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Timestamp: 2020-06-03 22:37:50+00:00

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Art. 2051 c.c. – Danni da cose in custodia – Caso fortuito – Cartello stradale presente sulla carreggiata
Giudice di Pace di Messina, sentenza 10 agosto 2017, n. 1790 (g. I. Bonfiglio)
La responsabilità per i danni cagionata da cose in custodia, di cui all’art. 2051 c.c., opera anche per la P.A., in relazione ai beni demaniali, con riguardo, tuttavia, alla causa concreta del danno, rimanendo l’amministrazione liberata dalla medesima responsabilità ove dimostri che l’evento sia stato determinato da cause estrinseche ed estemporanee create da terzi, non conoscibili né eliminabili con immediatezza, neppure con la più diligente attività di manutenzione, ovvero da una situazione la quale imponga di qualificare come fortuito il fattore di pericolo, avendo esso esplicato la sua potenzialità offensiva prima che fosse ragionevolmente esigibile l’intervento riparatore dell’ente custode.
Art. 2051 c.c. – Danni da cose in custodia – Caso fortuito – Abbandono di oggetti pericolosi
Giudice di Pace di Messina, sentenza 30 giugno 2017, n. 1530 (g. F. Starvaggi)
Il caso fortuito è configurabile in quelle situazioni di pericolo provocate dagli stessi utenti o da una repentina e non specificamente prevedibile alterazione dello stato della cosa che, nonostante l’attività di controllo e diligenza impiegata per garantire un intervento tempestivo, non possa essere rimossa o segnalata, per difetto del tempo strettamente necessario a provvedere. In particolare, nel caso di danno riconducibile a cause estrinseche create da terzi, come l’abbandono di oggetti pericolosi sulla pubblica via, l’ente proprietario custode della cosa risponde soltanto se il danno si verifichi dopo il decorso del tempo necessario affinché l’ente possa intervenire e rimuovere l’ostacolo. Pertanto, l’emergere dell’agente dannoso può considerarsi fortuito finché non sia trascorso il tempo ragionevolmente sufficiente perché il custode acquisisca conoscenza del pericolo venutosi a creare e possa intervenire per eliminarlo.
Clausola claims made – Polizza per la responsabilità civile professionale – Giudizio di meritevolezza
Cassazione Civile, sezione terza, sentenza 28 aprile 2017, n. 10506 (pres. Travaglino – rel. Rossetti)
Cassazione Civile, sezione terza, sentenza 28 aprile 2017, n. 10509 (pres. Travaglino – rel. Rossetti)
La clausola cd. claim’s made, inserita in un contratto di assicurazione della responsabilità civile da un’azienda ospedaliera, per effetto della quale la copertura esclusiva è prestata solo se tanto il danno causato dall’assicurato, quanto la richiesta di risarcimento formulata dal terzo, avvengano nel periodo di durata dell’assicurazione, è un patto atipico immeritevole di tutela ai sensi dell’art. 1322, comma secondo, c.c., in quanto realizza un ingiusto e sproporzionato vantaggio dell’assicuratore, e pone l’assicurato in una condizione di indeterminata e non controllabile soggezione.
Giudizio di appello – Costituzione con copia dell’atto di citazione (c.d. velina) – Nullità sanabile – Improcedibilità – Esclusa
La tempestiva costituzione dell’appellante con la copia dell’atto ci citazione (cd. velina) in luogo dell’originale non determina l’improcedibilità del gravame ai sensi dell’art. 348, comma 1, c.p.c., ma integra una nullità per inosservanza delle forme indicate dall’art. 165 c.p.c., sanabile, anche su rilievo del giudice, entro l’udienza di comparizione di cui all’art. 350, comma 2, c.p.c., mediante deposito dell’originale da parte dell’appellante.
Deposito telematico atti endoprocedimentali
Tribunale di Cosenza, sezione prima, ordinanza del 10 gennaio 2017 (Camera di Consiglio – pres. Lento)
Ove il reclamo (nel caso di specie, avverso l’ordinanza che dispone il sequestro conservativo ante causam) sia stato depositato in forma cartacea nel termine all’uopo imposto da codice di rito ed abbia consentito la regolare instaurazione del contraddittorio, in assenza di una disposizione che sanzioni espressamente la modalità alternativa di deposito telematico, ed in ossequio al principio del raggiungimento dello scopo, che permea il sistema processualcivilistico, la violazione della disposizione di cui all’art. 16 bis del D.L. n. 179/2012 non può essere sanzionata con la massima censura caducatoria.
Servizi di posta privata – Esclusa la certezza della data di ricezione
Corte di Cassazione, sezione prima civile, sentenza 22 dicembre 2016, n. 26778 (pres. - rel. Bernabai)
Tutti i fornitori di servizi postali possono eseguire invii postali, cioè curare la trasmissione della corrispondenza – fatta eccezione per gli atti giudiziari –, ma l’eventuale timbro datario apposto sul plico consegnato dal mittente non può valere a rendere certa la data di ricezione, trattandosi di una attività d’impresa resa da un soggetto privato, il cui personale dipendente non risulta munito di poteri pubblicistici di certificazione della data di ricezione della corrispondenza trattata.
Sinistro stradale – Pedone – Condotta imprevedibile e anormale – Onere probatorio – Risarcimento escluso
Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 22 febbraio 2017, n. 4551 (pres. Amendola – rel. Scoditti)
In materia di responsabilità civile da sinistri derivanti dalla circolazione stradale, in caso di investimento di pedone la responsabilità del conducente è esclusa quando risulti provato che non vi era da parte di quest’ultimo alcuna possibilità di prevenire l’evento, situazione questa ricorrente allorchè il pedone tenga una condotta imprevedibile e anormale, sicché l’automobilista si trovi nell’oggettiva impossibilità di avvistarlo e comunque di osservarne tempestivamente i movimenti. Tanto si verifica quando il pedone appare all’improvviso sulla traiettoria del veicolo che procede regolarmente sulla strada, rispettando tutte le norme della circolazione stradale e quelle di comune prudenza e diligenza incidenti con nesso di causalità sul sinistro.
Responsabilità medica – Violazione del dovere di informazione – Nascita indesiderata – Danni da perdita di chance
Corte di Cassazione, sezione terza civile, sentenza 10 gennaio 2017, n. 243 (pres. Chiarini – rel. Frasca)
Qualora risulti che un medico ginecologo, cui fiduciariamente una gestante si sia rivolta per accertamenti sulle condizioni della gravidanza e del feto, non abbia adempiuto correttamente la prestazione, per non avere prescritto l’amniocentesi, ed all’esito della gravidanza il feto nasca con una sindrome che quell’accertamento avrebbe potuto svelare, la mera circostanza che due mesi dopo quella prestazione la gestante abbia rifiutato di sottoporsi all’amniocentesi presso una struttura ospedaliera in occasione di ulteriori controlli, non può dal giudice di merito essere considerata automaticamente come causa efficiente esclusiva, sopravvenuta all’adempimento, riguardo al danno alla propria salute psico-fisica che la gestante lamenti per avere avuto la “sorpresa” della condizione patologica del figlio all’esito della gravidanza, occorrendo all’uopo invece accertare in concreto che sul rifiuto non abbia influito il convincimento ingenerato nella gestante dalla prestazione erroneamente eseguita.
Qualora risulti che un medico specialista in ginecologia, cui una gestante si sia rivolta per accertamenti sulle condizioni della gravidanza e del feto, non abbia adempiuto correttamente la prestazione per non avere prescritto l’amniocentesi, ed all’esito della gravidanza il feto nasca con una sindrome che quell’accertamento avrebbe potuto svelare, la mera circostanza che, due mesi dopo quella prestazione, la gestante abbia rifiutato di sottoporsi all’amniocentesi, non elide l’efficacia causale dell’inadempimento quanto alla perdita della chance di conoscere lo stato della gravidanza fin dal momento in cui si è verificato e, conseguentemente, ove la gestante lamenti di avere subito un danno alla salute psico-fisica, per avere avuto la “sorpresa” della condizione patologica del figlio solo al termine della gravidanza, la perdita di quella chance deve esser considerata una parte di quel danno ascrivibile all’inadempimento del medico.
FGVS – Assicurazione designata – Surroga nei confronti del danneggiante privo di copertura assicurativa – Prescrizione decennale
Corte di Cassazione, sezione terza civile, sentenza 17 gennaio 2017, n. 930 (pres. Chiarini – rel. Rubino)
In tema di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione di veicoli a motore, l’impresa designata per il Fondo di Garanzia Vittime della Strada che agisca ai sensi dell’art. 29 della legge n. 990/1969 (applicabile ratione temporis) non è soggetta al termine di prescrizione biennale, applicabile all’azione risarcitoria spettante al danneggiato della circolazione stradale, perché il suo diritto non è condizionato e non deriva dal diritto del danneggiato al risarcimento dei danni, ma trova il suo fondamento nella suddetta azione specifica, prevista dalla legge, che è soggetta all’ordinario termine di prescrizione decennale.

References: Art. 2051
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Art. 2051
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