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DELIBERAZIONE N IX / 4610 Seduta del 28/12/ PDF
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1 DELIBERAZIONE N IX / 4610 Seduta del 28/12/2012 Presidente ROBERTO FORMIGONI Assessori regionali ANDREA GIBELLI Vice Presidente VALENTINA APREA GIOVANNI BOZZETTI ROMANO COLOZZI GIUSEPPE ANTONIO RENATO ELIAS ANDREA GILARDONI NAZZARENO GIOVANNELLI FILIPPO GRASSIA MARIO MELAZZINI CAROLINA ELENA PELLEGRINI LEONARDO SALVEMINI Con l'assistenza del Segretario Marco Pilloni Su proposta dell'assessore Mario Melazzini Oggetto DETERMINAZIONI IN ORDINE ALLA RETE DI CURE PALLIATIVE E ALLA RETE DI TERAPIA DEL DOLORE IN REGIONE LOMBARDIA IN APPLICAZIONE DELLA LEGGE 38 DEL 15 MARZO 2010 DISPOSIZIONI PER GARANTIRE L ACCESSO ALLE CURE PALLIATIVE E ALLA TERAPIA DEL DOLORE Il Dirigente Il Direttore Generale Carlo Lucchina Carlo Lucchina L'atto si compone di 95 pagine di cui 86 pagine di allegati parte integrante
2 PREMESSO che Regione Lombardia negli ultimi trent anni si è contraddistinta per l istituzione e lo sviluppo di numerosi Centri per l erogazione di Cure Palliative e di Terapia del Dolore, attraverso l emanazione di numerosi atti amministrativi a valenza e tipologia differente orientati a garantire lo sviluppo delle reti; VISTA la Legge 38 del 15 marzo 2010 Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore che al fine di tutelare il diritto del cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore, assicura il rispetto della dignità e dell autonomia della persona umana, il bisogno di salute, l equità nell accesso all assistenza, la qualità delle cure e la loro appropriatezza; VISTI i seguenti Accordi, sanciti in sede di Conferenza Stato-Regioni, ai sensi della sopra citata L. n. 38/2010: Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del 28 ottobre 2010 (rep. Atti. n. 188/CSR), in cui viene approvato il documento concernente la Proposta di ripartizione delle risorse destinate al finanziamento del progetto ridenominato "Ospedale-Territorio senza dolore" di cui al comma 1, dell'articolo 6 della legge 15 marzo 2010 n. 38. ; Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del 16 dicembre 2010 (rep. Atti. n. 239/CSR), in cui viene approvato il documento concernente le "Linee guida per la promozione, lo sviluppo e il coordinamento degli interventi regionali" nell'ambito della rete di cure palliative e della rete di terapia del dolore al fine di garantire l'assistenza palliativa e la terapia del dolore in modo omogeneo e a pari livelli di qualità in tutto il Paese; RICHIAMATI i seguenti provvedimenti regionali che, nel tempo, hanno determinato lo sviluppo dell organizzazione sul territorio regionale in ambito di Cure Palliative e di Terapia del Dolore: d.g.r. n. VI/39990 del 30 novembre 1998 Atto di indirizzo e coordinamento per le cure palliative ; d.g.r. n. VII/1884 del 31 ottobre 2000 Adempimenti conseguenti all attuazione del Programma Nazionale per la realizzazione di strutture per le cure palliative da proporre al Ministero alla Sanità ai sensi del DM 28 settembre e successive integrazioni; d.g.r. n. VII/12619 del 7 aprile 2003 Attuazione dell art.12, commi 3 e 4 della l.r. 11 luglio 1997, n. 31 requisiti per l autorizzazione al funzionamento e per l accreditamento delle strutture residenziali per 1
3 pazienti terminali, altrimenti dette Hospice ; d.d.g. Sanità n del 30 dicembre 2004 Determinazioni per la costituzione del Comitato Ospedale Senza Dolore (COSP) presso le strutture sanitarie di ricovero e cura e l adozione del Manuale applicativo per la realizzazione dell ospedale senza dolore ; d.g.r. n. VIII/6410 del 27 dicembre 2007 Determinazioni per l attivazione di un modello di ospedalizzazione domiciliare per le Cure Palliative oncologiche a partire dall anno 2008 ; d.g.r. n. VIII/7180 del 24 aprile 2008 Determinazioni in merito alle Nuove Reti Sanitarie per l anno 2008 e ampliamento delle stesse con il modello di Ospedalizzazione Domiciliare Cure Palliative oncologiche e conseguenti indicazioni alle strutture ; d.g.r. n. VIII/11085 del 27 gennaio 2010 Determinazioni in merito alla Rete delle Cure Palliative Pediatriche della Regione Lombardia ; d.g.r. n. IX/1963 del 6 luglio 2011 Servizi sperimentali di Nuove Reti Sanitarie: prosecuzione attività per l anno 2011 e successive modifiche; d.g.r. n. IX/3541 del 30 maggio 2012 Definizione dei requisiti specifici per l esercizio e l accreditamento dell Assistenza Domiciliare Integrata e successiva rettifica con d.g.r. n. IX/3584 del 6 giugno 2012; RICHIAMATA la d.c.r. IX/88 del Piano Socio Sanitario Regionale (PSSR) ed in particolare il paragrafo Rete delle cure palliative e rete della terapia del dolore, laddove: evidenzia, nell arco della IX legislatura, l impegno di Regione Lombardia a portare a conclusione il percorso normativo intrapreso sin dal 1998 per l implementazione della Rete delle Cure Palliative, nonché ad avviare l implementazione della Rete della Terapia del Dolore; prevede, per il raggiungimento degli obiettivi ivi individuati, l istituzione di un gruppo di lavoro inter-assessorile con il compito di monitorare lo stato di realizzazione della Rete delle Cure Palliative e della Rete della Terapia del Dolore, sulla base delle disposizioni regionali di settore e della legge 38/2010, informando annualmente la Giunta e il Consiglio regionale; RICHIAMATA la d.g.r. n. IX/2633 del Determinazioni in ordine alla gestione del Servizio socio sanitario regionale per l'esercizio 2012 ed in particolare l allegato 6 Piani e Programmi di sviluppo che, nell evidenziare che le reti rappresentano un meccanismo di forte integrazione per migliorare l appropriatezza degli interventi e l efficienza organizzativa e gestionale, con riferimento alle Cure Palliative e Terapia del Dolore, recita Le principali linee 2
4 d azione si svilupperanno nell ottica di favorire l attuazione della L. 38/2010 tenendo conto dei lavori degli specifici gruppi di approfondimento tecnico regionali al fine di individuare proposte operative con particolare riferimento alla definizione di criteri e livelli di articolazione delle specifiche reti, la definizione, condivisione e monitoraggio dei percorsi e la promozione di specifici programmi regionali di formazione rivolti a professionisti e volontariato ; RICHIAMATA la d.g.r. n. IX/4334 del Determinazioni in ordine alla gestione del Servizio socio sanitario regionale per l'esercizio 2013 ed in particolare l allegato 3 Indirizzi di Programmazione socio sanitaria per l anno 2013 al capitolo Programmazione e sviluppo piani, laddove si dichiara conclusa la fase sperimentale delle Nuove Reti Sanitarie, le cui specifiche attività saranno gestite all interno del budget assegnato alle singole strutture e declinate secondo percorsi di diagnosi e cura delle singole patologie fruendo al meglio dell applicazione delle tecnologie informatiche (ICT) in ambito sanitario; VISTA l Intesa tra il Governo, le Regioni e le Provincie Autonome di Trento e Bolzano del 25 luglio 2012 (rep. Atti. n. 152/CSR),che approva il Documento sui requisiti minimi e le modalità organizzative necessari per l accreditamento delle strutture di assistenza ai malati in fase terminale e delle Unità di Cure Palliative e della Terapia del dolore ; DATO ATTO che il documento tecnico di cui alla citata Intesa, definisce criteri, requisiti e modalità organizzative in ordine alla Rete di Cure Palliative, alla Rete di Terapia del Dolore, nonché alla Rete di Cure Palliative e di Terapia del Dolore Pediatrica, al fine di garantire equità nell accesso ai servizi e qualità delle cure, sull intero territorio nazionale, nell ambito dei Livelli Essenziali di Assistenza; RITENUTO, pertanto, di recepire la citata Intesa del 25 luglio 2012 recante il Documento sui requisiti minimi e le modalità organizzative necessari per l accreditamento delle strutture di assistenza ai malati in fase terminale e delle Unità di Cure Palliative e della Terapia del dolore - Allegato 1) parte integrante del presente provvedimento; DATO ATTO che con note della Direzione Generale Sanità, prot. n. H del e n. H del e successive integrazioni, sono stati costituiti, rispettivamente, il Gruppo di Approfondimento Tecnico (GAT) di Cure Palliative e il GAT di terapia del Dolore composti da professionisti esperti dei due settori, con il compito di sviluppare proposte tecniche secondo quanto indicato 3
5 nel citato PSSR ; DATO ATTO, altresì, che tra gli obiettivi primari affidati ai succitati tavoli tecnici risultano i seguenti: condurre la stima del bisogno assistenziale, nonché la tipologia dei malati eleggibili alle rispettive reti di Cure Palliative e di Terapia del Dolore; definire indicazioni per la definizione di procedure organizzative/gestionali e di percorsi diagnostico terapeutici; definire un modello organizzativo di coordinamento locale della rete per le Cure Palliative; partecipare, per quanto di competenza, allo sviluppo del Progetto per l Ospedale-territorio senza Dolore di cui all art.6, L. 38/2010; condurre, per quanto di competenza, un monitoraggio sulla rilevazione del dolore in cartella clinica, ai sensi dell art. 7, L. 38/2010 e valutazione dello stato di attuazione dell obbligo stesso; VISTI e acquisiti i documenti tecnici, elaborati dai citati Gruppi, che sviluppano gli obiettivi loro affidati e declinano, in una dimensione regionale volta a favorirne l applicazione, i contenuti dell Intesa e degli Accordi sopra richiamati, stipulati a livello nazionale in attuazione della L. n. 38/2010; VISTA la nota prot. H del del Direttore Generale Sanità con la quale sono state trasmesse, ai Direttori generali delle Aziende Ospedaliere e delle ASL della Regione Lombardia, le bozze avanzate dei due Documenti tecnici sullo sviluppo della Rete per le Cure Palliative e della Rete della Terapia del Dolore in Lombardia, per acquisire eventuali osservazioni; RILEVATO che il documento tecnico elaborato dal GAT di Cure Palliative Documento per lo sviluppo della Rete per le Cure Palliative in Lombardia individua, tra l altro: gli elementi costitutivi della rete e la loro organizzazione; la tipologia del paziente eleggibile alla rete delle Cure palliative; le indicazioni per la definizione di procedure organizzative/gestionali e di percorsi diagnostico-terapeutici di presa in carico e di assistenza; i requisiti di accreditamento; la qualità e appropriatezza di servizi e prestazioni; formazione; comunicazione; la partecipazione allo sviluppo del progetto Ospedale Territorio Senza 4
6 Dolore, di cui all art. 6, L. n. 38/2010; il monitoraggio rilevazione del dolore in cartella clinica ai sensi dell art.7, L. n. 38/2010. RILEVATO che il documento tecnico Rete Terapia del Dolore Regione Lombardia elaborato dal GAT di Terapia del Dolore individua, tra l altro: gli elementi costitutivi della rete e la loro organizzazione; la tipologia dei pazienti e i criteri di eleggibilità; la tabella di sintesi dei requisiti; i Piani Diagnostico Terapeutici Assistenziali; la Tabella PDTA; la qualità e l'appropriatezza di servizi e prestazioni; comunicazione; formazione; la partecipazione allo sviluppo del progetto Ospedale Territorio Senza Dolore, di cui all art. 6, L. n. 38/2010; il monitoraggio sulla rilevazione del dolore in cartella clinica ai sensi dell art. 7, L. n. 38/2010. CONSIDERATO che i predetti documenti tecnici costituiscono indicazioni di riferimento per le Aziende Ospedaliere e le Strutture sanitarie operanti nei settori delle Cure Palliative e della Terapia del Dolore; RITENUTO pertanto, di approvare il Documento per lo sviluppo della Rete per le Cure Palliative in Lombardia e il documento Rete Terapia del Dolore Regione Lombardia, rispettivamente, allegati 2) e 3), parti integranti del presente provvedimento; EVIDENZIATO, che, al fine di garantire lo sviluppo omogeneo delle reti per le Cure Palliative e della Terapia del Dolore, presso la Direzione Generale Sanità di Regione Lombardia, è istituita la Struttura organizzativa regionale di coordinamento che promuove e coordina lo sviluppo delle Reti, ne monitora l attività in ottemperanza all Accordo stipulato in sede di Conferenza Stato Regioni il 16 dicembre 2010 e dall Intesa del 25 luglio 2012 sopra richiamata; RITENUTO che la citata Struttura organizzativa regionale di coordinamento si avvarrà di specifici Gruppi tecnici di approfondimento, con il compito di monitorare lo stato di realizzazione della rete delle cure palliative e della rete di terapia del dolore e redigere la relazione informativa annuale alla Giunta e al 5
7 Consiglio regionale sullo stato di applicazione della legge n. 38/2010; EVIDENZIATA, per quanto sopra esposto, la necessità che la Direzione Generale Sanità istituisca specifici Gruppi di Approfondimento Tecnico in materia di Cure Palliative e di Terapia del Dolore che abbiano i seguenti compiti ed obiettivi: Concorrere al Monitoraggio ministeriale per le cure palliative e per la Terapia del Dolore ai sensi dell'art.9 comma l, L. n. 38/2010; Monitoraggio dello stato di attuazione della rete di Cure Palliative e della rete di Terapia del Dolore; Controllo della qualità delle prestazioni e valutazione dell'appropriatezza da prevedersi nell'ambito del sistema di accreditamento; Promozione di programmi obbligatori di formazione continua coerentemente con quanto previsto dall'art. 8 comma 2 della L. n. 38/10; Definizione e realizzazione dei percorsi formativi per i MMG e per il personale ospedaliero; Definizione e realizzazione dei programmi di informazione alla popolazione sulla Terapia del Dolore e sulle Cure Palliative, anche in accordo e con il contributo delle associazioni non-profit operanti nel settore. CONSIDERATO che, nell ambito della rete di Terapia del Dolore, l'attività erogata in regime di Degenza Ordinaria, in Day Hospital o MAC (Macroattività ambulatoriale ad Alta Complessità assistenziale), può essere espletata in Strutture autonome e dedicate oppure all'interno di altri ambiti di degenza e che le prestazioni erogate per pazienti degenti in altre UU.OO., sono comunque da considerare erogate dal Centro ospedaliero di Terapia del dolore, ai fini della determinazione dei volumi di attività del Centro; RITENUTO di dare mandato alla Direzione Generale Sanità: di definire un Codice identificativo specifico di individuazione dell attività effettuata dai Centri accreditati in ambito di Terapia del dolore; di dare attuazione, con successivi provvedimenti, agli indirizzi contenuti nei Documenti di cui ai punti 1 e 2, nonché nell Intesa di cui al punto 5; RITENUTO di pubblicare il presente provvedimento sul B.U.R.L. e sul sito web della Regione Lombardia - Direzione Generale Sanità ( ai fini della diffusione di tale atto; VAGLIATE ed assunte come proprie le predette considerazioni; 6
8 A VOTI UNANIMI espressi nelle forme di legge; DELIBERA 1) di approvare il Documento per lo sviluppo della Rete per le Cure Palliative in Lombardia, Allegato 2) parte integrante del presente provvedimento; 2) di approvare il documento Rete Terapia del Dolore Regione Lombardia, Allegato 3) parte integrante del presente provvedimento; 3) di recepire l Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano del 25 luglio 2012 (rep. Atti. n. 152/CSR) recante Documento sui requisiti minimi e le modalità organizzative necessari per l accreditamento delle strutture di assistenza ai malati in fase terminale e delle Unità di Cure Palliative e della Terapia del dolore - Allegato 1) parte integrante del presente provvedimento; 4) di istituire, presso la Direzione Generale Sanità, la Struttura organizzativa regionale di coordinamento con compiti di coordinamento e promozione dello sviluppo delle Reti di monitoraggio delle loro attività, in coerenza con quanto indicato dall Accordo stipulato in sede di Conferenza Stato Regioni il 16 dicembre 2010 e dall Intesa del 25 luglio 2012; 5) di dare mandato alla Direzione Generale Sanità di istituire specifici Gruppi di Approfondimento Tecnico, in materia di Cure Palliative e di Terapia del Dolore, con compiti di: concorrere al Monitoraggio ministeriale per le Cure Palliative e per la Terapia del Dolore ai sensi dell'art. 9 comma l, L. n. 38/2010; Monitoraggio dello stato di attuazione della rete regionale di Cure Palliative e della rete di Terapia del Dolore; Controllo della qualità delle prestazioni e valutazione dell'appropriatezza da prevedersi nell'ambito del sistema di accreditamento; Promozione di programmi obbligatori di formazione continua coerentemente con quanto previsto dall'art. 8 comma 2 della legge 38/10; Definizione e realizzazione dei percorsi formativi per i MMG e per il personale ospedaliero; Definizione e realizzazione dei programmi di informazione alla popolazione sulla Terapia del Dolore e sulle Cure Palliative, anche in accordo e con il contributo delle associazioni non-profit operanti nel settore; 7
9 6) di dare mandato alla Direzione Generale Sanità: di definire un Codice identificativo specifico di individuazione dell attività effettuata dai Centri accreditati in ambito di Terapia del dolore; di dare attuazione, con successivi provvedimenti, agli indirizzi contenuti nei Documenti di cui ai punti 1 e 2, nonché nell Intesa di cui al punto 5; 7) di pubblicare il presente provvedimento sul B.U.R.L. e sul sito web della Regione Lombardia - Direzione Generale Sanità ( ai fini della diffusione dell atto. IL SEGRETARIO MARCO PILLONI 8
10 ALLEGATO 2) ALLA D.G.R. N. DEL.. DOCUMENTO PER LO SVILUPPO DELLA RETE PER LE CURE PALLIATIVE IN LOMBARDIA Premessa 2 Gli elementi costitutivi della Rete 3 Organizzazione della Rete delle Cure Palliative in Regione Lombardia 4 La tipologia del paziente eleggibile alla Rete delle Cure Palliative 6 pagina Diagramma di flusso di attivazione/presa in carico da parte della Rete Cure Palliative Indicazioni per la definizione di procedure organizzative/gestionali e di percorsi diagnostico-terapeutici di presa in carico e di assistenza Requisiti di accreditamento di cui all Intesa in Conferenza Stato -Regioni del 25 luglio Qualità e appropriatezza di servizi e prestazioni 12 Formazione 13 Comunicazione 13 Partecipazione allo sviluppo del progetto ospedale/territorio senza dolore 14 Monitoraggio sulla rilevazione del dolore in cartella clinica ai sensi dell art. 7 della legge 38/ Gruppo di Approfondimento Tecnico Cure Palliative
11 1 - PREMESSA L obiettivo delle cure palliative è la tutela della qualità della vita del malato e della famiglia. Perseguire tale obbiettivo significa dare centralità al soggetto malato e renderlo capace di orientare la risposta ai suoi molteplici bisogni nella costruzione del proprio percorso di cura. Il malato ha diritto a richiedere forme di tutela e di sostegno che valorizzino le risorse di cura della famiglia e consentano anche ai cittadini più fragili di rimanere al domicilio e nel proprio contesto di vita, evitando istituzionalizzazioni precoci e inappropriate, con la conseguenza di una migliore qualità di vita e la riduzione dei costi complessivi. La Lombardia si caratterizza per una Rete assistenziale di cure palliative tra le più complesse e maggiormente sviluppate a livello nazionale, sia sul versante dell Assistenza residenziale Hospice in ambito socio-sanitari e Unità di degenza delle Unità Operative di Cure Palliative ora Hospice sanitari - sia su quello dell Assistenza domiciliare - Assistenza Domiciliare Integrata-ADI CP e Ospedalizzazione Domiciliare di Cure Palliative nei malati oncologici-odcp. Lo sviluppo dell attuale rete assistenziale lombarda per le Cure palliative risale alla metà degli anni 70, anni in cui presso l Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori si diede avvio in maniera pionieristica a quelle che sono divenute le cure palliative odierne, sviluppo avutosi grazie anche al supporto indispensabile delle Organizzazioni Non Profit (ONP) attive nel settore delle cure palliative. Dal 1998 con la d.g.r. n. VII/39990/98 Atto di indirizzo e coordinamento per le cure palliative Regione Lombardia ha dato avvio a numerosi atti amministrativi, a valenza e tipologia differente, orientati a garantire lo sviluppo della rete delle cure palliative. In attuazione della Legge n.39/99, Regione Lombardia ha emanato successivi provvedimenti di Giunta regionale - d.g.r. n.vii/1884 del 31 ottobre 2000; dd.g.r. n. 9691/2002 e n / per l approvazione del programma regionale Programma per la realizzazione di Centri residenziali di cure palliative, nonché, complessivamente, di 30 progetti per la realizzazione di Strutture residenziali per le cure palliative. Ciò ha dato notevole impulso allo sviluppo del livello strutturale della Rete di Cure palliative che ad oggi conta 51 Strutture residenziali dedicate alle cure palliative con oltre 600 posti. Sul versante dell erogazione delle Cure Palliative a domicilio, nel 2007 con d.g.r. VIII/6410 del Determinazioni per l attivazione di un modello di ospedalizzazione domiciliare per le cure palliative oncologiche a partire dall anno 2008 e con successivi provvedimenti di Giunta Regionale si è esteso su base regionale il servizio sperimentale di Ospedalizzazione Domiciliare Cure Palliative oncologiche, dopo una esperienza iniziata nel 2005 nella città di Milano, nell ambito del Piano Urbano. In ambito pediatrico con d.g.r. n. VIII/11085 del 27 gennaio 2010 Determinazioni in merito alla rete delle Cure Palliative pediatriche della Regione Lombardia sono 2
12 stati individuati i centri di riferimento regionale per le Cure Palliative pediatriche (CPP), approvato il Documento tecnico sulle CPP, percorsi organizzativi, in coerenza all Accordo sancito in Conferenza Stato Regioni in materia di Cure palliative pediatriche del 27 giugno 2007 e al Documento tecnico sulle cure palliative pediatriche di cui all Accordo CSR del 20 marzo Tali disposizioni sono integrate, per quanto specificamente indicato, dal documento tecnico di cui all Intesa sancita in Conferenza Stato Regioni del 25 luglio Sul territorio regionale sono attivi Soggetti erogatori di cure palliative, pubblici e privati, soprattutto non profit, attivi sia in ambito residenziale sia in ambito domiciliare. Il modello assistenziale regionale si sostanzia in quattro modalità organizzative, due Residenziali (Hospice in ambito socio-sanitario e Unità di degenza delle Unità Operative di Cure Palliative ospedaliere o Hospice sanitari) e due territoriali (assistenza Specialistica Territoriale Cure Palliative (STCP) già definita Ospedalizzazione Domiciliare Cure Palliative - ODCP in ambito oncologico e Assistenza Domiciliare ADI-Voucher Cure Palliative). Le equipe che erogano assistenza al domicilio garantiscono sia interventi di base, sia interventi specialistici in funzione della complessità clinica del malato. A queste attività si integrano quelle erogate in ambito di day hospital, di specialistica ambulatoriale e di consulenza specialistica. Il Sistema delle Cure Palliative si raccorda con le Reti di patologia e garantisce la continuità nel percorso del malato e della sua famiglia soprattutto nel passaggio dalla fase di cronicità a quello della terminalità. Ciò al fine di assicurare le specificità assistenziali che caratterizzano la Rete delle Cure Palliative, così come definita dalla Legge n.38/2010 e dal Piano Socio Sanitario Regionale di cui alla D.c.r. IX/88/2010, creando però un continuum con quell approccio palliativo che deve essere comunque presente in tutte le fasi assistenziali dei malati cronici presi in carico dalle equipe curanti durante i lunghi periodi di fragilità. Il presente documento definisce indirizzi per lo sviluppo della rete delle cure palliative in Regione Lombardia in coerenza all Intesa in CSR del 25 luglio 2012 tra il Governo, le Regioni e le Provincie Autonome di Trento e Bolzano che approva il Documento sui requisiti minimi e le modalità organizzative necessari per l accreditamento delle strutture di assistenza ai malati in fase terminale e delle Unità di Cure Palliative e della Terapia del dolore e all Accordo del 16 dicembre 2010 in Conferenza Stato Regioni su Linee guida per la promozione, lo sviluppo e il coordinamento degli interventi regionali nell'ambito della rete di cure palliative e della rete di terapia del dolore. 3
13 2 GLI ELEMENTI COSTITUTIVI DELLA RETE Elementi costitutivi della Rete di Cure palliative sono: A. Struttura organizzativa Regionale di coordinamento della Rete di Cure palliative: garantisce l opportuna sinergia delle Reti locali ed è istituita presso la Direzione Generale Sanità di Regione Lombardia. B. Struttura organizzativa interaziendale di coordinamento Locale della Rete di Cure palliative: Dipartimento interaziendale funzionale che garantisce l operatività della rete locale di CP. C. Unità Operative di Cure Palliative (UOCP) di cui alla d.g.r. n. VI/39990/98 assicurano la necessaria continuità terapeutica garantendo l integrazione dei diversi livelli di assistenza, in particolare: assistenza residenziale (Hospice sanitario) assistenza specialistica ambulatoriale assistenza di day hospital (o day hospice) o comunque erogata in modalità alternative previste all interno del sistema organizzativo regionale cure domiciliari A queste si integrano e concorrono ad erogare Cure Palliative nell ambito della Rete, le Unità di Cure Palliative, Strutture semplici o a valenza dipartimentale, previste nei Piani di Organizzazione Aziendali approvati a livello regionale. D. Hospice sanitario e Hospice socio-sanitario: garantiscono il livello di assistenza residenziale, ossia l insieme degli interventi sanitari, socio-sanitari e assistenziali nelle cure palliative erogate ininterrottamente da equipe multidisciplinari (art. 2, comma 1, lett. e) l.38/2010). E. Day hospital (o day hospice): articolazione organizzativa che eroga prestazioni diagnostico-terapeutiche e assistenza a ciclo diurno non eseguibili a domicilio (art. 2, comma 1, lett. g) l.38/2010). F. Assistenza domiciliare di base e specialistica: MMG e Soggetti privati accreditati per l erogazione di servizi di Assistenza Domiciliare Integrata-ADI CP; Unità di Cure Palliative domiciliari specialistiche accreditate per l erogazione di assistenza Specialistica Territoriale Cure Palliative (STCP). Il MMG è, di norma, il Referente clinico soprattutto per le cure palliative di base. E, comunque, garantito il suo coinvolgimento in caso di presa in carico da parte di equipe specialistiche di CP, quando il Referente è il medico della struttura/ equipe specialistica eroganti cure palliative a domicilio. In tal caso, l assistenza del malato e il supporto alla famiglia da parte di equipe specialistiche dedicate alle cure palliative è motivato dai bisogni del malato e della famiglia. 4
14 3 - ORGANIZZAZIONE DELLA RETE DELLE CURE PALLIATIVE IN REGIONE LOMBARDIA La Rete delle Cure Palliative in Lombardia, come in precedenza definita nei suoi elementi costitutivi, si articola sui seguenti livelli assistenziali erogativi: residenziale: Hospice in ambito socio-sanitario e Unità di degenza delle Unità Operative di Cure Palliative UOCP (ora Hospice sanitario) assistenza a ciclo diurno: day hospital (o day hospice) o comunque erogata in modalità alternative previste all interno del sistema organizzativo regionale domiciliare: equipe ospedaliere di assistenza Specialistica Territoriale Cure Palliative (STCP) e MMG con equipe di Assistenza Domiciliare Integrata-ADI CP specialistico ambulatoriale Il coordinamento della Rete delle Cure palliative si struttura su due livelli funzionali: uno Regionale e uno Locale. a. Rete Regionale e Struttura di Coordinamento La Rete Regionale di Cure palliative operante in Lombardia è una aggregazione funzionale e integrata delle diverse Reti locali. Per garantire l opportuna sinergia delle Reti locali la Struttura organizzativa regionale di coordinamento è istituita presso la Direzione Generale Sanità di Regione Lombardia. La Struttura funzionale organizzativa coordina e promuove lo sviluppo della Rete regionale di Cure Palliative, ne monitora l attività, in aderenza a quanto indicato dall Accordo stipulato in sede di Conferenza Stato Regioni il 16 Dicembre 2010 e dall Intesa 25 luglio La Struttura organizzativa regionale di coordinamento si avvale di uno specifico Gruppo di lavoro inter-assessorile costituito da professionisti esperti e dai referenti delle reti locali di Cure palliative, con il compito di monitorare lo stato di realizzazione della rete delle cure palliative e redigere la relazione informativa annuale sullo stato di applicazione della legge 38/2010 alla Giunta ed al Consiglio regionale. La Struttura organizzativa regionale di coordinamento della Rete delle Cure Palliative si integra con quella, analoga, per la Rete della terapia del dolore e le Reti di patologia. La Rete regionale, in coerenza ai contenuti dell Intesa CSR del 25 luglio 2012, assolve alle funzioni di cui all Accordo 16 dicembre 2010 in Conferenza Stato Regioni: Coordinamento e promozione del processo di sviluppo delle Cure Palliative a domicilio, in Hospice, nelle strutture residenziali e nelle strutture ospedaliere, al fine di garantire approcci omogenei ed equità di sistema Monitoraggio dello stato di attuazione delle reti locali 5
15 Sviluppo del sistema regionale sulle Cure Palliative Definizione e monitoraggio di indicatori quali-quantitativi di Cure Palliative, ivi inclusi gli standard di cui al Decreto 22 febbraio 2007, n. 43 Definizione di indirizzi per lo sviluppo omogeneo di percorsi di presa in carico e assistenza in Cure Palliative ai sensi dell art. 2 c.1 Promozione di programmi obbligatori di formazione continua in Cure Palliative coerentemente a quanto previsto dall art. 8 c.2 della L. 38/2010 Promozione e monitoraggio delle attività di ricerca in Cure Palliative. b. Rete Locale di cure palliative e Struttura di coordinamento La Rete Locale di Cure palliative è una aggregazione funzionale ed integrata dei Soggetti erogatori delle attività di cure palliative garantite nei diversi setting assistenziali (Hospice sanitari e socio sanitario - Ospedale, Strutture Socio-Sanitarie e Domicilio), in ciascun ambito territoriale definito a livello regionale e corrispondente in Regione Lombardia a quello afferente a ciascuna ASL. La Rete Locale, per il proprio funzionamento, dispone di un Dipartimento Interaziendale di coordinamento che ne garantisce l operatività. La ASL è parte integrante del Dipartimento Interaziendale di coordinamento e ne promuove la costituzione a livello locale. Il coordinamento del Dipartimento interaziendale è posto in capo alla ASL o ad una delle Aziende sanitarie pubbliche; è previsto comunque che entrambe operino in modo integrato. La responsabilità del coordinamento della Rete Locale è affidata ad un Dirigente di struttura con esperienza specifica di almeno cinque anni nelle cure palliative. Ciascuna Rete Locale di Cure palliative, in accordo con la Struttura Regionale di Coordinamento, si dota di uno specifico Regolamento che definisce l organizzazione e le modalità di funzionamento della rete locale, garantendo la più ampia partecipazione rappresentativa dei Soggetti erogatori (Hospice di tipo sanitario e socio sanitario -, MMG/PLS, Soggetti erogatori accreditati di Cure Palliative domiciliari, Organizzazioni di volontariato e Non Profit operanti nel settore delle Cure Palliative, Soggetti erogatori di Cure Palliative Pediatriche, etc.), secondo le modalità più consone a ciascuna realtà locale. La Rete Locale, assolve alle funzioni di cui all Accordo CSR del 16 dicembre 2010: 1) Garantire l'accoglienza, la valutazione del bisogno e l'avvio di un percorso di cure palliative, assicurando la necessaria continuità delle cure, la tempestività della risposta e la flessibilità nell'individuazione del setting assistenziale appropriato. 2) Garantire la continuità delle cure palliative attraverso l'integrazione fra l'assistenza in ospedale, l'assistenza in Hospice (socio sanitario e sanitario) e l'assistenza domiciliare di base e specialistica. 3) Definire e attuare nell ambito della rete i percorsi di presa in carico e di assistenza in Cure palliative per i malati di cui all art.2, comma 1, della legge n. 38/ ) Promuovere sistemi di valutazione e miglioramento della qualità delle cure palliative erogate. Monitoraggio dei costi delle prestazioni ospedaliere, residenziali (hospice) e domiciliari. 6
16 5) Definire e monitorare un sistema di indicatori quali-quantitativi della rete di CP, ivi inclusi gli standard della rete di CP di cui al Decreto 22 febbraio 2007, n. 43 in coerenza a quanto definito a livello regionale. 6) Promuovere ed attuare i programmi obbligatori di formazione continua, definiti a livello regionale, rivolti a tutte le figure professionali operanti nella Rete, attraverso il conseguimento di crediti formativi su percorsi assistenziali multidisciplinari e multiprofessionali. Tale formazione si svolge di preferenza attraverso progetti di audit clinico e di formazione sul campo. Al fine di promuovere lo sviluppo omogeneo su tutto il territorio regionale, le Reti Locali sono coordinate dalla Struttura funzionale organizzativa regionale di coordinamento. La rete locale si integra con le articolazioni locali della Rete di terapia del dolore e con le Reti di patologia e con il DIPO di riferimento e per la città di Milano il DOM. 4 LA TIPOLOGIA DEL PAZIENTE ELEGGIBILE ALLA RETE DELLE CURE PALLIATIVE 4.1. Analisi dei bisogni La maggior parte dell esperienza acquisita, su base regionale, riguarda i malati affetti da patologia neoplastica. La letteratura, nonché le esperienze internazionali più avanzate dimostrano che la popolazione di riferimento per le cure palliative riguarda, oltre i malati neoplastici, anche i pazienti affetti da patologie croniche dell apparato respiratorio, cardio-circolatorio, epato-renale, metabolico. Meno rappresentati da un punto di vista numerico, ma molto complessi da un punto di vista assistenziale, sono i malati affetti da patologie neurologiche e infettive. In base ai dati epidemiologici lombardi (Registri di mortalità, Archivi di patologia, BDA) la potenziale popolazione annua di riferimento è di casi, di cui pazienti neoplastici. La presa in carico del malato da parte della Rete delle Cure palliative richiede un assetto organizzativo gestionale correlato all intensità di cura necessaria per lo stadio di patologia che caratterizza le differenti tipologie di pazienti. 4.2 Definizione dei criteri di eleggibilità La valutazione del possesso dei Criteri di eleggibilità come di seguito definiti, l avvio di un percorso di assistenza all interno della Rete delle Cure palliative, nonché l individuazione del livello erogativo appropriato è effettuata dai Referenti clinici - Medico di Medicina Generale e/o Medico della Struttura accreditata per l erogazione delle cure palliative - con il coinvolgimento del Care Manager e del Case Manager, ponendo particolare attenzione alle indicazioni provenienti dal malato, dal nucleo famigliare e dal Caregiver. La valutazione deve considerare anche la possibilità e l opportunità di variazione del livello/set di assistenza in base all evolversi del quadro clinico e dei bisogni del malato e della sua famiglia. 7
17 La definizione dei criteri di eleggibilità e di accesso del malato alla Rete regionale delle cure palliative e alle sue articolazioni locali non può prescindere dagli aspetti definitori disposti nella legge 38/2010, in particolare di quelli riferiti alle Cure palliative e al Malato contenuti nell articolo 2, comma 1, lettere a) e c). Tali definizioni necessitano però di ulteriori approfondimenti che consentano di meglio declinarle nella pratica assistenziale giornaliera. Bisogna perciò introdurre elementi esplicativi che consentano anche valutazioni relative all appropriatezza dell accesso agli snodi erogativi della Rete, nel rispetto della libertà di scelta del cittadino. Si definiscono le seguenti tipologie di criteri: Criteri Generali di Eleggibilità (CGE) per l inserimento del malato e della sua famiglia in un programma assistenziale fornito dalla Rete di Cure palliative, così come definita agli artt. 2 e 5, Legge 38/2010; Criteri Specifici di Eleggibilità (CSE) per la scelta dell accesso iniziale del malato ad uno degli snodi della Rete Regionale (e Locale) di Cure palliative o per il successivo eventuale passaggio da uno snodo all altro della Rete Criteri di esclusione alla Presa in carico nel set domiciliare I Criteri Generali di Eleggibilità (CGE) che consigliano e consentono l inserimento del malato in un programma assistenziale fornito e gestito dalle Rete regionale delle Cure Palliative e dalle sue sono articolazioni locali sono i seguenti: stato accertato di presenza di una malattia di base a prognosi infausta in fase di evoluzione inarrestabile in base a criteri prognostici eventualmente validati in letteratura ed in base alla scienza, coscienza ed esperienza del/dei medico/i curante/i; condivisione dell avvio del percorso di cura da parte del nucleo famigliare, in particolare dal Caregiver e, quando possibile, da parte del malato, in base al livello di conoscenza e consapevolezza della diagnosi e prognosi di malattia; valutazione del possesso dei requisiti indicati al punto da parte del Medico di Medicina Generale di riferimento, e/o dallo specialista di branca di un Centro specialistico che ha in cura il malato (ad es. oncologo, internista, pneumologo, neurologo, nefrologo, cardiologo, infettivologo, geriatra) e/o dal medico responsabile di un Centro di cure palliative accreditato o da medici da lui formalmente delegati, operanti nello stesso Centro; valutazione positiva all avvio del percorso assistenziale da parte del Medico responsabile di uno dei Centri di cure palliative accreditati o da uno o più medici da lui formalmente delegati, d intesa con il Medico di Medicina Generale. La valutazione è espressa dopo un colloquio con il /i famigliari e, qualora ritenuto possibile, con il malato. Il colloquio di valutazione va di norma effettuato presso il Centro accreditato e l avvio del percorso di presa in carico, nel caso di set domiciliare, va validato con il primo accesso della equipe al domicilio. 8
18 al termine della valutazione di cui sopra, nel caso si ritenga appropriata la presa in carico del malato da parte della Rete di cure palliative nel set domiciliare, il medico del Soggetto erogatore e il Medico di Medicina Generale definiscono la tipologia del livello assistenziale, di base o specialistica, e a chi sarà affidato il ruolo di referente clinico del malato (Referente Clinico) Criteri Specifici di Eleggibilità (CSE): la scelta dell accesso iniziale del malato ad uno degli snodi della Rete Regionale di Cure Palliative o per il successivo eventuale passaggio da uno snodo all altro, si basa sul seguente sistema valutativo multifattoriale: valutazione delle volontà del malato; valutazione dell orientamento prevalente del nucleo famigliare; presenza o meno di un Caregiver attivo al domicilio nelle 24 ore; valutazione del Care Manager/Case Manager/Referente clinico con particolare riferimento alle eventuali necessità di presenza continuativa (per più ore al giorno) infermieristica e di personale di supporto (OSS) al domicilio del malato, soprattutto se notturna; valutazione della situazione logistico-strutturale-igienica domiciliare; valutazioni socio economiche Criteri di esclusione alla Presa in carico nel set domiciliare: il set domiciliare è ritenuto il livello assistenziale di prima scelta per la maggior parte dei malati inseriti in un percorso di cure palliative. Criteri di esclusione sono: espressione di una chiara volontà ostativa da parte del malato e/o del nucleo famigliare; impossibilità alla presenza giornaliera continuativa al domicilio del malato di un Caregiver o, almeno, di un famigliare dotato di autonomia decisionale e ritenuto adeguato a supportare l equipe durante il percorso assistenziale domiciliare; giudizio del Case Manager/Care Manager/Referente clinico sulla impossibilità di garantire al domicilio un adeguato livello assistenziale, in considerazione dei bisogni sanitari e socioassistenziali, soprattutto in riferimento alla necessità di assistenza infermieristica e/o di supporto da parte di personale socio-sanitario per più ore al giorno; presenza di evidenti impedimenti logistico-strutturali-igienici alla erogazione delle cure al domicilio, in base alla valutazione del Case Manager; presenza di gravi motivazioni psico-socio-economiche. Nel caso il malato abbia le caratteristiche per essere preso in carico alla rete delle Cure Palliative e sia ricoverato presso Strutture Socio Sanitarie (ad es. RSA), in un area non dedicata e accreditata per l assistenza ai malati inguaribili nella fase finale della vita, occorre garantire il diritto alle cure palliative favorendo l accesso in regime consulenziale da parte dell equipe di cure palliative operante in una 9
19 Struttura accreditata di cure palliative, di norma quello/quelli di riferimento territoriale (incidenti nella stessa ASL o in ASL limitrofe) Casi particolari - possibilità di ricovero in Strutture per acuti In generale, la decisione sull eventuale ricovero presso una Struttura di degenza accreditata per acuti dovrebbe essere limitata ai casi in cui essa sia ritenuta necessaria dal medico referente. Qualora il medico di riferimento non fosse il Medico di Medicina Generale esso va comunque coinvolto nella decisione. Il ricovero deve essere finalizzato ad effettuare gli interventi diagnostici e terapeutici caratteristici del percorso di simultaneous care, tipico della patologia di base, nel caso non si ritenga essi possano essere effettuati al domicilio. Rientrano in questo ambito gli interventi tipici delle cure di supporto. In questi casi sono sempre da preferire i ricoveri in regime di Day Hospital/Day Surgery riservando i ricoveri in Regime ordinario agli interventi più complessi, che necessitino di monitoraggio continuato del malato per più giorni. Legenda Care Manager: con il termine Care management si intende comunemente il processo di pianificazione, coordinamento, gestione e revisione dell assistenza ad un individuo per accertarsi che risponda ai bisogni valutati di tale individuo. Il Care Manager, di conseguenza, è la figura professionale che, in una Struttura erogatrice di assistenza, ha la responsabilità di facilitare e coordinare l assistenza di uno o più pazienti durante la loro presa in carico, determinando insieme all equipe di assistenza obiettivi e, se possibile, durata del percorso di presa in carico in tutti i set terapeutici della rete, nel nostro caso, la rete di cure palliative. Case Manager: letteralmente coordinatore/gestore del singolo caso (leggi: persona malata), è la figura professionale che, all interno di una Struttura erogatrice di assistenza, in questo caso di cure palliative, si fa carico del percorso individuale di cura della persona malata e del suo nucleo di appartenenza, divenendo referente dell'effettiva continuità del percorso stesso. L'intervento sulla persona ha così un riferimento preciso e viene quindi evitata un'assistenza disaggregata che risulta sempre antieconomica e frustrante, e che lascia l'ammalato e i suoi famigliari soli con i loro problemi. Il Case Manager è sostanzialmente un "facilitatore sociale", in grado di monitorare con continuità i bisogni del malato e del suo nucleo famigliare, collaborando con il Care Manager e il Medico Referente Clinico nel programmare l'assistenza. Caregiver: si intende il familiare o il Soggetto non appartenente al nucleo famigliare che occupa un ruolo informale di riferimento quotidiano nella cura, nel supporto e nella vicinanza. Il care giver condivide (è partecipe di) l esperienza di 10
20 malattia del malato e si impegna nelle attività di cura della persona e della gestione delle emozioni. Referente clinico: nell ambito del Documento per lo sviluppo della Rete delle Cure Palliative in Regione Lombardia si intende il Medico di riferimento del malato e del suo nucleo famigliare. Il Referente Clinico, nell ambito della rete delle cure palliative, definisce il Piano Assistenziale Individuale operando in integrazione con il Care Manager e con il Case Manager. Nel caso di attivazione delle cure palliative domiciliari, a seconda del livello dei bisogni del malato e del nucleo famigliare, il Referente clinico può essere il MMG (Cure Palliative di base) o il Medico della Struttura erogatrice di cure palliative specialistiche (Cure Palliative specialistiche). Il Referente Clinico è il responsabile del Programma diagnosticoterapeutico del paziente ed è il punto di riferimento del malato e del suo nucleo famigliare. Nel caso di ricovero del malato presso una Struttura Residenziale della Rete delle Cure palliative o presso una Unità Ospedaliera, durante il periodo di ricovero il Referente Clinico è il Medico della Equipe di cure palliative oppure il Medico della Struttura di degenza specialistica alle cui cure il malato è affidato. 11
21 Diagramma di Flusso di attivazione/presa in carico da parte della Rete Cure Palliative: 12
22 5 - INDICAZIONI PER LA DEFINIZIONE DI PROCEDURE ORGANIZZATIVE/GESTIONALI E DI PERCORSI DIAGNOSTICO-TERAPEUTICI DI PRESA IN CARICO E DI ASSISTENZA La rete garantisce continuità dei percorsi assistenziali della rete per le Cure Palliative nei diversi set assistenziali ai malati in fase avanzata, oncologici e non oncologici, anche attraverso il potenziamento dei rapporti operativi fra il livello di Cure Palliative di base e quello delle Cure Palliative specialistiche e garantisce inoltre continuità dei percorsi assistenziali fra la rete per malati acuti e cronici e la rete delle Cure Palliative. L accesso alla Rete delle Cure palliative avviene su proposta di un medico specialista, su proposta del MMG, o per accesso diretto da parte del paziente o del caregiver. La proposta viene valutata dai Referenti clinici - Medico del Soggetto erogatore di cure palliative accreditato al quale l utente si è rivolto e/o dal Medico di Medicina Generale stesso (vedi criteri di eleggibilità). La presa in carico da parte dei Soggetti erogatori accreditati di cure palliative, sia per il livello residenziale sia per quello domiciliare, deve essere orientata a garantire al malato percorsi semplificati, tempestivi e flessibili di accesso ai servizi. La complessità e la variabilità dei bisogni del malato in fase terminale richiedono spesso interventi rapidi e una frequente rimodulazione dell intensità di cura e del setting assistenziale. La richiesta di presa in carico da parte dei malati in fase avanzata ed evolutiva di una malattia inguaribile richiede molto frequentemente risposte immediate da parte del Soggetto erogatore di cure palliative. I percorsi di valutazione non devono portare a ritardi e dilazioni nell attivazione dell assistenza. Ad un avvio semplificato dell assistenza deve invece seguire un attento monitoraggio dei criteri di appropriatezza del percorso sulla base di indicatori idonei alle cure palliative, validati in letteratura, con particolare riferimento al grado di instabilità clinica, alla presenza di sintomi di difficile controllo, alla necessità di un particolare supporto alla famiglia e/o Caregiver. Il Medico di Medicina Generale (MMG) rappresenta una risorsa del Sistema Rete di Cure Palliative. Il coinvolgimento della Medicina Generale è finalizzato ad una partecipazione attiva del MMG soprattutto per le cure palliative di base di cui il MMG è, di norma, il Referente Clinico. L assistenza del malato e il supporto alla famiglia da parte di equipe specialistiche dedicate alle cure palliative è motivato dai bisogni del malato e della famiglia. La presa in carico del malato da parte delle Strutture specialistiche di cure palliative avviene garantendo il coinvolgimento del MMG nella equipe assistenziale e non richiede il consenso formale di quest ultimo. Anche nel caso di passaggio dal livello assistenziale di cure palliative di base a quello specialistico è garantito il coinvolgimento del MMG nella equipe assistenziale. 13
23 All inizio del percorso assistenziale nella Rete delle cure palliative, preferibilmente in accordo tra Medico di Medicina Generale e Medico del Soggetto accreditato per l erogazione di cure palliative identificato per la presa in carico del malato, è identificato il Medico di riferimento del paziente (Referente clinico), che manterrà le responsabilità nelle decisioni diagnosticoterapeutiche durante il percorso assistenziale. L individuazione del medico di riferimento del paziente verrà comunicata al malato, al Caregiver e al nucleo famigliare, e sarà basata sulla valutazione dei bisogni del malato, sulle sue scelte, sulle valutazioni del Caregiver e del nucleo famigliare. L individuazione sarà effettuata, di norma, in modo collegiale tra Medico di Medicina Generale (che in ogni caso dovrà essere contattato) ed il medico esperto in cure palliative della Struttura accreditata al quale si è indirizzato il malato e la famiglia, coinvolgendo il Care Manager della Struttura accreditata. Durante il percorso assistenziale, sempre in base alla decisione collegiale di cui sopra, al mutare dei bisogni del malato, potrà essere modificata la figura del Referente clinico, ad esempio passando dal Medico di Medicina Generale al medico esperto in cure palliative della Struttura erogatrice o viceversa, anche in questo caso coinvolgendo nel processo decisionale il Case Manager di riferimento del malato. Il Referente clinico, nel caso in cui si decida l opportunità di una assistenza presso una Struttura residenziale Hospice di tipo sanitario e di ambito socio sanitario - è/sono il/i medico/i esperto/i in cure palliative operante/i presso la Struttura stessa. la scelta del Medico di Medicina Generale quale Referente clinico è possibile se questi abbia partecipato a Corsi di formazione regionali specifici in cure palliative. Nel periodo transitorio necessario ad avviare l iter di formazione dei MMG mediante i Programmi ed i Corsi di formazione regionali, l individuazione del MMG quale Referente clinico nell accesso alle cure palliative di base, potrà essere fatta in deroga al citato processo formativo regionale in cure palliative. 6 - REQUISITI DI ACCREDITAMENTO - di cui all Intesa in Conferenza Stato-Regioni del 25 luglio 2012 La Legge n.38/2010 prevede l accreditamento di Unità di Cure Palliative, residenziali e domiciliari. Per quanto riguarda requisiti, modalità organizzative, standard strutturali, figure professionali si rinvia a quanto contenuto nell Intesa 25 luglio 2012 in Conferenza Stato Regioni. Si precisa che, con riguardo ai requisiti di accreditamento degli hospice sanitari, si confermano i requisiti in vigore nell attuale sistema di accreditamento regionale previsto per le Unità Operative di Cure Palliative (ex d.g.r. n /98, d.g.r. n.38133/98 e s.m.i.) e si integrano con quelli previsti dall Intesa succitata. 14
24 SINTESI CRITERI DI ACCREDITAMENTO di cui all Intesa del 25 luglio 2012 Rep. Atti n.152/csr Livello residenziale - Hospice sanitario: Livello Requisiti accreditamento strutturali, tecnologici e organizzativi Qualità Complessità Ospedaliero o articolazione organizzativa di struttura ospedaliera requisiti regionali per le UOCP (ex d.g.r. n.39990/98, 38133/98 e s.m.i.), DPCM 20 gennaio 2000, Intesa CSR 25 luglio 2012 Presenza di: - specifici protocolli formalizzati per il controllo del dolore e dei sintomi, per la sedazione, per l alimentazione e l idratazione, per il nursing - programmi formalizzati: per l informazione, la comunicazione e il sostegno alla famiglia; per l accompagnamento alla morte e l assistenza al lutto; per l audit clinico e il sostegno psico-emotivo all equipe; per la formazione continua del personale - Specifici criteri per il reclutamento a la valutazione periodica del personale - Accordi formalizzati con i Soggetti erogatori di cure palliative domiciliari accreditati nella ASL di riferimento, all interno della rete di CP, a garanzia della continuità del percorso di cura. Presenza di una Equipe multidisciplinare e multiprofessionale, composta almeno da: - medico - infermiere - operatore socio sanitario - fisioterapista (*) - psicologo - assistente sociale - assistente spirituale Copertura assistenziale 7 giorni su 7: - assistenza medica sulle 24 ore - presenza infermieristica continuativa nelle 24 ore - presenza continuativa di operatori socio sanitari sulle 24 ore (*) in consulenza 15
25 I criteri di accreditamento per gli Hospice in ambito Socio Sanitario sono definiti dalla d.g.r. n del Livello Domiciliare Nel caso di accesso alle Cure palliative domiciliari è garantita l assistenza al malato da parte di un equipe multiprofessionale dedicata, con competenze specifiche in cure palliative, che operi all interno di Soggetti erogatori di cure palliative accreditati. E garantita la continuità delle cure attraverso l integrazione dei diversi ambiti assistenziali (domiciliare, residenziale, ambulatoriale, ricovero diurno) e nei vari setting di cura di seguito caratterizzati (casa, hospice, ospedale, strutture residenziali). L integrazione di queste opzioni assistenziali, in un programma di cure individuali, è condizione essenziale per poter dare una risposta efficace ai bisogni del malato e dei suoi famigliari. In particolare, il Soggetto erogatore di Cure palliative accreditato per il solo livello residenziale è tenuto a stipulare un Accordo formalizzato, definito a livello regionale, con un Soggetto erogatore di Cure palliative domiciliari accreditato nella ASL di riferimento, all interno della rete di cure palliative, a garanzia della continuità del percorso di cura. Assistenza Specialistica Territoriale della rete di cure palliative domiciliari: Livello domiciliare Profilo di cura Cure palliative per malati terminali Complessità - medico e/o medico specialista - infermiere - professionisti della riabilitazione - dietista* - psicologo* - operatore socio sanitario Copertura assistenziale 7 giorni su 7 : - 12 ore die (**) - Pronta disponibilità medica 24 ore (*) in consulenza (**) d.g.r. n.7180/2008 I criteri di accreditamento per gli Enti erogatori dell ADI Cure Palliative sono definiti dalle dd.g.r. n 3541 del e n.3584 del La Rete garantisce l integrazione tra i sistemi delle cure palliative per l adulto e quello rivolto ai minori. 16
26 7 - QUALITÀ E APPROPRIATEZZA DI SERVIZI E PRESTAZIONI La Rete delle Cure Palliative promuove qualità e appropriatezza delle prestazioni erogate, in accordo con gli indirizzi regionali in materia. La Rete garantisce l utilizzo regolare degli strumenti di valutazione della qualità percepita da parte del malato, quando possibile, e dei famigliari per le cure prestate durante il periodo di assistenza palliativa. La Struttura regionale di coordinamento definisce un sistema di monitoraggio di indicatori quali - quantitativi di cure palliative, con particolare riferimento agli standard contenuti nel D.M. 43 del 22/2/2007 e all Accordo Stato Regioni del 13 marzo Gli indicatori prenderanno in considerazione aspetti di tipo organizzativo/gestionale e di percorso quali: Funzionamento della Struttura organizzativa interaziendale di coordinamento locale; Monitoraggio della qualità delle cure palliative erogate; Definizione di criteri per il reclutamento e valutazione periodica del personale; Monitoraggio di accordi tra soggetti erogatori; Percorso assistenziale (continuità, intensità, integrazione professionale); Appropriatezza allocativa delle risorse; 8 FORMAZIONE La formazione del personale operante nella rete delle cure palliative rappresenta un punto fondamentale per l applicazione della legge 38/2010 e per la sua qualificazione. I percorsi formativi istituzionali a livello universitario dovranno tener conto di quanto contenuto nei Decreti attuativi di cui all art.8 comma 1 della Legge 38/2010 del 4 aprile 2012 pubblicati in GU il 16 aprile 2012, ad oggi relativi ai Master Universitari. La formazione continua deve essere definita in base a Piani formativi pluriennali, rivolti innanzitutto agli operatori della rete, ai volontari delle ONP presenti in regione. Si ritiene opportuno che una attività formativa di base sia rivolta a tutto il personale sanitario e socio sanitario operante in regione. Percorsi formativi specifici sono previsti anche per gli OSS e i Care Giver. 9 - COMUNICAZIONE alla Popolazione Le attività di informazione e di comunicazione istituzionale volte a informare la popolazione dovranno vertere sui seguenti temi: 17
27 1. Legge 38/10 ed in particolare i diritti sanciti nell articolo 1; 2. cosa sono le cure palliative e a chi sono rivolte; 3. la Rete delle cure palliative e gli operatori coinvolti; 4. le modalità di accesso alla rete delle cure palliative ed alle sue articolazioni erogative; 5. la tipologia dei set assistenziali e loro diffusione territoriale; 6. le terapie principali, in particolare quelle relative al trattamento farmacologico con morfina ed oppiacei, in modo tale da contrastare l oppiofobia attualmente diffusa. ai professionisti /operatori coinvolti, compresi i MMG Saranno organizzate campagne istituzionali volte ad informare i professionisti e gli operatori sia quelli operanti e sia quelli non direttamente operanti nella rete delle cure palliative sui seguenti temi: 1. la Legge 38/10 e suoi articoli; 2. cosa sono le cure palliative e a chi sono rivolte; 3. la Rete delle Cure Palliative in Lombardia; 4. le modalità ed i criteri di accesso alla Rete delle Cure Palliative ed alle sue articolazioni erogative; 5. tipologie dei set assistenziali e loro diffusione territoriale; 6. principali percorsi diagnostico-terapeutici, in particolare riferiti al trattamento farmacologico con morfina ed oppiacei Alla luce di esperienze regionali pregresse relative a campagne informative in altre aree sanitarie (ad es. Rete dell E/U, prelievi d organo e tessuti) si ritiene che il materiale informativo venga predisposto a livello regionale con possibilità di personalizzazione di una parte dello strumento da parte delle Aziende/Soggetti erogatori della rete Cure palliative. Le Campagne comunicative devono ottenere una diffusione capillare nel territorio: si ritiene fondamentale il coinvolgimento delle Società Scientifiche specificamente operanti nelle cure palliative e delle Organizzazioni del Terzo Settore. Va sollecitato il supporto dei Distretti socio sanitari, quello dei MMG e dei farmacisti, con possibilità di esposizione del materiale informativo all interno degli studi medici, delle farmacie e nei locali delle ASL PARTECIPAZIONE ALLO SVILUPPO DEL PROGETTO OSPEDALE TERRITORIO SENZA DOLORE DI CUI ALL ART.6 DELLA LEGGE 38/2010 In una prima fase applicativa dell art. 6 della Legge 38/2010, sarà essere avviato sul territorio regionale un percorso attuativo omogeneo relativo a due aree di interfaccia fra medicina di base, medicina territoriale, medicina specialistica e medicina in area socio-sanitaria: 1. Attività formative volte alla omogeneizzazione dei linguaggi diagnostici e terapeutici nella terapia del dolore da parte degli operatori sanitari e sociosanitari 18
28 2. Condivisione ed utilizzo dei sistemi di misura e monitoraggio del dolore 11 - MONITORAGGIO SULLA RILEVAZIONE DEL DOLORE IN CARTELLA CLINICA AI SENSI DELL ART. 7 DELLA LEGGE 38/2010 Con cadenza annuale, viene somministrato alle Strutture Sanitarie, Socio-Sanitarie e ai Medici di medicina generale un Questionario finalizzato al monitoraggio dello stato di attuazione dell art.7 della Legge e che, i risultati della rilevazione vengano diffusi a Responsabili Legali delle Strutture erogatrici e ai MMG. 19
29 Gruppo Approfondimento Tecnico Cure Palliative Referente Dott. Maurizio Bersani - Direzione Generale Sanità RL Dirigente UO Progettazione e Sviluppo Piani Coordinamento Tecnico-Scientifico Dott.ssa Elena Balza Savarino - Direzione Generale Sanità RL UO Progettazione e Sviluppo Piani Dr. Furio Zucco Coordinatore SICP Lombardia Direttore Dip. Anestesia e Rianimazione, Cure palliative e Medicina del Dolore AO Garbagnate Milanese - Milano Componenti Prof. Bruno Andreoni già Direttore Chirurgia Generale e laparoscopia IRCCS Istituto Europeo Oncologico Milano Dr. Antonio Bonaldi Direttore Sanitario AO San Gerardo di Monza Dr. Enrico Bolzoni - Direttore Sanitario ASL Milano Dr. Augusto Caraceni Direttore UO Cure Palliative, Terapia del dolore IRCCS Istituto Nazionale Tumori - Milano Dr.ssa Anna Maria Colombo Direttore UO Cure Palliative AO Desio e Vimercate PO di Giussano Dr.ssa Gabriella Farina Direttore UO Oncologia AO Fatebenefratelli e oftalmico Milano Dr. Pierangelo Lora Aprile Referente SIMG Regione Lombardia Dr.ssa Anna Maria Maestroni DG Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale Dr. Mario Melazzini - Dirigente UO Programmazione e sviluppo piani Direzione Generale Sanità Dr.ssa Paola Palmieri Dirigente UO Sistemi di welfare DG Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale 20
30 Dr. Massimo Monti past Coordinatore SICP Lombardia Dr. Luca Moroni Presidente FEDP Dr. Gian Lorenzo Scaccabarozzi Direttore Dipartimento Interaziendale per le Fragilità ASL provincia di Lecco Dr. Giovanni Ucci Responsabile DIPO AO Lodi Dr. Ivanoe Pellerin Responsabile Area Cure Palliative e Terapia del Dolore A.O. Ospedale Civile di Legnano 21
31 ALLEGATO 3) ALLA D.G.R. N. DEL... Allegato 3 RETE TERAPIA DEL DOLORE REGIONE LOMBARDIA Pagina Introduzione... 3 Elementi costitutivi della rete... 4 Organizzazione della rete... 4 Tipologia dei pazienti e criteri di eleggibilità... 4 Tabella di sintesi dei requisiti... 6 Centro Ambulatoriale di Terapia del Dolore... 6 Centro Ospedaliero di Terapia del Dolore... 7 Piani Diagnostico - Terapeutici Assistenziali... 9 Premessa... 9 Criticità... 9 Metodologia sistematica di diagnosi e trattamento Gruppi di Pazienti Omogenei per Dolore Tre differenti Step di complessità diagnostica Procedure Antalgiche Quattro differenti Step di cura e Set assistenziali Note bibliografiche Tabella Dolore Sintomo e Dolore Malattia Qualità e appropriatezza di servizi e prestazioni Comunicazione Formazione Partecipazione allo sviluppo del progetto art. 6 L.38/ Monitoraggio rilevazione del dolore in cartella clinica La valutazione clinica algologica del paziente con Dolore (Allegato A) Valutazione del paziente e DOLORE MALATTIA (Allegato B) La Riabilitazione del Paziente con Dolore Cronico (Allegato C) La Rete Regionale Cefalee (Allegato D) Principali Prestazioni e Interventi per Livello del Centro e per Step di Cura (Allegato E) Questionario CENTRI SPECIALISTICI EROGATORI DI TERAPIA DEL DOLORE (Allegato F). 33 Gruppo Approfondimento Tecnico Terapia del Dolore
32 ALLEGATO 3) ALLA D.G.R. N. DEL... Gruppo Approfondimento Tecnico Terapia del Dolore Referente Regionale Dott. Maurizio Bersani - Direzione Generale Sanità Dirigente Struttura Progettazione e Sviluppo Piani Coordinamento Tecnico Scientifico Dott. Giancarlo Fontana - Direzione Generale Sanità. UO Progettazione e Sviluppo Piani Direttore UO Anestesia Rianimazione AO San Carlo Borromeo Milano Segreteria Tecnica Scientifica Dott.ssa Elena Balza Savarino - Direzione Generale Sanità UO Progettazione e Sviluppo Piani Componenti Dr. Saverio Adilardi - Responsabile U.O. Anestesia, Rianimazione e Terapia del Dolore CdC Città di Brescia Dr. Giorgio Barzoi Direttore U.O.C. Anestesia e Rianimazione A.O. Fatebenefratelli Oftalmico. Milano Dr. Cesare Bonezzi - Consulente U.O. Terapia del Dolore F.ne Maugeri Pavia Dr. Marco Bosio - Direttore Sanitario A.O. Desio e Vimercate Prof.. Gennaro Bussone - Direttore UO Neurologia Cefalee IRCCS Istituto Neurologico Besta. Milano Dr. Corrado Taiana - Responsabile Anestesia, Rianimazione e Terapia del Dolore OC Valduce di Como Dr. Gianpaolo Fortini - Responsabile Unità Semplice Terapia del Dolore e Cure Palliative AO di Circolo fondazione Macchi. Varese. Dr. Giuseppe Genduso - Direttore Sanitario AO Niguarda Ca Granda. Milano Dr. Paolo Notaro - Responsabile Terapia del dolore AO Niguarda Cà Granda. Milano Dr. Ivanoe Pellerin Direttore U.O.C.P. AO Ospedale Civile di Legnano Dr. Paolo Spriano Referente SNAMID Dr. Furio Zucco Direttore Dip. Anestesia e Rianimazione, Cure palliative e Medicina del Dolore AO Garbagnate Milanese. Milano Collaboratori Dr. Fabio Frediani Direttore UO Neurologia A.O. San Carlo Borromeo. Milano 2
33 ALLEGATO 3) ALLA D.G.R. N. DEL... Introduzione L obiettivo della Terapia del dolore è quello di garantire interventi diagnostici e terapeutici volti a individuare e applicare, alle forme morbose croniche, idonee e appropriate terapie farmacologiche, chirurgiche, strumentali, psicologiche e riabilitative, fra loro variamente integrate allo scopo di elaborare un idoneo percorso terapeutico per il controllo del dolore. La Rete regionale per la Terapia del dolore, volta a garantire la continuità assistenziale del malato dalla struttura ospedaliera, al medico di medicina generale ed al domicilio, è costituita dall insieme delle strutture sanitarie, ospedaliere, territoriali ed assistenziali, dalle figure professionali e dagli interventi diagnostico-terapeutici disponibili a livello regionale, dedicate al controllo del dolore in tutte le fasi delle malattia. La Rete regionale di Terapia del dolore provvede altresì al supporto del nucleo famigliare del malato. La Rete è quindi un aggregazione funzionale ed integrata delle attività di Terapia del dolore, erogate nei diversi set assistenziali, con l obiettivo di migliorare la qualità della vita delle persone affette da dolore, indipendentemente dalla eziopatogenesi, riducendo il grado di disabilità della persona malata e favorendone il reinserimento nel contesto sociale e lavorativo. Negli ultimi trent anni la Lombardia si è contraddistinta per l istituzione e lo sviluppo di numerosi Centri eroganti Terapia del dolore, specificamente orientati al trattamento delle forme dolorose croniche, anche all interno del Progetto Ospedale Senza Dolore di cui all accordo in Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, pubblicato sulla GU n. 149 del 29 giugno 2001, attualmente in fase di integrazione territoriale, prevista dall art.6 Ospedale Territorio senza dolore della Legge 15 marzo 2010, n. 38, pubblicata sulla G.U. n. 65 del 19 marzo 2010 concernente: Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore e dal successivo Accordo in Conferenza Stato- Regioni del 28 ottobre 2010, Rep. Atti 188/CSR. Lo sviluppo del trattamento del Dolore acuto si è anch esso sviluppato, avendo come riferimento i Servizi di Anestesia e Rianimazione, ed in relazione al D.D.G. Sanità n del 30 dicembre 2004 Determinazioni per la costituzione del Comitato Ospedale Senza Dolore (COSP) presso le strutture sanitarie di ricovero e cura e l adozione del Manuale applicativo per la realizzazione dell ospedale senza dolore. Lo sviluppo dei Centri, inserito nell ultimo decennio all interno dei Piani Organizzativi Aziendali delle Strutture Sanitarie, necessita di un ulteriore rafforzamento all interno delle logiche di rete e di sistema. In particolare devono essere meglio definiti gli aspetti relativi all utenza potenziale, ai criteri di accesso ed ai flussi dei malati, ai livelli organizzativo/gestionali, alla diffusione dei Centri sul territorio regionale, ai requisiti di accreditamento, al sistema di monitoraggio ed ai relativi indicatori, ai percorsi formativi e professionali del personale operante nella rete, alle campagne informative alla popolazione e all integrazione con la Rete delle cure palliative e con le altre Reti di patologia, in particolare con la Rete delle cefalee. Nello specifico, in attesa delle indicazioni nazionali previste dall art. 5 comma 4, della Legge n. 38 del 15 marzo 2010, è stato sinora definito, attraverso successivi atti normativi, un sistema tariffario di riferimento per le prestazioni di terapia del dolore erogate nei differenti set assistenziali, senza che esse facciano riferimento specifico all ambito della Terapia del dolore. Il presente documento definisce indirizzi per lo sviluppo della rete della Terapia del dolore in Regione Lombardia, in coerenza con l Intesa in Conferenza Stato Regioni del 25 luglio 2012, Rep. Atti 152/CSR, che approva il Documento sui requisiti minimi e le modalità organizzative necessari per l accreditamento delle strutture di assistenza ai malati in fase terminale e delle Unità di Cure Palliative e della Terapia del dolore e con l Accordo in Conferenza Stato Regioni del 16 dicembre 2010, Rep. Atti 239/CSR. su Linee guida per la promozione, lo sviluppo e il coordinamento degli interventi regionali nell'ambito della rete di cure palliative e della rete di terapia del dolore. 3
34 ALLEGATO 3) ALLA D.G.R. N. DEL... Elementi costitutivi della rete Elementi costitutivi della Rete di Terapia del dolore sono: 1. Struttura organizzativa Regionale di coordinamento della Rete di Terapia del dolore, istituita presso la Direzione Generale Sanità di Regione Lombardia, garantisce, tra l altro, l opportuna sinergia tra i Centri erogatori che costituiscono la rete; 2. Centri di Terapia del dolore di Secondo Livello (CTDSL), solo Ospedalieri; 3. Centri ambulatoriali di Terapia del dolore di Primo Livello (CTDPL), Ospedalieri (CTDPL-O) e Territoriali (CTDPL-T); 4. Ambulatori dei Medici di Medicina Generale; anche nelle forme di aggregazione funzionale previste dagli Accordi Collettivi Nazionali per la medicina generale. Organizzazione della rete La Rete della Terapia del dolore in Lombardia, come in precedenza definita nei suoi elementi costitutivi, si articola sui seguenti livelli assistenziali erogativi: 1. Ospedaliero: prestazioni erogate dai CTDSL e dei CTDPL, secondo le specifiche indicazione riportate; 2. Territoriale: prestazioni erogate dai CTDPL ambulatoriali presso strutture specialistiche non ospedaliere e presso strutture socio-sanitarie; 3. Domiciliare: prestazioni erogate da parte del MMG o da equipe dei CTDSL e dei CTDPL In base alle valutazioni epidemiologiche e dei bisogni si ritiene ipotizzabile e auspicabile a regime, uno standard ottimale di attivazione dei Centri Specialistici con un rapporto tendenziale di 1 CTDSL ogni 1,5-2 milioni di residenti e 1 CTDPL ogni residenti. Per il proprio funzionamento e monitoraggio la Rete di Terapia del dolore si avvale di una Struttura di Coordinamento Regionale, istituita presso la Direzione Generale Sanità di Regione Lombardia, che, in linea con quanto indicato dagli accordi stipulati in sede di Conferenza Stato Regioni: - Concorre al monitoraggio del sistema informativo regionale sulla Terapia del Dolore e dello stato di attuazione della rete (art.9 comma 1 della L.38/2010); - Concorre al controllo della qualità delle prestazioni erogate e alla valutazione dell'appropriatezza, da prevedersi nell'ambito del sistema di accreditamento; - Promuove programmi obbligatori di formazione continua in Terapia del dolore coerentemente con quanto previsto dall'art. 8 comma 2 della legge 38/2010 ; - Partecipa alla definizione di indirizzi per lo sviluppo omogeneo di percorsi di presa in carico e assistenza nell'ambito della rete. Inoltre, ove richiesto: - Elabora proposte di revisione del nomenclatore tariffario regionale per le prestazioni di Terapia del dolore effettuabili negli Ambulatori specialistici; - Elabora proposte di modifica ed integrazione delle principali prestazioni e procedure diagnostiche e terapeutiche di Terapia del dolore in riferimento ai Livelli dei Centri e agli Step di cura, in base alle evidenze acquisite in ambito scientifico; - Propone linee e strumenti per l applicazione degli articoli 6 e 7 della L.38/2010. La Struttura organizzativa regionale di coordinamento della Rete della Terapia del dolore si integra con quella, analoga, per la Rete delle Cure palliative e per le Reti di patologia. La Struttura organizzativa regionale di coordinamento si avvale di uno specifico Gruppo di lavoro costituito da professionisti esperti nominati presso la Direzione Generale Sanità. Tipologia dei pazienti e criteri di eleggibilità Nella pratica clinica quotidiana vengono definiti Pazienti con dolore cronico tutti coloro che per periodi prolungati della loro vita, ma a volte anche per sempre, soffrono di dolore incontrollato. La continua presenza del dolore, a volte moderato e a volte intenso, 4
35 ALLEGATO 3) ALLA D.G.R. N. DEL... spesso evidente conseguenza di una patologia cronica ma anche generato da complessi meccanismi tuttora poco conosciuti, interferisce con lo svolgimento delle normali attività della vita quotidiana determinando una condizione di disagio fisico, psicologico e sociale. Questi pazienti richiedono personale sanitario preparato al fine di diagnosticare, fin dalle prime fasi, i meccanismi che sostengono il dolore, di attuare scelte terapeutiche idonee e di intervenire sugli elementi responsabili della patologia dolorosa. In base a valutazioni epidemiologiche di recenti studi internazionali si ritine che la popolazione affetta da dolore cronico severo in Lombardia abbia una prevalenza quantificabile tra le e persone. L utenza potenziale della Rete di Terapia, comprendendo anche i malati affetti da dolore cronico moderato, è valutabile tra le unità. Una stima approssimativa tratta dalla letteratura e dall'esperienza sul campo relativa ai pazienti affetti da Dolore Malattia li valuta al 3% di tutta la popolazione affetta da Dolore cronico, quindi con una prevalenza annua compresa fra le le unità. Ai livelli della Rete della Terapia del dolore hanno accesso i malati affetti da Dolore cronico così come definiti. Il paziente in età pediatrica affetto da forme complesse di dolore cronico non risolvibili dal Pediatra di Libera Scelta o in ambito ospedaliero, dovrà essere tratto dai Centri di Riferimento della Rete di Cure Palliative Pediatriche e del dolore pediatrico, di cui alla D.G.R. VIII/11085 del 27 gennaio 2010, in coerenza all Intesa CSR 25 luglio 2012, anche in collaborazione con i CTDSL o i Centri specifici per le patologie cefalalgiche. 5
36 ALLEGATO 3) ALLA D.G.R. N. DEL... Tabella di sintesi dei requisiti di cui all Intesa, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sulla proposta del Ministro della salute, di cui all'art. 5 della legge 15 marzo 2010 n. 38, di definizione dei requisiti minimi e delle modalità organizzative necessari per l'accreditamento delle strutture di assistenza ai malati in fase terminale e delle unità di cure palliative e della terapia del dolore. Rep. 152/CSR del 25 luglio Centro Ambulatoriale di Terapia del Dolore. (Centri di Terapia del Dolore di Primo Livello-CTDPL) - Centri Spoke Livello Requisiti accreditamento Attività minima Personale Prestazioni Documentazione e Procedure Ospedaliero (CTDPL-O) oppure Territoriale (CTDPL-T) Requisiti strutturali per l attività in Strutture ambulatoriali rispondenti alle normative regionali, e/o per le Macroattività Ambulatoriali Complesse-MAC. Requisiti tecnologico-organizzativo per l attività in Strutture ambulatoriali rispondenti alle normative regionali. Vengono garantite almeno 18 ore settimanali per pazienti esterni (non in regime di ricovero). Nel Centro Ambulatoriale deve operare almeno un Anestesista Rianimatore dedicato all'attività di Terapia del Dolore, supportato da una procedura organizzativa che garantisca la presenza di un Infermiere esperto durante lo svolgimento dell'attività invasiva. Eroga tutte le prestazioni di Terapia del dolore previste in regime ambulatoriale (Allegato E). Alcune prestazioni ambulatoriali sono effettuabili solo presso i CTDPL-O. Garantisce una tempestiva attività di Consulenza Ospedaliera con la presa in carico dei casi complessi (inquadramento diagnostico, valutazione del dolore con scale validate, interventi terapeutici, valutazione dell efficacia del trattamento, impostazione del piano terapeutico antalgico da inviare al MMG alla dimissione). Garantisce consulenza antalgica per pazienti in Assistenza Domiciliare per i pazienti non deambulanti e laddove ritenuto indispensabile. Il Processo Assistenziale deve essere documentato. La Documentazione del Processo Assistenziale (PA) deve comprendere: Registro Prestazioni, Cartella clinica ambulatoriale, Relazione al medico curante comprensiva del Piano Diagnostico Terapeutico Antalgico (PDTA). Nella Cartella clinica ambulatoriale vengono registrati: Inquadramento diagnostico, Valutazione del dolore con scale validate, Piano terapeutico, Consenso/i, Valutazione dell efficacia del trattamento, Follow-up. Vengono definite procedure ed istruzioni operative per garantire le caratteristiche qualitative delle prestazioni dichiarate dal Servizio. Vengono definite formalmente le procedure di interfaccia: con i MMG; con i CTDSL; con le Reti di Patologia; con le Strutture che erogano attività specialistiche per patologie dolorose di specifica competenza. Viene attivata la raccolta standardizzata dei dati per il set di indicatori da monitorare per gli audit interni e per rispondere al debito informativo nazionale. Viene garantito l'utilizzo regolare di strumenti di valutazione della Qualità percepita da parte del paziente. 6
37 ALLEGATO 3) ALLA D.G.R. N. DEL... Centro Ospedaliero di Terapia del Dolore (Centri di Terapia del Dolore di Secondo Livello-CTDSL) - Centri Hub. Livello Ospedaliero Requisiti accreditamento Requisiti strutturali rispondenti alle normative regionali per l accreditamento delle Strutture eroganti procedure specialistiche diagnostico-terapeutiche nei seguenti ambiti: 1. ambulatoriali; 2. in Day-hospital/Day-surgery e/o in Macroattività Ambulatoriali Complesse-MAC; 3. in Degenza Ordinaria; 4. in Sala operatoria o in Sala di diagnostica per immagini. Requisiti Tecnologici generali per le attività di cui ai punti precedenti e strumentazioni per la diagnostica e terapia del sistema somatosensoriale e autonomico. Attività minima Apertura minima del Centro: h 12 nei giorni feriali, integrata con sistema di reperibilità h 24. Deve garantire con idonea strumentazione le attività previste. Attività ambulatoriale per esterni almeno cinque giorni la settimana (minimo 30 ore) con erogazione di tutte le prestazioni di Terapia del Dolore previste in regime ambulatoriale e negli altri regimi precedentemente citati (allegato E). Personale Deve essere disponibile una equipe multi professionale di personale dedicato adeguato all attività erogata, comprendente almeno 2 Specialisti in Anestesia e Rianimazione, Infermieri e Psicologi in numero e debito orario adeguati alle complessità dei quadri clinici e dei bisogni assistenziali (PDTA). Organizzazione L'attività in regime di Degenza Ordinaria, in Day Hospital o MAC, può essere espletata in Strutture autonome e dedicate oppure all'interno di altri ambiti di degenza; in quest'ultimo caso deve essere predisposta una Procedura che descriva le modalità di utilizzo dei posti letto in termini di accessibilità/disponibilità ed una Procedura che regoli la disponibilità della sala operatoria e/o di una sala di diagnostica per immagini. Le prestazioni erogate per pazienti degenti in altre UU.OO. sono comunque da considerare erogate dal Centro ospedaliero di Terapia del dolore, ai fini della determinazione dei volumi di attività del Centro. Con successivi atti della Direzione Generale Sanità è prevista la definizione di un identificativo specifico (Codice) di individuazione dell attività effettuata dai Centri accreditati in ambito di Terapia del dolore. Prestazioni Garantisce l attività procedurale specialistica diagnostica e terapeutica definite nell allegato - PDTA e nell allegato E. Garantisce una tempestiva attività di Consulenza Ospedaliera con la presa in carico dei casi complessi (inquadramento diagnostico, valutazione del dolore con scale validate, interventi terapeutici, valutazione dell efficacia del trattamento, impostazione del piano terapeutico antalgico da inviare al MMG alla dimissione). Garantisce consulenza antalgica per pazienti in Assistenza Domiciliare per i pazienti non deambulanti e laddove ritenuto indispensabile. Documentazione e procedure Il Processo Assistenziale deve essere documentato. La Documentazione del Processo Assistenziale (PA) deve comprendere: Registro Prestazioni, Cartella clinica ambulatoriale, Relazione al medico curante comprensiva del Piano Diagnostico Terapeutico Antalgico (PDTA). Nella Cartella clinica ambulatoriale vengono registrati: Inquadramento diagnostico, Valutazione del dolore con scale validate, Piano terapeutico, Consenso/i, Valutazione dell efficacia del trattamento, Follow-up. 7
38 ALLEGATO 3) ALLA D.G.R. N. DEL... Vengono definite procedure ed istruzioni operative per garantire le caratteristiche qualitative delle prestazioni dichiarate dal Servizio. Vengono definite formalmente le procedure di interfaccia: con il MMG; con i CTDPL; con la Rete locale delle Cure Palliative di riferimento del CTDSL; con le Reti di Patologia; con la Rete locale delle Cure Palliative Pediatriche (di cui alla DGR VIII/11085/2010) per le specifiche problematiche relative al dolore cronico; con le Strutture che erogano attività specialistiche per patologie dolorose di specifica competenza. Viene attivata la raccolta standardizzata dei dati per il set di indicatori da monitorare per gli audit interni e per rispondere al debito informativo nazionale. Viene garantito l'utilizzo regolare di strumenti di valutazione della Qualità percepita da parte del paziente. 8
39 ALLEGATO 3) ALLA D.G.R. N. DEL... Piani Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA) Premessa La legge 38/2010 e l intesa in Conferenza Stato-Regioni del 25 luglio 2012, definiscono la Rete di Terapia del Dolore strutturandola in tre livelli tra loro strettamente integrati: - 1 livello di base: gestito negli ambulatori del Medico di Medicina Generale (MMG) eventualmente organizzati in AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali); - 2 livello specialistico: Centro di Terapia del Dolore di Primo Livello CTDPL, ospedaliero (CTDPL - O) o territoriale (CTDPL - T); - 3 livello specialistico: Centro di Terapia del Dolore di Secondo Livello CTDSL con sede esclusivamente ospedaliera. Si integrano nelle Rete tutte le attività specialistiche orientate alla diagnosi, terapia, riabilitazione di patologie dolorose acute e croniche. I tre differenti livelli della Rete devono operare secondo modelli erogativi definiti e suddivisi in: A). Prestazioni ambulatoriali di base presso l ambulatorio del Medico di Medicina Generale; B). Prestazioni ambulatoriali specialistiche presso gli ambulatori dei CTDPL e CTDSL; C). Prestazioni ambulatoriali specialistiche di Terapia del Dolore effettuabili, come Macroattività Ambulatoriali Complesse (MAC), solo nei CTDPL-O e nei CTDSL; D). Prestazioni specialistiche di Terapia del Dolore effettuabili, in regime di ricovero diurno (Day Surgery/Day Hospital), solo nei CTDSL; E). Prestazioni specialistiche di Terapia del Dolore effettuabili, in regime di Ricovero Ordinario, solo nei CTDSL; F). Prestazioni specialistiche consulenziali di Terapia del dolore (medico ed infermieristiche) effettuate presso i differenti setting di cura (di norma presso le Unità operative di degenza ordinaria), comprendendo anche il domicilio del malato, le Strutture ambulatoriali di base (MMG o Distretti), le Strutture Socio Sanitarie (RSA). La Rete di Terapia del Dolore deve operare inoltre in stretta correlazione funzionale con la Rete di Cure Palliative (Adulti e Pediatrica) e con le altre Reti di Patologia. Criticità Il Sistema internazionale di offerta di cura del dolore vive attualmente un confronto dialettico e culturale tra Centri specialisti che privilegiano un approccio psicologicocomportamentale, e quelli la cui attività clinica è prevalentemente basata sull effettuazione di procedure interventistiche estemporanee, cosiddette gunshot. Inoltre, nella pratica clinica quotidiana, le equipe operanti nei Centri specialistici si trovano di fronte classicamente a due tipologie di pazienti: quelli cronicamente sofferenti perché la patologia, che di base causa il dolore, è di tipo cronico (Dolore Cronico quale Sintomo) e quelli che sviluppano una condizione di dolore cronico che, indipendentemente dalla patologia di base, è associato a documentate problematiche psicofisiche e sociali (Dolore Malattia). Per affrontare questa doppia criticità l unica via è quella di elaborare Piani Diagnostici Terapeutici Assistenziali Individuali (PDTAI) che tengano conto, in primo luogo, dei bisogni dei pazienti e delle loro famiglie, e che inoltre si sviluppino a partire da precisi approcci diagnostici, in particolare algologici. Ciò consente di attuare scelte terapeutiche e di supporto ottimali che declinano il PDTI nei diversi setting assistenziali e di vita del malato e della famiglia anche in considerazione dei differenti Soggetti erogatori (concetto di intervento in rete ). Il Documento elaborato sviluppa una metodologia sistematica di diagnosi e trattamento dei pazienti con Dolore Cronico e con Dolore Malattia che tiene conto dei diversi quadri clinici (secondo la tassonomia della International Association Study of Pain - IASP, 2011), delle differenti opzioni diagnostiche e terapeutiche attualmente disponibili (secondo le Linee Guida internazionali più recenti). Il sistema di cura erogato dalla Rete deve essere continuamente monitorato al fine di migliorare costantemente i livelli prestazionali rivolti al paziente e alle loro famiglie. 9
40 ALLEGATO 3) ALLA D.G.R. N. DEL... Metodologia sistematica di diagnosi e trattamento 1 Gruppi di Pazienti Omogenei per Dolore In base alle più recenti evidenze scientifiche è possibile raggruppare i pazienti affetti da dolore in due macro-aggregazioni: ciò ai fini diagnostici, terapeutici, gestionali, di monitoraggio e della eventuale definizione del sistema di rimborso tariffario. Le attuali conoscenze ci permettono infatti di identificare, dal punto di vista di un inquadramento generale, (Figura 1): - Il Dolore Sintomo connesso a patologie di varia natura. In questa tipologia è possibile distinguere due sottoinsiemi, applicando DOLORE SINTOMO specifici criteri diagnostici patogenetici,: il dolore nocicettivo somato-viscerale ed il dolore neuropatico. - Il Dolore Malattia, entità nosologica che, in presenza o meno della patologia algogena prima causa del dolore, è caratterizzata da un quadro di dolore perdurante nel tempo, sempre associato a documentata problematica fisica, psicologica e sociale (causalmente dipendenti dal quadro doloroso). DOLORE MALATTIA DOLORE NOCICETTIVO Dolore di origine somato-viscerale per patologie di varia natura. Es. lombalgia, osteoartrosi, spondilosi, mialgie, tenosinoviti, disturbi del circolo, gastropatie, ecc. Figura 1 DOLORE NEUROPATICO Dolore che origina da lesioni o malattie che interessano il sistema somato-sensoriale periferico o centrale. Es. mono-polineuropatie, radicolopatie (sciatica), dolore centrale, herpes zooster, ecc. Entità nosologica che, in presenza o meno della patologia algogena inizialmente causale, è caratterizzata da un livello di particolare complessità: comprende un quadro tipico di dolore perdurante nel tempo, associato a documentate problematiche fisiche, psicologiche e sociali (causalmente dipendenti dal quadro doloroso). Alla Classificazione di cui sopra ed ai relativi Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (desunti dalla letteratura scientifica corrente) si è fatto corrispondere un Sistema a matrice che, in base al quadro cinico di presentazione, al professionista al quale il DOLORE SINTOMO paziente si rivolge, al set assistenziale ed alla risposta clinica, vengono dinamicamente definiti ruoli, funzioni, prestazioni effettuabili, limiti diagnostico terapeutici e poteri certificativi (Figura 2) DOLORE MALATTIA DOLORE NOCICETTIVO Dolore di origine somato-viscerale per patologie di varia natura. Es. lombalgia, osteoartrosi, spondilosi, mialgie, tenosinoviti, disturbi del circolo, gastropatie, ecc. MMG DOLORE NEUROPATICO Dolore che nasce la lesioni o malattie che interessano il sistema somato-sensoriale periferico o centrale. Es. mono-polineuropatie, radicolopatie (sciatica), dolore centrale, herpes zooster, ecc. Entità nosologica che, in presenza o meno della patologia algogena inizialmente causale, è caratterizzata dal seguente quadro di complessità: da un quadro tipico di dolore perdurante nel tempo, associato a documentate problematiche fisiche, psicologiche e sociali (causalmente dipendenti dal quadro doloroso). Centro TD di Primo Livello (CTDPL) Ospedaliero o Territoriale Centro TD Secondo Livello (CTDSL), Ospedaliero Figura 2 10
41 ALLEGATO 3) ALLA D.G.R. N. DEL... 2 Tre differenti Step di complessità diagnostica Anche dal punto di vista del percorso diagnostico, le attuali conoscenze permettono di identificare un approccio al dolore caratterizzato da 3 Step di complessità (Figura 3). - Il primo ha quali finalità principali quelle di valutare le variabili quali-quantitative del dolore e di stratificare i pazienti nelle tipologie di dolore precedentemente indicate (Figura 2). Per le valutazioni e i successivi aspetti terapeutici si fa riferimento al documento del 2010 Il dolore cronico in medicina generale edito dal Ministero della Salute: zioni_1257_allegato.pdf - Il secondo, avvalendosi di procedure strumentali ha la finalità di identificare, individuare ed obbiettivare la lesione tissutale o del sistema somato-sensoriale. - Il terzo, avvalendosi di approcci multidisciplinari, definisce gli aspetti delle problematiche bio-psico sociali del paziente. I tre Step sono orientati ad identificare i meccanismi patogenetici per poter attuare una terapia selettiva ed efficace. Poiché la diagnosi algologica rappresenta il momento decisivo per l attuazione del nuovo Sistema di trattamento, la valutazione globale del paziente ha caratteristiche peculiari nel contesto delle prestazioni specialistiche, in particolare per il tempo necessario ad effettuare la prima valutazione e i successivi controlli del paziente. MMG Diagnosi di Primo Step DOLORE NOCICETTIVO E NEUROPATICO Dolore Neuropatico - Rivalutazione Dubbio clinico diagnostico Indicazione procedure Complessità clinica Specialisti dei CTDPL e CTDSL Diagnosi di Secondo Step DOLORE NOCICETTIVO E NEUROPATICO REFRATTARI Dolore malattia - Rivalutazione Dubbio clinico diagnostico Indicazione procedure Complessità clinica Specialisti dei CTDSL Diagnosi di Terzo Step DOLORE NOCICETTIVO E NEUROPATICO REFRATTARI DOLORE MALATTIA Figura 3 Procedure Antalgiche Le differenti procedure antalgiche devono essere effettuate nei set così come riportato nell Allegato E. Alcune procedure antalgiche, effettuabili in regime di M.A.C., Day Surgery e di Ricovero Ordinario (Allegato E), devono essere eseguite in sala radiologica attrezzata o in sala operatoria dotata di intensificatore di brillanza. La scelta è compito dell'operatore. 11
42 ALLEGATO 3) ALLA D.G.R. N. DEL... 3 Quattro differenti Step di cura e Set assistenziali Alla luce delle attuali conoscenze si possono distinguere i diversi trattamenti tenendo conto anche delle regole che ne governano i differenti Livelli erogativi e Set di cura. AMBULATORIO MMG Trattamento di I Step TRATTAMENTO FARMACOLOGICO DEL DOLORE NOCICETTIVO E DI ATTESA NEL DOLORE NEUROPATICO Dolore Neuropatico Rivalutazione Dubbio clinico diagnostico Indicazione procedure Complessità clinica AMBULATORIO SPECIALISTICO (sia di CTDPL sia di CTDSL) Trattamento di I Step e di II Step TRATTAMENTO DEL DOLORE NOCICETTIVO E DEL DOLORE NEUROPATICO (ALLEGATO E) Rivalutazione Dubbio clinico diagnostico Indicazione procedure Complessità clinica MAC Trattamento di II Step TRATTAMENTO DEL DOLORE NOCICETTIVO E DEL DOLORE NEUROPATICO (ALLEGATO E) Rivalutazione Dubbio clinico diagnostico Indicazione procedure Complessità clinica DAY HOSPITAL/DAY SURGERY Trattamento di III Step TRATTAMENTO DEL DOLORE NOCICETTIVO E DEL DOLORE NEUROPATICO (ALLEGATO E) Rivalutazione Dubbio clinico diagnostico Indicazione procedure Complessità clinica RICOVERO ORDINARIO Trattamento di IV Step TRATTAMENTO DEL DOLORE NOCICETTIVO, DEL DOLORE NEUROPATICO E DEL DOLORE MALATTIA (ALLEGATO E) Figura 4 Schema quattro Step di trattamento e Set assistenziali (Allegato E) 12
43 ALLEGATO 3) ALLA D.G.R. N. DEL... Note Bibliografiche - Classification of Chronic Pain, Second Edition, IASP Task Force on Taxonomy, edited by H. Merskey and N. Bogduk, IASP Press, Seattle, Linee guida della American Family Physician Chronic Nonmalignant Pain in Primary Care ROBERT P. JACKMAN, MD, and JANEY M. PURVIS, MD, Cascades East Family Medicine Residency Program, Oregon Health and Science University, Klamath Falls, Oregon. BARBARA S. MALLETT, MD, Spinal Diagnostics, Tualatin, Oregon. Downloaded from the American Family Physician Web site at Copyright Assessment of Neuropathic Pain in Primary Care The American Journal Of Medicine (2009) 122, S13- S21 - New Zealand Acute Low Back Pain Guide (2004) - Neuropathic pain. The pharmacological management of neuropathic pain in adults in non specialist settings. Issued: March 2010 NICE clinical guideline Assessment and Management of Chronic Pain Fifth Edition/November 2011 Copyright 2011 by Institute for Clinical Systems Improvement - Chronic pain: identification, assessment and referral of patient with chronic pain syndrome Formal consensus - HAS Board in December Haute Autorité de Santé Recommendations for patient selection in spinal cord stimulation Journal of Clinical Neuroscience 18 (2011) The failed back surgery syndrome : Definition and therapeutic algorithms An update. European Journal of Pain Supplements 4 (2010) Using the SAFE Principles When Evaluating Electrical Stimulation Therapies for the Pain of Failed Back Surgery Syndrome Neuromodulation: Technology at the Neural Interface An Algorithmic Approach for Clinical Management of Chronic Spinal Pain Pain Physician 2009; 12:E225- E264 - An interdisciplinary guideline development process: the Clinic on Low-back pain in Interdisciplinary Practice (CLIP) low-back pain guidelines Implementation Science 2007, 2:36 - Interventional Techniques: Evidence-based Practice Guidelines in the Management of Chronic Spinal Pain Pain Physician 2007; 10: A Critical Review of the American Pain Society Clinical Practice Guidelines for Interventional Techniques: Part 1. Diagnostic Interventions Pain Physician 2010; 13:E141-E174 - Chronic pain: not only a matter of time. Minerva Anestesiol Jun;78(6): Neuropathic pain: diagnosis, pathophysiological mechanisms, and treatment Lancet Neurol 2010; 9: Practice Guidelines for Chronic Pain Management Anesthesiology 2010; 112:1 1 13
44 ALLEGATO 3) ALLA D.G.R. N. DEL... Dolore Sintomo (DS) 1) Nocicettivo (somatico e viscerale) (DSNoc) 2) Neuropatico (periferico e centrale) (DSNeu) Dolore Malattia (DM) - I relativi Step diagnostici e gli Step terapeutici sono descritti nelle figure 3 e 4 - Le tipologie degli interventi ed gli ambiti erogativi sono descritte nell All. E - Metodo diagnostico e criteri di identificazione del dolore malattia sono descritti negli All. A e B - Gli aspetti riabilitativi sono trattati nell All. C Medico Compiti Note MMG Specialisti di discipline differenti dall Anestesista e Rianimazione a cui afferiscono pazienti con dolore A. Giungere ad una diagnosi del tipo di dolore per una scelta appropriata del trattamento. B. Prescrivere accertamenti di laboratorio e radiologici, rivalutando il paziente alla luce degli esiti ottenuti. C. Richiedere visite consulenziali per patologie di origine viscerale o somatiche qualora intraveda possibili soluzioni radicali del processo patologico. D. Inviare ai CTDPL e dei CTDSL i pazienti con dolore neuropatico, i pazienti che non hanno risposto in modo soddisfacente (riduzione persistente del dolore di meno del 50% del dolore iniziale dopo tre mesi di cura) alla terapia, i pazienti che possono essere trattati con blocchi o interventi antalgici. E. Seguire i criteri di trattamento del primo Step della metodologia di trattamento (figura 2, 3 e 4) che prevede la prescrizione della terapia farmacologica per il dolore nocicettivo, nonché eventuali terapie fisiche e complementari. F. Predisporre una terapia di attesa nei casi di dolore neuropatico prima di inviare i pazienti ai CTDPL e CTDSL G. Inviare direttamente ai CTDPL e CTDSL i casi ritenuti dubbi o complessi. H. Eseguire il follow up dei suoi assistiti e di quelli da lui inviati ai CTDPL e CTDSL A. Giungere ad una diagnosi clinica e strumentale delle patologie dolorose specifiche (Centri cefalee, reumatologici, ecc.). B. Prescrivere approfondimenti diagnostici di tipo specialistico ed effettuare successive rivalutazioni del paziente. C. Eseguire trattamenti e procedure terapeutiche specialistiche per patologie dolorose di specifica competenza. D. Inviare ai CTDPL e CTDSL i pazienti che non hanno risposto in misura soddisfacente ai trattamenti eseguiti nell ambito delle tipiche competenze della disciplina (riduzione persistente del dolore di meno del 50% del dolore iniziale dopo tre mesi di cura). L obiettivo prioritario della valutazione clinica del paziente (Allegato A) affetto da dolore nocicettivo e la definizione del percorso di cura (figura 4). Lo specialista tratta i pazienti affetti da patologia dolorosa di competenza (ad esempio patologie reumatologiche o neurologiche) e segue le linee guida di diagnosi e trattamento delle rispettive Società Scientifiche. 14
45 ALLEGATO 3) ALLA D.G.R. N. DEL... Specialista in Anestesia e Rianimazione per la Terapia del dolore. A. Giungere ad una diagnosi clinica e strumentale (diagnosi di Primo e Secondo Step) del quadro clinico per identificare la sede di origine, il tipo di dolore e di danno tissutale somato-viscerali e delle vie somato-sensoriali (diagnosi algologica clinica e strumentale specialistica), il meccanismo patogenetico che genera e sostiene il dolore, il grado di disabilità correlato al dolore, gli aspetti psicosociali connessi ed i comportamenti reattivi. B. Chiedere visite consulenziali a Specialisti di branca nei casi in cui lo ritenga necessario. C. Prescrivere ed attuare i diversi trattamenti farmacologici, quelli di blocco, nonché quelli invasivi, seguendo le linee guida delle Società Scientifiche con specifico interesse algologico (Allegato E). D. Eseguire il follow up dei pazienti assistiti in stretta collaborazione con il MMG di riferimento. E. Differenziare tra Dolore Sintomo e Dolore Malattia F. Prendere in carico solo nei CTDSL i pazienti con Dolore Malattia eventualmente inviati dai CTDPL; 1) completando il percorso diagnostico e terapeutico multispecialistico; 2) definendo un piano individuale di cura e di riabilitazione che preveda interventi di tipo psico-relazionale-affettivo e sociale in una visione olistica della problematica. (Allegato C) G. Programmare e attuare colloqui con i famigliari, i case manager, il care manager ed i care giver ove presenti H. Programmare e attuare consulenze domiciliari nel bacino d utenza. Lo Specialista utilizza strumenti diagnostici specifici e si avvale delle tecnologie diagnostiche (ad esempio imaging e neurofisiologici) presenti nella struttura ospedaliera o tramite percorsi predefiniti, anche in regime di consulenza. Solo nei CTDSL si possono effettuare, in regime di ricovero, tecniche di disintossicazione per abuso di farmaci, da parte di pazienti affetti da Dolore cronico o da Dolore Malattia (Terzo Step di diagnosi). Predisposizione della documentazione attestante la condizione di paziente affetto di Dolore Cronico Lo Specialista che opera nei CTDPL e CTDSL predispone la documentazione necessaria per proporre i casi di dolore cronico, delineandone le caratteristiche cliniche basate su valutazioni multidisciplinari. Predisposizione della documentazione attestante la condizione di paziente affetto da Dolore malattia Solo lo Specialista che opera nel CTDSL predispone la documentazione necessaria per proporre i casi di dolore cronico, delineandone le caratteristiche cliniche basate su valutazioni multidisciplinari. 15
46 ALLEGATO 3) ALLA D.G.R. N. DEL... Qualità e appropriatezza di servizi e prestazioni La Rete della Terapia del dolore promuove qualità e appropriatezza delle prestazioni erogate, in accordo con gli indirizzi regionali in materia. La Rete garantisce l utilizzo regolare degli strumenti di valutazione della qualità percepita da parte del malato, quando possibile, e dei famigliari per le cure prestate durante il periodo di assistenza. La Struttura regionale di Coordinamento definisce un sistema di monitoraggio di indicatori quali quantitativi. Gli indicatori prenderanno in considerazione aspetti di tipo organizzativo/gestionale e di percorso quali: - Monitoraggio della qualità della Terapia del dolore erogata dai Centri accreditati; - Definizione dei criteri per il reclutamento e valutazione periodica del personale; - Percorso assistenziale (continuità, intensità, integrazione professionale); - Appropriatezza allocativa delle risorse. Una prima fase riguarda la valutazione della situazione relativa all offerta presente a livello regionale. Tale fase prevede la compilazione di un questionario ad hoc, così come definito nell allegato F. La successiva fase prevede la definizione dell assetto della Rete Regionale di riferimento, articolata in livelli, secondo quanto previsto dall intesa in Conferenza Stato-Regioni del 25 luglio 2012, Rep. 152/CSR Comunicazione Popolazione Le attività di informazione e di comunicazione istituzionale volte a informare la popolazione dovranno vertere sui seguenti temi : - la Legge 38/10 ed in particolare i diritti sanciti nell articolo 1; - cosa è la Terapia del dolore e a chi è rivolta; - la Rete della Terapia del Dolore e gli operatori coinvolti; - le modalità di accesso alla Rete della Terapia del dolore ed alle sue articolazioni erogative; - la tipologia dei set assistenziali e loro diffusione territoriale; - le terapie principali, in particolare quelle relative al trattamento farmacologico con morfina ed oppiacei, in modo tale da contrastare l oppiofobia attualmente diffusa. Professionisti /operatori coinvolti a livello ospedaliero e territoriale Saranno organizzate campagne istituzionali volte ad informare i professionisti e gli operatori sia quelli operanti e sia quelli non direttamente operanti nella rete delle cure palliative sui seguenti temi: - la Legge 38/10 e suoi articoli; - cosa è la Terapia del dolore e a chi è rivolta; - la Rete della Terapia del dolore in Lombardia; - le modalità ed i criteri di accesso alla Rete della Terapia del dolore ed alle sue articolazioni erogative; - tipologie dei set assistenziali e loro diffusione territoriale; - principali percorsi diagnostico-terapeutici, in particolare riferiti al trattamento farmacologico con morfina ed oppiacei Alla luce di esperienze regionali pregresse relative a campagne informative in altre aree sanitarie (ad es. Rete dell E/U, prelievi d organo e tessuti) si ritiene che il materiale informativo debba essere predisposto a livello regionale con possibilità di personalizzazione di una parte dello strumento da parte di Centri erogatori della rete della Terapia del Dolore. Le Campagne comunicative devono ottenere una diffusione capillare nel territorio: si ritiene fondamentale il coinvolgimento delle Società Scientifiche specificamente operanti nella Terapia del dolore. Va sollecitato il supporto dei Distretti socio sanitari, quello dei MMG e dei farmacisti, con possibilità di esposizione del materiale informativo all interno degli studi medici, delle farmacie e nei locali delle ASL. 16
47 ALLEGATO 3) ALLA D.G.R. N. DEL... Formazione La formazione del personale operante nella Rete della Terapia del dolore rappresenta un punto fondamentale per l applicazione della legge 38/2010 e per la sua qualificazione. I percorsi formativi istituzionali a livello universitario dovranno tener conto di quanto contenuto nei Decreti attuativi di cui all art.8 comma 1 della Legge 38/2010 del 4 aprile 2012 pubblicati in GU il 16 aprile 2012, ad oggi relativi ai Master Universitari. La formazione continua deve essere definita in base a Piani formativi pluriennali, rivolti innanzitutto agli operatori della rete. Si ritiene opportuno che una attività formativa di base sia rivolta a tutto il personale sanitario e socio sanitario operante in regione. Partecipazione allo sviluppo del progetto art. 6 L.38/2010 In una prima fase applicativa dell art. 6 della Legge 38/2010 Art. 6. (Progetto «Ospedale- Territorio senza dolore»). 1. Al fine di rafforzare l'attività svolta dai Comitati «Ospedale senza dolore» istituiti in attuazione del progetto «Ospedale senza dolore» di cui all'accordo tra il Ministro della sanità, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, in data 24 maggio 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 149 del 29 giugno 2001, che assume la denominazione di progetto «Ospedale- Territorio senza dolore», è autorizzata la spesa di euro per l'anno 2010 e di di euro per l'anno Con accordo stipulato in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, le risorse di cui al comma 1 sono ripartite e destinate a iniziative, anche di carattere formativo e sperimentale, volte a sviluppare il coordinamento delle azioni di cura del dolore favorendone l'integrazione a livello territoriale. 3. Con l'accordo di cui al comma 2 sono altresì stabiliti modalità e indicatori per la verifica dello stato di attuazione a livello regionale del progetto di cui al comma 1. sarà essere avviato sul territorio regionale un percorso attuativo omogeneo relativo a due aree di interfaccia fra medicina di base, medicina territoriale, medicina specialistica e medicina in area socio-sanitaria: 1. Attività formative volte alla omogeneizzazione dei linguaggi diagnostici e terapeutici nella terapia del dolore da parte degli operatori sanitari e socio-sanitari; 2. Condivisione ed utilizzo dei sistemi di misura e monitoraggio del dolore. Monitoraggio rilevazione del dolore in cartella clinica Con cadenza annuale, verrà somministrato alle Strutture Sanitarie, Socio-Sanitarie e ai Medici di medicina generale un Questionario finalizzato al monitoraggio dello stato di attuazione dell art. 7 della Legge 38/2010 edi risultati della rilevazione verranno diffusi ai Responsabili Legali delle Strutture erogatrici e ai MMG. 17
48 ALLEGATO 3) ALLA D.G.R. N. DEL... Allegato A La valutazione clinica algologica del paziente con Dolore Introduzione Molto è stato scritto a riguardo della valutazione clinica del paziente con dolore. Gli aspetti semantici del dolore e la sua intensità percepita hanno rappresentato per molti anni gli elementi fondamentali per la diagnosi, per la differenziazione della tipologia di dolore (nocicettivo o neuropatico) e per la scelta terapeutica. Alcune espressioni utilizzate dal malato (dolore urente, senso di anestesia, formicolio, ecc.) rappresentano ancor oggi indicatori ritenuti utili per la diagnosi differenziale tra dolore nocicettivo e dolore neuropatico. I Questionari di valutazione del dolore neuropatico, si basano su espressioni soggettive che i pazienti utilizzano per descrivere il dolore. Solo in alcuni Questionari compaiono anche i sintomi evocati come l allodinia dinamica-meccanica. La pratica clinica quotidiana ha però, nel tempo, dimostrato che la qualità del dolore percepito dal paziente e la sua intensità non sono così determinanti per la diagnosi. Poiché la scelta di un trattamento diviene oggi sempre più mirata alla tipologia di dolore e al meccanismo patogenetico che lo genera, diviene sempre più importante disporre di criteri diagnostici oggettivabili e facilmente rivelabili. Gli aspetti clinici più importanti sono: 1. Il dolore neuropatico periferico si manifesta nel territorio di innervazione di un nervo periferico, di un plesso, di una radice spinale. 2. Nel territorio di dolore si possono rilevare sintomi negativi e sintomi positivi; alcuni di questi ultimi possono essere correlati al danno tissutale, altri al coinvolgimento dei neuroni spinali. La valutazione clinica del paziente con dolore Bedside avviene attraverso l esecuzione delle tre manovre, di seguito elencate, indispensabili per porre una ipotesi diagnostica. Prima manovra Obiettivo: ipotizzare una tipologia di dolore sulla base della distribuzione ed estensione del dolore. Metodo: disegnare e confrontare l area di dolore con le aree di innervazione (di cordoni midollare, radici, plessi, nervi periferici), con le mappe osteotomiche, con le aree di dolore riferito nelle patologia viscerali e miofasciali. Questa manovra viene eseguita intervistando il paziente. Seconda manovra Obiettivo: rafforzamento dell ipotesi di dolore neuropatico sulla base della presenza o meno, del danno di fibra nervosa. Metodo: ricercare nell area di dolore la presenza di deficit del sistema somatosensoriale. Sono in particolare utilizzati tre stimoli, quello tattile, quello puntiforme (pinprick) e lo stimolo caldo, perché facilmente utilizzabili nella pratica clinica in ogni set assistenziale, anche a livello ambulatoriale (Arning 2009). Un batuffolo di cotone, una punta smussa e una provetta contente acqua calda sono strumenti semplici, facilmente reperibili ed a basso costo. Gli stimoli applicati sono essenziali per l identificazione dell integrità delle fibre nervose, rispettivamente di quelle tattili, nocicettive mieliniche e nocicettive amieliniche. Nelle linee guida di valutazione del dolore neuropatico della European Federation of Neurological Societies (EFNS 2011) vengono riportate le tre fibre del sistema somatosensoriale, A beta, Adelta e C, e gli stimoli utili per la loro identificazione. (Tabella 1). 18
49 ALLEGATO 3) ALLA D.G.R. N. DEL... Tabella 1 Strumenti diagnostici. Cruccu et Al I tre stimoli (tattile, puntiforme e caldo), vanno applicati nell area del dolore in successione, annotando gli eventuali ed evidenti deficit presenti. E sempre opportuno ripetere l esame in riferimento alle frequenti difficoltà comunicative che possono insorgere nella relazione con il paziente. Va dato significato patologico alle evidenti perdite delle sensibilità e non alle forme sfumate o a macchia di leopardo. Terza manovra Obiettivo: identificare nel territorio di dolore la presenza di sintomi positivi (allodinie e/o iperalgesie) indici di sensibilizzazione dei nocicettori periferici o dei neuroni spinali. Metodo: Si basa sulla applicazione di stimoli, come quello tattile (sfioramento della cute con un batuffolo di cotone o pennello) o quello ottenuto o stimoli meccanici lievi (pinprick, pressione) o movimenti attivi e passivi di segmenti corporei (Tabella 2 e 3). Le manovre sopra descritte devono essere associate alla raccolta anamnestica e alla valutazione clinica generale del paziente comprendenti gli aspetti soggettivi. E importante sottolineare che per superare la fase di ipotesi diagnostica ed arrivare a porre diagnosi certa di dolore neuropatico è necessaria l effettuazione di indagini strumentali specifiche neurofisiologiche e/o algologiche. 19
50 ALLEGATO 3) ALLA D.G.R. N. DEL... Tabella 2 Il dolore evocato. Arning 2009 Tabella 3 Il dolore evocato. Baron

References: art.12
 art.6
 art. 7
 art. 6
 art.7
 art. 6
 art. 7
 art. 7
 art. 2
 art. 8
 art.2
 articolo 2
 art.8
 articolo 1
 ART.6
 art. 6
 ART. 7
 art.7
 art. 6
 art.6
 art. 5
 articolo 1
 art.8
 art. 6
 art. 6
 Art. 6
 art. 7