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Timestamp: 2020-05-28 07:58:36+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 26139 del 19/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26139 del 19/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 19/12/2016, (ud. 19/10/2016, dep.19/12/2016), n. 26139
sul ricorso 24848/2015 proposto da:
D.F., in qualità di titolare dell’omonima ditta
individuale “GIARDINGIGLIO di F.D.”, elettivamente
domiciliato in ROMA, VIA MONTE GIBERTO 47, presso lo studio
dell’avvocato ALESSIA BERNARDI, rappresentato e difeso dall’avvocato
SALVATORE LORENZO CAMPO, giusta mandato in calce al ricorso;
avverso la sentenza n. 870/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di MILANO del 23/02/2015, depositata il 10/03/2015;
“Con sentenza in data 23 febbraio 2015 la Commissione tributaria regionale della Lombardia parzialmente accoglieva l’appello proposto da D.F., quale titolare della impresa individuale Giardingiglio, avverso la sentenza n. 301/35/13 della Commissione tributaria provinciale di Milano.
I due motivi dedotti – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 – denuncianti violazione/falsa applicazione rispettivamente dell’art. 95, comma 3, art. 109, comma 5, T.U.I.R., D.P.R. n. 633 del 1972, art. 19, art. 10 T.U.I.R. e D.P.R. n. 633 del 1972, art. 19, in realtà non sono altro che la mera riproposizione delle censure alla sentenza di primo grado disattese dalla CTR. In particolare non sono individuati specifici errori compiuti dal giudice di appello nella interpretazione delle norme asseritamente violate/falsamente applicate, quanto piuttosto se ne censurano i correlativi apprezzamenti in fatto.
Ciò rende le censure inammissibili, poichè surrettiziamente sussunte nella previsione di cui all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, essendo pacifico nella giurisprudenza di questa Corte che “In tema di ricorso per cassazione, il vizio di violazione di legge consiste in un’erronea ricognizione da parte del provvedimento impugnato della fattispecie astratta recata da una norma di legge implicando necessariamente un problema interpretativo della stessa; viceversa, l’allegazione di un’erronea ricognizione della fattispecie concreta, mediante le risultanze di causa, inerisce alla tipica valutazione del giudice di merito la cui censura è possibile, in sede di legittimità, attraverso il vizio di motivazione” (ex multis, da ultimo v. Sez. 5, n. 26610 del 2015).
La Corte rigetta il ricorso; condanna il ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio che liquida in complessivi Euro 3.5000, oltre alle spese prenotate a debito.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente principale dell’ ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 art. 109
 art. 19
 art. 10
 art. 19
 sentenza 
 art. 13
 art. 13