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SECONDO RAPPORTO SULLA DIFFUSIONE DELLA GIUSTIZIA ALTERNATIVA IN ITALIA
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Michelina Cipriani
1 SECONDO RAPPORTO SULLA DIFFUSIONE DELLA GIUSTIZIA ALTERNATIVA IN ITALIA con il Patrocinio della Camera dei Deputati2 INDICE GENERALE La seconda edizione del Rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa in Italia: sfera giudiziale ed extragiudiziale, i due profili complementari dell accesso alla giustizia Giovanni Deodato 3 La diffusione della giustizia alternativa in Italia: i risultati di una ricerca Vincenza Bonsignore 20 La conciliazione: i possibili sviluppi tratti dall esperienza Francesco Paolo Luiso 144 La conciliazione delegata Marcello Marinari 160 Garanzie e standards forniti dalle istituzioni: l'adr tra pubblico e privato Rinaldo Sali 179 La cultura della giustizia e la promozione dell ADR (Alternative Dispute Resolution) Tiziana Pompei 195 23 Secondo rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa in Italia LA SECONDA EDIZIONE DEL RAPPORTO SULLA DIFFUSIONE DELLA GIUSTIZIA ALTERNATIVA IN ITALIA: SFERA GIUDIZIALE ED EXTRAGIUDIZIALE, I DUE PROFILI COMPLEMENTARI DELL ACCESSO ALLA GIUSTIZIA Giovanni Deodato Sommario: 1. I destinatari del presente Rapporto I rapporti fra i cittadini e la giustizia nell evoluzione delle modalità di produzione legislativa I soggetti istituzionali Luci ed ombre dell accesso alla giustizia Come operare. 1. I destinatari del presente Rapporto La presentazione di questo secondo Rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa in Italia, realizzato da Unioncamere, Camera Arbitrale e Camera di Commercio di Milano insieme ad Isdaci, che ne cura anche il coordinamento 1, conferma l impegno dei promotori di alimentare un vero e proprio processo culturale dando voce alle istanze di giustizia dei cittadini e delle imprese. Di anno in anno aumenta il valore di questi dati, che consentono di affrontare con cognizione di causa le ragioni dell opportunità del radicamento degli strumenti extragiudiziali di composizione delle liti civili, il cui sviluppo è nitidamente fotografato dal Rapporto stesso. Presidente Isdaci 1 Anche questa seconda edizione della ricerca è curata da Vincenza Bonsignore. 34 Si tratta di una ricerca che descrive esaustivamente le esperienze di composizione arbitrale e conciliativa dei conflitti nel nostro Paese, evidenziandone il positivo trend di crescita: negli ultimi tre anni il numero globale delle domande inerenti il ricorso a questi strumenti è più che triplicato, passando da del 2005, a del 2006 e del Sebbene si tratti di un risultato lusinghiero per l attività di chi ha profuso risorse nella crescita della cultura della composizione non togata dei conflitti, sarebbe illusorio nascondere che ancora siamo davanti ad una goccia d acqua nel mare della conflittualità: i dati Istat evidenziano, infatti, circa un milione e mezzo di nuove cause civili di primo grado avviate ogni anno, con tendenza costante ad aumentare 2. Ciò, naturalmente, non sminuisce la portata del segno ampiamente positivo che si riscontra nella diffusione del ricorso a queste forme di giustizia privata, ma rappresenta un dato sul quale deve riflettere, innanzitutto, il legislatore, che dispone di non poche leve per indirizzare gli utenti verso le traiettorie più consone ad ogni tipologia di conflitti. L informazione resa possibile dal presente Rapporto, unica fonte di documentazione su questo tema nel nostro Paese, si indirizza agli interlocutori istituzionali, innanzitutto Parlamento e Governo, affinché ne traggano indicazioni circa le misure da adottare; inoltre, alle associazioni imprenditoriali, dei consumatori, ma altresì all opinione pubblica, affinché sia conosciuta l offerta di modalità di accesso alla giustizia caratterizzata dall efficacia che è testimoniata dagli ottimi risultati documentati dalle pagine che seguono. 45 Secondo rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa in Italia All adozione degli strumenti extragiudiziali di composizione dei conflitti deve coniugarsi la ricerca sempre più convinta di attive forme di collaborazione fra gli enti che amministrano le procedure stesse e le istituzioni. L obiettivo che ci si deve prefiggere è ambizioso: valorizzare l esperienza di questi anni, ponendola al servizio di chi, mediante strumenti istituzionali, può indirizzare i comportamenti collettivi. I risultati positivi sono sempre il frutto di professionalità, attenzione, investimenti in termini di risorse umane ed economiche, basi queste indispensabili per realizzare ogni programma e conseguire risultati all altezza delle aspettative: scopo di tutti gli enti che amministrano procedimenti extragiudiziali - ma in particolare di quelli che vi sono istituzionalmente preposti - è la realizzazione di un sistema che contribuisca ad agevolare le condizioni dello sviluppo e del benessere del Paese. 2. I rapporti fra i cittadini e la giustizia nell evoluzione delle modalità di produzione legislativa La giustizia, anche quella civile, rappresenta una priorità del programma di Governo: i mesi trascorsi dall inizio della legislatura già rappresentano un periodo sufficiente per valutare positivamente le iniziative volte ad espandere sempre più le opportunità di accesso alla giustizia mediante il ricorso a procedure extragiudiziali atte non già - come troppo spesso erroneamente ritenuto- a turare le falle - del sistema giudiziario, bensì ad integrarsi proficuamente con esso sulla base di una efficace ripartizione dei ruoli e delle competenze. 2 Italia in cifre, a cura dell Ufficio Comunicazione Istat, Roma, 2008, tab6 Si tratta, in definitiva, di una forma di rispetto delle esigenze della collettività che incidono in maniera non lieve sull ordinato e sereno svolgimento della vita di tutti, ma atte a condizionare negativamente ed in maniera diretta - ove trascurate - la percezione stessa della giustizia. Potranno così saldarsi vieppiù i rapporti fra i cittadini e le istituzioni, contribuendo concretamente al miglioramento della società in cui viviamo ed operiamo. I dati ufficiali sull amministrazione della giustizia civile evidenziano le palesi difficoltà nel garantire in modo consono ai cittadini ed alle imprese la tutela dei propri diritti, affinché tutti possano avere accesso, nel caso di loro violazione, a procedimenti efficaci e, qualora si tratti di controversie di minore entità, semplici, rapidi, e poco costosi. Fin dal prima edizione il Rapporto si è prefisso, con rigore metodologico quanto ai metodi di raccolta, analisi e interpretazione dei dati, l obiettivo di conferire un respiro nazionale ad un processo culturale che si arricchisce di anno in anno. Il Rapporto coglie i mutamenti, e li evidenzia ai fini della migliore conoscenza della pratica: descrivere i cambiamenti, non soltanto è utile per comprendere il livello di efficacia dei servizi offerti, ma altresì per valutare l'appropriatezza delle attività promozionali svolte, nonché delle politiche attuate per garantire l accesso ai servizi stessi. L esperienza maturata con la prima edizione del Rapporto ha insegnato ad analizzare approfonditamente il significato degli incrementi annuali, interpretandoli in funzione dei fattori di sviluppo: è indubbio infatti che dalle scelte di politica legislativa, e dalla rilevanza alle medesime tributata dai media, consegua la maggior conoscenza delle modalità extragiudiziali di 67 Secondo rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa in Italia composizione delle liti da parte degli utenti e, conseguentemente, il maggior ricorso ad esse. In particolare, la ricerca permette di strutturare modelli assai utili per mettere a fuoco i più proficui interventi normativi necessari per assicurare la costante crescita del ricorso a modalità di composizione dei conflitti alternative al giudizio civile. Gli enti promotori del Rapporto intendono, in altre parole, offrire un'analisi per la valutazione degli interventi che il legislatore si prefigge, contribuendo così all'efficacia degli strumenti che il Parlamento ed il Governo si propongono di adottare. Le modalità di produzione legislativa nel nostro Paese sono mutate radicalmente: non siamo più il Paese delle leggine e delle politiche legislative estemporanee e frammentate. Siamo divenuti un Paese che - pur con qualche discontinuità - dall inizio degli anni 90 ha posto in atto politiche altamente integrate, vale a dire scelte legislative informate a grandi principi unificatori. E una novità rispetto alla nostra tradizione legislativa: per cogliere pienamente l inversione di tendenza è sufficiente verificare le modalità di approvazione delle leggi: rispetto alle percentuali degli anni 70 e 80, allorquando oltre il 70 per cento delle leggi era approvato direttamente dalle Commissioni parlamentari senza passare per le assemblee, il ricorso a questo strumento è ora sceso in modo evidente, riguardando soltanto il 10 per cento circa delle leggi. La diffusa pratica, nel nostro Paese, dell adozione di leggi inattuabili e destinate, quindi, ad aggravare la crisi organizzativa delle amministrazioni 78 pubbliche, in particolare di quella giudiziaria, sembra ormai appartenere al passato. Il momento della creazione della norma e quello della verifica della sua effettività devono valutarsi nella prospettiva dell'analisi economica del diritto, onde verificare i costi, anche sociali, delle scelte operate: queste considerazioni conducono all evidente conclusione che il sistema giudiziario risente pesantemente dei costi di una cattiva legislazione, ascrivibile a scelte non adeguatamente ponderate. Con la delega al Governo si dispone di strumenti efficaci per realizzare grandi interventi normativi di riforma, definendo strumenti di controllo e di indirizzo che emancipino dalla politica delle leggine e delle leggi manifesto. La disciplina in itinere recante Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, nonché in materia di processo civile, approvata dalla Camera dei deputati il 2 ottobre 2008, come appresso si vedrà, è caratterizzata da scelte assai importanti a favore dello sviluppo della pratica della composizione negoziata delle liti. Naturalmente ogni delega legislativa deve comportare l'adozione di strumenti volti ad assicurare l efficacia del processo decisionale fornendo le informazioni ed i dati necessari ad una reale istruttoria tecnico-scientifica. In questa prospettiva gli studi sviluppati dall Isdaci, che da oltre vent anni conduce ricerche e cura proprie collane editoriali, giuocano un ruolo rilevante: siamo infatti in un momento storico in cui le innovazioni sono sollecitate dall esigenza di individuare obiettivi e tratti degli interventi legislativi, che sono il frutto di una qualità di produzione che aumenta vieppiù. Sarebbe, quindi, paradossale ripercorrere strade rivelatesi già in 89 Secondo rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa in Italia passato senza uscita o, al contrario, ignorare soluzioni proficuamente adottate in altri Paesi. 3. I soggetti istituzionali Il sistema delle Camere di Commercio, che costituisce l asse portante degli associati Isdaci, con l offerta dei servizi di arbitrato e conciliazione adempie ad un ruolo che forse non dobbiamo più definire soltanto alternativo, bensì anche complementare alla amministrazione della giustizia 3. La nozione di alternatività evoca infatti drastiche contrapposizioni che è ora di lasciare alle spalle. Il solo arbitrato, al più, può considerarsi realmente alternativo ai procedimenti civili ordinari, mentre il processo di mediazione ad opera di un terzo imparziale, che è destinato, nel caso di successo, a sfociare nella conciliazione secondo la volontà delle parti, certo alternativo non è; prova ne sia che - qualora il tentativo non fosse coronato dal successo - le parti, senza che alcun diritto sia pregiudicato, possono ricorrere alla sede giudiziaria. Ma vi è di più: la già richiamata riforma in itinere del codice di procedura civile introduce nel nostro ordinamento la figura della conciliazione delegata, caratterizzata dalla circostanza che l organo giudiziario di fronte al quale si celebra un giudizio può disporre la remissione delle parti ad un conciliatore, secondo un modello di matrice francese 4. 3 L esperienza delle Camere di commercio nell amministrazione delle procedure extragiudiziali è approfondito, nella prospettiva storica, da C. VACCÀ, La giustizia non togata. Alle radici della composizione dei conflitti fra conciliazione, arbitrato e giurisdizioni speciali, Milano, Loi n dell 8 febbraio10 Per incrementare ulteriormente i volumi di richiesta di giustizia che pervengono al sistema delle Camere di Commercio, in funzione anche di questa attesa evoluzione legislativa, è tuttavia necessaria la collaborazione di due ulteriori attori: le organizzazioni imprenditoriali - comprendendo anche la piccola impresa, il commercio, i servizi - e, ultime ma non ultime, le associazioni dei consumatori. Questi enti collettivi sono, infatti, in grado di convogliare verso la sfera extragiudiziale i propri associati alimentando ai loro occhi con credibilità la fiducia nei servizi offerti dal sistema camerale. A questi attori se ne aggiunge ora un altro: si tratta dell avvocatura, che tramite i propri Ordini, sarà chiamata dal legislatore a garantire un importante servizio. Prevede, infatti, la medesima legge delega per la riforma del codice di procedura civile 5 la possibilità, per i consigli degli ordini degli avvocati, di istituire, presso i tribunali, organismi di conciliazione che, per il loro funzionamento, si avvalgono del personale degli stessi consigli 6 I legali si troveranno pertanto direttamente coinvolti nell amministrazione - e, quindi, responsabilizzati dello sviluppo - di un sistema di giustizia alternativo e complementare, potendo peraltro contare su significative leve contestualmente approntate dal legislatore. Lo stesso provvedimento prevede infatti (art. 18) che le prestazioni delle pubbliche amministrazioni devono essere erogate con modalità tali da ridurre significativamente il contenzioso" assicurando il più alto grado di soddisfazione degli utenti, 5 Art. 39 del d.d.l. A.S. n. 1082, recante Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, nonché in materia di processo civile, approvato dalla Camera dei deputati il 2 ottobre11 Secondo rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa in Italia mentre (art. 21) la tutela non giurisdizionale degli utenti di servizi pubblici, comporta l obbligo di adozione di uno schema-tipo di procedura conciliativa [ ] da recepire nelle singole carte dei servizi. Vi sono, quindi, tutti i presupposti affinché, presentando fra un anno il terzo Rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa in Italia, possano riscontrarsi sviluppi ancor più significativi. Le Camere di Commercio, del resto, sono il soggetto istituzionale chiamato ad esercitare funzioni inedite rispetto al passato, ascrivibili alla nozione di regolazione del mercato, che rappresenta il denominatore comune ad attività diversificate e complementari, quali l accertamento della presenza di clausole inique nei contratti, la predisposizione di contratti-tipo, la tutela della concorrenza, l'amministrazione delle procedure di composizione delle controversie, la prevenzione e la sanzione dei reati contro l economia pubblica, l industria e il commercio. La legge 29 dicembre 1993, n. 580, che ha attuato il riordinamento delle Camere di Commercio, stabilisce che le Camere possano predisporre e promuovere contratti-tipo concordati fra organizzazioni imprenditoriali ed associazioni dei consumatori: l'elaborazione di contratti standard sotto l'egida delle Camere di Commercio rappresenta pertanto uno strumento volto a prevenire la conflittualità mediante la circolazione di pattuizioni eque ed il radicamento di pratiche contrattuali corrette. Arbitrato e conciliazione rappresentano pertanto solo una parte, per quanto rilevante, dei compiti assegnati dal legislatore al sistema delle Camere di Commercio, che vi adempie - a differenze di numerose iniziative imprenditoriali nell ambito dell amministrazione della giustizia non togata - 6 Art. 39, terzo comma. 1112 per esclusive finalità pubblicistiche. Fra i soggetti che con maggior tradizione assolvono ad un ruolo ausiliario nell amministrazione della giustizia, non può non richiamarsi anche il Giurì di autodisciplina pubblicitaria, organo indipendente che - applicando le norme del Codice di autodisciplina pubblicitaria, costantemente aggiornate dal offre procedure e modalità di intervento atte ad assicurare con tempestività la definizione di situazioni di grande impatto non soltanto economico, ma sovente anche sociale e culturale. Sia dal punto di vista quantitativo, sia da quello qualitativo, le pronunzie rese ormai da decenni dal Giurì rappresentano un patrimonio di riferimento non soltanto per gli operatori del settore pubblicitario, ma altresì per i giuristi, i semiologi, i sociologi. Evidenti, pertanto, le ragioni per le quali il sistema dell Autodisciplina pubblicitaria è indicato quale modello idoneo ad alleviare le pressioni che opprimono la giustizia statuale: deve sottolinearsi che le decisioni del Giurì pervengono in un arco temporale che - di norma - non supera le tre settimane dalla presentazione dell istanza. E, è bene sottolinearlo, la rapidità del giudizio, reso in grado unico ed inappellabile, non scalfisce la qualità delle pronunzie, unanimemente considerate di elevato livello. Al fine di contribuire alla diminuzione della domanda di giustizia togata è pertanto auspicabile che non soltanto i giuristi, ma la società civile nel suo insieme si impegnino, anche con creatività ed immaginazione, nella individuazione di strumenti di composizione dei conflitti nuovi, efficaci, di matrice privata e su base volontaristica: l esperienza dell Autodisciplina pubblicitaria opera in questa direzione, senza rivendicare alcuna esclusiva. 1213 Secondo rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa in Italia I progetti e le iniziative avviati, anche in sede legislativa, il costruttivo apporto della magistratura, l entità e la qualità dei risultati ottenuti dai numerosi soggetti che amministrano procedure extragiudiziali, il livello della percezione della crisi della giustizia civile da parte dei cittadini, sono tutti elementi che muovono in questa direzione ed inducono ad essere fiduciosi nello sviluppo della pratica extragiudiziaria. Del resto, la via aperta proprio dalla magistratura milanese con il Progetto Conciliamo non solo conferisce un significativo impulso al ricorso alla composizione extragiudiziale delle controversie, ma rappresenta un significativo segnale di vera e propria maturazione culturale. 4. Luci ed ombre dell accesso alla giustizia Dal 1975 al 2004 la durata delle cause civili è aumentata del 90% e, nel solo periodo , il contenzioso avente ad oggetto la violazione del termine ragionevole del processo è costato allo Stato italiano circa 41 milioni di euro, di cui quasi 18 soltanto nel 2006, con un incremento dell 800% circa 7. Emerge, inoltre, dal rapporto Doing Business 2008 della World Bank che la lentezza dei processi costituisce uno dei principali ostacoli allo sviluppo produttivo dell Italia, in quanto genera incertezza negli scambi e demotiva gli investitori: su 178 casi analizzati, il nostro Paese risulta al 155 posto 8. Pur in presenza di una popolazione italiana sostanzialmente stabile, è costante l incremento delle richieste rivolte all apparato giudiziario: se si 7 M. GIOVANNINI, Quali rimedi alla lentezza del processo? La via della conciliazione stragiudiziale, in www. nelmerito.com, 28 novembre Idem. 1314 assume come pressoché invariabile il dato socio-culturale inerente la propensione al litigio da parte degli individui, devono individuarsi le ragioni che giustifichino e spieghino i tassi di incremento della litigiosità in sede civile. Accanto alle ben note cause evidenziate nelle relazioni che accompagnano l apertura dell anno giudiziario, non sembra inutile, a questo proposito, rammentare che talune caratteristiche recentemente assunte dal nostro apparato normativo con il riconoscimento di nuovi soggetti ed interessi giuridicamente rilevanti senza dubbio contribuiscono alla lievitazione della conflittualità. Così, ad esempio, la progressiva emersione della figura del consumatore, destinataria delle norme speciali in tema di credito al consumo, responsabilità del produttore, sicurezza intrinseca dei prodotti, contratti a distanza, garanzie sui beni di consumo, contratti di viaggio e turismo, multiproprietà immobiliare, in qualche misura influisce sulla domanda di giustizia rivolta al sistema giudiziario: sebbene grande ancora sia la distanza dai livelli nordamericani di litigiosità, la crescente consapevolezza dei diritti del consumatore e lo sviluppo -grazie all iniziativa europea- di un apparato normativo ad hoc, contribuiscono ad alimentare azioni volte a salvaguardare diritti lesi o, semplicemente, minacciati. All incremento della litigiosità si affianca - paradossalmente - un fenomeno d opposto segno: esiste un area grigia, difficile da valutare, in cui vi è la rinuncia ad accedere alla giustizia per ragioni essenzialmente ascrivibili ai tempi ed a costi del giudizio civile ordinario: proprio questo è il target che deve essere raggiunto dall offerta dei servizi di conciliazione ed arbitrato. 1415 Secondo rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa in Italia Gli ostacoli frapposti alla possibilità di far valere i propri diritti innanzi agli organi giudiziari sono assai noti: si tratta innanzitutto dei costi del procedimento e, specialmente, della rappresentanza, spese destinate ad amplificarsi qualora dovesse rendersi necessario, come assai spesso avviene, il ricorso ad esperti e consulenti in ragione della sempre maggiore complessità non soltanto dei prodotti e servizi oggetto della controversia, ma altresì degli stessi rapporti contrattuali, che superano non di rado - come in materia finanziaria (penso ai cosiddetti prodotti derivati) - le tradizionali competenze del giurista. Vi è inoltre, come è evidente, il rischio di dover sostenere, in tutto o in parte, le spese del giudizio ma, soprattutto, la certezza che molto tempo dovrà trascorrere prima di pervenire ad una sentenza e ciò, specie per le imprese, è causa di non pochi problemi, anche sul piano della redazione dei bilanci negli anni di pendenza del giudizio medesimo. La giustizia ritardata equivale a giustizia denegata. Non possono, inoltre, sottovalutarsi le barriere di ordine psicologico che si associano, specie - ma non solo - per i cittadini alle complessità che caratterizzano i procedimenti giudiziari: l utente è sovente perplesso di fronte ai riti che si celebrano nei tribunali, ed all ermetico linguaggio giuridico. Troppo spesso il limitato valore economico della controversia rende, poi, sproporzionati i costi del giudizio: in relazione ai rapporti di consumo il Piano d azione sull accesso dei consumatori alla giustizia e la risoluzione delle controversie in materia di consumo nel mercato interno 9 stimò, con riferimento ai Paesi dell Unione europea, che il costo medio delle spese del 1516 giudizio, sommato agli onorari dei legali, per una lite di euro fosse pari, nella migliore delle ipotesi, a circa euro. Non stupisce, pertanto, che a fronte di una simile sproporzione molti cittadini rinuncino a far valere i propri diritti, sopportando tutte le conseguenze della loro violazione. Dietro questi dati aleggiano certamente molte motivazioni, non ultima la maggiore propensione alla litigiosità non soltanto in funzione di differenti tradizioni culturali e modelli di comportamento, ma in ragione altresì della circostanza che, loro malgrado, i legali si trovano sovente impreparati a svolgere la necessaria attività di indirizzo di fronte alla inclinazione litigiosa dei clienti, determinati troppo spesso a promuovere azioni prive di significato razionale: dai valori medi delle controversie è lecitamente desumibile che contribuiscano liti di scarso valore economico, che mai avrebbero, infatti, dovuto imboccare la strada giudiziaria. A ciò fa riscontro un sistema giudiziario la cui efficienza e la cui tenuta sono in molte sedi compromesse anche dalla carenza d organico, oltre che dalle inadeguatezze ed insufficienze organizzative e strutturali. Evidente che i costi di siffatte patologie ricadano sui tempi dell amministrazione della giustizia e, quindi, sull intera collettività. 5. Come operare A fronte di questo stato di fatto, le strade da percorrere appaiono essenzialmente tre, correlate e complementari: una maggiore razionalizzazione dei procedimenti giudiziari, il miglioramento della 9 COM , p17 Secondo rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa in Italia comunicazione fra gli utenti - cittadini ed imprese - ed i loro legali, lo sviluppo delle procedure extragiudiziali. Mentre la prima traiettoria pertiene al contesto proprio della tradizione giudiziaria mirando al miglioramento della sua efficacia e della sua efficienza - e su questa via il legislatore si è proficuamente avviato - la seconda e la terza si pongono, invece, l obiettivo di sottrarre al sistema giudiziario i procedimenti che ad esso devono rimanere estranei in ragione, innanzitutto - ma non solo - del loro esiguo valore economico. Il miglioramento delle procedure giudiziarie deve portare a delineare riti semplificati per le controversie di minor valore, o small claims, che dir si voglia, caratterizzati dalla riduzione del formalismo al minimo indispensabile. Numerosi Paesi europei hanno percorso, anche da tempo, questa strada, e la stessa Unione europea, con il Regolamento n. 861/2007 dell 11 luglio 2007, ha istituito un procedimento europeo per le controversie di modesta entità, se pur esclusivamente applicabile alle liti cosiddette transfrontaliere. Al contempo - ed in apparenza antiteticamente - deve porsi un freno alla eccessiva frammentazione dei riti che si aggiungono al processo civile ordinario, causa anch essa di molteplici disservizi e ritardi. La seconda strada da seguire, quella relativa alla comunicazione fra utenti e legali, muove dalla considerazione che le relazioni fra questi soggetti devono essere improntate a criteri di proficua collaborazione: non è fuori luogo rammentare che il Codice deontologico degli avvocati dell Unione europea, ratificato nel nostro Paese dal Consiglio Nazionale Forense dal 1989, fa obbligo all'avvocato (art. 2.7) di difendere sempre nel miglior modo possibile gli interessi del suo cliente, e non mancano autorevoli 1718 interpretazioni propense a ritenere l'esistenza di un vero e proprio dovere deontologico del legale nel suggerire al cliente le opzioni extragiudiziali qualora ciò comporti la miglior tutela degli interessi di quest ultimo 10. Un proficuo dialogo fra avvocato e cliente deve quindi essere, innanzitutto, volto a prospettare al secondo le opportunità di composizione negoziata, od arbitrale, della controversia, evitando all utente di promuovere procedure giudiziali improprie rispetto alla natura del contrasto. Merita ricordare, a questo proposito, che la recente delega al Governo per la novellazione del codice di procedura civile in materia di conciliazione delle controversie 11 prevede il dovere dell avvocato di informare il cliente, prima dell instaurazione del giudizio, della possibilità di avvalersi dell istituto della conciliazione nonché di ricorrere agli organismi di conciliazione 12. Del resto, evitare procedimenti giudiziari non consoni ad una reale tutela degli assistiti soddisfa anche l esigenza dei legali di mantenere la clientela rendendo, di volta in volta, il servizio più efficace: è stato sottolineato che, anche dal punto di vista del successo professionale, la qualità del servizio reso dall avvocato specializzato nella composizione extragiudiziale dei conflitti è senza dubbio premiante sul piano della soddisfazione e, quindi, della fidelizzazione del cliente R. DANOVI, La toga e l avvocato, Milano, 1993, p. 79 ss. 11 Art. 39 del d.d.l. A.S. n. 1082, recante Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, nonché in materia di processo civile, approvato dalla Camera dei deputati il 2 ottobre Art. 39, terzo comma. 13 A. SCHNEEBALG ed E. GALTON, Avvocati e consulenti delle parti in conciliazione. Manuale per organizzare e condurre gli incontri (ed. it. nella collana Isdaci, a cura di C. VACCÀ di Le rôle du conseil en médiation civile et commerciale, Bruxelles, 2002) Milano,19 Secondo rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa in Italia Il terzo indirizzo che si è indicato per il recupero dei rapporti fra giustizia ed utenti è rappresentato, come anticipato, dallo sviluppo delle procedure extragiudiziali. Autorevole avallo di questa impostazione si è avuto dagli organi comunitari con la Direttiva 2008/52 del 21 maggio 2008 relativa alla mediazione in materia civile e commerciale, purtroppo anch essa limitata alle sole controversie transfrontaliere. Molte sono le tipologie riconducibile alle modalità di composizione out-ofcourt dei conflitti, caratterizzate da significative differenze quanto a natura giuridica, struttura, funzionamento, e dinamica delle procedure: l elemento comune è rappresentato, in definitiva, dalla semplificazione dell accesso degli utenti alla risoluzione dei conflitti. Il nostro legislatore da tempo mostra attenzione nei confronti delle alternative extragiudiziali, come è testimoniato dalla completa novellazione delle norme del codice di procedura civile dedicate all arbitrato 14, nonché dalla considerazione dedicata all arbitrato ed alla conciliazione in sede di riforma societaria 15. Questa è la strada da percorrere, senza indugi e con determinazione. 14 Che ha avuto luogo con il d.lgs. 2 febbraio 2006, n d. lgs. 17 gennaio 2003, n. 5, artt20 LA DIFFUSIONE DELLA GIUSTIZIA ALTERNATIVA IN ITALIA: I RISULTATI DI UNA RICERCA Vincenza Bonsignore Sommario: 1. Introduzione. Una ricerca sulla giustizia alternativa? - 2. Monitoraggio dei Centri italiani: analisi del campione e dell adesione alla ricerca Le Camere Arbitrali Le Camere Arbitrali al di fuori del sistema camerale Le Camere Arbitrali del sistema camerale I centri di riassegnazione dei nomi a dominio I Centri di conciliazione commerciale Le Camere di conciliazione amministrata e paritetica esterne al sistema camerale Le Camere di conciliazione del circuito delle Camere di Commercio I Corecom Le Associazioni di Consumatori Le imprese telefoniche e le principali associazioni di tour operators I Centri di ODR L attività preventiva dell Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria di Milano - IAP Conclusione: i Centri ADR operativi attualmente in Italia Panorama dell ADR in Italia L arbitrato amministrato in Italia La riassegnazione dei nomi a dominio La conciliazione in Italia Introduzione La Conciliazione Amministrata La conciliazione presso i Corecom La conciliazione paritetica Conclusioni. 1. Introduzione. 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References: Art. 39
 Art. 39
 sentenza 
 Art. 39
 Art. 39
 ART. 1
 ART. 2
 ART. 1
 ARTICOLO 141
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 ART. 18
 Art. 1
 art. 84
 articolo 11
 art. 15
 Art. 1