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Timestamp: 2018-08-17 23:25:45+00:00

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L. R. Lazio 28/10/2002, n. 39 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NR11998
B.U.R. Lazio 20/11/2002, n. 32
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Art. 1 - Princìpi
2. La Regione, in armonia con i princìpi della gestione sostenibile delle risorse naturali e delle necessità della collettività, ed in linea con gli orientamenti previsti dalla strategia forestale e dalle politiche ambientali dell'Unione Europea e con gli indirizzi di politica forestale internazionale, promuove lo sviluppo del sistema forestale nonché la multifunzionalità del sistema forestale stesso e la sua valorizzazione con particolare riguardo agli obiettivi:
a) di tutela idrogeologica dei territori montani ai sensi della legge 30 dicembre 1923, n. 3267 (Riordinamento e riforma della legislazione in materia di boschi e di terreni montani);
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1. La presente legge, al fine di garantirne la tutela e promuoverne la valorizzazione, disciplina l'uso delle risorse forestali, del territorio boscato e delle aree correlate, tenendo conto delle peculiarità proprie di ogni ecosistema.
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1. Ferme restando le estensioni territoriali vigenti del vincolo idrogeologico ai sensi della L. n. 3267/1923 e di quello paesistico, ai sensi del D.Lgs. n. 490/1999, la Regione con la presente legge provvede al riordino della normativa in materia forestale adottando una disciplina unitaria e coordinata per:
a) i boschi e le strutture boscate assimilate, come definiti all'articolo 4, ed i territori che li ospitano;
b) le pertinenze di qualsiasi natura di interesse forestale, nonché i filari, le alberature stradali, le fasce arborate e le piante sparse, anche se di origine artificiale e di specie diverse da quelle di cui agli allegati A1 ed A2, che assolvono funzioni di pubblico
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Art. 4 - Definizione di bosco e delle aree assimilate
c) le aree ricoperte da vegetazione arbustiva, denominati arbusteti, di specie di cui all'allegato A3, associate ad esemplari di specie di cui agli allegati A1 ed A2;
e) le aree già boccate nelle quali l'assenza del s
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Art. 5 - Funzioni e compiti amministrativi
1. Le funzioni ed i compiti amministrativi concernenti le materie oggetto della presente legge sono ripartiti tra Regione ed enti locali secondo quanto stabilito dalla legge regionale 6 agosto 1999, n. 14. La decorrenza dell'effettivo esercizio di tali funzioni e compiti è disciplinata ai sensi dell'articolo 191 della stessa L.R. n. 14/1999.
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1. Le aree di cui all'articolo 4 costituiscono il patrimonio forestale regionale complessivo ed hanno destinazione d'uso del suolo forestale irreversibile, fatte salve le autorizzazioni alla trasformazione di cui all'articolo 37.
2. Sono oggetto di au
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Art. 7 - Piano forestale regionale
1. La Regione definisce le linee generali di tutela, valorizzazione e sviluppo del sistema forestale del Lazio attraverso il Piano forestale regionale, di seguito denominato P.F.R., di durata non inferiore ad un quinquennio.
2. Il P.F.R. provvede a:
a) analizzare lo stato e le caratteristiche dei boschi in relazione alla situazione ambientale generale e all'economia della regione;
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Art. 8 - Sezione del Comitato tecnico-scientifico per l'ambiente (3)
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Art. 9 - Servizi informativi di interesse forestale
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Art. 10 - Cartografia e inventario forestale del Lazio
1. Al fine di conoscere e descrivere le risorse forestali, la Regione provvede, anche avvalendosi di altri soggetti pubblici o privati operanti nel settore forestale, alla
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Art. 11 - Conoscenza ed innovazione nel settore forestale
1. La Regione può affidare, attraverso apposita convenzione, agli enti di ricerca e ad altri organismi ed istituti di sperimentazione, l'esecuzione di studi finalizzati alla conoscenza ed all'innovazione nel settore forestale, nell'eserc
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Capo III - Pianificazione forestale e delle aree pascolive
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Art. 12 - Ruolo della pianificazione
1. La Regione riconosce la pianificazione quale strumento prioritario per la gestione sostenibile del patrimonio boschivo e pascolivo di cui all'articolo 4 e la promuove ai sensi d
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Art. 13 - Piani di gestione ed assestamento forestale
a) obiettivi del piano;
b) delimitazione e zonizzazione del patrimonio;
c) documentazione cartografica;
d) analisi della vegetazione;
e) descrizione delle particelle forestali;
f) determinazione della provvigione e della ripr
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Art. 14 - Piano poliennale di taglio
1. La pianificazione dei boschi di proprietà privata può attuarsi, in alternativa ai piani di cui all'articolo 13, attraverso piani poliennali di taglio aventi durata minima di cinque anni e massima di dieci anni. Il piano poliennale di taglio deve contenere almeno i seguenti elementi;
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Art. 15 - Pianificazione dei pascoli
1. La gestione del patrimonio pascolivo di cui all'articolo 3, comma 1, lettera c), di superficie complessiva superiore a trenta ettari, e di proprietà pubblica, è effettuata sulla base di piani di assestamento e di utilizzazione dei pascoli.
2. I piani di cui al comma 1 devono conformarsi alla pianific
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Art. 16 - Approvazione della pianificazione forestale e pascoliva
1. I piani di cui agli articoli 13, 14 e 15 sono approvati dalla Giunta regionale, previo parere dell'organo consultivo di cui all'articolo 8, entro centottanta giorni dalla data di ricevimento.
2. Prima della loro approvazione, i piani di cui al comma 1 riguardanti territori ricadenti in tutto o in parte nell'àmbito di un'area naturale protetta devono essere trasmessi all'ente gestore dell'area stessa per il rilascio del nullaosta ai sensi dell'articolo 28 della
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Capo IV - Pianificazione forestale per le diverse tipologie di proprietà
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Art. 17 - Pianificazione della proprietà forestale pubblica e collettiva
1. La gestione del patrimonio forestale di proprietà pubblica o collettiva, nonché degli enti morali, deve essere effettuata sulla base di piani di gestione ed assestamento forestale di cui all'articolo 13.
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Art. 18 - Pianificazione della gestione di proprietà forestali private
1. La gestione della proprietà forestale privata può essere effettuata sulla base dei piani di cui agli arti
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Art. 19 - Proprietà costituenti il patrimonio forestale pubblico e collettivo
1. Il patrimonio forestale pubblico si compone delle proprietà di beni forestali demaniali e patrimoniali, acquista
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Art. 20 - Patrimonio forestale della Regione
1. Il patrimonio forestale della Regione, anche denominato demanio forestale regionale, è costituito dalle foreste trasferite dallo Stato alla Regione ai sensi dell'articolo 68 del d
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Art. 21 - Amministrazione del patrimonio forestale pubblico e collettivo
2. Gli enti di cui al comma 1 destinano almeno il 10 per cento dei ricavi di tutte le attività connesse con la gestione dei beni forestali di proprietà, ivi compresi gli introiti derivanti dalle attività forestali
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Art. 22 - Concessioni d'uso
1. Gli enti titolari del patrimonio forestale possono concedere, con provvedimento motivato e sulla base delle previsioni dei piani di gestione ed assestamento forestale di cui all'articolo 13, l'uso temporaneo dei beni del patrimonio stesso a soggetti privati, con priorità per quelli senza fini di lucro o aventi fin
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Capo VI - Forme associative di gestione ed affidamento di beni
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Art. 23 - Forme associative di gestione
1. La Regione promuove la formazione di consorzi ed altre forme associative di gestione allo scopo di gestire in modo programmato, integrato e coordinato, il patrimonio silvo-pastorale di proprietari diversi,
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Art. 24 - Affidamento di beni
2. La gestione del patrimonio forestale pubblico e
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Art. 25 - Tutela del paesaggio e della cultura dei boschi
1. La Regione, per i fini di cui all'articolo 1, comma 2, e ad integrazione della normativa per la tutela delle aree boscate prevista dalla
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Art. 26 - Boschi con finalità di conservazione della biodiversità e del germoplasma
2. Per i fini di cui al comma 1, le province o le comunità montane, ovvero gli enti gestori delle aree naturali protette per i territori ricadenti all'interno di esse, adottano entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, appositi piani per l'individuazione dei boschi da destinare alla conservazione della biodiversità e del germoplasma vegetazionale, in relazione alle disponibilit&agr
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Art. 27 - Tutela dei boschi produttivi per fini naturalistici
1. Al fine di valorizzare la funzione naturalistica, ambientale e paesistica dei boschi produttivi, annualmente le province o le comunità montane indicano la superficie dei boschi economicamente produttivi da destinare alla conservazione integrale. Tali aree, distribuite in appezzamenti di superficie compresa tra un minimo di settec
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Art. 28 - Tutela di particolari ecosistemi
1. La Regione tutela, secondo le modalità stabilite dal regolamento forestale, di cui all'articolo 36, le alberature e/o gli individui arborei camporili nonché le siepi del sist
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Art. 29 - Tutela dei filari, delle alberature e degli arbusti
1. Le piante costituenti i filari e le alberature stradali di cui all'articolo 3, comma 1, lettera b), nell'eventualit&agr
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Art. 30 - Tutela della flora spontanea
1. La flora spontanea ricompresa nell'allegato B presente nelle aree boscate di cui all'articolo 4 ed in quelle non boscate tutelate dal vincolo per scopi idrogeologici, è tutelata ai sensi del presente articolo, in deroga a quanto previsto dalla legge regionale 19 settembre 1974, n. 61. La Giunta regionale c
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Art. 31 - Tutela degli alberi monumentali
2. Ai fini di cui al comma 1 vengono considerati alberi monumentali, anche se non iscritti nell'elenco delle specie forestali di cui agli
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Art. 32 - Elenco degli alberi monumentali
1. È istituito l'elenco regionale degli alberi monumentali. L'elenco è tenuto presso l'assessorato regionale competente in materia di ambiente.
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Art. 33 - Valorizzazione degli alberi monumentali
1. Gli alberi inseriti nell'elenco regionale degli alberi monumentali devono essere segnalati in loco riportando almeno la
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Art. 34 - Boschi monumentali
1. Sono riconosciuti come boschi monumentali le aree boscate di cui all'articolo 4 dove almeno il 10 per cento degli alber
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Art. 34-bis - Tutela delle foreste vetuste e delle faggete depresse
2. Ai fini del comma 1 si definiscon
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TITOLO IV - Norme per l'esercizio sostenibile delle attività forestali
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Art. 35 - Finalità delle attività forestali
1. La Regione riconosce le attività in bosco quale strumento fondamentale per il recupero dei soprassuoli forestali, per la tutela degli ecosistemi e degli aspetti paesist
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Art. 36 - Regolamento forestale
1. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge “la Regione emana”
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Art. 37 - Trasformazione del bosco e degli arbusteti in altre qualità di coltura
1. La trasformazione dei boschi e degli arbusteti come definiti dall'articolo 4, è vietata fatte salve le autorizzazioni rilasciate in conformità all'
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Art. 38 - Conversione del bosco e sostituzione della specie
1. Nelle aree boscate di cui all'articolo 4, la conversione dei boschi e degli arbusteti e le sostituzioni della specie devono essere autorizzate dalle province o dalle comunità montane, ovvero dai comuni per superficie inferiore a tre ettari, previo parere dell'organo consultivo di cui all'articolo 8, sulla base di comprovati motivi di ordine fitosanitario, idrogeologico
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Art. 39 - Trasformazioni e conversioni non soggette ad autorizzazione
1. Il regolamento forestale individua, nell'àmbito delle opere e dei lavori che per la loro natura ed entità non comportano la trasformazione permanente dei boschi, i casi in cui l'autorizzazione medesima può essere sostituita dalla comunicazione di inizio lavori.
2. Sono, altresì, sog
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Art. 40 - Rimboschimento compensativo
1. Qualora la trasformazione del bosco in altre qualità di coltura comporti l'eliminazione, anche per interventi successivi e di soggetti diversi, di una superficie continua superiore a 5 mila metri quadrati di area boscata di cui all'articolo 4, la trasformazione medesima deve essere compensata da rimboschimenti di terreni nudi di pari superficie, realizzati con specie di cui all'allegato A1, preferibilmente di provenienza locale.
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Art. 41 - Viabilità forestale
1. Per rete viabile forestale si intende il complesso di strade forestali e di piste forestali principali, a carattere permanente, nonché di piste forestali secondarie, a carattere temporaneo, che interessano e/o attraversano le aree boscate di cui all'articolo 4 e che consentono anche l'esercizio delle attività forestali, la sorveglianza, la prevenzione ed estinzione di processi di degrado e degli incendi boschivi. Non sono considerate forestali le strade carrozzabili pu
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Art. 42 - Raccolta dei prodotti forestali non legnosi e di quelli legnosi già abbattuti
2. I fiori e le fronde di piante erbacee ed arbustive possono essere raccolti purché appartenenti a specie non incluse nell'allegato B.
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Art. 43 - Attività ricreative e sportive
1. L'accesso al pubblico nelle aree boscate di cui all'articolo 3 è consentito quando esse sono sprovviste di recinzione o di specifica segnaletica di divieto di accesso e transito.
2. Per limitare i danni all'ecosistema forestale il regolamento forestale indica le attività ricreative e sportive vietate e quelle consentite.
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Capo II - Fauna selvatica nelle aree boschive
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Art. 44 - Presenza di fauna selvatica nelle aree boschive e danni al patrimonio forestale
1. Le aree boscate di cui all'articolo 3 costituiscono l'habitat fondamentale per la fauna selvatica presente sul territorio regional
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Art. 45 - Disciplina delle utilizzazioni forestali
2. Ai sensi dell'articolo 6, comma 2, gli interventi di utilizzazione forestale, in assenza dei piani di cui al comma 1, devono essere autorizzati sulla base di un progetto di utilizzazione forestale, di durata non superiore a quattro anni, redatto secondo le modalità stabilite nel regolamento forestale, fatto salvo quanto previsto al comma 3. Tale progetto non può derogare alle disposizioni previste dal regolamento forestale, a meno che esplicitamente pre
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Art. 46 - Rinnovazione dei boschi
1. La rinnovazione dei boschi, nonché l'ampliamento ed il rinfoltimento della superficie boscata di cui all'articolo 3, deve avvenire, dove possibile, per via naturale. Ove si faccia ricorso ad idoneo materiale di propagazione raccolto nelle immediate adiacenze, o comunque affine, tale operazione deve
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Art. 47 - Progetto di miglioramento e ricostituzione boschiva
1. I proprietari o possessori di boschi pubblici e/o privati che intendono costituire, recuperare, migliorare, ricostituire o sottoporre a conversione gli stessi boschi usufruendo di contributi pubblici
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Art. 48 - Manutenzione delle strutture ed infrastrutture nelle aree boscate
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Art. 49 - Cantiere forestale
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Art. 50 - Epoca delle utilizzazioni
1. Il regolamento forestale indica il periodo di esecuzione degli interventi forestali in relazione all'àmbito terr
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TITOLO V - Gestione dei castagneti
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Art. 51 - Ruolo dei castagneti
1. La Regione riconosce ai castagneti un ruolo fondamentale per la stabilità idrogeologica del territorio, per il valore naturalistico degli ecosistemi, per le qualità del paesaggio, per l'economia rurale e fore
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Art. 52 - Gestione dei castagneti
1. Il regolamento forestale disciplina l'esercizio delle attività di gestione dei castagneti secondo il princìpio della gestione ecosostenibile.
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Art. 53 - Conversione dei castagneti
1. La conversione dei cedui castanili in castagneti da frutto, e viceversa, è realizzata sulla base di un progetto di miglioramento
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Art. 54 - Interventi di prevenzione e lotta fitosanitaria nel castagno
1. Fermo restando quanto previsto dagli articoli 74 e 75, la Regione, sentito il servizio fitosanitario regionale, ai fini della prevenzione dai parassiti nel castagno e della lotta contro gli stessi, può disporre:
a) per il mal d'inchiostro da Phytophthora spp:
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Capo I - Uso delle aree pascolive
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Art. 55 - Gestione dei pascoli
1. La Regione persegue la tutela e valorizzazione dei pascoli di cui all'articolo 3 in quanto costituenti una realtà territoriale complementare con le formazioni boschive e fondamentale per l'assetto, il paesaggio e l'economia delle aree rurali.
2. Gli enti pubblici proprietari ovvero gestori di pascoli gestiscono le aree
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Art. 56 - Esercizio del pascolo nel bosco
1. Al fine di incentivare la permanenza degli insediamenti zootecnici in aree montane e salvaguardare razze e popolazioni animali autoctone, sia come ausilio nella prevenzione degli incendi boschivi, sia per il sostegno all'economia rurale, le aree boschive possono essere utilizzate per il pascolo del bestiame secondo i princìpi dell'uso sostenibile delle risorse.
2. Gli enti pubblici proprietari e/o gestori dei boschi, in conformità con le indicazioni dei piani di gestione ed assest
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Capo II - Trasformazione dei terreni saldi
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Art. 57 - Trasformazione dei terreni in altre qualità di coltura
1. Nei terreni non boscati sottoposti a vincolo per scopi idrogeologici la trasformazione dei terreni saldi in terreni sog
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TITOLO VII - Vivaistica forestale
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Art. 58 - Attività vivaistica forestale
1. È considerata attività vivaistica forestale la produzione di piante e di altro materiale di propagazione, comprese le sementi nonché il prelievo nelle aree boscate di piante o di materiali di moltiplicazione raccolti in natura o provenienti da espianti autorizzati ai sensi
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Art. 59 - Materiale di propagazione
a) strutture per la rip
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Art. 60 - Rinnovazione artificiale
1. Fatto salvo quanto stabilito dall'articolo 46, comma 1, è obbligatorio l'impiego di materiale di propagazione forestale di cui all
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Art. 61 - Libro regionale dei boschi da seme
1. È istituita ai sensi dell'articolo 69, primo comma del D.P.R. n. 616/1977, il libro regionale dei boschi da seme, in cui sono iscritti i boschi e gli arboreti da seme per la produzione di materiale di propagazione forestale.
2. L'iscrizione dei boschi e degli arboreti da seme nel libro di cui al comma 1 è effettuata sulla base dei requisiti ind
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Art. 62 - Certificazione e controllo del materiale forestale di propagazione
1. Le certificazioni varietali, di qualità, fitosanitarie e di provenienza del materiale di propagazione sono effettuate da laboratori accreditati ai sensi dell'articolo 10, del D.M. 14 aprile 1997 del Ministero delle risorse agricole alimentari e forestali e dell'articolo 10, comma 5 del D.Lgs. 19 maggio 2000,
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Art. 63 - Alberi di Natale
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Capo I - Previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi
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Art. 64 - Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi
1. La Giunta regionale, su proposta dell'assessore regionale competente in materia ambientale e sentita la competente commissione consiliare, adotta, ai sensi degli articoli 3 e 8 della L. n. 353/2000, il piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, di seguito denominato piano, sulla base delle linee guida e delle direttive statali di cui all'articolo 3 della citata legge ed in coerenza con gli indirizzi della programmazione regionale in materia di protezione civile di cui alla legge regionale 11 aprile 1985, n. 37 e successive modifiche.
a) le cause determinanti ed i fattori predisponenti l'incendio e la sua propagazione;
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Art. 65 - Disposizione transitoria per i periodi a rischio di incendi boschivi e di allerta
1. In attesa dell'adozione del piano di cui all'articolo 64, il periodo a rischio di incendi boschivi è considerato
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Art. 66 - Attività di prevenzione degli incendi
1. La Regione ritiene prioritari gli interventi colturali finalizzati alla prevenzione degli incendi boschivi, ai quali è riconosciuta priorità nell'attribuzione dei contributi
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Art. 67 - Lotta attiva contro gli incendi boschivi
1. Ferme restando le competenze delle amministrazioni statali in materia, nell'esercizio delle funzioni concernenti la lotta attiva contro gli incendi boschivi, la Regione si avvale, ai sensi dell'articolo 7 della L. n. 353/2000, oltre che
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Art. 68 - Vincoli, divieti, prescrizioni e sanzioni
1. Alle aree boscate ed ai pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco si applicano i vincoli, i divieti, le prescrizioni e le sanzioni previsti dall'articolo 10 della L. n. 353/2000 e dai commi successivi. Ai fini dell'individuazione del periodo
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Art. 69 - Catasto degli incendi boschivi e cartografia delle aree incendiate (9)
1. Ai fini dell'individuazione delle aree boscate e dei pascoli percorsi dal fuoco nell'ultimo quinquennio, i comuni, singoli o associati, entro novanta giorni dalla data di adozione del piano di cui all'articolo 64, costituiscono il catasto degli incendi boschivi, di seguito denominato catasto, secondo le modalità previste dall'
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Art. 70 - Obblighi degli enti locali
1. Gli enti locali, in casso d'incendio, sono tenuti a provvedere all'immediata mobilitazione delle proprie squadre.
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Art. 71 - Volontariato
1. Nella prevenzione e nella lotta attiva contro gli incendi boschivi la Regione e gli enti di cui all'articolo 70 possono impiegare, con apposite convenzioni, organizzazioni di
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Art. 72 - Addestramento ed aggiornamento del personale
1. Al fine di migliorare i sistemi d'allertamento e d'intervento nella lotta agli incendi boschivi la Regione, ai sensi de
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29155 4154249
1. Nell'àmbito del territorio regionale la difesa fitosanitaria rappresenta il principale strumento per la salvagua
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Art. 74 - Disposizioni per la prevenzione e lotta ai parassiti
1. “Il controllo sullo stato fitosanitario dei boschi e sulla corretta esecuzione delle forme di lotta ai parassiti, comprese quelle obbligatorie ai sensi della normativa vigente, è esercitato” N1 dalla Regione attraverso il servizio fitosanitario regionale di cui alla legge regionale 11 giugno 1996, n. 20. Il P.F.R. di cui all'articolo 7, definisce gli interventi da attuarsi con riferimento allo stato fitosanitario dei boschi.
2. I proprietari o i possessori di boschi hanno l'obbligo di dare immediata comunicazione al servizio di cui al comma 1 della presenza di attacchi parassitari dannosi alle piant
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Art. 75 - Parassiti sottoposti a lotta in àmbito regionale
1. Fermo restando quanto stabilito dalla normativa statale in materia di lotta fitosanitaria obbligatoria, su indicazione del servizio fitosanitario regionale, in cui si specifica l'estensione del territorio interessato, sono sottoposti a lotta su tutto il territorio regionale
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29155 4154253
Capo III - Norme per il recupero dei boschi degradati
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Art. 76 - Recupero dei boschi degradati
1. Le province o le comunità montane possono sostituirsi nella gestione dei boschi abbandonati affetti da gravi processi di degrado che diffondendosi possono arrecare pregiudizio al restante patrimonio forestale regionale. A tal fine, essi possono predisporre,
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TITOLO IX - Interventi pubblici in àmbito forestale
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Art. 77 - Àmbito degli interventi
2) interventi di bioingegneria naturalistica volti al consolidamento dei versanti ed alla difesa del suolo dall'erosione e dal dil
29155 4154257
Art. 78 - Attuazione degli interventi mediante affidamento a terzi
1. Qualora gli interventi di cui all'articolo 77 siano attuati mediante affidamento a terzi, essi devono essere eseguiti d
29155 4154258
Art. 79 - Formazione professionale
1. La Regione prevede, nell'àmbito dei piani regionali delle attività di formazione professionale, di cui al
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Art. 80 - Misure a favore del sistema forestale
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Art. 81 - Fondo regionale forestale
1. È istituito il fondo regionale forestale finalizzato alla copertura delle spese relative alla redazione del P.F.
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Art. 82 - Copertura finanziaria
1. Per gli interventi previsti dalla presente legge, nel bilancio regionale per l'esercizio 2002 è istituito, apposito capitolo, nell'&a
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Art. 83 - Vigilanza ed irrogazione delle sanzioni
1. Le funzioni concernenti la vigilanza e l'irrogazione delle sanzioni nella materia di cui alla presente legge sono eserc
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Art. 84 - Sanzioni
1) l'abbattimento di alberi monumentali in assenza di autorizzazione, in questo caso si applica il divieto di edificabilità per i successivi venti anni sull'area basimetrica già soggetta a vincolo. La sanzione si applica per ogni singolo albero monumentale abbattuto;
3) l'impiego di materiale di propagazione forestale con certificazione non riconosciuta dalla Regione per gli interventi di cui all'articolo 60;
4) l'esercizio dell'attività silvana in difformità a quanto indicato dall'articolo 49 in materia di sicurezza dei lavoratori, dei luoghi di lavoro, uso di macchine ed attrezzature. Gli organi incaricati alla vigilanza devono dare l'immediata informativa all'autorità di competenza per gli adempimenti previsti dalle normative vigenti in materia;
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Art. 85 - Lavori di ripristino
1. In caso di violazione alle disposizioni della presente legge, la Regione, oltre ad irrogare le sanzioni di cui all'articolo
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Art. 86 - Pianificazione forestale vigente
1. I piani di assestamento e gli altri piani concernenti l'utilizzazione boschiva vigenti alla data di entrata in vigore della presen
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Art. 87 - Disposizione transitoria per l'utilizzazione boschiva nelle proprietà pubbliche e collettive
1. In assenza dei piani di gestione ed assestamento forestale, e comunque per un periodo non superiore a dieci anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le attività
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Art. 88-bis - Disposizione transitoria per la sezione specializzata del Comitato tecnico scientifico per l'ambiente
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Art. 89 - Modifiche alla legge regionale 6 luglio 1998, n. 24
1. Al comma 3, lettera b), dell'articolo 10 della L.R. n. 24/1998 dopo la parola "frutta" sono inserite le seguenti: "di superficie non infer
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Art. 90 - Modifiche alla legge regionale 6 agosto 1999, n. 14
1. Alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 100 della L.R. n. 14/1999 le parole: "di assestamento boschivo", sono sostituite dalle seguenti: "di gestione e assestamento forestale, dei piani poliennali di taglio, dei piani di assestamento ed utilizzazione dei pascoli, dei piani sommari di gestione dei pascoli e dei progetti di miglioramento e ricostituzione boschiva;".
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Art. 91 - Modifica della legge regionale 11 dicembre 1998, n. 53
1. All'articolo 5, comma 3, della
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Art. 92 - Modifiche alla legge regionale 6 ottobre 1997, n. 29
1. Al comma 2 dell'articolo 33 della
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Art. 93 - Modifiche alla legge regionale 20 gennaio 1999, n. 4
1. All'allegato A alla L.R. n. 4/1999, sono apportate le seguenti modifiche:
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Art. 94 - Abrogazioni
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Allegato A1 - Specie forestali autoctone di prima e seconda grandezza presenti nella flora spontanea del Lazio.*
* I generi sono in ordine alfabetico, le specie in ordine sistematico (di verosimile parentela) secondo la Flora d'Italia (Pignatti, 1982)
Acer obtusatum Willd. subsp. obtusatum (Acero d'Ungheria) CC
Alnus cordata (Loidel.) Desf (Ontano cordato) ?
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Allegato A2 - Specie naturalizzate e/o costituenti soprassuoli di origine artificiale*
* I generi sono in ordine alfabetico, le specie in ordine sistematico (di verosimile parentela) secondo la Flora d'Italia (Pignatti, 1982).
Cedrus deodara (D. Don) G. Don (Cedro dell'Himalaya) R
Cedrus atlantica (Endl.) Carrière (Cedro dell'Atlante) R.
Cupressus serpervirens L. (Cipresso comune) Spont RR
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Allegato A3 - Specie legnose arbustive spontanee in àmbito forestale nel Lazio*
Cytisophyllum sessilifolium (L.) O.F. Lang (= Cytisus sessilifolius L.) (Citiso a foglie sessili) CC
Cytisus villosus Pourret (= Cytisus triflorus L'Her) (Citiso trifloro) CC
Crataegus laevigata (Poiret) DC. sub
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Allegato B - Specie di ecosistemi forestali e ad essi marginali a rischio del Lazio
Arabis brassica (Leers) R. Rauschert
Argylolobium zanonii (Turra) P. W. Ball
Bupleurum gracile (M. Bieb.) DC. var. rollii Montelucci
Testo coordinato con modifiche fino alla L.R. 11/2004

References: Art. 1

Art. 4

Art. 5

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 42

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Art. 45

Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 50

Art. 51

Art. 52

Art. 53

Art. 54

Art. 55

Art. 56

Art. 57

Art. 58

Art. 59

Art. 60

Art. 61

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Art. 63

Art. 64

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Art. 66

Art. 67

Art. 68

Art. 69

Art. 70

Art. 71

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Art. 76

Art. 77

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Art. 79

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Art. 81

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Art. 83

Art. 84

Art. 85

Art. 86

Art. 87

Art. 88

Art. 89

Art. 90

Art. 91

Art. 92

Art. 93

Art. 94