Source: https://www.cannabislightdistrict.com/marijuana-legale/
Timestamp: 2020-07-03 13:20:48+00:00

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Marijuana legale in Italia: tutto quello che devi sapere
La marijuana legale anche detta marijuana light, si può coltivare, vendere e acquistare regolarmente in Italia, sulla base di una legge del 2016 tutt’ora in vigore, e anche sulla base di una sentenza della Corte di Cassazione.
Si differenzia dalla marijuana illegale e da quella a uso terapeutico per via del suo basso contenuto di THC (tetraidrocannabinolo), e dunque per il fatto di produrre, nel complesso, effetti differenti.
La così detta marijuana light contiene però anch’essa, in modo naturale, il CBD (cannabidiolo). Tale sostanza è presente in quantità variabili, a seconda della varietà di ciascuna pianta: si tratta di una componente considerata benefica per le persone, da molti esperti.
Esistono diverse varietà di cannabis, ma anche di cannabis light, ed ecco spiegato il motivo per cui alcune marijuane light dispongono di una quantità di CBD maggiore rispetto ad altre.
Sull’etichetta di ciascun prodotto venduto legalmente, di norma viene anche specificato quanto CBD contiene, nonché illustrato il livello di THC che include.
Per maggiori informazioni su questo argomento, consigliamo di proseguire la lettura del presente articolo, nel quale viene fatta chiarezza su alcune importanti questioni: che cos’è la marijuana light (spiegato dettagliatamente), in cosa si differenzia rispetto a quella illegale, quali sono gli effetti benefici della sostanza CBD, in base a quale legge e a quale sentenza è possibile vendere marijuana legale, e dove poterla comprare in Italia.
Cos’è la marijuana legale
La marijuana, in Italia e in altri Paesi, è illegale (tranne per quanto riguarda alcune eccezioni), essendo considerata una droga leggera. Allo stesso modo è giudicata illegale anche la coltivazione e il possesso della pianta da cui questo prodotto deriva, cioè la cannabis (anche detta canapa).
Nei diversi paesi, la legalità della cannabis è variabile, in base a determinati fattori: la quantità posseduta, la distribuzione, la coltivazione, e il motivo del suo consumo.
La pianta fu resa illecita per la prima volta a partire dal 1937, tramite l’emanazione della Marijuana Tax Act firmata dal presidente Roosevelt negli Stati Uniti. In seguito, anche in altri Paesi venne considerata illegale.
Il motivo della sua illegalità era giustificabile dal fatto che tale pianta contiene il principio attivo THC, che la rende utilizzabile in qualità di droga, tramite la produzione di marijuana e hashish.
Tuttavia, in seguito a molteplici ricerche e vari tentativi, gli esperti sono riusciti a dare origine a piante di cannabis con un bassissimo livello di THC, dette cannabis light.
Inoltre, dal 1996 lo stato americano della California ha reso legale l’uso della cannabis a fini terapeutici. Successivamente, anche altrove, Italia inclusa, è accaduto questo. Ma la cannabis a uso medico è differente dalla cannabis light.
Grazie alle varietà di piante della cannabis light, oggi anche in Italia è possibile coltivare, vendere e acquistare marijuana in modo legale, sebbene sia differente da quella comune.
La marijuana light è un prodotto naturale derivato dai fiori di particolari varietà di cannabis altrettanto light.
Le piante di canapa con le quali viene prodotta la marijuana legale detta light, sono sorte per via di diverse ricerche, a livello internazionale, portate avanti da più esperti. Questi scienziati avevano come obiettivo proprio quello di ottenere delle piante molto depotenziate per quanto concerne gli effetti sulla psiche, raggiungendo il loro obiettivo.
Dunque, se la marijuana light non ha effetti stupefacenti in quanto depotenziata dal punto di vista del THC, a quale scopo vale la pena utilizzarla?
A tale riguardo, va precisato che all’interno della cannabis, sia legale che illegale, sono presenti più tipi di sostanze, dette cannabinoidi: il THC è quindi soltanto una tra queste, e un’altra sostanza degna di nota è il CBD, detto anche cannabidiolo, che in base a quanto emerso da diversi studi, ha interessanti proprietà benefiche.
Differenze tra Canapa light e Marijuana illegale
Esistono diverse varietà di cannabis, sia illegali che legali. Le differenti varietà di cannabis light possono avere alti o bassi valori della sostanza CBD prima menzionata, ma in ogni caso hanno tutte un valore molto basso in termini di THC, per cui non possono produrre un effetto stupefacente.
Per essere considerate light, le piante di cannabis e la marijuana devono avere un valore di THC pari o inferiore allo 0,2%, anche se è tollerata una oscillazione fino allo 0,6%.
Il THC, quando viene assunto dall’organismo umano (fumando i prodotti derivati dalla cannabis, oppure ad esempio ingerendoli), interagisce con vari recettori del cervello e di altri organi interni, causando effetti di vario tipo, compresi quelli negativi per la psiche.
Un’altra differenza tra le varietà di cannabis con valori normali di THC e quelle light, è che le prime sono tra le più antiche tra quelle conosciute dall’uomo, mentre quelle che riguardano la canapa light sono state realizzate dopo molteplici studi, che hanno portato ai risultati oggi disponibili: ovvero la possibilità di coltivare piante depotenziate in THC, di differenti varietà.
Inoltre, vale sicuramente la pena di mettere in evidenza che la marijuana illegale ha quasi sempre valori bassi di CBD. Al contrario, come già sottolineato in precedenza, nel caso della marijuana light i valori di CBD possono essere anche significativamente alti, a seconda del prodotto acquistato.
Un caso a parte è invece la marijuana a scopo terapeutico, che non può essere coltivata da chiunque. In Italia viene prodotta solamente nella città di Firenze, nello stabilimento chimico farmaceutico militare. Contiene un livello di THC variabile dal 5 all’8%. Viene distribuita soltanto in alcune farmacie, che la usano per varie preparazioni. Non è invece possibile acquistarla per uso alimentare o ricreativo.
Al contrario, nel territorio italiano la cannabis light può essere utilizzata senza limitazioni, sebbene esista un vuoto normativo a riguardo, in riferimento alla possibilità di acquistare o meno i prodotti che da tali piante possono essere ricavati (incluse le infiorescenze, quindi la marijuana). Anche se, come sarà meglio illustrato in un paragrafo successivo, una sentenza della Corte di Cassazione ha in sostanza spiegato che l’acquisto è permesso, e l’uso che viene fatto di tale acquisto è a discrezione della persona che lo effettua.
Come già evidenziato in precedenza, la marijuana light ha bassi valori di THC, ma può contenere livelli variabili di CBD, e in certi casi anche molto elevati: ciò dipende dalla varietà di appartenenza di ciascuna pianta di cannabis light da cui deriva la marijuana ottenuta.
Il CBD o cannabidiolo, è uno degli oltre 80 composti che si trovano all’interno della cannabis (intesa in senso generale). Questo componente è stato oggetto di tantissimi studi nel corso degli anni che, tra le altre cose, ne hanno evidenziato le sue seguenti caratteristiche positive:
Non ha effetti di tipo psicoattivo.
Allevia il dolore, dunque è un analgesico naturale. Alcune prove scientifiche hanno infatti appurato che inibisce la trasmissione neuronale per quanto riguarda i percorsi del dolore.
Riduce i disturbi autoimmuni (quelli caratterizzati da una disfunzione delle difese immunitarie).
Offre benefici a chi soffre di schizofrenia, alleviandone i sintomi.
È un ansiolitico naturale, e può apportare benefici significativi anche nel caso di attacchi di panico, ansia sociale, disturbo ossessivo-compulsivo, e disturbo da stress post-traumatico.
Può alleviare la nausea, quando usato in dosi basse. Se però viene utilizzato in dosi eccessive, potrebbe aumentarla o non offrire alcun effetto.
Può avere effetti benefici per la salute cardiovascolare.
Può proteggere le articolazioni da danni gravi, oltre a migliorare il movimento.
Può avere effetti positivi nel contrasto al diabete, stando ai resoconti di vari studi condotti su animali e persone.
Dagli esperimenti condotti, emerge che è utile anche nei casi di epilessia.
Sempre in base a quanto emerso dagli studi finora condotti, potrebbe aiutare a contrastare la morte delle cellule cerebrali, rappresentando quindi un significativo strumento di difesa contro le malattie neurodegenerative.
Alcune ricerche suggeriscono che potrebbe inibire la proliferazione delle cellule tumorali.
Sebbene siano stati condotti molti studi a riguardo dei benefici del CBD, va precisato che in molti casi mancano ancora dei dati certi che li possano confermare in modo inequivocabile. Tuttavia, gli “indizi” finora emersi sono molto incoraggianti in tal senso.
Per quanto riguarda invece gli effetti collaterali del CBD, c’è da sottolineare che sono moderati, e di gran lunga inferiori rispetto a quelli che possono avere molti dei farmaci in commercio. La sostanza in questione è infatti ben tollerata e sicura per l’organismo umano, anche se assunta a dosi elevate (in quest’ultimo caso tranne se si ha la nausea).
Andando più nello specifico, potrebbe causare un lieve abbassamento della pressione, una sensazione di stanchezza, un senso di testa leggera, la bocca secca. Inoltre, se si assumono dei farmaci, la concomitante assunzione di CBD potrebbe ridurre la metabolizzazione di tali medicinali. Il CBD va evitato anche in caso di asma, visto che potrebbe peggiorare la situazione.
Perché è possibile vendere canapa legale in Italia
In Italia, la legge che disciplina la marijuana light è la n. 242 del 2016.
La legge in questione non fa esplicito riferimento alla marijuana legale per quanto riguarda il suo acquisto e la possibilità di fumarla, ma è importante sottolineare come nella stessa norma non vi sia alcun divieto in tal senso, e non c’è neppure per ciò che riguarda la limitazione sull’uso personale in senso generale: il tutto è rimesso al libero arbitrio del privato cittadino che effettua l’acquisto.
Di conseguenza, viene venduta legalmente, e in molti la fumano o la utilizzano per la preparazione di dolci, tisane o altri prodotti a scopo alimentare.
A riguardo degli usi consentiti in merito alla marijuana light, ci sono due sentenze, tra loro in contrasto, che vale la pena menzionare:
La sentenza 56737 del 27-12-2018 della Corte di Cassazione Sez. VI Penale: affermava che siccome la legge 242 del 2016 non dava alcun riferimento per quanto riguarda la vendita delle infiorescenze della cannabis light e di altri prodotti derivati da tale pianta, tale attività non andava considerata lecita, in virtù della legge preesistente riguardante la marijuana “normale”.
La sentenza 4920 del 31-01-2019 della stessa Corte di Cassazione Sez. VI Penale: afferma che grazie alla stessa legge 242 del 2016, non è lecita solo la coltivazione della cannabis che contiene THC inferiore allo 0,6%, ma anche la vendita dei prodotti ottenuti da tale pianta, comprese le infiorescenze, per qualsiasi uso che l’acquirente ne vorrà fare.
Quest’ultima sentenza (più recente rispetto alla precedente) chiude la questione, almeno per adesso. Pertanto, sebbene in un primo momento la Sez. VI Penale della Corte di Cassazione aveva espresso un parere diverso, attualmente acquistare marijuana light e utilizzarla come più si desidera è consentito.
Occorre anche sottolineare che l’assunzione di cannabis potrebbe far risultare positivi ai test antidroga, anche quando la percentuale di THC è molto bassa. Di conseguenza, appena dopo averla assunta, per legge si viene considerati inabili alla guida.
Dove e come comprare marijuana legale
Quando si vuole acquistare marijuana legale, intesa come marijuana light, occorre prestare attenzione al contenuto di THC che il prodotto contiene: per legge deve risultare pari allo 0,2% o inferiore. In precedenza, nel presente articolo è stato spiegato che tale valore può oscillare fino a un massimo dello 0,6%, ma nelle indicazioni dell’etichetta il valore che deve risultare è appunto pari o inferiore allo 0,2.
Inoltre, quando si sceglie di acquistarla, conviene preferire i prodotti ottenuti dalla estrazione mediante l’anidride carbonica: questa operazione consente un più alto rilascio di una vasta gamma di sostanze considerate benefiche, come CBD e terpeni. Di conseguenza, è più vantaggioso comprarla se preparata con tale metodologia di lavorazione.
In più, sono da preferire le marijuane legali il cui estratto viene ottenuto a cominciare dal complesso interno, invece che da componenti isolati: infatti, in tal modo presenta tutti i vari elementi che possono potenziare l’azione del CBD. Dunque, se possibile, prima di procedere con l’acquisto occorrerebbe anche verificare in che modo viene ottenuto l’estratto, così da comprare un prodotto di maggiore qualità.
In Italia, l’acquisto della marijuana light può essere fatto in:
Tabaccherie, anche se non tutte la vendono.
Grow shop: sono negozi specializzati nella vendita di articoli per la coltivazione e il giardinaggio, e molti tra questi presentano anche una sezione riservata alla marijuana light.
Online, attraverso i siti che la rendono disponibile per la vendita e la spedizione all‘ingrosso come il Cannabis Light District nell’indirizzo indicato in fase di acquisto.

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