Source: https://www.laleggepertutti.it/69011_fisco-accertamento-nullo-senza-invito-scritto-ai-chiarimenti
Timestamp: 2019-03-26 21:45:11+00:00

Document:
Fisco: accertamento nullo senza invito scritto ai chiarimenti
Nonostante l’ispezione il contribuente deve essere sempre messo nella condizione di presentare le motivazioni a proprio sostegno.
È nullo l’accertamento fiscale se, prima della sua notifica, l’Agenzia delle Entrate non ha inviato al contribuente l’invito scritto a fornire chiarimenti sulla contestata elusione fiscale. E ciò vale anche se il soggetto ha reso dichiarazioni in sede di ispezione.
Lo ha stabilito la Cassazione con una recente sentenza [1].
Diversamente, nel procedimento di accertamento per adesione l’instaurazione del contraddittorio preventivo da parte dell’amministrazione finanziaria è del tutto facoltativa e non inficia la validità dell’atto emesso. Anche questo aspetto è stato posto in evidenza dalla Suprema Corte con una pronuncia di questi giorni [2].
La legge sull’accertamento delle imposte sui redditi stabilisce un principio molto chiaro [3]: l’avviso di accertamento deve essere anticipato da una preventiva richiesta al contribuente, anche per lettera raccomandata, di chiarimenti. Tali chiarimenti vanno inviati per iscritto entro 60 giorni dalla data di ricezione della richiesta. Se manca tale formalità, l’accertamento è nullo.
Senonché, per la Suprema Corte, il predetto obbligo di chiedere i chiarimenti al contribuente non può essere evitato neanche se quest’ultimo ha già fornito dichiarazioni agli agenti delle fiamme gialle in sede di accesso o verifica.
Insomma, la normativa prevede, a pena di nullità, che prima dell’emanazione dell’avviso di accertamento vi sia la richiesta al contribuente di chiarimenti.
È inoltre necessaria la specifica motivazione dell’atto, anch’essa a pena di nullità, in relazione alle giustificazioni fornite dal contribuente: in pratica, se l’amministrazione decide di non tenere conto delle giustificazioni addotte dall’interessato deve anche spiegare il perché.
Si tratta di regole di condotta poste a garanzia del principio del contraddittorio e che, pertanto, non possono ritenersi sostituite dall’attività svolta dai verbalizzanti in sede di verifica.
A differenza di quanto sopra, l’accertamento con adesione è valido anche nell’ipotesi in cui il fisco non abbia preventivamente invitato il contribuente al contraddittorio. Infatti, qui l’instaurazione del contraddittorio preventivo da parte dell’amministrazione finanziaria è del tutto facoltativa avendo solo la funzione di garantire la necessaria trasparenza dell’azione amministrativa e di consentire al contribuente una immediata cognizione delle questioni.
L’attivazione del procedimento non riveste, dunque, carattere di obbligatorietà ma la sua attivazione è lasciata in tutti i casi alla valutazione degli uffici. Il contribuente, del resto, al quale sia stato notificato un avviso di accertamento o di rettifica non preceduto dall’invito, ha sempre la possibilità [4] di attivare, a sua volta, tale procedimento di definizione mediante la presentazione di una istanza apposita. Detto invito riveste, dunque, carattere unicamente informativo della possibilità di aderire. Dunque, anche se l’invito non viene notificato (o correttamente notificato), il contribuente può attivarsi personalmente, avvalendosi di quest’ultima possibilità.
Solo di recente e nel caso degli accertamenti fondati sugli studi di settore, la legge [5] impone all’Agenzia, prima della notifica dell’avviso di accertamento, invita il contribuente a comparire innanzi agli uffici [6].
[1] Cass. sent. n. 693 del 16.01.2015.
[2] Cass. sent. n. 444/15 del 14.01.2015.
[3] Art. 37bis D.P.R. n. 600 del 29.09.1973.
[4] Art. 6 co. 2., d.lgs. n. 218/1997
[5] Art. 10, co. 3 bis, l. n.146/1998.
[6] Art. 5 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218»; la l. n. 311/2004 ha disposto (con l’art. 1, comma 410) che le disposizioni del comma 3-bis, hanno effetto a decorrere solo dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2004.
giusy de lucia ha detto:
08/04/2015 @ 18:24
salve.. avevo un’attività di parrucchiera e nel 2011 mi sono vista entrar 2 finanzieri con un accertamento dell’agenzia delle entrate di 20mla euro circa… mi sono recata all’agenzia delle entrate e ho messo a protocollo la richiesta di contraddittorio per adesione. mi anno detto la chiameremo noi.. non mi hanno più chiamato… ad oggi mi trovo con una cartella dell’equitalia.. una causa persa perché dicono che ho sforato i termini per il ricorso.. e sto cercando di fare appello al garante.. secondo voi cosa si può fare??

References: sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 Art. 37
 Art. 6
 Art. 10
 Art. 5