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Timestamp: 2019-03-19 23:09:42+00:00

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FOCUS. OTTOBRE 2005: Monete e archeologia preventiva .
L'intervento dello Stato era stato bloccato da una recente sentenza della Corte costituzionale. Gli interventi urgenti per il cinema(Schema dl Cdm 29.7.2005) Nuove norme per il sostegno pubblico al settore cinematografico, interventi per Cinecittà holding SpA e modifiche all’ordinamento della Biennale di Venezia. Sono alcune delle misure contenute nel decreto legge in materia di attività cinematografiche approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 29 luglio 2005. In particolare il sistema del sostegno pubblico al settore cinematografico si è bloccato dopo la recente sentenza della Corte di Cassazione, con la quale sono stati dichiarati inapplicabili i decreti attuativi delle procedure di finanziamento perché mancanti delle intese o pareri della Conferenza Stato-Regioni. Con il provvedimento viene operata una sorta di sanatoria, rinviando – alla Conferenza Stato-Regioni, entro 30 giorni - gli atti già adottati alla data di entrata in vigore del decreto. Vengono inoltre ridisciplinate le competenze di Cinecittà Holding per renderle in linea con il nuovo assetto organizzativo del Ministero per i beni e le attività culturali. Inoltre viene stabilito che l’assegnazione di una percentuale della quota del Fondo unico per lo spettacolo destinata al cinema non è l’unico canale di finanziamento pubblico della società, prevedendo esplicitamente la possibilità di attribuire a Cinecittà holding le risorse del gioco del lotto. La gestione dei diritti di utilizzazione e di sfruttamento dei film finanziati con il sostegno pubblico viene affidata a Cinecittà Holding. Viene inoltre prorogato al 31 dicembre 2005 l’affidamento alla BNL della gestione finanziaria del Fondo per le attività cinematografiche. Riguardo alla Biennale di Venezia viene corretta una incongruenza dell’ordinamento vigente che consente al Presidente della regione Veneto e al Presidente della provincia di Venezia di nominare un proprio delegato in seno al consiglio di amministrazione della Fondazione La Biennale ma non prevede tale facoltà per il sindaco di Venezia. Vengono infine previsti degli aggiustamenti tecnici relativamente alle collezioni numismatiche per allineare la normativa con il sistema di tutela previsto dal Codice dei beni culturali. Il provvedimento deve ancora andare alle Camere per la conversione in legge. (20 ottobre 2005)http://www.aziendalex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=29648&idCat=376 ------------------------------------------------------------ Il 29 luglio il Ministro dei Beni Culturali Rocco Buttiglione ha proposto in Consiglio dei Ministri un "un decreto-legge recante disposizioni in materia di attività cinematografiche".
Dal sito del Governo: "In particolare il decreto prescrive (in ottemperanza ad una recente sentenza della Corte Costituzionale) che i decreti ministeriali adottati a sostegno del settore cinematografico devono essere sottoposti a parere, ovvero all'intesa della Conferenza Stato-Regioni. Si risolve così un delicato contenzioso formatosi negli ultimi tempi, che coinvolge un numero considerevole di imprese e di addetti. Ulteriori norme modificano l'ordinamento della “Biennale di Venezia”, per consentire la piena operatività della Fondazione ed apportano aggiustamenti tecnici in materia di beni culturali e di collezioni numismatiche ai fini di un opportuno allineamento con il sistema di tutela previsto dal Codice dei beni culturali e del paesaggio. Il decreto prevede infine un ulteriore contributo per il completamento degli interventi di ristrutturazione del complesso sede del Centro per la documentazione e valorizzazione delle arti contemporanee di Roma".
Il DECRETO-LEGGE 17 agosto 2005, n.164 recante "Disposizioni urgenti in materia di attivita' cinematografica" (poi corretto in "Cinematografiche") è stato successivamente pubblicato in Gazzetta Ufficiale, in data 18 agosto 2005.
L'articolo 4 determina modifica il recente DL 63/2005 in materia di archeologia preventiva e serie numismatiche, abrogando il comma relativo alle cosiddette monete "seriali e ripetitive". Inoltre lo stesso articolo 4 dispone la modifica dell'articolo 10 del Codice dei Beni Culturali (d.lgs. 42/2004).
Art. 4. Disposizioni in materia di beni culturali
3) alla lettera c), le parole da: «di particolare rilevanza» a: «del paesaggio» sono sostituite dalle seguenti: «la cui conservazione non puo' essere altrimenti assicurata che in forma contestualizzata mediante l'integrale mantenimento in sito»;
2. All'articolo 10, comma 3, lettera e), del Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, dopo le parole: «e particolari caratteristiche ambientali» sono inserite le seguenti: «ovvero per rilevanza artistica, storica, archeologica, numismatica o etnoantropologica» e dopo la parola: «interesse» le parole: «artistico o storico» sono soppresse.
Al medesimo articolo 10, comma 4, lettera b), dopo le parole: «le cose di interesse numismatico» sono aggiunte le seguenti:
«la cui produzione, in rapporto all'epoca, alle tecniche e ai materiali, non sia caratterizzata da serialita' o ripetitività
Già pronta la conversione in legge del decreto, C. 6055.
e dal ministro per i beni e le attività culturali (BUTTIGLIONE)
di concerto con il ministro per gli affari regionali (LA LOGGIA)
e con il ministro dell'economia e delle finanze (SINISCALCO)
Presentato il 18 agosto 2005
Onorevoli Deputati! - Il presente decreto-legge consta di sei articoli, recanti disposizioni necessarie ed urgenti in materia di beni e attività culturali. In particolare il provvedimento d'urgenza reca le seguenti disposizioni.
(...........) Le modificazioni previste dall'articolo 4 si rendono necessarie a seguito di una approfondita analisi letterale e sistematica delle norme in materia di verifica preventiva dell'interesse archeologico e di collezioni numismatiche, di cui agli articoli 2-quater e 2-decies del decreto-legge 26 aprile 2005, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 2005, n. 109.
Per quanto concerne le disposizioni in materia di verifica preventiva dell'interesse archeologico di cui si propone la modifica, è emerso che la formulazione letterale del citato articolo 2-quater, comma 2, presenta un profilo di non perfetta corrispondenza rispetto al sistema di tutela predisposto dal Codice dei beni culturali, nel solco della disciplina vigente fin da prima della legge n. 1089 del 1939. Si tratta - occorre evidenziare - di precisazioni sostanzialmente terminologiche; in particolare appaiono improprie e fuorvianti l'espressione «qualifica l'interesse archeologico dell'area, secondo i seguenti livelli di rilevanza archeologica del sito» riferita alla relazione conclusiva della procedura di verifica preventiva dell'interesse archeologico, nonché, alla lettera b) del medesimo comma, l'espressione «non monumentali» e inoltre, alla successiva lettera c), l'aggettivazione (ivi introdotta) della valenza storico-archeologica.
Si rende pertanto necessaria una migliore scrittura di questa parte della disciplina del procedimento di verifica dell'interesse archeologico, al fine di una più razionale collocazione dell'istituto nel sistema delle disposizioni di tutela, senza peraltro incidere né sulle esigenze, condivise dalle Amministrazioni statali interessate, che sono alla base e giustificano l'introduzione della nuova disciplina, né sulla sua portata applicativa sostanziale.
Occorre, dunque, chiarire che, in presenza di beni di interesse archeologico - è l'ipotesi delle lettere b) e c) del comma 2, posto che la mancanza di un interesse tutelabile ricade nella lettera a) - il procedimento conduce a definire le diverse modalità di tutela dei reperti (conservazione in situ, integrale o parziale, oppure rimozione e musealizzazione), facendosi anche carico delle esigenze di spedita realizzazione delle opere, ma non comporta una graduatoria dell'interesse archeologico, che non è ammessa dal sistema.
Per ciò che attiene le collezioni numismatiche, la norma proposta mira, attraverso l'abrogazione dell'articolo 2-decies, che presenta non poche difficoltà di ordine pratico-applicativo e che, nel tentativo di fare chiarezza, apre in realtà un vulnus nella tutela delle cose di interesse numismatico, e la contestuale parziale riformulazione dell'articolo 10 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il Codice dei beni culturali e del paesaggio, ad individuare in modo più preciso l'oggetto della tutela in esame, nel rispetto della coerenza del quadro normativo del Codice stesso.
L'esigenza di chiarificazione trova una sua ragione d'essere nel fatto che l'introduzione di norme che considerano reperti archeologici le monete solo in rapporto al valore patrimoniale e alla rarità, operando di fatto una distinzione tra monete antiche di pregio (meritevoli di tutela) e monete seriali (escluse dagli obblighi di tutela), potrebbe generare l'errata convinzione che i materiali prodotti in serie siano di scarsa rilevanza. A ciò si aggiunga che la norma che si intende abrogare, escludendo ogni obbligo di denuncia e notificazione alle competenti autorità, rischia di incentivare il commercio illegale di monete, legato alla piaga degli scavi clandestini.
Resta ferma la competenza delle Soprintendenze ad effettuare la valutazione tecnico-discrezionale circa la sussistenza o meno di un interesse culturale, quale ineliminabile momento della funzione di tutela anche in relazione alle monete ed alle collezioni numismatiche, stante l'insostenibilità, dal punto di vista logico e scientifico, di una disciplina particolare che differenzi il trattamento di questa tipologia di beni da quello previsto per le restanti categorie costituenti il patrimonio culturale nazionale.
Articolo 5 (...........)
Allegato (Previsto dall'articolo 17, comma 30, della legge 15 maggio 1997, n. 127)
Art. 2-quater. (Procedura di verifica preventiva dell'interesse archeologico).
b) contesti non monumentali con scarso livello di conservazione per i quali sono possibili interventi di reinterro oppure smontaggio-rimontaggio e musealizzazione in altra sede rispetto a quella di rinvenimento; c) complessi di particolare rilevanza, estensione e valenza storico-archeologica tutelabili integralmente ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio.
2. Per le monete di modesto valore o ripetitive, ovvero dì cui esiste un notevole numero di esemplari tutti uguali, non rientranti nelle collezioni di cui alla lettera b) della lettera A, numero 13, dell'allegato A al codice dei beni culturali e del paesaggio, come sostituita dal comma 1 del presente articolo, è escluso l'obbligo di denuncia di cui all'articolo 59 del medesimo codice, nonché ogni altro obbligo di notificazione alle competenti autorità.
e) le collezioni o serie dì oggetti, a chiunque appartenenti, che, per tradizione, fama e particolari caratteristiche ambientali, rivestono come complesso un eccezionale interesse artistico o storico.
1. È convertito in legge il decreto-legge 17 agosto 2005, n. 164, recante disposizioni urgenti in materia di attività cinematografiche.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 4

Art. 4
 articolo 10
 articolo 2

Articolo 5

Art. 2