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Timestamp: 2020-08-06 16:06:31+00:00

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Art. 155 codice penale - Accettazione della remissione - Brocardi.it
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Articolo 155 Codice penale
Dispositivo dell'art. 155 Codice penale
La remissione non produce effetto, se il querelato l'ha espressamente o tacitamente ricusata. Vi è ricusa tacita, quando il querelato ha compiuto fatti incompatibili con la volontà di accettare la remissione.
La remissione fatta a favore anche di uno soltanto fra coloro che hanno commesso il reato si estende a tutti, ma non produce effetto per chi l'abbia ricusata(1).
Per quanto riguarda la capacità di accettare la remissione, si osservano le disposizioni dell'art. 153(2).
Se il querelato è un minore o un infermo di mente, e nessuno ne ha la rappresentanza, ovvero chi la esercita si trova con esso in conflitto di interessi, la facoltà di accettare la remissione è esercitata da un curatore speciale.
(1) La remissione, al pari della querela, si caratterizza per avere effetto estensivo.
(2) Vengono quindi ad applicarsi in merito alla capacità di accettare le medesime prescrizioni che regolano l'esercizio del diritto di remissione.
La ratio della norma è da rinvenirsi nella possibilità data al querelato di poter comunque dimostrare la propria innocenza tramite il processo.
Spiegazione dell'art. 155 Codice penale
Come già chiarito nella spiegazione dell'art. 152, per l'efficacia della remissione della querela non è necessaria l'accettazione neppure implicita da parte del querelato.
La ratio della norma è da rinvenirsi nella possibilità data dalla legge al querelato di poter comunque giungere ad una dichiarazione assolutoria nei suoi confronti all'esito di un'istruttoria dibattimentale.
Tuttavia, se quest'ultimo la rifiuta esplicitamente o tacitamente, la remissione non ha effetto. La stessa norma chiarisce che si ha ricusazione implicita quando il querelato compie atti incompatibili con la volontà di accettare la remissione.
A proposito di ricusazione implicita, la Cassazione ha chiarito che, nel procedimento davanti al Giudice di Pace, ai fini dell'accettazione della remissione della querela, non è indispensabile l'accettazione, essendo sufficiente che da parte del querelato non vi sia un espresso o tacito della remissione. Di conseguenza, in assenza di altri elementi, anche la contumacia dell'imputato può essere apprezzata quale indice dell'assenza della volontà di continuare il processo per giungere alla rilevazione della propria innocenza.
Massime relative all'art. 155 Codice penale
Cass. pen. n. 27610/2011
L'omessa comparizione in udienza del querelato, posto a conoscenza della remissione della querela o posto in grado di conoscerla, integra, ex art. 155, comma primo, c.p., la mancanza di ricusa idonea a legittimare la pronuncia di estinzione del reato.
(Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza n. 27610 del 13 luglio 2011)
Cass. pen. n. 19568/2010
La remissione di querela non richiede una formale accettazione essendo sufficiente che non vi sia un rifiuto espresso o tacito della remissione da parte del querelato (art. 155 c.p.). Ne deriva che integra l'accettazione della remissione tacita della querela la mancata comparizione del querelato, cui sia stata data comunicazione dell'intervenuta remissione, all'udienza successivamente fissata, in quanto, essa non può essere interpretata come un'ipotesi di rifiuto tacito, non essendo incompatibile con la volontà di accettare la remissione.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 19568 del 24 maggio 2010)
Cass. pen. n. 43414/2008
L'accettazione della remissione di querela, che non necessita di autorizzazione del giudice tutelare perchè non è atto di straordinaria amministrazione, si può sostanziare anche soltanto nel mancato rifiuto da parte del querelato e, in tal caso, ove l'accettante sia inabilitato, deve presumersi che abbia agito con l'avallo del curatore non dissenziente.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 43414 del 20 novembre 2008)
Cass. pen. n. 30614/2008
Nel procedimento davanti al giudice di pace, ai fini dell'efficacia della remissione di querela, non è indispensabile l'accettazione, essendo sufficiente che da parte del querelato non vi sia un rifiuto espresso o tacito della remissione. Ne consegue che, in assenza di altri elementi, anche la contumacia dell'imputato può essere apprezzata quale indice dell'assenza della volontà di costui di coltivare il processo per giungere alla rilevazione della propria innocenza.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 30614 del 22 luglio 2008)
Cass. pen. n. 34421/2007
La mancata comparizione dell'imputato — al quale sia previamente notificato il verbale di udienza con l'espresso avviso che detta notificazione è preordinata a consentire l'accettazione della remissione della querela e che essa può avere luogo anche tacitamente, non comparendo all'udienza di rinvio — assume l'inequivoca valenza di manifestazione della volontà di accettazione della querela.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 34421 del 12 settembre 2007)
Cass. pen. n. 36078/2004
La remissione della querela proposta nei confronti dell'intervistato, per il reato di diffamazione a mezzo stampa, non estende i suoi effetti nei confronti del direttore del giornale, responsabile ai sensi dell'art. 57 c.p., stante l'autonomia delle fattispecie criminose che vengono in considerazione, la quale è ostativa all'effetto estensivo di cui all'art. 155, comma secondo, c.p., che presuppone il concorso di più persone nel medesimo reato.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 36078 del 8 settembre 2004)
Cass. pen. n. 31864/2002
L'effetto estensivo previsto dall'art. 155, secondo comma, c.p. nel caso di remissione di querela in favore del coimputato, opera anche nel caso in cui quest'ultimo abbia precedentemente patteggiato la pena ai sensi dell'art. 444 c.p.p.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 31864 del 24 settembre 2002)

References: Articolo 155

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