Source: http://itarevenge.altervista.org/spaccioapertoblog/interrogazione-parlamentare-sulla-asl-di-nuoro-in-sardegna-e-in-mano-alla-mafia-un-giro-daffari-da-un-miliardo-di-euro/
Timestamp: 2017-09-26 19:50:26+00:00

Document:
Interrogazione parlamentare sulla ASL di Nuoro in Sardegna, è in mano alla mafia? Un giro d'affari da un miliardo di euro - Spaccio Aperto - AttualitàSpaccio Aperto
Riportiamo per intero l’interrogazione parlamentare portata dai senatori del MoVimento 5 Stelle in collaborazione con il Meetup di Nuoro in Sardegna che denunciano oggi quanto le possibili infiltrazioni di malaffare possano controllare in maniera privata i servizi della ASL di Nuoro già definiti con un contratto di circa un miliardo di euro. Praticamente quasi una finanziaria nazionale che versa in mani private la gestione dei bandi, dei servizi e delle assunzioni.
Strano che la procura non abbia chiarito gli aspetti scandalistici della faccenda e del fatto che il contratto sia stato tempo fa dichiarato in frode alla legge dal TAR Sardegna, in quanto viola le direttive principali sul rischio d’impresa, di fatto annullando questo rischio a carico dei contribuenti.
Riportiamo per intero l’interrogazione e la fonte diretta del documento sul sito del Senato della Repubblica Italiana.
ASL N.3 DI NUORO E IL CONTRATTO DA CIRCA UN MILIARDO DI EURO.
Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03496
Atto n. 4-03496
Pubblicato il 19 febbraio 2015, nella seduta n. 396
GIARRUSSO , SERRA , GAETTI , BULGARELLI , BOTTICI , CATALFO , CRIMI , GIROTTO , LUCIDI , MANGILI , MARTON , MORONESE , MORRA , NUGNES , PAGLINI , PETROCELLI , PUGLIA , SANTANGELO , TAVERNA – Ai Ministri dell’interno, della giustizia, della salute e delle infrastrutture e dei trasporti. –
l’Azienda sanitaria locale (ASL) n. 3 di Nuoro aveva indetto nell’anno 2007 una procedura per l’affidamento di una concessione di lavori (il cui estratto di bando è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 97 in data 22 agosto 2007) inerente alla ristrutturazione e al completamento dei presidi ospedalieri “San Francesco” e “C. Zonchello” di Nuoro, “San Camillo” di Sorgono e dei presidi sanitari distrettuali di Macomer e Siniscola. La concessione includeva, inoltre, la fornitura e la manutenzione delle attrezzature e tecnologie sanitarie, come pure assegnava la gestione di una serie di servizi quali pulizie, ristorazione degenti e dipendenti, raccolta e smaltimento rifiuti e altri;
la procedura di affidamento indetta su proposta del promotore, individuato nel raggruppamento temporaneo costituito tra le società “Cofatech Servizi SpA” e “INSO sistemi per le infrastrutture sociali SpA”, andava deserta, come si rileva dalla deliberazione del direttore generale della ASL n.1726 del 31 ottobre 2007;
in una successiva delibera, e più precisamente la n. 463 del 31 marzo 2008, il direttore aggiudicava la concessione al citato soggetto promotore, cui faceva seguito, in data 14 maggio 2008, un contratto di concessione della durata di 27 anni e del valore di circa un miliardo di euro tra l’amministrazione sanitaria e la Cofathec Servizi SpA, in qualità di capogruppo mandataria del consorzio costituito tra la società Cofathec Servizi e la INSO Sistemi per le infrastrutture sociali;
le società aggiudicatarie costituivano, quindi, ex articolo 156 del decreto legislativo n. 163 del 2006, una società di progetto in forma di società per azioni, denominata “Polo Sanitario Sardegna Centrale Società di progetto SpA”, di cui, nel 2008, divenivano socie la società “Cofacons scarl”, e la società “Derichebourg Multiservizi Servizi SpA”, con sede legale in Napoli;
dopo la stipula del contratto di concessione, la società denominata “Polish House Srl”, che già svolgeva il servizio di pulizia e di sanificazione per alcuni presidi ospedalieri presso la ASL n. 3 di Nuoro, con ricorso n. 755 del 2007 impugnava davanti al TAR Sardegna il bando di gara.Con motivi aggiunti, depositati il 9 giugno 2010, impugnava tutti gli altri atti della procedura del project financing, compresi l’aggiudicazione definitiva della concessione alla Cofatech Servizi, il contratto di concessione stipulato tra la ASL n. 3 e la Cofatech Servizi, e l’affidamento diretto dei servizi di pulizia e di sanificazione alla Derichebourg Multiservizi;
la prima sezione del TAR della Sardegna, accogliendo il ricorso della Polish House, confermava, con la sentenza n. 213 del 2011, la sussistenza di vizi nell’accordo ai sensi dell’art. 1344 del codice civile e, annullando il bando di gara in oggetto, si pronunciava in tal senso: “Il contratto di concessione in esame si deve qualificare, infatti, come contratto nullo per illiceità della causa. L’operazione negoziale ed economica conclusa all’esito della procedura di affidamento in esame, si caratterizza per costituire uno strumento con il quale si elude l’applicazione delle norme e dei principi che disciplinano la concessione dei lavori pubblici e il project financing, facendo conseguire alle parti un risultato precluso dall’ordinamento”;
il soggetto concessionario, la società di progetto Polo Sanitario Sardegna Centrale Società di Progetto, quindi, presentava, con ricorso n. 1780 del 2011, gravame al Consiglio di Stato contro la Polish House. Quest’ultima, a sua volta, si costituiva in giudizio proponendo controricorso. Successivamente, con nota depositata il 29 dicembre del 2011, la Polisch House dichiarava di rinunciare al ricorso di primo grado e diveniva socia della Nuova Cofacons, società consortile costituita allo scopo di eseguire tutti i servizi previsti dal contratto di concessione originario;
conseguentemente l’ASL n. 3 di Nuoro e il Polo Sanitario Sardegna Centrale Società di Progetto rinunciavano ai rispettivi ricorsi in appello, mentre, la terza sezione del Consiglio di Stato annullava senza rinvio la sentenza di primo grado che accoglieva i motivi di doglianza della Polisch House, dava atto della rinuncia agli appelli e dichiarava estinti i giudizi;
sotto il profilo giuridico, l’accordo contrattuale messo in essere dalla Asl n. 3 di Nuoro con il consorzio societario in questione, non presentava gli elementi tipici previsti dalla fattispecie negoziale complessa in esame e adottati nelle operazioni contrattuali che si realizzano attraverso il meccanismo del project financing. Nel caso di specie, gli elementi contrattuali e le obbligazioni poste in capo alle parti contraenti portano, ragionevolmente, alla configurazione di un diverso istituto, nella specie un appalto e non una concessione di servizi pubblici, infatti, verrebbero meno gli elementi del rischio imprenditoriale assunto dal concessionario, legato all’aleatorietà della domanda di prestazioni, nonché la sussistenza della remunerazione del concessionario attraverso il mero sfruttamento economico dell’opera realizzata o del servizio offerto;
a quanto risulta agli interroganti, la fattispecie contrattuale concretamente posta in essere dalle parti sarebbe da ritenersi difforme dal modello legale, in quanto astrattamente avrebbe dovuto disciplinare e regolare i loro rapporti, in violazione e degli articoli 143 e seguenti, e degli articoli 153 e seguenti del decreto legislativo n. 163 del 2006. Il modello contrattuale realizzato dalle parti è da considerarsi viziato ex articolo 1344 del codice civile, in quanto posto in essere in frode alla legge, e, dunque, nullo ex articolo 1418 del codice civile;
a parere degli interroganti la complessa operazione economica finanziaria, tenuto, inoltre, conto delle particolari vicende processuali che sono derivate, suscita delle perplessità in ordine alla bontà dell’operazione stessa;
la Derichebourg Multiservizi è stata ritenuta vicina ad ambienti camorristi, nello specifico al clan dei Casalesi, come confermato dal collaboratore di giustizia Pirozzi, e come, peraltro, riscontrato nelle intercettazioni dell’indagine che ha portato all’arresto dell’amministratore unico della società nel novembre 2013, a seguito della contestazione del delitto di concorso in turbativa d’asta, nell’ambito di espletamento di una procedura di bando per la concessione dell’appalto per il servizio di pulizia presso gli ospedali di S’Anna e San Sebastiano di Caserta;
la Polisch House, dopo aver rinunciato al ricorso presentato al TAR Sardegna, diveniva socia della Nuova Cofacons, società consortile costituita allo scopo di eseguire tutti i servizi previsti dal contratto di concessione originario, inducendo a ritenere, a parere degli interroganti, la possibile sussistenza di pressioni e infiltrazioni mafiose nel progetto in questione,
se i Ministri in indirizzo intendano, nei limiti delle proprie attribuzioni, inviare una commissione di accesso per verificare l’esistenza di infiltrazioni della criminalità organizzata mafiosa nell’Asl n. 3 di Nuoro, nonché la legittimità delle procedure amministrative di affidamento del contratto in oggetto, già definito illecito dal TAR della Sardegna con sentenza n. 213 del 2011;
quali iniziative di competenza intendano assumere al fine di accertare se la Prefettura competente abbia rilasciato l’interdittiva antimafia alle imprese aggiudicatarie, tra le quali figura la Derichebourg Multiservizi SpA, già ritenuta vicina ad ambienti della camorra e il cui amministratore unico è stato arrestato nel 2013;
se intendano adottare le opportune misure, nell’ambito delle rispettive competenze, per verificare quali procedure abbia attivato la Prefettura di Nuoro a seguito dell’arresto dell’amministratore unico della Derichebourg Multiservizi, e se e come la Prefettura competente sia intervenuta a seguito del suddetto arresto;
se non ritengano necessario, nei limiti delle proprie competenze, valutare l’invio di ispettori ministeriali presso la Procura distrettuale antimafia competente al fine di appurare le motivazioni della mancata apertura di un’indagine relativa al citato contratto, già dichiarato illecito dal Tribunale Amministrativo Regionale della Sardegna, e stipulato con un’impresa che avrebbe collegamenti con la camorra;
se non intendano, nei limiti delle proprie funzioni, verificare la regolarità di tutte le procedure amministrative seguite dall’Asl n. 3 di Nuoro, che hanno condotto alla stipula del contratto, del valore di circa un miliardo di euro.
Fonte: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=903821

References: articolo 156
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 1344
 articolo 1418
 sentenza