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Insegnanti : Manfra Carmela- Nigro Marilena
PubblicatoFioralba Di giacomo Modificato 3 anni fa
Presentazione sul tema: "Insegnanti : Manfra Carmela- Nigro Marilena"— Transcript della presentazione:
1 Insegnanti : Manfra Carmela- Nigro Marilena
6° CIRCOLO DIDATTICO Classe V D Insegnanti : Manfra Carmela- Nigro Marilena a.s. 2011/2012 I DIRITTI DEI BAMBINI!
3 Ho bussato al tuo cuore Ho bussato alla tua porta Ho bussato al tuo cuore Per il letto e un fuoco Non scacciarmi via aprimi fratello Non sono un nero Non sono un rosso Non sono ne giallo ne bianco soltanto un uomo Non mi scacciare, aprimi fratello!
4 La nostra Terra C’era una volta un pianeta chiamato Terra. Si chiamava Terra anche se c’era più acqua che terra. Gli abitanti della Terra usavano le parole in modo bislacco. Anche sulle cose più importanti si faceva confusione:infatti spesso si parlava di DIRITTI. Il diritto all’istruzione, per esempio significava che tutti i bambini avrebbero dovuto e andare a scuola. Il diritto alla salute, avrebbe dovuto significare che chiunque ferito oppure malato doveva avere la possibilità di andare in un ospedale. Ma per chi viveva in un paese senza scuole oppure a causa della guerra non poteva uscire di casa oppure chi non aveva i soldi per pagare l’ospedale questi diritti erano in realtà dei rovesci: non valevano nulla. Siccome non valevano per tutti ma solo per chi se li poteva permettere queste cose non erano diritti: erano diventati privilegi e cioè vantaggi particolari riservati a pochi. Sulla terra inoltre non c’era più accordo sugli uomini sui diversi significati per alcuni i soldi e per altri voleva dire avere almeno una patata e un piatto di riso. Quanta confusione in questo strano paese! Talmente tanta confusione che un giorno il mago linguaggio non ne potè più era un mago potentissimo che tanto tempo fa aveva inventato le parole e le aveva regalate agli uomini. All’inizio c’era stato un po’ di trambusto perché gli uomini non sapevano come usarle e se uno diceva carciofo l’altro capiva canguro. Allora il mago linguaggio cominciò a far capire che le parole volessero dire sempre la stessa cosa e per tutti, tutti i diritti.
5 Questo lavoro da parte del mago linguaggio gli era costato molta fatica. Lui si accorse che gli uomini se ne infischiarono del suo lavoro e continuarono ad usarle a capocchia, e che fece? Una notte si mise a scombinare un po’ le cose spostando una sillaba là e un’altra di qua e mescolando vocali e consonanti, e al mattino non ci si capiva più niente. A tutti gli alberghi gli levò la g e la h decine e decine e decine di ogni alberi . i clienti stupiti per scendere dovevano usare le liane come tarzan, alle macchine aveva rubato una n e diventarono macchie. Alle torte aveva aggiunto una s ed erano diventate storte. Nelle scuole si era divertito ad anagrammare, al momento dell’appello la parola presente e se prima tutti gli alunni erano tutti presenti erano tutti serpenti e le maestre scappavano via terrorizzate, se era torto uno sfizio personale aveva eliminato la parola guerra che egli aveva inventato x sbaglio. Così un grande capo della guerra che in quel momento stava dichiarando guerra dovette interrompersi a metà della frase. Inoltre aveva trasformato i cannoni in cannoli siciliani e chi combatteva si ritrovava ricoperto di ricotta .I mattoni che diventavano il pane che diventò cane e mordicchiava chi lo voleva mangiare. Quanta confusione! Gli umani non ne potevano più, mandarono quindi una delegazione dal mago linguaggio, a chiedere che rimettesse tutto a posto; il mago linguaggio acconsentì, ma bisognava usava le parole in modo giusto. Per quanto riguardo la guerra è una parola di cui tutti vogliamo fare a meno.
6 Colori in tutto il mondo
7 Gelato alla pace Pelle gialla come il limone pelle bianca come la panna Pelle nera come il cioccolato pelle rosa come la fragola gelataio voglio un quartetto! Sembra l’ ombra di dispetto! Limone panna cioccolato e fragola non siamo in tre senza traccia di monotonia che la pace ci sia per sempre!
8 Diritto di essere Bambino
Chiedo un luogo sicuro dove posso giocare, Chiedo un sorriso di chi sa amare, Chiedo un papà che mi abbracci forte, Chiedo un bacio e una carezza dalla mia mamma, Io chiedo il diritto di essere bambino. Di essere speranza di un mondo migliore , Chiedo di poter crescere come persona, Sarà che posso contare su di te? Chiedo una scuola dove posso imparare, Chiedo il diritto di avere la mia famiglia, Chiedo di poter vivere felice, Chiedo la gioia che nasca dalla pace, Chiedo il diritto di avere un pezzo di pane, Chiedo una mano che mi indichi il cammino. Non sapremo mai quanto bene Può fare un semplice sorriso! Il sorriso dà luce anche in una stanza buia!
9 “La fabbrica di tappeti”
Erano le 7,30 quando Giulia stava andando a scuola. La maestra aveva detto che quel giorno dovevano parlare di un argomento importante. Mentre camminava nell’ area frizzante del mattino Giulia cercava di indovinare l’ argomento che avrebbero trattato in classe. Giunta a scuola, Giulia si affrettò su per le scale ansiosa di iniziare la lezione. Appena tutti furono seduti ai propri posti, la maestra chiuse la porta e cominciò: “Ragazzi, come vi avevo anticipato oggi tratteremo un problema di attualità: lo sfruttamento dei bambini. In Asia e in altri paesi poveri, i genitori dei bambini sono costretti a mandare i loro figli a lavorare in fabbrica o in miniera. Ho invitato qui un ragazzo che ha lavorato per due anni in una Fabbrica di Tappeti: il suo nome è Karim lui parla un po’ italiano perché vive a Roma da tre anni. Oggi è qui per raccontare la sua significativa storia.” Ecco che Karim iniziò a parlare: “Ero piccolo allora: avevo 5 anni, la mia sorellina si ammalò e per poter comprare i farmaci dovevo lavorare.
10 Mio padre fu costretto a chiedere un prestito al padrone
Mio padre fu costretto a chiedere un prestito al padrone. Fui mandato a lavorare nella Fabbrica dei Tappeti del padrone per estinguere il debito. Scoprì però in seguito che era una truffa. Il debito non si estingueva mai. Nella Fabbrica di Tappeti c’ erano altri bambini che dovevano lavorare 14 ore al giorno. Avevano solo 5 minuti per completare il pasto e se non erano svelti li punivano e frustavano. Poi 3 anni fa arrivò la polizia e ci liberò. Grazie all’ aiuto della Polizia io sono venuto in Italia per studiare ed imparare a leggere e a scrivere.” Karim a questo punto tacque e scoprì che essere amati, avere la protezione dei genitori vale più di una miniera di oro. Nella vita quel signore ha pagato ed ora sta in carcere a giusta ragione. Nessuno deve permettersi di sfruttare i bambini costringendoli a lavori sovraumani!
11 Dell’ ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE (ONU).
Gl i " interessi " dei bambini ! I documenti che puoi leggere di seguito, di cui sono riportati alcuni articoli sono stati approvati dall’ Assemblea generale . Dell’ ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE (ONU). Essi costituiscono uno strumento importante per garantire ai bambini del mondo Diritti Fondamentali: la libertà, la protezione da ogni forma di violenza, la salute, una corretta alimentazione e l’ istruzione; ma anche la possibilità di giocare e coltivare i propri interessi.
12 Dichiarazione dei diritti del fanciullo
Art. 4 Il fanciullo ha diritto a un’ alimentazione , a un alloggio, a svaghi e a cure mediche adeguate. Art.6 Il fanciullo deve crescere in un’ atmosfera d’ affetto e di sicurezza materiale e morale. Art. 7 Il fanciullo ha diritto a un’ educazione. Art. 9 Il fanciullo non deve essere inserito nell’ attività produttiva prima di avere raggiunto un’ età minima adatta. Art. 10 Il fanciullo deve essere educato in uno spirito di comprensione, di tolleranza, di amicizia tra i popoli.
13 Convenzione Internazionale sui diritti dell' infanzia
Art. 1 Gli stati devono adottare ogni misura appropriata per assicurare che il fanciullo sia protetto contro ogni forma di discriminazione o di sanzione. Art.12 Gli stati devono assicurare al fanciullo capace di formarsi una propria opinione il diritto di esprimerla liberamente e in qualsiasi materia. Art.17 Gli stati devono tutelare il fanciullo contro l’ informazione e i programmi che nuociano al suo benessere.
14 "Non possiamo chiudere gli occhi"
“Io mi chiamo Nino e ho 10 anni, ho vissuto in più di mille periferie, ho parenti neri, bianchi e gialli e ogni giorno subisco soverchierie. La mia storia è un grido di dolore su bocche mute che tacciano sempre.” “Io mi chiamo Nino e tu mi devi ascoltare, da quando esisto su di me alzano la voce e le mani. Il male che ho dentro tu non puoi immaginare quant’ è.”
15 F I N E
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References: Art. 4
 Art.6
 Art. 7
 Art. 9
 Art. 10

Art. 1
 Art.12
 Art.17