Source: http://www.studiolegalelicciardello.it/sentenza30254-2008.php
Timestamp: 2020-02-21 23:49:57+00:00

Document:
Pregiudiziale amministrativa (Cass. Civ., Sezioni Unite, 23 dicembre 2008, n. 30254).
Amare non e' altro che scegliere quello cui ti senti voler bene, non per bisogno, ne' per utilita' alcuna.(Cicerone) ...
Il modo di intendere la giurisdizione, come potere riservato ad un giudice (ordinario ovvero amministrativo) di decidere su una controversia, esprimeva l’idea di una giustizia che si attua all’interno di “comparti” riservati a giudici “diversi”. Il ribaltamento del rapporto potere – cittadino, con la costituzionalizzazione del principio del giusto processo, porterà la Cassazione a ridefinire la giurisdizione come un diritto del cittadino più che come un potere riservato ad un giudice, chiamato adesso a rendere un servizo, ossia giustizia, in modo effettivo. Di questo mutato modo di concepire la giurisdizione sono testimonianza le pronunzie sulla translatio iudicii (Cass. Civ., Sezioni Unite, 22 febbraio 2007, n. 4109), sul giudicato implicito sulla questione pregiudiziale di giurisdizione (Cass. Civ., Sezioni Unite 9 ottobre 2008, n. 24883) e sulla pregiudiziale amministrativa (Cass. Civ., Sezioni Unite, 23 dicembre 2008, n. 30254).
Dott. VITTORIA Paolo - rel. Presidente -
G.M., elettivamente domiciliato in ROMA, CORSO DEL
RINASCIMENTO 11, presso lo studio dell'avvocato PELLEGRINO Giovanni,
che lo rappresenta e difende unitamente all'avvocato DI MATTEO ELIA,
sul ricorso 12500/2008 proposto da:
PROVINCIA DI MANTOVA, in persona del Presidente pro tempore,
studio dell'avvocato SPERATI RAFFAELE, che la rappresenta e difende
unitamente all'avvocato COLOMBO PAOLO, giusta delega a margine del
giusta delega a margine del controricorso al ricorso incidentale;
- controricorso al ricorso incidentale -
avverso la decisione n. 12/2007 della CONSIGLIO DI STATO, depositata
il 22/10/2007;
21/10/2008 dal Presidente Dott. PAOLO VITTORIA;
uditi gli avvocati Gianluigi PELLEGRINO, per delega dell'avvocato
Giovanni PELLEGRINO, Elia DI MATTEO, Paolo COLOMBO, Raffaele SPERATI;
udito il P.M. in persona dell'Avvocato Generale Dott. NARDI Vincenzo,
che ha concluso previa riunione, in via preliminare, dei due ricorsi
e previa declaratoria di ammissibilità del ricorso principale, per
il dichiararsi la giurisdizione del giudice ordinario; nel merito,
rigetto del primo motivo del ricorso principale; inammissibile il
secondo o in subordine accoglimento.
2.3. - Il 17.1.2005 è emesso il decreto di espropriazione, che G.M. impugna con ricorso 476/2005.
2.4. - Il TAR, nei procedimenti riuniti, pronuncia la sentenza non definitiva 19.12.2005 n. 1342.
Accoglie il ricorso 476/2005 ed annulla il decreto di espropriazione, perchè pronunciato dopo la scadenza del termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità.
3.1. - La Provincia di Mantova impugna la sentenza.
4. - Peraltro, come mostra nel campo della giurisdizione di merito il caso dei ricorsi per l'ottemperanza (R.D. 26 giugno 1924, n. 1054, art. 27, n. 4 e L. 6 dicembre 1971, n. 1034, art. 7, comma 1) - che, a ben vedere, integrano una forma di tutela, più che una materia - una questione di giurisdizione si presenta anche quando non è in discussione che la giurisdizione spetti al giudice cui ci si è rivolti, perchè è solo quel giudice che secondo l'ordinamento la può esercitare, ma si deve invece di stabilire se ricorrono - in base alla norma che attribuisce giurisdizione - le condizioni perchè il giudice abbia il dovere di esercitarla (così, in rapporto al decreto di accoglimento di ricorso straordinario al Capo dello Stato, il configurarsi come giudicato ha potuto essere discusso come questione di giurisdizione da Sez. Un. 2 ottobre 1953 n. 3141 e più di recente Sez. Un. 18 dicembre 2001 n. 2448).
Più indici normativi testimoniano della trasformazione in atto dello stesso giudizio sulla domanda di annullamento, da giudizio sul provvedimento in giudizio sul rapporto: ciò che è stato puntualmente messo in rilievo dalla dottrina, in riferimento all'impugnazione, con motivi aggiunti, dei provvedimenti adottati in pendenza del ricorso tra le stesse parti, connessi all'oggetto del ricorso (Legge TAR, art. 21, comma 1, modificato dalla L. n. 205 del 2000, art. 1); al potere del giudice di negare l'annullamento dell'atto impugnato per vizi di violazione di norme sul procedimento, quando giudichi palese, per la natura vincolata del provvedimento, che il suo contenuto non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato (L. n. 241 del 1990, art. 21 octies, comma 1, introdotto dalla L. 11 febbraio 2005, n. 15, art. 21 bis); al potere del giudice amministrativo di conoscere della fondatezza dell'istanza nei casi di silenzio (L. n. 241 del 1990, art. 2, comma 5, come modificato dalla L. 14 maggio 2005, n. 80, in sede di conversione del D.L. 14 marzo 2005, n. 35.
13.6. - Non mancano poi i casi in cui l'annullamento non è in grado di procurare alcuna soddisfazione all'interesse protetto, perchè era in giuoco il solo interesse del ricorrente ed è trascorso il tempo in cui avrebbe potuto esserlo: ed allora, per ammettere il ricorso, si è costretti a postulare un interesse all'annullamento, perchè questo sarebbe il tramite necessario per accedere ad una pronuncia di condanna al risarcimento del danno.
Il principio di diritto che ne discende e che le sezioni unite enunciano in applicazione dell'art. 363 cod. proc. civ., è dunque questo: - "Proposta al giudice amministrativo domanda risarcitoria autonoma, intesa alla condanna al risarcimento del danno prodotto dall'esercizio illegittimo della funzione amministrativa, è viziata da violazione di norme sulla giurisdizione ed è soggetta a cassazione per motivi attinenti alla giurisdizione la decisione del giudice amministrativo che nega la tutela risarcitoria degli interessi legittimi sul presupposto che l'illegittimità dell'atto debba essere stata precedentemente richiesta e dichiarata in sede di annullamento".
15. - Le spese di questo grado del giudizio si prestano ad essere dichiarate interamente compensate in ragione dell'eguale negativo esito dei ricorsi proposti dalle due parti.

References: sentenza 
 art. 27
 art. 7
 art. 21
 art. 1
 art. 21
 art. 21
 art. 2