Source: http://www.compagniabuonumore.it/associazione/primo-statuto-del-1952/
Timestamp: 2019-10-13 22:47:05+00:00

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Primo statuto del 1952 | Compagnia del Buon Umore
ART.1 – Il giorno 4/1/1952 si è istituito in Porto Fuori un circolo ricreativo – culturale che prende il nome di Compagnia del Buon Umore . Esso è di carattere cattolico.
ART. 2 – Scopo del circolo è:
a) mantenere e valorizzare nei soci e simpatizzanti spirito schiettamente cristiano;
b) formare in essi la coscienza della funzione sociale conforme ai principi del cristianesimo e alle leggi della Repubblica Italiana;
c) portare a tutto il paese l’impegno culturale e sociale derivante dalla propria matrice cristiana.
ART. 3 – Per conseguire i suddetti scopi, il circolo:
a) favorisce ed organizza attività ricreative e culturali: feste, gite sociali, manifestazioni sportive, teatro, conferenze, dibattiti e qualsiasi altra iniziativa non contraria ai principi del cristianesimo. Tutte queste attività sono aperte al contrito costruttivo di tutti.
b) si impegna ad assecondare qualsiasi iniziativa o manifestazione comunque promossa dalla locale autorità ecclesiastica;
c) fonde, a misura dei mezzi disponibili, opere ricreative e cura quelle già esistenti.
ART. 4 – Possono essere Soci effettivi tutti coloro che hanno compiuto il 14° anno di età siano di sesso maschile o femminile; possono essere aderenti, pur senza impegni
economici e di attività anche i giovani al di sotto di 14 anni.
I° comma – I soci e gli aderenti devono essere non contrari alla religione di Cristo e non iscritti a partiti ed associazioni che combattono la Chiesa. Nel caso di richiesta di adesione da parte di persone iscritte a tali associazioni e partiti, l’assemblea discuterà e deciderà caso per caso; Il parere dell’assemblea preso a maggioranza assoluta è vincolante.
II comma – Qualora avvenisse che uno dei soci aderisse ad organizzazioni o ad iniziative contrarie alla religione, al buon costume o all’ordine pubblico, verrà egli pubblicamente espulso udito il parere dei soci riuniti in assemblea. Anche in questo caso il parere dell’assemblea preso a maggioranza assoluta è vincolante.
ART. 5 – I soci effettivi versano una quota annua di 12.000 lire
D E L L A P R E S I D E N Z A
ART. 6 L’assemblea. nomina tra i suoi soci un Consiglio direttivo composto dall’ufficio di Presidenza e da sei consiglieri. L’ufficio di Presidenza è composto dal Presidente dal Vice-presidente e dal Segretario. L’ufficio di Presidenza e i consiglieri restano in carica un anno e sono rieleggibili per non più di tre anni consecutivi . Per motivi di particolare gravità l’assemblea può destituire dalla carica qualsiasi membro
dell’ufficio di Presidenza o del consiglio. Tale decisione dovrà essere presa a maggioranza di 2/3.
ART. 7 – L’andamento morale e religioso del circolo, è affidato all’autorità ecclesiastica in qualità di assistente.
ART. 8 – L’assistente ecclesiastico prende parte a tutte le assemblee dei soci e, se invitato, a quelle del consiglio glie direttivo. Esso ha voto consultivo.
ART. 9 – Il Presidente convoca e presiede tutte le assemblee del Consiglio direttivo e le assemblee dei soci, dà esecuzione ai deliberati, firma. gli atti, i verbali, i mandati di pagamento; si adopera perché il circolo progredisca e· corrisponda agli scopi per cui è stato istituito.
ART. 10 – Il Vicepresidente coadiuva il Presidente e lo sostituisce in caso di assenza.
ART. 11 – A cura del Vice presidente e del segretario, vengono redatti i apposito libro
ART. 12 – Il Cassiere tiene la cassa del circolo raccoglie le offerte, ritira le quote, paga i mandati emessi dal Presidente, tiene il registro dei conti e ne dà relazione all’assemblea ogni qual volta sia richiesto. Nella prima assemblea di ogni anno il Cassiere presenta all’assemblea dei soci il bilancio consuntivo dell’annata trascorsa e quello preventivo per quello entrante.
D E L L E A S S E M B L E E
ART. 13 – Le assemblee generali si tengono ordinariamente ogni mese~ in via straordinaria ogni qual volta lo richieda il Consiglio direttivo o i 2/3 dei soci sono Presiedute dal Presidente o in sua assenza., dal Vice presidente. Le deliberazioni si prendono sempre a maggioranza assoluta dei votanti ferma restando la disposizione di cui all’articolo 6.
ART. 14 – Il Consiglio direttivo udito il parere del Consigliere Ecclesiastico, udita la deliberazione dell’assemblea fatto salvo quanto disposto all’articolo 4, I° comma e II° comma, può radiare, trascorso un mese da un richiamo formale, quel socio che:
a) avesse una condotta non conforme allo spirito della compagnia;
b) non intervenisse per tre volte consecutive alle assemblee senza giustificazione alcuna;
c) non versasse la quota annuale;
ART. 15 – Le assemblee dei soci saranno valide e le deliberazioni accolte e messe a verbale solo qualora siano presenti la metà più uno dei soci.
ART. 16 Il Consiglio direttivo può deliberare in via straordinaria e detta deliberazione avrà efficacia vincolante soltanto nel caso in cui l’urgenza sia tale da non permettere la convocazione dell’assemblea alla quale, tuttavia, verrà sottoposta nella convocazione più prossima. Anche per il Consiglio direttivo vige quanto previsto dall’art. 15.
Si stabilisce inoltre che la festa sociale del santo Patrono della Compagnia venga fissato nel giorno stesso in cui si celebra la sagra religiosa del paese.

References: ART.1

ART. 2

ART. 3

ART. 4

ART. 5

ART. 6

ART. 7

ART. 8

ART. 9

ART. 10

ART. 11

ART. 12

ART. 13

ART. 14

ART. 15

ART. 16