Source: https://www.laleggepertutti.it/136566_che-rischio-se-perdo-lappello
Timestamp: 2018-07-16 05:04:08+00:00

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Che rischio se perdo l'appello
Lo sai che? Che rischio se perdo l’appello
Nessun rischio se l’imputato perde un appello proposto solo da lui.
L’appello, nel processo penale, produce conseguenze diverse a seconda di chi sia a proporlo:
se ad appellare è il pubblico ministero, il giudice potrà anche irrogare all’imputato una pena più alta;
se ad impugnare è il solo imputato, il giudice potrà solo confermare la pena o ridurla (non potrà mai aumentarla, applicare una misura di sicurezza nuova o più grave, prosciogliere l’imputato per una causa meno favorevole o revocare benefici) [1].
Per cui se appella il solo imputato, non ci sono rischi. Ma andiamo con ordine.
1 Quando si può presentare appello?
2 Quali sentenze sono inappellabili?
3 Quali sono i termini per l’appello?
4 Cosa può decidere il giudice d’appello?
5 Se il pubblico ministero presenta appello cosa rischio?
Quando si può presentare appello?
Il pubblico ministero e l’imputato:
possono sempre presentare appello contro le sentenze di condanna (fatta eccezione per le ipotesi che chiariremo successivamente);
possono presentare appello avverso le sentenze di assoluzione, solo nel caso in cui vogliano chiedere alla corte di appello di ammettere una nuova prova (ad esempio un nuovo testimone): si tratta della così detta rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale.
Ciò accade solo se il pubblico ministero o l’imputato vogliono far acquisire prove che non esistevano prima della sentenza di primo grado o che, comunque, sono state scoperte dopo la sentenza stessa [2].
Quali sentenze sono inappellabili?
Non è possibile proporre appello:
contro le sentenze di condanna per le quali è stata applicata la sola pena dell’ammenda;
contro le sentenze di patteggiamento, tranne nel caso in cui il pubblico ministero abbia espresso il proprio dissenso (in quel caso il pm potrà appellarle) [3];
contro le sentenze di proscioglimento emesse a seguito di giudizio abbreviato.
Quando, all’esito del giudizio abbreviato, il giudice condanna l’imputato, il pm può proporre appello solo se la sentenza riconosce la colpevolezza per un reato diverso da quello che aveva contestato (cioè se è stato modificato il titolo di reato) [4].
Quali sono i termini per l’appello?
Il termine perentorio per proporre appello, per ciascuna delle parti, è:
di quindici giorni, per i provvedimenti emessi in seguito a procedimento in camera di consiglio e nel caso in cui il giudice di primo grado scriva la motivazione della sentenza (ovvero l’esposizione dei motivi di fatto e di diritto su cui la sentenza è fondata) contestualmente al dispositivo;
di trenta giorni, nel caso in cui il giudice di primo grado scriva la motivazione della sentenza non oltre il quindicesimo giorno dalla pronuncia del dispositivo;
di quarantacinque giorni nel caso in cui il giudice scriva la motivazione della sentenza nel termine di novanta (o più) giorni dalla pronuncia del dispositivo [5].
Cosa può decidere il giudice d’appello?
Abbiamo già detto che i soggetti che possono proporre appello avverso la sentenza sono il pubblico ministero e l’imputato; con la proposizione dell’appello la corte di appello (che è rappresentata da un collegio di tre magistrati) può decidere unicamente sulle questioni indicate.
Se, ad esempio, dimenticate di opporvi ad una delle cose scritte dal giudice nella motivazione della sentenza di condanna, non potrete farlo davanti alla corte di appello per la prima volta.
Se il pubblico ministero presenta appello cosa rischio?
Se il pubblico ministero propone appello contro una sentenza di condanna, il giudice può:
ritenere che il fatto sia da qualificare come altro reato;
aumentare la pena;
revocare dei benefici concessi;
applicare (quando occorre) misure di sicurezza.
Se l’appello riguarda una sentenza di proscioglimento, il giudice può:
cambiare la sentenza e condannare l’imputato;
confermare l’assoluzione ma per un motivo diverso dal giudice di primo grado.
Se sei l’unica parte a proporre appello avverso una qualsiasi sentenza, non temere, la tua condanna non potrà essere più grave di quella emessa in primo grado.
[1] Art. 597 cod. proc. pen.
[2] Art. 593 cod. proc. pen., art. 603 cod. proc. pen.
[3] Art. 448 cod. proc. pen.
[4] Art. 443 cod. proc. pen.
[5] Art. 585 cod. proc. pen., art. 544 cod. proc. pen.
[6] Cass. sent. n. 42543 del 7.10.2016.

References: sentenza 
 sentenza 
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 Art. 597
 Art. 593
 art. 603
 Art. 448
 Art. 443
 Art. 585
 art. 544
 Cass.