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Appello inammissibile se proposto tardi rispetto alla notifica della sentenza di primo grado | | Avv. Paolo Alfano
Home Giurisprudenza civile Appello inammissibile se proposto tardi rispetto alla notifica della sentenza di primo grado
Date : 04 Mag, 2011
Cass. civ. Sez. III, Sent., 15-04-2011, n. 8724
1. Deve essere esaminato preliminarmente il ricorso incidentale proposto da D.P.M.L., poichè relativo, quanto ai primi cinque motivi, alla questione pregiudiziale di rito concernente l’inammissibilità dell’appello perchè proposto con atto notificato in data 11 novembre 2004, quindi oltre il termine breve di giorni trenta dalla notificazione della sentenza del Tribunale, effettuata nei confronti del Condominio, contumace in primo grado, in data 8 ottobre 2004. 2.1. Col primo motivo di ricorso incidentale, la ricorrente deduce violazione e falsa applicazione degli artt. 325 e 326 c.p.c., perchè la Corte d’Appello ha statuito sulla nullità della notificazione effettuata dalla D.P. in data 8 ottobre 2004 nei confronti del Condominio di Via (OMISSIS), senza che il destinatario avesse eccepito la nullità della notificazione, nè con l’atto di appello nè dopo la costituzione in giudizio dell’appellata o, successivamente, all’udienza di prima comparizione, nonostante l’avvenuto deposito nel termine di legge della comparsa di costituzione e risposta dell’appellata, nella quale era stata eccepita tempestivamente l’inammissibilità dell’appello. Secondo la ricorrente incidentale, essendo stato consegnato l’atto da notificare (cioè la sentenza di primo grado) a persona titolare di interesse del tutto coincidente con quello degli altri condomini ed in un luogo, l’edificio condominiale, che ha un chiaro collegamento col destinatario, cioè col Condominio di via (OMISSIS), in persona dell’amministratore, sarebbe stato onere dello stesso Condominio, destinatario dell’atto, contestare la validità della notificazione ed allegare e provare l’inesistenza della qualità dichiarata dal consegnatario.
La Corte d’Appello di Roma ha fatto corretta applicazione del principio, ribadito anche di recente da questa Suprema Corte (cfr.
Cass. n. 11303/2007, citata nella sentenza impugnata, confermata da Cass. n. 2999/2010), per il quale è ammessa la notificazione al condominio nello stabile condominiale ai sensi dell’art. 139 c.p.c. (piuttosto che, ai sensi degli artt. 137 e seg. c.p.c., all’amministratore che ne ha la rappresentanza legale), anche a persona diversa dall’amministratore, purchè, nello stesso stabile, si trovino locali destinati allo svolgimento ed alla gestione delle cose e dei servizi comuni (come ad esempio la portineria), idonei, come tali, a configurare un “ufficio” dell’amministratore, dovendo, in mancanza, essere eseguita presso il domicilio privato di quest’ultimo.
2.1. Ed infatti, col secondo motivo del ricorso incidentale, D. P.M.L. deduce violazione e falsa applicazione degli artt. 160, 156 e 157 c.p.c., censurando la sentenza impugnata perchè avrebbe dovuto comunque rigettare la tardiva eccezione di nullità della notificazione della sentenza di primo grado (sollevata dall’appellante Condominio soltanto con memoria autorizzata depositata il 27 aprile 2005, dopo la prima udienza di comparizione tenuta il 26 gennaio 2005 ed altra udienza tenuta il 13 aprile 2005), in quanto la notificazione aveva raggiunto lo scopo cui era destinata, ai sensi dell’art. 156 c.p.c., comma 3. L’avvenuto raggiungimento dello scopo sarebbe desumibile, secondo la ricorrente incidentale, dalle affermazioni contenute nell’atto di appello e riportate nel ricorso incidentale nei seguenti termini: in data 8 ottobre 2004, veniva notificato al Condominio istante sentenza passata in giudicato n. 9726/03, depositata in data 20/3/2003, emessa dal Tribunale Civile di Roma, Sez. 13^, in forza della quale il Condominio stesso era stato condannato in contumacia al pagamento di Euro 22.837,77 oltre, in solido con gli altri convenuti, P. P., Urdaneta Finol e Soc. RE.Le. s.r.l., in persona del liquidatore arch. L.R., alla somma di Euro 19.089,48, oltre spese successive; a seguito della notifica di tale atto, la Dott.ssa V., attuale amministratrice del Condominio di via Cassia 1414 C, convocava l’assemblea condominiale … omissis…”. 2.2. Orbene, è norma sancita dall’art. 160 c.p.c. che la notificazione nulla venga sanata, tra l’altro, dal raggiungimento dello scopo, avendo peraltro la costante giurisprudenza di questa Corte differenziato l’inesistenza giuridica della notificazione dalla sua nullità per affermarne la sanabilità soltanto in tale seconda ipotesi (cfr., tra le altre, Cass. n. 11623/2003) e specificamente affermato, con riguardo alla nullità derivante dalla notificazione dell’atto in uno dei luoghi pertinenti alla persona del destinatario indicati dall’art. 139 c.p.c. e consegna dell’atto a soggetto non avente una delle qualifiche precisate dalla legge, che il raggiungimento dello scopo si ha se l’atto venga poi effettivamente consegnato al suo destinatario (cfr. Cass. 5 ottobre 1998 n. 9875).
2.3. La notificazione effettuata in data 8 ottobre 2004, pur nulla ab origine, è stata sanata con effetto ex tunc dal raggiungimento dello scopo, ai sensi degli artt. 160 e 156 c.p.c., comma 3. 3. La ritenuta sanatoria della notificazione della sentenza conclusiva del giudizio nel quale il Condominio era rimasto contumace ha determinato la decorrenza, dalla data della notificazione, del termine breve per proporre l’appello, come da sentenza delle Sezioni Unite di questa Corte del 22 giugno 2007 n. 14570.

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