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Timestamp: 2018-12-18 15:04:14+00:00

Document:
Dir.UE 31/03/2004, n. 17 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NE89
G.U.U.E. L 30/04/2004, n. 134
- REGOLAMENTO (CE) N. 1874/2004 DELLA COMMISSIONE del 28 ottobre 2004
- Rettifica, GU L 358, 3.12.2004
- DIRETTIVA 2005/51/CE DELLA COMMISSIONE Testo rilevante ai fini del SEE del 7 settembre 2005
- REGOLAMENTO (CE) N. 2083/2005 DELLA COMMISSIONE del 19 dicembre 2005
- DIRETTIVA 2006/97/CE DEL CONSIGLIO del 20 novembre 2006
- REGOLAMENTO (CE) N. 1422/2007 DELLA COMMISSIONE del 4 dicembre 2007
- REGOLAMENTO (CE) N. 213/2008 DELLA COMMISSIONE del 28 novembre 2007
- DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 9 dicembre 2008
- DIRETTIVA 2009/81/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO Testo rilevante ai fini del SEE del 13 luglio 2009
- REGOLAMENTO (UE) 2015/2341 DELLA COMMISSIONE del 15 dicembre 2015.
Articolo 16, lettere a) e b); articolo 61, paragrafo 1 e 2.
Regolam. Comm. UE 28/11/2007, n. 213
REGOLAMENTO (CE) N. 213/2008 DELLA COMMISSIONE del 28 novembre 2007 recante modifica del regolamento (CE) n. 2195/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al vocabolario comune per gli appalti pubblici (CPV) e delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relative alle procedure per gli appalti pubblici, per quanto riguarda la revisione del CPV.
Allegato XII, XVIIA e XVIIB, a decorrere da 15/09/2008
Regolam. Comm. UE 19/08/2011, n. 842
Regolamento di esecuzione (UE) n. 842/2011 della Commissione, del 19 agosto 2011, che stabilisce modelli di formulari per la pubblicazione di bandi e avvisi nel settore degli appalti pubblici e che abroga il regolamento (CE) n. 1564/2005.
Regolam. Comm. UE 07/09/2005, n. 1564
Regolamento (CE) n. 1564/2005 della Commissione, del 7 settembre 2005, che stabilisce modelli di formulari per la pubblicazione di bandi e avvisi relativi a procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici conformemente alle direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 2004/17/CE e 2004/18/CE.
Sent. C. Giustizia UE 12/07/2018, n. C-14/17
Rinvio pregiudiziale - Appalti pubblici - Direttiva 2004/17/CE - Articolo 34 - Fornitura di ricambi per vetture autofiloviarie - Specifiche tecniche - Prodotti equivalenti - Possibilità di fornire la prova dell’equivalenza dopo l’aggiudicazione dell’appalto.
Articolo 34, paragrafo 8
L’articolo 34, paragrafo 8, della direttiva 2004/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali, deve essere interpretato nel senso che, quando le specifiche tecniche che figurano nei documenti dell’appalto fanno riferimento a un marchio, a un’origine o a una produzione specifica, l’ente aggiudicatore deve esigere che l’offerente fornisca, già nella sua offerta, la prova dell’equivalenza dei prodotti che propone rispetto a quelli definiti nelle citate specifiche tecniche.
Sent. C. Giustizia UE 19/04/2018, n. C-152/17
Rinvio pregiudiziale - Procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali - Direttiva 2004/17/CE - Obbligo di revisione del prezzo dopo l’aggiudicazione dell’appalto - Mancanza di un siffatto obbligo nella direttiva 2004/17/CE o derivante dai principi generali sottesi all’articolo 56 TFUE e alla direttiva 2004/17/CE - Servizi di pulizia e di mantenimento del decoro collegati all’attività di trasporto ferroviario - Articolo 3, paragrafo 3, TUE - Articoli 26, 57, 58 e 101 TFUE - Mancanza di precisazioni sufficienti sul contesto di fatto della controversia nel procedimento principale nonché sulle ragioni che giustificano la necessità di una risposta alle questioni pregiudiziali - Irricevibilità - Articolo 16 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea - Disposizioni del diritto nazionale che non attuano il diritto dell’Unione - Incompetenza.
Sent. C. Giustizia UE 13/07/2017, n. C-701/15
Rinvio pregiudiziale - Appalti pubblici - Trasporti - Nozione di «sfruttamento di un’area geografica ai fini della messa a disposizione di aeroporti o di altri terminali di trasporto ai vettori aerei» - Direttive 2004/17/CE e 96/67/CE - Normativa nazionale che non prevede una previa procedura di gara per l'assegnazione di spazi aeroportuali.
L’articolo 7 della direttiva 2004/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali, deve essere interpretato nel senso che non osta ad una normativa nazionale, come quella in discussione nel procedimento principale, che non prevede una previa procedura di gara pubblica per le assegnazioni, anche temporanee, di spazi destinati all’assistenza aeroportuale a terra che non sono accompagnate dal versamento di un corrispettivo da parte del gestore dell’aeroporto.
Sent. C. Giustizia UE 11/05/2017, n. C-131/16
Rinvio pregiudiziale - Appalti pubblici - Direttiva 2004/17/CE - Principi di aggiudicazione degli appalti - Articolo 10 - Principio di parità di trattamento tra gli offerenti - Obbligo degli enti aggiudicatori di chiedere agli offerenti di modificare o di integrare la loro offerta - Diritto dell’ente aggiudicatore di trattenere la garanzia bancaria in caso di rifiuto - Direttiva 92/13/CEE - Articolo 1, paragrafo 3 - Procedure di ricorso - Decisione di aggiudicazione di un appalto pubblico - Esclusione di un offerente - Ricorso di annullamento - Interesse ad agire.
Sent. C. Giustizia UE 05/04/2017, n. C-298/15
Rinvio pregiudiziale - Appalti pubblici - Direttiva 2004/17/CE - Appalto che non raggiunge la soglia prevista da tale direttiva - Articoli 49 e 56 TFUE - Limitazione del ricorso al subappalto - Presentazione di un'offerta congiunta - Capacità professionali degli offerenti - Modifiche del capitolato d’oneri.
Articolo 54, paragrafo 6
1) Riguardo a un appalto pubblico che non rientra nell’ambito di applicazione della direttiva 2004/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali, come modificata dal regolamento (UE) n. 1336/2013 della Commissione, del 13 dicembre 2013, ma che presenta un interesse transfrontaliero certo, gli articoli 49 e 56 TFUE devono essere interpretati nel senso che ostano a una disposizione di una normativa nazionale, come l’articolo 24, paragrafo 5, della Lietuvos Respublikos viešųjų pirkimų įstatymas (legge lituana relativa agli appalti pubblici), che prevede che, in caso di ricorso a subappaltatori per l’esecuzione di un appalto di lavori, l’aggiudicatario è tenuto a realizzare esso stesso l’opera principale, definita come tale dall’ente aggiudicatore.
2) Riguardo a un siffatto appalto pubblico, i principi di parità di trattamento e di non discriminazione, nonché l’obbligo di trasparenza, che derivano in particolare dagli articoli 49 e 56 TFUE devono essere interpretati nel senso che non ostano a che l’ente aggiudicatore modifichi, dopo la pubblicazione del bando di gara, una clausola del capitolato d’oneri relativa alle condizioni e alle modalità di cumulo delle capacità professionali, come la clausola 4.3 di cui trattasi nel procedimento principale, purché, in primo luogo, le modifiche effettuate non siano così sostanziali da attirare potenziali offerenti che, in assenza delle stesse, non sarebbero in grado di presentare un’offerta, in secondo luogo, dette modifiche siano oggetto di un’adeguata pubblicità, e, in terzo luogo, esse intervengano prima della presentazione delle offerte da parte degli offerenti, il termine di presentazione di tali offerte sia prorogato qualora le modifiche considerate siano rilevanti, la durata di tale proroga sia commisurata alla rilevanza di dette modifiche e sufficiente al fine di consentire agli operatori economici interessati di adeguare la loro offerta di conseguenza, circostanze che spetta al giudice del rinvio verificare.
3) L’articolo 54, paragrafo 6, della direttiva 2004/17, come modificata dal regolamento n. 1336/2013, deve essere interpretato nel senso che osta a una clausola di un capitolato d’oneri, come la clausola 4.3 di cui trattasi nel procedimento principale, che, in caso di presentazione di un’offerta congiunta da parte di più offerenti, richiede che il contributo di ciascuno di essi per soddisfare i requisiti applicabili in materia di capacità professionali corrisponda, proporzionalmente, alla parte dei lavori che eseguirà effettivamente se gli verrà aggiudicato l’appalto considerato.
Sent. C. Giustizia UE 24/05/2016, n. C-396/14
Rinvio pregiudiziale - Articolo 267 TFUE - Competenza della Corte - Qualità di giurisdizione dell’organo remittente - Appalto pubblico nel settore delle infrastrutture ferroviarie - Procedura negoziata - Direttiva 2004/17/CE - Articolo 10 - Articolo 51, paragrafo 3 - Principio di parità di trattamento degli offerenti - Raggruppamento composto da due società e ammesso come offerente - Offerta presentata da una delle due società, in nome proprio, in quanto l’altra società è stata dichiarata fallita - Società considerata idonea ad essere ammessa, da sola, come offerente - Aggiudicazione dell’appalto a tale società.
Articolo 10 in combinato disposto con articolo 51
Nuova normativa sugli appalti nei settori ordinari, speciali e sulle concessioni: Direttive nn. 2014/24/UE, 2014/25/UE 2014/23/UE
Le nuove Direttive entrano in vigore il 17/04/2014 e dovranno essere recepite il 18/04/2016. Abrogazione delle precedenti Direttive n. 2004/17/CE e n. 2004/18/CE a partire dal 18/04/2016.

References: Articolo 16
 articolo 61
 Articolo 34

Articolo 34
 Articolo 3
 Articolo 16
 Articolo 10
 Articolo 1

Articolo 54
 Articolo 267
 Articolo 10
 Articolo 51

Articolo 10
 articolo 51