Source: http://bologna.sentenze.ilcaso.it/articolo_ragionato/fallimentare/173/R*173-61
Timestamp: 2020-08-14 10:51:07+00:00

Document:
Articolo 173 ∙ (Revoca dell'ammissione al concordato e dichiarazione del fallimento nel corso della procedura )
Informazione ai creditori ∙ Atti di frode ∙ Dolo ∙ Atti fraudolenti ed approvazione del concordato da parte dei creditori debitamente informati del commissario giudiziale ∙ La meritevolezza ∙ L'intento fraudolento ∙ Controllo del tribunale ∙ Controllo in sede di omologa ∙ Tutela dell'interesse pubblico ∙ Il commissario giudiziale ∙ Prova degli atti in frode ∙ Attestazione del professionista ∙ Abuso del procedimento ∙ Concordato con riserva ∙ Continuità aziendale ∙ Accordo di ristrutturazione dei debiti ∙
Comportamenti rilevanti
Ravvedimento postumo ∙ Atti compiuti prima della domanda di concordato ∙ Atti in frode ∙ Occultamento di passività ∙ Dissimulazione dell'attivo ∙ Irregolarità contabili pregresse ∙ Atti non adeguatamente e compiutamente esposti nella proposta ∙ Omesso doloso ribaltamento sui soci dei costi di funzionamento del consorzio ∙ Fondo rischi ∙
Atti e pagamenti non autorizzati ∙ Prova dell'assenza di pregiudizio per i creditori ∙ Indebiti prelievi dalle casse sociali ∙ Pagamento di crediti anteriori ∙ Pagamento di crediti postergati ∙ Pagamento dei professionisti ∙ Riduzione di capitale sociale ∙
Formazione delle classi ∙ Le scritture contabili ∙ Conflitto di interessi ∙ Rapporti pendenti ∙ Esecuzione del concordato e comportamento ostruzionistico del debitore ∙ Atti revocabili ∙ Azioni di responsabilità ∙ Sottovalutazione dei cespiti ∙ Escussione di garanzie ∙
La fattibilità ∙ Modifica della proposta di concordato ∙ Mancanza delle condizioni di ammissibilità ∙ Il Trust ∙ Vincolo di destinazione ex art. 2645-ter c.c. ∙ Intestazione fiduciaria ∙
Rilevanza penale ∙ Utilizzo della procedura per il compimento di atti dissipativi o distrattivi del patrimonio ∙ Piano congegnato in maniera frodatoria ∙ Manipolazione della realta' aziendale ∙ Attivazione dell'azione penale prima che sia disposta la revoca del concordato ex art. 173 l.f. ∙
Il procedimento ∙ Legittimazione del commissario giudiziale ∙ Diritto di difesa del debitore ∙ Garanzie difensive al debitore ∙ Adunanza dei creditori ∙ Partecipazione dei creditori ∙ Il pubblico ministero ∙ Istanza di fallimento del PM e rinuncia alla domanda di concordato ∙ Modifica dela proposta di concordato ∙ Revoca del concordato e permanenza in carica degli organi fino al passaggio in giudicato del provvedimento ∙ Rinuncia alla domanda di concordato ∙ Presentazione di nuova domanda di concordato ∙ Reclamabilità del provvedimento di revoca ∙ Ricorso per cassazione ∙ Dichiarazione di fallimento ∙
Concordato preventivo – Attività del professionista che assiste il debitore – Fallimento – Prededuzione – Valutazione della funzionalità ex ante delle prestazioni rese dal professionista – Successivi inadempimenti – Mancato deposito della cauzione – Irrilevanza – Atti di frode – Insussistenza – Partecipatio fraudis del professionista – Necessità
La funzionalità ex ante delle prestazioni rese dal professionista al debitore che presenti una domanda di concordato preventivo non può restare inficiata da successivi inadempimenti del debitore che conducano - come appunto in caso di mancato deposito delle somme "pro expensis" ex art. 163, co. 2 n. 4) legge fall. - alla revoca dell'ammissione al concordato preventivo, a meno che la condotta del debitore integri atti di frode, e ad essi abbia partecipato (o almeno di essi sia stato pienamente consapevole) il professionista.
Affinché il mancato versamento della somma necessaria per le spese di procedura possa essere equiparato al compimento di atti di frode e la conseguente revoca dell'ammissione al concordato possa travolgere anche la prededucibilità del credito del professionista, occorre che sia inequivocabilmente accertata la "partecipatio fraudis" di quest'ultimo all'atto fraudolento del debitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 02 Luglio 2020, n. 13596. Segue...
Concordato preventivo - Revoca dell’ammissione - Atti di frode - Requisiti - Fatti taciuti o non adeguatamente e compiutamente esposti - Valenza anche solo potenzialmente decettiva - Fattispecie
In tema di concordato preventivo, rientrano tra gli atti di frode rilevanti ai fini della revoca dell'ammissione alla procedura ai sensi dell'art. 173 l.fall., i fatti taciuti nella loro materialità ovvero esposti in maniera non adeguata e compiuta, aventi valenza anche solo potenzialmente decettiva nei confronti dei creditori, a prescindere dal concreto pregiudizio loro arrecato. (Nella specie, la S.C. ha affermato che l'omessa indicazione nella proposta concordataria del contenzioso pendente nei confronti della società proponente, per un valore economico significativo, può costituire atto di frode). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Ottobre 2019, n. 25458. Segue...
Concordato preventivo - Revoca ex art. 173 l.fall. - Atti di frode - Nozione - Fattispecie
Gli atti di frode vanno intesi, sul piano oggettivo, come le condotte volte ad occultare situazioni di fatto idonee ad influire sul giudizio dei creditori, aventi valenza potenzialmente decettiva per l'idoneità a pregiudicare il consenso informato degli stessi sulle reali prospettive di soddisfacimento in caso di liquidazione, in quanto inizialmente ignorate dagli organi della procedura e dai creditori e successivamente accertate nella loro sussistenza o anche solo nella loro completezza ed integrale rilevanza, a fronte di una precedente rappresentazione del tutto inadeguata, purché siano caratterizzati, sul piano soggettivo, dalla consapevole volontarietà della condotta, di cui, invece, non è necessaria la dolosa preordinazione. (Nella specie, la corte territoriale, con statuizione confermata sul punto dalla S.C., aveva revocato l'ammissione al concordato preventivo per essersi accertata una situazione debitoria di gran lunga superiore a quella emergente dalla domanda, escludendo potessero riscontrarsi al riguardo "mere irregolarità contabili"). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Giugno 2018, n. 15013. Segue...
Concordato preventivo – Atti di frode – Caratteristiche oggettive
Concordato preventivo – Atti di frode – Caratteristiche soggettive
Concordato preventivo – Atti di frode – Occultamento o di dissimulazione dell'attivo
Gli atti di frode vanno intesi, sul piano oggettivo, come "le condotte volte ad "occultare situazioni di fatto idonee ad influire sul giudizio dei creditori, aventi valenza potenzialmente decettiva per l'idoneità a pregiudicare il consenso informato dei creditori sulle reali prospettive di soddisfacimento in caso di liquidazione, e che non si identificano con quelle di cui alla L. Fall., artt. 64 e ss., inizialmente ignorate dagli organi della procedura e dai creditori e successivamente accertate nella loro sussistenza o anche solo nella loro completezza ed integrale rilevanza a fronte di una evidenziazione precedente del tutto inadeguata" (Cass. 29 luglio 2014, n. 17191, con riguardo all'esistenza di un credito di rilevante importo non dichiarato dalla società debitrice nelle sue scritture contabili).
Si intende, dunque, che gli atti di frode devono essere "accertati" dal commissario giudiziale: locuzione che è riferibile o al fatto successivamente scoperto, in quanto in precedenza ignoto ai creditori nella sua materialità; o al fatto comunque non adeguatamente e compiutamente esposto in sede di proposta di concordato ed allegati (Cass. 18 aprile 2014, n. 9050). In entrambi i casi, si tratta di comportamenti del debitore che hanno una valenza decettiva, onde pregiudicano il consenso informato dei creditori (Cass. 15 ottobre 2013, n. 23387; 5 agosto 2011, n. 17038)" (cfr. Cass. n. 3409 del 2016. In senso sostanzialmente analogo, si vedano anche le più recenti Cass. n. 5689 del 2017 e Cass. n. 26429 del 2017).
Può, peraltro, precisarsi che "rientrano tra gli atti di frode rilevanti ai fini della revoca dell'ammissione alla predetta procedura, ai sensi della L. Fall., art. 173, anche i fatti non adeguatamente e compiutamente esposti in sede di proposta concordataria o nei suoi allegati, indipendentemente dal voto espresso dai creditori in adunanza, e, quindi, anche ove questi ultimi siano stati resi edotti di quell'accertamento" (cfr. Cass. n. 25165 del 2016; Cass. n. 26429 del 2017). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Sul piano soggettivo, il comportamento del debitore in ordine agli atti di frode di cui all’art. 173 lgge fall. deve essere stato assunto con dolo, inteso come volontarietà del fatto (così ancora Cass. n. 23387/2013 e n. 17038/2011), consistente anche nella mera consapevolezza di aver taciuto nella proposta circostanze rilevanti ai fini dell'informazione dei creditori (cfr. Cass. n. 10778 del 2014; Cass. n. 9027 del 2016; Cass. n. 26429 del 2017).
In definitiva, gli atti di frode rilevanti ai fini della disciplina in discorso presuppongono: a) l'esistenza di un dato di fatto occultato afferente il patrimonio del debitore tale da alterare la percezione dei creditori, risultando una divergenza tra la situazione patrimoniale dell'impresa prospettata con la proposta di concordato e quella effettivamente riscontrata dal commissario giudiziale; b) il carattere doloso di detta divergenza, quale volontarietà del fatto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
In definitiva, l'accertamento di atti di occultamento o di dissimulazione dell'attivo, della dolosa omissione della denuncia di uno o più crediti, dell'esposizione di passività insussistenti o della commissione di altri atti di frode da parte del debitore determina in sè - alla stregua dei principi finora esposti - la revoca dell'ammissione al concordato, e prescinde anche dal voto espresso dai creditori in adunanza ovvero dal fatto che questi ultimi siano stati poi resi edotti di quell'accertamento (cfr. Cass. 5689 del 2017; Cass. n. 25165 del 2016; Cass. n. 14552 del 2014). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 23 Marzo 2018, n. 7379. Segue...

References: art. 2645
 art. 173
 art. 163
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