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Timestamp: 2017-07-25 11:08:23+00:00

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PubblicatoGraziella Fontana
Tipologia dei controlli interni (art. 147 del D. Lgs 18 Agosto 2000, n1. Gli enti locali, nell'ambito della loro autonomia normativa ed organizzativa, individuano strumenti e metodologie adeguati a: a) garantire attraverso il controllo di regolarità amministrativa e contabile, la legittimità regolarità e correttezza dell'azione amministrativa; b) verificare, attraverso il controllo di gestione, l'efficacia, efficienza ed economicità dell'azione amministrativa, al fine di ottimizzare, anche mediante tempestivi interventi di correzione, il rapporto tra costi e risultati; c) valutare le prestazioni del personale con qualifica dirigenziale; d) valutare l'adeguatezza delle scelte compiute in sede di attuazione dei piani, programmi ed altri strumenti di determinazione dell'indirizzo politico, in termini di congruenza tra risultati conseguiti e obiettivi predefiniti. 2. I controlli interni sono ordinati secondo il principio della distinzione tra funzioni di indirizzo e compiti di gestione, quale risulta dagli articoli 3, comma 1, lettere b) e c), e 14 del decreto legilslativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed integrazioni. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
Tipologia dei controlli interni (art. 147 del D. Lgs 18 Agosto 2000, n 3	L'organizzazione dei controlli interni è effettuata dagli enti locali anche in deroga agli altri principi di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286. 2. 4	Per l'effettuazione dei controlli di cui al comma 1, più enti locali possono istituire uffici unici, mediante convenzione che ne regoli le modalità di costituzione e di funzionamento. 3. 5	Nell'ambito dei comitati provinciali per la pubblica amministrazione, d'intesa con le provincie, sono istituite apposite strutture di consulenza e supporto, delle quali possono avvalersi gli enti locali per l'esercizio dei controlli previsti dal decreto legislativo 30 luglio 1999, n A tal fine, i predetti comitati possono essere integrati con esperti nelle materie di pertinenza. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
I controlli interni La legge di riforma delle autonomie locali ( l. 142/’90) ha avviato un processo di riforma degli enti locali con numerose innovazioni, tra le quali vanno ricordate l’abrogazione dei controlli di merito, la riduzione della tipologia di atti sottoposti al controllo preventivo di legittimità e la previsione di una differente composizione dei CORECO (cioè un membro di emanazione governativa e quattro componenti scelti dal consiglio regionale). Corso Avanzato -II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
I CONTROLLI INTERNI Successivamente la l. 127/’97 (c.d. Bassanini 2) ha ridotto ulteriormente l’ambito degli atti sottoposti al controllo obbligatorio ed ha modificato la disciplina relativa al controllo eventuale, cioè a richiesta di un certo numero di consiglieri e facoltativo. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
I CONTROLLI INTERNI Non va sottaciuta l’importanza che in materia di enti locali ha avuto il nuovo ordinamento finanziario e contabile, introdotto dal d.lgs. 77/’95. Ulteriore svolta si è avuta con la riforma delle funzioni giurisdizionali e di controllo della Corte dei Conti, operata dalla l. 20/’94, cui ha fatto seguito il d.lgs. 286/’99, di riforma dei controlli interni nella pubblica amministrazione. Corso Avanzato -II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
I CONTROLLI INTERNI Non si può non evidenziare l’incidenza che sugli enti pubblici ha avuto il progressivo affermarsi nella legislazione degli anni ’90 della distinzione tra attività di indirizzo, di pertinenza degli organi politici, ed attività di gestione, riconosciuta di competenza degli organi burocratici (dirigenza). Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
I CONTROLLI INTERNI Un’evoluzione normativa, quella sopra accennata, che ha teso a svincolare il ceto dirigente dal preesistente rapporto di vera e propria subordinazione gerarchica rispetto alla classe politica, introducendo un rapporto diverso, di direzione politica e, conseguentemente, ampliando l’ambito dei poteri e delle responsabilità dirigenziali. Corso Avanzato -II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
I CONTROLLI INTERNI Un’evoluzione che, sul piano concreto, ha sensibilmente ridotto negli enti locali il ricorso a deliberazioni degli organi collegiali (consigli e giunte), in passato chiamati ad esprimere la volontà degli enti attraverso un’enorme quantità di atti, determinando – anche grazie all’appesantimento derivante dai controlli preventivi di legittimità di cui si è accennato – un’azione amministrativa lentissima e certamente non degna di un paese civilmente evoluto. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
I CONTROLLI INTERNI Le innovazioni suddette (riduzione delle tipologie di atti sottoposti a controllo preventivo di legittimità, responsabilizzazione del ceto dirigente e modifica nell’ordinamento finanziario e contabile) sono poi confluite nel d.lgs. 267/’00, Testo Unico delle Leggi sull’Ordinamento degli Enti Locali (T.U.E.L.). Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
I CONTROLLI INTERNI Il definitivo declino dei controlli preventivi di legittimità sugli atti degli enti locali si è avuto con la riforma del Titolo V della Parte II della Costituzione, sopravvenuta con la l. cost. 3 del 2001. Nell’ambito di una riforma che si è incentrata sul riconoscimento di una pari dignità di Comuni, Province, Città Metropolitane, Regioni e Stato - tutti elementi costitutivi della Repubblica, secondo il dettato del nuovo art. 114 della Costituzione – non potevano più trovare spazio i controlli esterni di tipo tutorio di cui si è detto. Logica conseguenza è stata la loro abolizione. Corso Avanzato -II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
Il processo di programmazione e controllo: LA PROGRAMMAZIONELa legge 241/90 ha segnato la c.d. procedimentalizzazione dell’attività amministrativa, inquadrata non più come insieme di singoli atti slegati, ma come un susseguirsi di atti tra loro collegati in vista del perseguimento delle finalità di pubblico interesse dell’ente. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
Il processo di programmazione e controllo: LA PROGRAMMAZIONETutto ciò ha comportato il superamento del tradizionale controllo formalistico afferente la legittimità dei singoli atti e l’avvento di forme di controllo che hanno per oggetto i risultati che scaturiscono dall’attività dell’ente. Corso Avanzato -II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
Il processo di programmazione e controllo: LA PROGRAMMAZIONELa progressiva ispirazione dell’attività degli enti pubblici a principi aziendalistici già da tempo sperimentati nel settore privato ha trovato una sua conferma, riguardo agli enti locali, nella disciplina introdotta dal d.lgs. 267/’00, dando luogo all’introduzione di procedure di programmazione e controllo dell’intera attività gestionale. Corso Avanzato -II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
Il processo di programmazione e controllo: LA PROGRAMMAZIONELa programmazione si sviluppa attraverso vari strumenti: 1) il Piano strategico di mandato; 2) l’annuale Piano dettagliato degli obiettivi (P.D.O.); 3)l’annuale Piano esecutivo di gestione (P.E.G.); 4) il Bilancio di previsione annuale e i relativi allegati. Corso Avanzato -II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
Il processo di programmazione e controllo: LA PROGRAMMAZIONETale fase si integra inscindibilmente con le attività di controllo, ponendo in evidenza l’importanza del ruolo degli organismi di controllo interno. Riguardo alla programmazione, va osservato che i suddetti strumenti evidenziano la sopra accennata distinzione tra attività di indirizzo e gestione. Corso Avanzato -II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
Il processo di programmazione e controllo: IL CONTROLLOIl processo di programmazione in precedenza sinteticamente descritto ha come naturale complemento il controllo. Corso Avanzato -II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
Il processo di programmazione e controllo: IL CONTROLLOCome già accennato, l’evoluzione dei controlli negli enti locali è stata caratterizzata negli ultimi anni dalla perdita di importanza dei controlli preventivi di legittimità sui singoli atti, a favore di forme di controllo sull’attività e sui risultati che ne scaturiscono; decisiva in tal senso è stata la disciplina dei controlli interni posta dal già citato d.lgs 267/’00. Corso Avanzato -II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
Il processo di programmazione e controllo: IL CONTROLLOLa suddetta normativa ha previsto quattro tipologie di controlli interni: 1. la valutazione e il controllo strategico; 2. il controllo di gestione; 3. la valutazione dei dirigenti; 4. il controllo di regolarità amministrativa e contabile. Corso Avanzato -II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
1. Valutazione e controllo strategicoIl controllo: 1. Valutazione e controllo strategico La valutazione e il controllo strategico hanno la funzione di verifica del rispetto, nell’attività svolta, delle scelte fondamentali di programmazione dell’ente. Costituiscono, pertanto, un tipico strumento di controllo del consiglio nei confronti della giunta, che ha luogo valutando l’adeguatezza delle scelte operate da quest’ultima in relazione ai programmi ed ai piani deliberati dal consiglio. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
1. Valutazione e controllo strategicoIl controllo: 1. Valutazione e controllo strategico Tale tipologia di controllo ha luogo da parte di organi che rispondono direttamente agli organi di indirizzo politico, riferendo agli stessi con periodiche relazioni. Corso Avanzato -II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
Il controllo: 2. Controllo di gestioneIl controllo di gestione rappresenta la più importante forma di controllo interno prevista dalla vigente normativa e costituisce un momento essenziale per l’applicazione agli enti locali della “cultura del risultato”. Corso Avanzato II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
Il controllo: 2. Controllo di gestioneE’ l’elemento centrale dell’apparato dei controlli interni che – abbandonata la funzione di carattere repressivo-sanzionatorio – hanno dato luogo ad un sistema-guida per gli organi istituzionali, in vista del perseguimento degli obiettivi ultimi dell’azione degli enti, predeterminati a livello di vertice politico. Corso Avanzato -II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
Il controllo: 2. Controllo di gestioneIl controllo di gestione è la procedura volta alla verifica dello stato di attuazione degli obiettivi programmati e consente – attraverso l’analisi delle risorse dell’ente e il raffronto tra costi sostenuti ed entità e qualità dei servizi offerti – la valutazione dell’efficienza, efficacia ed economicità dell’azione in corso. Corso Avanzato -II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
Il controllo: 2. Controllo di gestioneCon tale valutazione, che in un processo bene impostato ha luogo “in corso d’opera”, cioè durante lo svolgimento dell’attività programmata, è possibile in caso di scostamenti rispetto ai risultati attesi la individuazione delle cause e la realizzazione delle azioni correttive ritenute opportune. Corso Avanzato -II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
Il controllo: 2. Controllo di gestionePrima della sua introduzione bisogna necessariamente: - Analizzare la situazione dell’ente locale in termini di assetto organizzativo, di presenza di norme e regole amministrative ad ogni livello decisionale, di limitazioni tariffarie o territoriali, di dipendenza da contribuzioni esterne o da decisioni d’altri enti, di molteplicita’ di servizi offerti e della loro forma (grado di esternalizzazione dell’ente, eventuale intervento di interlocutori privati..);
Il controllo: 2. Controllo di gestione- Coinvolgere i responsabili dei servizi in particolare per quanto attiene il possibile realizzo dei programmi e interventi e la loro misurazione; - Coinvolgere gli Amministratori che devono sentire lo strumento del controllo come uno strumento proprio; - Realizzare scelte tecniche relative al sistema contabile.
Il controllo: 2. Controllo di gestione- Analizzare il bilancio dell’ente. L’analisi di bilancio serve per fotografare la situazione dell’ente locale, ma anche per pianificare come vorremmo che il nostro ente fosse. L’analisi del bilancio, la creazione di indici parametrici, il confronto con altre realta’ simili permettono non solo di verificare lo stato di salute dell’ente locale ma di ipotizzare attraverso il “what if” come vorremmo si presentasse l’ente stesso. L’analisi del bilancio aiuta in altri termini a scegliere e progettare il futuro.
Il controllo: 2. Controllo di gestioneNell’ente locale dovrebbero essere adottati e svolti tre diversi tipi di contabilita’: La contabilita’ finanziaria su base annuale che svolge la registrazione delle spese e delle entrate. Essa rileva le spese secondo la loro natura e la loro destinazione; individua i programmi e progetti; identifica il budget a disposizione dei centri di spesa.
Il controllo: 2. Controllo di gestioneo La contabilita’generale che registra sempre su base annuale i costi e i ricavi secondo la loro competenza economico patrimoniale; essa e’ in grado di fornire dati solamente a consuntivo; ha funzione prevalentemente informativa; 31
Il controllo: 2. Controllo di gestioneo La contabilita’ analitica (controllo di gestione) che rileva i costi e i ricavi secondo natura e destinazione, facendo uso di dati stimati, che non sempre sono precisi, ma hanno il pregio di essere tempestivi. Essa tiene conto solo di consumi effettivi di risorse; consente di avere dati anche a scadenze meno che annuali; elabora i dati per centri di costo, per progetto, per prodotto, per attivita’; ha funzione informativa interna.
Il controllo: 2. Controllo di gestioneLa contabilita’ analitica si basa su un piano dei centri di responsabilita’ consistenti in: centri finali, ove si erogano servizi e prestazioni al pubblico; centri ausiliari, che forniscono attivita’ di supporto ai centri finali; centri generali, ovvero centri di servizio interni finalizzati al mantenimento della struttura.
Il controllo: 2. Controllo di gestioneGli obiettivi gestionali preventivamente definiti sono oggetto di scomposizione in azioni, da effettuarsi secondo un determinato cronoprogramma. L’adozione in fase di programmazione di tale impostazione consente la suddetta verifica, il controllo di tipo concomitante, avvalendosi di appositi indicatori di attività, indicatori di efficienza ed indicatori di efficacia. Corso Avanzato -II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
Il controllo: 2. Controllo di gestioneindicatori di attività raffrontano l’entità dell’attività erogata con le caratteristiche della specifica unità organizzativa; indicatori di efficienza raffrontano i beni e servizi prodotti con le risorse a tal fine impiegate; indicatori di efficacia esprimono il grado di raggiungimento degli obiettivi ottenuto.
Il controllo: 2. Controllo di gestioneLa misurazione dei risultati, la verifica degli scostamenti rispetto alle previsioni e l’introduzione di azioni correttive (meccanismo di retroazione o feedback) ha luogo periodicamente attraverso una serie di rapporti (report) illustrativi dei dati significativi a tal fine. Corso Avanzato -II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
Il controllo: 2. Controllo di gestione Il T.U.E.L., nel prevedere l’obbligo degli enti locali di effettuare il controllo di gestione, lascia all’autonomia degli stessi, esercitabile attraverso il regolamento di contabilità, la scelta delle modalità concrete di tale tipo di controllo. Corso Avanzato -II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
Il controllo: 2. Controllo di gestioneÉ opportuno porre in luce alcune analogie e differenze tra il controllo di gestione ed il controllo strategico. Come detto, quest’ultimo si riferisce essenzialmente ai rapporti tra organi di indirizzo politico e rappresenta un tipico strumento di controllo dell’operato della giunta da parte del consiglio. Corso Avanzato -II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
Il controllo: 2. Controllo di gestioneViceversa, il controllo di gestione ha per oggetto le scelte gestionali attuative dell’indirizzo politico e, quindi, attiene ai rapporti tra la giunta e i dirigenti. Altra differenza di rilievo riguarda l’aspetto temporale: mentre il controllo strategico ha luogo con una periodicità di ampio respiro, il controllo di gestione si realizza in archi temporali più ristretti. Inoltre, come accennato, il controllo di gestione finisce per costituire uno strumento di aiuto, una guida per l’azione gestionale. Corso Avanzato -II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
(Indagine ricognitiva preliminare)Il controllo: 2. Controllo di gestione (Indagine ricognitiva preliminare) Il controllo di gestione prevede un'indagine ricognitiva preliminare per fornire una prima serie di informazioni circa le attività svolte dai diversi Settori ed Uffici di cui l'Ente si compone, la dotazione organica e strumentale. Corso Avanzato _II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
(Indagine ricognitiva preliminare)Il controllo: 2. Controllo di gestione (Indagine ricognitiva preliminare) Vengono distribuite in questa fase due schede da compilare, di cui una relativa ad aspetti organizzativi, gestionali e di pianificazione strategica, l'altra finalizzata invece alla rilevazione della dotazione di mezzi informatici a disposizione dei singoli Uffici. Corso Avanzato _II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
2. Controllo di gestione (Indagine ricognitiva preliminare)Il controllo: 2. Controllo di gestione (Indagine ricognitiva preliminare) La prima delle due schede consente di individuare, con riferimento ai singoli Uffici: - i diversi servizi erogati; - la dotazione organica prevista in pianta organica e quella effettiva, con la rilevazione, per ciascuna unità in dotazione all'Ufficio, della qualifica funzionale e del profilo professionale; - le attività svolte, analizzate sia sotto l'aspetto quantitativo che sulla base del processo e sottoprocesso di riferimento. Per entrambi gli aspetti vengono effettuate due rilevazioni: una a consuntivo ed una previsionale; - i progetti che interessano l'Ufficio, con l'indicazione del Responsabile di ciascun progetto, delle finalità perseguite, delle fonti di finanziamento, delle eventuali interrelazioni con altri Responsabili, dei costi specifici suddivisi per tipologia (personale, beni strumentali, costi generali); - le esigenze di ciascun Ufficio in termini di formazione del personale, quantificandone il numero di addetti da coinvolgere, suddiviso per qualifica, ed una stima del numero di giornate di formazione pro-capite.
2. Controllo di gestione (Indagine ricognitiva preliminare)Il controllo: 2. Controllo di gestione (Indagine ricognitiva preliminare) La seconda scheda, denominata "Check list dei sistemi informatici", consente di rilevare: - il numero di PC in dotazione all'Ufficio e le principali caratteristiche tecniche dell'hardware; - la presenza di una rete, la sua estensione ed il numero di PC collegati; - le esigenze dell'Ufficio in relazione al livello di informatizzazione raggiunto, con riferimento tanto all'hardware quanto al software. Questo step risulta di rilevante importanza poiché il controllo di gestione presuppone l'esistenza di un valido sistema informativo-contabile adeguato alla struttura, ai volumi e alla tipologia delle attività esercitate dall'ente.
2. Controllo di gestione (Attività degli uffici)Il controllo: 2. Controllo di gestione (Attività degli uffici) Il controllo di gestione ha inizio dalla rilevazione trimestrale delle attività svolte dagli Uffici dell'Ente. A tal scopo, si procede a distribuire una ulteriore scheda di rilevazione che dev'essere compilata a cura dei Responsabili degli Uffici di tutti i Servizi con cadenza periodica, di solito trimestrale. Man mano che avviene la restituzione delle schede, i dati vengono inseriti in un software realizzato per l'Ente e successivamente rielaborati e sintetizzati in un report. 44
2. Controllo di gestione (Attività degli uffici)Il controllo: 2. Controllo di gestione (Attività degli uffici) La seguente scheda, come d'altronde l'intero sistema di reporting gestionale già impiantato per il Controllo di Gestione, integrato e completato dall'analisi di aspetti peculiari dell'azione dirigenziale, viene utilizzata per rilevare i dati necessari all'analisi effettuata dal Nucleo di Valutazione. Corso Avanzato _II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
2. Controllo di gestione (Il Nucleo di Valutazione)Il controllo: 2. Controllo di gestione (Il Nucleo di Valutazione) Il Nucleo di Valutazione svolge un duplice ruolo: ha il compito di fornire consulenza all'Ente, per quel che riguarda gli ambiti regolamentari inerenti l'operato del Nucleo stesso, nonché per ciò che concerne i sistemi di valutazione delle posizioni e delle prestazioni dirigenziali; svolge, di concerto con il Direttore Generale, il compito di determinare, per ogni Dirigente, il valore dei parametri che individueranno il risultato complessivo raggiunto dal Dirigente stesso.
2. Controllo di gestione (Il Nucleo di Valutazione)Il controllo: 2. Controllo di gestione (Il Nucleo di Valutazione) Per porre in essere questo secondo compito, in particolare, il Nucleo predispone ed adotta una serie di strumenti necessari per la rilevazione dei dati relativi ai Servizi, in modo da disporre, all'atto della valutazione, di un quadro chiaro ed esaustivo dell'azione svolta da ciascun Dirigente nell'anno di riferimento. Corso Avanzato -II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
2. Controllo di gestione (Formazione dei dirigenti)Il controllo: 2. Controllo di gestione (Formazione dei dirigenti) A latere dell'attività di raccolta informazioni e di avvio delle procedure di controllo di gestione viene attivato un progetto di formazione dei Dirigenti. Tale progetto si sviluppa attraverso degli incontri volti sia ad illustrare la metodologia del controllo di gestione che ad approfondire alcuni aspetti fondamentali, quali: Corso Avanzato -II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
2. Controllo di gestione (Formazione dei dirigenti)Il controllo: 2. Controllo di gestione (Formazione dei dirigenti) la corretta compilazione delle diverse schede di rilevazione fornite; l'individuazione dei centri di responsabilità e di costo; i principi base della programmazione e controllo (ciclo "plan-do-check-act"); l'elaborazione della Relazione Previsionale e Programmatica e l'individuazione di programmi e progetti nel rispetto di una corretta logica di pianificazione strategica (analisi ambientale, finanziaria, dei servizi e del grado di attuazione dei programmi precedenti) e programmazione strategica (individuazione dei programmi di medio termine dell'Ente, nel rispetto delle linee guida definite dal Piano Programma del Sindaco); Corso Avanzato -II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
2. Controllo di gestione (Formazione dei dirigenti)Il controllo: 2. Controllo di gestione (Formazione dei dirigenti) il Piano Esecutivo di Gestione come strumento cardine del controllo di gestione, analizzato nelle sue due direttrici: PEG strategico e PEG istituzionale; le fasi di costruzione del PEG: individuazione di macro-obiettivi, preparazione e compilazione e consolidamento delle schede PEG, negoziazione delle schede PEG, contestuale elaborazione ed approvazione del Bilancio di Previsione, approvazione del PEG; fase di verifica: Bilancio Consuntivo, analisi degli scostamenti, individuazione delle cause, azioni correttive. Corso Avanzato -II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
(Monitoraggio delle opere pubbliche)Il controllo: 2. Controllo di gestione (Monitoraggio delle opere pubbliche) L'implementazione di un sistema di controllo di gestione prevede anche il monitoraggio delle opere pubbliche, con riferimento a diversi aspetti, sia tecnici che amministrativi, al fine di individuare non soltanto lo stato delle attività ma anche di evidenziare eventuali "colli di bottiglia" nell'iter seguito dai Lavori Pubblici. Corso Avanzato -II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
(Reporting finanziario)Il controllo: 2. Controllo di gestione (Reporting finanziario) Gli aspetti finanziari del controllo di gestione vengono evidenziati in una serie di reports che consentiranno con relativa semplicità, alla luce delle nuove impostazioni del P.E.G., di conoscere l'evolversi dell'attività dell'Ente da un punto di vista finanziario. Tali reports avranno la stessa cadenza trimestrale delle schede di rilevazione. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
2. Controllo di gestione (Caso pratico)Il controllo: 2. Controllo di gestione (Caso pratico) L’introduzione di un sistema di controllo di gestione in un comune di medie dimensioni (max abitanti) in cui si decidesse di usare la sola contabilita’ finanziaria e di attuare un cosidetto controllo per eccezioni, cioe’ solo su alcuni servizi resi, potrebbe essere realizzato attraverso i seguenti stadi: Corso Avanzato -II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
2. Controllo di gestione (Caso pratico)Il controllo: 2. Controllo di gestione (Caso pratico) 1. Individuazione del piano dei servizi; 2.	Individuazione dei centri di responsabilita’ dell’ente, cioe’ i comparti cui e’ delegata la responsabilita’ primaria nella produzione di servizi o nell’effettuazione d’attivita’ fra di loro omogenee rispetto agli obiettivi perseguiti dall’ente; - Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
2. Controllo di gestione (Caso pratico)Il controllo: 2. Controllo di gestione (Caso pratico) 3.	Analisi dei servizi resi, da sviluppare all’interno di ciascun centro di responsabilita’, distinguendo tra gruppi omogenei di servizi e attivita’ e articolando i fattori produttivi utilizzati per realizzarli. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
2. Controllo di gestione (Caso pratico)Il controllo: 2. Controllo di gestione (Caso pratico) 4.	Attribuzione a ciascun servizio della consistenza numerica dei dipendenti che hanno dedicato il proprio lavoro e di tutti gli altri costi diretti (rilevabili dal Piano Economico di Gestione e suscettibili di opportune rettifiche extracontabili), cioe’ quelli che possono essere direttamente imputati al servizio che li ha generati (es. costi per acquisto di beni di consumo, materie prime, per prestazioni di servizi ecc. ecc., che l’ente deve sopportare per lo svolgimento delle attivita’. I dati necessari sono reperibili normalmente presso gli uffici di ragioneria, d’economato, del patrimonio e in , buona parte, gli stessi centri di responsabilita’. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
2. Controllo di gestione (Caso pratico)Il controllo: 2. Controllo di gestione (Caso pratico) 5.	Attribuzione a ciascun servizio dei costi indiretti. Essi potranno essere assegnati ai servizi finali con i seguenti criteri: - I costi indiretti specifici saranno assegnati in base alla stima che il responsabile di costo individuera’; - I rimanenti costi indiretti in base alla risorsa critica (o altro metodo) che l’Amministrazione decidera’ tempo per tempo privilegiando gli interventi che rendono rigido il bilancio comunale; Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
2. Controllo di gestione (Caso pratico)Il controllo: 2. Controllo di gestione (Caso pratico) 6.	Attribuzione dei ricavi a ciascun servizio. Per essi la contabilita’ finaziaria e’ articolata in modo tale che il dato attribuito puo’ e deve essere utilizzato anche per il controllo di gestione senza rettifiche extra contabili se non quelle relative ai ratei ed ai risconti attivi. Tale tipo di ricavo comprende una scrittura contabile di competenza di piu’ esercizi ed e’ quindi necessario attivare analisi aggiuntive per giungere al foglio di conciliazione (contabilita’ ordinaria) ai sensi di legge. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
2. Controllo di gestione (Caso pratico)Il controllo: 2. Controllo di gestione (Caso pratico) La suddivisione dei ricavi fra i vari centri di responsabilita’ deve seguire alcune regole: - Il ricavo e’ del centro di responsabilita’ che lo ha generato (esempio le multe competono ai vigili); - I ricavi non direttamente attribuibili a nessun centro debbono essere ripartiti tra tutti i centri definendo al riguardo un apposito criterio (esempio in modo paritario fra tutti i centri, risorsa critica, altri.); - La corretta imputazione dei ricavi permettera’ la definizione del punto di pareggio per servizio o attivita’. Elemento fondamentale per verificare quali dovrebbero essere le tariffe dei vari servizi per coprire perlomeno i costi diretti. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
2. Controllo di gestione (Caso pratico)Il controllo: 2. Controllo di gestione (Caso pratico) 7.	Individuazione di indicatori di attivita’ e di risultato che possano dare un’idea dell’efficenza produttiva, i primi , e dell’efficacia dell’ente locale stesso, i secondi. Un esempio di indicatore di attivita’ potrebbe essere quello di carico di lavoro. Indicatori di questo tipo non rappresentano un’attivita’ effettivamente svolta, ma misurano grandezze che implicano lo svolgimento di un’attivita’ e l’erogazione di servizi. Gli indicatori di carico di lavoro si suddividono in effettivi (es. il n. dei metri quadrati da mantenere puliti e il n. di allievi da sorvegliare per ciascun bidello delle scuole) e in potenziali (es. il n. d’anziani indigenti presenti nell’ambito territoriale amministrati dall’ente, nel settore dell’assistenza). Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
2. Controllo di gestione (Caso pratico)Il controllo: 2. Controllo di gestione (Caso pratico) Gli altri indicatori, quelli di risultato, adottati nella valutazione delle gestioni pubbliche sono i piu’ difficili da utilizzare, perche’ l’obiettivo che viene posto come risultato possibile della gestione e’ sempre un dato con forti connotazioni qualitative, e’ sempre un obiettivo da conseguire al meglio, e cioe’ con il massimo grado di soddisfazione del particolare bisogno pubblico per il quale la gestione e’ stata svolta. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
2. Controllo di gestione (Caso pratico)Il controllo: 2. Controllo di gestione (Caso pratico) Le stesse connotazioni qualitative debbono quindi essere presenti nei procedimenti di valutazione del risultato finale della gestione. Ma la valutazione del soddisfacimento effettivo del bisogno pubblico non puo’ essere affidato ai soggetti che hanno operato la gestione, e tanto meno a soggetti estranei alla gestione. Deve essere pertanto affidata ai destinatari del servizio gestito, i quali sono i titolari del bisogno pubblico che con la gestione si e’ inteso soddisfare. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
2. Controllo di gestione (Caso pratico)Il controllo: 2. Controllo di gestione (Caso pratico) Una valutazione del risultato della gestione pero’, che fosse affidata agli utenti finali del servizio gestito, richiederebbe un minimo di organizzazione, e richiederebbe tecniche di rilevamento che ancora non esistono, se non in embrione. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
3. Valutazione dei dirigentiIl controllo: 3. Valutazione dei dirigenti Altro tipo di controllo interno è rappresentato dalla valutazione dei dirigenti, la cui funzione è fornire un giudizio sulle doti manageriali dei soggetti valutati. L’esito di tale tipo di controllo è il presupposto per la determinazione di una componente del relativo trattamento economico: la retribuzione di risultato. Inoltre, esiti negativi possono essere di base per l’avvio di procedimenti sanzionatori per responsabilità dirigenziale. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
3. Valutazione dei dirigentiIl controllo: 3. Valutazione dei dirigenti L’impostazione di tale tipo di controllo prende avvio da una preventiva determinazione di criteri di valutazione, che forma oggetto di accordo tra delegazione trattante di parte pubblica ed organizzazioni sindacali. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
3. Valutazione dei dirigentiIl controllo: 3. Valutazione dei dirigenti Oggetto del controllo sono le performances dirigenziali, sotto i seguenti profili: 1. la prestazione, in stretta relazione agli obiettivi assegnati; 2. la posizione dirigenziale, riferibile al peso delle responsabilità poste in capo al dirigente; 3. il potenziale, cioè l’abilità del dirigente in generale, cioè prescindendo dalla struttura cui è preposto. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
3. Valutazione dei dirigentiIl controllo: 3. Valutazione dei dirigenti La valutazione dei dirigenti si avvale di dati desumibile dal controllo di gestione, cui si aggiungono informazioni ottenute presso gli stessi soggetti valutati ed i loro collaboratori. Il tutto ha lo scopo di evidenziare la capacità manageriale del valutato, che non si limita ad aspetti solo di carattere tecnico (preparazione professionale, esperienze passate, ecc.) ma include anche una serie di abilità personali (consapevolezza e padronanza di sé, motivazione, ecc.) e nei rapporti sociali (rapporto di empatia con i collaboratori e gli altri interlocutori, assunzione di un ruolo guida, abilità nella comunicazione, nella gestione dei conflitti, ecc.). La valutazione dei dirigenti ha luogo da parte di appositi organi, i “nuclei di valutazione”.
4. Controllo di regolarità amministrativa e contabileIl controllo: 4. Controllo di regolarità amministrativa e contabile Il controllo di regolarità amministrativa e contabile è finalizzato ad assicurare la legittimità, regolarità e correttezza dell’azione amministrativa. Il declino dei controlli preventivi esterni trova il suo contrappeso nel controllo interno che si inserisce nello stesso processo di formazione dell’atto amministrativo. Questo ha luogo attraverso il parere di regolarità amministrativa che viene espresso, con assunzione di responsabilità, da parte del dirigente del servizio interessato sulle proposte di deliberazione di giunta e di consiglio, ovvero direttamente con la sottoscrizione degli atti monocratici tipici dirigenziali (determinazioni). Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
4. Controllo di regolarità amministrativa e contabileIl controllo: 4. Controllo di regolarità amministrativa e contabile Il controllo di regolarità contabile è invece di competenza del responsabile finanziario ed è espresso con il parere di regolarità contabile sulle proposte deliberative e con il visto di regolarità contabile, attestante la copertura finanziaria, per le determinazioni dirigenziali, che assumono in tal modo piena efficacia. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
4. Controllo di regolarità amministrativa e contabileIl controllo: 4. Controllo di regolarità amministrativa e contabile Il T.U.E.L. lascia ampio spazio alle fonti normative dell’ente locale (statuto e regolamenti) circa la disciplina della coerente modalità di effettuazione dei suddetti controlli. E proprio in esercizio del potere di autoorganizzazione gli enti locali possono integrare le suddette tipologie di controllo di regolarità amministrativa e contabile con ulteriori procedure. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
4. Controllo di regolarità amministrativa e contabileIl controllo: 4. Controllo di regolarità amministrativa e contabile Può, ad esempio, essere previsto in sede di regolamento di disciplina delle funzioni della dirigenza che il direttore generale (o il segretario generale negli enti privi di direttore) ove ravvisi vizi nei singoli atti amministrativi solleciti il dirigente che li ha emessi ad effettuare interventi correttivi entro un termine perentorio, decorso il quale potrà essere designato un dirigente sostituto “ad acta”. Oppure può essere previsto un controllo periodico a campione degli atti emessi dai singoli dirigenti dell’ente per una verifica della conformità legale degli stessi. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
I CONTROLLI DELLA CORTE DEI CONTIAi controlli interni sopra descritti si aggiungono quelli esterni, svolti da organi in posizione di terzietà rispetto agli enti locali. Soggetto attivo di tali controlli è la Corte dei Conti, attraverso il controllo sulla gestione del bilancio delle amministrazioni pubbliche ed il controllo sul funzionamento dei controlli interni alle stesse, cui si aggiungono i controlli di regolarità contabile e finanziaria, introdotti dalla legge finanziaria 2006 (l. 266/’05). Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
I CONTROLLI DELLA CORTE DEI CONTIIl quadro delle prerogative della Corte dei conti si completa con i controlli che sono svolti in funzione del rispetto da parte degli enti pubblici degli equilibri di bilancio in relazione ai vincoli derivanti dall’appartenenza all’Unione Europea (c.d. patto di stabilità). Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
I CONTROLLI DELLA CORTE DEI CONTIIl controllo sulla gestione è svolto rispetto agli enti locali dalle sezioni regionali della Corte territorialmente competenti. Si tratta di un tipo di controllo successivo che riguarda sia gli aspetti di legittimità e regolarità delle attività svolte che i profili di efficienza, efficacia ed economicità della stessa. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
I CONTROLLI DELLA CORTE DEI CONTII destinatari ed i contenuti di tali controlli sono individuati in un apposito programma annuale predisposto da ogni sezione regionale. Tale tipo di controllo ha carattere globale, nel senso che scopo dello stesso è la valutazione del buon andamento della gestione complessiva dell’ente controllato. Inoltre si conclude con un referto, inoltrato all’organo elettivo dello stesso ente. Ciò mette in luce la funzione di tale tipo di controllo: non di carattere repressivo, ma collaborativo, di ausilio per il soggetto controllato, in quanto dal referto l’organo destinatario dello stesso potrà trarre impulso per processi di autocorrezione dei principi, delle linee guida dell’attività dell’ente. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
I CONTROLLI DELLA CORTE DEI CONTINon va sottaciuto che le sezioni regionali trovano in tale tipo di attività un’ampia base nei risultati dell’operato degli organi di controllo interno, in primo luogo di quelli preposti al controllo di gestione. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
I CONTROLLI DELLA CORTE DEI CONTISi giunge così ad un’altra importante funzione affidata alla Corte dei Conti: la verifica del corretto funzionamento degli organi di controllo interno, senza la quale lo stesso controllo esterno sulla gestione verrebbe privato della dovuta attendibilità. Infine, gli esiti del controllo esterno sulla gestione sono oggetto di trasmissione annuale al Parlamento per l’esercizio di poteri di vigilanza e, eventualmente, per costituire lo spunto per interventi legislativi correttivi. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
I CONTROLLI DELLA CORTE DEI CONTIS’impone una breve considerazione sulle differenze ed i rapporti tra controlli interni e controlli esterni sulla gestione. I primi sono svolti da organi che promanano dal vertice dell’ente locale e perseguono le finalità illustrate nei paragrafi precedenti. Il controllo esterno sulla gestione è svolto, per le finalità appena ricordate, dalla Corte dei Conti, che agisce in posizione di assoluta neutralità, di equidistanza tra gli enti locali e le altre componenti della Repubblica, in perfetta aderenza con la sua collocazione costituzionale tra gli organi ausiliari della stessa. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
I CONTROLLI DELLA CORTE DEI CONTIIl controllo di regolarità contabile e finanziaria, introdotto dalla legge finanziaria 2006 trova il suo fondamento nell’esigenza – espressa nell’art. 119 della Costituzione – di coordinamento della finanza pubblica. In particolare, gli organi interni di revisione economico-finanziaria degli enti locali sono tenuti a trasmettere alle sezioni regionali di controllo apposite relazioni sul bilancio di previsione e sul rendiconto, redatte in conformità a linee guida previamente deliberate dalle articolazioni territoriali della Corte. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
I CONTROLLI DELLA CORTE DEI CONTISulla base di tali relazioni, ove riscontrino gravi irregolarità di ordine contabile e gestionale, le sezioni regionali potranno sollecitare gli organi consiliari degli enti a porre in essere le necessarie misure correttive. Emerge, anche in tal caso, una sinergia tra organo di controllo interno ed esterno ed il ruolo ausiliario esercitato dalla Corte. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
I CONTROLLI DELLA CORTE DEI CONTIInfine, la Corte dei Conti esercita il controllo sugli equilibri di bilancio, in relazione alla verifica del rispetto del patto di stabilità interno e dei vincoli derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea, segnatamente riguardo all’osservanza delle regole stabilite annualmente in occasione della legge finanziaria. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
I servizi pubblici locali:(art. 112 D. Lgs 267/2000) La definizione di "servizi pubblici locali" è contenuta nell’art. 112 del D. Lgs 267/2000: sono tali, infatti, “i servizi pubblici che abbiano per oggetto produzione di beni ed attività rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunità locali” Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
I servizi pubblici locali:(art. 112 D. Lgs 267/2000) Attualmente, i servizi pubblici locali si distinguono in: “servizi pubblici di rilevanza economica” “servizi pubblici privi di rilevanza economica” Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
I servizi pubblici locali di rilevanza economica: (modalità di erogazione art. 113 D. Lgs 267/2000) Ai sensi del comma 5 dell’art. 113 del d.lgs 267/00, le modalità di erogazione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica sono le seguenti: a) affidamento a società di capitali individuate mediante procedure ad evidenza pubblica; b) affidamento a società a capitale misto pubblico privato in cui il socio privato sia scelto mediante procedure ad evidenza pubblica; Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
I servizi pubblici locali di rilevanza economica: (modalità di erogazione art. 113 D. Lgs 267/2000) c) affidamento a società a capitale interamente pubblico a condizione che gli enti titolari del capitale sociale esercitino sulla società un controllo analogo a quello sui propri servizi e che la società realizzi la parte più importante dell'attività con gli enti che la controllano (c.d. in house). Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
I servizi pubblici locali di rilevanza economica:(modalità di erogazione art. 113 D. Lgs 267/2000) Nessun problema pone il caso disciplinato dalla lett. a del comma 5) nel senso che l’evidenza pubblica è la regola a cui deve sottostare la P.A. ogni qual volta voglia garantire il rispetto della normativa posta a tutela della concorrenza e quindi procedere in modo del tutto obiettivo alla scelta del gestore ritenuto più idoneo. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
I servizi pubblici locali di rilevanza economica:(modalità di erogazione art. 113 D. Lgs 267/2000) Differente l’ipotesi contemplata alla lettera b) del comma 5 dell’art. 113 d. lgs 267/00: si tratta, infatti, delle c.d. società miste, nelle quali il socio privato deve necessariamente essere scelto attraverso la procedura dell’evidenza pubblica. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
I servizi pubblici locali di rilevanza economica:(modalità di erogazione art. 113 D. Lgs 267/2000) E’ opportuno sottolineare le differenti correnti interpretative concernenti la questione sulla scelta del socio e l’affidamento del servizio. Infatti: - vi è chi ritiene che la gara per la scelta del socio non assorbe la gara per l’affidamento del servizio: si tratta del c.d. in house spurio (che necessiterebbe pertanto di due gare che hanno presupposti differenti); - i sostenitori della tesi opposta, invece, ritengono che la gara per la scelta del socio renda non necessaria la gara per l’affidamento del servizio.
I servizi pubblici locali di rilevanza economica:(modalità di erogazione art. 113 D. Lgs 267/2000) Modalità del tutto singolare, invece, quella prevista dalla lettera c) del comma 5 dell’art. 113 TUEL: si tratta, infatti, del c.d. modello in house providing, nel senso che la P.A. per produrre beni e servizi non si rivolge all’esterno, ma si avvale di società all’uopo costituite. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
I servizi pubblici locali di rilevanza economica: (modalità di erogazione art. 113 D. Lgs 267/2000) In tal caso, in deroga alla procedura dell’evidenza pubblica, la P.A. non bandisce una gara per l’affidamento del servizio pubblico locale ma lo fa gestire direttamente alla società che risponde integralmente all’ente stesso. Il mancato ricorso al mercato può realizzarsi solo qualora, come previsto dalla lettera c) del comma 5 dell’art 113 TUEL, l’ente pubblico: - detenga integralmente il capitale della società; - eserciti sulla società un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi; - e che la società realizzi la parte più importante dell'attività con l’ente o gli enti che la controllano.
I servizi pubblici locali privi di rilevanza economica: (modalità di erogazione art. 113bis D. Lgs 267/2000) Ai sensi del comma 1 dell’art. 113 bis del d.lgs 267/00, le modalità di erogazione dei servizi pubblici locali privi di rilevanza economica avvengono attraverso: a) istituzioni;	b) aziende speciali, anche consortili;	c) società a capitale interamente pubblico a condizione che gli enti pubblici titolari del capitale sociale esercitino sulla società un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi e che la società realizzi la parte più importante della propria attività con l'ente o gli enti pubblici che la controllano.
Limiti a costituzione e partecipazione in societàdegli Enti Locali Il decreto Bersani, all’art. 13 prevede che, con esclusione dei servizi pubblici locali, le società a capitale interamente pubblico o misto aventi per oggetto: - la produzione di beni e servizi strumentali alla attivita’ degli enti e funzionali agli stessi - lo svolgimento esternalizzato di funzioni amministrative di competenza degli enti locali consentite dalla legge Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
Limiti a costituzione e partecipazione in società degli Enti LocaliDevono: - operare esclusivamente con gli enti costituenti o partecipanti o affidanti Non possono: - svolgere prestazioni a favore di altri soggetti pubblici o privati, ne’ in affidamento diretto ne’ con gara - partecipare ad altre societa’ o enti Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
Limiti a costituzione e partecipazione in società degli Enti LocaliLo stesso articolo prevede che l’Organo di Revisione dell’Ente Locale debba procedere: - alla ricognizione delle societa’ partecipate dall’ente locale e loro qualificazione; - alla verifica delle condizioni di ammissibilita’ delle attivita’ svolte; - alla segnalazione delle societa’ o attivita’ da dismettere. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
Limiti a costituzione e partecipazione in società degli Enti LocaliLa Finanziaria 2007 ai comma da 725 a 735 prevede: - la riduzione del numero degli amministratori delle partecipate dagli enti locali - il tetto massimo ai compensi degli amministratori delle societa’ pubbliche - societa’ a totale partecipazione pubblica - societa’ a partecipazione mista Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
Limiti a costituzione e partecipazione in società degli Enti LocaliDi conseguenza, l’Organo di Revisione dell’Ente Locale deve procedere alla verifica: - dell’avvenuta riduzione del n.ro degli amministratori della societa’ nei nuovi limiti massimi; - dell’applicazione del divieto di erogazione dei compensi agli amministratori pubblici che rivestono cariche nelle societa’ partecipate; - dell’ effettiva riduzione dei compensi agli amministratori nominati dagli enti locali nei limiti disposti dai commi da 725 a 728. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
Limiti a costituzione e partecipazione in società degli Enti LocaliLa Finanziaria 2008 all’art. 3 comma da 27 VIETA: - la costituzione e il mantenimento di partecipazioni in societa’ aventi per oggetto produzione di beni e servizi “non strettamente” necessari per il perseguimento delle proprie finalita’ istituzionali; CONSENTE: - societa’ che producono servizi di interesse generale Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
PROCEDURA DI DISMISSIONE DELLELimiti a costituzione e partecipazione in società degli Enti Locali: Finanziaria 2008 art. 3 comma 29 PROCEDURA DI DISMISSIONE DELLE PARTECIPAZIONI: - cessioni di partecipazioni; - cessione di ramo aziendale ( per scorporo delle attività non ammesse) Le procedure di dismissione devono essere : trasparenti; non discriminatorie; finalizzate alla diffusione dell’azionariato. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
INTRODUCONO I PROCESSI DI :Limiti a costituzione e partecipazione in società degli Enti Locali: Finanziaria 2008 art. 3 comma 30 e 31 INTRODUCONO I PROCESSI DI : - RIORGANIZZAZIONE; - TRASFORMAZIONE; - DECENTRAMENTO; - ESTERNALIZZAZIONE. Tali processi vengono attuati tramite la costituzione o assunzione di partecipazione in società totalmente pubbliche o miste. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
L’Ente è obbligato a trasferire:Limiti a costituzione e partecipazione in società degli Enti Locali: Finanziaria 2008 art. 3 comma 30 e 31 L’Ente è obbligato a trasferire: RISORSE UMANE RISORSE FINANZIARIE RISORSE STRUMENTALI In misura adeguata alle funzioni esternalizzate provvedendo alla riduzione della propria dotazione organica. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
SINTESI DEI CONTROLLI ED ADEMPIMENTI DEI REVISORILimiti a costituzione e partecipazione in società degli Enti Locali: Finanziaria 2008 SINTESI DEI CONTROLLI ED ADEMPIMENTI DEI REVISORI VERIFICA se le previsioni di business plan sono conciliabili con le previsioni annuali e pluriennali dell’Ente nel contratto di servizio il corretto e puntuale inquadramento dei rapporti finanziari e fiscali tra le parti VERIFICA l’adeguatezza delle risorse umane da trasferire sulla base del piano di fattibilità economico-finanziario allegato ai documenti di costituzione del nuovo organismo o di acquisto di partecipazione in organismo esistente VERIFICA Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
SINTESI DEI CONTROLLI ED ADEMPIMENTI DEI REVISORILimiti a costituzione e partecipazione in società degli Enti Locali: Finanziaria 2008 SINTESI DEI CONTROLLI ED ADEMPIMENTI DEI REVISORI VERIFICA l’adeguatezza e compatibilità di bilancio delle risorse finanziarie e strumentali da trasferire sulla base del piano di fattibilità economico-finanziario allegato ai documenti di costituzione del nuovo organismo o di acquisto di partecipazione in organismo esistente VERIFICA l’effettivo trasferimento del personale all’organismo partecipato Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
SINTESI DEI CONTROLLI ED ADEMPIMENTI DEI REVISORILimiti a costituzione e partecipazione in società degli Enti Locali: Finanziaria 2008 SINTESI DEI CONTROLLI ED ADEMPIMENTI DEI REVISORI VERIFICA la corretta provvisoria rideterminazione della dotazione organica sulla base del personale trasferito VERIFICA la rideterminazione definitiva della dotazione organica VERIFICA il trasferimento delle risorse finanziarie in misura non superiore a quelle individuate nell’atto di costituzione del nuovo organismo o di acquisto della partecipazione Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
SINTESI DEI CONTROLLI ED ADEMPIMENTI DEI REVISORILimiti a costituzione e partecipazione in società degli Enti Locali: Finanziaria 2008 SINTESI DEI CONTROLLI ED ADEMPIMENTI DEI REVISORI eventuali inadempimenti alle norme esaminate alla competente sezione regionale della Corte dei Conti SEGNALA Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
I DEBITI FUORI BILANCIO:Competenza E’ controversa la natura della deliberazione da adottare da parte del consiglio per il riconoscimento del debito fuori bilancio. Che l’atto di riconoscimento del consiglio sia un atto dovuto e vincolato è indicato da una recente pronuncia della Cassazione (Cass. Civ., Sez. I, 16/6/2000 n. 8223). Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
RENDICONTO DELLA GESTIONE: ART. 227 TuelLa dimostrazione dei risultati di gestione avviene mediante il rendiconto, il quale comprende il conto del bilancio, il conto economico ed il conto del patrimonio. Il rendiconto è deliberato dall'organo consiliare dell'ente entro il 30 Aprile dell'anno successivo, tenuto motivatamente conto della relazione dell'organo di revisione. La proposta è messa a disposizione dei componenti dell'organo consiliare prima dell'inizio della sessione consiliare in cui viene esaminato il rendiconto entro un termine, non inferiore a venti giorni, stabilito dal regolamento.
RENDICONTO DELLA GESTIONE: ART. 227 TuelSono allegati al rendiconto: a) la relazione dell'organo esecutivo di cui all'articolo 151, comma 6; b) la relazione dei revisori dei conti di cui all'articolo 239, comma 1, lettera d);	c) l'elenco dei residui attivi e passivi distinti per anno di provenienza. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”

References: art. 114
 art. 113
 art. 113
 art. 113
 art. 113
 art. 113
 art. 113
 art. 113
 art. 113
 art. 3
 art. 3
 art. 3
 ART. 227
 ART. 227