Source: http://docplayer.it/15509881-Titolo-v-norme-di-tutela-delle-fasce-di-rispetto-in-materia-di-polizia-idraulica.html
Timestamp: 2018-07-22 19:15:55+00:00

Document:
Titolo V Norme di tutela delle fasce di rispetto in materia di polizia idraulica - PDF
Titolo V Norme di tutela delle fasce di rispetto in materia di polizia idraulica
Download "Titolo V Norme di tutela delle fasce di rispetto in materia di polizia idraulica"
Raffaella Cuomo
4 INDICE Titolo I - Norme generali Art. 1 Finalità e contenuti pag. 5 Art. 2 Elaborato cartografico pag. 5 Art. 3 Definizioni pag. 5 Titolo II - Reticolo idrico del territorio comunale Art. 4 Individuazione del reticolo idrico pag. 6 Art. 5 Competenze pag. 6 Titolo III - Fasce di rispetto in materia di polizia idraulica Art. 6 Criteri pag. 7 Art. 7 Individuazione fasce di rispetto pag. 7 Art. 8 Delimitazione fasce ad alto grado di tutela pag. 8 Art. 9 Delimitazione fasce a salvaguardia pag. 8 Titolo IV - Norme generali di tutela dei corsi d'acqua Art. 10 Attività vietate pag. 8 Art. 11 Attività soggette ad autorizzazione/concessione pag. 9 Art. 12 Regimazione delle acque superficiali pag. 10 Art. 13 Sottopassi pag. 11 Art. 14 Griglie pag. 11 Art. 15 Argini pag. 11 Art. 16 Canalizzazioni agricole - fossi e scoline pag. 12 Art. 17 Divieto di tombinatura dei corsi d acqua pag. 12 Art. 18 Variazione di tracciato dei corsi d acqua pag. 12 Art. 19 Scarico in corso d'acqua pag. 13 Art. 20 Mantenimento dei deflussi idrici pag. 14 Art. 21 Corsi d acqua non appartenenti al reticolo idrico pag. 14 Titolo V Norme di tutela delle fasce di rispetto in materia di polizia idraulica Art. 22 Attività vietate pag. 15 Art. 23 Attività soggette ad autorizzazione/concessione pag. 15 Art. 24 Attività consentite pag. 16 Art. 25 Recinzioni e accesso alle fasce di rispetto pag. 17 Art. 26 Obblighi dei proprietari frontisti pag. 17 Titolo VI - Autorizzazioni Art. 27 Rilascio di autorizzazione/concessione a fini idraulici pag. 18 Art. 28 Procedimento amministrativo comunale di rilascio autorizzazione/concessione pag. 18 3
5 Titolo VII - Disposizioni finali Art. 29 Obblighi dei proprietari dei manufatti posti sui corsi d acqua e nelle fasce di rispetto pag. 19 Art. 30 Danni pag. 19 Art. 31 Sanzioni pag. 19 Art. 32 Ripristino a seguito di violazione in materia di polizia idraulica pag. 19 Art. 33 Richieste di sdemanializzazione pag. 20 Art. 34 Modifiche normative e cartografiche pag. 20 Art. 35 Norma transitoria pag. 20 4
6 Titolo I - NORME GENERALI art. 1 - Finalità e contenuti 1.1 Le presenti norme disciplinano gli interventi riguardanti la gestione e la trasformazione del reticolo idrico del territorio comunale e delle relative fasce di rispetto, al fine di perseguire la salvaguardia degli equilibri idrogeologici ed ambientali e la protezione dai rischi naturali o che conseguono alle sue modifiche e trasformazioni. 1.2 In particolare, le presenti norme definiscono: a) il reticolo idrico ricadente nel territorio comunale, come individuato nell'elaborato cartografico di cui al successivo art. 2; b) le relative fasce di rispetto, quali individuate al successivo Titolo III; c) gli indirizzi progettuali per gli interventi di manutenzione, modificazione e trasformazione inerenti il reticolo idrico; d) le attività vietate o consentite, previa autorizzazione/concessione, sul reticolo idrico e nelle relative fasce di rispetto; e) le procedure di autorizzazione/concessione; f) l'attività di polizia idraulica; g) le esigenze di manutenzione, riqualificazione e tutela della risorsa idrica e delle caratteristiche paesistico-ambientali ad essa correlate. art. 2 - Elaborato cartografico Costituisce elaborato cartografico per l'applicazione delle disposizioni contenute nelle presenti norme la Tavola RI "Reticolo Idrico Elaborato cartografico (d.g.r. n 7868 del 25/01/02 e s.m.i.)" 1: art. 3 - Definizioni 3.1 Ai fini dell'applicazione delle presenti norme è stata adottata la terminologia contenuta nella normativa vigente, ed in particolare: 3.2 "corso d'acqua": qualsiasi corso d'acqua naturale o artificiale, a carattere costante o stagionale, a cielo aperto o interrato a sezione completamente o parzialmente chiusa (tombinati), esclusi i canali appositamente costruiti per lo smaltimento di liquami e di acque reflue industriali (Deliberazione del Comitato Interministeriale Ambiente del 04/02/77); 3.3 "acque superficiali": tutte le acque superficiali aventi le caratteristiche di acqua pubblica ai sensi della Legge 36/94 e relativo Regolamento, ad esclusione delle acque piovane non ancora convogliate in un corso d'acqua. 5
7 Titolo II - RETICOLO IDRICO DEL TERRITORIO COMUNALE art. 4 - Individuazione del reticolo idrico 4.1 Ai sensi della Deliberazione di Giunta Regionale n. VI/7868 del 25/01/02 e s.m.i., il reticolo idrico ricadente nel territorio comunale è costituito dal reticolo idrico principale, dal reticolo idrico di bonifica e dal reticolo idrico minore. 4.2 Appartengono al reticolo idrico principale i corsi d'acqua di cui all allegato A della DGR n. 9/2762 del 22/12/2011 e s.m.i., come rappresentati con apposito segno grafico nell'elaborato cartografico di cui all'art Appartengono al reticolo idrico di bonifica i corsi d'acqua di cui all allegato D della DGR n. 9/2762 del 22/12/2011 e s.m.i., come rappresentati con apposito segno grafico nell'elaborato cartografico di cui all'art Appartengono al reticolo idrico minore, per differenza, tutte le acque superficiali riunite in un corso d'acqua, secondo le definizioni di cui all'art. 3, in particolare rispondente ai seguenti criteri: - sia indicato come demaniale in base a normative vigenti, - sia stato oggetto di interventi di sistemazione idraulica con finanziamenti pubblici. 4.5 In sede di prima applicazione delle presenti norme, il reticolo idrico minore è quello rappresentato con apposito segno grafico nell'elaborato cartografico di cui all'art In conseguenza delle modifiche a cui è stato sottoposto il territorio comunale, la presenza di un corso d'acqua avente le caratteristiche precedentemente descritte, anche se non rappresentato nell'elaborato cartografico di cui al precedente art. 2, obbliga chiunque intenda effettuare qualsiasi intervento sul corso d'acqua medesimo e relative fasce di rispetto a segnalare preliminarmente tale presenza ai competenti Uffici comunali, per i successivi aggiornamenti cartografici e l'applicazione delle presenti norme. 4.7 L'eventuale esclusione di corsi d acqua dall'applicazione delle presenti norme potrà avvenire solo nel caso in cui gli stessi non presentino le caratteristiche di acqua pubblica, secondo la procedura individuata al seguente art I corsi d acqua appartenenti al reticolo idrico, con i relativi dati identificativi, sono altresì riportati nell Elenco dei corsi d acqua costituenti il reticolo idrico allegato alle presenti norme. art. 5 - Competenze 5.1 Ai sensi delle disposizioni vigenti e per l'applicazione delle presenti norme, le competenze sul reticolo idrico ricadente nel territorio comunale sono attribuite ai seguenti Enti: a) Regione Lombardia - Sede Territoriale di Mantova, per i corsi d'acqua del reticolo idrico principale di cui all allegato A della DGR 9/2762 del 22/12/2011 e s.m.i.; b) Consorzi di bonifica territorialmente competenti, per i corsi d'acqua del reticolo idrico di bonifica di cui alla 9/2762 del 22/12/2011 e s.m.i.; c) Comune di Mantova, per i corsi d'acqua demaniali appartenenti al reticolo idrico minore e non di competenza dei Consorzi. 5.2 La rete costituita da canali secondari, derivazioni e colatori campestri che si diparte dal reticolo principale e minore va intesa come rete irrigua di servizio di esclusiva competenza dei soggetti proprietari e/o utilizzatori. 6
8 5.3 Per le aree ricomprese nel Parco Regionale del Mincio sono fatte salve le norme del Piano Territoriale di Coordinamento del Parco Regionale del Mincio approvato con D.G.R.L. n. 7/193 del e s.m.i. Titolo III - FASCE DI RISPETTO IN MATERIA DI POLIZIA IDRAULICA art. 6 - Criteri 6.1 Su ambedue le sponde dei corsi d'acqua è istituita una fascia di rispetto tenendo conto: a) delle aree storicamente soggette ad esondazioni, b) delle aree interessabili da fenomeni erosivi e di divagazione dell'alveo, c) della necessità di garantire un fascia di rispetto sufficiente a consentire l'accessibilità al corso d'acqua ai fini della sua manutenzione, tutela, fruizione, conservazione e riqualificazione ambientale. 6.2 Le distanze dai corsi d'acqua devono intendersi misurate dal piede arginale esterno o, in assenza di argini in rilevato, dalla sommità della sponda incisa. Nel caso di sponde stabili, consolidate o protette, le distanze possono essere calcolate con riferimento alla linea individuata dalla piena ordinaria. 6.3 Le distanze dai corsi d'acqua tombinati/intubati devono intendersi misurate simmetricamente rispetto all'elemento idrografico individuato, a partire dal limite esterno delle murature perimetrali del manufatto. Nel caso in cui tale manufatto sia ricompreso entro l area demaniale, la distanza va calcolata dal confine catastale indicato in mappa. 6.4 La fascia di rispetto, oltre a garantire la conservazione delle funzioni biologiche caratteristiche dell'ambito ripariale, servirà a garantire la piena efficienza delle sponde, la funzionalità delle opere idrauliche e facilitare le operazioni di manutenzione delle stesse. art. 7 - Individuazione fasce di rispetto 7.1 Lungo i corsi d'acqua appartenenti al reticolo idrico del territorio comunale sono istituite le seguenti fasce di rispetto, su ambedue le sponde, distinte in: a) fascia ad alto grado di tutela, di inedificabilità assoluta, per fabbricati e scavi, b) fascia a salvaguardia, per piantagioni, siepi e smovimenti del terreno. 7.2 Sono fatte salve le fasce fluviali definite dal Piano Stralcio per l'assetto Idrogeologico del fiume Po (PAI) approvato con D.P.C.M. 24 maggio 2001, e successive modifiche ed integrazioni, per le quali si rimanda alla relativa normativa. 7.3 Nell elaborato cartografico, le ampiezze delle fasce di rispetto sono individuate con segni grafici convenzionali, che rappresentano, nella scala della cartografia, la fascia stessa. Le distanze da rispettare devono essere calcolate quindi con misure dirette in sito, sulla base dei criteri di cui all art. 6, fatta eccezione per il limite della fascia di cui all art
9 art. 8 - Delimitazione fasce ad alto grado di tutela 8.1 Lungo i corsi d'acqua del territorio comunale appartenenti al reticolo idrico ed indicati nell elaborato cartografico di cui al precedente art. 2, è istituita una fascia di rispetto ad alto grado di tutela, su ambedue le sponde, della larghezza di metri 10, Nelle zone identificate dal PGT come aree agricole a valenza paesaggistica o come habitat naturali e seminaturali della flora e della fauna selvatiche e di massima lungo i tratti dei corsi d acqua di cui all art del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (DCP n. 3 del 08/02/2010 e s.m.i.), la fascia ad alto grado di tutela è ampliata, su ambedue le sponde, a metri 20, Tale fascia è altresì ampliata in corrispondenza degli ambiti a rischio idraulico, come indicato nell elaborato cartografico di cui al precedente art La fascia ad alto grado di tutela è ridotta a metri 5,00 per i tratti di canale ricadenti nel perimetro di centro abitato in corrispondenza dell edificato e per i tratti tombinati, come evidenziato nell elaborato cartografico di cui al precedente art. 2. Art. 9 - Delimitazione fasce a salvaguardia Lungo i corsi d'acqua del territorio comunale appartenenti al reticolo idrico ed indicati nell elaborato cartografico di cui al precedente art. 2, è istituita una fascia di rispetto a salvaguardia, su ambedue le sponde, della larghezza di metri 4,00. Titolo IV - NORME GENERALI DI TUTELA DEI CORSI D'ACQUA art Attività vietate E' fatto divieto assoluto di: a) procedere alla copertura e/o tombinatura dei corsi d'acqua, che non sia imposta da ragioni di tutela della pubblica incolumità, b) occupare o ridurre le aree di espansione e di divagazione dei corsi d'acqua, c) posizionare longitudinalmente, in alveo, gasdotti, fognature, acquedotti, tubature ed infrastrutture a rete in genere, che riducano la sezione del corso d'acqua, fatto salvo quanto previsto al successivo articolo 11, d) scaricare nei corpi idrici le acque di prima pioggia, di lavaggio di aree esterne o suscettibili di inquinamento, salvo i casi previsti dalla normativa vigente, e) realizzare qualunque opera o fatto che possa alterare lo stato, la forma, le dimensioni, la resistenza e la convenienza all'uso a cui sono destinati gli argini, le opere di difesa e loro accessori e manufatti attinenti, od anche indirettamente degradare o danneggiare i corsi d acqua, f) effettuare variazioni ed alterazioni delle opere di difesa delle sponde e dei manufatti attinenti, g) abbattere o sradicare gli alberi che sostengono le sponde dei corsi d acqua, h) formare pescaie, chiuse, petraie ed altre opere per l esercizio della pesca, con le quali venga alterato il normale corso delle acque. 8
10 art Attività soggette ad autorizzazione/concessione 11.1 Sul reticolo idrico, come individuato all'articolo 4, sono eseguibili solo dopo espressa autorizzazione/concessione dell'ente competente: a) gli interventi che non siano in grado di influire né direttamente né indirettamente sul regime del corso d'acqua; b) le difese radenti (ossia senza restringimento della sezione d'alveo e a quota non superiore al piano campagna), realizzate in modo tale da non deviare la corrente verso la sponda opposta né provocare restringimenti d'alveo. Tali opere dovranno essere caratterizzate da pendenze e modalità costruttive tali da permettere l'accesso al corso d'acqua: la realizzazione di muri spondali verticali o ad elevata pendenza potrà essere consentita unicamente all'interno di centri abitati, e comunque dove non siano possibili alternative di intervento a causa della limitatezza delle aree disponibili; c) le opere di difesa, di sistemazione idraulica e di monitoraggio dei fenomeni, attinenti alla corretta regimazione dei corsi d'acqua, alla regolazione del deflusso di magra e di piena, alle derivazioni e captazioni per approvvigionamento idrico e per il trattamento delle acque reflue, nonché le opere necessarie alla protezione e salvaguardia della sicurezza da rischi di accidentale caduta, compresa le ricostruzione dei manufatti esistenti; d) in caso di assoluta necessità e di accertata impossibilità di diversa localizzazione, il posizionamento longitudinale in alveo di gasdotti, tubature ed infrastrutture a rete in genere, purchè interrati e che non si riduca la sezione del corso d'acqua e solo se compatibili da un punto di vista idraulico; e) gli attraversamenti (ponti, gasdotti, fognature, tubature ed infrastrutture a rete in genere): - per luci superiori a 6 metri dovranno essere realizzati secondo i dettami della direttiva dell'autorità di Bacino "Criteri per la valutazione della compatibilità idraulica delle infrastrutture pubbliche e di interesse pubblico all'interno delle fasce A e B", paragrafi 3 e 4, approvata con delibera dell'autorità di Bacino n.2/1999, - per i manufatti di dimensioni inferiori, il progetto dovrà essere accompagnato da apposita relazione idrologico-idraulica che attesti il loro dimensionamento secondo una piena con tempo di ritorno di 100 anni ed un franco minimo di 1 metro, fatta salva la possibilità dell Ente competente di richiedere l applicazione di quanto indicato al punto precedente anche per tali interventi. In casi eccezionali, quando si tratta di corsi d acqua di piccole dimensioni e di infrastrutture di modesta importanza, possono essere assunti tempi di ritorno inferiori, in relazione ad esigenze specifiche adeguatamente motivate. - La progettazione dovrà comunque attestare che le opere non comportino un significativo aggravio delle condizioni di rischio idraulico sul territorio circostante per piene superiori a quella di progetto. Le portate di piena dovranno essere valutate secondo le direttive idrologiche approvate dall'autorità di Bacino. In ogni caso i manufatti di attraversamento non dovranno comunque: - restringere la sezione mediante spalle e rilevati di accesso, - avere l'intradosso a quota inferiore al piano campagna, - comportare una riduzione della pendenza del corso d'acqua mediante l'utilizzo di soglie di fondo. Non è ammesso il posizionamento di infrastrutture longitudinalmente in alveo che riducano la sezione. In ogni caso gli attraversamenti ed i manufatti realizzati al di 9
11 sotto dell'alveo dovranno essere posti a quote inferiori a quelle raggiungibili in base all'evoluzione morfologica prevista dell'alveo, e dovranno comunque essere adeguatamente difesi dalla possibilità di danneggiamento per erosione del corso d'acqua. Il progetto di tale intervento dovrà essere accompagnato da una relazione geologica che attesti la fattibilità dell'intervento in funzione dell'evoluzione morfologica prevista dell'alveo. I manufatti di attraversamento devono essere dimensionati tenendo conto di eventuali necessità di ampliamenti futuri del corso d acqua o di possibile aumento del carico idraulico. I manufatti devono inoltre essere verificati nei riguardi del possibile trasporto solido dello specifico corso d acqua, al fine di ridurre il rischio di ostruzione per deposito di materiali sedimentabili o flottanti; f) gli attraversamenti aerei di linee di servizi (elettrica, telefonica, ecc.); g) le opere e le strutture fisse per l attraversamento viabile: pedonale, ciclabile e carrabile; h) la posa di pali e la realizzazione di pontili per l ormeggio e l attracco di piccole unità da diporto; i) le variazioni di tracciato dei corsi d acqua, solo qualora ne venga accertata la necessità sotto l aspetto idraulico e/o per la realizzazione di opere pubbliche, solo qualora l intervento risulti compatibile da un punto di vista idraulico; j) l'estrazione di materiale litoide, compatibilmente con quanto previsto nel Piano Cave Provinciale. L asportazione di materiale litoide dall alveo dei corsi d acqua è regolata con Circolare Regionale n.6089 del 29/03/1983 che prevede un prezzo di vendita del materiale, fissato annualmente dalla Direzione Generale Territorio ed Urbanistica della Regione Lombardia; k) lo scarico di acque, compatibilmente con quanto previsto dalla normativa vigente Per esigenze di tutela e di carattere idraulico, gli interventi consentiti includono anche la manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere Ogni progetto d intervento dovrà essere accompagnato da uno studio di compatibilità idraulica e realizzato secondo i criteri propri dell ingegneria naturalistica, al fine di preservare e recuperare gli equilibri idrogeologici ed ambientali propri dei corsi d acqua. art Regimazione delle acque superficiali 12.1 Le nuove opere di regimazione idraulica (briglie, traverse, argini, difese spondali) previste per i corsi d'acqua dovranno essere finalizzate al riassetto dell'equilibrio idrogeologico, al ripristino della funzionalità della rete del deflusso superficiale, alla messa in sicurezza dei manufatti e delle strutture, alla rinaturalizzazione spontanea, al miglioramento generale della qualità ecobiologica ed a favorirne la fruizione pubblica. Esse dovranno essere concepite, privilegiando, compatibilmente con la disponibilità della risorsa idrica, le tecniche costruttive proprie dell'ingegneria naturalistica Sono ammessi gli interventi volti al disinquinamento - purchè utilizzino tecniche naturali e comunque compatibili con il regime fluviale -, al miglioramento della vegetazione riparia, al miglioramento del regime idraulico, alla manutenzione delle infrastrutture idrauliche ed alla realizzazione dei percorsi di attraversamento Potranno essere realizzati interventi di risanamento o potenziamento dei corsi d'acqua qualora ne venga documentata la necessità, accertata la compatibilità idrica, comprovato il miglioramento nell'assetto del territorio interessato. 10
12 12.4 I lavori di ripulitura e manutenzione fluviale dovranno essere eseguiti senza alterare l'ambiente fluviale tenendo conto dell'eventuale presenza di specie faunistiche e botaniche protette o di evidente valore paesaggistico Dovranno essere eseguiti i necessari interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria da parte dei soggetti e degli Enti competenti. art Sottopassi 13.1 I sottopassi per l'attraversamento delle opere viarie dovranno garantire il mantenimento della sezione preesistente del corso d'acqua, evitandone restringimenti. La sezione dell'alveo a valle dell'attraversamento dovrà sempre risultare maggiore e/o uguale a quello di monte. I sottopassi dovranno essere dotati di idonei manufatti di imbocco e sbocco allo scopo di evitare rigurgiti, malfunzionamenti od erosioni delle sponde in corrispondenza della sezione di collegamento tra il nuovo e l'esistente Allo scopo di mantenere la piena efficienza e funzionalità idraulica, questi manufatti dovranno essere dimensionati, oltre che in base alle specifiche esigenze idrauliche ed irrigue, anche in maniera da garantire l'ispezionabilità e il facile svolgimento delle operazioni di manutenzione periodica Non potranno essere realizzati sottopassi mediante manufatti a "Botte a sifone", salvo impossibilità tecnica di soluzioni alternative, previa progettazione idraulica di dettaglio, e solo per casi di pubblica utilità. art Griglie 14.1 All'imboccatura dei tratti dei corsi d'acqua intubati e/o tombinati dovranno essere posti elementi filtranti, o griglie, allo scopo di evitare l'ostruzione della tubazione da parte del detrito e del materiale di varia natura raccolto e trasportato dalle acque Gli elementi filtranti dovranno essere dimensionati e posizionati in modo da non diminuire la sezione utile di deflusso La manutenzione ordinaria delle griglie dovrà prevedere la ripulitura degli elementi filtranti, in particolare dopo ogni eventuale piena. L'Ente competente, all'atto del rilascio dell'autorizzazione per l'esecuzione delle opere di intubamento e/o tombinamento, qualora non intenda acquisirle curandone direttamente la manutenzione, prescriverà la periodicità degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e richiederà il nominativo del soggetto al quale facciano capo gli interventi stessi, la responsabilità civile e penale per allagamenti, rigurgiti e malfunzionamenti imputabili alla mancata manutenzione La modifica del soggetto titolato alla manutenzione potrà avvenire solo mediante subentro. art Argini I nuovi argini che dovranno essere messi in opera, sia per la realizzazione delle casse di espansione, sia per il rifacimento e miglioramento di quelli esistenti lungo i corsi d'acqua, dovranno essere progettati in modo tale da consentire la fruibilità delle sponde e la facilità di manutenzione della vegetazione. 11
13 art Canalizzazioni agricole - fossi e scoline 16.1 Tutti gli interventi che coinvolgono parti di terreno agricolo dovranno essere volti al mantenimento dell'efficienza delle canalizzazioni, provvedendo in ogni caso al ripristino della loro funzionalità laddove questa risulti essere stata compromessa E' vietato interrompere e/o impedire, con la costruzione di rilevati, il deflusso superficiale dei fossi e dei canali nelle aree agricole senza prevedere un nuovo e/o diverso recapito per le acque di scorrimento intercettate Gli interventi di sostanziale modifica e di riassetto di canalizzazioni agricole, anche se non appartenenti al reticolo minore, devono essere autorizzati ai fini idraulici. art. 17 Divieto di tombinatura dei corsi d'acqua 17.1 Vige il divieto di tombinatura dei corsi d'acqua ai sensi del D.Lgs.n.152/06, e successive modifiche ed integrazioni, e tutte le operazioni che possano portare all'interramento dei corsi d'acqua medesimi La tombinatura di un corso d'acqua potrà essere consentita solo qualora ne venga documentata la necessità, accertata la compatibilità idraulica e comprovato il miglioramento nell'assetto del territorio interessato. Con le stesse limitazioni, si potranno consentire modifiche di tracciato, opere di copertura, sovrappassi ed alterazioni delle sponde Gli interventi di cui sopra dovranno garantire il regolare deflusso delle acque. A tale fine dovrà essere preceduto da specifico progetto nel quale siano indicati la rete idrografica superficiale, il regime di flusso delle acque, le opere proposte ed ogni elemento utile ai fini del rilascio dell'autorizzazione all'intervento Gli intubamenti o comunque le opere eseguite direttamente nell alveo del corso d acqua, saranno dimensionati secondo le indicazioni contenute nell art. 19 Tit. I del Piano per l Assetto Idrogeologico del bacino del fiume Po. art. 18 Variazioni di tracciato dei corsi d acqua 18.1 Fatto salvo quanto prescritto al precedente art. 11, in caso di variazioni di tracciato, il progetto deve riguardare anche la nuova fascia di rispetto Il soggetto a cui viene rilasciata l autorizzazione alla variante di tracciato deve provvedere ad ogni onere ed incombenza per ottenere la trascrizione della variazione nelle mappe e nei registri catastali. Dell avvenuta trascrizione deve essere data comunicazione al Comune Nel caso di varianti di tracciato di corsi d acqua demaniali, le aree delle nuove inalveazioni devono essere intestate al demanio idrico Ogni modifica di tracciato che interessa il sedime di corsi d'acqua demaniali, deve essere comunicata all'agenzia del Demanio che provvederà ad autorizzare l'intestazione delle nuove aree e la loro sclassifica nonché la sdemanializzazione del sedime abbandonato. 12
14 art Scarico in corso d'acqua 19.1 Fatto salvo quanto prescritto dalle norme in materia di tutela delle acque (D. Lgs. 152/06 e s.m.i.), il soggetto che intende effettuare uno scarico di acque, nei corsi d'acqua di cui all'articolo 4, dovrà presentare all'ente competente idonea documentazione ai fini del rilascio dell'autorizzazione quantitativa allo scarico La domanda di autorizzazione dovrà essere accompagnata da una relazione idrologica ed idraulica, redatta secondo i metodi ed i criteri stabiliti dall Autorità di Bacino e dalla Regione, a dimostrazione dell entità dello scarico e della compatibilità del ricettore a smaltire le portate scaricate Qualora lo scarico venga convogliato in un corpo idrico che risulti immissario di corsi d'acqua appartenenti al reticolo idrico principale di cui all'art.4.2, dovrà essere richiesto preventivo parere all'ente competente per la verifica sulla capacità di smaltimento delle portate scaricate Fatta eccezione per le portate direttamente scaricate sui laghi e sul fiume Mincio, i limiti di accettabilità di portata di scarico fissati sono i seguenti: a) 20 l/s per ogni ettaro di superficie scolante impermeabile, relativamente alle aree di ampliamento e di espansione residenziali e industriali, b) 40 l/s per ettaro di superficie scolante impermeabile, relativamente alle aree già dotate di pubblica fognatura Il manufatto di recapito dovrà essere realizzato in modo che lo scarico avvenga nella medesima direzione di flusso e prevedere accorgimenti tecnici (quali manufatti di dissipazione dell'energia) per evitare l'innesco di fenomeni erosivi nel corso d'acqua Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano anche allo scarico di acque meteoriche E compito del richiedente l autorizzazione allo scarico verificare la capacità del corpo idrico a smaltire le portate scaricate. Nel caso in cui il corpo idrico risulti insufficiente allo smaltimento delle portate scaricate e/o affetto da problemi idraulici, potranno essere utilizzate tecniche alternative (pozzi filtranti, sistemi di laminazione con restituzione modale nella rete, ecc.) previa verifica della permeabilità dei terreni Nell'impossibilità di convogliare le acque allo scarico nei corsi d'acqua si rende necessario prevedere sistemi autonomi di laminazione o smaltimento consistenti in bacini di accumulo temporaneo delle acque meteoriche. Nelle aree destinate ad insediamenti residenziali, attività industriali e artigianali le acque meteoriche intercettate dalle coperture e dalle aree impermeabilizzate dovranno essere recapitate in appositi bacini di accumulo temporaneo evitando il convogliamento diretto in fognatura o alla rete superficiale e/o la dispersione casuale nelle zone limitrofe. I manufatti di raccolta, di recapito e di accumulo delle acque meteoriche dovranno obbligatoriamente essere compresi nelle opere di urbanizzazione primaria. I bacini di accumulo, dimensionati in relazione alla superficie delle aree impermeabili e all'altezza di pioggia prevista nelle 24 ore con un tempo di ritorno centennale, dovranno invasare le acque meteoriche tramite opportune opere di captazione. I bacini di accumulo dovranno essere ricavati in apposite aree permeabili, anche aree standard, ed essere provvisti di una soglia tarata per il rilascio regolato dei volumi d'acqua invasati nella rete di scolo delle acque superficiali. Qualora si preveda un fondo impermeabile per il mantenimento di uno specchio d'acqua permanente si dovrà garantire il riciclo, anche forzato, dell'intero volume di acqua onde evitarne il ristagno e il deterioramento della qualità. La dimensione dei bacini deve essere calcolata considerando il volume di raccolta pari a 130 mm d'acqua per ogni metro quadrato di superficie impermeabile. 13
15 art. 20 Mantenimento dei deflussi idrici In considerazione delle esigenze di ripristino degli equilibri idrogeologici e di recupero dei corpi idrici è vietato per gli Enti competenti alla regolazione delle acque impedire o ostacolare afflussi costanti di acqua anche ai corpi idrici non aventi finalità irrigue, fatti salvi i casi documentati in cui ciò non sia imposto da ragioni di sicurezza idraulica o pubblica incolumità. La maggior parte dei corsi d'acqua principali hanno un deflusso minimo naturale, la restante rete idrografica è alimentata, a seguito di eventi meteorologici, dagli scoli dei terreni e, nel periodo irriguo, anche dai coli superficiali o di prima falda rilasciati dalle colture. art. 21 Corsi d acqua non appartenenti al reticolo idrico 21.1 I proprietari dei terreni sui quali scorrono corsi d acqua non appartenenti al reticolo idrico sono obbligati alla manutenzione dell alveo del corso d acqua e delle loro proprietà in fregio al corso d acqua stesso al fine di evitare danni all alveo, agli argini ed alle rive, nonché ogni circostanza che possa in qualsiasi modo compromettere il coretto regime del corso d acqua ed il regolare deflusso delle acque I proprietari dovranno assicurare il mantenimento dell efficienza delle canalizzazioni, provvedendo in ogni caso al ripristino della loro funzionalità, laddove questa risulti essere stata compromessa E' vietato interrompere, impedire o alterare, con qualsiasi intervento, il deflusso superficiale delle acque senza prevedere un nuovo e/o diverso recapito per le acque di scorrimento intercettate Fatto salvo quanto indicato al precedente art. 4.5, gli interventi sui corsi d acqua non appartenenti al reticolo idrico minore sono subordinati a preventiva comunicazione, con assunzione di responsabilità, al Comune. 14
16 Titolo V - NORME DI TUTELA DELLE FASCE DI RISPETTO IN MATERIA DI POLIZIA IDRAULICA art Attività vietate Nelle fasce di rispetto di cui al Titolo III sono vietati i seguenti interventi ed attività: a) la realizzazione di nuove edificazioni, di ampliamenti di superficie coperta, di manufatti anche totalmente interrati; b) la realizzazione di muri e/o recinzioni, ad eccezione delle recinzioni semplicemente infisse nel terreno che sono assimilabili alle piantagioni (D.G.R.n.7633 del 08/04/1986); c) l interclusione delle fasce stesse di rispetto; d) ogni tipo di impianto tecnologico, fatte salve le opere ed i manufatti attinenti alla corretta regimazione dei corsi d'acqua, alla regolazione del deflusso di magra e di piena, alle derivazioni e alle captazioni per approvvigionamento idrico e per il trattamento delle acque reflue nonché le opere necessarie all'attraversamento viario e all'organizzazione di percorsi pedonali o ciclabili o funzionali alle pratiche agricole meccanizzate, ed alla realizzazione di opere di protezione e salvaguardia della sicurezza da rischi di accidentale caduta nei canali; e) i movimenti di terra e le operazioni di scavo che alterino in modo sostanziale e stabilmente il profilo del terreno, fatti salvi gli interventi finalizzati alla realizzazione di progetti di recupero ambientale, di bonifica e di messa in sicurezza dal rischio idraulico; f) la messa a dimora di vegetazione arborea ed arbustiva ad una distanza inferiore a metri 4,00 dal ciglio di sponda, ad eccezione degli interventi di cui al successivo art. 23. Nelle fasce di rispetto di cui al Titolo III sono altresì vietati: - il deposito incontrollato di materiale di qualsiasi tipo; - il pascolo e la permanenza del bestiame; - gli orti, solo nei tratti di sponda compresi tra metri 0 e metri 5. art Attività soggette ad autorizzazione/concessione 23.1 Nelle fasce di rispetto di cui al Titolo III sono eseguibili solo dopo rilascio di autorizzazione/concessione da parte dell'ente competente i seguenti interventi: a) la realizzazione di opere per la difesa e regimazione idraulica, per le derivazioni e captazioni per approvvigionamento idrico e per il trattamento delle acque reflue; b) la posa di tubazioni e linee di servizi diversamente non localizzabili, previa verifica a seguito di studio di compatibilità dell intervento; c) la posa di linee aree e relativi pali e sostegni; d) le recinzioni costituite da sostegni semplicemente infissi nel terreno o removibili a distanza non inferiore a metri 4,00 dal ciglio di sponda; e) la realizzazione di opere e manufatti necessari all'attraversamento viario e all'organizzazione di percorsi pedonali o ciclabili o funzionali alle pratiche agricole meccanizzate, ed alla realizzazione di opere di protezione e salvaguardia della sicurezza da rischi di accidentale caduta nei canali; 15
17 f) il deposito temporaneo di materiali che per le loro caratteristiche non si identificano come rifiuti, in base alle normative vigenti, e finalizzato all esecuzione di lavori di manutenzione e sistemazione idraulica o di recupero ambientale; g) gli interventi di rinaturalizzazione e/o valorizzazione ambientale con specie arboree ed arbustive autoctone, al fine di assicurare il mantenimento o il ripristino di una fascia continua di vegetazione spontanea lungo le sponde dell'alveo; h) gli interventi per la sistemazione di aree portuali di interesse pubblico anche con la realizzazione di manufatti/opere; i) gli interventi di interesse pubblico o comunque destinati alla fruizione delle aree verdi limitrofe al corso d acqua e del corso d acqua stesso. E da considerarsi tale anche la realizzazione di piccoli ricoveri o strutture per la fruizione delle sponde solo qualora inseriti nell ambito di interventi di interesse pubblico e caratterizzati da amovibilità. Nell atto di autorizzazione dovrà essere precisata la precarietà delle stesse, con l indicazione che in ogni momento l Ente competente potrà richiederne la rimozione; j) la posa di pali e la realizzazione di pontili per l ormeggio e l attracco di piccole unità da diporto; k) gli interventi di sistemazione a verde, con percorsi ciclabili e/o pedonali, ma tali da non interferire con le periodiche operazioni di manutenzione e pulizia dei corsi d'acqua Ogni progetto d intervento dovrà essere realizzato secondo i criteri propri dell ingegneria naturalistica, al fine di mantenere e recuperare i caratteri paesisticoambientali e ripristinare le funzioni cui è deputata la fascia di rispetto Per esigenze di tutela e di carattere idraulico, gli interventi consentiti includono anche la manutenzione ordinaria e straordinaria dell'area e devono assicurare il miglioramento delle condizioni di drenaggio superficiale I lavori di manutenzione dovranno essere eseguiti nel rispetto delle funzioni idrauliche, ambientali e paesaggistiche proprie delle fasce di rispetto. art Attività consentite 24.1 Fermo restando il rispetto delle norme urbanistico-edilizie, nelle fasce di rispetto di cui al Titolo III sono eseguibili i seguenti interventi: a) gli interventi di demolizione, senza ricostruzione. In nessun caso è ammessa la ristrutturazione intesa come demolizione e successiva ricostruzione dei volumi esistenti. Potranno essere autorizzati interventi che prevedano parziale demolizione con miglioramento delle condizioni idrauliche e di accesso per manutenzione; b) gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, nonché di ristrutturazione degli edifici esistenti, senza aumenti di superficie e di volume, senza cambiamenti di destinazione d uso che comportino aumento del carico insediativo; c) gli interventi necessari per la manutenzione ordinaria e straordinaria di opere pubbliche e di interesse pubblico e di restauro e di risanamento conservativo di beni di interesse storico-culturale; 24.2 Per esigenze di tutela e di carattere idraulico, gli interventi consentiti includono anche la manutenzione ordinaria e straordinaria dell'area. 16
18 art. 25 Recinzioni e accesso alle fasce di rispetto 25.1 Lungo le sponde dei corsi d acqua deve essere ovunque lasciato libero il passaggio per il personale dell Ente competente e di chi opera per conto dello stesso, anche con mezzi meccanici. Nessuno può intercludere neppure temporaneamente tale passaggio senza autorizzazione dell Ente competente Nelle fasce di rispetto, possono essere ammesse recinzioni con le seguenti prescrizioni in relazione alle distanze minime da mantenere dal corso d acqua: a) distanza minima pari alla profondità delle fasce di rispetto di cui al precedente art. 8 per tutte le recinzioni in muratura o comunque caratterizzate da una loro inamovibilità (cancellate o ringhiere in ferro o altri materiali completamente ancorate al suolo ed inamovibili); b) distanza minima pari o superiore a metri 4,00 per recinzioni asportabili formate da pali e reti metalliche, oppure parapetti in legno o simili che non ostacolino l accesso all alveo e siano di facile rimozione. Nell eventuale atto di autorizzazione dovrà essere precisata la precarietà della stessa, con l indicazione che in ogni momento l Ente competente potrà richiederne la rimozione per motivate ragioni di ordine idraulico e/o per interventi di interesse pubblico; c) distanza minima pari o superiore a metri 0,00 per recinzioni asportabili formate da pali e reti metalliche, oppure parapetti in legno o simili che non ostacolino l accesso all alveo e siano di facile rimozione, solo qualora ne venga documentata la necessità in caso di profondità insufficiente della fascia di rispetto o per protezione dai rischi di caduta nel canale e solo in caso di parere favorevole dell Ente competente alla manutenzione. art. 26 Obblighi dei proprietari frontisti 26.1 I proprietari, gli usufruttuari o i conduttori, dei fondi compresi entro il perimetro della fascia di rispetto devono: a) effettuare la manutenzione ordinaria delle rive e delle sponde dei corsi d acqua provvedendo periodicamente alla decespugliazione ed alla potatura delle alberature presenti; b) tener sempre bene efficienti e puliti i fossi e le rive che circondano o dividono i terreni suddetti, le luci dei ponticelli e gli sbocchi di scolo nelle aste del reticolo; c) aprire tutti quei nuovi fossi che siano necessari per il regolare scolo delle acque, che si raccolgono sui terreni; d) rimuovere immediatamente alberi, tronchi e grossi rami delle piantagioni laterali alla fascia o al corso d acqua, che per impeto del vento o qualsivoglia altra causa, determinino interferenza con il corso d acqua o l area in fascia I frontisti sono responsabili per i danni, di qualsiasi natura, che dovessero derivare dalla mancata ottemperanza degli obblighi di cui al precedente comma I lavori di manutenzione dovranno essere eseguiti nel rispetto delle funzioni idrauliche, ambientali e paesaggistiche proprie delle fasce di rispetto. 17
19 Titolo VI - AUTORIZZAZIONI art. 27 Rilascio di autorizzazione/concessione a fini idraulici 27.1 Le richieste di autorizzazione/concessione all esecuzione degli interventi e delle opere ammissibili dovranno essere presentate all Ente competente, ai sensi del precedente art Le richieste dovranno essere redatte secondo quanto previsto dai competenti Uffici e dovranno riportare in allegato gli elaborati richiesti dai medesimi Uffici, nonché attestazione che le opere non comportino conseguenze negative sul regime delle acque La relazione idraulica-geologica che accompagnerà le richieste di autorizzazione/concessione deve contenere la verifica di compatibilità del manufatto da realizzare, compreso il calcolo idraulico per accertare che la portata di massimo deflusso non venga modificata dal manufatto che si intende realizzare E' inoltre di competenza del beneficiario dell autorizzazione/concessione assicurare la manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere eseguite al fine di garantire la funzionalità delle opere idrauliche, il drenaggio superficiale, l efficienza delle sponde. Al progetto delle opere deve essere allegata una dichiarazione specifica di impegno alla manutenzione. A tale dichiarazione sono subordinati gli atti autorizzativi L autorizzazione/concessione non darà mai luogo ad alcuna ragione d indennizzo a favore del richiedente e suoi aventi causa in ordine a qualunque danno che potessero risentire i manufatti o gli edifici per la loro prossimità al canale e per il deflusso dell acqua nel medesimo. Restano invece a carico del richiedente e suoi aventi causa tutti gli eventuali risarcimenti che dovessero trarre ragione da reclami per danni lamentati dall Ente competente o da terzi a motivo dell intervento realizzato Il rilascio di concessione per gli interventi sul reticolo idrico e relative fasce di rispetto è subordinato al pagamento di un canone di polizia idraulica, secondo gli importi e le specifiche di cui all allegato C della DGR n. 9/2762 del 22/12/2011 e s.m.i., nonché al deposito di una cauzione quantificata nella misura e con le modalità stabilite dai provvedimenti regionali in vigore Per le occupazioni di aree demaniali sui corsi d acqua del reticolo minore di competenza consortile, i consorzi di bonifica calcolano il canone e introitano l importo, con atto di concessione. Tale somma sarà utilizzata per le manutenzioni sul corso d acqua stesso Qualora l area oggetto d intervento ricada in zona sottoposta a vincolo paesistico il richiedente deve presentare apposita domanda di autorizzazione paesaggistica ai sensi della normativa vigente. art. 28 Procedimento amministrativo comunale di rilascio autorizzazione/concessione 28.1 Fatto salvo quanto previsto al precedente art. 27, le richieste di autorizzazione/concessione relative al reticolo idrico minore di competenza comunale, devono essere presentate al Comune secondo quanto indicato nella specifica modulistica predisposta dal Settore competente Il Comune ha facoltà di richiedere, successivamente alla presentazione, la documentazione che risultasse mancante o incompleta, o che sia ritenuta necessaria, fissando un termine per la nuova presentazione In caso di mancanze nella documentazione presentata o decorso invano il termine di cui al punto precedente, la richiesta sarà dichiarata irricevibile e quindi archiviata. 18
20 28.4 Fatto salvo quanto disposto al punto precedente, il procedimento si conclude con rilascio di apposito atto da parte del Dirigente del Settore competente I soggetti che presentano istanza di autorizzazione/concessione sono tenuti al pagamento dei diritti di segreteria/spese di istruttoria definite con atto comunale, nonché dei relativi canoni idraulici. Titolo VII DISPOSIZIONI FINALI art. 29 Obblighi dei proprietari dei manufatti posti sui corsi d acqua e nelle fasce di rispetto Chiunque sia stato autorizzato all esecuzione di interventi o chiunque sia proprietario di manufatti sui corsi d acqua e/o nelle relative fasce di rispetto, ha l obbligo di mantenere costantemente in buono stato le opere eseguite o le proprietà e di eseguire, a propria cura e spese, la manutenzione ordinaria e straordinaria del tratto di corso d acqua e della fascia di rispetto interessato e tutte le eventuali modifiche che gli Enti competenti riterranno di ordinare nell interesse del buon regime idraulico. art. 30 Danni A nessun titolo potrà essere richiesto all Ente competente il risarcimento per danni a fabbricati, piantagioni o altro che si trovino sul corso d acqua o all interno della fascia di rispetto in contrasto con le normative vigenti. art. 31 Sanzioni Per la procedura sanzionatoria valgono le disposizioni previste dalla legislazione statale e regionale in materia. art. 32 Ripristino a seguito di violazione in materia di polizia idraulica 32.1 Tutte le trasgressioni alle presenti norme, quando non costituiscono reato o contravvenzioni contemplati dal Codice Penale o da altre leggi o regolamenti generali, sono accertate e punite come indicato al precedente art. 31 e sono comunicate alla Regione Lombardia Accertata la realizzazione di opere abusive o difformi da quanto autorizzato e in violazione delle presenti norme, il Dirigente competente ingiunge con ordinanza al responsabile dell abuso la riduzione in pristino dello stato dei luoghi nel termine di novanta giorni dall ingiunzione. In caso di inottemperanza nel su indicato termine, la demolizione è eseguita a cura del Comune ed a spese del responsabile dell abuso. 19
21 art. 33 Richieste di sdemanializzazione Per le richieste di sdemanializzazione sul reticolo idrico minore, l Ente competente di cui all art. 5 dovrà fornire il nulla osta idraulico. Ogni richiesta di sdemanializzazione di alveo o parte non più in uso, dovrà essere inviata all'agenzia del Demanio che provvederà, attraverso la Regione, ad istruire la pratica, secondo la procedura stabilita, acquisendo anche il nulla osta idraulico dagli Enti preposti alla gestione del corso d'acqua stesso. art. 34 Modifiche normative e cartografiche In seguito ad accertamenti e/o rilievi territoriali, nonché a modifiche normative, il Dirigente del Settore competente, acquisiti i pareri necessari, propone al Consiglio Comunale l approvazione delle modifiche da apportare alle presenti norme ed all elaborato cartografico di cui al precedente art. 2, al fine di garantirne il costante aggiornamento e la corretta applicazione. art. 35 Norma transitoria E fatto salvo quanto contenuto in autorizzazioni già rilasciate antecedentemente alla data di entrata in vigore delle presenti norme, fatto salvo il rispetto delle leggi vigenti in materia. 20
COMUNE DI TROMELLO (PROVINCIA DI PAVIA) RETICOLO IDRICO PRESENTE NEL TERRITORIO COMUNALE (Delibere G.R. 25/01/02 n 7/7868 e G.R. 01/08/03 n 7/13950 )
COMUNE DI TROMELLO (PROVINCIA DI PAVIA) RETICOLO IDRICO PRESENTE NEL TERRITORIO COMUNALE (Delibere G.R. 25/01/02 n 7/7868 e G.R. 01/08/03 n 7/13950 ) REGOLAMENTO DI POLIZIA IDRAULICA A CURA DI: STUDIO
INDICE REGOLAMENTO DI POLIZIA IDRAULICA 1 TECNO.GEO. STUDIO
INDICE Art. 1 Oggetto del Regolamento... 2 Art. 2 Definizione del reticolo minore... 2 Art. 3 Normativa di riferimento e competenze... 2 Art. 4 Attività amministrativa dei Comuni... 3 Art. 5 Autorizzazione
ing. Flavio Verzotti: - l attività di POLIZIA IDRAULICA e la disciplina amministrativa nei regolamenti comunali - i Contratti di Fiume
Corso sulla: Riqualificazione dei corsi d acqua e tecniche di ingegneria naturalistica Milano, 16 Novembre 2005 ing. Flavio Verzotti: - l attività di POLIZIA IDRAULICA e la disciplina amministrativa nei
Corso sulla: Riqualificazione dei corsi d acqua e tecniche di ingegneria naturalistica Milano, 25 Settembre 2006 ing. Flavio Verzotti: - l attività di POLIZIA IDRAULICA e la disciplina amministrativa nei
ai sensi della D.G.R. 7/7868 del 25.01.2002 e successiva D.G.R. 7/13950 del 01.08.2003
Pagina 1 di 36 ai sensi della D.G.R. 7/7868 del 25.01.2002 e successiva D.G.R. 7/13950 del 01.08.2003 Pagina 2 di 36 INDICE!!! "" " #!! $ #!!!! %!!! ART. 14.1 OPERE DI ATTRAVERSAMENTO... 24 ART. 14.2 OPERE
IDROGEA SERVIZI s.r.l. Via Sanvito Silvestro 55 21100 Varese www.idrogea.com - Email: idrogea@idrogea.com
COMUNE DI ERBUSCO (Provincia di Brescia) INDIVIDUAZIONE DEL RETICOLO IDROGRAFICO PRINCIPALE E MINORE D.G.R. 25 gennaio 2002 n. 7/7868, modificata dalla D.G.R. 1 agosto 2003 n. 7/13950 CRITERI PER L ESERCIZIO
COMUNE DI BRANDICO REGOLAMENTO COMUNALE DI POLIZIA IDRAULICA
Regione Lombardia Provincia di Brescia COMUNE DI BRANDICO RETICOLO IDRICO MINORE (ai sensi D.G.R. n.7/7868 del 25-01-2002, n.7/13950 del 01-08-2003, D.D.G. n. 8943 03-08-2007, D.G.R. n. 8/8127 del 01-10-2008)
COMUNE DI COLICO. Provincia di Lecco RETICOLO IDRICO MINORE
STUDIO DI GEOLOGIA TECNICA ED AMBIENTALE Dott. Cristian Adamoli Via Villatico 11, - 23823 Colico (Lc) / 0341.933011 P.Iva 02471200135 - Cod. Fisc. DML CST 72R19 A745J COMUNE DI COLICO Provincia di Lecco
LINEE GUIDA PER LA PREDISPOSIZIONE DEL REGOLAMENTO RELATIVO AL RETICOLO DI BONIFICA
Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca LINEE GUIDA PER LA PREDISPOSIZIONE DEL REGOLAMENTO RELATIVO AL RETICOLO DI BONIFICA D.G.R. n. 7/7868 del 25/01/2002 della Regione Lombardia L.R. n.
RETICOLO IDRICO MINORE Fondazione Idra ha ottenuto l affidamento per il continuo dei lavori del progetto FESTO, iniziato ormai da più di un anno e che ha visto l individuazione del reticolo principale,
PROVINCIA DI PISA AVVISO DI PROCEDURA APERTA AD EVIDENZA PUBBLICA PER L ASSEGNAZIONE DI AREE DEL DEMANIO IDRICO IN CONCESSIONE CAPITOLATO LOTTO 8
Allegato D8 PROVINCIA DI PISA AVVISO DI PROCEDURA APERTA AD EVIDENZA PUBBLICA PER L ASSEGNAZIONE DI AREE DEL DEMANIO IDRICO IN CONCESSIONE CAPITOLATO LOTTO 8 La Provincia di Pisa intende affidare in concessione
REGOLAMENTO NORMATIVO
STUDIO PEZZAGNO - Ingegneria civile idraulica Dott. Ing. Francesco PEZZAGNO Albo di Brescia n 960 - Dott. Ing. Paolo PEZZAGNO Albo di Brescia n 2706 Allegato n 2 Comune di Capriano del Colle Provincia
COMUNE DI TORBOLE CASAGLIA Provincia di Brescia RETICOLO IDRICO MINORE DEL TERRITORIO COMUNALE - PARTE NORMATIVA - REV 00: FEBBRAIO 2008 REV 01: GIUGNO 2009 REV 02: MARZO 2010 P A PROFESSIONE AMBIENTE
Invarianza idraulica degli insediamenti esistenti e futuri Reticolo idrico minore
Invarianza idraulica degli insediamenti esistenti e futuri Reticolo idrico minore Dario Fossati UO Difesa del suolo ACQUA E SVILUPPO SOSTENIBILE - 20 MARZO 2015 I problemi delle aree urbanizzate (ridotta
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEGLI ALLACCI E SCARICHI IN PUBBLICA FOGNATURA
COMUNE DI POMEZIA (Provincia di ROMA) SEZIONE TUTELA DELL AMBIENTE REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEGLI ALLACCI E SCARICHI IN PUBBLICA FOGNATURA Approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 94
PROCEDURE PER IL RILASCIO DI CONCESSIONI, LICENZE E NULLA OSTA
PROCEDURE PER IL RILASCIO DI CONCESSIONI, LICENZE E NULLA OSTA Art. 1 : Oggetto delle concessioni e licenze Il presente documento, relativo alle opere pubbliche di bonifica, le opere idrauliche e le opere
COMUNE DI VOBARNO Provincia di Brescia
COMUNE DI VOBARNO Provincia di Brescia REGOLLAMENTTO COMUNALLE DII POLLI IZZI IA IDRAULLI I ICA ai sensi della D.G.R. 7/7868 del 25.01.2002 e successiva D.G.R. 7/13950 del 01.08.2003 Pagina 1 di 35 INDICE
COMUNE DI (PAVIA) INDIVIDUAZIONE DEL RETICOLO MINORE RELAZIONE. maggio 2005
COMUNE DI CASATISMA (PAVIA) INDIVIDUAZIONE DEL RETICOLO MINORE RELAZIONE maggio 2005 Dr. ALBERTO MACCABRUNI - Geologo - via Roma, 15-27040 CASATISMA (PV) tel. 0383-891809; fax 891000; E-mail: macbruni@tin.it
DOMANDA 1) PER IL RILASCIO DI CONCESSIONE, LICENZA E NULLA OSTA
DOMANDA 1) PER IL RILASCIO DI CONCESSIONE, LICENZA E NULLA OSTA Data Spettabile CONSORZIO DI BONIFICA RIVIERA BERICA Via Circonvallazione, 2 36040 SOSSANO (VI) Oggetto: Corsi d acqua pertinenti alla bonifica
Difesa del suolo e pianificazione dei bacini idrografici
Quadro normativo: Legge 183/89, «Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo» Si intende: a) per suolo: il territorio, il suolo, il sottosuolo, gli abitati e le opere infrastrutturali;
E STATA PREPARATA APPOSITA MODULISTICA DA PRESENTARE AL COMUNE PER:
Legge Forestale della Toscana n. 39/2/R del 5/9/2001 - Regolamento di La L.R.T. n.1/2003, di modifica ed integrazione della L.R.T.39/2000 Legge forestale della Toscana ha attribuito ai Comuni il rilascio
TURATE Provincia di COMO
TURATE Provincia di COMO INDIVIDUAZIONE DEL RETICOLO IDROGRAFICO PRINCIPALE E MINORE d.g.r. 25 gennaio 2002 n. 7/7868, modificata dalla d.g.r. 1 agosto 2003 n. 7/13950 CRITERI PER L ESERCIZIO DELL ATTIVITA
COMUNE DI CASALBUTTANO Provincia di Cremona. STUDIO GEOLOGICO DEL TERRITORIO COMUNALE (L.R. 24.11.97 N. 41, art. 2)
COMUNE DI CASALBUTTANO Provincia di Cremona STUDIO GEOLOGICO DEL TERRITORIO COMUNALE (L.R. 24.11.97 N. 41, art. 2) NORME GEOLOGICHE DI ATTUAZIONE (N.G.T.) IL GEOLOGO Dr Giovanni Bassi Settembre 2004 RIC-40-04
Assessorato Sviluppo della montagna e foreste - Opere pubbliche - Difesa del suolo Direzione Opere Pubbliche
TABELLA "CANONI DI CONCESSIONE PER UTILIZZO DI PERTINENZE IDRAULICHE" (ART. 1, COMMA 1, LETTERA C DELLA L.R. 12/2004) INTEGRATA DALL ALLEGATO A DEL D.P.G.R. 6/12/2004, n. 14/R) (n.b. le note integrative
Studio geologico del territorio comunale (L.R. n. 41 / 1997)
R e g i o n e L o m b a r d i a Provincia di Milano COMUNE DI NERVIANO Studio geologico del territorio comunale (L.R. n. 41 / 1997) Marzo 2003 PRESCRIZIONI GEOLOGICHE PER LE N.T.A. Studio Associato di
ALLEGATO I Flussi documentali
ALLEGATI 1 ALLEGATO I Flussi documentali INTERVENTI SOGGETTI A PERMESSO A COSTRUIRE e DICHIARAZIONE DI VINCOLO IDROGEOLOGICO La Richiesta di Permesso a costruire all Edilizia Privata munita di ricevuta
RETICOLO IDRICO MINORE E ATTIVITA DI POLIZIA IDRAULICA
PROVINCIA DI BERGAMO COMUNE DI BRUSAPORTO RETICOLO IDRICO MINORE E ATTIVITA DI POLIZIA IDRAULICA 1 Indice 1 OGGETTO DEL REGOLAMENTO... 3 2 DEFINIZIONI... 3 3 COMPETENZE... 4 4 OBIETTIVI E CRITERI... 6
REGIONE PUGLIA ASSESSORATO ALL ECOLOGIA UFFICIO PARCHI E RISERVE NATURALI
AMB/SDL/2005/000 SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE Istituzione della Riserva Naturale Orientata Regionale Palude del Conte e duna costiera 1 SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE Istituzione della Riserva Naturale Orientata
COMUNE DI LENDINARA Provincia di Rovigo REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DIFESA DELL ASSETTO IDRAULICO DEL TERRITORIO
COMUNE DI LENDINARA Provincia di Rovigo REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DIFESA DELL ASSETTO IDRAULICO DEL TERRITORIO Approvato con Delibera di Consiglio Comunale n 74 del 30.11.2009 ESECUTIVO DAL 28.12.2009
5 DIRETTIVA PER LA PROGETTAZIONE DEGLI INTERVENTI E LA FORMULAZIONE DI PROGRAMMI DI MANUTENZIONE
Norme di attuazione - Direttive di Piano 5 DIRETTIVA PER LA PROGETTAZIONE DEGLI INTERVENTI E LA FORMULAZIONE DI PROGRAMMI DI MANUTENZIONE approvata con deliberazione di C.I. n. 1 in data 15 aprile 1998
3. INDIVIDUAZIONE DELLE AREE IDONEE ALLA LOCALIZZAZIONE
3. INDIVIDUAZIONE DELLE AREE IDONEE ALLA LOCALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI DI SMALTIMENTO E RECUPERO DEI RS E RSP Il Piano regionale dei rifiuti secondo stralcio relativo ai rifiuti speciali anche pericolosi,
PROVINCIA DI ROMA. Regolamento di disciplina del procedimento di autorizzazione alla realizzazione di opere idrauliche di competenza provinciale
PROVINCIA DI ROMA Regolamento di disciplina del procedimento di autorizzazione alla realizzazione di opere idrauliche di competenza provinciale Adottato con delibera del Consiglio Provinciale: n. 36 del
COMUNE DI ORZINUOVI Provincia di Brescia
COMUNE DI ORZINUOVI Provincia di Brescia STUDIO PER L INDIVIDUAZIONE DEL RETICOLO IDRICO DEL TERRITORIO COMUNALE E REGOLAMENTO PER LE ATTIVITÀ DI GESTIONE E TRASFORMAZIONE DEL DEMANIO IDRICO E DEL SUOLO
REGOLAMENTO COMUNALE DI POLIZIA IDRAULICA
Comune di COSTA MASNAGA (Provincia di Lecco) REGOLAMENTO COMUNALE DI POLIZIA IDRAULICA (ai sensi dell art. 3 comma 114, della L.R. 1/2000 e della D.G.R. VII/7868/2002 e s.m.i.) Il SINDACO INDICE CAPO PRIMO
AMB/SDL/2005/000 SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE Istituzione del Parco Naturale Regionale Porto Selvaggio e Palude del Capitano 1 SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE Istituzione del Parco Naturale Regionale Porto Selvaggio
- K - PRESCRIZIONI TECNICHE PER LA PROGETTAZIONE E REALIZZAZIONE DELLE RETI FOGNARIE STANDARD PROGETTO SP - TEA - 001.
- K - PRESCRIZIONI TECNICHE PER LA PROGETTAZIONE E REALIZZAZIONE DELLE RETI FOGNARIE (revisione 04) Pagina 1 di 11 INDICE Pag. PARTE K RETI FOGNARIE K.1 3 REQUISITI DEI PROGETTI DI FOGNATURE PER NUOVE
NORME TECNICHE DI POLIZIA IDRAULICA RETICOLO IDRICO MINORE COMUNALE
COMUNE DI: SAN GIACOMO FILIPPO Provincia di Sondrio ATTUAZIONE DELLA D.G.R n.- 7/7868 del 25 gennaio 2002 e successive integrazioni Determinazione del reticolo idrico principale. Trasferimento delle funzioni
Il rischio idraulico REGIONE EMILIA-ROMAGNA. Servizio Tecnico Bacino Reno. Giuseppe Simoni
Il rischio idraulico Giuseppe Simoni Servizio Tecnico Bacino Reno REGIONE EMILIA-ROMAGNA Il rischio da eventi naturali CONCETTI FONDAMENTALI 1) Il RISCHIO è il prodotto di più fattori : - PERICOLOSITA
Modulo Stoccaggio rifiuti speciali non pericolosi da attività di costruzione e demolizione
Provincia dell Aquila Settore Ambiente Genio Civile Protezione Civile Modulo Stoccaggio rifiuti speciali non pericolosi ELENCO E DESCRIZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE DA ALLEGARE IN N. 3 ESEMPLARI IN ORIGINALE
Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Parco Nazionale Arcipelago Toscano ALLEGATO ALLA DELIBERA DI CONSIGLIO DIRETTIVO N. 27 DEL 12.07.2010 LINEE GUIDA PER L'ISTRUTTORIA DELLE
INDIVIDUAZIONE DEL RETICOLO IDRICO MINORE...
INDICE 1. PREMESSA... 2 2. INDIVIDUAZIONE DEL RETICOLO IDRICO MINORE... 4 2.1 CARATTERISTICHE DEL RETICOLO IDRICO COMUNALE... 4 2.2 CRITERI DI INDIVIDUAZIONE DEL RETICOLO MINORE E COMPETENZE DI GESTIONE....
CITTA DI PINEROLO CRONOPROGRAMMA ALLEGATO ALLE VERIFICHE DI PRGC. Scheda n 1 AREE 1 E 2. Scala 1:5000
Scheda n 1 AREE 1 E 2 Area 1: potrebbe essere utilizzata dopo l avvenuta realizzazione delle opere di difesa spondale a monte del nuovo ponte Chisone; dovrà inoltre essere eseguito un argine sul limite
Regolamento del Comune di Bellinzago Lombardo
TITOLO 1:AMBITO DI APPLICAZIONE E SOGGETTI... 2 ART.1 AMBITO DI APPLICAZIONE... 2 ART.2 SOGGETTI COMPETENTI... 2 OBBLIGHI DEI SOGGETTI COMPETENTI... 2 SOGGETTI DI RIFERIMENTO... 3 TITOLO II: GESTIONE RETICOLO
COMUNE DI CAMPONOGARA
REGIONE DEL VENETO PROVINCIA DI VENEZIA COMUNE DI CAMPONOGARA PIANO DELLE ACQUE COMUNALE RELAZIONE SULLA GESTIONE INDICE ARTICOLO 1 - PRINCIPI... 2 ARTICOLO 2 - DEFLUSSO DELLE ACQUE - DEFINIZIONI... 2
Direzione Centrale Sviluppo del Territorio Settore Pianificazione Tematica e Valorizzazione Aree
Direzione Centrale Sviluppo del Territorio Settore Pianificazione Tematica e Valorizzazione Aree SCHEDA SINTETICA DESCRITTIVA RELATIVA ALL IMMOBILE SITO IN VIALE MONZA 148 Allegata all avviso per l attivazione
Indirizzi normativi per la riduzione dell impatto ambientale delle acque meteoriche urbane
Giornata di Studio GESTIONE SOSTENIBILE DELLE ACQUE METEORICHE URBANE Milano - Palazzo Lombardia - Auditorium 21 novembre 2012 Indirizzi normativi per la riduzione dell impatto ambientale delle acque meteoriche
Problematica Idraulica e piani urbanistici
Associazione Nazionale Urbanisti e Pianificatori Territoriali e Ambientali con il patrocinio di Comune di Este Consorzio di Bonifica Adige Euganeo PREVENZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO: UN COMPITO PER LA PIANIFICAZIONE
LEGGE REGIONALE 15 maggio 2006, n. 10. Istituzione del Parco naturale regionale Bosco Incoronata. Art. 2 (Finalità) PARTE PRIMA
8119 PARTE PRIMA Leggi e Regolamenti Regionali LEGGE REGIONALE 15 maggio 2006, n. 10 Istituzione del Parco naturale regionale Bosco Incoronata La seguente legge: IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO IL
Area Risorse Ambientali Smart City e Innovazione Manutenzione dei corpi idrici superficiali Indicazioni generali
Comune di Perugia Area Risorse Ambientali Smart City e Innovazione Manutenzione dei corpi idrici superficiali Indicazioni generali 1 Manutenzione dei corpi idrici superficiali Indicazioni generali. 1.
L.R. 08 Novembre 2004, n. 12 Disposizioni in materia di definizione di illeciti edilizi (1)
L.R. 08 Novembre 2004, n. 12 Disposizioni in materia di definizione di illeciti edilizi (1) SOMMARIO Art. 1 - Oggetto e ambito di applicazione Art. 2 - Opere abusive suscettibili di sanatoria Art. 3 -
MUNICIPIO DELLA CITTA' DI NARO
MUNICIPIO DELLA CITTA' DI NARO (Provincia di Agrigento) --------------------------------------------------- REGOLAMENTO COMUNALE PER L INSTALLAZIONE DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI INDUSTRIALI IN ZONA AGRICOLA
10.1 Localizzazione degli impianti di trattamento e smaltimento rifiuti
torna all Indice Capitolo 10 10 CRITERI DI SELEZIONE DEI SITI IDONEI 10.1 Localizzazione degli impianti di trattamento e smaltimento rifiuti I criteri, assunti dal Piano Territoriale di Coordinamento (PTC),
INOLTRA DOMANDA PER OTTENERE
modello 1 A.O Domanda per ottenere il Nulla Osta all allaccio in fognatura pubblica per lo scarico di reflui domestici provenienti da unità abitative residenziali modello (ai sensi dell art. 45 del D.Lgs.
Comune di Fabriano CONSIGLIO COMUNALE
(Proposta n. 287 10/11/2009) Oggetto: MODIFICA AGLI ARTICOLI art. 24.6-31- 33-41- 50-52 - 53-54 - 55 e 56 le NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE DEL PIANO REGOLATORE GENERALE -ADOZIONE Premesso: Il Dirigente
COMUNE DI ROCCA PRIORA Provincia di R O M A
COMUNE DI ROCCA PRIORA Provincia di R O M A ORIGINALE Registro Generale n. 40 ORDINANZA DEL SETTORE ORDINANZE N. 40 DEL 12-05-2016 Servizio/Ufficio: VIGILI URBANI Oggetto: DISPOSIZIONI IN MERITO ALLA PULIZIA
Insediamenti in cui viene svolta attività di gestione rifiuti.
INDICAZIONI PROGETTUALI PER DOMANDE DI AUTORIZZAZIONE ALLO SCARICO DI ACQUE METEORICHE PROVENIENTI DA INSEDIAMENTI IN CUI VENGONO SVOLTE ATTIVITÀ DI GESTIONE RIFIUTI. Insediamenti in cui viene svolta attività
Norme in materia di tutela e valorizzazione dei beni ambientali, paesistici e culturali.
Campania - L.R. 18-11-1995, n. 24 L.R. 18 novembre 1995, n. 24(1). Norme in materia di tutela e valorizzazione dei beni ambientali, paesistici e culturali. (1) Pubblicata nel B.U. 21 novembre 1995, n.
ELENCO DELLE PROCEDURE AMMINISTRATIVE OPERE DI MANUTENZIONE ORDINARIA NON SOGGETTE A TITOLO EDILIZIO
ELENCO DELLE PROCEDURE AMMINISTRATIVE OPERE DI MANUTENZIONE ORDINARIA NON SOGGETTE A TITOLO EDILIZIO In alcuni casi, pur non necessitando di alcun titolo abilitativo, la consistenza o le modalità dell
OPERAZIONE FIUMI SICURI LINEE GUIDA PER LA PRESENTAZIONE DELLE PROPOSTE DI INTERVENTO
OPERAZIONE FIUMI SICURI LINEE GUIDA PER LA PRESENTAZIONE DELLE PROPOSTE DI INTERVENTO 1. RIFERIMENTI Le presenti linee guida sono redatte in conformità allo Schema di Protocollo d Intesa tra la Regione
R 2 - LINEE DI INTERVENTO
Accordo di Pianificazione ai sensi dell art. 57 della L.R. 36/1997 tra Autorità di bacino del fiume Po Regione Liguria e Provincia di Genova R 2 - LINEE DI INTERVENTO PROGETTO Codice : 1.2/17/04 VARIANTE
COMUNE DI COMUNE ALL IONIO ( Provincia di COSENZA ) COMANDO POLIZIA MUNICIPALE REGOLAMENTO DEI PASSI CARRABILI proposta elaborata da : Ten. Pietro Atene : Responsabile del Corpo di P.M. 1 INDICE Art. 1
OLAMENTO PER L ASSEGNAZIONE DI CONTRIBUTI A SOGGETTI LICI, ENTI E ASSOCIAZIONI PER INTERVENTI RIENTRANTI NELLE FINALITÀ DEL PARCO
ENTE PARCO NAZIONALE GRAN PARADISO Via Pio VII n 9-10135 TORINO OLAMENTO PER L ASSEGNAZIONE DI CONTRIBUTI A SOGGETTI LICI, ENTI E ASSOCIAZIONI PER INTERVENTI RIENTRANTI NELLE FINALITÀ DEL PARCO to con
Comune di Castelfiorentino
Regolamento comunale degli scarichi di acque reflue domestiche ed assimilate alle domestiche In aree non servite da pubblica fognatura (approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 14 del 31/03/2004)
Comune di Cantagallo Provincia di Prato
Comune di Cantagallo Provincia di Prato REGOLAMENTO DEI PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI IN MATERIA DI VINCOLO IDROGEOLOGICO (L.R. 39/2000 LEGGE FORESTALE DELLA TOSCANA Art. 40) Approvato con deliberazione
Valutazione di Incidenza di Piani e Progetti su i Siti Natura 2000.
Valutazione di Incidenza di Piani e Progetti su i Siti Natura 2000. COSÉ LA VALUTAZIONE DI INCIDENZA La valutazione di incidenza è un provvedimento indispensabile per valutare gli effetti che le pianificazioni
DEFINIZIONE DELLA COMPONENTE GEOLOGICA, IDROGEOLOGICA E SISMICA A SUPPORTO DEL P.G.T. Allegato n 3 NORME GEOLOGICHE DI PIANO
COMUNE DI VEDUGGIO CON COLZANO (MONZA E BRIANZA) DEFINIZIONE DELLA COMPONENTE GEOLOGICA, IDROGEOLOGICA E SISMICA A SUPPORTO DEL P.G.T. Allegato n 3 NORME GEOLOGICHE DI PIANO ADOZIONE PUBBLICATO ALL'ALBO
Allegato 12. Sistema di Monitoraggio Ambientale
Integrazione PAC e VAS Punta Olmi Allegato 12 Sistema di Monitoraggio Ambientale Arch. G. Giovarruscio Ing. Maddalena Mestroni Dott. Paolo Parmegiani Dott. Geol. Gianpiero Pinzani Dott. Arch. Gianluca
STUDIO DI DEFINIZIONE DEL RETICOLO IDRICO MINORE
Comuni di Ardesio, Castione della Presolana, Cerete, Clusone, Fino del Monte, Gandellino, Gorno, Gromo, Oltressenda Alta, Oneta, Onore, Parre, Ponte Nossa, Premolo, Rovetta, Songavazzo, Valgoglio, Villa
SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA in materia di Attività Produttive. ai sensi dell art. 19 della Legge n. 241 del 07.08.1990 e s.m.i.
S.C.I.A. N ANNO Allo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di GALLARATE SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA in materia di Attività Produttive ai sensi dell art. 19 della Legge n.
COMUNE DI SANZENO. Approvato con deliberazione consiliare n. 04 di data 19 maggio 2008.
COMUNE DI SANZENO REGOLAMENTO PER LA DETERMINAZIONE DELLE DISTANZE DA MANTENERE DALLE STRADE PER GLI IMPIANTI FRUTTICOLI, PER LE STRUTTURE DI SOSTEGNO E INDIVIDUAZIONE DELLE ZONE INIBITE ALLA POSA DELLE
4.1 REGOLAMENTO PER LA MANUTENZIONE DELLO SPAZIO RURALE
4.1 REGOLAMENTO PER LA MANUTENZIONE DELLO SPAZIO RURALE PREMESSA L amministrazione comunale di Aviatico, al fine di favorire una regolare e ordinata gestione ambientale e paesaggistica delle aree prative

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 14
 Art. 15
 Art. 16
 Art. 17
 Art. 18
 Art. 19
 Art. 20
 Art. 21
 Art. 22
 Art. 23
 Art. 24
 Art. 25
 Art. 26
 Art. 27
 Art. 28
 Art. 29
 Art. 30
 Art. 31
 Art. 32
 Art. 33
 Art. 34
 Art. 35
 art. 1
 art. 2
 art. 2
 art. 3
 art. 4
 art. 2
 art. 5
 art. 6
 art. 7
 art. 6
 art. 8
 art. 2
 art. 2
 Art. 9
 art. 2
 articolo 11
 art. 17
 art. 19
 art. 18
 art. 11
 art. 20
 art. 21
 art. 4
 art. 23
 art. 25
 art. 8
 art. 26
 art. 27
 art. 28
 art. 27
 art. 29
 art. 30
 art. 31
 art. 32
 art. 31
 art. 33
 art. 5
 art. 34
 art. 2
 art. 35
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 ART. 14
 ART. 14
 Art. 1
 art. 2
 art. 2
 art. 3
 ART.1
 ART.2
 ARTICOLO 1
 ARTICOLO 2
 Art. 2
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 art. 45
 art. 24
 art. 57
 Art. 1
 Art. 40
 art. 19
 art. 19