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D.D. STATALE VI CIRCOLO DI RIMINI Scuola dell Infanzia LA CAPRIOLA - PDF
D.D. STATALE VI CIRCOLO DI RIMINI Scuola dell Infanzia LA CAPRIOLA
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1 Redatto ai sensi dell Art. 46 D.Lgs. 81/08 e D.M. 10/3/1998 e successive modifiche ed integrazioni D.D. STATALE VI CIRCOLO DI RIMINI Scuola dell Infanzia LA CAPRIOLA Sede Legale: Via G.B. Casti, Rimini (RN) Tel.:0541/ Fax: 0541/ Sede del Plesso: Via Macanno, Rimini (RN) Tel.:0541/ Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 1 di 32
2 A1) PROCEDURE PER LE CHIAMATE DI SOCCORSO 29 A2) ELENCO NUMERI TELEFONICI DI EMERGENZA 31 A3) ELENCO NUMERI TELEFONICI COMPONENTI DELLA SQUADRA INTERNA 32 Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 2 di 32
3 Incarichi Aziendali in tema di sicurezza INCARICO / FIGURE PROFESSIONALI RAGIONE SOCIALE SEDE LEGALE SEDE OGGETTO DEL PIANO DATORE DI LAVORO - PRESIDENTE RESPONSABILE SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE NOMINATIVO D.D. Statale VI Circolo di Rimini Via G.B. Casti, Rimini (RN) Scuola dell infanzia LA CAPRIOLA Via Macanno, Rimini (RN) Dott. Cristian Montanari Ing. Michele Manaresi T&A Group s.r.l.u. RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA TECNICO RESPONSABILE DELLE MISURE Ing. Manaresi Michele Codice Iscrizione elenco Ministero dell'interno ai sensi dell art. 6 del D.M. 25/03/1985 di cui alla Legge n. 818/84 - RA01211 I00243 CONSULENTE ESTERNO T&A Group s.r.l.u. Via G.S.Rasponi, Porto Fuori (RA) Tel Fax Mail: Web: Cell.: Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 3 di 32
4 Il D.Lgs. 81/08 dispone (Capo III - sezione VI Gestione delle emergenze - Art. 43 Disposizioni generali, Art. 45 Pronto soccorso e all Art. 46 Prevenzione incendi ) che a carico del datore di lavoro grava l'organizzazione della gestione delle emergenze e la designazione dei lavoratori incaricati all'attuazione delle misure di prevenzione incendi, di evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave ed immediato e di pronto soccorso come indicato nel D.M. 10/03/1998. Il D.M , all art. 5 Gestione dell emergenza in caso d incendio prevede che all esito della valutazione dei rischi d incendio, il datore di lavoro adotti tutte le necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso d incendio e che le riporti in un piano di emergenza elaborato in conformità all allegato VIII. I dettagli del contenuto di tale piano vengono elencati di seguito come prospettato nel suddetto allegato: a) le azioni che i lavoratori devono mettere in atto in caso d incendio; b) le procedure per l evacuazione del luogo di lavoro che devono essere attuate dai lavoratori e dalle altre persone presenti; c) le disposizioni per chiedere l intervento dei vigili del fuoco e per fornire le necessarie informazioni al loro arrivo; d) specifiche misure per assistere le persone disabili. Pertanto il Datore di Lavoro dovrà identificare un adeguato numero di persone incaricate di sovrintendere e controllare l attuazione delle procedure previste. Nell'organizzare la gestione delle emergenze, e nel designare i lavoratori addetti, il datore di lavoro deve tenere conto della natura dell'attività, delle dimensioni dell'azienda e dei rischi specifici presenti. I lavoratori designati devono essere adeguatamente e periodicamente formati in merito alle attività che saranno chiamati a svolgere in caso di emergenza. Ciò premesso, nella presente sezione verrà illustrata l'organizzazione della gestione dell'emergenza nella sede produttive aziendale, relativamente alla prevenzione incendi, pronto soccorso, evacuazione, pericolo immediato, e le procedure di emergenza che ciascun soggetto coinvolto dovrà osservare in caso di necessità. Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 4 di 32
5 Le situazioni critiche che possono dare luogo a situazioni di emergenza sono suddivisibili in: - eventi legati ai rischi propri dell'attività (incendio, infortunio, pericolo immediato, possibile inquinamento a seguito di perdite di prodotto e/o danneggiamento dei container) - eventi legati a cause esterne (allagamenti, terremoti, etc.) Obiettivi principali di una corretta gestione dell'emergenza sono: - ridurre i pericoli alle persone; - prestare soccorso alle persone colpite; - circoscrivere e contenere l'evento per contenere i danni. Requisiti fondamentali di una corretta gestione dell'emergenza sono: - adeguata informazione e formazione dei lavoratori per quel che riguarda le procedure di emergenza e l'utilizzo degli equipaggiamenti di emergenza (estintori, manichette, materiale di pronto soccorso, etc.) - adeguata informazione e formazione a tutti i lavoratori affinché situazioni di pericolo apparentemente non molto gravi (come ad esempio, versamenti di prodotto infiammabile e/o tossico) non vengano trascurate, sottovalutando il pericolo omettendo le dovute segnalazioni agli addetti all emergenza (sensibilizzazione dell elemento umano all attività di prevenzione) - corretta gestione dei luoghi di lavoro (non ostruzione delle vie d'esodo, rimozione, occultamento, ostruzione o manomissione degli equipaggiamenti di emergenza, etc.) La sede scolastica considerata è la scuola dell infanzia LA CAPRIOLA sita in Via Macanno, Rimini (RN). Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 5 di 32
6 Come stabilito dal Decreto Ministeriale 10 Marzo 1998, ai fini della redazione del presente documento si applicano le definizioni seguenti: Pericolo d incendio: proprietà o qualità intrinseca di determinati materiali o attrezzature, oppure di metodologie e pratiche di lavoro o di utilizzo di un ambiente di lavoro, che presentano il potenziale di causare un incendio. Rischio di incendio: probabilità che sia raggiunto il livello potenziale di accadimento di un incendio e che si verifichino conseguenze dell incendio sulle persone presenti. Valutazione dei rischi di incendio: procedimento di valutazione dei rischi di incendio di un luogo di lavoro, derivante dalle circostanze del verificarsi di un pericolo di incendio. Luogo di lavoro a basso rischio d incendio: per luoghi a basso rischio si intendono ambienti in cui sono presenti sostanze a basso tasso d infiammabilità e le condizioni locali di esercizio offrono scarse possibilità di sviluppo di principi d incendio ed in cui, in caso di sviluppo, la propagazione dello stesso sia limitata. Luoghi di lavoro a medio rischio d incendio: per luoghi a medio rischio si intendono gli ambienti in cui sono presenti sostanze infiammabili e/o condizioni che possano favorire lo sviluppo di incendi, ma nei quali, in caso di incendio, la propagazione è da intendersi limitata. Luoghi di lavoro a elevato rischio d incendio: per luoghi a elevato rischio d incendio si intendono luoghi di lavoro o parte di essi in cui, per presenza di sostanze altamente infiammabili e/o per le condizioni dei locali e/o di esercizio, sussistono notevoli probabilità si sviluppo d incendi e nella fase iniziale sussistono forti probabilità di propagazione delle fiamme, ovvero non è possibile la classificazione come luogo a rischio basso o medio di incendio. Affollamento: numero massimo ipotizzabile di lavoratori e di altre persone presenti nel luogo di lavoro o in una determinata area dello stesso. Luogo sicuro: luogo dove le persone possono ritenersi al sicuro dagli effetti di un incendio; Punto di gestione delle emergenze: luogo in cui gli addetti alle emergenze si ritrovano per coordinare gli interventi a fronte di un pericolo imminente Percorso protetto: percorso caratterizzato da una adeguata protezione contro gli effetti di un incendio che può svilupparsi nella restante parte dell edificio. Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 6 di 32
7 Uscita di piano: uscita che consente alle persone di non essere ulteriormente esposte agli effetti di un incendio e che può configurarsi come segue: a) uscita che immette direttamente in un luogo sicuro; b) uscita che immette in un percorso protetto attraverso il quale può essere raggiunta l uscita che immette in un luogo sicuro; c) uscita che immette su di una scala esterna. Via di uscita: percorso senza ostacoli al deflusso che consente agli occupanti di un edificio o un locale di raggiungere un luogo sicuro. Sorveglianza dei mezzi antincendio: controllo visivo atto a verificare che le attrezzature e gli impianti antincendio siano nelle normali condizioni operative, siano facilmente accessibili e non presentino danni materiali accertabili visivamente. Controllo periodico dei mezzi antincendio: insieme di operazioni da effettuarsi con cadenza almeno semestrale, per verificare la completa e corretta funzionalità delle attrezzature e degli impianti. Scopo del presente piano di emergenza è quello di fornire semplici informazioni sui comportamenti da adottare in caso di emergenza considerando i seguenti aspetti: caratteristiche dei luoghi con particolare attenzione alle vie di esodo; sistemi di rilevazione e allarme antincendio; numero delle persone presenti e loro ubicazione; lavoratori esposti a rischi particolari; presenza di persone disabili; numero di addetti all attuazione e al controllo del piano nonché all assistenza per l evacuazione (con specifica indicazione delle responsabilità in caso d incendio); formazione e informazione fornita ai lavoratori. Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 7 di 32
8 STRUTTURA NUMERO AMBIENTI NUMERO ADDETTI VISITATORI REP/LOC/CRF ID. TOTALI DISABILI TOTALI DISABILI Scuola dell'infanzia Terra Aule e spazi comuni LA CAPRIOLA PIANO Complessivi Totale occupanti Totale disabili 85 0 * Si tratta di una stima, comunque a favore della sicurezza. Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 8 di 32
9 Uscite di emergenza Nome Caratteristiche Ambienti Serviti Ampiezza Verso di apertura Uscita 1 (U1) Aula materna 0,8 m Corretto Uscita 2 (U2) Aula materna 0,80 m Corretto Uscita 3 (U3) Atrio 1,00 m Non Corretto Uscita 4 (U4) Aula asilo nido 0,80 Corretto Uscita 5 (U5) Aula asilo nido 0,80 Corretto Uscita 6 (U6) Dormitorio 0,80 Corretto Uscita 7 (U7) Cucina elettrica 0,80 Corretto Uscita 8 (U8) Servizi, zona ricreativa 1,00 Non Corretto Uscita 9 (U9) Zona ricreativa 0,80 Corretto Punto di raccolta Il punto di raccolta della sede aziendale è doppio e sono individuati in planimetria come luoghi sicuri nell area cortilizia (e comunque visibile in planimetria). Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 9 di 32
10 Sistema di rilevazione incendi Rivelatore tipo Luogo d installazione Numero Rivelatore di fumo* // // Rivelatore di calore e temperatura** // // Rivelatore di fiamma*** // // * I rivelatori di fumo, cioè quelli sensibili alle particelle dei prodotti della combustione e/o pirolisi sospesi nell atmosfera (comunemente chiamati aerosol); ** I rivelatori di calore e temperatura, cioè quelli sensibili all innalzamento della temperatura; *** I rivelatori di fiamma, cioè quelli sensibili alla radiazione emessa dalle fiamme di un incendio. Sistema di allarme manuale Identificativo pulsante d allarme Luogo d installazione Caratteristiche // // // N.B.: Il segnale di allarme potrà essere comunicato anche attraverso avviso campanella. In caso di mancanza dell energia elettrica l allarme potrà essere diffuso nelle seguenti modalità: - segnale acustico meccanico o a gas; - diffusione vocale classe per classe (da parte del personale predisposto) del segnale di evacuazione. Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 10 di 32
11 DISPOSITIVI DI LOTTA ANTINCENDIO Estintori CARATTERISTICHE AMBIENTE NOME TIPO PESO MATERIALE ESTINGUENTE POTERE DI SPEGNIMENTO Spazio comune zona nido E1 Portatile - Polvere 6 Kg 34 A 233 BC Zona ricreativa E2 Portatile Polvere 6 Kg 34 A 233 BC c/o Servizi E3 Portatile Polvere 6 Kg 34 A 233 BC Centrale Termica E4 Portatile Polvere 6 Kg 34 A 233 BC Elementi della rete idrica antincendio LOCALIZZAZIONE NOME IDRANTE TIPO Esterno centrale termica Idr 1 Uni 45 Porte tagliafuoco NOME COMPARTIMENTI SEPARATI RESISTENZA AL FUOCO DIMENSIONI // // // // Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 11 di 32
12 La redazione del presente piano d emergenza richiede la nomina degli addetti di seguito elencati, e individuati a seguito di sopralluogo presso la scuola dell infanzia LA CAPRIOLA sita in Via Macanno, Rimini (RN). Si precisa che per ogni figura sono stati previsti dei sostituti per garantire continuità di presenza durante i turni e in caso di ferie, assenze, etc. Responsabile generale dell emergenza: Sig.ra Libera Fantini per accettazione incarico Sostituto Sig.ra Cristina Giorgi per accettazione incarico Coordinatore interno: Sig.ra Libera Fantini per accettazione incarico Sostituto Sig.ra Cristina Giorgi per accettazione incarico Coordinatore esterno: Sig.ra Cristina Giorgi per accettazione incarico Sostituto Sig.ra Libera Fantini per accettazione incarico Personale addetto al controllo periodico dei mezzi di lotta antincendio: Ditta: FULL MANAGEMENT s.r.l. - Via Coriano, Rimini (RN). Tel.: 0541/ Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 12 di 32
13 Personale addetto all'apertura quotidiana delle uscite di sicurezza ed al controllo della praticabilità dei percorsi di fuga interni ed esterni all'edificio: per accettazione incarico per accettazione incarico Responsabile di pronto soccorso*: Sig.ra Maria Thea Bilancioni Sig.ra Maurizia Fabbri Sig.ra Mirella Fabbri Sig.ra Laura Gaia Sig.ra Rita Trombetti per accettazione incarico per accettazione incarico per accettazione incarico per accettazione incarico per accettazione incarico * Gli addetti di pronto soccorso hanno frequentato il corso di pronto soccorso aziendale della durata di 16 ore conformemente al DM 388/03 Personale costituente la squadra antincendio*: Sig.ra Maria Thea Bilancioni Sig.ra Maurizia Fabbri Sig.ra Mirella Fabbri Sig.ra Laura Gaia Sig.ra Rita Trombetti per accettazione incarico per accettazione incarico per accettazione incarico per accettazione incarico per accettazione incarico *I componenti della squadra antincendio hanno frequentato il corso antincendio medio rischio della durata di 8 ore (corso di tipo B conformemente all allegato IX del DM 10/03/1998). Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 13 di 32
14 Gli addetti, e tutto il personale in genere, per adempiere agli obblighi che derivano dalla presente nomina dovranno ricevere adeguata informazione e formazione antincendio con specifico riguardo a: rischi d incendio legati all attività svolta; rischi d incendio specifici per mansione; misure di prevenzione e protezione adottate nel luogo di lavoro; ubicazione delle vie d uscita; procedure da attuare in caso d incendio; nominativi degli incaricati all applicazione delle misure di prevenzione incendi. Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 14 di 32
15 8.1 Procedura d emergenza in caso di incendio Le procedure di emergenza per la scuola dell infanzia LA CAPRIOLA sita in Via Macanno, Rimini (RN) in caso di incendio sono: 1) Chiunque individui focolai d'incendio o comunque una situazione pericolosa, deve dare immediatamente l allarme informando tempestivamente il Responsabile Generale dell Emergenza (Sig.ra Libera Fantini) oppure suo sostituto. 2) Il Responsabile Generale dell Emergenza si reca sul luogo dell'emergenza e: a) nel caso in cui il principio d'incendio sia facilmente controllabile e circoscrivibile tenta di spegnerlo con l'ausilio dei mezzi antincendio disponibili nelle immediate vicinanze; b) se l'incendio non è facilmente controllabile e circoscrivibile non perdere tempo in tentativi inutili ma: - attraverso linea telefonica informare immediatamente il Coordinatore Interno dando ordine di attivare le procedure di evacuazione; - organizzare l'evacuazione degli uffici attraverso le vie d'esodo; - assistere gli eventuali portatori di handicap durante l evacuazione; - ad evacuazione ultimata attendere l'arrivo della squadra antincendio, guidandola sul luogo dell'incendio. 3) Il Coordinatore Interno provvederà immediatamente a: a) diffondere il segnale d evacuazione attraverso l apposito pulsante; b) richiedere telefonicamente l intervento dei Vigili del Fuoco chiamando il 115; c) accertarsi tramite linea telefonica interna che il responsabile generale dell emergenza e il coordinatore esterno siano stati informati della situazione di pericolo. d) dirigere le procedure di evacuazione preoccupandosi di assistere gli eventuali portatori di handicap (da lui registrati all arrivo del visitatore) 4) Il Responsabile Generale dell'emergenza, al segnale di evacuazione provvederà a: a) recarsi al punto di riunione (nell atrio uffici, al piano terra) per coordinare l intervento della squadra antincendio interna; b) in seguito guidare la squadra antincendio sul luogo dell incendio per fronteggiarlo. In caso di degenerazione dell incendio il Responsabile Generale dell Emergenza ha la facoltà di sospendere l intervento in qualsiasi momento e di procedere al solo allontanamento del materiale combustibile dal Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 15 di 32
16 focolaio d incendio per ostacolare ulteriori propagazioni operando nell ambito delle proprie competenze e mantenendosi aperta una via d uscita. 5) Il Coordinatore Esterno, alla comunicazione di allarme, o qualora fosse contattato direttamente dal coordinatore interno o dal responsabile generale dell emergenza deve recuperare il registro del personale e degli eventuali visitatori, per poi recarsi in prossimità della valvola esterna di intercettazione combustibile e provvedere alla sua chiusura. Deve inoltre provvedere all intercettazione dell impianto elettrico intervenendo sui pulsanti di sgancio dell energia elettrica presenti. In seguito recarsi al punto di raccolta esterno per verificare l avvenuta completa evacuazione e per ricevere i Vigili del Fuoco a cui fornire informazioni in merito al luogo ed alla natura dell incendio. 6) Il Personale Docente, avvertito il suono della campanella o qualora fosse direttamente contattato dagli addetti all emergenza deve recuperare il registro di classe (dotato di modulo di evacuazione) e fornire indicazioni ai bambini per accelerare l esodo dell edificio lungo le vie di esodo, le porte e le scale di emergenza; una volta giunto sul punto di raccolta esterno dovrà contare gli alunni della sua classe avendo cura di compilare il modulo di evacuazione (modello allegato al presente documento), che dovrà poi consegnare al Coordinatore Esterno, evidenziando eventuali feriti e/o dispersi. NB: si vuole precisare che le reazioni dei bambini di questa età alla comunicazione di un allarme non sono prevedibili; pertanto è necessario effettuare prove di evacuazione periodiche (almeno 2 all anno) al fine di affinare il metodo migliore di comunicazione in relazione all età degli occupanti della propria sezione (poiché una procedura standard non è applicabile, si lascia il compito alla sensibilità dell insegnante, la quale deve trovare il giusto modo per educare i bambini ad abbandonare repentinamente la sezione per fuggire da un pericolo immediato). 7) Gli alunni, avvertito il suono d allarme dovranno, seguendo le istruzioni fornitegli durante le prove di evacuazione dagli insegnanti (tenersi per mano l un l altro e camminare senza fermarsi lungo il percorso prestabilito e segnalato, ecc.), provvedere ordinatamente all evacuazione dell edificio lasciando all interno dell aula tutti gli effetti personali (zaini, ecc.) e percorrendo le vie di fuga appositamente predisposte. Raggiunto il punto di raccolta dovranno, silenziosamente e ordinatamente, rimanere uniti per prestarsi alla conta dell insegnante (per verificare se ci sono o meno dispersi da segnalare nel modulo di evacuazione). 8) Il personale ATA prima di evacuare l edificio avrà l incombenza di verificare l evacuazione totale degli alunni e di comunicare l esito del controllo al Responsabile Generale dell Emergenza (soggetto ultimo ad abbandonare lo stabile). Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 16 di 32
17 8. 2 Procedura d emergenza in caso di terremoto Le procedure dipendono dalla struttura dell'edificio, dalle sue caratteristiche tecniche, dal numero di piani fuori terra o interrati (e in particolare da dove ci si trova al momento dell'emergenza) e dai presidi di emergenza presenti (ad esempio se vi sono oppure no scale antincendio esterne autoportanti). Si possono però fissare alcune indicazioni che, seppur generali, possono rappresentare una valida guida per la propria salvezza e di chi ci sta intorno 1) Dal punto di vista fisico le procedure più corrette durante la fase di scossa sono: Solo se ci si trova al piano terra e in prossimità di un'uscita (diciamo indicativamente ad una distanza non superiore a metri di percorso effettivo) dirigersi rapidamente verso essa ed uscire in luogo sicuro (stando lontani dall'edificio stesso ed in particolare da cornicioni e terrazzi) In alternativa: Abbassarsi (non rimanere in piedi) e possibilmente proteggersi (se non completamente almeno la testa) sotto un tavolo o una scrivania. Non sostare accanto ad oggetti o altro materiale pesante che può cadere (ad esempio vicino ad una libreria o al di sotto di un lampadario). Non sostare vicino a finestre o altre superfici vetrate. Se si conoscono i muri e le strutture portanti è preferibile sostare vicini ad essi (a volte si può riconoscere più facilmente una colonna o pilastro portante, o una trave portante). Tenere le mani dietro la nuca ed abbassare la testa tra le ginocchia (sempre per la sua protezione). Rimanere nella posizione rannicchiata, magari con gli occhi chiusi, finché non termina la scossa. Procedure successive alla scossa: Verificare se le altre persone presenti hanno bisogno di aiuto (chiamarsi, meglio per nome, e rassicurarsi a vicenda aiuta a mantenere la calma). Se la scossa è stata leggera (quindi non sono caduti oggetti, non vi sono segni di cedimento strutturale, i superiori non danno istruzioni specifiche differenti, etc.) tornare con calma in posizione normale e riprendere le attività (comunque confrontandosi con i colleghi e le altre persone presenti). Nel dubbio chiamare i superiori e chiedere indicazioni specifiche. Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 17 di 32
18 Se la scossa è stata significativa (con caduta di oggetti o mobili, segni di cedimento) o se vengono date indicazioni dai superiori per procedere all'evacuazione, muoversi con molta sollecitudine ma senza mai correre e parlare ad alta voce. Nel caso chiamare i Vigili del Fuoco (115) ed eventualmente avvertire enti competenti (ad esempio il Comune per enti, scuole o aziende pubbliche, la protezione civile, etc.). Seguire i percorsi d'esodo indicati dalla segnaletica e comunque dirigersi verso le uscite più vicine (meglio utilizzare in generale scale esterne di sicurezza ed uscite di emergenza). Non utilizzare mai gli ascensori e non sostare mai sulle scale. Non perdere tempo per recuperare oggetti personali (comprese giacche, borse, oggetti di valore, cellulari, etc.) o per terminare lavorazioni o altro (ad esempio salvataggio di lavori informatici). Durante l'esodo cercare di controllare che tali vie di fuga siano sicure ed accessibili (ad esempio per la possibile presenza di calcinacci o per possibili formazioni di crepe sulle scale). Durante l'esodo aiutare i colleghi o altre persone presenti in difficoltà (diversamente abili, anziani, bambini, persone agitate o prese dal panico) cercando di utilizzare sempre un dialogo al positivo e orientato all'ottimismo ('tranquillo, ci siamo quasi', 'dai, il peggio è passato', 'vieni, andiamo fuori assieme', etc.) Una volta raggiunto l'esterno (se indicato arrivare al luogo di raduno), rimanere in attesa dei soccorsi, dare informazione ai superiori sulla propria presenza, segnalare eventuali rischi di cui si è venuti a conoscenza, indicare la possibile presenza all'interno di altre persone. Non rientrare mai prima di aver verificato che la situazione sia tornata ordinaria e sicura o dopo aver ricevuto indicazioni dai responsabili. 2) Il Responsabile Generale dell Emergenza si reca sul luogo dell'emergenza e verifica se ci sono le condizioni per il rientro nell edificio che potrà avvenire solo secondo le seguenti modalità: Verificare ESTERNAMENTE la struttura dell edificio per riscontrare se vi sono delle crepe o segni di danneggiamenti. Se vi sono occorre rimanere fuori dall edificio e chiamare URGENTEMENTE i tecnici del Comune/Provincia e i Vigili del Fuoco. Se non vi sono occorre che i Preposti (Responsabile Generale dell Emergenza) entrino a verificare se si può escludere anche internamente lo sviluppo di danni dovuti alle scosse sismiche. Se vi sono occorre rimanere fuori dall edificio e chiamare URGENTEMENTE i tecnici del Comune/Provincia e i Vigili del Fuoco. Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 18 di 32
19 Se non vi sono danni neanche internamente, il Coordinatore dell Emergenza dichiara la fine dell emergenza e ordina il rientro in sede (previe eventuali verifiche richieste ai VVF o Tecnici del Comune/Provincia). 3) Il Responsabile Generale dell'emergenza, al segnale di evacuazione, attivato al termine delle scosse sismiche, provvederà a: recarsi al punto di raccolta esterno (fronte alla palazzina) per coordinare l intervento della squadra di emergenza interna; in seguito guidare la squadra sul luogo del terremoto per fare le prime valutazioni e per verificare la presenza di dispersi. In caso di terremoto che non permetta avvicinamenti all edificio pericolante il Responsabile Generale dell Emergenza ha la facoltà di sospendere l intervento delle squadre e di attendere i soccorsi esternamente. 4) Il Coordinatore Esterno, alla comunicazione di allarme, o qualora fosse contattato direttamente dal coordinatore interno o dal responsabile generale dell emergenza deve recuperare il tabulato presenze del personale e degli eventuali visitatori, per poi recarsi in prossimità della valvola esterna di intercettazione combustibile e provvedere alla sua chiusura. Deve inoltre provvedere all intercettazione dell impianto elettrico intervenendo sui pulsanti di sgancio dell energia elettrica presenti. In seguito recarsi al punto di raccolta esterno per verificare l avvenuta completa evacuazione e per ricevere i Vigili del Fuoco (o soccorritori della Protezione Civile) a cui fornire informazioni in merito all accaduto. 5) Gli alunni, gli insegnanti e il personale ATA seguiranno la procedura di cui al punto precedente. Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 19 di 32
20 8. 3 Procedura d emergenza in caso di allagamento PREMESSA: Ricordate che durante e dopo le alluvioni, l acqua dei fiumi è fortemente inquinata e trasporta detriti galleggianti che possono ferire o stordire. Ascolta la radio o guarda la televisione per apprendere eventuali avvisi di condizioni meteorologiche avverse. Macchine e materiali possono ostruire temporaneamente vie o passaggi che cedono all improvviso: se non si è in fase di preallarme e non piove, poni al sicuro la tua automobile in zone non aggiungibili dall allagamento; le strade spesso diventano dei veri e propri fiumi in piena. Norme di comportamento Prima dell allarme: È utile avere sempre a disposizione una torcia elettrica e una radio a batterie, per sintonizzarsi sulle stazioni locali e ascoltare eventuali segnalazioni utili; Assicurati che tutte le persone potenzialmente a rischio siano al corrente della situazione e che siano state portate nei piani più alti dell edificio; Offrire ospitalità a chi abita/lavora ai piani sottostanti e viceversa se risiedi ai piani bassi, chiedi ospitalità; Poni delle paratie a protezione dei locali situati al piano strada e chiudi o blocca le porte di cantine o seminterrati; Rimanere al chiuso e non uscire; Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 20 di 32
21 Norme di comportamento Durante l evento: È preferibile concentrare nel momento del preallarme anche le operazioni previste nella fase di allarme o di evento in corso. È fondamentale ricordare che la differenza tra il preallarme e l allarme o evento in corso, può essere minima e di difficile previsione: è sufficiente che la pioggia si concentri in una zona ristretta per dar luogo a fenomeni improvvisi di inondazione. Chiudere il gas, l impianto di riscaldamento e quello elettrico. Presta attenzione a non venire a contatto con la corrente elettrica con mani e piedi bagnati; Sali ai piani superiori senza usare l ascensore; Non scendere assolutamente nelle cantine e nei garage per salvare oggetti o scorte; Non cercare di mettere in salvo la tua auto: c è pericolo di rimanere bloccati dai detriti e di essere travolti da correnti; Evita la confusione e mantieni la calma; Aiuta i disabili e gli anziani del tuo edificio a mettersi al sicuro; Non bere acqua dal rubinetto: potrebbe essere inquinata. Evita l uso dell automobile se non in casi strettamente necessari; Se sei in auto, non tentare di raggiungere comunque la destinazione prevista, ma trova riparo nello stabile più vicino e sicuro; Evita di transitare o sostare lungo gli argini dei corsi d acqua, sopra ponti o passerelle; Fai attenzione ai sottopassi: si possono allagare facilmente; Se sei in gita o in escursione, affidati a chi è del luogo: potrebbe conoscere delle aree sicure; Allontanati verso i luoghi più elevati e non andare mai verso il basso; Usa il telefono solo per casi di effettiva necessità per evitare sovraccarichi delle linee. Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 21 di 32
22 Norme di comportamento Dopo l allarme: Raggiunta la zona sicura, presta la massima attenzione alle indicazioni fornite dalle autorità di protezione civile, attraverso radio, TV e automezzi ben identificabili della protezione civile; Evita il contatto con le acque. Sovente l acqua può essere inquinata da petrolio, nafta o da acque di scarico. Inoltre può essere carica elettricamente per la presenza di linee elettriche interrate; vita le zone dove vi sono ancora correnti in movimento; Fai attenzione alle zone dove l acqua si è ritirata. Il fondo delle strade può essere indebolito e potrebbe collassare sotto il peso di un automobile; Getta i cibi che sono stati in contatto con le acque dell alluvione; Presta attenzione ai servizi, alle fosse settiche, ai pozzi danneggiati. I sistemi di scarico danneggiati sono serie fonti di rischio Procedure di evacuazione 1) Il segnale di evacuazione viene inviato dal Coordinatore Interno su ordine del Responsabile Generale dell Emergenza. 2) Al segnale convenuto di evacuazione (trasmesso tramite dispositivo di allarme) tutto il personale deve abbandonare il luogo di lavoro utilizzando le vie di fuga e le uscite di emergenza appositamente predisposte. Durante l'evacuazione occorre: a) mantenere la calma e prodigarsi affinché tutti restino calmi; b) non urlare, non correre, non spingere il vicino; c) disporsi in fila e procedere con ordine; d) percorrere esclusivamente i percorsi e le uscite segnalate; e) evacuati gli uffici, l ultimo impiegato di ciascun ufficio deve provvedere alla chiusura della porta, per indicare ai soccorritori che all interno non c è presenza di personale; f) in caso di fumo denso procedere a carponi sul pavimento; Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 22 di 32
23 g) osservare le indicazioni degli addetti all'emergenza; h) appena lasciato lo stabile il personale deve recarsi al punto di raccolta esterno convenuto e sottostare all'appello nominativo effettuato dal Coordinatore Esterno; i) non rientrare all interno della struttura fino a quando le condizioni di sicurezza non sono ripristinate. 3) Il Coordinatore Interno, al segnale di allarme convenuto, organizza le procedure di evacuazione attraverso le vie e le uscite di emergenza, con i criteri previsti dalle procedure di evacuazione, assistendo gli eventuali portatori di handicap ed adoperandosi per mantenere la calma affinché il processo di evacuazione possa svolgersi correttamente. 4) Il Responsabile Generale dell'emergenza deve essere l ultima persona ad abbandonare l edificio, dopo essersi assicurato dell'avvenuta completa evacuazione, confermata poi dall appello effettuato dal Coordinatore Esterno (munito di registro dei presenti) al punto di raccolta esterno. 5) Gli alunni, gli insegnanti e il personale ATA seguiranno la procedura di cui al punto Procedure di emergenza in caso di infortunio 1) Chiunque assista ad un qualsiasi evento infortunistico deve attivarsi, nell'ambito delle proprie competenze, ed informare tempestivamente il Responsabile dell'emergenza (il quale provvederà poi ad informare il Responsabile di Pronto Soccorso) fornendo indicazioni riguardo al luogo e al tipo di infortunio accaduto. 2) Il Responsabile dell Emergenza deve immediatamente: a) informare il Coordinatore Interno dando ordine di avvertire il Pronto Soccorso del S.S.N. e informandola del luogo e della natura dell infortunio; b) recarsi sul luogo dell'infortunio adoperandosi, nell'ambito delle proprie competenze, coadiuvato dal personale esperto (addetti di pronto soccorso) per prestare il primo soccorso all'infortunato. 3) Il Coordinatore Interno provvederà immediatamente a: a) ordinare l'invio di un'autoambulanza del S.S.N. b) informare il Coordinatore Esterno dell immediato arrivo dell autoambulanza e fornirgli indicazioni di massima riguardo al luogo e alla natura dell infortunio; c) informare il responsabile generale dell emergenza e la Direzione. Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 23 di 32
24 4) Il Coordinatore Esterno su indicazione del Coordinatore Interno si deve recare all ingresso dello stabile per ricevere l autoambulanza e fornirgli indicazioni in merito al luogo ed alla natura dell infortunio Procedure di emergenza in caso di pericolo immediato 1) Chiunque constati una qualsiasi situazione di pericolo si adopera, nell'ambito delle proprie competenze, alla sua eliminazione e ad informare tempestivamente il Responsabile dell'emergenza. 2) Il Responsabile dell'emergenza deve: a) organizzare le operazioni concentrando le risorse disponibili alla eliminazione del pericolo, facendo eventualmente ricorso, in caso di necessità, a particolari attrezzature o spiccate professionalità, oppure a supporti esterni. b) dare disposizioni affinché la direzione venga informata della situazione di pericolo in essere Procedure di assistenza ai portatori di handicap Ai sensi dell allegato VIII del D.M. 10/03/1998 e della Circolare IV dell 1/03/2002 è necessario che il Datore di lavoro individui le particolari necessità di lavoratori e/o visitatori disabili nelle fasi di pianificazione delle misure di sicurezza antincendio e delle procedure di evacuazione del luogo di lavoro. Quando non sono installate idonee misure per il superamento delle barriere architettoniche eventualmente presenti oppure qualora il funzionamento delle stesse non sia garantito anche in caso di incendio occorre che alcuni lavoratori, fisicamente idonei, siano addestrati al trasporto delle persone disabili. Questi addetti, dopo aver frequentato apposito corso di formazione, dovranno pertanto: - individuare in tutte le persone la possibilità di collaborazione ai soccorsi; - interpretare le necessità della persona da affiancare ed offrire la collaborazione necessaria; - nel caso sia necessario effettuare un trasporto coatto, saper posizionare le mani in punti di presa specifici per consentire il trasporto sicuro della persona; - saper trasmettere in modo chiaro e sintetico le informazioni su ciò che sta accadendo e sulle modalità di fuga a persone con difficoltà sensoriali. Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 24 di 32
25 Per quanto concerne le tecniche di trasporto di un disabile su sedia a ruote sulle scale, l addetto dovrà scegliere la tecnica migliore privilegiando, ove possibile, la possibilità che la persona si muova in autonomia, e comunque coinvolgendola nel suo spostamento, incoraggiandola a collaborare. TECNICHE DI TRASPORTO COATTO Disponibilità di un operatore In questo caso l addetto si posiziona dietro la sedia a ruote, ne afferra le impugnature e dopo averla inclinata all indietro di 45 fino a bilanciarla comincia a scendere i gradini gradualmente lasciando gradualmente scendere le ruote posteriori da un gradino all altro, il tutto guardando in avanti. È una modalità particolarmente gravosa poiché se viene a mancare la collaborazione del trasportato (che deve controllare lo spostamento sulle scale delle ruote) il carico va a pesare tutto sull operatore che comporta, oltre a un eccessivo carico dell apparato muscolo scheletrico, anche un maldestro controllo del movimento. Disponibilità di due operatori In caso di disponibilità di due addetti uno si pone dietro la sedia a ruote, seguendo le indicazioni di cui all esempio precedente, l altro si posiziona davanti afferrando la sedia nella parte anteriore del telaio facendo attenzione ad effettuare i movimenti coordinati con il compagno. Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 25 di 32
26 Disponibilità di tre operatori In caso di disponibilità di tre operatori, il primo si pone dietro compiendo le operazioni di cui agli esempi precedenti, mentre gli altri due si posizionano lateralmente, afferrando la sedia all altezza delle due ruote sulla porte anteriore del telaio. Per quanto concerne la disabilità sensoriale, gli addetti previsti saranno formati sulle modalità di strumentalizzazione del senso disponibile al fine di compensare le carenze dell altro poiché le persone con disabilità cognitive potrebbero avere difficoltà nel riconoscere o nell essere motivate ad agire in caso di emergenza da personale poco o non correttamente addestrato. NB: Le persone incaricate di questi compiti dovranno essere addestrate per mettersi in relazione con i soccorritori esterni per dare loro i riferimenti più idonei e finalizzati a trarre in salvo la persona Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 26 di 32
27 Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 27 di 32
28 Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 28 di 32
29 A1) PROCEDURE PER LE CHIAMATE DI SOCCORSO Ogni volta che il Coordinatore di Turno viene avvertito dalla Squadra di emergenza è segno che l imprevisto accaduto si è aggravato, occorre pertanto l aiuto di fattori esterni quali i Vigili del Fuoco (Tel: 115) o il Pronto soccorso del Servizio Sanitario Nazionale (Tel: 118). Il Coordinatore di turno dovrà seguire quindi queste indicazioni. IN CASO D INCENDIO Azionare immediatamente il segnale convenuto per attivare le procedure di evacuazione dello stabile Avvertire telefonicamente i VV.F chiamando il 115 Accertarsi tramite linea telefonica che il responsabile generale dell emergenza e il coordinatore esterno siano stati informati della situazione di pericolo IN CASO DI INFORTUNIO Contattare il S.S.N. e richiedere l invio di un autoambulanza Informare il coordinatore esterno invitandolo a recarsi all ingresso principale per ricevere l autoambulanza Informare il Responsabile di Pronto Soccorso affinché si rechi sul luogo dell infortunio munito di cassetta di pronto soccorso per prestare i primi soccorsi all infortunato. Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 29 di 32
30 In caso di malore o infortunio, per richiedere l invio di un autoambulanza l addetto della squadra di emergenza: Pronto Soccorso "Pronto qui è la scuola dell infanzia LA CAPRIOLA sita in Via Macanno, Rimini (RN). Il mio nominativo è il nostro numero di telefono è 0541/ Si tratta di (caduta, schiacciamento, intossicazione, ustione, malore, etc.), la vittima è (rimasta incastrata, etc.), (c'è ancora il rischio anche per altre persone) la vittima (sanguina abbondantemente, è svenuta, non parla, non respira) in questo momento è assistita da un soccorritore che gli sta praticando (una compressione della ferita, la respirazione bocca a bocca, il massaggio cardiaco, l'ha messa sdraiata con le gambe in alto, etc.) Mandiamo subito una persona che vi aspetti al punto di accoglimento dei mezzi di soccorso In caso di Incendio che la squadra d emergenza antincendio non riesce a fronteggiare: Coordinatore interno: 115 Vigili del Fuoco "Pronto qui è la scuola dell infanzia LA CAPRIOLA sita in Via Macanno, Rimini (RN) è richiesto il vostro intervento per un incendio. Il mio nominativo è il nostro numero di telefono è 0541/ Ripeto, qui è la scuola dell infanzia LA CAPRIOLA sita in Via Macanno, Rimini (RN) è richiesto il vostro intervento per un incendio. Il mio nominativo è il nostro numero di telefono è 0541/ Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 30 di 32
31 A2) ELENCO NUMERI TELEFONICI DI EMERGENZA VIGILI DEL FUOCO 115 EMERGENZA SANITARIA 118 CARABINIERI 112 POLIZIA PRONTO INTERVENTO 113 POLIZIA MUNICIPALE 0541/ Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 31 di 32
32 A3) ELENCO NUMERI TELEFONICI COMPONENTI DELLA SQUADRA INTERNA COGNOME E NOME RUOLO N. TELEFONICO Sig.ra Libera Fantini Sig.ra Cristina Giorgi Sig.ra Maria Thea Bilancioni Responsabile generale dell emergenza Coordinatore interno Coordinatore esterno Responsabile generale dell emergenza Coordinatore interno Coordinatore esterno Addetto Primo Soccorso Addetto Antincendio N TELEFONICO INTERNO Sig.ra Maurizia Fabbri Sig.ra Mirella Fabbri Sig.ra Laura Gaia Sig.ra Rita Trombetti Addetto Primo Soccorso Addetto Antincendio Addetto Primo Soccorso Addetto Antincendio Addetto Primo Soccorso Addetto Antincendio Addetto Primo Soccorso Addetto Antincendio Ing. M. Melandri Ing. M. Manaresi 32 di 32
GRAZIANI, Via G.S. Ftasponi, 3-5-7 _ -4_8.121 ronto FUoHt{RA) T.0s44.1674274 - F. as14.tt;tqàgz P.IVA c 0.F. 0 2,4 S 1 7 s o s s s. Timbro.
LICEO SCI ENTIFICO STATALE "G.RlCCl CURBASTRO" con sez. allnessa di LICEO GINNASIO'F. TRISI e L. GRAZIANI, Sede Lesale: Viale degli Orsini,6-48022 Lugo (RA) Tel. :0545/23635 - Fax:0545 / 27 07 2 S>ede
PIANO DI EMERGENZA (Procedura per ambienti complessi a rilevante rischio di incendio quali Palazzi Municipali, Scuole, Centrali operative, ecc.
COMUNE DI PIANO DI EMERGENZA (Procedura per ambienti complessi a rilevante rischio di incendio quali Palazzi Municipali, Scuole, Centrali operative, ecc.) INDICE 1. PREMESSA. 2. GESTIONE DELLE EMERGENZE.

References: Art. 46
 art. 6
 Art. 43
 Art. 45
 Art. 46
 art. 5