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Timestamp: 2020-07-08 14:46:44+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 21818 del 07/09/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21818 del 07/09/2018
Cassazione civile sez. trib., 07/09/2018, (ud. 04/06/2018, dep. 07/09/2018), n.21818
sul ricorso 28918-2011 proposto da:
(OMISSIS) SPA IN STATO FALLIMENTARE, in persona dei curatori,
avverso la sentenza n. 2/2011 della COMM.TRIB.REG. di L’AQUILA,
depesitata il 03/11/2011;
AUGUSTINIS Umberto, che ha concluso per l’accoglimento del ricorso;
La società (OMISSIS) S.p.A. impugnava l’avviso di accertamento n. (OMISSIS), notificato il 23.8.2007, con cui l’Agenzia delle entrate, sulla base delle risultanze del p.v.c. della G.d.F del 2.8.2007, rettificava la dichiarazione presentata ai fini IVA per l’anno di imposta 2002, accertando una maggiore imposta di Euro 1.975.977,00, (ivi incluso il credito non spettante di Euro 173.523,00) ed irrogando sanzioni per Euro 2.681.978,63, oltre interessi, per emissione di fatture soggettivamente inesistenti. La CTP di Teramo, con sentenza n. 193/2008, respingeva il ricorso. La società appellava la decisione e la CTR dell’Abruzzo, con la sentenza in epigrafe indicata, accoglieva l’appello dichiarando nullo l’avviso di accertamento per violazione della L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7.
1.Va preliminarmente esaminata l’eccezione di inammissibilità del ricorso per cassazione per tardività, proposta dalla società contribuente con controricorso. Si argomenta che la sentenza della CTR è stata depositata in data 3 gennaio 2011, mentre il ricorso dell’Agenzia delle entrate è stato notificato il 21-22 novembre 2011, ossia oltre dieci mesi dopo, in violazione del termine lungo di sei mesi stabilito dall’art. 327 c.p.c.
Il termine semestrale di impugnazione, previsto dal novellato art. 327 c.p.c., ai applica ai soli giudizi instaurati successivamente all’entrata in vigore della L. n. 69 del 2009, dovendosi a tal fine fare riferimento alla data di introduzione del giudizio di merito di primo grado, che nella specie deve ricondursi a prima dell’applicabilità della legge, atteso che la sentenza n. 193/2/2008 della CTP risulta essere stata depositata in data 15.12.2008. Ne consegue la tempestività del ricorso.
4. I motivi di ricorso, da esaminarsi congiuntamente per ragioni di connessione logica, sono fondati, per le considerazioni che seguono.
4.1.In tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, la L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 12, comma 7, deve essere intrerpretato nel senso che l’inosservanza del termine dilatorio di sessanta giorni per l’emanazione dell’avviso di accertamento, termine decorrente dal rilascio al contribuente, nei cui confronti sia stato effettuato un accesso, un’ispezione o una verifica nei locali destinati all’esercizio dell’attività, della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni, determina di per sè, salvo che ricorrano specifiche ragioni di urgenza, l’illegittimità dell’atto impositivo emesso “ante tempus”, poichè detto termine è posto a garanzia del pieno dispiegarsi del contraddittorio procedimentale, il quale costituisce primaria espressione dei principi, di derivazione costituzionale, di collaborazione e buona fede tra amministrazione e contribuente ed è diretto al migliore e più efficace esercizio della potestà impositiva. Il vizio invalidante non consiste nella mera omessa enunciazione nell’atto dei motivi di urgenza che ne hanno determinato l’emissione anticipata, bensì nella effettiva assenza di detto requisito (esonerativo dall’osservanza del termine), la cui ricorrenza, nella concreta fattispecie e all’epoca di tale emissione, deve essere provata dall’Ufficio (Cass. S.U. n. 18184 del 2013). Le specifiche ragioni di urgenza, riferite al contribuente ed al rapporto tributario controverso, il cui onere probatorio grava sull’amministrazione finanziaria (Cass. n. 2587 del 2014). La giurisprudenza di questa Corte ha precisato che il vizio invalidante non consiste nella mera omessa enunciazione nell’atto dei motivi di urgenza che ne hanno determinato l’emissione anticipata, bensì nell’effettiva assenza di detto requisito (esonerativo dell’osservanza del termine), la cui ricorrenza, nella concreta fattispecie e all’epoca di tale avviso di accertamento, deve essere provata dall’Ufficio.
4.2. La CTR su tali questioni non ha motivato in modo giuridicamente corretto.
4.3.In realtà, contrariamente a quanto sembra ritenere il giudice a quo, il pericolo derivante dal richiesto rimborso e dal fatto che la società, nell’ambito della rivendita di prodotti di telefonia mobile, abbia emesso fatture per operazioni inesistenti, è, in astratto, una indubitabile e valida ragione di urgenza atta a giustificare l’anticipazione della notifica dell’atto impositivo in deroga al termine imposto dalla L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7, tanto più nel quadro della situazione, evidente dal verbale di verifica, della supposta partecipazione della società contribuente ad una organizzata frode ai danni dell’Erario (frode carosello) accuratamente descritta nella narrativa della stessa sentenza impugnata: il giudice di appello avrebbe dovuto, piuttosto, verificare se tale ragione di urgenza potesse, come si esprimono le Sezioni Unite, essere specificamente riferita al contribuente e al rapporto tributario in questione.
Ma di tanto non vi è traccia nel ragionamento che ha portato alla decisione oggetto di impugnazione in questa sede di legitimità.
5.Il ricorso deve essere, pertanto, accolto e la sentenza deve essere cassata con rinvio della causa ad altra Sezione della Commissione Tributaria Regionale dell’Abruzzo, anche per l’esame del merito pretermesso dalla decisione di nullità che ha esaurito la precedente fase del giudizio e per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 12
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 art. 327
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 art. 12
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