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Rapporto GPL e metano per autotrazione SOLUZIONI PER L ABBATTIMENTO DELL INQUINAMENTO DA TRAFFICO - PDF
Rapporto GPL e metano per autotrazione SOLUZIONI PER L ABBATTIMENTO DELL INQUINAMENTO DA TRAFFICO
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1 Rapporto SOLUZIONI PER L ABBATTIMENTO DELL INQUINAMENTO DA TRAFFICO On line sono disponibili informazioni sul gas sui siti: Il Consorzio Ecogas mette a disposizione degli automobilisti il Numero verde sono indispensabili elementi per costituire un mix di risorse adatte a fronteggiare emergenze energetiche ed ambientali. Ecologici, economici e sicuri, utilizzano tecnologie moderne ed affidabili, nella cui progettazione e produzione l Italia è leader mondiale. Le amministrazioni centrali e locali hanno riconosciuto la validità ambientale dei carburanti gassosi, sostenendo in diverse forme provvedimenti di regolamentazione del traffico, di contribuzione finanziaria nonché con attività di propaganda la loro diffusione. Tuttavia, l effettivo stato di emergenza dell inquinamento atmosferico, soprattutto nelle aree urbane e il rispetto delle regole comunitarie di monitoraggio e risanamento della qualità dell aria impongono uno sforzo ulteriore per una maggiore penetrazione di questi carburanti alternativi sul parco circolante italiano. Il parco circolante a gas rappresenta oggi circa il 4% del totale Italia, mentre potrebbero essere soddisfatte quote più che doppie. In collaborazione con:2 Aprile3 INDICE 5 Ecologia 8 Libertà di circolazione 10 La rete di distribuzione e il parco circolante 12 Tecnica al servizio dell ambiente 16 La sicurezza è garantita 18 Economia 19 Risparmio 20 Politiche di incentivazione 1. Gli incentivi statali 25 Politiche di incentivazione 2. Effetti, osservazioni, benefici ambientali 28 Bollo e gas auto 34 Il listino prezzi massimi 35 Il caso del GPL autotrazione 1. Disponibilità di prodotto, prezzi, bilancio energetico 38 Il caso del GPL autotrazione 2. Fiscalità ecologica Dati e Statistiche 40 1 L andamento di immatricolazioni e collaudi dal Dati relativi al periodo Gennaio/Dicembre 2009 e confronto Dati relativi al periodo Gennaio/Dicembre 2009 e confronto 2008 Suddivisione per regioni e province Colludi suddivisi per aree metropolitane I modelli a (collaudi e immatricolazioni) 48 4 Dati relativi al Incentivi MSE Il Rapporto è disponibile su richiesta in formato elettronico a Aprile4 Aprile5 Basse emissioni inquinanti Un valido contributo per la riduzione della CO2 Lo studio del Consorzio Europeo di Ricerca Jec L abbattimento di NOX e PM La riduzione dei costi sanitari ECOLOGIA Recenti studi hanno confermato l efficacia dell utilizzo del gas per auto quale carburante per i veicoli a motore alternativo alla benzina o al diesel, ad un costo competitivo e con un impatto positivo sulla qualità dell aria e rispetto alle emissioni di gas ad effetto-serra. Infatti, le emissioni prodotte dalla combustione di hanno un basso contenuto sia di sostanze inquinanti, regolamentate e non, che di gas serra. I veicoli a gas hanno la straordinaria capacità di ridurre sia le emissioni di benzene (tipiche dei veicoli a benzina) sia di particolato (tipiche dei veicoli a gasolio), tanto da potersi tranquillamente definire ad emissione zero di PM e benzene. Assenti anche zolfo ed IPA (idrocarburi policiclici aromatici), notoriamente cancerogeni. Inoltre le caratteristiche di combustione non richiedono l uso di additivi, spesso inquinanti, per raggiungere adeguati livelli di non-detonanza. Per quanto riguarda le emissioni di gas ad effetto serra bisogna considerare la produzione di CO2 sull intero ciclo di vita di, rispetto alla produzione dei carburanti tradizionali. Le vetture a GPL emettono meno CO2 delle analoghe vetture a benzina con un miglioramento che raggiunge mediamente il 10% (che può arrivare fino al 14% se si considera l intero ciclo di vita del prodotto, grazie ad un processo produttivo a minore intensità energetica), si può toccare anche il 20% con il metano. Il GPL e il metano risultano i migliori tra i carburanti fossili per emissioni sul ciclo di vita: Diesel 87,4 (gco2eq/mj, ovvero Grammi di CO2 equivalenti per Megajoule); Benzina 85,8; Metano 76,7; GPL 73,6. E quanto emerge dallo studio recentemente realizzato dall autorevole Consorzio europeo di ricerca JEC (Joint Research Center Eucar Concawe), che ha utilizzato una metodologia di calcolo molto sofisticata, convalidata da tutti gli operatori di settore: sono stati calcolati i valori medi delle emissioni di CO2eq per unità di energia, relative a tutto il ciclo di vita dei differenti carburanti. Tali valori assumeranno a breve rilevanza giuridica poiché serviranno come base di calcolo in relazione agli obblighi derivanti dalla Direttiva 2009/30/CE in materia di riduzione delle emissioni climalteranti dei combustibili per auto. Inoltre, rispetto ad una analoga vettura a gasolio un auto a gas emette il 99% in meno di PM ed il 96% in meno di NOx. Lo studio patrocinato nel 2003 dal Ministero dell Ambiente Benefici Ambientali del GPL per Autotrazione curato da Euromobility e dall Istituto sull Inquinamento Atmosferico del CNR, evidenzia che la trasformazione/sostituzione a GPL di veicoli produrrebbe un importante abbattimento delle emissioni inquinanti ed una conseguente notevole diminuzione delle malattie provocate dall esposizione agli agenti inquinanti prodotti dal traffico veicolare, valutabile in termini economici in circa 400 milioni di euro. Aprile6 La relazione conclusiva del CNEIA La promozione di metano e GPL, carburanti a basso impatto ambientale, è una delle priorità di intervento individuate dalla CNEIA, la Commissione Nazionale Emergenza Inquinamento Atmosferico, nella relazione conclusiva del marzo Tale commissione è stata istituita con Decreto del Ministero dell Ambiente del 18 febbraio 2005 a seguito dell entrata in vigore, dal 1 gennaio 2005, di limiti più restrittivi alle concentrazioni atmosferiche di materiale particolato(pm10). La frequenza e la distribuzione sul territorio dei superamenti del valore limite giornaliero delle concentrazioni atmosferiche del PM10 hanno indicato una situazione di emergenza tale da richiedere la definizione, appunto, di un piano di interventi urgenti, coordinato a livello nazionale. Aprile7 I risultati delle prove realizzate nell ambito dello European Emission Test Program (EETP) confermano l efficacia dell utilizzo del gas in questo caso del GPL quale alternativo alla benzina o al diesel ad un costo competitivo e con un impatto positivo sulla qualità dell aria, contribuendo al tempo stesso alla diminuzione delle emissioni di gas ad effetto-serra. Il programma EETP è stato supportato dall industria e dalla pubblica amministrazione insieme, con il supporto di Aegpl, l associazione europea del settore GPL, ed è stato svolto presso laboratori e con metodi affidabili e di qualità. Risultati EETP Tavola Sinottica Aprile8 Libertà di circolazione Il particolato Il bollino Gas & Park LIBERTA DI CIRCOLAZIONE sono ecocompatibili: l utilizzo di autoveicoli alimentati con questi carburanti può consentire di circolare sempre, anche in caso di limitazioni al traffico per superamento dei livelli di inquinanti consentiti. La maggior parte dei provvedimenti finora adottati dalle amministrazioni locali, volti a contenere le concentrazioni in aria degli inquinanti, esentano, quindi, i veicoli a anche se non catalizzati dai blocchi parziali o totali della circolazione in ambito urbano. A tal proposito è necessario ricordare che soprattutto le concentrazioni di particolato rilevate dalle centraline di monitoraggio della qualità dell aria segnalano livelli spesso superiori a quelli consentiti dalle direttive europee in merito. Il frequente superamento dei valori consentiti è la causa principale dei blocchi del traffico parziali o totali adottati nei centri urbani del nostro paese e l inasprimento dei limiti suddetti, già previsto dalla legislazione in materia, imporrà provvedimenti di regolamentazione del traffico sempre più stringenti. Tenuto conto che il 70% della popolazione abita nei grandi centri urbani e che il 50% degli spostamenti avviene in queste aree, una parte consistente dell utenza automobilistica potrebbe vedersi vietare il libero utilizzo dei propri veicoli se non si adotteranno misure strutturali per convertire tale parco veicolare verso carburanti a bassa emissione di particolato. Per sottolineare l appartenenza dei mezzi a gas alla categoria dei veicoli a basso impatto ambientale, è stato ideato il bollino identificativo per i veicoli a. Promosso dai Comuni che aderiscono alla Convenzione ICBI oltre in collaborazione con Consorzio Ecogas, Assogasliquidi/Federchimica ed Euromobility, Associazione Nazionale dei Mobility Manager, il bollino ICBI è stato approvato il 17 maggio 2006 dalla Conferenza Nazionale degli Assessori all Ambiente. Il contrassegno è facoltativo e va apposto in alto a destra sul lunotto posteriore della vettura, per permettere l immediato riconoscimento dei veicoli a basso impatto ambientale alimentati a gas. Un notevole vantaggio sia per gli agenti del traffico che per i cittadini, in particolar modo nelle città che hanno attuato misure di limitazione alla circolazione. Ricevono il bollino, gratuitamente e direttamente a casa loro, gli automobilisti che hanno usufruito degli incentivi ICBI, insieme ai buoni sconto per l acquisto di carburante offerti dalle associazioni. Ma possono ottenerlo tutti. Informazioni su Oltre al bollino, ICBI ha avviato un ulteriore promozione denominata Gas & Park, aperta ai Comuni della Convenzione ICBI, estendendo così i benefici ai propri residenti che hanno usufruito dell incentivo di 350 euro per la conversione a di mezzi Euro 1 e 2. Gas & Park consiste in blocchetti di tagliandi sosta che garantiscono 12,5 ore di sosta gratuita nei parcheggi a pagamento comunali: ogni tagliando (dove per evidenziare l inizio della sosta si gratterà l apposito riquadro) vale mezz ora di parcheggio gratuito. Gli aventi diritto (un blocchetto di tagliandi Gas & Park per ogni conversione a gas incentivata) ricevono il blocchetto direttamente al proprio indirizzo. Attenzione: i tagliandi Gas & Park sono riservati ai soli residenti nei Comuni ICBI che aderiscono espressamente anche a Gas & Aprile9 Liberiamo l aria e Non inquino Torino Park. Chi è in possesso dei tagliandi, può utilizzarli in tutti i Comuni che hanno sottoscritto l iniziativa Gas & Park. Sono numerose le iniziative locali che uniscono l incentivazione alla trasformazione a gas dei veicoli a misure di limitazione al traffico, insieme all utilizzo di speciali contrassegni. Due esempi, l iniziativa Liberiamo l aria in Emilia Romagna e Non inquino Torino nel capoluogo piemontese. Aprile10 In Italia quasi di veicoli funzionano a gas, serviti da oltre distributori LA RETE DI DISTRIBUZIONE E IL PARCO CIRCOLANTE GPL - Il GPL vanta una rete di distribuzione capillare diffusa in tutta Europa. In Italia le stazioni di rifornimento sono oltre dislocate su strade ed autostrade e riforniscono ormai quasi autoveicoli. Metano Circa 740 distributori sul territorio nazionale, che servono un parco circolante che si attesta attorno ai veicoli. GLI IMPIANTI DI RIFORNIMENTO NELLE REGIONI ITALIANE (stima) Distributori metano Distributori GPL Regioni stradali autostradali totale stradali autostradali totale Valle d Aosta Piemonte Liguria Lombardia Trentino-Alto Adige Friuli-Venezia Giulia Veneto Emilia-Romagna Toscana Marche Umbria Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Repubblica di San Marino Totale Italia Alcuni punti vendita già inseriti in elenco potrebbero essere di prossima apertura o in fase di costruzione. Fonte: GPL, rielaborazione Assogasliquidi e Consorzio Ecogas (aggiornamento gennaio 2010) Metano, Federmetano (aggiornamento 30/04/2010) Aprile11 Evoluzione della rete di distribuzione in Italia dal 2000 Numero punti vendita Italia Prodotti GPL Metano Benzina e Gas Auto sotto la stessa pensilina D'ora in poi la colonnina di rifornimento del gas auto non sarà più isolata. Il 18 ottobre 2008 sono entrati in vigore i decreti del Ministero dell Interno che stabiliscono le norme per l installazione di apparecchi multiprodotto in grado di erogare contemporaneamente il GPL e il metano con i carburanti liquidi. La pistola di erogazione sarà nello stesso distributore che eroga i carburanti tradizionali. L'Italia adegua la propria normativa agli standard degli altri paesi europei dove l installazione del dispenser multiprodotto è consentita ormai da qualche anno. Un aggiornamento della disciplina antincendio degli impianti di distribuzione di GPL e metano auto conferma il riconoscimento da parte delle autorità del sempre più elevato livello di sicurezza del prodotto ottenuto grazie alle notevoli evoluzioni raggiunte in campo tecnologico. La modalità di erogazione multiprodotto potrà così essere introdotta negli impianti di nuova costruzione e in fase di aggiornamento delle stazioni di rifornimento esistenti. Ad essa si aggiunge la possibilità di erogare il GPL in fai-da-te introdotta nell aprile del 2008 (con presidio dell impianto da parte di almeno una persona addetta per ogni emergenza o supporto al cliente). Questa ultima novità dovrebbe, inoltre, favorire una maggiore disponibilità del prodotto sul territorio in quanto permette di ottimizzare gli spazi necessari alla realizzazione di un impianto stradale. Norma analoga è stata adottata, con un altro decreto, anche per il metano autotrazione, in vigore dal 18/10/2008. Multidispenser, i riferimenti normativi, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n. 232 del : DECRETO 11 settembre Modifiche ed integrazioni al decreto del Ministro dell'interno 24 maggio 2002, recante norme di prevenzione degli incendi e di progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti di distribuzione stradale di gas naturale. DECRETO 23 settembre Modifiche ed integrazioni all'allegato A del decreto del Presidente della Repubblica 24 ottobre 2003, n. 340, recante la disciplina per la sicurezza degli impianti di distribuzione stradale di G.P.L.. Aprile12 La doppia alimentazione benzina/gas auto Tutti i veicoli a benzina possono funzionare a gas La conversione a gas presso un officina specializzata Il costo della conversione a GPL o a metano La manutenzione TECNICA AL SERVIZIO DELL AMBIENTE Vengono generalmente predisposti per l alimentazione a GPL o a metano gli autoveicoli a benzina, ottenendo un mezzo a doppia alimentazione benzina/gpl o benzina/metano. Ciò avviene installando uno speciale kit di alimentazione ed un serbatoio per il carburante aggiuntivo. Il passaggio all alimentazione a gas è automatico ed inavvertibile, segnalato solo dall indicatore posto sul cruscotto. L automobilista non rileva nessuna differenza nelle prestazioni della vettura. Invariate quindi ripresa, velocità e potenza. Le nuove tecnologie per le quali l Italia è leader nel mondo - garantiscono consumi contenuti e un ottima autonomia. Sono convertibili a gas praticamente tutti i veicoli a benzina, catalizzati e non, a carburatore o ad iniezione. L operazione viene effettuata da un officina specializzata, dalla casa costruttrice dell auto o dal concessionario. Distribuite in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, sono circa le autofficine abilitate ad installare impianti di alimentazione a. L installazione richiede circa 2 giorni compreso il collaudo e il fermo macchina può durare anche solo un giorno. Il veicolo convertito a GPL o a metano è soggetto al collaudo tecnico da parte degli uffici provinciali della Motorizzazione Civile del capoluogo di provincia ove ha sede l officina installatrice. Superato il collaudo, viene aggiornata la carta di circolazione per attestare l avvenuta installazione dell impianto a gas, anche ai fini dell ottenimento di eventuali incentivi pubblici e/o agevolazioni fiscali. Il costo della conversione varia a seconda del livello tecnologico dell auto e quindi del sistema di alimentazione a gas che occorre installare, nonché in virtù delle condizioni locali di mercato. Un indicazione utile per l utente è fornita dal Listino Prezzi Massimi concordato dalle Associazioni di categoria (v. pag. 28). Un auto a gas non richiede una cura diversa rispetto a quella a benzina. E comunque consigliabile controllare l impianto a gas ogni km e seguire le indicazioni dell officina di installazione e del costruttore dell impianto. Il serbatoio I serbatoi attualmente in commercio sono di forma cilindrica o toroidale. il primo viene posto nel portabagagli solitamente appoggiato al retro dello schienale posteriore dell auto, mentre il secondo, disponibile solo per l alimentazione benzina/gpl, grazie alla sua particolare forma viene posto nel vano della ruota di scorta. In questo secondo caso, si evita un ingombro fisso nel portabagagli e la ruota di scorta può essere o sostituita con un spare wheel kit o altrimenti gestita come un qualsiasi altro bagaglio. GPL: il serbatoio, insieme al gruppo valvolare, deve essere sostituito ogni 10 anni. La sostituzione deve essere annotata sulla carta di circolazione dopo avere sottoposto nuovamente l auto al collaudo tecnico della Motorizzazione Civile. Metano: i serbatoi di metano installati a bordo dei veicoli (sia nuovi di fabbrica, sia trasformati) sono soggetti a verifiche periodiche. A seconda del tipo di bombole installate, tali verifiche vanno effettuate ogni 4 o 5 anni: Bombole di omologazione nazionale (DGM) devono essere controllate ogni 5 anni facendo riferimento alla data di costruzione o Aprile13 Il mantenimento della garanzia dell ultima revisione delle bombole stesse; Bombole di omologazione internazionale (R110) devono essere controllate ogni 4 anni a partire dalla data di immatricolazione del veicolo. In entrambi i casi, ci si deve rivolgere alle officine di installazione/assistenza impianti a gas che provvedono alle operazioni necessarie addebitando i soli costi di manodopera, poiché in Italia il ricollaudo delle bombole e la loro eventuale sostituzione, nel caso queste non risultassero più idonee, sono gratuiti. La trasformazione dell auto a GPL o a metano non interrompe la garanzia del costruttore dell auto. Di eventuali danni o anomalie causate al motore da errata installazione o difettosità dei componenti dell impianto a gas installato, rispondono l officina o il concessionario che hanno montato l impianto ed il costruttore dell impianto stesso. La garanzia legale del costruttore dell auto permane comunque e l onere della prova sull origine del danno compete al produttore dell auto e non all acquirente, il quale ha il diritto di avere l auto funzionante in ogni sua parte nei due anni successivi all acquisto. La tutela del diritto di garanzia è ben espressa negli articoli 130 e 132 del Codice del Consumo, che ha integrato il Codice Civile in materia: il diritto alla garanzia legale non decade mai entro due anni dall acquisto del bene. Semmai possono essere diversi i soggetti che ne rispondono, ma questa è una questione a tutela del consumatore e non a suo discapito. Comunque è un dato di fatto che le moderne tecniche industriali hanno molto rarefatto il ricorso alla garanzia per risolvere i problemi riscontrati nei primi anni dell uso dell auto, mentre rarissimi sono i casi di problematiche legate all applicazione della garanzia sulle auto trasformate a gas. I modelli a GPL e a metano offerti dalle case automobilistiche L alimentazione a gas monofuel La trasformazione di un veicolo a gasolio Alimentazione a gas non solo per le quattroruote Da qualche anno anche le case automobilistiche si stanno interessando all alimentazione a gas e sono sempre più numerosi i modelli offerti agli automobilisti già dotati di impianto GPL o metano. Sono di due tipi: modelli a benzina sui quali le case costruttrici, o le relative reti di vendita, installano un impianto a gas, a veicolo nuovo al momento dell immatricolazione; in questo caso formalmente il mezzo risulta trasformato, con collaudo della Motorizzazione Civile; modelli omologati anche a gas, per i quali l omologazione risulta direttamente dalla carta di circolazione. Esistono sul mercato alcuni modelli che vengono considerati monofuel in quanto dotati di un serbatoio di piccole dimensioni a benzina, detto di emergenza, che permette la classificazione come monofuel a gas. Ciò consente di usufruire della riduzione del 75% del bollo auto. Tecnicamente è possibile, ma fino ad ora l elevato costo di trasformazione ha reso l opzione antieconomica. Esistono comunque casi di autobus e di furgoni a gasolio convertiti con successo a gas. La tecnologia della conversione a gas è applicabile anche a imbarcazioni e motoveicoli, mentre numerosi sono i modelli di mezzi adibiti al trasporto pubblico già predisposti. Nautica e GPL Per quanto riguarda la nautica, è terminata la stesura delle norme concernenti la conversione a gas dei motori marini e l installazione di impianti di Aprile14 Normativa Applicazioni I Regolamenti internazionali Il Regolamento 115 distribuzione del GPL. Per le prime, i lavori sono stati gestiti da un gruppo di lavoro del CEN (Comitato Normatore Europeo) a guida italiana. Per le norme sui distributori, il Ministero dell Interno Vigili del Fuoco ha ultimato le consultazioni con Associazioni e Categorie di settore per arrivare ad una norma di prevenzione incendi che permetta di realizzare i punti vendita di GPL per uso nautico, che fino ad oggi si potevano costruire in deroga, autorizzati singolarmente. Nell aprile del 2009 è stata pubblicata la norma UNI EN che stabilisce le specifiche tecniche per la progettazione e costruzione di imbarcazioni alimentate a GPL e per la conversione a GPL delle unità già in uso. La norma, prodotta sotto il mandato della Commissione Europea, è stata già armonizzata nella Direttiva 94/25 attraverso la Comunicazione della stessa Commissione del 4 marzo 2009 (OJ C 51, , p. 12). Sulla Gazzetta Ufficiale n. 245 del 21 ottobre 2009 invece il Decreto del Ministero degli Interni del 6 ottobre 2009 Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l esercizio degli impianti di distribuzione di gas di petrolio liquefatto ad uso nautico. E quindi completo il quadro regolamentare che consentirà l apertura del mercato a questo carburante ecologico, che potrà contribuire notevolmente al rinnovo ecologico del settore della nautica, così come richiesto dalle direttive europee e auspicato da molte amministrazioni pubbliche italiane ed estere. Le aziende interessate potranno, quindi, applicare la tecnologia dell alimentazione a GPL ai motori marini, sia ex fabrica sia in post-vendita, che saranno riforniti presso impianti di distribuzione dedicati. Il primo impianto di rifornimento di GPL nautico, di proprietà di Veneziana Bunkeraggi, è già in laguna a Venezia. La stazione è il frutto di un più ampio insieme di progetti promossi da Agire (Agenzia Veneziana per l Energia), quale il progetto Europeo MOBILIS - GPL per la Laguna, e dalla Regione Veneto, quale il programma a favore di una "Nautica Sostenibile nella Laguna di Venezia". Da tempo il GPL trova applicazione in campo nautico, con soluzioni anche per catamarani, moto d acqua e house boat. Per evitare l inquinamento delle acque, fin dagli anni 90 in Lazio, nei laghetti sedi di corsi nautici, vengono impiegate imbarcazioni a GPL, ampiamente utilizzate anche nelle zone adibite a coltivazioni di ostriche, ad esempio in Francia. Diverse aziende applicano la tecnologia della trasformazione a GPL dei motori marini. E risulta che la Federazione Italiana Sci Nautico, per salvaguardare la salute di atleti e specchi d acqua, stia convertendo le imbarcazioni delle associazioni affiliate a GPL, come le federazioni di Francia e Regno Unito. Si tratta di una scelta motivata: uno studio Primagaz, prima azienda di commercializzazione di GPL in Europa, dimostra che le imbarcazioni a GPL 4 tempi inquinano 1000 volte meno rispetto ai vecchi 2 T. Da circa dieci anni regolamenti internazionali Ece Onu identici per performance, sicurezza, caratteristiche tecniche ed ambientali ai regolamenti esistenti per benzina e gasolio regolano il settore. Requisiti e procedure di omologazione dei sistemi di conversione a gas per gli autoveicoli sono attualmente disposti, oltre che dai Regolamenti ECE/ONU (GPL) e ECE/ONU 110 (metano), dal Regolamento ECE/ONU 115, in Aprile15 L adeguamento ai progressi tecnologici La specializzazione e l introduzione del manuale di installazione Il settore gas è armonizzato a livello internazionale I corsi teoricopratici vigore nella sua prima stesura dall ottobre del Per adeguarlo ai progressi tecnologici raggiunti sia nelle auto che nei sistemi di alimentazione a gas, un gruppo di lavoro a guida italiana è stato incaricato della sua revisione. Al termine dei lavori un emendamento migliorativo è stato proposto in sede europea ed accolto dalle Nazioni Unite nel giugno 2005 nelle sue linee fondamentali. Le principali novità sono la specializzazione dell impianto a gas, che deve essere ottimizzato dal costruttore per funzionare perfettamente sulla famiglia di veicoli per la quale è stato omologato, e l introduzione del manuale di installazione specifico per ogni veicolo e per ogni kit, affiancato dalla raccomandazione delle Nazioni Unite di istituire corsi teorico-sperimentali per la qualificazione delle officine installatrici di tali sistemi. Come si diceva, tale Regolamento è in vigore dall ottobre del 2003 e nella sua versione emendata dal gennaio 2006 è riconosciuto in tutti gli Stati aderenti all ECE/ONU, cioè quasi 50. Il regolamento ha raggiunto l obiettivo importantissimo dell armonizzazione a livello internazionale del settore gas, a vantaggio degli operatori e degli automobilisti. I corsi teorico-pratici di qualificazione raccomandati dal Regolamento Ece/Onu n. 115 in Italia sono già stati avviati e potranno interessare circa officine di installazione di impianti. Il referente tecnico scientifico per tale iniziativa è il Consorzio Ecogas. I corsi vengono realizzati in collaborazione con altre associazioni di categoria. Un po di storia - Il gas, che conta oggi al mondo quasi 10 milioni di veicoli, si è diffuso anche grazie alla flessibilità d installazione dei suoi sistemi di alimentazione che ben si adattano alle varie tipologie di veicoli su cui vengono applicati. Infatti, non sono pochi gli esempi di auto ingegnerizzate e prodotte per essere ottimizzate nel funzionamento a gas, ma il più delle volte le versioni a GPL o a metano delle autovetture vengono sviluppate lasciando invariati i principali parametri motoristici delle motorizzazioni a benzina; ciò può accadere anche nel caso di veicoli nuovi bi-fuel. Per quanto riguarda gli aspetti omologativi, la certificazione di tali sistemi di conversione a gas e della loro installazione sui veicoli era stata finora materia non armonizzata, né a livello internazionale (Nazioni Unite) né in Europa (Unione Europea). I regolamenti ECE/ONU 67/01 e ECE/ONU 110/00, che sono pietre miliari nel settore, hanno codificato a livello internazionale i requisiti di omologazione dei singoli componenti dei sistemi di alimentazione, introducendo nuovi dispositivi, importantissimi per la sicurezza delle autovetture, e fissando i requisiti essenziali di sicurezza anche per l installazione dei componenti stessi sulle auto. Tuttavia, tali regolamenti sono ufficialmente indirizzati alla progettazione e costruzione dei soli veicoli nativi a GPL, cioè quelli prodotti direttamente dalle case automobilistiche. Le amministrazioni più sensibili prima tra tutte quella italiana hanno adottato i suddetti regolamenti anche per le operazioni di conversione a gas in post-vendita, rendendo obbligatori anche in questo ambito sia i requisiti di sicurezza relativi all omologazione dei singoli componenti sia quelli riguardanti l installazione degli impianti sulle auto. Ancor più diversificate a livello mondiale sono state fino ad oggi le modalità di certificazione dei sistemi di alimentazione gas per quanto riguarda le emissioni inquinanti. Pur senza una norma internazionale, la maggior parte degli stati europei ha, comunque, anche in questo caso, ritenuto necessario fissare regole nazionali di omologazione ambientale poiché, sebbene i gas abbiano dei vantaggi naturali evidenti grazie alla loro composizione e alle loro modalità di combustione, è corretto verificarne il comportamento reale, cioè è opportuno verificare se le apparecchiature di alimentazione siano effettivamente capaci di sfruttare le proprietà ecologiche di questi carburanti. In Italia, ad esempio, è richiesta un omologazione nazionale di tipo dei sistemi di alimentazione - nel senso che i sistemi si testano su veicoli tipo che fa riferimento alle direttive europee di omologazione delle autovetture (Direttive Euro) sia per i limiti da rispettare che per le procedure di prova. Ciò premesso, considerato il contesto normativo generale, estremamente variegato a livello internazionale, gli esperti ministeriali di quasi tutto il mondo, presenti a Ginevra nell ambito ECE/ONU, hanno avvertito la necessità di emanare una norma che regolasse l approvazione dei sistemi di conversione a gas sia per la parte relativa alla sicurezza facendo mero riferimento ai Reg. 67/01 e 110/00, già obbligatori per i veicoli originali - che per quella inerente all ambiente, rifacendosi alle stesse direttive europee di omologazione delle autovetture originali (Direttive Euro). Nel 1998 è quindi cominciato un lungo lavoro per la stesura di un regolamento che avesse queste finalità e che potesse soddisfare le esigenze dei paesi interessati al progetto. Nell ottobre del 2003 è finalmente entrato in vigore tale regolamento che ha preso il numero 115. Ciò ha decretato definitivamente l armonizzazione delle regole di omologazione dei kit di alimentazione gas in quasi 50 paesi, praticamente tutti i paesi dell Europa occidentale e dell est europeo fino alla Russia nonché Aprile 2010 l Australia, il Sud Africa, la Nuova Zelanda e la Corea. 1516 Sicurezza garantita Il gas non aggiunge pericolosità alla vettura Un po di storia LA SICUREZZA E GARANTITA La sicurezza è garantita. Da sempre si tiene conto, nella costruzione dei componenti dei kit di conversione a gas, delle caratteristiche chimico-fisiche di : collaudi, test e prove sono severissimi. Gli impianti di alimentazione a gas si avvalgono di componenti a sicurezza attiva, la cui azione si manifesta solo in caso di necessità, al pari di air bag ed ABS. I dati, non ultimi quelli forniti dai Vigili del Fuoco, dimostrano la rispondenza degli impianti di conversione a gas ai più severi standard di sicurezza applicati nel settore auto. Anche uno studio dell Agenzia Olandese per l Energia e l Ambiente e del TNO dimostra che la sicurezza dei veicoli a GPL non è inferiore a quella dei mezzi a benzina. Basti pensare che la pressione sviluppata dal GPL all interno del serbatoio oscilla normalmente da 3 a 10 bar, mentre i serbatoi sono progettati per pressione di esercizio pari a 30 bar; a ciò si aggiunge che in fase di omologazione, i serbatoi, sottoposti ad un test di pressione idraulica, non devono avere cedimenti strutturali prima di raggiungere la pressione di 67,5 bar. Anche i materiali utilizzati per la costruzione degli impianti di conversione sono specifici, proprio per garantire ad un carburante gassoso come il GPL la medesima sicurezza riscontrabile per la benzina e il gasolio. Inoltre, perchè sia ottenuto il massimo dell efficienza dal punto di vista della sicurezza, il serbatoio deve essere sostituito dopo 10 anni dall installazione. Le prime apparecchiature negli anni 50 erano già costruite con materiali molto resistenti per far fronte ad ogni condizione di emergenza. Gli impianti, ed in particolare il serbatoio ed i dispositivi connessi, hanno seguito l evoluzione del concetto di sicurezza adottato oggi dall intero settore automobilistico: si è aggiunta alla sicurezza passiva (materiali altamente resistenti) la sicurezza attiva, cioè dispositivi più complessi in grado di intervenire quando si verificano condizioni di emergenza. Uno dei più famosi dispositivi di sicurezza attiva è l ABS. Il Regolamento ECE/ONU 67/01 I lavori del Comitato Centrale Tecnico Scientifico del Proprio per questa ragione, dopo anni di lavoro del GRPE (gruppo di lavoro in sede alle Nazioni Unite), la Delegazione Italiana, guidata dal Ministero dei Trasporti ed affiancata dal Consorzio Ecogas in qualità di esperto, è riuscita a far approvare un Regolamento molto stringente per l omologazione degli impianti a GPL. Il Regolamento ECE/ONU 67/01 ha introdotto nuovi dispositivi di sicurezza ed ha inasprito i requisiti di omologazione dei componenti GPL e della loro installazione. Il risultato è stato ottenuto grazie alle numerose esperienze realizzate in collaborazione con tutto il settore industriale nonché con il Ministero dei Trasporti e con il Corpo dei Vigili del Fuoco. In particolare, sono state condotte numerose prove fuoco su autovetture alimentate a GPL e sui serbatoi dotati di dispositivi di sicurezza. Sono stati effettuati crash test simulati al computer, con l utilizzo della metodologia degli elementi finiti, e analisi dei rischi e degli eventi incidentali sui componenti GPL. Proprio in virtù dell adozione del Regolamento 67/01 (1 gennaio 2001) e dell accuratissima analisi teorica e sperimentale eseguita, il Ministero dell Interno ha finalmente emanato un Decreto che autorizza il parcamento degli autoveicoli a GPL al primo piano interrato delle autorimesse. Il passaggio non è stato automatico, ma ha richiesto anni di lavoro del COMITATO CENTRALE TECNICO SCIENTIFICO DEL MINISTERO DELL INTERNO con la collaborazione di numerosi esperti. Nel 1999, quando il Regolamento 67/01 fu adottato dai Paesi ECE/ONU, partirono le Aprile17 Ministero dell Interno Le auto a GPL possono parcheggiare anche nei garage interrati (Decreto 22/11/2002 del Ministero dell Interno) attività del Gruppo di Lavoro nominato dal Comitato Centrale Tecnico Scientifico, volte alla modifica del D.M. 1 febbraio Del Gruppo hanno fatto parte funzionari dei VV.F., del Ministero dei Trasporti, del Centro Ricerche Fiat ed esperti delle associazioni di settore - Assogasliquidi e Consorzio Ecogas che hanno rivisitato le analisi teoriche e le prove sperimentali effettuate, indicandone altre maggiormente specifiche relative alle problematiche del parcamento a livelli interrati. La relazione finale al Comitato Centrale Tecnico Scientifico ha prodotto il parere favorevole del 21 maggio e la ratifica da parte del Ministro dell Interno Pisanu il 22 novembre Con il Decreto 22 novembre 2002 del Ministero dell Interno (G.U. n. 283 del 3 dicembre 2002), i veicoli alimentati a GPL e rispondenti alle norme ECE/ONU 67/01 (tutti gli impianti GPL devono essere obbligatoriamente dotati di questo sistema di sicurezza dal 1 gennaio 2001) possono quindi essere parcheggiati anche nei piani interrati per ora limitatamente al primo delle autorimesse indipendentemente dalla presenza di ulteriori piani sottostanti (senza quindi tener conto di comunicazioni con piani inferiori). Chi ha installato sul proprio mezzo un impianto GPL con dispositivi di sicurezza non conformi al Regolamento 67/01, può decidere di adeguarlo ad un costo contenuto e un fermo macchina minimo. E stata riconosciuta pertanto l affidabilità delle apparecchiature di alimentazione a gas in termini di sicurezza in fase di parcheggio: è stata cioè dimostrata l equivalenza tra un veicolo a GPL ed uno analogo a benzina in qualunque condizione, sia di esercizio, sia in condizioni di rischio incendio, compresa quindi la sosta in garage interrati. Le domande più frequenti Attualmente gli autoveicoli a GPL possono parcheggiare nelle autorimesse interrate? Gli autoveicoli a GPL fino a qualche anno fa, qualunque fossero le caratteristiche dell impianto di conversione, potevano parcheggiare solo nei piani fuori terra non comunicanti con piani interrati, quindi avevano il divieto di parcheggiare nei garage interrati. Dall entrata in vigore il 4 dicembre 2002 del Decreto 22 novembre 2002 del Ministero dell Interno, pubblicato sulla G.U. n. 283 del 3 dicembre 2002, gli autoveicoli a GPL che montano un impianto dotato di sistema di sicurezza conforme al regolamento ECE/ONU 67-01, possono parcheggiare al primo piano interrato delle autorimesse, anche se organizzate su più piani interrati. Quali autoveicoli a GPL montano impianti dotati di sistema di sicurezza conforme al regolamento ECE/ONU 67-01? Praticamente tutti quelli sui quali l impianto è stato installato dal 1 gennaio 2001, data dalla quale la conformità al regolamento ECE/ONU è diventata obbligatoria. Come si può verificare la conformità dell impianto GPL al regolamento ECE/ONU 67-01? Sulla carta di circolazione deve essere indicata la dicitura: IMPIANTO DOTATO DI SISTEMI DI SICUREZZA ECE/ONU Chi ha installato l impianto GPL sul proprio autoveicolo prima del 1 gennaio 2001 e quindi con ogni probabilità non è in regola con il regolamento ECE/ONU 67/01 a quale normativa deve fare riferimento? Deve quindi rinunciare a parcheggiare nei garage interrati? Fa riferimento al Decreto 1 febbraio 1986, che permetteva il parcamento degli autoveicoli a GPL solo nei piani fuori terra non comunicanti con pianti interrati. Questo non significa che debba rinunciare a parcheggiare nei garage interrati, perché può decidere di adeguare il proprio impianto alla normativa europea con una spesa abbastanza contenuta ed un fermo macchina piuttosto breve. Dovrà infatti rivolgersi ad un officina di installazione per sostituire il serbatoio e il gruppo valvole, con un costo medio di circa euro a seconda che venga installato un serbatoio tradizionale oppure un toroidale, per intenderci la ciambella che viene inserita al posto della ruota di scorta. È necessario ripetere il collaudo? Sì, è necessario un aggiornamento della carta di circolazione che è possibile fare recandosi presso gli uffici DTT (ex Uffici Provinciali Motorizzazione Civile) o personalmente o incaricandone, dopo l adeguamento, l installatore di fiducia. Al momento della sostituzione decennale del serbatoio cosa succederà? Verrà installato (lo richiedono le norme vigenti) un serbatoio con apparati di sicurezza rispondenti alla ECE/ONU e, di conseguenza, la vettura sarà abilitata al parcamento anche al primo piano interrato. Aprile18 consentono notevoli risparmi Il monitoraggio degli incentivi Le iniziative delle Associazioni Convenzioni e Protocolli di Intesa I benefit standard Già attivati accordi con Il bollo auto non è aumentato ECONOMIA Grazie ai bassi costi di produzione sono economici e consentono notevoli risparmi sia alla bolletta energetica nazionale che all utente finale. Con il gas si risparmia anche fino al 50% sul costo del carburante rispetto alla benzina. Un vantaggio economico al quale si assommano quando disponibili - contributi statali e locali. Il Consorzio Ecogas, in collaborazione con il periodico Ecomobile, sta effettuando il monitoraggio delle iniziative di incentivazione esistenti a livello nazionale e locale, ad opera del Governo, di Enti, Amministrazioni Locali ed Aziende. Si stanno infatti moltiplicando in numerose località i contributi di enti ed amministrazioni locali. Anche le aziende mostrano sensibilità nei confronti dell utilizzo dei carburanti gassosi, ai quali è consentito di circolare liberamente anche in caso di limitazioni al traffico. La mappa è consultabile sul sito Consorzio Ecogas ed Assogasliquidi, hanno messo a punto un pacchetto di contributi ed omaggi per arricchire i benefit dei singoli enti/amministrazioni/aziende. Gli accordi vengono formalizzati attraverso la sigla di: convenzioni - rivolte agli Uffici di Mobility Manager di Area e di Azienda di tutto il territorio nazionale (inquadrate tra le strategie volte ad ottimizzare gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti) protocolli d intesa indirizzati alle Amministrazioni Locali che intendano incentivare e promuovere all interno della propria area territoriale l utilizzo di carburanti gassosi. I benefit standard proposti dalle associazioni tramite le convenzioni e i protocolli: 60 euro di buoni sconto per l acquisto di GPL, generalmente spendibili presso gli oltre 500 distributori in tutta Italia che aderiscono all iniziativa; due controlli gratuiti dell impianto; Atlante dei distributori GPL e metano d Italia Iter Edizioni; abbonamento per un anno alla rivista EcoMobile - A Tutto Gas News. In mancanza di altri incentivi e/o a discrezione dell officina di installazione, sconto 5% per trasformare l autoveicolo a GPL o metano, applicato su prezzi massimi di listino concordati appositamente. Confcommercio Catania, IBM Italia, AMSA Azienda Milanese Servizi Ambientali, Ufficio del Mobility Manger di Area della provincia di Venezia, Regione Piemonte, Province di Milano, Modena, Padova, Parma, Rovigo e Treviso, Comuni di Bologna, Cerea, Cervia, Comiso, Forlì, Legnago, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Perugia, Piacenza, Quattrocastella (RE), Ragusa (solo Consorzio Ecogas), Ravenna, Rimini, Rivoli, Rovigo, San Benedetto del Tronto, San Giovanni Lupatoto, Torino, Vercelli e Verona. Le iniziative possono essere estese in tutta Italia e a tutte le categorie di utenza interessate. La Finanziaria 2007 ha concesso un ulteriore vantaggio: il bollo auto per gli autoveicoli a gas non è aumentato (la tariffa è praticamente congelata al 2006), anche se l auto supera i 100 kw di potenza e qualunque sia la categoria Euro di appartenenza (fatte salve diverse disposizioni regionali). E possibile calcolare l importo della tassa automobilista dovuto sul sito internet dell Agenzia delle Entrate: cliccare su Servizi e scegliere Bollo auto). Aprile19 RISPARMIO I gas sono economici Un esempio di risparmio, la Fiat Punto La tabella prende in considerazione una Fiat Punto, disponibile a benzina, a doppia alimentazione benzina/metano, a doppia alimentazione benzina/gpl e a gasolio a listino. Tra l altro si tratta del modello più trasformato a nei primi nove mesi del Fiat Punto Consumo ciclo combinato per 100 km 1.2 Natural Power 4,2Kg (a metano) Costo carburante euro/unità di vendita Costo carburante per 100 km 0,831/kg 3, GPL 7,2 lt 0,570/lt 4, Multijet 16V 4,5 lt 1,123/lt 5, benzina 5,6 lt 1,293/lt 7,24 Aggiornamento 1 dicembre 2009 Aprile20 La storia: lo Stato incentiva il gas auto dal : incentivi estesi a mezzi fino a tre anni di vita e a persone giuridiche POLITICHE DI INCENTIVAZIONE 1 - GLI INCENTIVI STATALI Fin dal 1998 lo Stato promuove l acquisto e la trasformazione degli autoveicoli a con l iniziativa di incentivazione che oggi è di competenza del Ministero dello Sviluppo Economico (da qui il nome incentivi MSE ). Si tratta di contributi istituiti con il primo provvedimento di rottamazione, via via rifinanziati sebbene non in maniera continuativa e strutturale. Importi, modalità di accesso e beneficiari, sono stati oggetto di modifiche migliorative nel corso degli anni. Per il 2010, dopo l esaurimento delle limitate risorse disponibili il 22 marzo, si attende il rifinanziamento. Alcuni momenti salienti. Dal 28/09/2004, con l entrata in vigore della L. 23/08/2004 n. 239 (G.U. n. 215 del 13/9/2004), a questo tipo di contributi hanno potuto accedere nuove tipologie di mezzi e di beneficiari: autoveicoli fino a tre anni di vita e persone giuridiche. Prima erano riservati solo a persone fisiche e mezzi con meno di un anno di vita. La Finanziaria 2007 rifinanzia per 3 anni ed estende contributi ad Euro 0 e 1 Incentivi per tutti e l ultimo rifinanziamento 350 euro per la trasformazione a GPL e 500 per quella a metano Contributi per gli autoveicoli trasformati di tutte le categorie Con la Finanziaria 2007 sono stati concessi 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, ai quali si aggiungono circa 2 milioni di euro all anno provenienti dalla L. 403/97 E stata inoltre data possibilità di accesso al contributo anche per la conversione di Euro 0 e 1. Infine, i contributi per l acquisto di auto nuove omologate anche a gas, anch essi nuovamente previsti in tale Finanziaria, non rientrano nel pacchetto incentivi MSE ma fanno discorso a sé. I particolari sono stati definiti dal Decreto 11 gennaio 2007 Incentivi per gli autoveicoli alimentati a metano e a gas di petrolio liquido (GPL) G.U. n. 15 del Gli incentivi ripartirono quindi a gennaio 2007 per la trasformazione a GPL o a metano dei veicoli M1 ed N1 entro i tre anni successivi alla data di immatricolazione (650 euro di contributo - rientrano in questa categoria anche gli autoveicoli che vengono acquistati nuovi dal concessionario già equipaggiati a GPL o a metano ma non omologati anche a gas dal costruttore) e di quelli Euro 0 o Euro 1 (350 euro di incentivo). Il successo dei contributi è stato enorme e il 15 giugno 2007 è stato sospeso l intervento in quanto a questa data è risultato impegnato l intero importo di 52 milioni di euro a disposizione per il E quindi entrata in vigore la lista d attesa, chiusa il 31 luglio Con il Milleproroghe (D.l. 31 Dicembre 2007, n. 248) lo scenario è cambiato ancora. Questa la situazione delineata dall articolo 29, chiarita a mezzo circolare dal Ministero dello Sviluppo Economico: Cambiato l importo unitario del contributo statale a far data dal 01/01/2008 (comma 9): le modifiche introdotte prevedono un contributo di euro 350 per l installazione di impianti a GPL e di euro 500 per l installazione di impianti a metano, in virtù del maggior costo dell impianto di conversione. Non esiste più quindi la formula di 650 euro per i veicoli trasformati a gas entro i tre anni dalla prima immatricolazione. Rientrano in questa categoria anche i veicoli acquistati nuovi dal concessionario già equipaggiati a GPL o a metano ma non omologati anche a gas dal costruttore. Estesa la platea dei beneficiari (comma 10): fino a tutto il 2007 potevano accedere a questo tipo di contributi (gli incentivi MSE) Euro 0, Euro 1 e autoveicoli trasformati a gas entro tre anni dall immatricolazione. Con il 2008 l incentivo di cui al comma 9 - viene esteso agli autoveicoli appartenenti a tutte le categorie ( euro 0, euro 1, euro 2, euro 3, Aprile Vedere altro
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