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Timestamp: 2020-07-03 11:52:54+00:00

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Il Drop shipping è una formula di vendita grazie alla quale l’impresa che svolge l’attività di e-commerce (“drop shipper”) vende i prodotti senza averli fisicamente in magazzino.
Conclusa la vendita essa inoltra l'ordine al fornitore convenzionato il quale provvede a:
spedire i prodotti al cliente finale;
emettere fattura nei confronti del drop shipper.
Le procedure da adottare dipendono, principalmente, dal Paese di stabilimento (di localizzazione) della società di e-commerce e dal Paese di invio dei beni.
Nel seguito ci si limita a prendere in considerazione il caso di società di e-commerce localizzata in Italia.
Localizzazione del consumatore finale: Italia
la società di e-commerce cede la merce al consumatore finale italiano e applica l’Iva italiana (emissione di fattura elettronica con Iva o semplice annotazione nel registro dei corrispettivi);
l’impresa produttrice italiana emette fattura elettronica con Iva nei confronti della società di e-commerce italiana e invia la merce al consumatore finale italiano.
Localizzazione del consumatore finale: altro Paese Ue (ad esempio: Germania)
Caso sotto soglia
La società di e-commerce cede la merce al consumatore finale tedesco e applica l’Iva italiana (emissione di fattura con Iva o semplice annotazione nel registro dei corrispettivi).
L’impresa produttrice italiana, secondo autorevole dottrina (Franco Ricca, Cessioni triangolari: condizioni necessarie e sufficienti, L’Iva, n. 6/2014), in tale evenienza non sarebbe abilitata ad emettere fattura elettronica per operazione non imponibile articolo 58 del Dl n. 331/1993; essa dovrebbe emettere fattura elettronica con Iva. Tale interpretazione è basata sull’opinione che l’applicazione dell’articolo 58 del Dl n. 331/1993 nei confronti del soggetto promotore dell’operazione triangolare sia condizionata al fatto che quest’ultimo possa applicare l’articolo 41 del Dl n. 331/1993 nei confronti del cliente finale. La formulazione letterale dell’articolo 58 porterebbe invece a una diversa interpretazione. In conclusione, l’interpretazione sopra formulata, pur discutibile, è indubbiamente impostata a criteri di prudenza ed quindi da preferire. In tale ambito, l’impresa produttrice italiana emette fattura elettronica nei confronti della società di e-commerce, con applicazione dell’Iva italiana.
Caso sopra soglia
La società di e-commerce apre una posizione Iva in Germania e invita l’impresa produttrice italiana a emettere fattura nei confronti della società di e-commerce – posizione Iva tedesca.
La società di e-commerce – posizione Iva tedesca, cede la merce al consumatore finale tedesco e applica l’Iva tedesca (in base alla normativa interna di tale Paese).
L’impresa produttrice italiana emette fattura per operazione non imponibile articolo 41/1/a del Dl n. 331/1993 nei confronti della società di e-commerce – posizione Iva tedesca, invia la merce al consumatore finale tedesco e svolge la procedura cessioni intracomunitarie (annotando la fattura sul registro fatture emesse, presentando il Modello Intra cessioni; inserendo l’operazione nella comunicazione mensile delle operazioni transfrontaliere (“esterometro”) o trasmettendo la fattura allo SDI con il codice destinatario XXXXXXX, reperendo e tenendo agli atti le prove di cessione intracomunitaria.
In alternativa a tale soluzione, l’impresa produttrice italiana, pur continuando a inviare la merce al consumatore finale tedesco potrebbe emettere fattura elettronica per operazione non imponibile articolo 58 del Dl n. 331/1993 nei confronti della società di e-commerce (posizione Iva italiana) e quest’ultima potrebbe emettere fattura così strutturata, nei confronti del consumatore finale di altro Paese Ue:
Ai fini dell’Iva italiana: operazione non imponibile articolo 41/1/b del Dl n. 331/1993;
Ai fini dell’Iva tedesca: applicazione dell’Iva tedesca.
Naturalmente, il trasporto della merce al consumatore finale tedesco deve essere a carico dell’impresa produttrice italiana (condizione essenziale al fine di poter strutturare l’operazione come operazione triangolare).
La società di e-commerce, riguardo a tale operazione espleterebbe la procedura cessioni intracomunitarie (annotando la fattura sul registro fatture emesse, presentando il Modello Intra cessioni; inserendo l’operazione nella comunicazione mensile delle operazioni transfrontaliere (“esterometro”) o trasmettendo la fattura allo SDI con il codice destinatario XXXXXXX, reperendo e tenendo agli atti le prove di cessione intracomunitaria.
Tra le due soluzioni sopra rappresentate, la prima sembra da preferire in quanto maggiormente lineare.
A partire dal 1° gennaio 2020, in conseguenza dell’applicazione di quanto previsto dalla Direttiva UE 2018/1910 del 4 dicembre 2018, la prima soluzione diventa l’unica soluzione possibile.
Localizzazione del consumatore finale in Paese extra Ue (ad esempio: Svizzera)
La società di e-commerce cede la merce al consumatore finale svizzero e dichiara la stessa per l’esportazione definitiva dall’Italia, sulla base di fattura per operazione non imponibile articolo 8/1/a del Dpr n. 633/1972.
L’impresa produttrice italiana emette fattura elettronica per operazione non imponibile articolo 8/1/a del Dpr n. 633/1972 – operazione triangolare, nei confronti della società di e-commerce e invia la merce al consumatore finale svizzero.
Entrambe le imprese italiane devono comprovare che la merce è effettivamente uscita dal territorio comunitario (a mezzo risultato di uscita ottenuto accedendo al sito dell’Agenzia delle Dogane ed eseguendo la prevista interrogazione a mezzo MRN; l’impresa produttrice italiana potrebbe provare l’esportazione a mezzo fattura vistata dalla Dogana di esportazione).
L’ operazione di importazione definitiva in Svizzera sarà eseguita a spese di uno dei due ultimi soggetti intervenuti nell’operazione, in base alle condizioni di resa Incoterms pattuite tra le parti. In genere, l’impresa produttrice italiana vende con la condizione di resa DAP (reso NON sdoganato all’importazione) e la società di e-commerce vende con la condizione di resa DAP o DDP (sdoganato all’importazione).
L’operazione di importazione in Svizzera viene eseguita in base alla fattura emessa dalla società di e-commerce.
Al riguardo occorre tenere presente che, a partire dal 1° gennaio 2019, la normativa Iva svizzera prevede che nel caso di operatori economici esteri che importano in Svizzera beni di esiguo valore e cioè beni che all’atto dell’importazione in Svizzera generano un’Iva svizzera non superiore a 5 franchi svizzeri, ove il valore complessivo di tali importazioni superi la soglia di 100.000 franchi svizzeri l’anno, l’operatore economico estero deve aprire una posizione Iva in Svizzera a mezzo di rappresentante fiscale.
In caso di supero della soglia di 100.000 franchi svizzeri / anno per l’importazione di beni di valore irrisorio:
La Dogana svizzera continua a non applicare l’Iva;
L’impresa italiana, mediante la partita Iva aperta in Svizzera, deve provvedere ad applicare l’Iva svizzera nei confronti dei clienti svizzeri.
Sotto il profilo pratico, la società italiana di e-commerce è abilitata ad emettere un’unica fattura nei confronti del cliente svizzero, valida sia ai fini dell’Iva italiana che dell’Iva svizzera. 1 copia ditale fattura viene anche consegnata allo spedizioniere doganale italiano, allo spedizioniere doganale svizzero e al rappresentante fiscale svizzero.
Nel caso in cui vengano venduti sia beni di valore irrisorio, sia beni di valore NON irrisorio, per questi ultimi il soggetto importatore continua ad essere il cliente finale; tali ultimi beni NON transitano tramite la partita Iva svizzera.
Società di e-commerce che ha superato la soglia di 100.000 franchi svizzeri di beni di valore irrisorio vende ad un cliente svizzero, con resa DDP (prezzo tutto compreso, con consegna all’abitazione del cliente) un prodotto alimentare del valore di 150 euro + Iva svizzera 2,5%.
Ai fini dell’Iva italiana:
Fornitura 1 unità del prodotto X 150,00 euro
Operazione non imponibile articolo 8/1/a del Dpr n. 633/1972
Ai fini dell’Iva svizzera
Iva svizzera 2,5% 4,50 euro
Totale a nostro credito (pagate in data odierna a mezzo PAYPAL) 154,50 euro
Nel momento in cui la merce giunge in Svizzera, essa viene sdoganata senza pagamento dell’Iva svizzera.
Il rappresentante fiscale svizzero provvede a registrare nella contabilità svizzera la fattura di vendita emessa dall’impresa italiana.
Con riferimento ad ogni trimestre solare, il rappresentante fiscale svizzero provvede a liquidare l’Iva dovuta e a presentare la dichiarazione Iva trimestrale all’AFC - Amministrazione Federale delle Contribuzioni.
L’Iva svizzera viene versata all’AFC entro 60 giorni dal termine del trimestre solare di riferimento.
Fornitura a clienti svizzeri di beni di esiguo valore (la cui Iva all’importazione non supera 5 franchi svizzeri) (1):
se con tali forniture viene realizzato un volume d’affari annuo di almeno 100.000 franchi svizzeri: SI obbligo di apertura di posizione Iva in Svizzera;
In caso contrario: NO obbligo di apertura di posizione Iva in Svizzera;
Fornitura a clienti svizzeri di beni di valore NON esiguo: NO obbligo di apertura di posizione Iva in Svizzera.
Nota (1): con le nuove aliquote Iva svizzere si tratta di beni del seguente valore:
5 franchi svizzeri / 7,7% = 64,94 franchi svizzeri - prodotti in genere
5 franchi svizzeri / 2,5% = 200,00 franchi svizzeri - prodotti alimentari

References: articolo 58
 articolo 41
 articolo 58
 articolo 41
 articolo 8
 articolo 8
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