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PROCREAZIONE ASSISTITA - PDF
1 a cura della redazione di Lex24&Repertorio24 PROCREAZIONE ASSISTITA Aggiornamento: marzo 2008 Selezione della documentazione tratta dalla banca dati
2 SOMMARIO Legge DM Ripartizione del Fondo di cui all'articolo 18 della Legge 19 febbraio 2004, n. 40, recante norme in materia di procreazione medicalmente assistita DM Istituzione del registro nazionale delle strutture autorizzate all'applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, degli embrioni formati e dei nati a seguito dell'applicazione delle tecniche medesime DM n. 336 Regolamento recante norme in materia di procreazione medicalmente assistita DM Norme in materia di procreazione medicalmente assistita DM Linee guida in materia di procreazione medicalmente assistita Legge , n. 40 Norme in materia di procreazione medicalmente assistita pagina Prassi Garante per la protezione dei dati personali - Parere Procreazione assistita: solo dati anonimi nel registro nazionale delle strutture sanitarie Ministero della Salute - Ordinanza del Proroga dell'efficacia dell'ordinanza concernente il divieto di commercializzazione e di pubblicità di gameti ed embrioni umani e dell'ordinanza concernente il divieto di importazione e di esportazione di gameti o di embrioni umani Giurisprudenza Corte di Cassazione, pen., sez. I, , n Tar Lazio Roma sez. III quater , n Tribunale Firenze civ. ord Tribunale Cagliari civ Rassegna 65 2
3 Commenti Famiglia e Minori , n. 3 pg Salerno Giulio M. Necessario un intervento per assicurare uniformità nelle condotte mediche Guida al Diritto n. 6, pg. 69 Giuseppe Caruso Al vaglio della Corte Costituzionale l obbligo di impiantare solo tre embrioni Guida al Diritto n. 3, pg. 57 Giulio M. Salerno Aumenta l'opera di supplenza dei giudici in presenza di regole non sempre coerenti Guida al Diritto n. 46, pg. 69 De Nicola Sergio Altri tribunali potrebbero essere aditi sulla scia della sentenza "battistrada" Rassegna 81 Il Diritto - Enciclopedia giuridica Il Diritto Enciclopedia giuridica, vol. 12 (PRO-REA) pg Lorenzo D Avack Procreazione medicalmente assistita 84 LEGGE Ministero della Salute Decreto ministeriale del (G.U , n. 176) Ripartizione del Fondo di cui all'articolo 18 della Legge 19 febbraio 2004, n. 40, recante norme in materia di procreazione medicalmente assistita IL MINISTRO DELLA SALUTE Vista la legge n. 40 del 19 febbraio 2004 recante "Norme in materia di procreazione medicalmente assistita" ed in particolare l'art. 18 che al primo comma istituisce presso il Ministero della salute il Fondo per le tecniche di procreazione medicalmente assistita da ripartire tra le regioni e province autonome di Trento e Bolzano sulla base di criteri individuati con decreto del Ministero della salute, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra le regioni e province autonome di Trento e Bolzano; Visto il decreto ministeriale 9 giugno 2004 con il quale sono stati individuati i criteri di riparto del predetto fondo sul quale ha espresso parere favorevole la Conferenza Stato-regioni nella seduta del 29 aprile; Rilevata la necessità di aggiornare la tabella allegata al predetto decreto in considerazione della variazione dei dati statistici concernenti le donne maggiorenni in età feconda, forniti dall'istat nel report "stima rapida della popolazione residente al 1 gennaio 2006 per sesso ed età "; Atteso che il criterio di riparto non subisce mutamenti e che pertanto resta acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra le regioni e province autonome di Trento e Bolzano; 3
4 Articolo unico [Disposizioni per la ripartizione del fondo] Decreta: A partire dall'anno 2007, l'importo di 6,8 milioni di euro, di cui all'art. 18 della legge n. 40 del 19 febbraio 2004, recante "Norme in materia di procreazione medicalmente assistita" è ripartito tra le regioni e province autonome di Trento e Bolzano secondo il prospetto allegato che forma parte integrante del presente provvedimento. Allegato A : [Ripartizione del fondo] Regione Numero delle femmine maggiorenni in età feconda stima al Coeff. Riparto FINANZIAMENTO unità di euro % Piemonte , ,03 Valle D'Aosta , ,21 Lombardia , ,08 P.A. Bolzano , ,83 P.A. Trento , ,84 Veneto , ,08 Friuli Venezia Giulia , ,93 Liguria , ,46 Emilia Romagna , ,87 Toscana , ,88 Umbria , ,41 Marche , ,51 Lazio , ,36 Abruzzo , ,20 Molise , ,53 Campania , ,40 Puglia , ,17 Basilicata , ,02 Calabria , ,51 Sicilia , ,71 Sardegna , ,97 TOTALE , ,00 4
5 Ministero della Salute Decreto ministeriale (G.U , n. 282) Istituzione del registro nazionale delle strutture autorizzate all'applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, degli embrioni formati e dei nati a seguito dell'applicazione delle tecniche medesime. IL MINISTRO DELLA SALUTE Vista la legge 19 febbraio 2004, n. 40 recante "Norme in materia di procreazione medicalmente assistita", che all'art. 10, comma 1, dispone che gli interventi di procreazione medicalmente assistita sono realizzati nelle strutture pubbliche e private autorizzate dalle regioni ed iscritte al registro di cui al successivo art. 11; Vista la richiamata legge 19 febbraio 2004, n. 40 che all'art. 11, comma 1, dispone l'istituzione, con decreto del Ministro della salute, presso l'istituto superiore di sanità, del registro nazionale delle strutture autorizzate all'applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, degli embrioni formati, e dei nati a seguito dell'applicazione delle tecniche medesime, cui le suddette strutture sono obbligate all'iscrizione; Visto il comma 5 del richiamato art. 11, che stabilisce che le suddette strutture sono tenute a fornire agli osservatori epidemiologici regionali e all'istituto superiore di sanità i dati necessari per le finalità indicate dal successivo art. 15, nonchè ogni altra informazione necessaria allo svolgimento delle funzioni di controllo ed ispezione da parte delle autorità competenti; Considerato che l'autorizzazione di cui al richiamato art. 10, comma 1, concessa alla struttura, nel caso in cui al suo interno venga eseguita una delle pratiche vietate ai sensi dell'art. 12 della richiamata legge n. 40, è sospesa per un anno o può essere revocata; Visto l'art. 15 della medesima legge n. 40, comma 1, che affida all'istituto superiore di sanità il compito di predisporre una relazione annuale sulla base dei dati raccolti ai sensi dell'art. 11, comma 5, sull'attività delle strutture autorizzate, con particolare riferimento alla valutazione epidemiologica delle tecniche e degli interventi effettuati, affinchè il Ministro della salute, ai sensi del comma 2 dello stesso articolo, possa presentare una relazione al Parlamento sull'attuazione della legge stessa; Visto il codice in materia di protezione dei dati personali, approvato con decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196; Ritenuta la necessità di istituire il predetto registro e di avviarne l'operatività in relazione alla raccolta e alla registrazione dei dati relativi alle strutture autorizzate all'applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, nonchè di dati anonimi anche aggregati, per scopi statistici o scientifici; Ritenuto, altresì, di avviare, contestualmente all'istituzione del registro, una fase sperimentale di raccolta di altri dati anonimi anche aggregati, indispensabili per il perseguimento delle finalità di cui agli articoli 11, commi 3 e 5, e 15, comma 1, della ripetuta legge n. 40; Acquisito il parere del Garante per la protezione dei dati personali, espresso in data 26 luglio 2005; Decreta: Articolo 1: Istituzione e finalità del registro nazionale delle strutture autorizzate 1. E' istituito presso l'istituto superiore di sanità il registro nazionale delle strutture pubbliche e private autorizzate dalle regioni e dalle province autonome, ai sensi dell'art. 10 comma 1, della legge 19 febbraio 2004, n. 40, all'applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, degli embrioni formati, e dei nati a seguito dell'applicazione delle tecniche medesime, di seguito denominato registro. 5
6 2. L'Istituto superiore di sanità è responsabile dell'attuazione e del funzionamento del registro, anche ai fini degli adempimenti prescritti dall'art. 15 comma 1, della legge 19 febbraio 2004, n La finalità del registro è quella di censire le strutture operanti sul territorio nazionale e consentire la trasparenza e la pubblicità delle tecniche di procreazione medicalmente assistita adottate e dei risultati conseguiti. 4. Nel registro sono raccolti i soli dati indispensabili al perseguimento delle finalità di cui al comma Nel registro, allo stato, sono raccolti: a) i dati identificativi, descrittivi, tecnici, strutturali ed organizzativi, relativi alle strutture pubbliche e private che applicano le tecniche di procreazione medicalmente assistita, di cui all'allegato 1 al presente decreto; b) i dati relativi alle autorizzazioni rilasciate ai sensi dell'art. 10, comma 1, e alle sospensioni e alle revoche di cui all'art. 12 comma 10, della legge 19 febbraio 2004, n. 40; c) i dati anonimi anche aggregati, relativi alle coppie che accedono alle tecniche di procreazione medicalmente assistita, agli embrioni formati ed ai nati a seguito delle medesime tecniche, nonchè agli altri eventi indicati nell'allegato 2 al presente decreto, trattati per finalità statistiche o scientifiche. 6. Il registro è funzionalmente collegato con altri registri europei e internazionali, ai fini dello scambio di dati anonimi anche aggregati, anche mediante l'utilizzo di strumenti elettronici. Articolo 2: Iscrizione al registro 1. Le strutture pubbliche e private autorizzate dalle regioni e province autonome all'applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita trasmettono copia dell'autorizzazione di cui all'art. 1, comma 5, lettera b), al registro ai fini della richiesta di iscrizione allo stesso. 2. Ai sensi dell'art. 11 comma 2, della legge 19 febbraio 2004, n. 40, l'iscrizione al registro è obbligatoria. 3. Il registro provvede all'iscrizione della struttura e ne dà comunicazione alle regioni e province autonome. 4. La trasmissione dei dati al registro da parte delle strutture pubbliche e private autorizzate è obbligatoria a norma dell'art. 11, comma 5 e dall'art. 15 comma 1, della legge 19 febbraio 2004, n. 40, anche ai fini degli adempimenti prescritti dall'art. 15 della legge medesima. 5. La mancata trasmissione dei dati al registro da parte delle strutture pubbliche e private autorizzate comporta la decadenza dell'iscrizione al registro stesso. Articolo 3: Trattamento dei dati personali 1. L'Istituto superiore di sanità è titolare del trattamento dei dati personali raccolti nel registro, effettuato nel rispetto delle disposizioni del codice in materia di protezione dei dati personali, in particolare per quanto riguarda la designazione degli incaricati del trattamento e le istruzioni da fornire in relazione alla loro attività, nonchè per ciò che attiene all'adozione delle misure di sicurezza. 2. I dati e le informazioni raccolti nel registro sono utilizzati esclusivamente ai fini dell'applicazione del presente decreto. 3. Ai sensi dell'art. 11 comma 3, della legge 19 febbraio 2004, n. 40, possono essere diffusi i soli dati anonimi anche aggregati. Articolo 4: Modalità di raccolta e di conservazione dei dati 6
7 1. Le modalità di raccolta e di conservazione dei dati nel registro, l'individuazione dei soggetti cui è consentito l'accesso alle informazioni e le relative modalità sono stabilite dall'istituto superiore di sanità in accordo con il Ministero della salute, anche ai fini di cui all'art. 11 comma 3, della legge 19 febbraio 2004, n. 40, sentito il Garante per la protezione dei dati personali. Articolo 5: Norma transitoria 1. In attesa del funzionamento a regime del registro, i dati di cui all'art. 1, comma 4, lettera c), sono trasmessi all'istituto superiore di sanità dalle strutture ed i centri iscritti nell'elenco predisposto presso il medesimo Istituto, ai sensi dell'art. 17 comma 1, della legge 19 febbraio 2004, n. 40. Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Allegato 1 Schema esemplificativo dati aggregati della struttura (Testo disponibile in banca Dati) Allegato 2 Schema esemplificativo dati aggregati dell'attività (Testo disponibile in banca Dati)) Ministero della Salute Decreto ministeriale , n. 336 (G.U , n. 42) Regolamento recante norme in materia di procreazione medicalmente assistita IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA e IL MINISTRO DELLA SALUTE Vista la legge 19 febbraio 2004, n. 40, concernente norme in materia di procreazione medicalmente assistita ed in particolare l'articolo 6; Visti gli articoli 1 e 33 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, concernente l'istituzione del Servizio sanitario nazionale; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 maggio 1995, concernente lo schema generale di riferimento della carta dei servizi pubblici sanitari; Vista la legge 28 marzo 2001, n. 145, di ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'europa per la protezione dei diritti dell'uomo e della dignità dell'essere umano riguardo all'applicazione della biolo-gia e della medicina: Convenzione sui diritti dell'uomo e sulla biomedicina, fatta a Oviedo il 4 aprile 1997, nonché del protocollo addizionale del 12 gennaio 1998, n. 168, sul divieto di clonazione di esseri umani; Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, concernente il codice in materia di protezione dei dati personali e visto il parere del Garante per la protezione dei dati personali, reso ai sensi dell'articolo 154 del predetto codice, comunicato con nota del 23 luglio 2004, prot. n ; Considerata la necessità di acquisire per iscritto la volontà di entrambi i soggetti, di cui all'articolo 5 della legge 19 febbraio 2004, n. 40, di accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita; Considerata la necessità di fornire elementi conoscitivi utili all'espressione della volontà attraverso il consenso informato; 7
8 Atteso che le tecniche di procreazione medicalmente assistita sono soggette ad una possibile evoluzione e che i contenuti del consenso informato devono, di conseguenza, essere adeguati ad essa; Ravvisata la necessità di individuare i punti essenziali utili alla formulazione del consenso, lasciando alla struttura o al centro di procreazione medicalmente assistita, per i punti ove previsto, la stesura delle specifiche connesse alla tecnica; Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, concernente la disciplina dell'attività di Governo e l'ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri; Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nella seduta del 26 luglio 2004; Adottano il seguente regolamento: Articolo 1: [Elementi minimi di conoscenza ] 1. Gli elementi minimi di conoscenza necessari alla formazione del consenso informato in caso di richiesta di accesso alla procreazione medicalmente assistita concernono: a) la possibilità di ricorrere agli strumenti offerti dalla legge 4 maggio 1983, n. 184, in tema di affidamento ed adozione, come alternativa alla procreazione medicalmente assistita; b) la disciplina giuridica della procreazione medicalmente assistita (con riguardo anche ai divieti, alle sanzioni, alle tutele e alle conseguenze giuridiche per l'uomo, per la donna e per il nascituro di cui agli articoli 8, 9 e 12, comma 3, della legge 19 febbraio 2004, n. 40); c) i problemi bioetici connessi all'utilizzo delle tecniche; d) le diverse tecniche impiegabili e le procedure/fasi operative di ciascuna tecnica, con particolare riguardo alla loro invasività; e) l'impegno dovuto dai richiedenti (con riguardo anche ai tempi di realizzazione, all'eventuale terapia farmacologica da seguire, agli accertamenti strumentali e di laboratorio da esperire, alle visite ambulatoriali ed ai ricoveri, anche in day hospital, da effettuare); f) gli effetti indesiderati o collaterali relativi ai trattamenti; g) le probabilità di successo delle diverse tecniche; h) i rischi per la madre e per il/i nascituro/i, accertarti o possibili, quali evidenziabili dalla letteratura scientifica; i) gli aspetti psicologici relativi ai singoli richiedenti, alla coppia e al nuovo nato; j) la possibilità di crioconservazione dei gameti maschili e femminili; k) la possibilità di revoca del consenso da parte dei richiedenti fino al momento della fecondazione dell'ovulo; l) la possibilità, da parte del medico responsabile della struttura di non procedere alla procreazione medicalmente assistita esclusivamente per motivi di ordine medico-sanitario, motivata in forma scritta; m) la possibilità di crioconservazione degli embrioni nei casi conformi a quanto disposto dall'articolo 14 della legge n. 40/ Le strutture autorizzate di cui all'articolo 10 nonché le strutture ed i centri di cui all'articolo 17, comma 1, della legge 19 febbraio 2004, n. 40, sono tenuti, per il tramite dei propri medici, a fornire ai richiedenti, in maniera chiara ed esaustiva, nel corso di uno o più colloqui, gli elementi informativi di cui al comma 1 preliminarmente alla sottoscrizione del consenso informato ed al conseguente avvio del trattamento di procreazione medicalmente assistita. Tale consenso è acquisito unitamente al consenso relativo al connesso trattamento dei dati personali, qualora quest'ultimo atto di consenso non sia già stato precedentemente e separatamente acquisito. 3. Le strutture private autorizzate sono altresì tenute a fornire con chiarezza ai richiedenti i costi economici totali derivanti dalle diverse procedure, preliminarmente alla sottoscrizione del consenso informato ed al conseguente avvio del trattamento di procreazione medicalmente assistita. 8
9 Articolo 2: [Espressione della volontà] 1. La volontà di accedere al trattamento di procreazione medicalmente assistita è espressa con apposita dichiarazione, sottoscritta e datata, in duplice esemplare, dai richiedenti congiuntamente al medico responsabile della struttura o centro di cui all'articolo 10 ed all'articolo 17, comma 1, della legge 19 febbraio 2004, n. 40. Una delle copie è consegnata ai richiedenti ed una trattenuta agli atti della struttura o centro, che provvedono alla sua custodia nel tempo. 2. L'allegato 1 al presente regolamento, del quale costituisce parte integrante, contiene gli elementi minimi che devono essere riportati nel modello di dichiarazione di consenso informato di cui al comma 1. Il presente regolamento, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Allegato 1 : [Modello di dichiarazione] (Testo disponibile in banca Dati)) Ministero della Salute Decreto ministeriale (G.U , n. 200) Norme in materia di procreazione medicalmente assistita. IL MINISTRO DELLA SALUTE Vista la legge 19 febbraio 2004, n. 40, concernente norme in materia di procreazione medicalmente assistita e, in particolare, l'art. 17, comma 3; Visto il decreto del Ministro della salute in data 21 luglio 2004, concernente l'adozione delle linee guida contenenti l'indicazione delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita di cui all'art. 7 della legge 19 febbraio 2004, n. 40; Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, concernente il codice in materia di protezione dei dati personali; Sentito l'istituto superiore di sanità in ordine alle modalità ed i termini di conservazione degli embrioni prodotti a seguito dell'applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita; Considerata la necessità di attivare studi e ricerche sulle tecniche di crioconservazione; Sentito il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, ai fini della promozione di interventi previsti dall'art. 2, comma 1, della citata legge n. 40 del 2004; Decreta: Articolo 1: [Tipologie di embrioni crioconservati] 1. Ai fini dell'art. 17, comma 3, della legge 19 febbraio 2004, n. 40, concernente norme in materia di procreazione medicalmente assistita, con il presente decreto si individuano due diverse tipologie di embrioni crioconservati: - embrioni che sono in attesa di un futuro impianto; - embrioni per i quali sia stato accertato lo stato di abbandono. 9
10 2. Lo stato di abbandono di un embrione è accertato al verificarsi di una delle seguenti condizioni: a) il centro che effettua tecniche di procreazione medicalmente assistita acquisisce la rinuncia scritta al futuro impianto degli embrioni crioconservati da parte della coppia di genitori o della singola donna (nel caso di embrioni prodotti prima della normativa attuale con seme di donatore e in assenza di partner maschile); b) il centro che effettua tecniche di procreazione medicalmente assistita documenta i ripetuti tentativi eseguiti, per almeno un anno, di ricontattare la coppia o la donna che ha disposto la crioconservazione degli embrioni; solo nel caso di reale, documentata impossibilità a rintracciare la coppia, l'embrione potrà essere definito come abbandonato. Articolo 2: [Trasferimento embrioni definiti in stato di abbandono] 1. Gli embrioni che sono in attesa di un futuro impianto sono crioconservati presso gli stessi centri dove le tecniche sono state effettuate. 2. Gli embrioni definiti in stato di abbandono sono, invece, trasferiti dai centri di procreazione medicalmente assistita unicamente alla Biobanca Nazionale situata presso il Centro trasfusionale e di immunologia dei trapianti dell'istituto di ricovero e cura a carattere scientifico «Ospedale Maggiore» di Milano, ove sarà attivato in maniera centralizzata un centro di crioconservazione degli embrioni stessi. Articolo 3: [Responsabilità su congelamento e crioconservazione] 1. Sono a carico di ciascun centro di procreazione medicalmente assistita gli oneri derivanti dal congelamento degli embrioni e gli oneri derivanti, in attesa di futuro impianto, dalla loro crioconservazione. Articolo 4: [Compiti dell'istituto superiore di sanità] 1. All'Istituto superiore di sanità è affidato, con apposita convenzione, il compito di: a) definire il numero e la localizzazione degli embrioni abbandonati da trasferire per la crioconservazione; b) contattare i centri detentori degli embrioni abbandonati ai fini del trasferimento al suddetto Centro trasfusionale e di immunologia dei trapianti e della conservazione di tutti i dati clinici inerenti ciascun embrione trasferito; c) attivare allo scopo il Centro trasfusionale e di immunologia dei trapianti dell'irccs «Ospedale Maggiore» di Milano. Articolo 5: [Compiti del Centro trasfusionale e di immunologia dei trapianti dell'irccs "Ospedale Maggiore" di Milano] Al Centro trasfusionale e di immunologia dei trapianti dell'irccs «Ospedale Maggiore» di Milano è affidato, con apposita convenzione, il compito di effettuare studi e ricerche sulle tecniche di crioconservazione dei gameti e degli embrioni orfani ivi conservati ai sensi della legge 19 febbraio 2004, n. 40. Articolo 6: [Oneri finanziari] Gli oneri derivanti dall'espletamento dei compiti indicati nei precedenti articoli 4 e 5, valutati per l'esercizio 2004 in Euro ,00 a favore dell'istituto superiore di sanità ed in Euro ,00 a favore dell'istituto di ricovero e cura a carattere scientifico «Ospedale Maggiore» di Milano, graveranno sull'apposito capitolo di spesa in corso di istituzione, in applicazione dell'art. 2 della legge 19 febbraio 2004, n. 40. Il presente decreto sarà trasmesso al competente organo di controllo in ossequio alla normativa vigente e sarà successivamente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. 10
11 Ministero della Salute Decreto ministeriale (G.U , n. 191) Linee guida in materia di procreazione medicalmente assistita. IL MINISTRO DELLA SALUTE Vista la legge 19 febbraio 2004, n. 40, concernente norme in materia di procreazione medicalmente assistita ed in particolare l'art. 7, comma 1; Vista la legge 28 marzo 2001, n. 145, di ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'europa per la protezione dei diritti dell'uomo e della dignità dell'essere umano riguardo all'applicazione della biologia e della medicina: Convenzione sui diritti dell'uomo e sulla biomedicina, fatta ad Oviedo il 4 aprile 1997, nonché del protocollo addizionale del 12 gennaio 1998, n. 168, sul divieto di clonazione di esseri umani; Sentito l'istituto superiore di sanità circa le indicazioni delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita; Acquisito il parere del Consiglio superiore di sanità, espresso nella seduta del 14 luglio 2004; Articolo 1: [Linee guida] Decreta: Sono adottate le Linee guida contenenti le indicazioni delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, allegate come parte integrante del presente decreto. Articolo 2: [Pubblicazione] Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Allegato - Linee guida contenenti le indicazioni delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita Art. 7 - Legge n. 40/2004 PREMESSA La legge 19 febbraio 2004, n. 40 "Norme in materia di procreazione medicalmente assistita", all'articolo 7 prevede la definizione da parte del Ministro della Salute di "linee guida contenenti l'indicazione delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita", linee guida "vincolanti per tutte le strutture autorizzate". La stessa legge stabilisce modalità che sono da rapportarsi all'indicazione delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita la cui definizione sarà parte integrante delle presenti linee guida. Verranno quindi presi in considerazione anche: - il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (articolo 4); - la gradualità nel ricorso alle tecniche (articolo 4); - il consenso informato da parte di coloro che si sottopongono alle tecniche stesse (articolo 6); - l'accertamento dei requisiti previsti per le coppie alle quali si applicano le tecniche di procreazione medicalmente assistita (articolo 12); - le disposizioni concernenti la sperimentazione sugli embrioni umani (articolo 13); - i limiti all'applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita sugli embrioni (articolo 14). 11
12 Scopo delle presenti linee guida è quello di fornire chiare indicazioni agli operatori delle strutture autorizzate all'applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita affinché sia assicurato il pieno rispetto di quanto dettato dalla legge. INTRODUZIONE Secondo una prima definizione la sterilità, almeno nella donna, andrebbe distinta dall'infertilità, intesa come incapacità di condurre la gravidanza fino all'epoca di vitalità fetale. Nell'uomo, invece, essendo il concetto di aborto ovviamente estraneo alla patologia della riproduzione, i due termini vengono largamente utilizzati come sinonimi. Secondo un'altra definizione una coppia è considerata infertile quando non è stata in grado di concepire e di procreare un bambino dopo un anno o più di rapporti sessuali non protetti, mentre è sterile la coppia nella quale uno o entrambi i coniugi sono affetti da una condizione fisica permanente che non rende possibile la procreazione. Secondo questa interpretazione il termine "sterilità" si riferisce, quindi, ad una condizione più grave e comunque assoluta di "infertilità" riguardante la coppia e non il singolo membro di essa. Ai fini delle presenti linee guida i due termini, infertilità e sterilità, saranno usati come sinonimi. Viene definita sterilità (infertilita) l'assenza di concepimento, oltre ai casi di patologia riconosciuta, dopo 12/24 mesi di regolari rapporti sessuali non protetti. Tutte le coppie che non ottengono gravidanza nei termini sopra definiti costituiscono la popolazione delle coppie infertili. Questa popolazione è costituita da: - coppie sterili nelle quali siano stati accertati fattori di sterilità di almeno uno dei due coniugi; - coppie con sterilità idiopatica, nelle quali non sia stato possibile accertare un definito fattore responsabile; - coppie subfertili, per ragioni biologiche o per ripetuta abortività spontanea. I dati relativi all'incidenza ed alle principali cause di sterilità sono simili a livello mondiale. Nella tabella che segue sono riportati i dati pubblicati da Collins e Spira. Cause di Sterilità CAUSA DI STERILITÀ SPIRA FREQUENZA COLLINS FREQUENZA Fattore Femminile 57% 54% Difetto ovulatorio 29% 27% Fattore tubarico 16% 22% Endometriosi 7% 5% Fattore Cervicale 2% / Fattore Uterino 3% / Fattore Maschile 21% 25% Sterilità inspiegata 4% 17% Fattore Masch-Femm. 18% / Altri 4% / Nella nostra società motivazioni molteplici di ordine sociale, economico e culturale portano molte donne a rinviare oltre la terza decade di vita la ricerca di un concepimento. Dagli ultimi dati relativi alla natalità in Europa, infatti, emerge che l'età media in cui la donna italiana partorisce il primo figlio è 30 anni, dato aumentato rispetto al precedente rilievo del 1990 dove risultava essere di 29 anni. 12
13 Il fattore temporale si concretizza in tre differenti aspetti e condizionale strategie diagnostiche: - età della donna; - esposizione alla probabilità di concepire; - riserva ovarica. Età della donna: è uno dei principali limiti posti alla fertilità umana. Con l'età, inoltre, aumenta il rischio di abortire spontaneamente. Tale rischio risulta essere pari al 10% circa per donne di età < 30 anni, al 18% per i soggetti con età compresa fra i 30 e i 39 anni, al 34% per le donne intorno ai 40 anni. Donne di età superiore ai 35 anni hanno una più elevata probabilità di avere difficoltà riproduttive in relazione ad aneuploidie determinate da non-disgiunzioni cromosomiche. La capacità riproduttiva della coppia subisce un declino con l'età. Tale fenomeno si manifesta in maniera più sensibile nella donna; l'aspettativa di avere un figlio per una coppia nella quale è presente una donna di eta> 35 anni è ridona del 50% rispetto alle coppie nelle quali le donne hanno un'età inferiore. Sebbene esistano evidenze scientifiche che la fertilità nella donna diminuisca a partire dai anni eunanimemente accettato che la riduzione della capacità riproduttiva nella partner femminile inizi intorno ai 35 anni con un progressivo e considerevole calo fino al completo esaurimento della funzionalità ovarica. Esposizione alla probabilità di concepire: la durata dell'infertilità rappresenta il criterio che seleziona la prognosi riproduttiva della coppia a prescindere dalla diagnosi di sterilità. Coppie con una condizione di sterilità di lunga durata hanno una prognosi riproduttiva sfavorevole. Riserva ovarica: la gonade femminile, diversamente da quella maschile, è costituita da un numero finito di unità follicolari, e quindi di cellule uovo, che rappresenta un patrimonio predeterminato suscettibile di un irreversibile depauperamento. Esiste una soglia critica di patrimonio follicolare, al di sotto di cui vi è una riduzione della potenzialità riproduttiva della donna che può rappresentare l'unico elemento determinante la sub-fertilità, che può essere dovuta all'età riproduttiva avanzata ma anche ad un ridotto patrimonio follicolare congenito (dissociazione tra età anagrafica e patrimonio follicolare), o alla interferenza di fattori iatrogeni o patologici sulla consistenza e consumo del patrimonio follicolare (infezioni, esiti chirurgici, fattori ambientali, stili di vita, etc.). Un orientamento sulla riserva ovarica può essere ottenuto tramite la valutazione dei livelli di FSH ed estradiolo eseguita in III giornata del ciclo. ACCESSO ALLE TECNICHE (Articolo 4, Legge 40/2004) 1. Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è consentito solo quando sia accertata l'impossibilita di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed e' comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonché ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico. 2. Le tecniche di procreazione medicalmente assistita sono applicate in base ai seguenti principi: a. gradualità, al fine di evitare il ricorso ad interventi aventi un grado di invasività tecnico e psicologico più gravoso per i destinatari, ispirandosi al principio della minore invasività; b. consenso informato, da realizzare ai sensi dell'articolo E' vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo. Un'anamnesi accurata ed un corretto esame obiettivo rappresentano il primo passo di rilievo nell'ambito del primo colloquio con la coppia infertile/sterile. Durante questa fase, infatti, può emergere una specifica causa di infertilita/sterilità e ciò può aiutare a focalizzare le successive valutazioni diagnostiche sui fattori più probabilmente responsabili della infertilita/sterilità stessa. 13

References: sentenza 
 art. 11
 art. 11
 art. 15
 art. 10
 Articolo 1
 Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 4
 Articolo 5
 Articolo 1
 Articolo 2
 Articolo 1
 Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 4
 Articolo 5
 Articolo 6
 Articolo 1
 Articolo 2
 Art. 7