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DIRITTO COMUNITARIO DELL’AMBIENTE - ppt scaricare
PubblicatoCarlo Innocenti Modificato 4 anni fa
Presentazione sul tema: "DIRITTO COMUNITARIO DELL’AMBIENTE"— Transcript della presentazione:
1 DIRITTO COMUNITARIO DELL’AMBIENTE
2 DIRITTO COMUNITARIO DELL’AMBIENTE: NORME AMBIENTALI NEI TRATTATI
Trattato istitutivo di Roma (1957) Atto Unico Europeo (1987) Trattato di Maastricht (1993) Trattato di Amsterdam (1999) Carta dei diritti fondamentali (2000) assenza di norme ambientali specifico Titolo sull’ambiente politiche ambientali verso lo sviluppo sostenibile elevato livello di protezione Nicola Lugaresi
3 TRATTATO DI ROMA (1957) Assenza di principi, politiche, azioni, norme ambientali Espansione economica equilibrata “Qualità della vita” Avvicinamento delle legislazioni (concorrenza): direttive Poteri impliciti (azioni necessarie): direttive e regolamenti Nicola Lugaresi
4 NORMATIVA AMBIENTALE (1970 >)
Regolamenti e direttive Basi giuridiche incerte Settori: inquinamento, risorse, habitat naturale, biodiversità, rifiuti Nicola Lugaresi
5 PROGRAMMI DI AZIONE AMBIENTALE (1973 >)
1970: memorandum (sottovalutazione dei bisogni ambientali) 1971: comunicazione (livello comunitario invece di accordi tra singoli Stati) 1972: dichiarazione Contenuto: azioni coerenti in un quadro normativo (inesistente) Programmi d’azione “tradizionali”: 1973, 1977, 1983, 1987 Nicola Lugaresi
6 Direttiva: prospettiva della protezione ambientale
IL CASO ADBHU (1985, 240/1983) Direttiva: prospettiva della protezione ambientale Protezione ambientale come obiettivo fondamentale della CEE Nicola Lugaresi
7 Obiettivi e principi ambientali (riconoscimento di ADBHU)
ATTO UNICO EUROPEO (1986) Competenza esplicita: nuovo Titolo (XVI) sull’ambiente (artt.130R, 130S, 130T) Obiettivi e principi ambientali (riconoscimento di ADBHU) Azioni ambientali (riconoscimento dei programmi di azione) Nicola Lugaresi
8 TRATTATO DI MAASTRICHT (1993)
Da CEE a CE (svalutazione del profilo economico) Principio di sussidiarietà (principio sulla competenza) Politica ambientale (quadro giuridico) Nicola Lugaresi
9 V PROGRAMMA D’AZIONE AMBIENTALE (1993)
Verso la sostenibilità Approccio orizzontale: considerazione di tutte le cause di inquinamento Approccio attivo Cambiamento nei comportamenti sociali Nuovi strumenti ambientali Nicola Lugaresi
10 DECISIONE 2179/98/CE Integrazione delle tematiche ambientali nelle politiche comunitarie Settori: agricoltura, trasporti, energia, industria, turismo Allargamento della gamma di strumenti giuridici Nicola Lugaresi
11 TRATTATO DI AMSTERDAM (1999)
Sistematizzazione e nuova numerazione Sviluppo sostenibile come principio centrale Nicola Lugaresi
12 CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI (2000)
Elevato livello di protezione ambientale Miglioramento della qualità dell’ambiente Integrazione nelle politiche dell’Unione Sviluppo sostenibile Libertà di impresa Interesse generale nell’uso della proprietà Nicola Lugaresi
13 VI PROGRAMMA D’AZIONE AMBIENTALE (2002)
Azioni strategiche prioritarie: applicazione delle leggi; integrazione nelle politiche; cambiamento di comportamenti; ruolo del mercato; pianificazione urbanistica Aree prioritarie: cambiamento climatico; biodiversità; salute; gestione delle risorse e rifiuti Contesto internazionale: relazioni esterne Basi scientifiche ed economiche Nicola Lugaresi
14 AMPLIAMENTO Rispetto degli standards ambientali Tempistica Difficoltà
15 DIRITTO COMUNITARIO DELL’AMBIENTE: LE REGOLE
Trattati: basi giuridiche, principi, politiche Regolamenti: diretta applicabilità Direttive: avvicinamento delle legislazioni (diretta applicabilità: limiti e standards; divieti; informazione; consultazione) Corte di Giustizia: giurisprudenza Programmi d’azione ambientale: pianificazione Politiche ambientali: autonomia Nicola Lugaresi
16 DIRITTO COMUNITARIO DELL’AMBIENTE: I SETTORI
Risorse naturali (gestione a lungo termine) Inquinamento (approccio integrato) Energia (riduzione dei consumi) Mobilità (sviluppo dei mezzi di trasporto) Ambiente urbano (miglioramento della qualità) Salute e sicurezza (rischi di incidenti; sicurezza nucleare, protezione dalle radiazioni) Nicola Lugaresi
17 DIRITTO COMUNITARIO DELL’AMBIENTE: GLI OBIETTIVI
Salvaguardia, tutela e miglioramento della qualità dell’ambiente Protezione della salute umana Utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali Promozione sul piano internazionale di misure destinate a risolvere i problemi dell’ambiente a livello regionale o mondiale Nicola Lugaresi
18 DIRITTO COMUNITARIO DELL’AMBIENTE: I PARAMETRI
Diversità delle situazioni regionali Clausole di salvaguardia: motivi ambientali di natura non economica Dati scientifici e tecnici disponibili: informazione Potenziali costi e benefici per azione o mancanza di azione: valutazioni economiche Progresso sociale ed economico: sostenibilità Nicola Lugaresi
19 GLI STANDARDS AMBIENTALI
Standards di qualità ambientale e Limiti di emissione Standards di prodotto e Standards di processo Migliore tecnologia disponibile e Migliore tecnologia disponibile non comportante costi eccessivi Nicola Lugaresi
20 DIRITTO COMUNITARIO DELL’AMBIENTE: I PRINCIPI
Principi generali Principi procedurali Principi ambientali Nicola Lugaresi
21 PRINCIPI GENERALI Qualità della vita (art.2, CE)
Concorrenza (art., 3, CE) Sviluppo sostenibile (Preambolo, art.2, UE; artt.2,6 CE) Cooperazione internazionale (artt.174, 177, CE) Nicola Lugaresi
22 PRINCIPI PROCEDURALI Sussidiarietà (art.2, UE; art.5, CE)
Proporzionalità (art.5, CE) Avvicinamento delle legislazioni (artt.3,95, CE) Poteri impliciti (art.308, CE) Progresso scientifico e tecnologico (artt.3,95, CE) Integrazione tra politiche (artt.3, 6 CE) Nicola Lugaresi
23 PRINCIPI AMBIENTALI Protezione ambientale (Preambolo, UE; artt.2,3,95,174,176 CE) Principio di precauzione (art.174, CE) Principio di prevenzione (art.174, CE) Correzione alla fonte (art.174, CE) Chi inquina paga (art.174, CE) Nicola Lugaresi
24 SVILUPPO SOSTENIBILE Parametri: contesto del mercato europeo, protezione ambientale Armonioso ed equilibrato sviluppo delle attività economiche Crescita non inflazionistica Elevato livello di occupazione e di protezione sociale Solidarietà e coesione tra gli Stati membri Nicola Lugaresi
25 PROTEZIONE AMBIENTALE
Qualità dell’ambiente: conservare, proteggere, migliorare Protezione della salute umana Prudente e razionale utilizzazione delle risorse Promozione a livello internazionale Nicola Lugaresi
26 PRINCIPIO DI PRECAUZIONE
Minaccia di danni rilevanti Mancanza di piena certezza scientifica Ricerca di misure efficaci sotto il profilo costi-benefici Better safe than sorry Nicola Lugaresi
27 PRINCIPIO DI PREVENZIONE
Sviluppo tecnologico Considerazione degli effetti su ambiente e persone Better preventing than cleaning up Nicola Lugaresi
28 CORREZIONE ALLA FONTE Protezione dello status quo
Garanzia di un alto livello di protezione Esclusione di vantaggi da comportamenti lesivi Ambiente non come variabile in costi-benefici Nicola Lugaresi
29 CHI INQUINA PAGA Responsabilità individuale
Responsabilità per comportamenti leciti: tariffe, tasse Responsabilità per comportamenti illeciti: danno ambientale Nicola Lugaresi
30 LE FONTI DEL POTERE COMUNITARIO IN MATERIA AMBIENTALE
Conferimento dei poteri Adozione delle procedure decisionali Livelli di armonizzazione consentiti Nicola Lugaresi
31 FONTI DEL POTERE LEGISLATIVO
Poteri impliciti (art.308, Trattato CE) Avvicinamento delle legislazioni (art.95, Trattato CE) Obiettivi ambientali (art.175, Trattato CE) Integrazione esterna (art.6, Trattato CE) Nicola Lugaresi
32 POTERI IMPLICITI art.308, Trattato CE
Meno rilevante dopo Atto Unico Europeo “Necessario”: non solo opportuno e appropriato Clausola generale: non solo ambientale Eccezione: interpretazione restrittiva (potenzialmente invasiva) “Misure appropriate”: vago Nicola Lugaresi
33 AVVICINAMENTO DELLE LEGISLAZIONI art.95, Trattato CE
Decisione a maggioranza (e non unanimità: eccezioni): v. art.175, CE Impatto sullo stabilimento del mercato interno: livello? In particolare: impatto sulla concorrenza Oggetto - standards di prodotto - limiti di emissione - distorsione della concorrenza in un settore particolare Nicola Lugaresi
34 OBIETTIVI AMBIENTALI art.175, Trattato CE
Misure ambientali generali Procedura di co-decisione (art.251,§1, CE) Eccezioni (art.175, §2, CE): interpretazione Programmi generali di azione in altre aree (art.175, §3) Nicola Lugaresi
35 BASE CONGIUNTA Art. 95, CE – Art. 175, CE
Scelta della base legale: criteri oggettivi (“primari”, non solo “incidentali”), obiettivo Scelta: “centro di gravità”: art.175: protezione dell’ambiente, divieti, restrizioni, standards di emissione, standards di qualità art.95: libera circolazione dei beni, standards di prodotto (più alto livello di integrazione) Differenti procedure decisorie: combinare, se possibile Se non è possibile: procedura più restrittiva; ruolo del Parlamento Nicola Lugaresi
36 INTEGRAZIONE ESTERNA art.6, Trattato CE
Disposizione specifica per l’ambiente Altre fonti del potere legislativo Art.37: agricoltura Art.80: trasporti Art.93: tasse Art.133: aspetti commerciali Art.172: ricerca Nicola Lugaresi
37 SOVRANITA’ NAZIONALE E SUPREMAZIA COMUNITARIA
Allocazione del potere legislativo Sussidiarietà e proporzionalità Effetto dell’armonizzazione Nicola Lugaresi
38 SOVRANITA’ NAZIONALE E SUPREMAZIA COMUNITARIA
Limiti ai poteri conferiti (art.5, CE) Criteri (art.5, CE) Limiti all’armonizzazione (art.95, CE; art.175, CE) Deroghe (art.176, CE) Flessibilità (art.11, CE) Divieti (artt.28-30, CE) Cooperazione (art.10, CE) Cooperazione finanziaria (art.175, CE) Nicola Lugaresi
39 POTERI CONFERITI art.5, Trattato CE
Limiti: si riferiscono più agli obiettivi che ai poteri Relazione con art.308, CE (poteri impliciti) Nicola Lugaresi
40 CRITERI: SUSSIDIARIETA’ art.5, Trattato CE - Protocollo
Direzioni Verso il basso – Più vicino possibile ai cittadini Verso l’alto – Obiettivi dell’azione: a) non possono essere perseguiti adeguatamente dalle azioni degli Stati membri; b) possono essere perseguiti meglio dalla Comunità Profili: - Aspetti transnazionali - Mancanza di azione comunitaria costituirebbe violazione del Trattato - Evidenti benefici derivanti da ambito o effetti Aree in cui la Comunità non ha competenza esclusiva Concetto dinamico: alla luce degli obiettivi Criterio per qualsiasi proposta legislativa Nicola Lugaresi
41 CRITERI: PROPORZIONALITA’ art.5, Trattato CE - Protocollo
“Necessario”: interpretazione Azione della Comunità quanto più semplice possibile Azione della Comunità lascia quanto più spazio possibile alle decisioni nazionali Aspetti procedurali (Commissione): - ampia consultazione - giustificazione della rilevanza - minimizzare gli oneri - relazione annuale Nicola Lugaresi
42 ARMONIZZAZIONE art.95, art.175, Trattato CE
Armonizzazione totale: art.95, CE - Standards di prodotto uniformi (libera circolazione dei beni) - Importazione ed esportazione di sostanze pericolose - Deroghe possibili solo se consentite dalla direttiva specifica Armonizazzione minima: art.175, CE, art.176, CE Da clausole specifiche (nelle direttive) di armonizzazione minima a clausola generale (nel Trattato) di armonizzazione minima Armonizzazione parziale (mista): armonizzazione totale e armonizzazione minima nella stessa Direttiva Armonizzazione implicita (CGCE 172/82 Inter-huiles): oggetto particolare non regolato (ma nell’ambito di applicazione di una direttiva) Nicola Lugaresi
43 DEROGHE “PROTETTIVE” art.176, Trattato CE
Art.176, CE: connesso all’art.175, non all’art.95 o altri Compatibilità con il Trattato Standards ambientali (emissione ed immissione) nazionali più restrittivi Il mercato limita le differenze (svantaggio competitivo per le industrie nazionali) Notificazione alla Commissione Deroga alla deroga: art.176 CE è applicabile se la Direttiva specifica lo proibisce? Competenza implicita a derogare (CGCE 57/89 Leybucht): più alti interessi coinvolti Nicola Lugaresi
44 AVVICINAMENTO: DEROGHE art.95, §§ 4, 5, 6, Trattato CE
Mantenimento di disposizioni nazionali Motivi:: art.30, CE (salute e vita di uomini, animali e piante) o relazione con profili ambientali Necessità Introduzione di nuove disposizioni Motivi: profili ambientali (ulteriori rispetto ad art.30, CE) Nuove prove scientifiche (alla luce del principio di precauzione) Problema sorto dopo l’adozione della misura di armonizzazione Problema specifico, anche se non esclusivo, di quello Stato Nicola Lugaresi
45 AVVICINAMENTO: DEROGHE art.95, §§ 4, 5, 6, Trattato CE
Aspetti procedurali Il voto contrario rispetto alla misura di armonizzazione non è richiesto per potersi valere della procedura di deroga Notifica alla Commissione (decisione soggetta ad annullamento) Condizioni Escluse discriminazioni arbitrarie Escluse restrizioni dissimulate al commercio Nessun ostacolo al funzionamento del mercato interno (principio di proporzionalità) Nicola Lugaresi
46 FLESSIBILITA’ art.11, Trattato CE; artt.43-45, Trattato UE
Stati che intendono procedere più velocemente Condizioni per l’autorizzazione (artt.43-45, UE) - mirati a perseguire gli obiettivi dei Trattati - entro i limiti dei poteri della Comunità - non riguardano le aree di competenza esclusiva della Comunità - coinvolgono un minimo di otto Stati membri - sono aperti a tutti gli Stati membri - gli obiettivi non possono essere raggiunti entro un periodo di tempo ragionevole applicando le disposizioni rilevanti dei Trattati (“last resort”) Nicola Lugaresi
47 DIVIETI art.28, art.29, art.30, Trattato CE
Art.30: deroghe non strettamente ambientali Art.30: interpretazione restrittiva (eccezione) Art.30: motivi come lista esaustiva Restrizioni consentite: necessarie, non discriminatorie, proporzionali Nicola Lugaresi
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References: art.2
 art.5
 art.308
 art.95
 art.175
 art.175
 §2
 §3
 Art. 95
 Art. 175
 art.175
 art.95
 art.6
 Art.37
 Art.80
 Art.93
 Art.133
 Art.172
 art.175
 art.5
 art.308
 art.5
 art.5
 art.95
 art.175
 art.95
 art.175
 art.176
 art.176

Art.176
 art.176
 art.95
 art.30
 art.30
 art.95
 art.11
 art.28
 art.29
 art.30

Art.30
 Art.30
 Art.30