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Timestamp: 2019-12-08 18:55:04+00:00

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Infoanticaduta	Admin	2017-02-11T18:05:04+00:00
PREVENZIONE CADUTA DALL’ALTO E IN PROFONDITA’ (SPAZI CONFINATI), CADUTA DALL’ALTO DEI GRAVI
Riferimenti normativi: D.Lgs. 81/2008 e s.m.i – UNI EN 795-UNI 11578, UNI EN 363 – regolamento locale, D.P.R. N. 177 14/09/2011
I settori economici più colpiti “agricoltura, caccia, pesca, silvicoltura” e “costruzioni” presentano rispettivamente un’influenza sul totale dei casi pari a 40,1% e 21,5%. A seguire “commercio ingrosso/dettaglio, attività artigianali” (9,9%), “trasporti, magazzinaggi, comunicazioni” (5,3%), “produzione e distribuzione/manutenzione di energia elettrica, gas, acqua”.
I lavoratori esperti sono stati i più colpiti, nella maggior parte dei casi gli infortunati avevano un’età compresa tra i 45 e i 54 anni.
la “caduta di persona dall’alto”;
la “caduta dall’alto di gravi/schiacciamento”
la “caduta dall’alto di gravi/schiacciamento”;
il “ribaltamento di veicolo/mezzo in movimento”;
l’ “investimento da mezzo semovente” ;
il “contatto con organi lavoratori in movimento”.
È opportuno evidenziare che, per quanto riguarda l’altezza di caduta dall’alto, sono più frequenti gli infortuni mortali conseguenti a cadute da altezza compresa tra 1 e 10 metri (in relazione alle altezze di caduta registrate).
Questi dati confermano che non servono grandi altezze per morire.
Per quanto riguarda gli infortuni mortali dovuti a “caduta di persona dall’alto” nella maggior parte dei casi, in base alle informazioni disponibili, il lavoratore non aveva indossato dispositivi di protezione individuale adeguati. Questo fenomeno ha dimostrato la scarsissima attenzione ancora oggi posta alla corretta “progettazione” del lavoro in quota, il quale deve prevedere adeguate opere provvisionali e/o dispositivi di sicurezza di trattenuta al fine di tutelare i lavoratori.
Dati di questa entità hanno evidenziato che il fenomeno degli infortuni mortali sul lavoro sta continuando ad avere, purtroppo, una drammatica rilevanza in Italia.
Ancora una volta è evidente l’importanza e l’efficacia di una continua formazione dei lavoratori, a tutti i livelli aziendali, sui rischi e sulle procedure di lavoro, nonché l’interesse rappresentato dallo studio delle modalità con le quali si giunge all’infortunio per aiutare i tecnici impegnati nella valutazione dei rischi e nella riduzione degli infortuni.
E’ degno di nota il fenomeno infortunistico mortale che colpisce i più giovani dai 15 ai 24 anni, nel triennio sono stati registrati 60 casi, e i più anziani, 346 casi con età uguale o superiore a 65 anni.
La probabilità di un evento mortale per il giovane lavoratore (dai 15 ai 24 anni) è il 30% più alta dei lavoratori che hanno un’età compresa tra 25 e 44 anni.
Questo è un dato inquietante se si pensa che questi ragazzi non hanno l’esperienza per esprimere un giudizio sulle condizioni di sicurezza del lavoro e sono quindi totalmente dipendenti dai propri preposti o datori di lavoro, quindi hanno l’importante compito di trasferire la cultura della sicurezza ai più giovani.
Analizzando le modalità con cui si perviene all’infortunio mortale, è possibile rilevare spesso una grave carenza di cultura della sicurezza. Non è mai sufficiente ripetere che questo aspetto impatta non solo sulla sensibilità del lavoratore in merito ai rischi, ma anche e soprattutto sull’errata scelta delle modalità esecutive del lavoro (procedure) e, più in generale, sulla non corretta progettazione del lavoro (per esempio, in merito alla scelta delle attrezzature adeguate, di idonei apprestamenti e di dispositivi di protezione), trascurando completamente la preventiva predisposizione di idonee misure necessarie a salvaguardare la sicurezza di chi opera.
Le disposizioni relative alla sicurezza sul posto di lavoro sono numerose e molto dettagliate.
Accanto alle leggi dello Stato esistono una serie di regolamenti e norme antinfortunistiche emanati dagli Enti assicurativi competenti. Quest’ultime riguardano in particolar modo specifici settori economici e particolari professioni.
A fronte di una così dettagliata legislazione il numero di incidenti (1 ogni 15 lavoratori) e quello delle morti (1 ogni 8.100 addetti) rappresenta una vera e propria emergenza sociale.
C’è da rilevare come l’aumento degli infortuni e delle morti è fortemente correlato alla pratica, in uso nella Pubblica Amministrazione, di assegnare gli appalti pubblici al ribasso. Inoltre, circa l’85% degli incidenti mortali avviene proprio nell’ambito dei sub-appalti.
Tra le diverse cause, che concorrono a determinare il verificarsi di un evento infortunistico, si possono annoverare le seguenti:
scarsa padronanza della macchina;
assuefazione ai rischi (abitudine e ripetitività dei gesti);
banalizzazione dei comportamenti di fronte al pericolo;
sottostima dei rischi (neutralizzazione delle protezioni);
diminuzione dell’attenzione nel lavoro di sorveglianza (stanchezza);
mancato rispetto delle procedure;
aumento dello stress (rumore, ritmo, ecc.);
precarietà del lavoro che conduce ad una formazione insufficiente;
manutenzione poco o male eseguita (rischi insospettati).
Gli infortuni possono essere classificati in due tipologie:
Infortuni dovuti a cause soggettive: infortuni in cui il comportamento del singolo è risultato difforme da quello consolidato della grandissima maggioranza dei lavoratori del gruppo di appartenenza;
Infortuni dovuti a cause oggettive: infortuni in cui il comportamento è risultato conforme a quello consolidato della grandissima maggioranza dei lavoratori del gruppo di appartenenza.
La quantità del numero di infortuni potrebbe essere contenuta attuando una efficace politica di prevenzione che fa leva su:
formazione ed addestramento per ottenere comprensione (dei problemi) e condivisione (sulle modalità di tutela);
rispetto degli ordini, divieti ed indicazioni;
corretto uso dei dispositivi di protezione individuale, ordine e pulizia;
rigido rispetto delle procedure nei casi in cui la sicurezza tecnica non basta.
I costi umani, sociali ed economici del fenomeno sono altissimi, di fronte a questi dati ALLARMANTI, ZEB conduce da tempo, il suo impegno sociale per la sicurezza sul lavoro tramite una continua, accurata ed aggiornata informazione e formazione. Partendo da dati statistici sulle più frequenti cause di infortunio sul lavoro è possibile individuare e attuare misure di sicurezza efficaci.
ZEB, allo scopo di sensibilizzare gli addetti ai lavori alla cultura della sicurezza e quindi di ridurre i numeri di infortuni mette gratuitamente a disposizione diversi servizi di informazione:
Newsletter: con contenuti sempre più selezionati rivolti ad aziende e professionisti;
Seminari tecnici gratuiti, validi per i crediti formativi, condotti da docenti accreditati, avvocati, professionisti operanti in materia. (grande opportunità per i partecipanti di prendere conoscenza dei rischi, su come prevenirli e di confronto)
ZEB mette altresì a disposizione tutti gli strumenti, sia conoscitivi che pratici, per la prevenzione delle cadute dall’alto, i rischi legati al lavoro in profondità (spazi confinati) e alla caduta dall’alto dei gravi, tramite la propria esperienza e il proprio staff tecnico qualificato e appositamente formato, in grado di studiare qualsiasi soluzione tecnica certificata e a norma.
A tal fine proponiamo una convenzione riservata ai vostri iscritti per offrire prevenzione con un imbattibile rapporto qualità prezzo e che incentivi la nostra politica di prevenzione rendendo accessibile la sicurezza a tutti!!!
Ogni responsabile di un immobile (amministratore condominiale o proprietario) o datore di lavoro, dirigenti e preposti possono essere coinvolti in azioni penali e civili qualora emergano violazioni o deficienze nei riguardi delle normative vigenti.
Solo un forte impegno sociale da parte di tutti gli operatori del settore potrà contribuire efficacemente a ridurre il fenomeno inarrestabile delle “morti bianche” e gli infortuni.
ZEB in qualità di azienda etica fornice un accurato e preciso “Fascicolo tecnico” dell’impianto che risponde perfettamente alle norme e pone il cliente in una botte di ferro manlevandolo da ogni responsabiltà.
Elaborato grafico della copertura firmato da professionista abilitato (se specificatamente richiesto);
relazione di calcolo, redatta da un professionista abilitato, contenente la verifica della resistenza degli elementi strutturali della copertura alle azioni trasmesse dagli ancoraggi (se specificatamente richiesto);
Dichiarazione di conformità e certificazione dei prodotti;
Certificato laboratorio prove di idoneità all’impiego;
Manuale d’uso e programma di manutenzione;
Definizione delle azioni vincolari trasmesse agli elementi di fissaggio;
Dichiarazione di corretta messa in opera;
Documentazione fotografica dell’installazione;
Documentazione fotografica del collaudo;
Dichiarazione di collaudo secondo le disposizioni fornite dal fabbricante;
Attestati di posatore specializzato e qualificato;
Registro accessi alla copertura
ZEB esegue sempre i collaudi dei propri impianti, questo per avere un riscontro concreto della bontà di esecuzione della posa in opera e del prodotto. Successivamente all’esito positivo viene redatta un’apposita “dichiarazione di collaudo” con relativa documentazione fotografica, dichiarazione che farà poi parte del fascicolo tecnico.
Il collaudo deve essere eseguito secondo le procedure studiate dalla casa di produzione degli elementi.
Le prove sono state determinate secondo i criteri di progettazione di ogni elemento facente parte del dispositivo di ancoraggio, tenendo in considerazione che la prova di collaudo non deve portare l’elemento a deformazioni in campo plastico.
Si specifica che la Norma UNI EN 795 non obbliga gli installatori ad eseguire una prova di collaudo, ma raccomanda delle modalità di prova nell’APPENDICE A 795, noi quindi abbiamo deciso di utilizzare questo protocollo per maggior scrupolo e garanzia del cliente.
Il collaudo del sistema di fissaggio e della resistenza della struttura di supporto viene effettuato con l’utilizzo di attrezzature atte a trasferire la forza di 10 kN (carico di esercizio) sui supporti e registrarne la resistenza per 15 s
✓tensionatore meccanico (come ad esempio Tirfor)
✓dinamometro
La prova di collaudo per la linea di ancoraggio flessibile di classe C prevede la verifica di ogni ancoraggio strutturale di estremità. L’ ancoraggio deve essere sottoposto a una prova statica di resistenza applicando il carico di esercizio dichiarato dal fabbricante, la forza di prova deve essere 10 kN.
L’ancoraggio strutturale dovrebbe sopportare la forza per almeno 15 secondi a dimostrazione della resistenza degli elementi di fissaggio e della struttura di supporto.
Tale prova dovrà essere ripetuta nelle programmate manutenzioni dell’installatore. Il collaudo può essere eseguito esclusivamente da installatori qualificati e riconosciuti dal produttore
A collaudo avvenuto dovrà essere rilasciato certificato di collaudo.
Si consiglia di eseguire la prova in presenza del responsabile dei lavori in modo da controfirmare il certificato di collaudo.
Siamo abilitati ad effettuare le verifiche e la manutenzione sugli impianti anticaduta. Per legge la verifica è annuale, se in regolare servizio, o prima del riutilizzo se non usate per lunghi periodi.
La garanzia dei materiali, per legge, è di 10 anni.
L’ispezione deve comprendere almeno quanto segue:
ispezione punti di ancoraggio;
verifica tensionamento delle linee di ancoraggio;
controllo dissipatori di energia;
controllo integrità dei punti terminali delle linee di ancoraggio;
controllo linee di ancoraggio rigide e degli elementi terminali delle stesse: deformazioni permanenti, corrosione dovuta alla ruggine o ad altri agenti contaminanti, fissaggio degli elementi terminali
controllo dispositivi mobili installati permanentemente sulla linea di ancoraggio.
Gli elementi difettosi o in cattivo stato di conservazione delle linee di ancoraggio devono essere eliminati dal servizio e sostituiti o revisionati.
Tale prova dovrà essere ripetuta nelle programmate manutenzioni dell’installatore. Il collaudo può essere eseguito esclusivamente da installatori qualificati.
Il nostro Fascicolo tecnico viene predisposto in funzione delle leggi e delle sentenze della corte di cassazione.
Ecco le principali leggi e regolamenti di riferimento:
Norme generali e linee guida
D.lgs 81/08 con allegati e sanzioni
Articoli di interesse D.lgs 81/08
D.lgs 231 2001 – Disciplina della responsabilita’ amministrativa delle persone
Direttiva Europea 89 -686-EEC;
DM 14.1.2010 NTC – Materiali e prodotti per uso strutturale
D.M. NTC 2008 Norme Tecniche Costruzioni 2008 cap 1-12
DPR 246-93 – prodotti da costruzione
DPR 380 2001 – Testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia edilizia
In caso di infortunio – Codice Penale
Indagini e considerazioni sull’incidente al depuratore di Mineo
Infortunio mortale plurimo in cisterna
Linea guida ISPESL cadute dall’alto
Linee guida ISPESL montaggio smontaggio trasformazione ponteggi
Inail – Guida tecnica ancoraggi
C 126 Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea
Linee guida ISPESL parapetti
Linee Guida scale nei cantieri
Norme armonizzate 2011 UE
DPR 177/2011 – Spazi confinati
ASL – Linee guida per i lavori in quota
Prevenire gli incidenti negli ambienti confinati
La manutenzione dei macchinari industriali
Legge Lombardia decreto 119
Legge Regione Liguria n. 5 del 15/02/10
Legge Liguria aggiornamento testo DDL 18/2010;
Circolare Regione Liguria alla legge 43/2012
Piemonte Legge regionale n. 20 del 14 luglio 2009
LEGGE TOSCANA regolamento di attuazione dell’art.82 comma 16 (interventi sulle coperture)
Regolamento locale Como
Regolamento locale d’igiene Bergamo
Regolamento di Torino
Umbria Disegno di legge cadute dall’alto
Liguria – circolare del 18/09/2013 per modifica l.r. n. 43/2012
Nuovo Regolamento Regione Toscana 75 R-2013
LEGGE VENETO delibera e istruzioni tecniche veneto
LEGGE VENETO DGR 31/01/12 n97
LEGGE VENETO Allegato “A” DGR 97/2012
LEGGE VENETO Allegato “B” DGR 97/2012
Linee Giuda FRIULI VENEZIA GIULIA -Lavorare in sicurezza sulle coperture
Linee Guida FRIULI VENEZIA GIULIA-Installazione prefabbricati
Normativa Modena RUE
Normativa Bologna RUE
Milano 2 integrazione regolamento edilizio all 5
Regolamento locale d’igiene Milano 2 all 4 art. aggiuntivo
Regolamento locale d’igiene Milano 3 art. aggiuntivo
LEGGE Emilia Romagna tutela e sicurezza del lavoro nei cantieri edili e di ingegneria civile
DELIBERA REGIONALE EMILIA ROMAGNA – Dispositivi contro cadute dall’alto
FRIULI VENEZIA GIULIA – D.P. REG 0018-2012
Regione Lombardia – sorveglianza sanitaria decreto n. 5408 del 19/06/012
Cass Pen Sez. IV, n. 16402 del 20 aprile 2015
Infortunio durante la manovra di calata della pila di stracchino: operaio in fase di
addestramento attraverso l’affiancamento di un “anziano” esperto
Cassazione Penale, Sez. Fer., 22 agosto 2013, n. 35424
Lavori di riparazione del tetto e caduta dall’alto: responsabilità di un datore di lavoro
Cass. Pen., Sez. IV, n. 22797 del 28.05.2015
Caduta dall’alto e omissione di DPI
Sentenza Corte Giut.Europea 3a sez. 21/10/10
marcatura CE sui prodotti
– Cass. Pen. Sez IV n. 23505 del 11.06.08
– Cass. Pen. Sez IV n. 32428 del 01.08.08
– Cass. Pen. Sez IV n. 42465 del 01.12.10
– Cass. Pen. Sez IV n. 20970 del 15.05.13
Cass. Pen. Sez. IV, n. 1225 del 18.01.2011
Cassazione Penale sentenza n.21242/2014.:
Obbligo di formazione ai lavoratori con esperienza pluriennale
… a seguire molte altre ancora
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