Source: http://libritudine.blogspot.com/2011/08/
Timestamp: 2019-11-22 20:16:58+00:00

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Il protagonista è Victor Ward, che avevamo già conosciuto di sfuggita nel secondo romanzo assieme ad altri personaggi che tornano in questo tomone di 600 e passa pagine di cui 200 avrebbero potuto benissimo essere tagliate, tanto erano nomi di celebrità.
Alcuni degli studenti di Cadmen prendono la via del cinema, altri della moda e altri ancora del terrorismo, poi la situazione si complica e, per citare le parole del regista nel libro l'autore scrive senza sceneggiatura, sembra proprio navighi a vista. Ma è possibile che la responsabilità sia mia che non ho compreso questo libro in tutta la sua complessità e nelle sue varie chiavi di lettura....
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Ci sono persone che scrivono in un modo asciutto che arriva diritto al cuore, tipo Rigoni Stern, che in questa raccolta di racconti arriva ad essere anche poetico a volte. Una chicca è la lettera che scrive a Primo Levi in occasione della sua morte, mentre quasi romantici sono i suoi racconti di caccia, che non sono altro che un escamotage per rinnovare il suo smisurato amore per la montagna.
Penso poi che Erri De Luca abbia molto in comune con questo autore, nonostante siano nati agli antipodi dell'Italia, come questa sinteticità che nulla toglie allo spessore delle loro storie ed il comune amore per le vette più o meno innevate e più o meno ripide.
Carino questo primo libro della Vargas con gli evangelisti come protagonisti. Scrittura scorrevole e giallo classico, mi viene da pensare che abbia letto parecchi Agatha Christie ;)
Tre studiosi spiantati ed un ex commissario si trasferiscono per caso di fronte alla casa di una cantante lirica, che scompare due mesi dopo; nel frattempo però sono diventati amici e a modo loro cercano di trovare il bandolo della matassa, e non sarà semplice.
Avanti il prossimo, tanto si leggono in un baleno!
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Angosciante, come tutto ciò che di Tolstoj ho letto fino a questo momento. Non è che non mi renda conto della grandezza dell'autore, ma il suo stile e suoi argomenti sono decisamente troppo pesanti per me.
La storia di questo "amore coniugale" che culmina in tragedia è la summa di tutte le possibili paure che permeano le coppie più o meno sposate dall'inizio dei tempi; le parole che usa l'autore e anche la colonna sonora - che non ci si può esimere dall'ascoltare almeno una volta (Beethoven Violin Sonata No.9 "Kreuzer") - portano tutte, in un crescendo ansiogeno, al terribile finale che conosciamo poi dall'inizio, non a caso il narratore nel racconto si presenta come l'omicida della moglie, quindi non ci sono molti dubbi su come andrà a finire.
Si comprendono un po' meglio le argomentazioni dell'autore se ne si conosce la biografia, non che questo poi porti a condividerle, sia chiaro, ma almeno si comprende come ci sia parecchio di autobiografico nella storia di questo uxoricida.
Sentenza emessa da Gonza a 8:28 PM 2 commenti: Link a questo post
Questo è il primo volume di una saga che attualmente conta altri 4 libri, uno più alto dell'altro. La mole è quindi paragonabile, anche se maggiore, a "Il signore degli anelli" di Tolkien, ma solo la mole. Niente Hobbit però, solo draghi, almeno in questo primo volume, un po' di magia nera, molto sesso e tanti tanti morti.
La cosa più frequente che mi sento dire da quando ho questo libro e gli altri in libreria è: "..non ti affezionare troppo ai personaggi...." Secondo voi che vorrà dire?
Sentenza emessa da Gonza a 5:48 PM 3 commenti: Link a questo post
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Sentenza emessa da Gonza a 6:25 PM Nessun commento: Link a questo post
Ci sono dei libri che sai già che diventeranno film, anche se per questo è più facile dirlo, perchè già l'hanno fatto ;)
Storiellina carina, al solito triangolo lui, lei e l'altro si aggiunge un pachiderma e un circo negli anni immediatamente successivi alla grande depressione negli Stati Uniti.
Tra l'amore che nasce e la gente che sparisce, c'è anche un prevedibile colpo di scena e ad una narrazione a flashback da parte del protagonista, ormai in una casa di riposo si aggiunge l'ultra lieto fine, sui entrambi i piani temporali, nella classifica dei best seller e al box office.
Sentenza emessa da Gonza a 7:15 PM 6 commenti: Link a questo post
Mi dispiace ma Virginia Woolf non fa per me, ho provato con i romanzi e gli ho dato una chance con i saggi, il risultato è stato che per leggere poco più di 100 pagine ci ho messo 20 giorni, inconcepibile.
Il suo modo di scrivere, per quanto a detta di tutti meraviglioso, mi provoca un'indicibile sonnolenza, ogni volta che provo a leggerla mi cade la testa sul libro.
Evidentemente non siamo fatte l'una per l'altra pure se questo saggio sulla presenza/assenza di donne nella letteratura mi interessava anche, probabilmente preso a piccole dosi.
Sentenza emessa da Gonza a 9:35 AM 13 commenti: Link a questo post
Letto al volo, sia perchè questo romanzo assomiglia ad una versione napoletana dei Vicerè, sia perchè l'autrice scrive molto bene secondo me. La storia parte dai primi del '900 con una famiglia di principi napoletana ridotta sul lastrico per colpa del vizio del gioco, segue poi le vicende delle due figlie e dei loro "uragani d'amore". Narratrice di tutte le vicende è la nipote di Francesca, personaggio principale assieme al padre dei suoi 6 figli Francesco; il loro "fatale inseguimento d'amore" tra le due guerre, la vita dei loro figli, parenti e amici vari che forse però, stanno un po' strette come storie in sole 173 pagine.
Mi sarebbe interessato sapere come mai Eleonora era la più sfortunata tra i figli e come mai Ferdinando e Mimì non hanno avuto più tempo a loro disposizione, ma forse la passione trascinante di cui si parla nel libro, non può essere trattata che di corsa.
La storia di questa ragazza, sedotta e abbandonata, poi salvata da un pastore e sua sorella non è la solita Gaskell. L'eroina è soporifera, assolutamente sfortunata, poco tenace e oltremodo devota, quindi ogni tanto non è stato facile proseguire nella lettura. Tra l'altro credo che l'autrice avesse messo Ruth al servizio di una disamina critica molto dura nei confronti della morale vittoriana, che trattava in modo eccezionalmente diverso gli uomini e le donne.
Peccato perchè la Gaskell è sempre molto brava nella sua descrizione dei personaggi e dei luoghi, ma come per "Sylvia's lovers", credo che le storie tristi le risultino peggiori di quelle "allegre"; ad esempio "Mary Barton" e "North&South" sono di gran lungo più godibili senza per questo essere superficiali, ovviamente secondo me.
Sentenza emessa da Gonza a 11:06 AM 4 commenti: Link a questo post
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