Source: http://www.slideshare.net/eterrait/dir2006-32ce
Timestamp: 2015-04-02 08:45:43+00:00

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Tutte le procedure d'infrazione del...
La normativa per l’efficienza energ...
Direttiva 2006/32/CE - Efficienza degli usi finali dell'energia e servizi energetici
L 114/64 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 27.4.2006 DIRETTIVA 2006/32/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 5 aprile 2006 concernente lefficienza degli usi finali dellenergia e i servizi energetici e recante abrogazione della direttiva 93/76/CEE del Consiglio (Testo rilevante ai fini del SEE)IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELLUNIONE il rispetto degli impegni di Kyoto. Più del 78 % delleEUROPEA, emissioni di gas ad effetto serra della Comunità derivano da attività umane svolte nel settore energetico. Il sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente, istituito dalla decisione n. 1600/2002/CE delvisto il trattato che istituisce la Comunità europea, in Parlamento europeo e del Consiglio (4), prevede laparticolare larticolo 175, paragrafo 1, realizzazione di nuove riduzioni per raggiungere lobiet- tivo a lungo termine della convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico di stabilizzarevista la proposta della Commissione, la concentrazione di gas ad effetto serra nellatmosfera a un livello che impedisca ogni perturbazione antropoge- nica del sistema climatico. Sono necessarie quindi politiche e misure concrete.visto il parere del Comitato economico e sociale europeo (1), (3) Una migliore efficienza degli usi finali dellenergiavisto il parere del Comitato delle regioni (2), consentirà di sfruttare in modo economicamente efficiente le possibilità di risparmi energetici efficaci sotto il profilo dei costi. Le misure volte al miglioramento dellefficienza energetica potrebbero realizzare talideliberando secondo la procedura di cui allarticolo 251 del risparmi energetici aiutando così la Comunità a ridurretrattato (3), la sua dipendenza dalle importazioni di energia. Inoltre, un orientamento favorevole a tecnologie più efficienti sotto il profilo energetico può dare impulso allinnova- zione e alla competitività della Comunità, comeconsiderando quanto segue: sottolineato nella strategia di Lisbona.(1) Nella Comunità è necessario migliorare lefficienza degli (4) La comunicazione della Commissione sullattuazione usi finali dellenergia, controllare la domanda di energia e della prima fase del Programma europeo per il promuovere la produzione di energia rinnovabile, visto cambiamento climatico prevede, tra le misure prioritarie che esiste un margine di manovra relativamente limitato da prendere a livello comunitario per lottare contro il per potere agire ancora a breve o a medio termine sulle cambiamento climatico, lemanazione di una direttiva condizioni di approvvigionamento e di distribuzione sulla gestione della domanda. dellenergia, creando nuova capacità o migliorando la trasmissione e la distribuzione. In tal modo la presente direttiva contribuisce a migliorare la sicurezza dellap- (5) La presente direttiva è in linea con la direttiva 2003/54/ provvigionamento. CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2003, relativa a norme comuni per il mercato interno dellenergia elettrica (5) , e con la direttiva 2003/55/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno(2) Il miglioramento dellefficienza degli usi finali dellenergia 2003, relativa a norme comuni per il mercato interno del contribuirà anche alla riduzione del consumo di energia gas naturale (6), che prevedono la possibilità di far leva primaria, alla riduzione delle emissioni di CO2 e di altri sullefficienza energetica e gestione della domanda come gas ad effetto serra e quindi alla prevenzione di un strumenti alternativi alla creazione di nuova capacità e pericoloso cambiamento climatico. Queste emissioni come strumento di tutela ambientale, dando facoltà alle sono in continuo aumento e rendono sempre più difficile autorità degli Stati membri, tra laltro, di bandire gare per la nuova capacità o di adottare misure per lefficienza energetica e il controllo della domanda, compreso il sistema dei «certificati bianchi».(1) GU C 120 del 20.5.2005, pag. 115.(2) GU C 318 del 22.12.2004, pag. 19.(3) Parere del Parlamento europeo del 7 giugno 2005 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale), posizione comune del (4) GU L 242 del 10.9.2002, pag. 1. Consiglio del 23 settembre 2005 (GU C 275 E dell8.11.2005, (5) GU L 176 del 15.7.2003, pag. 37. Direttiva modificata dalla pag. 19) e posizione del Parlamento europeo del 13 dicembre direttiva 2004/85/CE del Consiglio (GU L 236 del 7.7.2004, 2005 (non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale). pag. 10). Decisione del Consiglio del 14 marzo 2006. (6) GU L 176 del 15.7.2003, pag. 57. 2.
27.4.2006 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 114/65(6) La presente direttiva lascia impregiudicato larticolo 3 della della produzione, trasformazione e distribuzione di energia. direttiva 2003/54/CE, il quale prevede che gli Stati membri La liberalizzazione non ha invece dato vita a una pr%ovvedano affinché tutti i clienti civili — e, se gli Stati concorrenza significativa sui prodotti e servizi che avrebbe membri lo ritengono necessario, le piccole imprese — potuto aumentare lefficienza energetica sul lato della usufruiscano nel rispettivo territorio del servizio universale, domanda. cioè del diritto alla fornitura di energia elettrica di una qualità specifica a prezzi ragionevoli, facilmente e chiara- mente comparabili e trasparenti. (10) Nella sua risoluzione, del 7 dicembre 1998, sullefficienza energetica della Comunità europea (4) , il Consiglio ha(7) La presente direttiva si prefigge pertanto non solo di approvato lobiettivo di migliorare per lintera Comunità promuovere ulteriormente lofferta di servizi energetici ma lintensità energetica nel consumo finale di un ulteriore anche di incentivare maggiormente la domanda. In ogni punto percentuale annuo entro il 2010. Stato membro il settore pubblico dovrebbe quindi dare il buon esempio per quanto riguarda gli investimenti, la manutenzione ed altre spese riguardanti attrezzature che consumano energia, i servizi energetici nonché altre misure (11) Gli Stati membri dovrebbero pertanto adottare obiettivi di miglioramento dellefficienza energetica. Il settore nazionali indicativi di promozione dellefficienza negli usi pubblico dovrebbe pertanto essere incoraggiato a integrare finali dellenergia e garantire la crescita costante e la le considerazioni relative al miglioramento dellefficienza sostenibilità del mercato dei servizi energetici, contribuendo energetica nei suoi investimenti, ammortamenti fiscali e in tal modo allattuazione della strategia di Lisbona. bilanci di funzionamento. Inoltre, il settore pubblico Ladozione di obiettivi nazionali indicativi volti a promuo- dovrebbe sforzarsi di applicare criteri di efficienza energe- vere lefficienza degli usi finali dellenergia offre la possibilità tica in ogni procedura di aggiudicazione degli appalti di effettive sinergie con altri elementi della legislazione pubblici, pratica prevista dalla direttiva 2004/17/CE del comunitaria che, applicati, contribuiranno al raggiungi- Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, mento di tali obiettivi nazionali. che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali (1), e dalla direttiva 2004/18/CE (12) La presente direttiva prevede che gli Stati membri adottino del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo unazione, il conseguimento dei cui obiettivi dipende dagli 2004, relativa al coordinamento delle procedure di effetti prodotti dallazione stessa sugli utenti finali di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture energia. Il risultato finale dellazione degli Stati membri è e di servizi (2), il cui principio è stato confermato dalla condizionato da molti fattori esterni che influenzano il sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee del comportamento degli utenti in materia di uso energetico e 17 settembre 2002 nella causa C-513/99 (3). Tenuto conto di disponibilità ad attuare metodi per un risparmio della grande diversità delle strutture amministrative negli energetico e avvalersi di strumenti di risparmio energetico. Stati membri, i vari tipi di misure che il settore pubblico Pertanto, anche se gli Stati membri si impegnano a può adottare dovrebbero essere prese al livello appropriato compiere uno sforzo per raggiungere lobiettivo del 9 %, nazionale, regionale e/o locale. lobiettivo nazionale in materia di risparmio energetico ha carattere indicativo e non comporta obblighi giuridica-(8) La gamma delle modalità attraverso le quali il settore mente vincolanti per gli Stati membri quanto al suo pubblico può espletare il suo ruolo esemplare è molto conseguimento. variegata: oltre alle misure applicabili elencate agli allegati III e VI, il settore pubblico può, ad esempio, avviare progetti pilota in materia di efficienza energetica e favorire un (13) Al fine di raggiungere il proprio obiettivo indicativo comportamento dei lavoratori efficiente sotto il profilo energetico. Al fine di ottenere lauspicato effetto moltipli- nazionale, gli Stati membri possono fissare autonomamente catore, una serie di queste azioni dovrebbe essere un obiettivo superiore al 9 %. comunicata in modo efficace ai singoli cittadini e/o alle imprese, evidenziando nel contempo i vantaggi economici. (14) Il miglioramento dellefficienza energetica trarrà vantaggio(9) La liberalizzazione del mercato al dettaglio per i clienti finali dallo scambio di informazioni, esperienze e migliori prassi a di elettricità, gas naturale, carbone e lignite, riscaldamento e tutti i livelli, compreso, in particolare, il settore pubblico. in alcuni casi anche teleriscaldamento e teleraffreddamento, Gli Stati membri dovrebbero quindi elencare le misure ha quasi esclusivamente portato a un miglioramento intraprese nellambito della presente direttiva e verificarne le dellefficienza e a una riduzione dei costi sotto il profilo conseguenze, per quanto possibile, nei piani di azione in materia di efficienza energetica. (15) Nello sforzo di conseguire lefficienza energetica, grazie a(1) GU L 134 del 30.4.2004, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo cambiamenti tecnologici, comportamentali e/o economici, dal regolamento (CE) n. 2083/2005 della Commissione (GU L 333 si dovrebbe evitare un significativo impatto ambientale del 20.12.2005, pag. 28). negativo e andrebbero rispettate le priorità sociali.(2) GU L 134 del 30.4.2004, pag. 114. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 2083/2005.(3) Causa C-513/99: Concordia Bus Finland Oy Ab, precedentemente Stagecoach Finland Oy Ab contro Helsingin kaupunki, HKL- Bussiliikenne (Racc. 2002, pag. I-7213). (4) GU C 394 del 17.12.1998, pag. 1. 3.
L 114/66 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 27.4.2006(16) Il finanziamento dellofferta e i costi inerenti alla risultante da investimenti effettuati da terzi per rimbor- domanda svolgono un ruolo rilevante per i servizi sare tali investimenti e coprire le spese per interessi. energetici. La creazione di fondi che sovvenzionino lattuazione di programmi e altre misure di migliora- mento dellefficienza energetica e promuovano lo (23) Per far sì che le tariffe e altri regolamenti per lenergia di sviluppo di un mercato dei servizi energetici costituisce rete favoriscano maggiormente lefficienza degli usi finali pertanto un idoneo strumento ai fini di un finanzia- dellenergia, dovrebbero essere soppressi gli incentivi che mento incentivante e non discriminatorio di tale aumentano inutilmente il volume di energia. mercato. (24) La promozione del mercato dei servizi energetici può essere realizzata con una varietà di mezzi, compresi(17) È possibile migliorare lefficienza degli usi finali delle- quelli non finanziari. nergia tramite laumento della domanda di servizi energetici e la loro maggiore disponibilità o tramite altre misure per il miglioramento dellefficienza energetica. (25) I servizi energetici, i programmi per il miglioramento dellefficienza energetica e le altre misure di migliora- mento dellefficienza energetica poste in essere per(18) Per realizzare il potenziale di risparmio energetico in raggiungere gli obiettivi di risparmio energetico possono taluni segmenti del mercato in cui la diagnosi energetica essere sostenuti e/o attuati mediante accordi volontari tra non è in genere commercializzata, quali lutenza i soggetti interessati e organi del settore pubblico domestica, gli Stati membri dovrebbero garantire la designati dagli Stati membri. disponibilità di tale diagnosi energetica. (26) Gli accordi volontari previsti dalla presente direttiva(19) Le conclusioni del Consiglio del 5 dicembre 2000 dovrebbero essere trasparenti e contenere, laddove annoverano la promozione di servizi energetici attra- opportuno, informazioni almeno sui seguenti aspetti: verso una strategia comunitaria tra i settori prioritari di obiettivi quantificati e graduali, monitoraggio e informa- azione per migliorare lefficienza energetica. zione.(20) I distributori di energia, i gestori del sistema di (27) Il settore dei carburanti e quello dei trasporti hanno un distribuzione e le società di vendita al dettaglio di importante ruolo da svolgere in termini di efficienza energia possono migliorare lefficienza energetica nella energetica e risparmio energetico. Comunità se i servizi energetici da essi commercializzati sono caratterizzati da un uso finale efficiente dellenergia (28) Nella definizione delle misure di miglioramento delleffi- in termini di comfort termico interno, produzione di acqua calda negli immobili, refrigerazione, fabbricazione cienza energetica, occorre tener conto dei vantaggi in del prodotto, illuminazione e forza motrice. Per i termini di efficienza ottenuti tramite limpiego diffuso di distributori di energia, i gestori del sistema di distribu- innovazioni tecnologiche efficienti sotto il profilo costi/ zione e le società di vendita al dettaglio di energia la benefici, ad esempio la misurazione elettronica. Nellam- massimizzazione dei profitti diventa quindi sempre più bito della presente direttiva, tra i contatori individuali a funzione della vendita di servizi energetici ad una prezzi concorrenziali rientrano anche contatori di calore clientela la più ampia possibile anziché funzione della precisi. vendita della massima quantità possibile di energia al singolo cliente. Gli Stati membri dovrebbero adoperarsi (29) Per consentire agli utenti finali di prendere decisioni più per evitare qualsiasi distorsione della concorrenza in informate per quanto riguarda il loro consumo indivi- questo settore, in modo da garantire parità di condizioni duale di energia, essi dovrebbero disporre di una quantità fra tutti i fornitori di servizi energetici; essi possono, ragionevole di informazioni al riguardo e di altre tuttavia, delegare tale compito allautorità nazionale di informazioni pertinenti, quali informazioni sulle misure regolamentazione. previste per il miglioramento dellefficienza energetica, profili comparativi di utenti finali o specifiche tecniche oggettive per apparecchiature che utilizzano energia, che(21) Tenuto debitamente conto dellorganizzazione nazionale possono comportare un fattore quattro, o apparecchia- degli operatori del mercato nel settore energetico e al fine ture analoghe. Si ricorda che alcune di queste informa- di agevolare la realizzazione dei servizi energetici e delle zioni utili dovrebbero già essere fornite agli utenti finali misure di miglioramento dellefficienza energetica previ- ai sensi dellarticolo 3, paragrafo 6, della direttiva 2003/ sti dalla presente direttiva, si dovrebbe offrire agli Stati 54/CE. Inoltre, i consumatori dovrebbero essere attiva- membri la facoltà di imporre ai distributori di energia, ai mente incoraggiati a verificare regolarmente la lettura dei gestori del sistema di distribuzione o alle società di loro contatori. vendita al dettaglio di energia, o, eventualmente, a due o a tre di questi operatori del mercato, lobbligo di prestare tali servizi e di partecipare a tali misure. (30) Tutti i tipi di informazioni relative allefficienza energetica dovrebbero essere ampiamente divulgati, nelle forme opportune, compresa la fatturazione, presso i destinatari(22) Il ricorso al finanziamento tramite terzi è una pratica interessati. Ciò può riguardare anche informazioni su innovativa che dovrebbe essere promossa. In tal caso il quadri finanziari e giuridici, campagne di comunicazione beneficiario non sostiene i costi di investimento e utilizza e promozione e un ampio scambio delle migliori prassi a parte del valore finanziario del risparmio energetico tutti i livelli. 4.
27.4.2006 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 114/67(31) Con ladozione della presente direttiva, tutte le disposi- Articolo 2 zioni sostanziali della direttiva 93/76/CEE del Consiglio, del 13 settembre 1993, intesa a limitare le emissioni di biossido di carbonio migliorando lefficienza energetica Campo dapplicazione (SAVE) (1), risulteranno disciplinate da altre norme comunitarie e, pertanto, la direttiva 93/76/CEE dovrebbe essere abrogata. La presente direttiva si applica:(32) Poiché gli obiettivi della presente direttiva, vale a dire la a) ai fornitori di misure di miglioramento dellefficienza promozione dellefficienza nelluso finale dellenergia e la energetica, ai distributori di energia, ai gestori dei sistemi realizzazione di un mercato interno dei servizi energetici, di distribuzione e alle società di vendita di energia al non possono essere realizzati in misura sufficiente dagli dettaglio. Tuttavia, gli Stati membri possono escludere Stati membri e possono essere realizzati meglio a livello dallapplicazione degli articoli 6 e 13 i piccoli distributori, comunitario, la Comunità può intervenire in base al i piccoli gestori dei sistemi di distribuzione e le piccole principio di sussidiarietà sancito allarticolo 5 del trattato. società di vendita di energia al dettaglio; La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo. b) ai clienti finali. La presente direttiva non si applica tuttavia alle imprese operanti nelle categorie di attività di cui allallegato I della direttiva 2003/87/CE del Parla- mento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, che(33) Le misure necessarie per lattuazione della presente istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissione direttiva sono adottate secondo la decisione 1999/468/ dei gas a effetto serra nella Comunità (3); CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per lesercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione (2), c) alle forze armate, solo nella misura in cui lapplicazione della direttiva non è in contrasto con la natura e lobiettivo primario delle attività delle forze armate e adHANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA: eccezione dei materiali utilizzati esclusivamente a fini militari. CAPO I Articolo 3 OGGETTO E CAMPO DAPPLICAZIONE Definizioni Articolo 1 Ai fini della presente direttiva si applicano le seguenti definizioni: Scopo a) «energia»: qualsiasi forma di energia commercialmente disponibile, inclusi elettricità, gas naturale (compreso ilScopo della presente direttiva è rafforzare il miglioramento gas naturale liquefatto), e il gas di petrolio liquefatto,dellefficienza degli usi finali dellenergia sotto il profilo costi/ qualsiasi combustibile da riscaldamento o raffredda-benefici negli Stati membri: mento, compresi il teleriscaldamento e il teleraffredda- mento, carbone e lignite, torba, carburante per autotrazione (ad esclusione del carburante per laviazione e di quello per uso marina) e la biomassa quale definitaa) fornendo gli obiettivi indicativi, i meccanismi, gli nella direttiva 2001/77/CE del Parlamento europeo e del incentivi e il quadro istituzionale, finanziario e giuridico Consiglio, del 27 settembre 2001, sulla promozione necessari ad eliminare le barriere e le imperfezioni dellenergia elettrica prodotta da fonti energetiche esistenti sul mercato che ostacolano un efficiente uso rinnovabili nel mercato interno dellelettricità (4); finale dellenergia; b) «efficienza energetica»: il rapporto tra i risultati in terminib) creando le condizioni per lo sviluppo e la promozione di di rendimento, servizi, merci o energia e limmissione di un mercato dei servizi energetici e la fornitura di altre energia; misure di miglioramento dellefficienza energetica agli utenti finali. (3) GU L 275 del 25.10.2003, pag. 32. Direttiva modificata dalla direttiva 2004/101/CE (GU L 338 del 13.11.2004, pag. 18).(1) GU L 237 del 22.9.1993, pag. 28. (4) GU L 283 del 27.10.2001, pag. 33. Direttiva modificata dallatto(2) GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23. di adesione del 2003. 5.
L 114/68 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 27.4.2006c) «miglioramento dellefficienza energetica»: un incremento risparmio energetico conseguito avvalendosi della misura dellefficienza degli usi finali dellenergia, risultante da stessa. Il terzo può essere o no una ESCO; cambiamenti tecnologici, comportamentali e/o econo- mici; l) «diagnosi energetica»: procedura sistematica volta a fornire unadeguata conoscenza del profilo di consumod) «risparmio energetico»: la quantità di energia risparmiata, energetico di un edificio o gruppo di edifici, di una determinata mediante una misurazione e/o una stima del attività e/o impianto industriale o di servizi pubblici o consumo prima e dopo lattuazione di una o più misure privati, ad individuare e quantificare le opportunità di di miglioramento dellefficienza energetica, assicurando risparmio energetico sotto il profilo costi-benefici e nel contempo la normalizzazione delle condizioni riferire in merito ai risultati; esterne che influiscono sul consumo energetico;e) «servizio energetico»: la prestazione materiale, lutilità o il m) «strumento finanziario per i risparmi energetici»: qual- vantaggio derivante dalla combinazione di energia con siasi strumento finanziario, quali fondi, sovvenzioni, tecnologie e/o operazioni che utilizzano efficacemente riduzioni fiscali, prestiti, finanziamenti tramite terzi, lenergia, che possono includere le attività di gestione, di contratti di rendimento energetico, contratti di garanzia manutenzione e di controllo necessarie alla prestazione dei risparmi energetici, contratti di esternalizzazione e del servizio, la cui fornitura è effettuata sulla base di un altri contratti, reso disponibile sul mercato da organismi contratto e che in circostanze normali ha dimostrato di pubblici o privati per coprire parzialmente o integral- portare a miglioramenti dellefficienza energetica e/o a mente i costi del progetto iniziale per lattuazione delle risparmi energetici primari verificabili e misurabili o misure di miglioramento dellefficienza energetica; stimabili; n) «cliente finale»: persona fisica o giuridica che acquistaf) «meccanismo di efficienza energetica»: strumento gene- energia per proprio uso finale; rale adottato dallo Stato o da autorità pubbliche per creare un regime di sostegno o di incentivazione agli operatori del mercato ai fini della fornitura e dellacquisto di servizi energetici e altre misure di miglioramento o) «distributore di energia»: persona fisica o giuridica dellefficienza energetica; responsabile del trasporto di energia al fine della sua fornitura a clienti finali e a stazioni di distribuzione che vendono energia a clienti finali. Da questa definizioneg) «programma di miglioramento dellefficienza energetica»: sono esclusi i gestori dei sistemi di distribuzione del gas e attività incentrate su gruppi di clienti finali e che di dellelettricità, i quali rientrano nella definizione di cui norma si traducono in miglioramenti dellefficienza alla lettera p); energetica verificabili e misurabili o stimabili; p) «gestore del sistema di distribuzione»: persona fisica oh) «misura di miglioramento dellefficienza energetica»: giuridica responsabile della gestione, della manutenzione qualsiasi azione che di norma si traduce in miglioramenti e, se necessario, dello sviluppo del sistema di distribu- dellefficienza energetica verificabili e misurabili o zione dellenergia elettrica o del gas naturale in una data stimabili; zona e, se del caso, delle relative interconnessioni con altri sistemi, e di assicurare la capacità a lungo terminei) «società di servizi energetici (ESCO)»: persona fisica o del sistema di soddisfare richieste ragionevoli di giuridica che fornisce servizi energetici e/o altre misure di distribuzione di energia elettrica o gas naturale; miglioramento dellefficienza energetica nelle installa- zioni o nei locali dellutente e, ciò facendo, accetta un certo margine di rischio finanziario. Il pagamento dei q) «società di vendita di energia al dettaglio»: persona fisica o servizi forniti si basa (totalmente o parzialmente) sul giuridica che vende energia a clienti finali; miglioramento dellefficienza energetica conseguito e sul raggiungimento degli altri criteri di rendimento stabiliti; r) «piccolo distributore, piccolo gestore del sistema di distribuzione e piccola società di vendita di energia alj) «contratto di rendimento energetico»: accordo contrat- dettaglio»: persona fisica o giuridica che distribuisce o tuale tra il beneficiario e il fornitore (di norma una ESCO) vende energia a clienti finali e la cui distribuzione o riguardante una misura di miglioramento dellefficienza vendita è inferiore allequivalente di 75 GWh di energia energetica, in cui i pagamenti a fronte degli investimenti allanno o che occupa meno di 10 persone o realizza un in siffatta misura sono effettuati in funzione del livello di fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non miglioramento dellefficienza energetica stabilito contrat- superiore a 2 000 000 EUR; tualmente;k) «finanziamento tramite terzi»: accordo contrattuale che s) «certificato bianco»: certificato rilasciato da organismi di comprende un terzo — oltre al fornitore di energia e al certificazione indipendenti attestante la veridicità delle beneficiario della misura di miglioramento dellefficienza affermazioni degli operatori di mercato che annunciano energetica — che fornisce i capitali per tale misura e risparmi di energia grazie a misure di miglioramento addebita al beneficiario un canone pari a una parte del dellefficienza energetica. 6.
27.4.2006 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 114/69 CAPO II di miglioramento dellefficienza energetica, comprese quelle vigenti a livello nazionale, e riferiscono in merito ai risultati della verifica. OBIETTIVI DI RISPARMIO ENERGETICO 5. Dopo aver esaminato i primi tre anni di applicazione della presente direttiva e riferito al riguardo, la Commissione valuta Articolo 4 lopportunità di presentare una proposta di direttiva per sviluppare ulteriormente, tramite i certificati bianchi, lap- proccio del mercato al miglioramento dellefficienza energe- Obiettivo generale tica.1. Gli Stati membri adottano e mirano a conseguire un Articolo 5obiettivo nazionale indicativo globale di risparmio energetico,pari al 9 % per il nono anno di applicazione della presentedirettiva da conseguire tramite servizi energetici e ad altremisure di miglioramento dellefficienza energetica. Gli Stati Efficienza degli usi finali dellenergia nel settore pubblicomembri adottano misure efficaci sotto il profilo costi-benefici,praticabili e ragionevoli, intese a contribuire al conseguimentodi detto obiettivo. 1. Gli Stati membri assicurano che il settore pubblico svolga un ruolo esemplare nel contesto della presente direttiva. A tal fine, essi comunicano efficientemente ai cittadini e/o alleLobiettivo nazionale indicativo di risparmio energetico è imprese, secondo il caso, il ruolo esemplare e le azioni delstabilito e calcolato in conformità delle disposizioni e del settore pubblico.metodo di cui allallegato I. Ai fini del raffronto dei risparmienergetici e per la conversione in ununità comparabile siapplicano i fattori di conversione di cui allallegato II, a menoche non sia giustificabile il ricorso ad altri fattori di Gli Stati membri assicurano che il settore pubblico prenda unaconversione. Lallegato III riporta alcuni esempi di misure di o più misure di miglioramento dellefficienza energeticamiglioramento dellefficienza energetica ammissibili. privilegiando quelle efficaci sotto il profilo costi-benefici cheLallegato IV definisce un quadro generale per la misurazione generano il maggior risparmio energetico nel minor lasso die la verifica dei risparmi energetici. Il risparmio energetico tempo. Tali misure sono adottate al livello nazionale, regionalenazionale a fronte dellobiettivo nazionale indicativo di e/o locale opportuno e possono essere iniziative legislative e/orisparmio energetico è misurato a decorrere dal 1o gennaio accordi volontari di cui allarticolo 6, paragrafo 2, lettera b), o2008. altri strumenti di effetto equivalente. Fatta salva la normativa nazionale e comunitaria in materia di appalti pubblici:2. Ai fini dei primi piani dazione in materia di efficienzaenergetica (PAEE) da presentare a norma dellarticolo 14, — sono utilizzate almeno due misure tra quelle dellelencociascuno Stato membro stabilisce un obiettivo nazionale contenuto nellallegato VI,indicativo intermedio di risparmio energetico per il terzo annodi applicazione della presente direttiva e fornisce un resocontodella rispettiva strategia per il raggiungimento dellobiettivointermedio e di quello globale. Lobiettivo intermedio è — gli Stati membri agevolano tale processo pubblicandorealistico e coerente con lobiettivo nazionale indicativo orientamenti in materia di efficienza energetica eglobale di risparmio energetico di cui al paragrafo 1. risparmio energetico, quale possibile criterio di valuta- zione in sede di aggiudicazione di appalti pubblici.La Commissione esprime il proprio parere segnalando selobiettivo nazionale indicativo intermedio appare realistico e Gli Stati membri consentono e agevolano lo scambio dellecoerente con lobiettivo globale. migliori prassi tra gli enti del settore pubblico, ad esempio in ordine alle prassi di efficienza energetica relative ad appalti pubblici, a livello tanto nazionale quanto internazionale; a tal fine, lorganismo di cui al paragrafo 2 coopera con la3. Ciascuno Stato membro elabora programmi e misure al Commissione per quanto riguarda lo scambio delle migliorifine di migliorare lefficienza energetica. prassi di cui allarticolo 7, paragrafo 3.4. Gli Stati membri affidano ad una o più autorità o agenzie, 2. Gli Stati membri affidano a uno o più organismi, nuovi onuove o preesistenti, il controllo generale e la responsabilità di preesistenti, la responsabilità amministrativa, gestionale edsupervisionare il quadro istituito, ai fini dellobiettivo di cui al esecutiva dellintegrazione degli obblighi di miglioramentoparagrafo 1. Tali organismi verificano quindi il risparmio dellefficienza energetica di cui al paragrafo 1. Può trattarsienergetico risultante dai servizi energetici e dalle altre misure delle stesse autorità o agenzie di cui allarticolo 4, paragrafo 4. 7.
L 114/70 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 27.4.2006 CAPO III ii) garantire la disponibilità al cliente finale e la promozione di diagnosi energetiche competitive sotto il profilo dei prezzi e effettuate autonoma- mente e/o di misure di miglioramento dellefficienza PROMOZIONE DELLEFFICIENZA DEGLI USI FINALI energetica, a norma dellarticolo 9, paragrafo 2, e DELLENERGIA E DEI SERVIZI ENERGETICI dellarticolo 12; o Articolo 6 iii) contribuire ai fondi e ai meccanismi di finanzia- mento di cui allarticolo 11. Il livello di tali contributi deve essere almeno pari alla stima dei costi indotti dallofferta di una qualsiasi delle attività Distributori di energia, gestori del sistema di di cui al presente paragrafo, e devessere convenutodistribuzione e società di vendita di energia al dettaglio con le autorità o agenzie di cui allarticolo 4, paragrafo 4; e/o1. Gli Stati membri assicurano che i distributori di energia, igestori del sistema di distribuzione e/o le società di vendita di b) assicurano lesistenza o la conclusione di accordienergia al dettaglio: volontari e/o di altri strumenti orientati al mercato, ad esempio certificati bianchi, che abbiano un effetto equivalente a quello di uno o più degli obblighi di cuia) comunichino a richiesta, ma non più di una volta alla lettera a). Lo Stato membro valuta e supervisiona gli allanno, le informazioni statistiche aggregate sui loro accordi volontari e verifica il seguito dato loro per clienti finali alle autorità o agenzie di cui allarticolo 4, accertare che, in pratica, essi abbiano un effetto paragrafo 4, o ad altri organismi designati, purché questi equivalente a quello di uno o più degli obblighi di cui trasmettano a loro volta ai primi le informazioni alla lettera a). ricevute. Dette informazioni devono essere sufficienti per progettare e attuare adeguatamente programmi di miglioramento dellefficienza energetica e per promuo- vere e monitorare i servizi energetici e le altre misure di A tale scopo, gli accordi volontari hanno obiettivi chiari e miglioramento dellefficienza energetica. Possono com- univoci, e contengono obblighi di monitoraggio e prendere dati storici e devono includere i dati attuali sul relazione connessi con le procedure che possono portare consumo dellutenza finale, compresi, ove opportuno, a misure riviste e/o addizionali quando gli obiettivi non profili di carico, segmentazione della clientela e ubica- sono raggiunti o è improbabile che lo siano. Al fine di zione geografica dei clienti, tutelando nel contempo garantire la trasparenza, gli accordi volontari sono messi lintegrità e la riservatezza delle informazioni che a disposizione del pubblico e pubblicati prima di essere riguardano la sfera privata o sono sensibili sul piano applicati, nella misura in cui le norme applicabili in commerciale, in conformità della normativa comunitaria materia di riservatezza lo consentono, e contengono un applicabile; invito a commentare rivolto agli operatori.b) si astengano da ogni attività che possa impedire la 3. Gli Stati membri assicurano che siano offerti anche ad richiesta e la prestazione dei servizi energetici e delle altre operatori del mercato diversi dai distributori di energia, dai misure di miglioramento dellefficienza energetica o gestori del sistema di distribuzione e dalle società di vendita di ostacolare lo sviluppo dei relativi mercati. Laddove siano energia al dettaglio, quali società di servizi energetici (ESCO), svolte dette attività, gli Stati membri interessati adottano i installatori dimpianti energetici e consulenti per lenergia, provvedimenti necessari per porvi fine. incentivi sufficienti e pari condizioni di esercizio e di concorrenza che permettano loro di offrire e realizzare in autonomia i servizi energetici, le diagnosi energetiche e le misure di miglioramento dellefficienza energetica di cui al2. Gli Stati membri: paragrafo 2, lettera a), punti i) e ii).a) selezionano uno o più dei seguenti obblighi che i 4. Ai sensi dei paragrafi 2 e 3, gli Stati membri possono distributori di energia, i gestori del sistema di distribu- conferire responsabilità ai gestori del sistema di distribuzione zione e/o le società di vendita di energia al dettaglio solo qualora ciò sia in linea con gli obblighi di separazione devono adempiere, direttamente e/o indirettamente contabile previsti dallarticolo 19, paragrafo 3, della direttiva tramite altri fornitori di servizi energetici o misure di 2003/54/CE, e dallarticolo 17, paragrafo 3, della direttiva miglioramento dellefficienza energetica: 2003/55/CE. i) garantire lofferta al cliente finale e la promozione di 5. Lattuazione del presente articolo lascia impregiudicate le servizi energetici competitivi sotto il profilo dei deroghe o le esenzioni concesse a norma delle direttive 2003/ prezzi; o 54/CE e 2003/55/CE. 8.
27.4.2006 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 114/71 Articolo 7 Articolo 10 Disponibilità dellinformazione Tariffe per lefficienza energetica e altri regolamenti per lenergia di rete1. Gli Stati membri assicurano che le informazioni suimeccanismi di efficienza energetica e sul quadro finanziario egiuridico adottati nellintento di conseguire lobiettivo nazio- 1. Gli Stati membri assicurano la soppressione di queglinale indicativo di risparmio energetico siano trasparenti e incentivi, nelle tariffe per la trasmissione e la distribuzione, cheoggetto di ampia divulgazione agli operatori del mercato del aumentano inutilmente il volume di energia distribuita osettore. trasmessa. In proposito, a norma dellarticolo 3, paragrafo 2, della direttiva 2003/54/CE e dellarticolo 3, paragrafo 2, della direttiva 2003/55/CE, gli Stati membri possono imporre alle2. Gli Stati membri garantiscono che si intensifichino gli imprese che operano rispettivamente nei settori dellenergiasforzi intesi a promuovere lefficienza degli usi finali elettrica e del gas, obblighi relativi al servizio pubblicodellenergia. Essi prevedono condizioni e incentivi adeguati concernenti lefficienza energetica.affinché gli operatori del mercato forniscano agli utenti finalimaggiori informazioni e consulenze sullefficienza degli usifinali dellenergia. 2. Gli Stati membri possono consentire che taluni elementi dei sistemi e delle strutture tariffarie abbiano finalità sociale,3. La Commissione garantisce che le informazioni sulle purché eventuali effetti negativi sul sistema di trasmissione e dimigliori prassi in materia di risparmio energetico negli Stati distribuzione siano mantenuti al minimo necessario e nonmembri siano scambiate e ampiamente diffuse. siano sproporzionati rispetto alla finalità sociale. Articolo 8 Articolo 11Disponibilità di sistemi di qualificazione, accreditamento e certificazione Fondi e meccanismi di finanziamentoPerché sia raggiunto un livello elevato di competenza tecnica,di obiettività e di attendibilità, gli Stati membri assicurano, 1. Fatti salvi gli articoli 87 e 88 del trattato, gli Stati membriladdove lo ritengano necessario, la disponibilità di sistemi possono istituire uno o più fondi per sovvenzionare laappropriati di qualificazione, accreditamento e/o certificazione fornitura di programmi di miglioramento dellefficienzaper i fornitori di servizi energetici, di diagnosi energetiche e energetica e di altre misure di miglioramento dellefficienzadelle misure di miglioramento dellefficienza energetica di cui energetica e per promuovere lo sviluppo di un mercato diallarticolo 6, paragrafo 2, lettera a), punti i) e ii). dette misure. Queste ultime includono la promozione di diagnosi energetiche, strumenti finanziari per il risparmio energetico e, se necessario, un miglioramento delle misura- zioni e delle fatture informative. I fondi devono inoltre avere Articolo 9 come obiettivo settori delluso finale in cui i rischi o i costi di transazione sono più elevati. Strumenti finanziari per il risparmio di energia 2. Una volta costituiti, i fondi possono prevedere sovven- zioni, prestiti, garanzie finanziarie e/o altre tipologie di1. Gli Stati membri abrogano o modificano le disposizioni finanziamento capaci di garantire i risultati.legislative e regolamentari nazionali, ad esclusione di quelle dinatura palesemente fiscale, che impediscono o limitanoinutilmente o in modo sproporzionato luso di strumentifinanziari a fini di risparmio energetico nel mercato dei servizi 3. I fondi sono accessibili a tutti i fornitori di misure dienergetici o delle altre misure di miglioramento dellefficienza miglioramento dellefficienza energetica quali le ESCO, ienergetica. consulenti indipendenti per lenergia, i distributori di energia, i gestori del sistema di distribuzione, le società di vendita di energia al dettaglio e gli installatori. Gli Stati membri possono2. Gli Stati membri mettono a disposizione degli acquirenti decidere di rendere accessibili i fondi a tutti i clienti finali. Ieffettivi e potenziali dei servizi energetici o delle altre misure di bandi di gara o i metodi equivalenti che garantiscono unamiglioramento dellefficienza energetica, nel settore pubblico e totale trasparenza sono conformi alle procedure di appaltoin quello privato, contratti modello per detti strumenti applicabili. Gli Stati membri assicurano che tali fondi integrinofinanziari. Detti contratti possono emanare dalla stessa le misure di miglioramento dellefficienza energetica finanziateautorità o agenzia di cui allarticolo 4, paragrafo 4. su base commerciale senza entrare in competizione con esse. 9.
L 114/72 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 27.4.2006 Articolo 12 ad un nuovo allacciamento in un nuovo edificio o si eseguono importanti ristrutturazioni come quelle cui fa riferimento la direttiva 2002/91/CE, si forniscono sempre contatori indivi- duali di questo tipo a prezzi concorrenziali. Diagnosi energetiche 2. Gli Stati membri provvedono affinché, laddove oppor-1. Gli Stati membri assicurano la disponibilità di sistemi di tuno, le fatture emesse dai distributori di energia, dai gestoridiagnosi energetica efficaci e di alta qualità destinati a del sistema di distribuzione e dalle società di vendita di energiaindividuare eventuali misure di miglioramento dellefficienza al dettaglio si basino sul consumo effettivo di energia, e sienergetica applicate in modo indipendente a tutti i consuma- presentino in modo chiaro e comprensibile. Insieme allatori finali, compresi i clienti di piccole dimensioni nel settore fattura sono fornite adeguate informazioni per presentare alcivile, commerciale e le piccole e medie imprese. cliente finale un resoconto globale dei costi energetici attuali. Le fatture, basate sul consumo effettivo, sono emesse con una frequenza tale da permettere ai clienti di regolare il loro2. I segmenti del mercato aventi costi di transazione più consumo energetico.elevati e strutture non complesse possono essere raggiunti daaltre misure quali i questionari e programmi informaticidisponibili su Internet e/o inviati per posta ai clienti. Gli Stati 3. Gli Stati membri provvedono affinché, ove opportuno, imembri garantiscono la disponibilità delle diagnosi energeti- distributori di energia, i gestori del sistema di distribuzione oche per i segmenti di mercato in cui esse non vengono le società di vendita di energia al dettaglio offrano ai clienticommercializzate, tenendo conto dellarticolo 11, paragrafo 1. finali le seguenti informazioni in modo chiaro e comprensibile nelle loro fatture, contratti, transazioni e/o ricevute emesse dalle stazioni di distribuzione, o unitamente ai medesimi:3. La certificazione di cui allarticolo 7 della direttiva 2002/91/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre a) prezzi correnti effettivi e consumo energetico effettivo;2002, sul rendimento energetico nelledilizia (1), si consideraequivalente ad una diagnosi energetica che risponda airequisiti di cui ai paragrafi 1 e 2 del presente articolo e b) confronti tra il consumo attuale di energia del clienteequivalente ad una diagnosi energetica di cui allallegato VI, finale e il consumo nello stesso periodo dellannolettera e), della presente direttiva. Si ritiene inoltre che le precedente, preferibilmente sotto forma di grafico;diagnosi derivanti da sistemi basati su accordi volontari traassociazioni di soggetti interessati e un organismo designato,sorvegliato e controllato dallo Stato membro interessatoconformemente allarticolo 6, paragrafo 2, lettera b), della c) qualora possibile e vantaggioso, confronti rispetto ad unpresente direttiva abbiano anchesse soddisfatto i requisiti utente di energia medio o di riferimento della stessafiguranti ai paragrafi 1 e 2 del presente articolo. categoria di utente; d) informazioni sui punti di contatto per le organizzazioni Articolo 13 di consumatori, le agenzie per lenergia o organismi analoghi, compresi i siti Internet da cui si possono ottenere informazioni sulle misure di miglioramento Misurazione e fatturazione informativa del consumo dellefficienza energetica disponibili, profili comparativi energetico di utenza finale e/o specifiche tecniche obiettive per le apparecchiature che utilizzano energia.1. Gli Stati membri provvedono affinché, nella misura in cui CAPO IVsia tecnicamente possibile, finanziariamente ragionevole eproporzionato rispetto ai risparmi energetici potenziali, iclienti finali di energia elettrica, gas naturale, teleriscaldamento DISPOSIZIONI FINALIe/o raffreddamento e acqua calda per uso domestico, ricevanoa prezzi concorrenziali contatori individuali che riflettano conprecisione il loro consumo effettivo e forniscano informazioni Articolo 14sul tempo effettivo duso. RelazioniAl momento di sostituire un contatore esistente, si fornisconosempre contatori individuali di questo tipo a prezziconcorrenziali, a meno che ciò sia tecnicamente impossibile 1. Gli Stati membri che per finalità varie già usano metodi die antieconomico in relazione al potenziale risparmio calcolo per misurare il risparmio energetico simili a quellienergetico preventivato a lungo termine. Quando si procede descritti nellallegato IV al momento dellentrata in vigore della presente direttiva possono trasmettere alla Commissione informazioni opportunamente dettagliate. Tali informazioni sono trasmesse prima possibile, preferibilmente entro il 17 novembre 2006 e consentono alla Commissione di tenere(1) GU L 1 del 4.1.2003, pag. 65. debito conto delle prassi esistenti. 10.
27.4.2006 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 114/732. Gli Stati membri trasmettono alla Commissione: 5. Sulla base dei PAEE la Commissione valuta lentità dei progressi realizzati nel raggiungimento dei rispettivi obiettivi nazionali indicativi di risparmio energetico. La Commissione— un primo PAEE entro il 30 giugno 2007, espone le sue conclusioni in una relazione:— un secondo PAEE entro il 30 giugno 2011, — sul primo PAEE entro il 1o gennaio 2008,— un terzo PAEE entro il 30 giugno 2014. — sul secondo PAEE entro il 1o gennaio 2012,Tutti i PAEE illustrano le misure di miglioramento delleffi-cienza energetica volte al conseguimento degli obiettivi di cui — sul terzo PAEE entro il 1o gennaio 2015.allarticolo 4, paragrafi 1 e 2, e al rispetto delle disposizioni sulruolo esemplare del settore pubblico e sulla divulgazione diinformazioni e consulenze agli utenti finali di cui, rispettiva-mente, allarticolo 5, paragrafo 1, e allarticolo 7, paragrafo 2. Tali relazioni contengono informazioni su azioni analoghe a livello comunitario, ivi inclusa la normativa attualmente in vigore e la normativa futura. Le relazioni tengono conto altresì del sistema di riferimento di cui allarticolo 15, paragrafo 4,Il secondo e il terzo PAEE: individuano le migliori prassi, segnalano i casi in cui gli Stati membri e/o la Commissione non stanno compiendo sufficienti progressi e possono contenere delle raccomanda-— includono unanalisi e una valutazione approfondite del zioni. precedente PAEE,— includono i risultati definitivi riguardo al conseguimento La seconda relazione è seguita, se ritenuto opportuno e degli obiettivi di risparmio energetico di cui allarticolo 4, necessario, da proposte al Parlamento europeo ed al Consiglio paragrafi 1 e 2, relative a ulteriori provvedimenti, inclusa uneventuale proroga del periodo di applicazione degli obiettivi. Se dalla relazione si evince che non sono stati compiuti sufficienti progressi verso il conseguimento degli obiettivi nazionali— includono piani relativi a misure addizionali e informa- indicativi, le suddette proposte vertono sul livello e sulla zioni sugli effetti previsti dalle stesse intesi ad ovviare alle natura degli obiettivi. carenze constatate o previste rispetto agli obiettivi,— prevedono, ai sensi dellarticolo 15, paragrafo 4, il ricorso Articolo 15 e il graduale incremento del ricorso a indicatori e parametri di efficienza armonizzati, sia per la valutazione di precedenti misure, sia per gli effetti stimati di misure Revisione e adeguamento del contesto future già pianificate,— si basano sui dati disponibili, integrati da stime. 1. I valori e i metodi di calcolo di cui agli allegati II, III, IV e V sono adeguati al progresso tecnico secondo la procedura di cui allarticolo 16, paragrafo 2.3. Entro il 17 maggio 2008 la Commissione pubblica unavalutazione dimpatto sui costi/benefici al fine di esaminare inessi esistenti tra le norme, le regole e le politiche dellUnione 2. Entro il 1o gennaio 2008, la Commissione, secondo laeuropea e le misure in materia di efficienza degli usi finali di procedura di cui allarticolo 16, paragrafo 2, perfeziona eenergia. completa ulteriormente, come richiesto, i punti da 2 a 6 dellallegato IV, rispettando il quadro generale che figura allallegato IV.4. La valutazione dei PAEE avviene secondo la procedura dicui allarticolo 16, paragrafo 2: 3. Entro il 1o gennaio 2012 la Commissione, secondo la— il primo PAEE è riesaminato entro il 1o gennaio 2008, procedura di cui allarticolo 16, paragrafo 2, aumenta la percentuale di calcoli «bottom-up» armonizzati utilizzati nel modello di calcolo armonizzato di cui allallegato IV, punto 1, fatti salvi i sistemi degli Stati membri che usano già una— il secondo PAEE è riesaminato entro il 1o gennaio 2012, percentuale più elevata. Il nuovo modello di calcolo armonizzato con una percentuale notevolmente più elevata di calcoli «bottom-up» è utilizzato per la prima volta a partire— il terzo PAEE è riesaminato entro il 1o gennaio 2015. dal 1o gennaio 2012. 11.
L 114/74 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 27.4.2006Ogniqualvolta sia praticabile e possibile, la misurazione dei Articolo 17risparmi totali sullintero periodo di applicazione delladirettiva è effettuata avvalendosi del suddetto modello di Abrogazionecalcolo armonizzato, fatti salvi i sistemi degli Stati membri cheusano una percentuale più elevata di calcoli «bottom-up». La direttiva 93/76/CEE è abrogata. Articolo 184. Entro il 30o giugno 2008 la Commissione, secondo laprocedura di cui allarticolo 16, paragrafo 2, elabora un Attuazioneinsieme di indicatori armonizzati di efficienza energetica e 1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioniparametri di riferimento basati sui medesimi, tenendo conto legislative, regolamentari ed amministrative necessarie perdei dati disponibili o dei dati che possono essere raccolti in conformarsi alla presente direttiva entro il 17o maggio 2008maniera economicamente vantaggiosa per ciascuno Stato ad eccezione delle disposizioni dellarticolo 14, paragrafi 1, 2 emembro. Ai fini dellelaborazione dei suddetti indicatori e 4, che devono essere attuate al più tardi il 17o maggio 2006.parametri di riferimento armonizzati di efficienza energetica, Essi ne informano immediatamente la Commissione.la Commissione si avvale, come guida di riferimento,dellelenco indicativo di cui allallegato V. Gli Stati membri Quando gli Stati membri adottano tali misure, questeintegrano gradualmente i suddetti indicatori e parametri di contengono un riferimento alla presente direttiva o sonoriferimento nelle statistiche incluse nei loro PAEE, come corredate di un siffatto riferimento allatto della pubblicazioneprevisto allarticolo 14, e se ne servono come uno degli ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Statistrumenti a loro disposizione per definire i settori prioritari membri.futuri nellambito dei PAEE. 2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno che essi adottanoEntro il 17o maggio 2011 la Commissione presenta al nel settore disciplinato dalla presente direttiva.Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sui progressirealizzati nel definire gli indicatori e i parametri di riferimento. Articolo 19 Entrata in vigore Articolo 16 La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dellUnione Comitato europea.1. La Commissione è assistita da un comitato. Articolo 20 Destinatari2. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, siapplicano gli articoli 5 e 7 della decisione 1999/468/CE, Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.tenendo conto delle disposizioni dellarticolo 8 della stessa. Fatto a Strasburgo, addì 5 aprile 2006.Il periodo di cui allarticolo 5, paragrafo 6, della decisione1999/468/CE è fissato a tre mesi. Per il Parlamento europeo Per il Consiglio Il presidente Il presidente3. Il comitato adotta il proprio regolamento interno. J. BORRELL FONTELLES H. WINKLER 12.
27.4.2006 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 114/75 ALLEGATO I Metodo di calcolo dellobiettivo nazionale indicativo di risparmio energetico Il metodo utilizzato per calcolare lobiettivo nazionale indicativo di risparmio energetico di cui allarticolo 4 è il seguente. 1. Per calcolare lammontare medio annuo del consumo gli Stati membri si avvalgono del consumo energetico interno annuo finale di tutti gli utenti finali rientranti nellambito di applicazione della presente direttiva relativo allultimo periodo di cinque anni precedente lattuazione della presente direttiva per il quale essi dispongono di dati ufficiali. Il suddetto consumo finale di energia è rappresentato dalla quantità di energia distribuita o venduta ai clienti finali durante il periodo di cinque anni, non adattata ai gradi/giorno né ai cambiamenti strutturali o della produzione. In base a tale ammontare medio annuo del consumo lobiettivo nazionale indicativo di risparmio energetico sarà calcolato una prima volta e lammontare assoluto di energia da risparmiare che ne risulterà sarà applicato per tutto il periodo di applicazione della presente direttiva. Lobiettivo nazionale indicativo di risparmio energetico: a) consiste nel 9 % dellammontare medio annuo del consumo di cui sopra; b) è misurato dopo il nono anno di applicazione della direttiva; c) è il risultato del cumulo dei risparmi energetici annuali conseguiti nellintero periodo di nove anni di applicazione della presente direttiva; d) è da conseguire tramite servizi energetici e altre misure di miglioramento dellefficienza energetica. Il presente metodo di misurazione dei risparmi energetici assicura che il risparmio energetico totale prescritto dalla presente direttiva sia un importo fisso e sia pertanto indipendente dalla futura crescita del PIL e da qualsiasi futuro aumento del consumo di energia. 2. Lobiettivo nazionale indicativo di risparmio energetico è espresso in valori assoluti in GWh o in una misura equivalente, calcolati conformemente allallegato II. 3. Nel calcolo dei risparmi energetici annuali possono essere presi in considerazione i risparmi energetici realizzati in un determinato anno successivo allentrata in vigore della presente direttiva grazie a misure di miglioramento dellefficienza energetica di effetto durevole e avviate non prima del 1995. In taluni casi, se le circostanze lo giustificano, possono essere prese in considerazione misure avviate prima del 1995, ma non prima del 1991. Le misure di tipo tecnologico dovrebbero essere aggiornate per tenere conto del progresso tecnico oppure essere valutate sulla base del relativo parametro di riferimento. La Commissione definisce orientamenti relativi alle modalità di misurazione o di stima delleffetto di tutte le misure di miglioramento dellefficienza energetica sulla base, ove possibile, della legislazione comunitaria in vigore, quali ad esempio la direttiva 2004/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell11 febbraio 2004, sulla promozione della cogenerazione basata su una domanda di calore utile nel mercato interno dellenergia (1) e la direttiva 2002/91/CE. I risparmi energetici che ne risultano devono comunque continuare ad essere verificabili e misurabili o stimabili in conformità del quadro generale di cui allallegato IV. (1) GU L 52 del 21.2.2004, pag. 50. 13.
L 114/76 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 27.4.2006 ALLEGATO II Tenore di energia di una serie di combustibili per il consumo finale — Tabella di conversione (1) Fonte di energia kJ (NCV) kgep (NCV) kWh (NCV) 1 kg di carbone 28 500 0,676 7,917 1 kg di carbon fossile 17 200-30 700 0,411-0,733 4,778-8,528 1 kg di mattonelle di lignite 20 000 0,478 5,556 1 kg di lignite nera 10 500-21 000 0,251-0,502 2,917-5,833 1 kg di lignite 5 600-10 500 0,134-0,251 1,556-2,917 1 kg di scisti bituminosi 8 000-9 000 0,191-0,215 2,222-2,500 1 kg di torba 7 800-13 800 0,186-0,330 2,167-3,833 1 kg di mattonelle di torba 16 000-16 800 0,382-0,401 4,444-4,667 1 kg di olio pesante residuo (olio pesante) 40 000 0,955 11,111 1 kg di olio combustibile 42 300 1,010 11,750 1 kg di carburante (benzina) 44 000 1,051 12,222 1 kg di paraffina 40 000 0,955 11,111 1 kg di GPL 46 000 1,099 12,778 1 kg di gas naturale (1) 47 200 1,126 13,10 1 kg di GNL 45 190 1,079 12,553 1 kg di legname (umidità 25 %) (2) 13 800 0,330 3,833 1 kg di pellet/mattoni di legno 16 800 0,401 4,667 1 kg di rifiuti 7 400-10 700 0,177-0,256 2,056-2,972 1 MJ di calore derivato 1 000 0,024 0,278 1 kWh di energia elettrica 3 600 0,086 1 (3) Fonte: Eurostat. (1) 93 % metano. (2) Gli Stati membri possono applicare altri valori in funzione del tipo di legname maggiormente utilizzato nel rispettivo Stato membro. (3) Per i risparmi di energia elettrica in kWh gli Stati membri possono applicare un coefficiente prestabilito pari a 2,5 che tiene conto del 40 % dell’efficienza di produzione media dell’UE nel periodo considerato. Gli Stati membri possono applicare un coefficiente diverso a condizione di poterlo giustificare. (1) Gli Stati membri possono applicare fattori di conversione diversi se questi possono essere giustificati. 14.
27.4.2006 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 114/77 ALLEGATO III Elenco indicativo di esempi di misure di miglioramento dellefficienza energetica ammissibili Il presente allegato fornisce esempi relativi ai programmi e ad altre misure di miglioramento dellefficienza energetica che possono essere sviluppati ed attuati nel contesto dellarticolo 4. Per poter essere prese in considerazione o stimate, tali misure di miglioramento dellefficienza energetica devono tradursi in risparmi energetici che possono essere chiaramente misurati e verificati o stimati in conformità degli orientamenti riportati nellallegato IV e la loro incidenza sul risparmio energetico non deve essere già stata considerata in altre misure specifiche. Gli elenchi seguenti non sono completi bensì orientativi. Esempi di misure di miglioramento dellefficienza energetica ammissibili Settori abitativo e terziario: a) riscaldamento e raffreddamento (ad esempio pompe di calore, nuove caldaie efficienti, installazione/ aggiornamento efficiente di sistemi di teleriscaldamento e raffreddamento); b) isolamento e ventilazione (ad esempio isolamento delle cavità murarie e dei tetti, doppi/tripli vetri alle finestre, riscaldamento e raffreddamento passivo); c) acqua calda (ad esempio installazione di nuovi dispositivi, uso diretto ed efficiente per il riscaldamento degli ambienti, lavatrici); d) illuminazione (ad esempio nuove lampade e alimentatori a risparmio energetico, sistemi di controllo digitale, uso di rivelatori di movimento negli impianti di illuminazione degli edifici a uso commerciale); e) cottura e refrigerazione (ad esempio, nuovi apparecchi efficienti, sistemi di recupero del calore); f) altre attrezzature e apparecchi (ad esempio apparecchi di cogenerazione, nuovi dispositivi efficienti, sistemi di temporizzazione per luso ottimale dellenergia, riduzione delle perdite di energia in stand‑by, installazione di condensatori per ridurre la potenza reattiva, trasformatori a basse perdite); g) generazione domestica di fonti di energia rinnovabile che consente di ridurre la quantità di energia acquistata (ad esempio applicazioni termiche dellenergia solare, acqua calda domestica, riscaldamento e raffreddamento degli ambienti a energia solare). Settore industriale: h) processi di fabbricazione di prodotti (ad esempio uso più efficiente di aria compressa, condensato e interruttori e valvole, uso di sistemi automatici e integrati, modi di stand‑by efficienti); i) motori e sistemi di trasmissione (ad esempio aumento delluso dei controlli elettronici, variatori di velocità, programmazione di applicazione integrata, conversione di frequenza, motore elettrico ad alto rendimento); j) ventole, variatori di velocità e ventilazione (ad esempio nuovi dispositivi/sistemi, uso di ventilazione naturale); k) gestione della risposta alla domanda (ad esempio gestione del carico, sistemi di livellamento delle punte di carico); l) cogenerazione ad alto rendimento (ad esempio apparecchi di cogenerazione). Settore dei trasporti: m) modo di trasporto utilizzato (ad esempio promozione di veicoli efficienti dal punto di vista energetico, uso efficiente dei veicoli dal punto di vista energetico compresi sistemi di adeguamento della pressione dei pneumatici, dispositivi di efficienza energetica e dispositivi aggiuntivi per veicoli, additivi per carburanti che migliorano lefficienza energetica, oli a elevato potere lubrificante, pneumatici a bassa resistenza); 15.
L 114/78 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 27.4.2006 n) cambiamento dei modi di trasporto [ad esempio modalità di trasporto casa/ufficio senzauto, auto in condivisione (car sharing), cambiamento dei modi di trasporto da modalità di trasporto più energivore a quelle meno energivore, per passeggero/chilometro o per tonnellata/chilometro]; o) giornate senzauto. Misure intersettoriali: p) norme principalmente dirette a migliorare lefficienza energetica dei prodotti e dei servizi, compresi gli immobili; q) regimi di etichettatura energetica; r) sistemi di misurazione intelligenti, quali strumenti di misurazione individuali gestiti a distanza, e fatture informative; s) formazione e istruzione che portano allapplicazione di tecnologie e/o tecniche efficienti dal punto di vista energetico. Misure orizzontali: t) regolamentazioni, tasse, ecc. che hanno leffetto di ridurre il consumo finale di energia; u) campagne di informazione mirata che promuovono il miglioramento dellefficienza energetica e le misure di miglioramento dellefficienza energetica. 16.
27.4.2006 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 114/79 ALLEGATO IV Quadro generale per la misurazione e la verifica dei risparmi energetici 1. Misurazione e calcoli dei risparmi energetici e loro normalizzazione 1.1. Misurazione dei risparmi energetici Generalità Nella misurazione dei risparmi energetici realizzati, come illustrato allarticolo 4, nella prospettiva di ottenere un miglioramento globale dellefficienza energetica e valutare limpatto delle singole misure, al fine di misurare i miglioramenti annui dellefficienza energetica per i PAEE di cui allarticolo 14, si ricorre a un modello di calcolo armonizzato che si avvale di una combinazione di metodi di calcolo «top-down» e «bottom-up». Nello sviluppo del modello di calcolo armonizzato in conformità dellarticolo 15, paragrafo 2, il comitato mirerà ad utilizzare, nella misura del possibile, dati già correntemente forniti da Eurostat e/o dalle agenzie statistiche nazionali. Calcoli «top-down» Un metodo di calcolo «top-down» significa che la quantità di risparmi energetici è calcolata utilizzando come punto di partenza i livelli di risparmio energetico nazionali o livelli settoriali più aggregati. Si procede poi agli adeguamenti dei dati annuali per fattori estranei quali gradi/giorno, cambiamenti strutturali, miscela di prodotti, ecc. al fine di definire una misura che fornisca unequa indicazione del miglioramento totale dellefficienza energetica, come illustrato al punto 1.2. Questo metodo non fornisce misurazioni esatte a livello dettagliato, né indica rapporti di causa ed effetto fra misure e risparmi energetici che ne derivano. Tuttavia, di solito è più semplice e meno costoso e viene spesso definito «indicatore di efficienza energetica» in quanto fornisce unindicazione sugli sviluppi. Nello sviluppo del metodo di calcolo «top-down» utilizzato in questo modello di calcolo armonizzato, il comitato basa i suoi lavori, nella misura del possibile, su metodologie esistenti, come il modello ODEX (1). Calcoli «bottom-up» Con il metodo di calcolo «bottom-up» i risparmi energetici ottenuti attraverso lattuazione di una misura specifica di miglioramento dellefficienza energetica sono misurati in chilowattora (kWh), in joule (J) o in chilogrammi di petrolio equivalente (kgep) e sommati ai risparmi energetici derivanti da altre misure specifiche di efficienza energetica. Le autorità o agenzie di cui allarticolo 4, paragrafo 4, provvederanno a evitare il doppio conteggio del risparmio energetico derivante dalla combinazione di misure di miglioramento dellefficienza energetica (meccanismi compresi). Per il metodo di calcolo «bottom-up», si possono usare i dati e i metodi di cui ai punti 2.1 e 2.2. Entro il 1o gennaio 2008 la Commissione sviluppa un modello «bottom-up» armonizzato. Il modello copre un livello compreso tra il 20 % e il 30 % del consumo energetico interno annuo finale per i settori che rientrano nel campo dapplicazione della presente direttiva, a condizione che siano tenuti in debito conto i fattori di cui alle successive lettere a), b) e c). Fino al 1o gennaio 2012, la Commissione continua a sviluppare tale modello «bottom-up» armonizzato, che copre un livello molto più elevato del consumo energetico interno annuo finale per i settori che rientrano nel campo dapplicazione della presente direttiva, a condizione che siano tenuti in debito conto i fattori di cui alle successive lettere a), b) e c). (1) Progetto ODYSSEE-MURE, programma SAVE. Commissione 2005. 17.
L 114/80 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 27.4.2006 Nello sviluppo del modello «bottom-up» armonizzato, la Commissione tiene conto dei seguenti fattori e motiva di conseguenza la sua decisione: a) esperienza maturata con il modello di calcolo armonizzato durante i primi anni di applicazione; b) aumento potenziale previsto del grado di precisione, risultante dallaumento della percentuale dei calcoli «bottom-up»; c) stima dei possibili costi e/o oneri amministrativi supplementari. Nello sviluppo di questo modello «bottom-up» armonizzato a norma dellarticolo 15, paragrafo 2, il comitato mira ad utilizzare metodi standardizzati che comportano costi e oneri amministrativi minimi, in particolare utilizzando metodi di misurazione di cui ai punti 2.1 e 2.2 e focalizzandosi sui settori nei quali il modello «bottom-up» armonizzato può essere applicato nel modo più efficace sotto il profilo dei costi. Gli Stati membri che lo desiderano possono utilizzare ulteriori misurazioni «bottom-up» in aggiunta alla parte prescritta dal modello «bottom-up» armonizzato previo accordo della Commissione, secondo la procedura di cui allarticolo 16, paragrafo 2, sulla base di una descrizione della metodologia presentata dallo Stato membro interessato. Se i calcoli «bottom-up» non sono disponibili per determinati settori, si possono usare nelle relazioni alla Commissione indicatori «top-down» o miscele di calcoli «top-down» e «bottom‑up», fatto salvo laccordo della Commissione, secondo la procedura di cui allarticolo 16, paragrafo 2. In particolare, nel valutare le richieste in tal senso nel contesto del primo PAEE di cui allarticolo 14, paragrafo 2, la Commissione darà prova dellopportuna flessibilità. Alcuni calcoli «top-down» saranno necessari per misurare limpatto di misure attuate dopo il 1995 (e in certi casi sin dal 1991) i cui effetti persistono. 1.2. Come normalizzare le misurazioni dei risparmi energetici I risparmi energetici sono determinati calcolando e/o stimando il consumo prima e dopo lapplicazione della misura, prevedendo gli aggiustamenti e le normalizzazioni dovuti alle condizioni esterne che generalmente influenzano il consumo energetico. Le condizioni che generalmente influenzano il consumo energetico possono anche cambiare nel corso degli anni. Si può trattare degli effetti probabili di uno o più fattori plausibili quali: a) condizioni atmosferiche, come i gradi/giorno; b) tasso di occupazione; c) orario di apertura degli edifici non residenziali; d) intensità della strumentazione installata (capacità); miscela di prodotti; e) capacità, livello di produzione, volume o valore aggiunto, comprese variazioni del livello del PIL; f) programmazione per installazioni e veicoli; g) relazioni con le altre unità. 2. Dati e metodi che possono essere utilizzati (misurabilità) Esistono numerosi metodi di raccolta dei dati per misurare e/o stimare i risparmi energetici. Nel valutare un servizio energetico o una misura di miglioramento dellefficienza energetica spesso è impossibile fare affidamento unicamente sulle misurazioni. Si distingue pertanto tra metodi per la misurazione dei risparmi energetici e metodi per la stima dei risparmi energetici; questi ultimi sono più comunemente utilizzati. 18.
27.4.2006 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 114/81 2.1. Dati e metodi basati sulle misurazioni Fatture delle società di distr ibuzione o di vendita al dettaglio Le fatture energetiche emesse in base alle rilevazioni possono costituire la base per la misurazione nel corso di un periodo rappresentativo precedente allintroduzione della misura di miglioramento dellefficienza energetica. Possono quindi essere confrontate con le fatture corrispondenti emesse dopo lintroduzione e luso della misura, sempre nel caso di un periodo di tempo rappresentativo. I risultati dovrebbero essere comparati con quelli di un gruppo di controllo (non partecipante), qualora possibile, o in alternativa normalizzati come descritto al punto 1.2. Dati relativi alle vendite energetiche Il consumo dei diversi tipi di energia (ad esempio energia elettrica, gas, olio combustibile) può essere misurato comparando i dati di vendita del dettagliante o del distributore prima dellintroduzione della misura di miglioramento dellefficienza energetica con i dati di vendita relativi al periodo successivo allintroduzione. Può essere utilizzato un gruppo di controllo o i dati possono essere normalizzati. Dati relativi alle vendite di attrezzature e apparecchi Il rendimento delle attrezzature e degli apparecchi può essere calcolato sulla base delle informazioni ottenute direttamente dal produttore. I dati sulle vendite delle attrezzature e degli apparecchi possono essere ottenuti generalmente dai rivenditori al dettaglio. Si possono effettuare indagini e misurazioni speciali. I dati accessibili possono essere controllati rispetto alle cifre di vendite per determinare lentità dei risparmi energetici. Nellapplicare questo metodo si dovrebbe procedere a un adeguamento per tener conto di eventuali modifiche nelluso dellattrezzatura o dellapparecchio. Dati relativi al carico delluso finale Si può controllare completamente luso di energia di un edificio o di un impianto per registrare la domanda di energia prima e dopo lintroduzione di una misura di miglioramento dellefficienza energetica. Importanti fattori pertinenti (ad esempio processi di produzione, attrezzature speciali, impianti di riscaldamento) possono essere misurati più precisamente. 2.2. Dati e metodi basati sulle stime Dati relativi a stime tecniche semplici: senza ispezione Il calcolo dei dati relativi a stime tecniche semplici senza ispezione in loco è il metodo più comune per ottenere dati per misurare risparmi energetici previsti. I dati possono essere stimati sulla base di principi tecnici, senza utilizzare i dati recuperati in loco, ma formulando ipotesi basate sulle specifiche della strumentazione, sulle caratteristiche del funzionamento, sulle caratteristiche operative delle misure installate e sulle statistiche, ecc. Dati relativi a stime tecniche migliorate: ispezione I dati sullenergia possono essere calcolati sulla base delle informazioni ottenute da un esperto esterno durante un audit o, un altro tipo di visita, in uno o più siti mirati. Su questa base, potrebbero essere sviluppati algoritmi/ modelli di simulazioni più sofisticati e applicati a un numero maggiore di siti (ad esempio edifici, impianti, veicoli). Questo tipo di misurazione può essere utilizzato per integrare e calibrare dati relativi a stime tecniche semplici. 3. Come trattare lincertezza Tutti i metodi elencati nel punto 2 possono comportare un certo grado di incertezza. Lincertezza può derivare da (1): a) errori di strumentazione: sono dovuti in genere a errori nelle specifiche fornite dal fabbricante del prodotto; (1) Un modello per stabilire un livello di incertezza quantificabile basato su questi tre errori è fornito nellappendice B dellInternational Performance Measurement & Verification Protocol (IPMVP). 19.
L 114/82 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 27.4.2006 b) errori di modellizzazione: si riferiscono in genere a errori nel modello usato per stimare i parametri per i dati raccolti; c) errori di campionamento: si riferiscono in genere agli errori derivanti dal fatto che è stato preso in considerazione un campione di unità invece dellintera serie di unità oggetto dello studio. Lincertezza può anche derivare da ipotesi pianificate e non pianificate; queste sono in genere associate a stime, previsioni e/o alluso di dati tecnici. Il verificarsi di errori è inoltre connesso al sistema scelto per la raccolta dei dati descritto ai punti 2.1 e 2.2. È opportuno specificare ulteriormente il concetto di incertezza. Gli Stati membri possono scegliere di usare il metodo dellincertezza quantificata quando redigono la relazione sugli obiettivi di cui alla presente direttiva. Lincertezza quantificata sarà poi espressa in un modo statisticamente significativo, indicando il livello di precisione e il livello di affidabilità. Per esempio, «lerrore quantificabile è stimato al ± 20 % con un grado di affidabilità del 90 %». Se ricorrono al metodo dellincertezza quantificata, gli Stati membri tengono anche presente che il livello accettabile di incertezza richiesto nel calcolo del risparmio energetico è funzione del livello di risparmio e dellefficacia, sotto il profilo dei costi, della diminuzione dellincertezza. 4. Durata armonizzata delle misure di miglioramento dellefficienza energetica nei calcoli «bottom-up» Alcune misure di miglioramento dellefficienza energetica sono destinate a durare decenni mentre altre hanno durata più breve. Lelenco in appresso fornisce alcuni esempi della durata media delle misure di miglioramento dellefficienza energetica. Isolamento dei sottotetti di abitazioni residenziali 30 anni Isolamento dei muri cavi di abitazioni residenziali 40 anni Vetri di tipo E-C (in m2) 20 anni Caldaie di tipo B-A 15 anni Regolazione del riscaldamento — miglioramento con sostituzione della caldaia 15 anni Lampade fluorescenti compatte — al dettaglio 16 anni Fonte: Energy Efficiency Commitment 2005-2008, UK. Per assicurare che tutti gli Stati membri applichino la stessa durata per misure simili, tale durata sarà armonizzata a livello europeo. Entro il 17 novembre 2006 la Commissione, assistita dal comitato istituito dallarticolo 16, sostituisce pertanto lelenco summenzionato con un elenco preliminare concordato in cui è indicata la durata media delle diverse misure di miglioramento dellefficienza energetica. 5. Come considerare gli effetti moltiplicatori dei risparmi energetici e come evitare il doppio conteggio nei metodi di calcolo misti «top-down» e «bottom-up» Lattuazione di una misura di miglioramento dellefficienza energetica, ad esempio serbatoi di acqua calda e isolamento delle tubazioni in un edificio, o di unaltra misura con effetto equivalente, può comportare futuri effetti moltiplicatori nel mercato, nel senso che il mercato attuerà una misura automaticamente senza ulteriore intervento delle autorità o agenzie di cui allarticolo 4, paragrafo 4, o di fornitori privati di servizi energetici. Una misura con un potenziale moltiplicatore sarà nella maggior parte dei casi più efficace sotto il profilo dei costi delle misure che vanno ripetute periodicamente. Gli Stati membri valutano il potenziale di risparmio energetico di tali misure, inclusi i loro effetti moltiplicatori, e verificano gli effetti totali in una valutazione ex post ricorrendo eventualmente a indicatori. Nella valutazione delle misure orizzontali possono essere utilizzati indicatori dellefficienza energetica, a condizione che sia possibile determinare landamento tendenziale che essi avrebbero evidenziato in assenza di tali misure. Tuttavia si deve poter escludere, per quanto possibile, che i risparmi ottenuti attraverso programmi 20.
27.4.2006 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 114/83 di efficienza energetica mirati, servizi energetici e altri strumenti politici siano conteggiati due volte. Ciò vale soprattutto per le imposte sullenergia e sulla CO2 e per le campagne dinformazione. Il doppio conteggio del risparmio energetico verrà corretto. Si incoraggia luso di matrici che consentono di sommare gli impatti delle misure. I risparmi energetici potenziali realizzati dopo il periodo fissato non sono presi in considerazione nelle relazioni presentate dagli Stati membri sullobiettivo generale di cui allarticolo 4. Le misure che promuovono gli effetti di mercato a lungo termine dovrebbero in ogni caso essere incoraggiate e le misure che già hanno comportato effetti moltiplicatori del risparmio energetico dovrebbero essere considerate nelle relazioni sugli obiettivi di cui allarticolo 4, a condizione che possano essere valutate e verificate avvalendosi degli orientamenti riportati nel presente allegato. 6. Come verificare il risparmio energetico Qualora sia ritenuto vantaggioso sotto il profilo dei costi e necessario, il risparmio energetico ottenuto grazie a un servizio energetico specifico o a unaltra misura di miglioramento dellefficienza energetica è verificato da un terzo. Questa verifica può essere effettuata da consulenti indipendenti, società di servizi energetici (ESCO) o altri operatori del mercato. Le autorità o agenzie degli Stati membri competenti a norma dellarticolo 4, paragrafo 4, possono fornire ulteriori istruzioni in materia. Fonti: A European Ex‑post Evaluation Guidebook for DSM and EE Service Programmes; IEA, INDEEP database; IPMVP, volume 1 (versione del marzo 2002). 21.
L 114/84 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 27.4.2006 ALLEGATO V Elenco indicativo dei mercati e dei mercati parziali di trasformazione energetica per i quali è possibile definire parametri di riferimento. 1. Mercato degli elettrodomestici/tecnologia dell’informazione e illuminazione: 1.1. elettrodomestici da cucina (prodotti bianchi); 1.2. tempo libero/tecnologia dell’informazione; 1.3. illuminazione. 2. Mercato della tecnologia di riscaldamento delle abitazioni: 2.1. riscaldamento; 2.2. fornitura di acqua calda; 2.3. condizionamento; 2.4. ventilazione; 2.5. isolamento termico; 2.6. finestre. 3. Mercato dei forni industriali. 4. Mercato dei sistemi di trasmissione a motore nell’industria. 5. Mercato dei soggetti del settore pubblico: 5.1. scuole/amministrazione pubblica; 5.2. ospedali; 5.3. piscine; 5.4. illuminazione pubblica. 6. Mercato dei servizi di trasporto. 22.
27.4.2006 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 114/85 ALLEGATO VI Elenco di misure ammissibili di efficienza energetica per gli appalti pubblici Fatta salva la normativa nazionale e comunitaria in materia di appalti pubblici, gli Stati membri assicurano che il settore pubblico rispetti almeno due degli obblighi menzionati nel seguente elenco nel contesto del ruolo esemplare del settore pubblico di cui all’articolo 5: a) obbligo di ricorrere agli strumenti finanziari per i risparmi energetici, compresi i contratti di rendimento energetico, che prevedono un risparmio energetico misurabile e predeterminato (anche qualora le pubbliche amministrazioni abbiano esternalizzato delle competenze); b) obbligo di acquistare attrezzature e veicoli sulla base di elenchi di specifiche di efficienza energetica di diverse categorie di attrezzature e di veicoli. Tali elenchi dovranno essere elaborati dalle autorità o agenzie di cui all’articolo 4, paragrafo 4, avvalendosi, all’occorrenza, di un’analisi del costo minimo del ciclo di vita o di metodi comparabili per garantire un buon rapporto costo/efficacia; c) obbligo di acquistare attrezzature con ridotto consumo energetico in tutte le modalità, compresa la modalità stand-by, avvalendosi, all’occorrenza, di un’analisi del costo minimo del ciclo di vita o di metodi comparabili per garantire un buon rapporto costo/efficacia; d) obbligo di sostituire o adeguare le attrezzature e i veicoli esistenti con le attrezzature di cui alle lettere b) e c); e) obbligo di utilizzare diagnosi energetiche e di attuare le risultanti raccomandazioni ai fini di un buon rapporto costo/efficacia; f) obbligo di acquistare o di dare in affitto edifici o parti di edifici a basso consumo energetico o obbligo di sostituire o adeguare edifici o parti di edifici acquistati o presi in affitto, allo scopo di renderli più efficaci sotto il profilo energetico. Recommended

References: sentenza 
 Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 1
 Articolo 4
 Articolo 5
 Articolo 6
 Articolo 7
 Articolo 10
 Articolo 8
 Articolo 11
 Articolo 9
 Articolo 12
 Articolo 13
 Articolo 14
 Articolo 15
 Articolo 17
 Articolo 184
 Articolo 19
 Articolo 16
 Articolo 20