Source: https://www.studiobridarolli.it/massima-sicurezza-tecnologica-sicurezza-sul-lavoro/
Timestamp: 2019-12-07 17:13:04+00:00

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Massima sicurezza tecnologica • Avv. Maura Bridarolli
Cass. Pen. Sez. IV sent. N. 3616
A) delitto p, e p. dall’ art. 589 c.p. , 590 cp e D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626, art. 4, comma 5, lett. h), art. 3, comma 1, lett. b) e art. 89, comma 3, lett. a) per avere, nella qualità di amministratore unico della s.r.l. BP Gas, per colpa specifica, consistita nella violazione della disciplina antinfortunistica cagionato l’esplosione di un compressore verticale duplex marea Worthington, a causa della quale C.M., operaio dipendente della stessa società, che stava provvedendo ad operazioni di carico delle autocisterne aziendali con. GPL, riportava lesioni personali che lo traevano a morte;
Inoltre il ricorrente, richiamando sempre un’altra pronuncia della Corte, n. 7364 del 14.1.2014, solleva il tema del comportamento negligente del lavoratore infortunato. I comportamenti tenuti dai lavoratori dell’azienda escluderebbero la responsabilità per colpa dell’imputato. Infatti, gli stessi avrebbero erroneamente caricato, per oltre l’80%, l’autocisterna il giorno precedente l’incidente e, poi, avrebbero posto in essere una pericolosa operazione di svuotamento del tubo della fase gas che portava al compressore, con l’accensione del compressore che, dopo pochi secondi scoppiava. Detti comportamenti , sostiene il ricorrente, comporterebbero l’esclusione della propria responsabilità.
Sostiene la Corte che I giudici del gravame di merito con motivazione specifica, coerente e logica hanno, infatti, motivato congruamente sui punti nodali intorno ai quali ruota anche l’odierna imputazione:
2. l’assunta abnormità del comportamento posto in essere dai lavoratori che in ogni caso interromperebbe il nesso di causalità con la eventuale condotta omissiva del datore di lavoro;
Orbene, quanto al primo punto la Corte genovese da conto in motivazione che è vero che il compressore era dotato di un sistema di sicurezza funzionante (la cd. “testa elastica”), ma che dalle dichiarazioni rese dai periti Ci. e M. emergeva chiaramente che lo stesso era idoneo solo a intercettare modeste o modestissime quantità di liquido (normalmente presenti insieme al gas) e non grandi quantità, quale quella che deve essere entrata nel compressore per provocare la forte pressione da cui è derivata l’esplosione. Sulla scorta di tali considerazioni, pertanto, la Corte ha ritenuto condivisibile il convincimento espresso dal giudice di prime cure nonché dalla Corte territoriale, per il quale la presenza del barilotto trappola avrebbe impedito la causazione dell’infortunio con quelle modalità.
A proposito di “massima sicurezza tecnologica” esigibile dal datore di lavoro, il Collegio ritiene che, se è vero che la Corte ha anche affermato che, in materia di infortuni sul lavoro, è onere dell’imprenditore adottare nell’impresa tutti gli strumenti ed accorgimenti idonei a tutelare i lavoratori, il principio de quo vada letto alla luce della richiamata sentenza 41944/2006, Laguzzi, secondo cui, qualora la ricerca e lo sviluppo delle conoscenze portino alla individuazione di tecnologie più idonee a garantire la sicurezza, non è possibile pretendere che l’imprenditore proceda ad un’immediata sostituzione delle tecniche precedentemente adottate con quelle più recenti e innovative, dovendosi pur sempre procedere ad una complessiva valutazione sui tempi, modalità e costi dell’innovazione, purché, ovviamente, i sistemi già adottati siano comunque idonei a garantire un livello elevato di sicurezza (così questa sez. 4, n. 41944 del 19.10.2006, Laguzzi, rv. 235538).
Nel caso che ci occupa, in altri termini, il tempo trascorso rispetto all’adozione diffusa di quel “barilotto-trappola” che avrebbe certamente impedito l’ingresso di liquido in misura così massiccia, imponeva al datore di lavoro, sebbene in possesso delle certificazioni di regolarità dell’impianto, di aggiornarsi circa i sistemi di sicurezza esistenti sul mercato e di adeguare il proprio impianto con una spesa estremamente contenuta.
Orbene, con motivazione logica e congrua a parere degli Ermellini, la Corte genovese ha dato atto di come nel caso in esame non si sia stati di fronte ad un comportamento abnorme del lavoratore.
DM 37/08 Studio Avv. Maura Bridarolli Studio Avv. Maura Bridarolli Quando i figli sfuggono al controllo dei genitori….

References: Cass. 
 art. 589
 art. 4
 art. 3
 art. 89
 sentenza