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Timestamp: 2017-11-21 06:40:29+00:00

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Il Libro di Urantia, Fascicolo 6. Il Figlio Eterno
Il Libro di Urantia - Fascicolo 6. Il Figlio Eterno
Fascicolo 6. Il Figlio Eterno
§ 1. L’identità del Figlio Eterno
§ 2. La natura del Figlio Eterno
§ 3. Il ministero dell’amore del Padre
§ 4. Gli attributi del Figlio Eterno
§ 5. I limiti del Figlio Eterno
§ 6. La mente dello spirito
§ 7. La personalità del Figlio Eterno
§ 8. La comprensione del Figlio Eterno
6:0.1 (73.1) IL FIGLIO Eterno è l’espressione perfetta e finale del “primo” concetto personale ed assoluto del Padre Universale. Di conseguenza, ogniqualvolta ed in qualunque modo il Padre si esprime in maniera personale ed assoluta, lo fa tramite suo Figlio Eterno che è sempre stato, è e sarà sempre il Verbo divino e vivente. Questo Figlio Eterno risiede al centro di tutte le cose, ed in diretta associazione con l’avvolgente presenza personale del Padre Universale ed Eterno.
6:0.2 (73.2) Noi parliamo del “primo” pensiero di Dio ed alludiamo ad un’impossibile origine nel tempo del Figlio Eterno nell’intento di trovare accesso ai canali di pensiero dell’intelletto umano. Queste distorsioni di linguaggio rappresentano i nostri migliori sforzi per un compromesso che permetta il contatto con le menti vincolate al tempo delle creature mortali. In senso sequenziale il Padre Universale non avrebbe mai potuto avere un primo pensiero, né il Figlio Eterno avrebbe mai potuto avere un inizio. Ma io ho ricevuto l’ordine di descrivere le realtà dell’eternità alle menti dei mortali limitate dal tempo servendomi di questi simboli di pensiero, e di designare le relazioni dell’eternità con questi concetti temporali di sequenzialità.
6:0.3 (73.3) Il Figlio Eterno è la personalizzazione spirituale del concetto universale ed infinito della realtà divina, dello spirito non qualificato e della personalità assoluta del Padre del Paradiso. Perciò il Figlio costituisce la rivelazione divina dell’identità di creatore del Padre Universale. La personalità perfetta del Figlio rivela che il Padre è effettivamente la sorgente eterna ed universale di tutti i significati e valori dello spirituale, del volitivo, dell’intenzionale e del personale.
6:0.4 (73.4) Nel nostro sforzo per consentire alla mente finita del tempo di formare un concetto sequenziale delle relazioni tra gli esseri infiniti ed eterni della Trinità del Paradiso, utilizziamo delle licenze concettuali come quella che si riferisce al “primo concetto personale, universale ed infinito del Padre”. Mi è impossibile trasmettere alla mente umana un’idea adeguata delle relazioni eterne delle Deità. Perciò impiego termini che forniranno alla mente finita una qualche idea delle relazioni di questi esseri eterni nelle susseguenti ere del tempo. Noi crediamo che il Figlio abbia avuto origine dal Padre; ci viene insegnato che entrambi sono incondizionatamente eterni. È evidente, dunque, che nessuna creatura del tempo potrà mai comprendere pienamente questo mistero, quello di un Figlio che è derivato dal Padre e che è tuttavia coordinatamente eterno con il Padre stesso.
6:1.1 (73.5) Il Figlio Eterno è l’originale ed unigenito Figlio di Dio. Egli è Dio il Figlio, la Seconda Persona della Deità ed il creatore associato di tutte le cose. Come il Padre è la Prima Grande Sorgente e Centro, così il Figlio Eterno è la Seconda Grande Sorgente e Centro.
6:1.2 (74.1) Il Figlio Eterno è il centro spirituale e l’amministratore divino del governo spirituale dell’universo degli universi. Il Padre Universale è prima un creatore e poi un controllore; il Figlio Eterno è prima un cocreatore e poi un amministratore spirituale. “Dio è spirito”, ed il Figlio è una rivelazione personale di questo spirito. La Prima Sorgente e Centro è l’Assoluto della Volizione; la Seconda Sorgente e Centro è l’Assoluto della Personalità.
6:1.3 (74.2) Il Padre Universale non agisce mai personalmente come creatore se non in congiunzione con il Figlio o con l’azione coordinata del Figlio. Se chi ha scritto il Nuovo Testamento si fosse riferito al Figlio Eterno, avrebbe espresso la verità quando scrisse: “All’inizio era il Verbo, ed il Verbo era con Dio, ed il Verbo era Dio. Tutte le cose sono state fatte da lui, e niente di ciò che è stato fatto è stato fatto senza di lui.”
6:1.4 (74.3) Quando un Figlio del Figlio Eterno apparve su Urantia, quelli che fraternizzarono con questo essere divino in forma umana parlarono di lui come di “Colui che era fin dall’inizio, che abbiamo ascoltato, che abbiamo visto con i nostri occhi, che abbiamo osservato, che le nostre mani hanno toccato, il Verbo stesso di vita”. E questo Figlio di conferimento proveniva dal Padre altrettanto veramente quanto proveniva il Figlio Originale, com’è indicato in una delle sue preghiere terrene: “Ed ora, o Padre mio, glorificami con il tuo essere, con la gloria che avevo presso di te prima che questo mondo fosse.”
6:1.5 (74.4) Il Figlio Eterno è conosciuto con nomi differenti nei vari universi. Nell’universo centrale è conosciuto come la Sorgente Coordinata, il Cocreatore e l’Associato Assoluto. Su Uversa, la capitale del superuniverso, noi designiamo il Figlio come il Centro Spirituale Coordinato e come l’Amministratore Spirituale Eterno. Su Salvington, la capitale del vostro universo locale, questo Figlio è indicato come la Seconda Eterna Sorgente e Centro. I Melchizedek lo chiamano il Figlio dei Figli. Sul vostro mondo, ma non nel vostro sistema di sfere abitate, questo Figlio Originale è stato confuso con un Figlio Creatore coordinato, Micael di Nebadon, che ha conferito se stesso alle razze mortali di Urantia.
6:1.6 (74.5) Benché ciascuno dei Figli Paradisiaci possa essere chiamato a giusto titolo Figlio di Dio, noi abbiamo l’abitudine di riservare l’appellativo di “Figlio Eterno” al Figlio Originale, la Seconda Sorgente e Centro, cocreatore con il Padre Universale dell’universo centrale di potere e di perfezione e cocreatore di tutti gli altri Figli divini originati dalle Deità infinite.
6:2.1 (74.6) Il Figlio Eterno è altrettanto immutabile ed infinitamente degno di fiducia quanto il Padre Universale. Egli è anche altrettanto spirituale quanto il Padre, veramente uno spirito illimitato. A voi che siete di umile origine, il Figlio dovrebbe apparire più personale poiché è un gradino più vicino a voi rispetto al Padre Universale.
6:2.2 (74.7) Il Figlio Eterno è il Verbo eterno di Dio. Egli è del tutto simile al Padre. In effetti, il Figlio Eterno è Dio il Padre personalmente manifesto all’universo degli universi. Per questo è stato, è e sarà sempre vero dire del Figlio Eterno e di tutti i Figli Creatori coordinati che: “Colui che ha visto il Figlio ha visto il Padre.”
6:2.3 (74.8) Per natura il Figlio è del tutto simile al Padre spirituale. Quando adoriamo il Padre Universale, allo stesso tempo noi adoriamo effettivamente Dio il Figlio e Dio lo Spirito. Dio il Figlio è altrettanto divinamente reale ed eterno in natura quanto Dio il Padre.
6:2.4 (75.1) Il Figlio non solo possiede tutta la rettitudine infinita e trascendente del Padre, ma riflette anche tutta la santità di carattere del Padre. Il Figlio condivide la perfezione del Padre e condivide anche la responsabilità di aiutare tutte le creature imperfette nei loro sforzi spirituali per raggiungere la perfezione divina.
6:2.5 (75.2) Il Figlio Eterno possiede tutto il carattere di divinità e tutti gli attributi di spiritualità del Padre. Il Figlio è la totalità dell’assolutezza di Dio in personalità ed in spirito, e queste qualità il Figlio le rivela nella sua gestione personale del governo spirituale dell’universo degli universi.
6:2.6 (75.3) Dio è veramente uno spirito universale. Dio è spirito, e questa natura spirituale del Padre è focalizzata e personalizzata nella Deità del Figlio Eterno. Nel Figlio tutte le qualità spirituali appaiono grandemente esaltate dalla differenziazione con l’universalità della Prima Sorgente e Centro. E come il Padre condivide la sua natura spirituale con il Figlio, così altrettanto pienamente e senza riserve entrambi condividono lo spirito divino con l’Attore Congiunto, lo Spirito Infinito.
6:2.7 (75.4) Nell’amore della verità e nella creazione della bellezza il Padre ed il Figlio sono uguali, salvo che il Figlio sembra dedicarsi di più alla realizzazione della bellezza esclusivamente spirituale dei valori universali.
6:2.8 (75.5) Quanto a bontà divina, io non discerno alcuna differenza tra il Padre ed il Figlio. Il Padre ama i suoi figli dell’universo come un padre; il Figlio Eterno guarda tutte le creature come un padre e come un fratello.
6:3.1 (75.6) Il Figlio prende parte alla giustizia ed alla rettitudine della Trinità, ma ricopre questi tratti di divinità con la personalizzazione infinita dell’amore e della misericordia del Padre; il Figlio è la rivelazione dell’amore divino agli universi. Come Dio è amore, così il Figlio è misericordia. Il Figlio non può amare più del Padre, ma può mostrare misericordia verso le creature anche in modo addizionale, perché non solo è un creatore primordiale come il Padre, ma è anche il Figlio Eterno di questo stesso Padre, partecipando così all’esperienza di filiazione di tutti gli altri figli del Padre Universale.
6:3.2 (75.7) Il Figlio Eterno è il grande ministro della misericordia per tutta la creazione. La misericordia è l’essenza del carattere spirituale del Figlio. I comandamenti del Figlio Eterno, quali vengono trasmessi sui circuiti spirituali della Seconda Sorgente e Centro, sono armonizzati sui toni della misericordia.
6:3.3 (75.8) Per comprendere l’amore del Figlio Eterno, dovete prima percepire la sua sorgente divina, il Padre, che è amore, e poi osservare il dispiegarsi di questo affetto infinito nell’immenso ministero dello Spirito Infinito e delle sue schiere quasi illimitate di personalità tutelari.
6:3.4 (75.9) Il ministero del Figlio Eterno è consacrato alla rivelazione del Dio d’amore all’universo degli universi. Questo Figlio divino non è impegnato nell’avvilente compito di tentare di persuadere il suo benevolo Padre ad amare le sue umili creature ed a mostrare misericordia ai malfattori del tempo. Quale errore immaginare il Figlio Eterno che supplica il Padre Universale di mostrare misericordia verso le sue umili creature dei mondi materiali dello spazio! Questi concetti di Dio sono grossolani e grotteschi. Dovreste piuttosto capire che tutti gl’interventi misericordiosi dei Figli di Dio sono una rivelazione diretta dell’amore universale e della compassione infinita del cuore del Padre. L’amore del Padre è la sorgente reale ed eterna della misericordia del Figlio.
6:3.5 (75.10) Dio è amore, il Figlio è misericordia. La misericordia è amore applicato, l’amore del Padre in azione nella persona del suo Figlio Eterno. L’amore di questo Figlio universale è anch’esso universale. Nel modo in cui l’amore è compreso su un pianeta sessuato, l’amore di Dio è più paragonabile all’amore di un padre, mentre l’amore del Figlio Eterno è più simile all’affetto di una madre. Questi esempi sono in verità grossolani, ma io li impiego nella speranza di trasmettere alla mente umana l’idea che c’è una differenza, non di contenuto divino bensì di qualità e di tecnica d’espressione, tra l’amore del Padre e l’amore del Figlio.
6:4.1 (76.1) Il Figlio Eterno motiva il livello spirituale della realtà cosmica. Il potere spirituale del Figlio è assoluto in rapporto a tutte le realtà dell’universo. Egli esercita un controllo perfetto sull’interassociazione di tutte le energie spirituali indifferenziate e su tutta la realtà spirituale attuata grazie alla sua padronanza assoluta della gravità spirituale. Ogni puro spirito non frammentato e tutti gli esseri e valori spirituali rispondono al potere d’attrazione infinito del Figlio primario del Paradiso. E se l’eterno futuro dovesse assistere all’apparizione di un universo illimitato, la gravità spirituale ed il potere spirituale del Figlio Originale si mostrerebbero del tutto adeguati per il controllo spirituale ed un’efficace amministrazione di una tale creazione illimitata.
6:4.2 (76.2) Il Figlio è onnipotente soltanto nel regno dello spirito. Nell’economia eterna dell’amministrazione universale non s’incontrano mai sprechi e superflue ripetizioni di funzioni. Le Deità non sono dedite a duplicazioni inutili del ministero universale.
6:4.3 (76.3) L’onnipresenza del Figlio Originale costituisce l’unità spirituale dell’universo degli universi. La coesione spirituale di tutta la creazione poggia sulla presenza attiva in ogni luogo dello spirito divino del Figlio Eterno. Quando concepiamo la presenza spirituale del Padre, troviamo difficile differenziarla, nella nostra mente, dalla presenza spirituale del Figlio Eterno. Lo spirito del Padre risiede eternamente nello spirito del Figlio.
6:4.4 (76.4) Il Padre deve essere spiritualmente onnipresente, ma questa onnipresenza sembra essere inseparabile dalle attività spirituali ovunque compiute del Figlio Eterno. Noi crediamo, tuttavia, che in tutte le situazioni comportanti la presenza di duplice natura spirituale del Padre-Figlio, lo spirito del Figlio sia coordinato con lo spirito del Padre.
6:4.5 (76.5) Nel suo contatto con le personalità il Padre agisce nel circuito della personalità. Nel suo contatto personale e rivelabile con la creazione spirituale, egli appare nei frammenti della sua Deità totale, e questi frammenti del Padre hanno una funzione solitaria, unica ed esclusiva in ogni luogo ed ogniqualvolta appaiono negli universi. In tutte queste situazioni lo spirito del Figlio è coordinato con la funzione spirituale della presenza frammentata del Padre Universale.
6:4.6 (76.6) Spiritualmente il Figlio Eterno è onnipresente. Lo spirito del Figlio Eterno è certamente con voi ed attorno a voi, ma non dentro di voi e quale parte di voi come il Monitore del Mistero. Il frammento interiore del Padre adatta la mente umana a comportamenti progressivamente divini, dopo di che questa mente ascendente diviene sempre più reattiva al potere spirituale d’attrazione dell’onnipotente circuito della gravità spirituale della Seconda Sorgente e Centro.
6:4.7 (76.7) Il Figlio Originale è universalmente e spiritualmente cosciente di se stesso. In saggezza, il Figlio è del tutto uguale al Padre. Nei regni della conoscenza, dell’onniscienza, noi non sappiamo distinguere tra la Prima e la Seconda Sorgente. Come il Padre, il Figlio conosce tutto; egli non è mai sorpreso da alcun evento universale; comprende la fine sin dall’inizio.
6:4.8 (77.1) Il Padre ed il Figlio conoscono realmente il numero e la posizione di tutti gli spiriti e di tutti gli esseri spiritualizzati esistenti nell’universo degli universi. Non solo il Figlio conosce tutte le cose in virtù del proprio spirito onnipresente, ma il Figlio, parimenti al Padre e all’Attore Congiunto, ha piena conoscenza della vasta intelligenza riflettiva dell’Essere Supremo, e questa intelligenza è al corrente in ogni momento di tutto ciò che succede in tutti i mondi dei sette superuniversi. E ci sono altri modi grazie ai quali il Figlio del Paradiso è onnisciente.
6:4.9 (77.2) Il Figlio Eterno, in quanto personalità spirituale amorevole, misericordiosa e soccorrevole, è interamente ed infinitamente uguale al Padre Universale, mentre in tutti i contatti personali misericordiosi ed affettuosi con gli esseri ascendenti dei regni inferiori il Figlio Eterno è altrettanto benevolo e premuroso, altrettanto paziente ed indulgente quanto lo sono negli universi locali i suoi Figli Paradisiaci, che così frequentemente conferiscono se stessi ai mondi evoluzionari del tempo.
6:4.10 (77.3) È inutile dilungarsi ulteriormente sugli attributi del Figlio Eterno. Con le eccezioni segnalate, è sufficiente studiare gli attributi spirituali di Dio il Padre per comprendere e valutare correttamente gli attributi di Dio il Figlio.
6:5.1 (77.4) Il Figlio Eterno non agisce personalmente nei domini fisici, né funziona, se non tramite l’Attore Congiunto, sui livelli del ministero mentale per gli esseri creature. Ma queste limitazioni non condizionano in alcun altro modo il Figlio Eterno nel suo pieno e libero esercizio di tutti gli attributi divini di onniscienza, onnipresenza ed onnipotenza spirituali.
6:5.2 (77.5) Il Figlio Eterno non pervade personalmente i potenziali di spirito insiti nell’infinità dell’Assoluto della Deità, ma via via che questi potenziali diventano attuali, entrano nel controllo onnipotente del circuito della gravità spirituale del Figlio.
6:5.3 (77.6) La personalità è il dono esclusivo del Padre Universale. Il Figlio Eterno deriva la sua personalità dal Padre, ma non conferisce personalità senza il Padre. Il Figlio dà origine ad una vasta schiera di spiriti, ma queste derivazioni non sono personalità. Quando il Figlio crea delle personalità, lo fa in congiunzione con il Padre o con il Creatore Congiunto, il quale può agire in queste relazioni per conto del Padre. Il Figlio Eterno è così un cocreatore di personalità, ma non conferisce la personalità ad alcun essere, e da se stesso, da solo, non crea mai esseri personali. Questa limitazione d’azione, tuttavia, non priva il Figlio della capacità di creare ogni tipo di realtà altro-che-personale.
6:5.4 (77.7) Il Figlio Eterno è limitato nella trasmissione delle prerogative di creatore. Il Padre, rendendo eterno il Figlio Originale, gli ha conferito il potere ed il privilegio di unirsi successivamente a lui nel divino atto di produrre altri Figli in possesso di attributi creativi, e questo essi hanno fatto e fanno ancora. Ma una volta che questi Figli coordinati sono stati originati, le prerogative di creatività non sembrano essere ulteriormente trasmissibili. Il Figlio Eterno trasmette la facoltà di creare soltanto alla prima, o diretta, personalizzazione. Pertanto, quando il Padre ed il Figlio si uniscono per personalizzare un Figlio Creatore, raggiungono il loro intento. Ma il Figlio Creatore portato in tal modo all’esistenza non è mai capace di trasmettere o delegare le prerogative di creatività ai vari ordini di Figli che può successivamente creare, sebbene nei Figli più elevati degli universi locali appaia un riflesso molto limitato degli attributi creativi di un Figlio Creatore.
6:5.5 (78.1) Il Figlio Eterno, in quanto essere infinito ed esclusivamente personale, non può frammentare la sua natura, non può distribuire né conferire parti individualizzate del suo essere ad altre persone od entità, come fanno il Padre Universale e lo Spirito Infinito. Ma il Figlio può conferire, e conferisce, se stesso come spirito illimitato per impregnare tutta la creazione ed attrarre incessantemente a sé tutte le personalità e le realtà spirituali.
6:5.6 (78.2) Ricordatevi sempre che il Figlio Eterno è il ritratto personale del Padre spirituale per tutta la creazione. Il Figlio è personale e nient’altro che personale nel senso di Deità. Questa personalità divina ed assoluta non può essere disgregata o frammentata. Dio il Padre e Dio lo Spirito sono veramente personali, ma sono anche qualsiasi altra cosa in addizione ad essere tali personalità di Deità.
6:5.7 (78.3) Sebbene il Figlio Eterno non possa partecipare personalmente al conferimento degli Aggiustatori di Pensiero, nell’eterno passato egli sedeva in consiglio con il Padre Universale, approvando il piano e promettendo una collaborazione incessante quando il Padre, nel progettare il conferimento degli Aggiustatori di Pensiero, propose al Figlio: “Facciamo l’uomo mortale a nostra stessa immagine.” E come il frammento spirituale del Padre dimora in voi, così la presenza spirituale del Figlio vi avvolge, ed entrambi operano per sempre come uno solo per il vostro avanzamento spirituale.
6:6.1 (78.4) Il Figlio Eterno è spirito e possiede una mente, ma non una mente od uno spirito che la mente umana possa comprendere. Un uomo mortale percepisce la mente sui livelli finito, cosmico, materiale e personale. L’uomo osserva anche dei fenomeni mentali in organismi viventi che funzionano sul livello subpersonale (animale), ma gli è difficile cogliere la natura della mente quando è associata ad esseri sovrammateriali e fa parte di personalità esclusivamente spirituali. Tuttavia, la mente deve essere definita in modi diversi quando si riferisce al livello spirituale dell’esistenza e quando è impiegata per indicare funzioni spirituali dell’intelligenza. Il genere di mente che è direttamente collegato con lo spirito non è paragonabile né alla mente che coordina lo spirito e la materia, né alla mente che è collegata solo con la materia.
6:6.2 (78.5) Lo spirito è sempre cosciente, dotato di mente e provvisto di varie fasi d’identità. Senza la mente in una qualche fase non vi sarebbe coscienza spirituale nella fraternità degli esseri spirituali. L’equivalente della mente, la capacità di conoscere e di essere conosciuti, è innato nella Deità. La Deità può essere personale, prepersonale, superpersonale o impersonale, ma la Deità non è mai priva di mente, non è mai, cioè, quanto meno priva della capacità di comunicare con entità, esseri o personalità similari.
6:6.3 (78.6) La mente del Figlio Eterno è simile a quella del Padre, ma dissimile da ogni altra mente nell’universo e, con la mente del Padre, è l’antenata delle vaste e diverse dotazioni mentali del Creatore Congiunto. La mente del Padre e del Figlio, quell’intelletto che è ancestrale alla mente assoluta della Terza Sorgente e Centro, è forse meglio illustrata nella pre-mente di un Aggiustatore di Pensiero, perché, anche se questi frammenti del Padre sono completamente esterni ai circuiti mentali dell’Attore Congiunto, hanno una certa forma di pre-mente. Essi conoscono così come sono conosciuti; godono dell’equivalente del pensare umano.
6:6.4 (78.7) Il Figlio Eterno è totalmente spirituale; l’uomo è quasi interamente materiale. Per tale ragione, molte cose concernenti la personalità spirituale del Figlio Eterno, le sue sette sfere spirituali che circondano il Paradiso e la natura delle creazioni impersonali del Figlio del Paradiso, dovranno attendere che raggiungiate lo status spirituale che segue il completamento della vostra ascensione morontiale dell’universo locale di Nebadon. Ed allora, mentre attraverserete il superuniverso e proseguirete verso Havona, molti di questi misteri nascosti dello spirito si chiariranno via via che comincerete ad essere dotati della “mente dello spirito” — l’intuizione spirituale.
6:7.1 (79.1) Il Figlio Eterno è quella personalità infinita ai cui vincoli di personalità non qualificata il Padre Universale si è sottratto mediante la tecnica della trinitizzazione, in virtù della quale ha da allora sempre continuato a conferirsi in una profusione senza fine al suo universo in continua espansione di Creatori e di creature. Il Figlio è personalità assoluta; Dio è personalità paterna — la fonte della personalità, il conferitore della personalità, la causa della personalità. Ogni essere personale deriva la sua personalità dal Padre Universale proprio come il Figlio Originale deriva eternamente la sua personalità dal Padre del Paradiso.
6:7.2 (79.2) La personalità del Figlio del Paradiso è assoluta e puramente spirituale, e questa personalità assoluta è anche il modello divino ed eterno, in primo luogo del conferimento della personalità fatto dal Padre all’Attore Congiunto e successivamente del conferimento della personalità alle miriadi di sue creature in tutto l’immenso universo.
6:7.3 (79.3) Il Figlio Eterno è veramente un ministro misericordioso, uno spirito divino, un potere spirituale ed una personalità reale. Il Figlio è la natura spirituale e personale di Dio resa manifesta agli universi — la somma e la sostanza della Prima Sorgente e Centro spogliata di tutto ciò che è non personale, extradivino, non spirituale e puro potenziale. Ma è impossibile trasmettere alla mente umana un’immagine verbale della bellezza e della grandiosità della personalità celeste del Figlio Eterno. Tutto ciò che tende ad offuscare il concetto del Padre Universale esercita un’influenza quasi uguale per impedire il riconoscimento concettuale del Figlio Eterno. Voi dovrete aspettare di essere giunti in Paradiso, ed allora comprenderete perché io sono stato incapace di descrivere alla comprensione della mente finita il carattere di questa personalità assoluta.
6:8.1 (79.4) In ciò che concerne l’identità, la natura e gli altri attributi della personalità, il Figlio Eterno è l’esatto uguale, il perfetto complemento e l’eterna contropartita del Padre Universale. Nello stesso senso che Dio è il Padre Universale, il Figlio è la Madre Universale. E l’insieme di tutti noi, umili ed elevati, costituisce la loro famiglia universale.
6:8.2 (79.5) Per apprezzare il carattere del Figlio dovreste studiare la rivelazione del carattere divino del Padre; essi sono per sempre ed inseparabilmente uno. In quanto personalità divine essi sono praticamente indistinguibili da parte degli ordini inferiori dell’intelligenza. Il loro riconoscimento separato non è altrettanto difficile per quelli che traggono origine dagli atti creativi delle Deità stesse. Gli esseri che nascono nell’universo centrale ed in Paradiso discernono il Padre ed il Figlio non solo come una sola unità personale di controllo universale, ma anche come due personalità distinte che operano in domini definiti dell’amministrazione universale.
6:8.3 (79.6) In quanto persone voi potete concepire il Padre Universale ed il Figlio Eterno come individualità separate, perché in verità lo sono; ma nell’amministrazione degli universi essi sono talmente intrecciati ed in correlazione che non è sempre possibile distinguerli. Quando negli affari degli universi incontriamo il Padre ed il Figlio in interassociazioni indistinte, non è sempre proficuo tentare di separare le loro operazioni. Ricordatevi semplicemente che Dio è il pensiero iniziatore ed il Figlio è il verbo espressivo. In ogni universo locale questa inseparabilità è personalizzata nella divinità del Figlio Creatore, che rappresenta sia il Padre che il Figlio per le creature di dieci milioni di mondi abitati.
6:8.4 (80.1) Il Figlio Eterno è infinito, ma è avvicinabile tramite le persone dei suoi Figli Paradisiaci ed il paziente ministero dello Spirito Infinito. Senza il servizio di conferimento dei Figli Paradisiaci ed il ministero amorevole delle creature dello Spirito Infinito, gli esseri di origine materiale non avrebbero alcuna speranza di raggiungere il Figlio Eterno. Ed è altrettanto vero che con l’aiuto e la guida di questi agenti celesti i mortali coscienti di Dio raggiungeranno certamente il Paradiso e staranno un giorno alla presenza personale di questo maestoso Figlio dei Figli.
6:8.5 (80.2) Anche se il Figlio Eterno è il modello di raggiungimento della personalità mortale, vi è più facile cogliere la realtà del Padre e dello Spirito, perché il Padre è il conferitore effettivo della vostra personalità umana e lo Spirito Infinito è la sorgente assoluta della vostra mente mortale. Ma via via che ascenderete sul sentiero del progresso spirituale verso il Paradiso, la personalità del Figlio Eterno diverrà sempre più reale per voi e la realtà della sua mente infinitamente spirituale diverrà più discernibile per la vostra mente in corso di progressiva spiritualizzazione.
6:8.6 (80.3) Il concetto del Figlio Eterno non potrà mai risplendere vivamente nella vostra mente materiale o successivamente morontiale; e fino a che non vi spiritualizzerete e non inizierete la vostra ascensione spirituale, la vostra comprensione della personalità del Figlio Eterno non comincerà ad eguagliare la vividezza del vostro concetto della personalità del Figlio Creatore originario del Paradiso che, in persona ed in quanto persona, si è un giorno incarnato ed ha vissuto su Urantia come un uomo tra gli uomini.
6:8.7 (80.4) Durante tutta la vostra esperienza nell’universo locale il Figlio Creatore, la cui personalità è comprensibile dagli uomini, deve compensare la vostra incapacità di cogliere il pieno significato del Figlio Eterno del Paradiso, che è più esclusivamente spirituale ma personale. Mentre vi eleverete passando per Orvonton ed Havona, via via che lascerete dietro di voi la vivida immagine ed i ricordi profondi del Figlio Creatore del vostro universo locale, il superamento di questa esperienza materiale e morontiale sarà compensato da concetti sempre più ampi e da una comprensione sempre più profonda del Figlio Eterno del Paradiso, la cui realtà e vicinanza aumenteranno sempre a mano a mano che progredirete verso il Paradiso.
6:8.8 (80.5) Il Figlio Eterno è una grande e gloriosa personalità. Benché sia al di là dei poteri della mente mortale e materiale afferrare la realtà della personalità di un tale essere infinito, non dubitate, egli è una persona. Io so di che cosa parlo. Sono stato alla presenza divina di questo Figlio Eterno innumerevoli volte ed ho viaggiato poi nell’universo per eseguire i suoi benevoli ordini.
6:8.9 (80.6) [Redatto da un Consigliere Divino incaricato di formulare questa esposizione che descrive il Figlio Eterno del Paradiso.]

References: § 1

§ 2

§ 3

§ 4

§ 5

§ 6

§ 7

§ 8