Source: http://legislazionetecnica.it/1089062/fonte/dl-23-12-2013-n-145?parts=1558314
Timestamp: 2018-01-19 19:19:53+00:00

Document:
D.L. 23/12/2013, n. 145 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NN12601
G.U. 23/12/2013, n. 300
L. 21/02/2014, n. 9
Stralcio. In vigore dal 24/12/2013.
- L. 21/02/2014, n. 9 (Legge di conversione). In vigore dal 22/02/2014, in corsivo.
- Comunicato Ministero Sviluppo Economico in G.U. 27/02/2014, n. 48
1089062 3324264
Art. 1. - Disposizioni per la riduzione dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, per gli indirizzi strategici dell’energia geotermica, in materia di certificazione energetica degli edifici e di condominio, e per lo sviluppo di tecnologie di maggior tutela ambientale
1. L’Autorità per l’energia elettrica e il gas aggiorna entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto i criteri per la determinazione dei prezzi di riferimento per le forniture destinate ai clienti finali non riforniti sul mercato libero, tenendo conto delle mutazioni intervenute nell’effettivo andamento orario dei prezzi dell’energia elettrica sul mercato.
2. A decorrere dal 1° gennaio 2014, i prezzi minimi garantiti, definiti dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas ai fini dell’applicazione dell’articolo 13, commi 3 e 4, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 R, e dell’articolo 1, comma 41, della legge 23 agosto 2004, n. 239 R, sono pari, per ciascun impianto, al prezzo zonale orario nel caso in cui l’energia ritirata sia prodotta da impianti che accedono a incentivazioni a carico delle tariffe elettriche sull’energia prodotta, ad eccezione dell’energia elettrica immessa da impianti fotovoltaici di potenza nominale fino a 100 kw e da impianti idroelettrici di potenza elettrica fino a 500 kw.
3. Al fine di contenere l’onere annuo sui prezzi e sulle tariffe elettriche degli incentivi alle energie rinnovabili e massimizzare l’apporto produttivo nel medio-lungo termine dagli esistenti impianti, i produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili titolari di impianti che beneficiano di incentivi sotto la forma di certificati verdi, tariffe omnicomprensive ovvero tariffe premio possono, per i medesimi impianti, in misura alternativa:
b) optare per una rimodulazione dell’incentivo spettante, volta a valorizzare l’intera vita utile dell’impianto.
In tal caso, a decorrere dal primo giorno del mese successivo al termine di cui al comma 5, il produttore accede a un incentivo ridotto di una percentuale specifica per ciascuna tipologia di impianto, definita con decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, con parere dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, entro 60 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, da applicarsi per un periodo rinnovato di incentivazione pari al periodo residuo dell’incentivazione spettante alla medesima data incrementato di 7 anni. La specifica percentuale di riduzione è applicata:
1) per gli impianti a certificati verdi, al coefficiente moltiplicativo di cui alla tabella 2 allegata alla legge 24 dicembre 2007, n. 244 R;
2) per gli impianti a tariffa onnicomprensiva, al valore della tariffa spettante al netto del prezzo di cessione dell’energia elettrica definito dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas in attuazione dell’articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, registrato nell’anno precedente;
4. La riduzione di cui al comma 3, lettera b), viene differenziata in ragione del residuo periodo di incentivazione, del tipo di fonte rinnovabile e dell’istituto incentivante, ed è determinata tenendo conto dei costi indotti dall’operazione di rimodulazione degli incentivi, incluso un premio adeguatamente maggiorato per gli impianti per i quali non sono previsti, per il periodo successivo a quello di diritto al regime incentivante, incentivi diversi dallo scambio sul posto e dal ritiro dedicato per interventi realizzati sullo stesso sito. Il decreto di cui al comma 3, lettera b), deve prevedere il periodo residuo di incentivazione, entro il quale non si applica la penalizzazione di cui al comma 3, lettera a). Allo scopo di salvaguardare gli investimenti in corso, tale periodo residuo non può comunque scadere prima del 31 dicembre 2014 e può essere differenziato per ciascuna fonte, per tenere conto della diversa complessità degli interventi medesimi.
5. L’opzione di cui al comma 3, lettera b), deve essere esercitata entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al medesimo comma 3, lettera b), mediante richiesta al Gestore dei servizi energetici (Gse) resa con modalità definite dallo stesso Gse entro 15 giorni dalla medesima data.
b) ai nuovi impianti incentivati ai sensi del decreto del Ministro dello sviluppo economico 6 luglio 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 159 del 10 luglio 2012, supplemento ordinario n. 143, fatta eccezione per gli impianti ricadenti nel regime transitorio di cui all’articolo 30 dello stesso decreto.
6-bis. Al fine di promuovere la competitività delle imprese industriali, i corrispettivi a copertura degli oneri generali di sistema applicati al consumo di gas e i criteri di ripartizione dei medesimi oneri a carico dei clienti finali sono rideterminati dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. La suddetta rideterminazione deve avvenire in modo da tenere conto della definizione di imprese a forte consumo di energia, nel rispetto dei decreti e dei vincoli di cui all’articolo 39, commi 1 e 2, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 R, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134 R, secondo gli indirizzi emanati dal Ministro dello sviluppo economico.
1089062 3324265
Art. 2. - Misure in materia di nuove imprese e di riqualificazione produttiva di aree di crisi industriale e fondo di investimento nel capitale di rischio delle PMI
1. Al decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185 R, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) prima dell’articolo 1, sono inserite le seguenti parole:
“Capo 01 - Misure in favore della nuova imprenditorialità nei settori della produzione dei beni e dell’erogazione dei servizi”;
“Art. 1. - (Princìpi generali) - 1. Le disposizioni del presente Capo sono dirette a sostenere in tutto il territorio nazionale la creazione di micro e piccole imprese a prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile e a sostenerne lo sviluppo attraverso migliori condizioni per l’accesso al credito.
Art. 2. - (Benefìci) - 1. Ai soggetti ammessi alle agevolazioni di cui al presente Capo sono concedibili mutui agevolati per gli investimenti, a un tasso pari a zero, della durata massima di 8 anni e di importo non superiore al 75 per cento della spesa ammissibile, ai sensi e nei limiti del regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione del 15 dicembre 2006 relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti d’importanza minore (“de minimis”) e delle eventuali successive disposizioni comunitarie applicabili modificative del predetto regolamento.
2. I mutui di cui al comma 1 possono essere assistiti dalle garanzie previste dal codice civile e da privilegio speciale, acquisibili nell’ambito degli investimenti da realizzare.
Art. 3. - (Soggetti beneficiari) - 1. Possono beneficiare delle agevolazioni di cui al presente Capo le imprese:
1089062 3324266
Art. 3. - Credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo
1. A tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano nonché dal regime contabile adottato, che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e “fino a quello in corso al 31 dicembre 2020” N19, è attribuito un credito d'imposta “nella misura del 50 per cento delle spese” N19 sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d'imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015.
1-bis. Il credito d'imposta di cui al comma 1 spetta anche alle imprese residenti o alle stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti che eseguono le attività di ricerca e sviluppo nel caso di contratti stipulati con imprese residenti o localizzate in altri Stati membri dell'Unione europea, negli Stati aderenti all'accordo sullo Spazio economico europeo ovvero in Stati compresi nell'elenco di cui al decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19 settembre 1996. N20
2. Per le imprese in attività da meno di tre periodi d'imposta, la media degli investimenti in attività di ricerca e sviluppo da considerare per il calcolo della spesa incrementale è calcolata sul minor periodo a decorrere dal periodo di costituzione.
3. Il credito d'imposta di cui al comma 1 è riconosciuto, fino ad un importo massimo annuale di “euro 20 milioni” N19 per ciascun beneficiario, a condizione che siano sostenute s
1089062 3324267
Art. 4. - Misure volte a favorire la realizzazione delle bonifiche dei siti di interesse nazionale e misure particolari per l’area di crisi complessa del porto di Trieste
1. L’articolo 252-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 R, è sostituito dal seguente:
“Art. 252-bis - (Siti inquinati nazionali di preminente interesse pubblico per la riconversione industriale) - 1. Il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e il Ministro dello sviluppo economico, d’intesa con la regione territorialmente interessata e, per le materie di competenza, con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, nonché con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo per gli aspetti di competenza in relazione agli eventuali specifici vincoli di tutela insistenti sulle aree e sugli immobili, possono stipulare accordi di programma con uno o più proprietari di aree contaminate o altri soggetti interessati ad attuare progetti integrati di messa in sicurezza o bonifica, e di riconversione industriale e sviluppo economico in siti di interesse nazionale individuati entro il 30 aprile 2007 ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 426, al fine di promuovere il riutilizzo di tali siti in condizioni di sicurezza sanitaria e ambientale, e di preservare le matrici ambientali non contaminate. Sono escluse le aree interessate dalle misure di cui al decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61 R, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 89 R, e successive modificazioni.
2. Gli accordi di programma di cui al comma 1 assicurano il coordinamento delle azioni per determinare i tempi, le modalità, il finanziamento e ogni altro connesso e funzionale adempimento per l’attuazione dei progetti e disciplinano in particolare:
a) l’individuazione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica da attuare, sulla base dei risultati della caratterizzazione validati dalle agenzie regionali per la protezione dell’ambiente;
b) l’individuazione degli interventi di riconversione industriale e di sviluppo economico anche attraverso studi e ricerche appositamente condotti da università ed enti di ricerca specializzati;
c) il piano economico finanziario dell’investimento e la durata del relativo programma;
f) la causa di revoca dei contributi e delle altre misure di sostegno, e di risoluzione dell’accordo;
g) l’individuazione del soggetto attuatore degli interventi di messa in sicurezza e di bonifica, e delle attività di monitoraggio, controllo e gestione degli interventi di messa in sicurezza che restano a carico del soggetto interessato;
i-bis) le modalità di monitoraggio per il controllo dell’adempimento degli impegni assunti e della realizzazione dei progetti.
3. La stipula dell’accordo di programma costituisce riconoscimento dell’inte
1089062 3324268
Art. 4-bis - Modifiche al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in materia di siti inquinati
1. Nell’allegato II alla parte seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e succ
1089062 3324269
Art. 4-ter - Misure urgenti per accelerare l’attuazione di interventi di bonifica in siti contaminati di interesse nazionale
1. Al fine di accelerare la progettazione e l’attuazione degli interventi di bonifica e riparazione del danno ambientale nel sito contaminato di interesse nazionale di Crotone, le somme liquidate per il risarcimento del danno ambientale a favore dell’amministrazione dello Stato con sentenza del tribunale di Milano n. 2536 del 28 febbraio 2012, passata in giudicato, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato, per essere riassegnate al pertinente capitolo dello stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e destinate alle finalità di cui al presente comma. Con successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente e dell
1089062 3324270
Art. 5. - Misure per favorire l’internazionalizzazione delle imprese ed in materia di facilitazione dell’ingresso e del soggiorno in Italia per start-up innovative, ricerca e studio
1. - 7-bis. Omissis
8. Al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 R, sono apportate le seguenti modificazioni:
0a) Omissis
1089062 3324271
Art. 6. - Misure per favorire la digitalizzazione e la connettività delle piccole e medie imprese, ed in materia di frequenze per il servizio televisivo digitale terrestre, comunicazioni ed agenda digitale
1. Al fine di favorire la digitalizzazione dei processi aziendali e l’ammodernamento tecnologico delle micro, piccole e medie imprese, nell’ambito di apposito Programma Operativo Nazionale della prossima programmazione 2014-2020 dei fondi strutturali comunitari, previa verifica della coerenza con le linee di intervento in essa previste ed a seguito dell’approvazione della Commissione europea, ovvero nell’ambito della collegata pianificazione degli interventi nazionali finanziati dal Fondo per lo sviluppo e la coesione e dal Fondo di rotazione di cui all’articolo 5 della legge 16 aprile 1987, n. 183, sono adottati interventi per il finanziamento a fondo perduto, tramite Voucher di importo non superiore a 10.000 euro, conformemente al regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione del 15 dicembre 2006 relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti di importanza minore (“de minimis”), concessi ad imprese per l’acquisto di software, hardware o servizi che consentano il miglioramento dell’efficienza aziendale, la modernizzazione dell’organizzazione del lavoro, tale da favorire l’utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità, tra cui il telelavoro, lo sviluppo di soluzioni di e-commerce, la connettività a banda larga e ultralarga. I suddetti voucher sono concessi anche per permettere il collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare, attraverso l’acquisto e l’attivazione di decoder e parabole, nelle aree dove le condizioni geomorfologiche non consentano l’accesso a soluzioni adeguate attraverso le reti terrestri o laddove gli interventi infrastrutturali risultino scarsamente sostenibili economicamente o non realizzabili. I voucher potranno altresì finanziare la formazione qualificata, nel campo ICT, del personale delle suddette piccole e medie imprese.
2. Previa verifica della coerenza con le linee di intervento previste nella proposta nazionale relativa alla prossima programmazione 2014-2020 dei fondi strutturali comunitari, fruibili a seguito dell’approvazione da parte della Commissione europea del Programma Operativo Nazionale relativo alla Competitività di responsabilità del Ministero dello sviluppo economico, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per la coesione territoriale e il Ministro per gli affari regionali e le autonomie e con il Ministro dello sviluppo economico, è stabilito l’ammontare dell’intervento nella misura massima complessiva di 100 milioni di euro a valere sulla medesima proposta nazionale o sulla collegata pianificazione definita per l’attuazione degli interventi a finanziamento nazionale di cui al comma 1. La somma così individuata dal CIPE è ripartita tra le Regioni in misura proporzionale al numero delle imprese registrate presso le Camere di commercio operanti nelle singole Regioni.
4. All’articolo 1 dell’allegato n. 10 al codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, lettera a), numero 1), dopo le parole: “111.000,00 euro” sono aggiunte le seguenti: “ad eccezione delle imprese con un numero di utenti pari o inferiore a 50.000”;
b) al comma 1, lettera a), dopo il numero 1) è inserito il seguente: “1-bis) per le imprese con un numero di utenti pari o inferiore a 50.000, 300 euro ogni mille utenti”;
c) al comma 1, lettera b), numero 1), dopo le parole: “66.500,00 euro” sono aggiunte le seguenti: “ad eccezione delle imprese con un numero di utenti pari o inferiore a 50.000”;
d) al comma 1, lettera b), dopo il numero 1) è inserito il seguente: “1-bis) per le imprese con un numero di utenti pari o inferiore a 50.000, 100 euro ogni 1.000 utenti”.
4-bis. Al fine di favorire il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda digitale italiana, le disposizioni di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 1° ottobre 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 244 del 17 ottobre 2013, si applicano anche
1089062 3324272
Art. 7. - Misura di razionalizzazione dell’istituto del ruling di standard internazionale
1. All’articolo 8 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 R, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326 R, son
1089062 3324273
Art. 8. - Disposizioni in materia di assicurazione r.c. auto
1089062 3324274
Art. 9 - Art. 10 Omissis
1089062 3324275
Art. 11. - Misure per favorire la risoluzione di crisi aziendali e difendere l’occupazione
3-bis. Il quarto comma dell’articolo 2526 del codice civile si interpreta nel senso che, nelle cooperative cui si applicano le norme sulle società a responsabilità limitata
1089062 3324276
Art. 12. - Misure per favorire il credito alla piccola e media impresa
4. Al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601 R, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 15, primo comma, dopo le parole: “dalla legge 24 novembre 2003, n. 326,” sono inserite le seguenti: “per le quali è stata esercitata l’opzione di cui all’articolo 17,”;
b) all’articolo 17, primo comma, le parole: “sono tenuti a” sono sostituite dalle seguenti: “, a seguito di specifica opzione, possono” e dopo il primo periodo è aggiunto il seguente: “L’opzione è esercitata per iscritto nell’atto di finanziamento.”;
1089062 3324277
Art. 13. - Disposizioni urgenti per EXPO 2015, per i lavori pubblici ed in materia di trasporto aereo
1. Le assegnazioni disposte dal CIPE con le delibere n. 146 del 17 novembre 2006 e le assegnazioni disposte dalla delibera CIPE n. 33 del 13 maggio 2010 sono revocate. Le quote annuali dei contributi revocati, iscritte in bilancio, affluiscono al Fondo di cui all’articolo 32, comma 6, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 R, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 R. Le somme relative ai finanziamenti revocati iscritte in conto residui, ad eccezione di quelle conservate in bilancio ai sensi dell’articolo 30 della legge 31 dicembre 2009, n. 196 R, dovranno essere versate all’entrata del bilancio dello Stato, entro il 31 dicembre 2013, per essere successivamente riassegnate, compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica, sul Fondo di cui al precedente periodo. Le risorse revocate sono destinate, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, in relazione alle annualità disponibili:
a) prioritariamente, per l’importo di 53,2 milioni di euro, alla realizzazione dei progetti cantierabili relativi a opere di connessione indispensabili per lo svolgimento dell’Evento Expo 2015, già individuate dal tavolo Lombardia, riguardanti il parcheggio remoto di stazionamento di Cascina Merlata, nel limite di 31 milioni di euro, il collegamento S.S. 11 - S.S. 233, lotto 1-B, nel limite di 17,2 milioni di euro e le connesse opere di collegamento e accoglienza tra il parcheggio e il sito espositivo, nel limite di 5 milioni di euro;
b) per l’importo di 45 milioni di euro, ad opere necessarie per l’accessibilità ferroviaria Malpensa – terminal T1-T2;
c) per l’importo di 42,8 milioni di euro, alla linea M4 della metropolitana di Milano.
1-bis. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, in un’apposita sezione del proprio sito web istituzionale, il CIPE pubblica un’anagrafe dei provvedimenti aventi forza di legge con i quali, a far data dal 1° gennaio 2010, sono state revocate le assegnazioni disposte con proprie delibere. Nell’anagrafe, da aggiornare con cadenza almeno trimestrale, per ogni provvedimento devono essere indicati la consistenza delle risorse revocate, le finalità alle quali tali risorse sono state destinate con il provvedimento di revoca e con gli atti successivi previsti dallo stesso provvedimento, nonché lo stato di avanzamento procedurale, fisico e finanziario sia degli interventi a beneficio dei quali sono state riassegnate le risorse revocate, sia di quelli oggetto delle delibere di assegnazione revocate.
2. L’importo di 42,8 milioni di euro per l’anno 2013 assegnato dal CIPE nella seduta del 9 settembre 2013 a valere sulle risorse dell’articolo 18, comma 1, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 R, a favore della linea M4 della metropolitana di Milano è assegnato al Collegamento SS 11-SS 233, lotto 1-B, di cui alla lettera a) del comma 1. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio. Il contributo dello Stato assegnato, ai sensi dell’articolo 18, comma 3, del citato decreto-legge n. 69 del 2013, alla linea M4 della metropolitana di Milano, nel complessivo importo di 172,2 milioni di euro, è revocato, in caso di mancata stipula del contratto di finanziamento entro il 31 dicembre 2014. Con provvedimento del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti da trasmettere al CIPE, vengono definiti il cronoprogramma dei lavori e le modalità di monitoraggio.
3. In relazione agli interventi di cui al comma 1, lettere a) e b), i soggetti attuatori sono autorizzati, alla data di entrata in vigore del presente decreto, ad avviare le procedure per l’affidamento dei lavori nel limite delle risorse autorizzate dalle lettere a) e b) del comma 1 e dal comma 2 e a condizione che le erogazioni avvengano compatibilmente con le risorse iscritte sull’apposito capitolo di bilancio. Il Commissario Unico di cui all’articolo 5 del decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43 R, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2013, n. 71 R, e il Tavolo istituzionale per il governo complessivo degli interventi regionali e sovra regionali vigilano sullo stato di attuazione delle opere e, ove necessario, il Commissario Unico adotta le deroghe per l’immediato avvio delle opere e per la loro tempestiva realizzazione.
4. Le disponibilità derivanti dalle revoche di cui al comma 1 non utilizzate per le finalità ivi previste sono destinate alla realizzazione di interventi immediatamente cantierabili finalizzati al miglioramento della competitività dei porti italiani e a rendere più efficiente il trasferimento ferro
1089062 3324278
Art. 13-bis - Disposizioni urgenti recanti modifiche al codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285
1. All’articolo 114 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 R, e succe
1089062 3324279
Art. 14. - Misure per il contrasto del lavoro sommerso e irregolare
1. Al fine di rafforzare l’attività di contrasto del fenomeno del lavoro sommerso e irregolare e la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro sono introdotte le seguenti disposizioni:
a) N13
b) N14
1089062 3324280
Art. 15. - Entrata in vigore
1089062 3324281
Allegato 1 - Credito d'imposta per attività di ricerca e sviluppo
Art. 1, comma 36
Lauree magistrali in discipline di ambito tecnico o scientifico
LM-12 Design
LM-18 Informatica
LM-24 Ingegneria dei sistemi edilizi
Testo del decreto-legge
Comunicato di rettifica in G.U. 48/2014.
Nuova disciplina dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza, a norma dell'articolo 1 della legge 30 luglio 1998, n. 274.
Articolo 111, comma 2; Articolo 186-bis
Articolo 2526
Articolo 1, comma 139, lettera a)
D.L. 10/12/2013, n. 136
Disposizioni urgenti dirette a fronteggiare emergenze ambientali e industriali ed a favorire lo sviluppo delle aree interessate.
Il provvedimento prevede un piano d’azione a tutela dell’ambiente, della salute e della qualità delle coltivazioni prevedendo il monitoraggio e la classificazioni dei suoli, l’accertamento dello stato d’inquinamento dei terreni, la riforma dei reati ambientali, l’accelerazione e la semplificazione degli interventi necessari, oltreché risorse per le bonifiche indispensabili per territori a forte condizionamento criminale quale è quello della “terra dei fuochi”.
Regolamento recante disciplina dei criteri di accreditamento per assicurare la qualificazione e l’indipendenza degli esperti e degli organismi a cui affidare la certificazione energetica degli edifici, a norma dell’articolo 4, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192.
Articolo 6, comma 4; Articolo 34, comma 19
Articolo 2, commi 47 e 48; Articolo 3, comma 47
Articolo 27; Articolo 39.
Articolo 32, commi 2 e 3
Riassetto della normativa in materia di ricerca e coltivazione delle risorse geotermiche, a norma dell’articolo 27, comma 28, della legge 23 luglio 2009, n. 99.
Il decreto attua la delega contenuta nell'art. 27, comma 28, della L. 99/2009, volta all'adozione di uno o più decreti legislativi per il riassetto della disciplina riguardante la ricerca e la coltivazione a scopi energetici delle risorse geotermiche precedentemente dettata dalla L. 896/1986, ora abrogata. Scopo principale del riassetto normativo è assicurare regime concorrenziale che semplifichi i procedimenti amministrativi per l'utilizzo delle risorse geotermiche a bassa e media temperatura, in un contesto di sviluppo sostenibile del settore e assicurando la protezione ambientale.
La geotermia viene suddivisa, in base al gradiente termico, in
- alta entalpia temperatura del fluido reperito superiore a 150 °C;
- media entalpia temperatura del fluido reperito compresa tra 90 °C e 150 °C;
- bassa entalpia temperatura del fluido reperito inferiore a 90 °C.
Ai sensi dell'art. 1 sono:
- di interesse nazionale le risorse geotermiche ad alta entalpia, nonché quelle economicamente utilizzabili per la realizzazione di un progetto geotermico tale da assicurare una potenza erogabile complessiva di almeno 20 MW termici, alla temperatura convenzionale dei reflui di 15 °C e quelle economicamente utilizzabili rinvenute in aree marine;
- di interesse locale le risorse geotermiche a media e bassa entalpia, nonché quelle economicamente utilizzabili per la realizzazione di un progetto geotermico tale da assicurare una potenza erogabile complessiva inferiore a 20 MW termici ottenibili dal solo fluido geotermico alla temperatura convenzionale dei reflui di 15 °C.
Sono inoltre piccole utilizzazioni locali di calore geotermico, affidate dall'art. 10 alla competenza regionale, quelle che congiuntamente:
- consentono la realizzazione di impianti di potenza inferiore a 2 MW termici, ottenibili dal fluido geotermico alla temperatura convenzionale dei reflui di 15 °C;
- sono ottenute mediante l'esecuzione dei pozzi di profondità fino a 400 metri per ricerca, estrazione e utilizzazione di fluidi geotermici o acque calde, comprese quelle sgorganti da sorgenti per potenza termica complessiva non superiore a 2.000 kW termici, anche per eventuale produzione di energia elettrica con impianti a ciclo binario ad emissione nulla.
Sono altresì piccole utilizzazioni locali di calore geotermico quelle effettuate tramite l'installazione di sonde geotermiche che scambiano calore con il sottosuolo senza effettuare il prelievo e la reimmissione nel sottosuolo di acque calde o fluidi geotermici. Gli impianti di potenza inferiore a 1 MW ottenibile dal fluido geotermico alla temperatura convenzionale dei reflui di 15 gradi centigradi geotermico e le utilizzazioni tramite sonde geotermiche sono escluse dalle procedure regionali di verifica di assoggettabilità ambientale.
È prevista l'applicazione, in quanto compatibili e non in contrasto con le competenze regionali, del R.D. 1443/1927 e della L. 6/1957. È prevista altresì l'applicazione del D.P.R. 395/1991 e del D.P.R. 485/1994.
D.L. 31/01/2007, n. 7
Misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche, la nascita di nuove imprese, la valorizzazione dell'istruzione tecnico-professionale e la rottamazione di autoveicoli.
Articolo 11, comma 2
Cancellazione dell'ipoteca nei mutui immobiliari. Il comma 8-sexies dell'art. 13 della legge stabilisce che l'ipoteca iscritta dalla banca a garanzia di obbligazioni derivanti da contratti di mutuo si estingue automaticamente nella stessa data in cui avviene l'estinzione della relativa obbligazione garantita. La banca è tenuta a tale scopo a rilasciare al debitore quietanza attestante la data di estinzione dell'obbligazione ed a trasmettere al conservatore la relativa comunicazione entro trenta giorni dalla stessa data. Le modalità per la trasmissione della comunicazione di cui sopra saranno stabilite dall'Agenzia del territorio con proprio provvedimento, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della legge in commento (3.4.2007), e dovranno assicurare che la provenienza sia dal creditore o da persona dallo stesso addetta o preposta. Segnaliamo inoltre che il comma 8-novies dello stesso art. 13 prevede che l'estinzione non si verifica se il creditore (la banca), ricorrendo un giustificato motivo ostativo, comunica all'Agenzia del territorio ed al debitore, entro il medesimo termine di trenta giorni successivi alla scadenza dell'obbligazione e con le modalità previste dal codice civile per la rinnovazione dell'ipoteca, che l'ipoteca permane. In tal caso l'Agenzia, entro il giorno successivo al ricevimento della dichiarazione, procede all'annotazione in margine all'iscrizione dell'ipoteca.
Segnaliamo infine che le disposizioni sopra descritte si applicano a decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della legge in commento (3.4.2007). Dalla medesima data sono abrogate le disposizioni legislative e regolamentari statali incompatibili con le disposizioni sopra descritte.
Divieto penali per anticipata estinzione dei mutui. Il comma 1 dell'art. 7 stabilisce la nullità di qualunque clausola che preveda oneri a carico del mutuatario che richiede l'estinzione anticipata o parziale di un contratto di mutuo stipulato per l'acquisto o per la ristrutturazione di unità immobiliari adibite ad abitazione ovvero allo svolgimento della propria attività economica o professionale da parte di persone fisiche. La nullità in questione si applica solamente alle clausole che contravvengono il divieto, e non si estende invece all'intero contratto di mutuo.
Articolo 252-bis; Allegati II e III alla Parte II
Articolo 6, commi 3 e 3-bis; Articolo 6, comma 8; Numero 52 dell'Allegato A
Disposizioni urgenti nell’ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale. Deleghe al Governo per la modifica del codice di procedura civile in materia di processo di cassazione e di arbitrato nonché per la riforma organica della disciplina delle procedure concorsuali.
Articolo 11, comma 14
Segnaliamo quanto segue.
Semplificazione amministrativa. Il Capo II del provvedimento reca disposizioni per la semplificazione dell'attività amministrativa, che a breve distanza dalla L. 15/2005 modificano nuovamente la Legge 241/1990. In sede di conversione in legge sono state introdotte sull'argomento, accanto alle disposizioni relative alla Dichiarazione di inizio attività, norme in materia di silenzio-assenso e conclusione del procedimento amministrativo. Nel complesso viene quindi rivisto l'intero sistema dell'attività amministrativa e della conclusione del procedimento.
Modifiche alla Legge Merloni. Il comma 12-bis dell'art. 5 del provvedimento in esame dispone che, in deroga a quanto disposto dal comma 1-ter dell'art. 10 della L. 109/1994, le stazioni appaltanti, nel caso di fallimento dell'appaltatore o di risoluzione del contratto per grave inadempimento dello stesso, possono ricontattare le imprese in ordine progressivo, rispettando la graduatoria risultante dalla gara, al fine di stipulare un nuovo contratto per l'affidamento del completamento dei lavori. Non è chiaro se detta procedura si applichi solamente alle grandi opere, in quanto inserita in un articolo relativo agli interventi per lo sviluppo infrastrutturale, ovvero possa avere applicazione generale.
Comunicazioni di cessione del fabbricato. La legge finanziaria 2005 (L. 311/2004), ai commi 344 e 345, ha modificato il regime relativo all'obbligo della comunicazione della cessione di fabbricato per un periodo superiore a 30 gg., stabilendo che la dichiarazione non deve più essere fornita all'autorità di PS ma all'Agenzia delle Entrate, per via telematica. Per effettuare la comunicazione dovrà peraltro essere utilizzato un apposito modulo che non è stato ancora approvato. Di conseguenza l'art. 4, comma 1, lett. b), del provvedimento in commento, ha chiarito che si dovrà continuare ad effettuare la comunicazione all'autorità locale di PS secondo le modalità precedentemente in vigore, fino alla definizione della modulistica necessaria all'attuazione delle nuove disposizioni introdotte dalla legge finanziaria.
Articolo 4, comma 4-septies
Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei conti pubblici.
Articolo 1 dell'Allegato 10
Articolo 15, comma 5
D. Leg.vo 21/04/2000, n. 185
Incentivi all'autoimprenditorialità e all'autoimpiego, in attuazione dell'articolo 45, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n. 144.
Articoli da 1 a 4; Articolo 9; Articoli23 e 24; Capi I, II e IV del Titolo I (abrogati)
Articolo 9, comma 2-bis; Articolo 22, comma 11-bis; Articoli 27-ter e 27-quater; Articolo 39 (abrogato)
L. 14/11/1995, n. 481
Norme per la concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica utilità. Istituzione delle Autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità.
Riordinamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura.
Articolo 2, comma 2, lettera l)
Articolo 85, comma 2; Articolo 114, comma 2-bis
Disciplina della cessione dei crediti di impresa.
Articolo 5, comma 1-bis
Articolo 15, comma 1; Articolo 17, comma 1; Articolo 20-bis
Disposizioni per l'attuazione del Codice civile e disposizioni transitorie.
Articolo 70, comma 1
Articolo 3, comma 7
Articolo 3, commi 1, 1-bis, 3, 6, lettera a), e 8
Modifica e abrogazione di disposizioni di legge che prevedono l'adozione di provvedimenti non legislativi di attuazione, a norma dell'articolo 21 della legge 7 agosto 2015, n. 124.
Articolo 13, comma 25
Il presente provvedimento - in attuazione dell'art. 21 della L. 124/2015 (cosiddetta "Legge Madia") - dispone l'abrogazione di 46 norme attuative e la modifica di alcune disposizioni, al fine di semplificare il sistema normativo e i procedimenti amministrativi e di dare maggiore impulso al processo di attuazione delle leggi.
Tra le varie disposizioni modificative si segnala, in particolare, l'intervento volto a semplificare l'iter procedurale previsto per la comunicazione di cessione dei fabbricati, nel caso in cui la cessione non comporta la registrazione del contratto, prevedendo che la comunicazione venga fatta non alle autorità locali di pubblica sicurezza, ma direttamente al questore.
Articolo 12, comma 7-bis
Articolo 14, comma 1, lettera b).
Articolo 14, comma 1, lettera d).
Articolo 13, comma 24
Articolo 3; Articolo 6, commi 8, 9, da 9-ter a 9-septies; Articolo 14, comma 1; Allegato 1.
Articolo 11, comma 3-quater
Articolo 13, commi 24 e 25
Compensazione, nell'anno 2017, delle cartelle esattoriali in favore di imprese e professionisti titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, nei confronti della pubblica amministrazione.
Il decreto, in attuazione della disposizione contenuta nell'art. 12, comma 7-bis, del D.L. 145/2013 (conv. L. 9/2014), estende la possibilità per le imprese e i professionisti titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili maturati nei confronti della Pubblica Amministrazione per somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali, di compensare detti crediti con cartelle esattoriali notificate entro il 31/12/2016 (possibilità in precedenza limitata alle cartelle esattoriali notificate entro il 31/12/2015 ai sensi del precedente D.M. 27/06/2016).
Ammontare dei crediti e certificazione. Per accedere a tale possibilità, i crediti devono essere di importo almeno pari a quello relativo alle somme iscritte a ruolo, e devono altresì essere certificati secondo le modalità previste dal D.M. 22/05/2012 (pubblicato nella G.U. 143/2012 e concernente i crediti vantati nei confronti dello Stato e degli enti pubblici nazionali) e dal D.M. 25/06/2012 (pubblicato nella G.U. 152/2012 e concernente i crediti vantati nei confronti delle Regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale), e successive modificazioni.
Modalità per la compensazione. Quanto alle modalità per la compensazione delle somme, il riferimento è all'art. 28-quater del D.P.R. 602/1973, nonché al D.M. 25/06/2012 (pubblicato nella G.U. 152/2012 e concernente i crediti vantati nei confronti delle Regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale) ed al D.M. 19/10/2012 (pubblicato nella G.U. 259/2012 e concernente i crediti vantati nei confronti dello Stato e degli enti pubblici nazionali).
D. Min. Sviluppo Econ. 14/02/2017
Disposizioni per la progressiva copertura del fabbisogno delle isole minori non interconnesse attraverso energia da fonti rinnovabili.
Articolo 1, comma 6-octies.
Il provvedimento attua l’art. 1, comma 6-octies, del D.L. 23/12/2013, n. 145 (convertito in legge dalla L. 21/02/2014, n. 9), secondo cui con decreto ministeriale sono individuate le disposizioni per un processo di progressiva copertura del fabbisogno delle isole minori non interconnesse attraverso energia da fonti rinnovabili, tramite la definizione di obiettivi temporali e modalità di incentivo agli investimenti.
In particolare il provvedimento si applica alle seguenti isole: Capraia, Giglio, Ponza, Ventotene, Tremiti, Favignana, Levanzo, Marettimo, Pantelleria, Ustica, Alicudi, Filicudi, Lipari, Panarea, Salina, Stromboli, Vulcano, Lampedusa, Linosa, Capri (isole con superficie superiore a 1 km2, localizzate ad una distanza minima di 1 km dal continente e con popolazione residente di almeno 50 persone, per le quali sia stata riscontrata la mancanza o insufficienza di interconnessione fisica con il sistema elettrico nazionale).
Sono individuate due principali linee di sviluppo:
installazione di sistemi con pannelli solari termici per la copertura dei consumi di acqua calda o per il solar cooling, presso utenze domestiche e non;
installazione di impianti di produzione di energia elettrica collegati alla rete elettrica ed alimentati da fonti rinnovabili disponibili localmente, con immissione parziale o totale dell’energia elettrica prodotta nella rete.
L’energia prodotta dai sistemi installati ha diritto ad una remunerazione, le cui modalità di erogazione, periodo di diritto ed entità sono determinati con provvedimenti dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico, secondo i criteri stabiliti dall’art. 1, comma 1, del decreto in esame. L’allegato 2 al decreto stabilisce i requisiti degli impianti, nonché la modalità per la costruzione e l’esercizio ai fini della fruizione dell’incentivo.
Per ciascuna delle due linee di sviluppo sono individuati obiettivi minimi di sviluppo da raggiungere al 31/12/2020 mentre gli obiettivi per i periodi 2021-2025 e 2026-2030, con le relative modalità di raggiungimento, saranno definiti con successivi decreti. Sono altresì previste disposizioni per i soggetti gestori del servizio elettrico, concernenti programmi per la promozione dell’ammodernamento delle reti elettriche isolane, nonché la promozione di progetti integrati innovativi che consentano di ridurre la produzione elettrica annua convenzionale entro valori specificati.
Cumulabilità. La remunerazione non è cumulabile con altri incentivi nazionali in conto energia, fatta eccezione per il c.d. “conto termico” di cui al D.M. 16/02/2016, tranne che per gli incentivi al solare termico ed alle pompe di calore dedicate alla sola produzione dia acqua calda sanitaria, che sono invece alternativi agli incentivi stabiliti dal decreto in esame.
D. Min. Economia e Fin. 27/06/2016
Compensazione, nell'anno 2016, delle cartelle esattoriali in favore di imprese e professionisti titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, nei confronti della pubblica amministrazione.
Il decreto, in attuazione della disposizione contenuta nell'art. 12, comma 7-bis, del D.L. 145/2013 (conv. L. 9/2014), estende la possibilità per le imprese e i professionisti titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili maturati nei confronti della Pubblica Amministrazione per somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali, di compensare detti crediti con cartelle esattoriali notificate entro il 31/12/2015 (possibilità in precedenza limitata alle cartelle esattoriali notificate entro il 31/12/2014 ai sensi del precedente D.M. 13/07/2015).
D. Min. Economia e Fin. 13/07/2015
Modalità di compensazione, per l’anno 2015, delle cartelle esattoriali in favore di imprese e professionisti titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, nei confronti della pubblica amministrazione.
Articolo 12, comma 7-bis.
Il decreto, in attuazione della disposizione contenuta nell'art. 12, comma 7-bis, del D.L. 145/2013 (conv. L. 9/2014), estende la possibilità per le imprese e i professionisti titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili maturati nei confronti della Pubblica Amministrazione per somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali, di compensare detti crediti con cartelle esattoriali notificate entro il 31/12/2014 (possibilità in precedenza limitata alle cartelle esattoriali notificate entro il 31/03/2014 ai sensi del precedente D.M. 24/09/2014).
D. Min. Economia e Fin. 27/05/2015
Attuazione del credito d'imposta per attività di ricerca e sviluppo.
Il presente Decreto individua le disposizioni da applicare per poter dare attuazione al credito d'imposta previsto dall'art. 3 del D.L. 145/2013, relativo ad investimenti per attività di ricerca e sviluppo, nonchè le modalità di verifica e controllo dell'effettività delle spese sostenute a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31/12/2014, le cause di decadenza e di revoca del beneficio e le modalità di restituzione del credito indebitamente fruito.
- lavori sperimentali o teorici svolti per acquisire nuove conoscenze, senza che siano previste applicazioni o usi commerciali;
- ricerca pianificata o indagini critiche da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti o servizi o permettere un miglioramento degli stessi;
- acquisizione e utilizzo delle conoscenze esistenti di natura scientifica allo scopo di produrre piani o progetti per prodotti o servizi;
- produzione e collaudo di prdotti e servizi, a condizione che non siano impiegati o trasformati per finalità commerciali.
- tutte le imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31/12/2014 e fino a quello in corso al 31/12/2019.
Per poter usufruire del credito d'imposta, esso deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta nella quale sono stati sostenuti i costi.
Deliberaz. G.R. Lazio 17/03/2015, n. 111
Adeguamento alle disposizioni contenute nell'articolo 13, comma 15-bis, del Decreto Legge 23 dicembre 2013, n. 145, recante "Interventi urgenti di avvio del Piano ‘Destinazione Italia', per il contenimento delle tariffe elettriche e del gas, per l'internazionalizzazione, lo sviluppo e la digitalizzazione delle imprese, nonché misure per la realizzazione di opere pubbliche ed Expo 2015.
Articolo 13, comma 15-bis
D. Min. Infrastrutture e Trasp. 19/12/2014
Indennizzo alle imprese per i danni subiti in conseguenza di delitti non colposi commessi per ostacolare l’attività dei cantieri.
Articolo 13, comma 7-bis
Il provvedimento attua l'art. 13, comma 7-bis, del D.L. 23/12/2013, n. 145 (conv. L. 9/2014), il quale prevede la concessione di un indennizzo alle imprese che abbiano subito - nell'ambito dei lavori per la realizzazione di "infrastrutture strategiche" ai sensi della L. 443/2001 (cosiddetta "legge obiettivo") - danneggiamenti ai materiali o alle attrezzature di cantiere in conseguenza di eventi non colposi.
Il provvedimento definisce in quali casi può essere avanzata richiesta di indennizzo, le relative modalità e le scadenze, la misura dell'indennizzo ed il procedimento per la sua corresponsione.
D. Min. Sviluppo Econ. 06/11/2014
Rimodulazione degli incentivi per la produzione di elettricità da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico spettanti ai soggetti che aderiscono all'opzione di cui all'articolo 1, comma 3, del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito con modificazioni, in legge 21 febbraio 2014, n. 9.
Il decreto attua le previsioni di cui all’art. 1, commi da 3 a 6, del D.L. 145/2013 (conv. L. 9/2014), concernenti l’introduzione di un sistema incentivante opzionale offerto ai produttori di energia elettrica rinnovabile.
Il provvedimento stabilisce le modalità di determinazione dei nuovi incentivi riconosciuti sull’energia elettrica prodotta dagli impianti a fonti rinnovabili esistenti, i cui esercenti optino per la rimodulazione degli incentivi e conseguente estensione del periodo di incentivazione prevista dal citato D.L. 145/2013. Il nuovo decreto esclude dalle disposizioni in discussione gli impianti alimentati da fonte fotovoltaica.
Il termine entro il quale i titolari degli impianti che intendono optare per la rimodulazione degli incentivi in base alle lettera b) dell’art. 1, comma 3, del D.L. 145/2013 devono inoltrare la relativa richiesta scade il 17/02/2015 (90 giorni dall’entrata in vigore del decreto). Le modalità per la presentazione della richiesta saranno comunicate dal GSE sul proprio sito Internet.
L’incentivo rideterminato secondo le norme contenute nell’allegato al decreto in esame è riconosciuto a decorrere dal 01/03/2015 (primo giorno del mese successivo alla scadenza del termine di cui sopra).
D. Min. Sviluppo Econ. 10/10/2014
Aggiornamento delle condizioni, dei criteri e delle modalità di attuazione dell’obbligo di immissione in consumo di biocarburanti compresi quelli avanzati.
Articolo 1, comma 15
Il provvedimento è emanato in attuazione:
dell'art. 15, comma 1, del D.L. 145/2013 (conv. L. 9/2014), che ha spostato al 2015 il termine entro il quale conseguire la quota minima di carburanti liquidi o gassosi per i trasporti ricavati dalla biomassa che i soggetti - che immettono in consumo benzina e gasolio, prodotti a partire da fonti primarie non rinnovabili e destinati ad essere impiegati per autotrazione - hanno l'obbligo di immettere in consumo nel territorio nazionale, calcolata sulla base del tenore energetico, prevedendo altresì di stabilire con decreto ministeriale gli incrementi annui per il raggiungimento della quota minima al 2020 e disponendo che che, a decorrere dal 01/01/2015, la predetta quota minima sia determinata in una quota percentuale di tutto il carburante, benzina e gasolio, immesso in consumo nello stesso anno solare, calcolata sulla base del tenore energetico;
dell'art. 30-sexies del D.L. 91/2014 (conv. L. 116/2014), che ha demandato al medesimo decreto di cui al punto precedente la fissazione e i successivi aggiornamenti della quota minima di biocarburanti e degli altri carburanti rinnovabili, nonché di combustibili sintetici purché esclusivamente ricavati dalle biomasse, compresa la sua ripartizione in quote differenziate tra diverse tipologie di biocarburanti (inclusi quelli avanzati), per gli anni successivi al 2015.
Con l'entrata in vigore del provvedimento - in data 28/10/2014 - è superato il precedente D.M. 29/04/2008, n. 110, che peraltro continua ad applicarsi ai biocarburanti immessi in consumo nel 2014 ed agli obblighi derivanti dall'immissione in consumo nel 2013.
D. Min. Economia e Fin. 24/09/2014
Compensazione, nell'anno 2014, delle cartelle esattoriali in favore di imprese e professionisti titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, nei confronti della pubblica amministrazione.
Il decreto, in attuazione della disposizione contenuta nell'art. 12, comma 7-bis, del D.L. 145/2013 (conv. L. 9/2014), dispone che le imprese e i professionisti titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili maturati nei confronti della Pubblica Amministrazione per somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali, hanno la possibilità di compensare detti crediti con cartelle esattoriali notificate entro il 31/03/2014.
Ammontare dei crediti e certificazione. Per accedere a tale possibilità, i crediti devono essere di importo almeno pari a quello relativo alle somme iscritte a ruolo, e devono altresì essere certificati secondo le modalità previste dal D.M. 22/05/2012 (pubblicato nella G.U. 143/2012 e concernente i crediti vantati nei confronti dello Stato e degli enti pubblici nazionali) e dal D.M. 25/06/2012 (pubblicato nella G.U. 152/2012 e concernente i crediti vantati nei confronti delle Regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale), e successive modificazioni. Quanto alle modalità per la certificazione dei crediti si faccia riferimento alla piattaforma messa a disposizione dal MEF all'indirizzo
Si ricorda infine che l'art. 39 del D.L. 66/2014 (conv. L. 89/2014) ha esteso la possibilità della compensazione ai crediti vantati nei confronti di tutte le pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del D. Leg.vo 165/2001.
D. Min. Giustizia 13/08/2014, n. 140
Regolamento recante la determinazione dei criteri e delle modalità per la formazione degli amministratori di condominio nonché dei corsi di formazione per gli amministratori condominiali.
Articolo 1, comma 9, lettera a)
Il provvedimento attua la norma contenuta nell’articolo 1, comma 9, lettera a), del D.L. 145/2013 (convertito in legge dalla L. 9/2014), il quale ha integrato la riforma della disciplina del condominio negli edifici di cui alla L. 220/2012, prevedendo l’emanazione di un decreto ministeriale per determinare i requisiti necessari per esercitare l’attività di formazione degli amministratori di condominio nonché i criteri, i contenuti e le modalità di svolgimento dei corsi della formazione iniziale e periodica prevista dall’articolo 71-bis, comma 1, lettera g), delle disposizioni per l’attuazione del Codice civile (R.D. 30/03/1942, n. 318), come modificato dalla citata L. 220/2012.
Si ricorda in proposito che il citato articolo 71-bis dispone che possono esercitare l’attività di amministratore di condominio coloro che hanno frequentato un corso di formazione iniziale e svolgono attività di formazione periodica in materia di amministrazione condominiale.
D. Min. Sviluppo Econ. 07/08/2014
Attuazione dell’articolo 4, commi da 2 a 10 e 14, del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, relativo all'istituzione di un credito d’imposta per le imprese sottoscrittrici di accordi di programma nei Siti inquinati di interesse nazionale.
Articolo 4, comma 7
Il provvedimento attua l'articolo 7, comma 4, del D.L. 145/2013 (conv. L. 9/2014), il quale ha stabilito la possibilità per i Ministeri competenti di stipulare accordi di programma con uno o più proprietari di aree contaminate o altri soggetti interessati ad attuare progetti integrati di messa in sicurezza o bonifica, e di riconversione industriale e sviluppo economico in siti di interesse nazionale individuati entro il 30/04/2007 ai sensi della L. 426/1998 legge 9 dicembre 1998, n. 426, ed introdotto un credito d'imposta per le imprese sottoscrittrici di tali accordi che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi.
Ai sensi del comma 7 dell'art. 4 del citato D.L. 145/2013, il provvedimento in oggetto definisce: ambito e finalità di applicazione; soggetti beneficiari e agevolazioni concedibili; spese ammissibili; modalità di accesso alle agevolazioni e di gestione delle stesse.
Circ. Ag. Entrate 27/04/2017, n. 13/E
Credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo. Novità introdotte dalla Legge di bilancio 2017 ed ulteriori chiarimenti.
La Circolare fornisce ulteriori chiarimenti in merito al credito d'imposta per attività di ricerca e sviluppo istituito dall'art. 3 del D.L. 23/12/2013, n. 145 (convertito in legge dalla L. 21/02/2014, n. 9), a seguito delle modifiche introdotte alla disciplina dall'art. 1, commi 15 e 16, della L. 11/12/2016, n. 232 (Legge di bilancio 2017).
I chiarimenti vertono in particolare sui seguenti temi:
Aumento dell’aliquota del credito di imposta
Incremento dell’importo massimo annuale
Imprese residenti che eseguono attività di ricerca e sviluppo per committenti non residenti
Investimenti effettuati da commissionari residenti
Risposte a quesiti vari
Il CNI chiarisce che, per lo svolgimento dell'attività di redazione dell'attestato di prestazione energetica (APE), non sussiste l’obbligo di frequentazione di alcun corso di formazione per tutti gli ingegneri iscritti all’Albo nei settori a) (civile e ambientale) e b) (industriale), sia con laurea triennale (ingegneri junior) sia con laurea magistrale. Invece, è necessario frequentare i corsi di formazione per gli ingegneri iscritti all’Albo nel settore c) (informazione).
Risoluz. Ag. Entrate 10/03/2017, n. 32/E
Interpello art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Credito di imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo - Articolo 3, del decreto legge 23 dicembre 2013, n. 145.
La risoluzione chiarisce che se il progetto di ricerca è conforme all'art. 3 del D.L. 145/2013, la società può usufruire del credito di imposta nella misura del 50%, come previsto dall'art. 3, comma 7, e dall'art. 5, comma 3, del D.M. 27/05/2015, a tal fine non rilevando le modalità contrattuali scelte per commissionare l'attività di ricerca.
Risoluz. Ag. Entrate 20/02/2017, n. 21/E
Credito di imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo - Articolo 3, del decreto legge 23 dicembre 2013, n. 145.
La risoluzione chiarisce che gli investimenti effettuati in un progetto di ricerca per l’esecuzione del quale si è reso necessario il ricorso anche alle prestazioni di terzi, non regolate da uno specifico contratto, sono ammissibili ad usufruire del credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo di cui all'art. 3 del D.L. 145/2013, laddove connessi all’attività di ricerca svolta.
Risoluz. Ag. Entrate 25/01/2017, n. 12/E
La risoluzione fornisce chiarimenti sul cumulo del "credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo" con i contributi concessi, per gli stessi investimenti, nell'ambito di discipline agevolative dell'Unione europea e dà, in particolare, indicazioni in merito alla corretta verifica del cumulo degli incentivi.
Risoluz. Ag. Entrate 22/12/2016, n. 119/E
Interpello Articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212. Credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo Articolo 3 del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito con modificazioni dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, come modificato dal comma 35 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015).
La Risoluzione fornisce chiarimenti in merito sia alla corretta qualificazione dell'attività consistente in "test e prove di laboratorio" che alla classificazione dei relativi costi tra le tipologie ammesse a beneficiare del credito d'imposta per ricerca e sviluppo disciplinato dall'art. 3, comma 6, del D.L. 145/2013.
Il documento di prassi, per quanto riguarda il primo aspetto, afferma che l'attività in esame rientra tra quelle di ricerca e sviluppo. Per quanto concerne invece il secondo aspetto, si sostiene che i costi per test e prove di laboratorio commissionati a terzi, possono essere assimilati alle spese "extra muros" e come tali ammessi ad un credito d'imposta nella misura del 50% delle spese sostenute (art. 3, comma 7, del D.L. 145/2013 - si segnala peraltro che il comma 7 è stato in seguito abrogato, con decorrenza dal 2017, ad opera della L. 232/2016, con la conseguenza che la percentuale del credito d'imposta in oggetto è stata prevista al 50% per tutte le tipologie di spesa).
Risoluz. Ag. Entrate 23/09/2016, n. 80
Interpello - Articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212. Credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo. Articolo 3 del decreto legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito con modificazioni dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, come modificato dal comma 35 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015).
La Risoluzione fornisce chiarimenti in merito alla riconducibilità delle spese sostenute nel settore della formazione per sviluppare percorsi formativi innovativi, anche mediante l'utilizzo di nuovi strumenti digitali e comunicativi (formazione a distanza), negando l'ammissibilità di tali spese fra quelle eleggibili al credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo.
Risoluz. Ag. Entrate 03/08/2016, n. 66/E
Interpello Articolo 11, comma 1, lett.a), legge 27 luglio 2000, n. 212. Credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo Articolo 3 del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito con modificazioni dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, come modificato dal comma 35 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015).
La Risoluzione fornisce chiarimenti in merito alla corretta valorizzazione dei costi rilevanti ai fini della determinazione dell'agevolazione, sia con riferimento al periodo d'imposta per il quale si intende fruire dell'agevolazione (i.e., 2015), sia ai periodi d'imposta rilevanti per il calcolo della media di riferimento (i.e., 2012, 2013 e 2014). In particolare, si precisa che detti costi, assunti al lordo dei contributi ricevuti, vanno raggruppati secondo le categorie fissate dalla norma e non per singoli progetti realizzati dal contribuente.
Risoluz. Ag. Entrate 19/07/2016, n. 55/E
Interpello - Articolo 11, comma 1, lett.a), legge 27 luglio 2000, n.212 Credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo. Articolo 3 del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito con modificazioni dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, come modificato dal comma 35 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015).
La Risoluzione fornisce chiarimenti in merito all'ammissibilità al credito d'imposta per attività di ricerca e sviluppo con particolare riguardo al "personale altamente qualificato" - istituito dall'art. 3 del D.L. 23/12/2013, n. 145 (convertito in legge dalla L. 21/02/2014, n. 9), come modificato dall'art. 1, comma 35, della L. 23/12/2014, n. 190 (Legge di stabilità 2015) - delle spese sostenute in relazione a personale impiegato tramite un contratto di somministrazione di lavoro.
In particolare, nel documento di prassi si precisa che sotto il profilo sostanziale i lavoratori per i quali è stato stipulato il contratto di somministrazione di lavoro possono di fatto considerarsi, nel corso della durata di tale contratto, dipendenti dell'impresa utilizzatrice. Conseguentemente, i costi sostenuti dalla società istante nella veste di utilizzatrice/datore di lavoro possono considerarsi eleggibili al credito d'imposta.
Circ. Ag. Entrate 16/03/2016, n. 5/E
Articolo 3 del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito con modificazioni dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, come modificato dal comma 35 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015) – Credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo.
La Circolare fornisce chiarimenti in merito al credito d'imposta per attività di ricerca e sviluppo istituito dall'art. 3 del D.L. 23/12/2013, n. 145 (convertito in legge dalla L. 21/02/2014, n. 9), come modificato dall'art. 1, comma 35, della L. 23/12/2014, n. 190 (Legge di stabilità 2015).
Risposta ai quesiti posti dalla Confedilizia. Regolamento formazione amministratori di condominio (D.M. n. 140 del 2014).
Il documento reca - in relazione al D.M. 140/2014 che reca la determinazione dei criteri e delle modalità per la formazione degli amministratori di condominio nonché dei corsi di formazione per gli amministratori condominiali - risposte a quesiti in merito alla figura del responsabile scientifico dei corsi ed alla attestazione che il medesimo responsabile deve rilasciare relativamente al superamento con profitto dell'esame finale.
A seguito dell'emanazione del D.M. 01/12/2015, n. 203, presentiamo un approfondimento che riepiloga informa schematica e operativa le regole che disciplinano, a far data dal 22/12/2015, le autorizzazioni alla costruzione ed all’esercizio, la durata della “vita tecnica” e le revisioni degli impianti funicolari aerei e terrestri. Informazioni anche sulla disciplina precedente (D.M. 23/1985, superato dal D.M. 203/2015) e transitoria (art. 31 del D.L. "sblocca Italia" 133/2014).
Credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo (R&S) 2015-2020
L’incentivo automatico alle imprese che effettuano investimenti in ricerca e sviluppo, e che apre anche importanti spazi di lavoro ai professionisti. Il beneficio, inizialmente previsto per il 2015-2019, è stato prorogato anche al 2020 ad opera della L. 232/2016, che ha anche aumentato la misura dell’agevolazione e modificato alcuni altri requisiti di accesso. Le imprese possono ottenere il contributo anche sul costo del personale e sulle attrezzature utilizzate ai fini della ricerca. È richiesto un volume di investimenti minimo annuo di 30.000 Euro. Le imprese possono ottenere il contributo anche sul costo del personale e sulle attrezzature utilizzate ai fini della ricerca. È richiesto un volume di investimenti minimo annuo di 30.000 Euro.
La forma di stipula dei contratti pubblici soggetti al D. Leg.vo 163/2006
Chiarimenti sull’applicazione dell’articolo 11, comma 13, del Codice dei contratti pubblici di cui al D. Leg.vo 163/2006 dopo le modifiche introdotte dal D.L. 179/2012, le proroghe di termini introdotte dal D.L. 145/2013 ed i chiarimenti forniti prima dall’AVCP ed ora dall’ANAC (ultimo aggiornamento Comunicato ANAC 04/11/2015).
Sicilia, efficientamento e riduzione di consumi di energia primaria negli edifici pubblici - Chiusura termine
Cogenza parametri verifica prestazione energetica edifici (D.M. 26/06/2015) - Edifici pubblici
Digitate il 17% dei Comuni industriali da Il Sole 24 Ore
A ottobre la svolta sul primo bando da Il Sole 24 Ore
Un completo approfondimento sulle nuove e numerose possibilità di intervento nella Regione a seguito delle modifiche alla Legge Regionale 21/2009 introdotte dalla Legge Regionale 10/2014.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 2

Art. 3

Art. 3

Art. 4

Art. 4

Art. 4
 sentenza 

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9
 Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 1

Articolo 111
 Articolo 186

Articolo 2526

Articolo 1

Articolo 6
 Articolo 34

Articolo 2
 Articolo 3

Articolo 27
 Articolo 39

Articolo 32

Articolo 11
 art. 13

Articolo 252

Articolo 6
 Articolo 6

Articolo 11

Articolo 4

Articolo 1

Articolo 15
 Articolo 9

Articolo 9
 Articolo 22
 Articolo 39

Articolo 2

Articolo 85
 Articolo 114

Articolo 5

Articolo 15
 Articolo 17
 Articolo 20

Articolo 70

Articolo 3

Articolo 3

Articolo 13

Articolo 12

Articolo 14

Articolo 14

Articolo 13

Articolo 3
 Articolo 6
 Articolo 14

Articolo 11

Articolo 13

Articolo 1

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 13

Articolo 1

Articolo 1
 articolo 71

Articolo 4
 art. 11
 Articolo 3
 Articolo 3
 Articolo 11
 Articolo 3
 Articolo 11
 Articolo 3
 Articolo 11
 Articolo 3
 Articolo 11
 Articolo 3

Articolo 3