Source: http://www.litis.it/2010/10/26/al-giudice-ordinario-la-competenza-sul-danno-extracontrattuale-provocato-dalla-pubblica-amministrazione-consiglio-di-stato-sentenza-75272010/
Timestamp: 2018-01-22 18:31:46+00:00

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Litis.it » Al giudice ordinario la competenza sul danno extracontrattuale provocato dalla Pubblica Amministrazione – Consiglio di Stato, Sentenza 7527/2010
« Impugnazione delibere condominiali. Citazione o ricorso? La parola alle Sezioni Unite della Cassazione – Cassazione Civile, Ordinanza n. 21220/2010
Domanda cautelare in corso di causa: rapporti con la causa di merito »
Al giudice ordinario la competenza sul danno extracontrattuale provocato dalla Pubblica Amministrazione – Consiglio di Stato, Sentenza 7527/2010
Nel caso di domanda di risarcimento di danno da parte di un impiegato pubblico, la controversia rientra nella sfera di cognizione del Giudice ordinario o in quella esclusiva in materia di rapporto di impiego pubblico del Giudice amministrativo (per questioni, come nel caso che occupa, relative al periodo di lavoro anteriore al 30 giugno 1998) a seconda che si tratti di responsabilità extracontrattuale ovvero contrattuale; di conseguenza il discrimine della giurisdizione va individuato in relazione alla natura giuridica dell’azione in concreto proposta, ma a tal fine non possono essere invocati come indizi decisivi della natura contrattuale né la semplice prospettazione dell’inosservanza dell’art. 2087 c.c., né l’asserita violazione di più specifiche disposizioni strumentali alla protezione delle condizioni di lavoro, assumendo invece rilievo l’elemento materiale dell’illecito, ossia la condotta dell’Amministrazione, a seconda se il suo comportamento lesivo possa esplicarsi indifferentemente nei confronti della generalità dei cittadini come nei confronti dei propri impiegati, costituendo in tal caso il rapporto di lavoro mera occasione dell’evento dannoso, con giurisdizione del G.O., o se esso comportamento possa esplicarsi solo nei confronti dei dipendenti, con giurisdizione del G.A.
Consiglio di Stato, Sezione Quinta, Sentenza n. 7527 del 15/10/2010
Il sig. [OMISSIS] deduce di aver subito in data 2.3.1996 un infortunio mentre usciva dal Comando dei Vigili Urbani del Comune di [OMISSIS], del quale era dipendente con la qualifica di Sottotenente, riportando una frattura scomposta della gamba destra, con rigidità della stessa e calo del flusso sanguigno; a seguito di detto incidente ha ottenuto, con sentenza del Pretore di Napoli, Sezione Lavoro, la condanna dell’INAIL alla corresponsione, in suo favore, di una rendita per inabilità permanente.
Con ricorso al T.A.R. Campania il sig. [OMISSIS] ha dedotto la illegittimità del provvedimento impugnato, prospettando la fondatezza della propria pretesa risarcitoria, alla luce del combinato disposto degli artt. 2043 e 2087 del c.c. .
Si è costituito in giudizio il Comune di [OMISSIS], che ha dedotto la infondatezza dell’appello, concludendo per la reiezione.
1.- Con il ricorso in appello, in epigrafe specificato, il sig. [OMISSIS], già dipendente del Comune di [OMISSIS] con la qualifica di Sottotenente dei Vigili Urbani, ha chiesto l’annullamento della sentenza del T.A.R. Campania, in epigrafe indicata, con la quale è stato dichiarato il difetto di giurisdizione del Giudice Amministrativo a conoscere del ricorso proposto per il risarcimento danni da parte di detto Comune a seguito di un infortunio subito dal deducente in data 2.3.1996 mentre usciva dal Comando dei VV.UU..
Al contrario secondo il sig. [OMISSIS], l’accesso di cittadini nei locali destinati al Comando dei VV. UU., che avevano la sola finalità di accogliere gli uffici ed il personale dipendente, era meramente episodico e non sarebbe sussistito nel caso di specie l’uso generale e diretto del bene da parte di un rilevante numero di utenti (nel qual caso l’Amministrazione sarebbe stata tenuta solo all’obbligo di custodia), sicché l’obbligo per la responsabilità di eventuali danni al dipendente era derivato dal mancato apprestamento della tutela delle condizioni del lavoro di cui all’art. 2087 c.c., come dedotto in primo grado.
Ha pertanto aderito il T.A.R. alla sentenza delle SS.UU. della Corte di Cassazione del 2 luglio 2004 n. 12137, secondo la quale la giurisdizione in ordine alla richiesta di risarcimento danni per lesione della integrità psicofisica del dipendente rientra in essa giurisdizione solo se è fatta valere la responsabilità contrattuale dell’Ente datore di lavoro, mentre appartiene al G.O. se è stata fatta valere responsabilità extracontrattuale. In particolare secondo detta sentenza non sarebbe invocabile come indizio della natura contrattuale dell’azione né la prospettazione della inosservanza dell’art. 2087 del c.c., né la violazione di disposizioni strumentali alla protezione delle condizioni di lavoro, ma il riparto di giurisdizione sarebbe dipendente esclusivamente da tratti propri dell’elemento materiale dell’illecito, a seconda che la condotta dell’Amministrazione abbia una idoneità lesiva esplicantesi indifferentemente nei confronti di tutti i cittadini e dei propri dipendenti (costituendo in tal caso il rapporto di lavoro mera occasione dell’evento dannoso) ovvero che detta condotta sia caratterizzata da caratteri tali da escluderne qualsiasi incidenza nella sfera giuridica di soggetti ad essa non legati da rapporto di impiego (nel qual caso la natura contrattuale della responsabilità non potrebbe essere revocata in dubbio).
In conclusione il T.A.R. (espresso l’avviso che la sussistenza del rapporto di lavoro fu solo l’occasione per il prodursi del danno – che avrebbe potuto occorrere a chiunque avesse avuto la necessità di accedere in quegli uffici – e non lo strumento per il tramite del quale venne direttamente cagionata la lesione al sig. [OMISSIS]) ha dichiarato, facendo applicazione di detti principi, il difetto di giurisdizione del G.A. in materia de qua.
4.- La Sezione rileva che costituisce orientamento giurisprudenziale consolidato, e condiviso, che, nel caso di domanda di risarcimento di danno da parte di un impiegato pubblico, la controversia rientra nella sfera di cognizione del Giudice ordinario o in quella esclusiva in materia di rapporto di impiego pubblico del Giudice amministrativo (per questioni, come nel caso che occupa, relative al periodo di lavoro anteriore al 30 giugno 1998) a seconda che si tratti di responsabilità extracontrattuale ovvero contrattuale; di conseguenza il discrimine della giurisdizione va individuato in relazione alla natura giuridica dell’azione in concreto proposta, ma a tal fine non possono essere invocati come indizi decisivi della natura contrattuale né la semplice prospettazione dell’inosservanza dell’art. 2087 c.c., né l’asserita violazione di più specifiche disposizioni strumentali alla protezione delle condizioni di lavoro, assumendo invece rilievo l’elemento materiale dell’illecito, ossia la condotta dell’Amministrazione, a seconda se il suo comportamento lesivo possa esplicarsi indifferentemente nei confronti della generalità dei cittadini come nei confronti dei propri impiegati, costituendo in tal caso il rapporto di lavoro mera occasione dell’evento dannoso, con giurisdizione del G.O., o se esso comportamento possa esplicarsi solo nei confronti dei dipendenti, con giurisdizione del G.A. (Consiglio Stato, sez. V, 29 aprile 2009, n. 2718).
A tal fine il sig. [OMISSIS] ha dedotto che il Comando dei Vigili Urbani, all’epoca, aveva sede nei locali interni all’edificio della Casa Comunale, ma con un accesso distinto. L’ingresso è asserito che era costituito da una porta in alluminio e vetro con maniglia antipanico apribile solo dall’interno, alla quale si accedeva dopo due gradini.
Il rapporto di lavoro dell’appellante con il Comune ha assunto quindi il carattere di mera occasione dell’evento dannoso, mentre, al fine di configurare la responsabilità contrattuale era necessaria la dimostrazione della esclusione di qualsiasi incidenza della condotta del Comune nella sfera giuridica dei soggetti ad essa non legati da rapporto d’impiego, dal momento che l’ingiustizia del danno non è configurabile se non come conseguenza della violazione di situazioni giuridiche in cui lo stesso rapporto si articola e si svolge (Consiglio Stato, sez. VI, 22 febbraio 2007 n. 969; Corte di Cassazione, SS.UU., n. 2507 del 2006 e 18 maggio 2007 n. 11562).
Correttamente, pertanto, l’azione esercitata nel caso in esame è stata qualificata dal Giudice di prime cure come extracontrattuale, quindi ritenuta, come tale, appartenente alla cognizione del Giudice ordinario ed estranea alla giurisdizione amministrativa esclusiva in materia di rapporto di pubblico impiego.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 20 aprile 2010 con l’intervento dei Signori:
DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 15/10/2010
Infortunio sul lavoro Pubblico Impiego
This entry was posted on 26 ottobre 2010 at 15:35, and is filed under Amministrativa, Giurisprudenza. Follow any responses to this post through RSS 2.0. Oppure scrivere un commento o anche segnalare un trackback dal tuo sito.
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