Source: https://it.scribd.com/document/84719103/1420CDeontologico16
Timestamp: 2019-11-13 12:42:59+00:00

Document:
Art. 3 Volontariet dellazione. La responsabilit disciplinare discende dalla inosservanza dei doveri e dalla volontariet della condotta, anche se omissiva. Oggetto di valutazione il comportamento complessivo dellincolpato. Quando siano mossi vari addebiti nellambito di uno stesso procedimento la sanzione deve essere unica. Art. 4 Attivit allestero e attivit in Italia dello straniero. Nellesercizio di attivit professionali allestero, che siano consentite dalle disposizioni in vigore, lavvocato italiano tenuto al rispetto delle norme deontologiche del paese in cui viene svolta lattivit. Del pari lavvocato straniero, nellesercizio dellattivit professionale in Italia, quando questa sia consentita, tenuto al rispetto delle norme deontologiche italiane. Art. 5 Doveri di probit, dignit e decoro. Lavvocato deve ispirare la propria condotta allosservanza dei doveri di probit, dignit e decoro. I. Deve essere sottoposto a procedimento disciplinare lavvocato cui sia imputabile un comportamento non colposo che abbia violato la legge penale, salva ogni autonoma valutazione sul fatto commesso. II. Lavvocato soggetto a procedimento disciplinare per fatti anche non riguardanti lattivit forense, quando si riflettano sulla sua reputazione professionale o compromettano limmagine della classe forense. III. Lavvocato che sia indagato o imputato in un procedimento penale non pu assumere o mantenere la difesa di altra parte nello stesso procedimento. Art. 6 Doveri di lealt e correttezza. Lavvocato deve svolgere la propria attivit professionale con lealt e correttezza. I. Lavvocato non deve proporre azioni o assumere iniziative in giudizio con mala fede o colpa grave. Art. 7 Dovere di fedelt. dovere dellavvocato svolgere con fedelt la propria attivit professionale. I. Costituisce infrazione disciplinare il comportamento dellavvocato consapevolmente atti contrari allinteresse del proprio assistito. 2
gli impone verso la collettivit per la salvaguardia dei diritti delluomo nei confronti dello Stato e di ogni altro potere. Art. 8 Dovere di diligenza. Lavvocato deve adempiere i propri doveri professionali con diligenza. Art. 9 Dovere di segretezza e riservatezza. dovere, oltre che diritto, primario e fondamentale dellavvocato mantenere il segreto sullattivit prestata e su tutte le informazioni che siano a lui fornite dalla parte assistita o di cui sia venuto a conoscenza in dipendenza del mandato. I. Lavvocato tenuto al dovere di segretezza e riservatezza anche nei confronti degli ex-clienti, sia per lattivit giudiziale che per lattivit stragiudiziale. II. La segretezza deve essere rispettata anche nei confronti di colui che si rivolga allavvocato per chiedere assistenza senza che il mandato sia accettato. III. Lavvocato tenuto a richiedere il rispetto del segreto professionale anche ai propri collaboratori e dipendenti e a tutte le persone che cooperano nello svolgimento dellattivit professionale. IV. Costituiscono eccezione alla regola generale i casi in cui la divulgazione di alcune informazioni relative alla parte assistita sia necessaria: a. per lo svolgimento delle attivit di difesa; b. al fine di impedire la commissione da parte dello stesso assistito di un reato di particolare gravit; c. al fine di allegare circostanze di fatto in una controversia tra avvocato e assistito; d. in un procedimento concernente le modalit della difesa degli interessi dellassistito. In ogni caso la divulgazione dovr essere limitata a quanto strettamente necessario per il fine tutelato. Art. 10 Dovere di indipendenza. Nellesercizio dellattivit professionale lavvocato ha il dovere di conservare la propria indipendenza e difendere la propria libert da pressioni o condizionamenti esterni. I. Lavvocato non deve tener conto di interessi riguardanti la propria sfera personale.
Art. 11 Dovere di difesa. Lavvocato deve prestare la propria attivit difensiva anche quando ne sia richiesto dagli organi giudiziari in base alle leggi vigenti. I. Lavvocato che venga nominato difensore dufficio deve, quando ci sia possibile, comunicare allassistito che ha facolt di scegliersi un difensore di fiducia, e deve 3
TITOLO II RAPPORTI CON I COLLEGHI Art. 22 Rapporto di colleganza. Lavvocato deve mantenere sempre nei confronti dei colleghi un comportamento ispirato a correttezza e lealt. I. Lavvocato che collabori con altro collega tenuto a rispondere con sollecitudine alle sue richieste di informativa. II. Lavvocato che intenda promuovere un giudizio nei confronti di un collega per fatti attinenti allesercizio della professione deve dargliene preventiva comunicazione per iscritto, tranne che lavviso possa pregiudicare il diritto da tutelare. III. Lavvocato non pu registrare una conversazione telefonica con il collega. La registrazione, nel corso di una riunione, consentita soltanto con il consenso di tutti i presenti. Art. 23 Rapporto di colleganza e dovere di difesa nel processo. Nellattivit giudiziale lavvocato deve ispirare la propria condotta allosservanza del dovere di difesa, salvaguardando in quanto possibile il rapporto di colleganza. I. Lavvocato tenuto a rispettare la puntualit alle udienze e in ogni altra occasione di incontro con i colleghi. II. Lavvocato deve opporsi a qualunque istanza, irrituale o ingiustificata, formulata nel processo dalle controparti che comporti pregiudizio per la parte assistita. III. Il difensore che riceva lincarico di fiducia dallimputato tenuto a comunicare tempestivamente con mezzi idonei al collega, gi nominato dufficio, il mandato ricevuto e, senza pregiudizio per il diritto di difesa, deve raccomandare alla parte di provvedere al pagamento di quanto dovuto al difensore dufficio per lattivit professionale eventualmente gi svolta. IV. Nellesercizio del mandato lavvocato pu collaborare con i difensori delle altre parti, anche scambiando informazioni, atti e documenti, nellinteresse della parte assistita e nel rispetto della legge. V. Nei casi di difesa congiunta, dovere del difensore consultare il co-difensore in ordine ad ogni scelta processuale ed informarlo del contenuto dei colloqui con il comune assistito, al fine della effettiva condivisione della strategia processuale. VI. Linterruzione delle trattative stragiudiziali, nella prospettiva di dare inizio ad azioni giudiziarie, deve essere comunicata al collega avversario. Art. 24 Rapporti con il Consiglio dellOrdine.
Art. 46 Azioni contro la parte assistita per il pagamento del compenso. Lavvocato pu agire giudizialmente nei confronti della parte assistita per il pagamento delle proprie prestazioni professionali, previa rinuncia al mandato. Art. 47 Rinuncia al mandato. Lavvocato ha diritto di rinunciare al mandato. I. In caso di rinuncia al mandato lavvocato deve dare alla parte assistita un preavviso adeguato alle circostanze, e deve informarla di quanto necessario fare per non pregiudicare la difesa. II. Qualora la parte assistita non provveda in tempi ragionevoli alla nomina di un altro difensore, nel rispetto degli obblighi di legge lavvocato non responsabile per la mancata successiva assistenza, pur essendo tenuto ad informare la parte delle comunicazioni che dovessero pervenirgli. III. In caso di irreperibilit, lavvocato deve comunicare la rinuncia al mandato con lettera raccomandata alla parte assistita allindirizzo anagrafico e allultimo domicilio conosciuto. Con ladempimento di tale formalit, fermi restando gli obblighi di legge, lavvocato esonerato da ogni altra attivit, indipendentemente dal fatto che lassistito abbia effettivamente ricevuto tale comunicazione.

References: Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10

Art. 11
 Art. 22
 Art. 23
 Art. 24

Art. 46
 Art. 47