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Timestamp: 2020-01-21 20:38:22+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 16369 del 03/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16369 del 03/07/2017
Cassazione civile, sez. VI, 03/07/2017, (ud. 03/05/2017, dep.03/07/2017), n. 16369
sul ricorso 11080/2016 proposto da:
C.E., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CRESCENZIO 91,
e difende unitamente e disgiuntamente all’avvocato MARIA SONIA
avverso la sentenza n. 1136/22/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di TORINO, depositata il 04/11/2015;
L’Agenzia delle Entrate ricorre per la cassazione della sentenza della CTR – Piemonte del 4.11.2015 laddove conferma in favore di C.E., “intermediario nei sercizi di consulenza alle imprese”, il rimborso dell’IRAP versata per gli anni d’imposta dal 2003 al 2007. Il contribuente si difende con controricorso e memoria.
Col ricorso si censura – per violazioni di norme di diritto sostanziali (D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 2, 3; art. 2697 c.c.) – la sentenza d’appello laddove stima l’attività del contribuente priva del requisito dell’autonoma organizzazione nonostante la disponibilità di un complesso compendio organizzativo che prevedeva, sul piano dei beni strumentali, l’utilizzo di bene tre sedi in (OMISSIS).
In effetti, la decisione del giudice regionale si discosta, in punto di falsa applicazione di norme di diritto, dai principi regolativi ora definitivamente certificati da Cass. Sez. U, Sentenza n. 9451 del 10/05/2016 (Rv. 639529) laddove si afferma che, in tema di imposta regionale sulle attività produttive, il presupposto dell’autonoma organizzazione richiesto dal D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 2, non ricorre quando il contribuente, responsabile dell’organizzazione, impieghi beni strumentali non eccedenti il minimo indispensabile all’esercizio dell’attività e si avvalga di lavoro altrui non eccedente l’impiego di un dipendente con mansioni esecutive.
Dunque, il ricorso è fondato laddove, mediante l’utilizzo di tre studi propri, il contribuente impiega beni strumentali globalmente eccedenti, secondo l’id quod plerurmque accidit, il minimo indispensabile all’esercizio dell’attività superando oggettivamente la soglia minima richiesta dalle sezioni unite per l’esonero dalla imposizione fiscale ai fini dell’IRAP (conf. Cass. 23838/16, 17569/16, 17742/16, 19011/16; v. 22852/16, 22103/16).
Le questioni di fatto addotte in memoria dal contribuente (pag. 5-6), nei limiti della natura “chiusa” del giudizio di rinvio (Cass. 19424/15), dovranno essere ivi traguardate attraverso l’applicazione del principio di diritto sopra ribadito.
Conseguentemente il ricorso può essere deciso in camera di consiglio ai sensi dell’art. 375 c.p.c., comma 1, con ordinanza di accoglimento e cassazione dell’impugnata decisione con rinvio al giudice competente per più compiuto esame.
La Corte accoglie il ricorso; cassa in relazione la sentenza impugnata; rinvia alla Commissione tributaria regionale del Piemonte, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2697
 sentenza 
 Cass. Sez. 
 Sentenza 
 art. 2
 Cass. 
 sentenza