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Timestamp: 2018-01-23 21:35:35+00:00

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10/12/2012 - DECRETO CRESCITA: Principali disposizioni
(D.L. 18 ottobre 2012 n. 179)
Il cosiddetto decreto crescita 2.0, entrato in vigore il 20 ottobre 2012, reca ulteriori misure per la crescita del Paese, tra le quali si annoverano le disposizioni volte a promuovere lo sviluppo di start up innovative, già oggetto di approfondimento sulla presente rivista, nonché novità in materia di procedure concorsuali e di diritto societario. Si segnalano, altresì, nuove norme per l’utilizzo della posta elettronica certificata per le imprese indi­viduali, oltre che disposizioni in materia di utilizzo degli strumenti di pagamento elettronici.
Il D.L. 18 ottobre 2012 n. 179, cosiddetto “decreto crescita 2.0”, pubblicato sul S.O. n. 194 alla Gazzetta Ufficiale19 ottobre 2012 n. 245, è entrato in vigore il 20 ottobre 2012 e deve essere convertito in legge entro il 18 dicembre 2012.
La presente trattazione mira a riepilogare le principali misure volte a rilanciare la crescita del Paese, contenute nel provvedimento.
Si tenga presente che le disposizioni in commento potrebbero subire ulteriori modifiche, in considerazione della prossima approvazione del cosiddetto Maxiemendamento di conversione del decreto.
Il D.L. n. 179/2012 promuove lo sviluppo di “start up innovative”; si tratta, in particolare, di società di capitali, residenti in Italia, le cui quote, detenute in maggioranza da persone fisiche, non sono negoziate su un mercato regolamentato e il cui oggetto sociale esclusivo deve essere lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. Al fine di fruire della disciplina di favore prevista dal decreto, la start up innovativa deve rispettare requisiti di diversa natura, tra cui l’iscrizione in apposita sezione del Registro delle imprese.
Di seguito, sono riportate, in sintesi, le principali agevolazioni previste con riferimento a tale tipologia societaria, già oggetto di approfondimento nelle circolari operative n. 22 del 25 ottobre, n. 24 dell’8 novembre e n. 26 del 22 novembre.
Principali novità in tema di start up innovative
Art. 26 comma 1
delle perdite
In caso di riduzione del capitale di oltre un terzo, il termine entro il quale la perdita deve risultare diminuita a meno di un terzo viene posticipato al secondo esercizio successivo (in luogo del primo esercizio successivo).
In caso di riduzione del capitale per perdite al di sotto del minimo le­gale, l’assemblea, in alternativa all’immediata riduzione del capitale e al contemporaneo aumento dello stesso ad una cifra non inferiore al minimo legale, può deliberare il rinvio della decisione alla chiusura dell’esercizio successivo.
Art. 26 commi 2 - 3 - 5 - 7 e art. 31 comma 4
Quote di srl e clausole ad hoc
Nel caso di start up innovativa costituita in forma di srl:
· l’atto costitutivo può creare categorie di quote fornite di diritti diversi e determinare il contenuto delle varie categorie anche in de­ro­ga a quanto previsto dall’art. 2468 comma 2 e 3 del codice civile;
· l’atto costitutivo può creare categorie di quote anche prive di di­ritto di voto o con diritti di voto non proporzionali alla parteci­pazione, o anche con diritti di voto limitati a particolari argomenti o subordinati al verificarsi di particolari condizioni non mera­men­te potestative;
· le quote di partecipazione possono costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari, anche attraverso portali per la rac­colta di capitali;
· non si applica l’art. 2474 del codice civile, il quale vieta operazioni sulle proprie partecipazioni, qualora l’operazione stessa sia com­piu­ta in attuazione di piani di incentivazione che prevedano l’asse­gnazione di quote di partecipazione a dipendenti, collabo­ra­tori o componenti dell’organo amministrativo, prestatori d’opera e servizi anche professionali;
· l’atto costitutivo può prevedere, a seguito dell’apporto da parte dei soci o di terzi anche di opera o servizi, l’emissione di strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali o anche diritti amministra­tivi, con esclusione del voto nelle decisioni dei soci ex artt. 2479 e 2479-bis del codice civile.
Art. 26 comma 4
Esclusione dalla disciplina sulle società
di comodo
Non si applica la disciplina sulle società di comodo ex art. 30 della L. n. 724/94 e sulle società in perdita sistematica di cui all’art. 2 comma 36-decies - 36 duodecies del D.L. n. 138/2011.
Art. 26 comma 8
degli oneri
per l’avvio
È previsto l’esonero, dal momento dell’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle imprese, dal pagamento:
· dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria dovuti per gli adem­pimenti relativi alle iscrizioni nel Registro delle imprese;
· del diritto annuale dovuto in favore delle Camere di Commercio.
Non concorrono a formare il reddito imponibile di amministratori, di­pendenti e collaboratori continuativi i redditi derivanti dall’assegna­zione, a titolo di remunerazione, di strumenti finanziari della start up innovativa stessa (o dell’incubatore certificato).
L’agevolazione riguarda anche l’emissione di strumenti finanziari come remunerazione per apporti di opere e servizi.
È consentita la stipula di contratti di lavoro a tempo determinato anche senza la specificazione delle ragioni giustificative, nonché il rinnovo, tra le stesse parti, senza il rispetto dei cosiddetti periodi “cuscinetto”.
Incentivi all’investimento in start up
Per il 2013, 2014, 2015, è prevista una:
· detrazione IRPEF del 19% delle somme investite in una o più start up innovative, con un ammontare massimo di investimento con­sen­tito in ciascun periodo pari a 500.000,00 euro;
· deduzione IRES del 20% delle somme investite in una o più start up innovative, con un ammontare massimo di investimento con­sen­tito in ciascun periodo pari a 1.800.000,00 euro.
In entrambi i casi l’investimento deve essere mantenuto per almeno 2 anni. La detrazione sale al 25% e la deduzione al 27% per gli investi­menti in start up innovative in ambito sociale o energetico.
L’efficacia di tali disposizioni di favore è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea e all’emanazione di un decreto attuativo.
Raccolta di capitale online
Le offerte al pubblico condotte esclusivamente attraverso uno o più portali per la raccolta di capitali possono avere ad oggetto solo la sotto­scrizione di strumenti finanziari emessi dalle start up innovative e de­vono avere un corrispettivo totale inferiore a quello determinato dalla CONSOB.
Art. 31 commi 1 - 4
Le start up sono soggette alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento, con esclusione della procedura di fallimento, con­cor­da­to preventivo e liquidazione coatta amministrativa.
Le suddette norme dovrebbero già essere operative a decorrere dal 20 ottobre 2012 (data di entrata in vigore del D.L. n. 179/2012); l’operatività delle disposizioni agevolative risulta tuttavia subordinata all’iscrizione della start up innovativa, già costituita o di nuova costituzione, in apposita sezione del Registro delle imprese.
Legge fallimentare e disciplina dell’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza
L’art. 17 del D.L. n. 179/2012 apporta modifiche al:
· R.D. n. 267/42 (cosiddetta legge fallimentare), recante la disciplina del fallimento, del concordato preventivo e della liquidazione coatta amministrativa;
· D.Lgs. n. 270/99, recante la disciplina dell’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di in­solvenza.
Nell’ottica di velocizzare le comunicazioni nelle procedure concorsuali e, conseguentemente, contenere i costi per la gestione delle stesse, il D.L. n. 179/2012 dispone l’utilizzo generalizzato della Posta Elettronica Certificata (PEC).
Comunicazioni da effettuarsi mediante PEC
Presentazione del ricorso per la dichiarazione di fallimento (art. 15 del R.D. n. 267/42)
Comunicazioni ai creditori da parte del curatore (art. 31-bis del R.D. n. 267/42)
Presentazione della domanda di ammissione al passivo da parte dei creditori (art. 93 del R.D. n. 267/42)
In particolare, il nuovo art. 31-bis del R.D. n. 267/42 dispone che:
· le comunicazioni ai creditori e ai titolari di diritti sui beni posti a carico del curatore saranno effettuate all’indirizzo PEC dagli stessi indicato nei casi previsti dalla legge;
· il curatore è tenuto a conservare i messaggi PEC inviati e ricevuti in pendenza della procedura e, comunque, per il periodo di 2 anni dalla chiusura della stessa;
· è obbligatoria l’indicazione dell’indirizzo PEC da parte di ciascun creditore nella domanda di ammissione al passivo (art. 93 del R.D. 267/42).
Sono previsti diversi termini di decorrenza; in particolare:
· le modifiche all’art. 15 del R.D. n. 267/42, relativo al procedimento per la dichiarazione di fallimento, si applicano ai procedimenti introdotti dopo il 31 dicembre 2013;
· le altre disposizioni si applicano dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, anche alle procedure di fallimento, di concordato preventivo, di liquidazione coatta amministrativa e di amministrazione straordinaria pendenti, rispetto alle quali, alla stessa data, non è stata effettuata la comunicazione rispettivamente prevista dagli artt. 92 (relativo all’avviso ai creditori ed agli altri interessati nell’ambito dell’accer-tamento del passivo e dei diritti reali mobiliari dei terzi nella procedura di fallimento), 171 (relativo alla convocazione dei creditori nell’ambito del concordato preventivo), 207 (relativo alla comunicazione ai creditori e ai terzi nella liquidazione coatta amministrativa) del R.D. n. 267/42 e dall’art. 22 del D.Lgs. n. 270/99 (relativo all’avviso ai creditori per l’accertamento del passivo nell’ambito dell’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza);
· per le procedure in cui, alla data di entrata in vigore della legge di conversione, sia stata effettuata la comunicazione di cui al precedente punto, le disposizioni si applicano a decorrere dal 31 ottobre 2013; il
curatore, il commissario giudiziale, il commissario liquidatore e il commissario straordinario entro il 30 giugno 2013 comunicano ai creditori e ai terzi titolari di diritti sui beni il loro indirizzo PEC e li invitano a comunicare, entro 3 mesi, l’indirizzo PEC al quale ricevere tutte le comunicazioni relative alla procedura, avvertendoli di rendere nota ogni successiva variazione e che in caso di omessa indicazione le comunicazioni sono eseguite esclusivamente mediante deposito in cancelleria.
Disciplina sul procedimento di composizione della crisi da sovraindebitamento
L’art. 18 del D.L. n. 179/2012 modifica la L. n. 3/2012, nella parte relativa alla procedura di composizione delle crisi da sovraindebitamento dei soggetti non fallibili; al riguardo, rilevano:
· la previsione di una specifica disciplina per il consumatore, definito come una persona fisica che abbia assunto obbligazioni esclusivamente per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventual­mente svolta;
· la possibilità di prevedere nel piano oggetto della proposta di accordo rivolta ai creditori il pagamento parziale dei creditori privilegiati, purché venga assicurata una loro soddisfazione in misura non inferiore a quella realizzabile in caso di liquidazione;
· l’estensione dell’obbligatorietà dell’accordo omologato per tutti i creditori anteriori alla proposta, anche se dissenzienti; si consente, così, al debitore di ristrutturare coattivamente il suo debito anche nei loro confronti;
· la previsione di una procedura alternativa di liquidazione di tutti i beni del debitore, anche se consumatore, avente una durata minima quadriennale.
Le suddette modifiche sono applicabili a partire dal trentesimo giorno successivo all’entrata in vigore della legge di conversione del D.L. n. 179/2012.
In materia di diritto societario, l’art. 23 del D.L. n. 179/2012 prevede l’iscrizione delle società di mutuo soccorso nella sezione delle imprese sociali presso il Registro delle imprese; è inoltre istituita un’apposita sezione dell’Albo delle società cooperative, presso cui le società di mutuo soccorso vengono automaticamente iscritte.
È disposto, per le società di mutuo soccorso, l’acquisto della personalità giuridica e il perseguimento di finalità di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà, in assenza di finalità di lucro.
Viene, altresì, previsto che le società di mutuo soccorso svolgano esclusivamente attività di tipo assistenziale, in favore di soci o loro familiari conviventi.
Erogazione di trattamenti e prestazioni socio-sanitarie in casi di infortunio, malattia e invalidità al lavoro, nonché in presenza di inabilità temporanea o permanente
Erogazione di sussidi in caso di spese sanitarie sostenute dai soci per la diagnosi e cura di malattie ed infortuni
Erogazione di servizi assistenziali in favore di familiari o di contributi economici ai familiari dei soci deceduti
Erogazione di contributi economici e di servizi di assistenza ai soci che si trovino in gravi condizioni di disagio economico a seguito dell’improvvisa perdita di fonti reddituali personali e familiari e in assenza di provvi­denze pubbliche
Viene inoltre prevista la possibilità di promuovere attività di carattere culturale ed educativo, al fine di realizzare finalità di prevenzione sanitaria e diffusione di valori mutualistici. Tali società, tuttavia, non possono svolgere attività diverse da quelle previste dalla L. n. 3818/86, né attività d’impresa.
· le persone fisiche;
· altre società di mutuo soccorso, a condizione che i membri persone fisiche siano beneficiari delle prestazioni rese dalla società (la possibilità di aderire come socio è prevista anche per i Fondi sanitari integrativi, di cui all’art. 2 del decreto, in rappresentanza dei lavoratori iscritti);
· i soci sostenitori, anche in qualità di persone giuridiche.
In caso di liquidazione o perdita della natura di società di mutuo soccorso, il patrimonio è devoluto ad altre società di mutuo soccorso ovvero ad uno dei Fondi mutualistici o al corrispondente capitolo del bilancio dello Stato.
Da ultimo, per effetto delle modifiche al D.Lgs. 2 agosto 2002 n. 220, le società di mutuo soccorso sono soggette alla vigilanza del Ministero dello Sviluppo economico e delle Associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo, con il compito di svolgere revisioni ed accertare la conformità e l’osservanza dell’oggetto sociale perseguito dalle stesse.
In caso di violazione, gli uffici competenti del Ministero dispongono la perdita della qualifica di società di mutuo soccorso nonché la cancellazione dal Registro delle imprese e dall’Albo delle società cooperative.
Soggettività giuridica delle reti d’imprese
L’art. 36 commi 4 e 5 del D.L. n. 179/2012 introduce novità relative alla disciplina delle reti di imprese (art. 3 comma 4-ter del D.L. n. 5/2009).
Si ricorda che, in materia, il D.L. n. 83/2012 ha sancito la possibilità, per le reti che avessero previsto la costituzione di un fondo comune, di iscriversi alla sezione ordinaria del Registro delle imprese, acquisendo al contempo la soggettività giuridica.
In base al nuovo provvedimento, è sancita:
· l’impossibilità, per le reti non dotate di fondo patrimoniale comune e di organo comune, di acquisire la soggettività giuridica;
· la possibilità, per le reti dotate di fondo patrimoniale e di organo comune, di acquisire la soggettività giuridica a seguito di un’apposita scelta da parte dell’impresa.
L’organo comune – se istituito – agisce in rappresentanza della rete, se essa acquista la soggettività giuridica, ovvero delle imprese partecipanti al contratto, in assenza della suddetta soggettività, salvo che sia diversamente disposto nello stesso.
Questa rappresentanza è prevista nelle procedure di programmazione negoziata con le pubbliche amministrazioni, nelle procedure inerenti ad interventi di garanzia per l’accesso al credito e in quelle inerenti allo sviluppo del sistema imprenditoriale nei processi di internazionalizzazione e di innovazione previsti dall’ordinamento, nonché all’utilizzazione di strumenti di promozione e tutela dei prodotti e marchi di qualità o di cui sia adeguatamente garantita la genuinità della provenienza.
Un’ulteriore novità è stata, infine, prevista per il settore agricolo. Ai fini della pubblicità nel Registro delle imprese, infatti, il contratto di rete nel settore agricolo può essere sottoscritto dalle parti con l’assistenza di una o più organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative a livello nazionale che hanno partecipato alla redazione finale dell’accordo.
Società agricole che concedono in locazione immobili
In base all’art. 36 comma 8 del D.L. n. 179/2012, non costituisce distrazione dall’esercizio delle attività agricole la locazione, il comodato e l’affitto di fabbricati ad uso abitativo nonché di terreni e di fabbricati ad uso strumentale alle attività agricole (art. 2135 del codice civile), a condizione che i ricavi derivanti dalla locazione o dall’affitto siano marginali rispetto all’attività agricola esercitata.
Il requisito della marginalità si considera soddisfatto qualora l’ammontare dei ricavi relativi alle locazioni e affitto dei beni non superi il 10% dell’ammontare dei ricavi complessivi.
Resta fermo l’assoggettamento di tali ricavi a tassazione in base alle regole del TUIR.
Credito di imposta per le nuove infrastrutture
L’art. 33 commi 1 e 2 del D.L. n. 179/2012 introduce, in via sperimentale, un credito d’imposta per favorire la realizzazione di nuove opere infrastrutturali di importo superiore a 500 milioni di euro mediante l’utilizzazione dei contratti di partenariato pubblico-privato di cui all’art. 3 comma 15-ter del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163, la cui progettazione definitiva sia approvata entro il 31 dicembre 2015 e per le quali non siano previsti contributi pubblici a fondo perduto; deve essere, inoltre, accertata la non sostenibilità del piano economico finanziario.
Caratteristiche del credito di imposta
Riguarda IRES/IRAP generate direttamente dalla costruzione e gestione dell’opera
Non costituisce ricavo ai fini delle imposte dirette e dell’IRAP
Rappresenta base di gara per l’individuazione dell’affidatario del contratto di partenariato pubblico-privato e successivamente riportato nel contratto
È stabilito nella misura necessaria al raggiungimento dell’equilibrio del piano economico finanziario e, co­munque, entro il limite massimo del 50% del costo dell’investimento
Soggettività passiva degli enti pubblici
In materia di IVA, l’art. 38 comma 2 lett. a) del D.L. n. 179/2012 integra l’art. 4 comma 5 del D.P.R. n. 633/72, annoverando tra le “attività non commerciali” e, quindi, escluse da IVA, le operazioni effettuate dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province, dai Comuni e dagli altri enti di diritto pubblico nell’ambito di attività di pubblica autorità.
La modifica recepisce, nell’ordinamento interno, l’art. 13 par. 1 della Direttiva 2006/112/CE, nella parte in cui esclude la soggettività passiva dei suddetti enti pubblici anche quando, in riferimento alle operazioni effettuate in quanto pubbliche autorità, percepiscono canoni, contributi o retribuzioni.
Operazioni relative alla riscossione dei tributi
L’art. 38 comma 2 lett. b) del D.L. n. 179/2012, modificando l’articolo 10 comma 1 n. 5) del D.P.R. n. 633/72, esclude dalle operazioni esenti da IVA le operazioni relative ai versamenti di imposte effettuati per conto dei contribuenti, a norma di specifiche disposizioni di legge, da aziende ed istituti di credito.
L’esenzione resta, invece, confermata per le operazioni relative ai versamenti di imposte effettuati per conto dei contribuenti, a norma di specifiche disposizioni di legge, da aziende e istituti di credito.
L’art. 5 del D.L. n. 179/2012 estende l’obbligo di attivazione di un indirizzo PEC (Posta Elettronica Certificata) di cui all’art. 16 comma 6 del D.L. n. 185/2008 in capo a tutte le imprese individuali che si iscriveranno al Registro delle imprese (o all’albo delle imprese artigiane) successivamente al 20 ottobre 2012.
Le imprese individuali attive e non soggette a procedura concorsuale, invece, avranno tempo fino al 31 dicembre 2013 per depositare presso l’ufficio del Registro delle imprese competente il proprio indirizzo PEC.
L’ufficio del Registro delle imprese che riceve una domanda di iscrizione da parte di un’impresa individuale che non ha iscritto il proprio indirizzo PEC, al posto della sanzione prevista dall’art. 2630 del codice civile, sospende la domanda per 3 mesi, in attesa che sia integrata con l’indirizzo PEC.
Viene prevista, poi, l’istituzione del nuovo “Indice nazionale degli indirizzi PEC delle imprese e dei professionisti” (INI-PEC), presso il Ministero dello Sviluppo economico, entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto.
L’art. 15 comma 4 e 5 del D.L. n. 179/2012, prevede la possibilità che, a decorrere dal 1° gennaio 2014, i pa­gamenti delle parcelle professionali siano effettuati anche tramite bancomat.
Come risultato, i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, sono tenuti, a partire dalla suddetta data, ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito; sono in ogni caso fatte salve le disposizioni del D.Lgs. n. 231/2007, in materia di obblighi antiriciclaggio.
Con uno o più decreti del Ministero dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, sentita la Banca d’Italia, dovranno essere disciplinati:
· gli eventuali importi minimi;
· le modalità e i termini di attuazione della disposizione stessa.
Ciò anche avendo riguardo ai singoli soggetti interessati.
Con i medesimi decreti potrà essere disposta l’estensione degli obblighi a ulteriori strumenti di pagamento elettronici anche con tecnologie mobili.
Regime fiscale delle obbligazioni e delle cambiali finanziarie
In aggiunta e a parziale modifica di quanto previsto in sede di conversione del D.L. n. 83/2012, l’art. 36 comma 3 del D.L. n. 179/2012 prevede ulteriori novità in tema di regime fiscale delle obbligazioni e delle cambiali finan­ziarie.
Disposizioni interessate
Art. 32 comma 8 del D.L. n. 83/2012
Deducibilità degli interessi passivi per l’emittente
Art. 1 del D.Lgs. n. 239/1996
Estensione del regime di imposizione sostitutiva
Art. 32 comma 21 del DL 83/2012
Obbligazioni partecipative
Art. 32 comma 24 del D.L. n. 83/2012
Deducibilità della quota variabile della remunerazione dei titoli per l’emittente
La deducibilità degli interessi passivi per l’impresa emittente è garantita senza le limitazioni che caratterizzano le obbligazioni “ordinarie” emesse da società non quotate (legate, a norma dell’art. 3 comma 115 della L. n. 549/95, al rispetto dei cosiddetti “tassi soglia” parametrati al tasso ufficiale di riferimento della Banca Centrale Europea) quando tali titoli, se emessi da società non quotate, sono sottoscritti da investitori qualificati così come definiti dall’art. 100 del TUF.
· estende la misura agevolativa – già prevista per le obbligazioni e le cambiali finanziarie – ai titoli simi­lari alle obbligazioni;
· consente che l’investitore qualificato, al quale era in precedenza preclusa qualsiasi partecipazione nell’emit­tente, detenga una partecipazione in quest’ultimo sino ad una soglia massima del 2%.
L’esclusione dall’obbligo della ritenuta di cui all’art. 26 del D.P.R. n. 600/73 e il conseguente assoggettamento all’imposta sostitutiva del 20% vengono estesi ai proventi delle cambiali finanziarie negoziate sui mercati rego­la­mentati emesse da società non quotate.
Viene precisato che la parte variabile del corrispettivo è proporzionale al rapporto tra il valore nominale delle obbligazioni partecipative e il capitale sociale, aumentato della riserva legale e delle riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio approvato, ma incrementando il denominatore medesimo del valore nominale delle predette obbligazioni.
Viene previsto che l’emittente può dedurre la quota variabile della remunerazione in deroga all’art. 109 comma 9 lett. a) del TUIR solo nella misura in cui sia prevista anche una quota di remunerazione fissa.
Contrasto delle frodi assicurative
A seguito dell’istituzione dell’IVASS (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo), avvenuta con l’art. 13 del D.L. 6 luglio 2012 n. 95, l’art. 21 del D.L. n. 179/2012 stabilisce le attività e i compiti a cui è preposto il nuovo Istituto, ai fini della prevenzione delle frodi assicurative.
In base all’art. 36 commi 1 e 2 del D.L. n. 179/2012, per i consorzi garanzia fidi (confidi) sottoposti, entro il 31 dicembre 2013, a vigilanza diretta della Banca d’Italia:
· è possibile imputare al fondo consortile, al capitale sociale o ad apposita riserva i fondi rischi e gli altri fondi o riserve patrimoniali costituiti da contributi dello Stato, delle Regioni e di altri enti pubblici esistenti al 20 ottobre 2012;
· le eventuali azioni o quote corrispondenti costituiscono azioni o quote proprie dei confidi e non attribui­scono alcun diritto patrimoniale o amministrativo, né sono computate nel capitale sociale o nel fondo con­sortile ai fini del calcolo delle quote richieste per la costituzione e per le deliberazioni dell’assemblea.

References: Art. 26

Art. 26
 art. 31

Art. 26
 art. 30

Art. 26

Art. 31
 art. 31

Art. 32

Art. 1

Art. 32

Art. 32