Source: http://www.slideshare.net/isolapulita1/decreto-emissioni-schema-di-decreto-legislativo-recante-recepimento-della-direttiva-2010-75-ue-parere-approvato-dalla-viii-commissione-31861640
Timestamp: 2016-06-29 02:35:08+00:00

Document:
Schema di decreto legislativo recante recepimento della direttiva 2010/75/UE relativa alle
emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento). Atto n. 53.
(Seguito esame, ai sensi dell’articolo 143, comma 4, del regolamento, e conclusione – Parere
favorevole con condizioni e con osservazioni) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
ALLEGATO 1 (Proposta di parere del relatore) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
ALLEGATO 2 (Proposta di parere alternativa presentata dal gruppo MoVimento 5 Stelle) . . .
ALLEGATO 3 (Parere approvato dalla Commissione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Giovedì 20 febbraio 2014. — Presidenza
del presidente Ermete REALACCI. – Interviene il sottosegretario di Stato per l’ambiente e la tutela del territorio e del mare,
Schema di decreto legislativo recante recepimento
della direttiva 2010/75/UE relativa alle emissioni
industriali (prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento).
Atto n. 53.
(Seguito esame, ai sensi dell’articolo 143,
comma 4, del regolamento, e conclusione –
Parere favorevole con condizioni e con
osservazioni).
La Commissione prosegue l’esame dello
schema di decreto legislativo in oggetto
rinviato nella seduta del 19 febbraio.
Alessandro BRATTI (PD), relatore, presenta una proposta di parere favorevole
con condizioni e con osservazioni, che
illustra nei suoi punti principali (vedi allegato 1).
Alberto ZOLEZZI (M5S) illustra la proposta di parere alternativa presentata dal
proprio gruppo (vedi allegato 2).
Ermete REALACCI, presidente, chiede
al relatore di valutare l’opportunità di
apportare una piccola modifica al quinto
capoverso delle premesse della proposta di
parere formulata dal relatore, allo scopo
di rafforzare il giudizio sull’urgenza di
procedere all’istituzione, per via legislativa,
di un moderno sistema nazionale delle
agenzie ambientali e sull’altrettanto netta
esigenza di dotare tale sistema di risorse
certe ed adeguate all’obiettivo strategico di
assicurare omogeneità e efficacia su tutto
il territorio nazionale alle attività conoscitive e ai controlli in materia ambientale.
Alessandro BRATTI (PD), in accoglimento della richiesta avanzata dal presidente della Commissione e dei rilievi a lui
pervenuti per le vie brevi dal gruppo SEL,
riformula la propria proposta di parere
favorevole con condizioni e con osservazioni (vedi allegato 3).
Il sottosegretario di Stato Marco Flavio
CIRILLO esprime parere favorevole sulla
proposta di parere favorevole con condizioni e con osservazioni, come riformulata
dal relatore, esprimendo l’auspicio che la
Commissione possa procedere alla sua
votazione nella seduta odierna, attesa l’urgenza del Governo di provvedere all’emanazione definitiva del provvedimento in
Ermete REALACCI, presidente, avverte
che la Commissione procederà alla vota-
zione sulla proposta di parere favorevole
con condizioni e con osservazioni, come
riformulata dal relatore. Avverte altresì
che, ove tale proposta venisse approvata,
risulterebbe preclusa la votazione sulla
proposta di parere alternativa presentata
dal gruppo M5S.
Nessuno chiedendo di intervenire, la
Commissione approva la proposta di parere favorevole, come riformulata dal relatore, risultando conseguentemente preclusa la proposta di parere alternativa del
gruppo M5S.
Schema di decreto legislativo recante recepimento della direttiva
2010/75/UE relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione
integrate dell’inquinamento) Atto n. 53.
esaminato lo schema di decreto legislativo recante recepimento della direttiva
2010/75/UE relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate
dell’inquinamento) (Atto n. 53);
rilevato che è mantenuta nel codice
dell’ambiente la disposizione sulla validità
temporale dell’AIA pur a fronte dell’inserimento della previsione, all’articolo 29octies, come modificato dall’articolo 7, dell’obbligo di riesame dell’autorizzazione entro quattro anni dall’adozione delle BAT
Conclusions, rischiando così di produrre
una revisione continua della stessa autorizzazione con conseguenze gravose sia
relativamente ai piani industriali delle
aziende sia relativamente alle attività amministrative delle autorità competenti;
considerato che all’articolo 29-quottuordecies, come modificato dall’articolo 7,
in alcuni punti, non si riscontra una
correlazione tra la sanzione prevista e
l’effettiva e comprovata responsabilità dell’operatore industriale;
sottolineata l’urgenza dell’istituzione
di un sistema nazionale delle agenzie ambientali al fine di assicurare omogeneità e
efficacia all’esercizio dell’azione conoscitiva e di controllo pubblico della qualità
dell’ambiente a supporto delle politiche di
sostenibilità ambientale e di prevenzione
rilevata la necessità di definire a
livello europeo un sistema di controllo e di
vigilanza ambientale, in modo da garantire
un’omogeneità tra i vari Paesi dell’Unione
europea nell’espletamento delle funzioni di
monitoraggio della qualità dell’ambiente;
constatata l’urgenza di procedere all’aggiornamento del decreto in data 24
aprile 2008, adottato dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare, di concerto con il Ministro dello
sviluppo economico e con il Ministro dell’economia e delle finanze, per la definizione delle tariffe da applicare in relazione alle istruttorie e ai controlli ambientali prescritti in materia di prevenzione e
considerato che andrebbe attentamente valutata l’opportunità di adottare
misure e strumenti i quali, intervenendo in
modo sinergico nei vari comparti che
producono emissioni inquinanti, rendano
possibile addivenire ad un incisivo miglioramento degli standard di qualità dell’aria,
nonché al superamento della procedura
d’infrazione, consentendo al tempo stesso
di procedere progressivamente alla fissazione di valori limiti di emissione per gli
impianti industriali che tengano conto anche delle esigenze di competitività delle
industrie nazionali rispetto a quelle europee ed extra europee;
richiamata l’esigenza di un’attenta
verifica della sussistenza del nesso causale
tra l’effettiva responsabilità dell’operatore
industriale nel superamento dei valori limite di qualità dell’aria, particolarmente
significativo in specifiche aree del Paese, e
l’entità delle sanzioni previste in caso di
superamento dei valori limite di emissione
degli impianti industriali;
considerato che il termine comunitario per manifestare, da parte di gestori di
grandi impianti di combustione, l’intenzione di aderire alla deroga prevista in
caso di cessazione dell’attività entro l’anno
2023 è già scaduto e che pertanto non
appare opportuno ridefinirlo nel recepimento oltre gli stretti tempi tecnici necessari;
ritenuto che andrebbe valutata l’opportunità di uniformare i valori di ossigeno di riferimento per i motori a gas
sopra e sotto i 50 MW termici;
valutata l’opportunità di una definizione univoca di biomassa nell’ordinamento italiano,
1) all’articolo 29-bis, come modificato
dall’articolo 7, comma 1, lettera a), sia
soppresso il riferimento al comma 10
dell’articolo 29-sexies, in quanto inesistente;
2) al comma 4-bis dell’articolo 29sexies, come introdotto dall’articolo 7,
comma 5, lettera d), sia soppresso il riferimento alla lettera l-sexies del comma 1
dell’articolo 5, in quanto inesistente;
3) al comma 6-bis dell’articolo 29sexies, come introdotto dall’articolo 7,
comma 5, lettera e), si preveda che sono
escluse dai controlli ivi previsti le aziende
che non sono assoggettate all’obbligo della
relazione di riferimento richiamata al
comma 9-quinquies introdotto alla lettera
f) del comma 5 dell’articolo 7;
4) al comma 9-bis dell’articolo 29sexies, come introdotto dall’articolo 7,
comma 5, lettera f), sia soppresso il riferimento all’allegato XIII, in quanto inesistente;
5) al comma 9-quinquies, lettera a),
dell’articolo 29-sexies, come introdotto dal-
l’articolo 7, comma 5, lettera f), sia soppresso il riferimento alla lettera z) del
comma 1 dell’articolo 5, in quanto inesistente;
6) al comma 11-bis dell’articolo 29decies, come introdotto dall’articolo 7,
comma 9, lettera d), si sostituisca la parola
« statali » con la parola « ambientali »;
7) al comma 11-ter dell’articolo 29decies, come introdotto dall’articolo 7,
comma 9, lettera d), si riveda il riferimento
al « comma 12 lettera d) », in quanto
8) al comma 2 dell’articolo 29-undecies, introdotto dal comma 10 dell’articolo
7, ai sensi del quale la mancata adozione
delle misure complementari appropriate
da parte del gestore è sanzionata ai sensi
dell’articolo 318-quater, si modifichi il riferimento a tale articolo 318-quater, che
non risulta allo stato vigente né viene
inserito dallo schema;
9) sia riformulato il comma 1-bis
dell’articolo 29-duodecies, come introdotto
dal comma 11 dell’articolo 7, in quanto fa
riferimento al comma 10 dell’articolo 29sexies, che non risulta vigente né inserito
dallo schema in esame;
10) al comma 11 dell’articolo 29quattuordecies, come modificato dall’articolo 7, comma 13, si modifichi il riferimento alla legge 24 novembre 1981, n. 989
con quello alla legge 24 novembre 1981,
n. 689;
11) all’articolo 11, comma 5, si verifichi la correttezza del riferimento al
comma 3 dell’articolo 29-quattordecies ivi
12) la lettera e) del comma 1 dell’articolo 237-sexies, come introdotta dal
comma 1 dell’articolo 15, sia sostituita
dalla seguente: « e) periodo massimo durante il quale, a causa di disfunzionamenti, guasti o arresti tecnicamente inevitabili dei dispositivi di depurazione o di
misurazione, le emissioni in atmosfera e
gli scarichi di acque reflue possono superare i valori, limite previsti »;
13) all’articolo 237-sexies (Contenuto
dell’autorizzazione) del decreto legislativo
n. 152 del 2006, come introdotto dall’articolo 15, si preveda che l’autorizzazione
alla realizzazione ed esercizio degli impianti di incenerimento deve in ogni caso
indicare eventualmente anche l’informazione sulla quantità di ciascun tipo di
rifiuti e che il carico termico nominale,
oggetto della medesima autorizzazione,
deve essere il carico termico nominale
autorizzato dell’impianto;
14) all’articolo 261-bis, comma 11,
come introdotto dall’articolo 16, si verifichi la correttezza dei riferimenti ai commi
2 e 3 dell’articolo 237-quinquies;
15) alla lettera aa) del comma 1
dell’articolo 268, come modificato dall’articolo 19, comma 1, lettera f), si verifichi
la correttezza del riferimento all’articolo
5, comma 1, lettera r-ter;
16) all’articolo 273, comma 4, come
introdotto dall’articolo 22, comma 1, la
lettera a) sia sostituita dalla seguente: « o)
il gestore dell’impianto presenta all’autorità competente entro il 30 aprile 2014,
informandone contestualmente il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, nell’ambito delle ordinarie procedure di rinnovo periodico dell’autorizzazione ovvero, se nessun rinnovo
periodico è previsto entro tale data, nell’ambito di una richiesta di aggiornamento
presentata ai sensi dell’articolo 29-nonies,
una dichiarazione scritta contenente l’impegno a non far funzionare l’impianto per
più di 17.500 ore operative tra il 1o
gennaio 2016 ed il 31 dicembre 2023 »;
17) al comma 5 dell’articolo 275,
come modificato dall’articolo 24, comma
1, lettera c), si verifichi la correttezza del
al comma 2 dell’articolo 275 comma 2;
18) si verifichi la correttezza della
novella di cui all’articolo 24, comma 1,
lettera i), considerato che il comma 19
dell’articolo 275, oggetto di modifica, risulta soppresso;
19) all’allegato I al Titolo III-Bis alla
Parte Quarta, come introdotto dal comma
5 dell’articolo 27, le parole: « C. Valutazione delle emissioni in atmosfera » siano
sostituite dalle seguenti: « C. Valutazione
dell’osservanza dei valori limite di emissione in atmosfera »;
20) all’allegato I al Titolo III-Bis alla
5 dell’articolo 27, al paragrafo C, punto 1,
la lettera e) sia sostituita dalla seguente:
« e) almeno il 95 per cento di tutti i valori
medi su 10 minuti in un qualsiasi periodo
di 24 ore oppure tutti i valori medi su 30
minuti nello stesso periodo non superano
i valori limite di emissione di cui al
paragrafo A, punto 5, secondo e terzo
trattino »;
21) verifichi il Governo l’effettiva applicabilità del criterio di verifica del limite
semiorario di CO2 di cui all’allegato 1,
paragrafo C) al titolo III-bis della parte IV;
22) verifichi il Governo l’effettiva coerenza dell’allegato I, paragrafo C), punto d)
al titolo III-bis della parte IV;
a) valuti il Governo l’effettiva opportunità di mantenere la previsione circa la
validità temporale dell’Aia stante l’inserimento all’articolo 29-octies, come modificato dall’articolo 7, dell’obbligo di riesame
dell’autorizzazione entro quattro anni dall’adozione delle BAT Conclusions;
b) valuti il Governo l’opportunità di
rivedere il sistema sanzionatorio di cui
all’articolo 29-quattuordecies, come modificato dall’articolo 7, che, in alcuni punti,
non risulta correlato all’effettiva responsabilità dell’operatore industriale;
c) valuti il Governo l’opportunità di
prevedere un coordinamento della disciplina sull’autorizzazione integrata ambientale con il procedimento previsto per le
industrie a rischio di incidente rilevante di
cui al decreto legislativo n. 334 del 99 e
con le disposizioni sulla valutazioni di
vulnerabilità territoriale e ambientale
come previste al decreto ministeriale 9
maggio 2001;
d) valuti il Governo l’opportunità di
prevedere forme e strumenti di semplificazione procedimentale per l’acquisizione
delle autorizzazioni, intese, concerti, pareri, nulla osta e assensi comunque denominati di tutti gli enti coinvolti, necessari
per realizzare le opere edilizie previste
dall’autorizzazione integrata ambientale;
e) si valuti l’opportunità di modificare il comma 6 dell’articolo 29-octies del
decreto legislativo n. 152 del 2006, introdotto dalla lettera b) del comma 7 dell’articolo 7, al fine di verificare se fare
riferimento ai termini di sedici anni e
dodici anni relativamente al raddoppio dei
termini per il rinnovo dell’AIA degli impianti di cui al punto 6.6 dell’Allegato VIII
alla parte seconda del medesimo decreto
legislativo n. 152 nei casi in cui gli impianti siano registrati ai sensi del regolamento (CE) 761/2001 (EMAS) o certificati
secondo la norma UNI EN ISO 14001, in
considerazione dei termini di otto e sei
anni già previsti rispettivamente dai
commi 2 e 3 del citato articolo 29-octies;
f) al comma 9-septies dell’articolo
29-sexies, come introdotto dall’articolo 7,
comma 5, lettera f), si valuti l’opportunità
di prevedere l’obbligo di emanazione di
uno o più decreti ministeriali per la definizione dei criteri da seguire per la
prestazione delle garanzie finanziarie e di
indicare un termine temporale per l’adozione dei decreti medesimi, in considerazione dell’importanza di disporre di tali
criteri per determinare l’importo delle garanzie finanziarie che devono essere previste nell’AIA;
g) valuti il Governo l’opportunità di
modificare il punto 3.5 dell’allegato VIII
alla parte li, come novellato dall’articolo
26, nei seguenti termini “3.5 Impianti per
la fabbricazione di prodotti ceramici mediante cottura, in particolare tegole, mattoni, mattoni refrattari, piastrelle, gres,
porcellane, con una capacità di produ-
zione di oltre 75 Mg al giorno e con una
capacità di forno superiore a 4 m3 e con
una densità di carica per forno superiore
a 300 Kg/ m3’’, dove per capacità di forno
deve intendersi il volume interno totale
massimo del forno, dato dal prodotto di
larghezza massima per altezza massima
per lunghezza massima del forno, e per
densità di carica per forno in rapporto tra
la massima massa di materiale ceramico
contenuta nel forno, espressa in Kg di
prodotto netto da cuocere, e la capacità di
forno, espressa in m3;
h) valuti il Governo la coerenza con
il dettato europeo delle prescrizioni di cui
agli allegati I e II al titolo III-bis alla parte
IV, come modificati dall’articolo 27 relativamente al limite di emissione per l’ammoniaca (NH3) che sembrerebbe, qualora
fosse mantenuto, avere forti ripercussioni
su tutte le cementerie presenti in Italia;
i) valuti il Governo l’effettiva corrispondenza con l’articolo 40 della Direttiva,
della disposizione di cui al punto 3.4
dell’allegato II, parte I, alla parte V, come
modificato dall’articolo 28, che non sembra contemplare l’esclusione, di cui al
dettato europeo, della deroga al regime
meno stringente delle emissioni di 502 in
caso di cessione a terzi dell’energia;
l) valuti il Governo l’opportunità di
prevedere, per i gasdotti, per le sole turbine a gas nuove, comprese le CCGT
alimentate a gas naturale e utilizzate per
trasmissioni meccaniche, il valore limite di
emissione di NOx pari a 50 mg/Nm3, al
posto dei 30 mg/Nm3 proposti, in analogia
alla deroga già prevista nel provvedimento
per le turbine esistenti, trattandosi di
limite compatibile con la direttiva che
permetterebbe il mantenimento del corretto funzionamento delle centrali, sia per
il trasporto sia per lo stoccaggio del gas
naturale, a tutela del corretto bilanciamento e della sicurezza del sistema di
trasporto nazionale del gas.
integrate dell’inquinamento). Atto n. 53.
PROPOSTA DI PARERE ALTERNATIVA
esaminato lo schema di decreto
n. 53, recante recepimento della direttiva
2010/75/UE relativa alle emissioni industriali,
lo schema di decreto n. 53, trasmesso al Parlamento per il parere da
parte delle Commissioni parlamentari
competenti il 3 dicembre 2013, è finalizzato al recepimento della direttiva 2010/
75/UE sulle emissioni industriali, che raccoglie in un unico testo ben sette direttive
comunitarie in materia di emissioni;
i principi e i criteri direttivi per il
recepimento della direttiva sono indicati
dall’articolo 3 della legge n. 96 del 2013
(legge di delegazione europea 2013). In particolare il provvedimento attuativo deve
prevedere il riordino delle competenze in
materia di rilascio delle autorizzazioni e
controlli, la previsione di requisiti autorizzativi, la semplificazione e razionalizzazione dei procedimenti, interventi sul sistema di controllo e sanzionatorio. Per le
finalità del combinato disposto della direttiva e dei principi di recepimento, lo
schema di decreto modifica in modo sostanziale parti importanti del testo unico
ambientale e per questo merita una particolare attenzione. Non va dimenticato che
in tema di emissioni inquinanti l’Italia è
stata sottoposta ad una procedura di infrazione (la Commissione europea, in data 26
settembre 2013, ha emesso un parere motivato ai sensi dell’articolo 258 del Trattato
dell’Unione Europea), mentre la Corte di
giustizia dell’Unione Europea ha emesso
una sentenza per la mancata adozione delle
misure necessarie per garantire il controllo
del corretto funzionamento degli impianti
esistenti (direttiva IPPC, trasfusa nella direttiva di cui in oggetto);
lo schema di decreto legislativo di
recepimento della direttiva 75/2010 contiene aspetti migliorativi della normativa
ambientale e della politica produttiva, la
Commissione Europea dovrà fra l’altro
adottare atti delegati ai sensi dell’articolo
290 TFUE relativamente alla fissazione
della data a decorrere da cui devono essere
effettuate le misurazioni continue delle
emissioni di metalli pesanti, diossine, furani
nell’atmosfera e all’adeguamento di alcune
parti degli allegati V, VI e VII al progresso
scientifico e tecnico. In particolare sono
stati stabiliti limiti emissivi per diossine e
TCDD totali di 0,1 ng/nm3, parametro che
si avvicina ai limiti considerati tollerabili
dall’OMS per la tutela della salute umana, e
risulta essere di 4 volte più restrittivo rispetto alla legge regionale italiana più severa (quella della regione Puglia);
il primo argomento che affronta lo
schema di decreto è la revisione del quadro normativo in materia di Autorizzazione Integrata Ambientale. Il tema era
stato introdotto nel sistema giuridico comunitario con la direttiva 96/61/CE –
denominata direttiva IPPC, Integrated Pollution Prevention and Control – che negli
anni ha subito modifiche ed integrazioni
fino alla direttiva 2010/75/UE;
lo schema di decreto legislativo in
questione si adatta alla rapidità dell’evoluzione delle BAT e delle conoscenze
scientifiche in merito agli effetti dell’inquinamento sulla salute con conseguente
necessario aggiornamento normativo proporzionato nei tempi e nei contenuti e
parallelo aggiornamento delle AIA, per
adeguarsi alla possibile e sostenibile riduzione delle emissioni;
si concorda con le sanzioni e la
sospensione dell’autorizzazione per il
mancato rispetto delle tempistiche di presentazione di documentazione autorizzativa e di rinnovo AIA, e l’eventuale variazione della frequenza della richiesta di
rinnovo in caso di aggiornamenti importanti delle specifiche tecnologie, così come
con le sanzioni e arresto in caso di superamento di valori limiti di emissione in
zone in cui per gli inquinanti interessati
nell’anno sono stati riscontrati superamenti nei valori soglia di qualità dell’aria;
si rammenta che i decessi stimati
dalla Commissione Europea per i superamenti delle polveri sottili sono circa
300.000 all’anno in Europa, con un danno
economico legato alla morbilità e mortalità
stimabile in oltre 200 miliardi di euro;
il provvedimento reca alcune modifiche alla parte definitoria (articolo 5 del
TUA), introducendo, tra l’altro, il termine
« installazione », termine che ricomprenderebbe sia la parola « impianto » che la
sua attuale definizione giuridica. Non è
chiarissima la ratio dell’intervento;
per l’assoggettamento all’AIA (gli effetti
negativi sull’ambiente possono essere anche potenziali);
l’articolo 15 dello schema di decreto introduce un nuovo titolo, III-bis, al
Codice dell’ambiente, in materia di impianti di incenerimento e di coincenerimento, trasfondendo nel testo Unico ambientale il decreto legislativo n. 133 del
2005, attuativo della direttiva 2000/176/
CE, « aggiornato » alla direttiva 2010/75/
UE; il nuovo articolato introdotto disciplina anche il controllo delle emissioni in
atmosfera derivanti dagli impianti di incenerimento e coincenerimento e dello
scarico delle acque reflue (articoli 237duodecies e 237-terdecies);
il provvedimento prevede una revisione del sistema sanzionatorio e della
destinazione delle risorse derivanti dalla
sua applicazione;
lo schema di decreto interviene,
infine, sulle norme in materia di emissioni
in atmosfera di impianti ed attività, la cui
disciplina è regolata dalla parte quinta del
Testo Unico Ambientale,
è utile e adeguata la frequenza e
modalità di controllo per le acque sotterranee e per il suolo;
a) fra i rilievi migliorativi della direttiva si segnala che all’articolo 12,
comma 1, lettera f, dovrebbe essere inserita la necessità di identificare le emissioni
in termini di concentrazione e di flusso, in
modo da migliorare la contezza delle
emissioni totali, e dovrebbe essere prevista
la valutazione delle immissioni, cioè del
livello di inquinanti a livello dei recettori;
viene riformulato l’articolo 6 del
Codice con l’obiettivo di stabilire che il
rilascio dell’AIA per gli impianti di smaltimento o di recupero rifiuti assoggettati
ad AIA sostituisce l’autorizzazione unica
prevista dall’articolo 208 del Codice. La
competenza in materia di AIA viene attribuita unicamente al Ministero dell’ambiente, mentre viene rafforzato il principio
b) all’articolo 25, comma 4, periodo
secondo, della direttiva andrebbe stabilito
che i procedimenti di ricorso amministrativo, che non possono essere eccessivamente onerosi a differenza di quanto avviene attualmente, hanno un costo ridotto
in caso di ampia partecipazione al ricorso
e conseguente interesse diffuso a maggiori
chiarimenti in merito all’autorizzazione,
stabilendo per esempio una riduzione del
10 per cento dei costi fissi se sottoscritto
da più di 10 persone e del 20 per cento se
sottoscritto da più di 20 persone;
c) l’articolo 7 del provvedimento reca
una corposa serie di modifiche al Codice
dell’ambiente (articoli da 29-bis a 29quattordecies) riguardanti la disciplina dell’Autorizzazione Integrata Ambientale. Il
rinnovato quadro normativo presenta alcuni elementi di perplessità:
sembra che ci sia un’incongruenza
tra il comma 4-ter del provvedimento che
prevede che l’autorità competente non
possa fissare limiti di emissione più rigorosi, mentre la direttiva 2010/75/UE, all’articolo 14, consente alle autorità competenti la fissazione di condizioni di autorizzazioni più rigidi di quelle ottenibili
utilizzando le migliori tecniche disponibili;
l’articolo 29-ter dello schema di
decreto non ricalca in modo coerente il
contenuto del paragrafo 2 dell’articolo 22
della direttiva, che stabilisce un maggior
dettaglio nella predisposizione della relazione prevista nei casi in cui l’attività
produttiva comporti la produzione di sostanze pericolose;
appare insufficiente la documentazione consultabile sul sito internet in merito alla procedura per il rilascio dell’AIA,
infatti, secondo lo schema di decreto, detta
documentazione è obbligatoria solo per il
contenuto della decisione;
la modifica recata all’articolo 29quater consente il rilascio dell’AIA in assenza dei necessari requisiti – ma con la
fissazione di una data entro la quale
attuare le prescrizioni – aggirando sostanzialmente il principio fissato dalla direttiva, secondo cui nessuna installazione,
nessun impianto di combustione, nessuno
impianto di incenerimento o di coincenerimento rifiuti possa operare in assenza
della necessaria autorizzazione;
per quanto concerne i commi
9-quinquies, 9-sexies, 9-septies, introdotti
dallo schema di decreto all’articolo 29sexies del TUA in materia di disciplina
della chiusura del sito dell’installazione,
appare opportuna una loro riscrittura che
tenga conto di alcune norme di dettaglio
previste dall’articolo 22 della direttiva e
non recepite e della presenza di un riferimento normativo errato – articolo 5,
comma 1, lettera z) – del quale il Governo
dovrebbe chiarire il senso;
un ulteriore rinvio apparentemente
errato è quello recato al comma 2 dell’articolo 29-undecies del TUA, introdotto
dallo schema di decreto, è quello all’articolo 318-quater, inesistente nel Codice dell’ambiente;
analogo rilievo va fatto in merito
all’articolo 29-duodecies, il cui comma
1-bis, introdotto dallo schema di decreto,
fa riferimento al comma 10 dell’articolo
29-sexies (che consta di nove commi);
andrebbe rivista la graduazione del
sistema sanzionatorio per il mancato rispetto delle prescrizioni AIA (commi 2, 3
e 4 dell’articolo 29-quattordecies), che deve
mantenere una piena efficacia dissuasiva;
la disciplina transitoria dell’articolo
35 del TUA, come modificata dallo schema
di decreto, non appare sufficientemente
chiara e preoccupa un quadro normativo
incerto in cui, come noto, è facile che
vengano aggirate le prescrizioni in materia
d) appare discutibile il comma 4
inserito all’articolo 273 del Codice dell’ambiente, che prevede la possibilità di consentire agli impianti esistenti di non rispettare i limiti di emissione fino al 31
dicembre 2023, al verificarsi di determinate condizioni;
e) una corretta attuazione della direttiva sulle emissioni dovrebbe tenere
conto dell’esigenza di assegnare al sistema
agenziale la funzione di controllo in modo
da rispettare le specifiche competenze degli organismi interessati al fine di ottimizzare strumenti e risorse; in quest’ottica
appare opportuna la tempestiva riorganizzazione del sistema delle agenzie, così
come previsto dalle proposte di legge all’esame della commissione ambiente.
integrate dell’inquinamento) Atto n. 53
temporale dell’AIA pur a fronte dell’inserimento della previsione, all’articolo 29
octies, come modificato dall’articolo 7, dell’obbligo di riesame dell’autorizzazione entro quattro anni dall’adozione delle BAT
considerato che all’articolo 29-quattuordecies, come modificato dall’articolo 7,
sottolineata l’assoluta urgenza dell’istituzione di un sistema nazionale delle
agenzie ambientali dotato di risorse adeguate e certe al fine di assicurare omogeneità e efficacia all’esercizio dell’azione
conoscitiva e di controllo pubblico della
qualità dell’ambiente a supporto delle politiche di sostenibilità ambientale e di
2) al comma 4 bis dell’articolo 29sexies, comma introdotto dall’articolo 7,
comma 5, lettera d), sia soppresso il riferimento alla lettera 1-sexies del comma 1
3) al comma 6-bis dell’articolo 29
sexies, come introdotto dall’articolo 7,
comma 9 quinquies introdotto alla lettera
4) al comma 9-bis dell’articolo 29
5) al comma 9 quinquies, lettera a),
dell’articolo 29-sexies, come introdotto
dall’articolo 7, comma 5, lettera f), sia
soppresso il riferimento alla lettera z) del
6) al comma 11-bis dell’articolo 29
decies, come introdotto dall’articolo 7,
7) al comma 11-ter dell’articolo 29
8) al comma 2 dell’ articolo 29undecies, introdotto dal comma 10 dell’articolo 7, ai sensi del quale la mancata
adozione delle misure complementari appropriate da parte del gestore è sanzionata
ai sensi dell’articolo 318-quater, si modifichi il riferimento a tale articolo 318quater, che non risulta allo stato vigente
né viene inserito dallo schema;
10) al comma 11 dell’articolo 29
quattuordecies, come modificato dall’articolo 7, comma 13, si modifichi il riferimento alla legge 24 novembre 1981, n. 989
comma 3 dell’articolo 29 quattordecies ivi
19) all’allegato I al Titolo III – Bis
alla Parte Quarta, come introdotto dal
comma 5 dell’articolo 27, le parole: « C.
Valutazione delle emissioni in atmosfera »
siano sostituite dalle seguenti: « C. Valutazione dell’osservanza dei valori limite di
emissione in atmosfera »;
lettera a) sia sostituita dalla seguente: « a)
21) verifichi il Governo l’effettiva applicabilità del criterio di verifica del linite
22) verifichi il Governo l’effettiva coerenza dell’allegato I, paragrafo C), punto
d) al titolo III-bis della parte IV;
a) valuti il Governo l’effettiva opportunità di mantenere la previsione circa
la validità temporale dell’Aia stante l’inserimento all’articolo 29-octies, come modificato dall’articolo 7, dell’obbligo di riesame dell’autorizzazione entro quattro
anni dall’adozione delle BAT Conclusions;
f) al comma 9 septies dell’articolo
alla parte II, come novellato dall’articolo
26, nei seguenti termini « 3.5 Impianti per
a 300 Kg/m3 », dove per capacità di forno
i) valuti il Governo l’effettiva corrispondenza con l’articolo 40 della Direttiva, della disposizione di cui al punto 3.4
meno stringente delle emissioni di SO2 in
trasposto nazionale del gas;
m) al comma 6-ter dell’articolo 29sexies, come introdotto dall’articolo 7,
comma 5, lettera e), valuti il Governo
l’opportunità di sostituire le parole « degli
effetti ambientali indotti dalle installazioni
interessate » con le seguenti « degli aspetti
ambientali inerenti l’esercizio delle installazioni interessate »;
« prevenire oppure, qualora non sia possibile, a ridurre gli effetti negativi » non
comportino in alcun modo una deroga ai
limiti alle emissioni previste;
n) all’articolo 237-bis, comma 1,
come introdotto dall’articolo 15, valuti il
Governo l’opportunità di integrare il
comma 1 al fine di chiarire che le parole
o) all’articolo 237-quater, come introdotto dall’articolo 15, valuti il Governo
l’opportunità di sopprimere il punto 4)
della lettera b).

References: articolo 318
 articolo 29
 sentenza 
 articolo 5
 articolo 29
 articolo 318