Source: http://www.argaza.it/statutoschurr.htm
Timestamp: 2018-10-22 05:53:59+00:00

Document:
L' ARGAZA - e' dialet rumagnôl in linea
Statuto dell’Associazione Istituto Friedrich Schürr
per la valorizzazione del dialetto romagnolo
È costituita ai sensi della Legge Regionale 7 marzo 1995 n. 10, successivamente modificata dalla Legge Regionale 9 di­cem­bre 2002 n. 34, un’Associazione di ricerca e promozione culturale denominata «Istituto Friedrich Schürr», avente sede legale ed operativa nel Comune di Ravenna presso la ex scuola elementare di Santo Stefano, sita in via Cella 488.
Eventuali cambiamenti di sede non richiederanno modifiche dello Statuto.
L’Associazione è retta e disciplinata dalle norme del presente Statuto e, per quanto in esso non espressamente previsto, dalle disposizioni delle leggi vigenti.
Art. 2 – SCOPI ED ATTIVITÀ
L’Associazione, che non persegue scopi di lucro e fa divieto di distribuire fra gli associati, anche in for­me indirette o differite, utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o altri proventi (Art. 4, punto 2), si propone di svolgere attività culturali ed educative promuovendo, producendo e propagandando manifestazioni e ricerche volte a valorizzare il patrimonio dialettale romagnolo.
L’attività dell’Associazione si sviluppa attraverso la realizzazione di progetti di studio e ricerca per il recupero delle tradizioni popolari, quali espressioni di una cultura da salvaguardare e trasmettere alle nuove generazioni.
Per meglio perseguire i propri fini statutari, l’Associazione potrà curare la stampa e la pubblicazione di opere di letteratura, saggistica, narrativa, poesia, nonché la diffusione di spettacoli musicali, teatrali, di folklore; l’edizione di materiale audiovisivo e qualsiasi altra forma espressiva attinente al patrimonio culturale della Romagna e dei suoi dialetti.
Potrà inoltre organizzare corsi, convegni, seminari, mostre ed ogni altra iniziativa utile al raggiungimento delle proprie finalità.
Art. 3 – RAPPORTI DI COLLABORAZIONE
Oltre che organizzare e perseguire direttamente le finalità predette, l’Associazione può stabilire, senza che ne derivi alcuna finalità di lucro, rapporti di collaborazione con Amministrazioni pubbliche e private, con Enti societari, Istituti, Scuole, Università ed organismi di qualunque natura. In particolare può stringere rapporti, anche mediante la stipula di conven­zioni pluriennali con organismi di competenza collaudata, operanti nei propri settori di attività.
Art. 4 – RISORSE ECONOMICHE E FINANZIAMENTO DELL’ATTIVITÀ.
Il patrimonio dell’Associazione è costituito da be­ni ricevuti in dotazione. Tale patrimonio potrà es­se­re aumentato ed alimentato da donazioni mobi­lia­ri ed immobiliari, eredità ed erogazioni da parte di quanti apprezzino e condividano gli scopi dell’Associazione.
a - contributi di aderenti e di privati;
b - contributi dello Stato, di Istituzioni e di Enti pubblici e di Organismi internazionali;
c - sponsorizzazioni ed altri proventi da organismi sia pubblici che privati;
d - donazioni e lasciti testamentari;
e - entrate patrimoniali;
f - entrate derivanti da convenzioni, da cessione di beni, da servizi ad associati o a terzi;
g - entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali, o da iniziative promozionali.
2. Il fondo comune costituito con le risorse di cui al comma precedente non può essere ripartito fra i Soci, né durante la vita dell’Associazione, né all’atto del suo scioglimento. È fatto divieto di distribuire anche in modo indiretto o differito utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distrazione non siano imposte dalla legge.
Art. 5 – SOCI ADERENTI E PARTECIPANTI
Possono far parte dell’Associazione, con la qualifica di Soci aderenti, soggetti pubblici e privati, siano essi persone giuridiche, associazioni, enti non riconosciuti o persone fisiche la cui domanda sia stata accolta dal Comitato direttivo, che s’impegnino a contribuire alla realizzazione degli scopi dell’Associazione e ad osservare il presente Statuto.
Sono comunque esclusi le società commerciali e i soggetti di cui all’ art. 2, commi 2 e 3 della legge 7 dicembre 2000 n. 383.
Tutti i Soci aderenti sono tenuti a concorrere al finanziamento delle attività dell’Associazione mediante il versamento della quota associativa.
La quota associativa annuale ed altri contributi economici eventualmente versati dai soci durante l’esistenza dell’Associazione sono intrasmissibili e non rivalutabili.
Perdono la qualifica di Soci i membri che non ottemperino agli impegni sopra indicati.
Fanno inoltre parte dell’Associazione senza obbligo di contribuzione:
a - il Presidente onorario, che può anche non essere iscritto all’Associazione, qualora sia nominato dall’Assemblea;
b - i Soci onorari eventualmente nominati dal Comitato direttivo, conformemente ai criteri indicati dall’Assemblea.
Art. 6 – CRITERI DI AMMISSIONE ED ESCLUSIONE DEI SOCI.
L’ammissione a Socio è subordinata alla presentazione di apposita domanda scritta da parte dell’ interessato.
Sulle domande d’ammissione si pronuncia il Comitato direttivo; eventuali reiezioni devono essere motivate.
Il Comitato direttivo cura l’annotazione dei nuovi aderenti nel Libro dei Soci dopo che gli stessi avranno versato la quota associativa. va alle coordinate per il versamento della quota
La qualifica di Socio si perde per recesso, per esclusione o per decesso.
L’esclusione dei Soci è deliberata:
- dall’Assemblea su proposta del Comitato direttivo per:
a - comportamento contrastante con gli scopi dell’ Associazione;
b - persistenti violazioni delle norme statutarie;
- dal Comitato direttivo, su proposta del Presidente, in caso di mancato versamento della quota associativa per almeno tre anni consecutivi.
Prima di procedere all’esclusione, il Comitato direttivo deve contestare per iscritto al Socio gli addebiti mossi, consentendogli facoltà di replica entro 20 giorni.
Art. 7 – DOVERI E DIRITTI DEGLI ASSOCIATI.
Tutti i Soci sono uguali ed hanno gli stessi doveri e diritti nei confronti dell’Associazione.
1 - I Soci sono obbligati:
a - ad osservare il presente Statuto, l’eventuale regolamento interno e le deliberazioni legalmente adottate dagli Organi associativi;
b - a mantenere sempre un comportamento corretto nei confronti dell’Associazione;
c - a versare la quota associativa di cui al precedente articolo. va alle coordinate per il versamento della quota
2 – I Soci in regola con il versamento della quota associativa hanno diritto:
a - a partecipare a tutte le attività promosse dall’Associazione, con diritto di proporre quanto ritenuto utile per la realizzazione dei fini sociali;
b - a partecipare all’Assemblea con diritto di voto;
c - ad accedere alle cariche associative, limitatamente alle persone fisiche maggiorenni.
3 – I Soci non possono vantare alcun diritto nei confronti del fondo comune, né di altri cespiti di proprietà dell’Associazione.
a - l’Assemblea dei Soci,
b - il Comitato direttivo,
c - il Presidente,
d - il Collegio dei Sindaci Revisori,
e - il Collegio dei Probiviri, se nominato.
Le cariche associative vengono ricoperte a titolo gratuito. Ai titolari delle cariche spetta comunque un contributo a rimborso delle spese sostenute.
1 - L’Assemblea è composta da tutti i Soci e può essere ordinaria o straordinaria.
Ogni associato, persona fisica o entità collettiva, dispone di un solo voto che può essere esercitato anche per posta, qualora il Comitato direttivo decida in tal senso.
2 – L’Assemblea ordinaria indirizza tutta l’attività dell’Associazione ed in particolare:
a - delibera circa la Sede dell’Associazione;
b - fissa il numero dei componenti il Comitato direttivo (Art. 10, punto 1) e ne elegge i membri consentendo ad ogni Socio di esprimere un numero di preferenze non superiore ai 2/3 del numero dei componenti. A parità di voti ottenuti, risulterà eletto il candidato che vanta maggior anzianità nell’Associazione;
c - con le stesse modalità elegge i membri del Collegio dei Sindaci revisori;
d - sceglie i membri del Collegio dei Probiviri, se ritenuto necessario, sentite le proposte del Comitato direttivo, secondo le modalità che riterrà opportune;
e - nomina, qualora lo ritenga utile, il Presidente onorario, su proposta del Presidente (Art. 5, comma 6);
f - approva il rendiconto economico-finanziario consuntivo presentato dal Comitato direttivo, secondo le modalità previste dall’Art. 14, comma 2;
g - approva il programma di attività e relativa previsione di spesa;
h - delibera l’eventuale regolamento interno e le sue variazioni su proposta del Comitato direttivo;
i - delibera l’esclusione dei Soci come da Art. 6;
j - delibera su tutti gli altri oggetti presentati dal Comitato direttivo.
3 – L’Assemblea ordinaria viene convocata dal Presidente almeno una volta all’anno per l’approvazione del rendiconto economico-finanziario consuntivo ed ogni qualvolta lo stesso Presidente, o il Comitato direttivo, o il Collegio dei Sindaci Revisori, o 1/15 degli associati ne ravvisino l’opportunità.
4 – L’Assemblea straordinaria delibera sulle modifiche dello Statuto e sullo scioglimento dell’Associazione.
5 – l’Assemblea ordinaria e quella straordinaria sono presiedute dal Presidente o, in sua assenza, dal Vicepresidente o, in assenza di entrambi, dal Membro del Comitato direttivo qualificato come anziano per numero dei voti ottenuti.
6 – Le convocazioni devono essere effettuate mediante avviso scritto da recapitarsi ai Soci almeno 10 (dieci) giorni prima della data della riunione, contenente ordine del giorno, luogo, data ed orario della prima ed eventuale seconda convocazione che dovrà tenersi in giorno diverso dalla prima.
7 – l’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è validamente costituita in prima convocazione quando sia presente o rappresentata almeno la metà più uno dei Soci. In seconda convocazione l’Assemblea è validamente costituita quale che sia il numero dei Soci intervenuti o rappresentati.
8 – le deliberazioni dell’Assemblea sono valide quando siano approvate dalla maggioranza dei Soci presenti e rappresentati, eccezion fatta per le deliberazioni riguardanti lo scioglimento dell’Associazione, con relativa devoluzione del patrimonio residuo ad ente di utilità sociale, per le quali occorre il voto favorevole di almeno 3/4 degli associati (Art. 21 C.C.).
1 - Il Comitato direttivo è composto da un numero di membri non inferiore a 7 (sette) e non superiore a 15 (quindici) eletti dall’Assemblea dei Soci fra i Soci medesimi (Art. 9, punto 2).
I membri del Comitato direttivo rimangono in carica tre anni e sono rieleggibili. Possono fare parte del Comitato direttivo esclusivamente le persone fisiche maggiorenni (Art. 7, punto 2, lettera c).
2 - Nel caso in cui, per dimissioni o altre cause, uno o più componenti il Comitato direttivo decadano dall’incarico, il Comitato stesso provvederà alla loro surroga nominando i primi tra i non eletti, che rimarranno in carica fino alla scadenza dell’ intero Comitato.
Nell’impossibilità di attuare detta surroga, il Comitato direttivo indice nuove elezioni suppletive.
Se il numero dei membri da surrogare sarà pari o superiore al 50% dei componenti il Direttivo, si indicono nuove elezioni generali.
3 - Il Comitato nomina al suo interno il Presidente, un Vicepresidente e un Segretario.
4 - Il Comitato direttivo è presieduto dal Presidente; in caso d’assenza dal Vicepresidente e, in assenza di entrambi, dal membro anziano per numero di voti ottenuti.
5 – Il Comitato Direttivo assume le proprie deliberazioni con la presenza della maggioranza dei suoi membri ed il voto favorevole della maggioranza dei votanti.
6 - Al Comitato direttivo spetta di:
a - curare l’esecuzione delle deliberazioni dell’Assemblea;
b - predisporre il programma di attività e relative previsioni di spesa;
c - predisporre il rendiconto economico-finanziario annuale con l’obbligo di reinvestire eventuali avanzi di gestione nelle attività istituzionali;
d - deliberare sulle domande di nuove adesioni (Art. 6, comma 2);
e - provvedere agli affari di ordinaria e straordinaria amministrazione che non siano spettanti all’Assemblea dei Soci, ivi compresa la determinazione della quota associativa annuale.
7 - Il Comitato direttivo può delegare proprie attribuzioni ad uno o più dei suoi membri, determinando per ognuna i limiti di delega.
8 - Il Comitato direttivo è convocato di regola ogni sessanta giorni e ogni qualvolta il Presidente lo ritenga opportuno, o quando almeno 1/3 dei componenti ne faccia richiesta.
9 - le convocazioni devono essere effettuate mediante avviso scritto contenente ordine del giorno, luogo, data e orario della seduta, da recapitarsi almeno 5 (cinque) giorni prima della data della riunione.
In difetto di comunicazione formale o in mancato rispetto dei termini di preavviso, saranno ugualmente valide le riunioni cui partecipino tutti i membri del Comitato direttivo.
10 - I verbali di ogni riunione del Comitato direttivo, redatti a cura del Segretario e sottoscritti dallo stesso e da chi ha presieduto la riunione vengono conservati agli atti.
11 - Possono assistere alle sedute del Comitato direttivo con diritto di parola ma non di voto
a - il Presidente onorario, se nominato,
b - i membri del Collegio dei Sindaci revisori (Art. 12, comma 3, lettera c),
c - eventuali invitati in qualità di esperti in relazione a singoli punti all’ordine del giorno.
12 - Si decade da membri del Comitato direttivo dopo tre assenze consecutive ingiustificate. Prima di procedere all’esclusione, il Comitato Direttivo contesterà l’addebito per iscritto all’interessato, consentendogli facoltà di replica entro 20 giorni.
1 - Il Presidente, nominato dal Comitato direttivo, ha il compito di presiedere lo stesso, nonché l’Assemblea dei Soci.
2 - Al Presidente è attribuita la rappresentanza legale dell’Associazione di fronte a terzi ed in giudizio.
3 - Il Presidente
a - convoca il Comitato direttivo e l’Assemblea dei Soci;
b - cura l’esecuzione delle deliberazioni del Comitato direttivo e, in caso d’urgenza, ne assume i poteri, chiedendo ratifica allo stesso dei provvedimenti adottati, nella riunione immediatamente successiva.
4 - In caso di sua assenza o impedimento le sue funzioni spettano al Vicepresidente o, in assenza di entrambi, al Membro anziano. (Art. 10, punto 4).
Art. 12 - COLLEGIO DEI SINDACI REVISORI DEI CONTI
1 - Il Collegio dei Sindaci revisori dei conti è composto da 5 (cinque) membri (di cui 3 effettivi e 2 supplenti) eletti dall’Assemblea e anche fra i non Soci e va a scadenza con il Comitato direttivo, anche in caso di decadenza anticipata dello stesso (Art. 10, comma 2).
2 - Il Collegio nomina al proprio interno il Presidente.
3 - il Collegio dei Sindaci revisori
a - controlla l’amministrazione dell’Associazione e la corrispondenza del rendiconto economico-finanziario alle scritture contabili;
b - presenta all’Assemblea ordinaria la relazione annuale sul rendiconto economico-finanziario;
c - i suoi membri partecipano alle riunioni del Comitato direttivo con diritto di parola, ma non di voto (Art. 10, punto 11).
4 – Si decade da membro del Collegio per dimissione o per decesso: subentrano i supplenti in base ai voti ottenuti.
Art. 13 - IL COLLEGIO DEI PROBIVIRI
L’Assemblea può istituire il Collegio dei Probiviri con il compito di dirimere eventuali controversie sorte in seno all’Associazione.
In tal caso sarà formato da tre membri scelti dall’Assemblea, sentite le proposte del Comitato direttivo.
Resta in carica 3 (tre) anni e segue le scadenze del Comitato direttivo anche in caso di decadenza anticipata dello stesso (Art. 10, comma 2).
Art. 14 - IL RENDICONTO ECONOMICO FINANZIARIO
Gli esercizi dell’Associazione coincidono con l’ anno solare.
Al termine di ogni esercizio il Comitato direttivo redige il rendiconto economico-finanziario consuntivo, con l’obbligo di destinare eventuali avanzi di gestione alle attività istituzionali, e lo sottopone all’approvazionee dell’Assemblea dei Soci entro il mese d’aprile.
Entro il mese d’aprile l’Assemblea ordinaria approva il rendiconto economico-finanziario consuntivo dell’anno precedente, sentite le relazioni del Comitato direttivo sulle attività svolte e sulla situazione economica, nonché quella del Collegio dei Sindaci revisori (art. 12, punto 3).
In caso di scioglimento dell’Associazione per qualunque causa, da deliberare con la maggioranza prevista dall’art. 9 (3/4 degli Associati), l’Assemblea determinerà le modalità di devoluzione del patrimonio residuo dopo la liquidazione ad altre Associazioni con finalità analoghe o a fini di pubblica utilità, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.
Per quanto non espressamente contemplato e regolato dal presente Statuto e dall’eventuale regolamento interno, valgono le norme del Codice Civile e delle leggi vigenti in materia.
Il presente statuto è stato approvato all’unanimità
nell’Assemblea straordinaria del 19 giugno 2004

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5
 art. 2

Art. 6

Art. 7
 Art. 6

Art. 12

Art. 13

Art. 14