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Timestamp: 2020-08-10 19:15:14+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23704 del 10/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23704 del 10/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 10/10/2017, (ud. 19/07/2017, dep.10/10/2017), n. 23704
sul ricorso 626-2014 proposto da:
MINISTERO DELL’ISTRUZIONE UNIVERSITA’ E RICERCA,- C.F. (OMISSIS), in
B.C., BE.MA.GR., C.M.,
F.A., P.A., Z.C.;
avverso la sentenza n. 386/2013 della CORTE D’APPELLO di GENOVA,
depositata l8/07/2013;
che con la sentenza impugnata la Corte di appello di Genova ha confermato la decisione del giudice di primo grado che aveva accolto la domanda proposta da B.C. ed altri, dipendenti non di ruolo del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, incaricati di supplenze in forza di consecutivi contratti a tempo determinato, volta al riconoscimento del diritto dei predetti alla progressione stipendiale in relazione al servizio prestato in forza di tali contratti;
che la Corte territoriale, richiamato il principio di non discriminazione sancito dalla clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato, trasfuso nella Direttiva 99/70/CE del 28 giugno 1999, nel rigettare le ulteriori censure mosse dal MIUR, ha svolto le seguenti considerazioni: – le condizioni di impiego, rispetto alle quali sussiste il divieto di discriminazione, comprendono, in conformità con quanto chiarito dalla Corte di Giustizia, tutti gli istituti idonei ad incidere sulla quantificazione del trattamento retributivo, non essendo idonei a giustificare una diversità di trattamento tanto la mera circostanza che un impiego nel settore pubblico sia definito ‘non di ruolò, quanto la specialità del sistema del reclutamento scolastico; – la posizione del docente a tempo indeterminato e quella di chi ha lavorato con continuità nella medesima mansione in forza di una pluralità di rapporti a termine sono pertanto pienamente equiparabili, non potendo essere preclusiva la circostanza che si tratti di un impiegato non di ruolo, non assunto per pubblico concorso e non soggetto a stabilizzazione dopo un periodo di prova; – s’impone, di conseguenza, una lettura della disciplina nazionale conforme alla norma europea come interpretata dalla Corte di Giustizia;
che con l’unico articolato motivo il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. 6 settembre 2001, n. 368, art. 6, del D.L. 13 maggio 2011, n. 70, art. 9, comma 18, come convertito con modificazioni dalla L. 12 luglio 2011, n. 106, art. 1, comma 2, della della L. 3 maggio 1999, n. 124, art. 4, del D.Lgs. 16 aprile 1994, n. 297, art. 526 e della direttiva 99/70/CE in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, deducendo che il principio di non discriminazione è correlato all’abuso del contratto a termine, che nella specie deve essere escluso in quanto il ricorso alle supplenze aveva trovato giustificazione in ragioni oggettive e osservando che il lavoratore assunto a tempo determinato nel settore scolastico non è comparabile al docente di ruolo, sia per il mancato superamento del pubblico concorso, sia perchè ogni singolo rapporto è distinto ed autonomo rispetto al precedente;

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 6
 art. 9
 art. 1
 art. 4
 art. 526