Source: http://docplayer.it/355932-Applicazione-dei-criteri-della-metodologia-di-valutazione-integrata-territoriale-nei-comuni-delle-comunita-di-valle-del-trentino.html
Timestamp: 2017-07-25 19:02:16+00:00

Document:
APPLICAZIONE DEI CRITERI DELLA METODOLOGIA DI VALUTAZIONE INTEGRATA TERRITORIALE NEI COMUNI DELLE COMUNITÀ DI VALLE DEL TRENTINO - PDF
APPLICAZIONE DEI CRITERI DELLA METODOLOGIA DI VALUTAZIONE INTEGRATA TERRITORIALE NEI COMUNI DELLE COMUNITÀ DI VALLE DEL TRENTINO
Download "APPLICAZIONE DEI CRITERI DELLA METODOLOGIA DI VALUTAZIONE INTEGRATA TERRITORIALE NEI COMUNI DELLE COMUNITÀ DI VALLE DEL TRENTINO"
Bernarda Leoni
1 Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio Politecnico e Università di Torino APPLICAZIONE DEI CRITERI DELLA METODOLOGIA DI VALUTAZIONE INTEGRATA TERRITORIALE NEI COMUNI DELLE COMUNITÀ DI VALLE DEL TRENTINO Rapporto finale di ricerca Comunità della Valle di Sole Consulenza scientifica tra il Dist del Politecnico di Torino e Trentino Sviluppo Responsabile scientifico: Prof.ssa Grazia Brunetta Torino, 17 novembre 20142 23 LA RICERCA È STATA COORDINATA DA GRAZIA BRUNETTA GRUPPO DI RICERCA GRAZIA BRUNETTA - METODOLOGIE DI VALUTAZIONE, VALUTAZIONE INTEGRATA TERRITORIALE, ANALISI DINAMICHE DEL COMMERCIO OMBRETTA CALDARICE - VALUTAZIONE INTEGRATA TERRITORIALE, ANALISI DINAMICHE DEL COMMERCIO ROSSELLA CRIVELLO - VALUTAZIONE INTEGRATA TERRITORIALE MICHELE FALCERI - VALUTAZIONE INTEGRATA TERRITORIALE ROBERTO MONACO MODELLI MATEMATICI PER LA DECISIONE FRANCO PELLEREY - MODELLI MATEMATICI PER LA DECISIONE EMMA SALIZZONI VALUTAZIONE INTEGRATA TERRITORIALE, ANALISI DEL PAESAGGIO 34 45 Indice Guida alla lettura 6 PARTE I La metodologia di Valutazione integrata territoriale (Vit). Progettazione e applicazione 9 1. Ragioni, approccio, struttura del processo valutativo Ragioni e approccio Valutazione integrata per il processo di decisione Struttura della Vit La matrice di Valutazione integrata territoriale (Vit): temi ed indicatori Applicazione della matrice di Valutazione integrata territoriale (Vit) Struttura Distributiva dell Offerta Commerciale Turismo Assetto Insediativo Ecosistema e Paesaggio Progettualità Locale Caratterizzazione di sintesi dei Comuni della Comunità di Valle 105 PARTE II Scenario territoriale del commercio e linee di indirizzo L attuazione dello scenario della Comunità di Valle: Paesaggio - Valorizzare l identità paesaggistica del sistema territoriale progettando politiche commerciali integrate di valorizzazione e sviluppo Strategie, obiettivi, azioni Valutazione della coerenza Indicatori per il monitoraggio Linee di indirizzo per l attuazione dello scenario Paesaggio Valutazione tecnica del progetto di una Grande Struttura di Vendita nel Comune di Malé Progettazione di una GSV nel Comune di Malè: punti di forza e debolezza Progettazione di una GSV nel Comune di Malè: valutazione di sintesi punti di forza e debolezza Progettazione di una GSV nel Comune di Malè: indicazioni strategiche 125 Cartografia Tavola I - Comunità Valle di Sole: Analisi del sistema territoriale di offerta commerciale Tavola II - Comunità della Valle di Sole: Analisi delle agglomerazioni di offerta commerciale Tavola III Vermiglio: Analisi delle agglomerazioni di offerta commerciale Tavola IV - Peio: Analisi delle agglomerazioni di offerta commerciale Tavola V Mezzana (A): Analisi delle agglomerazioni di offerta commerciale Tavola VI Mezzana (B): Analisi delle agglomerazioni di offerta commerciale Tavola VII Dimaro: Analisi delle agglomerazioni di offerta commerciale Tavola VIII - Monclassico: Analisi delle agglomerazioni di offerta commerciale Tavola IX Malé: Analisi delle agglomerazioni di offerta commerciale 56 Guida alla lettura Questo Rapporto finale di ricerca restituisce i risultati della seconda fase del contratto di consulenza scientifica tra il Dipartimento Interateneo di Scienze, progetto e politiche del Territorio del Politecnico di Torino e Trentino Sviluppo sul tema: Applicazione dei criteri della metodologia di valutazione integrata territoriale (Vit) nei comuni delle Comunità di Valle del Trentino. Il documento risponde, a quanto indicato all articolo 1 del contratto che ha definito, d intesa tra Trentino Sviluppo, DIST e Servizio Commercio e Cooperazione della Provincia autonoma di Trento, l oggetto di attività della seconda fase nei comuni delle Comunità di Valle: Val di Non, Valle di Sole, Val di Cembra, Valle di Fiemme, Primiero, Ladino di Fassa, Altipiani Cimbri, Vallagarina, Alto Garda e Ledro, Valle dei Laghi, Val d Adige. In particolare, il presente Rapporto restituisce i risultati dell applicazione della metodologia di Vit nei comuni della Comunità di Valle (CV) della Valle di Sole. Per comprendere appieno significato e portata della Vit applicata ai comuni della Comunità di Valle (CV) occorre richiamare sinteticamente la premessa che costituisce lo sfondo istituzionale nel quale si colloca l attività di consulenza svolta in questa seconda fase di attività. La Provincia autonoma di Trento ha approvato, in materia di liberalizzazione del commercio, con la Delibera della Giunta Provinciale n del 9 luglio 2013, i criteri di programmazione urbanistica del settore commerciale previsti dall articolo 13 della legge provinciale 30 luglio 2010, n. 17. Tale Delibera rappresenta il punto di arrivo di un attività di studio e ricerca sulle dinamiche in atto nei territori del Trentino, svolta dal gruppo di lavoro del DIST del Politecnico di Torino, tra il 2011 e il 2012, che ha portato attraverso la sperimentazione della metodologia di Vit all analisi aggiornata dei processi di insediamento commerciale nella Provincia di Trento ed alla progettazione di scenari territoriali dominanti e prospettici per i territori della Provincia. Lo studio svolto sull intero territorio della Provincia ha fornito all amministrazione provinciale una prima griglia di criteri qualitativi e di scenari territoriali del commercio, dominanti e prospettici, entro i quali il commercio integrato con altre funzioni locali può diventare motore di processi di riqualificazione e sviluppo territoriale locale. Per quanto riguarda l insediamento delle grande strutture di vendita, la delibera della GP 1339 del 2013 traduce in norme di indirizzo - art. 4.3 e successivi commi - i principi e i criteri della metodologia di Vit, al fine di orientare in ciascuna Comunità di Valle il governo dei territori del commercio con l elaborazione dei Piani territoriali. In tale prospettiva d azione, il programma di lavoro risponde all obiettivo di supportare con lo strumento conoscitivo della Vit il processo di riforma avviato nella PAT, orientato ad un approccio di pianificazione commerciale decentrato, con piena responsabilità e autonomia decisionale delle CV per quanto riguarda l attuazione delle strategie di insediamento di nuove strutture di offerta commerciale rivolte al futuro. 67 In tale logica di governance le regole dell azione valutativa, ossia i criteri dell art. 4.3 della Delibera GP, delineano le condizioni tecniche per aiutare il processo di decisione che ciascuna CV dovrà svolgere per avviare l elaborazione dei Piani Stralcio del commercio. Il fine di questa consulenza è la costruzione di un quadro conoscitivo, aggiornabile periodicamente, delle dinamiche in atto nei territori del commercio a supporto delle scelte di pianificazione commerciale che ciascuna CV deciderà di intraprendere. In tal senso gli esiti del lavoro svolto costituiscono un imprescindibile punto di partenza per avviare il confronto e la decisione sulle scelte di pianificazione del commercio che ogni CV dovrà assumere. Due sono stati gli obiettivi conoscitivi del lavoro svolto: i. analizzare le potenzialità di sviluppo commerciale della CV attraverso l applicazione della metodologia di Vit nei territori di ciascun comune; ii. valutare i punti di forza e di debolezza dei territori per prospettare lo scenario del commercio ed i relativi indirizzi per la sua attuazione urbanistica, al fine di perseguire lo sviluppo commerciale nell ottica della valorizzazione del territorio e del paesaggio in ciascuna CV. In coerenza con gli obiettivi conoscitivi sopra richiamati, il presente Rapporto organizza i risultati raggiunti nelle seguenti parti: i. la prima restituisce logica, progettazione e risultati dell applicazione della matrice di valutazione nei comuni della CV. In particolare, nel capitolo 1 vengono sinteticamente presentati la razionalità dell azione di Vit e i suoi obiettivi conoscitivi; nel capitolo 2 viene descritta la matrice di Vit e se ne descrive il significato dei cinque temi e dei trentatre indicatori individuati per l analisi delle dinamiche nei territori della CV; nel capitolo 3 vengono descritte le dinamiche e restituiti i risultati qualitativi di sintesi della valutazione nell area di studio. ii. la seconda parte presenta la proposta di scenario territoriale del commercio emergente, attraverso la definizione di strategie, obiettivi, azioni e linee di indirizzo per poterne implementare l attuazione nel Piano Stralcio del commercio. Nel capitolo 4 lo scenario per lo sviluppo dei territori commerciali della CV viene declinato in azioni strategiche da attuare nei territori della Comunità di Valle; rispetto a tali azioni viene valutato il livello di coerenza con le strategie vocazionali del PUP e con gli indirizzi strategici del Documento Preliminare di Piano della CV (coerenza esterna e interna). Viene inoltre definito un set di indicatori Vit per il monitoraggio delle azioni. Nel capitolo 5 vengono delineate le linee di indirizzo per l attuazione urbanistica dello scenario da declinare nel Piano Stralcio. Nel capitolo 6 in risposta alla richiesta della Comunità di Valle del 29/10/2014 inerente la proposta di insediamento di una nuova struttura commerciale nel Comune di Malè è stata effettuata una valutazione tecnica del progetto, con particolare attenzione al suo inserimento nel sistema insediativo, dell accesibilità, del paesaggio, dell offerta commerciale e dell economia locale. Costituiscono parte integrante del lavoro svolto le tavole allegate su supporto informatico al presente rapporto (DVD) che riguardano il lavoro di progettazione del database georeferenziato delle strutture commerciali realizzate e autorizzate da realizzare in ciascun Comune (EV, MS, GSV, CC), distinguendone anche il tipo di offerta e la dimensione. Questo lavoro di mappatura è stato realizzato con il supporto degli uffici tecnici delle CV. 78 La costruzione di questo Sistema informativo territoriale (Sit) del commercio si fonda sui dati relativi allo stato dell offerta distributiva, rilevati periodicamente e disponibili nell archivio del Servizio Commercio e Cooperazione, e tiene anche in conto l azzonamento dei PRG. Questa operazione ha consentito di elaborare una legenda, validata dal Dipartimento Pianificazione della PAT, che le CV potranno utilizzare per la redazione del Piano Stralcio del commercio e per la successiva azione di monitoraggio dei processi di insediamento delle strutture commerciali Il DVD allegato raccoglie, oltre alle elaborazioni cartografiche GIS, il testo del presente Rapporto. Infine, come definito all art 1 del contratto di consulenza riguardo alla presentazione e discussione dei risultati della ricerca con gli attori del territorio si segnalano di seguito gli incontri svolti con la Comunità della Valle di Sole: - 14 luglio 2014 incontro con i rappresentanti delle Comunità di Valle della PAT (tra cui i rappresentanti della Comunità della Valle di Sole) per la presentazione del programma di attività e l impostazione del lavoro di mappatura delle strutture commerciali a carico degli uffici tecnici delle singole Comunità; - 14 ottobre 2014 incontro con i rappresentanti della Comunità di Valle della Valle di Sole per la presentazione e il confronto sui risultati emersi dall applicazione della Vit nei territori della Comunità di Valle. 89 PARTE I La metodologia di Valutazione integrata territoriale (Vit). Progettazione e applicazione 910 1. Ragioni, approccio, struttura del processo valutativo 1.1 Ragioni e approccio La metodologia di Valutazione integrata territoriale (Vit) è strumento tecnico istituzionale per il monitoraggio ex ante delle dinamiche insediative del commercio, inserito nei processi decisionali della programmazione e della pianificazione territoriale 1. In tale prospettiva, la Vit non intende sostituirsi alle procedure valutative per legge obbligatorie (in particolare, la Valutazione d Impatto Ambientale VIA - e la Valutazione Ambientale Strategica - VAS), ma si pone invece quale azione valutativa istituzionale di aiuto alla costruzione delle decisioni di pianificazione dei processi territoriali di trasformazione e sviluppo. La Vit è pertanto un processo tecnico per supportare l elaborazione degli scenari di piano, per favorire innovazione nelle pratiche di governo del territorio, con l obiettivo di contribuire ad integrare le politiche di settore ai diversi livelli dell azione amministrativa (Alexander, 2005; Archibugi, 2003; Brunetta, 2006 e 2012; Khakee, 1998; Guba e Lincoln, 1989). In particolare, la metodologia di Vit (nata proprio nell ambito di applicazione della programmazione commerciale) propone il confronto tra la pluralità dei potenziali fenomeni generati dall insediamento di grandi strutture commerciali, i cui effetti ricadono su un insieme vasto e diversificato di componenti territoriali, economiche, ambientali e paesaggistiche innescando processi cumulativi e sinergici ad elevata intensità spaziale e temporale. Principale finalità della Vit è il superamento di un approccio di settore alla programmazione e pianificazione degli insediamenti commerciali. L approccio di Vit è perciò finalizzato all individuazione di eventuali relazioni causali tra i fenomeni insediativi in atto nel settore commerciale, inerenti principalmente alla valutazione della dinamica delle attività nell area di pianificazione (consistenza e varietà della rete distributiva esistente, specializzazione, densità, varietà di formato, ecc.) e l insieme di dinamiche ed effetti di tipo indiretto, relativi a effetti intangibili su altri settori dell economia locale (turismo, agricoltura ), sul sistema insediativo, sul paesaggio e sulla progettualità degli attori locali. La metodologia di Vit, in particolare, considera, in modo integrato, tre principali dimensioni di valutazione: i. territoriale, in relazione alla disponibilità e allo stato della risorsa suolo (ad esempio, stato e ii. iii. trasformazioni degli usi, della morfologia dell assetto insediativo); ambientale e paesaggistica, inerente lo stato delle risorse e degli ecosistemi naturali, i caratteri di pregio culturale del paesaggio locale (ad esempio, stato e trasformazioni delle aree agricole, a bosco, a pascolo, stato delle invarianti areali e puntuali); economica, riguarda le ricadute sulle funzioni economiche trainanti il sistema territoriale locale e le potenziali relazioni tra attività esistenti e programmate (ad esempio, il sistema del turismo e dell agricoltura). Il disegno delle regole dell azione di Vit tiene conto delle specificità del sistema territoriale oggetto di valutazione, proponendo l inclusione delle diverse risorse del territorio nella griglia di valori considerati per 1 Va qui ricordato come nasce la proposta metodologica di valutazione denominata Valutazione integrata territoriale (Vit). Esito di un programma di ricerca, coordinato e svolto dal 2004 al 2007, per la Direzione commercio della regione Piemonte, la Vit è stata inizialmente sviluppata e sperimentata con successo in alcuni ambiti territoriali delle aree di programmazione regionale assumendo, in tale logica, un preciso significato quale strumento conoscitivo a supporto dell azione di monitoraggio delle dinamiche di insediamento e degli indirizzi di programmazione commerciale. In particolare, l azione valutativa è stata progettata in stretta interazione con il processo di decisione della programmazione regionale, consentendo così di definirne approccio, ruolo e significato istituzionale per proporre e sperimentare un modello teorico e, insieme, operativo di valutazione integrata applicata al governo dei processi di insediamento delle grandi strutture di offerta commerciale. Cfr: Brunetta (2008 e 2011). 1011 fare emergere le proposte di scenario per i territori delle CV. Viene perciò qui operato un sostanziale rovesciamento del ruolo della valutazione nel governo del territorio, a supporto del processo di riforma avviato nella PAT orientato ad un approccio di pianificazione commerciale decentrato, con piena responsabilità e autonomia decisionale delle Comunità di Valle (CV) per l attuazione di scenari del commercio rivolti al futuro. In tale logica di governance territoriale le regole dell azione valutativa, ossia i criteri dell art. 4.3 della Delibera GP 1339 del 2013, divengono le condizioni del processo tecnico di aiuto al percorso di costruzione dell azione di pianificazione che le CV dovranno svolgere con l elaborazione dei Piani Stralcio del commercio e con la successiva attuazione. La ragione della Vit, così come definito dall art. 4.3 (e successivi commi) della Delibera GP 1339 del 9 luglio 2013, risiede nell adottare criteri qualitativi per la pianificazione dei processi di sviluppo commerciale orientati a fare emergere obiettivi, azioni e strategie degli scenari emergenti dai territori che ciascuna CV dovrà argomentare e condividere nel processo di elaborazione del Piano Stralcio del commercio. La Vit risponde all obiettivo di fornire ai tecnici delle CV strumenti (selezione ed elaborazione di indicatori sintetici) e tecniche (rappresentazione geografica dei processi di insediamento, matrici valutative) che assumono immediata operatività nel processo tecnico di pianificazione dei territori, in quanto elaborati a partire dai dati attualmente raccolti, validati e aggiornati periodicamente nelle banche dati della Provincia. L obiettivo oggetto di questa consulenza è la costruzione di un quadro conoscitivo, aggiornabile periodicamente, delle dinamiche in atto nei territori del commercio a supporto delle scelte di pianificazione commerciale che ciascuna CV deciderà di intraprendere. Attorno a questi cambiamenti, che segnalano il processo di rinnovamento in atto nel modo di organizzare l attività di programmazione e pianificazione territoriale del commercio nella Provincia Autonoma di Trento, la Vit delinea nelle CV scenari, azioni, obiettivi per orientare la nuova prospettiva di governo dei territori delle CV, tutta da costruire e indubbiamente più difficile da praticare, ma certamente promettente in termini di qualità delle trasformazioni che si intenderanno attuare quale esito del processo di decisione. In tale logica, le regole di Vit applicate ai territori delle CV per quanto riguarda le potenzialità di insediare nuove GSV propongono i seguenti aspetti di innovazione, che riguardano il passaggio: - da una valutazione di settore ad una multi-settore; - da una pianificazione dei singoli interventi commerciali ad una visione sul sistema territoriale del commercio; - da un elenco di singole autorizzazioni ad una agenda di azioni e obiettivi territoriali per lo sviluppo del commercio; - indirizzi di compensazione e mitigazione sui singoli interventi a scenari di valorizzazione dei territori del commercio. La Vit diviene, in tal senso, un elemento interno alla costruzione del processo di governo del territorio, un opportunità per promuovere e rafforzare il percorso istituzionale di decisione e costruzione dell azione caratterizzandosi per i seguenti tre aspetti: - è processo di apprendimento graduale in continua evoluzione, in tal senso la progettazione e la realizzazione dei sistemi di aggiornamento e monitoraggio per seguire l attuazione delle azioni di trasformazione territoriale ne sono parte integrante; - è orientata alla costruzione di politiche (non ha perciò carattere solo analitico), è un mezzo per innovarne la progettazione, verificarne l efficacia in fase di attuazione, correggerne gli errori e migliorarne le prestazioni; - è una forma di dialogo tra istituzioni allo scopo di innalzare il grado di innovazione, cooperazione, sussidiarietà. 1112 1.2 Valutazione integrata per il processo di decisione Nella logica delineata, l impostazione del processo di Vit per la costruzione di scenari di pianificazione commerciale si affianca, come già detto, alle procedure previste dalla legislazione in materia di valutazione (quale ad esempio la VIA, collocata nella fase finale del processo di decisione e orientata principalmente alla verifica di conformità tra intervento progettato e obiettivi della pianificazione di settore) proponendo, rispetto a queste, il superamento della logica di valutazione prevalente. Tale approccio integrato di valutazione territoriale non riguarda perciò la stima degli impatti puntuali determinati da un preciso progetto di insediamento (come nel caso della VIA), per i quali è possibile determinare una quantificazione (valori soglia, costo economico) secondo l assunzione di un principio di perfetta comparabilità tra effetti/risorse, ma si concentra sull insieme di quella nebulosa di effetti territoriali connessi ai potenziale processi di insediamento di GSV, al fine di individuare alla scala del sistema territoriale locale il nesso e la circolarità tra diverse categorie di azioni comprese in diverse azioni di pianificazione territoriale. Proprio in relazione al modo di affrontare quest insieme di effetti vanno segnalate le differenze concettuali e operative più importanti, rispetto alla Vit, delle due tecniche di valutazione consolidate che accompagnano i progetti d insediamento commerciale: l analisi costi-benefici (ACB) e la valutazione di impatto ambientale (VIA). Mentre la prima propone una quantificazione degli effetti ricorrendo a tecniche di monetizzazione di vario genere, la VIA propone stime di tipo qualitativo degli impatti ambientali senza attribuzione di prezzo, ma utilizzando valori-soglia cui riferire gli impatti individuati; il fine è la verifica della conformità tra il progetto e i vincoli della pianificazione per valutarne eventuali interventi di mitigazione e compensazione sulle risorse ambientali (in senso stretto). In entrambi i casi si tratta di azioni valutative volte a stimare gli impatti (di tipo economico, nel primo, e ambientale, nel secondo) conseguenti alla localizzazione di una nuova attività, dove appaino certe e definite le variabili e le tecniche della proposta in gioco. Ma, un processo così impostato, presupponendo che sia chiara, nota e condivisa l importanza delle risorse in gioco (economiche, ambientali, territoriali, paesaggistiche), può rivelarsi utile soltanto nella fase conclusiva della decisione quando risulta definito il quadro delle variabili interne al progetto oggetto di valutazione. In questo caso, l azione valutativa può essere efficacemente intesa come verifica di conformità, presupponendo che criteri di valutazione e la loro importanza relativa siano stati preventivamente definiti contestualmente agli obiettivi generali delle scelte di pianificazione territoriale. Tale sequenza ricalca idealmente nella prassi un modello di astratta razionalità decisionale. È però ampiamente riconosciuto che, nella pratica, il processo sopra descritto non si attua secondo uno schema lineare che unisce decisione e azione. Nell ambito della decisione tra soggetti pubblici, le gerarchie tra criteri di scelta e il loro valore relativo non sono affatto dei dati, ma il frutto di interazioni e accordi da consolidare nel corso del processo di decisione. Nel passaggio dal livello di programmazione a quello di pianificazione locale nei territori delle CV si tratterà perciò di fare emergere, argomentare e consolidare, il quadro di condizioni e criteri per supportare la costruzione di scelte condivise di sviluppo dell offerta commerciale nei territori di ciascuna CV. E questo un aspetto sostantivo dell approccio di Vit che considera la prospettiva etica e non neutrale come sovente si è portati a ritenere per la progettazione dell azione valutativa, accentando l assunto che non esista una soluzione univocamente determinata, ossia un a priori rappresentabile attraverso approcci valutativi neutrali, come stima aggregata delle singole preferenze individuali, ma che questo possa essere l esito di un processo di condivisione dei principi e dei criteri emersi dal processo di valutazione. In tale prospettiva la Vit diviene strumento utile per costruire i valori per la decisione. Le scelte di localizzazione 1213 delle GSV non saranno perciò il dato oggetto di valutazione ma potranno derivare dal quadro di riferimento dei valori esito dell azione Vit. Da questo punto di vista, va anche sottolineato che il significato della valutazione risiede nel fatto che scelte di settore (basate su priorità e modi di vedere i differenti problemi) vanno comparate, valutate e rese coerenti da un punto di vista multidimensionale (Alexander, 2006; Lichfield, 1996; Brunetta, 2013; Miller e Patassini, 2005; Zeppetella, Bresso e Gamba, 1992). Nella logica di pianificare nuove GSV, il punto di partenza per avviare il processo di decisione non può che essere dato da un azione di monitoraggio e valutazione ex ante delle dinamiche insediative del commercio in atto nel sistema territoriale. Nella logica di Vit si suppone che esse possano rappresentare in modo adeguato le proposte in campo, riferite allo stato della programmazione commerciale in specifici ambiti territoriali di offerta e che possano perciò rappresentare le poste in gioco da considerare nella costruzione dei nuovi scenari di insediamento commerciale nei territori delle CV. L approccio strategico della Vit si pone così l obiettivo di favorire un livello di integrazione massima tra attori/ valori/ criteri di scelta/ tecniche di valutazione. La dimensione strategica della Vit si caratterizza come processo e non solo come procedura; utilizza, come vedremo, tecniche di tipo qualitativo (analisi SWOT, tecniche multicriteriali) e non produce stime e giudizi di sintesi statici, propri dei metodi quantitativi (vedi le tecniche di analisi ACB); propone una logica di inclusione di valori (che esprimono gli interessi e le posizioni in gioco) al fine di costruire una mappa multidimensionale di criteri e alternative per la decisione sugli scenari commerciali delle CV. In tale prospettiva d azione, la Vit diviene strumento utile per costruire un quadro sintetico di riferimento che possa costituire un supporto per proporre, allargare e rendere stabili gli accordi in atto e per definire, nel medio periodo, esiti soddisfacenti e vantaggiosi per tutti i soggetti implicati, in relazione ai diversi criteri e obiettivi in campo (Brunetta, 2006; 2012a). Obiettivo della Vit è consolidare e andare oltre un primo livello di consenso, assumendo inoltre che le decisioni sulla nuova offerta commerciale debbano essere esito di un livello di consenso raggiunto e debbano considerare la pluralità di domande e interessi espressi dagli attori dei territori delle CV; non soltanto quelli espressi dagli operatori del settore, promotori della realizzazione di nuove tipologie commerciali, ma anche quelli dei destinatari degli effetti delle strutture d offerta. La metodologia di Vit assume questa impostazione concettuale e, come vedremo oltre, non si limita alla sola verifica del livello di raggiungimento di obiettivi del sistema d offerta commerciale, ma analizza le dinamiche in atto nel sistema territoriale di pianificazione valutando l insieme delle ricadute su alcuni temi interconnessi (tradizionalmente trattati con un approccio di settore dalle procedure consolidate di valutazione - VIA e VAS) che riguardano: la struttura distributiva dell offerta, l economia locale, l assetto insediativo, l ecosistema e il paesaggio, la progettualità locale. La Vit diviene, in tal senso, un elemento interno alla costruzione del processo di governo del territorio; un opportunità per promuovere e rafforzare il percorso istituzionale dell azione (di governo dei territori e di valutazione). La razionalità consapevolmente debole dell approccio strategico della Vit sembra meglio confrontarsi con due questioni: da un lato, con la necessità di rafforzare l efficacia delle tecniche di valutazione nel governo del territorio; dall altro, con l esigenza di consolidare le procedure di valutazione ambientale con le quali la Vit potrà instaurare un rapporto di stretta interazione, contribuendo ad innalzare l efficacia dei diversi momenti valutativi a guida della qualità dei processi di trasformazione territoriale 2. 2 Si pensi ad esempio alle interazioni che potrebbero meglio essere definite con le altre procedure conformative della valutazione di settore (VIA, VAS, Valutazione dei progetti di trasformazione urbana). In tal senso conformità e 1314 1.3 Struttura della Vit La struttura dell azione di Vit si fonda sui seguenti principi: a) assumere il criterio di sostenibilità per la pianificazione commerciale delle CV, in accordo con le condizioni e le strategie definite dal PUP con i quali si confronta la progettazione della struttura di valutazione integrata. La Vit definisce i punti di forza e di debolezza, le opportunità e le minacce, al fine di individuare scenari prospettici di valorizzazione e sviluppo per le CV che, nella nuova logica di programmazione commerciale della PAT, perseguono obiettivi integrati di valorizzazione e riqualificazione nei territori del commerciosistemi territoriali. b) avviare un azione sistematica di valutazione e monitoraggio per orientare le decisioni di sviluppo del settore commerciale con particolare attenzione alle GSV e all integrazione con altre funzioni economiche. Attribuendo quindi all azione di Vit il ruolo di supporto alla progettazione delle decisioni (riguardo alle localizzazioni di grandi strutture commerciali) si intende evidenziare le dinamiche insediative in atto, con l obiettivo di individuare scenari territoriali del commercio, capaci di innescare azioni di riqualificazione e valorizzazione. c) ricostruire il quadro conoscitivo di diverse categorie di effetti potenziali generati dall insieme delle strutture del commercio (realizzate e da realizzare) nei territori della CV. Occorre ribadire che l analisi di dimensione, tipologia e formato del sistema di offerta commerciale consente di individuare sia gli effetti esercitati sulla dinamica strutturale, sia su altre componenti non di settore che si riverberano sul sistema territoriale, in primo luogo gli effetti distributivi indotti sulle opportunità d iniziativa in altri settori dell economia locale. La Vit definisce una visione territoriale di questo insieme di dinamiche potenziali e delle reciproche interazioni e non riguarda perciò la stima di impatti puntuali inerenti ai nuovi progetti di insediamento commerciale. Il fine dell azione di Vit è fare emergere in ciascuna CV l insieme di azioni, traguardi, linee di indirizzo per promuovere alla scala di pianificazione locale politiche di sviluppo dei territori del commercio. In questa logica, quale esito del processo di Vit vengono individuate azioni di rafforzamento, diversificazione, valorizzazione che riguardano la definizione preventiva di primi indirizzi tematici, con valenza non prescrittiva, rivolti agli attori istituzionali e del settore commerciale, utili per mettere a fuoco le situazioni di competizione, le criticità, le eventuali sovrapposizioni e le interazioni possibili in ciascun contesto. Il significato di questa operazione è di fornire un elenco di condizioni per la progettazione degli scenari territoriali di localizzazione del commercio, agganciati alle azioni in atto e programmate nel sistema territoriale locale, al fine di valorizzarne a pieno le potenzialità in termini di riqualificazione territoriale. La Vit si configura come azione coerente, logica, razionale con precisi protocolli, strumenti e tecniche di indagine e costruzione del quadro valutativo per la definizione di scenari territoriali del commercio. Per organizzare la struttura dell azione valutativa, la metodologia di Vit riprende ed adatta alcuni dei passaggi delle tecniche di analisi multicriteriali e dell analisi SWOT (Strengths, Weakness, Opportunities, Threats). In particolare, la Vit si articola in matrici-tipo che ne guidano le fasi di applicazione. La prima fase riguarda l applicazione degli indicatori di ciascun tema per individuare le dinamiche puntuali e aggregate in ciascun comune in rapporto alla dinamiche in atto nei territori della CV. performance possono coesistere e condizionarsi a vicenda rafforzando la validità della valutazione, quale aiuto alla costrizione delle decisioni nel governo del territorio. 1415 La seconda restituisce per ciascuna dinamica la valutazione delle condizioni e dell andamento prospettico dei territori comunali, mostrando il posizionamento di ciascun comune per quanto riguarda vocazioni, potenzialità, criticità. La terza restituisce il quadro di sintesi dei punti di forza e di debolezza dei comuni della CV. Tale operazione consente, attraverso l applicazione semplificata dello schema di analisi SWOT, di ricostruire le tendenze evolutive e di prospettare, quale sintesi della valutazione dei cinque temi, gli scenari di sviluppo dei territori commerciali di ciascuna CV. L ultima fase riguarda la progettazione della proposta di scenario emergente, attraverso la definizione di strategie, obiettivi, azioni, linee di indirizzo per poterne implementare l attuazione nel Piano stralcio. Per ciascuna azione vengono anche individuati il set di indicatori per il monitoraggio dell attuazione del processo di pianificazione, aspetto questo collegato ai criteri utilizzati in fase di Vit per la progettazione dello scenario. In sintonia con l adattabilità e la versatilità della metodologia di Vit, la lettura delle matrici di analisi e valutazione elaborate consente di declinare lo scenario individuato, per lo sviluppo dei territori commerciali della CV, in azioni strategiche e mirate, da raccordare e attuare con gli obiettivi definiti negli Statuti e/o nei DP dei Piani Territoriali di Comunità. Punto d arrivo dell applicazione della metodologia di Vit è la definizione di un insieme di strategie e linee di indirizzo, a carattere non prescrittivo, per lo sviluppo del commercio e in particolare per insediare nuove GSV, da argomentare e condividere nel processo di decisione per l elaborazione del Piano Stralcio del commercio che ciascuna Comunità dovrà avviare. 1516 Riferimenti bibliografici Alexander E. R (2005), Implementing Norms in Practice The Institutional Design of Evaluation. In: Miller D., Patassini D. (eds.), Beyond Benefit Cost Analysis, Aldershot: Ashgate Alexander E. R. (ed.) (2006), Evaluation in Planning. Aldershot: Ashgate. Archibugi F. (2003), Pianificazione e valutazione di piano: alcuni ben noti trabocchetti spesso trascurati. In: Archibugi F. (a cura di), Teoria della pianificazione. Firenze: Alinea Brunetta G. (2006), Valutazione e pianificazione. Verso l integrazione?. SR - Scienze Regionali, 5, 3: Brunetta G. (2008), Valutazione integrata territoriale degli insediamenti commerciali. Firenze: Alinea. Brunetta G. (a cura di) (2011), Classificazione e interpretazione di sistemi territoriali d offerta in Piemonte. Un approfondimento nei territori dei distretti. Torino: Politecnico di Torino. Brunetta G. (2012), Non solo commercio. Da politiche di settore alla sperimentazione dei distretti territoriali del commercio. Archivio di Studi Urbani e Regionali, 103, Brunetta G. (2012a), Valutazione integrata territoriale per il governo del territorio. SR Scienze Regionali, 12, 2: Brunetta G. (2013), Oltre la conformità e la retorica. La dimensione strategica alla prova. In: Besio M., Brunetta G., Magoni M. (a cura di), Valutare i piani. Milano: Bruno Mondadori Brunetta G., Caldarice O. (2014), Self-organisation and retail-led regeneration: A new territorial governance within the Italian context. Local Economy, Vol. 29, 4 5: Khakee A. (1998), Evaluation in Planning: inseparable concepts. Town Planning Review, 69, 4: Guba E. G., Lincoln Y. S. (1989), Fourth Generation Evaluation. London: Sage. Lichfield N. (1996), Community Impact Evaluation, London: UCL Press. Miller D., Patassini D. (2005), Introduction Accounting for Non-Market Values in Planning Evaluation. In: Miller D., Patassini D. (eds.), Beyond Benefit Cost Analysis. Aldershot: Ashgate Zeppetella A., Bresso M., Gamba G. (1992), Valutazione ambientale e processi di decisione. Roma: NIS. 1617 2. La matrice di Valutazione integrata territoriale (Vit): temi ed indicatori Nella prospettiva delle tre dimensioni di valutazione integrata territoriale, ambientale-paesaggistica, economica la griglia di valutazione identifica cinque temi di lavoro, considerati in modo strettamente interconnesso (e tradizionalmente trattati con un approccio di settore dalle procedure consolidate di valutazione): i. struttura distributiva dell offerta commerciale; ii. iii. iv. turismo; assetto insediativo; ecosistema e paesaggio; v. progettualità locale. Questi temi definiscono la matrice di valutazione che è stata applicata nei comuni delle CV per individuare gli scenari emergenti. Si tratta di temi selezionati perché ritenuti rilevanti ai fini della definizione di nuovi scenari territoriali del commercio. Il tema Struttura Distributiva dell Offerta Commerciale (A) assume un ruolo ovviamente centrale nella Vit in quanto consente di valutare stato e dinamiche dell offerta commerciale nella PAT in termini sia quantitativi che qualitativi. Il tema Turismo (B) costituisce un ambito di analisi solo apparentemente tangenziale nel contesto di Vit, ma in realtà è fondamentale per la costruzione di scenari insediativi del commercio nella PAT, visto il ruolo di primo piano che riveste nell economia provinciale, oltre che per le strette interazioni esistenti con i restanti ambiti tematici di valutazione. Il tema Assetto Insediativo (C), poi, rappresenta un passo ineludibile nel processo di Vit, consentendo di delineare un quadro complessivo della struttura insediativa della PAT nelle sue principali componenti, fisiche e socioeconomiche, che possono sostenere gli scenari del commercio. Considerare, inoltre, entro la Vit il tema Ecosistema e Paesaggio (D) è non solo un atto dovuto, rispetto alla sempre maggior centralità che il tema paesaggio va assumendo nelle politiche di governo del territorio, a scala europea come nazionale - a partire dall emanazione e conseguente ratifica (in Italia nel 2006) della Convenzione Europea del Paesaggio (CEP, 2000) - ma anche una presa d atto della crucialità del tema nel contesto specificatamente trentino e, in particolare, nei territori di alcune CV dove i valori del paesaggio divengono condizione per progettare i nuovi processi di piano. Il tema Progettualità Locale (E) ha come obiettivo quello di sondare il grado di iniziativa che caratterizza i contesti locali della PAT (Comunità di Valle e Comuni), evidenziando la presenza di realtà più o meno virtuose entro la Provincia, che possono sostenere l attuazione di nuovi scenari territoriali del commercio. Rispetto a questi temi è stata elaborata la matrice di indicatori, a partire dalla considerazione dei principi - condizioni/ criteri strategici/ criteri premiali - e delle quattro linee strategiche del PUP (identità/ sostenibilità/ integrazione/ competitività) che guidano il nuovo corso della politica territoriale provinciale (LP 5/2008) e l innovativo quadro giuridico della programmazione commerciale (LP 17/2010 e Delibera GP 1339 del 2013). Nella logica complessiva della Vit, si è inteso ancorare l azione valutativa per la definizione di scenari del 1718 commercio alle prospettive di riqualificazione, valorizzazione e sviluppo delineate dalle politiche territoriali della PAT. Questa razionalità ha guidato il lavoro di selezione degli indicatori di Vit che è stato perciò confrontato e raccordato con gli indirizzi e obiettivi strategici di sviluppo territoriale del PUP 3. Gli indicatori emersi da questo confronto e riportati nella matrice di Vit strutturano, per i cinque temi di valutazione, l analisi di quei fenomeni insediativi ritenuti elementi di studio necessari e strategici per poter dare attuazione alle visioni di assetto dei territori delle CV. Per ciascuno dei cinque temi di Vit sono stati individuati 33 indicatori per descrivere e valutare le dinamiche in atto in ciascun comune della CV in rapporto all andamento del territorio della Comunità (Tabella 2). Il lavoro di definizione degli indicatori del tema struttura distributiva dell offerta è stato anche supportato dalla contestuale progettazione del database georeferenziato delle strutture commerciali realizzate in ciascun comune (EV, MS, GSV, CC) distinguendone anche il tipo di offerta e la dimensione, al fine di interpretare gli aspetti di configurazione spaziale degli insediamenti, peculiari di ciascun territorio. La costruzione del Sistema informativo territoriale (Sit) del commercio si fonda in primo luogo sui dati relativi allo stato dell offerta distributiva, rilevati periodicamente e disponibili nell archivio del Dipartimento del commercio, ma tiene anche conto dell azzonamento dei PRG. Questa operazione ha consentito di elaborare una legenda che le CV potranno utilizzare per la redazione del Piano Stralcio del commercio e per la successiva azione di monitoraggio dei processi di insediamento delle strutture commerciali (Tabella 1). Tabella 1_Legenda mappatura commercio 3 Per una disamina approfondita della progettazione degli indicatori di Vit, frutto di un progressivo lavoro di aggiornamento e integrazione svolto nel 2012 per il Dipartimento Commercio della PAT, e dei risultati della sperimentazione effettuata alla scala provinciale e nei 5 comuni della PAT con popolazione residente superiore ai abitanti si rimanda ai capitoli 2 e 3 del Rapporto Finale di attività Applicazione della metodologia di valutazione integrata territoriale per la costruzione di scenari territoriali del commercio in Provincia di Trento (giugno 2012). 1819 Tabella 2_Temi e indicatori di Vit A. Struttura Distributiva dell Offerta Commerciale 01. Consistenza Commerciale 1 Sup vendita C / Sup vendita CV 2013 % 02. Vocazione Commerciale 1 [Sup vendita C / Sup territoriale C] / [Sup vendita CV / Sup territoriale CV] 2013 num 03. Densità Commerciale 1 [Sup vendita C / Num abitanti C] / [Sup vendita CV / Num abitanti CV] 2013 num 04. Varietà di Formato - Incidenza Esercizi di Vicinato Num EV C / Numero EV CV 2013 % 05. Varietà di Formato - Incidenza Medie e Grandi Strutture di Vendita (Sup MS C + Sup GS C) / (Sup MS CV + Sup GS CV) 2013 % 06. Specializzazione Commerciale (misto) 07. Specializzazione Commerciale (non alimentare) [Sup delle strutture di vendita (misto) C / Sup delle strutture di vendita C] / [Sup delle strutture di vendita (misto) CV / Sup delle strutture di vendita CV] [Sup delle strutture di vendita (non alimentare) C / Sup delle strutture di vendita C] / [Sup delle strutture di vendita (non alimentare) CV / Sup delle strutture di vendita CV] 2013 num 2013 num 08. Dinamica Superficie di Vendita 1 (Sup vendita C Sup vendita C 2005) / Sup vendita C num B. Turismo 01. Arrivi Num arrivi C / Num arrivi CV 2012 % 02. Presenze Num presenze C / Num presenze CV 2012 % 03. Tasso di Turisticità [Num presenze C / Num abitanti C] / [Num presenze CV / Num abitanti CV] 2012 num 04. Tasso di Turisticità (periodo invernale) [Num presenze invernali C / Num abitanti C] / [Num presenze invernali CV / Num abitanti CV] 2012 num 05. Tasso di Turisticità (periodo estivo) [Num presenze estive C / Num abitanti C] / [Num presenze estive CV / Num abitanti CV] 2012 num 06. Tasso di Ricettività [Num letti esercizi ricettivi C / Num abitanti C] / [Num letti esercizi ricettivi CV / Num abitanti CV] 2012 num 07. Dinamica Presenze Turistiche (Num presenze C Num presenze C 2002) / Num presenze C num 08. Consistenza Piste Ciclabili C. Assetto Insediativo Estensione piste ciclabili (esistenti e previste) C /Estensione piste ciclabili (esistenti e previste) CV 2013 % 01. Dinamica Demografica (Num abitanti C Num abitanti C 2001) / Num abitanti C num 02. Consistenza Aree Urbanizzate Sup aree urbanizzate C / Sup aree urbanizzate CV 2013 % 03. Dotazione Infrastrutturale Estensione viabilità e ferrovie C / Estensione viabilità e ferrovie CV 2012 % 04. Consistenza Aree Commerciali Sup aree commerciali C / Sup aree commerciali CV 2013 % 05. Consistenza Aree Agricole Sup aree agricole C / Sup aree agricole CV 2013 % 06. Consistenza Aree a Pascolo Sup aree a pascolo C / Sup aree a pascolo CV 2013 % D. Ecosistema e Paesaggio 01. Consistenza Invarianti Areali (Rete Ecologica) Sup invarianti areali C / Sup invarianti areali CV 2008 % 02. Consistenza Aree Agricole di Pregio Sup aree agricole di pregio C / Sup aree agricole di pregio CV 2008 % 03. Consistenza Invarianti Puntuali (Elementi Geologici e Geomorfologici, Paesaggi Rappresentativi) Num invarianti puntuali C / Num invarianti puntuali CV 2008 % 04. Consistenza Fronti di Pregio Estensione fronti di pregio C / Estensione fronti di pregio CV 2008 % 05. Consistenza Aree ad Elevato Pericolo Idrogeologico 06. Consistenza Aree ad Elevato Rischio Idrogeologico 07. Inquinamento da Traffico Stradale 08. Indice di Propensione all Estensione delle Aree Urbanizzate 09. Indice di Consumo di Aree Naturali, Seminaturali e Agricole E. Progettualità Locale Sup aree elevato pericolo idrogeologico C / Sup aree elevato pericolo idrogeologico CV Sup aree elevato rischio idrogeologico (R3-R4) C / Sup aree elevato rischio idrogeologico (R3-R4) CV Emissione annua di macroinquinanti da traffico stradale C / Emissione annua di macroinquinanti da traffico stradale CV [Sup aree urbanizzate da aree naturali, seminaturali e agricole C / Sup aree urbanizzate C] / [Sup aree urbanizzate da aree naturali, seminaturali e agricole CV / Sup aree urbanizzate CV] [Sup aree urbanizzate da aree naturali, seminaturali e agricole C / Sup aree naturali, seminaturali e agricole C] / [Sup aree urbanizzate da aree naturali, seminaturali e agricole CV / Sup aree naturali, seminaturali e agricole CV] 2013 % 2013 % 2013 % num num 01. Botteghe Storiche (art. 63.3, LP 17/2010) Num botteghe storiche C / Num botteghe storiche CV 2013 % 02. Iniziative di Valorizzazione Integrata Commercio-Turismo Num eventi di valorizzazione integrata commercio-turismo C / Num eventi di valorizzazione integrata commercio-turismo CV 2013 % 1 Nel calcolo, sono escluse le superfici di vendita delle Tabelle Speciali (generi di monopolio, carburanti e farmacie). 1920 3. Applicazione della matrice di Valutazione integrata territoriale (Vit) 3.1 Struttura Distributiva dell Offerta Commerciale A.01_Consistenza Commerciale Struttura Criterio Definizione Cavizzana 0,32% Caldes 0,87% Rabbi 2,41% Commezzadura 3,32% Ossana 3,79% Bassa Consistenza Commerciale Superficie di vendita C / Superficie di vendita CV Min consistenza commerciale = 0,32% Media consistenza commerciale = 7,14% Max consistenza commerciale = 18,80% Terzolas 3,91% Pellizzano 5,35% Croviana 5,64% Vermiglio 9,05% Mezzana 9,83% Peio 9,97% Monclassico 11,95% Alta Consistenza Commerciale Dimaro 14,79% Malè 18,80% NOTE L indicatore A.01 è ottenuto rapportando la superficie di vendita commerciale di ogni Comune rispetto al totale della superficie di vendita commerciale della Comunità di Valle. In questa sede, la rilevazione dei dati comprende le strutture di vendita attive in termini di esercizi di vicinato, medie e grandi strutture di vendita (compresi i centri commerciali). Sono quindi escluse dal calcolo le tabelle speciali (articoli per impianti distribuzione carburanti, articoli per rivendite di generi di monopolio ed articoli per farmacia) e le strutture da attivare. Fonte dei dati riportati (aggiornati al 2013) è il Servizio Commercio e Cooperazione della Provincia di Trento. Grafico 1_Consistenza Commerciale [A.01] 20,00% 18,00% 16,00% 14,00% 12,00% 10,00% 8,00% 6,00% 4,00% 2,00% 0,00% Consistenza Commerciale Comune Media Consistenza Commerciale Comunità di Valle 20 Vedere altro
APPLICAZIONE DELLA METODOLOGIA DI VALUTAZIONE INTEGRATA TERRITORIALE PER LA COSTRUZIONE DI SCENARI TERRITORIALI DEL COMMERCIO IN PROVINCIA DI TRENTO
Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio Politecnico e Università di Torino APPLICAZIONE DELLA METODOLOGIA DI VALUTAZIONE INTEGRATA TERRITORIALE PER LA COSTRUZIONE DI SCENARI Dettagli LA VAS NELLA PIANIFICAZIONE DI BACINO DEI DISTRETTI IDROGRAFICI SOVRAREGIONALI
LA VAS NELLA PIANIFICAZIONE DI BACINO DEI DISTRETTI IDROGRAFICI SOVRAREGIONALI Il significato della VAS nella pianificazione di bacino Grazia Brunetta Politecnico di Torino grazia.brunetta@polito.it Corso Dettagli La RSA: introduzione metodologica
La RSA: introduzione metodologica Cos è la RSA La Relazione sullo Stato dell Ambiente (RSA) è uno strumento di informazione con il quale le Pubbliche Amministrazioni presentano periodicamente ai cittadini Dettagli UN MODELLO DI ANALISI STATISTICA MULTIVARIATA PER LA PROGETTAZIONE DI SCENARI TERRITORIALI IN PROVINCIA DI TRENTO
XXXVI CONFERENZA ITALIANA DI SCIENZE REGIONALI L Europa e le sue regioni. Disuguaglianze, capitale umano, politiche per la competitività Arcavacata di Rende (Cosenza) - 14-16 settembre 2015 UN MODELLO Dettagli Il ruolo degli stakeholder nella progettazione di un Piano di Marketing Territoriale e di un Marchio d Area
Il ruolo degli stakeholder nella progettazione di un Piano di Marketing Territoriale e di un Marchio d Area Il Marketing territoriale Il territorio, sia esso una città, un area urbana, un area turistica Dettagli Relazione introduttiva Febbraio 2006
Amministrazione Provincia di Rieti Febbraio 2006 1 Progetto Sistema Informativo Territoriale Amministrazione Provincia di Rieti Premessa L aumento della qualità e quantità dei servizi che ha caratterizzato Dettagli CONSIDERAZIONI SULLA RETE DI MONITORAGGIO DELLA SICUREZZA STRADALE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AI CENTRI DI MONITORAGGIO PROVINCIALI E COMUNALI
CONSIDERAZIONI SULLA RETE DI MONITORAGGIO DELLA SICUREZZA STRADALE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AI CENTRI DI MONITORAGGIO PROVINCIALI E COMUNALI La procedura che questo Dipartimento ha intrapreso per la Dettagli Verifica qualità dati contabili Elaborazione e strutturazione dell informazione
COMUNE DI TRENTO Servizio Programmazione e Controllo via Belenzani 22 38100 Trento Telefono: 0461-884162; Fax: 0461-884168 e_mail: servizio_programmazione@comune.trento.it Sito internet dell amministrazione: Dettagli recentemente, in particolare dopo l approvazione della Convenzione europea)
Il d. lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 Codice dei beni culturali e del paesaggio prevede, all art. 156, comma 1, che le regioni che hanno redatto piani paesaggistici verificano la conformità tra le disposizioni Dettagli 1. INTRODUZIONE... 2 2. OBIETTIVI E SCELTE DI PIANO...
RELAZIONE SINTETICA 1. INTRODUZIONE...2 2. OBIETTIVI E SCELTE DI PIANO...3 2.1 Il sistema della residenza e dei servizi...4 2.2 Il sistema della produzione...7 2.3 Il sistema della mobilità e delle infrastrutture...9 Dettagli AGENDA 21 Locale SAN FILIPPO DEL MELA
AGENDA 21 Locale SAN FILIPPO DEL MELA Area tematica: AMBIENTE URBANO Indice documento 1 Area tematica ambiente urbano: individuazione delle sessioni di lavoro 3 Richiesta prime indagine a campione sul Dettagli integrati nella città della trasformazione. Progetti urbani per le nuove Centralità urbane/metropolitane)
integrati nella città della trasformazione. Progetti urbani per le nuove Centralità urbane/metropolitane) Standard Urbanistici: si introduce il metodo della perequazione e della cessione compensativa per Dettagli Architettura Pianificazione Design
POLITECNICO DI TORINO 31 gennaio - 1 febbraio 2014 Castello del Valentino, Viale Mattioli 39, Torino ingresso libero Architettura Pianificazione Design Per riferimenti: tel. 011 090 6254 orienta@polito.it Dettagli Ricerca scientifica e assistenza tecnica per affrontare con successo i processi di cambiamento
Ricerca scientifica e assistenza tecnica per affrontare con successo i processi di cambiamento Edizione 2015 40 anni di analisi e ricerca sulle trasformazioni economiche e sociali in Italia e in Europa: Dettagli Fondo Aree Sottoutilizzate
Allegato 1 Fondo Aree Sottoutilizzate Direzione Programmazione e Statistica Settore Valutazione Progetti e Atti di Programmazione Negoziata 1 Allegato 1 1.1 Stato di attuazione dell Intesa 1.2 La programmazione Dettagli Progetto di ricerca rilevante di Ateneo (PAR)
Progetto di ricerca rilevante di Ateneo (PAR) UNA CULTURA, UNA TRADIZIONE, UN SISTEMA PRODUTTIVO LOCALE: IL CASO DI CASTELLI (TE) Indicazioni progettuali per un analisi territoriale, per un progetto di Dettagli COMITATO TECNICO SVILUPPO DEL TERRITORIO
Domenico Merlani COMITATO TECNICO SVILUPPO DEL TERRITORIO Linee di indirizzo Febbraio 2013 «Sviluppo del Territorio» significa lavorare per rendere il Lazio una regione attraente localmente e globalmente Dettagli Protocollo d intesa tra Regione Liguria e Autorità Portuali per. la gestione degli aspetti ambientali e la promozione della
Protocollo d intesa tra Regione Liguria e Autorità Portuali per la gestione degli aspetti ambientali e la promozione della sostenibilità nel settore delle attività portuali PREMESSO CHE Il Documento di Dettagli APPENDICE: LA CONTABILITÀ AMBIENTALE E LA RICLASSIFICAZIONE DELLE SPESE AMBIENTALI
APPENDICE: LA CONTABILITÀ AMBIENTALE E LA RICLASSIFICAZIONE DELLE SPESE AMBIENTALI La contabilità ambientale: uno strumento per la sostenibilità La contabilità ambientale può essere definita come un sistema Dettagli La valutazione nella pianificazione
Corso di «Processi di pianificazione e processi di valutazione» a.a. 2014/15 La valutazione nella pianificazione Docente Collaboratore prof. Stefano Stanghellini stefano.stanghellini@iuav.it arch. Pietro Dettagli Declinazione dei risultati di apprendimento in conoscenze e abilità per il primo biennio
Allegato A) Declinazione dei risultati di apprendimento in conoscenze e abilità per il primo biennio A.1 Settore economico A.2 Settore tecnologico Il presente allegato è stato redatto con riferimento alle Dettagli Capitolo 3. L amministrazione verso i cittadini e le imprese
Capitolo 3 L amministrazione verso i cittadini e le imprese Capitolo 3 L amministrazione verso i cittadini e le imprese 3.1 La comunicazione istituzionale Il Dipartimento della Funzione Pubblica si propone Dettagli 3. PROBLEMATICHE AMBIENTALI
3. PROBLEMATICHE AMBIENTALI La tavola riassume le criticità più significative che interessano l intero territorio comunale di Valeggio sul Mincio alla luce dell analisi operata dal Documento Preliminare Dettagli ARPACAL EDUCAZIONE ORIENTATA ALLA SOSTENIBILITA
LINEE GUIDA EDUCAZIONE ORIENTATA ALLA SOSTENIBILITA GdL 10: Educazione Ambientale Direzione Generale: Fortunata Giordano Claudia Morabito Antonella Federico 1 INDICE PREMESSA 1. FINALITA 2. STRUMENTI OPERATIVI Dettagli COMUNE DI LAJATICO PROVINCIA DI PISA PIANO DI ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE PIANO DELLA DISTRIBUZIONE E LOCALIZZAZIONE DELLE FUNZIONI
COMUNE DI LAJATICO PROVINCIA DI PISA PIANO DI ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE PIANO DELLA DISTRIBUZIONE E LOCALIZZAZIONE DELLE FUNZIONI PIANO D INDIRIZZO E REGOLAZIONE DEGLI ORARI PIANO MOBILITÀ Dettagli Il catalogo MANAGEMENT Si rivolge a: Imprenditori con responsabilità diretta. Quadri sulla gestione
6 Il catalogo MANAGEMENT Si rivolge a: Imprenditori con responsabilità diretta Quadri sulla gestione Impiegati con responsabilità direttive Dirigenti di imprese private e organizzazioni pubbliche, interessati Dettagli MS e CLE: sistemi informativi e diffusione. Maria Ioannilli Università di Roma Tor Vergata
MS e CLE: sistemi informativi e diffusione Maria Ioannilli Università di Roma Tor Vergata La prevenzione del rischio sismico Dopo il terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009, lo Stato ha emanato un nuovo Dettagli NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA
NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA Premessa Nel marzo 2007 è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni Dettagli Conoscenze ambientali e Valutazione Ambientale Strategica: appunti 1
PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE FSE REGIONE PUGLIA 2007-2013 ASSE VII Capacità Istituzionale PROGRAMMA INTEGRATO PER IL MIGLIORAMENTO DELLE PERFORMANCE DELLE AMMINISTRAZIONI DELLA REGIONE PUGLIA Laboratorio Dettagli I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale
I beni culturali Il problema I beni culturali un elemento di estremo rilievo per la crescita della cultura e della qualità della vita dei cittadini - possono favorire lo sviluppo di alcune iniziative economiche Dettagli Indice degli Elaborati del PdG PIANO DI GESTIONE. Ambito territoriale di Isola di Pantelleria. versione conforme al DDG ARTA n 603 del 26/06/2009
Unione Europea Regione Siciliana Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali Codice POR: 1999.IT.16.1.PO.011/1.11/11.2.9/0351 Ambito territoriale di Isola di Pantelleria PIANO DI GESTIONE versione Dettagli ALLEGATO alla delibera C.P. nn. 76/67066 del 13-9-2012
INDICE ALLEGATO alla delibera C.P. nn. 76/67066 del 13-9-2012 L.R. 1/2000 e successive modifiche Indirizzi provinciali per lo sviluppo, il consolidamento e la qualificazione dei servizi educativi rivolti Dettagli Osservazioni sulla proposta di Piano Strategico dell Area Vasta Brindisina Marzo 2009. Atto NVVIP n. 214 del 16 marzo 2009
Osservazioni sulla proposta di Piano Strategico dell Area Vasta Brindisina Marzo 2009 Atto NVVIP n. 214 del 16 marzo 2009 La costruzione del PS Il percorso che ha condotto alla stesura del PS è ampiamente Dettagli 2.4 Sistema di monitoraggio e indicatori di stato
2.4 Sistema di monitoraggio e indicatori di stato La VAS prevede l avvio di un sistema di monitoraggio dei caratteri territoriali. Obiettivo del monitoraggio è assicurare il controllo sugli impatti significativi Dettagli 10. VERIFICA RICHIESTE DELLA L.R. 31/2014 SUL CONSUMO DI SUOLO
10. VERIFICA RICHIESTE DELLA L.R. 31/2014 SUL CONSUMO DI SUOLO 10.1. SINTESI DEI CONTENUTI DELLA L.R. 31/2014 La Regione Lombardia è intervenuta a fine 2014 con una nuova disposizione normativa (L.r. 31/2014 Dettagli TECNICO SUPERIORE PER L ORGANIZZAZIONE E IL MARKETING DEL TURISMO INTEGRATO
ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE SETTORE TURISMO TECNICO SUPERIORE PER L ORGANIZZAZIONE E IL MARKETING DEL TURISMO STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI TECNICO SUPERIORE PER Dettagli 1. Tipologie commerciali e definizioni
Testo coordinato Allegato parte integrante alla deliberazione della Giunta provinciale n. 1339 di data 01 luglio 2013 come modificato dalla deliberazione della Giunta provinciale n. 678 di data 09 maggio Dettagli Approvazione del nuovo sistema di governo regionale per la Formazione Continua in Sanita' e costituzione relativi organismi.
REGIONE PIEMONTE BU28 14/07/2011 Deliberazione della Giunta Regionale 22 giugno 2011, n. 7-2208 Approvazione del nuovo sistema di governo regionale per la Formazione Continua in Sanita' e costituzione Dettagli S.PR.I.G SISTEMA PER LA PROGRAMMAZIONE INTEGRATA E IL GOVERNO DEL TERRITORIO. 22 ottobre 2008
S.PR.I.G SISTEMA PER LA PROGRAMMAZIONE INTEGRATA E IL GOVERNO DEL TERRITORIO 22 ottobre 2008 S.PR.I.G SISTEMA PER LA PROGRAMMAZIONE INTEGRATA E IL GOVERNO DEL TERRITORIO Ruolo di S.PR.I.G nell elaborazione Dettagli Koinè Consulting. Profilo aziendale
Koinè Consulting Profilo aziendale Koinè Consulting è una società cooperativa a responsabilità limitata che svolge attività di consulenza e servizi alle imprese, avvalendosi di competenze interne in materia Dettagli Cap. 1. Cap. 1.1 La valutazione del rischio ambientale dei prodotti chimici nei processi decisionali
Cap. 1 Cap. 1.1 La valutazione del rischio ambientale dei prodotti chimici nei processi decisionali 1.1.1 Quadro di riferimento: la valutazione del rischio ambientale e l analisi del rischio Il rapido Dettagli Programmazione e qualità della produzione statistica
Martedì 9 Novembre 2004, ore 16,45 Sala nord-ovest Sessione parallela Programmazione e qualità della produzione statistica coordinatore Giorgio Alleva Paola Baldi Il ruolo delle Regioni e degli Enti locali Dettagli I Distretti turistici per una Sicilia attraente e competitiva
Ricerca di marketing-performance di sviluppo turistico, attuali e potenziali, del territorio siciliano, con particolare riferimento ai singoli ambiti geoturistici I Distretti turistici per una Sicilia Dettagli REGISTRO DEI DATORI DI LAVORO SOCIALMENTE RESPONSABILI ai sensi dell art. 15 della L. R. n. 30/2007
Dipartimento Istruzione, Formazione e Lavoro Settore Politiche del Lavoro e delle Migrazioni UO MONITORAGGIO E ANALISI REGISTRO DEI DATORI DI LAVORO SOCIALMENTE RESPONSABILI ai sensi dell art. 15 della Dettagli DOCUMENTO DI LINEE D INDIRIZZO DEL DIRIGENTE SCOLASTICO A.S.
MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL LAZIO I.C. NUOVO PONTE DI NONA - VIA GASTINELLI N. 58-00132 ROMA TEL. 06/22180417- fax: 06/22188121 C.M.RMIC8CR006 Dettagli PROGETTO DI FORMAZIONE SUL TEMA
FIRENZE 1 PROGETTO DI FORMAZIONE SUL TEMA IL SISTEMA DI PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO: RIFERIMENTI CONCETTUALI E NORMATIVI POSTI A CONFRONTO CON LA REALTÀ AZIENDALE FIRENZE 2 INDICE PREMESSA 3 MOTIVAZIONI Dettagli PERICOLOSITA IDRAULICA NEL TERRITORIO MONTANO ITALIANO ED APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA EUROPEA ALLUVIONI
PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO Dipartimento Risorse Forestali e Montane Servizio Bacini Montani PERICOLOSITA IDRAULICA NEL TERRITORIO MONTANO ITALIANO ED APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA EUROPEA ALLUVIONI Valutazione Dettagli Turismo di Comunità in Val di Rabbi
Turismo di Comunità in Val di Rabbi Sintesi del progetto Il Turismo di Comunità : definizione Il turismo responsabile di comunità è una nuova forma di accoglienza turistica, recentemente sviluppatasi in Dettagli 1. Fattispecie escluse dal processo di valutazione integrata.
COMUNE DI LARI LINEE GUIDA SUL PROCEDIMENTO DI VALUTAZIONE INTEGRATA L..R.. n 1/ /2005 e D..P.G.R.. n 4/ /R/2007 Criteri applicativi per i Piani attuativi Apppprroovvaat tee ccoonn Deel libbeerraazzi ioonnee Dettagli NEWSLETTER DICEMBRE 2009. La valutazione del POR Competitività, 2007-2013. Il Piano di Valutazione del POR Competititivà
NEWSLETTER DICEMBRE 2009 IN QUESTO NUMERO... si parla di: EDITORIALE 01 La valutazione nel periodo di programmazione Fondi Strutturali 2007-2013 02 La valutazione del POR Competitività, 2007-2013 03 Il Dettagli PER UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DI QUALITÀ
PER UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DI QUALITÀ La qualità dei servizi e delle politiche pubbliche è essenziale per la competitività del sistema economico e per il miglioramento delle condizioni di vita dei Dettagli PROGRAMMA ANNUALE - Esercizio Finanziario 2015
PROGRAMMA ANNUALE - Esercizio Finanziario 2015 La definizione del Programma Il Programma annuale è elaborato ai sensi del Regolamento concernente le istruzioni generali sulla gestione amministrativo - Dettagli Capitolo 9 PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI 9 PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI
9 Il Piano per l assetto idrogeologico ha lo scopo di assicurare, attraverso vincoli, direttive e la programmazione di opere strutturali, la difesa del suolo - in coerenza con le finalità generali indicate Dettagli Comune di Cassano d Adda. Comuni interessati dal progetto. Parco Adda Nord. Comune di Pozzuolo Martesana. Comune di Trezzo d Adda
Comune di Cassano d Adda Parco Adda Nord Comune di Pozzuolo Martesana Comune di Trezzo d Adda Comuni interessati dal progetto Inzago, Vaprio d Adda, Truccazzano Pozzo d Adda Busnago Grezzago Trezzano Rosa Dettagli Le professioni sociali Architettura di un modello di osservazione: profilo e tendenze della domanda e dell offerta sul mercato del lavoro regionale
Le professioni sociali Architettura di un modello di osservazione: profilo e tendenze della domanda e dell offerta sul mercato del lavoro regionale Roberto Di Monaco Torino, 30 giugno 2010 Indice 1 - Obiettivi Dettagli Comunità Alto Garda e Ledro Piano stralcio in materia di programmazione urbanistica del settore commerciale
COMUNITA' ALTO GARDA E LEDRO PIANO TERRITORIALE DELLA COMUNITA' PIANO STRALCIO IN MATERIA DI PROGRAMMAZIONE URBANISTICA DEL SETTORE COMMERCIALE art. 25 bis, comma 1 bis l.p.4 marzo 2008, n.1 NORME TECNICHE Dettagli REGIONANDO 2001. REGIONE PIEMONTE Settore Osservatorio Statistico Aspetti di qualità della vita nel Comune
REGIONANDO 2001 Parte 1: Anagrafica REGIONE PIEMONTE Settore Osservatorio Statistico Aspetti di qualità della vita nel Comune Titolo del Progetto: Aspetti di qualità della vita nel Comune Amministrazione Dettagli Sviluppo sostenibile locale: Agenda 21 come processo partecipato e condiviso del nostro territorio
CoMoDo. Comunicare Moltiplica Doveri (art direction, grafica, fotografia Marco Tortoioli Ricci) Provincia di Terni in collaborazione con i Comuni della provincia Sviluppo sostenibile locale: Agenda 21 Dettagli Valutazione Ambientale Strategica del Programma Operativo Regionale 2007-2013
UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA Valutazione Ambientale Strategica del Programma Operativo Regionale 2007-2013 (Fondo FESR) MISURE PER IL MONITORAGGIO AMBIENTALE DEL POR (ai sensi degli Dettagli Una esperienza di formazione e ricerca nel settore turistico: il progetto "Nuove professionalità per il mercato del lavoro Veneto".
Una esperienza di formazione e ricerca nel settore turistico: il progetto "Nuove professionalità per il mercato del lavoro Veneto". M. Fontana*, C. Felicioni** *Cultore della materia, Dip. di Psicologia Dettagli La struttura del Rapporto di Autovalutazione
Seminario L Autovalutazione delle scuole nell ottica del miglioramento Istituto Professionale Statale Federico II Enna, 9 giugno 2015 La struttura del Rapporto di Autovalutazione Michela Freddano PhD in Dettagli DISCIPLINARE PER LA VALORIZZAZIONE E LA GESTIONE DEI SISTEMI AMBIENTALI E CULTURALI (SAC) DELLA REGIONE PUGLIA PREMESSO:
DISCIPLINARE PER LA VALORIZZAZIONE E LA GESTIONE DEI SISTEMI AMBIENTALI E CULTURALI (SAC) DELLA REGIONE PUGLIA PREMESSO: che le strategie della Regione Puglia nel campo della cultura, dell ambiente e del Dettagli COMUNITÀ DELLA VALLAGARINA. Piano stralcio del settore commerciale. Piano territoriale di Comunità
RELAZIONE ILLUSTRATIVA E CONTRODEDUZIONI ALLE OSSERVAZIONI Piano stralcio del settore commerciale Piano territoriale di Comunità Rovereto, aprile 2015 GRUPPO DI LAVORO: arch. Andrea Piccioni ing. Federica Dettagli Tutorial. al Piano di Miglioramento
Tutorial al Piano di Miglioramento Il presente documento è protetto ai sensi della vigente normativa sul diritto d'autore Legge 6 del 9 e ss.mm.ii. Come definito nell introduzione il Piano di Miglioramento Dettagli Anche se non è ancora stato definito nei dettagli il testo della nuova legge, il lungo lavorìo di preparazione ha fatto condensare alcune idee-guida
Anche se non è ancora stato definito nei dettagli il testo della nuova legge, il lungo lavorìo di preparazione ha fatto condensare alcune idee-guida Anche la legge sulla riqualificazione urbana è un tassello Dettagli Prima riunione del Tavolo Tecnico Jesi, 14 dicembre 2005 Resoconto dell incontro
Progetto Corridoio Esino Prima riunione del Tavolo Tecnico Jesi, 14 dicembre 2005 Resoconto dell incontro Progetto Sistema Prima riunione del Tavolo tecnico, Jesi 14 dicembre 2005 Che cosa è il Progetto Dettagli COMPLESSITA TERRITORIALI
PROGETTO PILOTA COMPLESSITA TERRITORIALI OBIETTIVI E FINALITA DEL PROGETTO PROGETTO PILOTA COMPLESSITA TERRITORIALI IL CONTESTO Il Sistema Territoriale di progetto è parte del sistema metropolitano lombardo, Dettagli ASSE STORICO SOCIALE
ASSE STORICO SOCIALE 1 ASSE STORICO SOCIALE competenze attese d asse indicatori descrittori Competenze di asse Indicatori Descrittori 1. Comprendere il cambiamento e la diversità dei tempi storici in una Dettagli PRSE 2012-2015 Progetto speciale di interesse regionale Toscana Turistica Sostenibile e Competitiva Fase 2
PRSE 2012-2015 Progetto speciale di interesse regionale Toscana Turistica Sostenibile e Competitiva Fase 2 ALL. A Accordo per l adesione alla fase applicativa degli Osservatori Turistici di Destinazione Dettagli relativo alla Seconda Soluzione Agosto 2013
COMUNE DI FOSDINOVO Località CANIPAROLA PIANO DI RECUPERO CASA ALBACHIARA VERIFICA DI ASSOGGETTABILITÀ A V.A.S. ai sensi dell art. 22, L.R.T. n 10/2010 RAPPORTO AMBIENTALE PRELIMINARE relativo alla Seconda Dettagli LA STRUTTURA DEL RAV
GUIDA PRATICA ALLA ELABORAZIONE DEL RAV IN FUNZIONE DEL MIGLIORAMENTO Dino Cristanini Vico Equense 30 Gennaio 2015 LA STRUTTURA DEL RAV 1 CONTESTO E RISORSE Quali vincoli presentano? Quali leve positive Dettagli CORSO DI LAUREA MAGISTRALE REGOLAMENTO DI TIROCINIO *******
[Regolamento di Tirocinio del Corso di Laurea Magistrale in 1 CORSO DI LAUREA MAGISTRALE Programmazione e Gestione delle Politiche e dei Servizi Sociali (LM87) REGOLAMENTO DI TIROCINIO La declaratoria Dettagli WORKSHOP DI APPROFONDIMENTO Il Programma Annuale Unità didattiche PRG1 PRG2
WORKSHOP DI APPROFONDIMENTO Il Programma Annuale Unità didattiche PRG1 PRG2 Il caso L istituto comprensivo Città del sole si trova in una cittadina di circa 40.000 abitanti, il cui territorio si frammenta Dettagli PROCESSO DI TRASFORMAZIONE DELL AREA BOVISA-GASOMETRI. Con la presente si comunica, nell intento che ne diveniate parte attiva, l avvio di un
Milano, 23 ottobre 2014 Avvio di un percorso di ascolto attivo e di partecipazione della cittadinanza PROCESSO DI TRASFORMAZIONE DELL AREA BOVISA-GASOMETRI Gentili, Con la presente si comunica, nell intento Dettagli La ricerca No Profit 2013
Dicembre 2014, anno VIII N. 12 La ricerca No Profit 2013 1^ edizione del Premio Persona e Comunità di Roberta Ottaviani 1, Ernesto Vidotto 2 Il Centro Studi Cultura e Società ha presentato, il 2 ottobre Dettagli UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA REGIONE CALABRIA DIPARTIMENTO PROGRAMMAZIONE NAZIONALE E COMUNITARIA
UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA REGIONE CALABRIA DIPARTIMENTO PROGRAMMAZIONE NAZIONALE E COMUNITARIA PROGRAMMAZIONE REGIONALE UNITARIA 2007 2013 PROGRAMMAZIONE TERRITORIALE E PROGETTAZIONE Dettagli Principi per la conservazione ed il restauro del patrimonio costruito Carta di Cracovia 2000
Principi per la conservazione ed il restauro del patrimonio costruito Carta di Cracovia 2000 Ringraziando le persone e le istituzioni che, durante tre anni, hanno partecipato alla preparazione della Conferenza Dettagli A cura di: AREA FORMAZIONE Istituzione G.F.Minguzzi Provincia di Bologna
A r e a F o r m a z i o n e U n a p r o p o s t a f o r m a t i v a p e r i l t e r z o s e t t o r e C o m e f a r e p r o g e t t a z i o n e A cura di: AREA FORMAZIONE Istituzione G.F.Minguzzi Provincia Dettagli FEDERAZIONE DEI COMUNI DEL CAMPOSAMPIERESE
FEDERAZIONE DEI COMUNI DEL CAMPOSAMPIERESE UFFICIO DI PIANO arch. FLAVIO CARIALI Abitanti 100.000 Tasso di crescita (10 anni) 23% Popolazione straniera 13% Superficie 226 Kmq 441 abitanti per Kmq 11 COMUNI Dettagli Presentazione di Luca Pellegrini...8. 1. Il governo del fenomeno commerciale: l'attualità e la pluralità di un tema di ricerca...
Indice Presentazione di Luca Pellegrini...8 1. Il governo del fenomeno commerciale: l'attualità e la pluralità di un tema di ricerca...10 2. Territori del commercio: figure insediative, strategie, processo Dettagli Le fasi di un percorso di consultazione online
Progetto PerformancePA Ambito A - Linea 1 - Una rete per la riforma della PA Le fasi di un percorso di consultazione online Autore: Angela Creta, Laura Manconi Creatore: Formez PA, Progetto Performance Dettagli Comune di Pontassieve. Sistema di valutazione delle posizioni dirigenziali Parte Seconda Il sistema adottato. In collaborazione con
Comune di Pontassieve Sistema di valutazione delle posizioni dirigenziali Parte Seconda Il sistema adottato In collaborazione con 1 Indice Indice... 1 1. Il processo di sviluppo organizzativo in corso... Dettagli AMBIENTE TERRITORIO PAESAGGIO
AMBIENTE TERRITORIO PAESAGGIO Soluzioni per la tutela, la gestione e la valorizzazione del patrimonio naturale Pianificazione sostenibile significa individuare soluzioni per la gestione e la tutela delle Dettagli L analisi Competitiva
L analisi Alessandro De Nisco Università del Sannio COSA E L ANALISI COMPETITIVA? Affinchè l impresa possa svolgere con successo la propria attività, è fondamentale che essa svolga un monitoraggio costante Dettagli U.P. SERVIZI PER IL TERRITORIO SPORTELLO UNICO PER L'EDILIZIA
RELAZIONE Oggetto: VARIANTE ART.32 bis L.R.n.20/2000 AL PIANO STRUTTURALE COMUNALE INCREMENTO DELL ALTEZZA CONSENTITA PER LA REALIZZAZIONE DI MAGAZZINI AUTOMATICI PREMESSA La presente variante al Piano Dettagli Meeting nazionale sulle Politiche giovanili
Meeting nazionale sulle Politiche giovanili PATTO APERTO PER LA GIOVENTU Oltre la Strategia di Lisbona: la dimensione culturale nello sviluppo sostenibile Urbino 13-14-15-16 Luglio 2005 Investire nella Dettagli INFANZIA PRIMARIA SECONDARIA
INFANZIA PRIMARIA SECONDARIA GEOGRAFIA - TRAGUARDI DI SVILUPPO DELLE COMPETENZE si orienta nello spazio conosciuto colloca elementi dell ambiente conosciuto secondo criteri spaziali si orienta nello spazio Dettagli Intervento del Prof. Carlo Pace all incontro Il Sud Est d Italia: nuovo polo europeo di attrazione degli investimenti produttivi
Intervento del Prof. Carlo Pace all incontro Il Sud Est d Italia: nuovo polo europeo di attrazione degli investimenti produttivi Bari, Fiera del Levante, 12 settembre 2002 Il programma di Sviluppo Italia Dettagli MINISTERO DELL ISTRUZIONE DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA
MINISTERO DELL ISTRUZIONE DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA DIPARTIMENTO PER L ISTRUZIONE DIREZIONE GENERALE PER GLI AFFARI INTERNAZIONALI DELL ISTRUZIONE SCOLASTICA UFFICIO V AUDIT DELLA QUALITÀ DEGLI INTERVENTI Dettagli Il Direttore DISCIPLINARE DEL PROCESSO DI BUDGET 2015
Il Direttore DISCIPLINARE DEL PROCESSO DI BUDGET 2015 DEFINIZIONE DI BUDGET Il Budget è lo strumento per attuare la pianificazione operativa che l Istituto intende intraprendere nell anno di esercizio Dettagli Il welfare provinciale e il ruolo della cooperazione sociale
Il welfare provinciale e il ruolo della cooperazione sociale In questa periodo sono un fase di sottoscrizione gli Accordi di Programma nei diversi ambiti territoriali nella Provincia di Cuneo. La ricerca Dettagli INDICAZIONI DI PROCEDIMENTO
Direzione Commercio e Artigianato Settore Programmazione e Interventi dei Settori Commerciali INDICAZIONI DI PROCEDIMENTO PER IL RICONOSCIMENTO DI ADDENSAMENTI COMMERCIALI EXTRAURBANI (ARTERIALI) A.5. Dettagli Assistenza tecnica funzionale alla
definizione, alla identificazione ed alla gestione dei Sistemi Turistici Locali ed altri idonei strumenti di promozione turistico territoriale complementari agli STL, e utili allo sviluppo del settore Dettagli RELAZIONE CON L ILLUSTRAZIONE DEI CRITERI UTILIZZATI PER LA DEFINIZIONE DEI REGIMI TECNICO-FINAZIARI DEGLI INTERVENTI ( AMBITO A)) Indice.
RELAZIONE CON L ILLUSTRAZIONE DEI CRITERI UTILIZZATI PER LA DEFINIZIONE DEI REGIMI TECNICO-FINAZIARI DEGLI INTERVENTI ( AMBITO A)) Indice Premessa Contenuti del QTE Modalità di stima dei costi Premessa Dettagli Il sistema di misurazione e valutazione della performance dell ATER di Matera
Il sistema di misurazione e valutazione della performance dell ATER di Matera 1. Premessa: le norme, le indicazioni CIVIT, i requisiti necessari Il Sistema di misurazione e valutazione della performance Dettagli PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO. Assessorato all Urbanistica e Enti Locali SCUOLA PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO E DEL PAESAGGIO
PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO Assessorato all Urbanistica e Enti Locali SCUOLA PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO E DEL PAESAGGIO Corso per la specializzazione delle competenze professionali per l implementazione Dettagli PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ
PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ PREMESSA Le recenti e numerose modifiche normative nell ambito del vasto progetto di riforma della Pubblica Amministrazione impongono agli Enti Locali Dettagli Giuseppe Persia Autorizzazioni e Concertazione Direzione Sviluppo Rete
Lo sviluppo sostenibile della rete elettrica: le esperienze di successo della gestione degli impatti sulla biodiversità e le prospettive verso un infrastruttura verde Giuseppe Persia Autorizzazioni e Concertazione Dettagli C M Y K C M Y K. 5. La normativa
5. La normativa 5.1 Il quadro normativo Numerose sono le norme di riferimento per la pianificazione e la progettazione delle strade. Vengono sinteticamente enunciate quelle che riguardano la regolazione Dettagli Tavolo La qualità del prodotto e dell esperienza turistica
Provincia Autonoma di Trento Dipartimento turismo, commercio, promozione e internazionalizzazione tsm Trentino School of Management SMT Scuola di Management del Turismo CONFERENZA PROVINCIALE DEL TURISMO Dettagli 2017 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back

References: articolo 1
 articolo 13
 art. 4
 art. 4
 art. 4
 art. 4
 art. 156
 art. 15
 art. 15
 art. 25
 art. 22
 ART.32