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Timestamp: 2014-07-25 01:34:18+00:00

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Buche stradali e responsabilit� del Comune: i requisiti del pericolo
Tribunale Brindisi, sentenza 21.10.2004 n� 103 (Ottavio Carparelli) Con la sentenza in rassegna (n.103 del 21 ottobre 2004), con cui il Tribunale di Brindisi - Sezione Distaccata di Fasano, ha confermato la sentenza n. 126/2002 emessa dal competente Giudice di Pace - è stata rigettata la domanda, proposta dall’attore nei confronti del Comune di Fasano (Br), di risarcimento danni subiti - secondo l’istante - in occasione del sinistro stradale verificatosi in data 8 dicembre 1999 nel territorio dello stesso Comune, e asseritamente causati dalla presenza sulla carreggiata di un insidia stradale (…”profonda e larga buca”...).
In tale data, l’istante, alla guida della propria autovettura, percorrendo una strada comunale, a causa dell’impatto con una profonda e larga buca presente sulla sede stradale, priva di segnalazione, subiva un cedimento meccanico del mezzo, tale da fargli perdere aderenza contro l’asfalto, e finiva contro il cordolo in cemento prospiciente la carreggiata, riportando danni alla parte meccanica ed alla carrozzeria della stessa auto.
La peculiarità della fattispecie in via di fatto, e le ragioni di seguito indicate sembrano rendere interessante la decisione, che, in merito alla questione della responsabilità della P.A. proprietaria di beni demaniali per danni cagionati - durante la circolazione - agli utenti della strada da insidie e/o trabocchetti:
a) ha seguito e confermato, pacificamente, nonostante qualche pronuncia della Suprema Corte di segno parzialmente diverso (Cass. Civ., 11749/20.11.1998), il consolidato e maggioritario orientamento giurisprudenziale secondo cui la presunzione di responsabilità, ex art. 2051 c.c., non opera nei confronti della P.A. per danni cagionati a terzi da beni demaniali o patrimoniali (come le strade), sui quali è esercitato un uso ordinario, generale e diretto da parte dei cittadini, la cui estensione non consente una vigilanza ed un controllo idonei ad evitare l’insorgenza di situazioni di pericolo, e, pertanto, limita in concreto la possibilità di custodia o vigilanza sulla cosa (Cass. Civ., 10703/1999; Cass.Civ., 12314/4.12.1998 e più di recente in Altalex Insidie e trabocchetti: responsabilità della p.a e onere probatorio del danneggiato Cassazione, sez. III civile, sentenza 01.11.2004 n° 19653); al riguardo il Tribunale ha osservato che l’esclusione di tale speciale tipo di responsabilità nei confronti della P.A. trova fondamento nel principio “ad impossibilia nemo tenetur” e nella ratio sui cui è fondata la responsabilità per cose in custodia ex art. 2051c.c.;
b) ha seguito e confermato, altresì - esplicitando motivatamente, come di rado, il concetto di "visibilità” della potenziale insidia stradale - il costante orientamento giurisprudenziale alla cui stregua, in caso di omessa, ovvero carente manutenzione, la responsabilità dell’ente proprietario della strada, ex art. 2043 c.c., per danni derivanti da insidie o trabocchetti, può configurarsi esclusivamente quando detta strada presenti per l’utente un pericolo occulto e/o un’insidia e/o un trabocchetto e/o un tranello, che abbia il doppio e concorrente requisito del carattere obiettivo della non visibilità, e di quello subiettivo dell’imprevedibilità del pericolo.
In forza di quanto innanzi esposto, e delle dimensioni - accertate in sede processuale - … “della buca grande e profonda …” esistente sulla strada teatro del sinistro oggetto di controversia, e, quindi, dell’agevole visibilità della stessa, il Tribunale - difettando nella specie uno dei due suddetti requisiti, richiesti dalla maggioritaria giurisprudenza - ha conseguentemente escluso che, nel caso sindacato, potesse configurarsi una responsabilità dell’ente locale proprietario per comportamento contrastante con il principio del neminem laedere ovvero alterum non laedere ex art. 2043 c.c.
(Altalex, 9 dicembre 2004. Nota dell'avv. Ottavio Carparelli)

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2051
 sentenza 
 art. 2051
 art. 2043
 art. 2043