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Timestamp: 2013-05-19 15:29:24+00:00

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Processo L’Aquila: ecco la sentenza di primo grado « Oggi Scienza
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L’Italia e gli scienziati (de L’Aquila e de l’Ilva) »
Pubblicato da Simona Cerrato su 22 ottobre 2012
Questo post è stato pubblicato il 22 ottobre 2012 a 20:23	and is filed under CRONACA, CULTURA.
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18 Risposte a “Processo L’Aquila: ecco la sentenza di primo grado”
22 ottobre 2012 a 23:10 Ho scritto e riscritto più volte ciò che avevo da dire ma lo sbigottimento e la rabbia vorrebbero prevalere. Meglio limitarsi a dire che è davvero un brutto momento e peggio rischia di essere in futuro. Sto con Maiani quando dice che “Non è possibile fornire allo Stato una consulenza in termini sereni, professionali e disinteressati sotto questa folle pressione giudiziaria e mediatica.”
23 ottobre 2012 a 9:11 Il processo di integrazione tra scienza e società è all’inizio. Ma ovunque si faccia in modo serio produce effetti positivi. Ciarlatani e indovini con i loro altrettanto colpevoli seguaci ci saranno sempre… ma potrebbero diminuire e veder scemare la loro influenza. Io ci spero e ci lavoro.
Risposta	Massimo Morigi detto
23 ottobre 2012 a 10:07 Non sono un giovane irruente studente fresco di Laurea e voglioso di gloria, sono un cinquantacinquenne che ha vestito una divisa ed operava nel settore intelligence geospatial.
Massimo Morigi detto
23 ottobre 2012 a 7:18 Egr. Signore e Signori, vi consiglio la lettura dell’articolo in link, presumo sia la manifestazione di “libertà di indagine” di cui parlate nell’articolo http://www.rivistageomedia.it/Approfondimenti/si-puo-impiegare-la-tecnologia-sar-per-i-monitoraggi-di-strutture-a-rischio.html
23 ottobre 2012 a 10:44 [...] « Processo L’Aquila: ecco la sentenza di primo grado [...]
Risposta	Riccardo Reitano detto
23 ottobre 2012 a 10:47 Simona Cerrato
Risposta	Maurizio Lupi (@Maurizio_Lupi) detto
23 ottobre 2012 a 12:29 Siamo alla follia! Hanno dato sei anni per omicidio colposo agli esperti della commissione grandi rischi perchè non hanno previsto le scosse di terremoto a l’Aquila. Ma dove stiamo andando a finire? Se si stabilisce per legge che non si può sbagliare, chi si assumerà più la responsabilità di decidere? http://bit.ly/VlscIp
23 ottobre 2012 a 13:53 Signor Lupi, SI siamo alla follia. La follia risiede nel fatto che Lei, soggetto pubblico, non abbia neppure letto le considerazioni del Giudic e non sia informato sui capi di imputazione mossi a quei Signori. Le sottolineo che nessun membro della Commissione Previsione e Prevenzione Grandi Rischi, così si chiama, ha assunto nessuna decisione. Hanno solo ottemperato alle desiderate politiche di chi ora è eremita nella sua terra natia professional. Lo stesso che era sollecitato giornalmente da molti Politici di Turno, per risarcimenti fantasiosi di danni da eventi naturali.
Risposta	Vento dell'Ovest detto
23 ottobre 2012 a 13:41 La responsabilità di questa sentenza -sarà bene chiarirlo- ricade però sui vari scientisti stranieri (Dawkins, Hawking) e italiani (Hack, Odifreddi, Pievani) che deificano la scienza, creando nell’opinione comune una falsa percezione di cos’è la scienza e quindi delle aspettative sproporzionate rispetto alle sue effettive potenzialità, che sono strettamente legate al metodo sperimentale, al criterio di falsificabilità delle teorie e di conseguenza alla fallibilità delle sue predizioni. Chi invece fa la scienza infallibile od onnisciente le rende un pessimo servizio, perchè una scienza infallibile non può ammettere nè ignoranza nè errore. Da qui la presunta punibilità dei suddetti sismologi.
Risposta	Silvia Bencivelli « Processo dell’Aquila: perché credo che non ci sia niente da festeggiare detto
23 ottobre 2012 a 17:06 [...] a elencare qualche punto della vicenda. (Per altri chiarimenti rimando al blog di Marco Cattaneo, a Oggiscienza, al blog di Leonardo Tondelli sull’Unità e agli articoli di Nicola Nosengo su [...]
Risposta	alessandra detto
23 ottobre 2012 a 18:00 E chi ha costruito le case senza i criteri antisismici? Per loro c’è un’impunità permanente?
Risposta	gerardo famito detto
23 ottobre 2012 a 20:18 I commenti di tanti a questo post e il post stesso paiono proprio simili allo stracciarsi le vesti dei giornalisti di fronte alla condanna del Sallusti, si può pensare che la condanna sia severa, ma i ruoli di questi esperti, il potere che vari di loro esercitano, o hanno esercitato, le loro remunerazioni, il danaro che amministrano, dovrebbero accompagnarsi anche alla capacità di assumersi responsabilità o no? Chi di loro si dissociò dalle rassicurazioni ascientifiche e ingiustificabili che vennero fornite ai media dopo la veloce riunione?
Risposta	Weissbach » Un paese che confonde gli imbrogliati con gli imbroglioni detto
23 ottobre 2012 a 23:25 [...] elencare qualche punto della vicenda. (Per altri chiarimenti rimando al blog di Marco Cattaneo, a Oggiscienza, al blog di Leonardo Tondelli sull’Unità, a Pietro Greco su Scienza in rete e agli articoli di [...]
Risposta	Augusto Fernandes detto
24 ottobre 2012 a 17:14 Importantissimo FRANCESCO CENTONZE, La Normalità dei Disastri Tecnologici, Giuffré Editore: la tendenza del dirrito penale a transformare le disgrazie in ingiustizie.
Risposta	Giuseppe Di Claudio detto
25 ottobre 2012 a 15:14 Io non me la sento di are addosso al giudice che ha condannato i componnti della Commissione. Cos’i come sbaglia chi invoca Galilei per assolvere. In questo paese la politica è abituata a servirsi della scienza per fare i propri comodi. Non vorrei che anche questa volta si sia usato questo sistema per nascondere grosse responsabilità. Quanti Comuni hanno avuto il coraggio di adottare nei propri regolamenti edilizi le norme antisismiche? Comunque aspettiamo la sentenza e, magari, ne vedremo delle belle…
Risposta	gerardo detto
25 ottobre 2012 a 16:36 Qualche frase scambiata tra Boschi e Bertolaso si trova qui (http://www.repubblica.it/cronaca/2012/10/25/news/terremoto_aquila_intercettazioni-45259736/) se si vuole fare parte del circo mediatico di chi detiene potere e sottopotere bisogna ballare e ballando si può cadere.
26 ottobre 2012 a 10:33 Torno a postare (il mio primo post comunque non è stato pubblicato) per ulteriori considerazioni! Le ragioni della sentenza saranno pubblicate entro 90 giorni, per cui qualsiasi giudizio è scriteriato, inutile prendersela con il giudice e palesare pseudoragioni antiscientifiche. A parte il fatto che la Commissione Grande Rischi quasi mai ha agito con suddetti criteri, piuttosto, come tranquillamente detto da Bertolaso (intercettato in quei giorni per l’inchiesta sul G8), si è trattato di operazione mediatica (intercettazione con la sig,ra Stati, ex assessore Regione Abruzzo). Aggiunge poi Bertolaso:”Alla fine fate il vostro comunicato stampa con le solite cose che si possono dire su questo argomento delle possibili repliche e non si parla della vera ragione della riunione”. A parte il fatto che non si sa quali sono le ‘vere ragioni’ della riunione, tale Commissione non sembra proprio agire con criteri e procedure tecniche di grande valenza. Compito della Commissione è quello di fornire al Dipartimento della Protezione Civile pareri di carattere tecnico-scientifico, nulla di meno nulla di più. Non pacche sulle spalle e inviti a bere bicchieri di vino, come qualcuno ha detto…!! Vengono i brividi al solo pensiero che qualcuno sia pagato per sparare questo tipo di comunicato…Concordo con Giuseppe, chi invoca Galileo sbaglia, non conosce il metodo scientifico perchè si basa su fatti, la sentenza in questo caso, che manca. Disponiamo solo del documento del 2010 che parla di ‘negligenza’ e nulla centra la condanna, come molti affermano, per la mancata previsione. I terremoti non possono essere previsti e dunque non è possibile affermare che non ci sarà un gande evento dopo uno sciame più o meno lungo, solo perchè detto dalla statistica.
Risposta	Processo dell’Aquila: le motivazioni della sentenza confermano le accuse agli scienziati « Oggi Scienza detto
19 gennaio 2013 a 17:07 [...] colposo per tutti e sette gli imputati. Per la storia del processo si veda l’articolo Processo L’Aquila: ecco la sentenza di primo grado, pubblicato su OggiScienza e i riferimenti in esso [...]
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