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Timestamp: 2020-08-15 11:12:52+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 9692 del 14/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9692 del 14/04/2017
Cassazione civile, sez. lav., 14/04/2017, (ud. 16/02/2017, dep.14/04/2017), n. 9692
sul ricorso 22849-2012 proposto da:
G.G. (OMISSIS), N.R. C.F. (OMISSIS),
C.G. C.F. (OMISSIS), L.L. C.F. (OMISSIS), tutti
elettivamente domiciliati in ROMA, SALITA DI SAN NICOLA DA TOLENTINO
1/B, presso lo studio dell’avvocato DOMENICO NASO, che li
F.A., S.M.L., M.P.R.,
avverso la sentenza n. 537/2012 della CORTE D’APPELLO di MILANO,
depositata il 27/06/2012 R.G.N. 2745/11.
che la Corte di Appello di Milano ha respinto l’impugnazione proposta dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca avverso la sentenza del locale Tribunale, che aveva dichiarato il diritto dei litisconsorti nominati in epigrafe, assunti con contratti a tempo determinato per lo svolgimento di mansioni di collaboratore scolastico, a vedersi
riconoscere l’anzianità di servizio ai fini della quantificazione del trattamento retributivo ed aveva pronunciato condanna generica del Ministero al pagamento delle differenze retributive conseguenti al mancato computo dei periodi di servizio, oltre accessori;
che la Corte di appello ha ritenuto infondata anche l’eccezione di prescrizione del diritto agli incrementi retributivi, osservando che deve trovare applicazione il termine decennale e non quello quinquennale, indicato dall’Amministrazione;
che per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca sulla base di un unico motivo. Gli intimati hanno resistito con controricorso.
che il ricorso denuncia, con unico motivo, formulato ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, “violazione e falsa applicazione del D.Lgs. 6 settembre 2001, n. 368, art. 6; violazione del D.L. n. 70 del 2011, art. 9, comma 18 come convertito dalla L. n. 106 del 2011; della L. 3 maggio 1999, n. 124, art. 4; del D.Lgs. 16 aprile 1994, n. 297, art. 526; della direttiva 99/70/CE”. Sostiene, in sintesi, il Ministero ricorrente che le supplenze stipulate per garantire la continuità del servizio scolastico ed educativo sulla base della normativa di settore non viola la direttiva comunitaria, che ha come finalità solo quella di coniugare le esigenze di flessibilità del lavoro e di sicurezza dei lavoratori, per cui attribuisce rilievo alle esigenze di specifici settori, che giustificano il ricorso alla tipologia contrattuale e le differenziazioni fra lavoratori a tempo determinato ed indeterminato;
che il ricorso è infondato, in quanto la sentenza impugnata, nel riconoscere l’anzianità di servizio ai fini retributivi, si pone in linea con il principio di diritto recentemente affermato da questa Corte con le sentenze nn. 22558 e 23868 del 2016, con le quali si è statuito che “nel settore scolastico, la clausola 4 dell’Accordo quadro sul rapporto a tempo determinato recepito dalla direttiva n. 1999/70/CE, di diretta applicazione, impone di riconoscere la anzianità di servizio maturata al personale del comparto scuola assunto con contratti a termine, ai fini della attribuzione della medesima progressione stipendiale prevista per i dipendenti a tempo indeterminato dai c.c.n.l. succedutisi nel tempo, sicchè vanno disapplicate le disposizioni dei richiamati c.c.n.l. che, prescindendo dalla anzianità maturata, commisurano in ogni caso la retribuzione degli assunti a tempo determinato al trattamento economico iniziale previsto per i dipendenti a tempo indeterminato”;

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 6
 art. 9
 art. 4
 art. 526
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