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Timestamp: 2019-06-26 00:14:08+00:00

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Art. 1072 codice civile - Estinzione per confusione - Brocardi.it
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Articolo 1072 Codice civile
Dispositivo dell'art. 1072 Codice civile
La servitù si estingue quando in una sola persona si riunisce la proprietà del fondo dominante con quella del fondo servente [1014 n. 2, 2862].
La confusione estingue la servitù in quanto diventa impossibile conservare separatamente una facoltà che compete già al proprietario.
Spiegazione dell'art. 1072 Codice civile
Estinzione della servitù per confusione
Viene qui disposta la c. d. estinzione per confusione. Le servitù, come in genere i diritti reali a contenuto tipicamente più limitato della proprietà, presuppongono essenzialmente se non proprio la res aliena (sarebbe configurabile astrattamente l'ipotesi della servitus in re nullius, se ora non vi ostasse praticamente il principio sancito nell' art. 827 del c.c.) almeno la res non propria, la mancanza insomma del diritto di proprietà di quello stesso che deve essere il titolare della servitù, sull'oggetto di questa, che è il fondo servente. Il principio che nemini res sua servit esplica qui tutta la sua efficacia.
Questo naturalmente non impedisce che, materialmente, fra due fondi di uno stesso proprietario possa esistere e continuare la prestazione di un servizio o di una utilità permanente quale potrebbe formare il contenuto di una servitù, ma tale possibilità scaturisce dal libero esercizio della proprietà su ambedue quei fondi, e come la servitù non sorge, pur trovandosi i fondi medesimi in rapporto di fatto di servitù, se non vengano ad appartenere a proprietari diversi (costituzione per destinazione del padre di famiglia, v. retro), cosi se due fondi già di proprietari diversi vengono in mano di uno solo, si estingue.
L' estinzione è effettiva e definitiva, senza possibilità di reviviscenza, anche se la proprietà dei fondi ritorni a separarsi. Giustamente si osservò nella Relazione al Re sull'articolo in questione (n. 106), che se dovesse risolversi l'acquisto, e con esso la confusione, con efficacia retroattiva (ad es. per l'avverarsi della condizione risolutiva), la servitù non tanto risorgerebbe, quanto nel nostro sistema tradizionale, dovrebbe ritenersi come non mai caduta in estinzione. Pertanto il secondo comma dell'art. 1072 del progetto preliminare potè essere e fu opportunamente eliminato, in quanto, sotto nome di ripristino della servitù per cessazione della confusione dovuta ad una causa inerente all'acquisto, induceva una confusione fra ripristino e non estinzione, che sarebbe stata una disarmonia nel sistema della legge. In ogni caso, pertanto, in cui la confusione cessi per un fatto nuovo che non tolga di mezzo in se e per se il titolo che precedentemente la opera, la servitù non rinasce senza un nuovo fatto costitutivo e in questa nuova ipotesi, non occorre nemmeno dirlo, non e la stessa servitù di prima riportata alla vita, ma una servitù nuova che incomincia una vita nuova.
Un solo caso potrebbe lasciare adito a dubbi: ed è l' art. 2812 del c.c., il quale dispone che i diritti reali, e fra questi le servitù, già gravanti sul fondo ipotecato a favore del terzo acquirente prima dell'acquisto, riprendono efficacia dopo il rilascio dell'immobile da parte di lui o l'espropriazione a suo danno. Ma, in questa ipotesi, che un autorevole scrittore ha interpretato addirittura come una eccezione al principio del « nemini res sua servit », ritenendo che in questo caso la servitù e gli altri diritti reali persistano a favore del terzo acquirente (proprietario) dell'immobile come diritti sulla cosa propria distinti dalla proprietà, sembra che non si possa scorgere se non una reviviscenza in senso improprio: reviviscenza cioè del medesimo contenuto della vecchia servitù o del vecchio diritto, non senza escludere però che la servitù o l'altro diritto ricominci una nuova vita, e sia insomma ontologicamente un novum, che ha titolo di essere nel fatto giuridico del rilascio o dell'espropriazione.
Massime relative all'art. 1072 Codice civile
Cass. civ. n. 25364/2014
In mancanza di titoli che dispongano un diverso regolamento, la "communio incidens" di una strada agraria privata sorge per il solo fatto che essa sia stata costituita con il conferimento di sedime dei fondi latistanti, sicché, in tal caso, il diritto di proprietà "pro indiviso" dell'intera strada e la facoltà di utilizzarla per tutto il percorso e in tutte le direzioni spetta a tutti i comunisti, senza che rilevi la circostanza, che una porzione di detta strada (nella specie, quella finale) sia divenuta, per ambedue i lati che vi si affacciano, di proprietà di un unico frontista, non trovando applicazione l'istituto dell'estinzione per confusione ex art. 1072 cod. civ., che ha ad oggetto solo il diritto di servitù.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 25364 del 28 novembre 2014)

References: Articolo 1072

Articolo 1072
 art. 827
 art. 2812

Cass. 
 art. 1072
 sentenza