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Timestamp: 2019-11-13 07:58:07+00:00

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Di seguito l'articolo dell’Avv. Crotti pubblicato su I Contratti n. 5/2019, Ipsoa, Milano. L’autore analizza, nel suo complesso, il rapporto economico corrente tra avvocato e cliente - dal preventivo alla procura alle liti - esaminando gli aspetti sinora meno indagati dalla dottrina specialistica di settore, con particolare riferimento al rapporto tra preventivo e patto di patrocinio, alla funzione e al modo di operare del compenso a forfait (soprattutto quando innestato in un rapporto di collaborazione continuativa), alla sorte dell’eccedenza di una liquidazione giudiziale disposta in misura superiore rispetto al compenso pattuito con il cliente, alla struttura del contratto di patrocinio e all’inapplicabilità dell’art. 1411 c.c. nelle ipotesi in cui si registra una scissione tra parte (presunto terzo) e cliente (ipotetico stipulante) nel rapporto con l’avvocato (supposto promittente).
Le clausole che indicano l’adesione all’offerta alberghiera come “non rimborsabile” sono, a tutti gli effetti, delle clausole vessatorie. Conseguentemente, quando si prenota on line, l’eventuale spunta della casella delle condizioni generali di contratto non sostituisce la firma e la clausola relativa al pagamento della penale non ha alcun effetto giuridico se non specificamente approvata. È quanto statuito dall’Ufficio del Giudice di Pace di Trapani con la sentenza del 14 ottobre 2019.
Ai fini della perdita dei benefici assicurativi, ai sensi dell'articolo 1915 c.c.., è sufficiente la consapevolezza dell'obbligo previsto dalla suddetta norma e la cosciente volontà di non osservarlo, sicché, nel caso di assicurazione dal rischio di insolvenza di crediti commerciali, non è conforme ai canoni di corretta ermeneutica contrattuale l'interpretazione della polizza che imputi i pagamenti successivi alla scadenza del periodo assicurato ai crediti più recenti, né rilevano in contrario accordi diretti tra assicurata e debitrice società di capitale, neppure ove le quote di questa fossero sottoposte a sequestro penale. E’ quanto si legge nella sentenza della Cassazione civile sez. III, sentenza 7 novembre 2019, n. 28625.
Le spese del riscaldamento centralizzato di un edificio in condominio, ove sia stato adottato un sistema di contabilizzazione del calore, devono essere ripartite in base al consumo effettivamente registrato, risultando, perciò, illegittima una suddivisione di tali oneri operata, sebbene in parte, alla stregua dei valori millesimali delle singole unità immobiliari, né possono a tal fine rilevare i diversi criteri di riparto dettati da una delibera di giunta regionale, che pur richiami specifiche tecniche a base volontaria, in quanto atto amministrativo comunque inidoneo ad incidere sul rapporto civilistico tra condomini e condominio. È quanto si legge nell’ordinanza della Cassazione del 4 novembre 2019, n. 28282.
Autovelox, sospensione e revoca patente, attraversamento con il rosso e sosta vietata: la giurisprudenza recente
Il presente Itinerario esamina il “polso” della giurisprudenza formatasi nel corso degli anni a seguito dei ripetuti “giri di vite” adottati dal legislatore al fine di garantire la sicurezza stradale, con particolare riferimento all’inasprimento del sistema sanzionatorio ed all’applicabilità della relativa disciplina nei confronti degli utenti.
Per accertare l’usucapione del sottotetto tutti i condomini vanno citati in giudizio
Secondo la Cassazione, ordinanza 29 ottobre 2019, n. 27707, nel caso in cui un condomino si rivolga all’autorità giudiziaria per l’accertamento dell’avvenuta usucapione di una parte condominiale, l’amministratore non sarà coinvolto direttamente nel giudizio, non rivestendo la sua rappresentanza ex art. 1130 c.c. il potere sui diritti individuali dei singoli condomini che dovranno partecipare direttamente al processo di accertamento dell’eventuale intervenuto acquisto del bene comune.
La struttura in legno infissa sui pilastri del fabbricato condominiale lede il decorso architettonico
Secondo la Cassazione, sez. II, ordinanza 5 novembre 2019, n. 28465, le modificazioni apportate da uno dei condomini, nella specie alle parti comuni, in violazione del divieto previsto dal regolamento di condominio, connotano tali opere come abusive e pregiudizievoli al decoro architettonico dell'edificio e configurano l'interesse processuale del singolo condomino che agisca in giudizio a tutela della cosa comune.
Omessa diagnosi della malattia: risarcibile il danno subito dai familiari del paziente
Il familiare di una persona lesa dall'altrui condotta illecita (omessa diagnosi di malattia) può subire uno stato di sofferenza soggettiva e un necessitato mutamento peggiorativo delle abitudini di vita (incidente sul profilo dinamico della propria esistenza): entrambi i pregiudizi debbono essere risarciti, laddove rivestano i caratteri della serietà del danno e della gravità della lesione, senza che possano valere ad escludere la sussistenza del pregiudizio la circostanza che l'invalidità del congiunto non sia totale o il fatto che l'assistenza possa essere stata 6 ripartita fra più familiari. È quanto stabilito dalla Cassazione con sentenza 4 novembre 2019, n. 28220
Risarcimento del danno da circolazione stradale: il calcolo degli interessi compensativi
La sentenza 29 ottobre 2019, n. 27602 della Cassazione è piuttosto tecnica ed affronta due argomenti: gli interessi compensativi, volti a risarcire il danno che si presume esser derivato al creditore dall'impossibilità di disporre tempestivamente della somma dovuta e di impiegarla in maniera remunerativa; nonché le regole da applicare in caso di riforma in appello della sentenza di primo grado, in particolare l'importanza che il giudice d'appello determini con esattezza le somme ancora dovute.
Franchising: il franchisor non è responsabile per il fatto del franchisee
Con la sentenza in commento il Tribunale di Perugia ha affermato che nel contratto di franchising (sia di beni che di servizi), nonostante l'uso comune del marchio, affiliante e affiliato sono soggetti distinti dal punto di vista economico e giuridico; ne consegue che non si può fondare la responsabilità dell’affiliante per il fatto dell’affiliato sul principio dell’apparenza, ma è necessario provare una sua colpa, derivante ad esempio dall’inadeguatezza del know how e delle procedure tecniche ed operative per la gestione della clientela ovvero dall’inadeguatezza della scelta dell’affiliato.
La Cassazione ritorna sul danno iure proprio dei prossimi congiunti della vittima
Secondo la Cassazione civile, ordinanza 31 ottobre 2019, n. 28168, se una persona venga dapprima ferita in conseguenza d'un fatto illecito, ed in seguito muoia a causa delle lesioni, nella stima del danno patito jure proprio dai suoi familiari il giudice deve tenere conto sia del dolore causato dalla morte, sia dalle apprensioni, dalle sofferenze e dalle rinunce patite dai suoi familiari per tutto il tempo in cui la vittima primaria fu invalida e venne da loro assistita.
Prestazione del consenso informato in ambito di vaccinazioni obbligatorie
Di seguito l'articolo dell’avv. Mascia pubblicato su Danno e Responsabilità n. 5/2019, Ipsoa, Milano. Nell’articolo che segue l’autrice affronta la tematica delle vaccinazioni, alla luce delle normative nazionali e regionali succedutesi negli anni, soffermandosi sulle misure poste in capo ai genitori, ai tutori o ai soggetti affidatari, in caso di mancato adempimento del dovere di assolvere l’obbligo vaccinale per i minori.
Il Condominio nulla deve alla Banca se il credito è stato concesso al falsus procurator
In tema di rappresentanza, possono essere invocati i principi dell'apparenza del diritto e dell'affidamento incolpevole allorché non solo vi sia la buona fede del terzo che ha stipulato con il falso rappresentante, ma ricorra anche un comportamento colposo del rappresentato, tale da ingenerare nello stesso terzo la ragionevole convinzione che il potere di rappresentanza sia stato effettivamente e validamente conferito al rappresentante apparente. Non può dunque essere invocato il principio dell’affidamento incolpevole nell’ipotesi in cui una Banca stipuli un contratto di apertura di credito con un amministratore di condominio in realtà privo dei relativi poteri di rappresentanza, laddove l’operatore bancario non abbia effettuato gli opportuni controlli prima di procedere alla conclusione dell’accordo contrattuale in contrasto con i principi di alta competenza e diligenza richiesti dalla funzione svolta. E’ quanto si legge nella sentenza della Corte d’Appello di Milano con sentenza 21 agosto 2019, n. 3528.
Si ha mediazione atipica se l’agente immobiliare non è imparziale
Secondo la Cassazione, ordinanza 30 ottobre 2019, n. 27921, il conferimento ad un mediatore professionale dell'incarico di reperire un acquirente od un venditore di un immobile dà vita ad un contratto di mandato (cosiddetta “mediazione atipica) e non di mediazione, essendo quest'ultima incompatibile con qualsiasi vincolo tra il mediatore e le parti).
Anche l’amministratore non confermato deve rendere il conto della sua gestione
Il rapporto che lega l’amministratore al condominio è quello del mandato perché così dispone la legge. In quanto mandatario egli deve svolgere l’incarico assegnatogli con la diligenza del buon padre di famiglia e annualmente deve rendere conto ai condomini del suo operato, convocando, per l’effetto, un’assemblea. Se non vi ha provveduto entro il termine di durata del suo mandato ed in caso di mancato rinnovo, deve comunque consegnare al suo successore un esauriente rendicontazione della sua gestione ordinaria e straordinaria, rispondendone personalmente. È quanto si legge nella sentenza del Tribunale di Milano 3 settembre 2019, n. 7942.

References: sentenza 
 sentenza 
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 art. 1130
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