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Timestamp: 2018-02-18 17:59:02+00:00

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Accesso autorizzazione TAR LAZIO - ROMA, SEZ. II TER - sentenza 9 febbraio 2009 n. 1340
TAR PUGLIA - BARI, SEZ. I - sentenza 29 settembre 2009 n. 2142 Attività di spettacolo Viaggiante
Pubblici esercizi - inquinamento acustico
Diritto di accesso - Dei titolari di esercizi commerciali - Nei confronti degli atti relativi all’attivazione di un nuovo esercizio commerciale - Nel caso in cui i richiedenti siano titolari di esercizi dello stesso genere, ricadenti in zone limitrofe - Sussiste
Visto il ricorso 6762/2008 proposto da:
SOC TOSTI CORRADO A RL
EDIL MARKET DI DANTE FERNANDA
SOC CAPRIOLI EDILIZIA SRL
SOC EDILCORONETTA SRL
SOC FIS SRL
TRINCHI ALBERTO
SPAGNOLI AVV. PAOLA
SOC ORSOLINI AMEDEO SPA
del diniego del 3 giugno 2008 n. 43193 disposto dal Dirigente del settore IV- Pianificazione e Gestione del territorio sull’istanza di accesso ai documenti presentata dalle ricorrenti;
del diniego tacito sull’istanza di accesso ai documenti presentata dalle ricorrenti in data 8 maggio 2008 al Dirigente del Servizio Attività produttive del Comune di Rieti;
di ogni altro atto connesso, presupposto e consenquenziale. e per la condanna dell’amministrazione intimata ad esibire la documentazione richiesta dalle società interessate.
Non si sono costituite in giudizio le controparti intimate.
Udito il relatore Primo Ref. Daniele DONGIOVANNI e uditi, altresì, per le parti gli avvocati come da verbale d’udienza;
Considerato che le ricorrenti, tutte esercenti nel Comune di Rieti e zone limitrofe attività di vendita di materiali edili, hanno chiesto all’amministrazione intimata, con istanze presentate in data 8 maggio 2008, l’esibizione della documentazione riguardante il nuovo esercizio commerciale attivato dalla società controinteressata in via Greco n. 5, dello stesso genere di quelli condotti dalle società istanti;
che le ricorrenti, con le predette istanze (una inviata al settore IV- Pianificazione e Gestione del territorio e l’altra al Servizio Attività produttive del Comune di Rieti), hanno giustificato la richiesta con la volontà di verificare la regolarità dell’esercizio commerciale avviato dalla società Orsolini e la conformità dell’attività con la destinazione d’uso dell’immobile dalla stessa utilizzato in via E. Greco n. 5;
che il Dirigente del settore IV- Pianificazione e Gestione del territorio del Comune di Rieti, con nota n. 43193 del 3 giugno 2008, ha negato l’accesso ai documenti richiesti dalle interessate sul presupposto che la società controinteressata si era opposta alla richiesta;
che l’istanza dell’8 maggio 2008 rivolta al Servizio Attività produttive del Comune di Rieti non ha, invece, ricevuto risposta nei trenta giorni previsti dall’art. 25 della legge n. 241/90 tanto che si è formato il silenzio rigetto;
che, a fronte di tali esiti, le ricorrenti hanno proposto ricorso giurisdizionale ritenendo i dinieghi (l’uno espresso, l’altro tacito) del Comune di Rieti illegittimi per violazione della normativa in materia di accesso e difetto di motivazione;
che le censure proposte dalle ricorrenti risultano fondate ed il ricorso va accolto posto che il Comune, a fronte della legittimazione a richiedere l’accesso dimostrata dalle ricorrenti (trattasi, invero, di società operanti nel medesimo settore della controinteressata ed in zone limitrofe dove insiste lo stesso bacino clientelare) e del fatto di essere titolari di un interesse giuridicamente rilevante (la richiesta è volta a verificare la regolarità dell’esercizio avviato dalla controinteressata che, come detto, svolge attività analoga e, quindi, concorrente a quella delle ricorrenti), non ha opposto alcuna valida ragione in grado di giustificare il divieto di esibizione della documentazione richiesta;
che l’opposizione manifestata dalla controinteressata non costituisce ragione di per sé sufficiente a giustificare il diniego all’accesso posto che, a fronte di tale manifestazione, l’amministrazione è comunque tenuta a valutare se l’esigenza di riservatezza espressa dalla società Orsolini debba prevalere sulla richiesta di ostensione avanzata dalle ricorrenti, in ossequio a principi di pubblicità e trasparenza dell’azione amministrativa;
che, nella fattispecie in esame, il Comune intimato, anche nel diniego espresso, non ha manifestato alcunchè con riferimento all’esistenza, tra quelli richiesti, di atti sottratti all’accesso di cui all’art. 24 della legge n. 241/90 né potrebbero esservene posto che le ricorrenti chiedono di conoscere la destinazione d’uso dell’immobile utilizzato dalla contronteressata e gli atti relativi al procedimento che ha autorizzato l’avvio dell’esercizio commerciale di che trattasi;
che, in ragione di quanto sopra, il ricorso deve essere accolto in quanto le ricorrenti, oltre alla legittimazione a richiedere l’esibizione degli atti in argomento, hanno un interesse giuridicamente rilevante meritevole di tutela in questa sede;
che, pertanto, va ordinato al Comune di Rieti di mettere a disposizione delle società interessate gli atti richiesti con le istanze dell’8 maggio 2008 affinchè possano prenderne visione e, se del caso, estrarne copia;
che il Comune dovrà adempiere a quanto sopra ordinato entro 30 gg. dalla notifica ovvero, se antecedente, dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza;
che le spese del giudizio seguono la soccombenza e vengono liquidate nella misura indicata in dispositivo;
Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sez. II Ter, accoglie il ricorso in epigrafe e, per l’effetto, ordina al Comune di Rieti di mettere a disposizione delle società interessate, entro 30 gg. dalla notifica ovvero, se antecedente, dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza, gli atti richiesti con le istanze presentate in data 8 maggio 2008, affinchè possano prenderne visione e, se del caso, estrarne copia.
Condanna il Comune di Rieti al pagamento delle spese processuali in favore delle società ricorrenti che si liquidano in euro 1.500,00 (millecinquecento/00) oltre IVA e CPA.
Contributo unificato di euro 250,00 a carico del Comune intimato, ai sensi dell’art. 13, comma 6 bis, del DPR 115/2002.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 12 gennaio 2009.
Antonio VINCIGUERRA: Presidente f.f.
Daniele DONGIOVANNI: Estensore
TAR PUGLIA - BARI, SEZ. I - sentenza 29 settembre 2009 n. 2142
Sindaco - Ordinanze contingibili ed urgenti - Ordinanza ex art. 9 della L. n. 447 del 1995 - Per il contenimento delle emissioni sonore - Ordinanza con la quale si inibisce al titolare di un bar l’utilizzo dell’atrio interno limitatamente alle ore notturne dalle 23,00 alle 6,00 - Illegittimità - Ragioni.
N. 02142/2009 REG.SEN.
sul ricorso numero di registro generale 2711 del 2004, proposto da:
D'Onghia Luigi, rappresentato e difeso dall'avv. Pietro Nicola Urbano, con domicilio eletto presso l’avv. GaetanoVeneto, in Bari via Cairoli, 97;
il Comune di Bitonto rappresentato e difeso dall'avv. Luigi Sorgente, con domicilio eletto presso l’avv. Carlo Ciarmoli in Bari, Corso Cavour 124;
Fallacara Livia, rappresentata e difesa dall'avv. Michele Coletti, con domicilio eletto presso l’avv. Nunzio Trabace in Bari, via Putignani, 16;
dell’ordinanza n. 197 dell’11 agosto.2004 del Sindaco del Comune di Bitonto, con la quale si ordinava al sig. D’Onghia, nella qualità di titolare dell’esercizio commerciale Bar Jolly, il contenimento delle emissioni sonore con inibitoria parziale dell’utilizzo dell’atrio interno a servizio del bar limitatamente alle ore notturne dalle 23,00 alle 6,00.
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Fallacara Livia;
Uditi nell'udienza pubblica del giorno 17 giugno 2009 i difensori delle parti come specificato nel verbale;
Il Sindaco del Comune di Bitonto, a seguito degli esposti di Fallacara Livia che lamentava danni alla salute a causa delle emissioni sonore rivenienti dal locale sottostante alla sua abitazione utilizzato a bar, anche sulla base del verbale di intervento fonometrico effettuato dall’ARPA Puglia, dipartimento provinciale di Brindisi, ordinava al ricorrente D’Onghia Luigi titolare del suddetto bar, il contenimento delle emissioni sonore e inibiva l’utilizzo dell’atrio interno a servizio del bar dalle ore 23,00 alle ore 6,00 (ordinanza n. 197 dell’11 agosto 2004).
D’Onghia Luigi gravava con il ricorso all’esame la suddetta ordinanza deducendo violazione dell’art. 9, comma 1 della legge n. 447 del 1995 ed eccesso di potere per travisamento dei presupposti ed imparzialità della pubblica amministrazione.
Secondo il ricorrente non sussisterebbero nel caso in esame i presupposti previsti dall’ordinamento per l’esercizio del potere extra ordinem e l’ordinanza sarebbe in contrasto con le decisioni del giudice ordinario pure adito dalla ricorrente sulla medesima questione.
Il Comune di Bitonto costituitosi in giudizio confutava le censure concludendo per il rigetto del ricorso.
Si costituiva in giudizio anche la controinteressata Fallacara Livia che chiedeva il rigetto del ricorso evidenziandone anche la inammissibilità nella parte in cui è censurata la valutazione dell’ARPA sul superamento della tollerabilità del rumore, trattandosi di espressione di discrezionalità tecnica non suscettibile di giudizio di legittimità.
Le parti depositavano memorie difensive ed alla pubblica udienza del 17 giugno 2009 la causa veniva trattenuta per la decisione.
Il ricorso è fondato e va accolto. L’art. 9 della l. n. 447 del 26 ottobre 1995, in applicazione del quale è stato adottato il provvedimento impugnato, stabilisce che "qualora sia richiesto da eccezionali ed urgenti necessità di tutela della salute pubblica o dell’ambiente, il Sindaco con provvedimento motivato può ordinare il ricorso a speciali forme di contenimento o di abbattimento delle emissioni sonore, inclusa l’inibitoria totale o parziale di determinate attività".
Non è dato ravvisare nel caso in questione la situazione eccezionale ed urgente di tutela della salute pubblica cui fa riferimento la norma quale presupposto per l’adozione di siffatto provvedimento.
Né può sostenersi con un qualche fondamento che il presupposto ricorra laddove un privato lamenti emissioni fastidiose di rumori - situazione questa la cui tutela appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario – mentre la previsione dell’art. 9 della l. n. 447 del 1995 è preordinata a tutelare la salute della collettività.
Ne consegue che la vicenda in esame che vede contrapposto l’interesse dell’esercente il bar tabaccheria all’esercizio della propria attività senza interferenze e l’interesse della ricorrente che abita nell’appartamento sovrastante a non subire immissioni di rumori provenienti dall’esercizio commerciale è vicenda di natura
privatistica non assimilabile alle "eccezionali ed urgenti necessità" che legittimano l’esercizio del potere extra ordinem di cui al citato articolo 9 della l. n. 447 del 1995.
Sotto altro profilo va osservato che le ordinanze ex art. 9 della l. n. 447 del 1995 hanno durata temporanea, integrando particolari forme di contenimento e riduzione delle emissioni sonore, inclusa l’inibitoria totale o parziale delle attività.
Proprio per il carattere innominato e atipico delle misure stesse che integrano deroga al generale principio di tipicità degli atti amministrativi e in relazione alla natura straordinaria del potere esercitato nonché al principio di proporzionalità in base al quale il sacrificio imposto al privato non deve andare oltre le esigenze di tutela che si devono garantire nell’immediatezza, i rimedi extra ordinem devono assumere efficacia temporanea.
L’ordinanza gravata ha inibito l’uso del cortile interno del bar dalle ore 23,00 alle ore 6,00 senza stabilire la durata del provvedimento che, peraltro, allo stato non risulta essere stato revocato espressamente o implicitamente.
Evidente è per quanto esposto l’illegittimità dell’ordinanza sindacale impugnata che va annullata.
Lascia, comunque, perplessi l’intervento dell’ARPA – organismo di diritto pubblico – in una vicenda meramente privata e su richiesta del privato, in disparte ogni valutazione sulla esaustività del parere e delle modalità di intervento dell’ARPA che, a ben vedere, non rilevava il superamento dei limiti delle emissioni tale da giustificare la contestata ordinanza.
Lascia, altresì, perplessi la circostanza che le rilevazioni fonometriche siano state effettuate dall’ARPA dipartimento di Brindisi mentre il locale è sito in provincia di Bari e siano state effettuate nelle ore notturne allorché l’esercizio commerciale che chiude alle ore 24,00 non era in funzione e che il Sindaco di Bitonto abbia recepito in toto tale parere e non abbia ritenuto di accertare con i mezzi a propria disposizione la situazione reale prima di adottare un siffatto provvedimento.
Il ricorso va, in conseguenza, accolto assorbito ogni ulteriore motivo.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Bari, sezione prima, accoglie il ricorso in epigrafe e, per l’effetto, annulla l’atto impugnato.
Condanna il Comune di Bitonto e Fallacara Livia al pagamento in favore di D’Onghia Luigi di euro 1500,00 ciascuno per spese di giudizio.
Così deciso in Bari nella camera di consiglio del giorno 17 giugno 2009 con l'intervento dei Magistrati:
DEPOSITATA IN SEGRETERIA il 29/09/2009.
Note: E’ illegittima l’ordinanza contingibile ed urgente del Sindaco di un Comune, con la quale è stato ordinato al titolare di un bar il contenimento delle emissioni sonore, con inibitoria parziale dell’utilizzo dell’atrio interno a servizio del bar limitatamente alle ore notturne dalle 23,00 alle 6,00, adottata ai sensi dell’art. 9 della L. n. 447 del 26 ottobre 1995.
1.12.2009 Emanata una circolare esplicativa sulla sicurezza delle attività di spettacolo viaggiante avente ad oggetto disposizioni in materia di sicurezza.
La circolare, indirizzata ai Prefetti, è volta a fornire chiarimenti e indirizzi applicativi agli operatori del settore, ai Comuni competenti al rilascio dei provvedimenti autorizzativi ed alle Commissioni comunali e provinciali di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, incaricate di effettuare le verifiche sulle attività. In ragione della complessità della materia è stata adottata una disposizione transitoria che, nel tener fermo il 12 dicembre 2009 quale data prevista dal decreto per l’adeguamento delle attività esistenti, consente ai Comuni ed alle competenti Commissioni di vigilanza di completare l’esame delle domande pendenti di registrazione, già presentate o che saranno presentate entro il predetto termine, e di assegnare il codice identificativo entro il 31 dicembre 2010. Ciò al fine di assicurare la prosecuzione del processo di miglioramento dei livelli di sicurezza del settore. Pertanto, rispetto alle attività esistenti, i gestori che si saranno correttamente attivati con la presentazione dell’istanza nel termine previsto, potranno proseguire l’esercizio. Coloro che, invece, non avranno presentato l’istanza nel predetto termine, non essendosi adeguati alle nuove regole di sicurezza recate dal decreto in parola, non saranno più legittimati a proseguire l’attività. I Prefetti sono stati incaricati di dare la più ampia diffusione dei contenuti della circolare per una sua corretta applicazione, di fornire ogni utile collaborazione ai Sindaci nonché di attivare, anche con il coinvolgimento delle Associazioni di categoria, un sistema di monitoraggio delle istanze presentate e degli ulteriori aspetti di problematicità che dovessero emergere. Sono stati incaricati, altresì, di attivare tutti gli organi, sia statali che locali, per la realizzazione di un efficace sistema di controllo.

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 art. 9
 articolo 9
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