Source: http://www.avismarche.it/statuto-e-regolamento/
Timestamp: 2018-10-17 13:32:09+00:00

Document:
Avis Regionale Marche: Statuto e Regolamento
Approvato in Assemblea Straordinaria il 12 Marzo 2005 a Fabriano
Scarica lo Statuto Avis Marche
c.1 L’Associazione “Avis Regionale Marche” è costituita da coloro che donano volontariamente, gratuitamente, periodicamente e anonimamente il proprio sangue e dalle Associazioni Provinciali e Comunali di appartenenza.
c.2 L’Avis Regionale Marche ha sede legale in Ancona, via Tiraboschi n. 36/F ed esplica la propria attività istituzionale esclusivamente nell’ambito della Regione Marche.
c.3 L’Avis Regionale Marche , che aderisce all’Avis Nazionale, è dotata di piena autonomia giuridica, patrimoniale e processuale rispetto all’Avis Nazionale medesima.
c.1 L’Avis Regionale Marche è un’associazione di volontariato, apartitica, aconfessionale, non lucrativa, che non ammette discriminazioni di sesso, razza, lingua, nazionalità, religione, ideologia politica.
c.2 L’Avis Regionale ha lo scopo di promuovere la donazione di sangue intero e/o di una sua frazione, volontaria, periodica, associata non remunerata, anonima e consapevole, intesa come valore umanitario universale ed espressione di solidarietà e di civismo, che configura il donatore quale promotore di un primario servizio socio-sanitario ed operatore della salute, anche al fine di diffondere nella comunità locale d’appartenenza i valori della solidarietà, della gratuità, della partecipazione sociale e civile e della tutela del diritto alla salute.
4. Collabora con le altre associazioni di settore e con quelle affini che promuovono l’informazione a favore della donazione di organi, della donazione del midollo osseo e del cordone ombelicale;
7. Svolge attività di formazione nelle materie di propria competenza anche per istituzioni ed organizzazioni esterne, con particolare riferimento al mondo della scuola, delle Forze Armate e del lavoro;
9. Chiamata dei propri Associati Donatori, alle visite mediche ed alle donazioni, ove la stessa sia gestita direttamente da Avis Regionale;
10. Raccolta del sangue e dei suoi componenti, ove la stessa sia gestita direttamente da Avis Regionale;
11. Svolge direttamente, o a mezzo di altri soggetti giuridici, anche societari, allo scopo costituiti, attività di servizio a favore delle proprie associate.
c.2 Sono soci persone giuridiche dell’Avis Regionale: le Avis Provinciali – ed equiparate le Avis Comunali, di base – ed equiparate -, nonché le Avis territoriali di coordinamento intermedie già costituite alla data del 17 maggio 2003 (data di approvazione assembleare dello statuto nazionale) operanti nel territorio amministrativo corrispondente .
c.3 Sono soci persone fisiche dell’Avis Regionale tutti coloro che abbiano aderito alle Avis Comunali operanti nel territorio amministrativo corrispondente.
Art.5 MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE VITA ASSOCIATIVA
ART. 5 – c.1 La partecipazione alla vita associativa non può essere temporanea, fatto salvo quanto previsto dall’art. 6.
c.3 I soci persone fisiche partecipano all’Assemblea Regionale attraverso i delegati nominati dalle Assemblee Provinciali, i quali esprimono ciascuno tanti voti quanti sono i soci persone fisiche che rappresentano.
c.4 I soci persone giuridiche partecipano all’Assemblea Regionale a mezzo del loro rappresentante legale ovvero, previa delega, dal rappresentante legale di altro associato persona giuridica; il quale può essere portatore di un massimo di 5 deleghe.
c.6 La partecipazione all’Assemblea Regionale, sia ordinaria che straordinaria, è di un delegato ogni 500 soci o frazione di soci persone fisiche, col minimo comunque di un delegato per ogni Associazione Provinciale.
c.7 I delegati sono determinati in base al numero dei soci delle Avis Comunali in possesso dei requisiti statutari richiesti alla data del 31 dicembre dell’anno sociale precedente; fermo restando che il numero dei soci non potrà mai superare di oltre un terzo il numero delle donazioni effettuate nell’anno di riferimento né essere inferiore al terzo di tale numero.
Art.6 PERDITA DELLA QUALIFICA DI SOCIO
c.1 Le modalità di recesso, esclusione e di espulsione degli associati persone fisiche e giuridiche nonché le fattispecie per la perdita della qualifica di socio da parte della persona fisica sono regolamentate negli statuti dell’AVIS Nazionale e di quella Comunale, ai quali si fa rinvio.
Art.7 ALBO REGIONALE DEI BENEMERITI
ART. 7 – c.1 L’Avis Regionale potrà istituire l’Albo Regionale dei benemeriti, nel quale iscrivere tutti coloro, persone fisiche o giuridiche, che hanno contribuito o contribuiscono anche una tantum, con il proprio sostegno, allo sviluppo morale e materiale dell’Associazione e siano stati considerati tali dal Consiglio Direttivo Regionale.
c.2 E’ organo di controllo dell’Avis Regionale, il Collegio dei Revisori dei Conti.
c.3 E’ organo di giurisdizione interna dell’Avis Regionale, il Collegio Regionale dei Probiviri.
Art.9 L'ASSEMBLEA REGIONALE DEGLI ASSOCIATI
c.1 L’Assemblea Regionale degli Associati è composta dai rappresentanti legali delle Associate persone giuridiche e dai delegati degli associati persone fisiche nominati dalle Assemblee Provinciali. I delegati degli associati persone fisiche mantengono il loro incarico fino alla nomina dei delegati dell’Assemblea Regionale ordinaria dell’anno successivo.
c.4 L’Assemblea Regionale degli Associati si riunisce in via ordinaria almeno una volta l’anno entro il mese di aprile, per l’approvazione del bilancio consuntivo, predisposto dal Consiglio Direttivo Regionale e la ratifica del preventivo finanziario, già approvato dal Consiglio medesimo.
c.6 L’Assemblea Regionale è convocata dal Presidente dell’Avis Regionale con avviso scritto inviato almeno quindici giorni prima della seduta. Nei casi di convocazione di urgenza l’avviso potrà essere inviato anche a mezzo telegramma, fax o messaggio di posta elettronica spedito almeno dieci giorni prima.
c.11 All’Assemblea Regionale degli Associati partecipano, senza diritto di voto, i componenti del Consiglio Direttivo Regionale, i componenti del Collegio Sindacale e i Consiglieri Nazionali della stessa Avis Regionale se non delegati.
Art.10 COMPETENZE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE DEGLI ASSOCIATI
a) l’approvazione del bilancio consuntivo, accompagnato da una nota di sintesi sull’attività svolta, elaborata dal Consiglio Direttivo Regionale e dalla relazione del Collegio dei Revisori dei Conti, la ratifica del bilancio preventivo, approvato Consiglio Direttivo Regionale;
c) l’elezione e la revoca dei componenti del Consiglio Direttivo Regionale, del Collegio Regionale dei Probiviri, nonché della Commissione Verifica Poteri;
h) la formulazione della proposta dei candidati alle cariche elettive dell’AVIS Nazionale, nel rispetto di quanto disposto dal regolamento nazionale;
Art.11 IL CONSIGLIO DIRETTIVO REGIONALE
c.1 Il Consiglio Direttivo Regionale è composto dai Presidenti Provinciali in carica e dai membri eletti dall’Assemblea Regionale degli Associati nel numero deliberato dall’Assemblea dell’anno precedente a quella del rinnovo delle cariche associative.
Ogni Avis Provinciale deve essere rappresentata da almeno un Consigliere oltre al proprio Presidente
c.2 Il Consiglio Direttivo Regionale elegge al proprio interno il Presidente, e su proposta del Presidente medesimo uno o due Vicepresidenti – dei quali uno Vicario – il Segretario e il Tesoriere, i quali costituiscono l’Ufficio di Presidenza.
c.3 Il Comitato Esecutivo, che esplica le funzioni di cui all’art. 12 del presente Statuto, è formato dai componenti dell’Ufficio di Presidenza e da Consiglieri con specifici incarichi nominati dal Consiglio Direttivo Regionale su proposta del Presidente.
c.4 Il Consiglio Direttivo Regionale si riunisce in via ordinaria almeno due volte l’anno, entro il 31/12 ed il 31/03, rispettivamente per l’approvazione definitiva del preventivo finanziario e dello schema di bilancio consuntivo da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea Regionale degli Associati nei termini di cui al 4° comma dell’art. 9 e in via straordinaria ogni qualvolta lo ritenga opportuno il Presidente, un terzo dei suoi componenti ovvero lo richieda il Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti. Inoltre potrà curare la variazione – ove giudicato necessario e/o opportuno – tra i capitoli di spesa del preventivo finanziario già ratificato dall’Assemblea Regionale degli Associati, nel rispetto della somma complessiva delle uscite ovvero la variazione per nuove o maggiori spese compensate da nuove o maggiori entrate.
c.8 Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei voti dei presenti, fatta eccezione per quella di proposta all’Assemblea Generale degli Associati dell’AVIS Nazionale circa l’espulsione di un’Avis Comunale o di un’Avis Provinciale – ovvero per quella di proposta di modifica statutaria da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea Regionale, per le quali occorre il voto favorevole di almeno metà più uno dei componenti aventi diritto. Nel caso di parità dei voti prevale il voto del Presidente.
c.9 Nel caso in cui nel corso di un mandato vengano a mancare uno o più Consiglieri, nell’ordine subentrano i non eletti.
Il Consiglio Direttivo Regionale potrà altresì nominare il Direttore sanitario dell’Avis regionale e il Comitato Medico Regionale.
c.13 Nei casi di necessità e d’urgenza e/o ove sia impossibile convocare tempestivamente il Consiglio Direttivo Regionale nei termini e con i quorum costitutivi e deliberativi di cui al comma 5 del presente articolo, si applica la lett. c) del 2° comma dell’art. 13.
c.14 I poteri del Consiglio Direttivo Regionale possono essere singolarmente delegati, dall’organo stesso, al Presidente, al Vicepresidente , all’Ufficio di Presidenza, al Comitato Esecutivo.
c.1 Il Comitato Esecutivo – cui compete la predisposizione degli schemi del bilancio preventivo e di bilancio consuntivo da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea Regionale degli Associati per il tramite del Consiglio Regionale – delibera altresì, riferendo al Consiglio medesimo, sui seguenti argomenti:
g) il conferimento di incarichi di consulenza e di prestazione professionale, tanto a titolo gratuito che oneroso, nei limiti di spesa determinati annualmente dal Consiglio Regionale.
c.2 Il Comitato Esecutivo inoltre delibera su tutti gli argomenti ad esso delegati dal Consiglio Regionale, del quale esegue le delibere; attende all’ordinaria amministrazione; assume, in luogo del Consiglio Regionale, le decisioni urgenti da sottoporre alla ratifica del Consiglio medesimo in occasione della prima riunione successiva.
c.3 Per i tempi e le modalità di convocazione delle sedute del Comitato Esecutivo – che può riunirsi anche in video conferenza – e per la formazione delle maggioranze nelle relative deliberazioni si applicano le medesime disposizioni del Consiglio Regionale, fermi restando i tempi dell’approvazione dei bilanci, di cui al presente statuto.
c.1 Il Presidente, eletto dal Consiglio Regionale al proprio interno, presiede l’Avis Regionale, ne ha la rappresentanza legale ed ha la firma sociale di fronte ai terzi ed in giudizio.
a) convocare e presiedere l’Assemblea Regionale degli Associati, il Consiglio Regionale, il Comitato Esecutivo, nonché formularne l’ordine del giorno;
c.5 La firma e/o la presenza del Vicepresidente Vicario fa fede, di fronte ai terzi, dell’assenza o dell’impedimento temporaneo del Presidente.
c.1 Il Collegio dei Revisori dei Conti è costituito da tre componenti effettivi e due supplenti nominati dall’Assemblea Regionale degli Associati tra soggetti dotati di adeguata professionalità.
c.4 I Revisori dei Conti, che partecipano di diritto all’Assemblea Regionale degli Associati, intervengono alle sedute del Consiglio Direttivo Regionale in cui vengano assunte deliberazioni in ordine al preventivo finanziario ed al bilancio consuntivo, oltre a quelle in cui vengano convocati.
Art.15 COLLEGIO REGIONALE DEI PROBIVIRI
c.1 Il Collegio Regionale dei Probiviri – eletto dalla Assemblea Regionale degli Associati – si compone di tre membri effettivi e due supplenti scelti tra persone dotate della necessaria competenza.
c.2 Il Collegio Regionale dei Probiviri, che elegge al proprio interno il Presidente dell’organo, svolge – ove adito – la funzione di giudice di primo grado in ordine all’espulsione o all’esclusione del socio persona fisica, deliberata dal Consiglio Direttivo Comunale nei casi di cui all’art. 5 dello statuto delle Avis Comunali; svolge inoltre, ove adito, la funzione di giudice di primo grado in ogni controversia tra soci persone fisiche o tra soci persone giuridiche appartenenti alla propria regione ovvero tra soci persone fisiche e soci persone giuridiche sempre appartenenti alla regione medesima. Decide altresì negli altri casi indicati dal presente statuto.
ART. 16 – c.1 Il patrimonio dell’Avis Regionale, costituito da beni mobili ed immobili, ammonta attualmente a complessivi Euro 10.861,45.
c.4 E’ vietato all’Avis Regionale distribuire, anche in modo indiretto, eventuali utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge.
Art.17 ESERCIZIO FINANZIARIO
ART. 17 – c.1 L’esercizio finanziario ha la durata di un anno solare.
ART. 18 – c.1 Tutte le cariche sociali sono quadriennali e non retribuite.
c.4 Il Regolamento nazionale disciplina i casi di incompatibilità.
ART. 19 – c.1 Lo scioglimento dell’Avis Regionale può avvenire con delibera dell’Assemblea Regionale degli Associati, su proposta del Consiglio Direttivo Regionale, solo in presenza del voto favorevole di almeno i tre quarti dei suoi componenti aventi diritto.
c.2 Sempre con delibera dell’Assemblea regionale, su proposta del Consiglio Direttivo Regionale, in caso di scioglimento, dopo aver provveduto alla liquidazione di tutte le passività e pendenze, i beni residui saranno devoluti all’AVIS Nazionale o ad altra organizzazione che persegue finalità analoghe, sentito l’organismo di controllo di cui alla legge 662/96.
ART. 20 – c.1 Per tutto quanto non previsto dal presente Statuto valgono le norme dello statuto e del regolamento dell’AVIS Nazionale, quelle dello statuto delle Avis Comunali, che siano associate all’Avis Regionale, nonché quelle del codice civile e delle altre leggi vigenti in materia e in particolare della L. 266/1991 e del D.Lgv. 460/97 e successive loro modificazioni ed integrazioni.
ART. 21 – c.1 Nelle more dell’approvazione del presente statuto nei modi e nei tempi di legge, si applicano le disposizioni del vigente statuto dell’AVIS Nazionale.
c.3 Per le Avis Comunali con un numero di soci non superiore a cinquecento, nel computo dei mandati di cui al comma 3 dell’art. 18 del presente Statuto, non si considerano quelli espletati precedentemente.
Il 20 aprile 2008 l’Avis Marche durante lo svolgimento dell’annuale assemblea ordinaria ha approvato il nuovo regolamento regionale.
Scarica il Regolamento Avis Marche
L’Avis Regionale delle Marche aderisce all’AVIS Nazionale in virtù dell’assenso
espresso dal Consiglio Direttivo Regionale del 05 novembre 2004.
L’Avis Regionale delle Marche, costituita il 21 maggio 1972, ha sede in
Ancona in Via Tiraboschi 36/f.
Art.2 MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE ALLA VITA ASSOCIATIVA
MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE ALLA VITA ASSOCIATIVA
La Commissione Verifica poteri accerta la regolare posizione degli aventi
diritto di voto nell’Assemblea regionale dei soci, cioè i legali rappresentanti dei
soci persone giuridiche e i delegati soci persone fisiche, sulla base della
documentazione inviata dalle rispettive Avis provinciali.
1)Elenchi nominativi dei Presidenti e legali rappresentanti dei soci persone
2)Elenchi nominativi dei delegati dei soci persone fisiche;
3)Certificazione attestante l’avvenuto regolare pagamento delle quote
4)Nominativo del Capo delegazione;
5)Copia del verbale dell’Assemblea provinciale sottordinata, con relativi allegati
Il delegato impossibilitato è sostituito da un delegato supplente, individuato sulla base
dei criteri definiti dall’Assemblea provinciale di appartenenza.
Ogni Presidente delle Avis associate non può essere portatore di più di cinque
deleghe di altro associato persona giuridica.
I componenti del Consiglio Direttivo non possono essere delegati di soci persone
fisiche della stessa struttura.
La Commissione verifica poteri, che dura in carica quattro anni, è costituita da
componenti eletti dalla Assemblea ordinaria dell’anno precedente a quella di
rinnovo delle cariche sociali, nel numero stabilito dall’Assemblea stessa. La
Commissione elegge al proprio interno il Presidente che di volta in volta nomina il
Art.3 QUOTE SOCIALI
QUOTE SOCIALIRegolamento-Tipo Avis Locali pag. 2/8
Gli importi e le modalità di versamento delle quote sociali annuali all’Avis
Regionale sono stabilite dall’Assemblea dei soci, mediante apposita delibera che
ha validità quadriennale salvi casi eccezionali.
Art.4 L'ASSEMBLEA REGIONALE E DEGLI ASSOCIATI
L’ASSEMBLEA REGIONALE E DEGLI ASSOCIATI
La sede dell’Assemblea Regionale degli associati è stabilita di volta in volta dal
Consiglio Direttivo Regionale e si svolgerà a rotazione in località proposte
dalle AVIS Provinciali.
La convocazione dei soci persone giuridiche all’Assemblea Regionale è fatta con
avviso scritto inviato – a mezzo servizio postale, oppure tramite posta elettronica
– al Presidente di ciascuna associata persona giuridica.
La convocazione dei delegati dei soci persone fisiche è inviata per iscritto, a
mezzo servizio postale, per il tramite dell’Avis Provinciale di appartenenza del
Ogni delegato di soci persone fisiche o legale rappresentante del socio persona
giuridica, prima di ogni assemblea, potrà prendere visione della bozza della
relazione associativa, dei bilanci e di ogni altro documento, presso la Segreteria
dell’Avis Provinciale di appartenenza. La documentazione dovrà essere
disponibile almeno 8 giorni prima dell’Assemblea.
La seconda convocazione deve avvenire a distanza di almeno un’ora dalla
prima e comunque entro le 24 ore successive.
La votazione della relazione, del bilancio consuntivo e la ratifica del
bilancio preventivo avviene in modo palese.
Relazione e bilancio consuntivo vengono votati congiuntamente.
Art.5 SEGRETARIO E TESORIERE: FUNZIONAMENTO E COMPETENZE
Il Segretario procede alla stesura dei verbali ed è responsabile della loro tenuta,
dirige e controlla il funzionamento degli uffici, impartisce le disposizioni al
personale per l’attuazione delle delibere del Consiglio Direttivo e del Comitato
Esecutivo e ne sorveglia l’esecuzione, ha le funzioni di capo del personale e
propone al Comitato Esecutivo tutti i provvedimenti del caso.
Il Tesoriere sovrintende alle attività patrimoniali, amministrative ed alla gestione
delle risorse economiche; predispone i bilanci consuntivi e preventivi, gestisce i
rapporti bancari e postali secondo le modalità indicate statutariamente.
Art.6 COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI: FUNZIONAMENTO E COMPETENZERegolamento-Tipo Avis Locali pag. 3/8
Il Consiglio Direttivo Regionale, fermo restando i compiti del Collegio dei
Revisori, su proposta del tesoriere, di un consigliere oppure di un Sindaco
Revisore, può deliberare di fare certificare il proprio bilancio da una società di
Ciascun Revisore effettivo è singolarmente investito dell’attività di controllo della
contabilità e della regolarità formale degli atti amministrativi.
Il Presidente deve convocare il Collegio almeno ogni novanta giorni per un
controllo congiunto degli atti amministrativi e dei documenti contabili, fatta salva
la facoltà di ciascun membro di esercitare singolarmente in ogni momento tale
Il Collegio, inoltre, effettua il controllo del conto consuntivo, predisposto dal
Tesoriere ed approvato dal Consiglio Direttivo Regionale, prima della sua
presentazione all’Assemblea, alla quale espone la propria relazione.
Di ogni verifica collegiale deve essere redatto un verbale; copia di questo va
inviata al Consiglio Direttivo Regionale ed al tesoriere.
I Revisori hanno l’obbligo di comunicare gli eventuali rilievi negativi al Consiglio
Direttivo Regionale e ove ne sussistano le fattispecie previste dalla legge, alle
Alle attività del Collegio dei Revisori si applicano le norme dettate in proposito dal
Art.7 COLLEGIO REGIONALE DEI PROBIVIRI
COLLEGIO REGIONALE DEI PROBIVIRI: FUNZIONAMENTO E
Il ricorso avanti al Collegio dei Probiviri, sottoscritto dal ricorrente e dall’eventuale
suo patrocinatore e corredato di tutti i mezzi di prova, deve essere proposto per
iscritto e depositato o inviato, presso la Sede Regionale, entro il termine
perentorio di trenta giorni dal fatto che vi ha dato origine o dalla conoscenza di
Ove il ricorrente non sia in possesso di tutta la documentazione alla scadenza
del termine, potrà produrre la stessa anche oltre tale termine, comunque non
oltre il quindicesimo giorno dalla data in cui ne è venuto in possesso.
Il Presidente trasmette la documentazione e assegna alla controparte il termine
di trenta giorni per la spedizione o il deposito di eventuale contro ricorso e fissa
la data del dibattimento, dandone comunicazione alle parti ed ai loro eventuali
Avanti al Collegio la parte può stare sia personalmente e/o con l’assistenza di
uno o più patrocinatori sia a mezzo di procuratore con delega scritta anche a
margine od in calce al ricorso.
Di ogni riunione del Collegio deve essere redatto un verbale, sottoscritto dai tre
componenti del Collegio.
La decisione deve essere pronunciata entro novanta giorni – salvo proroga
appositamente deliberata dal Collegio – e comunicata a cura del Presidente del
Collegio medesimo con lettera raccomandata inviata, entro i quindici giorni
successivi, alle parti interessate e al Presidente dell’Avis Regionale.
L’impugnazione della decisione di primo grado può essere proposta mediante
deposito del ricorso avanti il Collegio Nazionale dei Probiviri e comunicata alla
eventuale controparte entro il termine perentorio di trenta giorni dalla
L’impugnazione sospende l’efficacia della decisione, fermo restando quanto
stabilito dai commi 6 e 7 dell’art. 7 dello Statuto Nazionale.
a)censura scritta;
b)sospensione, per un periodo non inferiore a due mesi e non superiore a
ventiquattro mesi, dalla qualifica e dalla attività di socio. Durante il periodo di
sospensione, il socio non può partecipare alla vita associativa.
c) espulsione dall’associazione, che priva il socio di tutti i diritti inerenti alla
qualifica, con l’obbligo di restituzione della tessera.
Stesse sanzioni saranno applicabili al soggetto che ha inopportunamente
adito il Collegio dei Probiviri, causando danno al chiamato
Il Segretario cura la tenuta del registro dei soci espulsi e ne da comunicazione
alle Avis territoriali competenti.
Nei casi di particolare gravità ed urgenza, il Consiglio Direttivo dell’Avis
Comunale o di base di appartenenza può, nelle more della decisione definitiva in
ordine all’espulsione del socio persona fisica, disporne la sospensione cautelare.
Il socio espulso, decorsi almeno cinque anni dal passaggio in giudicato della
decisione, può essere riammesso nell’associazione, previo parere favorevole
dell’Avis Comunale, di base o equiparata cui si rivolge per la riammissione, con
provvedimento del Presidente Nazionale.
Art.8 NORME AMMINISTRATIVE E FINANZIARIE
ART. 8Regolamento-Tipo Avis Locali pag. 5/8
L’Avis Regionale delle Marche deve tenere le scritture contabili ed i libri sociali,
oltre agli elenchi e/o registri di cui alle disposizioni vigenti in materia di
Tutte le operazioni relative all’amministrazione dell’Associazione devono essere
disposte dal tesoriere e supportate da idonea documentazione.
movimentazioni, sono disposti con firma disgiunta dal Presidente, e/o dal
tesoriere e/o da eventuali delegati individuati, con apposita delibera del Consiglio
Al fine di garantire il rispetto dei principi di trasparenza e di corretta gestione
amministrativa, il Consiglio Direttivo Regionale è tenuto – per il tramite del
tesoriere – a fornire al socio che ne formuli motivata richiesta elementi conoscitivi
in ordine alla gestione stessa.
Art.9 CARICHE
L’accettazione della carica da parte dei componenti del Consiglio Direttivo
Regionale, del Comitato Esecutivo, del Collegio dei Revisori dei Conti e del
Collegio Regionale dei Probiviri, deve risultare da apposito verbale dell’organo di
cui sono componenti.
Ogni carica sociale è incompatibile in presenza di rapporti di parentela o di
affinità fino al terzo grado, di affari, di lavoro, nonché di ogni altra condizione che
sia riferita esclusivamente ad atti o provvedimenti che possano configurare
contrasto con gli interessi e le finalità dell’Associazione.
Per accertare se uno dei rapporti e/o condizioni evidenziati dal precedente
comma possano effettivamente determinare una causa di incompatibilità
relativamente alla carica sociale detenuta, occorre tenere conto del possibile
pregiudizio che, per l’Associazione, potrebbe derivare dagli atti e/o provvedimenti
adottati e/o adottandi dalle parti coinvolte.
Ai sensi e per gli effetti dell’art. 22, comma 2 del Regolamento Nazionale,
nell’Avis Regionale delle Marche è inammissibile detenere
contemporaneamente, ossia nel corso di un medesimo mandato, più cariche
in organi associativi del medesimo livello.
Art.10 NORME DI RINVIO
NORMA DI RINVIORegolamento-Tipo Avis Locali pag. 6/8
Per tutto quanto concerne – rispettivamente – i soci, i doveri dei soci, il logo e i
segni distintivi dell’Associazione, le benemerenze associative, gli organi, la
costituzione e l’adesione delle associazioni locali si rinvia esclusivamente agli
artt. 2, 3, 4, 7 e 8 del Regolamento Nazionale, approvato dall’Assemblea
Generale degli Associati dell’AVIS Nazionale il 16 maggio 2004, che si applicano
Allo stesso modo, le modalità di esercizio del voto, le elezioni per il rinnovo delle
cariche sociali nonché ogni procedura connessa alle elezioni stesse sono
disciplinate – oltre che dalle norme statutarie vigenti – esclusivamente dalle
disposizioni di cui agli artt. 19-30 della Sezione Integrativa del Regolamento
Nazionale, approvata dal Consiglio Nazionale dell’AVIS nella seduta dell’11
dicembre 2004, in attuazione del disposto di cui all’art. 19 del Regolamento
medesimo, approvato dall’Assemblea Generale degli Associati il 16 maggio
E’ nulla pertanto – e, quindi, automaticamente non applicabile – ogni
disposizione regolamentare in contrasto con le norme dello Statuto e del
Regolamento Nazionale, nonché del vigente Statuto dell’Avis Regionale delle
Art.11 GRUPPI DI LAVORO
Il Consiglio Direttivo può nominare gruppi di lavoro per temi di interesse
associativo temporaneo o permanente.
I gruppi di lavoro affiancano i membri del Comitato Esecutivo
nell’adempimento e nell’elaborazione ed esecuzione di programmi e
progetti, determinati da quest’ultimo.
E’ compito di ogni componete del Comitato Esecutivo convocare e
presiedere il gruppo di lavoro facente capo alla propria sfera di
Art.12 COMITATO MEDICO REGIONALE
COMITATO MEDICO REGIONALE
c.1 Il Comitato Medico Regionale è costituito dal Direttore Sanitario e dai
Direttori Sanitari delle AVIS Provinciali; nello svolgimento della propria
attività, si puo’ avvalere anche di esperti esterni e consulenti.
c.2 Il Comitato costituisce l’organo consultivo dell’AVIS Regionale su
argomenti di carattere sanitario di interesse associativo. Esso svolge,
inoltre, tenendo costantemente informato il Comitato Esecutivo al riguardo, Regolamento-Tipo Avis Locali pag. 7/8
attività di coordinamento ed indirizzo per le strutture sanitarie delle AVIS
associate e coopera con istituzioni e società scientifiche operanti in
ambito di medicina trasfusionale e delle altre branche mediche e
c.3. Il Comitato è convocato per iscritto dal Presidente Regionale che lo
presiede personalmente, o a mezzo di un suo delegato, almeno due volte
l’anno, nonché ogni volta che devono essere assunti, dagli organi di
governo associativi, deliberazioni nelle materie di cui al 2° comma del
c.4 Il Presidente Regionale informa sui pareri espressi dal Comitato Medico
Regionale, per quanto di rispettiva competenza, l’Assemblea Generale
degli Associati, il Consiglio Direttivo ed il Comitato Esecutivo.
Art.13 DIRETTORE SANITARIO
II Direttore Sanitario è nominato dal Consiglio Direttivo Regionale tra
soggetti di riconosciuta competenza tecnica e dedizione associativa. Il
Direttore Sanitario collabora con il Presidente Regionale per il
coordinamento e l’attuazione delle iniziative di carattere scientifico e
tecnico promosse dal Consiglio Direttivo Regionale e dal Comitato Medico
L’incarico di Direttore sanitario dura quattro anni ed è rinnovabile.
Il Direttore Sanitario è componente del Comitato Medico Regionale e fa
parte del Comitato di gestione del Dipartimento di Medicina Trasfusionale
Art.14 ALBO DELLE CROCI
ALBO DELLE CROCI D’ORO.
E’ istituito l’albo Regionale dei Donatori che sono stati insigniti della
onorificenza di CROCE D’ORO o equivalente.
All’albo sono iscritti tutti i donatori che in qualsiasi tempo hanno ricevuto
l’onorificenza della croce d’oro conferita dalla propria AVIS Comunale.
Sono altresì iscritti all’albo coloro che nel passato, quando tale
onorificenza non era attribuita, hanno raggiunto le 100 (cento) donazioni. I
nominativi dei donatori insigniti sono comunicati dalle AVIS Comunali
all’AVIS Regionale, attraverso le rispettive AVIS Provinciali.
Art.15 ZONALI
ART. 15Regolamento-Tipo Avis Locali pag. 8/8
Le Avis Comunali possono unirsi in forme aggregative chiamate Avis
Zonali al fine di promuovere iniziative ed affrontare problemi riguardanti il
territorio di propria competenza, come la chiamata del donatore
L’AVIS zonale ha funzioni operative ed è gestita dai Consigli Direttivi delle
AVIS che vi fanno capo e riferimento, attraverso un coordinamento che
opera su loro mandato. sulla base di un tema determinato e per un
periodo previsto.
L’AVIS zonale non è una struttura associativa intermedia tra l’AVIS
Comunale e l’AVIS Provinciale.
Art.16 SOCI NON PIÙ ATTIVI E SOCI SOSTENITORI
SOCI NON PIÙ ATTIVI E SOCI SOSTENITORI.
Le AVIS Comunali sono impegnate a tenere aggiornati gli elenchi dei soci
donatori che hanno cessato la loro attività nell’associazione e quella dei
Gli elenchi saranno distinti in:
EMERITI – coloro che hanno smesso la loro attività per limiti di età o di
EX SOCI – coloro che hanno smesso l’attività di soci senza un’apparente
SOSTENITORI – coloro che sono impegnati a sostenere costantemente,
con somme di denaro l’associazione.
Questi soci non hanno diritto di voto, nè attivo nè passivo e non hanno
diritto di partecipazione in assemblea.
Le AVIS Comunali possono invitare questi soci alle pubbliche
manifestazioni dell’associazione almeno con manifesto.
Approvato dal Consiglio Direttivo Regionale nella seduta del 15/03/2016
Scarica il Codice Etico Avis Marche
La responsabilità sociale è stata definita da Howard Bowen, considerato il padre della Corporate Responsibility, nel 1953 nel seguente modo: “La RSI fa riferimento agli obblighi degli uomini di affari di perseguire quelle politiche, prendere quelle decisioni, o seguire quelle linee di azione auspicabili in termini di obiettivi e valori della nostra società.”
Per Responsabilità Sociale delle Imprese (e delle organizzazioni), RSI, o secondo l’acronimo inglese CSR (Corporate Social Responsibility), si intende “l’integrazione su base volontaria, da parte delle imprese e delle organizzazioni, delle preoccupazioni sociali e ambientali nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate”.
La Responsabilità Sociale di Impresa e di Organizzazione riguarda comportamenti volontari di AVIS che vanno oltre il semplice rispetto degli obblighi giuridici, ritenendo, altresì, che un’organizzazione debba integrare i valori etici nella gestione delle sue attività e rapportarsi in modo esplicito con tutti i soggetti profit e non profit che sono interessati ed in qualsiasi modo coinvolti dal suo operare nell’ambiente esterno (gli stakeholder o “portatori di interesse”).
Alla base di un’organizzazione socialmente responsabile qual è AVIS, ancor più se essa rientra nell’ambito delle organizzazioni di terzo settore, di cittadinanza attiva e della società civile, che per la loro attenzione al territorio e il diretto rapporto con la cittadinanza rivestono un’importanza fondamentale per lo sviluppo sociale, vi è l’elaborazione e la condivisione di un codice etico.
Il presente documento denominato “Codice etico” o “Codice”, adottato dal Consiglio Direttivo, regola il complesso di diritti, doveri e responsabilità che l’Avis Regionale Marche (di seguito “Avis Regionale”) ed i suoi dipendenti, collaboratori, soci e volontari assumono espressamente nei confronti degli stakeholders o portatori di interesse, pubblici e privati, con i quali si trova quotidianamente ad interagire nell’ambito dello svolgimento della propria attività. L’insieme dei principi etici e dei valori espressi nel Codice dovranno ispirare l’attività di tutti coloro che operano in Avis Regionale, tenendo conto dell’importanza dei ruoli, della complessità delle funzioni e delle responsabilità loro affidate per il perseguimento degli scopi dell’Avis Regionale stessa.
L’etica nei comportamenti costituisce un valore imprescindibile per l’Avis Regionale e l’onestà, l’integrità morale, la trasparenza, l’affidabilità e il senso di responsabilità rappresentano i principi distintivi di tutte le attività svolte dall’organizzazione.
Art. 2 AMBITO DI APPLICAZIONE E DESTINATARI
Il presente Codice Etico, adottato dall’Avis Regionale Marche, stabilisce l’insieme dei principi e delle regole di comportamento cui devono attenersi i soci persone fisiche1 (e i soci persone giuridiche2), gli organi sociali ed i loro componenti, i dipendenti, i prestatori di lavoro temporaneo, i consulenti ed i collaboratori a qualunque titolo, i procuratori e qualsiasi altro soggetto che possa agire in nome e per conto dell’Avis Regionale. Il presente codice etico trova pure applicazione a tutti i soggetti che su designazione dell’Avis Regionale facciano parte di comitati etici, gruppi di ricerca e di lavoro, Consigli di amministrazione di società di capitali o di persone o qualunque altro organo o ente pubblico o privato.
L’Avis Regionale si impegna a portare il presente Codice Etico a conoscenza di tutti i destinatari sia interni che esterni l’Associazione, attivando gli opportuni canali di comunicazione. I destinatari del presente Codice Etico sono tenuti ad apprenderne i contenuti e a rispettarne i precetti.
Il presente Codice Etico, è stato approvato dal Consiglio Direttivo nella seduta del 15/03/2016 e illustrato e condiviso dall’Assemblea Annuale degli associati dell’Avis Regionale Marche del 23/04/2016 ed è vincolante per i comportamenti di tutti i suoi destinatari e dei terzi che abbiano con l’Avis Regionale rapporti stabili o temporanei o che ricevano incarichi da essa.
1 Per socio si intende: “chi dona periodicamente il proprio sangue, chi per ragioni di età o di salute ha cessato l’attività donazionale e partecipa con continuità alla attività associativa e chi, non effettuando donazioni, esplica con continuità funzioni non retribuite di riconosciuta validità nell’ambito associativo” Statuto Nazionale art. 6.2
2 “Sono soci persone giuridiche dell’AVIS le Avis Comunali, di base ed equiparate, le Avis Provinciali ed equiparate, le Avis Regionali ed equiparate, nonché le Avis territoriali di coordinamento intermedie – già costituite all’atto di approvazione assembleare del presente statuto – le quali abbiano compiuto gli adempimenti di cui al c. 14 dell’art. 6 del presente testo. Ai fini del presente Statuto l’Avis Alto Adige – Sudtirol e l’Avis Regionale Trento, nonché l’Avis Svizzera sono equiparate alle Avis Regionali” Statuto Nazionale art. 4.2
Art.3 VISIONE
Fondata a Ancona l’ 11/05/1972, l’ Avis Regionale Marche è un’associazione di volontariato apartitica, aconfessionale, senza discriminazione di razza, sesso, religione, lingua, nazionalità, ideologia politica, esclude qualsiasi fine di lucro, persegue finalità di solidarietà umana, ed ha lo scopo di promuovere la donazione di sangue – intero o di emocomponenti – volontaria, periodica, associata, non remunerata, anonima e consapevole, intesa come valore umanitario universale ed espressione di solidarietà e di civismo, che configura il donatore quale promotore di un primario servizio socio-sanitario ed operatore della salute, anche al fine di diffondere nella comunità nazionale ed internazionale i valori della solidarietà, della gratuità, della partecipazione sociale e civile e della tutela del diritto alla salute.
Art. 4 MISSIONE
Fin dalla sua costituzione, gli scopi dell’Associazione fissati dallo Statuto erano e sono: venire incontro alla crescente domanda di sangue, avere donatori pronti e controllati nella tipologia del sangue e nello stato di salute, donare gratuitamente sangue a tutti, senza alcuna discriminazione.
L’Regionale pertanto, in armonia con i propri fini istituzionali e con quelli del Servizio Sanitario Nazionale, si propone di:
Tutelare il diritto alla salute dei donatori e di coloro che hanno necessità di essere sottoposti a terapia trasfusionale;
Promuovere e partecipare a programmi di cooperazione nazionale ed internazionale.
Per il perseguimento degli scopi istituzionali enunciati nell’art. 2 del presente Statuto, l’Avis Regionale,
nel rispetto di quanto previsto dall’art. 3 comma 1 dello statuto nazionale, – coordinandosi con l’AVIS Nazionale e con le Istituzioni Pubbliche territoriali competenti, – svolge nei confronti delle associazioni che la costituiscono, una funzione di indirizzo, di coordinamento e verifica per il raggiungimento degli obiettivi associativi rappresentando i propri associati nei confronti di tutti i soggetti, istituzionali, pubblici e privati, di livello regionale.
In particolare, ai propri fini l’Avis Regionale svolge le seguenti attività:
Partecipa alla programmazione delle attività trasfusionali a livello regionale, in conformità al disposto delle leggi vigenti in materia, rappresentando l’associazione negli organismi istituzionali e presso le istituzioni di livello regionale, fornendo direttive e linee di indirizzo alle proprie associate per l’attuazione e il coordinamento delle politiche di settore sul territorio regionale;
Promuove e organizza campagne regionali di comunicazione sociale, informazione e promozione del dono del sangue, coordinandosi con le proprie associazioni aderenti e con le istituzioni competenti, nonché tutte le attività di comunicazione esterna, interna ed istituzionale, di propria competenza;
Collabora con le altre associazioni di settore e con quelle affini che promuovono l’informazione a favore della donazione di organi, della donazione del midollo osseo e del cordone ombelicale;
Coordina il flusso informativo a livello regionale;
Promuove la conoscenza delle finalità associative e delle attività svolte attraverso la stampa associativa, nonché la pubblicazione di riviste, bollettini e materiale multimediale;
Svolge attività di formazione nelle materie di propria competenza anche per istituzioni ed organizzazioni esterne, con particolare riferimento al mondo della scuola, delle Forze Armate e del lavoro;
Chiamata dei propri Associati Donatori, alle visite mediche ed alle donazioni, ove la stessa sia gestita direttamente da Avis Regionale;
Raccolta del sangue e dei suoi componenti, ove la stessa sia gestita direttamente da Avis Regionale;
Svolge direttamente, o a mezzo di altri soggetti giuridici, anche societari, allo scopo costituiti, attività di servizio a favore delle proprie associate.
Art. 5 PRINCIPI E VALORI
L’Avis Regionale riconosce anche il valore di un impegno all’applicazione di principi etici e di diritti umani che possono andare oltre la conformità alle leggi esistenti. A tale scopo i soci, i volontari, i dipendenti, i prestatori di lavoro temporaneo, i consulenti ed i collaboratori a qualunque titolo, i procuratori e qualsiasi altro soggetto che possa agire in nome e per conto dell’Avis Regionale devono rispettare e promuovere i seguenti principi:
onestà;
affidabilità;
obiettività e imparzialità;
5.1 Onestà
Agire, quotidianamente, con onestà, lealtà, rettitudine, sincerità, in base a principî morali ritenuti universalmente validi, astenendosi da azioni riprovevoli nei confronti del prossimo, e operando in libera coscienza, non alterata da secondi fini. L’agire nell’Avis e per l’Avis dovrà avvenire nel rispetto del vivere decoroso e dignitoso della persona umana.
5.2 Affidabilità
La correttezza nel funzionamento degli organi Associativi, degli apparati amministrativi e decisionali, della manifestazione di volontà dei soci e collaboratori nonché dei dipendenti equivale a serietà ed attendibilità di Avis Regionale quale soggetto giuridico che merita fiducia ed al contempo, organismo che evidenzia una maggiore probabilità di portare a risultati concreti e positivi ed al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sociale e culturale nella donazione del sangue.
5.3 Obiettività ed Imparzialità
L’Avis Regionale uniforma la sua attività ai principi di obiettività ed imparzialità dell’operato, considerando l’equità dei comportamenti un ineludibile principio di vita e condotta amministrativa e gestionale. L’Avis Regionale mantiene un atteggiamento realistico, esente da pregiudizi e da interpretazioni personalistiche che possano inficiare l’obiettiva e serena valutazione dei fatti.
L’Avis Regionale fa divieto di porre in essere atti di natura discriminatoria che ledano il principio dell’imparzialità dell’attività associativa. Il principio di imparzialità nella condotta associativa manifesta, infatti, la realizzazione dei diritti individuali e significa tutela dei diritti e delle libertà fondamentali.
A tal fine l’Avis Regionale pone in essere azioni che tendono a realizzare politiche tese a rimuovere ogni situazione che possa essere fonte di discriminazioni.
I rapporti interni ad Avis Regionale, tra soci, ma anche con i dipendenti, i collaboratori, i fornitori e gli stakeholder pubblici e privati devono essere improntati a principi di lealtà e correttezza, operando l’Associazione sempre in completa buona fede e riconoscendo eventuali errori, per porvi poi rimedio con la massima dedizione e tempestività.
L’Avis Regionale si impegna a realizzare l’interesse sociale evitando di arrecare danno a terzi e, ove si rendesse necessario, ponendo in essere tutti gli accorgimenti utili ad evitare spiacevoli conseguenze.
Una ulteriore garanzia sull’affidabilità dell’Avis Regionale, rispetto agli obiettivi che si vogliono raggiungere e che si stanno perseguendo, è la trasparenza e la diffusione dei dati e dei risultati inerenti l’attività associativa.
L’individuo, sia come singolo sia come parte di un gruppo sociale, ha il diritto etico e legale alla privacy personale, fondato sul principio primario del rispetto della persona umana. L’Avis Regionale, a tale scopo, garantisce la tutela della dignità, dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone, riferendosi a quelli che vengono definiti come diritti inviolabili delle persone umane, in particolare ai diritti alla riservatezza ed all’identità personale contro le intrusioni negli archivi e banche dati delle donazioni e nelle informazioni personali.
Art. 6 CONDOTTA NEI RAPPORTI CON I DIPENDENTI, I VOLONTARI ED I DONATORI
L’agire del personale, sia esso volontario che dei dipendenti e collaboratori, viene indirizzato guardando all’etica del risultato.
In coerenza con la mission e le strategie di crescita Associative, l’Avis Regionale si indirizza al miglioramento continuo del capitale umano disponibile, adottando un programma di potenziamento delle conoscenze rivolto al raggiungimento degli obiettivi statutari.
L’Avis Regionale considera la formazione del personale una forma di crescita del capitale umano disponibile nell’associazione e fondamentale per un progressivo e continuo sviluppo della stessa. A tal fine favorisce la formazione del personale Avis e predispone un modello di verifica e monitoraggio dei risultati conseguiti.
L’Avis Regionale garantisce l’assoluta uguaglianza di trattamento in fase di selezione indipendentemente da genere, origine etnica/razziale, religione, convinzioni politiche e sindacali.
La selezione del personale avviene tramite colloqui valutativi nei quali viene preso in considerazione il curriculum dei candidati e le precedenti esperienze lavorative. L’incaricato competente, appositamente designato dall’Avis Regionale, svolgerà i colloqui di selezione e, una volta individuato il candidato idoneo, provvederà ad inviare al Comitato Esecutivo (o, in assenza, al Consiglio Direttivo) la richiesta per l’instaurazione del rapporto di collaborazione. Il Comitato Esecutivo (o il Consiglio Direttivo) valuterà la proposta e determinerà sulla instaurazione o meno del rapporto di lavoro.
La sicurezza sul lavoro e la salute dei propri dipendenti sono elementi essenziali dell’operare dell’Avis Regionale. A tal fine vengono applicate integralmente le normative vigenti e di volta in volta vengono messe in atto tutte quelle azioni, anche suggerite dai dipendenti, per aumentare sempre più il benessere sul luogo di lavoro.
La salute dei lavoratori viene costantemente monitorata attraverso l’attività del Medico Competente. Tutti i lavoratori sono chiamati a rispettare le normative sulla sicurezza ed a segnalare alla Direzione eventuali problematicità che si evidenzino durante le attività.
L’Avis Regionale organizza, con cadenza annuale, momenti di aggiornamento dei lavoratori sui rischi a cui sono esposti.
L’Avis Regionale opera in ottemperanza alla vigente normativa in materia di tutela del trattamento dei dati personali, ed in particolare di quelli sensibili e giudiziari, adottando le opportune misure tecniche e organizzative per garantirne la riservatezza, eventualmente anche mediante la predisposizione del D.P.S. (Documento programmatico sulla sicurezza dei dati) – anche se non più obbligatorio per legge – o un analogo documento che consenta il monitoraggio periodico della corretta applicazione di legge.
L’Avis si impegna, nel rispetto della normativa vigente, a mantenere la massima riservatezza sulle informazioni di cui viene a conoscenza, sia che riguardino il proprio personale che i propri associati e volontari, con particolare riferimento ai dati sensibili e relativi alla salute dei donatori (Cfr. art. 2 comma 5 e 7 del Regolamento Nazionale) e nel rispetto delle normative vigenti in materia di privacy.
Nel loro operare, i lavoratori ed i volontari devono attenersi a queste linee guida e non comunicare dati o situazioni che riguardino l’Avis Regionale a figure esterne all’Associazione.
Ogni dipendente, socio, volontario e collaboratore dell’Avis Regionale deve agire lealmente e secondo buona fede, rispettando gli obblighi sottoscritti con il contratto di lavoro, quelli derivanti dallo Statuto e dal Regolamento associativo, osservando quanto previsto dal presente Codice Etico, assicurando prestazioni, funzioni ed attività richieste e portando il suo contributo personale di idee, proattività ed entusiasmo, apporti indispensabili per lo sviluppo armonico e duraturo dell’Associazione.
Deve altresì improntare la propria condotta al rispetto reciproco ed alla cooperazione e collaborazione, a prescindere dalla funzione esercitata e/o dal livello di responsabilità assunto.
Deve conoscere ed attuare quanto previsto dall’Avis Regionale in tema di tutela della salute, di sicurezza ed igiene del lavoro e di tutela della privacy.
È tenuto ad osservare e garantire la massima riservatezza in merito a quanto attinente il proprio lavoro, in relazione alle attività dell’Avis Regionale.
Il conflitto di interessi è quella situazione in cui si trova una persona quando, a causa del ruolo, della carica o dell’ufficio ricoperto, debba compiere uno o più atti che risultino favorevoli per sé o per un’altra persona con cui sia in rapporto (di lavoro, affettivo, familiare, ecc.).
I dipendenti, i soci, i volontari o i collaboratori dell’Avis Regionale sono tenuti a evitare le situazioni in cui possono manifestarsi conflitti di interesse e devono astenersi dallo svolgere attività che siano anche potenzialmente in conflitto con gli interessi dell’Avis Regionale, in relazione alla legge quadro sul Volontariato (Legge n.266/91). Devono altresì astenersi dall’utilizzare informazioni acquisite durante lo svolgimento delle attività Associative per ottenere vantaggi diretti ed indiretti, evitando ogni uso improprio e non autorizzato.
I destinatari si impegnano ad astenersi da attività, anche occasionali, che possano configurare conflitti con gli interessi dell’Avis Regionale o che possano interferire con la capacità di assumere decisioni coerenti con gli obiettivi della stessa.
È fatto divieto di avvantaggiarsi personalmente di opportunità di affari di cui si è venuti a conoscenza nel corso dello svolgimento delle proprie funzioni all’interno dell’Avis Regionale. Prima di accettare un incarico di consulenza, di direzione, amministrazione o altro incarico in favore di altro soggetto, oppure nel caso in cui si verifichi una situazione di conflitto, anche potenziale, di interessi, ciascun dipendente è tenuto a darne comunicazione al responsabile di funzione, al Presidente ed al Segretario che provvederanno ad informare il Comitato Esecutivo/Consiglio Direttivo, che analizzerà la questione e prenderà le decisioni che riterrà più opportune ed a cui la persona in conflitto di interesse dovrà assolutamente attenersi.
La mancata comunicazione o la violazione delle decisioni di cui ai commi precedente potrà portare, nei casi più gravi, alla risoluzione del rapporto di lavoro, del rapporto associativo o dell’incarico retribuito o gratuito ed alla segnalazione agli organi di giustizia interna, per l’adozione dei provvedimenti sanzionatori previsti dalle norme Statutarie e Regolamentari.
I destinatari devono comunque espletare le attività lavorative ed associative ponendo in essere comportamenti corretti, lineari, leali, in aderenza a principi di etica relazionale.
L’Avis Regionale si attende che i dipendenti ed i soci evitino responsabilmente, per una serena gestione della vita associativa, anche la semplice apparenza di conflitto di interessi.
L’Avis Regionale, per una corretta esecuzione dei servizi e per la gestione dell’organizzazione, si impegna ad allocare in Bilancio le risorse necessarie al buon funzionamento del sistema, finalizzate al raggiungimento degli obiettivi prefissati ed alla realizzazione delle finalità di rilevante interesse pubblico cui l’Associazione concorre.
Gli amministratori, i dipendenti, i soci, i volontari o i collaboratori retribuiti si impegnano ad utilizzare con diligenza e nel migliore dei modi le risorse messe a loro disposizione (siano esse materiali o immateriali) ed a mantenere integro il patrimonio avisino da utilizzi impropri o non corretti. Devono inoltre rispettate le norme di sicurezza connesse alla tutela del patrimonio avisino e collaborare nel processo di verifica del rispetto di tali norme da parte di imprese terze che operano su incarico dell’Avis Regionale.
Ai dipendenti, ai soci, ai volontari o ai collaboratori retribuiti non è consentito, a mero a titolo esemplificativo:
utilizzare gli strumenti avisini di posta elettronica per inviare messaggi per finalità diverse da quelle lavorative/associative e comunque tali da arrecare nocumento all’immagine associativa o a quella di soggetti terzi;
navigare su siti internet dal contenuto illecito o comunque estranei all’attività lavorativa/associativa, durante l’orario ufficiale di lavoro.
Qualsiasi bisogno di risorse dovesse manifestarsi durante lo svolgimento delle attività dovrà essere prontamente segnalato al Presidente e/o al Tesoriere e/o Segretario che metteranno in atto tutte le azioni possibili per risolvere il problema compatibilmente con le risorse a disposizione dell’Avis Regionale.
Art. 7 PRINCIPI DI CONDOTTA CON GLI STAKEHOLDERS
L’Avis Regionale considera come propri stakeholders tutti quei soggetti (intesi come individui, gruppi o organizzazioni) le cui attività o i cui interessi siano coinvolti, a vario titolo, con l’attività dell’Associazione. I rapporti con gli stakeholders, a tutti i livelli, sono improntati a criteri e comportamenti di correttezza, collaborazione, lealtà e reciproco rispetto. Gli stakeholders dell’Avis Regionale possono essere classificati nelle seguenti categorie:
Istituzionali (Fondazioni, Regioni, Provincie, Comuni, Assessorati, Aziende Sanitarie, etc. quali interlocutori privilegiati e primari delle attività Avis);
Associazioni (organizzazioni con cui si instaura un rapporto sinergico per la promozione della solidarietà e della cittadinanza attiva sul territorio attraverso eventi ed iniziative comuni);
Il trattamento delle informazioni relative agli stakeholders viene effettuato nel pieno rispetto della riservatezza e della privacy degli interessati attraverso procedure specifiche per la protezione dei dati.
A tal fine sono applicate e costantemente aggiornate politiche e procedure specifiche per la protezione dei dati, che permettano di adottare opportune contromisure in ciascuna fase del trattamento, in funzione dei gradi crescenti di criticità delle informazioni.
I rapporti dell’Avis Regionale con le Istituzioni e la Pubblica Amministrazione debbono ispirarsi ai principi di correttezza, imparzialità, indipendenza, onestà, professionalità, trasparenza e, comunque, improntati alla massima collaborazione.
Quando si intrattengono, a qualsiasi titolo, rapporti con le Istituzioni e la Pubblica Amministrazione, gli amministratori, i dipendenti, i soci, volontari o i collaboratori non devono cercare di influenzare impropriamente le decisioni della controparte, comprese quelle dei funzionari che trattano o hanno il potere decisionale, di concludere per conto delle Istituzioni e della P.A.
I destinatari del presente Codice Etico devono astenersi:
dall’offrire, anche per interposta persona, denaro o altra utilità (che può consistere anche in opportunità di lavoro o commerciali) al funzionario pubblico coinvolto, ai suoi familiari o a soggetti in qualunque modo allo stesso collegati;
dal ricercare o instaurare illecitamente relazioni personali di favore, influenza, ingerenza idonee a condizionare, direttamente o indirettamente, l’esito del rapporto.
Soltanto le funzioni associative a ciò preposte sono autorizzate ad assumere impegni ed a gestire rapporti, di qualsivoglia natura, con la Pubblica Amministrazione, i pubblici ufficiali o i soggetti incaricati di un pubblico servizio.
Al consulente ed al soggetto terzo eventualmente incaricato a rappresentare l’Associazione nei rapporti verso la Pubblica Amministrazione, sono applicate le stesse direttive valide per i dipendenti dell’Avis Regionale. L’Avis Regionale, comunque, non dovrà farsi rappresentare, nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, da un consulente o da un soggetto terzo, quando si possano creare conflitti d’interesse.
Nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, l’Avis Regionale non può trarre vantaggi, se non sulla base di rapporti convenzionali, o di erogazioni o finanziamenti ottenuti lecitamente, ovvero tramite erogazioni di provvidenze di qualsiasi natura conseguite lecitamente e destinate alle finalità per cui sono concesse ed adeguatamente documentate.
È severamente vietato conseguire ingiustamente a danno della Pubblica Amministrazione contributi, finanziamenti, mutui agevolati ovvero altre erogazioni dello stesso tipo in qualunque modo denominate, concessi o erogati tramite l’utilizzo o la presentazione di documenti falsi o mendaci, o l’omissione di informazioni dovute.
Non è consentito utilizzare contributi, sovvenzioni o finanziamenti destinati all’Avis Regionale per scopi diversi da quelli per cui sono stati concessi. Spetta a tutti gli organi di Avis Regionale verificare che ciascun socio persona fisica rispetti scrupolosamente tale disposizione, adottando attraverso l’Organismo di vigilanza, qualora nominato, anche opportuni controlli a campione.
Non è consentito porre in essere azioni volte a procurare, per soci e/o soggetti terzi o per l’Avis Regionale, qualsiasi tipo di profitto (licenze, autorizzazioni, sgravi di oneri anche previdenziali, agevolazioni fiscali o mancato pagamento di contributi previdenziali, ecc.) a danno della Pubblica Amministrazione, con artifici o raggiri (ad esempio: l’invio di documenti falsi o attestanti cose non vere).
Qualsiasi violazione (effettiva o potenziale) commessa dai dipendenti o da terzi va segnalata tempestivamente da chi ne ha notizia al Segretario e/o al Presidente. La mancata comunicazione o la violazione delle decisioni di cui al paragrafo precedente potrà portare, nei casi più gravi, alla risoluzione del rapporto di lavoro, del rapporto associativo o dell’incarico retribuito o gratuito ed alla segnalazione agli organi di giustizia interna per l’adozione dei provvedimenti sanzionatori previsti dalle norme Statutarie e Regolamentari.
L’Avis Regionale, nell’esercizio del proprio potere discrezionale, si impegna all’individuazione del contraente più affidabile ed idoneo a realizzare, alle condizioni più vantaggiose, sia in termini economici sia qualitativi, i servizi richiesti. Si impegna a non discriminare arbitrariamente i propri fornitori ed aziende, adottando un sistema di scelta dei contraenti che si basa su rispetto dei principi di trasparenza e di imparzialità con i quali approva e controlla l’operato dei fornitori e collaboratori.
7.3.1 Scelta del Fornitore
La scelta dei fornitori deve avvenire seguendo criteri di trasparenza, imparzialità, competenza, professionalità. Non è consentito indurre un fornitore a stipulare un contratto a lui sfavorevole lasciandogli intendere un successivo contratto più vantaggioso.
Nell’organizzazione dell’Avis Regionale vi deve essere, dove concretamente possibile, separazione tra chi richiede un servizio o una fornitura e chi concretamente stipula il contratto. L’Avis Regionale deve classificare i materiali ed i servizi da acquistare ed i loro fornitori sulla base dell’importanza e dell’impatto che questi stessi hanno sui servizi forniti al fine di predisporre opportuni controlli.
Le funzioni aziendali, i dipendenti ed i volontari dell’Avis Regionale sono tenuti ad osservare scrupolosamente le procedure interne relative alla gestione dei rapporti con i fornitori e ad osservare e far rispettare, nei rapporti di fornitura, le disposizioni di legge applicabili e le condizioni contrattualmente previste.
Sono vietate regalie da parte di terzi (fornitori, committenti, altre istituzioni) eccedenti il modico valore ad amministratori, dipendenti, soci, volontari o collaboratori retribuiti.
Il Comitato Esecutivo/Consiglio Direttivo può deliberare regalie dal valore simbolico, come segno di riconoscimento per il lavoro/attività svolta, ai propri dipendenti, soci, volontari, collaboratori retribuiti, organi direttivi, in occasione di particolari ricorrenze (Natale, Anniversari, ecc.) e sempre nel rispetto della Legge Quadro sul volontariato (n.266/1991).
Chiunque, all’interno dell’Associazione, è tenuto a comunicare al Presidente e/o al Tesoriere eventuali regalie ricevute da clienti o fornitori, eccedenti il modico valore.
Nell’ipotesi in cui l’azienda o il fornitore, nello svolgimento della propria attività per l’Avis Regionale, adotti comportamenti non in linea con i principi generali del presente codice, l’Associazione è legittimata a prendere opportuni provvedimenti fino a precludere eventuali altre occasioni di collaborazione.
L’integrità̀ e l’indipendenza nei rapporti con le aziende ed i fornitori sono regolate da principi comuni e sono oggetto di un costante monitoraggio da parte dell’Avis Regionale.
7.3.2 Aspetti etici nella acquisizione di beni e servizi
Nella prospettiva di conformare l’attività di approvvigionamento di beni e servizi ai principi etici adottati, l’Avis Regionale si impegna a richiedere, per particolari servizi o beni, requisiti di tipo sociale (ad esempio: prodotti provenienti da beni confiscati o dal commercio equo e solidale).
Nella scelta del collaboratore e/o professionista cui affidare incarichi, Avis Regionale si impegna ad adottare criteri ispirati a principi di competenza, trasparenza, correttezza, integrità morale e professionale della persona da coinvolgere, nel rispetto del carattere fiduciario del rapporto.
La valutazione del personale con cui collaborare è effettuata in base alla corrispondenza dei profili dei candidati rispetto a quelli attesi e alle esigenze Associative, nel rispetto delle pari opportunità per tutti i soggetti interessati.
Il collaboratore deve agire lealmente al fine di rispettare gli obblighi sottoscritti nel contratto di collaborazione e quanto previsto dal Codice Etico, assicurando le prestazioni richieste; è tenuto a segnalare tramite gli appositi canali qualsiasi violazione delle regole di condotta nella esecuzione dell’incarico ricevuto.
I compensi e/o le somme a qualsiasi titolo corrisposte dovranno essere adeguatamente documentati e proporzionati all’attività svolta, anche in considerazione dell’importanza dell’opera affidata.
Art. 8 DOVERI DEGLI AMMINISTRATORI, DEI REVISORI E DEGLI ALTRI ORGANI
I componenti degli organi sociali, nell’ambito dell’attività da loro svolta in Avis Regionale, devono conformare la propria attività ai principi di correttezza e integrità, astenendosi dall’agire in situazioni di conflitto di interesse. Ciascun componente degli organi sociali dell’Avis Regionale che si venisse a trovare in una condizione di conflitto di interesse per questioni lavorative, di parentela o per qualsiasi altra situazione potesse sorgere in relazione alla Legge Quadro sul volontariato, è tenuto a comunicarlo immediatamente al Segretario o al Presidente, che provvederà ad informare il Comitato Esecutivo / Consiglio Direttivo, il quale analizzerà la questione e prenderà le decisioni che riterrà più opportune ed a cui la persona in conflitto di interesse dovrà assolutamente attenersi.
La mancata comunicazione potrà portare, nei casi più gravi, anche alla richiesta di revoca del membro dell’Organo associativo all’Assemblea dei soci competente in materia, ai sensi dello Statuto.
Ai componenti degli organi associativi è inoltre richiesto un comportamento ispirato ai principi di autonomia e di indipendenza, nel rispetto delle linee di indirizzo associative, nelle relazioni che essi intrattengono, per conto dell’Avis Regionale, con le Istituzioni Pubbliche e Private.
È richiesta loro la partecipazione assidua e informata alle attività dell’Avis Regionale, sono tenuti a fare sempre un uso riservato delle informazioni di cui vengono a conoscenza per ragioni di ufficio, e non possono avvalersi della loro posizione per ottenere vantaggi personali, diretti o indiretti. Ogni attività di comunicazione deve rispettare le leggi e le linee di condotta dell’Avis Regionale e deve sempre essere volta a salvaguardare le informazioni riservate.
Gli obblighi di lealtà e riservatezza vincolano tali soggetti anche successivamente alla cessazione del rapporto con l’Avis Regionale.
Art. 9 RAPPORTI CON L'AUTORITÀ GIUDIZIARIA, CON LE FORZE DELL'ORDINE E CON LE AUTORITÀ CON POTERI ISPETTIVI E DI CONTROLLO
I destinatari del presente Codice devono osservare scrupolosamente la normativa vigente e le disposizioni emanate nei settori connessi alle rispettive aree di attività.
L’Avis Regionale esige la massima disponibilità e collaborazione nei confronti dei rappresentanti dell’Autorità Giudiziaria, delle Forze dell’Ordine, del Pubblico Ufficiale che abbia poteri ispettivi per conto dell’INPS, del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e di qualunque altra Pubblica Amministrazione.
I destinatari del presente Codice sono tenuti ad ottemperare tempestivamente ad ogni richiesta proveniente dalle Istituzioni ed Autorità competenti.
È severamente vietato distruggere o alterare registrazioni, verbali, scritture contabili e qualsiasi tipo di documento (cartaceo o elettronico) ovvero fare dichiarazioni false alle Autorità competenti in previsione di un procedimento giudiziario, di un’indagine o di un’ispezione.
È vietato tentare di persuadere, tramite conferimento di incarichi professionali, dare o promettere doni, denaro o altri vantaggi (direttamente o tramite interposta persona) a chi effettua controlli, verifiche, accertamenti o ispezioni ovvero all’Autorità giudiziaria competente.
Art. 10 DIVULGAZIONE DEL CODICE ETICO
Al presente Codice viene data la massima diffusione nei confronti di tutti i soggetti interni ed esterni che collaborano con l’Avis Regionale mediante apposite attività di comunicazione. Il Presidente e il Segretario dovranno adoperarsi affinché tutti i collaboratori abbiano una corretta comprensione del presente Codice e la conoscenza dei principi e delle norme etiche in esso riportate.
Art. 11 ATTUAZIONE DEL CODICE ETICO
Nell’ambito dell’adeguamento del proprio modello organizzativo, l’Avis affida il compito di vigilare sul rispetto delle regole dettate dal presente Codice Etico all’Organismo di Vigilanza (O.d.V.), composto da due membri del Collegio dei Revisori dei conti e da un componente esterno di riconosciuta professionalità in campo giuridico, che svolge le funzioni di coordinatore, nominati dal Consiglio Direttivo Regionale.
L’O.d.V., nella sua attività di vigilanza, opera in piena autonomia rispetto a qualunque altro organo associativo, e riferisce al Presidente dell’Avis Regionale o Comunale interessata, per gli eventuali provvedimenti del caso.
Le adunanze dell’O.d.V. sono valide con la presenza del componente esterno e di almeno un componente Revisore. Le decisioni vengono prese a maggioranza dei componenti.
I destinatari del presente Codice Etico sono tenuti a cooperare con l’O.d.V., nello svolgimento delle attività demandate, assicurando il libero accesso a tutta la documentazione ritenuta utile.
L’O.d.V. deve essere informato dai destinatari del presente Codice di qualsiasi violazione che possa ingenerare responsabilità dell’Avis Regionale ai sensi del D.Lgs. 231/2001.
Dopo l’istituzione dell’O.d.V., qualsiasi violazione (effettiva o potenziale) commessa dai soci, dai dipendenti o da terzi destinatari delle regole del presente Codice, va segnalata tempestivamente.
Sino alla data di approvazione da parte del Consiglio Direttivo Comunale e della istituzione dell’O.d.V., il presente Codice vale come documento di programma cui si debbono ispirare tutti gli aderenti alla Associazione, la cui violazione può essere contestata dal Presidente o dal Consiglio Direttivo di ciascuna Avis sovra ordinata di riferimento, davanti al Giurì Nazionale in grado unico di giurisdizione, a norma dell’art.15 dello Statuto Nazionale.
Art. 12 SISTEMA DISCIPLINARE E MECCANISMI SANZIONATORI
I comportamenti contrari alle norme vigenti, al presente Codice Etico e alle procedure si intendono pregiudizievoli dell’interesse dell’Avis Regionale e determinano l’applicazione delle sanzioni previste dallo Statuto dell’Avis Regionale e da eventuali altre norme di legge.
L’applicazione del sistema disciplinare è autonoma rispetto allo svolgimento e all’esito del procedimento penale eventualmente avviato presso l’Autorità giudiziaria competente.
Le disposizioni del presente Codice si applicano anche ai prestatori di lavoro temporaneo (e più in generale a quanti intrattengano con l’Avis Regionale rapporti di para-subordinazione) che saranno tenuti a rispettarne i precetti.
Per quanto riguarda i fornitori, i collaboratori ed i consulenti esterni, la violazione dei precetti del presente Codice può essere anche sanzionata con la risoluzione dei contratti in essere con gli stessi, ferma restando la facoltà dell’Avis Regionale di richiedere il risarcimento dei danni verificatisi in conseguenza di detti comportamenti.
Art. 13 MONITORAGGIO E AGGIORNAMENTO
L’Organismo di Vigilanza riferisce annualmente al Consiglio Direttivo Regionale sullo stato di applicazione e sulle eventuali necessità di aggiornamento, e questo ne informa tempestivamente tutte le Avis sotto ordinate.
Il Consiglio Direttivo Regionale, su proposta dell’Organismo di Vigilanza, sentito il parere del Collegio Regionale dei Revisori, che può al riguardo formulare proposte allo stesso Consiglio Direttivo, provvede annualmente a recepire i necessari aggiornamenti del Codice Etico.

References: Art.5

ART. 5

Art.6

Art.7

ART. 7

Art.9

Art.10

Art.11

Art.15

ART. 16

Art.17

ART. 17

ART. 18

ART. 19

ART. 20

ART. 21

Art.2

Art.3

Art.4

Art.5

Art.6

Art.7

Art.8

ART. 8

Art.9

Art.10

Art.11

Art.12

Art.13

Art.14

Art.15

ART. 15

Art.16

Art. 2
 art. 6
 art. 4

Art.3

Art. 4

Art. 5

Art. 6
 art. 2

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13