Source: http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando.asp?codice=16PDL0028000
Timestamp: 2017-07-21 20:42:02+00:00

Document:
SARUBBI, GRANATA
Onorevoli Colleghi! - L'Italia è passata, in un arco di tempo relativamente breve, da Paese di emigrazione a Paese di immigrazione. Ma se questo dato di fatto può dirsi ormai acquisito a livello teorico, non lo è altrettanto nella mentalità dei nostri concittadini, e questo forse anche a causa dell'esistenza di norme del nostro ordinamento che mal vi si adeguano. L'Italia, infatti, non è solo diventata un Paese di immigrazione, ma di un'immigrazione stabile, strutturale. Se all'inizio di questa trasformazione, come ponte sul Mediterraneo, era meta transitoria di flussi di persone dirette per lo più verso il centro-europa, adesso l'Italia è diventata meta finale del processo migratorio. Emblematico, in questo senso, il dato riguardante la cancellazione dai registri anagrafici degli stranieri. Nel 2007, circa 20.000 persone si sono cancellate a fronte delle 480.000 presenti; un saldo positivo, quindi, di circa 460.000 unità, in costante crescita rispetto agli anni precedenti. Ma altri indici testimoniano ancora meglio l'articolazione della popolazione straniera nel nostro territorio. Sempre nel 2007, i nati di cittadinanza non italiana hanno superato quota 64.000, corrispondenti a circa l'11,4 per cento del totale, con un incremento di quasi il 90 per cento rispetto alla situazione di soli sei anni fa. Importanti sono anche le cifre riguardanti il mondo del lavoro (stranieri sono poco meno del 10 per cento degli occupati), l'incidenza sul lavoro autonomo (165.000 nel 2007 sono stati i titolari di impresa; 52.000 i soci e 86.000 le altre figure societarie) e di chi acquista casa (120.000 i mutui accesi dagli stranieri). Tutti dati che dimostrano come Pag. 2 la popolazione straniera tenda a scegliere l'Italia come Paese di adozione.
L'altro caposaldo della presente proposta di legge prevede una svolta paradigmatica nella concezione del meccanismo Pag. 3 di attribuzione della cittadinanza in Italia, passando da un'ottica «concessoria e quantitativa» a un'ottica «attiva e qualitativa». La cittadinanza deve diventare per lo straniero adulto un processo certo, ricercato e formativo; il punto di arrivo di un percorso di integrazione sociale, civile e culturale e il punto di partenza per il suo continuo approfondimento. L'idea fondamentale è, da un lato, quella di fornire tutti gli strumenti idonei a favorire il processo che porta al pieno riconoscimento dei diritti di cittadinanza a chi dimostri di volersi integrare nel tessuto sociale e civile della nazione che lo ospita; dall'altro, quella di non far scattare automatismi laddove questa volontà non sia espressa esplicitamente. È difficile affermare infatti, vista l'entità dei flussi, che le vigenti norme sulla cittadinanza abbiano costituito un efficace deterrente contro l'immigrazione nel nostro Paese: inefficaci in questo, esse rischiano, invece, di costituire un poderoso argine contro il processo di integrazione, con ricadute dirette sulla stabilità sociale e, quindi, sulla sicurezza reale e percepita dei cittadini.
Un'altra colonna portante della presente proposta di legge consiste nell'intento di superare l'attuale procedimento di concessione della cittadinanza, basato su condizioni esclusivamente quantitative, introducendo un meccanismo di attribuzione che, a fronte della riduzione del numero di anni necessari per ottenere la cittadinanza, richieda alcuni impegnativi requisiti che implichino la valutazione della qualità della presenza nel nostro Paese dello straniero e la sua volontà di intraprendere effettivamente con successo un percorso di integrazione che possa culminare con la concessione della cittadinanza. Sono previste, pertanto, la verifica della residenza attuale e della reale integrazione linguistica e sociale dello straniero. Infine, è previsto un giuramento di osservanza della Costituzione e di rispetto dei suoi valori fondamentali. È importante sottolineare che, nella presente proposta di legge, la prestazione di tale giuramento Pag. 4 non è un mero atto formale, ma è indispensabile al fine del perfezionamento della procedura di attribuzione della cittadinanza, tanto che, in caso di mancata e ingiustificata presenza alla cerimonia del giuramento, il provvedimento viene sospeso, mentre lo stesso procedimento addirittura decade nel caso di rifiuto a prestare il giuramento.
Pag. 5 PROPOSTA DI LEGGE
Pag. 6 Art. 2.
«Art. 5. - 1. Il coniuge, straniero o apolide, di cittadino italiano acquista la Pag. 7 cittadinanza italiana, quando, dopo il matrimonio, risiede legalmente da almeno due anni nel territorio della Repubblica, oppure dopo tre anni dalla data del matrimonio se residente all'estero, qualora, nel suddetto periodo, non sia intervenuto lo scioglimento, l'annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio e non sussista la separazione personale dei coniugi ovvero quando sia già in essere un precedente vincolo matrimoniale nel Paese di origine.
4. Lo straniero maggiorenne, adottato da cittadino italiano, acquista la cittadinanza italiana se risiede legalmente nel territorio della Repubblica, senza interruzioni, per almeno due anni successivamente all'adozione».
a) lo straniero che da almeno cinque anni soggiorna legalmente nel territorio della Repubblica, senza interruzioni, e Pag. 8 attualmente vi risiede e che è in possesso di un requisito reddituale non inferiore a quello richiesto per il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, ai sensi dell'articolo 9 del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come da ultimo sostituito dall'articolo 1 del decreto legislativo 8 gennaio 2007, n. 3;
(Verifica dell'integrazione linguistica e civica dello straniero).
2. Lo straniero che risultasse inidoneo alla verifica di cui al comma 1 ha diritto a ripeterla senza limitazioni a condizione che siano passati almeno quattro mesi dalla comunicazione dell'esito della stessa. Il provvedimento di acquisizione della cittadinanza rimane pendente fino all'accertamento Pag. 9 delle condizioni di cui alle lettere a) e b) del citato comma.
b) la condanna per un delitto non colposo per il quale la legge prevede una Pag. 10 pena edittale non inferiore nel massimo a tre anni di reclusione;
5. L'ordinanza che dispone una misura cautelare personale, ovvero l'inizio dell'azione penale per uno dei reati indicati nelle lettere a) e b) del comma 1, ovvero l'apertura del procedimento di riconoscimento della sentenza straniera indicata nella lettera c) del citato comma 1, ovvero Pag. 11 i provvedimenti che dispongono l'arresto, la cattura, il trasferimento o il rinvio a giudizio oppure la sentenza di condanna anche non definitiva pronunciati ai sensi dei rispettivi Statuti dal Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia o dal Tribunale penale internazionale per il Ruanda o dalla Corte penale internazionale determinano la sospensione del procedimento per l'attribuzione della cittadinanza. Il procedimento è sospeso fino alla comunicazione della sentenza definitiva o del decreto di archiviazione ovvero del provvedimento di revoca della misura cautelare perché illegittimamente disposta. Del provvedimento di sospensione è data comunicazione all'interessato».
Pag. 12 Art. 9.
Pag. 13 b) è aggiunto, in fine, il seguente comma:
Pag. 14 Art. 13.
(Abolizione dell'equiparazione tra rifugiati e apolidi).
Pag. 15 Art. 15.
(Modalità di computo del periodo di residenza legale).
Pag. 16 Art. 17.
(Disciplina di attuazione).

References: Art. 2
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Art. 9
in fine
 Art. 13
 Art. 15
 Art. 17