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REGOLAMENTO CONCERNENTE LE STRUTTURE DIDATTICHE, DI RICERCA, DI PRODUZIONE DIPARTIMENTI - PDF
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1 REGOLAMENTO CONCERNENTE LE STRUTTURE DIDATTICHE, DI RICERCA, DI PRODUZIONE DIPARTIMENTI IL DIRETTORE VISTA la Legge n. 508 del 21/12/1999: VISTO il DPR n. 132 del 28/02/2003; VISTO lo Statuto del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia; VISTO il DPR n. 212 del 08/07/2006; VISTO il DM n. 90 del 03/07/2009; VISTO il DM n. 124 del 03/09/2009; SENTITO il Collegio dei Professori nella seduta del 18/02/2010; VISTA la delibera del Consiglio Accademico del 23/04/2010; SENTITO il parere del Collegio dei Professori del 17/01/2012; VISTA la delibera del Consiglio Accademico del 20/03/2015 DELIBERA il seguente Regolamento delle strutture didattiche, di ricerca, di produzione: Dipartimenti. Art. 1 Articolazione e Denominazioni All interno del Conservatorio Umberto Giordano sono costituiti, i seguenti Dipartimenti: 1. Dipartimento di Canto e Teatro Musicale 2. Dipartimento di Nuove Tecnologie e Linguaggi Musicali 3. Dipartimento di Strumenti a Fiato 4. Dipartimento di Strumenti a Tastiera e a Percussione 5. Dipartimento di Strumenti ad Arco e a Corda 6. Dipartimento di Teoria, Analisi e Composizione 7. Dipartimento di Musica d Insieme e Direzione 8. Dipartimento di Didattica 9. Dipartimento di Ricerca Musicologica ed Etnomusicologica
2 Art. 2 Composizione dei Dipartimenti I Professori del Conservatorio Umberto Giordano, docenti nelle Scuole e nei Corsi nello stesso attivati e i Docenti esterni al Conservatorio che collaborano per l insegnamento di discipline inserite nei piani di studio afferiscono ai Dipartimenti secondo la tabella a) prevista dall art. 5 comma 1 del D.P.R. 212 del 08/07/2005, in seguito ottimizzata, per esigenze d istituto, dalle successive delibere degli organi di governo elencate in premessa. DIPARTIMENTI Canto e Teatro Musicale Nuove Tecnologie e Linguaggi Musicali Strumenti a Fiato Strumenti a Tastiera e a Percussione Strumenti ad Arco e a Corda SCUOLE Canto Musica vocale da camera Accompagnamento pianistico Teoria e tecnica dell'interpretazione scenica Poesia per musica e drammaturgia musicale Jazz Musica elettronica Clarinetto Corno Fagotto Flauto Oboe Tromba Trombone Saxofono Basso Tuba Clavicembalo e tastiere storiche Organo Pianoforte Strumenti a percussione Fisarmonica Pratica organistica e canto gregoriano Pratica e lettura pianistica Arpa Chitarra Contrabbasso Viola Violino Violoncello Mandolino Pagina 2 di 6
3 Teoria, Analisi e Composizione Musica d Insieme e Direzione Didattica Ricerca Musicologica ed Etnomusicologica Composizione Teoria dell Armonia e Analisi Teoria, ritmica e percezione musicale Lettura della partitura Storia della musica Bibliografia e biblioteconomia musicale Direzione d orchestra Musica da camera Musica d'insieme per strumenti a fiato Musica d'insieme per strumenti ad arco Esercitazione orchestrali Esercitazioni corali Didattica della musica e dello strumento Trasversale N.B. Si precisa che alcuni insegnamenti afferiscono al dipartimento per affinità di settore e di area interpretativa. Art. 3 Finalità I Dipartimenti sono organi consultivi e propositivi del Conservatorio, in relazione, da una parte, con i singoli docenti, che in essi esprimono esigenze e istanze, in merito alle attività didattiche, di produzione e di ricerca, le quali sono progettate e realizzate in termini condivisi, mirando ad obiettivi di piena integrazione e organicità della proposta; dall altra con il Consiglio Accademico, che è un essenziale organo gestionale del Conservatorio. I Dipartimenti raccolgono le forze dei docenti entro lo schema dei Corsi e delle Scuole, come sopra prospettato, secondo criteri di affinità. La struttura così definita si rifà in principio a quanto previsto nel DPR 8 luglio 2005, n. 212, che definisce l articolazione delle strutture didattiche e di ricerca del Conservatorio in Dipartimenti e Scuole. I Dipartimenti costituiscono un momento di confronto e di approfondimento rispetto alle esigenze che riguardano i vari corsi, prospettando ipotesi e soluzioni, in merito alla migliore organizzazione del lavoro didattico. Inoltre, svolgono un importante compito di progettazione, mirato a qualificare l attività di produzione artistica e di ricerca del Conservatorio. Rappresentano luoghi e momenti di raccordo e relazione tra i docenti. Sono organismi strutturati, che consentono la precisazione di motivi ed esigenze dei docenti, nei campi della didattica, della produzione artistica e della ricerca, che si definiscono in progetti condivisi e deliberati dai Dipartimenti. In questa forma le progettualità dipartimentali vengono trasmesse al Consiglio Accademico. Pagina 3 di 6
4 Art. 4 Struttura e Funzioni Il Dipartimento è costituito dai docenti afferenti al Dipartimento. Esso adotta i provvedimenti utili agli scopi del Dipartimento, secondo le modalità di cui al successivo art. 6. Il Dipartimento è presieduto da un Referente per il coordinamento del Dipartimento. Il Dipartimento tratta questioni riguardo alla didattica, alla produzione e alla ricerca, in relazione ai corsi, alle scuole, alle figure docenti che afferiscono al Dipartimento; espone ipotesi di soluzione, suggerimenti e raccomandazioni, in relazione a problemi individuati, e invia valutazioni, conclusioni, sintesi e deliberazioni al Consiglio Accademico, per le determinazioni collegate. Il Dipartimento ha altresì la facoltà di proporre al Consiglio Accademico variazioni ai piani degli studi delle Scuole appartenenti al Dipartimento. Il Dipartimento, in relazione alle esigenze che riguardano i corsi compresi nel suo ambito di attenzione, in raccordo con i referenti di tali corsi, può individuare proprie proposte e ipotesi, da trasmettere al Consiglio Accademico. Il Dipartimento formula proposte al Consiglio Accademico in merito alla programmazione dell attività didattica, di ricerca e di produzione artistica sulla base del bilancio preventivo dell'istituzione. Il Referente per il coordinamento del Dipartimento accoglie le proposte dei singoli docenti o di più docenti e indice una consultazione interna (con una riunione o via mail) per la discussione e l'eventuale approvazione delle stesse. Le proposte, approvate dalla maggioranza del Dipartimento, sono successivamente trasmesse al Consiglio Accademico per gli adempimenti conseguenti, corredate da un puntuale piano finanziario, individuando, se onerose, eventuali fonti di finanziamento. Il Consiglio Accademico può affidare al Dipartimento compiti di osservazione e coordinamento delle attività didattiche, relativamente al funzionamento delle scuole e dei corsi che rientrano nell orbita del Dipartimento. Il Consiglio Accademico può convocare per audizioni, nell ambito di proprie riunioni, ove lo ritenga utile, uno o più referenti per il coordinamento dei Dipartimenti, anche su proposta degli stessi. Il Consiglio Accademico può chiedere al Dipartimento, in collegamento con i referenti dei corsi superiori, di individuare ipotesi in relazione all affidamento di insegnamenti, per ciò che concerne corsi ricadenti nell ambito di attenzione del Dipartimento. Inoltre, il Consiglio Accademico può affidare al Dipartimento compiti di gestione e organizzazione di specifici progetti di produzione artistica e di ricerca. Art. 5 Referente per il coordinamento del dipartimento Il Dipartimento, nella prima riunione, elegge, a maggioranza, un Referente per il coordinamento. Pagina 4 di 6
5 Di ogni riunione è tenuto un verbale, che viene di norma letto e approvato all apertura della riunione immediatamente successiva; in casi particolari, e nella espressa volontà comune, può essere approvato anche seduta stante, nell interezza o in parti. Il Verbale, dopo la sua approvazione, deve essere trasmesso alla Direzione. Il Referente per il coordinamento dura in carica un triennio e può essere rieletto. I componenti degli organi istituzionali non possono ricoprire la carica di Referente per il coordinamento del Dipartimento. Il Segretario verbalizzante viene nominato all inizio di ogni seduta. In caso di trasferimento ad altra sede o dimissioni del Referente per il coordinamento, si procede ad una nuova elezione. I Referenti per il coordinamento dei Dipartimenti potranno riunirsi in una Conferenza dei Referenti per il Coordinamento, su loro autonoma iniziativa. Art. 6 Corsi afferenti al Dipartimento I Dipartimenti approfondiscono tematiche specifiche relative ai singoli Corsi che risultano nella responsabilità di essi, collegati alle Scuole, a loro volta comprese nei Dipartimenti. I corsi afferenti ai Dipartimenti sono distinti secondo le seguenti tipologie: Corsi liberi; Corsi preaccademici; Corsi di ordinamento tradizionale; Trienni; Bienni. I Dipartimenti affrontano tematiche inerenti le specifiche esigenze di queste tipologie di corso. Il Dipartimento, per ogni corso sperimentale triennale o biennale, approvato dal Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca, nonché attivato, individua una figura di Referente del corso, che svolge una funzione applicativa, volta a organizzare al meglio l operatività della didattica nell ambito del corso di studi. Il Referente del corso agisce sempre in relazione con il Dipartimento. Esprime esigenze che derivano dal suo compito, le quali sono raccolte dal Dipartimento, discusse e, se ritenuto, portate all attenzione del Consiglio accademico. Il Referente del corso, dalla sua parte, ricava spunto, per quanto discusso e approfondito nell ambito delle riunioni di Dipartimento, nel confronto tra i docenti afferenti, per soluzioni alle problematiche che riguardano la sua attività, e ciò in funzione della migliore operatività dei corsi. Art. 7 Operatività della struttura Le riunioni dei Dipartimenti sono convocate secondo una comunicazione, da effettuarsi almeno sette giorni prima, a cura del Referente per il coordinamento, che contestualmente precisa gli argomenti all ordine del giorno. La convocazione si dà per avvenuta per affissione all Albo del Conservatorio, nell apposito spazio assegnato alle comunicazioni dei docenti. Pagina 5 di 6
6 Le decisioni prese andranno comunque ratificate in un verbale di Dipartimento. Le lezioni, eventualmente coincidenti con l orario delle riunioni di dipartimento, dovranno essere recuperate. Trattandosi di organi consultivi e propositivi, le decisioni possono essere prese a semplice maggioranza dei presenti, e non si pone la questione del numero legale. Il Dipartimento si riunisce ogni volta che il Referente per il coordinamento intenda convocarlo, o anche previo richiesta motivata di almeno un terzo dei componenti del Dipartimento. Il Direttore o anche il Consiglio accademico possono richiedere la convocazione del Dipartimento, per il tramite del Referente. Foggia, 20 marzo 2015 Il Direttore M Francesco Di Lernia Pagina 6 di 6
CALENDARIO COLLETTIVO DEGLI ESAMI - SESSIONE INVERNALE - a.a. 2014/2015
Prot. 773/D3 Latina, 12/02/2016 CALENDARIO COLLETTIVO DEGLI ESAMI - SESSIONE INVERNALE - a.a. 2014/2015 LUNEDI 15.02.2016 Materia Ora Aula Commissione Vecchio ordinamento: Composizione Compimento medio

References: Art. 1
 Art. 2
 art. 5
 Art. 3
 Art. 4
 art. 6
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7