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Timestamp: 2019-10-14 02:20:33+00:00

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Legge urbanistica (Urbanistica) - 101Professionisti.it
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Legge 17 agosto 1942, n. 1150 (in Gazz. Uff., 16 ottobre, n. 244). - Legge urbanistica (1) (2) (3) (4).
(1) Vedi art. 21 l. 28 gennaio 1977, n. 10, il quale, tra l'altro, ha sostituito all'espressione «licenza edilizia» quella di «concessione».
(2) Con d.lg. 31 marzo 1998, n. 112 sono state devolute alle regioni e agli enti locali tutte le funzioni amministrative inerenti alla materia delle opere pubbliche, ad eccezione di quelle espressamente mantenute allo Stato.
(4) A decorrere dalla data di nomina del primo governo costituito a seguito delle prime elezioni politiche successive all'entrata in vigore del d.lg. 30 luglio 1999, n. 300, le prefetture sono trasformate in uffici territoriali del governo; il prefetto preposto a tale ufficio nel capoluogo della regione assume anche le funzioni di commissario del governo (art. 11, d.lg. 300/1999, cit.).
Disciplina dell'attività urbanistica e suoi scopi.
L'assetto e l'incremento edilizio dei centri abitati e lo sviluppo urbanistico in genere nel territorio [del Regno] (1) sono disciplinati dalla presente legge.
Il Ministero dei lavori pubblici vigila sull'attività urbanistica anche allo scopo di assicurare, nel rinnovamento ed ampliamento edilizio delle città, il rispetto dei caratteri tradizionali, di favorire il disurbanamento e di frenare la tendenza all'urbanesimo (2).
(1) Della Repubblica italiana.
(2) Vedi ora d.p.r. 15 gennaio 1972, n.8.
Competenza consultiva del Consiglio superiore dei lavori pubblici.
[Il Consiglio superiore dei lavori pubblici è l'organo di consulenza tecnica del Ministero dei lavori pubblici per i progetti e le questioni di interesse urbanistico] (1).
(1) Articolo da ritenersi abrogato dall'art. 52, d.lg. 31 marzo 1998, n. 112 a seguito della devoluzione delle funzioni alle regioni.
Istituzione delle Sezioni urbanistiche compartimentali.
Piani regolatori e norme sull'attività costruttiva.
Formazione ed approvazione dei piani territoriali di coordinamento.
[Allo scopo di orientare o coordinare l'attività urbanistica da svolgere in determinate parti del territorio nazionale, il Ministero dei lavori pubblici ha facoltà di provvedere, su parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, alla compilazione di piani territoriali di coordinamento fissando il perimetro di ogni singolo piano.
I piani, elaborati d'intesa con le altre Amministrazioni interessate e previo parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, sono approvati per decreto Reale (2) su proposta del Ministro per i lavori pubblici, di concerto col Ministro per le comunicazioni (1), quando interessino impianti ferroviari, e col Ministro per le corporazioni (3), ai fini della sistemazione delle zone industriali nel territorio nazionale.
Il decreto di approvazione viene pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno (4), ed allo scopo di dare ordine e disciplina anche all'attività privata, un esemplare del piano approvato deve essere depositato, a libera visione del pubblico, presso ogni Comune il cui territorio sia compreso, in tutto o in parte, nell'ambito del piano medesimo] (5).
(2) Ora decreto del Presidente della Repubblica.
(3) Ora, Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato.
(4) Ora della Repubblica italiana.
(5) Articolo da ritenersi abrogato dall'art. 53, d.lg. 31 marzo 1998, n. 112 a seguito della devoluzione delle funzioni alle regioni.
Il piano territoriale di coordinamento ha vigore a tempo indeterminato e può essere variato con decreto Reale (1) previa la osservanza della procedura che sarà stabilita dal regolamento di esecuzione della presente legge (2).
(1) Ora decreto del Presidente della Repubblica.
(2) Questo regolamento non è stato mai emanato.
Contenuto del piano generale.
Il piano regolatore generale deve considerare la totalità del territorio comunale. Esso deve indicare essenzialmente:
2) la divisione in zone del territorio comunale con la precisazione delle zone destinate all'espansione dell'aggregato urbano e la determinazione dei vincoli e dei caratteri da osservare in ciascuna zona (1);
4) le aree da riservare ad edifici pubblici o di uso pubblico nonché ad opere ed impianti di interesse collettivo o sociale (1);
6) le norme per l'attuazione del piano (2).
(1) La Corte costituzionale, con sentenza 20 maggio 1999, n. 179, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del combinato disposto dei seguenti numeri, dell'art. 40 successivo e dell'art. 2, comma 1, l. 19 novembre 1968, n. 1187, nella parte in cui consente all'Amministrazione di reiterare i vincoli urbanistici scaduti, preordinati all'espropriazione o che comportino l'inedificabilità, senza la previsione di indennizzo.
(2) Articolo così sostituito dall'art. 1, l. 19 novembre 1968, n. 1187.
Formazione del piano regolatore generale.
I Comuni hanno la facoltà di formare il piano regolatore generale del proprio territorio. La deliberazione con la quale il Consiglio comunale decide di procedere alla formazione del piano non è soggetta a speciale approvazione e diviene esecutiva in conformità dell'art. 3 della L. 9 giugno 1947, n. 530; la spesa conseguente è obbligatoria (1).
La formazione del piano è obbligatoria per tutti i Comuni compresi in appositi elenchi da approvarsi con decreto del Ministro per i lavori pubblici di concerto con i Ministri per l'interno e per le finanze, sentito il Consiglio superiore dei lavori pubblici.
I Comuni compresi negli elenchi di cui al secondo comma devono procedere alla nomina dei progettisti per la formazione del piano regolatore generale entro tre mesi dalla data del decreto ministeriale con cui è stato approvato il rispettivo elenco, nonché alla deliberazione di adozione del piano stesso entro i successivi dodici mesi ed alla presentazione al Ministero dei lavori pubblici per l'approvazione entro due anni dalla data del sopracitato decreto ministeriale (2).
Trascorso ciascuno dei termini sopra indicati il prefetto, salvo il caso di proroga non superiore ad un anno concessa dal Ministro per i lavori pubblici su richiesta motivata del Comune, convoca il Consiglio comunale per gli adempimenti relativi da adottarsi entro il termine di 30 giorni (2).
Decorso quest'ultimo termine il prefetto, d'intesa con il provveditore regionale alle opere pubbliche, nomina un commissario per la designazione dei progettisti, ovvero per l'adozione del piano regolatore generale o per gli ulteriori adempimenti necessari per la presentazione del piano stesso al Ministero dei lavori pubblici (2).
Nel caso in cui il piano venga restituito per modifiche, integrazioni o rielaborazioni al Comune, quest'ultimo provvede ad adottare le proprie determinazioni nel termine di 180 giorni dalla restituzione. Trascorso tale termine si applicano le disposizioni dei commi precedenti (2).
Nel caso di compilazione o di rielaborazione d'ufficio del piano, il prefetto promuove d'intesa con il provveditore regionale alle opere pubbliche l'iscrizione d'ufficio della relativa spesa nel bilancio comunale (2).
Il piano regolatore generale è approvato entro un anno dal suo inoltro al Ministero dei lavori pubblici (2).
(1) Comma così sostituito dall'art. 1, l. 6 agosto 1967, n. 765.
(2) I commi dal quarto al nono così sostituiscono gli originari commi quarto, quinto e sesto, per effetto dell'art. 1, l. 6 agosto 1967, n. 765.
Pubblicazione del progetto di piano generale.
Osservazioni. Il progetto di piano regolatore generale del Comune deve essere depositato nella Segreteria comunale per la durata di 30 giorni consecutivi, durante i quali chiunque ha facoltà di prendere visione. L'effettuato deposito è reso noto al pubblico nei modi che saranno stabiliti nel regolamento di esecuzione della presente legge.
Approvazione del piano regolatore.
Il piano regolatore generale è approvato con decreto del Ministro per i lavori pubblici, sentito il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici (1).
d) l'osservanza dei limiti di cui agli articoli 41-quinquies, sesto e ottavo comma e 41-sexies della presente legge (2).
Le modifiche di cui alla lettera c) sono approvate sentito il Ministro per la pubblica istruzione (3), che può anche dettare prescrizioni particolari per singoli immobili di interesse storico-artistico (2).
Le proposte di modifica, di cui al secondo comma, ad eccezione di quelle riguardanti le osservazioni presentate al piano, sono comunicate al Comune, il quale entro novanta giorni adotta le proprie controdeduzioni con deliberazione del Consiglio comunale che, previa pubblicazione nel primo giorno festivo, è trasmessa al Ministero dei lavori pubblici nei successivi quindici giorni (2).
Nelle more di approvazione del piano, le normali misure di salvaguardia di cui alla legge 3 novembre 1952, n. 1902 e successive modificazioni, sono obbligatorie (2).
Il decreto di approvazione del piano è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno (4). Il deposito del piano approvato, presso il Comune, a libera visione del pubblico, è fatto nei modi e termini stabiliti dal regolamento.
Non sono soggette alla preventiva autorizzazione le varianti, anche generali, intese ad adeguare il piano approvato ai limiti e rapporti fissati con i decreti previsti dall'ultimo comma dell'articolo 41-quinquies e dall'articolo 41-septies della presente legge nonché le modifiche alle norme di attuazione e le varianti parziali che non incidano sui criteri informatori del piano stesso (5).
(1) Comma così sostituito dall'art. 1, l. 1º giugno 1971, n. 291.
(2) Comma aggiunto dopo il primo dall'art. 3, l. 6 agosto 1967, n. 765.
(3) Ora per i beni e le attività culturali.
(4) Della Repubblica italiana.
(5) Comma aggiunto dall'art. 1, l. 1º giugno 1971, n. 291.
(1) Comma abrogato dall'art. 4, l. 6 agosto 1967, n. 765.
Compiuta l'ulteriore istruttoria a norma del regolamento di esecuzione della presente legge, il piano intercomunale è approvato negli stessi modi stabiliti dall'art. 10 per l'approvazione del piano generale comunale (2).
(1) Ora, ai Consigli comunali.
(2) Vedi, l'art. 1, d.p.r. 15 gennaio 1972, n. 8.
Contenuto dei piani particolareggiati.
[Il piano regolatore generale è attuato a mezzo di piani particolareggiati di esecuzione nei quali devono essere indicate le reti stradali e i principali dati altimetrici di ciascuna zona e debbono inoltre essere determinati:
Ciascun piano particolareggiato di esecuzione deve essere corredato dalla relazione illustrativa e dal piano finanziario di cui al successivo articolo 30.] (1)
(1) Articolo abrogato dall'art. 58, d.p.r. 8 giugno 2001, n. 327, limitatamente alle norme riguardanti l'espropriazione, a decorrere dal 30 giugno 2003, ai sensi dell'art. 2, d.l. 20 giugno 2002, n. 122, conv., con modificazioni, in l. 1° agosto 2002, n. 185.
Compilazione dei piani particolareggiati.
[I piani particolareggiati di esecuzione sono compilati a cura del Comune e debbono essere adottati dal podestà (1) con apposita deliberazione.
Contro il decreto del prefetto il podestà (2) può ricorrere, entro 30 giorni, al Ministro per i lavori pubblici.] (3)
(1) Ora, dal Consiglio comunale.
(2) Ora dal Sindaco.
(3) Articolo abrogato dall'art. 58, d.p.r. 8 giugno 2001, n. 327, limitatamente alle norme riguardanti l'espropriazione, a decorrere dal 30 giugno 2003, ai sensi dell'art. 2, d.l. 20 giugno 2002, n. 122, conv., con modificazioni, in l. 1° agosto 2002, n. 185.
Pubblicazione dei piani particolareggiati.
[Opposizioni. I piani particolareggiati devono essere depositati nella Segreteria del Comune per la durata di 30 giorni consecutivi.
Fino a 30 giorni dopo la scadenza del periodo di deposito potranno essere presentate opposizioni dai proprietari di immobili compresi nei piani ed osservazioni da parte delle Associazioni sindacali interessate.] (1)
Approvazione dei piani particolareggiati.
[I piani particolareggiati di esecuzione del piano regolatore generale sono approvati con decreto del provveditore regionale alle opere pubbliche, sentita la Sezione urbanistica regionale, entro 180 giorni dalla presentazione da parte dei Comuni (1).
Con decreto del Ministro per i lavori pubblici di concerto con i Ministri per l'interno e per la pubblica istruzione (2) può essere disposto che l'approvazione dei piani particolareggiati di determinati Comuni avvenga con decreto del Ministro per i lavori pubblici, sentito il Consiglio superiore dei lavori pubblici. Le determinazioni in tal caso sono assunte entro 80 giorni dalla presentazione del piano da parte dei Comuni (1).
I piani particolareggiati nei quali siano comprese cose immobili soggette alla legge 1º giugno 1939, n. 1089, sulla tutela delle cose di interesse artistico o storico, e alla legge 29 giugno 1939, n. 1497, sulla protezione delle bellezze naturali, sono preventivamente sottoposti alla competente Soprintendenza ovvero al Ministero della pubblica istruzione quando sono approvati con decreto del Ministro per i lavori pubblici (1).
Le eventuali osservazioni del Ministero della pubblica istruzione o delle Soprintendenze sono presentate entro novanta giorni dall'avvenuta comunicazione del piano particolareggiato di esecuzione (1).
Con il decreto di approvazione possono essere introdotte nel piano le modifiche che siano conseguenti all'accoglimento di osservazioni o di opposizioni ovvero siano riconosciute indispensabili per assicurare:
2) il conseguimento delle finalità di cui al secondo comma lettera b), c), d) del precedente articolo 10;
3) una dotazione dei servizi e degli spazi pubblici adeguati alle necessità della zona (3).
Le modifiche di cui al punto 2), lettera c), del precedente comma, sono adottate sentita la competente Soprintendenza o il Ministro per la pubblica istruzione a seconda che l'approvazione avvenga con decreto del provveditore regionale alle opere pubbliche oppure del Ministro per i lavori pubblici (3).
Le modifiche di cui ai precedenti commi sono comunicate per la pubblicazione ai sensi dell'articolo 15 al Comune, il quale entro novanta giorni adotta le proprie controdeduzioni con deliberazione del Consiglio comunale che, previa pubblicazione del primo giorno festivo, è trasmessa nei successivi quindici giorni al Provveditorato regionale alle opere pubbliche od al Ministero dei lavori pubblici che adottano le relative determinazioni entro 90 giorni (3).
Le varianti ai piani particolareggiati devono essere approvate con la stessa procedura.] (4)
(1) I primi quattro commi così sostituiscono gli originari commi primo e secondo per effetto dell'art. 5, l. 6 agosto 1967, n. 765.
(2) Ora per i beni e le attività culturali.
(3) Comma aggiunto, dopo l'originario comma terzo, dall'art. 5, l. 6 agosto 1967, n. 765.
(4) Articolo abrogato dall'art. 58, d.p.r. 8 giugno 2001, n. 327, limitatamente alle norme riguardanti l'espropriazione, a decorrere dal 30 giugno 2003, ai sensi dell'art. 2, d.l. 20 giugno 2002, n. 122, conv., con modificazioni, in l. 1° agosto 2002, n. 185.
Validità dei piani particolareggiati.
[Decorso il termine stabilito per la esecuzione del piano particolareggiato questo diventa inefficace per la parte in cui non abbia avuto attuazione, rimanendo soltanto fermo a tempo indeterminato l'obbligo di osservare nella costruzione di nuovi edifici e nella modificazione di quelli esistenti gli allineamenti e le prescrizioni di zona stabiliti dal piano stesso.
Ove il Comune non provveda a presentare un nuovo piano per il necessario assesto della parte di piano particolareggiato che sia rimasta inattuata per decorso di termine, la compilazione potrà essere disposta dal prefetto a norma del secondo comma dell'art. 14 (1).] (2)
(1) Cfr. l. 22 ottobre 1971, n. 865 ed art. 1, d.p.r. 15 gennaio 1972, n. 8 che ha trasferito tali compiti alle regioni.
(2) Articolo abrogato dall'art. 58, d.p.r. 8 giugno 2001, n. 327, limitatamente alle norme riguardanti l'espropriazione, a decorrere dal 30 giugno 2003, ai sensi dell'art. 2, d.l. 20 giugno 2002, n. 122, conv., con modificazioni, in l. 1° agosto 2002, n. 185.
NORME PER L'ATTUAZIONE DEI PIANI REGOLATORI COMUNALI
Espropriabilità delle aree urbane.
[In conseguenza dell'approvazione del piano regolatore generale i Comuni, allo scopo di predisporre l'ordinata attuazione del piano medesimo, hanno facoltà di espropriare entro le zone di espansione dell'aggregato urbano di cui al n. 2 dell'art. 7 le aree inedificate e quelle su cui insistano costruzioni che siano in contrasto con la destinazione di zona ovvero abbiano carattere provvisorio.
(Omissis) (1).] (2)
(1) Comma abrogato dall'art. 26, l. 22 ottobre 1971, n. 865. Vedi, ora, art. 35, l. 865/71 citata.
Diritto di prelazione degli ex proprietari sulle aree urbane espropriate.
(1) Articolo abrogato dall'art. 26, l. 22 ottobre 1971, n. 865. Vedi, ora, art. 35, l. 865/71 citata. Abrogazione confermata dall'art. 58, d.p.r. 8 giugno 2001, n. 327, limitatamente alle norme riguardanti l'espropriazione.
Sistemazioni edilizie a carico dei privati. Procedura coattiva.
[Per l'esecuzione delle sistemazioni previste dal piano particolareggiato che consistano in costruzioni, ricostruzioni o modificazioni d'immobili appartenenti a privati, il podestà (1) ingiunge ai proprietari eseguire i lavori entro un congruo termine.
Decorso tale termine il podestà (1) diffiderà i proprietari rimasti inadempienti, assegnando un nuovo termine. Se alla scadenza di questo i lavori non risultino ancora eseguiti, il Comune potrà procedere all'espropriazione.
Tanto l'ingiunzione quanto l'atto di diffida di cui al primo ed al secondo comma devono essere trascritti all'Ufficio dei registri immobiliari.] (2)
(1) Ora, Sindaco.
Attribuzione ai privati di aree già pubbliche.
[Le aree che per effetto della esecuzione di un piano particolareggiato cessino di far parte del suolo pubblico, e che non si prestino da sole ad utilizzazione edilizia, accedono alla proprietà di coloro che hanno edifici o terreni confinanti con i detti relitti, previo versamento del prezzo che sarà determinato nei modi da stabilirsi dal regolamento di esecuzione della presente legge, in rapporto al vantaggio derivante dall'incorporamento dell'area.
Il Comune ha facoltà di espropriare in tutto o in parte l'immobile al quale debbono essere incorporate le aree di cui al precedente comma, quando il proprietario di esso si rifiuti di acquistarle o lasci inutilmente decorrere, per manifestare la propria volontà il termine che gli sarà prefisso con ordinanza podestarile (1) nei modi che saranno stabiliti nel regolamento.] (2)
(1) Ora, del Sindaco.
Rettifica dei confini.
[Il podestà (1) ha facoltà di notificare ai proprietari delle aree fabbricabili esistenti in un determinato comprensorio, l'invito a mettersi d'accordo per una modificazione dei confini fra le diverse proprietà, quando ciò sia necessario per l'attuazione del piano regolatore.
Decorso inutilmente il termine stabilito nell'atto di notifica per dare la prova del raggiunto accordo, il Comune può procedere alle espropriazioni indispensabili per attuare la nuova delimitazione delle aree.] (2)
Comparti edificatori.
[Indipendentemente dalla facoltà prevista dall'articolo precedente il Comune può procedere, in sede di approvazione del piano regolatore particolareggiato o successivamente nei modi che saranno stabiliti nel regolamento ma sempre entro il termine di durata del piano stesso, alla formazione di comparti costituenti unità fabbricabili, comprendendo aree inedificate e costruzioni da trasformare secondo speciali prescrizioni.
Formato il comparto, il podestà (1) deve invitare i proprietari a dichiarare entro un termine fissato nell'atto di notifica se intendano procedere da soli, se proprietari dell'intero comparto, o riuniti in consorzio alla edificazione dell'area e alle trasformazioni degli immobili in esso compresi secondo le dette prescrizioni.
In caso di diserzione della gara, il Comune potrà procedere all'assegnazione mediante gara aperta a tutti od anche, previa la prescritta autorizzazione, mediante vendita a trattativa privata, a prezzo non inferiore a quello posto a base della gara fra i proprietari espropriati.] (2)
Aree private destinate alla formazione di vie e piazze.
Quando il detto suolo non gli appartenga, il proprietario dell'area latistante sarà invece tenuto a rimborsare il Comune della relativa indennità di espropriazione, fino alla concorrenza del contributo di miglioria (1) determinato in via provvisoria.
Qualora alla liquidazione del contributo di miglioria (1), questo risulti inferiore al valore delle aree cedute o dell'indennità di esproprio rimborsata, il Comune dovrà restituire la differenza.
(1) Questo contributo è stato soppresso dall'art. 1, l. 9 ottobre 1971, n. 825. Si veda ora il d.p.r. 26 ottobre 1972, n. 643, istitutivo dell'INVIm.
Vincolo su aree sistemate a giardini privati.
Sospensione o demolizione di opere difformi dal piano regolatore.
Le spese relative all'esecuzione in danno sono riscosse con le norme stabilite dal testo unico sulla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato, approvato con regio decreto 14 aprile 1910, n. 639. Al pagamento delle spese sono solidalmente
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References: art. 21
 sentenza 
 articolo 30
 articolo 10
 art. 1
 art. 35
 art. 35