Source: http://www.canestrinilex.it/risorse/spese_stato.html
Timestamp: 2013-06-19 18:47:23+00:00

Document:
.. quando l'avvocato è pagato dallo Stato.
"[...] Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione." (Costituzione Italiana, art. 24).
E' un istituto che permette di farsi assistere da un avvocato e da un consulente tecnico, senza dover pagare le spese di difesa e le altre spese processuali. Si noti che non è previsto alcun sostegno per l'attività stragiudiziale (Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza n. 24723/11; depositata il 23 novembre: la sentenza precisa, alla stregua di un’interpretazione sistematica e costituzionalmente orientata della normativa in tema di patrocinio a spese dello Stato, che l’attività per la quale è prevista la refusione delle spese a carico dello Stato è solo quella giudiziale, ossia quella che si esplica all’interno di un procedimento giudiziale, civile, penale o amministrativo).
In quali giudizi è ammesso? Nel processo penale, civile, amministrativo, contabile, tributario e di volontaria giurisdizione. Nel procedimento di esecuzione, nei processi di revisione, revocazione, opposizione di terzo, nei processi di applicazione delle misure di sicurezza o di prevenzione, in cui sia prevista l'assistenza del difensore o del consulente tecnico.
Per il richiedente: certificato cumulativo di stato di famiglia e residenza (da fare presso l'ufficio anagrafe del Comune di residenza);
copia del tesserino del codice fiscale (o tessera sanitaria se risulta il codice fiscale);
copia del tesserino del codice fiscale o copia della nuova tessera sanitaria di tutti;
Chi è considerato non abbiente al momento della presentazione della domanda, qualora tale condizione permanga per tutta la durata del processo? Se l'interessato vive solo, la somma dei suoi redditi non deve superare 10.766,33 euro (aggiornato al 2 luglio 2012 - aggiornamento ogni due anni). Si considerano tutti i redditi imponibili ai fini delle imposte sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) percepiti nell'ultimo anno (cioè nell'anno precedente alla formlazione della domanda), come lo stipendio da lavoro dipendente, la pensione, il reddito da lavoro autonomo, ecc. Si tiene conto, inoltre, anche dei redditi esenti dall'Irpef (es.: pensione di guerra, indennità d'accompagnamento, ecc.), o assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta o ad imposta sostitutiva. Se l'interessato vive con la famiglia, i suoi redditi si sommano a quelli del coniuge e degli altri familiari conviventi. Al contrario, si considera solo il reddito dell'interessato, se egli è in causa contro i familiari. Nel SOLO giudizio penale: il limite di reddito è aumentato di 1.032,91 euro per ogni familiare convivente. Ad esempio: se la famiglia è composta da 2 persone, il reddito totale non deve superare 10.628,16 + 1032,19 euro; se la famiglia è composta di 3 persone, il reddito totale non deve superare 10.628,16 + 1032,19 + 1.032,19 euro, ecc.
ATTENZIONE: L’art. 76 del DPR 115/2002, nell’indicare le condizioni di ammissione al gratuito patrocinio, non fa solo riferimento al "reddito imponibile ai fini dell’imposta personale ... risultante dall’ultima dichiarazione", bensì anche ai "redditi che per legge sono esenti dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) o che sono soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta, ovvero ad imposta sostitutiva".
Tale indirizzo interpretativo è stato più volte confermato dalla Corte di Cassazione legittimità laddove si è statuito che "ai fini dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, per la determinazione dei limiti di reddito rilevano anche i redditi che non sono stati assoggettati ad imposte vuoi perché non rientranti nella base imponibile, vuoi perché esenti, vuoi perché di fatto non hanno subito alcuna imposizione: ne consegue che rilevano anche i redditi da attività illecite ovvero i redditi per i quali l’imposizione fiscale è stata esclusa" (ex plurimis, Cass. IV, 45159/05, Bagarella, da ultimo: Cass. IV, sentenza 14 luglio - 12 ottobre 2010, n. 36362; cfr. anche Corte Cost. sent. n. 144 del 1992).
Se ne deduce che qualsiasi introito che l’istante percepisce con caratteri di non occasionalità, confluisce nel formare il reddito personale (non aggiuntivo dei familiari conviventi), ai fini della valutazione del superamento del limite indicato nell’art. 76 DPR 115/2002. È stato così affermato che ai fini dell'ammissione al patrocinio a spese dello Stato rilevano anche i redditi da attività illecite, che possono essere accertati con gli ordinari mezzi di prova, tra cui le presunzioni semplici di cui all'art. 2729 c.c. (ex ceteris, Sez. 6, 17 aprile 1998, n. 1390; Sez. 4, 4 ottobre 2005, n. 45159 - Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza n. 10125/12; depositata il 15 marzo).
Negli altri giudizi: chi è cittadino italiano, o cittadino straniero regolarmente soggiornante, apolide (anche non residente in Italia) e gli enti e le associazioni che non perseguono scopi di lucro e non esercitano attività economiche.	3. Posizione processuale
Nei giudizi penali: chi è indagato, imputato, condannato, persona offesa dal reato, danneggiato che intenda costituirsi parte civile, responsabile civile e civilmente obbligato per la pena pecuniaria. Negli altri giudizi: chi è parte nel processo, o intende adire il giudice, e non sia già stata condannata nel precedente grado del giudizio (nel quale era stata ammessa al patrocinio), salvo l'azione di risarcimento del danno nel processo penale.
nei giudizi penali: chi è indagato, imputato o condannato per reati di evasione fiscale o per i condannati con sentenza definitiva per i reati di associazione mafiosa, e connessi al traffico di tabacchi e agli stupefacenti (modifiche apportate dalla legge 24 luglio 2008, n. 125); non ne può fruire chi è difeso da più di un avvocato; negli altri giudizi: chi sostiene ragioni manifestamente infondate e chi è parte in una causa per cessione di crediti e ragioni altrui, quando la cessione non sia in pagamento di crediti preesistenti. DOMANDA DI AMMISSIONE
A chi si presenta la domanda? Nei giudizi penali: alla cancelleria del giudice (non più al giudice in udienza); al direttore del carcere, se l'interessato è detenuto o all'ufficiale di polizia giudiziaria, quando l'interessato è in detenzione domiciliare o in luogo di cura. Negli altri giudizi (civili, amminstrativi, tributari): al consiglio dell'ordine degli avvocati.
La domanda deve contenere la richiesta di ammissione al patrocinio a spese dello Stato; l'indicazione del processo cui si riferisce; le generalità (nome, cognome, data e luogo di nascita, residenza) e il codice fiscale del richiedente e dei familiari conviventi. Si deve dichiarare, sotto la propria responsabilità, che si è nelle condizioni di reddito richieste dalla legge e specificare il reddito totale. Occorre anche impegnarsi a comunicare le variazioni di reddito successive alla presentazione della domanda. La mancanza di uno solo di questi elementi rende la domanda inammissibile. I cittadini di stati non appartenenti all'Unione europea, inoltre, devono indicare quali redditi possiedono all'estero (non a pena di inammissibilità!). La domanda deve essere firmata dall'interessato e la firma deve essere autenticata dall'avvocato o dal funzionario dell'ufficio che la riceve. Nei giudizi extrapenali: si devono anche descrivere i fatti e i motivi della causa che servono a valutarne la fondatezza, nonché le prove che si vogliono chiedere.
Quali documenti si devono allegare alla domanda? Nessuno per i cittadini italiani, che possono autocertificare l'esistenza dei requisiti di legge.	I cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea devono allegare una certificazione del consolato del Paese d'origine che confermi la veridicità del reddito dichiarato, salvo il ricorso all'autocertificazione qualora si provi l'impossibilità di documentarlo.
I cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea sottoposti a provvedimenti restrittivi della libertà personale possono produrre la certificazione consolare entro il termine di 20 giorni, anche tramite il difensore o un familiare. Successivamente alla presentazione della domanda, il giudice o il consiglio dell'ordine possono chiedere di provare la verità delle dichiarazioni con documenti scritti o, nel caso di impossibilità, con ulteriore autocertificazione. SCELTA DEL DIFENSORE
Si può nominare un solo difensore che deve essere iscritto in uno speciale elenco degli avvocati per il patrocinio a spese dello Stato, consultabile presso il Consiglio dell'Ordine degli avvocati. Se l'avvocato non è iscritto presso l'albo degli avvocati della regione in cui si tiene il processo non gli verranno liquidate le spese.
NB: E' deontologicamente censurabile il comportamento del professionista che, essendo stato designato difensore di una parte ammessa al patrocinio a spese dello stato, rifiuti di prestare l'attività difensiva senza giustificato motivo; può commettere un reato l'avvocato che si accia pagare dal cliente nononstante sia ammesso al patrocinio.
Le dichiarazioni false od omissive e la mancata comunicazione degli aumenti di reddito sono punite con la pena della reclusione in carcere da 1 a 6 anni e 8 mesi di reclusione in carcere e con la multa da 309,87 a 1.549,37 euro, oltre al pagamento di tutte le somme corrisposte dallo Stato.	NOVITA' : A seguito della legge n. 25/05 è possibile nominare anche un avvocato scelto al di fuori del distretto di Corte di Appello purché iscritto nell'apposito elenco degli avvocati per il patrocinio a spese dello Stato.

References: art. 24
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 Cass. 
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