Source: https://www.icxj.it/statuto/
Timestamp: 2020-08-05 19:38:05+00:00

Document:
Statuto – Italy Chen Xiaojia
ESTRATTO DEL REGOLAMENTO DELL’A.P.S. ITALY CHEN XIAOJIA
L’Associazione “Italy Chen Xiaojia” (di seguito Associazione), in base alle regole del proprio Statuto, stipula il presente “Regolamento Interno” che è parte integrante dello Statuto stesso.
Per tutto ciò che non è specificato nel presente documento si fa riferimento allo Statuto dell’Associazione. […]
Articolo 2 – Consiglio Direttivo.
Il Direttivo è composto da sei persone (Presidente, Vice Presidente, Segretario/Tesoriere e 3 Consiglieri) elette ogni quattro anni fra i Soci. […]
Aderendo all’Associazione “Italy Chen Xiaojia” si aderisce ad un’Associazione volta alla diffusione e allo sviluppo del Taijiquan stile Chen metodo Xiaojia e delle discipline ad esso legate, nello spirito di continua maturazione e crescita e nell’ideale dell’educazione permanente.
Tale attività, rientrando in quelle che vengono definite attività sportivo dilettantistiche, verrà svolta in armonia con gli indirizzi del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (C.O.N.I.). L’Associazione è affiliata al Centro Sportivo Educativo Nazionale (C.S.E.N.) Ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI e dal Ministero degli Interni. In ambito internazionale, l’attività dell’Associazione si svolge in piena sintonia e secondo le indicazioni dalla International Society of Chen Taijiquan (I.S.C.T.), organizzazione no-profit fondata dai Maestri Chen Peishan e Chen Peiju, della 20ma generazione della famiglia Chen i quali, all’interno della famiglia, ricoprono il ruolo di Caposcuola Mondiali dell’attuale generazione del lignaggio originario del Taijiquan stile Chen metodo Xiaojia.
L’Associazione si occupa, inoltre, dello studio, della ricerca culturale, della promozione, della conoscenza, della sperimentazione e dell’applicazione di tutte le discipline tradizionali e culturali orientali, sviluppate secondo i dettami della loro tradizione millenaria o attraverso una loro libera e moderna reinterpretazione metodologica, attuata sia in occidente che in oriente.
Lo sviluppo e la propaganda di tale pratica avverrà attraverso la gestione di corsi e centri di avviamento e l’organizzazione di seminari e manifestazioni culturali, pubbliche rappresentazioni ed attraverso ogni altra attività sportiva e culturale ad essa correlata.
Articolo 4 – Fondamenti
Caposcuola e Direttore Tecnico in Italia per il Taijiquan stile Chen metodo Xiaojia è la Maestra Carmela Filosa, 13ma generazione dello stile e vice-presidente della International Society of Chen Taijiquan (I.S.C.T.).
Solo il Caposcuola italiano può indire dei corsi di formazione per Istruttori, riconoscere questi e abilitarli all’insegnamento dello stile, previo superamento dei relativi esami annuali.
Un ulteriore verifica sarà effettuata alla presenza in Italia della Maestra Chen Peiju e/o del Maestro Chen Peishan.
L’istruttore abilitato all’insegnamento dovrà seguire rigorosamente e scrupolosamente il programma stabilito dai Maestri Chen Peiju e Chen Peishan che si riservano di apportare eventuali modifiche.
L’istruttore abilitato all’insegnamento e che abbia una propria scuola deve richiedere, almeno una volta all’anno, un seminario con il Caposcuola italiano, al fine di verificare ed approfondire il lavoro svolto con i propri allievi, costoro devono essere regolarmente iscritti all’Associazione.
Il Caposcuola italiano terrà un elenco aggiornato di tutti gli istruttori, segnalandone i nomi a quanti fossero interessati a studiare lo stile, e sceglierà tra questi dei responsabili per ogni regione d’Italia.
I contatti diretti con i Caposcuola mondiali, Chen Peiju e Chen Peishan, sono tenuti esclusivamente tramite il Caposcuola italiano, Maestra Carmela Filosa, e la presenza di uno dei due Maestri nella propria scuola (allorché questi si trovino in visita in Italia) va richiesta al Caposcuola italiano.
Lo scopo conviviale e culturale dell’Associazione si esprime attraverso la maturità e la consapevolezza di ogni singolo socio.
E’ espressamente vietato pertanto, all’interno dell’Associazione discutere su questioni che riguardino la politica, la religione, le credenze e gli orientamenti della altrui persona e che comunque consistano in atti finalizzati a generare dissidio dentro e fuori l’Associazione stessa.
I comportamenti offensivi o lesivi della dignità o indirizzati a creare dissidio o a portare offesa alla onorabilità dell’Associazione, saranno puniti con l’immediata e inappellabile espulsione dall’Associazione stessa, decretata dal Presidente che ne è legale rappresentante e garante.
Al socio espulso non è consentito rinnovare la richiesta di ammissione alla Associazione fatti salvi casi specifici che comunque dovranno essere rimessi alla decisione dell’intero Direttivo.
I soci sono liberi di appartenere ad altre associazioni e/o organizzazioni che non contrastino con gli scopi dell’Associazione e hanno l’obbligo di non danneggiare l’Associazione con atti o gesti che contrastino con i principi statutari.
Articolo 6 – Le Commissioni
Poiché l’Associazione ha come scopo statutario la promozione in generale della cultura orientale in ogni sua forma, essa può configurarsi in Commissioni che curino particolari aspetti di gestione delle attività.
La costituzione della Commissioni è di pertinenza del Presidente che ne decreta la nascita e la cessazione.
Il Presidente ha la facoltà di nominare tra i soci ordinari o sostenitori un responsabile di Commissione, cui spetterà il compito di coordinare, in accordo con il Presidente e il Consiglio Direttivo, la Commissione stessa; ne sarà diretto responsabile nei confronti del Consiglio Direttivo e ad esso risponde delle attività organizzative. […]
Il Presidente ha inoltre la facoltà di proporre al Consiglio Direttivo la sospensione o il decadimento della carica di membro di Commissione motivandola per iscritto. Il Consiglio Direttivo, esaminata la situazione, decide a maggioranza assoluta sul da farsi.
5.1 Saranno previste quattro Commissioni:
a) Commissione Tecnica.
La Commissione Tecnica è presieduta dal Direttore Tecnico, la cui carica corrisponde alla figura del Caposcuola italiano ed è una carica a vita. La carica non può essere prosciolta né dal Consiglio Direttivo, né dall’assemblea dei soci, il socio che non accetta la carica del Direttore Tecnico sarà automaticamente allontanato dall’Associazione in modo inappellabile.
La Commissione Tecnica è composta dai tecnici nominati dal Direttore Tecnico, scelti tra coloro che abbiano già completato il corso di formazione tecnica previsto dall’Associazione.
La Commissione Tecnica è uno strumento consultivo del Consiglio Direttivo, ad essa viene richiesto di affrontare alcuni temi dove si evidenziano, con vari gradi di importanza, alcuni aspetti che abbisognano di novità o soluzioni.
Essa definisce i vari gradi di specializzazione degli associati; stila i regolamenti di formazione; definisce gli standard minimi di formazione; valuta la preparazione degli aspiranti tecnici.
La Commissione Tecnica svolge l’attività di tutela della qualità dell’insegnamento su tutto il territorio nazionale.
La Commissione Tecnica si riunisce di norma almeno una volta all’anno, in ogni caso le sedute della Commissione hanno una frequenza adeguata rispetto alle domande di riconoscimento/qualificazione dei corsi pervenute o a particolari esigenze segnalate dai membri della Commissione stessa. […]
b) Commissione Ricerca e Sviluppo (R&S).
La Commissione Ricerca e Sviluppo si dedicherà allo studio delle innovazioni da utilizzare per migliorare l’attività dell’Associazione, crearne di nuovi, o migliorare gli strumenti già a disposizione dell’Associazione. Inoltre avrà lo scopo di informarsi sulla possibilità di accedere a fondi Europei, Nazionali o Regionali per il raggiungimento dello scopo associativo o per l’espletamento di uno o più eventi. Avrà anche il diritto di costituire Commissioni speciali per particolari eventi. Sarà sempre subordinata alla Commissione Tecnico, al Direttore Tecnico, al Presidente ed alla Segreteria. […]
c) Commissione di Pubbliche Relazioni (PR).
La Commissione di Pubbliche Relazioni ha lo scopo principale di sostenere la reputazione dell’Associazione, contribuendo alla creazione di una specifica identità. Essa cura le relazioni pubbliche, può essere utilizzata anche per raggiungere specifici obiettivi, come la creazione di consenso intorno a una particolare iniziativa, il sostegno ai propri scopi o alle proprie iniziative, la Commissione di Pubbliche Relazioni potrà avvalersi di tutti gli strumenti necessari. […]
d) Commissione di Vigilanza.
La Commissione di Vigilanza avrà lo scopo di vigilare sul rispetto e sulla corretta applicazione dello statuto e del regolamento interno; richiamare alle regole i soci che si comportano scorrettamente e che non rispettano lo statuto ed il regolamento; richiamare alle regole i soci che danneggiano il buon nome e l’immagine dell’associazione, questo anche per motivi personali che non riguardano l’associazione; sospendere i soci che assumono pubblicamente, anche per motivi personali, una posizione di dubbia reputazione.
La Commissione di Vigilanza è composta automaticamente dal Presidente dell’Associazione, dal Vice Presidente, dal Segretario e dal Direttore Tecnico. Il Direttore Tecnico, inoltre, nomina altri tre membri a sui discrezione.
Per prendere una decisione, la Commissione, non ha bisogno di una convocazione formale ma è sufficiente che tre dei suoi membri siano d’accordo.
Il numero degli appartenenti alle Commissioni non è fisso, fatta eccezione per quella di Vigilanza. Il Direttore Tecnico fungerà da supervisore per tutte le commissioni.
Articolo 7 – I Tecnici e Responsabili regionali.
a) Qualifica di Tecnico e autorizzazione all’insegnamento.
La qualifica di Tecnico (Allenatore, Istruttore e/o Maestro) si consegue:
frequentando, con esito positivo, i corsi di formazione centrali, regionali o provinciali, (denominati “Corso Istruttori”) organizzati dalla Commissione Tecnica nella persona del Direttore Tecnico, che ne stabilisce i programmi e l’attuazione per mezzo dell’EPS – CSEN, presso il quale sono depositati tali programmi.
superando gli esami nazionali di qualifica tecnica, che abilitano all’insegnamento, organizzati dall’APS Italy Chen Xiaojia per mezzo dell’EPS – CSEN.
La richiesta di partecipazione ai corsi di formazione deve essere inoltrata alla Commissione Tecnica e deve, inoltre, essere approvata dal Tecnico provinciale o regionale di riferimento.
I requisiti per l’ammissione, i criteri di valutazione delle domande, la durata del corso, le quote di iscrizione e partecipazione ed il numero massimo dei candidati da ammettere al Corso sono stabiliti dal Consiglio Direttivo e dalla Commissione Tecnica.
La qualifica di Tecnico non legittima la diffusione del Taijiquan stile Chen Xiaojia che resta subordinata all’autorizzazione all’insegnamento.
I Tecnici, pertanto, dopo aver sostenuto con esito positivo l’esame abilitante di qualifica tecnica nazionale, devono essere autorizzati all’insegnamento ed alla conduzione tecnica di una classe dell’A.P.S. Italy Chen Xiaojia o di Associazione autorizzata dalla medesima, previa richiesta scritta.
L’Associazione rilascerà un’autorizzazione all’insegnamento, certificata dal Direttore Tecnico Nazionale, la cui validità sarà pari all’anno solare, da rinnovare ogni anno con una verifica da parte del D.T.N., nei tempi e luoghi dallo stesso stabilita.
L’autorizzazione non potrà essere richiesta prima dei tre anni di frequentazione del Corso Istruttori e conseguimento della Qualifica di Allenatore e deve essere approvata dal Direttore Tecnico.
Il rinnovo dovrà essere richiesto esplicitamente alla Commissione Tecnica Nazionale e non sarà mai considerato tacito.
I Tecnici già autorizzati all’insegnamento dovranno totalizzare, inoltre, ogni anno, un minimo di 2 incontri con validità di aggiornamento. Si dovrà, quindi, a propria scelta:
– Partecipare almeno ad un corso di aggiornamento annuale, presso le sedi indicate dall’Associazione;
– Partecipare almeno ad un meeting/stage/workshop di rilevanza nazionale;
In mancanza di uno dei requisiti sopra richiesti, l’autorizzazione all’insegnamento per conto della ICXJ decadrà e si incorrerà nella cancellazione pro tempore dall’albo dei tecnici autorizzati.
Tutti i Tecnici, anche se già iscritti presso altre Associazioni e/o Federazione negli albi tecnici specifici, saranno comunque tenuti, una volta approvata la partecipazione ad un Corso, a seguire il programma tecnico dagli elementi di base ed attendere l’autorizzazione all’insegnamento per la diffusione degli stessi.
b) Responsabili regionali.
Il Responsabile Regionale coordina, per conto della Segreteria Nazionale e del C.D., le attività svolte presso la propria regione di assegnazione, garantendo il regolare svolgimento delle attività dell’associazione.
E’ responsabile della ricerca di luoghi atti all’espletamento delle attività dell’associazione.
E’ responsabile della gestione dei corsi in termini logistici, ma non in termini finanziari, per i quale dovrà coordinarsi con la Segreteria Nazionale.
Il Responsabile Regionale ha il compito di rappresentare l’associazione in termini pubblicitari.
E’ responsabile del controllo di eventuali atti diffamatori e contro produttivi da parte degli associati e non associati della regione di riferimento.
Conditio sine qua non, per l’assegnazione in una regione di un Responsabile Regionale è: la presenza di un corso autorizzato dall’A.P.S. Italy Chen Xiaojia.
Articolo 8 – Gestione progetti ed eventi.
Ad ogni iniziativa derivante dall’attività dell’Associazione vi sarà un Responsabile di turno scelto fra i componenti delle varie Commissioni.
Se nessun membro delle Commissioni può essere presente, sarà designata da parte del Direttivo, anche per un periodo continuativo, un’altra persona fra i Soci.
Alcune iniziative possono prevedere una quota di iscrizione a parziale o totale copertura delle spese sostenute. […]
In caso di comportamento difforme, che rechi svantaggio, danno, o pregiudizio agli scopi o al patrimonio dell’Associazione, il Direttivo potrà e dovrà intervenire ed applicare le seguenti sanzioni: richiamo, diffida o sospensione.
Ove ritenga che la situazione del Socio ponga seri impedimenti al perseguimento degli scopi associativi o che abbia dimostrato di essere contrario alle finalità e allo spirito dell’Associazione, agendo in maniera dannosa nei confronti dell’Associazione, o sia con essa del tutto incompatibile, esprime parere sfavorevole sulla adesione ovvero propone che l’associato venga sospeso o espulso dall’Associazione.
Articolo 10 – Iniziative e sottoscrizioni esterne
Articolo 11 – Rescissione dell’iscrizione
Ogni associato può disdire la propria iscrizione dall’Associazione in ogni momento. La richiesta di rescissione del proprio tesseramento va comunicata per iscritto al Presidente o al Segretariato oppure inoltrando un messaggio di posta elettronica.
Articolo 12 – Conclusioni
Questo regolamento va ad integrare le norme dello statuto cosi come previsto dallo statuto stesso.
Le norme di questo regolamento possono essere integrate e/o modificate.
Questo regolamento entra in vigore dal momento in cui viene approvato.
Gli associati accettano questo regolamento all’atto della sottoscrizione del modulo di adesione all’A.P.S. Italy Chen Xiaojia. […]

References: Articolo 2

Articolo 4

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8
e contrario

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12