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Timestamp: 2019-05-27 12:04:05+00:00

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RIDIMENSIONATA, MA IN MISURA MARGINALE RILEVANTE, LA COMMISSIONE DI MASSIMO SCOPERTO NELLA VERIFICA DI USURARIETA’ DEL RAPPORTO BANCARIO ACCESO ANTE 2010.
La Corte di Legittimità, nella massima composizione, compone un contrasto esegetico insorto tra la Seconda Sezione Penale [secondo cui la Commissione di Massimo Scoperto, nella verifica di usurarietà, rileva anche per i rapporti bancari affidati anteriori al 2010, attesa la portata di mera interpretazione autentica spiegata dall’art. 2 bis del d.l. n. 185 del 2008] e la Prima Sezione Civile [orientata ad escludere appieno siffatto costo nella verifica ex art. 2 L. N° 108/1996, anche in considerazione di un’esigenza di simmetria e omogeneità tra i criteri di determinazione, da un lato, del tasso effettivo globale (TEG) -applicato in concreto nel rapporto controverso, ai sensi del quarto comma dell’art. 644 cp- e, dall’altro, del tasso effettivo globale medio (TEGM)], partorendo una formula equidistante tra gli approcci ad oggi contrapposti. Esclusa dapprima ogni portata di interpretazione autentica, e dunque retroattiva, alla novella del 2008, il Giudice Nomofilattico ritiene che la CMS incida sulla verifica di usurarietà, seppure richieda un autonomo vaglio contabile, e non già cumulativo con gli ulteriori oneri. Questo perché, “Le commissioni di massimo scoperto, essendo rilevate separatamente secondo grandezze non omogenee rispetto al tasso degli interessi (a differenza degli interessi, si calcolano sull’ammontare della sola somma corrispondente al massimo scoperto raggiunto nel periodo di riferimento e senza proporzione con la durata del suo utilizzo), devono conseguentemente essere oggetto di comparazione separata – ancorché coordinata – rispetto a quella riguardante i restanti elementi rilevanti ai fini del tasso effettivo globale di interesse, espressi nella misura del TEGM”. Oltremodo, il superamento della soglia media non importa ex se un giudizio di usurarietà, che andrà di contro desunta da una valutazione complessiva delle condizioni applicate. “A tal fine, per ciascun trimestre, l’importo della CMS percepita in eccesso va confrontato con l’ammontare degli interessi (ulteriori rispetto a quelli in concreto praticati) che la banca avrebbe potuto richiedere fino ad arrivare alle soglie di volta in volta vigenti (“margine”). Qualora l’eccedenza della commissione rispetto alla “CMS soglia” sia inferiore a tale “margine” è da ritenere che non si determini un superamento delle soglie di legge». (Cassazione Civile – Sezioni Unite, Pres. Mammone – Rel. De Chiara | 20.06.2018 | sentenza N° 16303)
ILLEGITTIMO NEGARE LA PROMOZIONE AI VIGILI DEL FUOCO CHE PER PRIMI SALIRONO A BORDO DELLA NAVE COSTA CONCORDIA, PRESTANDO SOCCORSO AI PASSEGGERI
Il TAR Toscana annulla il provvedimento che nega la promozione per meriti straordinari ai tre vigili del fuoco i quali, sprezzanti di ogni pericolo, salirono nella immediatezza dell’evento a bordo della nave Costa Concordia, allorquando nessuno degli appartenenti ad altri Corpi accorsi sul luogo del naufragio aveva ritenuto fare altrettanto e, peggio ancora, “gli ufficiali della Costa avevano abbandonato la nave, nella quasi certezza che si sarebbe rapidamente inabissata”. Promozione sollecitata dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, ma poi respinta dal Ministero dell’Interno, affermando quest’ultimo trattarsi di un intervento routinario, similare a quello effettuato da altro personale dei VVFF nei giorni successivi. Mancata promozione annullata dal TAR Toscana, sul presupposto della illegittima equipollenza tra il proficuo intervento dei primo soccorritori (che ha permesso il salvataggio di molti passeggeri), effettuato con il concreto pericolo di inabissamento della nave crociera, ed il lavoro di soccorso dei giorni successivi, operato dopo essersi stabilizzata la posizione del relitto (Tribunale Amministrativo per la Toscana, Sezione Iª, sentenza 12 Settembre 2017).
ILLEGITTIMA L’ASSEGNAZIONE DEI SEGGI IN SENO ALLA CAMERA DI COMMERCIO, OVE LE ASSOCIAZIONI DIANO VITA AD INSUSSISTENTI APPARENTAMENTI E FISSINO QUOTE DI ISCRIZIONE DEGLI ASSOCIATI ECCESSIVAMENTE IRRISORIE
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, nell’accogliere il ricorso di chi scrive, sospende l’efficacia del decreto direttoriale adottato dalla Regione Campania -21 2017- nell’ambito dei controlli finalizzati ad accertare il grado di rappresentatività delle associazioni concorrenti. Per il TAR partenopeo gli apparentamenti debbono costituire la effettiva sommatoria di entità associative eterogenee, e non già diverse articolazioni di una omologa struttura, per quanto concorrente con una diversa nomenclatura. Altresì, alla stregua delle indicazioni contenute nella nota MISE, quote eccessivamente irrisorie (tale da intendersi quella che fissa in Euro 2 il costo di adesione) non è indicativa di una effettiva volontà di appartenenza al soggetto aggregatore. (TAR Napoli, Ordinanza 751 del 24 Maggio 2017).
IMPROCEDIBILITA’ SOPRAVVENUTA DELLA CAUSA, OVE L’ATTORE NON PRESENZI ALLA FASE DI MEDIAZIONE
Il Tribunale di Cosenza, accogliendo la tesi di chi scrive, nell’ambito di un giudizio avente ad oggetto contratti bancari, ha dichiarato la sopravvenuta improcedibilità della domanda attorea, per non avere la correntista presenziato alla fase di mediazione, pure a tal fine attivata. Secondo l’estensore della sentenza, il quadro normativo di riferimento impone ritenere la sussistenza di un vero e proprio obbligo in capo alle parti di partecipare alla fase di mediazione, la cui inosservanza deve essere vagliata in termini speculari al mancato avvio del rimedio per la deflazione del contenzioso (Tribunale di Cosenza, sentenza N° 536 2017)
Inammissibile il ricorso al TAR notificato in via telematica mediante files sottoscritti con il formato di firma digitale CAdES, in luogo del formato PAdES
I Giudici del TAR Lucano abbracciano il più rigoroso degli orientamenti, affermando la inammissibilità del ricorso giurisdizionale amministrativo, ove notificato mediante plico informatico sottoscritto con firma digitale CAdES, anziché con quella in modalità PAdES, prescritta dagli artt. 6, comma 5, e 12, comma 6, dell’Allegato al D.P.C.M. n. 40 del 16.2.2016. Una volta definitivamente ammessa la notifica telematica nel processo amministrativo (con le ripetute oscillazioni pretorie che si sono registrate nel periodo antecedente l’entrata in vigore del DPCM N° 40/2016), a far data 01/07/2016, la notifica telematica può conoscere le sole specifiche tecniche della giustizia amministrativa, pena la inammissibilità del ricorso, da equiparare ad un atto privo di sottoscrizione (TAR Basilicata, Sentenza N° 160 / 2017 del 14/02/2017).
Il Tribunale di Modena, con sentenza N° 1938 del 18/10/2016, nel solco della recente sentenza del Tribunale di Milano, datata 19/01/2016, ammette il divorzio per procura, accogliendo la domanda ex art. 3 L. N° 898/1970 di uno dei coniugi (difeso da chi scrive), in sede di udienza mutata nelle forme consensuali. Si rammenta come il Tribunale di Milano, nella statuizione citata, evidenziava quanto di seguito: “dinanzi all’Ufficiale di Stato Civile i coniugi -così come potrebbero munirsi di procura speciale davanti al Giudice- possono avvalersi della rappresentanza di un procuratore speciale e, in virtù della stessa, svolgere, in luogo del rappresentato, tutte le attività che questi dovrebbe porre in essere al cospetto dell’autorità amministrativa”. Leggi tutto…
Il Consiglio di Stato ribalta un primo verdetto del TAR Lazio, e ritiene illegittimo l’Ordine impartito dalla Banca d’Italia a Silvio Berlusconi di alienare le partecipazioni detenute in Mediolanum, sul presupposto che l’ex Presidente del Consiglio abbia perso i requisiti di onorabilità, già previsti per chi detiene partecipazioni qualificate al capitale delle banche, ed oggi estesi, in forza del Decreto Legislativo 4 Marzo 2014 N° 53, alle Società di Partecipazione Finanziaria. Per i Giudici di Palazzo Spada il principio di irretroattività della legge, specie allorquando afferente la spendita di poteri ablatori, restrittivi della sfera giuridica del privato, rappresenta un’eccezione, necessariamente da esplicitare nel corpo normativo di riferimento. L’art. 2, comma 5, lett. a), d.lgs.4 marzo 2014, n. 53, che ha esteso a coloro che detengono partecipazioni nel capitale delle Società di Partecipazione Finanziaria Mista (SPFM) i requisiti di onorabilità previsti per i partecipanti al capitale delle banche di cui all’art. 25 del T.U.B., non può conoscere impiego retroattivo, ed applicarsi a chi ha perso i requisiti di onorabilità anteriormente all’introduzione dei requisiti medesimi (Consiglio di Stato, Sezione VIª, Sentenza 3 Marzo 2016, N° 882).
REFORMATIO IN PEIUS DELLA SENTENZA DI ASSOLUZIONE NON INDISCRIMINATA
La Corte di Cassazione, accogliendo proprio l’impugnativa di chi scrive, torna a delineare gli esatti termini entro cui al Giudice di appello è consentito riformare la sentenza assolutoria ottenuta dal prevenuto in primo grado. Per il Giudice Nomofilattico, non sussiste piena specularità tra pronuncia di appello favorevole all’imputato ovvero confluente in una statuizione di condanna. In tale ultima evenienza, il Secondo Giudice non può limitarsi ad una eterogenea disamina, pur se di eguale plausibilità, occorrendo per contro una più pregnante motivazione, dotata di superiore forza persuasiva, tesa ad evidenziare le irriducibili contraddizioni della sentenza gravata e le insanabili aporie (Cassazione Penale, Sezione IVª, Sentenza N° 4336 – 2 Febbraio 2016).
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