Source: http://www.biciroma.it/blog/posts.php?blog_id=1&p=3693
Timestamp: 2019-09-23 12:36:23+00:00

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Cari BiciRomani questa sentenza della Cassazione è uno dei tanti tasselli che rende il nostro Paese un Paese sempre più incivile (volgarmente di m....).
Dovremmo scendere in piazza per sentenze come queste che invece lasciamo correre come se niente fosse foinchè non ci troveremo a farci i conti direttamente o indirettamente per noi stessi o per i nostri familiari o per qualche nostro amico o conoscente che si vedrà negato ogni diritto a causa di queste decisioni dei "supremi giudici" che sembrano sempre più parte di un'oligarchia, di una casta che non si pesta i piedi tra di loro ma che vede nel cittadini/suddito e nel suo spolpamento e spogliamento di ogni diritto la ragione del loro essere e del mantenimento della loro opulenza.
Comparare la situazione dell'utente al quale se provoca un incidente a causa della propria negligenza viene appioppato l'omicidio stradale con relative conseguenze civili e penali con chi è delegato e pagato per manutenere le strade e che se a causa della sua negligenza avviene un incidente e ci morite sopra a questi che non ha provveduto a fare il proprio lavoro non succede nulla......equo no?
La mancanza di segnaletica non è un’insidia per la circolazione stradale
Nel caso in cui il conducente che sarebbe stato favorito della segnaletica che assume mancante ritenga di avere diritto alla precedenza non si verifica una situazione di insidia, in quanto la circolazione stradale può avvenire senza inconvenienti anche in mancanza di segnale, essendo sufficienti e idonee a regolarla le norme del codice della strada, e non è - perciò - possibile affermare su questa base la responsabilità della detta amministrazione per i danni conseguenti alla collisione. LLa P.A., proprietaria della strada, ha un ampio potere discrezionale nella scelta dei luoghi dove apporre i segnali di pericolo, che trova un limite soltanto nel caso in cui si verifichi un’ipotesi di insidia o trabocchetto, caratterizzata dalla non visibilità del pericolo. Questa Corte ha avuto modo di precisare che, “nel caso in cui il conducente che sarebbe stato favorito dalla segnaletica che si assume mancante ritenga di aver diritto alla precedenza, non si verifica una situazione di insidia, in quanto la circolazione stradale può avvenire senza inconvenienti anche in mancanza del segnale, essendo sufficienti e idonee a regolarla le norme del codice della strada, e non è, perciò, possibile affermare su questa base la responsabilità della detta amministrazione per i danni conseguenti alla collisione” (Corte di Cassazione, Sezione III, Sentenza n. 2074 del 13/02/2002).
Non ricorrendo una situazione di contrasto tra le condizioni di transitabilità e quelle apparenti, non percepibili dall’utente della strada con l’uso della normale diligenza (Corte di Cassazione, Sezione III, 22 ottobre 2013 n. 23919) il motivo non può trovare accoglimento.
E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, Sezione III Civile, con la sentenza del 19 gennaio 2017, n. 1289, mediante la quale ha rigettato il ricorso e confermato quanto già deciso dalla corte d’appello di Roma con la sentenza n. 539/2014.
La pronuncia traeva origine dal FATTO che il Tribunale di Roma, con sentenza del 2007, affermava la responsabilità concorrente e paritaria di CAIO, conducente dell’autovettura Honda e di TIZIO, successivamente deceduto, conducente del motociclo Yamaha, in relazione all’incidente stradale verificatosi nel 2003 in Roma.
Nell’occasione il motociclo era entrato in collisione con l’autovettura in corrispondenza di una intersezione. Il primo giudice escludeva l’incidenza causale della mancanza di segnaletica stradale orizzontale e verticale, in ordine al sinistro in oggetto, che determinerebbe, secondo la tesi degli attori, la responsabilità del Comune di Roma.
Avverso tale sentenza proponevano appello il padre, il fratello e la madre del defunto TIZIO che la Corte d’appello di Roma decideva, con sentenza del gennaio 2014, rigettando ogni azione.
Per quanto è qui di interesse, i ricorrenti con il quarto motivo lamentano violazione o falsa applicazione dell’articolo 106 del regolamento di esecuzione del Codice della Strada, in relazione all’articolo 2043 del codice civile e conseguente nullità della sentenza per inadeguatezza della motivazione, nella parte in cui la Corte ha escluso la responsabilità del Comune di Roma Capitale per non avere apposto la segnaletica orizzontale e verticale su una delle strade che confluivano verso il punto ove avveniva l’impatto e precisamente quella percorsa dalla motociclista deceduto.
Sostengono i ricorrenti che ove fosse stata collocata tempestivamente la segnaletica, il sinistro non si sarebbe verificato, mentre, al contrario, la mancata apposizione della segnaletica ha creato una situazione di contrasto tra le condizioni di transitabilità reali e quelle apparenti, non percepibili dal con l’uso della normale diligenza.
Il motivo è infondato poiché la questione è stata specificamente presa in esame dalla Corte territoriale, rilevando che “la pubblica amministrazione ha un ampio potere discrezionale nella scelta dei luoghi dove apporre i segnali di pericolo, che trova un limite soltanto nel caso in cui si verifichi un’ipotesi di insidia o trabocchetto, caratterizzata dalla non visibilità del pericolo”. ..........
Pubblicato il 22/02/2017 09:30 da fausto in News

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