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Timestamp: 2019-10-19 01:00:54+00:00

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LA VITTORIA DI EUROPA 7 - INTERVISTA A OTTAVIO GRANDINETTI - Bloggin'
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LA VITTORIA DI EUROPA 7 - INTERVISTA A OTTAVIO GRANDINETTI
Governo e Autorità per le Comunicazioni possono e devono modificare subito la legge Gasparri
Come e quanto peserà la sentenza dell’alta Corte europea di Giustizia sul caso “Frequenze TV – Europa 7”? Si potranno apportare da subito modifiche sostanziali alla controriforma Gasparri, che tra l’altro ha procurato all’Italia una Procedura di infrazione da parte della Commissione europea, che se verrà applicata dopo un’ulteriore sentenza dell’Alta Corte, costerà ai contribuenti italiani circa 400 mila euro al giorno? Come rivalersi di questa nuova tassa, un balzello dovuto all’irrisolto conflitto di interessi berlusconiano, introdotto subdolamente dall’opposizione di centrodestra e non contrastato da un governo di centrosinistra, “distratto” in altri campi, incapace di attuare una delle promesse fatte durante la passata campagna elettorale?
Per Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, anche in virtù delle dichiarazioni fatte dall’Autorità di garanzia sulle TLC, “si deve provvedere all’immediata modifica delle legge Gasparri. D'altronde, l’Alta Corte europea ha confermato la medesima istruttoria dell’AGCOM che, a suo tempo, aveva rilevato l’esito di posizioni dominanti. Per quanto ci riguarda”, sostiene ancora Giulietti, “questo vale anche per il governo in carica, il quale può non può consentire che i cittadini italiani debbano pagare un’ennesima tassa, derivata dal conflitto di interessi berlusconiano e, per questo, promuoveremo specifiche azioni a tutela dei consumatori, anche attraverso le più opportune vie legali”.
Ne abbiamo parlato anche con il Professor Ottavio Grandinetti, docente di Diritto delle comunicazioni ed esperto di Diritto internazionale.
Alcuni commentatori sostengono che ora si può fare una “class action” da parte dei cittadini per essere risarciti, all luce di questa sentenza. Quali strumenti ci sono?
“Certamente i cittadini sono danneggiati come beneficiari naturali del pluralismo mancato in questi anni a causa di una legislazione contraria al diritto comunitario. Ogni azione giudiziaria va valutata attentamente, ricordando che le associazioni di consumatori si sono già rese promotrici di un’iniziativa giudiziaria nel 2001 dinanzi al TAR del Lazio, che poi portò alla sentenza della Corte Costituzionale, la quale dichiarò l’illegittimità del regime transitorio introdotto con la legge Meccanico.
Questo genere di iniziative ed altre similari, da studiare adeguatamente, potrebbero effettivamente essere intraprese anche da associazioni di consumatori e/ di cittadini , come Articolo 21.”.
Secondo Articolo 21, appunto, ora sia il Garante per le TLC sia il governo, nonostante la crisi, possono intervenire per approvare provvedimenti immediati per correggere il sistema dell’assegnazione delle frequenze.
“Lo stato italiano, in quanto membro dell’UE, e le sue articolazioni amministrative, come il ministero per le comunicazioni e l’AGCOM, sono tenuti a rispettare il diritto comunitario e, qualora riscontrino una incompatibilità tra la norma nazionale e quella comunitaria, come ieri accertato dalla Corte nel caso di Europa 7, devono pertanto disapplicare la norma nazionale ed assicurare il rispetto della legalità comunitaria. Ne consegue che ministero ed AGCOM non solo devono obbligatoriamente astenersi dall’applicare le norme contrarie al diritto comunitario, che consentono alle reti eccedenti di operare, ma dovrebbero anche adottare tutti i provvedimenti necessari per adeguare il nostro sistema a quello europeo.
E’ appena il caso di aggiungere che il ministero conserva tutti i suoi poteri anche in questo periodo di crisi e che l’AGCOM, quale Autorità amministrativa indipendente, è (o dovrebbe essere) del tutto estranea alle dinamiche politiche ed elettorali.”.
In questa lunga battaglia proprio tutti vi hanno lasciato soli oppure ci sono state realtà che in qualche modo vi hanno sostenuto?
“Credo che quando l’editore di Europa 7 , Francesco di Stefano, lamenta l’isolamento e lo scetticismo che ha circondato in questi anni la sua battaglia giudiziaria per ottenere giustizia, si riferisca soprattutto alle istituzioni ed ai partiti e non, ovviamente, a quelle associazioni ed altre aggregazione della cosiddetta “società civile”, prima fra tutte Articolo 21 e il suo portavoce Beppe Giulietti, che invece hanno sempre riconosciuto i suoi diritti e sostenuto le sue battaglie”:
02/02/200
Scritto alle 12:39 m. | Permalink

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