Source: http://www.verginemontecarmelo.org/lettura-spirituale-semi.php?anno_semi=2015
Timestamp: 2019-01-16 20:22:37+00:00

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Buon senso soprannaturale
Autore: Vincent Huby
Ricordiamo che padre Huby fu un grande pedagogo della vita interiore alla scuola di s. Ignazio aprendoper i laici delle case consacrate alla pratica dei suoiEsercizi. Fu l’occasione per lui, di moltiplicare i consigli e i pareri spirituali, talvolta semplicemente affissi nelle celle di chi faceva gli esercizi, raccolti durante le molteplici edizioni in parte rimaneggiate delle sue opere.Citiamo qui l’edizione che rimane come riferimento, quella di padre Lenoir-Duparc del 1755, nella sua ristampa del 1772.
§1-3. Tutti i maestri spirituali affermano assolutamente che l’amore per la solitudine e per il silenzio è una condizioneindispensabile a una vita contemplativa un po’ sviluppata. Perché? Perché Dio entra in noi tramite il fondo dell’anima, e da lì ci parla; così per ascoltarlo, occorre invertire il flusso abituale della nostra vita mentale. Questo vuol dire che per quanto concerne il sapere, non dobbiamo più cercare di elaborare le informazioni provenienti dall’esterno, ma raccoglierci nell’attenzione a questa Parola interiore.Per ciò che riguarda la volontà, non dobbiamo più architettare progetti, ma cercare di compiere la sola volontà di Dio; in breve, “tenere la propria mente raccolta per ascoltare Dio, e il cuore libero per seguirlo"...
I,6 Sugli affetti disordinati
Appena l’uomo desidera qualcosa in modo disordinato, subito cade nell’inquietudine. L’orgoglioso e l’avaro non sono mai sereni; il povero e l’umile di spirito vivono nella pace in tutte le sue forme. L’uomo che non è perfettamente morto a se stesso, è ben presto tentato, ed è vinto da sciocchezze...
Il Natale e l’Apocalisse
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Autore: Simon di Bourg-en-Bresse
L’AUTORE Di Simon di Bourg-en-Bresse sappiamo solo le date della sua professione religiosa presso i cappuccini della provincia di Lione nel 1652 e della sua morte a Saint-Étienne nel 1694. Nella sua unica opera conosciuta, Le sante elevazioni dell’anima a Dio, mediante tutti i gradi di orazione, edita nel 1657 e redattaapiù riprese fino al XIX secolo, si presenta come grande lettore della tradizione, come dimostrano le numerose citazioni che arricchiscono il suo testo...
IL TESTO Privata da tutti gli echi sensibili degli inizi della vita spirituale, spesso l’anima non percepisce più che un vuoto angosciante là dove prima “sentiva” Dio. Padre Simon la invita a leggere positivamente quello che lei interpreta, a torto, come un abbandono o una punizione di Dio.
§ 1. «Quando diciamo che non possiamo trovare Dio e che ci sembra così lontano da noi, vogliamo dire che non possiamo avere il sentimento della sua presenza… Molti non fanno per nulla differenza tra Dio e il sentimento di Dio, tra la fede e il sentimento della fede. Questo è un grande errore!» ci direbbe Francesco di Sales. L’amore non è sentire l’amore, ma viverlo come dono di sé a colui che si ama. Ecco perché non si può amare Dio e contemporaneamente voler sentire di amarlo. Questo non vuol dire che l’amore deve rendere infelici, ma che la vera sensazione d’amare è quella di amare ancora e sempre senza interessarsi di sé. Anche se “il vecchio uomo” che non finisce mai di morire in noi, risente dolorosamente questa perdita, la fedeltà ad amare malgrado quest’assenza nell’essere ricambiati, prova che Dio produceallora in noi “atti molto nobili del suo amore”.
§ 2.Questa insensibilità nella preghiera segue...
La vera scienza (seguito)
I,5. Sulla lettura delle Sacre Scritture
Nella Sacra Scrittura bisogna cercare la verità, e non l’eloquenza. Tutta la Sacra Scrittura deve essere letta nello Spirito con cui è stata redatta.Prima di tutto dobbiamo cercare l’utilità più della sottigliezza dei ragionamenti. Dobbiamo, anche, leggere volentieri sia i libri pii e semplici che quelli elevati e profondi.
La superbia, tentazione della mente
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Autore: Maximien di Bernezay
L’AUTORE Tutto quello che sappiamo di Maximien di Bernezay proviene da quanto scritto nell’imprimatur che appare all’inizio della sua opera stampata a Orléans nel 1686: Maximien apparteneva alla famiglia francescana dei recolletti della provincia della valle della Loira, e il suo nome sarebbe quello del suo villaggio di origine nel Poitou.
IL TESTO Sotto questo titolo Trattato sulla vita interiore, questo sconosciuto ci lascia un eccellente manuale di vita spirituale, molto piacevole da leggere, totalmente molto originale, di una chiarezza e di una profondità di analisi notevoli. Le sue prime 350 pagine, divise in tre libri, affrontano in successione la vita interiore in generale e poi la pratica dell’orazione. Sono seguite da un insieme di meditazioni sulla Passione, alla quale sono dedicate una cinquantina di pagine, a volte riedite separatamente.
§1. Non si fa orazione per se stessi, ma perché Dio lo chiede; e lo chiede perché «pone le sue delizie tra i figli dell’uomo» (Prv 8,31), sapendo, ci direbbe s. Bernardo, «che coloro che lo ameranno, saranno per questo amore stesso felici».Quindi ciò che importa è essere lì, a sua disposizione con o senza sentimenti, idee, immagini o…
I,3 Sulla dottrina della verità (seguito)
È importante distinguere tra generi e specie? Colui al quale il Verbo eterno parla, è dispensato dalla molteplicità di opinioni: l’unico Verbo dice ogni cosa e ogni cosa dice l’unico Verbo, che è il principio che ci parla[1]. Nessuno può capire, né giudicare correttamente senza di lui...
Il tema della Rubrica è: Un grido senza risposta?
L’AUTORE. Nato da una nobile famiglia di Padova, Achille Gagliardi entra a 21 anni nella Compagnia di Gesù con due dei suoi fratelli. Condiscepolo di s. Roberto Bellarmino e di Possevino, diventa collaboratore di s. Carlo Borromeo a Milano, dove incontra e dirige la mistica Isabella Bellinzaga. Dai loro dialoghi nasce ilCompendio sulla perfezione cristiana. La dottrina radicale di quest’opuscolo, l’audacia riformatrice di Gagliardi, la sua opposizione al generale Aquaviva nel governo della Compagnia e non poche gelosie provocarono il suo allontanamento da Milano; morì a Modena nel 1607.
L’OPERA Pubblicato in francese nel 1596, prima dell’originale italiano pubblicato nel 1611, il Compendio sulla perfezione cristiana descrive, in un centinaio di piccole pagine, dal punto di vista letterario molto aride, i gradi che l’anima deve superare per arrivare a una perfetta spoliazione e all’unione a Dio, odeificazione. Tramite un adattamento fatto da Bérulle nel 1597, così come tramite i discepoli del gesuita Luigi Lallemant (Semi n° 12), ilCompendio avrà una considerevole influenza sulla spiritualità francese del XVII secolo, offuscando tutte le scuole…
Sull’umiltà (seguito)
III,14. Considerazioni sui giudizi nascosti di Dio, per non vantarsi delle proprie opere.
Oh quanta umiltà e disprezzo di sé bisogna avere! Come devo considerare poca cosa quel poco di bene…
Il tema della Rubrica è: L’uomo di Dio è sottoposto alla tentazione
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Numero 172 - Luglio -Agosto 2015
Un martirio d'amore
Autore: Paul Ragueneau
IL TESTO Paul Ragueneau, alla richiesta del primo vescovo del Québec, Mons. de Laval, scrive la vita della beata Caterina di s. Agostino (1632-1668), religiosa agostiniana arrivata in Canada nel 1648 all’età di 16 anni per prendersi cura dei coloni e degli indigeni. Ella vi condusse una vita mistica, sotto la direzione del nostro autore, tra le più impressionanti. La pagina appena letta, è tratta da una lettera che egli scrisse alla superiora di Caterina rimasta in Francia, e che sarà inserita nella sua biografia. Si parla dello stato abituale della sua diretta, contemporaneamente “ossessionata dai demoni e posseduta da Dio”; infatti la più perfetta pace interiore coesisteva in lei con i più violenti assalti demoniaci nelle facoltà dell’anima...
III,4. Bisogna comportarsi davanti a Dio in verità e umiltà (seguito)...
Il tema della rubrica è: L'esilio in terra straniera
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Numero 171 - Giugno 2015
PENSARE O PREGARE?
Autore: Noël Courbon
L’AUTORE Si sa molto poco di Noël Courbon; dottore in teologia a Parigi, poi curato di Saint-Cyr, vicino Versailles, fino al 1703. Questo è tutto. Si conoscono sedici libri scritti di suo pugno, sebbene pubblicati senza nome, essenzialmente dedicati alla vita di preghiera, in modo particolare all’orazione mentale. E lì, si scorge un uomo di grande esperienza, eccellente pedagogo, discepolo di san Francesco di Sales, ma anche un buon conoscitore dei Padri della Chiesa e del Carmelo. Il suo insegnamento entrerà in tutti i manuali di preghiera dei sec. XVIII e XIX.
IL TESTO Pubblicato sotto forma di dialogo tra maestro e discepolo, le Istruzioni familiari sull’orazione mentale formano una guida completa di vita spirituale, scritta con rara chiarezza. Il passo qui riportato, riguarda l’entrata nella contemplazione, quando l’anima abituata a meditare, si sente attirata a una semplice presenza a Dio presente, ma non osa tuttavia abbandonarvisi.
Tradotto e commentato per i lettori di Semi)
L’indifferenza alle cose del mondo (fine) III, 53. La grazia di Dio non si compromette con quelli che godono delle cose terreni.
Il tema della rubrica è: Tutto ciò che esiste è santo
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Numero 170 - 2015
Autore: San Bernardo
L’AUTORE Vedere il n°5 di Semi (Amare l’Amore
IL TESTO La raccolta degli 86 Sermoni sul Cantico dei Cantici, colloqui di s. Bernardo con i suoi monaci dell’abbazia di Chiaravalle, si può considerare come l’inizio della letteratura mistica occidentale. Essi fanno del Cantico dei Cantici, definitivamente, il punto di riferimento obbligatorio di ogni esposizione sull’itinerario spirituale e costituiscono una miniera alla quale attingono tutti gli autori successivi. Per la prima volta vi si vede l’esperienza contemplativa analizzata per se stessa, in attesa degli sviluppi che ne daranno Teresa d’Avila o Francesco di Sales. Precisiamo che questi sermoni portano la traccia delle lunghe conversazioni di Bernardo con il suo amico Guglielmo di Saint-Thierry, il cui frutto sarà, per quest’ultimo, il Commentario sul Cantico dei Cantici, non meno importante dei sermoni di Bernardo per il seguito della tradizione spirituale.
§ 1. Dio è immutabile, tuttavia come il sole brilla o è velato, talvolta, dalle nuvole, noi sentiamo “delle stagioni” sulla base della percezione che ne abbiamo:in certi giorni, la sua presenza è quasi sensibile per noi e la preghiera ci è facile; in altri, ci sembra assente e la preghiera è tediosa. Ma in tutto questo è la nostra percezione che evolve e non Dio che si allontana o si avvicina...
L’IMITAZIONE DI GESU' CRISTO
Sull’ indifferenza nei confronti delle realtà mondane (seguito).
Il tema della rubrca è: Il grido a metà della notte: “Ecco lo Sposo”
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Numero 169 - Aprile 2015
Quando la luce diventa tenebra
L’AUTORE L’opera da cui è tratta questa pagina fu pubblicata senza altra indicazione da parte dell’autore se non quella di «un povero campagnolo senza scienza né studi se non quelli di Gesù Cristo crocifisso». Un’annotazione manoscritta su una delle rare copie conservate riporta che si tratta di un certo Jean Aumont, «vignaiolo di Montmorency, ritiratosi dopo a Parigi presso il sig. Prévost, commerciante di formaggio, in via des Prêtres piazza della Halle; sepolto dalle figlie penitenti in via Saint-Denis», con la data della sua inumazione a 80 anni. Tuttavia i consensi dei dotti, in testa all’edizione, mostrano che questo vignaiolo non era né un ingenuo, né uno sconosciuto per i suoi contemporanei.
IL TESTO Il titolo completo dell’opera, secondo l’uso del secolo, è esplicativo di tutto il contenuto: L’Apertura interiore nei nostri cuori del Regno dell’Agnello ucciso; con la totale sottomissione dell’anima al suo divino impero. Verrà trattato brevemente dell’orazione vera e santa e del raccoglimento interiore. Insieme di cose più importanti e necessarie per la perfezione cristiana, etc. L’opera commenta, in 600 pagine, l’apertura dei sette sigilli dell’Apocalisse, come altrettante tappe dell’anima portata dalla grazia fino alla consumazione della sua unione a Cristo.
Cap. 1. L’indifferenza alle realtà mondane.
Il tema della rubrica è: L'amicizia spirituale
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Numero 168 - Marzo 2015
Perchè tanto sangue?
Autore: San Claudio La Colombière
L’AUTORE Nato in una famiglia borghese del Delfinato, che aveva tra i suoi componenti sei figli, dei quali quattro diventarono religiosi, Claude La Colombière a 17 anni entra tra i Gesuiti. La brevità della sua vita non gli impedì di essere successivamente precettore dei figli di Colbert, professore a Lione, direttore spirituale di s. Margherita Maria a Paray-le-Monial, cappellano a Londra della duchessa di York, e infine formatore dei suoi giovani confratelli.
IL TESTO Claude La Colombière ci lascia sei volumi di sermoni, di lettere e di note spirituali, spesso redatti nel corso dei suoi ritiri personali. Il testo che citiamo e che troviamo in una serie di dieci meditazioni sulla Passione, corrisponde probabilmente a una predicazione di un venerdì di quaresima a Londra. Queste meditazioni centrate sull’amore e l’affetto di Gesù per noi, appartengono al periodo durante il quale La Colombière approfondisce le rivelazioni di Paray-le-Monial alle quali, poco prima, è stato associato, e vi si scorge l’inizio del rinnovamento moderno della devozione al Sacro Cuore.
§ 1-2.“Gesù Cristo ha sofferto più di quel che doveva soffrire… Quando si ama, per quanto si faccia, non sarà mai abbastanza”. La Passione di Cristo si spiega solamente con la sua volontà...
«Nel nostro tempo, gli scandali si moltiplicano all’interno della Chiesa intorno a fondatori per lungo tempo considerati autentici profeti. Come essere sicuri che un maestro spirituale non sia un menzognero e che il suo insegnamento non ci trascini fuori dalla vera fede?».
Il tema della rubrica è: Privazione della preghiera
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Numero 167 - Febbraio 2015
Orazione o unione?
Autore: S. Vincenzo de Paoli
L’AUTORE Terzo figlio di una famiglia contadina modesta, Vincenzo nacque probabilmente vicino a Dax. Ordinato prete nel 1600, la sua vita fino al 1610 rimane oscura per gli storici. Vicino alle più grandi famiglie di corte, formatore del clero, rifugio di tutte le miserie, fondatore di una congregazione missionaria, direttore di coscienze, … In lui solo si riassume il secolo d’oro della Chiesa francese.
IL TESTO Le Conferenze di s. Vincenzo de Paoli, accuratamente trascritte dai suoi ascoltatori, formano una raccolta preziosa di formazione spirituale, estremamente solida e pratica. Egli estende l’orazione a tutto quello che può favorire l’unione a Dio, dalla lettura spirituale alle opere di carità fatte con la volontà attuale di servire Cristo. Così predica contemporaneamente la centralità dell’orazione nella vita apostolica e una grandissima docilità nel modo di viverla...
«Bisogna darsi dei tempi precisi di preghiera? Posso pregare il rosario durante questo tempo o almeno una parte di questo tempo? O meglio questo tempo deve essere riservato alla sola meditazione della parola di Dio?».
Il tema della rubrica è: Potete bere questo calice?
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Numero 166 - gennaio 2015
Lasciate fare a Dio! Autore Alexandre Piny
IL TESTO In 250 paginette, padre Piny, fedele alla ricerca del puro amore che occupa questa fine del XVII sec., analizza nell’Orazione del cuore, opera pubblicata nel 1683, una preghiera priva di ogni sostegno naturale, una preghiera di pura fede che si appoggia sulla certezza che Dio è presente e che ci ama, senza preoccuparsi della secchezza, delle distrazioni e della pigrizia della nostra volontà. Se Piny è un grande maestro spirituale, non è però un grande scrittore e il trattato sull’Orazione del cuore è scritto molto male; così ci siamo permessi qualche ritocco di stile nel testo proposto, senza peraltro alterarne minimamente il contenuto.
§ 1. Piny fu per prima cosa un direttore spirituale, conscio del fatto che tutte le difficoltà delle anime di orazione si riassumono nell’assenza di percezione sensibile della fede: “oh! come è difficile questo stato e come è pesante questa croce, soprattutto quando dura a lungo!”. Così il ruolo principale del direttore è di rassicurarle e di proibire ogni verifica sul loro stato, come si proibisce a un malato di grattarsi una piaga che prude, in quanto questo aggraverebbe soltanto il male. In realtà un’anima non ha niente da temere finché ha paura di perdere Dio: un’anima veramente smarrita non se ne rende nemmeno conto!...
«Ho una regola personale che prevede un tempo di orazione quotidiana di circa mezz’ora. Agli inizi vi ero fedele al minuto; adesso ho l’impressione che questa precisione sia un po’ artificiosa. È così importante che la durata dell’orazione sia precisamente rispettata?».
Il tema della rubrica è: Pazienza e carità
166 singolo lasciate fare a dio gennaio 2015.pdf | Abbonati o richiedi questa edizione

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