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Timestamp: 2020-08-06 07:52:15+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 8714 del 04/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8714 del 04/04/2017
Cassazione civile, sez. lav., 04/04/2017, (ud. 24/01/2017, dep.04/04/2017), n. 8714
sul ricorso 14750-2011 proposto da:
D.L.A., C.F. (OMISSIS), domiciliato in ROMA, VIA LEONIDA RECH
76, presso lo studio dell’avvocato ANTONIO POERIO, rappresentato e
difeso dall’avvocato PIERLUIGI TRIVELLIZZI, giusta delega in atti;
avverso la sentenza n. (303/2010 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA,
depositata il 04/06/2010 R.G.N. 992/2009);
1. La Corte d’Appello di L’Aquila con la sentenza n. 684 del 2010, pronunciando sull’impugnazione proposta da D.L.A., nei confronti del Ministero della giustizia, avverso la sentenza n. 696 emessa dal Tribunale di Teramo il 26 giugno 2008 tra le parti, rigettava l’impugnazione.
2. Il lavoratore, dipendente del Ministero della giustizia, inquadrato in area C, posizione economica C3, adiva il Tribunale chiedendo di essere equiparato, quanto al trattamento economico, al personale delle qualifiche ad esaurimento, di cui al D.P.R. n. 748 del 1972, artt. 60 e 61 in ragione dello svolgimento di mansioni del tutto identiche a quelle del suddetto personale, in quanto proveniente dalla ex 9^ qualifica funzionale.
3. Il Tribunale rigettava la domanda in ragione della diversità delle funzioni proprie della 9 qualifica funzionale rispetto a quelle del ruolo ad esaurimento.
8. Il ricorrente non ha provveduto alla nomina di nuovo difensore.
1. Con il primo motivo di ricorso è dedotta violazione dell’art. 360 c.p.c., n. 5, per omessa o insufficiente motivazione circa un punto decisivo della controversia costituito dalla identità delle mansioni espletate dagli appartenenti alla ex 9 qualifica funzionale rispetto agli appartenenti al ruolo ad esaurimento.
2. Con il secondo motivo di ricorso è prospettata violazione o falsa applicazione di norme di diritto ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, in ordine all’affermazione del giudice di appello secondo cui “la ratio del diverso trattamento economico riservato al personale del ruolo ad esaurimento va ravvisata nella compensazione che in tal modo è stata data alle vanificate aspettative di carriera di questa categoria, nonchè sulla peculiarità delle vicende attinenti alla sua progressione in carriera”. D.P.R. n. 743 del 1972, artt. 72 e 73.
4. Gli stessi non sono fondati in ragione dei principi già affermati da questa Corte ai quali si intende dare continuità.
In applicazione di tale principio, questa Corte ha confermato la sentenza di merito la quale aveva ritenuto che la distinzione in termini stipendiali prevista dalla contrattazione collettiva fra il personale appartenente a ruoli ad esaurimento di ispettore generale o di direttore di divisione del Ministero dell’economia e gli altri dipendenti della ex 9 qualifica funzionale, tutti ormai inseriti nell’area contrattuale “C” dai CCNL, lungi dal determinare una violazione di legge, costituisse attuazione della norma transitoria contenuta nel D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 69, comma 3).
A tale principio si intende dare continuità, non rinvenendosi nelle difese del ricorrente argomenti che incidano la suddetta statuizione.
Sotto ulteriore angolazione visuale, va ricordato che questa Corte ha già avuto modo di statuire più volte, con orientamento cui va data continuità, che il D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 45 cpv. non vieta ogni trattamento differenziato nei confronti delle singole categorie di lavoratori, ma solo quelli contrastanti con specifiche previsioni normative, restando escluse dal sindacato del giudice le scelte compiute in sede di contrattazione collettiva.
Non sono, quindi, ravvisabili nella sentenza della Corte d’Appello di L’Aquila i vizi prospettati.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 69
 art. 45
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