Source: https://www.codiceappalti.it/DLGS_163_2006/Art__132__Varianti_in_corso_d'opera/132
Timestamp: 2020-01-18 13:03:47+00:00

Document:
e-bis) nei casi di bonifica e/o messa in sicurezza di siti contaminati ai sensi della Parte quarta, Titolo V, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. lettera aggiunta dall'art. 34, comma 5, decreto-legge n. 133/2014 in vigore dal 13/09/2014 convertito senza modifiche dalla Legge 164/2014
NB l’art. 37 del DL 90/2014, come modificato dalla L. 114/2014 in vigore dal 19/08/2014, ha disposto che le varianti di cui alle lettere b), c) e d) del presente comma, siano trasmesse all'Autorità nazionale anticorruzione entro 30 giorni dall’approvazione da parte della stazione appaltante per le valutazioni e gli eventuali provvedimenti di competenza, si rinvia al predetto art. 37 per maggiori dettagli
3. Non sono considerati varianti ai sensi del comma 1 gli interventi disposti dal direttore dei lavori per risolvere aspetti di dettaglio, che siano contenuti entro un importo non superiore al 10 per cento per i lavori di bonifica e messa in sicurezza di siti contaminati, non superiore al 10 per cento per i lavori di recupero, ristrutturazione, manutenzione e restauro e al 5 per cento per tutti gli altri lavori delle categorie di lavoro dell'appalto e che non comportino un aumento dell'importo del contratto stipulato per la realizzazione dell'opera. Sono inoltre ammesse, nell'esclusivo interesse dell'amministrazione, le varianti, in aumento o in diminuzione, finalizzate al miglioramento dell'opera e alla sua funzionalità, sempreché non comportino modifiche sostanziali e siano motivate da obiettive esigenze derivanti da circostanze sopravvenute e imprevedibili al momento della stipula del contratto. L'importo in aumento relativo a tali varianti non può superare il 5 per cento dell'importo originario del contratto e deve trovare copertura nella somma stanziata per l'esecuzione dell'opera al netto del 50 per cento dei ribassi d'asta conseguiti. comma così modificato dall’art.4, comma 2, lett.n) del D.L. 13/05/2011 n. 70 in vigore dal 14/05/2011, convertito con la legge di conversione 12 luglio 2011, n. 106, in vigore dal 13/07/2011; poi modificato dall'art. 34, comma 5, decreto-legge n. 133/2014 in vigore dal 13/09/2014 così ulteriormente modificato dalla relativa legge di conversione n. 164/2014 in vigore dal 12/11/2014
4. Ove le varianti di cui al comma 1, lettera e), eccedano il quinto dell'importo originario del contratto, il soggetto aggiudicatore procede alla risoluzione del contratto e indice una nuova gara alla quale é invitato l'aggiudicatario iniziale.
Relazione all’articolo 132 L’articolo in commento riproduce l’art. 25, l. n. 109/1994, con le puntualizzazioni sottoriportate. Comma 1 Si è provveduto ad adeguare l’elenco delle cause che consenton...
La modifica apportata alla tipologia e all’oggetto del contratto dalla sostituzione del progetto esecutivo sviluppato dall’appaltatore con un progetto, il 1° stralcio funzionale, sviluppato a livello esecutivo dalla stazione appaltante comporta il mutamento del tipo contrattuale da appalto integrato ad appalto di sola esecuzione; non è una modifica meramente formale perché implica un mutamento del regime di responsabilità dell’appaltatore. Nell’appalto integrato l’appaltatore è chiamato a rispondere degli errori ed omissioni della progettazione esecutiva che pregiudichino in tutto o in parte la realizzazione dell’opera o la sua utilizzazione («Nel caso di appalti aventi ad oggetto la progettazione esecutiva e l’esecuzione di lavori, l’appaltatore risponde dei ritardi e degli oneri conseguenti alla necessità di introdurre varianti in corso d’opera a causa di carenze del progetto esecutivo», art. 132, comma 2, secondo periodo, del d.lgs. 163/2006). La riconducibilità del progetto esecutivo alla stazione appaltante solleva l’appaltatore da una responsabilità assunta con la stipula del contratto determinando una significativa modifica dell’assetto contrattuale sulla base del quale si è svolto l’iniziale confronto concorrenziale. Ciò integrerebbe, a parere della scrivente Autorità, un’inammissibile modifica sostanziale del contratto.
VARIANTI CONTRATTUALI - PRESUPPOSTI E LIMITI
La possibilità di procedere a varianti nel caso contemplato dall’art. 132, comma 1, lett. b), è dunque subordinata alla sussistenza delle seguenti circostanze:
-	materiali, componenti e tecnologie innovativi, non esistenti al momento della progettazione;
-	nuove tecnologie che determinano significativi miglioramenti della qualità dell’opera o sue parti;
-	utilizzo delle nuove tecnologie che non altera l’impostazione progettuale (non deve quindi trattarsi di variante sostanziale nel senso sopra esplicato);
-	tale utilizzo non comporta un aumento del costo.
L’accertamento della sussistenza dei suindicati presupposti legittimanti il ricorso alla variante ex art. 132, comma 1, lett.b) è demandato alla SA (per i lavori la norma fa espresso riferimento al direttore dei lavori ed al rup). Resta fermo che, come chiarito dalla norma, in tal caso non può esservi alcun aumento di costo, posto che si tratta di una variante finalizzata a consentire l’utilizzo di innovazioni tecnologiche introdotte dopo la stipula del contratto, senza alterarne l’impostazione originaria.
Oggetto: Azienda Mobilità Trasporti s.p.a. di Verona - Appalto per la progettazione esecutiva, i lavori e la fornitura dei veicoli per la realizzazione di un sistema filoviario a guida vincolata per la città di Verona - possibilità di procedere ad una variante per la sostituzione dei veicoli filoviari e per il conseguente adattamento delle opere infrastrutturali - richiesta di parere.
ERRORE PROGETTUALE - VARIANTI SOSTANZIALI
Poiche' nessun evento imprevisto e imprevedibile sembra sia sopravvenuto dall’approvazione del primo progetto definitivo alla riedizione dello stesso, (a parte gli incrementi dovuti agli approfondimenti archeologici), la variante introdotta, con riferimento all’art. 132 del Codice dei Contratti, non puo' che ascriversi alla fattispecie dell’errore progettuale.
Non esiste un’elencazione squisitamente tecnica delle modifiche ad un progetto da considerare varianti “sostanziali”. L’evenienza di una variante sostanziale non va, infatti, legata ai singoli aspetti tecnici delle modifiche progettuali apportate, bensi' agli effetti che tali variazioni avrebbero potuto avere, se gia' presenti o comunque note, sulle offerte fatte dagli altri concorrenti che al tempo hanno partecipato alla gara d’appalto. Cio' in quanto vanno salvaguardati i principi di concorrenza e parita' di condizioni che altrimenti risulterebbero lesi dal mutamento sostanziale, per importo o entita', del progetto dell’opera posto a base della gara ad evidenza pubblica (T.A.R. Campania, Sez. I, n. 1654/2002).
VARIANTI IN CORSO D'OPERA - LIMITI
La prospettata variante non è conforme all’art. 132, comma 1, lett. a), d.lgs. 163/2006 non essendo intervenute sopravvenute disposizioni legislative e regolamentari che possano giustificarla ne' all’art. 132, comma 1, lett. b), d.lgs. 163/2006 non essendo giustificata dalla sussistenza di condizioni chiare e riconoscibili che portano ad escludere, obiettivamente, la possibilita' di prefigurarsi l’evento e comportando una nuova progettazione ed un significativo aumento di costo rispetto al prezzo contrattuale di aggiudicazione tali da configurare una variazione sostanziale rispetto all’oggetto del contratto.
OGGETTO: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del d.lgs. 163/2006 presentata congiuntamente da Regione A e dal R.T.I. con capogruppo la B Costruttori s.a.s. – Affidamento della progettazione esecutiva e esecuzione dei lavori di realizzazione della piattaforma logistica C – D” – Importo di aggiudicazione: euro 15.021.394,00 – S.A.: Regione A
PRESUPPOSTI PERIZIA VARIANTE MIGLIORATIVA
Non è coerente con le previsioni dell’art. 25, terzo comma, secondo periodo della l. 109/94 (ora art. 132, terzo comma, secondo periodo del d. lgs. 163/2006), una perizia di variante definita “migliorativa” consistente in una mera rielaborazione del progetto esecutivo all’origine non ottimale, e non motivata invece da obiettive esigenze derivanti da circostanze sopravvenute e imprevedibili, bensi' ragionevolmente prevedibili, se il progetto fosse stato preceduto dalle indagini e dalle rilevazioni secondo i criteri prescritti dalle norme.
Il responsabile del procedimento deve valutare attentamente la fondatezza delle riserve ai fini del raggiungimento del limite del dieci per cento dell’importo contrattuale per la procedura accelerata di componimento bonario del contenzioso; in caso contrario, la mancata tempestiva valutazione finalizzata ad assumere decisioni inerenti l’attivazione o meno della procedura, è in contrasto con le disposizioni di cui all’art. 31-bis della l. 109/94, ora art. 240 del d. lgs 163/2006.
OGGETTO: Istruttoria relativa all’appalto per l'esecuzione dei lavori di messa in sicurezza idraulica e ristrutturazione delle banchine in sponda Dx e Sx nel Porto Canale di Fiumicino. Importo lavori Euro 8.733.241,27
PERIZIA DI VARIANTE - COSTI AGGIUTIVI
I presupposti normativi che consentono l’utilizzazione delle varianti in corso d’opera di cui all’art. 132, comma 1, d.lgs. 163/06, sono sostanzialmente individuati nell’esistenza di circostanze imprevedibili o sopravvenute ovvero nell’errore o omissione di progettazione, come tali idonee a fondare lo jus variandi che si attua quando dette circostanze pregiudichino totalmente o parzialmente la realizzazione dell’opera o la sua utilizzazione (cfr. Det. AVCP n. 1/2001). In tal senso e a fortiori, giova richiamare la recente giurisprudenza in materia (cfr. Cons. St., Sez. V, 16 aprile 2014, n. 1923) che è arrivata a dichiarare illegittime le perizie di variante redatte al fine di recepire le istanze dell’impresa a seguito di definizione di accordo bonario sottoscritto dalle parti (cfr. Deliberazione AVCP n. 205/2002).
OGGETTO: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del d.lgs. n. 163/2006 presentata dal M e dall’ATI T S.r.l. – E – Procedura aperta per l’affidamento dei lavori di riqualificazione del Parco Integrato di Serra Rifusa – Lotto funzionale “Adeguamento piscine e sistemazione aree di servizio esterne” – Importo a base d’asta: euro 2.908.584,43 – S.A.: M.
ASSENZA AUTORIZZAZIONI - INCERTEZZA OPERA - ILLEGITTIMA VARIANTE
La mancanza, all’atto della pubblicazione di un bando di gara, di un’autorizzazione fondamentale per la realizzabilita' dell’opera, produce sulla futura esecuzione delle lavorazioni le medesime incertezze che si possono generare allorche' sia carente la conoscenza dello stato dei luoghi, ossia dello stato di fatto. Nella fattispecie in esame, la mancanza di autorizzazione provinciale all’uso della sede stradale per il collocamento di una tubazione, si concretizza in un errore di progetto, ai sensi dell’art. 132, comma 1, lett. e), del d.lgs. 163/2006, che ha pregiudicato la realizzazione dell’opera, assicurata solo con una modifica ex post del tracciato.
Oggetto: Fascicolo n.2316-2013 - Variante in corso d’opera ai lavori di costruzione dell’Impianto di depurazione Pantano D’Arci - C - Condotta impiegata nell’appalto “Sistemi riuso acque depurate”. Esposto della Societa' S - Milano. CIG 1213319E7F.
TRASMISSIONE VARIANTI IN CORSO D'OPERA
VARIANTI CONSEGUENTI A CARENZE PROGETTUALI
Non rientrano nella fattispecie delle varianti “migliorative" (che comportano modeste riduzioni di spesa) ex art.132, del d.lgs. n.163 del 2006 e ex art.11 del D.M. 145/2000, quelle varianti conseguenti a carenze nella redazione del progetto esecutivo, che si sarebbero potute evitare con un maggior approfondimento e la dovuta integrazione delle varie componenti della progettazione (architettonica, strutturale, impiantistica); tali carenze, nel caso di specie, hanno determinato l’esigenza di una revisione progettuale in corso d’opera, che sicuramente ha penalizzato i tempi di esecuzione, con l’esigenza di approntamento di un nuovo progetto, l’esame e l’approvazione dello stesso.
VARIANTI IN CORSO DI ESECUZIONE - QUINTO D'OBBLIGO
Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dall’AZIENDA OSPEDALIERA A - CASERTA – “Fornitura dispositivi medici ed accessori per endoscopia digestiva occorrenti all’Azienda Ospedaliera A di B per un periodo di 12 mesi, rinnovabili per ulteriori 12 mesi” – Importo complessivo presunto € 600.000,00 – S.A.: AZIENDA OSPEDALIERA A DI B
In ogni caso l’esecutore ha l’obbligo di eseguire tutte quelle variazioni di carattere non sostanziale che siano ritenute opportune dalla stazione appaltante e che il direttore dell’esecuzione del contratto abbia ordinato, a condizione che non mutino sostanzialmente la natura delle attivita' oggetto del contratto e non comportino a carico dell’esecutore maggiori oneri”.
L’art.114 del Codice ha, quindi, affidato al Regolamento l’individuazione delle ipotesi nelle quali è consentito il ricorso a “varianti” nell’ambito dei contratti di servizi e forniture, ovvero nei contratti misti che comprendono anche servizi e forniture, “nel rispetto dell’art.132, in quanto compatibile”. Quest’ultima norma sostanzialmente recepisce la disciplina in tema di varianti negli appalti di lavori, gia' contenuta nell’art.25 della Legge Merloni, come modificato dalla L. n.415/1998.
L’art.132 del Regolamento individua, al comma 2, le “tassative” ipotesi che fanno eccezione alla regola della “immodificabilita' del contratto”, presupposta anche dall’art.131 e la cui ratio è da individuare nella tutela dei principi di par condicio e della concorrenza, essendo evidente che l’alterazione delle pattuizioni contrattuali introduce nuovi elementi che, ove esattamente enucleati in sede di gara, avrebbero potuto incidere sulla formulazione dell’offerta da parte dei concorrenti e, quindi, sull’esito dell’aggiudicazione.
La possibilita' di introdurre le varianti disciplinate dal succitato comma 2 è pero' subordinata al rispetto del c.d. “quinto d’obbligo”, analogamente a quanto gia' previsto per la generalita' dei contratti pubblici (art. 11 del R.D. n. 2440/1923): il diritto potestativo della stazione appaltante di imporre all’esecutore variazioni contrattuali viene limitato quantitativamente all’aumento o alla riduzione del quinto del prezzo complessivo previsto in contratto. In tal caso, la modifica delle prestazioni viene disciplinata con un “atto di sottomissione”, che deve necessariamente ricalcare la disciplina contrattuale originariamente prevista.
Superato il limite del “quinto d’obbligo”, l’appaltatore puo' recedere dal contratto, ovvero le parti possono stipulare concordemente un “atto aggiuntivo” al contratto principale; in tal caso tale atto aggiuntivo integra un “nuovo” contratto, come tale non necessariamente soggetto alle originarie condizioni (cfr. Consiglio di Stato, sez.V, 15 dicembre 2005, n. 7130; TAR Sicilia – Catania, sez.I, 15 maggio 2008, n.922).
DEFINIZIONE DI VARIANTE SOSTANZIALE
Al riguardo è possibile considerare che non può, a priori, farsi un’elencazione squisitamente tecnica di quali modifiche, per un progetto di strade come per altri, siano da considerare varianti “sostanziali” e quali no.
L’evenienza di una variante sostanziale non va, infatti, legata ai singoli aspetti tecnici delle modifiche progettuali apportate, bensì agli effetti che tali variazioni avrebbero potuto avere, se già presenti o comunque note, sulle offerte fatte dagli altri concorrenti che al tempo hanno partecipato alla gara d’appalto.
Ciò in quanto vanno salvaguardati i principi di concorrenza e parità di condizioni che altrimenti risulterebbero lesi dal mutamento sostanziale, per importo o entità, del progetto dell’opera posto a base della gara ad evidenza pubblica (T.A.R. Campania, Sez. I, n. 1654/2002).
In tal senso non può pertanto asserirsi che, ove non siano stati modificati il tracciato dell’asse viario e non siano state variate le categorie dei lavori (nel senso di averne inserite altre o con classi differenti), non si sia in presenza di “variante sostanziale”; le imprese infatti all’atto della gara, esaminato il progetto, modulano la propria offerta anche in funzione della tipologia delle singole lavorazioni da eseguire lungo il tracciato con riferimento ai mezzi, magisteri e professionalità a loro disposizione per realizzarle.
Oggetto: Progetto complessivo di riqualificazione della ex. SS B tra la SS. 9 Via Emilia e lo svincolo autostradale di A.
CERTIFICATO ULTIMAZIONE LAVORI - PERIZIA DI VARIANTE
Riguardo all’incongruenza riportata nel certificato di ultimazione lavori ex art. 172, comma 2, del d.P.R. 554/99, si rappresenta alla Direzione Lavori l’esigenza di una piu' rigorosa applicazione della disposizione predetta, limitandola ai casi di necessita' di completamento delle lavorazioni di piccola entita', che siano del tutto marginali e non incidenti sull’uso e la funzionalita' dei lavori gia' eseguiti; riguardo alla perizia di variante si richiama il Responsabile del procedimento all’esigenza di promuovere la redazione della perizia di variante ex art 132 del D.lgs. 163/2006 non appena constatata la necessita' della stessa; riguardo al rilevato inadempimento della comunicazione da effettuare all’Osservatorio ai sensi dell’art.133, comma 9 del DPR 554/99, dispone l’invio degli elementi acquisiti alla Direzione Generale OSAM, per l’avvio dell’attivita' istruttoria di competenza
Oggetto: intervento di recupero e riqualificazione di p.za del Trivio, M..
NECESSARA EFFETTUAZIONE INDAGINE ARCHEOLOGICA PER VERIFICARE LA FATTIBILITA' DELL'OPERA
AVCP DELIBERA 2012
Le indagini archeologiche preliminari vanno effettuate preventivamente per verificare la fattibilita' dell’opera ed evitare variazioni progettuali. Si rileva quindi una discrasia dovuta all’approvazione del progetto esecutivo e all’appalto dei lavori senza prima attendere i risultati delle indagini gia' avviate. La verifica dell’effettiva cantierabilita' del progetto posto a base d’appalto ha poi comportato la necessita' di redigere due perizie di variante e suppletive e a progetti di completamento.
La vicenda da cui scaturisce l’esigenza della variante non è quindi riconducibile a circostanze impreviste ed imprevedibili e/o sopravvenute cosi come contemplato dall’art. 132 del Codice “ancorate cioè a condizioni chiare e riconoscibili che portano ad escludere, obiettivamente, la possibilita' di prefigurarsi l’evento,cosi' come espressamente chiarito da questa stessa Autorita' nella determinazione n. 9 del 2003.
Oggetto: Realizzazione scuola dell’infanzia in frazione Pianello Vallesina; Stazione appaltante: Comune di Monte Roberto (AN); Esponente: Sezione regionale Marche dell’Osservatorio dei Contratti Pubblici; Importo lavori a b.a.: €. 836.428,23. Rif. normativi: L. 109/1999 s.m.i; D.Lgs. 163/2006 s.m.i.; D.P.R. 554/1999
PREVENTIVA AUTORIZZAZIONE VARIANTI
Il titolare dell’opera è A., la quale si è riservata il potere di autorizzare eventuali varianti resesi necessarie in corso d’opera, a prescindere da chi sia l’esecutore eventualmente individuato a mezzo di subcontratti autorizzati. Se a mezzo del sub contratto - id est, il contratto di appalto nel quale il concessionario assume a sua volta il ruolo di committente - quest’ultimo autorizza una modifica dell’oggetto del contratto che pero' risulta non compatibile con quanto previsto dal contratto di concessione “base”, essa oltre ad essere inefficace nei confronti del concedente, integra un illecito potenzialmente fonte di responsabilita' civile o, come nella specie, di assorbente autoresponsabilita' nella produzione del danno.
In proposito giova precisare che i principi dell’arricchimento sine causa, impongono una compensazione della diminuzione patrimoniale avvenuta senza titolo, nei limiti dell’arricchimento derivatone a favore di altri, ma non giungono a giustificare il ristoro delle diminuzioni imputabili a propria condotta colposa, poiche' per queste ultime sussiste un autonomo titolo che si pone quale causa assorbente della perdita, secondo una scelta di fondo dell’ordinamento che non assegna azione per i danni prodotti a se stesso.
Cosi', con specifico riferimento al caso in esame, mentre non v’è dubbio che il costo delle opere costituisca un oggettivo esborso per il concessionario o per l’esecutore, del quale si arricchisce l’amministrazione, il profitto conseguito dall’appaltatore sulla base di un’illecita conduzione del sub-contratto (ius variandi abusivamente autorizzato), costituisce l’effetto di un’autonoma decisione del concessionario adottata in violazione colposa delle prescrizioni del contratto principale, della quale non puo' essere in nessun caso chiamato a rispondere economicamente proprio il soggetto a favore del quale quelle prescrizioni erano state dettate.
La decurtazione del profitto dalle somme dovute a titolo di indennizzo, in definitiva, non è comportamento che richiama erroneamente parametri estranei al rapporto concedente/concessionario ed invece tipici del rapporto concessionario/appaltatore, ma esatta applicazione dei principi dell’arricchimento sine causa, i quali impongono che la diminuzione patrimoniale meritevole di compensazione a carico dell’arricchito sia solo quella priva di giustificazione e non anche quella che l’ordinamento consente sia addossata al soggetto in ragione del suo comportamento colposo assorbente.
VARIANTI IN CORSO D'OPERA PER EVENTI INERENTI LA NATURA E LA SPECIFICITA' DEI BENI INTERESSATI
L’art. 132 comma 1 del d. lgs. 163/2006, che si riporta per chiarezza, ammette le varianti in corso d’opera in particolare alla lettera c) allorquando ricorra la “presenza di eventi inerenti alla natura e alla specificita' dei beni sui quali si interviene, verificatisi in corso d’opera”. In tale astratta e assai ampia previsione rientra senz’altro la fattispecie descritta, poiche' la necessita' di tener conto del traffico su una data strada nelle varie stagioni dell’anno è senz’altro inerente alla “natura e specificita' dei beni” interessati. Che poi la soluzione tecnica seguita sia incongrua ad avviso della ricorrente – la quale peraltro non supporta tale affermazione con precisi rilievi tecnici- è rilievo non valutabile nella sede presente, in quanto appartiene, cosi' come prospettato, al merito dell’azione amministrativa.
APPALTO INTEGRATO E PROCEDURA RISTRETTA
Nel caso in cui tra l’originario appalto integrato e la procedura ristretta successivamente indetta, non sussistono elementi di continuità se non la necessità, per la Stazione appaltante, di realizzare l’opera in questione, l’appalto rappresenta, come nel caso in esame, una nuova procedura di gara, in relazione alla quale l’impresa risultata aggiudicataria dell’originario appalto avrebbe dovuto presentare specifica domanda di partecipazione. Non è legittima quindi la richiesta della ditta aggiudicataria dell’appalto integrato originario che rivendica il diritto ad essere invitata alla nuova procedura di gara indetta, la normativa, infatti, prevede l’ipotesi delineata dall’impresa solo in relazione a quanto prescritto dall’articolo 132 del D.Lgs. n. 163/2006, relativo alle varianti in corso d’opera, nel caso in cui, per errore dell’amministrazione nella redazione del progetto esecutivo, non si possa procedere alla realizzazione dell’opera e dette varianti eccedono il quinto dell’importo originario di contratto. In tale caso, la S.A. procede alla risoluzione del contratto e indice una nuova gara alla quale è invitato l’aggiudicatario iniziale.
Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla dott. C. s.p.a. – lavori di restauro e riqualificazione del complesso monumentale denominato “Torre dei Balivi” in A. S.A: Regione Autonoma V. d’A.
[A] Sulle dichiarazioni in merito allo stato dei luoghi rilasciate dall’appaltatore in sede di gara. [B] Sulla clausola contrattuale che pone a carico dell’impresa appaltatrice l’obbligo di svolgere le necessarie pratiche per la rimozione dei sottoservizi interferenti. [C] Sul mancato utile causato dall’anomalo andamento dei lavori. [D] Sulle "ragioni di pubblico interesse o necessità" in virtù delle quali è possibile sospendere i lavori. [E] Sulle varianti in corso d’opera e sulla diligenza e perizia cui è tenuta l’amministrazione
Variazioni ed addizioni al progetto approvato
Variazioni ed addizioni al progetto approvato - Determinazione e approvazione nuovi prezzi - Autorizzazione spesa per lavori in economia - Conto finale dei lavori
VARIANTI PROGETTUALI ED ATTO DI SOTTOMISSIONE
[A] L'art. 109, comma 1, del D.P.R. 554 del 1999, ha introdotto un vero e proprio obbligo di stipula del contratto di appalto dopo l'aggiudicazione, che realizza tra i soggetti contraenti un'assoluta parità di posizione e diritto. [B] Sui principi che devono essere osservati nell’appalto “a corpo”. [C] Sulla possibilità o meno che all’appaltatore possano essere riconosciute somme maggiori anche in mancanza degli atti di variante e dell'impegno contabile ex art. 191 del D.lgs. n. 267 del 2009
RISERVE - ISCRIZIONE E CONFERMA
L’iscrizione delle riserve sul registro di contabilità è condizione necessaria ma non sufficiente per la loro efficacia essendo indispensabile a questo fine anche la loro conferma all’atto della sottoscrizione del conto finale: e che dunque seppure non occorre che le riserve siano state rinnovate ogni qualvolta si compia un atto di contabilità è tuttavia necessario che esse siano ripetute, ribadite e comunque “confermate” all’atto della sottoscrizione del conto finale.
ULTIMAZIONE LAVORI - PREMIO DI ACCELERAZIONE
[A] Sui principi Unidroit applicabili agli appalti in caso di “gross disparity” e di “hardship”. [B] Sul fermo dei lavori nelle more dell'approvazione di una perizia di variante intesa a porre anche solo parzialmente rimedio a negligenze o imperizie contenute nel progetto. [C] Sull’anomalo andamento dei lavori e sul risarcimento del danno da mancato utile. [D] Sul risarcimento del danno curriculare o da perdita di chance
VARIANTE RELATIVA AL TRAFFICO SU UNA DETERMINATA STRADA
COLLEGIO ARBITRALE SENTENZA
(Sull’ammissibilità o meno di un variante ai sensi dell’art. 132 del D.lgs 163 del 2006 per la necessità di tener conto del traffico su una data strada nelle varie stagioni dell’anno)
SOSPENSIONE ILLEGITTIMA DEI LAVORI - QUANTIFICAZIONE DEL DANNO
SOSPENSIONE ILLEGITTIMA DEI LAVORI - LIMITI ALLA RICHIESTA DI RISTORO DELLE SPESE
ILLEGITTIMA SOSPENSIONE DEI LAVORI - RIVALUTAZIONE MONETARIA DEI DANNI
[A] Sulla prevalenza o meno del contenuto degli atti di gara, rispetto al capitolato speciale, in caso di disposizioni potenzialmente contrastanti riguardo alla esistenza o meno di una clausola compromissoria. [B] Sulla possibilità o meno di stipulare in corso di rapporto una clausola arbitrale quando le parti abbiano escluso la competenza arbitrale nel contratto di appalto. [C] Sulla possibilità o meno di considerare l’introduzione di una clausola arbitrale successivamente all’aggiudicazione come una violazione del principio di libera concorrenza. [D] Sul ruolo della Camera Arbitrale, di cui all’art. 241 del d.lgs. n. 163/2006 e sulla disciplina generale applicabile agi giudizi arbitrali dopo l’entrata in vigore del Codice dei Contratti Pubblici. [E] Sulla sussistenza o meno di un diritto di recesso dal contratto d’appalto in capo alla Stazione Appaltante e sui presupposti per farlo valere. [F] Sulle differenze, quanto a presupposti e effetti, tra il diritto di recesso unilaterale dal contratto e l'azione di risoluzione per inadempimento contrattuale ex artt. 1453 e ss. c.c. esperibili dalla Stazione Appaltante. [G] Sugli obblighi giuridici esistenti a carico della Stazione Appaltante e dell’Appaltatore e sulla attribuzione della responsabilità della risoluzione in caso di reciproci inadempimenti. [H] Sulla possibilità o meno che l’impresa si rifiuti di ricevere la consegna lavori nel caso di carenze nel progetto tecnico imputabili alla Stazione Appaltante. [I] Sugli obblighi risarcitori in capo all’Appaltatore nel caso di legittima risoluzione unilaterale del contratto da parte della Stazione Appaltante. [L] Sulla recentissima giurisprudenza in merito agli obblighi a carico dell’Impresa per evitare di incorrere nella decadenza dalle riserve iscritte e sull’onere della prova nel giudizio arbitrale. [M] Sulle caratteristiche necessarie affinché le indicazioni inserite nella riserva siano sufficienti per considerare assolti gli oneri posti a carico dell’Impresa per evitare la decadenza delle relative pretese. [N] Sulle ipotesi in cui la giurisprudenza ha riconosciuto all’Impresa la possibilità di non iscrivere immediata riserva senza incorrere nella decadenza dalle pretese. [O] Sulla possibilità o meno di configurare una rinuncia, anche tacita, da parte della Stazione Appaltante ad eccepire la decadenza della riserva. [P] Sull’onere di iscrizione e di quantificazione delle riserve nel caso dei c.d. “fatti continutativi” secondo il recente orientamento della giurisprudenza. [Q] Sulla sussistenza o meno di un onere a carico dell’Impresa di immediata riserva al momento della consegna lavori per contestare difetti progettuali. [R] Sulla possibilità o meno che la sottoscrizione da parte dell’Impresa di atti di sottomissione o di atti aggiuntivi possa configurare rinuncia alle riserve inscritte in contabilità. [S] Sulla sussistenza o meno di un onere di tempestiva riserva per il ristoro delle spese per la sicurezza dei cantieri. [T] Sulla possibilità o meno per l’impresa di richiedere il danno derivante dalla parziale consegna dei lavori, senza previamente richiedere la risoluzione del contratto, e sulle differenze tra mancata consegna e frazionamento della stessa. [U] Sulla risarcibilità o meno del mancato utile in caso di anomalo andamento dei lavori e sull’onere della prova posto a carico dell’Impresa. [V] Sulle spese documentabili che debbono ritenersi, secondo la giurisprudenza, ricomprese nelle c.d. spese generali. [W] Sulla sussistenza o meno del diritto dell’Impresa di ottenere il rimborso degli oneri di sicurezza e sui termini della relativa riserva. [X] Sulla sussistenza o meno del diritto dell’Impresa di ottenere il pagamento del corrispettivo per le addizioni o variazioni dell’opera in assenza di ordine scritto e formale approvazione della Stazione Appaltante. [Y] Sulla risarcibilità o meno del danno all’immagine, richiesta in via riconvenzionale dalla Stazione Appaltante nel giudizio arbitrale. [Z] Sulla possibilità o meno di configurare la riserva come atto di messa in mora idoneo a far decorrere gli interessi legali sulle somme dovute per lavori all’Impresa, e sulla differenza con la decorrenza degli interessi di mora. [AA] Sulla decorrenza della rivalutazione monetaria per i danni derivanti da illegittima sospensione dei lavori o da andamento anomalo degli stessi
ATTO AGGIUNTIVO IN CORSO DI ESECUZIONE - RINUNCIA SUCCESSIVA ALLA RISERVA
PAR CONDICIO E FORMALIZZAZIONE RISERVE
[A] In caso di dubbio alla interpretazione della portata della clausola compromissoria deve preferirsi un’interpretazione restrittiva di essa e affermativa della giurisdizione statuale. [B] Sulla clausola compromissoria contenuta nel contratto ma esclusa da bando di gara. [C] Il rispetto del fondamentale principio della par condicio tra i concorrenti non impedisce all’Amministrazione committente di effettuare scelte diverse rispetto a quelle effettuate in un primo momento. Affermare il contrario significa “ingessare” l’appalto. [D] La par condicio tra i concorrenti si esaurisce al momento della gara. [E] Sull’impugnazione dell’atto di nomina del presidente del Collegio da parte della Camera arbitrale dei lavori pubblici. [F] Sulla clausola del capitolato speciale che prevede la formalizzazione della riserva mediante raccomandata. [G] Sul registro di contabilità costituito da fogli separati solo spillati tra loro, non sottoscritti né vidimati. [H] Sugli allibramenti generici e del tutto “indeterminati” - anche sui libretti delle misure - effettuati sulla base di macro-aliquote percentuali, non suffragate da analitici e circostanziati conteggi. [I] Un registro di contabilità deve lasciare disponibili numerose pagine per l’esplicazione delle riserve. [L] Sulla dichiarazione dell’impresa ex. art. 71 del D.P.R. 554 del 1999. [M] Sulla necessità o meno di far sottoscrivere all’appaltatore gli stati di avanzamento lavori ed i relativi certificati di pagamento. [N] La sottoscrizione dell’atto di sottomissione relativo ad una variante non ha natura né transattiva né abdicativa di pretese future. [O] Sull’entità del risarcimento del danno per la risoluzione del contratto per inadempimento della committente. [P] Sulla quantificazione del danno relativamente al mancato utile. [Q] Sul danno costituito dal mancato ammortamento dei macchinari e mezzi d’opera
[A] In sede di valutazione comparativa delle condotte delle parti di un contratto di appalto il giudice deve tener conto degli obblighi cosiddetti collaterali di collaborazione. [B] Sull'esplicazione delle riserve a mezzo di raccomandata in luogo dell’iscrizione nel registro di contabilità. [C] Sui danni provocati all’impresa da un’inddebita comunicazione all’Autorità di Vigilanza da parte della stazione appaltante circa l’intervenuta risoluzione contrattuale. [D] Sulla perizia di variante approvata dalla stazione appaltante senza al contempo fissare un congruo nuovo termine per la conclusione dei lavori
RISCHI CONNESSI SUI CONTRATTI STIPULATI A CORPO
ERRORI PROGETTUALI DELLA PA - RISARCIMENTO DANNI PER I MAGGIORI COSTI SOPPORTATI DALL'IMPRESA
[A] Sulla sussistenza o meno di una responsabilità della Stazione Appaltante nel caso in cui nel progetto esecutivo non sia stato considerato in modo completo lo stato dei luoghi e sui limiti di detta responsabilità. [B] Sulla configurabilità o meno di una violazione del dovere di cooperazione della Stazione Appaltante nel caso di ritardo nell’adeguamento del progetto esecutivo. [C] Sulla risarcibilità o meno dei maggiori oneri sostenuti dall’Impresa in dipendenza del prolungamento della durata contrattuale causato dalla necessità di operare una variante al progetto esecutivo. [D] Sulla possibilità o meno che l’Impresa ottenga la risoluzione del contratto in danno della Stazione Appaltante nel caso di paralisi dei lavori dovuta a ritardo nell’approntamento della necessaria perizia di variante. [E] Sulla tempestività o meno delle riserve formulate dall’Impresa in sede di esame della perizia di variante e sulla definizione di “primo atto dell’appalto idoneo a fungere da sede delle domande stesse”. [F]Sulla possibilità o meno di considerare sede idonea alla iscrizione delle riserve gli ordini di servizio redatti dalla Direzione Lavori. [G] Sulla risarcibilità o meno dei maggiori oneri sostenuti dall’impresa appaltatrice in conseguenza di errori e/o omissioni nelle indagini geologiche compiute dalla stazione appaltante. [H] Sulla risarcibilità o meno dei danni subiti dall’Impresa per l’inutile mantenimento del cantiere per i ritardi dovuti alla Stazione Appaltante e sulle tipologie di danni eventualmente risarcibili. [I] In particolare: sulla risarcibilità o meno dei maggiori oneri per macchinari e attrezzature, compresi i macchinari non direttamente ed esclusivamente utilizzabili per la produzione (automobili, furgoni e simili). [L] In particolare: sulla risarcibilità o meno dei danni subiti dall’Impresa in ragione dell’aumento del prezzo del petrolio e dei suoi derivati verificatosi nel periodo di esecuzione delle opere conseguente al ritardo imputabile alla Stazione Appaltante. [M] In particolare: sulla risarcibilità o meno dei maggiori costi sopportati dall’Impresa in relazione alle polizze fideiussorie prestate a causa del prolungato vincolo contrattuale. [N] Sulla risarcibilità o meno delle spese generali conseguenti alla ridotta produttività conseguente alla illegittima sospensione dei lavori imputabile alla Stazione Appaltante. [O] In particolare: sulla risarcibilità o meno del mancato utile per il periodo di anomalo andamento dell’appalto. [P] In particolare: sulla prova necessaria e sulla quantificazione del mancato utile d’impresa per il periodo di anomalo andamento dei lavori. [Q] Sulla rilevanza o meno, ai fini della risarcibilità dei danni subiti, della circostanza che l’Impresa abbia accettato e fatto proprio, con le rituali dichiarazioni richieste in fase di gara dalla Stazione Appaltante, il progetto originario, la cui erroneità costituisce uno degli elementi causali dei danni lamentati
SOSPENSIONE ILLEGITTIMA DEI LAVORI - EFFETTI
[A] Sugli effetti della nomina dell’arbitro da parte della Stazione Appaltante in merito all’eccezione di declinatoria della competenza arbitrale avanzata dallo stesso ente. [B] Sulla legittimità o meno della sospensione dei lavori determinata dall'esigenza di apportare una perizia di variante e suppletiva al progetto. [C] Sulla possibilità o meno di configurare una corresponsabilità dell’Impresa, laddove la stessa abbia continuato a confidare nella ripresa dei lavori oltre un tempo ragionevole di affidamento. [D] Sulla possibilità o meno di configurare l'elaborazione di varianti in corso d'opera da parte della Pubblica Amministrazione come espressione di un doveroso intervento collaborativo e sulla possibilità che l’inadempimento possa giustificare la risoluzione del contratto. [E] Sulle ipotesi in cui l’illegittima sospensione dei lavori da parte della Stazione Appaltante può giustificare la risoluzione per inadempimento del contratto, ai sensi dell’art. 1453 cod. civ., e sul danno eventualmente risarcibile all’Impresa. [F] Sul calcolo del danno risarcibile per lucro cessante: mancata percezione dell’utile e indisponibilità dell’utile. [G] Sulla individuazione del dies a quo per il calcolo degli interessi legali e della rivalutazione monetaria nel caso di danni derivanti da una lunga illegittima sospensione dei lavori: sulla applicabilità o meno del c.d. termine baricentrico
SOSPENSIONE PER VARIANTE PROGETTUALE - EFFETTI
AUMENTO COSTI MATERIALE DA COSTRUZIONE - COMPENSO REVISIONALE
[A] Sulla sussistenza o meno del diritto dell’Impresa ad ottenere un compenso revisionale in caso di eccezionale aumento dei costi subito da alcuni materiali da costruzione (nel caso di specie materiali siderurgici), anche alla luce di quanto disposto dall’art. 133 del D.Lgs. n. 163/06. [B] Sulla sussistenza o meno della giurisdizione arbitrale sulle domande attinenti l’adeguamento dei prezzi ai sensi dell’art. 133 del Codice degli appalti. [C] Sulla natura del dovere di cooperazione posto a carico della Stazione Appaltante e sulla possibilità di configurare una violazione dello stesso per lacune progettuali o ritardata consegna dell’area di intervento. [D] Sulla sussistenza o meno del diritto dell’Impresa ad ottenere maggiori compensi derivanti dalla mancata tempestiva rimozione di ostacoli da parte della Stazione Appaltante anche ove abbia sottoscritto senza riserve il verbale di consegna lavori. [E] Sulla configurabilità o meno di un inadempimento della Stazione Appaltante laddove abbia rimosso tardivamente eventuali inadeguatezze progettuali emerse in corso di esecuzione. [F] Sulla quantificazione del danno per maggiori spese generali nel caso di anomalo andamento dei lavori, sull’applicabilità o meno dell'art. 25, comma 2, letto a) del D.M. n. 145/00 e sull’onere della prova. [G] Sulla sussistenza o meno del diritto dell’Impresa ad ottenere il risarcimento dei maggiori oneri per il personale di cantiere non pienamente impiegato in caso di anomalo andamento dei lavori e sui criteri per la quantificazione. [H] Sulla sussistenza o meno del diritto dell’Impresa ad ottenere il risarcimento dei maggiori oneri per mancato ammortamento di macchinari e attrezzature in caso di anomalo andamento dei lavori e sui criteri per la quantificazione. [I] Sulla sussistenza o meno del diritto dell’Impresa ad ottenere il risarcimento dei maggiori oneri per la ritardata percezione dell'utile in caso di anomalo andamento dei lavori e sui criteri per la quantificazione
VARIAZIONI TEMPI DI CONSEGNA, PENALI E PREZZO - EFFETTI SUL CONTRATTO
[A] Sugli effetti prodotti sul contratto di appalto in corso di esecuzione dalle variazioni richieste dalla Stazione Appaltante, con particolare riguardo a tempi di consegna, penali e prezzo. [B] Sulla possibilità o meno che la Stazione Appaltante possa opporre la previsione pattizia dell’inclusione della posa in opera nel costo dell’intervento contestato, nel caso in cui l’Amministrazione abbia imposto diverse modalità di posa in opera. [C] Sulla possibilità o meno che il Collegio possa calcolare i maggiori costi sostenuti dall’Impresa, facendo la media tra le quantificazioni fatte dalle parti, in assenza di altri elementi univoci
VALENZA DEL REGISTRO DI CONTABILITA'
[A] La committente non ha alcun obbligo di produzione dei documenti che sono nella disponibilità di entrambe le parti. [B] Registro di contabilità è solo il documento le cui pagine sono preventivamente numerale e firmate. [C] Sulla valenza da attribuire al registro di contabilità costituito da fogli scomposti. [D] Sugli atti di definizione di specifiche questioni e concordamento di nuovi prezzi e sulla possibilità o meno che questi possa comportare la rinuncia alle riserve iscritte o a riserve da iscrivere per accadimenti futuri. [E] Di regola la sottoscrizione di un atto aggiuntivo non costituisce fatto genetico di un nuovo rapporto
VARIAZIONI LAVORI E REVISIONE PREZZI
VARIAZIONI ORDINATE DALLA PA E RELATIVI PAGAMENTI
[A] Sulla sussistenza o meno di un diritto dell’impresa al pagamento dei lavori eseguiti in difformità dal progetto qualora vi siano state variazioni in corso d’opera ordinate dalla Stazione Appaltante, ma mai formalizzate. [B] Le dichiarazioni di gara e la sottoscrizione dell’art. 71 del DPR 554/99 costituiscono dichiarazioni di scienza che non possono in alcun modo limitare la responsabilità dell’Amministrazione rispetto all’obbligo di corretta ed esaustiva redazione del progetto esecutivo
VARIANTE PROGETTUALE DELLA PA NON IDONEA AL REGOLARE ANDAMENTO DELL'APPALTO - EFFETTI
[A] Sul caso in cui i termini per la conclusione dell’accordo bonario scadano dopo la notifica della domanda di arbitrato ma prima della conclusione del procedimento arbitrale. [B] Prima della indizione della gara la stazione appaltante è tenuta ad impiegare ogni cura volta ad eliminare il rischio di impedimenti alla realizzazione dell'opera come progettata. [C] Sulla dichiarazione ex. Art. 71 del D.P.R. 554 del 1999 resa dall’appaltatore, in sede di gara. [D] Sul caso in cui se in un momento successivo alla sottoscrizione dell'atto di sottomissione, e quindi nella concreta fase di esecuzione dei lavori, la variante progettuale introdotta dall'Amministrazione non si riveli idonea a consentire il regolare andamento dell'appalto. [E] Sull’art. 26 della Legge n. 109/1994 secondo il quale l’appaltatore può avvalersi della eccezione di inadempimento e sulle altre ipotesi di risoluzione contrattuale. [F] Sulla risoluzione contrattuale per mutuo dissenso. [G] Sulla la sospensione, ancorché di fatto, dei lavori per lunghi periodi di tempo per esigenze connesse all’approvazione di una variante. [G] Sul risarcimento del danno per mancato ammortamento dei macchinari e delle attrezzature stimabile in una media ponderale del 10% annuo
IPOTESI DI INCOMPETENZA ARBITRALE
Laddove gli ordini di esecuzione delle attività siano stati resi tutti verbalmente e, comunque, informalmente dai legali rappresentanti dell'Azienda, ponendosi fuori delle prestazioni pattuite nei contratti di appalto, non sussiste la competenza arbitrale
LAVORI COMPLEMENTARI E LAVORI EXTRACONTRATTUALI
[A] Sulla nozione giuridica di “lavori complementari” ai sensi dell’art. 57, 5° comma lettera a) del D.lgs. n. 163/2006. [B] Sui “lavori extracontrattuali”, sui “lavori complementari” che legittimano la procedura negoziata e sulle “varianti progettuali” ammesse nei soli casi previsti dall’art. 132 del D.lgs 163 del 2006
QUESITO del 20/03/2015 - VARIANTE IN CORSO DI ESECUZIONE - DIMINUZIONE PRESTAZIONI E RELATIVO CORRISPETTIVO
E' legittima una variante in aumento, ai sensi del 2° periodo comma 3 dell'art. 132 del D.Lgs. 163/2006, finalizzata al miglioramento dell'opera il cui importo non supera il 5% dell'importo di contratto e trova copertura con il 50% dei ribassi e parte degli imprevisti? L'importo di variante così definito trova copertura nella somma complessiva stanziata per l'opera, quindi il totale del quadro economico, al netto del 50% del ribasso d'asta conseguito.
QUESITO del 13/03/2015 - VARIANTE IN CORSO DI ESECUZIONE - QUINTO D'OBBLIGO
Il quesito proposto è il seguente, riporto per punti gli elementi utili alla comprensione del caso: - il comune (stazione appaltante) realizza una variante in corso d'opera facendo esplicito riferimento nella determinazione di approvazione della variante al comma 3 secondo periodo, art. 132 del Codice degli appalti; - l'importo della variante è leggermente inferiore al 5% del contratto stipulato (importo variante = 4.340,66 €); - l'importo della variante eccede il 50% del ribasso d'asta (ribasso d'asta 6.181,60 €, ribasso d'asta 50% = 3.090,80 €); - il comune copre la somma necessaria per la variante utilizzando il 50% del ribasso d'asta (3.090,80 €) e per la restante parte attingendo alle somme stanziate per gli imprevisti (somme stanziate per imprevisti = 2.950,32 €). Nella determinazione di approvazione della variante tale procedura viene così giustificata: "ACCERTATO che la variante che qui si approva rientra tra i presupposti di cui all'art. 132 comma 3, 2° periodo del D.Lgs 163/2006 e che alla copertura finanziaria della maggiore spesa di contratto si provvede mediante l'utilizzo del ribasso d'asta e degli imprevisti accantonati nel quadro di progetto nel rispetto delle somme stanziate per l'esecuzione dell'opera al netto del 50% dei ribassi d'asta conseguiti;" Stante il vostro ruolo di consulenza e supporto in ordine agli aspetti interpretativi ed applicativi della complessa normativa sugli appalti pubblici, si chiede di esprime un parere, relativamente al caso proposto, circa la corretta applicazione dell'art. 132 comma 3 del D.Lgs 163/2006 e s.m.i.
QUESITO del 06/03/2012 - APPALTI DI SERVIZI - VARIANTI IN CORSO D'OPERA - NORMATIVA APPLICABILE
Come è noto il DL 70/2011 c.d. Sviluppo, è intervenuto sul comma 3 dell'art.132 del Codice, limitando l'utilizzo del ribasso d'asta al 50%. Ora il quesito che si pone è se tale limitazione possa applicarsi anche al diverso comparto degli appalti di servizi in virtù degli artt. 114, comma 2, e 121, comma 1, del medesimo Codice. Faccio presente che, contrariamente all'ordinamento previgente, ora la disciplina delle varianti negli appalti di servizi è organicamente prevista dall'art. 311 del Regolamento attuativo, su cui peraltro non è intervenuta direttamente la novella legislativa del Decreto Sviluppo. Segnalo che l'AVCP (parere AG 43/09)e il CdS (sentenza 6281/2002)ritenevano applicabile ai soli lavori l'art.132 del Codice (ex art. 25 L. 109/94)
QUESITO del 29/07/2011 - VARIANTI IN SEDE DI OFFERTA - IMMODIFICABILITÀ IMPORTO APPALTO
Il D.L. 13 maggio 2011 n° 70 ha apportato delle modifiche all’art. 132 “Varianti in corso d’opera” del D.Lgs. n° 163, aggiungendo all’ultimo capoverso la seguente frase “al netto del 50 per cento dei ribassi d’asta conseguiti”. Tale modifica si applica dall’entrata in vigore del decreto Legge. Si chiede se tale modifica sia applicabile a tutti i lavori in corso oppure solo per quei lavori per i quali sia stato approvato il progetto successivamente all’entrata in vigore del citato Decreto?
QUESITO del 28/07/2011 - VARIANTI IN CORSO D'OPERA.SOGLIA DEL CD. “QUINTO D’OBBLIGO”: APPLICABILITÀ.
Con riferimento all’art. 132, comma 3, secondo periodo, del D.lgs 163/06, la novella introdotta dall’art. 4, comma 2, lett. n) del D.L. 70/2011, convertito con L. 106/2011, parrebbe mirare ad una limitazione di spesa per la P.A. che, nel fare ricorso alle varianti migliorative, oltre a dover rispettare le limitazioni già precedentemente previste dalla norma in relazione: - all’importo della variante da contenere entro il 5% dell’importo originario del contratto; - alla copertura finanziaria, che deve rimanere all’interno della somma stanziata per l’esecuzione dell’opera; deve rispettare anche l’ulteriore limitazione di utilizzare, appunto, lo stanziamento previsto ma al netto del 50% del ribasso d’asta conseguito. Tale interpretazione, fondata sul dato letterale, porterebbe ad espungere dalle disponibilità presenti nello stanziamento il 50% del ribasso conseguito. Recentemente alcuni interpreti hanno indicato una diversa leggibilità della novella, secondo la quale, oltre alle già sopra citate precedenti limitazioni, la modifica del testo introdotta porterebbe ad attestare il valore economico della variante non oltre il 50% del ribasso conseguito. Con questa seconda lettura, che pare discostarsi dal dato letterale, nel caso di ribassi limitati (inferiori al 10%) ci si troverebbe nelle condizioni di non poter arrivare al limite di soglia del 5%, anche se la somma stanziata dovesse consentirlo (nel senso che lo potrebbero permettere le somme a disposizione, magari anche non contando affatto sul ribasso conseguito). D’altra parte, invece, sempre per effetto della seconda lettura, nel caso di ribassi di valore modesto (ribasso dell’1,5 % su un contratto di circa 12.000.000), l’intero istituto delle varianti migliorative (margine del 5%) verrebbe vanificato. Si chiede, cortesemente, il vostro orientamento in relazione alle due ipotesi o di indicare se ve ne fossero altre, e comunque quale si ritiene più verosimile in assenza di valutazioni giurisprudenziali.
QUESITO del 16/07/2010 - VARIANTI MIGLIORATIVE - AMMISSIBILITA' E LIMITI
Questo Comune ha appaltato un lavoro di manutenzione di due edifici scolastici, con la seguente aggiudicazione: § importo a base d’asta: € 400.710,50 (di cui € 4.600,00 per oneri per la sicurezza) § importo offerto: € 303.467,20 § ribasso percentuale: 24,060% § importo complessivo di aggiudicazione: € 308.067,20 (oneri per la sicurezza inclusi) Si chiede con la presente se è possibile procedere alla redazione di una perizia di variante, con riferimento alla fattispecie prevista dall’art. 132 lettera c) del D. Lgs. 163/2006 e ss.mm.ii., recuperando l’intero ribasso d’asta. In alternativa se è possibile procedere all’affidamento all’Impresa appaltatrice degli ulteriori lavori con la procedura negoziata, di cui all’art. 122 commi 7 o 7-bis del D. Lgs. 163/2006, facendo presente che, trattandosi di lavori da eseguire all’interno di una scuola, questi devono essere conclusi entro il 13/09/2010.
QUESITO del 09/03/2010 - VARIANTE MIGLIORATIVA ART. 132 COMMA 3 D.LGS 163/2006
Come Amministrazione Pubblica e stazione appaltante volevamo informazioni riguardo al seguente quesito: in caso di variante in corso d'opera in cui si ecceda il quinto dell'importo originario del contratto, come citato all'art.132 del Dl.gs. n.163/2006, ma non si rientri nel caso previsto al comma 1, lettera e) è ammesso affidare all’appaltatore altri lavori non previsti in progetto, applicando quanto previsto dall’art 10 del Decreto del 19/04/2000 n.145 (capitolato generale d'appalto) comma 3? Inoltre, si specifica, che tali lavori aggiuntivi comporteranno il superamento delle somme a disposizione e conseguente nuovo provvedimento di approvazione con copertura finanziaria da parte dell’Amministrazione.
QUESITO del 13/01/2010 - VARIAZIONE CONTO CORRENTE "TRACCIABILITÀ".
L’amministrazione comunale ha affidato l’incarico di progettazione di un lavoro pubblico al professionista XXX. Il progetto esecutivo è stato approvato e i lavori sono stati appaltati. La direzione dei lavori è stata affidata a professionista diverso dal progettista. In corso d’opera si è reso necessario apportare una variante al progetto a causa di alcuni errori di progettazione. La variante è stata progettata dal direttore dei lavori. Posto che, in merito alla variante l’amministrazione ha “sentito” (così come previsto dalla legge) il progettista originario, si chiede se - prima di approvare la variante- fosse necessario dare allo stesso progettista la formale comunicazione di avvio del procedimento, ai sensi e per gli effetti dell’art. 7 e seguenti della l. n. 241/1990. Riteniamo che tale l’obbligo di comunicazione di avvio del procedimento non sussista in quanto, poiché con l’approvazione della variante si contesta di fatto una non corretta prestazione professionale del progettista, si verte sostanzialmente in materia contrattuale riconducibile al diritto privato e non al diritto pubblico.
QUESITO del 11/11/2009 - PERDITA REQUISITI DI CARATTERE GENERALE IN FASE DI AGGIUDICAZIONE: CONSEGUENZE.
si chiede se la progettazione della perizia di variante che si renda necessaria durante l'esecuzione di un lavoro pubblico possa essere affidata direttamente al direttore dei lavori o se debba essere affidata con le procedure previste dal d. lgs. 163/2006 (gara pubblica o selezione tra più professionisti, o in economia, in relazione all'importo dell'onorario professionale relativo). Il dubbio sorge in riferimento a quanto disposto dall'134 del d.p.r. n. 554/99 il quale prevede che nel caso in cui si renda necessaria una perizia il direttore dei lavori ne "promuove la redazione". A nostro parere è opportuno, per ovvie ragioni e non ultima quella di limitare i danni alla stazione appaltante a causa della inevitabile sospensione dei lavori necessaria per esperire le procedure di affidamento dell'incarico di progettazione della perizia, che la perizia venga sempre redatta dal direttore dei lavori (che solitamente coincide con il progettista orignario) e a tale scopo ci pare che possa essere invocato l'art. 57 comma 2 lettere b) e c).
QUESITO del 17/04/2009 - VARIANTI
Si richiede se gli atti di sottomissione relativi ad un contratto di opere pubbliche stipulato in forma pubblico-amministrativa debbano rivestire la stessa forma, nel caso in si riferiscano a lavori aggiuntivi di importo inferiore al 20 % dell'ammontare complessivo del contratto principale ovvero se sia sufficente una scrittura privata.
QUESITO del 22/01/2009 - PAGAMENTI
Visto l'art. 277 del R.D. 827/24 che prevede che la liquidazione sia appoggiata a titoli e documenti comprovanti il diritto acquisito dal creditore. Visto l'art. 129 del D.P.R. 554/99 che prevede la consegna in pendenza di contratto per ragioni d'urgenza; Richiamato altresì l'art. 132 del D.Lgs 163/06 riferito alla possibilità di perizie suppletive per le quali si deve provvedere a contratto aggiuntivo. Si chiede se, pur non essendo ancora intervenuta la sipula del contratto o del contratto aggiuntivo, sia possibile procedere alle liquidazioni delle lavorazioni affidate in via d'urgenza, o affidate con perizia, sulla base delle risultanze del registro di contabilità e del correlato sal e certificato di pagamento.
QUESITO del 11/12/2008 - VARIANTI
Alla luce della vigente normativa, si chiede se l'approvazione di perizie di varianti relative ad opere pubbliche comportanti aumenti superiori al 5 per cento dell'importo originario del contratto sia di competenza del Responsabile del Procedimento o della Giunta Comunale.
QUESITO del 09/12/2008 - VARIANTI
In riferimento ai contenuti dei quesiti nn° 2817 del 20/10/2008 e 2877 del 21/11/2008 – laddove in sede di esecuzione lavori il D.L. ravvisi l’esigenza di risolvere i cd. “aspetti di dettaglio” (art. 132, c. 3, D.Lgs. 163/’06), quest’ultimi devono contenersi nelle % indicate a norme di legge senza comportare aumenti dell’importo di contratto. Con il presente si chiede di comprendere se gli interventi disposti dal D.L. quali “aspetti di dettaglio” si possano eseguire, come pare di comprendere, solo ed esclusivamente attraverso compensazioni (se disponibili) tra prestazioni contenute nell’importo di contratto per l’esecuzione dell’opera stessa o se l’eventuale aumento, sempre contenuto nelle % di legge, ma necessariamente ad integrazione dell’importo di contratto implichi l’impossibilità di procedere o se semplicemente vengono a considerarsi quali “aspetti di dettaglio” assoggettati , però, al regime di variante sempre da contenersi nelle % di legge (10% e 5%).
QUESITO del 28/11/2008 - VARIANTI IN CORSO D'OPERA
voglio cortesemente chiedere se rimane nella discrezionalità del D.L. disporre all' impresa l' aumento della quantità di ferro da introdurre nei c.a. superando in tal modo quanto previsto dal computo metrico oppure se è necessario procedere ad una variante in corso d' opera ? Segnalo che non si va a modificare alcuna Voce del prezziario (Acciaio per ca) ma esclusivamente ad auamentare modestamente la quantità
QUESITO del 24/10/2008 - VARIANTI
In riferimento all’esecuzione di un’opera pubblica, nella fattispecie la manutenzione straordinaria di una palestra, è maturata la necessità di redigere una variante per “cause impreviste ed imprevedibili”, non considerabili quali aspetti di dettaglio (max 10% importo contratto). Tale variante – in aumento – il cui importo troverà comunque copertura nella somma complessiva stanziata (ribasso d’asta, imprevisti, ecc.) dovrebbe eccedere il 10%. In riferimento alle normative vigenti, segnatamente D.Lgs. 163/2006 art. 132 c. 3 e D.M. 19/04/2000 n. 145 art. 10 c. 2, chiedesi se la percentuale in aumento rispetto all’importo di contratto per una variante avente queste caratteristiche sia da limitarsi entro il valore del 5% o del 20% (cd. quinto).
QUESITO del 28/02/2008 - VARIANTI
Le varianti di cui al comma 3, art. 132 del D.lgs 163/2006 sono ammesse nell’esclusivo interesse dell’Amministrazione, finalizzate al miglioramento dell’opera e alla sua funzionalità. Quesito: da chi sono approvate? dal Responsabile del Procedimento? L’importo in aumento relativo alle varianti di cui sopra non può superare il 5% dell’importo originario del contratto e deve trovare copertura nelle somme stanziate per l’esecuzione dell’opera. Quesito: la copertura del 5% può essere sostenuta utilizzando le economie derivanti dal ribasso d’asta? è possibile utilizzare, comunque, le somme previste come imprevisti oltre il 5% dell’importo di variante?
QUESITO del 16/10/2007 - PREZZI UNITARI
Nell'ipotesi di gara effettuata con prezzi unitari, il "ribasso medio" viene indicato nel verbale di gara solo per motivi di graduatatoria, per cui l'aggiudicazione ed il successivo contratto non vengno effettuati con l'indicazione del ribasso, ma solo con il valore economico dei prezzi unitari posti a base di gara. Per l'effetto le Imprese, nella trattativa che precede il concordamento prezzi, chiedono che ogni prezzi nuovo abbia un valore non necessariamente riconducibile al ribasso medio non essendo stato quest'ultimo individuato all'atto della stipuila del contratto. In alternativa chiedono: se il ribasso medio del 20 % scaturisce dalla meda dei ribassi offerti per il ferro (30 %) e per il calcestruzzo (10 %), dovendosi concordare il prezzo per un calcestruzzo di diversa classe di esposizione, si debba applicare il ribassso del 10 %. Se invece il prezzo riguarda una categoria non prevista ne assimilabile e ne consimile, il ribasso deve essere contrattato. Tutto ciò premesso, dovendo il sottoscritto procedere alla elaborazione di un progetto con relativo bando e dovendo concordare alvcuni Nuovi Prezzi in appalti aggiudicati a prezzi unitari si chiede: 1- se la elaborazione di una variante prevede la esecuzione di categorie non previste in progetto, il ribasso deve essere contrattato ? 2- come è possibile cautalare l'Amministrazione per evitare giudizi discendenti dalle argomentazioni delle Imprese e che nella premessa sono state riportate ? 3- nell'ipotesi di gara a prezzi unitari quale ribasso applicare ai nuovi prezzi ?
QUESITO del 08/05/2007 - VARIANTI
Si chiede se alla luce del D.Lgs. 12 aprile 2006 n° 163 e della L.R. 07 novembre 2003 n° 27 è possibile alla data odierna approvare varianti in corso d'opera che comportino un aumento dell'importo di contratto superiore alle disponobilità delle somme a disposizione e che quindi comportino un amento di spesa del quadro economico generale con conseguente nuovo finanziamento della differenza. Se si quali sono i riferimenti di legge nazionale e regionale e quali i limiti di aumento in percentuale, se ci sono, rispetto all'importo di contratto.
QUESITO del 28/07/2006 - VARIANTI
Desidero porre alla vostra attenzione i sottoelencati quesiti: 1)nel caso di Varianti migliorative di cui all’art. 25 comma 3 2° periodo, può essere superato il 5% dell’importo originario di contratto e di chi è la competenza per la loro approvazione? 2)per i casi di cui all’art. 25 comma 1 lettere a, b, bbis, con aumento dell’importo contrattuale superiore al 20%, ma rientrante nel quadro economico generale di progetto, a chi compete l’approvazione della perizia?
VARIANTE IN CORSO DI ESECUZIONE - DIMINUZIONE PRESTAZIONI E RELATIVO CORRISPETTIVO
VARIANTE IN CORSO DI ESECUZIONE - QUINTO D'OBBLIGO
APPALTI DI SERVIZI - VARIANTI IN CORSO D'OPERA - NORMATIVA APPLICABILE
VARIANTI IN SEDE DI OFFERTA - IMMODIFICABILITÀ IMPORTO APPALTO
VARIANTI IN CORSO D'OPERA.SOGLIA DEL CD. “QUINTO D’OBBLIGO”: APPLICABILITÀ.
VARIANTI MIGLIORATIVE - AMMISSIBILITA' E LIMITI
VARIANTE MIGLIORATIVA ART. 132 COMMA 3 D.LGS 163/2006
VARIAZIONE CONTO CORRENTE "TRACCIABILITÀ".
PERDITA REQUISITI DI CARATTERE GENERALE IN FASE DI AGGIUDICAZIONE: CONSEGUENZE.

References: art. 37
 art. 132
 art. 132
 articolo 6
 art. 132
 art. 240
 articolo 6
 art.132
 art.11
 articolo 6
 art. 172
 articolo 6
 art. 191
 SENTENZA

 art. 71
 Art. 71
 art. 132
 art. 25
 ART. 132
 art. 132
 art. 10
 art. 132
 ART. 132