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⭐3.- La sicurezza alimentare: food security e food safety
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Cristiano Scarpa
1 DIRITTO ALIMENTARE EUROPEO prof. Ferdinando Albisinni Lezioni e Materiali per il Corso 3.- La sicurezza alimentare: food security e food safety 1.- Il tema I temi della sicurezza e in-sicurezza alimentare hanno prepotentemente conquistato l attenzione dei consumatori e delle istituzioni negli ultimi anni, nella loro duplice declinazione di food security e di food safety. Ne è emersa una dimensione, che per sua stessa natura supera i confini nazionali e che è insieme fortemente europea e necessariamente globale. Per gli studiosi di diritto agrario e alimentare, è consapevolezza da tempo acquisita quella per la quale, nell esperienza dell edificazione del diritto europeo, il diritto agrario ed il diritto alimentare hanno costituito e costituiscono laboratorio privilegiato, ove si elaborano e si sperimentano istituti e modelli, in prosieguo divenuti patrimonio comune dell intero ordinamento europeo. Dal principio di equivalenza al mutuo riconoscimento, dal legittimo affidamento alla sussidiarietà nel rapporto Comunità/Unione Stati Membri, dal sistema di allarme rapido all attribuzione alla Commissione di poteri sostitutivi, dalla co-amministrazione all amministrazione diretta ed a rete, dalla comitologia all istituzione dell EFSA, sono innumerevoli e ben conosciuti gli esempi che riportano a siffatta esperienza. All interno di questo percorso, le crisi della sicurezza alimentare, intesa quale food safety, dalla BSE ai polli alla diossina (e prima ancora, in Italia, la drammatica vicenda del vino al metanolo, che molto ha contribuito alla modernizzazione disciplinare ed organizzativa del settore), hanno giocato un ruolo decisivo per l innovazione giuridica 1, con l introduzione della tracciabilità e l adozione di un approccio alla sicurezza preventivo ed attivo, centrato sull autoresponsabilità dell impresa e non affidato soltanto all intervento dei controllori pubblici, quale era tradizionalmente il sistema nazionale italiano. Il Trattato istitutivo della Comunità Economia Europea, del 1957, così individua nelle premesse le ragioni dell intesa fra gli Stati contraenti: Decisi ad assicurare mediante un'azione comune il progresso economico e sociale dei loro paesi, eliminando le barriere che dividono l'europa, Assegnando ai loro sforzi per scopo essenziale il miglioramento costante delle condizioni di vita e di occupazione dei loro popoli; Riconoscendo che l'eliminazione degli ostacoli esistenti impone una azione concentrata intesa a garantire la stabilità nella espansione, ( 1 ) In argomento, per ulteriori indicazioni, sia consentito rinviare al mio Strumentario di diritto alimentare europeo, Torino, 2009, spec. cap. III. 12 Risoluti a rafforzare, mediante la costituzione di questo complesso di risorse, le difese della pace e della libertà. Sono tutte finalità di sicurezza, secondo le richiamate declinazioni di questa espressione, che si traducono nella previsione di politiche attive. La parola sicurezza compare più volte anche nel testo degli articoli che compongono il Trattato CEE. 2.- La sicurezza nella Politica agricola comune Fra le numerose fattispecie di sicurezza, nel Trattato di Roma compare anche un esplicito richiamo ad una sicurezza come bene in sé. L art. 39 TCEE (oggi art. 39 TFUE) solennemente recita: Le finalità della politica agricola comune sono: a) incrementare la produttività dell'agricoltura, sviluppando il progresso tecnico, assicurando lo sviluppo razionale della produzione agricola come pure un impiego migliore dei fattori di produzione, in particolare della mano d'opera, b) assicurare così un tenore di vita equo alla popolazione agricola, grazie in particolare al miglioramento del reddito individuale di coloro che lavorano nell'agricoltura, c) stabilizzare i mercati, d) garantire la sicurezza degli approvvigionamenti, e) assicurare prezzi ragionevoli nelle consegne ai consumatori. La sicurezza degli approvvigionamenti di prodotti alimentari è dunque una finalità espressamente individuata dal Trattato CEE, come bene in sé di valore strategico e generale. Questa sicurezza si colloca nel contesto di un articolo, nel quale incremento della produttività, tenore di vita equo della popolazione agricola, stabilizzazione dei mercati, prezzi ragionevoli (e non in ipotesi i prezzi più bassi possibili) nelle consegne ai consumatori, non sono elementi occasionali ma costituiscono oggetti qualificanti della scelta europea, e concorrono a definire un quadro unitario, che rinvia ad una dimensione di stato, ad una valutazione premiale di condizioni di stabilita e solidità, comparabile alla sicurezza strategica nella disponibilità di fonti energetiche perseguita dai Trattati Ceca ed Euratom. Torna più volte la parola assicurare, a designare un azione positiva, attiva, intesa a realizzare uno stato di stabilità, che rinvia all origine latina della parola securitas (se cura) come assenza di preoccupazioni e di affanni, condizione di quiete e di tranquillità. Ne è risultato un regime speciale per l agricoltura, legittimato in ragione del valore strategico assegnato alle finalità di sicurezza soprarichiamate, individuate dai Paesi fondatori come ragion d essere della stessa istituzione della PAC, in un Europa da poco uscita dal secondo devastante conflitto mondiale; finalità sempre confermate nei decenni successivi. Coerentemente con queste indicazioni, i primi decenni della PAC, sono stati connotati dalla privilegiata attenzione assegnata alla sicurezza degli approvvigionamenti, alla food security. Occorrerà attendere la fine degli anni 80 ed i primi anni 90 del secolo XX, con l Atto Unico europeo del 1986 ed il Trattato di Maastricht del 1992, e con l introduzione dell art. 100A, che ha attribuito al Consiglio il potere di adottare a maggioranza qualificata (e non più all unanimità), in co-decisione con il Parlamento europeo, misure relative al ravvicinamento delle disposizioni degli Stati membri che hanno per oggetto l instaurazione ed il funzionamento del mercato interno, per assistere ad una serie di interventi europei sul versante di sicurezze diverse dalla food security, e così sia in tema di food safety, sia più in generale in riferimento ad altri oggetti della sicurezza, che vengono attratti dalla dimensione nazionale alla centralizzata competenza europea. 23 Questi interventi sono tutti connotati dalla comune base giuridica, che, facendo riferimento all art. 100A e dunque al mercato interno. Il risalente riconoscimento agli Stati membri di una prevalente competenza in tema di sicurezza pubblica, al fine di garantire essenziali diritti della persona (e fra questi anzitutto quelli alla salute ed all incolumità personale e dei beni), operava come limite al pieno dispiegarsi del mercato interno ed alla compiuta libera circolazione. La Comunità, acquisita con l art. 100A TCE una maggiore flessibilità di intervento e non più condizionata dal potere di veto del singolo Stato, comincia ad intervenire su ampia scala, per riportare i temi della tutela delle sicurezze personali all interno della disciplina europea, e così in un ambito di uniformità centralizzata funzionale al mercato. Ciò accade nell area della food safety con le direttive del 1989 e del 1993 sull igiene e sicurezza degli alimenti 2, esplicitamente intese a favorire la libera circolazione dei prodotti alimentari ed in funzione di tale obiettivo intese ad ottenere la generalizzata fiducia dei consumatori nel livello di sicurezza dei prodotti alimentari messi in circolazione nel mercato europeo, come ben chiarisce il primo considerando della direttiva n. 43/93, che recita: considerando che la libera circolazione dei prodotti alimentari è essenziale per il completamento del mercato interno; che questo principio presuppone la fiducia nel livello di sicurezza dei prodotti alimentari destinati al consumo umano messi in libera circolazione, particolarmente sotto il profilo igienico, in tutte le fasi di preparazione, trasformazione, fabbricazione, confezionamento, deposito, trasporto, distribuzione, manipolazione, vendita o fornitura al consumatore 3. Il complessivo quadro regolatorio della food safety muta radicalmente con la crisi indotta dall epidemia di BSE, e con le conseguenti gravi turbative, sia in termini di crisi di mercato (con il crollo dei consumi di carne bovina), sia in termini di domande di una nuova sicurezza, da garantire in modo uniforme nell intero territorio dell Unione europea. Il regolamento n. 820/97 4, sulla tracciabilità ed etichettatura di area vasta della carne bovina, introduce elementi fortemente innovativi nell ordinamento europeo. Ne risulta, fra l altro, un significativo contenzioso fra le istituzioni comunitarie, risolto dalla Corte di Giustizia in senso favorevole ad una lettura espansiva dell intervento disciplinare, con la sentenza del 4 aprile 2000, causa C-269/97, che respinge il ricorso proposto dalla Commissione Europea con il sostegno del Parlamento Europeo contro il Consiglio dei Ministri. Il successivo regolamento n. 178/ formalizza e sistematizza l assunzione della food safety, della sicurezza igienico-sanitaria dei prodotti alimentari, come oggetto in senso proprio e diretto della regolazione, da perseguire con politiche attive, che privilegiano la tutela della salute come valore preminente rispetto agli altri interessi pur riconosciuti nell ambito dell ordinamento comunitario. Sul piano dei soggetti si istituisce l Autorità europea della sicurezza alimentare, con un ruolo originale, che a questa assegna la valutazione del rischio, separandola dalla gestione del ( 2 ) V. la Direttiva del Consiglio 14 giugno 1989, n. 89/396/CEE, relativa alle diciture o marche che consentono di identificare la partita alla quale appartiene una derrata alimentare; la Direttiva del Consiglio 14 giugno 1989, n. 89/397/CEE, relativa al controllo ufficiale dei prodotti alimentari; la Direttiva del Consiglio 16 giugno 1992, n. 92/46/CEE, che stabilisce le norme sanitarie per la produzione e la commercializzazione di latte crudo, di latte trattato termicamente e di prodotti a base di latte; la notissima Direttiva del Consiglio 14 giugno 1993, n. 93/43/CEE, sull'igiene dei prodotti alimentari, che ha introdotto il metodo HACCP. ( 3 ) Così il primo considerando della direttiva n.43/93, cit. ( 4 ) Regolamento del Consiglio (CE) 21 aprile 1997, n. 820/97, che istituisce un sistema di identificazione e di registrazione dei bovini e relativo all'etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di carni bovine. ( 5 ) E il notissimo Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio, 28 gennaio 2002, n. 178/2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare. 34 rischio, che viene invece assegnata anzitutto alla Commissione Europea, ed in cooperazione con questa agli Stati membri. 3. Il Trattato di Lisbona e la riscoperta della food security Resta da verificare in che misura il quadro disciplinare sia stato modificato dall entrata in vigore del Trattato di Lisbona, il 1 dicembre 2009, con l adozione dei nuovi testi del Trattato sull Unione Europea (TUE) e del Trattato sul Funzionamento dell Unione Europea (TFUE). In tema di food safety, e più in generale in termini di sicurezza non solo alimentare, appare confermato il disegno sin qui richiamato, risultando se mai accentuato il ruolo centrale, di regolazione oltre che di governo, assegnato alla Commissione europea, soprattutto attraverso l ampia previsione degli atti delegati e degli atti di esecuzione di cui agli artt. 290 e 291 TCE. In tema di food security il Trattato di Lisbona ad una prima lettura sembra non introdurre innovazioni rilevanti rispetto al modello precedente, salvo che per l adozione in materia agricola della procedura legislativa ordinaria, in luogo della speciale competenza legislativa precedentemente attribuita al Consiglio. Sul piano degli enunciati generali, finalità e principi della Politica agricola comune appaiono immutati rispetto al risalente testo del Trattato di Roma del 1957 (TCE). Sul piano dei solenni enunciati formali contenuti nel TFUE, la food security continua ad occupare un posto centrale fra le finalità della PAC, quali affermate nell art. 39, con formule che riproducono alla lettera quelle dell art. 33 del TCE, lì ove si sottolineano, fra l altro, gli obiettivi di c) stabilizzare i mercati; e di d) garantire la sicurezza degli approvvigionamenti;. In particolare, l agricoltura come attività essenzialmente rivolta alla produzione di beni attraverso la cura del ciclo biologico (per riprendere la richiamata espressione del prof. Casadei) ed il diritto agrario come sistema di norme sistematicamente e teolologicamente organizzato, non riducibile ad una moltitudine di minute regole tecniche, hanno fatto entrambi la loro ricomparsa (non casualmente contestuale) nell ambito delle proposte di riforma della PAC, da poco definitivamente approvate. Come è noto, nel dicembre 2013, a conclusione di un lungo confronto fra Commissione, Consiglio e Parlamento, avviato fin dall ottobre 2011 con le prime proposte della Commissione Europea, sono stari approvati i nuovi regolamenti in tema di pagamenti diretti alle imprese agricole 6, sviluppo rurale 7, ed OCM unica 8. Siamo in presenza del primo complessivo pacchetto di riforma della PAC dopo le significative innovazioni istituzionali introdotte dal Trattato di Lisbona, ed è la prima volta che l intero assieme di proposte (dall aiuto al reddito, allo sviluppo rurale, alle misure di mercato) viene presentato e discusso in un unico contesto. Ne emerge, anche sotto il profilo delle motivazioni addotte a sostegno delle scelte operate, l esplicita consapevolezza circa il carattere necessariamente sistemico e di filiera di ogni intervento di politica agricola. Gli elementi giuridici che caratterizzano le ultime riforme, e confermano la riscoperta dell agricoltura come attività produttiva, e del diritto agrario come sistema di norme teleologicamente organizzato, non riducibile ad una molteplicità di precetti tecnici, si rinvengono già nelle relazioni introduttive alle diverse proposte (relazioni caratterizzate da alcune pagine iniziali dichiaratamente identiche, che precedono i testi di tutti i regolamenti, quale che sia l oggetto specifico di ciascuno, 6 ) Reg. n. 1307/ ) Reg. n. 1305/ ) Reg. n. 1308/5 così esprimendo anche sul piano testuale l approccio sistemico assunto in questa tornata di riforme). In particolare, si deve rimarcare la ricomparsa in questi testi di un espressione, la food security, e di un concetto, la sicurezza alimentare come sicurezza degli approvvigionamenti garantita dalla produzione agricola europea, che sembravano dimenticati dalla politica agricola dell ultimo ventennio. Per anni la food security era scomparsa dai documenti ufficiali della Comunità, in non casuale sintonia con le scelte che privilegiavano il disaccoppiamento, vale a dire l erogazione di aiuti disancorati dalla produzione, e nel contempo mantenevano o introducevano in diversi settori regimi di limitazione alla produzione (dalle quote latte, ai diritti di impianto dei vigneti, alle quote per lo zucchero). La diffusa convinzione che l autosufficienza agricola ed alimentare europea fossero un dato ormai irreversibilmente acquisito, e che occorresse se mai limitare le produzioni eccedentarie e puntare sull attrattività di nuovi beni pubblici variamente configurati, aveva indotto le istituzioni europee a confidare nella capacità auto-regolatrice del mercato (intendendo per mercato uno spazio tendenzialmente globalizzato, che ha collocato gli agricoltori europei in una condizione di immediata e diretta soggezione alle scelte dei grandi traders mondiali di commodities, con una volatilità dei prezzi sconosciuta ai precedenti decenni di politica agricola comunitaria). Questa scelta, negando attuale rilevanza alla food security, sostituita per anni nei documenti comunitari dall enfasi sulla food safety, finiva con il negare rilievo all attività produttiva agricola nella PAC, negando altresì rilievo alla disciplina giuridica in senso proprio dell attività produttiva. Nelle più recenti proposte di nuovi regolamenti, tuttavia, non si parla più di food safety, mentre si insiste sulla food security. In altre parole, è ricomparso, all interno della parte motiva dei regolamenti destinati a costituire l ossatura della nuova PAC, quel tema della sicurezza degli approvvigionamenti, che sembrava aver perso interesse e peso nel dibattito europeo, dopo alcuni decenni in cui l attenzione sembrava concentrata sull opposta esigenza di limitare le produzioni eccedentarie. Negli ultimi testi, alla food security si accompagnano espressioni che ad un analisi giuridica assumono incidenza rilevante sul piano ricostruttivo e sistematico; ad esempio lì ove le Relazioni introduttive sottolineano che Un agricoltura forte è vitale, per l intero comparto agroindustriale dell Unione e per la sicurezza alimentare globale ( 9 ). L attenzione verso le finalità ambientali, la gestione sostenibile delle risorse naturali, l azione per il clima e lo sviluppo equilibrato del territorio, sono certamente presenti nelle Relazioni che illustrano le finalità perseguite con le nuove misure, ma il tema della produzione alimentare sostenibile e della global food security sono indicati esplicitamente in tutte le proposte, e collocano strutturalmente le scelte disciplinari e di governo del settore in una dimensione di filiera, nella consapevolezza che l intero comparto agroindustriale dell Unione non può reggersi per sé solo in una logica industrialista e mercantilistica, ma richiede a monte una produzione agricola attiva, necessaria per l identità e la sostenibilità (economica, oltre che ambientale) dell intero comparto e per la stessa capacità competitiva dell industria alimentare europea nei mercati mondiali. Soggetti e oggetti della sicurezza, e di politiche attive della sicurezza, sia quale food safety che quale food security, e dunque sia in riferimento alla salute che in riferimento al mercato, ( 9 ) Così a pag.3 della Relazione che precede la Proposta di Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio, recante norme sui pagamenti diretti agli agricoltori nell'ambito dei regimi di sostegno previsti dalla politica agricola comune, Bruxelles, COM(2011) 625/3; e con identica formula nelle Relazioni che precedono le altre contestuali proposte. 56 restano cruciali pur dopo le innovazioni introdotte dal Trattato di Lisbona, aprendo una fase fortemente dinamica di confronto fra istituzioni europee, Commissione, Consiglio e Parlamento, e in varia misura Stati membri, che a diverso titolo continuano ad essere impegnati per il perseguimento attivo di una securitas, che per sua stessa natura sembra richiedere politiche pesanti ed il recupero di tavoli da disegno, forse troppo frettolosamente accantonati nel processo di globalizzazione. 67 An Introduction to the Basic Concepts of Food Security Food Security Information for Action Practical Guides I. THE FOUR DIMENSIONS OF FOOD SECURITY Food security exists when all people, at all times, have physical and economic access to sufficient safe and nutritious food that meets their dietary needs and food preferences for an active and healthy life World Food Summit From this definition, four main dimensions of food security can be identified: Physical AVAILABILITY of food Economic and physical ACCESS to food Food UTILIZATION STABILITY of the other three dimensions over time Food availability addresses the supply side of food security and is determined by the level of food production, stock levels and net trade. An adequate supply of food at the national or international level does not in itself guarantee household level food security. Concerns about insufficient food access have resulted in a greater policy focus on incomes, expenditure, markets and prices in achieving food security objectives. Utilization is commonly understood as the way the body makes the most of various nutrients in the food. Sufficient energy and nutrient intake by individuals is the result of good care and feeding practices, food preparation, diversity of the diet and intra-household distribution of food. Combined with good biological utilization of food consumed, this determines the nutritional status of individuals. Even if your food intake is adequate today, you are still considered to be food insecure if you have inadequate access to food on a periodic basis, risking a deterioration of your nutritional status. Adverse weather conditions, political instability, or economic factors (unemployment, rising food prices) may have an impact on your food security status. For food security objectives to be realized, all four dimensions must be fulfilled simultaneously. II. THE DURATION OF FOOD INSECURITY Food security analysts have defined two general types of food insecurity: CHRONIC FOOD INSECURITY TRANSITORY FOOD INSECURITY is... long-term or persistent. short-term and temporary. occurs when... results from... can be overcome with... people are unable to meet their minimum food requirements over a sustained period of time. extended periods of poverty, lack of assets and inadequate access to productive or financial resources. typical long term development measures also used to address poverty, such as education or access to productive resources, such as credit. They may also need more direct access to food to enable them to raise their productive capacity. there is a sudden drop in the ability to produce or access enough food to maintain a good nutritional status. short-term shocks and fluctuations in food availability and food access, including year-to-year variations in domestic food production, food prices and household incomes. transitory food insecurity is relatively unpredictable and can emerge suddenly. This makes planning and programming more difficult and requires different capacities and types of intervention, including early warning capacity and safety net programmes ( see Box 1). The concept of seasonal food security falls between chronic and transitory food insecurity. It is similar to chronic food insecurity as it is usually predictable and follows a sequence of known events. However, as seasonal food insecurity is of limited duration it can also be seen as recurrent, transitory food insecurity. It occurs when there is a cyclical pattern of inadequate availability and access to food. This is associated with seasonal fluctuations in the climate, cropping patterns, work opportunities (labour demand) and disease. The EC - FAO Food Security Programme is funded by the European Union and implemented by FAO 18 An Introduction to the Basic Concepts of Food Security Food Security Information for Action Practical Guides Box 1. What are Safety Nets? Measures to enhance direct access to food are more likely to be beneficial if these are embedded in more general social safety net programmes. Safety nets include income transfers for those chronically unable to work because of age or handicaps and for those temporarily affected by natural disasters or economic recession. Options include: Targeted direct feeding programmes. These include school meals; feeding of expectant and nursing mothers as well as children under five through primary health centres, soup kitchens and special canteens. Food-for-work programmes. Food-for-work programmes provide support to households while developing useful infrastructure such as small-scale irrigation, rural roads, buildings for rural health centres and schools. Income-transfer programmes. These can be in cash or in kind, including food stamps, subsidized rations and other targeted measures for poor households. Stamoulis, K. and Zezza, A A Conceptual Framework for National Agricultural, Rural Development, and Food Security Strategies and Policies. ESA Working Paper No , November Agricultural and Development Economics Division, FAO, Rome. www. fao.org/documents/show_cdr.asp?url_file=/docrep/007/ae050e/ ae050e00.htm III. THE SEVERITY OF FOOD INSECURITY When analyzing food insecurity, it is not enough to know the duration of the problem that people are experiencing, but also how intense or severe the impact of the identified problem is on the overall food security and nutrition status. This knowledge will influence the nature, extent and urgency of the assistance needed by affected population groups. Different scales or phases to grade or classify food security have been developed by food security analysts using different indicators and cut-off points or benchmarks. Examples include: Measuring the Severity of Undernourishment The severity of undernourishment indicates, for the food deprived, the extent to which dietary energy consumption falls below the pre-determined threshold. The Integrated Food Security Phase Classification (IPC) The IPC is a classification system for food security crises based on a range of livelihood needs: IPC Phase Classification Generally food secure Chronically food insecure Acute food and livelihood crisis Humanitarian emergency Famine / humanitarian catastrophe See for more information IV. VULNERABILITY Indicators - Crude Mortality Rate - Malnutrition prevalence - Food Access/ Availability - Dietary Diversity - Water Access/Availability - Coping strategies - Livelihood Assets The dynamic nature of food security is implicit when we talk about people who are vulnerable to experiencing food insecurity in the future. Vulnerability is defined in terms of the following three critical dimensions: 1. vulnerability to an outcome; 2. from a variety of risk factors; 3. because of an inability to manage those risks. Indeed, a person can be vulnerable to hunger even if he or she is not actually hungry at a given point in time. Vulnerability analysis suggests two main intervention options: 1. Reduce the degree of exposure to the hazard; 2. Increase the ability to cope. By accounting for vulnerability, food security policies and programs broaden their efforts from addressing current constraints to food consumption, to include actions that also address future threats to food security. The measure for hunger compiled by FAO, defined as undernourishment, refers to the proportion of the population whose dietary energy consumption is less than a pre-determined threshold. This threshold is country specific and is measured in terms of the number of kilocalories required to conduct sedentary or light activities. The undernourished are also referred to as suffering from food deprivation. Box 2. Analyzing the Risk of Becoming Food Insecure For example, we may be interested in analyzing the risk of becoming food insecure as a result of a flood. If a household lives outside a flood plain then the exposure to flooding is low and therefore the risk of a flood causing the household to become food insecure is 29 An Introduction to the Basic Concepts of Food Security Food Security Information for Action Practical Guides low (unless their crops are in the valley!). However, if they live on the flood plain, but they have the ability to cope with the hazard, for example by being very mobile, and being able to move their animals and/or food crops to safety, then the risk may still be low. V. HUNGER, MALNUTRITION AND POVERTY It is important to understand how these three concepts are related to food insecurity. Hunger is usually understood as an uncomfortable or painful sensation caused by insufficient food energy consumption. Scientifically, hunger is referred to as food deprivation. Simply put, all hungry people are food insecure, but not all food insecure people are hungry, as there are other causes of food insecurity, including those due to poor intake of micro-nutrients. deprivation that relate to human capabilities including consumption and food security, health, education, rights, voice, security, dignity and decent work. - Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD) It is argued that a strategy for attacking poverty in conjunction with policies to ensure food security offers the best hope of swiftly reducing mass poverty and hunger. However, recent studies show that economic growth alone will not take care of the problem of food security. What is needed is a combination of: - income growth; supported by - direct nutrition interventions; and - investment in health, water and education. FIND OUT MORE: E-learning These guidelines are taken from the e-learning course Food Security Concepts and Frameworks available at: Malnutrition results from deficiencies, excesses or imbalances in the consumption of macro- and/or micronutrients. Malnutrition may be an outcome of food insecurity, or it may relate to non-food factors, such as: - inadequate care practices for children, - insufficient health services; and - an unhealthy environment. While poverty is undoubtedly a cause of hunger, lack of adequate and proper nutrition itself is an underlying cause of poverty. A current and widely used definition of poverty is: Further Reading Devereux, S Distinguishing between chronic and transitory food insecurity in emergency needs assessments. SENAC. WFP. Rome. Dilley M. and Boudreau T.E. Coming to terms with vulnerability: a critique of the food security definition. Food Policy, Volume 26, Number 3, June 2001, pp (19) FAO Focus on Food Insecurity and Vulnerability A review of the UN System Common Country Assessments and World Bank Poverty Reduction Strategy Papers. FIVIMS Secretariat and Wageningen University and Research Centre: Poverty encompasses different dimensions of Sen, A.K Poverty and Famines: An Essay on Entitlements and Deprivation. Oxford. Clarendon Press. Figure 1: Food insecurity, malnutrition and poverty are deeply interrelated phenomena Poverty Stamoulis, K. and Zezza, A A Conceptual Framework for National Agricultural, Rural Development, and Food Security Strategies and Policies. ESA Working Paper No , November Agricultural and Development Economics Division, FAO, Rome. asp?url_file=/docrep/007/ae050e/ae050e00.htm WFP Emergency Food Security Assessment Handbook. section1.pdf Low productivity Food insecurity, hunger and malnutrition This document is available online at: For more resources see: Poor physical and cognitive development FAO 2008 Published by the EC - FAO Food Security Programme website: 3 Documenti analoghi
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References: art. 39
 art. 39
 art. 100
 art. 100
 art. 100
 sentenza 
 art. 39
 art. 33