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Timestamp: 2017-12-14 13:14:30+00:00

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Questione Rocchetta: conferenza stampa del sindaco Presciutti | Allegra Combriccola
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Questione Rocchetta: conferenza stampa del sindaco Presciutti
Pubblicato il 3 agosto 2017 da Riccardo Serroni
“Non vi devo dire nulla di nuovo, ma è necessario fare alcune precisazioni”. Così inizia la sua conferenza stampa sulla questione Rocchetta il sindaco Massimiliano Presciutti, presenti anche gli assessori Mischianti, Pasquarelli e Venturi. Ai giornalisti viene data una cartella con diversi documenti a sostegno delle sue affermazioni.
Andiamo per sintesi sui diversi punti.
Alluvione o no?
A far indignare Presciutti sono state le affermazioni del presidente del WWF di Perugia Sauro Presenzini nel suo intervento presso le fonti della Rocchetta in occasione della fiaccolata e reiterate in un comunicato stampa ha detto che quella spacciata come alluvione anche dalla stampa nel 2013 non è stato altro che un semplice e violento acquazzone. Presciutti ci consegna un voluminoso faldone prodotto dalla Regione Umbria (Evento alluvionale 11/12 Novembre 2013- Rapporto d’Evento) con documenti (articoli di giornale, delibere, cartine, rilievi statistici e così via da cui si deduce che si trattò proprio di un alluvione e Gualdo Tadino fa la zona più colpita, tanto che ha ottenuto circa 300 mila euro per i primi interventi, la cifra più alta tra quelle erogate ai comuni colpiti. Presciutti ha definito un comportamento inaccettabile quello di Presenzini ed ha stigmatizzato il comportamento dei Gualdesi presenti alla fiaccolata per non aver contestato quelle affermazioni che tendevano a negare l’evidenza. Il sindaco ha anche annunciato la volontà di inviare una diffida al WWF nazionale.
Pagamento usi civici.
Tra i documenti allegati c’è il bonifico con il quale il 20 giugno 2016 Rocchetta ha pagato la fattura emessa dal comune per 156.996,23 euro su delibera della giunta nr 115. Il pagamento riguarda i canoni annuali dal 1992 al 7 marzo 2016 (dopo questa data al comune è subentrata la Comunanza Agraria) relativi al diritto di servitù di terreni soggetti ad uso civico concessi all’azienda per i terreni della valle del Fonno occupati dall’acquedotto dell’azienda per complessivi 1898 mq. Il comune, il 17 gennaio del 1992, concesse all’azienda il diritto di servitù a fronte di un canone annuo di servitù pari a 3.000 lire al mq, per un importo complessivo, quindi, di 5.679.000 lire annui. Successivamente il comune aveva predisposto una convenzione al fine di regolare i rapporti con l’azienda. Nella convenzione era specificato anche il pagamento del canone annuo e la previsione della sua rivalutazione in base ai dati Istat. E la Regione, nel ’94, aveva autorizzato il comune a provvedere al cambio di destinazione d’uso di quei terreni. Il canone, in passato, non era mai stato pagato. Merito di questa amministrazione, va detto, è di essere passata finalmente all’incasso. Qualcuno sostiene che il merito prioritario sia ascrivibile alla Comunanza Agraria che ha aperto il fronte. Resta comunque, come fatto indubitabile che il comune si è finalmente ricordato di dover introitare dei soldi.
Resta fuori il pagamento degli usi civici per le altre aree (zone di rispetto dei pozzi, servitù di passaggio…), anche questi mai pagati. Presciutti ha specificato che il comune ha avanzato la richiesta di quantificare l’entità dell’indnenità all’Agenzia del Territorio ed all’ufficio Usi Civici della Regione Umbria. Si attende, quindi, il loro pronunciamento al fine di emettere la fattura.
Ricordiamo, per dovere di cronaca, che gli stessi uffici, su richiesta dell’azienda, dovranno anche valutare la congruità dell’indennizzo di 156.996 euro già pagati. Nel caso fossero giudicati eccessivi, la parte eccedente verrà considerata come anticipo su future pendenze.
Il terzo punto su cui è intervenuto Presciutti riguarda una interrogazione del consigliere del Mvimento 5 Stelle Stefania Troiani del 21 luglio 2017. Presciutti risponde che sulla base della documentazione prodotta non ci sono situazioni di abusivismo dei pozzi. Per il pozzo R2 c’è la concessione edilizia nr 225 del 22/10/1987; per il pozzo R5 la concessione edilizia nr 196 del 22/08/1996 e variante nr 394 del 13/10/2000; per i pozzi R1, R3 ed R4 c’è un’istanza di rilascio di permesso a costruire in sanatoria presentate da Rocchetta spa il 22/11/2016. Il tutto riguarda esclusivamente aspetti di natura edilizia.
“Mentre la concessione di attingimento era stata già regolarmente autorizzata dalla Regione Umbria, avente specifica competenza settoriale, alla quale la legge demanda anche la valutazione e la verifica della compatibilità della realizzazione del pozzo e dell’emungimento con l’acquifero.
Presciutti si è soffermato anche sulla disponibilità dell’azienda Rocchetta a ripulire, per il momento, l’area delle fonti dal materiale trascinato a valle dall’alluvione: “Ovviamente è solo un intervento temporaneo per consentire ai gualdesi di fruire nuovamente dell’area- ha specificato- Noi non rinunciamo al progetto complessivo”. Non c’è certezza sull’inizio dei lavori anche perché non sono stati espletati tutti i passaggi burocratici: “Abbiamo richiesto il nulla osta alla Comunanza Agraria ma ancora non ci è arrivata nessuna risposta. Non escludiamo che se questa risposta dovesse tardare ancora, viste le sollecitazioni e la necessità di ripulire l’area il prima possibile rendendola fruibile ai cittadini e turisti, è nostra intenzione fare i nostri atti di competenza già dalla prossima settimana dando la nostra autorizzazione ai fini patrimoniali ad eseguire l’intervento rispetto alle questioni in essere”.
La conciliazione del Commissario agli usi civici Catalani
Presciutti conferma che il commissario ha acquisito gli atti inviati dal Comune, la Comunanza e l’azienda Rocchetta. Se ci saranno le condizioni, quindi se prevarrà la volontà conciliatrice delle parti, andrà avanti. Altrimenti alzerà le braccia ma la cosa non finirà lì:
“Se il giudice Catalani non riuscirà a conciliare- conclude il sindaco- passerà gli atti ad altro giudice. Ed a quel punto può succedere di tutto, anche che il nuovo giudice riveda la sentenza con la quale lo stesso Catalani ha riconosciuto la Comunanza Agraria”.
14 risposte a Questione Rocchetta: conferenza stampa del sindaco Presciutti
scustemi tanto ma io non vi capisco.perchè avallare le bugie e negare la realtà?presenzini wwf e grillino come può dire certe vergognose fesserie.ma vi ricordate bene quei 3 giorni di pioggia continua?ho i filmati.tutta la zona di branca vicino l’ospedale era un lago il fiume chiascio ha inondato perfino i scantinati dell ospedale.a montecamera vi furono 3 frane ancora visibili la strada che porta alla pieve è ancora li che aspetta ad essere sistemata.il ponte della vaccara è rimasto in piedi per miracolo.il fiume rasina ha cambiato corso visibilissimo dalla strada.il topino ha inondato tutta val topina.dalla montagna la valle del fonno è venuta giù una bomba d’acqua che ha causato tutto il danno della rocchetta.perchè negare l’evidenza ?questo signore come si permette di dire castonerie di questo tipo?e voi perchè lo difendete?perchè è uno che difende la comunanza agraria?perchè insieme ai grillini e tutti i comitati pro acqua vi siete coalizzati contro la rocchetta?come mai adesso catanossi è uscito allo scoperto?come mai l’eco(guarda caso)ha pubblicato il suo articolo?offendendo tutti noi che non vogliamo la comunanza agraria ?mettendo in dubbio la nostra onestà?io alla rocchetta spa non ho mai fatto una fattura di lavoro perchè non ci lavoro quindi io stò apposto con quello che penso e dico.sono contro la comunanza agraria perchè eletta senza il consenso della maggioranza dei cittadini.dal 76 in poi tutte le opere le ha fatte il comune di gualdo tadino e quindi dovrà essere risarcito per il lavoro svolto,ma a prescindere da ciò perchè ci deve essere un doppione?piano piano comincio a capire il vero senso è un altro.questa non è una guerra dell acqua ma una guerra contro la rocchetta spa che ruba acqua.e la toglie a noi poveri cittadini.allora spiegatemi un pò una cosa?sulla piaggiola si è rotto un tubo dell acqua.umbria acque è stata li 3 volte ma per 3 giorni è uscita acqua sulla strada litri litri di acqua persa come al cerqueto litri e litri di acqua persa ma vi sento solo parlare di rocchetta mai di umbria acque.è chiaro che dietro cè qualcosa.è inammissibile dare la colpa sempre a chi da lavoro alla gente.a volte le chiacchiere a neccio fanno più male di una catastrofe naturale.disse un vecchio personaggio storico ,un certo gobbels che di propaganda se ne intendeva molto.una bugia ripetuta 1000volte equivale ad una verità.quindi voi che credete in quello che dite fate attenzione perchè cè qualcuno che non la racconta giusta.saluti.
Ed ecco qua che, come molte altre volte, si è scatenata la solita guerra tra poveri per tentare di dividerci.
Ed il tutto strumentalizzando, per l’ennesima volta, una cosa fatta e detta a fin di bene per la popolazione Gualdese.
Questo, secondo me, dimostra che oltre ai contenuti è importante anche la forma.
Infatti, probabilmente, se in quanto espresso dal WWF non ci fossero state valutazioni sugli eventi atmosferici del 2013 ma si erano riportati solo i fatti, parte dei quali sono sotto gli occhi di tutti, da cui ognuno poteva trarre le proprie conclusioni, sarebbe stato più difficile da strumentalizzare.
Tra l’altro, a mio avviso, molto bella la chiusura dell’intervento di Presenzini che, a livello di contenuti e non di parole usate, è stato “se non siamo noi a muoverci per il ripristino e mantenimento dei luoghi alluvionati non si muove nessun altro perché se non frega nulla a noi non frega nulla a nessuno”; il tutto rivolto a noi partecipanti alla fiaccolata.
Ed ora un mio chiarimento riguardo alla mia posizione:
Forza Comunanza!!!
E speriamo che tutto vada a finire come per i pozzi di Corcia altrimenti l’unica cosa da fare, probabilmente, è di fare le valige e partire da Gualdo Tadino in quanto qui non saremo più liberi cittadini ma semplicissimi sudditi.
E se volete sapere perché la penso in maniera così tragica, chiedete pure.
sudditi?gualdo è andata avanti senza la comunanza agraria per 40 anni spendendo soldi nostri nei migliori dei modi.la montagna è sempre stata difesa e sono stati portati dei miglioramenti continui senza la comunanza.dove stà la sudditanza?allora eravamo sudditi anche negli anni 50 60 70.80 90 2000.nò?
Evitiamo le strumentalizzazioni delle parole “semplici sudditi”; o almeno proviamoci.
1 – Il 7/3/2016 il Dott. Pietro Catalani emette una sentenza in cui riconosce che molti terreni nel Comune di Gualdo Tadino APPARTENGONO AL DOMINIO COLLETTIVO DELLA COMUNANZA.
Che i legittimi proprietari sono i Gualdesi e non il Comune o lo Stato o il Demanio o chi che sia.
Che in qualità di Gualdesi, io e te, caro Enzo, come tutti i Gualdesi, siamo proprietari di quei terreni facenti parte di quella sentenza al pari di come lo siamo per le nostre case, se le abbiamo acquistate.
Domanda: In casa nostra può entrare chiunque senza invito?
2 – Quando ci sono terreni soggetti ad Uso Civico questi vanno gestiti dalle Comunanze Agrarie o Università Agrarie, se presenti.
E se queste sono assenti?
Il Comune, ma solo se Comunanze Agrarie e/o Università Agrarie sono assenti.
E questo non lo dico io ma la legge.
Quindi, quando la Comunanza non c’era siamo stati fortunati che il Comune ha assunto la gestione dei terreni soggetti ad Uso Civico espletando, semplicemente, quello che era un suo dovere.
Il problema, se c’è, sta in COME li ha gestiti e non nel fatto che li ha gestiti.
Rocchetta S.p.A. si trova ad operare dentro casa nostra nel vero senso delle parole “dentro casa nostra”, visto che parte dei terreni della sentenza di Catalani fanno parte anche dei terreni dove opera l’azienda.
Allora perché sostengo che se il ricorso al TAR della Comunanza non va a finire come i Pozzi di Corcia allora diventiamo semplici sudditi?
Perché vuole entrare in casa nostra e fare quello che vuole senza chiedere nulla ai proprietari.
O meglio, mi correggo, sta chiedendo il permesso alla Regione dell’Umbria (e va bene perché la concessione è Regionale), al Comune di Gualdo Tadino (e va bene perché anche questo deve espletare i suoi doveri in materia di concessione), ma non ai proprietari che saremmo noi, anche te Enzo, e la cui rappresentanza è nella Comunanza e non nel Comune (questo da quando il TAR ha riconosciuto ufficialmente la Comunanza prima ancora che le fossero riassegnati i terreni da Catalani).
Per come la vedo io, se il ricorso al TAR della Comunanza va a favore di Rocchetta S.p.A., a quel punto l’azienda avrebbe tutte le carte in regola per venire a bussare anche dentro le nostre case per dirci che le impicciamo e noi non potremmo fare altro che … andarcene e trovarci un altro alloggio.
Comunque tranquilli (se ci riuscite): Non sono uomo di legge ed è possibile che quanto da me paventato in caso di insuccesso da parte della Comunanza con il suo ricorso al TAR non sia giusto.
12 agosto 2017 alle 18:19
se fosse cosi caro francesco che i terreni sono nostri ovvero i gualdesi non ho nulla da eccepire.ma il problema è che i terreni non sono nostri ma della comunanza agraria che non è stata votata da me il cda della comunanza agraria non è stata votata da me purtroppo negli ultimi tempi leggo che all interno della comunanza agraria ci sono persone che non mi rappresentano che non ho votato che non voterò.quindi va bene la comunanza agraria solo se votata dal popoplo sovrano.ricorda francesco siamo per fortuna in una nazione dove esiste la democrazia e dove ci sono elezioni libere chi vince comanda.quì mi sembra che ci sono troppe persone che comanano.se è vero come è vero e quì non ho dubbi che la comunanza agraria rappresenta il popoplo gualdese allora fuori la politica dalla comunanza fuori personaggi equivoci che pensano a tutto meno che a gualdo.
Ritorniamo alla sentenza emessa dal Dott. Pietro Catalani il 7/3/2016 e consultabile sempre sul sito della Comunaza nella sezione “Notizie”, sottosezione “Comunicati Stampa”, link ” TESTO INTEGRALE – Sentenza del Commissariato agli Usi Civici”.
A fine pagina 69 si legge: “Da tutta la vicenda storica come sopra ricostruita, invece, emerge che la titolarità del dominio collettivo spettava alla comunità degli utenti gualdesi fin dal 1893. Mentre il Comune aveva solo la rappresentanza degli utenti fino alla costituzione della comunanza agraria.”
In precedenza (pagina 53) si legge: “Il suo dominio fondiario si caratterizza per servire una massa di utenti, che possono godere delle terre anche come singoli e per la titolarità in capo ad unico soggetto, la Comunanza appunto.”.
Queste 2 frasi credo siano sufficienti a dire chi sono i proprietari (quando si parla di titolarità a pagina 69) e quali sono i compiti della Comunanza (pagina 53).
Per quanto riguarda i compiti della Comunanza li troviamo anche nell’attuale STATUTO.
Non credo che devo spiegare cosa sia ed a cosa serva uno STATUTO visto che, più o meno, tutti facciamo parte di qualche associazione, e/o ente, e/o comitato, tutti provvisti di uno STATUTO perché richiesto dalla legge italiana.
Ma cosa dice l’attuale statuto della Comunanza, consultabile sempre sul sito della Comunaza nella sezione “Chi Siamo”?
All’articolo 2 dice:
Lettera a): La comunanza deve curare gli interessi della collettività degli utenti dei quali ha la rappresentanza legale sia davanti all’autorità amministrativa che a quella giudiziaria (una cosa del genere si legge anche a pagina 70 della sentenza emessa dal Dott. Pietro Catalani il 7/3/2016);
Lettera b): deve provvedere al godimento diretto ed indiretto del patrimonio ed alla tutela dei diritti della popolazione per quanto riguarda l’esercizio degli Usi Civici;
Lettera e): Deve amministrare i beni costituenti il patrimonio collettivo (una cosa del genere si legge anche a pagina 70 della sentenza emessa dal Dott. Pietro Catalani ill 7/3/2016).
All’articolo 30 dice che fa parte della Comunanza e ne esercita i diritti ogni capo famiglia che abbia la residenza stabile nel Comune di Gualdo Tadino da almeno 5 anni (praticamente tutti i capifamiglia gualdesi anche se non originari di Gualdo Tadino ma che abbiano la residenza qui da almeno 5 anni).
All’artico 33, invece, dice come e quando i facenti parte alla Comunanza possono diventare UTENTI che, da quanto ho letto sia nello statuto che nella sentenza del Dott. Pietro Catalani, suppongo che siano quelli che vogliono effettivamente utilizzare i beni riconosciuti in capo alla Comunanza.
Se qualcuno non si sente rappresentato dalla Comunanza perché non li ha votati, ha tutto il diritto di sentircisi e di dirlo.
Ma si ricordasse che la colpa è solo la sua visto che non ha partecipato alle precedenti elezioni anche se invitato.
A fronte di questa accusa di scarsa rappresentanza a seguito di elezioni, voglio porre le seguenti domande: Quanti di noi si sento rappresentati dall’attuale governo Gentiloni? Perché? In quanti lo hanno votato? Quando? Come hanno fatto a dare i loro voti ai signori che ora ci rappresentano, da Nord a Sud, dinnanzi al mondo intero?
6 agosto 2017 alle 14:53
Francesco : ti confermo che la frana di San Giovanni Profiamma si è verificata molto prima di quel novembre 20013,in quanto quel periodo stavo lavorando a Sant’Eraclio,mi ricordo anche quel preciso giorno,e da tempo vi era quella strettoia con semaforo. Anche io c’ero la sera della fiaccolata e sinceramente,in tutto il discorso,a me ha colpito più,nel senso di accogliere la critica,la condanna dei lavori non eseguiti a norma che avrebbero comunque limitato i danni,rispetto alla parola acquazzone. Sono sincero,quando ho visto tutto il polverone alzatosi per l’affermazione di “semplice acquazzone” sono rimasto stupito perchè,te lo dico con sincerità,non me la ricordo. Che forse uno si sia fatto trascinare dalla,GIUSTA,secondo me (ricordatevi che siamo ancora in democrazia),contestazione ed ha ascoltato cìò cui si aspettava fosse detto ci può anche stare. Però bisogna capire anche che se uno si accoda ad una contestazione non è che stà lì a filtrare parola per parola,altrimenti non starebbe nella manifestazione ma diventerebbe uno spettatore passivo e mi sembra che le cose non collimano. Quando i capi “rivoluzionari” si rivolgevano alle grandi masse,dubito che ci fosse il contestatore che alzasse il dito dicendo “Guardi che non ci hanno linciato con i bastoni,come lei afferma,ma con gli insulti verbali”.
C’ero anch’io quella sera. Ricordo con precisione che il rappresentante del wwf ha parlato di “concausa” tra ciò che è avvenuto climaticamente e lo stato dei luoghi descritto a seguito della oramai famosa, quanto secretata perizia. Forse con quel termine usato nel comunicato si è trovata la palla al balzo per non parlare degli altri contenuti ? Vuoi fare che qualcuno ha fatto come gli antichi, ha mangiato la scorza ed ha buttato via i fichi ? Se noi gualdesi potessimo leggerla integralmente, magari tante posizioni ed opinioni potrebbero cambiare radicalmente. Ricordo bene cosa disse quando la illustrò il tecnico incaricato durante l’assemblea del 29 aprile 2016……………………
Disponibilità dell’azienda Rocchetta a ripulire:
In qualità di Utente Monte pongo pubblicamente la seguente domanda: Lo diamo il nulla osta per far ripulire a Rocchetta S.p.A. le vecchie fonti?
In fondo, stando a quanto ha mandato a dire Rocchetta S.p.A. in risposta alla missiva di Presciutti che chiedeva il ripristino delle vecchie fonti, si tratta solo di un ripristino e non dell’inizio dei lavori per il famoso “Progetto Rocchetta”.
Quindi si devono solo limitare a liberare quell’area dai detriti ed a rimuovere quella sbarra messa all’altezza del bivio per Santo Marzio che, prima dell’alluvione (alluvione, non acquazzone) del 2013, non c’era; e noi, in qualità di proprietari, per la prima volta in tanti anni controlleremo che facciano effettivamente solo questo.
O dietro ci sta altro che a me è sfuggito e che rende tutto ciò potenzialmente pericoloso e incontrollabile da parte nostra?
Io sono uno dei Gualdesi presenti alla famosa fiaccolata.
Ho sentito tutti gli interventi dell’inizio alla fine, compreso quello incriminato di Presenzini.
È vero, ha detto che quello del 2013 è stato un semplice acquazzone che non ha prodotto danni all’infuori dell’area alluvionata della Rocchetta.
È vero, nessuno ha controbattuto, io compreso.
Poi, però, ho letto quanto comparso su Gualdo News sotto il titolo “Il WWF: “Nel 2013 nessuna alluvione”. Ma a noi risulta ben altro…” ed ho, per così dire, aperto gli occhi.
Forse a Gualdo Tadino, oltre all’area Rocchetta che sta tenendo ancora banco per la nota vicenda “Proroga della concessione”, ci sono stati pochi altri danni; ma in giro per l’Umbria ce ne sono stati molti: Quelli che mi sono rimasti più impressi sono la frana all’altezza di San Giovanni Profiamma (rimasta li per 2-3-anni a bloccare il traffico) e la chiusura dell’uscita di Marsciano per allagamento durata circa 1 settimana.
Ma come è possibile che Presenzini abbia potuto dire quello che ha detto senza che nessuno controribattesse?
L’unica risposta che mi do è la seguente: Noi Italiani, io compreso, abbiamo la memoria corta e siamo dei pecoroni che vanno dietro al leader di turno.
Questo fa si che le nostre opinioni possono essere facilmente plasmate a piacimento “dal comandante di turno” a seconda di come gli fa più comodo.
Gioco, questo, che secondo me stanno giocando un po’ tutti gli attori che ruotano in questo momento intorno alla Rocchetta (luogo ed azienda).
Ed ora un ringraziamento alla redazione di GualdoNews per l’ottimo lavoro svolto sull’argomento “acquazzone” con l’intervento dal titolo “Il WWF: “Nel 2013 nessuna alluvione”. Ma a noi risulta ben altro…” ed al Sindaco Presciutti per averlo continuato nella conferenza stampa dove ha divulgato anche una serie di altre cose ufficiali, immagino e spero, sull’argomento Rocchetta.
Quindi, che dire sulla vicenda “acquazzone”?
WWF 0 (zero), Istituzioni 1!!!
Caro Steve,siamo merce sempre più rara! Oh! L’invito a Enzo è sempre valido…Ciao
Io non entro nel merito della questione perchè non sono all’altezza. Ma ho un dubbio legittimo sul pozzo R1 : se il ristorante/pizzeria esisteva prima del pozzo stesso ed era proprietà della Comunanza,o comunque da essa realizzata,con quale criterio,per la regolarità costruttiva,si dà precedenza al pozzo rispetto alla struttura ricettiva che c’era da prima? Mi sembra il gioco degli scacchi,dove il pezzo grande mangia il piccolo,o sbaglio?
4 agosto 2017 alle 16:19
Amico mio (n.d.r Massimiliano B.) a Gualdo abbiamo “violentato” anche le leggi della fisica… soprattutto la legge della conservazione…, che prende origine dal cosiddetto postulato di Lavoisier: « Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma… A un ben più adattato postulato alla gualdese: …tutto si crea ad arte, tutto si distrugge… tutto si modifica… Si! sempre a vantaggio di una unica direzione…
P.s. tu sei troppo “buono” quando porti l’esempio degli scacchi ed illudere i potenti che sono sempre loro a mangiare i pezzi più piccoli… in verità, non vi è gioco più democratico degli scacchi, dove rispettando le regole, anche un semplice pedone ben condotto può dare scacco matto al re…
Pensiero personale, sarebbe bello finire di litigare per un bene comune come l’acqua…
Basterebbe usare un po’ di buon senso…
Cavolo!!! Facciamo ‘sto benedetto studio. E… se l’acqua abbonda fino all’eternità… una volta per tutte stabiliremmo anche quanta acqua può prendere la ditta imbottigliatrice… e visto che ci siamo, magari, senza troppi “magheggi” si restituiscano pure le fonti storiche ai gualdesi, e… soprattutto se l’acqua dovesse abbondare fino all’eternità facciamo pure che i gualdesi ne possano usufruire dignitosamente pagandola il meno possibile! Allora si che saremmo tutti felici e contenti e “scoppierebbe” la pace!
Ingordi permettendo…
“Se il giudice Catalani non riuscirà a conciliare- conclude il sindaco- passerà gli atti ad altro giudice. Ed a quel punto può succedere di tutto, anche che il nuovo giudice riveda la sentenza con la quale lo stesso Catalani ha riconosciuto la Comunanza Agraria.”
Ma sarà vero che un giudice diverso da Catalani può rivedere la sentenza con la quale lo stesso Catalani ha riconosciuto la Comunanza Agraria?
In genere so che una sentenza può essere modificata; ma nel caso particolare della Comunanza Agraria e di come fu “fatta sparire” nel 1976, mi chiedo se la modifica della sentenza con cui è stata riconosciuta la Comunanza stessa sia effettivamente possibile.

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