Source: http://demetra.regione.emilia-romagna.it/al/articolo?urn=er:assemblealegislativa:progettodileggelicenziato:X;6619&l_t=html&dl_a=y&dl_id=5&pr=relazione,1
Timestamp: 2019-03-22 07:06:27+00:00

Document:
Oggetto n. 6619
Licenziato in data: 09/10/2018
Relazioni orali del relatore della Commissione consigliere Yuri Torri e del relatore di minoranza consigliere Andrea Bertani.
Pubblicato sul Supplemento speciale del Bollettino Ufficiale n. 232 del 5/6/2018
(Relatore consigliere Yuri Torri
Relatore di minoranza consigliere Andrea Bertani)
Testo n. 20/2018 licenziato nella seduta del 9 ottobre 2018 con il titolo:
Capo I Norme di principio e disposizioni generali
Capo IIIniziative e istanze dei cittadini, soggetti proponenti e organi
Art. 4 Iniziativa dei cittadini per l’avvio dei processi partecipativi della Regione e degli enti locali
Art. 5 Soggetti titolari del diritto di partecipazione
Art. 6 Sessione annuale della partecipazione
Art. 7 Nucleo tecnico della partecipazione
Art. 8 Tecnico di garanzia della partecipazione
Art. 9 Attività della Giunta regionale
Art. 10 Promozione della legge e formazione
Art. 11 Attività di mediazione finalizzata alla partecipazione
Capo III Modalità, criteri di ammissione ai contributi regionali e certificazione di qualità
Art. 12 Contributi regionali e bando di concessione
Art. 13 Requisiti tecnici
Art. 14 Soggetti richiedenti l’avvio dei processi partecipativi
Art. 15 Oggetto e tempi dei processi partecipativi
Art. 16 Sospensione degli atti tecnici o amministrativi
Art. 17 Certificazione di qualità dei progetti partecipativi
Art. 18 Certificazione di qualità di ulteriori progetti partecipativi
Art. 19 Impegni dell'ente responsabile
Capo IVDisposizioni finanziarie e finali
Art. 20 Norma finanziaria
Art. 21 Clausola valutativa
Art. 22 Norme di prima applicazione e transitorie
Art. 23 Abrogazione della legge regionale n. 3 del 2010
1. In coerenza con i principi sanciti nel proprio Statuto, la Regione Emilia-Romagna promuove la partecipazione attiva dei cittadini e delle loro organizzazioni nonché di altri soggetti pubblici e privati. La partecipazione si realizza attraverso l’inclusione di tutti i soggetti nella elaborazione delle politiche e delle decisioni pubbliche.
2. La presente legge, ispirandosi ai principi di trasparenza e di semplificazione dell’azione amministrativa, definisce il quadro dei soggetti e le procedure per attuare processi di confronto preventivo, concertazione, programmazione negoziata e partecipazione, mettendo a disposizione risorse, strumenti e competenze per attivare processi di democrazia partecipativa e garantendo la più ampia informazione a sostegno dei processi partecipativi.
3. In applicazione del principio di sussidiarietà di cui all’articolo 118 della Costituzione, la Regione sostiene l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, nell'ambito e nelle forme stabilite dalla legge.
b) rafforzare la democrazia e le sue istituzioni, contribuendo a rinnovare la loro azione e facilitando l’utilizzo di pratiche e strumenti di democrazia partecipativa;
c) contribuire ad una maggiore coesione sociale, attraverso la diffusione della cultura della partecipazione e la valorizzazione di tutte le forme di impegno civico, dei saperi e delle competenze diffuse nella società, promuovendo la parità di genere, sostenendo la partecipazione attiva dei giovani e la loro formazione alla cittadinanza attiva, favorendo l'inclusione delle persone con disabilità, dei soggetti deboli e degli stranieri e l'emersione degli interessi sottorappresentati;
d) attivare modalità operative condivise tra la pubblica amministrazione e i soggetti che prendono parte ai percorsi di partecipazione, per ridurre possibili ostacoli, ritardi e conflitti;
e) sostenere l'impegno delle persone nella cura dei beni comuni quali il territorio, l'ambiente, l'istruzione, i servizi pubblici e le infrastrutture;
f) favorire la qualificazione della pubblica amministrazione e dei suoi operatori, al fine di accrescere le competenze in materia di partecipazione deliberativa;
g) garantire la pluralità e la qualità dei modelli partecipativi e la flessibilità nella loro adozione;
h) sviluppare il ruolo della Regione come sede di condivisione delle esperienze di partecipazione, anche discendenti da specifiche leggi, piani e programmi regionali settoriali;
i) valorizzare e diffondere l’utilizzo di piattaforme tecnologiche, metodologie e strumenti anche di carattere digitale, quali necessari canali di informazione e comunicazione al servizio della partecipazione democratica dei cittadini;
j) realizzare un sistema partecipativo coerente e omogeneo sul territorio, valorizzando le migliori pratiche ed esperienze di partecipazione e promuovendone la conoscenza;
k) favorire la valutazione ex post dei percorsi partecipativi.
b) si adoperano per rimuovere ogni ostacolo che possa impedire o ridurre l’esercizio effettivo del diritto alla partecipazione, con particolare riferimento all’inclusione delle persone con disabilità, dei soggetti deboli, degli stranieri, all’emersione degli interessi dei soggetti sottorappresentati, alla partecipazione attiva dei giovani ed alla parità di genere;
a) il processo partecipativo è un percorso strutturato di dialogo e confronto, che viene avviato in riferimento ad un progetto futuro o ad una futura norma di competenza della Regione, degli enti locali o di altri soggetti pubblici, in vista della loro elaborazione, mettendo in comunicazione enti, soggetti privati, associazioni e persone che vivono e lavorano a qualsiasi titolo sul territorio, al fine di ottenere la completa rappresentazione delle posizioni, degli interessi o dei bisogni sulla questione, nonché di giungere ad una proposta ed alla sua eventuale mediazione o negoziazione in funzione di una codecisione, ricercando un accordo delle parti coinvolte sulla questione oggetto degli atti in discussione;
b) il risultato del processo partecipativo è un documento di proposta partecipata di cui l’ente responsabile si impegna a tener conto nelle proprie deliberazioni;
d) la certificazione di qualità è il riscontro che il tecnico di garanzia effettua sulla conformità dei progetti partecipativi ai criteri individuati dall’articolo 17.
Iniziativa dei cittadini per l’avvio dei processi partecipativi della Regione e degli enti locali
1. I soggetti privati, singoli e associati, possono richiedere alla Regione o agli enti locali, secondo le modalità previste dai rispettivi statuti, l'avvio di un processo partecipativo.
2. Nel caso in cui la Regione o l’ente locale risponda negativamente o non risponda entro trenta giorni, fermo restando quanto stabilito dall'articolo 2, comma 3, i proponenti della richiesta partecipativa possono richiedere l'intervento di mediazione del tecnico di garanzia della partecipazione ai sensi dell'articolo 11.
3. La possibilità di chiedere l’avvio di un processo partecipativo è riconosciuta anche nel caso in cui la Regione e gli enti locali debbano esprimere pareri non meramente tecnici nei confronti di opere pubbliche nazionali. Le istanze di partecipazione sono attivate nel rispetto delle norme previste dagli statuti degli enti interessati.
2. La Giunta regionale propone all’Assemblea legislativa, al fine dello svolgimento della sessione annuale di partecipazione:
a) una relazione sulle esperienze di partecipazione svoltesi nel territorio regionale, anche discendenti da specifiche leggi di settore;
3. Il tecnico di garanzia, in occasione della sessione annuale di partecipazione, presenta una relazione all’Assemblea sull’attività svolta con particolare riguardo ai processi partecipativi certificati ai sensi dell’articolo 17 e all’impatto degli stessi sulle decisioni degli enti responsabili.
4. È istituita la “Giornata della partecipazione”, da tenersi ogni anno in occasione della sessione, al fine di promuovere e diffondere la cultura della partecipazione su tutto il territorio regionale.
1. È istituito presso l’Assemblea legislativa il nucleo tecnico per una maggiore integrazione delle scelte programmatiche della Regione con le esperienze delle autonomie locali.
h) realizza e cura un sito web dedicato a diffondere notizie e documentazione attinenti la democrazia partecipativa e le proprie attività;
c) coopera con il tecnico di garanzia della partecipazione per le attività previste dall’articolo 8, comma 1, lettere a) e d);
d) svolge la funzione di osservatorio della partecipazione per garantire il monitoraggio delle esperienze partecipative e la divulgazione dei processi, anche al fine dell’elaborazione della relazione annuale di cui all’articolo 6;
e) sviluppa azioni e strumenti per l’innovazione e il miglioramento continuo basati sull'ascolto, il coinvolgimento e la valorizzazione delle competenze interne ed esterne in materia di partecipazione;
1. L’Assemblea legislativa promuove la conoscenza della presente legge con iniziative seminariali e di studio, anche mirate alla diffusione di buone pratiche.
2. La Giunta regionale realizza attività di formazione, finalizzate alla promozione di una cultura della partecipazione all'interno dell’amministrazione regionale e degli enti locali e alla formazione di personale in grado di progettare, organizzare e gestire processi partecipativi.
3. L’Assemblea legislativa e la Giunta regionale si coordinano per lo svolgimento delle attività di rispettiva competenza.
1. Il tecnico di garanzia può svolgere un ruolo di mediazione tra soggetti richiedenti e gli enti di cui all’articolo 5, finalizzata alla promozione dei progetti di partecipazione, in particolare nei casi in cui il progetto sia di notevole rilievo e sia stato sottoscritto dalle seguenti percentuali minime di residenti nell'ambito territoriale di una o più Province, Unioni di Comuni o Comuni, entro i quali è proposto di svolgere il progetto partecipativo:
1. Per il sostegno dei processi partecipativi, la Giunta regionale concede contributi ai soggetti previsti dall’articolo 14.
a) la realizzazione di processi partecipativi in relazione ad opere, progetti o interventi di cui all’articolo 2, comma 2, lettera c);
b) la realizzazione di processi partecipativi in merito alla destinazione di beni immobili confiscati alla criminalità organizzata e mafiosa, di cui all’articolo 19 della legge regionale 28 ottobre 2016, n. 18 (Testo unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell’economia responsabili).
b) specifiche istanze o petizioni avanzate secondo le modalità previste dallo statuto dell’ente responsabile, prima della presentazione del progetto;
c) modalità di monitoraggio delle scelte dell’ente responsabile rispetto ai contenuti del documento di proposta partecipata.
1. Costituiscono requisiti tecnici indispensabili dei progetti oggetto della richiesta di contributi regionali, oltre a quelli individuati dal bando di cui all’articolo 12:
Soggetti richiedenti l’avvio dei processi partecipativi
1. I processi partecipativi sostenuti dalla Regione ai sensi dell'articolo 12 possono essere avviati su iniziativa dei rispettivi enti responsabili o di altri soggetti pubblici e privati, purché abbiano ottenuto l'adesione formale dell’ente responsabile.
4. Il processo partecipativo si intende avviato secondo le modalità e nei termini previsti dal bando di cui all’articolo 12 e si conclude con l'invio da parte del soggetto beneficiario del documento di proposta partecipata, validato dal tecnico di garanzia, all’ente responsabile.
1. La Giunta regionale trasmette al tecnico di garanzia i progetti presentati ai sensi dell’articolo 12, per la certificazione di qualità.
b) l'inclusione, immediatamente dopo le prime fasi del processo, di eventuali soggetti sociali, organizzati in associazioni o comitati, sorti conseguentemente all'attivazione del processo o di cui si è venuti a conoscenza dopo l’attivazione del processo;
d) l’utilizzo di metodi per la mediazione delle eventuali divergenze e di verifica di eventuali accordi tra i soggetti partecipanti, anche attraverso l'implementazione di strumenti di democrazia diretta, nel rispetto degli statuti degli enti interessati, o partecipativa e deliberativa;
e) l’accessibilità di tutta la documentazione del progetto e del percorso partecipativo attraverso pagine web dedicate appositamente alla comunicazione del processo.
1. Dopo la conclusione del processo partecipativo, ai sensi dell’articolo 15, comma 4, l’ente responsabile approva formalmente un documento che dà atto:
3. L'ente responsabile, valutata la proposta partecipata, può decidere di recepire, in tutto o in parte, le conclusioni del processo partecipativo o di non recepirle. In ogni caso l’ente responsabile deve:
2. Per gli esercizi successivi al 2020, agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge si fa fronte nell'ambito delle autorizzazioni di spesa annualmente disposte dalla legge di approvazione del bilancio, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 38 del decreto legislativo 23 giugno 2010, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42).
1. L'Assemblea legislativa esercita il controllo sull'attuazione della presente legge e ne valuta i risultati ottenuti nel perseguire gli obiettivi di cui all’articolo 2. A tal fine, con cadenza triennale, la Giunta regionale, avvalendosi anche del contributo dell’osservatorio della partecipazione e in raccordo con il nucleo tecnico della partecipazione, presenta alla competente Commissione assembleare una relazione che fornisca informazioni sui seguenti aspetti:
b) come i criteri per la valutazione delle domande per l’ammissione a contributo dei progetti e le relative premialità incidono sulla formulazione della graduatoria;
c) analisi dei processi partecipativi di cui all’articolo 12, comma 3;
d) tipologia e caratteristiche dei processi partecipativi che hanno ricevuto la certificazione di qualità ai sensi dell’articolo 18;
f) analisi sull’utilizzo delle piattaforme tecnologiche, metodologie e strumenti digitali nella realizzazione dei processi, nella diffusione di notizie, documentazione e buone prassi per favorire la democrazia partecipativa.
2. Le competenti strutture dell’Assemblea legislativa e della Giunta regionale si raccordano per la migliore valutazione della presente legge.
1. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è costituito il nucleo tecnico di cui all’articolo 7 della presente legge.
2. Per l’anno 2018 la Giunta regionale può adottare il bando di cui all’articolo 12, sulla base degli indirizzi approvati dall’Assemblea legislativa con apposito atto, anche nelle more della costituzione del nucleo tecnico di cui all’articolo 7.

References: Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23