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Timestamp: 2013-05-20 16:33:21+00:00

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I taxisti stanno scatenando il loro inferno prima ancora che il decreto sulle liberalizzazioni venga presentato al pubblico. Le aspre critiche della categoria contro l’atto del governo si basano sul testo di una bozza di legge che circola da qualche giorno sui giornali.
Insieme ai taxisti hanno annunciato mobilitazioni notai, avvocati, farmacisti, benzinai e altre categorie, tutte toccate dal futuro decreto legge sulle liberalizzazioni. Sempre se verrà approvato così come si legge nella bozza precedentemente linkata.
Analizzando con attenzione il testo vengono fuori anche altre questioni. L’occhio che legge è il mio, un 29enne italo/meridionale altamente scolarizzato e perfettamente calato nella crisi globale e nazionale attuale.
Ai miei occhi questo potrebbe essere uno dei testi di legge più favorevoli alle giovani generazioni da quando ho preso coscienza della mia vita nella collettività. Ogni volta si sente parlare di soldi, assegni e presunti bonus destinati ai giovani, ma solitamente si esauriscono in finanziamenti ad imprese che ti affittano un anno per farsi dare i soldi dallo stato e poi magari ti tengono in nero, oppure ti mandano via cercando altri nelle tue stesse condizioni. Riguardo gli stage mi limito a dire che tutti i trentenni sanno cosa vuol dire fare volontariato presso uno o più datori di lavoro per mesi e a volte anni. Ovvero lavorare senza percepire alcuna retribuzione.
Bene, nella bozza del decreto sulle liberarizzazioni norme che possono rimettere in carreggiata una e più generazioni ce ne sono. Niente di eccezionale, per carità, ma date le ultime esperienze e la situazione di estrema difficoltà tutto fa brodo. Per alcune cose questo brodo ha anche un buon sapore. Vediamo nel dettaglio di che si tratta:
Art. 4 – Accesso dei giovani alla costituzione di Società a responsabilità limitata
Primo pezzo forte. Viene data la possibilità a tutti coloro che non hanno compiuto il 35esimo anno di attività di formare una “Società semplificata a responsabilità limitata”. La procedura sarebbe semplicissima e non richiederebbe altri adempimenti burocratici: è sufficiente una comunicazione telematica unica al registro delle imprese. Basta, tutto qui. Oneri monetari? La società deve avere un capitale sociale simbolico di un (1!) euro contro gli attuali 10.000 minimo. La società è esente da qualunque tipo di bollo di segreteria, ecc Al compimento del 35esimo anno di età del titolare o di uno dei soci, questi o esce dalla società oppure questa si trasforma in una Società a responsabilità limitata classica, così come lo sono tutte ora, con i relativi oneri economici e burocratici.
Il risultato di questa norma potrebbe essere quello di favorire l’innovatività e la creatività dei giovani che avrebbero così tutto il tempo per mettere in piedi la loro impresa, realizzare i loro sogni, e quindi poter avere le risorse sufficienti per adempiere agli obblighi economici e legali del caso. Va da se che tutti coloro che oggi vorrebbero costituire un’impresa ma non ne hanno le possibilità economiche grazie a questa legge potrebbero farlo!
Art. 8 – Tutela delle microimprese da pratiche commerciali ingannevoli ed aggressive
Si stabilisce la massima tutela delle piccole imprese (anche quelle neocostituite dagli under35 di cui all’art precedente) nei confronti di pratiche commerciali scorrette ad opera di liberi professionisti. Tutela anche nei confronti di pubblicità ingannevole e pubblicità comparativa illecita.
Art. 10 – Disposizioni sulle tariffe professionali
Vengono cancellate in toto le “tariffe minime” e le “tariffe massime” per le prestazioni dei liberi professionisti. Si tratta di un abbattimento all’ingresso del mercato che potrebbe essere sfruttato dai giovani professionisti che potrebbero fare concorrenza ai vecchi patriarchi attraverso prezzi competitivi che gli consentano di crearsi un portfolio di clienti in maniera autonoma piuttosto che dover entrare sotto l’ala protettiva di chi ha già uno studio avviato.
Art. 12 – Accesso dei giovani all’esercizio delle professioni
Questo è l’altro pezzo forte per i giovani italiani che potrebbe arrivare con il decreto sulle liberalizzazioni. Tutti i giovani potrebbero svolgere il periodo di praticantato professionale e/o di tirocinio durante gli ultimi due anni di università!!! Così come dovrebbe essere a norma di logica. Durante il periodo universitario si impara anche il mestiere di modo che appena usciti dall’esperienza universitaria si possa sostenere l’esame di ammissione all’ordine professionale! Gli unici per cui non vale questa disposizione sono i medici. Pensate amici aspiranti architetti, avvocati, notai, giornalisti, ecc ecc Il governo nella sua stessa spiegazione della norma sostiene che l’obiettivo è di non far gravare sulle famiglie per troppo tempo il costo della formazione dei propri figli (che come è noto oltre ai 5 anni minimo di università prevede anche 2 anni che quasi sempre sprovvisto di equo corrispettivo economico).
Art. 14 – Potenziamento del servizio di distribuzione farmaceutica, accesso alla titolarità delle farmacie e disciplina della somministrazione di farmaci generici
Aumenta il numero delle farmacie per numero di abitanti, una ogni 3000. Alla gestione delle nuove farmacie potranno partecipare tutti i possessori dei titoli necessari (laurea specifica) in maniera associata. I giovani farmacisti che attualmente non riescono a superare l’imbuto dell’ingresso alla professione a causa del basso numero di esercenti e della loro gestione familiare e familistica (un farmacista può trasferire la gestione al figlio anche se questi non è ancora in possesso dei titoli di studio necessari…) potrebbero bypassare l’ostacolo con le nuove assegnazioni. E così avverrebbe in futuro ogni qual volta un comune avesse una farmacia da assegnare.
Art. 15 – Incremento del numero dei notai e concorrenza nei distretti
Aumento del numero complessivo dei notai sul territorio nazionale di 1500 unità nei prossimi 3 anni. 500 nuovi notai l’anno attraverso concorso pubblico. Va da se che in un ambito così ristretto come quello notarile, 4.554 il numero complessivo dei notai a giugno 2010, un aumento del33% di unità in 3 anni è un’apertura notevole nei confronti degli giovani aspiranti professionisti.
Per semplicità e amore di chiarezza non ho tenuto presente le numerose norme che destano in molti più di qualche critica. Vedi la svendita dei servizi locali o l’incentivo alla produzione di energia da idrocarburi anche se c’è pure dell’altro, come allargamento delle fattispecie e dei tempi per adire class action o come l’accelerazione dello smantellamento degli attuali siti nucleari in Italia.
In questo articolo era mio interesse focalizzare l’attenzione alle norme che si rivolgono direttamente e apertamente alla popolazione giovanile di questo paese. Norme che possono tranquillamente non chiamarsi liberalizzazioni ma semplicemente norme normali, di un paese che vuole evitare il prolungarsi dello stato di sfruttamento lavorativo delle sue generazioni più fresche, creative ed energiche.
Ben diverso è il discorso per le liberalizzazioni di assicurazioni, servizi, energia, taxi, edicole, benzinai e altre categorie per cui ci sarebbe bisogno di un capitolo specifico per ognuna di esse.
La parola “liberalizzazione” può avere dei risvolti pericolosi, nel sistema economico attuale è servita troppo spesso a favorire i grossi gruppi, a discapito delle piccole imprese e dei lavoratori (licenziamenti di massa, salari molto più bassi all’ingresso) ma d’altronde la cancrena-paese richiede una terapia d’urto che scrosti il marciume da ogni settore. Senza tralasciarne alcuno.
Non ci piove che questo governo sia il più esperto e consapevole del sistema economico attuale e dunque è lecito immaginare che le norme da esso apportate genereranno benefici economici secondo i paradigmi classici di quello stesso sistema stesso che ci ha portato a questa crisi terribile! Quello che si cerca di fare è di correggere gli errori nel sistema economico attuale non di sperimentarne uno nuovo.
Altrettanto certo è che idee, semplici ed eque, ma anche efficaci, come quelle descritte in precedenza nessuno le aveva mai proposte. Queste rispecchiano, a loro modo, un profondo interesse del governo per la situazione drammatica delle giovani generazioni di italiani.
Di questo non bisogna vergognarsi di dare atto al governo Monti.
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Giusi dice: 19 gennaio 2012 ore 12:46:30
Più chiaro di così! Grazie per aver letto e tradotto per la collettività il noiosissimo decreto sulle liberalizzazioni! Proprio oggi arrivano anticipazioni sulla riforma del mercato del lavoro. Se confermati, sarebbero interventi simbolicamente e concretamente profondamente significativi. Innegabile la diversa attenzione rivolta ai giovani da questo governo tecnico, speriamo sia solo l’inizio!
Francesco Biacca dice: 20 gennaio 2012 ore 9:26:50
relativamente alla questione startup, il vero vantaggio non è tanto il capitale sociale di 1euro, quanto il regime di tassazione fisso al 5% (sempre che io non abbia letto male). Scriverò a breve sul blog cosa ne penso dello sciopero dei tassisti, ma n generale sono assolutamente favorevole alle liberalizzazioni – il dubbio è: ma poi, chi le voterà? Dionisia dice: 20 gennaio 2012 ore 14:03:07
Caro Alessio, condivido, è un buon articolo, sei chiaro e diretto. Qualche buona misura c’è, tuttavia vedo che le categorie che si lamentano delle liberalizzazioni in parte sono le stesse che pagano la crisi che paga la gente comune. C’è una calca di fronte all’esigua fetta di torta rimasta, tutti vogliono spartirsela e c’è chi lo fa protestando contro le liberalizzazioni c’è chi protesta coi forconi. Intanto, la tassa sulle transazioni finanziarie le banche non se la fanno appioppare…le tasse le pagano sempre gli stessi, e sarà pure un luogo comune.
Io tendo a pensare che il sistema a monte sia sbagliato: Occupy wall street rappresenta l’istanza radicale di cambiamento rispetto a un sistema che non può essere salvato se non provvisoriamente con le liberalizzazioni. L’America è la patria delle liberalizzazioni – con tutti i loro corporativismi, lobby, ossimori e quant’altro – alla lunga queste portano povertà e sfruttamento, gli effetti della polarizzazione economica.
Poi, non sono un’economista, ma è chiaro che finché la finanza mondiale e le cricche gestiranno nei loro lussuosi sgabuzzini pagati dai contribuenti gli orientamenti dell’economia a colpi di speculazione, a poco servono 3 o 4 misure fatte con la buona volontà dell’accademico bocconiano.
Giuro che, studiando la Rivoluzione francese, ho pensato che gli antefatti che hanno portato a quella non siano tanto diversi nella sostanza da quelli che viviamo oggi. Ci sono i soliti privilegi, ci sono i soliti poteri “nascosti”, c’è sempre lo stesso target che deve pagare e lavorare e farsi sfruttare e c’è sempre la stessa gente (la nuova nobiltà) che chiede al restante 90 percento della popolazione di pagare. Non è possibile. Condivido le “profezie” che vedono come unici esiti possibili della situazione attuale o un ecototalitarismo finanziario o un cambiamento a monte del sistema.
Scusa l’ingenuità e la confusione Alessio Neri (autore) dice: 21 gennaio 2012 ore 12:15:37
dionisia gli ultimi capoversi dell’articolo vogliono dire proprio quello che dici tu. è chiaro che tutte queste norme si inseriscono all’interno del sistema e dell’organizzazione economica che ci ha portato a questa situazione. gli attuali governanti italiani sono tra i migliori conoscitori di questo sistema che avevamo a disposizione in Italia che, bada bene, è diverso dal precedente perchè il governo Berlusconi è stato apertamente il governo della mafia e della liberalizzazione della criminalità.
Per quanto siano bravi economisti e ottimi professori, ci possiamo tranquillamente aspettare future crisi cicliche. La tassa sulle transazioni finanziarie chiaramente deve essere presa a livello internazionale (come minimo europeo) altrimenti non serve a niente e mi sembra che il primo ministro abbia dato la disponibilità del nostro paese su questo tema. In ogni caso hanno imposto alle banche conti correnti agevolati e a costo quasi zero per i pensionati fino a 1000 euro. non è niente lo so, ma sono segnali che indicano comunque che il governo è consapevole di quali siano le categorie in difficoltà.
L’ho scritto, le liberalizzazioni possono essere “molto pericolose” ma va da se che con gli USA l’italia non potrà mai paragonarsi. Primo perchè abbiamo la chiesa e la mentalità socialdemocristiana che ci impone di dare assistenza a chi ne ha bisogno (vedi sanità), anche se poi la chiesa si fotte un sacco di soldi pubblici con sta scusa. Poi ci sono mille differenze che non sto qui a discutere ma che credo siano molto evidenti.
Adesso aspetto il governo al varco della modifica del mercato del lavoro e dell’agenda digitale. Due argomenti per me davvero fondamentali e a quanto pare le prime indiscrezioni danno vincente il modello di contratto alla Tito Boeri (economista “soft no-global) a discapito del modello alla Ichino (economista “liberale estremista” del PD). Si prospetta una forte contrazione del precariato giovanile nel nostro paese…
Mi piacerebbe sapere anche come agiranno nell’ambito proibizionismo e militarismo ma purtroppo credo di saperlo già…
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