Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=18096:844_17laz&catid=27&Itemid=137
Timestamp: 2019-04-26 04:39:58+00:00

Document:
B.U.R. 27 dicembre 2017, n. 103 - s.o. n. 1
- il decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 218 (Semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca ai sensi dell'articolo 13 della legge 7 agosto 2015, n. 124);
- la deliberazione della Giunta regionale 25 luglio 2017, n. 451 “Approvazione delle Linee guida per la sperimentazione della metodologia e-Learning di cui all'Accordo Stato-Regioni e Province autonome del 21 dicembre 2011, ex art. 37, co. 2, del d.lgs. n. 81/2008 e s.m.i., come modificato dall'Accordo del 7 luglio 2016, concernenti la formazione specifica dei lavoratori.”;
- la deliberazione della Giunta regionale 25 luglio 2017, n. 452 “Recepimento Accordo Stato-Regioni 7 luglio 2016 - Approvazione nuovi percorsi formativi per i responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione, ai sensi dell'art. 32 del d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i. Recepimento delle disposizioni modificative agli Accordi del 21 dicembre 2011 ex art. 34, commi 2 e 3, e 37, comma 2, del d.lgs. n. 81/2008 e s.m.i. del 22 febbraio 2012 ex art. 73, comma 5, del d.lgs. n. 81/2008 e s.m.i. Modifica delle deliberazioni di Giunta regionale 7 marzo 2007, n. 140, 22 marzo 2010, n. 224, 13 luglio 2012, n. 361, 30 dicembre 2013, n. 512. Revoca deliberazione della Giunta regionale del 7 marzo 2007, n. 140.”;
c) rischi specifici di cui ai Titoli del d.lgs. 81/2008 e s.m.i. successivi al I;
- progetti formativi sperimentali, eventualmente individuati da Regioni e Province autonome nei loro atti di recepimento dell’Accordo, che prevedano l'utilizzo delle modalità di apprendimento e-Learning anche per la formazione specifica dei lavoratori e dei preposti;
in continuità con la sperimentazione nel settore sanitario di cui alla D.G.R. n. 451/2017, la Regione Lazio intende ampliare il campo di sperimentazione della modalità E-learning settore della ricerca (pubblica) che offre significativi elementi di interesse circa la validità di tale metodologia formativa per la diffusione della cultura della sicurezza;
- il settore della ricerca pubblica, disciplinato dal decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 218, si articola in 20 enti che a loro volta si caratterizzano con consistenti contingenti di personale ai quali si aggiungono i cosiddetti “equiparati” (assegnisti, borsisti, tesisti, ecc.), dislocati in una pluralità di sedi dello stesso ente anche presso altri territori regionali;
- i processi lavorativi tipici del settore, per loro natura sperimentali quindi difficilmente standardizzabili, sono presidiati da personale caratterizzato da un’elevata competenza professionale specifica e un diffuso uso di tecnologie informatiche e telematiche avanzate;
- il settore della ricerca è contemporaneamente consumatore e produttore di conoscenza. In esso rivestono un ruolo strategico i cosiddetti processi di “crescita endogena” basati sulla gestione delle conoscenze interne, sulla loro circolazione e capitalizzazione. La formazione specifica in modalità e-learning può favorire il coinvolgimento degli stessi ricercatori nella costruzione di materiali didattici che in molti casi richiedono una elevata competenza professionale da mettere a fattor comune tra istituti di ricerca sui rischi specifici comuni;
- le comunità di pratiche tipiche del settore, oltre alla condivisione delle conoscenze scientifiche può favorire, tramite gli strumenti volti a stimolare l’interattività, lo scambio e l’integrazione tra la competenza tecnico-scientifica specifica e il punto di vista di chi opera per migliorare le condizioni di sicurezza del lavoro può favorire un processo di crescita comune e aumentare la cultura della sicurezza;
l’attività di ricerca esige occasioni di stage o collaborazioni scientifiche presso e con altri centri di ricerca, sia nazionali che esteri, con personale che svolge il proprio lavoro anche fuori sede o presso sedi dello stesso ente di ricerca collocate in altri territori regionali. L’uso della metodologia e-learning permette di raggiungere rapidamente la platea dei destinatari, sia lavoratori che figure con permanenza breve (assegnisti, borsisti, tesisti, ecc.) e di interferire in modo meno invasivo nella programmazione del lavoro di ricerca consentendo ai discenti di scegliere i momenti da dedicare alla formazione in funzione della loro disponibilità.
procedere all’approvazione delle Linee guida per la sperimentazione della metodologia e-Learning per la formazione specifica dei lavoratori di cui all’Accordo Stato-Regioni e Province autonome del 21 dicembre 2011, ex art. 37, co. 2, del d.lgs. n. 81/2008 e s.m.i., come modificato dall’Accordo del 7 luglio 2016, nel settore della ricerca pubblica, Allegato A, che forma parte integrante e sostanziale del presente atto;
Esperita la concertazione istituzionale in forma scritta in data 6 dicembre 2017.
La presente deliberazione non comporta oneri a carico del bilancio regionale
Di approvare le Linee guida per la sperimentazione della metodologia e-Learning per la formazione specifica dei lavoratori di cui all’Accordo Stato-Regioni e Province autonome del 21 dicembre 2011, ex art. 37, co. 2, del d.lgs. n. 81/2008 e s.m.i., come modificato dall’Accordo del 7 luglio 2016, nel settore della ricerca pubblica, Allegato A, che forma parte integrante e sostanziale del presente atto;
Linee guida per la sperimentazione della metodologia e-Learning di cui all’Accordo Stato-Regioni e Province autonome del 21 dicembre 2011, ex art. 37, co. 2, del d.lgs. n. 81/2008 e s.m.i., come modificato dall’Accordo del 7 luglio 2016, concernenti la formazione specifica dei lavoratori negli enti pubblici di ricerca.
In continuità con la sperimentazione nel settore sanitario di cui alla deliberazione di Giunta regionale del 25 luglio 2017, n. 451, la Regione Lazio intende ampliare il campo di sperimentazione della modalità E-learning settore della ricerca (pubblica) che offre significativi elementi di interesse circa la validità di tale metodologia formativa per la diffusione della cultura della sicurezza.
Il settore della ricerca pubblica, disciplinato dal decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 218, si articola in 20 enti che a loro volta si caratterizzano con consistenti contingenti di personale ai quali si aggiungono i cosiddetti “equiparati” (assegnisti, borsisti, tesisti, ecc.), dislocati in una pluralità di sedi dello stesso ente anche presso altri territori regionali.
Una specificità dell’attività di ricerca consiste essenzialmente nel fatto che, indipendentemente dall'ambito disciplinare di afferenza, i processi lavorativi sono per loro natura sperimentali e, quindi, spesso, difficilmente standardizzabili ma presidiata da personale caratterizzato da un’elevata competenza professionale specifica e un diffuso uso di tecnologie informatiche e telematiche avanzate.
Inoltre, il settore della ricerca è contemporaneamente consumatore e produttore di conoscenza. In esso rivestono un ruolo strategico i cosiddetti processi di “crescita endogena” basati sulla gestione delle conoscenze interne, sulla loro circolazione e capitalizzazione. La formazione specifica in modalità e-learning può favorire il coinvolgimento degli stessi ricercatori nella costruzione di materiali didattici che in molti casi richiedono una elevata competenza professionale da mettere a fattor comune tra istituti di ricerca sui rischi specifici comuni.
Le comunità di pratiche tipiche del settore, oltre alla condivisione delle conoscenze scientifiche può favorire, tramite gli strumenti volti a stimolare l’interattività, lo scambio e l’integrazione tra la competenza tecnico-scientifica specifica e il punto di vista di chi opera per migliorare le condizioni di sicurezza del lavoro può favorire un processo di crescita comune e aumentare la cultura della sicurezza.
Da ultimo, ma non per importanza, l’attività di ricerca esige occasioni di stage o collaborazioni scientifiche presso e con altri centri di ricerca, sia nazionali che esteri, con personale che svolge il proprio lavoro anche fuori sede o presso sedi dello stesso ente di ricerca collocate in altri territori regionali. L’uso della metodologia e-learning permette di raggiungere rapidamente la platea dei destinatari, sia lavoratori che figure con permanenza breve (assegnisti, borsisti, tesisti, ecc.) e di interferire in modo meno invasivo nella programmazione del lavoro di ricerca consentendo ai discenti di scegliere i momenti da dedicare alla formazione in funzione della loro disponibilità.
1. Con il presente provvedimento la Regione Lazio definisce le condizioni e i requisiti per realizzare una ulteriore sperimentazione della metodologia e-learning per l’erogazione della formazione specifica dei lavoratori e dei preposti, progettata in conformità ai requisiti e alle specifiche tecniche di cui all’Allegato II all’Accordo del 7 luglio 2016.
3. Per quanto non espressamente riportato nel presente provvedimento si rinvia agli Accordi 21 dicembre 2011 e 7 luglio 2016.
1. La Regione intende ampliare i settori di sperimentazione della metodologia didattica e-learning per l’erogazione della formazione specifica di cui all’art. 4, progettata in conformità alle disposizioni del presente provvedimento nonché ai requisiti e alle specifiche tecniche di cui all’Allegato II all’Accordo, nelle strutture operanti nel settore della ricerca pubblica e presenti con almeno una sede operativa nel territorio regionale, come definite all’art. 3.
2. In base alla classificazione dei settori di cui all’Allegato 2 dell’Accordo 21 dicembre 2011 il settore della ricerca si colloca nella classe di “rischio medio” con alcune tipologie di esposizione nella classe di rischio “Alto” (per le attività svolte in laboratori chimici, biologici, tecnologici, ecc.) con un obbligo formativo minimo, rispettivamente, di 8 e di 12 ore di formazione specifica.
1. Sono ammessi alla sperimentazione gli enti pubblici di ricerca, a rilevanza nazionale, con il compito di svolgere attività di ricerca scientifica nei principali settori di sviluppo delle conoscenze e delle loro applicazioni in ambito tecnico-scientifico.
2. Sono enti pubblici di ricerca gli enti di cui all’art. 1 del decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 218:
a) Area di Ricerca Scientifica e Tecnologica di Trieste - Area Science Park
b) Agenzia Spaziale Italiana - ASI
c) Consiglio Nazionale delle Ricerche - CNR
d) Istituto Italiano di Studi Germanici
e) Istituto Nazionale di Astrofisica - INAF
f) Istituto Nazionale di Alta Matematica "Francesco Severi" - INDAM
g) Istituto Nazionale di Fisica Nucleare - INFN
h) Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - INGV
i) Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS
l) Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica - INRIM
m) Museo Storico della Fisica e Centro Studi e Ricerche "Enrico Fermi"
n) Stazione Zoologica "Anton Dohrn"
o) Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione - INVALSI
p) Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa - INDIRE
q) Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria - CREA
r) Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l'Energia e lo Sviluppo Sostenibile - ENEA
s) Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori - ISFOL (a decorrere dal 1° dicembre 2016 denominato Istituto nazionale per l'analisi delle politiche pubbliche - INAPP)
t) Istituto Nazionale di Statistica - ISTAT
u) Istituto Superiore di Sanità - ISS
1. Ai fini della sperimentazione, nel rispetto delle disposizioni dell’Allegato II all’Accordo 2016, gli enti pubblici di ricerca di cui all’art. 3 si avvalgono dei soggetti formatori di seguito elencati:
- Ministero dell'interno: Dipartimento per gli affari intern i e territoriali e Dipartimento della pubblica sicurezza;
l) le associazioni sindacali dei datori di lavoro o dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e gli organismi paritetici quali definiti all'art. 2, comma 1, lettera ee), del d.lgs. n. 81/2008 e s.m.i. per lo svolgimento delle funzioni di cui all'art. 51 del d.lgs. n. 81/2008, limitatamente allo specifico settore di riferimento;
1. Le associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori e gli organismi paritetici di cui alla lettera l) possono effettuare le attività formative e di aggiornamento direttamente o avvalendosi di strutture formative di loro diretta ed esclusiva emanazione. Queste ultime strutture devono essere accreditate in conformità alla Direttiva in materia di accreditamento della Regione Lazio, adottata con D.G.R. 968 del 29 novembre 2007 e s.m.i.
4. Ai fini della sperimentazione, per ogni corso di formazione in modalità e-learning, il soggetto formatore redige un documento progettuale in cui vengono riportati i seguenti elementi:
e) la scheda tecnica che descrive la caratteristica della piattaforma utilizzata, le risorse/specifiche tecniche di utente necessarie per la fruibilità del corso, le modalità di trasferimento dei contenuti, i criteri di accessibilità e usabilità;
1. La scheda progettuale, riportante i dati di cui sopra, dovrà essere resa disponibile al discente che, all'atto dell'iscrizione, dovrà dichiarare la presa visione e accettazione.
2. Le attestazioni di frequenza e superamento delle verifiche finali (a completamento della fruizione del corso) devono essere consegnate o trasmesse, anche su supporti informatici, personalmente ai discenti. L'organismo di erogazione dovrà tenere traccia delle registrazioni delle avvenute consegne degli attestati.
3. Il soggetto erogatore, infine, su eventuale richiesta degli organi di vigilanza competenti, dovrà rendere disponibili le credenziali di accesso al corso.
1. La Regione Lazio garantisce il “mutuo riconoscimento” della formazione specifica erogata nell’ambito di ulteriori progetti sperimentali in e-learning approvati da altre regioni o province autonome purché documentati attraverso la presenza negli attestati dell’avvenuta formazione dei seguenti riferimenti:
1. Con provvedimento del Direttore regionale competente in materia di lavoro, di concerto con il direttore regionale competente in materia di salute, sono definite le modalità e i termini per la presentazione dei progetti sperimentali nel settore della ricerca pubblica oggetto del presente atto.

References: art. 37
 art. 34
 art. 73
 art. 37
 art. 37
 art. 37