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Timestamp: 2020-06-02 22:11:25+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 11975 del 12/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11975 del 12/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 12/05/2017, (ud. 22/03/2017, dep.12/05/2017), n. 11975
sul ricorso 7107/2016 proposto da:
Z.S., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA GIOVANNI
PAISIELLO 15, presso lo studio dell’avvocato GRAZIANO BRUGNOLI che
avverso la sentenza n. 367/28/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
che l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale della Puglia che aveva respinto il suo appello contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Taranto. Quest’ultima aveva accolto l’impugnazione di Z.S. avverso l’avviso di accertamento IRPEF, per l’anno 2001; che nella decisione impugnata, la CTR ha osservato che la presunzione di distribuzione degli utili della Max Moda s.r.l. (a ristretta base sociale), in mancanza della prova dell’avvenuta concreta distribuzione, non avrebbe potuto operare poichè, con separata sentenza, gli stessi giudici avevano accolto il ricorso della curatela fallimentare ed annullato i maggiori redditi accertati in capo alla società stessa.
che, col primo, l’Agenzia assume la violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3; che la decisione impugnata sarebbe stata priva dei motivi di fatto e di diritto, limitandosi ad un pedissequo richiamo di altra sentenza, pronunziata contestualmente dallo stesso Collegio, con la quale era stato rigettato l’appello dell’Ufficio avverso l’accoglimento del ricorso della curatela fallimentare contro l’avviso di accertamento nei confronti della società;
che, col secondo, invoca la violazione dell’art. 295 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3: non essendo passata in giudicato la sentenza riguardante gli accertamenti nei confronti della Max Moda s.r.l., la CTR avrebbe dovuto sospendere il giudizio;
che essendo infatti pacifico che la sentenza n. 364/28/15 della CTR Puglia, riguardante gli utili accertati dall’Agenzia a carico della Max Moda s.r.l., era priva del requisito di definitività, la CTR avrebbe dovuto procedere alla sospensione del giudizio nei confronti della socia Z.;
che è evidente come, una volta ritenuto il collegamento con l’accertamento pregiudiziale nei confronti della società, la CTR avrebbe dovuto procedere alla sospensione ex art. 295 c.p.c.. Infatti, la sospensione necessaria del processo ex art. 295 c.p.c., è applicabile anche al processo tributario qualora risultino pendenti, davanti a giudici diversi, procedimenti legati tra loro da un rapporto di pregiudizialità tale che la definizione dell’uno costituisce indispensabile presupposto logico-giuridico dell’altro, nel senso che l’accertamento dell’antecedente venga postulato con effetto di giudicato, in modo che possa astrattamente configurarsi l’ipotesi di conflitto al giudicato (Sez. 5, n. 21396 del 30/11/2012);
La Corte rigetta il primo motivo, accoglie il secondo, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione tributaria regionale della Puglia, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 36
 sentenza 
 sentenza 
 art. 295
 art. 295
 sentenza