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Decreto Legislativo 29 ottobre 1999, n. 490 - TECNICI&PROFESSIONE
in Normativa, NT-Ambiente - Green Economy 0 commenti tags: beni culturali e ambientali, Normativa
“Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, a norma dell’articolo 1 della legge 8 ottobre, n. 352”
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 27 dicembre 1999 – Supplemento Ordinario n. 229
Visto il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, recante istituzione del Ministero per i beni e le attivita’ culturali, a norma dell’articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59;
Sulla proposta del Ministro per i beni e le attivita’ culturali, di concerto con il Ministro per gli affari regionali;
1. E’ approvato l’unito testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, composto di 166 articoli e dell’allegato A, vistato dal Ministro proponente.
TESTO UNICO DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE IN MATERIA DI BENI CULTURALI E AMBIENTALI (art. 1 della legge 8 ottobre 1997, n. 352)
TITOLO I Beni culturali
Capo I Oggetto della tutela
Sezione I Tipologia dei beni
Articolo 1 Oggetto della disciplina
Articolo 2 Patrimonio storico, artistico, demo-etno-antropologico, archeologico, archivistico, librario
1. Sono beni culturali disciplinati a norma di questo Titolo: a) le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico, o demo-etnoantropologico; b) le cose immobili che, a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dell’arte e della cultura in genere, rivestono un interesse particolarmente importante; c) le collezioni o serie di oggetti che, per tradizione, fama e particolari caratteristiche ambientali, rivestono come complesso un eccezionale interesse artistico o storico; d) i beni archivistici; e) i beni librari.
2. Sono comprese tra le cose indicate nel comma 1, lettera a): a) le cose che interessano la paleontologia, la preistoria e le primitive civilta’; b) le cose di interesse numismatico; c) i manoscritti, gli autografi, i carteggi, i documenti notevoli, gli incunaboli, nonche’ i libri, le stampe, le incisioni aventi carattere di rarita’ e pregio; d) le carte geografiche e gli spartiti musicali aventi carattere di rarita’ e di pregio artistico o storico; e) le fotografie con relativi negativi e matrici, aventi carattere di rarita’ e di pregio artistico o storico; f) le ville, i parchi e i giardini che abbiano interesse artistico o storico;
4. Sono beni archivistici: a) gli archivi e i singoli documenti dello Stato. b) gli archivi e i singoli documenti degli enti pubblici; c) gli archivi e i singoli documenti, appartenenti a privati, che rivestono notevole interesse storico.
Articolo 3 Categorie speciali di beni culturali
1. Indipendentemente dalla loro inclusione nelle categorie elencate all’articolo 2, sono altresi’ beni culturali ai fini delle specifiche disposizioni di questo Titolo che li riguardano: a) gli affreschi, gli stemmi, i graffiti, le lapidi, le iscrizioni, i tabernacoli e gli altri ornamenti di edifici, esposti o non alla pubblica vista; b) gli studi d’artista definiti nell’articolo 52; c) le aree pubbliche, aventi valore archeologico, storico, artistico e ambientale, individuate a norma dell’articolo 53; d) le fotografie e gli esemplari delle opere cinematografiche, audiovisive o sequenze di immagini in movimento o comunque registrate, nonche’ le documentazioni di manifestazioni sonore o verbali comunque registrate, la cui produzione risalga ad oltre venticinque anni; e) i mezzi di trasporto aventi piu’ di settantacinque anni; f) i beni e gli strumenti di interesse per la storia della scienza e della tecnica aventi piu’ di cinquanta anni.
Articolo 4 Nuove categorie di beni culturali
1. Beni non ricompresi nelle categorie elencate agli articoli 2 e 3 sono individuati dalla legge come beni culturali in quanto testimonianza avente valore di civilta’.
Sezione II Individuazione
Articolo 5 Beni di enti pubblici e privati
2. I predetti enti e persone giuridiche hanno l’obbligo di denunciare le cose non comprese nella prima elencazione nonche’ quelle che in seguito verranno ad aggiungersi per qualsiasi titolo al loro patrimonio, inserendole nell’elenco.
Articolo 6 Dichiarazione
2. Il Ministero dichiara altresi’ l’interesse particolarmente importante delle cose indicate all’articolo 2, comma 1, lettera b), l’eccezionale interesse delle collezioni o serie di oggetti indicati all’articolo 2, comma 1, lettera c) e il notevole interesse storico del beni indicati all’articolo 2, comma 4, lettera c).
4. La Regione competente per territorio dichiara l’interesse particolarmente importante delle cose indicate nell’articolo 2, comma 2, lettera c) di proprieta’ privata. In caso di inerzia della Regione, il Ministero procede a norma dell’art. 9, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3.
Articolo 7 Procedimento di dichiarazione
1. Il Ministero avvia il procedimento di dichiarazione previsto dall’articolo 6 direttamente o su proposta formulata dal soprintendente, anche su richiesta della Regione, della Provincia o del Comune, dandone comunicazione al proprietario, possessore o detentore.
2. La comunicazione ha per oggetto gli elementi identificativi del bene e la sua valutazione risultante dall’atto di iniziativa o dalla proposta, l’indicazione degli effetti previsti dal comma 4 nonche’ l’indicazione del termine, comunque non inferiore a trenta giorni, per la presentazione di eventuali osservazioni.
3. Allorche’ il procedimento riguardi complessi immobiliari, la comunicazione e’ inviata anche al Comune interessato.
Articolo 8 Notificazione della dichiarazione
1. La dichiarazione prevista dall’articolo 6 e’ notificata al proprietario, possessore o detentore delle cose che ne formano oggetto.
2. Ove si tratti di cose soggette a pubblicita’ immobiliare la dichiarazione, su richiesta del Ministero, e’ trascritta nei registri immobiliari ed ha efficacia nei confronti di ogni successivo proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo.
Articolo 9 Accertamento dell’esistenza di beni archivistici
2. Il soprintendente archivistico accerta d’ufficio l’esistenza di archivi o di singoli documenti, anche di data piu’ recente, del quali siano proprietari, possessori o detentori, a qualsiasi titolo, i privati e di cui sia presumibile il notevole interesse storico.
Sezione III Disposizioni generali e transitorie
Articolo 10 Ambito di applicazione
1. Le disposizioni dei Capi seguenti di questo Titolo si applicano: a) alle cose e ai beni indicati nell’articolo 2, comma 1, lettera a), salvo il disposto del comma 2 del presente articolo; b) alle cose indicate nell’articolo 2, comma 1, lettere b) e c), dichiarate a norma dell’articolo 6, comma 2; c) ai beni archivistici; d) ai beni librari.
2. Le disposizioni del Capo II, sezioni I e II, e del Capo III, sezioni I e II, di questo Titolo si applicano alle cose indicate nell’articolo 2, comma 1, lettera a) di proprieta’ privata, nonche’ ai beni indicati nell’articolo 2, comma 4, lettera c), solo se sia intervenuta la notifica della dichiarazione prevista dall’articolo 6.
Articolo 11 Coordinamento con funzioni e competenze di regioni ed enti locali
1. Restano ferme: a) le competenze attribuite in tutte le materie disciplinate da questo Testo Unico alle regioni a statuto speciale ed alle province autonome di Trento e Bolzano dai rispettivi statuti e dalle relative norme di attuazione; b) le funzioni attribuite alle regioni a statuto ordinario dal decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3; c) le funzioni e le competenze attribuite alle regioni e agli enti locali dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
Articolo 12 Regolamento
1. Con decreto del Presidente della Repubblica, adottato a norma dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e’ emanato il regolamento per l’attuazione delle disposizioni di questo Titolo.
2. Fino all’emanazione del regolamento previsto al comma 1 restano in vigore, in quanto applicabili, le disposizioni del regolamenti approvati con regi decreti 2 ottobre 1911, n. 1163 e 30 gennaio 1913, n. 363 e ogni altra disposizione regolamentare attinente alle norme contenute in questo Titolo.
Articolo 13 Notificazioni effettuate a norma della legislazione precedente
1. Nel termine stabilito dal regolamento, il Ministero procede alla dichiarazione di bene culturale nei confronti dei beni immobili indicati nell’articolo 2 per i quali non siano state rinnovate e trascritte le notifiche precedentemente effettuate a norma delle leggi 20 giugno 1909, n. 364 e 11 giugno 1922, n. 778.
3. Le notificazioni eseguite a norma degli articoli 2, 3 e 5 della legge 1 giugno 1939, n. 1089 e le dichiarazioni adottate a norma dell’articolo 36 del decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409 conservano piena efficacia.
Articolo 14 Raccolte ex-fidecommissarie
Articolo 15 Vigilanza e cooperazione
3. Il Ministero e le regioni cooperano altresi’ all’impostazione e alla definizione delle modalita’ d’attuazione, anche in collaborazione con le universita’, di programmi concernenti studi, ricerche ed iniziative scientifiche in tema di catalogazione, inventariazione e restauro.
Articolo 16 Catalogazione
3. La catalogazione e’ effettuata secondo le procedure e con le modalita’ stabilite dal regolamento, previa definizione, con la cooperazione delle regioni, di metodologie comuni per la raccolta e l’elaborazione dei dati a livello nazionale e la integrazione in rete delle banche dati regionali o locali.
4. I dati concernenti le dichiarazioni a norma dell’articolo 6 e gli elenchi previsti dall’articolo 5 affluiscono nella catalogazione e sono trattati separatamente dagli altri; la loro consultabilita’ e’ disciplinata in modo da garantire la sicurezza dei beni e la tutela della riservatezza.
Articolo 17 Funzione consultiva
2. Il parere del comitati indicati al comma 1 e’ obbligatorio per i provvedimenti che comportano spese superiori alle soglie stabilite con decreto del Ministro, udito il Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali.
Articolo 18 Provvedimenti legislativi particolari
1. Sono fatte salve le disposizioni contenute nel decreto del Presidente della Repubblica 20 settembre 1973, n. 791 per gli interventi di restauro e di risanamento conservativo in Venezia insulare, nelle isole della laguna e nel centro storico di Chioggia, ed ogni altra disposizione di legge speciale avente ad oggetto singole citta’, complessi architettonici, siti od aree di interesse storico, artistico od archeologico.
Articolo 19 Beni culturali di interesse religioso
1. Quando si tratti di beni culturali di interesse religioso appartenenti ad enti ed istituzioni della Chiesa Cattolica o di altre confessioni religiose, il Ministero e, per quanto di competenza, le regioni provvedono, relativamente alle esigenze del culto, d’accordo con le rispettive autorita’.
2. Si osservano, altresi’, le disposizioni stabilite dalle intese concluse a norma dell’articolo 12 dell’Accordo di modificazione del Concordato lateranense firmato il 18 febbraio 1984, ratificato e reso esecutivo con legge 25 marzo 1985, n. 121, ovvero dalle leggi emanate sulla base delle intese sottoscritte, a norma dell’articolo 8, comma 3, della Costituzione, con le confessioni religiose diverse dalla cattolica.
Articolo 20 Convenzioni internazionali
1. L’attivita’ di tutela e valorizzazione dei beni culturali si conforma ai principi di cooperazione tra Stati, anche nell’ambito di organizzazioni internazionali, stabiliti dalle convenzioni rese esecutive in Italia in materia di protezione del patrimonio culturale mondiale e del patrimoni nazionali.
Capo II Conservazione
Sezione I Controlli
Articolo 21 Obblighi di conservazione
2. Essi non possono essere adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico od artistico oppure tali da creare pregiudizio alla loro conservazione o integrita’.
4. Gli archivi non possono essere smembrati, a qualsiasi titolo, e devono essere conservati nella loro organicita’. Il trasferimento di complessi organici di documentazione di archivi di persone giuridiche a soggetti diversi dal proprietario, possessore o detentore e’ subordinato ad autorizzazione del soprintendente.
5. Lo scarto di documenti degli archivi di enti pubblici e degli archivi privati di notevole interesse storico e’ subordinato ad autorizzazione del soprintendente archivistico.
Articolo 22 Collocazione
3. Nel caso in cui il trasporto di beni mobili appartenenti a privati, dichiarati a norma dell’articolo 6, avvenga in dipendenza del cambiamento di dimora del detentore, questi ne da’ notizia alla soprintendenza, la quale puo’ prescrivere le misure che ritenga necessarie perche’ i beni medesimi non subiscano danno.
Articolo 23 Approvazione dei progetti di opere
Articolo 24 Interventi di edilizia
1. L’approvazione prevista dall’articolo 23 relativa ad interventi in materia di edilizia pubblica e privata e’ rilasciata entro il termine di novanta giorni dalla presentazione della richiesta, restando comunque impregiudicato quanto disposto dagli articoli 25 e 26.
2. Qualora la soprintendenza chieda chiarimenti o elementi integrativi di giudizio, il termine indicato al comma 1 e’ sospeso fino al ricevimento della documentazione.
3. Ove la soprintendenza proceda ad accertamenti di natura tecnica, dandone preventiva comunicazione al richiedente, il termine e’ sospeso fino all’acquisizione delle risultanze degli accertamenti d’ufficio e comunque non oltre trenta giorni. Decorso tale termine, previa diffida a provvedere nei successivi trenta giorni, le richieste di approvazione si intendono accolte.
Articolo 25 Conferenza di servizi
1. Nei procedimenti relativi ad opere pubbliche incidenti su beni culturali assoggettati alle disposizioni di questo Titolo, ove si ricorra alla conferenza di servizi, l’approvazione prevista dall’articolo 23 e’ rilasciata in quella sede dal Ministero con dichiarazione motivata, acquisita al verbale della conferenza, contenente le eventuali prescrizioni al progetto.
2. Qualora il Ministero esprima motivato dissenso l’amministrazione procedente puo’ richiedere, purche’ non vi sia stata una precedente valutazione di impatto ambientale negativa, la determinazione di conclusione del procedimento al Presidente del Consiglio del Ministri, previa deliberazione del Consiglio del Ministri.
Articolo 26 Valutazione di impatto ambientale
1. Per i progetti di opere comunque soggetti a valutazione di impatto ambientale a norma dell’articolo 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349, l’approvazione prevista dall’articolo 23 e’ rilasciata da parte del Ministero in sede di concerto sulla compatibilita’ ambientale, sulla base del progetto definitivo da presentarsi ai fini della valutazione di impatto ambientale medesima.
2. Qualora dall’esame del progetto effettuato a norma del comma 1 risulti che l’opera non e’ in alcun modo compatibile con le esigenze conservative del bene culturale sul quale essa e’ destinata ad incidere il Ministero si pronuncia negativamente, dandone comunicazione al Ministero dell’ambiente. In tal caso, ovvero qualora vi sia una valutazione contraria del progetto da parte del Ministero dell’ambiente, la procedura di valutazione di impatto ambientale si considera conclusa negativamente.
3. Se nel corso dei lavori risultino comportamenti contrastanti con l’approvazione, tali da porre in pericolo l’integrita’ degli immobili soggetti a tutela, il Ministero ordina la sospensione del lavori.
Articolo 27 Lavori provvisori urgenti
1. Nel caso di assoluta urgenza possono essere eseguiti i lavori provvisori indispensabili per evitare danni notevoli al bene tutelato, purche’ ne sia data immediata comunicazione alla soprintendenza, alla quale sono inviati nel piu’ breve tempo i progetti dei lavori definitivi per l’approvazione.
Articolo 28 Sospensione dei lavori
1. Il soprintendente puo’ ordinare la sospensione dei lavori iniziati contro il disposto degli articoli 23, 26 e 27 ovvero condotti in difformita’ dall’approvazione.
2. La stessa facolta’ spetta al soprintendente per i lavori relativi alle cose indicate nell’articolo 2, comma 1, lettere a), b) e c), anche quando non sia intervenuta la dichiarazione a norma dell’articolo 6.
3. Nel caso previsto al comma 2 l’avvio del procedimento di dichiarazione e’ comunicato non oltre trenta giorni dall’ordine di sospensione: se entro tale termine non e’ effettuata la comunicazione, l’ordine di sospensione si intende revocato.
Articolo 29 Vigilanza sui beni culturali
1 . I beni culturali di proprieta’ dello Stato sono sottoposti alla vigilanza del Ministero per quanto riguarda la loro conservazione, da chiunque siano tenuti in uso o in consegna.
2. Per l’applicazione degli articoli 21, 22 e 23 nei riguardi delle amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici territoriali, il Ministero puo’ procedere mediante accordi ed intese.
Articolo 30 Vigilanza sugli archivi delle amministrazioni statali e versamenti agli Archivi di Stato
1. Gli organi giudiziari e amministrativi dello Stato versano all’archivio centrale dello Stato e agli archivi di Stato i documenti relativi agli affari esauriti da oltre quarant’anni, unitamente agli strumenti che ne garantiscono la consultazione. Le liste di leva e di estrazione sono versate
settant’anni dopo l’anno di nascita della classe cui si riferiscono. Gli archivi notarili versano gli atti notarili ricevuti dai notai che cessarono l’esercizio professionale anteriormente all’ultimo centennio.
2. Il soprintendente all’archivio centrale dello Stato e i direttori degli archivi di Stato possono accettare versamenti di documenti piu’ recenti, quando vi sia pericolo di dispersione o di danneggiamento.
3. Nessun versamento puo’ essere ricevuto se non sono state effettuate le operazioni di scarto. Le spese per il versamento sono a carico delle amministrazioni versanti.
5. Presso gli organi indicati nel comma 1 sono istituite commissioni, delle quali fanno parte rappresentanti del Ministero e del Ministero dell’interno, con il compito di vigilare sulla corretta tenuta degli archivi correnti e di deposito, di collaborare alla definizione del criteri di organizzazione, gestione e conservazione dei documenti, di proporre gli scarti di cui al comma 3, di curare i versamenti previsti al comma 1, di identificare gli atti di natura riservata. La composizione e il funzionamento delle commissioni sono disciplinati con regolamento. Gli scarti sono autorizzati dal Ministero.
6. Le disposizioni del presente articolo non si applicano al Ministero per gli affari esteri; non si applicano altresi’ agli stati maggiori dell’esercito, della marina e dell’aeronautica per quanto attiene la documentazione di carattere militare e operativo.
Articolo 31 Archivi storici di organi costituzionali
1. La Presidenza della Repubblica conserva i suoi atti presso il proprio archivio storico, secondo le determinazioni assunte dal Presidente della Repubblica, con proprio decreto, su proposta del Segretario generale della Presidenza della Repubblica. Con lo stesso decreto sono stabilite le modalita’ di consultazione e di accesso agli atti conservati presso l’archivio storico della Presidenza della Repubblica.
Articolo 32 Ispezione
Articolo 33 Controllo sui beni librari
Sezione II Restauro ed altri interventi
Articolo 34 Definizione di restauro
1. Ai fini del presente Capo, per restauro si intende l’intervento diretto sulla cosa volto a mantenere l’integrita’ materiale e ad assicurare la conservazione e la protezione dei suoi valori culturali. Nel caso di beni immobili situati nelle zone dichiarate a rischio sismico in base alla normativa vigente il restauro comprende l’intervento di miglioramento strutturale.
Articolo 35 Autorizzazione e approvazione del restauro
1. Il restauro ad iniziativa del proprietario, possessore o detentore di beni culturali sottoposti alle disposizioni di questo Titolo e’ autorizzato o approvato a norma degli articoli 21 e 23.
2. Con l’approvazione del progetto, il soprintendente si pronuncia, a richiesta dell’interessato, sull’ammissibilita’ dell’intervento ai contributi statali, certificandone eventualmente il carattere necessario ai fini della concessione delle agevolazioni tributarie previste dalla legge.
Articolo 36 Procedure urbanistiche semplificate
Articolo 37 Misure conservative
1. Il Ministero ha facolta’ di provvedere direttamente agli interventi necessari per assicurare la conservazione ed impedire il deterioramento dei beni culturali.
2. Il Ministero puo’ imporre al proprietario, possessore o detentore l’esecuzione degli interventi previsti dal comma 1. La spesa occorrente e’ posta a carico del proprietario, salvo quanto disposto dall’articolo 41, comma 2.
Articolo 38 Procedura di esecuzione
1. Ai fini dell’articolo 37 il soprintendente redige una relazione tecnica e dichiara la necessita’ dei lavori da eseguire.
2. La relazione tecnica e’ comunicata al proprietario, possessore o detentore del bene, che puo’ far pervenire le sue osservazioni entro trenta giorni dall’avvenuta comunicazione.
4. Il progetto presentato e’ approvato dal soprintendente con le eventuali prescrizioni e con la fissazione del termine per l’inizio dei lavori. Per i beni immobili il progetto e’ trasmesso al Comune interessato, che puo’ esprimere parere motivato entro trenta giorni dalla ricezione della comunicazione.
5. Se il proprietario, possessore o detentore del bene non adempie all’obbligo di presentazione del progetto, o non provvede a modificarlo secondo le indicazioni del soprintendente nel termine da esso fissato, ovvero se il progetto e’ respinto, si procede con l’esecuzione diretta.
6. In caso di urgenza il soprintendente puo’ adottare immediatamente le misure conservative.
Articolo 39 Provvedimenti in materia di beni librari
1. I provvedimenti previsti negli articoli da 34 a 38 che riguardano i beni indicati all’articolo 2, comma 2, lettera e) sono adottati dal Ministero o dalle regioni a norma dell’articolo 9, comma 1, lettera d) del decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3.
Articolo 40 Obblighi di conservazione degli archivi
Articolo 41 Intervento finanziario dello Stato
1. Lo Stato ha facolta’ di concorrere nella spesa sostenuta dal proprietario del bene culturale per l’esecuzione degli interventi di restauro per un ammontare non superiore alla meta’ della stessa.
2. Per gli interventi disposti a norma dell’articolo 37 l’onere della spesa puo’ essere sostenuto in tutto o in parte dallo Stato qualora si tratti di opere di particolare interesse, ovvero eseguite su beni in uso o godimento pubblico.
4. I contributi previsti dai commi 1 e 3 possono essere concessi anche ad enti ecclesiastici o ad istituti e associazioni di culto proprietari, possessori o detentori di archivi che, a giudizio del
soprintendente archivistico, rivestono interesse storico. La concessione del contributo e’ condizionata all’osservanza, da parte del beneficiario, degli obblighi di conservazione e di accesso del pubblico previsti per gli archivi dichiarati di notevole interesse storico a norma dell’articolo 6.
Articolo 42 Erogazione del contributo
1. Il contributo e’ concesso dal Ministero a lavori ultimati e collaudati sulla spesa effettivamente sostenuta dal proprietario.
Articolo 43 Contributo in conto interessi
1. Lo Stato puo’ concedere contributi in conto interessi sui mutui accordati da istituti di credito ai proprietari, possessori o detentori degli immobili sottoposti alle disposizioni di questo Titolo, per la realizzazione degli interventi di restauro approvati a norma dell’articolo 23.
2. Il Ministero autorizza la concessione del contributo nella misura massima corrispondente agli interessi calcolati ad un tasso annuo di sei punti percentuali sul capitale concesso a mutuo. Il mutuo e’ assistito da privilegio sugli immobili ai quali si riferisce.
3. Il contributo e’ corrisposto direttamente dall’amministrazione all’istituto di credito secondo modalita’ da stabilire con convenzioni.
Articolo 44 Oneri a carico del proprietario
Articolo 45 Apertura al pubblico degli immobili restaurati
1. Gli immobili di proprieta’ privata, restaurati a carico totale o parziale dello Stato, o per i quali siano stati concessi contributi in conto capitale o in conto interessi, restano accessibili al pubblico secondo modalita’ fissate, caso per caso, da apposite convenzioni da stipularsi fra il Ministero ed i singoli proprietari.
Articolo 46 Restauro di beni dello Stato in uso ad altra amministrazione
1. Il Ministero provvede alle esigenze di restauro dei beni culturali di proprieta’ dello Stato sentita l’amministrazione che li ha in uso o in consegna. Previo accordo con l’amministrazione interessata, la progettazione e l’esecuzione degli interventi su beni immobili puo’ essere assunta dall’amministrazione medesima, ferma restando la competenza del Ministero all’approvazione del progetto ed alla vigilanza sui lavori.
4. Gli interventi di conservazione dei beni culturali che coinvolgono piu’ soggetti pubblici e privati e che possono implicare decisioni istituzionali ed impegnare risorse finanziarie dello Stato, delle regioni e degli enti locali sono programmati, di norma, secondo le procedure previste dall’articolo 27 della legge 8 giugno 1990, n. 142, dall’articolo 2, comma 203, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 e dagli articoli da 152 a 155 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
Articolo 47 Custodia coattiva
1. Il Ministero ha facolta’ di far trasportare e temporaneamente custodire in pubblici istituti i beni culturali mobili al fine di garantirne la sicurezza, assicurarne la conservazione o impedirne il deterioramento, oppure quando cio’ si renda necessario per l’esecuzione di un intervento di restauro, incluse le eventuali indagini preliminari e la documentazione dello stato di conservazione.
Articolo 48 Deposito negli archivi di Stato
2. La stessa facolta’ spetta agli enti pubblici per i loro archivi storici. Le spese per il deposito sono a carico dell’ente.
Sezione III Altre forme di protezione
Articolo 49 Prescrizioni di tutela indiretta
1. Il Ministero, anche su proposta del soprintendente, ha facolta’ di prescrivere le distanze, le misure e le altre norme dirette ad evitare che sia messa in pericolo l’integrita’ delle cose immobili soggette alle disposizioni di questo Titolo, ne sia danneggiata la prospettiva o la luce o ne siano alterate le condizioni di ambiente e di decoro.
2. L’esercizio di tale facolta’ e’ indipendente dalle previsioni del regolamenti edilizi e degli strumenti urbanistici.
3. La comunicazione di avvio del procedimento e’ eseguita con le modalita’ previste dall’articolo 7, comma 2, ovvero, se per il numero di destinatari la comunicazione personale non sia possibile o risulti particolarmente gravosa, mediante idonee forme di pubblicita’. Con la comunicazione personale l’amministrazione ha facolta’ di adottare provvedimenti cautelari.
Articolo 50 Manifesti e cartelli pubblicitari
1. E’ vietato collocare o affiggere cartelli o altri mezzi di pubblicita’ sugli edifici e nei luoghi di interesse storico artistico o in prossimita’ di essi. Il soprintendente puo’ autorizzare il collocamento o affissione quando non ne derivi danno all’aspetto, al decoro e al pubblico godimento di detti immobili.
2. Lungo le strade site nell’ambito e in prossimita’ di edifici o di luoghi di interesse storico e artistico, e’ vietato collocare cartelli o altri mezzi di pubblicita’, salvo autorizzazione rilasciata a norma dell’articolo 23, comma 4, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, previo parere favorevole della soprintendenza sulla compatibilita’ della collocazione o della tipologia dell’insegna con l’aspetto, il decoro e il pubblico godimento degli edifici o del luoghi soggetti a tutela.
Articolo 51 Distacco di beni culturali
Articolo 52 Studi d’artista
1. Non sono soggetti ai provvedimenti di rilascio previsti dalla normativa vigente in materia di locazione di immobili urbani quegli studi d’artista il cui contenuto in opere, documenti, cimeli e simili e’ tutelato, per il suo storico valore, da un provvedimento ministeriale che ne prescrive l’inamovibilita’ da uno stabile del quale contestualmente si vieta la modificazione della destinazione d’uso.
2. Non puo’ essere modificata la destinazione d’uso degli studi d’artista a tale funzione adibiti da almeno venti anni e rispondenti alla tradizionale tipologia a lucernario.
Articolo 53 Esercizio del commercio in aree di valore culturale
1. Con provvedimento del soprintendente o nei regolamenti di polizia urbana sono individuate le aree aventi valore archeologico, storico, artistico e ambientale in cui l’esercizio del commercio previsto dalla legge 28 marzo 1991, n. 112 non e’ consentito o e’ consentito solo con particolari limitazioni. In tale ultimo caso l’esercizio del commercio e’ subordinato al preventivo nulla osta del soprintendente che, per quanto attiene alla somministrazione di alimenti e bevande, puo’ essere concesso solo per le installazioni mobili.
Capo III Circolazione in ambito nazionale
Sezione I Alienazione e altri modi di trasmissione
Articolo 54 Beni del demanio storico, artistico e archivistico
Articolo 55 Alienazioni soggette ad autorizzazione
1. E’ soggetta ad autorizzazione del Ministero l’alienazione: a) dei beni culturali appartenenti allo Stato, alle regioni, alle province, ai comuni che non facciano parte del demanio storico e artistico; b) dei beni culturali indicati nell’articolo 2, comma 1, lettere a) e b) appartenenti ad enti pubblici; c) delle collezioni o serie di oggetti indicate nell’articolo 2, comma 1, lettera c), dichiarate a norma dell’articolo 6, comma 2, o di parti di esse.
2. Il Ministero puo’ autorizzare l’alienazione dei beni culturali indicati nel comma 1, qualora non abbiano interesse per le raccolte pubbliche e dall’alienazione stessa non derivi danno alla loro conservazione e non ne sia menomato il pubblico godimento.
3. E’ altresi’ soggetta ad autorizzazione l’alienazione dei beni culturali indicati nell’articolo 2, comma 1, lettere a) e b), e comma 4, lettera c) appartenenti a persone giuridiche private senza fine di lucro. L’autorizzazione e’ concessa qualora non ne derivi un grave danno alla conservazione o al pubblico godimento dei beni.
Articolo 56 Autorizzazione alla permuta
1. Il Ministero puo’ autorizzare la permuta dei beni indicati all’articolo 55 e di singoli beni appartenenti alle pubbliche raccolte con altri appartenenti ad enti, istituti e privati anche stranieri, qualora dalla permuta stessa derivi un incremento del patrimonio culturale nazionale ovvero l’arricchimento delle pubbliche raccolte.
2. Per i beni indicati all’articolo 2, comma 1, lettera e), il Ministero chiede il parere della Regione che e’ tenuta a renderlo entro il termine perentorio di trenta giorni.
Articolo 57 Altri casi di alienazione
Articolo 58 Denuncia
1. Gli atti che trasferiscono, in tutto o in parte, a qualsiasi titolo, la proprieta’ o la detenzione di beni culturali sono denunciati al Ministero.
2. La denuncia e’ effettuata entro trenta giorni: a) dal proprietario o dal detentore del bene, in caso di alienazione a titolo oneroso o gratuito; b) dall’acquirente, in caso di trasferimento avvenuto nell’ambito di procedure di vendita forzata o fallimentare ovvero in forza di sentenza che produca gli effetti di un contratto di alienazione non concluso; c) dall’erede o dal legatario, in caso di successione a causa di morte.
3. La denuncia e’ presentata al competente soprintendente del luogo ove si trova il bene.
4. La denuncia contiene: a) i dati identificativi dell’alienante e dell’acquirente; b) i dati identificativi dei beni alienati; c) l’indicazione del luogo ove si trovano i beni alienati; d) l’indicazione della natura e delle condizioni dell’alienazione; e) l’indicazione del domicilio in Italia dell’alienante e dell’acquirente ai fini delle eventuali comunicazioni previste da questo Titolo.
Sezione II Prelazione
Articolo 59 Diritto di prelazione
1. Il Ministero ha facolta’ di acquistare i beni culturali alienati a titolo oneroso al medesimo prezzo stabilito nell’atto di alienazione.
2. Qualora il bene sia alienato con altri per un unico corrispettivo o non sia stato previsto un corrispettivo in denaro ovvero sia ceduto in permuta, il valore economico e’ determinato d’ufficio dal Ministero.
3. Ove l’alienante non ritenga di accettare la determinazione effettuata dal Ministero, il valore della cosa e’ stabilito da una commissione di tre membri da nominarsi uno dal Ministero, l’altro dall’alienante ed il terzo dal presidente del tribunale. Le spese relative sono anticipate dall’alienante.
4. La determinazione della commissione e’ impugnabile in caso di errore o di manifesta iniquita’.
5. Il diritto di prelazione puo’ essere esercitato anche quando il bene sia a qualunque titolo dato in pagamento.
Articolo 60 Condizioni della prelazione
1. Il diritto di prelazione e’ esercitato nel termine di due mesi dalla data di ricezione della denuncia prevista dall’articolo 58.
2. Entro il termine indicato dal comma 1 il provvedimento di prelazione e’ notificato all’alienante ed all’acquirente. La proprieta’ passa allo Stato dalla data dell’ultima notificazione.
3. In pendenza del termine prescritto dal comma 1 l’atto di alienazione e’ inefficace ed all’alienante e’ vietato effettuare la consegna della cosa.
5. Nel caso in cui il Ministero eserciti il diritto di prelazione su parte delle cose alienate, il compratore ha facolta’ di recedere dal contratto.
Articolo 61 Esercizio della prelazione
1. Il soprintendente, ricevuta la denuncia di un atto soggetto a prelazione, ne da’ immediata comunicazione alla Regione, alla Provincia ed al Comune nel cui territorio si trova il bene. Trattandosi di bene mobile, la Regione ne da’ notizia sul proprio Bollettino Ufficiale ed eventualmente mediante altri idonei mezzi di pubblicita’ a livello nazionale, con la descrizione dell’opera e il prezzo.
Sezione III Commercio
Articolo 62 Obbligo di denuncia dell’attivita’ commerciale e di tenuta del registro
2. I soggetti indicati al comma 1 annotano giornalmente le operazioni eseguite nel registro prescritto dall’articolo 128 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, descrivendo le caratteristiche dei beni acquistati o venduti con le modalita’ stabilite dal regolamento. Il registro e’ esibito, a richiesta, ai funzionari del Ministero e della Regione.
3. Il soprintendente verifica, con ispezioni periodiche a cadenza almeno semestrale, la regolare tenuta del registro e la fedelta’ delle annotazioni in esso contenute. Il verbale dell’ispezione e’ notificato all’interessato ed alla locale autorita’ di pubblica sicurezza.
Articolo 63 Attestati di autenticita’ e di provenienza
1. Chiunque esercita l’attivita’ di vendita al pubblico o di esposizione a fine di commercio di opere di pittura, di scultura, di grafica, di oggetti di antichita’ o di interesse storico od archeologico ha l’obbligo di porre a disposizione dell’acquirente gli attestati di autenticita’ e di provenienza delle opere e degli oggetti medesimi, che comunque si trovino nell’esercizio o nell’esposizione.
2. All’atto della vendita i soggetti indicati al comma l sono tenuti a rilasciare all’acquirente copia fotografica dell’opera o dell’oggetto con retroscritta dichiarazione di autenticita’ e indicazione della provenienza, recanti la sua firma.
Articolo 64 Commercio di documenti
2. Entro tre mesi dalle comunicazioni previste dal comma 1 il Ministero puo’ provvedere a norma dell’articolo 6, comma 2.
Capo IV Circolazione in ambito internazionale
Sezione I Uscita e ingresso nel territorio nazionale
Articolo 65 Divieto di uscita dal territorio nazionale
1. E’ vietata, se costituisce danno per il patrimonio storico e culturale nazionale, l’uscita dal territorio della Repubblica dei beni indicati nell’articolo 2 e di quelli indicati nell’articolo 3, comma 1, lettere a), e) ed f), salvo quanto previsto all’articolo 69, comma 9.
2. E’ comunque vietata l’uscita: a) dei beni dichiarati a norma dell’articolo 6; b) di determinate categorie di beni indicati nel comma 1 in relazione alle loro caratteristiche oggettive, alla loro provenienza od appartenenza, quando l’esportazione di singoli beni, rientranti in dette categorie, costituisce danno per il patrimonio nazionale tutelato da questo Titolo. Il divieto di uscita e’ disposto, in via preventiva e per periodi definiti, dal Ministro, sentito il competente comitato di settore del Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali.
Articolo 66 Attestato di libera circolazione
2. L’ufficio di esportazione, entro tre giorni dall’avvenuta presentazione del bene, ne da’ notizia al competente ufficio dell’amministrazione centrale, che puo’, entro i successivi dieci giorni, inibire il rilascio dell’attestato di libera circolazione.
3. L’ufficio di esportazione, accertata la congruita’ del valore indicato, rilascia o nega, con motivato giudizio, l’attestato di libera circolazione.
4. L’attestato di libera circolazione e’ rilasciato dall’ufficio di esportazione non prima di quindici giorni e comunque non oltre quaranta giorni dalla presentazione del bene.
6. L’attestato di libera circolazione ha validita’ triennale ed e’ redatto in tre originali dei quali: a) uno e’ depositato agli atti d’ufficio; b) un secondo e’ consegnato all’interessato e deve accompagnare la circolazione del bene; c) un terzo e’ trasmesso all’ufficio centrale del Ministero per la formazione del registro ufficiale degli attestati.
8. Per i beni culturali di proprieta’ della Regione o di enti sottoposti alla sua vigilanza, l’ufficio di esportazione sente la Regione, il cui parere e’ reso nel termine perentorio di trenta giorni dalla data di ricezione della richiesta e, se negativo, e’ vincolante.
Articolo 67 Ricorso
1. Avverso il diniego dell’attestato, l’interessato puo’ presentare, entro i successivi trenta giorni, ricorso al direttore generale.
2. Copia del ricorso e’ contestualmente inviata all’ufficio di esportazione interessato.
4. Qualora il direttore generale accolga il ricorso, l’ufficio di esportazione, nei venti giorni successivi, rilascia l’attestato di libera circolazione.
Articolo 68 Acquisto coattivo
1. L’ufficio di esportazione puo’ proporre al Ministero e alla Regione l’acquisto coattivo del bene per il quale e’ richiesto l’attestato di libera circolazione, dandone contestuale comunicazione all’interessato. In tal caso il termine per il rilascio dell’attestato e’ prorogato di sessanta giorni.
2. Entro il termine di novanta giorni dalla denuncia, il Ministero o la Regione nel cui territorio si trova l’ufficio di esportazione hanno la facolta’ di acquistare il bene per il valore indicato nella denuncia.
Articolo 69 Uscita temporanea
1. I beni culturali per i quali operi il divieto previsto dall’articolo 65, commi 1 e 2 possono uscire temporaneamente dal territorio nazionale per manifestazioni, mostre o esposizioni d’arte di alto interesse culturale, sempre che ne siano garantite l’integrita’ e la sicurezza.
2. Non possono comunque uscire: a) i beni suscettibili di subire danni nel trasporto o nella permanenza in condizioni ambientali sfavorevoli; b) i beni che costituiscano il fondo principale o una determinata ed organica sezione di un museo, pinacoteca, galleria, archivio o biblioteca o di una collezione artistica o bibliografica.
4. Il Ministero rilascia o nega l’assenso, dettando le prescrizioni necessarie. Il provvedimento di assenso indica il termine massimo per il rientro del bene, comunque non superiore a un anno dall’uscita dal territorio nazionale. Il termine indicato nel provvedimento e’ prorogabile su richiesta dell’interessato, fermo restando il termine massimo di cui sopra.
5. L’assenso e’ sempre subordinato all’assicurazione delle opere da parte dell’interessato, per il valore stabilito dal Ministero.
6. Per le mostre e le manifestazioni promosse all’estero dal Ministero o, con la partecipazione statale, da enti pubblici, dagli istituti italiani di cultura all’estero, o da organismi sovranazionali, l’assicurazione puo’ essere sostituita dall’assunzione dei relativi rischi da parte dello Stato.
8. L’uscita del bene e’ garantita mediante cauzione, costituita anche da polizza fidejussoria, per un importo superiore del dieci per cento al valore stimato del bene, rilasciata da un istituto bancario o da una societa’ di assicurazione. La cauzione e’ incamerata dall’amministrazione ove gli oggetti ammessi alla temporanea esportazione non rientrino nel territorio nazionale nel termine stabilito. Non si applica la cauzione per i beni appartenenti allo Stato e alle amministrazioni pubbliche. Il Ministero puo’ esonerare dall’obbligo della cauzione istituzioni di particolare importanza culturale.
9. I mezzi di trasporto aventi piu’ di settantacinque anni possono uscire temporaneamente dal territorio nazionale per partecipare a mostre e raduni internazionali. Ad essi non si applicano i commi precedenti, salvo che presentino l’interesse previsto dall’articolo 2.
Articolo 70 Ingresso nel territorio nazionale
1. La spedizione in Italia da uno Stato membro dell’Unione europea o l’importazione da un Paese terzo dei beni indicati nell’articolo 65 e’ certificata, a domanda, dall’ufficio di esportazione.
2. Il certificato di avvenuta importazione e’ rilasciato osservando le procedure e modalita’ stabilite dal regolamento.
3. Il certificato di avvenuta spedizione e’ rilasciato in base a documentazione idonea alla identificazione della cosa e a comprovarne la provenienza, fornita o autenticata da una autorita’ dello Stato membro di spedizione.
Sezione II Esportazione dal territorio dell’Unione europea
Articolo 71 Denominazioni
(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 1)
1. Nella presente sezione e nelle sezioni III di questo Capo e II del Capo VII si intendono: a) per “regolamento CEE” e “direttiva CEE”, rispettivamente il regolamento (CEE) n. 3911/92 del Consiglio, del 9 dicembre 1992, come modificato dal regolamento (CE) n. 2469/96 del Consiglio, del 16 dicembre 1996, e la direttiva 93/7/CEE del Consiglio, del 15 marzo 1993, come modificata
dalla direttiva 96/100/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 febbraio 1997; b) per “Stato richiedente”, lo Stato membro dell’Unione europea che promuova l’azione di restituzione a norma della sezione III.
Articolo 72 Esportazione di beni culturali dal territorio dell’Unione europea
1. L’esportazione al di fuori del territorio dell’Unione europea dei beni culturali indicati nell’allegato A di questo Testo Unico e’ disciplinata dal regolamento CEE e dal presente articolo.
2. La licenza di esportazione prevista dall’articolo 2 del regolamento CEE e’ rilasciata dall’ufficio di esportazione contestualmente all’attestato di libera circolazione previsto dall’articolo 66, comma 3, ed e’ valida per sei mesi. La licenza di esportazione e’ altresi’ rilasciata dal medesimo ufficio che ha emesso l’attestato di libera circolazione in data non anteriore a trenta mesi.
3. Nel caso di esportazione temporanea di un bene elencato nell’allegato A di questo Testo Unico, l’ufficio di esportazione rilascia la licenza di esportazione temporanea in conformita’ all’assenso espresso dal Ministero a norma dell’articolo 69, comma 4.
4. Le disposizioni della sezione I di questo Capo e dell’articolo 134 non si applicano ai beni culturali entrati nel territorio dello Stato e accompagnati da licenza di esportazione rilasciata da altro Stato membro dell’Unione europea a norma dell’articolo 2 del regolamento CEE, per la durata di validita’ della licenza medesima.
5. Ai fini del regolamento CEE gli uffici di esportazione del Ministero sono autorita’ competenti per il rilascio delle licenze di esportazione di beni culturali. Il Ministero ne forma e conserva l’elenco, comunicando alla Commissione delle Comunita’ europee eventuali aggiornamenti entro due mesi dalla loro effettuazione.
Sezione III Restituzione di beni culturali illecitamente usciti dal territorio di uno Stato membro dell’Unione europea
Articolo 73 Restituzione
2. Sono considerati beni culturali quelli qualificati, anche dopo la loro uscita dal territorio dello Stato richiedente, in base alle norme ivi vigenti, come appartenenti al patrimonio culturale nazionale, secondo quanto stabilito dall’articolo 30 del Trattato istitutivo della Comunita’ economica europea, ratificato e reso esecutivo con legge 14 ottobre 1957, n. 1203, sostituito dall’articolo 6 del Trattato di Amsterdam, ratificato e reso esecutivo con legge 16 giugno 1998, n. 209.
3. La restituzione e’ ammessa per i beni culturali ricompresi in una delle seguenti categorie: a) beni indicati nell’allegato A; b) beni facenti parte di collezioni pubbliche, inventariate in musei, archivi e fondi di conservazione di biblioteche; si intendono pubbliche le collezioni di proprieta’ dello Stato, di altre autorita’ territoriali, di enti qualificati pubblici in conformita’ alla legislazione nazionale, nonche’ le collezioni finanziate in modo significativo dallo Stato o da altri enti pubblici territoriali; c) beni inclusi in inventari ecclesiastici.
4. E’ illecita l’uscita dei beni culturali avvenuta in violazione del regolamento CEE o della legislazione dello Stato richiedente in materia di protezione del patrimonio culturale nazionale, ovvero determinata dal mancato rientro alla scadenza del termine di uscita o di esportazione temporanea.
5. Si considerano altresi’ illecitamente usciti i beni dati in uscita o esportazione temporanea qualora siano violate le prescrizioni stabilite con il provvedimento previsto nell’articolo 69, comma 4.
6. La restituzione e’ ammessa se le condizioni indicate nei commi 4 e 5 sussistono al momento della proposizione della domanda.
Articolo 74 Assistenza e collaborazione a favore degli Stati U.E.
1. L’autorita’ centrale prevista dall’articolo 3 della direttiva CEE e’, per l’Italia, il Ministero. Esso si avvale, per i vari compiti indicati nella direttiva, dei suoi organi centrali e periferici, nonche’ della cooperazione degli altri Ministeri, degli altri organi dello Stato, delle regioni e degli altri enti territoriali e locali.
2. Per il ritrovamento e la restituzione dei beni culturali appartenenti al patrimonio di altro Stato membro, il Ministero: a) assicura la propria collaborazione alle autorita’ competenti degli altri Stati membri dell’Unione europea; b) fa eseguire ricerche sul territorio nazionale, rivolte alla localizzazione del bene culturale e alla identificazione di chi lo possieda o comunque lo detenga; le ricerche sono disposte su domanda dello Stato richiedente, corredata di ogni notizia e documento utili per agevolare le indagini, con particolare riguardo alla localizzazione del bene; c) notifica agli Stati membri interessati il ritrovamento nel territorio nazionale di un bene culturale la cui illecita uscita da uno Stato membro possa presumersi per indizi precisi e concordanti; d) agevola le operazioni che lo Stato membro interessato esegue, per verificare la sussistenza dei presupposti indicati all’articolo 73, sul bene del quale sia stata effettuata la notifica di uscita illecita presunta a norma della lettera c), purche’ tali operazioni vengano effettuate entro tre mesi dalla notifica stessa; qualora la verifica non sia eseguita entro il prescritto termine non sono applicabili le disposizioni contenute nella lettera e); e) dispone, ove necessario, la rimozione e la temporanea custodia presso istituti pubblici, nonche’ ogni altra misura necessaria per la conservazione del bene; f) favorisce l’amichevole composizione, tra Stato richiedente e possessore o detentore del bene culturale, di ogni controversia concernente la restituzione; a tal fine, tenuto conto della qualita’ dei soggetti e della natura del bene, il Ministero puo’ proporre allo Stato richiedente e ai soggetti possessori o detentori la definizione della controversia mediante arbitrato da svolgersi secondo la legislazione italiana e raccogliere, per l’effetto, il formale accordo di entrambe le parti.
Articolo 75 Azione di restituzione
1. Gli Stati membri dell’Unione europea possono esercitare l’azione di restituzione davanti all’autorita’ giudiziaria ordinaria per i beni culturali usciti illecitamente dal loro territorio secondo quanto previsto dall’articolo 73.
2. L’azione e’ proposta davanti al tribunale del luogo in cui il bene si trova.
3. Oltre ai requisiti previsti nell’articolo 163 del codice di procedura civile, l’atto di citazione deve contenere: a) un documento descrittivo del bene richiesto che ne certifichi la qualita’ di bene culturale; b) la dichiarazione delle autorita’ competenti dello Stato richiedente relativa all’uscita illecita del bene dal territorio nazionale.
4. L’atto di citazione e’ notificato altresi’ al Ministero per essere annotato nello speciale registro di trascrizione delle domande giudiziali di restituzione.
5. Il Ministero notifica immediatamente l’intervenuta trascrizione alle autorita’ centrali degli altri Stati membri.
Articolo 76 Prescrizione dell’azione
1. L’azione di restituzione e’ promossa nel termine perentorio di un anno a decorrere dal giorno in cui lo Stato richiedente ha avuto conoscenza che il bene uscito illecitamente si trova in un determinato luogo e ne ha identificato il possessore o detentore.
Articolo 77 Indennizzo
1. Il tribunale, nel disporre la restituzione del bene, puo’, su domanda della parte interessata, liquidare un indennizzo determinato in base a criteri equitativi.
2. Per ottenere l’indennizzo previsto dal comma 1, il soggetto interessato e’ tenuto a dimostrare di aver acquisito in buona fede il possesso del bene.
3. Il soggetto che abbia acquisito il possesso del bene per donazione eredita’ o legato non puo’ beneficiare di una posizione piu’ favorevole di quella del proprio dante causa.
4. Lo Stato richiedente che sia obbligato al pagamento dell’indennizzo puo’ rivalersi nei confronti del soggetto responsabile dell’illecita circolazione residente in Italia.
Articolo 78 Pagamento dell’indennizzo
1. L’indennizzo e’ corrisposto da parte dello Stato richiedente contestualmente alla restituzione del bene.
2. Del pagamento e della consegna del bene e’ redatto, a cura di un notaio, di un ufficiale giudiziario, ovvero di funzionari all’uopo designati dal Ministero, processo verbale, che viene rimesso in copia al Ministero stesso.
Articolo 79 Custodia temporanea dei beni ed altri adempimenti
1. Sono a carico dello Stato richiedente le spese relative alla ricerca, rimozione o custodia temporanea del bene da restituire, le altre comunque conseguenti all’applicazione dell’articolo 74, nonche’ quelle inerenti all’esecuzione della sentenza che dispone la restituzione.
Articolo 80 Azione di restituzione a favore dell’Italia
1. L’azione di restituzione dei beni culturali usciti illecitamente dal territorio italiano e’ esercitata dal Ministero, d’intesa con il Ministero degli affari esteri, davanti al giudice dello Stato membro dell’Unione europea in cui si trova il bene culturale.
Articolo 81 Destinazione del bene restituito
2. La consegna del bene e’ subordinata al rimborso allo Stato delle spese sostenute per il procedimento di restituzione e per la custodia del bene.
3. Quando non sia conosciuto chi abbia diritto alla consegna del bene, il Ministero da’ notizia del provvedimento di restituzione mediante avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e con altra forma di pubblicita’.
4. Qualora l’avente diritto non ne richieda la consegna entro cinque anni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’avviso previsto dal comma 3, il bene e’ acquisito al demanio dello Stato. Il competente Ufficio dell’amministrazione centrale, sentiti il competente comitato di settore del Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali e le regioni interessate, dispone che il bene sia assegnato ad un museo, biblioteca o archivio dello Stato, di una Regione o di altro ente pubblico al fine di assicurarne la migliore tutela e il pubblico godimento nel contesto culturale piu’ opportuno.
Articolo 82 Informazioni alla Commissione europea e al Parlamento nazionale
1. Il Ministro informa la Commissione delle Comunita’ europee delle misure adottate dall’Italia per assicurare l’esecuzione del regolamento CEE e acquisisce le corrispondenti informazioni trasmesse alla Commissione dagli altri Stati membri.
2. Il Ministro trasmette annualmente al Parlamento, in allegato allo stato di previsione della spesa del Ministero, una relazione sull’attuazione del presente Capo, nonche’ sull’attuazione della direttiva CEE e del regolamento CEE in Italia e negli altri Stati membri.
3. Il Ministro, sentito il Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali, predispone ogni tre anni la relazione alla Commissione indicata al comma 1 sull’applicazione del regolamento CEE e della direttiva CEE. La relazione e’ trasmessa al Parlamento.
Articolo 83 Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti
1. Presso il Ministero e’ istituita la banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti.
2. Le modalita’ di attuazione della banca dati sono determinate dal regolamento.
Articolo 84 Accordi con gli alti Stati membri dell’Unione europea
1. Al fine di sollecitare e favorire una reciproca maggiore conoscenza del patrimonio culturale nonche’ della legislazione e dell’organizzazione di tutela dei diversi Stati membri dell’Unione europea, il Ministero promuove gli opportuni accordi con le corrispondenti autorita’ degli altri Stati.
Capo V Ritrovamenti e scoperte
Articolo 85 Ricerca di beni culturali
2. Ai fini del comma 1, il Ministero puo’ con suo decreto ordinare l’occupazione temporanea degli immobili ove devono eseguirsi i lavori.
3. Il proprietario dell’immobile ha diritto ad un indennizzo per i danni subiti, che, in caso di disaccordo, e’ determinato con le norme stabilite dagli articoli 65 e seguenti della legge 25 giugno 1865, n. 2359. Il Ministero puo’ rilasciare al proprietario, che ne faccia richiesta, i beni ritrovati, o parte di essi, quando non interessino le raccolte dello Stato.
Articolo 86 Concessione di ricerca
1. Il Ministero puo’ dare in concessione ad enti o privati l’esecuzione di ricerche e di opere indicate nell’articolo 85 ed emettere a favore del concessionario il decreto di occupazione degli immobili ove devono eseguirsi i lavori.
3. In caso di inosservanza, la concessione e’ revocata.
4. La concessione puo’ altresi’ essere revocata quando il Ministero intenda sostituirsi nell’esecuzione o prosecuzione delle opere. In tal caso sono rimborsate dallo Stato le spese occorse per le opere gia’ eseguite ed il relativo importo e’ fissato dal Ministero.
5. Ove il concessionario non ritenga di accettare la determinazione ministeriale, l’importo e’ stabilito da un perito tecnico nominato dal presidente del tribunale. Le relative spese sono anticipate dal concessionario.
6. La concessione prevista al comma 1 puo’ essere data anche al proprietario degli immobili ove devono eseguirsi i lavori.
Articolo 87 Scoperta fortuita
1. Chiunque scopra fortuitamente beni mobili o immobili indicati nell’articolo 2 ne fa denuncia entro ventiquattro ore al soprintendente o al sindaco, ovvero all’autorita’ di pubblica sicurezza e provvede alla conservazione temporanea di essi, lasciandoli nelle condizioni e nel luogo in cui sono stati rinvenuti.
2. Ove si tratti di beni mobili dei quali non si possa altrimenti assicurare la custodia, lo scopritore ha facolta’ di rimuoverli per meglio garantirne la sicurezza e la conservazione sino alla visita dell’autorita’ competente, e, ove occorra, di chiedere l’ausilio della forza pubblica.
3. Agli obblighi di conservazione e custodia previsti nei commi 1 e 2 e’ soggetto ogni detentore dei beni scoperti fortuitamente.
Articolo 88 Appartenenza e qualificazione dei beni ritrovati
Articolo 89 Premio per i ritrovamenti
1. Il Ministero corrisponde un premio non superiore al quarto del valore delle cose ritrovate: a) al proprietario dell’immobile dove e’ avvenuto il ritrovamento; b) al concessionario indicato nell’articolo 86; c) allo scopritore che ha ottemperato gli obblighi previsti dall’articolo 87.
2. Qualora il proprietario dell’immobile abbia ottenuto la concessione prevista dall’articolo 86 ovvero sia scopritore del bene ha diritto ad un premio non superiore alla meta’ del valore delle cose ritrovate.
4. Il premio puo’ essere corrisposto in denaro o mediante rilascio di parte delle cose ritrovate.
Articolo 90 Determinazione del premio
1. Il Ministero provvede alla determinazione del premio spettante agli aventi titolo a norma dell’articolo 89, previa stima delle cose ritrovate. A richiesta degli aventi titolo che non accettano la stima del Ministero, il valore delle cose ritrovate e’ determinato da una commissione costituita da tre membri da nominarsi uno dal Ministero, l’altro dal richiedente e il terzo dal presidente del tribunale. Le spese della perizia sono anticipate dal richiedente.
2. La determinazione della commissione e’ impugnabile in caso di errore o di manifesta iniquita’.
Capo VI Valorizzazione e godimento pubblico
Sezione I Espropriazione
Articolo 91 Espropriazione di beni culturali
1. I beni culturali mobili e immobili possono essere espropriati dal Ministero per causa di pubblica utilita’, quando l’espropriazione risponda ad un importante interesse a migliorare le condizioni di tutela ai fini del godimento pubblico dei beni medesimi.
2. L’espropriazione puo’ essere disposta a favore delle regioni, delle province, dei comuni, di altro ente pubblico o di persona giuridica privata senza fine di lucro.
Articolo 92 Espropriazione per fini strumentali
1. Possono essere espropriate per causa di pubblica utilita’ aree ed edifici quando cio’ sia necessario per isolare o restaurare monumenti, assicurarne la luce o la prospettiva, garantirne o accrescerne il decoro o il godimento da parte del pubblico, facilitarne l’accesso.
Articolo 93 Espropriazione per interesse archeologico
1. Il Ministero puo’ procedere all’espropriazione di immobili al fine di eseguire interventi di interesse archeologico o per il ritrovamento di beni culturali.
Articolo 94 Dichiarazione di pubblica utilita’
1. La dichiarazione di pubblica utilita’ e’ fatta con provvedimento del Ministero o, nel caso dell’articolo 92, anche con atto della Regione.
2. Nei casi previsti dagli articoli 92 e 93 l’approvazione del progetto equivale a dichiarazione di pubblica utilita’.
Articolo 95 Indennita’ di esproprio per i beni culturali
1. Nel caso dell’articolo 91 l’indennita’ consiste nel giusto prezzo che il bene avrebbe in una libera contrattazione di compravendita all’interno dello Stato.
2. Il decreto di esproprio e’ emesso dal prefetto dopo il deposito dell’indennita’ offerta dall’espropriante ed accettata dall’espropriato, oppure determinata dal perito nominato dal presidente del tribunale.
Articolo 96 Rinvio a norme generali
1. Nei casi disciplinati dagli articoli 92 e 93 l’indennita’ e la procedura di esproprio sono regolate dalle disposizioni generali in materia di espropriazione per opere pubbliche.
Articolo 97 Interventi di valorizzazione
Sezione II Fruizione
Articolo 98 Beni demaniali
Articolo 99 Apertura al pubblico di musei, monumenti, aree e parchi archeologici, archivi e biblioteche
1. L’apertura al pubblico dei musei, dei monumenti, delle aree e dei parchi archeologici statali, degli archivi di Stato e delle biblioteche pubbliche statali e’ disposta e regolamentata dal Ministero.
2. Ai fini del comma 1 si intende per: a) museo: struttura comunque denominata organizzata per la conservazione, la valorizzazione e la fruizione pubblica di raccolte di beni culturali; b) area archeologica: sito su cui insistono i resti di un insieme edilizio originariamente concluso per funzione e destinazione d’uso complessiva. c) parco archeologico: ambito territoriale caratterizzato da importanti evidenze archeologiche e
dalla compresenza di valori storici, paesaggistici o ambientali, attrezzato come museo all’aperto in modo da facilitarne la lettura attraverso itinerari ragionati e sussidi didattici.
Articolo 100 Biglietto d’ingresso
1. L’accesso ai luoghi indicati nell’articolo 99, comma 1, e’ consentito, di regola, dietro pagamento di un biglietto.
2. Sono stabiliti dal regolamento: a) i casi di libero accesso e di ingresso gratuito; b) le categorie di biglietti e i criteri per la determinazione del relativo prezzo. Il prezzo del biglietto include gli oneri derivanti dalla stipula delle convenzioni previste alla lettera c); c) le modalita’ di emissione, di distribuzione, di vendita del biglietto d’ingresso e di riscossione del corrispettivo, anche mediante convenzioni con soggetti pubblici e privati. Per la gestione dei biglietti d’ingresso possono essere impiegate nuove tecnologie informatiche, con possibilita’ di prevendita e vendita presso terzi convenzionati. d) la percentuale dei proventi dei biglietti da assegnare all’Ente nazionale di assistenza e previdenza per i pittori, scultori, musicisti, scrittori ed autori drammatici.
3. Gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti d’ingresso sono destinati all’adeguamento strutturale e funzionale dei locali adibiti a sedi di musei, gallerie, archivi e biblioteche dello Stato, alle misure di prevenzione degli incendi, alla installazione dei sistemi antifurto e di ogni altra misura di prevenzione nei locali stessi, nonche’ all’espropriazione e all’acquisto, anche mediante l’esercizio del diritto di prelazione da parte dello Stato di beni di interesse artistico e storico. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e’ autorizzato a riassegnare, con propri decreti, alle competenti unita’ previsionali di base dello stato di previsione del Ministero le somme affluite all’entrata del bilancio dello Stato a norma del presente comma.
Articolo 101 Ricerche e letture negli archivi di Stato e delle biblioteche pubbliche statali
Articolo 102 Mostre o esposizioni
1. Il Ministero dichiara, a richiesta dell’interessato, il rilevante interesse scientifico o culturale delle mostre o esposizioni di opere d’arte ai fini dell’applicazione delle agevolazioni fiscali
2. E’ soggetto ad autorizzazione ministeriale il prestito alla mostra o all’esposizione: a) di opere d’arte di proprieta’ dello Stato, assentito dall’ufficio competente; b) di opere d’arte costituenti beni culturali a norma dell’articolo 2, comma 1, lettera a), di proprieta’ di enti pubblici e di persone giuridiche private senza fine di lucro, o dichiarati a norma dell’articolo 6; c) di beni archivistici.
3. La richiesta di autorizzazione e’ presentata almeno quattro mesi prima dell’inizio della manifestazione ed indica il responsabile della custodia delle opere in prestito.
4. Il regolamento individua i criteri per il rilascio dell’autorizzazione, in relazione alle esigenze di integrita’ e fruizione pubblica delle opere.
5. L’autorizzazione puo’ essere subordinata all’adozione delle misure necessarie alla salvaguardia delle opere.
Articolo 103 Vigilanza
1. Il Ministero, con il concorso delle regioni, vigila affinche’ siano rispettati i diritti di uso e godimento che il pubblico abbia acquisito sui beni soggetti alle disposizioni di questo Titolo.
Articolo 104 Cooperazione con le regioni e gli enti locali
Articolo 105 Accordi per la promozione della fruizione
1. Al fine di promuovere e sviluppare la fruizione dei beni culturali il Ministero, oltre a concludere accordi con amministrazioni pubbliche ed altri soggetti privati, puo’ stipulare apposite convenzioni con le associazioni di volontariato che svolgono attivita’ per la salvaguardia e la diffusione della conoscenza dei beni culturali.
Articolo 106 Visita pubblica di beni culturali
1. Sono soggette a visita da parte del pubblico per scopi culturali: a) i beni culturali immobili indicati all’articolo 2, comma 1, lettere a) e b) gia’ dichiarati a norma dell’articolo 6 che rivestano altresi’ un interesse eccezionale; b) le collezioni dichiarate a norma dell’articolo 6.
2. L’interesse eccezionale degli immobili indicati alla lettera a) del comma 1 e’ dichiarato con atto del Ministero, sentito il proprietario.
3. Le modalita’ di visita sono concordate con il proprietario; in caso di mancato accordo possono essere disposte dal Ministero, tenuto conto delle esigenze del domicilio e della proprieta’.
4. Sono fatte salve le disposizioni dell’articolo 45.
Articolo 107 Accesso agli archivi di Stato
2. Il Ministero dell’interno, d’intesa con il Ministero, puo’ permettere, per motivi di studio, la consultazione di documenti di carattere riservato anche prima della scadenza dei termini previsti nel comma 1. Ai fini di tale autorizzazione, il Ministero dell’interno ha facolta’ di avvalersi del parere del competente comitato di settore del Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali, in relazione al valore storico-culturale dei documenti riservati dei quali sia stata richiesta la consultazione.
3. I documenti di proprieta’ dei privati, e da questi depositati negli archivi di Stato o agli archivi medesimi donati o venduti o lasciati in eredita’ o legato, sono assoggettati alla disciplina stabilita dai commi 1 e 2.
4. I depositanti e coloro che donano o vendono o lasciano in eredita’ o legato documenti agli archivi di Stato possono tuttavia porre la condizione della non consultabilita’ di tutti o di parte dei documenti dell’ultimo settantennio. Tale limitazione, come pure quella generale stabilita dal comma 1, non opera nei riguardi dei depositanti, dei donanti, dei venditori e di qualsiasi altra persona da essi designata. La limitazione e’ altresi’ inoperante nei confronti degli aventi causa dei depositanti, dei donanti, dei venditori, quando si tratti di documenti concernenti oggetti patrimoniali, ai quali siano interessati per il titolo di acquisto.
Articolo 108 Accesso agli archivi storici degli Enti pubblici
2. Salvo quanto disposto dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, in materia di accesso agli atti della pubblica amministrazione, e’ disciplinata con regolamento la consultazione a scopi storici degli archivi correnti e di deposito delle amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici.
Articolo 109 Accesso agli archivi privati
2. Le modalita’ di consultazione sono concordate tra il privato e il soprintendente. Le spese sono a carico dello studioso.
Articolo 110 Declaratoria di riservatezza
1. L’accertamento dell’esistenza e della natura degli atti non liberamente consultabili a norma degli articoli 107, 108 e 109 e’ effettuato dal Ministero dell’interno, d’intesa con il Ministero.
Articolo 111 Fruizione da parte delle scuole
(Legge 8 ottobre 1997, n. 352. art. 7 e 8)
1. Il Ministero, le regioni e gli altri enti territoriali favoriscono la fruizione del patrimonio culturale e scientifico da parte degli studenti, stipulando con le scuole di ogni ordine e grado apposite convenzioni nelle quali sono fissate, tra l’altro, le modalita’ per la predisposizione di materiali, sussidi e percorsi didattici.
Articolo 112 Servizi di assistenza culturale e di ospitalita’
1. Nei luoghi indicati all’articolo 99, comma 1, possono essere istituiti servizi di assistenza culturale e di ospitalita’ per il pubblico.
2. I servizi riguardano in particolare: a) il servizio editoriale e di vendita riguardante i cataloghi e i sussidi catalografici, audiovisivi e informatici, ogni altro materiale informativo, e le riproduzioni di beni culturali; b) i servizi riguardanti beni librari e archivistici per la fornitura di riproduzioni e il recapito del prestito bibliotecario; c) la gestione di raccolte discografiche, di diapoteche e biblioteche museali; d) la gestione dei punti vendita e l’utilizzazione commerciale delle riproduzioni dei beni; e) i servizi di accoglienza, ivi inclusi quelli di assistenza e di intrattenimento per l’infanzia, i servizi di informazione, di guida e assistenza didattica, i centri di incontro; f) i servizi di caffetteria, di ristorazione, di guardaroba; g) l’organizzazione di mostre e manifestazioni culturali, di iniziative promozionali.
Articolo 113 Concessione dei servizi
3. I funzionari preposti agli istituti di cui all’articolo 99, comma 1, d’ora in poi indicati come “capo dell’istituto” provvedono all’affidamento in concessione a norma delle vigenti disposizioni in materia di appalti di servizi.
4. La concessione ha durata quadriennale e puo’ essere rinnovata, esclusa la rinnovazione tacita, per non piu’ di due volte.
Sezione III Uso individuale
Articolo 114 Uso dei beni culturali
1. Il Ministero puo’ concedere l’uso dei beni dello Stato che abbia in consegna per finalita’ compatibili con la loro destinazione culturale.
Articolo 115 Uso strumentale e precario – riproduzione dei beni culturali
1. Il capo dell’istituto puo’ concedere l’uso strumentale e precario nonche’ la riproduzione dei beni in consegna al Ministero, fatte salve le vigenti disposizioni in materia di diritto d’autore.
2. I canoni di concessione ed i corrispettivi connessi alle riproduzioni di beni culturali sono determinati dal capo dell’istituto tenendo anche conto: a) del carattere delle attivita’ cui si riferiscono le concessioni d’uso; b) dei mezzi e delle modalita’ di esecuzione delle riproduzioni; c) del tipo e del tempo di utilizzazione degli spazi e dei beni; d) delle utilizzazioni e destinazioni delle riproduzioni medesime, anche in riferimento al beneficio economico del destinatario.
4. Nessun canone e’ dovuto per le riproduzioni richieste per uso personale o per motivi di studio. I richiedenti sono comunque tenuti al rimborso delle spese eventualmente sostenute dal Ministero.
5. Nei casi in cui dall’attivita’ in concessione possa derivare un pregiudizio ai beni culturali, il capo dell’istituto determina l’importo della cauzione, costituita anche mediante fideiussione bancaria o assicurativa. Per gli stessi motivi, la cauzione e’ dovuta anche nei casi di esenzione dal pagamento dei canoni e corrispettivi.
6. La cauzione e’ restituita, con l’assenso del capo dell’istituto, quando sia stato accertato che i beni in concessione non hanno subito danni e le spese sostenute dall’amministrazione sono state rimborsate.
Articolo 116 Catalogo di immagini fotografiche e di riprese di beni culturali
1. Il capo dell’istituto, all’atto della concessione, per fini di raccolta e catalogo di immagini fotografiche e di riprese in genere di beni culturali, prescrive: a) il deposito del doppio originale di ogni ripresa o fotografia; b) la restituzione, dopo l’uso, del fotocolor originale con relativo codice.
Articolo 117 Pagamento di canoni e corrispettivi
2. I canoni ed i proventi indicati al comma 1 affluiscono ad apposita unita’ previsionale di base dello stato di previsione dell’entrata per essere riassegnati alle competenti unita’ previsionali di base dello stato di previsione della spesa del Ministero e destinati, in misura non inferiore al cinquanta per cento del loro ammontare, agli istituti di provenienza.
Capo VII Sanzioni
Sezione I Sanzioni penali
Articolo 118 Opere illecite
1. E’ punito con l’arresto da 6 mesi ad 1 anno e con l’ammenda da lire 1.500.000 a lire 75.000.000: a) chiunque senza autorizzazione demolisce, rimuove, modifica, restaura ovvero, senza approvazione, esegue opere di qualunque genere sui beni culturali indicati nell’articolo 2, dichiarati, se appartenenti a privati, a norma dell’articolo 6; b) chiunque procede al distacco di affreschi, stemmi, graffiti, iscrizioni, tabernacoli ed altri ornamenti di edifici, esposti o non alla pubblica vista, senza l’autorizzazione del soprintendente, anche se non vi sia stata la dichiarazione prevista dall’articolo 6;
c) chiunque esegue, in casi di assoluta urgenza, lavori provvisori indispensabili per evitare danni notevoli ai beni indicati nell’articolo 2, senza darne immediata comunicazione alla soprintendenza ovvero senza inviare, nel piu’ breve tempo, i progetti dei lavori definitivi per l’approvazione.
Articolo 119 Uso illecito
1. E’ punito con l’arresto da 6 mesi ad 1 anno e con l’ammenda da lire 1.500.000 a lire 75.000.000 chiunque destina i beni culturali indicati nell’articolo 2 ad uso incompatibile con il loro carattere storico od artistico o pregiudizievole per la loro conservazione o integrita’.
Articolo 120 Collocazione e rimozione illecita
1. E’ punito con l’arresto da 6 mesi ad 1 anno e con l’ammenda da lire 1.500.000 a lire 75.000.000 chiunque omette di fissare al luogo di loro destinazione, nel modo indicato dal soprintendente, beni appartenenti agli enti di cui all’articolo 5.
2. Alla stessa pena soggiace il detentore che omette di dare notizia alla competente soprintendenza del trasporto, dipendente dal suo cambiamento di dimora, di beni culturali dichiarati a norma dell’articolo 6, ovvero non osserva le prescrizioni date dalla soprintendenza affinche’ i beni medesimi non subiscano danno.
Articolo 121 Inosservanza delle prescrizioni di tutela indiretta
1. E’ punito con l’arresto da 6 mesi ad 1 anno e con l’ammenda da lire 1.500.000 a lire 75.000.000 chiunque non osserva le prescrizioni date dal Ministero a norma dell’articolo 49, comma l.
2. L’inosservanza dei provvedimenti cautelari adottati dal Ministero a norma dell’articolo 49, comma 3 e’ punita a norma dell’articolo 129.
Articolo 122 Violazioni in materia di alienazione
1. E’ punito con la reclusione fino ad un anno e la multa da lire 3.000.000 a lire 150.000.000: a) chiunque, senza la prescritta autorizzazione, aliena beni culturali indicati nell’articolo 55; b) chiunque, essendovi tenuto, non presenta, nel termine indicato all’articolo 58, comma 2, la denuncia degli atti di trasferimento della proprieta’ o della detenzione di beni culturali; c) l’alienante di un bene culturale soggetto a diritto di prelazione che effettua la consegna della cosa in pendenza del termine previsto dall’articolo 60, comma 1.
Articolo 123 Esportazione illecita
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 66, come sostituito dalla legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 23, commi 1, 3 e 4)
1. Chiunque trasferisce all’estero cose di interesse artistico, storico, archeologico, demo-etnoantropologico, bibliografico, documentale o archivistico, nonche’ quelle indicate all’articolo 3, comma 1, lettere d), e) e f), senza attestato di libera circolazione o licenza di esportazione, e’ punito con la reclusione da uno a quattro anni o con la multa da lire 500.000 a lire 10 milioni.
2. La pena prevista al comma 1 si applica nei confronti di chiunque non fa rientrate nel territorio nazionale, alla scadenza del termine, beni culturali per i quali sia stata autorizzata l’uscita o l’esportazione temporanee.
3. Il giudice dispone la confisca delle cose, salvo che queste appartengano a persona estranea al reato. La confisca ha luogo in conformita’ delle norme della legge doganale relative alle cose oggetto di contrabbando.
4. Se il fatto e’ commesso da chi esercita attivita’ di vendita al pubblico o di esposizione a fine di commercio di oggetti di interesse culturale, alla sentenza di condanna consegue l’interdizione a norma dell’articolo 30 del codice penale.
Articolo 124 Violazioni in materia di ricerche archeologiche
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 68, come modificato dalla legge 1 mano 1975, n. 44, art. 20)
1. E’ punito con l’arresto fino ad un anno e l’ammenda da lire 600.000 a lire 6.000.000: a) chiunque esegue ricerche archeologiche o, in genere, opere per il ritrovamento di beni indicati all’articolo 2 senza concessione, ovvero non osserva le prescrizioni date dall’amministrazione; b) chiunque, essendovi tenuto, non denuncia nel termine prescritto dall’articolo 87, comma 1 i beni indicati nell’articolo 2 rinvenuti fortuitamente o non provvede alla loro conservazione temporanea.
Articolo 125 Impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 67, come modificato dalla legge 8 ottobre 1997, n. 352, art. 13)
1. Chiunque si impossessa di beni culturali indicati nell’articolo 2 appartenenti allo Stato a norma dell’articolo 88 e’ punito con la reclusione sino a tre anni e con la multa da lire sessantamila a un milione.
2. La pena e’ della reclusione da uno a sei anni e della multa da lire duecentomila a due milioni se il fatto e’ commesso da chi abbia ottenuto la concessione di ricerca prevista dall’articolo 86.
Articolo 126 Collaborazione per il recupero di beni culturali
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 66, comma 5, come sostituito dalla legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 23, comma 5)
1. La pena applicabile per i reati previsti dagli articoli 123 e 125 e’ ridotta da uno a due terzi qualora il colpevole fornisca una collaborazione decisiva o comunque di notevole rilevanza per il recupero dei beni illecitamente sottratti o trasferiti all’estero.
Articolo 127 Contraffazione di opere d’arte
1. E’ punito con la reclusione da tre mesi fino a quattro anni e con la multa da lire 200.000 fino a 6.000.000: a) chiunque, al fine di trarne profitto, contraffa’, altera o riproduce un’opera di pittura, scultura o grafica, ovvero un oggetto di antichita’ o di interesse storico od archeologico; b) chiunque, anche senza aver concorso nella contraffazione, alterazione o riproduzione, pone in commercio, o detiene per farne commercio, o introduce a questo fine nel territorio dello Stato, o comunque pone in circolazione, come autentici, esemplari contraffatti, alterati o riprodotti di opere di pittura, scultura, grafica o di oggetti di antichita’, o di oggetti di interesse storico od archeologico; c) chiunque, conoscendone la falsita’, autentica opere od oggetti, indicati alle lettere a) e b), contraffatti, alterati o riprodotti; d) chiunque mediante altre dichiarazioni, perizie, pubblicazioni, apposizione di timbri od etichette o con qualsiasi altro mezzo accredita o contribuisce ad accreditare, conoscendone la falsita’, come autentici opere od oggetti indicati alle lettere a) e b) contraffatti, alterati o riprodotti.
2. Se i fatti sono commessi nell’esercizio di un’attivita’ commerciale la pena e’ aumentata e alla sentenza di condanna consegue l’interdizione a norma dell’articolo 30 del codice penale.
3. La sentenza di condanna per i reati previsti dal comma 1 e’ pubblicata su tre quotidiani con diffusione nazionale designati dal giudice ed editi in tre diverse localita’. Si applica l’articolo 36, comma 3, del codice penale.
4. E’ sempre ordinata la confisca degli esemplari contraffatti, alterati o riprodotti delle opere o degli oggetti indicati nel comma 1, salvo che si tratti di cose appartenenti a persone estranee al reato. Delle cose confiscate e’ vietata, senza limiti di tempo, la vendita nelle aste dei corpi di reato.
Articolo 128 Casi di non punibilita’
1. Le disposizioni dell’articolo 127 non si applicano a chi riproduce, detiene, pone in vendita o altrimenti diffonde copie di opere di pittura, di scultura o di grafica, ovvero copie od imitazione di oggetti di antichita’ o di interesse storico od archeologico, dichiarate espressamente non autentiche all’atto della esposizione o della vendita, mediante annotazione scritta sull’opera o sull’oggetto o, quando cio’ non sia possibile per la natura o le dimensioni della copia o dell’imitazione, mediante dichiarazione rilasciata all’atto della esposizione o della vendita. Non si applicano dei pari ai restauri artistici che non abbiano ricostruito in modo determinante l’opera originale.
Articolo 129 Inosservanza dei provvedimenti amministrativi
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 70)
1. Salvo che il fatto non costituisca piu’ grave reato, chiunque non ottempera ad un ordine impartito dall’autorita’ preposta alla tutela dei beni culturali in conformita’ del presente Titolo e’ punito con le pene previste dall’articolo 650 del codice penale.
Articolo 130 Omessa redazione degli elenchi dei beni culturali
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 58, come modificato dalla legge 1 marzo 1975, n. 44, art. 15)
2. Il Ministero dispone la compilazione dell’elenco a spese dell’ente inadempiente. La nota delle spese e’ resa esecutoria con provvedimento del Ministero. All’esazione si procede nelle forme previste per le entrate patrimoniali dello Stato.
Articolo 131 Ordine di reintegrazione
4. Quando la reintegrazione non sia possibile il responsabile e’ tenuto a corrispondere allo Stato una somma pari al valore della cosa perduta o alla diminuzione di valore subita dalla cosa.
5. Se la determinazione della somma, fatta dal Ministero, non e’ accettata dall’obbligato, la somma stessa e’ determinata da una commissione composta di tre membri da nominarsi uno dal Ministero, uno dall’obbligato e un terzo dal presidente del tribunale. Le spese relative sono anticipate dall’obbligato.
Articolo 132 Danno ai beni culturali ritrovati
Articolo 133 Violazioni in materia di affissione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 60; decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, art. 23, commi 12 e 13)
1. Chiunque, senza l’autorizzazione prevista dall’articolo 50, colloca o affigge cartelli o altri mezzi di pubblicita’ sugli edifici e nei luoghi di interesse storico o artistico, o in prossimita’ di essi, e’ punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 250.000 a lire 5.000.000.
2. Il responsabile della violazione e’ inoltre tenuto alla rimozione dei mezzi di pubblicita’, nel termine assegnato dal soprintendente. In caso di inottemperanza, il soprintendente provvede all’esecuzione d’ufficio a spese dell’obbligato.
3. Nei confronti di coloro che, senza l’autorizzazione prescritta dall’articolo 50, collocano cartelli o altri mezzi pubblicitari lungo le strade site nell’ambito e in prossimita’ di edifici o di luoghi di interesse storico e artistico, si applicano le sanzioni previste dall’articolo 23 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.
Articolo 134 Perdita di beni culturali
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 64, commi 1, 3 e 4)
1. Se, per effetto della violazione degli obblighi stabiliti dall’articolo 5 ovvero dalle disposizioni della sezione I del Capo III e della sezione I del Capo IV, il bene culturale non sia piu’ rintracciabile o risulti uscito dal territorio nazionale, il trasgressore e’ tenuto a corrispondere allo Stato una somma pari al valore della cosa.
2. Se il fatto e’ imputabile a piu’ persone queste sono tenute in solido al pagamento della somma.
3. Se la determinazione della somma fatta dal Ministero non e’ accettata dall’obbligato, la somma stessa e’ determinata da una commissione composta di tre membri da nominarsi uno dal Ministero, uno dall’obbligato e un terzo dal presidente del tribunale. Le spese relative sono anticipate dall’obbligato.
Articolo 135 Violazioni in atti giuridici
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 61; decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 41)
1. Le alienazioni, le convenzioni e gli atti giuridici in genere, compiuti contro i divieti stabiliti dalle disposizioni di questo Titolo, o senza l’osservanza delle condizioni e modalita’ da esso prescritte, sono nulli.
2. Resta sempre salva la facolta’ del Ministero di esercitare il diritto di prelazione a norma delle disposizioni contenute nella sezione II del Capo III.
Articolo 136 Omessa esibizione di documenti per l’esportazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 66, comma 6, aggiunto dalla legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 23)
1. Fuori dei casi di concorso nel delitto previsto dall’articolo 123, comma 1, chiunque trasferisce all’estero i beni indicati nella stessa disposizione non accompagnati dall’attestato di libera circolazione o dalla licenza di esportazione e’ punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 150.000 a lire 900.000.
Articolo 137 Omessa restituzione di documenti per l’esportazione
1. Chi, effettuata l’esportazione di un bene culturale al di fuori del territorio dell’Unione europea a norma del regolamento CEE, non rende al competente ufficio di esportazione l’esemplare n. 3 del formulario previsto dal regolamento (CEE) n. 752/93, della Commissione, del 30 marzo 1993,
attuativo del regolamento CEE, e’ punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 200.000 a lire 1.200.000.
TITOLO II Beni paesaggistici e ambientali
Capo I Individuazione
Articolo 138 Beni ambientali
1. Sono beni ambientali, tutelati secondo le disposizioni di questo Titolo in attuazione dell’articolo 9 della Costituzione: a) i beni e le aree indicati all’articolo 139 individuati a norma degli articoli da 140 a 145; b) i beni e le aree indicati all’articolo 146.
Articolo 139 Beni soggetti a tutela
1. Sono soggetti alle disposizioni di questo Titolo in ragione del loro notevole interesse pubblico: a) le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale o di singolarita’ geologica; b) le ville, i giardini e i parchi, non tutelati a norma delle disposizioni del Titolo 1, che si distinguono per la loro non comune bellezza; c) i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale; d) le bellezze panoramiche considerate come quadri e cosi’ pure quei punti di vista o di belvedere, accessibili al pubblico dai quali si goda lo spettacolo di quelle bellezze.
Articolo 140 Elenchi
1. Dei beni indicati alle lettere a) e b) e delle localita’ indicate alle lettere c) e d) dell’articolo 139 le regioni compilano su base provinciale due distinti elenchi, ai fini della dichiarazione di notevole interesse pubblico.
2. La compilazione di detti elenchi e’ affidata a una commissione istituita in ciascuna Provincia con provvedimento regionale.
3. La commissione dura in carica quattro anni ed e’ composta dai rappresentanti regionali e provinciali e dai sindaci dei comuni interessati. Della commissione fanno parte di diritto il soprintendente per i beni ambientali ed architettonici ed il soprintendente per i beni archeologici competenti per territorio.
4. La commissione aggrega, di volta in volta, un esperto in materia mineraria o un rappresentante del Corpo forestale dello Stato o altri esperti la cui presenza sia ritenuta opportuna a seconda della natura dei beni e delle localita’ da tutelare.
5. Le proposte per la dichiarazione di notevole interesse pubblico delle diverse localita’ contenute negli elenchi, le relative planimetrie ed ogni variante che venga determinata dalla commissione
sono pubblicati per un periodo di tre mesi all’albo pretorio di tutti i comuni interessati della Provincia e depositati presso i competenti uffici degli stessi comuni.
6. Dell’avvenuta compilazione e pubblicazione degli elenchi e’ altresi’ data contestualmente notizia su almeno due quotidiani diffusi nella Regione territorialmente interessata, nonche’ su un quotidiano a diffusione nazionale.
Articolo 141 Approvazione dell’elenco
1. Entro tre mesi dalla pubblicazione dell’elenco i soggetti interessati possono presentare osservazioni alla Regione, che ha altresi’ facolta’ di indire un’inchiesta pubblica.
Articolo 142 Pubblicita’ dell’elenco
1. L’elenco approvato e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e nel Bollettino Ufficiale della Regione.
2. Copia della Gazzetta Ufficiale e’ affissa per un periodo di tre mesi all’albo pretorio di tutti i comuni interessati. Copia dell’elenco e delle relative planimetrie resta depositata a libera visione del pubblico presso gli uffici comunali.
Articolo 143 Dichiarazione dei beni indicati alle lettere a) e b) dell’articolo 139
1. Sulla base dell’elenco dei beni indicati alle lettere a) e b) dell’articolo 139, la Regione emette il provvedimento di dichiarazione di notevole interesse pubblico, notificandolo ai proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo degli immobili. Tale dichiarazione viene trascritta a richiesta della stessa Regione sui relativi registri immobiliari e depositata presso il Comune con le modalita’ previste all’articolo 142, comma 2.
Articolo 144 Integrazione degli elenchi
1. Il Ministero ha facolta’ di integrare gli elenchi dei beni e delle localita’ indicati all’articolo 139, su proposta del soprintendente competente.
2. La proposta, corredata dalla relativa planimetria, e’ inviata dal Ministero ai comuni interessati affinche’ provvedano alla pubblicazione a norma dell’articolo 140, comma 5. Copia della proposta e della relativa planimetria resta altresi’ depositata a libera visione del pubblico presso gli uffici
comunali. Il Ministero provvede altresi’ alla pubblicazione come previsto dall’articolo 140, comma 6.
4. L’integrazione dell’elenco e’ approvata con decreto del Ministro, sentito il competente comitato di settore del Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali, che si pronuncia anche sulle eventuali osservazioni formulate a norma del comma 3.
Articolo 145 Revoca o modifica degli elenchi
1. Gli elenchi dei beni e delle localita’ indicati all’articolo 139 approvati dal Ministero prima dell’entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, nonche’ le integrazioni previste dall’articolo 144, non possono essere revocati o modificati se non previo parere del competente comitato di settore del Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali che si pronuncia nel termine di quarantacinque giorni dalla data della richiesta.
Articolo 146 Beni tutelati per legge
1. Sono comunque sottoposti alle disposizioni di questo Titolo in ragione del loro interesse paesaggistico: a) i territori costieri compresi in una fascia della profondita’ di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare; b) i territori contermini ai laghi compresi in una fascia della profondita’ di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i territori elevati sui laghi; c) i fiumi, i torrenti ed i corsi d’acqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e le relative sponde o piede degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna; d) le montagne per la parte eccedente 1.600 metri sul livello del mare per la catena alpina e 1.200 metri sul livello del mare per la catena appenninica e per le isole; e) i ghiacciai e i circhi glaciali; f) i parchi e le riserve nazionali o regionali, nonche’ i territori di protezione esterna dei parchi; g) i territori coperti da foreste e da boschi, ancorche’ percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento; h) le aree assegnate alle universita’ agrarie e le zone gravate da usi civici; i) le zone umide incluse nell’elenco previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 1976, n. 448; l) i vulcani; m) le zone di interesse archeologico.
2. Le disposizioni previste dal comma 1 non si applicano alle aree che alla data del 6 settembre 1985: a) erano delimitate negli strumenti urbanistici come zone A e B; b) limitatamente alle parti ricomprese nei piani pluriennali di attuazione, erano delimitate negli strumenti urbanistici a norma del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 come zone diverse da
quelle indicate alla lettera a) e, nei comuni sprovvisti di tali strumenti, ricadevano nei centri edificati perimetrati a norma dell’articolo 18 della legge 22 ottobre 1971, n. 865.
3. La disposizione del comma 1 non si applica ai beni ivi indicati alla lettera c) che, in tutto o in parte, siano ritenuti irrilevanti ai fini paesaggistici e pertanto inclusi in apposito elenco redatto e reso pubblico dalla Regione competente. Il Ministero, con provvedimento adottato con le procedure previste dall’articolo 144, puo’ tuttavia confermare la rilevanza paesaggistica dei suddetti beni.
Articolo 147 Censimento e catalogazione
Articolo 148 Convenzioni internazionali
1. L’attivita’ di tutela e valorizzazione dei beni ambientali si conforma ai principi di cooperazione tra Stati, anche nell’ambito di organizzazioni internazionali, stabiliti dalle convenzioni in materia, rese esecutive in Italia.
Capo II Gestione dei beni
Articolo 149 Piani territoriali paesistici
1. Le regioni sottopongono a specifica normativa d’uso e di valorizzazione ambientale il territorio includente i beni ambientali indicati all’articolo 146 mediante la redazione di piani territoriali paesistici o di piani urbanistico-territoriali aventi le medesime finalita’ di salvaguardia dei valori paesistici e ambientali.
2. La pianificazione paesistica prescritta al comma 1 e’ facoltativa per le vaste localita’ indicate alle lettere c) e d) dell’articolo 139 incluse negli elenchi previsti dall’articolo 140 e dall’articolo 144.
4. Fermo il disposto dell’articolo 164 il Ministero, d’intesa con il Ministero dell’ambiente e con la Regione, puo’ adottare misure di recupero e di riqualificazione dei beni tutelati a norma di questo titolo i cui valori siano stati comunque compromessi.
Articolo 150 Coordinamento della disciplina urbanistica
1. Le linee fondamentali dell’assetto del territorio nazionale per quanto riguarda i valori ambientali, con finalita’ di orientamento della pianificazione paesistica, sono individuate a norma dell’articolo 52 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
Articolo 151 Alterazione dello stato dei luoghi
1. I proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di beni ambientali inclusi negli elenchi pubblicati a norma dell’articolo 140 o dell’articolo 144 o nelle categorie elencate all’articolo 146 non possono distruggerli ne’ introdurvi modificazioni, che rechino pregiudizio a quel loro esteriore aspetto che e’ oggetto di protezione.
2. I proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo dei beni indicati al comma 1, hanno l’obbligo di sottoporre alla Regione i progetti delle opere di qualunque genere che intendano eseguire, al fine di ottenere la preventiva autorizzazione.
3. L’autorizzazione e’ rilasciata o negata entro il termine perentorio di sessanta giorni.
4. Le regioni danno immediata comunicazione delle autorizzazioni rilasciate alla competente soprintendenza, trasmettendo contestualmente la relativa documentazione. Il Ministero puo’ in ogni caso annullare, con provvedimento motivato, l’autorizzazione regionale entro i sessanta giorni successivi alla ricezione della relativa comunicazione.
5. Decorso inutilmente il termine indicato al comma 3, nei successivi trenta giorni e’ data facolta’ agli interessati di richiedere l’autorizzazione al Ministero che si pronuncia entro il termine di sessanta giorni dalla data di ricevimento della richiesta. L’istanza, corredata da triplice copia del progetto di realizzazione dei lavori e da tutta la relativa documentazione, e’ presentata alla competente soprintendenza e ne e’ data comunicazione alla Regione.
Articolo 152 Interventi non soggetti ad autorizzazione
1. Non e’ richiesta l’autorizzazione prescritta dall’articolo 151: a) per gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di consolidamento statico e di restauro conservativo che non alterino lo stato dei luoghi e l’aspetto esteriore degli edifici;
b) per gli interventi inerenti l’esercizio dell’attivita’ agro-silvo-pastorale che non comportino alterazione permanente dello stato dei luoghi con costruzioni edilizie ed altre opere civili, e sempre che si tratti di attivita’ ed opere che non alterino l’assetto idrogeologico del territorio; c) per il taglio colturale, la forestazione, la riforestazione, le opere di bonifica, antincendio e di conservazione da eseguirsi nei boschi e nelle foreste indicati alla lettera g) dell’articolo 146, purche’ previsti ed autorizzati in base alle norme vigenti in materia.
Articolo 153 Inibizione o sospensione dei lavori
1. Indipendentemente dalla inclusione di un bene ambientale negli elenchi previsti agli articoli 140 e 144 e dalla notifica prescritta dall’articolo 143 la Regione e il Ministero hanno facolta’ di: a) inibire che si eseguano lavori senza autorizzazione o comunque capaci di pregiudicare il bene; b) ordinare, anche quando non sia intervenuta la diffida prevista alla lettera a), la sospensione di lavori iniziati.
3. Il provvedimento cautelare nonche’ gli atti successivi indicati al comma 2 sono comunicati anche al Comune interessato.
Articolo 154 Rimborso spese a seguito della sospensione dei lavori
1. Per lavori su beni ne’ precedentemente inclusi negli elenchi previsti dagli articoli 140 e 144, ne’ precedentemente dichiarati e notificati di notevole interesse pubblico, dei quali sia stata ordinata la sospensione, senza che fosse stata intimata la preventiva diffida di cui all’articolo 153, comma 1, l’interessato puo’ ottenere il rimborso delle spese sostenute sino al momento della notificata sospensione. Le opere gia’ eseguite sono demolite a spese dell’autorita’ che ha disposto la sospensione.
Articolo 155 Interventi soggetti a particolari prescrizioni
1. Nel caso di aperture di strade e di cave, nel caso di condotte per impianti industriali e di palificazione nell’ambito e in vista delle localita’ indicate alle lettere c) e d) dell’articolo 139, ovvero in prossimita’ delle cose indicate alle lettere a) e b) dello stesso articolo, la Regione ha facolta’ di prescrivere le distanze, le misure e le varianti ai progetti in corso d’esecuzione, le quali, tenendo in debito conto l’utilita’ economica delle opere gia’ realizzate valgano ad evitare pregiudizio ai beni protetti da questo Titolo.
2. La medesima facolta’ spetta al Ministero che la esercita previa consultazione della Regione.
Articolo 156 Opere da eseguirsi da parte di amministrazioni statali
1. Qualora la richiesta di autorizzazione prevista dall’articolo 151 riguardi opere da eseguirsi da parte di amministrazioni statali, ivi compresi gli alloggi di servizio per il personale militare, il Ministero puo’ in ogni caso rilasciare o negare entro sessanta giorni l’autorizzazione, anche in difformita’ della decisione regionale.
2. Per i progetti di opere comunque soggetti a valutazione di impatto ambientale a norma dell’articolo 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349 e da eseguirsi da parte di amministrazioni statali, l’autorizzazione prescritta dal comma 1 e’ rilasciata secondo le procedure previste all’articolo 26.
3. Per le attivita’ minerarie di ricerca ed estrazione di cui al regio decreto 29 luglio 1927, n. 1443, l’autorizzazione del Ministero prevista dal comma 1 e’ rilasciata sentito il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato. Restano ferme le competenze del Ministero dell’ambiente in materia di cave e torbiere.
Articolo 157 Cartelli pubblicitari
1. Nell’ambito e in prossimita’ dei beni ambientali indicati nell’articolo 138 e’ vietato collocare cartelli e altri mezzi pubblicitari se non previa autorizzazione della Regione.
2. Lungo le strade site nell’ambito e in prossimita’ dei beni indicati nel comma 1 e’ vietato collocare cartelli o altri mezzi pubblicitari, salvo autorizzazione rilasciata a norma dell’articolo 23, comma 4, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, previo parere favorevole della Regione sulla compatibilita’ della collocazione o della tipologia dell’insegna con l’aspetto, il decoro e il pubblico godimento degli edifici o dei luoghi soggetti a tutela.
Articolo 158 Colore delle facciate dei fabbricati
1. La Regione puo’ ordinare che nelle localita’ contemplate dalle lettere c) e d) dell’articolo 139, sia dato alle facciate dei fabbricati, il cui colore rechi disturbo alla bellezza dell’insieme, un diverso colore che con quella armonizzi.
Articolo 159 Vigilanza
Articolo 160 Notifiche eseguite ed elenchi compilati ai sensi della normativa previgente
Articolo 161 Regolamento
1. Con decreto del Presidente della Repubblica, adottato a norma dell’articolo 17, comma 1 della legge 23 agosto 1988, n. 400 e’ emanato il regolamento per l’attuazione delle disposizioni di questo Titolo.
Articolo 162 Disposizione transitoria
1. Fino all’approvazione dei piani previsti all’articolo 149 non e’ concessa l’autorizzazione prevista dall’articolo 151 per i beni individuati a norma dell’articolo 1-ter del decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431, e per quelli interessati da provvedimenti adottati a norma dell’articolo 1-quinquies del medesimo decreto e pubblicati in data anteriore al 6 settembre 1985.
Capo III Sanzioni penali e amministrative
Articolo 163 Opere eseguite in assenza di autorizzazione o in difformita’ da essa
1. Chiunque, senza la prescritta autorizzazione o in difformita’ di essa, esegue lavori di qualsiasi genere su beni ambientali e’ punito con le pene previste dall’articolo 20 della legge 28 febbraio 1985, n. 47.
2. Con la sentenza di condanna viene ordinata la rimessione in pristino dello stato dei luoghi a spese del condannato. Copia della sentenza e’ trasmessa alla Regione ed al Comune nel cui territorio e’ stata commessa la violazione.
Articolo 164 Ordine di rimessione in pristino o di versamento di indennita’ pecuniaria
1. In caso di violazione degli obblighi e degli ordini previsti da questo Titolo, il trasgressore e’ tenuto, secondo che la Regione ritenga piu’ opportuno, nell’interesse della protezione dei beni indicati nell’articolo 138, alla rimessione in pristino a proprie spese o al pagamento di una somma
equivalente al maggiore importo tra il danno arrecato e il profitto conseguito mediante la trasgressione. La somma e’ determinata previa perizia di stima.
2. Con l’ordine di rimessione in pristino e’ assegnato al trasgressore un termine per provvedere.
4. Le somme riscosse a norma del comma 1 sono utilizzate per finalita’ di salvaguardia, interventi di recupero dei valori ambientali e di riqualificazione delle aree degradate.
Articolo 165 Violazione in materia di collocamento o affissione di mezzi di pubblicita’
1. Chiunque non osserva il divieto di collocamento o affissione di manifesti, cartelli, iscrizioni ed altri mezzi di pubblicita’ adottato dall’autorita’ preposta alla tutela paesaggistica a norma dell’articolo 157, comma 1 e’ punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 250.000 a lire 5.000.000.
2. Il responsabile della violazione e’ tenuto alla rimozione dei mezzi di pubblicita’, nel termine assegnato dall’autorita’ amministrativa. In caso di inottemperanza, la medesima autorita’ provvede all’esecuzione d’ufficio a spese dell’obbligato.
3. Nei confronti di coloro che, senza l’autorizzazione prescritta dall’articolo 157, comma 2, collocano cartelli o altri mezzi pubblicitari lungo le strade site nell’ambito e in prossimita’ dei beni ambientali indicati nell’articolo 138, si applicano le sanzioni previste dall’articolo 23 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.
Articolo 166 Norme abrogate
1. Salvo quanto previsto nel comma 2, sono abrogate le seguenti disposizioni: – legge 1 giugno 1939, n. 1089; – legge 29 giugno 1939, n. 1497; – legge 2 aprile 1950, n. 328; – legge 21 dicembre 1961, n. 1552; – decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, limitatamente agli articoli 18, 21-25, 27, 28, 30, 32-43, 45; – legge 30 marzo 1965, n. 340, ad eccezione dell’articolo 2; – legge 3 febbraio 1971, n. 147; – legge 20 novembre 1971, n. 1062, ad eccezione degli articoli 8, secondo comma, e 9; – decreto legge 5 luglio 1972, n. 288, convertito, con modificazioni, nella legge 8 agosto 1972, n. 487; – legge 1 marzo 1975, n. 44, limitatamente agli articoli 10 e 15 -21; – decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, limitatamente all’articolo 82, commi 3 e seguenti; – legge 23 luglio 1980, n. 502; – legge 27 giugno 1985, n. 332, limitatamente all’articolo 1; – decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431, ad eccezione dell’articolo 1-ter e dell’articolo 1-quinquies; – legge 5 giugno 1986, n. 253; – decreto legge 9 dicembre 1986, n. 832, convertito con modificazioni nella legge 6 febbraio 1987,
n. 15, limitatamente all’articolo 4-bis; – legge 11 marzo 1988, n. 67, limitatamente all’articolo 17, comma 24; – decreto legge 14 novembre 1992, n. 433, convertito con modificazioni nella legge 14 gennaio 1993, n. 4, limitatamente agli articoli 3, comma 1, e 4, commi 3, 5 e 5-ter; – decreto del Presidente della Repubblica 22 aprile 1994, n. 368; – decreto legge 23 febbraio 1995, n. 41, convertito con modificazioni nella legge 22 marzo 1995, n. 85, limitatamente all’articolo 47-quater; – legge 25 marzo 1997, n. 78, limitatamente all’articolo 1, commi 2 e 4; – legge 15 maggio 1997, n. 127, limitatamente all’articolo 12, comma 5; – legge 8 ottobre 1997, n. 352, limitatamente agli articoli 3, 5,8; – legge 13 novembre 1997, n. 395; – legge 30 marzo 1998, n. 88, ad eccezione degli articoli 19, comma 2, e 26.
2. In questo Testo Unico sono inserite le disposizioni legislative vigenti alla data del 31 ottobre 1998. Fino all’entrata in vigore del primo decreto legislativo emanato a norma dell’articolo 1, comma 4, della legge 8 ottobre 1997, n. 352, restano ferme le disposizioni legislative concernenti le materie disciplinate da questo Testo Unico entrate in vigore a decorrere dal 1 novembre 1998, ivi comprese quelle dei decreti legislativi 20 ottobre 1998, n. 368 e 30 luglio 1999, n. 300, per effetto delle quali alle denominazioni di Ministro e Ministero per i beni culturali e ambientali sono state sostituite quelle di Ministro e Ministero per i beni e le attivita’ culturali, denominati in questo Testo Unico, rispettivamente, “Ministro” e “Ministero”.
Allegato A (Previsto dagli artt. 62, comma 1, 72, comma 1 e 73, comma 3, lettera a)
1. Reperti archeologici aventi piu’ di cento anni provenienti da: a) scavi e scoperte terrestri o sottomarine; b) siti archeologici; c) collezioni archeologiche.
2. Elementi, costituenti parte integrante di monumenti artistici, storici o religiosi e provenienti dallo smembramento dei monumenti stessi, aventi piu’ di cento anni.
3. Quadri e pitture diversi da quelli appartenenti alle categorie 4 e 5 fatti interamente a mano su qualsiasi supporto e con qualsiasi materiale (1).
5. Mosaici diversi da quelli delle categorie 1 e 2 realizzati interamente a mano con qualsiasi materiale (1) e disegni fatti interamente a mano su qualsiasi supporto.
6. Incisioni, stampe, serigrafie e litografie originali e relative matrici, nonche’ manifesti originali (1).
7. Opere originali dell’arte statuaria o dell’arte scultorea e copie ottenute con il medesimo procedimento dell’originale (1), diverse da quelle della categoria l.
8. Fotografie, film e relativi negativi (1).
9. Incunaboli e manoscritti, compresi le carte geografiche e gli spartiti musicali, isolati o in collezione (1).
10. Libri aventi piu’ di cento anni, isolati o in collezione.
11. Carte geografiche stampate aventi piu’ di duecento anni.
12. Archivi e supporti, comprendenti elementi di qualsiasi natura aventi piu’ di cinquanta anni.
14. Mezzi di trasporto aventi piu’ di settantacinque anni.
15. Altri oggetti di antiquariato non contemplati dalle categorie da 1 a 14, aventi piu’ di cinquanta anni.
I beni culturali rientranti nelle categorie da 1 a 15 sono disciplinati da questo Testo Unico soltanto se il loro valore e’ pari o superiore ai valori indicati alla lettera B.
B. Valori applicabili alle categorie indicate nella lettera A (in lire):
1) 0 (zero) 1. Reperti archeologici 2. Smembramento di monumenti 9. Incunaboli e manoscritti 12. Archivi
2) 27.067.800 5. Mosaici e disegni 6. Incisioni 8. Fotografie 11. Carte geografiche stampate
3) 54.135.600 4. Acquerelli, guazzi e pastelli
4) 90.226.000 7. Arte statuaria 10. Libri 13. Collezioni 14. Mezzi di trasporto 15. Altri oggetti
5) 270.678.000 3. Quadri
Il rispetto delle condizioni relative ai valori deve essere accertato al momento della presentazione della domanda di restituzione. Il valore e’ quello del bene nello Stato membro al quale e’ stata avanzata richiesta di restituzione.
(1) Aventi piu’ di cinquanta anni e non appartenenti all’autore.

References: Articolo 1

Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 14

Articolo 15

Articolo 16

Articolo 17

Articolo 18

Articolo 19

Articolo 20

Articolo 21

Articolo 22

Articolo 23

Articolo 24

Articolo 25

Articolo 26

Articolo 27

Articolo 28

Articolo 29

Articolo 30

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Articolo 32

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Articolo 113

Articolo 114

Articolo 115

Articolo 116

Articolo 117

Articolo 118

Articolo 119

Articolo 120

Articolo 121

Articolo 122

Articolo 123
 art. 66
 art. 23
 sentenza 

Articolo 124
 art. 68
 art. 20

Articolo 125
 art. 67
 art. 13

Articolo 126
 art. 66
 art. 23

Articolo 127
 sentenza 
 sentenza 

Articolo 128

Articolo 129
 art. 70

Articolo 130
 art. 58
 art. 15

Articolo 131

Articolo 132

Articolo 133
 art. 60
 art. 23

Articolo 134
 art. 64

Articolo 135
 art. 61
 art. 41

Articolo 136
 art. 66
 art. 23

Articolo 137

Articolo 138

Articolo 139

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