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⭐IL GIOCO D AZZARDO IN ITALIA: ANALISI E VALUTAZIONE DELLE POLICIES
IL GIOCO D AZZARDO IN ITALIA: ANALISI E VALUTAZIONE DELLE POLICIES
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1 Dipartimento di Scienze Politiche Cattedra di Analisi delle politiche pubbliche IL GIOCO D AZZARDO IN ITALIA: ANALISI E VALUTAZIONE DELLE POLICIES RELATORE Prof.ssa Marzia Basili CANDIDATO Fabrizio De Carlo Matr ANNO ACCADEMICO 2012/20132 INDICE INTRODUZIONE 3 CAPITOLO I IL GIOCO D AZZARDO IN ITALIA 1. Il gioco, il gioco d azzardo e il gioco pubblico Il gioco: una breve definizione Il gioco d azzardo: perché non è un gioco come gli altri Il gioco pubblico: storia di una issue politica lunga millenni 7 2. Il gioco pubblico in Italia Il sistema italiano del gioco pubblico Una questione di ordine pubblico e sicurezza Il divieto con riserva di permesso: compatibilità a livello europeo Il mercato del gioco La terza industria del paese Il mercato illegale GAP: Il gioco d azzardo patologico Una definizione del giocatore patologico Quanti e quali sono i giocatori patologici in Italia 20 CAPITOLO II IL PROCESSO NORMATIVO RIGUARDANTE IL GAP E L ADOZIONE DEL DECRETO BALDUZZI 1. L ambiente Gli errori politici e i media Una nuova sensibilità politica riguardo il gioco L indagine conoscitiva Perché un indagine conoscitiva 29 13 2.2. Lo svolgimento dell indagine Il decreto Balduzzi Come si arriva al decreto legge Dalla bozza al decreto: cosa cambia La conversione in legge Gli emendamenti L approvazione della legge di conversione 41 CAPITOLO III LA VALUTAZIONE DELLA NORMATIVA E L OSTACOLO DELLA POLITICS 1. I limiti del decreto Balduzzi I livelli essenziali di assistenza La pubblicità La pianificazione della rete di gioco Politics italiana Il legame tra politica e gioco d azzardo Politica, imprese e finanza: il caso BPlus Le misure di prevenzione e cura del GAP La tutela del cittadino Il recupero del giocatore patologico Riconsiderare il sistema di gioco 57 CONCLUSIONI 59 BIBLIOGRAFIA 60 SITOGRAFIA 63 24 INTRODUZIONE Questo lavoro si propone di realizzare una sintetica panoramica della issue politica del gioco d azzardo, consegnando al lettore delle chiavi di lettura sull attuale situazione italiana. La scelta di analizzare questo tema è stata presa sulla base di esperienze personali, nonché in virtù dell interessante stratificazione di considerazioni accademiche a livello giuridico, sociale ed economico sul tema. A tal proposito, si cercherà di descrivere le particolarità del sistema italiano di gioco pubblico, partendo da basi storiche e teoriche per poi passare ad analisi normative e socioeconomiche. Una volta contestualizzato l impianto di analisi, si esaminerà il processo di adozione e i contenuti del decreto legge 13 Settembre 2012, n.158 ( Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute ), noto anche come decreto Balduzzi. Il decreto Balduzzi costituisce il primo tentativo di introdurre delle norme a tutela del cittadino in materia di gioco d azzardo patologico (GAP). Infine, si cercherà di valutare gli interventi del decreto Balduzzi, esaminando i limiti delle disposizioni introdotte. Inoltre, si cercherà di indicare dei possibili miglioramenti dell impianto normativo in materia di gioco d azzardo, tenendo conto degli attuali vincoli di politics. Nel primo capitolo verrà inquadrato il tema di questo lavoro, mettendo in risalto l ambiente nel quale è venuto a maturare il decreto Balduzzi. Per prima cosa si esporrà la differenza tra gioco, gioco d azzardo, e gioco pubblico. Inoltre, si faranno brevi cenni storici al gioco d azzardo, sul come è stato trattato in tempi e luoghi differenti, sottolineandone la sua natura antropologica e sociale. Entrando nel merito della questione, il secondo paragrafo realizzerà una panoramica sul sistema legale del gioco pubblico italiano, definendone il ruolo anche in accordo alla normativa europea. Definitisi i parametri normativi, si esaminerà la consistenza economica di tale mercato e delle rilevanti infiltrazioni criminali che ne minacciano la legalità. Infine, si esporrà l insorgenza del gioco d azzardo patologico, descrivendo la natura di tale malattia e l incidenza della stessa a livello italiano. Il secondo capitolo vedrà la delineazione del percorso di adozione e i contenuti del decreto Balduzzi. Per prima cosa si descriverà il processo di agenda setting che inserisce la questione del GAP all interno dell agenda istituzionale, sottolineando il ruolo dei media e della politica. Nel secondo paragrafo verrà trattata l importante fase di indagine conoscitiva sugli aspetti sociali e sanitari della dipendenza dal gioco d azzardo, condotta dalla Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati. In seguito, si analizzerà la fase di stesura e approvazione del decreto Balduzzi, 35 ponendo in risalto i punti di contrasto politico all interno del Consiglio dei Ministri. Infine, verrà esaminata la fase di conversione in legge del decreto, che vede l approvazione di numerosi emendamenti e l apertura del dibattito parlamentare. Nel terzo capitolo si cercherà di fornire delle valutazioni sulle disposizioni introdotte e il relativo contesto di politics. Il primo paragrafo si soffermerà sui limiti dimostrati dalle norme introdotte con il decreto Balduzzi, in particolare per quanto riguarda l introduzione del GAP tra i livelli essenziali di assistenza (LEA), la pubblicità e la pianificazione della rete di gioco. Successivamente si esaminerà la politics italiana, mettendo in rilievo i rapporti tra politica, imprese e finanza. A tal proposito, verrà focalizzato l emblematico caso della concessionaria BPlus. Infine, si concluderà cercando di suggerire delle soluzioni volte alla prevenzione e alla cura del GAP, e auspicando una radicale ridefinizione del sistema di governance del gioco pubblico. Le conclusioni del lavoro dimostreranno la mancanza di una normativa adeguata che disponga di una visione di ampio respiro, così come la controversa policy del gioco d azzardo richiederebbe. L adozione del decreto Balduzzi si configurerà in accordo alla tendenza del legislatore ad attuare disposizioni specifiche e particolari che non intaccano le criticità del sistema di amministrazione del monopolio pubblico del gioco d azzardo, provando in questa maniera la legittimità delle rimostranze provenienti dall advocacy coalition a tutela dei cittadini. 46 CAPITOLO I IL GIOCO D AZZARDO IN ITALIA 57 1. Il gioco, il gioco d azzardo e il gioco pubblico 1.1. Il gioco: una breve definizione Il gioco è più antico della cultura, perché il concetto di cultura, per quanto possa essere definito insufficientemente, presuppone in ogni modo convivenza umana, e gli animali non hanno aspettato che gli uomini insegnassero loro a giocare. Anzi si può affermare senz altro che la civiltà umana non ha aggiunto al concetto stesso di gioco alcuna caratteristica essenziale. (HUIZINGA, 1938) Partendo da una semplice osservazione come quella di Huizinga, non si può far a meno di considerare il gioco come un elemento fondamentale della vita. Oggi, alla luce di numerosi studi succedutisi, le posizioni di Huizinga appaiono in parte inficiabili, ma l importanza che egli ascrive al gioco e la descrizione del momento ludico nei più svariati contesti rimangono una pietra miliare per la materia. I contesti del gioco sono innumerevoli, con ricerche che oggi arrivano a comprendere la relazione tra gaming online e l apprendimento della lingua inglese (RYU, 2013). Lo psicologo francese Jean Piaget fu tra i primi a riconoscere tale potere educativo e formativo 1, tanto che già nel 1959 il diritto al gioco viene inserito nella Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo dell ONU. 2 Se per Paul Valéry il gioco è quando l ennui peut délier ce que l entrain avait lié 3, è con Roger Caillois che si definisce sistematicamente la nozione di gioco. Per Caillois il gioco è un attività: Libera, senza costrizioni, dove ci si può ritirare semplicemente dicendo io non gioco più ; Separata, circoscritta nello spazio e nel tempo, definita in anticipo; Incerta, perché il ruolo dei giocatori è essenziale allo svolgersi del gioco; Improduttiva, perché alla fine del gioco la situazione è uguale a come era all inizio, ad eccezione in cui ci sia stato uno scambio di oggetti tra le parti; Regolata, sotto convenzioni che sospendono le normali leggi e ne creano di nuove; Fittizia, accompagnata da una consapevolezza di trovarsi in una non-realtà. Definita formalmente la base qualitativa del gioco, Caillois procede nel classificare i vari tipi di giochi. Egli ritiene che il gioco si svolga tra due estremi: la paidia, gioco libero e sfrenato, e 1 Cfr. Jean Piaget, 1923, Le Langage et la pensée chez l'enfant. 2 Cfr. Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo, 1959, par.7 Il fanciullo deve avere tutte le possibilità di dedicarsi a giochi e attività ricreative che devono essere orientate a fini educativi; la società e i poteri pubblici devono fare ogni sforzo per favorire la realizzazione di tale diritto. 3 Cfr. Paul Valéry, 1943, Tel Quel. 68 il ludus, gioco convenzionale e costrutto. Tra questi due estremi si sviluppano quattro tipi di giochi: agōn, basato sulla competizione e il merito; alea, basato sul caso; mimicry, basato sulla simulazione di ruoli e persone; ilinx, basato sulla ricerca della vertigine, del disordine e della distruzione Il gioco d azzardo: perché non è un gioco come gli altri Il gioco e l azzardo sembrano confondersi l un altro da sempre. Alea era il termine con cui gli antichi romani indicavano il gioco dei dadi, e per estensione il termine aleatorio ora definisce tutto ciò che è governato dal caso. Ma anche il termine azzardo, derivante dal francese hazard ha matrice etimologica nel gioco dei dadi, dall arabo zarah. Alea iacta est, il dado è stato lanciato, e non si può far altro che aspettare il risultato. Alea signifies and reveals the favor of destiny. The player is entirely passive; he does not deploy his resources, skill, muscles, or intelligence. All he need do is await, in hope and trembling, the cast of the die. He risks his stake.( ) In contrast to agōn, alea negates work, patience, experience and qualifications. (CAILLOIS, 1958) Le tipologie di Caillois sono senza soluzione di continuità. Il rischio e il caso sono fondamentali, ma non tutti i giochi d azzardo sono completamente privi di agon, ilinx, o mimicry. Considerando le innumerevoli combinazioni possibili di giochi che travalicano il confine strettamente inteso dell alea, si può più semplicemente definire il gioco d azzardo come un gioco in cui le caratteristiche sono le seguenti: Il giocatore mette in palio denaro o oggetti di valore La posta scommessa è irreversibile La vincita dipende principalmente o totalmente dal caso Tenendo conto dell irreversibilità della posta, va da sé che le stesse regole del gioco, una volta fissate, non possono essere cambiate se non di comune accordo. Le regole sono molto importanti per qualsiasi gioco ma è solo nel gioco d azzardo che si corre il rischio di perdere o di vincere qualcosa di ben quantificabile, e per questo motivo gli stati e le società pre-statali hanno sempre cercato di controllarlo. In tal modo si è dato vita a un complesso di norme che ha trasformato il gioco d azzardo in una forma di gioco regolata e socialmente accettabile che chiameremo gioco d azzardo pubblico o più brevemente gioco pubblico Il gioco pubblico: storia di una issue politica lunga millenni Tra gli antichi romani il gioco più comune era sicuramente quello dell astragalo: quattro ossi brevi che venivano lanciati allo stesso momento per un totale di trentacinque combinazioni possibili (LOMBARDI, 2013). Nell antica Roma il gioco d azzardo affascinava sia poveri che ricchi, tanto 79 che sembra che gli imperatori Nerone, Claudio e Caligola fossero dei gran giocatori d azzardo e che lo stesso Claudio redasse un volume intero sulla bellezza del gioco (DICKERSON, 1993). Ma il gioco era anche fonte di problemi, e molti furono i tentativi di legiferare in materia. Una di queste leggi, la Lex Alearia, bandiva molti tra i giochi più in voga per cercare di tutelare i cittadini dal rischio del gioco e per limitare le numerose controversie che ne scaturivano. Ma i romani non erano gli unici giocatori del tempo, e neanche i primi. Tacito racconta che le popolazioni germaniche arrivavano a scommettere perfino la propria famiglia e la propria libertà. Nel frattempo in Cina le lotterie venivano già utilizzate come mezzo di finanziamento delle casse imperiali. La lotteria, infatti, contribuì all ascesa e al consolidamento della dinastia Han (206 a.c d.c), finanziando la guerra di conquista e la costruzione della grande muraglia a difesa dei confini. A partire dal XV secolo le lotterie divennero popolari in tutta Europa. Nel 1445 e nel 1446 si tennero a Gent e a Utrecht le prime lotterie moderne nel Vecchio Continente, i cui proventi furono utilizzati per fortificazioni, chiese e spese municipali. (WILLMANN, 1999). Nel 1731, nonostante la condanna formale del gioco d azzardo, papa Clemente XII trasforma il lotto in gioco di Stato. Nel 1776 Luigi XVI monopolizza tutte le lotterie francesi per far fronte ai debiti erariali e rimpinguare le casse dello Stato. Nel XIX secolo nascono, insieme alla roulette e alla poker slot machine, i primi Casinò e club privati di gioco d azzardo. Frequentati dalle classi più alte e ricche, danno vita a un mondo fatto di eccessi, lussi e sconfitte così ben descritte da Dostoevskij nel suo Il giocatore. Emerge, in conclusione, come in tutte le epoche il gioco d azzardo abbia fatto parte, in maggiore o minor misura, della vita sociale dell uomo. Alla base di questo fenomeno è stata ravvisata una naturale predisposizione al gioco e al rischio dell essere umano, comportamenti che condivide con gran parte del regno animale. Per queste ragioni il rapporto tra uomo e gioco d azzardo è stato frequentemente oggetto di normazione. Alcuni studi mettono in risalto come nel trascorrere degli anni la questione sia stata trattata prima in chiave religiosa (scommettere è peccato), poi istituzionale (scommettere è illegale), ed infine medica e psicologica (scommettere, se compulsivamente, è malattia) (CROCE, ZERBETTO 2001). L azione dello Stato è quindi spesso oscillata tra la volontà di tutelare il cittadino e l interesse di sostenere il bilancio statale attraverso le più svariate modalità di raccolta del gettito erariale derivante da gioco (GIDLUCK, 2012). La policy italiana relativa al gioco d azzardo, s inserisce proprio nel solco di queste tensioni tra interessi contrastanti. Al crocevia tra la continua espansione del mercato del gioco d azzardo e il preoccupante aumento dei giocatori patologici, la normativa italiana vigente presenta alcune contraddizioni che verranno esaminate nel corso di questo lavoro. 810 2. Il gioco pubblico in Italia 2.1. Il sistema italiano del gioco pubblico Tra il 2001 e il , una serie di provvedimenti unifica le competenze in materia di giochi, inizialmente ripartite tra il Ministero delle Finanze, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) e l Unione Nazionale per l Incremento delle Razze Equine (UNIRE), affidandole all Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS). A quest ultima sono affidate le funzioni di regolazione, indirizzo, coordinamento e controllo dell intero comparto del gioco pubblico. Dal 1 dicembre 2012, in applicazione del decreto legge n.95 del 6 Luglio 2012 recante disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini, l Agenzia delle Dogane ha incorporato AAMS, assumendo la nuova denominazione di Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM). L ordinamento italiano prevede un regime di concessione caratterizzato da un doppio vincolo per l esercizio dell attività di gioco e scommessa. I due vincoli sono: Il rilascio della concessione amministrativa da parte di AAMS; L autorizzazione per pubblica sicurezza. 5 4 Nel 2001, con la legge 18 ottobre 2001, n. 383, si stabilì che tutte le funzioni statali in materia di organizzazione e gestione dei giochi, delle scommesse e dei concorsi a premi e le relative risorse, dovessero essere riordinate, con regolamento governativo, secondo i seguenti criteri: a) eliminazione di duplicazioni e sovrapposizioni di competenze; b) razionalizzazione dei sistemi informativi esistenti, con attribuzione delle funzioni medesime ad una struttura unitaria, preposta al governo del settore, da individuare in un organismo pubblico esistente (articolo 12 del DPR n. 383/2001). In seguito, con il Decreto del Presidente della Repubblica 24 gennaio 2002, n. 33, fu previsto che le funzioni statali in materia di giochi di abilità, concorsi pronostici, ivi comprese la gestione delle relative entrate, già svolte dall Agenzia delle Entrate, fossero esercitate dal Ministero dell Economia e delle Finanze attraverso la struttura unitaria nazionale dell Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato - AAMS (articolo 1 del DPR n. 33/2002). Successivamente, la normativa da ultimo citata fu integrata dall articolo 4 del decreto legge 8 luglio 2002, n 138, convertito in legge 8 agosto 2002, n. 178, prevedendo che le funzioni relative ai giochi, alle scommesse ed ai concorsi pronostici connessi con le manifestazioni sportive fossero trasferite ad AAMS alla quale venivano così demandate le funzioni di regolazione, indirizzo, coordinamento e controllo dell intero comparto del gioco pubblico. (SBORDONI, 2009) 5 L articolo 88 del regio decreto 18 Giugno 1931, n.773 ( Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza TULPS ) recita: La licenza per l'esercizio delle scommesse può essere concessa esclusivamente a soggetti concessionari o autorizzati da parte di Ministeri o di altri enti ai quali la legge riserva la facoltà di organizzazione e gestione delle scommesse, nonché a soggetti incaricati dal concessionario o dal titolare di autorizzazione in forza della stessa concessione o autorizzazione. L articolo 161 del regio decreto 6 maggio 1940, n.635 ( Regolamento per l'esecuzione del TULPS ) recita: La licenza per l'esercizio di scommesse nelle corse, nelle regate, nei giuochi di palla o pallone e in altre simili gare, di cui all'art. 88 della Legge, è subordinata all'approvazione, da parte del Questore, delle norme che le regolano. Tali norme devono tenersi affisse in pubblico in modo da essere facilmente consultate da chiunque vi abbia interesse. Ogni infrazione alle norme stesse, ancorché dovuta a sola negligenza del concessionario, può dar luogo a revoca della licenza. 911 Le concessionarie sono imprese private che, a seguito di gara pubblica, ricevono da AAMS la concessione per la conduzione della rete telematica assicurandone l operatività. La raccolta del fatturato di gioco è la somma delle spese e delle vincite dei giocatori di cui i riceventi concessione ne sono responsabili verso AAMS, concludendo a tale scopo distinti contratti con i gestori. I gestori distribuiscono, installano e amministrano la raccolta. Solitamente sono questi stessi soggetti a essere proprietari degli apparecchi da gioco, garantendone la conformità alla normativa vigente. Gli apparecchi, infine, sono consegnati agli esercenti che ne fanno richiesta, ai quali viene corrisposto un guadagno sulle giocate in cambio dello spazio e del collegamento degli apparecchi. Questo sistema così ramificato deriva dai numerosi interventi a cui nel corso degli anni si sono affiancate norme e direttive per il controllo e la gestione del sistema di gioco. 6 Come conseguenza dell aumento di frodi e del dilagare delle scommesse clandestine, la legge 13 Dicembre 1989, n.401 ( Interventi nel settore del giuoco e delle scommesse clandestini e tutela della correttezza nello svolgimento di manifestazioni sportive ) introduce nuove fattispecie di reato per contrastare i suddetti fenomeni. In particolare, all articolo 4 vengono disciplinati sotto il profilo penale i vari casi di esercizio abusivo delle scommesse, stabilendone le relative sanzioni. 7 6 L articolo 22 (Misure di contrasto dell'uso illegale di apparecchi e congegni da divertimento e intrattenimento. Disposizioni concernenti le scommesse ippiche e sportive) della Legge 27 Dicembre 2002, n. 289 ( Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2003 ). L articolo 38 (Misure di contrasto del gioco illegale) del decreto legge 4 Luglio 2006, n.223 ( Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale ) convertito, con modificazioni dalla legge 4 Agosto 2006, n.248. Il decreto legge 25 Settembre 2008, n. 149, ( Disposizioni urgenti per assicurare adempimenti comunitari in materia di giochi ), convertito, con modificazioni, dalla legge 19 Novembre 2008, n.184. L articolo 30-bis (Disposizioni fiscali in materia di giochi) del decreto legge 29 Novembre 2008, n.185 (Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale). L'articolo 3 (Facilitazioni per imprese e contribuenti) del decreto legge 2 Marzo 2012 n.16 ( Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento ), convertito, con modificazioni, dalla legge 26 Aprile 2012, n.44 prevede che la pubblicazione dei provvedimenti dei direttori delle Agenzie fiscali (nonché del direttore generale di AAMS) sui rispettivi siti internet tenga luogo della pubblicazione dei medesimi documenti nella Gazzetta Ufficiale. 7 L articolo 4, riguardante l Esercizio abusivo di attività di giuoco e di scommessa punisce con pene detentive che vanno da 3 mesi a 3 anni in base alla gravità del caso. Tale articolo viene modificato con la legge 23 Dicembre 2000, n. 388 ( Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2001 ), tramite la quale vengono inseriti i commi 4-bis e 4-ter, che estendono le pene a qualsiasi tipo di gioco d azzardo illegale, anche per via telefonica e telematica. L articolo 24 (Adeguamento comunitario di disposizioni tributarie), comma 23, della legge 7 Luglio 2009, n.88 ( Disposizioni per l adempimento di obblighi derivanti dall appartenenza dell Italia alle Comunità Europee ) ha ulteriormente modificato l articolo 4 della legge 13 Dicembre 1989, n.401, affiancando in alternativa alla pena detentiva un ammenda che va da euro 500 a euro12 2.2. Una questione di ordine pubblico e sicurezza Nell ordinamento italiano il debito da gioco viene considerato un obbligazione naturale, cioè un obbligo la cui fonte è tra i doveri morali e sociali, ma non giuridici (Codice Civile, articolo 2034). Un debito da gioco è quindi incoercibile: si legge all articolo 1933 del Codice: Non compete azione per il pagamento di un debito di giuoco o di scommessa, anche se si tratta di giuoco o di scommessa non proibiti. 8 Lo Stato italiano ha sempre mantenuto un approccio paternalistico per quanto riguarda il rapporto tra il gioco e il cittadino. Nel 1932 scommettere era considerato illegale, così come si può evincere dagli articoli 718 e seguenti del Codice Penale e dall articolo 110 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS). 9 Parte di questo impianto legislativo, caratterizzato da un impronta proibizionista, viene superato da una serie di disposizioni successive. Posto che il gioco d azzardo attiene alla tutela dell ordine pubblico e della sicurezza, 10 la Costituzione ne riserva la potestà legislativa esclusiva allo Stato (articolo 117 della Costituzione Italiana, comma 2, lettera H). Inoltre, all articolo 1 del decreto legislativo 14 aprile 1948, n. 496 ( Disciplina delle attività di giuoco ) si legge che L'organizzazione e l'esercizio di giuochi di abilità e di concorsi pronostici, per i quali si corrisponda una ricompensa di qualsiasi natura e per la cui partecipazione sia richiesto il pagamento di una posta in denaro, sono riservati allo Stato. Il gioco, quindi, è controllato e gestito dallo Stato, che può decidere in maniera autonoma 8 Inoltre, una volta consegnata la posta, questa non può essere più ritirata, se non in alcuni casi specifici: si legge infatti all articolo 1933 del codice civile: Il perdente tuttavia non può ripetere quanto abbia spontaneamente pagato dopo l'esito di un giuoco o di una scommessa in cui non vi sia stata alcuna frode. La ripetizione è ammessa in ogni caso se il perdente è un incapace. Altro caso specifico è quello di un debito da gioco estero riconosciuto giuridicamente (SBORDONI, 2011). 9 Così recita l articolo 718 (Esercizio di giuochi d azzardo) del codice penale: Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, o in circoli privati di qualunque specie, tiene un giuoco d azzardo o lo agevola è punito con l arresto da tre mesi ad un anno e con l ammenda non inferiore a lire quattrocentomila. Se il colpevole è un contravventore abituale o professionale, alla libertà vigilata può essere aggiunta la cauzione di buona condotta. Così recita l articolo 719 (Circostanze aggravanti) del Codice Penale: La pena per il reato preveduto dall articolo precedente è raddoppiata: 1) se il colpevole ha istituito o tenuto una casa da giuoco; 2) se il fatto è commesso in un pubblico esercizio; 3) se sono impegnate nel giuoco poste rilevanti; 4) se fra coloro che partecipano al giuoco sono persone minori degli anni diciotto. Così recita l articolo 721 (Elementi essenziali del giuoco d azzardo. Case da giuoco) del codice Penale: Agli effetti delle disposizioni precedenti: sono giuochi di azzardo quelli nei quali ricorre il fine di lucro e la vincita o la perdita è interamente o quasi interamente aleatoria; sono case da giuoco i luoghi di convegno destinati al giuoco d azzardo, anche se privati, e anche se lo scopo del giuoco è sotto qualsiasi forma dissimulato. 10 L articolo 110 del regio decreto 18 Giugno 1931, n.773 (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza TULPS) recita: In tutte le sale da biliardo o da gioco e negli altri esercizi, compresi i circoli privati, autorizzati alla pratica del gioco o all'installazione di apparecchi da gioco, è esposta in luogo visibile una tabella, predisposta ed approvata dal questore e vidimata dalle autorità competenti al rilascio della licenza, nella quale sono indicati, oltre ai giochi d'azzardo, anche quelli che lo stesso questore ritenga di vietare nel pubblico interesse, nonché le prescrizioni ed i divieti specifici che ritenga di disporre. ( ) 1113 gli interventi in materia. Con il regio decreto legge 27 aprile 1924, n. 636, ( Che disciplina le case da giuoco ) lo Stato italiano concede l autorizzazione all esercizio di giochi e scommesse ai Casinò di Campione d Italia, Saint Vincent, Sanremo e Venezia. È lo Stato che decide a chi destinare tali concessioni: in questo caso l esercizio della libera iniziativa economica dei privati è limitata. Tale riserva è riconosciuta come legittima dall ordinamento all articolo 41 della Costituzione che ne pone riserva di legge nei casi previsti, e dall articolo 43 della Costituzione che legittima tali interventi nell interesse generale dello Stato. 11 Tale riserva non concede arbitrarietà di scelta nella concessione del gioco pubblico. Il divieto di scommettere si trasforma quindi in divieto con riserva di permesso, una delle tecniche di controllo giuridico delle attività che potrebbero esporre a rischio gli interessi pubblici (ordine pubblico e sicurezza) e che quindi devono essere fortemente vigilate e eventualmente autorizzate (IORI, 2012) Il divieto con riserva di permesso: compatibilità a livello europeo Come riconosciuto dalla giurisprudenza europea, la potestà legislativa esclusiva dello Stato in materia di gioco d azzardo è compatibile con i principi di concorrenza, di libertà di stabilimento e di libera prestazione di servizi che regolano il nostro mercato in quanto membro dell Unione Europea. Tale riserva è legittima finché le norme adottate si dimostrano essere: supportate da motivi imperativi di interesse generale; adatte al raggiungimento dello scopo; non sproporzionate; non discriminatorie. 12 Inoltre, come ribadito in tali sentenze, è il giudice nazionale che è tenuto alla verifica del rispetto di tali misure L articolo 41 della Costituzione Italiana recita: L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali. L articolo 43 della Costituzione Italiana recita: A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale. 12 Questi parametri si affermano in via giurisprudenziale. La Corte di Giustizia delle Comunità Europee ne ha segnato l importanza in più sentenze: Corte di Giustizia 24 marzo 1994, C275-92, Schindler; Corte di Giustizia 21 ottobre 1999, causa C-67/98, Zenatti; Corte di Giustizia 6 novembre 2003, C-243/01, Gambelli; Corte di Giustizia, 6 marzo 2007, C-338/04, C-359/04 e C-360/04, Placanica ed altri. 1214 In particolare, la Corte di Giustizia delle Comunità Europee, con la sentenza dell 8 settembre 2009 (Causa C-42/07, nota come Santa Casa), riconosce al punto 64, che un autorizzazione limitata dei giochi in un ambito esclusivo presenta il vantaggio di incanalare la gestione dei giochi medesimi in un circuito controllato, e di prevenire il rischio che tale gestione sia diretta a scopi fraudolenti e criminosi. Inoltre, si legge ai punti 58 e 59 della sentenza: Il solo fatto che uno Stato membro abbia scelto un sistema di protezione differente da quello adottato da un altro Stato membro non può rilevare ai fini della valutazione della necessità e della proporzionalità delle disposizioni prese in materia. Queste vanno valutate soltanto alla stregua degli obiettivi perseguiti dalle competenti autorità dello Stato membro interessato e del livello di tutela che intendono assicurare (...) Gli Stati membri sono conseguentemente liberi di fissare gli obiettivi della loro politica in materia di giochi d azzardo e, eventualmente, di definire con precisione il livello di protezione perseguito. Tuttavia, le restrizioni che essi impongono devono soddisfare le condizioni che risultano dalla giurisprudenza della Corte per quanto riguarda la loro proporzionalità. Questa esigenza di controllare il cospicuo flusso di denaro derivante da gioco è rintracciabile anche nella giurisprudenza italiana 14 per motivi di tutela dell ordine pubblico, di contrasto alla criminalità, nonché di tutela della fede pubblica 15 e dei giocatori stessi. 13 Così si legge al punto 43 della sentenza della Corte di Giustizia 30 Giugno 2011, C 212/08, Zeturf: Tuttavia, resta il fatto che le restrizioni imposte debbono soddisfare le condizioni che derivano dalla giurisprudenza della Corte per quanto attiene alla loro proporzionalità, circostanza che spetta ai giudici nazionali verificare. 14 Cfr. pronunciamenti del Consiglio di Stato (Sentenza n.962, 1 Marzo 2006, Sezione IV; sentenza n.3111, 5 Giugno 2013, Sezione IV), della Corte di Cassazione (Sentenza n.4994, 1 Aprile 2003, Sezioni Unite), e del T.A.R. del Lazio (sentenza n.4296, 31 Maggio 2005, Sezione II). 15 Per fede pubblica si intende la fiducia verso determinati oggetti o simboli, sulla cui genuinità o autenticità deve potersi fare affidamento al fine di rendere certo e sollecito lo svolgimento del traffico economico e/o giuridico. 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