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Timestamp: 2018-03-19 00:44:15+00:00

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Fondo di Garanzia delle Vittime della Strada - Solo gli eredi condannati al risarcimento del danno | sentenza del giorno
Le dichiarazioni confessorie rese dalla parte in un processo con pluralità di parti sono liberamente valutabili nei confronti di parti processuali diverse dal deferente, sicchè nella specie non possono assumere valore confessorio nei confronti della compagnie convenute
Tribunale di Brindisi - Sezione Civile - Sentenza n. 1193 del 14 ottobre 2011
Il Tribunale di Brindisi, in composizione monocratica, in persona del giudice Donatella De Giorgi, ha emesso la seguente
nella causa civile, in prima istanza, iscritta al n. 8 del R.G. 2006,
rappresentato e difeso dall' avv. P. Celeste, procuratore domiciliatario;
- attore anche in riassunzione -
D' A. G., in proprio e quale erede di D' A. S., D'A. F., D'A. M. S., D'A. A., D'A. I., D'A. Q., D'A. T., D'A. G., tutti nella qualità di eredi di D'A. S. e T. R., nonché L. G. e L. P., nella qualità di eredi di D'A. A.
Rappresentati e difesi dall'avv. G. Mangia, procuratore domiciliatario;
- convenuti in riassunzione -
S. ASSICURAZIONI s.p.a, in l.c.a., in persona del Commissario Liquidatore,
rappresentata e difesa dall'avv. M. Vairo del foro di Taranto, elettivamente domiciliato in Brindisi presso studio avv. M. Zeni;
NONCHE' NEI CONFRONTI di
R.A.S.- Assicurazioni spa in persona del legale rappresentante p.t., quale IMPRESA DESIGNATA PER LA Puglia per la gestione del F.G.V.S. rappresentato e difeso dall'avv. A. Conte, procuratore domiciliatario;
Con atto di citazione ritualmente notificato O. F. ha riassunto davanti a questo Tribunale il giudizio promosso nei confronti di D'A. G. e D'A. S., e ora nei confronti dei rispettivi eredi, nonché nei confronti di S. Assicurazioni spa in l.c.a. (compagnia assicurante la responsabilità civile dell'autovettura Renault 5 condotta da D'A. G. e di proprietà di D'A. S.), esponendo che: in data 2.5.1989 verso le ore 07,40 O. G. transitava con la vettura Lancia Delta, di proprietà di O. F., sulla SS 379 direzione Brindisi, allorquando giunto in prossimità del bivio per Specchiulla, veniva attinto violentemente dalla vettura Renault 5 condotta da D'A. G. e di proprietà di D'A. S., assicurata per la r.c.a. dalla S. Assicurazioni spa, che proveniva dalla opposta direzione; a seguito dell'impatto conducente e passeggero subivano lesioni personali e la vettura veniva danneggiata in modo irreparabile; la detta domanda di risarcimento per danni al veicolo veniva decisa con sentenza n 699/03 dal Tribunale di Brindisi sezione stralcio; tale sentenza veniva annullata con rinvio dalla Corte d'Appello di Lecce (per omessa integrazione del contraddittorio ex art 354 cpc) con sentenza n 321 del 16.5.2005; la causa è stata riassunta davanti a questo Tribunale.
Ha chiesto pertanto accertarsi la responsabilità esclusiva di D'A. G. nella causazione del sinistro, con condanna dei convenuti in solido al pagamento di € 4.755,53 oltre svalutazione monetaria ed interessi dalla data del sinistro all'effettivo soddisfo, nonché al pagamento delle spese di lite, ovvero nella diversa misura accertata in giudizio; con vittoria delle spese di lite dei due gradi di giudizio in favore del procuratore distrattario.
Si costituivano nella presente fase del D'A. G. in proprio e nella qualità di erede di D'A. S. nonché gli altri eredi di D'A. S. che concludevano per il rigetto della domanda attrice ed in subordine, nel caso di accoglimento della domanda, chiedevano che la somma fosse corrisposta da RAS spa quale impresa designata dal FGVS, con vittoria delle spese di lite.
Si costituiva la RAS spa che ha concluso per l'improponibilità della domanda anche per difetto di legittimazione passiva, e nel merito per il rigetto poiché infondata nell'an e nel quantum; con vittoria delle spese di lite.
Si costituiva inoltre la S. Assicurazioni spa in persona del Commissario liquidatore che concludeva per l'inammissibilità ed improcedibilità della domanda proposta nei suoi confronti, con conseguente rigetto sia nel merito sia per le spese di lite; con condanna dell'attore al pagamento delle spese di lite.
La causa, senza alcuna richiesta istruttoria, veniva rinviata all'odierna udienza per discussione orale e poi decisa come da sentenza letta in udienza ed allegata al verbale di udienza.
La domanda è fondata nei limiti e per i motivi che seguono.
Va rilevato in primo luogo che alcuna attività istruttoria è stata compiuta nel presente giudizio e che nel giudizio concluso con la sentenza n 699/03, poi annullata dalla Corte di appello di Lecce (per incompleto contraddittorio), che rimandava davanti a questo Tribunale, era stata espletata esclusivamente ctu tesa alla quantificazione del danno riportato dal veicolo dell' attore, avendo quel giudice acquisito elementi indiziari dalla sentenza n 46/93 e dall'istruttoria precedentemente svolta davanti al Pretore di san Vito dei Normanni nel giudizio promosso per le lesioni fisiche subite dal conducente e dal passeggero del veicolo dell'odierno attore.
Orbene indubbio che alcuna efficacia vincolante nel presente giudizio può derivare dalla sentenza n 46/93 emessa dal pretore di san Vito dei Normanni, sia perché non vi è prova del suo passaggio in giudicato sia perché in quel giudizio non era presente la compagnia RAS spa, invece parte nel presente giudizio.
Tuttavia in assenza di contestazione sul punto da parte di RAS spa, non presente nel giudizio davanti al Pretore, possono invece utilizzarsi nel presente giudizio ai sensi dell'art 116 cpc i verbali delle prove orali (prova testi ed interrogatorio formale) espletate in quel giudizio davanti al Pretore.
Orbene, premesso che le dichiarazioni confessorie rese dalla parte in un processo con pluralità di parti sono liberamente valutabili nei confronti di parti processuali diverse dal deferente, sicchè nella specie non possono assumere valore confessorio nei confronti della compagnie convenute, le dichiarazioni rese D'A. G. nella parte in cui rivestono valore confessorio, va comunque rilevato che la dinamica del sinistro descritta dal D'A. appare notevolmente diversa da quella indicata dall'unico teste (P. N.) sentito in quel giudizio.
Invero D'A. G. riferiva di essere stato "catapultato" sull'auto condotta da O., mentre era in fase di sorpasso di un autocarro, da una vettura sopraggiungente da tergo nella sua stessa direzione che aveva tamponato la sua vettura, provocandone la collisione con la vettura di O.
Diversamente il teste P. ha dichiarato che transitava sulla SS 379 in direzione Brindisi ad una distanza di circa mt 100 dalla vettura condotta da O., allorquando vedeva una vettura R5, proveniente da Brindisi che si accingeva a svoltare a sinistra così collidendo quasi frontalmente con la Lancia che proveniva dall'opposta direzione (condotta da O.).
Trattasi con tutta evidenza di circostanze di fatto assai diverse da quelle riferite dalla parte D'A.
Pertanto in assenza di altri riscontri non può ritenersi tale deposizione testimoniale idonea a provare i fatti di causa, sicchè essendo rimasta indimostrata l'esatta dinamica del sinistro, anche con riferimento alla condotta di guida di O. (posizione del veicolo durante la marcia, velocità, tipologia della strada, se rettilinea o curva, visuale, presenza o meno di guardrail tra le carreggiate etc) deve applicarsi il criterio residuale di concorrente pari responsabilità previsto dall'art 2054 cc.
Quanto dal danno subito dal veicolo dell'attore, va rilevato che il ctu nominato nel giudizio definito con sentenza n 699/03 (annullata dalla Corte di appello) ha accertato la non riparabilità dei veicolo e determinato il valore antesinistro del mezzo in € 7.800.000 e, considerato il valore relitto di € 700.000 (come indicato dal ctp di parte attrice), ne discende un danno pari a € 3615,19.
In proposito va rilevato che alcuna contestazione su tale quantificazione hanno fatto gli eredi di D'A. S., non parti in quel giudizio, sicchè tali conclusioni possono essere utilizzate in questo giudizio ex art 116 cpc.
Va poi risarcito il costo per il trasporto del veicolo pari a € 81,60 (già f 158.000).
Diversamente non è provato un ulteriore danno per il noleggio di altro veicolo, non facendosi questione di fermo tecnico per il tempo necessario alla riparazione del mezzo, trattandosi, come detto, di danno non riparabile, non potendosi ritenere provato un danno di € 800.000 per il noleggio per due mesi di altra autovettura, sulla base di una dichiarazione resa da un terzo, non escusso come teste, meramente prodotta in giudizio.
Pertanto va liquidato il danno in € 1848,39 (50% di € 3696,79), oltre interessi legali e rivalutazione dal sinistro al soddisfo.
In particolare gli interessi legali vanno applicati non sulla somma interamente rivalutata ma, in applicazione dei principi di cui alla sentenza delle Sezioni Unite 17.2.1995 n 1712, sulla somma come annualmente rivalutata secondo indici Istat.
Concretamente la somma complessiva, come sopra determinata, va dapprima riportata al valore effettivo corrente al momento del fatto illecito (cosiddetta devalutazione) e, sulla somma così ottenuta, vanno, anno per anno (cioè con rivalutazione della somma anno dopo anno) calcolati gli interessi legali.
Pertanto i convenuti D'A. G. e gli eredi di D'A. S. sono tenuti in solido con la RAS s.p.a., quale impresa designata dal FGVS a pagare il detto importo all'attore.
Risulta infatti che il sinistro si è verificato il 2.5.1989 e che la S. Assicurazioni spa è stata posta in liquidazione coatta amministrativa con DM del 19.7.1989 (pubblicato in GU il 22.7.1989), in data successiva dunque al sinistro.
Tuttavia ai sensi dell'art 19 lett c) L 990/69, nel caso in cui il veicolo risulti assicurato presso un'impresa che al momento del sinistro si trovi in stato di liquidazione o vi venga posta successivamente, unico legittimato passivo alla domanda risarcitoria è l'impresa territorialmente designata per la gestione del FGVS, nella specie la RAS spa.
Invero, come sancito più volte dalla Suprema Corte (ex multis Cass 16798/08) in tema di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, dopo la messa in liquidazione coatta amministrativa della compagnia assicuratrice, la legittimazione passiva con riguardo all'azione risarcitoria del danneggiato spetta unicamente all'impresa designata (non cessionaria) per la dei sinistri per conto del Fondo di garanzia per le vittime della strada mentre resta irrilevante che il commissario liquidatore - litisconsorte necessario in quel giudizio - sia autorizzato, ai sensi dell'art. 9 del d.l. n. 857 del 1976, convertito, con modificazioni, nella legge n. 39 del 1977, alla di danni per conto di detto fondo di garanzia.
Siffatta autorizzazione attiene, infatti, solo alla fase stragiudiziale dei sinistri e non si concreta nel riconoscimento al Commissario liquidatore di una legittimazione a stare in giudizio per conto del Fondo, restando anche in tal caso la legittimazione riferita solo alla detta impresa ed essendo la partecipazione del Commissario quale litisconsorte necessario finalizzata solo a rendere il giudicato opponibile alla liquidazione coatta.
Né la convenuta RAS può fondatamente eccepire l'improponibilità della domanda per mancato invio al Commissario liquidatore della richiesta stra giudiziale ex art 22 L 990/69, risultando idonea allo scopo la diffida inviata alla S. Assicurazioni prima del provvedimento di messa in liquidazione (nella specie inviata con lettera del 12.5.1989).
Pertanto alcuna richiesta di condanna può essere azionata nei confronti della gestione liquidatoria della S. Assicurazioni.
Tuttavia l'accertata necessità della presenza in giudizio della S. Assicurazioni spa, ai fini dell' opponibilità del giudicato, giustifica la compensazione integrale delle spese di lite di questo giudizio (risultando le spese degli altri giudizi compensate dalla Corte di Appello di Lecce).
Diversamente dalla soccombenza discende che debbano essere poste a carico dei convenuti in solido (esclusa S. Assicurazioni spa) le spese di questo giudizio (già compensate essendo le spese dei precedenti giudizi), che vanno liquidate in favore del procuratore distrattario dell'attore.
Visto l'art 281 sexies cpc
Il Tribunale di Brindisi, definitivamente pronunciando sulla domanda promossa da O. F. nei confronti dei convenuti in epigrafe indicati, così provvede:
1) accoglie, per quanto di ragione, la domanda e per l'effetto dichiara che il sinistro per cui è giudizio è attribuibile in pari misura alla condotta di guida di O. G. e di D'A. G.
Per l'effetto condanna i convenuti, in solido tra loro, esclusa la compagnia S. Assicurazioni spa in l.c.a. al pagamento in favore di O. F. della somma di € 1848,39 (50% di € 3696,79), oltre interessi legali e rivalutazione dal sinistro al soddisfo, secondo i principi di devalutazione sanciti da Cass S.D. 1712/95.
2) Spese compensate tra O. e S. Assicurazioni spa in l.c.a.
3) condanna i convenuti in solido (esclusa S. Assicurazioni spa) al rimborso delle spese di giudizio in favore del procuratore distrattario dell'attore che si liquidano in € 2800, di cui € 100 per spese, € 900 per diritti ed € 1800 per onorari, oltre 12,5% spese generali, CAP ed IVA come per legge.
Brindisi 27 settembre 2011
Ultimo aggiornamento Sabato 22 Ottobre 2011 07:48
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