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Art. 444 cpp, art. 445 cpp, art. 240 codice penale | Sentenze
Art. 444 cpp, art. 445 cpp, art. 240 codice penale
Scritto il Settembre 2, 2016 da sentenze
Per effetto dell’interpolazione all’art. 445 cpp da parte dell’art. 2 l. 134 2003 che ha espunto dal testo del comma 1 della disposizione il richiamo al solo art. 240 cp è consentito ordinare la confisca con la sentenza “patteggiata” anche quando non sia obbligatoriamente imposta dalla legge e l’ablazione risulti rimessa alla valutazione discrezionale del Giudice. In tale ultima ipotesi, però, trattandosi di confisca facoltativa, il potere di applicare la misura spetta in via esclusiva al Giudice al momento della pronuncia della sentenza, con la conseguenza che, ove il relativo provvedimento non sia stato preso, è esclusa la possibilità di adottarlo in sede esecutiva. L’omissione può essere riparata dal Giudice dell’Esecuzione solo se essa sia consistita nel mancato adempimento, da parte del Giudice della cognizione, del dovere di disporre la confisca obbligatoria per legge, rendendosi in tal caso applicabile il rimedio apprestato dall’art. 676 cod. proc. pen.. La norma, infatti, nel richiamare l’art. 240 c.p., opera un rinvio che deve intendersi limitato alle sole ipotesi specificamente contemplate nel comma 2.
Cassazione penale sentenza n. 36356 1 settembre 2016
1. Il Tribunale di Salerno, adito in funzione di giudice dell’esecuzione con ordinanza in data 1 luglio 2014, rigettava l’opposizione avverso il provvedimento di confisca assunto dal medesimo Tribunale con ordinanza in data 20 marzo 2012 avente ad oggetto una motosega completa di lama e catena. Ha osservato il Tribunale che la confisca facoltativa era ammissibile anche in fase di esecuzione, a fronte di una decisione di applicazione della pena ex art. 444 cod. proc. pen.
2. Ricorre per cassazione Omissis a mezzo del difensore di fiducia e denuncia i seguenti vizi. Premette che, all’esito del giudizio ex art 444 cod. proc. pen., il giudice non aveva disposto la confisca di una motosega in sequestro. Si trattava di un’ipotesi di confisca non obbligatoria. Dopo il passaggio in giudicato in funzione di giudice dell’esecuzione era stata disposta la confisca del bene. Contro il provvedimento era stata formulata opposizione. Si era prospettato che trattandosi di confisca non obbligatoria essa sarebbe stata possibile solo in fase di cognizione e non in sede di esecuzione a fronte di una sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti ex art. 444 cod. proc. pen.
1.1. Con la l. n. 134 del 2003, art. 2, è stato espunto dal testo dell’art. 445 cod. proc. pen., comma 1 il richiamo al solo art. 240 cod. pen., comma 2 che figurava nella precedente formulazione del testo normativo.
E’, pertanto, per effetto dell’interpolazione consentito ordinare la confisca con la sentenza “patteggiata” anche quando non sia obbligatoriamente imposta dalla legge e l’ablazione risulti rimessa alla valutazione discrezionale del Giudice.
In tale ultima ipotesi, però, trattandosi di confisca facoltativa, il potere di applicare la misura spetta in via esclusiva al Giudice al momento della pronuncia della sentenza, con la conseguenza che, ove il relativo provvedimento non sia stato preso, è esclusa la possibilità di adottarlo in sede esecutiva. L’omissione può essere riparata dal Giudice dell’Esecuzione solo se essa sia consistita nel mancato adempimento, da parte del Giudice della cognizione, del dovere di disporre la confisca obbligatoria per legge, rendendosi in tal caso applicabile il rimedio apprestato dall’art. 676 cod. proc. pen.
La norma, infatti, nel richiamare l’art. 240 c.p., opera un rinvio che deve intendersi limitato alle sole ipotesi specificamente contemplate nel comma 2.
Pertanto, era precluso al Tribunale, anche dopo la modifica dell’art. 445 cod. proc. pen., comma 1, disporre l’ablazione delle cose sequestrate (cfr., in termini, Cass. Sez. 1 n. 1756 del 20/4/2012, Ebrahim, Rv. 252888).
2. Da quanto sopra consegue l’annullamento senza rinvio dell’ordinanza emessa dal Tribunale di Salerno in data 1 luglio 2014, con restituzione della res in sequestro all’avente diritto.
Segue l’adempimento di cui all’art 625 comma 3 cod. proc. pen.
Annulla senza rinvio l’ordinanza impugnata e dispone la restituzione della motosega all’avente diritto. Si comunichi al P.M. presso il Tribunale di Salerno.
Manda la cancelleria per l’adempimento di cui all’art 625 comma 3 cod. proc. pen..
Così deciso in Roma, il 20 maggio 2016 […]
ART. 445 CPP, sentenza n. 36356 1 settembre 2016
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 art. 2
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