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Timestamp: 2020-08-07 13:19:04+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 18261 del 24/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18261 del 24/07/2017
Cassazione civile, sez. VI, 24/07/2017, (ud. 05/07/2017, dep.24/07/2017), n. 18261
sul ricorso 7778-2016 proposto da:
unitamente e disgiuntamente dagli avvocati GIUSEPPE MATANO, ANTONINO
SGROI, LELIO MARITATO, CARLA D’ALOISIO, EMANUELE DE ROSE ed ESTER
ADA VITA SCIPLINO;
S.G., EQUITALIA SUD S.P.A.;
avverso la sentenza n. 4743/2015 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
depositata il 17/09/2015;
partecipata del 05/07/2017 dal Consigliere Dott. PAOLA GHINOY.
1. la Corte d’appello di Roma, per quello che qui ancora rileva, in parziale riforma della sentenza del Tribunale della stessa sede, dichiarò estinti per effetto di intervenuta prescrizione i crediti che avevano determinato tre iscrizioni ipotecarie in danno di S.G., determinati dal mancato pagamento di cartelle esattoriali notificate negli anni 2001, 2002 e 2003, non essendo intervenuti nel quinquennio validi atti interruttivi; per l’effetto, ordinò ad Equitalia sud s.p.a. di procedere alla cancellazione delle suddette ipoteche.
2. Per la cassazione della sentenza ricorre l’Inps, che contesta l’applicazione della prescrizione quinquennale ai crediti azionati con le cartelle esattoriali non opposte, denunciando la violazione e falsa applicazione della L. n. 335 del 1995, art. 3, commi 9 e 10, in relazione all’art. 2953 c.c..
3. S.G. ed Equitalia sud s.p.a. sono rimasti intimati.
1. il ricorso è manifestamente infondato, alla luce del principio affermato dalle Sezioni Unite di questa Corte con la sentenza n. 23397 del 17/11/2016 che, con riferimento a tutti gli atti – comunque denominati – di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva di crediti degli enti previdenziali, ha chiarito che la scadenza del termine perentorio stabilito per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva produce soltanto l’effetto sostanziale dell’ irretrattabilità del credito, ma non determina anche l’effetto della c.d. “conversione” del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale, ai sensi dell’art. 2953 c.c.. Con la conseguenza che, qualora per i relativi crediti sia prevista una prescrizione (sostanziale) più breve di quella ordinaria, la sola scadenza del termine concesso al debitore per proporre l’opposizione, non consente di fare applicazione dell’art. 2953 c.c., tranne che in presenza di un titolo giudiziale divenuto definitivo.
2. Dovendosi dare seguito a tale condivisibile orientamento, la soluzione adottata dalla Corte territoriale risulta corretta e conforme a diritto. Ritiene quindi il Collegio, in coerenza con la proposta del relatore, che il ricorso vada rigettato con ordinanza in camera di consiglio, ai sensi dell’art. 375 c.p.c., comma 1, n. 5.
3. Nulla per le spese del giudizio, in difetto di attività difensiva degli intimati.
4. Sussistono i presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, previsto dal D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 5 luglio 2017.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 3
 sentenza 
 art. 13
 art. 1