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Timestamp: 2020-03-28 21:56:27+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25441 del 10/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25441 del 10/10/2019
Cassazione civile sez. VI, 10/10/2019, (ud. 14/05/2019, dep. 10/10/2019), n.25441
sul ricorso 831-2018 proposto da:
UNIPOL GRUPPO SPA, in persona del procuratore speciale, elettivamente
domiciliata in ROMA, VIA FABIO MASSIMO 107, presso lo studio
dell’avvocato ROBERTO LUCA LOBUONO TAJANI, rappresentata e difesa
dagli avvocati LAURA CASTALDI, NICOLA LEONE DE RENZIS SONNINO;
avverso la sentenza n. 4743/7/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della CAMPANIA, depositata il 23/05/2017;
che l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale della Campania, che aveva respinto il suo appello contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Napoli. Quest’ultima aveva accolto l’impugnazione della Unipol Gruppo Finanziario s.p.a. contro un avviso di liquidazione per imposta di registro, per l’anno 2012;
che il ricorso è affidato ad un unico motivo, col quale l’Agenzia lamenta violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 43, u.c., e art. 57, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3: la CTR avrebbe erroneamente ritenuto la società obbligata nell’ambito della garanzia, operando l’annullamento integrale della pretesa impositiva, invece della parte ad essa eccedente; che l’intimata si è costituita con controricorso;
che la ratio della decisione impugnata si fonda sulla considerazione che “per coloro che intervengono volontariamente in un processo e che rimangono estranei al giudicato della sentenza non può essere esteso il principio di solidarietà passiva previsto per il pagamento dell’imposta di registro dovuta per la registrazione della sentenza”;
che tale conclusione è conforme, del resto, al principio per il quale, in tema di imposta di registro, l’obbligazione solidale prevista dal D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 57, per il pagamento dell’imposta dovuta in relazione ad una sentenza emessa in un giudizio con pluralità di parti non grava, quando si tratti di litisconsorzio facoltativo, indiscriminatamente su tutti i soggetti che hanno preso parte all’unico procedimento, poichè in tale ipotesi – diversamente dal litisconsorzio necessario – pur nell’identità delle questioni, permane l’autonomia dei rispettivi titoli, dei rapporti giuridici e delle singole causae petendi, con la conseguenza che le cause, per loro natura scindibili, restano distinte. Pertanto, poichè l’imposta non colpisce la sentenza in quanto tale, ma il rapporto racchiuso in essa, quale indice di capacità contributiva, il presupposto della solidarietà non può essere individuato nella mera situazione processuale del soggetto che, pur avendo partecipato al giudizio, sia rimasto totalmente estraneo al rapporto considerato nella sentenza (Sez. 5, n. 1710 del 24/01/2018);
che, per converso, l’Agenzia censura il fatto che la CTR non abbia proceduto alla rideterminazione dell’imposta effettivamente dovuta dalla società, e dunque una ratio differente;
che a tale declaratoria segue la condanna della ricorrente alla rifusione delle spese processuali in favore della controricorrente.
Condanna la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, che liquida, a favore della controricorrente, in Euro 3.500, oltre alle spese forfettarie in misura del 15%.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 43
 art. 57
 sentenza 
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