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Onlus, requisiti controllabili anche dopo l'iscrizione - TAR LAZIO, Sezione II, Sentenza n del 16/11/ PDF
Onlus, requisiti controllabili anche dopo l'iscrizione - TAR LAZIO, Sezione II, Sentenza n del 16/11/2004
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Evaristo Scotti
1 Onlus, requisiti controllabili anche dopo l'iscrizione - TAR LAZIO, Sezione II, Sentenza n del 16/11/2004 Per cancellare un'associazione non avente scopo di lucro dall'anagrafe unica delle ONLUS e obbligatorio il parere dell'agenzia per le organizzazioni non lucrative di utilita sociale. Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha cosi accolto il ricorso di una associazione contro l'agenzia delle Entrate, Direzione regionale della Calabria, che aveva disposto la cancellazione dell'associazione dall'anagrafe delle ONLUS in seguito ad un controllo dal quale era emersa l'inosservanza di alcuni requisiti richiesti dalla legge per le organizzazioni senza scopo di lucro. Secondo i giudici amministrativi il ricorso e fondato in quanto le agenzie delle entrate non possono disporre la cancellazione delle associazioni dall'anagrafe delle organizzazioni non lucrative senza acquisire il parere, peraltro obbligatorio, dell'agenzia per le organizzazioni non lucrative di utilita sociale, pur avendo il compito di verificare anche con controlli successivi all'iscrizione la sussistenza dei requisiti necessari alle associazioni per diventare ONLUS. TAR LAZIO, Sezione II, Sentenza n del 16/11/2004 IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO Sezione Seconda ha pronunciato la seguente S E N T E N Z A sul ricorso n. 6978/2004 proposto dall Associazione Piccola Opera Papa Giovanni ONLUS con sede in Reggio Calabria, rappresentata e difesa dagli avv.ti Alberto Panuccio, Giuseppe Chiofalo e Marco Mastrorosa e presso quest ultimo elettivamente domiciliato in Roma, Via delle Quattro Fontane n. 20; C O N T R O l Agenzia delle Entrate Direzione Regionale della Calabria, il Ministero dell Economia e delle Finanze e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, rappresentati e difesi dall Avvocatura Generale dello Stato presso i cui uffici sono domiciliati ex lege in Roma, Via dei Portoghesi, n. 12; per l'annullamento - del provvedimento dell Agenzia delle Entrate Direzione Regionale della Calabria con sede in Catanzaro del 31 marzo 2004 n. 191/04 con il quale e stata disposta la cancellazione dell Associazione Piccola Opera Papa Giovanni con sede in Reggio Caloria dall Anagrafe Unica delle ONLIU; - del D.M. del Ministero dell Economia e delle Finanze del 18 luglio 2003 n. 226, contenente il regolamento concernente le modalita di esercizio di controllo relativo alla sussistenza dei requisiti formali per l uso della denominazione INLUS, in attuazione dell art. 11, comma 3, del decreto legislativo 7 dicembre 1997 n. 460; - del Decreto Ministeriale del 18 luglio 2003 n. 266, contenente il regolamento concernente le modalita di esercizio di controllo relativo alla sussistenza dei requisiti formali per l uso della denominazione ONLUS, in attuazione dell art. 11, comma 3, del decreto legislativo 7 dicembre 1997 n. 460; Visto il ricorso ed i relativi allegati; Visto l atto di costituzione in giudizio delle Amministrazioni intimate; Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese; Visti gli atti tutti della causa; Relatore alla pubblica udienza del il consigliere Francesco RICCIO; Uditi, altresi, gli avvocati A. Panuccio e G. Chiofalo e Fiducia per l Avvocatura Generale dello Stato; Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue: FATTO Con il ricorso, notificato il 22 giugno 2004 e depositato il successivo 3 luglio, l interessata Associazione, operante nel campo dell assistenza sanitaria per la cura e la riabilitazione dei soggetti che presentano un deficit dello sviluppo intellettivo, del carattere e del comportamento senza alcun fine di lucro, ha impugnato gli atti meglio specificati in epigrafe perche lesivi del proprio interesse connesso al mantenimento della propria iscrizione all Anagrafe Unica delle Organizzazioni non Lucrative di Utilita Sociale. Al riguardo, la medesima ha prospettato come motivi di impugnazione la violazione di legge e l eccesso di potere
2 sotto svariati aspetti sintomatici. Si sono costituite in giudizio le Amministrazioni intimate, le quali hanno eccepito, in rito, l inammissibilita del gravame per difetto di giurisdizione, e, nel merito, l infondatezza delle doglianze prospettate. Nella Camera di Consiglio del 28 luglio 2004 con ordinanza n questo Tribunale ha accolto la domanda di sospensione degli effetti dei provvedimenti impugnati. DIRITTO Al fine di valutare l eccezione in rito sollevata dalla difesa delle Amministrazioni resistenti in merito all inammissibilita del gravame proposto per difetto di giurisdizione del giudice adito, occorre fare una premessa di carattere normativo sull efficacia dell iscrizione nell anagrafe unica ONLUS come prevista e disciplinata dall art. 11 del D.Lgs. 4 dicembre 1997 n. 460 e dal D.M. 18 luglio 2003 n Con l entrata in vigore del D.Lgs. n. 460 del 1997 il legislatore ha voluto, in primo luogo, precisare ed ipotizzare i casi tipici in cui si potesse assegnare a determinate associazioni la qualifica di organizzazione non lucrativa di utilita sociale (ONULS), prevedendo allo scopo nell art vari indici di carattere formale e sostanziale da rispettare per cio che concerne, tra l altro, l attivita perseguita ed il contenuto particolare dato allo statuto o all atto costitutivo predisposto per disciplinare la vita e l attivita dell organizzazione medesima, dando altresi particolare rilevanza alle finalita di solidarieta sociale perseguite nei settori dell assistenza sociale e sociosanitaria, della beneficenza, della tutela, promozione e valorizzazione delle cose d interesse artistico e storico di cui alla legge 1 giugno 1939 n Nel successivo art. 11 e stata prevista e regolata l istituzione dell anagrafe delle ONLUS, che non ha effetti soltanto dichiarativi dello status di organizzazione priva di lucro con finalita di utilita sociale, ma anche costitutivi, tant e che lo stesso art. 11 del D.Lgs. n. 460 del 1997 [1] demanda alla Direzione regionale delle entrate competente per territorio il compito di verificare la sussistenza, anche successivamente all iscrizione, di tutti i requisiti di cui al precedente art. 10 e, quindi, disporre la eventuale cancellazione dall anagrafe in caso di esito negativo del predetto controllo. Alla luce dei suddetti criteri desumibili dalla normativa di settore, non sussistono dubbi circa la competenza del giudice amministrativo ad esaminare la legittimita dell atto che ha disposto le perdita dello status di ONLUS nei confronti dell Associazione ricorrente per effetto della disposta cancellazione ex art. 11, atteso che tale perdita non ha risvolti soltanto di carattere fiscale, ma si traduce nella perdita d immagine e di una serie di benefici previsti dalla legge ad altri fini. Nel merito, il ricorso e fondato, risultando allo scopo prevalente ed assorbente il secondo motivo di impugnazione, con cui si prospetta la violazione dell art. 5, comma 2, del D.M. 18 luglio 2003 n La norma richiamata stabilisce testualmente che: "Gli uffici dell'amministrazione tributaria che, nell'ambito della propria attivita istituzionale di controllo o verifica, acquisiscono elementi dai quali risulti l'inosservanza, in concreto, di uno o piu requisiti di cui all'articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 [2], provvedono a darne tempestiva comunicazione alla Direzione regionale delle entrate, al fine della valutazione sulla necessita o meno di procedere, previo parere dell'agenzia per le organizzazioni non lucrative di utilita sociale, alla cancellazione dall'anagrafe, con le modalita di cui al comma 1". Il provvedimento adottato dal Direttore Regionale dell Agenzia delle Entrate di Catanzaro il 31 marzo 2004 si qualifica come provvedimento di cancellazione dall Anagrafe delle ONULS, tant e che nelle premesse si da atto della richiesta dell Associazione ricorrente e della conseguente ammissione della stessa ad un regime fiscale agevolato. La suddetta cancellazione e avvenuta pertanto a seguito del controllo successivo sullo statuto registrato in data 18 giugno Cio nonostante, l Amministrazione procedente non ha ritenuto di acquisire il parere obbligatorio dell'agenzia per le organizzazioni non lucrative di utilita sociale, alterando in tal modo la tipicita del procedimento previsto dal legislatore. Il predetto parere e richiesto proprio nel caso di adozione del provvedimento di cancellazione; ne la stessa previsione e tra l altro smentita o derogata dal contenuto del successivo art. 6, dove invece e soltanto stabilito che la Direzione regionale delle entrate, entro quaranta giorni dal ricevimento della documentazione, previo controllo della stessa, provvede alla conferma, od alla cancellazione dell'iscrizione dall'anagrafe delle ONLUS, ovvero alla richiesta di chiarimenti, secondo le modalita di cui all'articolo 3. Per tutte le ragioni espresse, ritenendo assorbito l esame di ogni altra doglianza, il Collegio accoglie il ricorso e
3 conseguentemente annulla il provvedimento che dispone la cancellazione della ricorrente dall anagrafe delle ONLUS perche viziato da violazione di legge. Sussistono, tuttavia, giusti motivi per compensare fra le parti le spese di giudizio. P. Q. M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione Seconda, definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, proposto dall Associazione Piccola Opera Papa Giovanni ONLUS con sede in Reggio Calabria, lo accoglie e, per l effetto, annulla il provvedimento impugnato nei sensi di cui in motivazione. Compensa integralmente fra le parti le spese di giudizio. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorita Amministrativa. Cosi deciso in Roma dal Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio Sezione seconda - nella Camera di Consiglio del 3 novembre 2004 con l intervento dei Signori Magistrati: Domenico LA MEDICA Presidente Francesco RICCIO Consigliere Relatore Anna BOTTIGLIERI Consigliere Il Presidente Il Consigliere est. Depositata in Segreteria il 16 novembre 2004 NOTE [1] L'art. 11 D. lgs. n. 460/1997 (" Riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilita sociale") stabilisce: 1. E' istituita presso il Ministero delle finanze l'anagrafe unica delle ONLUS. Fatte salve le disposizioni contemplate nel regolamento di attuazione dell'articolo 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, in materia di istituzione del registro delle imprese, approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581, i soggetti che intraprendono l'esercizio delle attivita previste all'articolo 10, ne danno comunicazione entro trenta giorni alla direzione regionale delle entrate del Ministero delle finanze nel cui ambito territoriale si trova il loro domicilio fiscale, in conformita ad apposito modello approvato con decreto del Ministro delle finanze. La predetta comunicazione e' effettuata entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto da parte dei soggetti che, alla predetta data, gia svolgono le attivita previste all'articolo 10. Alla medesima direzione deve essere altresi comunicata ogni successiva modifica che comporti la perdita della qualifica di ONLUS. 2. L'effettuazione delle comunicazioni di cui al comma 1 e' condizione necessaria per beneficiare delle agevolazioni previste dal presente decreto. 3. Con uno o piu decreti del Ministro delle finanze da emanarsi, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono stabilite le modalita di esercizio del controllo relativo alla sussistenza dei requisiti formali per l'uso della denominazione di ONLUS, nonche i casi di decadenza totale o parziale dalle agevolazioni previste dal presente decreto e ogni altra disposizione necessaria per l'attuazione dello stesso. [2] L'art. 10, stesso decreto, e il seguente: 1. Sono organizzazioni non lucrative di utilita sociale (ONLUS) le associazioni, i comitati, le fondazioni, le societa cooperative e gli altri enti di carattere privato, con o senza personalita giuridica, i cui statuti o atti costitutivi, redatti nella forma dell'atto pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata, prevedono espressamente: a) lo svolgimento di attivita in uno o piu dei seguenti settori: 1) assistenza sociale e socio - sanitaria; 2) assistenza sanitaria; 3) beneficenza; 4) istruzione; 5) formazione; 6) sport dilettantistico;
4 7) tutela, promozione e valorizzazione delle cose d'interesse artistico e storico di cui alla legge 1 giugno 1939, n. 1089, ivi comprese le biblioteche e i beni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409; 8) tutela e valorizzazione della natura e dell'ambiente, con esclusione dell'attivita, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi di cui all'articolo 7 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22; 9) promozione della cultura e dell'arte; 10) tutela dei diritti civili; 11) ricerca scientifica di particolare interesse sociale svolta direttamente da fondazioni ovvero da esse affidata ad universita, enti di ricerca ed altre fondazioni che la svolgono direttamente, in ambiti e secondo modalita da definire con apposito regolamento governativo emanato ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400; b) l'esclusivo perseguimento di finalita di solidarieta sociale; c) il divieto di svolgere attivita diverse da quelle menzionate alla lettera a) ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse; d) il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonche fondi, riserve o capitale durante la vita dell'organizzazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura; e) l'obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attivita istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse; f) l'obbligo di devolvere il patrimonio dell'organizzazione, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altre organizzazioni non lucrative di utilita sociale o a fini di pubblica utilita, sentito l'organismo di controllo di cui all'articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge; g) l'obbligo di redigere il bilancio o rendiconto annuale; h) disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalita associative volte a garantire l'effettivita del rapporto medesimo, escludendo espressamente la temporaneita della partecipazione alla vita associativa e prevedendo per gli associati o partecipanti maggiori d'eta il diritto di voto per l'approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell'associazione; i) l'uso, nella denominazione ed in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, della locuzione "organizzazione non lucrativa di utilita sociale" o dell'acronimo "ONLUS". 2. Si intende che vengono perseguite finalita di solidarieta sociale quando le cessioni di beni e le prestazioni di servizi relative alle attivita statutarie nei settori dell'assistenza sanitaria, dell'istruzione, della formazione, dello sport dilettantistico, della promozione della cultura e dell'arte e della tutela dei diritti civili non sono rese nei confronti di soci, associati o partecipanti, nonche degli altri soggetti indicati alla lettera a) del comma 6, ma dirette ad arrecare benefici a: a) persone svantaggiate in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari; b) componenti collettivita estere, limitatamente agli aiuti umanitari. 3. Le finalita di solidarieta sociale s'intendono realizzate anche quando tra i beneficiari delle attivita statutarie dell'organizzazione vi siano i propri soci, associati o partecipanti o gli altri soggetti indicati alla lettera a) del comma 6, se costoro si trovano nelle condizioni di svantaggio di cui alla lettera a) del comma A prescindere dalle condizioni previste ai commi 2 e 3, si considerano comunque inerenti a finalita di solidarieta sociale le attivita statutarie istituzionali svolte nei settori della assistenza sociale e sociosanitaria, della beneficenza, della tutela, promozione e valorizzazione delle cose d'interesse artistico e storico di cui alla legge 1 giugno 1939, n. 1089, ivi comprese le biblioteche e i beni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, della tutela e valorizzazione della natura e dell'ambiente con esclusione dell'attivita, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi di cui all'articolo 7 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, della ricerca scientifica di particolare interesse sociale svolta direttamente da fondazioni, in ambiti e secondo modalita da definire con apposito regolamento governativo emanato ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, nonche le attivita di promozione della cultura e dell'arte per le quali sono riconosciuti apporti economici da parte dell'amministrazione centrale
5 dello Stato. 5. Si considerano direttamente connesse a quelle istituzionali le attivita statutarie di assistenza sanitaria, istruzione, formazione, sport dilettantistico, promozione della cultura e dell'arte e tutela dei diritti civili, di cui ai numeri 2), 4), 5), 6), 9) e 10) del comma 1, lettera a), svolte in assenza delle condizioni previste ai commi 2 e 3, nonche le attivita accessorie per natura a quelle statutarie istituzionali, in quanto integrative delle stesse. L'esercizio delle attivita connesse e' consentito a condizione che, in ciascun esercizio e nell'ambito di ciascuno dei settori elencati alla lettera a) del comma 1, le stesse non siano prevalenti rispetto a quelle istituzionali e che i relativi proventi non superino il 66 per cento delle spese complessive dell'organizzazione. 6. Si considerano in ogni caso distribuzione indiretta di utili o di avanzi di gestione: a) le cessioni di beni e le prestazioni di servizi a soci, associati o partecipanti, ai fondatori, ai componenti gli organi amministrativi e di controllo, a coloro che a qualsiasi titolo operino per l'organizzazione o ne facciano parte, ai soggetti che effettuano erogazioni liberali a favore dell'organizzazione, ai loro parenti entro il terzo grado ed ai loro affini entro il secondo grado, nonche alle societa da questi direttamente o indirettamente controllate o collegate, effettuate a condizioni piu favorevoli in ragione della loro qualita. Sono fatti salvi, nel caso delle attivita svolte nei settori di cui ai numeri 7) e 8) della lettera a) del comma 1, i vantaggi accordati a soci, associati o partecipanti ed ai soggetti che effettuano erogazioni liberali, ed ai loro familiari, aventi significato puramente onorifico e valore economico modico; b) l'acquisto di beni o servizi per corrispettivi che, senza valide ragioni economiche, siano superiori al loro valore normale; c) la corresponsione ai componenti gli organi amministrativi e di controllo di emolumenti individuali annui superiori al compenso massimo previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 10 ottobre 1994, n. 645, e dal decreto- legge 21 giugno 1995, n. 239, convertito dalla legge 3 agosto 1995, n. 336, e successive modificazioni e integrazioni, per il presidente del collegio sindacale delle societa per azioni; d) la corresponsione a soggetti diversi dalle banche e dagli intermediari finanziari autorizzati, di interessi passivi, in dipendenza di prestiti di ogni specie, superiori di 4 punti al tasso ufficiale di sconto; e) la corresponsione ai lavoratori dipendenti di salari o stipendi superiori del 20 per cento rispetto a quelli previsti dai contratti collettivi di lavoro per le medesime qualifiche. 7. Le disposizioni di cui alla lettera h) del comma 1 non si applicano alle fondazioni, e quelle di cui alle lettere h) ed i) del medesimo comma 1 non si applicano agli enti riconosciuti dalle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese. 8. Sono in ogni caso considerati ONLUS, nel rispetto della loro struttura e delle loro finalita, gli organismi di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, iscritti nei registri istituiti dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano, le organizzazioni non governative riconosciute idonee ai sensi della legge 26 febbraio 1987, n. 49, e le cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n Sono fatte salve le previsioni di maggior favore relative agli organismi di volontariato, alle organizzazioni non governative e alle cooperative sociali di cui, rispettivamente, alle citate leggi n. 266 del 1991, n. 49 del 1987 e n. 381 del Gli enti ecclesiastici delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese e le associazioni di promozione sociale ricomprese tra gli enti di cui all'articolo 3, comma 6, lettera e), della legge 25 agosto 1991, n. 287, le cui finalita assistenziali siano riconosciute dal Ministero dell'interno, sono considerati ONLUS limitatamente all'esercizio delle attivita elencate alla lettera a) del comma 1; fatta eccezione per la prescrizione di cui alla lettera c) del comma 1, agli stessi enti e associazioni si applicano le disposizioni anche agevolative del presente decreto, a condizione che per tali attivita siano tenute separatamente le scritture contabili previste all'articolo 20-bis del decreto del Presidente delle Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, introdotto dall'articolo 25, comma Non si considerano in ogni caso ONLUS gli enti pubblici, le societa commerciali diverse da quelle cooperative, gli enti conferenti di cui alla legge 30 luglio 1990, n. 218, i partiti e i movimenti politici, le organizzazioni sindacali, le associazioni di datori di lavoro e le associazioni di categoria Aziendalex ( da )
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