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Timestamp: 2019-11-19 08:56:02+00:00

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Corte dei Conti e causa di servizio - Pagina 6 - GrNet.it
Re: Corte dei Conti e causa di servizio
Messaggio da naturopata » mer gen 09, 2019 10:13 am
spikebn ha scritto: ↑
mar gen 08, 2019 9:07 pm
appunto….il giudice della corte dei conti di genova si rivolgera alla cml di genova….quindi la domanda a sto punto cambia in: Esiste una cml che abbia maggiori possibilità di accogliere i ricorsi in questione??o è solo questione di fortuna??
Solo questione di fortuna, le CML sono del Ministero della Difesa, ovunque esse siano e già che demandano a queste e non all'UML, le possibilità di vincita diminuiscono sensibilmente.
Messaggio da panorama » lun mag 27, 2019 4:10 pm
La CdC Sez. 3^ con la sentenza n. 182/2018 e depositata il 28/05/2018, dichiara nuovamente la propria competenza a decidere sul riconoscimento della causa di servizio.
Messaggio da panorama » ven mag 31, 2019 9:59 pm
Accolto,
- La CdC Veneto, per il personale ancora in servizio, riconosce la competenza propria per il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio, quale presupposto necessario ed inderogabile del diritto al riconoscimento della pensione privilegiata.
1) - L’amministrazione resistente ha eccepito, in via pregiudiziale, l’inammissibilità del ricorso per difetto di giurisdizione della Corte dei conti ritenendo che il decreto avversato dovesse essere impugnato dinanzi al TAR competente, essendo il ricorrente ancora in servizio e riguardando la domanda l’equo indennizzo.
2) - Ciò stante, poiché il decreto impugnato è stato reso espressamente ai sensi del DPR 29 ottobre 2001 n. 461 (richiamato nelle premesse del decreto), il mancato riconoscimento della dipendenza in ordine all’equo indennizzo è valevole anche ai fini della P.P.O., e qualora l’interesse (desumibile dal petitum sostanziale) del ricorrente sia – come nella specie - quello di ottenere l’accertamento della dipendenza quale diretto presupposto, una volta cessato dal servizio, per la concessione della pensione privilegiata, esso deve farsi valere davanti al Giudice competente per le pensioni.
3) - A tal fine, deve rammentarsi che le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4325/14 hanno precisato che, ai fini del riconoscimento della giurisdizione della Corte dei conti, non rileva la circostanza che il ricorrente sia ancora in servizio, non potendosi negare al personale ancora in servizio il diritto alla tutela giurisdizionale volta all’accertamento del presupposto necessario – il riconoscimento della causa di servizio, appunto – per poter successivamente fare valere in giudizio il diritto a pensione privilegiata.
4) - In conclusione, la domanda di accertamento della causa di servizio, quale presupposto del trattamento pensionistico privilegiato e limitatamente a tale aspetto, incardina la giurisdizione della Corte dei conti, atteso il carattere esclusivo di tale giurisdizione, affidata al criterio di collegamento costituito dalla “materia” (cfr. Cass. SS.UU. n. 5467/2009; n. 152/1999 e n. 12722/2005; Corte conti, Sez. I app., n. 171/2005; Sez. Lazio, n. 825/2014, App. Sicilia, n. 120/2015).
5) - L’eccezione volta a contestare la giurisdizione di questa Corte sollevata dall’amministrazione resistente va conseguentemente rigettata.
Messaggio da panorama » gio ago 22, 2019 10:56 pm
La CdC accoglie il ricorso per il riconoscimento della CdS ma non dell'Equo indennizzo, il quale è competente il Giudice Amministrativo.
“ipoacusia percettiva bilaterale sui toni acuti maggiore a sx con acufene a sx”
1) - (trauma contusivo cranico da colluttazione ed esplosione accidentale di colpo da arma da fuoco a brevissima distanza)
2) - Il Collegio Medico Legale del Ministero della Difesa – Sezione istituita presso la Sede centrale di Roma della Corte dei conti ha trasmesso via p.e.c., in data 7 giugno 2019, il proprio parere nel quale ha accertato che l’infermità “ipoacusia percettiva bilaterale sui toni acuti maggiore a sx con acufene a sx”, non ascrivibile ad alcuna categoria di tabella utile, è da ritenersi dipendente da causa di servizio sotto il profilo della concausa efficiente e determinante.
3) - In particolare, quanto all’ambito di cognizione di questa Corte, alla luce del consolidato orientamento delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (Cass. SS.UU. n. 5467/2009; id n. 4325/2014) – condiviso dal Giudice contabile (ex multis, Corte conti, Sezione Prima Centrale d’Appello n. 291/2016, id. n. 171/2015; Sezione Terza Centrale d’Appello n. 20/2016; Sez. Sicilia n. 345/2016) - è stata affermata la giurisdizione sulla domanda del ricorrente di accertamento della dipendenza da causa di servizio, quale presupposto ai fini del futuro riconoscimento della pensione privilegiata,
Leggete il tutto qui sotto.
Messaggio da panorama » gio ott 10, 2019 4:03 pm
Anche la CdC T.A.A. Sez. di Bolzano con Sentenza/Ord. n. 96/2019 , afferma la propria competenza sul riconoscimento della CdS, ancorché in servizio attivo, di poter invocare senza limiti di tempo decadenziali la giurisdizione della Corte dei Conti per richiedere, ai fini di un (futuro) diritto alla pensione privilegiata, l'accertamento della dipendenza da causa di servizio negata precedentemente in sede amministrativa.”
- prendendo spunto dalla pronuncia dell'Ordinanza della Corte di Cassazione, n. 4325/14 del 24.02.2014.
1) - il sig. Omissis, sottufficiale dell’Esercito in procinto di essere collocato a riposo (il 14 agosto prossimo) per limite di età, chiede la declaratoria della dipendenza da causa di servizio di una serie di infermità (trattasi di quattro voci, analiticamente indicate nella documentazione di causa), all’uopo contestando il mancato riconoscimento della stessa (oltre che dell’equo indennizzo) espresso con decreto del Ministero della Difesa n. 2357/N del 2 novembre 2015.
e, bacchetta il Ministero:
2) - Invero – preme evidenziarlo –, la c.d. pregiudiziale amministrativa di cui all’art. 153, lett. b, c.g.c. è stata nella specie (seppure) implicitamente definita (stante, appunto, la definitività dell’accertamento ex art. 12, d.P.R. n. 461/2001), mentre la censura di aver architettato (v. pag. 3 della comparsa) un “abile ‘escamotage’ per bypassare la competenza” del TAR (quasi configurato come una sorta di ‘giudice naturale’ della dipendenza da causa di servizio) rivela tutta la sua debolezza a fronte della corretta considerazione delle potestà intestate alla Magistratura contabile in ambito pensionistico.
Rinvia all’udienza del 20 novembre 2019.
Messaggio da panorama » mer nov 13, 2019 11:12 pm
La CdC Sezione 3^ d'Appello con la sentenza n. 218/2019 accoglie l'Appello proposto dal ricorrente PolStato in servizio, tendente al riconoscimento della causa di servizio ai fini della pensione privilegiata, dichiarando la propria giurisdizione ed Altro, e rinvia il tutto alla CdC Emilia Romagna.
1) - In altri termini, la domanda del ricorrente, di cui il giudice di merito poteva e doveva accertare e valutare il contenuto sostanziale senza vincolare detta attività interpretativa alle espressioni utilizzate, dovendo prendere in esame il tenore letterale degli atti in una con la natura delle vicende di fatto rappresentate dalla parte e al tipo di provvedimento concretamente richiesto, era da intendere come volta all’accertamento della dipendenza da fatti di servizio delle infermità in diagnosi, richiesta al fine di ottenere il pagamento della suddetta prestazione alla cessazione del rapporto di impiego, la cui verifica presupponeva l’espletamento di un apposito iter procedurale rimesso chiaramente all’Amministrazione di appartenenza (Corte conti, Sez. I, n. 9/’15/A)
2) - Sicché, poteva dirsi sussistente un interesse concreto ed attuale, anche per un soggetto in attività di servizio, come l’Ispettore Superiore XX, all’accertamento delle condizioni propedeutiche al vitalizio privilegiato, da far valere al verificarsi degli ulteriori presupposti (Corte conti, Sez. app. per la Regione Siciliana, n. 120/A/’15, Sez. I di app., n. 9/A/’15, n. 171/A/’15, n. 343/’16)
3) - Per tutte le suindicate ragioni, l’appello è da accogliere e la prima sentenza da annullare anche in punto di spese di lite, non perché le stesse non fossero argomentate, poiché le ragioni della pronuncia risiedevano nella soccombenza della parte privata, ma perché la statuizione di annullamento travolgeva l’intero deciso di prime cure. In conseguenza, gli atti devono ritornare al primo giudice che, in diversa composizione, valuterà le altre questioni e il merito (non oggetto della precedente disamina) e statuirà sulle spese di questo grado, siccome previsto dal combinato disposto degli artt. 170, co. 3, e 199, co. 2, del C.G.C.
Messaggio da panorama » mer nov 13, 2019 11:36 pm
altra sentenza d'Appello come sopra
- Assistente Capo poi Vice Sovrintendente PolStato in servizio
1) - Il 15 dicembre 2015 il Vice Sovrintendente XX XX formulava al Ministero dell’Interno richiesta di riesame dell’accertamento, in quanto altro collega, nello stesso periodo, aveva ottenuto il riconoscimento della dipendenza per analoga patologia, disattesa il 22 dicembre seguente, per non risultare agli atti elementi nuovi.
Sezione TERZA SEZIONE CENTRALE DI APPELLO Esito SENTENZA Materia PENSIONISTICA
Anno 2019 Numero 219 Pubblicazione 11/11/2019
Omissis per spazio.
Messaggio da panorama » ven nov 15, 2019 5:44 pm
Come sopra indicato,
L'interessato impugna la sentenza n. 223/’17/C, della Corte dei conti – Sezione giurisdizionale regionale per l’Emilia - Romagna, pubblicata l’8 novembre 2017.

References: sentenza 
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 Cass. 
 art. 12
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 SENTENZA 
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