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Timestamp: 2018-12-14 20:18:31+00:00

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PROTOCOLLO D INTESA. tra IL MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER LA - PDF
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Erico Casadei
1 PROTOCOLLO D INTESA tra IL MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER LA TOSCANA DIREZIONE GENERALE e LA REGIONE TOSCANA e L ISTITUTO NAZIONALE PER L ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO DIREZIONE REGIONALE TOSCANA PER LA CREAZIONE DEL SISTEMA REGIONALE IN MATERIA DI SICUREZZA E SALUTE NELLE SCUOLE L Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana articolazione periferica del Ministero dell Istruzione dell Università e della Ricerca con competenza sulle scuole del territorio regionale (di seguito denominata USR), rappresentata dal Direttore Generale Domenico Petruzzo, La Regione Toscana (di seguito denominata RT), rappresentata dall'assessore al Diritto alla salute, al welfare e all'integrazione socio sanitaria, Stefania Saccardi, e dall'assessore all'istruzione e formazione, Cristina Grieco; La Direzione Regionale per la Toscana dell Istituto Nazionale per l assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (di seguito denominata INAIL) rappresentata dal Direttore Regionale Giovanni Asaro, Visto - il D.lgs. 16 aprile 1994 n. 297 concernente le disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione relative alle scuole di ogni ordine e grado; - il D.P.R. 10 ottobre 1996 n. 567 e successive modificazioni che disciplina le iniziative complementari e le attività integrative delle istituzioni scolastiche; - l articolo 21 delle Legge 15 marzo 1997 n. 59 che riconosce personalità giuridica a tutte le Istituzioni Scolastiche e ne stabilisce l autonomia, quale garanzia di libertà di insegnamento e pluralismo culturale; 1
2 - il D.P.R. 8 marzo 1999 n. 275 che regolamenta l autonomia didattica, organizzativa e di ricerca, sperimentazione e sviluppo delle istituzioni scolastiche; - il D.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 recante attuazione dell art. 1 della Legge 3 agosto 2007, n. 123 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, e s.m.i.; - il DPCM 17 dicembre 2007 Esecuzione dell accordo del 1 agosto 2007, recante Patto per la tutela della salute e la prevenzione nei luoghi di lavoro, ed in particolare il punto 2.4. che sottolinea la particolare attenzione che deve essere rivolta al mondo della scuola; - la L.R. 4 febbraio 2005, n.24 Norme per la promozione della salute e della sicurezza negli ambienti domestici, ed in particolare l articolo 6, comma 1 lettera e) che fa riferimento ad iniziative di educazione alla salute contro gli infortuni domestici promosse dalle scuole di ogni ordine e grado ; - la Legge n. 107/2015 (Buona scuola) che richiama la sicurezza e la salute degli studenti in alternanza scuola lavoro; - il Decreto del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell Economia e delle Finanze e il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca, adottato, con riferimento all anno 2009, ex art. 11, comma 2, D. Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i.; - il documento di indirizzo del MIUR per la sperimentazione dell insegnamento di Cittadinanza e Costituzione, prot. n.aoodgos2079 del 4 marzo 2009; - la Delibera di G.R. n. 152/2016 che approva, nel suo schema generale, il Protocollo d intesa per la promozione della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro mediante lo sviluppo di interventi congiunti tra la Regione Toscana e INAIL Direzione Regionale Toscana ; - la Delibera di G.R. n. 1242/2014 Piano Nazionale per la Prevenzione (PNP) Recepimento dell'intesa di Conferenza Stato/Regioni rep. 156/CSR del 13/11/2014. Individuazione preliminare dei programmi del Piano Regionale per la Prevenzione ; - la Delibera di G.R. n. 693/2015 che approva il Piano Regionale della Prevenzione (PRP) , tra cui rientra il progetto inerente la Cultura della sicurezza nelle scuole, e la Delibera di G.R. n. 1314/2015 che rimodula il sopra citato Piano ai sensi dell'accordo 56/CSR del 27/03/2015; - la Delibera di G.R. n. 151/2016 che approva il Piano strategico regionale per la sicurezza sul lavoro Considerato - che il MIUR cura la formazione e l educazione dei giovani anche relativamente all affermazione della cultura della legalità e della sicurezza, promuovendo a tal fine iniziative e azioni di ricerca educativa e didattica sul territorio nazionale; - che la promozione, la diffusione ed il consolidamento della cultura della salute e della sicurezza in ogni ambiente di vita, studio e lavoro 2
3 costituiscono obiettivi primari che Inail e Regione Toscana perseguono ai sensi del D.lgs. n. 81/2008 e s.m.i. e delle vigenti normative in materia di sicurezza domestica, e che pertanto i due soggetti intendono proseguire nella strategia di promuovere iniziative di sviluppo della cultura della prevenzione allo scopo di contribuire alla riduzione degli eventi infortunistici negli ambienti di vita,di studio e di lavoro; Ritenuto che l istruzione, l informazione, la comunicazione e la sensibilizzazione dell opinione pubblica e delle nuove generazioni, in particolare su temi quali la sicurezza e la salute, il rispetto della legalità e l affermazione della propria responsabilità di cittadini nelle comunità scolastica e nella società civile, rientra tra i doveri dell Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, della Regione Toscana e di Inail; Premesso che - il decreto legislativo 81/08 e s.m.i., ribadisce l importanza della promozione della cultura della sicurezza a partire dal mondo della scuola che viene individuato come luogo privilegiato per promuovere tali azioni; - gli articoli 9 e 10 del citato decreto demandano agli enti che hanno competenza in tema di igiene e sicurezza sul lavoro un ruolo propulsivo nella realizzazione di programmi di intervento finalizzati all inserimento nell attività scolastica di iniziative volte a favorire la conoscenza di tale tematica, oltre ad un ruolo in materia di informazione, formazione, assistenza ecc.; - l articolo 11 del citato decreto prevede l attivazione di specifici percorsi formativi interdisciplinari in ogni ordine e grado; - l USR intende sostenere la diffusione nelle scuole della cultura della sicurezza e salute promuovendo l adozione di comportamenti corretti e responsabili, nonché la formazione per il personale della scuola; - la RT intende promuovere la diffusione della cultura della sicurezza e della salute tra i giovani ed assistere, anche per il tramite delle aziende Usl sul territorio, gli istituti scolastici nell attività educativa rivolta agli allievi, nonché nella formazione delle figure della prevenzione aziendali; - l INAIL, a cui è affidata l assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, la tutela integrale dei lavoratori e il sostegno alle imprese, svolge altresì attività finalizzate alla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, nonché attività di informazione, assistenza, consulenza, formazione, promozione in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro; - le Linee Operative per la Prevenzione 2016 emanate dalla Direzione Centrale Prevenzione INAIL indicano tra gli obiettivi prioritari dell attività in campo prevenzionale la promozione della cultura della prevenzione nel sistema scolastico attraverso azioni a sostegno dell orientamento professionale verso la cultura della salute e sicurezza sul lavoro; 3
4 - l USR e l INAIL da anni collaborano al progetto A scuola di sicurezza, sicurezza a scuola con assegnazione annuale di borse di studio per le scuole della Toscana; - l USR e la RT da anni collaborano a progetti per lo sviluppo della cultura della sicurezza nelle scuole, tra cui la realizzazione di bandi in forma congiunta per il finanziamento di progetti educativi interdisciplinari in materia di sicurezza e salute sul lavoro e negli ambienti domestici; - l USR la RT e l INAIL intendono proseguire e rafforzare la collaborazione per la creazione di un sistema regionale toscano in materia di sicurezza e salute nelle scuole che abbia come fine la programmazione congiunta delle attività rivolte alla scuola e pertanto la promozione nelle istituzioni scolastiche della cultura della sicurezza e della salute, favorendo interventi mirati di formazione e informazione; - le proposte progettuali, educative e didattiche, relative all educazione alla sicurezza, alla salute e alla legalità, proposte dalle parti mirano a promuovere nelle giovani generazioni: la comprensione delle problematiche riferite alla tematica della sicurezza e salute a scuola, nel mondo del lavoro, e negli ambienti domestici e più in generale negli ambienti di vita; la consapevolezza di quanto sia necessario assumersi la responsabilità della propria e dell altrui sicurezza, in una logica di legalità e rispetto delle regole; la riflessione sul valore della sicurezza e della responsabilità sia nel mondo della scuola che nel contesto lavorativo nel suo complesso. Tutto ciò premesso le parti convengono quanto segue: Art. 1 - Premesse Le premesse costituiscono parte integrante dell'accordo e ne specificano finalità e obiettivi. Art. 2 - Finalità e oggetto del Protocollo Le parti firmatarie si costituiscono, mediante il presente atto, come Sistema Regionale in materia di Sicurezza, Salute e Legalità nelle scuole e intendono perseguire le seguenti finalità: 1) attuare una fattiva e qualificata collaborazione per promuovere, diffondere e sviluppare nell'ambito del sistema educativo di istruzione e formazione la cultura della sicurezza e della salute negli ambienti di vita e di lavoro; 2) promuovere, attraverso una programmazione congiunta, iniziative di formazione, informazione e sensibilizzazione degli studenti e degli operatori della scuola e dell'amministrazione, per sviluppare una consapevole cultura sociale sui temi della prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali; 4
5 3) promuovere la realizzazione di interventi formativi per le figure che sono preposte alla sicurezza all interno della scuola, anche attraverso l'utilizzo del sistema regionale di web learning TRIO ; 4) promuovere interventi per la messa in sicurezza degli ambienti scolastici; 5) intervenire in ogni ulteriore ambito coerente con le finalità di cui in premessa. Art. 3 - Ambiti di collaborazione L USR, la RT e l INAIL si impegnano a sviluppare le predette finalità mediante: 1) individuazione di una o più tematiche e di almeno un obiettivo annuale su cui orientare le attività per la promozione della salute e sicurezza sul lavoro; 2) supporto per l elaborazione di piani didattici per l integrazione della salute e sicurezza nei percorsi curricolari; 3) formazione dei dirigenti scolastici per lo sviluppo di una politica della scuola in materia di salute e sicurezza sul lavoro che si accordi con lo sviluppo educativo degli alunni; 4) formazione docenti, per la ricaduta che i medesimi assicurano nei confronti degli studenti, sulle tematiche della sicurezza e salute sul lavoro e negli ambienti di vita; 5) visite guidate per gli studenti in luoghi di svolgimento di attività lavorative a rischio e realizzazione di incontri con soggetti che hanno vissuto esperienze significative in ambito lavorativo, quali operatori di vigilanza, vittime di infortuni, medici,assistenti sociali,invalidi; 6) informazione/formazione relativa alle specifiche tematiche della sicurezza sul lavoro per studenti degli istituti secondari di secondo grado; 7) formazione e aggiornamento di personale della scuola incaricato della funzione di Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), Responsabili dei Servizi di Prevenzione e Protezione (RSPP), Addetti ai Servizi di Prevenzione e Protezione (ASPP); informazione sulla prevenzione infortuni del personale della scuola; 8) promozione di iniziative (concorsi, manifestazioni, progetti, ecc.) rivolte ad alunni delle scuole di ogni ordine e grado per favorire la sensibilizzazione e l'acquisizione di corretti comportamenti; 9) diffusione nelle scuole di prodotti per la prevenzione e la sicurezza, e di buone prassi ; 10) disponibilità per l accoglimento degli studenti impegnati in percorsi di alternanza scuola lavoro negli ambienti di lavoro degli Enti firmatari il presente Protocollo; 11) interventi in ogni ulteriore ambito coerente con le finalità di cui in premessa. Art. 4 - Modalità attuative del protocollo Le modalità attuative del presente protocollo saranno successivamente stabilite in accordo tra le parti. 5
6 La Direzione Generale dell USR, anche tramite gli Uffici territoriali, si impegna a mettere a disposizione risorse umane proprie che consentano al sistema regionale di assolvere i compiti di pertinenza indicati in premessa e nell art. 2. In particolare verrà individuata per ogni Ufficio territoriale una risorsa umana con specifiche competenze (che verranno definite nel primo incontro del Comitato di Coordinamento di cui all art. 5), al fine di contribuire alla gestione dell analisi dei bisogni, degli interventi definiti dal citato comitato, dei monitoraggi e della valutazione delle scelte operative. Gli Uffici territoriali potranno contribuire allo sviluppo dei servizi forniti dal sistema regionale anche attraverso altre azioni che saranno, comunque, condivise con il Comitato. La Direzione Generale dell USR garantirà inoltre il supporto logistico per gli interventi di formazione/informazione degli studenti e del personale della scuola. La Regione Toscana assicura al sistema le competenze dei settori regionali coinvolti e la messa a disposizione del sistema di web learning TRIO, oltre ad avvalersi delle competenti strutture dei dipartimenti di prevenzione delle Aziende USL che contribuiranno alle varie fasi di realizzazione delle iniziative, dall analisi dei bisogni alla valutazione degli interventi programmati, e forniranno materiale informativo, assistenza e supporto. L INAIL assicura al sistema regionale le proprie risorse professionali, nonché le proprie competenze di carattere progettuale, organizzativo e operativo per la realizzazione delle attività previste dal protocollo; il proprio contributo di esperienza e di testimonianza nell ambito dei percorsi didattici e delle iniziative formative previste dal presente protocollo; il supporto per le attività di formazione nei confronti di dirigenti scolastici, RSPP, ASPP e RLS; periodiche informative sull andamento e le caratteristiche degli infortuni e delle malattie professionali nel settore scolastico; la fornitura di materiale informativo e formativo INAIL. Art. 5 Comitato di Coordinamento Per la gestione delle attività è costituito un gruppo di lavoro definito Comitato di Coordinamento così composto: - tre componenti per USR - tre componenti per RT in rappresentanza del Settore Prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro, del Settore Educazione e Istruzione e del Settore Sistema regionale della formazione. Programmazione IEFP, apprendistato e tirocini - tre componenti per INAIL Art. 6 Partecipazione al Comitato Alle riunioni ed ai progetti portati avanti dal sopra citato Comitato potranno partecipare, a seconda degli ambiti trattati, esperti di altri Settori regionali, oltre quelli già coinvolti, personale delle istituzioni scolastiche, altri Enti e parti sociali operanti in materia di sicurezza e salute. Ciò previo accordo dei componenti del Comitato. 6
7 Art. 7 Durata Il presente protocollo ha durata di anni tre, a decorrere dalla data della sua sottoscrizione, e può essere rinnovato mediante accordo espresso tra le parti, fatta salva la possibilità di modifica in qualsiasi momento, d'intesa tra le parti. Firenze, Firma apposta digitalmente ai sensi dell'art.24 del D. Lgs. 7 marzo 2015, n.82. L'Assessore al Diritto alla salute, al welfare e all' integrazione sociosanitaria della Regione Toscana, Stefania Saccardi... L'Assessore all'istruzione e formazione della Regione Toscana, Cristina Grieco.... Il Direttore Generale dell Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, Domenico Petruzzo 7
8 ... Il Direttore Regionale INAIL per la Toscana, Giovanni Asaro... 8
DELIBERAZIONE 11 luglio 2011, n. 580
20.7.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 29 Green and Micromobility Planning Tools for Urban Areas - Componente di interesse: Politica e governance ambientali, priorità Ambiente Urbano

References: articolo 21
 art. 1
 articolo 6
 art. 11
 articolo 11
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 art. 2
 art. 5
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7