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III - ANIMALI 157 III ANIMALI - PDF
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Guglielmo Bonelli
1 III Animali :19 Pagina 157 III - ANIMALI 157 III ANIMALI Introduzione Gli obblighi di colui che detiene animali d affezione sono disciplinati, oltre che da responsabilità morali, anche da disposizioni legislative nazionali e comunitarie. Le norme poste a tutela degli animali d affezione hanno origini diverse poiché promanano sia da fonti giuridiche primarie (come le leggi statali) che da fonti secondarie (come i regolamenti e le ordinanze comunali e provinciali). Chiunque detenga animali da compagnia è responsabile della loro salute e del loro benessere e deve provvedere alla loro sistemazione e fornirgli adeguate cure e attenzioni, tenendo conto dei loro bisogni fisiologici ed etologici. La principale legge statale in materia di tutela degli animali d affezione è la L. 14 agosto 1991, n. 281 «Legge quadro in materia di animali d affezione e prevenzione del randagismo», che stabilisce il principio generale secondo il quale lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo ed animale e di tutelare la salute pubblica e l ambiente. Un altra norma fondamentale è il Regolamento il polizia veterinaria, che definisce le prescrizioni atte a prevenire la diffusione di malattie tra animali domestici e tra questi e l uomo, con specifica attenzione alla profilassi della rabbia. Il Regolamento si occupa in particolare del porto degli animali in luoghi pubblici e aperti al pubblico, nonché della cattura dei cani randagi e del trattamento dei cani e gatti rabidi, morsicati o morsicatori. Per quanto riguarda le norme finalizzate alla repressione degli atti di crudeltà verso gli animali, nel Codice Penale troviamo l art. 544 bis del Codice, il quale dispone relativamente all uccisione ingiustificata, e punisce con la pena detentiva della reclusione chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale. L art. 544 ter punisce il maltrattamento di animali, nelle ipotesi in cui chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale, ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche. Lo stesso articolo punisce anche chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. L art. 544 quater punisce, invece, chiunque organizza o promuove spettacoli o manifestazioni che comportano sevizie o strazio per gli animali. Lo spettacolo o la manifestazione può consistere in ogni forma di rappresentazione o dimostrazione (sportiva, acrobatica, di forza, di bellezza, di resistenza o altro), svolta alla presenza di pubblico. L art. 544 quinquies punisce chi promuove, organizza o dirige combattimenti e competizioni non autorizzate tra animali che possono metterne in pericolo l integrità fisica.
2 III Animali :19 Pagina III - ANIMALI Il Codice Penale all art. 727 punisce chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività e chiunque detiene gli animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi conseguenze. Importanti modifiche finalizzate ad una maggiore tutela degli animali d affezione sono state introdotte con la L. 20 luglio 2004, n «Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate». Con tale legge viene introdotto un nuovo presupposto giuridico della tutela degli animali, risultando ora leso il sentimento verso gli animali e non più la sola morale umana. Tutte le disposizioni legislative sopra riportate non si applicano ai casi previsti dalle leggi speciali in materia di caccia, pesca, allevamento, trasporto, macellazione, sperimentazione scientifica, attività circense, giardini zoologici, nonché dalle altre leggi speciali in materia di animali. In questi ambiti gli animali sono tutelati da una specifica disciplina. La legge 189 individua, come addetti alla vigilanza, la Polizia di Stato, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, il Corpo Forestale dello Stato, i Corpi di Polizia Municipale e Provinciale. Con riguardo agli animali d affezione, hanno competenza in materia di vigilanza anche le Guardie Volontarie Giurate delle Associazioni protezionistiche e zoofile riconosciute, nei limiti dei compiti attribuiti con i decreti prefettizi di nomina. Relativamente alle singole violazioni penali sopra elencate, soggetto attivo della violazione è sia il proprietario dell animale che ogni altra persona che per qualsiasi motivo possegga, custodisca, o comunque detenga l animale. In attuazione della L. 14 agosto 1991 n. 281 prima citata, tutte le Regioni hanno emanato proprie leggi volte a istituire l anagrafe canina presso i Comuni e/o le Unità Sanitarie locali, a definire le modalità per l iscrizione a tale anagrafe e per il rilascio al proprietario o al detentore del codice identificativo del cane a determinare i criteri per il risanamento dei canili comunali e la costruzione dei rifugi per cani. Lo scopo dell anagrafe canina è quello di porre un forte deterrente al fenomeno dell abbandono degli animali, poiché consente di risalire al responsabile dell animale ogni volta che questo sia rinvenuto in stato di randagismo. All atto dell iscrizione all anagrafe viene compilata un apposita scheda, riportante i dati specifici dell animale. La scheda è utilizzata anche per la registrazione degli interventi di profilassi e di polizia veterinaria eseguiti sull animale. Il cane iscritto all anagrafe è contrassegnato da un codice di riconoscimento impresso dai medici veterinari mediante il tatuaggio indolore o mediante l inoculazione di un microprocessore cutaneo, cosiddetto microchip. I comuni hanno emanato Regolamenti che dispongono che coloro che possiedono un cane hanno l obbligo di essere muniti, durante la conduzione di cani in luoghi pubblici, di appositi dispositivi per la rimozione delle deiezioni del loro animale su area pubblica. Gli organi di vigilanza (in particolare gli appartenenti ai Corpi di polizia locale) hanno l obbligo di intervenire, sanzionando tali comportamenti illeciti. Anche il D.Lgs 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della strada) stabilisce alcune norme a tutela degli animali, in quanto consente di trasportarli liberamente su qualsiasi veicolo a motore, purché ciò non costituisca pericolo o intralcio per il conducente. è fatto obbligo al conducente di tenere gli animali in una gabbia o in un apposito contenitore da trasporto o nel vano posteriore del veicolo, ma appositamente diviso da una rete o da altro mezzo analogo. Infine il Codice della strada dispone che il trasporto di animali da affezione deve avere luogo in modo tale da escludere ogni forma di sofferenza per l animale in ciascuna fase del viaggio.
3 III Animali :19 Pagina 159 CODICE PENALE CODICE PENALE (Artt. 500, 544-bis, 544-ter, 544-quater, 544-quinquies, 544-sexies, 638, 672, 727) Diffusione di una malattia delle piante o degli animali Chiunque cagiona la diffusione di una malattia alle piante o agli animali, pericolosa all economia rurale o forestale, ovvero al patrimonio zootecnico della nazione, è punito con la reclusione da uno a cinque anni. Se la diffusione avviene per colpa, la pena è della multa da euro 103 a euro bis - Uccisione di animali Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi. 544-ter - Maltrattamento di animali Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da a euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell animale. 544-quater - Spettacoli o manifestazioni vietati Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque organizza o promuove spettacoli o manifestazioni che comportino sevizie o strazio per gli animali è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni e con la multa da a euro. La pena è aumentata da un terzo alla metà se i fatti di cui al primo comma sono commessi in relazione all esercizio di scommesse clandestine o al fine di trarne profitto per sè od altri ovvero se ne deriva la morte dell animale. 544-quinquies - Divieto di combattimenti tra animali Chiunque promuove, organizza o dirige combattimenti o competizioni non autorizzate tra animali che possono metterne in pericolo l integrità fisica è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da a euro. due anni e con la multa da a euro. La pena è aumentata da un terzo alla metà: 1) se le predette attività sono compiute in concorso con minorenni o da persone armate; 2) se le predette attività sono promosse utilizzando videoriproduzioni o materiale di qualsiasi tipo contenente scene o immagini dei combattimenti o delle competizioni; 3) se il colpevole cura la ripresa o la registrazione in qualsiasi forma dei combattimenti o delle competizioni. Chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato, allevando o addestrando animali li destina sotto qualsiasi forma e anche per il tramite di terzi alla loro partecipazione ai combattimenti di cui al primo comma è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da a euro. La stessa pena si applica anche ai proprietari o ai detentori degli animali impiegati nei combattimenti e nelle competizioni di cui al primo comma, se consenzienti. Chiunque, anche se non presente sul luogo del reato, fuori dei casi di concorso nel medesimo, organizza o effettua scommesse sui combattimenti e sulle competizioni di cui al primo comma è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da a euro
4 III Animali :19 Pagina III - ANIMALI 544-sexies - Confisca e pene accessorie Nel caso di condanna, o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell art. 444 c.p.p., per i delitti previsti dagli artt. 544-ter, 544-quater e 544-quinquies, è sempre ordinata la confisca dell animale, salvo che appartenga a persona estranea al reato. È altresì disposta la sospensione da tre mesi a tre anni dell attività di trasporto, di commercio o di allevamento degli animali se la sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta è pronunciata nei confronti di chi svolge le predette attività. In caso di recidiva è disposta l interdizione dall esercizio delle attività medesime Uccisione o danneggiamento di animali altrui Chiunque senza necessità uccide o rende inservibili o comunque deteriora animali che appartengono ad altri è punito, salvo che il fatto costituisca più grave reato, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 309 euro. La pena è della reclusione da sei mesi a quattro anni, e si procede d ufficio, se il fatto è commesso su tre o più capi di bestiame raccolti in gregge o in mandria, ovvero su animali bovini o equini, anche non raccolti in mandria. Non è punibile chi commette il fatto sopra volatili sorpresi nei fondi da lui posseduti e nel momento in cui gli recano danno Omessa custodia e mal governo di animali Chiunque lascia liberi, o non custodisce con le debite cautele [c.c. 2052] (1), animali pericolosi da lui posseduti, o ne affida la custodia a persona inesperta, è punito con la sanzione amministrativa da lire euro 25 a euro 258. Alla stessa pena soggiace: 1. chi, in luoghi aperti, abbandona a se stessi animali da tiro, da soma o da corsa, o li lascia comunque senza custodia, anche se non siano disciolti, o li attacca o conduce in modo da esporre a pericolo l incolumità pubblica, ovvero li affida a persona inesperta; 2. chi aizza o spaventa animali, in modo da mettere in pericolo l incolumità delle persone Abbandono di animali Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l arresto fino ad un anno o con l ammenda da a euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze (1). (1) Articolo così sostituito prima dall art. 1, L. 22 novembre 1993, n. 473 e poi dall art. 1, L. 20 luglio 2004,n Il testo in vigore prima della sostituzione disposta dalla citata legge n. 189/2004 era il seguente: «727. Maltrattamento di animali. Chiunque incrudelisce verso animali o senza necessità li sottopone a strazio o sevizie o a comportamenti e fatiche insopportabili per le loro caratteristiche, ovvero li adopera in giuochi, spettacoli o lavori insostenibili per la loro natura, valutata secondo le loro caratteristiche anche etologiche, o li detiene in condizioni incompatibili con la loro natura o abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l ammenda da lire due milioni a lire dieci milioni. La pena è aumentata se il fatto è commesso con mezzi particolarmente dolorosi, quale modalità del traffico, del commercio, del trasporto, dell allevamento, della mattazione o di uno spettacolo di animali, o se causa la morte dell animale: in questi casi la condanna comporta la pubblicazione della sentenza e la confisca degli animali oggetto del maltrattamento, salvo che appartengano a persone estranee al reato. Nel caso di recidiva la condanna comporta l interdizione dall esercizio dell attività di commercio, di trasporto, di allevamento, di mattazione o di spettacolo. Chiunque organizza o partecipa a spettacoli
5 III Animali :19 Pagina CODICE PENALE 161 o manifestazioni che comportino strazio o sevizie per gli animali è punito con l ammenda da lire due milioni a lire dieci milioni. La condanna comporta la sospensione per almeno tre mesi della licenza inerente l attività commerciale o di servizio e, in caso di morte degli animali o di recidiva, l interdizione dall esercizio dell attività svolta. Qualora i fatti di cui ai commi precedenti siano commessi in relazione all esercizio di scommesse clandestine la pena è aumentata della metà e la condanna comporta la sospensione della licenza di attività commerciale, di trasporto o di allevamento per almeno dodici mesi». Il testo in vigore prima della sostituzione disposta dalla suddetta legge n. 473/1993 era il seguente: «727. Maltrattamenti di animali. Chiunque incrudelisce verso animali o senza necessità li sottopone a eccesive fatiche o a torture, ovvero li adopera in lavori ai quali non siano adatti per malattia o per età, è punito con l ammenda da lire a Alla stessa pena soggiace chi, anche per solo fine scientifico o didattico, in un luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, sottopone animali vivi a esperimenti tali da destare ribrezzo. La pena è aumentata, se gli animali sono adoperati in giuochi o spettacoli pubblici, i quali importino strazio o sevizie. Nel caso preveduto dalla prima parte di questo articolo, se il colpevole è un conducente di animali, la condanna importa la sospensione dall esercizio del mestiere, quando si tratta di un contravventore abituale o professionale».
6 III Animali :19 Pagina III - ANIMALI 2 L. 20 LUGLIO 2004, N Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate (G.U. 31 luglio 2004, n. 178) 1 - Modifiche al Codice Penale 1. Dopo il Titolo IX del Libro II del Codice Penale è inserito il seguente: «Titolo IX-bis DEI DELITTI CONTRO IL SENTIMENTO PER GLI ANIMALI 544-bis (Uccisione di animali) Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi. 544-ter - (Maltrattamento di animali) Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da a euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell animale. 544-quater - (Spettacoli o manifestazioni vietati) Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque organizza o promuove spettacoli o manifestazioni che comportino sevizie o strazio per gli animali è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni e con la multa da a euro. La pena è aumentata da un terzo alla metà se i fatti di cui al primo comma sono commessi in relazione all esercizio di scommesse clandestine o al fine di trarne profitto per sè od altri ovvero se ne deriva la morte dell animale. 544-quinquies - (Divieto di combattimenti tra animali) Chiunque promuove, organizza o dirige combattimenti o competizioni non autorizzate tra animali che possono metterne in pericolo l integrità fisica è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da a euro. La pena è aumentata da un terzo alla metà: 1) se le predette attività sono compiute in concorso con minorenni o da persone armate; 2) se le predette attività sono promosse utilizzando videoriproduzioni o materiale di qualsiasi tipo contenente scene o immagini dei combattimenti o delle competizioni; 3) se il colpevole cura la ripresa o la registrazione in qualsiasi forma dei combattimenti o delle competizioni. Chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato, allevando o addestrando animali li destina sotto qualsiasi forma e anche per il tramite di terzi alla loro partecipazione ai combattimenti di cui al primo comma è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da a euro. La stessa pena si applica anche ai proprietari o ai detentori degli animali impiegati nei combattimenti e nelle competizioni di cui al primo comma, se consenzienti. Chiunque, anche se non presente sul luogo del reato, fuori dei casi di concorso nel medesimo, organizza o effettua scommesse sui combattimenti e sulle competizioni di cui al primo comma è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da a euro. 544-sexies - (Confisca e pene accessorie) Nel caso di condanna, o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma
7 III Animali :19 Pagina 163 CODICE PENALE 163 dell art. 444 c.p.p., per i delitti previsti dagli artt. 544-ter, 544-quater e 544-quinquies, è sempre ordinata la confisca dell animale, salvo che appartenga a persona estranea al reato. è altresì disposta la sospensione da tre mesi a tre anni dell attività di trasporto, di commercio o di allevamento degli animali se la sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta è pronunciata nei confronti di chi svolge le predette attività. In caso di recidiva è disposta l interdizione dall esercizio delle attività medesime». 2. All art. 638, primo comma, c.p., dopo le parole: «è punito» sono inserite le seguenti: «, salvo che il fatto costituisca più grave reato». 3. L art. 727 c.p. è sostituito dal seguente: «727 - (Abbandono di animali) Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l arresto fino ad un anno o con l ammenda da a euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze». 2 - Divieto di utilizzo a fini commerciali di pelli e pellicce 1. è vietato utilizzare cani (Canis familiaris) e gatti (Felis catus) per la produzione o il confezionamento di pelli, pellicce, capi di abbigliamento e articoli di pelletteria costituiti od ottenuti, in tutto o in parte, dalle pelli o dalle pellicce dei medesimi, nonché commercializzare o introdurre le stesse nel territorio nazionale. 2. La violazione delle disposizioni di cui al comma 1 è punita con l arresto da tre mesi ad un anno o con l ammenda da a euro. 3. Alla condanna consegue in ogni caso la confisca e la distruzione del materiale di cui al comma Modifica alle disposizioni di coordinamento e transitorie del Codice Penale 1. Dopo l art. 19-bis delle disposizioni di coordinamento e transitorie c.p. sono inseriti i seguenti: «19-ter - (Leggi speciali in materia di animali) Le disposizioni del Titolo IX-bis del Libro II del Codice Penale non si applicano ai casi previsti dalle leggi speciali in materia di caccia, di pesca, di allevamento, di trasporto, di macellazione degli animali, di sperimentazione scientifica sugli stessi, di attività circense, di giardini zoologici, nonché dalle altre leggi speciali in materia di animali. Le disposizioni del Titolo IX-bis del Libro II del Codice Penale non si applicano altresì alle manifestazioni storiche e culturali autorizzate dalla regione competente. 19-quater - (Affidamento degli animali sequestrati o confiscati) Gli animali oggetto di provvedimenti di sequestro o di confisca sono affidati ad associazioni o enti che ne facciano richiesta individuati con decreto del Ministro della salute, adottato di concerto con il Ministro dell interno»: 2. Il decreto di cui all art. 19-quater delle disposizioni di coordinamento e transitorie c.p. è adottato entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. 4 - Norme di coordinamento 1. All art. 4 del D.Lgs. 27 gennaio 1992, n. 116, al comma 8, le parole: «ai sensi dell art. 727 c.p.» sono sostituite dalle seguenti: «con la reclusione da tre mesi ad un anno o con la multa da a euro». 2. Il comma 5 dell art. 5 della L. 14 agosto 1991, n. 281, è abrogato. 3. Alla L. 12 giugno 1913, n. 611, sono apportate le seguenti modificazioni: a) l art. 1 è abrogato; b) all art. 2, lett. a), le parole: «dell art. 491 c.p.» sono sostituite dalle seguenti: «del Titolo IX-bis del Libro II del Codice Penale e dell art. 727 del medesimo codice»;
8 III Animali :19 Pagina III - ANIMALI c) all art. 8, le parole: «dell art. 491» sono sostituite dalle seguenti: «dell art. 727». 5 - Attività formative 1. Lo Stato e le regioni possono promuovere di intesa, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, l integrazione dei programmi didattici delle scuole e degli istituti di ogni ordine e grado, ai fini di una effettiva educazione degli alunni in materia di etologia comportamentale degli animali e del loro rispetto, anche mediante prove pratiche. 6 - Vigilanza 1. Al fine di prevenire e contrastare i reati previsti dalla presente legge, con decreto del Ministro dell interno, sentiti il Ministro delle politiche agricole e forestali e il Ministro della salute, adottato entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità di coordinamento dell attività della Polizia di Stato, dell Arma dei carabinieri, del Corpo della guardia di finanza, del Corpo forestale dello Stato e dei Corpi di polizia municipale e provinciale. 2. La vigilanza sul rispetto della presente legge e delle altre norme relative alla protezione degli animali è affidata anche, con riguardo agli animali di affezione, nei limiti dei compiti attribuiti dai rispettivi decreti prefettizi di nomina, ai sensi degli artt. 55 e 57 c.p.p., alle guardie particolari giurate delle associazioni protezionistiche e zoofile riconosciute. 3. Dall attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per lo Stato e gli enti locali. 7 - Diritti e facoltà degli enti e delle associazioni 1. Ai sensi dell art. 91 c.p.p., le associazioni e gli enti di cui all art. 19-quater delle disposizioni di coordinamento e transitorie c.p. perseguono finalità di tutela degli interessi lesi dai reati previsti dalla presente legge. 8 - Destinazione delle sanzioni pecuniarie 1. Le entrate derivanti dall applicazione delle sanzioni pecuniarie previste dalla presente legge affluiscono all entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate allo stato di previsione del Ministero della salute e sono destinate alle associazioni o agli enti di cui all art. 19-quater delle disposizioni di coordinamento e transitorie c.p. 2. Con il decreto di cui all art. 19-quater delle disposizioni di coordinamento e transitorie c.p., sono determinati i criteri di ripartizione delle entrate di cui al comma 1, tenendo conto in ogni caso del numero di animali affidati ad ogni ente o associazione. 3. Entro il 25 novembre di ogni anno il Ministro della salute definisce il programma degli interventi per l attuazione della presente legge e per la ripartizione delle somme di cui al comma Entrata in vigore 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
9 III Animali :19 Pagina 165 CODICE PENALE D.LGS. 18 AGOSTO 2000, N Testo unico delle leggi sull ordinamento degli enti locali (Artt. 13 e 19) (S.O.G.U. 28 settembre 2000, n. 227) Titolo II SOGGETTI Capo I COMUNE 13 - Funzioni 1. Spettano al comune tutte le funzioni amministrative che riguardano la popolazione ed il territorio comunale, precipuamente nei settori organici dei servizi alla persona e alla comunità, dell assetto ed utilizzazione del territorio e dello sviluppo economico, salvo quanto non sia espressamente attribuito ad altri soggetti dalla legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze. 2. Il comune, per l esercizio delle funzioni in ambiti territoriali adeguati, attua forme sia di decentramento sia di cooperazione con altri comuni e con la provincia. Omissis. Capo II Provincia 19 - Funzioni 1. Spettano alla provincia le funzioni amministrative di interesse provinciale che riguardino vaste zone intercomunali o l intero territorio provinciale nei seguenti settori: a) difesa del suolo, tutela e valorizzazione dell ambiente e prevenzione delle calamità; b) tutela e valorizzazione delle risorse idriche ed energetiche; c) valorizzazione dei beni culturali; d) viabilità e trasporti; e) protezione della flora e della fauna parchi e riserve naturali; f) caccia e pesca nelle acque interne; g) organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, rilevamento, disciplina e controllo degli scarichi delle acque e delle emissioni atmosferiche e sonore; h) servizi sanitari, di igiene e profilassi pubblica, attribuiti dalla legislazione statale e regionale; i) compiti connessi alla istruzione secondaria di secondo grado ed artistica ed alla formazione professionale, compresa l edilizia scolastica, attribuiti dalla legislazione statale e regionale; l) raccolta ed elaborazione dati, assistenza tecnico-amministrativa agli enti locali. 2. La provincia, in collaborazione con i comuni e sulla base di programmi da essa proposti, promuove e coordina attività, nonché realizza opere di rilevante interesse provinciale sia nel settore economico, produttivo, commerciale e turistico, sia in quello sociale, culturale e sportivo. 3. La gestione di tali attività ed opere avviene attraverso le forme previste dal presente testo unico per la gestione dei servizi pubblici locali.
10 III Animali :19 Pagina III - ANIMALI 4 D.LGS. 30 APRILE 1992, N Nuovo codice della strada (Art. 169) (S.O. alla G.U. 18 maggio 1992, n. 114) Trasporto di persone, animali e oggetti sui veicoli a motore In tutti i veicoli il conducente deve avere la più ampia libertà di movimento per effettuare le manovre necessarie per la guida. Il numero delle persone che possono prendere posto sui veicoli, esclusi quelli di cui al comma 5, anche in relazione all ubicazione dei sedili, non può superare quello indicato nella carta di circolazione. Il numero delle persone che possono prendere posto, sedute o in piedi, sugli autoveicoli e filoveicoli destinati a trasporto di persone, escluse le autovetture, nonché il carico complessivo del veicolo non possono superare i corrispondenti indicati nella carta di circolazione, tali valori sono fissati dal regolamento in relazione ai tipi ed alle caratteristiche di detti veicoli. Tutti i passeggeri dei veicoli a motore devono prendere posto in modo da non limitare la libertà di movimento del conducente e da non impedirgli la visibilità. Inoltre, su detti veicoli, esclusi i motocicli e i ciclomotori a due ruote, il conducente e il passeggero non devono determinare sporgenze dalla sagoma trasversale del veicolo. Fino all 8 maggio 2009 sulle autovetture e sugli autoveicoli adibiti al trasporto promiscuo di persone e cose è consentito il trasporto in soprannumero sui posti posteriori di due bambini di età inferiore a dieci anni, a condizione che siano accompagnati da almeno un passeggero di età non inferiore ad anni sedici. Sui veicoli diversi da quelli autorizzati a norma dell art. 38 del D.P.R. 8 febbraio 1954, n. 320, è vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida. è consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore a uno, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C. Chiunque guida veicoli destinati a trasporto di persone, escluse le autovetture, che hanno un numero di persone e un carico complessivo superiore ai valori massimi indicati nella carta di circolazione, ovvero trasporta un numero di persone superiore a quello indicato nella carta di circolazione, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 148 a euro 594. Qualora le violazioni di cui al comma 7 sono commesse adibendo abusivamente il veicolo ad uso di conto terzi, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 370 a euro 1.485, nonché la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della carta di circolazione da uno a sei mesi, a norma del Capo I, sezione II, del Titolo VI. Qualora le violazioni di cui al comma 7 siano commesse alla guida di una autovettura, il conducente è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 36 a euro 148. Chiunque viola le altre disposizioni di cui al presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 74 a euro 296.
11 III Animali :19 Pagina 167 CODICE PENALE L. 14 AGOSTO 1991, N Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo (G.U. 30 agosto, n. 203) (1) (1) A partire dal 1 gennaio 1999 ogni sanzione pecuniaria penale o amministrativa espressa in lire nel presente provvedimento si intende espressa anche in Euro secondo il tasso di conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. A decorrere dal 1 gennaio 2002 ogni sanzione penale o amministrativa espressa in lire nel presente provvedimento è tradotta in Euro secondo il tasso di conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. Se tale operazione di conversione produce un risultato espresso anche in decimali, la cifra è arrotondata eliminando i decimali (art. 51, D.Lgs. 24 giugno 1998, n. 213). Preambolo (Omissis). 1 - Principi generali 1. Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l ambiente. 2 - Trattamento dei cani e di altri animali di affezione 1. Il controllo della popolazione dei cani e dei gatti mediante la limitazione delle nascite viene effettuato, tenuto conto del progresso scientifico, presso i servizi veterinari delle unità sanitarie locali. I proprietari o i detentori possono ricorrere a proprie spese agli ambulatori veterinari autorizzati delle società cinofile, delle società protettrici degli animali e di privati. 2. I cani vaganti ritrovati, catturati o comunque ricoverati presso le strutture di cui al comma 1 dell art. 4, non possono essere soppressi. 3. I cani catturati o comunque provenienti dalle strutture di cui al comma 1 dell art. 4, non possono essere destinati alla sperimentazione. 4. I cani vaganti catturati, regolarmente tatuati, sono restituiti al proprietario o al detentore. 5. I cani vaganti non tatuati catturati, nonché i cani ospitati presso le strutture di cui al comma 1 dell art. 4, devono essere tatuati; se non reclamati entro il termine di sessanta giorni possono essere ceduti a privati che diano garanzie di buon trattamento o ad associazioni protezioniste, previo trattamento profilattico contro la rabbia, l echinococcosi e altre malattie trasmissibili. 6. I cani ricoverati nelle strutture di cui al comma 1 dell art. 4, fatto salvo quanto previsto dagli artt. 86, 87 e 91 del regolamento di polizia veterinaria approvato con D.P.R. 8 febbraio 1954, n. 320, e successive modificazioni, possono essere soppressi, in modo esclusivamente eutanasico, ad opera di medici veterinari, soltanto se gravemente malati, incurabili o di comprovata pericolosità. 7. È vietato a chiunque maltrattare i gatti che vivono in libertà. 8. I gatti che vivono in libertà sono sterilizzati dall autorità sanitaria competente per territorio e riammessi nel loro gruppo. 9. I gatti in libertà possono essere soppressi soltanto se gravemente malati o incurabili. 10. Gli enti e le associazioni protezioniste possono, d intesa con le unità sanitarie locali, avere in gestione le colonie di gatti che vivono in libertà, assicurandone la cura della salute e le condizioni di sopravvivenza. 11. Gli enti e le associazioni protezioniste possono gestire le strutture di cui al comma 1 dell art. 4, sotto il controllo sanitario dei servizi veterinari dell unità sanitaria locale. 12. Le strutture di cui al comma 1 dell art. 4 possono tenere in custodia a paga-
12 III Animali :19 Pagina III - ANIMALI mento cani di proprietà e garantiscono il servizio di pronto soccorso. 3 - Competenze delle regioni 1. Le regioni disciplinano con propria legge, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, l istituzione dell anagrafe canina presso i comuni o le unità sanitarie locali, nonché le modalità per l iscrizione a tale anagrafe e per il rilascio al proprietario o al detentore della sigla di riconoscimento del cane, da imprimersi mediante tatuaggio indolore. 2. Le regioni provvedono a determinare, con propria legge, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i criteri per il risanamento dei canili comunali e la costruzione dei rifugi per cani. Tali strutture devono garantire buone condizioni di vita per i cani e il rispetto delle norme igienico-sanitarie e sono sottoposte al controllo sanitario dei servizi veterinari delle unità sanitarie locali. La legge regionale determina altresì i criteri e le modalità per il riparto tra i comuni dei contributi per la realizzazione degli interventi di loro competenza. 3. Le regioni adottano, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentite le associazioni animaliste, protezioniste e venatorie, che operano in ambito regionale, un programma di prevenzione del randagismo. 4. Il programma di cui al comma 3 prevede interventi riguardanti: a) iniziative di informazione da svolgere anche in ambito scolastico al fine di conseguire un corretto rapporto di rispetto della vita animale e la difesa del suo habitat; b) corsi di aggiornamento o formazione per il personale delle regioni, degli enti locali e delle unità sanitarie locali addetto ai servizi di cui alla presente legge nonché per le guardie zoofile volontarie che collaborano con le unità sanitarie locali e con gli enti locali. 5. Al fine di tutelare il patrimonio zootecnico le regioni indennizzano gli imprenditori agricoli per le perdite di capi di bestiame causate da cani randagi o inselvatichiti, accertate dal servizio veterinario dell unità sanitaria locale. 6. Per la realizzazione degli interventi di competenza regionale, le regioni possono destinare una somma non superiore al 25% dei fondi assegnati alla regione dal decreto ministeriale di cui all art. 8, comma 2. La rimanente somma è assegnata dalla regione agli enti locali a titolo di contributo per la realizzazione degli interventi di loro competenza. 7. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano adeguano la propria legislazione ai principi contenuti nella presente legge e adottano un programma regionale per la prevenzione del randagismo, nel rispetto dei criteri di cui al presente articolo. 4 - Competenze dei comuni 1. I comuni, singoli o associati, e le comunità montane provvedono al risanamento dei canili comunali esistenti e costruiscono rifugi per i cani, nel rispetto dei criteri stabiliti con legge regionale e avvalendosi dei contributi destinati a tale finalità dalla regione. 2. I servizi comunali e i servizi veterinari delle unità sanitarie locali si attengono, nel trattamento degli animali, alle disposizioni di cui all art Sanzioni 1. Chiunque abbandona cani, gatti o qualsiasi altro animale custodito nella propria abitazione, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire trecentomila a lire un milione. 2. Chiunque omette di iscrivere il proprio cane all anagrafe di cui al comma 1 dell art. 3, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di lire centocinquantamila.
13 III Animali :19 Pagina 169 CODICE PENALE Chiunque, avendo iscritto il cane all anagrafe di cui al comma 1 dell art. 3, omette di sottoporlo al tatuaggio, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di lire centomila. 4. Chiunque fa commercio di cani o gatti al fine di sperimentazione, in violazione delle leggi vigenti, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire cinque milioni a lire dieci milioni. 5. Omissis (1). 6. Le entrate derivanti dalle sanzioni amministrative di cui ai commi 1, 2, 3 e 4 confluiscono nel fondo per l attuazione della presente legge previsto dall art. 8 (2). (1) Comma abrogato dall art. 4 della L. 20 luglio 2004, n (2) La Corte Costituzionale, con Sent. 25 marzo 1992, n. 123, ha dichiarato l illegittimità costituzionale del presente comma, nella parte in cui prevede che le entrate derivanti dalle sanzioni amministrative di cui ai commi 1, 2 e 3 confluiscono nel fondo per l attuazione della legge previsto dall art. 8, anziché nei bilanci delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano. 6 - Imposte (Omissis) (1). (1) Articolo abrogato dall art. 10, D.L. 18 gennaio 1993, n. 8, conv. in L. 19 marzo 1993, n Abrogazione di norme 1. Sono abrogati gli artt. 130, 131, 132, 133, 134 e 135 del testo unico per la finanza locale approvato con R.D. 14 settembre 1931, n. 1175, e successive modificazioni, e ogni disposizione incompatibile o in contrasto con la presente legge. 8 - Istituzione del fondo per l attuazione della legge 1. A partire dall esercizio finanziario 1991 è istituito presso il Ministero della sanità un fondo per l attuazione della presente legge, la cui dotazione è determinata in lire 1 miliardo per il 1991 e in lire 2 miliardi a decorrere dal Il Ministro della sanità, con proprio decreto, ripartisce annualmente tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano le disponibilità del fondo di cui al comma 1. I criteri per la ripartizione sono determinati con decreto del Ministro della sanità adottato di concerto con il Ministro del tesoro, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, di cui all art. 12 della L. 23 agosto 1988, n Copertura finanziaria 1. All onere derivante dalla presente legge, pari a lire 1 miliardo per il 1991, lire 2 miliardi per il 1992 e lire 2 miliardi per il 1993, si fa fronte mediante utilizzo dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale , al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l anno 1991 all uopo utilizzando l accantonamento «Prevenzione del randagismo». 2. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
14 III Animali :19 Pagina III - ANIMALI 6 D.LGS. 30 DICEMBRE 1992, N Attuazione della Dir. n. 91/628/CEE relativa alla protezione degli animali durante il trasporto (S.O.G.U. 11 gennaio 1993, n. 7) Capitolo I DISPOSIZIONI GENERALI 1-1. Il presente decreto si applica al trasporto di: a) solipedi domestici ed animali domestici della specie bovina, ovina, caprina e suina; b) pollame, volatili e conigli domestici; c) cani e gatti domestici; d) altri mammiferi e volatili; e) altri animali vertebrati e animali a sangue freddo. 2. Il presente decreto non si applica: a) ai trasporti privi di qualsiasi carattere commerciale e ad ogni singolo animale accompagnato da una persona fisica che ne ha la responsabilità durante il trasporto; b) ai trasporti di animali domestici da compagnia che accompagnano il loro padrone nel corso di un viaggio privato; c) fatte salve le disposizioni nazionali applicabili in materia, ai trasporti di animali effettuati: 1) su una distanza massima di 50 chilometri a partire dall inizio del trasporto degli animali fino al luogo di destinazione; 2) dagli allevatori con veicoli agricoli o mezzi di trasporto di loro proprietà nel caso in cui le circostanze geografiche impongano una transumanza stagionale senza scopo lucrativo per alcuni tipi di animali 2-1. Ai fini del presente decreto sono applicabili, all occorrenza, le definizioni di cui ai DD.LL. che attuano le Dirr. n. 89/662/CEE, n. 90/425/CEE, n. 90/675/CEE e n. 91/496/CEE. 2. Si intende inoltre per: a) «mezzo di trasporto»: le parti di veicoli stradali, veicoli su rotaia, navi ed aerei utilizzati per il carico e il trasporto di animali, nonché i contenitori per il trasporto terrestre, marittimo o aereo; b) «trasporto»: ogni trasferimento di animali effettuato con un mezzo di trasporto, che comprenda il carico e lo scarico degli animali; c) «punto di sosta»: un luogo in cui il viaggio è interrotto a scopo di riposo, alimentazione o abbeveraggio degli animali; d) «punto di trasferimento»: il luogo in cui il trasporto è interrotto allo scopo di trasferire gli animali da un mezzo di trasporto ad un altro; e) «luogo di partenza»: il luogo in cui, fatto salvo l art. 1, comma 2, gli animali sono caricati per la prima volta su un mezzo di trasporto, nonché tutti i luoghi in cui gli animali sono stati scaricati e stabulati per ventiquattro ore, abbeverati, nutriti, nonché, se necessario, curati, ad eccezione di qualsiasi punto di sosta o di trasferimento; possono essere parimenti considerati «luoghi di partenza» i mercati ed i centri di raccolta autorizzati: quando il primo luogo di carico degli animali è distante meno di 50 km dai summenzionati mercati, o centri ovvero quando, nel caso in cui la distanza sia superiore a 50 km, gli animali hanno beneficiato di un periodo di riposo di una durata da stabilirsi secondo le procedure comunitarie e sono stati abbeverati e nutriti prima di essere nuovamente caricati sul mezzo di trasporto; f) «luogo di destinazione»: il luogo in cui gli animali sono scaricati definitivamente da un mezzo di trasporto; il luogo di destinazione non comprende un punto di sosta o un punto di trasferimento; g) «viaggio»: il trasporto dal luogo di partenza al luogo di destinazione.
15 III Animali :19 Pagina 171 CODICE PENALE 171 h) «periodo di riposo»: un periodo continuo nel corso del viaggio, durante il quale gli animali non sono spostati con un mezzo di trasporto; i) «trasportatore»: qualsiasi persona fisica o giuridica che, per fini commerciali e a scopo di lucro trasporta animali per conto proprio o per conto terzi nonché chi mette a tal fine un mezzo di trasporto a disposizione di terzi. Capitolo II TRASPORTO E CONTROLLI NEL TERRITORIO DELLA COMUNITÀ 3-1. I posti di ispezione frontaliera, gli uffici di cui all Allegato A del decreto legge che attua la Dir. n. 89/608 e le Unità Sanitarie Locali, secondo le rispettive competenze vigilano affinché: a) il trasporto di animali nel territorio e da questo ad altro Stato membro sia effettuato conformemente al presente decreto e rispettando, per ciascuna specie, le disposizioni di cui all allegato; a-bis) lo spazio, inteso come densità di carico, per gli animali sia almeno conforme ai dati fissati nel Capitolo VI dell Allegato in ordine agli animali e ai mezzi di trasporto menzionati in tale capitolo; le durate del trasporto e del periodo di riposo nonché gli intervalli di alimentazione e abbeveraggio per taluni tipi di animali siano conformi alle norme stabilite nel Capitolo VII dell Allegato, in relazione agli animali menzionati in tale capitolo, fatte salve le disposizioni del Reg. (CEE) n. 3820/1985; b) siano trasportati soltanto animali idonei a sopportare il viaggio previsto e unicamente qualora siano state prese disposizioni adeguate per la cura degli animali durante il viaggio e al loro arrivo nel luogo di destinazione; gli animali malati o feriti non sono considerati idonei al trasporto, salvo: 1) gli animali lievemente feriti o malati, per i quali il trasporto non sia causa di sofferenze inutili; 2) gli animali trasportati ai fini di ricerche scientifiche approvate; c) gli animali che si ammalano o si feriscono durante il trasporto beneficino, appena possibile, di interventi immediati e, ove occorra, di un trattamento veterinario appropriato e, se necessario, siano macellati con urgenza evitando loro sofferenze inutili. 2. In deroga al comma l, lett. b), si può consentire il trasporto di animali destinati ad un trattamento veterinario di emergenza o alla macellazione di emergenza in condizioni non conformi al presente decreto, tali trasporti sono permessi soltanto a condizione che gli animali interessati non debbano subire indebite sofferenze o maltrattamenti; se del caso il Ministero della Sanità, adotta, secondo le procedure comunitarie, norme specifiche di applicazione Le autorità di cui all art. 3, comma 1 vigilano affinché durante il viaggio, gli animali siano identificati e registrati conformemente al Titolo II del D.L. che attua la Dir. n. 90/425/CEE nonché accompagnati dai documenti previsti dalla normativa comunitaria o nazionale che consentano all autorità competente di controllare: 1) l origine ed il proprietario degli animali; 2) il luogo di partenza e il luogo di destinazione; 3) la data e l ora di partenza Ogni trasportatore deve: a) essere iscritto in apposito registro presso l azienda sanitaria locale territorialmente competente in ragione della sua residenza o sede legale; nel registro sono annotati tutti gli elementi atti a consentire la sua rapida individuazione da parte dell autorità di con-
16 III Animali :19 Pagina III - ANIMALI trollo per il caso di inosservanza alle prescrizioni di cui al presente decreto; b) essere in possesso: 1) se stabilito nel territorio nazionale, di una autorizzazione valida per tutti i trasporti di animali vertebrati effettuati su uno dei territori elencati nell Allegato I al D.Lgs. 3 marzo 1993, n. 93, rilasciata dalla azienda sanitaria locale di cui alla lett. a). Il suddetto trasportatore deve avvalersi, in caso di affidamento del trasporto di animali vivi ad altri, di soggetti in possesso dei requisiti di cui al comma 2; 2) se stabilito in un Paese terzo, di un autorizzazione rilasciata dall autorità competente di uno Stato membro, previa sottoscrizione di impegno a rispettare le prescrizioni della normativa veterinaria comunitaria. In tale impegno deve essere precisato, in particolare, che il trasportatore ha adottato tutte le misure necessarie per conformarsi alle prescrizioni del presente decreto fino al luogo di destinazione, che, ove si trovi in Paesi terzi, è quello definito dalla relativa legislazione comunitaria e deve essere altresì precisato che la persona alla quale viene affidato il trasporto sia in possesso dei requisiti di cui al comma 2; c) non trasportare, né fare trasportare, animali in condizioni tali da poterli esporre a lesioni o a sofferenze inutili; d) utilizzare mezzi di trasporto tali da garantire il rispetto delle prescrizioni comunitarie, in particolare delle prescrizioni previste dall Allegato, in materia di benessere durante il trasporto. 2. La persona alla quale viene affidato il trasporto, fatto salvo quanto previsto dal Capitolo I, Sezione A, punto 6, lett. b), dell Allegato, deve possedere una formazione specifica acquisita presso l impresa o presso un organismo di formazione o avere un esperienza pratica equivalente per procedere alla manipolazione e al trasporto di animali vertebrati nonché per prestare, se necessario, l assistenza appropriata agli animali trasportati, comunque attestata dall azienda sanitaria locale che ha concesso l autorizzazione al trasportatore. 3. In caso di trasporto, il trasportatore deve: a) stabilire, per gli animali di cui all art. 1, comma 1, lett. a), destinati agli scambi o all esportazione, nel caso in cui la durata del viaggio sia superiore a otto ore, un ruolino di marcia conforme al modello di cui al Capitolo VIII dell Allegato, che deve accompagnare il certificato sanitario durante il viaggio e nel quale siano precisati i punti di sosta e di eventuale trasferimento; un solo ruolino di marcia deve essere compilato per coprire tutta la durata del viaggio; b) presentare il ruolino di marcia di cui alla lett. a) al veterinario ufficiale competente per la redazione del certificato sanitario; il numero o i numeri dei certificati devono essere indicati nel ruolino di marcia su cui è apposta la stampigliatura e la firma del veterinario ufficiale del luogo di partenza; questi notifica l esistenza del ruolino di marcia mediante il sistema ANIMO; c) accertarsi che: 1) l originale del ruolino di marcia di cui alla lett. a) sia: a) compilato e completato, nel momento opportuno, solo dalle persone a ciò legittimate; b) unito al certificato sanitario che accompagna il trasporto durante tutta la durata del viaggio; 2) il personale incaricato del trasporto: a) menzioni sul ruolino di marcia l ora e il luogo in cui gli animali sono stati alimentati e abbeverati durante il trasporto; b) faccia vistare, dal veterinario del posto di ispezione frontaliera o del punto di uscita designato da uno Stato membro, il ruoli-
17 III Animali :19 Pagina 173 CODICE PENALE 173 no di marcia, in caso di esportazione e quando il periodo di trasporto nel territorio comunitario è superiore a otto ore; il veterinario appone il visto previo controllo della stampigliatura e della firma e dopo aver controllato gli animali stabilendo che possono continuare il viaggio. Le spese sostenute per il controllo veterinario sono a carico dell operatore che effettua l esportazione secondo tariffe stabilite dall art. 5, comma 12, della L. 29 dicembre 1990, n. 407; c) invii, al rientro, il ruolino di marcia all autorità competente del luogo di origine del trasporto degli animali; d) conservare una copia del ruolino di marcia per un periodo di almeno due anni, da presentare, su richiesta, all autorità competente per eventuali verifiche; e) fornire, a seconda delle specie di animali trasportate e quando la distanza implichi il rispetto delle disposizioni di cui al punto 4 del Capitolo VII dell Allegato, la prova che sono state prese le misure per soddisfare le necessità di abbeverare e di alimentare gli animali trasportati durante il viaggio anche in caso di modifica del ruolino di marcia o di interruzione del viaggio per motivi indipendenti dalla sua volontà; f) accertarsi che gli animali siano avviati senza indugio al loro luogo di destinazione; g) accertarsi, fatta salva l osservanza delle disposizioni di cui al Capitolo III dell Allegato, che gli animali di specie non previste dal Capitolo VII dell Allegato siano abbeverati ed alimentati in modo adeguato ad opportuni intervalli durante il trasporto. 4. Le disposizioni di cui al comma 3, lett. c), punto 2), si applicano anche nel caso di esportazioni effettuate mediante trasporto marittimo e quando la durata del viaggio supera le otto ore. 5. Le autorità competenti di cui all art. 3, comma 1, provvedono affinché: a) i punti di sosta stabiliti dal trasportatore ai sensi del comma 3, lett. a), soddisfino i criteri comunitari fissati con Reg. (CE) 1255/97 e siano sottoposti a periodici controlli; b) gli animali pervenuti presso i punti di sosta siano controllati e ritenuti idonei a proseguire il viaggio. 6. Le spese relative all osservanza dei requisiti in materia di alimentazione, abbeveraggio e riposo degli animali sono a carico del trasportatore Nell Allegato A, Parte II del D.L. che attua le Dirr. n. 89/662 e 90/425/CEE, la Sezione I è completata dal riferimento seguente: «D.L. che attua la Dir. n. 91/628/CEE del Consiglio, 19 novembre 1991». 2. Lo scambio di informazioni tra autorità per il rispetto delle prescrizioni del presente decreto deve essere integrato nel sistema informatizzato previsto nel D.L. che attua le Dirr. n. 89/662 e 90/425/CEE, ANI- MO e, per le importazioni in provenienza dai Paesi terzi nel progetto SHIFT Le autorità di cui all art. 3, comma 1, provvedono affinché vengano prese tutte le misure necessarie per prevenire o ridurre al minimo i ritardi durante il trasporto o le sofferenze degli animali in caso di sciopero o qualora altre circostanze imprevedibili impediscano l applicazione del presente decreto; in particolare le autorità competenti adotteranno provvedimenti speciali presso porti, aeroporti, stazioni ferroviarie, scali di smistamento, posti di ispezione frontalieri, per accelerare il trasporto degli animali nelle condizioni conformi alle prescrizioni del presente decreto. 2. Fatte salve le altre misure comunitarie di polizia sanitaria, nessuna partita di animali può essere trattenuta durante il trasporto, salvo qualora sia veramente indispensabile per il benessere degli animali; allorquando una partita di animali deve essere trattenuta durante il trasporto per più di
18 III Animali :19 Pagina III - ANIMALI due ore, si dovranno prendere le misure appropriate per la cura degli animali, e, ove occorra, per il loro scarico e l eventuale stabulazione Le autorità competenti di cui all art. 3, comma 1, verificano, nel rispetto dei princìpi e delle norme di controllo di cui al D.Lgs. 30 gennaio 1993, n. 28, e successive modifiche, l osservanza delle prescrizioni di cui al presente decreto, senza discriminazioni, controllando: a) i mezzi di trasporto e gli animali durante il trasporto stradale; b) i mezzi di trasporto e gli animali al momento del loro arrivo ai luoghi di destinazione; c) i mezzi di trasporto e gli animali nei mercati, nei luoghi di partenza nonché nei punti di sosta e di trasferimento; d) le indicazioni riportate nei documenti d accompagnamento. 2. I controlli di cui al comma 1 devono essere effettuati su un campione rappresentativo di animali trasportati sul territorio nazionale nel corso di ciascun anno e possono essere contestuali a quelli effettuati per altri scopi. 3. Le autorità di cui al comma 1 trasmettono al Ministero della sanità, entro il 31 marzo di ogni anno, una relazione che riporta il numero di controlli effettuati nel corso dell anno precedente, in relazione a ciascuna delle tipologie di controllo previste al comma 1, compresi gli elementi relativi alle infrazioni constatate e le azioni ad esse conseguenti; il Ministero della sanità trasmette alla Commissione europea una relazione redatta sulla base di tali dati. 4. Fermi restando i controlli di cui al comma 1, le autorità di cui al comma 1 possono effettuare, durante il trasporto degli animali, ulteriori controlli sugli animali qualora dispongano di informazioni che consentano di presumere un infrazione Chiunque constati, durante il trasporto, che le disposizioni del presente decreto non sono o non sono state rispettate, informa l autorità competente del luogo in cui si è accertato il fatto, e quest ultima chiede al responsabile del trasporto di adottare i provvedimenti necessari per la tutela del benessere degli animali interessati. Tali misure possono prevedere: a) che venga terminato il viaggio o che gli animali siano riportati al luogo di partenza seguendo il percorso più diretto, purché tale misura non provochi sofferenze indebite agli animali; b) che gli animali siano adeguatamente stabulati e beneficino delle cure appropriate fino a che venga trovata una soluzione al problema; c) che si proceda alla macellazione degli animali, senza causare sofferenze inutili. 2. Qualora il responsabile del trasporto non ottemperi alle ingiunzioni dell autorità competente, quest ultima procede alla esecuzione coattiva con spese a carico dell interessato. 3. Le decisioni adottate dalle competenti autorità devono essere comunicate, con l indicazione delle relative motivazioni, allo speditore o al suo mandatario, nonché, mediante il sistema ANIMO, e secondo modalità, incluse quelle finanziarie, da determinarsi in sede comunitaria, alla competente autorità dello Stato membro speditore per il tramite degli uffici di cui all Allegato A del D.L. che attua la Dir. n. 89/608/CEE. 4. A richiesta dello speditore o del suo mandatario, le decisioni motivate devono essergli comunicate per iscritto con l indicazione delle vie di ricorso nonché della forma e dei termini prescritti per il ricorso stesso; tuttavia, in caso di lite e qualora le due parti siano d accordo, esse possono, entro un termine massimo di un mese, sottoporre la lite alla valutazione di un esperto che figuri, in un elenco di esperti della comunità che
19 III Animali :19 Pagina 175 CODICE PENALE 175 sarà stabilito dalla Commissione, per il tramite degli uffici di cui al comma 3: le parti si conformano al parere dell esperto Le autorità competenti assicurano l assistenza necessaria e ogni collaborazione agli esperti veterinari incaricati dalla Commissione europea di effettuare controlli sul posto al fine di verificare l osservanza delle disposizioni previste dal presente decreto. Capitolo III IMPORTAZIONE DA PAESI TERZI Si applicano le norme del D.L. che attua la Dir. n. 91/496/CEE, in particolare per quanto riguarda l organizzazione ed il seguito da dare ai controlli. 2. L importazione, il transito e il trasporto attraverso il territorio comunitario di animali vivi in provenienza da Paesi terzi, ai sensi del presente decreto, sono autorizzati soltanto se il trasportatore: a) s impegna per iscritto a rispettare le prescrizioni del presente decreto, in particolare quelle di cui all art. 5, ed ha adottato le disposizioni necessarie per conformarvisi; b) presenta il ruolino di cui all art bis. Il veterinario ufficiale del posto di ispezione frontaliera, all atto del controllo del rispetto delle prescrizioni di cui al comma 2, deve verificare il rispetto delle condizioni di benessere degli animali; ove accerti l inosservanza delle prescrizioni concernenti l abbeveraggio e l alimentazione degli animali, adotta, a spese dell interessato, le misure previste all art ter. Il certificato o i documenti previsti all art. 4, comma 1, lett. c), del D.Lgs. 3 marzo 1993, n. 93, sono completati secondo le modalità stabilite in sede comunitaria; in attesa della adozione delle relative modalità, si applicano le norme nazionali in materia, nel rispetto delle disposizioni generali del Trattato. Capitolo IV DISPOSIZIONI FINALI Il Ministero della Sanità può chiedere, a seguito di disposizioni comunitarie, che i certificati o documenti di accompagnamento previsti per il trasporto degli animali di cui all art. 1 debbano essere completati da un attestato dell autorità competente, ai sensi del decreto legislativo di attuazione delle Dirr. n. 89/662 e n. 90/425, in materia di tutela del benessere degli animali Il Ministero della Sanità con proprio regolamento adotta norme integrative e di applicazione del presente decreto e dispone le verifiche necessarie perché siano ammessi agli scambi soltanto animali trattati conformemente alle presenti disposizioni. 2. Le Regioni a statuto ordinario ed a statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano possono prevedere o mantenere norme più favorevoli e stabilire le relative sanzioni pecuniarie amministrative, informandone il Ministero della Sanità. 3. Ferma restando la competenza generale del Comune a vigilare sul rispetto delle norme di protezione degli animali anche tramite le guardie zoofile delle associazioni di volontariato, fatta salva la competenza del Prefetto a vigilare sulle violazioni all art. 727 c.p., le Unità Sanitarie Locali nell ambito della vigilanza di cui all art. 6, lett. u) della L. 23 dicembre 1978, n. 833, controllano l applicazione delle disposizioni del presente decreto. 4. Il Ministero della Sanità comunica alla Commissione le disposizioni più favorevoli adottate anche in applicazione delle raccomandazioni del Consiglio d Europa e delle disposizioni della legge n. 623/ Le entrate previste dall art. 5, comma 12 della L. 29 dicembre 1990, n. 407, sono utilizzate anche per le attività che il personale del Ministero della Sanità svolge nel-
20 III Animali :19 Pagina III - ANIMALI l ambito delle funzioni di controllo, programmazione, verifica, informazione ed educazione sanitaria Salvo che il fatto costituisca reato, il trasportatore che viola le disposizioni relative al trasporto degli animali di cui agli artt. 3, 4 e 5 del presente decreto è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire tre milioni a lire diciotto milioni. 14-bis - 1. Fermo restando quanto previsto all art. 14, l azienda sanitaria locale competente sospende l autorizzazione di cui all art. 5, comma 1, lett. b), in caso di infrazioni ripetute al presente decreto o la ritira, in caso di infrazioni che comportino una grave sofferenza per gli animali. 2. Qualora le autorità competenti di cui all art. 3, comma 1, constatino il mancato rispetto delle prescrizioni di cui al presente decreto, informano l autorità competente dello Stato membro che ha rilasciato l autorizzazione; quest ultima adotta tutte le misure opportune e, segnatamente, quelle previste al comma 1, comunicando all autorità competente che ha rilevato l infrazione e alla Commissione europea la decisione adottata e le relative motivazioni. 3. Al fine di assicurare il rispetto delle disposizioni di cui al presente articolo, si applicano le disposizioni previste dal D.Lgs. 30 gennaio 1993, n. 27, in materia di reciproca assistenza. 4. In caso di constatazione di infrazioni gravi o ripetute, all esito negativo della procedura di cui al comma 3, il Ministero della sanità, sentita la Commissione europea, può vietare temporaneamente al trasportatore che ha commesso tali infrazioni di trasportare animali sul territorio nazionale. 5. Le autorità che procedono all accertamento di infrazioni al presente decreto, trasmettono all azienda sanitaria locale di cui all art. 5, comma 1, lett. b), tutti gli elementi ad esse relativi ai fini dell applicazione del comma 1. ALLEGATO A. Disposizioni generali Capitolo I SOLIPEDI DOMESTICI E ANIMALI DOMESTICI DELLE SPECIE BOVINA, OVINA E SUINA 1. Gli animali gravidi che devono figliare durante il trasporto o che hanno figliato nel corso delle quarantotto ore precedenti e gli animali appena nati il cui ombelico non sia del tutto cicatrizzato non sono considerati idonei al trasporto. 2. a) Gli animali devono disporre di spazio sufficiente per restare eretti nella loro posizione naturale ed, all occorrenza, di barriere che li proteggano dai movimenti dei mezzi di trasporto. Tranne nel caso in cui condizioni particolari di protezione degli animali esigano il contrario, essi devono avere la possibilità di coricarsi. b) I mezzi di trasporto e i contenitori devono essere costruiti in modo da proteggere gli animali dalle intemperie e da forti variazioni climatiche. La ventilazione e al cubatura d aria devono essere adeguate alle condizioni di trasporto e alla specie di animali trasportata. All interno dello scompartimento degli animali e di ciascuno dei suoi livelli occorre prevedere uno spazio libero sufficiente per garantire un aerazione adeguata al di sopra degli

References: art. 544
 art. 544
 art. 544
 art. 544
 art. 727
 art. 444
 sentenza 
 art. 1
 art. 1
 sentenza 
 art. 444
 sentenza 
 art. 638
 art. 727
 art. 19
 art. 19
 art. 4
 art. 727
 art. 5
 art. 1
 art. 2
 art. 491
 art. 727
 art. 8
 art. 491
 art. 727
 art. 91
 art. 19
 art. 19
 art. 19
 art. 38
 art. 4
 art. 4
 art. 4
 art. 4
 art. 4
 art. 4
 art. 8
 art. 3
 art. 3
 art. 8
 art. 4
 art. 8
 art. 10
 art. 12
 art. 1
 art. 3
 art. 1
 art. 5
 art. 3
 art. 3
 art. 3
 art. 5
 art. 4
 art. 1
 art. 727
 art. 6
 art. 5
 art. 14
 art. 5
 art. 3
 art. 5