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Timestamp: 2019-02-20 17:49:26+00:00

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Corte di Cassazione, sezione terza civile, sentenza 19 dicembre 2017, n. 30388. Ai fini dell'accertamento della responsabilità del conducente che, in un cortile privato, investa una bambina su di un triciclo - Renato D'Isa
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Ai fini dell’accertamento della responsabilità del conducente che, in un cortile privato, investa una bambina su di un triciclo va applicato l’articolo 2054, comma 1, valutando non solo la prudenza del guidatore ma anche se ha posto in essere manovre posta per scongiurare l’evento.
Sentenza 19 dicembre 2017, n. 30388
sul ricorso 8255/2016 proposto da:
(OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS), elettivamente domiciliati in (OMISSIS), presso lo studio dell’avvocato (OMISSIS), che li rappresenta e difende unitamente all’avvocato (OMISSIS) giusta procura a margine del ricorso;
(OMISSIS) SPA, in persona del suo procuratore ad negotia, dott. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in (OMISSIS), presso lo studio dell’avvocato (OMISSIS), che la rappresenta e difende giusta procura in calce al controricorso;
avverso la sentenza n. 32/2016 della CORTE D’APPELLO di BRESCIA, depositata il 14/01/2016;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 21/11/2017 dal Consigliere Dott. CHIARA GRAZIOSI;
1. Con atto di citazione notificato l’11 novembre 2004, (OMISSIS) e (OMISSIS), in proprio e quali legali rappresentanti della figlia minorenne (OMISSIS), convenivano davanti al Tribunale di Brescia (OMISSIS) e la sua compagnia assicuratrice (OMISSIS) S.p.A., perche’ fossero condannati a risarcire loro i danni derivati da un sinistro avvenuto il (OMISSIS) nel cortile antistante la loro abitazione in (OMISSIS), aperto al transito dei condomini per raggiungere le autorimesse: il (OMISSIS), condomino, verso le ore 14, investiva guidando la sua Mercedes ML la rispettiva figlia e sorella delle parti attrici, (OMISSIS), di due anni, che moriva alle ore 18 circa dello stesso giorno per le lesioni riportate.
I convenuti si costituivano separatamente, resistendo. In particolare, il (OMISSIS) affermava di essere entrato nel cortile a velocita’ molto moderata e con ogni attenzione, e che la bambina su un triciclo era “spuntata” all’improvviso da dietro l’auto del padre, parcheggiata indebitamente nel cortile. La sua compagnia assicuratrice aderiva a tali difese. Intervenivano altresi’ i nonni paterni della bambina deceduta, (OMISSIS) e (OMISSIS), nonche’ la sua nonna materna (OMISSIS), che si univano alla posizione degli attori.
Con sentenza del 10 maggio 2010 il Tribunale rigettava ogni domanda attorea, compensando le spese di lite.
Avendo proposto appello (OMISSIS) e (OMISSIS), in proprio e quali legali rappresentanti della figlia minorenne (OMISSIS), nonche’ (OMISSIS), (OMISSIS) e (OMISSIS), ed essendosi costituita resistendo la compagnia assicuratrice, divenuta (OMISSIS) S.p.A. – mentre il (OMISSIS) restava contumace la Corte d’appello di Brescia, con sentenza del 7-14 gennaio 2016, rigettava l’appello, compensando le spese di lite.
2. Hanno presentato ricorso (OMISSIS) e (OMISSIS), in proprio e quali legali rappresentanti della figlia minorenne (OMISSIS), nonche’ (OMISSIS), (OMISSIS) e (OMISSIS), sulla base di cinque motivi.
2.1 Il primo motivo, in riferimento all’articolo 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4, denuncia violazione, falsa od errata applicazione degli articoli 101, 115 e 116 c.p.c..
Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza del 16 giugno 2017,...

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