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La Costituzione Italiana: 60 anni, ma non li dimostra… - ppt scaricare
PubblicatoRosetta Donato
Presentazione sul tema: "La Costituzione Italiana: 60 anni, ma non li dimostra…"— Transcript della presentazione:
La Costituzione Italiana: 60 anni, ma non li dimostra…1 gennaio gennaio 2008 La Costituzione Italiana: 60 anni, ma non li dimostra… (parte seconda)
I caratteri della CostituzioneCostituzione compromesso (accordo tra i diversi partiti del CLN) Costituzione lunga (contiene sia norme precettive – come deve essere lo Stato - sia norme programmatiche – da quali principi deve essere guidata la politica) Costituzione votata (espressione della volontà popolare e approvata dai suoi rappresentanti) Costituzione scritta (consacrata da un documento formale)
I caratteri della CostituzioneCostituzione rigida (a differenza dello Statuto Albertino, può essere modificata solo con un procedimento speciale) Costituzione pluralista (lo Stato riconosce e tutela tutte le diverse forme nelle quali si esprimono le molteplici sfaccettature della società attraverso il pluralismo etnico, linguistico, religioso, politico, sindacale, culturale, espressivo)
PRINCIPI FONDAMENTALI (artt. 1-12)Principi alla base della struttura dello Stato e della società
Diritti e doveri dei cittadini Parte prima (artt. 13-54)Titolo I: Rapporti civili Titolo II: Rapporti etico-sociali Titolo III: Rapporti economici Titolo IV: Rapporti politici
Organizzazione dello Stato Parte seconda (artt. 55-139)Titolo I: Parlamento Titolo II: Presidente della Repubblica Titolo III: Governo Titolo IV: Magistratura Titolo V: Regioni, Province e Comuni Titolo VI: Garanzie costituzionali
Disposizioni transitorie e finaliTransitorie: di carattere temporaneo, disciplinano organi o situazioni destinati ad esaurirsi nel tempo Finali: regolano modi e tempi dell’entrata in vigore della Costituzione o introducono norme che esprimono un’aperta condanna del passato regime fascista e prevedono sanzioni per coloro che ne hanno fatto parte
I PRINCIPI FONDAMENTALISono i principi fondamentali dell’ordinamento giuridico della Repubblica Italiana Sono la base su cui poggiano tutte le altre norme dell’ordinamento Esprimono un complesso di valori e idee che devono guidare il legislatore e gli altri poteri dello Stato per il corretto esercizio della funzione legislativa, esecutiva e giurisdizionale
I loro OBIETTIVI Creare una società basata: sulla DEMOCRAZIASulla PARTECIPAZIONE dei cittadini alla vita politica del Paese Sul riconoscimento e il rispetto dei DIRITTI e delle LIBERTA’ FONADMENTALI Sul principio di UGUAGLIANZA Sul DIRITTO AL LAVORO come mezzo per affermare la propria personalità Creare una società basata:
Novità rispetto al passatoDefinitivo ripudio dello Stato autoritari fascista Nuovo rapporto tra pubblici poteri e cittadini Riconoscimento delle autonomie locali Rifiuto della guerra come mezzo di offesa ad altri popoli
Affermazione del principio democratico, attraverso:Art. 1. L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Affermazione del principio democratico, attraverso: La democrazia rappresentativa (elezione dei rappresentanti del popolo) La democrazia diretta (coinvolgimento dei cittadini, ad es., con i referendum) Affermazione del principio lavorista: Il lavoro come strumento di affermazione del singolo e di progresso sociale
Art. 2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. Affermazione dei diritti fondamentali dell’uomo (principio personalista) che: Sono irrinunciabili e inalienabili Non possono essere limitati dai pubblici poteri se non entro limiti rigorosamente definiti Riguardano i cittadini italiani e gli stranieri Difesa della persona anche nella sua dimensione sociale (principio pluralista) Solidarietà come principio di convivenza civile (principio solidarista)
Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Affermazione del principio della uguaglianza formale, che garantisce pari dignità dei cittadini di fronte alla legge Affermazione del principio della uguaglianza sostanziale: allo Stato spetta il compito di rimuovere gli ostacoli che ne impediscono la realizzazione
Art. 4. La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. Il lavoro come strumento di sostentamento e di affermazione della dignità del’individuo Affermazione del principio di solidarietà, attraverso gli istituti di assistenza e di previdenza sociale
Alla base, la struttura dello stato regionale Art. 5. La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento. Affermazione del principio di autonomia, in base al quale le comunità locali hanno il diritto di regolamentarsi autonomamente in determinate materie Alla base, la struttura dello stato regionale Interessanti le attuali tendenze federaliste (cfr. le leggi Bassanini del 1997, che introducono il federalismo a Costituzione invariata secondo il principio della sussidiarietà)
Due modelli di tutela delle minoranze:Art. 6. La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche. In Italia le minoranze sono circa 15 (albanese, altoatesina, catalana, carnica, croata, francese, friulana, ladina, greca, sarda, slovena ecc.) Due modelli di tutela delle minoranze: Il bilinguismo (nelle scuole entrambe le lingue) Il separatismo linguistico (scuole differenziate, rapporti pubblici nella lingua madre)
Art. 7. Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale. Concordato del 1929, che fissa i rapporti tra Stato italiano e Chiesa cattolica Nuovo Concordato nel 1984, per affermare la laicità dello Stato, con conseguente libertà a tutte le confessioni religiose (pluralismo confessionale)
Affermazione del pluralismo confessionale Art. 8. Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze. Affermazione del pluralismo confessionale Dal 1984, nuove intese tra lo Stato e le diverse confessioni religiose NB problematiche legate all’immigrazione
Art. 9. La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Libertà nella formazione culturale e libertà di espressione di quanti promuovono la cultura a tutti i livelli Dalla tutela del paesaggio alla tutela dell’ambiente (rif. Alla complessa legislazione internazionale in materia)
Riferimento e accettazione del diritto internazionale Art. 10. L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici. Riferimento e accettazione del diritto internazionale E’ cambiato il sistema di riferimento con la creazione dell’Unione Europea (cittadini comunitari ed extracomunitari) Diritto di asilo ed estradizione
Affermazione del principio pacifista Art. 11. L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. Affermazione del principio pacifista Le limitazioni alla sovranità fanno riferimento e permettono l’adesione a istituzioni sovranazionali quali l’ONU o l’Unione Europea
La bandiera è solo un simbolo? Art. 12 La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni. La bandiera è solo un simbolo? E’ il segno della storia che ha condotto alla nascita dell’Italia unita (il primo tricolore fu la bandiera della Repubblica Cispadana, 7 gennaio 1747)
E i “nuovi diritti”? Diritti… Alla riservatezza Alla casaAll’obiezione di coscienza Dei disabili a partecipare alla vita sociale All’identità sessuale e a libere relazioni sessuali Dei consumatori Nei confronti della pubblica amministrazione (di accesso ai documenti amministrativi ecc.) Ad una corretta e obiettiva informazione contro lo strapotere dei mass media Del malato alla libertà terapeutica
Si tratta di: Diritti eterogenei quanto a struttura giuridica Non hanno un riconoscimento costituzionale diretto Sono espressione di nuovi valori Sono però desumibili dalle norme e dai principi costituzionali
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Il 1° gennaio 1948 entrò in vigore la Costituzione Sul progetto

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4
 Art. 5

Art. 7
 Art. 8

Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 12