Source: http://www.uccronline.it/2012/03/23/a-strasburgo-vince-la-famiglia-naturale-e-i-diritti-del-bambino/
Timestamp: 2017-08-24 08:53:47+00:00

Document:
A Strasburgo vince la famiglia naturale e i diritti del bambino | UCCR
A Strasburgo vince la famiglia naturale e i diritti del bambino
di Maurizio Pucciarelli*
Sentenza importante della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo (del 15/3/2012 su ricorso n. 25951/07). Il caso riguarda due signore, Dubois e Gas, omosessuali e conviventi da lungo tempo. La prima, qualche anno fa, si era recata in Belgio dove si era sottoposta a procreazione medicalmente assistita eterologa con seme da donatore anonimo e al ritorno in Francia aveva partorito e riconosciuto una bambina. Le due donne avevano poi sottoscritto un PACS (accordo di convivenza) e in forza della loro collaudata unione, la sig. Gas aveva richiesto di poter adottare la figlia della convivente. La legge prevede questa possibilità.
Pensate al caso di una donna con un figlio che si sposi, il marito potrà adottare il figlio della moglie e quest’ultima non perderà la potestà genitoriale sulla propria figlia, ma la eserciterà insieme al marito. Ma, dice la legge francese, questo è possibile solo se i genitori sono sposati. Nel caso di coppie non sposate o di PACS l’adozione di uno dei due soggetti fa perdere la potestà genitoriale all’altro. A causa di queste limitazioni Dubois e Gas sono ricorse alla corte di Strasburgo lamentando di aver subito una discriminazione fondata sul loro sesso e chiedendo la condanna della Francia. Ma la corte ha stabilito che gli Stati membri hanno ampi margini di discrezionalità nel definire i contenuti della vita familiare delle coppie gay e di quelle sposate, e che pertanto non esiste un diritto a che lo status giuridico basato su un accordo di convivenza sia sovrapponibile a quello del matrimonio, anche perché l’art. 12 della Convenzione esplicitamente si riferisce ad un uomo e ad una donna. Inoltre la sentenza ribadisce che la Convenzione EDU non obbliga gli stati aderenti ad estendere il matrimonio alle coppie omosessuali e questo perché il matrimonio conferisce uno status speciale a coloro che si impegnano in esso.
Di grande rilievo anche la valutazione che la Corte EDU dà del divieto di eterologa per le coppie omosessuali. Pur essendo la legislazione francese in materia più permissiva della nostra, requisito essenziale per poter accedere alla fecondazione eterologa è che la coppia sia formata da un uomo e una donna. Le sig.re Gas e Dubois avevano sostenuto che questo costituiva una palese discriminazione nei confronti degli omosessuali, ma la corte di Strasburgo ha ritenuto conforme ai principi della Convenzione la legislazione francese nel momento in cui assegna alla fecondazione eterologa il ruolo di cura contro l’infertilità delle coppie. Infertilità che nel caso di due omosessuali non deriva da una malattia ma dalla natura stessa dei soggetti che stabiliscono il legame. Una difesa dunque a tutto campo dell’istituto del matrimonio e della maternità, che tutela anche il bambino-oggetto dal preteso diritto degli adulti ad avere figli ad ogni costo.
Il Parlamento del Portogallo rifiuta le adozioni omosessuali
42 commenti a A Strasburgo vince la famiglia naturale e i diritti del bambino
23 marzo 2012 alle 13:36
Un primo passo. Speriamo ne seguano altri…
Dovrei leggere la sentenza per esserne sicuro, ma così a occhio non direi che abbia vinto la famiglia naturale. La Corte ha semplicemente detto che esiste piena libertà nel definire lo status giuridico delle coppie, e che pertanto la Francia può fare come vuole. Non mi pare si sia riconosciuto alcun valore intrinseco e particolare alla famiglia naturale. Se la Francia decidesse di equiparare tutto, la Corte non avrebbe nulla da ridire.
Qumran ha detto in risposta a Francesco Santoni
Beh certo, va contestualizzato alla Francia. La Corte non avrebbe nulla di dire in nessun caso e non ha fatto pressioni perché la Francia cambi, non ha nemmeno accolto l’adozione omosessuale.
24 marzo 2012 alle 01:34
Tuttavia una nota positiva c’è. Ovvero che almeno di fatto si sancisce che non approvare unioni omosessuali non costituisce motivo di discriminazione.
Rebecca ha detto in risposta a Francesco Santoni
Reggerà nel tempo?
23 marzo 2012 alle 16:45
A partire dall’età minima per contrarre matrimonio, l’uomo e la
donna hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia secondo
le leggi nazionali che regolano l’esercizio di tale diritto.”
Appunto, dice “l’uomo e la donna”, non l’uomo e l’uomo, oppure l’uomo e l’armadio.
23 marzo 2012 alle 18:36
Bene! Alla faccia di Hollande.
23 marzo 2012 alle 18:52
Non so perché ma in questo clima non riesco ad essere particolarmente entusiasta di questa sentenza.
Riappare un pò di buon senso…
Persino in Uaar ho letto commenti dolenti sul laburista che apriva agli Islamici a Londra, forse capivano, o iniziavano a capire, che mandare negli sciacquoni intere generazioni di inglesi con l’aborto significava anche importare generazioni Islamiche da tante parti del mondo con il risultato di perdere di colpo tanti gradi di libertà…
le notizie di Strasburgo sono ulteriori segni importanti di un vento culturale che cambia…
Hugo ha detto in risposta a a-ateo
basta uaar!!! disintossicati!!!!!!!!!!!!!!!!
In realtà la cosa non è così facile come appare.
E’ vero che la Corte ha preso atto dell’inequivocabile letteralità dell’art. 12 ma non esclude che lo stesso l’articolo sia di fatto inapplicabile per le coppie omosessuali rinviando all’art. 9 della Carta di Nizza, il quale non insiste sulla differenza di sesso tra i coniugi. In particolare i giudici di Strasburgo affermano:
“The Court would no longer consider that the right to marry enshrined in Article 12 must in all circumstances be limited to marriage between two persons of the opposite sex. Consequently, it cannot be said that Article 12 is inapplicable to the applicants’ complaint”.
Per la precisione mi riferisco ad un caso di due cittadini austriaci omosessuali che dopo il respingimento delle autorità austriache della loro richiesta di matrimonio sono ricorsi alla Corte di Strasburgo (ricordo che in Austria le unioni omosessuali sono registrate ed hanno uno status affine al matrimonio).
Luca S. ha detto in risposta a Antonio72
Innanzitutto, stai citando un passo in inglese. Poiché la sentenza in questione deve essere redatta in francese, ciò mi fa pensare che tu abbia letto non la sentenza ma una sintesi su qualche sito.
Affermi poi che la Corte avrebbe rinviato all’art. 9 della Carta di Nizza. E’ del tutto evidente che la Cedu non potrebbe far riferimento alla Carta di Nizza. Questa proprio non so dove tu possa averla copiata.
Antonio72 ha detto in risposta a Luca S.
Parlavo della Corte, non della CEDU! Questo squalifica in partenza la tua replica pregiudizievole (nei miei confronti personali) e totalmente inconsistente.
Ma la CEDU non è proprio la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo?
Anche tu GiuliaM, ce l’hai con me per partito preso?
Ricontrolla.
Un aiuto: E’ ovvio che una Corte non può essere composta da articoli, semmai da componenti togati.
Ora non fare la vittima, io sinceramente sapevo che l’acronimo CEDU aveva quel significato.
Luca S. ha detto in risposta a GiuliaM
Sì Giulia, intendevo proprio la Corte. A livello colloquiale tuttavia l’acronimo sta per la Convenzione.
Antonio, come vedi, si sente assediato. Tra un pò griderà che rilascerà gli ostaggi (le Costituzioni) e che vuole negoziare.
Il mio non è un sentimento (praticamente da questo punto di vista ne sono totalmente privo) ma una constatazione oggettiva.
Gupas ha detto
23 marzo 2012 alle 22:49
La CEDU é esattamente la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo.
Esso basa le sue sentenze ( come di quella di cui si sta parlando) sui principi giuridici della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo.
La CEDU non ha niente a che fare con l’UE e con il Trattato di Nizza che é uno dei Trattati che regolano, appunto, i rapporti interni all’ Ue.
Anche l’UE ha un suo Tribunale interno e si chiama Corte di Giustizia dell’UE.
Esso regola le sue sentenze in conformità alla normativa dei vari trattati che si sono succeduti nel tempo nel fondare e rafforzare le strutture della Comunità europea. ( Trattato fondativo di Roma del 1957, Trattato di Maastricht del 1993, trattato di Amsterdan del 1996, Trattato di Nizza e così via….)
La UE non ha nessuna competenza nel diritto di famiglia che rimane di competenza dei singoli Stati. Puo solo fare delle risoluzioni, come quella votata dal Parlamento europeo la settimana scorsa a favore del matrimonio gay, ma tali risoluzioni sono solo degli auspici che non hanno nessuna forza vincolante per gli Stati membri.
La CEDU invece ce l’ha la competenza a sentenziare, in modo vincolante sulla famiglia e su altre materie eticamente sensibili ma noto, con piacere, che dalla sentenza fondamentale sul Crocifisso in poi la musica sia molto cambiata e che la Cedu cominci a suonare a favore della sensibiltà dei credenti. Speriamo che la cosa duri.
Luca S. ha detto in risposta a Gupas
23 marzo 2012 alle 23:04
Tutto ok in linea di massima, salvo un punto: la Corte non si basa certamente sulla Dichiarazione dei diritti dell’uomo, ma sulla Convenzione europea dei diritti umani e, soprattutto, sui protocolli alla Convenzione.
Antonio72 ha detto in risposta a Gupas
23 marzo 2012 alle 23:06
Per Cedu si può anche intendere la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, ed è così che era intesa implicitamente nel mio commento.
Non ci capisce per quale arcana ragione la Corte di Strasburgo non potrebbe rinviare alla Carta di Nizza. Cmq l’ha fatto, traendo le conseguenze che ho riportato nel mio virgolettato.
23 marzo 2012 alle 23:44
Antonio, ti ripeto che la Corte di Strasburgo non può aver rinviato alla Carta di Nizza.
23 marzo 2012 alle 23:48
E perchè no? Perchè lo dice Luca S.
E la Corte Costituzionale italiana può farlo?
“Si fa rinvio, poi, tra le numerose disposizioni richiamate, in particolare all’art. 12 della C.E.D.U. (che integra, quale norma interposta, il parametro di costituzionalità ex art. 117, comma 1, Cost., come ha affermato Corte cost., sentt. nn. 348 e 349/2007) e all’art. 9 della Carta di Nizza.”
Indovina, indovinello dove ho pescato questo ritornello?
23 marzo 2012 alle 23:14
Ovviamente vale per qualsiasi Corte e non solo quella di Strasburgo.
24 marzo 2012 alle 17:36
Anche questa sembra l’ennesima vittoria di Pirro, la Corte di Strasburgo ha sentenziato che non può intervenire laddove ai paesi è lasciato ampio margine di discrezionalità. Se ad esempio uno stato legifera sul matrimonio esclusivo tra uomo e donna, la Corte non può fare altro che recepire tale legge.
Quello che contano sono le leggi nazionali: ormai le unioni gay sono state approvate in quasi tutta Europa ed in parecchi altri paesi http://it.wikipedia.org/wiki/Matrimonio_fra_persone_dello_stesso_sesso , il riconoscimento dei diritti dei gay si sta espandendo a macchia d’olio mentre l’Italia sembra confermare la sua vocazione quando si trattano “temi sensibili”: cioè girare la testa dall’altra parte. Le unioni gay arriveranno anche da noi. Tardi, ma arriveranno.
24 marzo 2012 alle 17:39
e tu non vedi l’ora, vero?
Tommaso B. ha detto in risposta a Kosmo
24 marzo 2012 alle 18:38
Massì ragazzi, nel vangelo c’è scritto che dovrà andare tutto verso la rovina! Noi rinnoviamo l’amore! A me sinceramente che un uomo ed un altro uomo si sposino nel mio paese non cambia molto, più che altro questo confonderà le acque con i fanghi… Non vi piacciono le terme fangose?
è certo però che Ivan B. è un assiduo lettore di questo sito… io mi richiedo: ma non hai una vita da amare?
per cosa agisci? quale convinzione? è di Amore o di Odio? tu dirai: è di ragione, ma la ragione ascolta, è la superbia che chiude gli occhi.
vergogna tremenda vergogna nell’ultimo dei giorni, quando le piante tutte fioriranno e voi appassirete. Allora il Signore sarà coperto di Gloria nel perdono dei vostri peccati. “Perché: guardino, ma non vedano, ascoltino, ma non intendano, perché non si convertano e venga loro perdonato”
Anche io vi perdono, anche se avete ucciso tantissimi bambini prima di nascere e moltissimi giovani bambini adulti innocenti. Vi perdono.
Ivan hai fretta di sposarti con qualche tuo amico?
In alcuni stati degli Stati Uniti vige ancora la pena di morte.
Dovremmo forse copiare questa parte di legislazione da questi EVOLUTISSIMI (perchè permettono le “nozze gay”) stati?
Capisco che tu non sia abituato a pensare da solo, Ivan, ma questa storia del “lo fanno anche gli altri, facciamolo pure noi” (siano essi animali o stati) è un po’ stucchevole.
Agli inizi del secolo scorso l’eugenetica veniva applicata da un numero sempre maggiore di stati e insegnata sempre di più nelle Università.
http://www.uccronline.it/2012/03/24/il-successo-delleugenetica-negli-usa-in-europa-e-nei-paese-secolarizzati/
Anzi, per dirla tutta, in Spagna “il vento è cambiato” e si stanno per cancellare i danni prodotti dall’ubriacatura zapateriana, finalmente.
Che dici, potremmo essere l’avanguardia: prima l’Italia, poi la Spagna, poi gli altri stati…
24 marzo 2012 alle 20:03
Questa volta sono d’accordo con Ivan B., anche se con le dovute precisazioni.
Innanzitutto ricordo al medesimo Ivan B. che la Corte di Strasburgo lascia la discrezionalità, o margine di apprezzamento, a tutti gli stati membri, in quanto come già detto, la disciplina del matrimonio tra omosessuali è molto eterogenea in Europa, e solo in sei o sette stati è legalizzato apertamente. Tuttavia ritengo che l’unione tra persone dello stesso sesso debba in ogni caso essere disciplinata e normata in tutti gli stati, anche in Italia. Questo per evitare proprio che la questione dei mancati diritti delle coppie omosessuali possa essere sfruttata e strumentalizzata dai soliti movimenti fondamentalisti, quale scusante per pretendere una parificazione con l’istituto matrimoniale, che in realtà è minoritaria in Europa (gli stati dovrebbero essere Belgio, Olanda, Norvegia, Portogallo, Spagna e Svezia).
Viceversa una eventuale legislazione, secondo me auspicabile anche alla luce dell’ultima decisione della stessa Corte di riconoscere lo status di famiglia delle unioni omosessuali, priverebbe di forza proprio quei movimenti fondamentalisti omosessuali.
26 marzo 2012 alle 01:24
Quindi ricapitolando. Antonio “il cattolico” vorrebbe:
-donne sacerdote
-nozze gay
Capite la povera chiesa che gente si ritrova?
26 marzo 2012 alle 08:03
Ma è pur sempre un “plurilaureato”, come dice lui…
26 marzo 2012 alle 08:13
E non dimenticare la “non-ingerenza” della Chiesa negli “affari” italiani!
Avete mai visto “Homeland”?
http://it.wikipedia.org/wiki/Homeland_-_Caccia_alla_spia
Raffa, è possibile che devi sempre fare discorsi da tifoso allo stadio?
Per una volta anch’io prendo le difese di Antonio, sebbene tuti voi sappiate quanto duramente abbiamo discusso più volte.
Lui dice: “Tuttavia ritengo che l’unione tra persone dello stesso sesso debba in ogni caso essere disciplinata e normata in tutti gli stati, anche in Italia”
Tu traduci:
“Antonio “il cattolico” vorrebbe:
-nozze gay”
Imparerai un giorno a confrontarti lealmente e a non inventarti di sana pianta quello che altri non hanno detto?
Tifo da stadio? Credo che dovrai rivedere i tuoi commenti e la tua insopprimibile esigenza di dire l’ultima parola.
Mi sembra giusto che tu difenda Antonio, hai capito che ha molto di più da spartire con te che con noi. Almeno non sarà l’ennesimo cattolico emancipato.
Il mio commento rimane, infatti in questo caso ha aperto alle nozze gay, mentre in altri commenti precedenti ha aperto a tutto il resto. Per ora gli manca soltanto di affermare che Pio XII fu amico del nazismo e poi sarete finalmente alleati 😉
26 marzo 2012 alle 01:22
La Corte di Strasburgo poteva intervenire in modo negativo, come fece la prima volta con il crocifisso, e invece ha rispettato il suo ruolo, valorizzando la famiglia.
Ti ricordo che vittoria di Pirro o meno, la vittoria non è mai tua. 🙂
Ti ricordo che anche l’eugenetica fino a pochi anni fa si espandeva a macchia d’olio mentre l’Italia si è girata la testa dall’altra parte.
“Le unioni gay arriveranno anche da noi. Tardi, ma arriveranno.”
Spero che sia lo stesso anche per gli ex gay.
24 marzo 2012 alle 18:29
Fermo restando il divieto per le coppie omosessuali io non giorei sul fatto che la fecondazione eterologa sia consentita comunque.
gioirei*
Non è che mi pare appropriato parlare di “difesa a tutto campo dell’istituto del matrimonio”.
Esiste un matrimonio a 3 ? ….
Una persona, la moglie/il marito e Dio 🙂
« La storica Piccaluga spiega la rivoluzione di Gesù verso i bambini e l’aborto
Il dossier sul “caso Maciel Degollado” »

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 117