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Timestamp: 2020-02-28 21:05:40+00:00

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A Strasburgo riappendono il crocifisso. La sentenza integrale - Settimo Cielo - Blog - L’Espresso
A Strasburgo riappendono il crocifisso. La sentenza integrale
"La Corte conclude dunque che, decidendo di mantenere il crocifisso nelle aule delle scuole pubbliche frequentate dai figli della ricorrente, le autorità hanno agito entro i limiti dei poteri di cui dispone l’Italia nel quadro del suo obbligo di rispettare, nell’esercizio delle proprie funzioni in materia di educazione e d’insegnamento, il diritto dei genitori di garantire tale istruzione secondo le loro convinzioni religiose e filosofiche; di conseguenza, non c’è stata violazione...".
Questo un passaggio della sentenza con cui la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha difeso la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche italiane, accogliendo il ricorso del governo italiano contro una precedente sentenza della stessa corte.
> Case of Lautsi and others v. Italy
> Crocifisso nelle aule delle scuole pubbliche italiane: la Corte non constata violazioni
"La sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo sull’esposizione obbligatoria del crocifisso nelle aule delle scuole pubbliche italiane è accolta con soddisfazione da parte della Santa Sede.
"Si tratta infatti di una sentenza assai impegnativa e che fa storia, come dimostra il risultato a cui è pervenuta la Grande Chambre al termine di un esame approfondito della questione. La Grande Chambre ha infatti capovolto sotto tutti i profili una sentenza di primo grado, adottata all’unanimità da una Camera della Corte, che aveva suscitato non solo il ricorso dello Stato italiano convenuto, ma anche l’appoggio ad esso di numerosi altri Stati europei, in misura finora mai avvenuta, e l’adesione di non poche organizzazioni non governative, espressione di un vasto sentire delle popolazioni.
"Si riconosce dunque, ad un livello giuridico autorevolissimo ed internazionale, che la cultura dei diritti dell’uomo non deve essere posta in contraddizione con i fondamenti religiosi della civiltà europea, a cui il cristianesimo ha dato un contributo essenziale. Si riconosce inoltre che, secondo il principio di sussidiarietà, è doveroso garantire ad ogni Paese un margine di apprezzamento quanto al valore dei simboli religiosi nella propria storia culturale e identità nazionale e quanto al luogo della loro esposizione (come è stato del resto ribadito in questi giorni anche da sentenze di Corti supreme di alcuni Paesi europei). In caso contrario, in nome della libertà religiosa si tenderebbe paradossalmente invece a limitare o persino a negare questa libertà, finendo per escluderne dallo spazio pubblico ogni espressione. E così facendo si violerebbe la libertà stessa, oscurando le specifiche e legittime identità. La Corte dice quindi che l’esposizione del crocifisso non è indottrinamento, ma espressione dell’identità culturale e religiosa dei Paesi di tradizione cristiana.
"La nuova sentenza della Grande Chambre è benvenuta anche perché contribuisce efficacemente a ristabilire la fiducia nella Corte Europea dei diritti dell’uomo da parte di una gran parte degli europei, convinti e consapevoli del ruolo determinante dei valori cristiani nella loro propria storia, ma anche nella costruzione unitaria europea e nella sua cultura di diritto e di libertà".
Sulla precedente sentenza della Corte, in questo blog:
> Chi ha bandito il crocifisso dalle scuole? Chiedetelo a Zagrebelski senior
Il crocifisso di stato « Laica e plurale scrive:
[...] testo completo in inglese si trova in: http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/03/18/a-strasburgo-riappendono-il-crocifisso-... sito da cui abbiamo tratto la sintesi in [...]
Mar/11 scrive:
[...] interessante sarebbe dibattere sul perché sia un diritto educare secondo le proprie convinzioni). < Settimo cielo Archivio: [...]

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