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Timestamp: 2019-02-20 17:20:52+00:00

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L'attuale quadro ordinamentale che, sulla scorta del considerando 89 della direttiva 24/2014, ha scolpito un obiettivo favor per il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa - Renato D'Isa
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L’attuale quadro ordinamentale che, sulla scorta del considerando 89 della direttiva 24/2014, ha scolpito un obiettivo favor per il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa
Consiglio di Stato, sezione quinta, Sentenza 5 settembre 2018, n. 5202.
Sentenza 5 settembre 2018, n. 5202
Comune di Sesto al Reghena, in persona del Sindaco in carica pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati El. Fe., Lu. De Pa., Lu. Ma., con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio Lu. Ma. in Ro., via Eu.Ma. 5;
Fd. To. Srl, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Ma. Ma., La. Ma., domiciliato presso la Segreteria sezionale del Consiglio di Stato in Roma, piazza Capo di Ferro 13;
Al. In. Srl, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Ma. Ma., La. Ma., con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
Eu.To. Srl, Mo. To. Srl, Co.So. Ac. So.Co. On, Fr. Srl, Se. e Tr. Lo. Srl, non costituiti in giudizio;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Fd. To. Srl e di Al. In. Srl;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 22 marzo 2018 il Cons. Giovanni Grasso e uditi per le parti gli avvocati Fe. Sc., in sostituzione dell’avv. Ma., e Ma. Ma.;
1.- Con atto di appello notificato nei tempi e nelle forme di rito, il Comune di Sesto al Reghena, come in atti rappresentato e difeso, impugnava la sentenza n. 406 del 21 dicembre 2017, meglio distinta in epigrafe, con la quale il TAR Friuli Venezia Giulia aveva accolto il ricorso proposto da FD. To. S.r.l. e Al. In. S.r..l., annullando, per l’effetto, tutti gli atti della gara per l’affidamento del servizio di trasporto pubblico con scuolabus, a partire dall’esclusione delle società ricorrenti.
d) che avverso il provvedimento di esclusione (nonché contro l’aggiudicazione dell’appalto medio tempore pronunciata in favore della Eu. To. S.r.l.) le odierne appellate avevano proposto ricorso, nelle forme del rito c.d. “super accelerato” di cui all’art. 120, comma 2 bis c.p.a., invocando declaratoria di nullità della contestata determinazione espulsiva per asserita violazione del principio di tassatività delle cause di esclusione previsto dall’art. 83, comma 8, del D.lgs. n. 50/2016 e/o l’annullamento della stessa per asserita violazione del diritto costituzionale di difesa e per violazione del principio del favor partecipationis:
Nella resistenza di FD. To. Srl e di Al. In. S.r.l., alla pubblica udienza del 22 marzo 2018, sulle reiterate conclusioni rese dai difensori delle parti costituite, la causa veniva riservata per la decisione.
b) in disparte il carattere “condizionato” che, contrariamente all’avviso del primo giudice, avrebbe dovuto effettivamente riconoscersi ad una proposta formulata in termini così riservati (questione, per sé, oggetto di distinto ed autonomo motivo di gravame, di cui si dirà infra), l’impugnazione dell’aggiudicazione (avvenuta proprio in forza e sulla base del contestato criterio valutativo) non avrebbe, per definizione, potuto legittimare (stante la ribadita lesività immediata da riconoscersi in parte qua al bando) la (ormai inesorabilmente tardiva) formalizzazione, a scioglimento della riserva, della relativa doglianza:
discendendone, de plano, l’inammissibilità per sostanziale carenza di interesse (posta la rilevata preclusione a dedurre il vizio in via derivata, a carico dell’atto definitivo del procedimento);
c) che – per sovrammercato – non solo, in astratto, siffatta censura non avrebbe potuto, nei chiariti sensi, essere formulata, ma – addirittura – la stessa non era neppure stata, di fatto e concretamente, proposta: ciò che avrebbe dovuto maiori causa indurre il primo giudice a dichiarare senz’altro la irredimibile inammissibilità del proposto ricorso.
2.1.2.- In via preliminare, importa ribadire che – superando sollecitazioni in diverso senso variamente formulate anche in sede pretoria – l’Adunanza plenaria di questo Consiglio di Stato, con la sentenza n. 4 del 26 aprile 2018, ha chiarito, ribadendo e corroborando, sul punto, il tradizionale orientamento giurisprudenziale, che né il pregresso regime normativo (fondato sul principio dell’equiordinazione dei metodi di aggiudicazione, la cui scelta restava rimessa alla responsabile discrezionalità della stazione appaltante: cfr. art. 81, commi 1 e 2 del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163) né l’attuale quadro ordinamentale (che per contro, sulla scorta del considerando 89 della direttiva 24/2014, ha scolpito un obiettivo favor per il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, prefigurando un “sistema di gerarchia” tra i metodi di aggiudicazione, che si impone, come tale, alla stazione appaltante: cfr. art. 95 d. lgs. 18 aprile 2016, n. 50) consentono di rinvenire elementi per pervenire all’affermazione che debba imporsi all’offerente di impugnare immediatamente la clausola del bando che prevede il criterio di aggiudicazione, ove la ritenga errata: e ciò in quanto, “versandosi nello stato iniziale ed embrionale della procedura, non vi sarebbe infatti né prova né indizio della circostanza che l’impugnante certamente non sarebbe prescelto quale aggiudicatario”, onde, a diversamente opinare, si finirebbe per imporre all’offerente l’implausibile onere di denunciare la clausola del bando “sulla scorta della preconizzazione di una futura ed ipotetica lesione, al fine di tutelare un interesse (quello strumentale alla riedizione della gara), certamente subordinato rispetto all’interesse primario (quello a rendersi aggiudicatario), del quale non sarebbe certa la non realizzabilità”.
Condanna il Comune appellante alla refusione delle spese di lite in favore di Fd. To. Srl e di Al. In. Srl, che liquida nella complessiva di € 2.000, oltre accessori di legge, a favore della prima ed € 2.000, oltre accessori di legge, a favore della seconda.

References: Sentenza 

Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 81
 art. 95