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Timestamp: 2019-07-18 16:00:09+00:00

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L. R. Basilicata 11/08/1999, n. 23 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NR5252
B.U.R. Basilicata 20/08/1999, n. 47
Basilicata, Regolamento edilizio tipo: adeguamento dei Comuni entro il 13/12/2018
Collegato legge di stabilità
Piano Casa, urbanistica
artt. 17, 39, 44
L. R. Basilicata 04/01/2002, n. 3
Articoli 15, comma 8; 16, comma 2, lett. e); 17, comma4; 23, comma 1; 25, commi 1, 4, 6; 27, commi 5, 6; 29, comma 4; 32, commi 1 lett. c), 3; 36, comma 1; 40; 41, commi 3, 4; 42, comma 3; 43, comma 2; 44, commi 7, 8; 45, commi 4, 5
Delib. G.R. Basilicata 24/03/2003, n. 512
- L.R. 31/10/2001, n. 38
- L.R. 04/01/2002, n. 3
- L.R. 04/02/2003, n. 7
- L.R. 23/04/2003, n. 13
- L.R. 02/02/2004, n. 1
- L.R. 02/02/2006, n. 1
- L.R. 30/01/2007, n. 1
- L.R. 28/12/2007, n. 28
- L.R. 27/06/2008, n. 11
- L.R. 06/08/2008, n. 20
- L.R. 24/12/2008, n. 31
- L.R. 07/08/2009, n. 27
- L.R. 30/12/2009, n. 42
- L.R. 03/12/2012, n. 25
- L.R. 30/04/2014, n. 7
- L.R. 27/01/2015, n. 4
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TITOLO I - PIANIFICAZIONE TERRITORIALE ED URBANISTICA
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CAPO 1° - FINALITÀ, OGGETTI E REGIMI URBANISTICI DELLA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE ED URBANISTICA (PT ED U)
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1. La pianificazione territoriale ed urbanistica (PT ed U), quale parte organica e sostanziale della programmazione regionale, persegue, attraverso le modalità, le procedure e le strutture operative definite nella presente legge ed in riferimento a principi di trasparenza
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Art. 2. - Oggetti della PT ed U
1) Sono Oggetti della PT ed U i sistemi naturalistico-ambientale, insediativo e relazionale della Regione Basilicata:
a. Il Sistema Naturalistico-Ambientale (SNA) costituito dall'intero territorio regionale non interessato dagli insediamenti e/o dalle reti dell'armatura urbana ma con gli stessi interagente nei processi di trasformazione, conservazione e riqualificazione territoriale;
b. Il Sistema Insediativo (SI) costituito dagli insediamenti urbani, periurbani e diffusi, industriali/artigianali, agricolo/produttivi;
c. Il Sistema Relazionale (SR) costituito dalle reti della viabilità stradale, ferroviaria; dalle reti di distribuzione energetica, delle comunicazioni, dei porti ed aeroporti.
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Art. 3. - Regimi della PT ed U
1) La PT ed U si attua attraverso il riconoscimento, la valutazione e la previsione dei seguenti Regimi:
A - Regimi di Intervento, articolati in:
a1. Regimi di Conservazione, finalizzati al mantenimento o al restauro/ripristino delle caratteristiche costitutive dei Sistemi naturalistico-ambientale, insediativo e relazionale, o di parti e componenti di essi, e dei Regimi d'Uso in essere in quanto compatibili;
a2. Regimi di Trasformazione, definenti le trasformazioni compatibili, sia nelle caratteristiche costitutive, che nei Regimi d'Uso, cui possono essere assoggettati i Sistemi o parti e componenti di essi;
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Art. 4. - Ambiti di PT ed U
1. Sono Ambiti istituzionali di pianificazione:
a) il territorio regionale;
b) i territ
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TITOLO II - I SOGGETTI DELLA PT E U
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CAPO 1° - DEFINIZIONE DEI SOGGETTI DELLA PT E U
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Art. 5. - Enti territoriali elettivi - attività di pianificazione
1. Sono Soggetti della pianificazione territoriale ed urbanistica:
a) la Regione, con compiti di indirizzo programmatico;
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Art. 6. - Altri Soggetti attivi della PT e U
1) Sono inoltre Soggetti attivi della PT e U gli altri Enti Territoriali che, in virtù di specifiche previsioni di leggi nazionali e/o regionali, sono autorizzati a formare Piani per gli oggetti di propria competenza: Autorità di Bacino, P
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CAPO 2° - COORDINAMENTO DEI SOGGETTI DELLA PT ED U
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Art. 7. - Soggetti proponenti il coordinamento
1) Ai fini della formazione degli strumenti urbanistici relativi ad Ambiti istituzion
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CAPO 3° - GLI UTENTI
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Art. 8. - Utenti e processi di pianificazione
1) Gli utenti della PT e U, sono tutti i soggetti pubblici e privati, rappresentati i
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Art. 9. - Partecipazione degli Utenti ai processi di pianificazione e di valutazione
1) Si definisce partecipazione attiva alla formazione degli strumenti di PT e U, quella promossa attraverso la Conferenza di Pianificazione di cui all'art. 25;
2) Si definisce partecipazione per osservazione alla approvazione di strumenti di PT e U, da parte di Enti, Associazioni, Cittadini e Cittadine quella consistente in:
a. deposito del progetto di Strumento di PT e U presso la sede dell'Ente Istituzionale promotore del Piano, per 30 giorni consecutivi, durante i qua
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TITOLO III - GLI STRUMENTI E LE STRUTTURE OPERATIVE
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CAPO 1° - STRUMENTI ISTITUZIONALI
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Art. 10. - La Carta Regionale dei Suoli
1) La Carta Regionale dei Suoli (CRS) definisce:
a. la perimentazione dei Sistemi (naturalistico-ambientale, insediativo, relazionale) che costituiscono il territorio regionale, individuandoli nelle loro relazioni e secondo la loro qualità ed il loro grado di vulnerabilità e di riproducibilità, sulla base dei criteri individuati nel Regolamento d'Attuazione di cui all'art. 2 della presente Legge, con specifico riferimento alle categorie di cui all'art. 2, co
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Art. 11. - Documento Preliminare
1) Il Documento Preliminare (DP), propedeutico alla redazione dei Piani Strutturali di cui a
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Art. 12 - Quadro Strutturale Regionale
1) Il Quadro Strutturale Regionale (QSR) è l'atto di programmazione territoriale con il quale la Regione definisce gli obiettivi strategici della propria politica territoriale, in coerenza con le politiche infrastrutturali nazionali e con le politiche settoriali e di bilancio regionali, dopo averne verificato la compatibilità con i principi di tutela, conservazione e valorizzazione delle risorse e beni territoriali esplicitate nella Carta Regionale d
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Art. 12 bis - Piano Paesaggistico Regionale - PPR
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Art. 13. - Piano Strutturale Provinciale
1) Il Piano Strutturale Provinciale (PSP) è l'atto di pianificazione con il quale la Provincia esercita, ai sensi della L. 142/90, nel governo del territorio un ruolo di coordinamento programmatico e di raccordo tra le politiche territoriali della Regione e la pianificazione urbanistica comunale, determinando indirizzi generali di assetto del territorio provinciale intesi anche ad integrare le condizioni di lavoro e di mobilità dei cittadini nei vari cicli di vita, e ad organizzare sul territorio le attrezzature ed i servizi garantendone accessibilità e fruibilità.
2) Il PSP contiene:
a. il quadro conoscitivo dei Sistemi Naturalistico Ambientale, Insediativo e Relazionale, desunto dalla CRS e d
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Art. 14. - Piano Strutturale Comunale
1) Il Piano Strutturale Comunale (PSC) definisce le indicazioni strategiche per il governo del territorio comunale, contenute dal PSP, integrate con gli indirizzi di sviluppo espressi dalla comunità locale.
2) Il PSC contiene:
a. il quadro conoscitivo dei Sistemi Naturalistico Ambientale, Insediativo e Relazionale, desunto dalla CRS e specificato in dettaglio con riferimento al territorio comunale, e contiene il quadro conoscitivo finalizzato al riequilibrio ed alla riorganizzazione dei tempi di vita, degli orari e della mobilità;
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Art. 15. - Piano Operativo
1) Il Piano Operativo (PO) è lo strumento con il quale l'amministrazione Comunale attua le previsioni del PSC, e/o del Regolamento Urbanistico di cui al successivo art. 16, dove e quando si manifestano necessità e/o iniziative di riqualificazione e recupero, trasformazione e/o nuovo impianto, sulla scorta di:
a. bilanci urbanistici (verifica dello stato di attuazione della pianificazione vigente);
b. bilanci ambientali (verifica di sostenibilità ambientale degli interventi proposti, sulla base di standards prestazionali);
c. previsioni del Programma Triennale dei Lavori Pubblici, dei suoi Elenchi Annuali e/o delle risorse finanziarie pubbliche e private attivabili per la rea
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Art. 16. - Regolamento Urbanistico
1) Il Regolamento Urbanistico (RU) è obbligatorio per tutti i Comuni e disciplina gli insediamenti esistenti sull'intero territorio comunale.
2) Il RU contiene:
a. l'individuazione dei perimetri dei Suoli Urbanizzati, Non Urbanizzati e Riservati all'Armatura Urbana definiti ai sensi dell'art. 2, comma 2 lettera b), della presente legge;
b. l'individuazione delle aree, all'interno del perimetro dei Suoli Urbanizzati, su
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Art. 17 - Piani Attuativi
1. I Piani Attuativi sono strumenti urbanistici di dettaglio approvati dal Comune, in attuazione del PO o del RU, ai fini del coordinamento degli interventi sul territorio, aventi i contenuti e l'efficacia di:
a) Piani Particolareggiati, di cui all'art. 13 della
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CAPO 2° - STRUMENTI NON ISTITUZIONALI
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Art. 18. - Piani e Programmi complessi
1) Sono strumenti non istituzionali della PT ed U i:
· Programmi integrati;
· Programmi Recupero Urbano;
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CAPO 3° - STRUTTURE OPERATIVE DELLA PT E U
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Art. 19. - Progettazione e Valutazione
1) Le attività relative alla progettazione della PT ed U sono espletate:
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Art. 20. - Attuazione e Gestione
1) Sono strutture di attuazione della PT ed U:
- le strutture tecniche degli enti pubblici territoriali;
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TITOLO IV - MODI DELLA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE ED URBANISTICA
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CAPO 1° - CONTINUITÀ, ORDINARIETÀ E CICLICITÀ DELLA PT E U
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Art. 21. - Continuità ed obbligo di controllo della pianificazione istituzionale
1) Tutti i processi di pianificazione istituzionale devono essere caratterizzati da continuità e ordinarietà, in particolare:
per la pianificazione di tipo strutturale è necessario:
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Art. 22. - Ciclicità ed interazione nella PT e U
1) Deve essere garantita una ciclicità ed una interazione nei processi di PT e
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Art. 23. - Rapporto Urbanistico
1) i Piani Operativi di cui all'art. 15 devono essere aggiornati "ogni due anni"
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CAPO 2° - CONCERTAZIONE
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Art. 24. - Modalità di concertazione
1. Per garantire un livello omogeneo dei servizi offerti dal
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Art. 25. - Conferenza di pianificazione
1) Gli Enti titolari della PT e U di cui agli artt. 5 e 6 I comma, della presente legge, in vista della formazione, dell'aggiornamento e della variazione dei rispettivi atti di programmazione e/o pianificazione, convocano una conferenza di pianificazione chiamando a parteciparvi gli Enti territorialmente e/o settorialmente interessati; N13
2) N14
3) Obiettivo della Conferenza è quello di:
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Art. 26. - Accordo di Pianificazione
1) Gli Enti titolari della PT e U di cui all'art. 5 della presente legge, in funzione del criterio di prevalenza di cui all'art. 7, nei casi in cui risulti necessaria, al fine del coordinamento delle azioni, la contestuale definizione o variazione di più strumenti di pianificazione di cui al Titolo I
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Art. 27. - Conferenze di Localizzazione
1) Gli Enti titolari della pianificazione di cui agli artt. 5 e 6, 1° comma, in relazione alla necessità di localizzare interventi pubblici e/o di interesse pubblico, non previsti dalla propria Pianificazione Strutturale vigente, convocano una Conferenza di Localizzazione dell'intervento.
2) La Conferenza di Localizzazione deve valutare:
- l'interesse pubblico dell'intervento;
- l'urgenza della localizzazione e comunque l'impossibilità di procedere per le vie ordinarie della pianificazione di cui al Titolo III, Cap. I, della presente legge;
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Art. 28. - Accordo di Localizzazione
1) I soggetti di cui al Titolo II, Capo 1, della presente legge, fatto salvo quanto previsto dall'art. 55 del D.Lgs. 112/98 qualora intendano procedere alla realizzazione di progetti di opere, ivi comprese quelle di interesse statale di cui all'art. 81 del DPR 616/77 come modificato dal DPR 383/94, che comportino modifiche specifiche e puntuali agli strumenti istituzionali della pianificazione di cui al Titolo III, Capo 1, convocano una
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CAPO 3° - MODALITÀ DI VALUTAZIONE
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Art. 29. - Verifica di coerenza
1) La verifica di coerenza si applica alla pianificazione strutturale ed operativa dei diversi livelli.
2) La verifica di coerenza persegue:
a. Obiettivi di tutela e conservazione del Sistema Naturalistico-Ambientale di cui alla CRS e sue specificazioni.
b. Obiettivi di efficienza e
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Art. 30. - Verifica di compatibilità
1) La verifica di compatibilità si applica alla pianificazione strutturale ed operativa in relazione ai regimi di intervento definiti nella CRS.
2) La verifica di compatibilità persegue:
b. Obiettivi di restauro e riqualificazione del Territorio e di continuità delle reti vegetaziona
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Art. 31. - Il ciclo della valutazione
1) Al fine di rendere trasparenti ed oggettive le valutazioni di coerenza e compatibilità dei Piani, di cui agli artt. 29 e 30 precedenti, il Regolamento d'Attuazione della presente legge definirà i criteri ed i parametri
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Art. 32. - Nucleo di Valutazione Urbanistica (NVU)
1) È istituito il Nucleo di Valutazione Urbanistica Regionale avente il compito di:
a. monitorare le attività di valutazione di cui agli artt. 29 e 30;
b. esprimere alla Giunta Regionale pareri in merito a:
- definizione del QSR;
- prescrizioni di carattere territoriale degli atti di pianificazione settoriale regionale;
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CAPO 4° - MODALITÀ DELLA PEREQUAZIONE URBANISTICA
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Art. 33. - Finalità e contenuti della perequazione
1) La perequazione urbanistica persegue l'equità distributiva dei valori immobiliari prodotti dalla pianificazione e la ripartizione equa tra proprietà private dei gravami derivanti dalla realizzazione della parte pubblica della città (SRAU).
22397 4799273
Art. 34. - Ambiti, Distretti Urbani e strumenti perequativi
1) La Pianificazione Strutturale, per il perseguimento delle finalità di cui all'art. 33 definisce, negli Ambiti Urbani e Periurbani di cui all'art. 2, 2° comma, lett. b) e secondo i criteri di cui al Regolamento di attuazione.
22397 4799274
CAPO 5° - MODALITÀ DI FORMAZIONE, APPROVAZIONE, ATTUAZIONE E MODIFICA DEGLI STRUMENTI
22397 4799275
Art. 35. - Modalità di adozione e approvazione della CRS
1) La Carta Regionale dei Suoli, è adottata dall'Ente Regione, mediante delibera di G.R., sentita la Commissione Regionale BB.AA. ed il NVU in seduta congiunta, e viene trasmessa alle Province, ai Comuni, alle Comunità Montane e Consorzi di Comuni, ai Parchi Nazionali e Regionali, alle Autorit&a
22397 4799276
Art. 36. - Modalità di formazione, adozione ed approvazione della PT e U - del PS e del RU
1. L'Ente istituzionale territorialmente competente forma gli strumenti istituzionali della PT e U di cui al Titolo III, Capo I, articoli 13, 14, 16 della presente legge, mediante la convocazione di una conferenza di pianificazione, per l'esame del Documento preliminare di cui all'art. 11 ove richiesto. L'Ente che convoca la conferenza elabora il Documento preliminare di piano e lo trasmette 30 giorni prima della convocazione della conferenza agli Enti da invitare.N23
2. L'Ente istituzionale, espletata la Conferenza di Pianificazione, definisce il Piano e lo sottopone, preliminarmente all'adozione, alle procedure di verifica di coerenza rispetto alla PS di livello superiore, ove esistente, e di verifica di compatibilità alla CRS, di cui agli art. 29, 30.
3. Espletate dette verifiche, l'Ente istituziona
22397 4799277
Art. 36 bis. - Modalità di formazione, adozione e approvazione del Piano Paesaggistico Regionale - PPR
1. La Regione elabora il Documento Programmatico propedeutico alla redazione del PPR e procede alla convocazione di una conferenza di pianificazione. Il Documento programmatico oggetto di valutazione in seno alla conferenza, validato dal Comitato Tecnico Paritetico, istituito ai sensi dell'art. 5 del Protocollo di Intesa Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e la Regione Basilicata, viene trasmesso, 30 giorni prima della convocazione della conferenza
22397 4799278
Art. 37. - Modalità di formazione, adozione ed approvazione della Pianificazione Operativa (PO)
1) L'Ente, ai fini della Formazione della PO, approva con Delibera di Giunta una Relazione Urbanistica al Programma Triennale dei LL.PP. di cui all'art. 14 della L. 109/94 avente i contenuti definiti nel Regolamento d'Attuazione della presente legge, dandone notizia al pubblico mediante manifesti ed avviso sul Foglio degli Annunzi Legali e sul BUR o anche med
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TITOLO V - NORME GENERALI E TRANSITORIE
22397 4799280
Art. 38. Disciplina delle aree prive di regime urbanistico
1) Si intendono aree prive di regime urbanistico quelle per le quali non è vigente un PO o sia intervenuta
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Art. 39 - Misure di salvaguardia
22397 4799282
Art. 40. - Regolamenti Edilizi
22397 4799283
Art. 41. - Sistema Informativo Territoriale (SIT)
1) Il Sistema Informativo Territoriale (SIT) costituisce il riferimento conoscitivo fondamentale nella definizione degli strumenti di pianificazione Territoriale e Urbanistica e di programmazione economico-territoriale. Esso promuove pertanto la raccolta ed il coordinamento int
22397 4799284
Art. 42. - Modalità di definizione della CRS in fase di prima applicazione della presente legge
1) La Regione entro 3 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, definisce un protocollo d'intesa con le Province di Potenza e Matera, per la redazione dalla CRS tenendo conto dell
22397 4799285
Art. 43. - Modalità di definizione dei QSR e PSP in fase di prima applicazione della presente legge
1) Entro 3 mesi dalla data di adozione della CRS da parte della Giunta Regionale, la Regione e le Province danno avvio alle procedure di formazione di QSR e PSP, nelle forme della stipula di un Accordo di Pianificazione di
22397 4799286
Art. 44 - Adeguamento degli strumenti urbanistici comunali in fase di prima applicazione della presente legge
1. I Comuni sono tenuti a provvedere all'adozione del Regolamento urbanistico e, contestualmente, all'aggiornamento del Regolamento edilizio, entro il termine perentorio del 30 settembre 2015, pena l’applicazione dell’art. 46.N22
22397 4799287
Art. 45. - Norme transitorie per gli strumenti urbanistici adottati e/o approvati antecedentemente alla presente legge
1) Gli strumenti urbanistici generali di cui agli artt. 7 e 34 della L. 1150/42, vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge, conservano validità fino all'approvazione del RU; a partire da tale data, le previsioni di detti strumenti riguardanti le aree esterne al perimetro dei SU individuato dal RU, restano in vigore quali previsioni strutturali e ricognitive, la cu
22397 4799288
Art. 46. - Interventi sostitutivi della Giunta Regionale
22397 4799289
Art. 47. - Norme finanziarie per l'avvio dei procedimenti
All'onere derivante dall'applicazione della presente legge, valutato per l'esercizio in corso di lire 800.000.000, si provvede con la disponibilità di cui al cap. 7470 «Fondo globale per provvedimenti in corso».
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Art. 48. - Abrogazioni
1) Salvo quanto stabilito in via transitoria dai precedenti articoli, le previsioni d
22397 4799291
Art. 49. - Pubblicazione
1) La presente legge regionale è pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione.

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15
 art. 16

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36
 art. 29

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 45

Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 49