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Timestamp: 2020-08-06 20:15:19+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25525 del 13/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25525 del 13/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 13/12/2016, (ud. 27/10/2016, dep.13/12/2016), n. 25525
sul ricorso 26283/2015 proposto da:
presso l’AVVOCATURA GENERALE, DELLO STATO che la rappresenta e
avverso la sentenza n. 3023/17/2/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di PALERMO SEZIONE DISTACCATA di CATANIA del 25/09/2014,
depositata il 15/10/2014;
27/10/2016 dal Consigliere Relatore Dott. MAURO MOCCI.
L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale della Sicilia, che aveva rigettato l’appello dello stesso ufficio contro la decisione della Commissione Tributaria Provinciale di Catania, la quale, in accoglimento del ricorso di R.A., aveva disposto l’annullamento dell’avviso di liquidazione per imposte di successione ed INVIM, scaturite dalla dichiarazione di successione.
Nella decisione impugnata, la CTR ha affermato che l’invocata applicazione del D.Lgs. n. 346 del 1990, art. 8, comma 4, non era stata accompagnata, da parte dell’Ufficio, dalla prova di un utilizzo corretto della procedura. Pertanto, mancando il dettaglio delle cifre esposte nell’avviso di liquidazione, non sarebbe stato possibile accertare il rispetto del procedimento prodromico all’avviso.
Ha proposto ricorso per cassazione l’Agenzia delle Entrate, affidandosi a due motivi.
Con la prima censura, la ricorrente denuncia nullità della sentenza per violazione del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 59, comma 2, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4. Assume che la CTR avrebbe dovuto determinare l’ammontare dell’imposta, invece di confermare la decisione della CTP.
Con la seconda censura, l’Agenzia denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 346 del 1990, art. 8, comma 4, ex art. 360 c.p.c., n. 3. Infatti, diversamente dall’assunto della CTR, in sede di appello sarebbe stato analiticamente esposto l’iter che aveva dato luogo all’emissione dell’avviso di liquidazione. Il procedimento applicativo dell’imposta, oltre che rispondente al dettato normativo, sarebbe stato in linea con la giurisprudenza di legittimità.
L’atto risulta notificato a mezzo posta il 26 ottobre 2015, ma è privo dell’avviso di ricevimento.
E, come è noto, ai fini della dimostrazione dell’avvenuta notifica del ricorso per cassazione, se avvenuta a mezzo del servizio postale, il ricorrente ha l’onere, a pena di inammissibilità del ricorso, di produrre, non oltre l’udienza di discussione, l’avviso di ricevimento del piego raccomandato contenente la copia del ricorso, ovvero l’avviso di ricevimento della raccomandata con la quale l’ufficiale giudiziario dà notizia al destinatario dell’avvenuto compimento delle formalità di cui all’art. 140 c.p.c. (Sez. 6-5, n. 25285 del 28/11/2014).

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 8
 sentenza 
 art. 59
 art. 8
 art. 360