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Timestamp: 2018-12-16 10:37:35+00:00

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Sentenze e massime - Ultime dalla Corte di Cassazione: giugno 2012
M.A.E. EMESSO DALL’A.G. ITALIANA NELLA PROCEDURA ATTIVA DI CONSEGNA O NELLA PROCEDURA DI ESTENSIONE ATTIVA DELLA CONSEGNA - IMPUGNABILITÀ NELL’AMBITO DELL’ORDINAMENTO INTERNO – ESCLUSIONE
Le Sezioni Unite, chiamate a risolvere un contrasto sulla competenza funzionale ad emettere il mandato di arresto europeo per l’esecuzione di una misura cautelare custodiale, non hanno risolto tale questione, ma hanno affermato il principio secondo cui il m.a.e. emesso dall’A.G. italiana nella procedura attiva di consegna (artt. 28 – 29 - 30 l. 22 aprile 2005, n. 69) ed il provvedimento emesso, eventualmente in forma di m.a.e., dalla stressa A.G. nella procedura di estensione attiva della consegna (artt. 32 e 36 l. cit.) non sono impugnabili nell’ambito dell’ordinamento interno, neanche ai sensi degli artt. 111, comma settimo, Cost. e 568, comma 2, cod. proc. pen., potendo i vizi riguardanti detti atti essere fatti valere solo nello Stato richiesto qualora incidenti sulla procedura di sua pertinenza e secondo le regole previste nel relativo ordinamento.
Sentenza n. 30769 del 21 giugno 2012 - depositata il 27 luglio 2012
Testo Completo: Sentenza n. 10146 del 20 giugno 2012
IMPUGNAZIONI – TRASMISSIONE DEGLI ATTI ALL’AUTORITA’ AMMINISTRATIVA – INTERESSE AD IMPUGNARE – SUSSISTENZA
Le Sezioni Unite, risolvendo il contrasto formatosi sul punto, hanno affermato che in ipotesi di assoluzione perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato, sussiste l’interesse dell’imputato ad impugnare con ricorso per cassazione la statuizione concernente l’ordine di trasmissione degli atti all’autorità amministrativa. Ha, peraltro, precisato che tale ultimo ordine non va disposto laddove la normativa depenalizzatrice non contenga disposizioni transitorie analoghe a quelle di cui agli artt. 40 e 41 della legge n. 689 del 1981.
Testo Completo: Sentenza n. 25457 del 29 marzo 2012 - depositata il 28 giugno 2012(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore A. Fiale)
INDAGINI PRELIMINARI – DECRETO DI IRREPERIBILITA’ – IDONEITA’ AI FINI DELL NOTIFICA DEL DECRETO DI CITAZIONE A GIUDIZIO
La Corte, risolvendo il contrasto formatosi sul punto, ha affermato che il decreto di irreperibilità emesso dal pubblico ministero ai fini della notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari di cui all’art. 415-bis cod. proc.pen. conserva efficacia ai fini della notifica del decreto di citazione a giudizio, salvo che il pubblico ministero effettui ulteriori indagini dopo la notifica del menzionato avviso di conclusione delle indagini preliminari.
Testo Completo: Sentenza n. 24527 del 24 maggio 2012 - depositata il 20 giugno 2012
PROCEDIMENTO CIVILE - GRATUITO PATROCINIO - OPPOSIZIONE ALLA LIQUIDAZIONE DELL'ONORARIO AL DIFENSORE - LEGITTIMATO PASSIVO - INDIVIDUAZIONE - MINISTERO DELLA GIUSTIZIA - FONDAMENTO
Le S.U. hanno stabilito che la legittimazione passiva nel procedimento di opposizione alla liquidazione degli onorari dei difensori dei soggetti ammessi al patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell’art. 170 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – avente natura di autonomo giudizio civile contenzioso – spetta al Ministero della giustizia, sebbene non sia parte del giudizio presupposto, ma sul cui bilancio, ai sensi dell’art. 185, comma 1, del citato d.P.R., grava l’onere economico relativo, respingendo sia la tesi che vede come legittimata passiva l’Agenzia delle Entrate, sia quella che attribuisce tale veste al pubblico ministero.
Testo Completo: Sentenza n. 8516 del 29 maggio 2012
(Sezioni Unite Civili, Presidente P. Vittoria, Relatore A. Cappabianca)
DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO – ESTORSIONE - CIRCOSTANZA AGGRAVANTE DI PIU’ PERSONE RIUNITE – PRESUPPOSTI
La Corte a Sezioni Unite, risolvendo il contrasto interpretativo formatosi sul punto, ha affermato che, ai fini dell’integrazione della circostanza aggravante speciale delle “più persone riunite” nel delitto di estorsione è necessaria la contemporanea presenza di più persone nel luogo ed al momento in cui si eserciti la violenza o la minaccia; a tale conclusione inducono sia l’interpretazione letterale, rispettosa del principio di legalità nella duplice accezione della precisione – determinatezza della condotta punibile e del divieto di analogia in malam partem, sia il criterio logico – sistematico fondato sulla ratio dell’aggravante risiedente nel maggiore effetto intimidatorio della condotta con conseguente minorata possibilità di difesa della vittima.
Testo Completo: Sentenza n. 21837 del 29 marzo 2012, depositata il 5 giugno 2012
(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore G. Marasca).
(Sezione Unite Civili, Presidente. P. Vittoria, Relatore R. Rodorf)

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