Source: http://ejolt.cdca.it/conflitto/riconversione-a-biomasse-della-centrale-termoelettrica-enel
Timestamp: 2019-02-21 00:36:25+00:00

Document:
Riconversione a biomasse della centrale del Mercure | Atlante Italiano dei Conflitti Ambientali
Riconversione a biomasse della centrale del Mercure
La centrale a biomasse di Enel nella Valle del Mercure, all'interno del Parco Nazionale del Pollino, è davvero un'opera necessaria?
La centrale Enel della Valle del Mercure è una vecchia centrale elettrica, alimentata inizialmente a lignite e poi a olio combustibile, costruita nel territorio di Laino Borgo (CS) negli anni '60 e successivamente dismessa completamente nel 1997.
Nel 1993, è stato istituito il Parco Nazionale del Pollino e quattordici anni dopo, nel 2007, anche due Zone di Protezione Speciale (ZPS), individuate dall'Unione Europea, che lo comprendono completamente. Il fiume Mercure-Lao, sulle rive del quale sorge la centrale, è famoso in Italia - e non solo - per il rafting che richiama annualmente oltre 20.000 turisti. L’area è inoltre habitat naturale di specie vegetali ed animali protette, alcune delle quali in via di estinzione, come la rarissima lontra. Un territorio preziosissimo, dunque, dal punto di vista ambientale e della biodiversità, che sarebbe irreparabilmente danneggiato, anche economicamente, dalle colossali attività industriali connesse alla riapertura dell'impianto Enel. Nell’area, inoltre, è possibile intervenire “solo per esigenze connesse alla salute dell'uomo e alla sicurezza pubblica, o per esigenze di primaria importanza per l'ambiente, oppure, previo parere della Commissione Europea, per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico” (D.P.R. 12 marzo 2003) [1]. In tutti gli altri casi, la legge esclude l'approvazione di qualsivoglia progetto.
Questi e altri motivi hanno bloccato la riapertura della centrale - che con i suoi 41 MWe sarebbe una delle più grandi d’Europa - che l’Enel, nel 2000, ha proposto di riconvertire a biomasse.
Enorme la quantità di biomasse necessarie da reperirsi, come esplicitato dalla stessa società elettrica, sul territorio dell’intera Unione Europea, con il rischio, tra l’altro, di “importazione” di specie alloctone, rischiose per l’integrità della biodiversità del Parco.
Anche il trasporto delle biomasse e delle relative ceneri (da smaltire non si sa ancora dove) rappresenterebbe un grave problema viario ed ambientale, atteso che sarebbero necessari oltre centodieci camion al giorno (anche questo dato si ritiene calcolato per difetto) - tra andata e ritorno - che andrebbero a congestionare una rete viaria già ora inadeguata per il semplice traffico automobilistico, oltre ad impattare in maniera disastrosa con l’ecosistema del Parco.
Altri aspetti criticabili nel progetto Enel sono le procedure amministrative incomplete e scadute, la mancanza di uno studio di impatto sulla salute delle popolazioni residenti e lo studio microclimatico della Valle del Mercure, che è stato fatto mutuando i dati di una valle diversa e distante ben 11 chilometri (quella di Latronico), rendendo lo studio del tutto inattendibile. L’assenza di valutazioni sanitarie hanno spinto l’International Society of Doctors for Environment (ISDE Internazionale) e il Presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Potenza, a chiedere, ognuno per suo conto, una Valutazione di Impatto sulla Salute (VIS) delle popolazioni del territorio, prima di prendere una qualsiasi altra decisione [2][3][4].
Contro la riapertura della centrale si sono schierate le popolazioni della Valle, con imponenti e ripetute mobilitazioni e manifestazioni (il 5 settembre 2009, hanno manifestato 4.000 persone, 14 Amministrazioni comunali, 50 tra Associazioni e Comitati locali e nazionali, esponenti sindacali e politici di ogni schieramento) [5]. Ma l’opposizione alla centrale risale a molto tempo prima. Infatti, già nel periodo in cui la centrale era ancora funzionante, si era manifestata una decisa opposizione, visti i danni da essa arrecati alla salute e alle attività agricole dei residenti, specie per gli abitanti dei comuni di Viggianello (PZ) e Rotonda (PZ), assai prossimi alla centrale. Non a caso i Sindaci di questi due comuni sono stati protagonisti di questa battaglia fin dall’inizio [6].
L’ondivago comportamento dell’Ente Parco del Pollino (le cui deliberazioni ufficiali, in linea con il Piano del Parco - Comunità del Parco, Consiglio Direttivo e Direttore - sono esplicitamente contro l’ipotesi-centrale) ha portato, a fine 2013, ad un presidio dei cittadini e dei comitati locali culminata in un'assemblea permanente, durata ininterrottamente oltre un mese, all’interno dell’Ente stesso [7].
Questa durissima opposizione nasce non solo perché sono a rischio salute, diritti e sviluppo dell’intera area, ma anche perché l’impatto occupazionale risulterebbe ampiamente negativo. Si perderebbero posti di lavoro, attuali e prospettici, nel settore turistico e in quello dell’agricoltura di qualità. Né altri se ne creerebbero, localmente, nel settore della filiera delle biomasse di cui non si potrebbe assicurare né un approvvigionamento né un trasporto adeguato, mentre la forza-lavoro impiegata in centrale non deriverebbe da nuove assunzioni, ma unicamente da trasferimenti da altri impianti dell’ENEL, come già ampiamente dimostrato in questi pochi mesi in cui la centrale ha funzionato, tra intoppi e problemi - senza neanche aver ottemperato alle prescrizioni ricevute, come certificato anche da ARPA Basilicata - approfittando della illegittima autorizzazione concessa dalla Regione Calabria.
Per quanto concerne l’iter autorizzativo, iniziato nel 2000, esso è durato oltre 10 anni, fino alla sentenza del Consiglio di Stato dell’1 agosto 2012 (n. 4400/2012) che ha accolto le ragioni dei Sindaci di Viggianello e Rotonda, dell’Ente Parco e delle Associazioni ambientaliste, annullando l’autorizzazione della Regione Calabria e azzerando, di fatto, il progetto ENEL [8].
La Regione Calabria ha però immediatamente indetto una Conferenza di Servizi, nel tentativo di “sanare” le irregolarità (in realtà insanabili) e consentendo così l'attivazione della centrale [9]. Contro tale, ennesima e illegittima autorizzazione si è pronunciato il 18 dicembre 2013 il TAR di Catanzaro, bocciandola e bloccando così il funzionamento dell'impianto a biomasse [10][11].
In seguito a ciò, ENEL ha presentato ricorso presso il Consiglio di Stato, ma l'udienza, che doveva tenersi il 14 ottobre 2014, non ebbe luogo, in quanto la Regione Calabria aveva già precedentemente riconvocato la Conferenza dei Servizi, nella quale il Direttore dell’Ente Parco (in cui nei mesi precedenti ci furono anche “avvicendamenti” interni) aveva ribadito la sua opposizione [12].
A seguito del mancato accordo, il Responsabile della Conferenza ha inviato la documentazione del caso al Consiglio dei Ministri che ha dato parere favorevole alla centrale l’11 giugno 2015 (CdM n.67) [13]. Il decreto vincola però il tutto ad una deroga, da parte delle Regioni Calabria e Basilicata, circa la potenza della centrale, rispetto al Piano del Parco. Il Piano, infatti, prevede attualmente potenze massime quasi 20 volte inferiori a quella della centrale del Mercure. Gli Uffici della Regione Calabria hanno già comunicato che è in corso la stesura dell’Autorizzazione Unica, ancora prima che questo adempimento richiesto sia stato evaso.
A intorbidire le acque, intanto, sono ricomparsi, a inizio 2014 e dopo mesi di assenza dalla scena, equivoci personaggi legati ad ENEL, coinvolti nel “business” delle biomasse calabresi - dove deforestazione selvaggia, traffico di legname, dissesto idrogeologico, criminalità organizzata, rappresentano una realtà assai preoccupante. Gente del tutto estranea al territorio che già in passato si è segnalata per aggressioni ed intimidazioni - denunciate alle autorità competenti - a danno di esponenti del fronte che si oppone al progetto ENEL [14][15][16][17].
Nel gennaio 2016, grazie al Decreto Dirigenziale autorizzativo della Regione Calabria, la centrale è stata riaperta. Essendo tale riapertura avvenuta in assenza delle prescritte autorizzazioni ambientali, le associazioni Italia Nostra, Forum Ambientalista Nazionale e WWF, assieme ai comuni lucani di Viggianello e Rotonda hanno presentato ricorso al TAR argomentando che la Regione, autorizzando la riapertura, non ha tenuto conto delle deroghe presenti e delle prescrizioni contenute all’interno del decreto governativo [19]. Nel Novembre 2016 però il TAR della Calabria ha respinto tutti e tre i ricorsi: quelli dei Comuni e del WWF per una ragione formale (non erano stati notificati al Consiglio dei Ministri) e quello dell'associazione Forum Ambientalista per una questione di merito [20][21][22].
Attualmente la centrale è al centro di due indagini. L'inchiesta "Stige" condotta dalla Direzione Distrettuale antimafia di Catanzaro indaga su traffici illeciti di varia natura che coinvolgono l 'ndrangheta ed è considerata la più grande indagine degli ultimi 23 anni [23]. In relazione al traffico di biomasse sono state arrestate 3 persone facenti capo alla ditta fornitrice degli approvvigionamenti di biomasse di Enel. [24] La secondo indagine è condotta dalla Procura del Pollino e riguarda gli incendi estivi e le procedure interne ed esterne della Centrale del Mercure. Nell'ambito di questa inchiesta l'impianto a fine marzo 2018 ha subito un'ispezione dei carabinieri del nucleo operativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale che ha portato al sequestro di materiale cartaceo. Non sono ancora noti i risultati dell'ispezione [25]
Nome Riconversione a biomasse della centrale del Mercure
Località Laino Borgo, contrada Pianette
Tipi Deforestazione
Il progetto prevede la conversione a biomasse della vecchia centrale termoelettrica della Valle del Mercure, già alimentata a carbone e poi a olio combustibile.
Le criticità evidenti dalla lettura del progetto sono diverse.
Innanzitutto, è di fatto impossibile che questa centrale possa essere alimentata solamente con le biomasse reperibili dal taglio legato dalla manutenzione del Parco Nazionale del Pollino o, comunque, dalle zone limitrofe.
Infatti, la produzione energetica stimata per questo impianto è pari a 41 Mwe, diventerebbe di fatto una delle più grandi centrali a biomasse di tutta Europa e sarebbero quindi necessarie, secondo Enel, circa 350.000 tonn/anno (mentre, secondo altri studi, sarebbero almeno 500 mila le tonnellate annue indispensabili per mantenere in funzione l'impianto) [18].
Questo renderebbe fondamentale una continua importazione, dal resto del territorio nazionale e probabilmente anche dal resto dei paesi europei, di enormi quantità di biomasse, aumentando in modo esponenziale il traffico locale (calcolando per difetto, si stimano oltre centodieci camion in più al giorno) e rendendo, quindi, critica una situazione già compromessa vista l'inadeguatezza della rete viaria presente in questa zona.
Oltre a tutto ciò, bisogna considerare anche il fatto che questo territorio sta all'interno del Parco Nazionale del Pollino, uno dei parchi naturali più grandi d'Europa e che l'attivazione di un impianto industriale del genere comprometterebbe in modo irreparabile l'ecosistema e la biodiversità di un territorio così importante e tutelato.
Investimento (€) 70,000,000
Numero di persone direttamente colpite 2000/3000 (popolazione della valle del Mercure)
Data di Inizio 01/01/2002
TAR Calabria;
Regioni Calabria e Basilicata;
Province di Potenza e di Cosenza;
Comuni della Valle del Mercure (Rotonda e Viggianello);
Ente Parco Nazionale del Pollino.
Organizzazioni Sociali Locali * Associazione Ambientalista “il riccio” – Castrovillari http://www.ilriccio.info/new/index.php
* Comitato Salute e Ambiente Pollino (COSA)
* WWF http://www.wwf.it/
*Italia Nostra http://www.italianostra.org/
* Forum “Stefano Gioia” https://www.facebook.com/pages/Forum-per-la-tutela-della-legalit%C3%A0-e-del-territorio-Stefano-Gioia/113408705340411
Impatti ambientali Potential: Inquinamento atmosferico, Perdita di biodiversità, Insicurezza alimentare/Danni alle produzioni agricole, Riscaldamento globale, Degradazione paesaggistica, Inquinamento acustico, Contaminazione dei suoli, Deforestazione/perdita di aree verdi o vegetazione, Contaminazione delle acque di superficie e peggioramento della qualità dell'acqua, Riduzione della resilienza ecologica/ idrogeologica
Alternative Proposte Il Forum “Stefano Gioia” propone lo smantellamento completo della centrale o la creazione di un sito di archeologia industriale.
Perché Perché la vertenza è ancora in corso.
[1] Decreto Presidente della Repubblica n. 120 del 2003
[16] Sentenza CDS n. 04117 del 2014 sulla Ditta "Derenzo"
[11] Sentenza TAR n. 01181 del 2013 sulla centrale del Mercure
[10] Sentenza TAR n. 01180 del 2013 contro la Regione Calabria
[15] Sentenza TAR n. 01139 del 2013 su Derenzo
[12] Revoca nomina Sindaco di Laino Castello dal Consiglio Direttivo dell'Ente del 16 settembre 2014
[22] Sentenza TAR n. 02222 del Novembre 2016 sul ricorso dei Comuni
[21] Sentenza TAR n. 02223 del Novembre 2016 sul Ricorso del Forum Ambientalista
[24] Luigi Cristaldi "Parco del Pollino, i dubbi sulle forniture delle biomasse" Articolo su sito web 18/02/2018
[19] Dossier "L'Italia vista da Parigi" del Novembre 2016 a cura di CDCA - A Sud
[5] Manifestazione contro la Centrale del Mercure del 9 settembre 2009
[7] Articolo del giornale "L'eco" del 9 novembre 2013
Articolo del giornale "L'eco" del 1 gennaio 2010
[8] Articolo del sito www.cn24tv.it del 2 agosto 2012
[9] Articolo del sito www.cn24tv.it del 7 novembre 2012
[17] Articolo del giornale "Il quotidiano del Sud" del 2 agosto 2014
[25]"Centrale del Mercure: la procura di Castrovillari ha ispezionato l'impianto" Articolo su pagina web
[23]Simone Puccio "L'operazione "Stige" ha scoperchiato la nuova 'ndrangheta". Comunicato AGI 09/01/2018
Interrogazioni ai ministri dell'Ambiente e dello Sviluppo Economico
Forum Stefano Gioia associazioni lucane e calabresi del 30 giugno 2014
[4]Valutazione di impatto sulla salute (VIS) dell'ISDE dell'agosto 2014
Relazione Rabitti - Casson Centrale del Mercure del 23 novembre 2005
[14] Comunicato di "Libera Basilicata" e "Libera Calabria" sulla centrale Enel della Valle del Mercure
[18] Piano di approvvigionamento biomasse di Enel del 28 gennaio 2008
[20] Articolo sul quotidiano online "lasiritide" del 18 Novembre 2016
"Malitalia - Mercure: rischio centrale" del 29 giugno 2011
Manifestazione contro la centrale del Mercure del 3 novembre 2013
[6] No alla riapertura della Centrale Enel del Mercure a biomasse del 19 agosto del 2009
Autore della Scheda Enzo Peluso (Comitato del Mercure)
Modificato il 16/04/2018

References: sentenza 
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