Source: http://www.e-glossa.it/wiki/compravendita_immobiliare%c2%a3_le_agevolazioni_prima_casa.aspx
Timestamp: 2016-10-22 23:40:01+00:00

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di Daniele Minussi 22/10/2016 Elenco dei capitoli
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Le agevolazioni di cui all'art. 1, nota II-bis), della tariffa, parte prima, allegata al testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro (T.U. 131 del 1986) consistono nel poter fruire di un trattamento impositivo agevolato in sede di tassazione della compravendita immobiliare (secondo una nozione unitaria: cfr. Cass. Civ., Sez. V, 5691/2014). Dubbi si pongono in relazione all'utilizzo dello schema del contratto a favore di terzo ai sensi dell'art. 1411 cod.civ. (cfr. CTR Perugia, Sez. I, sent. n. 359/2014).Anzitutto la base imponibile sulla quale calcolare le imposte è costituita dal valore catastale del bene rivalutato da un coefficiente specifico, inferiore a quello ordinario (attualmente la rendita catastale moltiplicata per 116 invece che per 126 in riferimento agli altri immobili abitativi non destinati a prima abitazione).L'imposta di registro è dovuta nella misura del 2%.Secondariamente l'aliquota di tassazione risulta ridotta rispetto a quella ordinaria.L'imposta ipotecaria è dovuta nella misura di euro 50 anzichè in misura proporzionale.L'imposta catastale è dovuta parimenti in misura fissa di euro 50 anzichè in misura proporzionale.Quanto riferito vale per gli atti che siano soggetti ad imposta di registro, dunque, con buona approssimazione, alle compravendita che intercorrano tra soggetti privati (ma si veda Cass. Civ., Sez. V, 14398/13 che ha sancito l'applicabilità delle agevolazioni anche alle sentenze dichiarative dell'intervenuta usucapione). Se la negoziazione si svolge tra un'impresa (costruttrice) ed un privato (acquirente), il discorso cambia. Infatti per chi professionalmente svolge attività di costruttore, vendere un appartamento equivale a vendere merce. Per tale motivo la vendita sarà assoggettata ad IVA. L'IVA (nella misura del 4% se l'acquisto fruisce di agevolazioni prima casa) verrà versata dall'acquirente direttamente nelle mani del venditore. In questa ipotesi in sede di rogito notarile, saranno dovute comunque le imposte fisse di registro, catasto e trascrizione (nella misura fissa di euro 200 per ciascun tributo).Occorre a questo punto rammentare quali siano i requisiti che servono per poter fruire delle dette agevolazioni.a) Anzitutto occorre che le parti ne abbiano invocato l'applicazione in sede di stipulazione dell'atto di acquisto. Nel predetto atto occorrerà inoltre che l'acquirente effettui le seguenti dichiarazioni:b) di avere la propria residenza nel Comune in cui si trova l'immobile da acquistare nota1. In alternativa, di voler trasferire la propria residenza nel predetto Comune, ove si trova l'immobile acquistato, entro diciotto mesi a far tempo dalla data dell'atto. Non sarebbe sufficiente la dichiarazione di intento predetta: occorre poi che in concreto si provveda conformemente a detta manifestazione di volontà (Cass. Civ., Sez. V, 14413/2014). E' sufficiente che anche soltanto uno dei coniugi in comunione legale dei beni vi provveda (Cass. Civ., Sez. V, 16026/2015).A tal fine fanno prova le risultanze anagrafiche (Cass. Civ., Sez. V, 1530/12). Irrilevante la "residenza di fatto", altrimenti qualificabile più correttamente come dimora (Cass. Civ., Sez. Tributaria, 3384/13) nota2. E' sufficiente che entro il termine sia stata introdotta la richiesta di trasferimento della residenza, anche se non ancora conseguita (Cass. Civ., Sez. VI-T, 110/2015) anche se è stato deciso come, nell'ipotesi di accertamento negativo susseguente, si determini comunque la revoca delle invocate agevolazioni (Cass. Civ., Sez. V, 2181/2015).Cosa dire dell'ipotesi in cui l'acquirente non riesca a trasferire la propria residenza nel predetto termine per il sopraggiungere di eventi straordinari ed imprevedibili? E' stato deciso al riguardo come possa essere invocata la forza maggiore per scongiurare la decadenza (cfr. Cass. Civ., Sez. V, 14399/13; Cass. Civ., Sez. VI-T, 24963/2015, in riferimento alla scoperta archeologica che abbia determinato la sospensione dei lavori di ristrutturazione dell'immobile presso il quale l'acquirente avrebbe dovuto trasferire la propria residenza; cfr. anche Cass. Civ., Sez. V, 17442/2013, si pensi anche allo smottamento dell'area di sedime, cfr. Cass. Civ., Sez. VI-T, sent. n. 19247/2014). Non altrettanto, invece, nell'ipotesi della precarietà delle condizioni di salute dell'acquirente (Cass. Civ., Sez. V, 22002/2014), di mancato perfezionamento dei lavori di costruzione o di ristrutturazione del fabbricato acquistato (Cass. Civ., Sez. V, 7067/2014, Cass. Civ., Sez. VI-T, 5015/2015 oppure ancora di mancato rilascio della sanatoria rispetto alle opere di ristrutturazione (CTR Roma, Sez. XIV, 2264/2015); contra, si veda Cass. Civ., Sez. V, 18770/2014 ed anche Cass. Civ., Sez. V, 8351/2016 in relazione al rifacimento del tetto e delle scale condominiali, lavori deliberati dopo l'acquisto dell'appartamento), ovvero di impossibilità di portare a termine lo sfratto del precedente inquilino (Cass. Civ., Sez. V, 13177/2014) nè in quello della separazione personale consensualmente intervenuta tra i coniugi acquirenti (Cass. Civ., Sez.VI T, 16082/2014). Neppure rilevano le lungaggini burocratiche concernenti il rilascio di autorizzazioni edilizie per ristrutturare l'immobile da abitare (Cass. Civ., Sez. VI-T, Cass. civile, sez. VI-T del 2015 numero 4800 (10/03/2015)), la sussistenza di gravi vizi dell'immobile acquistato (Cass. Civ., Sez.V, 10586/2015) nè il mancato rilascio dell'inquilino nonostante la regolare disdetta, anche se non mancano pronunzie difformi (Cass. Civ., Sez. V, 13346/2016, contra: Cass. Civ., Sez. VI-V, 25437/2015). Insomma: la "forza maggiore" deve integrare gli estremi di una situazione avente carattere oggettivo, imprevedibile e, soprattutto, inevitabile (Cass. Civ., Sez. V, 864/2016). Questa conclusione è stata peraltro revocata in dubbio. Infatti la S.C., con due distinte pronunzie a distanza di un solo giorno ha dapprima negato la rilevanza della forza maggiore (dovendo dunque essere semplicemente constatata l'oggettiva decadenza del contribuente per il decorso inutile del termine di 18 mesi senza che abbia avuto luogo il trasferimento della residenza: cfr. Cass. Civ., Sez. V, 2616/2016), poi invece ne ha confermato l'importanza (cfr. Cass. Civ., Sez. VI-V, 2777/2016). Probabilmente urge un chiarimento definitivo su questo aspetto, connotato da una ricorrenza statistica non indifferente.Esiste un succedaneo rispetto al requisito della residenza anagrafica: spettano le agevolazioni anche nell'ipotesi in cui l'acquirente abbia acquistato l'abitazione nel comune in cui svolge la propria attività lavorativa (purchè poi adibisca l'immobile a propria abitazione) e persino nel comune in cui studia ovvero svolge attività di volontariato (CTR Firenze, Sez. XXXV, sent. n. 58/2015).Cosa dire dell'ipotesi in cui uno soltanto dei coniugi in regime di comunione legale dei beni abbia trasferito la propria residenza, mentre l'altro (per motivi di lavoro) non abbia potuto farlo, pur coabitando nel nuovo immobile acquistato? Al riguardo è stato fatto riferimento al concetto di "residenza familiare", considerando l'elemento della coabitazione come rilevante (Cass. Civ., Sez. V, 1494/2016). E' stato comunque messo a fuoco come la coabitazione non abbia necessariamente a che fare con la fissazione di una comune residenza. Così è ben possibile che ciascuno dei coniugi abbia una differente residenza, pur non venendo meno la coabitazione. Ovviamente se entrambi hanno acquistato un immobile invocando agevolazioni, qualora uno di essi poi non trasferisca ivi la residenza, sarà legittimo procedere al recupero delle imposte non pagate (Cass. Civ., Sez. V, 13334/2016).c) che la porzione immobiliare in contratto non rientri nelle categorie catastali A/1, A/8 o A/9. Giova osservare come, prima del 1 gennaio 2014 occorreva invece attestare che l'immobile non avesse le caratteristiche di lusso secondo i criteri di cui al D.M. 2 agosto 1969 (pubblicato su G.U. del 27 agosto 1969). Tale modifica normativa era stata introdotta unicamente nel testo unico dell’imposta di registro, essendosi il legislatore "dimenticati” di introdurre analogo aggiornamento nella legislazione IVA (n. 21 della Tabella A Parte II, allegata al Dpr 633/1972). Tale discrasia è stata eliminata a far tempo dal 13 dicembre 2014 per effetto dell'emanazione dell'art.33 del d.lgs 175/2014. Cosa dire dei provvedimenti sanzionatori dell'Agenzia delle Entrate emanati sulla scorta della "vecchia" normativa prima di tale adeguamento? Al riguardo è stato deciso che, pur dovendosi applicare a livello sostanziale il principio tempus regit actum, a condizione che il relativo procedimento sia tutt'ora pendente, è possibile fare riferimento a livello di normativa sanzionatoria, all'opposto principio del favor rei (cfr. Cass. Civ., Sez. V, 13235/2016). Tornando all'aspetto delle caratteristiche "di lusso", bastava che uno o più parametri conducessero a riqualificare l'immobile come riconducibile anche in astratto a tali categorie per indurre l'amministrazione a negare le pure invocate agevolazioni. Tra esse spiccava tra tutte quella della superficie dell'immobile. (superficie superiore a 200 metri quadrati se monofamiliare, a 240 metri quadrati se in edificio insieme ad altre unità, esistenza di un terreno pertinenziale: cfr. Cass. Civ., Sez. VI-T, 3148/2015). L'oggettività del parametro della superficie massima non è parso tuttavia tale: va segnalato infatti come sia stato escluso che il diniego della spettanza delle agevolazioni in parola possa riverberarsi anche sulla posizione dell'alienante (quando costui sia un soggetto IVA, che cioè abbia riscosso l'importo della tassazione da riversare al fisco) in conseguenza della dichiarazione dell'acquirente che le abbia invocate (Cass. Civ., Sez. V, 3844/2016).Occorre inoltre che l'immobile acquistato rientri nelle categorie catastali afferenti alla civile abitazione: non competerebbero dunque le agevolazioni nell'ipotesi in cui l'acquisto riguardasse una unità immobiliare classificata come ufficio (A/10), indipendentemente dal fatto concreto che l'acquirente la adibisse in fatto a propria abitazione (per una singolare discrepanza, nel senso della possibilità di fruire delle agevolazioni ICI (ora IMU) si veda CTR Roma, Sez. XXXVIII, sent. n. 1234/2015;d) di non essere titolare esclusivo (o in comunione con il coniuge) dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del Comune in cui è situato l'immobile acquistato. A tal proposito giova osservare come non venga meno la possibilità di ottenere le agevolazioni se l'acquirente sia proprietario di una quota di un immobile (perchè, ad esempio, ricevuto per successione mortis causa insieme ad altri coeredi). Il criterio è quello della inidoneità a disporre del bene per fini abitativi. Così è stato deciso nel senso della spettanza della agevolazioni quando chi le invoca fosse già titolare di una quota esigua (nella specie il 5%) di altra abitazione nello stesso Comune in cui era stata acquistata l'unità abitativa (Cass. Civ., Sez. VI-T, 21289/2014). L'inidoneità è concetto diverso dalla mera scomodità: pertanto non spettano le agevolazioni a chi sia già proprietario nel Comune di un alloggio, ancorchè non abbia a disposizione una stanza singola per la figlia ed il figlio (Cass. Civ., Sez. V, 2278/2016). Se si procede ad acquisire una unità immobiliare attigua a quella già posseduta con l'intenzione di procedere alla fusione allo scopo di formare un unico appartamento, è eccezionalmente possibile fruire delle agevolazioni. Ciò a condizione che l'immobile che costituisce il risultato finale dell'operazione rispetti i criteri di cui al D.M. 2 agosto 1969, con speciale riferimento ai limiti dimensionali della superficie complessiva (cfr. la Risoluzione Agenzia delle Entrate N. 142/E, 2009 "Acquisto di alloggio contiguo, agevolazioni prima casa" che ebbe a recepire le indicazioni della giurisprudenza). In ogni caso è necessario a tal fine che si proceda ad operare la fusione delle schede, dunque un omogenea classificazione catastale (cfr. CTR Potenza, sez.II, sent. n. 194/2016).e) di non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale, su tutto il territorio nazionale, dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione da essa parte acquirente acquistata con le agevolazioni di prima casa nota3. Cosa dire dell'ipotesi in cui uno dei coniugi, già acquirente di unità abitativa in comunione legale dei beni, abbia a separarsi legalmente ed a successivamente acquistare altra casa di abitazione nello stesso comune in cui si trova l'unità immobiliare precedentemente acquistata? Al quesito la S.C. ha dato risposta affermativa (Cass. Civ., Sez. V, 3931/2014), sostenendo la possibilità di fruire le agevolazioni fiscali. E' stato osservato, in particolare, che la comunione legale si converte, per effetto della separazione, in comunione ordinaria, con la conseguenza che la contitolarità di una quota sul bene è analoga a quella di un immobile inidoneo a soddisfare le esigenze abitative primarie. Altrimenti per poter acquistare un secondo appartamento dopo aver già fruito delle agevolazioni in riferimento ad un primo immobile senza averlo ancora venduto, occorrerebbe dar conto della sopravvenuta inidonietà del primo alloggio (cfr., indirettamente, Comm. Trib. Catanzaro, Sez.IV, 804/2015). Questo quadro è radicalmente mutato per effetto della entrata in vigore, a far tempo dal 1 gennaio 2016, del comma 55 della c.d. "legge di stabilità 2016", che ha introdotto, di seguito al comma 4 della norma agevolativa in esame, il comma 4 bis, ai sensi del quale "l'aliquota del 2 per cento si applica anche agli atti diacquisto per i quali l'acquirente non soddisfa il requisito di cuialla lettera c) del comma 1 e per i quali i requisiti di cui allelettere a) e b) del medesimo comma si verificano senza tener conto dell'immobile acquistato con le agevolazioni elencate nella lettera c), a condizione che quest'ultimo immobile sia alienato entro un anno dalla data dell'atto. In mancanza di detta alienazione, all'atto di cui al periodo precedente si applica quanto previsto dal comma 4". E' attualmente possibile pertanto fruire delle agevolazioni quand'anche non si sia riusciti a vendere in precedenza la propria "prima casa", a condizione che lo si faccia entro un anno dal nuovo acquisto. E' chiaro come possa essere pericoloso confidare in questa possibilità, rimanendo il rischio di non riuscire neppure una volta trascorso l'anno, ad alienare l'immobile precedentemente acquistato, subendo così la ripresa fiscale.In riferimento ai requisiti di un'abitazione "non di lusso" (dovendosi peraltro precisare come attualmente quello che conta è che l'immobile non sia qualificato come A/1, A/8, A/9) merita speciale attenzione la messa a fuoco delle prescrizioni di cui al riferito d.m. 2 agosto 1969. Uno dei criteri fondamentali è costituito dalla superficie utile dell'abitazione, la quale non deve eccedere i 240 metri quadrati ovvero se considerata alloggio padronale, i 200 metri quadrati. Possono essere esclusi da tale computo soltanto i balconi, i terrazzi, le cantine (Cass. Civ., Sez. VI-T, 17555/2016; Cass., Sez. V, 20031/2015; cfr.CTR Roma, Sez. IX, sent. n. 7513/2014 in riferimento all'onere della prova), i posti auto (sulle cui caratteristiche si veda Cass. Civ., Sez. V, 25161/13; Cass. Civ., Sez. VI-T, 23507/2014), le soffitte. Altri vani accessori devono invece esser computati, essendo irrilevante sia l'eventuale difetto di abitabilità o agibilità (Cass. Civ., Sez.V, 12942/13), sia l'abusività di una parte degli stessi (Cass. Civ., Sez.V, 12517/13). Ne segue che nel calcolo debba esser computato anche un semplice ripostiglio, quand'anche avesse caratteristiche analoghe ad una soffitta (quest'ultima invece testualmente esclusa, anche se non può essere considerato "soffitta" il sottotetto diventato in fatto fruibile come abitazione: cfr. Cass. Civ., Sez. VI-T, 26647/2014): si veda Cass. Civ., Sez. V, 17439/13. Cfr., in tema di "sototetto", anche Cass. Civ., Sez. V, 18206/2016.Analogamente si è fatto riferimento allo sdrucciolevole concetto di "utilizzabilità" e non di quello, tecnico, di agibilità, per il deposito annesso all'abitazione allo scopo di negare le agevolazioni (Cass. Civ., Sez. V, 25674/13). Da computare dunque anche le mansarde, pur quando fossero prive dei requisiti di abitabilità (Cass. Civ., Sez. VI-T, ord. n. 12471/2015). Non soltanto, ma la pervasività del Fisco è tale che sono apparsi legittimi (sulla scorta di una discutibile interpretazione analogica del II comma dell'art.52 del dpr 1972/633 dettato in tema di IVA) accessi diretti dell'Ufficio presso la casa del contribuente, ai fini di effettuarne la misurazione e l'accertamento della natura dei vani accessori (Cass. Civ., Sez. V, 13145/2016).La superficie da considerare è soltanto quella calpestabile o devono computarsi anche le mura perimetrali e quelle interne? Parrebbe che al quesito debba darsi quest'ultima risposta, prescindendosi cioè dal requisito della calpestabilità dell'area (Cass. Civ., Sez. V, 21287/13). Circa le modalità con le quali l'Ufficio ha l'onere di indicare gli elementi dai quali ritrarre il superamento dei predetti limiti dimensionali, si veda CTR Potenza, Sez. III, sent. n. 616/2014.Quando devono essere riguardati i limiti dimensionali in parola? Esclusivamente nel tempo dell'acquisto. Sono irrilevanti le modificazioni susseguenti (Cass. Civ., Sez. VI-T, 11973/2015). Non importa, in particolare, se l'unità abitativa avente superficie superiore a mq.240 sia stata acquisita da due distinte persone che successivamente la frazionino dividendola in due appartamenti aventi caratteristiche non di lusso (Cass. Civ., Sez. VI-T, 7457/2016).Le agevolazioni in parola spettino non soltanto per l'atto con il quale venga acquistata l'abitazione principale, ma anche quando, in un tempo successivo, venga acquisito ulteriore bene immobile pertinenziale rispetto ad essa, indipendentemente dalla categoria catastale (Cass. Civ., Sez. V, 6259/13).L'immobile acquistato con le agevolazioni deve inoltre, ai fini del mantenimento delle stesse, non essere rivenduto se non una volta decorsi cinque anni, altrimenti incorrendo l'acquirente nella decadenza delle agevolazioni stesse. Va tuttavia considerato come non sia considerato atto di alienazione volontaria la cessione dell'immobile in adempimento di una condizione inserita nell'atto di separazione personale tra coniugi (CTR Roma, Sez. IX, 2331/2015; Cass. Civ., Sez. VI-T, ord. n. 3753/2014; Cass. Civ., Sez. V, 23225/2015) Ciò neppure quando il coniuge trasferente non abbia la possibilità di provvedere al riacquisto di nuova abitazione entro l'anno dalla cessione (cfr. Cass. Civ., Sez.V, 5156/2016). Al contrario, la successiva pattuizione con cui le parti originarie vengano a determinare lo scioglimento del contratto di vendita, determinando la retrocessione del bene se effettuato prima del quinquennio determina la revoca delle agevolazioni ((Cass. Civ., Sez. VI-T, 791/2015).Questo esito non è inevitabile: il contribuente che ha provveduto a vendere prima dei cinque anni l'immobile già acquistato con le agevolazioni può mantenerle a patto che "entro un anno dall'alienazione... proceda all'acquisto di altro immobile da adibire a propria abitazione principale". Tale acquisto può anche procedere a titolo gratuito o liberale (Cass. Civ., Sez. V, 23219/2015).E' inoltre possibile che colui che ha acquistato un immobile fruendo delle agevolazioni in parola poi proceda a vendere l'immobile, ad esempio, perchè divenuto insufficiente per le esigenze della famiglia. In tal caso la legge consente che, nell'ipotesi di riacquisto entro un anno dalla vendita di ulteriore unità immobiliare sia consentito nuovamente fruire (anche "a catena", ripetutamente: cfr. Cass. Civ., Sez. V, 13958/2016) delle agevolazioni "prima casa" (sempre, almeno parrebbe, alle condizioni già citate. Circa la necessità, comunque, anche di una concreta attuazione del proposito di voler adibire l'immobile a propria prima casa: cfr. Cass. Civ., Sez. V, 22944/13, ma, in senso del tutto difforme, Cass. Civ., Sez. VI-T, 15617/2014; tuttavia, nel primo senso riferito, si veda ancora Cass. Civ., Sez. VI-T, 7338/2015. In termini analoghi si veda anche Cass. Civ., Sez. VI-T, 8847/2015). V'è di più: è stato deciso come sia possibile mantenere le agevolazioni per il primo acquisto ed anche fruirle per il secondo nel caso in cui nella casa acquistata per prima non si sia avuto il tempo di andare ad abitare (in quanto venduta immediatamente per procedere ad un nuovo acquisto) a condizione che la residenza nella "seconda" "prima casa" sia stata trasferita entro i diciotto mesi e non siano intercorsi tra rivendita e riacquisto dodici mesi (Cass. Civ., Sez. V, 20042/2015).Non gioverebbe, tuttavia, ai fini del mantenimento delle agevolazioni già fruite, semplicemente perfezionare un semplice contratto preliminare inteso ad assicurare il riacquisto di nuova abitazione (Cass. Civ., Sez. V, 2613/2016; Cass. Civ., Sez. VI-T, 17151/2014). Cosa riferire dell'ipotesi, difforme rispetto al mero riacquisto di nuova unità immobiliare "prima casa", dell'acquisizione di un terreno sul quale edificare la propria abitazione? L'AE aveva chiarito (con la propria Risoluzione 44/E 2004) che la decadenza viene evitata anche in esito all'acquisizione entro un anno dalla rivendita di un terreno sul quale il contribuente intenda costruire la propria "prima casa". A fortiori la decadenza non si verifica se il terreno sia già di proprietà di chi abbia venduto la propria "prima casa" prima del quinquennio e, entro l'anno da tale alienazione provveda a stipulare contratto di appalto per la costruzione della nuova "prima" abitazione (cfr. Cass. Civ., Sez. V, 24253/2015). Al riguardo è stato precisato che "entro un anno" va considerato come dies ad quem e non quale dies a quo: ne segue che l'esonero dalla decadenza vale anche quando il contribuente fosse già proprietario del terreno, importando solo che realizzi entro un anno un fabbricato utilizzabile quale abitazione principale (Cass. Civ., Sez. VI-T, 13550/2016; cfr. anche Cass. Civ., Sez. V, 18211 del 16 settembre 2016).V'è poi da considerare un ulteriore rilevante aspetto connesso alla vendita della prima casa ed al successivo riacquisto della stessa: è possibile decontare dalle imposte quanto già versato in occasione del precedente acquisto (credito di imposta). Non è invece praticabile invocare legittimamente le agevolazioni in parola in relazione all'acquisto di un'abitazione successivamente "trasformandola" in ufficio senza avervi mai trasferito la residenza (Cass. Civ., Sez. V, 14173/13). Il credito di imposta compete anche nell'ipotesi di vendite e riacquisti "a catena", successivi cioè ad una seconda acquisizione di abitazione "prima casa" (Cass. Civ., Sez. V, 2072/2016).La legislazione speciale talvolta nel passato ha previsto agevolazioni fiscali "prima casa" peculiari. Si pensi a quelle di cui all'art.5 della legge 168/1982 (che prescriveva la corresponsione delle imposte di registro/catasto/trascrizione in misura fissa in relazione alla vendita di unità immobiliari realizzate in attuazione di piani di recupero). Va da sè che la fruizione di tali agevolazioni ha quale presupposto l'intervenuta stipulazione della convenzione di recupero tra l'attuatore ed il Comune, ciò che costituisce l'antecedente logico per l'esecuzione dell'intervento edilizio (cfr. Cass. Civ., Sez. V, 25473/13). L'attuazione della ristrutturazione o del restauro deve avere luogo nel triennio, indipendentemente da difficoltà urbanistiche. A far tempo dal decorso del triennio scatta il termine decadenziale a disposizione dell'Ufficio per l'azione intesa al recupero delle maggiori imposte (Cass. Civ., Sez. VI-T, 3152/2015).Cosa accade nell'ipotesi in cui l'acquirente abbia dichiarato di possedere, ai fini del conseguimento delle agevolazioni, requisiti in effetti insussistenti? Al riguardo l'Agenzia delle Entrate dispone della potestà di condurre accertamenti (entro il termine di tre anni, prorogabile di ulteriori due: cfr. Cass. Civ., Sez. VI-T, 18391/13) all'esito dei quali eventualmente procedere al recupero delle imposte illegittimamente non corrisposte, maggiorate di una sovrattassa del 30% nonchè degli interessi di mora.E' anche possibile che si verifichi la decadenza dalle agevolazioni già richieste in sede di acquisto dell'immobile. A tal riguardo non è tuttavia il contribuente che deve denunziare la perdita dei requisiti. Il fisco ha la possibilità, entro tre anni dalla verificazione del fatto che ha determinato la perdita dei requisiti, di contestare l'evento procedendo al recupero della maggiore imposta, delle sovrattasse e degli interessi. Analogo principio è stato posto in tema di perdita dei requisiti (consistenti nella realizzazione dell'edificazione entro cinque anni dall'acquisto del terreno) per fruire delle agevolazioni di cui all'art.33 della legge 2000/380 per l'acquisizione di terreni poste in aree soggette a piani particolareggiati (Cass. Civ., Sez. VI-T, 27484/13).Cosa riferire nell'ipotesi in cui l'immobile sia abusivo? Al riguardo ai sensi dell'art.49 del t.u. 2001/380, non risulta possibile fruire delle agevolazioni: se eventualmente fruite in sede di acquisto (dovendosi tuttavia rilevare come la vendita dovrebbe essere affetta da ben più radicale invalidità), devono essere revocate. Va tuttavia precisato come la revoca non operi nel caso in cui si tratti di abuso edilizio commesso in tempo successivo all'atto di acquisto per il quale siano state richieste le agevolazioni (Cass. Civ., Sez. V, 4351/2016).E' possibile rinunziare alle già fruite agevolazioni in relazione all'acquisto di un acquisto da tempo perfezionato (corrispondendo le relative imposte, sovrattasse ed interessi) allo scopo di comperare una nuova "prima casa"? Al quesito è stata data una risposta negativa (cfr. Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 17294/2014). L'unica via è quella della cessione della precedente "prima casa" che venga rimpiazzata da altro immobile in relazione al cui acquisto si potrà nuovamente fruire delle dette agevolazioni, essendo escluso che si possa esercitare una sorta di jus poenitendi, ancorchè a pagamento.Va dato conto di una vera e propria "trappola" scaturente dalla normativa secondaria. Quando infatti la zona in cui è costruita un'abitazione è destinata dai regolamenti edilizi comunali come adibita alla edificazione di "ville", indipendentemente dalle caratteristiche dell'unità immobiliare (e quand'anche il PRG consenta la realizzazione di abitazioni non di lusso), non spettando le agevolazioni fiscali "prima casa", dovendo le imposte essere corrisposte in misura piena (Cass. Civ., Sez. V, 13312/2016; Cass. Civ., Sez. V, 8344/2016).Da ultimo va rilevato come le agevolazioni in esame spettino anche a fronte dell'acquisto di immobile ad uso professionale, a condizione che esso sia ubicato nel territorio del comune in cui l'acquirente ha o stabilisca entro 18 mesi dall'acquisto la propria residenza o, se diverso, in quello in cui l'acquirente svolge la propria attività. La questione rileva anche ai fini della determinazione dell'aliquota dell'imposta sostitutiva sul finanziamento necessario per l'acquisto (CTR Roma, Sez. XXIX, 3460/2015). Notenota1 L'unità immobiliare deve essere adibita a civile abitazione. E' escluso che possano essere legittimamente invocabili le agevolazioni in riferimento a magazzini, depositi, etc., se non in quanto pertinenze rispetto ad una civile abitazione. E' tuttavia possibile che in relazione ad un'unità immobiliare già magazzino sia introdotta una domanda di variazione catastale intesa ad ottenere un classamento idoneo. Si è deciso al riguardo come sia sufficiente la mera introduzione della domanda di variazione, ogniqualvolta il procedimento amministrativo si sia concluso con il mutamento di destinazione d'uso (Cass. Civ., Sez. V, 14396/13). Cosa dire dell'ipotesi in cui marito e moglie in comunione legale dei beni abbiano residenze in luoghi diversi? E' stato deciso come quello che conta sia unicamente la considerazione del centro della vita familiare, non rilevando l'eventuale diversa residenza di uno dei coniugi (Cass. Civ., Sez. V, 16355/13).top1nota2Occorre inoltre che la proprietà dell'unità immobiliare venga mantenuta in capo all'acquirente per almeno cinque anni a far tempo dall'acquisto (ovvero che la residenza venga mantenuta per analogo periodo di tempo), diversamente operando la decadenza dalla agevolazioni in parola, con tutte le conseguenze del caso. E' stato deciso tuttavia che non integra l'ipotesi di cessione del diritto la mera rinunzia abdicativa dell'usufrutto effettuata da colui che avesse precedentemente acquisito il detto diritto fruendo delle agevolazioni in parola (Cass. Civ., Sez. VI, 10249/13). Va rilevato che le detta decadenza opera anche in tema di acquisto a titolo donativo, in relazione al quale siano state applicate le agevolazioni di che trattasi. E' stato tuttavia deciso che possa giovare, analogamente a quanto è a dirsi in relazione all'acquisto oneroso, il susseguente acquisto entro l'anno di altro immobile, ancorchè ancora a titolo donativo (Cass. Civ., Sez. V, 16077/13).top2nota3Si tratta delle agevolazioni già portate dall'articolo 3 comma 131 della legge 28 dicembre 1995 n.549 ovvero di cui all'art. 1 della Legge 22 aprile 1982 n. 168, dall'articolo 2 del D.L. 7 febbraio 1985 n. 12, convertito con modificazioni dalla legge 5 aprile 1985 n. 118, nonchè di quelle previste dall'articolo 3 comma 2 della Legge 31 dicembre 1991 n. 415, dall'articolo 5 comma 2 del D.L. 21 gennaio 1992 n. 14, di quelle previste dal D.L. 20 marzo 1992 n. 237, di quelle previste dal D.L. 20 maggio 1992 n. 293, di quelle previste dal numero 2 dell'articolo 2 del D.L. del 24 luglio 1992 n. 348, di quelle previste dal D.L. 24 settembre 1992 n. 388, di quelle previste dal D.L. 24 novembre 1992 n. 455, all'articolo 1, comma 2 del D.L. 23 gennaio 1993 n.16 convertito, con modificazioni, nella legge 24 marzo 1993 n.75 e dall'articolo 16 del D.L. 22 maggio 1993 n.155 convertito, con modificazioni, nella legge 19 luglio 1993 n.243 e successive modifiche ed integrazioni.top3Prassi collegateLe risposte dell’Agenzia delle Entrate ad alcuni quesiti posti da organi di stampaQuesito n. 36-2015/T, Decadenza da agevolazioni prima casa in seguito a risoluzione per mutuo consenso di atto traslativo intermedioStudio n. 7-2016/T, L’acquisto di immobili residenziali: detraibile il 50 per cento dell’IVA ai fini delle imposte sui redditiQuesito n. 116-2015/T, Decadenza nel caso di applicazione dell’iva ridotta per la costruzione della “prima casa”Studio n. 149-2015/T, Atto di trasferimento con richiesta di molteplici trattamenti tributari (clausole subordinate)Quesito n. 39-2015/T, Requisiti per le agevolazioni prima casa in tema di successioni e donazioni e imposte ipotecaria e catastaleQuesito n. 10-2015/T, Mutuo per futuro acquisto prima casa e imposta sostitutivaQuesito n. 6-2015/T, Disciplina agevolata “prima casa” applicabile a beni pertinenziali da accorparsiRisoluzione N. 49/E, Permanenza dell’agevolazione prima casa in caso di vendita infraquinquennale e riacquisto nell’anno anche a titolo gratuitoRisoluzione N. 41/E, Applicabilità regime fiscale agevolato in assenza di convenzione di lottizzazione alla data di stipula dell'attoCircolare 17/E dell'Agenzia delle Entrate, alcuni chiarimenti in materia di credito di imposta per riacquisto prima casaQuesito n. 961-2014/T, Detrazione acquisto box auto pertinenzialiDecreto Ministero dei Lavori Pubblici del 2 agosto 1969, Caratteristiche delle abitazioni di lussoQuesito n. 410-2013/T, IVA - prima casa - rivendita di immobile in corso di costruzioneChiarimenti dall’agenzia delle entrate sul decreto semplificazioniRisoluzione N. 90/E, Acquisto per usucapione di beni immobili – Applicabilità delle agevolazioni prima casaInterpello 903-124/2014-ART.11, legge 27 luglio 2000, n.212, L'agevolazione prima casa spetta anche al fiduciario-affidatarioQuesito n. 87-2014/T, Agevolazioni c.d. “prima casa” per successioni e donazioni - titolarità di diritti su altra abitazione nel comuneDecreto Ministeriale del 31 luglio 2014, Disciplina del Fondo di garanzia «prima casa» di cui all'articolo 1, comma 48, lett. c) della legge 27 dicembre 2013, n. 147Quesito n. 284-2014/T, Tassazione di atti e formalità conseguenti ad un atto di trasferimento immobiliare a titolo onerosoCircolare N. 2/E, Modifiche alla tassazione applicabile, ai fini dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale, agli atti di trasferimento o di costituzione a titolo oneroso di diritti reali immobiliari - Articolo 10 del D.lgs.14 marzo 2011, n. 23I trasferimenti immobiliari a titolo oneroso e la soppressione delle relative agevolazioni dal 1° gennaio 2014Quesito n. 135-2013/T, Prima casa, acquisto per figli minori, comune di residenzaQuesito n. 77-2013/T, Imposta sostitutiva sui finanziamenti bancari a medio e lungo termineQuesito n. 28-2013/C-T, Diritto di abitazione e comunione legale dei beniQuesito n. 163-2012/T, Agevolazioni prima casa e superficie utileCircolare N. 5/E dell'Agenzia delle Entrate, Rapporti tra l’IMU e le imposte sui redditi - ChiarimentiQuesito n. 107-2012/T, Locazione con patto di futura vendita soggetta ad iva: agevolazioni prima casa; tassazione della caparra confirmatoriaQuesito n. 62-2012/T, Plusvalenze - rivendita nei cinque anni di abitazione da parte di soggetto appartenente alle forze armateRisoluzione N. 112/E, Alienazione dell'immobile, acquistato con l'agevolazione prima casa, prima del quinquennio e mancato riacquisto entro l'annoQuesito n. 32-2012/T, Tassazione di atto condizionato e definizione di impresa costruttriceRisoluzione N. 40/E, Agevolazioni prima casa nei trasferimenti derivanti da successioni e donazioniQuesito n. 153-2011/T, Decadenza dalle c.d. agevolazioni per l’acquisto della prima casa in regime IVA e privilegio speciale immobiliareRisoluzione N. 105/E, Revoca delle agevolazioni prima casaRisoluzione N. 105/E, Agevolazioni prima casa, revoca dell' agevolazioneRisoluzione N. 33/E, Agevolazione prima casa - Successione o donazione con più eredi o donatariRisoluzione N. 22/E, Prima casa, IVA agevolata per gli interventi di miglioria anche se realizzati fuori dal capitolato d’appaltoQuesito n. 146-2009/T, Agevolazione prima casa nell'acquisto del diritto di enfiteusi su abitazioneQuesito n. 139-2009/T, Applicabilità delle cd. agevolazioni prima casa ad un fabbricato in corso di trasformazione da non abitativo ad abitativoIn caso di immobili usucapiti le agevolazioni prima casa spettano solo ai fini dell'imposta di registroL'immobile inidoneo a soddisfare le esigenze abitative dell'acquirente non preclude l'accesso alle agevolazioni prima casaQuesito n. 180-2009/T, Agevolazioni cd. prima casa, credito d'imposta, mancata indicazione in atto dell'intento di beneficiarneRisoluzione N. 142/E, Acquisto di alloggio contiguo, agevolazioni prima casaQuesito n. 11-2009/T, In tema di agevolazioni cd. prima casa – Appartenenti alle Forze armateStudio n. 55-2009/T, Agevolazioni fiscali per piani di recupero, piani per gli insediamenti produttivi e piani per l'edilizia economica popolareQuesito n. 223-2008/T, In tema di liquidazione SRL unipersonale – assegnazione di immobile abitativo all'unico socio - Agevolazione prima casaQuesito n. 90-2008/T, In tema di agevolazione prima casa acquisto box di pertinenza immobile acquistato senza agevolazioneQuesito n. 221-2008/T, In tema di decadenza agevolazioni prima casa per rivendita infraquinquennale, acquisto entro l'anno di immobile all'esteroQuesito n. 110-2008/T, Divisione bene immobile futur, decadenza agevolazione prima casaRisoluzione N. 265/E, Agevolazione prima casa, pertinenzeQuesito n. 84-2008/T, In tema di agevolazioni prima casa e appartenenti alle Forze ArmateRisoluzione N. 140/E, Condizioni per godere dell'agevolazione prima casaAgevolazioni fiscali per l'acquisto della prima casa, immobile in costruzione e destinazione dell'immobile a propria abitazioneQuesito n. 102-2007/T, Accertamento dei requisiti di lusso di un'abitazione acquistata con le cd. agevolazioni prima casaStudio n. 195-2006/T, Cessioni di alloggi e agevolazioni fiscaliStudio n. 30/2005/T, Decadenza dalle c.d. agevolazioni prima casaRisoluzione N. 66/E, Decadenza dall’agevolazione c.d. prima casaQuadri sinotticiDecadenza agevolazioni prima casaQuadro sinottico - Nuove imposte 2014Contributi di approfondimento(Forse) la Corte di cassazione non legge le sue stesse sentenze. Spigolature su prima casa e comunione legale
News collegateDecadenza dalle agevolazioni "prima casa": non si applicano nel caso di realizzazione, entro un anno dalla vendita della casa acquistata con i benefici, di nuova abitazione principale su terreno già di proprietà del contribuente. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 18211 del 16 settembre 2016)Superficie del sottotetto e del seminterrato: deve essere computata ai fini della qualificazione dell'immobile "prima casa". (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 18206 del 16 settembre 2016)Agevolazioni prima casa: ancora sulla superficie da considerare ai fini della verifica dei caratteri di "lusso" dell'abitazione. (Cass. Civ., Sez. VI-T, sent. n. 17555 del 2 settembre 2016)Vendite "a catena" e riacquisto entro l’anno di altro immobile. Mantenimento del beneficio prima casa. Prova di come ogni singolo acquisto sia stato seguito dall’effettiva realizzazione della destinazione a propria abitazione. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 13958 dell’8 luglio 2016)"Favor rei" e sanzioni irrogate a fronte della illegittima richiesta di applicazione delle agevolazioni "prima casa". Venir meno dell'asimmetria tra atti "Iva" ed atti "registro". (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 13235 del 27 giugno 2016)Competono le agevolazioni "prima casa" anche al contribuente che, entro un anno dall'alienazione della precedente "prima casa", edifica un immobile su un terreno già di sua proprietà. (Cass. Civ., Sez. VI-T, sent. n. 13550 del 1° luglio 2016)Agevolazioni "prima casa", revoca delle stesse per la natura "di lusso" del bene e poteri ispettivi del fisco. Nell'ipotesi di gravi indizi di violazioni l'accertamento può avvenire d’ufficio mediante accesso nella casa del contribuente. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 13145 del 24 giugno 2016)Agevolazioni "prima casa" e forza maggiore. L'inquilino che non si riesce a sfrattare impedisce all'acquirente di trasferire la residenza. (Cass. Civ., Sez. VI-V, sent. n. 25437 del 17 dicembre 2015)Agevolazioni "prima casa". Il mancato rilascio dell’immobile locato non costituisce "forza maggiore" atta a giustificare il mancato trasferimento della residenza. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 13346 del 28 giugno 2016)Agevolazioni "prima casa", coniugi in regime di comunione legale e mancato trasferimento della residenza di uno di essi. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 13334 del 28 giugno 2016)Agevolazioni "prima casa". La collocazione urbanistica in "zona destinata a ville con giardino" risulta idonea a qualificare in ogni caso l’immobile come “di lusso”. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 13312 del 28 giugno 2016)Vendita di abitazione avente caratteristiche di lusso soggetta ad IVA. Dichiarazione dell'acquirente della sussistenza delle condizioni agevolative "prima casa". Diniego del fisco e recupero delle imposte non pagate. Responsabilità del solo acquirente. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 3844 del 26 febbraio 2016)Acquisti la casa e poi realizzi una veranda abusiva? Non perdi le agevolazioni "prima casa" (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 4351 del 4 marzo 2016)Chi ha comprato la "prima casa" che rivende prima del quinquennio ed appalta la costruzione di una nuova "prima casa" su terreno di sua proprietà conserva la agevolazioni fiscali. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 24253 del 27 novembre 2015)Compri due appartamenti contigui e non procedi alla fusione delle schede entro i termini di legge? Perdi le agevolazioni "prima casa" relativamente ad uno di essi. (CTR Potenza, Sez. II, sent. n. 194 del 20 aprile 2016)Agevolazioni "prima casa", inserimento dell’immobile in zona destinata a costruzione di ville, perdita del beneficio ed irrilevanza della caratteristiche intrinseche della costruzione. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 8344 del 27 aprile 2016)Agevolazioni "prima casa". Acquisto in comunione pro indiviso di appartamento avente superficie superiore a mq. 240 da successivamente frazionarsi in due distinte unità. Irrilevanza ai fini fiscali. (Cass. Civ., Sez. VI-T, sent. n. 7457 del 14 aprile 2016)Agevolazioni "prima casa", lavori di manutenzione dell’immobile e "forza maggiore" che impedisce il trasferimento della residenza. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 8351 del 27 aprile 2016)Non perde le agevolazioni "prima casa" chi, procedendo a plurimi acquisti e rivendite di immobili entro i termini di legge, si impegna a trasferire la residenza nell’ultimo cespite entro i diciotto mesi previsti per il primo atto acquisitivo. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 20042 del 7 ottobre 2015)Trasferimento della quota di immobile acquistato con agevolazioni da un coniuge all'altro in sede di separazione. L'alienante non perde le agevolazioni fiscali "prima casa" anche se non provvede al riacquisto di un altro immobile. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 5156 del 16 marzo 2016)Spettano le agevolazioni "prima casa" anche in relazione all'acquisto per usucapione. E' sufficiente a tal fine la richiesta in sede di registrazione della sentenza. (CTR Roma, Sez. XXI, sent. n. 71 del 14 gennaio 2016)La semplice stipulazione di un contratto preliminare non permette il mantenimento dei benefici fiscali "prima casa" relativi alla abitazione già acquistata e successivamente venduta prima del quinquennio. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 2613 del 10 febbraio 2016)Agevolazioni fiscali "prima casa" anche quando l'acquirente in comunione legale non trasferisce la residenza entro diciotto mesi se dimostra la coabitazione con la moglie residente nell'appartamento acquistato. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 1494 del 27 gennaio 2016)Agevolazioni "prima casa": il credito d'imposta è fruibile anche più volte, sussistendone i requisiti. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 2072 del 3 febbraio 2016)Acquisto "prima casa" e mancato trasferimento della residenza entro 18 mesi: in ogni caso il contribuente decade dalle agevolazioni senza che abbia rilevanza la "forza maggiore", cioè il sopraggiungere di circostanze imprevedibili ed imprevenibili. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 2616 del 10 febbraio 2016)Soltanto la "forza maggiore" salva le agevolazioni "prima casa" per chi non abbia trasferito la residenza entro 18 mesi dall'atto di acquisto. (Cass. Civ., Sez. VI-V, sent. n. 2777 del 11 febbraio 2016)Inidoneità dell'immobile già di proprietà nello stesso Comune e spettanza dei benefici fiscali "prima casa" a fronte dell'acquisto di altro alloggio. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 2278 del 5 febbraio 2016)Agevolazioni "prima casa". Mancato trasferimento della residenza entro i termini di legge. Quando scatta l'esimente della forza maggiore? (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 864 del 19 gennaio 2016)Agevolazioni "prima casa" il ritardo nel trasferimento della residenza entro il termine di legge dovuto agli impedimenti alla ristrutturazione in corso frapposti dalla Soprintendenza ai beni ambientali costituisce forza maggiore. (Cass. Civ., Sez. VI-T, sent. n. 24963 del 10 dicembre 2015)Legge di stabilità 2016: le principali novità: Agevolazioni "prima casa", detassazione IMU e TASI, innalzamento della soglia del pagamento per contanti.Cessione infraquinquennale della "prima casa" in esito ad accordo assunto in sede di separazione personale tra coniugi. Non si perdono le agevolazioni fruite in sede di acquisto. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 23225 del 13 novembre 2015)Vendita infraquinquennale di immobile acquistato con agevolazioni "prima casa" e susseguente acquisto donativo. Mantenimento delle agevolazioni già godute. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 23219 del 13 novembre 2015)Vendita (rectius: "trasferimento eseguito a sistemazione della crisi coniugale") infraquinquennale effettuata al coniuge all'esito di accordo di separazione: permangono le agevolazioni "prima casa" fruite in sede di precedente acquisto. (CTR Roma, Sez. IX, sent. n. 2331 del 20 aprile 2015)Agevolazioni "prima casa", imposta sostitutiva sulle operazioni creditizie ed acquisto di Immobile ad uso professionale. (CTR Roma, Sez. XXIX, sent. n. 3460 del 15 giugno 2015)Agevolazioni "prima casa". Ancora sulla superficie massima ai fini della definizione di abitazione di lusso. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 20031 del 7 ottobre 2015)(Forse) la Corte di cassazione non legge le sue stesse sentenze. Spigolature su prima casa e comunione legale. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 1988 del 4 febbraio 2015)Agevolazioni "prima casa", mancato conseguimento della sanatoria edilizia di ristrutturazione: soltanto la produzione di documentazione che comprovi tale situazione permette di giustificare il mancato trasferimento della residenza. (CTR Roma, Sez. XIV, sent. n. 2264 del 17 marzo 2015)Comunione legale tra i coniugi ed ottenimento dei benefici fiscali "prima casa". (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 16026 del 29 luglio 2015)Può la prova della sopravvenuta inidoneità dell' alloggio già di proprietà consentire l'acquisto di un nuovo immobile da adibire a prima casa nello stesso Comune? (CTR Catanzaro, Sez. IV, sent. n. 804 del 26 maggio 2015)Gravi vizi della costruzione oggetto della compravendita per la quale erano state invocate le agevolazioni "prima casa": se la residenza non viene trasferita entro i termini di legge non è invocabile la forza maggiore. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 10586 del 22 maggio 2015)Agevolazioni "prima casa" (imposte dirette comunali): ciò che conta è l’effettiva destinazione del bene ad abitazione principale e non la risultanza dell’accatastamento. (CTR Roma, Sez. XXXVIII, sent. n. 1234 del 2 marzo 2015)Agevolazioni prima casa e superficie dell'abitazione. Irrilevanza delle variazioni successive al momento dell'acquisto. (Cass. Civ., Sez. VI-T, sent. n. 11973 del 9 giugno 2015)Agevolazioni prima casa: mantenimento delle agevolazioni nel caso di acquisti plurimi. Presuppone l’effettiva realizzazione dell’intento abitativo. (Cass. Civ., Sez. VI-T, sent. n. 8847 del 30 aprile 2015)Agevolazioni "prima casa", mansarda non abitabile e superficie utile complessiva. (Cass. Civ., Sez. VI-T, ord. n. 12471 del 17 giugno 2015)Piano di recupero, agevolazioni fiscali: condizioni. (Cass. Civ., Sez. VI-T, sent. n. 3152 del 17 febbraio 2015)Agevolazioni "prima casa". Non è consentito il rinvio per relationem del Fisco alla documentazione catastale. Necessaria l'allegazione. (CTR Potenza, Sez. III, sent. n. 616 del 26 novembre 2014)Agevolazioni "prima casa" anche a chi, pur senza risiedervi anagraficamente, lavora nel territorio in cui ha acquistato l'immobile. (CTR Firenze, Sez. XXXV, sent. n. 58 del 12 gennaio 2015)Agevolazioni fiscali "prima casa" e vendite a catena con riacquisto. Presupposto per conservare il beneficio è il concreto trasferimento della residenza. (Cass. Civ., Sez. VI-T, sent. n. 7338 del 10 aprile 2015)Ritardi nel rilascio delle autorizzazioni edilizie? Non giustificano il mancato trasferimento della residenza entro i diciotto mesi stabiliti dalla legge per conseguire le agevolazioni "prima casa". (Cass. Civ., Sez. VI-T, sent. n. 4800 del 10 marzo 2015)Agevolazioni prima casa: la sopravvenienza di una causa di forza maggiore consente il mantenimento del beneficio. Non può essere considerata tale la precaria condizione di salute dell'acquirente. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 22002 del 17 ottobre 2014)Agevolazioni "prima casa" e mancata ultimazione della ristrutturazione dell’immobile entro il termine massimo per trasferire la residenza. Non costituisce forza maggiore o caso fortuito. (Cass. Civ., Sez. VI-T, sent. n. 5015 del 12 marzo 2015)Agevolazioni prima casa e computo della superficie ai fini della qualifica come "abitazioni di lusso" (CTR Roma, Sez. IX, sent. n. 7513 dell’11 dicembre 2014)Agevolazioni fiscali "prima casa" e contratto a favore del terzo. (CTR Perugia, Sez. I, sent. n. 359 del 7 marzo 2014)La sussistenza di terreno pertinenziale esclude l’agevolazione fiscale "prima casa". (Cass. Civ., Sez. VI-T, sent. n. 3148 del 17 febbraio 2015)Esito negativo della richiesta di trasferimento della residenza: insussistenza dei presupposti per poter fruire delle agevolazioni "prima casa". (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 2181 del 6 febbraio 2015)La semplice presentazione della domanda di trasferimento della residenza entro i termini di legge consente di poter fruire dei benefici fiscali "prima casa". (Cass. Civ., Sez. VI-T, sent. n. 110 del 8 gennaio 2015)La retrocessione del bene comporta la decadenza dai benefici “prima casa”. (Cass. Civ., Sez. VI-T, sent. n. 791 del 20 gennaio 2015)Beneficio prima casa e abitazioni di lusso. Ancora sulle modalità di computo della superficie dell'unità immobiliare. (Cass. Civ., Sez. VI-T, sent. n. 23507 del 4 novembre 2014)Agevolazioni prima casa: vanno computati nella superficie utile anche i locali abusivi ai fini della qualificazione di un’abitazione "di lusso". (Cass. Civ., Sez. VI-T, sent. n. 26647 del 17 dicembre 2014)Semplificazione fiscale e dichiarazione dei redditi precompilata. (DLGS 21 novembre 2014, n. 175)L’agevolazione prima casa non può essere revocata se il contribuente sia proprietario nello stesso Comune semplicemente di una quota "esigua" di altro immobile. (Cass. Civ., Sez. VI-T, sent. n. 21289 dell’8 ottobre 2014)Agevolazioni "prima casa". La necessità, sopravvenuta rispetto al tempo del rogito, di mettere in sicurezza l’abitazione legittima la conservazione dei benefici invocati in sede di contratto di compravendita. (Cass. Civ., Sez. VI-T, sent. n. 19247 dell’11 settembre 2014)Verso il riconoscimento della causa fiduciae per il tramite di una risposta ad un interpello rivolto all'Agenzia delle Entrate? L'agevolazione prima casa spetta anche al fiduciario-affidatario che, già titolare di un appartamento in tale sua qualità, ne acquisti un altro nello stesso comune per fruirne in proprio. (Interpello 903-124/2014-ART.11, legge 27 luglio 2000, n.212)Agevolazioni "prima casa": la mancata concessione della residenza riconducibile al mancato rilascio del certificato di abitabilità causato dalla condotta del costruttore-venditore, è da reputarsi causa di forza maggiore in riferimento al mancato trasferimento della residenza entro i 18 mesi. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 18770 del 5 settembre 2014)Non è consentito usufruire due volte delle agevolazioni "prima casa" senza aver preventivamente ceduto l'immobile già acquisito con le dette agevolazioni. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 17294 del 30 luglio 2014)Non sussiste il diritto al beneficio nel caso in cui il coniuge non si sia trasferito entro i termini perché, in virtù di un accordo preso durante la separazione, ha ceduto all’ex coniuge la sua quota dell’immobile. (Cass. Civ., Sez. VI-T, sent. n. 16082 del 14 luglio 2014)Agevolazioni prima casa: (ri)vendita prima dei cinque anni e perfezionamento di mero contratto preliminare. Non giova. (Cass. Civ., Sez. VI-T, sent. n. 17151 del 29 luglio 2014)Benefici prima casa, vendita dell'immobile acquistato da parte del contribuente migrato all’estero e successivo riacquisto entro l'anno. (Cass. Civ., Sez. VI-T, sent. n. 15617 del 9 luglio 2014)La manifestazione dell'intento di trasferire la residenza al rogito (non seguita dall'effettivo spostamento della stessa nei termini di legge) è insufficiente a ottenere l’agevolazione fiscale sulla prima casa. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 14413 del 25 giugno 2014)Agevolazioni "prima casa": caratteri della "forza maggiore" che rende inapplicabili le sanzioni per il mancato rispetto della normativa in relazione al requisito di aver assunto la residenza nell'immobile acquistato. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 13177 dell’11 giugno 2014)Unicità della definizione “abitazione non di lusso” ai fini dei benefici fiscali "prima casa". (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 5691 del 12 marzo 2014)Il termine dei diciotto mesi ai fini della fruizione del beneficio prima casa vale anche se l’immobile è in corso di costruzione. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 7067 del 26 marzo 2014)Separazione personale, assegnazione della ex casa coniugale e possibilità di effettuare l'acquisto di immobile fruendo dei benefici fiscali "prima casa". (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 3931 del 19 febbraio 2014)Separazione personale tra i coniugi ed assegnazione della casa coniugale: è alienazione rilevante ai fini del mantenimento dei benefici "prima casa"? (Cass. Civ., Sez. VI-T, ord. n. 3753 del 18 febbraio 2014)Modifiche alla tassazione applicabile, ai fini dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale, agli atti di trasferimento o di costituzione a titolo oneroso di diritti reali immobiliari - Articolo 10 del D.lgs.14 marzo 2011, n. 23. (Ag. delle Entrate, Circolare n. 2/E)In tema di decadenza delle agevolazioni fruite per l'acquisto di terreno edificabile da utilizzare entro cinque anni (similmente a quelle “prima casa”) non è il contribuente a dover autodenunciare la mancata fruizione del bene. Potere impositivo del Fisco entro tre anni dalla rivendita e non per cinque anni. (Cass. Civ., Sez. VI-T, sent. n. 27484 del 9 dicembre 2013)E' pari a cinque anni il termine entro il quale l’Agenzia delle Entrate può revocare le agevolazioni fiscali "prima casa" conseguite in precedenza. (Cass. Civ., Sez. VI-T, sent. n. 18391 del 31 luglio 2013)Agevolazioni prima casa: quali le conseguenze per non essere stato possibile trasferire la residenza nel termine dei diciotto mesi per forza maggiore? (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 17442 del 17 luglio 2013)La "utilizzabilità" di un vano deposito determina la ricomprensione dello stesso nella superficie massima il cui superamento conduce al diniego dei benefici "prima casa". (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 25674 del 15 novembre 2013)Il garage attiguo all'abitazione non va computato nella superficie utile ai fini della esclusione dai requisiti per poter fruire delle agevolazioni "prima casa". (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 25161 dell’8 novembre 2013)Il beneficio delle speciali agevolazioni "prima casa" di cui all'art.5 della legge 1982 n.168 è subordinato al perfezionamento della convenzione di recupero con il comune. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 25473 del 13 novembre 2013)Agevolazioni "prima casa". Criteri per la quantificazione della superficie ai fini della qualifica di abitazione non di lusso. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 21287 del 18 settembre 2013)È insufficiente per conservare i benefici fiscali " prima casa" la dichiarazione di volontà al momento dell’acquisto di destinare l’immobile ad abitazione entro i termini previsti dalla legge: occorre il concreto trasferimento. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 22944 del 9 ottobre 2013)Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca. (DL 12 settembre 2013, n. 104, convertito in legge, con modificazioni, dall’ art. 1, comma 1, L. 8 novembre 2013, n. 128)Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca. (DL 12 settembre 2013, n. 104)Agevolazioni prima casa: caratteristiche dell’abitazione di lusso come definite dal decreto ministeriale 2 agosto 1969. Nella superficie si calcola anche il ripostiglio. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 17439 del 17 luglio 2013)Diritto alle agevolazioni prima casa, residenza e comunione legale. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 16355 del 28 giugno 2013)Regolamento recante la disciplina del Fondo per l'accesso al credito per l'acquisto della prima casa da parte delle giovani coppie o dei nuclei familiari monogenitoriali. (DPR 24 giugno 2013, n. 103)Nel calcolo della superficie utile per stabilire se un’abitazione è di lusso ai fini del conseguimento delle agevolazioni "prima casa" è da computarsi quella relativa ai vani interni all’abitazione, anche privi di abitabilità. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 12942 del 24 maggio 2013)Criteri di valutazione delle caratteristiche delle abitazioni "non di lusso" ai fini delle agevolazioni fiscali "prima casa". (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 12517 del 22 maggio 2013)Variazione catastale da abitazione ad ufficio: essenzialità del requisito della residenza ai fini del mantenimento delle agevolazioni "prima casa". (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 14173 del 5 giugno 2013)Applicabili anche all'acquisto per usucapione le agevolazioni fiscali per l'acquisto della "prima casa". (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 14398 del 7 giugno 2013)La richiesta di variazione dell’accatastamento dell'unità immobiliare introdotta prima dell'atto di trasferimento della proprietà consente all’acquirente di usufruire delle agevolazioni prima casa. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 14396 del 7 giugno 2013)Il beneficio delle agevolazioni "prima casa" fruito in sede di donazione può essere mantenuto anche nel caso in cui l’acquisto della nuova abitazione, entro l'anno dall’alienazione, sia effettuato ancora a titolo donativo. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 16077 del 26 giugno 2013)La forza maggiore (nella fattispecie la scoperta archeologica determinante la sospensione dei lavori di ristrutturazione) nell’adempimento dell’obbligazione di trasferire la residenza non comporta la decadenza dell’agevolazione prima casa. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 14399 del 7 maggio 2013)La mera rinunzia abdicativa all’usufrutto di un immobile non implica decadenza delle agevolazioni fiscali sull’acquisto della prima casa. (Cass. Civ., Sez. VI, sent. n. 10249 del 2 maggio 2013)L’agevolazione prima casa spetta anche nell'ipotesi di acquisizione con atto separato di qualsivoglia specie di pertinenza. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 6259 del 13 marzo 2013)La tassazione degli atti notarili: Circolare Agenzia delle Entrate del 29 maggio 2013Agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa in capo a minore d'età. Dimora presso il padre residente presso l'immobile acquistato. Irrilevanza della situazione fattuale. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 3384 del 12 febbraio 2013)La residenza deve essere comprovata attraverso le risultanze anagrafiche. (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 1530 del 2 febbraio 2012)Non competono le agevolazioni fiscali "prima casa" per i vani cantina che vengono usati come abitazione quando la superficie abitativa complessiva eccede la misura di legge. (Cass. Civ., Sez. V, n. 21533 del 18 ottobre 2011)Vedi ancheLe agevolazioni “prima casa” nella compravendita immobiliareCircolare N. 38/E, Agevolazioni fiscali per l'acquisto della c.d. prima casaRisoluzione N. 105/E, Revoca delle agevolazioni prima casaRisoluzione N. 105/E, Agevolazioni prima casa, revoca dell' agevolazioneRisoluzione N. 142/E, Acquisto di alloggio contiguo, agevolazioni prima casaRisoluzione N. 40/E, Agevolazioni prima casa nei trasferimenti derivanti da successioni e donazioniRisoluzione N. 90/E, Acquisto per usucapione di beni immobili – Applicabilità delle agevolazioni prima casaRisoluzione N. 112/E, Alienazione dell'immobile, acquistato con l'agevolazione prima casa, prima del quinquennio e mancato riacquisto entro l'annoRisoluzione N. 265/E, Agevolazione prima casa, pertinenzeRisoluzione N. 66/E, Decadenza dall’agevolazione c.d. prima casaRisoluzione N. 140/E, Condizioni per godere dell'agevolazione prima casa
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Le agevolazioni “prima casa” nella compravendita immobiliareCircolare N. 38/E, Agevolazioni fiscali per l'acquisto della c.d. prima casaRisoluzione N. 105/E, Revoca delle agevolazioni prima casaRisoluzione N. 105/E, Agevolazioni prima casa, revoca dell' agevolazioneRisoluzione N. 142/E, Acquisto di alloggio contiguo, agevolazioni prima casa

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