Source: http://www.fnsi.it/giunta-fnsi-sulla-diffamazione-chiuso-capitolo-obbrobriosonadesso-se-ne-apra-uno-virtuoso-per-linformazione
Timestamp: 2018-03-24 15:35:03+00:00

Document:
FNSI - Giunta Fnsi: sulla diffamazione chiuso capitolo obbrobrioso Adesso se ne apra uno virtuoso per l'informazione
Giunta Fnsi: sulla diffamazione chiuso capitolo obbrobrioso Adesso se ne apra uno virtuoso per l'informazione
“Con la bocciatura da parte del Senato del primo articolo di una proposta di legge che intendeva inasprire le pene per i giornalisti accusati del reato di diffamazione a mezzo stampa, si è conclusa senza aggravare i danni, grazie anche alla comune iniziativa delle organizzazioni rappresentative dei giornalisti, degli editori e di numerose associazioni impegnate a difesa dei diritti civili, una vicenda che rischiava, anche per gli aspri toni assunti, di far regredire il livello di civiltà giuridica del nostro Paese. Il problema, tuttavia, resta ancora senza soluzione. Per il reato di diffamazione a mezzo stampa i giornalisti continuano a rischiare la condanna a pene detentive, pecuniarie e a risarcimenti in sede civile senza alcun limite, mentre il diritto di rettifica continua a non essere assunto efficacemente come prima efficace misura riparatrice.
SALLUSTI: SIDDI (FNSI), ADESSO È POSSIBILE LA GRAZIA
PER SEGRETARIO FNSI, LEGGE APPLICATA IN MANIERA SPOPORZIONATA
''Nel caso specifico, per come è nata questa vicenda, i giudici hanno applicato la legge in maniera forse, secondo alcuni, sproporzionata. Adesso è possibile la grazia''. Lo ha detto il segretario della Fnsi, Franco Siddi, parlando del caso Sallusti a 'La telefonata di Belpietro' su Canale 5. ''Oggi siamo in presenza di una sentenza che la procura ha cercato di rendere esecutiva nella maniera più umana possibile - ha aggiunto -. Se il Parlamento vuole può ancora intervenire sulla legge, ma ho impressione che si riesca a fare solo propaganda''.
''Il parlamento purtroppo non ha dato una bella prova – ha sostenuto Siddi -. La legge va cambiata, alcuni parlamentari avevano ritenuto di intervenire con urgenza, invece è prevalso nella maggioranza una volontà ritorsiva nei confronti dei giornalisti''.
''Nessuno può pretendere la libertà di diffamare – ha proseguito il segretario Fnsi -. Svolgere l'attività di giornalisti espone a rischi, può capitare un errore per colpa e bisogna avere il coraggio di rettificarlo. La modifica deve essere questa: dare forza all'istituto della rettifica, che deve essere documentata. È la prima forma di riparazione, se un giornalista vuol diffamare a prescindere dovrà pagare sanzioni pecuniarie proporzionate al fatto. Purtroppo questo non entravanella propaganda e quindi non si è fatto''. (ROMA, 3 DICEMBRE - ANSA)
SALLUSTI: SIDDI, RAMMARICO PER EPILOGO VICENDA
''Sono rammaricato per l'epilogo della vicenda che pero' e' in questo momento di procedura penale, rimane ovviamente il fatto della sproporzione che esiste in una legge che prevede il carcere per reato a mezza stampa. Non c'e' nessuna proporzione tra un articolo di giornale e la privazione della liberta' personale. Abbiamo chiesto una legge che escludesse il carcere ma il provvedimento alla fine era diventato ritorsivo, ora la saggezza e il buon senso, come quelli del procuratore nell'applicazione della legge, prevalgano''. Lo dice all'ANSA il segretario della Fnsi Franco Siddi. ''Rimaniamo fermi sui principi, non cambieremo mai linea. Per risolvere questioni - conclude - non serve la propaganda e neanche l'esasperazione delle situazioni''.(ROMA, 1 DICEMBRE -ANSA)
SALLUSTI: SIDDI "RAMMARICO PER EPILOGO VICENDA, SERVE LEGGE"
"Molto rammarico" per l'epilogo della vicenda Sallusti e l'augurio che "la vicenda porti a tutti consiglio: ora serve molta moderazione, buon senso, grande saggezza". Il segretario generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Franco Siddi, torna a criticare la normativa esistente in Italia "vecchia e superata" che "ha determinato la sentenza che conduce il direttore del Giornale in carcere, per sua scelta". Secondo Siddi il caso Sallusti mette in evidenza la necessità di una riforma della legge sui reati a mezzo stampa "equilibrata". "C'era la possibilità di farla in due ore - spiega all'AGI - invece l'orientamento punitivo verso tutti i giornalisti lo ha impedito. In Parlamento è stata persa un'occasione". "Do atto al procuratore di Milano di aver assunto un'iniziativa di grande saggezza nell'applicazione della legge esistente - conclude Siddi - poi ciascuno fa le sue scelte". "La nostra linea è che per questo tipo di reati non si finisca in carcere: chiediamo una riforma che preveda sanzioni alternative e la fine di querele temerarie". (ROMA, 1 DICEMBRE - AGI)
SALLUSTI: USIGRAI, EPILOGO DI UNA VICENDA MOLTO GRAVE
"La notizia dell'arresto di Alessandro Sallusti è l'epilogo di una vicenda molto grave che interroga innanzitutto il Parlamento che non ha saputo riformare la legge sulla diffamazione. Veti incrociati e interessi di parte hanno impedito una revisione delle norme a tutela dei diritti dei cittadini e hanno rischiato addirittura di mettere Una toppa peggiore del buco". Lo dichiara l'Usigrai, Assicurando che "continuerà ad essere al fianco della Fnsi in tutte le azioni di mobilitazione per affermare che la Diffamazione non può essere mai punita con il carcere". (ROMA, 1 DICEMBRE - ANSA)
SALLUSTI, L'ALTERNATIVA: BRUTTA PAGINA DELLA NOSTRA DEMOCRAZIA.
"Oggi si scrive una brutta pagina nei confronti del giornalismo italiano libero e pluralista che con questa sentenza si vuole intimidire, costituendo, di fatto, un vulnus per la democrazia in Italia." È quanto dichiara con una nota la componente FNSI "L'Alternativa", che esprime la sua incondizionata solidarietà al collega Sallusti.
SALLUSTI GIÀ ARRESTATO PER EVASIONE
Alessandro Sallusti ha già violato gli obblighi domiciliari ed è stato arrestato dalla polizia.
Il direttore del 'Giornale', che era stato portato direttamente nella sua abitazione, è quasi subito uscito da casa ed è stato visto e arrestato. Ora è stato portato in questura, per un'accusa ovviamente diversa, quella di evasione. (MILANO, 1 DICEMBRE - ANSA)
SALLUSTI:GIUDICE, POTEVA USCIRE DALLE 10 ALLE 12 OGNI GIORNO
Alessandro Sallusti, direttore de 'Il Giornale' nei cui confronti stamattina è stato eseguito il provvedimento di detenzione domiciliare, e che poi è stato arrestato per evasione, poteva uscire ogni giorno dalle 10 alle 12. Era una delle prescrizioni disposte dal giudice di sorveglianza Guido Brambilla. (MILANO, 1 DICEMBRE - ANSA)
SALLUSTI: VERRÀ PROCESSATO PER DIRETTISSIMA
Alessandro Sallusti, il direttore de 'Il Giornale' evaso non appena eseguito il provvedimento di detenzione domiciliare, verrà processato per direttissima in tribunale a Milano. Per il reato di evasione si rischiano una pena che va da uno a tre anni di reclusione.
Alessandro Sallusti, il direttore del Giornale prelevato stamani dalle sede del quotidiano e poi arrestato per evasione si trova ancora in questura. Il questore è in attesa di concordare con l'autorità giudiziaria l'eventuale trasferimento in tribunale per il processo direttissimo. (MILANO, 1 DICEMBRE - ANSA)
DDL DIFFAMAZIONE: L’AULA DEL SENATO BOCCIA L’ARTICOLO 1
"APPELLO ALLA RIFLESSIONE ACCOLTO. ORA RIFORMA EQUILIBRATA"
L'Aula del Senato ha bocciato 'il cuore' della legge sulla diffamazione, con 123 voti contrari, 29 sì e 9 astenuti. Si tratta dell'articolo 1 del provvedimento, quello che contiene il carcere, fino a un anno, per i giornalisti.
Fnsi: “L’appello alla riflessione fatto dalla seconda carica dello Stato, il Presidente Renato Schifani, raccolta venerdì dal Sindacato dei giornalisti ha avuto uno speculare sviluppo - come da noi auspicato - nella riflessione fatta poco fa dall’aula del Senato che ha bocciato l’art. 1 della proposta di legge sulla diffamazione a mezzo stampa che puniva i cronisti con il carcere e con le multe e i direttori con forti sanzioni pecuniarie.
APPELLO CONDIVISO DI FIEG E DI FNSI AL PARLAMENTO (formato pdf)
DIFFAMAZIONE: AULA SENATO BOCCIA ARTICOLO
L'Aula del Senato ha bocciato 'il cuore' della legge sulla diffamazione, con 123 voti contrari, 29 sì e 9 astenuti. Si tratta dell'articolo 1 del provvedimento, quello che contiene il carcere, fino a un anno, per i giornalisti. L'Aula è stata ora sospesa. (ROMA, 26 NOVEMBRE - AGI)
ANSA/ DIFFAMAZIONE,STOP A SENATO;NIENTE CARCERE A GIORNALISTI
DOMICILIARI A SALLUSTI; PDL SI ASTIENE, VOTO SEGRETO AFFOSSA DDL
Il ''salva Sallusti'' naufraga al Senato: con 123 contrari, 9 astenuti e solo 29 voti a favore Palazzo Madama, con voto segreto, ha bocciato la norma del disegno di legge sulla diffamazione a mezzo stampa che prevedeva il carcere, fino a un anno, per i giornalisti. Nel giorno in cui al direttore del ''Giornale'' viene notificato l'ordine di arresto domiciliare, il capogruppo Pdl Maurizio Gasparri, decide di chiedere al suo gruppo di non partecipare al voto.
Sono così mancati i numeri per l'approvazione del provvedimento, sostenuto ormai ufficialmente solo dal Pdl e dalla Lega mentre a dichiararsi contrari sono stati oltre al Pd e all'Idv, anche l'Api e l'Udc mentre Radicali si sono astenuti (al Senato l'astensione vale come voto contrario). Il Pd esulta (''era impresentabile, bene che sia morto'') mentre il Pdl dopo aver chiesto al Pd, senza successo, di rinunciare al voto segreto parla della vittoria ''del fronte del carcere''. Con la caduta dell'articolo 1 di fatto decade il resto della riforma, sulla quale si è a lungo combattuto per l'urgenza dettata dalla condanna definitiva per questo reato a carico del direttore del Giornale Alessandro Sallusti che oggi per effetto della legge ''svuota-carceri'' per 14 mesi sarà agli arresti domiciliari.
Al Senato, dove deve aver anche giocato il difficile momento che il Pdl sta affrontando, il fronte dei sostenitori del ddl ha dovuto fare i conti non solo con uno sciopero dei giornalisti rinviato all'ultimo momento dopo un appello del presidente del Senato Renato Schifani, ma anche con un comunicato congiunto del sindacato dei giornalisti e della federazione degli editori che hanno chiesto il ritiro del provvedimento. E poi, non c'era nemmeno, ormai, la certezza che il ddl potesse servire allo scopo che lo aveva ispirato rispetto a Sallusti. Gasparri lo dice chiaro: ''rigetto la responsabilità di questo voto verso tutti coloro che con noi - dice - hanno stretto intese per poi disattenderle, per arrivare al punto che la procura prendesse la decisione degli arresti domiciliari per il direttore Sallusti.
Qualcuno ha voluto allungare i tempi per arrivare a questo scopo e impedire una decisione legislativa''. Ma Fabrizio Cicchitto più tardi prova a mediare: ''recuperiamo l'accordo sulla diffamazione, elaborato e poi saltato in Parlamento, e mettiamo fine al più presto a una situazione assurda e paradossale che da troppe settimane tiene banco e che sta offrendo dell'Italia uno spettacolo non degno di un Paese democratico e civile quale il nostro dovrebbe essere''. Ma dal Pd Anna Finocchiaro è netta: ''nella prossima legislatura si potrà ripensare questo tema, mi auguro con un approccio corretto e fare innanzitutto ciò che andava fatto adesso: eliminare il carcere per il reato di diffamazione e poi -ha concluso- trovare un sistema per equilibrare la libertà di informazione con il diritto alla dignità dei singoli''.
Convinto invece che il ddl rappresentasse una normativa migliore di quella in vigore è, ovviamente, il relatore Filippo Berselli del Pdl : ''ora invece i giornalisti avranno la reclusione da uno a sei anni e in più la multa''. Per l'Udc il no del Senato all'articolo 1 del ddl sulla diffamazione riabilita il Parlamento''. Soddisfazione per l'accoglimento del suo appello da parte del Parlamento viene espressa dalla Fnsi che ora auspica una riforma equilibrata, così come il presidente dell'Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino che ora si augura ''che tra una legge per le banche e una legge per le assicurazioni si faccia anche una legge per il diritto ai cittadini di una informazione libera''. (di Paola Spadari) (ROMA, 26 NOVEMBRE - ANSA)
DDL SALLUSTI: VITA, MORTE NON ACCIDENTALE DI UNA ''PORCATA''
''Abbiamo vinto, decaduto l'artico 1 ora decade tutto il testo''. Lo dice Vincenzo Vita (Pd) dopo che l'aula del Senato ha affossato, con voto segreto, l'articolo 1 che conteneva il carcere per i giornalisti.
''Finalmente di questa brutta storia'' nata sulla vicenda Sallusti ''non se ne parla più'. È la ''morte non accidentale di una porcata''.
La bocciatura è avvenuta ''anche con una buona manciata di voti di destra'', dopo che il Pdl aveva dichiarato di non partecipare al voto. Vita sottolinea che l'appello della Fnsi-Fieg ha ''creato un clima diverso in aula''. (ROMA, 26 NOVEMBRE - ANSA)
DIFFAMAZIONE: PD, CONTRO DDL BELLA MANCIATA VOTI DESTRA
La legge di riforma della diffamazione a mezzo stampa che prevede il carcere fino ad un anno in caso di condanna è stata bocciata dall'aula di palazzo Madama "anche con una bella manciata di voti della destra". Lo afferma conversando con i giornalisti il senatore democratico Vincenzo Vita che, in sala stampa, sottolinea: "il caso è chiuso.
Abbiamo vinto" quindi chiosa "è la morte non accidentale di una porcata" che in ogni caso non avrebbe salvato il direttore Sallusti. (ROMA, 26 NOVEMBRE - AGI)
DIFFAMAZIONE: SIDDI (FNSI), FERMATO DDL INGIUSTO E SQUILIBRATO
"Una notizia positiva": così il segretario generale della Fnsi Franco Siddi giudica il voto contrario in Senato sul ddl diffamazione. "Si è fermato un processo legislativo ingiusto, che avrebbe squilibrato l'ordinamento giuridico del Paese, che non avrebbe prodotto alcun beneficio per i diffamati da errori o danni da stampa e che avrebbe messo in grave pericolo la libertà dei giornalisti, la loro possibilità di fare giornalismo investigativo di cui ogni Paese democratico ha bisogno".
Per Siddi, "rischiava di andare in porto una legge che addirittura divideva i giornalisti sulla base della loro posizione contrattuale, lasciando le misure più dure, fino al carcere, per i giornalisti più deboli. Ora, la legge si è fermata ma non si sono risolti tutti i problemi, anche se non credo ci sia il tempo di intervenire in questa legislatura".
Ribadisce il segretario generale della Fnsi: "c'è bisogno di una legge nuova che sia equilibrata, per garantire ai cittadini le verità delle notizie date con lealtà e correttezza, per avere da chi fosse stato danneggiato da un errore di stampa una rettifica della notizia riparatrice ma documentata che comprovi una verità alternativa rispetto a quella pubblicata, con un giurì dell'informazione che sia garante dell'operazione e per indicare una riparazione che sia proporzionata al danno. Noi -conclude Siddi- non siamo qui a difendere una casta: i giornalisti non sono una casta ma una categoria di lavoratori, che spesso rischia in prima persona per dare le notizie ai cittadini". (ROMA, 26 NOVEMBRE - ADNKRONOS)
DDL SALLUSTI: SIDDI, BENE SENATO, ASCOLTATO ALLARME FIEG-FNSI
RESTA NODO CARCERE CRONISTI,MA EVITATO RIMEDIO PEGGIORE DEL MALE
''La grande iniziativa unitaria di Fieg e Fnsi e di decine di associazioni ha consentito di evidenziare come si fosse arrivati a un punto di alto rischio per il nostro ordinamento, per la tutela della dignità delle persone e per l'esercizio etico di un giornalismo volto a garantire ai cittadini le verità delle notizie che non possono essere nascoste''. È il commento di Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale della stampa, alla bocciatura in Senato dell'articolo 1 del disegno di legge sulla diffamazione.
''Non si risolve il nodo del carcere per i giornalisti - sottolinea Siddi - visto che si torna verso la legge precedente, ma almeno si evita che il rimedio sia ingiusto e peggiore del male. La Fnsi ringrazia le autorità istituzionali, dalle quali aveva ricevuto, attraverso la seconda carica dello Stato, un appello alla riflessione, per la speculare riflessione fatta oggi dall'aula del Senato, che si è fermata su una proposta di legge ormai impraticabile. Resta aperta - ribadisce - la questione delle manette per il giornalismo e di un efficace ristoro immediato dei diffamati o danneggiati per errori di stampa. Il sindacato dei giornalisti continuerà perciò la propria azione civile permanente per una serena riforma che, bilanciando diritti fondamentali dei cittadini, garantisca, con l'esercizio della rettifica documentata da pubblicare nell'immediatezza della vicenda contestata e con l'introduzione del giurì per la lealtà dell'informazione, i rimedi più efficaci ai problemi emersi in queste tumultuose giornate''.
Per questi motivi ''è confermato l'incontro pubblico di questa sera, con la fiaccolata a piazza del Pantheon, per rendere evidente l'impegno ad illuminare questi diritti - conclude il segretario della Fnsi - e a non oscurare mai le notizie che non possono essere negate alla pubblica opinione''. (ROMA, 26 NOVEMBRE - ANSA)
DIFFAMAZIONE: NATALE (FNSI), AFFOSSAMENTO DDL VITTORIA DI GIORNALISTI E CITTADIN
"Siamo molto soddisfatti per il voto al Senato che ha confinato il ddl diffamazione su un binario morto". È quanto sottolinea il presidente della Fnsi Roberto Natale per il quale "ancora una volta ha pagato la battaglia condotta dai giornalisti non da soli ma assieme ai cittadini, che non accettano più di farsi sequestrare il diritto di sapere".
Per Natale, "questo è il punto decisivo: non stiamo rivendicando una sconsiderata libertà di diffamazione, che era e resta un reato grave. Ma chiediamo una riforma che comprenda alcuni punti essenziali: rettifica pronta e immediata, sanzioni economiche di importo non sconsiderato, sospensione e anche radiazione dall'Ordine dei giornalisti per chi sbaglia ripetutamente, istituzione di un giurì per l'informazione e infine un meccanismo che scoraggi le richieste di risarcimento milionarie che vengono avanzate per intimidire la libera informazione, quella più coraggiosa, più incisiva, più intraprendente e non inginocchiata". (ROMA, 26 NOVEMBRE - ADNKRONOS)
DIFFAMAZIONE: UE, BENE BOCCIATURA EMENDAMENTO CARCERE GIORNALISTI
La Commissione europea plaude alla bocciatura dell'articolo 1 del ddl antidiffamazione, che prevedeva il carcere per i giornalisti. L'esecutivo Ue, ha ricordato la commissaria alla Giustizia Viviane Reding, si è espressa "sempre molto chiaramente e fortemente a favore della libertà di espressione e dei media". Per questo, ha sottolineato, "saluto con favore la decisione del Parlamento, che ha respinto l'emendamento", per cui "ora i giornalisti non andranno in carcere nei casi di diffamazione".
Si tratta di una questione che "è nelle mani degli Stati membri", ha osservato ancora la Reding, "ma questo non significa che non siamo molto chiari su questo". "La libertà di espressione e dei media è una priorità della nostra agenda", ha ribadito. (BRUXELLES, 27 NOVEMBRE - ADNKRONOS)
DIFFAMAZIONE: FIACCOLATA FNSI AL PANTHEON DOPO AFFOSSAMENTO DDL IN SENATO
Con le fiaccole, per salutare l'affossamento del ddl diffamazione in Senato, che prevedeva tra l'altro il carcere per i giornalisti. Così la Fnsi, il sindacato unitario dei giornalisti italiani, ha trasformato quella che in origine doveva essere un appuntamento di protesta contro il disegno di legge. "Giornata straordinaria di mobilitazione contro l'oscuramento delle verità, per il diritto alle notizie e per la dignità per i cittadini: no al carcere e alle minacce ai giornalisti", è lo striscione issato sul palco, dove intervengono il segretario generale della Federazione nazionale della stampa Franco Siddi, il presidente della Fnsi Roberto Natale e il presidente dell'Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino.
"Siamo qui oggi -esclama Siddi- per dire che, raggiunto il traguardo di avere affossato la legge sulla diffamazione, grazie alla mobilitazione comune di giornalisti ed editori e assieme a tante associazioni democratiche, continueremo a tenere accese le luci delle notizie. Le fiaccole accese in questa piazza -spiega il leader sindacale- vogliono simboleggiare proprio questo nostro impegno permanente, valido per l'oggi e per il domani". (ROMA, 26 NOVEMBRE - ADNKRONOS)
DIFFAMAZIONE: COLUMBA (UNCI), MOBILITAZIONE DEVE PROSEGUIRE
Tutela della libertà di stampa e parità di trattamento tra direttori e cronisti in tema di diffamazione sono le istanze che hanno dominato il dibattito organizzato oggi a Palermo dal Gruppo siciliano dell'Unione nazionale cronisti italiani (Unci) e dall'Assostampa siciliana.
Tra gli altri, sono intervenuti i presidenti dell'Unci, Guido Columba, dell'Assostampa, Daniele Billitteri, e dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia, Riccardo Arena. Per Columba "la mobilitazione dell'intera categoria e dei suoi organismi contro una ipotesi di legge indegna di un Paese democratico, liberale ed europeo, ha ottenuto i risultati voluti, ma adesso deve proseguire per realizzare le condizioni di una modifica della normativa che consenta ai giornalisti di lavorare e ai cittadini di veder riparati eventuali errori".
Secondo Billitteri "è arrivato il momento di rivedere la normativa sulla diffamazione. Un giornalista non può andare in galera per quello che scrive".
Leone Zingales, presidente del Gruppo Unci Sicilia, si è detto favorevole all'ipotesi "da porre all'attenzione del legislatore, di far pubblicare sui giornali una intervista al personaggio che si è sentito diffamato". Per il consigliere nazionale dell'Unci Giuseppe Lo Bianco "è arrivato il momento, da parte della Fnsi, di dedicarsi con maggiore impegno al tema della diffamazione". Arena ha sottolineato che "la categoria sta attraversando un momento tra i più bui della storia" e "non passa giorno che non faccia registrare un attacco ai giornalisti, soprattutto dal mondo della politica". (PALERMO, 27 NOVEMBRE - AGI)
DIFFAMAZIONE: ART. 21, DDL VA CHIUSO IN CASSETTO E BUTTATA LA CHIAVE
'CHI VOLEVA METTERE LE MANETTE AL DIRITTO DI CRONACA È STATO SCONFITTO'
"Il Senato ha bocciato l'art.1 della legge manette: ora quel pessimo testo sia chiuso in un cassetto a doppia mandata e la chiave sia buttata direttamente nel Tevere". Così Giuseppe Giulietti e Stefano Corradino, portavoce e direttore di Articolo21, commentano la bocciatura al Senato dell'art.1 della legge sulla diffamazione.
"Chi voleva mettere l manette al diritto di cronaca è stato sconfitto - affermano ancora Giulietti e Corradino - Un grazie alla Fnsi, all'Ordine dei Giornalisti, all'Unione dei Cronisti e a tutte le associazioni che per l'ennesima volta hanno difeso l'articolo 21 della Costituzione dai suoi molestatori". (ROMA, 27 NOVEMBRE - ADNKRONOS)
DDL SALLUSTI: ART, 21, SCONFITTI I MANETTARI, GETTARE DDL
''Il Senato ha bocciato l'art.1 della ''Legge Manette''. Ora quel pessimo testo sia chiuso in un cassetto a doppia mandata e la chiave sia buttata direttamente nel Tevere''. Così Giuseppe Giulietti e Stefano Corradino, portavoce e direttore di Articolo21 commentano a caldo la bocciatura al Senato dell'art.1 della Legge sulla diffamazione.
''Chi voleva mettere le manette al diritto di cronaca è stato sconfitto. Un grazie alla Fnsi, all'Odg all'Unione dei Cronisti e a tutte le associazioni che per l'ennesima volta hanno difeso l'art.21 della Costituzione dai suoi molestatori''. (ROMA, 26 NOVEMBRE - ANSA)
GIORNALISTI: GARANTE SCIOPERI, INCONTRA FNSI PER RIDISCUTERE NORME RAI
''Si è preso atto dell'opportunità di definire, nelle prossime settimane, unitamente al Sindacato interno Usigrai e alla parte datoriale, un calendario di incontri per discutere della possibilità di procedere ad una attualizzazione della regolamentazione degli scioperi per i giornalisti del servizio pubblico''. Ad annunciarlo in una nota è l'Autorità di Garanzia sugli scioperi al termine dell'incontro tra il segretario generale dell'Autorità, Stefano Glinianski, con il Capo di gabinetto, Giovanni Pino e il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, in relazione allo stato di agitazione dei giornalisti, relativo all'approvazione del cosiddetto ddl 'Sallusti''.
Nel corso del lungo e cordiale colloquio, si legge nella nota, ''sono state discusse le norme relative allo sciopero dei professionisti appartenenti alla Rai previste dalla Regolamentazione di settore vigente e della quale sono state riconosciute talune criticita'''. (ROMA, 26 NOVEMBRE - ADNKRONOS)
SALLUSTI, COLLEGHI INFAMI, CONTRO DI ME VIOLENZA SENZA PARI
''I colleghi sono degli infami, dovrebbero vergognarsi di quello che stanno scrivendo. Dovrebbero giocare con le loro vite invece che con la mia''. È lo sfogo, a 'MattinoCinque', di Alessandro Sallusti, dopo la decisione della Procura di concedergli gli arresti domiciliari, dopo la condanna a 14 mesi per diffamazione.
''Dopo lo scempio fatto dalla casta dei magistrati, e lo scempio fatto dalla casta dei politici, da questa mattina un'altra casta si arruola tra le più vigliacche e modeste: quella dei giornalisti. Salvata la pelle, perché giustamente è stato bocciato quel disegno di legge infame, adesso escono allo scoperto. I giornali questa mattina trasudano odio nei miei confronti, compiacimento per quello che mi è successo e ironia sul fatto che invece di andare a San Vittore probabilmente starò a casa'', ha continuato il giornalista.
Sallusti cita ''Il Corriere della Sera, il Fatto Quotidiano, la Repubblica. La Stampa ha fatto una cosa vergognosa: ha pubblicato una mezza pagina raccontando il lusso della presunta casa in cui dovrei andare a trascorrere i 14 mesi di domiciliari. Hanno salvato la pelle grazie al mio appello al Pdl di far cadere quella legge che avrebbe punito probabilmente anche loro e ora si scagliano con una violenza e una cretineria che non ha pari in nessun giornalismo del mondo''. (ROMA, 27 NOVEMBRE - ANSA)
SALLUSTI: SANTANCHE' QUERELA LA STAMPA, VIOLATA MIA PRIVACY
ARTICOLO DESCRIVE MIA ABITAZIONE, COSI' RISCHIO FURTI E STALKING
''L'ingiustificabile divulgazione di numerosi dati, di nessuna rilevanza pubblica, e potenziale rischio per l'incentivazione alla commissione di ulteriori gravi reati: furto, rapina, stalking, violenza privata ed altro''. E' quanto si legge nella denuncia-querela depositata alla Procura della Repubblica dall'avvocato Annamaria Bernardini de Pace su mandato di Daniela Santanchè nei confronti del direttore della Stampa Mario Calabresi e del giornalista che ha firmato l'articolo, con fotografia, pubblicato a pagina 17 del quotidiano dal titolo ''Un 'domicilio' da 920 metri quadri con piscina coperta e letto king size''.
''L'articolo - si legge nella querela - si pone in gravissima violazione del decreto 196/03 che tutela la privacy, descrivendo ubicazione e caratteristiche interne ed esterne dell'abitazione della signora Santanchè, nella quale vive pure il figlio minorenne''.
Nel pezzo pubblicato oggi dal quotidiano di Torino si descrive l'abitazione dell'esponente del Pdl dove il direttore del Giornale Alessandro Sallusti sconterà gli arresti domiciliari: '920 metri quadri di casa - si legge - su quattro piani e annessa piscina coperta e pure rivestita in madreperla''. Il testo prosegue facendo riferimento poi alle ''pareti interne istoriate da una poesia di Verlaine che gira di locale in locale''. (ROMA, 27 NOVEMBRE - ANSA)
FNSI, APPELLO ALLA RIFLESSIONE ACCOLTO. ORA RIFORMA SERENA E EQUILIBRATA
“L’appello alla riflessione fatto dalla seconda carica dello Stato, il Presidente Renato Schifani, raccolta venerdì dal Sindacato dei giornalisti ha avuto uno speculare sviluppo - come da noi auspicato - nella riflessione fatta poco fa dall’aula del Senato che ha bocciato l’art. 1 della proposta di legge sulla diffamazione a mezzo stampa che puniva i cronisti con il carcere e con le multe e i direttori con forti sanzioni pecuniarie. La grande iniziativa comune dei giornalisti e degli editori, nonché di decine di associazioni impegnate sul terreno dei diritti civili ha consentito oggi un importante gesto di responsabilità che trova una risposta istituzionale significativa per quanto non risolutiva di tutti i problemi aperti.
La Fnsi ringrazia le autorità istituzionali e le forze politiche che hanno voluto, alla fine, compiere una scelta che evita al Paese un rimedio peggiore del male che si voleva curare: nessuna tutela efficace per il diffamato, punizioni fino al carcere per i cronisti, soprattutto quelli di frontiera impegnati nelle inchieste sul male affare, nell’osservazione critica dell’attività pubblica, sanzionati in maniera più pesante tanto più inquadrati nelle qualifiche basse, o semplicemente precari o freelance. Piuttosto che compiere questa grave ingiustizia era meglio lasciare le cose come stanno, come accadrà, nell’immediato, dopo questo voto.
Rimane aperto il nodo delle manette per i giornalismo, che dev’essere chiamato all’esercizio eticamente responsabili della professione per far circolare le verità delle notizie di pubblico interesse e tanto più di quelle che certi poteri vorrebbero coperte per tenere nascosti problemi che debbono essere conosciuti. Cancellare il carcere resta un obiettivo come lo è quello per nuove regole a garanzia dei cittadini, specie di quelli più deboli, con l’introduzione nel nostro ordinamento di una rettifica documentata di eventuale verità alternativa da pubblicare nell’immediatezza della vicenda contestata e del Giurì per la lealtà dell’informazione che ne sia il garante autorevole e indipendente.
Per queste ragioni, la Fnsi mantiene alta la propria iniziativa civile permanente contro l’oscuramento delle verità, per il diritto alle notizie e per la dignità dei cittadini. Per questo rimane il no alla soluzione del carcere e alle minacce improprie dei giornalisti.
Per le 19.00 di oggi resta confermato l’incontro pubblico in Piazza del Pantheon con fiaccolata, che rende evidente l’impegno affinché siano affermati questi valori e questi diritti, nel giusto bilanciamento fra loro all’interno del nostro ordinamento giuridico, che deve essere interamente e correttamente riformato, con serenità e equilibrio.”
DDL DIFFAMAZIONE: DIFFERITA LA DATA DELLO SCIOPERO
OGGI FORTE MOBILITAZIONE E PROTESTA IN TUTTA ITALIA
“La giornata dello sciopero differito dei giornalisti, lunedì 26 novembre, contro le inaccettabili proposte di legge che reintroducono il carcere per gli errori di stampa fatti dai cronisti, sarà l’occasione per una forma forte di protesta e mobilitazione. Dopo l’appello del Presidente del Senato a una riflessione sullo sciopero in questa fase del processo legislativo, e la dichiarata disponibilità della Federazione Editori per modalità condivise di protesta finalizzate a bloccare una pessima legge, lunedì ci sarà un impegno straordinario di tutto il mondo dell’informazione perché il Senato si fermi.
Al punto in cui è arrivata la proposta di legge è inemendabile. Tutta l’informazione italiana conferma e ribadirà ancora con più forza l’appello a tutti i senatori a recuperare la massima coerenza con l’ordinamento democratico della Repubblica, evitando di votare una legge ingiusta, iniqua, carica di elementi di rancore, inutile per la riparazione di danni da errori di stampa alla dignità dei cittadini; inefficace, infine, per evitare il carcere a un direttore condannato a 14 mesi. Al quale i proponenti, inizialmente, volevano evitare la galera. Il segnale della seconda carica dello Stato per le ragioni, per le proposte di tutti i giornalisti e per gli operatori dei media si trasformi in speculare riflessione dei membri del Senato.
Analoghe iniziative si svolgeranno in diverse città d’Italia, dove le Associazioni Regionali di Stampa e i comitati di redazione avvieranno specifiche forme di partecipazione e coinvolgimento dei cittadini. Anche l'Unci, Unione Nazionale Cronisti Italiani è mobilitata per martedì 27 novembre a Catania.
DIFFAMAZIONE: SIDDI (FNSI), OBBLIGO DI RETTIFICA PIÙ STRINGENTE
"Per salvarne uno ne colpiscono cento. E in realtà non salveranno neanche quell'uno, cioè Sallusti, perché le norme 'ad personam' portano jella". Lo afferma il presidente della Fnsi (Federazione nazionale della stampa) Franco Siddi in un'intervista al 'Corriere della Sera', riflettendo sul ddl di modifica della norma sulla diffamazione all'esame del Senato. E ammonisce: il Parlamento eviti "una figuraccia terribile" facendo passare "una legge mostruosa, squilibrata e incostituzionale che distingue tra giornalisti e direttori. Ed è già all'attenzione dell'Europa, perché prevede la pena sproporzionata del carcere per i giornalisti".
La Fnsi propone una soluzione: "L'obbligo di rettifica entro sette giorni, documentata e riparatrice, come primo elemento di responsabilizzazione di qualsiasi giornalista e principale condizione per il ristoro del diffamato". L'obbligo c'è già ora, ma a volte viene ignorato. "Infatti questo strumento va reso più incisivo - sottolinea Siddi - con l'istituzione di un giurì: un organismo esterno all'Ordine dei giornalisti, con personaggi autorevoli che possano garantire un controllo immediato della documentazione e dell'applicazione della norma". E conclude avvertendo: se oggi il ddl dovesse passare, "lo sciopero tornerebbe immediatamente in campo". (ROMA, 26 NOVEMBRE - AGI)
DIFFAMAZIONE: ANSELMI (FIEG), FERMARE SUBITO LEGGE INSENSATA
Una "legge insensata e dal sapore di vendetta. Va fermata subito". Così Giulio Anselmi, presidente della Fieg (Federazione italiana editori di giornali) in un'intervista al 'Corriere della Sera' lancia un appello al Senato: "Noi cerchiamo di fare buona informazione, voi cercate di dare prova di buonsenso". E spiega in quali parti del ddl vede l'intento punitivo: "La mannaia di sanzioni economiche pesanti. O la rettifica a ogni costo. Ci deve essere ma fondata sui fatti e non sulla pretesa di far pubblicare la prima cosa che passa per la testa di chi, magari a sproposito, si senta diffamato. Mi auguro si faccia una pausa di riflessione". E sull'intento dichiarato che per 'salvare il soldato Sallusti' occorre far presto, osserva: "Se c'è un'emergenza si abolisca il carcere. Ma per tutti". (ROMA, 26 NOVEMBRE - AGI)
DIFFAMAZIONE: BERSELLI, SE CADE ARTICOLO 1 CADE LA LEGGE
"Se cade l'articolo uno del ddl di riforma della ddl cade tutta la legge". A pochi minuti dalla seduta d'aula del Senato che ha all'ordine del giorno proprio la riforma della diffamazione a mezzo stampa, il presidente della commissione giustizia di Palazzo Madama e relatore del provvedimento, Filippo Berselli, lo sottolinea conversando con i cronisti. - E se cade la legge restano, aggiunge, le previsioni attualmente in vigore che, in caso di condanna per diffamazione a mezzo stampa, stabiliscono non il carcere fino ad un anno in alternativa alla multa "ma la reclusione fino a sei anni e la multa". Quanto al ruolo assunto dal Governo, Berselli non manca di osservare: "si è notato per il suo silenzio assordante", visto che in molti altri casi, invece, ha proceduto attraverso lo strumento del decreto legge.
Sull'aula, intanto, incombe non solo l'incognita del risultato della votazione che, sull'articolo 1, avverrà, come chiesto dal Pd, a scrutinio segreto, ma anche - si osserva in Senato - l'ipotesi che alle 16,30 non si raggiunga nell'emiciclo di Palazzo Madama la necessaria presenza in numero legale dei senatori. (ROMA, 26 NOVEMBRE - AGI)
TIME TO DECRIMINALIZE DEFAMATION IN ITALY SAYS THE EFJ
Controversy is building around a proposed libel law in Italy after an amendment was passed by the Italian senate that could send reporters to jail but would let editors off with a fine.
The FNSI, the European Federation of Journalists’ affiliate in Italy, has today called on journalists to join a day of protests and mobilisation. Together with the Italian Publishers Federation (FIEG) the FNSI has signed an urgent appeal (http://www.fnsi.it/Download/APPELLO_CONDIVISO_FIEG_FNSI_DDL_DIFFAMAZIONE.pdf) to the Parliament and to all political groups to reject this draft law and to decrimilize defamation.
“We reiterate our request to the Italian parliament to reverse the bill and to decriminalize defamation in Italy in order to preserve media freedom” said EFJ President Arne König. “The EFJ completely supports the latest appeal of both publishers’ and journalists’ organisations who are campaigning against disproportionate rules that could seriously limit a journalist’s right to report.”
“Such important legislation should be discussed with all stakeholders, including journalists, publishers and civil society in a transparent matter”, he added.
The latest proposal for the law foresees only economic sanctions for directors or media organisations, but it provides for the possibility for reporters to potentially be imprisoned. “It cannot be that journalists who have less power over publishing decisions are risking more than the editors who have more power” said König.
The debate over Italy's already severe defamation penalties was ignited in September when Alessandro Sallusti, editor-in-chief of the newspaper owned by the brother of Silvio Berlusconi, was sentenced to 14 months in prison for a libellous article printed in 2007, when he was in charge of another newspaper.
The FNSI has called on journalists and citizens to mobilise against this dangerous “test of reform of the law on defamation” in front of the Senate. The FNSI called for a demonstration today, 26 November at 19.00h on the piazza del pantheon to stand for “the dignity of the person, autonomy and responsibility, the right to know and pluralism of information.”
The EFJ campaigns for the decriminalisation of defamation throughout Europe.
DIFFAMAZIONE: MAZZUCA, BENE REVOCA SCIOPERO, ADESSO MODIFICHE
"Solo una categoria con grande senso di responsabilità poteva fare cio' che la Federazione nazionale della stampa ha fatto, revocando lo sciopero proclamato per rimettere in primo piano le notizie". Lo dichiara il deputato del Pdl Giancarlo Mazzuca.
"Il provvedimento che regolamenta la diffamazione dovrà adesso essere modificato alla Camera dove tra l'altro giace un progetto legge bipartisan firmato anche da me che prevede il giurì per la correttezza dell'informazione, unico strumento che garantisce tutti, giornalisti, protagonisti delle notizie e lettori". (ROMA, 26 NOVEMBRE - AGI)
DIFFAMAZIONE: SALLUSTI, RICEVUTO ORDINE DI ARRESTO DOMICILIARE
''Ricevuto ordine di arresto domiciliare''. E' il messaggio che il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, scrive su twitter. (ROMA, 26 NOVEMBRE - ADNKRONOS)
SALLUSTI: PM, NON C'È DIFFERENZA TRA CARCERE O CASA
RIGUARDA L'EFFICACIA DETERRENTE SU REITERAZIONE REATO
''Non vi è all'evidenza pericolo di fuga, e quanto alla prognosi sulla commissione di altri delitti, l'esame dei precedenti e delle pendenze potrebbe condurre ad una prognosi non positiva esclusivamente con riguardo al delitto di diffamazione a mezzo stampa, ma proprio per le caratteristiche di tale reato, non si ravvisa alcuna differenza quanto ad efficacia deterrente tra detenzione in carcere e presso il domicilio''. Lo scrive il Procuratore Edmondo Bruti Liberati nella sua istanza di detenzione domiciliare per Alessandro Sallusti, inoltrata al Magistrato di Sorveglianza di Milano.
Il giudice, nel caso in cui accogliesse la richiesta - i 5 giorni non sono perentori - può anche indicare le modalità in cui trascorrere la detenzione domiciliare, e ciò significa che Sallusti potrebbe anche andare a lavorare in redazione, al Giornale. (MILANO, 26 NOVEMBRE - ANSA)
SCIOPERO SOSPESO: RENATO SCHIFANI RINGRAZIA LA FNSI
BARI – Il presidente del Senato, Renato Schifani, si è detto “molto soddisfatto” della decisione della Fnsi di accogliere l’appello per il differimento dello sciopero dei giornalisti.
“Appello - ha ricordato Schifani - che tiene conto di un fatto principale: lunedì ci saranno delle votazioni che esiteranno o meno un testo che andrà poi alla Camera e che quindi sarà oggetto di una eventuale rivisitazione nella logica del dualismo parlamentare”.
“Ho pregato loro - ha concluso Schifani - di attendere prima di assumere una decisione che come sempre avrebbe privato il nostro Paese di un principio sacrosanto, quello dell’informazione”.
DDL SALLUSTI: ART.21, SCHIFANI INVITI SENATO AD ACCANTONARLO
''Uno sciopero si può 'differire', ma la lotta contro i bavagli e le nuove leggi 'manette' non può invece conoscere pause di alcun tipo. Per queste ragioni l'associazione Articolo 21 parteciperà a tutte le iniziative che saranno promosse dalla Fnsi e dall'Ordine dei giornalisti, affinché le prossime ore siano dedicate ad una grande campagna di informazione contro una legge che, nata per abrogare il carcere per i direttori, ora vorrebbe estendere la stessa pena a tutti i cronisti, senza neppure introdurre quel Giurì per la lealtà della informazione che avrebbe finalmente assicurato una effettiva ed immediata tutela al diffamato''. Lo afferma in una nota Giuseppe Giulietti, portavoce dell'associazione.
''Per queste ragioni - continua Giulietti in una nota – ci permettiamo di chiedere a tutte le trasmissioni radio e tv di dedicare uno spazio di approfondimento a questo tema e dare spazio alle ragioni, per una volta comuni, di editori, direttori e redazioni. Da oggi il sito di Articolo 21 dedicherà la propria apertura al 'No al bavaglio' ed inviteremo tutti i nostri associati a partecipare alle iniziative che saranno promosse portando con sé solo una copia della Costituzione ed una candela, simboli di chi vuole contrapporre la luce della legalità e della informazione contro ogni forma di oscurita, oscurantismo, censura''.
''Siamo sicuri - conclude Giulietti - che il presidente Schifani che ha rivolto un autorevole appello ai giornalisti farà altrettanto nei confronti di quei senatori che hanno tanta voglia di carcere e di bavagli invitandoli a rimettere nel cassetto una legge brutta nel testo e pessima nel contesto''. (ROMA, 24 NOVEMBRE - ANSA)
DIFFAMAZIONE: FAMMONI (CGIL), GRAVE ATTACCO A INFORMAZIONE, BENE FNSI
''La mobilitazione indetta dalla Fnsi è giusta e motivata dall'ennesimo e grave attacco al diritto d'informazione''. È quanto afferma il presidente della Fondazione Di Vittorio, Fulvio Fammoni, che aggiunge: ''si vorrebbe approvare una legge sulla diffamazione che prevede il carcere per i giornalisti e multe esorbitanti''.
''Siamo il paese in cui l'informazione è da anni schiacciata da un soffocante conflitto di interesse, in cui esistono problemi di antitrust con le conseguenti distorsioni del mercato pubblicitario.
Invece di occuparsi di questo, si continua a intervenire a senso unico contro la libertà d'informazione", aggiunge. "Pretendere le necessarie ed esigibili garanzie per l'onorabilità e il rispetto delle persone è sacrosanto, togliere il carcere per i reati di diffamazione lo è altrettanto. Ma che c'entra tutto questo con le norme che si vuole approvare?''.
Inoltre, prosegue, ''c'è un clima verso l'informazione preoccupante e che dobbiamo aiutare a cambiare, non difendendo tutto, ma difendendo il lavoro, lo sviluppo e la libera informazione. Per questo sarò presente - conclude Fammoni -, assieme mi auguro a tanti cittadini, alla fiaccolata indetta per questa sera dal sindacato dei giornalisti''. (ROMA, 26 NOVEMBRE - ADNKRONOS)
LE INIZIATIVE, SOLIDARIETA' E DISSENSI
DDL SALLUSTI: CAPPELLACCI, LIBERA STAMPA OSSIGENO DEMOCRAZIA
GOVERNATORE SARDEGNA SOTTOSCRIVE APPELLO FIEG-FNSI
''Mentre apprendiamo dalle agenzie di stampa l'evolversi del caso Sallusti, ritengo doveroso esprimere la mia vicinanza alla categoria dei giornalisti, a coloro i quali oggi hanno rinunciato ad uno sciopero che aveva alla base solide e fondate motivazioni ''. Lo ha dichiarato oggi a Sassari il governatore della Sardegna Ugo Cappellacci durante un incontro sulla nuova strada Sassari-Olbia.
''Sottoscrivo l'appello rivolto ieri al Parlamento e a tutte le forze politiche dalla Federazione degli editori e dal sindacato dei giornalisti per modifiche al ddl sulla diffamazione. Una libera, completa e corretta informazione rappresenta - ha sottolineato Cappellacci - una garanzia per i cittadini e ossigeno per la democrazia. Ben vengano regole efficaci per riparare errori o scorrettezze dell'informazione che ledono la dignità delle persone, ma senza restringere il diritto di cronaca e introdurre sanzioni sproporzionate a carico dei giornalisti''. (CAGLIARI, 26 NOVEMBRE - ANSA)
MediaClub Germania e.V.
Verein italienischer Journalisten in Deutschland
Associazione dei giornalisti italiani in Germania
mediaclubgermania@googlemail.com
http://www.mediaclubgermania.blogspot.de/
Colonia, 26.11.2012
Il MediaClub Germania si associa alla protesta indetta oggi dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana, dagli editori e dal mondo dell’informazione per chiedere al Senato italiano di non approvare, così come attualmente formulato, il disegno di legge sulla diffamazione.
La nostra associazione, che raggruppa giornalisti appartenenti a testate italiane e tedesche, parteciperà simbolicamente anche alla fiaccolata organizzata stasera in piazza del Pantheon a Roma condividendone i principi di difesa di un giornalismo che assicuri ai cittadini il diritto a conoscere fatti e verità, necessari alla formazione di una libera opinione.
Nel contempo riteniamo che il giornalismo debba anche essere responsabile e pronto a riconoscere lealmente errori che abbiano danneggiato persone e a ripararli.
Il MediaClub Germania ricorda inoltre che mercoledì 28 novembre, alle ore 19.00, darà da Colonia il suo contributo alla mobilitazione del giornalismo italiano con una manifestazione sotto forma di dibattito pubblico sul tema della libertà di stampa.
La serata sarà seguita in diretta da Radio Colonia, la trasmissione in lingua italiana del Funkhaus Europa, il programma internazionale del Westdeutscher Rundfunk (WDR).).
Trasmissione ed evento si potranno seguire per live stream sul sito:
http://www.funkhauseuropa.de/sendungen/radio_colonia/
Renzo Brizzi, Presidente MediaClub Germania
Colonia, 29.11.2012
I condizionamenti del potere politico ed economico sulla libertà di stampa sono presenti, sia pure con gradi diversi, in tutte le democrazie. Lo sviluppo impetuoso di nuove forme mediatiche che accelerano e moltiplicano le possibilità di comunicazione e informazione, frantumano le barriere censorie dei regimi autoritari e vanificano i tentativi di imbrigliamento della stampa esistenti anche in alcune democrazie. Cambiamenti forti che impongono una riflessione sul nuovo potenziale dell’informazione e sulla necessità di nuovi strumenti legislativi che si basino più sul senso di responsabilità professionale e civile del giornalista che su norme obsolete e punitive, come nel caso italiano. Proposte e risposte a queste necessità debbono intanto venire per il MediaClub Germania, associazione di giornalisti italiani e di origine italiana, da un contesto europeo .
Queste le conclusioni di una serata di confronto e discussione sulla libertà di stampa organizzata dal MediaClub e svoltasi il 28 novembre a Colonia con la collaborazione dell’Associazione Mondo Aperto-Offene Welt e la partecipazione di Radio Colonia, programma in lingua italiana dell'emittente pubblica WDR, che ha portato queste tematiche nelle case di migliaia di ascoltatori.
Il punto di partenza della manifestazione è stata la protesta del giornalismo italiano che ha fatto fallire il cosidetto disegno di legge „Sallusti“ con il quale, con il pretesto di cambiare le norme che regolano il reato di diffamazione a mezzo stampa, si introducevano per il giornalismo italiano ulteriori vincoli restrittivi e intimidatori.
Storia e retroscena del caso “Sallusti” sono stati illustrati dalla giornalista Luciana Mella nel contesto della situazione della stampa in Italia e delle difficoltà di tanto giornalismo italiano.
Giovanni Rossi, segretario aggiunto della FNSI, intervenuto via Skype alla serata, ha spiegato i motivi della protesta dei giornalisti che ha bloccato il disegno di legge ma che non intende nemmeno accettare la situazione attuale di una normativa ferma al 1948. Per Giovanni Rossi la libertà di stampa in Italia è minaccata anche dalle difficoltà finanziarie dei giornali, dalla concentrazione dei media e dalle condizioni di precarietà di tanti giornalisti per giunta sottopagati.
Peter Seidel, redattore del Kölner Stadt Anzeiger, il più importante quotidiano della Renania- Vestfalia, ha fatto un confronto tra stampa italiana e tedesca, ricordando casi e situazioni in cui anche in Germania si sono verificati tentativi, respinti, da parte della politica di condizionare la libertá di stampa.
La manifestazione è stata caratterizzata dall’interazione con Radio Colonia che ha dedicato al tema della libertà di stampa un’ora di trasmissione, collegandosi in diretta,a più riprese, con la sede di Mondo Aperto.
DDL SALLUSTI: 'NO CARCERE', APPELLO ASSOSTAMPA PUGLIA
L'Associazione della stampa di Puglia, in occasione della discussione al Senato del disegno di legge sulla diffamazione a mezzo stampa, ha rinnovato l'appello a non introdurre sanzioni inique a carico dei giornalisti. ''Il rischio - ha spiegato il presidente del sindacato dei giornalisti pugliesi, Raffaele Lorusso - e' di avere un'informazione meno libera, con le manette ed il carcere a condizionare chi fa informazione. I giornalisti non sono alla ricerca di impunita' o di particolari guarentigie. Se la riforma deve essere fatta lo si faccia seriamente contemperando il diritto di cronaca con il diritto all'onore delle persone. Noi riteniamo che la forma di risarcimento non possa essere il carcere''. ''Si puo' discutere - ha aggiunto - di un obbligo di rettifica che deve essere vincolante per le testate che hanno mandato in onda il servizio o pubblicato l'articolo, ma introdurre le manette non e' misura proporzionata ne' degna di paese civile. Lo sciopero e' stato differito perche' era giusto accogliere l'appello del presidente del Senato alla riflessione. Ci auguriamo che lo stesso appello sia accolto oggi dai senatori chiamati a votare oggi in aula un progetto di legge assurdo, incomprensibile e dettato dal rancore di una parte della classe politica nei confronti dei giornalisti''. (BARI, 26 NOVEMBRE - ANSA)
GIORNALISTI PUGGLIESI RIUNITI A BARI IN ASSOSTAMPA
I giornalisti pugliesi, riuniti questa mattina a Bari, nella sede dell'Associazione della Stampa di Puglia, si schierano al fianco della Fnsi e garantiscono fin d'ora il loro sostegno in tutte le manifestazioni che si renderanno necessarie per vanificare il tentativo di introdurre nel nostro ordinamento un mostro giuridico. Se il Parlamento non abbandonerà la proposta di legge sulla diffamazione, i giornalisti italiani dovranno scendere in piazza: accogliere l'appello alla riflessione rivolto dal presidente del Senato era doveroso per il rispetto istituzionale dovuto alla seconda carica dello Stato, ma se non cambierà l'atteggiamento inutilmente vendicativo e persecutorio di alcuni parlamentari, lo sciopero, per il momento differito ma le cui ragioni restano sacrosante e indiscutibili, diventerà inevitabile, insieme con altre iniziative pubbliche di mobilitazione. Non è con il carcere per i cronisti che si previene la lesione del diritto all'onore delle persone, un bene da salvaguardare e tutelare sempre, ma senza limitare il diritto di cronaca. La proposta di legge all'esame del Parlamento non risolve alcun problema, neanche quello più urgente del direttore recentemente condannato al carcere, ma rischia di far precipitare ulteriormente l'Italia nella classifica mondiale della libertà di stampa. I giornalisti non chiedono guarentigie, ma soltanto che tutti gli errori di stampa possano essere corretti attraverso la riforma dell'istituto della rettifica, che deve diventare obbligatoria e vincolante. Allo stesso tempo, è necessario che i giornalisti riflettano sulla necessità di intervenire in maniera più diretta e incisiva, attraverso gli organismi di autogoverno della categoria, per sanzionare tutti i casi che nulla hanno a che vedere con il diritto di cronaca, ma che rappresentano abusi e offese all'onore dei cittadini e alla credibilità della professione. BARI, 26 NOVEMBRE 2012
DIFFAMAZIONE: GIORNALISTE DI 'GIULIA', STASERA AL PANTHEON CONTRO LEGGE
Anche 'Giulia' (Giornaliste Unite Libere Autonome) protesta e si appella al Senato perché si fermi e non approvi la legge sulla diffamazione, "inaccettabile bavaglio all'informazione che minaccia il carcere per le giornaliste e i giornalisti italiani". E annuncia, per bocca della portavoce, Alessandra Mancuso, che questa sera anche 'Giulia' aderisce "alla fiaccolata di protesta con la Federazione della Stampa, in piazza del Pantheon".
"Siamo pronte alla disobbedienza civile - si legge in una nota - per salvaguardare il diritto di tutte e di tutti ad una informazione libera e completa. Non ci piegheremo alla vendetta della casta che vorrebbe intimidire il giornalismo d'inchiesta ammutolendo le notizie sulla corruzione che la vede coinvolta", conclude. (ROMA, 26 NOVEMBRE - ADNKRONOS)
DIFFAMAZIONE ERA GIUSTO SCIOPERARE, NO ALL'ELEMOSINA DI CHI CI ODIA
La sospensione dello sciopero contro le decisioni sui provvedimenti per le norme sulla diffamazione ha creato rabbia e sconcerto. A fronte di decisioni che sono rappresentative di una vendetta contro i giornalisti, espressa trasversalmente da una classe politica agli sgoccioli del suo mandato parlamentare. Presidi e fiaccolate tengono certamente alta l'attenzione ma lo sciopero non era da rinviare. Aspettare ripensamenti da chi ha voluto vendicarsi, dietro il paravento del voto segreto, sui giornalisti è
sbagliato. Noi dobbiamo avere, come sempre, sino in fondo il coraggio delle nostre azioni cosa che altri non hanno. Non chiediamo il salvacondotto per chi sbaglia e lo fa anche in modo doloso, ma regole e sanzioni che non siano, uniche in Europa, il carcere o le intimidazioni. Vale per i politici, il mondo dello sport e dell'economia e per chi manifesta in piazza spesso scegliendo i giornalisti come obiettivo da colpire. Dalla piazza dove 11 anni fa, al G8, i media dimostrarono di sapere raccontare tutto di tutti e quanto accadde prima, durante e dopo quelle giornate, ci saremmo aspettati altre decisioni.
LUNEDÌ VOLANTINAGGIO CONTRO IL DDL SULLA DIFFAMAZIONE A BOLZANO
La giornata dello sciopero differito, lunedì 26 novembre, dei giornalisti contro le inaccettabili proposte di legge che reintroducono il carcere per gli errori di stampa fatti dai cronisti, sarà l’occasione per una forma forte di protesta e mobilitazione. La Federazione Nazionale della Stampa proseguirà la protesta con molteplici azioni e iniziative, finché non sarà posto fine a un disegno che punisce il giornalismo investigativo e tende a provocare l’oscuramento delle notizie scomode.
Il sindacato dei giornalisti del Trentino Alto Adige svolgerà un volantinaggio lunedì, 26 novembre alle ore 17, in Piazza del Grano a Bolzano.
INCONTRO-DIBATTITO SUL DDL DIFFAMAZIONE MARTEDI’ 27 NOVEMBRE PRESSO LA SEDE DELL’ASSOSTAMPA SICILIA
Palermo 24 novembre 2012 - Nell'ambito delle iniziative di protesta proclamate dalla Fnsi sul tema del Ddl-Diffamazione, l'Assostampa siciliana ed il Gruppo siciliano dell'Unci-Unione nazionale cronisti italiani, hanno organizzato un incontro-dibattito (nella sede dell'Associazione siciliana della Stampa a Palermo, via Francesco Crispi 286) il prossimo martedì 27 novembre 2012 alle ore 10,00.
L'iniziativa nasce per approfondire attraverso un dibattito articolato le ragioni poste dal sindacato a tutela della libertà di stampa e della parità di trattamento tra direttori e cronisti in tema di diffamazione.
INIZIA UNA LOTTA CONVERGENTE TRA GIORNALISTI ED EDITORI
DIFFERITA LA DATA DELLA GIORNATA DI SCIOPERO DI LUNEDÌ 26
“Rispettosi della vita istituzionale del Paese, per gli stessi principi di adesione al dettato della Costituzione messi a rischio da proposte di legge devastanti, che ci costringono alla più forte protesta perché aggrediscono il diritto dei cittadini alla verità dei fatti di interesse pubblico e all’autonomia dell’informazione, accogliamo l’appello alla riflessione che arriva dalla seconda carica dello Stato. E’ un appello che, parimenti, va rivolto ai proponenti delle norme legislative in discussione in Senato. La riflessione sarà speculare a quella che avanzerà nel corso del processo legislativo. Nello stesso tempo la Fnsi rileva che, per la prima volta, la sua protesta, dopo la proclamazione di uno sciopero dei giornalisti, registra la convergenza piena della Federazione degli Editori sulle ragioni di una protesta determinata, sostenuta dai comitati di redazione, dalle associazioni regionali di stampa e da migliaia di colleghi, rendendo possibile una grande iniziativa comune per consentire a milioni di italiani di capire cosa sta accadendo, quale sia il senso di una battaglia civile per il diritto alle verità delle notizie, all’autonomia e al pluralismo dell’informazione.
Lo sciopero può, perciò, essere differito e nella giornata di domani saranno considerate e comunicate le modalità esecutive di tutte le iniziative di protesta in campo sempre a partire da lunedì prossimo per un allarme democratico alto”.
Il direttore generale della Fieg, Fabrizio Carotti, ha inviato al segretario della Fnsi Franco Siddi la seguente lettera:
come avrai visto dalle agenzie il Presidente della Fieg, Giulio Anselmi, ha pubblicamente compreso e condiviso le ragioni della protesta dei giornalisti contro una pessima legge sulla diffamazione. Al fine di evitare fraintendimenti con questa mia, ti comunico la piena e immediata disponibilità della Fieg a ragionare insieme su modalità condivise di protesta.
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