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Timestamp: 2020-08-06 19:27:40+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25376 del 12/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25376 del 12/12/2016
Cassazione civile sez. lav., 12/12/2016, (ud. 11/10/2016, dep. 12/12/2016), n.25376
sul ricorso 14647-2014 proposto da:
S.V. C.F. (OMISSIS), rappresentato e difeso
dall’avvocato VITO PETRAROTA, domiciliato in Roma presso la
ACQUEDOTTO PUGLIESE S.P.A.;
avverso la sentenza n. 2176/2013 della CORTE D’APPELLO di BARI,
depositata il 13/06/2013 R.G.N. 1774/08;
udito l’Avvocato; GUERRIERO COSTANTINO per delega orale Avvocato VITO
PETRAROTA;
Con sentenza n. 2176/2013, depositata il 13 giugno 2013, la Corte di appello di Bari ha respinto l’appello proposto da S.V. e confermato la sentenza del Tribunale di Trani, che ne aveva rigettato le domande dirette all’annullamento delle sanzioni disciplinari al medesimo intimate dalla S.p.A. Acquedotto Pugliese, oltre al risarcimento dei danni.
Il lavoratore ha proposto ricorso per la cassazione della sentenza con plurimi motivi, illustrati da memoria; la società è rimasta intimata.
Si deve premettere che il presente ricorso risulta notificato all’avv. Pierluigi Balducci, con studio in (OMISSIS), anzichè all’avv. Giuseppe Polito, con studio in (OMISSIS), difensore della società nel giudizio di appello.
Si deve ancora premettere che all’istanza in data 4/2/2015 di rimessione in termini per una nuova notifica all’avv. G. Polito, e conseguente decreto di non luogo a provvedere (stante la facoltà del ricorrente di procedervi, salva la valutazione della non imputabilità del ritardo al momento della decisione del ricorso), il ricorrente non ha dato seguito, sicchè l’unica notifica in atti risulta quella all’avv. Balducci.
Ciò posto, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile.
Ed invero “nell’ipotesi di ricorso per cassazione notificato ad un procuratore non avente alcun tipo di relazione o collegamento con l’intimato, la notificazione è giuridicamente inesistente, atteso che la mancanza del suddetto rapporto impedisce di riconoscere nell’atto la rispondenza al modello legale della sua categoria e, conseguentemente, è inapplicabile la sanatoria ai sensi dell’art. 291 c.p.c.” (Cass. 20 aprile 2016 n. 7959; conforme Cass. n. 6237/2005).

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