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Timestamp: 2020-02-22 16:37:14+00:00

Document:
IL SILENZIO RIFIUTO DELLA RESTITUZIONE DI TRIBUTI
ISTANZA DI RIMBORSO I.R.A.P.
PROPOSTO NEI CONFRONTI DI
Agenzia delle Entrate – Ufficio di Catania
Il sottoscritto Sig. C. D., nato a Catania il 2 febbraio 1960, ed ivi residente - Via Palme n. 1, codice fiscale: ______________, elettivamente domiciliato in Catania, Piazza M. A. n. 1, 95128, presso lo Studio dell’Avv. D. C., il quale lo rappresenta e difende, giusta delega rilasciata a margine al presente atto.
1. Che in data 27 dicembre 2002, l’odierno esponente ha inoltrato “Istanza di Rimborso - Versamenti Diretti”, (Cfr. all. n. 1) con la quale chiedeva la restituzione delle somme versate a titolo di “Imposta Regionale sulle Attività Produttive - I.R.A.P.”:
- Anno 1998 lire 3.678.000; (Cfr. Unico 99/IRAP / Rigo IQ68 - all. n. 2)
- Anno 1999 lire 4.463.000; (Cfr. Unico 00/IRAP / Rigo IQ68 - all. n. 3)
- Anno 2000 lire 4.354.000; (Cfr. Unico 01/IRAP / Rigo IQ89 - all. n. 4)
- Anno 2001 lire 1.660.000 ed interessi per lire 30.000.
In dettaglio gli indicati versamenti sono stati effettuati tutti presso “Istituto San Paolo IMI di Catania - Codice Azienda 1025 / Cab. 16900”, a mezzo Mod. F24, e precisamente:
- 15 Novembre 2001
versamento di lire 332.000 relativo alla rata 5/5 a titolo di Acconto Anno d’Imposta 2001 - Codice Tributo 3812; (Cfr. all. n. 5)
versamento di lire 12.000 relativo alla rata 5/5 a titolo di Interessi su Acconto Anno d’Imposta 2001 - Codice Tributo 3805; (Cfr. all. n. 5)
versamento di lire 22.000 relativo alla rata 5/5 a titolo Saldo Anno d’Imposta 2000 - Codice Tributo 3800. (Cfr. all. n. 5)
- 15 Ottobre 2001
versamento di lire 332.000 relativo alla rata 4/5 a titolo di Acconto Anno d’Imposta 2001 - Codice Tributo 3812; (Cfr. all. n. 6)
versamento di lire 9.000 relativo alla rata 4/5 a titolo di Interessi su Acconto Anno d’Imposta 2001 - Codice Tributo 3805; (Cfr. all. n. 6)
versamento di lire 22.000 relativo alla rata 4/5 a titolo Saldo Anno d’Imposta 2000 - Codice Tributo 3800. (Cfr. all. n. 6)
- 17 Settembre 2001
versamento di lire 332.000 relativo alla rata 3/5 a titolo di Acconto Anno d’Imposta 2001 - Codice Tributo 3812; (Cfr. all. n. 7)
versamento di lire 6.000 relativo alla rata 3/5 a titolo di Interessi su Acconto Anno d’Imposta 2001 - Codice Tributo 3805; (Cfr. all. n. 7)
versamento di lire 22.000 relativo alla rata 3/5 a titolo Saldo Anno d’Imposta 2000 - Codice Tributo 3800. (Cfr. all. n. 7)
versamento di lire 332.000 relativo alla rata 2/5 a titolo di Acconto Anno d’Imposta 2001 - Codice Tributo 3812; (Cfr. all. n. 8)
versamento di lire 3.000 relativo alla rata 2/5 a titolo di Interessi su Acconto Anno d’Imposta 2001 - Codice Tributo 3805; (Cfr. all. n. 8)
versamento di lire 22.000 relativo alla rata 2/5 a titolo Saldo Anno d’Imposta 2000 - Codice Tributo 3800. (Cfr. all. n. 8)
- 16 Luglio 2001
versamento di lire 332.000 relativo alla rata 1/5 a titolo di Acconto Anno d’Imposta 2001 - Codice Tributo 3812; (Cfr. all. n. 9)
versamento di lire 22.000 relativo alla rata 1/5 a titolo Saldo Anno d’Imposta 2000 - Codice Tributo 3800. (Cfr. all. n. 9)
versamento di lire 2.489.000 a titolo di Acconto Anno 2000 - Codice Tributo 3813. (Cfr. all. n. 10)
- 17 Luglio 2000
versamento di lire 1.755.000 relativo alla rata 1/1 a titolo di Acconto Anno d’Imposta 2000 - Codice Tributo 3812; (Cfr. all. n. 11)
versamento di lire 859.000 relativo alla rata 1/1 a titolo di Saldo Anno d’Imposta 1999 - Codice Tributo 3800. (Cfr. all. n. 11)
- 30 Novembre 1999
versamento di lire 2.162.000 a titolo di Acconto Anno 1999 - Codice Tributo 3813. (Cfr. all. n. 12)
- 28 Giugno 1999
versamento di lire 1.442.000 relativo alla rata 1/1 a titolo di Saldo Anno d’Imposta 1999 - Codice Tributo 3812; (Cfr. all. n. 13)
versamento di lire 596.000 relativo alla rata 1/1 a titolo di Saldo Anno d’Imposta 1998 - Codice Tributo 3800. (Cfr. all. n. 13)
- 30 Novembre 1998
versamento di lire 1.541.000 a titolo di Acconto Anno 1998 - Codice Tributo 3810. (Cfr. all. n. 14)
- 17 Luglio 1998
versamento di lire 1.541.000 a titolo di Acconto Anno 1998 - Codice Tributo 3813; (Cfr. all. n. 15)
il tutto per l’ammontare complessivamente indicato in lire 14.185.000.
2. Che per quanto sopra esposto, dal momento che non è trascorso né il termine di decadenza disposto dall’art. 38 - Dpr. n. 600/1973 (nel testo modificato dall’art. 1, comma 5 - Legge 13 maggio 1999, n. 133), né quello più ampio della prescrizione civilistica positivizzata nell’art. 2946 del Codice Civile, l’odierno esponente ha il diritto di esercitare la ripetizione per indebito di imposta verificatosi in concomitanza della data dei versamenti a titolo di Irap.
3. Che una volta inoltrata l’istanza amministrativa di rimborso cui sopra si è fatto cenno e decorso lo “spatium deliberandi” per proporre ricorso giurisdizionale prescritto dall’art. 21, comma 2 - D. Lgs. n. 546/1992, con il presente atto intende avviare l’iter giudiziario avverso il provvedimento (implicito) di diniego, ex art. 20 - D. Lgs. n. 546/1992.
avverso il rifiuto tacito della restituzione di tributi - I.R.A.P., di cui all’art. 19, comma 1, lettera g) - D. Lgs. n. 546/1992, per i seguenti motivi.
Questa difesa desidera richiamare l'attenzione del Collegio giudicante su alcune questioni tanto in fatto quanto in diritto, e a tal uopo fà osservare quanto segue.
1.1 L’odierno esponente esercita l’attività professionale di Ragioniere Commercialista, con studio professionale dotato di modeste attrezzature (un computer, un telefono, l’arredo per un posto lavoro, una autovettura utilitaria) e senza l’ausilio di dipendenti. (Cfr. all. 16)
1.2 Quanto precede traduce che la indicata attività professionale è stata esercitata:
- senza apprezzabile struttura organizzativa;
- senza impiego di dipendenti;
- con impiego di mezzi e beni strumentali di scarsa entità.
2.1 Il D. Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446 intitolato “Istituzione e disciplina dell’imposta regionale sulle attività produttive”, all’art. 2 rubricato “Presupposto dell’imposta” recita:«Presupposto dell’imposta è l’esercizio abituale di una attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi. … omissis …». (Cfr. all. n. 17)
2.2 Orbene, l’attività professionale di specie risulta imperniata esclusivamente sulla persona del professionista, e che lui solo e non altri, ha effettivamente svolto, talchè nel caso di sua eventuale assenza la stessa attività professionale non avrebbe potuto avere alcuno sviluppo. Questi elementi, secondo costante e pressoché unanime indirizzo giurisprudenziale, sono sufficienti per poter affermare che il ricorrente non si sia avvalso con carattere di abitualità, di una organizzazione di capitali e lavoro altrui. (In tal senso Cfr. all. da n. 18 a 23)
Ora, partendo da tale prospettiva, che evidenzia l’insussistenza del presupposto impositivo della stessa IRAP, così come definito dall’art. 2 - D. Lgs. n. 446/97 e confermato dalla Corte Costituzionale, ed alla luce delle considerazioni illustrate, risulta illegittimo il silenzio-rifiuto frapposto dalla Agenzia delle Entrate competente alla richiesta di rimborso avanzata dallo scrivente. (Cfr. Corte Costituzionale Sentenza n. 156 del 21 maggio 2001 - all. n. 24)
2.2 Il presupposto dell’imposta “IRAP” è da riferirsi ad attività autonomamente organizzata, ritenendo l’istituto dell’organizzazione così come individuato dal diritto, in generale, idoneo a valorizzare il dominio sui fattori produttivi, e comunque, in virtù della ritenuta illegittimità costituzionale del suo decreto istitutivo (D. Lgs. 15/12/1997 - n. 446), per espressa violazione degli articoli 3, 23, 53, 76 e 77 della Costituzione.
Si ritiene, infatti, che il citato decreto legislativo istitutivo dell’Irap sia in contrasto con:
a. l’art. 3 della Costituzione, in quanto, in concreto, l’I.R.A.P., parificando l’esercizio di arti e professioni all’attività di impresa, per converso, discrimina il lavoro autonomo rispetto a quello dipendente (Cfr. per analogia la sentenza della Corte Costituzionale n. 42 del 23 febbraio 1980). Inoltre, tale decreto contrasta con lo stesso art. 3 della Costituzione, in quanto, avendo l’I.R.A.P. sostituito, tra l’altro, il contributo al Servizio Sanitario Nazionale, di cui fruiscono tutti i cittadini, e che precedentemente era pagato da tutti i contribuenti, pone ora tale onere solo a carico di alcune categorie di cittadini. (Cfr. sentenza della Corte Costituzionale n. 431 del 3/12/1987)
b. L’art. 23 della Costituzione che riserva alla Legge il potere di imporre prestazioni patrimoniali, in quanto, l’ammontare dell’acconto Irap da versare, determinato in applicazione della cosiddetta “clausola di salvaguardia” di cui all’art. 45, comma 3 - D. Lgs. n. 446/97, viene in concreto a dipendere dal “limite di incremento in valore assoluto risultante dalla tabella “A” allegata al Decreto del Ministro delle Finanze del 5 maggio 1998 (Gazzetta Ufficiale n. 123 del 29 maggio 1998). Questo limite è stato stabilito arbitrariamente dal Ministro delle Finanze in misura talmente elevata da fare escludere, nella generalità dei casi, l’applicazione della menzionata clausola. In pratica l’ammontare dell’I.R.A.P. non dipende da norme di Legge, come prescritto dall’art. 23 della Costituzione, ma da disposizioni di rango e valore inferiore (Decreto Ministeriale). In coerenza con quanto precede, i Giudici tributari saranno peraltro chiamati a disapplicare detto D. M., in quanto, contenuto in un atto ritenuto illegittimo, ai sensi dell’art. 7, co. 5 - D. Lgs. 31 dicembre 1996, n. 546.
c. L’art. 53 della Costituzione, in quanto, assume quale indice di capacità contributiva, il semplice “esercizio di una attività organizzata per la produzione di beni o servizi”, inidoneo ad esprimere l’effettiva capacità contributiva del contribuente, essendo collegata a fonti di ricchezza (il reddito) solo parzialmente riconducibili al contribuente stesso, che viene, invero, tassato in relazione alla ricchezza di altri (lavoratori dipendenti, finanziatori etc.). Sotto altro profilo lo stesso art. 53 della Costituzione risulta violato poiché l’imposta che ci occupa può, per la propria indeducibilità dall’Irpef, incidere su contribuenti che non hanno prodotto alcun reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi.
d. L’art. 76 della Costituzione, poiché il decreto legislativo n. 446 citato non ha rispettato i principi e i criteri direttivi stabiliti dall’art. 3, comma 143 - Legge 23 dicembre 1996, n. 662 che recita:«Il Governo della Repubblica è delegato ad emanare ... al fine ... di ridurre il costo del lavoro e il prelievo complessivo che grava sui redditi di lavoro autonomo ... nel rispetto dei Principi Costituzionali ... uno o più decreti legislativi», avendo, al contrario, aumentato il carico impositivo sui soggetti passivi d’imposta.
2.3 A questa difesa non sfugge che la Corte Costituzionale, con la pronuncia n. 156/2001, nel dichiarare la legittimità dell’IRAP, rilevando peraltro che il presupposto stesso dell’imposta regionale sulle attività produttive risulta mancante nel caso in cui un’attività di lavoro autonomo venga svolta in assenza di organizzazione di capitali o lavoro altrui, ha rigettato una serie di motivi di illegittimità costituzionale, ai fini dell’imposta in argomento. L’effettiva sussistenza, degli elementi indispensabili all’autonoma organizzazione, dovrà accertarsi, dunque, in concreto e caso per caso, non fornendo, la legge sull’IRAP specifiche disposizioni normative in proposito.
Sul punto, quindi, bisogna necessariamente attingere a piene mani dalla più volte richiamata sentenza emessa dai Giudici delle leggi, i quali hanno statuito che:«… omissis … Mentre l’elemento organizzativo è connaturato alla nozione stessa dell’impresa, altrettanto non può dirsi per quanto riguarda l’attività di lavoro autonomo nel senso che è possibile ipotizzare una attività professionale svolta in assenza di organizzazione di capitali e lavoro altrui. … omissis … Nel caso di una attività professionale che fosse svolta in assenza di elementi di organizzazione, il cui accertamento in mancanza di specifiche disposizioni normative costituisce questione di mero fatto, risulterà mancante il presupposto stesso dell’imposta sulle attività produttive con la conseguenza inapplicabilità dell’imposta stessa». (Cfr. all. n. 24)
Ora, nel caso di specie, vista la documentazione allegata al presente ricorso, è “ictu oculi” rilevabile l’assenza di una apprezzabile struttura organizzativa, manca il presupposto dell’imposta regionale sulle attività produttive, in quanto, il reddito del concludente deve essere qualificato come reddito di lavoro professionale e non come reddito d’impresa.
2.4 Entrando nel merito della questione e premesso che l’attività organizzata deve esprimersi in una sequenza di atti e comportamenti coordinati e programmati per il conseguimento di fini unitari stabilmente perseguiti, si può ragionevolmente affermare che “l’intuitus personae”, per i liberi professionisti in generale, e “l’ars medica”, per chi più specificatamente esercita in campo sanitario, sono innegabili ai fini dell’espletamento dell’attività, pertanto, per le fattispecie in questione, non ricorre mai l’ipotesi di un’attività autonomamente organizzata. Ciò viene confermato anche dalla circostanza che, essendo il “Know How” del professionista essenziale per lo svolgimento dell’attività, non si ravvisa quella “potenzialità produttiva” dell’organizzazione che costituisce il presupposto per l’applicazione dell’imposta sulle attività produttive.
2.5 Inoltre, si porta all’attenzione del Collegio giudicante che la Corte Costituzionale ha precisato, tra l’atro, che l’assoggettamento ad IRAP del valore aggiunto prodotto da ogni tipo di attività autonomamente organizzata, sia essa di carattere imprenditoriale o professionale richiede, per quanto concerne il presupposto stesso dell’imposta che non colpisce il reddito ma il valore aggiunto prodotto da ogni attività autonomamente organizzata, donde la necessità di ricercare, si ripete, caso per caso (questione di fatto rimessa alla valutazione del giudice) se l’attività professionale svolta implichi o meno “autonoma organizzazione” secondo la nozione dell’art. 2 - D. Lgs. n. 446/97, da tale imprescindibile verifica dipendono l’esito della domanda di restituzione dell’IRAP condizionata, appunto, dall’accertata inesistenza dei suoi presupposti.
Ebbene, non v’è dubbio che, vertendosi in tema di ripetizione di indebito, il soggetto che agisce per il recupero dell’imposta abbia l’interesse e l’onere di versare in atti del processo tutti gli elementi e riscontri storici idonei a sostenere la fondatezza della sua azione in ossequio, prima ancora che al principio dell’onere della prova (art. 2697 c.c.) al generale principio di “allegazione” dei fatti costitutivi della domanda.
Ora, la vexata quaestio viene introdotta da un libero professionista (Ragioniere Commercialista) nel cui ambito si colloca la posizione lavorativa di “autonoma organizzazione” dei mezzi di produzione suscettibile di creare valore aggiunto tassabile (VAP) dovrebbe parlarsi solo in presenza di un “contesto aziendale” di supporto denotante almeno una “potenziale fungibilità”, strutturato cioè in modo tale da essere, in ipotesi, in grado di funzionare e progredire anche senza uno specifico apporto intellettuale del professionista.
In conclusione, per quanto in narrativa e sulla base della documentazione probatoria allegata al presente atto, l’attività di lavoro autonomo esplicata si avvale di elementi organizzativi qualitativamente e quantitativamente inidonei a “spersonalizzare” l’attività medesima atteggiandosi essi in pratica come fattori di “dotazione necessaria” per l’esercizio della stessa professione.
all’Ill.mo Sig. Presidente, e a Codesta On.le Commissione Tributaria Provinciale adita, ciascuno per quanto di propria competenza, voglia compiacersi,
1. In Via Procedurale:
1.1 Ritenere e dichiarare non applicabile alla fattispecie concreta del rapporto controverso l’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), e per la conseguenza disporre il rimborso dell’imposta IRAP per gli anni 1998, 1999, 2000, 2001, e/o per le annualità che riterrà, con le maggiorazioni di legge, oltre alla refusione delle spese ed onorari di causa.
Il presente ricorso è redatto in triplice esemplare, e viene notificato mediante presentazione ai sensi dell’art. 20 - D. Lgs. n. 546/1992, rispettivamente: il primo originale, in carta resa legale, alla Agenzia delle Entrate - Direzione Regionale della Sicilia - Sezione Staccata di Catania; il secondo originale alla Agenzia delle Entrate - Ufficio di Catania; e la copia, che la parte dichiara conforme all’originale, a mente dell’art. 22 - D. Lgs. n. 546/1992, verrà depositata entro il termine di trenta giorni presso la segreteria della Commissione Tributaria Provinciale di Catania.
Si chiede altresì, ai sensi e per gli effetti dell’art.33 - 1° comma, del D. Lgs. 31 dicembre 1992 - n. 546, che il ricorso di cui trattasi venga discusso in pubblica udienza.
1. Istanza Rimborso versamenti diretti IRAP con ricevuta presentazione.
2. Unico 99/IRAP - Rigo IQ68.
3. Unico 00/IRAP - Rigo IQ68.
4. Unico 01/IRAP - Rigo IQ89.
5. Mod. F24 - attestazione pagamento del 15.11.2001.
6. Mod. F24 - attestazione pagamento del 15.10.2001.
7. Mod. F24 - attestazione pagamento del 17.09.2001.
8. Mod. F24 - attestazione pagamento del 16.08.2001.
9. Mod. F24 - attestazione pagamento del 16.07.2001.
10. Mod. F24 - attestazione pagamento del 29.11.2000.
11. Mod. F24 - attestazione pagamento del 17.07.2000.
12. Mod. F24 - attestazione pagamento del 30.11.1999.
13. Mod. F24 - attestazione pagamento del 28.06.1999.
14. Mod. F24 - attestazione pagamento del 30.11.1998.
15. Mod. F24 - attestazione pagamento del 14.07.1998.
16. Registro Beni Ammortizzabili.
17. Art. 2 - D. Lgs. N. 446/97.
18. Commissione Tributaria Provinciale Milano, Sez. XXXI, 31.12.2001, n. 657.
19. Commissione Tributaria Provinciale Piacenza, Sez. IV, 04.02.2002.
20. Commissione Tributaria Provinciale Piacenza, Sez. IV, 06.02.2002, n. 5.
21. Commissione Tributaria Provinciale Firenze, Sez. II, 06.03.2002, n. 9.
22. Commissione Tributaria Provinciale Lucca, Sez. I, 04.04.2002, n. 357.
23. Commissione Tributaria Provinciale Parma, Sez. VIII, 17.06.2002, n. 41.
24. Corte Costituzionale Sentenza 21 maggio 2001, n. 156.
25. Ricevuta di presentazione del presente ricorso alla Agenzia delle Entrate - Direzione Regionale della Sicilia - Sezione Staccata di Catania.
26. Ricevuta di presentazione del presente ricorso alla Agenzia delle Entrate - Ufficio Imposte di Catania.

References: art. 20
 Sentenza 
 sentenza 
 art. 3
 sentenza 
 art. 53
 sentenza 
 Art. 2
 Sentenza