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Timestamp: 2018-03-23 11:07:43+00:00

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PPT – giurisprudenza | 02 Febbraio 2018
Timide aperture all’uso della PEC da parte della difesa nel processo penale e nel procedimento di convalida del DASPO
Il procedimento di convalida del DASPO presenta profili di autonomia rispetto al processo penale e vi è la peculiare necessità di regole che assicurino comunque le esigenze della difesa nella ristrettezza dei tempi stabiliti ad horas per la convalida. Inoltre l’art. 48 del Codice dell’Amministrazione Digitale equipara la PEC alla trasmissione postale a mezzo di lettera raccomandata. Ne consegue che la PEC può ritenersi produttiva di effetti solo se pervenuta alla cancelleria del giudice competente per la convalida e non già ove la stessa sia giunta alla cancelleria centrale del tribunale.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 4764/18; depositata il 1° febbraio)
PPT – giurisprudenza | 01 Febbraio 2018
L’omonimia tra avvocati crea confusione in cancelleria: quali effetti sul procedimento?
La Corte di legittimità è chiamata a pronunciarsi sul ricorso di un imputato che si duole per l’avvenuta notifica della citazione in appello ad un avvocato omonimo del suo difensore di fiducia, sia quale difensore che quale domiciliatario.
(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 4652/18; depositata il 31 gennaio)
PPT – giurisprudenza | 19 Dicembre 2017
L’avvocato che intende contestare la ricezione di un atto a mezzo PEC deve farsi parte diligente nel dimostrare l’errore
La complessa procedura che si realizza attraverso il sistema SNT (Sistema Notificazioni Telematiche) assicura un elevato livello di affidabilità, tanto da non poter essere compromessa da generiche doglianze di incompletezza o di erroneità dell’atto processuale ricevuto. E’ onere del difensore provare la fondatezza della propria doglianza attraverso la ricerca delle necessaria attestazioni in cancelleria.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 56280/17; depositata il 18 dicembre)
PPT – giurisprudenza | 31 Agosto 2017
L’omonimia non “salva” la PEC dalla nullità
La Corte richiama il principio affermato nella sentenza S.U. Maritan affermando che «le comminatorie di nullità in ordine generale e quelle di carattere assoluto, rilevabili d’ufficio in ogni stato e grado del procedimento, concernenti l’intervento e l’assistenza dell’imputato ovvero l’assenza del suo difensore quando ne sia obbligatoria la presenza trovano applicazione anche nei procedimenti camerali partecipati di esecuzione e di sorveglianza».
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 39587/17; depositata il 30 agosto)
PPT – giurisprudenza | 11 Maggio 2017
Manca la notifica PEC, manca l'avvocato… la sentenza è (assolutamente) nulla
L’omessa notifica di fissazione del giudizio d’appello al difensore di fiducia tempestivamente nominato determina una nullità assoluta quando si procede…
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 22909/17; depositata il 10 maggio)
PPT – giurisprudenza | 10 Marzo 2017
La data inesatta nella PEC rende nullo il procedimento
L’inesatta indicazione della data di comparizione per il dibattimento comunicata a mezzo PEC al difensore dell’imputato integra una nullità assoluta.
(Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza n. 11418/17; depositata il 9 marzo)
PPT – giurisprudenza | 01 Luglio 2015
Le Sezioni Unite Penali salvano la notifica via PEC
Con l’informazione provvisoria n. 16 le Sezioni Unite Penali rispondono positivamente al quesito relativo alla validità delle notificazioni a persona diversa dall’imputato eseguite per via telematica prima dell’entrata in vigore del d.l. 179/2012 dagli Uffici Giudiziari autorizzati.

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