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Timestamp: 2018-08-18 18:40:18+00:00

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Decreto Legge 143/1991 | Studio Legale Avvocato Mirco Minardi
Decreto Legge 143/1991
Decreto-legge 3 maggio 1991, n. 143 (in Gazz. Uff., 8 maggio, n. 106). – Decreto convertito in l. 5 luglio 1991, n. 197 (in Gazz. Uff., 6 luglio 1991, n. 157). — Provvedimenti urgenti per limitare l’uso del contante e dei titoli al portatore nelle transazioni e prevenire l’utilizzazione del sistema finanziario a scopo di riciclaggio (1) (2).
(1) A norma dell’articolo 45 del D.LGS. 31 marzo 1998, n. 80 le parole dirigente/i generale/i contenute nel presente decreto sono sostituite dalle parole dirigente/i di ufficio/i dirigenziale/i generale/i.
Limitazione dell’uso del contante e dei titoli al portatore.
1. È vietato il trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore in lire o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, quando il valore da trasferire è complessivamente superiore a 12.500 euro . Il trasferimento può tuttavia essere eseguito per il tramite degli intermediari abilitati; per il denaro contante vanno osservate le modalità indicate ai commi 1- bis e 1- ter (1).
1-bis . Il trasferimento per contanti per il tramite di intermediario abilitato deve essere effettuato mediante disposizione accettata per iscritto dall’intermediario, previa consegna allo stesso della somma in contanti. A decorrere dal terzo giorno lavorativo successivo a quello dell’accettazione il beneficiario ha diritto di ottenere il pagamento nella provincia del proprio domicilio (2).
1- ter. La comunicazione da parte del debitore al creditore dell’accettazione di cui al comma 1- bis produce l’effetto di cui al primo comma dell’articolo 1277 del codice civile e, nei casi di mora del creditore, anche gli effetti del deposito previsti dall’articolo 1210 dello stesso codice (2).
2. I vaglia postali e cambiari e gli assegni postali, bancari e circolari per importi superiori a 12.500 euro devono recare l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità. Il Ministro del tesoro può stabilire limiti per l’utilizzo di altri mezzi di pagamento ritenuti idonei ad essere utilizzati a scopo di riciclaggio (3).
2- bis . Il saldo dei libretti al portatore non deve essere superiore a Euro 12.500. I libretti con saldo superiore a Euro 12.500, esistenti alla data di entrata in vigore della presente disposizione, devono essere estinti dal portatore entro il 31 gennaio 2005. (4).
3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano ai trasferimenti in cui siano parte uno o più intermediari abilitati, nonché ai trasferimenti tra gli stessi effettuati in proprio o per il tramite di vettori specializzati (5).
4. Restano ferme le disposizioni relative ai pagamenti effettuati allo Stato o agli altri enti pubblici ed alle erogazioni da questi comunque disposte verso altri soggetti. È altresì fatta salva la possibilità di versamento prevista dall’articolo 494 del codice di procedura civile.
5. (Omissis) (6).
7. Il richiedente di assegno circolare, vaglia cambiario o mezzo equivalente, intestato a terzi ed emesso con la clausola "non trasferibile", può chiedere il ritiro della provvista previa restituzione del titolo all’emittente.
8. (Omissis) (6).
(1) Comma modificato dall’articolo 6 del D.LGS. 20 febbraio 2004, n. 56.
(2) Comma aggiunto dall’articolo 1 della legge 5 luglio 1991, n. 197, in sede di conversione.
(3) Comma sostituito dall’articolo 1 della legge 5 luglio 1991, n. 197, modificato dall’articolo 15 della legge 6 febbraio 1996, n. 52e successivamente modificato dall’articolo 1 del D.M. 17 ottobre 2002.
(4) Comma aggiunto dall’articolo 1 della legge 5 luglio 1991, n. 197, sostituito dall’articolo 15 della legge 6 febbraio 1996, n. 52, modificato dall’articolo 1 del D.M. 17 ottobre 2002 e successivamente sostituito dall’articolo 6 del D.LGS. 20 febbraio 2004, n. 56 .
(5) Comma sostituito dall’articolo 1 della legge 5 luglio 1991, n. 197, e successivamente modificato dall’articolo 15 della legge 6 febbraio 1996, n. 52.
(6) Comma soppresso articolo 1 della legge 5 luglio 1991, n. 197, in sede di conversione.
Obblighi di identificazione e di registrazione (1) .
1. L’articolo 13 del decreto-legge 15 dicembre 1979, n. 625, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 1980 n. 15, come sostituito dall’articolo 30, comma 1, della legge 19 marzo 1990, n. 55 è sostituito dal seguente:
"Art. 13. – 1. Deve essere identificato a cura del personale incaricato e deve indicare per iscritto, sotto la propria personale responsabilità, le complete generalità del soggetto per conto del quale eventualmente esegue l’operazione chiunque compie operazioni che comportano trasmissione o movimentazione di mezzi di pagamento di qualsiasi tipo che siano di importo superiore a lire venti milioni presso:
m) intermediari che hanno per oggetto prevalente o che comunque svolgono in via prevalente una o più delle seguenti attività: concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, compresa la locazione finanziaria; assunzione di partecipazioni; intermediazione in cambi; servizi di incasso, pagamento e trasferimento di fondi anche mediante emissione e gestione di carte di credito (2) .
2. La disposizione di cui al comma 1 si applica allorquando per la natura e le modalità delle operazioni poste in essere si può ritenere che più operazioni effettuate in movimenti diversi e in un circoscritto periodo di tempo, ancorché singolarmente inferiori al limite di importo indicato nel comma 1, costituiscano nondimeno parti di un’unica operazione.
3. Ai fini dell’applicazione del comma 2, i soggetti di cui alle lettere da a) ad m) del comma 1 devono mettere a disposizione del personale incaricato gli strumenti tecnici idonei a conoscere, in tempo reale, le operazioni eseguite dal cliente presso la stessa sede dell’ente o istituto, nel corso della settimana precedente il giorno dell’operazione.
4. La data e la causale dell’operazione, l’importo dei singoli mezzi di pagamento, le complete generalità ed il documento di identificazione di chi effettua l’operazione, nonché le complete generalità dell’eventuale soggetto per conto del quale l’operazione stessa viene eseguita, devono essere facilmente reperibili e, comunque, inseriti entro trenta giorni in un unico archivio di pertinenza del soggetto pubblico o privato presso il quale l’operazione viene eseguita. Gli intermediari di cui al comma 1 sono tenuti ad identificare mediante un apposito codice le operazioni effettuate per contanti. Per le imprese e gli enti assicurativi, il termine decorre dal giorno in cui hanno ricevuto i dati da parte degli agenti e degli altri collaboratori autonomi, i quali, a loro volta, devono inoltrare i dati stessi entro trenta giorni. A decorrere dal 1° gennaio 1992, i dati relativi alle operazioni effettuate per contanti di importo superiore a lire venti milioni sono integrati con il codice fiscale, quando attribuibile, del soggetto che effettua l’operazione e di quello eventuale per conto del quale l’operazione viene eseguita. Gli stessi dati, compreso il codice fiscale, verranno acquisiti a decorrere dal 1° gennaio 1992 in sede di accensione di ogni conto, deposito o altro rapporto continuativo. Per i conti, depositi e rapporti continuativi in essere alla data predetta, tali dati saranno compiutamente integrati entro il 31 dicembre 1992. Le imprese e gli enti assicurativi acquisiscono il codice fiscale nei termini sopra indicati; limitatamente ai rapporti già in essere, il codice fiscale è acquisito soltanto nei casi in cui l’importo complessivo dei premi è superiore a lire venti milioni annui. I dati di cui al presente comma sono utilizzabili ai fini fiscali secondo le disposizioni vigenti.
5. L’archivio è formato e gestito a mezzo di sistemi informatici e deve essere aggiornato e ordinato in modo da facilitare eventuali ricerche. Con decreto del Ministro del tesoro da emanare entro il 30 giugno 1992 e da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, verranno stabilite le modalità di acquisizione e archiviazione dei dati, nonché gli standards e le incompatibilità informatiche da rispettare. Sino alla costituzione del suddetto archivio, che deve avvenire entro sei mesi dalla pubblicazione del decreto, le informazioni di cui al comma 4 devono risultare da apposito registro.
7. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, il personale incaricato dell’operazione che contravviene alle disposizioni di cui ai commi precedenti è punito con la multa da lire cinque milioni a lire venticinque milioni.
8. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, l’esecutore dell’operazione che omette di indicare la generalità del soggetto per conto del quale eventualmente esegue l’operazione o le indica false è punito con la reclusione da sei mesi ad un anno e con la multa da lire un milione e lire dieci milioni".
2. Le disposizioni di cui all’articolo 13 del decreto-legge 15 dicembre 1979, n. 625, convertito con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 1980, n. 15, come da ultimo sostituito dal comma 1 del presente articolo, e le relative norme di attuazione trovano applicazione anche con riferimento ai trasferimenti di cui all’articolo 1 del presente decreto hanno effetto dal trentesimo giorno della data di entrata in vigore dalla legge di conversione del presente decreto. Gli strumenti tecnici di cui al comma 3 del medesimoarticolo 13 del decreto-legge n. 625 del 1979 devono essere messi a disposizione del personale incaricato entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
3. Il Ministro del tesoro presenta alle competenti Commissioni parlamentari, entro il 31 dicembre di ogni anno, una relazione sull’applicazione delle norme relative all’obbligo di registrazione delle transazioni di cui al citato articolo 13 del decreto-legge n. 625 del 1979, come da ultimo sostituito dal comma 1 del presente articolo.
(1) Articolo sostituito dall’articolo 1 della legge 5 luglio 1991, n. 197, in sede di conversione.
(2) Vedi l’ articolo 8, comma 3, del D. LGS. 20 febbraio 2004, n. 56 .
Segnalazioni di operazioni (1).
1. Il responsabile della dipendenza, dell’ufficio o di altro punto operativo, ha l’obbligo di segnalare senza ritardo al titolare dell’attività o al legale rappresentante o a un suo delegato ogni operazione che per caratteristiche, entità, natura, o per qualsivoglia altra circostanza conosciuta a ragione delle funzioni esercitate, tenuto conto anche della capacità economica e dell’attività svolta dal soggetto cui è riferita, induca a ritenere, in base agli elementi a sua disposizione, che il denaro, i beni o le utilità oggetto delle operazioni medesime possano provenire dai delitti previsti dagli articoli 648- bise 648- ter del codice penale. Tra le caratteristiche di cui al periodo precedente è compresa, in particolare, l’effettuazione di una pluralità di operazioni non giustificata dall’attività svolta da parte della stessa persona, ovvero, ove se ne abbia conoscenza, da parte di persone appartenenti allo stesso nucleo familiare, o dipendenti o collaboratori di una stessa impresa o comunque da parte di interposta persona (2).
2. Il titolare dell’attività, il legale rappresentante o un suo delegato esamina le segnalazioni pervenutegli e, qualora le ritenga fondate tenendo conto dell’insieme degli elementi a sua disposizione, anche desumibili dall’archivio di cui all’articolo 2, comma 1, le trasmette senza ritardo, ove possibile prima di eseguire l’operazione, anche in via informatica e telematica, all’Ufficio italiano dei cambi senza alcuna indicazione dei nominativi dei segnalanti.
3. Il Ministro del tesoro, sentita la commissione di cui all’articolo 3- ter , di concerto con i Ministri dell’interno, della giustizia e delle finanze, emana con proprio decreto disposizioni sull’utilizzo delle procedure informatiche o telematiche per la trasmissione delle segnalazioni all’Ufficio italiano dei cambi. L’Ufficio italiano dei cambi emana le relative istruzioni applicative.
4. L’Ufficio italiano dei cambi:
b) può avvalersi ove necessario, secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro del tesoro, sentita la commissione di cui all’articolo 3- ter, di concerto con i Ministri delle finanze, della giustizia e dell’interno, dei dati contenuti nell’anagrafe dei conti e dei depositi di cui all’articolo 20, comma 4, della legge 30 dicembre 1991, n. 413;
c) può acquisire ulteriori dati e informazioni presso i soggetti tenuti alle segnalazioni (3);
d) può utilizzare i risultati delle analisi effettuate ai sensi dell’articolo 5, comma 10, della presente legge [ rectius : del presente decreto legge], nonché delle analisi concernenti anche singole anomalie, utilizzando, ove necessario informazioni che possono essere chieste ai soggetti tenuti alle segnalazioni (3);
f) fermo restando quanto previsto dall’articolo 331 del codice di procedura penale, trasmette senza indugio le segnalazioni, completate ai sensi del presente comma e corredate di una relazione tecnica, alla Direzione investigativa antimafia e al Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza, che ne informano il Procuratore nazionale antimafia, qualora sia attinenti alla criminalità organizzata ovvero le archivia, informandone gli stessi organi investigativi. Per effettuare i necessari approfondimenti e per il controllo previsto dall’articolo 5, comma 10, gli appartenenti al Nucleo speciale di polizia valutaria esercitano anche i poteri loro attribuiti dalla normativa in materia valutaria. Tali poteri sono estesi agli ufficiali di polizia tributaria dei nuclei regionali e provinciali di polizia tributaria della Guardia di finanza, ai quali il Nucleo speciale di polizia valutaria può demandare l’assolvimento dei compiti di cui al presente decreto (4).
5. Ferme restando le disposizioni sul segreto per gli atti di indagine, qualora la segnalazione non abbia ulteriore corso gli organi investigativi di cui al comma 4, lettera f) , informano l’Ufficio italiano dei cambi che ne dà notizia al titolare dell’attività, al legale rappresentante o al suo delegato. Le autorità inquirenti informano l’Ufficio italiano dei cambi di ogni altra circostanza in cui emergano fatti e situazioni la cui conoscenza può essere comunque utilizzata per prevenire l’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio (5).
6. L’Ufficio italiano dei cambi, anche su richiesta degli organi investigativi di cui al comma 4, lettera f) , può sospendere l’operazione per un massimo di quarantotto ore, sempre che ciò non possa determinare pregiudizio per il corso delle indagini e per l’operatività corrente degli intermediari, dandone immediata notizia agli organi investigativi medesimi.
8. È fatto, in ogni caso, divieto ai soggetti tenuti alle segnalazioni di cui al comma 1, e a chiunque ne sia comunque a conoscenza, di darne comunicazione fuori dai casi previsti dal presente articolo.
9. Omissis (6).
10. Tutte le informazioni in possesso dell’Ufficio italiano dei cambi e degli altri organi di vigilanza e di controllo, relative all’attuazione del presente decreto, sono coperte dal segreto d’ufficio anche nei confronti delle pubbliche amministrazioni. L’Ufficio italiano dei cambi può comunque scambiare informazioni in materia di operazioni sospette con le altre autorità di vigilanza di cui all’articolo 11 della presente legge, nonché con analoghe autorità di altri Stati che perseguono le medesime finalità, a condizioni di reciprocità anche per quanto riguarda la riservatezza delle informazioni. Restano ferme le disposizioni della legge 31 dicembre 1996, n. 675, in materia di trattamento dei dati personali. Gli organi investigativi di cui al comma 4, lettera f) , forniscono all’Ufficio italiano dei cambi le notizie in proprio possesso necessarie per integrare le informazioni da trasmettere alle medesime autorità di altri Stati; al di fuori dei casi di cui al presente comma, restano applicabili le disposizioni di cui agli articoli 9 e 12 della legge 1° aprile 1981, n. 121 (7).
11. Tutti i flussi informativi di cui al presente articolo avvengono di regola con l’utilizzo di procedure informatiche o telematiche.
(1) Articolo sostituito dall’articolo 1 del D.LGS. 26 maggio 1997, n. 153.
(2) Comma modificato dall’articolo 6 del D.LGS. 20 febbraio 2004, n. 56.
(3) Lettera modificata dall’articolo 6 del D.LGS. 20 febbraio 2004, n. 56.
(4) Lettera così modificata dall’articolo 151 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
(5) Comma così modificato dall’articolo 150 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
(6) Comma abrogato dall’articolo 6 del D. LGS. 20 febbraio 2004, n. 56 .
(7) Comma modificato dall’articolo 151 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
Riservatezza delle segnalazioni (1).
1. In caso di denuncia o di rapporto ai sensi degli articolo 331 e 347 del codice di procedura penale, l’identità delle persone e degli intermediari che hanno effettuato le segnalazioni, anche qualora sia conosciuta, non è menzionata (2).
2. L’identità delle persone e degli intermediari può essere rivelata solo quando l’autorità giudiziaria, con decreto motivato, lo ritenga indispensabile ai fini dell’accertamento dei reati per i quali si procede.
3. Fuori dalle ipotesi di cui al comma 2, in caso di sequestro di atti o documenti si adottano le necessarie cautele per assicurare la riservatezza dell’identità dei soggetti che hanno effettuato le segnalazioni.
4. Gli intermediari, nell’ambito della loro autonomia organizzativa, assicurano omogeneità di comportamento del personale nell’individuazione delle operazioni di cui all’articolo 3, comma 1, e possono predisporre procedure di esame delle operazioni, anche con l’utilizzo di strumenti informatici e telematici, di ausilio al personale stesso, sulla base delle evidenze dell’archivio unico informatico previsto dall’articolo 2 e secondo le istruzioni applicative emanate dalla Banca d’Italia, sentito l’Ufficio italiano dei cambi, d’intesa con le autorità di vigilanza di settore nell’ambito delle rispettive competenze (2).
5. Gli intermediari adottano adeguate misure per assicurare la massima riservatezza dell’identità delle persone che effettuano le segnalazioni. Gli atti e i documenti in cui sono indicate le generalità di tali persone sono custoditi sotto la diretta responsabilità del titolare dell’attività o del legale rappresentante o del loro delegato (2).
(1) Articolo aggiunto dall’articolo 3 del D.LGS. 26 maggio 1997, n. 153.
Commissione di indirizzo (1).
1. Per l’esercizio delle funzioni di indirizzo sulle attività svolte dall’Ufficio italiano dei cambi, limitatamente alle materie di cui all’articolo 3 del presente decreto e ferma restando l’autonomia funzionale, organizzativa ed operativa dell’Ufficio italiano dei cambi nell’esercizio delle proprie competenze istituzionali, è istituita presso il Ministero del tesoro una commissione presieduta dal direttore generale del tesoro e composta da un rappresentante della Banca d’Italia con qualifica di direttore centrale e da un rappresentante dei Ministeri dell’interno, delle finanze, della giustizia e del commercio con l’estero con qualifica non inferiore a dirigente generale o equiparata. Alle riunioni della commissione partecipa il direttore generale dell’Ufficio italiano dei cambi. I componenti della commissione sono tenuti al segreto d’ufficio in relazione alle informazioni e ai dati dei quali vengono comunque a conoscenza quali componenti della commissione stessa.
3. La commissione effettua, annualmente, un esame complessivo dell’attività svolta dall’Ufficio italiano dei cambi in attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 3 del presente decreto, allo scopo di valutare l’andamento e i risultati dell’attività stessa e di formulare le eventuali proposte dirette a rendere più efficace il perseguimento dei fini di contrasto al riciclaggio dei proventi di provenienza illecita.
4. L’Ufficio italiano dei cambi invia alla commissione, di cui al comma 1, una relazione semestrale sull’attività svolta e fornisce, inoltre, tutte le informazioni necessarie per l’esercizio delle funzioni della commissione stessa, ivi comprese quelle relative a scambi di informazioni con le autorità di altri Stati che perseguono le medesime finalità.
Disposizioni applicative.
3. Il Ministro del tesoro, di concerto con i Ministri dell’interno, della giustizia, delle finanze, dell’industria, del commercio e dell’artigianato e del commercio con l’estero, ha facoltà di provvedere con proprio decreto, di cui viene data comunicazione alle competenti commissioni parlamentari, a:
a) modificare i limiti d’importo indicati nell’articolo 1 del presente decreto e nell’articolo 13 del decreto-legge 15 dicembre 1979, n. 625, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 1980, n. 15, come da ultimo sostituito dall’articolo 2, comma 1, del presente decreto (3);
b) stabilire i casi in cui la circolazione dei titoli di cui all’articolo 1, comma 2, non sia condizionata alla clausola di non trasferibilità (4);
c) emanare disposizioni applicative delle norme del presente capo, sentito il Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio, prevedendo adeguate forme di pubblicità dei soggetti di cui ai commi 1 e 2 (4).
(1) Comma modificato dall’articolo 1 della legge 5 luglio 1991, n. 197 , dall’articolo 56 della legge 1° marzo 2002, n. 39 e abrogato dall’articolo 6 del D. LGS. 20 febbraio 2004, n. 56 .
(2) Comma sostituito dall’articolo 1 della legge 5 luglio 1991, n. 197, in sede di conversione e abrogato dall’articolo 6 del D. LGS. 20 febbraio 2004, n. 56 .
(3) Lettera sostituita dall’articolo 1 della legge 5 luglio 1991, n. 197, in sede di conversione.
(4) Lettera modificata dall’articolo 1 della legge 5 luglio 1991, n. 197, in sede di conversione.
Sanzioni, procedure, controlli.
1. Fatta salva l’efficacia degli atti, alle infrazioni delle disposizioni di cui all’articolo 1 si applica, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, una sanzione amministrativa pecuniaria dall’1 per cento al 40 per cento dell’importo trasferito (1).
3. Omissis (3).
4. L’omessa istituzione dell’archivio di cui all’articolo 2, comma 1, è punita con l’arresto da sei mesi ad un anno e con l’ammenda da lire dieci milioni a lire cinquanta milioni (4).
5. Salvo che il fatto costituisca reato, l’omissione delle segnalazioni previste dall’articolo 3 è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria dal 5 per cento fino alla metà del valore dell’operazione (1).
6. Salvo che il fatto costituisca reato, la violazione del divieto di cui all’articolo 3, comma 8, è punita con l’arresto da sei mesi ad un anno o con l’ammenda da lire dieci milioni a lire cento milioni (1).
6-bis. La violazione della prescrizione di cui all’ articolo 1, comma 2-bis , per un importo fino a Euro 250.000,00 è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria fino al 20 per cento del saldo. La violazione il cui importo sia superiore a euro 250.000,00 è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria dal 20 al 40 per cento del saldo (5).
7. Alle infrazioni delle disposizioni impartite con il decreto previsto dall’articolo 4, comma 3, lettera c) , si applica una sanzione amministrativa pecuniaria fino a lire cento milioni (4).
8. All’irrogazione delle sanzioni provvede, con proprio decreto, il Ministro del tesoro, udito il parere della commissione prevista dall’art. 32 del testo unico delle norme di legge in materia valutaria, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1988, n. 148. Si applicano le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689. L’ articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689, si applica solo per le violazioni dell’articolo 1, commi 1 e 2, il cui importo non sia superiore a Euro 250.000,00. Il pagamento in misura ridotta non è esercitabile da chi si è già avvalso della medesima facoltà per altra violazione dell’articolo 1, commi 1 e 2, il cui atto di contestazione sia stato ricevuto dall’interessato nei 365 giorni precedenti la ricezione dell’atto di contestazione concernente l’illecito per cui si procede (1).
10. L’Ufficio italiano dei cambi, d’intesa con le autorità preposte alla vigilanza di settore, verifica l’osservanza da parte degli intermediari abilitati delle norme in tema di trasferimento di valori di cui al presente capo, nonché, sulla base di criteri selettivi, il rispetto e l’adeguatezza delle procedure di segnalazione di cui all’articolo 3 da parte dei soggetti ad esse tenuti. Il Ministro del tesoro determina con proprio decreto, i criteri generali con cui l’Ufficio italiano dei cambi effettua, allo scopo di far emergere eventuali fenomeni di riciclaggio nell’ambito di determinate zone territoriali, analisi statistiche dei dati aggregati, concernenti complessivamente l’operatività di ciascun intermediario abilitato. L’Ufficio italiano dei cambi è autorizzato a raccogliere i dati predetti, anche mediante accesso diretto, dall’archivio di cui all’articolo 2, comma 1. L’Ufficio italiano dei cambi, sulla base dei criteri generali stabiliti con decreto del Ministro del tesoro stabilisce le prescrizioni attuative di carattere tecnico, da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, che gli intermediari abilitati sono tenuti ad osservare. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 331 del codice di procedura penale, qualora emergano anomalie rilevanti per l’eventuale individuazione di fenomeni di riciclaggio, l’Ufficio italiano dei cambi, effettuati i necessari approfondimenti di carattere finanziario, d’intesa con l’autorità di vigilanza di settore, ne informa gli organi investigativi di cui all’articolo 3, comma 4, lettera f) . Al controllo dell’osservanza delle disposizioni di cui al presente capo nei riguardi di ogni altro soggetto provvede il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza (6).
11. Informazioni e dati relativi a soggetti nei cui confronti sia stata effettuata contestazione di infrazioni alle disposizioni del presente decreto sono conservati nel sistema informativo dell’Ufficio italiano dei cambi sino alla definizione del procedimento.
12. Informazioni e dati relativi a soggetti, nei cui confronti sia stato emanato provvedimento sanzionatorio definitivo in base al presente articolo, sono conservati nel sistema informativo dell’Ufficio italiano dei cambi per il periodo di cinque anni dalla data di emanazione del decreto di cui al comma 8.
13. Qualora le irregolari operazioni di trasferimento di valori siano state effettuate per il tramite di enti creditizi ovvero di altri intermediari abilitati iscritti in albi o soggetti ad autorizzazione amministrativa, i provvedimenti con i quali sono state irrogate le sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente decreto sono comunicati alle autorità vigilanti e, se del caso, agli ordini professionali per le iniziative di rispettiva competenza.
14. Nel primo comma dell’articolo 63 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, come sostituito dall’articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 1982, n. 463, le parole: "acquisiti nei confronti dell’imputato nell’esercizio dei poteri e facoltà di polizia giudiziaria e valutaria" sono sostituite dalle seguenti: "acquisiti nei confronti dell’imputato, direttamente o riferiti ed ottenuti dalle altre Forze di polizia, nell’esercizio dei poteri di polizia giudiziaria, anche al di fuori dei casi di deroga previsti dall’articolo 51- bis ".
15. Nel terzo comma dell’articolo 33 del d.p.r. 29 settembre 1973, n. 600, come sostituito dall’articolo 2 del d.p.r. 15 luglio 1982, n. 463, le parole: «acquisiti nei confronti dell’imputato nell’esercizio dei poteri di polizia giudiziaria e valutaria» sono sostituite dalle seguenti: «acquisiti nei confronti dell’imputato, direttamente o riferiti ed ottenuti dalle altre Forze di polizia, nell’esercizio dei poteri di polizia giudiziaria, anche al di fuori dei casi di deroga previsti dall’articolo 35» (7) .
(1) Comma modificato dall’articolo 6 del D. LGS. 20 febbraio 2004, n. 56.
(2) Comma modificato dall’articolo 15 della legge 6 febbraio 1996, n. 52 e abrogato dall’articolo 6 del D. LGS. 20 febbraio 2004, n. 56 .
(3) Comma sostituito dall’articolo 1 della legge 5 luglio 1991, n. 197, in sede di conversione e abrogato dall’articolo 6 del D. LGS. 20 febbraio 2004, n. 56 . .
(4) Comma modificato dall’articolo 1 della legge 5 luglio 1991, n. 197.
(5) Comma aggiunto dall’articolo 6 del D. LGS. 20 febbraio 2004, n. 56 Vedi proroga di cui all’articolo 6 nonies del D.L. 30 dicembre 2004, n. 314, convertito in legge.
(6) Comma sostituito dall’articolo 1 della legge 5 luglio 1991, n. 197, e successivamente dall’articolo 4 del D.LGS. 26 maggio 1997, n. 153.
(7) Vedi l’articolo 1, comma 385, della legge 23 dicembre 2005, n. 266.
Elenco di intermediari operanti nel settore finanziario.
2- bis . (Omissis) (1).
4- bis . (Omissis) (1).
5. (Omissis) (1).
6. (Omissis) (1).
7. (Omissis) (3).
8. (Omissis) (1).
9. (Omissis) (1).
10. (Omissis) (1).
11. (Omissis) (3).
12. (Omissis) (3).
(1) Comma abrogato dall’articolo 161 del D.LGS. 1° settembre 1993, n. 385.
(2) Comma abrogato a far data dall’entrata in vigore dei provvedimenti emanati dalle autorità creditizie di cui al D.LGS. 1° settembre 1993, n. 385, ai sensi dell’articolo 161 del medesimo decreto.
(3) Comma articolo 1 della legge 5 luglio 1991, n. 197, in sede di conversione.
Elenco speciale.
(1) Articolo sostituito dall’articolo 1 della legge 5 luglio 1991, n. 197 e successivamente abrogato dall’articolo 161 del D.LGS. 1° settembre 1993, n. 385.
Onorabilità dei soci e degli esponenti.
2- bis . (Omissis) (2).
2- ter . (Omissis) (2).
(1) Comma abrogato a far data dall’entrata in vigore dei provvedimenti emanati dalle autorità creditizie di cui al D.LGS. 1° settembre 1993, n. 385, ai sensi dell’articolo 161 del medesimo decreto.
(2) Comma aggiunto dall’articolo 1 della legge 5 luglio 1991, n. 197 e successivamente abrogato dall’articolo 161 del D.LGS. 1° settembre 1993, n. 385.
Sospensione dalle cariche.
(1) Comma soppresso dall’articolo 1 della legge 5 luglio 1991, n. 197.
(2) Comma modificato dall’articolo 1 della legge 5 luglio 1991, n. 197 e successivamente abrogato a far data dall’entrata in vigore dei provvedimenti emanati dalle autorità creditizie di cui al D.LGS. 1° settembre 1993, n. 385, ai sensi dell’articolo 161 del medesimo decreto.
Doveri del collegio sindacale (1).
1. Ferme le disposizioni del codice civile e delle leggi speciali, i sindaci degli intermediari vigilano sull’osservanza delle norme contenute nel presente decreto. Gli accertamenti e le contestazioni del collegio sindacale concernenti violazioni delle norme di cui al capo I del presente decreto sono trasmessi in copia entro dieci giorni al Ministro del tesoro. L’omessa trasmissione è punita con la reclusione fino a un anno e con la multa da lire duecentomila a lire due milioni.
(1) Articolo modificato dall’articolo 6 del D.LGS. 20 febbraio 2004, n. 56.
Collaborazione fra le autorità di vigilanza.
(1) Articolo modificato dall’articolo 1 della legge 5 luglio 1991, n. 197 in sede di conversione e abrogato dall’articolo 6 del D. LGS. 20 febbraio 2004, n. 56 .
Carte di credito, di pagamento e documenti che abilitano al prelievo di denaro contante (1).
1. Chiunque, al fine di trarne profitto per sé o per altri, indebitamente utilizza, non essendone titolare, carte di credito o di pagamento, ovvero qualsiasi altro documento analogo che abiliti al prelievo di denaro contante o all’acquisto di beni o alla prestazione di servizi, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da lire seicentomila a lire tre milioni. Alla stessa pena soggiace chi, al fine di trarne profitto per sé o per altri, falsifica o altera carte di credito o di pagamento o qualsiasi altro documento analogo che abiliti al prelievo di denaro contante o all’acquisto di beni o alla prestazione di servizi, ovvero possiede, cede o acquisisce tali carte o documenti di provenienza illecita o comunque falsificati o alterati, nonché ordini di pagamento prodotti con essi (2).
(1) Rubrica sostituita dall’articolo 1 della legge 5 luglio 1991, n. 197 in sede di conversione.
(2) Comma modificato dall’articolo 1 della legge 5 luglio 1991, n. 197in sede di conversione.
Applicazione delle sanzioni (1) .
1. Le sanzioni di cui all’articolo 5 si applicano a partire dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
(1) Articolo sostituito dall’articolo 1 della legge 5 luglio 1991, n. 197in sede di conversione.
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References: articolo 1
 articolo 13
 articolo 8
 articolo 331
 articolo 1
 articolo 16
 articolo 1
 sentenza 
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 art. 1460
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