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Timestamp: 2020-03-28 22:03:39+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 2367 del 01/02/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2367 del 01/02/2011
Cassazione civile sez. II, 01/02/2011, (ud. 16/12/2010, dep. 01/02/2011), n.2367
Avv C.C.F., rappresentato e difeso da se
medesimo, elettivamente domiciliato nello studio dell’Avv. Angelo
Martucci (studio L & P Legal) in Roma, via Ludovisi, n. 16;
Stato, domiciliato presso gli Uffici di questa in Roma, via
avverso la sentenza del Giudice di pace di Martina Franca n. 824 in
data 30 dicembre 2008.
Ritenuto che il consigliere designato ha depositato, in data 6 agosto 2010, la seguente proposta di definizione, ai sensi dell’art. 380-bis cod. proc. civ.: “Il Giudice di pace di Martina Franca, all’esito della comparizione delle parti, ha, con sentenza depositata il 30 dicembre 2008, dichiarato inammissibile per tardività il ricorso proposto da C.C.F. in opposizione avverso il verbale di contravvenzione elevato, nei suoi confronti, dalla Polizia stradale di Taranto. Per la cassazione della predetta sentenza il C.C. ha proposto ricorso, sulla base di un motivo.
Il ricorso è inammissibile, perchè contro la sentenza del giudice di pace – emessa dopo le modifiche apportate alla L. 24 novembre 1981, n. 689, art. 23 dal D.Lgs. 2 febbraio 2006, n. 40 – era proponibile l’appello. Il ricorso per cassazione è infatti esperibile esclusivamente avverso le ordinanze di inammissibilità per tardività rese inaudita altera parte dal giudice di pace prima della instaurazione del contraddittorio, secondo quanto si ricava dalla chiara lettera della L. n. 689, art. 23, comma 1.
che le osservazioni contenute nella memoria non possono essere seguite;
che, per effetto della modifiche recate dal D.Lgs. n. 40 del 2006, art. 26 che ha soppresso la L. n. 689 del 1981, art. 23, u.c. a far data dal 2 marzo 2006 rimane ferma la ricorribilità per cassazione delle sole ordinanze emesse dal giudice di pace che, ante portas, dichiarino inammissibile per tardività l’opposizione proposta dal trasgressore, siccome espressamente prevista dal citato art. 23, comma 1 mentre l’unico mezzo di impugnazione ordinario avverso le sentenze pronunciate dal medesimo giudice – quindi anche contro le sentenze di inammissibilità per tardività pronunciate in esito all’instaurazione del contraddittorio – è costituito dall’appello (Cass., Sez. 2, 22 aprile 2010, n. 9667);
La Corte dichiara il ricorso inammissibile e condanna il ricorrente al rimborso delle spese processuali sostenute dal controricorrente, liquidate in Euro 400 per onorari, oltre alle spese eventualmente prenotate a debito.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 23
 art. 23
 art. 26
 art. 23
 art. 23