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⭐Creare un marchio. Introduzione all utilizzo dei marchi per le piccole e medie imprese
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Timoteo Carboni
1 Creare un marchio Introduzione all utilizzo dei marchi per le piccole e medie imprese2 Customizzazione: CACIA Autori: Daniela Botticelli Valerio Lucchini Paul Bodenham Si ringraziano per la collaborazione Roberto Alma e Silvia Cretella Elaborazione grafica: META Group Clausola di esclusione: Questa pubblicazione è stata customizzata e riprodotta con il previo permesso espresso dell Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (WIPO), titolare del diritto d autore della versione originale sia in spagnolo che in italiano, disponibili al sito Come tale, WIPO non è responsabile per l'accuratezza o la correttezza della versione personalizzata della pubblicazione, quindi la responsabilità rimane esclusivamente a carico della CACIA. Camera di Commercio Italo-Argentina (2010). WIPO è titolare del diritto d'autore sulla versione originale sia in spagnolo che in italiano3 Indice Page 1. Marchi d impresa 3 2. La protezione dei marchi 8 3. I tipi di marchio Utilizzare i marchi Far rispettare il marchio 504 Legenda: ITALIA = colore rosso ARGENTINA = colore blu ESEMPI = colore verde5 1. Marchi d impresa Cos è un marchio? Il marchio è un segno che permette di distinguere i prodotti o i servizi prodotti o distribuiti da un impresa, da quelli delle altre imprese In generale, qualunque parola, lettera, numero, disegno, fotografia, forma, colore, logotipo, etichetta o combinazione di questi segni avente carattere distintivo ed utilizzato per contraddistinguere prodotti o servizi, è suscettibile di essere considerato un marchio. In alcuni Paesi, anche gli slogan pubblicitari sono considerati marchi e possono essere registrati come tali dall ufficio nazionale competente. Un numero crescente di Paesi ammette anche la registrazione di forme meno tradizionali di marchi, come per esempio un colore, segni tridimensionali (come la forma di un prodotto o il modo in cui è confezionato), segni sonori (suoni), o segni olfattivi (odori). Molti Paesi hanno invece circoscritto l area dei segni registrabili come marchio, ammettendo solo la registrazione di segni visualmente percepibili, oppure suscettibili di rappresentazione grafica. ITALIA: L Art. 7 del Codice Italiano della Proprietà Industriale (d ora innanzi anche denominato c.p.i.) precisa che Possono costituire oggetto di registrazione come marchio d impresa tutti i segni suscettibili di essere rappresentati graficamente, in particolare le parole, compresi i nomi di persone, i disegni, le lettere, le cifre, i suoni, la forma del prodotto o della confezione di esso, le combinazioni o le tonalità cromatiche, purché siano atti a distinguere i prodotti o i servizi di un impresa da quelli di altre imprese. Da questo elenco si nota che sono in particolare suscettibili di costituire un valido marchio le lettere, le cifre, la forma del prodotto o della sua confezione (si pensi, ad esempio, ai numerosi marchi tridimensionali di Bulgari per le bottiglie dei suoi profumi) purché tali da avere un, sia pur minimo, carattere di distintività (es. la doppia F di Fendi, la V di Valentino di seguito illustrata che, sia pure in caratteri standard, è inscritta in un ovale aperto nella parte superiore e, ancora, la V bianca inscritta in un rettangolo nero) Marchio figurativo Marchio misto di esclusiva titolarità di Valentino 36 Marchio figurativo Marchio misto di esclusiva titolarità di Fendi Marchio di forma o tridimensionale Marchio tridimensionale di esclusiva titolarità di Bulgari. La forma del prodotto o del suo confezionamento può costituire un valido marchio, a condizione che il segno in questione non sia costituito esclusivamente dalla forma imposta dalla natura stessa del prodotto (si tratta della forma naturale del prodotto e, quindi, di una forma priva di capacità distintiva), dalla forma del prodotto necessaria per ottenere un risultato tecnico (proteggibile esclusivamente da un brevetto o da un modello di utilità) o dalla forma che dà un valore sostanziale al prodotto (Art.9 c.p.i.). L art.7 c.p.i. cita anche nell'elenco dei segni suscettibili di costituire un valido marchio i suoni. Infatti, può costituire un marchio valido un suono, a condizione che sia rappresentato graficamente, mediante un pentagramma dettagliato, illustrando le note musicali. L art.7 c.p.i. indica, altresì, che le combinazioni o tonalità cromatiche possono costituire un valido marchio. Con questa definizione si esclude che possa costituire un valido marchio un colore puro perché si ritiene che l'uso dello stesso non possa essere esclusivamente riservato ad un solo titolare. Sebbene l art.7 c.p.i. non li citi espressamente, fanno parte dei segni suscettibili di costituire un valido marchio gli slogan pubblicitari ovvero i messaggi che incitano all'acquisto di prodotti e di servizi di riferimento, a condizione, tuttavia, che presentino un carattere distintivo, vale a dire che si tratti di un segno che possa essere percepito dal pubblico dei consumatori di riferimento, come uno strumento d'identificazione dell'origine commerciale dei prodotti o dei servizi considerati,così consentendone, senza possibilità di confusione, la distinzione 47 da quelli dei concorrenti. Ad esempio, è stato depositato come marchio d'impresa lo slogan pubblicitario della famosa catena di arredamento Mondo Convenienza La nostra forza è il prezzo, depositato anche come brano musicale jingle. Esistono forti dubbi sulla registrabilità dei marchi olfattivi, infatti, oltre a non essere rappresentabili graficamente,al momento,non esiste una classificazione internazionale degli odori tale da consentire una precisa ed inequivocabile indicazione. ARGENTINA: La Legge argentina in materia di marchi e design definisce come marchi registrabili segni per contraddistinguere prodotti o servizi uno o più parole con o senza significato, disegni, emblemi, monogrammi, figure, stampe, sigilli, immagini, fasce, combinazioni di colori applicate in un punto preciso del prodotto, confezione o imballaggio; le combinazioni di lettere e numeri; le lettere e numeri su un speciale disegno; gli slogan pubblicitari; le forme con capacità distintiva e ogni altro segno avente tale capacità distintiva. Il valore dei marchi Un marchio scelto e costruito con cura ha un valore commerciale considerevole per la maggior parte delle imprese. Per alcune di esse, il marchio può addirittura costituire il bene di maggior valore. Si pensi al valore di alcuni fra i marchi più famosi al mondo, come Coca-Cola o IBM, che valgono oltre 50 miliardi di dollari ciascuno. I consumatori attribuiscono valore ai marchi, alla loro reputazione, alla loro immagine ed alle qualità dei prodotti ad essi associati. Essi sono disposti a pagare un prezzo più alto per un prodotto contrassegnato da un marchio a loro noto e che corrisponde alle loro aspettative. Ecco perché essere titolare di un marchio che gode di una buona reputazione presso il consumatore, attribuisce ad un impresa un notevole vantaggio rispetto ai concorrenti. 58 Che funzione ha il marchio? La principale funzione del marchio è quella di permettere ai consumatori di identificare un prodotto (sia esso un bene, o un servizio) di una determinata impresa in modo da distinguerlo da prodotti simili o identici, forniti da imprese concorrenti. Una volta che è stato soddisfatto da un determinato prodotto, il consumatore tende a ricomprarlo o riusarlo. Ma per poter fare ciò, deve poter distinguere facilmente fra prodotti identici o simili. Consentendo alle imprese di differenziarsi e differenziare i propri prodotti da quelli della concorrenza, i marchi svolgono un ruolo centrale nelle strategie di marketing e promozione del nome dell impresa, contribuendo all affermazione dell immagine e della reputazione dei prodotti agli occhi del consumatore. È attraverso questo processo che un impresa costruisce un rapporto di fiducia con i propri clienti. Una fiducia che è fondamentale per l acquisizione di quote di mercato e il rafforzamento della propria immagine. Spesso il consumatore sviluppa un attaccamento affettivo nei confronti di certi marchi, sulla base delle qualità o caratteristiche intrinseche dei prodotti contrassegnati da tali marchi. Inoltre i marchi forniscono alle imprese un incentivo ad investire nel mantenimento e miglioramento della qualità dei prodotti, perché è vitale che i prodotti contrassegnati da un certo marchio mantengano un immagine positiva. Perché la vostra impresa dovrebbe proteggere i suoi marchi? Mentre la maggior parte delle imprese è consapevole dell importanza di ricorrere ai marchi per differenziare i propri prodotti da quelli dei concorrenti, non tutte si rendono conto dell importanza di proteggere i marchi attraverso la loro registrazione. Un marchio registrato attribuisce il diritto esclusivo ad impedire l utilizzazione, da parte di altre imprese, dello stesso marchio, o di un marchio simile (e dunque idoneo a confondere i consumatori), nella commercializzazione di prodotti identici, o simili, a quelli della vostra impresa. Non registrando il marchio, rischiate di compromettere gli investimenti fatti per promuovere la vendita di un prodotto. Questo perchè un impresa concorrente potrebbe adottare un marchio simile al vostro per prodotti identici o simili ed i consumatori, che erano soliti acquistare i 69 vostri prodotti, potrebbero dirigersi verso i prodotti del vostro concorrente, confondendoli con i vostri. Cosa che, oltre a far diminuire i profitti della vostra impresa, ne danneggerebbe sia la reputazione che l immagine, soprattutto se il prodotto del concorrente è di qualità inferiore al vostro. Dato il valore dei marchi e l importanza che un marchio può avere nel determinare il successo di un prodotto, è fondamentale che proteggiate i vostri marchi in tutti i paesi di esportazione dei vostri prodotti. Inoltre, un marchio registrato può essere concesso in licenza, procurando così alla vostra impresa un ulteriore fonte di reddito. Un marchio registrato può anche costituire la base per un contratto di franchising. I marchi permettono al consumatore di distinguere prodotti simili, provenienti da imprese differenti; consentono alle imprese di differenziare i loro prodotti; sono strumenti di marketing e la base su cui costruire l immagine e la reputazione dell impresa; possono essere concessi in licenza e quindi costituire una fonte di reddito addizionale (royalties); sono una componente fondamentale dei contratti di franchising; stimolano le imprese ad investire nel mantenimento o nel miglioramento della qualità dei prodotti; possono facilitare l ottenimento di finanziamenti. Talvolta un marchio registrato ed avente una buona reputazione presso i consumatori, può anche servire per ottenere finanziamenti dagli istituti bancari. Questi infatti sono sempre più consapevoli del ruolo dei marchi nel determinare il successo di un impresa. 710 2. La protezione dei marchi Come proteggere i marchi della vostra impresa? La protezione di un marchio può essere ottenuta attraverso la registrazione o, in alcuni Paesi, anche solo attraverso l uso. Anche per Paesi in cui è possibile proteggere i marchi solo attraverso l uso, vi consigliamo di registrare il vostro marchio presso l ufficio nazionale marchi competente (alcuni uffici marchi offrono la possibilità di registrazione online). La registrazione del marchio offrirà una migliore protezione, soprattutto in caso di conflitto con un marchio identico, o simile. Per registrare un marchio, l intervento di un agente di marchi è spesso molto utile (e in alcuni Paesi obbligatorio). ITALIA: La protezione di un marchio può essere ottenuta attraverso la registrazione o anche solo attraverso l uso. Tuttavia, vi consigliamo di registrare il vostro marchio presso l Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), sia direttamente presso la sede dell Ufficio a Roma, sia presso una delle Camere di Commercio esistenti in ogni provincia del territorio italiano. La registrazione del marchio offre una maggiore protezione, soprattutto in caso di conflitto con un marchio identico o simile. ARGENTINA: Una domanda dovrà essere presentata per ogni classe per la quale viene chiesto la protezione, debitamente completata, nella quale dovranno essere indicati i dati del richiedente. Dovrà, inoltre, essere eletto domicilio, nella Capitale Federale di Buenos Aires e dovrà essere corrisposta la relativa tassa. La registrazione del nome commerciale (ragione sociale o ditta) della vostra impresa equivale alla registrazione del marchio? No. La registrazione di un impresa e della sua ragione sociale/nome commerciale presso la Camera di Commercio non equivale alla registrazione del marchio. Nome commerciale e marchio d impresa sono due concetti ben distinti e, nonostante vengano spesso confusi, è essenziale comprenderne la differenza. Il nome commerciale è la denominazione completa della Vostra impresa e ne permette l identificazione. Per esempio: Blackmark International S.p.A. termina in S.p.A., s.r.l. o simili sigle indicanti la forma giuridica dell impresa (società per azioni, società 811 a responsabilità limitata). Il marchio, invece, è il segno che contraddistingue i prodotti della vostra impresa. Un impresa può possedere diversi marchi. Per esempio, Blackmark International S.p.A. può vendere un prodotto con il marchio BLACKMARK ed un altro prodotto con il marchio REDMARK. Le imprese possono utilizzare un marchio per identificare tutti i loro prodotti o una particolare categoria o uno specifico tipo. Anche se alcune imprese utilizzano il proprio nome commerciale come marchio, sarebbe consigliabile proteggerlo anche come marchio. Chi può chiedere la registrazione di un marchio? ITALIA: l art.19 c.p.i. precisa che Può ottenere una registrazione per marchio d impresa chi lo utilizzi o si proponga di utilizzarlo nella fabbricazione o commercio di prodotti o nella prestazione di servizi della propria impresa o di imprese di cui abbia il controllo o che ne facciano uso con il suo consenso. Si può trattare sia di una persona fisica, sia di una persona giuridica. ARGENTINA: Chiunque può depositare una domanda di registrazione di un marchio. Un impresa è obbligata a registrare i propri marchi? No. Tuttavia è nel vostro interesse farlo, perché solo la registrazione attribuisce diritti esclusivi che consentono di impedire l uso non autorizzato del marchio da parte di terzi. Quali sono le principali ragioni per cui la domanda di registrazione di un marchio può essere rigettata? No. Tuttavia è nel vostro interesse farlo, perché solo la registrazione attribuisce diritti esclusivi che consentono di impedire l uso non autorizzato del marchio da parte di terzi. Quali sono le principali ragioni per cui la domanda di registrazione di un marchio può essere rigettata? Prima di registrare un marchio è bene tenere a mente che esistono categorie di segni che in genere non sono registrabili come marchi. In questo caso si parla di impedimenti assoluti alla registrazione di un marchio. Ovvero: Termini generici: Per esempio, se la vostra impresa cercasse di registrare il marchio SEDIE per vendere delle sedie, la sua domanda verrebbe sicuramente rigettata in quanto il termine sedia è il termine generico del prodotto; 912 ITALIA: l art.12.1c.p.i. Esclude la validità dei marchi che consistano esclusivamente in segni divenuti di uso comune nel linguaggio corrente o negli usi costanti del commercio. Allo stesso modo, l art c.p.i. dispone che non possono costituire oggetto di registrazione come marchio i segni privi di carattere distintivo e in particolare quelli costituiti esclusivamente dalle denominazioni generiche di prodotti o servizi. Per esempio, se la vostra impresa cercasse di registrare il marchio SEDIE per vendere delle sedie, la sua domanda verrebbe sicuramente rigettata in quanto tale termine è generico del prodotto. ARGENTINA: E importante evitare che non venga depositato come marchio un segno contenente un termine generico poiché l art.2 (b) della Legge n del 26 dicembre 1980 prevede che non possano essere registrati come marchi quei segni divenuti di uso comune prima del deposito della domanda di registrazione. Termini descrittivi: Talvolta, in commercio, alcune parole sono considerate sinonimo di un certo tipo di prodotti. Ecco perché è difficile che la parola DOLCE possa essere accettata come marchio per la vendita di cioccolato. In effetti, non sarebbe giusto attribuire ad un singolo produttore di cioccolato l utilizzo esclusivo della parola DOLCE per la commercializzazione dei propri prodotti. Allo stesso modo è probabile che termini qualitativi o elogiativi come RAPIDO, MIGLIORE, CLASSICO, INNOVATIVO diano luogo a simili obiezioni, a meno che non siano parte di un marchio complesso, o composto, avente carattere distintivo. In tali casi, può essere necessario apporre un disclaimer che chiarisca che quella parte del marchio non è oggetto di esclusiva; ITALIA: Lo stesso Art.13.1 c.p.i. vieta la registrazione di marchi composti da segni costituiti esclusivamente da indicazioni descrittive che ad essi si riferiscono come i segni che in commercio possono servire a designare la specie, la qualità, la quantità, la destinazione, il valore, la provenienza geografica ovvero l epoca di fabbricazione del prodotto e della prestazione di servizio, o altre caratteristiche del prodotto o servizio. Talvolta, in commercio, 1013 alcune parole sono considerate sinonimo di un certo tipo di prodotti. Ecco perché è difficile che la parola DOLCE possa essere accettata come marchio per la vendita di cioccolato.in effetti,non sarebbe giusto attribuire ad un singolo produttore di cioccolato l utilizzo esclusivo della parola DOLCE per la commercializzazione dei propri prodotti. Allo stesso modo è probabile che termini qualitativi o elogiativi come RAPIDO, MIGLIORE, CLASSICO o INNOVATIVO diano luogo a simili obiezioni, a meno che non siano parte di un marchio complesso o composto avente carattere distintivo. Allo stesso modo, è stato dichiarato non validamente registrabile il marchio MARIOLA per contraddistinguere dei salami, in quanto quel termine veniva usato in alcune località del basso parmense, del piacentino, del cremonese per descrivere un particolare tipo di insaccato (Trib. Milano, 16 dicembre 2004 in Giur.An.Dir.Ind n.4956/2) ARGENTINA: Marchi evocativi (marcas evocativas) sono quei marchi che evocano uno o più caratteristiche di un prodotto o servizio, attuando una forma di pubblicità. Il rischio insito nell impiego di questo tipo di marchio è che possa essere considerato descrittivo dei prodotti o servizio da esso contraddistinto e, quindi, non meritevole di registrazione (per esempio il marchio SOLAR utilizzato in relazione a radiatori elettrici) in ragione del disposto di cui all art.2 (a) della Legge n del 26 dicembre 1980, secondo cui nomi, parole e segni che necessariamente o normalmente designano un prodotto o servizio o che descrivono la natura, funzione, qualità o altre caratteristiche del medesimo prodotto o servizio non possono essere registrati come marchi. Marchi decettivi: Si tratta di quei marchi che potrebbero trarre in inganno il consumatore in relazione alla natura, alla qualità o all origine geografica del prodotto. Per esempio, un marchio raffigurante una mucca per contrassegnare un prodotto vegetale come la margarina, è suscettibile di essere rigettato in quanto potenzialmente ingannevole per il consumatore, che potrebbe essere indotto ad associarlo a prodotti di origine 1114 . animale come, per esempio, il burro ITALIA: l art.14.1b prevede che non sono registrabili come marchi i segni idonei ad ingannare il pubblico, in particolare sulla provenienza geografica, sulla natura o sulla qualità dei prodotti o servizi. Si tratta di marchi decettivi in sé, come ad esempio il marchio WOOLNESS per abbigliamento in fibra sintetica, ovvero il marchio di un produttore di olio d oliva che contiene le indicazioni geografiche IMPERIA e/o ONEGLIA allorchè l olio da lui prodotto proviene in realtà da altre località ed in particolare da Paesi diversi dall Italia (Trib. Torino, 9 dicembre 2004 in Giur.An.Dir.Ind n.4845/1). Si tratta di quei marchi che potrebbero trarre in inganno il consumatore in relazione alla natura,alla qualità o all origine geografica del prodotto. Per esempio, un marchio raffigurante una mucca per contrassegnare un prodotto vegetale come la margarina è suscettibile di essere rigettato in quanto potenzialmente ingannevole per il consumatore, che potrebbe essere indotto ad associarlo a prodotti di origine animale come, per esempio, il burro. ARGENTINA: L art 3 (d) della Legge n del 26 dicembre 1980 prevede che non possono essere registrati come marchi segni idonei ad indurre in errore consumatori circa la natura, proprietà, meriti, qualità, metodi di produzione, scopi, origine, prezzo o altre caratteristiche dei prodotti o servizi che dovrebbero contraddistinguere. Marchi contrari all ordine pubblico o al buon costume. In genere, parole o illustrazioni suscettibili di violare regole morali o religiose di comune accettazione, non possono essere registrate come marchi. ITALIA: Gli artt e 25.1b c.p.i. precisano che sono nulli i marchi contrari all ordine pubblico o al buon costume. In genere, parole o illustrazioni suscettibili di violare regole morali o religiose di comune accettazione, non possono essere registrate come marchi. Ad esempio, il marchio avente ad oggetto una lettera A maiuscola accompagnata da due punti impressi in modo da far trasparire la rappresentazione di due figure umane stilizzate nel compimento di un atto sessuale non è stato accolto dall UIBM come marchio in quanto appare contrario 1215 al buon costume, perché nel caso di specie la modalità grafica utilizzata introduceva una rappresentazione di tipo dinamico relativa ad un comportamento sessuale, che come tale deve essere valutata con maggiore rigore (Trib. Milano, 17 dicembre 2005 ord. In Giur An Dir. Ind n.4990/2). ARGENTINA: L art 3 (e) della Legge n del 26 dicembre 1980 prevede che non possono essere registrati parole, disegni o altri segni che sono contrari alla moralità o all ordine pubblico. Bandiere,stemmi nobiliari, sigilli ufficiali ed emblemi di Stati ed organizzazioni internazionali il cui nome è stato ufficialmente comunicato all Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (OMPI) non sono, in genere, registrabili. Una domanda di registrazione può però anche essere rigettata perché il marchio di cui è stata chiesta la registrazione è in conflitto (perché identico, o simile) con un marchio precedentemente registrato e l esistenza di due marchi identici (o molto simili) per lo stesso tipo di prodotti, potrebbe causare confusione tra i consumatori. Alcuni uffici marchi effettuano un controllo preliminare in merito all esistenza di possibili conflitti con marchi precedentemente registrati, mentre altri uffici effettuano tale controllo solo su eventuale richiesta di terzi, una volta che il marchio è stato pubblicato. In entrambi i casi, se il marchio è considerato identico o simile ad un marchio precedentemente registrato per prodotti identici o simili, la domanda di registrazione sarà rigettata o, nella seconda ipotesi, il marchio sarà cancellato dal registro. Si tratta in questo caso dei cosiddetti impedimenti relativi alla registrazione di un marchio. In ogni caso, evitate di ricorrere a marchi che rischiano di essere considerati simili a marchi già esistenti. ITALIA: L UIBM effettua un controllo sugli impedimenti assoluti alla registrazione e non controlla i c.d. impedimenti relativi alla registrazione, vale a dire i possibili conflitti con segni distintivi anteriori identici o simili a quello depositato. Infatti,anche se il c.p.i. prevede,nel suo art.176,che i titolari di un diritto anteriore possono presentare opposizione avverso la domanda di registrazione di un marchio entro un periodo di tre mesi 1316 dalla pubblicazione della domanda. ARGENTINA: Dopo un mese, INPI effettuerà un esame preliminare in merito alla validità formale della domanda. In caso affermativo, la domanda verrà pubblicata, altrimenti l Esaminatore notificherà al richiedente le sue osservazioni in proposito. Il caso CHIANTI In data 23 luglio 2003, il Consorzio di Tutela della D.O.P Chianti Classico ha segnalato all Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato la presunta ingannevolezza di alcuni messaggi aventi ad oggetto confezioni dell olio commercializzato dalla società Azienda Olearia del Chianti s.r.l (qui di seguito, per brevità, l Azienda). In particolare, il Consorzio di Tutela della D.O.P Chianti Classico, nella propria richiesta, si è lamentato del fatto che l impiego del toponimo CHIANTI fosse idoneo a indurre in errore i consumatori in ordine alla effettiva provenienza ed alle caratteristiche dell olio in questione, realizzato senza impiegare olive raccolte nella zona del Chianti e senza rispettare gli adempimenti previsti per potersi fregiare della denominazione di origine protetta. L Autorità Garante ha ritenuto che l utilizzo del toponimo CHIANTI sull etichetta dei prodotti dell Azienda resistente fosse ingannevole perché suscettibile di indurre in errore i consumatori sull effettiva provenienza geografica del prodotto (anche se il marchio contestato era, però, stato adottato fin dal 1985 e quindi, era preesistente alla denominazione di origine Chianti Classico - la quale è protetta ai sensi del Reg. CE 2446/ e alla nascita dello stesso Consorzio). I consumatori avrebbero potuto, infatti, ritenere, in assenza di indicazioni precise quanto alla reale provenienza del prodotto, che l impresa - la cui denominazione corrispondeva a un area geografica rinomata - commercializzasse effettivamente prodotti provenienti da quella zona Di conseguenza, è stato ordinato all azienda resistente di modificare l etichetta del prodotto con elementi idonei a differenziarlo dai prodotti a marchio D.O.P Chianti Classico. Che cosa si deve avere presente quando si sceglie o si crea un marchio? Che cosa si deve avere presente quando si sceglie o si crea un marchio? La scelta o la creazione di un marchio costituisce un momento chiave nella 1417 definizione della strategia di marketing della vostra impresa. Come trovare, dunque, il marchio più adatto per i vostri prodotti? Malgrado non sia possibile dettare regole precise in questo ambito, vi indichiamo alcune regole generali: 5 buone regole per scegliere un Marchio Assicuratevi che il marchio sia conforme alle prescrizioni di legge (per le ragioni che possono condurre al rigetto di una domanda di registrazione, si veda a pag. 6); Effettuate una ricerca d anteriorità per assicurarvi che esso non sia identico, o simile a marchi precedentemente registrati (si veda a pag. 11); Assicuratevi che il marchio sia facile da leggere, scrivere, memorizzare e di facile pubblicizzazione attraverso tutti i tipi di media; Assicuratevi che il marchio non abbia nessuna connotazione negativa né nella vostra lingua, né nelle lingue dei vostri potenziali mercati di esportazione; Controllate che il corrispondente nome di dominio (o indirizzo Internet) sia ancora libero; Se volete scegliere come marchio una o più parole, tenete anche conto delle seguenti considerazioni: Parole inventate o di fantasia. Si tratta di parole inventate, che non hanno nessun significato intrinseco o reale. Sono facilmente registrabili, perché è probabile che vengano considerate intrinsecamente distintive. Possono però essere più difficili da ricordare per i consumatori e, dunque, più difficili da pubblicizzare. Marchi arbitrari: si tratta di parole il cui significato non ha nessuna correlazione con il prodotto. Anch essi relativamente facili da registrare, questi tipi di marchi possono però richiedere grossi investimenti pubblicitari perché il consumatore possa riuscire ad associare il marchio con il prodotto. Esempio: Il marchio ELEFANTE per la vendita di telefoni cellullari; ovvero il marchio BLUE ovvero ORANGE, sempre per servizi telefonici. Marchi suggestivi: si tratta di marchi che alludono ad una o più caratteristiche del prodotto. Il loro vantaggio è che agiscono come una forma di pubblicità. In alcuni paesi, però, rischiano di essere considerati troppo descrittivi del prodotto e, dunque, non registrabili. Esempio: il marchio SOLARE 1518 potrebbe essere adatto alla vendita di piastre elettriche nella misura in cui il consumatore lo potrà associare al calore e al riscaldamento della casa. In ogni caso, evitate di imitare marchi già esistenti. Perché è difficile che la leggera modificazione del marchio di un concorrente, o la pedissequa imitazione di un marchio notorio, possano essere registrati. Esempio: EASY WEAR è un marchio registrato per abbigliamento giovanile. Non sarebbe una buona idea vendere lo stesso prodotto, o prodotti simili, utilizzando il marchio EEZY WARE, perché con ogni probabilità questo sarebbe considerato simile al marchio precedente e, dunque, non registrabile.re gistramarchio: Il richiedente Innanzitutto dovrete indirizzare o depositare presso l ufficio competente una domanda di registrazione del marchio, correttamente compilata, con tutti i dati della vostra impresa. La domanda dovrà contenere una rappresentazione grafica del marchio (alcuni uffici esigono un formato specifico), ed una descrizione dei prodotti e/o dei servizi e/o delle classi per le quali la vostra impresa vuole ottenere la registrazione. Infine, dovrete pagare le tasse richieste. Tenete presente che alcuni uffici di proprietà industriale (per esempio, quello degli Stati Uniti e quello del Canada) possono esigere la prova d uso del marchio oppure la dichiarazione ufficiale che il marchio verrà usato. Spetterà comunque all ufficio nazionale competente informarvi sulla procedura. ITALIA: La domanda di registrazione per marchio d impresa deve essere redatta su apposito modulo C e depositata presso una qualsiasi Camera di Commercio. In alternativa, la domanda potrà essere inviata per posta all Ufficio Italiano Brevetti e Marchi Divisione XIII - Via Molise ROMA, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno oppure in via telematica (in tal caso il deposito può essere eseguito esclusivamente da chi preventivamente si è registrato mediante collegamento al sito web: La domanda deve contenere: modulo C: n. 1 originale e n. 4 copie; attestazione di versamento all Agenzia delle Entrate Centro Operativo di Pescara da effettuarsi 1619 su c/c n per gli importi relativi alle tasse (primo deposito: 101,00 tassa di registrazione comprensiva di una classe; 34,00 per ogni classe aggiunta); ricevuta del pagamento su c/c postale dei diritti di segreteria alla Camera di Commercio presso cui si effettua il deposito ( 40,00 oppure 43,00, più marca da bollo di 14,62); lettera d incarico, atto di procura o dichiarazione di riferimento a procura generale (eventuale); Documento di priorità (eventuale); Atto di delega (eventuale); accertare che non esistano impedimenti assoluti alla registrazione. Affinché un marchio possa essere registrato, infatti, è necessario che possegga determinati requisiti (vedi artt.7,8,9,10,12, comma 1, lett.a,13, comma 1 e 14, comma 1, lett.a) e lett.b) del C.P.I. ); tra i principalii: sia rappresentabile graficamente; abbia capacità distintiva; non sia decettivo; non sia contrario alla legge, all ordine pubblico o al buon costume. L esame delle domande di registrazione dei marchi nazionali, depositate nei suddetti modi, si svolge in tre fasi: 1.ricevibilità: l Ufficio controlla che la domanda sia conforme alle condizioni stabilite dall art.148 CPI (richiedente identificabile, riproduzione del marchio, elenco dei prodotti e/o servizi); 2.esame formale: l Ufficio verifica che la domanda contenga quanto previsto dall art.156 del CPI (contenuto della domanda); 3.esame tecnico: l Ufficio, riconosciuta la regolarità formale della domanda di registrazione, procede all esame tecnico, svolto ai sensi dell art.170 CPI, al fine di ARGENTINA: La domanda di registrazione del marchio d impresa deve essere depositata presso la Direccion Nacional de Marcas dell INPI, per la quale è necessario eleggere domicilio nella città di Buenos Aires, La domanda di registrazione di un marchio figurativo, denominativo o misto che include un logo o un grafico che non supera i 6 cm di altezza per 6 cm di larghezza, comporta il pagamento di una tassa pari a $300. Per il logo o il grafico tra i 6 cm di altezza per 6 cm di larghezza e un terzo di pagina la tassa è maggiorata di $78, per il logo o il grafico di una misura maggiore di un terzo di pagina fino a due terzi di pagina la tassa è maggiorata di $155, per il 1720 logo o il grafico di una misura maggiore di due terzi fino ad una pagina intera la tassa è maggiorata di $233. In caso di marchio denominativo - che comprende elementi grafici o colori specifici - dovrà essere consegnato un esemplare dell elemento denominativo per cui si chiede la registrazione, mentre, in caso di marchio misto o figurativo - che comprende elementi tipografici o immagini - non deve essere completato il campo relativo all elemento denominativo, ma dovranno essere allegate quattro copie alla domanda con la tipografie e/o figure rivendicate, con descrizione dei prodotti o servizi che si richiede includere (per maggiori informazioni, rivolgersi a I.N.P.I., Paseo Colón 717, Buenos Aires, tel INPI (4674), oppure via internet o via La domanda può essere presentata nella sede dell INPI oppure, fuori da Buenos Aires, negli Uffici delle Poste Argentine o altro ufficio autorizzato. La procedura di registrazione comprende i seguenti passi: a) esame della forma: l Ufficio Brevetti e Marchi esamina il marchio al fine di assicurarsi che sia in possesso dei requisiti o formalità di carattere amministrativo (vale a dire la corresponsione della tassa per la presentazione della domanda e il completamento del modulo della domanda) b) pubblicazioni: dalla data in cui la domanda viene pubblicata nel Bollettino dei Marchi, terzi possono presentare opposizione alla registrazione entro un termine di trenta giorni; c) esame della domanda: l Ufficio Brevetti e Marchi esamina la domanda al fine di verificare se siano stati soddisfatti o meno i requisiti sostanziali di validità assoluta (per esempio se il marchio possegga caratteristiche che, secondo quanto disposto dalla normativa in materia di marchi, non consentano la sua registrazione) e validità relativa (non esistono marchi configgenti); d) registrazione: una volta che è stato accertato che non esistono motivi per rigettare la domanda, si procederà alla registrazione del marchio oggetto di domanda e verrà consegnato al richiedente un certificato di registrazione che sarà valido per un periodo di dieci anni. 18 Vedere altro
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