Source: https://www.giustiziatributaria.gov.it/gt/it/web/guest/impugnazioni
Timestamp: 2019-08-22 00:26:42+00:00

Document:
Giustizia Tributaria - Impugnazioni
I mezzi di impugnazione delle sentenze delle Commissioni Tributarie sono l’appello, il ricorso per cassazione e la revocazione (art. 50, D. Lgs. n° 546/92). Fatto salvo quanto disposto dal decreto legislativo n° 546/92, per espresso rinvio dell’art. 49, in materia si applicano le disposizioni del titolo III, capo I, del libro II del codice di procedura civile.
Si ricorda che anche per il giudizio di appello si applicano le disposizioni in merito all'obbligatorietà del PTT.
APPELLO INCIDENTALE:
E’ un istituto giuridico che risponde all'esigenza di rendere unitario il processo di appello e di evitare il rischio di giudicati contrastanti (art. 54 D.Lgs. n° 546/92). Permette all'appellato, in caso di soccombenza ripartita o reciproca, di impugnare le disposizioni della sentenza a sé sfavorevoli. Deve essere proposto nell’atto delle controdeduzioni, a pena di inammissibilità, entro sessanta giorni dall’avvenuta notificazione dell'appello principale, deve contenere i motivi specifici su cui si fonda l'impugnazione e si osservano, per quanto non espressamente previsto, le norme in tema di costituzione del convenuto in primo grado (art. 23 D. Lgs. n° 546/92).
Si ricorda che anche per l'appello incidentale si applicano le disposizioni in merito all'obbligatorietà del PTT.
In ambito tributario, al ricorso per Cassazione e al relativo procedimento si applicano, in quanto compatibili con il D.lgs. 546/92, le norme dettate dal codice di procedura civile.
Le sentenze pronunciate dalle Commissioni Tributarie Regionali possono
essere impugnate con ricorso per Cassazione per i motivi di cui ai numeri da 1 a 5 dell’art. 360, comma 1, del c.p.c. (art. 62, D. Lgs. n° 546/92), di seguito elencati:
l’indicazione della sentenza o della decisione impugnata;
i motivi per i quali si chiede la cassazione, con l’indicazione delle norme di diritto su cui si fondano, secondo quanto previsto dall’art. 366 bis;
la specifica indicazione degli atti processuali, dei documenti e dei contratti o accordi collettivi su cui si fonda.
La Corte di Cassazione può:
rigettare il ricorso con ordinanza;
dichiarare il ricorso inammissibile o improcedibile con ordinanza;
dichiarare l'estinzione del giudizio con sentenza;
accogliere il ricorso con sentenza (con o senza rinvio alla commissione che ha emesso il provvedimento).
In merito si segnala ancora che, con l’introduzione del comma 2 bis dell’art. 62 del D. Lgs. n° 546/92, è stato esteso anche al processo tributario il ricorso per saltum di cui all’art. 360, comma 2, del c.p.c. che consente, previo accordo tra le parti, la possibilità di proporre ricorso per Cassazione avverso le sentenze pronunciate dalle Commissioni Tributarie Provinciali omettendo l’appello. In tal caso, la sentenza può essere impugnata unicamente a norma dell'articolo 360, comma 1, n° 3, c.p.c., ovvero per violazione o falsa applicazione di norme di diritto.
La parte che ha proposto ricorso per Cassazione può chiedere alla Commissione Tributaria che ha pronunciato la sentenza impugnata la sospensione, in tutto o in parte, dell’esecutività, allo scopo di evitare un danno grave e irreparabile. Può, comunque, chiedere la sospensione dell’esecuzione dell’atto, se da questa può derivargli un danno grave ed irreparabile (art. 62 bis, D. Lgs. n° 546/92). La sospensione può essere subordinata alla prestazione della garanzia di cui all’art. 69, comma 2, del D. Lgs. n° 546/92 e, nel silenzio della norma, si propende per ritenere applicabile tale istituto ad entrambi i provvedimenti inibitori dell’esecutività, sia della sentenza che dell’atto impositivo impugnati.
REVOCAZIONE:

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