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Timestamp: 2017-06-24 02:29:31+00:00

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1 2001R2580 IT Trattandosi di un semplice strumento di documentazione, esso non impegna la responsabilità delle istituzioni B REGOLAMENTO (CE) N. 2580/2001 DEL CONSIGLIO del 27 dicembre 2001 relativo a misure restrittive specifiche, contro determinate persone e entità, destinate a combattere il terrorismo (GU L 344 del , pag. 70) Modificato da: Gazzetta ufficiale n. pag. data M1 Regolamento (CE) n. 745/2003 della Commissione del 28 aprile 2003 L M2 Regolamento (CE) n. 1207/2005 della Commissione del 27 luglio 2005 L M3 Regolamento (CE) n. 1957/2005 della Commissione del 29 novembre L M4 Regolamento (CE) n. 1461/2006 della Commissione del 29 settembre L M5 Regolamento (CE) n. 1791/2006 del Consiglio del 20 novembre 2006 L M6 Regolamento di esecuzione (UE) n. 1250/2012 della Commissione del 20 dicembre 2012 L Modificato da: A1 Atto relativo alle condizioni di adesione della Repubblica ceca, della Repubblica di Estonia, della Repubblica di Cipro, della Repubblica di Lettonia, della Repubblica di Lituania, della Repubblica di Ungheria, della Repubblica di Malta, della Repubblica di Polonia, della Repubblica di Slovenia e della Repubblica slovacca e agli adattamenti dei trattati sui quali si fonda l'unione europea L2 2001R2580 IT REGOLAMENTO (CE) N. 2580/2001 DEL CONSIGLIO del 27 dicembre 2001 relativo a misure restrittive specifiche, contro determinate persone e entità, destinate a combattere il terrorismo IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 60, 301 e 308, vista la posizione comune 2001/931/PESC relativa all'applicazione di misure specifiche per la lotta al terrorismo ( 1 ), adottata dal Consiglio il 27 dicembre 2001, vista la proposta della Commissione, visto il parere del Parlamento europeo ( 2 ), considerando quanto segue: (1) Durante la riunione straordinaria del 21 settembre 2001, il Consiglio europeo ha dichiarato che il terrorismo rappresenta una vera sfida per il mondo e per l'europa e che la lotta al terrorismo costituirà un obiettivo prioritario per l'unione europea. (2) Il Consiglio europeo ha dichiarato che la lotta al finanziamento del terrorismo costituisce un aspetto decisivo della lotta al terrorismo e ha chiesto al Consiglio di adottare le misure necessarie a combattere qualsiasi forma di finanziamento delle attività terroristiche. (3) Con la risoluzione 1373(2001) del 28 settembre 2001, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha imposto a tutti gli Stati di congelare i capitali e le altre attività finanziarie o le risorse economiche delle persone che commettono o cercano di commettere atti terroristici, che partecipano alla loro esecuzione o che la facilitano. (4) Il Consiglio di sicurezza ha inoltre deciso che occorrerebbe adottare misure per vietare che i capitali e le altre attività finanziarie o risorse economiche siano messi a disposizione delle persone suddette, e che siano resi loro servizi finanziari o servizi connessi. (5) È necessaria l'azione della Comunità per attuare gli aspetti PESC della posizione comune 2001/931/PESC. (6) Il presente regolamento è una misura necessaria a livello comunitario e complementare alle procedure amministrative e giudiziarie applicate alle organizzazioni terroristiche nell'unione europea e nei paesi terzi. (7) Ai fini del presente regolamento, il territorio della Comunità comprende tutti i territori degli Stati membri ai quali si applica il trattato alle condizioni stabilite nel medesimo. ( 1 ) Vedi pagina 93 della presente Gazzetta ufficiale. ( 2 ) Parere espresso il 13 dicembre 2001 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale).3 2001R2580 IT (8) Per tutelare gli interessi della Comunità si possono accordare determinate deroghe. (9) Quanto alla procedura per redigere e modificare l'elenco di cui all'articolo 2, paragrafo 3, del presente regolamento, il Consiglio dovrebbe esso stesso esercitare i corrispondenti poteri di attuazione riguardo ai mezzi specifici disponibili a tale scopo per i suoi membri. (10) Per prevenire l'elusione del presente regolamento, occorrerebbe istituire un adeguato sistema d'informazione e le eventuali misure correttive del caso, compresa l'adozione di atti legislativi comunitari supplementari. (11) Le autorità competenti degli Stati membri dovrebbero essere abilitate, all'occorrenza, a garantire l'osservanza delle disposizioni del presente regolamento. (12) Gli Stati membri dovrebbero determinare le sanzioni da imporre in caso di violazione delle disposizioni del presente regolamento e garantirne l'applicazione. Tali sanzioni devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive. (13) È necessario che la Commissione e gli Stati membri si informino reciprocamente delle misure adottate in base al presente regolamento e si comunichino tutte le altre informazioni in loro possesso in relazione al presente regolamento. (14) L'elenco di cui all'articolo 2, paragrafo 3 del presente regolamento può includere persone ed entità legate o facenti capo a paesi terzi oppure su cui si incentrano per altri motivi gli aspetti PESC della posizione comune 2001/931/PESC. I soli poteri d'azione previsti dal trattato ai fini dell'adozione del presente regolamento sono quelli di cui all'articolo 308. (15) La Comunità europea ha già attuato le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 1267(1999) e 1333(2000) adottando il regolamento (CE) n. 467/2001 ( 1 ) congelando le attività di determinate persone e gruppi e pertanto tali persone e gruppi non sono contemplate dal presente regolamento, HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO: Articolo 1 Ai fini del presente regolamento si intende per: 1) «Capitali, altre attività finanziarie e risorse economiche»: attività di qualsiasi natura, materiali o immateriali, mobili o immobili, indipendentemente dal modo in cui sono stati acquisite, e documenti o strumenti giuridici in qualsiasi forma, anche elettronica o digitale, da cui risulti un diritto o un interesse riguardante tali attività, tra cui crediti bancari, assegni turistici, assegni bancari, ordini di pagamento, azioni, titoli, obbligazioni, tratte e lettere di credito. ( 1 ) GU L 67 del , pag. 1.4 2001R2580 IT ) «Congelamento di capitali, altre attività finanziarie e risorse economiche»: divieto di spostare, trasferire, alterare, utilizzare o trattare i capitali in modo da modificarne il volume, l'importo, la collocazione, la proprietà, il possesso, la natura e la destinazione o da introdurre altri cambiamenti tali da consentire l'uso dei capitali in questione, compresa la gestione di portafoglio. 3) «Servizio finanziario»: qualsiasi servizio di natura finanziaria, compresi tutti i servizi assicurativi e connessi, nonché tutti i servizi bancari e altri servizi finanziari (esclusa l'assicurazione) quali: Servizi assicurativi e connessi i) assicurazione diretta (compresa la coassicurazione): A) ramo vita; B) ramo danni; ii) riassicurazione e retrocessione; iii) intermediazione assicurativa (ad esempio attività di broker e agenzie); iv) servizi accessori, quali consulenza, calcolo attuariale, valutazione del rischio e liquidazione sinistri. Servizi bancari e altri servizi finanziari (esclusa l'assicurazione) v) accettazione dal pubblico di depositi e altri fondi rimborsabili; vi) prestiti di qualsiasi tipo, compresi crediti al consumo, crediti ipotecari, factoring e finanziamenti di operazioni commerciali; vii) leasing finanziario; viii) tutti i servizi di pagamento e trasferimento di denaro, compresi carte di credito e di addebito, assegni turistici e bonifici bancari; ix) garanzie e impegni; x) compravendita e scambi per conto proprio o di clienti, sul mercato dei cambi, sul mercato ristretto o altrimenti, di: A) strumenti del mercato monetario (compresi assegni, cambiali, certificati di deposito); B) valuta estera; C) prodotti derivati, ivi compresi, a titolo puramente esemplificativo e non limitativo, contratti a termine e a premio; D) strumenti relativi a tassi di cambio e d'interesse, inclusi «swaps» (riporti in cambi) e tassi di cambio a termine; E) titoli trasferibili; F) altri strumenti negoziabili e beni finanziari, compresi i lingotti. xi) partecipazione all'emissione di qualsiasi genere di titoli, compresi sottoscrizione e collocamento in qualità di agente (in forma pubblica o privata) e fornitura di servizi collegati;5 2001R2580 IT xii) intermediazione nel mercato monetario; xiii) gestione delle attività e passività, ad esempio gestione di cassa o di portafoglio, tutte le forme di gestione di investimenti collettivi, di fondi pensione, servizi di custodia, di deposito e amministrazione fiduciaria; xiv) servizi di liquidazione e compensazione relativi a beni finanziari, ivi compresi titoli, prodotti derivati e altri strumenti negoziabili; xv) disponibilità e trasferimento di informazioni finanziarie, elaborazione di dati finanziari e relativo software da parte di fornitori di altri servizi finanziari; xvi) servizi finanziari di consulenza, intermediazione e altro, relativamente a tutte le attività elencate nei commi da v) a xv), compresi referenze bancarie e informazioni commerciali, ricerche e consulenze in merito a investimenti e portafoglio, consulenze su acquisizioni e su ristrutturazioni e strategie aziendali. 4) «Atto terroristico» ai fini del presente regolamento, la definizione è quella di cui all'articolo 1, paragrafo 3 della posizione comune 2001/931/PESC. 5) «Possesso di una persona giuridica, gruppo o entità»: possedere almeno il 50 % dei diritti di proprietà di una persona giuridica, di un gruppo o un'entità o detenere una partecipazione maggioritaria. 6) «Controllo di una persona giuridica, gruppo o entità»: a) avere il diritto di nominare o destituire la maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione, di gestione o di controllo di una persona giuridica, gruppo o entità; b) aver nominato, solo esercitando i propri diritti di voto, la maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione, di gestione o di controllo di una persona giuridica, gruppo o entità rimasti in carica durante l'esercizio finanziario in corso e quello precedente; c) avere il controllo totale, previo accordo con gli altri azionisti o soci di una persona giuridica, gruppo o entità, della maggioranza dei diritti di voto degli azionisti o dei soci in seno a detta persona giuridica, gruppo o entità; d) avere il diritto di esercitare un'influenza dominante su una persona giuridica, gruppo o entità, sulla base di un accordo concluso con detta persona giuridica, gruppo o entità o in virtù di una disposizione in tal senso inserita nel suo statuto, qualora la legge che disciplina detta persona giuridica, gruppo o entità consenta di assoggettarla a un accordo o a una disposizione di tal genere; e) potersi avvalere del diritto di esercitare un'influenza dominante, ai sensi della lettera d), pur non essendo il titolare di detto diritto; f) avere il diritto di utilizzare, integralmente o in parte, le attività di una persona giuridica, gruppo o entità; g) gestire una persona giuridica, gruppo o entità su base unificata, pubblicando nel contempo rendiconti consolidati;6 2001R2580 IT h) condividere, in modo congiunto e solidale, o garantire le passività finanziarie di una persona giuridica, gruppo o entità. Articolo 2 1. Fatte salve le disposizioni degli articoli 5 e 6: a) tutti i capitali, le altre attività finanziarie e le risorse economiche di cui una persona fisica o giuridica, gruppo o entità ricompresi nell'elenco di cui al paragrafo 3 detenga la proprietà o il possesso sono congelati; b) è vietato mettere, direttamente o indirettamente, a disposizione delle persone fisiche o giuridiche, gruppo o entità ricompresi nell'elenco di cui al paragrafo 3, capitali, altre attività finanziarie e risorse economiche. 2. Fatti salvi gli articoli 5 e 6, è vietata la prestazione di servizi finanziari destinati alle persone fisiche o giuridiche, gruppi o entità ricompresi nell'elenco di cui al paragrafo Il Consiglio, deliberando all'unanimità, elabora, riesamina e modifica l'elenco di persone, gruppi o entità ai quali si applica il presente regolamento in conformità delle disposizioni di cui all'articolo I, paragrafi 4, 5 e 6 della posizione comune 2001/931/PESC. Tale elenco include: i) persone che commettono o tentano di commettere atti terroristici, che partecipano alla loro esecuzione o che la facilitano; ii) persone giuridiche, gruppi o entità che commettono o tentano di commettere atti terroristici, che partecipano alla loro esecuzione o che la facilitano; iii) persone giuridiche, gruppi o entità di proprietà o sotto il controllo di unao più delle persone fisiche o giuridiche, dei gruppi e delle entità di cui ai punti i) e ii); iv) persone fisiche o giuridiche, gruppi o entità che agiscano per conto o su incarico di una o più persone fisiche o giuridiche, gruppi o entità di cui ai punti i) e ii). Articolo 3 1. È vietata la partecipazione, consapevole e intenzionale, ad attività che abbiano per oggetto o per effetto, direttamente o indirettamente, di eludere l'articolo Qualsiasi informazione relativa all'elusione, già avvenuta o ancora in corso, delle disposizioni del presente regolamento viene comunicata alle autorità competenti degli Stati membri elencate nell'allegato e alla Commissione. Articolo 4 1. Fatte salve le regole applicabili in materia di rendicontazione, riservatezza e segreto professionale, e in applicazione dell'articolo 284 del trattato, le banche, le altre istituzioni finanziarie, le società di assicurazioni, gli altri organismi e le altre persone: forniscono immediatamente tutte le informazioni atte ad agevolare l'osservanza del presente regolamento, quali i conti e gli importi congelati in conformità dell'articolo 2 e le operazioni eseguite a norma degli articoli 5 e 6:7 2001R2580 IT alle autorità competenti dello Stato membro in cui risiedono o sono situati, elencate nell'allegato e alla Commissione tramite dette autorità competenti, collaborano con le autorità competenti elencate nell'allegato per verificare le informazioni fornite. 2. Tutte le informazioni fornite o ricevute ai sensi del presente articolo sono usate unicamente ai fini per i quali sono state fornite o ricevute. 3. Tutte le informazioni ricevute direttamente dalla Commissione sono messe a disposizione delle autorità competenti dello Stato membro interessato e del Consiglio. Articolo 5 1. L'articolo 2, paragrafo 1, lettera b) non si applica agli interessi versati sui conti congelati. Tali interessi sono anch'essi congelati. 2. Le autorità competenti degli Stati membri elencate nell'allegato II possono rilasciare autorizzazioni specifiche, alle condizioni che ritengano appropriate per impedire il finanziamento di atti di terrorismo, per quanto riguarda: 1) l'uso dei capitali congelati per soddisfare, all'interno della Comunità, un fabbisogno umano fondamentale di una persona fisica compresa nell'elenco di cui all'articolo 2, paragrafo 3 o di un suo familiare, compresi i pagamenti per alimentazione, medicinali, affitto o ipoteca per la dimora familiare, contributi e spese per le cure mediche dei suddetti familiari; 2) l'uso dei conti congelati per effettuare pagamenti ai seguenti fini: a) tasse, premi di assicurazioni obbligatorie e canoni per servizi di pubblica utilità come gas, acqua, elettricità e telecomunicazioni da pagare all'interno della Comunità e b) spese bancarie dovute nella Comunità per la tenuta dei conti; 3) i pagamenti a una persona, un'entità o un organismo compreso nell'elenco di cui all'articolo 2, paragrafo 3 connessi a contratti, accordi o obblighi conclusi o insorti prima dell'entrata in vigore del presente regolamento, purché detti pagamenti vengano effettuati su un conto congelato all'interno della Comunità. 3. Le richieste di autorizzazione vanno rivolte all'autorità competente dello Stato membro sul cui territorio sono stati congelati i capitali e le altre attività finanziarie o risorse economiche. Articolo 6 1. Fatto salvo il disposto dell'articolo 2 e allo scopo di tutelare gli interessi della Comunità, che comprendono gli interessi dei suoi cittadini e residenti, le autorità competenti di uno Stato membro possono concedere autorizzazioni specifiche al fine di: scongelare i capitali o le altre attività finanziarie o risorse economiche,8 2001R2580 IT rendere disponibili i capitali o le altre attività finanziarie o risorse economiche a una persona, un'entità o un organismo compreso nell'elenco di cui all'articolo 2, paragrafo 3 o prestare servizi finanziari a tale persona, entità o organismo previa consultazione degli altri Stati membri, del Consiglio e della Commissione conformemente al paragrafo Un'autorità competente che riceva una richiesta di autorizzazione di cui al paragrafo 1 notifica alle autorità competenti degli Stati membri, del Consiglio e della Commissione elencate nell'allegato e alla Commissione i motivi per i quali intende respingere la richiesta o concedere un'autorizzazione specifica, informandole dei requisiti che considera necessari per impedire il finanziamento di atti terroristici. L'autorità competente che intende concedere un'autorizzazione specifica tiene debitamente conto delle osservazioni formulate dagli Stati membri, dal Consiglio e dalla Commissione entro due settimane. Articolo 7 La Commissione è abilitata a modificare l'allegato in base alle informazioni fornite dagli Stati membri. Articolo 8 Gli Stati membri, il Consiglio e la Commissione si informano reciprocamente delle misure adottate ai sensi del presente regolamento e si comunicano le informazioni in loro possesso connesse al presente regolamento, in particolare quelle ricevute ai sensi degli articoli 3 e 4, e quelle riguardanti le violazioni e i problemi di applicazione o le sentenze pronunciate dai tribunali nazionali. Articolo 9 Ciascuno Stato membro determina le sanzioni da imporre in caso di violazione delle disposizioni del presente regolamento. Le sanzioni devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive. Il presente regolamento si applica: Articolo 10 1) nel territorio della Comunità, compreso il suo spazio aereo; 2) a bordo di tutti gli aeromobili e di tutti i natanti sotto la giurisdizione di uno Stato membro; 3) a tutti i cittadini di uno Stato membro che si trovano altrove; 4) a tutte le persone giuridiche, gruppi o entità registrati o costituiti secondo la legislazione di uno Stato membro; 5) a tutte le persone giuridiche, gruppi o entità che svolgono attività commerciali nella Comunità.9 2001R2580 IT Articolo Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. 2. Entro un anno dall'entrata in vigore del presente regolamento, la Commissione presenta una relazione sul suo impatto e propone le modifiche eventualmente necessarie. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.10 2001R2580 IT ALLEGATO ELENCO DELLE AUTORITÀ COMPETENTI DI CUI AGLI ARTICOLI 3, 4 E 5 BELGIO M5 Ministère des finances Trésorerie avenue des Arts 30 B-1040 Bruxelles Fax (32-2) BULGARIA Министерство на финансите ул. «Г.С. Раковски» 102 София 1000 Тел: (359-2) Факс: (359-2) Е-mail: A1 Ministry of Finance 102 «G.S. Rakovsky» street Sofia 1000 Tel. (359-2) Fax: (359-2) REPUBBLICA CECA M4 Ministerstvo financí/ministry of Finance Finanční analytický útvar/financial Analytical Unit PO BOX 675 Jindřišská Praha 1 Tel.: (420-2) Fax: (420-2) DANIMARCA Erhvervsfremmestyrelsen Dahlerups Pakhus Langelinie Alle 17 DK-2100 København Ø Tel. (45) Fax (45) GERMANIA M3 Per quanto riguarda i capitali e i servizi finanziari: Deutsche Bundesbank Servicezentrum Finanzsanktionen D München Tel. (49-89) Fax (49-89) Per quanto riguarda le risorse economiche: per le comunicazioni a norma dell articolo 3, paragrafo 2, e dell articolo 4: Bundesministerium für Wirtschaft und Arbeit11 2001R2580 IT M3 Referat V B 2 Scharnhorststraße D Berlin Tel. ( ) Fax ( ) per la concessione di deroghe a norma dell articolo 5, paragrafo 2, e dell articolo 6, paragrafo 1: A1 Bundesamt für Wirtschaft und Ausfuhrkontrolle (BAFA) Frankfurter Straße D Eschborn Tel. ( ) Fax ( ) ESTONIA M4 Välisministeerium Islandi väljak Tallinn Tel: (+372) Fax: (+372) Finantsinspektsioon Sakala Tallinn Tel: (+372) Fax: (+372) GRECIA M4 Ministry of National Economy General Directorate of Economic Policy 5 Nikis str. GR Athens Tel. (30-210) Fax (30-210) Yπουργείο Εθνικής Οικονομίας Γενική Διεύθυνση Οικονομικής Πολιτικής Νίκης 5 GR Αθήνα Τηλ.: (30-210) Φαξ: (30-210) SPAGNA Dirección General de Comercio e Inversiones Subdirección General de Inversiones Exteriores Ministerio de Economía Paseo de la Castellana, 162 E Madrid Tel. (00-34) Fax (00-34) Dirección General del Tesoro y Política Financiera Subdirección General de Inspección y Control de Movimientos de Capitales Ministerio de Economía Paseo del Prado, 6 E Madrid Tel. (00-34) Fax (00-34)12 2001R2580 IT FRANCIA Ministère de l'économie, des finances et de l'industrie Direction du Trésor Service des affaires européennes et internationales Sous-direction E 139, rue du Bercy F Paris Cedex 12 Tel. (33-1) Fax (33-1) IRLANDA Central Bank of Ireland Financial Markets Department P.O. Box 559 Dame Street Dublin 2 Tel. (353-1) Department of Foreign Affairs Bilateral Economic Relations Division Harcourt Street Dublin 2 Tel. (353-1) ITALIA A1 Ministero dell'economia e delle Finanze CIPRO Ministry of Foreign Affairs Presidential Palace Avenue 1447 Nicosia Υπουργείο Εξωτερικών Λεωφόρος Προεδρικού Μεγάρου 1447 Λευκωσία Tel: Fax: Unit for Combating Money Laundering 1 Apellis Street 1403 Nicosia Μονάδα Καταπολέμησης Αδικημάτων Συγκάλυψης (ΜΟΚΑΣ) Οδός Απελλή Αρ Λευκωσία Tel: Fax: Coordinating Body for Combating Terrorism 1 Apellis Street 1403 Nicosia Συντονιστικό Σώμα Εναντίον της Τρομοκρατίας Οδός Απελλή Αρ Λευκωσία Tel: Fax: LETTONIA Latvijas Republikas Ārlietu ministrija Brīvības bulvāris 36 Rīga LV 1395 Tel: Fax:13 2001R2580 IT A1 LITUANIA M2 Ministry of Foreign Affairs Security Policy Department J.Tumo-Vaizganto 2 LT Vilnius Tel. (370-5) Fax (370-5) LUSSEMBURGO Ministère des affaires étrangères, du commerce extérieur, de la coopération, de l'action humanitaire et de la défense Direction des relations économiques internationales BP 1602 L-1016 Luxembourg Tel. (352) ou Fax (352) A1 Ministère des Finances 3 rue de la Congrégation L-1352 Luxembourg Tel. (352) Fax (352) UNGHERIA Pénzügyminisztérium József nádor tér Budapest Tel: Fax: MALTA Bord ta' Sorveljanza dwar is-sanzjonijiet Direttorat ta' l-affarijiet Multilaterali Ministeru ta' l-affarijiet Barranin Palazzo Parisio Triq il-merkanti Valletta CMR 02 Tel: Fax: PAESI BASSI M2 Minister van Financiën Directie Financiële Markten/Afdeling Integriteit Postbus EE Den Haag The Netherlands Tel. (31-70) Fax (31-70) AUSTRIA Articolo 3 Bundesministerium für Inneres Bundeskriminalamt A-1090 Wien14 2001R2580 IT Josef-Holaubek-Platz 1 Tel. (+ 431) Fax ( 431) Articolo 4 Oestereichische Nationalbank A-1090 Wien Otto-Wagner-Platz 3 Tel ) Fax ( 431) Bundesministerium für Inneres Bundeskriminalamt A-1090 Wien Josef-Holaubek-Platz 1 Tel. (+ 431) Fax ( 431) Articolo 5 A1 Oestereichische Nationalbank A-1090 Wien Otto-Wagner-Platz 3 Tel ) Fax ( 431) POLONIA Ministerstwo Spraw Zagranicznych Departament Prawno - Traktatowy Al. J. Ch. Szucha 23 PL Warszawa Tel: Fax: PORTOGALLO Ministério das Finanças Direcção Geral dos Assuntos Europeus e Relações Internacionais Avenida Infante D. Henrique, n. o 1, C 2.o P-1100 Lisboa Tel.: (351-1) /47 Fax: (351-1) M5 Ministério dos Negócios Estrangeiros Direcção Geral dos Assuntos Multilaterias/Direcção dos Serviços das Organizações Políticas Internacionais Largo do Rilvas P Lisboa Tel.: (351 21) Fax: (351 21) ROMANIA Ministerul Afacerilor Externe Aleea Alexandru, nr. 31 Sector 1, București Tel: (40) Fax: (40) Ministerul Finanțelor Publice Strada Apolodor nr. 17, Sector 5, București Tel: (40) Fax: (40)15 2001R2580 IT M5 A1 Ministerul Economiei și Comerțului Calea Victoriei, nr. 152 Sector 1, București Tel: Fax: SLOVENIA M6 Articolo 4 Ministrstvo za zunanje zadeve Prešernova cesta Ljubljana Tel.: Fax: Articoli 5 e 6 Ministrstvo za finance Župančičeva Ljubljana A1 Tel.: Fax: SLOVACCHIA Ministerstvo financií Štefanovičova Bratislava Tel: Fax: Ministerstvo vnútra, Pribinova Bratislava Tel: Fax: FINLANDIA Ulkoasiainministeriö/Utrikesministeriet PL 176 SF Helsinki Tel. (358-9) Fax. (358-9) and (358-9) SVEZIA M2 Articolo 3 Rikspolisstyrelsen Box SE Stockholm Tel. (46-8) Fax (46-8)16 2001R2580 IT M2 Articoli 4 e 6 Finansinspektionen Box 6750 S Stockholm Tel. (46-8) Fax (46-8) Articolo 5 Försäkringskassan S Stockholm Tel. (46-8) Fax (46-8) REGNO UNITO M1 M6 HM Treasury International Financial Services Team 1, Horse Guards Road London SW1A 2HQ United Kingdom Tel. (44-207) Fax (44-207) Bank of England Financial Sanctions Unit Threadneedle Street London EC2R 8AH United Kingdom Tel. (44-207) Fax (44-207) Indirizzo per le notifiche alla Commissione europea: Commissione europea Servizio degli strumenti di politica estera (FPI) Ufficio EEAS 02/309 B-1049 Bruxelles/Brussel (Belgio)17 PROVVEDIMENTO RECANTE GLI INDICATORI DI ANOMALIA PER GLI INTERMEDIARI LA BANCA D ITALIA Vista la legge 25 gennaio 2006, n. 29, recante disposizioni per l adempimento di obblighi derivanti dall appartenenza dell Italia alle Comunità europee legge comunitaria 2005, e in particolare l articolo 22; Visto il decreto legislativo 22 giugno 2007, n. 109, recante misure di natura patrimoniale per prevenire, contrastare e reprimere il finanziamento del terrorismo internazionale e l attività dei Paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale, in attuazione della direttiva 2005/60; Visto il decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, recante attuazione della direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dell uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo, nonché della direttiva 2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione, e successive modificazioni e integrazioni; Visto, in particolare, l articolo 41, comma 2, lett. a), del citato d.lgs. n. 231 del 2007, in base al quale con provvedimento della Banca d Italia, su proposta dell Unità di Informazione Finanziaria, sono emanati indicatori di anomalia al fine di agevolare l individuazione di operazioni sospette da parte dei soggetti di cui all articolo 10, comma 2, dalla lettera a) alla lettera d), e lettera f), per gli intermediari finanziari e gli altri soggetti che svolgono attività finanziaria di cui all articolo 11 del citato decreto e per i soggetti indicati all'articolo 13, comma 1, lettera a); Visto, altresì, l articolo 28, comma 7, del citato d.lgs. n. 231 del 2007, in base al quale i destinatari prestano particolare attenzione a qualsiasi rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo connesso a prodotti o transazioni atti a favorire l anonimato e adottano le misure eventualmente necessarie per impedirne l utilizzo per scopi di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo; Tenuto conto che ai sensi dell art. 41, comma 1, del citato d.lgs. n. 231 del 2007 i destinatari inviano alla UIF una segnalazione di operazione sospetta quando sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo. Il sospetto è desunto dalle caratteristiche, entità, natura dell operazione o da qualsivoglia altra circostanza conosciuta in ragione delle funzioni esercitate, tenuto conto anche della capacità economica e dell attività svolta dal soggetto cui è riferita, in base agli elementi a disposizione dei segnalanti, acquisiti nell ambito dell attività svolta ovvero a seguito del conferimento di un incarico ; Su proposta della Unità di Informazione Finanziaria; Sentito il Comitato di Sicurezza Finanziaria; DISPONE Articolo 1 (Definizioni)18 1. Nel presente provvedimento e nel relativo allegato si intendono per: a) CAP : il decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, recante il codice delle assicurazioni private; b) conti correnti di corrispondenza : i conti tenuti dalle banche, tradizionalmente su base bilaterale, per il regolamento dei servizi interbancari (rimesse di effetti, assegni circolari e bancari, ordini di versamento, giri di fondi, rimesse documentate e altre operazioni); c) rapporti assimilabili a conti di corrispondenza : i rapporti comunque denominati intrattenuti tra enti creditizi e finanziari utilizzati per il regolamento di transazioni per conto dei clienti degli enti corrispondenti (ad esempio, cassette di sicurezza, deposito di titoli, servizi di investimento, operazioni in cambi, servizi di incasso di documenti, emissione o gestione di carte di debito o di credito); d) conti di passaggio : rapporti bancari di corrispondenza transfrontalieri, intrattenuti tra intermediari finanziari, utilizzati per effettuare operazioni in nome proprio e per conto della clientela; e) rapporti assimilabili ai conti di passaggio : i rapporti comunque denominati intrattenuti tra enti creditizi e finanziari sui quali al cliente dell ente corrispondente è attribuita la facoltà di eseguire direttamente anche solo parte delle operazioni di loro pertinenza; f) finanziamento del terrorismo : in conformità con l art. 1, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 22 giugno 2007, n. 109, qualsiasi attività diretta, con qualsiasi mezzo, alla raccolta, alla provvista, all intermediazione, al deposito, alla custodia o all'erogazione di fondi o di risorse economiche, in qualunque modo realizzati, destinati a essere, in tutto o in parte, utilizzati al fine di compiere uno o più delitti con finalità di terrorismo o in ogni caso diretti a favorire il compimento di uno o più delitti con finalità di terrorismo previsti dal codice penale, e ciò indipendentemente dall'effettivo utilizzo dei fondi e delle risorse economiche per la commissione dei delitti anzidetti ; g) Paesi o territori a rischio : i Paesi o i territori non annoverati in quelli a regime antiriciclaggio equivalente di cui al relativo decreto del Ministero dell economia e delle finanze e, in ogni caso, quelli indicati da organismi internazionali competenti (ad es. GAFI, OCSE) come esposti a rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo ovvero non cooperativi nello scambio di informazioni anche in materia fiscale; h) riciclaggio : ai sensi dell art. 2, comma 1 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, le seguenti azioni, se commesse intenzionalmente, costituiscono riciclaggio: a) la conversione o il trasferimento di beni, effettuati essendo a conoscenza che essi provengono da un'attività criminosa o da una partecipazione a tale attività, allo scopo di occultare o dissimulare l'origine illecita dei beni medesimi o di aiutare chiunque sia coinvolto in tale attività a sottrarsi alle conseguenze giuridiche delle proprie azioni; b) l'occultamento o la dissimulazione della reale natura, provenienza, ubicazione, disposizione, movimento, proprietà dei beni o dei diritti sugli stessi, effettuati19 essendo a conoscenza che tali beni provengono da un'attività criminosa o da una partecipazione a tale attività; c) l'acquisto, la detenzione o l'utilizzazione di beni essendo a conoscenza, al momento della loro ricezione, che tali beni provengono da un'attività criminosa o da una partecipazione a tale attività; d) la partecipazione a uno degli atti di cui alle lettere precedenti, l'associazione per commettere tale atto, il tentativo di perpetrarlo, il fatto di aiutare, istigare o consigliare qualcuno a commetterlo o il fatto di agevolarne l'esecuzione ; i) TUB : il testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 ; j) TUF : il testo unico in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58; k) UIF : l Unità di Informazione Finanziaria, cioè la struttura nazionale incaricata di ricevere dai soggetti obbligati, di richiedere, ai medesimi, di analizzare e di comunicare alle autorità competenti le informazioni che riguardano ipotesi di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo. Articolo 2 (Ambito di applicazione) 1. Le disposizioni contenute nel presente provvedimento e nel relativo allegato sono rivolte a: a) banche; b) Poste italiane S.p.A.; c) istituti di moneta elettronica; d) istituti di pagamento; e) società di intermediazione mobiliare (SIM); f) società di gestione del risparmio (SGR); g) società di investimento a capitale variabile (SICAV); h) imprese di assicurazione che operano in Italia nei rami di cui all articolo 2, comma 1, del CAP; i) agenti di cambio; j) società che svolgono il servizio di riscossione dei tributi; k) intermediari finanziari iscritti nell elenco speciale previsto dall articolo 107 del TUB; l) intermediari finanziari iscritti nell elenco generale previsto dall articolo 106 del TUB; m) succursali insediate in Italia dei soggetti indicati alle lettere precedenti aventi sede legale in uno Stato estero; n) Cassa depositi e prestiti S.p.A.; o) società fiduciarie di cui alla legge 23 novembre 1939, n. 1966; p) soggetti operanti nel settore finanziario iscritti nelle sezioni dell elenco generale previste dall articolo 155, comma 4, del TUB; q) soggetti operanti nel settore finanziario iscritti nelle sezioni dell elenco generale previste dall articolo 155, comma 5, del TUB;20 r) gli altri soggetti esercenti attività finanziaria, quali: 1) promotori finanziari iscritti nell albo previsto dall articolo 31 del TUF; 2) intermediari assicurativi di cui all articolo 109, comma 2, lettere a) e b) del CAP che operano nei rami di cui al comma 1, lettera h); 3) mediatori creditizi iscritti nell'albo previsto dall'articolo 16 della legge 7 marzo 1996, n. 108; 4) agenti in attività finanziaria iscritti nell'elenco previsto dall'articolo 3 del decreto legislativo 25 settembre 1999, n Le disposizioni contenute nel presente provvedimento e nel relativo allegato si applicano altresì, in quanto compatibili con le peculiari caratteristiche operative: a) alle società di gestione accentrata di strumenti finanziari; b) alle società di gestione dei mercati regolamentati di strumenti finanziari e ai soggetti che gestiscono strutture per la negoziazione di strumenti finanziari e di fondi interbancari; c) alle società di gestione dei servizi di liquidazione delle operazioni su strumenti finanziari; d) alle società di gestione dei sistemi di compensazione e garanzia delle operazioni in strumenti finanziari; e) alle succursali italiane dei soggetti indicati nelle lettere precedenti aventi sede legale in uno stato estero. 3. I soggetti di cui ai commi 1 e 2 sono definiti nel presente provvedimento e nel relativo allegato, ove non diversamente indicato, con il termine di intermediari. Articolo 3 (Indicatori di anomalia) 1. Al fine di agevolare la valutazione da parte degli intermediari sugli eventuali profili di sospetto di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo si forniscono in allegato al presente provvedimento indicatori di anomalia. 2. Gli indicatori di anomalia sono volti a ridurre i margini di incertezza connessi con valutazioni soggettive o con comportamenti discrezionali e intendono contribuire al contenimento degli oneri e al corretto e omogeneo adempimento degli obblighi di segnalazione di operazioni sospette. 3. L elencazione degli indicatori di anomalia non è esaustiva, anche in considerazione della continua evoluzione delle modalità di svolgimento delle operazioni. 4. La mera ricorrenza di comportamenti descritti in uno o più indicatori di anomalia non è motivo di per sé sufficiente per la segnalazione di operazioni sospette. 5. L assenza di indicatori previsti nell allegato può non essere sufficiente a escludere che l operazione sia sospetta. Gli intermediari valutano con la massima attenzione ulteriori comportamenti che, sebbene non descritti negli indicatori, configurino in concreto profili di sospetto. 6. Gli indicatori sono articolati di norma in sub-indici; i sub-indici costituiscono un esemplificazione dell indicatore di riferimento e devono essere valutati Vedere altro
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