture sanitarie dotate di corsie di degenza, pronto soccorso, sale di rianimazione, ecc., è sempre consigliato realizzare una sala di attesa dedicata, ovvero un locale chiuso, o in alternativa un area interna o esterna al sito confinabile con barriere fisiche mobili (quali soffietti o tende da utilizzarsi al bisogno). La sala/area di attesa, se realizzata fuori dal sito RM, può essere utilizzata anche da barellati che afferiscono ad altre diagnostiche. Nel caso in cui non sia possibile, per problemi strutturali o gestionali, dedicare una sala o individuare un area per l attesa dei pazienti barellati, il medico responsabile della sicurezza del sito RM deve stabilire una procedura operativa da adottare per la gestione dei barellati nel sito RM dei quali deve essere garantita la privacy: 1. il barellato ha precedenza assoluta rispetto ai pazienti deambulanti; 2. il barellato non deve sostare in aree di attesa comuni con altri pazienti ed accompagnatori o nei corridoi di passaggio aperti al pubblico; 1012 3. il reparto, avvisato prontamente dell arrivo di un paziente trasportato in barella, deve predisporre il sito in modo tale che sia pronto a ricevere il paziente, il quale sarà condotto direttamente nel sito RM per iniziare il suo percorso di esecuzione dell esame. Per evitare problematiche di programmazione e gestione degli esami, ove possibile, è consigliabile effettuare una pianificazione degli esami dei pazienti barellati, procedura che risulta agevole per i pazienti in regime di ricovero, e garantire la sosta dei pazienti provenienti dal Pronto Soccorso all interno dello stesso fino ad accertata disponibilità della sala RM. Accesso controllato Nel d.m le zone ad accesso controllato, descritte nell Allegato 1 sez. C, vengono definite come aree in cui il campo disperso di induzione magnetica è pari o superiore a 0.5 mt (5 gauss) e per le quali deve essere precluso il libero accesso di coloro che abbiano delle controindicazioni all esposizione al campo magnetico, attraverso la realizzazione di barriere fisiche fisse quali porte apribili liberamente solo dall interno, recinzioni o altre strutture fisiche idonee ad impedire di fatto l ingresso accidentale di persone non autorizzate. Alla luce di quanto enunciato dal decreto, l accesso controllato dovrebbe di fatto coincidere con le zone in cui il campo magnetico dell apparecchiatura RM vale almeno 5 gauss. La definizione va contestualizzata ad un momento storico nel quale la diagnostica RM era ancora in una fase sperimentale e nel quale le apparecchiature non venivano realizzate con la tecnica del controcampo, con conseguente presenza di campi statici di induzione magnetica che si estendevano anche a diversi metri di distanza dal tomografo. In queste condizioni la prassi era quella di perimetralizzare le aree interessate fino alla linea isomagnetica dei 5 gauss, realizzando all interno di questa estensione quello che si definiva il sito RM, nel rispetto dei codificati requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi. Oggi, se dovessimo applicare alla lettera i contenuti della normativa sopra citata, vista la notevole restrizione dell estensione del campo magnetico statico grazie all utilizzo del controcampo, la porta ad accesso controllato coinciderebbe con quella della sala magnete e la zona ad accesso controllato comprenderebbe al più, oltre alla medesima sala RM, il locale tecnico contenente l elettronica dell apparecchiatura. In realtà quanto scritto nel decreto va interpretato anche alla luce dell allegato 1, sez. C, punto 3 del decreto citato Sito di installazione dell apparecchiatura. In tale punto il legislatore infatti asserisce che l accesso al sito da parte dei pazienti e delle persone occasionalmente esposte dovrà essere realizzato attraverso un unico accesso controllato, evidentemente facendo riferimento al sito RM, inteso come somma dei locali ed aree di pertinenza esclusiva dell attività diagnostica con Risonanza Magnetica, e non più semplicemente alle zone controllate. A rafforzare ciò, il decreto riporta anche che altri 1113 eventuali ingressi al sito dovranno essere riservati al personale autorizzato, facendo pertanto riferimento a varchi di accesso non utilizzabili da nessun altro soggetto. Oggi la differenza tra accesso alle zone controllate ed accesso al sito RM, a differenza di quando fu scritto il d.m , rappresenta un profondo elemento di distinzione nella configurazione del sito e del posizionamento dell accesso controllato. Infatti prima le due definizioni di fatto spesso coincidevano, mentre oggi le zone controllate sono estremamente limitate all interno del sito RM e spesso ridotte, come già precedentemente detto, alla sola sala magnete e al più al locale tecnico. Tuttavia, nonostante questa evidente evoluzione, il confinamento del sito RM tramite un unico varco di accesso posto in modo remoto rispetto al varco di accesso alle zone controllate (porta della sala RM e porta del locale tecnico) rappresenta la scelta strutturale più squisitamente rispondente alla ratio della norma e, quindi, la soluzione indicata dagli organi di vigilanza come massima garanzia di sicurezza. In chiave moderna questo principio base, da perseguire nella progettazione di un sito RM, viene rafforzato dal fatto che sarebbe improponibile rendere la sola sala magnete e il locale tecnico locali ad accesso controllato, poiché di fatto dovrebbero essere dotati di barriere fisiche fisse con porte apribili liberamente solo dall interno. La sala magnete e il locale tecnico, quest ultimo se presente all interno del sito RM, non devono mai essere chiusi a chiave, anche al di fuori dell orario di lavoro, al fine di garantire il tempestivo intervento in caso di incendio. Invece, nel caso di locale tecnico esterno al sito RM, il medesimo andrà tenuto chiuso a chiave e la sua gestione in caso di emergenza chiaramente regolamentata con una specifica procedura interna. Pertanto, l interdizione al libero accesso nelle zone controllate da parte di soggetti non abilitati, quali pazienti e lavoratori, deve essere garantita dall unica porta di accesso controllato al sito RM, ovvero ai locali nei quali vengono svolte tutte le attività che vanno dalla preparazione all esame del paziente, inclusa o meno la sala anamnesi, all esecuzione dell esame RM e alla gestione di eventuali emergenze mediche. Anche la refertazione non necessariamente deve essere svolta nel sito RM, soprattutto alla luce dei moderni sistemi digitali che consentono la trasmissione delle immagini direttamente nelle sale di refertazione comuni a più diagnostiche dotate di sistemi RIS/PACS (Radiology Information System e Picture Archiving and Communication System). È opportuno in definitiva individuare l accesso controllato al sito RM come una porta dotata di un sistema di apertura a consenso che la rende normalmente chiusa dall esterno, ed il cui dispositivo di accesso (chiave, codice numerico, banda magnetica, impronta digitale, etc.) è a disposizione del solo personale autorizzato a lavorare nel sito RM. Tale accesso deve consentire una rapida uscita delle persone e deve essere agevolmente apribile dall interno durante il normale turno lavorativo e ciò a maggiore ragione nel caso in cui l accesso stesso si configuri anche come uscita di sicurezza. Èassolutamente sconsigliato utilizzare come sistema di apertura a consenso una chiave tenuta permanentemente alloggiata nella toppa dalla parte interna del sito RM: la chiave potrebbe, infatti, essere soggetta a rottura e precludere la successiva apertura dell accesso, anche ingenerando potenziali situazio- 1214 ni di pericolo. È, pertanto, consigliabile che la porta di accesso controllato sia dotata di una maniglia o, se richiesto esplicitamente per la prevenzione antincendio, di un maniglione antipanico, tale da garantire una pronta ed immediata apribilità in caso di emergenza. In caso di serrature elettrificate, occorre fare attenzione che la serratura sia dotata di doppio sblocco, uno controllato elettricamente (in genere avente un magnete a retrazione) e uno meccanicamente: lo sblocco con magnete a retrazione consente l apertura della porta agendo sul solo sblocco meccanico comandato dalla maniglia interna in caso di blackout elettrico. Sull esterno della porta dell accesso controllato dovrà poi essere apposta opportuna segnaletica atta a segnalare con chiarezza la presenza del campo magnetico e il divieto di ingresso a portatori di pace-maker, nonché di altre categorie di persone per cui esista controindicazione all esposizione al campo magnetico (Allegato 1, sez. C, punto 2 Segnaletica ). L accesso al sito RM è consentito liberamente al solo personale autorizzato che deve essere opportunamente identificato nominativamente all interno di un elenco e che svolge per giustificato motivo una specifica attività lavorativa nel sito RM. Per motivi legati alla garanzia della privacy, non è obbligatoria l esposizione di tale elenco sulla porta dell accesso controllato né sulle pareti interne al sito RM. È opportuno apporre sulla porta di accesso controllato la segnaletica che indichi chiaramente la restrizione di accesso all area di cui trattasi, e che identifichi i relativi fattori di rischio potenziale; questa segnaletica, insieme a quella che individua i rischi (ai sensi dell Allegato 1, sez. C, punto 3), dovrà essere apposta anche sull esterno di altri eventuali ingressi al sito RM, in quanto i medesimi dovranno essere riservati al personale autorizzato. Nel decreto non vi sono indicazioni precise da rispettare in merito alla direzionalità di apertura della porta che, se identificata come uscita di emergenza, dovrà necessariamente aprirsi nel verso dell esodo. Negli altri casi si dovrà valutare caso per caso se sia preferibile - come da prassi - che la porta si apra verso l interno o se, invece, sussistano particolari condizioni per cui sia necessaria l apertura verso l esterno. Questo tipo, però, di apertura è sempre sconsigliata quando l accesso si affaccia su un corridoio di passaggio. Le dimensioni del varco di accesso controllato devono essere tali che, a meno di ulteriori accessi secondari specificatamente dedicati, sia possibile introdurre un paziente in barella in modo agevole. Nel caso in cui si decida di optare per una porta scorrevole, il sistema di chiusura dovrà garantire l apertura, a seguito di consenso, dell apposito dispositivo di chiusura sia manualmente che attraverso sistemi automatizzati. Le porte scorrevoli elettrificate, di solito, risultano chiuse grazie ad un pistoncino magnetico che, scorrendo, blocca l apertura della porta che quindi risulterà in stato di porta chiusa ; in caso di black-out sarà possibile detrarre il pistoncino lasciando libera l apertura in modalità manuale. Altre porte scorrevoli sono, invece, dotate di sistema di apertura a spinta dall interno in quanto prevedono una sorta di sotto-porta apribile a spinta verso l esterno, la quale viene ricavata nella porta scorrevole. Le porte scorrevoli devono 1315 disporre di un sistema di sicurezza che impedisca l uscita dalle guide e, quindi, prevenga il pericolo di caduta. Sala anamnesi La procedura di verifica anamnestica, obbligatoria prima di ogni esame, da espletarsi per ogni singolo paziente al fine di escludere la presenza di controindicazioni all esame diagnostico con Risonanza Magnetica, avviene sotto l esclusiva responsabilità del Medico Responsabile dell esecuzione dell esame, e deve essere effettuata in un locale idoneo a garantire, da un lato il rispetto della privacy del paziente che risponde alle domande postegli, dall altro la possibilità di sostenere un eventuale visita medica di supporto. Nel caso in cui il sito RM sia progettato per gestire al suo interno un solo paziente alla volta, anziché individuare uno studio medico che consenta la compilazione del questionario anamnestico, è possibile, tenuto conto del carico di lavoro medio, svolgere l interrogazione del paziente all atto del suo accesso all interno del sito RM, anche se ciò comporta un rallentamento nel flusso di gestione dei pazienti. Nel caso sia prevista, invece, la gestione di più pazienti alla volta, si rende necessaria l individuazione di un locale all uopo dedicato, che può trovarsi sia esternamente, sia internamente al sito RM purché posizionato al di fuori della zona controllata e il più possibile esterno alla zona di rispetto. Questo perché, in questa fase, non è stata ancora esclusa la presenza di eventuali controindicazioni del paziente all esame diagnostico con Risonanza Magnetica. La sala anamnesi esterna può avere più destinazioni d uso nel caso in cui l apparecchiatura RM non sia utilizzata a tempo pieno durante la routine diagnostica, purché ciò sia regolamentato da una procedura o da un ordine di servizio che renda edotto il personale. La sala deve essere dotata di lettino per visita medica oltre che di scrivania e sedie per il medico ed il paziente; deve altresì avere a disposizione al suo interno il questionario anamnestico predisposto dal Medico Responsabile della gestione della sicurezza dell apparecchiatura RM. La sala può essere anche provvista di ulteriori dotazioni strumentali che possono rendersi utili durante la fase di anamnesi come, per esempio, un ecografo. Il Medico Responsabile dell esecuzione dell esame è l unico responsabile dell interrogazione del paziente, con il quale congiuntamente procede alla compilazione del questionario. La raccolta dei dati anamnestici riguardanti il paziente è quindi a sua totale indelegabile responsabilità essendo, ai sensi del d.m. 02/08/91, l unico operatore medico che firma in calce il suddetto modulo al termine della sua compilazione. Il modulo non prevede la firma del paziente, il quale è tenuto invece a firmare il consenso informato all esecuzione dell esame e l eventuale trattamento dei dati personali ai sensi della legge sulla privacy. I questionari compilati devono essere conservati insieme ai referti ed alla cartella clinica del paziente, come previsto dagli atti normativi di riferimento. In caso di refertazione digitale, il questionario anamnestico rappresenta l unico documento cartaceo correlato all esame diagnostico eseguito. 1416 Locali spogliatoio pazienti Lo spogliatoio dei pazienti è la zona presente all interno del sito, dove i pazienti possono liberamente lasciare i propri indumenti, compresi gli effetti personali, e indossare il camice monouso previsto per l esecuzione dell esame. Il numero degli spogliatoi da prevedere all interno di un sito RM deve essere pari al numero di pazienti che si intende gestire contemporaneamente all interno dello stesso, indipendentemente dal numero di tomografi RM presenti. Avere due spogliatoi all interno del sito RM è condizione necessaria ma non sufficiente per garantire la gestione di 2 pazienti in contemporanea. Al di là delle ragioni di opportunità - da non considerare fonte di obblighi - sul raddoppio della sala anamnesi occorrerà, di certo, avere postazioni di preparazione e di emergenza del tutto distinte. L ampiezza del locale, definita dalle leggi regionali di autorizzazione e/o accreditamento delle Strutture Sanitarie, deve essere tale da consentire al paziente di svolgere agevolmente le operazioni di rimozione degli indumenti ed eventualmente delle calzature e da contenere al suo interno un appendiabiti, se del caso una sedia ed una cassetta di sicurezza dotata di chiusura con chiave amagnetica nella quale il paziente deve essere invitato a lasciare gli oggetti personali quali portafogli, chiavi, ecc. I locali spogliatoio, al fine di recuperare spazio e limitare l ingombro, possono essere dotati di porte a soffietto o, in ultima analisi ed in caso di impossibilità di perseguire soluzioni alternative, di tende completamente oscuranti che garantiscano la giusta riservatezza: in quest ultimo caso, l ER - d intesa con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) - deve valutare l opportunità di utilizzare teli ignifughi. Sarebbe opportuno evitare di realizzare i locali spogliatoio a ridosso della sala magnete, poiché si possono verificare eventuali sconfinamenti della zona controllata, i quali dovranno essere preventivamente evitati tramite l utilizzo di apposite schermature. Nel caso, infine, di più pazienti gestiti contemporaneamente all interno del sito RM, è necessario intraprendere procedure operative che garantiscano il rispetto della privacy per i medesimi, evitando incroci fra il paziente trattato ed il paziente successivo. Sala/area preparazione La presenza o meno di una sala/area di preparazione del paziente, dedicata ad effettuare trattamenti medici preventivi e propedeutici all esame diagnostico e debitamente attrezzata, è uno degli aspetti di maggiore variabilità nella progettazione di siti di Risonanza Magnetica. Nel caso in cui le modalità adottate per la gestione dei pazienti prevedano la presenza all interno del sito RM di un solo paziente alla volta, questa postazione può di fatto coincidere con quella di emergenza che è specificatamente dedicata ad eventuali trattamenti medici, resi improvvisamente necessari sul paziente a causa di una qualche situazione anomala. Nel caso di coincidenza fra le 2 sale/aree, i presidi medico-chirurgici devono essere opportunamente e razional- 1517 mente custoditi in modo da prevenire qualunque possibilità di errore dovuto alla commistione, per esempio, fra farmaci di preparazione e farmaci di emergenza. Nella situazione di cui sopra, la privacy del paziente è garantita, pertanto non occorre confinare tale postazione ed è possibile operare in zona aperta e non delimitata da barriere fisiche fisse o mobili. Nel caso di presenza di un locale, e non di un area aperta, dedicato allo scopo di cui trattasi, sarebbe opportuno che quest ultimo sia sempre privo di porte, in modo da facilitare un eventuale intervento in emergenza, coincidendo la postazione per eseguire il medesimo con quella di preparazione. Fermo restando ciò, se il locale ha comunque una porta di accesso, ne va garantita l apertura per tutta la durata dell attività diagnostica, anche eventualmente tramite un sistema a magnete sulla parete o altro tipo di blocco non permanente come, ad esempio, quello tipicamente utilizzato all esterno per le ante delle persiane. Nel caso in cui la gestione del sito RM preveda, invece, la gestione di due pazienti in contemporanea per una stessa apparecchiatura RM, la postazione di preparazione per la medesima dovrà essere obbligatoriamente separata e distinta da quella di emergenza, così come anche le dotazioni dei presidi medico chirurgici e dei relativi farmaci. È consigliato, anche se non è previsto alcun obbligo, avere anche nella postazione di preparazione una barella amagnetica, anche se una è già disponibile in emergenza e se il lettino della macchina RM si sgancia. Le motivazioni possono essere diverse: 1. Permettere di preparare i pazienti, ad esempio sedarli, direttamente su un supporto che possa poi accedere in sala magnete senza dover effettuare scambi lettino - barella amagnetica o lettino - lettino sganciabile macchina RM; 2. Permettere di prelevare direttamente nei reparti di degenza i pazienti barellati ricoverati che devono eseguire l esame RM, senza effettuare scambi barella e potendo comunque contare, nel frattempo, sulla presenza permanente, all interno del sito RM, della barella amagnetica obbligatoria presente in sala d emergenza. È sempre severamente vietato tenere una barella ferromagnetica all interno del sito RM, anche nella postazione di preparazione, mentre tale divieto non si ha nel caso di lettino ferromagnetico non dotato di ruote e, quindi, intrasportabile. Con l introduzione dell alto campo anche nella routine diagnostica si accorceranno sempre più i tempi di esecuzione degli esami, e ciò potrebbe comportare una turnazione dei pazienti più spinta di quanto ad oggi tipicamente verificatosi. In virtù di tale futuribile scenario operativo, si potrebbero pertanto creare situazioni in cui, per esempio, un paziente necessiti di sedazione (che richiede in media almeno minuti), mentre l altro paziente dopo appena 5-10 minuti abbia finito l esame, consentendo l esecuzione dell esame diagnostico su un altro paziente o anche due prima del paziente sedato. Pertanto se la struttura sanitaria prevede un carico di lavoro tale che la situazione descritta possa verificarsi frequentemente, il sito RM, pur ospitando una sola apparecchiatura, potrà dotarsi di una postazione di emergenza e due postazioni di preparazione, in modo da gestire un flusso dei pazienti che sia adeguato alla tecnologia a disposizione. Ovviamente, in presenza di tale scenario 1618 operativo, la Struttura dovrà disporre di tre spogliatoi e di procedure operative che garantiscano la gestione dei pazienti nel rispetto della loro privacy. L ubicazione della postazione di preparazione all interno del sito RM può anche non essere prevista nell immediata prossimità della sala RM, a differenza di quanto richiesto per quella di emergenza, purché sia collocata all interno del sito, abbia dotazioni esclusive e, infine, renda sempre possibile il libero passaggio delle barelle da e per la sala magnete, e all esterno del sito stesso. È opportuno che il MR individui, insieme agli anestesisti operanti nella struttura sanitaria, le procedure di preparazione del paziente che devono essere eseguite preferibilmente all interno del sito RM e quelle che, invece, richiedano dotazioni più complesse presenti all esterno del medesimo sito. Sulla base di questa scelta strategica, il MR deve stabilire le dotazioni di supporto la cui presenza va, in via permanente, garantita nella zona di preparazione. Nello specifico dovrà essere stilato un elenco dei farmaci e degli apparati, soprattutto monouso, da tenere approvvigionati nella postazione individuata, incaricando un Sanitario alla sua gestione operativa. Le dotazioni mediche e farmacologiche presenti nella postazione di preparazione potranno essere implementate, se del caso e sotto la responsabilità del MR, da un carrello amagnetico da tenere fisso in sala RM per la somministrazione del mezzo di contrasto, fermo restando che, ai sensi del d.lgs. 81/08 e s.m.i., si rende necessario, ove possibile, ridurre i fattori di rischio a carico del personale coinvolto. Nel caso di presenza di apparecchiature anestesiologiche, come per la respirazione assistita, queste dovranno necessariamente essere magneto-compatibili nell ipotesi di un loro utilizzo all interno della sala magnete. Queste apparecchiature non sono mai in realtà completamente amagnetiche, e conseguentemente, nel libretto di istruzioni, è necessario verificare il livello di compatibilità col campo magnetico statico, onde scegliere la posizione di stazionamento del carrello, eventualmente segnalandola a terra con striscia adesiva, senza comprometterne il corretto funzionamento relativamente alla componente elettrica, e senza esporsi indebitamente a rischi di incidente connessi alla capacità attrattiva generata dal magnete. Nel caso di apparecchiature anestesiologiche non magneto-compatibili, invece, occorre predisporre una guida d onda nella gabbia di Faraday per il passaggio dei tubi che, dall esterno della sala, consentano di raggiungere il paziente sul lettino RM. Tale procedura deve essere nota a tutti i medici ed al personale sanitario operante nel sito RM in modo da evitare l introduzione accidentale dell apparecchio in sala magnete; inoltre non è possibile far passare i tubi attraverso la porta della gabbia di Faraday eseguendo l esame a porta aperta in quanto verrebbe meno il supporto necessario a garantire la massima qualità nella prestazione diagnostica. Nel caso in cui gli esami in anestesia siano rari, ovvero non in numero tale da ritenere di dover acquisire un respiratore automatico, e gli anestesisti decidano di eseguire esami RM con ventilazione manuale tramite pallone ambu, o ancora nel caso di pazienti pediatrici per i quali si ritenga necessaria la presenza dell operatore anestesista in sala RM, il medesimo dovrà essere reso edotto del fatto che, all interno della sala magnete, non potrà introdurre nessuno strumento ferromagnetico. Spetterà al 1719 MR e all ER, ciascuno rispettivamente per la parte di sua specifica competenza, renderlo poi edotto sul comportamento da osservare per ridurre la propria esposizione nel corso dell esame diagnostico sul paziente sedato. Sala/area emergenza La sala o l area destinata alla postazione di emergenza, da utilizzare nei casi in cui il paziente nel corso dell esame presenti una qualche improvvisa ed imprevista criticità di tipo medico, deve essere allocata quanto più possibile a ridosso della porta della sala magnete, rendendo così tempestivo e agevole l intervento del personale. In realtà, nel d.m la postazione di emergenza, che deve necessariamente essere presente all interno del sito RM, è prevista a supporto del paziente che accede al sito RM e che potrebbe avere bisogno di un soccorso anche per motivi non strettamente legati all analisi RM. Pertanto un paziente che si presenti già in condizioni critiche, si pensi, per esempio, ad un paziente proveniente dal pronto soccorso o dalla sala di rianimazione della Struttura, deve trovare nel sito RM tutte le apparecchiature ed i presidi medici utili a gestire un eventuale improvviso peggioramento delle proprie precarie condizioni di salute. Alla luce di questa considerazione, le dotazioni della postazione di emergenza devono essere decise dal MR, auspicabilmente d intesa con gli altri Medici Responsabili della prestazione diagnostica afferenti al sito stesso, in modo tale da garantire un efficace ed efficiente gestione di qualsiasi situazione critica. Fermo restando ciò, i punti di riferimento per la scelta delle dotazioni da mantenere all interno della postazione di emergenza, sono dettati dal quadro 4.6 dell allegato 3 del d.m (carrello di emergenza, defibrillatore, respiratore, aspiratore, altri..), e un eventuale discostamento deve essere opportunamente valutato dal MR, che deve decidere sotto la sua responsabilità. Ovviamente, la postazione di emergenza dovrà vedere garantita la disponibilità dei gas medicali e della barella amagnetica, a meno che il lettino del tomografo RM non sia sganciabile e sia, al contempo, agevole la sua movimentazione nel sito RM e, nel caso, anche all esterno del sito stesso laddove i protocolli di emergenza adottati prevedano l opportunità di raggiungere un reparto che si trovi esterno al sito RM. In merito all utilizzo dei farmaci e dei dispositivi medici di emergenza, è sempre ottimale avere codificato delle procedure interne univoche che in aggiunta prevedano un elenco dei presidi necessari ed un protocollo utile per garantire l eventuale approvvigionamento. La certezza che il carrello sia completo e correttamente allestito andrebbe riscontrata dalla presenza di un lucchetto in plastica - rimovibile solo con delle forbici o tirando con forza - che ne garantisca l integrità. Inoltre va segnalato che non è possibile riposizionare, dopo l uso, il medesimo lucchetto, ma che la procedura prevede un nuovo approvvigionamento del carrello e l apposizione di un nuovo lucchetto di garanzia. In assenza di tali procedure codificate all interno della struttura, per tutti i carrelli di emergenza presenti nel sito RM dovrà essere il MR a 1820 garantire la piena disponibilità delle dotazioni di emergenza, eventualmente individuando il personale destinato all approvvigionamento. La postazione di emergenza non deve mai presentare barriere fisiche fisse per il suo accesso e, nel caso in cui risulti costituita da un locale, le porte non dovranno esserci o dovrà essere possibile bloccarle con i sistemi già precedentemente descritti; quindi le porte scorrevoli andranno mantenute sempre aperte durante tutto il tempo di esecuzione degli esami RM. Nei casi in cui sia tecnicamente possibile - previo benestare espresso dal MR e dall ER a seconda della rispettiva competenza, la postazione di emergenza può anche essere realizzata all interno della sala RM; ovviamente la sala dovrà non solo avere dimensioni tali da consentire lo svolgimento delle operazioni di emergenza, ma all interno dovrà essere garantita la disponibilità dei gas medicali e la presenza di tutte le strumentazioni di supporto e del carrello di emergenza; tutte queste dotazioni dovranno essere amagnetiche. Per quanto attiene al defibrillatore, non essendoci sul mercato modelli completamente amagnetici e tenendo conto del suo principio di funzionamento, è vivamente sconsigliato il suo utilizzo in sala magnete. Il medesimo, allora, dovrà restare allocato fuori della sala magnete e, nell ipotesi in cui risulti necessario il suo utilizzo, il paziente dovrà essere trasportato all esterno della sala con la barella magnetica o con il lettino sganciabile. Locale tecnico Il locale tecnico è il locale che ospita tutta l elettronica di supporto della macchina RM ed è direttamente collegato con la sala magnete tramite un fitto passaggio di cavi che attraversano la gabbia di Faraday attraverso il pannello di penetrazione. Nel sito RM rappresenta il locale a più elevato rischio di incendio e, pertanto, deve essere mantenuto ad una temperatura costante, libero da eventuale materiale infiammabile e sgombro da ulteriore materiale non pertinente che spesso viene lasciato indebitamente in giacenza come se si trovasse in un magazzino o un deposito. L ubicazione del locale tecnico è strategica: nella maggior parte dei casi è posizionato nella parte posteriore della sala RM rispetto all apparecchiatura RM, in una posizione nella quale tipicamente può sforare la zona controllata. In altri casi è in posizione laterale, e solo nei casi di installazioni più complesse viene ubicato al piano superiore o inferiore in corrispondenza della sala magnete. Tale soluzione comporta una remotizzazione del locale stesso, ed un controllo degli accessi e della situazione interna al locale non sempre facilmente realizzabile con continuità, ciò comportando a volte la necessità di sistemi di controllo ed indicatori remoti adeguati allo scopo. Ad esempio, nel locale tecnico è possibile prendere visione del livello del quantitativo di elio effettivamente presente all interno del magnete, che non deve scendere al di sotto di una soglia minima oltre la quale si appalesa il rischio di quench. Il locale inoltre è costantemente tenuto sotto forte raffreddamento con un ade- 19 Vedere altro
REGOLAMENTO DI SICUREZZA Sito di RISONANZA MAGNETICA Il Medico Responsabile L Esperto Responsabile Prof.Andrea Giovagnoni Dott.ssa Stefania Maggi INDICE 1. Aree di rischio 2. Norme generali di sicurezza Dettagli TABELLA B. RISORSE INFRASTRUTTURALI E LOGISTICHE di cui all art. 8
DOCUMENTO UNICO DI VALUTAZIONE RISCHI DA INTERFERENZE (DUVRI) COMPITI DELLE IMPRESE E DOCUMENTAZIONE CONTRATTUALE AI SENSI DI QUANTO PREVISTO DAL D.L.GS 8108 e s.m.i. TIPOLOGIA APPALTO: SERVIZIO DI PULIZIA Dettagli STUDIO PROFESSIONALE DI FISIOTERAPIA
Studio professionale di fisioterapia: Gli Studi Professionali di Fisioterapia sono strutture dove possono essere erogate prestazioni terapeutiche riconducibili al profilo professionale del fisioterapista Dettagli REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA
REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA Art. 1 Finalità e compiti del Dipartimento ad attività integrata (DAI) di Medicina Interna Dettagli - - Visto l'art. 63 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773;
Decreto Ministeriale del 12/09/2003 Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per l'installazione e l'esercizio di depositi di gasolio per autotrazione ad uso privato, di capacita' geometrica Dettagli Procedure tecniche da seguire nel caso di sollevamento persone con attrezzature non previste a tal fine
Procedure tecniche da seguire nel caso di sollevamento persone con attrezzature non previste a tal fine INDICE 1. Premessa 2. Scopo della procedura e campo di applicazione 3. Definizioni 4. indicazioni Dettagli PROCEDURA DI AUDIT AI TEST CENTER AICA
Pag. 1 di 14 PROCEDURA DI AUDIT REVISIONI 1 19/12/2002 Prima revisione 2 07/01/2004 Seconda revisione 3 11/01/2005 Terza revisione 4 12/01/2006 Quarta revisione 5 09/12/2013 Quinta revisione Adeguamenti Dettagli Città di Spinea Provincia di Venezia
PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE (ai sensi del D.Lgs. 81/08 artt.18, 43, 46 e del D.M. 10/03/98 art. 5) Il presente documento è parte integrante del Documento di Valutazione dei Rischi di cui all art. Dettagli Note inerenti chiarimenti in materia di prevenzione incendi - Trasmissione per via informatica.
Attività soggette al controllo dei VV.F. nei condomini Innocenzo Mastronardi, Ingegnere Civile, professionista antincendio, PhD student in S.O.L.I.P.P. XXVI Ciclo Politecnico di Bari INTRODUZIONE Con l Dettagli REGOLAMENTO PER L ASSISTENZA NON SANITARIA (ANS) NELLE AREE DI DEGENZA DEI PRESIDI OSPEDALIERI DELL AZIENDA USL DI RAVENNA
REGOLAMENTO PER L ASSISTENZA NON SANITARIA (ANS) NELLE AREE DI DEGENZA DEI PRESIDI OSPEDALIERI DELL AZIENDA USL DI RAVENNA PREMESSA Il ricovero in ambiente ospedaliero rappresenta per la persona e la sua Dettagli LA NUOVA PREVENZIONE INCENDI DM 07.08.2013. Siena, 10 maggio 2013
Ministero dell Interno Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile Comando Provinciale Vigili del fuoco SIENA "Noctu et Die Vigilantes" LA NUOVA PREVENZIONE INCENDI DM Dettagli PROTEZIONE DAI CONTATTI DIRETTI ED INDIRETTI
Cosa devo fare per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro se assumo il primo dipendente/collaboratore? Come datore di lavoro devo: 1. valutare i rischi a cui andrà incontro questa persona compiendo il Dettagli REGOLAMENTO PER L UTILIZZO TEMPORANEO E/O OCCASIONALE DI SPAZI E LOCALI DELL ATENEO DA PARTE DI SOGGETTI ESTERNI
COMUNE DI NORMA Regolamento Comunale per lo svolgimento di manifestazioni temporanee (approvato con delibera C.C. n 7 DEL 28/02/2007) Articolo 1 SCOPI DEL REGOLAMENTO 1. L Amministrazione Comunale, in Dettagli loro sedi OGGETTO: Risposta a quesiti su questioni antincendio.
COMUNE DI RONCO SCRIVIA Provincia di Genova progetto preliminare relazione di progetto elaborati grafi ci ina 1 L Amministrazione comunale di Ronco Scrivia (provincia di Genova) intende integrare la dotazione Dettagli Linee Guida per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL)
Linee Guida per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) Guida operativa Ottobre 2003 1 SOMMARIO Presentazione pag. 4 Premessa (da Linee Guida UNI-INAIL) pag. 5 A. Finalità (da Dettagli Servizio di Pulizia della sede del Comando di Roma Carabinieri per la tutela della Salute, viale dell Aeronautica n. 122
LA PREVENZIONE INCENDI NEI LUOGHI DI LAVORO OBBLIGHI, CONTROLLI E PROCEDURE GIUGNO 2004 A cura del settore Qualità, Ambiente e Sicurezza sul lavoro Dott. Maurizio Santonocito 2 Indice Premessa Pag. 5 Parte Dettagli ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE DEI SISTEMI DI PROTEZIONE CONTRO LE CADUTE DALL ALTO
Dipartimento di Prevenzione SERVIZIO SPISAL Via S. Andrea, 8 32100 Belluno Tel. 0437 516927 Fax 0437 516923 e-mail: serv.spisal.bl@ulss.belluno.it Dipartimento di Prevenzione SERVIZIO SPISAL Via Borgo Dettagli STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO LIV. Legge sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro.
STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO LIV Legge sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro. N. LIV Legge sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi Dettagli (Gli asterischi indicano punti di interesse per i disabili visivi o modifiche richieste nel caso che la circolare fosse sottoposta a revisione).
(Gli asterischi indicano punti di interesse per i disabili visivi o modifiche richieste nel caso che la circolare fosse sottoposta a revisione). CIRCOLARE N 4 del 1 MARZO 2002 OGGETTO: Linee guida per Dettagli DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI E RELATIVE MISURE ADOTTATE PER L ELIMINAZIONE DELLE INTERFERENZE DERIVANTI DA ATTIVITÀ IN APPALTO E SUBAPPALTO
Lettera Rischi Interferenziali Spett.le Ditta Appaltatrice Ditta Subappaltatrice Luogo, Data 2 OGGETTO: Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali In relazione alla necessità di una possibile Dettagli Guida alla corretta applicazione della normativa sull abbattimento delle barriere architettoniche
Comune di Parma Guida alla corretta applicazione della normativa sull abbattimento delle barriere architettoniche A vent anni dall entrata in vigore della più importante legge sull abbattimento delle barriere Dettagli RICHIESTA RILASCIO LICENZA PER MANIFESTAZIONI TEMPORANEE DI PUBBLICO SPETTACOLO
C O M U N E D I R O V E R B E L L A Via Solferino e San Martino, 1 46048 Roverbella Tel. 0376/6918220 Fax 0376/694515 PEC PROTOCOLLO : roverbella.mn@legalmail.it RICHIESTA RILASCIO LICENZA PER MANIFESTAZIONI Dettagli CORSO ANTINCENDIO BASE
Evento formativo Corso di addestramento CORSO ANTINCENDIO BASE 1. Premessa Il D.Lgs. 81/2008 e D.M. 10.03.98 stabiliscono, tra l altro, i criteri per la valutazione dei rischi incendio nei luoghi di lavoro Dettagli Capitolato Tecnico. Pagina 1
Gara a procedura aperta per l affidamento dei servizi di facchinaggio della sede di SACE sita in Roma Piazza Poli 37/42 - CIG 5778360584 Pagina 1 1 PREMESSA 3 2 Oggetto dell Appalto 3 3 Durata dell Appalto Dettagli 3.2 B ANALISI DEI RISCHI E SOLUZIONI NELLA FASE LAVAGGIO
3.2 B ANALISI DEI RISCHI E SOLUZIONI NELLA FASE LAVAGGIO FASE DI LAVORAZIONE : LAVAGGIO COD. INAIL : FATTORE DI RISCHIO : - Rischi per la salute e igienico ambientali: rumore prodotto dal motore delle Dettagli GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEI VANI TECNICI PER ASCENSORI E PIATTAFORME ELEVATRICI
GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEI VANI TECNICI PER ASCENSORI E PIATTAFORME ELEVATRICI Introduzione Le dimensioni delle cabine degli ascensori debbono rispettare valori minimi stabiliti dalle normative vigenti, Dettagli COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO DI ROMA
COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO DI ROMA LINEE GUIDA DI PREVENZIONE INCENDI DA APPLICARSI AGLI UFFICI INDIVIDUATI AL PUNTO 89 DELL ELENCO ALLEGATO AL D.M. 16.02.82. Punto 89) Aziende ed uffici nei Dettagli IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Pagina 1 di 8 REGOLAMENTO SULL USO DI INTERNET E DELLA POSTA ELETTRONICA MESSO A DISPOSIZONE DEI DIPENDENTI PER L ESERCIZIO DELLE FUNZIONI D UFFICIO () Approvato con deliberazione del Consiglio di Istituto Dettagli Prof. Giuseppe Scotti OPUSCOLO INFORMATIVO PER I PAZIENTI CHE DEVONO SOTTOPORSI A UN ESAME DI RISONANZA MAGNETICA
Prof. Giuseppe Scotti OPUSCOLO INFORMATIVO PER I PAZIENTI CHE DEVONO SOTTOPORSI A UN ESAME DI RISONANZA MAGNETICA Gentili Pazienti, desideriamo fornirvi alcune informazioni utili per affrontare in modo Dettagli V I V E R E L ' E C C E L L E N Z A
VIVERE L'ECCELLENZA L'ECCELLENZA PLURIMA Le domande, come le risposte, cambiano. Gli obiettivi restano, quelli dell eccellenza. 1995-2015 Venti anni di successi dal primo contratto sottoscritto con l Istituto Dettagli COMUNE DI RUFFANO. - Provincia di Lecce - REGOLAMENTO PER LA GESTIONE E L'UTILIZZO DEL CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE
COMUNE DI RUFFANO - Provincia di Lecce - REGOLAMENTO PER LA GESTIONE E L'UTILIZZO DEL CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE approvato con Deliberazione del Commissario Straordinario con i poteri del Consiglio Comunale Dettagli NOTA INFORMATIVA PER I PIANI DI LAVORO PER LA RIMOZIONE DI MATERIALI EDILIZI IN CEMENTO-AMIANTO E IN VINIL-AMIANTO
NOTA INFORMATIVA PER I PIANI DI LAVORO PER LA RIMOZIONE DI MATERIALI EDILIZI IN CEMENTO-AMIANTO E IN VINIL-AMIANTO In base all art. 256 del D. Lgs. 81/2008, così come modificato dal D. Lgs. 106/2009, i Dettagli REGOLAMENTO SUGLI ACCERTAMENTI DELLA IDONEITÀ/INIDONEITÀ PSICO-FISICA DEL PERSONALE DELLA ASL CAGLIARI
Allegato alla Deliberazione n. 1576 del 19/11/2012 REGOLAMENTO SUGLI ACCERTAMENTI DELLA IDONEITÀ/INIDONEITÀ PSICO-FISICA DEL PERSONALE DELLA ASL CAGLIARI Art. 1 OGGETTO E DESTINATARI Il presente regolamento Dettagli COMUNE DI GALLIATE Provincia di Novara REGOLAMENTO DI ACCESSO AGLI ARCHIVI COMUNALI
COMUNE DI GALLIATE Provincia di Novara REGOLAMENTO DI ACCESSO AGLI ARCHIVI COMUNALI Approvato con deliberazione G.C. n. 45 del 27/11/2008 esecutiva il 10/01/2009 Depositato in Segreteria Generale con avviso Dettagli PROTOCOLLO. Prevenzione, Sorveglianza e Controllo delle Infezioni Correlate all Assistenza: attivazione e funzionamento dei relativi organismi.
Pagina 1 di 14 SOMMARIO Sommario...1 Introduzione...2 1. Scopo...2 2. campo di applicazione...3 3 Riferimenti...3 3.1 Riferimenti esterni...3 3.2 Riferimenti interni...3 4. Abbreviazioni utilizzate...4 Dettagli JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE
Lavoro Modena, 02 agosto 2014 JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE Legge n. 78 del 16 maggio 2014 di conversione, con modificazioni, del DL n. 34/2014 Ministero del Lavoro, Circolare n. 18 Dettagli TARIFFA PROFESSIONALE INGEGNERIA ANTINCENDIO
Regolamento per la certificazione del personale addetto alle attività di cui alla Norma UNI 11554, secondo la Prassi di Riferimento UNI/PdR 11:2014: Figure professionali operanti sugli impianti a gas di Dettagli PROVINCIA DI PESARO E URBINO
PROVINCIA DI PESARO E URBINO Regolamento interno della Stazione Unica Appaltante Provincia di Pesaro e Urbino SUA Provincia di Pesaro e Urbino Approvato con Deliberazione di Giunta Provinciale n 116 del Dettagli Che fare quando un RLS vede una situazione di rischio o di disagio per i lavoratori?
Le proposte emerse dai gruppi di RLS 1 Che fare quando un RLS vede una situazione di rischio o di disagio per i lavoratori? Il RLS consulta il documento di valutazione dei rischi e verifica se il rischio Dettagli Legge 7.3.1986, n. 65 Legge quadro sull ordinamento della Polizia Municipale. Art. 1 Servizio di Polizia Municipale
Legge 7.3.1986, n. 65 Legge quadro sull ordinamento della Polizia Municipale Art. 1 Servizio di Polizia Municipale 1. I comuni svolgono le funzioni di polizia locale. A tal fine, può essere appositamente Dettagli ELENCO INDICATIVO E NON ESAUSTIVO DEGLI OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO AI SENSI DEL D.L
ELENCO INDICATIVO E NON ESAUSTIVO DEGLI OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO AI SENSI DEL D.L. 81/2008 (PER L ELENCO ESAUSTIVO CONSULTARE SEMPRE LA NORMATIVA) - Nomina Rspp Responsabile servizio prevenzione e Dettagli COS È IL PRONTO SOCCORSO?
AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA INTEGRATA VERONA COS È IL PRONTO SOCCORSO? GUIDA INFORMATIVA PER L UTENTE SEDE OSPEDALIERA BORGO TRENTO INDICE 4 COS È IL PRONTO SOCCORSO? 6 IL TRIAGE 8 CODICI DI URGENZA Dettagli I LAVORI IN QUOTA. Expo Edilizia - Roma, 14 novembre 2008. I Dispositivi di Protezione Individuale. Problematiche e soluzioni
Expo Edilizia - Roma, 14 novembre 2008 I LAVORI IN QUOTA I Dispositivi di Protezione Individuale Problematiche e soluzioni Luigi Cortis via di Fontana Candida 1, 00040 Monte Porzio Catone (Roma) telefono Dettagli Corretto utilizzo delle soluzioni concentrate di Potassio cloruro. ed altre soluzioni contenenti Potassio
cloruro cloruro Data Revisione Redazione Approvazione Autorizzazione N archiviazione 00/00/2010 e Risk management Produzione Qualità e Risk management Direttore Sanitario 1 cloruro INDICE: 1. Premessa Dettagli Interruttori di sicurezza ad azionatore separato con sblocco a serratura
Interruttori di sicurezza ad azionatore separato con sblocco a serratura Diagramma di selezione VF KEYF VF KEYF1 VF KEYF2 VF KEYF3 VF KEYF7 VF KEYF AZIONATORI UNITA DI CONTATTO 1 2 21 22 2NO+1NC FD FP Dettagli Relazione sul data warehouse e sul data mining
Relazione sul data warehouse e sul data mining INTRODUZIONE Inquadrando il sistema informativo aziendale automatizzato come costituito dall insieme delle risorse messe a disposizione della tecnologia, Dettagli per la durata di seguito indicata: nel periodo dal al nella/e giornata/e:
Marca da bollo 14,62 AL SIGNOR SINDACO DEL COMUNE DI BERTINORO OGGETTO: Richiesta licenza di spettacolo o trattenimento pubblici di cui all art. 68/ 69 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, a carattere Dettagli RELAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE
RELAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE Fattori di impatto ambientale Un sistema fotovoltaico non crea un impatto ambientale importante, visto che tale tecnologia è utilizzata per il risparmio energetico. I fattori Dettagli Processi di business sovra-regionali relativi ai sistemi regionali di FSE. Versione 1.0 24 Giugno 2014
Processi di business sovra-regionali relativi ai sistemi regionali di FSE Versione 1.0 24 Giugno 2014 1 Indice Indice... 2 Indice delle figure... 3 Indice delle tabelle... 4 Obiettivi del documento... Dettagli OPERE INTERNE (art. 9 L.R. 37/85)
timbro protocollo AL RESPONSABILE Area delle Politiche Infrastrutturali e del Territorio DEL COMUNE DI SPADAFORA (ME) OPERE INTERNE (art. 9 L.R. 37/85) OGGETTO: Comunicazione opere interne ai sensi dell Dettagli COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto)
COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto) REGOLAMENTO DI ISTITUZIONE DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE Art. 1 - Area delle posizione organizzative 1. Nel rispetto dei criteri generali contenuti nelle disposizioni Dettagli CAPITOLATO DI APPALTO PER IL SERVIZIO DI PULIZIA DEGLI UFFICI DI ROMA ENTRATE SPA E FORNITURA DEL MATERIALE PER I RELATIVI SERVIZI IGIENICI
CAPITOLATO DI APPALTO PER IL SERVIZIO DI PULIZIA DEGLI UFFICI DI ROMA ENTRATE SPA E FORNITURA DEL MATERIALE PER I RELATIVI SERVIZI IGIENICI Art. 1 Oggetto del capitolato Il presente appalto prevede: la Dettagli PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLA RILEVAZIONE DELLA QUALITA PERCEPITA DAI CITTADINI A tutti i Ministeri - Uffici Dettagli La pubblicazione delle delibere degli enti locali: dall albo pretorio al sito web
La pubblicazione delle delibere degli enti locali: dall albo pretorio al sito web L art.32, comma 1 della legge 18 giugno 2009, n.69 ha fissato al 1 gennaio 2010 [la data in cui], gli obblighi di pubblicazione Dettagli REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa
REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA Premessa La struttura dipartimentale rappresenta il modello ordinario di gestione operativa delle Dettagli COME E FATTA E COME DEVE ESSERE APPOSTA
COME E FATTA E COME DEVE ESSERE APPOSTA E composta dalla sigla CE e, nel caso un Organismo Notificato debba intervenire nella fase del controllo della produzione, contiene anche il numero d identificazione Dettagli Proposta di legge «Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT). Istituzione e accesso al Registro Regionale»
Proposta di legge «Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT). Istituzione e accesso al Registro Regionale» La proposta di legge «Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT). Istituzione e accesso Dettagli DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIO- NALE 3 giugno 2010, n. 1309
18120 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 104 del 16-06-2010 vista la dichiarazione posta in calce al presente provvedimento da parte dei Dirigenti responsabili per competenza in materia che Dettagli CADUTA DALL ALTO E LINEE VITA LA LEGGE PAROLARI
CORSO DI AGGIORNAMENTO PER LA FORMAZIONE DELLE COMPETENZE PROFESSIONALI IN MATERIA DI SICUREZZA NEI CANTIERI EDILI ALLA LUCE DELL ENTRATA IN VIGORE DEL NUOVO TESTO UNICO SULLA SICUREZZA D.Lgs. 9 aprile Dettagli CARTA DEI SERVIZI. Il Direttore Sanitario Dr.ssa Renata Vaiani
CARTA DEI SERVIZI Questa Carta dei Servizi ha lo scopo di illustrare brevemente il nostro Poliambulatorio per aiutare i cittadini a conoscerci, a rendere comprensibili ed accessibili i nostri servizi, Dettagli explora consulting s.r.l. Via Case Rosse, 35-84131 SALERNO - tel 089 848073 fax 089 384582 www.exploraconsulting.it info@exploraconsulting.
explora consulting s.r.l. Via Case Rosse, 35-84131 SALERNO - tel 089 848073 fax 089 384582 www.exploraconsulting.it info@exploraconsulting.it Procedura di gestione per Laboratori di Analisi Cliniche Pag. Dettagli SERVIZI TRASFUSIONALI REQUISITI MINIMI STRUTTURALI TECNOLOGICI E ORGANIZZATIVI SPECIFICI
Allegato A). Requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi minimi per l esercizio delle attività sanitarie dei servizi trasfusionali e delle unità di raccolta del sangue e degli emocomponenti, ai Dettagli Allegato 8 MISURE MINIME ED IDONEE
Allegato 8 MISURE MINIME ED IDONEE SOMMARIO 1 POLITICHE DELLA SICUREZZA INFORMATICA...3 2 ORGANIZZAZIONE PER LA SICUREZZA...3 3 SICUREZZA DEL PERSONALE...3 4 SICUREZZA MATERIALE E AMBIENTALE...4 5 GESTIONE Dettagli Principali norme e buona prassi relative agli strumenti di sicurezza da attivare quando si utilizza una PLE
AMBIENTE LAVORO 15 Salone della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro BOLOGNA - QUARTIERE FIERISTICO 22-24 ottobre 2014 Principali norme e buona prassi relative agli strumenti di sicurezza da attivare Dettagli Dipartimento di Elettronica e Informazione
Sommario 1. SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE... 3 2. RIFERIMENTI... 3 3. DEFINIZIONI... 5 4. COMPITI E RESPONSABILITÀ... 5 5. DESCRIZIONE DELL IMMOBILE... 5 6. ORGANIZZAZIONE DEL PIANO DI EMERGENZA... 6 6.1 Dettagli ORARI E GIORNI VISITE FISCALI 2014-2015. CAMBIA TUTTO PER I LAVORATORI DIPENDENTI - ECCO COME
ORARI E GIORNI VISITE FISCALI 2014-2015. CAMBIA TUTTO PER I LAVORATORI DIPENDENTI - ECCO COME Gli Orari Visite Fiscali 2014 2015 INPS lavoratori assenti per malattia dipendenti pubblici, insegnanti, privati, Dettagli Prof. Giuseppe Scotti OPUSCOLO INFORMATIVO PER I PAZIENTI CHE DEVONO SOTTOPORSI A UN ESAME DI. T.A.C o meglio T.C.
Prof. Giuseppe Scotti OPUSCOLO INFORMATIVO PER I PAZIENTI CHE DEVONO SOTTOPORSI A UN ESAME DI T.A.C o meglio T.C. Gentili Pazienti in modo molto semplice vogliamo fornirvi alcune informazioni utili per Dettagli DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE
REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA D.LGS 231/01 DI GALA S.P.A. DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE 2013 INDICE ARTICOLO 1 SCOPO E AMBITO DI APPLICAZIONE..3 Dettagli Accesso alla dichiarazione 730 precompilata da parte del contribuente e degli altri soggetti autorizzati IL DIRETTORE DELL AGENZIA
REGOLAMENTO PER IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DELL ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI TRENTO (Approvato con delibera del Consiglio in data 12 gennaio Dettagli REGOLAMENTO Autorizzazione al funzionamento e Accreditamento delle strutture, Accreditamento Soggetti erogatori Servizi Sociali
AMBITO TERRITORIALE DI AGNONE AGNONE BELMONTE DEL SANNIO CAPRACOTTA CAROVILLI CASTEL DEL GIUDICE CASTELVERRINO PESCOPENNATARO PIETRABBONDANTE POGGIO SANNITA SAN PIETRO AVELLANA SANT ANGELO DEL PESCO VASTOGIRARDI Dettagli POS: Piano Operativo di Sicurezza. D.Lgs 81/08 art. 96 c.1. Contenuti minimi del POS in presenza di rischi elettrici
Servizio Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Mantova D.Lgs 81/08 art. 96 c.1 Contenuti minimi del POS in presenza di rischi elettrici Azienda Sanitaria Dettagli Codice di Comportamento Genesi Uno. Linee Guida e Normative di Integrità e Trasparenza
Codice di Comportamento Genesi Uno Linee Guida e Normative di Integrità e Trasparenza Caro Collaboratore, vorrei sollecitare la tua attenzione sulle linee guida ed i valori di integrità e trasparenza che Dettagli Regolamento sulle modalità di tenuta, conservazione e rilascio delle cartelle cliniche, referti clinici ed altra documentazione sanitaria -
Regolamento sulle modalità di tenuta, conservazione e rilascio delle cartelle cliniche, referti clinici ed altra documentazione sanitaria - ART. 1 - Oggetto: Il presente Regolamento disciplina i casi e Dettagli REL. 5/2015 Italiano GUIDA ALLE DETRAZIONI E AI CONTRIBUTI
REL. 5/2015 Italiano GUIDA ALLE DETRAZIONI E AI CONTRIBUTI Agevolazioni all acquisto L acquisto di un montascale a poltroncina, a piattaforma e di una piattaforma elevatrice per l utilizzo in abitazioni Dettagli Lavori Pubblici: la disciplina del collaudo dell opera Normativa e prassi
COSTRUZIONI Lavori Pubblici: la disciplina del collaudo dell opera Normativa e prassi di Mauro Cappello Mauro Cappello GEOCENTRO/magazine pubblica, di Mauro Cappello, Ingegnere e Ispettore Verificatore Dettagli Breve manuale sulle cautele da adottare nel trattamento di dati personali.
ALLEGATO D Breve manuale sulle cautele da adottare nel trattamento di dati personali. Alle persone che entrano in contatto con medici e strutture sanitarie per cure, prestazioni mediche, acquisto di medicine, Dettagli 5.2. Esempio di procedura per l attività di ufficio
5.2. Esempio di procedura per l attività di ufficio Pag. 1 di 36 DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI PER LA SALUTE E LA SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO ai sensi degli artt. 17, 28 e 29 del D.lgs 81/08 Dettagli Documento di accompagnamento: mediane dei settori non bibliometrici
Documento di accompagnamento: mediane dei settori non bibliometrici 1. Introduzione Vengono oggi pubblicate sul sito dell ANVUR e 3 tabelle relative alle procedure dell abilitazione scientifica nazionale Dettagli AZIENDA SOCIALE CENTRO LARIO E VALLI
AZIENDA SOCIALE CENTRO LARIO E VALLI Ufficio di Piano dei Servizi e degli Interventi Sociali dei Comuni appartenenti al Distretto di Menaggio REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI Dettagli C O M U N E D I S E L V I N O
C O M U N E D I S E L V I N O (Provincia di Bergamo) Corso Milano, 19 REGOLAMENTO COMUNALE IN MATERIA DI TUTELA DELLA PERSONA E DI ALTRI SOGGETTI RISPETTO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI CON PARTICOLARE Dettagli F.A.Q. SUL SISTEMA DI ACCREDITAMENTO PER I SERVIZI AL LAVORO REGIONE PIEMONTE
F.A.Q. SUL SISTEMA DI ACCREDITAMENTO PER I SERVIZI AL LAVORO REGIONE PIEMONTE PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA 1. Quale è l indirizzo web per la presentazione della domanda di accreditamento? L indirizzo della Dettagli Indagine nazionale. sulla salute. e sicurezza sul lavoro
Indagine nazionale sulla salute e sicurezza sul lavoro Servizi di Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro PREMESSA La legge L. 833/1978 ha istituito il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) e successive norme Dettagli 1. Premessa. Il contesto generale.
Linee di indirizzo del Comitato interministeriale (d.p.c.m. 16 gennaio 2013) per la predisposizione, da parte del Dipartimento della funzione pubblica, del PIANO NAZIONALE ANTICORRUZIONE di cui alla legge Dettagli DICHIARAZIONE DEI DIRITTI IN INTERNET
DICHIARAZIONE DEI DIRITTI IN INTERNET Testo elaborato dalla Commissione per i diritti e i doveri in Internet costituita presso la Camera dei deputati (Bozza) PREAMBOLO Internet ha contribuito in maniera Dettagli Ministero, della Salute
Ministero, della Salute DIPARTIMENTO DELLA QUALITÀ DIREZIONE GENERALE DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA, DEI LIVELLI DI ASSISTENZA E DEI PRINCIPI ETICI DI SISTEMA UFFICIO III MORTE O GRAVE DANNO CONSEGUENTI Dettagli Dispositivi di comunicazione

References: art. 8
 Art. 1
 art. 5
 Articolo 1
 art. 256
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 art. 68
 Art. 1
 Art. 1
 art.32
 ARTICOLO 1
 art. 96
 art. 96
 ART. 1