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Timestamp: 2018-10-15 11:26:45+00:00

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Vendita stampa quotidiana e periodica | Comune di San Casciano in Val di Pesa
Vendita stampa quotidiana e periodica
La Legge Regionale Toscana n. 28/2005 al Capo IV individua due tipologie di attività, entrambe soggette ad autorizzazione per l'apertura:- punti di vendita esclusivi quelli che sono tenuti alla vendita generale di quotidiani e periodici. Per punti vendita esclusiva si intendono altresì gli esercizi autorizzati, ai sensi dell'art. 14 L. 416/1981 (abrogato dal D.Lgs. 170/2001), alla vendita di quotidiani e periodici in aggiunta o meno ad altre merci;- punti vendita non esclusivi quelli che, in aggiunta ad altre merci, sono autorizzati alla vendita di soli quotidiani, di soli periodici o di entrambe le tipologie di prodotti editoriali. Per punti vendita non esclusivi si intendono altresì gli esercizi che hanno effettuato la sperimentazione ai sensi dell'art. 1 L. 108/1999 e ai quali è rilasciata l'autorizzazione per la vendita di soli quotidiani, di soli periodici o di quotidiani e periodici.
La sede dell'esercizio deve possedere i requisiti previsti dal regolamento di polizia urbana, dai regolamenti comunali igienico sanitari, dal regolamento edilizio, dalle norme urbanistiche e quelle relative alla destinazione d'uso relative al Comune di appartenenza.
Il titolare, il legale rappresentante della società e tutti i soggetti con potere di rappresentanza non devono essere sottoposti ad una delle cause di divieto, decadenza e di sospensione previste dall'art. 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575, riportate all'Allegato 1 del D. Lgs. 8 agosto 1994, n. 490; tali suddette cause non devono sussistere nei confronti della società/consorzio.In particolare, secondo la norma sopra citata, quando si tratta di associazioni, imprese, società e consorzi, la documentazione attestante il possesso del requisito di moralità deve riferirsi, oltre che all'interessato:a) alle società;b) per le società di capitali anche consortili ai sensi dell'articolo 2615-ter del codice civile, per le società cooperative, di consorzi cooperativi, per i consorzi di cui al libro V, titolo X, capo II, sezione II, del codice civile, al legale rappresentante e agli eventuali altri componenti l'organo di amministrazione, nonché a ciascuno dei consorziati che nei consorzi e nelle società consortili detenga una partecipazione superiore al 10 per cento, ed ai soci o consorziati per conto dei quali le società consortili o i consorzi operino in modo esclusivo nei confronti della pubblica amministrazione;c) per i consorzi di cui all'articolo 2602 del codice civile, a chi ne ha la rappresentanza e agli imprenditori o società consorziate;d) per le società in nome collettivo, a tutti i soci;e) per le società in accomandita semplice, ai soci accomandatari;f) per le società di cui all'articolo 2506 del codice civile, a coloro che le rappresentano stabilmente nel territorio dello Stato.Non possono esercitare l'attivita' commerciale di' vendita e di somministrazione:a) coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali,professionali o per tendenza, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione;b) coloro che hanno riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale e' prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale;c) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna a pena detentiva per uno dei delitti di cui al libro II, Titolo VIII, capo II del codice penale, ovvero per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura,rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione;d) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro l'igiene e la sanita' pubblica, compresi i delitti di cui al libro II, Titolo VI, capo II del codice penale; e) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, due o piu' condanne, nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attivita', per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali;f) coloro che sono sottoposti a una delle misure di prevenzione di cui alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o nei cui confronti sia stata applicata una delle misure previste dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, ovvero a misure di sicurezza non detentive.Il divieto di esercizio dell'attivita', di cui alle precedenti lettere b), e), d), e) e f) permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena e' stata scontata. Qualora la pena si sia estinta in altro modo, il termine di cinque anni decorredal giorno del passaggio in giudicato della sentenza, salvo riabilitazione.Il divieto di' esercizio dell'attivita' non si applica qualora, con sentenza passata in giudicato sia stata concessa la sospensione condizionale della pena sempre che non intervengano circostanze idonee a incidere sulla revoca della sospensione.In caso di societa', associazioni od organismi collettivi i requisiti di cui al comma 1 devono essere posseduti dal legale rappresentante, da altra persona preposta all'attivita' commerciale e da tutti i soggetti individuati dall'articolo 2, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252.
3. Requisiti soggettivi professionali
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Quando si può iniziare l'attività: L'apertura e il trasferimento di sede di un esercizio di vendita della stampa quotidiana e periodica sono soggetti ad autorizzazione rilasciata dal Suap competente per territorio.L'autorizzazione viene rilasciata tenendo conto dei seguenti criteri:- salvaguardia della parità di trattamento alle diverse testate, mediante un adeguato spazio espositivo;- qualificazione, sviluppo e migliore funzionalità della rete di vendita in funzione del miglioramewnto del servizio da rendere al consumatore e al fine di assicurare a tutti i consumatori, comprese le persone disabili, la facilità di accesso ai punti vendita;- sviluppo di nuove funzioni della rete di vendita, al fine della promozione turistica e culturale del territorio.Qualora nel territorio del comune o in una frazione di esso non esistano punti vendita, l'attività può essere esercitata anche da esercizi commerciali diversi da quelli previsti dall'art. 24 della LR 28/2005.
SI RIPORTA DI SEGUITO IL CAPO IV DELLA LEGGE REGIONALE 28/2005
1. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni contenute nel presente capo si intendono:
a) per punti vendita esclusivi quelli che sono tenuti alla vendita generale di quotidiani e periodici. Per punti vendita esclusivi si intendono altresì gli esercizi autorizzati, ai sensi dell'articolo 14 della legge 7 agosto 1981, n. 416 (Disciplina delle imprese editrici e provvidenze per l'editoria) abrogato dall'articolo 9 del decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 170, alla vendita di quotidiani e periodici in aggiunta o meno ad altre merci;
b) per punti vendita non esclusivi quelli che, in aggiunta ad altre merci, sono autorizzati alla vendita di soli quotidiani, di soli periodici o di entrambe le tipologie di prodotti editoriali. Per punti vendita non esclusivi si intendono altresì gli esercizi che hanno effettuato la sperimentazione ai sensi dell'articolo 1 della legge 13 aprile 1999, n. 108 (Nuove norme in materia di punti vendita per la stampa quotidiana e periodica) e ai quali è rilasciata l'autorizzazione per la vendita di soli quotidiani, di soli periodici o di quotidiani e periodici.
Punti vendita non esclusivi.
1. Possono essere autorizzati all'esercizio di un punto vendita non esclusivo, a condizione che l'attività si svolga nell'ambito degli stessi locali:
b) gli impianti di distribuzione di carburanti;
c) gli esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande;
d) le medie e le grandi strutture di vendita;
e) gli esercizi adibiti prevalentemente alla vendita di libri e prodotti editoriali equiparati;
f) gli esercizi a prevalente specializzazione di vendita, con esclusivo riferimento ai periodici di identica specializzazione (44).
2. La prevalenza dell'attività, ai fini dell'applicazione del comma 1, lettera f), è determinata in base al volume di affari.
2-bis. L'autorizzazione per l'esercizio di un punto vendita non esclusivo non può essere ceduta separatamente dai titoli abilitativi per l'esercizio delle attività di cui al comma 1 (45).
(44) Il presente comma, già modificato dall'art. 1, L.R. 17 luglio 2009, n. 38, è stato poi così sostituito dall'art. 24, L.R. 28 settembre 2012, n. 52, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 71 della stessa legge). Il testo precedente era così formulato: «1. Possono essere autorizzati all'esercizio di un punto vendita non esclusivo, a condizione che l'attività si svolga nell'ambito degli stessi locali:
b gli impianti di distribuzione di carburanti ;
d) le medie strutture di vendita, con un limite minimo di superficie di vendita pari a metri quadrati 700;
e) le grandi strutture di vendita;
f) gli esercizi adibiti prevalentemente alla vendita di libri e prodotti editoriali equiparati, con un limite minimo di superficie di vendita pari a metri quadrati 120;
g) gli esercizi a prevalente specializzazione di vendita, con esclusivo riferimento ai periodici di identica specializzazione.».
(45) Comma aggiunto dall'art. 11, L.R. 5 giugno 2007, n. 34.
Esercizio dell'attività (46).
1. L'apertura e il trasferimento di sede di un esercizio di vendita della stampa quotidiana e periodica sono soggetti ad autorizzazione rilasciata dal SUAP competente per territorio.
2. L'autorizzazione per punti esclusivi e non esclusivi può avere carattere stagionale.
3. L'autorizzazione per punti esclusivi e non esclusivi è rilasciata tenendo conto in particolare dei seguenti criteri:
a) salvaguardia della parità di trattamento alle diverse testate; mediante un adeguato spazio espositivo;
b) qualificazione, sviluppo e migliore funzionalità della rete di vendita in funzione del miglioramento del servizio da rendere al consumatore ed al fine, altresì, di assicurare a tutti i consumatori, comprese le persone disabili, la facilità di accesso ai punti di vendita;
c) sviluppo di nuove funzioni della rete di vendita, al fine della promozione turistica e culturale del territorio.
4. Qualora nel territorio del comune o in una frazione di esso non esistano punti vendita, l'attività può essere esercitata anche da esercizi commerciali diversi da quelli previsti all'articolo 24.
(46) Il presente articolo, già modificato dall'art. 12, L.R. 5 giugno 2007, n. 34, è stato poi così sostituito dall'art. 25, L.R. 28 settembre 2012, n. 52, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 71 della stessa legge). Il testo precedente era così formulato: «Art. 25. Esercizio dell'attività. 1. L'apertura e il trasferimento di sede di un esercizio di vendita della stampa quotidiana e periodica sono soggetti ad autorizzazione rilasciata dal comune competente per territorio.
2. Con il regolamento di cui all'articolo 3 la Regione definisce il contenuto della domanda di autorizzazione di cui al comma 1.
3. L'autorizzazione di cui al comma 1 può avere carattere stagionale.
4. L'autorizzazione per punti esclusivi e non esclusivi è rilasciata nel rispetto della programmazione comunale di cui all'articolo 28 .
4-bis. La vendita di caramelle, confetti, cioccolatini, gomme da masticare e simili, nei punti vendita esclusivi e non esclusivi è consentita senza il possesso dei requisiti di cui all'articolo 14, comma 1, lettera a) .
5. Agli esercizi che hanno effettuato la sperimentazione ai sensi dell'articolo 1 della L. n. 108/1999 l'autorizzazione alla vendita dei prodotti oggetto della sperimentazione è rilasciata di diritto, a condizione che gli stessi, oltre alla presentazione della comunicazione di cui all'articolo 1, comma 2, della L. n. 108/1999, abbiano effettivamente venduto i prodotti editoriali prescelti e abbiano presentato la domanda di autorizzazione entro il termine eventualmente stabilito dal comune.».
Esenzione dall'autorizzazione.
1. Non è soggetta ad autorizzazione:
a) la vendita nelle sedi di partiti, enti, chiese, comunità religiose, sindacati, associazioni, di pertinenti pubblicazioni specializzate;
b) la vendita in forma ambulante di quotidiani e periodici di partito, sindacali e religiosi che ricorrano all'opera di volontari a scopo di propaganda politica, sindacale e religiosa;
c) la vendita, nelle sedi di società editrici e delle loro redazioni distaccate, dei quotidiani e periodici da esse editi;
d) la vendita di pubblicazioni specializzate non distribuite nei punti vendita di cui al presente capo;
e) la consegna porta a porta e la vendita in forma ambulante da parte degli editori, distributori ed edicolanti;
f) la vendita di quotidiani e periodici nelle strutture turistico-ricettive, ove questa costituisca un servizio ai clienti;
g) la vendita di quotidiani e periodici all'interno di strutture pubbliche o private, l'accesso alle quali sia riservato esclusivamente a determinate categorie di soggetti e sia regolamentato con qualsiasi modalità;
h) la vendita di quotidiani e periodici negli empori polifunzionali di cui all'articolo 20.
2. Le attività di cui al comma 1 sono soggette a comunicazione al comune competente per territorio (47).
(47) Articolo così sostituito dall'art. 13, L.R. 5 giugno 2007, n. 34. Il testo originario era così formulato: «Art. 26. Esenzione dall'autorizzazione. 1. Non è soggetta ad autorizzazione:
b) la vendita in forma ambulante di quotidiani di partito, sindacali e religiosi che ricorrano all'opera di volontari a scopo di propaganda politica, sindacale e religiosa;
c) la vendita, nelle sedi di società editrici e delle loro redazioni distaccate, dei giornali da esse editi;
f) la vendita di giornali e riviste nelle strutture turistico-ricettive, ove questa costituisca un servizio ai clienti;
g) la vendita di giornali e riviste all'interno di strutture pubbliche o private, l'accesso alle quali sia riservato esclusivamente a determinate categorie di soggetti e sia regolamentato con qualsiasi modalità.
2. Le attività di cui al comma 1 sono soggette a comunicazione al comune competente per territorio.».
Indirizzi regionali (48).
[1. Per la definizione della programmazione di cui all'articolo 28 il comune tiene conto dei seguenti indirizzi:
a) articolazione equilibrata del sistema di vendita, con particolare attenzione all'adeguatezza della rete rispetto ad andamenti demografici, dinamiche dei consumi e flussi turistici;
b) qualificazione, sviluppo e migliore funzionalità della rete di vendita in funzione del miglioramento del servizio da rendere al consumatore;
c) incremento della distribuzione nelle zone carenti di servizio, con particolare attenzione ai centri minori ed alle aree montane e rurali;
d) salvaguardia dei livelli quantitativi e qualitativi di occupazione del settore;
e) sviluppo di nuove funzioni della rete di vendita, al fine della promozione turistica e culturale del territorio;
f) esistenza di progetti di qualificazione e valorizzazione dei luoghi del commercio di cui al capo XIII].
(48) Articolo così sostituito dall'art. 14, L.R. 5 giugno 2007, n. 34, poi abrogato dall'art. 26, L.R. 28 settembre 2012, n. 52, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 71 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «Art. 27. Direttive regionali. 1. La Regione entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della presente legge emana direttive al fine di assicurare un livello ottimale di vendita dei prodotti editoriali, in relazione alle caratteristiche economiche, urbanistiche e sociali, alla popolazione residente e ai flussi turistici delle diverse aree territoriali.».
Programmazione comunale (49).
[1. Il comune, sulla base degli indirizzi di cui all'articolo 27 e previa concertazione con le organizzazioni del commercio, turismo e servizi, le organizzazioni sindacali dei lavoratori del settore e le associazioni dei consumatori, maggiormente rappresentative, definisce la programmazione per il rilascio di nuove autorizzazioni per punti esclusivi e non esclusivi.
2. In mancanza della programmazione comunale, qualora nel territorio del comune o in una frazione di esso non esistano punti vendita, l'autorizzazione può essere rilasciata anche ad esercizi commerciali diversi da quelli previsti all'articolo 24].
(49) Articolo così sostituito dall'art. 15, L.R. 5 giugno 2007, n. 34, poi abrogato dall'art. 27, L.R. 28 settembre 2012, n. 52, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 71 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: Art. 28. Piano comunale. 1. Sulla base delle direttive di cui all'articolo 27, i comuni approvano il piano di localizzazione per il rilascio di nuove autorizzazioni per punti vendita esclusivi e non esclusivi. 2. Il piano comunale è approvato previa concertazione con le associazioni degli editori, dei distributori, le organizzazioni sindacali dei rivenditori e le associazioni dei consumatori, maggiormente rappresentative. 3. In mancanza del piano comunale, qualora nel territorio del comune o di una frazione di esso non esistano punti vendita, l'autorizzazione può essere rilasciata anche ad esercizi commerciali diversi da quelli previsti dall'articolo 24.».
- lr 07/02/2005 n. 28 CAPO IV artt 23-26
- D.Lgs. 26/03/2010 n. 59
- lr 07/02/2005 n. 28
- l. 06.03.98, n°40, art. 5, comma 6

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Art. 28
 art. 5