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PROGETTO ESECUTIVO. CONSORZIO DUE GIARE Provincia di ORISTANO - PDF
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2 PROGETTO ESECUTIVO CONSORZIO DUE GIARE Provincia di ORISTANO OGGETTO: Realizzazione Centro di Produzione culturale della Marmilla Opere di completamento - Utilizzo economie COMMITTENTE: Consorzio Due Giare Via Roma n 2, BARESSA CAPITOLATO SPECIALE D'APPALTO PARTE B DISPOSIZIONI TECNICHE Art. 53, comma 4, periodi terzo, quarto, quinto e sesto, del Codice dei contratti (articolo 45, commi 3 e seguenti, regolamento generale, d.p.r. 21 dicembre 1999, n. 554) IL PROFESSIONISTA : Ing. Mauro Marrocu IL R.U.P.: Ing. Sergio INCANI
3 INDICE Titolo 2 - DISPOSIZIONI TECNICHE - QUALITÀ DEI MATERIALI - MODO DI ESECUZIONE DI OGNI CATEGORIA DI LAVORO - VERIFICHE E ORDINE DA TENERSI NELL'ANDAMENTO DEI LAVORI - NORME PER L'ESECUZIONE DEI LAVORI Parte 1 QUALITA' DEI MATERIALI E DEI COMPONENTI Art. 1 - Materiali in genere Art. 2 - Acqua, calci, cementi ed agglomerati cementizi, pozzolane, gesso Art. 3 - Materiali inerti per conglomerati cementizi e per malte Art. 4 - Elementi di laterizio e calcestruzzo Art. 5 - Laterizi Art. 6 - Prodotti per pavimentazione Art. 7 - Elementi costruttivi prefabbricati Art. 8 - Infissi Art. 9 - Segnaletica interna ed esterna Art Prodotti per pareti esterne e partizioni interne Parte 2 Parte 3 MODO DI ESECUZIONE DI OGNI CATEGORIA DI LAVORO Art Demolizioni Art Opere e strutture di muratura Art Partizioni interne Art Opere di finitura varie Art Impianti di climatizzazione Art Impianti elettrici Art Impianto idrico sanitario Art Impianto termici Art Rivestimenti Art Lavori eventuali non previsti ORDINE DA TENERSI NELL'ANDAMENTO DEI LAVORI Art Ordine da tenersi nell'andamento dei lavori Parte 4 NORME PER LA MISURAZIONE E VALUTAZIONE DEI LAVORI Art Demolizioni, dismissioni e rimozioni Art Murature in genere Art Pavimenti Art Rivestimenti di pareti Art Intonaci Art Decorazioni Art Tinteggiature, coloriture e verniciature Art Posa in opera dei serramenti Art Lavori in legname Art Lavori in metallo Art Sigillature Art Impianto termico, idrico-sanitario, antincendio, gas, innaffiamento Art Manodopera Art Noleggi Art Opere provvisionali Art Trasporti Parte 5 DISPOSIZINI FINALI Art Direzione lavori per conto dell impresa Art Osservazione di norme Art Dichiarazione relativa ai prezzi Art Elenco prezzi
4 Titolo 2 Parte 1 DISPOSIZIONI TECNICHE QUALITÀ DEI MATERIALI - MODO DI ESECUZIONE DI OGNI CATEGORIA DI LAVORO - VERIFICHE E ORDINE DA TENERSI NELL'ANDAMENTO DEI LAVORI - NORME PER L'ESECUZIONE DEI LAVORI QUALITA' DEI MATERIALI E DEI COMPONENTI Art. 1 - Materiali in genere Quale regola generale si intende che i materiali, i prodotti ed i componenti occorrenti, realizzati con materiali e tecnologie tradizionali e/o artigianali, per la costruzione delle opere, proverranno da quelle località che l'appaltatore riterrà di sua convenienza, purché, ad insindacabile giudizio della Direzione dei Lavori, rispondano alle caratteristiche/prestazioni di seguito indicate. Nel caso di prodotti industriali la rispondenza a questo Capitolato può risultare da un attestato di conformità rilasciato dal produttore e comprovato da idonea documentazione e/o certificazione. Art. 2 - Acqua, calci, cementi ed agglomerati cementizi, pozzolane, gesso Art. 2.1 Acqua L acqua per gli impasti deve essere dolce, limpida, priva di sali in percentuali dannose (particolarmente solfati e cloruri), priva di materie terrose e non aggressiva. L acqua, a discrezione della direzione dei lavori, in base al tipo di intervento o di uso, potrà essere trattata con speciali additivi, per evitare l insorgere di reazioni chmico-fisiche al contatto con altri componenti l impasto. È vietato l impiego di acqua di mare. L acqua di impasto, ivi compresa l acqua di riciclo, dovrà essere conforme alla norma UNI EN 1008, come stabilito dalle norme tecniche per le costruzioni emanate con D.M. 14 gennaio A discrezione della direzione dei lavori, l acqua potrà essere trattata con speciali additivi, in base al tipo di intervento o di uso, per evitare l insorgere di reazioni chimico-fisiche al contatto con altri componenti d impasto. Tabella - Acqua di impasto Caratteristica Prova Limiti di accettabilità Ph Analisi chimica da 5,5 a 8,5 Contenuto solfati Analisi chimica SO4 minore 800 mg/litro Contenuto cloruri Analisi chimica CI minore 300 mg/litro Contenuto acido solfidrico Analisi chimica minore 50 mg/litro Contenuto totale di sali minerali Analisi chimica minore 3000 mg/litro Contenuto di sostanze organiche Analisi chimica minore 100 mg/litro Contenuto di sostanze solide sospese Analisi chimica minore 2000 mg/litro Art. 2.2 Calci Le calci aeree ed idrauliche, dovranno rispondere ai requisiti di accettazione di cui al Regio Decreto 16 novembre 1939, n. 2231; le calci idrauliche dovranno altresì rispondere alle prescrizioni contenute nella Legge 26 maggio 1965, n. 595 (Caratteristiche tecniche e requisiti dei leganti idraulici) nonché ai requisiti di accettazione contenuti nel D.M. 31 agosto 1972 (Norme sui requisiti di accettazione e modalità di prova degli agglomerati cementizi e delle calci idrauliche). Sono anche da considerarsi le norme UNI EN 459/1 e 459/2. Art. 2.3 Cementi e agglomerati cementizi I cementi dovranno rispondere ai limiti di accettazione contenuti nella Legge 26 maggio 1965, n. 595 e nel D.M. 3 giugno 1968 (Nuove norme sui requisiti di accettazione e modalità di prova dei cementi) e successive modifiche. Gli agglomerati cementizi dovranno rispondere ai limiti di accettazione contenuti nella Legge 26 maggio 1965, n. 595 e nel D.M. 31 agosto A norma di quanto previsto dal Decreto del Ministero dell'industria del 9 marzo 1988, n. 126 (Regolamento del servizio di controllo e certificazione di qualità dei cementi), i cementi di cui all'art. 1 lettera A) della Legge 26 maggio 1965, n. 595 (e cioè i cementi normali e ad alta resistenza portland, pozzolanico e d'altoforno), se utilizzati per confezionare il conglomerato cementizio normale, armato e precompresso, devono essere certificati presso i laboratori di cui all'art. 6 della Legge 26 maggio 1965, n. 595 e all'art. 20 della Legge 5 novembre 1971, n Per i cementi di importazione, la procedura di controllo e di certificazione potrà essere svolta nei luoghi di produzione da analoghi laboratori esteri di analisi. I cementi e gli agglomerati cementizi dovranno essere conservati in magazzini coperti, riparati dall'umidità e da altri agenti capaci di degradarli prima dell'impiego. Art. 2.4 Pozzolane Le pozzolane saranno ricavate da strati mondi da cappellaccio ed esenti da sostanze eterogenee o di parti inerti; qualunque sia la provenienza dovranno rispondere a tutti i requisiti prescritti dal Regio Decreto 16 novembre 1939, n Art. 2.5 Gesso Il gesso dovrà essere di recente cottura, perfettamente asciutto, di fine macinazione in modo da non lasciare residui sullo staccio di 56 maglie a centimetro quadrato, scevro da materie eterogenee e senza parti alterate per estinzione spontanea. Il gesso dovrà essere conservato in locali coperti, ben riparati dall'umidità e da agenti degradanti. Le caratteristiche fisiche, meccaniche e chimiche del gesso in sacchi o in elementi costruttivi dovranno inoltre corrispondere alle prescrizioni della norme: UNI EN Lastre di gesso. Definizioni, requisiti e metodi di prova; UNI Pietra da gesso per la fabbricazione di leganti. Classificazione, prescrizioni e prove; UNI Edilizia. Partizioni e rivestimenti interni. Guida per l'esecuzione mediante lastre di gesso rivestito su orditura metallica; UNI Lastre di gesso rivestito. Definizioni, requisiti, metodi di prova; UNI EN Blocchi di gesso. Definizioni, requisiti e metodi di prova; UNI EN Leganti e intonaci a base di gesso. Parte 2: Metodi di prova; UNI EN Componenti di intelaiature metalliche per sistemi a pannelli di gesso. Definizioni, requisiti e metodi di prova.
5 Art. 2.6 Sabbie La sabbia da utilizzare nelle malte e nei calcestruzzi (viva, naturale o artificiale) dovrà essere del tutto libera da materie terrose o organiche. Essa dovrà essere, preferibilmente, di qualità silicea (in subordine quarzosa, granitica o calcarea), di grana omogenea, stridente al tatto e dovrà provenire da rocce aventi alta resistenza alla compressione. Se necessario, la sabbia dovrà essere lavata con acqua dolce per eliminare la eventuali materie nocive. Alla prova di decantazione in acqua, comunque, la perdita in peso non dovrà superare il 2%. Per il controllo granulometrico, l'appaltatore dovrà apprestare e mettere a disposizione della Direzione lavori gli stacci UNI La sabbia per murature in genere sarà costituita da grani di dimensioni tali da passare attraverso lo staccio 2 UNI Per gli intonaci, le stuccature, le murature di paramento o in pietra da taglio, la sabbia sarà costituita da grani passanti allo staccio 0,5 UNI La sabbia per conglomerati cementizi dovrà rispondere ai requisiti prescritti dal D.M. 3 giugno 1968 e dal D.M. 25 marzo La granulometria dovrà essere assortita (tra 1 e 5 mm) e adeguata alla destinazione del getto e alle condizioni di posa in opera. Salvo efficace lavaggio e previa autorizzazione della Direzione lavori è fatto assoluto divieto di utilizzo della sabbia marina. Per l'accettazione valgono i criteri generali dell'art. 7. Art. 3 - Materiali inerti per conglomerati cementizi e per malte Leganti per opere strutturali Nelle opere strutturali devono impiegarsi esclusivamente i leganti idraulici previsti dalle disposizioni vigenti in materia, dotati di certificato di conformità (rilasciato da un organismo europeo notificato) ad una norma armonizzata della serie UNI EN 197 ovvero ad uno specifico benestare tecnico europeo (eta), perché idonei all impiego previsto, nonché, per quanto non in contrasto, conformi alle prescrizioni di cui alla legge 26 maggio 1965, n È escluso l impiego di cementi alluminosi. L impiego dei cementi richiamati all art.1, lettera C della legge n. 595/1965, è limitato ai calcestruzzi per sbarramenti di ritenuta. Per la realizzazione di dighe e altre simili opere massive dove è richiesto un basso calore di idratazione, devono essere utilizzati i cementi speciali con calore di idratazione molto basso conformi alla norma europea armonizzata UNI EN 14216, in possesso di un certificato di conformità rilasciato da un organismo di certificazione europeo notificato. Qualora il calcestruzzo risulti esposto a condizioni ambientali chimicamente aggressive, si devono utilizzare cementi per i quali siano prescritte, da norme armonizzate europee e, fino alla disponibilità di esse, da norme nazionali, adeguate proprietà di resistenza ai solfati e/o al dilavamento o ad eventuali altre specifiche azioni aggressive. Fornitura I sacchi per la fornitura dei cementi devono essere sigillati e in perfetto stato di conservazione. Se l imballaggio fosse comunque manomesso o il prodotto avariato, il cemento potrà essere rifiutato dalla direzione dei lavori, e dovrà essere sostituito con altro idoneo. Se i leganti sono forniti sfusi, la provenienza e la qualità degli stessi dovranno essere dichiarate con documenti di accompagnamento della merce. La qualità del cemento potrà essere accertata mediante prelievo di campioni e loro analisi presso laboratori ufficiali. L impresa deve disporre in cantiere di silos per lo stoccaggio del cemento, che ne consentano la conservazione in idonee condizioni termoigrometriche. Marchio di conformità L attestato di conformità autorizza il produttore ad apporre il marchio di conformità sull imballaggio e sulla documentazione di accompagnamento relativa al cemento certificato. Il marchio di conformità è costituito dal simbolo dell organismo abilitato seguito da: - nome del produttore e della fabbrica ed eventualmente del loro marchio o dei marchi di identificazione; - ultime due cifre dell anno nel quale è stato apposto il marchio di conformità; - numero dell attestato di conformità; - descrizione del cemento; - estremi del decreto. Ogni altra dicitura deve essere stata preventivamente sottoposta all approvazione dell organismo abilitato. Classe Tabella - Requisiti meccanici e fisici dei cementi (D.M. 12 luglio 1999, n. 314) Resistenza alla compressione [N/mm 2 ] Resistenza iniziale 2 giorni Resistenza alla compressione [N/mm 2 ] Resistenza iniziale 7 giorni Resistenza alla compressione [N/mm 2 ] Resistenza normalizzata 28 giorni Resistenza alla compressione [N/mm 2 ] Resistenza normalizzata 28 giorni Tempo inizio presa [min] Epansione [mm] 32,5 - > 16 >= 32,5 <=52,5 >=60 <=10 32,5 R > 10 - >= 32,5 <=52,5 >=60 <=10 4,25 > 10 - >= 42,5 <=62,5 >=60 <=10 4,25 R > 20 - >= 42,5 <=62,5 >=60 <=10 52,5 > 20 - >= 52,5 - >=45 <=10 52,5 R > 30 - >= 52,5 - >=45 <=10 Tabella - Requisiti chimici dei cementi (D.M. 12 luglio 1999, n. 314) Proprietà Prova secondo Tipo di cemento Classe di resistenza Requisiti1 Perdiata al fuoco EN CEM I CEM III Tutte le classi <= 5,0% Residuo insolubile EN CEM I CEM III Tutte le classi <= 5,0% Solfati come (SO3) EN CEM I 32,5 <= 3,5% 32,5 R 42,5 Solfati come (SO3) EN CEM I 42,5 R <= 4,0% 52,5 52,5 R Solfati come (SO3) EN CEM II2 32,5 32,5 R 42,5 <= 3,5%
6 Solfati come (SO3) EN CEM II2 42,5 R <= 4,0% 52,5 52,5 R Solfati come (SO3) EN CEM IV 32,5 <= 3,5% 32,5 R 42,5 Solfati come (SO3) EN CEM IV 42,5 R <= 4,0% 52,5 52,5 R Solfati come (SO3) EN CEM V 32,5 <= 3,5% 32,5 R 42,5 Solfati come (SO3) EN CEM V 42,5 R <= 4,0% 52,5 52,5 R Solfati come (SO3) EN CEM III3 Tutte le classi <= 4,0% Cloruri EN Tutti i tipi4 Tutte le classi <= 0,10% Pozzolanicità EN CEM IV Tutte le classi Esito positivo della prova 1 I requisiti sono espressi come percentuale in massa. 2 Questa indicazione comprende i cementi tipo CEM II/A e CEM II/B, ivi compresi i cementi Portland compositi contenenti solo un altro componente principale, per esempio II/A-S o II/B-V, salvo il tipo CEM II/B-T, che può contenere fino al 4,5% di SO3, per tutte le classi di resistenza. 3 Il cemento tipo CEM III/C può contenere fino al 4,5% di SO3. 4 Il cemento tipo CEM III può contenere più dello 0,100% di cloruri, ma, in tal caso, si dovrà dichiarare il contenuto effettivo in cloruri. Tabella - Valori limite dei cementi (D.M. 12 luglio 1999, n. 314) Proprietà Valori limite Classe di resistenza 32,5 32,5 R 42,5 42,5 52,5 42,5 Limite inferiore di resistenza [N/mm2] 2 giorni - 8,0 8,0 18,0 18,0 28,0 Limite inferiore di resistenza [N/mm2] 7 giorni 14, Limite inferiore di resistenza [N/mm2] 28 giorni 30,0 30,0 40,0 40,0 50,0 50,0 Tempo di inizio presa Limite inferiore [min] Stabilità [mm] Limite superiore Contenuto di SO3 (%) 4,0 4,0 4,0 4,5 4,5 4,5 Limite superiore Tipo I Tipo II1 Tipo IV Tipo V Contenuto di SO3 (%) 4,5 4,5 4,5 4,5 4,5 4,5 Limite superiore Tipo III/A Tipo III/B Contenuto di SO3 (%) 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 Limite superiore Tipo III/C Contenuto di cloruri (%) Limite superiore2 0,11 0,11 0,11 0,11 0,11 0,11 Pozzolanicità Positiva a Positiva a Positiva a Positiva a Positiva a Positiva a 15 giorni 15 giorni 15 giorni 15 giorni 15 giorni 15 giorni 1 Il cemento tipo II/B può contenere fino al 5% di SO3 per tutte le classi di resistenza. 2 Il cemento tipo III può contenere più dello 0,11% di cloruri, ma in tal caso deve essere dichiarato il contenuto reale di cloruri. Metodi di prova Ai fini dell accettazione dei cementi la direzione dei lavori potrà effettuare le seguenti prove: UNI EN Metodi di prova dei cementi. Parte 1: Determinazione delle resistenze meccaniche; UNI EN Metodi di prova dei cementi. Parte 2: Analisi chimica dei cementi; UNI EN Metodi di prova dei cementi. Parte 3: Determinazione del tempo di presa e della stabilità; UNI ENV SPERIMENTALE Metodi di prova dei cementi. Parte 4: Determinazione quantitativa dei costituenti; UNI EN Metodi di prova dei cementi. Parte 5: Prova di pozzolanicità dei cementi pozzolanici; UNI EN Metodi di prova dei cementi. Parte 6: Determinazione della finezza; UNI EN Metodi di prova dei cementi. Parte 7: Metodi di prelievo e di campionatura del cemento; UNI EN Metodi di prova dei cement. Parte 8: Calore d idratazione. Metodo per soluzione; UNI EN Metodi di prova dei cementi. Parte 9: Calore d idratazione. Metodo semiadiabatico; UNI EN Metodi di prova dei cementi. Parte 10: Determinazione del contenuto di cromo (VI) idrosolubile nel cemento; UNI EN Metodi di prova dei cementi. Determinazione del contenuto di cloruri, anidride carbonica e alcali nel cemento; UNI EN Cemento. Parte 1: Composizione, specificazioni e criteri di conformità per cementi comuni; UNI EN Cemento. Valutazione della conformità; UNI EN Cemento. Parte 4: Composizione, specificazioni e criteri di conformità per cementi d altoforno con bassa resistenza iniziale; UNI Cementi. Determinazione della calce solubilizzata nei cementi per dilavamento con acqua distillata; UNI EN Cemento da muratura. Parte 1: Composizione, specificazioni e criteri di conformità; UNI EN Cemento da muratura. Metodi di prova; UNI EN Cemento da muratura. Parte 2: Metodi di prova. UNI 9606 Cementi resistenti al dilavamento della calce. Classificazione e composizione. Classi di resistenza del conglomerato cementizio Classi di resistenza Per le classi di resistenza normalizzate per calcestruzzo normale, si può fare utile riferimento a quanto indicato nella norma UNI EN e nella norma UNI Sulla base della denominazione normalizzata, vengono definite le classi di resistenza della tabella Tabella - Classi di resistenza Classi di resistenza C8/10 C12/15 C16/20
7 C20/25 C25/30 C28/35 C32/40 C35/45 C40/50 C45/55 C50/60 C55/67 C60/75 C70/85 C80/95 C90/105 I calcestruzzi delle diverse classi di resistenza trovano impiego secondo quanto riportato nella tabella 16.10, fatti salvi i limiti derivanti dal rispetto della durabilità. Per classi di resistenza superiore a C70/85 si rinvia al paragrafo successivo di questo capitolato. Per le classi di resistenza superiori a C45/55, la resistenza caratteristica e tutte le grandezze meccaniche e fisiche che hanno influenza sulla resistenza e durabilità del conglomerato devono essere accertate prima dell inizio dei lavori tramite un apposita sperimentazione preventiva, e la produzione deve seguire specifiche procedure per il controllo di qualità. Tabella - Impiego delle diverse classi di resistenza Strutture di destinazione Classe di resistenza minima Per strutture non armate o a bassa percentuale di armatura C8/10 Per strutture semplicemente armate C16/20 Per strutture precompresse C28/35 Costruzioni di altri materiali I materiali non tradizionali o non trattati nelle norme tecniche per le costruzioni potranno essere utilizzati per la realizzazione di elementi strutturali o opere, previa autorizzazione del servizio tecnico centrale su parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, autorizzazione che riguarderà l utilizzo del materiale nelle specifiche tipologie strutturali proposte sulla base di procedure definite dal servizio tecnico centrale. Si intende qui riferirsi a materiali quali calcestruzzi di classe di resistenza superiore a C70/85, calcestruzzi fibrorinforzati, acciai da costruzione non previsti nel paragrafo 4.2 delle norme tecniche per le costruzioni, leghe di alluminio, leghe di rame, travi tralicciate in acciaio conglobate nel getto di calcestruzzo collaborante, materiali polimerici fibrorinforzati, pannelli con poliuretano o polistirolo collaborante, materiali murari non tradizionali, vetro strutturale, materiali diversi dall acciaio con funzione di armatura da cemento armato. 3.1 Inerti Gli aggregati per conglomerati cementizi, naturali e di frantumazione, devono essere costituiti da elementi non gelivi e non friabili, privi di sostanze organiche, limose ed argillose, di getto, ecc., in proporzioni non nocive all'indurimento del conglomerato o alla conservazione delle armature. La ghiaia o il pietrisco devono avere dimensioni massime commisurate alle caratteristiche geometriche della carpenteria del getto ed all'ingombro delle armature. La sabbia per malte dovrà essere priva di sostanze organiche, terrose o argillose, ed avere dimensione massima dei grani di 2 mm per murature in genere, di 1 mm per gli intonaci e murature di paramento o in pietra da taglio. Sono idonei alla produzione di calcestruzzo per uso strutturale gli aggregati ottenuti dalla lavorazione di materiali naturali, artificiali, ovvero provenienti da processi di riciclo conformi alla norma europea armonizzata UNI EN e, per gli aggregati leggeri, alla norma europea armonizzata UNI EN È consentito l uso di aggregati grossi provenienti da riciclo, secondo i limiti di cui alla tabella 15.4, a condizione che la miscela di calcestruzzo confezionata con aggregati riciclati, venga preliminarmente qualificata e documentata attraverso idonee prove di laboratorio. Per tali aggregati, le prove di controllo di produzione in fabbrica di cui ai prospetti H1, H2 ed H3 dell annesso za della norma europea armonizzata UNI EN 12620, per le parti rilevanti, devono essere effettuate ogni 100 tonnellate di aggregato prodotto e, comunque, negli impianti di riciclo, per ogni giorno di produzione. Tabella - Limiti di impiego degli aggregati grossi provenienti da riciclo Origine del materiale da riciclo Classe del calcestruzzo Percentuale di impiego Demolizioni di edifici (macerie) = C 8/10 fino al 100% Demolizioni di solo calcestruzzo e calcestruzzo armato = C30/37 = 30% Demolizioni di solo calcestruzzo e calcestruzzo armato = C20/25 fino al 60% Riutilizzo di calcestruzzo interno negli stabilimenti di prefabbricazione qualificati (da qualsiasi classe > C45/55) = C45/55 Stessa classe del calcestruzzo di origine fino al 15% fino al 5% Si potrà fare utile riferimento alle norme UNI e UNI al fine di individuare i requisiti chimico-fisici, aggiuntivi rispetto a quelli fissati per gli aggregati naturali, che gli aggregati riciclati devono rispettare, in funzione della destinazione finale del calcestruzzo e delle sue proprietà prestazionali (meccaniche, di durabilità e pericolosità ambientale, ecc.), nonché quantità percentuali massime di impiego per gli aggregati di riciclo, o classi di resistenza del calcestruzzo, ridotte rispetto a quanto previsto nella tabella Gli inerti, naturali o di frantumazione, devono essere costituiti da elementi non gelivi e non friabili, privi di sostanze organiche, limose e argillose, di gesso, ecc., in proporzioni nocive all indurimento del conglomerato o alla conservazione delle armature. La ghiaia o il pietrisco devono avere dimensioni massime commisurate alle caratteristiche geometriche della carpenteria del getto e all ingombro delle armature, e devono essere lavati con acqua dolce qualora ciò sia necessario per l eliminazione di materie nocive. Il pietrisco deve provenire dalla frantumazione di roccia compatta, non gessosa né geliva, non deve contenere impurità né materie pulverulenti e deve essere costituito da elementi le cui dimensioni soddisfino alle condizioni sopra indicate per la ghiaia. Sistema di attestazione della conformità Il sistema di attestazione della conformità degli aggregati, ai sensi del D.P.R. n. 246/1993, è indicato nella tabella 15.5.
8 Il sistema 2+ (certificazione del controllo di produzione in fabbrica) è quello specificato all art. 7, comma 1 lettera B, procedura 1 del D.P.R. n. 246/1993, comprensiva della sorveglianza, giudizio e approvazione permanenti del controllo di produzione in fabbrica. Tabella - Sistema di attestazione della conformità degli aggregati Specifica tecnica europea armonizzata di riferimento Uso previsto Sistema di attestazione della conformità Aggregati per calcestruzzo Calcestruzzo strutturale 2+ Marcatura CE Gli aggregati che devono riportare obbligatoriamente la marcatura CE sono riportati nella tabella La produzione dei prodotti deve avvenire con un livello di conformità 2+, certificato da un organismo notificato. Tabella - Aggregati che devono riportare la marcatura CE Impiego aggregato Norme di riferimento Aggregati per calcestruzzo UNI EN Aggregati per conglomerati bituminosi e finiture superficiali per strade, aeroporti e altre aree trafficate UNI EN Aggregati leggeri. Parte 1: Aggregati leggeri per calcestruzzo, malta e malta da iniezione/boiacca UNI EN Aggregati grossi per opere idrauliche (armourstone). Parte 1 UNI EN Aggregati per malte UNI EN Aggregati per miscele non legate e miscele legate utilizzati nelle opere di ingegneria civile e nella costruzione di strade UNI EN Aggregati per massicciate ferroviarie UNI EN Controlli d accettazione I controlli di accettazione degli aggregati da effettuarsi a cura del direttore dei lavori, come stabilito dalle norme tecniche per le costruzioni di cui al D.M. 14 gennaio 2008, devono essere finalizzati alla determinazione delle caratteristiche tecniche riportate nella tabella 15.7, insieme ai relativi metodi di prova. I metodi di prova da utilizzarsi sono quelli indicati nelle norme europee armonizzate citate, in relazione a ciascuna caratteristica. Tabella - Controlli di accettazione per aggregati per calcestruzzo strutturale Caratteristiche tecniche Metodo di prova Descrizione petrografica semplificata UNI EN Dimensione dell aggregato (analisi granulometrica e contenuto dei fini) UNI EN Indice di appiattimento UNI EN Dimensione per il filler UNI EN Forma dell aggregato grosso (per aggregato proveniente da riciclo) UNI EN Resistenza alla frammentazione/frantumazione (per calcestruzzo Rck = C50/60) UNI EN Sabbia Ferme restando le considerazioni dei paragrafi precedenti, la sabbia per il confezionamento delle malte o del calcestruzzo deve essere priva di solfati e di sostanze organiche, terrose o argillose, e avere dimensione massima dei grani di 2 mm per murature in genere, e di 1 mm per gli intonaci e murature di paramento o in pietra da taglio. La sabbia naturale o artificiale deve risultare bene assortita in grossezza e costituita di grani resistenti, non provenienti da roccia decomposta o gessosa. Essa deve essere scricchiolante alla mano, non lasciare traccia di sporco, non contenere materie organiche, melmose o comunque dannose. Prima dell impiego, se necessario, deve essere lavata con acqua dolce per eliminare eventuali materie nocive. Verifiche sulla qualità La direzione dei lavori potrà accertare in via preliminare le caratteristiche delle cave di provenienza del materiale per rendersi conto dell uniformità della roccia, e dei sistemi di coltivazione e di frantumazione, prelevando dei campioni da sottoporre alle prove necessarie per caratterizzare la roccia nei riguardi dell impiego. Il prelevamento di campioni potrà essere omesso quando le caratteristiche del materiale risultino da un certificato emesso in seguito ad esami fatti eseguire da amministrazioni pubbliche, a seguito di sopralluoghi nelle cave, e i risultati di tali indagini siano ritenuti idonei dalla direzione dei lavori. Il prelevamento dei campioni di sabbia deve avvenire normalmente dai cumuli sul luogo di impiego; diversamente, può avvenire dai mezzi di trasporto ed eccezionalmente dai silos. La fase di prelevamento non deve alterare le caratteristiche del materiale, e in particolare la variazione della sua composizione granulometrica e perdita di materiale fine. I metodi di prova possono riguardare l analisi granulometrica e il peso specifico reale. Norme per gli aggregati per la confezione di calcestruzzi Riguardo all accettazione degli aggregati impiegati per il confezionamento degli impasti di calcestruzzo, il direttore dei lavori, fermi restando i controlli della tabella 15.7, può fare riferimento anche alle seguenti norme: UNI Aggregati per la confezione di calcestruzzi. Definizione, classificazione e caratteristiche; UNI Aggregati per la confezione di calcestruzzi. Requisiti; UNI Aggregati per la confezione calcestruzzi. Determinazione del passante allo staccio 0,075 UNI 2332; UNI Aggregati per la confezione di calcestruzzi. Determinazione del contenuto di grumi di argilla e particelle friabili; UNI Aggregati per la confezione di calcestruzzi. Determinazione della massa volumica e dell assorbimento degli aggregati fini; UNI Aggregati per la confezione di calcestruzzi. Determinazione della massa volumica e dell assorbimento degli aggregati grossi (metodi della pesata idrostatica e del cilindro); UNI Aggregati per la confezione di calcestruzzi. Determinazione della resistenza a compressione degli aggregati grossi; UNI Aggregati per la confezione di calcestruzzi. Determinazione della sensibilità al gelo e disgelo degli aggregati grossi; UNI Aggregati per la confezione di calcestruzzi. Confronto in calcestruzzo con aggregati di caratteristiche note;
9 UNI Aggregati per la confezione di calcestruzzi. Determinazione della potenziale reattività degli aggregati in presenza di alcali; UNI EN Prove per determinare le proprietà termiche e la degradabilità degli aggregati. Prova al solfato di magnesio; UNI EN Prove per determinare le proprietà termiche e la degradabilità degli aggregati. Determinazione del ritiro per essiccamento; UNI EN Aggregati per calcestruzzo; UNI EN Prove per determinare le proprietà chimiche degli aggregati. Analisi chimica; UNI EN Aggregati per malta. Norme di riferimento per gli aggregati leggeri Riguardo all accettazione degli aggregati leggeri impiegati per il confezionamento degli impasti di calcestruzzo, il direttore dei lavori, fermi restando i controlli della tabella 15.7, potrà farà riferimento anche alle seguenti norme: UNI EN Aggregati leggeri per calcestruzzo, malta e malta per iniezione; UNI EN Aggregati leggeri per miscele bituminose, trattamenti superficiali e per applicazioni in strati legati e non legati; UNI Aggregati leggeri. Argilla e scisto espanso. Valutazione delle proprietà mediante prove su calcestruzzo convenzionale. 3.2 Gli additivi per impasti cementizi si intendono classificati come segue: L impiego di additivi, come per ogni altro componente, dovrà essere preventivamente sperimentato e dichiarato nel mix design della miscela di conglomerato cementizio, preventivamente progettata. Gli additivi per impasti cementizi si intendono classificati come segue: - fluidificanti, aeranti, ritardanti, acceleranti, fluidificanti-aeranti, fluidificanti-ritardanti, fluidificanti-acceleranti, antigelo-superfluidificanti. Gli additivi devono essere conformi alla parte armonizzata della norma europea UNI EN L impiego di eventuali additivi dovrà essere subordinato all accertamento dell assenza di ogni pericolo di aggressività. Gli additivi dovranno possedere le seguenti caratteristiche: - essere opportunamente dosati rispetto alla massa del cemento; - non contenere componenti dannosi alla durabilità del calcestruzzo; - non provocare la corrosione dei ferri d armatura; - non interagire sul ritiro o sull espansione del calcestruzzo. In caso contrario, si dovrà procedere alla determinazione della stabilità dimensionale. Gli additivi da utilizzarsi, eventualmente, per ottenere il rispetto delle caratteristiche delle miscele in conglomerato cementizio, potranno essere impiegati solo dopo una valutazione degli effetti per il particolare conglomerato cementizio da realizzare e nelle condizioni effettive di impiego. Particolare cura dovrà essere posta nel controllo del mantenimento nel tempo della lavorabilità del calcestruzzo fresco. Per le modalità di controllo e di accettazione il direttore dei lavori potrà far eseguire prove o accettare l attestazione di conformità alle norme vigenti. Additivi acceleranti Gli additivi acceleranti, allo stato solido o liquido hanno la funzione di addensare la miscela umida fresca e portare ad un rapido sviluppo delle resistenze meccaniche. Il dosaggio degli additivi acceleranti dovrà essere contenuto tra lo 0,5 e il 2% (ovvero come indicato dal fornitore) del peso del cemento. In caso di prodotti che non contengono cloruri tali valori possono essere incrementati fino al 4%. Per evitare concentrazioni del prodotto, lo si dovrà opportunamente diluire prima dell uso. La direzione dei lavori si riserva di verificare la loro azione prima dell impiego, mediante: - l esecuzione di prove di resistenza meccanica del calcestruzzo previste dal paragrafo del D.M. 14 gennaio 2008 e norme UNI applicabili per la fornitura contrattuale; - la determinazione dei tempi di inizio e fine presa del calcestruzzo additivato mediante la misura della resistenza alla penetrazione, da eseguire con riferimento alla norma UNI 7123; In generale, per quanto non specificato si rimanda alla norma UNI EN Additivi ritardanti Gli additivi ritardanti potranno essere eccezionalmente utilizzati, previa idonea qualifica e preventiva approvazione da parte della direzione dei lavori, per: - particolari opere che necessitano di getti continui e prolungati, al fine di garantire la loro corretta monoliticità; - getti in particolari condizioni climatiche; - singolari opere ubicate in zone lontane e poco accessibili dalle centrali/impianti di betonaggio. La direzione dei lavori si riserva di verificare la loro azione prima dell impiego, mediante: - l esecuzione di prove di resistenza meccanica del calcestruzzo previste dal paragrafo del D.M. 14 gennaio 2008 e norme UNI applicabili per la fornitura contrattuale; - la determinazione dei tempi di inizio e fine presa del calcestruzzo additivato mediante la misura della resistenza alla penetrazione, da eseguire con riferimento alla norma UNI Le prove di resistenza a compressione devono essere eseguite di regola dopo la stagionatura di 28 giorni, e la presenza dell additivo non deve comportare diminuzione della resistenza del calcestruzzo. In generale, per quanto non specificato si rimanda alla norma UNI EN Additivi antigelo Gli additivi antigelo sono da utilizzarsi nel caso di getto di calcestruzzo effettuato in periodo freddo, previa autorizzazione della direzione dei lavori. Il dosaggio degli additivi antigelo dovrà essere contenuto tra lo 0,5 e il 2% (ovvero come indicato dal fornitore) del peso del cemento, che dovrà essere del tipo ad alta resistenza e in dosaggio superiore rispetto alla norma. Per evitare concentrazioni del prodotto, prima dell uso dovrà essere opportunamente miscelato al fine di favorire la solubilità a basse temperature. La direzione dei lavori si riserva di verificare la loro azione prima e dopo l impiego, mediante: - l esecuzione di prove di resistenza meccanica del calcestruzzo previste dal paragrafo del D.M. 14 gennaio 2008 e norme UNI applicabili per la fornitura contrattuale; - la determinazione dei tempi d inizio e fine presa del calcestruzzo additivato mediante la misura della resistenza alla penetrazione, da eseguire con riferimento alla norma UNI Le prove di resistenza a compressione di regola devono essere eseguite dopo la stagionatura di 28 giorni, la presenza dell additivo non deve comportare diminuzione della resistenza del calcestruzzo. Additivi fluidificanti e superfluidificanti Gli additivi fluidificanti sono da utilizzarsi per aumentare la fluidità degli impasti, mantenendo costante il rapporto acqua/cemento e la resistenza del calcestruzzo, previa autorizzazione della direzione dei lavori. L additivo superfluidificante di prima e seconda additivazione dovrà essere di identica marca e tipo. Nel caso in cui il mix design preveda l uso di additivo fluidificante come prima additivazione, associato ad additivo superfluidificante a piè d opera, questi dovranno essere di tipo compatibile e preventivamente sperimentati in fase di progettazione del mix design e di prequalifica della miscela. Dopo la seconda aggiunta di additivo, sarà comunque necessario assicurare la miscelazione per almeno 10 minuti prima dello scarico del calcestruzzo. La direzione dei lavori potrà richiedere una miscelazione più prolungata in funzione dell efficienza delle attrezzature e delle condizioni di miscelamento.
10 Il dosaggio degli additivi fluidificanti dovrà essere contenuto tra lo 0,2 e lo 0,3% (ovvero come indicato dal fornitore) del peso del cemento. Gli additivi superfluidificanti vengono aggiunti in quantità superiori al 2% rispetto al peso del cemento. In generale, per quanto non specificato si rimanda alla norma UNI EN La direzione dei lavori si riserva di verificare la loro azione prima e dopo l impiego mediante: - la determinazione della consistenza dell impasto mediante l impiego della tavola a scosse con riferimento alla norma UNI 8020; - l esecuzione di prove di resistenza meccanica del calcestruzzo previste dal paragrafo del D.M. 14 gennaio 2008 e norme UNI applicabili per la fornitura contrattuale; - la prova di essudamento prevista dalla norma UNI Additivi aeranti Gli additivi aeranti sono da utilizzarsi per migliorare la resistenza del calcestruzzo ai cicli di gelo e disgelo, previa autorizzazione della direzione dei lavori. La quantità dell aerante deve essere compresa tra lo 0,005 e lo 0,05% (ovvero come indicato dal fornitore) del peso del cemento. La direzione dei lavori si riserva di verificare la loro azione prima e dopo l impiego mediante: - la determinazione del contenuto d aria secondo la norma UNI EN ; - l esecuzione di prove di resistenza meccanica del calcestruzzo previste dal paragrafo del D.M. 14 gennaio 2008 e norme UNI applicabili per la fornitura contrattuale; - prova di resistenza al gelo secondo la norma UNI 7087; - prova di essudamento secondo la norma UNI Le prove di resistenza a compressione del calcestruzzo, di regola, devono essere eseguite dopo la stagionatura. Norme di riferimento La direzione dei lavori, per quanto non specificato, per valutare l efficacia degli additivi potrà disporre l esecuzione delle seguenti prove: UNI 7110 Additivi per impasti cementizi. Determinazione della solubilità in acqua distillata e in acqua satura di calce; UNI Additivi per impasti cementizi. Additivi multifunzionali per calcestruzzo. Definizioni, requisiti e criteri di conformità. UNI EN 480 Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione. Metodi di prova. Parte 4: Determinazione della quantità di acqua essudata del calcestruzzo; UNI EN Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione. Metodi di prova. Parte 5: Determinazione dell assorbimento capillare; UNI EN Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione. Metodi di prova. Parte 6: Analisi all infrarosso; UNI EN Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione. Metodi di prova. Determinazione del tenore di sostanza secca convenzionale; UNI EN Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione. Metodi di prova. Determinazione del tenore di cloruri solubili in acqua; UNI EN Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione. Metodi di prova. Parte 11: Determinazione delle caratteristiche dei vuoti di aria nel calcestruzzo indurito; UNI EN Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione. Metodi di prova. Parte 12: Determinazione del contenuto di alcali negli additivi; UNI EN Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione. Metodi di prova. Malta da muratura di riferimento per le prove sugli additivi per malta; UNI EN Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione. Metodi di prova. Parte 14: Determinazione dell effetto sulla tendenza alla corrosione dell acciaio di armatura mediante prova elettrochimica potenzio-statica; UNI EN Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione. Parte 1: Requisiti comuni; UNI EN Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione. Parte 2: Additivi per calcestruzzo. Definizioni, requisiti, conformità, marcatura ed etichettatura; UNI EN Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione. Additivi per malte per opere murarie. Parte 3: Definizioni, requisiti, conformità, marcatura ed etichettatura; UNI EN Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione. Additivi per malta per iniezione per cavi di precompressione. Parte 4: Definizioni, requisiti, conformità, marcatura ed etichettatura; UNI EN Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione. Parte 5: Additivi per calcestruzzo proiettato. Definizioni, requisiti, conformità, marcatura ed etichettatura; UNI EN Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione. Parte 6: Campionamento, controllo e valutazione della conformità. Agenti espansivi Gli agenti espansivi sono da utilizzarsi per aumentare il volume del calcestruzzo sia in fase plastica che indurito, previa autorizzazione della direzione dei lavori. La quantità dell aerante deve essere compresa tra il 7 e il 10% (ovvero come indicato dal fornitore) del peso del cemento. La direzione dei lavori si riserva di verificare la loro azione prima e dopo l impiego mediante: - l esecuzione di prove di resistenza meccanica del calcestruzzo previste dal paragrafo del D.M. 14 gennaio 2008 e norme UNI applicabili per la fornitura contrattuale; - la determinazione dei tempi di inizio e fine presa del calcestruzzo additivato mediante la misura della resistenza alla penetrazione, da eseguire con riferimento alla norma UNI Le prove di resistenza a compressione del calcestruzzo, di regola, devono essere eseguite dopo la stagionatura. Norme di riferimento UNI 8146 Agenti espansivi non metallici per impasti cementizi. Idoneità e relativi metodi di controllo; UNI 8147 Agenti espansivi non metallici per impasti cementizi. Determinazione dell espansione contrastata della malta contenente l agente espansivo; UNI 8148 Agenti espansivi non metallici per impasti cementizi. Determinazione dell espansione contrastata del calcestruzzo contenente l agente espansivo; UNI 8149 Agenti espansivi non metallici per impasti cementizi. Determinazione della massa volumica. Prodotti filmogeni per la protezione del calcestruzzo Gli eventuali prodotti antievaporanti filmogeni devono rispondere alle norme comprese tra UNI 8656 e UNI L appaltatore deve preventivamente sottoporre all approvazione della direzione dei lavori la documentazione tecnica sul prodotto e sulle modalità di applicazione. Il direttore dei lavori deve accertarsi che il materiale impiegato sia compatibile con prodotti di successive lavorazioni (per esempio, con il primer di adesione di guaine per impermeabilizzazione di solette) e che non interessi le zone di ripresa del getto. Norme di riferimento UNI 8656 Prodotti filmogeni per la protezione del calcestruzzo durante la maturazione. Classificazione e requisiti; UNI 8657 Prodotti filmogeni per la protezione del calcestruzzo durante la maturazione. Determinazione della ritenzione d acqua; UNI 8658 Prodotti filmogeni per la protezione del calcestruzzo durante la maturazione. Determinazione del tempo di essiccamento; UNI 8659 Prodotti filmogeni per la protezione del calcestruzzo durante la maturazione. Determinazione del fattore di riflessione dei prodotti filmogeni pigmentati di bianco; UNI 8660 Prodotti filmogeni per la protezione del calcestruzzo durante la maturazione. Determinazione dell influenza esercitata dai prodotti filmogeni sulla resistenza all abrasione del calcestruzzo. Art. 4 - Elementi di laterizio e calcestruzzo
11 Gli elementi resistenti artificiali da impiegare nelle murature (elementi in laterizio e in calcestruzzo) possono essere costituiti di laterizio normale, laterizio alleggerito in pasta, calcestruzzo normale e calcestruzzo alleggerito. Quando vengono impiegati nella costruzione di murature portanti, essi debbono rispondere alle prescrizioni contenute nel Decreto Ministeriale 20 novembre 1987 (Norme tecniche per la progettazione, esecuzione e collaudo degli edifici in muratura e per il loro consolidamento). Nel caso di murature non portanti, le suddette prescrizioni potranno costituire utile riferimento insieme a quelle della norma UNI 8942/2. Gli elementi resistenti di laterizio e di calcestruzzo potranno contenere forature rispondenti alle prescrizioni del succitato Decreto Ministeriale 20 novembre La resistenza meccanica degli elementi andrà dimostrata attraverso certificazioni contenenti i risultati delle prove, che dovranno essere condotte da laboratori ufficiali negli stabilimenti di produzione, con le modalità previste nel Decreto Ministeriale di cui sopra. È facoltà del Direttore dei Lavori richiedere un controllo di accettazione, avente lo scopo di accertare se gli elementi da mettere in opera abbiano le caratteristiche dichiarate dal produttore. Art. 5 - Laterizi Si definiscono laterizi quei materiali artificiali da costruzione formati di argilla contenente quantità variabili di sabbia, di ossido di ferro e di carbonato di calcio purgata, macerata, impastata, pressata e ridotta in pezzi di forma e di dimensioni prestabilite, i quali, dopo asciugamento, verranno esposti a giusta cottura in apposite fornaci, e dovranno rispondere alle prescrizioni del R.D. 16 novembre 1939, n (norme per l accettazione dei materiali laterizi) e alle norme UNI vigenti. Requisiti I laterizi di qualsiasi tipo, forma e dimensione devono possedere i seguenti requisiti: - non presentare sassolini, noduli o altre impurità all interno della massa; - avere facce lisce e spigoli regolari; - presentare alla frattura (non vetrosa) grana fine e uniforme; - dare, al colpo di martello, un suono chiaro; - assorbire acqua per immersione; - asciugarsi all aria con sufficiente rapidità; - non sfaldarsi e non sfiorire sotto l influenza degli agenti atmosferici e di soluzioni saline; - non screpolarsi al fuoco; - avere resistenza adeguata agli sforzi ai quali dovranno essere assoggettati, in relazione all uso. Controlli di accettazione Per accertare se i materiali laterizi abbiano i requisiti prescritti, oltre all esame accurato della superficie e della massa interna e alle prove di percussione per riconoscere la sonorità del materiale, devono essere sottoposti a prove fisiche e chimiche. Le prove fisiche sono quelle di compressione, flessione, urto, gelività, imbibimento e permeabilità. Le prove chimiche sono quelle necessarie per determinare il contenuto in sali solubili totali e in solfati alcalini. In casi speciali, può essere prescritta un analisi chimica più o meno completa dei materiali, seguendo i procedimenti analitici più accreditati. I laterizi da usarsi in opere a contatto con acque contenenti soluzioni saline devono essere analizzati, per accertare il comportamento di essi in presenza di liquidi di cui si teme la aggressività. Per quanto attiene alle modalità delle prove chimiche e fisiche, si rimanda al R.D. 16 novembre 1939, n Elementi in laterizio per solai Per la terminologia, il sistema di classificazione, i limiti di accettazione e i metodi di prova si farà riferimento alle seguenti norme: UNI Elementi di laterizio per solai. Terminologia e classificazione; UNI Elementi di laterizio per solai. Limiti di accettazione; UNI Elementi di laterizio per solai. Metodi di prova. Dovranno, inoltre, essere rispettate le norme tecniche di cui al punto del D.M. 14 gennaio Tavelle e tavelloni Le tavelle sono elementi laterizi con due dimensioni prevalenti e con altezza minore o uguale a 4 cm. I tavelloni sono, invece, quegli elementi laterizi aventi due dimensioni prevalenti e altezza superiore ai 4 cm (generalmente 6 8 cm). Per l accettazione dimensionale delle tavelle e dei tavelloni si farà riferimento alle tolleranze previste dal punto 4 della norma UNI Prodotti da costruzione di laterizio. Tavelloni, tavelle e tavelline. Terminologia, requisiti e metodi di prova. In riferimento alla citata norma, l 80% degli elementi sottoposti a prova deve resistere ad un carico variabile da 600 a 1200 N in funzione della lunghezza e dello spessore. Gli elementi devono rispondere alla modalità di designazione prevista dalla citata norma UNI. Art. 6 - Prodotti per pavimentazione Si definiscono prodotti per pavimentazione quelli utilizzati per realizzare lo strato di rivestimento dell'intero sistema di pavimentazione. Per la realizzazione del sistema di pavimentazione si rinvia all'articolo relativo all'esecuzione delle pavimentazioni. I prodotti vengono di seguito considerati al momento della fornitura; il Direttore dei Lavori, ai fini della loro accettazione, può procedere ai controlli (anche parziali) su campioni della fornitura oppure richiedere un attestato di conformità della fornitura alle prescrizioni secondo le norme vigenti: a) Norme generali R.D. 16 novembre 1939, n Norme per l'accettazione dei materiali per pavimentazione; UNI Edilizia. Pavimentazioni. Terminologia; UNI Edilizia. Pavimentazioni. Analisi dei requisiti; UNI Edilizia. Pavimentazioni. Classificazione in base all'isolamento dal rumore di calpestio. b) Rivestimenti resilienti per pavimentazioni UNI Pavimenti vinilici. Metodi di prova; UNI EN Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Determinazione della propagazione dell'acqua; UNI EN Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Determinazione dell'incurvamento per esposizione all'umidità; UNI EN Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Determinazione della profondità convenzionale del rilievo; UNI EN Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Determinazione della perdita di sostanze volatili; UNI EN Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Determinazione dell essudazione dei plastificanti; UNI EN Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Determinazione della gelatinizzazione;
12 UNI EN Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Determinazione della stabilità dimensionale delle piastrelle di linoleum dovuta a variazioni dell'umidità atmosferica; UNI EN Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Identificazione del linoleum e determinazione del contenuto di cemento e della cenere residua; UNI EN Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Determinazione della massa volumica apparente del sughero agglomerato; UNI EN Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Determinazione della resistenza delle giunzioni; UNI EN Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Classificazione; UNI EN Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Specifica per linoleum liscio e decorativo su un supporto di schiuma; UNI EN Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Specifica per linoleum liscio e decorativo su un supporto di agglomerati compositi di sughero; UNI EN Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Specifica per agglomerati di sughero linoleum. c) posa in opera UNI Posa dei rivestimenti di pavimentazione. Misurazione del contenuto di umidità negli strati di supporto cementizi o simili. Prodotti di legno per pavimentazione I prodotti di legno per pavimentazione: tavolette, listoni, mosaico di lamelle, blocchetti, ecc. si intendono denominati nelle loro parti costituenti come indicato nella letteratura tecnica. I prodotti di cui sopra devono rispondere a quanto segue: a) essere della essenza legnosa adatta all'uso e prescritta nel progetto esecutivo; b) sono ammessi i seguenti difetti visibili sulle facce in vista: 1) qualità I: - piccoli nodi sani con diametro minore di 2 mm se del colore della specie (minore di 1 mm se di colore diverso) purché presenti su meno del 10% degli elementi del lotto; - imperfezioni di lavorazione con profondità minore di 1 mm e purché presenti su meno del 10% degli elementi; 2) qualità II: - piccoli nodi sani con diametro minore di 5 mm se del colore della specie (minore di 2 mm se di colore diverso) purché presenti su meno del 20% degli elementi del lotto; - imperfezioni di lavorazione come per la classe I; - piccole fenditure; - alburno senza limitazioni ma immune da qualsiasi manifesto attacco di insetti; 3) qualità III: - esenti da difetti che possono compromettere l'impiego (in caso di dubbio valgono le prove di resistenza meccanica); - alburno senza limitazioni, ma immune da qualsiasi manifesto attacco di insetti; c) avere contenuto di umidità tra il 10 ed il 15%; d) tolleranze sulle dimensioni e finitura: - listoni: 1 mm sullo spessore; 2 mm sulla larghezza; 5 mm sulla lunghezza; - tavolette: 0,5 mm sullo spessore; 1,5% sulla larghezza e lunghezza; - mosaico, quadrotti, ecc.: 0,5 mm sullo spessore; 1,5% sulla larghezza e lunghezza; - le facce a vista ed i fianchi da accertare saranno lisci; e) la resistenza meccanica a flessione, la resistenza all'impronta ed altre caratteristiche saranno nei limiti solitamente riscontrati sulla specie legnosa e saranno comunque dichiarati nell'attestato che accompagna la fornitura. Per i metodi di misura valgono quelli indicati nel presente capitolato; f) i prodotti devono essere contenuti in appositi imballi che li proteggano da azioni meccaniche, umidità nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa. Nell'imballo un foglio informativo indicherà, oltre al nome del fornitore ed al contenuto, almeno le caratteristiche di cui ai commi da a) ad e). Piastrelle in ceramica Le piastrelle di ceramica per pavimentazioni dovranno essere del materiale indicato nel progetto tenendo conto che le dizioni commerciali e/o tradizionali (cotto, cottoforte, gres, ecc.) devono essere associate alla classificazione basata sul metodo di formatura e sull'assorbimento d'acqua secondo la norma UNI EN 87. A seconda della classe di appartenenza (secondo UNI EN 87) le piastrelle di ceramica estruse o pressate di prima scelta devono rispondere alle norme seguenti: FORMATURA gruppo I gruppo IIa gruppo IIb gruppo III E <= 3% 3% < E <= 6% 6% < E <= 10% E > 10% Estruse (A) UNI EN 121 UNI EN 186/1, 186/2 UNI EN 187/1, 187/2 UNI EN 188 Pressate (B) UNI EN 176 UNI EN 177 UNI EN 178 UNI EN 159 I prodotti di seconda scelta, cioè quelli che rispondono parzialmente alle norme predette, saranno accettati in base alla rispondenza ai valori previsti dal progetto, ed, in mancanza, in base ad accordi tra Direzione dei Lavori e fornitore. Per i prodotti definiti «pianelle comuni di argilla», «pianelle pressate ed arrotate di argilla» e «mattonelle greificate» dal RD 16 novembre 1939 n. 2234, devono inoltre essere rispettate le prescrizioni seguenti: - resistenza all'urto 2 Nm (0,20 kgm) minimo; - resistenza alla flessione 2,5 N/mm² (25 kg/cm²) minimo; - coefficiente di usura al tribometro 15 mm per 1 km di percorso. Per le piastrelle colate (ivi comprese tutte le produzioni artigianali) le caratteristiche rilevanti da misurare ai fini di una qualificazione del materiale sono le stesse indicate per le piastrelle pressate a secco ed estruse (vedi norma UNI EN 87), per cui: - per quanto attiene ai metodi di prova si rimanda alla normativa UNI EN vigente e già citata; - per quanto attiene i limiti di accettazione, tenendo in dovuto conto il parametro relativo all'assorbimento d'acqua, i valori di accettazione per le piastrelle ottenute mediante colatura saranno concordati fra produttore ed acquirente, sulla base dei dati tecnici previsti dal progetto o dichiarati dai produttori ed accettate dalla Direzione dei Lavori. I prodotti devono essere contenuti in appositi imballi che li proteggano da azioni meccaniche, sporcatura, ecc. nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa ed essere accompagnati da fogli informativi riportanti il nome del fornitore e la rispondenza alle prescrizioni predette.
13 Prodotti di calcestruzzo per pavimentazioni I prodotti di calcestruzzo per pavimentazioni a seconda del tipo di prodotto devono rispondere alle prescrizioni del progetto ed in mancanza e/o completamento alle seguenti: 1) Mattonelle di cemento con o senza colorazione e superficie levigata; mattonelle di cemento con o senza colorazione con superficie striata o con impronta; marmette e mattonelle a mosaico di cemento e di detriti di pietra con superficie levigata. I prodotti sopracitati devono rispondere al RD 2234 del 16 novembre 1939 per quanto riguarda le caratteristiche di resistenza all'urto, resistenza alla flessione e coefficiente di usura al tribometro ed alle prescrizioni del progetto. Le mattonelle di cemento potranno essere: - con o senza colorazione e superficie levigata; - con o senza colorazione con superficie striata o con impronta; - a mosaico di cemento e di detriti di pietra con superficie levigata. I suddetti prodotti devono rispondere alle prescrizioni del R.D del 16 novembre 1939, per quanto riguarda le caratteristiche di resistenza all'urto, resistenza alla flessione e coefficiente di usura al tribometro ed alle prescrizioni progettuali. Le mattonelle di cemento sono particolarmente adatte per pavimentazione di interni, di balconi, e di terrazze. Devono essere formate di due strati: quello inferiore costituito di conglomerato cementizio, quello superiore, con spessore minimo di 0,5 cm, costituito da malta ad alta percentuale di cemento. L'eventuale aggiunta di materie coloranti puo' anche essere limitata alla parte superficiale di logoramento (spessore minimo pari a 0.2 cm). Il peso delle mattonelle occorrenti per l' esecuzione di un metro quadrato di pavimentazione è di circa 36 kg. Norme di riferimento UNI Mattonella quadrata di conglomerato cementizio; UNI Mattonella rettangolare di conglomerato cementizio; UNI Mattonella esagonale di conglomerato cementizio; UNI Marmette quadrate di conglomerato cementizio; UNI Marmette rettangolari di conglomerato cementizio; UNI Pietrini quadrati di conglomerato cementizio; UNI Pietrini rettangolari di conglomerato cementizio. 2) Masselli di calcestruzzo per pavimentazioni. I masselli di calcestruzzo per pavimentazioni saranno definiti e classificati in base alla loro forma, dimensioni, colore e resistenza caratteristica; per la terminologia delle parti componenti il massello e delle geometrie di posa ottenibili si rinvia alla documentazione tecnica. Essi devono rispondere alle prescrizioni del progetto ed in mancanza o da loro completamento devono rispondere a quanto segue: - essere esenti da difetti visibili e di forma quali protuberanze, bave, incavi che superino le tolleranze dimensionali ammesse. Sulle dimensioni nominali è ammessa la tolleranza di 3 mm per un singolo elemento e 2 mm quale media delle misure sul campione prelevato; - le facce di usura e di appoggio devono essere parallele tra loro con tolleranza massima del 15% per il singolo massello e del 10% sulle medie; - la massa volumica deve scostarsi da quella nominale (dichiarata dal fabbricante) non più del 15% per il singolo massello e non più del 10% per le medie; - il coefficiente di trasmissione meccanica non deve essere minore di quello dichiarato dal fabbricante; - il coefficiente di aderenza delle facce laterali deve essere il valore nominale con tolleranza massima del 5% per il singolo elemento e del 3% per le medie; - la resistenza convenzionale alla compressione deve essere maggiore di 50 N/mm² per il singolo elemento e maggiore di 60 N/mm² per la media; I prodotti saranno forniti su appositi pallets opportunamente legati ed eventualmente protetti dall'azione di sostanze sporcanti. Il foglio informativo indicherà, oltre al nome del fornitore, almeno le caratteristiche di cui sopra e le istruzioni per la movimentazione, sicurezza e posa. Norme di riferimento UNI Masselli di calcestruzzo per pavimentazioni. Terminologia e classificazione; UNI Masselli di calcestruzzo per pavimentazioni. Metodo di prova e di calcolo; UNI Masselli di calcestruzzo per pavimentazioni. Limiti di accettazione. Prodotti di pietre naturali I prodotti di pietre naturali o ricostruite per pavimentazioni, si intendono definiti come segue: - elemento lapideo naturale: elemento costituito integralmente da materiali lapideo (senza aggiunta di leganti); - elemento lapideo ricostituito (conglomerato): elemento costituito da frammenti lapidei naturali legati con cemento o con resine; - lastra rifilata: elemento con le dimensioni fissate in funzione del luogo d'impiego, solitamente con una dimensione maggiore di 60 cm e spessore di regola non minore di 2 cm; - marmetta: elemento con le dimensioni fissate dal produttore ed indipendenti dal luogo di posa, solitamente con dimensioni minori di 60 cm e con spessore di regola minore di 2 cm; - marmetta calibrata: elemento lavorato meccanicamente per mantenere lo spessore entro le tolleranze dichiarate; - marmetta rettificata: elemento lavorato meccanicamente per mantenere la lunghezza e/o larghezza entro le tolleranze dichiarate. Per gli altri termini specifici dovuti alle lavorazioni, finiture, ecc., vedere la norma UNI I prodotti di cui sopra devono rispondere alle prescrizioni del progetto (dimensioni, tolleranze, aspetto, ecc.) ed a quanto prescritto nell'articolo In mancanza di tolleranze su disegni di progetto si intende che le lastre grezze contengono la dimensione nominale; le lastre finite, marmette, ecc. hanno tolleranza 1 mm sulla larghezza e lunghezza e 2 mm sullo spessore (per prodotti da incollare le tolleranze predette saranno ridotte). Le lastre ed i quadrelli di marmo o di altre pietre dovranno inoltre rispondere al RD 2234 del 16 novembre 1939 per quanto attiene il coefficiente di usura al tribometro in mm. Le forniture avverranno su pallets ed i prodotti saranno opportunamente legati ed eventualmente protetti dall'azione di sostanze sporcanti. Il foglio informativo indicherà almeno le caratteristiche di cui sopra e le istruzioni per la movimentazione, sicurezza e posa. Art. 7 - ELEMENTI COSTRUTTIVI PREFABBRICATI Requisiti minimi degli stabilimenti e degli impianti di produzione Il processo di produzione degli elementi costruttivi prefabbricati, oggetto delle norme tecniche per le costruzioni approvate con D.M. 14 gennaio 2008, deve essere
14 caratterizzato almeno da: - impianti in cui le materie costituenti siano conservate in sili, tramogge e contenitori che ne evitino ogni possibilità di confusione, dispersione o travaso; - dosaggio a peso dei componenti solidi e dosaggio a volume, o a peso, dei soli componenti liquidi, mediante utilizzo di strumenti rispondenti alla normativa vigente; - organizzazione mediante una sequenza completa di operazioni essenziali in termini di produzione e controllo; - organizzazione di un sistema permanente di controllo documentato della produzione; - rispetto delle norme di protezione dei lavoratori e dell ambiente. Controllo di produzione Gli impianti per la produzione del calcestruzzo destinato alla realizzazione di elementi costruttivi prefabbricati, disciplinati dalle norme tecniche per le costruzioni, devono essere idonei ad una produzione continua, disporre di apparecchiature adeguate per il confezionamento, nonché di personale esperto e di attrezzature idonee a provare, valutare e correggere la qualità del prodotto. Il produttore di elementi prefabbricati deve dotarsi di un sistema di controllo della produzione, allo scopo di assicurare che il prodotto abbia i requisiti previsti dalle presenti norme e che tali requisiti siano costantemente mantenuti fino alla posa in opera. Il sistema di gestione della qualità del prodotto che sovrintende al processo di fabbricazione deve essere predisposto in coerenza con le norme UNI EN ISO 9001 e certificato da parte un organismo terzo indipendente, di adeguata competenza e organizzazione, che opera in coerenza con la norma UNI CEI EN ISO/TEC Ai fini della certificazione del sistema di garanzia della qualità il produttore e l organismo di certificazione di processo potranno fare utile riferimento alle indicazioni contenute nelle relative norme europee o internazionali applicabili. Controllo sui materiali per elementi di serie I controlli sui materiali dovranno essere eseguiti in conformità alle prescrizioni di legge vigenti. Per il calcestruzzo impiegato con fini strutturali nei centri di produzione dei componenti prefabbricati di serie, il direttore tecnico di stabilimento dovrà effettuare il controllo continuo del conglomerato secondo le prescrizioni contenute nelle norme tecniche per le costruzioni, operando con attrezzature tarate annualmente da uno dei laboratori ufficiali di cui all art. 59 del D.P.R. n. 380/2001. Il tecnico suddetto provvederà alla trascrizione giornaliera dei risultati su appositi registri di produzione con data certa, da conservare per dieci anni da parte del produttore. Detti registri devono essere disponibili per i competenti organi del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (servizio tecnico centrale), per i direttori dei lavori e per tutti gli aventi causa nella costruzione. Le prove di stabilimento dovranno essere eseguite a 28 giorni di stagionatura e ai tempi significativi nelle varie fasi del ciclo tecnologico, secondo le modalità delle norme vigenti e su provini maturati in condizioni termoigrometriche di stagionatura conformi a quelle dei manufatti prefabbricati prodotti. La resistenza caratteristica dovrà essere determinata secondo il metodo di controllo di tipo B, e immediatamente registrata. Inoltre, dovranno eseguirsi controlli del calcestruzzo a 28 giorni di stagionatura, presso un laboratorio ufficiale di cui all art. 59 del D.P.R. n. 380/2001, per non meno di un prelievo ogni cinque giorni di produzione effettiva per ogni tipo di calcestruzzo omogeneo. Tali risultati dovranno soddisfare il controllo di tipo A, operando su tre prelievi consecutivi, indipendentemente dal quantitativo di calcestruzzo prodotto. Sarà cura del direttore tecnico dello stabilimento annotare sullo stesso registro i risultati delle prove di stabilimento e quelli del laboratorio esterno. Infine, il tecnico abilitato dovrà predisporre periodicamente, almeno su base annua, una verifica della conformità statistica dei risultati dei controlli interni e di quelli effettuati da laboratorio esterno, tra loro e con le prescrizioni contenute nelle vigenti norme tecniche per le costruzioni. Controllo di produzione di serie controllata Per le produzioni per le quali è prevista la serie controllata, è richiesto il rilascio preventivo dell autorizzazione alla produzione da parte del servizio tecnico centrale, secondo le procedure della qualificazione della produzione controllata. Prove di tipo iniziali per elementi di serie controllata La produzione in serie controllata di componenti strutturali deve essere preceduta da verifiche sperimentali su prototipi eseguite da un laboratorio ufficiale di cui all art. 59 del D.P.R. n. 380/2001, appositamente incaricato dal produttore. Marcatura Ogni elemento prefabbricato prodotto in serie deve essere appositamente contrassegnato da marcatura fissa, indelebile o comunque non rimovibile, in modo da garantire la rintracciabilità del produttore e dello stabilimento di produzione, nonché individuare la serie di origine dell elemento. Inoltre, per manufatti di peso superiore a 8 kn, dovrà essere indicato in modo visibile, per lo meno fino all eventuale getto di completamento, anche il peso dell elemento. Procedure di qualificazione La valutazione dell idoneità del processo produttivo e del controllo di produzione in stabilimento, nonché della conformità del prodotto finito, è effettuata attraverso la procedura di qualificazione di seguito indicata. I produttori di elementi prefabbricati di serie devono procedere alla qualificazione dello stabilimento e degli elementi costruttivi prodotti trasmettendo, ai sensi dell art. 58 del D.P.R. n. 380/2001, idonea documentazione al servizio tecnico centrale della presidenza del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Il servizio tecnico centrale ha facoltà, anche attraverso sopralluoghi, di accertare la validità e la rispondenza della documentazione, come pure il rispetto delle prescrizioni contenute nelle norme tecniche per le costruzioni. Qualificazione dello stabilimento Il riconoscimento dello stabilimento è il presupposto per ogni successivo riconoscimento di tipologie produttive. La qualificazione del sistema organizzativo dello stabilimento e del processo produttivo deve essere dimostrata attraverso la presentazione di idonea documentazione, relativa alla struttura organizzativa della produzione e al sistema di controllo in stabilimento. Nel caso in cui gli elementi costruttivi siano prodotti in più stabilimenti, la qualificazione deve essere riferita a ciascun centro di produzione. Qualificazione della produzione in serie dichiarata Tutte le ditte che procedono in stabilimento alla costruzione di manufatti prefabbricati in serie dichiarata, prima dell inizio di una nuova produzione devono presentare apposita domanda al servizio tecnico centrale della presidenza del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Tale domanda deve essere corredata da idonea documentazione, ai sensi dell art. 58 del D.P.R. n. 380/2001 e di quanto indicato per la qualificazione dello stabilimento. Sulla base della documentazione tecnica presentata, il servizio tecnico centrale rilascerà apposito attestato di qualificazione, avente validità triennale. Tale attestato, necessario per la produzione degli elementi, sottintende anche la qualificazione del singolo stabilimento di produzione. L attestato è rinnovabile su richiesta, previa presentazione di idonei elaborati relativi all attività svolta e ai controlli eseguiti nel triennio di validità. Qualificazione della produzione in serie controllata Oltre a quanto specificato per la produzione in serie dichiarata, la documentazione necessaria per la qualificazione della produzione in serie controllata dovrà comprendere la documentazione relativa alle prove a rottura su prototipo e una relazione interpretativa dei risultati delle prove stesse. Sulla base della documentazione tecnica presentata, il servizio tecnico centrale, sentito il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, rilascerà apposita autorizzazione alla produzione, avente validità triennale. Tale attestato, necessario per la produzione degli elementi, sottintende anche la qualificazione del singolo stabilimento di produzione. L autorizzazione è rinnovabile su richiesta, previa presentazione di idonei elaborati, relativi all attività svolta e ai controlli eseguiti nel triennio di validità.
15 Sospensioni e revoche È prevista la sospensione o, nei casi più gravi o di recidiva, la revoca degli attestati di qualificazione in serie dichiarata o controllata, ove il servizio tecnico centrale accerti, in qualsiasi momento, difformità tra i documenti depositati e la produzione effettiva, ovvero la mancata ottemperanza alle prescrizioni contenute nella vigente normativa tecnica. I provvedimenti di sospensione e di revoca vengono adottati dal servizio tecnico centrale, sentito il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, e sono atti definitivi. Documenti di accompagnamento della fornitura. Verifiche del direttore dei lavori Ogni fornitura in cantiere di manufatti prefabbricati prodotti in serie dovrà essere accompagnata da una specifica documentazione, la cui conservazione è a cura del direttore dei lavori dell opera in cui detti manufatti vengono inseriti. Tale documentazione comprende: apposite istruzioni nelle quali vengono indicate le procedure relative alle operazioni di trasporto e montaggio degli elementi prefabbricati, ai sensi dell art. 58 del D.P.R. n. 380/2001. Tali istruzioni dovranno almeno comprendere, di regola: - i disegni d assieme che indichino la posizione e le connessioni degli elementi nel complesso dell opera; - apposita relazione sulle caratteristiche dei materiali richiesti per le unioni e le eventuali opere di completamento; - le istruzioni di montaggio con i necessari dati per la movimentazione, la posa e la regolazione dei manufatti. elaborati contenenti istruzioni per il corretto impiego dei manufatti, che dovranno essere consegnati dal direttore dei lavori al committente, a conclusione dell opera; certificato di origine firmato dal direttore tecnico responsabile della produzione e dal produttore, il quale con ciò assume per i manufatti stessi le responsabilità che la legge attribuisce al costruttore. Il certificato, che deve garantire la rispondenza del manufatto alle caratteristiche di cui alla documentazione depositata presso il servizio tecnico centrale, deve riportare l indicazione degli estremi dell attestato di qualificazione, nonché il nominativo del progettista; attestato di qualificazione del servizio tecnico centrale e copia della certificazione del sistema di garanzia della qualità del processo di produzione in fabbrica; documentazione, fornita quando disponibile, attestante i risultati delle prove a compressione effettuate in stabilimento su cubi di calcestruzzo (ovvero estratto del registro di produzione) e copia dei certificati relativi alle prove effettuate da un laboratorio ufficiale incaricato ai sensi dell art. 59 del D.P.R. n. 380/2001. Tali documenti devono essere relativi al periodo di produzione dei manufatti. Copia del certificato d origine dovrà essere allegato alla relazione del direttore dei lavori di cui all art. 65 del D.P.R. n. 380/2001. Il direttore dei lavori non può accettare in cantiere elementi prefabbricati in serie che non siano accompagnati da tutti i documenti predetti. Inoltre, prima di procedere all accettazione dei manufatti stessi, il direttore dei lavori deve verificare che essi siano effettivamente contrassegnati con la marcatura prevista. Il produttore di elementi prefabbricati deve, altresì, fornire al direttore dei lavori gli elaborati (disegni, particolari costruttivi, ecc.) firmati dal progettista e dal direttore tecnico della produzione, secondo le rispettive competenze, contenenti istruzioni per il corretto impiego dei singoli manufatti, esplicitando in particolare: - destinazione del prodotto; - requisiti fisici rilevanti in relazione alla destinazione; - prestazioni statiche per manufatti di tipo strutturale; - prescrizioni per le operazioni integrative o di manutenzione, necessarie per conferire o mantenere nel tempo le prestazioni e i requisiti dichiarati; - tolleranze dimensionali nel caso di fornitura di componenti. Norme complementari relative alle strutture prefabbricate Per manufatti o elementi prefabbricati di serie devono intendersi unicamente quelli prodotti in stabilimenti permanenti, con tecnologia ripetitiva e processi industrializzati, in tipologie predefinite per campi dimensionali e tipi di armature. Per manufatti di produzione occasionale si intendono i componenti prodotti senza il presupposto della ripetitività tipologica. Il componente deve garantire i livelli di sicurezza e di prestazione sia come componente singolo, nelle fasi transitorie di sformatura, movimentazione, stoccaggio, trasporto e montaggio, sia come elemento di un più complesso organismo strutturale una volta installato in opera. Prodotti prefabbricati non soggetti a marcatura CE Per gli elementi strutturali prefabbricati, quando non soggetti ad attestato di conformità secondo una specifica tecnica elaborata ai sensi della direttiva 89/106/CEE (marcatura CE) e i cui riferimenti sono pubblicati sulla guue, sono previste due categorie di produzione: - serie dichiarata; - serie controllata. I componenti per i quali non sia applicabile la marcatura CE, ai sensi del D.P.R. n. 246/1993 di recepimento della direttiva 89/106/CEE, devono essere realizzati attraverso processi sottoposti ad un sistema di controllo della produzione, e i produttori di componenti occasionali in serie dichiarata e in serie controllata devono, altresì, provvedere alla preventiva qualificazione del sistema di produzione, con le modalità indicate nelle nuove norme tecniche per le costruzioni. Prodotti prefabbricati in serie Rientrano tra i prodotti prefabbricati in serie: - i componenti di serie per i quali è stato effettuato il deposito ai sensi dell art. 9 della legge 5 novembre 1971, n. 1086; - i componenti per i quali è stata rilasciata la certificazione di idoneità ai sensi degli artt. 1 e 7 della legge 2 febbraio 74, n. 64; - ogni altro componente prodotto in stabilimenti permanenti, con tecnologia ripetitiva e processi industrializzati, in tipologie predefinite per campi dimensionali e tipi di armature. Prodotti prefabbricati in serie dichiarata Rientrano in serie dichiarata i componenti di serie che, pur appartenendo ad una tipologia predefinita, vengono progettati di volta in volta su commessa per dimensioni e armature (serie tipologica). Per le tipologie predefinite il produttore dovrà provvedere, nell ambito delle modalità di qualificazione della produzione di cui al paragrafo 11.8 delle nuove norme tecniche per le costruzioni, al deposito della documentazione tecnica relativa al processo produttivo e al progetto tipo presso il servizio tecnico centrale del Ministero delle Infrastrutture. Per ogni singolo impiego delle serie tipologiche, la specifica documentazione tecnica dei componenti prodotti in serie dovrà essere allegata alla documentazione progettuale depositata presso l ufficio regionale competente, ai sensi della vigente legislazione in materia. Rientrano, altresì, in serie dichiarata i componenti di serie costituiti da un tipo compiutamente determinato, predefinito in dimensioni e armature sulla base di un progetto depositato (serie ripetitiva). Per ogni tipo di componente, o per ogni famiglia omogenea di tipi, il produttore dovrà provvedere, nell ambito delle modalità di qualificazione della produzione secondo le nuove norme tecniche per le costruzioni, al deposito della documentazione tecnica relativa al processo produttivo e al progetto specifico presso il servizio tecnico centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Per ogni singolo impiego delle serie ripetitive, sarà sufficiente allegare alla documentazione progettuale depositata presso l ufficio regionale competente, ai sensi della vigente legislazione in materia, gli estremi del deposito presso il servizio tecnico centrale. Prodotti prefabbricati in serie controllata Per serie controllata si intende la produzione di serie che, oltre ad avere i requisiti specificati per la serie dichiarata, sia eseguita con procedure che prevedono verifiche sperimentali su prototipo e controllo permanente della produzione. Devono essere prodotti in serie controllata:
16 - i componenti costituiti da assetti strutturali non consueti; - i componenti realizzati con l impiego di calcestruzzi speciali o di classe > C 45/55; - i componenti armati o precompressi con spessori, anche locali, inferiori a 40 mm; - i componenti il cui progetto sia redatto su modelli di calcolo non previsti dalle norme tecniche per le costruzioni. Per i componenti ricadenti in uno dei casi sopra elencati, è obbligatorio il rilascio preventivo dell autorizzazione alla produzione, secondo le procedure delle nuove norme tecniche per le costruzioni. Responsabilità e competenze Il progettista e il direttore tecnico dello stabilimento di prefabbricazione, ciascuno per le proprie competenze, sono responsabili della capacità portante e della sicurezza del componente, sia incorporato nell opera, sia durante le fasi di trasporto fino a piè d opera. È responsabilità del progettista e del direttore dei lavori del complesso strutturale di cui l elemento fa parte, ciascuno per le proprie competenze, la verifica del componente durante il montaggio, la messa in opera e l uso dell insieme strutturale realizzato. I componenti prodotti negli stabilimenti permanenti devono essere realizzati sotto la responsabilità di un direttore tecnico dello stabilimento, dotato di adeguata abilitazione professionale, che assume le responsabilità proprie del direttore dei lavori. I componenti di produzione occasionale devono, inoltre, essere realizzati sotto la vigilanza del direttore dei lavori dell opera di destinazione. I funzionari del servizio tecnico centrale potranno accedere anche senza preavviso agli stabilimenti di produzione dei componenti prefabbricati per l accertamento del rispetto delle nuove norme tecniche per le costruzioni. Prove su componenti Per verificare le prestazioni di un nuovo prodotto o di una nuova tecnologia produttiva e accertare l affidabilità dei modelli di calcolo impiegati nelle verifiche di resistenza, prima di dare inizio alla produzione corrente è necessario eseguire delle prove di carico su un adeguato numero di prototipi al vero, portati fino a rottura. Tali prove sono obbligatorie, in aggiunta alle prove correnti sui materiali di cui al capitolo 11 delle nuove norme tecniche per le costruzioni, per le produzioni in serie controllata. Norme complementari Le verifiche del componente devono essere fatte con riferimento al livello di maturazione e di resistenza raggiunto, controllato mediante prove sui materiali di cui al capitolo 11 delle nuove norme tecniche per le costruzioni ed eventuali prove su prototipo prima della movimentazione del componente e del cimento statico dello stesso. I dispositivi di sollevamento e movimentazione devono essere esplicitamente previsti nel progetto del componente strutturale e realizzati con materiali appropriati e dimensionati per le sollecitazioni previste. Il copriferro degli elementi prefabbricati deve rispettare le regole generali dell art. $Articolo(ARMATURE MINIME E LIMITAZIONI GEOMETRICHE DELLE SEZIONI DEGLI ELEMENTI STRUTTURALI IN C.A.)$ del presente capitolato speciale. Appoggi Per i componenti appoggiati in via definitiva, particolare attenzione va posta alla posizione e dimensione dell apparecchio d appoggio, sia rispetto alla geometria dell elemento di sostegno, sia rispetto alla sezione terminale dell elemento portato, tenendo nel dovuto conto le tolleranze dimensionali e di montaggio e le deformazioni per fenomeni reologici e/o termici. I vincoli provvisori o definitivi devono essere, se necessario, validati attraverso prove sperimentali. Gli appoggi scorrevoli devono consentire gli spostamenti relativi previsti senza perdita della capacità portante. Realizzazione delle unioni Le unioni devono avere resistenza e deformabilità coerenti con le ipotesi progettuali. Tolleranze Le tolleranze minime di produzione che dovrà rispettare il componente sono quelle indicate dal produttore. Il componente che non rispetta tali tolleranze deve essere giudicato non conforme e, quindi, potrà essere consegnato in cantiere per l utilizzo nella costruzione solo dopo preventiva accettazione da parte del direttore dei lavori. Il montaggio dei componenti e il completamento dell opera devono essere conformi alle previsioni di progetto esecutivo. Nel caso si verificassero delle non conformità, queste devono essere analizzate dal direttore dei lavori nei riguardi delle eventuali necessarie misure correttive. Art. 8 - Infissi Art. 8.1 Definizione Si intendono per infissi gli elementi aventi la funzione principale di regolare il passaggio di persone, animali, oggetti, e sostanze liquide o gassose nonché dell'energia tra spazi interni ed esterni dell'organismo edilizio o tra ambienti diversi dello spazio interno. Essi si dividono tra elementi fissi (cioè luci fisse non apribili) e serramenti (cioè con parti apribili); gli infissi si dividono, inoltre, in relazione alla loro funzione, in porte, finestre e schermi. Per la terminologia specifica dei singoli elementi e delle loro parti funzionali in caso di dubbio si fa riferimento alla norma UNI 8369 (varie parti). I prodotti vengono di seguito considerati al momento della loro fornitura; le modalità di posa sono sviluppate nell'articolo relativo alle vetrazioni ed ai serramenti. Il Direttore dei Lavori, ai fini della loro accettazione, può procedere ai controlli (anche parziali) su campioni della fornitura, oppure richiedere un attestato di conformità della fornitura alle prescrizioni di seguito indicate. Art. 8.2 Luci fisse Le luci fisse devono essere realizzate nella forma, con i materiali e nelle dimensioni indicate nel disegno di progetto. In mancanza di prescrizioni (od in presenza di prescrizioni limitate) si intende che comunque devono nel loro insieme (telai, lastre di vetro, eventuali accessori, ecc.) resistere alle sollecitazioni meccaniche dovute all'azione del vento od agli urti, garantire la tenuta all'aria, all'acqua e la resistenza al vento. Quanto richiesto dovrà garantire anche le prestazioni di isolamento termico, isolamento acustico, comportamento al fuoco e resistenza a sollecitazioni gravose dovute ad attività sportive, atti vandalici, ecc. Le prestazioni predette dovranno essere garantite con limitato decadimento nel tempo. Il Direttore dei Lavori potrà procedere all'accettazione delle luci fisse mediante i criteri seguenti: a)mediante controllo dei materiali costituenti il telaio più vetro più elementi di tenuta (guarnizioni, sigillanti) più eventuali accessori, e mediante controllo delle caratteristiche costruttive e della lavorazione del prodotto nel suo insieme e/o dei suoi componenti; in particolare trattamenti protettivi del legno, rivestimenti dei metalli costituenti il telaio, l'esatta esecuzione dei giunti, ecc; b)mediante l'accettazione di dichiarazioni di conformità della fornitura alle classi di prestazione quali tenuta all'acqua, all'aria, resistenza agli urti, ecc.; di tali prove potrà anche chiedere la ripetizione in caso di dubbio o contestazione. Le modalità di esecuzione delle prove saranno quelle definite nelle relative norme UNI per i serramenti. Art.8.3 Serramenti interni ed esterni
17 I serramenti interni ed esterni (finestre, porte finestre, e similari) dovranno essere realizzati seguendo le prescrizioni indicate nei disegni costruttivi o comunque nella parte grafica del progetto. In mancanza di prescrizioni (od in presenza di prescrizioni limitate) si intende che comunque nel loro insieme devono essere realizzati in modo da resistere alle sollecitazioni meccaniche e degli agenti atmosferici e contribuire, per la parte di loro spettanza, al mantenimento negli ambienti delle condizioni termiche, acustiche, luminose, di ventilazione, ecc.; lo svolgimento delle funzioni predette deve essere mantenuto nel tempo. a)il Direttore dei Lavori potrà procedere all'accettazione dei serramenti mediante il controllo dei materiali che costituiscono l'anta ed il telaio ed i loro trattamenti preservanti ed i rivestimenti mediante il controllo dei vetri, delle guarnizioni di tenuta e/o sigillanti, degli accessori. Mediante il controllo delle sue caratteristiche costruttive, in particolare dimensioni delle sezioni resistenti, conformazione dei giunti, delle connessioni realizzate meccanicamente (viti, bulloni, ecc.) e per aderenza (colle, adesivi, ecc.) e comunque delle parti costruttive che direttamente influiscono sulla resistenza meccanica, tenuta all'acqua, all'aria, al vento, e sulle altre prestazioni richieste. b) Il Direttore dei Lavori potrà altresì procedere all'accettazione della attestazione di conformità della fornitura alle prescrizioni indicate nel progetto per le varie caratteristiche od in mancanza a quelle di seguito riportate. Per le classi non specificate valgono i valori dichiarati dal fornitore ed accettati dalla Direzione dei Lavori. 8.4 Finestre isolamento acustico (secondo la norma UNI 8204), classe I; tenuta all'acqua, all'aria e resistenza al vento (misurata secondo le norme UNI EN 86, 42 e 77), classe I; resistenza meccanica (secondo le norme UNI 9158 ed EN 107); 8.5 Porte interne tolleranze dimensionali e spessore misurate secondo le norme UNI EN 25; planarità misurata secondo la norma UNI EN 24; resistenza all'urto corpo molle (misurata secondo la norma UNI 8200); resistenza al fuoco (misurata secondo la norma UNI 9723) classe I; resistenza al calore per irraggiamento (misurata secondo la norma UNI 8328) classe I; Art. 9 - Segnaletica interna ed esterna La segnaletica dovrà garantire in ogni caso il massimo grado di comprensibilità tramite una grafica semplice ed essenziale. Le targhe relative alle uscite di sicurezza dovranno rispondere alle norme nazionali ed europee in vigore. Le piastre a muro dovranno consentire la rapida sostituzione delle targhe modulari a scorrimento orizzontale. Laddove non sia richiesta la presenza di informazioni multiple contemporanee saranno installati pannelli bifacciali sospesi o a bandiera ovvero monofacciali a muro. Tali pannelli saranno costituiti da un supporto con molle a cavaliere sul quale verrà applicata la targa con il messaggio desiderato. Le diciture saranno realizzate con lettere autoadesive oppure in serigrafia, la Ditta appaltatrice dovrà comunque garantire la possibilità di prendere in considerazione varie tipologie e/o misure diverse da quelle indicate in progetto. I pittogrammi e/o i marchi dovranno avere forma e dimensioni indicati nelle norme nazionali ed europee e potranno essere sia serigrafati che riportati su speciali supporti in pvc autoadesivo. Prima della fornitura in opera dovranno essere sottoposte alla Direzione dei Lavori le caratteristiche tecniche di tutta la segnaletica interna ed esterna. Art Prodotti per pareti esterne e partizioni interne 10.1 Definizione Si definiscono prodotti per pareti esterne e partizioni interne quelli utilizzati per realizzare i principali strati funzionali di queste parti di edificio. Per la realizzazione delle pareti esterne e partizioni interne si rinvia all'articolo che tratta tali categorie di opere. I prodotti vengono di seguito considerati al momento della fornitura: il Direttore dei Lavori ai fini della loro accettazione potrà procedere ai controlli (anche parziali) su campioni della fornitura oppure richiedere un attestato di conformità della fornitura alle prescrizioni di seguito indicate. Nel caso di contestazione, si intende che la procedura di prelievo dei campioni, le modalità di prova e la valutazione dei risultati siano quelli indicati nelle norme UNI e, in mancanza di questi, quelli descritti nella letteratura tecnica (primariamente norme internazionali) Prodotti a base di laterizio, calcestruzzo e similari I prodotti a base di laterizio, calcestruzzo e similari non aventi funzione strutturale (v. articolo sulle murature), ma unicamente di chiusura nelle pareti esterne e partizioni dovranno rispondere alle prescrizioni del progetto e, a loro completamento, alle seguenti prescrizioni: a)gli elementi di laterizio (forati e non) prodotti mediante trafilatura o pressatura con materiale normale o alleggerito dovranno rispondere alla norma UNI 8942 parte seconda (detta norma è allineata alle prescrizioni del D.M. sulle murature). b)gli elementi di calcestruzzo dovranno rispettare le stesse caratteristiche indicate nella norma UNI 8942 (a esclusione delle caratteristiche di inclusione calcarea). I limiti di accettazione saranno quelli indicati nel progetto e in loro mancanza quelli dichiarati dal produttore e approvati dalla Direzione dei Lavori. c)gli elementi di calcio silicato, pietra ricostruita, pietra naturale, saranno accettati in base alle loro caratteristiche dimensionali e relative tolleranze, alle caratteristiche di forma e massa volumica (foratura, smussi, ecc.), alle caratteristiche meccaniche a compressione, taglio a flessione, alle caratteristiche di comportamento all'acqua e al gelo (imbibizione, assorbimento d'acqua, ecc.). I limiti di accettazione saranno quelli prescritti nel progetto e, in mancanza di questi, quelli dichiarati dal fornitore e approvati dalla Direzione dei Lavori Prodotti e componenti per partizioni interne prefabbricate I prodotti e i componenti per partizioni interne prefabbricate che vengono assemblate in opera (con piccoli lavori di adattamento o meno) dovranno rispondere alle prescrizioni del progetto e in mancanza alle prescrizioni indicate al punto precedente Prodotti a base di cartongesso I prodotti a base di cartongesso dovranno rispondere alle prescrizioni del progetto e, in mancanza, avere: spessore con tolleranza ± 0.5 mm, lunghezza e larghezza con tolleranza ± 2 mm, resistenza all'impronta, all'urto, alle sollecitazioni localizzate (punti di fissaggio) e, a seconda della destinazione d'uso, un basso assorbimento d'acqua, una bassa permeabilità al vapore (prodotto abbinato alla barriera al vapore), e i valori di resistenza all'incendio dichiarata e isolamento acustico dichiarati. I limiti di accettazione saranno quelli indicati nel progetto e, in loro mancanza, quelli dichiarati dal produttore e approvati dalla Direzione dei Lavori.
18 Parte 2 Capo A MODO DI ESECUZIONE DI OGNI CATEGORIA DI LAVORO Scavi, Rilevati, Demolizioni, Palificazioni Art Demolizioni Interventi preliminari L appaltatore prima dell inizio delle demolizioni deve assicurarsi dell interruzione degli approvvigionamenti idrici, gas, allacci di fognature; dell accertamento e successiva eliminazione di elementi in amianto in conformità alle prescrizioni del D.M. 6 settembre 1994 recante «Normative e metodologie tecniche di applicazione dell'art. 6, comma 3, e dell'art. 12, comma 2, della legge 27 marzo 1992, n. 257, relativa alla cessazione dell'impiego dell'amianto». Ai fini pratici, i materiali contenenti amianto presenti negli edifici possono essere divisi in tre grandi categorie: - materiali che rivestono superfici applicati a spruzzo o a cazzuola; - rivestimenti isolanti di tubi e caldaie; - una miscellanea di altri materiali comprendente, in particolare, pannelli ad alta densità (cemento-amianto), pannelli a bassa densità (cartoni) e prodotti tessili. I materiali in cemento-amianto, soprattutto sotto forma di lastre di copertura, sono quelli maggiormente diffusi. Sbarramento della zona di demolizione Nella zona sottostante la demolizione deve essere vietata la sosta ed il transito di persone e mezzi, delimitando la zona stessa con appositi sbarramenti. L'accesso allo sbocco dei canali di scarico per il caricamento ed il trasporto del materiale accumulato deve essere consentito soltanto dopo che sia stato sospeso lo scarico dall'alto. Idoneità delle opere provvisionali Le opere provvisionali, in legno o in ferro, devono essere allestite sulla base di giustificati calcoli di resistenza; esse devono essere conservate in efficienza per l intera durata del lavoro, secondo le prescrizioni specifiche del piano di sicurezza. Prima di reimpiegare elementi di ponteggi di qualsiasi tipo si deve provvedere alla loro revisione per eliminare le parti non ritenute più idonee. In particolare per gli elementi metallici devono essere sottoposti a controllo della resistenza meccanica e della preservazione alla ruggine degli elementi soggetti ad usura come ad esempio: giunti, spinotti, bulloni, lastre, cerniere, ecc. Il coordinatore per l esecuzione dei lavori e/o il Direttore dei Lavori potrà ordinare l esecuzione di prove per verificare la resistenza degli elementi strutturali provvisionali impiegati dall appaltatore. Prima dell'inizio di lavori di demolizione è fatto obbligo di procedere alla verifica delle condizioni di conservazione e di stabilità delle strutture da demolire e dell eventuale influenza su strutture limitrofe. In relazione al risultato di tale verifica devono essere eseguite le opere di rafforzamento e di puntellamento necessarie ad evitare che, durante la demolizione, si possano verificare crolli intempestivi o danni anche a strutture di edifici confinanti o adiacenti. Ordine delle demolizioni. Programma di demolizione I lavori di demolizione come stabilito, dall art. 72 del D.P.R. 7 gennaio 1956, n. 164, devono procedere con cautela e con ordine dall'alto verso il basso ovvero secondo le indicazioni del piano operativo di sicurezza e devono essere condotti in maniera da non pregiudicare la stabilità delle strutture portanti o di collegamento e di quegli eventuali edifici adiacenti, ricorrendo, ove occorra, al loro preventivo puntellamento. La successione dei lavori, quando si tratti di importanti ed estese demolizioni, deve risultare da apposito programma il quale deve essere firmato dall'appaltatore, dal coordinatore per l esecuzione dei lavori e dal Direttore dei Lavori e deve essere tenuto a disposizione degli ispettori del lavoro. Allontanamento e /o deposito delle materie di risulta Il materiale di risulta ritenuto inutilizzabile dal Direttore dei Lavori per la formazione di rilevati o rinterri, deve essere allontanato dal cantiere per essere portato a rifiuto presso pubblica discarica od altra discarica autorizzata; diversamente l appaltatore potrà trasportare a sue spese il materiale di risulta presso proprie aree. Il materiale proveniente dagli scavi che dovrà essere riutilizzato dovrà essere depositato entro l ambito del cantiere, o sulle aree precedentemente indicate ovvero in zone tali da non costituire intralcio al movimento di uomini e mezzi durante l esecuzione dei lavori. Proprietà degli oggetti ritrovati La stazione appaltante, salvi i diritti che spettano allo Stato a termini di legge, si riserva la proprietà degli oggetti di valore e di quelli che interessano la scienza, la storia, l'arte o l'archeologia o l'etnologia, compresi i relativi frammenti, che si rinvengano nei fondi occupati per l'esecuzione dei lavori e per i rispettivi cantieri e nella sede dei lavori stessi. L'appaltatore dovrà pertanto consegnarli alla stazione appaltante, che gli rimborserà le spese incontrate per la loro conservazione e per le speciali operazioni che fossero state espressamente ordinate al fine di assicurarne l'incolumità ed il diligente recupero. Qualora l'appaltatore, nella esecuzione dei lavori, scopra ruderi monumentali, deve darne subito notizia al Direttore dei Lavori e non può demolirli né alterarli in qualsiasi modo senza il preventivo permesso del direttore stesso. L'appaltatore deve denunciare immediatamente alle forze di pubblica sicurezza il rinvenimento di sepolcri, tombe, cadaveri e scheletri umani, ancorché attinenti pratiche funerarie antiche, nonché il rinvenimento di cose, consacrate o meno, che formino o abbiano formato oggetto di culto religioso o siano destinate all'esercizio del culto o formino oggetto della pietà verso i defunti. L'appaltatore dovrà altresì darne immediata comunicazione al Direttore dei Lavori, che potrà ordinare adeguate azioni per una temporanea e migliore conservazione, segnalando eventuali danneggiamenti all'autorità giudiziaria. Proprietà dei materiali da demolizione I materiali provenienti da scavi o demolizioni restano in proprietà della stazione appaltante; quando, a giudizio della Direzione dei Lavori, possano essere reimpiegati, l'appaltatore deve trasportarli e regolarmente accatastarli per categorie nei luoghi stabiliti dalla direzione stessa, essendo di ciò compensato con gli appositi prezzi di elenco. Qualora in particolare i detti materiali possano essere usati nei lavori oggetto del presente capitolato speciale d appalto, l'appaltatore avrà l'obbligo di accettarli; in tal caso verrà ad essi attribuito un prezzo pari al 50% del corrispondente prezzo dell'elenco contrattuale; i relativi importi devono essere dedotti dall'importo netto dei lavori, restando a carico dell'appaltatore le spese di trasporto, accatastamento, cernita, lavaggio ecc. Demolizione per rovesciamento Salvo l'osservanza delle leggi e dei regolamenti speciali e locali, la demolizione di parti di strutture aventi altezza sul terreno non superiore a 5,00 m può essere effettuata mediante rovesciamento per trazione o per spinta. La trazione o la spinta deve essere esercitata in modo graduale e senza strappi e deve essere eseguita soltanto su elementi di struttura opportunamente isolati dal resto del fabbricato in demolizione in modo da non determinare crolli intempestivi o non previsti di altre parti. Devono inoltre essere adottate le precauzioni necessarie per la sicurezza del lavoro quali: trazione da distanza non minore di una volta e mezzo l'altezza del muro o della struttura da abbattere e allontanamento degli operai dalla zona interessata. Si può procedere allo scalzamento dell'opera da abbattere per facilitarne la caduta soltanto quando essa sia stata adeguatamente puntellata; la successiva rimozione
19 dei puntelli deve essere eseguita a distanza a mezzo di funi. Il rovesciamento per spinta può essere effettuato con martinetti solo per opere di altezza non superiore a 3 m, con l'ausilio di puntelli sussidiari contro il ritorno degli elementi smossi. Deve essere evitato in ogni caso che per lo scuotimento del terreno in seguito alla caduta delle strutture o di grossi blocchi possano derivare danni o lesioni agli edifici vicini o ad opere adiacenti o risultare pericolosi per i lavoratori addettivi. Art Opere e strutture di muratura Spessore minimo dei muri Lo spessore dei muri portanti, come stabilito dal D.M. 14 gennaio 2008, non può essere inferiore ai valori riportati nella tabella Tabella - Tipo di muratura e relativo spessore minimo Tipo di muratura Spessore minimo [mm] Muratura in elementi resistenti artificiali pieni 150 Muratura in elementi resistenti artificiali semipieni 200 Muratura in elementi resistenti artificiali forati 240 Muratura di pietra squadrata 240 Muratura di pietra listata 400 Muratura di pietra non squadrata 500 Cordoli di piano e architravi Ad ogni piano deve essere realizzato un cordolo continuo all intersezione tra solai e pareti. I cordoli devono avere altezza minima pari all altezza del solaio, e larghezza almeno pari a quella del muro. È consentito un arretramento massimo di 6 cm dal filo esterno. L armatura corrente non deve essere inferiore a 8 cm2, le staffe devono avere diametro non inferiore a 6 mm e interasse non superiore a 25 cm. Travi metalliche o prefabbricate costituenti i solai devono essere prolungate nel cordolo per almeno la metà della sua larghezza e, comunque, per non meno di 12 cm, e adeguatamente ancorate ad esso. In corrispondenza di incroci d angolo tra due pareti perimetrali sono prescritte, su entrambe le pareti, zone di parete muraria di lunghezza non inferiore a 1 m, compreso lo spessore del muro trasversale. Al di sopra di ogni apertura deve essere realizzato un architrave resistente a flessione, efficacemente ammorsato alla muratura. Cordoli di collegamento tra la fondazione e la struttura in elevazione Il collegamento tra la fondazione e la struttura in elevazione è di norma realizzato mediante cordolo in calcestruzzo armato, disposto alla base di tutte le murature verticali resistenti, di spessore pari almeno a quello della muratura della prima elevazione, e di altezza non inferiore alla metà di detto spessore. È possibile realizzare la prima elevazione con pareti di calcestruzzo armato. In tal caso, la disposizione delle fondazioni e delle murature sovrastanti deve essere tale da garantire un adeguato centraggio dei carichi trasmessi alle pareti della prima elevazione e alla fondazione. Muratura armata Gli aspetti generali La muratura armata è costituita da elementi resistenti artificiali pieni e semipieni idonei alla realizzazione di pareti murarie incorporanti apposite armature metalliche verticali e orizzontali, annegate nella malta o nel conglomerato cementizio. Le barre d armatura Le barre di armatura possono essere costituite da acciaio al carbonio, da acciaio inossidabile o da acciaio con rivestimento speciale, conformi alle pertinenti indicazioni di cui al paragrafo 11.3 delle nuove norme tecniche. È ammesso, per le armature orizzontali, l impiego di armature a traliccio elettrosaldato o l impiego di altre armature conformate in modo da garantire adeguata aderenza e ancoraggio, nel rispetto delle pertinenti normative di comprovata validità. In ogni caso dovrà essere garantita un adeguata protezione dell armatura nei confronti della corrosione. Le barre di armatura devono avere un diametro minimo di 5 mm. Nelle pareti che incorporano armatura nei letti di malta al fine di fornire un aumento della resistenza ai carichi fuori piano, per contribuire al controllo della fessurazione o per fornire duttilità, l area totale dell armatura non deve essere minore dello 0,03% dell area lorda della sezione trasversale della parete (cioè 0,015% per ogni faccia nel caso della resistenza fuori piano). Qualora l armatura sia utilizzata negli elementi di muratura armata per aumentare la resistenza nel piano, o quando sia richiesta armatura a taglio, la percentuale di armatura orizzontale, calcolata rispetto all area lorda della muratura, non potrà essere inferiore allo 0,04% né superiore allo 0,5%, e non potrà avere interasse superiore a 60 cm. La percentuale di armatura verticale, calcolata rispetto all area lorda della muratura, non potrà essere inferiore allo 0,05%, né superiore all 1,0%. In tal caso, armature verticali con sezione complessiva non inferiore a 2 cm2 dovranno essere collocate a ciascuna estremità di ogni parete portante, ad ogni intersezione tra pareti portanti, in corrispondenza di ogni apertura e, comunque, ad interasse non superiore a 4 m. La lunghezza d ancoraggio, idonea a garantire la trasmissione degli sforzi alla malta o al calcestruzzo di riempimento, deve, in ogni caso, essere in grado di evitare la fessurazione longitudinale o lo sfaldamento della muratura. L ancoraggio deve essere ottenuto mediante una barra rettilinea, mediante ganci, piegature o forcelle o, in alternativa, mediante opportuni dispositivi meccanici di comprovata efficacia. La lunghezza di ancoraggio richiesta per barre dritte può essere calcolata in analogia a quanto usualmente fatto per le strutture di calcestruzzo armato. L ancoraggio dell armatura a taglio, staffe incluse, deve essere ottenuto mediante ganci o piegature, con una barra d armatura longitudinale inserita nel gancio o nella piegatura. Le sovrapposizioni devono garantire la continuità nella trasmissione degli sforzi di trazione, in modo che lo snervamento dell armatura abbia luogo prima che venga meno la resistenza della giunzione. In mancanza di dati sperimentali relativi alla tecnologia usata, la lunghezza di sovrapposizione deve essere di almeno 60 diametri. La malta o il conglomerato di riempimento dei vani o degli alloggi delle armature deve avvolgere completamente l armatura. Lo spessore di ricoprimento deve essere tale da garantire la trasmissione degli sforzi tra la muratura e l armatura, e tale da costituire un idoneo copriferro ai fini della durabilità degli acciai. L armatura verticale dovrà essere collocata in apposite cavità o recessi, di dimensioni tali che in ciascuno di essi risulti inscrivibile un cilindro di almeno 6 cm di diametro. Gli aspetti di dettaglio Le prescrizioni normative per la muratura ordinaria si applicano anche alla muratura armata, con alcune eccezioni. Gli architravi soprastanti le aperture possono essere realizzati in muratura armata. Le barre di armatura devono essere esclusivamente del tipo ad aderenza migliorata e devono essere ancorate in modo adeguato alle estremità mediante piegature attorno alle barre verticali. In alternativa, possono essere utilizzate, per le armature orizzontali, armature a traliccio o conformate in modo da garantire adeguata aderenza e ancoraggio. La percentuale di armatura orizzontale, calcolata rispetto all area lorda della muratura, non può essere inferiore allo 0,04%, né superiore allo 0,5%. Parapetti ed elementi di collegamento tra pareti diverse devono essere ben collegati alle pareti adiacenti, garantendo la continuità dell armatura orizzontale e, ove possibile, di quella verticale. Agli incroci delle pareti perimetrali è possibile derogare al requisito di avere su entrambe le pareti zone di parete muraria di lunghezza non inferiore a 1 m.
20 Le fondazioni Le strutture di fondazione devono essere realizzate in cemento armato, verificandole utilizzando le sollecitazioni derivanti dall analisi. Dovranno essere continue, senza interruzioni in corrispondenza di aperture nelle pareti soprastanti. Qualora sia presente un piano cantinato o seminterrato in pareti di cemento armato, esso può essere considerato quale struttura di fondazione dei sovrastanti piani in muratura portante, nel rispetto dei requisiti di continuità delle fondazioni. Murature e riempimenti in pietrame a secco. Vespai Murature in pietrame a secco Le murature in pietrame a secco dovranno essere eseguite con pietre lavorate in modo da avere forma il più possibile regolare, restando assolutamente escluse quelle di forma rotonda. Le pietre saranno collocate in opera in modo che si colleghino perfettamente fra loro, scegliendo per i paramenti quelle di maggiori dimensioni, non inferiori a 20 cm di lato, e le più adatte per il miglior combaciamento, onde supplire, così, con l accuratezza della costruzione, alla mancanza di malta. Si eviterà sempre la ricorrenza delle connessure verticali. Nell interno della muratura, si farà uso delle scaglie soltanto per appianare i corsi e riempire gli interstizi tra pietra e pietra. La muratura in pietrame a secco per muri di sostegno in controriva, o comunque isolati, sarà sempre coronata da uno strato di muratura in malta di altezza non minore di 30 cm. A richiesta della direzione dei lavori vi si dovranno eseguire anche regolari fori di drenaggio, regolarmente disposti, anche su più ordini, per lo scolo delle acque. - Riempimenti in pietrame a secco (per drenaggi, fognature, banchettoni di consolidamento e simili) I riempimenti in pietrame a secco dovranno essere formati con pietrame, da collocarsi in opera a mano su terreno ben costipato, al fine di evitare cedimenti per effetto dei carichi superiori. Per drenaggi o fognature, si dovranno scegliere le pietre più grosse e regolari e possibilmente a forma di lastroni quelle da impiegare nella copertura dei sottostanti pozzetti o cunicoli. Negli strati inferiori si dovrà impiegare il pietrame di maggiore dimensione, utilizzando nell ultimo strato superiore pietrame minuto, ghiaia o anche pietrisco, per impedire alle terre sovrastanti di penetrare e scendere, otturando così gli interstizi tra le pietre. Sull ultimo strato di pietrisco si dovranno pigiare convenientemente le terre, con le quali dovrà completarsi il riempimento dei cavi aperti per la costruzione di fognature e drenaggi. - Vespai e intercapedini Nei locali i cui pavimenti verrebbero a trovarsi in contatto con il terreno naturale, potranno essere ordinati vespai in pietrame o intercapedini in laterizio. In ogni caso, il terreno di sostegno di tali opere dovrà essere debitamente spianato, bagnato e ben battuto per evitare qualsiasi cedimento. Per i vespai in pietrame si dovrà formare, anzitutto, in ciascun ambiente, una rete di cunicoli di ventilazione, costituita da canaletti paralleli aventi interasse massimo di 1,50 m. Essi dovranno correre anche lungo tutte le pareti ed essere comunicanti tra loro. Detti canali dovranno avere sezione non minore di 15 cm 20 cm di altezza, e un sufficiente sbocco all aperto, in modo da assicurare il ricambio dell aria. Ricoperti tali canali con adatto pietrame di forma pianeggiante, si completerà il sottofondo, riempiendo le zone rimaste fra cunicolo e cunicolo con pietrame in grossi scheggioni disposti con l asse maggiore verticale e in contrasto fra loro, intasando i grossi vuoti con scaglie di pietra e spargendo, infine, uno strato di ghiaietto di conveniente grossezza sino al piano prescritto. Le intercapedini, a sostituzione di vespai, potranno essere costituite da un piano di tavelloni murati in malta idraulica fina e poggianti su muretti in pietrame o mattoni, ovvero da voltine di mattoni, ecc. - Criteri generali per l esecuzione I mattoni, prima del loro impiego, dovranno essere bagnati fino a saturazione per immersione prolungata in appositi bagnaroli, e mai per aspersione. Essi dovranno mettersi in opera con i giunti alternati e in corsi ben regolari e normali alla superficie esterna. Saranno posati sopra un abbondante strato di malta e premuti sopra di esso in modo che la malta rifluisca all ingiro e riempia tutte le connessure. I giunti non devono essere rabboccati durante la costruzione, per dare maggiore presa all intonaco o alla stuccatura con il ferro. Le murature di rivestimento devono essere fatte a corsi bene allineati e dovranno essere opportunamente collegate con la parte interna. I lavori di muratura, qualunque sia il sistema costruttivo adottato, devono essere sospesi nei periodi di gelo, durante i quali la temperatura si mantenga, per molte ore, al di sotto di zero gradi centigradi. Sulle aperture di vani di porte e finestre devono essere collocati degli architravi (cemento armato, acciaio). La costruzione delle murature deve iniziare e proseguire uniformemente, assicurando il perfetto collegamento fra le varie parti di esse, evitando nel corso dei lavori la formazione di strutture eccessivamente emergenti dal resto della costruzione. La muratura deve procedere per filari rettilinei, con piani di posa normali alle superfici viste o come altrimenti prescritto. All innesto con muri da costruirsi in tempo successivo devono essere lasciate opportune ammorsature in relazione al materiale impiegato. Sui muri delle costruzioni, nel punto di passaggio tra le fondazioni entro terra e la parte fuori terra, la guaina di impermeabilizzazione deve essere rialzata e bloccata superiormente di almeno 20 cm. I muri controterra delimitanti vani interni al fabbricato (inclusi i sottopassi) devono essere interamente rivestiti con manto impermeabile costituito da due guaine e da una membrana di polietilene estruso ad alta densità, come meglio nel seguito specificato. Murature di mattoni e di blocchi cavi di calcestruzzo a faccia vista Le murature di mattoni e di blocchi cavi di calcestruzzo a faccia vista devono essere messe in opera con le connessure alternate in corsi ben regolari e normali alla superficie esterna. Saranno posati sopra un abbondante strato di malta, stesa con apposita cazzuola sui giunti verticali e orizzontali, premuti sopra di esso in modo che la malta refluisca all ingiro e riempia tutte le connessure. Il letto di posa del primo ricorso, così come quello dell ultimo in sommità della parete, deve essere eseguito con malta bastarda. Almeno ogni quattro ricorsi, dovrà essere controllata la planarità per eliminare eventuali asperità. La larghezza delle connessure non deve essere maggiore di 8 mm né minore di 5 mm (con variazioni in relazione alle malte impiegate). I giunti non devono essere rabboccati durante la costruzione per dare maggior presa all intonaco o alla stuccatura con il ferro rotondo. Le malte da impiegarsi per l esecuzione di questa muratura devono essere passate al setaccio, per evitare che i giunti fra i mattoni riescano maggiori del limite di tolleranza fissato. Le murature di rivestimento devono essere realizzate a corsi ben allineati e dovranno essere opportunamente ammorsate con la parete interna. Nella realizzazione della muratura di laterizi a faccia vista si dovrà avere cura di scegliere, per le facce esterne, i mattoni di miglior cottura, meglio formati e di colore più uniforme possibile, disponendoli con perfetta regolarità e ricorrenza nelle connessure orizzontali, alternando con precisione i giunti verticali. In questo genere di paramento devono essere utilizzate malte a base di inerti silicei a granulometria controllata, leganti idraulici e additivi nobilitanti e aventi specifiche caratteristiche, quali uniformità di colore, lavorabilità, minimo ritiro, idrorepellenza, assenza di efflorescenze, granulometria compresa fra 0 e 3 mm. Le connessure non devono avere spessore maggiore di 5 mm e, previa loro raschiatura e pulitura, dovranno essere profilate con malta idraulica o di cemento, diligentemente compresse con apposito ferro, senza sbavature. Le pareti di una o due teste e quelle in foglio devono essere eseguite con mattoni scelti, esclusi i rottami, i laterizi incompleti e quelli che presentino spigoli rotti. Tutte le pareti suddette devono essere eseguite con le migliori regole d arte, a corsi orizzontali e a perfetto filo, per evitare la necessità di impiego di malta per l intonaco in forti spessori.
COMUNE DI SALERNO AUTORITA PORTUALE DI SALERNO SALERNO - FRONTE DEL MARE PROGETTO ESECUTIVO Edificio Porta Sud-Ovest ELABORATI TECNICO AMMINISTRATIVI CSA SPECIFICHE TECNICHE -- VOLUME 2 OPERE STRUTTURALI
R.16 CAPITOLATO TECNICO. Oggetto: ... ... Gennaio 2014 ... Project: 01 Revisione 00 Emissione
Oggetto: CAPITOLATO TECNICO R.16... 02 Revisione 01 Revisione 00 Emissione...... Gennaio 2014 Project: Binini Partners S.r.l. via Gazzata, 4 42121 Reggio Emilia tel. +39.0522.580.578 tel. +39.0522.580.586
CAPITOLO 1. 11 ART. 1. ACCETTAZIONE. 11 ART. 2. IMPIEGO DI MATERIALI CON CARATTERISTICHE SUPERIORI A QUELLE CONTRATTUALI. 11 ART. 3. 11 ART. 4. 5. 6.
SOMMARIO CAPITOLO 1... 11 ART. 1. ACCETTAZIONE... 11 ART. 2. IMPIEGO DI MATERIALI CON CARATTERISTICHE SUPERIORI A QUELLE CONTRATTUALI... 11 ART. 3. IMPIEGO DI MATERIALI O COMPONENTI DI MINOR PREGIO...

References: Art. 53
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 2
 Art. 2
 Art. 2
 Art. 2
 Art. 2
 Art. 2
 Art. 3
 art.1
 art. 7
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 art. 59
 art. 59
 art. 59
 art. 58
 art. 58
 art. 58
 art. 59
 art. 65
 art. 9
 Art. 8
 Art. 8
 Art. 8
 Art.8
 Art. 9
 art. 72
 ART. 1
 ART. 2
 ART. 3
 ART. 4
 ART. 1
 ART. 2
 ART. 3