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Timestamp: 2020-08-15 14:26:41+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23163 del 04/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23163 del 04/10/2017
Cassazione civile, sez. trib., 04/10/2017, (ud. 18/05/2017, dep.04/10/2017), n. 23163
sul ricorso 26087/2013 proposto da:
D.M.A., elettivamente domiciliata in ROMA VIA CICERONE
28, presso lo STUDIO LEGALE DI BENEDETTO ASSOCIATI, rappresentata e
difesa dall’avvocato VITO ANTONIO MARTIELLI giusta delega a margine;
avverso la sentenza n. 38/2012 della COMM. TRIB. REG. PUGLIA,
18/05/2017 dal Consigliere Dott. MARIA ENZA LA TORRE;
udito per il ricorrente l’Avvocato MARTIELLI che si riporta agli
D.M.A. ricorre per la cassazione della sentenza della C.T.R. della Puglia, n. 38/15/12 dep. 28/09/12, che riformando la sentenza di primo grado, ha accolto l’appello dell’Ufficio su ricorso contro avviso di accertamento per Irpef anno 2003 proposto da D.M.A.. Con l’indicato atto impositivo era stata accertata una plusvalenza da cessione di terreno edificabile non dichiarata, sulla base del valore definito ai fini dell’imposta di registro. La C.T.R., esclusa la valenza probatoria della perizia giurata prodotta in giudizio dalla contribuente, ha motivato l’accoglimento dell’appello dell’Ufficio sul presupposto della legittimità dell’accertamento induttivo emesso in base al valore accertato ai fini dell’imposta di registro, e della mancata prova da parte della contribuente sulla non corrispondenza fra il corrispettivo della cessione del bene e il valore accertato in sede d’imposta di registro.
La ricorrente ha depositato successiva memoria.
1. Col primo motivo del ricorso si deduce violazione di legge (artt. 2697 e 2729 c.c., nonchè art. 68 T.U.I.R.), per avere la C.T.R. ritenuto legittimo l’accertamento induttivo esclusivamente sulla base del valore accertato in sede di imposta di registro.
2. Col secondo motivo si deduce vizio di motivazione, essendo avulso dal thema decidendum il valore della perizia giurata, le cui risultante non sono state oggetto di valutazione.
4. Questa Corte aveva reiteratamente affermato che l’Amministrazione finanziaria è legittimata a procedere in via induttiva all’accertamento del reddito da plusvalenza patrimoniale sulla base dell’accertamento di valore effettuato in sede di applicazione dell’imposta di registro (con conseguente onere della prova incombente sul contribuente, volta a dimostrare di avere in concreto venduto ad un prezzo inferiore: cfr. tra le molte Cass. n. 16254 del 2015; n. 14485 del 2009).
Tuttavia detto principio risulta ormai superato alla stregua dello ius superveniens costituito dal D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 147, art. 5, comma 3. A tenore della norma indicata, infatti: “Gli articoli 58, 68, 85 e 86 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 e del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, artt. 5,5 bis, 6 e 7, si interpretano nel senso che per le cessioni di immobili e di aziende nonchè per la costituzione e il trasferimento di diritti reali sugli stessi, l’esistenza di un maggior corrispettivo non è presumibile soltanto sulla base del valore anche se dichiarato, accertato o definito ai fini dell’imposta di registro di cui al D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, ovvero delle imposte ipotecaria e catastale di cui al D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 347”.
La presunzione prima affermata in via giurisprudenziale circa la corrispondenza del valore definito ai fini dell’imposta di registro, non è pertanto più valida alla stregua della nuova disposizione normativa, che ponendosi espressamente quale norma d’interpretazione autentica, ai sensi della L. n. 212 del 2000, art. 1 comma 2, è applicabile retroattivamente.
L’accertamento della omessa dichiarazione di plusvalenza, la cui validità è stata confermata dalla C.T.R., non è pertanto più legittimo, secondo il disposto del succitato del D.Lgs. n. 147 del 2015, art. 5, comma 3, solo sulla base del valore, anche se dichiarato, accertato o definito ai fini dell’imposta di registro (cfr. Cass. n. 6135 del 2016; 11543 del 2016).
5. Il ricorso va pertanto accolto. Non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto la sentenza può essere decisa nel merito (ex art. 384 c.p.c., comma 2), con l’accoglimento del ricorso introduttivo del contribuente.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, accoglie il ricorso introduttivo della contribuente. Compensa le spese dell’intero processo.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 68
 Cass. 
 art. 5
 art. 1
 art. 5
 Cass. 
 sentenza 
 art. 384
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