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D.L.vo 16 marzo 2006, n. 140.
Attuazione della direttiva 2004/48/CE sul rispetto
dei diritti di proprietà intellettuale.(Gazzetta Ufficiale Serie gen.- n. 82 del 7 aprile
(Introduzione nel titolo II della legge 22 aprile 1941 n. 633, del Capo VII-bis e
dell'articolo 99-bis)
1. Nel titolo II della legge 22 aprile 1941, n. 633, dopo il capo VII è inserito il
seguente: «Capo VII-bis - Titolarità dei diritti connessi - Art. 99-bis. - 1. È reputato
titolare di un diritto connesso, salvo prova contraria, chi, nelle forme d'uso, è
individuato come tale nei materiali protetti, ovvero è annunciato come tale nella
recitazione, esecuzione, rappresentazione o comunicazione al pubblico.».
(Sostituzione dell'articolo 156 della legge 22 aprile 1941, n. 633)
«Art. 156. - 1. Chi ha ragione di temere la violazione di un diritto di utilizzazione
economica a lui spettante in virtù di questa legge oppure intende impedire la
continuazione o la ripetizione di una violazione già avvenuta sia da parte dell'autore
della violazione che di un intermediario i cui servizi sono utilizzati per tale violazione
può agire in giudizio per ottenere che il suo diritto sia accertato e sia vietato il
proseguimento della violazione. Pronunciando l'inibitoria, il giudice può fissare una
somma dovuta per ogni violazione o inosservanza successivamente constatata o per
ogni ritardo nell'esecuzione del provvedimento.
3. L'azione è regolata dalle norme di questa sezione e dalle disposizioni del codice
di procedura civile.».
(Introduzione dell'articolo 156-bis nella legge 22 aprile 1941, n. 633)
«Art. 156-bis. - 1. Qualora una parte abbia fornito seri elementi dai quali si possa
ragionevolmente desumere la fondatezza delle proprie domande ed abbia individuato
documenti, elementi o informazioni detenuti dalla controparte che confermino tali
indizi, essa può ottenere che il giudice ne disponga l'esibizione oppure che richieda le
informazioni alla controparte. Può ottenere altresì, che il giudice ordini alla
controparte di fornire gli elementi per l'identificazione dei soggetti implicati nella
produzione e distribuzione dei prodotti o dei servizi che costituiscono violazione dei
diritti di cui alla presente legge.
2. In caso di violazione commessa su scala commerciale il giudice può anche
disporre, su richiesta di parte, l'esibizione della documentazione bancaria, finanziaria
e commerciale che si trovi in possesso della controparte.
3. Il giudice, nell'assumere i provvedimenti di cui ai commi 1 e 2, adotta le misure
idonee a garantire la tutela delle informazioni riservate, sentita la controparte.
4. Il giudice desume argomenti di prova dalle risposte che le parti danno e dal rifiuto
ingiustificato di ottemperare agli ordini.».
(Introduzione dell'articolo 156-ter nella legge 22 aprile 1941, n. 633)
«Art. 156-ter. - 1. L'autorità giudiziaria sia nei giudizi cautelari che di merito può
ordinare, su istanza giustificata e proporzionata del richiedente, che vengano fornite
informazioni sull'origine e sulle reti di distribuzione di merci o di prestazione di
servizi che violano un diritto di cui alla presente legge da parte dell'autore della
violazione e da ogni altra persona che:
a) sia stata trovata in possesso di merci oggetto di violazione di un diritto, su scala
commerciale; sia stata sorpresa a utilizzare servizi oggetto di violazione di un diritto,
su scala commerciale;
b) sia stata sorpresa a fornire su scala commerciale servizi utilizzati in attività di
violazione di un diritto;
c) sia stata indicata dai soggetti di cui alle lettere a) o b) come persona implicata
nella produzione, fabbricazione o distribuzione di tali prodotti o nella fornitura di tali
2. Le informazioni di cui al comma 1 possono tra l'altro comprendere il nome e
indirizzo dei produttori, dei fabbricanti, dei distributori, dei fornitori e degli altri
precedenti detentori dei prodotti o dei servizi, nonché dei grossisti e dei dettaglianti,
nonché informazioni sulle quantità prodotte, fabbricate, consegnate, ricevute o
ordinate, nonché sul prezzo dei prodotti o servizi in questione.
3. Le informazioni vengono acquisite tramite interrogatorio dei soggetti di cui al
4. Il richiedente deve fornire l'indicazione specifica delle persone da interrogare e
dei fatti sui quali ognuna di esse deve essere interrogata.
5. Il giudice, ammesso l'interrogatorio, richiede ai soggetti di cui al comma 1 le
informazioni indicate dalla parte; può altresì rivolgere loro, d'ufficio o su istanza di
parte, tutte le domande che ritiene utili per chiarire le circostanze sulle quali si svolge
6. Si applicano gli articoli 249, 250, 252, 255 e 257, primo comma, del codice di
(Modifiche all'articolo 158 della legge 22 aprile 1941, n. 633)
«Art. 158. - 1. Chi venga leso nell'esercizio di un diritto di utilizzazione economica
a lui spettante può agire in giudizio per ottenere, oltre al risarcimento del danno che,
a spese dell'autore della violazione, sia distrutto o rimosso lo stato di fatto da cui
2. Il risarcimento dovuto al danneggiato è liquidato secondo le disposizioni degli
articoli 1223, 1226 e 1227 del codice civile. Il lucro cessante è valutato dal giudice ai
sensi dell'articolo 2056, secondo comma, del codice civile, anche tenuto conto degli
utili realizzati in violazione del diritto. Il giudice può altresì liquidare il danno in via
forfettaria sulla base quanto meno dell'importo dei diritti che avrebbero dovuto essere
riconosciuti, qualora l'autore della violazione avesse chiesto al titolare
3. Sono altresì dovuti i danni non patrimoniali ai sensi dell'articolo 2059 del codice
(Sostituzione dell'articolo 159 della legge 22 aprile 1941, n. 633)
«Art. 159. - 1. La rimozione o la distruzione prevista nell'articolo 158 non può avere
per oggetto che gli esemplari o copie illecitamente riprodotte o diffuse, nonché gli
apparecchi impiegati per la riproduzione o diffusione che non sono prevalentemente
2. Se gli esemplari, le copie e gli apparecchi di cui al comma 1 sono suscettibili,
previa adeguata modifica, di una utilizzazione legittima da parte dell'autore della
violazione, può essere disposto dal giudice il loro ritiro temporaneo dai commercio
con possibilità di un loro reinserimento a seguito degli adeguamenti imposti a
3. Se una parte dell'esemplare, della copia o dell'apparecchio di cui al comma 1 può
essere impiegata per una diversa riproduzione o diffusione, l'interessato può chiedere,
a sue spese, la separazione di questa parte nel proprio interesse.
4. Se l'esemplare o la copia dell'opera o l'apparecchio di cui si chiede la rimozione o
la distruzione hanno singolare pregio artistico o scientifico, il giudice ne può ordinare
di ufficio il deposito in un pubblico museo.
5. Il danneggiato può sempre chiedere che gli esemplari, le copie e gli apparecchi
soggetti alla distruzione gli siano aggiudicati per un determinato prezzo in conto del
risarcimento dovutogli.
6. I provvedimenti della distruzione e della aggiudicazione non colpiscono gli
esemplari o le copie contraffatte acquistati in buona fede per uso personale.
7. L'applicazione delle misure di cui al presente articolo deve essere proporzionata
alla gravità della violazione e tenere conto degli interessi dei terzi.».
(Sostituzione dell'articolo 161 della legge 22 aprile 1941, n. 633)
1. L'articolo 161 della legge n. 633 del 1941, e successive modificazioni, è
«Art. 161. - 1. Agli effetti dell'esercizio delle azioni previste negli articoli
precedenti, nonché della salvaguardia delle prove relative alla contraffazione,
possono essere ordinati dall'Autorità
giudiziaria la descrizione, l'accertamento, la perizia od il sequestro di ciò che si
ritenga costituire violazione del diritto di utilizzazione; può inoltre farsi ricorso ai
2. Il sequestro non può essere concesso nelle opere che risultano dal contributo di
più persone, salvo i casi di particolare gravità o quando la violazione del diritto di
autore è imputabile a tutti i coautori.
3. L'Autorità giudiziaria può anche ordinare, in casi particolarmente gravi, il
sequestro dei proventi dovuti all'autore dell'opera o del prodotto contestato.
4. Le disposizioni della presente sezione si applicano a chi mette in circolazione in
qualsiasi modo o detiene per scopi commerciali copie non autorizzate di programmi e
qualsiasi mezzo inteso unicamente a consentire o facilitare la rimozione arbitraria o
l'elusione funzionale dei dispositivi applicati a protezione di un programma per
elaboratore.».
(Introduzione dell'articolo 162-bis nella legge 22 aprile 1941, n. 633)
«Art. 162-bis. - 1. Se il giudice, nel rilasciare il provvedimento cautelare, non
stabilisce il termine entro cui le parti devono iniziare il giudizio di merito,
quest'ultimo deve essere iniziato entro il termine di venti giorni lavorativi o di
trentuno giorni di calendario, qualora questi rappresentino un periodo più lungo.
2. Il termine di cui al comma 1 decorre dalla pronuncia dell'ordinanza se avvenuta
in udienza o, altrimenti, dalla sua comunicazione.
3. Se il giudizio di merito non è iniziato nel termine perentorio di cui al comma 1
ovvero se successivamente al suo inizio si estingue, il provvedimento cautelare perde
4. Le disposizioni di cui al comma 3 non si applicano ai provvedimenti di urgenza
emessi ai sensi dell'articolo 700 del codice di procedura civile ed agli altri
provvedimenti cautelari idonei ad anticipare gli effetti della sentenza di merito. In tali
casi ciascuna parte può iniziare il giudizio di merito.».
(Introduzione dell'articolo 162-ter nella legge 22 aprile 1941, n. 633)
«Art. 162-ter. - 1. Quando la parte lesa faccia valere l'esistenza di circostanze atte a
pregiudicare il pagamento del risarcimento del danno, l'autorità giudiziaria può
disporre ai sensi dell'articolo 671 del codice di procedura civile il sequestro
conservativo di beni mobili e immobili del presunto autore della violazione fino alla
concorrenza del presumibile ammontare del danno, compreso il blocco dei suoi conti
bancari e di altri beni. A tale fine, nei casi di violazioni commesse su scala
commerciale, l'Autorità giudiziaria può disporre la comunicazione delle
documentazioni bancarie, finanziarie o commerciali, o l'appropriato accesso alle
pertinenti informazioni.».
(Modifiche all'articolo 163 della legge 22 aprile 1941, n. 633)
1. All'articolo 163 della legge n. 633 del 1941, e successive modificazioni, il
comma 1 è sostituito dal seguente: «1. Il titolare di un diritto di utilizzazione
economica può chiedere che sia disposta l'inibitoria di qualsiasi attività, ivi comprese
quelle costituenti servizi prestati da intermediari, che costituisca violazione del diritto
stesso secondo le norme del codice di procedura civile concernenti i procedimenti
cautelari.».
(Modifiche all'articolo 164 della legge 22 aprile 1941, n. 633)
1. All'articolo 164 della legge n. 633 del 1941, l'alinea è sostituita dalla seguente:
«Se le azioni previste in questa sezione e nella seguente sono promosse dall'ente di
diritto pubblico indicato nell'articolo 180 si osservano le regole seguenti:».
(Sostituzione dell'articolo 167 della legge 22 aprile 1941, n. 633)
«Art. 167. - 1. I diritti di utilizzazione economica riconosciuti da questa legge
possono anche essere fatti valere giudizialmente:
(Inserimento dell'articolo 171-octies-1 nella legge 22 aprile 1941, n. 633)
«Art. 171-octies-1. - 1. Chiunque si rifiuti senza giustificato motivo di rispondere
alle domande del giudice ai sensi dell'articolo 156-ter ovvero fornisce allo stesso false
informazioni è punito con le pene previste dall'articolo 372 del codice penale, ridotte
della metà.».
(Modifiche all'articolo 121 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30)
1. All'articolo 121 del Codice della proprietà industriale, di cui al decreto legislativo
a) al comma 2, secondo periodo, dopo le parole: «il giudice ordini», sono inserite le
seguenti: «alla controparte»;
b) dopo il comma 2 è inserito il seguente: «2-bis. In caso di violazione commessa su
scala commerciale mediante atti di pirateria di cui all'articolo 114, il giudice può
anche disporre, su richiesta di parte, l'esibizione della documentazione bancaria,
finanziaria e commerciale che si trovi in possesso della controparte.».
(Introduzione dell'articolo 121-bis nel decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30)
1. Al Codice della proprietà industriale, di cui al decreto legislativo 10 febbraio
2005, n. 30, dopo l'articolo 121 è inserito il seguente:
«Art 121-bis (Diritto d'informazione). - 1. L'Autorità giudiziaria sia nei giudizi
cautelari che di merito può ordinare, su istanza giustificata e proporzionata del
richiedente, che vengano fornite informazioni sull'origine e sulle reti di distribuzione
di merci o di prestazione di servizi che violano un diritto di cui alla presente legge da
parte dell'autore della violazione e da ogni altra persona che:
nella produzione, fabbri-cazione o distribuzione di tali prodotti o nella fornitura di tali
(Modifiche all'articolo 124 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30)
1. All'articolo 124 del Codice della proprietà industriale, di cui al decreto legislativo
b) il comma 1 è sostituito dal seguente: «1. Con la sentenza che accerta la violazione
di un diritto di proprietà industriale possono essere disposti l'inibitoria della
fabbricazione, del commercio e dell'uso delle cose costituenti violazione del diritto, e
l'ordine di ritiro definitivo dal commercio delle medesime cose nei confronti di chi ne
sia proprietario o ne abbia comunque la disponibilità. L'inibitoria e l'ordine di ritiro
definitivo dal commercio possono essere emessi anche contro ogni intermediario, che
sia parte del giudizio ed i cui servizi siano utilizzati per violare un diritto di proprietà
c) il comma 3 è sostituito dal seguente: «3. Con la sentenza che accerta la violazione
di un diritto di proprietà industriale può essere ordinata la distruzione di tutte le cose
costituenti la violazione, se non vi si oppongono motivi particolari, a spese dell'autore
della violazione. Non può essere ordinata la distruzione della cosa e l'avente diritto
può conseguire solo il risarcimento dei danni, se la distruzione della cosa è di
pregiudizio all'economia nazionale. Se i prodotti costituenti violazione dei diritti di
proprietà industriale sono suscettibili, previa adeguata modifica, di una utilizzazione
legittima, può essere disposto dal giudice, in luogo del ritiro definitivo o della loro
distruzione, il loro ritiro temporaneo dal commercio, con possibilità di reinserimento
a seguito degli adeguamenti imposti a garanzia del rispetto del diritto.»;
d) al comma 6 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Nell'applicazione delle
sanzioni l'autorità giudiziaria tiene conto della necessaria proporzione tra la gravità
delle violazioni e le sanzioni, nonché dell'interesse dei terzi.».
(Sostituzione dell'articolo 125 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30)
1. L'articolo 125 del Codice della proprietà industriale, di cui al decreto legislativo
n. 30 del 2005, è sostituito dal seguente:
«Art. 125 (Risarcimento del danno e restituzione dei profitti dell'autore della
violazione). - 1. Il risarcimento dovuto al danneggiato è liquidato secondo le
disposizioni degli articoli 1223, 1226 e 1227 del codice civile, tenuto conto di tutti gli
aspetti pertinenti, quali le conseguenze economiche negative, compreso il mancato
guadagno, del titolare del diritto leso, i benefici realizzati dall'autore della violazione
e, nei casi appropriati, elementi diversi da quelli economici, come il danno morale
arrecato al titolare del diritto dalla violazione.
2. La sentenza che provvede sul risarcimento dei danni può farne la liquidazione in
una somma globale stabilita in base agli atti della causa e alle presunzioni che ne
derivano. In questo caso il lucro cessante è comunque determinato in un importo non
inferiore a quello dei canoni che l'autore della violazione avrebbe dovuto pagare,
qualora avesse ottenuto una licenza dal titolare del diritto leso.
3. In ogni caso il titolare del diritto leso può chiedere la restituzione degli utili
realizzati dall'autore della violazione, in alternativa al risarcimento del lucro cessante
o nella misura in cui essi eccedono tale risarcimento.».
(Modifiche all'articolo 127 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30)
1. All'articolo 127 del Codice della proprietà industriale, di cui al decreto legislativo
n. 30 del 2005, dopo il comma 1 è inserito il seguente: «1-bis. Chiunque si rifiuti
senza giustificato motivo di rispondere alle domande del giudice ai sensi dell'articolo
121-bis ovvero fornisce allo stesso false informazioni è punito con le pene previste
dall'articolo 372 del codice penale, ridotte della metà.».
(Modifiche all'articolo 131 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30)
1. All'articolo 131 del Codice della proprietà industriale, di cui al decreto legislativo
n. 30 del 2005, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1 è sostituito dal seguente: «1. Il titolare di un diritto di proprietà
industriale può chiedere che sia disposta l'inibitoria di qualsiasi violazione imminente
del suo diritto e del proseguimento o della ripetizione delle violazioni in atto, ed in
particolare può chiedere che siano disposti l'inibitoria della fabbricazione, del
commercio e dell'uso delle cose costituenti violazione del diritto, e l'ordine di ritiro
dal commercio delle medesime cose nei confronti di chi ne sia proprie-tario o ne
abbia comunque la disponibilità, secondo le norme del codice di procedura civile
concernenti i procedimenti cautelari. L'inibitoria e l'ordine di ritiro dal commercio
possono essere chiesti, sugli stessi presupposti, contro ogni soggetto i cui servizi
siano utilizzati per violare un diritto di proprietà industriale.»;
b) dopo il comma 1, sono inseriti i seguenti: «1-bis. Se il giudice nel rilasciare il
provvedimento cautelare non stabilisce il termine entro cui le parti devono iniziare il
giudizio di merito, quest'ultimo deve essere iniziato entro il termine di venti giorni
lavorativi o di trentuno giorni di calendario qualora questi rappresentino un periodo
più lungo. Il temine decorre dalla pronuncia dell'ordinanza se avvenuta in udienza o,
altrimenti, dalla sua comunicazione.
1-ter. Se il giudizio di merito non è iniziato nel termine perentorio di cui al comma
1, ovvero se successivamente al suo inizio si estingue, il provvedimento cautelare
perde la sua efficacia.
1-quater. Le disposizioni di cui al comma 1-ter non si applicano ai provvedimenti di
urgenza emessi ai sensi dell'articolo 700 del codice di procedura civile ed agli altri
(Introduzione dell'articolo 144-bis nel decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30)
1. Dopo l'articolo 144 del Codice della proprietà industriale, di cui al decreto
legislativo n. 30 del 2005, è inserito il seguente:
«Art. 144-bis (Sequestro conservativo). - 1. Quando la parte lesa faccia valere
l'esistenza di circostanze atte a pregiudicare il soddisfacimento del risarcimento del
danno, l'autorità giudiziaria può disporre, ai sensi dell'articolo 671 del codice di
procedura civile, il sequestro conservativo dei beni mobili ed immobili del preteso
autore della violazione, compreso il blocco dei suoi conti bancari e di altri beni fino
alla concorrenza del presumibile ammontare del danno. A tale fine l'autorità
giudiziaria può disporre la comunicazione della documentazione bancaria, finanziaria
(Introduzione dell'articolo 85-bis nel testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di
cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773)
1. Nel testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18
giugno 1931, n. 773, dopo l'articolo 85 è inserito il seguente:
«Art. 85-bis. - 1. È vietato introdurre, installare o comunque utilizzare abusivamente
nei luoghi di pubblico spettacolo, dispositivi od apparati che consentono la
registrazione, la riproduzione, la trasmissione o comunque la fissazione su supporto
audio, video od audiovideo, in tutto od in parte, delle opere dell'ingegno che vengono
ivi realizzate o diffuse.
2. Il concessionario od il direttore del luogo di pubblico spettacolo deve dare avviso
del divieto di cui al primo comma mediante affissione, all'interno del luogo ove
avviene la rappresentazione, di un numero idoneo di cartelli che risultino ben visibili
3. Restano comunque ferme le norme poste a tutela dei diritti di autore, in
conformità alle leggi speciali che regolamentano la materia.».
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