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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo del 18/06/2015 | Diritti EuropaDiritti Europa
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Posted by: Marco Occhipinti in In evidenza, Notizie, Rassegna sulla Corte Europea 18 giugno 2015
Quest’oggi la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato la Russia sia per la violazione del diritto alla vita sia per trattamenti inumani e degradanti ai danni di una giovane donna, Fanziyeva, defenestrata mentre si trovava in una stazione di polizia: questa era stata arrestata per il furto di una gonna al mercato rionale. Ottiene giustizia, anche un giornalista azero, arrestato, torturato e privato della sua libertà per ben quattro giorni per aver pubblicato, due articoli dal taglio critico riguardo la situazione economica e politica della Repubblica Autonoma di Nakhchivan.
Mehdiyev c. Azerbaijan 59075/09 2 Signor Mehdiyev, giornalista azero, viene arrestato dalla polizia successivamente alla pubblicazione, nel 2007, di alcuni articoli dai quali emergeva una visione critica della Repubblica Autonoma di Nakhchivan. Dal ricorso si apprende che il ricorrente viene rilasciato dodici ore più tardi e nuovamente arrestato il giorno successivo. Egli denuncia i maltrattamenti subiti sotto la custodia degli agenti dal 23 settembre al 27 settembre del 2007. A seguito del suo rilascio, le ripetute denunce penali presentate da Mehdiyev non sortiscono alcun effetto. Oggi il giornalista denuncia al Giudice di Strasburgo l’ Azerbaijan invocando l’art.3 CEDU (trattamenti inumani e degradanti) rispetto alle indagini inadeguate, l’art.5 CEDU (diritto alla libertà e alla sicurezza), l’art.10 CEDU (libertà di espressione) e l’art.6 CEDU (diritto ad un equo processo). Articolo 3
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - Effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Nessuna violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-1 - arrestato o detenuto)
Nessuna violazione di Articolo 10 - Libertà di espressione - {} generale (articolo 10-1 - Libertà di espressione)
B. e Altri v. Croazia 71593/11 3 Il 4 agosto del 1991, alcuni militari croati ad un posto di blocco fermano un di un uomo di etnia serba, lo picchiano e successivamente lo conducono in ospedale. Da quel giorno non si hanno più sue notizie. Oggi i suoi parenti (rispettivamente la figlia e la moglie) denunciano Zagabria ex art.2 CEDU per non aver garantito il diritto alla vita. Nonostante le indagini, la magistratura non ha individuato i reali colpevoli, ma si è limita tata ad addossare la responsabilità a colui che nel 1991 era a vice capo del Dipartimento di Polizia di Sisak: il signor VM. Quest’ultimo viene condannato nel 2014 per crimini di guerra a dieci anni di reclusione.
La Corte europea accoglie la doglianza delle ricorrenti ed ammette la violazione dell’art.2 CEDU a causa delle indagini inadeguate condotte dagli inquirenti croati.
Articolo 14 Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - Effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Fanziyeva c. Russia 41675/08 2 Madina Eneyeva il 26 maggio del 2007, all’età di 35 anni, viene arrestata dalla polizia russa perché accusata di aver rubato una gonna al mercato. Poco dopo precipita dalla finestra della stazione di polizia, ancora in vita viene condotta in ospedale; morirà a causa delle gravi ferite riportate. Due mesi più tardi, si apprende dall’autopsia che il corpo di Madina Eneyeva riportava ferite, lividi non riconducibili alla caduta. Le indagini avviate per abuso di potere sono in una situazione di stallo e ad oggi non hanno individuato colpevole.
Oggi la madre settantenne ottiene giustizia in Corte edu sia ex art.2 (diritto alla vita), sia ex art.3 CEDU.
Articolo 13 Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - Effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2 - obblighi positivi) (aspetto sostanziale)
Danno non patrimoniale - riconoscimento
Yaikov c. Russia 39317/05 2 Il signor Yaikov affetto da malattia mentale viene arrestato per omicidio il 19 settembre del 2003, viene dunque disposto un trattamento obbligatorio presso un istituto psichiatrico, il 25 ottobre del 2005, in forza di una prescrizione medica risalente al 13 gennaio del 2004. Egli denuncia a Strasburgo la violazione del suo diritto alla libertà e alla sicurezza: secondo il ricorrente infatti la decisione del tribunale è illegittima perché si basa su una prescrizione medica risalente al 2004. Oltre all’art.5 CEDU, invoca l’art.6 (diritto ad un processo equo) Articolo 5
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-1 - arrestato o detenuto
Articolo 5-1-e - di un malato di mente)
Ushakov and Ushakova c. Ucraina 10705/12 3 Il signor Ushakov, viene interrogato dalla polizia insieme alla moglie Anna Ushakova a seguito del ritrovamento di un uomo: quest’ultimo era parte avversa in un processo che vedeva coinvolta la madre della signora Ushakova.
La polizia, durante l’interrogatorio maltratta e commette violenze ripetute sui coniugi: Ushakov picchiato e privato dell’aria con una maschera antigas –il bocchettone per la presa d’aria era stato preventivamente chiuso-
Entrambi sostengono di esser stati costretti, sotto tortura, a firmare dichiarazioni incriminatorie. Nonostante le denunce dei ricorrenti le indagini sono state avviate e poi sospese circa otto volte tra il luglio del 2008 e l’ottobre del 2012.
Invocano in Corte Edu la violazione dell’art.3 (trattamenti inumani e degradanti) oltre che l’art.6 6 §§ 1 e 3 (c) (diritto ad un equo processo e il diritto all'assistenza legale di propria scelta).
Trattamento inumanoi) (aspetto sostanziale)
Articolo 6-1 - Processo equo) (Articolo 6 - Diritto a un equo processo
Nella rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data Giovedì 18 giugno 2015, per ciascuna si è riproposto:
Azerbaijan Russia Tutte le sentenze Ucraina	2015-06-18
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References: Articolo 3
 Articolo 10
 art.2

Articolo 14
 art.2
 art.3

Articolo 13
 Articolo 5

Articolo 5

Articolo 6