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Dlgs 28 Giugno 2012, n.104 (Etichettatura energetica) - Impianti elettrici - norme tecnicheImpianti elettrici – norme tecniche
Home Lex Dlgs 28 Giugno 2012, n.104 (Etichettatura energetica)
Orientare il consumatore alla scelta di prodotti connessi al consumo di energia che comportino un minor consumo, attraverso etichette e informazioni uniformi, è uno tra i principali obiettivi della direttiva 2010/30/UE relativa all’indicazione del consumo di energia sulle etichette
dei prodotti connessi al consumo di energia, attuata su proposta del Ministro dello Sviluppo Economico con il decreto legislativo 28 giugno 2012, n.104, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20 luglio 2012, n. 168.
La nuova norma rappresenta un’evoluzione del sistema di etichettatura perché estende l’obbligo dell’etichetta energetica a tutti i prodotti che sono correlati al consumo di energia, che abbiano un impatto diretto o indiretto significativo sul consumo di energia durante il loro uso, come ad esempio il consumo di corrente elettrica tra le fonti più importanti.
Attualmente, gli apparecchi con la nuova etichetta e le tre classi A+, A++ e A+++ , di maggiore efficienza energetica, che si aggiungono alle tradizionali classi A, B, C e D, sono frigoriferi e congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, televisori e condizionatori d’aria.
Un altro aspetto importante è l’approccio sinergico che si è voluto creare con le altre misure legislative vigenti, soprattutto con quelle sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti connessi all’energia; l’esigenza alla base è infatti, quella di risparmiare energia, ridurre l’impatto ambientale e raggiungere l’obiettivo Ue entro il 2020 di ridurre del 20% il consumo energetico.
Tra gli obiettivi del provvedimento c’è, pertanto, il compito di migliorare l’efficienza dei prodotti connessi all’energia mediante una scelta informata del consumatore.
Testo del Decreto in .pdf
Vista la direttiva 2010/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010 concernente l’indicazione del consumo di energia e di altre risorse dei prodotti connessi all’energia, mediante l’etichettatura ed informazioni uniformi relative ai prodotti;
Vista la legge 15 dicembre 2011, n. 217, recante disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee – Legge comunitaria 2010, ed, in particolare, l’articolo 9, commi 1 e 6, e l’articolo 24, comma 1;
Vista la legge 4 giugno 2010, n. 96, recante disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee – Legge comunitaria 2009, ed, in particolare, gli articoli 1 e 2;
Visti i regolamenti delegati (CE) n. 1059/2010, n. 1060/2010, n. 1061/2010 e n. 1062/2010 della Commissione, tutti del 28 settembre 2010, che integrano la citata direttiva 2010/30/UE per quanto riguarda l’etichettatura indicante il consumo d’energia, rispettivamente, delle lavastoviglie per uso domestico, degli apparecchi di refrigerazione per uso domestico, delle lavatrici per uso domestico e dei televisori;
Visto il regolamento delegato della Commissione (CE) n. 626/2011 del 4 maggio 2011, che integra la direttiva 2010/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l’etichettatura indicante il consumo d’energia dei condizionatori d’aria;
Vista la legge 4 febbraio 2005, n. 11, e successive modificazioni, recante norme generali sulla partecipazione dell’Italia al processo normativo dell’Unione europea e sulle procedure di esecuzione degli obblighi comunitari;
Vista la legge 6 febbraio 1996, n. 52, e successive modificazioni, recante disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee – Legge comunitaria 1994 ed, in particolare, l’articolo 47;
1. Il presente decreto stabilisce, nel quadro di armonizzazione istituito dall’Unione europea, le misure nazionali sull’informazione degli utilizzatori finali, realizzata in particolare mediante etichettatura e informazioni uniformi sul prodotto, sul consumo di energia e, se del caso, di altre risorse essenziali durante l’uso, nonche’ informazioni complementari per i prodotti connessi all’energia, in modo che gli utilizzatori finali possano scegliere prodotti piu’ efficienti.
– La direttiva 2010/30/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E.
dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee –
�Art. 9 (Delega al Governo per l’attuazione delle
l’applicazione di pesticidi, 2009/136/CE e 2009/140/CE, in
2010/30/UE, concernente l’indicazione del consumo di
e della giustizia, uno o piu’ decreti legislativi per dare
l’applicazione di pesticidi, 2009/136/CE del Parlamento
2006/2004 sulla cooperazione tra le autorita’ nazionali
responsabili dell’esecuzione della normativa a tutela dei
elettronica, 2002/19/CE relativa all’accesso alle reti di
all’interconnessione delle medesime e 2002/20/CE relativa
prodotti connessi all’energia, mediante l’etichettatura ed
6. Dall’esercizio della presente delega non devono
all’adempimento dei compiti derivanti dall’esercizio della
finanziarie disponibili a legislazione vigente.�.
�Art. 24 (Disposizioni finali). – 1. Nell’esercizio
Repubblica ai fini dell’acquisizione del parere da parte
2. (Omissis).�.
– Il testo degli articoli 1 e 2 della legge 4 giugno
2010, n. 96 (Disposizioni per l’adempimento di obblighi
�Art. 1. (Delega al Governo per l’attuazione di
recepimento sia gia’ scaduto ovvero scada nei tre mesi
legge, il Governo e’ delegato ad adottare i decreti
dell’ articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, su
attuazione delle direttive elencate nell’ allegato B,
garantire il rispetto dell’ articolo 81, quarto comma,
elencate negli allegati A e B, adottati, ai sensi dell’
le procedure di cui all’ articolo 11, comma 8, della legge
politiche europee, ogni sei mesi, informa altresi’ la
secondo modalita’ di individuazione delle stesse da
nuovo parere.�.
�Art. 2 (Principi e criteri direttivi generali della
materie di cui all’ articolo 117, quarto comma, della
di rotazione di cui all’ articolo 5 della legge 16 aprile
cui revisione e’ assicurato il coinvolgimento delle parti
specifici avvisi comuni e dell’acquisizione, ove richiesto
normativi.�.
– Il regolamento (CE) n. 765/2008 e’ pubblicato nella
– Il regolamento (UE) n. 1059/2010 e’ pubblicato nella
– Il regolamento (UE) n. 1060/2010 e’ pubblicato nella
– Il regolamento (UE) n. 1061/2010 e’ pubblicato nella
– Il regolamento (UE) n. 1062/2010 e’ pubblicato nella
– Il regolamento (UE) n. 626/2011 e’ pubblicato nella
partecipazione dell’Italia al processo normativo
dell’Unione europea e sulle procedure di esecuzione degli
– La legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al
sistema penale) e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 30
1996, n. 52 (Disposizioni per l’adempimento di obblighi
�Art. 47 (Procedure di certificazione e/o attestazione
di rispettiva competenza.�.
a) prodotto connesso all’energia o prodotto: qualsiasi bene che abbia un impatto sul consumo di energia durante l’uso, immesso in commercio ovvero messo in servizio, comprese le parti destinate ad essere integrate in prodotti connessi all’energia disciplinati dal presente decreto e immesse in commercio ovvero messe in servizio come parti a se’ stanti per gli utilizzatori finali e di cui e’ possibile valutare le prestazioni ambientali in maniera indipendente;
h) fornitore: il fabbricante o il suo rappresentante autorizzato nell’Unione europea oppure l’importatore che immette o mette in servizio il prodotto sul mercato dell’Unione. In mancanza di questi e’ considerato fornitore la persona fisica o giuridica che immette sul mercato o mette in servizio prodotti contemplati dal presente decreto;
1. Le informazioni relative al consumo di energia elettrica, di altre forme di energia nonche’, ove utilizzate, di altre risorse essenziali durante l’uso e le informazioni complementari, ai sensi degli atti delegati, sono rese note agli utilizzatori finali con una scheda e con un’etichetta relativa al prodotto offerto in vendita, affitto, locazione finanziaria – vendita, o esposto all’utilizzatore finale sia direttamente sia indirettamente nell’ambito di una vendita a distanza, anche via Internet.
3. La pubblicita’ di uno specifico modello di prodotto connesso all’energia disciplinato da un atto delegato, in cui figurano informazioni relative al consumo energetico o sul prezzo, deve includere un riferimento alla classe di efficienza energetica del prodotto.
5. E’ vietata l’apposizione di etichette, marchi, simboli o iscrizioni, non conformi ai requisiti dal presente decreto e dei pertinenti atti delegati previsti dalla direttiva 2010/30/UE, qualora tale apposizione possa indurre in errore o ingenerare confusione negli utilizzatori finali per quanto riguarda il consumo di energia o eventualmente di altre risorse essenziali durante l’uso, nonche’ per i prodotti non contemplati da tali atti delegati.
6. Il Ministero dello sviluppo economico autorizza l’etichettatura volontaria conforme ai principi del presente decreto per i prodotti che rientrano nel suo campo di applicazione e non sono ancora oggetto di atti delegati. Tale autorizzazione e’ concessa fino alla data di applicazione dei pertinenti atti delegati e limitatamente ai casi in cui i prodotti interessati e le indicazioni ovvero i parametri da riportare sulle relative etichette sono concordati mediante protocolli di intesa stipulati tra le associazioni di categoria piu’ rappresentative del settore interessato e l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – ENEA. Detti protocolli d’intesa prevedono in particolare:
a) le modalita’ per l’effettuazione di controlli a campione sui prodotti, con onere a carico delle associazioni o delle imprese interessate;
b) il tipo di prove e le modalita’ di esecuzione delle prove da effettuare, con onere a carico delle associazioni o delle imprese interessate, ai fini della verifica della corrispondenza dei parametri indicati;
c) le modalita’ di revisione del protocollo quando e’ necessario procedere all’aggiornamento dello stesso.
1. Le funzioni di vigilanza sulla conformita’ dei prodotti alle disposizioni del presente decreto legislativo sono esercitate dal Ministero dello sviluppo economico. Quest’ultimo si avvale a tale fine, in particolare, della collaborazione delle Camere di Commercio, ai sensi dell’articolo 20 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e dell’articolo 2, comma 2, lettera l), della legge 29 dicembre 1993, n. 580, e successive modificazioni, e della Guardia di finanza ai sensi dell’articolo 2, comma 2, lettera m), e dell’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 68.
3. Ai fini dello svolgimento delle funzioni di vigilanza, il Ministero dello sviluppo economico si avvale del supporto dell’ENEA, ai sensi dell’articolo 11, e puo’ avvalersi per le prove necessarie in sede di controllo, con onere a carico dei fornitori, anche di organismi di valutazione della conformita’ come previsto dal regolamento (CE) n. 765/2008.
4. Il Ministero dello sviluppo economico e le altre Amministrazioni responsabili dei controlli, in attuazione del presente decreto, cooperano fra di loro e si forniscono reciprocamente, anche al fine di fornirle alla Commissione dell’Unione europea, informazioni ai fini dell’applicazione del presente decreto. Il Ministero dello sviluppo economico assicura il necessario coordinamento con le altre Amministrazioni interessate, anche convocando periodiche conferenze di servizi con i rappresentanti delle predette Amministrazioni, collabora con le Autorita’ responsabili dell’applicazione della direttiva 2010/30/UE negli altri Stati membri e scambia con queste e con la Commissione europea informazioni atte ad agevolare l’attuazione del presente decreto. A tale fine il Ministero dello sviluppo economico e le altre amministrazioni interessate si avvalgono quanto piu’ possibile dei mezzi di comunicazione elettronica e, in particolare, di quelli supportati dai pertinenti programmi dell’Unione europea, e garantiscono la sicurezza e la riservatezza delle operazioni di trattamento nonche’ la tutela dei dati sensibili eventualmente trasmessi nel corso della procedura.
– Il testo dell’articolo 20 del decreto legislativo 31
�Art. 20 (Funzioni delle camere di commercio, industria
artigianato e agricoltura). – 1. Sono attribuite alle
dagli uffici provinciali per l’industria, il commercio e
l’artigianato, ivi comprese quelle relative ai brevetti e
artigianato e agricoltura e’ individuato un responsabile
delle attivita’ finalizzate alla tutela del consumatore e
in materia di controllo di conformita’ dei prodotti e
strumenti di misura gia’ svolti dagli uffici di cui al
comma 1.�.
– Il testo dell’articolo 2, comma 2, lettera l) della
�Art. 2 (Compiti e funzioni). – 1. (Omissis).
metrologia legale e rilascio dei certificati d’origine
3.- 9. (Omissis)�.
– Il testo dell’articolo 2, comma 2, lettera m) e
dell’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 19 marzo
Guardia di finanza, a norma dell’articolo 4 della L. 31
�Art. 2 (Tutela del bilancio). – 1. (Omissis).
3.- 5. (Omissis)�.
�Art. 3 (Collaborazione con organi ed enti
nazionali). – 1. Il Corpo della Guardia di finanza, in
generale, puo’ essere fornita agli organi istituzionali,
alle Autorita’ indipendenti e agli enti di pubblico
– Per i riferimenti al regolamento (CE) 765/2008 si
– Per i riferimenti alla direttiva 2010/30/UE si veda
1. I fornitori che immettono sul mercato o che mettono in servizio i prodotti che rientrano in un atto delegato forniscono un’etichetta e una scheda in conformita’ al presente decreto e al pertinente atto delegato.
2. I fornitori producono una documentazione tecnica, redatta in una delle lingue ufficiali della Comunita’, e sufficiente a consentire di valutare l’esattezza dei dati che figurano sull’etichetta e sulla scheda. Tale documentazione contiene:
3. Ai fini di cui al comma 2 i fornitori possono avvalersi di documentazione gia’ predisposta in base alle disposizioni stabilite dalla pertinente legislazione dell’Unione.
6. In seguito ad una richiesta motivata da parte del Ministero dello sviluppo economico o delle altre Amministrazioni responsabili dei controlli, il fornitore fornisce una traduzione delle parti pertinenti della documentazione tecnica in italiano o in inglese. Qualora a un fornitore sia richiesta la documentazione tecnica o la traduzione di parti di essa dal Ministero dello sviluppo economico, questo puo’ fissare a tal fine un termine pari a trenta giorni, a meno che non vi siano elementi di gravita’ ed urgenza e imminenti che giustificano una scadenza piu’ breve.
7. Riguardo all’etichettatura e alle informazioni relative ai prodotti, i fornitori forniscono gratuitamente le necessarie etichette ai distributori. Fatta salva la facolta’ dei fornitori di scegliere liberamente il proprio sistema di consegna delle etichette, su richiesta dei distributori essi provvedono affinche’ le etichette vengano prontamente consegnate.
1. I distributori espongono nella posizione specificata nel relativo atto delegato le etichette, in maniera visibile e leggibile, e presentano la scheda nell’opuscolo del prodotto o in ogni altra documentazione che correda i prodotti quando sono venduti agli utilizzatori finali. La scheda informativa e’ redatta in lingua italiana.
1. Per i casi in cui i prodotti sono posti in vendita, affitto o locazione finanziaria, per corrispondenza, su catalogo, via Internet, tramite televendita o in qualsiasi altra forma implicante che il potenziale utilizzatore finale non possa prendere visione del prodotto esposto, si applicano le disposizioni dei pertinenti atti delegati atte a garantire che ai potenziali utilizzatori finali sono fornite le informazioni indicate sull’etichetta del prodotto e nella scheda prima di acquistare il prodotto nonche’ a specificare, se del caso, le modalita’ di apposizione dell’etichetta e della scheda o delle informazioni indicate sull’etichetta o nella scheda o della loro fornitura al potenziale utilizzatore finale.
1. E’ consentita l’immissione sul mercato, la commercializzazione e la messa in servizio, dei prodotti che sono oggetto del presente decreto e dell’atto delegato applicabile solo se tali prodotti sono conformi ad essi.
2. Le etichette e le schede sono considerate conformi al presente decreto e agli atti delegati fino a prova contraria. Il Ministero dello sviluppo economico, qualora ha motivo di sospettare che dette informazioni non sono corrette prescrive ai fornitori di comprovare, entro un termine congruo e determinato e in conformita’ all’articolo 5, l’accuratezza delle informazioni fornite nelle etichette o nelle schede.
1. Se un prodotto e’ contemplato da un atto delegato le amministrazioni aggiudicatrici che concludono contratti pubblici di lavori, forniture o servizi di cui alla parte II del codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, che non rientrano nei settori di cui agli articoli 17, 18, 19, 22, 23, 24, 25 e 30 del medesimo decreto legislativo, acquistano ove possibile soltanto i prodotti che soddisfano i criteri di conseguimento dei livelli massimi di prestazione e di appartenenza alla migliore classe di efficienza energetica, salvo i casi in cui prevalgono diverse esigenze di efficienza in termini di costi, fattibilita’ economica, idoneita’ tecnica e adeguata concorrenza.
4. Quando le amministrazioni pubbliche prevedono incentivi per determinati prodotti, sia per gli utilizzatori finali che usano prodotti ad elevata efficienza che per le industrie che promuovono e producono tali prodotti, ne esprimono i livelli di prestazione sotto forma di classi quali istituite nei rispettivi atti delegati, tranne quando impongono livelli di prestazione piu’ elevati della soglia prevista per la migliore classe di efficienza energetica nell’atto delegato. Possono essere imposti livelli di prestazione piu’ elevati della soglia prevista per la migliore classe di efficienza energetica nell’atto delegato.
– La parte II del decreto legislativo 12 aprile 2006,
�PARTE II
forniture nei settori ordinari�.
– Il testo degli articoli 17, 18, 19, 22, 23, 24, 25,
�Art. 17 (Contratti secretati o che esigono particolari
misure di sicurezza) – (articoli 14 e 57, direttiva
n. 109/1994, art. 24, co. 7, L. n. 289/2002). – 1. Le
a) per i contratti al cui oggetto, atti o modalita’
conformita’ a disposizioni legislative, regolamentari o
2. Ai fini dell’esclusione di cui al comma 1, lettera
sensi dell’articolo 42 della legge 3 agosto 2007, n. 124,
ovvero di altre norme vigenti. Ai fini dell’esclusione di
4. L’affidamento dei contratti di cui al presente
all’oggetto del contratto e sempre che la negoziazione con
piu’ di un operatore economico sia compatibile con le
conti, la quale si pronuncia altresi’ sulla regolarita’,
sulla correttezza e sull’efficacia della gestione.
Parlamento.�.
�Art. 18 (Contratti aggiudicati in base a norme
internazionali) – (articoli 15 e 57, direttiva 2004/18;
158/1995). – 1. Il presente codice non si applica ai
conformita’ del trattato, tra l’Italia e uno o piu’ Paesi
realizzazione o allo sfruttamento congiunti di un’opera da
progetto da parte degli Stati firmatari; ogni accordo e’
2004/18 del 31 marzo 2004 e di cui all’articolo 68 della
c) alla particolare procedura di un’organizzazione
dell’accordo che istituisce l’Organizzazione mondiale del
commercio.�.
�Art. 19. (Contratti di servizi esclusi) – (articoli 16
art. 5, D.Lgs. n. 157/1995; art. 8, D.Lgs. n. 158/1995). –
a) aventi per oggetto l’acquisto o la locazione,
quali che siano le relative modalita’ finanziarie, di
b) aventi per oggetto l’acquisto, lo sviluppo, la
c) concernenti i servizi d’arbitrato e di
all’emissione, all’acquisto, alla vendita e al
capitale delle stazioni appaltanti, nonche’ i servizi
stazione appaltante, perche’ li usi nell’esercizio della
pubblici di servizi aggiudicati da un’amministrazione
aggiudicatrice o da un ente aggiudicatore ad un’altra
amministrazione aggiudicatrice o ad un’associazione o
diritto esclusivo di cui esse beneficiano in virtu’ di
il trattato.�.
�Art. 22. (Contratti esclusi nel settore delle
– 1. Il presente codice non si applica ai contratti
prestazione al pubblico di uno o piu’ servizi di
telecomunicazioni.�.
�Art. 23 (Contratti relativi a servizi al pubblico di
autotrasporto mediante autobus) – (art. 12, direttiva
2004/18; art. 5.2, direttiva 2004/17) . – 1. Il presente
pubblico di autotrasporto mediante autobus, gia’ esclusi
virtu’ dell’articolo 2, paragrafo 4, della stessa.�.
�Art. 24 (Appalti aggiudicati a scopo di rivendita o di
locazione a terzi) – (art. 12, direttiva 2004/18; art. 19,
art. 8, comma 1, lett. b), D.Lgs. n. 158/1995). – 1. Il
locazione a terzi, quando l’ente aggiudicatore non gode di
locazione dell’oggetto di tali appalti e quando altri enti
attivita’ che considerano escluse in virtu’ del comma 1,
hanno carattere commerciale sensibile.�.
�Art. 25 (Appalti aggiudicati per l’acquisto di acqua e
alla produzione di energia) – (art. 12, direttiva 2004/18;
a) agli appalti per l’acquisto di acqua, se
aggiudicatori che esercitano le attivita’ di cui
e 3 dell’articolo 208 (gas, energia termica ed
di petrolio, gas, carbone e altri combustibili solidi).�.
�Art. 28 (Importi delle soglie dei contratti pubblici
di rilevanza comunitaria) – (articoli 7, 8, 56, 78
CE n. 2083/2005). – 1. Fatto salvo quanto previsto per gli
dall’articolo 196, per i contratti pubblici di rilevanza
comunitaria il valore stimato al netto dell’imposta sul
valore aggiunto (i.v.a.) e’ pari o superiore alle soglie
aggiudicatrici che sono autorita’ governative centrali
per oggetto servizi della categoria 8 dell’allegato II A,
dell’allegato II A, le cui voci nel CPV corrispondono ai
c) 5.278.000 euro per gli appalti di lavori pubblici e
per le concessioni di lavori pubblici.�.
�Art. 30 (Concessione di servizi) – (articoli 3 e 17,
direttiva 2004/18; art. 3, co. 8, L. n. 415/1998). – 1.
Salvo quanto disposto nel presente articolo, le
disposizioni del codice non si applicano alle concessioni
2. Nella concessione di servizi la controprestazione a
favore del concessionario consiste unicamente nel diritto
di gestire funzionalmente e di sfruttare economicamente il
praticare nei confronti degli utenti prezzi inferiori a
quelli corrispondenti alla somma del costo del servizio e
dell’ordinario utile di impresa, ovvero qualora sia
necessario assicurare al concessionario il perseguimento
dell’equilibrio economico – finanziario degli investimenti
e della connessa gestione in relazione alla qualita’ del
3. La scelta del concessionario deve avvenire nel
rispetto dei principi desumibili dal Trattato e dei
principi generali relativi ai contratti pubblici e, in
particolare, dei principi di trasparenza, adeguata
pubblicita’, non discriminazione, parita’ di trattamento,
mutuo riconoscimento, proporzionalita’, previa gara
all’oggetto della concessione, e con predeterminazione dei
5. Restano ferme, purche’ conformi ai principi
dell’ordinamento comunitario le discipline specifiche che
prevedono, in luogo delle concessione di servizi a terzi,
l’affidamento di servizi a soggetti che sono a loro volta
6. Se un’amministrazione aggiudicatrice concede ad un
soggetto che non e’ un’amministrazione aggiudicatrice
diritti speciali o esclusivi di esercitare un’attivita’ di
servizio pubblico, l’atto di concessione prevede che, per
gli appalti di forniture conclusi con terzi nell’ambito di
7. Si applicano le disposizioni della parte IV. Si
applica, inoltre, in quanto compatibile l’articolo 143,
comma 7.�.
a) vigila affinche’ i fornitori e i distributori rispettino le prescrizioni del presente decreto e dei pertinenti atti delegati e, in particolare, adempiano agli obblighi stabiliti agli articoli 5 e 6 dello stesso decreto;
b) promuove campagne di informazione a carattere educativo e promozionale, destinate a promuovere l’efficienza energetica e un uso piu’ responsabile dell’energia da parte degli utilizzatori finali in particolare in occasione dell’introduzione del sistema di etichette e schede sul consumo o sulla conservazione dell’energia in generale e per i singoli prodotti oggetto delle disposizioni del presente decreto e dei relativi atti delegati;
c) organizza controlli della conformita’ dei prodotti oggetto del presente decreto e del pertinente atto delegato e, a tale fine, dispone il prelievo, presso il fornitore o distributore, di campioni di prodotti per sottoporli a controlli di conformita’ ed esige dalle parti interessate la fornitura di tutte le informazioni necessarie, come specificato nel presente decreto e nel pertinente atto delegato applicabile;
d) garantisce un’efficace sorveglianza del mercato ai fini dell’attuazione del presente decreto, anche attraverso l’uso di appropriate analisi del mercato e la cooperazione e lo scambio di informazioni con le autorita’ competenti degli altri Stati membri dell’Unione europea;
e) tiene informata la Commissione europea dei risultati della sorveglianza del mercato e, in particolare, informa la Commissione e gli altri Stati membri dell’Unione europea dei provvedimenti di ritiro dal mercato o di divieto di immissione sul mercato adottati e, ogni quattro anni, trasmette alla Commissione una relazione in merito alle attivita’ di controllo dell’applicazione della normativa ed al livello di conformita’ all’interno del territorio nazionale.
1. L’ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, fornisce supporto tecnico al Ministero dello sviluppo economico ai fini dello svolgimento delle funzioni di vigilanza ad esso assegnate. Per tali finalita’, il suddetto ente provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
2. Il Ministero dello sviluppo economico si avvale, in particolare, dell’apporto e delle competenze dell’ENEA per l’esame delle risultanze emerse nei controlli di cui all’articolo 12 e si puo’ avvalere dell’apporto dei laboratori dell’ENEA per l’effettuazione delle prove necessarie nell’ambito delle attivita’ di vigilanza.
1. Il Ministero dello sviluppo economico, quando accerta con riferimento al presente decreto e al pertinente atto delegato applicabile al prodotto che l’etichetta prevista e’ assente, incompleta o inesatta, o che la scheda prevista e’ assente o incompleta o inesatta o non redatta in lingua italiana, o che la documentazione tecnica e’ incompleta o insufficiente per consentire di valutare l’esattezza dei dati che figurano sull’etichetta o sulla scheda, ordina al fornitore di far cessare l’infrazione entro un termine perentorio non superiore a trenta giorni disponendo il divieto temporaneo di immissione sul mercato, di commercializzazione e di messa in servizio. Decorso inutilmente tale termine, vieta definitivamente l’immissione sul mercato, la commercializzazione e la messa in servizio del prodotto sul territorio nazionale e ne ordina il ritiro e, se del caso, il richiamo.
2. Il Ministero dello sviluppo economico, quando accerta la contemporanea mancanza dell’etichetta e della scheda o che la documentazione tecnica e’ assente o non e’ tenuta a disposizione o messa a disposizione entro i termini stabiliti dall’articolo 5, comma 5, dispone nei confronti del fornitore il divieto di immissione sul mercato, di commercializzazione e di messa in servizio del prodotto, ne ordina il ritiro e, se del caso, il richiamo.
4. Le misure di cui ai commi da 1 a 3 sono adottate con provvedimento motivato e notificato all’interessato con l’indicazione dei mezzi di impugnativa e del termine entro cui e’ possibile ricorrere. I costi relativi sono a carico dei fornitori e, ove cio’ non sia in tutto o in parte possibile, a carico dei distributori.
b) da 3.000 a 30.000 euro, il fornitore che immette sul mercato, commercializza o mette in servizio prodotti privi dell’etichetta o della scheda prescritta o la cui documentazione tecnica non e’ tenuta a disposizione o non e’ messa a disposizione entro i termini stabiliti;
e) da 500 a 5.000 euro, il distributore che espone prodotti con etichetta posta in maniera non visibile e leggibile, oppure prodotti sui quali non e’ apposta la prevista scheda o per i quali tale scheda non e’ redatta in lingua italiana, o prodotti con etichetta energetica non autorizzata o sui quali sono apposti simboli, marchi iscrizioni o etichette tali da indurre in errore o ingenerare confusione negli utilizzatori finali per quanto riguarda il consumo di energia o eventualmente di altre risorse essenziali durante l’uso.
Per i riferimenti alla legge 24 novembre 1981, n. 689
(Modifiche al sistema penale) si veda nelle note alle
e) i seguenti provvedimenti attuativi della direttiva 94/2/CE della Commissione, del 21 gennaio 1994, che stabilisce modalita’ di applicazione della direttiva 92/75/CEE del 22 settembre 1992 per quanto riguarda l’etichettatura indicante il consumo di energia dei frigoriferi elettrodomestici, dei congelatori elettrodomestici e delle relative combinazioni:
3) il decreto del Ministro delle attivita’ produttive 21 settembre 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 229 del 1� ottobre 2005;
f) limitatamente alle disposizioni relative alle lavatrici per uso domestico, gli allegati I-a, II-a, III-a e IV-a del decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato 7 ottobre 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 248 del 23 ottobre 1998, recante norme per l’attuazione delle direttive 96/89/CE della Commissione del 17 dicembre 1996, che modifica la direttiva 95/12/CE della Commissione del 23 maggio 1995, 95/13/CE della Commissione del 23 maggio 1995 e 96/60/CE del Consiglio del 19 settembre 1996, che stabiliscono modalita’ di applicazione della direttiva 92/75/CEE del 22 settembre 1992 per quanto riguarda l’etichettatura indicante il consumo di energia rispettivamente delle lavatrici, delle asciugabiancheria e delle lavasciuga ad uso domestico;
g) il decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato 10 novembre 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 269 del 16 novembre 1999, recante modalita’ di applicazione della etichettatura energetica alle lavastoviglie ad uso domestico, in conformita’ alle direttive comunitarie 92/75/CE e 97/17/CE.
2. Per effetto dell’applicazione delle corrispondenti disposizioni del regolamento delegato della Commissione (CE) n. 626/2011 del 4 maggio 2011, che integra la direttiva 2010/30/UE per quanto riguarda l’etichettatura indicante il consumo di energia dei condizionatori d’aria, e’ abrogato, a decorrere dal 1� gennaio 2013, il decreto del Ministro delle attivita’ produttive 2 gennaio 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 23 del 29 gennaio 2003, recante attuazione della direttiva 2002/31/CE del 22 marzo 2002, che stabilisce modalita’ di applicazione della direttiva 92/75/CEE del 22 settembre 1992 per quanto riguarda l’etichettatura indicante il consumo di energia dei condizionatori d’aria per uso domestico.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 9 marzo
1998, n. 107 (Regolamento recante norme per l’attuazione
della direttiva 92/75/CEE concernente le informazioni sul
consumo di energia degli apparecchi domestici), abrogato
dal presente decreto, e’ pubblicato nella Gazzetta
– Il decreto del Presidente della Repubblica 12 agosto
1982, n. 783 (Attuazione della direttiva (CEE) n. 79/530
relativa all’informazione, mediante etichettatura, sul
consumo di energia degli apparecchi domestici) , abrogato
n. 308 (Norme sul contenimento dei consumi energetici, lo
sviluppo delle fonti rinnovabili di energia e l’esercizio
di centrali elettriche alimentate con combustibili diversi
dagli idrocarburi), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 7
�Etichettatura degli apparecchi di riscaldamento�.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 10
79/531 relativa alla applicazione ai forni elettrici della
direttiva (CEE) n. 79/530 concernente l’informazione,
mediante etichettatura, sul consumo di energia degli
apparecchi domestici), abrogato dal presente decreto,e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 29 ottobre 1982, n.
– La direttiva 94/2/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 17
– La direttiva 92/75/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
– Il testo degli articoli 7 e 8 del decreto del
ottobre 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 23
ottobre 1998, n. 248, abrogato dal presente decreto, cosi’
�Art. 7 (Scheda informativa).�.
�Art. 8 (Divieto di vendita).�.
�Allegato I-a
Vendita per corrispondenza o altro tipo di vendita a
Classi di efficienza energetica per lavatrici.�.
– Per i riferimenti al regolamento (UE) 626/2011 si
1. I prodotti conformi alle disposizioni abrogate ai sensi dell’articolo 14 o per effetto dell’entrata in vigore di ulteriori atti delegati, purche’ immessi sul mercato anteriormente a tale abrogazione o alla data a tal fine indicata negli atti delegati, possono continuare ad essere commercializzati nel rispetto delle relative prescrizioni, salvo le eventuali diverse indicazioni dei pertinenti atti delegati.
2. Le disposizioni abrogate ai sensi dell’articolo 14, comma 1, lettere a), b) e c), continuano transitoriamente ad essere applicate per i prodotti gia’ soggetti in base a tali norme ad obblighi di etichettatura per i quali non sono ancora applicabili atti delegati.
Etichettaturalex

References: articolo 14
 articolo 81
 articolo 11
 articolo 117
 articolo 5
 art. 24

art. 5
 art. 8
 art. 5
 art. 19

art. 8
 art. 3