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Timestamp: 2020-02-24 03:11:37+00:00

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CORTE DI CASSAZIONE, SEZIONI UNITE - SENTENZA 17 dicembre 2018, n.32624
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CORTE DI CASSAZIONE, SEZIONI UNITE - SENTENZA 17 dicembre 2018, n.32624MASSIMA
1. L’art. 63, comma 4, del Dlgs n. 165/2001, si interpreta, alla stregua dei principi enucleati dalla giurisprudenza costituzionale in relazione all’art. 97 Cost., nel senso che per "procedure concorsuali di assunzione", ascritte al diritto pubblico con la conseguente attribuzione delle relative controversie alla giurisdizione del giudice amministrativo, si intendono quelle preordinate alla costituzione ex novo dei rapporti di lavoro. L’interpretazione dei limiti e della portata della riserva alla giurisdizione amministrativa di legittimità è consolidata nella giurisprudenza delle Sezioni unite nel senso che il termine "assunzione" deve essere estensivamente inteso, rimanendovi comprese anche le procedure di cui sono destinatari soggetti già dipendenti di pubbliche amministrazioni quante volte siano dirette a realizzare un effetto di novazione del precedente rapporto di lavoro con l’attribuzione di un inquadramento superiore e qualitativamente diverso dal precedente.
2. Con riferimento al tema di mobilità per passaggio diretto tra pubbliche amministrazioni, disciplinata attualmente dal D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 30, integrando siffatta procedura una mera modificazione soggettiva del rapporto di lavoro con il consenso di tutte le parti e, quindi, una cessione del contratto, la giurisdizione sulla controversia ad essa relativa spetta al giudice ordinario, non venendo in rilievo la costituzione di un nuovo rapporto lavorativo a seguito di procedura selettiva concorsuale e, dunque, la residuale area di giurisdizione del giudice amministrativo di cui al D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 63, comma 4.
Il Consiglio di Stato, in riforma della sentenza del TAR Puglia, ha dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo sul giudizio instaurato da D.A. nei confronti del Comune di Bari e di C.P. . Ha esposto che il Comune aveva indetto una procedura di mobilità volontaria esterna per la copertura di un posto di dirigente tecnico della ripartizione Edilizia e urbanistica ai sensi dell’art. 30 L. n. 165/2001; che, con determina dirigenziale del 6/8/2015, il Comune aveva approvato la graduatoria finale individuando quale primo classificato l’ing. C. con il quale il Comune aveva stipulato un contratto di lavoro a seguito di cessione del contratto di lavoro da parte dell’amministrazione di provenienza (Comune di Monopoli). Secondo il Consiglio di Stato la procedura non portava alla costituzione di un nuovo rapporto, ma atteneva alla mera gestione di un rapporto di lavoro già instaurato determinando solo la modifica soggettiva del datore di lavoro ed il trasferimento del lavoratore, a sua istanza, ad un’altra amministrazione previo parere favorevole dell’amministrazione di provenienza e ciò ai sensi dell’art. 30 d.lgs. n. 165/2001.
CORTE DI CASSAZIONE, SEZIONI UNITE - SENTENZA 17 dicembre 2018, n.32624 - Presidente Mammone – Relatore D’Antonio
Rileva che nella specie era applicabile l’art. 63 citato trattandosi di procedura concorsuale con conseguente giurisdizione del giudice amministrativo, considerate sia la nomina di una commissione esaminatrice, sia la valutazione dei titoli con attribuzione di punteggi,preventivamente stabiliti, e la conseguente formazione di una graduatoria.
5. Queste Sezioni unite (cfr SU n 8522/2012) hanno più volte precisato che 'il richiamato art. 63, comma 4, si interpreta, alla stregua dei principi enucleati dalla giurisprudenza costituzionale in relazione all’art. 97 Cost., nel senso che per 'procedure concorsuali di assunzione', ascritte al diritto pubblico con la conseguente attribuzione delle relative controversie alla giurisdizione del giudice amministrativo, si intendono quelle preordinate alla costituzione ex novo dei rapporti di lavoro'.
6.Si è affermato, altresì, che 'L’interpretazione dei limiti e della portata della riserva alla giurisdizione amministrativa di legittimità è consolidata nella giurisprudenza delle Sezioni unite nel senso che il termine 'assunzione' deve essere estensivamente inteso, rimanendovi comprese anche le procedure di cui sono destinatari soggetti già dipendenti di pubbliche amministrazioni quante volte siano dirette a realizzare un effetto di novazione del precedente rapporto di lavoro con l’attribuzione di un inquadramento superiore e qualitativamente diverso dal precedente (cfr., in particolare, Cass SU n 9164/2006)'.
7.Èstato, invece, precisato con riferimento al tema di mobilità per passaggio diretto tra pubbliche amministrazioni, disciplinata attualmente dal D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 30, 'che integrando siffatta procedura una mera modificazione soggettiva del rapporto di lavoro con il consenso di tutte le parti e, quindi, una cessione del contratto, la giurisdizione sulla controversia ad essa relativa spetta al giudice ordinario, non venendo in rilievo la costituzione di un nuovo rapporto lavorativo a seguito di procedura selettiva concorsuale e, dunque, la residuale area di giurisdizione del giudice amministrativo di cui al D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 63, comma 4'.
9. Come ben evidenziato nella sentenza impugnata la procedura non ha determinato la costituzione di un nuovo rapporto di lavoro, ma solo la modifica soggettiva del datore di lavoro, con il consenso di tutte le parti, in quanto si è verificato il trasferimento, ad istanza del dipendente, da un’amministrazione ad un’altra, previo parere favorevole dell’amministrazione di provenienza senza attribuzione di una nuova qualifica dovendo il candidato già possedere, come requisito di ammissione, quella di dirigente. Manca, pertanto, come sottolineato dal Consiglio di stato una procedura concorsuale finalizzata alla conclusione di un nuovo rapporto di lavoro, come invece richiesto nelle ipotesi di cui all’art. 63, 4 comma, dlgs n 165/2001 affinché la controversia rimanga devoluta al giudice amministrativo e la procedura si è conclusa con la cessione del contratto di lavoro del dipendente da parte dell’amministrazione di provenienza.

References: SENTENZA 
 SENTENZA 
 art. 30
 art. 63
 sentenza 
 SENTENZA 
 art. 63
 art. 30
 art. 63
 sentenza