Source: http://www.sistemapiemonte.it/suapbdcfo/visualizzaScheda?istat=SUAP02&tipo=EndoTipo2&idp=2492
Timestamp: 2017-11-19 08:25:54+00:00

Document:
56.101R
Attivita' di somministrazione e preparazione di alimenti e bevande al pubblico indistinto (BAR - RISTORANTI - PIZZERIE)
Avvio/Apertura nelle zone non tutelate
1. Per somministrazione di alimenti e bevande si intende la vendita con il consumo sul posto che si esplicita in tutti i casi in cui gli acquirenti consumano i prodotti nei locali dell’esercizio o in una superficie aperta al pubblico a tal fine attrezzati.
2. L’attività di somministrazione di alimenti e bevande è disciplinata dalla Legge regionale 29 dicembre 2006, n. 38 e s.m.i., che prevede ai fini dell’avvio della stessa la presentazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del comune competente per territorio che è quello in cui ha sede il locale per l’esercizio di somministrazione, qualora venga insediata nelle zone non soggette a tutela, come individuate dallo stesso comune (a cui rivolgersi per conoscere se l’area di insediamento dell’esercizio di somministrazione sia o meno sottoposta a vincoli di tutela di tipo sociale, ambientale, artistico, storico, architettonico, ecc…). L’esercizio di tale attività da parte del dichiarante può essere iniziato dalla data di presentazione della segnalazione medesima.
3. La SCIA di avvio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande, nelle zone non soggette a tutela, rappresenta l’ultimo adempimento a carico dell’operatore prima dell’avvio dell’attività. La presentazione della SCIA commerciale di avvio di tale attività presuppone quindi l’avvenuto espletamento degli endoprocedimenti, di cui al quadro “D”.
4. La SCIA di tale attività deve contenere i seguenti dati:
• dati identificativi del dichiarante;
• dichiarazione della sussistenza dei requisiti morali, di cui all’art. 71, commi 1, 2, 3 e 4 del D.Lgs. n. 59/2010 s.m.i.;
• dichiarazione della sussistenza dei requisiti professionali, di cui all’art. 71, comma 6 del D.Lgs. n. 59/2010 s.m.i.;
• ubicazione del locale;
• il rispetto degli endoprocedimenti, di cui al quadro “D”, relativi ai fabbricati e agli impianti utilizzati per l’esercizio dell’attività di somministrazione.
5. Rispetto agli endoprocedimenti relativi ai locali, di cui al quadro “D”, si specifica che la sede dell’esercizio di somministrazione deve possedere i requisiti previsti dalle norme in materia edilizia, urbanistica, igienico-sanitaria, sicurezza e prevenzione incendi, nonché dalle disposizioni sulla sorvegliabilità dei locali. E’ altresì richiesto il rispetto dei criteri previsti per l’insediamento delle attività di somministrazione di alimenti e bevande, di cui alla D.G.R. n. 85-13268/2010 s.m.i., tra i quali si evidenziano le seguenti disposizioni:
- Art. 6: conformità dell’esercizio di somministrazione alla destinazione d’uso “commercio al dettaglio”;-
- Art. 7: rispetto dei beni culturali, ambientali e paesaggistici;
- Art. 8: soddisfacimento del fabbisogno dei parcheggi;
- Art. 9: valutazione dell’impatto sulla viabilità;
- Art. 10: compatibilità dell’esercizio di somministrazione rispetto alla tutela delle seguenti componenti ambientali: ambiente acustico, atmosferico e paesaggistico.
6. Per ulteriori indicazioni interpretative in merito ai criteri per l’insediamento delle attività di somministrazione, di cui alla D.G.R. n. 85-13268/2010 s.m.i, si rimanda alla nota esplicativa del Settore Programmazione del Settore Terziario Commerciale - Prot. n. 9369/DB1701 del 13/12/2010.
La SCIA commerciale di avvio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande nelle zone non soggette a tutela deve essere presentata al SUAP del comune di sede dell’esercizio di somministrazione.
RIFERIMENTI NORMATIVI: art. 9 L.R. n. 38/2006 s.m.i., artt. 6, 7, 8, 9, 10 D.G.R. n. 85-13268 dell’08/02/2010 e s.m.i.
La sede dell’esercizio di somministrazione di alimenti e bevande deve possedere i requisiti previsti dalle norme in materia di edilizia, urbanistica, igienico-sanitaria, sicurezza e prevenzione incendi, nonché dalle disposizioni sulla sorvegliabilità dei locali e rispettare i criteri previsti per l’insediamento delle attività di somministrazione di alimenti e bevande, di cui alla D.G.R. n. 85-13268/2010 s.m.i.
- Art. 6: conformità dell’esercizio di somministrazione alla destinazione d’uso “commercio al dettaglio”;
Per le caratteristiche igienico sanitarie del locale, si deve far riferimento al Regolamento regionale recante: "Nuove norme per la disciplina della preparazione e somministrazione di alimenti e bevande, relativamente all'attività di bar, piccola ristorazione e ristorazione tradizionale. Abrogazione dei regolamenti regionali 21 luglio 2003, n. 9/R, 20 ottobre 2003, n. 12/R, 5 luglio 2004, n. 3/R, 21 dicembre 2004, n. 16/R, 28 dicembre 2005 n. 8/R." (http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2008/10/siste/00000148.htm).
art. 9 L.R. n. 38/2006 s.m.i., artt. 6, 7, 8, 9, 10 D.G.R. n. 85-13268 dell’08/02/2010 e s.m.i., Decreto della Presidente della Giunta Regionale 3 marzo 2008, n. 2/R
Requisiti morali del dichiarante
Art. 71, commi 1, 2, 3, 4 del Decreto Legislativo 26 marzo 2010, n. 59 s.m.i.
6. I titolari di esercizio in attività, o loro delegati, hanno l’obbligo di frequentare per ciascun triennio un apposito corso di formazione sui contenuti delle norme imperative in materia di igiene, sanità e sicurezza, come previsto all’art. 5, comma 3 della L.R. n. 38/2006 s.m.i.
http://www.regione.piemonte.it/commercio/requisitiProfessionali.htm
Art. 71, comma 6 del Decreto Legislativo 26 marzo 2010, n. 59 s.m.i.
Per maggiori informazioni in materia si rimanda alla consultazione dei seguenti siti web:
per reperire qualsiasi tipo di informazione in materia di immigrazione Prefettura di Torino
C.C.I.A.A. di Torino - la Guida intende porre l’attenzione sui principali aspetti concernenti gli adempimenti incombenti in capo alla Camera di commercio in relazione ai soggetti extracomunitari che intendono svolgere attività di lavoro autonomo ed imprenditoriale in Italia. Trattasi di soggetti originari di Paesi non appartenenti all’UNIONE EUROPEA che vogliono ottenere il permesso di soggiorno per lavorare in Italia ovvero che sono già residenti in Italia, ma desiderano convertire il permesso di soggiorno già ottenuto.
Il soggetto, che presenta la SCIA per l’apertura di un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande nelle zone non soggette a tutela, deve dichiarare: i propri dati identificativi e la sussistenza dei requisiti morali e professionali, ubicazione del locale, nonché di aver rispettato le vigenti norme, prescrizioni ed autorizzazioni in materia edilizia, urbanistica, igienico-sanitaria, sicurezza e prevenzione incendi, nonché le disposizioni sulla sorvegliabilità dei locali. Dichiara altresì che i locali dell’esercizio rispettano i criteri previsti per l’insediamento delle attività di somministrazione di alimenti e bevande, di cui alla D.G.R. n. 85-13268/2010 s.m.i.
L.R. n. 38/2006 – art. 9
D.G.R. n. 85-13268 dell’08/02/2010 e s.m.i. - artt. 6, 7, 8, 9, 10, 11
L'attività può essere iniziata dalla data di presentazione della Segnalazione certificata di inizio attività al SUAP
Modello di SCIA Somministrazione 09_Mod_Sommin_ZoneNONTutelate.odt Scarica allegato

References: Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 art. 9
 Art. 6

art. 9

Art. 71

Art. 71
 art. 9