Source: https://www.slideshare.net/EdoardoFerraro/compendio-giurisprudenziale-sul-processo-civile-telematico-anno-2018?fbclid=IwAR0Kq7-orqtAJAhEqQUbBCTnJlX0HMyLDhULfywB9TXsLbVisFhvvgPsx0k
Timestamp: 2019-10-18 21:02:41+00:00

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Compendio Giurisprudenziale sul Processo Civile Telematico - Anno 2018
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Come ogni anno si pubblica per i colleghi un breve compendio avente ad oggetto la giurisprudenza in tema di processo civile telematico. Come per gli anni precedenti, nel predisporre il presente Compendio, si è deciso di affrontare la ricerca giurisprudenziale andando a svolgere un lavoro di ricerca e,
eventualmente, di elaborazione di “massime non ufficiali”, studiando le più importanti decisioni delle corti di merito e della Cassazione, cercando di concentrare l’attenzione sugli elementi considerati più importanti dei diversi provvedimenti.
Paolo Assirelli , Avvocato at Sindacato Avvocati di Firenze e Toscana
Fulvio Ingaglio La Vecchia , Fondatore presso IT StudioLegale at Consulente esterno - Difensore
FedericoMorlino
AvvocatoRitaReali
TamaraLauri
1. P R E M E S S A Come per gli anni precedenti, nel predisporre il presente Compendio, si è deciso di affrontare la ricerca giurisprudenziale andando a svolgere un lavoro di ricerca e, eventualmente, di elaborazione di “massime non ufficiali”, studiando le più importanti decisioni delle corti di merito e della Cassazione, cercando di concentrare l’attenzione sugli elementi considerati più importanti dei diversi provvedimenti. Le massime sono presentate in ordine cronologico, al fine di meglio individuare l’evoluzione negli orientamenti giurisprudenziali. Qui di seguito sono indicati i siti internet in cui sono pubblicati i provvedimenti massimati o i commenti, nel caso si volesse leggere il testo integrale delle decisioni: www.dirittoegiustizia.it www.processociviletelematico.it www.altalex.it www.italgiure.giustizia.it Sperando di fare cosa utile. Edoardo Ferraro Alberto Vigani Antonio Zago Maela Coccato Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 3
2. Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 4
3. S O M M A R I O 1. Giudice di Pace di Brescia sentenza n. 1848/17; depositata 24 novembre 2017 Nulla la notifica via PEC se manca l’indicazione “ai sensi della legge n. 53 del 1994” Pag. 11 2. Corte di Cassazione, sez. III Penale sentenza n. 54141/17; depositata il 1° dicembre 2017 La casella PEC piena è una “svista” inscusabile dell’avvocato Pag. 11 3. Corte di Cassazione, sez. III Civile ordinanza interlocutoria n. 30622/17; depositata il 20 dicembre 2017 Il ricorso è improcedibile se il ricorrente non attesta la conformità all’originale della relata di notifica telematica della sentenza impugnata Pag. 11 4. Corte di Cassazione, sez. VI Civile - 3 ordinanza n. 30745/17; depositata il 21 dicembre 2017 Il ricorso è improcedibile se il ricorrente non attesta la conformità all’originale della relata di notifica telematica della sentenza impugnata Pag. 12 5. Corte di Cassazione, sez. VI Civile ordinanza n. 30766/17; depositata il 22 dicembre 2017 La notifica a mezzo PEC effettuata dopo le ore 21.00 del giorno di scadenza è tardiva Pag. 12 6. Corte di Cassazione, sez. Lavoro sentenza n. 1393/18; depositata il 19 gennaio 2018 Non si può concedere la rimessione in termini se i problemi tecnici della PEC non sono dimostrati Pag. 13 7. Corte di Cassazione, sez. Lavoro sentenza n. 1647/18; depositata il 23 gennaio 2018 La mancata ricezione della PEC per problemi della casella postale è imputabile all’avvocato Pag. 13 Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 5
4. 8. Corte di Cassazione, sez. VI-1 Civile ordinanza n. 3446, depositata il 13 febbraio 2018 Improcedibilità del ricorso per cassazione in caso di mancata attestazione della notifica della sentenza impugnata Pag. 14 9. Tribunale di Enna ordinanza pronunciata fuori udienza; 15 gennaio 2018 La generazione della ricevuta di avvenuta consegna comporta il perfezionamento del deposito telematico, con conseguente remissione in termini in caso di errore fatale e mancata accettazione della cancelleria Pag. 14 10. Corte di Cassazione, sez. VI Civile - 1 ordinanza n. 5080/18; depositata il 5 marzo 2018 Notifica del ricorso per la dichiarazione di fallimento: a cura della cancelleria e (solo) a mezzo PEC Pag. 15 11. Corte di Cassazione, sez. VI Civile - L ordinanza n. 7079/18; depositata il 21 marzo 2018 La notifica a mezzo PEC effettuata dopo le ore 21.00 dell’ultimo giorno disponibile è tardiva Pag. 15 12. Tribunale di Milano, sez. V Civile sentenza n. 3732; 3 aprile 2018 L’attestazione di conformità dell’avvocato non è necessaria se si notifica il duplicato del decreto ingiuntivo opposto Pag. 16 13. Corte di Cassazione, sez. VI Civile - 1 ordinanza n. 9345/18; depositata il 16 aprile 2018 Deposito telematico della sentenza e attività di pubblicazione del cancelliere Pag. 17 14. Corte di Cassazione, sez. I Civile ordinanza n. 9368/18; depositata il 16 aprile 2018 Notifica telematica: la ricevuta di avvenuta consegna dimostra che il messaggio è pervenuto Pag. 17 Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 6
5. 15. Corte di Cassazione, sez. Unite Civili sentenza n. 10266/18; depositata il 27 aprile 2018 Equivalenza delle firme digitali PAdES e CadES Pag. 17 16. Corte di Cassazione, sez. VI Civile - 3 ordinanza n. 10941/18; depositata l’8 maggio 2018 Ricorso per cassazione: l’Avvocato dell’appello può redigere l’attestazione di conformità Pag. 18 17. Corte di Cassazione, sez. VI Civile - 1 ordinanza n. 11574/18; depositata l’11 maggio 2018 Atto di appello notificato all’Avvocatura dello Stato all’indirizzo elettronico “sbagliato” e nullità del gravame Pag. 19 18. Corte di Cassazione, sez. Lavoro sentenza n. 12451/18; depositata il 21 maggio 2018 La notifica PEC è valida anche se il messaggio non viene ricevuto perché la casella è piena Pag. 20 19. Corte di Cassazione, sez. VI Civile - L ordinanza n. 13220/18; depositata il 25 maggio 2018 Rimessione in termini per il ritardo “anomalo” nella generazione dell’attestazione di ricevuta del ricorso Pag. 20 20. Corte di Cassazione, sez. Lavoro sentenza n. 13475/18; depositata il 29 maggio 2018 La comunicazione a mezzo PEC della sentenza di appello è valida per la decorrenza del termine per il ricorso in Cassazione se è allegato il testo integrale Pag. 21 21. Corte di Cassazione, sez. II Civile ordinanza n. 14369/18; depositata il 5 giugno 2018 L’attestazione di conformità della copia informatica senza indicazione del nome del file non è nulla ma semplicemente irregolare Pag. 22 Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 7
6. 22. Corte di Cassazione, sez. I Civile ordinanza n. 14675/18; depositata il 6 giugno 2018 L’avvocato può controllare la casella PEC tramite un altro dispositivo e, pertanto, l’allegazione di un mero guasto al PC non è ipotesi di caso fortuito tale da elidere la presunzione di conoscenza della ricezione del messaggio Pag. 22 23. Corte di Cassazione, sez. III Civile ordinanza n. 15200/18; depositata il 12 giugno 2018 Notifica dell’atto di citazione e “regole” telematiche: ammissibile la notifica dell’atto scansionato e raggiungimento dello scopo Pag. 23 24. Corte di Cassazione, sez. I Civile ordinanza n. 16365/18; depositata il 21 giugno 2018 Spetta all’imprenditore l’onere di controllare la PEC comunicata al registro delle imprese Pag. 24 25. Corte di Cassazione, sez. III Civile sentenza n. 17020/18; depositata il 28 giugno 2018 Improcedibilità del ricorso per cassazione e deposito di copie autentiche Pag. 24 26. Corte di Cassazione, sez. Unite Civili sentenza n. 19526/18; depositata il 23 luglio 2018 Il domicilio digitale dell’avvocato e la notifica delle decisioni disciplinari del CNF Pag. 25 27. Tribunale di Nocera Inferiore decreto, 25 luglio 2018 L’atto di riassunzione a seguito di pronuncia di incompetenza è endoprocedimentale e sconta l’obbligo del deposito telematico Pag. 25 28. Corte d’Appello di Bari, sez. I Civile sentenza n. 1264/18; depositata il 13 luglio 2018 Tempestiva la notifica telematica spedita entro le ore 24.00 Pag. 25 29. Corte di Cassazione, sez. I Civile ordinanza n. 20947/18; depositata il 22 agosto 2018 L’oggetto della ricevuta telematica consente di comprendere la finalità della notifica Pag. 26 Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 8
7. 30. Corte di Cassazione, sez. III Civile ordinanza n. 21406/18; depositata il 30 agosto 2018 L’attestazione di conformità quando l’avvocato in sede di legittimità è diverso dal domiciliatario nei giudizi di merito Pag. 27 31. Corte di Cassazione, sez. Unite Civili sentenza n. 22438/18; depositata il 24 settembre 2018 Le Sezioni Unite rivedono la sanzione dell’improcedibilità nell’ipotesi di deposito della copia informe di un ricorso nativo digitale Pag. 28 32. Corte di Cassazione, sez. Unite Civili sentenza n. 23620/18; depositata il 28 settembre 2018 La notifica a mezzo PEC e l’obbligo del difensore di comunicare il proprio indirizzo all’Ordine di appartenenza Pag. 29 33. Corte di Cassazione, sez. III Civile sentenza n. 25172/18; depositata l’11 ottobre 2018 La Cassazione ammette il deposito disgiunto dell’attestazione di conformità Pag. 30 34. Corte di Cassazione, sez. I Civile ordinanza n. 26638/18; depositata il 22 ottobre 2018 Il fallimento e la validità della notificazione a mezzo PEC Pag. 30 35. Corte di Cassazione, sez. I Civile sentenza n. 29748/18; depositata il 19 novembre 2018 La comunicazione a mezzo PEC della sentenza di fallimento e il termine per ricorrere in Cassazione Pag. 31 36. Corte di Cassazione, sez. III Civile sentenza n. 30179/18; depositata il 22 novembre 2018 Ricorso per cassazione improcedibile se iscritto a ruolo con copia cartacea priva dell’attestazione di conformità Pag. 31 37. Corte di Cassazione, sez. II Civile sentenza n. 30927/18; depositata il 29 novembre 2018 La firma in formato CAdES non è l’unica ad offrire garanzie di autenticità Pag. 31 Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 9
8. 38. (Corte di Cassazione, sez. VI Civile - 3 ordinanza n. 31698/18; depositata il 7 dicembre 2018 Attestazione di conformità priva di sottoscrizione autografa dell’avvocato: ricorso improcedibile Pag. 32 GLI AUTORI Edoardo Ferraro Alberto Vigani Pag. 34 Antonio Zago Maela Coccato Pag. 35 Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 10
9. 1. Giudice di Pace di Brescia sentenza n. 1848/17; depositata 24 novembre 2017 Nulla la notifica via PEC se manca l’indicazione “ai sensi della legge n. 53 del 1994” La nullità delle notificazioni e la sua rilevabilità d’ufficio sono espressamente previste dall’art. 11, legge n. 53/1994 in tutti quei casi in cui manchino i requisiti soggettivi e oggettivi ivi previsti. Ai sensi dell’art. 3-bis, comma 4, l. n. 53/1994 (introdotto dall’art. 16-quater d.l. n. 179/2012), «Il messaggio deve indicare nell’oggetto la dizione “notificazione ai sensi della legge n. 53 del 1994”». *** *** *** 2. Corte di Cassazione, sez. III Penale sentenza n. 54141/17; depositata il 1° dicembre 2017 La casella PEC piena è responsabilità inescusabile dell’avvocato La comunicazione o la notificazione mediante deposito in cancelleria, ai sensi dell’art. 16, comma 6, d.l. n. 179/2012, è regolarmente effettuata laddove la mancata consegna del messaggio di PEC sia imputabile al destinatario, ovvero quando il destinatario medesimo non si doti dei necessari strumenti informatici, oppure non ne verifichi l’efficienza. *** *** *** 3. Corte di Cassazione, sez. III Civile ordinanza interlocutoria n. 30622/17; depositata il 20 dicembre 2017 Il ricorso è improcedibile se il ricorrente non attesta la conformità all’originale della relata di notifica telematica della sentenza impugnata In tema di ricorso per cassazione, qualora la notificazione della sentenza impugnata sia stata eseguita con modalità telematica ai sensi dell’art. 3-bis l. n. 53/1994, per soddisfare l’onere di deposito della copia autentica della relazione di notificazione sancito, a pena di improcedibilità del ricorso, dall’art. 369, comma 2, c.p.c. il difensore del ricorrente, Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 11
10. destinatario della notificazione, deve estrarre copie cartacee del messaggio di posta elettronica certificata pervenutagli e della relazione di notificazione redatta dal mittente ex art. 3-bis, comma 5, l. n. 53 cit., attestare con propria sottoscrizione autografa la conformità agli originali delle copie analoghe formate e depositare queste ultime presso la cancelleria della Corte entro il termine stabilito dalla disposizione codicistica. *** *** *** 4. Corte di Cassazione, sez. VI Civile - 3 ordinanza n. 30745/17; depositata il 21 dicembre 2017 Il ricorso è improcedibile se il ricorrente non attesta la conformità all’originale della relata di notifica telematica della sentenza impugnata Il mero deposito presso la Cancelleria della Corte, da parte del difensore del ricorrente, della copia della sentenza di appello, in forma cartacea, unitamente alla copia analogica del messaggio di posta elettronica ricevuto, della relata di notifica, della ricevuta di consegna e della attestazione di conformità sottoscritta con firma digitale dal mittente, non attribuiscono al provvedimento giudiziale ed ai documenti indicati il valore di copie equivalenti all'originale, espressamente richiesto dall'art. 369 c.p.c., ove manchi l’attestazione di conformità del ricorrente. Né può soccorrere, come adempimento "sostitutivo", il deposito della copia cartacea della attestazione di conformità che le legge impone di effettuare al mittente che procede alla notifica telematica dell'atto processuale. In difetto di tale adempimento il ricorso per cassazione deve essere dichiarato improcedibile. *** *** *** 5. Corte di Cassazione, sez. VI Civile ordinanza n. 30766/17; depositata il 22 dicembre 2017 La notifica a mezzo PEC effettuata dopo le ore 21.00 del giorno di scadenza è tardiva La Corte di Cassazione ha fissato il principio di diritto con cui chiarisce quali siano i termini per considerare tempestiva la notifica telematica con rilascio di ricevuta di accettazione effettuata dopo le ore 21.00 del giorno di scadenza del termine per proporre ricorso: "Ai sensi dell'art. 16-septies del d.l. 18 ottobre 2012, n. 179 convertito Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 12
11. con modificazioni nella legge 17 dicembre 2012, n. 221, qualora la notifica con modalità telematiche venga richiesta, con rilascio della ricevuta di accettazione, dopo le ore 21.00, si perfeziona alle ore 7.00 del giorno successivo. È pertanto inammissibile, perché non tempestivo, il ricorso per cassazione la cui notificazione sia stata richiesta, con rilascio della ricevuta di accettazione dopo le ore 21.00 del giorno di scadenza del termine per l'impugnazione". *** *** *** 6. Corte di Cassazione, sez. Lavoro sentenza n. 1393/18; depositata il 19 gennaio 2018 Non si può concedere la rimessione in termini se i problemi tecnici della PEC non sono dimostrati La documentazione di un tecnico privato che attesti genericamente la presenza di problemi di ricezione della casella PEC non è sufficiente al fine di concedere la rimessione in termini a causa di problemi informatici relativi alla notificazione della sentenza tramite PEC. *** *** *** 7. Corte di Cassazione, sez. Lavoro sentenza n. 1647/18; depositata il 23 gennaio 2018 La mancata ricezione della PEC per problemi della casella postale è imputabile all’avvocato Il fatto che la casella di posta elettronica certificata non sia in grado di accettare il messaggio è imputabile al destinatario della notificazione, in quanto trattasi di evento che dipende dallo stato della casella medesima indubbiamente soggetta alla sfera di controllo dell’avvocato «il quale deve preoccuparsi di scongiurare un tale accadimento». *** *** *** Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 13
12. 8. Corte di Cassazione, sez. VI-1 Civile ordinanza n. 3446, depositata il 13 febbraio 2018 Improcedibilità del ricorso per cassazione in caso di mancata attestazione della notifica della sentenza impugnata In tema di ricorso per cassazione, a pena di improcedibilità dello stesso, qualora la notificazione della sentenza impugnata sia stata eseguita con modalità telematiche, per soddisfare l'onere di deposito della copia autentica della relazione di notificazione, il difensore del ricorrente, destinatario della suddetta notifica, deve estrarre copie cartacce del messaggio di posta elettronica certificata pervenutogli e della relazione di notificazione redatta dal mittente ex art. 3-bis, comma 5, della 1. n. 53 del 1994, attestare con propria sottoscrizione autografa la conformità agli originali digitali delle copie analogiche formate e depositare nei termini queste ultime presso la cancelleria della Corte. *** *** *** 9. Tribunale di Enna ordinanza pronunciata fuori udienza; 15 gennaio 2018 La generazione della ricevuta di avvenuta consegna comporta il perfezionamento del deposito telematico, con conseguente remissione in termini in caso di errore fatale e mancata accettazione della cancelleria Rilevato che l’art. 16 bis comma 7 d.l. 18.10.2012, n. 179, convertito in legge 17.12.2012 n. 221, e l’art. 13 comma 2 d.m. 21.2.2011 n. 44 prevedono che il deposito telematico si perfeziona nel momento della generazione della ricevuta di avvenuta consegna del messaggio PEC contenente l’atto/documento presentato; Ritenuto che l’accettazione da parte della cancelleria, lungi dall’essere elemento integrante della fattispecie di deposito, riguardi piuttosto il mero inserimento dell’atto nel fascicolo informatico; Ritenuto che le anomalie relative alla predetta accettazione non possano retroagire al momento del deposito, non essendo ammissibile che meri errori materiali (irrilevanti prima dell’avvento del PCT) comportino una conseguenza giuridica particolarmente grave sul piano dell’esercizio del diritto di difesa, come la decadenza; Ritenuto che, pertanto, il deposito telematico sia tempestivamente avvenuto il 13.9.2017, come risulta dalla ricevuta di avvenuta consegna prodotta in atti, sicché non sussiste alcuna decadenza che giustifichi la chiesta remissione in termini; Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 14
13. Ritenuto peraltro che occorra inserire nel fascicolo telematico la memoria ex art. 183 comma 2 c.p.c, inserimento di fatto non avvenuto per “errore fatale”, per cui va assegnato alla parte attrice un termine al fine di provvedervi mediante nuovo invio telematico; Ritenuto che, nel rispetto del principio del contraddittorio , vada assegnato al convenuto un ulteriore termine al fine di poter articolare prove contrarie rispetto a quelle eventualmente richieste da parte attrice nella memoria ex art. 183 comma 6 c.p.c.; P.Q.M. assegna a parte attrice un termine di trenta giorni dal 19.2.2018 (compreso) per depositare nel fascicolo telematico la memoria ex art. 183 comma 6 n. 2 c.p.c., nonché, a parte convenuta, un termine di ulteriori giorni venti per formulare eventuali richieste di prova contraria. *** *** *** 10. Corte di Cassazione, sez. VI Civile - 1 ordinanza n. 5080/18; depositata il 5 marzo 2018 Notifica del ricorso per la dichiarazione di fallimento: a cura della cancelleria e (solo) a mezzo PEC In tema di fallimento, l'art. 15, comma 3, l. fall., stabilisce che il ricorso per la dichiarazione di fallimento ed il relativo decreto di convocazione devono essere notificati, a cura della cancelleria, all'indirizzo di posta elettronica certificata del debitore. *** *** *** 11. Corte di Cassazione, sez. VI Civile - L ordinanza n. 7079/18; depositata il 21 marzo 2018 La notifica a mezzo PEC effettuata dopo le ore 21.00 dell’ultimo giorno disponibile è tardiva Quando la notifica sia "eseguita dopo le ore 21, la notificazione di considera perfezionata alle ore 7 del giorno successivo". Ove la sentenza impugnata sia stata pubblicata in data 16 luglio 2015 il termine di sei mesi previsto dall'art. 327 cod. proc. civ. (il ricorso introduttivo del giudizio era stato Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 15
14. depositato il 17 dicembre 2009) scade il 18 gennaio 2016 (il 16 ed il 17 cadevano di sabato e di domenica) sicché la notifica a mezzo PEC eseguita dopo le ore 21,00 del 18 gennaio 2016 - in particolare alle ore 22,29 - e perfezionatasi quindi alle ore 7,00 del giorno 19 gennaio 2016 è tardiva. Ciò in quanto "Ai sensi dell'art. 16-septies del d.l. 18 ottobre 2012, n. 179 convertito con modificazioni nella legge 17 dicembre 2012, n. 221, qualora la notifica con modalità telematiche venga richiesta, con rilascio della ricevuta di accettazione, dopo le ore 21.00, si perfeziona alle ore 7.00 del giorno successivo. È pertanto inammissibile, perché non tempestivo, il ricorso per cassazione la cui notificazione sia stata richiesta, con rilascio della ricevuta di accettazione dopo le ore 21.00 del giorno di scadenza del termine per l'impugnazione" (Cass. 29 dicembre 2017, nn. 31209, 31208, 31207, alle cui motivazioni si rimanda). *** *** *** 12. Tribunale di Milano, sez. V Civile sentenza n. 3732; 3 aprile 2018 L’attestazione di conformità dell’avvocato non è necessaria se si notifica il duplicato del decreto ingiuntivo opposto In caso di notifica a mezzo PEC del duplicato informatico di un decreto ingiuntivo, la stessa non è affetta da nullità in caso di assenza dell’attestazione di conformità da parte dell’avvocato notificante, in quanto l’atto notificato è un originale. È appena il caso di rilevare come per il documento informatico in realtà non esista un solo originale, poiché si tratta di documento unico per la sua logica interna e non per la unicità del supporto: si parla per questo di duplicato, perché il documento resta la stessa sequenza di bit sia quando viene scritto che quando viene copiato, trasmesso ecc. In tal senso ciò che è stato notificato è la stessa sequenza logica che il giudice ha composto e sottoscritto digitalmente, il che non va all'evidenza autenticato. In altre parole la garanzia non è la assunzione di responsabilità del difensore - che comunque esiste già per la sola trasmissione - bensì la firma digitale del giudice riscontrata in udienza innanzi alla parte quando è stata trasmessa la RdAC della notifica. *** *** *** Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 16 Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto
15. 13. Corte di Cassazione, sez. VI Civile - 1 ordinanza n. 9345/18; depositata il 16 aprile 2018 Deposito telematico della sentenza e attività di pubblicazione del cancelliere In tema di deposito telematico della sentenza è indispensabile l’intervento del cancelliere, in quanto «il congegno del deposito telematico della sentenza non esclude il rilievo della successiva pubblicazione di essa ad opera del cancelliere, ai sensi dell’art. 133 c.p.c.». *** *** *** 14. Corte di Cassazione, sez. I Civile ordinanza n. 9368/18; depositata il 16 aprile 2018 Notifica telematica: la ricevuta di avvenuta consegna dimostra che il messaggio è pervenuto La ricevuta di avvenuta consegna è idonea a dimostrare, fino a prova contraria, che il messaggio informatico è pervenuto nella casella di posta elettronica del destinatario. *** *** *** 15. Corte di Cassazione, sez. Unite Civili sentenza n. 10266/18; depositata il 27 aprile 2018 Equivalenza delle firme digitali PAdES e CAdES Secondo il diritto dell'UE, le firme digitali di tipo CAdES, ovverosia CMS (Cryptographic Message Syntax) Advanced Electronic Signatures, oppure di tipo PAdES, ovverosia PDF (Portable Document Format) Advanced Electronic Signature, sono equivalenti e devono essere riconosciute e convalidate dai Paesi membri, senza eccezione alcuna. In altri termini, al fine di garantire una disciplina uniforme della firma digitale nell'UE, sono stati adottati degli standards europei mediante il cd. regolamento eIDAS (electronic IDentification, Authentication and trust Services, ovverosia il Reg. UE, n. 910/2014, cit.) e la consequenziale decisione esecutiva (Comm. UE, 2015/1506, cit.), che impongono agli Stati membri di riconoscere le firme digitali apposte secondo determinati standards tra i quali figurano sia quello CAdES sia quello PAdES (Cons. Stato, Sez. 3, 27/11/2017, n. 5504). Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 17
16. Passando alla realtà nazionale, secondo i documenti ufficiali dell'Agenzia per l'Italia Digitale (Presidenza del Consiglio dei Ministri), la firma digitale è il risultato di una procedura informatica - detta validazione - che garantisce l'autenticità e l'integrità di documenti informatici. Essa conferisce al documento informatico le peculiari caratteristiche di: a) autenticità (perché garantisce l'identità digitale del sottoscrittore del documento); b) integrità (perché assicura che il documento non sia stato modificato dopo la sottoscrizione); c) non ripudio (perché attribuisce validità legale al documento). La stessa Agenzia precisa che la firma digitale in formato CAdES, dà luogo un file con estensione finale <*.p7m> e può essere apposta a qualsiasi tipo di file, ma per visualizzare il documento oggetto della sottoscrizione è necessario utilizzare un'applicazione specifica. Invece, la firma digitale in formato PAdES, più nota come «firma PDF», è un file con normale estensione <*.pdf>, leggibile con i comuni readers disponibili per questo formato; inoltre prevede diverse modalità per l'apposizione della firma, a seconda che il documento sia stato predisposto o meno ad accogliere le firme previste ed eventuali ulteriori informazioni, il che rende sì il documento più facilmente fruibile, ma consente di firmare solo documenti di tipo PDF. Dunque, anche l'Agenzia certifica la piena equivalenza, riconosciuta a livello europeo, delle firme digitali nei formati CAdES e PAdES. *** *** *** 16. Corte di Cassazione, sez. VI Civile - 3 ordinanza n. 10941/18; depositata l’8 maggio Ricorso per cassazione: l’Avvocato dell’appello può redigere l’attestazione di conformità Il potere di certificare la conformità della stampa cartacea all'originale digitale va ravvisato in capo al difensore che è munito di procura alle liti al momento in cui l'attestazione viene redatta. In particolare, occorre distinguere a seconda che il difensore sia munito di procura generale o speciale. Nel primo caso lo ius postulandi viene meno solamente per effetto di espressa revoca del mandato difensivo. Nel secondo caso, ai sensi dell'art. 83, ultimo comma, cod. proc. civ., la procura speciale si presume conferita soltanto per un determinato grado del processo, quando nell'atto non è espressa una volontà diversa, Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 18
17. sicché i poteri rappresentativi del difensore si esauriscono nel momento in cui viene introdotto il grado successivo di giudizio con l'assistenza legale di un diverso avvocato. Consegue che, nell'uno quanto nell'altro caso, il difensore che ha assistito la parte nel grado di giudizio appena conclusosi, conserva il potere di estrarre copie analogiche dagli originali digitali presenti negli nei registri telematici di cancelleria, giacché, pure nell'ipotesi più restrittiva (cioè che egli sia munito di una procura speciale valevole solo per quel grado di giudizio) egli conserva la rappresentanza processuale della parte (ad esempio, anche ai fini dell'eventuale notificazione dell'impugnazione proposta da controparte) fintanto che il cliente non conferisca, per il grado successivo, il mandato alle liti ad altro difensore. Va quindi affermato il seguente principio di diritto: "In tema di ricorso per cassazione, ai fini dell'osservanza di quanto imposto, a pena di improcedibilità, dall'art. 369, secondo comma, n. 2, cod. proc. civ., nel caso in cui la sentenza impugnata sia stata redatta in formato digitale, l'attestazione di conformità della copia analogica predisposta per la Corte di Cassazione (fintantoché innanzi alla stessa non sia attivato il processo civile telematico) può essere redatta, ai sensi dei commi 1-bis e 1-ter dell'art. 9 della legge n. 53 del 1994, dal difensore che ha assistito la parte nel precedente grado di giudizio, i cui poteri processuali e di rappresentanza permangono, anche nel caso in cui allo stesso fosse stata conferita una procura speciale per quel singolo grado, sino a quando il cliente non conferisca il mandato alle liti per il giudizio di legittimità ad un altro difensore". *** *** *** 17. Corte di Cassazione, sez. VI Civile - 1 ordinanza n. 11574/18; depositata l’11 maggio 2018 Atto di appello notificato all’Avvocatura dello Stato all’indirizzo elettronico “sbagliato” e nullità del gravame L’interessato può liberamente accedere agli elenchi disponibili presso il Ministero della Giustizia per conoscere l’indirizzo PEC presso il quale deve effettuare la notificazione dell’atto di appello all’Avvocatura di Stato. Per questo motivo non può essere declassata «a mera irregolarità la trasmissione dell’atto ad un indirizzo diverso da quello risultante dal Reginde». *** *** *** Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 19
18. 18. Corte di Cassazione, sez. Lavoro sentenza n. 12451/18; depositata il 21 maggio 2018 La notifica PEC è valida anche se il messaggio non viene ricevuto perché la casella è piena L’art. 16, comma 6, del d.l. n. 179/12, convertito in l. n. 221/12, stabilisce: “Le notificazioni e comunicazioni ai soggetti per i quali la legge prevede l’obbligo di munirsi di un indirizzo di posta elettronica certificata, che non hanno provveduto ad istituire o comunicare il predetto indirizzo, sono eseguite esclusivamente mediante deposito in cancelleria. Le stesse modalità si adottano nelle ipotesi di mancata consegna del messaggio di posta elettronica certificata per cause imputabili al destinatario”. Ciò dato, la comunicazione deve aversi per notificata allorquando la mancata consegna dipenda da cause imputabili al destinatario, come nel caso in cui, per mancata diligenza di questi, la casella risulti piena per prolungata (e dunque colpevole) assenza di lettura della posta elettronica. In materia questa Corte si è già pronunciata, affermando che il titolare dell’account di posta elettronica certificata ha il dovere di assicurarsi il corretto funzionamento della propria casella postale e di utilizzare dispositivi di vigilanza e di controllo, dotati di misure anti-intrusione, oltre che di controllare prudentemente la posta in arrivo, ivi compresa quella considerata dal programma gestionale utilizzato come “posta indesiderata” (Cass. n. 13917/16, Cass. n. 31/2017). *** *** *** 19. Corte di Cassazione, sez. VI Civile - L ordinanza n. 13220/18; depositata il 25 maggio 2018 Rimessione in termini per il ritardo “anomalo” nella generazione dell’attestazione di ricevuta del ricorso La Corte di legittimità risolve la questione relativa all’omesso esame dell’istanza di rimessione in termine motivata dal ricorrente in ragione all’anomalo ritardo nell’invio della ricevuta di avvenuta consegna da parte del gestore di posta elettronica del Ministero della Giustizia. Nella specie, la Corte d’appello aveva omesso del tutto di pronunciarsi sull'istanza di rimessione in termini, specificamente formulata in relazione all'anomalo ritardo nell'invio della ricevuta di avvenuta consegna da parte del gestore di posta elettronica del Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 20
19. Ministero della Giustizia (intervenuto a distanza di circa dodici ore dalla ricevuta di accettazione inviata dal gestore di posta elettronica del mittente, invece che nell'immediato, come di consueto). L'istanza di rimessione in termini riveste nel caso prospettato evidente potenzialità decisoria, nei sensi di cui ai precedenti di questa Corte, atteso l'esito del giudizio, conclusosi, per l'appunto, con la declaratoria di inammissibilità del deposito telematico dell'impugnazione in virtù della rilevazione della data della ricevuta di avvenuta consegna, senza che la Corte abbia esaminato - ed invero neppure menzionato - l'istanza in questione. *** *** *** 20. Corte di Cassazione, sez. Lavoro sentenza n. 13475/18; depositata il 29 maggio 2018 La comunicazione a mezzo PEC della sentenza di appello è valida per la decorrenza del termine per il ricorso in Cassazione se è allegato il testo integrale il ricorso per cassazione avverso la sentenza che definisce il procedimento di reclamo ai sensi dell’art. 1 comma 62 della legge 28 giugno 2012 n. 92 (Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita) deve essere proposto a pena di decadenza entro sessanta giorni dalla comunicazione della sentenza, ovvero dalla notificazione della stessa se anteriore. La comunicazione via PEC a cura della cancelleria fa decorrere il termine ove risulti dimostrato che vi era allegato il testo integrale della sentenza. A tal fine, infatti, non è sufficiente il mero avviso del deposito della sentenza atteso che la parte deve essere posta in grado di conoscere, sin dal momento della comunicazione, le ragioni sulle quali la pronuncia è fondata e di valutarne la correttezza onde predisporne eventualmente l’impugnazione (cfr. in termini Cass. 23/08/2016 n. 17251; Cass. 16/05/2016 n. 10017). Diversamente, il ricorso per cassazione può essere proposto nel termine previsto dall’art. 327 cod. proc. civ.. *** *** *** Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 21
20. 21. Corte di Cassazione, sez. II Civile ordinanza n. 14369/18; depositata il 5 giugno 2018 L’attestazione di conformità della copia informatica senza indicazione del nome del file non è nulla ma semplicemente irregolare Va disattesa l’eccezione sollevata dal ricorrente nella memoria depositata ai sensi dell’articolo 380 bis 1 c.p.c., relativamente alla nullità della notificazione del controricorso in relazione all’articolo 11 l. 53/1994, per la violazione dell’articolo 19 ter, primo comma, delle Specifiche tecniche del PCT del 16.4.14, là dove tale disposizione prevede che l’attestazione di conformità di una copia informatica contenga, tra l’altro, il nome del relativo file; la mancata indicazione del nome del file costituisce, infatti, una irregolarità non riconducibile ad alcuna delle ipotesi di nullità contemplate nell’articolo 11 l. 53/1994 e, in ogni caso, qualunque nullità della notifica del controricorso risulta sanata dal raggiungimento dello scopo, a mente dell’articolo 156, terzo comma, c.p.c., avendo il ricorrente replicato alle argomentazioni svolte nel controricorso medesimo. *** *** *** 22. Corte di Cassazione, sez. I Civile ordinanza n. 14675/18; depositata il 6 giugno 2018 L’avvocato può controllare la casella PEC tramite un altro dispositivo e, pertanto, l’allegazione di un mero guasto al PC non è ipotesi di caso fortuito tale da elidere la presunzione di conoscenza della ricezione del messaggio Una volta che il sistema genera la ricevuta di accettazione e di consegna del messaggio nella casella del destinatario, si determina, analogamente a quanto avviene per le dichiarazioni negoziali ai sensi dell'art. 1335 cod. civ., una presunzione di conoscenza da parte dello stesso (Cass. 31/10/2017 n. 25819), il quale è responsabile della gestione della propria utenza e ha l'onere non solo di dotarsi degli strumenti necessari per decodificare o leggere i messaggi inviatigli, non potendo la funzionalità dell'attività del notificante essere rimessa alla mera discrezionalità del destinatario (salva l'allegazione e la prova del caso fortuito, come in ipotesi di malfunzionamenti del tutto incolpevoli, imprevedibili e comunque non imputabili al professionista coinvolto; Cass. 25/9/2017 n. 22320), ma anche di presidiare la propria casella procedendo alla periodica verifica delle comunicazioni regolarmente inviategli dalla cancelleria a tale indirizzo (Cass. 2/7/2014 n. 15070). Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 22
21. Nel caso di specie non vi è ragione per vanificare la presunzione di conoscenza derivante dalla ricevuta telematica di accettazione della comunicazione, in quanto il fatto addotto dal ricorrente (riparazione del computer all’atto della spedizione), oltre a non trovare alcun suffragio, non costituiva di certo un'ipotesi di caso fortuito, ben potendo essere ovviato tramite l'utilizzo di un diverso apparecchio informatico. *** *** *** 23. Corte di Cassazione, sez. III Civile ordinanza n. 15200/18; depositata il 12 giugno 2018 Notifica dell’atto di citazione e “regole” telematiche: ammissibile la notifica dell’atto scansionato e raggiungimento dello scopo La Corte di Cassazione ha rilevato come la notifica via PEC possa avvenire scansionando l'originale cartaceo come legittimamente poteva procedersi a fare, a mente del regime di cui alla legge n. 53 del 1994. Ciò in quanto lo stesso art. 19 bis del provvedimento, invocato dalla ricorrente, chiarisce che si riferisce alla diversa ipotesi in cui "l'atto da notificarsi sia un documento originale informatico" e si tratta, cioè, del documento nativo informatico, e non, come nel caso di in esame, di quello nativo analogico - in cui l'originale è cartaceo - comprensivo della procura, notificato via PEC. In un caso analogo la procura, in originale cartaceo con relativa autenticazione, è stata complessivamente scansionata e poi allegata al messaggio PEC, sicché all'originale non si applicano le norme del processo telematico, ferma la disciplina della PEC. Venendo quindi alla notifica via PEC, e dunque alle pretese violazioni della legge n. 53/1994, nella versione "ratione temporis" applicabile, deve darsi continuità alla giurisprudenza che ha concluso nel senso che l'irritualità della notificazione via PEC non può mai comportare la nullità della stessa se ha comunque prodotto il risultato della conoscenza dell'atto, e cioè lo scopo della sequenza notificatoria. La stessa legge del 1994 conferma indirettamente all'art. 11 il principio desumibile dall'art. 156, terzo comma, c.p.c. poiché stabilisce che la nullità delle notificazioni telematiche incorre qualora siano violate le relative norme (contenute negli articoli precedenti) "e, comunque, se vi è incertezza sulla persona cui è stata consegnata la copia dell'atto o sulla data della notifica". *** *** *** Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 23
22. 24. Corte di Cassazione, sez. I Civile ordinanza n. 16365/18; depositata il 21 giugno 2018 Spetta all’imprenditore l’onere di controllare la PEC comunicata al registro delle imprese Costituisce onere di chi eserciti l'attività d'impresa, normativamente obbligato a munirsi di un indirizzo PEC, assicurarsi del corretto funzionamento della propria casella postale certificata, se del caso delegando tale controllo, manutenzione o assistenza a persone esperte del ramo. Pertanto, neppure eventuali errori o omissioni informative del professionista delegato per l'incombente esimerebbero l'imprenditore dall'onere di vigilanza e controllo, e non potrebbero essere invocati dal destinatario della notifica a mezzo PEC quale causa di mancata conoscenza della notifica ad esso non imputabile. *** *** *** 25. Corte di Cassazione, sez. III Civile sentenza n. 17020/18; depositata il 28 giugno 2018 Improcedibilità del ricorso per cassazione e deposito di copie autentiche Quando il ricorso per cassazione è proposto, ai sensi dell’art. 348 ter c.p.c., avverso la sentenza di primo grado il cui appello sia stato dichiarato inammissibile, l’art. 369 c.p.c., comma 2, n. 2, - a mente del quale unitamente al ricorso per cassazione deve essere depositata, a copia di improcedibilità, copia autentica della sentenza o della decisione impugnata con la relazione di notificazione - deve essere inteso nel senso che il deposito deve avere ad oggetto non solo copia autentica della sentenza di primo grado, contro cui si propone il ricorso, ma anche la relata di notificazione o la comunicazione dell’ordinanza di inammissibilità pronunciata dalla corte d’appello, poiché è da quest’ultima data, e non dalla pubblicazione (o notificazione) della sentenza di primo grado, che decorre il termine per l’impugnazione. Nel caso in cui l’ordinanza sia stata notificata a mezzo di posta elettronica certificata, il ricorrente deve depositare nella cancelleria della Corte di cassazione copia analogica del messaggio ricevuto, nonché della relazione di notifica, previa attestazione di conformità di tali documenti analogici all’originale telematico, ai sensi della L. n. 53 del 1994, art. 9, commi 1 bis e 1 ter. *** *** *** Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 24
23. 26. Corte di Cassazione, sez. Unite Civili sentenza n. 19526/18; depositata il 23 luglio 2018 Il domicilio digitale dell’avvocato e la notifica delle decisioni disciplinari del CNF Con l’introduzione del domicilio digitale, corrispondente all’indirizzo PEC che ciascun avvocato ha indicato al proprio ordine di appartenenza, non è più possibile la notifica della decisione disciplinare presso gli uffici del Consiglio Nazionale Forense, salvo che l’indirizzo PEC non sia accessibile per cause imputabili al destinatario. *** *** *** 27. Tribunale di Nocera Inferiore decreto, 25 luglio 2018 L’atto di riassunzione a seguito di pronuncia di incompetenza è endoprocedimentale e sconta l’obbligo del deposito telematico Sciogliendo la riserva che precede, rilevato che l'atto di riassunzione del giudizio a seguito di pronuncia di incompetenza da parte del giudice "a quo" è un atto endoprocedimentale per il quale si applica il disposto dell’art. 16 bis del d.l. n. 179/2012, che ha sancito l’obbligatorietà del deposito telematico per gli atti endoprocessuali; ritenuto che, pertanto, l'eccezione preliminare formulata dal resistente deve essere accolta in quanto il deposito del ricorso in riassunzione in modo tradizionale da un punto di vista giuridico è inesistente P.Q.M. dichiara inammissibile il ricorso in riassunzione di M. A. e dichiara estinto il processo. *** *** *** 28. Corte d’Appello di Bari, sez. I Civile sentenza n. 1264/18; depositata il 13 luglio 2018 Tempestiva la notifica telematica spedita entro le ore 24.00 Ritiene la Corte d’Appello di Bari che un’impugnazione a mezzo PEC, seppure spedita oltre le 21, possa e debba essere ritenuta comunque tempestiva in quanto notificata dal mittente nell’ultimo giorno utile, prima delle ore 24, seppure la spedizione oltre le 21 Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 25
24. abbia implicato il perfezionamento per il destinatario alle ore 7 del giorno successivo, nel senso che dal giorno successivo è iniziato, per il destinatario, il decorso del termine a difesa; tanto perché il richiamo all’art. 147 c.p.c. è stato previsto nell’art. 16 septies non quale prescrizione autonoma ma quale regola presupposto della fictio iuris di perfezionamento differito. *** *** *** 29. Corte di Cassazione, sez. I Civile ordinanza n. 20947/18; depositata il 22 agosto 2018 L’oggetto della ricevuta telematica consente di comprendere la finalità della notifica In tema di notifica a mezzo PEC, è sempre onere della parte provvedere all’apertura delle comunicazioni di cancelleria che pervengono sull’indirizzo di posta elettronica certificata ed esaminarne il contenuto. Nel caso di specie, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in quanto tardivo, proprio per l’inadeguata considerazione prestata dall’avvocato del ricorrente al controllo della PEC. In essa, era presente infatti la comunicazione di cancelleria contenente copia della sentenza poi impugnata e idonea a far decorrere il termine breve per impugnare. Per la Corte di cassazione, infatti, le parti hanno sempre l’onere del controllo della PEC, in quanto si tratta di uno strumento in tutto e per tutto paragonabile ai plichi contenenti gli atti giudiziari che arrivano in studio a mezzo posta o che sono recapitati dall’ufficiale giudiziario. Nella descrizione dell’atto vi era, inoltre, l’indicazione: “depositata (pubblicata) sentenza n. 44/2016 (esito Riforma totale)”. Un dato, questo, che testimonia come il destinatario fosse perfettamente in grado di comprendere la finalità della notifica. Così come le relative conseguenze. Alla luce di quanto enunciato, il ricorso in Cassazione notificato oltre il termine di trenta giorni dalla notificazione della sentenza di appello all’impugnante risulta inammissibile. *** *** *** Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 26
25. 30. Corte di Cassazione, sez. III Civile ordinanza n. 21406/18; depositata il 30 agosto 2018 L’attestazione di conformità quando l’avvocato in sede di legittimità è diverso dal domiciliatario nei giudizi di merito La Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione, dopo aver ribadito il principio di diritto secondo cui «in tema di ricorso per cassazione, qualora la notificazione della sentenza impugnata sia stata eseguita con modalità telematiche, per soddisfare l’onere di deposito della copia autentica della decisione con la relazione di notificazione, il difensore del ricorrente, destinatario della suddetta notifica, deve estrarre copia cartacea del messaggio di posta elettronica certificata pervenutogli e dei suoi allegati (relazione di notifica e provvedimento impugnato), attestare con propria sottoscrizione autografa la conformità agli originali digitali della copia formata su supporto analogico, ai sensi dell’art. 9, commi 1 bis e 1 ter, l. n. 53 del 1994, e depositare nei termini quest’ultima presso la cancelleria della S.C., mentre non è necessario provvedere anche al deposito di copia autentica della sentenza estratta dal fascicolo informatico», ha poi chiarito che «la necessità di documentare la notificazione della sentenza impugnata per cassazione con le modalità anzidette non soffre poi deroga nel caso … in cui il patrocinio della ricorrente in sede di legittimità sia espletato da un avvocato diverso da quello destinatario della notifica telematica della pronuncia, siccome difensore costituito o anche soltanto domiciliatario della parte nel pregresso grado di giudizio. In siffatta ipotesi, grava sul difensore costituito o domiciliatario, ancorché sia stato revocato o abbia rinunciato al mandato, l’obbligo non soltanto di informare la parte già rappresentata dell’avvenuta notificazione della sentenza ma altresì di compiere, in maniera tempestiva, le descritte attività (estrazione di copie analogiche del messaggio a mezzo PEC e della relazione di notifica ad esso allegata ed attestazione cartacea di conformità con sottoscrizione autografa) e consegnare i relativi documenti al nuovo difensore ovvero (qualora non edotto della nuova nomina) alla parte stessa», obbligo costituente una «declinazione concreta, adeguata alle specificità della vicenda, del più generale dovere di diligenza professionale che l’avvocato, sotto pena della relativa responsabilità, deve serbare nei confronti del proprio cliente, anche se per qualsivoglia ragione sia cessato il mandato». *** *** *** Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 27
26. 31. Corte di Cassazione, sez. Unite Civili sentenza n. 22438/18; depositata il 24 settembre 2018 Le Sezioni Unite rivedono la sanzione dell’improcedibilità nell’ipotesi di deposito della copia informe di un ricorso nativo digitale Il deposito in cancelleria, nel termine di venti giorni dall’ultima notifica, di copia analogica del ricorso per cassazione predisposto in originale telematico e notificato a mezzo posta elettronica certificata, senza attestazione di conformità del difensore ex art. 9, commi 1- bis e 1-ter, I. n. 53 del 1994 o con attestazione priva di sottoscrizione autografa, non ne comporta l’improcedibilità ai sensi dell’art. 369 c.p.c. sia nel caso in cui il controricorrente (anche tardivamente costituitosi) depositi copia analogica di detto ricorso autenticata dal proprio difensore, sia in quello in cui, ai sensi dell’art. 23, comma 2, del d.lgs. n. 82 del 2005, non ne abbia disconosciuto la conformità all’originale notificatogli. Anche ai fini della tempestività della notificazione del ricorso in originale telematico sarà onere del controricorrente disconoscere la conformità agli originali dei messaggi di p.e.c. e della relata di notificazione depositati in copia analogica non autenticata dal ricorrente. Ove, poi, il destinatario della notificazione a mezzo p.e.c. del ricorso nativo digitale rimanga solo intimato, il ricorrente potrà depositare, ai sensi dell’art. 372 c.p.c. (e senza necessità di notificazione ai sensi del secondo comma della medesima disposizione), l’asseverazione di conformità all’originale (ex art. 9 della legge n. 53 del 1994) della copia analogica depositata sino all’udienza di discussione (art. 379 c.p.c.) o all’adunanza in camera di consiglio (artt. 380 bis, 380 bis.1 e 380 ter c.p.c.). In difetto, il ricorso sarà dichiarato improcedibile. Nel caso in cui il destinatario della notificazione a mezzo p.e.c. del ricorso nativo digitale depositi il controricorso e disconosca la conformità all’originale della copia analogica informe del ricorso depositata, sarà onere del ricorrente, nei termini anzidetti (sino all’udienza pubblica o all’adunanza di camera di consiglio), depositare l’asseverazione di legge circa la conformità della copia analogica, tempestivamente depositata, all’originale notificato. In difetto, il ricorso sarà dichiarato improcedibile. Nell’ipotesi in cui vi siano più destinatari della notificazione a mezzo p.e.c. del ricorso nativo digitale e non tutti depositino controricorso, il ricorrente - posto che il comportamento concludente ex art. 23, comma 2, c.a.d. impegna solo la parte che lo pone in essere - sarà onerato di depositare, nei termini sopra precisati, l’asseverazione di cui all’art. 9 della legge n. 53 del 1994. In difetto, il ricorso sarà dichiarato improcedibile. *** *** *** Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 28
27. 32. Corte di Cassazione, sez. Unite Civili sentenza n. 23620/18; depositata il 28 settembre 2018 La notifica a mezzo PEC e l’obbligo del difensore di comunicare il proprio indirizzo all’Ordine di appartenenza Si sostiene, in primo luogo, che l'indicazione dell'elenco da cui era stato tratto l'indirizzo di posta elettronica certificata del procuratore della parte, vale a dire l'Albo degli Avvocati del Foro di Messina, non corrisponderebbe ai "pubblici elenchi" previsti dalla l. 17 dicembre 2012, n. 221, art. 4 e art. 16, comma 12, di conversione del d.l. 18 ottobre 2012, n. 179. L'obiezione non coglie nel segno. Il testé richiamato d.l. n. 179 del 2012, all'art. 16 sexies, introdotto dal d.l. 24 giugno 2014, convertito, con modificazioni, dalla l. 11 agosto 2014, n. 114, e rubricato "Domicilio digitale", risulta formulato nei seguenti termini: "Salvo quanto previsto dall'art. 366 c.p.c., quando la legge prevede che le notificazioni degli atti in materia civile al difensore siano eseguite, ad istanza di parte, presso la cancelleria dell'ufficio giudiziario, alla notificazione con le predette modalità può procedersi esclusivamente quando non sia possibile, per causa imputabile al destinatario, la notificazione presso l'indirizzo di posta elettronica certificata, risultante dagli elenchi di cui al d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82, art. 6 bis, nonché dal registro generale degli indirizzi elettronici, gestito dal ministero della giustizia". Tale norma, dunque, imponendo alle parti la notificazione dei propri atti presso l'indirizzo p.e.c. risultante dagli elenchi INI PEC di cui al d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82, art. 6 bis, ovvero presso il ReGIndE, di cui al d.m. 21 febbraio 2011, n. 44, gestito dal Ministero della giustizia, certamente implica un riferimento all'indirizzo di posta elettronica risultante dagli albi professionali, atteso che, in virtù della prescrizione contenuta nel citato d.lgs. n. 82 del 2005, art. 6 bis, commi 2 bis e 5, al difensore fa capo l'obbligo di comunicare il proprio indirizzo all'ordine di appartenenza e a quest'ultimo è tenuto a inserirlo sia nel registro INI PEC, che nel ReGIndE. Non può omettersi di considerare, inoltre, che l'art. 5 della citata L. n. 53 del 1994 espressamente prevede che ".. l'atto deve essere trasmesso a mezzo posta elettronica certificata all'indirizzo di posta elettronica certificata che il destinatario ha comunicato al proprio ordine, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici.". Vale bene, del resto, richiamare il principio recentemente enunciato da questa Corte (Cass., 11 luglio 2017, n. 17048), secondo cui "in materia di notificazioni al difensore, a seguito dell'introduzione del "domicilio digitale", corrispondente all'indirizzo p.e.c. che ciascun avvocato ha indicato al Consiglio dell'ordine di appartenenza, previsto dal d.l. n. 179 del 2012, art. 16 sexies (conv., con modif., dalla l. n. 221 del 2012), come modificato Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 29
28. dal d.l. n. 90 del 2014 (conv., con modif., dalla l. n. 114 del 2014), non è più possibile procedere - ai sensi del r.d. n. 37 del 1934, art. 82 - alle comunicazioni o alle notificazioni presso la cancelleria dell'ufficio giudiziario innanzi al quale pende la lite, anche se il destinatario ha omesso di eleggere il domicilio nel comune in cui ha sede quest'ultimo, a meno che, oltre a tale omissione, non ricorra altresì la circostanza che l'indirizzo di posta elettronica certificata non sia accessibile per cause imputabili al destinatario". *** *** *** 33. Corte di Cassazione, sez. III Civile sentenza n. 25172/18; depositata l’11 ottobre 2018 La Cassazione ammette il deposito disgiunto dell’attestazione di conformità Per evitare la declaratoria di improcedibilità del ricorso in Cassazione, è necessario rispettare l’onere di deposito della copia autenticata del provvedimento impugnato unitamente alla relata di notificazione avvenuta tramite PEC. Nel caso in cui la relata non venga depositata unitamente alla copia analogica - con attestazione di conformità - della decisione impugnata, è possibile procedere con un successivo deposito entro il termine breve ex art. 369, comma 1, c.p.c. così da escludere una violazione dei termini. *** *** *** 34. Corte di Cassazione, sez. I Civile ordinanza n. 26638/18; depositata il 22 ottobre 2018 Il fallimento e la validità della notificazione a mezzo PEC La notifica avvenuta a mezzo PEC della sentenza di fallimento è idonea a far decorrere il dies a quo del termine per esperire il reclamo. *** *** *** Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 30
29. 35. Corte di Cassazione, sez. I Civile sentenza n. 29748/18; depositata il 19 novembre 2018 La comunicazione a mezzo PEC della sentenza di fallimento e il termine per ricorrere in Cassazione La comunicazione via PEC, al pari della notificazione, eseguita dal cancelliere ai sensi dell’art. 18, comma 13, l. fall., determina la decorrenza del termine breve per proporre ricorso per cassazione. A ciò non osta l’art. 133, comma 2, c.p.c. la quale si pone come norma generale suscettibile di deroghe da parte di disposizioni speciali. *** *** *** 36. Corte di Cassazione, sez. III Civile sentenza n. 30179/18; depositata il 22 novembre 2018 Ricorso per cassazione improcedibile se iscritto a ruolo con copia cartacea priva dell’attestazione di conformità In tema di giudizio per cassazione, ove il ricorso predisposto in originale cartaceo e sottoscritto con firma autografa sia notificato in via telematica, ai fini di prova del perfezionamento della notificazione è necessaria la produzione di copia analogica del messaggio di trasmissione a mezzo PEC e dei suoi allegati (ricorso e procura) nonché delle ricevute di accettazione e di avvenuta consegna munite di attestazione di conformità agli originali, ai sensi dell'art. 9, commi 1-bis e 1-ter, l. n. 53 del 1994. *** *** *** 37. Corte di Cassazione, sez. II Civile sentenza n. 30927/18; depositata il 29 novembre 2018 La firma in formato CAdES non è l’unica ad offrire garanzie di autenticità È escluso che le disposizioni vigenti comportino in via esclusiva l’uso della firma digitale in formato CAdES, laddove, al contrario, il formato PAdES è da ritenersi equivalente ed ugualmente ammesso dall’ordinamento, sia pure con differente estensione. Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 31
30. *** *** *** 38. Corte di Cassazione, sez. VI Civile - 3 ordinanza n. 31698/18; depositata il 7 dicembre 2018 Attestazione di conformità priva di sottoscrizione autografa dell’avvocato: ricorso improcedibile Il ricorso in Cassazione è improcedibile laddove nell'attestazione di conformità all’originale telematico della copia analogica manchi la sottoscrizione autografa del difensore, non essendo sufficiente che l’atto sia firmato digitalmente. *** *** *** Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 32
31. Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 33 Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto
32. GLI AUTORI Edoardo Ferraro Classe 1977. Avvocato del foro di Padova dal 2008. Si occupa di diritto civile, commerciale e della privacy. Sin dall’inizio della propria attività professionale ha approfondito le tematiche relative al processo telematico ed alla Giustizia Digitale. È presidente del Movimento Forense Padova e Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Padova, oltre che componente della Commissione informatica del proprio COA e dell’Unione Triveneta Avvocati. È autore di numerosi articoli in tema di giustizia telematica, nonché di guide e vademecum per i colleghi. Dal 2013 è co-responsabile nazionale del Dipartimento giustizia telematica del Movimento Forense. Dal 2014 svolge attività di relatore in numerosi convegni in tema di giustizia telematica, diritto alla privacy e nuove tecnologie. Dal 2015 è delegato del COA Padova alla commissione #LAB@vvocaturaGiovane, nel dipartimento Tecno-Lab, che si occupa di nuove tecnologie per l’Avvocatura. Alberto Vigani Classe 1967. Avvocato del foro di Venezia dal 1998, svolge anche l’attività di consulente del lavoro Si occupa di diritto civile, societario, del lavoro e bancario, anche in relazione alle problematiche del patrocinio a spese dello Stato. È presidente della Camera Avvocati di San Donà di Piave e Coordinatore del Movimento Forense Triveneto. Più volte delegato congressuale, è stato responsabile della commissione patrocinio a spese dello Stato dell’OUA tra il 2014 e il 2016. Dal 2016 è responsabile nazionale dell’Ufficio Legislativo del Movimento Forense. Da oltre un decennio svolge attività di relatore in numerosi convegni in tema di amministrazione di sostegno e patrocinio a spese dello Stato. È autore di numerosi articoli in tema di patrocinio a spese dello Stato e di amministrazione di sostegno, nonché di guide, vademecum ed e-book per i colleghi. Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 34 Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto
33. Antonio Zago Classe 1982. Avvocato del foro di Padova dal 2012. Si occupa di diritto civile, commerciale e fallimentare. Ha maturato grande esperienza nelle tematiche relative al processo telematico ed alla Giustizia Digitale. È dal 2013 componente del direttivo del Movimento Forense Padova ed è uno dei più giovani consiglieri dell’Ordine degli Avvocati in Italia, dopo la sua elezione nel 2015 come consigliere dell’Ordine di Padova. È componente della Commissione informatica dell’Ordine degli Avvocati di Padova. È autore di numerosi articoli in tema di giustizia telematica, ed ha contribuito alla redazione di numerose guide e vademecum per i colleghi. Dal 2014 svolge attività di relatore in numerosi convegni in tema di giustizia telematica, diritto alla privacy e nuove tecnologie. Svolge attività di consulenza presso aziende e professionisti in ambito di tutela della privacy e adeguamento alle nuove normative europee e nazionali. Maela Coccato Classe 1978. Avvocato del foro di Venezia dal 2007. Si occupa di diritto civile e commerciale, offrendo consulenze specifiche nel settore del diritto delle nuove tecnologie, del diritto della moda e della tutela della proprietà intellettuale ed industriale. È vice-presidente del Movimento Forense Venezia e dal 2015 è Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Venezia, occupandosi di giustizia telematica . È componente del Dipartimento Giustizia Telematica del Movimento Forense. È tra i fondatori dell’associazione Amadir - Alumni Master Diritto della Rete dell’Università di Padova e del CSTP - Centro Studi Processo Telematico. È autrice di numerosi articoli in tema di processo telematicao, nonché di guide e vademecum per i colleghi. Dal 2015 è delegata del COA Venezia alla commissione #LAB@vvocaturaGiovane, nel dipartimento Tecno-Lab, che si occupa di nuove tecnologie per l’Avvocatura. Edoardo Ferraro - Alberto Vigani - Antonio Zago - Maela Coccato 35 Avvocati a Nord Est Associazione Art. 24 Cost. MF Triveneto
Deontologia e Studio Telematico

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