Source: http://docplayer.it/1204484-Alcuni-commenti-dalla-rete-sul-nuovo-codice-in-materia-di-protezione-dei-dati-personali-decreto-legislativo-n-196-del-30-giugno-2003.html
Timestamp: 2016-12-09 15:45:06+00:00

Document:
⭐ALCUNI COMMENTI DALLA RETE SUL NUOVO CODICE IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI (Decreto legislativo n. 196 del 30 giugno 2003)
ALCUNI COMMENTI DALLA RETE SUL NUOVO CODICE IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI (Decreto legislativo n. 196 del 30 giugno 2003)
Download "ALCUNI COMMENTI DALLA RETE SUL NUOVO CODICE IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI (Decreto legislativo n. 196 del 30 giugno 2003)"
1 ALCUNI COMMENTI DALLA RETE SUL NUOVO CODICE IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI (Decreto legislativo n. 196 del 30 giugno 2003) INTRODUZIONE Internet è uno strumento di comunicazione sul quale transitano informazioni di vario tipo, in elevata quantità e su larga scala. Tale flusso di dati potendo riguardare anche dati personali pone necessariamente problemi in relazione alla tutela della privacy. Ciò deve essere ben compreso dall azienda che si affaccia in Rete, rappresentando anzi questa considerazione il dato di partenza per l impresa che voglia implementare la propria attività on line o comunque utilizzi Internet per consultazione o per la comunicazione con operatori economici (clienti, fornitori, banche, etc..). Il termine privacy è ormai divenuto parte del linguaggio corrente, stante la larga applicazione che ne viene fatta quotidianamente. La parola privacy è certo nota a tutti, eppure non sempre viene correttamente intesa nel suo significato, specie se utilizzata in contesti giuridici. Un pregiudizio molto diffuso, sostiene che la legge sulla privacy introduca il diritto all anonimato. In realtà, la legge (articolo 1 del Testo Unico) sancisce il diritto alla protezione dei dati personali, diritto peraltro già elevato a livello comunitario a diritto fondamentale della persona (vedi art. 8 della Carta dei diritti del cittadino europeo). Altrettanto falso è che il rispetto della normativa sulla privacy sia d ostacolo allo sviluppo di attività commerciali o comunque economiche. E stato dimostrato che l adottare politiche di riservatezza crea una relazione di fiducia con i consumatori, ragione per la quale le imprese devono prendere coscienza della necessità di gestire al meglio il flusso dei dati personali dei propri clienti. Il rispetto della normativa in tema di data protection, è per l azienda davvero una necessità, ormai non più procrastinabile. Soprattutto ora, dal momento che esiste un testo normativo che elenca dettagliatamente gli adempimenti cui è tenuto il soggetto che effettua trattamenti di dati personali altrui. Il Testo Unico sulla privacy ( Codice sulla protezione dei dati personali ), attuato col Decreto Legislativo 30 giugno 2003 n. 196 (che entrerà in vigore il 1 gennaio 2004, abrogando tra l altro la L.675/96 e il D.P.R. 318/99), introduce alcune modifiche che incideranno in modo rilevante sull impianto normativo attuale della materia. E stata quanto mai opportuna la scelta di adottare un Testo Unico, creato ad hoc, per la disciplina di questa materia. Basti ricordare a tal proposito che dal 1997 in poi il processo di completamento del quadro normativo delineato dalla L.675/96 si è sviluppato attraverso 9 decreti legislativi e 2 D.P.R, nonché attraverso molte altre specifiche disposizioni, legislative e regolamentari, inserite in numerosi provvedimenti speciali. L adozione di un solo Testo Unico, permette di semplificare notevolmente l impianto e la leggibilità delle norme in materia. Ma l intero Codice della privacy, può ritenersi il frutto di istanze più volte avanzate dagli operatori professionali e dalla stessa Autorità Garante, in termini di semplificazione degli adempimenti e di adozione di garanzie sostanziali e non meramente formali. Forse anche per questo, il Testo Unico non è meramente riepilogativo della disciplina attualmente vigente.2 Esso è strutturato in 3 parti, così suddivise: a) una parte generale, contenente disposizioni riguardanti le regole sostanziali della disciplina del trattamento dei dati personali, applicabili per lo più a tutti i trattamenti; b) una parte speciale, dettata per casi specifici; c) una terza ed ultima parte, che disciplina la tutela giurisdizionale ed amministrativa concessa all interessato, nonché il sistema sanzionatorio. GLI ADEMPIMENTI PRIVACY L Imprenditore che si propone di utilizzare il mezzo telematico quale strumento di comunicazione con la propria clientela, dovrà esaminare approfonditamente i singoli adempimenti da effettuare, per conformarsi alla normativa. Diciamo subito che, in linea generale, tre sono gli adempimenti fondamentali che un impresa è tenuta a porre in essere per poter correttamente procedere al trattamento dei dati personali: la notificazione al Garante; la comunicazione dell informativa all interessato; l acquisizione del consenso. ATTIVITA PRELIMINARI Un attività che vuole utilizzare Internet e/o la Posta Elettronica come strumento di lavoro, deve preliminarmente procedere all individuazione dei soggetti che a vario titolo hanno accesso ai dati trattati. L azienda infatti dovrà essere in grado di rispondere adeguatamente ad un istanza avanzata in tal senso dall interessato, al quale l articolo 7 comma 1, lettera e) del Testo Unico, attribuisce il diritto di conoscere i soggetti ai quali i dati possono essere comunicati o che ne possono comunque venire a conoscenza. L impresa dovrà inoltre regolare ai fini privacy i rapporti con le altre società del proprio gruppo, o i rapporti con i propri partners commerciali (es. l host provider che cura la gestione del server su cui è allocato il sito aziendale, l asp in outsourcing, gli istituti bancari che gestiscono il pagamento on line da siti di e-commerce, ecc.). Il titolare del trattamento, dovrà rivolgere particolare attenzione sulla necessità od opportunità di nominare i soggetti coinvolti nella gestione dei dati quali responsabili e/o incaricati del trattamento. I dipendenti dell azienda, se non sono nominati responsabili del trattamento, ma comunque trattano dati, assumono la qualifica di incaricati del trattamento. Il Testo Unico dedica un articolo apposito (art. 30) a quest ultima figura, disponendo che essi debbano sempre operare sotto la diretta autorità del titolare o del responsabile, attenendosi alle istruzioni impartite. Il 2 comma precisa che la designazione va effettuata per iscritto e deve specificare puntualmente l ambito del trattamento consentito. L impresa dovrà in via preliminare analizzare attentamente i flussi di dati coinvolti dal proprio business e procedere al meccanismo delle nomine, a cui ne derivano le incombenze normative a cui ci si deve attenere per il relativo trattamento.3 LA NOTIFICAZIONE Cominciamo a parlare della notificazione (art Testo Unico), primo adempimento da porre in essere. E un adempimento di particolare importanza e da effettuarsi con la dovuta cura (il Testo Unico, infatti, all articolo 163 prevede una sanzione amministrativa per l omessa o incompleta notificazione e punisce come reato cfr. l art. 168 la falsità nella notificazione). La notificazione è un atto (una sorta di auto-dichiarazione ) con il quale il soggetto-impresa si presenta al Garante, portandogli a conoscenza che nell espletamento della propria attività tratterà dati personali di terzi. A differenza della precedente Legge 675/96, in cui dovevano notificare tutti i soggetti non esplicitamente esentati, col Testo Unico si rovescia l impostazione e si indicano solo i pochi casi nei quali la notifica va effettuata. Alcuni di essi, sono comunque frequenti in ambito aziendale: così, ad esempio, deve notificare chi fa videosorveglianza, o chi utilizza dati sensibili per ricerche di marketing, o chi ancora si avvale di strumenti elettronici per la profilazione del consumatore (si pensi al sito aziendale che rilasci cookies ). Rispetto alla normativa precedente diminuiscono le ipotesi di notifica obbligatoria e vengono snellite anche le modalità della notifica stessa, che sarà effettuata solo per via telematica, utilizzando la firma digitale (art. 38, co.2 T.U.). L INFORMATIVA Esaminiamo ora come si struttura l informativa che l impresa deve dare all interessato, le cui linee-guida sono contenute nell art. 13 del Testo Unico. Essa è un atto molto importante, il primo obbligo-privacy nei confronti dell utenza, a differenza della notificazione che ha per interlocutore il Garante. L informativa è anzitutto un atto con il quale chi tratta dati personali altrui si identifica nei confronti dell interessato, rendendogli note le caratteristiche del trattamento ed illustrando i diritti riconosciuti a quest ultimo dalla legge. L informativa deve quindi contenere: a) le finalità e le modalità del trattamento dei dati; b) la natura obbligatoria o facoltativa del conferimento dei dati; c) le conseguenze di un eventuale rifiuto di rispondere; d) i soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza, e l ambito di diffusione dei dati medesimi (questa indicazione è un obbligo di legge nuovo, non previsto dalla L.675/96); e) i diritti dell interessato, come previsti dall art.7 del Testo Unico; f) gli estremi identificativi del titolare. Va osservato, infine, che l informativa è un atto che deve necessariamente precedere il trattamento dei dati ed è atto privo di particolari formalità, che va redatto in maniera chiara e sintetica.4 IL CONSENSO Per trattare i dati personali le imprese e, più in generale, i soggetti privati sono obbligati, salvo eccezioni espressamente previste, ad acquisire il preventivo consenso dell interessato. Dispone, infatti, l art. 23 del Testo Unico, al primo comma, che il trattamento di dati personali da parte di privati o di enti pubblici economici è ammesso solo con il consenso espresso dell interessato. Già dalla lettura del disposto testè citato si può ricavare una preziosa indicazione, che riguarda la modalità di espressione del consenso: il consenso deve essere espresso positivamente. Non è dunque efficace un consenso reso in forma implicita, o in forma negativa (cioè inteso come mera possibilità di esprimere un dissenso, barrando ad esempio una casella), forma quest ultima per la verità piuttosto diffusa. L azienda che lo voglia richiedere on line, dovrà avere l accortezza di inserire sul sito web un bottone di consenso, sul quale occorre cliccare per attestare l avvenuta autorizzazione al trattamento dei propri dati personali. Il consenso che deve essere preventivo rispetto all utilizzo dei dati ( opt-in ) perché sia validamente prestato deve essere espresso liberamente e in relazione ad un trattamento chiaramente individuato (il consenso omnibus, dunque, viene visto come una sostanziale elusione del principio stesso del consenso), nonchè deve essere informato (ossia preceduto da una corretta informativa). Si precisa, ancora, che qualora abbia ad oggetto dati sensibili, il consenso deve essere rilasciato per iscritto, mentre, in caso contrario, è sufficiente che sia documentato per iscritto (in quest ultima ipotesi verrebbe da dire - la forma scritta è sempre richiesta). Il consenso dovrà poter essere revocato, in ogni momento, senza che l interessato abbia la necessità di addurre una particolare ragione giustificativa. Ovviamente, la revoca non inficia la liceità dei trattamenti già effettuati, ma ne comporta pur sempre la cessazione, in termini che non implicano solo l interruzione delle operazioni, ma che interessano anche la sorte dei dati, i quali andranno dismessi, qualora non possano essere detenuti in virtù di altro titolo. Solo un accenno alla sanzione, particolarmente incisiva, per chi effettui trattamenti senza consenso. L art. 167 del Testo Unico ricollega anche quest ipotesi al reato di trattamento illecito di dati, ove detto trattamento sia compiuto al fine di trarne profitto o di recare un danno, e semprechè beninteso dal fatto derivi nocumento. Detto reato è punito con la reclusione da 6 a 18 mesi. 3) LA POSTA ELETTRONICA IN AZIENDA Andiamo ora ad analizzare alcuni aspetti per così dire complementari alla tematica del rispetto della privacy per l impresa in Rete. L indagine ha ad oggetto la posta elettronica e il suo l utilizzo aziendale.5 Si tratta, in buona sostanza, di esaminare due aspetti dell , l uno per così dire interno, l altro esterno. Il compito consiste nel rispondere ai seguenti due interrogativi: a) se il datore di lavoro abbia il potere di leggere la posta elettronica del dipendente; b) se l azienda possa inviare s non sollecitate a terzi senza dar luogo a spamming. LA TUTELA DELL AZIENDALE L articolo 5 della Legge 547/93, recita testualmente: Per corrispondenza si intende quella epistolare, telegrafica o telefonica, informatica o telematica ovvero effettuata con ogni altra forma di comunicazione a distanza. La giurisprudenza amministrativa (cfr. T.A.R. Lazio, Sez. I, n. 9425), del resto, ribadisce che la posta elettronica deve essere tutelata alla stregua della corrispondenza epistolare ed è quindi caratterizzata dalla segretezza. Sulla stessa lunghezza d onda è il Garante per la privacy, che in più occasioni ha avuto modo di precisare che le caselle di posta elettronica, le mailing list, i newsgroup chiusi (quelli, cioè, a cui si accede solo tramite ID & password) sono equiparati ai recapiti postali tradizionali (si veda sul punto la Newsletter ). Ne consegue che è vietato leggere i messaggi se non si è i destinatari, pena l applicazione dell art.616 c.p., secondo il quale chiunque prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa, a lui non diretta è punito, se il fatto non è preveduto come reato da altra disposizione di legge, con la reclusione fino a un anno. Vi è di più. Si punisce anche chi, oltre che prendere cognizione, sottrae, distrae la corrispondenza, la sopprime o la distrugge. Se quanto precede è un quadro pur se sintetico della tutela che il nostro ordinamento accorda alla corrispondenza (e dunque, come abbiamo visto, anche a quella inviata o ricevuta tramite posta elettronica), quando si parla di aziendale bisogna fare attenzione. E molta, perché in azienda lo scenario è parzialmente diverso. Prendiamo le mosse da un caso concreto, un caso che potrebbe definirsi ordinario. Questi, in estrema sintesi, i fatti. Ad un impiegata viene assegnata, come a tutti gli altri dipendenti, una casella di posta elettronica aziendale Durante l assenza per ferie dell impiegata, la sua responsabile ne controlla la posta e si imbatte in comunicazioni inerenti progetti di lavoro personali, estranei cioè a quelli gestiti dalla dipendente per conto dell azienda. Ravvisando in tale condotta una violazione dei doveri relativi al rapporto di lavoro, il responsabile della società licenzia l impiegata. Essa, a sua volta, impugna il licenziamento e sporge contestuale querela nei confronti della propria responsabile, per il reato di cui all art. 616 c.p. (violazione di corrispondenza). Il P.M. però avanza richiesta di archiviazione. La dipendente propone allora opposizione, che viene tuttavia respinta dal GIP, con un ordinanza particolarmente significativa, divenuta presto celebre perché la prima a prendere posizione sulla legittimità (o meno) dell accesso del datore di lavoro alla mailbox del dipendente. Sostiene il GIP (cfr. ordinanza GIP Tribunale di Milano del 10 maggio 2002) che quanto affermato nell art. 616 c.p. non può trovare applicazione con riferimento all ipotesi di aziendale.6 La casella di posta elettronica, in altre parole, è sì tutelata, ma quando a metterla a disposizione è il datore di lavoro perde tutta la sua riservatezza, in quanto strumento che l azienda mette a disposizione del lavoratore al solo fine di consentirgli di svolgere la propria attività: come tale rimane nella completa e totale disponibilità del datore di lavoro, senza alcuna limitazione. La mailbox aziendale - pur se personale (perché assegnata al singolo dipendente che ha un proprio username ed una propria password per accedervi) deve quindi essere intesa come semplice strumento di lavoro, e nulla più. Personalità non significa necessariamente privatezza dal momento che l aziendale, proprio perché tale, rimane bene aziendale, accessibile a tutti gli altri dipendenti autorizzati, ed al datore di lavoro in primis. LO SPAMMING AZIENDALE Un rapido esame sulle cautele che l azienda che invii a terzi posta elettronica a carattere commerciale deve osservare, per non essere accusata di spamming. E noto che con tale termine si intende l invio per posta elettronica di un messaggio indesiderato - spesso inviato a grandi liste di utenti - contenente materiale promozionale non richiesto. La tentazione per l impresa di comportarsi in tal modo è spesso forte, essendo palesi i vantaggi: a costi irrisori si possono raggiungere in tempo reale tantissimi potenziali consumatori, variamente distribuiti nel mondo. Prassi pertanto diffusissima in Rete, lo spamming è però un fenomeno invasivo e oneroso per il destinatario, il quale il più delle volte è inerme di fronte a tale flooding di messaggi. Va rilevato, in particolare, che in tutti questi casi, l utilizzo spesso massivo della posta elettronica comporta una lesione ingiustificata dei diritti dei destinatari, costretti ad impiegare diverso tempo per esaminare e selezionare, tra i diversi messaggi ricevuti, quelli attesi o ricevibili, nonché a sostenere i correlativi costi per il collegamento telefonico, oppure ad adottare filtri, a verificare più attentamente la presenza di virus, o a cancellare rapidamente materiali inadatti a minori. Detto fenomeno ha recentemente trovato anche da noi una puntuale regolamentazione normativa, che ha così potenziato la tutela per l utente della Rete. Stabilisce anzitutto l art. 130 del Codice della privacy, al 1 comma, che l uso di sistemi automatizzati di chiamata (e quindi: posta elettronica, fax, SMS, ecc.) per l invio di materiale pubblicitario o di altre comunicazioni commerciali è consentito solo nei confronti di coloro che abbiano espresso preliminarmente il loro consenso (c.d. opt-in ). Una prima indicazione, dunque, per l impresa che voglia inviare s promozionali: essa deve prima aver acquisito il consenso informato, del destinatario. Tale disciplina non può essere elusa inviando una prima che, nel chiedere un consenso abbia comunque un contenuto promozionale oppure pubblicitario, oppure riconoscendo solo un diritto di tipo c.d. opt-out al fine di non ricevere più messaggi dello stesso tenore. Al contrario, è opportuna e va incoraggiata la prassi di alcuni fornitori i quali, dopo aver ottenuto realmente un valido consenso dei destinatari, danno semplice conferma della sua manifestazione, attraverso un messaggio volto unicamente ad annunciare il successivo inoltro di materiale pubblicitario.7 L articolo 9 Decreto Legislativo 70/03, aggiunge che le comunicazioni commerciali non sollecitate trasmesse per posta elettronica devono, in modo chiaro ed inequivocabile, essere identificate come tali fin dal momento in cui il destinatario le riceve e contenere l indicazione che il destinatario del messaggio può opporsi al ricevimento in futuro di tali comunicazioni. Il rispetto degli obblighi di legge, quindi, impone all impresa che voglia effettuare via comunicazioni commerciali di: a) acquisire il previo consenso del destinatario, adeguatamente informato; b) esplicitare in modo chiaro che la comunicazione è a carattere commerciale; c) informare il destinatario sulla possibilità di non ricevere più dette comunicazioni; d) fornire un idoneo recapito presso il quale l interessato possa esercitare i propri diritti in tema di privacy. Le sanzioni per i trasgressori sono assolutamente di prim ordine, e come ricordato anche dal Garante con suo comunicato del 3 settembre vanno dalla multa, in particolare per omessa informativa all utente (fino a 90mila euro), alla sanzione penale (reclusione da 6 mesi a 3 anni). E l impresa lo ha precisato il Garante non può giustificarsi invocando l articolo di legge (ora l art. 24, 1 comma, lett.c) del Testo Unico), che esonera il titolare del trattamento dal richiedere il consenso dell interessato ove i dati di quest ultimo provengano da elenchi pubblici. Gli indirizzi , infatti, non sono pubblici, non provenendo né da pubblici registri, né da elenchi, atti o documenti formati o tenuti da un soggetto pubblico. Essi, quindi, non sono liberamente utilizzabili da chiunque per il solo fatto di trovarsi in Rete (cfr. Newsletter Parere , consultabile su sito del Garante Pertanto, non è lecito inviare messaggi non sollecitati ad indirizzi reperiti da newsgroups, da siti web o dalle pagine Whois (le quali indicano gli assegnatari di nomi a dominio). LE MISURE DI SICUREZZA Per potere tutelare la privacy dei soggetti a cui si trattano i dati, occorre adeguare i propri sistemi informativi e le infrastrutture aziendali, a misure di sicurezza, che impediscano la perdita accidentale dei dati nonché l accesso abusivo agli stessi. Diciamo subito che tale esigenza, da quando esistono le connessioni Internet e gli scambi di Posta Elettronica, viene avvertita in maniera ancor più concreta che nel mondo reale. In Internet i messaggi e le informazioni in genere transitano liberamente da un computer all altro, in modo tale che è tecnicamente agevole intercettarli. Le aziende che connettano il proprio sistema informatico alla rete Internet, quindi, devono proteggersi (in una rete ben protetta, infatti, solo le aggressioni più sofisticate e quindi, statisticamente, le meno probabili possono realmente mettere in crisi il sistema). Il Testo Unico sulla privacy affronta il tema della sicurezza al Titolo V della Parte Prima. Due, in particolare, le misure di sicurezza che vengono in rilievo: quelle definite minime e quelle definite idonee. Le prime, previste in via generale dagli artt.33 e ss. Del Testo Unico, sono in concreto individuate dal disciplinare tecnico di cui al c.d. allegato B (che sostituisce il sistema delle misure minime del D.P.R. 318/99, emanato in attuazione dell art.15 della L.675/96) e sono volte ad assicurare un livello minimo di8 protezione dei dati personali. Un livello al di sotto del quale non si può scendere: il mancato rispetto di dette misure, infatti, ai sensi dell art. 169 del Testo Unico costituisce reato, punito con l arresto fino a 2 anni o con l ammenda da a Euro. Le seconde, invece, sono disciplinate dall art. 31 sempre del Testo Unico (Obblighi di Sicurezza), che impone al titolare del trattamento dei dati personali di predisporre tutte le misure di sicurezza idonee a ridurre al minimo i rischi di distruzione o perdita, anche accidentale, dei dati stessi, di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta. A questo punto, un importante osservazione: se l adeguamento alle misure minime implica l assenza di responsabilità penali, tale adeguamento non è sufficiente per affrancarsi da responsabilità civile qualora l evoluzione tecnologica renda disponibili accorgimenti ulteriori che soddisfino le misure dichiarate idonee. Ciò perché ai sensi dell art. 15 del Testo Unico chiunque cagiona danno ad altri per effetto del trattamento dei dati personali è tenuto al risarcimento ai sensi dell art del codice civile. L art c.c., infatti, (norma alquanto rigorosa, dettata in tema di esercizio di attività pericolose) prevede che l esercente l attività pericolosa e quindi, nel nostro caso, il titolare del trattamento - vada esente da responsabilità solo se riesca a dimostrare di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno (prova diabolica). In caso contrario, ai sensi del 2 comma dell art. 15 del Testo Unico, egli dovrà rispondere anche del danno non patrimoniale (come accaduto nel caso deciso dal Tribunale di Orvieto con sentenza n. 254: fattispecie in tema di risarcimento dei danni morali sofferti da alcuni clienti di un Istituto bancario). Come si può riscontrare facilmente, l adeguamento alla previsione di legge appena citata (art c.c.) è particolarmente difficoltoso. Secondo la giurisprudenza, infatti, può provare di aver adottato ogni misura idonea chi dimostri di aver rispettato tutte le tecniche note anche solo astrattamente possibili all epoca del fatto (cfr. Tribunale di Milano, 19 novembre 1987, in Foro Italiano, 1988, I, 144). Sebbene esistano siti web e newsgroups che diffondono quotidianamente le vulnerabilità dei sistemi che vengono via via scoperte e, di conseguenza, illustrano i più recenti rimedi per difendersi dagli attacchi informatici, per l azienda la soluzione migliore per garantire la sicurezza del proprio sistema informatico è quella di affidarsi a professionisti del settore. Riassumendo, l impresa che adotti connessioni Internet utili alla propria attività, al fine di ridurre i rischi, dovrà: a) osservare il livello di sicurezza minimo di legge (per evitare conseguenze penali); b) approntare le misure di sicurezza ulteriori, che in base al caso concreto si potevano predisporre (altrimenti dovrà risarcire i danni eventualmente cagionati a terzi).9 IL SISTEMA SANZIONATORIO Terminiamo dando uno sguardo al sistema sanzionatorio, al quale è dedicato l intero Titolo III della Parte III del Codice della Privacy. Il Capo I, in particolare, definisce le violazioni amministrative. Rispetto alla disciplina precedente, va notato non tanto che l importo delle sanzioni è stato adeguato alla nuova moneta dell euro, ma quanto che detto importo è stato opportunamente ricalibrato rispetto alla gravità delle violazioni. Nell applicazione della Legge 675/96, infatti, in più casi la particolare esiguità delle sanzioni non costituiva in concreto un efficace deterrente. Il Capo II prende invece in rassegna le condotte integranti illeciti penali, quali ad esempio il trattamento dei dati in assenza di consenso, il mancato adeguamento dei sistemi informatici alle misure minime di sicurezza, l uso di comunicazioni elettroniche indesiderate). Non va dimenticato, in questa sede, l articolo 15 del Testo Unico, che obbliga chi cagiona danno ai terzi per effetto del trattamento di dati personali a risarcire i danni sofferti, ivi compenso il danno non patrimoniale. Sotto questo profilo è importante ricordare all impresa che tratti dati personali, con una connessione interna ad Internet, che la potenziale diffusione degli stessi senza barriere amplifica il pregiudizio che l interessato può subire, facendo lievitare l importo dell indennizzo. Ci sono quindi buoni motivi perché l azienda prenda coscienza delle indicazioni di legge e vi si conformi. E indubbio che l adeguamento alla normativa vigente richieda uno sforzo, che spesso viene visto con sfavore dagli operatori. Sono comunque maturi i tempi perché l azienda possa capire che la tutela della privacy non è solo un aumento dei costi di gestione, ma che l adottare politiche di riservatezza dei dati rappresenta invece un valore aggiunto al proprio prodotto o servizio. La privacy, insomma, da costo deve essere vista come risorsa : è questo il salto culturale che attende oggi l impresa. E questo vale ovviamente anche per l azienda presente utilizza i canali Internet all interno dei propri processi economici. Ciò non limita assolutamente il ricorso ad Internet, ma al contrario fa parte degli elementi fondamentali volti ad assicurare la fiducia degli utenti nell impresa che utilizza i canali della rete come componenti essenziali nell erogazione dei suoi servizi /prodotti. Documenti analoghi
PRIVACY ED INTERENT Dr. Antonio Piva antonio@piva.mobi 2014 1 ART. 13 - L informativa all interessato L informativa deve contenere: - Finalità e modalità del trattamento; - Natura obbligatoria o meno; Dettagli STUDIO DOTT. BONVICINI. Circolare n. 3 del 10 aprile 2004
STUDIO DOTT. BONVICINI Circolare n. 3 del 10 aprile 2004 Settore: Oggetto: PRIVACY IL CODICE DELLA PRIVACY: NOVITÀ E CONFERME Riferimenti: D.Lgs. 30.6.2003, n. 196 Dall 1.1.2004 è in vigore il nuovo Testo Dettagli La nuova disciplina in materia di tutela della privacy (D.Lgs. 30.6.2003 n. 196) Principali novità
La nuova disciplina in materia di tutela della privacy (D.Lgs. 30.6.2003 n. 196) Principali novità INDICE 1 Il nuovo Codice sulla privacy... 2 2 Ambito di applicazione... 2 3 Soggetti coinvolti dal trattamento Dettagli LA DISCIPLINA IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI
LA DISCIPLINA IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI Dr. Ivan Salvadori Dottorando in Diritto Penale dell Informatica Facoltà di Giurisprudenza di Verona LA STRUTTURA DEL CODICE DELLA PRIVACY 1 PARTE: Dettagli Lezione 11 Abuso di internet e di posta elettronica in azienda I vincoli al controllo
Lezione 11 Abuso di internet e di posta elettronica in azienda I vincoli al controllo La problematica. L introduzione dell informatica in azienda, in particolare nei processi produttivi modifica i rapporti Dettagli Privacy e Comunicazioni Commerciali: le linee guida in materia di attività promozionale e contrasto allo spam
DirICTo Privacy e Comunicazioni Commerciali: le linee guida in materia di attività promozionale e contrasto allo spam http://www.massimofarina.it http://www.diricto.it Già prima del Codice Privacy (vigente Dettagli AGE.AGEDP-CT.COMINT.0003479.02-07-2013-R
AGE.AGEDP-CT.COMINT.0003479.02-07-2013-R Direzione Provinciale di Catania ATTO DISPOSITIVO N. 66 / 2013 Assegnazione di personale: Maria Parisi IL DIRETTORE PROVINCIALE Con nota prot. n.1410 dell 08 gennaio Dettagli PRIVACY-VIDEOSORVEGLIANZA
Circolare n. 1/08 del 20 novembre 2008* PRIVACY-VIDEOSORVEGLIANZA Riferimenti normativi La forma di sorveglianza legata all utilizzo di sistemi di ripresa delle immagini, definita videosorveglianza, è Dettagli LA CASELLA DI POSTA ELETTRONICA AZIENDALE: USO PERSONALE USO CONNESSO AD ATTIVITA SINDACALI
LA CASELLA DI POSTA ELETTRONICA AZIENDALE: USO PERSONALE USO CONNESSO AD ATTIVITA SINDACALI Premessa L uso improprio o l abuso da parte dei dipendenti degli strumenti informatici assegnati dall azienda Dettagli Glossario minimo della protezione dei dati
minimo della protezione dei dati www.garanteprivacy.it Glossario minimo della protezione dei dati N.B. Il glossario e le principali domande in tema di dati personali sono schematizzati e hanno una finalità Dettagli Informativa sul trattamento dei dati personali ai sensi del d. lgs. 30 giugno 2003, n. 196 Art. 13 3 for Business Club
Informativa sul trattamento dei dati personali ai sensi del d. lgs. 30 giugno 2003, n. 196 Art. 13 3 for Business Club H3G S.p.A. (di seguito 3 ) è Titolare di Sue informazioni qualificate come dati personali, Dettagli Nome modulo: VIGENTI DISPOSIZIONI DI LEGGE IN MATERIA DI TUTELA DEI DATI E DI CRIMINALITÀ INFORMATICA ANCHE EUROPEE
NOME LEZIONE: INTRODUZIONE Il Codice privacy è entrato in vigore il 1 gennaio 2004 e riunisce in un unico contesto la legge 675/1996 e gli altri decreti legislativi in materia, i regolamenti e i codici Dettagli LO SPAMMING. Autore: Roberta Defenu
LO SPAMMING UNIVERSITÁ DEGLI STUDI DI CAGLIARI FACOLTÁ DI GIURISPRUDENZA DIRITTO PRIVATO DELL INFORMATICA A.A. 2006/2007 DOCENTI: PROF. BRUNO TROISI DOTT. MASSIMO FARINA Autore: Roberta Defenu Lo spamming Dettagli Privacy policy della newsletter
Privacy policy della newsletter Le presenti linee programmatiche di condotta relative alla privacy (la "Privacy Policy") si applica alla newsletter del sito web di ATTIMIWEB srl (il "Sito") e si riferisce Dettagli SPAMMING: E ILLECITO INVIARE E-MAIL COMMERCIALI SENZA CONSENSO
SPAMMING: E ILLECITO INVIARE E-MAIL COMMERCIALI SENZA CONSENSO SOMMARIO: 1. Introduzione 2. Primo periodo: opting out; 3. Primi provvedimenti: passaggio all opting in; 4. li provvedimento del Garante per Dettagli E-mail monitoring e tutela della privacy: un difficile bilanciamento di interessi 24 Aprile 2015 Federico Torzo, Elisabetta Rebagliati Privacy
E-mail monitoring e tutela della privacy: un difficile bilanciamento di interessi 24 Aprile 2015 Federico Torzo, Elisabetta Rebagliati Privacy Sommario Introduzione La situazione italiana Il quadro europeo Dettagli Privacy Policy INFORMATIVA CLIENTI IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI
Privacy Policy INFORMATIVA CLIENTI IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI ai sensi dell art. 13 del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (di seguito Codice della Privacy ) La pagina web https://www.edilmag.it Dettagli I dati personali potranno essere oggetto di trattamento anche per la finalità di consentire la navigazione e la consultazione del Sito.
Privacy Policy (Codice della Privacy Decreto Legislativo 30 Giugno 2003, n. 196) La Mind the Lab snc, quale editore del Social Network denominato I AM CALCIO, si impegna costantemente per tutelare la privacy Dettagli - PARTE SPECIALE B- DELITTI INFORMATICI E TRATTAMENTO ILLECITO DI DATI
- PARTE SPECIALE B- DELITTI INFORMATICI E TRATTAMENTO ILLECITO DI DATI B.1. I reati di cui all art. 24 bis del D. Lgs. n. 231/2001 La legge 18 marzo 2008, n. 48, recante Ratifica ed esecuzione della Convenzione Dettagli 1. Conoscenza dei dati trattati. 2. Conoscenza degli strumenti utilizzati. 3. Conoscenza del proprio ruolo all interno della struttura
Corso 196/03 per i Responsabili e gli Incaricati del Trattamento Dati Percorso Formativo per l Incaricato del Trattamento Dati: Pre-requisiti: 1. Conoscenza dei dati trattati 2. Conoscenza degli strumenti Dettagli Decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 62, art. 13;
Direzione generale Direzione centrale risorse umane Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza Circolare n. 64 Roma, 28 luglio 2015 Al Direttore generale vicario Ai Responsabili Dettagli a) Finalità primarie di fidelizzazione connesse al Servizio Grande Cinema 3 Obbligatorietà del consenso
Informativa sul trattamento dei dati personali ai sensi del D. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 Art. 13 Grande Cinema 3 H3G S.p.A. (di seguito 3 ) è titolare di Sue informazioni qualificate come dati personali, Dettagli Lo Store del Sito, sul quale è possibile acquistare online prodotti, si trova all indirizzo www.feminariccione.it ( Store ).
POLICY PRIVACY DEL SITO WWW.FEMINARICCIONE.IT Il sito www.feminariccione.it è di proprietà di Feminà srl, ditta individuale di Grazia Sambuchi, con sede legale in Italia, Via Adriatica, 25/b 47838 Riccione Dettagli Codice. in materia di. Protezione dei Dati Personali
Codice in materia di Protezione dei Dati Personali (D.Lgs. 196/2003) ====================== Incontri Formativi con il Personale della Direzione Didattica del 7 Circolo Didattico G. Carducci di Livorno Dettagli Il nuovo provvedimento in materia di videosorveglianza: chiariti gli. Relatore Avv. Valentina Frediani
Il nuovo provvedimento in materia di videosorveglianza: chiariti gli obblighi normativi Relatore Avv. Valentina Frediani La normativa vigente coinvolta Normativa civile e penale in materia di interferenze Dettagli PROTOCOLLO INTERNO PER LA PREVENZIONE DEI REATI INFORMATICI Approvato. Data. Rev C.d.A 02/01/2012
PARTE SPECIALE Sezione II Reati informatici PARTE SPECIALE Sezione II Sommario 1.Le fattispecie dei Reati Presupposto (Art. 24 bis del D. Lgs. 231/01)... 3 2.Processi Sensibili... 5 3.Regole generali... Dettagli www.studiogiacopuzzi.it
D I R I T T O d I M P R E S A CIVILE, SOCIETARIO & NUOVE TECNOLOGIE GLI ADEMPIMENTI PRIVACY DOPO LE SEMPLIFICAZIONI DEL 2012 NOVITA E CONFERME www.studiogiacopuzzi.it Studio Legale Giacopuzzi Diritto d'impresa Dettagli PRIVACY. Tipologia di dati trattati e finalità del trattamento. 1) Dati di navigazione
Informativa sul trattamento dei dati personali ai sensi del d. lgs. 30 giugno 2003, n. 196 Art. 13 Ricarica Facile H3G S.p.A. (di seguito 3 ) è Titolare di Sue informazioni qualificate come dati personali, Dettagli AUTORI: ELENA ORTU - LUISA ROBERTO
L e-mail aziendale UNIVERSITÁ DEGLI STUDI DI CAGLIARI FACOLTÁ DI GIURISPRUDENZA DIRITTO PRIVATO DELL INFORMATICA A.A. 2006/2007 DOCENTI: PROF. BRUNO TROISI DOTT. MASSIMO FARINA L uso dell e-mail aziendale Dettagli Informativa sul trattamento dei dati personali ai sensi del d. lgs. 30 giugno 2003, n. 196 Art. 13 3 Social Care
Informativa sul trattamento dei dati personali ai sensi del d. lgs. 30 giugno 2003, n. 196 Art. 13 3 Social Care H3G S.p.A. (di seguito 3 ) è titolare di Sue informazioni qualificate come dati personali, Dettagli La protezione dei dati personali
La protezione dei dati personali PER GLI ENTI NO-PROFIT Comitato di Gestione per il Fondo Speciale per il Volontariato Provincia Autonoma di Bolzano Alto Adige Presidenza Ufficio Affari di Gabinetto I Dettagli Il nuovo provvedimento in materia di videosorveglianza: chiariti gli obblighi normativi
Il nuovo provvedimento in materia di videosorveglianza: chiariti gli obblighi normativi Relatore Avv. Valentina Frediani La normativa vigente coinvolta Normativa civile e penale in materia di interferenze Dettagli Privacy Policy. Informativa e consenso per l'utilizzo dei dati personali - D.lgs 30.06.2003 N.196, Art. 13
Privacy Policy Informativa e consenso per l'utilizzo dei dati personali - D.lgs 30.06.2003 N.196, Art. 13 BE WITH US ONLUS, considera di fondamentale importanza la "privacy" dei propri utenti e garantisce Dettagli REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA
REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA Approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 54 del 26.07.2012 pagina 1.14 Indice CAPO I...4 PRINCIPI GENERALI...4 Art. 1 Oggetto Dettagli REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA
C O M U N E D I R O M AN O D E Z Z E L I N O D E C O R A T O A L V A L O R M I L I T A R E Via G. Giardino, 1-36060 Romano d Ezzelino (VI) Part. IVA e Cod. Fisc. 00258950245 REGOLAMENTO PER L UTILIZZO Dettagli Roma, 18/06/2015. e, per conoscenza, Circolare n. 123
Ufficio Centrale di monitoraggio e coordinamento in materia di protezione dei dati personali e accesso alle banche dati Direzione Centrale Organizzazione Direzione Centrale Risorse Umane Direzione Centrale Dettagli Obblighi Amministrativi ed enti di erogazione: come gestirli
Assemblea Annuale di Assifero Venezia 7 Maggio 2010 Obblighi Amministrativi ed enti di erogazione: come gestirli Avv. Roberto Randazzo Sommario La Responsabilità Amministrativa degli Enti ex D.Lgs. 231/2001 Dettagli PRIVACY POLICY MARE Premessa Principi base della privacy policy di Mare Informativa ai sensi dell art. 13, d. lgs 196/2003
PRIVACY POLICY MARE Premessa Mare Srl I.S. (nel seguito, anche: Mare oppure la società ) è particolarmente attenta e sensibile alla tutela della riservatezza e dei diritti fondamentali delle persone e Dettagli Noi ti aiutiamo a trovarlo.
I Dossier Expopage Il business è ovunque. Noi ti aiutiamo a trovarlo. A norma con la Privacy In partnership con www.expopage.net WPS Group opera nell'area dei servizi per le aziende, garantendo soluzioni Dettagli REGOLAMENTO COMUNALE IMPIANTO DI VIDEOSORVEGLIANZA
COMUNE DI VEDANO OLONA (Provincia di Varese) REGOLAMENTO COMUNALE IMPIANTO DI VIDEOSORVEGLIANZA (Approvato con delibera di C.C. n. 14 del 31/03/2008) INDICE CAPO I - PRINCIPI GENERALI Art. 1 Oggetto Art. Dettagli Modello di organizzazione gestione e controllo ai sensi del D.Lgs 231/2001
Modello di organizzazione gestione e controllo ai sensi del D.Lgs 231/2001 Parte Speciale Sezione Delitti informatici e trattamento illecito di dati ELENCO DELLE REVISIONI REV. DATA NATURA DELLE MODIFICHE Dettagli COMUNE DI CERRO AL LAMBRO
COMUNE DI CERRO AL LAMBRO REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA DEL TERRITORIO Approvato con delibera del Consiglio Comunale nr. del 1 INDICE TITOLO I PRINCIPI GENERALI Articolo 1 Dettagli MODULO PER SUBENTRO CONTRATTO D ABBONAMENTO
MODULO PER SUBENTRO CONTRATTO D ABBONAMENTO SUBENTRATO Il/La sottoscritto/a. Legale rappresentante della societa C.F. P.I. Indirizzo.. cap comune prov. Recapito telefonico autorizza il subentro sul contratto Dettagli COMUNE DI SOAVE PROVINCIA DI VERONA REGOLAMENTO PER VIDEO SORVEGLIANZA DEL TERRITORIO COMUNALE
COMUNE DI SOAVE PROVINCIA DI VERONA REGOLAMENTO PER VIDEO SORVEGLIANZA DEL TERRITORIO COMUNALE Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 50 del 30.11.05 1 CAPO I PRINCIPI GENERALI ART. 1 Finalità Dettagli REGOLAMENTO COMUNALE SULLA VIDEOSORVEGLIANZA
REGOLAMENTO COMUNALE SULLA VIDEOSORVEGLIANZA Indice CAPO I Art. 1 - Premessa Art. 2 - Principi generali Art. 3 - Ambito di applicazione Art. 4 - Informativa Art. 5 - Accertamenti di illeciti e indagini Dettagli INFORMATIVA EX ART. 13 DEL D.L. 196 DEL 30.6.2003 TUTELA DELLE PERSONE E DI ALTRI SOGGETTI RISPETTO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI
INFORMATIVA EX ART. 13 DEL D.L. 196 DEL 30.6.2003 TUTELA DELLE PERSONE E DI ALTRI SOGGETTI RISPETTO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI Il Codice in materia di protezione dei dati personali, adottato con Dettagli Regolamento per la disciplina della videosorveglianza nel territorio comunale di Longhena_. (Approvato con deliberazione di C.C. n 24 del 04.10.
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA. INDICE Art. 1 - Oggetto Art. 2 - Definizioni Art. 3 - Finalità Art. 4 - Trattamento dei dati personali CAPO I PRINCIPI GENERALI CAPO II OBBLIGHI PER Dettagli Privacy e sicurezza Sito Società Servizio gestione catalogo a premi ECOMMERCE OUtSOURCING ). Codice della Privacy Contitolare titolare Contitolari
Privacy e sicurezza Il sito www.puntimetro.it ( Sito ) è di proprietà di MEtRO Italia Cash and Carry S.p.A, via XXV Aprile, 25-20097 San Donato Milanese (MI)( Società ). Sul Sito è possibile richiedere Dettagli Informazioni ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2003. n. 70
Informazioni ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2003. n. 70 Il nome a dominio www.albertplaza.it è registrato dalla ditta Plaza Group di Alberto Piazza, corrente in Via Padule n 153 (81034) Mondragone. Per ogni Dettagli 1. FINALITÀ DEL TRATTAMENTO
INFORMATIVA EX ART. 13 DEL D.L. 196 DEL 30.6.2003 CODICE IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI Il Codice in materia di protezione dei dati personali, adottato con il decreto legislativo 196 del 30 Dettagli REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA
COMUNE DI CASARGO PROVINCIA DI LECCO Via Roma N.1/A 23831 Casargo (LC) Tel. 0341/840.123 Fax 0341/840.673 REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA Approvato con deliberazione del Consiglio Dettagli TUTELA DELLE PERSONE E DI ALTRI SOGGETTI RISPETTO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI INFORMATIVA EX ART. 13 DEL D.L. 196 DEL
TUTELA DELLE PERSONE E DI ALTRI SOGGETTI RISPETTO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI INFORMATIVA EX ART. 13 DEL D.L. 196 DEL 30.6.2003 Il Codice in materia di protezione dei dati personali, adottato con Dettagli La tutela dei dati personali Le novità introdotte dal TU 196/03. Lezione n. 2
La tutela dei dati personali Le novità introdotte dal TU 196/03 Lezione n. 2 Il codice a protezione dei dati personali Principi generali Norme specifiche soggetti privati e enti pubblici economici Norme Dettagli Quesiti SI NO SI NO SI NO SI NO SI NO SI SI NO
All. Del. Gar. N 21 del 24/5/2007 La seguente lista di controllo è tratta dall allegato alla Delibera del Garante per la protezione dei dati personali n 21, del 24/5/2007, recante misure per la semplificazione Dettagli INFOSECURITY 2005 La privacy nelle PMI Gabriele Faggioli. Milano febbraio 2005
INFOSECURITY 2005 La privacy nelle PMI Gabriele Faggioli Milano febbraio 2005 Sostituisce tutta la normativa previgente in materia di tutela dei dati personali Introduce significative modifiche soprattutto Dettagli Applicazione del Testo Unico sulla Privacy: Responsabilità e sistema sanzionario Pagina 1 di 8. a cura di. Data Ufficio E-learning
Pagina 1 di 8 M.2 RESPONSABILITÀ E SISTEMA SANZIONATORIO a cura di Data Ufficio E-learning Gruppo Data Ufficio Spa Pagina 2 di 8 INDICE DOCUMENTO M2. RESPONSABILITÀ E SISTEMA SANZIONATORIO...3 1. Le sanzioni...3 Dettagli Forum, blog, data base Come gestirli nel rispetto della privacy. Relatore: avv. Patricia de Masi Taddei Vasoli
Informativa sul trattamento dei dati personali ex ar t. 13 D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196 Il D.Lgs. 30 giugno 2003 n. 196, Codice in materia di protezione dei dati personali (di seguito più brevemente il Dettagli Per tutte le informazioni contenute sul sito, è chiaramente indicata la fonte.
Regole e Princìpi Etici di www.lichenscleroatrofico.it Questo sito si attiene alle regole generali dei Codici di condotta per i siti a contenuto medico, volto a garantire la qualità e l'attendibilità dell'informazioni Dettagli REGOLAMENTO AZIENDALE SULLA TUTELA DELLA PRIVACY
COMUNE DI CASALETTO LODIGIANO (Prov. di Lodi) REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE (Approvato con deliberazione di C.C. N 25 del 26.06.2008) INDICE CAPO I - PRINCIPI Dettagli REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE
COMUNE DI SAN VENDEMIANO Provincia di Treviso REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL SERVIZIO DI VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 8 in data 26 Dettagli LA NUOVA NORMATIVA PRIVACY PER IL TELE-MARKETING
LA NUOVA NORMATIVA PRIVACY PER IL TELE-MARKETING Cosa cambia dal 1 Febbraio 2011 Strumenti di tutela amministrativa, civile e penale degli utenti rispetto agli abusi Avv. Alessandro del Ninno adelninno@tonucci.it Dettagli REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NELLE AREE DI COMPETENZA DELLA COMUNITA VALSUGANA E TESINO
POLIZIA LOCALE REGOLAMENTO DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA DEL TERRITORIO COMUNALE INDICE CAPO I - PRINCIPI GENERALI Art. 1 - Finalità e definizioni Art. 2 - Ambito di applicazione Art. 3 - Trattamento Dettagli La normativa italiana
La normativa italiana Qual è la normativa italiana riguardo a questi fenomeni? D.Lgs 30 giugno 2003, n. 196 (Codice della privacy); D.Lgs 9 aprile 2003, n. 70 (Commercio elettronico); D.Lgs 6 settembre Dettagli FIDELITY CARD E TUTELA DELLA PRIVACY: INDICAZIONI OPERATIVE PER EVITARE SANZIONI. di Avv. Luca Giacopuzzi 1
FIDELITY CARD E TUTELA DELLA PRIVACY: INDICAZIONI OPERATIVE PER EVITARE SANZIONI di Avv. Luca Giacopuzzi 1 I programmi di fidelizzazione a favore della clientela costituiscono, essenzialmente, un operazione Dettagli REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NEL MUSEO CIVICO
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NEL MUSEO CIVICO INDICE CAPO I - PRINCIPI GENERALI Art. 1 - Oggetto Art. 2 - Definizioni Art. 3 - Finalità del trattamento dei dati personali Art. Dettagli Procedure del personale
Il controllo del datore sugli strumenti informatici utilizzati dai lavoratori Sabrina Piselli - Avvocato Quali regole devono rispettare i lavoratori per l utilizzo degli strumenti informatici? Quali limiti Dettagli Matteo Colombo Esperto in materia di Privacy e D.Lgs. 231/2001, Amministratore Delegato di Labor Project
Matteo Colombo Esperto in materia di Privacy e D.Lgs. 231/2001, Amministratore Delegato di Labor Project IL MANUALE È AD USO ESCLUSIVO DEI CORSISTI: NE È VIETATA LA RIPRODUZIONE 1 Il D.Lgs. 231/01 Il D.Lgs. Dettagli B C sulla TUTELA della PRIVACY Manuale ad uso degli incaricati del trattamento dei dati personali
ADALBERTO BIASIOTTI A B C sulla TUTELA della PRIVACY Manuale ad uso degli incaricati del trattamento dei dati personali Aggiornato con il D.Lgs. 196/2003 e s.m.i. e con la più recente giurisprudenza 1 Dettagli COMUNE DI STRIANO (Provincia di Napoli)
COMUNE DI STRIANO (Provincia di Napoli) Via Sarno, 80040 Striano Tel. 081.8276202 Fax 081. 8276103 P.I. 01254261215 - C.F. 01226000634 segreteria@comune.striano.na.it www.comune.striano.na.it Regolamento Dettagli Privacy : nuovo testo unico obblighi informativi nella relazione sulla gestione notificazione
ACERBI & ASSOCIATI CONSULENZA TRIBUTARIA, AZIENDALE, SOCIETARIA E LEGALE NAZIONALE E INTERNAZIONALE CIRCOLARE N. 10/2004 Privacy : nuovo testo unico obblighi informativi nella relazione sulla gestione Dettagli Il Trattamento dei dati personali
Il Trattamento dei dati personali Obblighi e adempimenti del professionista dott. Francesco Loppini LA PRIVACY DAL PUNTO DI VISTA STORICO In Italia, a partire dal 1981, numerosi disegni di legge: Il progetto Dettagli DISCIPLINARE PER L UTILIZZO DELLA POSTA ELETTRONICA E DELLA RETE INTERNET
L2010-1 Comunità Montana VALLI ORCO E SOANA AGENZIA di SVILUPPO del TERRITORIO (Art. 9-ter L.R. n. 16/99) DISCIPLINARE PER L UTILIZZO DELLA POSTA ELETTRONICA E DELLA RETE INTERNET DECRETO LEGISLATIVO 30 Dettagli Documentazione di Sistema D. Lgs. 196/2003. PRIVACY POLICY PER IL SITO WEB www.algherohostel.com
PERCHE QUESTO AVVISO Pagina 5 In questa pagina si descrivono le modalità di gestione del sito in riferimento al trattamento dei dati personali degli utenti che lo consultano. Si tratta di un informativa Dettagli i) Regolamento per l'utilizzo dei sistemi informatici dell Associazione Forte di Bard
Modello di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. 231/01. PARTE SPECIALE D : I DELITTI INFORMATICI E DI TRATTAMENTO ILLECITO DI DATI. La presente Parte Speciale, dedicata alla prevenzione dei reati Dettagli COMUNE DI GAETA (Provincia di Latina) REGOLAMENTO
COMUNE DI GAETA (Provincia di Latina) * * * * * REGOLAMENTO del sistema di videosorveglianza per la sicurezza cittadina e disciplina del trattamento dei dati personali * * * * * (Approvato con deliberazione Dettagli La responsabilità amministrativa degli enti si estende ai delitti in materia di trattamento dei dati personali. Novità introdotte dal D.l. n. 93/2013.
La responsabilità amministrativa degli enti si estende ai delitti in materia di trattamento dei dati personali. Novità introdotte dal D.l. n. 93/2013. Il D.l. 14 agosto 2013, n. 93, entrato il vigore lo Dettagli COMUNE D I CALASCIBETTA
COMUNE D I CALASCIBETTA PROVINCIA DI ENNA REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NEL COMUNE DI CALASCIBETTA Approvato con Delibera del Consiglio Comunale n. 20 del 29/07/2013 INDICE CAPO Dettagli INDICE. CAPO I PRINCIPI GENERALI Art. 1 Oggetto e norme di riferimento Art. 2 Definizioni Art. 3 Finalità Art. 4 Trattamento dei dati personali
REGOLAM EN TO P ER LA DISCIP LIN A DELLA VIDEOSORV EGLIANZA NEL TERR ITOR IO COM UNALE DI ARIELLI. CAPO I PRINCIPI GENERALI Art. 1 Oggetto e norme di riferimento Art. 2 Definizioni Art. 3 Finalità Art. Dettagli LAVENA PONTE TRESA Provincia Di VARESE Approvato con deliberazione di C.C. N. del.
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NEL TERRITORIO COMUNALE DI LAVENA PONTE TRESA Provincia Di VARESE Approvato con deliberazione di C.C. N. del. INDICE CAPO I PRINCIPI GENERALI Art. Dettagli Link2me.it Professional Network e Marketplace Condizioni generali del servizio - 26 novembre 2015
Link2me.it Professional Network e Marketplace Condizioni generali del servizio - 26 novembre 2015 1) Applicabilità delle condizioni: Le presenti condizioni generali si applicano ai servizi link2me.it (d Dettagli LIBRO SECONDO. Dei delitti in particolare TITOLO III. Dei delitti contro l'amministrazione della giustizia CAPO III
LIBRO SECONDO Dei delitti in particolare TITOLO III Dei delitti contro l'amministrazione della giustizia CAPO III Della tutela arbitraria delle private ragioni Articolo 392 Esercizio arbitrario delle proprie Dettagli MODULO PER SUBENTRO CONTRATTO D ABBONAMENTO
MODULO PER SUBENTRO CONTRATTO D ABBONAMENTO SUBENTRATO I dati con * sono obbligatori. sottoscritt, ME (SE AZIENDA RAGIONE SOCIALE) * COGME (SE AZIENDA N COMPILARE) * CODICE FISCALE /P. IVA * NATO A * PROV Dettagli Privacy e Cookie Policy
Privacy e Cookie Policy Questo sito web raccoglie dati dei navigatori e degli utenti interessati ai servizi accessibili tramite il sito. Inoltre può raccogliere alcuni Dati Personali dei soggetti che espressamente Dettagli Particolarità di alcuni trattamenti: Dott. Daniele Gombi
Particolarità di alcuni trattamenti: Videosorveglianza, Marketing, Mobile Device Dott. Daniele Gombi ALCUNI DATI 20.000.000000 000 smartphone stimati in Italia +52% Rispetto al 2010 77% utenti che li usano Dettagli IL REGIME GIURIDICO DEI SISTEMI DI RICONOSCIMENTO BIOMETRICO. di Luca Giacopuzzi*
IL REGIME GIURIDICO DEI SISTEMI DI RICONOSCIMENTO BIOMETRICO di Luca Giacopuzzi* I sistemi di rilevazione biometrica 1 hanno ad oggetto dati ricavati dalle caratteristiche fisiche o comportamentali di Dettagli Informativa sulla politica per la tutela della privacy attuata da Occhioviterbese
Informativa sulla politica per la tutela della privacy attuata da Occhioviterbese (Informativa ex articolo 13 del D.Lgs. 196/2003 - Codice in materia di protezione dei dati personali) Nella presente informativa Dettagli CODICE SANZIONATORIO DELL ATER DI LATINA
MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO DELL ATER DI LATINA ai sensi del decreto legislativo 8 Giugno 2001 n 231 CODICE SANZIONATORIO DELL ATER DI LATINA Testo approvato dal Commissario Straordinario Dettagli C O M U N E DI P O R T O S C U S O REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NEL TERRITORIO COMUNALE
C O M U N E DI P O R T O S C U S O REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NEL TERRITORIO COMUNALE Approvato con Delibera del Consiglio Comunale n. del pubblicata all Albo Pretorio in data Dettagli Aspetti specifici della deontologia. Valeria La Via- coordinatrice commissione Etica e Deontologia Lecco- 3 ottobre 2012
+ Aspetti specifici della deontologia Valeria La Via- coordinatrice commissione Etica e Deontologia Lecco- 3 ottobre 2012 + Programma Il segreto professionale, la testimonianza, l obbligo di denuncia/referto Dettagli 2016 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back

References: art. 8
 articolo 7
 articolo 163
 art. 168
 art. 13
 art.7
 art. 23
 art. 167
 articolo 5
 art.616
 art. 616
 art. 616
 art. 130
 articolo 9
 art. 24
 art.15
 art. 169
 art. 31
 art. 15
 art. 15
 sentenza 
 articolo 15
 ART. 13
 Art. 13
 Art. 13
 art. 13
 art. 24
 art. 13
 Art. 13
 Art. 13
 Art. 13
 Art. 13
 Art. 13
 Art. 13
 Art. 1
 art. 13
 Art. 1
 Articolo 1
 ART. 1
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 ART. 13
 ART. 13
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 ART. 13
 ART. 13
 ART. 13
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Articolo 392
 articolo 13