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Timestamp: 2019-12-06 19:12:56+00:00

Document:
Tessili - Tintolavanderie, Modena: Contratto collettivo provinciale, 31 luglio 1954
Data firma: 31 luglio 1954
Parti: Associazione degli Industriali della Provincia di Modena e Camera Confederale del Lavoro - Sindacato Abbigliamento, Unione Sindacale Provinciale, Unione Italiana del Lavoro
Settori: Tessili, Tintolavanderie, Modena
Art. 19. - Donne adibite a mansioni maschili.
Art. 29. - Commissione interna e delegati di impresa. Art. 30. - Regolamento interno.
Art. 54. - Mense aziendali.
Allegato - Classificazione dei minimi di paga oraria da valere per le maestranze addette alle aziende esercenti le lavanderie, stirerie, tintorie di abiti e indumenti
Contratto collettivo per le maestranze addette alle aziende esercenti lavanderie, stirerie, tintorie e smacchiatorie di abiti e indumenti della provincia di Modena, 31 luglio 1954
Addì, 31 luglio 1954, in Modena, tra l’Associazione degli Industriali della Provincia di Modena [...], e la Camera Confederale del Lavoro - Sindacato Abbigliamento [...], l’Unione Sindacale Provinciale [...], l’Unione Italiana del Lavoro [...], è stato concluso il presente contratto collettivo di lavoro da valere per le maestranze addette alle aziende esercenti lavanderie, stirerie, tintorie e smacchiatorie di abiti e indumenti situate nel territorio della provincia di Modena.
La Direzione, nell’assumere l’operaio, lo metterà in grado di conoscere l’esistenza e il contenuto del presente contratto e di eventuale regolamento interno che saranno messi a disposizione della Commissione Interna o del Delegato di fabbrica a cura della Direzione stessa.
b) La durata massima del periodo di apprendistato sarà ridotta: di due terzi per i licenziati dalle scuole tecniche, industriali ad indirizzo della categoria; di metà per coloro che siano in possesso di licenza di scuola secondaria di avviamento professionale di indirizzo corrispondente all’attività esplicata dall’apprendista.
c) Il periodo di servizio già prestato presso altre aziende sarà computato per intero ai fini del compimento del periodo di apprendistato sempreché l’addestramento riguardi le stesse mansioni e non sia intercorsa una sospensione superiore ai 18 mesi.
e) Nel caso che l’apprendista durante il periodo di apprendistato venga adibito ad altre lavorazioni per le quali sia previsto un periodo di tirocinio, il precedente periodo di apprendistato effettivamente prestato sarà totalmente computato tanto agli effetti di passaggio alla categoria operaia, quanto per la determinazione del salario, salvo il caso in cui il passaggio avvenga nel periodo di 60 giorni dalla data di assunzione.
f) Durante il periodo di tirocinio l’apprendista non deve essere adibito a lavori diversi da quelli attinenti alla specialità professionale a cui si riferisce il tirocinio e sottoposto a lavori superiori alle sue forze fisiche e comunque pericolosi e nocivi alla salute nei limiti delle disposizioni della legge sul lavoro delle donne e dei fanciulli. Il datore di lavoro deve inoltre accordare all’apprendista senza operare alcuna trattenuta sulla retribuzione, i permessi necessari perché frequenti i corsi per la formazione professionale.
g) L’apprendista, durante il periodo di tirocinio, deve lavorare ad economia, nel caso venga adibito a lavoro a cottimo l’apprendista acquista automaticamente la qualifica di operaio qualificato anche se non sono trascorsi i termini di durata massima del periodo di apprendistato e dovrà avere il relativo trattamento retributivo e normativo.
l) La durata massima del periodo di apprendistato resta fissata secondo quanto previsto nell’accordo.
La durata normale settimanale dell'orario di lavoro è quella fissata dalla legge, con un massimo di otto ore giornaliere, salvo le deroghe da essa legge previste o da norme contrattuali.
Per gli addetti a lavori discontinui o di semplice attesa e custodia l’orario normale di lavoro è fissato in 60 ore settimanali con un massimo di 10 ore giornaliere, salvo le eccezioni previste in materia pei i guardiani dall’accordo interconfederale 23 maggio 1946.
La pulizia del posto di lavoro avverrà di norma prima del termine dell’orario di lavoro: qualora venga fatta effettuare oltre l’orario normale di cui all’art. 9 (orario di lavoro) sarà considerata prestazione straordinaria.
È consentita la facoltà di recupero, a regime normale, delle ore e dei periodi di sospensione di lavoro dovuti a causa di forza maggiore, nonché di quelli dovuti a soste concordate fra le parti, purché il recupero stesso sia contenuto nei limiti di un’ora al giorno e si effettui entro i trenta giorni susseguenti al periodo in cui è avvenuta l'interruzione, salvo quanto stabilito all’articolo riguardante il pomeriggio del sabato.
Il riposo settimanale cade normalmente in domenica come è stabilito dalla legge. Ogni eventuale deroga a questo principio purché sia consentito dalla legge stessa, comporta l’obbligo per il datore di lavoro di corrispondere, per il lavoro prestato nella domenica, oltre alla paga normale, la maggiorazione prevista per il lavoro festivo e di concedere all’operaio un’altra giornata di riposo nel corso della settimana.
È considerato lavoro straordinario quello effettuato oltre il limite dell’art. 9 ossia oltre le ore 8 giornaliere e le 48 settimanali per i lavoratori a regime normale di orario e oltre le ore 10 giornaliere e le 60 ore settimanali per i lavoratori di cui al 2° comma del predetto art. 9.
L’operaio in possesso di documenti comprovanti la frequenza di scuole serali o festive deve essere esonerato al lavoro straordinario o notturno o festivo, in quanto dette prestazioni gli impediscono di frequentare le scuole medesime.
Il cottimo potrà essere sia collettivo che individuale, a seconda delle possibilità tecniche e a seconda degli accordi che possono intercorrere fra le parti direttamente interessate.
c) Agli operai interessati dovranno essere comunicati per iscritto o per affissione, all’inizio del lavoro, le indicazioni del lavoro da eseguire e del compenso unitario (tariffa di cottimo) corrispondente. [...]
g) Ogni qualvolta in conseguenza dell’organizzazione del lavoro nell’azienda un operaio sia vincolato ad un determinato ritmo produttivo o quando la valutazione del lavoro a lui affidato sia il risultato ! delle misurazioni dei tempi di lavorazione, l’operaio stesso deve essere retribuito a cottimo.
Qualora le donne vengano destinate a compiere dei lavori che tradizionalmente sono compiuti da maestranze maschili, a parità di condizioni di lavoro, e di rendimento qualitativo e quantitativo sarà corrisposta la paga contrattuale prevista per l’uomo.
L’operaio elle abbia una anzianità di 12 mesi consecutivi presso l’azienda in cui è occupato avrà diritto, ogni anno, ad un periodo di ferie con la corresponsione della retribuzione giornaliera globale di fatto percepita, in ragione di:
12 giorni lavorativi (pari a ore 96) per gli aventi anzianità da 1 a 8 anni compiuti;
13 giorni lavorativi (pari a ore 104) per gli aventi anzianità da oltre 8 anni e fino ai 15 anni compiuti;
15 giorni lavorativi (pari a ore 120) per gli aventi anzianità superiore ai 15 anni.
Per la tutela delle lavoratrici durante lo stato di gravidanza o puerperio valgono le disposizioni di legge vigenti in materia.
L’azienda porterà a conoscenza dell’operaio le persone dalle quali dipenderà e alle quali rivolgersi in caso di necessità.
In tutte le manifestazioni del rapporto di lavoro l’operaio dipende dai suoi superiori come previsto dall’organizzazione interna aziendale.
Art. 29. - Commissione interna e delegati di impresa.
Laddove già esista o dove comunque si procede alla emanazione di un regolamento interno, nessuna parte di esso potrà derogare o risultare in contrasto con le norme del presente contratto o con le vigenti norme interconfederali sui compiti delle commissioni interne.
È preciso obbligo dell’operaio di conservare in buono stato le macchine, gli attrezzi, gli utensili, gli armadietti, i modelli e disegni ed in genere tutto quanto a lui affidato.
L’operaio non può apportare nessuna modifica agli oggetti affidatigli senza averne avuta autorizzazione da chi di dovere.
Qualunque variazione da lui fatta arbitrariamente dà diritto all’azienda di rivalersi per i danni subiti.
L’operaio deve interessarsi per far elencare per iscritto gli attrezzi di sua proprietà onde poterli ritirare dallo stabilimento.
Gli utensili e gli arnesi di lavoro in dotazione non potranno essere asportati dall’operaio o comunque utilizzati salvo espressa concessione della direzione della azienda.
A titolo esemplificativo: le macchine devono essere provviste dei necessari dispositivi di protezione: quelle adibite alla lavorazione producente polvere delle bocche di aspirazione; i locali devono essere in normali condizioni di aerazione, pulizia, illuminazione e riscaldamento e assicurare conveniente spazio in relazione al numero degli operai.
Quando la ditta lo richieda, o la natura del lavoro imponga, l’uso di abiti o indumenti di lavoro, la ditta deve fornirli a sue spese.
Le mancanze dell’operaio daranno luogo, a seconda della loro gravità all’applicazione delle seguenti sanzioni:
b) multa fino ad un importo massimo di due ore di paga;
c) sospensione dal lavoro fino ad un massimo di due giorni;
Incorre nei provvedimenti della multa e della sospensione l'operaio:
e) contravvenga al divieto di fumare, espressamente notificata con apposito cartello, laddove ragioni tecniche o di sicurezza consigliano tale divieto;
f) che esegua entro lo stabilimento lavorazione per proprio usa con lieve danno dell’azienda;
g) che per disattenzione procuri guasti non gravi o sperperi non grave di materiale dell’azienda, che non avverta subito i superiori diretti di eventuali guasti al macchinario o di eventuale irregolarità nell’andamento del lavoro;
i) che in qualunque modo trasgredisca alle norme del presenti contratto e dei regolamenti interni o che commetta mancanze recanti pregiudizio alla disciplina, alla morale o all’igiene.
Il licenziamento con immediata rescissione del rapporto di lavori può essere inflitto:
1) con la perdita dell’indennità di preavviso ma non della indennità di anzianità.
h) esecuzione entro lo stabilimento di lavorazione per uso proprio con danno della azienda;
e) esecuzione entro lo stabilimento di lavorazioni per uso proprio o per conto terzi, con grave danno dell’azienda;
1) Definizione del «lavorante a domicilio».
È da considerarsi lavorante a domicilio chi nella propria abitazione o in locali non appartenenti al datore di lavoro né sottoposti alla sua sorveglianza, esegua lavoro retribuito per conto di uno o più datori di lavoro, ricevendo dagli stessi le materie prime e gli accessori. Inoltre, il lavorante a domicilio, per essere considerato tale, sarà impegnato a non eseguire, per conto proprio o per conto di privati o di committenti non propriamente datori di lavoro, lavori che determinino una condizione di concorrenza nei confronti dei datori di lavoro, come non potrà assumere o comunque valersi di personale salariato o in altre forme retribuito.
4) Retribuzione.
e) La compilazione e l’approvazione delle tariffe di cottimo ed il loro aggiornamento in esecuzione degli accordi di cui sopra, si intendono devolute alle Associazioni territoriali stipulanti dei datori di lavoro e dei prestatori d’opera, tenendo presenti i particolari caratteristici delle varie produzioni.
8) Forniture materiale.
Normalmente tutto il materiale, anche accessorio necessario per le lavorazioni richieste, deve essere fornito dal datore di lavoro.
Per tutto quanto non è espressamente disposto nella presente regolamentazione del lavoro a domicilio valgono le norme di legge e quelle stabilite dal presente contratto per gli operai interni della categoria, in quanto compatibili con la specialità del rapporto.
Ferme restando le possibilità di intervento delle Commissioni interne e dei delegati di impresa previste dal relativo accordo interconfederale, per la composizione dei reclami e delle controversie di carattere individuale si seguiranno le consuetudinarie norme di stabilimento, ricorrendo a trattative dirette tra le parti e fra i rispettivi rappresentanti.
A seconda della natura, le controversie collettive per l’interpretazione e l’applicazione del presente contratto saranno deferite all’esame delle competenti organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori per la loro definizione.
Qualora per difficoltà di approvvigionamento o per altri motivi, la mensa, ove esiste, non possa essere mantenuta, l’operaio avrà diritto ad una indennità sostitutiva nella misura di L. 30 giornaliere.

References: Art. 19

Art. 29
 Art. 30

Art. 54
 art. 9

Art. 29