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Timestamp: 2019-03-26 22:58:17+00:00

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La riforma aggiorna la normativa ai ns. tempi, recependo quelle materie e quelle novità introdotte già, negli ultimi anni, da leggi speciali e dalla giurisprudenza. Si riportano, di seguito, le novità più salienti del testo approvato:
Molte novità, a cominciare dall’obbligo di nomina se i condomini sono più di otto. Trasparenza, formazione e onorabilità. Sono questi i requisiti che ora ciascun amministratore dovrà possedere. Per lo svolgimento dell’attività professionale è necessario essere in possesso di un diploma di scuola secondaria di secondo grado (ad eccezione se già si amministra), nonché godere dei diritti civili, corso di formazione e aggiornamento obbligatori, presso strutture rappresentative a livello nazionale come da Elenco tenuto presso il Ministero della giustizia.
Inoltre, nei luoghi di accesso al condominio o di maggiore uso comune, accessibili anche a terzi, verranno riportate le sue generalità, come il domicilio e i recapiti (anche telefonici). La carica durerà un anno e, al momento di accettare l’incarico o di rinnovarlo, l’amministratore dovrà specificare l’importo della sua retribuzione. Non potrà però richiedere compensi ulteriori a quelli specificatamente deliberati. L’incarico annuale si intende rinnovato di egual durata. Infine, i condomini potranno pretendere la costituzione di una polizza assicurativa per la responsabilità civile a carico dell’amministratore, per gli atti compiuti nell’esercizio del suo mandato, polizza cui spese rimarranno a loro carico. Obbligo di affissione di targa di reperibilità con dati amministratore.
La revoca dell’amministratore può intervenire in ogni tempo dall’assemblea, con la maggioranza prevista per la nomina, oppure con le modalità previste nel regolamento di condominio. Anche un solo condomino può chiedere la convocazione per la revoca per le seguenti irregolarità:
8) curare la tenuta del registro di anagrafe condominiale
9) curare la tenuta del registro dei verbali e fornire al condomino che lo richiede attestazione dello stato dei pagamenti e delle eventuali liti in corso. Può essere revocato dall’Autorità giudiziaria se, ricevuto una citazione o provvedimento che esorbita dalla sue attribuzioni, non ne dà notizia all’assemblea (art. 1131 u.c.)
L’amministratore ha obbligo di far transitare le somme ricevute a qualunque titolo su uno specifico conto corrente, postale o bancario, intestato al condominio. Ciascun condomino potrà chiedere di prenderne visione. La norma ha, in tal senso, recepito la Cass. n. 7162/12 “l’amministratore è tenuto a far affluire i versamenti delle quote condominiali su apposito e separato conto corrente intestato al condominio, per evitare confusioni e sovrapposizioni tra il patrimonio del condominio e il suo personale od eventualmente quello di altri differenti condominii da lui amministrati. Vi è pure l’esigenza di trasparenza ed informazione, in modo che ciascun condomino possa costantemente verificare la destinazione dei propri esborsi e la chiarezza e facile comprensibilità dell’intera gestione condominiale”
Il nuovo testo precisa, in maniera più dettagliata le competenze spettanti all’amministratore:
2) disciplinare l’uso delle cose comuni e la fruizione dei servizi nell’interesse comune, al fine di assicurare il miglior godimento a ciascuno dei condomini;
3) riscuotere i contributi ed erogare le spese per la manutenzione ordinaria e per l’esercizio dei servizi comuni;
6) curare la tenuta del registro di anagrafe condominiale con generalità dei proprietari e dati catastali di ciascuna unità immobiliare;
8) conservare tutta la documentazione inerente alla propria gestione;
Modificata nel nuovo testo la maggioranza per deliberare le innovazioni ai sensi dell’art. 1120 c.c.. che dovranno essere deliberate, con la maggioranza del V° co. dell’art. 1136 c.c., ossia con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti ed almeno i 2/3 del valore dell’edificio. In tema di innovazione vengono introdotte ipotesi di delibera di “nuove opere” che per la loro approvazione richiedono una maggioranza inferiore (art. 1136, co. 2, c.c.) a quanto sopra. Nel concreto, le attività oggetto di tale “agevolazione” sono quelle degli interventi volti a migliorare la sicurezza e la salubrità degli edifici e degli impianti; delle opere per eliminare le barriere architettoniche, per il contenimento del consumo energetico degli edifici e per realizzare parcheggi destinati a servizio delle unità immobiliari o dell’edificio; per la produzione di energia mediante l’utilizzo di impianti di cogenerazione, fonti eoliche, solari o rinnovabili; dell’installazione di impianti centralizzati per la ricezione radiotelevisiva (satellite o via cavo). Le innovazioni gravose e voluttuarie di cui all’art. 1121 c.c. non viene interessato dalla riforma e si mantiene nel testo della versione codicistica precedente.
Ai sensi del rinnovato art. 1130 c.c. l’amministratore ha l’obbligo di attivarsi per la riscossione forzosa delle somme dovute dagli obbligati entro 6 mesi dalla chiusura dell’esercizio nel quale il credito esigibile è compreso. A tal fine, il nuovo testo dell’art. 63 disp. att. c.c., legittima l’amministratore a richiedere un decreto di ingiunzione nei confronti del condomino moroso, senza bisogno dell’assenso assembleare, sulla sola scorta dello stato di ripartizione approvato. Ulteriore novità del nuovo testo è rappresentata dall’obbligo spettante ai creditori di non poter agire contro i condomini in regola con i pagamenti, se non dopo l’escussione degli altri condomini. I creditori, quindi, hanno il diritto di conoscere i dati dei condòmini morosi.
Il nuovo testo, all’art. 1122-ter prevede specifiche prescrizione per gli impianti di videosorveglianza che consentono l’installazione con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno 500 millesimi. Il testo sembra, invece, escludere dalla sua applicazione la videosorveglianza sulle “pertinenze” private, con probabile difficoltà applicativa all’interno di una fattispecie (il condominio)
La norma riguarda l’introduzione della fattispecie dell’installazione di “impianti non centralizzati”, per la ricezione radiotelevisiva e per l’accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino al punto di diramazione per le singole utenze. Tali opere devono essere realizzare in modo da recare il minor pregiudizio alle parti comuni e alle unità immobiliari di proprietà individuale, preservando in ogni caso il decoro architettonico dell’edificio, salvo quanto previsto in materia di reti pubbliche. E`consentita l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinati al servizio di singole unità del condominio sul lastrico solare, su ogni altra idonea superficie comune e sulle parti di proprietà individuale dell’interessato. Se per realizzare l’installazione, si rendano necessarie modificazioni delle parti comuni, l’interessato ne dà comunicazione all’amministratore. L’assemblea può prescrivere, con la maggioranza di cui al quinto comma dell’articolo 1136, adeguate modalità alternative di esecuzione o imporre cautele a salvaguardia della stabilità, della sicurezza o del decoro architettonico dell’edificio, nonché richiedere al condominio idonea garanzia per i danni eventuali. La norma in questione va ricollegata con le facoltà di modificazione già attribuite al condominio dall’art. 1102 c.c.
I° convocazione : maggioranza partecipanti + 2/3 millesimi II° convocazione: 1/3 partecipanti + 1/3 millesimi
I° convocazione : maggioranza intervenuti + 500 millesimi II° convocazione: maggioranza intervenuti + 1/3 millesimi
• Nomina, revoca amministratore;
• Liti attive e passive che esorbitano le attribuzioni dell’amministratore;
• Ricostruzione edificio o riparazioni di notevole entità;
• Tutela delle destinazioni d’uso in caso di violazione del condomino (art.1117-quater);
• Innovazioni di cui al II° co. art. 1120 c.c. (eliminazione barriere architettoniche ecc.);
• Installazione impianti videosorveglianza su parti comuni (ex art. 1122-ter c.c.);
• Autorizzazione dell’amministratore a partecipare e/o collaborare a progetti, programmi e iniziative territoriali ecc.;
Per le delibere di modifica di destinazione d’uso di parti comuni: 4/5 partecipanti + 4/5 dei millesimi
Per le delibere di innovazioni di cui all’art. 1120 e 1122-bis II° co. c.c.: maggioranza intervenuti + 2/3 millesimi
Tavole sinottiche nuovo testo
3) le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere destinati all’uso comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli impianti idrici e fognari, i sistemi centralizzati di distribuzione e di trasmissione per il gas, per l’energia elettrica, per il riscaldamento ed il condizionamento dell’aria, per la ricezione radiotelevisiva e per l’accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino al punto di diramazione ai locali di proprietà individuale dei singoli condomini,
ovvero, in caso di impianti unitari, fino al punto di utenza, salvo quanto disposto dalle normative di settore in materia di reti pubbliche
Le disposizioni del presente capo si applicano, in quanto compatibili, in tutti i casi in cui più unità immobiliari o più edifici ovvero più condominii di unità immobiliari o di edifici abbiano parti comuni ai sensi dell’articolo 1117
Le parti comuni dell’edificio non sono soggette a divisione, a meno che la divisione possa farsi senza rendere più incomodo l’uso della cosa a ciascun condomino e con il consenso di tutti i partecipanti al condomini.
2) le opere e gli interventi previsti per eliminare le barriere architettoniche, per il contenimento del consumo energetico degli edifici e per realizzare parcheggi destinati a servizio delle unità immobiliari o dell’edificio, nonché per la produzione di energia mediante l’utilizzo di impianti di cogenerazione,
fonti eoliche, solari o comunque rinnovabili da parte del condominio o di terzi che conseguano a titolo oneroso un diritto reale o personale di godimento del lastrico solare o di altra idonea superficie comune;
L’amministratore è tenuto a convocare l’assemblea entro trenta giorni dalla richiesta anche di un solo condomino interessato all’adozione delle deliberazioni di cui al precedente comma. La richiesta deve contenere l’indicazione del contenuto specific
o e delle modalità di esecuzione degli interventi proposti. In mancanza, l’amministratore deve invitare senza indugio il condomino proponente a fornire le necessarie integrazioni.
Le installazioni di impianti non centralizzati per la ricezione radiotelevisiva e per l’accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino al punto di diramazione per le singole utenze sono realizzati in modo da recare il minor pregiudizio alle parti
comuni e alle unità immobiliari di proprietà individuale, preservando in ogni caso il decoro architettonico dell’edificio, salvo quanto previsto in materia di reti pubbliche.
L’accesso alle unità immobiliari di proprietà individuale deve essere consentito ove necessario per la progettazione e per l’esecuzione delle opere. Non sono soggetti ad autorizzazione gli impianti destinati allesingole unità abitative.
Le scale e gli ascensori sono mantenuti e sostituiti dai proprietari delle unità immobiliari a cui servono. La spesa relativa è ripartita tra essi, per metà in ragione del valore delle singole unità immobiliari e per l’altra metà esclusivamente in misura proporzionale all’altezza di ciascun piano dal suolo
Art.1127 – Costruzione sopra l’ultimo piano dell’edificio
Art.1128 – Perimento totale o parziale dell’edificio
Art. 1129 Nomina, revoca ed obblighi dell’amministratore
dell’incarico, l’amministratore comunica i propri dati anagrafici e professionali, il codice fiscale, o, se si tratta di società, anche la sede legale e la denominazione, il locale ove si trovano i registri di cui ai numeri 6) e 7) dell’articolo 1130, nonché i giorni e le ore in cui ogni interessato, previa richiesta all’amministratore, può prenderne gratuitamente visione e ottenere, previo rimborso della spesa, copia da lui firmata.
L’assemblea può subordinare la nomina dell’amministratore alla
presentazione ai condomini di una polizza individuale di responsabilità civile per gli atti compiuti nell’esercizio del mandato.
La revoca dell’amministratore può essere deliberata in ogni tempo
dall’assemblea, con la maggioranza prevista per la sua nomina oppure con le modalità previste dal regolamento di condominio. Può altresì essere disposta dall’autorità giudiziaria, su ricorso
di ciascun condomino, nel caso previsto dal quarto comma dell’articolo 1131, se non rende il conto della gestione,
ovvero in caso di gravi irregolarità. Nei casi in cui siano emerse gravi irregolarità fiscali o di non ottemperanza a quanto disposto dal numero 3) del dodicesimo comma del presente articolo, i condomini, anche singolarmente, possono chiedere la convocazione dell’assemblea per far cessare la violazione e revocare il mandato all’amministratore. In caso di mancata
revoca da parte dell’assemblea, ciascun condomino può rivolgersi all’autorità giudiziaria e in caso di accoglimento della domanda, il ricorrente, per le spese legali, ha titolo di rivalsa nei
Il presente articolo si applica anche agli edifici di alloggi di edilizia popolare ed economica, realizzati o recuperati da enti pubblici a totale partecipazione pubblica o con il concorso dello Stato, delle regioni, delle province o dei comuni, nonché a quelli realizzati da enti pubblici non economici o società
private senza scopo di lucro con finalità sociali proprie dell’edilizia residenziale pubblica».
L’amministratore, in caso di inerzia, mancanza o incompletezza delle comunicazioni, richiede con lettera raccomandata le informazioni necessarie alla tenuta del registro di anagrafe. Decorsi trenta giorni, in caso di omessa o incompleta risposta, l’amministratore acquisisce le informazioni necessarie,
addebitandone il costo ai responsabili;
7) curare la tenuta del registro dei verbali delle assemblee, del registro di nomina e revoca dell’amministratore e del registro di contabilità. Nel registro dei verbali delle assemblee sono altresì annotate: le eventuali mancate costituzioni dell’assemblea, le deliberazioni nonché le brevi dichiarazioni
rese dai condomini che ne hanno fatto richiesta; allo stesso registro è allegato il regolamento di condominio, ove adottato. Nel registro di nomina e revoca dell’amministratore sono annotate, in ordine cronologico, le date della nomina e della revoca di ciascun amministratore del condominio, nonché gli
estremi del decreto in caso di provvedimento giudiziale. Nel registro di contabilità sono annotati in ordine cronologico, entro trenta giorni da quello dell’effettuazione, i singoli movimenti in entrata ed in uscita. Tale registro può tenersi anche con modalità informatizzate;
L’assemblea condominiale può, in qualsiasi momento o per più annualità specificamente identificate, nominare un revisore che verifichi la contabilità del condominio. La deliberazione è assunta con la maggioranza prevista per la nomina dell’amministratore e la relativa spesa è ripartita fra tutti i
condomini sulla base dei millesimi di proprietà. I condomini e i titolari di diritti reali o di godimento sulle unità immobiliari possono prendere visione dei documenti giustificativi di spesa in ogni tempo e estrarne copia a proprie spese. Le scritture e i documenti giustificativi devono essere conservati per dieci anni dalla data della relativa registrazione.
Art.1133 – Provvedimenti presi dall’amministratore
4) alle opere di manutenzione straordinaria e alle innovazioni, costituendo obbligatoriamente un fondo speciale di importo pari all’ammontare dei lavori. L’amministratore non può ordinare lavori di manutenzione straordinaria, salvo che rivestano carattere urgente, ma in questo caso deve riferirne nella prima assemblea. L’assemblea può autorizzare l’amministratore a partecipare e collaborare a progetti, programmi e iniziative territoriali promossi dalle istituzioni locali o da soggetti privati qualificati, anche mediante opere di risanamento di parti comuni degli immobili nonché di demolizione, ricostruzione e messa in sicurezza statica, al fine di favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente, la vivibilità urbana, la sicurezza e la sostenibilità ambientale della zona in cui il condominio è ubicato.
Se l’assemblea in prima convocazione non può deliberare per mancanza di numero legale, l’assemblea in seconda con-vocazione delibera in un giorno successivo a quello della prima e, in ogni caso, non oltre dieci giorni dalla medesima. L’assemblea in seconda convocazione è regolarmente costituita con l’intervento di tanti condomini che rappresentino almeno un terzo del
valore dell’intero edificio e un terzo dei partecipanti al condominio. La deliberazione è valida se approvata dalla maggioranza degli intervenuti con un numero di voti che rappresenti almeno un terzo del valore dell’edificio.
Le deliberazioni di cui all’articolo 1120, primo comma, e dll’articolo 1122-bis, terzo comma, devono essere approvate dall’assemblea con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti ed almeno i due terzi del valore dell’edificio.
Ciascun condomino può prendere l’iniziativa per la formazione del
Art. 2659 comma I, n. 1 Nota di trascrizione
1) il cognome ed il nome, il luogo e data di nascita e il numero di codice fiscale delle parti, nonché il regime patrimoniale delle stesse, se coniugate, secondo quanto risulta da loro dichiarazione resa nel titolo o da certificato dell’ufficiale di stato civile; la denominazione o la ragione sociale, la sede e il
numero di codice fiscale delle persone giuridiche, delle società previste dai capi II, III e IV del titolo V del libro quinto e delle associazioni non riconosciute, con l’indicazione, per queste ultime e per le società semplici, anche delle generalità delle persone che le rappresentano secondo l’atto costitutivo. Per i condominii devono essere indicati l’eventuale denominazione, l’ubicazione e il codice fiscale;
Per le cause tra soci è competente il giudice del luogo dove ha sede la società; per le cause tra condomini ovvero tra condomini e condominio, il giudice del luogo dove si trovano i beni comuni o la maggior parte di essi. Tale norma si applica anche dopo lo scioglimento della società o del condominio, purché la domanda sia proposta entro un biennio dalla divisione.
Per la riscossione dei contributi in base allo stato di ripartizione approvato dall’assemblea, l’amministratore, senza bi
sogno di autorizzazione di questa, può ottenere un decreto di ingiunzione immediatamente esecutivo, nonostante opposizione, ed è tenuto a comunicare ai creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi. I creditori non possono agire nei confronti degli obbligati in regola con i pagamenti, se non dopo l’escussione degli altri condomini. In caso di mora nel pagamento dei contributi che si sia protratta per un semestre l’amministratore può sospendere il condomino moroso dalla fruizione dei servizi comuni suscettibili di godimento separato.
Chi subentra nei diritti di un condomino è obbligato solidalmente con questo al pagamento dei contributi relativi all’anno in corso e a quello precedente. Chi cede diritti su unità immobiliari
resta obbligato solidalmente con l’avente causa per i contributi maturati fino al momento in cui è trasmessa all’amministratore copia autentica del titolo che determina il trasferimento del diritto.
Sulla revoca dell’amministratore, nei casi indicati all’undicesimo comma dell’articolo 1129 e dal quarto comma dell’articolo 1131 del codice, il tribunale provvede in camera di consiglio, con decreto motivato, sentito l’amministratore in contraddittorio con il ricorrente.
L’avviso di convocazione, contenente specifica indicazione dell’ordine del giorno, deve essere comunicato almeno cinque giorni prima della data fissata per l’adunanza in prima convocazione, a mezzo di posta raccomandata, posta elettronica certificata, fax o tramite consegna a mani, e deve contenere
l’indicazione del luogo e dell’ora della riunione. In caso di omessa, tardiva o incompleta convocazione degli aventi diritto, la deliberazione assembleare è annullabile ai sensi dell’articolo 1137 del codice su istanza dei dissenzienti o assenti perché non ritualmente convocati. L’assemblea in seconda convocazione non può tenersi nel medesimo giorno solare della prima.
Ogni condomino può intervenire all’assemblea anche a mezzo di
rappresentante, munito di delega scritta. Se i condomini sono più di venti, il delegato non può rappresentare più di un quinto dei condomini e del valore proporzionale.
Nei casi di cui all’articolo 1117-bis del codice, quando i partecipanti sono complessivamente più di sessanta, ciascun condominio deve designare, con la maggioranza di cui all’articolo 1136, quinto comma, del codice, il proprio rappresentante all’assemblea per la gestione ordinaria delle parti comuni a più condominii e per la nomina dell’amministratore. In mancanza, ciascun partecipante può chiedere che l’autorità giudiziaria nomini il rappresentante del proprio condominio. Qualora alcuni dei condominii interessati non abbiano nominato il proprio rappresentante, l’autorità giudiziaria provvede alla nomina su ricorso anche di uno solo dei rappresentanti già nominati, previa diffida a provvedervi entro un congruo termine. La diffida ed il ricorso all’autorità giudiziaria sono notificati al condominio cui si riferiscono in persona dell’amministratore o,
in mancanza, a tutti i condomini.
L’usufruttuario di un piano o porzione di piano dell’edificio esercita il diritto di voto negli affari che attengono all’ordinaria amministrazione e al semplice godimento delle cose e dei servizi comuni. Nelle altre deliberazioni, il diritto di voto spetta ai proprietari, salvi i casi in cui l’usufruttuario intenda avvalersi del diritto di cui all’articolo 1006 del codice ovvero si tratti di lavori od opere ai sensi degli articoli 985 e 986 del codice. In tutti questi casi l’avviso di convocazione deve essere comunicato sia all’usufruttuario sia al nudo proprietario. Il nudo proprietario e l’usufruttuario rispondono solidalmente per il pagamento dei contributi dovuti
all’amministrazione condominiale.
Nell’accertamento dei valori di cui al primo comma non si tiene conto del canone locatizio, dei miglioramenti e dello stato di manutenzione di ciascuna unità immobiliare
2) quando, per le mutate condizioni di una parte dell’edificio, in conseguenza di sopraelevazione, di incremento di superfici o di incremento o diminuzione delle unità immobiliari, è alterato per più di un quinto il valore proporzionale dell’unità immobiliare anche di un solo condomino. In tal caso il relativo
costo è sostenuto da chi ha dato luogo alla variazione.
Su richiesta dell’assemblea, che delibera con la maggioranze di cui al secondo comma dell’articolo 1136 del codice, l’amministratore è tenuto ad attivare un sito internet del condominio, che consente agli aventi diritto di consultare ed estrarre copia in formato digitale dei documenti previsti dalla
delibera assembleare Le spese per l’attivazione e la gestione del sito internet sono poste a carico dei condomini.
2. 1. Le deliberazioni che hanno per oggetto le innovazioni da attuare negli edifici privati dirette ad eliminare le barriere architettoniche di cui all’articolo 27, primo comma, della legge 30 marzo 1971, n. 118, ed all’articolo 1, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1978, n. 384,
nonché la realizzazione di percorsi attrezzati e la installazione di dispositivi di segnalazione atti a favorire la mobilità dei ciechi all’interno degli edifici privati, sono approvate dall’assemblea del condominio, in prima o in seconda convocazione, con le maggioranze previste dal secondo comma dell’articolo 1120 del codice civile.
Art. 26, comma V 5. Per le innovazioni relative all’adozione di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore e per il conseguente riparto degli oneri di riscaldamento in base al consumo effettivamente registrato, l’assemblea di condominio delibera con le maggioranze previste dal secondo comma dell’articolo 1120 del codice civile.
Disposizioni urgenti per il differimento di termini in materia di trasmissioni radiotelevisive analogiche e digitali, nonchè per il risanamento di impianti radiotelevisivi. Decreto-Legge converti
to con modificazioni dalla L. 20 marzo 2001, n. 66. Art. 2-bis, comma XIII. Al fine di favorire lo sviluppo e la diffusione delle nuove tecnologie di radiodiffusione da satellite, le opere di installazione di nuovi impianti sono innovazioni necessarie ai sensi dell’articolo 1120, primo comma, del codice civile. Per l’approvazione delle relative deliberazioni si applica l’articolo 1120, secondo comma, dello stesso codice.
Le disposizioni di cui ai precedenti periodi non costituiscono titolo per il riconoscimento di benefici fiscali.
L’Associazione Nazional-europea AMMinistratori d’Immobili (A.N.AMM.I) è una associazione di categoria, senza fine di lucro, iscritta dal 2010 all’Elenco delle associazioni rappresentative a livello nazionale delle professioni non regolamentate tenuto presso il Ministero della Giustizia, ai sensi del D.lgs. n. 206/2007. È diffusa su tutto il territorio nazionale con sedi provinciali e di zona che operano in autonomia.
Compito fondamentale di A.N.AMM.I., associazione censita dal Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro è la formazione di figure professioniste nella gestione immobiliare e nella consulenza condominiale. A tal fine l’A.N.AMM.I. eroga costantemente una serie di servizi mirati allo svolgimento professionale corretto dell’attività di amministratore di condominio. L’attività di amministratore di condominio, è in Italia priva di una regolamentazione specifica in quanto non esiste un albo nazionale della categoria o un organismo che tuteli i condomini e che dia la possibilità a professionisti seri e preparati di qualificarsi nello svolgimento di questa attività. Ne consegue quindi il ruolo di massima importanza sul mercato di una associazione, come A.N.AMM.I. che è anche è la prima Associazione di categoria in Europa a vantare l’ottenimento della certificazione UNI EN ISO 9001, oggi UNI EN ISO 9001:2008.

References: Cass. 
 art. 1130
 art. 1120
 art. 1122

Art.1127

Art.1128

Art. 1129

Art.1133

Art. 2659

Art. 26
 Art. 2