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Timestamp: 2019-10-21 19:11:25+00:00

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Art. 187 codice della strada: Guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti | La Legge per tutti
Art. 187 codice della strada: Guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti
1. Chiunque guida in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope è punito con l’ammenda da €1500 a €6.000 e l’arresto da sei mesi ad un anno. All’accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni. Se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente è raddoppiata. Per i conducenti di cui al comma 1 dell’articolo 186-bis, le sanzioni di cui al primo e al secondo periodo del presente comma sono aumentate da un terzo alla metà. Si applicano le disposizioni del comma 4 dell’articolo 186-bis. La patente di guida è sempre revocata, ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI, quando il reato è commesso da uno dei conducenti di cui alla lettera d) del citato comma 1 dell’articolo 186-bis, ovvero in caso di recidiva nel triennio. Con la sentenza di condanna ovvero di applicazione della pena a richiesta delle parti, anche se è stata applicata la sospensione condizionale della pena, è sempre disposta la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato, salvo che il veicolo stesso appartenga a persona estranea al reato. Ai fini del sequestro si applicano le disposizioni di cui all’articolo 224-ter.
1-bis. Se il conducente in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope provoca un incidente stradale, le pene di cui al comma 1 sono raddoppiate e, fatto salvo quanto previsto dal settimo e dall’ottavo periodo del comma 1, la patente di guida è sempre revocata ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI. È fatta salva in ogni caso l’applicazione dell’articolo 222.
1-ter. Competente a giudicare dei reati di cui al presente articolo è il tribunale in composizione monocratica. Si applicano le disposizioni dell’articolo 186, comma 2-quater.
2-bis. Quando gli accertamenti di cui al comma 2 forniscono esito positivo ovvero quando si ha altrimenti ragionevole motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi sotto l’effetto conseguente all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, i conducenti, nel rispetto della riservatezza personale e senza pregiudizio per l’integrità fisica, possono essere sottoposti ad accertamenti clinico-tossicologici e strumentali ovvero analitici su campioni di mucosa del cavo orale prelevati a cura di personale sanitario ausiliario delle forze di polizia. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministri dell’interno, della giustizia e della salute, sentiti la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le politiche antidroga e il Consiglio superiore di sanità, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono stabilite le modalità, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, di effettuazione degli accertamenti di cui al periodo precedente e le caratteristiche degli strumenti da impiegare negli accertamenti medesimi. Ove necessario a garantire la neutralità finanziaria di cui al precedente periodo, il medesimo decreto può prevedere che gli accertamenti di cui al presente comma siano effettuati, anziché su campioni di mucosa del cavo orale, su campioni di fluido del cavo orale.
3. Nei casi previsti dal comma 2-bis, qualora non sia possibile effettuare il prelievo a cura del personale sanitario ausiliario delle forze di polizia ovvero qualora il conducente rifiuti di sottoporsi a tale prelievo, gli agenti di polizia stradale di cui all’articolo 12, commi 1 e 2, fatti salvi gli ulteriori obblighi previsti dalla legge, accompagnano il conducente presso strutture sanitarie fisse o mobili afferenti ai suddetti organi di polizia stradale ovvero presso le strutture sanitarie pubbliche o presso quelle accreditate o comunque a tali fini equiparate, per il prelievo di campioni di liquidi biologici ai fini dell’effettuazione degli esami necessari ad accertare la presenza di sostanze stupefacenti o psicotrope. Le medesime disposizioni si applicano in caso di incidenti, compatibilmente con le attività di rilevamento e di soccorso.
5. Le strutture sanitarie rilasciano agli organi di Polizia stradale la relativa certificazione, estesa alla prognosi delle lesioni accertate, assicurando il rispetto della riservatezza dei dati in base alle vigenti disposizioni di legge. Copia del referto sanitario positivo deve essere tempestivamente trasmessa, a cura dell’organo di Polizia che ha proceduto agli accertamenti, al prefetto del luogo della commessa violazione per gli eventuali provvedimenti di competenza.
5-bis. Qualora l’esito degli accertamenti di cui ai commi 3, 4 e 5 non sia immediatamente disponibile e gli accertamenti di cui al comma 2 abbiano dato esito positivo, se ricorrono fondati motivi per ritenere che il conducente si trovi in stato di alterazione psico-fisica dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, gli organi di polizia stradale possono disporre il ritiro della patente di guida fino all’esito degli accertamenti e, comunque, per un periodo non superiore a dieci giorni. Si applicano le disposizioni dell’articolo 216 in quanto compatibili. La patente ritirata è depositata presso l’ufficio o il comando da cui dipende l’organo accertatore.
6. Il prefetto, sulla base dell’esito degli accertamenti analitici di cui al comma 2-bis, ovvero della certificazione rilasciata dai centri di cui al comma 3, ordina che il conducente si sottoponga a visita medica ai sensi dell’articolo 119 e dispone la sospensione, in via cautelare, della patente fino all’esito dell’esame di revisione che deve avvenire nel termine e con le modalità indicate dal regolamento.
8. Salvo che il fatto costituisca reato, in caso di rifiuto dell’accertamento di cui ai commi 2, 2-bis, 3 o 4, il conducente è soggetto alle sanzioni di cui all’articolo 186, comma 7. Con l’ordinanza con la quale è disposta la sospensione della patente, il prefetto ordina che il conducente si sottoponga a visita medica ai sensi dell’articolo 119.
8-bis. Al di fuori dei casi previsti dal comma 1-bis del presente articolo, la pena detentiva e pecuniaria può essere sostituita, anche con il decreto penale di condanna, se non vi è opposizione da parte dell’imputato, con quella del lavoro di pubblica utilità di cui all’articolo 54 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, secondo le modalità ivi previste e consistente nella prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività da svolgere, in via prioritaria, nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato, nonché nella partecipazione ad un programma terapeutico e socio-riabilitativo del soggetto tossicodipendente come definito ai sensi degli articoli 121 e 122 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309. Con il decreto penale o con la sentenza il giudice incarica l’ufficio locale di esecuzione penale ovvero gli organi di cui all’articolo 59 del decreto legislativo n. 274 del 2000 di verificare l’effettivo svolgimento del lavoro di pubblica utilità. In deroga a quanto previsto dall’articolo 54 del decreto legislativo n. 274 del 2000, il lavoro di pubblica utilità ha una durata corrispondente a quella della sanzione detentiva irrogata e della conversione della pena pecuniaria ragguagliando €250,00 ad un giorno di lavoro di pubblica utilità. In caso di svolgimento positivo del lavoro di pubblica utilità, il giudice fissa una nuova udienza e dichiara estinto il reato, dispone la riduzione alla metà della sanzione della sospensione della patente e revoca la confisca del veicolo sequestrato. La decisione è ricorribile in cassazione. Il ricorso non sospende l’esecuzione a meno che il giudice che ha emesso la decisione disponga diversamente. In caso di violazione degli obblighi connessi allo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, il giudice che procede o il giudice dell’esecuzione, a richiesta del pubblico ministero o di ufficio, con le formalità di cui all’articolo 666 del codice di procedura penale, tenuto conto dei motivi, della entità e delle circostanze della violazione, dispone la revoca della pena sostitutiva con ripristino di quella sostituita e della sanzione amministrativa della sospensione della patente e della confisca. Il lavoro di pubblica utilità può sostituire la pena per non più di una volta.
Il codice della strada punisce chiunque si metta alla guida in uno stato di alterazione psico-fisica provocata dall’assunzione di sostanze stupefacenti. In quali casi si applica la normativa in questione? Cosa si intende per “stato di alterazione psico-fisica”? Qual è la sanzione prevista?
L’assunzione di sostanze stupefacenti non costituisce reato dal referendum abrogativo del 1993 ma può comportare l’applicazione di sanzioni in determinate circostanze, come quella disciplinata dall’art. 187 del Codice della Strada che punisce la guida in stato di alterazione psico-fisica dovuta all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope.
Quale sanzione è applicata?
La guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti è punita con un’ammenda da 1500 euro a 6000 euro, l’arresto da 6 mesi a un anno più la sanzione accessoria della sospensione amministrativa della patente da uno a due anni [1]. Qualora il conducente, in uno stato di alterazione psico-fisica, provochi un incidente stradale, le pene previste sono raddoppiate e la patente di guida è sempre sospesa. Con la sentenza di condanna viene sempre disposta la confisca del veicolo, salvo il caso in cui appartenga a persona estranea.
Il contravventore può richiedere la sostituzione della pena pecuniaria e detentiva con i lavori di pubblica utilità (LPU). Trattasi di una misura sostitutiva che potrà essere concessa una sola volta. Ogni giorno di LPU è equiparato a 250 euro di pena pecuniaria o a un giorno di detenzione.
Qual è l’ambito di applicazione della norma?
La norma parla chiaramente di “guida”, pertanto il veicolo dovrà essere in movimento e, di conseguenza, non sarà punibile il conducente nel caso in cui sia in un evidente stato di alterazione psico-fisica nel veicolo parcheggiato o in sosta. L’elemento oggettivo del reato è costituito, non dalla semplice assunzione di sostanze psicotrope o stupefacenti, ma dal mettersi alla guida in uno stato psico-fisico alterato che comporti la violazione di un principio informatore della circolazione, cioè il non costituire pericolo o intralcio per la stessa [2][3].
Cosa si intende per stato di alterazione psico-fisica e come si accerta
Per stato di alterazione psico-fisica, al di là delle considerazioni medico-legali, si intende un rallentamento dei riflessi, una perdita di lucidità mentale, un’errata percezione della realtà circostante, un forte stato di agitazione o frenesia. La menzionata alterazione deve essere determinata solo ed esclusivamente dall’assunzione di sostanze stupefacenti e non da stati d’animo, malattie o sostanze alcoliche oltre il limite previsto [4] (l’ultima ipotesi integra una differente fattispecie di reato disciplinata sempre nel Codice della Strada [5]) e, pertanto, dovrà essere provata concretamente [6]. Tale decisione non può solo fondarsi su una cd. contestazione sintomatica, cioè verificando l’esistenza di sintomi che facciano propendere per un’alterazione psico-fisica del soggetto (la modalità di guida, le testimonianze degli agenti di polizia, le dichiarazioni del conducente, sonnolenza), ma gli agenti di polizia stradale possono decidere, sempre nel rispetto della riservatezza personale e senza pregiudizio dell’integrità fisica, di sottoporre il conducente del veicolo ad accertamenti qualitativi non invasivi, anche attraverso apparecchi portatili. Nel caso in cui tali accertamenti diano esito positivo, oppure sussista ragionevole motivo per credere che il conducente sia in uno stato di alterazione psico-fisica, allora potrà esser sottoposto da “personale sanitario ausiliario delle forze di polizia” ad accertamenti clinico-tossicologici e strumentali su un campione di mucosa orale. Qualora ciò non fosse possibile o vi sia un netto rifiuto del conducente, allora questo sarà accompagnato presso una struttura sanitaria pubblica o autorizzata per il prelievo di liquidi biologici [7]: si tratta di un controllo che viene effettuato su un campione ematico e non sulle urine, come stabilito da una ormai costante giurisprudenza [8]. Qualora i controlli diano esito positivo, una copia del referto sanitario dovrà essere immediatamente trasmessa al Prefetto del luogo in cui è avvenuto il fatto, affinchè possa prendere i dovuti provvedimenti [9], ordinando la sottoposizione del conducente a visita medica e sospendendo la validità della patente di guida dello stesso, in via cautelare, fino a quando il conducente non svolga con esito positivo l’esame di revisione [10].
Cass. sent. n. 40758/2017
La Suprema Corte ha ritenuto legittimo il rifiuto a sottoporsi ad accertamenti circa lo stato di alterazione psico-fisica causata dall’assunzione di sostanze stupefanti.
Nel caso in questione l’imputato aveva rifiutato l’accompagnamento presso una struttura ospedaliera distante dal luogo del fermo di polizia.
Gli Ermellini hanno dato ragione all’imputato sulla base dell’illegittimità della richiesta degli agenti accertatori, non avendo il conducente manifestato alcun segnale esteriore che fosse ricollegabile ad uno stato di alterazione psico-fisica.
Dunque, per provare lo stato di alterazione psico-fisica è necessario ma non sufficiente il controllo biologico, dovendo essere quest’ultimo confermato da una visita medica o da elementi sintomatici [11]. Difatti, le tracce degli stupefacenti sono rilevabili anche a distanza di giorni dall’assunzione, ragion per cui la giurisprudenza ritiene necessarie una visita medica o la presenza di elementi sintomatici che devono essere dettagliatamente descritti dagli agenti verbalizzanti o dai medici che hanno svolto la visita.
[1] Art. 187 co. 1 CdS
[2] Art. 140 CdS
[3] Corte Costituzionale, ordinanza 27/07/2004, n° 277
[4] Cassazione penale, sez. IV, sentenza 27/01/2016, n. 3623.
[5] Art. 186 CdS
[6] Art. 187 co. 2 CdS
[7] Art. 187 co. 3 CdS
[8] Tribunale di Ferrara, sentenza 21 maggio 2009, dep. 25/05/2009, n. 751
[9] Art. 187 co. 5 CdS
[10] Art. 187 co. 8 CdS
[11] Tribunale di Savona, sentenza 19 marzo-2 aprile 2009, n. 354)”.

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