Source: http://movimentoprogettopiemonte.blogspot.com/2010/05/uopa-unione-ossolana-per-lautonomia-la.html
Timestamp: 2019-05-26 17:45:11+00:00

Document:
Movimento Progetto Piemonte: “U.O.P.A. – Unione Ossolana Per l’Autonomia – La storia di un sogno” di Uberto Gandolfi
“U.O.P.A. – Unione Ossolana Per l’Autonomia – La storia di un sogno” di Uberto Gandolfi
U.O.P.A. Unione Ossolana Per l’Autonomia
Un libro di storia che si legge come un articolo di cronaca. “U.O.P.A. – Unione Ossolana Per l’Autonomia – La storia di un sogno” di Uberto Gandolfi rivive in 182 pagine fitte di dati e documenti, l’avventura del movimento che più di trent’anni fa accarezzò il sogno della costituzione di una regione autonoma dell’Ossola e della Valle Cannobina sulla base del precedente dei 40 giorni della repubblica partigiana del 1944 e del contenuto dalla Carta di Chivasso.
Idea che era sicuramente all’avanguardia per il tempo in cui venne concepita, ma che ha gettato un forte seme nella pianta dell’autonomia, tant’è che il segretario federale della Lega Nord, Umberto Bossi, nella prefazione al testo scrive senza mezzi termini “Se non ci fosse stata l’Uopa non ci sarebbe stata neppure la Lega”.
Forse nessuno meglio dell’autore avrebbe potuto esprimere meglio quanto accadde in quegli anni: Uberto Gandolfi è figlio di chi fu fondatore dell’UOPA e, successivamente, consigliere ed assessore provinciale a Novara, prima della sua premature scomparsa, e sin dal giovanissimo ha respirato l’aria dell’autonomia Ossolana.
Con la meticolosità dello storico e la chiarezza d’esposizione giornalistica Gandolfi rivive le tappe della storia dell’autonomia Ossolana e la trasformazione dell’Uopa da movimento politico in movimento d’opinione andando a spiegare gli effetti che ebbe a livello nazionale (l’influenza sulla creazione della Lega Nord), provinciale (le istanze provenienti dal basso hanno portato se non alla creazione della regione autonoma quanto meno alla nascita della attuale Provincia del VCO) e locale (lo sblocco di lavori pubblici attesi da anni, come la continuazione da Vercelli dell’autostrada sino a Gravellona Toce, la superstrada da Gravellona sino al confine svizzero, lo scalo internazionale Domo 2).
Dalla lettura, poi, si evince chiaramente quanto poco in Ossola, terra incuneata nel territorio della Confederazione Elvetica, fosse sentito il rapporto con Torino ed il Piemonte, essendo preferito quello, invece, alla Lombardia sentita più vicina, e non solo geograficamente.
La vicenda dell’UOPA, ora che è entrata nella storia a pieno titolo, merita una ulteriore riflessione: l’Ossola e gli Ossolani, negli anni Settanta, come era avvenuto durante la Guerra Civile, avevano saputo creare un precedente.
Quella dell’Ossola è stata ed è, tra le Repubbliche partigiane, quella che ha avuto la maggiore longevità e ha lasciato un segno più profondo.
La lotta dell’autonomia degli anni Settanta/Ottanta è stata lo scatto d’orgoglio di una popolazione che ha lasciato, anch’essa un segno profondo nella pianta della crescita dei movimenti autonomisti.
In entrambi i casi, però, le istanze ossolane non sono state sufficientemente supportate dell’esterno.
Certamente quello della Regione Autonoma dell’Ossola, sul modello trentino o valdostano, era forse un sogno troppo grande, ma la comunità piemontese non supportandolo, o quanto meno non facendo nulla per cercare di capirlo e di comprendere quali fossero le ragioni che spingevano Corradini e gli altri fondatori dell’Uopa nella battaglia per l’autonomia, ha perso allora un’occasione.
Il Piemonte – e l’Ossola, nonostante le nostalgie lombardofile, gli appartiene geograficamente ed amministrativamente da molti anni – è in realtà un sistema composito che non è oggi una delle regioni trainanti del dibattito sul federalismo e l’autonomia. Lombardia, Veneto, Sicilia sono tra le regioni che hanno espresso sin qui posizioni più avanzate.
Questo dibattito lo si può riprendere oggi portando avanti un’istanza regionalista che vada a trovare il suo perfezionamento nella concessione dello Statuto Speciale per la regione subalpine.
Potrà forse apparire fuori tempo massimo ma è sicuramente un obiettivo che consentirebbe all’intero “Sistema Piemonte”, una volta raggiunto, di affrontare la sfida della globalizzazione senza avere un braccio legato dietro alla schiena.
Ma per guardare al futuro occorre anche conoscere il passato e fare tesoro degli errori e delle realizzazioni che sono state effettuate.
Ecco perché, dunque, per capire le radici del pensiero autonomista occorre leggere attentamente il libro di Gandolfi.
Pubblicato da Claudio Martinotti Doria a 04:39
Recapiti del Movimento
Per comunicare con il MOVIMENTO PROGETTO PIEMONTE: Casella Postale n. 11 15033 Casale Monferrato AL - cell. 349 8773769 - e.mail: info@progettopiemonte.it - portavoce@progettopiemonte.it
Rassegna Stampa, potete leggere direttamente gli articoli cliccando sui link:
Fonte: Novi On Line, http://www.novionline.net/news/politica-cittadina/mpp-risponde-a-novionline-non-ci-siamo-presentati-a-carrega-per-la-ca-2.html
Mpp risponde a Novionline. NON CI SIAMO PRESENTATI A CARREGA PER LA CADREGA
Fonte: Pagina, Quotidiano di Area torinese http://www.pagina.to.it/
I piccoli Comuni promuovano la propria storia e le proprie tradizioni
http://www.pagina.to.it/index.php?method=section&action=zoom&id=5962
Fonte: Agenfax, Quotidiano di Informazione http://www.agenfax.it/
LETTERA APERTA AI SINDACI DEI PICCOLI COMUNI DEL PIEMONTE
http://www.agenfax.it/index.php?option=com_content&task=view&id=27664&Itemid=240
Fonte: Corriere di Alessandria e Provincia http://www.corriereal.it/
Archivio Lettere 12/2009 - 23 dicembre 2009
Una vetrina per i piccoli Comuni. Lettera aperta ai Sindaci dei piccoli e piccolissimi Comuni del Piemonte
http://www.corriereal.it/news/archive/le_vostre_lettere
Fonte: Vercelli Oggi http://www.vercellioggi.it/index.asp
PICCOLI COMUNI - L’ Mpp scrive ai Sindaci per promuovere l’adesione alla "Vetrina dei Piccoli Comuni del Piemonte"
http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?id=5544
Link all'U.O.P.A. Unione Ossolana Per l’Autonomia
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Superficie:	25.399 km² - Abitanti: 4.440.226 (31/05/2009) - Densità: 174,81 ab./km² - Il Piemonte ha una fortissima e diffusa comunità di piemontesi nel mondo, più numerosi di quelli rimasti nella regione
Il Piemonte fa parte della nuova Euroregione Alpi Mediterraneo
L'Euroregione Alpi Mediterraneo è composta da Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Provenza-Alpi-Costa Azzurra, Rodano-Alpi. Territorio: 5 Regioni e 28 Province - Superficie: 109,2 mila kmq - Popolazione: 16,8 milioni - Pil: 432 miliardi di euro - Imprese: 1.297.375
Sigillo della Regione Piemonte
E' la massima onorificenza concessa dalla Regione Piemonte
DAL CANAVESE LA RICHIESTA DI FISSARE IL REFERENDUM...
“U.O.P.A. – Unione Ossolana Per l’Autonomia – La ...
Una proposta di ordine del giorno del Gruppo Proge...
Proposta di Ordine del Giorno presentato dal Grupp...
Statuto del Movimento Progetto Piemonte (MPP)
MPP - MOVIMENTO PROGETTO PIEMONTE
1 - Il Movimento politico denominato “Movimento Progetto Piemonte” abbreviato con la sigla MPP si fonda sul rispetto dei diritti fondamentali della persona umana e dei diritti civili e politici come espressi dalla Costituzione della Repubblica Italiana ed opera nell‘ambito territoriale regionale del Piemonte ed a beneficio della comunità piemontese.
2 - Il Movimento Progetto Piemonte identifica come proprio obiettivo prioritario per la sua azione il rafforzamento e l’ampliamento dello Statuto della Regione Piemonte e la concessione alla stessa dello status di Regione a Statuto Speciale, riconoscendosi nella tradizione autonomista piemontese, a partire dai principi enunciati dalla Carta di Chivasso del 19.12.1943, diretta allo sviluppo sociale, culturale ed economico della comunità piemontese ed alla salvaguardia del suo territorio, montano, collinare, fluviale, lacuale, di pianura
3 - Il Movimento Progetto Piemonte riconosce ed adotta tutte le iniziative per sostenere le minoranze linguistiche all’interno della Regione Piemonte (franco provenzali, occitane, walser), ne favorisce lo studio e la ricerca storico - letteraria, come pure la valorizzazione della lingua, della storia e delle tradizioni piemontesi.
4 - Il Movimento Progetto Piemonte opera per creare un benessere diffuso e reale per tutti gli appartenenti alla comunità piemontese, garantendo maggiore sicurezza per tutti - in senso di tutela dell’individuo ed economico - attraverso azioni e proposte concrete, perseguendo una migliore qualità della vita e dell‘ambiente, e assicurando sempre pari opportunità di fronte alla legge ed accesso ai servizi pubblici , pur nelle differenze imposte dalla normativa vigente.
Particolare attenzione viene riservata alla tutela e salvaguardia della montagna e della collina, dei laghi, dei fiumi e dei torrenti, delle attività agricole, artigianali, industriali che da sempre costituiscono, rispettivamente, l’ambiente e il tessuto socio - economico nel quale la società piemontese si è sviluppata nel corso dei secoli e le attività sociali e solidali da sempre caratteristica delle genti subalpine.
5 - Per realizzare gli interessi superiori del Movimento , in tutte le sedi istituzionali, possono aderire al Movimento Progetto Piemonte i movimenti, i partiti politici, le associazioni ed i singoli cittadini i cui principi ed idealità siano basati sul rispetto della democrazia e delle autonomie locali e le cui finalità, principi o ideali non contrastino con le finalità proprie del Movimento Progetto Piemonte
ARTICOLO 2 Simbolo
1 - Il simbolo del Movimento Progetto Piemonte è un cerchio nel quale, su fondo bianco, sono iscritte in colore nero, in maiuscolo le lettere MPP e sottostante la scritta Movimento Progetto Piemonte.
1 - Sono aderenti al Movimento Progetto Piemonte i movimenti, i partiti politici, le liste civiche, i comitati, le associazioni , ivi comprese le comunità piemontesi all’estero nelle loro forme organizzate, ed i singoli cittadini che, maggiori di anni 18, sottoscrivano i principi politico - programmatici di cui all’articolo 1.
2 - L’adesione al Movimento Progetto Piemonte avviene con richiesta indirizzata al Presidente dello stesso, avanzata direttamente o depositata presso la sede o il fiduciario territoriale che ne curerà l’inoltro.
3 - L’adesione è sempre e solo a titolo individuale. L’adesione di un movimento, partito politico, lista civica, comitato, associazione conta una unità e non comporta l’adesione automatica dei suoi aderenti.
4 - L’iscrizione, una volta accettata, comporta l’iscrizione al Registro dei Soci Aderenti ed al rilascio della tessera.
Il Segretario Organizzativo, di seguito specificato, cura la tenuta e l’aggiornamento del Registro. L’adesione comporta il versamento della quota associativa annuale, secondo le indicazioni del Comitato di Gestione.
ARTICOLO 4 Diritti degli aderenti
1 - L’adesione da diritto di partecipare alle attività e di contribuire alle decisioni del Movimento Progetto Piemonte con diritto di elettorato attivo e passivo, secondo le norme di questo Statuto.
2 - Possono ricoprire le cariche elettive all’interno del Movimento soltanto coloro che hanno sottoscritto l’adesione entro e non oltre il 31 dicembre dell’anno precedente, con l’esclusione di coloro che appartengono alla categoria dei Soci Fondatori, ovvero coloro che hanno sottoscritto l‘atto costitutivo e questo Statuto.
ARTICOLO 5 Doveri degli aderenti
1 - Ogni aderente è tenuto all‘osservanza dello Statuto e delle decisioni degli organi statutari e concorrere alla loro attuazione ed a quella del programma e della linea politica.
2 - In particolare è tenuto a:
a) partecipare attivamente assolvendo i compiti affidatigli;
b) astenersi da comportamento o azioni che possano causare danno al Movimento Progetto Piemonte;
c) tenere nei confronti degli altri aderenti e comunque di tutti indistintamente comportamento improntato al rispetto della dignità della persona e dell‘ambiente
d) versare il contributo minimo fissato dal Comitato di Gestione
3 - La qualità di aderente cessa per:
a) ritiro volontario dell‘adesione, da comunicarsi sempre per iscritto;
b) espulsione a seguito di azioni o comportamenti che arrechino pregiudizi al Movimento Progetto Piemonte. Avverso il provvedimento di espulsione, che a firma del Presidente o di un suo delegato, viene notificato all‘interessato, lo stesso può ricorrere, entro e non oltre giorni 15 dalla notifica, alla Commissione di Garanzia, con atto scritto adeguatamente motivato, a pena di decadenza
4 - Gli eletti e coloro che ricoprono incarichi proposti e designati dal Movimento Progetto Piemonte sono tenuti a versare una quota a favore del Movimento nella misura stabilita dagli organi dirigenti.
ARTICOLO 6 Organi del Movimento Progetto Piemonte
1 - Il Movimento Progetto Piemonte si articola in organi centrali e periferici
2 - Sono organi del Movimento:
c) il Comitato di Gestione
d) le Sezioni Provinciali
e) le Delegazioni Comunali
f) le Sezioni di Comunità Montana e di Unione Collinare
g) i Fiduciari Comunali
h) la Consulta dei Popoli del Piemonte
ARTICOLO 7 Congresso Regionale
1 - Il Congresso Regionale è l‘organo sovrano del Movimento Progetto Piemonte.
2 - Il Congresso Regionale si riunisce in seduta ordinaria ogni 2 anni per il rinnovo degli organi dirigenti del Movimento. Partecipano al Congresso tutti gli aderenti di cui all’articolo 3 dello Statuto con diritto di voto. Per partiti politici, movimenti, liste civiche, comitati, associazioni aderenti viene computato un voto espresso attraverso il legale rappresentante degli stessi.
3 - Il Congresso nomina a maggioranza e con voto palese il Presidente del Movimento Progetto Piemonte e, con votazione separata n° 5 componenti del Comitato di Gestione.
Sia per l’elezione del Presidente che del Comitato di Gestione sono consentite la presentazione di più candidature concorrenti.
4 - Il Congresso può essere convocato in seduta straordinaria su iniziativa del Presidente, del Comitato di Gestione (con votazione a maggioranza semplice), di almeno la metà più uno delle Sezioni Provinciali e per richiesta della Consulta del Popolo Piemontese, ogniqualvolta ci siano da prendere decisioni sulla linea politica del Movimento Progetto Piemonte.
1 - Il Presidente è eletto dal Congresso, rappresenta legalmente ed istituzionalmente il Movimento Progetto Piemonte, fungendo da garante dei principi statutari e di indirizzo del Movimento.
2 - Il Presidente convoca e presiede il Comitato di Gestione e ne attua operativamente le direttive.
3 - Il Presidente, anche a mezzo di delegati all’uopo da Lui incaricati per iscritto, tiene rapporti con le organizzazioni sindacali, le associazioni di categoria, gli organismi e le istituzioni politiche, sociali ed economiche, regionali, nazionali ed europee
4 - Il Presidente decade per dimissioni o per una mozione di sfiducia presentata da almeno 2/3 dei componenti del Comitato di Gestione o congiuntamente dalla totalità delle sezioni provinciali e conseguente ad una delibera votata con i 2/3 della Consulta del Popolo Piemontese.
ARTICOLO 9 Comitato di Gestione
1 - Il Comitato di Gestione è l‘organismo deliberante del Movimento Progetto Piemonte. E‘ composto dal Presidente, da n° 5 componenti eletti dal Congresso del Movimento, dai responsabili delle sezioni provinciali, dal Presidente della Consulta dei Popoli del Piemonte, dal Presidente della Commissione di Garanzia, che non ha diritto di voto.
2 - Alla prima riunione il Comitato di Gestione nomina, tra i 5 componenti eletti dal Congresso, un vice presidente (che ha anche la delega per i rapporti con gli enti locali), un responsabile per l’organizzazione, un responsabile amministrativo.
3 - Il Comitato di Gestione, su indicazione delle Sezioni Provinciali nomina n° 3 componenti effettivi ed un supplente la Commissione di Garanzia, la quale elegge a sua volta il Presidente.
4 - Il Comitato di Gestione delibera, sentita preventivamente la Commissione di Garanzia, sull’adesione al Movimento di nuovi partiti, movimenti, associazioni.
5 - Il Comitato di Gestione può costituire apposite Commissioni o Gruppi di lavoro per effettuare studi o ricerche connessi all’attività statutaria del Movimento, come pure per organizzare eventi temporanei deliberati dagli organi del Movimento, ai vari livelli, per attività di comunicazione, marketing o tesseramento.
6 - In caso di assenza del Presidente che si protragga per oltre 15 giorni, le funzioni sono assunte in via temporanea dal Vice Presidente .
ARTICOLO 10 Decentramento sul territorio
1 - Gli aderenti al Movimento Progetto Piemonte costituiscono sul territorio, a livello provinciale le Sezioni ed eleggono il loro Presidente Provinciale che è, di diritto, componente del Comitato di Gestione del Movimento.
2 - Compito principale delle Sezioni Provinciali è quello di svolgere l’attività politico - amministrativa a livello di Provincia, rappresentando le istanze territoriali del Movimento.
3 - Le Sezioni Provinciali sono autonome per quanto riguarda la propria organizzazione interna, con il compito di riunirsi almeno 4 volte all’anno nella propria Provincia e di aggiornare regolarmente il Comitato di Gestione sulle attività in fase di svolgimento e sull’operato amministrativo.
4 - In caso di prolungata inazione e di mancata ottemperanza a quanto contenuto nel capoverso che precede, il Comitato di Gestione, su proposta del Presidente o della metà più uno dei suoi componenti potrà disporne il commissariamento delle stesse.
5 - Al fine di incentivare il processo di decentramento e di partecipazione degli aderenti a tutti i livelli amministrativi, e data la particolare conformità del territorio piemontese questo Statuto prevede che:
gli aderenti al Movimento Progetto Piemonte costituiscano sul territorio:
- a livello comunale le Delegazioni, dandone comunicazione alla Sezione Provinciale della Provincia a cui appartengono ed al Comitato di Gestione ed eleggono il loro Delegato Comunale che deve essere ratificato dalla Sezione Provinciale di appartenenza. Ogni Delegazione Comunale per essere tale deve avere almeno 10 aderenti
- a livello di Comunità Montana e di Unione Collinare con le Sezioni di Comunità Montana e di Unione Collinare, dandone comunicazione alla Sezione Provinciale della Provincia di appartenenza ed al Comitato di Gestione ed eleggono il loro Presidente che deve essere ratificato dal Presidente, sentito il Comitato di Gestione. Ogni Sezione di Comunità Montana o di Unione Collinare per essere tale deve avere almeno 5 aderenti.
- a livello comunale, ove non vi sia la Delegazione o altro organismo decentrato è previsto il Fiduciario del Movimento Progetto Piemonte, attivista, che agisce per delega scritta diretta del Presidente, sentita la Sezione Provinciale. Un fiduciario può operare su più comuni, ove non si siano altre realtà decentrate del Movimento Progetto Piemonte. In questo caso dovrà essere munito di singole deleghe.
ARTICOLO 11 Consulta dei Popoli Piemontesi
1 - La Consulta dei Popoli Piemontesi è un organismo consultivo al quale appartengono senza il Presidente ed i componenti del Comitato di Gestione, il Presidente della Commissione di Garanzia e i rappresentanti di tutti i partiti politici, movimenti, associazioni, oltre che i consiglieri e gli assessori, comunali, provinciali, regionali, nonché i parlamentari eletti in Piemonte che aderiscano al Movimento Progetto Piemonte e tutti i cittadini che, pur non intendendo tesserarsi per il Movimento Progetto Piemonte, ne condividano le finalità e gli scopi.
Nella Consulta, inoltre, viene garantita particolare attenzione alle presenze ed alla rappresentanza di tutte le componenti sociali, economiche, etniche, religiose, linguistiche della comunità piemontese, essendo ferma convinzione che l’essere cittadino piemontese non è una peculiarità di genere o razza, che viene comunque bandita e condannata, ma tutti coloro che, a prescindere dalle loro origini, hanno contribuito e contribuiscono con il loro operato e la loro azione allo sviluppo della comunità subalpina.
Nella prima riunione la Consulta elegge nel suo seno, a maggioranza dei presenti, un Presidente, un Vice Presidente e un Segretario.
Le deliberazioni della Consulta sono obbligatorie, quando richiesto dallo Statuto, ma mai vincolanti per gli organi direttivi del Movimento Progetto Piemonte.
ARTICOLO 12 Commissione di Garanzia
1 - La Commissione di Garanzia è composta da n° 3 componenti effettivi ed 1 supplente nominati dal Comitato di Gestione su indicazione delle Sezioni Provinciali, compreso il Presidente che viene eletto al suo interno.
2 - Esso ha competenza in merito:
a) all’esame dei ricorsi presentati dagli aderenti
b) all’adozione di misure disciplinari nei confronti di comportamenti non conformi allo Statuto, ai regolamenti ed alle decisioni degli organi statutari
3 - Le misure disciplinari sono:
c) l’espulsione
ARTICOLO 13 Finanze e Patrimonio
1 - Il Movimento Progetto Piemonte non ha fini di lucro.
a) dalle entrate, nelle quali sono ricomprese le quote di partecipazione degli associati ed i contributi e versamenti effettuati dagli stessi;
b) da tutti i beni, mobili ed immobili a qualunque titolo acquisiti dal Movimento
c) dai fondi derivanti da eventuali eccedenza di bilancio
d) dalle elargizioni, donazioni, lasciti posti in essere da privati cittadini e/o enti in genere nonché dalle raccolte pubbliche di fondi;
e) da proventi di iniziative sociali, (senza che queste abbiano carattere di operazione commerciale), disposizioni testamentarie, contributi di persone e di enti pubblici e privati, italiani e stranieri, contribuzioni, rimborsi elettorali e finanziamenti pubblici e privati nel rispetto delle leggi vigenti in materia.
f) da ogni altra entrata, provento o reddito che concorre ad incrementare il patrimonio sociale.
2 - Il Movimento Progetto Piemonte risponde dei propri debiti e delle obbligazioni assunte ed amministra il proprio patrimonio sociale sulla base delle deliberazioni adottate dal Comitato di Gestione.
Le quote di iscrizione degli aderenti al Movimento,le quote di partecipazione degli eletti ed amministratori saranno stabilite con apposita deliberazione del Comitato di Gestione.
Gli organi centrali del Movimento non sono destinatari né sono responsabili in alcun modo della gestione dei fondi provinciali o territoriali provenienti dal tesseramento o da altri privati contributi incassati direttamente in sede locale.
Gli obblighi assunti ad ogni livello territoriale non impegnano a nessun titolo e per nessun motivo il livello nazionale, né si verifica alcuna successione contrattuale.
1 - Per tutto quanto non indicato e disciplinato da questo Statuto valgono le disposizioni di legge in materia con esplicito richiamo agli artt. 14 e ss. del titolo II del Codice Civile.
CINQUE DOMANDE PER SAPERE COSA E’ M.P.P. - Movimento Progetto Piemonte
CINQUE DOMANDE PER SAPERE COSA E’ M.P.P.
Cittadini del Piemonte organizzati in un Movimento Politico aperto, cioè laico e aconfessionale, senza pregiudizi nei confronti di nessuno, pronti al confronto con le idee di tutti, purché in un ambito civile e democratico e soprattutto chiaro, diretto e non politichese.
Il nostro obiettivo prioritario è lo Statuto Speciale per il Piemonte sul modello di quelli già esistenti e previsti dalla Carta Costituzionale. Vogliamo che tutte le regioni italiane possano essere autonome perché, pur considerando l’identità nazionale e territoriale , siano in grado di affrontare la sfida dell’Europa e della globalizzazione con i mezzi idonei, senza dover combattere con una mano legata dietro la schiena.
Siamo nati a Casale Monferrato, antica capitale del Monferrato, il 24 giugno 2009, festa del Santo Patrono di Torino. La nostra sede è lì, in via dei Fiori 62 - Casella Postale 11, ma intendiamo essere in tutti comuni piemontesi. Dove ci sarà anche solo un simpatizzante, là sarà il Movimento Progetto Piemonte.
Con quali mezzi agiamo e come vogliamo agire ?
Con la nostra volontà e con il contributo di tutti coloro che vorranno sostenerci. Intendiamo agire portando al più presto una nostra presenza nelle Istituzioni e utilizzando tutti gli strumenti di partecipazione che le leggi, nazionali e regionali, e gli statuti provinciali e comunali ci consentono
Cosa vogliamo fare per il Monferrato ?
Lavorare, insieme a chi vive in Monferrato, a costruire un progetto per la valorizzazione di questo territorio, attraverso la tutela degli agricoltori che lo presidiano, la salvaguardia della sicurezza di chi vi abita, il suo effettivo lancio turistico, la tutela delle piccole e piccolissime attività economiche e la difesa dell’occupazione in una zona che altrimenti rischia di diventare realmente depressa.

References: ARTICOLO 2

ARTICOLO 4

ARTICOLO 5

ARTICOLO 6

ARTICOLO 7

ARTICOLO 9

ARTICOLO 10

ARTICOLO 11

ARTICOLO 12

ARTICOLO 13