Source: http://www.studiocataldi.it/guide-procedura-penale/appello.asp
Timestamp: 2014-07-23 19:58:29+00:00

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Si tratta di un mezzo di impugnazione ordinario, a carattere devolutivo, attraverso il quale la parte chiede la riforma di un provvedimento del giudice, mediante lo svolgimento di un nuovo giudizio. L�appello non � proponibile avverso ogni tipo di sentenza, come � invece diversamente previsto per il ricorso in Cassazione (art. 111 Cost.).
A seguito dell�entrata in vigore della Legge 46 del 20.2.2006 (c.d. Legge Pecorella), � stata infatti introdotta l�inappellabilit� delle sentenze di proscioglimento.
L�art. 593 co. 1 c.p.p., ("Casi di appello"), cos� come modificato dalla legge succitata, prevede pertanto che l�imputato e il PM, fatte salve alcune eccezioni, possono proporre appello solo contro le sentenze di condanna.
L�appello non � quindi consentito avverso le sentenze di proscioglimento, fatta eccezione per ipotesi in cui vi si il rinnovo dell�istruzione dibattimentale ai sensi dell�art. 603 co. 2 c.p.p., e sempre che le nuove prove, sopravvenute o scoperte, siano decisive (art. 593 co. 2 c.p.p.).
Lo stesso articolo prevede inoltre l�inappellabilit� delle sentenze di condanna per le quali � stata applicata la pena pecuniaria dell�ammenda. Sono altres� inappellabili:
- le sentenze di non luogo a procedere emesse nel corso dell�udienza preliminare, per le quali l�art. 428 c.p.p. prevede il rimedio del ricorso in cassazione;
- le sentenze di proscioglimento emesse prima del dibattimento quando non vi � opposizione del PM e dell�imputato (art. 469 c.p.p.);
- le sentenze emesse a seguito di patteggiamento;
- le sentenze di proscioglimento pronunciate dal Giudice di Pace. Le parti :
I soggetti che possono proporre appello avverso i capi penali della sentenza sono il PM e l�imputato. In questo ultimo caso tuttavia opera il divieto della reformatio in pejus. Il giudice quindi potr� statuire solo a vantaggio dell�imputato o, in mancanza, limitarsi a confermare la sentenza di primo grado.
La cognizione del giudice di appello:
Con la proposizione dell�appello si attribuisce al giudice del gravame "la cognizione del procedimento limitatamente ai punti della decisione ai quali si riferiscono i motivi proposti" (art. 597 c.p.p.).
A tale proposito si deve distinguere a seconda che a proporre l�impugnazione sia il PM o l�imputato.
Quando ad appellare � il PM, infatti, l�art. 597 co. 2 c.p.p., prevede che:
"se l�appello riguarda una sentenza di condanna, il giudice pu� entro i limiti della competenza del giudice di primo grado, dare al fatto una definizione giuridica pi� grave, mutare la specie o aumentare la quantit� della pena, revocare benefici, applicare quando occorre, misure di sicurezza e adottare ogni altro provvedimento imposto o consentito dalla legge;
se l�appello riguarda una sentenza di prosciogliemmo, il giudice pu� pronunciare condanna ed emettere i provvedimenti indicati nella lettera a), ovvero prosciogliere per una causa diversa da quella enunciata nella sentenza di condanna;
se conferma la sentenza di primo grado, il giudice pu� applicare, modificare o escludere, nei casi determinati dalla legge, le pene accessorie e le misure di sicurezza".
Quando ad appellare � l�imputato, l�art. 597 co. 2 c.p.p., in ottemperanza al divieto di reformatio in pejus, prevede che "il giudice non pu� irrogare una pena pi� grave per specie o quantit�, applicare una misura di sicurezza nuova o pi� grave, prosciogliere l�imputato per una causa meno favorevole di quella enunciata nella sentenza appellata n� revocare benefici". Il giudice del gravame pu� inoltre attribuire al fatto una definizione giuridica pi� grave, purch� non sia superata la competenza del giudice di prime cure (art. 567 u.c. c.p.p).
L�appello incidentale:
La parte che non ha proposto appello pu� comunque proporre appello incidentale, purch� lo presenti entro il termine di quindici giorni "da quello in cui ha ricevuto la comunicazione o la notificazione" dell�impugnazione principale (595 co. 1 c.p.p.).
Si tratta di una particolare forma di "remissione in termini" per la parte che non ha proposto tempestivamente il gravame.
Tuttavia proprio perch� l�appello incidentale � proposto a seguito dell�impugnazione di una altro soggetto, subisce le sorti di quest�ultimo e, quindi, se l�appello principale � dichiarato inammissibile o vi � rinuncia allo stesso, l�appello incidentale perde efficacia (595 u.c. c.p.p.). L�appello incidentale si propone, presenta e notifica secondo quanto previsto dagli artt. 581, 582, 583 e 584 c.p.p. che dettano le regole generali in materia di impugnazioni.
Per quanto riguarda la competenza, essa spetta generalmente al giudice di grado superiore a quello che ha emesso il provvedimento.
L�art. 596 c.p.p stabilisce infatti che per l�appello proposto avverso le sentenze del Tribunale decide la Corte di Appello; avverso le sentenze della Corte di Assise, la Corte di Assise di Appello; fatte salve alcune eccezioni, avverso le sentenze pronunciate dal G.I.P. decidono, a seconda che si tratti di reato di competenza del Tribunale o della Corte di Assise, rispettivamente la Corte di Appello o la Corte di Assise di Appello.
Per quanto riguarda il procedimento, l�art. 598 c.p.p. prevede, in linea generale, l�estensione delle norme che regolano il giudizio di primo grado al giudizio di appello, in quanto compatibili.
Si predilige il rito camerale che � celebrato in tutti i casi indicati all�art. 599 c.p.p., al di fuori dei quali l�appello � celebrato in udienza pubblica.
Il decreto di citazione per il giudizio di appello:
L�art. 601 c.p.p. prevede che, fatte salve alcune eccezioni, il presidente ordini la citazione dell�imputato appellante e, inoltre, di quello non appellante quando a proporre appello sia stato il PM, oppure quando ricorre uno dei casi previsti dall�art. 587 c.p.p. (estensione dell�impugnazione) o, infine, nel caso in cui l�appello sia stato proposto per i soli interessi civili.
E� in ogni caso "ordinata" la citazione del responsabile civile, della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria e della parte civile.
L�avviso � altres� notificato almeno venti giorni prima dell�udienza ai difensori (art. 601 co. 5 c.p.p.).
Il decreto di citazione, a norma dell�art. 601 c.p.p. deve contenere i seguenti requisiti:
- l�indicazione del giudice competente;
- le generalit� dell�imputato e le indicazioni che servono ad identificarlo, oltre alle generalit� delle parti private, con le indicazioni dei difensori (art. 429 co. 1 lett. a) c.p.p.);
- il luogo, il giorno e l�ora della comparizione, con l�avvertimento in caso di mancata comparizione, l�imputato sar� giudicato in contumacia (art. 429 co. 1 lett. f) c.p.p.);
- la data e la sottoscrizione del giudice e dell�ausiliario (art. 429 co. 1 lett. g) c.p.p.).
La norma inoltre prevede che il termine a comparire non possa essere inferiore a venti giorni.
Il giudice di appello pu� dichiarare la nullit� totale o parziale della sentenza appellata disponendo la trasmissione degli atti al giudice di primo grado, quando ricorrono i casi indicati dall�art. 604 c.p.p. o, al di fuori di questi, pronunciare "sentenza con la quale conferma o riforma quella appellata" ai sensi dell�art. 605 c.p.p.: Salva questa pagina in PDF

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