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Timestamp: 2019-07-21 06:26:29+00:00

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Art. 29 codice di procedura civile - Forma ed effetti dell'accordo delle parti - Brocardi.it
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Articolo 29 Codice di procedura civile
Dispositivo dell'art. 29 Codice di procedura civile
L'accordo delle parti per la deroga della competenza territoriale deve riferirsi ad uno o più affari determinati e risultare da atto scritto [1341, 1342 c.c.] (1) (2). L'accordo non attribuisce al giudice designato competenza esclusiva quando ciò non è espressamente stabilito (3).
(1) L'articolo in commento analizza solamente l'accordo preventivo alla instaurazione del processo e derogatorio della competenza stessa: secondo l'orientamento dominante in dottrina, si tratta di un vero e proprio negozio giuridico ad effetti processuali. Il foro così individuato dalle parti mediante tale negozio opera soltanto nei loro confronti e non produce effetto alcuno rispetto ai soggetti terzi rimasti estranei all'accordo, in virtù della regola generale di cui all'art. 1372 del c.c..
(2) L'accordo deve riferirsi ad uno o più affari determinati e deve essere redatto nella forma scritta ad validitatem. Nell'ipotesi in cui sia inserito nelle condizioni generali di contratto (1341 c.c.) predisposte da uno dei contraenti o sia contenuto in moduli o formulari (tipiche sono le polizze di assicurazione (1342 c.c.), la clausola che lo prevede deve essere specificamente approvata per iscritto a pena di nullità.
(3) Si precisa che il foro convenzionalmente scelto dalle parti può ritenersi esclusivo solo se le parti abbiano manifestato espressamente, in maniera inequivoca e senza lasciare alcun dubbio, la volontà di devolvere la cognizione della causa al giudice del foro prescelto, escludendo la concorrenza di quest'ultimo con quelli che le norme processuali individuano in via alternativa. Infatti, se manca una volontà espressa, l'accordo produrrà unicamente l'effetto di aggiungere il foro convenzionale agli altri già determinati dal legislatore.
Massime relative all'art. 29 Codice di procedura civile
Cass. civ. n. 16006/2011
La clausola di deroga alla competenza in via esclusiva contenuta, ai sensi dell'art. 29 c.p.c., in un accordo negoziale riguardo alle controversie nascenti da esso, opera anche con riguardo alla domanda con cui una delle parti chieda l'accertamento dell'inesistenza o invalidità dell'accordo medesimo.
(Cassazione civile, Sez. VI, sentenza n. 16006 del 21 luglio 2011)
Cass. civ. n. 24869/2010
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 24869 del 9 dicembre 2010)
Cass. civ. n. 9314/2008
Il creditore che agisce in surroga in luogo del proprio debitore, ai sensi dell'art. 2900 c.c., esercita il medesimo diritto che sarebbe spettato a quest'ultimo. Pertanto, ove si tratti di diritto di fonte contrattuale, ed il debitore surrogato abbia pattuito con la controparte una deroga alla competenza per territorio dell'autorità giudiziaria, l'azione surrogatoria dovrà essere proposta dinanzi a tale foro convenzionale, anche nelle ipotesi di litisconsorzio necessario. (Nella specie la S.C., in sede di regolamento di competenza, ha statuito che, nel caso in cui in un contratto di leasing le parti pattuiscano che l'utilizzatore potrà agire contro il concedente solo davanti ad un determinato foro, deve intendersi questo come il foro dinanzi al quale deve essere esercitata l'azione di riscatto, anche nell'ipotesi che ad agire non sia l'utilizzatore, ma, in sua vece, ed invia surrogatoria, il suo fideiussore).
La clausola contrattuale di deroga alla competenza territoriale può essere validamente pattuita sia a favore di entrambe le parti, sia a favore di una parte sola. In quest'ultimo caso la parte favorita ha la facoltà di introdurre la lite sia davanti al giudice indicato nel contratto sia dinanzi a quello che sarebbe competente secondo i criteri ordinari, mentre l'altra parte è obbligata a promuovere eventuali controversie dinanzi al giudice indicato nel contratto.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 9314 del 9 aprile 2008)
La designazione convenzionale di un foro, in deroga a quello territoriale stabilito dalla legge, ex combinato disposto degli artt. 28 e 29 c.p.c., attribuisce al foro designato dalle parti la competenza esclusiva soltanto se risulta, ai sensi dell'art. 29, secondo comma, codice di rito, un'enunciazione espressa che non lasci adito ad alcun dubbio sulla comune intenzione delle parti di escludere la competenza dei fori ordinari. Tuttavia, ai fini dell'individuazione di detta volontà delle parti, è sufficiente che esse specifichino che detto foro convenzionale è voluto come «esclusivo», poiché da tale qualificazione emerge senza alcun dubbio la loro comune volontà di escludere la competenza dei fori ordinari.
Cass. civ. n. 11616/1998
La designazione convenzionale di un Foro territoriale anche se coincidente con uno dei Fori previsti dalla legge, non attribuisce ad esso carattere di esclusività, in difetto di una pattuizione espressa in tal senso (art. 29, secondo comma c.p.c.), la quale, sebbene non debba rivestire una formula sacramentale, non può essere desunta in via di argomentazione logica da elementi presuntivi, ma deve discendere da una inequivoca manifestazione della volontà concorde di sottrarre la competenza agli altri Fori previsti dalla legge. Tale significato non hanno le clausole che designano un determinato Foro come competente per ogni controversia per qualunque contestazione.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 11616 del 18 novembre 1998)
Cass. civ. n. 7896/1994
La deroga convenzionale alla competenza per territorio, ancorché esclusiva, non può riguardare anche un affare diverso da quello per il quale la deroga fu pattuita e non può estendersi anche ad un convenuto diverso dalla persona dell'altro contraente: in particolare, il disposto dell'art. 33 c.p.c., per avere contenuto derogativo agli ordinari criteri di competenza solo con riferimento al foro generale di cui agli artt. 18 e 19 c.p.c., non è suscettibile di interpretazione estensiva o applicazione analogica, relativamente al foro convenzionalmente pattuito.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 7896 del 28 settembre 1994)
Cass. civ. n. 159/1990
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 159 del 16 gennaio 1990)

References: Articolo 29

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