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Corte Costituzionale, Sentenza n. 112 del 24 aprile 2008 - Dirittodautore.it
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E' costituzionalmente illegittimo l'art. 245, comma 2, del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 (Codice della proprietà industriale, a norma dell'articolo 15 della legge 12 dicembre 2002, n. 273), nella parte in cui stabilisce che sono devolute alla cognizione delle sezioni specializzate le controversie in grado d'appello iniziate dopo l'entrata in vigore del codice, anche se il giudizio di primo grado è iniziato e si è svolto secondo le norme precedentemente in vigore.
Corte Costituzionale, Sentenza n. 112 del 24 aprile 2008
Giovanni d'Ammassa 24 Aprile 2008
nei giudizi di legittimità costituzionale dell’art. 245, comma 2, del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 (Codice della proprietà industriale, a norma dell’articolo 15 della legge 12 dicembre 2002, n. 273), promossi con ordinanze del 15 febbraio e del 13 marzo 2007 dalla Corte d’appello di Milano nei procedimenti civili vertenti tra la Company Shirt s.r.l. in liquidazione e la Stefano Conti s.r.l. ed altri e tra la Alpi s.p.a. e la Alpilegno s.n.c. di Paolo Capra & C., iscritte ai nn. 509 e 568 del registro ordinanze 2007 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica nn. 27 e 33, prima serie speciale, dell’anno 2007. Visto l’atto di costituzione della Kamiciando s.n.c.;
Una delle parti appellate ha eccepito sia l’incompetenza del giudice adito, indicando quale giudice competente la Corte d’appello di Brescia, sia l’illegittimità costituzionale dell’art. 245 del d.lgs. n. 30 del 2005, che stabilisce la competenza della Corte d’appello di Milano. Secondo il rimettente, la questione di legittimità costituzionale è rilevante, in quanto l’eccezione di incompetenza è stata ritualmente proposta e la competenza della Corte d’appello di Milano sussiste soltanto in virtù della norma censurata, la quale, tuttavia, si porrebbe in contrasto con l’art. 76 Cost.
Ad avviso del giudice a quo, la legge n. 273 del 2002 ha conferito al Governo due distinte deleghe, aventi rispettivamente ad oggetto: la prima, “il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di proprietà industriale” (art. 15); la seconda, l’istituzione presso tribunali e corti d’appello di sezioni specializzate in materia di proprietà industriale e intellettuale (art. 16; di seguito, sezioni specializzate).
La seconda delega è stata attuata con il d.lgs. 27 giugno 2003, n. 168 (Istituzione di Sezioni specializzate in materia di proprietà industriale ed intellettuale presso tribunali e corti d’appello, a norma dell’articolo 16 della legge 12 dicembre 2002, n. 273) che, tra l’altro, ha stabilito la competenza delle sezioni specializzate istituite presso il Tribunale ordinario di Milano e presso la Corte d’appello della stessa città in ordine alle controversie che, secondo i criteri ordinari di competenza territoriale, sono relative ai “territori ricompresi nei distretti di corte d’appello di Milano e Brescia” (art. 4, comma 1, lettera f).
Il citato art. 16 è stato interpretato nel senso che gli appelli avverso le sentenze di primo grado pronunciate nei giudizi instaurati anteriormente al 30 giugno 2003 dovevano essere proposti innanzi alle sezioni ordinarie, in conformità dei principi enunciati dalla giurisprudenza di legittimità in riferimento alle norme transitorie aventi ad oggetto l’introduzione di una nuova disciplina processuale e di nuove regole di competenza ed in coerenza con le nozioni di “controversia” e “giudizio” utilizzabili a questo scopo.
L’art. 245, comma 2, del d.lgs. n. 30 del 2005 ha, invece, disposto: “sono devolute alla cognizione delle sezioni specializzate di cui all’articolo 134, comma 3, le controversie in grado d’appello iniziate dopo l’entrata in vigore del codice anche se il giudizio di primo grado o il giudizio arbitrale sono iniziati e si sono svolti secondo le norme precedentemente in vigore”.
Ad avviso del giudice a quo, detta norma ha introdotto una regola difforme dai principi sopra richiamati, benché la delega dell’art. 16 della legge n. 273 del 2002 (concernente l’istituzione delle sezioni specializzate, la disciplina della competenza ed il regime processuale transitorio) fosse stata già esercitata con l’emanazione del d.lgs. n. 168 del 2003 e si era esaurita alla data di emanazione del d.lgs. n. 30 del 2005. Quest’ultimo decreto legislativo ha, invece, attuato la delega dell’art. 15 della legge n. 273 del 2002, il quale non autorizzava il Governo ad intervenire sulla disciplina del processo e su quella oggetto della delega dell’art. 16, non sussistendo esigenze sopravvenute di “adeguamento” e “coordinamento” in grado di giustificare la modificazione delle regole della competenza per i giudizi instaurati anteriormente al 30 giugno 2003.
2.1. – La seconda ordinanza (r.o. n. 568 del 2007) premette che il giudizio principale ha ad oggetto una domanda di accertamento della violazione dei diritti di esclusiva vantati su di un marchio registrato e l’adozione dei provvedimenti conseguenziali, definito in primo grado con sentenza del Tribunale ordinario di Brescia depositata il 25 ottobre 2004.
La società soccombente ha proposto appello avverso detta pronuncia con atto di citazione notificato in data 11-13 ottobre 2005; la società appellata ha eccepito l’incompetenza del giudice adito, indicando quale giudice competente la Corte d’appello di Brescia.
1. – La questione di legittimità costituzionale sollevata dalla Corte d’appello di Milano investe l’art. 245, comma 2, del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 (Codice della proprietà industriale, a norma dell’articolo 15 della legge 12 dicembre 2002, n. 273), nella parte in cui stabilisce che sono devolute alla cognizione delle sezioni specializzate di cui all’articolo 134, comma 3, di detto decreto le controversie in grado d’appello iniziate dopo l’entrata in vigore del codice, anche se il giudizio di primo grado è stato iniziato e si è svolto secondo le norme
precedentemente in vigore.
La lettera del citato art. 15 (avente ad oggetto “il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di proprietà industriale”), i relativi principi e criteri direttivi ed il contesto normativo nel quale detta norma è inserita, quindi anche il contenuto della delega dell’art. 16 della stessa legge, impongono di ribadire che i profili inerenti alla istituzione ed organizzazione delle sezioni specializzate, in linea generale, erano estranei alla delega oggetto della prima di queste due norme.
La delega all’istituzione ed alla disciplina delle sezioni specializzate è, infatti, contenuta nell’art. 16 della legge n. 273 del 2002, il quale stabilisce altresì uno specifico principio direttivo in materia di disposizioni transitorie, in virtù del quale il Governo doveva avere “cura di evitare che le sezioni specializzate di cui al comma 1, lettera a), siano gravate da un carico iniziale di procedimenti che ne impedisca l’efficiente avvio” (comma 3).
In attuazione di detto principio, l’art. 6 del d.lgs. n. 168 del 2003 ha assegnato alle sezioni specializzate soltanto i giudizi “iscritti a ruolo a far data dal 1° luglio 2003” (comma 1), disponendo che le controversie “già pendenti alla data del 30 giugno 2003, restano assegnate al giudice competente in base alla normativa previgente” (comma 2).
Quest’ultima norma – in particolare, il comma 2 – è stata interpretata dalla Corte suprema di cassazione nel senso che “non può riferirsi […] che all’introduzione della causa in primo grado, quale che sia il grado del giudizio nel quale essa si trovi al momento dell’entrata in vigore della legge” (ordinanza 1° febbraio 2007, n. 2203).
La norma censurata non è, dunque, riconducibile al “riassetto delle disposizioni vigenti in materia di proprietà industriale”, e cioè alla delega dell’art. 15 della legge n. 273 del 2002. Quest’ultima concerne, infatti, anche le disposizioni di diritto processuale previste dalle leggi speciali oggetto del riassetto e la disciplina dei procedimenti amministrativi richiamati nella medesima, ma soltanto in riferimento alle modificazioni strumentali rispetto allo scopo di comporle in un testo normativo unitario, di adeguarle alla disciplina internazionale e
comunitaria, organizzarle in un quadro nuovo e porre in rilievo i nessi sistematici esistenti tra i molteplici diritti di proprietà industriale.
Precedente Tribunale di Roma, Sezione Specializzata in materia di Proprietà Industriale ed Intellettuale, Sentenza n. 8481 del 22 aprile 2008
Prossimo Corte di Appello di Bologna, Sentenza n. 1649 del 6 maggio 2008

References: Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 art. 16
 sentenza 
 art. 15
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