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Timestamp: 2019-11-18 16:54:36+00:00

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qualificazione | Sentenzeappalti.it
16.07.2019 Redazione
art. 45modifiche soggettiveoperatori economiciqualificazione
20.01.2019 Redazione
TAR Cagliari, 15.01.2019 n. 19
Come è noto, l’istituto della cooptazione trova la sua base giuridica nell’art. 92, comma 5, del D.P.R. n. 207/2010 (applicabile anche dopo l’entrata in vigore del d.lgs. n. 50/2016, ai sensi dell’art. 216, comma 14, del medesimo d.lgs.), secondo cui “Se il singolo concorrente o i concorrenti che intendano riunirsi in raggruppamento temporaneo hanno i requisiti di cui al presente articolo, possono raggruppare altre imprese qualificate anche per categorie ed importi diversi da quelli richiesti nel bando, a condizione che i lavori eseguiti da queste ultime non superino il venti per cento dell’importo complessivo dei lavori e che l’ammontare complessivo delle qualificazioni possedute da ciascuna sia almeno pari all’importo dei lavori che saranno ad essa affidati”. Come chiarito dal giudice d’appello (si veda Consiglio di Stato, sez. VI, 11 aprile 2006, n. 2014), il modello è estendibile anche oltre il settore dei lavori, poiché costituisce applicazione del principio affermato nelle direttive europee, secondo il quale ai raggruppamenti di operatori economici non può essere imposta una determinata veste giuridica.
Quanto al significato da attribuire alla disposizione, dal suo tenore letterale emerge come l’impresa cooptata non sia tenuta a dimostrare il possesso dei requisiti specifici richiesti dal bando, purchè detti requisiti siano posseduti dalle altre imprese riunite (o dall’altra impresa che promuova il raggruppamento); e purché l’impresa cooptata possegga una qualificazione di importo pari all’ammontare complessivo dei lavori affidati.
art. 45cooptazionemotivi esclusioneoperatori economiciqualificazione
Contratti misti – Omessa quantificazione della quota di lavori nell’ambito di un appalto di forniture – Inserzione automatica – Obbligo di qualificazione dei concorrenti – Indicazione della componente lavori svolta in precedenza – Necessità – Soccorso istruttorio relativamente alla domanda di partecipazione – Inammissibilità (art. 28, art. 83 d.lgs. n. 50/2016)
Consiglio di Stato, sez. III, 18.07.2017 n. 3541
1. In linea di principio è ben vero che il principio di parità di trattamento e l’obbligo di trasparenza devono essere interpretati nel senso che ostano all’esclusione di un operatore economico da una procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico in seguito al mancato rispetto, da parte di tale operatore, di un obbligo che non risulta espressamente dai documenti relativi a tale procedura o dal diritto nazionale vigente, bensì da un’interpretazione di tale diritto e di tali documenti nonché dal meccanismo diretto a colmare, con un intervento delle autorità o dei giudici amministrativi nazionali, le lacune presenti in tali documenti (CGUE, VI, 2 giugno 2016, C-27/15).
Detto orientamento (recentemente ribadito dall’Adunanza Plenaria n. 19/2016, con riguardo alla portata escludente dell’obbligo di indicazione separata dei costi di sicurezza aziendali di cui all’art. 87, comma 4, del d. lgs. 163/2006) ha contribuito a precisare la portata del principio di tassatività delle cause di esclusione, quale indicata, sulla base dell’art. 46, comma 1-bis, dall’Adunanza Plenaria n. 9/2014, secondo cui la sanzione dell’esclusione consegue, tra l’altro, alla violazione di disposizioni imperative del codice dei contratti, del regolamento di attuazione e di altre norme di legge, pur se non espressamente richiamate nel bando, ma il meccanismo di eterointegrazione della documentazione di gara trova applicazione, in casi eccezionali, nei limiti in cui la norma violata abbia natura imperativa e sia formulata in modo sufficientemente chiaro da consentire ai concorrenti di conoscere ex ante gli obblighi cui sono soggetti.
E, dunque, le condizioni di partecipazione alle procedure di affidamento di contratti pubblici devono tutte essere indicate nel bando di gara, la cui eterointegrazione con obblighi imposti da norme di legge si deve ritenere ammessa in casi eccezionali, poiché l’enucleazione di cause di esclusione non conosciute o conoscibili dai concorrenti contrasta con i principi europei di certezza giuridica e di massima concorrenza (cfr. Cons. Stato, VI, n. 4553/2016).
2. Quanto al fatto che la quantificazione dei lavori oggetto di gara risultasse legata alla formulazione dell’offerta e quindi variabile da concorrente a concorrente, questo aspetto non appare tale da superare la necessità dei requisiti di qualificazione, né da inficiare la gara.
Può infatti convenirsi che l’obbligo di premunirsi e dichiarare requisiti di qualificazione adeguati al parametro normativo, si sia concretizzato per ciascun concorrente al momento della predisposizione dell’offerta che prevedeva l’esecuzione di lavori per un determinato importo.
In altri termini, ai concorrenti è stato consentito di organizzare le forme della propria partecipazione in modo coerente all’offerta presentata, evitando di formulare richieste eccedenti l’oggetto concreto dell’appalto.
3. Ora, ai fini della qualificazione sono stati spesi interventi aventi carattere di appalto misto di forniture e lavori, all’interno dei quali sarebbe stato necessario distinguere le due componenti, al fine di dimostrare il possesso del requisito.
Ma T. non ha indicato quale importo relativo a prestazioni da essa svolte sia imputabile alla componente lavori.
Nessun’altra specificazione, utile a consentire la verifica della sussistenza del requisito in questione, risulta fornita da T., in gara o in giudizio, oltre a quelle sopra riportate, nonostante la contestazione di controparte e la stessa invocazione, nel ricorso incidentale e nell’appello, dell’applicabilità del soccorso istruttorio, ne evidenziassero l’esigenza.
In altri termini, ad oggi non risulta specificamente argomentato, con riferimento a tipologie di lavori e correlate voci di spesa, che gli interventi eseguiti abbiano comportato un valore, per la sola componente lavori, almeno pari alla soglia di qualificazione suindicata.
E sembra evidente che una simile necessaria verifica non può essere effettuata d’ufficio dal Giudice, sulla base dell’apprezzamento diretto del contenuto (nella maggior parte dei casi, tutt’altro che eloquente, al di fuori di un contesto di conoscenze tecniche delle caratteristiche dei diversi interventi) della documentazione contabile versata in atti, ed in particolare delle fatture (distinguendo, all’interno di esse, le voci che potrebbero riferirsi alla componente lavori, da quelle che riguardano la componente forniture).
Tali considerazioni possono estendersi agli ulteriori interventi indicati da T. soltanto in giudizio, la cui maggior dimensione complessiva non fa venir meno la necessità di specificare la componente lavori.
In linea di principio, il soccorso istruttorio non può giungere sino al punto di consentire al concorrente di modificare la domanda di partecipazione, integrandola degli elementi mancanti, essendo netta la distinzione tra il completamento di una domanda formalmente carente su alcuni elementi o dichiarazioni “che devono essere prodotte dai concorrenti in base alla legge, al bando o al disciplinare di gara” (art. 46, comma 1 ter, che richiama l’art. 38 comma 2-bis, del d.lgs. 163/2006), e l’integrazione di un’offerta originariamente non rispettosa delle “prescrizioni previste dal presente codice e dal regolamento” (art. 46, comma 1-bis, cit.), in quanto priva di un elemento essenziale, poiché proveniente da soggetto sfornito della prescritta qualificazione per l’esecuzione di lavori pubblici.
E’ pur vero che, ponendosi nella prospettiva del bilanciamento tra eterointegrazione della lex specialis e tutela dell’affidamento, viene in rilievo il principio affermato dall’Adunanza Plenaria n. 19/2016 (riguardo al diverso caso della rilevanza, in vigenza del d.lgs. 163/2006, della omessa separata indicazione nell’offerta degli oneri di sicurezza aziendale), nel senso che, qualora il requisito di cui è stata omessa la dimostrazione in gara non sia stato specificato dalla legge di gara, ma non sia in contestazione che dal punto di vista sostanziale l’offerta rispetti il requisito, l’esclusione del concorrente non può essere disposta se non dopo che lo stesso sia stato invitato a regolarizzare l’offerta dalla stazione appaltante nel doveroso esercizio dei poteri di soccorso istruttorio.
Tuttavia, stante la mancata specificazione, anche nelle fasi del giudizio, del valore dei lavori pregressi rilevanti ai fini della qualificazione, il possesso sostanziale del requisito da parte di T. resta un presupposto da dimostrare, e pertanto la pretesa di usufruire del soccorso istruttorio non può essere favorevolmente considerata.
art. 28art. 83contratti mistiqualificazionerequisiti specialisoccorso istruttorio
Come chiarito anche dal Consiglio di Stato (cfr. Cons. Stato, Sez. V, 22 agosto 2016, n. 3666) non vanno confusi i requisiti di qualificazione con la quota di partecipazione al raggruppamento e soprattutto con la quota di esecuzione della prestazione posta in gara e da affidare.
Quanto all’uso del potere istruttorio, va mantenuto fermo il principio cui è convintamente pervenuta la giurisprudenza amministrativa, secondo cui il soccorso istruttorio non può intervenire nel caso di assenza di un requisito di qualificazione, visto che non consiste nell’integrazione tardiva della documentazione che doveva essere acquisita con la domanda di partecipazione, e concretizzerebbe la sanatoria di un vizio di documentazione mancante in origine (Cons. Stato, Sez. V, 22 agosto 2015, n. 3666; TAR Lazio – Roma, Sez. II-quater, 17 gennaio 2017, n. 787; TAR Emilia Romagna – Bologna, 20 febbraio 2017, n. 131).
art. 83qualificazionerequisiti specialisoccorso istruttorio
16.05.2017 Redazione
In data 03.04.2017 l’Autorità ha posto in consultazione il documento propedeutico alla predisposizione delle Linee guida di cui all’art. 83, comma 2, del codice recante «Linee guida sul sistema di qualificazione degli esecutori di lavori pubblici di importo pari o superiore a 150.000 euro». Il decreto correttivo ha innovato la disposizione richiamata, demandando a un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, su proposta dell’ANAC, la disciplina del sistema di qualificazione. Lo stesso decreto è intervenuto in modifica di numerose norme del codice tra cui anche alcune disposizioni relative alla qualificazione degli operatori economici, con conseguente necessità di rivedere alcune delle scelte di regolazione prospettate nel documento posto in consultazione.
appalto lavoriqualificazione
Lavori pubblici: aggiornato il manuale per la qualificazione per importo superiore a 150.000 euro
17.11.2016 Redazione
appalto lavoriqualificazionesoa
SOA, richiesta di rinnovo, equivale alla verifica quinquennale – Richiesta tempestiva di verifica quinquennale, continuità della qualificazione, sussiste (Art. 40, d.lgs. n, 163/2006)
Consiglio di Stato, sez. V, 20.07.2016 n. 3270
La richiesta di rinnovo di un’attestazione SOA, la quale comprenda una categoria già in precedenza posseduta, produce gli stessi effetti della verifica di quest’ultima e consente di partecipare alle pubbliche gare senza soluzione di continuità.
qualificazionesoa
La perdita della SOA OG11 comporta automaticamente il venir meno della SOA OS28? E’ stato chiarito recentemente che la categoria OG 11 – come già precisato dall’allora Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici nel parere precontenzioso n. 27 del 13.3.2013 – costituisce la sommatoria di più categorie specialistiche, che tuttavia possono essere separatamente e singolarmente essere detenute dall’impresa, senza che la perdita del requisito di cui alla categoria OG 11, generale, determini automaticamente anche la perdita della singola categoria OS 28. E tanto ha rilevato, più di recente, anche il Consiglio di Stato, sez. V, nella sentenza n. 3245 del 26.6.2015, laddove ha chiarito che «è ben possibile che per alcune lavorazioni sia sufficiente solo il possesso delle qualificazioni relative alle opere speciali», come è nel caso di specie, quella relativa alla categoria OS 28, richiesta in via principale dal bando di gara. Pertanto, non può ritenersi che «il venir meno della SOA OG11 comporti automaticamente il venir meno della SOA OS28, dal momento che l’oggetto delle qualificazioni in questione è differente ed, infatti, il d.P.R. n. 207/2010 precisa che la prima non a caso “riguarda, nei limiti specificati all’ articolo 79, comma 16, la fornitura, l’installazione, la gestione e la manutenzione di un insieme di impianti tecnologici tra loro coordinati ed interconnessi funzionalmente, non eseguibili separatamente, di cui alle categorie di opere specializzate individuate con l’acronimo OS 3, OS 28 e OS 30”.
categoriequalificazionesoa

References: art. 45

art. 45
 art. 83

art. 28

art. 83
 sentenza 
 articolo 79