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Timestamp: 2017-08-19 16:39:44+00:00

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TICO – Testo Integrato Conciliazione, dal 1° gennaio 2017 conciliazione obbligatoria in materia di forniture di acqua, luce e gas. | MioLegale.it
TICO – Testo Integrato Conciliazione, dal 1° gennaio 2017 conciliazione obbligatoria in materia di forniture di acqua, luce e gas.
Redazione di MioLegale.it , 4 gennaio 2017
Tags: Conciliazione, TICO
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Con la delibera n. 209/2016 l’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico, ha infatti approvato il c.d.
TICO (Testo Integrato Conciliazione) che istituisce il tentativo obbligatorio di conciliazione per le controversie aventi ad oggetto i servizi di fornitura dell’energia elettrica e del gas.
Più precisamente detto provvedimento disciplina lo svolgimento del tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Servizio Conciliazione e altri organismi, quale condizione di procedibilità dell’azione giudiziale nelle controversie tra clienti o utenti finali e operatori o gestori nei settori regolati dall’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico, in attuazione dell’articolo 2, comma 24, lettera b), della legge 14 novembre 1995, n. 481 e dell’articolo 141, comma 6, lettera c), del Codice del consumo.
In cosa consiste il “TICO”?
A partire dal primo gennaio 2017, i clienti di energia elettrica e gas, domestici e non, inclusi i prosumer (cioè coloro che sono allo stesso tempo produttori e consumatori di energia elettrica), dopo il reclamo all’operatore e prima di proporre una domanda giudiziale nei confronti delle rispettive società fornitrici, dovranno preliminarmente e obbligatoriamente esperire un tentativo di risoluzione stragiudiziale della controversia.
In pratica dopo il reclamo all’Operatore, il tentativo di conciliazione – svolto presso il Servizio di Conciliazione dell’Autorità o altri organismi previsti dal TICO quali: Associazioni dei consumatori, Associazioni di categoria, Camere di commercio ecc.- diventerà il primo metodo di risoluzione delle problematiche tra le Parti e dovrà concludersi entro 90 giorni.
Al fine di ottemperare a tale “condizione di procedibilità” (art. 3.1 del TICO), la conciliazione si svolgerà a cura di una apposita articolazione dell’Autorità (c.d. Servizio Conciliazione) e non comporterà oneri per il consumatore.
L’istanza introduttiva, non richiederà particolari formalità e, ad ulteriore valorizzazione della semplicità e della celerità della procedura, sarà possibile anche la presentazione della stessa per via telematica.
L’utente non necessiterà nemmeno dell’assistenza di un avvocato o di una associazione di categoria, che resta comunque una facoltà dell’istante.
In pratica sono escluse dall’ambito di applicazione del presente provvedimento le controversie: attinenti esclusivamente a profili tributari o fiscali; per le quali sia intervenuta la prescrizione ai sensi di legge; promosse ai sensi degli articoli 37, 139, 140 e 140 bis del Codice del consumo.
In alternativa all’istituto innanzi descritto, l’utente potrà soddisfare la condizione di procedibilità, in presenza di appositi protocolli d’intesa, anche ricorrendo alla media – conciliazione di cui al D. Lgs. 28/2010, nonché a quella espletata dalle C.C.I.A.A. (camera di commercio).
Articolo 3 Obbligatorietà del tentativo di conciliazione
Articolo 4 Responsabile e Segreteria tecnica del Servizio
a) è composta da soggetti imparziali, non entra nel merito della controversia e non
svolge attività di consulenza giuridica;
b) riceve la domanda di conciliazione, ne verifica l’ammissibilità e, se necessario,
ne richiede la regolarizzazione, ai sensi del presente provvedimento;
c) tiene un apposito fascicolo per ogni procedura di conciliazione con le
annotazioni relative a:
e) dichiara conclusa la procedura e ne dispone l’archiviazione, comunicandola alle
Parti, nei casi previsti dal presente provvedimento;
f) provvede all’aggiornamento annuale delle singole schede dei Conciliatori,
contenenti, per ciascuno di essi, il curriculum comprensivo dei titoli di studio e professionali, delle specializzazioni possedute, dei corsi frequentati sia con riferimento alla competenze professionali specialistiche che alle tecniche di conciliazione, le procedure gestite;
Articolo 5 Conciliatore e criteri di nomina
a) non decide la controversia, ma assiste le Parti nella ricerca di un accordo
amichevole per la sua composizione, anche formulando una proposta non
b) è assegnato alla procedura nel rispetto di criteri di imparzialità, professionalità,
c) deve possedere una specifica formazione in materia di mediazione conseguita
presso un organismo di cui all’articolo 17 del D.M. n. 180/10 nonché i requisiti di onorabilità ivi previsti, una comprensione generale del diritto e una conoscenza specifica dei settori regolati dall’Autorità mediante la frequenza di corsi o seminari specialistici di durata non inferiore a quattordici ore e aggiornamenti almeno biennali non inferiori a dieci ore;
d) POD/PDR della fornitura cui si riferisce la domanda o, ove non disponibili,
e) oggetto della controversia e descrizione della problematica lamentata, corredati
della documentazione relativa e dell’indicazione delle ragioni della pretesa e
degli eventuali elementi di prova.
c) copia della ricevuta o avviso di ricezione del reclamo da parte dell’Operatore o
Gestore, se presente;
e) copia della delega al rappresentante dalla Parte con potere di conciliare e
transigere e del documento di identità del delegato, ove sia presente il delegato;
f) dichiarazioni, ai sensi dell’art. 76 del D.P.R. n. 445/00:
che per la controversia non sia pendente o non stato esperito un tentativo di conciliazione ai sensi dell’art. 3, comma 3.1;
della data di invio del reclamo all’Operatore;
g) accettazione delle previsioni di cui ai commi 11.3 e 11.4 dell’articolo 11 del
6.7 Qualora la domanda di conciliazione risulti incompleta rispetto agli elementi
prescritti dall’articolo 6, comma 6.6, il Servizio Conciliazione, entro il termine di 7 giorni dalla ricezione della domanda, invita la Parte che ha attivato la procedura al perfezionamento e all’integrazione della domanda medesima da effettuarsi entro il termine di 7 giorni dalla ricezione della comunicazione, decorso inutilmente il quale la domanda è improcedibile ed è archiviata. Di tale archiviazione è data comunicazione alla Parte.
Articolo 7 Inammissibilità della domanda di conciliazione
Articolo 8 Avviso di convocazione delle Parti
Articolo 9 Svolgimento del tentativo di conciliazione
Articolo 10 Esito del tentativo di conciliazione
Articolo 11 Accesso agli atti e riservatezza
Articolo 12 Responsabilità delle parti
a) la proponibilità della domanda di conciliazione con riferimento alla materia e
alle ragioni della domanda medesima;
12.2 Il Servizio Conciliazione non può comunque essere ritenuto responsabile di
eventuali decadenze o prescrizioni conseguenti a:
a) mancata o ritardata effettuazione delle comunicazioni rispetto agli adempimenti
non riconducibili alla responsabilità del Servizio Conciliazione;
b) imprecisa, inesatta o mancata individuazione dell’oggetto della richiesta e del
diritto tutelato ad opera della Parte.
Articolo 13 Monitoraggio e relazioni di attività
Articolo 14 Tentativo obbligatorio di conciliazione presso altri organismi di risoluzione extragiudiziale delle controversie
Area tematica: Notizie giuridiche, Commerciale e fallimentare, Consumatori diritti e tutela
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Improbus est homo qui beneficium scit accipere et reddere nescit.

References: Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 14