Source: http://paralisiostetrica.org/bacheca.asp?pn=28
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Cara Federica,mi chiamo M.,ci siamo sentite qualche giorno fa per tel. sto __________(sardegna),mia figlia M.,ha quasi 3anni,purtroppo ha una p.o al braccio sn, dall'esito della prima elettromiografia,ha una sofferenza radicolare c5,c6,in prevalenza su c6....con tanta fisio,tanti miei sacrifici e di mio marito R.,ha recuperato alla grande per quanto riguarda l'articolazione!!i dottori stessi sono molto stupiti;...ora vorrei sottoporre la bimba a visita per scongiurare un intervento chirurgico alla spalla,xchè troppo sporgente.vorrei lasciare il mio num d tel,per eventuali contatti in sardegna ..M. è nata a _________,ma da subito non hanno capito nulla,perchè le hanno immobilizzato il braccio con delle spille da balia per un mese,quando alla visita di controllo(dopo 16gg.circa)ho chiesto cosa avesse la bambina, ero preoccupata,mi hanno detto di aspettare e di non essere troppo apprensiva,e immobilizzarono il braccio per altri 15gg.eravamo disperati!!nel frattempo tornò dalle ferie (per fortuna)la pediatra che tutt'ora segue M.....e G. (che ha 4a)senza neanche vederla,per tel mi chiese:ma si tratta di plesso bracchiale????boh!!!se non lo sanno le fisiatre che la seguono!! subito dopo ebbi modo di farla ricoverare a Cagliari presso la clinica Macciotta, i medici li rimasero stupiti per le gravi condizioni della bambina e perchè le tenevamo il braccio immobilizzato, dopo averle spiegato tutto e mostrato i certificati rilasciatomi a _____ si irritarono moltissimo in quanto a ________ non avessero riconosciuto tale danno..questa è un pò la nostra storia,che non finisce qui,perchè abbiamo tutte le intenzioni di procedere giuridicamente.vi ringrazio tutti,il sito è bellissimo
Carissima M. anche mio figlio è nato lì, e so che in quel reparto hanno avuto diverse esperienze di paralisi ostetrica; eppure non perdono il vizio dell'arroganza. Non capisco perchè questi medici non facciano dei corsi,delle revisioni: se capita un caso, se ne studia il motivo, si cercano le cause dell'errore. Invece nò...continuano a credersi dei luminari senza avere la preparazione adeguata per stare in un reparto così importante come l'ostetricia, e si permettono anche di dirti di non esagerare con l'apprensione. ( mi viene in mente quella frase in romanesco che fa: "te possino") Hai fatto bene a far vedere tua figlia a Cagliari e mi auguro che, in qualche modo, questo centro richiami a maggior professionalità quegli incompetenti dell'ospedale di_____ dove è nato anche mio figlio. Grazie per la disponibilità, e, se chiederanno informazioni rispetto alla provincia in cui abiti, ti inoltrerò i messaggi; starà a te decidere se rispondere. Vai avanti e non ti voltare indietro. Grazie per il giudizio sul sito, mi fa molto piacere mettere a disposizione di tutti quanto apprendo; spero sia utile;vedi, io cerco di far tesoro delle cose che imparo, per condividere tutto con gli altri ; faccio questo sia per carattere, sia per il ricordo triste della solitudine con cui ho vissuto 13 anni fa, per il protrarsi della drammaticità e della sofferenza che ho avuto modo di sperimentare nella totale indifferenza degli altri,senza notizie od informazioni sulla paralisi ostetrica d mio figlio . Io credo che come associazione siamo cresciuti, siamo tanti ( più di 600, di cui quasi 200 nella mia provincia) ed abbiamo la capacità di chiedere alle istituzioni di prestarci attezione.Continuate ad essere forti e coraggiosi. Aio!Federica Gismondi
Messaggio inviato il 13/01/2009
CARI AMICI VOLEVO INFORMARVI DI UNA SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE CHE STABILISCE , PER TUTTI I SOGGETTI CHE HANNO INDENNITA' DI FREQUENZA, IL DIRITTO AD AVERE UNA TREDICESIMA DELL'INDENNITA', COMMISURATA AI MESI DI FREQUENZA SCOLASTICA E/O DEL CENTRO DI RIABILITAZIONE . PER CUI VI INVITO , ATTRAVERSO UN PATRONATO, A RICHIEDERLA, ( DEVO VERIFICARE SE SI POSSONO CHIEDERE GLI ARRETRATI , SE QUALCUNO LO SCOPRE ME LO FACCA SAPERE)ALLEGO UNA SINTESI DELLA VICENDA GIUDIZIARIA CHE HA PORTATO ALLA SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE E , A SEGUIRE, LA MASSIMA . CORDIALMENTE FEDERICA GISMONDICassazione, sez. lavoro, sentenza del 28 maggio 2008, n. 13985Indennità di frequenza in favore di minori invalidi di anni diciotto erogati dall’INPS, spetta per tredici mensilitàCon la sentenza del 28 maggio 2008 la Suprema Corte di Cassazione, sezione lavoro, n. 13985, ha stabilito che l’indennità di frequenza in favore dei minori invalidi di anni diciotto, le cui condizioni corrispondano a quelle indicate e stabilite dall’art. 1 della legge n. 289 del 1990, spetta -per tredici mensilità e -la tredicesima dovrà essere commisurata a tanti ratei quanti sono i mesi del trattamento o del corso frequentato dal minore.Vicenda giudiziaria: I genitori (esercenti la potestà sulla figlia minore), presentando ricorso al Tribunale di Brindisi, hanno richiesto la condanna dell’INPS al pagamento del rateo di tredicesima dell’indennità di frequenza concessa alla figlia minorenne per gli anni scolastici 1998/99, 1999/2000 e 2000/2001. Il Tribunale ha rigettato la domanda.I genitori hanno presentato appello, cui ha resistito l’INPS.L’appello è stato accolto dalla Corte di Appello di Lecce: i giudici di secondo grado hanno ritenuto che il richiamo operato dall’art. 1 della legge 289/90 all’art. 13 della legge n. 118 del 1971 valesse come comprensivo della tredicesima mensilità, richiamando a conferma della loro interpretazione, la sentenza della Corte Costituzionale n. 106 del 1992, che aveva equiparato la frequenza alla incollocabilità per l’invalido maggiorenne che frequenta la scuola.L’INPS ha ricorso in Cassazione, denunciando violazione o falsa applicazione dell’art. 1 e segg. della legge 11 ottobre 1990 n. 289 e vizio di motivazione, affermando che l’indennità di frequenza ha lo scopo di fornire un aiuto economico alle famiglie, e la difesa ha sostenuto che le stesse hanno la necessità di sottoporre i minori a cure o trattamenti riabilitativi o per far loro frequentare una scuola; secondo la difesa si tratta di una prestazione temporanea, correlata alla effettiva durata del corso o del trattamento, come espressamente previsto dal comma 3 dell’art. 1 della legge. L’INPS ha sostenuto che l’indennità di frequenza, diversamente dall’assegno di invalidità, ha lo scopo di assicurare un reddito continuo e permanente a quei soggetti maggiorenni che, a causa di una ridotta capacità lavorativa, non sono in grado di procurarsi le necessarie risorse economiche. Oltre a ciò , secondo l’INPS, Il legislatore nel rapportare l’indennità mensile di frequenza all’assegno di invalidità di cui all’art. 13 della legge n. 118/71, non ha previsto l’erogazione per tredici mensilità.La Suprema Corte HA RITENUTO INFONDATO il ricorso proposto dall’INPS, osservando che, seppur innegabile la diversità di funzione fra l’assegno di invalidità civile e l’indennità mensile di frequenza, quest’ultima è concessa ai minori invalidi per: a) ricorso continuo o anche periodico a trattamenti riabilitativi o terapeutici presso centri ambulatoriali o centri diurni, b) la frequenza di scuole pubbliche o private di ogni ordine e grado; c) la frequenza di centri di formazione o di addestramento professionale finalizzati al reinserimento sociale dei minori invalidi. Si tratta di un sostegno alle famiglie dei minori, allo scopo di garantire agli stessi cure riabilitative, l’istruzione scolastica, una formazione professionale. L’assegno di invalidità, prosegue la Corte, ha invece la funzione di alleviare lo stato di bisogno economico degli invalidi civili in età lavorativa che abbiano una determinata riduzione della capacità lavorativa.“L’indennità di frequenza, concessa dalla legge 11 ottobre 1990, n. 289 ai minori di anni 18 che si trovino nelle condizioni stabilite dall’art. 1, è di importo pari all’assegno di invalidità civile di cui all’art. 13 della legge n. 118 del 1971, e quindi va corrisposta per tredici mensilità. Il fatto che tale indennità sia limitata alla reale durata del trattamento e del corso comporta che la stessa, nel caso di trattamenti o corsi di durata inferiore ai dodici mesi, va corrisposta per tanti ratei quanti sono i mesi del trattamento o del corso scolastico o di formazione, secondo la regola di cui all’art. 2, comma 3, della legge”. PRINCIPIO DI DIRITTOLa Corte di Cassazione enuncia il seguente principio di diritto: L'indennità di frequenza, concessa dalla legge 11 ottobre 1990, n. 289 ai minori di anni 18 che si trovino nelle condizioni stabilite dall'art. 1, è di importo pari all'assegno di invalidità civile di cui all'art. 13 della legge n. 118 del 1971, e quindi va corrisposta per tredici mensilità. Il fatto che tale indennità sia limitata alla reale durata del trattamento e del corso comporta che la stessa, nel caso di trattamenti o corsi di durata inferiore ai dodici mesi, va corrisposta per tanti ratei quanti sono i mesi del trattamento o del corso scolastico o di formazione, secondo la regola di cui all'art. 2, comma 3, della legge.Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, Sentenza 28 maggio 2008, n. 13985
ho 24 anni e ho una lesione dalla nascita del plesso brachiale, vorrei sapere se si puo' fare qualcosa a livello legale e\o fisico.D.
Preg.mo Sig. D., la ringrazio per averci scritto. Per quanto concerne la lesione ostetrica del plesso brachiale la invito a far riferimento agli specialisti che segnaliamo sulle pagine del nostro sito di cui conosciamo la professionalità ed i risultati.In merito agli aspetti legali, come lei saprà, occorre tener presente che esistono dei termini processuali per la presentazione della richiesta di risarcimento. Tuttavia la invito a contattare un legale , in quanto ultimamente sembra vi sia un nuovo orientamento giurisprudenzale che consente la risarcibilità del danno alla salute anche trascorsi 10 anni dall'evento, nel momento in cui si accerti l'irreversibilità del danno ( vedi sentenza citata in una precedente analoga richiesta d'informazioni, sentenza che riguardava un caso di decesso per epatite contratta a seguito di trasfusione). Certamente un buon legale la saprà aiutare. Ci faccia sapere che cosa le consiglia, in modo da comunicarlo anche ad altri che si trovano nella stessa situazione.A presto. Federica Gismondi Messaggio inviato il 10/01/2009
Ciao Federica e Ciao a tutte le altre persone che raccontano le loro storie....siamo la f. e la m.....sono le 17 e 30 ed è appena andata via la fisioterapista.....oggi le ho fatto vedere il filmino del mio parto....e si perchè il mio compagno l'ha ripreso......mi ha detto che devo ritenermi fortunata ad avere con me mia figlia......quindi si so che sarà dura affrontare il problema del suo braccino destro...però lei lo affronterà con me......non voglio sminuire il problema ma io ho rischiato di perderla alla nascita...quindi andrà come andrà questo recupero l'importante è che posso viverlo con lei........................si, sarebbe stato meglio un braccio forte e sano ma quando di mezzo c'era la sua vita è andata bene così....SI UN TAGLIO CESAREO SAREBBE STATA LA SOLUZIONE MIGLIORE...ma non si può tornare indietro...ciao un saluto grande a tutti quanti.F. e M.
Ciao a tutti gli amici del forumSono Massimo, papà di una splendida bambina nata a giugno. Vi racconto la mia esperienza perché spero possa essere di aiuto a quei genitori che come me e Miky hanno purtroppo dovuto vivere l’esperienza della paralisi ostetrica.5 minuti dopo la nascita, mi accorgo dell’assoluta ipotonia del braccio e della mano destra. Chiamo la pediatra e le chiedo spiegazioni. Mi assicura che posso stare tranquillo si tratta probabilmente di un edema che nel giro di 15 giorni si riassorbirà o di una frattura della clavicola o di una lussazione della spalla. In ogni caso non devo preoccuparmi, può succedere, ma non è niente di rilevante.La spiegazione non mi rassicura, così arrivato a casa mi collego ad internet e cerco “patologie da parto”… mi crolla il mondo addosso... il giorno che doveva essere il più bello della mia vita si è trasformato in quello più brutto.Per fortuna trovo il sito di Federica e Le scrivo per avere dei consigli …e lei dimostra da subito di essere la persona più disponibile del mondo. Mi fornisce i numeri di telefono dei medici da contattare, mi invita a guardare in faccia la realtà e allo stesso tempo a non perdere la speranza. Oggi la bambina ha quasi 7 mesi e grazie a Dio il suo braccino migliora di settimana in settimana. Vi racconto le tappe principali del nostro percorso: Giugno ‘08 La bambina è nata a metà giugno. 8 giorni dopo la nascita inizia la fisioterapia. Ogni giorno 1 ora di fisioterapia con la terapista + 1 ora di fisioterapia a casa. La bambina viene visitata dal neurologo (Ospedale _________ - Roma) che ci conferma che la sua patologia è la paralisi ostetrica e che bisogna aspettare... è troppo presto per fare una diagnosi. Il braccino è totalmente ipotonico. 1 ora di fisioterapia con il terapista e una pressoché costante (giorno e notte) che consisteva in attivazione motoria passiva, autopercezione e sensibilizzazione dell’arto.Globulini omeopatici di arnica e di iperico Luglio ‘08 All’inizio di luglio la bambina viene visitata da un secondo neurologo (________ di Roma). Ci viene detto che probabilmente è uno stiramento molto molto forte e che bisogna aspettare. Non contenti andiamo da un terzo neurologo (_________ – Roma), ci viene detto che è troppo presto per fare una diagnosi e di aspettare fino a settembre. Ovviamente non riusciamo ad attendere… Il 14 Luglio su consiglio di Federica portiamo la bambina in visita al Gaslini – Genova. Dopo la visita ci viene detto che la situazione non è ottimale e che se fosse uno stiramento il braccino dovrebbe essere meno ipotonico, e che solo in teoria c’è ancora tempo per il recupero. In ogni caso veniamo invitati a farci risentire a settembre per fissare un appuntamento ed effettuare gli esami oggettivi (Risonanza magnetica ed elettromiografia). Andiamo via da Genova disperati.La notte del 16 luglio la bambina, nel sonno, ha lievemente scostato il braccino dal corpo, ma nei giorni successivi lo stesso movimento si è verificato molto di rado e sempre nel sonno (ci venne detto che poteva essere il cosiddetto “effetto grilletto” che spesso si verifica negli arti paralizzati)Il 30 luglio riportiamo la bambina al __________di Roma (dove era stata vista all’inizio del mese). Il neurologo ci dice che purtroppo non c’è speranza, che la mia bambina è il peggior caso che gli era mai capitato nel corso della sua esperienza: “Solo un miracolo può salvarla…rivolgetevi ad un centro trapianti…”Andiamo via disperati … ma non demordiamo.. siamo convinti che la diagnosi sia sbagliata… è passato troppo poco tempo (circa 1,5 mesi) e dalle letture che abbiamo fatto la diagnosi non può essere fatta prima dei tre mesi… 1 ora di fisioterapia con il terapista e una pressoché costante (giorno e notte) che consisteva in attivazione motoria passiva, autopercezione e sensibilizzazione dell’arto.Globulini omeopatici di arnica e di iperico Agosto ‘08 Il 4 agosto improvvisamente la bambina mentre stava sdraiata in carrozzina, tira su il braccino!!! Siamo felicissimi…non tutto è perduto. La bambina comincia a muovere il deltoide e il tricipite.. il bicipite non è ancora stato reclutato. Per tutto il mese la situazione non si modifica: era l’unico movimento che faceva e non lo faceva nemmeno sempre.Portiamo la bambina presso una osteopata specializzata sul trattamento dei bambini e inizia una serie di trattamenti volti a riallineare la posizione delle vertebre cervicali interessate dallo stiramento del plesso e per aumentare il flusso del sangue. 1 ora di fisioterapia con il terapista e una pressoché costante (giorno e notte) che consisteva in attivazione motoria passiva, autopercezione e sensibilizzazione dell’arto + esercizi di extrarotazione e streccing al polso + tape notturno per un corretto posizionamento del polso. Globulini omeopatici di arnica e di iberico Settembre ‘08 Il 1 settembre, in posizione supina, la bambina riesce a mantenere il l’avambraccio perpendicolare al piano per pochi secondi (due tre secondi): forse era il segno che il bicipite stava iniziando ad essere reclutato.La piccola continua il trattamento osteopatico.Il 29 settembre ritorniamo a Genova al Gaslini per gli accertamenti oggettivi (Risonanza magnetica / elettromiografia) e il dott. Senes, visitata la bambina, ci invita a tornare a casa: “Questo non è un braccino da operare!!!!, continuate con la fisioterapia e tornate a fine gennaio”…. La frase più bella della nostra vita!!!!! 1 ora di fisioterapia con il terapistaFisioterapia a casa (circa 2 ore) + qualsiasi attività della vita della bambina è stata orientata al corretto utilizzo dell’arto anche a casa.Globulini omeopatici di arnica e di iperico OsteopatiaDa settembre ad oggi abbiamo continuato senza mai smettere a fare fisioterapia 2 volte al giorno e a stimolare in qualsiasi momento il braccino della bambina.Questa esperienza ci ha insegnato che non bisogna mai arrendersi, neanche quando ti dicono che non c’è speranza! La fisioterapia è importantissima e non è vero, come dice qualcuno, che è tutta uguale!M. ha avuto dei fisioterapisti bravissimi a cui va il nostro ringraziamento per avere trattato con dedizione, professionalità e affetto la nostra bambina.Siamo coscienti del fatto che il percorso è ancora lungo e nessuno ci garantisce quale sarà il risultato finale ma di sicuro noi continueremo con l’impegno di sempre a dare alla nostra bambina le cure che riteniamo più adeguate. Ringraziamo Federica per quanto ha fatto per noi e tutti gli amici di questo Forum (Marzia e Alessandro di Chiusi, Paola, Francesca, Maurizio,…) che nei mesi scorsi ci hanno aiutato ad affrontare la situazione e ci sono stati vicini. Grazie di cuore. Ciao Massimo e Miky La bellissima storia della piccola M. , mi fa riflettere su alcuni aspetti: innanzitutto la capacità di recupero dei bambini è straordinaria; in alcuni casi, come in questo, porta a recuperi ottimali, favoriti dall'attenzione dei genitori, dalla loro preoccupazione positiva e creativa, dalla professionalità dei professionisti sanitari esperti che li accompagnano . L'altra cosa importante che mi colpisce è la volontà di non arrendersi di questi bravissimi genitori , di accogliere, senza alcuna mediazione, il reale, cercando gli spunti di riflessione e gli aiuti concreti per progredire.La storia d ogniuno è diversa e leggere che esiste la possibilità di recupero ci fa ben sperare.Io credo che chi vive un'esperienza di questo tipo, non è più come prima; resta attento a tutte le cose e ne fa tesoro, condividendole con gli altri che attendono un segno di speranza . Per tal motivo mi auguro di mantenere rapporti con tutte le famiglie , che riescono, con la loro esperienza, a far crescere le opportunità di tutti, che fanno respirare con più decisione le loro anime.Vi ringrazio del vostro contributo, è davvero impotante, restateci accanto. Federica Gismondi
grazie ai tuoi preziosissimi consigli ho portato la documentazione che mi hai indicato al rivenditore. Mi hanno fatto parlare con il responsabile della concessionaria e mi hanno, dopo essersi scusati, confermato che ho diritto all'iva agevolata. Pensa che ora si scopre che addirittura ne ho diritto indipendentemente dal certif. medico ma già solo per il fatto che ho una patente speciale (hanno voluto solo quella).Grazie mille Federica BRAVO , SEI FORTE, FATTI RISPETTARE..!Federica Gismondi
ciao, sono Emanuele. So benissimo cosa provate amici. Rileggendo i messaggi delle mamme preoccupate per i loro piccoli, ritorno indietro di 29 anni e ripercorrendoli, non senza emozionarmi, rivivo la mia esperienza, e soprattutto quella dei miei gentitori. Sono nato affetto da una grave forma di paralisi ostetrica all'arto superiore destro. Ho subito 2 interventi chirurgici a 3 e 6 anni e da sempre faccio fisioterapia riabilitativa e piscina.La mia vuole essere una testimonianza a beneficio di tutti i genitori che come i miei si sono trovati ad affrontare questo probema, lo sconforto e perchè no, la disperazione che umanamente ne è derivata. Voglio dirvi: non vi arrendete mai, non demordete, siate tenaci, scegliete assieme cio che è più giusto per oi vostri figli, parlatene assieme a loro quando sono più grandi e vedrete che quello che sembra un problema insormontabile che ne condizionerà negativamente l'esistenza, diventerà il più piccolo dei vostri pensieri fino a dissolversi del tutto. Non scambiatemi vi prego per un presuntuoso. Io non mi permetterei mai di dubitare della vostra tenacia e forza d'animo ma mi permetto di dirvi questo perchè ci tengo a fare sentire la voce di chi ha vissuto sulla sua pelle questa esperienza e si sente ed è una persona ""normale"" grazie a quello che i suoi genitori hanno fatto per lui e poi perchè da qualche mese sono padre anch'io e so cosa significa amare i propri figli. Faccio a tutti coloro che stanno aspettando una qualsiasi lieta notizia i miei più sinceri auguri che questa possa arrivare presto. Credetemi, so che può sembrarvi paradossale ciò che vi dico, ma per me la paralisi ostetrica può trasformarsi in un dono, è quello che è avvenuto e che avviene nella mia vita.Ciao a tutti da Emanuele
Salve a tutti!rispondo al messaggio inviato il 2 gennaio da un genitore preoccupato che chiede se sia giusto far causa o no per il danno provocato alla sua bimba.per quanto mi riguarda posso capirti;sono una mamma di una bella bimba di 20mesi che ha una paralisi ostetrica al braccio destro.anche noi ci ponevamo molte domande sul da farsi ma ,alla fine,abbiamo deciso di far causa a quella specie di medici che hanno fatto nascere G....adesso stiamo procedendo e proprio oggi pomeriggio devo andare a fare la perizia ginecologica.di dove siete?noi di roma e se volete spiegazioni e un aiuto in merito a roma ci sono strutture e persone abbastanza preparate sul caso,anche legalmente c'è un avv.specializzato in paralisi ostetrica,Avv.Antonini,se cercate su internet lo troverete è molto disponibile anche telefonicamente,per dare consigli e delucidazioni..se avete le basi per farlo,fategli causa,nn risolverà il problema della piccola ma come hai detto non si sbaglia con i bambini!!a presto E... S...
Chi volesse mettersi in contatto con E. S., avrà la sua e-mail inoltrata alla carissima mamma che ci scrive, con coraggio e grande forza d'animo.Federica Gismondi Messaggio inviato il 08/01/2009
salve a tutti stamattina come già avevo scritto siamo andati al gaslini per sapere se mia figlia doveva essere o meno operata o se altrimenti recuperava con la fisioterapia....visto che alzava il braccio ero molto positiva.....invece i nervi non sono stati stirati ma strappati,rotti.....siamo state prorpio sfortunate...rendiamoci conto cosa hanno fatto per mettere al mondo una creatura!!!!!quindi l'intervento ci vorrà però il dottor senes dice più avanti...intanto si torna la il 10 marzo...e dalla prossima settimana iniziamo la riabilitazione in piscina....c'è qualcuno che ha un figlio con lo stesso problema della mia????ciao a tutti....ciao federica grazie per le risposte delle altre volte
Cara amica, devi andare avanti: se alza il braccio la tua piccola ha una possibilità di recupero maggiore e, probabilmente, l'intervento di chirurgia, che se non ho frainteso , è secondaria le consentirà di recuperare con molta facilità la funzionalità dell'arto. La piscina è una bella cosa per i bambini... tornano nell'acqua, dove hanno tranquillamente nuotato per nove mesi; sarà per lei molto divertente, e credo che anche tu, vedendo i risultati, sarai soddisfatta di quanto hai fatto per lei ; non ti arrendere alla fatica, al rammarico per un destino duro da affrontare. Vi è chiesto molto, ma molto vi sarà restituito, per quello strano ritorno, che tutti noi, in un modo stupefacente, abbiamo riscontrato nelle nostre vite , come genitori, ma anche come spettatori dello spettacolo di rinascita dei nostri bimbi.Ti prego di non rinunciare alla serenità che hai, a fatica, raggiunto e che traspare comunque da quanto scrivi; è una grande ricchezza per te e per le persone che hai accanto, che accompagni e sostieni, anche con una semplice carezza.Vi siamo tutti viciniFederica Gismondi
Salve a tutti. sono un ragazzo di 29 anni affetto da grave paralisi ostetrica all'arto superiore destro. Mi è stata riconosciuta un'invalidità civile del 65% ai sensi dell'art. 3 comma 1 della l. 104/92. Sto avendo dei problemi per l'acquisto dell'auto in quanto il concessionario dice che non mi spetterebbe l'agevolazione dell'iva al4%. Ma io ho già acquistato 10 anni fa un'auto godendo dell'agevolazione in oggetto. E' forse cambiata la legge mi sono chiesto? Sul sito dell'agenzia delle entrate si legge che l'agevolazione spetta anche a chi pur non avendo problemi di deambulazione ha delle inabilità motorie (punto 4). Scusate la mia domanda che è banale (ma mi stanno facendo impazzire in questi giorni): ma la "assoluta limitazione funzionale" di cui si parla nel mio certificato medico (di cui alla legge 104), non è sinonimo di ridotte o impedite capacità motorie? Qualcuno ha avuto esperienze simili? P.S. Aggiungo che nella mia patente speciale B c'è scritto che necessito di adattamenti al volante che intendo ovviamente installare (pare che questa sia una condizione necessaria per godere dell'agevolazione).Grazie anticipatamente a chiunque vorrà darmi un consiglio.Saluti E.
Carissimo E., in merito al quesito posto per quanto concerne le agevolazioni per le auto e per i soggetti che ne possono beneficiare, occorre dire che negli ultimi tempi è stata ampliato il novero dei soggetti disabili che hanno diritto , e sottolineo diritto alle agevolazioni nell’acquisto dell’auto ..Per essere concreta e sintetica faccio brevemente riferimento alle categorie di disabili ammesse alle agevolazioni :1.	i non vedenti e sordomuti 2.	i disabili con handicap psichico o mentale titolari dell’indennità di accompagnamento 3.	i disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni 4.	i disabili con ridotte o impedite capacità motorie. Per quanto riguarda i disabili di cui al punto 4 sono coloro che presentano ridotte o impedite capacità motorie e che non risultano, contemporaneamente, “affetti da grave limitazione della capacità di deambulazione”. Per tale categoria di disabili il diritto alle agevolazioni continua ad essere condizionato all’adattamento del veicolo. Tuttavia per questi soggetti, cioè i disabili con ridotte o impedite capacità motorie (ma non affetti da grave limitazione alla capacità di deambulazione)nonostante che il diritto alle agevolazioni sia condizionato all’adattamento del veicolo alla minorazione di tipo motorio di cui il disabile (anche se trasportato) è affetto, occorre precisare che tra gli adattamenti del vengono ricompresi gli “sportelli scorrevoli”( metto alla fine l’elenco degli adattamenti) . Ovviamente la natura motoria della disabilità deve essere esplicitamente annotata sul certificato di invalidità rilasciato dalla Commissione medica presso la ASL o anche da parte di altre Commissioni mediche pubbliche incaricate ai fini del riconoscimento dell’invalidità. Non è necessario che il disabile fruisca dell’indennità di accompagnamento.Oltre che per le auto e gli autocaravan (per questi ultimi veicoli le agevolazioni sono solo ai fini della detrazione Irpef), i disabili con ridotte capacità motorie ma non affetti da gravi limitazioni alla capacità di deambulazione, possono godere delle agevolazioni anche sui seguenti veicoli: •	motocarrozzette •	autoveicoli o motoveicoli per uso promiscuo, o per trasporto specifico del disabile. Per quanto concerne l’adattamento del veicolo tengo a precisare che: - per i disabili con ridotte o impedite capacità motorie l’adattamento del veicolo è una condizione necessaria per tutte le agevolazioni (Iva, Irpef, bollo e imposta di trascrizione al PRA). - per i disabili titolari di patente speciale, si considera ad ogni effetto “adattata” anche l’auto dotata di solo cambio automatico (o frizione automatica) di serie, purché prescritto dalla Commissione medica locale competente per l’accertamento dell’idoneità alla guida. Gli adattamenti, che debbono sempre risultare dalla carta di circolazione, possono riguardare sia le modifiche ai comandi di guida, sia solo la carrozzeria o la sistemazione interna del veicolo, per mettere il disabile in condizione di accedervi. Tra gli adattamenti alla carrozzeria da considerare idonei si elencano i seguenti, avvertendo che si tratta di indicazione esemplificativa:•	pedana sollevatrice ad azione meccanica/elettrica/idraulica; •	scivolo a scomparsa ad azione meccanica/elettrica/idraulica; •	braccio sollevatore ad azione meccanica/elettrica/idraulica; •	paranco ad azionamento meccanico/elettrico/idraulico; •	sedile scorrevole/girevole atto a facilitare l’insediamento del disabile nell’abitacolo; •	sistema di ancoraggio delle carrozzelle con annesso sistema di ritenuta del disabile (cinture di sicurezza); •	sportello scorrevole; •	altri adattamenti non elencati, purché gli allestimenti siano caratterizzati da un collegamento permanente al veicolo, e tali da comportare un suo adattamento effettivo. Per quanto concerne l’Iva agevolata per gli acquisti , i disabili con ridotte capacità motorie che però non risultino affetti da gravi limitazioni della capacità di deambulazione, vedono l’applicazione delle seguenti regole:1.	l’acquisto può riguardare – oltre agli autoveicoli – anche motocarrozzette, autoveicoli o motoveicoli per uso promiscuo o per trasporto specifico del disabile; 2.	i veicoli devono essere adattati prima dell’acquisto (o perché così prodotti in serie o per effetto di modifiche fatte appositamente eseguire dallo stesso rivenditore) alla ridotta capacità motoria del disabile; 3.	il diritto all’Iva agevolata al 4% riguarda anche le prestazioni rese da officine per adattare i predetti veicoli, anche non nuovi di fabbrica, e i relativi acquisti di accessori e strumenti. Passando quindi alla documentazione , I disabili con ridotte o impedite capacità motorie ma non affetti da grave limitazione alla capacità di deambulazione, dovranno presentare: 1.fotocopia della patente di guida speciale o fotocopia del foglio rosa “speciale”(solo per i disabili che guidano). Ai fini della detrazione Irpef si prescinde dal possesso di una qualsiasi patente di guida da parte sia del portatore di handicap che del contribuente cui risulta a carico; 2.ai soli fini dell’agevolazione Iva, in caso di prestazioni di servizi o nell’acquisto di accessori, autodichiarazione dalla quale risulti che si tratta di invalidità comportante ridotte capacità motorie permanenti. Nella stessa dichiarazione si dovrà eventualmente precisare che il disabile è fiscalmente a carico dell’acquirente o del committente (ove ricorra questa ipotesi); 3.fotocopia della carta di circolazione, da cui risulta che il veicolo dispone dei dispositivi prescritti per la conduzione di veicoli da parte di disabile titolare di patente speciale oppure che il veicolo è adattato in funzione della minorazione fisico/motoria; 4.copia della certificazione di handicap o di invalidità rilasciata da una Commissione pubblica deputata all’accertamento di tali condizioni, in cui sia esplicitamente indicata la natura motoria della disabilQuesti sono i tuoi diritti, falli rispettare!Federica Gismondi
Ciao Federica auguro a te e a tutte le famiglie che lottano con la paralisi ostetrica un sereno e felicissimo 2009, slslsl Carmine. Messaggio inviato il 30/12/2008
Coraggio F. , vai avanti..ci saranno tanti piccoli e grandi miracoli!Sarà un anno ricco di emozioni .. vi siamo vicini.Federica Gismondi
CARI AMICI,VI INVITO A VISIONARE LE NUOVE PAGINE DEL SITO CHE HO FATTO PER APPROFONDIRE GLI ASPETTI DELLA STORIA CHE CI RIGUARDA; SONO 4 PAGINE CHE AFFRONTANO LE TEMATICHE CONCERNENTI L'ASSISTENZA SOCIALE, GLI ASPETTI GIUDIZIARI, LE FAMIGLIE CONTATTABILI PER REGIONE . CREDO POSSA ESSERE DI AIUTO, MA VI PREGO DI SEGNALARMI EVENTUALI PRECISAZIONI E LA VOSTRA DISPONIBILITA' AD ESSERE INSERITI NELLA LISTA DELL FAMIGLIE CONTATTABILI. HO ANCHE AGGIORNATO LA PAGINA DEI LINK ED HO SCOPERTO CHE LE ASSOCIAZIONI CHE SI OCCUPANO DI PARALISI OSTERICA IN TUTTO IL MONDO SONO BEN 17. MI PARE CHE SIA UN SEGNALE ALLARMANTE DELLE PROPORZIONI DEL PROBLEMA!ALLORA ASPETTO SUGGERIMENTI E CORREZIONIGRAZIE A TUTTI.FEDERICA GISMONDI Messaggio inviato il 24/12/2008
Augurissimi a tutti voi .P.s. Sai Federica in questi giorni io e C. abbiamo avuto una grditissima sorpresa.La polizia di Stato ha al suo inteno una associazione per l' assistenza ai figli dei dipendenti affetti da patologie croniche. Ebbene quest'anno .... questa Associazione ha inviato dei pensierini a questi ragazzi e cosa commovente e particolare è stato il fatto che il Questore in persona si è recato a casa di questi bimbi insieme ad altri colleghi in uniforme per consegnare con le sue mani questi doni. E' stato così commovente per tutti ed in questa occasione vedendo la naturalezza di C che senza imbarazzo parlava con lui della sua situazione ha capito che l'ha accettata e ho capito quanto importante è stato il ruolo di noi genitori che mai e poi mai abbiamo mostrato segni di debolezza. I nostri angeli accettano quello che hanno solo se noi siamo bravi a far capire loro che non sono diversi dagli altri bimbi.....La loro forza gliela diamo noi .Ciao Federica buon natale a te ed a tutti gli amici che condividono loro malgrado il nostro destino sperando in un anno nuovo pieno di soddisfazioni
BUON NATALE ANCHE A VOI.Federica Gismondi
Salve a tutti, sono la mamma di una bellissima bambina di nome A. che oggi ha 11 mesi. Mia figlia ha riportato una paralisi ostetrica del plesso brachiale sinistro a causa di un’eccessiva trazione effettuata da un’ostetrica che, nonostante la mia richiesta di parto cesareo, dopo 8 ore di inutili stimolazioni con ossitocina, ha voluto a tutti i costi che io partorissi in modo naturale.I medici all’ospedale non hanno mai parlato di paralisi ostetrica, tanto che sono stata dimessa dopo 17 giorni con “una leggera ipotonia del braccio sinistro”, “forse la bimba ha dormito un po’ sul lato sinistro, ma non si preoccupi tra qualche giorno il braccio tornerà normale” sono state le parole dell’ostetrica.E’ solo quando sono arrivata al centro Vojta di Roma, che i miei timori di giovane mamma sono stati confermati. Non è servito molto tempo per capire che non si trattava di qualcosa cosi facile da risolvere come mi avevano predetto in ospedale. La diagnosi comunicatami mia ha gettato nel più profondo sconforto, non ricordo neanche più quante lacrime ho versato. Immediatamente la bambina è stata portata in una stanza e ha cominciato la fisioterapia, aveva allora 18 giorni e l’unica parte del braccio che riusciva a muovere era qualche dito e niente più.E’ grazie al metodo Vojta e all’estrema umanità e professionalità di due fisioterapisti come Gino e Paola che oggi la mia bambina muove il braccio sinistro come mai avrei sperato. Ha iniziato a gattonare a 7 mesi, addirittura prima degli altri bambini e con il palmo della mano sinistra aperto, riesce ad afferrare gli oggetti e ad alzare il braccio, certo con più difficoltà ma il cammino è ancora lungo.Vorrei dire a tutti quei genitori che si trovano nella mia situazione di non arrendersi mai e che nonostante quel che si dica il metodo Vojta non è un metodo duro e violento. La dolcezza con cui i fisioterapisti trattano mia figlia non mi ha fatto mai pentire di aver iniziato questo percorso. E’ normale la bambina piange, ma se ci si pensa bene una bambina a questa età non parla e non riesce a dire a parole che non vuole stare ferma lì a fare gli esercizi. Io sarò grata per sempre al centro Vojta per avere dato la possibilità a me e a mio marito di credere che nostra figlia potrà fare i movimenti che ogni bambino ha il diritto di fare. Grazie.Buon Natale Federica Gismondi
Gentile Signore , dal punto di vista sanitario le consiglio di contattare il Dr. Senes del Gaslini di Genova e di farla visitare quanto prima perchè la flessione del gomito è un movimento importante . Per ottenere l'invalidità deve rivolgersi (per avere l'applicazione della legge 104/92), all'ufficio dell'INPS che si occupa dell'invalidità e chiedere come deve fare ( dovrà essere sottoposta a visita e lei dovrà fornire documentazione attestante lo stato di salute)Se desidera parlarmi il mio n. è 3408963170- 0131 772371A presto. Federica Gismondi
Siamo i genitori di una bimba di nome G. che purtroppo 4 anni fa a causa della testardaggine di una ostetrica ha subito una paralisi ostetrica parziale. Da subito (dopo 15 giorni dalla nascita) abbiamo iniziato il lungo corso della fisioterapia (vojta)dopo un mese il bobat ed è stato li che pian piano durante questi anni si sono visti risultati molto apprezzabili. Abbiamo avuto la fortuna di incontrare una delle più brave fisioterapiste della Sicilia( purtroppo andata in pensione),da quando aveva otto mesi G. fa piscina e nell'ultima visita fatta il 10.12.2008 abbiamo avuto la gioia di sentirci dire che è stato fatto un ottimo lavoro. Attualmente siamo in causa con la clinica ma per ironia della sorte alla prima udienza viene fuori che l'assicurazione pur riconoscendo il danno non può liquidare il risarcimento danni perchè la clinica non ha pagato le rate del'assicurazione. Booh.Un incoraggiamento che diamo ai genitori che stanno affrontando il nostro stesso problema è quello di non darsi per vinti e soprattutto di non ritenere inutile la terapia effettuata a casa, è questa che alla fine da i veri risultati.Saluti da R. e D.
Carissimi amici, quello che dite è vero: il lavoro a casa è fondamentale per ottenere risultati soddisfacenti, com' è accaduto a voi. Mi interessava sapere che cos'è il metodo bobat; me lo fate sapere? grazie Per ciò che concerne la clinica non vi preoccupate : la clinica deve rispondere, comunque, o con liquidità o con beni di sua proprietà che vengono venduti ed il ricavato è girato a voi in quanto creditori ( sempre che la clinica non sia fallita) . Tenete presente che le regioni possono istuire un fondo per il risarcimento dei danni alla salute causati nell'ambito del sevizio sanitario, così come acade nella regione Piemonte.Verificate se è così anche d voi.A presto.Federica Gismondi
Preg.mo Sig.F.,non smetta di lottare e se ha bisogno di un qualche aiuto, come ad es. documentazione sulla paralisi ostetrica che attesti che è un danno da manovra errata me lo faccia sapereLa lesione ostetrica del plesso brachiale è una patologia che colpisce in Italia dallo 0,5 al 3 per 1000 nati vivi. In Italia si registrano 1000 nuovi casi all'anno. Bisogna dire che in medicina il rischio 0 non esiste e per tal motivo è necessario fare prevenzione attraverso valutazioni cliniche approfondite del caso in questione. Le manovre errate si fanno perchè non si ha esercizio o perchè si rischia ( sulla pelle degli altri ) facendo partorire normalmente pur sapendo che stà per nascere un bambino con macrosomia , senza pensare che le cose possono andare male. La prevenzione è fatta di tante cose..ma soprattutto di professionalità..Non si arrenda e sia forte nel sostenere tutte le prove perchè far accettare la verità a chi ha sbagliato è una faccenda complessa.Auguri per tutto, le siamo accanto . Federica Gismondi
Buongiorno, sono Anna mamma di N. nata con p.o. al plesso branchiale 2 anni e mezzo fa. Siamo stati la sett. scorsa dal dr. Ferraresi ma siamo stati un po' delusi. Lui dice che dovrei arrendermi che a due anni e mezzo non c'è più niente da fare, quel che è è, e non serve neanche la fisioterapia, che non devo fissarmi col fatto che N. deve fare certi movimenti poichè non li farà mai, è contro la sua natura, non devo sperare che se lo vorrà un giorno possa fare danza o altre cose difficili; dice che è come gareggiasse con una panda contro tante ferrari... Ma come posso arrendermi? si parla di mia figlia darei la mia vita per farla stare meglio, poi io vedo che con la fisioterapia e i continui solleciti attraverso giochi mirati certi movimenti li riesce a fare, non del tutto ma mi sembra uno spiraglio di luce... e poi chi dice che una panda non può vincere su una ferrari? è il pilota che conta: se sulla ferrari c'è uno che non sa bene guidare e magari sulla panda ci metto Schumaker potrebbe anche vincere... e poi non era che in fondo il bello è partecipare? Lo capisco che non la posso illudere che potrà fare la ballerina come profesionista magari nemmeno lo vorrà, ma perchè toglierle un sogno a soli 2 anni e mezzo? Io non mi arrendo so che non avrà una vita facile e per questo la devo aiutare senza mollare.Il dr. Ferraresi mi parlava di metterle un tutore al braccio durante la notte perchè i nervi all'avambraccio non si ritirino, ma non ci ha lasciato molte indicazioni su come e dove trovarlo, per caso qualcuno l'ha già provato? mi sapete dare qualche informazione in più?Vorrei portare N. anche dal dr. Senes al Gaslini sperando in qualche consiglio più ottimista, secondo Voi sbaglio? Grazie ancora per l'ascolto.
Carissima , ti invito a continuare a lottare ..; io non so che risposte tu possa trovare , ma so che ci sono interventi di chirurgia secondaria che possono far funzionare meglio le cose ed al gaslini ti fanno il tutore in convenzione; il tutore ha una sua utilità perchè serve per prolunare gli effetti della fisio per aumentare l'estensione ed il mantenimento dei gradi di estensione. Proprio questa sera sono andata con Andrea a controllo qui dalle parti dove abito e gliene preparano uno per gennaio, da tenere in aumento ( cioè prima 1 h, poi 1 h e 1/2, sino a 4-5 per la notte). Come dici tu bisogna sempre esserci e non si finisce mai di migliorare ; si può gareggiare anche con una 500 dal motore truccato. vai avanti; nella vita accade che uno si fidi dei fisioterapisti che ti fanno tardare e perdere tempo ma quando uno se ne accorge deve riprendere a cercare la strada giusta ed a lavorare, cosa che serve non solo per il corpo ma a temprare lo spirito. Brava . Fammi sapere .ciao Federica Gismondi
Carissima G., hai ragione , siamo tutti diversi gli uni dagli altri, ma il deficit funzionale, che può permanere, non deve farti sentire incapace di affrontare le cose della vita: la tua vita, come quella di ogniuno di noi, è fatta innanzitutto di te , delle cose belle che porti ed anche delle tristezze, che devono però arricchire la tua esistenza di spunti di riflessione, e non affossarla in una palude di malumore.Il fatto di portare una sofferenza toglie al quotidiano la banalità e ti costringe a trovare il senso delle giornate, a farle diventare la sfida alla malinconia per una vita diversa che non esiste .Ti invito a rendere bella la tua vita, a riappropriarti delle cose vere ed intense che hai nell'animo, che tutti noi abbiamo e delle quali spesso ci scordiamo, presi dalla corsa a diventare quel prodotto che il mondo del consumo , del tutto e subito , ci vorrebbe imporre come modello. La nostra esistenza è bella e ricca, non nonostante ciò che siamo ma attraverso le nostre incapacità e debolezze. Per questo sopportiamo le fatiche e lottiamo con coraggio per sorridere ed essere felici di ciò che siamo e di ciò che sappiamo e sapremo costruire.Federica Gismondi
Preg.mi Sig.ivolevo informarvi che il Dott. Senes del Gaslini viene a visitare in Calabria per visitare i bambini del sud e così anche il Dott. Raimondi di Milano (Multimedica) visita anche a Roma (mi pare alla clinica Quisisana). Sono i medici più esperti che si occupano di paralisi ostetrica da più di 20 anni e vi possono dire e rassicurare sulle terapie da seguire.Non vi perdete d'animo e fate tutto con lucidità , seguite i medici che hanno già esperienza e che vi possono far ottenere dei risultati certi.Vi dò i loro numeri Dr. Senes 3482259500Dr. Raimondi 3356320972 Mio figlio ha adesso 13 anni ed ha avuto ottimi risultati dopo 2 interventi; ha l' 80 % dell'uso del braccio, ed aveva una lesione grave davvero.Siate forti, mantenete la serenità perchè le cure ci sono e si recupera nella maggior parte dei casi vivendo una vita normale. Non esitate a chiamarmi se avete bisogno di parlarne 0131 772371- 340 8963170. Vi sono vicinaFederica Gismondi Messaggio inviato il 18/11/2008
Ciao a tutti,mi presento mi chiamo Paolo,ho notato questo sito navigando cercando delle terapie per la paralesi ostretica dato che anch'io alla nascita ho subito questa spiacevole situazione...volevo ringraziare tutti voi per il sostegno che ci date,grazie mille di cuore...il problema non è solo fisico ma anche morale e credetemi per me sarò stupido ma a 22 anni mi risulta ancora difficile accettare questa situazione(anche se mi volto indietro mi sento fortunato perchè purtroppo ci sono situazioni ancora più spiacevoli della mia )CONTINUATE A DARE SOSTEGNO ..GRAZIE ANCORA Carissimo Paolo,ti ringrazio molto di quello che ci dici, e mi fa piacere sapere che il sito e tutto quello che scrivono le persone intervenute, sia di sostegno in qualche modo anche per te.Non ci si abitua alla p.o., ma questo guarda, in un certo senso è positivo perchè non ti lascia fermo, ti costringe a muovere il fisico e lo spirirto, a non fermarti, a non adattarti, a non rinunciare a te e ad essere felice.Questo, nel dolore, non lascia mai tranquilli e aiuta a dar valore alle cose ed alle persone che hai intorno. Lavorare, con grinta, per la propria persona è la cosa che afferma la possibiltà di speranza e di partecipazione alla bellezza della vita, alla felicità del quotidiano fatto di conquiste e di sconfitte: sempre le nostre. Senti io credo che tu ti possa rivolgere ai medici ed ai centri che segnaliamo nel sito che possono esserti sicuramente di aiuto. Penso che saper di te , di cosa fai , possa dare un pò di conforto e sostenga la speranza di tutti noi genitori che guardiamo al futuro con timore,; se ti va raccontacelo.CiaoFederica Gismondi
Salve anche io ho il problema con mia figlia di 11 anni ,affetta da paresi ostretica del plesso brachiale destro causata dal parto. Da quando le e' stata riscontrata la paralisi ostretica abbiamo cominciato la terapia riabilitativa. Per me e' stato atroce dover vedere quell'esserino piccolo subire quella tortura , perche' per lei cosi' era . Volevo morire ...ma sapevo che era l'unica soluzione che poteva aiutarla a poter riacquistare quel che si poteva riabilitare Premetto che dopo la paresi mia figlia non muoveva nemmeno la mano .Ha fatto per molti anni la terapia con dei risultati accettabili: ha praticato nuoto , anche se sempre contro la sua volonta'; lei e' sempre stata affascinata dalla danza, pero'ha capito che cio' serviva per il suo bene .Tutto sommato, anche se con qualche difficolta', ha sempre trovato il modo di gestire il suo movimento limitato.Dopo aver raggiunto dei risultati diciamo accettabili, alcuni mesi fa' si e' rotta l'omero del braccio della paresi ed e' crollato tutto di colpo,e' dovuta rimanere immobile per 20 giorni con una fasciatura ,quando l'ha tolta e' rimasta cosi' traumatizzata che non muoveva piu' il braccio.Abbiamo ricominciato la terapia tutto il lavora fatto nel corso di tutti questi anni sembra sia andato perduto in lei e' subentrata una grande paura per questo braccio cha lo tiene sempre attaccato al fianco.Non so come farle capire che ora l'osso si e' saldato e che non corre nessun rischio ma lei e' terrorizzata.Ora la sta seguendo un professore che mi ha detto che si potrebbe fare un intervento per aiutarla nella gestualita' non so che pensare vorrei poterle dare piu' sicurezza so' quello che passa perche' anche io ho la stessa cosa come e' crudele a volte il destino mia figlia ha avuto la mia stessa triste esperienza spero che ora con la terapia riacquisti almeno quello che finora aveva recuperato.Spero di aver qualche risposta che mi aiuti .Cordiali saluti D.
Preg.ma Sig.ra D., La invito a far riferimento agli specialisti che si occupano della paralisi sotetrica da molti anni e che sono: il Dott. Senes del Gaslini di Genova, il Dott Ferraresi di Rovigo, il Dott. Raimondi che credo attualmente operi a Roma.Non pensate di risolvere tutto con la fisoterapia perchè in certi casi , quando il movimento è molto limitato, la chirurgia aiuta i bambini ad avere una vita indipendente , cioè a poter fare ciò che desiderano. Io credo che bisogna farsi coraggio e cercare il meglio per i nostri figli e dare una speranza nuova dopo tanti anni di sacrifici. Date fiducia a medici esperti , avrete positivi riscontri esistenziali. Per quanto riguarda le scelte che i nostri bambini fanno.. io penso che c'è un posto quaggiù dove ogniuno dà il meglio di se, basta solo scoprirlo..Se desidera parlarmi il mio n. è 3408963170, 0131 772371 , abito in prov. di Alessandria.Cordialmente Federica Gismondi Messaggio inviato il 14/11/2008
Ciao Federica,volevo lasciarti il mio nuovo indirizzo e-mail __________ Grazie ancora per il vostro sito che ci da sostegno.K. Messaggio inviato il 13/11/2008
Grazie mille per l'appoggio, e di avermi dato la possibilità di condividere il nostro dolore con il Vostro. E' una magra consolazione ma non sapersi soli è un aiuto grande per questo lungo difficile cammino da percorrere. Ma credo che conoscere altri casi possa dare speranza ad ognuno di noi. Ogni giorno del primo anno di vita di N., già dalla sua prima settimana, passavamo più di un'ora dal fisioterapista per vedere se si riusciva a rianimare quel braccino "morto"... che è rimasto tale per più di quattro mesi, poi un giorno all'improvviso, con lo sforzo simile di un pollicino che alza un grattacielo, ecco il primo accenno a spostare il braccio di qualche centimetro: questo è stato il nostro spiraglio di luce... poi con molta pazienza ad un anno lo portava anche alla bocca. E' già tanto, ma mai abbastanza per una madre alla quale hanno rovinato la vita di un figlio... Spero che chiunque si trovi nella nostra situazione possa trovare un valido appoggio e magari qualcuno che gli spieghi come stanno veramente le cose. Noi abbiamo avuta la fortuna di trovare un valido fisioterapista, ma per quanto riguarda i medici fin'ora abbiamo avuto solo "pesci in faccia", confido molto nella visita col dr. Ferraresi, ...in caso la porterò pure ....sulla luna se servisse perchè non c'è niente al mondo che vale quanto un sorriso di mia figlia.Grazie per ogni consiglio utile, se per caso conoscete il nome di qualche bravo avvocato nella zona di Rovigo che si occupa di questo mi fareste un grosso piacere, del servizio offerto.....non mi fido più e vorrei prendere il coraggio e denunciare ciò che mi è successo, affinchè un giorno non possa dire di non aver fatto tutto ciò che avrei potuto fare per aiutare il mio più grande amore.Grazie ancora e un sincero abbraccio a tutti.A.
Preg.ma Sig.ra A,mi fa piacere di poter mettere a disposizione il nostro vissuto e darle coraggio , sostenere la sua speranza. Io ho trascorso i primi anni della patologia di mio figlio A. in una grande solitudine, e tutti i passi che abbiamo compiuto li abbiamo fatti spesso a tentativi... per questo sento necessario, innanzitutto per me , raccontare ciò che ho potutto capire e conoscere; penso che a ciascuno di noi sia chiesto di condividere con chi fa la stessa strada le informazioni sulle tappe ed i percorsi migliori, spesso sconosciuti ma assolutamente necessari per curare .Per quanto riguarda gli aspetti giudiziari ricordi che i tempi per presentare richiesta di risarcimento vanno tenuti in considerazione .Non ho notizia di avvocati in quella zona , tuttavia queste cause , per quanto facili, hanno bisogno di professionisti non solo esperti ma anche indipendenti. Per tal motivo la consiglio di sentire più avvocati e di verificare bene gli aspetti che le ho accennato rispetto all'evento cagionato a sua figlia ed al contesto in cui tutto ciò si è verificato.Mi faccia sapere Federica Gismondi Messaggio inviato il 13/11/2008
Preg.ma Signora , attualmente le migliori linee guida fisioterapeutiche, da me conosciute, sono quelle realizzate dal Centro Meyer di Firenze curato dalla Dott. Davidson, che sono state pubblicate dalla rivista "Riabilitazione oggi" del febbraio e dell'aprile 2004 .A mio umile parere, sono le più complete . Credo che possano essere richieste e spero riedite. Federica Gismondi
Preg. Signore , la mailing list c'è , artigianale ma c'è e tutte le notizie vengono inviate sia singolarmente che messe in bacheca . Se desidera avere gli atti, attualmente solo il primo convegno del 2005 ha registrazione su cd.Federica Gismondi

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