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NORME REGOLAMENTARI ORGANIZZATIVE TEMPORANEE - PDF
NORME REGOLAMENTARI ORGANIZZATIVE TEMPORANEE
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1 Sono attualmente in corso di svolgimento le attività del Consiglio metropolitano finalizzate all approvazione dello Statuto della Città metropolitana, che (ai sensi dell art.1, comma 10, della Legge n.56/ ) dovrà stabilire le norme fondamentali dell organizzazione dell ente, ivi comprese le attribuzioni degli organi nonché l articolazione delle loro competenze. Fino all adozione dello Statuto e dei Regolamenti del nuovo ente, si applicano (ai sensi dell art.1, comma 16) Statuto e Regolamenti della Provincia. Inoltre (ai sensi dell art.1, comma 50), alle città metropolitane si applicano, per quanto compatibili, le disposizioni in materia di comuni di cui al testo unico, nonché le norme di cui all'articolo 4 della legge n.131/ Nelle more dell adozione del Regolamento sull Ordinamento degli Uffici e dei Servizi della Città metropolitana, in virtù del principio di continuità amministrativa, trova quindi applicazione il presente Regolamento della Provincia, in quanto compatibile. NORME REGOLAMENTARI ORGANIZZATIVE TEMPORANEE Si segnala che, con Decreto del Sindaco Metropolitano n.8-552/ , sono state approvate norme regolamentari organizzative temporanee relative alla direzione generale dell ente, che prevedono quanto segue: Nelle more dell approvazione dello Statuto e del Regolamento di organizzazione della Città Metropolitana, il Sindaco metropolitano può istituire un Comitato di Direzione Generale che svolga in forma collegiale le funzioni di direzione generale previste da leggi, Statuto e Regolamenti dell ente. Il Comitato è composto da un minimo di tre ad un massimo di cinque componenti, uno dei quali è il Segretario Generale dell ente, con funzioni di coordinamento, mentre gli altri sono nominati dal Sindaco tra i dirigenti dell ente. Agli stessi componenti del Comitato, o ad alcuni di essi, il Sindaco può attribuire le funzioni di Coordinatore intearea di cui all art.18-bis Coordinatori interarea, commi 2 e 3, del ROUS, specificando per ciascuno su quali unità organizzative di livello dirigenziale esercita le proprie funzioni. Il Comitato opera secondo un principio di collegialità e comunque adotta gli atti ed assume le decisioni di propria competenza con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti. Il Comitato può farsi supportare per la propria attività dai dirigenti delle unità organizzative di volta in volta interessate, prevedendone eventualmente anche la partecipazione ai propri lavori. In caso di istituzione del Comitato di Direzione Generale non opera il Comitato di coordinamento di cui all art.18-ter del ROUS e, ai fini dell art.17-quater Ufficio per i procedimenti disciplinari (UPD) per il personale avente qualifica dirigenziale del Regolamento sull Ordinamento degli Uffici e dei Servizi, trova applicazione il comma 3, primo periodo, intendendosi sostituito il riferimento al collegio costituito dai coordinatori interarea con il Comitato di Direzione Generale. AREA DECENTRAMENTO, SISTEMA INFORMATIVO E ORGANIZZAZIONE Servizio Sviluppo organizzativo, regolamenti e qualità CB6 Via Maria Vittoria, Torino Tel Fax2 Regolamento sull Ordinamento degli Uffici e dei Servizi 8 edizione 2014 Approvazione Regolamento...DGP /2000 del 23/02/2000 Aggiornamenti... DGP /2014 del 22/12/ DGP /2014 del 30/12/2014 Dotazione organica...dgp /2013 del 24/12/2013 Sistema di Gestione per la Qualità Manuale della Qualità ai sensi della norma UNI EN ISO 9001:20083 Nota introduttiva per la lettura Il presente volume contiene il testo aggiornato del Regolamento, che è stato approvato con deliberazione della Giunta Provinciale n /2000 in data 23 febbraio 2000 e successivamente modificato ed integrato con le seguenti deliberazioni: n /2000 in data 13 aprile 2000 n /2000 in data 19 aprile 2000 n /2000 in data 30 maggio 2000 (*) n /2000 in data 1 agosto 2000 (*) n /2000 in data 26 settembre 2000 n /2000 in data 7 novembre 2000 (*) n /2001 in data 13 febbraio 2001 n /2001 in data 27 marzo 2001 n /2001 in data 10 aprile 2001 n /2001 in data 24 aprile 2001 n /2001 in data 17 luglio 2001 n /2001 in data 24 luglio 2001 (*) n /2001 in data 31 luglio 2001 n /2001 in data 25 settembre 2001 n /2001 in data 2 ottobre 2001 (*) n /2001 in data 27 novembre 2001 n /2001 in data 11 dicembre 2001 n /2002 in data 15 gennaio 2002 n /2002 in data 7 maggio 2002 (*) n /2002 in data 25 giugno 2002 n /2002 in data 17 settembre 2002 n /2002 in data 5 novembre 2002 (*) n /2002 in data 17 dicembre 2002 n /2003 in data 25 marzo 2003 (*) n /2003 in data 3 giugno 2003 n /2003 in data 5 agosto 2003 (*) n /2003 in data 9 settembre 2003 n /2003 in data 21 ottobre 2003 (*) n /2003 in data 21 ottobre 2003 n /2003 in data 18 novembre 2003 (*) n /2004 in data 28 febbraio 2004 n /2004 in data 2 marzo 2004 n /2004 in data 9 marzo 2004 n /2004 in data 12 ottobre 2004 n /2004 in data 12 ottobre 2004 n /2004 in data 26 ottobre 2004 n /2004 in data 2 novembre 2004 n /2004 in data 23 novembre 2004 n /2005 in data 1 marzo 2005 n /2005 in data 31 maggio 2005 n /2005 in data 21 giugno 2005 n /2005 in data 2 agosto 2005 n /2005 in data 25 ottobre 2005 n /2005 in data 28 dicembre 2005 n /2006 in data 7 marzo 2006 n /2006 in data 21 marzo 2006 (*) n /2006 in data 23 maggio 2006 n /2006 in data 4 luglio 2006 n /2006 in data 12 settembre 2006 I4 n /2006 in data 28 novembre 2006 n /2006 in data 5 dicembre 2006 n /2006 In data 29 dicembre 2006 n /2007 in data 13 febbraio 2007 n /2007 in data 27 marzo 2007 n /2007 in data 19 giugno 2007 n /2007 in data 1 agosto 2007 n /2007 in data 28 dicembre 2007 n /2008 in data 5 febbraio 2008 n /2008 in data 18 marzo 2008 (*) n /2008 in data 13 maggio 2008 n /2008 in data 4 novembre 2008 (*) n /2008 in data 4 novembre 2008 n /2009 in data 3 febbraio 2009 n /2099 in data 28 luglio 2009 n /2009 in data 15 dicembre 2009 n /2009 in data 12 gennaio 2010 n /2010 In data 2 marzo 2010 n /2010 In data 13 luglio 2010 n /2010 In data 11 gennaio 2011 n /2010 In data 11 gennaio 2011 n /2011 In data 7 giugno 2011 n /2011 In data 10 gennaio 2012 n /2012 In data 17 gennaio 2012 n /2012 In data 17 gennaio 2012 n /2012 In data 4 luglio 2012 n /2012 In data 28 agosto 2012 n /2012 In data 18 settembre 2012 n /2012 In data 23 ottobre 2012 n /2012 In data 29 ottobre 2012 (*) n /2012 In data 21 dicembre 2012 n /2012 In data 12 febbraio 2013 n /2013 In data 19 febbraio 2013 n /2013 In data 9 aprile 2013 n /2013 In data 7 maggio 2013 n /2013 In data 25 giugno 2013 n /2013 In data 25 giugno 2013 n /2012 In data 30 agosto 2013 n /2013 In data 3 settembre 2013 n /2013 In data 15 ottobre 2013 n /2013 In data 3 dicembre 2013 n /2013 In data 3 dicembre 2013 (*) n /2013 In data 24 dicembre 2013 n /2013 In data 31 dicembre 2013 n /2014 In data 4 febbraio 2014 n /2014 In data 11 febbraio 2014 n /2014 In data 25 febbraio 2014 n /2014 In data 28 marzo 2014 n /2014 In data 28 marzo 2014 n /2014 In data 11 aprile 2014 n /2014 In data 20 giugno 2014 n /2014 In data 23 luglio 2014 n /2014 In data 16 settembre 2014 n /2014 In data 22 dicembre 2014 n /2014 In data 30 dicembre 2014 (*) Modifiche alla dotazione organica II5 Indice Titolo I Disposizioni generali 1 Capo I Principi generali 1 Art. 1 Oggetto del regolamento...1 Art. 2 Linee generali di organizzazione...1 Art. 3 abrogato...2 Art. 4 Coordinamento con la disciplina contrattuale...2 Art. 5 abrogato...2 Titolo II Organizzazione 3 Capo I Assetto organizzativo 3 Art. 6 Articolazione della tecnostruttura...3 Art. 7 Struttura per il funzionamento del Consiglio...3 Art. 8 Aree...3 Art. 9 Servizi e uffici...3 Art. 10 Individuazione dei servizi...4 Art. 11 Strutture al di fuori delle aree...4 Art. 11 bis Uffici di supporto agli organi di direzione politica...4 Art. 12 Ambiti di competenza...5 Art. 13 Progetti...5 Art. 13 bis Processi...5 Art. 14 Conferenza di direzione...6 Art. 14 bis Conferenze tematiche...6 Art. 15 Conferenze di servizio...6 Capo II - Competenze degli organi elettivi in materia di ordinamento degli uffici e dei servizi 7 Art. 15 bis Competenze del Consiglio...7 Art. 15 ter Competenze della Giunta...7 Art. 15 quater Competenze del Presidente...7 Capo III - Direzione, coordinamento e assistenza giuridica e amministrativa di carattere generale 8 Art. 16 Segretario generale...8 Art. 17 Direttore generale...9 Art. 17 bis Competenze del direttore generale in materia di personale...10 Art. 17 ter Ufficio per i procedimenti disciplinari (UPD) per il personale non avente qualifica dirigenziale...11 Art. 17 quater Ufficio per i procedimenti disciplinari (UPD) per il personale avente qualifica dirigenziale...11 Art. 18 Vicesegretario generale...11 Art. 18 bis Coordinatori interarea...11 Art. 18 ter Comitato di coordinamento...12 Art. 19 Vicedirettori generali...12 Capo IV - Dirigenza 13 Art. 19 bis Funzioni e responsabilità dirigenziali...13 Art. 20 Direttori di area...13 Art. 20 bis Competenze dei direttori di area in materia di personale...14 Art. 21 Vicedirettori...14 Art. 22 Dirigenti di servizio...14 Art. 22 bis Competenze dei dirigenti di servizio in materia di personale...15 Art. 22 ter Delega delle funzioni dirigenziali...16 Art. 23 Dirigenti di progetto...17 Art. 24 Dirigenti di staff...17 Art. 25 Attribuzione degli incarichi dirigenziali...17 Art. 25 bis Incarichi dirigenziali ed aspettativa...18 Art. 26 Atti dirigenziali...18 Art. 26 bis Poteri sostitutivi...18 Art. 26 ter Potere sostitutivo in caso di inerzia procedimentale...19 Art. 27 Comunicazione degli atti dirigenziali...19 Art Vacanza, assenza o impedimento dei dirigenti...19 Art. 28 bis - Mancato rinnovo degli incarichi dirigenziali...20 Art. 29 Revoca degli incarichi dirigenziali...20 Art. 30 Esclusione dal conferimento di incarichi corrispondenti e recesso dal rapporto di lavoro...20 Art. 31 Comitato dei garanti...21 Capo V - Responsabili degli uffici e dei procedimenti; alte specializzazioni; posizioni organizzative 21 Art. 32 Responsabile di ufficio...21 Art. 33 Responsabile di procedimento...21 Art. 34 Figure di alta specializzazione...21 Art. 35 Incarichi di posizione organizzativa e di alta professionalità...21 III6 Capo VI - Dotazione organica 22 Art. 36 Dotazione organica...22 Art. 36 bis Assegnazione temporanea del personale dipendente presso pubbliche amministrazioni oppure persone giuridiche pubbliche e private a cui la Provincia partecipa...22 Art. 37 Variazioni e ridefinizioni della dotazione organica...22 Titolo III Misurazione, valutazione e trasparenza della performance 23 Capo I Aspetti generali 23 Art. 37 bis Principi, finalità e definizioni...23 Art. 37 ter Ciclo di gestione della performance...23 Art. 37 quater Articolazione del sistema di programmazione...23 Capo II La valutazione della performance e la gestione dei premi 24 Art. 37 quinquies Sistema di misurazione e valutazione della performance...24 Art. 37 sexies La valutazione della performance e la gestione dei premi...24 Art. 37 septies Graduatorie per la valutazione della performance individuale...25 Art. 37 octies Criteri generali per determinare le fasce di merito...25 Capo III Trasparenza della performance 25 Art. 37 nonies Oggetto e finalità...25 Art. 37 decies La trasparenza del sistema di valutazione...26 Capo IV Valutazione delle posizioni e della performance 26 Art. 38 Gradazione delle posizioni dirigenziali...26 Art. 39 Graduazione delle posizioni organizzative e delle alte professionalità e valutazione della performance...26 Art. 40 Valutazione della performance dei dirigenti...26 Art. 41 Nucleo di valutazione...26 Art. 41 bis Requisiti dei componenti del nucleo di valutazione...27 Art. 41 ter Attribuzioni e funzionamento del nucleo di valutazione...27 Art. 41 quater Validità delle riunioni e decisioni...28 Art. 41 quinques Ufficio di supporto al nucleo di valutazione...28 Art. 42 Valutazione delle prestazioni e dei risultati del personale non dirigente...28 Capo V Norme transitorie 29 Art. 42 bis Applicazione del sistema delle fasce...29 Titolo IV Disciplina degli incarichi extra istituzionali dei dirigenti e dei dipendenti delle categorie 30 Capo I Principi generali 30 Art. 43 Finalità ed ambito di applicazione...30 Capo II Disciplina delle incompatibilità nei rapporti di lavoro con prestazione lavorativa a tempo pieno o a tempo parziale con prestazione lavorativa superiore al 50% di quella a tempo pieno 30 Art. 44 Attività e incarichi oggetto di divieto in modo assoluto...30 Art. 45 Attività incompatibili...31 Art. 46 Incarichi esenti da autorizzazione...31 Art. 47 Criteri per l autorizzazione...32 Art. 48 Limiti all autorizzazione...32 Art. 49 Incarichi e attività extra istituzionali autorizzabili...33 Art. 50 Rilascio dell autorizzazione per incarichi retribuiti...34 Art. 51 Termini del procedimento per il rilascio dell autorizzazione...35 Capo III Disciplina delle incompatibilità nei rapporti di lavoro part time con prestazione lavorativa non superiore al 50% dell orario di lavoro a tempo pieno 35 Art. 52 Attività incompatibili...35 Art. 53 Procedura...36 Art. 54 Norme di rinvio...36 Capo IV Disposizioni comuni e finali 36 Art. 54 bis Disposizioni comuni relative all incompatibilità...36 Art. 55 Responsabilità...37 Titolo V Disciplina del divieto di fumo nei locali chiusi sedi di luogo di lavoro 38 Art. 56 Ambito di applicazione...38 Art. 57 Locali soggetti al divieto di fumo...38 Art. 58 Spazi nei quali è consentito fumare...38 Art. 59 Compiti dei dirigenti...38 Art. 60 Compiti degli incaricati preposti al controllo dell applicazione del divieto...39 Art. 61 Sanzioni...39 Art. 62 Ricorsi...39 Titolo VI Disposizioni transitorie e finali 40 Art. 63 Disposizione transitoria in ordine al nucleo di valutazione...40 Art. 64 Disposizioni abrogate...40 IV7 Allegato A: Organigramma 41 Allegato B: Ambiti di competenza 43 Avvocatura A11 - A Controllo di gestione A Area Relazioni e comunicazione 45 Relazioni con il pubblico AA Comunicazione istituzionale, informazione e relazioni interne ed esterne AA Programmazione e gestione beni e attività culturali AA Relazioni e progetti europei e internazionali AAA...47 Area Istituzionale 49 Consiglio BA Presidente e Giunta BA Staff al Segretario Generale e documentazione BA Archivio e protocollo generali BA Partecipazioni BA Appalti, contratti ed espropriazioni BA Area Decentramento, sistema informativo e organizzazione 55 Sviluppo organizzativo, regolamenti e qualità CB Prevenzione e protezione rischi CB Sistema informativo e telecomunicazioni CB Area Risorse umane 59 Valutazione ed incentivazione risorse umane DA Sviluppo risorse umane DA Acquisizione e gestione risorse umane, servizi sociali ai dipendenti DA Bilancio, trattamento economico e relazioni sindacali DA Area Risorse finanziarie 63 Bilancio e reporting economico e finanziario EA Ragioneria EA Finanze, tributi e statistica EA Economato e liquidità EA Area Patrimonio e servizi interni 67 Logistica FA Patrimonio FA Acquisti e provveditorato FAC...68 Servizi Generali FAB...69 Area Edilizia 71 Direzione Area Edilizia HC Amministrazione e controllo HC Edilizia scolastica 1 HCA...74 Edilizia scolastica 2 HCB...74 Edilizia patrimoniale HC Impianti tecnologici e gestione energia HC Area Viabilità 77 Amministrazione e controllo HD Programmazione viabilità HD Progettazione ed esecuzione interventi viabilità I HD Progettazione ed esecuzione interventi viabilità II HD Progettazione ed esecuzione interventi viabilità III HD Esercizio viabilità HD Infrastrutture e assistenza tecnica enti locali HDA...80 Area Territorio, trasporti e protezione civile 81 Direzione Area Territorio, trasporti e protezione civile IA Amministrazione e controllo IA Trasporti IA Protezione civile IA Pianificazione territoriale generale e co-pianificazione urbanistica IAF...84 Pianificazione e gestione rete ecologica e aree protette, vigilanza ambientale IAG...86 Area Sviluppo sostenibile e pianificazione ambientale 89 Direzione di area LB Amministrazione e controllo LB Pianificazione e gestione rifiuti, bonifiche, sostenibilità ambientale LB Tutela e valutazioni ambientali LB Area Risorse idriche e qualità dell aria 95 Amministrazione e controllo LC V8 Risorse idriche LC Qualità dell aria e risorse energetiche LC Difesa del suolo ed attività estrattiva LC Area Attività produttive 99 Amministrazione e controllo MD Programmazione attività produttive e concertazione territoriale MD Agricoltura MD Sviluppo montano, rurale e valorizzazione produzioni tipiche MD Tutela della fauna e della flora MD Progetto Gestione del contenzioso MD Area Istruzione e formazione professionale 105 Direzione Area Istruzione e formazione professionale NB Amministrazione e controllo NB Formazione professionale NB Istruzione e orientamento NB Monitoraggio e controlli delle attività NB Area Lavoro e solidarietà sociale 113 Direzione Area Lavoro e solidarietà sociale NC Amministrazione e controllo NC Politiche per il lavoro NCB Coordinamento centri per l'impiego NC Politiche sociali e di parità NCC Allegato C: Dotazione organica 121 Allegato D: Corrispondenza tra l articolazione della Norma UNI EN ISO 9001 (edizione 2008), il presente Regolamento e le Procedure di Sistema ex art.1 comma Allegato E: Scopo e campo di applicazione delle Procedure di Sistema ex art. 13 bis 126 VI9 Capo I Principi generali Art. 1 Oggetto del regolamento Titolo I Disposizioni generali 1 Il presente regolamento disciplina l assetto organizzativo degli uffici e dei servizi della Provincia ed i metodi per la sua gestione, in conformità all articolo 89 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (testo unico delle leggi sull ordinamento degli enti locali), allo Statuto, agli indirizzi stabiliti dal Consiglio ed alle direttive approvate dalla Giunta. 2 abrogato 3 Il presente regolamento fornisce evidenza dell organizzazione della Provincia per la qualità dei propri sistemi, processi e prodotti. In particolare, definisce il campo di applicazione del sistema di gestione per la qualità scelto e attuato nell Ente in conformità ai requisiti della norma UNI EN ISO 9001 (edizione 2008), ne descrive gli elementi e le relative interazioni; costituisce pertanto il manuale della qualità di detto sistema. Nella tabella in allegato D è riportata la corrispondenza tra l articolazione della norma, le parti del presente regolamento e le applicabili procedure di sistema. Art. 2 Linee generali di organizzazione 1 Gli organi di governo promuovono la cultura della responsabilità per il miglioramento della performance, del merito, della trasparenza e dell integrità. 2 L assetto organizzativo della Provincia si ispira ai seguenti principi: a b c d e f g h i garantire la netta distinzione tra le funzioni di indirizzo, programmazione e controllo, attribuite agli organi di governo, ed i compiti di gestione tecnica, amministrativa e finanziaria, di competenza dei dirigenti dell ente; garantire l unicità direzionale dell ente sia attraverso il necessario coordinamento delle responsabilità direzionali fra le posizioni apicali della Provincia sia attraverso la definizione di posizioni di coordinamento delle attività finali alle quali sia attribuita quanto più possibile un effettiva responsabilità direzionale; valorizzare le funzioni di programmazione, coordinamento, indirizzo e controllo anche con riferimento al ciclo di gestione della performance; assicurare il massimo coinvolgimento dei dirigenti nella fase di programmazione; garantire la massima coerenza e continuità tra le attività di pianificazione e di controllo e orientare la programmazione in funzione delle esigenze dei soggetti interessati, degli utenti e dei cittadini; utilizzare gli strumenti dell autonomia normativa dell ente al fine di potenziare l esercizio delle funzioni amministrative; assicurare l unitarietà delle attività di sistema dell ente, ivi compresa l architettura del sistema informativo; assicurare l operatività per progetti anche mediante previsione di istituzione temporanea di unità organizzative finalizzate alla realizzazione e gestione di singoli progetti e costituendo ruoli dirigenziali le cui attribuzioni possano essere definite esclusivamente sulla base di attività di progetto così da consentire di indirizzare tempestivamente le risorse verso gli specifici obiettivi; assicurare l omogeneità delle attività svolte dalle aree e conferire reale effettività alle funzioni di coordinamento svolte dai dirigenti incaricati della loro direzione, anche mediante la costituzione di apposite strutture di supporto alla direzione e la razionalizzazione delle attribuzioni interne a ciascuna area; prevedere il ricorso ai progetti trasversali alla tecnostruttura nelle ipotesi di eventi eccezionali e di durata limitata nel tempo, ovvero di attività ritenute strategiche per l attuazione del programma di governo; Pagina 1 di 12610 j k l m n o p q r s t u assicurare l ottimale livello di decentramento delle attività della Provincia, individuando la più idonea collocazione delle sedi decentrate nella struttura organizzativa e promuovendone l utilizzo multifunzionale così da realizzare progressivamente una sempre più forte relazione con l utenza; migliorare costantemente la qualità della performance organizzativa, anche attraverso processi di apprendimento delle migliori pratiche a livello nazionale e internazionale; garantire la flessibilità organizzativa in relazione alla variabilità delle funzioni e degli adempimenti, alle dinamiche dei bisogni e delle esigenze dei cittadini, degli utenti singoli o associati e dei soggetti interessati; gestire le risorse umane valorizzando e premiando il merito, assegnando mansioni e conferendo incarichi tenendo conto del livello di professionalità attestato dal sistema di misurazione e valutazione della performance; garantire, nel rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali, la massima trasparenza in relazione alla programmazione strategica, ai servizi offerti, all andamento della gestione rispetto agli obiettivi prefissati, all organizzazione, alla misurazione e valutazione della performance organizzativa e individuale; intensificare le relazioni della Provincia con i soggetti interessati al fine di coinvolgerli nei processi decisionali nonché consentire una maggiore partecipazione di cittadini e utenti nella gestione, anche mediante l utilizzo di strumenti interattivi; assicurare la massima integrazione possibile fra diversi servizi e funzioni dell ente, anche mediante le necessarie azioni di formazione e sviluppo delle risorse umane, individuando le aree di integrazione nelle quali risulti vantaggioso in termini di efficienza ed efficacia garantire il più stretto coordinamento attraverso la dipendenza da un unico dirigente o tramite opportuni meccanismi e modalità quali la costituzione di conferenze tecniche interfunzionali o la realizzazione di posizioni di interfacciamento fra servizi diversi, anche ottimizzando il numero di livelli organizzativi e differenziando per quanto possibile i ruoli dirigenziali; armonizzare gli orari di servizio e di apertura al pubblico degli uffici con le esigenze dell utenza e con gli orari delle altre amministrazioni pubbliche; favorire la semplificazione e l innovazione mediante criteri e procedure che consentano l introduzione di nuove attività con la maggiore tempestività ed il minor costo possibili; garantire la circolazione delle informazioni all interno dei diversi servizi ed uffici che compongono l ente per razionalizzare l attività e chiarire la definizione dei rispettivi ruoli e competenze; favorire il raggiungimento di soddisfacenti livelli di benessere organizzativo del personale dipendente, promuovendo in particolare la realizzazione di apposite rilevazioni di analisi di clima a cura del nucleo di valutazione; assicurare le potenzialità di entrambi i sessi, attraverso la valorizzazione della diversità e della ricchezza delle esperienze di genere, per garantire oggettive condizioni di pari opportunità, incoraggiando la presenza femminile nell ente mediante una favorevole organizzazione del lavoro e dei servizi al fine di conciliare tempi di vita e tempi di lavoro e favorire il riequilibrio delle responsabilità tra i sessi. Art. 3 abrogato Art. 4 Coordinamento con la disciplina contrattuale 1 L esercizio delle competenze attribuite ai diversi organi dell ente dalle disposizioni del presente regolamento è svolto nei limiti previsti dalla legge e nel rispetto del sistema delle relazioni sindacali definito dalla disciplina legislativa e contrattuale in materia. 2 Le relazioni sindacali sono ispirate alla collaborazione, correttezza, trasparenza e prevenzione dei conflitti. Art. 5 abrogato Pagina 2 di 12611 Capo I Assetto organizzativo Art. 6 Articolazione della tecnostruttura Titolo II Organizzazione 1 La tecnostruttura della Provincia è articolata in aree e servizi. I servizi possono essere articolati in uffici. 2 Possono essere costituite strutture temporanee per la realizzazione dei progetti previsti nell articolo L assetto organizzativo della Provincia di Torino è rappresentato dall organigramma contenuto nell allegato A al presente regolamento. Art. 7 Struttura per il funzionamento del Consiglio 1 Al fine di assicurare al Consiglio l autonomia funzionale ed organizzativa prevista dalla legge e dallo Statuto, viene individuata apposita struttura destinata alle attività istituzionali di tale organo e delle sue articolazioni. 2 La struttura di cui al comma 1 svolge attività di supporto al Consiglio, in conformità alle direttive generali emanate dall ufficio di presidenza del medesimo e con la sovrintendenza e il coordinamento del segretario generale. 3 La dotazione di personale della struttura di cui al comma 1 è determinata con le modalità stabilite nel regolamento del Consiglio. 4 Al fine di supportarlo nelle proprie attività istituzionali, al Presidente del Consiglio può essere assegnato un collaboratore, assunto a tempo determinato secondo le modalità stabilite all articolo 11-bis. Art. 8 Aree 1 Le aree sono aggregazioni di servizi caratterizzate da unitarietà direzionale ed omogeneità dell attività svolta e sono finalizzate all integrazione delle risorse funzionali, alla realizzazione di programmi e progetti ed al perseguimento degli obiettivi dell ente. 2 Le aree sono individuate e definite tenendo conto della necessità di garantire l economicità della gestione, l effettività dell esercizio del potere di coordinamento e controllo e la verifica della qualità dei processi e delle prestazioni. 3 Le aree alle quali sono affidate le attività connesse alle funzioni finali dell ente ed alla erogazione diretta di servizi esterni e le aree dei servizi strumentali o di supporto sono indicate nell allegato A al presente regolamento. Art. 9 Servizi e uffici 1 I servizi sono unità organizzative caratterizzate da unicità direzionale, organicità delle competenze richieste e finalizzazione univoca delle medesime. L assetto organizzativo individua i servizi finali, strumentali e di supporto. 2 I servizi possono essere articolati in uffici quali unità elementari definite sulla base di attività omogenee e finalizzate al perseguimento di ottimali livelli di efficienza ed efficacia della gestione operativa oltre che all accrescimento della qualità dei servizi erogati. Le modalità di articolazione degli uffici e di conferimento degli incarichi ai responsabili sono definite negli articoli 22 bis e da 32 a 35. Pagina 3 di 12612 Art. 10 Individuazione dei servizi Regolamento sull Ordinamento degli Uffici e dei Servizi 1 I servizi individuati nell ambito delle aree alle quali sono affidate le attività connesse alle funzioni finali dell ente ed all erogazione diretta di servizi esterni ed i servizi individuati nell ambito delle aree alle quali sono affidate le attività connesse alle funzioni strumentali e di supporto dell ente sono indicati nell allegato A al presente regolamento. Art. 11 Strutture al di fuori delle aree 1 Al di fuori delle aree operano le seguenti articolazioni organizzative: a b c controllo di gestione; avvocatura; progetti trasversali. 2 L articolazione organizzativa di cui al comma 1, lett. a) è posta sotto la direzione del direttore generale qualora l incarico in materia non sia stato conferito ad altro dirigente. Ove l incarico dirigenziale sia stato conferito ad altro dirigente, allo stesso si applicano, per quanto compatibili, le disposizioni di cui agli articoli 22, 22-bis e 22-ter; in tale ipotesi il direttore generale svolge compiti di sovrintendenza, coordinamento, impulso, valutazione e verifica delle attività del controllo di gestione con le attribuzioni di cui agli articoli 20 e 20-bis, in quanto applicabili, e sostituisce il dirigente del controllo di gestione in caso di assenza o impedimento. 3 Nell ambito dell avvocatura il Presidente conferisce incarichi dirigenziali per l attività di patrocinio e consulenza legale necessarie agli organi di direzione politica e alla tecnostruttura per il perseguimento degli obiettivi dell ente, nel rispetto dell ordinamento professionale e di norma con ripartizione per ambiti di competenza riferiti a più materie, secondo criteri di specializzazione, affinità e correlazione funzionale. Gli avvocati dirigenti concordano, in relazione alle rispettive attribuzioni per materia, la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali assegnate all avvocatura, con diretta responsabilità per quelle utilizzate. 4 Fermo quanto previsto dal comma 1, al di fuori delle aree possono essere altresì istituiti appositi uffici di staff alle dirette dipendenze del direttore generale, ai sensi dell articolo 17, comma 6. Art. 11 bis Uffici di supporto agli organi di direzione politica 1 La Giunta può costituire, al di fuori delle aree, uffici di supporto al Presidente o ai singoli assessori per l esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo loro attribuite dalla legge. 2 Agli uffici di supporto sono assegnati collaboratori individuati tra il personale dell ente ovvero appositamente assunti con contratto a tempo determinato, nei limiti di due unità per il Presidente e di una unità per ciascun assessore, in possesso di idonea competenza ed esperienza, nonché dei requisiti generali per l assunzione in Provincia. 3 I collaboratori sono scelti, sulla base di un rapporto fiduciario, dal Presidente o dai singoli assessori, per i propri uffici di supporto. Il provvedimento di assegnazione e/o il relativo contratto non può essere di durata superiore al mandato del Presidente e si risolve di diritto all eventuale scadenza anticipata degli incarichi degli assessori. 4 Ai collaboratori, che se dipendenti di una pubblica amministrazione sono collocati in aspettativa senza assegni, si applica il vigente contratto collettivo nazionale di lavoro del personale non dirigente del comparto regioni autonomie locali, con particolare riferimento agli istituti normativi quali ad esempio la disciplina dell orario di servizio, del congedo ordinario, del part-time. La Giunta può sostituire l intero trattamento economico accessorio con un unico trattamento onnicomprensivo. 5 Il trattamento economico dei collaboratori è stabilito dai provvedimenti della Giunta che ne autorizzano l assunzione. 6 Il personale della Provincia a cui vengano conferiti incarichi a termine presso uffici di supporto agli organi politici da parte di altre pubbliche amministrazioni, ivi compresi gli incarichi di cui alla legge Regione Piemonte, 8 giugno 1981, n. 20 (assegnazione di personale ai Gruppi consiliari), è collocato, a richiesta, in aspettativa senza assegni. Pagina 4 di 12613 Art. 12 Ambiti di competenza Regolamento sull Ordinamento degli Uffici e dei Servizi 1 Gli ambiti di competenza delle aree e dei servizi sono definiti nei contenuti fondamentali in conformità ai principi generali che regolano il funzionamento degli enti locali e sono individuati nell allegato B al presente regolamento; alle attribuzioni espressamente indicate sono assimilate tutte quelle, non citate, che abbiano analoghe caratteristiche anche in relazione a nuovi compiti svolti dall amministrazione ed alle determinazioni assunte dagli organi di direzione politica nell esercizio dei poteri di indirizzo e di controllo di cui alle leggi vigenti ed allo Statuto e dal segretario generale o dal direttore generale, se nominato, nell esercizio della funzione di coordinamento e sovrintendenza. Art. 13 Progetti 1 Nella definizione del piano esecutivo di gestione o con successivo provvedimento la Giunta individua i progetti per i quali la realizzazione di obiettivi di rilevante importanza e complessità richiede la gestione integrata di risorse di personale e/o finanziarie e/o strumentali, di norma impiegate in diverse unità organizzative dell ente. 2 I progetti di cui al comma 1 assumono la denominazione di progetti trasversali quando eventi eccezionali e di durata limitata nel tempo oppure attività ritenute strategiche per l attuazione del programma di governo implicano il coinvolgimento di attività di norma attribuite alle aree della tecnostruttura. Alle medesime condizioni può essere prevista l instaurazione di un rapporto di dipendenza funzionale dal progetto trasversale degli uffici dirigenziali appartenenti alle aree della tecnostruttura. 3 La gestione integrata dei progetti di cui ai commi 1 e 2 viene assicurata con l affidamento ad un dirigente responsabile, eventualmente costituendo apposite strutture. 4 Il provvedimento che individua il progetto deve indicare, su proposta del Presidente: a b c d e la finalità perseguita; la durata; il dirigente cui è stato assegnato l incarico e l organo di direzione amministrativa cui riferisce; le risorse umane da assegnare al dirigente, anche mediante distacco a tempo pieno o parziale da altre strutture dell ente e l eventuale costituzione di apposite strutture all interno del progetto; le risorse finanziarie e strumentali da attribuire; f l eventuale instaurazione del rapporto di dipendenza funzionale di cui al comma 2. 5 Uno specifico progetto trasversale di tipo permanente, istituito e regolato con provvedimento del Direttore Generale, è dedicato al coordinamento delle attività dell ente connesse al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTC). La direzione di tale progetto è affidata al Direttore dell Area competente in materia di pianificazione territoriale e si avvale del supporto della stessa Area, escludendo la costituzione di una apposita struttura organizzativa. La partecipazione delle unità organizzative coinvolte nel progetto determina il rapporto di dipendenza funzionale di cui al comma 2. Art. 13 bis Processi 1 In conformità ai principi generali che regolano il funzionamento degli enti locali, sulla base dei documenti previsionali e programmatici e in accordo con gli ambiti di competenza delle aree e dei servizi, sono individuati i prodotti e i servizi dell ente, presentati nella guida ai servizi. In relazione ad essi, sono definiti i processi dell ente. 2 I processi sono insiemi di attività correlate o interagenti che trasformano elementi in entrata in elementi in uscita; sono individuati e specificati in conformità ai requisiti della norma UNI EN ISO 9001 (edizione 2008) nelle procedure di sistema (allegato E) e nei documenti operativi da esse richiamati. Pagina 5 di 12614 Art. 14 Conferenza di direzione Regolamento sull Ordinamento degli Uffici e dei Servizi 1 La conferenza di direzione è strumento di coordinamento, consultazione, proposta e informazione, a supporto dell amministrazione, attraverso la quale viene garantita la costante e tempestiva circolazione delle informazioni relative alle principali iniziative e decisioni dell ente. 2 La conferenza formula alla Giunta, ai dirigenti ed alla generalità dei collaboratori suggerimenti e proposte, nonché pareri su richiesta dell amministrazione, relativamente agli aspetti tecnicogestionali delle attività e dei servizi dell ente. 3 La conferenza, cui partecipa il segretario generale, è composta dal direttore generale, che la presiede, dai vicedirettori generali e dai direttori di area e di progetto trasversale e può essere integrata da altri dirigenti all uopo invitati. 4 Per l esame e la formulazione di proposte relative alla gestione delle risorse, in particolare per il documento di programmazione triennale del fabbisogno di personale e i suoi aggiornamenti, la conferenza di direzione è composta, oltre che dal direttore generale e dal segretario generale, dai direttori delle aree risorse umane, risorse finanziarie e logistica e dai dirigenti di volta in volta interessati. 5 Per l esame e la formulazione di proposte relative alla pianificazione ed al controllo, in particolare per la predisposizione degli strumenti di pianificazione economica, annuali e pluriennali, la conferenza di direzione è composta, oltre che dal direttore generale e dal segretario generale, dai direttori delle aree pianificazione e risorse finanziarie e dai dirigenti di volta in volta interessati. 6 Per l esame e la formulazione di proposte relative alle condizioni di pari opportunità ed, in particolare, alla presenza femminile nell organizzazione dell ente, la conferenza è integrata dal dirigente della struttura competente. 7 Se coinvolta nel riesame del sistema di gestione per la qualità, la conferenza di direzione è composta, oltre che dal direttore generale e dal segretario generale, dal rappresentante della direzione per la qualità, se nominato, dal dirigente della struttura competente e dai dirigenti coinvolti nei processi individuati dalle procedure di sistema. 8 La conferenza è convocata dal direttore generale o dal segretario generale, in relazione alle rispettive attribuzioni, con periodicità mensile e su un ordine del giorno definito anche su proposta dei componenti. 9 La conferenza può essere altresì convocata su richiesta di almeno tre componenti per esaminare e formulare proposte in merito ad argomenti di rilevante importanza. Art. 14 bis Conferenze tematiche 1 Al fine di garantire l'unitarietà dell'attività dell'ente ed assicurare l'integrazione tra le aree il direttore generale convoca, di propria iniziativa o su istanza di un direttore, apposite conferenze tematiche per la trattazione congiunta di questioni specifiche. 2 Alle conferenze tematiche partecipano, oltre al segretario generale ed al direttore generale, che le presiede, i direttori ed i dirigenti interessati, individuati dal direttore generale. Art. 15 Conferenze di servizio 1 Per l esame contestuale di singoli problemi e per la definizione di atti e procedure che coinvolgono più uffici vengono indette apposite conferenze di servizio. 2 Le conferenze di servizio sono convocate dal direttore generale o dal segretario generale, in relazione alle rispettive attribuzioni, quando riguardano oggetti di rilevanza generale per tutti gli uffici o per gruppi di essi appartenenti a diverse aree. 3 Le conferenze di servizio sono convocate dal direttore di area o di progetto trasversale, oppure dagli altri dirigenti quando riguardano oggetti di rilevanza di più uffici da essi rispettivamente diretti. Pagina 6 di 12615 Capo II - Competenze degli organi elettivi in materia di ordinamento degli uffici e dei servizi Art. 15 bis Competenze del Consiglio 1 Al Consiglio compete: a b l adozione dei documenti programmatici pluriennali che si collocano nell ambito della prima fase del ciclo della performance sulla base della normativa vigente e del regolamento di contabilità. ogni altra competenza ad esso attribuita dalla legge, dallo Statuto e dai regolamenti in materia di ordinamento degli uffici e dei servizi. 2 Il Consiglio, su proposta del responsabile della prevenzione della corruzione, adotta entro il 31 gennaio di ogni anno il piano triennale di prevenzione della corruzione. Art. 15 ter Competenze della Giunta 1 Alla Giunta compete: a b c d e f g h la definizione del piano esecutivo di gestione; la determinazione e le variazioni della dotazione organica; la predisposizione del documento di programmazione triennale del fabbisogno di personale ed il relativo piano annuale, sulla base delle proposte formulate dai dirigenti ai sensi dell articolo 22-bis; l adozione dei provvedimenti di autorizzazione alla stipulazione dei contratti decentrati integrativi; la determinazione dell integrazione dei trattamenti economici del personale assunto con contratto di lavoro a tempo determinato al di fuori della dotazione organica per figure dirigenziali, per funzionari della categoria D e per alte specializzazioni; la programmazione degli incarichi professionali da conferire sulla base di criteri, modalità e procedure definiti dal regolamento per l accesso agli impieghi nella Provincia di Torino, nei limiti delle previsioni contenute nei singoli programmi di bilancio dell ente; la determinazione dell emolumento sostitutivo dell intero trattamento economico accessorio per il personale assegnato agli uffici di supporto degli organi di direzione politica; ogni altra competenza ad essa attribuita dalla legge, dallo Statuto e dai regolamenti in materia di ordinamento degli uffici e dei servizi. Art. 15 quater Competenze del Presidente 1 Il Presidente, su proposta del direttore generale adotta i provvedimenti concernenti: a le variazioni della dotazione organica, ai sensi dell articolo 37, comma 2; b c d la costituzione e la risoluzione di rapporti di lavoro a tempo determinato per la copertura di posti previsti nella dotazione organica o al di fuori di essa per figure dirigenziali, per personale di categoria D, per alte specializzazioni e per il personale posto alle dirette dipendenze degli organi di direzione politica; la definizione ed attribuzione degli incarichi dirigenziali, nonché la revoca anticipata degli stessi; le misure conseguenti all accertamento di responsabilità dirigenziali; 2 Il Presidente, su proposta del nucleo di valutazione, adotta i provvedimenti concernenti: a la graduazione delle posizioni dirigenziali; Pagina 7 di 12616 b la valutazione della performance dei dirigenti nonché il conseguente utilizzo dei sistemi premianti. 3 Il Presidente esercita ogni altra competenza ad esso attribuita dalla legge, dallo Statuto e dai regolamenti in materia di ordinamento degli uffici e dei servizi. Capo III - Direzione, coordinamento e assistenza giuridica e amministrativa di carattere generale Art. 16 Segretario generale 1 Il segretario generale è nominato dal Presidente, nei termini e con le modalità stabilite dalla legge; nell esercizio delle funzioni previste dalla legge, nonché per lo svolgimento delle attività statutarie, regolamentari ed in tutte le altre conferitegli dal Presidente, il segretario generale si avvale di tutti gli uffici provinciali che, per l esercizio di tali compiti, operano in conformità alle sue disposizioni. 1 bis Il segretario generale svolge inoltre i compiti di responsabile della prevenzione della corruzione, ai sensi della L. n.190/ Il segretario generale per l attività di assistenza tecnico giuridica agli organi e per la verifica dell attività amministrativa, oltre a disporre di appositi uffici di staff la cui dotazione viene determinata su proposta del segretario medesimo, si avvale di tutti gli uffici e servizi dell ente. 3 Ricorrendo l ipotesi prevista dall articolo 36, comma 3 dello Statuto, il segretario generale, con il supporto, ove ritenuto necessario, del comitato di coordinamento disciplinato dall articolo 18-ter: a b c sovrintende allo svolgimento delle funzioni dei dirigenti e ne coordina l attività con i poteri previsti nell articolo 17, commi 1, 1-bis, 1-ter, 2, 2-bis, 6, 7, 9; adotta i provvedimenti previsti all articolo 17-bis; convoca e presiede la Conferenza di direzione e le conferenze tematiche, rispettivamente previste agli articoli 14 e 14 bis; d emana le direttive rivolte ai direttori di area ai sensi dell articolo 20, comma 1; e propone al Presidente la nomina dei vicedirettori di area, ai sensi dell articolo 21, comma 1; f emana le direttive ai dirigenti di servizio ai sensi dell articolo 22, comma 1; g h i j esercita il potere sostitutivo nei confronti dei direttori di area o dei dirigenti di servizio o progetto, in caso di loro inadempienza, ai sensi dell articolo 26-bis, comma 4; individua il personale di cat. D al quale eventualmente affidare le funzioni dirigenziali in caso di assenza o impedimento di un dirigente di servizio o di progetto, ai sensi dell articolo 28, comma 3; propone al Presidente l affidamento ad altro dirigente delle funzioni svolte da un dirigente di servizio o di progetto, in caso di assenza o impedimento superiori a trenta giorni, ai sensi dell articolo 28, comma 4; individua, su proposta dei dirigenti, le posizioni organizzative previste dall articolo 35, comma 1, emana le relative direttive ai sensi del comma 3 del medesimo articolo e determina il trattamento economico accessorio ai sensi e con le modalità previste all articolo 39; k propone al Presidente le variazioni della dotazione organica ai sensi dell articolo 37, comma 2; 3 bis Ricorrendo l ipotesi prevista dall articolo 36, comma 3 dello Statuto, il segretario generale esercita le funzioni attribuite al direttore generale dall articolo 11, comma 2. Pagina 8 di 12617 Art. 17 Direttore generale Regolamento sull Ordinamento degli Uffici e dei Servizi 1 Il direttore generale sovrintende alla gestione dell ente perseguendo livelli ottimali di efficacia, efficienza ed economicità ed attua gli indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli organi di governo dell ente sulla base delle direttive impartite dal Presidente e tramite lo svolgimento delle attribuzioni previste dalla legge, dallo Statuto e dai regolamenti anche al fine di assicurare un omogenea gestione dell ente. 1 bis Il direttore generale assicura lo sviluppo, l applicazione e il mantenimento di un sistema di gestione per la qualità attraverso la predisposizione, l attuazione e l aggiornamento dei processi individuati nel presente regolamento e nelle procedure di sistema richiamate e limitatamente a questi: a b c d e promuove e diffonde le politiche per la qualità dell ente e la sensibilizzazione del personale ai temi della qualità e del miglioramento continuo; promuove la centralità dell utenza e le sue esigenze all interno dell ente; stabilisce nelle procedure di sistema i criteri per l attuazione del sistema di gestione per la qualità; assicura il miglioramento continuo dell idoneità, adeguatezza ed efficacia del sistema di gestione per la qualità attraverso il monitoraggio del sistema stesso e delle sue componenti (processi e prodotti) e l analisi dei dati in relazione alla soddisfazione del cliente, alla conformità del sistema, dei processi e dei prodotti ai requisiti, alla qualità dei fornitori e delle forniture; promuove e gestisce azioni preventive e correttive volte al miglioramento del sistema di gestione per la qualità e verifica l attuazione delle stesse. 1 ter Il direttore generale può nominare un rappresentante della direzione per la qualità cui attribuire i compiti di cui al comma 1 bis. 2 Al direttore generale competono, in particolare, la predisposizione della proposta di piano esecutivo di gestione, con le modalità individuate dal regolamento di contabilità e la presidenza delle conferenze previste dal presente regolamento. 2 bis Il direttore generale sovrintende e coordina l attività di tutti i dirigenti dell ente, ad eccezione del segretario generale; ad esso può essere altresì attribuita dal Presidente la direzione di una o più aree di cui all articolo 8 ovvero di singoli servizi e progetti, in relazione alla connessione del loro contenuto con i compiti di direzione generale. 3 abrogato 4 Il direttore generale è nominato dal Presidente, secondo le modalità previste dalla legge e dallo Statuto, tra esperti di organizzazione aziendale e/o di pubblica amministrazione, in possesso dei requisiti per l accesso agli impieghi, sulla base di curriculum formativi e professionali che ne comprovino le capacità gestionali ed organizzative. La nomina può aver luogo qualora le funzioni previste nei precedenti commi non siano state attribuite dal Presidente al segretario generale. 4 bis L incarico di direttore generale può essere attribuito ad un dirigente della Provincia. In tal caso il rapporto di impiego, risolto di diritto dalla data di decorrenza dell incarico, viene ricostituito, mediante provvedimento di riassunzione, a seguito di richiesta dell interessato da formularsi nel termine di trenta giorni, subordinatamente alla vacanza del posto nella dotazione dell ente, dalla cessazione dell incarico ovvero dalla data in cui tale vacanza si verifica; la riammissione non può essere disposta in caso di licenziamento per giusta causa ovvero di dimissioni con diritto al trattamento di quiescenza. 4 ter Il direttore generale cessa automaticamente dall incarico alla scadenza del mandato del Presidente, continuando ad esercitare le funzioni per un periodo di 30 giorni dall insediamento del nuovo Presidente, fatta salva ogni diversa determinazione dello stesso. Pagina 9 di 12618 5 Per la nomina del direttore generale è fatto riferimento, in particolare, alla rilevanza dell esperienza professionale relativamente alle attività direzionali, gestionali ed organizzative maturata in enti o imprese di complessità adeguata, anche in rapporto a quella della Provincia, oltre che all affidabilità della preparazione culturale al fine di assicurare la piena coerenza dell attività richiesta con gli indirizzi programmatici e strategici di governo dell ente. 6 Il direttore generale, oltre a disporre di appositi uffici di staff la cui dotazione viene determinata su proposta dello stesso direttore generale, si avvale nell ambito delle sue attribuzioni di tutti i servizi e gli uffici provinciali, anche costituendo appositi gruppi di lavoro tra dipendenti assegnati alle singole strutture. 7 Il direttore generale riesamina annualmente, e quando ritenuto opportuno a causa di specifiche esigenze, l idoneità, l adeguatezza e l efficacia dell intero sistema di gestione per la qualità, anche avvalendosi della conferenza di direzione, sulla base: a b c d delle informazioni contenute nelle registrazioni archiviate (rapporti di valutazione interna della qualità, rapporti di non conformità, rapporti di azione correttiva e preventiva, ecc.); delle informazioni di ritorno dal cliente (monitoraggi e reclami); dei dati elaborati sulle prestazioni del sistema e dei processi e sulla conformità dei prodotti; di altre precedenti iniziative intraprese dalla direzione. 8 I risultati del riesame e, in particolare, le iniziative stabilite (di miglioramento del sistema, dei processi e dei prodotti e i fabbisogni di risorse), registrati in un rapporto, vengono successivamente comunicati alle aree e ai servizi dell ente. 9 Il direttore generale nomina gli incaricati per la vigilanza sul divieto di fumo indicati dai dirigenti. Art. 17 bis Competenze del direttore generale in materia di personale 1 Il direttore generale assiste e formula proposte al Presidente in ordine all attribuzione degli incarichi dirigenziali. 2 Nel periodo di vigenza del piano esecutivo di gestione il direttore generale, sentiti i direttori delle aree e i dirigenti di servizio interessati, per far fronte ad esigenze sopravvenute o per una razionalizzazione o maggiore funzionalità dell impiego dei fattori produttivi può disporre una diversa assegnazione del personale alle aree, in misura contenuta, nell ambito della dotazione complessiva dell ente e nei limiti degli stanziamenti del bilancio. 3 Il direttore generale adotta in particolare i provvedimenti concernenti: a l assegnazione, sentita se del caso la conferenza di direzione, delle unità di personale alle singole aree ed alle strutture al di fuori di esse; b le proposte in ordine ai provvedimenti di cui all articolo 15-quater, comma 1; c d e f i provvedimenti relativi alla assegnazione del personale non compreso tra quello indicato all articolo 15-quater, comma 1; gli atti di natura interarea relativi alla gestione delle risorse umane; l attribuzione della retribuzione di posizione dei dirigenti sulla base della graduazione delle posizioni di cui all articolo 15-quater, comma 2, lett. a); l assegnazione dei trattamenti accessori al personale non dirigenziale, ad eccezione di quelli di competenza dei singoli dirigenti; g la costituzione di gruppi di lavoro interarea, al di fuori dei casi previsti dall articolo 13; h la costituzione di gruppi di lavoro ai sensi dell articolo 17, comma 6; Pagina 10 di 12619 Art. 17 ter Ufficio per i procedimenti disciplinari (UPD) per il personale non avente qualifica dirigenziale 1 L UPD per il personale non avente qualifica dirigenziale è individuato nel direttore dell Area cui è attribuita la competenza in materia di attività istruttoria dei procedimenti disciplinari. Tale ruolo è incompatibile con la nomina del medesimo soggetto a vicesegretario generale. 2 L UPD, una volta ricevuti da parte del dirigente della struttura gli atti per l attivazione di un procedimento disciplinare, così come quando ha altrimenti acquisito notizia dell infrazione, effettua immediatamente una verifica preliminare relativa all effettiva riconducibilità dell infrazione a quelle di maggiore gravità e quindi di propria competenza. In caso di esito negativo della verifica, l UPD ne dà comunicazione immediata al dirigente ed all interessato ed il procedimento disciplinare viene avviato e concluso a cura del dirigente della struttura. 3 Una volta investito correttamente del procedimento, l UPD resta competente anche nel caso in cui, in esito all istruttoria, l infrazione contestata rientri tra quelle di minore gravità che la legge attribuisce al responsabile della struttura. Art. 17 quater Ufficio per i procedimenti disciplinari (UPD) per il personale avente qualifica dirigenziale 1 L UPD per il personale avente qualifica dirigenziale è individuato nel direttore generale. 2 Nell ipotesi in cui le funzioni di direttore generale siano attribuite al segretario generale, l UPD è individuato nel collegio costituito dal/i vicedirettore/i generale/i e dal direttore dell Area cui è attribuita la competenza in materia di attività istruttoria dei procedimenti disciplinari. Se non è nominato alcun vicedirettore generale, l UPD è individuato nel direttore dell Area cui è attribuita la competenza in materia di attività istruttoria dei procedimenti disciplinari. 3 Nell ipotesi di cui all art.36, comma 3, dello Statuto, l UPD è individuato nel collegio costituito dai coordinatori interarea, tra i quali non rientra comunque il Segretario generale, e dal direttore dell Area cui è attribuita la competenza in materia di attività istruttoria dei procedimenti disciplinari. Se non sono nominati i coordinatori interarea, l UPD è individuato nel direttore dell Area cui è attribuita la competenza in materia di attività istruttoria dei procedimenti disciplinari. 4 Nell applicazione delle disposizioni di cui ai commi precedenti, in nessun caso le funzioni di UPD, anche quando costituito in forma collegiale, possono essere attribuite al medesimo soggetto nominato vicesegretario generale. 5 L UPD è competente anche per i procedimenti disciplinari relativi alle infrazioni di minore gravità che la legge attribuisce al responsabile della struttura, nonché per l adozione delle determinazioni conclusive dei procedimenti disciplinari relativi alle infrazioni di cui agli art.55-bis, comma 7, e 55- sexies, comma 3, del D.Lgs. n.165/ Art. 18 Vicesegretario generale 1 Il Presidente può nominare, su proposta del segretario generale, un vicesegretario generale scelto tra i dirigenti della Provincia in possesso dei titoli di studio richiesti per conseguire l abilitazione a segretario generale. 2 Il vicesegretario generale coadiuva e sostituisce il segretario generale nei casi di vacanza, assenza o impedimento, nei limiti e con le modalità previste con decreto del Presidente. 3 Il vicesegretario generale può altresì svolgere altri incarichi attribuitigli dal Presidente. 4 L esercizio delle funzioni, nei casi di assenza o impedimento del vicesegretario, è assicurato mediante l affidamento dell incarico ad altro dirigente, da parte del Presidente, nei termini e con le modalità stabilite al comma 1. Art. 18 bis Coordinatori interarea 1 Nell ipotesi di cui all articolo 36, comma 3 dello Statuto, il Presidente può nominare dei coordinatori interarea scelti tra i dirigenti dell ente, indicando su quali aree della tecnostruttura essi esercitano le loro funzioni. Pagina 11 di 12620 2 I coordinatori interarea coadiuvano il segretario generale e coordinano, relativamente alle aree poste sotto la loro sovrintendenza, l attuazione dei programmi definiti dagli organi di direzione politica e la relativa gestione finanziaria. 3 I coordinatori interarea: a b c d e f g h partecipano, per le aree di competenza, all individuazione degli obiettivi gestionali ed alla periodica verifica del loro stato di attuazione; emanano, per le aree di competenza, le direttive necessarie a raccordare l attività delle aree per il conseguimento degli obiettivi fissati dall amministrazione; esercitano, d intesa con il segretario generale, i poteri sostitutivi di cui all articolo 26-bis, se espressamente attribuiti dal Presidente all atto del conferimento delle funzioni; assumono, nei limiti consentiti dalla regolamentazione dell ente e per le aree di competenza, tutte le iniziative necessarie per l attuazione di programmi e progetti definiti ed approvati dall amministrazione; verificano i risultati prodotti dalle aree poste sotto la rispettiva sovrintendenza; autorizzano lo svolgimento di incarichi esterni da parte dei dirigenti e appongono il visto di coerenza sulla richiesta di autorizzazione allo svolgimento di incarichi esterni da parte degli altri dipendenti assegnati ai servizi di rispettiva competenza; partecipano quali componenti, secondo le modalità individuate dalla Giunta, alla delegazione di parte pubblica incaricata delle trattative sindacali; sostituiscono, secondo l ordine di anzianità nella nomina, il segretario generale nell esercizio delle funzioni di cui al comma 3 dell articolo Fermo quanto previsto dal comma 3, ad ogni altro fine i coordinatori interarea sono equiparati ai vice direttori generali. Art. 18 ter Comitato di coordinamento 1 Il segretario generale e i coordinatori interarea, ove dagli stessi ritenuto necessario, informano l esercizio delle rispettive funzioni ad indirizzi e linee operative definiti, in termini di collegialità, all interno di un comitato presieduto dal segretario generale e composto dai coordinatori interarea nominati dal Presidente. Del collegio fanno ordinariamente parte, come membri aggiunti, il direttore dell area istituzionale e dell area risorse finanziarie. La struttura di coordinamento opera secondo il principio della più estesa collegialità. La partecipazione all organismo di coordinamento può essere estesa ai dirigenti delle strutture di volta in volta interessate. Art. 19 Vicedirettori generali 1 Il Presidente può nominare, su proposta del direttore generale, sino a tre vicedirettori generali scelti tra i dirigenti dell ente, indicando su quali aree della tecnostruttura essi esercitano le funzioni di cui ai successivi commi. 2 I vicedirettori generali coadiuvano il direttore generale e lo sostituiscono in caso di assenza o impedimento secondo modalità dallo stesso definite. 2 bis I vicedirettori generali hanno responsabilità di coordinamento e verifica dei risultati prodotti dalle aree poste sotto la loro sovrintendenza. Essi assicurano inoltre il raccordo tra gli indirizzi politicoamministrativi e l attuazione dei programmi definiti dagli organi di direzione politica, secondo le direttive emanate dal direttore generale. 2 ter abrogato 3 Nell ipotesi di perdurante impedimento temporaneo del direttore generale, qualora non si sia già provveduto ai sensi del comma 2, il Presidente può affidare ad uno dei vicedirettori generali le funzioni vicarie del direttore generale. L attribuzione delle funzioni vicarie dura sino alla rimozione della causa di impedimento al normale esercizio delle proprie funzioni da parte del direttore generale. Pagina 12 di 126 Vedere altro
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