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Timestamp: 2017-06-28 04:10:52+00:00

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1) Introduzione. Settore Sostenibilità Ambientale e Scienze Naturali - PDF
1) Introduzione. Settore Sostenibilità Ambientale e Scienze Naturali
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1 2 1) Introduzione La presente relazione viene redatta considerando la documentazione agli atti del procedimento di VAS per la seconda variante al P.G.T. del comune di Brescia, nonché i Pareri trasmessi dagli Enti competenti in materia ambientale e gli enti territorialmente interessati e le Osservazioni trasmesse dai portatori di interesse in campo ambientale. Poiché le informazioni e dati da considerare sono molteplici al fine di rendere più organica l attività svolta, il presente documento si articola nei seguenti argomenti principali: - valutazione della sostenibilità ambientale relativa al comune di Brescia nell ambito di iniziative di carattere nazionale; - valutazioni di carattere complessivo relative alla VAS in tema, trasmesse dagli Enti competenti in materia ambientale e gli enti territorialmente interessati; - osservazioni di carattere complessivo relative alla VAS in tema, espresse dai portatori di interesse in campo ambientale; - considerazioni di carattere specifico relative alla sostenibilità delle iniziative urbanistiche proposte, alla luce dei dati forniti dalla VAS e dei pareri degli Enti e dei portatori di interesse. singoli ambiti di trasformazione riportati nel Documento di Piano. Pagina 2 di 2663 2) Brescia negli studi di carattere nazionale Sul tema della sostenibilità ambientale relativa al comune di Brescia, lo studio Ecosistema Urbano XXI di Legambiente, rappresenta un documento di interesse in quanto affronta questi temi a livello nazionale ed è stato effettuato da soggetto autonomo non locale. Occasione interessante per conoscere quindi la situazione del comune di Brescia in un confronto nazionale. Pagina 3 di 2664 Dalla tabella precedente si ricava quanto segue per il comune di Brescia: Valutazione molto positiva Trasporto pubblico: passeggeri Valutazione positiva Valutazione negativa Valutazione molto negativa Capacità di depurazione Ossidi di azoto Ozono Trasporto pubblico: offerta Tasso di motorizzazione auto Tasso di motorizzazione moto Incidentalità stradale Piste ciclabili Consumi elettrici domestici Consumi idrici Dispersione di rete (acquedotto) Produzione annua procapite rifiuti urbani Raccolta differenziata Modal share: spostamenti in auto e moto sul totale Isole pedonali Solare su strutture pubbliche Pm10 La valutazione Molto Negativa riguarda i seguenti temi: Inquinamento atmosferico: Ozono e PM10. Nel documento Quadro conoscitivo allegato 01 al Rapporto Ambientale, il capitolo 5. ARIA affronta questi temi sia in termini di monitoraggio che di meteorologia che di sorgenti emissive. La valutazione Negativa riguarda i seguenti temi: Acque: consumi idrici e dispersioni di rete. Questi aspetti vengono affrontati nel documento Quadro conoscitivo allegato 01 al Rapporto Ambientale, al capitolo 3. ACQUA, sia in termini quantitativi che qualitativi; Inquinamento atmosferico: ossidi di azoto, Nel documento Quadro conoscitivo allegato 01 al Rapporto Ambientale, il capitolo 5. ARIA affronta questo argomento sia in termini di monitoraggio che di sorgenti emissive; Rifiuti: Produzione annua procapite rifiuti urbani, Raccolta differenziata. Questi aspetti vengono affrontati nel documento Quadro conoscitivo allegato 01 al Rapporto Ambientale, al capitolo 8. RIFIUTI sia in termini quantitativi che qualitativi; Mobilità: Modal share: spostamenti in auto e moto sul totale, Isole pedonali. I temi della mobilità sono stati considerati tramite gli indicatori chilometri percorsi in un anno con autoveicoli, livello di servizio mobilità ; Energia: Solare su strutture pubbliche. Questo aspetto viene affrontato nel documento Quadro conoscitivo allegato 01 al Rapporto Ambientale, al capitolo 6. ENERGIA in termini quantitativi. La valutazione Positiva riguarda i seguenti temi: Mobilità: l uso nell ambito della valutazione delle proposte urbanistiche, degli indicatori chilometri percorsi in un anno con autoveicoli, livello di servizio mobilità consente una valutazione diretta e numerica del tema; Pagina 4 di 2665 Consumi elettrici domestici: l uso nell ambito della valutazione delle proposte urbanistiche, degli indicatori: consumi energetici termici, consumi energetici elettrici, tipologia di produzione di energia (da rete elettrica da sorgenti rinnovabili) consente una valutazione diretta e numerica del tema; Acque: Capacità di depurazione: Questi aspetti vengono affrontati nel documento Quadro conoscitivo allegato 01 al Rapporto Ambientale, al capitolo 3. ACQUA, sia in termini quantitativi che qualitativi; La valutazione Molto Positiva riguarda il tema del trasporto pubblico passeggeri che nella presente VAS viene analizzato attraverso l indicatore livello di servizio mobilità. Al proposito si fa presente che la VAS in discussione propone una quantificazione per ogni proposta urbanistica dei seguenti indicatori cui fa riferimento lo Studio Ecosistema Urbano XXI: 1) Risorse energetiche e protezione dell atmosfera (ricadute a scala globale) a) Energia termica: consumi energetici termici b) Energia termica: tipologia di combustibile/i previsto/i per la produzione di energia (allacciamento: rete teleriscaldamento, rete metano) c) Energia elettrica: consumi energetici elettrici d) Energia elettrica: tipologia di produzione di energia (da rete elettrica da sorgenti rinnovabili) e) Protezione dell atmosfera (ricadute a scala globale): indicatore di mobilità-km percorsi anno f) Protezione dell atmosfera (ricadute a scala globale): emissioni in atmosfera di gas climalteranti dovute alla produzione di energia termica g) Protezione dell atmosfera (ricadute a scala globale): emissioni in atmosfera di gas climalteranti dovute alla produzione di energia elettrica h) Protezione dell atmosfera (ricadute a scala globale): emissioni in atmosfera di gas climalteranti generate dal traffico indotto dall intervento 2) Rifiuti a) Produzione di rifiuti urbani (o assimilabili) nelle fasi di vita dell intervento 3) Qualità dell ambiente locale-regionale a) Inquinamento atmosferico: intervento che ricade in Comune classificato in area critica ai sensi della DGR 5290/07 in funzione della qualità dell aria b) Traffico indotto dall intervento: indicatore di mobilità-km percorso anno c) Inquinamento atmosferico (ricadute a scala locale-regionale): emissioni in atmosfera di inquinanti dovute alla produzione di energia termica d) Inquinamento atmosferico (ricadute a scala locale-regionale): emissioni in atmosfera di inquinanti dovute alla produzione di energia elettrica e) Inquinamento atmosferico (ricadute a scala locale-regionale): emissioni in atmosfera di inquinanti generate dal traffico indotto dall intervento L attività analitica svolta nell ambito della VAS consente quindi di valutare nel dettaglio e numericamente, per ogni proposta urbanistica e complessivamente per tutte le proposte, quegli argomenti che a livello nazionale sono stati posti come criticità o positività della città in termini ambientali e di sostenibilità. Questo aspetto potrebbe essere considerato come positivo in sede locale per avviare un confronto con l obiettivo di affrontare, con gli strumenti già a disposizione, i complessi temi prima descritti. Pagina 5 di 2666 3) Valutazioni di carattere complessivo relative alla VAS in tema, trasmesse dagli Enti competenti in materia ambientale e gli enti territorialmente interessati. Il parere trasmesso dagli Enti competenti in materia ambientale e dagli enti territorialmente interessati, si sviluppa generalmente in una parte di carattere complessivo di valutazione della proposta urbanistica e dei suo obiettivi, ed in una parte puntuale che riguarda specifiche iniziative urbanistiche. Al fine di rendere più agevole la lettura dei documenti trasmessi, in questo capitolo si riporta la parte di carattere complessivo, dalla quale sono state tolte le parti che fanno riferimento in modo specifico alle iniziative urbanistiche che verranno inserite nel successivo capitolo 5). Ovviamente si rimanda alla documentazione agli atti per una lettura completa dei pareri. 3.1) Parere ARPA di Brescia del 10 luglio 2015 Contributo al Rapporto Ambientale e al Documento di Piano nel processo di VAS della seconda variante generale al PGT del Comune di Brescia. ( ) Il Comune di Brescia è dotato di PGT approvato con DCC 57/19378 del 19 marzo 2012 e di prima variante. In data 29/01/2014 con D.G.C.n.30/15250 ha dato avvio al procedimento di VAS della seconda variante del PGT indicando gli obiettivi generali della variante (anticipati nel documento strategico DGC 84 del 26/02/2014) e così riassunti: contenere il consumo di suolo e riqualificare i suoli non urbanizzati come beni comuni capaci di dare qualità ecologica e ambientale rinnovare e qualificare il tessuto consolidato recuperare le aree dismesse, quali nuove opportunità di migliorare la qualità della vita urbana e di dare spazio alle ragioni di lavoro perseguire l accessibilità alle risorse urbane come strategia per una città amica: servizi e mobilità. Sono stati conseguentemente individuati obiettivi specifici, declinati per aree tematiche, per i quali sono state declinate azioni puntuali. La proposta di variante generale riassume sinteticamente con alcune tabelle (come sotto riportate) il confronto tra il consumo di suolo del PGT 2012 e la variante attuale. Consumo di suolo: confronto PGT Variante 2015 Documento di piano PGT 2012 Variante 2015 Variazione Variazione% tipologia di consumo Superficie mq Superficie mq Agricolo % Naturale/cava % Totale % Pagina 6 di 2667 Consumo di suolo: confronto PGT Variante 2015 Piano dei servizi e piano delle regole PGT 2012 Variante 2015 Variazione Variazione% tipologia di consumo Superficie mq Superficie mq Agricolo % Naturale/cava Totale % L estensore, nelle sue conclusioni, pone in evidenza come la variante abbia agito in ossequio al principio di prevenzione sia evitando l introduzione di nuove previsioni edificatorie (rispetto al piano approvato nel PGT 2012), sia dimezzando le previsioni del DdP vigente. L estensore richiama altresì il sostanziale rispetto dei disposti della LR 31 ed un bilancio ecologico positivo ri-destinando all uso agricolo circa mq. di suolo attualmente impegnato a fini insediativi. Con la variante viene inoltre integrata la dimensione ecologica attraverso il progetto di Rete Ecologica Comunale (REC), prevista ai sensi della D.g.r. 8/8515 del 26 novembre 2008 e della D.g.r 8/10962 del 30 dicembre 2009, ed introduce un bilancio del valore ecologico delle azioni del PGT, al fine di quantificare la perdita ecologica provocata dalla trasformazione territoriale indotta dal piano urbanistico e del relativo valore ecologico perso. Gli approfondimenti delle singole tematiche ambientali affrontati nella variante, sono stati realizzati considerando il grande patrimonio di dati a disposizione del Comune di Brescia, partendo dalla fase conoscitiva già sviluppata nella VAS del PGT vigente. Pertanto prendendo atto delle matrici sviluppate ed aggiornate si richiamano alcuni aspetti necessari a completare gli elaborati del PGT. AZIENDE RIR In considerazione della presenza di aziende RIR sul territorio della città, il Rapporto Ambientale ha recepito i contenuti della carta ERIR approvata con Delibera 57/19378 del 19/03/2012 nella quale risultano inserite 6 ditte RIR. Il Rapporto Ambientale della variante del PGT elenca 8 ditte che risultano inserite nell elenco degli stabilimenti a Rischio incidente Rilevante D.Lgs. 334/99 e smi, pertanto l elaborato ERIR dovrà essere aggiornato. In tema di aziende RIR la Regione Lombardia ha approvato le Linee guida per la predisposizione e l approvazione dell elaborato tecnico rischio di incidenti rilevanti ERIR- revoca della DGR 7/19794 e dl 10 dicembre La deliberazione regionale definisce, tra l altro, le modalità di approvazione dell ERIR e di suo recepimento all interno del PGT, prevedendo in particolare che nel Documento di Piano siano recepite le aree di rischio territoriale e ambientale [...] tra le aree che limitano gli ambiti di trasformazione del PGT, poiché rappresentano a tutti gli effetti vincoli ambientali sovraordinati, definiti a livello locale, mentre nel Piano delle Regole siano recepite le norme tecniche [...] tra le norme di regolamento dell uso del suolo Pagina 7 di 2668 AREE DISMESSE Si prende atto che ad azione mitigativa è prescritta la verifica preliminare della potenziale contaminazione ante operam della matrice suolo in concomitanza dell area oggetto di intervento al fine di rispondere alle potenziali interferenze sulla qualità dei suoli discendenti dall attività pregressa. Infatti trattandosi di aree precedentemente occupate da attività produttive/agricole/caserme potrebbe sussistere la possibilità che nel suolo, nel sottosuolo o nelle acque sotterranee siano presenti sostanze contaminanti in concentrazioni tali da determinare un pericolo, per la salute pubblica o per l ambiente. Pertanto oltre a richiamare il rispetto del Regolamento Locale di Igiene, in applicazione del principio di precauzione e in caso di pericolo, anche potenziale, per la salute umana e per l ambiente, si evidenzia l opportunità di prevedere una verifica obiettiva che accerti e assicuri un alto livello di protezione, sulle matrici ambientali tese alla verifica del rispetto delle concentrazioni soglia di contaminazione con riferimento alla destinazione prevista. Si raccomanda inoltre la necessità di verificare l eventuale presenza di amianto e di cisterne interne e di prestare molta attenzione allo smaltimento delle stesse. Il richiamato Patto di convivenza siglato tra il comune di Brescia ed alcune importanti aziende del territorio (Palazzoli, Ori martin, Innse, Iveco, Breda, Lonati, Alfa acciai, Eredi Gnutti) e che prevede: I provinciali poli produttivi esistenti e devono essere messi in condizione di continuare ad operare purché siano garantite le condizioni di compatibilità con la residenza e con l ambiente. In tale ottica le strutture esistenti devono considerare di avere raggiunto il livello massimo di occupazione di suolo. Allo stesso modo il piano non deve prevedere nuove opportunità residenziali all intorno di tali complessi che inevitabilmente produrrebbero motivi di contrasto e di conflitto, costituisce un importante punto di partenza per una pianificazione tesa ad escludere l inframmistione tra diverse destinazioni incompatibili tra di loro. VIABILITA' Il sistema della viabilità e del traffico presumibilmente determinato dal cambio di destinazione d uso di molti fabbricati dismessi, in particolare le caserme, dovrà essere sottoposto in fase attuativa ai dovuti approfondimenti. Dovranno inoltre essere individuate mitigazioni concrete già in sede progettuale, A contenimento delle emissioni nell atmosfera e a tutela della qualità dell aria, nei casi in cui l iniziativa urbanistica rientri nelle fasce di rispetto di autostrade, tangenziali e altra viabilità, sono state previste fasce di rispetto maggiormente restrittive, l applicazione di questa importante mitigazione dovrà trovare puntuale applicazione in tutti gli ambiti previsti dal nuovo PGT e determinare elemento di insostenibilità ambientale nei casi in cui non è applicabile per vincoli di tipo fisico e spaziale. PIANO DI ZONIZZAZIONE ACUSTICA Alla luce della variante generale è fondamentale l aggiornamento del Piano di Zonizzazione Acustica (PZA) del territorio comunale. In tale frangente l aspetto mitigativo previsto, rispetto alle distanze dalle strade autostrade e tangenziali dovrà costituire prescrizione obbligatoria. ATTIVITA' AGRICOLE Il comparto agricolo dovrebbe svilupparsi con criteri sostenibili, in armonia con la tutela del paesaggio e la valorizzazione della biodiversità, attraverso la promozione di pratiche agricole a basso impatto, l utilizzo razionale delle risorse idriche ai fini irrigui, la tutela delle acque da inquinanti, l adozione delle disposizioni per la riduzione delle emissioni in atmosfera. IMPATTO ODORIGENO In considerazione della presenza sul territorio comunale di diverse attività, impianti per lo smaltimento dei rifiuti e di numerosi allevamenti zootecnici, potenzialmente impattanti sotto questo profilo si richiama la D.g.r. 15 febbraio n IX/3018 pubblicata il 20 febbraio 2012 Determinazioni generali in merito alla caratterizzazione delle emissioni gassose in atmosfera derivanti da attività a forte impatto odorigeno. L allegato A - linee guida per la caratterizzazione e Pagina 8 di 2669 l autorizzazione delle emissioni gassose in atmosfera delle attività ad impatto odorigeno, nello specifico l articolo 8 Modifiche dei Piani di Governo del Territorio, riporta: nel caso in cui nel raggio di 500 m da un insediamento produttivo con emissioni odorigene sia prevista, o sia stata prevista, la valutazione dello strumento di governo del territorio o dello stato di fatto introducendo nuovi ricettori, il proponente della variazione, in sede di valutazione del piano urbanistico, dovrà considerare anche l interazione con l attività esistente e valutare l impatto odorigeno a carico dei nuovi ricettori prevedendo, sempre a cura del proponente della variazione, delle mitigazioni se i nuovi ricettori risulteranno interessati dalle emissioni olfattive. ( ) 3.2) Parere della Provincia di Brescia del Procedimento di valutazione ambientale strategica della variante 2 al PGT ( ) VALUTAZIONI ISTRUTTORIE Si premette che le valutazioni sono espresse in merito al Rapporto Ambientale pubblicato sul sito SIVAS, tenuto conto del PTCP vigente. Il Comune di Brescia è dotato di PGT approvato con DCC n. 57 del , per il quale è stato espresso parere nell ambito della relativa procedura di VAS. La proposta di variante modifica significativamente le previsioni del PGT vigente, mediante l eliminazione di ambiti di trasformazione, la riduzione del peso insediativo di altri, la rigenerazione del tessuto urbano compromesso, la creazione di una rete ecologica ben strutturata e particolarmente permeante il contesto urbano. Preso atto che complessivamente si vogliono raggiungere risultati positivi nel campo della riduzione del consumo di suolo, nella rifunzionalizzazione di ambiti urbani compromessi e nella ricerca di uno sviluppo produttivo qualitativamente più adeguato ad una città come Brescia e considerato quanto espresso in sede di seconda conferenza VAS, ovvero che l impostazione della revisione fa sì che la proposta possa essere considerata un nuovo PGT, è sicuramente da considerarsi positiva la coerenza degli obiettivi generali che la PA persegue con la filosofia promossa dalla Regione Lombardia col proprio PTR. Nessun rilievo sulla metodologia seguita; vista la decisione di orientare la VAS alla sostenibilità ambientale propriamente detta e quindi di limitare le valutazioni agli aspetti strettamente ambientali, l analisi è stata puntualmente svolta per ciascuna delle trasformazioni, anche se il passaggio fra l integrazione dei criteri di sostenibilità dell UE ed ENPLAN - agli obiettivi specifici agli indicatori di valutazione delle trasformazioni sembra sbilanciato a favore degli elementi fisici rispetto a quelli naturalistici, paesaggistici e culturali. Per quanto riguarda le mitigazioni in alcuni casi risultano generiche e tendenti a rinviare a momenti successivi la definizione delle modalità. L aggiornamento dei dati è certamente adeguato rifacendosi al Rapporto sullo Stato dell Ambiente dell ultimo anno e ai documenti più recenti a disposizione. Se un rilievo si vuole fare sulla scelta metodologica, questo potrebbe essere che la scientificità del metodo lo rende poco comunicativo. Dato atto della complessiva positività della proposta, a titolo di contributo per la discussione e la condivisione delle scelte, si ritiene possa essere utile suggerire un altro punto di vista ed esprimere alcune considerazioni generali. Visti i concetti di ampio respiro cui si vuole dare forma, più legati alla tematica della qualità della vita e del tessuto urbano, sarebbe stato forse opportuno non limitare le valutazioni alla semplice verifica della sostenibilità delle scelte rispetto agli aspetti strettamente ambientali, ma allargare la visione ad una VAS come processo che può aiutare nell individuazione delle modalità ottimali per il raggiungimento e la realizzazione degli obiettivi che l AC si è posta. Si può considerare scontato che per alcuni elementi fisici si debba raggiungere un livello di sostenibilità (aria-acquarumore-suolo hanno livelli di qualità ormai conosciuti da raggiungere e gli strumenti per raggiungerli), altri (naturalità- Pagina 9 di 26610 qualità del paesaggio-qualità urbana, intesa anche come bellezza della città) non sono così scontati e definibili, ma sono anche quelli generalmente più presenti nella attuale discussione per la revisione del PTR. Il processo per il miglioramento della qualità della vita non pare poter prescindere dalla definizione e dalla valutazione di questi aspetti, e dovrebbe forse spingersi fino a rendere evidenti le relazioni formali col contesto e la coerenza complessiva delle trasformazioni (valutarne gli impatti visivi, le relazioni pieni-vuoti) in modo da rendere visibile il disegno unitario della struttura urbana che si vuole costruire e orientare, già da ora, le successive fasi attuative. Nella sua scientificità il processo di VAS è formalmente ineccepibile, ma difficilmente consente al comune cittadino di percepire che tipo di città abiterà; non lo consente neppure il Documento di Piano in quanto, a fronte dei concetti espressi negli obiettivi generali delle trasformazioni, rimane difficile prefigurare la morfologia e la qualità del contesto cui si aspira partendo dalle semplici informazioni quantitative. Visto che il processo di VAS accompagna il PGT e che il momento partecipativo è un elemento sostanziale del processo, potrebbe essere utile, anche per la condivisione degli obiettivi, nel percorso trovare delle forme di comunicazione più immediate che permettano al cittadino di percepire e prefigurare le proposte e di svolgere un ruolo costruttivo nella condivisione e nella verifica degli effetti prodotti dalle scelte. Si fa presente infine che in attuazione della Direttiva comunitaria 2007/60/CE, cosiddetta Direttiva Alluvioni e nelle more del completamento della procedura di pianificazione della gestione dei rischi di alluvione per il Distretto Idrografico Padano, l Autorità di Bacino del Fiume Po ha pubblicato (essenzialmente con finalità di carattere conoscitivo, informativo e ricognitivo circa l estensione delle aree potenzialmente allagabili) le mappe di pericolosità, del rischio di alluvioni e lo schema di Progetto di Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA). Per quanto riguarda la Rete Ecologica, si riportano le indicazioni del competente Ufficio provinciale: Vista la cartografia che rappresenta il progetto di REC per il territorio del Comune di Brescia e preso atto dei contenuti ad oggi espressi nella Relazione che illustra: - gli Obiettivi di pianificazione della Rete Ecologica sul territorio del Comune; - come si intende attuare tali obiettivi e con quali strumenti; - come i medesimi si intrecciano con altri strumenti di tutela e gestione del territorio. Dato atto che il progetto di Rete Ecologica in esame, integra piuttosto organicamente la pianificazione urbanistica con la necessaria presenza del verde nel territorio urbanizzato e non urbanizzato - presenza che deve essere considerata quale valore aggiunto proprio della gestione ecosistemica delle aree verdi sia urbane che peri urbane. Visto che l ambito urbanizzato e la sua intrinseca qualità di vita - intesi nella loro accezione più ampia - non possono prescindere dalla concreta realizzazione di quanto in previsione, in considerazione della urgente necessità di affrontare già in fase pianificatoria le mitigazioni ai problemi più evidenti di inquinamento atmosferico, cambiamento climatico (eventi estremi,bolle di calore etc). Tutto ciò premesso, si forniscono le seguenti indicazioni allo scopo di affinare ed integrare o prestare attenzione ad alcuni Elementi del Progetto di REC in argomento, per giungere all inserimento degli indirizzi per l attuazione della REC anche nella normativa di Piano. Per quanto attiene la pianificazione sovraordinata, ed in particolare la RER: Prevedere una tavola nella quale si inseriscano le trasformazioni previste (sia dal DdP che da PdR e PdS e la viabilità) in sovrapposizione agli Elementi della RER (Primo e Secondo Livello e Corridoio Regionale Primario) in quanto consente di evidenziare le eventuali criticità e le conseguenti mitigazioni/compensazioni o deframmentazione da adottare e da inserire nella Normativa di Piano. Si pone all attenzione il fatto che alcune porzioni di territorio sono interessate da Elementi di Primo Livello, per i quali la DGR 10962/09 (rif. Cap.2.2 Condizionamenti ed opportunità nella RER Primaria ) prevede di Pagina 10 di 26611 evitare, come criterio ordinario, nuove trasformazioni (nel caso in esame si cita ad es. la trasformazione identificata con la sigla PS O2). Si faccia sintesi delle indicazioni afferenti le trasformazioni relative ad interventi entro il Corridoio Regionale Primario (RER) ed i Corridoi Ecologici Primari altamente antropizzati in ambito montano (REP rif. art. 47 Normativa PTCP). Per quanto attiene: le trasformazioni descritte quali Progetti Speciali sia nel Piano delle Regole che nel Piano dei Servizi, ogni qualvolta la superficie del lotto lo consenta, prevedere inserimento di specie arboree e/o arbustive. La realizzazione di parcheggi, se il sottosuolo non viene utilizzato, avvenga con accorgimenti che non impermeabilizzino ulteriormente le superfici (con inserimento di erba - block etc); l inserimento delle indicazioni del Progetto di REC nella Normativa di Piano, si introduca quanto previsto a livello di mitigazione e/o compensazione nelle prescrizioni delle schede degli AdT del DdP, e nelle NTA del PdR e PdS anche in relazione ai progetti speciali, in modo che gli obiettivi della REC trovino immediatezza di orientamento nelle singole attuazioni. I progetti di mitigazione/compensazione vengano redatti da professionisti competenti in materia e si specifichi che le specie utilizzate dovranno essere esclusivamente autoctone. Tra gli strumenti per la mitigazione, si suggerisce di introdurre anche la possibilità di realizzare verde Pensile (vedi anche Manuali e Linee Guida dell ISPRA Prestazioni di sistema e valore ecologico); la previsione del PLIS delle Cave, come anticipato in sede di conferenza, si verifichino, ai sensi della DGR 6148/07 le condizioni di ammissibilità di talune funzioni previste, in quanto non possono essere riconosciuti PLIS in aree a valenza esclusivamente comunale come i parchi cittadini, o aree che abbiano destinazione diversa da quella agricola, di tutela ambientale o di servizi per il verde pubblico di livello sovralocale. (...). (Riferimento cap. 8 Modalità di pianificazione, al quale si rimanda). Le attività che possono essere ritenute compatibili con un PLIS in quanto non rumorose, ad es. pesca sportiva o utilizzi di canoe sul lago, non devono in ogni caso prevedere strutture tipo centro pesca o centro canottaggio o centri sportivi in senso lato; l ampliamento del PLIS denominato Parco delle Colline di Brescia, si attivino le procedure previste dalla DGR di riferimento su citata, previa verifica delle attività compatibili col PLIS, come sopra citato. (Ad es. la porzione di PLIS che sarà annessa dal Comune di Collebeato non potrà prevedere il centro sportivo a nord ovest del paese, con campi da calcio etc.). Le indicazioni fornite, potranno essere integrate anche con espliciti riferimenti al PTCP, ove ritenuto opportuno o necessario, ed all Allegato V alla Normativa, quando sia utile dare esempi di mitigazione/deframmentazione. Quanto sopra sarà oggetto di verifica della documentazione che sarà inoltrata per la Compatibilità con il PTCP. VALUTAZIONI CONCLUSIVE Viste le risultanze istruttorie si ritiene che, ai fini del parere motivato della valutazione ambientale in oggetto, debbano essere adeguatamente considerate le indicazioni sopra formulate. 3.3) Parere di Asl di Brescia del Valutazione Ambientale Strategica (VAS) relativa alla seconda variante al PGT. Facendo seguito a richiesta dell'autorità Competente per la VAS di codesto Comune con nota prot. ASLBS 73149/15 del 04/06/2015 si richiama il contributo di ASL, inviato con nota prot /15 del 18/06/2015, che pure si allega alla presente comunicazione. (ndr si riporta in allegato 1 al presente parere motivato). Pagina 11 di 26612 Peraltro, il contributo di ASL sulla VAS non si limita a fornire dati numerici sul quadro epidemiologico, ma ha l'obiettivo di fornire ai pianificatori strumenti di lettura del territorio basati sulle criticità ambientali che impattano sulla salute della popolazione. Si ritiene di particolare importanza lo sforzo di collocare secondo una logica di tutela le aree destinate alla residenza dei cittadini, inclusi i soggetti più sensibili, all'interno del contesto urbanizzato; in particolare, la scelta di distribuzione degli edifici in ambiti residenziali di trasformazione non può prescindere dalla visione complessiva del contesto e dalla possibilità di mitigazioni permanenti che migliorino la qualità ambientale. In conclusione, si condividono l'impianto metodologico e le analisi realizzate nell'ambito della VAS. Invece, per quanto riguarda il Documento di Piano, alcuni degli ambiti di trasformazione previsti dalla seconda variante del PGT presentano degli aspetti critici sui quali si forniranno maggiori dettagli in sede di parere al PGT, poiché in contrasto con il principio di tutela dei soggetti vulnerabili che è uno dei criteri deve ispirare lo strumento urbanistico di pianificazione. 3.4) Parere Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le Province di Brescia Cremona Mantova. ( ) In riferimento all'avvio della procedura in oggetto, visti gli elaborati tecnici e facendo seguito alla partecipazione alla seconda conferenza di valutazione che si è tenuta il e all'incontro svoltosi il 8/7/2015 presso la vs. sede, questa Soprintendenza alle Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Brescia - Cremona - Mantova, formula le seguenti osservazioni ed indicazioni collaborative. Osservazioni inerenti i disposti del d.to L.vo 42/04 s.m.i. PARTE SECONDA che rimandano a competenze dirette di questa Soprintendenza/Ministero dei Beni Culturali e del Turismo. Si ritiene necessario che gli elaborati grafici descrittivi delle valenze architettonico - urbanistiche di carattere "monumentale" siano dotati di un elaborato specifico che illustri gli ambiti tutelati ai sensi dell'art. 10 comma 4 lettera g) [ le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico], afferenti sia al cosiddetto Centro Storico (perimetro delle mura venete), sia quelle afferenti ai nuclei antichi delle frazioni, ad esempio: Caionvico; S. Eufemia; Mompiano; Urago Mella; Fornaci; S. Polo; Buffalora. Oltre alla via Milano e q.re Fiumicello. Via Milano per l'importanza storica degli insediamenti proto industriali ed industriali del XX secolo, la presenza del cimitero monumentale Vantiniano, edifici afferenti ai secoli XVII/XVIII ed ad alcuni con facciate in stile Liberty. Si ritiene utile che si evidenzi nelle tavole descrittive lo stato "vincolistico" (art. 13 e 45 del cit. dec.) che quanto riportato, seppur frutto di un accurato lavoro di ricognizione da voi fatto, non può essere considerato esaustivo in quanto l'azione di tutela da noi svolta continua nel tempo. Si ritiene necessario che, sia nelle tavole descrittive, di cui al precedente paragrafo, sia nelle NTA sia evidenziato quanto previsto dall'art. 50 comma 1 e 2 (cit. dec.) [ E' vietato, senza l'autorizzazione del soprintendente, disporre ed eseguire il distacco di affreschi, stemmi, graffiti, lapidi, iscrizioni, tabernacoli ed altri elementi decorativi di edifici, esposti o non alla pubblica vista]. A questo proposito specifichiamo che vengono ritenuti elementi decorativi di edifici. i portali marmorei; i balconi; le cornici e i davanzali sagomati, in pietra o in intonaco; i cornicioni di gronda modanati; le colonne/pilastri e le volte di porticati; gli elementi decorati (pietra o altro) costituenti scale o scaloni comprensivi di ringhiere o balaustre; le ringhiere metalliche lavorate, quali ornamenti di balconi e portefinestre; le cornici sagomate di porte interne; le mostre sagomate dei camini. In reazione ai nuclei antichi e agli edifici tutelati sia ai sensi dell'art. 10 comma 1 che dell'art. 13 siano previste norme (preferibilmente condivise con noi) che limitino la realizzazione della cartellonistica pubblicitaria. In merito agli edifici tutelati si ritiene che il disposto dell'art. 49 (cit. dec.) sia riportato nelle NTA. Si riporta, di seguito, il testo integrale dell'articolo: Art. 49. Manifesti e cartelli pubblicitari Pagina 12 di 26613 1. E' vietato collocare o affiggere cartelli o altri mezzi di pubblicità sugli edifici e nelle aree tutelati come beni culturali. II collocamento o l'affissione possono essere autorizzati dal soprintendente qualora non danneggino l'aspetto, il decoro o la pubblica fruizione di detti immobili. L'autorizzazione è trasmessa, a cura degli interessati, agli altri enti competenti all'eventuale emanazione degli ulteriori atti abilitativi. 2. Lungo le strade site nell'ambito o in prossimità dei beni indicati al comma 1, è vietato collocare cartelli o altri mezzi di pubblicità, salvo autorizzazione rilasciata ai sensi della normativa in materia di circolazione stradale e di pubblicità sulle strade e sui veicoli, previo parere favorevole della soprintendenza sulla compatibilità della collocazione o della tipologia del mezzo di pubblicità con l'aspetto, il decoro e la pubblica fruizione dei beni tutelati. 3. In relazione ai beni indicati al comma 1 il soprintendente, valutatane la compatibilità con il loro carattere artistico o storico, rilascia o nega il nulla osta o l'assenso per l'utilizzo a fini pubblicitari delle coperture dei ponteggi predisposti per l'esecuzione degli interventi di conservazione, per un periodo non superiore alla durata dei lavori. A tal fine alla richiesta di nulla osta o di assenso deve essere allegato il contratto di appalto dei lavori medesimi. ( ) Si ribadisce la necessità che nelle NTA si disponga che non sono da prevedersi aperture in falda di tetto (velux) sugli edifici tutelati art. 10 comma 1 e art. 13. E' auspicabile che tale restrizione sia estesa anche alle restanti coperture, onde preservare il valore paesaggistico delle coperture della città storica, peraltro ben visibili dal colle Cidneo e dalle alture collinari dei Ronchi e della Maddalena. Analoga prescrizione vale per gli impianti fotovoltaici e solari che producono un'alterazione ben maggiore dei "velux". Possono essere, in alternativa ai "velux", essere più sostenibili "lucernari" di proporzionata dimensione che si collochino a cavallo della struttura di colmo della copertura. Si chiede che le NTA esplicitamente chiariscano che l'istallazione, su edifici tutelati ai sensi art.10 comma 1 e art. 13, di antenne/ripetitori per comunicazioni (telefonia o altro) non possono essere realizzati senza la preventiva autorizzazione ai sensi dell'art. 21 (cit. dec.), rilasciata dalla Soprintendenza alle Belle Arti e Paesaggio di BS-CR-MN. Considerato che molte delle esistenti ne sono prive, come quelle istallate sulla torre Mirabella del Castello di Brescia. Osservazioni inerenti i disposti del d.to L.vo 42/04 s.m.i. PARTE TERZA (Beni Paesaggistici) In considerazione del fatto che l'intera collina della Maddalena è soggetta a tutela paesaggistica ai sensi dell'art. 136 e 142 lettera g). In considerazione dell'altissima sensibilità paesaggistica del luogo, visibile anche a grandi distanza e da tutta la città. In considerazione del fatto che tutte le istallazioni per telecomunicazioni (tralicci e antenne) sono opere realizzate in assenza di autorizzazione paesaggistica. In considerazione dell'impatto negativo che producono sul paesaggio. In considerazione del fatto che in diverse conferenze servizi svoltesi per richieste di realizzazioni di nuovi e invasivi tralicci per alloggiamento antenne, questo ufficio ha espressamente chiesto alla Amministrazione Comunale di Brescia d'istituire un tavolo di lavoro comune per studiare e tracciare un percorso che permetta di risolvere il problema. Si ritiene particolarmente grave che la variante in essere al PGT non contempli la previsione di uno specifico strumento di tipo urbanistico in relazione alla questione dei siti di trasmissione di telecomunicazioni attualmente esistenti sulla collina della Maddalena (loc. Vedetta; Monte Maddalena e in vetta). Non si ritiene sufficiente che la variante in essere affronti il problema solo attraverso l'individuazione delle aree soggette a riordino del sistema di telecomunicazione. ( ). 3.5) Parere Regione Lombardia coordinamento Sireg e Ster sede territoriale di Brescia. La sede territoriale di Brescia esprime, per quanto di competenza, parere favorevole alla seconda variante del PGT, ricordando che eventuali interventi nonché modifiche alle fasce di rispetto dai corsi d acqua del Reticolo Idrico Superficiale dovranno essere autorizzati, con idonea istruttoria, come prescritto dalla DGR n del Pagina 13 di 26614 3.6) Parere Agenzia Interregionale per il Fiume Po. Considerato che ai sensi del art. 30 DLgs 152/2006 l'autorità procedente provvede a dar loro informazione, trasmettendo copia di tutta la documentazione sopra citata per il deposito presso i loro uffici, e acquisisce i pareri delle autorità competenti di tali regioni, degli enti locali territoriali interessati dagli impatti, quest'ufficio evidenzia che per la stesura del documento definitivo si dovranno rispettare le seguenti indicazioni: Individuazione del Reticolo Idraulico principale e minore e Delimitazione del reticolo dei canali privati di bonifica gestiti dai Consorzi o da enti privati; Rispettare il T.U. n. 523 del 25/7/1904 sulle opere idrauliche e la polizia fluviale al fine di garantire la Pubblica Incolumità e la manutenzione delle Opere di Difesa Idraulica; Rispettare il Piano di Assetto Idrogeologico (P.A.I.) redatto ai sensi della L. 18 maggio 1989, n.183 ed approvato con D.P.C.M. del 205/2,001; al fine di garantire un livello di sicurezza adeguato rispetto ai fenomeni di dissesto idraulico e idrogeologico, attraverso il ripristino degli equilibri idrogeologici e ambientali, il recupero degli ambiti fluviali e del sistema delle acque, la programmazione degli usi del suolo ai fini della difesa, della stabilizzazione e del Documento firmato digitalmente ai sensi dell'art. 21 del D.Lgs. n. 82/2005 e s.m.i. consolidamento dei terreni, il recupero delle aree fluviali, con particolare attenzione a quelle degradate, anche attraverso usi ricreativi; 3.7) Parere Agenzia del Demanio Direzione Regionale Lombardia. ( ) Premesso che: Il demanio dello Stato è proprietario di un compendio immobiliare denominato "Ex Caserma Achille Papa", sito nel Comune di Brescia, in via Oberdan, identificato ai mappati nn. da 19 a 24 e da 28 a 45 del foglio 64 del Nuovo Catasto Terreni di Brescia, allibrato alla scheda patrimoniale n. BSB0004 e attualmente inutilizzato; un compendio immobiliare denominato "Ex Caserma Randaccio", sito nel Comune di Brescia, in via Lupi di Toscana, identificato ai mappali nn. 3, 4, 5, 12, 13, 14, 15, 57, 225 del foglio 115 del Nuovo Catasto Terreni dí Brescia, allibrato alla scheda patrimoniale n. BSB0004 e attualmente inutilizzato; un compendio immobiliare denominato "Caserma Goito", sito nel Comune di Brescia, in via Spalto S. Marco, identificato ai mappali nn. 330, 401, 415, 416, 417, 328, 329, 327, 137, 138, 306, 248 del foglio 138 del Nuovo Catasto Terreni di Brescia, allibrato alla scheda patrimoniale n. BSB0020 ed in parte ancora in uso al Ministero della Difesa; Il Comune di Brescia ha da tempo avviato un tavolo volto a definire, di concerto con l'agenzia del Demanio, un percorso urbanistico condiviso, finalizzato a perseguire lo scenario di valorizzazione dei summenzionati beni considerato più sostenibile e più rispondente alle linee di sviluppo della città e della porzione di territorio comunale di riferimento, anche in termini di valori sociali e ambientali. Preso atto che, in esito a tale concertazione, è stata pubblicata la proposta di modifica al vigente PGT, da cui emerge la regolamentazione: del compendio denominato "Ex Caserma Achille Papa", all'interno degli Ambiti di Rigenerazione Urbana (Scheda AT-C.1.2) dei Progetti di Trasformazione del Documento di Piano (All. B Vas); dei compendi denominati "Ex Caserma Randaccio" e "Caserma Goito", all'interno dei Progetti Speciali del Piano dei Servizi (All. D), rispettivamente alle Schede PSc2 e PSc3. Pagina 14 di 26615 In particolare, si rappresenta che nella Scheda relativa al compendio denominato "Ex Caserma Achille Papa" i dati contenuti nella sezione Parametri Urbanistici non corrispondono a quelli in possesso dell'agenzia: la St indicata risulta infatti di mq invece che mq (da superficie catastale) così come la Slp riportata è pari a mq invece che mq. Quanto agli altri due compendi, nell'evidenziare come, in entrambi i casi, non sia corretto definirli "Servizi Militari dismessi, in quanto la "Caserma Goito" è ancora parzialmente in uso al Ministero della Difesa, mentre l'"ex Caserma Randaccio" era già stata convertita a Servizi Universitari nel luglio 2011, in attuazione del Protocollo stipulato tra Ministero dell'interno, Comune di Brescia e Agenzia del Demanio nell'aprile del medesimo anno, si rappresenta che entrambe le Caserme, congiuntamente ad altri beni pubblici, sono oggetto di attenzione da parte dell'amministrazione comunale nell'ambito di trattative volte ad avviare un Programma Unitario di Valorizzazione del Territorio. Per quanto sopra esposto, in considerazione dello spirito collaborativo tra Pubbliche amministrazioni, il sottoscritto, ut supra, formula le seguenti OSSERVAZIONI: Pur condividendo di massima gli obiettivi generali, i criteri insediativi e le destinazioni funzionali attribuite ai tre compendi statali, per completezza e chiarezza nella descrizione della proposta di modifica, nell'illustrazione degli obiettivi che si intende perseguire e delle modalità previste per il loro raggiungimento, si chiede di verificare le consistenze di tutti e tre i compendi ed, in particolare, i dati relativi a St e Slp della "Ex Caserma Achille Papa". Per quest'ultima, inoltre, si chiede di chiarire in che termini il progetto architettonico dovrà "esser sviluppato in sinergia e coerenza con la trasformazione del sito MAF Logistic", posto che non è certa né probabile la contestualità ed unitarietà di sviluppo dei due ambiti, pur finitimi, dal momento che gli stessi risultano già reciprocamente coerenti in funzione della relativa disciplina urbanistica assegnata dallo strumento qui osservato. Si chiede, inoltre, di verificare che l'indicazione dello strumento attuativo "P.I.I. in variante al PGT" previsto nella sezione Parametri Urbanistici della scheda relativa alla "Ex Caserma Randaccio" e di quella relativa alla "Caserma Goito" non risulti in contrasto con quanto verrà approntato nell'ambito della concertazione urbanistica in corso al fine di avviare il citato Programma Unitario di Valorizzazione del Territorio. E si chiede, altresì, di modificare la definizione di "Servizi Militari dismessi per entrambi i compendi da ultimo citati. Infine, si chiede di essere informati, ai sensi della L. n. 241/1990, delle decisioni assunte in merito alle presenti osservazioni. Pagina 15 di 26616 3.8) Considerazioni riassuntive dell autorità competente Dall esame della documentazione riportata nel presente capitolo 3) e trasmessa dagli Enti competenti in materia ambientale e dagli enti territorialmente interessati, si ricava in sintesi: ARPA: Con la variante viene inoltre integrata la dimensione ecologica attraverso il progetto di Rete Ecologica Comunale (REC), prevista ai sensi della D.g.r. 8/8515 del 26 novembre 2008 e della D.g.r 8/10962 del 30 dicembre 2009, ed introduce un bilancio del valore ecologico delle azioni del PGT, al fine di quantificare la perdita ecologica provocata dalla trasformazione territoriale indotta dal piano urbanistico e del relativo valore ecologico perso. Gli approfondimenti delle singole tematiche ambientali affrontati nella variante, sono stati realizzati considerando il grande patrimonio di dati a disposizione del Comune di Brescia, partendo dalla fase conoscitiva già sviluppata nella VAS del PGT vigente. Pertanto prendendo atto delle matrici sviluppate ed aggiornate si richiamano alcuni aspetti necessari a completare gli elaborati del PGT: AZIENDE RIR, AREE DISMESSE, VIABILITA' PIANO DI ZONIZZAZIONE ACUSTICA ATTIVITA' AGRICOLE IMPATTO ODORIGENO. Provincia di Brescia La proposta di variante modifica significativamente le previsioni del PGT vigente, mediante l eliminazione di ambiti di trasformazione, la riduzione del peso insediativo di altri, la rigenerazione del tessuto urbano compromesso, la creazione di una rete ecologica ben strutturata e particolarmente permeante il contesto urbano. Nessun rilievo sulla metodologia seguita; vista la decisione di orientare la VAS alla sostenibilità ambientale propriamente detta e quindi di limitare le valutazioni agli aspetti strettamente ambientali, l analisi è stata puntualmente svolta per ciascuna delle trasformazioni, anche se il passaggio fra l integrazione dei criteri di sostenibilità dell UE ed ENPLAN - agli obiettivi specifici agli indicatori di valutazione delle trasformazioni sembra sbilanciato a favore degli elementi fisici rispetto a quelli naturalistici, paesaggistici e culturali. L aggiornamento dei dati è certamente adeguato rifacendosi al Rapporto sullo Stato dell Ambiente dell ultimo anno e ai documenti più recenti a disposizione. Se un rilievo si vuole fare sulla scelta metodologica, questo potrebbe essere che la scientificità del metodo lo rende poco comunicativo. Nella sua scientificità il processo di VAS è formalmente ineccepibile, ma difficilmente consente al comune cittadino di percepire che tipo di città abiterà; non lo consente neppure il Documento di Piano in quanto, a fronte dei concetti espressi negli obiettivi generali delle trasformazioni, rimane difficile prefigurare la morfologia e la qualità del contesto cui si aspira partendo dalle semplici informazioni quantitative. Dato atto che il progetto di Rete Ecologica in esame, integra piuttosto organicamente la pianificazione urbanistica con la necessaria presenza del verde nel territorio urbanizzato e non urbanizzato - presenza che deve essere considerata quale valore aggiunto proprio della gestione ecosistemica delle aree verdi sia urbane che peri urbane. VALUTAZIONI CONCLUSIVE: Viste le risultanze istruttorie si ritiene che, ai fini del parere motivato della valutazione ambientale in oggetto, debbano essere adeguatamente considerate le indicazioni sopra formulate. Pagina 16 di 26617 Asl di Brescia il documento Contributo di Asl di Brescia per il procedimento della valutazione Ambientale Strategica (VAS) della Seconda variante del Piano di Governo del Territorio (PGT) del Comune di Brescia, contiene il monitoraggio e lo studio dello stato di salute della popolazione del comune di Brescia in relazione a possibili esposizioni ad inquinamento ambientale ed è affrontato da ASL di Brescia in 2 diversi contesti: Nell'ambito del monitoraggio generale dello stato di salute dell'asl. In tale contesto in maniera routinaria vengono effettuate analisi territoriali su base distrettuale (il comune di Brescia praticamente coincide con il distretto 1) e/o comunale (capitoli 1-6). Nell'ambito degli studi inerenti la contaminazione nel Sito di Interesse Nazionale (SIN) per le bonifiche SIN Brescia-Caffo (vicenda PCB PoliCloroBifenili) che ha visto la realizzazione di numerose indagini mirate. Il documento fornisce inoltre una breve sintesi riguardante gli esiti di salute più importanti e quelli per i quali esistono solide evidenze di un impatto determinato dall'inquinamento ambientale. Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le Province di Brescia Cremona Mantova. In riferimento all'avvio della procedura in oggetto, visti gli elaborati tecnici e facendo seguito alla partecipazione alla seconda conferenza di valutazione che si è tenuta il e all'incontro svoltosi il 8/7/2015 presso la vs. sede, questa Soprintendenza alle Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Brescia - Cremona - Mantova, formula le seguenti osservazioni ed indicazioni collaborative. Osservazioni inerenti i disposti del d.to L.vo 42/04 s.m.i. che rimandano a competenze dirette di questa Soprintendenza/Ministero dei Beni Culturali e del Turismo. Conclusioni Dalla lettura dei pareri non si evincono elementi di criticità tali da mettere in discussione le modalità con le quali si è predisposto il Rapporto Ambientale ed i documenti collegati nonché i risultati riportati. Vengono posti all attenzione elementi di criticità per quanto concerne il linguaggio adottato che risulta poco comunicativo a favore di una forma più scientifica aspetto questo che difficilmente consente al comune cittadino di percepire che tipo di città abiterà. Questi aspetti andranno certamente migliorati per favorire il confronto con i soggetti a diverso titolo coinvolti nel procedimento ed in particolare i portatori di interesse. Per quanto concerne i dati messi a disposizione nell analisi dei temi ambientali e di sostenibilità non si sono avute valutazioni negative ma al contrario dai pareri si ricava: L aggiornamento dei dati è certamente adeguato rifacendosi al Rapporto sullo Stato dell Ambiente dell ultimo anno e ai documenti più recenti a disposizione. Gli approfondimenti delle singole tematiche ambientali affrontati nella variante, sono stati realizzati considerando il grande patrimonio di dati a disposizione del Comune di Brescia, partendo dalla fase conoscitiva già sviluppata nella VAS del PGT vigente. Alcuni pareri contengono elementi di chiarimento in merito alle modalità operative che dovranno essere poste in atto nelle fasi successive del procedimento di adozione ed approvazione: a questi aspetti dovrà dare riscontro l Autorità Procedente. Pagina 17 di 26618 4) Osservazioni di carattere complessivo relative alla VAS in tema, trasmesse dai portatori di interesse in campo ambientale Le Osservazioni trasmesse dai portatori di interesse in campo ambientale, si sviluppano normalmente in una parte di carattere complessivo di analisi del Documento di Piano, del Piano delle Regole e del Piano dei Servizi ed in una parte puntuale che riguarda specifiche iniziative urbanistiche. Al fine di rendere più agevole la lettura dei documenti trasmessi, in questo capitolo si riporta la parte di carattere complessivo, dalla quale sono state tolte le parti che fanno riferimento specifico alle iniziative urbanistiche che verranno inserite nel successivo capitolo 5). Ovviamente si rimanda alla documentazione agli atti per una lettura completa dei pareri. Alle Osservazioni inviate nell ambito della VAS, ma chiaramente di contenuto principalmente urbanistico verrà data risposta o riscontro dall Autorità Procedente nelle fasi successive del procedimento. 4.1) Osservazioni Avv. Laura Gamba capogruppo MoVimento 5 stelle Brescia ( ) In primo luogo si sottolinea come all interno del Rapporto Ambientale la mancanza di molti dati, o la difficile reperibilità di alcuni di essi, rendano impossibile valutare correttamente lo stato attuale della situazione bresciana e quindi valutare come le modifiche proposte dall amministrazione possano impattare sulla città. 1. Se consideriamo per esempio la sezione dedicata alle acque vengono citati 9 studi effettuati dalle autorità preposte e si continua a rimandare a link esterni, i quali riportano dati spesso di difficile interpretazione sullo stato attuale della qualità delle acque a Brescia. In TUTTO il rapporto ambientale non viene citato alcun risultato di questi studi. a) A titolo dimostrativo si evidenzia che uno dei sopracitati link rimanda al sito di ARPALombardia, dove sono presenti mappe dalle quali è difficile estrarre dati accurati, inoltre tali dati sembrerebbero essere relativi all acqua (come da link nel rapporto ambientale) ma non è chiaro se siano relativi al suolo (le unità di misura sono quelle dell inquinamento del suolo). Ancora, nella sezione relativa alle rogge NON c è un valore assoluto sulla qualità delle acque ma solo inutili comparazioni (rapporti) tra zona nord e sud. b) Di conseguenza non si capisce se i valori riportati corrispondano o meno a valori assoluti sopra i limiti di legge degli inquinanti citati. Si osserva che una procedura di fondamentale importanza quale è la Valutazione Ambientale Strategica del PGT della città di Brescia necessiti di maggiori analisi e di una più chiara esposizione e spiegazione dei risultati emersi per quanto riguarda tutte le matrici ambientali prese in considerazione. Ciò vale soprattutto per il caso di Brescia che, soprattutto negli ultimi anni, si è contraddistinta per le note problematiche in merito all inquinamento delle acque, come riportato sui maggiori organi di informazione locali (http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/15_marzo_23/brescia-galleggia-velenifalda-cromo-fino-4mila-volte-limiti-51854b12-d13c-11e dead25e131d.shtml Maggiori approfondimenti, anche da parte degli organi competenti, sarebbero utili anche per non dare adito al pensiero che si voglia nascondere la sporcizia sotto al tappeto. Pagina 18 di 26619 2. Anche la sezione relativa alla qualità dell aria è estremamente carente, infatti dopo aver descritto tutti i limiti di legge per tutti gli inquinanti, vengono riportati solamente i dati, in grafico, relativi al PM10 nelle due stazioni urbane, ed, inoltre, relativamente al solo anno Di conseguenza: a) Non appare chiaro quante volte siano stati superati i limiti di legge per questo inquinante. b) Non è chiaro perché sia stato scelto di pubblicare i dati di questo inquinante per l anno 2013 e non per un altro anno. c) Sarebbe stato più opportuno utilizzare i dati relativi a più anni, infatti come viene riportato nella sezione sulla meteorologia: I livelli di concentrazione degli inquinanti in aria dipendono, oltre che dall entità e dalla tipologia delle emissioni, dalle condizioni meteorologiche che influiscono direttamente sui meccanismi di diffusione e dispersione. A parità di condizioni emissive, sono proprio alcune particolari situazioni meteorologiche che favoriscono l accumulo degli inquinanti. Infatti gli episodi acuti sono favoriti da regimi di stabilità atmosferica, caratterizzati da calma di vento e inversione termica (peraltro tipici dell hinterland bresciano). Per cui i dati di un solo anno risultano poco rappresentativi della realtà bresciana. La cosa tuttavia ben più sconcertante è LA TOTALE ASSENZA DI DATI RELATIVAMENTE AGLI ALTRI 11 INQUINANTI per i quali si sono riportati i limiti di legge (oltretutto sbagliando anche le unità di misura di due di questi limiti). 3. Infine si sottolinea anche che in seguito alla apprezzabile messa a disposizione di un ulteriore documento sinottico di confronto degli ambiti di trasformazione PGT vigente Variante in data 23 giugno 2015, ma soprattutto in seguito alla presenza di vari refusi materiali presenti all interno degli elaborati allegati al Rapporto Ambientale in particolare nel Valutazione Ambiti parte 2, si osserva che sarebbe stato più opportuno prolungare il periodo di pubblicazione degli atti per dare le giuste possibilità di esaminare gli elaborati corretti. Tali refusi sono stati riconosciuti anche dalla Amministrazione Comunale tanto da mettere a disposizione in data 29 giugno un elaborato contenente le correzioni e di conseguenza i tempi per presentare le osservazioni sono state solamente di 12 giorni. 4.2) Osservazioni Legambiente Sezione di Brescia Legambiente ha seguito fin dall inizio l iter della Variante nella convinzione che fosse indispensabile un radicale cambiamento di rotta rispetto al P.G.T. vigente. (peraltro già contestato in sede giudiziaria) La pubblicazione, nella prima metà del 2014, del Documento di Scoping e delle Linee guida del nuovo P.G.T. sono state accolte con favore e ampiamente condivise, intravedendo finalmente un nuovo approccio alla pianificazione urbana. L Amministrazione ha proseguito parallelamente tuttavia nell attuazione di alcune trasformazioni previste dal PGT ed ha avviato comunque una serie di azioni (convenzioni, revisioni di piani attuativi, ecc.) che esulano dalle linee guida preannunciate o addirittura le contraddicono. Nel corso del lungo e sofferto periodo di gestazione della variante, Legambiente ha voluto offrire il proprio contributo, partecipando attivamente alle prime riunioni presso l Urban Center e predisponendo poi un documento che riassumesse i principi ritenuti irrinunciabili per la pianificazione urbana, nel quale si formulava la traccia dei punti cardine dei tre piani sui quali basare il futuro della città. Il documento UN IDEA DI CITTA contiene le linee dei tre piani che dovrebbero vedere la luce contemporaneamente e in completa sinergia tra loro: - P.G.T. Piano di Governo del Territorio - P.U.M.S. Piano Urbano della Mobilità Sostenibile - P.A.E.S. Piano d Azione per l Energia Sostenibile Pagina 19 di 26620 E venuto meno quel dialogo più volte sollecitato e l Amministrazione ha ritenuto invece di procedere all elaborazione della variante, prescindendo da contributi esterni (o almeno da quelli di associazioni come la nostra) pur essendo stata vivacemente sollecitata in tal senso nelle prime riunioni dell Urban Center, cui non è più stato dato seguito. Ci si trova ora ad esaminare la proposta di Variante, resa nota nel corso della II conferenza di V.A.S., non avendo altro strumento di confronto se non quello delle osservazioni, reiterando un metodo già ampiamente criticato in precedenza anche da chi oggi si trova a governare la città. La valutazione ambientale preventiva degli ambiti di trasformazione e solo di quelli in una logica tutta interna non contribuisce al risanamento ambientale, elemento centrale del governo del territorio per il miglioramento della qualità del vivere in città. Entrando nel merito si deve innanzitutto osservare che la proposta di Variante attua solo in parte i principi enunciati dal Documento di Scoping e dalle Linee guida della variante al P.G.T.. Questa proposta di Variante, pur rivedendo molte delle volumetrie previste dal P.G.T. vigente, ne mantiene l impostazione di base, senza invertire l errato modello previsionale di sviluppo urbano. La Variante propone Ambiti di Trasformazione derivati dal PGT senza entrare nelle logiche che li hanno motivati; ed anzi ne inserisce altri già cancellati in precedenza come l area della caserma Papa, sposta nei Piani Speciali del Piano delle Regole, certificando così l edificabilità, altri Ambiti inattuati, inserisce in questi ultimi nuove possibilità edificatorie, consuma suolo agricolo negando i suoi principi ispiratori. L adozione del metodo di valutazione delle compensazioni degli interventi offre sicuramente un contributo positivo alla mitigazione dell impatto del piano, ma non esime dall obbligo preventivo di valutare l opportunità degli interventi che lo stesso pone in essere. In ogni caso l analisi dei risultati dell applicazione del metodo, per ognuno degli ambiti previsti nella variante, ha permesso di verificare come vi siano 24 situazioni in cui il bilancio del valore ecologico risulta fortemente negativo e, soprattutto, come per molti di questi ambiti il peggioramento ecologico assuma valori con punte massime inaccettabili (Cascina Bredina ambito A.4.2 peggioramento del 77%, ambito A.7.c peggioramento del 86%, Morosini Pro3 peggioramento del 87%, Caionvico est PRe4 peggioramento del 64%). Al riguardo si osserva che non è ammissibile che, trincerandosi dietro un risultato globale positivo, si possano accettare peggioramenti che, nei singoli ambiti, arrivano a sfiorare il 90%; ciò contrasta apertamente con uno degli obiettivi enunciati che, nel Documento di Piano, si è prefisso l invarianza istantanea del bilancio del valore ecologico. Si dà atto che la variante enuncia correttamente le direttive per la realizzazione della rete ecologica della città, ma mancano gli elementi per valutarne gli strumenti attuativi. Ciò a fronte della conservazione di alcuni ambiti di trasformazione in aperto contrasto con l enunciato di base (uno su tutti: il Polo Logistico Italgros). Non è noto l esito del monitoraggio previsto ed effettuato (?) sui primi due anni di efficacia del Documento di Piano in essere, anche per poter riallineare le previsioni. In sintesi, è necessario: - Ristabilire una VAS alla scala urbana per attivare politiche di rigenerazione e risanamento nell ottica della resilienza; - Integrare coraggiosamente un Piano energetico (da elaborare) nella programmazione urbanistica allo scopo di indirizzare lo sviluppo in senso ecologico e compensativo degli impatti ambientali pregressi - Negare assolutamente la possibilità edificatoria su aree libere da costruzioni - Facilitare, anche con incentivi detassativi, il recupero delle aree industriali dismesse, interloquendo con il privato e coinvolgendo la cittadinanza in clima di trasparenza - Puntare quindi su progetti condivisi a grande scala a partire dal SIN Caffaro, per risanare la città inquinata - Contare sulla mobilità sostenibile quale antidoto, pur parziale, all inquinamento atmosferico - Ripensare coraggiosamente gli impianti delle acciaierie esistenti quali gravi responsabili dell impatto ambientale anche sotto l aspetto paesaggistico - Concentrare gli sforzi economici per attivare entro breve una grande cintura verde attorno alla città, compresi i tunnel sotto i cavalcavia per la percorrenza ciclabile a fianco di tangenziale e autostrada, allo scopo di creare il famoso polmone risanatore dell aria di città Pagina 20 di 266 Vedere altro
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 art. 10
 art. 13
 art.10
 art. 13
 art. 30
 art. 19
 art. 19
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ARTICOLO 1
 art. 6
 art. 5