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Timestamp: 2017-10-23 04:14:47+00:00

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Giurisprudenza | Computerlaw 2.0
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Corte di Giustizia UE: Gli Stati membri non possono imporre ai fornitori di servizi di comunicazione elettronica la creazione di una succursale o di una filiale sul loro territorio
Pubblicato: 5 maggio 2014 da Marco Scialdone in Comunicazioni elettroniche, Giurisprudenza
Tag:Comunicazioni elettroniche, corte di giustizia, sentenza, servizi, ue
1. Le autorità nazionali possono chiedere alle imprese le informazioni necessarie per verificare l’osservanza delle condizioni relative alla tutela dei consumatori, a seguito di denuncia o in caso di indagine su iniziativa delle stesse autorità. In tale contesto, gli Stati membri possono avviare procedimenti di vigilanza aventi ad oggetto l’attività, sul loro territorio, dei fornitori di servizi di comunicazione elettronica stabiliti in un altro Stato membro dell’Unione
2. Gli Stati membri non possono imporre ai fornitori di servizi di comunicazione elettronica la creazione di una succursale o di una filiale sul loro territorio, in quanto un siffatto obbligo sarebbe contrario alla libera prestazione dei servizi.
(Corte di Giustizia UE, sentenza del 30 aprile 2014, nella causa C-475/2012, UPC DTH Sàrl c. Nemzeti Média- és Hírközlési Hatóság Elnökhelyettese)
Pubblicato: 30 gennaio 2011 da Marco Scialdone in E-Copyright, Giurisprudenza, News
Tag:copyright, corte di giustizia, design, industriale, pubblico dominio, sentenza
Pubblicato: 13 agosto 2010 da Marco Scialdone in E-Privacy, Giurisprudenza
Tag:difesa, privacy, sentenza
1. L’operazione di bilanciamento tra diritto alla riservatezza e diritto alla difesa può condurre ad un arretramento della tutela dei dati personali tutte le volte in cui nel conflitto di interessi il grado di lesione della dignità dell’interessato sia di ridotta portata rispetto a quella che subirebbe il diritto antagonista, non potendo consentirsi all’interessato di trincerarsi dietro l’astratta qualificazione del suo diritto così da limitare in maniera rilevante il diritto di difesa della controparte.
2. Il giudice di merito deve effettuare in caso di contrapposizione di diritti una comparazione tra gli stessi al fine di trovare un giusto equilibrio tra le posizioni delle parti in lite.
Diritto d’autore e trasmissioni ad accesso condizionato: Cass. Pen., sez. III, sentenza n. 25385 dell’11/05/2010
Pubblicato: 11 luglio 2010 da Marco Scialdone in E-Copyright, Giurisprudenza
Tag:diritto d'autore, splitter, splitty
1. L’articolo 171 octies l.d.a. vietando la produzione, la vendita, l’importazione ecc. a fini fraudolenti di apparati o parti di apparati atti alla decodificazione di trasmissioni audiovisive ad accesso condizionato effettuate via etere, via satellite, via cavo, in forma sia analogica sia digitale, intende perseguire l’astratta idoneità del congegno a consentire il perseguimento delle finalità vietate in ragione della potenzialità offensiva che in esso è insita, a prescindere dall’utilizzo concreto che poi se ne faccia.
2. L’uso dello “splitter”, sia pure nell’ambito di un contesto ristretto di utenti, è illegittimo poiché comporta comunque un danno per l’ente che a cagione di ciò non potrà beneficiare degli introiti provenienti da ulteriori abbonamenti.
3. La finalità di aggirare l’obbligo di pagamento del canone dovuto ha rilevanza nella valutazione dei “fini fraudolenti” indicati nella disposizione dell’articolo 171 octies l.d.a.

References: e contrario
 sentenza 
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 Cass. 
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