Source: http://www.munvic.it/news?start=20
Timestamp: 2020-07-14 00:46:47+00:00

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Virginia Raggi si pronunci presto sul futuro dei vincitori
“Ti faccio le mie più sentite congratulazioni. La tua elezione non è stato un atto di privilegio, ma una ricompensa al merito, e, benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, come disse Pericle agli ateniesi, qui tutti sono in gado di giudicarla. Rispettate le leggi, ma soprattutto ciò che è giusto e ciò che è buon senso e allora i cittadini saranno stati giusti e saggi”.
Così Valeria Mancini, presidente del Movimento Unico Nazionale Vincitori ed Idonei al nuovo sindaco di Roma Virginia Raggi. Il MUNVIC chiede al sindaco un segno chiaro ed inequivocabile, un comunicato stampa, circa le volontà della sua amministrazione in merito ad una assunzione celere dei vincitori del famoso concorsone del 2010.
Ad oggi più di mille persone sono in lista di attesa per la tanto meritata chiamata. Il piano assunzionale del commissario prevede di acquisirne molti, ma non tutti, entro il 2018, sebbene noi siamo convinti che i tempi possano essere anticipati, anche in ragione delle ben note carenze organiche dell’ente.
Ci fa piacere ricordare al neo sindaco che la battaglia per una Roma che funzioni, onesta e civile, passa anche per un esame attento della situazione del personale, che è attualmente oberato di lavoro e impossibilitato ad espletare le funzioni fondamentale del Comune quale organismo di prossimità.
Conosci la situazione degli donei vigili del fuoco? Leggi la loro storia!!!
Vigili del fuoco manifestano a Roma con il MUNVIC...guarda il video!!!
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Siamo con i Vigili del Fuoco
Il prossimo 15 giugno alla manifestazione indetta dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, per protestare contro il mancato rinnovo del contratto dei vigili del fuoco, le pesanti carenze dell’organico, stimate in almeno 4000 posti, ci saranno anche gli idonei dell’ultima procedura indetta nel 2008 per il reclutamento di 814 unità.
Oltre alla loro solidarietà ai colleghi già in servizio, gli idonei scenderanno in piazza per affermare ancora una volta il principio costituzionale del merito e del talento come unico criterio di accesso al pubblico impiego nonché la necessità di avere sia un esaurimento totale della loro graduatoria sia una proroga della stessa, che è in scadenza, come le altre, il 31/12/2016.
La loro è una storia davvero particolare, complicata, tutta italiana, che ci invita a riflettere.
Siamo nel 2008 quando viene indetto un concorso pubblico per l'assunzione di 814 vigili del fuoco permanenti: all’appello rispondono in 120 mila.
Dopo diverse prove, va detto che loro sono un comparto che ha delle procedure alquanto differenti da quelle ordinarie cui tutti noi siamo abituati, si arriva alla graduatoria finale del 2010, composta da 7599 persone divisa in varie percentuali e sotto graduatorie.
Degli originari 814 posti messi a bando, infatti, il 45% andava ai volontari in ferma breve o in ferma prefissata delle forze armate congedati senza demerito; il 25% era riservato al personale volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco; a seguire c’erano poi coloro che avevano prestato servizio civile, per non meno di un anno, nel Corpo con il 20%, ed infine i cosiddetti “civili” non riservatari che avevano il 10% dei posti.
Nel 2011 sono stati assunti tutti i vincitori, gli 814, e non solo, si è proceduto a far scorrere le sottograduatorie, tanto che quelle relative ai militari e al servizio civile sono oggi esaurite.
I guai, se così si può dire, sono iniziati nel 2012, quando sono state varate norme che hanno imposto una revisione della spesa al settore e limitazioni al turn over.
A complicare la situazione il fatto che l’amministrazione, dovendo assorbire personale selezionato e relativo ad una graduatoria del 2006, si è trovata nella condizione di dividere i posti vacanti metà e metà tra i componenti delle due procedure (per quella del 2008, gli idonei “civili” e i “volontari” non ancora assunti).
Sta di fatto che ad oggi più di 4000 persone attendono ancora di essere assunte, tutte persone giovani, di trenta anni in media, e quindi nel pieno delle loro forze.
Ora, dopo tutte le varie vicissitudini anche un decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, datato 4 dicembre 2015 che autorizza l’avvio di nuove procedure concorsuali per il reclutamento di 250 nuovi vigili.
Gli aspiranti pompieri del 2008 a questo punto si chiedono quale sia la ragione di tutto ciò. Non sarebbe più opportuno, in un Paese che ha un debito pubblico pesante, quale l’Italia, prorogare non solo questa, ma tutte le graduatorie? Perché bandire quando ci sono 4000 vite a rischio futuro?
Queste le ragioni della loro adesione alla manifestazione del 15 giugno e queste sono le motivazioni per cui il Munvic aderisce con spirito solidale ai valori che spingono questi idonei ad andare avanti nella loro coraggiosa battaglia, che è anche la nostra.
Il 15 giugno in Piazza Montecitorio ci sarà tutta l’Italia del merito e del talento, un’Italia che chiede risposte razionali a problemi reali.
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La Regione Puglia e i concorsi Ripam 2014: una questione ancora irrisolta
Il Munvic esprime la sua solidarietà ai vincitori e agli idonei del Concorso Ripam Puglia 2014, che da anni attendono di fare il loro ingresso come dipendenti della Regione.
Tutto comincia nel 2014, quando la Regione Puglia decide di bandire due procedure, una per 130 funzionari e una per 70 tecnici. Il concorso è aperto anche alla partecipazione dei dipendenti regionali a tempo determinato (cosiddetti precari), cui sono riconosciuti dei punteggi per ogni anno di servizio oltre all'esenzione dalle prove preselettive. Alcuni di questi superano il concorso, altri decidono di non partecipare o sono bocciati.
Sempre nello stesso anno, a novembre, accade che con la legge n.47, la Regione si avvale della facoltà di stabilizzare il personale precario con almeno tre anni di servizio al 31/12/2015 e, sempre con legge, estende la stabilizzazione anche al personale delle agenzie regionali ed altri enti strumentali.
Al termine del concorso, nel maggio del 2015, nelle due graduatorie che si vengono a creare si collocano circa 650 tra vincitori e idonei. A pochi giorni dal termine delle prove la Regione pubblica anche la graduatoria degli stabilizzandi: paradossalmente anche chi è stato bocciato al concorso può beneficiare del diritto all’assunzione.
Fatto sta che per gli altri, ad oggi, non c'è stata ancora alcuna chiamata, né se ne conosce ufficialmente la tempistica.
Questa la situazione inverosimile in cui versa l’ente e che di riflesso si riverbera su vincitori ed idonei.
Sebbene di recente il presidente Emiliano abbia ribadito la necessità di assumere in tempi ragionevoli i vincitori, rimane aperta la questione relativa al destino degli idonei, le cui posizioni non vengono attualmente tutelate dalla Regione, e che devono far fronte alla decisione di assumere tutti i 400 precari.
Tutto ciò, nonostante una mozione, firmata da 13 consiglieri della maggioranza e sostenuta in blocco dall’intera minoranza, che propone di utilizzare tutte le graduatorie del concorso Ripam per rispondere alle esigenze di personale dell’ente, che a conti fatti presenta un sotto organico da colmare.
I ragazzi del comitato dei vincitori ed idonei del concorso Ripam Puglia ci tengono a sottolineare come sia necessario contemperare le esigenze dell'una e dell'altra categoria, senza ‘sacrificare’ né le legittime aspettative dei precari alla stabilizzazione, né le ragioni di chi ha partecipato ad un concorso che prevedeva già nel bando dei punti a favore degli interni.
Se per i vincitori la strada è relativamente lineare, avendo questi un vero e proprio diritto all’assunzione, la posizione giuridica degli idonei di concorso, viene in rilievo successivamente, con il naturale scorrimento della graduatoria. Tale principio è infatti tutelato dalla legge 125/2013, che sancisce un vero e proprio obbligo – e non una mera facoltà - in capo alle Pubbliche Amministrazioni, di scorrimento delle graduatorie vigenti, oltre che espressamente citato dal Consiglio di Stato sentenza n.6536 del 2009 e dalla sentenza n.225 del 2010 Corte Costituzionale. Diversamente, la stabilizzazione del personale precario, pur costituendo una legittima aspettativa, rappresenta una mera facoltà discrezionale e non un obbligo da parte dell'ente interessato.
Delineare scenari che prevedano l'esclusione preventiva di ogni tutela per gli idonei e contemporaneamente la stabilizzazione a domanda di personale a tempo determinato che non ha superato il concorso, non potrebbe che essere percepita da chi ha partecipato allo stesso, nonché dall'opinione pubblica, come una lesione di quei principi di meritocrazia e trasparenza nell'accesso al lavoro pubblico, che sono al contrario una parte essenziale del patrimonio valoriale della coalizione che oggi governa la Puglia.
Considerato che all’interno della graduatoria ‘Ripam Puglia’ tra vincitori e idonei vi è un numero pari a 108 unità di personale precario e che la scadenza della graduatoria è fissata ad ottobre 2018 è doveroso sottolineare due dati: in primo luogo che il problema degli idonei di concorso deve necessariamente trovare una risposta prima di quella scadenza, ed inoltre che l'assunzione dei vincitori e lo scorrimento della graduatoria degli idonei non comporta un ‘accantonamento’ della problematica dei precari stabilizzandi, ma al contrario determina l'assunzione immediata di oltre un terzo dei precari stabilizzandi attraverso il canale costituzionalmente deputato allo scopo - il concorso pubblico. Tale soluzione infatti non solo accoglie le richieste degli idonei di vedere riconosciuti e tutelati i loro sacrifici, ma appare nel mentre preferibile per gli stessi precari che hanno superato il concorso e che possono così accedere al contratto a tempo indeterminato nel modo previsto dalla Costituzione e da essi stessi auspicato.
A scadenza delle graduatorie Ripam si potranno colmare le vacanze di organico della Regione procedendo alla stabilizzazione dei restanti precari, pari a circa 200 unità, che non hanno superato il concorso o non vi hanno partecipato, come da previsione della legge n. 47/2014. Questi nel frattempo potranno beneficiare delle proroghe dei loro contratti, pertanto non vi sarà alcuna lesione del diritto al lavoro, né alcuna dispersione della professionalità da loro acquisita. Gli idonei Ripam possono essere una risorsa utile al fine di rispettare i vincoli previsti dal patto di stabilità e di perseguire le logiche di contenimento dei costi della macchina amministrativa e del personale.
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Esposto alla Commissione: una guida per capire
In attesa dell’evento del 26 Maggio presso il Green Park Hotel, dove sarà spiegato nel dettaglio come procederemo per ottenere che le nostre graduatorie siano portate a totale esaurimento, il Munvic, vi fornisce qui di seguito una breve indicazione del perché vogliamo sostenere un esposto alla Commissione UE, quali sono le ragioni di diritto che adduciamo, come si svolgerà tale azione, quali le conseguenze in caso di esito positivo.
Lo Stato italiano, non facendo scorrere le graduatorie vigenti e continuando a bandire, elude gli obblighi di vincolo di bilancio e di risparmio nella spesa pubblica, oramai cristallizzati all’art. 81 Cost. nonché discendenti dalle normative europee previste nei trattati, ovvero il Fiscal Compact, in materia di stabilità, controllo e la sostenibilità della finanza pubblica nei paesi dell’Ue.
L’esposto che noi vogliamo far partire e presentare di fronte alla Commissione è finalizzato a far attivare, a carico dell’Italia, una procedura di infrazione per violazione di tale trattato.
Infatti, lo sperpero di denaro pubblico che si avrebbe facendo scadere le graduatorie ancora valide con all'interno persone formate e preparate, e la conseguente necessità di dover per forza di cose ribandire nuovi concorsi, va di fatto contro il principio della riduzione del debito e quello del vincolo di bilancio.
Esposto alla Commissione: le ragioni
Tale azione legale è il proseguo di un percorso iniziato alcuni mesi fa, quando facemmo partire la prima fase della nostra azione collettiva, con la presentazione di una diffida attraverso lo Studio Legale Leone per chiedere al Governo, salva l'estensione della proroga dell’efficacia delle graduatorie, di trasformarle tutte in graduatorie ad esaurimento.
Non avendo ricevuto risposta, ora faremo partire la seconda fase della nostra azione collettiva, e cioè quella dell'esposto alla Commissione europea, al fine di metterla nelle condizioni di istruire una eventuale procedura per disavanzi eccessivi (in concreto si tratta di una procedura di infrazione) prevista dall’art. 126 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea, per contestare i disavanzi eccessivi derivanti anche dall’inutile dispendio di risorse pubbliche destinate allo svolgimento di concorsi per la copertura di posti per i quali vi sono già dei soggetti che hanno superato delle idonee prove concorsuali.
Non essendo la Commissione un tribunale, noi con la nostra azione non impugniamo nulla, ma ci limitiamo a denunciare a tale soggetto giuridico la nostra situazione. Per questo la quota da versare è così bassa e non avremmo da sostenere nessun altro costo alla fine dell'iter, in quanto non si tratta di un processo. E non si tratta di un “ricorso”, come fino ad adesso abbiamo chiamato la nostra azione: lo sottolineiamo, la Commissione non è un tribunale e non emette sentenze.
In concreto, la Commissione come ci può aiutare?
Partiamo col dire che tale istituzione, nella sua qualità di "guardiana" dei Trattati, vigila sull’adempimento, da parte degli Stati membri, degli obblighi ad essi incombenti in forza dei Trattati. La procedura d'infrazione costituisce uno strumento indispensabile per garantire il rispetto e l'effettività del diritto dell'Unione. La decisione relativa al suo avvio è una competenza esclusiva della Commissione, la quale, esercitando un potere discrezionale, può agire su denuncia di privati, sulla base di un’interrogazione parlamentare o di propria iniziativa. Quando rileva la violazione di una norma europea, la Commissione europea procede all'invio di una "lettera di messa in mora", concedendo allo Stato un termine di due mesi entro il quale presentare le proprie osservazioni. La violazione contestata può consistere nella mancata attuazione di una norma europea oppure in una disposizione o in una pratica amministrativa nazionali che risultano con essa incompatibili. La procedura d'infrazione è avviata nei confronti di uno Stato membro in quanto tale, senza che rilevi se l'autore della violazione sia un organo costituzionale, una giurisdizione, un ente territoriale o un soggetto di diritto privato controllato dallo Stato. Qualora lo Stato membro non risponda alla lettera di messa in mora nel termine indicato oppure fornisca alla Commissione risposte non soddisfacenti, quest'ultima può emettere un parere motivato con il quale cristallizza in fatto e in diritto l'inadempimento contestato e diffida lo Stato a porvi fine entro un dato termine. Nel caso in cui lo Stato membro non si adegui al parere motivato, la Commissione può presentare ricorso per inadempimento davanti alla Corte di Giustizia delle Comunità Europee contro lo Stato in questione (art. 258 Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea, par. 2).Si conclude così la fase del cd. "precontenzioso" ed inizia il giudizio, il quale è diretto ad ottenere dalla Corte l'accertamento formale, mediante sentenza, dell'inosservanza da parte dello Stato di uno degli obblighi imposti dall'Unione. Se la Corte di Giustizia accerta che uno Stato membro ha mancato ad uno degli obblighi ad esso incombenti in virtù del Trattato, questo è tenuto a prendere i provvedimenti che l'esecuzione della sentenza comporta, ponendo fine all’infrazione. Se la Commissione ritiene che lo Stato non si sia conformato alla sentenza della Corte, essa avvia una procedura ex art. 260 del Trattato (Se ritiene che lo Stato membro in questione non abbia preso le misure che l'esecuzione della sentenza della Corte comporta, la Commissione, dopo aver posto tale Stato in condizione di presentare osservazioni, può adire la Corte). In questa fase ciò che viene contestato allo Stato è un inadempimento ulteriore e autonomo, consistente nella mancata adozione dei provvedimenti necessari all'esecuzione della sentenza che ha accertato la violazione del diritto dell'Unione (es. modifica, abrogazione o introduzione di una disposizione normativa; recepimento di una direttiva; mutamento di una prassi amministrativa). Con l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona il 1 dicembre 2009, la disciplina delle procedure d’infrazione ha subito importanti modifiche. Nei casi di cattiva applicazione del diritto dell'Unione, una delle novità introdotte è rappresentata dalla maggiore rapidità del procedimento d'infrazione ai sensi dell'art. 260, par. 2, TFUE rispetto a quanto disposto dal precedente art. 228, par. 2 e 3 del TCE. Infatti, se uno Stato membro non si conforma ad una sentenza d'inadempimento emessa ai sensi dell'art. 258 TFUE e non fornisce esaurienti giustificazioni in risposta alla "messa in mora", la Commissione può deferirlo al giudizio della Corte di Giustizia e chiedere il pagamento di una sanzione senza dover intraprendere una nuova fase "precontenziosa".Le sanzioni consistono in una somma forfetaria o in una penalità di mora, adeguate alla gravità e alla persistenza dell'inadempimento.
La vicenda dei precari del comparto scuola, in questi giorni su tutti i giornali, può essere utile per capire meglio. Tutto è iniziato dall'esposto (denuncia) presentato Anief (Associazione Nazionale Insegnanti e Studenti in formazione, ora associazione professionale e sindacale) alla Commissione europea, per la cattiva prassi italiana di non adottare la direttiva comunitaria 1999/70, che obbliga i datori di lavoro ad assumere a titolo definitivo il personale che ha svolto almeno 36 mesi di servizio, anche frazionato, negli ultimi 5 anni.
La Commissione europea, infatti, ha aperto una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per la violazione della normativa sulla reiterazione dei contratti a tempo determinato, in particolare nella scuola, dove diverse decine di migliaia di docenti, amministrativi, tecnici ed ausiliari vengono per cattiva prassi assunti ad inizio anno scolastico e licenziati in estate in corrispondenza del termine delle lezioni. Questa ha chiesto, poi, spiegazioni formali sulla mancata applicazione della direttiva comunitaria 1999/70, allo Stato italiano. Non ricevendo risposta, infine, ha adito la Corte di Giustizia europea, la quale con la sentenza “Mascolo”, si è pronunciata in questo modo: “La clausula 5, punto 1, dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura nell’allegato alla direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che osta a una normativa nazionale, quale quella di cui trattasi nei procedimenti principali che autorizzi, in attesa dell’espletamento delle procedure concorsuali per l’assunzione di personale di ruolo delle scuole statali, il rinnovo di contratti di lavoro a tempo determinato per la copertura di posti vacanti e disponibili di docenti nonché di personale amministrativo, tecnico e ausiliario, senza indicare tempi certi per l’espletamento di dette procedure concorsuali ed escludendo qualsiasi possibilità, per tali docenti e detto personale , di ottenere il risarcimento del danno eventualmente subito a causa di un siffatto rinnovo”. Il tutto, però, non è finito qui, perché in questo caso, la Corte di Giustizia Europea ha deciso di far subentrare la Corte Costituzionale, la quale in questi giorni emetterà sentenza definitiva. L'obbiettivo dei precari è essere inseriti nelle GAE del comparto scuola.
Le tempistiche precise di tutto questo iter non si conoscono. Quello che sappiamo è che siamo i primi a portare in Europa un problema nuovo, concreto e attuale, non essendosi mai nessuno trovato di fronte al rischio di non proroga delle graduatorie (il governo le ha sempre prorogate tutte dal 2003 in poi).
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FINALMENTE GLI IDONEI NON SONO PIU' SOLI CON IL MUNVIC - LEGGI QUI
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Al via l’esposto alla Commissione Europea - Evento a Roma il 26 maggio
Prossima la partenza di un esposto degli idonei di concorso alla Commissione di Bruxelles per far sì che in sede comunitaria si obblighi l'Italia a riconoscere il sistema delle graduatorie ad esaurimento come principio razionale, economico ed efficace di reclutamento nelle PPAA. Il MUnvic e lo Studio Legale Leone incontrano il pubblico per spiegare il merito dell'iniziativa
Il 26 maggio 2016, dalle ore 16 alle ore 20 presso i locali del Green Park Hotel Pamphili Green Park Hotel Pamphili di Roma, a Largo Lorenzo Mossa 4, il MUNVIC Movimento Unico Nazionale Vincitori Idonei e Concorsisti assieme allo studio legale dell' Avvocato Leone , presenteranno le azioni legali che intendono portare avanti per tutelare le posizioni giuridiche dei vincitori e degli idonei attualmente inseriti in graduatorie ancora vigenti.
COME ARRIVARE ALL'HOTEL PAMPHILI
(ADIACENTE HOTEL ERGIFE - VICINO METRO A CORNELIA)
All'evento, grazie al lavoro del Munvic, parteciperà anche il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che ascolterà lo stato di fatto della situazione relativa alle graduatorie e sarà disponibile nel rispondere alle domande dei partecipanti. Un piccolo successo per noi del Munvic, ci teniamo a precisare, che pesa tanto di più se si tiene conto delle velate chiusure del recente passato da parte del Governo sulla questione, e del fatto che buona parte degli idonei sono proprio presenti nel settore della sanità. Sarà questa dunque un'occasione ulteriore per presentare ad un autorevole membro del Consiglio dei Ministri le nostre richieste.
Dal punto di vista delle iniziative legali, invece, verrà data una dettagliata spiegazione di quanto si farà prossimamente, con la presentazione di un esposto alla Commissione Ue, al fine di far attivare una procedura di infrazione ai danni dell'Italia per violazione delle norme relative ai vincoli di bilancio stabilite nei trattati.
Lo scopo di tale azione è quello ottenere un riconoscimento a livello europeo che imponga all'Italia di trasformare quelle che attualmente sono graduatorie soggette a scadenza (ricordiamo che queste hanno una durata di tre anni e necessitano di una proroga per essere rinnovate) in graduatorie ad esaurimento, utili per coprire il fabbisogno di personale delle PPAA fino all'assunzione dell'ultimo degli idonei.
Per poter aderire all'iniziativa basterà essere vincitore o idoneo in una graduatoria a tempo indeterminato ancora valida, escluse escluse quelle relative a progressioni verticali ed economiche.
Il ricorso di fronte agli organi europei è la conseguenza di un percorso che è stato iniziato lo scorso anno con la presentazione di diffide alle PPAA italiane per sollecitare l'assorbimento di tutti i vincitori e degli idonei. In questo ambito è nata la campagna social #IOMERITO, con un gruppo su Facebook dedicato che conta al momento circa 1600 membri, con lo scopo di informare il maggior numero di persone coinvolte sui loro diritti e sulle attività da intraprendere per rendere effettiva la loro assunzione.
Vale la pena ricordare che nel caso degli idonei quasi tutte le graduatorie, prorogate dalla cd "Legge D'Alia", scadranno il 31/12/2016. Se non verrà fatto nulla, soprattutto a livello legale, è probabile che 140 mila persone circa, con il prossimo anno avranno perso ogni speranza di lavorare per conto di una Pubblica amministrazione dopo essere stati oggetto di una lunga e difficile selezione.
In relazione a questi ultimi, nel corso di questi anni la situazione si è notevolmente complicata a causa di tutti i provvedimenti che, a diverso titolo, hanno di fatto bloccato lo scorrimento delle graduatorie, cristallizzando la loro situazione.
Il Munvic ritiene che tutto ciò costituisca una palese ingiustizia, tanto più se si considera che vi sono molte amministrazioni che seguitano a bandire concorsi. Il riconoscimento del principio dell'esaurimento delle graduatorie non solo è la sola via per dare un futuro a chi oggi non ce l'ha, ma anche un suggerimento allo Stato Italiano per avviare finalmente un sistema di reclutamento razionale, economico, equo.
E' con questo spirito che sollecitiamo tutti i vincitori e gli idonei italiani ad essere presenti numerosi all'evento, anche insieme a familiari e amici, e ad aderire il prima possibile all'esposto, per darci un futuro possibile, per dare all'Italia un'amministrazione di elevato livello.
#munvic #iomerito #greenparkhotelpamphili
#roma #26maggio #ilfuturosiamonoi
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