Source: http://uiciechi.it/documentazione/verbali/Testoverb.asp?id=249
Timestamp: 2019-12-08 13:08:12+00:00

Document:
Verbale riunione dei Coordinatori Regionali dei Centralinisti Telefonici
Data: giovedì, 5 aprile 2018
Orario: 11,00-13,30
Modalità di svolgimento: in presenza
Il giorno 5 aprile 2018 alle ore 11,00, si sono riuniti in presenza, presso i locali della Presidenza Nazionale Uici in via Borgognona 38, terzo piano, i Coordinatori dei Comitati Regionali dei Centralinisti Telefonici per un totale 12 persone, a cui si aggiungono i 5 membri del Comitato Nazionale in rappresentanza delle rispettive Regioni di appartenenza, per discutere, a tuttotondo, dello stato dell’arte sulla condizione dei centralinisti telefonici non vedenti, siano essi in cerca di lavoro, siano essi già lavoratori presso Amministrazioni pubbliche ed Aziende private.
A dirigere i lavori il Vicepresidente Nazionale, Responsabile del Settore Lavoro, Stefano Tortini.
In totale, i presenti sono stati 12:
per la Basilicata Anna Varriale
per la Calabria il neo eletto Mauro Michele
per la Liguria Federico Melloni
per il Molise Matteo Calabrese
per la Sicilia il neo eletto Epimenio Falla
per la Provincia di Bolzano, Stefano Vecchiato, che sostituisce Greta Veider
per il Veneto Roberto Callegaro, che sostituisce Nicola Ferrando
I portavoce delle restanti Regioni sono i 5 componenti il Comitato Nazionale Tecnico dei Centralinisti Telefonici. Più precisamente:
per l’Emilia Romagna Chiara Tirelli, coordinatrice del Comitato
Gli assenti giustificati sono stati 4:
Partecipa alla riunione Manuela Fiorillo della Presidenza Nazionale Uici.
2.	esame delle recenti modifiche alla legge n. 113/1985. Proposte di modifica normativa per la parte giuslavoristica;
3.	atti di indirizzo e coordinamento in materia di collocamento mirato al lavoro;
4.	riferimenti sulla partecipazione dei rappresentanti Uici ai Comitati Tecnici provinciali previsti dalla legge n. 68/1999, art. 8, così come modificata dal decreto legislativo n. 151/2015, art. 7: esperienze a confronto;
5.	qualifiche equipollenti al centralinista telefonico tra riconversione professionale e garanzia di occupabilità: valutazioni di opportunità;
6.	piani formativi Uici per dirigenti e personale sezionale: proposte operative;
7.	strategie per l’occupazione dei centralinisti telefonici: iniziative promosse a livello territoriale nei confronti dei Servizi per l’Impiego e, per i privati, nei confronti dei datori di lavoro (es. con la stipulazione dei protocolli di intesa);
Riferimento protocollo lettera di convocazione 3102 del 15 marzo 2018
Adempiute le formalità del caso, prende avvio la riunione alle ore 11,00.
Il Vicepresidente Nazionale, Stefano Tortini, dopo aver accertato la regolarità della convocazione e appurata la presenza di tutti i membri indicati, dichiara aperta la seduta.
Introduce i lavori soffermandosi a riflettere sui passi compiuti in questi ultimi anni dall’Uici a sostegno di tutta la categoria, che è, numeri alla mano, professionalmente la più rappresentativa del mondo della disabilità visiva. In particolare, il Vicepresidente chiarisce quali siano stati i principi ispiratori dell’azione associativa Uici:
•	concretezza per il bene comune;
•	individuazione di obiettivi;
•	ascolto del territorio. È stata volontà espressa della Presidenza Nazionale Uici indire un ciclo, in presenza, di incontri con i responsabili territoriali del lavoro, al fine di avere un quadro più concreto in materia di inclusione lavorativa delle persone non vedenti e per raccogliere proposte ed iniziative localmente esperibili. Nel corso dei vari appuntamenti per tutto il territorio nazionale, sono emerse una serie di difficoltà: carenza di dati ai sensi delle leggi nn. 113/1985 e 68/1999; difficoltà nei rapporti con i Centri per l’impiego e le Agenzie regionali per il Lavoro; difficoltà nel reperire le informazioni generali sulla situazione inclusiva dei disabili visivi e assenza di relazioni dettagliate nelle varie Regioni;
•	presa in carico, a livello nazionale, di questioni spinose protrattesi per anni, es. la mancata, adeguata, riqualificazione professionale dei centralinisti telefonici in servizio presso l’Agenzia delle Entrate, l’INPS e Poste Italiane, a seguito dell’introduzione del VoIP.
Sul punto, il Vicepresidente Nazionale riferisce dell’incontro avuto, lo scorso 22 marzo, con il Direttore Generale del Personale dell’Agenzia delle Entrate, in occasione del quale si è definito, di comune accordo con l’Uici, un cronoprogramma teso a verificare il numero dei centralinisti non vedenti attualmente presenti in pianta organica presso l’Agenzia e, per ciascuno di essi, le mansioni a cui è adibito. In caso di scarso impiego, se ne verificheranno i motivi, in raccordo con l’Uici regionale e sezionale e la corrispettiva Direzione dell’Agenzia delle Entrate, per addivenire ad una effettiva riqualificazione professionale, che passi necessariamente per gli interessi e le capacità dei singoli dipendenti non vedenti.
In agenda, è fissato l’appuntamento con il DG del Personale dell’Agenzia delle Entrate per il prossimo 15 maggio.
Il Vicepresidente informa tutti i presenti che è stata costituita, presso l’Ufficio Lavoro e Previdenza, una banca dati nazionale degli interventi, collettivi e singoli, esperiti direttamente dalla Presidenza Nazionale Uici in favore di tutti coloro che hanno lamentato difficoltà, di vario genere, in ambito lavorativo (es. un mancato avviamento al lavoro, una ritardata chiamata a contratto da parte del datore di lavoro, segnalazioni di mobbing e discriminazioni sul posto di lavoro, problemi per l’accesso del cane guida nei locali di lavoro, etc.).
Per quanto riguarda l’ambito riformistico della legge n. 113/1985, il Vicepresidente Nazionale ribadisce l’epocalità del risultato ottenuto a livello previdenziale, i cui frutti, in termini economici, sono già evidenti. Per la parte giuslavoristica invece, si sta lavorando su più fronti, per non lasciare nulla di intentato:
	la modifica normativa del testo di legge, in particolare la sostituzione dell’art. 3 della legge n. 113/1985 con il seguente testo:
1.I centralinisti telefonici e gli operatori della comunicazione minorati della vista con qualifiche equipollenti iscritti nell'elenco di cui al successivo articolo 6, comma 7, in relazione ai quali si applicano le disposizioni della presente legge, sono quelli addetti ai centralini telefonici che prevedano l’impiego di uno o più posti-operatore o che comunque siano dotati di impianto telefonico collegato, con qualsiasi modalità, ad un numero minimo di linee telefoniche esterne e derivati interni, ovvero derivati intercomunicanti, come stabilito dai commi seguenti.
2. Anche in deroga a disposizioni che limitino le assunzioni, i datori di lavoro pubblici sono tenuti ad assumere, per ogni ufficio, sede o stabilimento dotati di centralino telefonico funzionante anche con impianto telefonico collegato, con qualsiasi modalità, a linee telefoniche esterne e derivati interni ovvero derivati intercomunicanti, un centralinista telefonico e operatore della comunicazione minorato della vista con qualifiche equipollenti.
3. I datori di lavoro privati sono tenuti ad assumere per ogni ufficio, sede o stabilimento dotato di centralino telefonico collegato, con qualsiasi modalità, ad almeno cinque linee telefoniche esterne e cento derivati interni, ovvero ad almeno a cinquanta derivati intercomunicanti, un centralinista telefonico e operatore della comunicazione minorato della vista con qualifiche equipollenti.
4. Qualora il centralino telefonico, in funzione presso datori di lavoro pubblici o privati, abbia più di un posto operatore o comunque sia collegato, con qualsiasi modalità, ad almeno cinque linee telefoniche esterne e cento derivati interni, ovvero ad almeno a cinquanta derivati intercomunicanti, il 50 per cento più uno dei posti operatore disponibili è riservato ai minorati della vista.
5. Gli obblighi del presente articolo si applicano anche a società di call center o strutture equivalenti che svolgano funzioni di ricerca ed informazione su banche dati, nel limite del 2 per cento dei lavoratori occupati e, comunque, di almeno un centralinista telefonico e operatore della comunicazione minorato della vista con qualifiche equipollenti per ciascuna delle predette strutture.
6. Con provvedimenti del Presidente del Consiglio dei Ministri vengono individuati i servizi dei datori di lavoro pubblici ai cui centralini telefonici i minorati della vista possono non essere adibiti, ovvero possono esserlo in misura inferiore a quella indicata nei commi precedenti.
7. Resta fermo che i lavoratori assunti ai sensi della presente legge sono computati nella quota di riserva di assunzioni obbligatorie di cui all’art. 3 della legge 12 marzo 1999, n. 68.
Nota bene: sul punto, come Presidenza Nazionale, era stato richiesto il parere di tutti gli organi Uici (Consiglio Nazionale, Presidenti territoriali e Regionali, Commissioni Nazionali di Lavoro), con lettera prot. n. 6217 del 6 maggio 2016, chiedendone il favore e l’appoggio.
	causa pilota, per cui questa Presidenza Nazionale Uici sta cercando tutti gli ingredienti utili (avviamento al lavoro di un centralinista telefonico non vedente disposto d’Ufficio dal Servizio per l’Impiego, Verbale ispettivo di favor, rifiuto all’assunzione del suddetto centralinista da parte dell’Amministrazione, a presunta ragione dell’introduzione, per il servizio di telefonia, del sistema VoIP), per ottenere una contro versione, sub judice, della posizione assunta dal Dipartimento della Funzione Pubblica il 30 aprile 2012 (nota rif. prot. 17466 P-4.17.1.7.4) e ripresa, integralmente, dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali il 23 novembre 2015 (nota rif. prot. 20115 del 23.11.2015).
Viene accantonata, per il momento, la proposta di un’interpretazione autentica del citato art. 3 della legge n. 113/1985, in più occasioni sollevata dal Presidente Uici Padova Roberto Callegaro per reagire politicamente ad un’interpretazione amministrativa della norma, ovviamente non accettabile. Da un esame effettuato con il Sottosegretario Biondelli al Ministero del lavoro, a cui è stata sottoposta direttamente la questione, il Vicepresidente Nazionale riferisce di non avere trovato l’appoggio politico sufficiente a portarne avanti la perorabilità.
Conclusasi l’introduzione del Vicepresidente Stefano Tortini, si passa al momento della discussione collegiale.
Ciascun Coordinatore di Regione è chiamato a riferire, per il proprio territorio, in merito:
	agli Atti di indirizzo regionali per la gestione uniforme, da parte dei Centri per l’impiego, delle procedure del collocamento mirato delle persone con disabilità e delle altre categorie riservatarie ai sensi della legge 68/1999 (all’art. 1 comma 3 ricordiamo, infatti, la riserva per le seguenti categorie dei non vedenti: ).
	al diritto di rappresentanza dell’Uici all’interno dei Comitati Tecnici (già Commissioni Provinciali Tripartite) in qualità di Parte sociale esperta nell’ambito della disabilità visiva, ritenendo la posizione associativa dell’Unione compatibile con il quadro normativo nazionale di cui al decreto legislativo n. 151/2015, art. 7 comma 1-bis, che modifica l’art. 8 della legge n. 68/1999, disciplinante la composizione dei Comitati Tecnici de quo.
La coordinatrice del Comitato Nazionale Tecnico dei Centralinisti Telefonici, Chiara Tirelli, prende preliminarmente la parola per spiegare l’importanza nel conoscere gli Atti di indirizzo regionali sul collocamento mirato (in altre parole, conoscere il vigente regolamento regionale per la promozione e lo sviluppo del diritto al lavoro delle persone con disabilità e relativi indirizzi operativi significa avere prontezza, es. sulle modalità di composizione delle graduatorie dei disabili e delle liste dei centralinisti non vedenti, sui criteri per la maturazione dell’anzianità di iscrizione, per il mantenimento della posizione in graduatoria, soprattutto sulla tempistica prevista per aggiornamento dell’elenco e le procedure di avviamento da parte dei Servizi competenti).
Chiara Tirelli si sofferma anche ad illustrare le novità introdotte dall’art. 13 del decreto legislativo n. 151/2015 sulla legge n. 113/1985 (in particolare, con riferimento alla sostituzione delle parole “Albo professionale” con la parola “elenco di cui all’art. 6, comma 7, della medesima legge n. 113/1985”).
Interpellato sulla questione, il segretario di Comitato riferisce che, presso la Presidenza Nazionale Uici, sono gli atti le Linee guida per le seguenti Regioni: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Marche, Lazio e Basilicata. L’Ufficio Lavoro e Previdenza della PN, per ciascuna di queste Regioni, ha già avuto premura di notificarne il testo ai rispettivi Consigli Regionali e alle Sezioni Uici.
La discussione mette in evidenza una generalizzata assenza di percezione “interna” tra i rappresentanti regionali circa le questioni sopra richiamate (Atti di indirizzo da un lato, funzionalità dei Comitati Tecnici dall’altro), su cui il Comitato Nazionale Tecnico dovrà lavorare per suscitarne una maggiore, più concreta, attenzione.
La discussione occupa più di un’ora di confronto tra le parti.
Successivamente, il Vicepresidente Nazionale informa tutti i presenti che è stato presentato all’I.Ri.Fo.R. un progetto di formazione per dirigenti e personale Uici, per cui si attende l’approvazione.
Il progetto, spiega Stefano Tortini, che il suo focus sul territorio, verterà essenzialmente sui seguenti aspetti: la legislazione vigente per il collocamento obbligatorio (legge n. 113/85, legge n. 68/99, legge n. 120/91, legge n. 104/92, decreto legislativo n. 81/2015, etc), la loro applicabilità nell’attuale mercato del lavoro; le circolari attuative e gli interventi giurisprudenziali in materia, nonché la normativa regionale e l’esposizione e l’esame di casi pratici. Verrà analizzato anche il ruolo delle istituende Agenzie per il lavoro e comunque degli attuali organismi preposti; le certificazioni medico-legali e le percentuali di invalidità ai fini del collocamento mirato (Tabella del 26 febbraio 1992); diagnosi funzionale e compatibilità con le mansioni da adempiere; panorama di nuove attività lavorative; la tematica dell’insegnamento; dibattito e discussioni.
Tra gli argomenti, verrà dedicata attenzione anche alle assunzioni nel pubblico impiego: obbligo di mobilità preventiva (riferimento normativo: art. 30 per la mobilità e 34-bis per il ricollocamento, aggiunti al decreto legislativo n. 165/2001 dall’art. 7, comma 1, della legge n. 3/2003, cui soggiacciono tutte le Pubbliche Amministrazioni); analisi degli avvisi pubblici: la nuova frontiera per l'avviamento al lavoro dei centralinisti telefonici non vedenti di cui alla legge n. 113/1985, limitato a coloro che aderiscono alla specifica occasione di lavoro (riferimento normativo: legge n. 113/1985, art. 6 comma 4, così come modificato dal n. 1) lettera d) del comma 1 dell'art. 13 del decreto legislativo n. 151/2015, accesso alle graduatorie dei centralinisti telefonici non vedenti- problemi di privacy e margini di manovra dell'Uici; possibilità di protocolli d'intesa Uici- Servizi per l'Impiego: collaborazione sul piano informativo secondo il principio di sussidiarietà orizzontale.
Maggiori notizie sulla questione verranno rese direttamente dal Vicepresidente Nazionale, dopo i necessari passaggi con l’I.Ri.Fo.R.
È il momento dello spuntino, offerto dalla Presidenza Nazionale Uici.
Verbale riunione del Comitato Nazionale Tecnico di Centralinisti Telefonici
Orario: 14,45-16,30
In seduta pomeridiana, si è riunito il Comitato Nazionale Tecnico dei Centralinisti Telefonici, composto da 5 persone.
Tutti i componenti risultano presenti: Chiara Tirelli, coordinatrice del Comitato, Pierluigi Rocci, Maria Letizia Paffumi, Nunzio Bruno e Massimo Isidori.
Partecipa come uditore il sig. Epimenio Falla, rappresentante dei centralinisti telefonici per la Sicilia.
1.	riferimenti del Coordinatore Nazionale del Comitato, Chiara Tirelli;
2.	riferimenti dei singoli componenti circa l’attività da loro svolta nelle Aree di propria assegnazione (per la ripartizione delle competenze rif. verbale prot. Uici 12966 del 28/09/2016);
3.	bilancio complessivo dell’operatività del Comitato Nazionale Tecnico, sin dalla sua costituzione in
data 15/09/2016;
Adempiute le formalità del caso, prende avvio la riunione alle ore 14,45.
La coordinatrice Chiara Tirelli presenta la relazione dei propri interventi svolti sul territorio sotto più vesti (come Coordinatrice nazionale di Comitato, come Presidente territoriale di Reggio Emilia e come Vicepresidente Regionale Uici) e coglie l’occasione per soffermarsi a discutere circa i solleciti inviati a tutti i componenti del Comitato (per e-mail, via SMS, via telefono e whatsapp), senza però ricevere, di rimando, risposte concrete.
La difficoltà di interscambio all’interno del Comitato, ammette la Tirelli, in realtà non è la prima volta che viene segnalata. Ed è proprio per questo che una nuova riunione in presenza si apre con le stesse premesse di un anno e mezzo fa.
Tutti i presenti confermano alla Coordinatrice la disponibilità a collaborare.
Si ripartirà, dunque, da un’indagine sul territorio per completare la mappatura degli Atti di indirizzo regionali, da aggiungere a quelli già in possesso della Presidenza Nazionale Uici, per poi procedere ad una maggiore, più capillare, informativa presso le strutture territoriali Uici, affinché si possa ottenere un’azione più consapevole come Associazione storica di categoria.
Null’altro da aggiungere, alle ore 16,30 termina la riunione, di cui si redige il presente verbale.

References: art. 8
 art. 7
 articolo 6
 art. 3
 art. 7
 art. 30
 art. 6