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Timestamp: 2020-06-02 13:24:38+00:00

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SPI Mantova - Il Regolamento
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Regolamento del Comitato Direttivo dello Spi-Cgil provinciale di Mantova (17 dicembre 2010)
Art. 1 - Elezioni del Comitato Direttivo
Il Comitato Direttivo è il massimo organo deliberante e di indirizzo del Sindacato Pensionati Italiano SPI/CGIL della provincia di Mantova.
Il Comitato Direttivo viene eletto dal Congresso che ne fissa il numero dei suoi componenti.
Le cooptazioni per sostituzione sono consentite fino a un massimo di un terzo dei suoi componenti.
Art. 2 – RUOLO E FUNZIONI DEL PRESIDENTE
Il Presidente è un componente del Comitato Direttivo cui vengono affidati compiti istituzionali che vengono assolti in autonomia rispetto agli organi esecutivi. Possono essere eletti anche due vice presidenti. Il Presidente e i Vice Presidenti rispondono dei loro atti direttamente al Comitato Direttivo.
convoca, in accordo con la Segreteria, il Comitato Direttivo provinciale in sessione ordinaria almeno ogni tre mesi o su richiesta scritta di almeno un terzo dei componenti il C.D. stesso; in questo caso il Presidente, di concerto con la Segreteria, provvederà a fissare la data di convocazione entro 15 giorni dalla richiesta sottoscritta dai componenti il C.D. impegnando la segreteria stessa a presentare una relazione sull'argomento oggetto di richiesta;
controlla l'invio sollecito delle convocazioni che devono contenere l'orario di inizio e quello presumibilmente di chiusura dei lavori;
presiede i lavori ed assicura il regolare svolgimento del dibattito e delle votazioni;
accerta le presenze e quindi la sussistenza dei poteri decisionali dell'organismo;
indica prima di ogni votazione la maggioranza richiesta;
cura – in casi particolari - la redazione del verbale della seduta;
in caso di dimissioni del Presidente il Comitato Direttivo procede alla sostituzione su proposta del/i Vice Presidente/i in accordo con la Segreteria, sempre con elezione a voto palese
Art. 3 – DOVERE DI PARTECIPAZIONE
Ogni componente del Comitato Direttivo ha il dovere di partecipare alle riunioni, con priorità, sulle altre attività ed incarichi che svolge.
Cause giustificative di eventuali assenze devono essere comunicate alla Presidenza o alla segreteria provinciale prima dell'inizio di ogni riunione.
Alle riunioni del Comitato Direttivo partecipano, senza diritto di voto i componenti effettivi e supplenti del Collegio dei Sindaci Revisori e gli invitati permanenti.
ART. 4 – RILEVAMENTO DELLE PRESENZE
Il numero dei componenti presenti alle riunioni del C.D. viene rilevato tramite la firma dell'apposito elenco che ogni componente è tenuto ad apporre prima dell'inizio dei lavori.
Il numero dei presenti alle riunioni del C.D. viene comunicato dal Presidente all'inizio dei lavori.
ART. 5 – INVITI PERMANENTI
Il Comitato Direttivo, su proposta del Presidente, in accordo con la Segreteria, e sentiti le strutture interessate e/o i capi lega, può definire un elenco di invitati permanenti con motivazione politica esplicita illustrata al Comitato Direttivo stesso.
Gli invitati permanenti partecipano alle riunioni del Comitato Direttivo senza diritto di voto.
ART. 6 - ASSENZE INGIUSTIFICATE E DECADENZA
Il componente del C.D. che non partecipi nell'anno solare a tre riunioni dello stesso senza giustificare l'assenza sarà richiamato/a al rispetto dell'esigenza di partecipare ai lavori del C.D. con comunicazione scritta del Presidente che sarà inviata per conoscenza al Segretario Generale dello SPI ed ai capi lega di appartenenza, con l'obiettivo di rimuovere le cause che hanno determinato le assenze.
Qualora si dovesse rilevare che le cause delle assenze non possono essere rimosse, il Presidente chiederà all'interessato/a di presentare le dimissioni per evitare una possibile deliberazione di decadenza.
La delibera di decadenza (accertata l'indisponibilità del componente il direttivo alle dimissioni volontarie), sarà proposta al C.D., previo verifica definitiva fatta di concerto con il territorio interessato.
Le cooptazioni in sostituzione di componenti dimessi o decaduti dal C.D. saranno effettuate nel rispetto dei criteri di rappresentanza territoriale, di genere e di area programmatica definiti in sede congressuale e tenendo conto dei limiti previsti ai commi 3 e 4 dell'art.1 del presente regolamento.
ART. 7 – INIZIO E DURATA DEI LAVORI
Le riunioni iniziano nell'ora indicata nella convocazione. Nei successivi quindici minuti la presidenza espleta le formalità di registrazione dei presenti. L'orario di chiusura indicato nella convocazione potrà essere modificato dal Presidente del Comitato Direttivo in rapporto all'andamento dei lavori. Il Presidente, in accordo con il C.D. può decidere il termine entro il quale possono essere avanzate le richieste di intervento.
ART. 8 – INTERVENTI
Le relazioni introduttive non devono superare la durata di 45 minuti.
Gli interventi non devono superare, di norma, i 10 minuti.
Ciascun membro del Comitato Direttivo o invitato può parlare una sola volta, su ciascun punto all'ordine del giorno tranne che per dichiarazioni di voto, richiami al regolamento, fatto personale, per sostegno od opposizione ai documenti sottoposti al voto o per mozione d'ordine.
Il Presidente valuta la legittimità della mozione d'ordine in base alle norme regolamentari e statutarie e, in caso positivo, la sottopone al voto palese del C.D.
Sulle mozioni d'ordine e sugli interventi favorevoli o contrari a documenti in approvazione, il Presidente dà la parola per un singolo intervento a favore e per uno contrario.
La durata dei singoli interventi favorevoli o contrari non deve superare i tre minuti.
La durata degli interventi per fatto personale, comprovato dal Presidente, non può superare i 3 minuti.
La durata degli interventi per richiami alle norme regolamentari e statutarie e per dichiarazioni di voto non può superare il minuto.
ART. 9 – QUORUM FUNZIONALE
Le decisioni sono prese a maggioranza dai presenti salvo che per le materie previste dallo statuto o dal presente regolamento per le quali sia richiesta una maggioranza diversa.
Il Presidente, prima di ogni votazione, indica la maggioranza richiesta.
Ad ogni votazione il Presidente dispone per il conteggio dei voti nominando gli scrutatori.
ART. 10 – PROCEDURE DI VOTAZIONE
Hanno diritto di voto i componenti del Comitato Direttivo eletti dal Congresso e dal C.D. stesso mediante cooptazione sostitutiva o aggiuntiva secondo le norme previste dall'Art. 1 del presente regolamento.
Non hanno diritto di voto i componenti effettivi e supplenti del Collegio dei Sindaci Revisori e gli eventuali invitati che possono intervenire nel dibattito.
Il Presidente pone in votazione le proposte di mozione, deliberazione, risoluzione e ordini del giorno nell'ordine di presentazione degli stessi registrando su ognuno i voti a favore, quelli contro e le astensioni.
Qualora vengano avanzate più proposte di modifica e/o integrazioni ai documenti in approvazione od a parte di essi, queste proposte (tenuto conto del successivo Art. 15) vengono sottoposte al voto in ordine partendo da quelle più distanti rispetto al testo originale dei documenti stessi.
Le votazioni non concernenti persone si attuano di norma per alzata di mano.
Si fanno per appello nominale o per voto segreto quando richiesto dal 10% più uno dei votanti.
Le elezioni concernenti le persone si attuano secondo le regole statutarie e le delibere regolamentari che sono parti integranti dello Statuto CGIL.
ART. 11 – Diritti dei componenti il C.D.
Ogni componente del Comitato Direttivo ha diritto di proporre mozioni, emendamenti, ordini del giorno.
Tali proposte dovranno essere formulate per iscritto, firmate e presentate alla presidenza.
Nessuna firma può essere aggiunta dopo che la proposta sia stata presentata alla presidenza. Agli effetti della discussione sarà considerato soltanto il primo firmatario.
ART. 12 – INTERROGAZIONI
In apertura di seduta ogni componente del Comitato Direttivo può presentare al Presidente una interrogazione scritta per avere informazioni e spiegazioni su comportamenti e aspetti dell'attività del Comitato Direttivo.
Alla interrogazione si deve dare risposta o entro il termine della seduta stessa o nella prima seduta successiva del C.D.
ART. 13 – DELIBERAZIONI
Il Comitato Direttivo, anche sulla base di mozioni presentate da singoli o da gruppi dei suoi componenti, attuando le procedure di votazione e nel rispetto delle maggioranze di cui alle norme fissate dal presente regolamento, adotta le deliberazioni relative a:
documenti conclusivi dei lavori del C.D.;
ordini del giorno contenenti prese di posizione politico-sindacali in relazione a vicende o fatti determinanti;
raccomandazioni o direttive aventi lo scopo di impostare le iniziative di carattere sindacale, assicurare il necessario coordinamento delle strutture nelle quali lo SPI-CGIL provinciale articola e verifica il complesso dell'attività sindacale.
ART. 14 – MODIFICHE, VALORE E DURATA DEL REGOLAMENTO
Le eventuali modifiche al presente regolamento saranno deliberate dal Comitato Direttivo con la maggioranza assoluta dei componenti
Il presente regolamento, approvato dal Comitato Direttivo, è conforme alle norme dello Statuto SPI/CGIL e rimane in vigore fino al prossimo Congresso Regionale o comunque in via transitoria fino alla approvazione di un nuovo testo.
Per quanto non previsto dal presente regolamento valgono le norme degli Statuti SPI e CGIL e, in quanto applicabili, del regolamento del Comitato Direttivo dello SPI Nazionale.
Lo SPI Cgil di Mantova è organizzato sul territorio con 12 Leghe
Lega Virgiliana
Lega del Rusco
Lega Sermidese
Lega del Chiese
Lega di Mantova
Lega del Viadanese
Lega del Trifoglio
Lega del Po
Lega del Riso
Lega del Sinistra Mincio
Lega dei Colli
Lega Ostigliese

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

ART. 4

ART. 5

ART. 6

ART. 7

ART. 8

ART. 9

ART. 10
 Art. 15

ART. 11

ART. 12

ART. 13

ART. 14