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Timestamp: 2017-03-28 17:39:04+00:00

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CASSAZIONE:SENTENZA RIGUARDANTE DIRITTO INDENNITA’ ACCOMPAGNAMENTO | Francesco Colaci's BLOG
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CASSAZIONE:SENTENZA RIGUARDANTE DIRITTO INDENNITA’ ACCOMPAGNAMENTO
La Corte di appello di Firenze, con sentenza del 23.3/8.4.2010, dichiarava inammissibile I’appello dell’INPS.
Resistono con controricorso B.M. e B.D., nella qualità di eredi di G.R.
Con l’unico motivo di ricorso l’INPS denunzia – ai sensi dell’articolo 360 nr. 3 cpc – violazione e falsa applicazione dell’articolo 10 comma 6 DL 203/2005, in relazione agli articoli 417, 285 e 170 cpc.
L’Ente espone di essersi costituito nel giudizio di primo grado con un proprio funzionario e di avere eletto domicilio presso la sede INPS di Pistoia; la ricorrente aveva notificato la sentenza di primo grado “all’INPS – Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, in persona de! legale rappresentante p.t., presso la sede INPS di Pistoia sita in Viale Adua 123 ” come dalla relativa relata
Nella materia della assistenza obbligatoria la giurisprudenza di questa Corte (Cass. civ. sez. lav. nr. 12730/2013) è pervenuta ad analoghe conclusioni in riferimento alla disciplina dell’articolo 42 co.1 D.L. 30 settembre 2003, n. 269, norma applicabile in epoca anteriore al trasferimento all’INPS delle competenze in tema di invalidità civile (a tenore della quale “gli atti introduttivi dei procedimenti giurisdizionali concernenti l’invalidità civile, la cecità civile, il sordomutismo, l’handicap e la disabilità ai fini del collocamento ai lavoro devono essere notificati anche al Ministero dell’economia e delle finanze. La notifica va effettuata sia presso gli uffici dell’avvocatura dello Stato, ai sensi del R.D. 30 ottobre 1933, n. 1611, art. 11, sia presso le competenti direzioni provinciali dei servizi vari del Ministero. Nei predetti giudizi il Ministero dell’economia e delle finanze è litisconsorte necessario, ai sensi dell’art. 102 c.p.c. e può essere difeso, oltre che dall’avvocatura dello Stato, da propri funzionari, ovvero, in base ad apposite convenzioni stipulate con l’INPS e con l’INAIL, …da avvocati dipendenti da questi enti”).
Da tale fattispecie questa Corte ha ritenuto che ove nel giudizio di primo grado la difesa del Ministero sia stata assunta da un funzionario dello stesso ovvero, in base ad eventuale convenzione, da un avvocato dell’lNPS, è a questi che, a norma degli artt. 170, 285 e 330 c.p.c. vanno notificati sia la sentenza che l’atto di appello.
In definitiva, dalla giurisprudenza citata può ricavarsi il seguente principio di diritto: “nel caso in cui la P.A. sia autorizzata a difendersi “personalmente” o attraverso propri dipendenti, la notifica della sentenza, come quella della successiva impugnazione – (quest’ultima con esclusione del caso in cui la difesa personale o con propri dipendenti sia limitata al giudizio di primo grado) – vanno effettuate nei confronti dell’Amministrazione personalmente o dei funzionari che l’hanno difesa”.
Il suddetto principio deve applicarsi alla fattispecie di causa, pur nella diversità della norma di riferimento, costituita dall’articolo 10, co. 6 DL 203/2005 (applicabile ratione temporis alle controversie in materia di invalidità
Da tale conclusione discende l’ulteriore corollario della inidoneità della notifica eseguita direttamente all’INPS presso la sede provinciale – e non al difensore costituito – a far decorrere il termine breve di impugnazione; la sola identità del luogo della notifica, in assenza del riferimento nominativo al difensore costituito, non assicura che la sentenza giunga a conoscenza della parte tramite il suo rappresentante processuale, unico qualificato a vagliare la opportunità di proporre impugnazione .
Questa Corte ha già chiarito, nell’ interpretare l’articolo 326 co. 1 cpc., che la norma ricollega il termine breve di impugnazione non già alla conoscenza della sentenza ma al compimento di una formale attività acceleratoria e sollecitatoria, data dalla notificazione iella sentenza effettuata nelle forme tipiche previste dagli articoli 285 e 170 cpc. ovvero al difensore costituito; la notificazione eseguita alla controparte personalmente realizza pertanto una forma di notificazione diversa da quella dettata dalle predette disposizioni ed inidonea a far decorrere il termine di impugnazione (ex plurimis: Cass. Sez. lav. nr.10026/2010; Cass sez. I nr. 9843/2014; sez. IlI nr. 9431/2012, nr. 4698/2014, nr. 8144/2014).
Sentenza 02 settembre 2016, n. 17532 Advertisements
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