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Timestamp: 2018-09-19 10:49:38+00:00

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Home » Assemblee di DIO in Italia - ADI » Struttura e organizzazione delle ADI
Il principio congregazionalista prevede l’assoluta autonomia della comunità cristiana locale, per cui ogni chiesa locale ha il diritto di scegliere il suo pastore, determinare la sua condotta e dirigere i propri affari. Vengono pertanto rifiutati sinodi o concili aventi autorità superiore all’assemblea locale.
Il principio presbiteriano prevede invece che alla base vi siano gli ‘anziani’ o presbiteri, responsabili della comunità locale, eletti dall’assemblea dei suoi membri. A loro volta questi ‘anziani’ così eletti, si riuniscono in un organismo regionale superiore che li raccoglie, chiamato presbiterio che così amministra l’insieme delle comunità. Un’entità ancora superiore a questo secondo livello e chiamato sinodo o ‘assemblea generale’, che raccoglie i rappresentanti dei diversi presbiteri.
L’Assemblea Generale viene convocata su iniziativa del Consiglio Generale delle Chiese ogni due anni (Stat., art. 6). All’Assemblea Generale partecipano i Presidenti dei Consigli di Chiese o loro delegati; ad essa partecipano anche i membri del Consiglio Generale delle Chiese, i membri dei Comitati di Zona ed i Conduttori di Chiesa, senza diritto al voto se non rivestono le funzioni di rappresentanti delle Chiese (Stat., art. 7). Tutti i partecipanti all’Assemblea Generale hanno diritto ad un solo voto ed uguali diritti (Stat., art. 8); l’Assemblea Generale elegge l’ufficio di presidenza composto da un Presidente, un Vice-Presidente e di un Segretario, che sovrintendono ai lavori dell’Assemblea stessa, e due scrutatori (Stat., art. 9). L’Assemblea Generale approva lo Statuto delle ADI, i regolamenti delle varie attività (dell’Istituto Biblico Italiano, del Villaggio Betania, della Casa Emmaus, dell’Istituto Eben-Ezer, dell’Istituto Betesda, delle Scuole Domenicali, del Servizio Pubblicazioni ADI-MEDIA, e dei centri comunitari evangelici) redatti dal Consiglio Generale delle Chiese, ed approva anche qualsiasi modifica che viene apportata ad essi (Stat., 9, I); delibera sull’ammissione di nuove chiese che domandino di far parte delle ADI, e sulla esclusione o recesso di quelle che non intendono farne più parte, o che non si conformano ai principi dottrinali delle ADI, e non si conformano agli scopi dell’Ente che sono osservare i comandamenti della Bibbia e curare e coordinare gli interessi spirituali, morali e materiali di tutte le chiese del Movimento esistenti in Italia favorendone il sorgere di nuove e lo sviluppo di quelle già in vita, promuovere le relazioni fraterne tra le varie chiese ed i fedeli, e suscitare l’ardore pastorale per la cura delle anime da unire nella medesima fede e nella comune speranza (Stat., art. 9, II); elegge il Presidente dell’Associazione che è pure Presidente del Consiglio Generale delle Chiese, e gli altri componenti del Consiglio Generale delle Chiese, al termine del periodo di permanenza in carica, nonché i membri dei Comitati di Zona, e per questi determina ogni due anni il numero, c’è la possibilità infatti di un aumento dei membri dei Comitati di Zona – che si compongono di almeno cinque membri – in relazione alle esigenze specifiche delle zone stesse (Stat., art. 9. III); nomina i sindaci revisori dei conti che durano in carica due anni e possono essere confermati (Stat., art. 9, IV); esamina l’operato del Consiglio Generale delle Chiese e dei Comitati di Zona (Stat., art. 9, V); definisce in ultima istanza le questioni di disciplina delle ADI, che sono l’esclusione di quelle chiese che non si conformano ai principi dottrinali, etici e statutari delle ADI, e l’appello finale presentato nei termini di tempo stabiliti nel Regolamento Interno, dall’iscritto al Ruolo Generale dei Ministeri, a riguardo della sua esclusione dalle ADI per infrazioni a norme dottrinali, morali e disciplinari (Stat., art. 9, VI); discute ed esamina ogni proposta che viene presentata per iscritto dai propri membri nell’interesse delle ADI, queste proposte sono interrogazioni e proposte di carattere dottrinale e amministrativo presentate per iscritto dai componenti dell’Assemblea Generale stessa (Stat., art. 9, VII); stabilisce l’ammontare dei contributi dovuti dalle chiese associate per il raggiungimento dei fini dell’Ente, stabilendo la quota da corrispondere rispettivamente al Consiglio Generale delle Chiese e ad ogni singolo Comitato di Zona: questi contributi sono costituiti da rimborsi di spese legali per l’acquisizione nel patrimonio dell’Ente degli immobili da destinare alle attività di culto, istruzione e beneficenza delle ADI, o per l’eventuale loro alienazione; rimborsi di uscite fiscali riguardanti le imposte sugli immobili non destinati al culto, a norma delle vigenti leggi, dovute dall’Ente allo Stato; ed infine rimborsi di spese di carattere amministrativo per i vari uffici, necessari al mantenimento e allo svolgimento dei compiti di amministrazione svolti dal Consiglio Generale delle Chiese e dai Comitati di Zona (Stat., art. 9, VIII); approva il bilancio biennale di previsione e il conto consuntivo della gestione degli anni precedenti (Stat., art. 9, IX); l’esercizio finanziario dell’Associazione va dal 1 Gennaio al 31 Dicembre di ogni anno (Stat., art. 9, X).
Addentriamoci adesso dentro il Regolamento Interno.
I. – DELLE CHIESE LOCALI
II. – DELL’ASSEMBLEA DI CHIESA
I Comitati di Zona eleggono dal proprio seno: a) un presidente, con funzioni di moderatore, da designare volta per volta ad ogni riunione del Comitato; b) un segretario che rimarrà in carica due anni e che: – redigerà i verbali delle riunioni inviandone copia al Consiglio Generale delle Chiese per l’approvazione; – curerà la corrispondenza del Comitato; – parteciperà a carattere consultivo alle riunioni del Consiglio Generale delle Chiese per fornire informazioni sulle attività delle chiese della zona e per rispondere ad eventuali interrogazioni (Reg. art. 60).
I compiti dei Comitati di Zona, descritti all’art. 23 dello Statuto ADI, esprimono chiaramente la natura delle funzioni che questi sono chiamati a svolgere: – fraterna e solidale collaborazione con le chiese della zona di giurisdizione sulle quali non hanno autorità gerarchica e con il Consiglio Generale delle Chiese al quale sono legati in uno spirito di unità e cooperazione e per il quale svolgono il proprio mandato (Reg. art. 61).
Il fondo (FIDEA) sarà alimentato: a) da una quota del 1% prelevata dal Fondo Missioni; b) da un’offerta annuale da parte delle chiese; c) da offerte e donazioni individuali; d) da un’eventuale quota, se necessaria, prelevata da altri fondi ADI nella misura stabilita anno per anno dal C.G.C. (Reg. art. 91).
I seguenti istituti rientrano tra le varie attività delle ADI con fine di culto, istruzione e beneficenza, come descritte alla nota 26 dello Statuto: 1) – L’ISTITUTO BIBLICO ITALIANO (IBI), Scuola Superiore di formazione Teologica e cultura biblica, con sede in Roma, Via Prenestina, 639, esplica le sue attività con: a) Corsi di studio residenziali, presso la sede, suddivisi in tre anni, al termine dei quali viene rilasciato un diploma di formazione teologica e cultura biblica, riconosciuto dallo Stato ai sensi e per gli effetti dell’art. 10 della legge 22 novembre 1988, n. 517; b) Seminari d’Istruzione Biblica (SIB) svolti nell’ambito delle diverse zone di giurisdizione allo scopo di fornire nozioni bibliche basilari ai collaboratori dei conduttori delle chiese locali; c) Seminari d’Istruzione per Monitori (SIM) svolti nell’ambito delle diverse zone di giurisdizione allo scopo di fornire istruzione biblica basilare o aggiornamento didattico per monitori delle Scuole Domenicali; d) Corsi biblici per corrispondenza, a carattere evangelistico ed edificativo, oltre a quelli di formazione dottrinale per credenti che espletano il loro ministerio nell’ambito delle Chiese locali, come responsabili delle Scuole Domenicali, dei Gruppi Giovanili e di altre attività a carattere di culto, istruzione e beneficenza. L’Istituto Biblico Italiano è disciplinato da un regolamento depositato presso il Ministero della Pubblica Istruzione (Reg. art. 93).
I seguenti istituti autonomi di assistenza costituiti ai sensi e per gli effetti dell’art. 14 della legge 22 novembre 1988, n. 517, sono stati civilmente riconosciuti come enti morali: A) ISTITUTO EVANGELICO «BETANIA – EMMAUS», con sede in Tor Lupara di Guidonia (Roma), Via Monte Amiata, 21-23, che provvede a fornire gratuitamente, nel caso in cui gli interessati non abbiano mezzi finanziari ovvero parenti in grado di provvedere al loro mantenimento: 1. Idonea assistenza, educazione cristiana evangelica ed istruzione a minori normodotati, orfani di uno o di entrambi i genitori, illegittimi, abbandonati o appartenenti a famiglie indigenti; 2. Idonea assistenza spirituale, materiale e morale, primariamente a persone anziane di fede evangelica, offrendo anche la propria disponibilità a favore di persone appartenenti ad altre o a nessuna confessione religiosa, ospitati in sede o in locali separati e distinti da quelli destinati ad accogliere i minori, in conformità alle leggi vigenti e alle disposizioni contenute nello statuto dell’Istituto. 3. Idonea assistenza spirituale, materiale e morale per il recupero e la riabilitazione di tossicodipendenti, in conformità alle leggi vigenti e alle disposizioni contenute nello statuto dell’Istituto e da quelle che saranno previste in apposito regolamento. Detta assistenza dovrà essere organizzata e gestita in appositi centri speciali, comunque ubicati in sedi separate da quelle destinate all’assistenza dei minori e degli anziani. B) ISTITUTO EVANGELICO «EBEN-EZER», con sede in Corato (Bari), Via San Magno, 6. C) ISTITUTO EVANGELICO «BETESDA», con sede in Macchia di Giarre (Catania), Via Palermo, 55. Ambedue questi Istituti si prefiggono lo scopo di provvedere a fornire gratuitamente, nel caso in cui gli interessati non abbiano mezzi finanziari ovvero parenti in grado di provvedere al loro mantenimento, idonea assistenza spirituale, materiale e morale primariamente a persone anziane di fede evangelica, offrendo anche la propria disponibilità a favore di persone appartenenti ad altre o a nessuna confessione religiosa, in conformità alle leggi vigenti e alle disposizioni contenute nello statuto di ciascun Istituto. I suindicati Istituti autonomi sono gestiti dalle ADI direttamente, tramite Consigli di Amministrazione eletti in Assemblea Generale e disciplinati da propri statuti depositati presso il Ministero dell’Interno (Reg. art. 94).
I seguenti Servizi, gestiti direttamente dal Consiglio Generale delle Chiese, rientrano nelle varie attività delle ADI come descritti nella nota 26 dello Statuto e sono: A) SCUOLE DOMENICALI – Servizio di attività didattica espletata nelle Chiese delle ADI con l’insegnamento diretto e con l’utilizzazione di pubblicazioni specializzate, per la formazione biblica e dottrinale dei credenti adulti, dei giovani e dei fanciulli. L’organizzazione locale delle Scuole Domenicali è lasciata ad ogni singola chiesa o gruppo nel rispetto della completa autonomia disciplinare ed organizzativa interna. B) SERVIZIO PUBBLICAZIONI «ADI-MEDIA» – Attività, senza scopo di lucro, volta a provvedere pubblicazioni di carattere edificativo, dottrinale ed evangelistico per il raggiungimento degli scopi dell’Ente, distribuite nell’ambito delle comunità evangeliche. C) SERVIZIO AUDIOVISIVI – Attività, senza scopo di lucro, volta a provvedere programmi televisivi di evangelizzazione e di videocassette, autoprodotti, distribuiti nell’ambito delle comunità evangeliche. D) SERVIZIO EVANGELICO DI ASSISTENZA SOCIALE (SEAS) – Attività di interventi di assistenza e di soccorso sociale ed umanitario a carattere vocazionale volta a favore delle popolazioni indigenti, colpite da catastrofi naturali o da altre cause, appartenenti a qualsiasi nazione o religione, in attuazione dell’Art. 23, comma 1 della Legge 22 novembre 1988, n. 517. E) SERVIZIO RADIO COMUNITARIE (SERC) – Attività volta, senza scopo di lucro ed a totale carattere vocazionale, per coordinare l’amministrazione e la programmazione delle radio comunitarie locali, gestite dalle varie chiese ADI, ai sensi e per gli effetti dell’Art.20, comma 2 della legge 22 novembre 1988, n. 517. Tutti questi servizi sono amministrati da comitati specifici nominati dal Consiglio Generale delle Chiese, secondo la normativa stabilita in appositi regolamenti (Reg. art. 95).
I CENTRI COMUNITARI EVANGELICI – Definiti anche nella diversa legislazione degli Enti locali: case per ferie equipollenti sono quelle opere che rientrano nelle varie attività come descritte alla nota 26 dello Statuto e svolgono primariamente programmi di cultura biblica evangelica per l’edificazione cristiana ed anche per fini sociali ed assistenziali, a carattere periodico, per credenti di ogni età, senza alcun scopo di lucro. I Centri Comunitari rientrano nelle attività di religione e di culto, ai sensi e per gli effetti del comma «a» dell’art 15 della legge 22 novembre 1988, n. 517 e sono organizzati e gestiti a cura delle chiese delle varie zone di giurisdizione attraverso comitati specifici, secondo la normativa stabilita in apposito Regolamento. Attualmente i Centri Comunitari Evangelici esistenti si trovano nei seguenti Comuni: a – Caccuri, Praci (Crotone); b – Castelletto Merli (Alessandria); c – Coffa di Chiaramonte Gulfi (Ragusa); d – Poggiale di Monzuno (Bologna); e – Roccamonfina (Caserta); f – Rota D’Imagna, Frontale (Bergamo); g – Ruvo del Monte, Valle Olecina (Potenza); h – Tossicia, Vicenne (Teramo) – Reg. art. 96).
Il presente Regolamento, approvato nell’Assemblea Generale Straordinaria tenutasi a Napoli (28 aprile – 1 maggio 1978) è entrato in vigore il 1° maggio 1978. Questo testo unico con le relative modifiche, approvate nelle varie Assemblee Generali, è entrato in vigore il 4 maggio 1997 (Reg. art. 99).
Nel periodico Cristiani Oggi, organo ufficiale delle Assemblee di Dio in Italia, dell’agosto 1996, in un articolo dal titolo ‘I...

References: art. 6
 art. 7
 art. 8
 art. 9
 art. 9
 art. 9
 art. 9
 art. 9
 art. 9
 art. 9
 art. 9
 art. 9
 art. 9
 art. 60
 art. 61
 art. 91
 art. 93
 art. 94
 art. 95
 art. 96
 art. 99