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Timestamp: 2020-08-14 20:06:10+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 327 del 10/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 327 del 10/01/2017
Cassazione civile, sez. II, 10/01/2017, (ud. 29/09/2016, dep.10/01/2017), n. 327
sul ricorso 17039/2013 proposto da:
C.C., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE LIBIA 167,
presso lo studio dell’avvocato GIOVANNI BORRELLI, che lo rappresenta
e difende unitamente all’avvocato FRANCESCO DE GIORGIO;
avverso la sentenza n. 154/2013 del TRIBUNALE di TIVOLI, depositata
Con citazione notificata in data 26.04.2010, C.C. proponeva opposizione avverso il Decreto Ingiuntivo n. 156 del 2010, emesso in data 25.02.2010, con il quale il Giudice di Pace di Tivoli aveva ingiunto il pagamento della somma di Euro 1.958,84, oltre interessi e spese di procedura, in favore del (OMISSIS), a titolo di spese di gestione del comprensorio.
L’opponente deduceva l’infondatezza della pretesa azionata in via monitoria, poichè non sussisteva una comunione del complesso residenziale, nè vi era alcun titolo da cui risultasse il conferimento dei beni immobili in favore dei soci della Cooperativa Parco Azzurro per la costituzione di una comunione pro indiviso tra gli assegnatari dei lotti; sosteneva, ancora, che non vi era alcuna tabella millesimale per la ripartizione delle spese e che il regolamento di comunione redatto dal commissario governativo era inefficace. Si costituiva in giudizio il (OMISSIS), il quale chiedeva il rigetto dell’opposizione e la conferma del Decreto Ingiuntivo opposto, richiamando il regolamento della comunione approvato con Delib. 9 maggio 2009, nonchè le tabelle millesimali allegate a detto regolamento. Con sentenza n. 986/2010, depositata il 22.11.2010, il Giudice di Pace di Tivoli rigettava l’opposizione, confermando il Decreto Ingiuntivo opposto.
Avverso tale sentenza proponeva appello davanti al Tribunale di Tivoli C.C., il quale riproponeva le medesime doglianze già sollevate nel giudizio di prime cure. Si costituiva il (OMISSIS), il quale chiedeva il rigetto dell’avversa impugnazione, con la conferma della sentenza appellata. In particolare, rilevava che la comunione sui beni pertinenziali si era determinata ope legis al momento della stipula dei singoli atti di assegnazione dei lotti, a nulla rilevando la mancata menzione nei rogiti del trasferimento della quota sui beni comuni o la mancata trascrizione dell’atto con il quale il commissario governativo della Cooperativa edilizia Parco Azzurro aveva integrato gli atti di assegnazione già stipulati, dando conto dell’avvenuto trasferimento pro quota dei beni comuni; evidenziava, inoltre, che il regolamento della comunione e le allegate tabelle millesimali non erano mai stati impugnati dai comunisti, sicchè dovevano ritenersi validi ed efficaci.
Con sentenza n. 154/2013, depositata in data 1.2.2013, l’appello era accolto e, per l’effetto, il decreto ingiuntivo opposto era revocato. In particolare, il Tribunale sosteneva che gli atti di assegnazione si erano limitati a trasferire i lotti e non anche le pertinenze ad essi relative, sicchè non si era determinato il trasferimento, in favore dei singoli assegnatari, della contitolarità sui beni comuni, con annesso mancato assolvimento delle formalità pubblicitarie; che, infatti, con nota del 20.07.2010, il commissario liquidatore invitava tutti i proprietari dei lotti ad acconsentire al trasferimento e alla relativa trascrizione di tutti i terreni ubicati in (OMISSIS) e identificati nel catasto del Comune di Guidonia come terreni a destinazione verde privato, già di proprietà della Cooperativa Parco Azzurro. Avverso l’indicata sentenza del Tribunale di Tivoli il (OMISSIS) ha proposto ricorso per cassazione, articolato su due motivi. Resiste con controricorso C.C..

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