Source: http://docplayer.it/383921-Norme-per-l-abitare-sostenibile-guida-alla-legge-regionale-n-13-del-2008.html
Timestamp: 2018-08-14 14:31:27+00:00

Document:
NORME PER L ABITARE SOSTENIBILE. Guida alla Legge Regionale n 13 del PDF
Download "NORME PER L ABITARE SOSTENIBILE. Guida alla Legge Regionale n 13 del 2008"
Feliciano Masini
1 NORME PER L ABITARE SOSTENIBILE Guida alla Legge Regionale n 13 del 2008
3 La promozione della sostenibilità ambientale nelle trasformazioni del territorio e in edilizia è stata al centro delle politiche della Regione Puglia nel quinquennio Essa è stata sviluppata in diversi atti legislativi e amministrativi: dalle norme per l Abitare sostenibile e la Rigenerazione Urbana al Documento Regionale di Assetto Generale (DRAG) Indirizzi per la formazione dei Piani Urbanistici Comunali (PUG) ed esecutivi (PUE), dal nuovo Piano paesaggistico ai Programmi Integrati di Riqualificazione delle Periferie, all Asse prioritario della nuova programmazione comunitaria dedicato alle città, a specifici interventi pilota di riqualificazione di quartieri di edilizia pubblica. Tale orientamento risponde a un imperativo etico legato alla stessa nozione di sostenibilità: fare tutto quello che è in nostro potere per il bene comune non solo delle attuali ma anche delle future generazioni. A tale imperativo non si può più rispondere con mere dichiarazioni di intenti. Occorre agire, e in modo radicalmente diverso dal passato: prestando attenzione alle conseguenze delle nostre azioni in un orizzonte allargato in senso spaziale e temporale. L azione intrapresa dalla Regione Puglia in favore della sostenibilità ambientale dell edilizia residenziale con la legge n. 13 del 2008 Norme per l abitare sostenibile è importante per diverse ragioni: perché la casa è un bisogno primario; perché in casa si trascorre gran parte dell esistenza, soprattutto negli anni in cui si è più vulnerabili; perché la destinazione residenziale è parte cospicua delle città e quindi ne condiziona notevolmente la qualità; perché interessa l ambiente e la salute degli abitanti, non solo per l inquinamento dell aria esterna che produce ma anche per quello indoor; perché l edilizia residenziale è un importante segmento del sistema produttivo regionale che ha bisogno di nuovi sbocchi operativi che compensino la progressiva riduzione quantitativa della domanda di alloggi. Questo opuscolo mira a favorire la conoscenza di detta legge regionale, per una sua corretta e diffusa applicazione. La legge si basa su uno schema normativo elaborato dall Istituto per l Innovazione e Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale (ITACA) e fatto proprio dalla Conferenza delle Regioni. La versione pugliese contiene alcune rilevanti specificità: la sostenibilità ambientale è perseguita negli strumenti urbanistici, dal livello regionale fino alla pianificazione esecutiva comunale, al progetto edilizio, dedicando particolare attenzione al risparmio idrico ed energetico, alla permeabilità dei suoli, all uso di materiali da costruzione riciclabili, recuperati, di provenienza locale e che rispettano il benessere e la salute degli abitanti. La parte attuativa della legge n. 13 di competenza regionale non si esaurisce nell approvazione del sistema di valutazione e di certificazione. Essa deve svilupparsi in un azione capillare di comunicazione, informazione, sensibilizzazione nei confronti degli enti locali e dei tecnici, operatori economici, cittadini, perché essi, coscienti dei benefici sociali dell abitare sostenibile, siano pronti ad abbandonare abitudini consolidate e diventino protagonisti del cambiamento. Questo opuscolo intende contribuire soprattutto a questo. prof.ssa Angela Barbanente Assessore all Assetto del Territorio 3
4 GUIDA ALLA Legge Regionale n.13 del 2008 NORME PER L ABITARE SOSTENIBILE Obiettivo di questa guida è divulgare potenzialità e opportunità che la Legge Regionale 13/08 e i suoi indirizzi attuativi offrono per realizzare edilizia di qualità e a basso impatto ambientale, per il benessere delle attuali e future generazioni. 4
5 Ma la sostenibilità attualmente ricercata e promossa cos è? Per sviluppo sostenibile si intende quello che è in grado di soddisfare i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri. (Gro Harlem Brundtland, 1987) Applicare questo principio all edilizia vuol dire agire in uno dei settori che maggiormente contribuisce alla crescita dei consumi energetici ed al consumo di risorse. 5
6 Investire nella sostenibilità in edilizia conviene quindi: >> >> >> AI CITTADINI come strumento per un innalzamento della qualità della vita, un risparmio effettivo delle risorse ambientali ed economiche e una riduzione dell inquinamento. AI PROGETTISTI come strumento per fornire e valutare la qualità del progetto. ALLE IMPRESE edili che stimolate da una politica incentivante possono restituire qualità e trasparenza al mercato immobiliare. 6 >> AGLI ENTI PUBBLICI come presupposto base di ogni azione di pianificazione nelle trasformazioni territoriali ed edilizie.
7 La guida organizzata in tre parti si propone di fornire delle risposte alle domande ricorrenti che gli utenti si pongono: Chi fa che cosa? Come? Perché? PARTE 1CONTENUTI ESSENZIALI DELLA LEGGE 13 del 10 giugno 2008 Legge Regionale 13 Incentivi e Sanzioni Sistema di Valutazione della sostenibilità: il protocollo ITACA PARTE 2IL SISTEMA DI CERTIFICAZIONE Tabella dei criteri e dei pesi Processo di certificazione del progetto Processo di certificazione dell edificio Attori del processo Il soggetto attestante la conformità del progetto e Il certificatore dell edificio PARTE 3Il RUOLO DEGLI ENTI LOCALI NEL SISTEMA DI CERTIFICAZIONE Cosa devono fare i Comuni? integrare i regolamenti edilizi Approvare la deliberazione per graduare gli incentivi Prevedere efficaci sistemi di monitoraggio, verifica e controllo 7
8 CHI?? >> >> LA REGIONE su iniziativa dell Assessorato all Assetto del Territorio, promuove ed incentiva la sostenibilità ambientale e il risparmio energetico nelle trasformazioni del territorio, della città, dell edificio, in una visione integrata alle diverse scale di intervento, a partire dagli strumenti attuativi (PUE) del Piano Urbanistico Generale (PUG) per arrivare alla realizzazione di singoli edifici. I COMUNI con apposita deliberazione di Consiglio Comunale recepiscono ed attuano quanto definito a livello regionale graduando gli incentivi previsti in funzione della propria realtà locale. 8
9 Come?? Questi gli strumenti messi a punto dalla Regione: >> >> >> >> Legge Regionale del 10 giugno 2008 n.13 Norme per l Abitare Sostenibile. Delibera di Giunta Regionale 1471/2009 Approvazione del Sistema di Certificazione di Sostenibilità degli edifici a destinazione residenziale ai sensi degli articoli 9 e 10 della legge regionale n. 13/2008 Norme per l abitare sostenibile. Delibera di Giunta Regionale 2272/2009 Certificazione di sostenibilità degli edifici a destinazione residenziale : Procedure, Sistema di Accreditamento dei soggetti abilitati al rilascio, Rapporto con la Certificazione Energetica e integrazione a tal fine del Sistema di Valutazione approvato con DGR 1471/2009 e relativi allegati. Delibera di Giunta Regionale 923/2010 Certificazione di sostenibilità degli edifici a destinazione residenziale ai sensi della Legge Regionale Norme per l abitare sostenibile (art. 9 e 10, l.r. 13/2008): Specificazioni in merito alla delibera di Giunta Regionale 2272 del
10 PERCHÉ?? Per : >> >> >> >> >> RIDURRE L IMPATTO AMBIENTALE causato dal settore edilizio riguardo in particolare ai consumi energetici, di acqua potabile, produzione di rifiuti anche con riferimento al ciclo di vita dei materiali e degli edifici. migliorare il benessere degli abitanti FORNIRE UNA CERTIFICAZIONE AMBIENTALE che renda visibile la prestazione ambientale e quindi la qualità dell edificio differenziandolo dal resto del patrimonio immobiliare. STIMOLARE LA DOMANDA DI EDIFICI SOSTENIBILI ACCRESCERE LA CONSAPEVOLEZZA di proprietari, affittuari, progettisti e operatori immobiliari dei benefici di un edificio con elevate prestazioni ambientali. 10
11 PARTE 1CONTENUTI ESSENZIALI DELLA LEGGE 13 del 10 giugno
12 La Legge Regionale del 10 giugno 2008 n.13 Norme per l abitare sostenibile : 12 introduce la certificazione di sostenibilità ambientale degli edifici a carattere volontario ne incentiva l attuazione la rende obbligatoria nel caso di interventi che prevedono un finanziamento pubblico superiore al 50% prevede una valutazione sia del progetto che dell edificio prevede un sistema di controllo sugli interventi prevede un sistema di accreditamento dei soggetti certificatori
13 La legge regionale Norme per l abitare sostenibile (n. 13 del 2008), ormai completa dei sistemi di valutazione, di certificazione e di accreditamento, rappresenta il principale punto di riferimento per promuovere e incentivare la sostenibilità ambientale sia nelle trasformazioni territoriali e urbane, sia nella realizzazione delle opere edilizie. Gli obiettivi sottesi consistono non solo nel risparmio delle risorse naturali e nella riduzione delle varie forme di inquinamento, prima fra tutte quella legata alla produzione di gas serra, e quindi nell innalzamento della qualità della vita degli abitanti, ma anche nella promozione dell innovazione di un importante segmento del sistema produttivo regionale. La legge prevede che piani e programmi contengano norme, parametri, indicazioni progettuali e tipologiche che garantiscano il migliore utilizzo delle risorse naturali e dei fattori climatici, nonché la prevenzione dei rischi ambientali, in particolare attraverso le modalità di sistemazione degli spazi esterni, la previsione di idonei indici di permeabilità dei suoli, l indicazione di tipologie edilizie che migliorino l efficienza energetica e utilizzino come parametri progettuali la riflessione della radiazione solare verso l edificio e la geometria degli ostacoli fisici che influiscono sui guadagni solari. A un articolato e puntuale sistema di certificazione la legge affida la promozione della sostenibilità in edilizia. 13
14 INCENTIVI Per gli interventi di edilizia sostenibile che rispondono ai requisiti fissati dal Protocollo ITACA Puglia e raggiungono almeno il livello di prestazione 1 sia in fase di progetto che di realizzazione, i Comuni, dopo aver provveduto con apposita deliberazione a graduare gli incentivi, possono prevedere: Riduzioni dell ICI e di altre imposte comunali, degli oneri di urbanizzazione secondaria o del costo di costruzione in misura crescente in base al livello di sostenibilità ottenuto; Incrementi fino al 10% del massimo volume consentito dagli strumenti urbanistici vigenti al netto delle murature, per interventi di nuova costruzione, ampliamento, sostituzione e ristrutturazione degli edifici esistenti. In assenza della graduazione degli incentivi da parte dei comuni è possibile usufruire del 10% di incremento della volumetria realizzabile (massimo incentivo previsto) se si raggiunge almeno il livello 3 di sostenibilità, corrispondente a un notevole miglioramento della prestazione rispetto ai regolamenti. SANZIONI Nel caso in cui vengano meno i requisiti per l accreditamento o nel caso di rilascio di certificazioni illegittime il soggetto certificatore decade dall accreditamento. Gli edifici certificati sono soggetti a controlli comunali e regionali, operabili nel termine di cinque anni dalla fine lavori. Le opere realizzate che presentino irregolarità documentali o non conformità rispetto al progetto, possono essere sanabili o non sanabili: Nel caso di opere SANABILI, il Comune ingiunge al committente di effettuare i lavori necessari per rendere conforme l edificio a quanto dichiarato ed assentito; 14 Nel caso di opere NON SANABILI, la Regione provvede alla revoca della certificazione di sostenibilità rilasciata, il Comune provvede alla revoca di eventuali altri incentivi diversi dalle volumetrie aggiuntive. Se si è beneficiato di incrementi volumetrici il Comune, previa diffida, revoca il titolo abilitativo rilasciato.
15 PARTE 2IL SISTEMA DI CERTIFICAZIONE 15
16 Con le Delibere di Giunta Regionale 1471 e 2272 del 2009 e 923 del 2010 sono stati definiti: il sistema di valutazione della sostenibilità ambientale degli edifici a destinazione residenziale le procedure di Certificazione di Sostenibilità degli edifici I Criteri di Qualificazione e di Indipendenza dei Certificatori Abilitati al rilascio degli attestati Il Sistema per l accreditamento dei Soggetti Certificatori 16
17 SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLA SOSTENIBILITÀ: IL PROTOCOLLO ITACA Il protocollo ITACA è un sistema a punteggio che consente di valutare il livello di sostenibilità di edifici nuovi ed esistenti (nel caso di ristrutturazioni) per ora con destinazione d uso residenziale. Misurare le prestazioni ambientali degli edifici significa individuare i parametri di valutazione, i relativi indicatori e il loro peso. Nel sistema approvato dalla Regione Puglia sono individuate cinque Aree di Valutazione. Ogni area comprende un certo numero di criteri raggruppati in categorie. L edificio acquisisce punti in funzione del soddisfacimento dei criteri. Il punteggio complessivamente conseguito indica il livello di sostenibilità secondo la seguente scala di valutazione: Prestazione inferiore allo standard e alla pratica corrente. Prestazione minima accettabile definita da norme vigenti o, se assenti, livello di pratica corrente. Lieve miglioramento della prestazione rispetto ai regolamenti vigenti e alla pratica corrente. Significativo miglioramento della prestazione rispetto ai regolamenti vigenti e alla pratica corrente. Notevole miglioramento della prestazione rispetto alle norme vigenti e alla pratica corrente, ossia migliore pratica. Significativo incremento della prestazione della migliore pratica. Prestazione considerevolmente avanzata rispetto alla migliore pratica, di carattere sperimentale. 17
18 La tabella che segue riporta l elenco dei criteri organizzati in categorie a loro volta rientranti nelle rispettive aree di valutazione con i corrispondenti pesi. CRITERI peso criterio nel sistema CATEGORIE peso categorie nel sistema AREE DI VALUTAZIONE peso aree di valutazione nel sistema Livello di contaminazione del sito Livello di urbanizzazione del sito Riutilizzo di strutture esistenti Condizioni del sito 40 Adiacenza ad infrastrutture DIstanza da attività culturali e commerciali Accessibilità al trasporto pubblico Accessibilità ai servizi 30 Qualità del sito 10 Integrazione con il contesto urbano e paesaggistico Trattamento vegetazionale degli spazi aperti di pertinenza dell edificio Pianificazione Urbanistica 30 Trasmittanza termica dell involucro edilizio Energia netta per il riscaldamento Energia primaria per il riscaldamento Penetrazione diretta della radiazione solare Controllo della radiazione solare Inerzia termica dell edificio Energia primaria per il raffrescamento Energia netta per il raffrescamento Efficienza della ventilazione naturale Energia termica per Acqua Calda Sanitaria (ACS) Energia elettrica Energia primaria per produzione Acqua Calda Sanitaria (ACS) Qualità energetica 60 Consumo di risorse 40 Materiali da fonti rinnovabili Materiali riciclati / recuperati Materiali locali Materiali locali per finiture Materiali riciclabili e smontabili Materiali biosostenibili Materiali eco-compatibili 20 Acqua potabile per usi indoor 8.0 Acqua potabile 20 Emissioni previste in fase operativa 10.0 Emissioni di CO 2 equivalente Acque grigie inviate in fognatura Acqua meteoriche captate e stoccate Permeabilità del suolo Effetto isola di calore: coperture Effetto isola di calore: aree esterne Effetto isola di calore: ombreggiamento superfici esterne Acque reflue 20 Impatto sull ambiente 30 circostante Carichi ambientali 20
19 Ventilazione Controllo degli agenti inquinanti: Radon Ventilazione 20 Temperatura dell aria 4.0 Benessere termoigrometrico 20 Illuminazione naturale 3.0 Benessere visivo 15 Isolamento acustico involucro edilizio Isolamento acustico partizioni interne Rumore da calpestio Benessere acustico 30 Qualità ambientale indoor 20 Campi magnetici a frequenza industriale (50 Hertz) 3.0 Inquinamento elettromagnetico 15 BACS (Building Automation and Control System) e TBM (Technical Building Management) 1.5 Controllabilità degli impianti 15 Disposizione della documentazione tecnica degli edifici Sviluppo ed implementazione di un piano di manutenzione Mantenimento delle prestazioni dell involucro edilizio Supporto all uso di biciclette Aree attrezzate per la gestione dei rifiuti Aree ricreative Accessibilità Mantenimento delle 25 prestazioni in fase operativa Aree comuni dell edificio 45 Qualità del servizio 10 Qualità del sistema di cablatura Integrazione sistemi Domotica 15 Qualità del sito 10% Consumo di risorse 40% Carichi ambientali 20% Qualità ambientale indoor 20% Qualità del servizio 10% 19
20 la PROCEdura per la CERTIFICAZIONE di sostenibilità ambientale PREVEDE UNA DOPPIA VALUTAZIONE: >> >> 1. VALUTAZIONE Del PROGETTO il cui esito positivo è il rilascio dell Attestato di conformità del progetto ITACA-Puglia e quindi la conferma ad usufruire degli incentivi richiesti. 2. VALUTAZIONE DELL EDIFICIO che riguarda le fasi di costruzione dell edificio e il cui esito positivo è il rilascio del certificato di sostenibilità ambientale. 20
21 >> processo di certificazione del progetto FASI TEMPORALI COMMITTENTE PROGETTISTA CERTIFICATORE del progetto COMUNE Progettazione preliminare, definitiva, esecutiva In qualità di proprietario o avente titolo dà incarico al progettista Provvede alla progettazione integrata Effettua autovalutazione dei criteri di sostenibilità che intende applicare per l ottenimento degli incentivi Prepara: - le schede dei criteri - la relazione tecnica - la scheda di calcolo con punteggio finale Prende in carico la documentazione fornita dal progettista ed effettua controlli sulle autovalutazioni Presenta richiesta di Permesso di Costruire o Denuncia Inizio Attività al Comune corredata di: A. Relazione tecnica esplicativa delle scelte progettuali; Revisiona la documentazione secondo le indicazioni del certificatore NO Verifica il rispetto dei criteri del Protocollo ITACA B. Schede tecniche e Scheda di valutazione riassuntiva con i punteggi conseguiti applicando il Protocollo ITACA; C. Attestato di Conformità del progetto ai requisiti del Protocollo ITACA rilasciato dal soggetto certificatore; SI Emette l Attestato di conformità del progetto - Rilascia il Permesso di Costruire o accetta la Denuncia Inizio Attività con l assenso relativo agli incentivi conformi alla delibera di Consiglio Comunale preliminarmente approvata. Fase di richiesta del titolo abilitativo: presentazione della domanda di Permesso di Costruzione o Denuncia Inizio Attività D. Specifica e circostanziata indicazione delle agevolazioni previste dalla legge regionale n.13/2008 delle quali ci si intende avvalere. - Richiede il pagamento degli oneri di urbanizzazione o del costo di costruzione con le eventuali riduzioni deliberate.
22 >> processo di certificazione dell edificio FASI TEMPORALI COMMITTENTE DIRETTORE DEI LAVORI CERTIFICATORE REGIONE COMUNE Dichiarazione Inizio lavori Presenta al certificatore, richiesta di certificato di sostenibilità secondo il modello dell allegato A della DGR 1471 con: A. Relazione tecnica esplicativa delle scelte progettuali; B. Schede tecniche e schede di valutazione riassuntiva con i punteggi conseguiti applicando il Protocollo ITACA; C. Il titolo abitativo rilasciato dal Comune competente o acquisito tramite Denuncia Inizio Attività; Raccoglie e conserva tutti i documenti relativi alle coratteristiche tecniche dei materiali e documentazione di eventuali varianti in corso d opera. Prende in carico la documentazione fornita dal direttore lavori ed effettua, una analisi documentale valutando il livello di sostenibilità ambientale in base ai criteri del Protocollo ITACA. Effettua una verifica in cantiere in una fase significativa della costruzione, in cui sia possibile constatare la rispondenza al progetto. D. Eventuale attestato di qualificazione energetica di cui al D. Lgs. 192/2005 e s.m.e.i. già conseguito dall edificio oggetto di richiesta; Revisiona la documentazione secondo le indicazioni del certificatore. NO Esito Dichiarazione Fine Lavori E. Attestato di conformità del progetto ai requisiti del sistema di valutazione rilasciato dal soggetto di richiesta; F. Copia informatizzata delle schede tecniche compilate e degli strumenti di calcolo utilizzati. Produce e consegna al Comune attestazione di conformità delle opere realizzate alla relazione tecnica, agli elaborati grafici, alle schede di valutazione e alla scheda di valutazione riassuntiva della certificazione di sostenibilità allegati al progetto (modello B allegato). SI Emette il Certificato di Sostenibilità Ambientale Entro 15 giorni successivi alla consegna al committente trasmette copia del Certificato alla Regione. La Regione inserisce gli attestati e i certificati nell apposito registro. Effettua la supervisione e i controlli a campione. Il Comune contestualmente alla dichiarazione di fine lavori riceve l asseverazione del Direttore Lavori.
23 La procedura per il rilascio del Certificato di Sostenibilità Ambientale, a norma dell art. 9, comma 2, della Legge Regionale n. 13/2008, ricomprende la procedura per il rilascio dell Attestato di Certificazione Energetica. Coerentemente con tale previsione, la precedura si conclude con il rilascio di due Certificati: a. il Certificato di Sostenibilità Ambientale b. l Attestato di Certificazione Energetica 23
24 24 attestato di conformità del progetto secondo il protocollo itaca puglia Scheda tipo certificato di sostenibilità ambientale secondo il protocollo itaca puglia Scheda tipo
25 Attori del Processo: COMMITTENTE Il proprietario dell immobile o l avente titolo a presentare la richiesta di permesso di costruire o la DIA. PROGETTISTA Il tecnico abilitato alla redazione del progetto. DIRETTORE LAVORI Il professionista responsabile della fase di realizzazione dell opera che può coincidere anche con il progettista. REGIONE PUGLIA L ente che accredita i tecnici abilitati, revoca i Certificati di Sostenibilità Ambientale nei casi previsti, effettua i controlli. COMUNE Ente che con Deliberazione del Consiglio Comunale gradua gli incentivi, valuta la rispondenza delle richieste di progetto alla norma, recepisce le dichiarazioni finali del Direttore dei Lavori, diffida in caso di difformità ed applica le sanzioni in caso di non sanabilità. SOGGETTO ATTESTANTE LA CONFORMITA DEL PROGETTO CERTIFICATORE DELL EDIFICIO 25
26 SOGGETTO ATTESTANTE LA CONFORMITA DEL PROGETTO CERTIFICATORE DELL EDIFICIO Il tecnico qualificato al rilascio dell Attestato di Conformità del Progetto e/o al rilascio della Certificazione di sostenibilità è professionista iscritto a Ordine o Collegio professionale di appartenenza, nei limiti delle competenze ad essi attribuite dalla legislazione vigente. Può operare sia in qualità di dipendente di enti ed organismi pubblici o di società di servizi pubbliche o private (comprese le società di ingegneria) sia come professionista libero od associato. Il soggetto attestante la conformità del progetto e il certificatore devono essere indipendenti ed estranei alla committenza, progettazione e realizzazione dell edificio. Il soggetto attestante la conformità del progetto ed il certificatore dell edificio possono coincidere. Nel caso in cui si tratti di due soggetti diversi, l abilitazione alla certificazione di sostenibilità dovrà essere posseduta da entrambi. il tecnico qualificato dovrà avere conseguito l accreditamento per la Certificazione di Sostenibilità Ambientale secondo i criteri stabiliti dalla Regione e sarà inserito in apposito elenco disponibile sul sito regionale alla pagina Certificazione Abitare sostenibile. 26
27 PARTE 3Il RUOLO DEGLI ENTI LOCALI NEL SISTEMA DI CERTIFICAZIONE 27
28 28 Agli Enti Locali spetta un ruolo chiave all interno del sistema disegnato dalla Legge Regionale 13/2008. L efficacia dei procedimenti definiti dalla norma richiede infatti che i Comuni deliberino in merito alla integrazione dei regolamenti edilizi ed alla graduazione degli incentivi ed attivino un sistema efficace di controllo e monitoraggio dell attuazione della legge.
29 COSA DEVONO FARE I COMUNI? 1. INTEGRARE I REGOLAMENTI EDILIZI 2. APPROVARE LA DELIBERAZIONE PER GRADUARE GLI INCENTIVI PREVEDERE EFFICACI SISTEMI DI 3. MONITORAGGIO, VERIFICA E CONTROLLO 29
30 1. INTEGRARE I REGOLAMENTI EDILIZI In base alla Legge Regionale 9 marzo 2009, n. 3, Norme in materia di regolamento edilizio, l approvazione e la valutazione del regolamento edilizio spettano al Consiglio Comunale, senza necessità dell approvazione regionale. La Legge Regionale 13/2008 ha modificato con l articolo 11 le modalità di calcolo degli indici e dei parametri edilizi ai fini della determinazione dei volumi, delle superfici, delle distanze e dei rapporti di copertura. Il riconoscimento dell importanza di soluzioni progettuali mirate all efficienza energetica e al contenimento dei consumi è la chiave di lettura di questa innovazione introdotta dalla legge. Questo nuovo modo di calcolare gli indici ed i parametri si applica anche: al computo della superficie utile e non residenziale in riferimento alla determinazione dei limiti massimi di costo per l edilizia residenziale sovvenzionata e agevolata. al calcolo della volumetria e delle superfici urbanistiche per la determinazione del contributo di costruzione e degli standard urbanistici. 30 In sostanza per le nuove costruzioni e per il recupero degli edifici esistenti non sono considerati nel computo per la determinazione dei volumi, delle superfici, delle distanze e nei rapporti di copertura: a) il maggiore spessore delle murature esterne, siano esse tamponature o muri portanti, oltre i trenta centimetri; b) il maggior spessore dei solai intermedi e di copertura oltre la funzione esclusivamente strutturale; c) le serre solari, per le quali sussista atto di vincolo circa tale destinazione e che abbiano dimensione comunque non superiore al 15 per cento della superficie utile delle unità abitative realizzate; d) tutti i maggiori volumi e superfici necessari al miglioramento dei livelli di isolamento termico e acustico o di inerzia termica, o finalizzati alla captazione diretta dell energia solare, o alla realizzazione di sistemi di ombreggiamento alle facciate nei mesi estivi o alla realizzazione di sistemi per la ventilazione e il raffrescamento naturali.
31 L applicazione di questa modalità di calcolo degli indici e dei parametri edilizi consente di derogare ai limiti imposti dagli strumenti urbanistici per le altezze massime, le distanze dai confini e dalle strade e tra gli edifici, qualora non comportino ombreggiamento delle facciate di terzi, fermo restando il rispetto: delle distanze minime previste dalla normativa statale; della normativa sismica; delle norme inerenti la difesa del suolo e la tutela del paesaggio; per gli edifici esistenti, della salvaguardia di elementi costruttivi e decorativi di pregio storico e artistico, nonché di allineamenti o conformazioni diverse, orizzontali, verticali e delle falde dei tetti che caratterizzano le cortine di edifici urbani e rurali di antica formazione. L applicazione degli indici e dei parametri edilizi come definiti dalla legge regionale 13/2008 è consentita in tutti gli interventi di nuova costruzione e di recupero degli edifici esistenti, indipendentemente dalla richiesta della certificazione di sostenibilità ambientale. La Legge Regionale 13/2008 all articolo 5 stabilisce inoltre che negli interventi di nuova costruzione e di ristrutturazione degli edifici esistenti debba essere previsto l inserimento di sistemi di raccolta, filtraggio ed erogazione integrativi per l utilizzo delle acque piovane per gli usi compatibili. Anche questa norma, che si applica già dalla data di validità della Legge Regionale 13/2008, deve essere inclusa nei Regolamenti Edilizi comunali. Infine nei regolamenti edilizi comunali vanno definite le modalità di installazione di impianti tecnologici per il risparmio energetico e le zone del territorio comunale per le quali tali interventi sono considerati attività libere, ossia non soggette a D.I.A. 31
32 2. APPROVARE LA DELIBERAZIONE PER GRADUARE GLI INCENTIVI Spetta ai Consigli comunali l approvazione della deliberazione che consente di graduare gli incentivi previsti dall art. 12, comma 1, della legge (incrementi volumetrici e riduzioni dell ICI, di altre imposte comunali, degli oneri di urbanizzazione secondaria o del costo di costruzione). La graduazione è commisurata al livello di sostenibilità raggiunto dall edificio, a partire dal livello 1 del Sistema di Valutazione di Sostenibilità approvato con delibera della Giunta Regionale n del 24 novembre Può prevedere inoltre parametri differenti per differenti zone omogenee e ad esempio commisurare gli incentivi all ottenimento del massimo punteggio in alcune aree di valutazione che si vogliono privilegiare. In assenza di detta graduazione e quindi in assenza della deliberazione di Consiglio comunale, l incremento volumetrico del 10% oltre al massimo consentito dagli strumenti urbanistici vigenti (che in applicazione della Legge Regionale 13/2008 non costituisce variante urbanistica) è ugualmente ottenibile, ma solo per gli edifici che raggiungano almeno il livello 3 del Sistema di Valutazione di Sostenibilità. L incremento volumetrico si calcola al netto delle murature. Nel caso in cui, ad esempio, il volume massimo consentito dallo strumento urbanistico per un lotto di terreno in centro urbano sia 1000 mc, il massimo incremento, possibile per un edificio che ha raggiunto almeno il livello 3 del sistema di valutazione, è pari a 100 mc calcolati come prodotto della superficie utile per l altezza. 32 L incremento di volume oltre il massimo consentito dallo strumento urbanistico vigente ha due limiti: quelli inderogabili di densità edilizia e distanza fra i fabbricati fissati dal decreto ministreriale 2 aprile 1968, n 1444; il rispetto delle quantità complessive minime fissate dall articolo 41 sexies della legge 17 agosto 1942, n (Legge urbanistica nazionale) e successive modifiche e integrazioni e cioè la previsione di appositi spazi per parcheggi in misura non inferiore ad un metro quadrato per ogni dieci metri cubi di costruzione.
R E G I O N E P U G L I A ASSESSORATO ALL ASSETTO DEL TERRITORIO SETTORE ASSETTO DEL TERITORIO COD.CIFRA:AST/SDL/2008/00001 NORME PER L ABITARE SOSTENIBILE NORME PER L ABITARE SOSTENIBILE INDICE Art. 1
Art. 2 (Definizioni) PARTE PRIMA
11226 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 93 del 13-6-2008 PARTE PRIMA Leggi e regolamenti regionali LEGGE REGIONALE 10 giugno 2008, n. 13 Norme per l abitare sostenibile. IL CONSIGLIO REGIONALE
proposta di legge n. 150
REGIONE MARCHE 1 CONSIGLIO REGIONALE proposta di legge n. 150 a iniziativa della Giunta regionale presentata in data 11 gennaio 2007 NORME PER L EDILIZIA SOSTENIBILE (301) REGIONE MARCHE 2 CONSIGLIO REGIONALE
voto peso % voto pesato voto peso % voto pesato valore soglia minima Analisi del sito Analisi del sito
SISTEMA DI PESATURA DELLE SCHEDE DEI REQUISITI Modalità di calcolo del punteggio pesato: 1 Voto del requisito x peso = Voto pesato del requisito 2 Somma dei voti pesati del requisito = voto dell'area di
M.I.B.AR. MASTER INTERNAZIONALE DI BIOARCHITETTURA
M.I.B.AR. MASTER INTERNAZIONALE DI BIOARCHITETTURA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E URBANISTICA La pianificazione sostenibile IV Modulo: Linee guida della Regione Toscana per la promozione della bioedilizia
ITACA: Protocollo Itaca: dalla certificazione degli edifici alla sostenibilità ambientale RAGIONI E OPPORTUNITA DI UN MODELLO DI ABITARE SOSTENIBILE
CONVEGNO DI STUDI Patrocinato da Protocollo Itaca: dalla certificazione degli edifici alla sostenibilità ambientale ITACA: RAGIONI E OPPORTUNITA DI UN MODELLO DI ABITARE SOSTENIBILE Arch. Antonella Perrone
LEGGE REGIONALE N. 6 DEL 27-05-2008 - REGIONE LAZIO - 27/05/2008, n. 6 - B.U.R. 07/06/2008, n.21 Disposizioni regionali in materia di architettura
LEGGE REGIONALE N. 6 DEL 27-05-2008 - REGIONE LAZIO - 27/05/2008, n. 6 - B.U.R. 07/06/2008, n.21 Disposizioni regionali in materia di architettura sostenibile e di bioedilizia. CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI
CORSO Dl FORMAZIONE EDILIZIA SOSTENIBILE - BIOEDILIZIA (120 ore)
CORSO Dl FORMAZIONE EDILIZIA SOSTENIBILE - BIOEDILIZIA (120 ore) PROGETTO FORMATIVO MODULO 1 EDILIZIA SOSTENIBILE E BIOEDILIZIA Definizione e generalità dell edilizia sostenibile e bioedilizìa Storia della
VERSO UNO SVILUPPO SOSTENIBILE uno sviluppo che soddisfa le esigenze del presente senza compromettere la possibilità delle future generazioni di soddisfare le proprie Relazione Bruntland Garantire la qualità

References: art. 9
 articolo 11
 articolo 5
 art. 12
 articolo 41
 Art. 1

Art. 2