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Timestamp: 2019-01-20 16:08:09+00:00

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Cassazione, fervente attesa per la sentenza su Ruta e sul destino dei blog italiani
7 Maggio 2012 | Autore: Angelo Greco
Questo giovedì (10 maggio 2012), la Cassazione deciderà della sorte di gran parte dei blog italiani.
Come ho già ricordato su questo portale, a breve la Cassazione chiarirà se ogni sito di informazione periodica (a prescindere dall’impostazione formale: dunque, tanto i portali quanto i semplici blog) debba essere soggetto alla legge sull’editoria [1]: con il conseguente obbligo di registrazione in Tribunale e della nomina di un direttore responsabile. In caso di mancato rispetto di tali regole, si verrà processati per il reato di stampa clandestina, con pene detentive fino a due anni.
Una minaccia tutt’altro che improbabile, atteso che già i due precedenti gradi di giudizio avevano condannato Carlo Ruta (il giornalista coinvolto in questa vicenda) per non aver registrato il proprio blog “accadeinsicilia”. In fondo a questo articolo, si potrà leggere l’incredibile testo della sentenza della Corte di Appello di Catania.
Sentenza n. 961/D/2011
RUTA Carlo, nato a Ragusa il 26/8/1953 e residente a Pozzallo in via G. Ungaretti n. 46
Tratto a giudizio per rispondere del reato di cui agli artt. 5 e 16 della legge 8/2/1948 n. 47 (legge sulla stampa, commesso in Pozzallo il 16/12/2003 e sino al 7/12/2004, Ruta Carlo, appellante odierno, è stato giudicato, ritenuto colpevole di tale reato e condannato con sentenza del Tribunale di Modica dell’8/5/2008 alla pena, concesse le attenuanti generiche, di euro 150,00 di multa oltre che al pagamento delle spese processuali.
Si è contestato al Ruta di avere intrapreso la pubblicazione del giornale di informazione civile denominato “Accadeinsicilia” e diffuso in via telematica notizie sul sito “http: www.accadeinsicilia.net”, senza che fosse intervenuta la registrazione presso la Cancelleria del Tribunale di Modica competente per territorio per avere il Ruta comunicato al provider “Tiscali” il proprio indirizzo di posta elettronica in Pozzallo, via Ungaretti n. 46, con registrazione avvenuta in data 16 dicembre 2003.
Avverso la sentenza è stato proposto rituale appello dal difensore dell’imputato il quale ha sostenuto e dedotto che quanto rinvenuto nei siti internet di cui alla contestazione non era sussumibile nel concetto di stampa o di stampato assoggettato alla normativa della legge 8/2/1948 n. 47, che si attiene invece a quelle forme di espressione del pensiero che si manifestano attraverso riproduzione tipografica o comunque con mezzi meccanici o fisico chimici in qualsiasi modo destinati alla pubblicazione; che anche il giornale telematico poteva ritenersi assoggettato a tale normativa, ma soltanto se riprodotto su materiale cartaceo così da ritenersi a tutti gli effetti materiale “stampato”; che il primo decidente aveva invece praticato una errata applicazione al caso in esame della normativa prevista dalla legge n.62/2001 che estendeva le norme sulla stampa anche ai giornali ”on-line” i cui editori intendessero usufruire dei finanziamenti statali previsti dalla stessa legge, potendosi solo a questi fini equiparare del prodotto giornalistico cartaceo con quello informatico, in tale senso limitando l’inciso contenuto nella stessa legge “ai fini della presente legge si intende …”: disposizione che non si attagliava al caso in esame, atteso che nessun finanziamento era stato chiesto ed ottenuto dal Ruta; che tale principio era stato affermato anche dall’art. 7/co. 3 del D.L.vo n.70/2003 che esonerava dalla registrazione le testate telematiche che non intendevano accedere alle provvidenze ed agevolazioni di cui alla legge n. 62/2001; che neppure sarebbe stato possibile individuare il Tribunale competente alla ricezione dell’autorizzazione alla pubblicazione del giornale telematico; che comunque era da riconoscersi un errore sul fatto commesso dall’imputato.
Si è infatti affermato dal Tribunale di Milano (Sez. XI 21/62010) che “l’inclusione nella nozione di ‘stampa’ dei nuovi mezzi di espressione del libero pensiero (quali ‘newsletter’, ‘blog’, ‘newgroup’, ‘mailing list’, ‘chat’, messaggi istantanei ecc.) non può avvenire prescindendo dalle caratteristiche specifiche di ciascuno di essi. E poiché la stampa è sottoposta a regole e obblighi (indicazioni obbligatorie, direttore responsabile e registrazione) e tali requisiti, in quanto finalizzati a identificare preventivamente i responsabili e pertanto a tutelare la collettività, sono imprescindibili per ottenere l’applicazione delle garanzie in tema di sequestro, solo in presenza di tali presupposti si possono applicare al prodotto editoriale pubblicato su supporto informatico le stesse garanzie previste per la stampa cartacea, tra cui la non sequestrabilità. In caso contrario, infatti, si determinerebbe un’irragionevole disparità di trattamento tra chi pubblichi un articolo su supporto cartaceo e l’articolo pubblicato ‘on-line’” (si aggiunge: i cui risultati ed effetti possono essere assimilabili).
(Dott. Ignazio Augusto SANTANGELO)
[1] La Legge n. 47 del 1948.
15 Set 2012 | di Angelo Greco
«Tra il diritto e la politica c’è altro e di più importante».
Carlo Ruta non è nuovo alla cronache giudiziarie. Ha i suoi estimatori come ha i suoi critici. Ma non è questo che qui interessa. Mi si annoveri pure più tra i critici che tra gli estimatori di Ruta. Ma non è nemmeno questo che qui interessa.
Qui m’interessa dire che se la Cassazione avesse confermato la sentenza d’Appello, la libertà dei blog ne sarebbe uscita a pezzi.
Ci vuole adesso una legge, ammesso e non concesso che questo governo Monti-Napolitano, il governo delle tasse su tasse e dei suicidi su suicidi, e la maggioranza parlamentare che lo sostiene, bislacca maggioranza di sigle e non di veri e propri partiti, abbiano interesse a farla e la sappiano fare.
Diritto e politica.
Il diritto, non se l’abbiano a male i kelseniani di ieri e di oggi, «è» anche politica. E la politica, dacché Machiavelli ce l’insegnò meglio di Platone e Aristotele, «è» anche diritto. E il diritto e la politica, lo testimoniò Antigone al decreto di Creonte disobbediente, spesso dalla giustizia si tengono lontani e si prostituiscono, l’etica mortificando e il valore della persona ferendo a sangue.
Ogni attentato alla libertà della blogsfera è un attentato alla giustizia.

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