Source: http://comitatocittadinomazara.blogspot.com/2009_02_01_archive.html
Timestamp: 2017-03-30 20:18:37+00:00

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Foschi presagiIl giorno 18 del mese di febbraio dell'anno 2009 il comitato si riunisce alle ore 18.00.Si riflette che purtroppo Mazara del Vallo è costretta a soffrire non solo per l'inquinamento dell'acqua potabile, ma anche per un altrettanto grave inquinamento: quello pericolosamente esteso all'interno delle istituzioni locali.Le organizzazioni criminali - come è di dominio pubblico, non solo nella nostra città , ma anche in campo nazionale - controllano in modo totale l'intero sistema economico e amministrativo del territorio mazarese.Ancora una volta la città assurge agli onori (?) della cronaca e i cittadini sono costretti a riflettere sui nuovi fatti e anche a vergognarsi di vivere a Mazara del Vallo.L'energia da fonti rinnovabili, una conquista della più moderna tecnologia, che, al contrario di quella ricavata da fonti non rinnovabili, libera dal pericolo di inquinamento, è stata sfruttata come inesauribile fonte di guadagno dalla criminalità organizzata, che si è inserita nei gangli vitali della politica e dell'amministrazione per raggiungere il suo bieco scopo.Politici e funzionari del comune di Mazara del Vallo sono diventati strumento interessato nelle mani della criminalità organizzata, tanto da consentire ai mafiosi di controllare, decidere, operare all'interno della cosa pubblica per sfruttare nel loro interesse la conquista della produzione dell'energia eolica, che in altri paesi è considerata un obiettivo da raggiungere per il bene comune.È ora che la cittadinanza prenda coscienza, che allontani e metta alla gogna i mafiosi, i corrotti, gli incapaci (?).Il controllo capillare, che ormai dolorosamente si è dovuto constatare, esercitato dalla mafia in tutti i settori sia economici che politici, ha impedito qualsiasi speranza di sviluppo. L'economia è stagnante, non esistono più imprenditori coraggiosi, che con le loro iniziative potrebbero rilanciare verso un futuro più prospero la città. Scoraggiati, non possono farlo, appunto, per la presenza costante e soffocante delle organizzazioni criminali.I giovani migliori, quelli che con sacrificio, impegno e approfondito studio, hanno conseguito brillanti risultati in varie università d' Italia, hanno dovuto rinunciare alla loro città, ormai inerte e priva di ogni pulsione, e cercare al nord o all'estero il loro avvenire.In quei luoghi, dove non esiste la raccomandazione, frutto della incancrenita mentalità mafiosa, lontani dalla loro terra, sono apprezzati e valutati per le loro capacità e per i loro curricola, per quello che veramente valgono. Paesi e nazioni crescono quando ad occupare i posti di responsabilità e di comando sono i migliori e i mediocri e gli incapaci vengono messi da parte.I cittadini elettori, preso atto dei fatti di recente accaduti, i cui esiti sono ancora da realizzarsi, abbiano un sussulto di indignazione e, cogliendo l'occasione rappresentata dalle prossime elezioni amministrative, scongiurino finalmente il pericolo che vengano riconfermati gli amministratori che fino ad oggi hanno avuto nelle mani il destino di questa città, con i risultati disastrosi che si è costretti a registrare. I cittadini hanno l'obbligo di votare in piena libertà e nell'interesse comune. Hanno il dovere di scegliere gli uomini più capaci e migliori per dare una speranza a questa città.A governare non sia più il vuoto assoluto e l'improvvisazione.La seduta è tolta alle ore 20.10.
Un giorno, un'ora per un segnale di cambiamento. Contiamoci. Quanti siamo? Quanti avremmo potuto essere? Quanta gente di buona volontà si è messa all'opera per un passaparola? Quanti sono rimasti all'oscuro, cioè non l'hanno saputo e non hanno potuto aderire alla giornata del risparmio energetico? Se ci pensiamo siamo più di quelli che hanno aderito, siamo moltissimi i sensibili al risparmio energetico. In verità non si può arrivare in modo capillare a sensibilizzare tutti, ma, se ne parli, appena ne parli, già ti accorgi che non è necessario spendere molte parole. C'è sensibilità, la gente è cosciente, lo sa, vuole il cambiamento. Paga e ha pagato per questo sviluppo che ha fatto danno.Ma come si fa ad aggregare le singole volontà di cambiamento? Esistono movimenti locali, nazionali, transnazionali, sono punte avanzate che sempre hanno visto più avanti e hanno dato segnali e tracciato linee di cambiamento. Dietro i segnali deve operare una rete capillare che permea tutta la società e riesce a mettere in atto azioni reali di cambiamento.Questa pianificazione, questa organizzazione deve poggiare sulle spalle dei più forti perché è pesante da sostenere, dei più disinteressati perché l'interesse generale è il solo obiettivo, dei più generosi perché si devono spendere tutte le energie, oltre il proprio orticello. Questa è una generosità che include tutti senza differenza fra i più prossimi e i lontanissimi in termini familiari, spaziali e temporali. Così che il figlio appare trascurato in un'azione rivolta all'estraneo, eppure se ne avvantaggia perché il figlio e l'estraneo sono uguali agli occhi di chi sente i problemi della società e non può fare a mano di agire così in una periferia come al centro del mondo.Questo è il sentire che muove.La generosità dei forti e dei disinteressati ha prodotto molto, moltissimo, ma, per cambiare il mondo, il numero dei forti, dei disinteressati, dei generosi deve aumentare. Per un passaparola a Mazara del Vallo il 13 febbraio si sono spente le luci dei negozi della via Garibaldi per cinque, dieci, quindici minuti (compatibilmente alla presenza dei clienti ) grazie a:Ottica Amantia, Gioielleria Baldassare Mirabile, Shoes Maggio, Bar Daiquiri, Federico Moda Uomo, Narciso Profumeria, Piccione Abbigliamento, Arte della Pittura, Mirabile Musicheria, Le Sac, La Bottega delle idee, Gioielleria Giubilato, Gabriele Calzature, Billardello Gioielleria, Giovanni Ciraolo Abbigliamento.In Piazza della Repubblica hanno spento le luci: Chamade, Myst, Garden Bar, Palazzo Vescovile (luci interne).Nella via XX Settembre: Bugie - Realizzazioni artigianali, La Bottega dell'Arte - Ceramiche artistiche. Nell'aula consiliare, a richiesta giunta dal Comitato, presente come pubblico, sono state spente le luci per 25 minuti.La palestra Agorà ha spento tutte le luci e ha fermato apparecchiature e macchinari per mezz'ora.Avrebbero spento le luci, se il passaparola fosse arrivato in tempo, in via Garibaldi: Fiorentino, Code, Joy, Antartidee, Cucchiara, Abbagnato, Marivè, Di Giovanni Iolanda. Cafè Garibaldi. in via Itria: Trattoria La Casbah, Ceramiche Signorello.Di sicuro molti altri hanno concorso, ma non se ne ha notizia. Si può provare ad allungare l'elenco dei “meno illuminati” inviando una e-mail o un commento.Silvana Mannone
AMBIENTE: ULTIMATUM UE A ITALIA SU TRATTAMENTO ACQUE REFLUE(ANSA) - BRUXELLES, 19 FEB - La Commissione Europea ha oggi rivolto all'Italia un ''ultimo avvertimento'' prima del deferimento alla Corte di giustizia Ue per la non conformita' con la legislazione europea relativa al trattamento delle acque reflue dei centri urbani. Lo ha reso noto la stessa Commissione Europea che ha inviato all'Italia una lettera a questo proposito. Secondo Bruxelles sono ancora 299 le citta' e gli agglomerati urbani che non sono ancora in regola con le norme Ue sul trattamento delle acque reflue, una delle fonti principali di inquinamento delle acque costiere e interne. (ANSA). TI/VIT19/02/2009 12:24© Copyright ANSA Tutti i diritti riservati
Il giorno 11 del mese di febbraio dell'anno 2009 il comitato si riunisce alle ore 18.00.Si torna a discutere dell'inquinamento chimico della falda, per rilevare che esso ha origini diverse. Infatti, da un attento esame delle notizie raccolte, sembra che l'inquinamento in questione sia da addebitare - così come del resto risulta dallo studio effettuato, per conto della regione siciliana, dalla Sogesid - , in prevalenza, all'esercizio sconsiderato delle colture intensive presenti nel territorio e, in particolare, nelle zone prossime ai pozzi dai quali si emunge l'acqua che poi viene distribuita a mezzo delle rete idrica comunale. Dallo studio della Sogesid , che in massima parte questo comitato condivide, è emerso anche che alla prima causa in questo studio indicata, è da aggiungere l'indiscriminato scarico in territorio di Mazara del Vallo di residui da trasformazione e da lavorazione industriale.Della suddetta concausa si è avuta notizia attraverso i mass media che puntualmente, nel tempo, hanno riportato la cronaca dei procedimenti giudiziari discussi contro ditte ben individuate presso i tribunali di Marsala e Mazara.Inoltre, la città di Mazara del Vallo non è servita per intero da una idonea rete fognante per lo scarico delle acque nere e non è funzionante il depuratore. Quartieri interi, quindi, scaricano senza controllo direttamente in pozzi neri non adeguati alla normativa.Le zone in questione sono quelle che presentano nelle acque potabili una altissima percentuale di nitrati, a cui pare si sia aggiunta una altissima percentuale di inquinanti di origine biologica.La zona di Trasmazzaro, la zona di Tonnarella, la zona di contrada Bocca Arena e quella che va fino a Torretta - tutte densamente popolate, specialmente nei mesi estivi - sono totalmente prive di fognatura. Gli insediamenti ivi esistenti sono, per quanto riguarda gli scarichi, gestiti da privati, i quali si adattano scaricando nei pozzi neri che nella maggior parte dei casi sono a perdere. Questa situazione comporta, per la natura calcarea del terreno, friabile e permeabile, il percolare delle sostanze inquinanti, sia chimiche che batteriologiche, fino a raggiungere la falda.Per affrontare, quindi, in modo serio il problema e risolverlo è necessario che le autorità preposte al controllo e preposte alla garanzia della salubrità dell'ambiente, e in particolare dell'acqua, vigilino sui fenomeni sopra indicati quali concause dell'inquinamento e impongano agli agricoltori, ai titolari delle ditte e ai privati il corretto comportamento e il rispetto delle norme che regolano la materia e sanzionino, nell'eventualità anche coattivamente, coloro che rifiutano di adeguarsi.Si spera che gli amministratori avvertano, aiutati anche dalla lettura del presente verbale, la necessità di agire con urgenza, risolvendo in tal modo il problema ed evitando che lo stesso diventi, col trascorrere del tempo, irrisolvibile e quindi più pericoloso per la salute dei cittadini.Il comitato fa presente che un buon amministratore è colui che ha la capacità di individuare i problemi nella loro entità e, in assenza di sua capacità tecnica, si fa collaborare da esperti qualificati, capaci di dare le soluzioni più idonee a risolvere i problemi.La modestia non è un difetto. Il riconoscimento dei propri limiti nell'affrontare i problemi individuati è piuttosto un pregio. Questi amministratori non sono unti dal signore, anche se immodestamente si ritengono “padri eterni”. La seduta è tolta alle ore 20.10.Il Comitato
Buone abitudini per il 13 febbraio (e anche dopo!) 1. spegnere le luci quando non servono 2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici 3. sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria 4. mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola 5. se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre 6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria 7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne 8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni 9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni 10. utilizzare l’automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto. E ricordati di spegnere tutte le luci e i dispositivi elettrici non indispensabili venerdì 13 febbraio alle ore 18.00!fonte:www.cartepillar.rai.it
Il giorno 4 del mese di febbraio dell'anno 2009 il comitato si riunisce alle ore 18.00.Si parla dell'eco suscitata dalla notizia relativa alla autorizzazione a sversare fanghi da depurazione in territorio di Mazara del Vallo, rilasciata dall'assessorato regionale alla titolare della distilleria Bertolino di Partinico.All'indomani si è generato un vero e proprio allarme in città, alimentato dal sindaco in una intervista trasmessa dalle televisioni locali. Un allarme ad effetto assicurato. È ancora viva, infatti, nei cittadini mazaresi la memoria di una battaglia dura e lunga, ma vinta, contro la delocalizzazione della distilleria Bertolino in territorio di Mazara del Vallo. La mega-distilleria oggi non c'è a Mazara del Vallo, ma, con questa autorizzazione ci potrebbero essere i pericolosi rifiuti dei suoi processi di lavorazione.Di fronte alla assoluta assenza degli amministratori mazaresi, che non hanno provveduto in tempo a tutelare il territorio, si è verificato l'inimmaginabile. La ditta Bertolino ha scoperto la quadratura del cerchio: se Mazara del Vallo non ha potuto essere la sede della mega-distilleria distilleria, che, quantomeno, sia la città dove è lecito scaricare i pericolosi fanghi da depurazione.Contenti e gabbati i mazaresi non avranno una distilleria, ma tutto ciò che di pericoloso essa produce.No all'investimento sul territorio. No ai posti di lavoro.Sì a tutto quello che si voleva scongiurare con quella lunga battaglia.Il territorio di Mazara del Vallo sarà la discarica della distilleria Bertolino di Partinico.Questo il pericolo che l'assessorato regionale ha caricato sul collo dei cittadini mazaresi. Da qui l'allarme, trasformato in occasione da questi politicanti da strapazzo, che si attivano, subito dopo il letargo, per inscenare ancora una volta l'osceno balletto. Ed eccoli a vendere fumo, il nulla che diventa un fatto di merito, una conquista da esibire alla cittadinanza.Così hanno strombazzato ai quattro venti un misero provvedimento di sospensione del decreto di autorizzazione. Ma la sospensione non è revoca. Non risulta che sia stata pubblicata, non si sa se contiene una motivazione, che, quantomeno, sarebbe la premessa della revoca. In assenza di provvedimento di contrasto, la sospensione non elimina il pericolo che si continui a scaricare i pericolosi fanghi, infatti la Bertolino potrebbe ricorrere al Tar e vincere il ricorso. Serve, però, la sospensione, a darla da bere ai cittadini che, all'oscuro di atti amministrativi, inneggiano al politicante di turno e si preparano ad allungare le fila del suo elettorato. In ultima analisi, questa tardiva mobilitazione, tradisce una incompetenza amministrativa che diventa difficile da sopportare da parte dei cittadini attenti. Correre al riparo, bussando alle porte, come a chiedere un favore, si adatta alla mentalità del pervenu, convinto che i problemi li risolve l'amico.Mentalità paesana, mafiosa. Il deputato serio chiede un atto ispettivo, ha coraggio, coscienza di essere al di sopra di ogni critica, cultura di governo. In Francia esiste una scuola di formazione per la pubblica amministrazione. Dovremmo apprendere dalla Francia.Ma intanto vivere a Mazara del Vallo si fa sempre più difficile.La seduta è tolta alle ore 20.00.
"M'illumino di meno" è una campagna sul tema del risparmio energetico, ideata quattro anni fa dai conduttori di Caterpillar, programma di Radio2 fra i più riusciti e ascoltati, i quali invitano cittadini, amministratori, istituzioni a dimostrare, in un giorno e in un'ora stabiliti, la propria sensibilità ai problemi ambientali.In questa quinta edizione della campagna “M'illumino di meno”, gli interruttori dovranno essere spenti il 13 febbraio dalle ore 18.00. I cittadini potranno partecipare semplicemente spegnendo in casa propria le luci e i dispositivi elettrici non indispensabili. L'amministrazione di Mazara del Vallo potrebbe spegnere i riflettori su edifici pubblici e monumenti per dare, con un gesto simbolico, il segnale di una inversione di tendenza: stop allo spreco e via libera al risparmio. La città ne ha bisogno, i cittadini lo esigono. Sarebbe finalmente l'occasione per rispondere agli appelli, numerosi, che tanti cittadini, singolarmente, o uniti in comitati hanno lanciato ad una amministrazione troppo distratta e superficiale in materia di tutela dell'ambiente.La città ne guadagnerebbe in visibilità , considerata l'attenzione riservata dai media a questa campagna che da un paio di anni è diventata internazionale e patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e dal Ministero delle Politiche Agricole. Il Tutto a costo zero. Non è poca cosa, considerate le spese assurde di cui si è gravata questa amministrazione proprio per portare a galla sulla cronaca la città.La visibilità si può ottenere a luci spente.
In Italia la politica frequentemente dà scandalo e, in assenza di scandalo, si caratterizza in linea di massima per insipienza, spreco, sperpero, danno. I cittadini dallo stupore e dall'incredulità passano presto all'indignazione e alla denuncia e, organizzati in comitati o associazioni, hanno un'unica possibilità: quella di ricorrere alla MAGISTRATURA.Accogliendo il ricorso di Legambiente, WWF e LIPU, la Prima Sezione del Tar Sicilia, con sentenza n. 302 del 4 febbraio, ha censurato l'operato del governo regionale riportando allo Stato la competenza esclusiva sull'ambiente. Di fatto, la sentenza ha annullato il decreto 22 ottobre 2007, con il quale l'Assessore Regionale al Territorio pro tempore aveva stabilito che sulle Zone di Protezione Speciale e sui Siti di Importanza Comunitaria non si applicano le norme di tutela fissate dallo Stato.In base alla nuova sentenza, i cittadini, quindi, potranno pretendere la tutela di ben 233 aree di interesse naturalistico: 29 Zone di Protezione Speciale, già individuate dall’Unione Europea, e 204 Zone Speciali di Conservazione (di prossima individuazione sulla base dei Siti di Importanza Comunitaria già presenti in Sicilia). Esse rientrano tra le aree naturali protette, sono sottoposte alla relativa tutela penale e paesaggistica, e nella loro gestione e protezione va garantito il rispetto dei criteri minimi di conservazione fissati dallo Stato.Questa sentenza impone agli amministratori di Mazara del Vallo di applicare la normativa volta al mantenimento dell'integrità delle zone già individuate come di interesse comunitario.Non è consentito a nessuno, sia privato che ente, di mettere le mani sulle zone di interesse comunitario esistenti a Mazara del Vallo per trasformarle o deturparle.La sentenza in questione, a modesto parere del comitato, mette a disposizione degli amministratori e dei cittadini lo strumento per bloccare il tentativo in essere di una ditta che vorrebbe trasformare la zona di interesse comunitario, posta nella piana di San Nicola, in cloaca massima.
-----N. 00302/2009 REG.SEN.N. 00315/2008 REG.RIC.REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANOIl Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia(Sezione Prima)ha pronunciato la presenteSENTENZASul ricorso numero di registro generale 315 del 2008, proposto da: Legambiente-Comitato Regionale Siciliano, in persona del suo Presidente e Legale rappresentante Arch. Domenico Fontana, dall’Associazione Italiana per il “World Wide Fund For Nature” (WWF), in persona del suo vicepresidente e legale rappresentante p.t. Enzo Venini, dall’Associazione “Lega Italiana Protezione Uccelli” (LIPU), in persona del suo Presidente e legale rappresentante p.t., Giuliano Tallone, tutti rappresentati e difesi dall'avv. Nicola Giudice, presso il cui studio in Palermo hanno eletto domicilio in via M. D'Azeglio N. 27/C; controAssessorato Reg.Le del Territorio e dell'Ambiente, in persona dell’Assessore p.t., rappresentato e difeso dall'Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo, domiciliata per legge in Palermo, via A. De Gasperi 81; per l'annullamentoprevia sospensione dell'efficacia,del decreto 22 ottobre 2007 “Disposizioni relative alle misure di conservazione delle zone di protezione speciale e delle zone speciali di conservazione” così come modificato dal decreto 28 ottobre 2007 “Modifica del decreto 22 ottobre 2007…” dell’Assessorato al Territorio e all’Ambiente, entrambi pubblicati in G.U.R.S. n.56 del 30 novembre 2007, nella parte in cui:1-si dichiara non vigenti nella Regione Siciliana le disposizioni di cui alla delibera del Comitato per le aree protette del 2 dicembre 1996, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n.139 del 17 giugno 1997;2-non applica i criteri minimi uniformi per la definizione delle misure di conservazione delle Zps e Zcs, così come individuati con DM 17 ottobre 2007, pubblicato nella G.U.R.I. n.258 del 6/11/2007 al fine di garantire la coerenza ecologica della Rete 2000 e l’adeguamento della sua gestione sul territorio nazionale.Visto il ricorso con i relativi allegati;Visto l'atto di costituzione in giudizio di Assessorato Reg.Le del Territorio e dell'Ambiente;Viste le memorie difensive;Visti tutti gli atti della causa;Vista l’ordinanza n.227 del 19/02/2008 sulla domanda incidentale di sospensione del provvedimento impugnato;Relatore nell'udienza pubblica del giorno 22/10/2008 il dott. Roberto Valenti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:FATTOCon ricorso notificato il 26/01/2008 e depositato il 05/02/2008, i ricorrenti hanno impugnato i provvedimenti in epigrafe chiedendone l’annullamento, previa sospensione degli effetti, vinte le spese.Nel ricorso si articolano le seguenti censure:1-Violazione dell’art.14 dello Statuto speciale della Regione Siciliana. Violazione degli artt.3 e 117 Cost.. Violazione del D.M:17 ottobre 2007;2-Nullità ex art.21-septies L.241/90 per difetto assoluto di attribuzioni dell’Assessorato intimato. Violazione art.3 co.4 L.394/91. Violazione art.25 Cost.. Violazione art.1 commi 4 e 5 D.P.R.12.4.96 in materia di V.I.A. di determinati progetti pubblici e privati. Violazione D.M. 17/10/2007 sotto altro profilo;3-Violazione artt. 5 e 6 DM 17/10/2007. Violazione art.97 Cost.. Violazione art.117 co.2 lett.S) Cost.;4-Vizio di incompetenza. Violazione dell’art.7 co.1 lett.E) L.R.10/2000 e art.2 L.R: 10/2000;5-Eccesso di potere sotto diversi profili.Resisteva l’Avvocatura dello Stato per l’Assessorato intimato.Con ordinanza n.227 del 19/02/2008 era accolta la domanda incidentale di sospensione.Con memoria in termini, l’Avvocatura erariale preliminarmente eccepiva l’inammissibilità del ricorso per illeggibilità della sottoscrizione del mandato alla lite, in disparte ogni ulteriore considerazione in ordine alla legittimazione del Comitato Regionale di una delle Associazioni ricorrenti (Legambiente). Nel merito ne chiedeva comunque il rigetto, siccome infondato, con vittoria di spese.Controdeduceva parte ricorrente con memoria del 11/10/2008, insistendo per l’accoglimento.Alla pubblica udienza del 22 ottobre 2008, su richiesta delle parti presenti, come da verbale, il ricorso è stato trattenuto in decisione dal Collegio DIRITTOCon il ricorso in esame, parte ricorrente ha impugnato i provvedimenti in epigrafe indicati mercè i quali l’Ass.to Reg.le Territorio ed Ambiente rispettivamente: a) ha dichiarato non vigente nella Regione Siciliana le disposizioni di cui alla delibera del Comitato per le aree protette 02/12/1996, in G.U.R.I. 139 del 17/06/1997; b) non ha applicato i criteri minimi uniformi per la definizione delle misure minime di conservazione delle Zps e Zsc così come individuati con DM 17/10/2007.Occorre preliminarmente delibare l’eccezione di inammissibilità sollevata dall’Avvocatura distrettuale.L’eccezione è da disattendere.Ed invero, dagli atti di causa e della specifica modalità di conferimento del mandato è possibile identificare – senza margini di dubbio – il nome dei legali rappresentanti degli enti che hanno conferito il mandato alla lite, siccome individuati nominativamente nell’intestazione del ricorso: il ché non può comportare la nullità della procura per asserita illeggibilità della firma (cfr. in tal senso Cassazione Civile, SS.UU., 10 giungo 1998 n.5764; Cassazione Civile, Sez. III, 24 giugno 1994 n.7176). Quanto all’incidentale verifica delle legittimazione a ricorrere del comitato Regionale dell’Associazione Legambiente, quantunque non ostativa alla ammissibilità del giudizio contestualmente promosso da altre associazioni nazionali preposte alla tutela delle tematiche ambientali (W.W.F. e L.I.P.U.), ritiene il Collegio di poter anche in questa sede ribadire quanto già affermato con la condivisibile sentenza della Sez. II di questo Tribunale Amministrativo n.724/05 del 09/05/2005 (in senso conforma anche T.A.R. Puglia Bari, Sez.III, 19/04/2004 n.1860) con cui è stata riconosciuta la legittimazione a ricorrere del Comitato Regionale della stessa Associazione Legambiente.Nel merito il ricorso è fondato, e va quindi accolto, per le assorbenti doglianze di cui alla prima, seconda e terza censura articolate in gravame, che di seguito si vanno ad esaminare.Sul piano del quadro normativo, si osserva in primo luogo che con la direttiva 92/43/CEE sono state dettate disposizioni al fine di salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche nel territorio europeo degli Stati membri al quale si applica il trattato (art.2): con i relativi allegati I e II si è quindi prevista la costituzione della rete ecologica “Natura 2000”.Tale direttiva è stata recepita nel nostro ordinamento con il D.P.R. 08/09/1997 n.357, come modificato dal D.P.R. 12 marzo 2003, n. 120. Inoltre con complementare e precedente direttiva 79/409/CEE sugli uccelli (recepita con l. 11 febbraio 1992 n.157), sono state altresì previste le zone di protezione speciale (ZPS) dedicate alla protezione dell’avifauna (art.4). Dal combinato delle dure direttive discende che la rete “Natura 2000” è composta dalla zone di Protezione Speciale (ZPS, già previste dalla Direttiva uccelli), e dagli ambiti territoriali designati come “Siti di Interesse Comunitario (SIC)” che assumeranno la demoni nazione di “Zone Speciali di Protezione (ZPS)” al termine dell’iteri istitutivo. Il procedimento per l’individuazione delle ZPS è previsto e disciplinato dall’art.4 della relativa direttiva che estende altresì ai SIC la speciale tutela prevista dal successivo art.6 (ad esclusione del primo comma).Con l’art. 3 L.394/91 (legge quadro sulle aree protette) è stato istituito il Comitato per la aree naturali protette (successivamente soppresso con art.7 D.Lgs.281/97), cui era assegnato (ex combinato disposto dal co.5 art.2 e co.4 art.3) anche il compito di rispetto a quelle già individuate dal legislatore all’art.2 L.394/91 cit.. Con deliberazione del 02/12/1996 (in G.U.R.I. 139 del 17/06/1997), su proposta del competente Ministero dell’Ambiente (richiamata nel preambolo), il predetto Comitato ha introdotto una “nuova classificazione delle aree protette”, ricomprendendovi adesso anche le ZPS e le ZSC: non può quindi aderisti alla tesi dell’Avvocatura erariale secondo cui la predetta deliberazione avrebbe semplicemente assimilato, con effetti temporalmente limitati, il regime delle zone di protezione a quello delle aree medesime in mancanza di disciplina garantistica e speciale di settore (intervenuta con il D.M. 17/10/07). Invero, detta deliberazione di (nuova) classificazione delle aree protette risulta tuttora vigente, essendo stato sospeso il D.M. 25 marzo 2005 che si proponeva di annullarla, giusta ordinanza del T.A.R. Lazio, sez. II bis, n.6856 del 24/11/2005 (confermata dal Consiglio di Stato con ordinanze nn.780/06, 783/06 e 797/06). La stessa è stata recentemente modificata con Deliberazione 26/03/2008 della Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano (in G.U.R.I. n.137 del 13/06/2008) che ha introdotto l’art.2bis (rubricato ), ai sensi del quale si è “a fortiori” precisato che alle ZPS e ZSC si applica il regime di protezione di cui allo stesso D.P.R.357/97, oltre che il D.M.17/10/2007 contenente i criteri minimi uniformi per la protezione delle ZPS e ZSC (e relativi provvedimenti regionali di recepimento ed attuazione) e il D.M. 03/09/2002 .Ebbene, come per altro già anticipato in sede cautelare con ord.n.229 del 19/02/2008, nel prevedere - mercé i provvedimenti impugnati - la non operatività nell’ambito della Regione Siciliana della prefata Deliberazione 02/12/1996 e ss. mm e ii, l’Amministrazione Reg.le resistente di fatto sottrae al sistema sanzionatorio - anche penale (cfr. art.30 lett.D L.157/92 e 30 L.394/91) - condotte che, se commesse fuori dal territorio siciliano, rientrerebbero a pieno titolo nelle fattispecie di reato e/o di illecito civile ed amministrativo ivi previste (giusto appunto l’integrazione delle norme in questione con i provvedimenti adottati del Comitato per le aree naturali protette ai sensi dell’art. 3 L. 39491). Con ciò violando le previsioni costituzionali, ed anche statutarie, sulla competenza statale in materia penale. Ed invero, anche all’interno della potestà legislativa esclusiva esercitabile dalla Regione nelle materie di cui all’art.14 dello Statuto, non è consentito limitare l’ambito della tutela penale prevista dalla normativa nazionale (cfr. da ultimo Cassazione Penale, Sez. III, 24/04/2008 n.22252 proprio in riferimento alla tutela penale in ambito ambientale). Ove si aderisse alla diversa tesi dell’Amministrazione, qui contestata, di non ritenere operante sul territorio regionale della classificazione delle aree protette, di cui alla deliberazione cit., si impedirebbe altresì di estendere a tali aree la tutela vincolistica di cui al D.Lgs.42/04 con la connessa tutela penale di cui all’art.181 D.lgs42/04 e 734 c.p.. Inoltre, ed in disparte le considerazioni sopra esposte, non può sostenersi che la Regione Siciliana, ai sensi delle specifiche previsioni statutarie, sia depositaria di una competenza esclusiva in materia di ambiente. Materia che invece la Corte Costituzionale ha in realtà riconosciuto appartenere alla competenza dello Stato (da ultimo anche con la sentenza n.104/08 evocata con differenti intenti dall’Avvocatura erariale): << La competenza a tutelare l'ambiente e l'ecosistema nella sua interezza è stata affidata in via esclusiva allo Stato dall'art. 117, comma secondo, lettera s), della Costituzione, e per «ambiente ed ecosistema», come affermato dalla Dichiarazione di Stoccolma del 1972, deve intendersi quella parte di "biosfera" che riguarda l'intero territorio nazionale (sentenza n. 378 del 2007). In base alla Costituzione, «spetta allo Stato disciplinare l'ambiente come un'entità organica, dettare cioè delle norme di tutela che hanno ad oggetto il tutto e le singole componenti considerate come parte del tutto. Ed è da notare, a questo proposito, che la disciplina unitaria e complessiva del bene ambiente inerisce ad un interesse pubblico di valore costituzionale "primario" (sentenza n. 151 del 1986) ed "assoluto" (sentenza n. 641 del 1987), e deve garantire (come prescrive il diritto comunitario) un elevato livello di tutela, come tale inderogabile dalle altre discipline di settore. Si deve sottolineare, tuttavia, che, accanto al bene giuridico ambiente in senso unitario, possono coesistere altri beni giuridici aventi ad oggetto componenti o aspetti del bene ambiente, ma concernenti interessi diversi, giuridicamente tutelati. Si parla, in proposito, dell'ambiente come "materia trasversale", nel senso che sullo stesso oggetto insistono interessi diversi: quello alla conservazione dell'ambiente e quelli inerenti alle sue utilizzazioni» (vedi, ancora, la sentenza n. 378 del 2007). In questi casi, la disciplina unitaria di tutela del bene complessivo ambiente, rimessa in via esclusiva allo Stato, viene a prevalere su quella dettata dalle Regioni o dalle Province autonome, in materia di competenza propria, che riguardano l'utilizzazione dell'ambiente, e , quindi, altri interessi. Ciò comporta che la disciplina statale relativa alla tutela dell'ambiente «viene a funzionare come un limite alla disciplina che le Regioni e le Province autonome dettano in altre materie di loro competenza», salva la facoltà di queste ultime di adottare norme di tutela ambientale più elevata nell'esercizio di competenze, previste dalla Costituzione, che vengano a contatto con quella dell'ambiente. E' dunque in questo senso che può intendersi l'ambiente come una «materia trasversale» (come ripetutamente affermato dalla giurisprudenza di questa Corte; si veda, per tutte, la sentenza n. 246 del 2006) >>.Risulta quindi inconducente alle tesi dell’Amministrazione il rinvio anche alla recente pronuncia della Corte Costituzionale n.329/08, con cui la Consulta (richiamando per altro la precedente sentenza n.104/08 cit. con la quale aveva già annullato, nei limiti, il co.1226 art.1 L.296/06) ha sancito la parziale illegittimità degli artt.1 e 7 D.M.17/10/07: si osserva, infatti, come in quella sede la Consulta abbia tratto la ragione del parziale annullamento del D.M. cit. nella sussistenza di una specifica disposizione statutaria della Provincia Autonoma di Trento attributiva di competenza legislativa primaria in materia di “parchi e riserve”. Ebbene, tale competenza non è invece riscontrabile, come già evidenziato, tra quelle consegnate dallo Statuto regionale alla potestà legislativa esclusiva della Regione Siciliana (non risultando a tal fine utile quanto previsto dalla lett.a dell’art.14 in ordine al diverso settore dell’agricoltura e delle foreste).Ne discende che i principi giurisprudenziali evocati non possono trovare accoglimento nella fattispecie in esame. A tali considerazioni era per altro già pervenuto anche l’Ufficio Legislativo e Legale della Regione Siciliana, il cui parere n.179 del 2006 risulta disatteso dalla stessa Amministrazione. Il Commissario dello Stato presso la Regione Siciliana ha inoltre impugnato per medesime considerazioni le disposizioni del disegno di legge n.513 approvato il 19/04/2007 dal titolo “Disposizioni in favore dell’esercizio delle attività economiche in siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale”.In mancanza di una idonea previsione statutaria in materia di ambiente, quindi, la Regione Siciliana non può apportare deroghe in peius alle previsioni minime di tutela e garanzia predisposte, a livello nazionale, dal mentovato D.M. 17/10/2007 per le ZPS e ZSC. Di guisa tale che le disposizioni impugnate devono ritenersi anche per questa parte illegittime, risultando fondata la terza censura articolata dalla parte ricorrente, sia per violazione del D..M. cit., sia in relazione al dedotto profilo della violazione dell’art.117 co.2 lett.s Cost.. Analogamente, risulta condivisibile l’assunto di parte ricorrente, di cui al punto 3.III della doglianza in esame, dovendo la Regione dare attuazione agli atti dell’Unione europea nel rispetto delle norme di procedura stabilite dallo Stato: in specie, anche a seguito della sentenze della Corte Costituzionale n.104/08 e 329/08, risulta incontestabile che ai sensi dell’art.1 co.1226 L.296/06, le Regioni (ad esclusione di quelle dotate di specifica potestà legislativa primaria in materia di parchi e riserve) possano intervenire nel dettare misure di conservazione delle aree comprese nella Rete Natura 2000 sulla base dei criteri minimi uniformi stabiliti con l’emanando decreto del competente Ministero dell’Ambiente.Alla stregua delle considerazioni che precedono, ed assorbiti gli ulteriori profili di censura dedotti con le doglianze già prese in esame, nonché quelli di cui alle censure n.4 e 5, il ricorso risulta meritorio di accoglimento disponendosi, per l’effetto, annullamento dei provvedimenti impugnati.Considerata la natura della controversia, si ritiene sussistano giusti motivi per disporre la integrale compensazione tra le parti delle spese di giudizio.P.Q.M.Il Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, Sezione Prima, accoglie il ricorso in epigrafe e, per l’effetto, annulla i provvedimenti impugnati.Spese compensate.Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 22/10/2008 con l'intervento dei Magistrati:Giorgio Giallombardo, PresidenteAgnese Anna Barone, ReferendarioRoberto Valenti, Referendario, EstensoreInserita il 07/02/2009 alle 14:13:45 Pubblicato da
fonte:greenreport.it 06/02/2009 Comunicazione Arezzo capofila di un progetto europeo sullo sviluppo umano sostenibile AREZZO. L’amministrazione comunale mette al centro la sostenibilità dello sviluppo umano e si presenta come capofila di un progetto europeo i cui obiettivi sono spiegati dall’assessore alla cooperazione Alessandro Caporali:«è un progetto della durata di tre anni finanziato in gran parte dall’Unione Europea che ha lo scopo di promuovere politiche di sviluppo locale coerenti con lo sviluppo umano sostenibile. Politiche che, nell’assicurare la soddisfazione dei bisogni di tutte le persone e nel garantire la crescita delle opportunità di cui possono disporre, riducono la disuguaglianza e sono attente alle ricadute sull’ambiente».Il progetto prevede anche l’organizzazione di dieci seminari di sensibilizzazione e tre edizioni di una summer school, cui amministratori e funzionari toscani saranno invitati a partecipare.Tra i partner istituzionali partecipano al progetto la Regione Toscana e la provincia di Arezzo, mentre tra i partner operativi l’associazione Ucodep «abbiamo messo insieme funzionari, amministratori ed enti di ricerca per un progetto che si ispira ad un’idea di sviluppo che mette al centro l’uomo- dichiara la referente del progetto Federica Comanducci- Grazie al lavoro di studiosi come il premio Nobel Amartya Sen e all’operato dell’United Nation Development Programme, questa idea di sviluppo ha cominciato ad affermarsi in alcune sedi internazionali: la sua ulteriore diffusione e, soprattutto, la sua concretizzazione in politiche di sviluppo locale comporta un’importante azione culturale, cui il progetto intende contribuire».Un contributo notevole al progetto è richiesto ai ricercatori italiani per realizzare studi e ricerche utili agli enti locali nel lavoro di analisi e di promozione di politiche coerenti con lo sviluppo umano sostenibile. Proprio per questo motivo sono previste tre giornate di studio e due attività di ricerca in cui sono coinvolti i ricercatori delle Università e dei Centri di ricerca partner del progetto, all’interno delle quali individuare e sperimentare indicatori di sviluppo applicabili nel contesto italiano.Per le finalità suddette parteciperanno al progetto, oltre alla facoltà di Economia dell’Università di Firenze, anche la Human development, capability and poverty- international researche centre presso l’Istituto universitario di studi superiori di Pavia la cui direttrice Enrica Chiappero Martinetti ha dichiarato: «lavoriamo per trasferire conoscenze e attraverso laboratori come questo diamo concretezza a quello che studiamo portando anche da noi le esperienze ed i progetti nati per paesi in difficoltà».Intanto una parte del lavoro è già iniziata come informa il ricercatore Tommaso Rondinella dell’associazione Lunaria di Roma: «stiamo completando il lavoro di definizione di un set di indicatori di sviluppo che vanno oltre le misure economiche classiche come il Pil. E lo metteremo a disposizione del progetto», che per alcune attività di ricerca vedrà il coinvolgimento in modo attivo anche degli stessi cittadini aretini, chiamati a esprimersi sulla propria idea di sviluppo del territorio.
fonte: greenreport.it 03/02/2009 Urbanistica e Territorio Prato: l´amministrazione comunale prosegue la “forestazione urbana” PRATO. L’amministrazione comunale, dopo l’intervento sulla Tangenziale, prosegue gli interventi di “forestazione urbana”. Il nuovo progetto riguarderà l’area di S. Giorgio a Colonica, in cui saranno piantumati seimila metri quadrati di bosco che sorgerà precisamente in prossimità del podere “Regno di Sopra”, fra via Traversa delle Calvane e via della Gora Bandita, vicino al giardino pubblico (Pacciani) e all´adiacente campo sportivo. Il bosco servirà anche da “barriera ecologica” dato che l’area è proprio a ridosso della zona industriale. «Le piante e il verde pubblico - ha dichiarato l´assessore all’ambiente Camilla Curcio - sono un indicatore di qualità ambientale, come dimostrano tutte le ricerche. Per questo il comune di Prato ha deciso di aumentare la quantità di alberi e di estendere le aree verdi, anche creando oasi naturalistiche di bosco urbano».Il progetto nasce in “casa” dato che è stato realizzato dal dirigente del settore Ambiente Sergio Spagnesi insieme a Luca Dei: «Non creiamo un giardino già fatto-sottolineano i tecnici- Anche il bosco non nasce da sé, solo che avrà un proprio sviluppo naturale, in continuità anche con le caratteristiche preesistenti del territorio». In effetti perché si possa intravedere gli effetti della realizzazione dovrà passare qualche tempo: si parla di cinque anni affinché si delinei la “foresta urbana” e un decennio dovrà passare per scorgere la sua reale conformazione. I lavori, che stanno per partire informa Marco Mascelli di Asm (l´azienda che piantumerà e avrà cura delle piante), oltre alla messa a dimora delle 260 piante del futuro boschetto, prevalentemente appartenenti alla specie autoctona Quercus carpinetus, prevedono tutta una serie di interventi preliminari: sarà risistemato l´attuale spazio verde fra via Traversa della Calvane e via Gora Bandita, con la creazione di un prebosco: si tratta di un prato di 4000 mq, ornato da altri 160 alberi in filari di querce, gelsi ed aceri campestri, posizionati anche lungo i vialetti di comunicazione in modo da creare percorsi pedonali, perimetrali ed interni, con condizioni microclimatiche favorevoli nel periodo estivo. Inoltre sarà risistemato il giardino e l´opera sarà completata col reintegro del patrimonio arboreo esistente, compreso il ripopolamento di un gruppo di olmi (molti degli attuali sono malati), la costruzione di un piccolo pomario e il recupero del frutteto lungo la stradina che conduce al vicino podere.«La spesa complessiva è di 70 mila euro- riprende l´assessore Curcio- e consentirà di accrescere il numero di alberi annualmente piantati dal comune. Da una media annua di 500 passiamo al doppio nel 2009. Praticamente per ogni albero abbattuto, per motivi legati alla sicurezza stradale o ad altre cause- conclude l’assessore- ne abbiamo piantati due».
fonte: Meltin'Pot on web > Esteri > AmbienteIl piano per una nuova Politica Ambientale negli Stati UnitiPiani di investimento pubblico, incentivi, sviluppo e diffusione di un sistema energetico e produttivo “verde”: questa la ricetta di Obama per coniugare sostenibilità ambientale e misure anti-crisi01.02.2009 - Giulio SerafinoObama ha giurato da una decina di giorni appena e già la mano riformatrice del neoeletto Presidente si apre e stringe l’America permeandola di nuova linfa. E si, perché il tocco del nuovo Presidente è deciso come quello del suo predecessore e nello stesso tempo non potrebbe essere più diverso. Bush è una pagina di un libro che non sarà mai più aperta, ora Mr. Obama vuole scrivere la sua di storia e inizia a riempire le pagine vuote, cariche di speranze, che il tempo della storia attende siano sporcate. Non è un caso allora che, dopo Guantanamo, il neoeletto presidente cominci il suo mandato invertendo la rotta sul tema ambientale, uno di quei sassolini fastidiosi tra le scarpe verso cui Bush, prendendo di petto gran parte dell’opinione pubblica mondiale, aveva rinunciato a dare una soluzione, mal sopportando critiche degli esperti e rapporti poco incoraggianti sull’impegno ecologista Statunitense. Ecco perché la presentazione del piano verde, che si è tenuta lo scorso 27 gennaio nell’aula est della Casa Bianca, trascende il suo pur fondamentale carattere materiale per rivestirsi di una carica simbolico-strategica, trasmettendo al mondo intero il senso inequivocabile di un inversione di rotta totale rispetto alla politica di Bush.Scendendo nel concreto gli obbiettivi ambientali della nuova amministrazione sono strumentali a fronteggiare la crisi economica in modo tale da rimettere in moto nel più breve tempo la più grande potenza mondiale, e trascinare cosi il resto del pianeta verso la ripresa. Cardine del nuovo programma è l’indipendenza dell’America dal petrolio straniero; è prevista la ricerca di nuovi pozzi da un lato, e dall’altro l’apertura allo sfruttamento di energie alternative da fonti rinnovabili (eolica e solare in primis). Per quanto riguarda le emissioni, la riduzione di CO2 verrà realizzata con la fissazione di vincoli alle case automobilistiche alla costruzione di veicoli, a partire dal 2011, secondo standard di efficienza compatibili con i protocolli internazionali, mentre impatto immediato avrà lo sblocco dell’Epa (agenzia per la protezione ambientale), che consentirà a 13 stati tra cui la California di adottare standard sulle emissioni di CO2 in particolare sulle strade, provvedimenti che gli stati suddetti hanno da tempo adottato,e rimasti sinora nel limbo dell’inefficacia a causa del veto imposto a Bush dalle lobby automobilistiche.Non meno importante è l’apporto del piano ecologista in termini di occupazione. Stando alle stime presidenziali, saranno 5 milioni i green collar jobs (posti di lavoro “verdi”) direttamente creati dagli investimenti nel settore dell’industria ambientale. Così la nuova America dimentica il recente passato e studia un riavvicinamento alle grandi potenze occidentali in tema di gestione dell’effetto serra, il cui l’obbiettivo è quello di conciliare un valore primario come quello del rispetto della salute e la tutela dell’ambiente con le manovre necessarie per una pronta ripresa economica, con la speranza che una volta passato l’incubo ci si possa ritrovare nel più dolce dei sogni, quello americano, arricchito da una sterzata nel senso della sostenibilità ambientale.
fonte www.greenreport.it LIVORNO. Oggi è il World Wetlands Day, la giornata che ricorda la firma della Convenzione delle Zone umide nella città iraniana di Ramsar il 2 Febbraio 1971, un trattato internazionale che fissa il quadro della conservazione e dell´utilizzo razionale delle zone umide e delle loro risorse. Alla Convenzione di Ramsar aderiscono oggi 158 Parti che hanno iscritto 1755 aree naturali nella Lista sur Ramsar delle zone umide di importanza internazionale, per una superficie totale de 161 milioni di ettari.Secondo quanto approvato dalla Conferenza delle parti (Cop8) di Ramsar nel 2002 «La Convenzione ha come missione la conservazione e l´utilizzo razionale delle zone umide attraverso azioni locali, regionali e nazionali con la cooperazione internazionale, in quanto contributo alla realizzazione dello sviluppo sostenibile in tutto il mondo». Il tema per la giornata di quest´anno, "Da monte a valle", riguarda i bacini idrografici e la loro gestione, per fare in modo che i gestori dei bacini includano nei loro progetti non solo l´acqua ma anche le zone umide indres.Sul sito della Convenzione di Ramsar si legge: «Speriamo che il World wetlands day di quest´anno, sia che venga celebrato il 2 febbraio o in una data vicina (come ha fatto il Wwf in Italia il 31 gennaio ed il primo febbraio, ndr) sia un´opportunità per ognuno di scoprire le zone umide che li circondano e le loro relazioni con le zone ambientali, quali sono i benefici delle zone umide per le aree ambientali e, sicuramente, quali sono gli impatti delle attività che si svolgono nei bacini e versanti sopra le zone umide».La Convenzione di Ramsar si sforza di fornire linee guida per la gestione dei bacini idrografici, anche perché la buona gestione di un bacino può rapidamente peggiorare a causa di cattive decisioni per la gestione dell´acqua a livello dei versanti.Un altro aspetto centrale è quello della sensibilizzazione di tutti i protagonisti della gestione dei bacini idrografici locali: agricoltori, pescatori, famiglie, le cui attività hanno immediate ripercussione su questi delicate ambienti che sfruttano. A Mazara del Vallofonte www.reportonline.itLago Preola-Gorghi Tondi: (Sicilia) Lunedì 2 febbraio si svolgeranno attività riservate alle scolaresche, in particolare incontri in classe sul tema dell’importanza delle Zone Umide e della Convenzione di Ramsar con alcune classi della Scuola media Grassa di Mazara del Vallo, anche con l’ausilio di una mostra.

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