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Timestamp: 2018-07-23 09:34:01+00:00

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Usucapione del bene da parte della Pubblica Amministrazione
Affinché possa prodursi usucapione del bene da parte della P.A. devono verificarsi i presupposti ex art.1158 Cod. Civ. (possesso ininterrotto, non violento, non clandestino, da oltre un ventennio). In altre parole, vi deve essere un uso protratto nel tempo del bene da parte della collettività indifferenziata, di talchè il bene stesso viene ad assumere caratteristiche analoghe a quelle di un bene demaniale.
Come è noto, con l'espressione "usucapione pubblica" si intende far riferimento non ad un distinto istituto acquisitivo di matrice pubblicistica, che non esiste, ma alla ordinaria usucapione civilistica il cui beneficiario sia un soggetto pubblico, che semmai presenta alcune particolarità derivanti dalla natura pubblica dell'usucapente.
L'adibizione a uso pubblico di un'area può avvenire con l'uso del bene da parte della collettività indifferenziata protratto nel tempo, di talchè il bene stesso viene ad assumere caratteristiche analoghe a quelle di un bene demaniale. A tal fine rileva essenzialmente il decorso di venti anni per l'acquisto della servitù di uso pubblico o della proprietà per usucapione.
Deve al riguardo rigettarsi l'eccezione di usucapione proposta dagli Enti occupanti, posto che difetta con tutta evidenza una situazione di possesso utile ad usucapionem e che quando anche esso, in ipotesi esistesse, non risulterebbe comunque... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...il termine di legge, posto che il decorso non potrebbe che principiare dalla data di entrata in vigore del d.lgs. n. 327/2001 (cfr. CdS Ad. Plen. 2/2016) e che non possono ravvisarsi gli estremi per individuare termini acquisitivi abbreviati.
In ipotesi di area da lustri dedicata all'uso pubblico (nel caso di specie verde pubblico), la P.A. può instaurare un giudizio per fare valere comunque l'usucapione a seguito del possesso ultraventennale dell'area.
L'occupazione usurpativa di un fondo da parte della P.A. è comunque compatibile con l'usucapione del fondo medesimo da parte dell'ente occupante, in quanto la totale assenza dei presupposti di esercizio del potere ablativo, che connota detta occupazione, lascia intatta la facoltà del proprietario di rivendicare il bene, col limite di diritto comune dell'intervenuta usucapione.
E' assai dubbia l'applicabilità dell'istituto della usucapione alla procedura espropriativa nata o divenuta illegittima.
Il barrage "possibile" per ravvisare l'usucapione è quello dell'entrata in vigore del DPR n. 327/2001 (sempre a volere muovere dal presupposto che la usucapione "pubblica" abbia diritto di cittadinanza nel sistema e non sia invece impedita da su... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ncipii di coerenza ordinamentale).
L'acquisto del diritto di proprietà della P.A. per usucapione avviene, ai sensi dell'art. 1158 del Codice Civile (in forza di un tradizionale istituto di diritto privato), in conseguenza del mero possesso ultraventennale del bene immobile occupato, senza che abbia alcun rilievo in proposito la potestà autoritativa ablatoria spettante alla P.A., sicché non sussiste affatto il paventato "rischio di reintrodurre nell'ordinamento interno forme di espropriazione indiretta o larvata" o di violazione dell'art. 1 del Protocollo Addizionale della C.E.D.U.
L'usucapione è istituto costituisce una modalità di acquisizione del diritto di proprietà che la giurisprudenza, pur con opinioni dissenzienti, in maggioranza ritiene operante anche nell'ambito dei rapporti tra pubblica amministrazione e privati.
La modalità di acquisto per usucapione è prevista dal codice civile che costituisce diritto comune, e non vi è quindi ragione di escluderne l'applicabilità all'ipotesi in cui, a seguito della scadenza dei termini di validità della dichiarazione di pubblica utilità e del provvedimento autorizzativo dell'occupazione d'urgenza, venga me... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e ablatorio dell'amministrazione e la vicenda acquisisca il carattere della fattualità. In tale ipotesi i rapporti tra autorità espropriante e privato escono dall'ambito pubblicistico per rientrare in quello del diritto comune.
La realizzazione di un'opera pubblica su un fondo illecitamente occupato, anche se non è un titolo idoneo per il trasferimento della proprietà del terreno dal soggetto all'Amministrazione espropriante, fa sempre salvi gli effetti dell'usucapione. Le pronunce giurisdizionali amministrative più recenti, al di là dell'esito dei singoli casi concreti in cui è stata sollevata eccezione di usucapione, riconoscono l'operatività di questo istituto e le conseguenze sulla domanda dei proprietari volta a costringere l'amministrazione -rimasta inerte sulla diffida presentata- a pronunciarsi sulla richiesta di restituzione dei terreni trasformati ovvero di adozione d'un provvedimento acquisitivo ex art. 42-bis DPR 327/2001.
In caso di occupazione illegittima deve ritenersi possibile l'usucapione da parte della Pubblica Amministrazione in presenza dei presupposti di cui all'art. 1158 c.c. (possesso ininterrotto, non violento, non clandestino, da oltre un ventennio) ed alle condizioni ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ....Lgs 28 del 2010, con possibilità di un risparmio di spesa dovendosi corrispondere solo danno non patrimoniale e da mancato utilizzo.
Deve ammettersi l'istituto dell'usucapione anche in ipotesi di acquisto del possesso sine titulo (e per ciò idoneo ad usucapire un bene immobile nel termine ventennale) a far data dalla scadenza dell'occupazione legittima, determinata (nel caso di specie), dalla scadenza del decreto di occupazione di urgenza. Ciò per la fondamentale -quanto dirimente- ragione per cui non sono rinvenibili, nell'ordinamento, ragioni di deroga all'istituto dell'usucapione, laddove questa avvenga a favore della mano pubblica ed in presenza di tutti i requisiti di legge.
Secondo precedenti giurisprudenziali l'usucapione, anche se derivante da occupazione illecita, impedisce sia la restituzione dell'immobile sia il risarcimento per occupazione acquisitiva o usurpativa.
Secondo la prevalente tesi oggi invalsa sia presso la giurisprudenza amministrativa che ordinaria, l'usucapione sarebbe pienamente applicabile in favore della PA anche alle occupazioni preordinate alla realizzazione di opere pubbliche laddove vi sia possesso protrattosi ininterrottamente per venti anni, quale "valvola di chiusura del sistem... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...si altrimenti riconoscere la perpetuità di azione di restitutio in integrum o risarcitoria da parte del soggetto privato vittima dell'occupazione. Così opinando, il possesso da parte dell'Amministrazione non sarebbe né violento né clandestino (1163 c.c.) e sarebbe pertanto utile ai fini del perfezionamento dell'usucapione.
Secondo una tesi oggi invalsa sia presso la giurisprudenza amministrativa sia ordinaria, l'usucapione sarebbe pienamente applicabile in favore della PA anche alle occupazioni preordinate alla realizzazione di opere pubbliche, fermo restando la problematica della corretta individuazione del momento della "interversio possessionis", che la giurisprudenza identifica, non senza incertezze, nell'immissione in possesso oppure ancora alla data di entrata in vigore del D.p.r. 8 giugno 2001 n. 327.
Poichè la distinzione tra i beni pubblici ed i beni privati non discrimina due categorie concettuali di proprietà, ma soltanto due categorie giuridiche di beni, la prima delle quali presenta un peculiare regime giuridico, la Pubblica Amministrazione può usucapire il bene privato del quale per oltre un ventennio, nella erronea convinzione che fosse demaniale, abbia disposto la concessione... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...erzi, atteso che, mentre l'errata supposizione di demanialità del bene non incide sulla volontà della P.A. di gestirlo "uti dominus", risolvendosi in un errore sul regime giuridico del bene irrilevante ai fini dell'usucapione, la concessione in uso a terzi costituisce uno dei modi di disposizione del bene e quindi di possesso dello stesso da parte dell'ente pubblico.
Deve ritenersi possibile l'usucapione da parte della pubblica amministrazione in presenza dei presupposti di cui all'art. 1158 c.c. (possesso ininterrotto, non violento, non clandestino, da oltre un ventennio) ed alle condizioni di cui al d.lgs n. 28 del 2010, con possibilità di un risparmio di spesa dovendosi corrispondere solo danno non patrimoniale e da mancato utilizzo.
Deve ammettersi l'istituto dell'usucapione anche in ipotesi di acquisto del possesso sine titulo (e per ciò idoneo ad usucapire un bene immobile nel termine ventennale) a far data dalla scadenza dell'occupazione legittima (determinata dalla scadenza del decreto di occupazione di urgenza e delle relative proroghe). Ciò per la fondamentale -quanto dirimente- ragione per cui non sono rinvenibili, nell'ordinamento, ragioni di deroga all'istituto dell'usucapione, laddove questa... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...favore della mano pubblica ed in presenza di tutti i requisiti di legge.
Deve ritenersi possibile l'usucapione da parte della Pubblica Amministrazione in presenza dei presupposti di cui all'art.1158 c.c. (possesso ininterrotto, non violento, non clandestino, da oltre un ventennio) ed alle condizioni di cui al D. Lgs. n.28/2010, con possibilità di un risparmio di spesa dovendosi corrispondere solo danno non patrimoniale e da mancato utilizzo.
Secondo la prevalente tesi oggi invalsa sia presso la giurisprudenza amministrativa che ordinaria, l'usucapione sarebbe pienamente applicabile in favore della PA anche alle occupazioni preordinate alla realizzazione di opere pubbliche laddove vi sia possesso protrattosi ininterrottamente per venti anni, quale "valvola di chiusura del sistema", dovendosi altrimenti riconoscere la perpetuità di azione di restitutio in integrum o risarcitoria da parte del soggetto privato vittima dell'occupazione. Così opinando, il possesso da parte dell'Amministrazione non sarebbe né violento né clandestino (1163 c.c.) e sarebbe pertanto utile ai fini del perfezionamento dell'usucapione.
Secondo la prevalente tesi oggi invalsa sia presso la giurisprudenza amministrativa sia ordinar... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...pione sarebbe pienamente applicabile in favore della PA anche alle occupazioni preordinate alla realizzazione di opere pubbliche, fermo restando la problematica della corretta individuazione del momento della "interversio possessionis", che la giurisprudenza identifica, non senza incertezze, nell'immissione in possesso oppure ancora alla data di entrata in vigore del D.p.r. 8 giugno 2001 n. 327.
L'illecita occupazione permane fino al momento della realizzazione di una delle due fattispecie legalmente idonee all'acquisto della proprietà individuabili nel contratto – tramite l'acquisizione del consenso della controparte– o nell'adozione di un provvedimento ex articolo 42 bis D.P.R. 327/2001. In questo contesto sia in ragione della natura permanente dell'illecito sia in considerazione della possibilità riconosciuta al privato di richiedere la restituzione del bene anche a distanza di anni, gioca un ruolo importante l'istituto dell'usucapione definito dalla dottrina come "il mezzo in virtù del quale, per effetto del possesso protratto per un certo tempo e, talora, di altri requisiti, si produce l'acquisto della proprietà e dei diritti reali di godimento".
Sia in ragione del chiaro disposto dell'articolo ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...3, c.c. – ove espressamente si stabilisce che l'azione di rivendicazione non si prescrive ma si fanno salvi gli effetti dell'acquisto della proprietà da parte di altri per usucapione – sia per l'esigenza di 'disciplinare' l'uso del bene privato compiuto dall'amministrazione per lunghi periodi di tempo, si è posta la necessità di comprendere in che termini possa operare l'usucapione acquisitiva in favore dell'amministrazione considerata dalla giurisprudenza di primo grado quale "valvola di sicurezza" del sistema.
E' del tutto escluso, ormai, che la proprietà di un bene privato possa transitare in capo alla p.a. in difetto di un provvedimento acquisitivo emanato nelle forme di legge, salvo, ovviamente, l'acquisto della proprietà per usucapione
Quanto all'acquisto della proprietà o di una servitù di uso pubblico, rilevano il decorso di venti anni per l'acquisto della servitù di uso pubblico o della proprietà per usucapione.
L'operatività dell'usucapione di immobile occupato illegittimamente dalla p.a. (per scadenza dei termini fissati negli atti finalizzati all'espropriazione), ma senza violenza o clandestinità (cfr. art. 1163 cod. civ.), consente di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... al sistema degli artt. 922 ss. cod. civ. una vicenda connotata diversamente da permanente illiceità ed incertezza.
Deve ammettersi, con riguardo all'apprensione "sine titulo", da parte della pubblica amministrazione o di concessionario di essa, del fondo del privato per la realizzazione di un'opera di pubblica utilità, la possibilità di invocare l'acquisto del diritto di servitù per usucapione ventennale, ove - s'intenda - ricorrano i requisiti costituiti dall'esercizio con animus possidendi, del potere di fatto non clandestino, ininterrotto e continuo, sulla cosa.
La condotta dell'ente pubblico che occupa sine titulo il suolo privato, è qualificabile come illecito permanente che non produce effetto acquisitivo della proprietà del bene a proprio favore ma, soltanto, quello di sottrarre illegittimamente il possesso del bene al proprietario; l'unico limite temporale che in tale fattispecie può essere individuato è quello derivante dall'acquisto per usucapione ventennale del bene, eventualmente maturato dall'ente pubblico.
Secondo precedenti giurisprudenziali l'usucapione, anche se derivante da occupazione illecita, impedisce sia la restituzione dell'immobile sia il risar... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... occupazione acquisitiva o usurpativa.
Anche i diritti demaniali in re aliena (nella specie, diritti di transito su strade non pubbliche), possono esser acquisiti dall'ente locale attraverso l'usucapione.
Per l'usucapione della servitù di uso pubblico, a differenza dell'usucapione della proprietà del bene, sono sufficienti i cosiddetti uso ab immemorabili (uso pubblico risalente nel tempo) e dicatio ad patriam (tolleranza o espliciti atti di assegnazione del bene).
Le procedure pur previste dalle leggi speciali per la costituzione del diritto di servitù (art. 119 e seguenti del r.d. n. 1775 del 1933 per quella di elettrodotto e art. 233 D.P.R. 156/1973 per quella relativa ad impianti di telecomunicazione), non sono esclusive né inderogabili in tema di servitù, ma rappresentano solo il paradigma normale sul quale si modella detta servitù e non esclud(ono) pertanto che questa possa essere costituita anche per libera convenzione o negli altri modi previsti dall'ordinamento giuridico in questi compresa l'usucapione.
Resta salva la facoltà per ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...azione convenuta dal proprietario del fondo sul quale insistono le opere installate sine titulo con azione reale e di risarcimento dei danni, di invocare - in via di domanda o eccezione riconvenzionale - l'acquisto per usucapione ventennale del diritto di servitù (nella specie servitù disciplinata dall'art. 233 D.P.R. 156/1973, applicabile ratione temporis, in materia di impianti di reti di comunicazione e di relativa servitù di passaggio con appoggio dei fili, cavi e impianti), il quale impedisce la restituzione.
Ai fini della valutazione della compatibilità dell'art. 1158 c.c. a favore della P.A. in ipotesi di occupazione illegittima con l'art. 1 del Protocollo Addizionale della C.E.D.U.,sarebbe rilevante e opportuno ai fini della decisione, il "rinvio pregiudiziale" alla Corte EDU, recentemente introdotto dall'art. 1 del Protocollo n. 16 alla Convenzione E.D.U., approvato dal Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa il 10 luglio 2013 ma non ancora entrato in vigore, pur trattandosi - a differenza del rinvio alla Corte di Giustizia di cui all'art. 267 Trattato UE - di p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ltivo non vincolante (art. 5 Protocollo n. 16 alla Convenzione E.D.U.).
Le censure e i principi desumibili dalle sentenze della Corte di Strasburgo attengono all'incompatibilità tra occupazione acquisitiva ed usurpativa da un lato e tutela, garantita dall'art. 1 prot. 1 Cedu, del diritto di proprietà dall'altro, che può essere sacrificato solo "alle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale"; esse non possono quindi estendersi a un istituto, del tutto diverso, quale l'usucapione, compiutamente disciplinata - nei suoi presupposti - dalla legge, costituente un modo di acquisto a titolo originario dei diritti reali avente portata generale, il quale, con la funzione di rendere certa e stabile la proprietà, favorisce sul piano giuridico chi occupa un bene e lo rende socialmente utile.
Non può essere messo in dubbio che un ente pubblico possa dichiarare l'usucapione di un'area di sedime, relativa a una strada, appartenente a privati, qualora si siano verificati i presupposti di legge.
L'ottemperanza alla sentenza con cu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...stata riconosciuta all'Amministrazione la facoltà di procedere, in alternativa alla restituzione e all'acquisto ex art. 42 bis DPR 327/2001, all'acquisto mediante usucapione, non legittima la P.A. ad adottare un provvedimento traslativo della proprietà, atipico e privo del necessario presupposto normativo legittimante, ma a verificare la sussistenza di una alternativa all'acquisto sulla scorta dell'art. 42 bis e fondato sull'art. 1158 cod.civ, facendo ricorso al procedimento giudiziario espressamente a tal fine disciplinato dal codice civile, mediante azione avanti il giudice ordinario.
Qualora l'Amministrazione abbia già manifestato la volontà di acquisire i beni occupati mediante il riconoscimento dell'usucapione, la stessa deve tempestivamente provvedere a proporre l'azione di usucapione avanti al giudice ordinario.
L'usucapione ha bisogno delle garanzie processuali di un accertamento giudiziale e non può essere accertata dall'autorità amministrativa, peraltro senza alcuna forma di garanzia per l'espropriando sotto il profilo del contraddittorio, espressione del diritto alla difesa (l'obbligo di comunicare l'avvio della procedura ablativa è funzionale a tale diritto).
L'avvenuto acqu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...proprietà di beni immobili per intervenuta usucapione, non può che essere stabilito, dichiarato ed accertato da una pronuncia giudiziale. Allo stesso modo deve essere accertata, dichiarata la sussistenza delle condizioni per avvenuto acquisto della proprietà; il provvedimento dell'Amministrazione che dà atto dell'avvenuta acquisizione del bene privato per effetto dell'intervenuta usucapione è pertanto del tutto inidoneo a trasferire la proprietà.
L'inserimento di un'area all'interno d'un piano particolareggiato di recupero, che ai sensi dell'art. 12 del D.P.R. 327/2001 equivale a dichiarazione di Pubblica utilità, è incompatibile con il possesso utile ad usucapire.
L'avviso ai sensi dell'art. 15 del DPR 327/2001 cit., per l'acceso ai terreni al fine della redazione degli elaborati espropriativi inerenti il progetto dell'opera, comporta riconoscimento della proprietà privata ed è incompatibile con il possesso ad usucapionem.
Secondo la giurisprudenza amministrativa prevalente non ricorrono, nelle ipotesi in cui il procedim... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...riativo non si sia concluso con la tempestiva emanazione né dell'atto di cessione, né decreto di esproprio, i requisiti per l'usucapione.
A sostegno della tesi della non usucapibilità in favore dell'amministrazione delle aree da essa abusivamente occupate e irreversibilmente trasformate con la realizzazione di opere pubbliche, sono addotte plurime ragioni, la principale delle quali è rappresentata dall'incompatibilità dell'usucapione al cospetto dell'art. 1 del protocollo addizionale alla CEDU, che non tollera alternative all'acquisizione in proprietà che non siano rappresentate dal perfezionamento di una legittima procedura espropriativa, di un procedimento "sanante" ai sensi dell'art. 42-bis D.P.R. n. 327/2001, ovvero dal contratto tra le parti.
I beni occupati dalla P.A. non sono dalla stessa usucapibili, poiché l'apprensione materiale di beni altrui, al di fuori di una legittima procedura espropriativa o di un procedimento sanante (ex art. 42-bis del DPR 327/2001) ed al fine d'integrare il requisito del possesso utile ai fini dell'usucapione, rischierebbe di reintrodurre nell'ordinamento interno forme di espropriazione indiretta o larvata, peraltro non onerose per la P.A. stessa, visto che la cd. ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ità reale" dell'usucapione estinguerebbe in pratica anche ogni pretesa risarcitoria.
L'occupazione di un fondo sine titulo da parte della Pubblica Amministrazione (e conseguente trasformazione da parte della stessa di un bene privato), integrando un illecito permanente, non è utile ai fini dell'usucapione (del diritto di proprietà e/o del diritto di servitù), atteso che diversamente si rischierebbe di reintrodurre nell'ordinamento interno forme di espropriazione indiretta o larvata. Occorre infatti tenere presente che l'apprensione materiale del bene da parte della Pubblica Amministrazione, al di fuori di una legittima procedura espropriativa o di un procedimento sanante, non può essere qualificata idonea ad integrare il requisito del possesso utile ai fini de quibus.
L'occupazione di un fondo sine titulo da parte della p.a. (con conseguente trasformazione da parte della stessa di un bene privato), integrando un illecito permanente, non è utile ai fini dell'usucapione e conseguente prescrizione del diritto. La giurisprudenza ha avuto più volte modo di chiarire, infatti, che diversamente opinando si rischierebbe di reintrodurre nell'ordinamento interno forme di espropriazione indiretta o larvata e che ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ne materiale del bene da parte della p.a. al di fuori di una legittima procedura espropriativa o di un procedimento di acquisizione sanante non è idonea ad integrare il requisito del possesso utile ai fini dell'usucapione.
La matrice civilistica dell'usucapione, comporta in primo luogo che di essa possa farsi applicazione solo in presenza di tutti gli elementi, indicati dal codice civile. In ipotesi di occupazione non seguita dalla conclusione del procedimento, è oggettivamente fuor di dubbio che manchi il titolo, vale a dire l'esistenza di una legittima causa giuridica che ha determinato l'occupazione del bene privato, integrante il possesso del bene; tale non è e non può essere infatti nessun decreto di occupazione che, come tutti gli atti del procedimento, risulti scaduto per mancata emissione del decreto di esproprio nel quinquennio previsto dalla legge, in quel momento determinandosi a carico dell'Amministrazione il passaggio da una situazione di occupazione legittima ad una occupazione illecita e quindi suscettibile di conseguenze risarcitorie.
L'occupazione di un fondo sine titulo da parte della p.a. (e conseguente trasformazione da parte della stessa di un bene privato), integrando un illecito permanente, non &egr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ai fini dell'usucapione, atteso che diversamente si rischierebbe di reintrodurre nell'ordinamento interno forme di espropriazione indiretta o larvata, tenendo anche presente che l'apprensione materiale del bene da parte della p.a. al di fuori di una legittima procedura espropriativa o di un procedimento sanante non può essere qualificata idonea ad integrare il requisito del possesso utile ai fini de quibus.
Non risulta essere supportata da sufficienti elementi di prova l'asserita natura pacifica del possesso utile ai fini dell'usucapione, qualora, al contrario, risulti che l'acquisto e il mantenimento del possesso da parte dell'Amministrazione, sia avvenuto in modo violento per atto autoritativo dell'amministrazione e contro l'espressa volontà dei proprietari (che hanno agito in giudizio proprio per contrastare l'azione unilaterale di acquisizione coatta del bene).
Non si può negare che l'Amministrazione (art. 42 della Costituzione), può validamente usufruire di tutti i modi di acquisto della proprietà, e può divenire proprietaria di un bene al pari del privato; tuttavia l'Amministrazione, per espropriare un bene in mano a privati, esercita una potestà di imperio pubblicistica, "affievolisce" (per usa... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ne ormai quasi desueto), la posizione soggettiva attiva del privato; si giova di poteri –che devono essere esercitati legittimamente- ad essa sola consentiti. Opera iure imperii, quindi, e non iure privatorum. Sarebbe incongruo, in carenza di alcun espresso referente normativo, che dall'esercizio illegittimo di poteri di imperio essa possa ricavare un utile riposante nel divenire proprietaria del bene (per intervenuta usucapione), senza erogare al privato spogliato alcunché.
Negare la facoltà in capo alla P.A. di usucapire un bene occupato illegittimamente, non comporta che la stessa riceva un trattamento "discriminatorio" rispetto al privato (che può invece giovarsi dell'istituto dell'usucapione per divenire proprietario di beni). Non v'è alcuna "par condicio" da garantire, perché la posizione della P.A. (che si avvale di poteri di imperio) e quella del privato proprietario sono quanto di più disomogeneo si possa immaginare, giovandosi la p.a. di prerogative di cui certamente non può giovarsi il privato. Semmai non si vede come ritenere compatibile con l'art. 97 della Costituzione la fattispecie in cui un soggetto pubblico "iure imperii" sottragga il bene ad un privato e ciò faccia in forza di atti ill... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... per giunta divenga poi proprietaria iure privatorum e non indennizzi il privato del pregiudizio subito.
Il riconoscimento dell'usucapione per effetto dell'occupazione illegittima scaturita da una procedura espropriativa non conclusasi ritualmente (con la cessione bonaria ovvero con il decreto di esproprio), rappresenta ciò che è stato definito un esercizio di "equilibrismo interpretativo" dal quale debbono essere prese le distanze.
E' assai discutibile la usucapibilità di beni illecitamente occupati dall'Amministrazione. Lo impediscono invero plurime ragioni. La prima delle quali fa capo all'orientamento secondo il quale "In tema di tutela possessoria, ricorre spoglio violento anche in ipotesi di privazione dell'altrui possesso mediante alterazione dello stato di fatto in cui si trovi il possessore, eseguita contro la volontà, sia pure soltanto presunta, di quest'ultimo, sussistendo la presunzione di volontà contraria del possessore ove manchi la prova di una manifestazione univoca di consenso, e senza che rilevi in senso contrario il semplice silenzio, in quanto circostanza di per sé equivoca, e non interpretabile come espressione di acquiescenza, alla luce dell'ampia nozione di violenza del possesso elabo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...giurisprudenza (ex multis Cass. civ., Sez. II, 7 dicembre 2012 n. 22174). Cosi escludendosi che la detenzione possa essere mutata in possesso.
E' assai discutibile la usucapibilità di beni illecitamente occupati dall'Amministrazione in ragione della sua incompatibilità con l'art. 1 del Protocollo Addizionale della CEDU e della Corte EDU, la cui costante giurisprudenza ha più volte affermato la non conformità alla Convenzione (in particolare, al citato Protocollo addizionale n. 1), che ha valore di "norma costituzionale interposta", dell'istituto della cosiddetta "espropriazione indiretta o larvata" e quindi di alternative all'acquisizione in proprietà che non siano rappresentate dal decreto di espropriazione, ovvero dal contratto tra le parti. Non consente quindi la C.E.D.U. che l'apprensione materiale del bene da parte dell'Amministrazione possa considerarsi legittima al di fuori di una legittima procedura espropriativa o di un procedimento sanante (art. 42 bis D.P.R. n. 327 del 2001).
Predicare che l'apprensione materiale del bene da parte della P.A. al di fuori di una legittima procedura espropriativa o di un procedimento sanante ex art. 42 bis d.P.R. n. 327 del 2001, possa essere qualificata idonea a ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l requisito del possesso utile ai fini dell'acquisto per usucapione, rischierebbe di reintrodurre nell'ordinamento interno forme di espropriazione indiretta o larvata, nonché non onerose per l'amministrazione dal momento che la c.d. retroattività reale dell'usucapione estinguerebbe anche ogni pretesa risarcitoria.
Deve escludersi l'applicazione dell'istituto dell'usucapione nelle fattispecie di espropriazione illegittima.
Secondo il Consiglio di Stato (sent. IV Sezione, n. 3346/2014), appare assai discutibile la teorizzata usucapibilità di beni illecitamente occupati dall'Amministrazione: ciò sia alla luce dell'ampia nozione di violenza del possesso elaborata dalla giurisprudenza, laddove si è sostenuta la presunzione di volontà contraria del possessore ove manchi la prova di una manifestazione univoca di consenso, quanto soprattutto in relazione alla assai dubbia compatibilità con l'art. 1 del Protocollo Addizionale della CEDU.
Secondo il Consiglio di Stato (sent. IV Sezione, n. 3346/2014), predicare che l'apprensione materiale del bene da parte dell'Amministrazione al di fuori di una legittima procedura espropriativa o di un procedimento sanante (art. 42 bis D.P.R. n. 327 del 2001), p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... qualificata idonea ad integrare il requisito del possesso utile ai fini dell'acquisto per usucapione, rischierebbe di reintrodurre nell'ordinamento interno forme di espropriazione indiretta o larvata, per di più non onerose per l'Amministrazione, dal momento che la c.d. retroattività reale dell'usucapione estinguerebbe anche ogni pretesa risarcitoria.
A sostegno dell'opinabilità dell'operatività dell'istituto dell'usucapione in ipotesi di occupazione illegittima del fondo privato da parte della P.A. può essere invocata anche la specialità della disciplina pubblicistica in materia di espropriazione per pubblica utilità e di incisione da parte del potere autoritativo sul diritto di proprietà, con il correlato specifico apparato strumentale di tutela, che mal si concilia rispetto ad un approccio puramente privatistico, presupponente l'intervento dell'Amministrazione sul fondo iure privatorum ovvero come semplice soggetto privato. Emblematico è il decisivo superamento dei numerosi tentativi volti a negare o a limitare fortemente la tutela restitutoria di trasposizione degli istituti civilistici di cui agli artt. 940 c.c.
In base ad una doverosa interpretazione costituzionalmente orientata (... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... 1 Cost. e art. 1 Prot. Add. C.E.D.U.), è assai opinabile l'operatività dell'istituto dell'usucapione a favore della P.A. in ipotesi di occupazione illegittima del fondo privato, introducendo la stessa, seppur normativamente prevista, una forma di acquisto a titolo originario da parte dell'Amministrazione responsabile dell'illecito.
Acclarata l'illegittimità dell'istituto della occupazione acquisitiva e in difetto di utilizzo di strumenti legittimi di acquisizione della proprietà alla mano pubblica (negozi giuridici, procedure espropriative ed oggi art. 42-bis DPR 327 del 2001), la proprietà di un'area ancorché occupata dall'Amministrazione e dalla stessa irreversibilmente trasformata attraverso la realizzazione di un'opera pubblica rimane in capo al privato titolare ab initio del titolo dominicale, configurandosi tuttavia, contemporaneamente, un illecito permanente della p.a. che continua ad occupare illegittimamente l'area. Essendo in presenza di un illecito permanente, non è neppure ipotizzabile che il possesso dell'area da parte dell'Amministrazione sia valutabile come presupposto per usucapire l'area stessa, con conseguente infondatezza della avanzata eccezione.
In ipotesi di occupazione illegitt... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di proprietà privata, protratta oltre i termini previsti dalla legge e con conseguente realizzazione sulla stessa di un'opera pubblica al di fuori degli schemi di legittimo esercizio del potere pubblico, si è in presenza di un illecito permanente; non è pertanto ipotizzabile che il possesso dell'area da parte dell'Amministrazione sia valutabile come presupposto per usucapire l'area stessa.

References: art.1158
 art. 42
 articolo 42
 art. 1163
 art. 233
 sentenza 
 art. 42
 art. 42
 Cass. 
 art. 42
 art. 1
 art. 42