Source: http://insardegnamigranti.it/index.php?option=com_content&view=article&id=136&Itemid=42&lang=it
Timestamp: 2020-03-30 17:35:20+00:00

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Art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E' compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando, di fatto, la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del paese.
Art. 1 La dignità umana è inviolabile.Essa deve essere rispettata e tutelata
Art. 6: Ogni individuo ha diritto alla libertà e alla sicurezza.
Art. 18 Il diritto di asilo è garantito nel rispetto delle norme stabilite dalla convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951 e dal protocollo del 31 gennaio 1967, relativi allo status dei rifugiati e a norma del trattato che istituisce la comunità europea.
Art. 20 Tutte le persone sono uguali davanti alla legge.
Art. 23 La parità tra uomini e donne deve essere assicurata in tutti i campi, compreso in materia di occupazione, di lavoro e di retribuzione.
"La Repubblica Italiana riconosce e garantisce i diritti inviolabili" di ogni persona (Art. 2 Costituzione Italiana), "sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale".Perciò tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
(Art. 3) E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del paese.
Già nella sua formulazione, dunque la costituzione Italiana ha un carattere dinamico: riconosce non soltanto l'esistenza di diritti uguali per tutti e tutte, ma si impegna a "rimuovere gli ostacoli" (le condizioni giuridiche, materiali o sociali, le difficoltà economiche e o culturali) che potrebbero trasformare questo diritto in una pura enunciazione formale, priva di reale sostanza e ed esigibilità.
Nel 2000, la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, ha voluto articolare le prerogative dei cittadini Europei in termini di dignità umana inviolabile (Art. 1), di libertà e sicurezza (Art. 6), di uguaglianza davanti alla legge (Art. 20) e di parità tra uomini e donne (Art. 23), di libertà di circolazione e soggiorno (Art. 45).
In Italia, la persona che non ha la cittadinanza Italiana o di uno stato dell'Unione Europea, è considerata straniera, ed è soggetta ad obblighi particolari e specifici per quel che riguarda l'ingresso e la circolazione nel paese.Norme specifiche sono previste per gli apolidi, i rifugiati, i soggetti a protezione internazionale e profughi.
L'Art. 18 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, garantisce il diritto di asilo nel rispetto delle norme stabilite dalla convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951 e dal protocollo del 31 gennaio 1967, relativi allo status dei rifugiati e a norma del Trattato che istituisce la comunità Europea.
La persona cui è riconosciuta protezione sussidiaria è la persona che non possiede i requisiti per essere riconosciuta come rifugiato ma nei cui confronti sussistono fondati motivi di ritenere che, se ritornasse nel paese di origine, o, nel caso di un apolide, se ritornasse nel paese nel quale aveva precedentemente la dimora abituale, correrebbe un rischio effettivo di subire un grave danno.
Le regole per l'ingresso e la circolazione cambiano se si è cittadini europei o non europei, se si è cittadini extraeuropei con un titolo di soggiorno oppure no; chi è cittadino di un paese membro dell'Unione europea ha diritto di recarsi in tutti gli altri paesi dell'Unione senza dover assolvere formalità particolari.Il diritto alla libera circolazione è infatti un diritto fondamentale per i cittadini europei.
Chi è cittadino di uno stato terzo extraeuropeo, non appartenente quindi né all'Unione Europea né allo spazio Economico Europeo, può entrare e viaggiare in Europa per un massimo di tre mesi solo se soddisfa alcune condizioni (documento di viaggio valido, un visto anch3e per soggiorni di breve durata se richiesto, mezzi di sussistenza sufficienti per la durata del soggiorno e per il ritorno, ecc.)
I cittadini non comunitari con titolo di soggiorno valido rilasciato da uno stato membro possono circolare fino a tre mesi con il titolo di soggiorno e con un documento di viaggio valido all'interno dell'Unione Europea.
Alla persona straniera, comunque presente alla frontiera o sul territorio dello stato, sono riconosciuti i diritti fondamentali della persona umana previsti dal diritto interno, dalle convenzioni internazionali e dai principi di diritto internazionale.
Generalmente i diritti fondamentali vengono individuati come quelli che riguardano le sfere della libertà, della dignità e dell'eguaglianza.In materia di diritti umani fondamentali da riconoscersi anche ai cittadini non europei, è spesso è spesso dovuta intervenire, più con attività interpretativa che ablativa, la Corte Costituzionale per il riconoscimento di diritti come il diritto alla vita, alla libertà, alla libertà sessuale, alla sicurezza, alla salute, al rispetto della vita privata e familiare ad avere un equo processo, alla libertà di espressione, di pensiero, di riunione, di religione.
I diritti della persona umana non ammettono discriminazione in nome di quel principio di uguaglianza in ogni sua declinazione contenuto nella nostra Costituzione, negli atti dell'Unione Europea, nelle carte e negli accordi internazionali.
Qualsiasi limitazione dei diritti ha carattere eccezionale e deve avere un fine lecito, deve essere ragionevole e proporzionata, diversamente non può essere che discriminatoria ed illegittima.
Salvo che accordi internazionali o la legge dispongano diversamente, alle persone straniere che soggiornano regolarmente in Italia, sono riconosciuti in materia civile i diritti riconosciuti ai cittadini italiani.Nei casi in cui il testo unico o le convenzioni internazionali prevedano la condizione di reciprocità, essa è accertata dal Ministero degli affari esteri, che su richiesta, comunica ai notai ed ai responsabili dei procedimenti amministrativi, che ammettono gli stranieri al godimento dei diritti in materia civile, i dati relativi alle verifiche del godimento dei diritti in questione da parte da parte dei cittadini italiani nei Paesi d'origine delle persone straniere.
Alla persona straniera regolarmente soggiornante in Italia in particolare:
Viene riconosciuta la parità di trattamento con il cittadino italiano nella tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi, nei limiti e modi previsti dalla legge.
Ai lavoratori e alle lavoratrici stranieri e alle loro famiglie viene riconosciuta parità di trattamento e piena uguaglianza di diritti rispetto ai lavoratori e alle lavoratrici italiani.
Il Testo Unico sull'immigrazione prevede la partecipazione alla vita pubblica locale, con l'esercizio del diritto di voto per le elezioni amministrative, ma detta disposizione conserva carattere a tutt' oggi programmatico.
Necessaria tutela è inoltre prevista in relazione alla comunicazione dei provvedimenti relativi all' ingresso, al soggiorno (revoche e dinieghi) e all'espulsione, che devono essere motivati, devono essere indicate le modalità di impugnazione e tradotti anche sinteticamente in lingua comprensibile quando è possibile oppure in francese, inglese, spagnolo o arabo con prevalenza con la lingua indicata dall'interessato.
Le espulsioni e i trattenimenti in un centro, consistendo in limitazione della libertà personale, devono avvenire nel rispetto di principi fondamentali dell'ordinamento in merito a: motivazione, controllo giurisdizionale dei provvedimenti, garanzia della difesa, impugnabilità dell'atto, divieto di espulsioni collettive e divieto nel caso in cui prevalga la necessità di tutela di un diritto o di un interesse pubblico riconosciuti come prevalente (Es: non possono essere espulsi minori, donne in stato di gravidanza e fino ai sei mesi del bambino, parenti entro il quarto grado di cittadini italiani ecc.)
Le persone straniere, come tutti coloro che si trovano nel territorio nazionale, hanno un dovere generale di rispetto dell'ordinamento, dovere si potrebbe dire rinforzato perché il mancato rispetto comporta, oltre che le diverse ed eventuali conseguenze di carattere penale, civile ed amministrativo, in alcuni casi anche l' allontanamento dal territorio nazionale cosa che invece non può avvenire per i cittadini italiani.
Le persone straniere devono inoltre rispettare tutte le disposizioni specifiche relative all'ingresso ed al soggiorno in Italia, contenute nel D. Lgs. 286/1998 e relativo regolamento di attuazione D.P.R. 394/1999.
Devono assolvere quindi ad alcuni obblighi specifici:
Entro 20 giorni dal rilascio del permesso di soggiorno, la persona straniera deve richiedere l'iscrizione anagrafica presso gli Uffici Anagrafe del comune ove ha stabilito la sua dimora abituale.Con le circolari del 16 aprile 2007 e del 2 agosto 2007, il ministero dell'interno ha chiarito che anche in attesa del rilascio del primo permesso di soggiorno, è possibile richiedere l'iscrizione anagrafica per il cittadino straniero che abbia fatto ingresso in Italia con nulla osta al lavoro o per ricongiungimento familiare. Il Comune potrà, comunque, invitare l'interessato a comunicare la notizia dell'avvenuto rilascio del permesso di soggiorno e della relativa data di scadenza.
Le variazioni di domicilio devono essere comunicate alla questura entro 15 gg. A meno che la persona straniera non sia già iscritta all'anagrafe.In questo caso è l'ufficio anagrafe che deve provvedere alla comunicazione.
La persona straniera ha inoltre l'obbligo di esibire i documenti inerenti il suo soggiorno alla Pubblica Amministrazione, in occasione della richiesta di rilascio di licenze, autorizzazioni, iscrizioni ed altri provvedimenti di interesse dello straniero comunque denominati; fanno eccezione le richieste per i provvedimenti riguardanti attività sportive e ricreative a carattere temporaneo e per quelli inerenti agli atti di stato civile o all'accesso a pubblici servizi.
A richiesta degli ufficiali e agenti di pubblica sicurezza la persona straniera deve esibire il passaporto o altro documento di identificazione, ovvero il permesso o la carta di soggiorno.Se, senza giustificato motivo, non lo esibisce è punito con l'arresto fino a sei mesi e l'ammenda fino a 413 euro.
La persona straniera può inoltre essere sottoposta a rilievi foto-dattiloscopici, oltre che per l'inserimento dei dati biometrici nel titolo di soggiorno, nel caso in cui sia in dubbio la sua identità personale ed è tenuto, se richiesto, a fornire all'autorità di pubblica sicurezza.
Con la recente approvazione della legge n. 94/09 del 15 luglio 2009 i diritti degli stranieri vengono molto ridimensionati, in particolare sui seguenti aspetti:
L' acquisto della cittadinanza italiana per matrimonio potrà avvenire, dopo 2 anni di residenza nel territorio dello stato (dopo il matrimonio) o dopo tre anni nel caso in cui il coniuge si trovi all'estero.Tempi dimezzati in presenza di figli.Le precedenti disposizioni prevedevano un termine di sei mesi.Sarà poi necessario il pagamento di una tassa di 200 euro.Ulteriore stretta sui matrimoni con una modifica al Codice Civile che prevede l'introduzione dell'obbligo di esibire il permesso di soggiorno.Niente più matrimoni quindi neppure tra "irregolare" ed "irregolare", che non comporterebbe nessun tipo di "regolarizzazione".
Si introduce il reato di ingresso e soggiorno irregolare ma senza che questo comporti l'immediata incarcerazione.E' prevista un'ammenda da 5.000 a 10.000 euro.Inoltre è prevista la possibilità di rimpatrio senza rilascio del nulla osta da parte dell'autorità competente;
Le istanze di iscrizione o variazione della residenza anagrafica, potranno dar luogo alla verifica, da parte degli uffici comunali competenti, delle condizioni igienico-sanitarie dell'immobile, ma solo ai sensi della normativa sanitaria vigente.Si tratta di una lieve attenuazione della norma originariamente contenuta nel testo che prevedeva l'automaticità della richiesta di un certificato di idoneità igienico-sanitaria secondo criteri stabiliti dallo stesso Comune.
In ogni caso moltissime abitazioni, anche tra quelle reperibili dietro lauto compenso nel mercato privato, non potranno rispondere a questo criterio.Questo provvedimento andrà ad intaccare i diritti dei cittadini migranti, dei comunitari e degli stessi cittadini italiani, con conseguenza a catena sulla possibilità di accesso agli asili nido, alle prestazioni di sostegno al reddito, etc, etc.
Per quanto riguarda i ricongiungimenti familiari si aggiunge al certificato di idoneità alloggiativi quello igienico-sanitario (in precedenza era richiesto alternativamente il certificato rilasciato dal comune o dalla ASL locale) entrambi rilasciati dai competenti uffici comunali.Si prevede quindi ipoteticamente l'emanazione di appositi regolamenti per l'individuazione dei criteri con conseguente arbitrarietà delle amministrazioni nella decisione.
Non sarà più possibile richiedere il visto d'ingresso se il nulla osta non verrà rilasciato dopo 180 giorni dal perfezionamento della pratica.Svanisce così anche l'unica possibilità di garanzia del diritto all'unità familiare prevista per far fronte alle lentezze burocratiche.
Si introduce la necessità di esibire il permesso di soggiorno per tutti gli atti di stato civile.Ciò significa che anche il semplice ma sacrosanto diritto di riconoscere un figlio, per chi è privo di passaporto, verrà sottoposto al filtro della richiesta del permesso di soggiorno.Una deroga, oltre a quella già prevista per l'assistenza sanitaria, sarà concessa per l'iscrizione dei minori a scuola.
Si introduce il prolungamento dei tempi di detenzione nei Cie fino ad un massimo di 180 giorni.
Cade il divieto di espulsione per i conviventi con parenti italiani di terzo e quarto grado.
I cosiddetti servizi di money transfer avranno l'obbligo di richiedere il permesso di soggiorno e di conservarne copia per dieci anni.Inoltre dovranno comunicare l'avvenuta erogazione del servizio all'autorià competente nel caso riguardi un soggetto sprovvisto di permesso.
PERMESSO DI LUNGO PERIODO
L' ottenimento della carta di soggiorno potrà avvenire solo dopo il superamento di un test di lingua italiana.
REATI OSTATIVI ALL'INGRESSO
Dovranno9 essere prese in considerazione anche le condanne non definitive.
Per tutte le pratiche relative al rilascio o al rinnovo del permesso di soggiorno si dovrà versare questo contributo economico.
Se da un lato viene cancellata per i senza fissa dimora (ma non solo) la possibilità di iscrizione anagrafica, viene istituito presso il Ministero dell'interno un registro per la schedatura de3i cosiddetti clochard.
E' prevista dopo sei mesi dalla data di scadenza del permesso di soggiorno.
E' disposta l'istituzione di un accordo di integrazione articolato in crediti da sottoscrivere al momento della richiesta di rilascio del permesso di soggiorno.I criteri e le modalità verranno stabiliti da un apposito regolamento.
Vengono inasprite tutte le norme legate al favoreggiamento dell'ingresso irregolare, non vengono invece minimamente toccate le sanzione per quanto concerne gli sfruttatori.
Chi, nello sfruttamento di situazioni di soggiorno irregolare, trarrà un ingiusto profitto (chi impiega lavoratori irregolari sottopagati) non vedrà quindi aggravata la sua situazione.
Una buona parte delle disposizioni normative contenute nel ddl 733, insomma, intervengono soprattutto sul restringimento dei diritti dei migranti con un'attenzione particolare ai cosiddetti regolari, cioè coloro che con mille difficoltà sono riusciti finalmente ad uscire da quella condizione di invisibilità che porta con sé l'essere clandestini.In Italia, in questa fase, si stà cioè configurando una vera e propria emergenza razzismo, a livello istituzionale e a livello popolare, con l'aumentare di gesti, comportamenti, aggressioni di evidente matrice razzista.
è una persona priva di cittadinanza perché nata senza cittadinanza o perché ha perso la cittadinanza originaria senza riacquistarne un'altra.Perchè si possa essere considerati come apolidi è necessario che ci sia un provvedimento che lo stabilisca (certificazione Ministero dell' Interno)o una sentenza di accertamento, diversamente si è apolidi solo di fatto.Agli apolidi vengono applicate le disposizioni del T.U. (D.Lgs 286/98).
è un a persona che, per il timore fondato di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o opinione politica, si trova fuori dal territorio del paese di cui ha ola cittadinanza e non può, o a causa di tale timore, non vuole avvalersi della protezione di tale paese.Per i rifugiati, salvo riferimenti contenuti nel T.U., trovano applicazione i decreti legislativi 251/2007 e 25/2008.
L'art. 18 della carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea garantisce il diritto di asilo nel rispetto delle norme stabilite dalla Convenzione di Ginevra del 28/07/1951 e dal protocollo del 31/01/1967, relativi allo status dei rifugiati e a norma del Trattato che istituisce la comunità europea.La persona cui è riconosciuta protezione sussidiaria è la persona che non possiede i requisiti per essere riconosciuta come rifugiato ma nei cui confronti sussistono fondati motivi di ritenere che, se ritornasse nel paese di origine, o, nel caso di un apolide, se ritornasse nel paese nel quale aveva precedentemente la dimora abituale, correrebbe un rischio effettivo di subire un grave danno.
E' chi è costretto a cercare rifugio nel territorio di uno stato diverso da quello di cui ha la cittadinanza, per motivi politici, razziali o religiosi o per sfuggire ad eventi bellici.Per rifugiati e profughi è vietata l'estradizione.Disposizioni particolari sono state adottate dall'Unione Europea e dall'Italia in situazioni di afflusso massiccio di profughi e sfollati (Es. in occasione della guerra nei territori della ex Jugoslavia).
È la persona straniera che è entrata o si trova nel territorio dello stato senza essersi sottoposta alle procedure di ammissibilità o avendo perso i presupposti che gli consentono di soggiornare in Italia.In realtà la parola clandestino nel linguaggio comune si usa per definire (in genere in senso dispregiativo) la persona straniera presente in Italia in modo irregolare in quanto priva di autorizzazione al soggiorno ma non trova origine in alcuna disposizione giuridica o testo ufficiale dove si incontrano espressioni come immigrazione clandestina o ingresso clandestino, in cui l'aggettivo clandestino non è mai riferito alle persone.
E' la persona straniera che non è in regola con il titolo di sog

References: Art. 1

Art. 6

Art. 18

Art. 20

Art. 23
 sentenza