Source: http://fvg.videoassemblea.it/dettaglio_seduta.php?id_seduta=4222
Timestamp: 2019-10-16 19:24:44+00:00

Document:
Consiglio regionale - Seduta n. 78 di Venerdì 21-06-2019
n. 078 - 21.06.19 am
[10:09] Apertura Seduta Pubblica - 1561111207
[10:09] CONGEDI
[10:09] SEGUITO DISCUSSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE: "DISPOSIZIONI MULTISETTORIALI PER ESIGENZE URGENTI DEL TERRITORIO REGIONALE" (54)
[10:10] SULL'ORDINE DEI LAVORI
[10:10] MORETTI Diego
[10:11] SEGUITO DISCUSSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE: "DISPOSIZIONI MULTISETTORIALI PER ESIGENZE URGENTI DEL TERRITORIO REGIONALE" (54)
[10:12] RICCARDI Riccardo
[10:14] BOLZONELLO Sergio
[10:15] NICOLI Giuseppe
[10:15] SERGO Cristian
[10:15] MORETTI Diego
[10:15] BASSO Alessandro
[10:15] BORDIN Mauro
[10:15] ROBERTI Pierpaolo
[10:18] SANTORO Mariagrazia
[10:20] RICCARDI Riccardo
[10:24] MORETTI Diego
[10:27] MORETTI Diego
[10:32] SERGO Cristian
[10:42] MARSILIO Enzo
[10:46] SOSPENSIONE DELLA SEDUTA
[11:02] RIPRESA DELLA SEDUTA
[11:02] SEGUITO DISCUSSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE: "DISPOSIZIONI MULTISETTORIALI PER ESIGENZE URGENTI DEL TERRITORIO REGIONALE" (54)
[11:02] BORDIN Mauro
[11:10] BASSO Alessandro
[11:10] BORDIN Mauro
[11:10] ROBERTI Pierpaolo
[11:24] MORETTI Diego
[11:26] BINI Sergio
[11:27] SANTORO Mariagrazia
[11:29] SERGO Cristian
[11:30] NICOLI Giuseppe
[11:30] BASSO Alessandro
[11:31] ROBERTI Pierpaolo
[11:32] BASSO Alessandro
[11:33] SERGO Cristian
[11:37] BINI Sergio
[11:37] SERGO Cristian
[11:37] MORETTI Diego
[11:38] BASSO Alessandro
[11:38] BORDIN Mauro
[11:38] ROBERTI Pierpaolo
[11:39] BOLZONELLO Sergio
[11:40] MORETTI Diego
[11:40] NICOLI Giuseppe
[11:40] BASSO Alessandro
[11:41] BORDIN Mauro
[11:42] BINI Sergio
[11:46] BINI Sergio
[11:47] MORETTI Diego
[11:47] NICOLI Giuseppe
[11:47] BASSO Alessandro
[11:47] BORDIN Mauro
[11:47] ROBERTI Pierpaolo
[11:48] BORDIN Mauro
[11:49] BINI Sergio
[11:51] BOLZONELLO Sergio
[11:54] SERGO Cristian
[11:57] SERGO Cristian
[11:58] MORETTI Diego
[11:58] NICOLI Giuseppe
[11:58] BASSO Alessandro
[11:58] BORDIN Mauro
[11:58] ROBERTI Pierpaolo
[12:00] BORDIN Mauro
[12:02] SERGO Cristian
[12:09] TOSOLINI Lorenzo
[12:11] BINI Sergio
[12:11] BORDIN Mauro
[12:14] SERGO Cristian
[12:14] NICOLI Giuseppe
[12:14] BASSO Alessandro
[12:14] BORDIN Mauro
[12:15] ROBERTI Pierpaolo
[12:17] GABROVEC Igor
[12:19] SLOKAR Danilo
[12:28] CALLARI Sebastiano
[12:33] SERGO Cristian
[12:34] BASSO Alessandro
[12:35] BORDIN Mauro
[12:36] DAL ZOVO Ilaria
[12:38] BASSO Alessandro
[12:39] BOLZONELLO Sergio
[12:42] SERGO Cristian
[12:46] CALLARI Sebastiano
[12:47] BOLZONELLO Sergio
[12:49] CALLARI Sebastiano
[12:51] MORETTI Diego
[12:55] CENTIS Tiziano
[12:55] CALLARI Sebastiano
[13:00] NICOLI Giuseppe
[13:00] BASSO Alessandro
[13:00] BORDIN Mauro
[13:00] ROBERTI Pierpaolo
[13:02] CALLARI Sebastiano
[13:03] SERGO Cristian
[13:03] ROBERTI Pierpaolo
[13:04] SERGO Cristian
[13:04] MORETTI Diego
[13:04] NICOLI Giuseppe
[13:04] BASSO Alessandro
[13:04] BORDIN Mauro
[13:05] NICOLI Giuseppe
[13:06] SERGO Cristian
[13:06] NICOLI Giuseppe
[13:06] BASSO Alessandro
[13:06] ROBERTI Pierpaolo
[13:07] DI BERT Mauro
[13:15] CENTIS Tiziano
[13:24] MORETUZZO Massimo
[13:27] DI BERT Mauro
[13:28] SERGO Cristian
[13:31] MORETTI Diego
[13:31] NICOLI Giuseppe
[13:32] CALLARI Sebastiano
[13:36] BASSO Alessandro
[13:36] SERGO Cristian
[13:36] NICOLI Giuseppe
[13:36] BORDIN Mauro
[13:36] ROBERTI Pierpaolo
[13:39] MORETTI Diego
[13:40] COSOLINI Roberto
[13:42] SERGO Cristian
[13:42] ZANIN Piero Mauro
[13:42] MORETTI Diego
[13:42] NICOLI Giuseppe
[13:42] BASSO Alessandro
[13:42] BORDIN Mauro
[13:42] ROBERTI Pierpaolo
[13:44] Chiusura Seduta Pubblica
Dichiaro aperta la settantottesima seduta del Consiglio regionale. Informo che sono a disposizione dei Consiglieri alcune copie del processo verbale n. 76. Qualora non vi fossero eccezioni nel corso della seduta odierna, il verbale sarà considerato approvato. Comunico che per la seduta antimeridiana hanno chiesto congedo i consiglieri Honsell e Iacop. I congedi sono concessi. Proseguiamo con la discussione sul disegno di legge “Disposizioni multisettoriali per esigenze urgenti del territorio regionale" (54), relatori di maggioranza Bordin, Nicoli e Basso e relatori di minoranza Sergo e Moretti. Nicoli c’è. Boh, arriverà, è lì. Un attimo che guardo dove siamo qua. 51, che non ha emendamenti, quindi apriamo la discussione. Moretti sull’ordine dei lavori
Presidente, solo per capire. Noi adesso dovremmo finire con l’assessore Riccardi, giusto? Ecco, rispetto all’elenco che ci avete dato ieri, c’è qualche [...]. Ah, ok. Ecco, va bene, poi volevo capire com’è l’accordo per l’organizzazione odierna dei lavori. Quindi 18.30.
A meno che a ridosso di quell’ora lì non abbiamo pochi articoli, andiamo alle 20.30, sennò spostiamo a martedì, credo.
Perfetto. L’articolo 51 “Contributi in materia di amministratore di sostegno” non ha emendamenti. E’ aperta la discussione generale sull’articolo. Se nessuno chiede la parola, si vota. Nessuno chiede la parola, allora pongo in votazione l’articolo 51 “Contributi in materia di amministratore di sostegno”. E’ aperta la votazione. E’ chiusa la votazione. L'Aula approva. Sull’articolo 52, invece, ci sono due emendamenti, uno della Giunta, il 52.1, e uno di Bolzonello e altri, 52.2. Do la parola alla Giunta per l’illustrazione del 5.2.1, che è un emendamento aggiuntivo. Prego, assessore Riccardi.
E’ un tema che è uscito in Commissione e sul quale credo di aver chiesto anche il ritiro di un emendamento. Sostanzialmente introduce la modifica ai commi 7, 8 e 9 del 36 della 6 del 2006 e prevede un termine più ampio entro il quale gli operatori, già occupati nei servizi sociosanitari e socio assistenziali, privi di qualifica di operatore OSS, necessariamente debbono acquisire dette qualifica. Questo consente la previsione di promuovere la qualificazione degli operatori privi di titolo, in servizio da almeno due anni all’1 gennaio 2019 e amplia il numero degli operatori che possono accedere ai percorsi di qualificazione al fine di adeguare la propria professionalità e mantenere l'occupazione. Qualora questa correzione non ci fosse, metteremo a rischio la possibilità degli operatori di poter operare in termini dei nostri servizi, pregiudicando, ovviamente, quest'attività importante che viene svolta.
Grazie, assessore Riccardi. Bolzonello.
Grazie, Presidente. Io prendo atto con grande piacere - e così inizio la giornata in maniera squillante - che la Giunta ha accettato quello che non aveva previsto, nel senso che nell’emendamento con cui siamo arrivati in Commissione non c'era tutta questa partita, era a rischio tutto il comparto, abbiamo preannunciato l'emendamento, l'abbiamo presentato. Per fortuna la Giunta - ne do atto all’assessore Riccardi - si è accorta del problema e, presentando questo emendamento, ritiriamo il nostro. Grazie, Assessore.
E’ ritirato l’emendamento 52.2. Apro la discussione sul 52. Se non si iscrive nessuno, do la parola ai Relatori. Nicoli.
Scusami, prima Sergo.
Va bene anche sentire loro ogni tanto, ma credo di sapere come vota. Favorevoli, sì.
Come Nicoli e Basso.
Pongo in votazione l'emendamento n. 52.1 presentato dalla Giunta regionale. E’ aperta la votazione. E’ chiusa la votazione. L'Aula approva. Pongo in votazione l’articolo 52, così come emendato. E’ aperta la votazione. E’ chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo all'articolo 53, inserito dalla Commissione (Rimborso di oneri all’INPS per la gestione della Misura attiva di sostegno al reddito). Non ci sono emendamenti. Se qualcuno si iscrive a parlare, altrimenti lo pongo in votazione. Pongo in votazione l’articolo 53. E’ aperta la votazione. E’ chiusa la votazione. L'Aula approva. L’articolo 54 “Interpretazione autentica dell’articolo 44, comma 4, della legge regionale n. 26 del 2014” non ha emendamenti. Se c’è qualcuno che si iscrive. Non ci sono interventi, pertanto pongo in votazione l’articolo 54. E’ aperta la votazione. E’ chiusa la votazione. L'Aula approva. L’articolo 55 è privo di emendamenti. C’è qualcuno che si iscrive? Ussai.
Grazie, Presidente. Se non erro, questo riguarda il processo di riclassificazione delle strutture e delle case di riposo. Io parlerò pochissimo, solamente per dire che sarebbe carino avere un attimo il quadro della situazione, a che punto siamo con la situazione delle case di riposo, visto con è un tema annoso e di cui si è discusso molto in questi anni e che, tra l’altro, trova alcune criticità rispetto all'adeguamento non solo degli standard del personale, come abbiamo visto prima votando la parte degli OSS, ma anche per quanto riguarda gli standard strutturali delle case di riposo qui a Trieste dove c'erano anche case di riposo molto piccole che non rispondevano a quelli che sono gli standard. So che alcuni hanno risolto i problemi e altri no e, visto che le scadenze ci sono, sarebbe carino avere un quadro della situazione. Non so se adesso o in Commissione, tramite il Presidente della III Commissione, sarebbe una cosa veramente utile. Grazie.
Qualcuno vuole rispondere? No? Santoro.
Riprendo un po' l'argomento trattato dal consigliere Ussai laddove in Commissione abbiamo convenuto che questa proroga dei termini fosse un riallineamento tra i due parametri, quello strutturale e quello rispetto ai requisiti, dunque è un allineamento che facilita l'aspetto amministrativo. Nel merito, abbiamo convenuto (e spero di sentire in quest'aula la conferma) che a breve ci possa essere una ricognizione dello stato del rispetto dei requisiti da parte delle strutture, ma soprattutto una valutazione di quale sia la conseguenza del non rispetto, ovvero quali sono gli elementi di criticità per gli utenti delle RSA che il prolungamento di questo tipo di adeguamento possano apportare e, se del caso, quali interventi la Giunta e l'Assessore intende portare all'attenzione del Consiglio. Questo perché è evidente che un termine di legge è evidente, ci trova assolutamente d'accordo perché non è la prima proroga, ma capire che cosa dietro questo termine di legge, in termini soprattutto di inadempienze e di conseguenze che queste eventuali inadempienze o non conformità comportano per l'utenza, che ricordiamo è assolutamente debole, credo sia un elemento di qualità dell'agire nel senso di avere prontezza di che cosa il termine implica, quale siano gli elementi di adeguamento, quali siano le strutture indietro, rispetto a quali prestazione e se queste prestazioni non adeguate siano comunque accettabili rispetto ad una prassi quotidiana.
Ci sono altri iscritti a parlare? Non ci sono iscritti. L’Assessore ha una risposta. Prego, Riccardi.
Sarò telegrafico per ringraziare la precisione con la quale la collega Santoro ha sostanzialmente illustrato le ragioni, c’è un problema dell'allineamento, quindi allineiamo e chiudiamo questa partita cercando di far ordine. Sono assolutamente d'accordo con il consigliere Ussai, questa è una delle questioni più complicate, a mio parere, che noi abbiamo per le mani. Anche questa è una vicenda strutturale che storicamente si è trascinata e che prevede la presenza di molti Comuni, che prevede lo spostamento di determinati bisogni. E’ inutile che dica a voi la preoccupazione dei Sindaci, i quali credo che ogni mattina ricevono almeno una telefonata chiedendo “C’è un posto in casa di riposo”, quindi sicuramente credo che con il Presidente Moras faremo un quadro di questa situazione per poi organizzare una Commissione che affronti complessivamente una partita che è un pezzo del ragionamento della politica di integrazione sociosanitaria che ha a che fare anche con la riforma complessiva della pianificazione, ma che deve, a mio giudizio, affrontare un focus sulla situazione esistente e la prospettiva, quindi rispondo positivamente alle sollecitazioni di Ussai su questo tema.
Grazie, assessore Riccardi. Su questo non ci sono emendamenti, pongo in votazione l'articolo 55 “Modifica all'articolo 9 della legge regionale n. 20 del 2018”. E’ aperta la votazione. E’ chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo all'articolo 56, inserito dalla Commissione (Modica alla legge regionale 20/2006). Anche su questo non ci sono emendamenti. Se qualcuno si iscrive. Se non ci sono interventi, pongo in votazione l’articolo 56. E’ aperta la votazione. E’ chiusa la votazione. L'Aula approva. L’articolo 57 è aggiunto dalla Commissione “Modifiche alla legge regionale 10/2011. Non ci sono emendamenti, se si iscrive qualcuno, sennò lo pongo in votazione. Pongo in votazione l'articolo 57. E’ aperta la votazione. E’ chiusa la votazione. L'Aula approva. L’articolo 58 è proposto sempre dalla Commissione “Modifica alla legge regionale 27/1995”. Non ci cono emendamenti. Se si iscrive qualcuno, altrimenti lo pongo in votazione. E’ aperta la votazione. E’ chiusa la votazione. L'Aula approva. E’ stato presentato l’emendamento aggiuntivo 58 bis.0.1 da Moretti, al quale do la parola per l’illustrazione.
Grazie, Presidente. E’ un tema che l'Assessore Riccardi conosce bene, essendo venuto in più occasioni sul territorio ed essendo già stato sensibilizzato sia in Consiglio con un ordine del giorno che, peraltro, faceva seguito l'ordine del giorno n. 12 al disegno di legge n. 27, a quella che poi è diventata la legge n. 31 del 2018 che riguarda la richiesta di inserire all’interno del disegno complessivo di riforma del Servizio Sanitario Nazionale l'organizzazione del Centro regionale unico dell'amianto all'interno dell'ente di coordinamento gestionale. E’ un emendamento che mi rendo conto essere un po’ avulso rispetto al tema, ma, siccome in questa legge abbiamo avuto, proprio nella giornata di ieri, l'inserimento di norme di programmazione sanitaria, l'ho voluto porre, volevo vedere che cosa dirà l'Assessore, ma l’ho voluto porre per porre il problema così come è stato posto su altre questioni e vedere l'Assessore che cosa mi dice. E’ chiaro che, se l'Assessore ha una posizione di chiusura e mi chiederà il ritiro, ci penserò seriamente, sapendo che la sensibilità c’è e che su queste cose non voglio creare né divisioni Né tantomeno farmelo bocciare, anche se la tentazione, dopo alcune cose dette ieri su altri temi, ci sarebbe.
Grazie, consigliere Moreti. Non si è iscritto nessuno a parlare, allora do la parola all’assessore Riccardi.
Noi dobbiamo distinguere le cose su un argomento sul quale tutti siamo d'accordo. Siamo d'accordo che il CRUA continui a fare il proprio lavoro in maniera importante, siamo d'accordo che quell’organizzazione e quella gestione debba essere innalzata, però chiedo al consigliere Moretti di poter ritirare questo emendamento, naturalmente riconfermando tutte le cose che ho sempre detto, però aggiungendone un’altra sulla quale io sono naturalmente pronto anche a discutere con lui di queste cose. Noi dobbiamo stare attenti nel definire gli aspetti di monitoraggio, di gestione, di attività operativa che spettano al centro, però, nello stesso tempo, dobbiamo stare attenti a fare una considerazione sul livello pianificatorio di queste cose. Il livello pianificatorio non può stare in un centro di gestione, quindi io confermo l'interesse e la volontà di valorizzare il CRUA, confermo l'interesse che questa cosa sia garantita dove c'è un'esperienza importante e dove c'è l'area maggiormente colpita da questo fenomeno dell'amianto, ma chiedo che questo sia inserito in un contesto di pianificazione più ampio che divida l'attività di pianificazione da tutta l'attività operativa che, secondo me, deve essere garantita proprio all’interno del CRUA.
Grazie, assessore Riccardi. Consigliere Moretti.
Sommamente serve la conferma di questo interesse e di questa valorizzazione. Poi, rispetto alle parole del Vicepresidente, quando ci saranno le norme e gli atti in tema di pianificazione e programmazione sanitaria, vedremo quello che la Giunta proporrà per dare corso a questo impegno. Fino a che non ci sarà questa concretizzazione, è chiaro che non possiamo entrare nel merito, però la disponibilità al ritiro nella riconferma dell'interesse a valorizzare c’è, per cui lo ritiro.
E’ ritirato. Il Capo al quale faceva riferimento l'Assessore, Sanità, è esaurito. Passiamo al Capo Bini, qual’era questo? Mi pare l’articolo 6, dal 6 ante in poi. Ussai. Adesso facciamo il Capo II, che è di Bini, articolo 6. Cominciamo con l'articolo 6 ante. Abbiamo il 6 ante.1 sul quale c’è un 6 ante.0.1. Del 6 ante.1 sono proponenti Bordin e Tosolini. Lo facciamo illustrare da Bordin o Tosolini? E’ un emendamento, articolo aggiuntivo.
Si tratta di una modifica di una previsione contenuta nella legge 6/2019 che riguarda la possibilità di andare a fare ampliamenti alle zone omogenee. In sostanza, noi prevediamo che questi ampliamenti con formule semplificate possono essere fatti anche nel caso di adeguamento degli immobili o degli impianti a obbligo o prescrizione tecnica derivante da normative comunitarie, statali e regionali riferite all’attività produttiva e nella misura minima necessaria e rispetto delle norme e per il mantenimento e l'incremento della produzione o dei livelli occupazionali sul territorio, ovvero adeguamento o modifica della struttura degli impianti fino a un massimo dell’80 per cento della superficie del lotto. In sostanza, andiamo a inserire questo secondo punto, prevedendo che l'ampliamento attraverso una procedura semplificata SUAP possa avvenire non solamente per il mantenimento della produzione dei livelli occupazionali, ma anche per il loro incremento, ovviamente, perché se noi consentiamo in modo semplificato di andare ad ampliare le strutture produttive, è chiaro che non possiamo farlo solo per mantenere la produzione o l'occupazione, ma anche per favorire attualmente l'incremento di entrambe, quindi si va in qualche modo a colmare un refuso della normativa originaria oppure per adeguare o modificare la struttura di impianti fino a un massimo dell’80 per cento della superficie del lotto e questo per consentire comunque, in forma semplificata, anche degli ampliamenti di questa misura, senza andare poi a creare una situazione di difficoltà alle attività perché, comunque, la nuova formulazione rispetto a quella precedente aveva questa situazione da modificare e reintrodurre, quindi si va ad ampliare il novero delle procedure per cui si può agire in modo semplificato.
Grazie, consigliere Bordin. Sul 6 ante.1 c’è un subemendamento, 6 ante.0.1 a firma di Sergo, Capozzella, Dal Zovo e Ussai. Illustra il consigliere Sergo.
Grazie, Presidente. Noi siamo intervenuti su questo articolo per sottolineare due cose: la prima è che anche qui c'era già stata un'ampia discussione sul PDL n. 26 su queste materie, si era già trovata una semplificazione delle procedure in quell'occasione. Adesso viene aggiunta una parte abbastanza importante per quella che, se vogliamo chiamarla o per quello che è anche il consumo di suolo, che è la lettera b) dell'emendamento 6 ante.1, perché qua stiamo facendo passare in sordina in una legge Omnibus la possibilità di ampliare fino all’80 per cento della superficie del lotto qualora un'azienda assuma anche solo un dipendente. L’abbiamo detto mille volte, tant’è che abbiamo accettato anche le giustificazioni, ovviamente già apportate e già presentate anche alla PDL n. 26. Se c'è un'azienda che deve adeguarsi alle normative, va benissimo. Se c'è qualcuno che deve ampliare un capannone per migliorare la sua produzione, siamo perfettamente d'accordo, ci sono le zone industriali, per questo sono già zone d), per cui non andiamo a creare problemi, ma qui stiamo parlando di un'altra fattispecie, stiamo parlando di procedure semplificate che, come giustamente ricordava il Presidente Bordin poco fa, andrebbero a togliere problemi alle aziende. I problemi alle aziende si chiamano “Varianti urbanistiche” sostanzialmente perché qui diciamo che con queste giustificazioni andiamo ovviamente in deroga a quello che dovrebbe essere anche un semplice cambio di destinazione d'uso. Noi abbiamo presentato l'emendamento 6 ante.0.1 perché vogliamo credere che tutto questo sia riferito solo ed esclusivamente a imprese che fanno industria o artigianato, quindi siamo intervenuti nella specifica con le zone D1, D2 e D3 perché, come ho già ricordato con la PDL n. 26, le zone D4 riconducibili a quelle che sono le zone omogenee D, individuate anche nell'emendamento 6 ante 1 sono poi effettivamente zone dedicate ad attività estrattive. Io non voglio credere che noi, come detto, in virtù dell’aumento, anche solo di un dipendente che lavora all'interno di una cava, possiamo in qualche modo accettare in una maniera semplificata l'80 per cento dell'aumento della superficie di quel lotto. C’è scritto l'otto, ma sembra quasi fatto apposta. Allora, noi abbiamo presentato questo emendamento, io mi auguro che si faccia un passo indietro, così come è già stato fatto anche nella PDL 26 sia per i centri commerciali perché all’inizio era prevista la stessa cosa anche per i centri commerciali perché si parlava di zone D e H. Siamo riusciti a far togliere alla maggioranza la parola H, però adesso dobbiamo far togliere di nuovo anche la possibilità che le zone omogenee D4, quindi attività estrattive, quinti cave, non abbiano nulla a che fare con questo tipo di emendamento, anche perché, ripeto, capisco la semplificazione, però mi pare che andiamo veramente un po' troppo oltre.
È aperta la discussione su questo articolo e i suoi emendamenti. Santoro.
Io direi che la proposta di questo emendamento sia quantomeno imbarazzante. Degli elementi di criticità di questa previsione avevamo ampiamente parlato in discussione, avevamo assolutamente detto che, come scritto, l’articolo era un articolo assolutamente impreciso e inapplicabile (Ricordo al Presidente quanto detto in quest'aula), ma che, soprattutto, nulla avrebbe significato in termini di semplificazione perché, e anche ribadisco e chiedo che venga messo a memoria questo, che anche l'attuale formulazione porta dei problemi. Non più tardi di ieri sera c'è stato un Consiglio comunale che ha esaminato una pratica di questo tipo, laddove le incertezze di tipo normativo sono state importantissime. Come certifico che quello che chiedo in deroga sia nella misura minima necessaria al rispetto delle norme? Chi lo certifica? Qual è il tipo di atto che io, azienda, mi rivolgo agli imprenditori che ci sono in quest’Aula. Io, imprenditore, che cosa presento allo Sportello Unico attività produttive per innescare questa deroga, Assessore, per dire, cioè, che quello che faccio serve per il mantenimento e l’ingrandimento dei livelli occupazionali? Qual è l'atto che presento allo Sportello Unico? E, soprattutto, se non lo faccio, se non mantengo quello che ho detto [...]. Nella proposta di ieri c'era scritto che da dieci dipendenti passavano a venticinque con l'ampliamento. Bene, mettiamo che passino a venti, si configura il reato di abuso edilizio perché il presupposto di accesso alla deroga non è stato rispettato? Questo non lo dico come protezione dell'ambiente o quant'altro che troppo semplicemente viene invocata per quanto riguarda le accezioni a questa legge, ma proprio come protezione degli imprenditori, Assessore. Io, come professionista, che cosa presento a tutela dell’imprenditore per dire che l'ampliamento in deroga è giustificato perché mantengo e incremento la produzione? Che cosa presento? Presenta il fatturato attuale e il Piano economico finanziario futuro? Presento la pianta organica attuale e la pianta organica prevista? Se non rispetto quella pianta organica prevista, il mio vicino mi fa ricorso per abuso edilizio? Io credo che la semplificazione significhi mettere in chiaro quali sono i procedimenti conseguenti, non semplicemente dire “liberi tutti” perché sappiamo bene che, se ottengo una concessione edilizia e un permesso a costruire in deroga, non è la Pubblica Amministrazione, non sono i vigili urbani, è il mio vicino che si vede costruire a confine e che farà ricorso in Comune! Come tuteliamo questi imprenditori ai quali stiamo dicendo che semplifichiamo la vita? Io credo che quest’articolo sia un articolo che riscrive nel contenuto esattamente quello che c'era scritto prima, non aggiunge nulla, se non l'incremento della produzione, ma anche qui, come in altre situazioni, è evidente che se è ammesso per il mantenimento della produzione, l'incremento è altrettanto ammesso, ma il punto chiave rimane sempre quello: io, imprenditore, che cosa presento per testimoniare questa mia intenzione? Secondo: se non rispetto quello che ho chiesto, che cosa mi succede? Come, Tosolini? Ah, bene, allora scriviamolo! Scriviamolo che ci deve essere il Piano industriale, Tosolini! Ma quando mai! Allora chiedo ai tecnici seduti dietro all'Assessore quando mai a un SUAP va presentato il piano industriale. Quanto mai al SUAP, per un permesso a costruire, va presentato il piano industriale? Mi scusi, Presidente.
Lasciamola finire.
La risposta irrituale di Tosolini mette in evidenza che c'è un vulnus normativo in quanto un permesso a costruire al SUAP non comporta la presentazione del Piano industriale. Volete che venga presentato il piano industriale? Scrivetelo in norma, non fate finta che le cose siano più semplici di quello che sono, a tutela degli imprenditori, a tutela degli imprenditori. Non sto parlando di altro, sto parlando che questa norma non tutela gli imprenditori.
Grazie, Santoro. Marsilio.
Grazie, Presidente. Seguo un ragionamento che credo dovrebbe essere evidentemente condiviso, anche fatto dai colleghi 5 Stelle. Vengo alla casistica perché è stata citata. Noi oggi, Assessori regionali, state finanziando con risorse pubbliche importanti la scolmatura dei fiumi e dei torrenti post alluvione o quello che è. Abbiamo fatto una discussione sulla 26, sul Lago di Barcis, i problemi del materiale. Voglio dire, con questa norma qua uno che ha la cava di ghiaia può aumentarla dell’80 per cento. O siamo impazziti o ci stiamo prendendo in giro. Torno al discorso che abbiamo già fatto, se capissimo qual è il caso da cui nasce la necessità di una norma, si dice “Risolviamo il caso”. Possiamo essere d’accordo o no, ma risolviamo il caso. Risolvere il caso, inserendo norme generali che creano altri venti problemi, è un controsenso rispetto agli obblighi o alle necessità della Pubblica Amministrazione! Una norma del genere o è pesata rispetto alle ricadute che genera oppure, evidentemente, creerà più problemi di quelli che vuole risolvere. Ripetiamo e torniamo a ripetere affinché resti e sia chiaro, dopodiché, quando verranno fuori i problemi, ci torneremo sopra. Voglio dire, analizzate la casistica da cui nasce il problema e cercate di trovare una soluzione ad hoc, non una norma generale che incasina il sistema. Non so se siete coscienti di quello che significa un emendamento del genere, no? O non abbiamo approfondito, almeno dite “Fermiamoci un attimo, approfondiamolo, forse ci è sfuggito”, ma sapete cosa vuol dire un emendamento del genere? Sapete quello che genera? Vedo che l'Aula è molto interessata, capisco che non gliene frega niente del problema, quindi ovviamente fate quello che ritenete opportuno e poi vedrete che quando arriveranno fuori i problemoni quella volta tornerete qua con problemi ancora più grossi, ma così credo che non si gestisca l'interesse pubblico di una Regione, dei suoi cittadini e delle proprie imprese.
Grazie, consigliere Marsilio. Bolzonello.
Sull’ordine dei lavori, una breve sospensione per approfondire la norma [...]. Va bene.
Grazie, Presidente. Le cave sul D e il Piano industriale di qua [...]. Lo so, ma dico, semplifico, okay, per me va bene, è sul piano industriale, tirate via quell’altro, no? Altrimenti, ragazzi [...].
Sospendiamo fino alle ore 10.55. Colleghi, riprendiamo posto. Mi pare che c’è una richiesta del proponente Bordin di un subemendamento orale. Prego, consigliere Bordin.
Al fine di correggere l'emendamento introdurremo un subemendamento orale per cui al punto 1, lettera a), poi punto 2 di nuovo, togliamo mantenimento o incremento della produzione e/o dei livelli occupazioni sul territorio ovvero”, quindi togliamo questa frase e lasciamo adeguamento o modifica della struttura o degli impianti fino a un massimo del 70 per cento della superficie del lotto , quindi anche l’80 lo portiamo al 70. Questa formulazione è praticamente identica alla previsione e alla disposizione già contenuta nell'articolo 39 bis della 19/2009, come introdotto dalla legge regionale 29/2017.
Quello che ha fatto la Santoro, insomma.
... introdurre una fattispecie identica. La frase è adeguamento o modifica della struttura o degli impianti fino a un massimo del 70 per cento della superficie del lotto .
Bene. Eravamo ancora in discussione. Bolzonello.
Presidente, grazie. Due i problemi: 1) Sulle cave non c’è nessun cambiamento, nel senso che nelle zone D ci sono dentro le cave. In questo modo anche le cave aprono. Su questo pensate di intervenire con un emendamento orale o lasciate aperto tutto? Ho capito che voi l’avete fatto, sto dicendo la maggioranza, se pensano di intervenire in qualche modo perché, altrimenti, è una presa in giro totale. Nelle zone D ci stanno dentro le cave, punto, senza parlare in politichese, significa che apriamo tutta la partita della cave dopo che abbiamo impegnato per un’ora la discussione di sghiaia mento, Barcis, questo, quell’altro e quest’altro. Parlando non in politichese, zone D uguale anche cave, le mantenete, punto, quindi aprite, fate un casino sulle cave che metà basta. Contenti voi, diciamocelo in maniera molto, moto chiara. Secondo discorso: va bene l’emendamento orale, ma l’emendamento orale, ragazzi, è semplicemente un “liberi tutti”, portando dall’80 al 70 il liberi tutti, ancora peggio, “peso el tacòn del buso! Peso el tacòn del buso!”. Da ottanta a settanta e liberi tutti! Ragazzi, di cosa state parlando? Appunto, sì, è la norma precedente, avete deciso di fare così! Hai deciso di fare così? Fai così! “Peso el tacòn del buso!”. Ragazzi, ma siete fuori! Le dico subito che non partecipiamo al voto perché non partecipiamo [...].
Attenzione! Il consigliere Bordin, prego.
Accoglieremo l’emendamento Sergo, per cui le cave saranno escluse da questa [...].
Accolto l’emendamento Sergo. Bene, vedete che, collaborando, si trova una soluzione? Moretti.
Presidente, lei, però, fa tutto lei, pentole, coperchi! Faccia il Presidente del Consiglio!
Do la parola! Moretti, prego!
Faccia il Presidente del Consiglio perché commenta anche quello che è il dibattito consigliare, è una cosa che con il suo predecessore non abbiamo mai visto! Non l’abbiamo mai visto! Chieda al tecnico!
E’ per aiutare la discussione!
Chieda al tecnico che è vicino a lei! Chieda al tecnico che è vicino a lei se ha mai visto una cosa del genere da parte del Presidente del Consiglio! No, no, a destra, alla sua destra.
Un qualcosa è accogliere l'emendamento Sergo che avremmo votato già anche noi a favore, ma veramente a un mese dall'approvazione della legge ieri il collega Tosolini, perché, ovviamente, nella sua estrema simpatia ci diceva “Proprio voi parlate che avete cambiato la 26 mille volte!”. E’ vero, ma non c’è nulla, dodici, vedremo, a distanza di tre anni, quante volte cambiarete la sei e allora poi verificheremo perché anche questa norma tra qualche mese cambierete perché non sta in piedi dal punto di vista della scrittura e creerà i contenziosi che avevamo già anticipato in sede di approvazione della sei, però fate vobis! Noi non parteciperemo al voto di questo emendamento perché ci sembra ancora peggiore rispetto alla scrittura precedente, per cui, a questo punto, veramente siamo alla situazione parossistica. Nel momento in cui, poi, il collega Miani fa un emendamento che tratteremo con l'Assessore all'Ambiente, che non vedo, ma avrei gradito anche io capire cosa ne pensasse lui, ma il fatto che accolgono l'emendamento 5 Stelle è già qualcosa di positivo. Nel momento in cui si sforza di prevedere delle deroghe sulle pietre ornamentali, che è un tema effettivamente presente, ecco, a questo punto ci troviamo con una norma, per cui, veramente, trovo singolare questo modo di operare. Se il consigliere Colautti, a suo tempo, definiva il nostro modo di legiferare “legislatura innovativa”, non oso pensare che cosa direbbe adesso. Se potesse, ovviamente.
Grazie. Allora, mi sembra che la discussione è finita. Gli assessori voglio aggiungere qualcosa? Non credo. Do la parola ai relatori. Sergo.
Ovviamente ci auto votiamo, quindi voteremo sì al 6 ante.0.1 e per ovvi motivi voteremo no al 6.ante.1, però ripeto anche io quanto detto in precedenza: non è così che si legifera, ragazzi, e lo diremo da qui fino a martedì, mercoledì o giovedì. Volete andare avanti in questo modo? Vedete anche voi che ci ritroveremo, l’abbiamo già anticipato più volte, non so se già in assestamento riavremo gli stessi emendamenti che magari avete presentato oggi e ritirato, però questo non è il modo di lavorare.
6 ante0.1 sì, 6 ante1 non partecipiamo al voto.
Sì a tutti e due.
Poniamo in votazione l'emendamento 6 ante.0.1 a firma Sergo, Capozzella, Dal Zovo, Ussai. E’ aperta la votazione. E’ chiusa la votazione. L'Aula approva. Poniamo in votazione l’emendamento 6 ante.1 per appello nominale, così come sub emendato oralmente dal proponente Bordin. E’ aperta la votazione. È chiusa la votazione. L’Aula approva. Adesso passiamo all’articolo 6. Abbiamo un emendamento di Sergo sull’articolo 6, il 6.1. Prego, consigliere Sergo.
Grazie, Presidente. Qui c’è un ragionamento più ampio da fare. Già in occasione della PDL 26 avevamo anticipato in Commissione la necessità di intervenire sulla legge 29/2005 che disciplina il settore del commercio ambulante e non solo, ovviamente, però in quel caso c'era la necessità, viste le norme approvate a livello nazionale per quanto riguarda il recepimento della direttiva Bolkestein proprio per quel settore. Dopo anni che abbiamo chiesto anche in quest'aula, anche in maniera trasversale, di fare pressioni sul Governo affinché i commercianti ambulanti non dovessero più sottostare alla direttiva Bolkestein, per fortuna con la nuova manovra 2019 questo non accade più ed è il motivo per cui tutte le regioni sono chiamate a legiferare per andare ad adeguarsi a quella che è la normativa nazionale. Noi in qualche modo lo facciamo con questo emendamento, anzi, con l'articolo 6 proposto al disegno di legge. Io avevo anticipato, credo che fosse febbraio, quindi subito dopo l'approvazione della norma nazionale, la necessità di fare questo. Mi era stato detto e promesso che avremmo fatto un ragionamento ovviamente ampio su tutta la 29 del 2005 e che non c'era particolare urgenza e fretta di intervenire. Adesso, dopo aver anche desistito con i colloqui fatti con i colleghi a presentare emendamenti alla PDL n. 26, ci ritroviamo in questo disegno di legge alcune norme che dovrebbero semplificare il settore, ma che, come ho già avuto modo di dire anche in Commissione, rischiamo anche qui di creare un qualcosa che non semplifica del tutto la norma. Io ho fatto l'esempio dei criteri di priorità, anche solo per assegnare un posteggio, Presidente. In questa norma un Comune che dovrà eventualmente adeguarsi per assegnare un posteggio dovrà fare riferimento a tre capitoli diversi per decidere quali sono i criteri di priorità per assegnare un posteggio. Abbiamo individuato gli ulteriori criteri e i criteri che i comuni possono individuare in autonomia. Se questa è esemplificazione, auguri! E’ chiaro che bastava prendere un'unica decisione concertata con le parti sociali che non abbiamo sentito, operatori del settore che non abbiamo sentito, comuni che non abbiamo sentito e, ovviamente, torniamo a fare il solito discorso. Qua ci troviamo di fronte a una scelta, che poi qua di politico c’è poco, in questo caso non è che siamo come di fronte al punto nascita dove si fa una decisione, come si è detto ieri, anche da parte del Consigliere di maggioranza, si prende una decisione politica. Qui no! Sono partito dalla discussione generale dell'articolo e ora intervengo anche in presentazione dell'emendamento 6.1. Noi abbiamo presentato questo emendamento proprio per cercare di fare chiarezza e, più che altro, magari anche capire quali sono le volontà della Giunta che ha presentato questo emendamento e, eventualmente, della maggioranza che lo andrà a sostenere perché è qualcosa che ha già visto partecipare l'Aula in questa discussione nella passata legislatura, ovvero l'introduzione della necessità di presentare il DURC nel momento in cui si richiede o si presenta anche la SCIA, il certificato di inizio attività. Ovviamente non siamo contrari alla presentazione di un documento che attesta la regolarità contributiva di un'azienda, ma qui stiamo parlando di un'azienda che potrebbe essere anche nuova e che, quindi, è ovvio che è regolare da quel punto di vista lì. Se l'intento è quello di far lavorare solo chi rispetta le regole, va benissimo, ma, allora, dovremmo introdurlo in un altro modo e non solo per chi presenta la prima volta la SCIA. Se l'intento è quello di voler bloccare alcune attività, spesso e volentieri portate avanti anche da persone non (diciamo così) cittadini europei, si può fare, però quelle persone in questo momento [...].
Sto presentando l’emendamento. Arrivo. Quelle persone in questo modo noi non le blocchiamo perché, ovviamente, presentano un documento dove attestano che loro sono regolari, poi fanno quello che vogliono, chiudono quella partita IVA e dopo sei mesi si ripresentano e siamo punto e a capo. Le uniche persone che possono essere danneggiate, io ho provato a fare un caso di specie, ma non che possono essere danneggiate, ma che andranno a essere colpite da questo emendamento, sono quelle aziende che per un qualsiasi motivo possono passare un momento di difficoltà nella loro vita. Io ho fatto, parlano anche con gli uffici, un caso abbastanza semplice: se vicino a un mercato viene costruito un centro commerciale, quelle aziende non lavorano più per mille motivi; possono avere un momento di difficoltà anche nel pagamento del DURC. Se volessero spostarsi in un altro posteggio perché, magari, il Comune prevede lo spostamento di quel mercato da un’altra parte, avrebbero la difficoltà di presentare il DURC regolare. Quelli sarebbero i veri danneggiati di questa situazione. Io non credo che l'intento della maggioranza e della Giunta sia ovviamente questo, abbiamo presentato l'emendamento per far togliere almeno questa parte qui e io mi auguro che, per quanto riguarda i criteri di priorità (e chiederò lo stralcio, eventualmente, dell'articolo 6 per fare quell’approfondimento in Commissione dovuto a una normativa del genere), se dovesse rimanere, ovviamente noi ci asterremo perché, ripeto, ben venga il superamento della Bolkestein, ma non in questo modo. Grazie.
Credo che questo sia un altro di quegli emendamenti simile a quello di prima. La questione tra le diatribe o i contenziosi nel sistema commerciale tra i locali fissi e gli ambulanti credo che tutti quanti li abbiamo avuti sotto mano, ci sono state discussioni infinite, ci sono ragioni pro e contro su tutte le questioni. Anche in questo caso andare a non prevedere l'obbligo del DURC, o la procedura vale per tutto il settore, ha ragione Sergo nel dire che uno nuovo non è differente se apre un’attività fissa e ambulante, no? Perché il problema lo metti a uno in un modo o a uno nell'altro? Rischiamo di, per risolvere non so quale problema, rischiamo di aprire un'ulteriore marea di contenziosi all'interno del sistema. Assessore, io credo che torno a monte, sarebbe sempre necessario, quando ci sono situazioni come questa, capire l'origine, che qualcuno ci spieghi l'origine del problema perché, se non conosciamo l'origine del problema, rischiamo - ripeto, come il caso di prima - di fare esattamente il contrario della soluzione, cioè generalizziamo una cosa che, magari, è risolvibile in un altro modo. Voglio dire, non si può risolvere il problema aprendo un ulteriore fonte di contenzioso anche all'interno di un settore che già oggi ha mille contraddizioni, contrapposizioni e mille difficoltà. Come diceva prima, questo non è un procedimento di semplificazione come viene venduto. Anzi, è un percorso di complicazione ulteriore di tutta la materia e di incertezza normativa che vale per tutti, non solo per uno o per l'altro, quindi anch'io ritengo sia necessario quanto meno lo stralcio di questo articolo, ritornare in Commissione per approfondire tutte le questioni, non un ragionamento a parte di un tema solo, pensando a un caso oggettivo, perché così non risolviamo le questioni, rischiamo di complicarle ulteriormente e creare ulteriormente contenziosi e contraddizioni interne al sistema. Io dico sempre ai miei colleghi che la cosa migliore in questi casi è lasciar fare a chi vuole fare perché, alla fine, dobbiamo solo aspettare con tranquillità e serenità. Continuate così, devo dire la verità, sotto certi aspetti potrebbe anche esserci utili.
Grazie, Presidente. Io ho solo poche parole, veramente poche parole, però continuo. L’ho detto ieri sul discorso del principio che, per risolvere un problema, abbiamo eliminato “una testa, un voto” per i comuni. Adesso, per risolvere un altro problema ancora, anche sulla Bolkestein ci mettiamo in bocca che eliminiamo e che risolviamo, ma la verità è che affrontiamo questo tema per risolvere un problema, che noi non sappiamo quale sia, fra le altre cose. In un ragionamento, magari anche in qualche modo informale, se uno è collaborativo, ti dice “Ho questo problema, cerco di risolvere questo problema, proviamo tutti assieme a trovare una tecnica legislativa che permetta di affrontarlo, di risolverlo e non di ritrovarcelo tra venti giorni” perché, come è stato detto prima, sulla partita della vecchia 26, ora 6, ci ritroveremo altra ventisette volte, no? La stessa roba succederà anche su questa cosa qui. Su questa cosa della Bolkestein tutto questo articolo a chi, per cosa, per come? Non lo capiamo, l’ho detto in Commissione e lo torno a dire adesso, quindi non è un problema che state facendo in questo caso una porcata. In questo caso no, però capire perché lo state facendo e per chi e per come magari ci aiuta in qualche modo ad affrontarlo. Tutto qua! Per cortesia, da punto di vista proprio dell’affrontare i temi - lo dico all'Assessore, che è il referente nostro rispetto alla Giunta con i capigruppo, Assessore Roberti, è un tema che prima o poi dovremmo risolvere, non è per ogni problema dobbiamo fare una norma di legge che poi ci crea una serie di casini da quell’altra parte. E’ un tema che, in qualche modo, sediamoci, sediamoci ai Capigruppo, trovate una modalità, trovate un modo di rapportarvi, però ci troviamo, altrimenti, a dover ogni volta intervenire, c’è un problema, interveniamo e creiamo altri venti problemi che poi dobbiamo risolvere. Tutto lì.
Grazie, consigliere Bolzonello. Si è iscritto a parlare il consigliere Zanon. Prego. Ah, no? Allora cancelli. Non ci sono altri iscritti a parlare. Moretti.
Come hanno già detto i colleghi, questa è una norma di carattere generale che contiene tante cose e, com’è stato detto da chi mi ha preceduto, quando una norma contiene tante cose, peraltro alcune riguardanti un settore specifico, come quella del commercio itinerante, credo dovremmo un attimo riflettere e in questo senso approfondire. Dentro una Omnibus che ha mille materie forse una richiesta di stralcio con rinvio in Commissione per approfondire la questione e magari presentarla all'interno della legge di assestamento può essere una delle soluzioni che permette di valutare meglio la portata della norma perché su alcune questioni siamo d'accordo e su altre abbiamo forti perplessità e non capiamo, ad esempio, perché non sia stato messo un limite temporale ai posteggi itineranti, come hanno fatto altre regioni, peraltro, quindi forse il tema andrebbe valutato. La questione del BURC non riguarda solo questo settore, ma tutti, però la richiesta di stralcio dell'articolo forse aiuterebbe anche a definire la questione, ad approfondirla, se serve approfondirla, secondo noi sì, e a dare la possibilità nel frattempo di audire i soggetti interessati e capire se questa norma va nel reale interesse o è solo una questione legata alla temporaneità della questione e a un contesto particolare. Rinnovo anche io richiesta di stralcio dell’articolo 6.
Grazie. C’è una richiesta di stralcio dell'articolo completamente. Do la parola all’Assessore anche sulla discussione generale.
Guardate, sono velocissimo su questo tema. Noi non abbiamo fatto null’altro che recepire quanto previsto dalla normativa nazionale sulla Bolkestein. Una cosa debbo dirla: se il commercio fisso già prevede il DURC, la presentazione, non vedo che problema ci sia per chi fa il commercio ambulante, non vedo questi grandi problemi. Aspettate un attimo, scusate. Noi abbiamo assolutamente la volontà di approfondire questa cosa e con lo Sviluppo Impresa, che poi andremo a presentare ad ottobre, di apportare eventuali modifiche.
Dall’intervento dell’Assessore credo che ci sia una proposta negativa alla richiesta di stralcio. Chiarimento, Santoro.
Mi scuso perché credo che questo punto sia dirimente. La proposta di legge, Assessore, la proposta di legge da lei presentata toglie l'obbligo di DURC ad alcuni e non ad altri. Noi riteniamo che questo non sia equo. Certo, è così! Alla lettera b) del comma 1 le parole “In tale ipotesi, con SCIA di cui comma 3, va acquisito il DURC” sono soppresse. Al comma 3, dopo la parola “SCIA” sono aggiunte le seguenti, eccetera. Il primo, quindi, sopprime il DURC.
Sono rimesse da un’altra parte, dicono qua i tecnici, però, rispetto a questo, credo che la discussione sia stata complessiva. Adesso do la parola ai relatori. Noi prima votiamo la richiesta di stralcio proposta dal consigliere Moretti su cui c'è il parere contrario della Giunta e poi prego i relatori di esprimersi sull'emendamento Sergo, 6.1, e poi solo questo, sì. Cominciamo da Sergo. Moretti. Sergo.
Lo stralcio all’articolo 6 l’avevo chiesto anche io in discussione, per cui rimane [...] Il 6.1, ovviamente, noi lo manteniamo. Ci tengo solo a dare un minimo di chiarimento anche ai colleghi. Qui il DURC varrà per tutti i commercianti ambulanti, sia quelli con posteggi in sede fissa che per i posteggi itineranti.
Non è quello che io mettevo in discussione con questo emendamento. Noi volevamo ritornare a quello che c’era prima proprio per fare la discussione perché, secondo me, il DURC non andrà a migliorare la situazione e non andrà a risolvere i problemi che, da quello che era l'intendimento della maggioranza nella passata legislatura, quando era alla minoranza, volevano fare, tant'è che quell'emendamento era stato ritirato dalla stessa opposizione. Adesso, invece, viene riproposto e, chiaramente, noi manteniamo lo stesso punto, quindi al 6.1 lo manteniamo e voteremo sì.
Sì alla richiesta di stralcio, ovviamente, l'abbiamo proposta, e sì anche all'emendamento 6.1.
No alla richiesta di stralcio e no anche all'emendamento 6.1.
. No e no.
Poniamo in votazione la richiesta di stralcio formulata in discussione da Sergo e Moretti. E’ aperta la votazione. E’ chiusa la votazione. L'Aula non approva. Poniamo in votazione l’emendamento 6.1 a firma Sergo, Capozzella, Dal Zovo e Ussai. E’ aperta la votazione. E’ chiusa la votazione. L'Aula non approva. Pongo in votazione l’articolo 6. E’ aperta la votazione. E’ chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo al 6 ter.1 dove c'è l'emendamento 6. Ter.1, a firma Basso e Giacomelli. Prego, consigliere Basso.
Questo emendamento intende estendere la procedura della diffida amministrativa al fine della ... per il contenzioso all'interno dei procedimenti sanzionatori in attività estrattive.
Grazie, consigliere Basso. E’ aperta la discussione su questo 6 ter.1. Se non ci sono discussioni, do la parola [...]. Sergo.
Se non ci sono colleghi, intervengo anche come relatore. Non lo so, non so quanti abbiano effettivamente letto questo emendamento. Io ho provato a farlo anche con l'aiuto della nota, ma, se ho capito bene, già introduciamo la diffida amministrativa anche per le attività estrattive, poi [...]. Questo, ovviamente, si dice che la diffida amministrativa è applicabile al medesimo soggetto per non più di due volte, quindi non solo c’è la diffida amministrativa, ma anche la reiterazione della richiesta o di diffida amministrativa. Ripeto, stiamo parlando di attività estrattive anche in questo caso, non stiamo parlando di un commerciante che non mette il cartellino “vetrina in allestimento” in un negozio e, invece di fargli pagare una sanzione, andiamo lì con il vigile a dirgli “Guarda, forse dovresti adempiere a quello che prevede la legge”. No, stiamo parlando di attività estrattive. Io lo chiedo in questa sede. Presidente, mi scusi, io le chiedo una cortesia: se si parla di attività estrattive, ci deve essere l'Assessore all’Ambiente presente perché io posso capire che stiamo parlando di attività produttive, però, se dobbiamo parlare di ambiente, perché io, poi, vorrei capire quali sono le sanzioni in materia di attività estrattive che sarebbero interessate da questo. E’ la non consegna del DURC anche in questo caso? Va bene, è qualcosa di amministrativo, possiamo capire, ma se c'è eventualmente altro che può interessare, visto che lo andiamo a inserire solo per le attività estrattive, chiedo quanto meno un parere, se è possibile. Secondo me sarebbe necessario un parere anche dell'Assessore all'Ambiente. Visto che stava passando cinque minuti fa l'allargamento di tutte le cave fino all’80 per cento, se non avessimo presentato un emendamento in forma ovviamente semplificata, ma anche in questo caso far passare così emendamenti come se nulla fosse, va bene. Ripeto, magari stiamo parlando di sciocchezze, quindi può essere anche tutto a posto, però in questo modo ovviamente voteremo no all'emendamento.
Grazie, Moretti.
Mi pare che l’emendamento vada in un senso di completare una norma che avevamo già introdotto nella precedente legislatura sulla questione della diffida dei geositi, quindi potremmo dare anche un parere favorevole.
Pongo in votazione l’emendamento 6 ter.1, come articolo aggiuntivo, proposto da Basso. E’ aperta la votazione. E’ chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo all'articolo 7. Dove c'è l'emendamento della Giunta 7.1. Prego, assessore Bini.
Questo è un emendamento abbastanza semplice dove, di fatto, si chiede di spostare la data di presentazione delle domande da parte dei Consorzi per la realizzazione di strutture di carattere locale, questo assecondando un po’ ciò che era emerso in Commissione, quindi spostandolo dall’1 settembre al 15 settembre.
Ci sono interventi? Se non ci sono interventi, do la parola ai relatori sull'emendamento. Cominciamo da Sergo.
Abbiamo sentito le spiegazioni dell’Assessore, va bene.
Bordin. BORDI, Relatore di maggioranza. Sì. Giunta.
Pongo in votazione l’emendamento 7.1 a firma della Giunta. E’ aperta la votazione. E’ chiusa la votazione. L'Aula approva. Pongo in votazione l’articolo 7. E’ aperta la votazione. E’ chiusa la votazione. L'Aula approva. Sull’articolo 7 segniamo Di Bert favorevole perché ha cliccato, ma non è passato. Passiamo all’articolo 8 che non ha emendamenti. Nessuno si iscrive. Pongo in votazione l’articolo 8. E’ aperta la votazione. E’ chiusa la votazione. L'Aula approva. C'è l'emendamento aggiuntivo, articolo 8 bis.1, a firma Bolzone e Moretti. Chi lo illustra? Bolzonello.
Questo è il tema che riguarda le nomine dei Consigli di Amministrazione. C'è la necessità, proprio per andare un po' più veloci e per sburocratizzare ulteriormente la partita, di andare a far sì che gli amministratori, praticamente eliminiamo un passaggio: L'assemblea nomina gli amministratori, gli amministratori, nel momento in cui hanno ricevuto la nomina, devono accettarla o meno; la accettano e, nel momento in cui dovesse, invece, mancare la sussistenza delle condizioni, l'Assemblea provvede alla sostituzione degli amministratori non idonei, senza fare l’ulteriore passaggio, quindi c'è una sburocratizzazione del passaggio, una semplificazione.
Grazie. Si iscrive a parlare qualcuno? Se non si iscrive a parlare nessuno, do la parola ai relatori sull’8bis1. Sergo.
Poniamo in votazione l’emendamento 8 bis.1 a firma Bolzonello. E’ aperta la votazione. E’ chiusa la votazione. L'Aula approva. En plein di Bolzonello! Passiamo all'emendamento 8. ter.1, sempre a firma Bolzonello. Prego, Bolzonello, 8 ter.1.
Anche questa è una semplificazione amministrativa relativa all’approvazione dei Piani industriali dei consorzi e lo snellimento del processo amministrativo relativo ai documenti programmatici. Se entro quarantacinque giorni dal ricevimento, la direzione centrale competente in materia di attività produttive può richiedere agli enti una serie di informazioni. Se non gli vengono date entro i quarantacinque giorni, i piani si intendono definitivi. E’ per correre un po' di più.
Grazie, consigliere Bolzonello. Si iscrive a parlare qualcuno? Altrimenti do la parola ai relatori. Sergo. L’assessore Bini chiede la parola.
Io chiedo il ritiro di questo emendamento perché noi reputiamo che la norma, così com'è, possa andare.
La proposta di ritiro. Lo ritiriamo, Bolzonello?
... che faremo sul Consorzi nella seconda parte che è annunciata per ottobre, prossimo step di Rilanciimpresa che diventerà un altro titolo, faremo un ragionamento complessivo.
Bene. Passiamo all'8 quater.1, sempre a firma Bolzonello.
A questo punto penso che lei ha chiesto di ritiralo, lo ritiro, mettendolo dentro nella discussione della prossima [...].
E il quinques?
Anche il quinques, uguale, quindi ritiriamo questo pacchetto, però, Assessore, lo riportiamo e riragioniamo dentro su tutta la partita. Passiamo all'articolo 9. Non ci sono emendamenti. Qualcuno si iscrive a parlare? Se non si iscrive nessuno a parlare, portiamo in votazione l’articolo 9. E’ aperta la votazione. E’ chiusa la votazione. L'Aula approva. L’articolo 10 è aggiunto della Commissione “Modifica all’articolo 21 della legge regionale 4/2013”. Non ci sono emendamenti sull’articolo 10. Qualcuno si iscrive? Non c’è nessuno che si iscrive, quindi pongo in votazione l'articolo 10. E’ aperta la votazione. E’ chiusa la votazione. L'Aula approva. Sull’articolo 11, sempre aggiunto dalla Commissione, c’è un emendamento a firma Bolzonello e Moretti, emendamento 11.1. Prego, Bolzonello. Grazie, Presidente. Questo emendamento è a seguito della discussione che è avvenuta in Commissione. La mia preoccupazione, pur capendo lo spirito della norma perché ha un senso importante rispetto alle agevolazioni, eccetera, eccetera, la mia preoccupazione è che questa norma vada a incidere profondamente proprio nella carne della piccola e media impresa perché questa norma parla di una valutazione dell'impatto occupazionale che, quindi, uno o due elementi in più nell'arco di cinque anni, dipendenti e collaboratori in più nell'arco di cinque anni, portino o meno al ritiro del contributo che verrebbe dato per l'innovazione, eccetera. La nostra è una platea dal punto di vista delle imprese di piccola e media impresa e la piccola e media che partecipa ai bandi ha una media di dipendenti che può andare dai due, tre, ai quindici, lasciando stare la media e la grande. Tutta la piccola queste oscillazioni di uno o due dipendenti diventano preoccupanti, nel senso che uno può prendere un contributo perché ... è dentro nel bando, vince il bando, ha contributo, alla fine nell'arco di cinque anni non solo non conferma un dipendente, ma ne elimina magari uno, perde il contributo. Allora è evidente che questa cosa qui ci manda in tilt tutta la piccola impresa, mentre per la media e per la grande sicuramente va bene, quindi abbiamo presentato questo emendamento sperando che venga accettato.
Do la parola all’assessore Bini.
Debbo dire che ciò che è stato enunciato dal consigliere Bolzonello lo condivido, anche a seguito di ciò che è uscito poi in Commissione, quindi, Presidente, chiedo lo stralcio dell'articolo 11, uno per capire anche qual è davvero il perimetro d'azione da un punto di vista del legislatore regionale, quindi assolutamente lo stralciamo per poi andare a fare ulteriori approfondimenti.
C’è la richiesta della Giunta di stralcio. Do la parola ai relatori per il parere sullo stralcio dell’articolo 11. Sergo.
Sì allo stralcio.
Giunta. Sì, ha chiesto all’Assessore, bene. Poniamo in votazione lo stralcio dell’articolo 11. E’ aperta la votazione. E’ chiusa la votazione. L'Aula approva. Prima dell'articolo 12 c'è l'emendamento 12 ante.1 firma Bordin, prego, 12 ante.1, emendamento aggiuntivo.
Questo emendamento viene ritirato in attesa di approfondimenti perché ci saranno degli incontri per andare ad approfondire maggiormente la tematica con gli interessati.
Bene. L’articolo 12 non ha emendamenti. Qualcuno si iscrive a parlare sul 12? Bolzonello? Va bene, quindi cancelliamo lì. Se non ci sono interventi, poniamo in votazione l’articolo 12. E’ aperta la votazione. E’ chiusa la votazione. L'Aula approva. Polesello non ha votato, aggiungiamo la votazione di Polesello e anche Moras. Moras e Polesello, aggiungiamo la votazione sull’articolo 12. Prego 12 bis.1.
Qui parliamo della promozione integrata. Come gran parte di voi sicuramente sa, già da diversi anni la promozione integrata di Promoturismo e della nostra Regione è stata demandata tramite gara a valenza europea a società esterna. Nella riorganizzazione di Promoturismo in atto nell'analisi che ho fatto assieme al Direttore Generale Gomiero di Promoturismo si reputa, a nostro avviso, visto le professionalità che ci sono all'interno della struttura e anche per delle opportunità economiche di risparmi notevoli, si badi, noi presumiamo di risparmiare oltre il 20 per cento rispetto ai danari che finora venivano spesi per la gara d'appalto e non solo, un risparmio anche per quanto riguarda la Fit, per ogni operazione veniva riconosciuta una fee pari al 4,5 per cento sull'importo, quindi si andava ad allocare 4 milioni di euro all'anno per ogni anno e - dirò di più - si ricorreva sempre al quinto d'obbligo, quindi l'esaurimento di tutti i fondi a disposizione, spesa pubblica per 4 milioni 800 mila euro. Noi con questo emendamento chiediamo di allocare 2 milioni di euro, 19, 20 e 21, quindi con un risparmio notevole per le casse della Regione, una riorganizzazione davvero importante per quanto riguarda le procedure. Si badi bene, si partirà con delle gare d'appalto per quanto riguarda la soglia superiore ai 40 mila euro, affidamenti diretti soglia inferiore a 40mila euro, però, ecco, tutto nell'ottica della velocizzazione e, soprattutto, del risparmio dei soldi pubblici.
Grazie, Presidente. Assessore, con la consueta franchezza, le chiedo lo stralcio, ma non per fare un’opposizione sterile, anche perché lo può portare in assestamento fra un mese, non cambia assolutamente nulla, per un motivo molto semplice: in maniera laica io penso di essere quasi d'accordo con lei, nel senso che sono convinto che quello che lei mi ha detto rispetto, perché lo so, il discorso delle Commissioni, eccetera, sono assolutamente vere, quindi lei è stato trasparente. E’ evidente che, però, una scelta del genere, che è una scelta che era stata fatta ancora in precedenza, cioè ricordiamoci, Tondo, cioè, in continuità, è una scelta strategica che era stata fatta da Promoturismo per poter fare quest’operazione, oggi viene meno con altrettanta scelta strategica. Ripeto, laicamente, probabilmente - dico probabilmente fra virgolette - il voto sarà favorevole. Sarà favorevole quando? Quando avremo capito di cosa parliamo, nel senso che se lei oggi mi porta questa cosa e mi chiede, io non potrò mai votare a favore di una cosa del genere! Il mio gruppo non potrà mai votare a favore di una cosa del genere perché vogliamo capire realmente in un ragionamento di discussione [...], quindi se lei convoca la Commissione la prossima settimana, la mette in assestamento, in assestamento viene votata e non cambia niente. Ci dà la possibilità di fare una discussione rispetto a tutta [...] perché il problema non è levare Avas, quindi levare un’azienda che vince un bando, Avas adesso o azienda che vincerà, eccetera, è dire: lo levo, lo porto tutto in capo a Promoturismo, Promoturismo ha le competenze per farlo, dite voi, noi diciamo che su questo ... una parte di queste competenze, una parte non le ha, ne servono delle altre. Di questo parlo con cognizione di causa, non così tanto per parlare. C'è la necessità di rafforzarle, come le rafforziamo, dove andiamo? Detto tutto questo, convengo con lei che, se fatto nel modo corretto, bene, eccetera, comporta davvero un'entrata per le casse della Regione, quindi maggiore disponibilità per l'Assessorato, per le aziende, per tutti, quindi assessorato, proprietà transitiva, aziende, eccetera, eccetera, di non 200 o 300 mila, ma qualche milione di euro. Sono d'accordo con lei, ma dateci la possibilità di non arrivare con un emendamento perché questo vale - tra virgolette - tanto quanto il discorso della sanità. Se sulla sanità avete forzato perché c'è una roba pregressa, eccetera, questa è la prima volta che lo sentiamo e lo sentiamo su un emendamento. Se è possibile, farei. Diversamente, non ci sentiamo ovviamente di votare a favore di una cosa di questo tipo. Volete andare avanti? Per carità di Dio, però mi pare che per tutta l'aula il fatto di fare una seduta e andare in assestamento, se l’assestamento fosse tra quattro mesi, le direi “Vada avanti”. L’assestamento è tra venti giorni, non penso che cambi il mondo e possiamo discutere con un po’ più di tranquillità e di calma
Ovviamente anche io mi associo alla richiesta di stralcio, ma in questo caso volevo capire dall'Assessore un passaggio in più avrà modo magari nelle repliche di chiarire perché io ho letto un articolo in cui si dice “Per il turismo mettiamo 4 milioni”, era un titolone di uno dei giornali locali. Ho provato a risalire tra la norma finanziaria dei commi 3 e 4, a me pare che i soldi che erano già stati stanziati per il 2020 e 2021, 2 milioni e 2 milioni, adesso li utilizziamo, ovviamente cambiando destinazione, per questa nuova finalità, quindi sono esattamente gli stessi soldi. Su quel capitolo lì, per il 2018, invece che 2 milioni, ne abbiamo messi altri 2 milioni 600n mila euro, per cui su quel capitolo che, ripeto, da descrizione riguardo un finanziamento destinato all'attuazione politica di promozione integrata del territorio, sotto il profilo turistico attuato da Promoturismo FVG sulla base di apposito contratto stipulato con il soggetto risultato vincitore, dalla gara europea noi stiamo togliendo 2 milioni 600 mila euro all'anno per il turismo, non ne stiamo mettendo quattro. E’ un po' diverso. Assessore, mi associo alla richiesta proprio per fare chiarezza, non solo sul progetto di sviluppo, che, ripeto, basta leggere “digitalizzazione”, siamo d'accordo, però, chiaramente, su tutto il resto, sia su come funziona sia sulle cifre che andremo a stanziare rispetto a quanto abbiamo impegnato nel 2018, 4 milioni 600 mila, rispetto a quello che impegneremo probabilmente o con l'assestamento in finanziaria possono cambiare? Beh, ce lo dica, ma, al momento, per il [...]. Scusi, non 2018, ovviamente era 2019. Al momento per il 2020 ci sono 2 milioni di euro, per il 2019 erano 4 milioni 600 mila, non mi pare che c’è il 20 per cento che balla, siamo meno della metà! Non è solo il 20 per cento di risparmio perché, se ci fosse il 20 per cento di risparmio per avere maggiore efficienza, ce lo dite, votiamo sì anche fra due minuti, ma intanto stiamo parlando di meno della metà e poi, ovviamente, come detto, non sappiamo neanche se questo meno della metà cosa ci porterà in termini di efficacia perché, ripeto, lì dentro non era una cosa banale, c’era l'attuazione delle politiche di promozione integrata del territorio.
Grazie Sergo. Non ci sono altri iscritti a parlare. La Giunta? No? Bene. C’era una richiesta di stralcio sottoscritta da Bolzonello e Sergo, quindi diamo la parola ai relatori, sia prima sullo stralcio e poi sull’emendamento. Sergo.
Sì e, non essendoci state repliche da parte dell’Assessore, no.
Sì allo stralcio, no all’emendamento.
Basso e poi Nicoli.
No, ho detto stralcio no.
L’articolo? Ha detto, c’era qui, ho sentito, la Giunta.
No stralcio, sì emendamento.
Poniamo in votazione la richiesta di stralcio Bolzonello e Sergo. E’ aperta la votazione sulla richiesta di stralcio. E’ chiusa la votazione. Pongo in votazione l’emendamento 12 bis.1. E’ aperta la votazione. E’ chiusa la votazione. Richiamo l’aula, stiamo facendo norme e leggi, quindi un po' di attenzione e un po' di serietà, altrimenti qui non sono si capisce niente. Passiamo all'articolo 13 che non ha emendamenti. Se c’è qualcuno che si iscrive a parlare, sono sulle abrogazioni. Non c'è nessuno iscritto a parlare, allora passiamo alla votazione dell'articolo 13. Votiamo l'articolo 13. E’ aperta la votazione. E’ chiusa la votazione. L'Aula approva. Consigliere Bordin.
L’emendamento propone di integrare la disciplina della legge 21 del 2016 che riguarda la disciplina delle politiche regionale del settore turistico, attività del territorio regionale, nonché modifiche alla legge regionale in materia di turismo e attività produttive, introducendo la fattispecie di “boat and breakfast” al fine di implementare l’offerta del settore turistico all’interno del territorio regionale. Fondamentalmente introduciamo questa nuova fattispecie che va a recepire un turismo che, naturalmente, è in evoluzione e si manifesta sempre con figure nuove. Noi avevamo già, con la legge n. 6 del 2019, introdotto in Regione la figura dei Condhotel, abbiamo introdotto la figura delle strutture ricettive ecocompatibili in aree naturali. Oggi con questo emendamento introduciamo questa figura dei “Boat and Breakfast”, prevedendo la possibilità che quest'attività classica di Bed & Breakfast sia svolta all’'interno delle imbarcazioni. Sappiamo che oggi l'attività ricettiva non è più l’attività ricettiva tradizionale in senso puro, ma viene svolta anche con formule e con modalità diverse e innovative e, chiaramente, soprattutto nella nostra Regione, dove ci sono molte vie d'acqua e corsi d'acqua e zone fluviali o marittime in cui ci sono realtà in cui questo tipo di attività potrebbe essere svolta. Naturalmente sono attività per cui entrare nella propria imbarcazione, come dice la norma, può essere offerto l'alloggio o la prima colazione, privilegiando nell'offerta della prima colazione i prodotti locali e tradizionali nostri.
Grazie, Bordin. Sergo.
Grazie, Presidente. Anche qui, evidentemente, c'è stata una dimenticanza nella 26 perché questa doveva essere materia da 26 e interveniamo adesso. Io chiedo solo una cosa ai proponenti perché ho provato a capire un po' la diffusione di questa modalità; chiaramente nella nostra Regione non era prevista dalla normativa, ma sono riuscito dai siti Internet a vedere che c'è qualcuno che in Regione già lo fa. Volevo capire, eventualmente, se nella discussione generale i proponenti o i firmatari possono chiarirmi se questo era già possibile, così come sta avvenendo in credo un caso in Regione, ma, se sono di più, va benissimo. Allora, perché dobbiamo fare questa specifica? Se, eventualmente, quel tipo di attività è stata portata avanti ed è portata avanti tuttora, prima dell'approvazione di questo articolo, come la dovrei considerare, se era possibile, non era possibile, è stata fatta, è un privato che ha anticipato la legge e ora, ovviamente, noi andiamo a sanare una situazione, non sappiamo che c'è qualcuno che già lo fa e, ovviamente, miglioriamo la situazione. Come dire, mi faceva anche sorridere un altro emendamento che c’è dopo, dove si chiedono tutti i requisiti, anche igienici e quant’altro, che sono un po' diversi da quelli che si trovano all'interno delle imbarcazioni, ovviamente, per poter, soprattutto per la grandezza delle abitazioni, mettiamola così, delle camere. Anche qui, noi lo prevediamo, ma prevediamo un Regolamento dove è possibile fare questo tipo di attività, prevediamo alcune cose, basta una barca e ci buttiamo nel vano motore e chiediamo soldi a qualcuno? Non lo sono, chiedo solo questo perché, ovviamente, non avendo potuto approfondire in Commissione, mi sembra un minimo perché, scritto così, sinceramente, mi sembra che voglia dire tutto e niente e poi, ripeto, volevo capire se nella nostra Regione questo tipo di attività c’è ed è stato tollerato finora oppure se non si poteva fare o se si deve prevedere un Regolamento per poter poi, effettivamente, fare anche quest’attività.
Grazie, Sergo. Consigliere Bolzonello.
Grazie, Presidente. Anche qui, Assessore, ma probabilmente non mi ascolterà neanche questa volta, in via collaborativa ritiratelo perché, scritto così, e torno al discorso della tecnica legislativa, dello scrivere le cose, continuate a buttar dentro cose per risolvere i problemi di qualcuno, ma è evidente che serve un Regolamento perché, così, io ho chiamato un po' di amici in giro, avete per caso una barca? Cosolini ha una barca, forse, forse hai una barca? Due barche o tre barche e farà questo lavoro qua perché tanto può fare quello che vuole. Dove li mette? Nel vano motore a cambiare le candele? Fa un'operazione da un’altra parte? Ragazzi, va bene tutto, bello tutto, va beh che ormai siamo agli interventi legislativi molto easy. Ragazzi, calma, ragazzi, calma, va benissimo istituire anche questa figura professionale, va benissimo perché il mercato del turismo cambia, ma i requisiti, capiamo chi può farlo. Posso farlo tutti? Tosolini ha una barca? La compra domani mattina, ci metti lì e fa questa roba a prescindere. Va bene tutto, ma forse, magari, anche chi lo fa per mestiere, chi fa qualche investimento, chi fa qualcosa ha qualcosa da dire. Allora, per cortesia, ritiratelo, lo mettete in assestamento e in assestamento arrivate con qualcosa di cui capiamo qualcosa in più, se possibile. Dopodiché, fate quello che credete, tanto torneremo tra un po' di nuovo a parlare di questo articolo.
Grazie, Bolzonello. Marsilio.
Su questa questione, al di là delle cose già dette, richiamando un po' l'intervento del collega Bolzonello, quando ho letto l'articolo ho rivisto gli articoli dei giornali di qualche settimana e qualche mese fa relativamente a quella questione sorta in quel di Lignano sul villaggio sull’acqua, senza nulla entrare alla validità o meno della norma, ma per mettere, come è stato detto da Bolzonello, gli imprenditori nella - tra virgolette – sicurezza, che la norma e le previsioni poi non si ritrovino ad avere situazioni molto più complicate da risolvere. Io credo che l'ospitalità in barca, regolamentata senza chiarezza della regolamentazione delle condizioni di sicurezza, sia un'operazione che può essere condivisa sotto l'aspetto dell'idea. E’ come la questione delle case sull'albero. Il giorno in cui uno cade da una casa sull'albero voglio vedere come ce la tiriamo fuori, non noi legislatori, abbiamo fatto la legge, alla fine abbiamo accontentato quei quattro, ma chi entra in quel meccanismo lì domani mattina, senza una regolamentazione di sicurezza o di regole ben chiare, sappiamo a cosa va incontro? Voglio dire, prima di inventarci cose affascinanti sotto certi aspetti, credo che una riflessione e attenzione maggiore alle regole che andiamo a scrivere, quanto meno l'assessore Bini dovrebbe far rientrare, fare un ragionamento un attimino non ti dico organico, ma le casistiche che abbiamo sono molto sul filo del rasoio, rischiamo di far fare male a qualcuno, il che non credo sia, con il clima che alea in giro, la cosa migliore.
Grazie, Marsilio. Tosolini.
Capisco le perplessità di uno della montagna, ma è purtroppo [...]. Sì, sempre montagna. Ricordo che tutto ciò che riguarda l'utilizzo delle barche, anche per scopi turistici e per scopi di ospitalità, è regolata dalla Capitaneria di Porto. Funziona così. Chiedo scusa, chiedo scusa, girando per l'Italia, sicuramente lei, Bolzonello, gira molto più. Io le consiglio di girare in barca: se vuole, la porta in giro dalle mie parti, dove vado io. Lì c’è una flottiglia di barche che ospitano e portano e la portata delle barche è regolata dalle dimensioni dalle barche, dalla sicurezza che dà la Capitaneria di Porto. Non c'entra niente la Regione Sicilia in queste cose e, di conseguenza, l'elaborazione del cibo a bordo è legata da norme igienicosanitarie e, pertanto, questa qui è solo un'apertura in più rispetto a ciò che c'è in tutte le parti d'Italia. Il controllo viene eseguito dalla Capitaneria di Porto Eatto, esatto. No, no, mi dispiace, mi dispiace, informativi!
E’ la Capitaneria di Porto.
Bene, Tosolini, grazie. Diamo la parola alla Giunta. Bolzonello, Bolzonello, risolviamo! Diamo la parola alla Giunta.
Voi sapete quanto sia sensibile sulle strutture ricettive, sulla possibilità di aumentare i posti letto, eccetera, eccetera, eccetera, però in questo caso chiedo il ritiro di questo emendamento per degli approfondimenti ulteriori.
Sentiti anche gli altri presentatori, siamo d'accordo sul ritiro per approfondimenti.
Ritirato, bene. Sempre su Bini, passiamo all’esame del seguente emendamento, istitutivo dell’articolo 36 bis: 36 bis. 1 “Modifiche alla legge regionale 21/2006”. Prego, Moretuzzo.
Grazie, Presidente. L’emendamento è legato alla questione delle produzioni audiovisive, quindi il tema è quello della produzione audiovisiva. La Commissione, la composizione della [...]. 36 bis.1 è l'emendamento, composizione delle Commissioni.
Lasciamo parlare Moretuzzo, lasciamo parlare Moretuzzo.
Se serve, lascio un momento per la diatriba.
Uscite, se dove regolare il duello. Via, Moretuzzo.
L'emendamento entra nel merito.
L'assessore Riccardi diceva “Mi tuteli”.
Il gracile Moretuzzo difendiamolo dai!
Grazie per il gracile!
L'emendamento entra nel merito della composizione del Comitato tecnico relativo alla produzione cinematografica, che è un elemento importante rispetto anche al grande interesse che sta trovando nelle produzioni di rilievo anche internazionale. Propone di modificare la composizione, tenendo conto di tutte le minoranze linguistiche presenti in Regione. Mentre per ora il Comitato prevede la presenza di un rappresentante per tutte le minoranze, considerato che abbiamo tre minoranze linguistiche, quella slovena, quella tedesca e quella friulana, si propone di prevedere la presenza di tutte e tre le minoranze all'interno del Comitato tecnico. Grazie.
E’ aperta la discussione sul 36.bis.1. Non c'è la discussione. L'Assessore vuole dire qualcosa? No, però diamo la parola ai relatori. Sergo.
Mi sembra un emendamento di buon senso. Favorevole.
Mettiamo in votazione il 36 bis.1 a firma di Moretuzzo e Bidoli. E’ aperta la votazione. E’ chiusa la votazione. L'Aula non approva. Su Bini c’era il 43 bis.1, che è stato ritirato. Bene, quindi Bini ha finito. Prima di passare la parola a Callari, ha chiesto una parola l'assessore Roberti per una comunicazione. Prego, Assessore.
Grazie, Presidente. Soltanto brevemente, così spiego anche perché c'è stato questo cambiamento. L'anticipazione, per esempio, del mio intervento dei miei articoli ai punti successivi riguarda il tema dell’albo sulle varianti linguistiche delle Valli del Natisone su cui c’erano alcune perplessità da parte della minoranza linguistica slovena e del consigliere Gabrovec. Già nel momento della discussione generale avevo comunicato la disponibilità massima di poter trovare un accordo, un modo per risolvere definitivamente la situazione. Questa è abbondantemente arrivata, nel senso che già per la prossima settimana è fissato un appuntamento con gli esponenti delle varie associazioni presenti sul territorio e delle rappresentanze istituzionali, anche dalla Repubblica di Slovenia, per riuscire a risolvere definitivamente, dopo tanti anni, il tema. Nel frattempo, quindi, ho appena depositato un subemendamento che andrà a ripristinare l'albo, l'articolo della legge 26 così com’era, nelle more di una definizione della trattativa, un contributo specifico a quelle associazioni che fino ad adesso erano state escluse.
Grazie, assessore Roberti. Passiamo all’assessore Callari, che è qui presente. Abbiamo gli articoli dal 71 in poi. Ah, Gabrovec.
Grazie, Presidente. Volevo intervenire, forse è inusuale, ma in relazione alla comunicazione dell’Assessore, ringraziandolo, innanzitutto, per la disponibilità e per aver colto la delicatezza della questione che si andava a trattare. In questi giorni ci siamo confrontati parecchie volte e io credo che la sua proposta sia più che ragionevole. Creare un tavolo con tutti i soggetti coinvolti in quella che è la missione principale, anche della stessa legge, dell’articolo, vale a dire la promozione di linee di intervento per la promozione dei dialetti delle varianti linguistiche delle Valli del Natisone, della Val Resia e della Val Canale, io credo che l’obiettivo sia comune per tutti, quindi mettere attorno a un tavolo soggetti istituzionali e associazioni e vedere come riuscire a istaurare un dialogo reciprocamente dignitoso, ecco, credo sia la strada migliore. Il principio che io esponevo era molto chiaro, ovvero il non cambiare una legge di tutela senza il coinvolgimento, ovvero senza l’assenso della stessa minoranza alla quale la legge è riferita. L’Assessore credo che l’abbia assolutamente confermato anche con questa decisione. La legge si cambia, si può modificare e, soprattutto, migliorare, perché, altrimenti, non riesco a immaginarlo, ma sempre con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati. Approfitto soltanto perché è da ieri che cerco di fare una comunicazione, un’aggiunta firma a una serie di emendamenti. Lo comunico verbalmente, è molto semplice: sempre che ci sia il consenso dei primi firmatari, io vorrei aggiungere la firma agli emendamenti 5 bis.1, Bidoli e Moretuzzo, 5 nonies.1 Slokar, 5 decies.1 Miani e 36 bis.1 Moretuzzo Bidoli.
Bene, tutti d’accordo i proponenti? Bene, aggiungiamo la firma di Gabrovec. Slokar.
Volevo ringraziare anche io l’Assessore, però voglio puntualizzare al consigliere Gabrovec che l’Assessore non è andato a modificare un qualche cosa, lui era già fin da subito pronto e disponibile a portare quello che è stato portato. C’è stato, probabilmente, un fraintendimento nel mondo della minoranza slovena.
Bene, grazie. Slokar. Sull’articolo 71 c’è un emendamento Moretti, Cosolini e Marsilio, 71.1. Prego, Moretti oppure Marsilio..
Lo illustro io, Presidente. L’emendamento 71.1 ribadisce un concetto che avevamo espresso già in Commissione riguardo alla nuova regolamentazione che vuole dare la Giunta all’articolo 20 della legge 30 del 1968 e che poi, in maniera più approfondita, i colleghi Marsilio e anche Cosolini, così come abbiamo fatto in I Commissione, illustreranno e specificheranno, per regolamentare, per lasciare sostanzialmente la norma com’è attualmente per segnalare alcune incongruità, secondo noi, per cui lascerò i colleghi illustrare in maniera più compiuta e definita la nostra posizione sui commi a) e sui commi b), sulle lettere a) e sulle lettere b) del comma 1.
Grazie. Apriamo la discussione su questo. Apriamo la discussione.
Riprendo una riflessione che avevo già posto all'attenzione dei colleghi in sede di Commissione, ma che non, premetto, non è una questione collegata esclusivamente al problema indicato dell’ufficio legale della Regione, è un problema generale che si evidenzia anche in questo caso, secondo me. Sì, sto parlando della questione della premialità prevista in questo caso per la parte dell’ufficio legale. In questi ultimi anni molte volte sono emerse delle posizioni relativamente alle questioni legate ai dipendenti pubblici e ai dipendenti privati, alla politica e quant'altro. Io credo che ci debba essere un ragionamento di coerenza e di uniformità rispetto a quello che andiamo a fare. Cerco di spiegarmi. In Commissione ho sollevato il problema, per esempio, dell'applicazione della legge Merloni rispetto alle opere pubbliche e ho tirato in ballo il collega Boschetti dicendo al collega Boschetti che un dipendente, un tecnico comunale come era lui che prende 30 mila euro di stipendio all'anno mi pare una roba assurda che, applicando i criteri previsti dalla Merloni, dalla ex Merloni, criteri delle premialità sulle opere pubbliche, prenda di premio 60 mila euro all'anno perché ha fatto il RUP di un lavoro di 6 milioni di euro, cosa possibile, no? Mi pare una roba che significa che c’è qualcosa che non funziona, nel senso che mi pare che le premialità, ovviamente, ci possano essere, ma devono essere collegate e proporzionate rispetto a quello che è lo stipendio di un dipendente, in questo caso dipendente pubblico, a tutti i livelli. Faccio questo ragionamento e lo ampio. Ho posto un altro problema, io potrei anche capire la premialità quanto meno nel caso del legale nella valutazione finale di un anno, quando abbiamo il quadro di tutte le cause che abbiamo in piedi, quelle che abbiamo vinto, quelle che abbiamo perso e quant'altro. Faccio un ulteriore passaggio per capire perché ci deve essere una differenza. Io vorrei capire, poi, se qualcuno mi spiega il perché. Noi oggi prevediamo una modifica e non sto dicendo che quella che era prima prevista questa è migliore. Può essere anche migliore rispetto a prima, ma dico che nel principio la cosa non la condivido. Faccio l'esempio di oggi: noi oggi prevediamo la premialità all'ufficio legale rispetto a una causa - “Premialità”, uso un termine forse non corretto – su una causa che viene portata a casa. Voglio dire, vinta la causa, l'avvocato, che è un dipendente pubblico che ha uno stipendio, si prende un quid in più perché ha portato a casa un risultato, nel caso positivo. Nel caso negativo abbiamo detto che non si applica mai niente. Pongo oggi, mi dispiace che non c’è l’assessore Bini, perché all'ufficio legale sì e al dirigente e alla struttura delle attività produttive che - leggo oggi – ci ha permesso di portare a casa 12 milioni di premialità per aver raggiunto gli obiettivi nel POR FESR non gli spetta niente? Uno mi spiega perché ci deve essere una differenza tra quel dipendente pubblico e quell'altro dipendente pubblico? Faccio sempre un ragionamento generale, non voglio che sia preso come... perché dico che, qualcuno mi dirà anche che ci sono problemi di responsabilità, no? Sai, si premia la responsabilità. Lascia stare le infrastrutture, faccio un altro ragionamento perché qui molte volte ci dimentichiamo di tante cose. La responsabilità della dirigenza – ripeto, non sono quello che fa la guerra alla dirigenza e credo che in questi anni abbia più volte dimostrato - ma mi faccio il caso per smontare anche questo problema. Quando ho fatto l'Assessore per disgrazia abbiamo approvato una delibera su una cartolarizzazione in cui abbiamo pagato di tasca 75 mila euro ciascuno, assessori che hanno deliberato quella modifica della cartolarizzazione. Non vi sto a spiegare il tema della cartolarizzazione perché sarebbe un esempio da dover studiare. Abbiamo pagato 75 mila euro, la Giunta regionale - che ha alzato la mano - ha pagato 75 mila euro. Lascia stare come, in quel caso dei 75 [...].
Marsilio, il tempo.
Chiudo. Chiudo, se avete premura, finisco, non mi cambia la vita. In quel procedimento della Corte dei Conti sono stati chiamati in causa solo i politici. Il Direttore Generale non è stato chiamato, il Segretario Generale della Giunta non è stato chiamato, il Direttore di servizio non è stato chiamato. Allora, io voglio vedere quante delibere la Giunta approva in piena coscienza e consapevolezza. Voglio dire, quando parliamo di responsabilità che giustificano anche gli stipendi e le indennità dovremmo avere prima o dopo, spero qualcuno, il coraggio di fare un aggiornamento, un esame un po' più approfondito rispetto a queste situazioni che sicuramente non sono a favore della casta e della politica.
Grazie, Marsilio. Non ci sono altri interventi. La Giunta vuole dire qualcosa? Prego, assessore Callari.
Volevo fare alcune puntualizzazioni. Non entro nel merito dell’esempio fatto da lei, consigliere Marsilio, sul fatto che avete dovuto fare i conti con la Corte dei Conti, ma qualcuno mi ha detto che era ben diverso da come lei l'ha descritta oggi, ma non voglio entrare nel merito. Se vuole che entro nel merito, pare che la dirigenza aveva consigliato di andare fino a un certo limite e non oltre. Va beh, lasciamo stare. Entriamo nel merito di questo perché quello poco c’entrava. Noi oggi stiamo andando a modificare una norma, l'articolo 20 della legge regionale n. 30 del 1968 quando lo Stato ha provveduto nel 2014 a modificare le normative previgente con un decreto legge, che è il 90 del 2014, convertito poi con modifiche nella legge n. 114, sempre del 2014, in cui ha definito che tutti quanti gli avvocati delle Pubbliche Amministrazioni hanno diritto al pagamento degli emolumenti e della premialità, come lei l'ha definita, nella misura, una certa misura che credo sia intorno al 10 per cento delle spese legali recuperate, per ogni sentenza positiva, quindi in primo, secondo e terzo grado. Questa Regione ha dovuto in qualche modo oggi, finalmente, prendere atto che esiste una legge dello Stato e in qualche modo ha contrattato con l'avvocatura qualcosa che fosse in mezzo tra il diritto sancito dalla legge e una opinione che io condivido, cioè il fatto che, comunque, stiamo parlando di dipendenti pubblici che, a differenza dei normali professionisti, hanno certamente qualcosa, il fatto di essere dipendenti pubblici, quindi certamente la certezza di avere il pagamento in base alle loro prestazioni, a differenza di chi vive solo come professionista. Mi meraviglio, infatti, che il consigliere Cosolini, che è stato Sindaco di Trieste e questa norma mi risulta sia stata già applicata nel Comune di Trieste, abbia poi firmato questa cosa qua, perché noi oggi stiamo dicendo che secondo una norma dello Stato riconosciamo la premialità ai nostri avvocati che - stiamo attenti – costano, per quanto riguarda le spese - molto meno di regioni vicine. Vi faccio un esempio, per spese di consulenze esterne una Regione grande come l'Emilia Romagna, quindi relativamente in qualche modo paragonabile, spende qualcosa come un milione e mezzo; la Provincia di Trento, che è molto più piccola di noi, spende 250 mila euro, noi spendiamo soltanto 203 mila euro. D’accordo che la Pubblica Amministrazione deve considerare l'interesse generale e considerare che i soldi sono pubblici, ma noi, proprio per questo, abbiamo definito una norma che dice “Poiché la sentenza, quando passa in giudicato, in terzo grado, potrebbe anche essere una sentenza di soccombenza da parte della Pubblica Amministrazione rispetto agli altri gradi di giudizio, non abbiamo riconosciuto l'intero ammontare del 100 per cento nei vari gradi di sentenza, ma abbiamo ritenuto che il primo grado valga un po' meno del secondo grado e il terzo grado, invece, quando la sentenza passa in giudicato, dà effettivamente il pieno della premialità. Dico di più, l'esempio fatto dal consigliere Marsilio a proposito del fatto che il responsabile RUP per un lavoro pubblico possa raddoppiare addirittura gli emolumenti, vi dico che i nostri avvocati possono al massimo, ne vinceranno mille di cause, portare a casa solo una premialità pari all’80 per cento dei loro emolumenti netti nel corso di un anno. Se i nostri avvocati prendono uno stipendio annuo di 80 mila euro lordi, potranno portare a casa forse qualcosa come quaranta o cinquanta mila euro, se sono bravi e avranno vinto tutte le cause, quindi mi sembra che questo emendamento, per quanto mi riguarda, non sia assolutamente accogliibile.
Diamo la parola ai relatori. Sergo.
Astenendoci all’articolo 71, ci asteniamo anche all'emendamento.
Moretti. C’è un Vice relatore? Moretti. Fai tu? Qui è si. Nicoli.
71.1 no.
Poniamo in votazione l’emendamento a firma Moretti, Cosolini e Marsilio, 71.1. E’ aperta la votazione. E’ chiusa la votazione. L'Aula non approva. Pongo in votazione l’articolo 71. E’ aperta la votazione. E’ chiusa la votazione. L'Aula approva. Adesso abbiamo un emendamento aggiuntivo 71 bis.1 a firma Bordin, Bolzonello e Centis. Illustra Bolzonello? Bordin, illustrazione del 71 bis.1 a firma trasversale.
In questo emendamento si vuole specificare che nel momento in cui si va a convertire il personale a tempo indeterminato fino a un'età in personale con contratto di lavoro a tempo parziale la scelta può essere operata anche in tempi distinti e con riguardo a figure professionali di categorie diverse. In sostanza, si vuole chiarire in modo inequivocabile, visto che c'erano interpretazioni diverse e, dal mio punto di vista, anche abbastanza discutibili, ma, visto che c'erano, meglio chiarirlo, nel momento in cui si va a convertire il contratto di un'unità a tempo indeterminato in un’unità a tempo parziale, queste unità a tempo parziale possono essere sia di categorie diverse sia assunti in periodi diversi, quindi assumono un’unità a tempo determinato a marzo e una ad aprile, senza problemi. Siccome c’erano dei dubbi interpretativi, mi sembra giusto che si vada a specificare.
Apriamo la discussione. Dal Zovo.
Io volevo solo chiedere una cosa: secondo noi, l'abbiamo letto, riletto e cercato di capire e anche approfondito, così come scritto, facciamo forse qualche danno in più. Voglio dire, secondo noi si crea la confusione tra l'organico e le risorse e, probabilmente, avremo un effetto contrario a quello che vorrebbe l'emendamento portare. Non so se magari gli uffici possono dirci qualcosa in più per sicurezza insomma che stiamo facendo la cosa giusta.
Si vede che è tutto chiaro, Dal Zovo. Bene. Darei la parola ai relatori sul 71 bis.1. Sergo.
Non avendo avuto delucidazioni, votiamo no.
E’ materia di Consiglio, quindi all’Aula.
Pongo in votazione l’emendamento 71 bis.1, a firma Bordin, Bolzonello e Centis. E’ aperta la votazione. E’ chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo all'articolo 72 non ci sono emendamenti. E’ aperta la discussione. Moretti. Su cosa? Sul 72? Sì, ho detto che sull’articolo 72 non ci sono emendamenti. No, non ci sono emendamenti, ho detto che non ci sono emendamenti. Si è iscritto Bolzonello sull’articolo 72. Prego, Bolzonello.
Grazie, Presidente. Mi scuso da subito con l'Assessore perché il mio è un intervento tecnico che arriva non da una mia curiosità, ma da una sollecitazione che mi viene, quindi lo dico a lui, lo dico agli uffici che sono seduti dietro di lui in modo che proviamo a capire se quello che mi è stato fatto arrivare è una sciocchezza oppure se ha una sua validità. Il tema riguarda le qualifiche dei componenti del Corpo Forestale regionale e la qualifica attribuita rispetto alle attività di Polizia giudiziaria. Con l'articolo 72, al comma 1, lettera a), è abrogato l’ottavo comma del suddetto articolo 27 della 53 del 1981. Se consideriamo solo l'ottavo comma, la questione forse può avere poca rilevanza, ma, se si va a leggere il settimo comma dello stesso articolo, in particolare la lettera d), si nota come il comma 7 faccia esplicito riferimento a quanto previsto dal comma 8. Sto parlando piano per farmi seguire. In assenza del comma 8, qualora fosse abrogato, avremmo la conseguenza che il personale di cui alla lettera d), ovvero le guardie forestali, come per la lettera a), b) e c), assumono la qualifica di ufficiale di Polizia giudiziaria. È forse superfluo sottolineare che per svolgere gli atti consentiti a un ufficiale di PG è necessaria una buona esperienza nel settore e, soprattutto, un apposito e specifico corso di formazione, ciò che, infatti, prevedeva il comma che si intende abrogare. Di conseguenza, per poter abrogare il comma 8 dell'articolo 27, che, tutto sommato, prevedeva una via d'uscita per situazioni in cui il Corpo Forestale regionale si trovasse con pochi ufficiali di PG, senza la necessità di fare nuovi concorsi per marescialli, eccetera, eccetera, è indispensabile eliminare dal comma 7 la lettera d), con la conseguenza che i soli dipendenti di cui alle lettere a), b) e c) assumiamo la qualifica di ufficiali di PG, mentre i dipendenti inquadrati come Guardia del Corpo forza regionale assumono la qualifica di agente di PG, così come indicato al comma 6 dello stesso articolo 27. Sollevato il problema, vedete cosa potete fare perché questo diventa un problema reale e anche abbastanza importante, se è vero quello che mi è stato suggerito perché io non sono in grado di dirvi se sia vero o meno.
Noi avevamo lo stesso identico dubbio, ma più che altro per capire l'intenzione degli uffici che hanno proposto la norma. Se l'intenzione che vogliamo rendere o dare la qualifica di ufficiale di Polizia giudiziaria a tutte le guardie, dobbiamo ovviamente modificare anche il comma 7. Se vogliamo che tutte le guardie possono avere questa qualifica senza l'anzianità prevista dal comma 8 e senza l'obbligo di fare il corso di formazione, allora quanto meno bisogna togliere una parte della lettera d) al comma 7. Esattamente quanto detto prima, quindi attendiamo eventualmente di capire, non avendolo potuto fare in Commissione perché qui c’era il rimando, diventava effettivamente difficile poter leggere tutta la normativa, ma ci siamo accorti anche noi di questo problema. Di sicuro, anche approvando questo emendamento, la norma rimarrebbe monca, quindi dovremmo fare una modifica a quel comma 7 perché non possiamo richiamare nella lettera d) del comma 7 un comma 8 che andiamo ad abrogare. Rimane il vulnus comunque, quindi, così com’è, dobbiamo risolvere la situazione. Ora bisogna capire qual era l'intenzione della Giunta e immagino anche degli uffici che hanno proposto l'articolo. Se era solo togliere l’anzianità e il corso o se togliere la possibilità a tutti i coadiutori di diventare e di assumere questa qualifica di ufficiali di Polizia giudiziaria. Questo ce lo dovete spiegare voi, ma, in ogni caso, dovete riscrivere la norma, magari tra un mese.
Due questioni, Presidente. Il comma a), mi pare che il collega Bolzonello ha segnalato la questioni vere alla base dell’abrogazione, vorremmo capire dall’Assessore che significato ho, che senso ha. La seconda questione, invece, essendo un tema che il Consiglio aveva trattato nel suo insieme, essendo materia di Consiglio in maniera molto ampia, mi pare che vada nel senso di ampliare la platea dei soggetti tutelati e chiarisce la portata della norma in maniera più semplice, da un lato chiarendo alcune questioni e, dall'altro, ampliando il concetto di un provvedimento che non prevede espressamente la responsabilità andando a modificare oggettivamente una norma che entrava troppo nel dettaglio, quindi, come tutte le norme che entrano troppo nel dettaglio, escludendone altre, ti impedisce di applicare quel tipo di impostazione. Riformulo una domanda che avevo già fatto in Commissione, a cui a suo tempo l’Assessore non aveva risposto, rispetto a quante sono attualmente le cause di rimborso pendenti rispetto alla portata della modifica della norma. Aveva un numero indicativo, al quale la I Commissione l’Assessore non aveva dato risposta.
Grazie, Moretto. Se non ci sono altri iscritti a parlare, la parola all’Assessore.
Molto semplice: comma a), L'abrogazione dell'ottavo comma dell'articolo 27 è per evitare la confusione su questa materia perché questa materia è già stata disciplinata dal contratto collettivo regionale di lavoro, pertanto mantenere una norma che non ha più competenza in questo ci è sembrato in quel caso, per evitare confusione, di abrogarla. Numero uno. Numero due: per quanto riguarda le spese per i rimborsi pendenti, mi dispiace, non sono in grado di risponderle, ma mi pare di capire, da quello che mi gli uffici, parliamo di numeri che non superano sicuramente i quattro zeri. Mi scusi, mi sta facendo una domanda tecnica alla quale non sono in grado di risponderle perché, se vuole, mi faccia poi, successivamente, un’interrogazione e io le risponderò, ma al momento non ho i dati, punto, che cosa le posso dire!
Io le ho proposto un tema tecnico e non politico, ma non mi ha dato una risposta, nel senso, abrogando il comma 8, le guardie diventano ufficiali di PG oppure no? Non diventano ufficiali di PG, voi mi assicurate questo? Allora dovete toglierle dal 7, dovete fare un passaggio, ragazzi, perché, altrimenti [...]. Non c’è alcuna ... se la vostra volontà è che le guardie diventino anche loro ufficiali di PG, va benissimo quello che avete fatto. Se la vostra volontà è, invece, mantenere ufficiali e guardie senza ufficiali di PG, dovete togliere la sette, altrimenti non sta in piedi! Se gli uffici sono convinti, se il dottor Forte è convinto, per carità, non sarò io a fargli la guerra, io ho sollevato un problema tecnico. Se voi mi dite che siete convinti, affari vostri, il primo contenzioso che vi arriva, fine della trasmissione, problemi vostri. Abbiamo l’avvocatura e l’avvocatura vi aiuterà nel contenzioso.
Assessore, vuole dire ancora qualcosa o è chiaro tutto? Prego, la parola all’assessore Callari.
Ribadisco che tutta questa parte qui, nel momento in cui è abrogata, rimanda, come già accaduto, alla contrattazione collettiva, cioè le figure vengono individuate nell'arco della contrattazione. Questo mi risulta dalla norma. Basta.
Bene. Finita la replica degli assessori, diamo la parola ai relatori sul 73.1. Sergo.
Scusate, eravamo al 72.
Ah, 72, sull’articolo.
Approfitto, Presidente, perché mi ha dato la parola, se vuole anche sull’ordine dei lavori. Io leggo la legge che è dell’81, la 53 dell’81, che già dà delle difficoltà di lettura perché non sono neanche assegnati i commi, perché una volta si usavano i paragrafi, quindi va bene. A parte questo, approvando l’articolo 72 con la lettera a) la legge diventa: “Assumere la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria al personale appartenente alla qualifica di dirigente, ispettore forestale, funzionario, ispettore forestale”. Questa è la lettera a). Lettera b), consigliere forestale; lettera c), segretario o maresciallo; lettera d), coadiutore e guardia del corpo, se in possesso dei requisiti di cui al comma 8. Noi, chiaramente, abrogando il comma 8, di fatto diciamo che non ci sono quei requisiti, quindi guardia il coadiutore potrà diventarlo. Ripeto, voi dovevate presentare insieme all’emendamento anche l'abrogazione della lettera d), chiuso, così si capiva e non perdevamo mezzora. Era solo questo il problema.
Siccome sul 72 non ci sono emendamenti, pongo in votazione l'articolo 72 al termine della discussione generale. E’ aperta la votazione. E’ chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo all’articolo 73 c’è un emendamento a firma Moretti, Cosolini e Marsilio, 73.1; poi c’è Centis e Liguori, 73.2 e Centis e Liguori 73.3. Iniziamo con Marsilio sul 73.1. Scusi, Moretti.
Prendo atto della risposta di prima dell’Assessore. La mia non è una domanda polemica, volevo solo capire quante erano le cause in piedi da indossare. Va beh, chiederò a chi di competenza o prenderò il suggerimento dall'Assessore di fare un'interrogazione. Questo emendamento 73.1 è un po' in conseguenza di quanto segnalato prima, in particolare per i commi a), d), d) ed e) di cui proponiamo l'abrogazione, così come dei commi 2 e 3 dell'articolo 73. Invece, sulla lettera a) dell’articolo 73 una perplessità che avevamo segnalato in Commissione: serve fare una norma di legge per ottemperare a una specifica, una precipua disposizione organizzativa? Insomma, ci sembra che nel momento in cui esistono più di venticinque anni norme che distinguono tra l'attività di indirizzo politico o di gestione politica dall'attività prettamente amministrativa, se c'è bisogno di scrivere che, di fronte a situazioni emergenziali rilevate, possono essere costituiti con criteri e modalità previste dai regolamenti di organizzazione, dal regolamento di organizzazione, gruppi di lavoro temporanei composti dal personale regionale, operanti a supporto delle strutture direzionali interessate, eccetera, eccetera. Ci pare assurdo perché basterebbe un ordine di servizio del direttore generale che sovrintende il personale e questo andrebbe fatto, ma, va beh, tant’è così. Sul comma b) siamo d'accordo. Sul comma c) dell'articolo 73, da cui poi la modifica, troviamo sbagliato sopprimere il termine di due anni rispetto al termine degli incarichi dirigenziali, mentre il comma d) ci sembrava che prevedere i vicedirettori di nomina fiduciari, quindi la possibilità di attingere all’esterno, nel momento in cui dovremmo cercare, l'Amministrazione deve cercare di valorizzare e premiare gli interni, ci debba essere un'impostazione di diverso tipo, anche se capisco che si è fatto e si fa così. Questo è il senso degli emendamenti.
Do la parola a Centis per il 73.2 e 73.3. Prego.
Grazie, Presidente. Sono due emendamenti che potevano anche essere messi insieme perché, come già spiegato un momento fa, riguarda la durata dell’incarico, quindi mantenere praticamente i due anni della durata dell'incarico per quanto riguarda questa posizione da dirigenti e anche per quanto riguarda la posizione da attingere come vice con l'emendamento successivo della lettera d) del comma 1 dell’articolo 73, quindi chiediamo la soppressione dei due.
Apriamo la discussione generale. Se non c'è nessuno, la parola all’Assessore, se vuole replicare o no a questi articoli. Prego, assessore Callari.
Velocemente, l’avevo già spiegato in Commissione. Capisco che può destare delle perplessità il fatto che si debba intervenire con una norma su una questione che sembra di facile risoluzione all'interno dell'organizzazione. Purtroppo, ahimè, non è così e lo dico anche un po' di amarezza perché, purtroppo, abbiamo trovato un'organizzazione regionale che mi somiglia molto di più a un'organizzazione ministeriale, anzi a un’organizzazione dello Stato con i ministeri. Poiché la funzione pubblica prima, come giustamente qualcuno diceva, stava all'interno del Direttore Generale, adesso non è più cosi, abbiamo fatto in modo che velocizzassimo la possibilità, poi con apposito Regolamento, di aver a disposizione prontamente disponibile il personale e ce ne siamo resi conto allorché abbiamo dovuto gestire l'emergenza alluvionale questo autunno. La norma in questo caso non aumenta la complessità, ma determina in maniera chiara come ci si deve comportare allorquando vi è un’emergenza come quella che abbiamo vissuto. Per quanto riguarda gli altri, il comma c) che viene così invocato dal consigliere Moretti - ma credo anche da Centis, giusto? - e che riguarda la concessione degli incarichi dirigenziali, elevandoli da due a tre anni, è molto semplice: ad oggi c'è una difformità fra il conferimento dell'incarico dirigenziale a degli esterni, che vale tre anni, piuttosto che darlo a un interno funzionario di categoria d) a cui potevi darlo solo per due anni. A me questa sembrava una difformità non normale che si dessero più possibilità all'esterno, quindi il contrario, rispetto a una categoria d) interna che si porta tre anni esattamente come per gli altri casi. Per quanto riguarda, invece, la possibilità, parlo del comma d), non si fa altro che riportare la direzione dell'avvocatura da una direzione di staffa a una direzione centrale. Questo perché ci è sembrato che fosse più facile la gestione di tutta quanta l'organizzazione attraverso la nomina di un direttore centrale. Ultimo, il comma e), la fiduciarietà all’incarico di vicedirettore. L’incarico di

References: articolo 6
e contrario
 articolo 8
 sentenza 
 sentenza 
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 articolo 27
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