Source: http://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-8-2017-0314_IT.html
Timestamp: 2019-09-22 04:52:24+00:00

Document:
Testi approvati - Meccanismi di risoluzione delle controversie in materia di doppia imposizione nell'Unione europea * - Giovedì 6 luglio 2017
Ciclo del documento : A8-0225/2017
Meccanismi di risoluzione delle controversie in materia di doppia imposizione nell'Unione europea *
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 6 luglio 2017 sulla proposta di direttiva del Consiglio sui meccanismi di risoluzione delle controversie in materia di doppia imposizione nell'Unione europea (COM(2016)0686 – C8-0035/2017 – 2016/0338(CNS))
– vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2016)0686),
– visto l'articolo 115 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C8-0035/2017),
– viste le sue risoluzioni del 25 novembre 2015(1) e del 6 luglio 2016(2) sulle decisioni anticipate in materia fiscale (tax ruling) e altre misure analoghe per natura o effetto,
– vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A8‑0225/2017),
5. invita il Consiglio a considerare la possibilità di abrogare gradualmente, dopo l'adozione della presente direttiva, la convenzione del 23 luglio 1990 relativa all'eliminazione delle doppie imposizioni in caso di rettifiche degli utili di imprese associate(3), e a rafforzare dunque mediante la proposta di direttiva l'approccio coordinato dell'Unione in materia di risoluzione delle controversie;
(1) Le situazioni in cui diversi Stati membri tassano lo stesso reddito o capitale due volte possono creare seri ostacoli fiscali per le imprese che operano a livello transfrontaliero. Creano un onere fiscale eccessivo per le imprese e possono provocare distorsioni economiche e inefficienze, nonché avere un impatto negativo sugli investimenti transfrontalieri e la crescita.
(1) In base al principio di una tassazione equa ed efficiente, tutte le imprese devono pagare la loro giusta quota di tasse là dove sono generati i profitti e gli utili, ma vanno evitate la doppia imposizione e la doppia non imposizione. Le situazioni in cui diversi Stati membri tassano lo stesso reddito o capitale due volte possono creare seri ostacoli fiscali, principalmente per le piccole e medie imprese che operano a livello transfrontaliero, e quindi incidere negativamente sul corretto funzionamento del mercato interno. Tali situazioni creano un onere fiscale eccessivo, incertezza giuridica e costi superflui per le imprese, e possono provocare distorsioni economiche e inefficienze. Inoltre, hanno un impatto negativo sugli investimenti transfrontalieri e la crescita.
(1 bis) Il 25 novembre 2015 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sulle decisioni anticipate in materia fiscale (tax ruling) e altre misure analoghe per natura o effetto, nella quale ha contestato l'utilità della convenzione del 23 luglio 1990 relativa all'eliminazione delle doppie imposizioni in caso di rettifiche degli utili di imprese associate1 bis (la "Convenzione sull'arbitrato dell'Unione"), affermando che tale strumento dovrebbe essere riorganizzato e reso più efficiente, oppure sostituito da un meccanismo di composizione delle controversie dell'Unione con procedure amichevoli più efficaci. Il 6 luglio 2016 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sulle decisioni anticipate in materia fiscale (tax ruling) e altre misure analoghe per natura o effetto, nella quale ha sottolineato che la fissazione di un calendario chiaro per le procedure di risoluzione delle controversie è fondamentale per migliorare l'efficacia dei sistemi.
1 bis GU L 225 del 20.8.1990, pag. 10.
(1 ter) Il 16 dicembre 2015, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione contenente raccomandazioni alla Commissione su come promuovere la trasparenza, il coordinamento e la convergenza delle politiche sulle imposte societarie nell'Unione europea, nella quale ha invitato la Commissione a presentare una proposta legislativa volta a migliorare la composizione delle controversie transfrontaliere in materia di imposizione fiscale nell'Unione, concentrandosi non soltanto sui casi di doppia imposizione ma anche su quelli di doppia non imposizione. Venivano altresì invocate norme più chiare, tempi più stretti e maggiore trasparenza.
(1 quater) I tentativi di eliminare la doppia imposizione sono spesso sfociati in una "doppia non imposizione" quando le imprese, attraverso la pratica dell'erosione della base imponibile e lo spostamento degli utili, sono riuscite a far tassare i propri utili negli Stati membri che prevedono imposte societarie prossime allo zero. Tale prassi corrente distorce la concorrenza, danneggia le imprese nazionali e compromette la tassazione, con effetti deleteri sulla crescita e l'occupazione.
(2) Per questo è necessario che i meccanismi disponibili nell'Unione garantiscano la risoluzione delle controversie in materia di doppia imposizione e l'effettiva eliminazione delle doppie imposizioni in questione.
(2) Le attuali procedure di risoluzione delle controversie sono troppo lunghe, costose e spesso non sfociano in un accordo, e alcuni casi non sono affatto riconosciuti. Attualmente alcune imprese accettano la doppia imposizione piuttosto che investire tempo e denaro in procedure onerose volte a eliminarla. Per questo è essenziale che i meccanismi disponibili nell'Unione garantiscano un'effettiva risoluzione delle controversie in materia di doppia imposizione, che sia rapida e abbia efficacia esecutiva, e l'effettiva e tempestiva eliminazione delle doppie imposizioni in questione, con una comunicazione regolare ed efficace al contribuente.
(3) I meccanismi attualmente esistenti e previsti dalle convenzioni fiscali bilaterali non consentono sempre una completa eliminazione della doppia imposizione in maniera tempestiva. La vigente convenzione relativa all'eliminazione delle doppie imposizioni in caso di rettifiche degli utili di imprese associate (90/436/CEE)7 (la "convenzione sull'arbitrato dell'Unione") ha un campo di applicazione limitato, in quanto si applica solo alle controversie in materia di prezzi di trasferimento e all'attribuzione degli utili alle stabili organizzazioni. L'esercizio di controllo condotto nel quadro dell'attuazione della convenzione sull'arbitrato dell'Unione ha evidenziato alcune importanti lacune, in particolare per quanto riguarda l'accesso alla procedura, nonché la durata e l'effettiva conclusione della procedura.
(3) I meccanismi attualmente esistenti e previsti dalle convenzioni bilaterali in materia di doppia imposizione non consentono sempre una completa eliminazione della doppia imposizione in maniera tempestiva. In molti casi i meccanismi previsti da dette convenzioni sono lunghi, costosi e di difficile accesso, e non sempre sfociano in un accordo. La convenzione sull'arbitrato dell'Unione ha un campo di applicazione limitato, in quanto si applica solo alle controversie in materia di prezzi di trasferimento e all'attribuzione degli utili alle stabili organizzazioni. L'esercizio di controllo condotto nel quadro dell'attuazione della convenzione sull'arbitrato dell'Unione ha evidenziato alcune importanti lacune, in particolare per quanto riguarda l'accesso alla procedura, l'assenza di mezzi di ricorso, la durata e la mancanza di una conclusione definitiva, vincolante ed effettiva della procedura. Tali lacune costituiscono un ostacolo agli investimenti e dovrebbero essere colmate.
7 GU L 225 del 20.8.1990, pag. 10.
(3 bis) Per creare un contesto fiscale equo, chiaro e stabile e ridurre le controversie in materia di imposizione fiscale nel mercato interno, è necessario almeno un livello minimo di convergenza delle politiche in materia di imposte sulle società. L'introduzione di una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società quale proposta dalla Commissione1 bis costituisce lo strumento più efficace per eliminare il rischio della doppia imposizione sulle società.
Proposta di direttiva del Consiglio relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società - CCCTB (COM(2016)0683).
(4) Al fine di creare un contesto fiscale più equo, è opportuno potenziare le norme in materia di trasparenza e rafforzare le misure anti-elusione. Allo stesso tempo, nello spirito di un sistema fiscale equo, è necessario assicurare che i contribuenti non siano tassati due volte sullo stesso reddito e che i meccanismi di risoluzione delle controversie siano completi, efficaci e sostenibili. È necessario migliorare i meccanismi di risoluzione delle controversie in materia di doppia imposizione anche per far fronte al rischio di aumento del numero di controversie in materia di doppia o multipla imposizione concernenti importi potenzialmente elevati dovuto a pratiche di revisione contabile più regolari e mirate stabilite dalle amministrazioni fiscali.
(4) Al fine di creare un contesto fiscale più equo per le imprese che operano nell'Unione, è opportuno potenziare le norme in materia di trasparenza e rafforzare le misure anti-evasione ed anti-elusione a livello nazionale, unionale e mondiale. Evitare la doppia non imposizione deve rimanere una priorità per l'Unione. Allo stesso tempo, nello spirito di un sistema fiscale equo, è necessario assicurare che i contribuenti non siano tassati due volte sullo stesso reddito e che i meccanismi di risoluzione delle controversie siano completi, efficaci e sostenibili. È essenziale migliorare i meccanismi di risoluzione delle controversie in materia di doppia imposizione anche per far fronte al rischio di aumento del numero di controversie in materia di doppia o multipla imposizione concernenti importi potenzialmente elevati dovuto a pratiche di revisione contabile più regolari e mirate stabilite dalle amministrazioni fiscali.
(5) L'introduzione di un quadro efficace ed efficiente per la risoluzione delle controversie in materia fiscale che garantisca la certezza del diritto e un ambiente favorevole alle imprese per gli investimenti è quindi fondamentale per realizzare un regime fiscale per le imprese equo ed efficiente all'interno dell'Unione. I meccanismi di risoluzione delle controversie in materia di doppia imposizione dovrebbero inoltre creare un quadro armonizzato e trasparente per risolvere i problemi di doppia imposizione e, in quanto tali, offrire vantaggi a tutti i contribuenti.
(5) L'introduzione di un quadro efficace ed efficiente per la risoluzione delle controversie in materia fiscale che garantisca la certezza del diritto e favorisca gli investimenti è quindi fondamentale per realizzare un regime fiscale per le imprese equo ed efficiente all'interno dell'Unione. A tale fine gli Stati membri dovrebbero dotare le autorità competenti di risorse umane, tecniche e finanziarie di livello adeguato.
(5 bis) L'Unione ha le potenzialità per divenire un modello e un leader a livello mondiale in materia di trasparenza e coordinamento fiscale. Pertanto, i meccanismi di risoluzione delle controversie relative alla doppia imposizione dovrebbero creare anche un quadro armonizzato e trasparente per la soluzione dei problemi di doppia imposizione e, in quanto tali, offrire vantaggi a tutti i contribuenti. Salvo che i contribuenti interessati dimostrino che determinate informazioni commerciali, industriali o professionali sensibili contenute in una decisione non dovrebbero essere pubblicate, tutte le decisioni finali dovrebbero essere pubblicate integralmente ed essere rese disponibili dalla Commissione in un formato di dati comune, anche su una pagina web gestita a livello centrale. La pubblicazione delle decisioni finali è nell'interesse del pubblico, poiché aiuta a comprendere meglio come interpretare e applicare le norme. La presente direttiva potrà esplicare appieno il suo potenziale solo se anche nei paesi terzi saranno applicate disposizioni analoghe. Sarebbe pertanto opportuno che la Commissione si faccia anche promotrice dell'introduzione di procedure vincolanti di risoluzione delle controversie a livello internazionale.
(5 ter) Un quadro efficace ed efficiente dovrebbe prevedere la possibilità per gli Stati membri di proporre meccanismi alternativi per la risoluzione delle controversie che tengano maggiormente conto delle caratteristiche specifiche delle piccole e medie imprese (PMI) e possano sfociare in una riduzione dei costi e degli oneri burocratici, in una maggiore efficienza e in una più rapida eliminazione della doppia imposizione.
(6) L'eliminazione della doppia imposizione fiscale dovrebbe essere conseguita attraverso una procedura che preveda, come primo passo, la presentazione del caso alle autorità fiscali degli Stati membri interessati al fine di risolvere la controversia mediante procedura amichevole. Se entro un determinato periodo di tempo non viene raggiunto alcun accordo, il caso va sottoposto a una commissione consultiva o a una commissione per la risoluzione alternativa delle controversie, composta sia da rappresentanti delle autorità fiscali interessate, sia da personalità indipendenti. Le autorità fiscali dovrebbero adottare una decisione finale vincolante in riferimento al parere di una commissione consultiva o di una commissione per la risoluzione alternativa delle controversie.
(6) L'eliminazione della doppia imposizione fiscale dovrebbe essere conseguita attraverso una procedura di facile uso. Come primo passo, il caso va presentato alle autorità fiscali degli Stati membri interessati al fine di risolvere la controversia mediante procedura amichevole. Se entro un determinato periodo di tempo non viene raggiunto alcun accordo, il caso va sottoposto a una commissione consultiva o a una commissione per la risoluzione alternativa delle controversie, composta sia da rappresentanti delle autorità fiscali interessate, sia da personalità indipendenti i cui nominativi figurino in un elenco di personalità indipendenti pubblicamente accessibile. Le autorità fiscali dovrebbero adottare una decisione finale vincolante in riferimento al parere della commissione consultiva o della commissione per la risoluzione alternativa delle controversie.
(7 bis) La procedura di risoluzione delle controversie in materia di doppia imposizione prevista dalla presente direttiva è una delle opzioni per la composizione delle controversie a disposizione dei contribuenti. Fra tali opzioni rientrano le procedure amichevoli nel quadro di convenzioni bilaterali in materia di doppia imposizione o nel quadro della convenzione sull'arbitrato dell'Unione. La procedura di risoluzione delle controversie definita nella presente direttiva dovrebbe avere la priorità rispetto alle altre opzioni, poiché prevede un approccio unionale coordinato alla risoluzione delle controversie che include disposizioni chiare e applicabili, l'obbligo di abolizione della doppia imposizione e un arco temporale prestabilito.
(7 ter) Al momento non è chiaro come la direttiva si ponga rispetto alle disposizioni vigenti in materia di arbitrato contenute nelle convenzioni fiscali bilaterali e nell'attuale convenzione sull'arbitrato dell'Unione. La Commissione dovrebbe pertanto chiarire tali rapporti in modo che i contribuenti possano, ove possibile, scegliere la procedura più appropriata nel singolo caso.
(7 quater) Molti casi di doppia imposizione coinvolgono paesi terzi. La Commissione dovrebbe pertanto cercare di mettere a punto un quadro mondiale, preferibilmente nel contesto dell'OCSE. Fintanto che non sarà definito detto quadro OCSE, la Commissione dovrebbe puntare su una procedura amichevole obbligatoria e vincolante, in luogo dell'attuale procedura volontaria, per tutti i casi di possibile doppia imposizione transfrontaliera.
(10 bis) L'ambito di applicazione della presente direttiva dovrebbe essere esteso quanto prima possibile. La direttiva fornisce unicamente un quadro per la risoluzione delle controversie riguardanti la doppia imposizione sui proventi da attività industriali e commerciali. Le controversie relative alla doppia imposizione del reddito (ad esempio pensioni e retribuzioni) non rientrano nel suo campo di applicazione, sebbene gli effetti sui contribuenti possano essere significativi. La diversa interpretazione di una convenzione fiscale da parte degli Stati membri può dar luogo a una doppia imposizione economica, ad esempio nel caso in cui uno Stato membro consideri una fonte di reddito come una retribuzione mentre un altro consideri la stessa fonte di reddito come un utile. Pertanto, anche le differenze di interpretazione tra gli Stati membri relative alla tassazione dei redditi dovrebbero essere inserite nel campo di applicazione della presente direttiva.
(11) È opportuno che la Commissione riesamini l'applicazione della presente direttiva dopo un periodo di cinque anni e che gli Stati membri sostengano la Commissione fornendo il contributo necessario a tal fine,
(11) È opportuno che la Commissione riesamini l'applicazione della presente direttiva dopo un periodo di cinque anni, valutando anche se essa debba continuare ad essere d'applicazione o se debba essere modificata. Gli Stati membri dovrebbero sostenere la Commissione fornendo il contributo necessario a tale fine. Al termine del suddetto riesame, la Commissione dovrebbe presentare al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione comprendente una valutazione dell'opportunità di estendere l'ambito di applicazione della presente direttiva in modo da coprire tutte le situazioni transfrontaliere di doppia imposizione e doppia non imposizione, nonché, se del caso, una proposta legislativa di modifica,
Articolo 1 – comma 4
La presente direttiva non impedisce l'applicazione della legislazione nazionale o delle disposizioni degli accordi internazionali, qualora ciò sia necessario a evitare l'evasione fiscale, la frode fiscale o l'abuso.
La presente direttiva non impedisce l'applicazione della legislazione nazionale o delle disposizioni degli accordi internazionali, qualora ciò sia necessario a evitare l'evasione e l'elusione fiscale, la frode fiscale o l'abuso.
1. I contribuenti soggetti a doppia imposizione hanno il diritto di presentare una denuncia chiedendo la risoluzione della doppia imposizione a ciascuna delle autorità competenti degli Stati membri interessati entro tre anni dal ricevimento della prima notifica dell'azione che ha comportato la doppia imposizione, indipendentemente dal fatto che utilizzino le vie di ricorso previste dalla legislazione nazionale di uno degli Stati membri interessati. Nella denuncia il contribuente indica a ciascuna autorità competente gli altri Stati membri interessati.
1. I contribuenti soggetti a doppia imposizione hanno il diritto di presentare una denuncia chiedendo la risoluzione della doppia imposizione a ciascuna delle autorità competenti degli Stati membri interessati entro tre anni dal ricevimento della prima notifica dell'azione che ha comportato la doppia imposizione, indipendentemente dal fatto che utilizzino le vie di ricorso previste dalla legislazione nazionale di uno degli Stati membri interessati. Il contribuente presenta contemporaneamente la denuncia a entrambe le autorità competenti degli Stati membri interessati e in essa indica a ciascuna autorità competente gli altri Stati membri interessati. La Commissione ospita un punto di contatto centrale in tutte le lingue dell'Unione, facilmente accessibile al pubblico, dove figurano le informazioni di contatto aggiornate di ciascuna autorità competente e un quadro completo della legislazione unionale e delle convenzioni fiscali applicabili.
2. Le autorità competenti confermano il ricevimento della denuncia entro un mese dal suo ricevimento e lo comunicano alle autorità competenti degli altri Stati membri interessati.
2. Ciascuna autorità competente conferma per iscritto il ricevimento della denuncia e lo comunica alle autorità competenti degli altri Stati membri interessati entro due settimane dal ricevimento della denuncia.
a) nome, indirizzo, numero di identificazione fiscale e altre informazioni necessarie all’identificazione del contribuente che ha presentato la denuncia alle autorità competenti e di qualsiasi altro contribuente direttamente coinvolto;
a) nome, indirizzo, numero di identificazione fiscale e altre informazioni necessarie all'identificazione del contribuente che ha presentato la denuncia alle autorità competenti e di qualsiasi altro contribuente direttamente coinvolto in base alle informazioni in possesso del soggetto che ha presentato la denuncia;
d) le norme nazionali applicabili e le convenzioni in materia di doppia imposizione;
Articolo 3 – paragrafo 3 – lettera e – punto iii
iii) un impegno da parte del contribuente a rispondere nel modo più completo e rapido possibile a tutte le richieste formulate da un'autorità competente e a fornire i documenti su richiesta delle autorità competenti;
iii) un impegno da parte del contribuente a rispondere nel modo più completo e rapido possibile a tutte le richieste formulate da un'autorità competente e a fornire i documenti su richiesta delle autorità competenti, laddove le autorità competenti tengono debitamente conto di eventuali limiti di accesso ai documenti richiesti e dei ritardi dovuti a cause esterne;
Articolo 3 – paragrafo 3 – lettera f
f) eventuali informazioni supplementari specifiche richieste dalle autorità competenti.
f) eventuali informazioni supplementari specifiche richieste dalle autorità competenti che siano rilevanti per la controversia fiscale.
5. Le autorità competenti degli Stati membri interessati adottano una decisione in merito all'accettazione e all'ammissibilità della denuncia di un contribuente entro sei mesi dalla data di ricevimento della stessa. Le autorità competenti informano i contribuenti e le autorità competenti degli altri Stati membri della loro decisione.
5. Le autorità competenti degli Stati membri interessati adottano una decisione in merito all'accettazione e all'ammissibilità della denuncia di un contribuente entro tre mesi dalla data di ricevimento della denuncia ed entro due settimane informano per iscritto il contribuente e le autorità competenti degli altri Stati membri della loro decisione.
Qualora le autorità competenti degli Stati membri interessati decidano di accettare la denuncia a norma dell'articolo 3, paragrafo 5, si adoperano per eliminare la doppia imposizione mediante procedura amichevole entro due anni a partire dall'ultima notifica della decisione di uno degli Stati membri in merito all'accettazione della denuncia.
Qualora le autorità competenti degli Stati membri interessati decidano di accettare la denuncia a norma dell'articolo 3, paragrafo 5, si adoperano per eliminare la doppia imposizione mediante procedura amichevole entro un anno a partire dall'ultima notifica della decisione di uno degli Stati membri in merito all'accettazione della denuncia.
Il periodo di due anni di cui al primo comma può essere esteso fino a un massimo di sei mesi, su richiesta di un'autorità competente di uno Stato membro interessato, se l'autorità competente richiedente fornisce una giustificazione per iscritto. La proroga è subordinata all'accettazione da parte dei contribuenti e delle altre autorità competenti.
Il periodo di un anno di cui al primo comma può essere esteso fino a un massimo di tre mesi, su richiesta di un'autorità competente di uno Stato membro interessato, se l'autorità competente richiedente fornisce una giustificazione per iscritto. La proroga è subordinata all'accettazione da parte dei contribuenti e delle altre autorità competenti.
3. Una volta che le autorità competenti degli Stati membri hanno raggiunto un accordo per eliminare la doppia imposizione entro il periodo di cui al paragrafo 1, ciascuna autorità competente degli Stati membri interessati trasmette l'accordo al contribuente in una decisione vincolante per l'autorità e applicabile dal contribuente, a condizione che il contribuente rinunci al diritto alle vie di ricorso interne. La decisione è attuata a prescindere da eventuali termini previsti dalla legislazione nazionale degli Stati membri interessati.
3. Una volta che le autorità competenti degli Stati membri hanno raggiunto un accordo per eliminare la doppia imposizione entro il periodo di cui al paragrafo 1, ciascuna autorità competente degli Stati membri interessati trasmette l'accordo al contribuente entro cinque giorni in una decisione vincolante per l'autorità e applicabile dal contribuente, a condizione che il contribuente rinunci al diritto alle vie di ricorso interne. La decisione è attuata immediatamente a prescindere da eventuali termini previsti dalla legislazione nazionale degli Stati membri interessati.
4. Qualora le autorità competenti degli Stati membri interessati non abbiano raggiunto un accordo per eliminare la doppia imposizione entro il periodo di cui al paragrafo 1, ciascuna autorità competente degli Stati membri interessati informa i contribuenti indicando i motivi del mancato raggiungimento di un accordo.
4. Qualora le autorità competenti degli Stati membri interessati non abbiano raggiunto un accordo per eliminare la doppia imposizione entro il periodo di cui al paragrafo 1, ciascuna autorità competente degli Stati membri interessati informa entro due settimane i contribuenti indicando i motivi del mancato raggiungimento di un accordo e fornendo indicazioni sulle possibilità di ricorso, comunicando le coordinate degli organi di ricorso.
1. Le autorità competenti degli Stati membri interessati possono decidere di rigettare la denuncia se essa è inammissibile o se non vi è una doppia imposizione o se il periodo di tre anni di cui all'articolo 3, paragrafo 1, non è rispettato.
1. Le autorità competenti degli Stati membri interessati possono decidere di rigettare la denuncia se essa è inammissibile o se non vi è una doppia imposizione o se il periodo di tre anni di cui all'articolo 3, paragrafo 1, non è rispettato. Le autorità competenti informano il contribuente in merito ai motivi del rigetto della denuncia.
2. Qualora le autorità competenti degli Stati membri interessati non abbiano adottato una decisione in merito alla denuncia entro sei mesi dalla data di ricevimento della denuncia di un contribuente, la denuncia si considera rigettata.
2. Qualora le autorità competenti degli Stati membri interessati non abbiano adottato una decisione in merito alla denuncia entro tre mesi dalla data di ricevimento della denuncia di un contribuente, la denuncia si considera rigettata e il contribuente è informato entro un mese da detto periodo di tre mesi.
3. In caso di rigetto della denuncia, il contribuente ha il diritto di fare ricorso contro la decisione delle autorità competenti degli Stati membri interessati in conformità alle normative nazionali.
3. In caso di rigetto della denuncia, il contribuente ha il diritto di fare ricorso contro la decisione delle autorità competenti degli Stati membri interessati in conformità alle normative nazionali. Il contribuente ha il diritto di fare ricorso presso una qualsiasi delle autorità competenti. L'autorità competente cui viene presentato il ricorso informa l'altra autorità competente dell'esistenza del ricorso e le due autorità si coordinano nell'esame del ricorso. Nel caso delle PMI, qualora il ricorso abbia esito positivo gli oneri finanziari sono sostenuti dall'autorità che aveva inizialmente rigettato la denuncia.
La commissione consultiva adotta una decisione sull'ammissibilità e sull'accettazione della denuncia entro sei mesi dalla data di notifica dell'ultima decisione di rigetto della denuncia a norma dell'articolo 5, paragrafo 1, da parte delle autorità competenti degli Stati membri interessati. In mancanza di una decisione notificata nel periodo di sei mesi, la denuncia si considera rigettata.
La commissione consultiva adotta una decisione sull'ammissibilità e sull'accettazione della denuncia entro tre mesi dalla data di notifica dell'ultima decisione di rigetto della denuncia a norma dell'articolo 5, paragrafo 1, da parte delle autorità competenti degli Stati membri interessati. In mancanza di una decisione notificata entro tale periodo di tre mesi, la denuncia si considera rigettata.
Se la commissione consultiva conferma l'esistenza di una doppia imposizione e l'ammissibilità della denuncia, su richiesta di una delle autorità competenti viene avviata la procedura amichevole di cui all'articolo 4. L'autorità competente interessata comunica detta richiesta alla commissione consultiva, alle altre autorità competenti interessate e ai contribuenti. Il periodo di due anni di cui all'articolo 4, paragrafo 1, decorre dalla data della decisione adottata dalla commissione consultiva sull'accettazione e sull'ammissibilità della denuncia.
Se la commissione consultiva conferma l'esistenza di una doppia imposizione e l'ammissibilità della denuncia, su richiesta di una delle autorità competenti viene avviata la procedura amichevole di cui all'articolo 4. L'autorità competente interessata comunica detta richiesta alla commissione consultiva, alle altre autorità competenti interessate e ai contribuenti. Il periodo di un anno di cui all'articolo 4, paragrafo 1, decorre dalla data della decisione adottata dalla commissione consultiva sull'accettazione e sull'ammissibilità della denuncia.
Articolo 6 – paragrafo 3 – comma 1
La commissione consultiva è istituita dalle autorità competenti degli Stati membri interessati, qualora non siano riusciti a raggiungere un accordo per eliminare la doppia imposizione a norma della procedura amichevole entro il termine di cui all'articolo 4, paragrafo 1.
Qualora le autorità competenti degli Stati membri non siano riuscite a raggiungere un accordo per eliminare la doppia imposizione a norma della procedura amichevole entro il termine di cui all'articolo 4, paragrafo 1, la commissione consultiva esprime un parere in merito all'eliminazione della doppia imposizione a norma dell'articolo 13, paragrafo 1.
La commissione consultiva è istituita entro cinquanta giorni di calendario dopo la fine del periodo di sei mesi di cui all'articolo 3, paragrafo 5, qualora la commissione consultiva sia stata istituita in conformità al paragrafo 1.
La commissione consultiva è istituita entro un mese dopo la fine del periodo di tre mesi di cui all'articolo 3, paragrafo 5, qualora la commissione consultiva sia stata istituita in conformità al paragrafo 1.
La commissione consultiva è istituita entro cinquanta giorni di calendario dopo la fine del periodo di cui all'articolo 4, paragrafo 1, qualora la commissione consultiva sia stata istituita in conformità al paragrafo 2.
La commissione consultiva è istituita entro un mese dopo la fine del periodo di cui all'articolo 4, paragrafo 1, qualora la commissione consultiva sia stata istituita in conformità al paragrafo 2.
Se l'autorità competente di uno Stato membro non ha nominato almeno una personalità indipendente e il suo sostituto, il contribuente può chiedere al tribunale competente in detto Stato membro di nominare una personalità indipendente e il relativo sostituto dall'elenco di cui all'articolo 8, paragrafo 4.
Se l'autorità competente di uno Stato membro non ha nominato almeno una personalità indipendente e il suo sostituto, il contribuente può chiedere al tribunale competente in detto Stato membro di nominare entro tre mesi una personalità indipendente e il relativo sostituto dall'elenco di cui all'articolo 8, paragrafo 4.
Articolo 7 – paragrafo 1 – comma 3
Se le autorità competenti di tutti gli Stati membri interessati hanno omesso di farlo, il contribuente può chiedere ai tribunali competenti di ciascuno Stato membro di nominare le due personalità indipendenti a norma del secondo e del terzo comma. Le personalità indipendenti così selezionate nominano il presidente mediante sorteggio dall'elenco delle personalità indipendenti che soddisfano i requisiti di cui all'articolo 8, paragrafo 4.
Se le autorità competenti di tutti gli Stati membri interessati hanno omesso di farlo, il contribuente può chiedere ai tribunali competenti di ciascuno Stato membro di nominare le due personalità indipendenti a norma del secondo e del terzo comma dell'articolo 8, paragrafo 4. La Commissione rende disponibili in forma chiara le coordinate dei tribunali competenti di ciascuno Stato membro mediante un punto d'informazione centrale nel proprio sito web, in tutte le lingue ufficiali dell'Unione. Le personalità indipendenti così selezionate nominano il presidente mediante sorteggio dall'elenco delle personalità indipendenti che soddisfano i requisiti di cui all'articolo 8, paragrafo 4.
2. La nomina di personalità indipendenti e dei loro sostituti a norma del paragrafo 1 è comunicata a un tribunale competente di uno Stato membro solo dopo la fine del periodo di cinquanta giorni di cui all'articolo 6, paragrafo 4, ed entro due settimane dalla la fine di tale periodo.
2. La nomina di personalità indipendenti e dei loro sostituti a norma del paragrafo 1 è comunicata a un tribunale competente di uno Stato membro solo dopo la fine del periodo di un mese di cui all'articolo 6, paragrafo 4, ed entro due settimane dalla la fine di tale periodo.
3. Il tribunale competente adotta una decisione a norma del paragrafo 1 e la trasmette al richiedente. La procedura applicata dal tribunale competente per nominare le personalità indipendenti quando gli Stati membri hanno omesso di farlo è uguale a quella applicabile, ai sensi delle disposizioni nazionali in materia di arbitrato civile e commerciale, quando i tribunali nominano gli arbitri nei casi in cui le parti non riescono a trovare un accordo al riguardo. Il tribunale competente informa altresì le autorità competenti che hanno inizialmente omesso di istituire la commissione consultiva. Lo Stato membro interessato può presentare ricorso contro una decisione del tribunale, purché sia autorizzato a farlo a norma della legislazione nazionale. In caso di rigetto, il richiedente può presentare ricorso contro la decisione del tribunale in conformità alle norme procedurali nazionali.
3. Il tribunale competente adotta una decisione a norma del paragrafo 1 e la trasmette al richiedente entro un mese. La procedura applicata dal tribunale competente per nominare le personalità indipendenti quando gli Stati membri hanno omesso di farlo è uguale a quella applicabile, ai sensi delle disposizioni nazionali in materia di arbitrato civile e commerciale, quando i tribunali nominano gli arbitri nei casi in cui le parti non riescono a trovare un accordo al riguardo. Il tribunale competente informa altresì le autorità competenti che hanno inizialmente omesso di istituire la commissione consultiva. Lo Stato membro interessato può presentare ricorso contro una decisione del tribunale, purché sia autorizzato a farlo a norma della legislazione nazionale. In caso di rigetto, il richiedente può presentare ricorso contro la decisione del tribunale in conformità alle norme procedurali nazionali.
Articolo 8 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera c
c) una o due personalità indipendenti, nominate da ciascuna autorità competente dall'elenco delle personalità di cui al paragrafo 4.
c) una o due personalità indipendenti, nominate da ciascuna autorità competente dall'elenco delle personalità di cui al paragrafo 4, escluse le personalità proposte dal proprio Stato membro.
Articolo 8 – paragrafo 1 – comma 3 bis (nuovo)
Gli Stati membri possono decidere di nominare su base permanente i rappresentanti di cui alla lettera b) del primo caso.
b) se detta personalità detiene o ha detenuto una grande azienda oppure è o è stata un dipendente o consulente di uno o ciascuno dei contribuenti;
b) se detta personalità o un suo familiare detiene o ha detenuto una grande azienda oppure è o è stata un dipendente o consulente di uno o ciascuno dei contribuenti;
Le personalità indipendenti devono essere cittadini di uno Stato membro e residenti nell'Unione. Devono essere competenti e indipendenti.
Le personalità indipendenti devono essere cittadini di uno Stato membro e residenti nell'Unione, ed essere preferibilmente funzionari e dipendenti pubblici che operano nel settore del diritto tributario o membri di un tribunale amministrativo. Devono essere competenti, indipendenti, imparziali e di elevata integrità.
Articolo 8 – paragrafo 4 – comma 3
Gli Stati membri comunicano alla Commissione i nomi delle personalità indipendenti che hanno nominato. Gli Stati membri possono specificare nella comunicazione quale delle cinque persone che hanno nominato può essere nominata presidente. Forniscono inoltre alla Commissione informazioni complete e aggiornate sui loro titoli accademici e professionali, le loro competenze, l'esperienza e i conflitti di interesse. Gli Stati membri comunicano immediatamente alla Commissione eventuali modifiche dell'elenco delle personalità indipendenti.
Gli Stati membri comunicano alla Commissione i nomi delle personalità indipendenti che hanno nominato. Gli Stati membri specificano nella comunicazione quale delle cinque persone che hanno nominato può essere nominata presidente. Forniscono inoltre alla Commissione informazioni complete e aggiornate sui loro titoli accademici e professionali, le loro competenze, l'esperienza e i conflitti di interesse. Le informazioni sono aggiornate in caso di cambiamenti nel curriculum vitae delle personalità indipendenti. Gli Stati membri comunicano immediatamente alla Commissione eventuali modifiche dell'elenco delle personalità indipendenti.
Articolo 8 – paragrafo 4 – comma 3 bis (nuovo)
La Commissione verifica le informazioni di cui al terzo comma relative alle personalità indipendenti nominate dagli Stati membri. La verifica avviene entro tre mesi dal ricevimento delle informazioni dallo Stato membro. Qualora la Commissione nutra dubbi circa l'indipendenza della personalità nominata, può richiedere allo Stato membro di fornire ulteriori informazioni e, laddove i dubbi permangano, può chiedere allo Stato membro di eliminare la personalità dall'elenco e di nominare un sostituto.
Articolo 8 – paragrafo 4 – comma 3 ter (nuovo)
L'elenco di personalità indipendenti è pubblicamente disponibile.
1. Le autorità competenti degli Stati membri interessati possono concordare di istituire una commissione per la risoluzione alternativa delle controversie al posto della commissione consultiva per emettere un parere sull'eliminazione della doppia imposizione a norma dell'articolo 13.
1. Le autorità competenti degli Stati membri interessati possono concordare di istituire una commissione per la risoluzione alternativa delle controversie al posto della commissione consultiva per emettere un parere sull'eliminazione della doppia imposizione a norma dell'articolo 13. Il ricorso alla commissione per la risoluzione alternativa delle controversie rimane tuttavia quanto più possibile limitato a casi eccezionali.
2. La commissione per la risoluzione alternativa delle controversie può essere diversa dalla commissione consultiva per quanto riguarda la sua composizione e forma e applica la conciliazione, la mediazione, la consulenza, la delibera o altre procedure o tecniche di risoluzione delle controversie per risolvere la controversia.
2. La commissione per la risoluzione alternativa delle controversie può essere diversa dalla commissione consultiva per quanto riguarda la sua composizione e forma e applica la conciliazione, la mediazione, la consulenza, la delibera o altre procedure o tecniche di risoluzione delle controversie efficaci e riconosciute per risolvere la controversia.
4. Gli articoli da 11 a 15 si applicano alla commissione per la risoluzione alternativa delle controversie, fatta eccezione per le norme sulla maggioranza di cui all'articolo 13, paragrafo 3. Le autorità competenti degli Stati membri interessati possono concordare norme diverse in materia di maggioranza nelle norme di funzionamento della commissione per la risoluzione alternativa delle controversie.
4. Gli articoli da 11 a 15 si applicano alla commissione per la risoluzione alternativa delle controversie, fatta eccezione per le norme sulla maggioranza di cui all'articolo 13, paragrafo 3. Le autorità competenti degli Stati membri interessati possono concordare norme diverse in materia di maggioranza nelle norme di funzionamento della commissione per la risoluzione alternativa delle controversie, a condizione che siano garantite l'indipendenza delle personalità nominate per la composizione delle controversie e l'assenza di conflitti d'interesse.
Gli Stati membri dispongono che, entro il periodo di cinquanta giorni di calendario di cui all'articolo 6, paragrafo 4, ciascuna autorità competente degli Stati membri interessati informa i contribuenti in merito ai seguenti aspetti:
Gli Stati membri dispongono che, entro il periodo di un mese di cui all'articolo 6, paragrafo 4, ciascuna autorità competente degli Stati membri interessati informa i contribuenti in merito ai seguenti aspetti:
La data di cui alla lettera b) del primo comma è fissata entro 6 mesi dall'istituzione della commissione consultiva o della commissione per la risoluzione alternativa delle controversie.
La data di cui alla lettera b) del primo comma è fissata entro tre mesi dall'istituzione della commissione consultiva o della commissione per la risoluzione alternativa delle controversie.
3. In caso di mancanza o incompletezza della notifica delle norme di funzionamento ai contribuenti, gli Stati membri provvedono affinché le personalità indipendenti e il presidente completino le norme di funzionamento conformemente all'allegato II e le trasmettano al contribuente entro due settimane dalla data di scadenza dei cinquanta giorni di calendario previsti dall'articolo 6, paragrafo 4. Qualora le personalità indipendenti e il presidente non siano d'accordo sulle norme di funzionamento o non le trasmettano ai contribuenti, i contribuenti possono adire il tribunale competente del loro Stato di residenza o di stabilimento al fine di trarre tutte le conseguenze giuridiche e applicare le norme di funzionamento.
3. In caso di mancanza o incompletezza della notifica delle norme di funzionamento ai contribuenti, gli Stati membri provvedono affinché le personalità indipendenti e il presidente completino le norme di funzionamento conformemente all'allegato II e le trasmettano al contribuente entro due settimane dalla data di scadenza del periodo di un mese previsto dall'articolo 6, paragrafo 4. Qualora le personalità indipendenti e il presidente non siano d'accordo sulle norme di funzionamento o non le trasmettano ai contribuenti, i contribuenti possono adire il tribunale competente del loro Stato di residenza o di stabilimento al fine di trarre tutte le conseguenze giuridiche e applicare le norme di funzionamento.
1. Ai fini della procedura di cui all'articolo 6, il contribuente o i contribuenti interessati possono fornire alla commissione consultiva o alla commissione per la risoluzione alternativa delle controversie le informazioni, le prove o i documenti che possono essere rilevanti ai fini della decisione. Il contribuente/i contribuenti e le autorità competenti degli Stati membri interessati forniscono le informazioni, le prove e i documenti su richiesta della commissione consultiva o della commissione per la risoluzione alternativa delle controversie. Tuttavia, le autorità competenti di uno Stato membro possono rifiutare di fornire informazioni alla commissione consultiva nei seguenti casi:
1. Ai fini della procedura di cui all'articolo 6, il contribuente o i contribuenti interessati forniscono alla commissione consultiva o alla commissione per la risoluzione alternativa delle controversie le informazioni, le prove o i documenti che possono essere rilevanti ai fini della decisione. Il contribuente/i contribuenti e le autorità competenti degli Stati membri interessati forniscono le informazioni, le prove e i documenti su richiesta della commissione consultiva o della commissione per la risoluzione alternativa delle controversie. Tuttavia, le autorità competenti di uno Stato membro possono rifiutare di fornire informazioni alla commissione consultiva nei seguenti casi:
1. Entro sei mesi dalla data di istituzione, la commissione consultiva o la commissione per la risoluzione alternativa delle controversie esprimono il proprio parere alle autorità competenti degli Stati membri interessati.
1. Entro tre mesi dalla data di istituzione, la commissione consultiva o la commissione per la risoluzione alternativa delle controversie esprimono il proprio parere alle autorità competenti degli Stati membri interessati.
2. Nell'elaborare il proprio parere, la commissione consultiva o la commissione per la risoluzione alternativa delle controversie tengono conto delle norme nazionali applicabili e delle convenzioni in materia di doppia imposizione. In assenza di una convenzione o di un accordo in materia di doppia imposizione tra gli Stati membri interessati, la commissione consultiva o la commissione per la risoluzione alternativa delle controversie possono fare riferimento, nell'elaborazione del proprio parere, alla prassi internazionale in materia di tassazione, ad esempio al più recente modello di convenzione fiscale dell'OCSE.
2. Nell'elaborare il proprio parere, la commissione consultiva o la commissione per la risoluzione alternativa delle controversie tengono conto delle norme nazionali applicabili e delle convenzioni in materia di doppia imposizione. In assenza di una convenzione o di un accordo in materia di doppia imposizione tra gli Stati membri interessati, la commissione consultiva o la commissione per la risoluzione alternativa delle controversie possono fare riferimento, nell'elaborazione del proprio parere, alla prassi internazionale in materia di tassazione, ad esempio al più recente modello di convenzione fiscale dell'OCSE e al più recente modello di convenzione ONU contro la doppia imposizione.
1. Le autorità competenti danno il loro accordo entro sei mesi dalla notifica del parere della commissione consultiva o della commissione per la risoluzione alternativa delle controversie in merito all'eliminazione della doppia imposizione.
1. Le autorità competenti danno il loro accordo entro tre mesi dalla notifica del parere della commissione consultiva o della commissione per la risoluzione alternativa delle controversie in merito all'eliminazione della doppia imposizione.
3. Gli Stati membri provvedono affinché la decisione finale di eliminare la doppia imposizione sia trasmessa da ciascuna autorità competente ai contribuenti entro trenta giorni di calendario dalla sua adozione. Se non viene informato della decisione entro trenta giorni di calendario, il contribuente può presentare ricorso nel suo Stato membro di residenza o di stabilimento in conformità alle norme nazionali.
3. Gli Stati membri provvedono affinché la decisione finale di eliminare la doppia imposizione sia trasmessa da ciascuna autorità competente ai contribuenti entro trenta giorni di calendario dalla sua adozione. Se il contribuente non viene informato della decisione entro trenta giorni, può presentare ricorso nel suo Stato membro di residenza o di stabilimento in conformità alle norme nazionali.
2. Il deferimento della controversia alla procedura amichevole o alla procedura di risoluzione delle controversie non impedisce a uno Stato membro di avviare o di continuare procedimenti giudiziari o procedimenti per sanzioni amministrative e penali in relazione alle stesse materie.
2. Il deferimento della controversia alla procedura amichevole o alla procedura di risoluzione delle controversie impedisce a uno Stato membro di avviare o di continuare procedimenti giudiziari o procedimenti per sanzioni amministrative e penali in relazione alle stesse materie.
Articolo 15 – paragrafo 3 – lettera a
a) sei mesi come stabilito all'articolo 3, paragrafo 5;
a) tre mesi come stabilito all'articolo 3, paragrafo 5;
Articolo 15 – paragrafo 3 – lettera b
b) due anni come stabilito all'articolo 4, paragrafo 1.
b) un anno come stabilito all'articolo 4, paragrafo 1.
6. In deroga all'articolo 6, gli Stati membri interessati possono rifiutare l'accesso alla procedura di risoluzione delle controversie in caso di frode fiscale, inadempimento intenzionale e grave negligenza.
6. In deroga all'articolo 6, gli Stati membri interessati possono rifiutare l'accesso alla procedura di risoluzione delle controversie in caso di frode fiscale confermata da sentenza definitiva nel quadro di un procedimento penale o amministrativo, inadempimento intenzionale e grave negligenza nella stessa questione.
2. Le autorità competenti pubblicano la decisione finale di cui all'articolo 14, previo il consenso di ciascuno dei contribuenti interessati.
2. Le autorità competenti pubblicano nella sua interezza la decisione finale di cui all'articolo 14. Tuttavia, qualora uno dei contribuenti interessati affermi che determinati punti della decisione contengono informazioni commerciali, industriali o professionali sensibili, le autorità competenti tengono conto di tali argomentazioni e pubblicano la decisione nel modo più completo possibile, cancellando però le parti sensibili. Pur proteggendo i diritti costituzionali dei contribuenti, in particolare per quanto riguarda le informazioni la cui pubblicazione rivelerebbe in modo chiaro ed evidente alla concorrenza informazioni industriali e commerciali sensibili, le autorità competenti si adoperano per garantire la massima trasparenza mediante la pubblicazione della decisione finale.
Qualora un contribuente interessato non dia il consenso alla pubblicazione della decisione finale nella sua interezza, le autorità competenti pubblicano una sintesi della decisione finale con la descrizione del problema e l'oggetto, la data, i periodi d'imposta in questione, la base giuridica, il settore industriale e una breve descrizione del risultato finale.
4. La Commissione predispone moduli standard per la comunicazione delle informazioni di cui ai paragrafi 2 e 3 mediante atti di esecuzione. Gli atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di cui all'articolo 18, paragrafo 2.
4. La Commissione predispone moduli standard per la comunicazione delle informazioni di cui al paragrafo 2 mediante atti di esecuzione. Gli atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di cui all'articolo 18, paragrafo 2.
5. Le autorità competenti trasmettono alla Commissione le informazioni da pubblicare a norma del paragrafo 3 prima della pubblicazione.
5. Le autorità competenti trasmettono alla Commissione le informazioni da pubblicare a norma del paragrafo 3 prima della pubblicazione. La Commissione rende disponibili tali informazioni, in un formato di dati comunemente utilizzato, su una pagina web gestita centralmente.
1. La Commissione mette a disposizione online e tiene aggiornato l'elenco delle personalità indipendenti di cui all'articolo 8, paragrafo 4, precisando quali di queste persone possono essere nominate presidente. Nell'elenco figurano solo i nomi di tali persone.
1. La Commissione mette a disposizione online, in un formato dati aperto, l'elenco delle personalità indipendenti di cui all'articolo 8, paragrafo 4, e lo tiene aggiornato, precisando quali di queste persone possono essere nominate presidente. Nell'elenco figurano i nomi, le affiliazioni e il curriculum vitae di tali persone e le informazioni relative alle loro qualifiche e alla loro esperienza pratica congiuntamente alle dichiarazioni sugli eventuali conflitti di interesse.
Entro il ... [tre anni dopo la data di entrata in vigore della presente direttiva], la Commissione, sulla base di una consultazione pubblica e alla luce delle discussioni con le autorità competenti, procede a un riesame dell'applicazione e dell'ambito della presente direttiva. La Commissione esamina inoltre se un comitato consultivo di natura permanente ("commissione consultiva permanente") migliorerebbe ulteriormente l'efficacia e l'efficienza delle procedure di risoluzione delle controversie.
La Commissione presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio corredandola, se opportuno, di una proposta legislativa di modifica.
Allegato I – titolo 5 –riga 2 bis (nuovo)
Allegato I – titolo 12 – riga 2 bis (nuovo)
(1) Testi approvati, P8_TA(2015)0408.
(2) Testi approvati, P8_TA(2016)0310.
(3) GU L 225 del 20.8.1990, pag. 10.

References: Articolo 1

Articolo 3

Articolo 3

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 8

Articolo 8

Articolo 8

Articolo 8

Articolo 15

Articolo 15
 sentenza