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Timestamp: 2020-08-12 21:46:18+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 4476 del 24/02/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4476 del 24/02/2011
Cassazione civile sez. III, 24/02/2011, (ud. 20/01/2011, dep. 24/02/2011), n.4476
C.M.P. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in
ROMA, VIA STEFANO JACINI 68, presso lo studio dell’avvocato VALERIANI
FABIO, che la rappresenta e difende giusta delega a margine del
SMAFIN S.R.L. (OMISSIS), in persona del legale rappresentante pro
tempore Dott. G.D., elettivamente domiciliata in ROMA,
VIA CARLO POMA 4, presso lo studio dell’avvocato GELLI PAOLO, che la
avverso la sentenza n. 1455/2005 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
SEZIONE TERZA CIVILE, emessa il 21/02/2005, depositata il 01/04/2005
R.G.N. 2988/03;
APICE Umberto che ha concluso con l’accoglimento del ricorso.
C.M.P. convenne in giudizio innanzi al Tribunale di Roma SMAFIN s.r.l. chiedendo di essere risarcita dei danni subiti il 22 dicembre 1995 allorchè, mentre si trovava all’interno di un supermercato gestito dalla convenuta, era caduta a causa di una chiazza di sapone colata sul pavimento da un flacone collocato sugli scaffali del grande magazzino, riportando la rottura del femore.
Avverso detta pronuncia propone ricorso per cassazione, illustrato anche da memoria, C.M.P., formulando tre motivi.
Resiste con controricorso SMAFIN s.r.l..
4 Assodato, dunque, che la responsabilità ex art. 2051 cod. civ. è esclusa solamente dal caso fortuito -che, si ripete, è qualificazione incidente sul nesso causale e non sull’elemento psicologico dell’illecito (confr. Cass. civ. 7 luglio 2010, n. 16029;
Cass. civ. 19 febbraio 2008, n. 4279) – in relazione a talune fattispecie può essere necessario stabilire se l’evento derivi in tutto o in parte dal comportamento dello stesso danneggiato. Ne consegue che corollario della regola sancita dall’art. 2051 cod. civ..
Peraltro il giudizio sull’autonoma idoneità causale del fattore esterno ed estraneo a produrre l’evento deve in ogni caso essere adeguato alla natura ed alla pericolosità della cosa, sicchè tanto meno essa è intrinsecamente pericolosa, tanto più la situazione di possibile pericolo è suscettibile di essere prevista e superata attraverso l’adozione delle normali cautele da parte dello stesso danneggiato, tanto più incidente deve considerarsi l’efficienza causale del comportamento imprudente del medesimo nel dinamismo causale del danno, a partire; dall’uso improprio della cosa, fino all’eventuale interruzione del nesso eziologico tra la stessa e il danno e alla esclusione di ogni responsabilità del custode (cofr.
Cass. civ. 19 febbraio 2008, n. 4279).
5 Venendo al caso di specie, secondo il giudice di merito il comportamento della danneggiata avrebbe avuto siffatta portata, perchè il liquido era visibile sul pavimento, di talchè, esclusa la sussistenza di un’insidia o trabocchetto, e, in particolare, di un pericolo occulto e imprevedibile, la caduta era attribuibile esclusivamente a disattenzione della vittima.
In tale contesto è del tutto plausibile che il danno sofferto dalla C. sia stato casualmente connesso a un tipo di utilizzazione conforme alla funzione e alla destinazione tipiche della cosa in custodia di talchè, nella predetta prospettiva, andranno nuovamente approfondite tutte le circostanze in cui avvenne la caduta.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 2051
 Cass. 

Cass. 

Cass.