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Timestamp: 2020-07-02 21:11:42+00:00

Document:
Parere n. 8 del 06/02/2013
PREC 266/12/L
Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. 163/2006 presentate da [omissis] – Procedura aperta per l’affidamento dei lavori di riqualificazione e adeguamento del campo sportivo polivalente all’aperto dell’istituto statale [omissis]- Importo a base d’asta € [omissis]- S.A.: [omissis]
Art. 38, comma 1, lett. c) e comma 2 D.Lgs. 163/2006 - Omessa dichiarazione di tutte le condanne penali - Esclusione
In data 31 ottobre 2012 è pervenuta l’istanza in epigrafe indicata, con cui la [omissis] ha chiesto l’avviso di questa Autorità in merito all’esclusione dalla gara in oggetto della [omissis], in quanto il socio di maggioranza di quest’ultima non ha dichiarato l’esistenza di sentenze penali definitive di condanna a suo carico, come previsto dal bando di gara a prescindere dall’effettiva incidenza dei reati sull’affidabilità morale e professionale del soggetto agente.
Al riguardo la stazione appaltante ha precisato che il bando di gara richiedeva di dichiarare tutte le sentenze e i decreti penali a proprio carico, indipendentemente dal tempo della commissione del reato e dalla gravità dello stesso (pag, 12 e 13, punto 2), chiarendo che, nel caso in cui il dichiarante non avesse avuto contezza di eventuali condanne penali riportate, avrebbe potuto richiedere una visura del proprio casellario giudiziario, e, se da quest’ultima fossero risultate condanne, avrebbe dovuto dichiararle.
Il socio di maggioranza della [omissis] nel rendere la dichiarazione circa l’insussistenza delle cause di esclusione di cui all’art. 38 D.lgs. 163/2006, ha contrassegnato la casella relativa all’inesistenza a suo carico di sentenza di condanna passata ingiudicato, decreto penale di condanna divenuto irrevocabile, sentenza di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’art. 444 cpp. Dal casellario giudiziario dello stesso è, invece, risultato un decreto penale per il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali ed una sentenza di applicazione della pena su richiesta per il reato di lesione personale.
Conseguentemente, in virtù di quanto disposto dalla lex specialis, dall’art. 75 DPR 445/2000 ed in conformità alla determinazione n.1/2012 di questa Autorità e dell’orientamento giurisprudenziale in materia, la [omissis] ha comunicato alla [omissis] di aver avviato il procedimento per l’annullamento dell’aggiudicazione provvisoria.
A riscontro dell’istruttoria procedimentale avviata da questa Autorità, la società [omissis] ha contestato l’operato della stazione appaltante, lamentando il fatto che l’Amministrazione non può escludere un concorrente semplicemente per aver omesso di dichiarare alcuni precedenti penali, dovendo tale sanzione essere disposta solo al termine di un’attenta valutazione circa la gravità del reato e la sua capacità di incidere sulla moralità professionale dell’operatore economico. Secondo la [omissis], in virtù di quanto previsto dall’art. 45 direttiva 2004/18/CE, la sanzione dell’esclusione opererebbe solo nei confronti dei soggetti che si siano resi gravemente colpevoli nel fornire false informazioni rilevanti ai fini della partecipazione alla gara. La condotta gravemente colpevole sarebbe ravvisabile solo a fronte di comportamenti dolosi, mentre nel caso di specie il socio di maggioranza avrebbe agito in assoluta buona fede, per mera non consapevolezza di dover dichiarare i due precedenti penali in questione. Quest’ultimo, infatti, ha ritenuto che i suddetti reati non dovevano essere dichiarati, non incidendo gli stessi sulla propria moralità professionale.
La questione controversa attiene alle conseguenze della dichiarazione non veritiera del socio di maggioranza, che ha dichiarato l’assenza di precedenti penali a suo carico, nonostante la diversa risultanza del casellario giudiziario.
Al riguardo occorre considerare che sono esclusi dalla partecipazione alle procedure di affidamento e non possono stipulare i relativi contratti i soggetti: “nei cui confronti è stata pronunciata sentenza di condanna passata in giudicato, o emesso decreto penale di condanna divenuto irrevocabile, oppure sentenza di applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per reati gravi in danno dello Stato o della Comunità che incidono sulla moralità professionale; (…); l’esclusione e il divieto operano se la sentenza o il decreto sono stati emessi nei confronti: del titolare o del direttore tecnico se si tratta di impresa individuale; dei soci o del direttore tecnico, se si tratta di società in nome collettivo; dei soci accomandatari o del direttore tecnico se si tratta di società in accomandita semplice; degli amministratori muniti di potere di rappresentanza o del direttore tecnico o del socio unico persona fisica, ovvero del socio di maggioranza in caso di società con meno di quattro soci, se si tratta di altro tipo di società o consorzio (…) (art. 38, comma 1, lett.c), D.Lgs. 163/2006).
La norma prosegue, precisando che il possesso dei requisiti viene attestato mediante dichiarazione sostitutiva, in cui vanno indicate tutte le condanne penali riportate, ivi comprese quelle per le quali si è beneficiato della non menzione, ad esclusione delle sole condanne per reati depenalizzati ovvero dichiarati estinti dopo la condanna stessa e le condanne revocate e quelle per le quali è intervenuta la riabilitazione (art. 38, comma 2, D.Lgs. 163/2006).
Nel chiarire il contenuto dispositivo delle predette disposizioni, l’Autorità ha sottolineato, quanto al contenuto della dichiarazione sostitutiva, che questa deve avere i caratteri della completezza, correttezza e veridicità, sufficienti a dimostrare il possesso dello specifico requisito di gara e consentire il controllo ex post da parte della stazione appaltante.
In particolare con riferimento proprio all’art. 38, comma 1, lett. c) l’Autorità ha specificato che “la dichiarazione deve contenere tutte le sentenze di condanna subite, a prescindere dalla entità del reato e/o dalla sua connessione con il requisito della moralità professionale, la cui valutazione compete alla stazione appaltante. Ai sensi dell’articolo 38, comma 2, secondo periodo, il concorrente non è tenuto ad indicare le condanne per reati depenalizzati ovvero dichiarati estinti dopo la condanna né le condanne revocate né quelle per le quali è intervenuta la riabilitazione. Stante il chiaro disposto normativo, deve quindi ritenersi che, oltre all’ipotesi di falsità, l’omissione o l’incompletezza delle dichiarazioni da rendersi ai sensi dell’art. 38 da parte di tutti i soggetti ivi previsti costituiscono, di per sé, motivo di esclusione dalla procedura ad evidenza pubblica anche in assenza di una espressa previsione del bando di gara”(cfr. AVCP determinazione n.4 del 10.10.2012 pag.8 ss, determinazione n.1 del 16.5.2012 pag.8 ss).
Venendo al caso di specie, si osserva che la stazione appaltante, conformemente alla disposizioni legislative su richiamate, ha precisato nel bando di gara che: (i) il dichiarante avrebbe dovuto menzionare qualsiasi condanna penale riportata, a prescindere dalla gravità del reato; (ii) l’eventuale difformità delle dichiarazioni rese a quanto risultante nel casellario giudiziale avrebbe comportato l’esclusione dalla gara.
In simile contesto il socio di maggioranza dell’aggiudicataria provvidoria, sebbene avesse dei precedenti penali risultanti dal casellario giudiziale, ha dichiarato l’inesistenza a suo carico di sentenza di condanna passata ingiudicato, decreto penale di condanna divenuto irrevocabile, sentenza di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’art. 444 cpp, violando in tal modo sia lex specialis sia le disposizioni legislative sopra richiamate.
Alla luce delle osservazioni appena svolte le argomentazioni presentate dall’aggiudicataria, volte a dimostrare la scusabilità dell’errore in cui sarebbe incorso il socio di maggioranza, risultano prive di pregio. Quest’ultimo, infatti, seppure avesse avuto qualche dubbio interpretativo sulla portata precettiva dell’art,. 38, comma 1, lett. c) e comma 2, D.Lgs. 163/2006, avrebbe, comunque, dovuto osservare la lex specialis, che al riguardo richiedeva espressamente e chiaramente di dichiarare tutte le sentenze e decreti a prescindere dalla specie e dalla gravità del reato, “competendo esclusivamente alla stazione appaltante di valutare se i reati commessi incidano sulla moralità professionale ovvero se precludano o meno la partecipazione all’appalto ai sensi dell’art.38 comma 1 lett. c) del D.Lgs. 163/2006”. Tanto più che il bando esortava anche, in caso di mancata conoscenza di eventuali condanne penali, a richiedere una visura del proprio casellario giudiziario ed a dichiarare quanto ivi riportato. Ne consegue, come affermato dal Consiglio di Stato, che “l’omissione o la non veridicità della dichiarazione in ordine al possesso dei requisiti necessari per la partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti pubblici, specificamente richiesta dal disciplinare nella fattispecie in esame, rileva, quindi, non solo in quanto non consente alla stazione appaltante una completa valutazione dell'affidabilità del concorrente, ma anche, e soprattutto, in quanto interrompe il nesso fiduciario che necessariamente deve presiedere ai rapporti tra pubblica Amministrazione e soggetto aggiudicatario del contratto posto in gara” (cfr. AVCP parere di precontenzioso n.74 del 16.5.2012 e deliberazione n. 27 del 21.3.2012; Cons. Stato, Sez. VI, n. 2507 del 2.5.2012). A ciò si aggiunga, che in virtù di quanto previsto dall’art. 75 DPR 445/2000, qualora emerga la non veridicità del contenuto della dichiarazione sostitutiva rilasciata ex artt. 46 e 47 DPR 445/2000, il dichiarante decade dai benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base della dichiarazione non veritiera.
Correttamente, quindi, la stazione appaltante sta adottando gli atti necessari per l’annullamento dell’aggiudicazione provvisoria.
ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che l’annullamento dell’aggiudicazione provvisoria e l’esclusione della [omissis] dalla gara siano conformi alle prescrizioni della lex specialis e degli artt. 38 D.Lgs. 163/2006 e 75 DPR 445/2000.
Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 22 febbraio 2013

References: articolo 6

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