Source: http://confagricolturatn.it/doc/accoll.htm
Timestamp: 2017-06-23 05:05:18+00:00

Document:
accordo contratti agrari
Accordo collettivo in materia di Contratti agrariper la provincia di Trento
Il presente accordo collettivo, stipulato ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 45 della legge 3 maggio 1982 n.203, fissa le seguenti regole generali che le Organizzazioni Professionali Agricole (OO.PP.AA.) della provincia di Trento firmatarie, sono tenute a rispettare e richiamare nell'assistenza alle parti per la stipulazione di accordi in deroga alle norme vigenti in materia di contratti agrari a norma del primo comma dell'art. 45 della citata legge, nella provincia di Trento.
Dette regole generali, su reciproco consenso, saranno adottate dalle parti, con l'assistenza delle rispettive OO.PP.AA., anche per la sostituzione o la modificazione dei contratti in corso o per la composizione di controversie insorte nell'interpretazione o esecuzione degli stessi.
I contratti individuali stipulati successivamente alla data di entrata in vigore del presente accordo dovranno attenersi alle norme inderogabili dello stesso, ai sensi e per gli effetti di cui agli articoli 2065 e 2066 del Codice Civile.
ART. 2 - soggetti autorizzati a prestare l'assistenza contrattuale
Sono legittimati a prestare l'assistenza e a sottoscrivere i contratti individuali unicamente i soggetti che, all'interno della propria O.P.A., siano designati con apposita delibera dell'organo competente.
Ognuna delle Organizzazioni comunica il nome dei soggetti designati alle altre OO.PP.AA. firmatarie, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Allo stesso modo dovranno essere comunicate le eventuali variazioni.
ART. 3 - sostituzione o modificazione di contratti in corso
Le OO.PP.AA. firmatarie del presente accordo si impegnano a promuovere la sostituzione o la modificazione degli accordi in essere ai fini di un adeguamento alle direttive in esso contenute. Tale adeguamento potrà ovviamente avvenire solo su reciproco consenso delle parti.
ART. 4 - rappresentanti della parte concedente e concessionaria
In presenza di impresa famigliare coltivatrice il rapporto intercorre fra il concedente e la famiglia coltivatrice rappresentata, se il concedente lo richiede, da uno dei familiari ( in preferenza dal conduttore come risulta all'Albo degli imprenditori agricoli della provincia di Trento) .
In presenza di pluralità di concedenti, le OO.PP.AA. si impegnano a far designare uno tra loro quale rappresentante e a fargli conferire dagli altri il mandato di riscuotere il canone di affitto, di acquistare diritti, di assumere obbligazioni e di stare in giudizio per conto loro. La designazione ed eventuali sostituzioni o revoche producono effetto dal momento della loro comunicazione al concessionario, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento.
ART. 5 - durata dei contratti di affitto
La durata del contratto di affitto dei fondi rustici è commisurata all'orientamento produttivo del fondo concesso, nonché alle eventuali strutture aziendali e alle effettive condizioni dell'azienda.
Quando oggetto dell'accordo è un'azienda agricola, unica o prevalente fonte di lavoro dell'affittuario, la durata del contratto di affitto non dovrà essere inferiore a 12 anni. Durate inferiori possono essere previste per concessionari che abbiano compiuto 60 anni di età e nella cui famiglia non vi sia almeno una unità attiva, che si dedichi professionalmente alla diretta conduzione o coltivazione dell'azienda, di età inferiore ai 60 anni.
Quando oggetto dell'accordo sono fondi rustici le cui condizioni strutturali consentono l'esercizio di un'impresa valida sotto il profilo tecnico ed economico, ovvero fondi rustici il cui apporto sia essenziale per l'esercizio di tale impresa, la durata del contratto di affitto non dovrà essere inferiore a 9 anni.
Quando oggetto dell'accordo sono fondi rustici utili per l'ampliamento delle condizioni strutturali di un'impresa già di per sè valida sotto il profilo tecnico ed economico, la durata del contratto di affitto non dovrà essere inferiore a 5 anni.
Nel caso sia previsto l'impianto o il rinnovo dell'impianto di colture legnose specializzate, di colture arbustive o di asparago, la durata del contratto di affitto non dovrà essere inferiore a 9 anni a decorrere dalla data di impianto e a 15 anni se l'impianto di colture legnose specializzate viene eseguito a totale carico dell'affittuario.
Per le particelle di terreno che, in conformità con gli strumenti urbanistici vigenti o in itinere presso i competenti organi, siano a destinazione diversa da quella agricola e per quelle ubicate nelle zone particolarmente svantaggiate di cui all'art. 7 della legge provinciale 14/92 purché non investite a colture specializzate e in quei casi di locazione, che vengano riconosciuti e definiti come particolari dalle Organizzazioni Professionali Agricole firmatarie, le parti, con l'assistenza delle rispettive OO. PP.AA., potranno convenire durate minime diverse.
Per colture particolari relative al vivaismo, alle orticole in serra, alle floreali/ornamentali, le parti potranno convenire durate diverse da definire attraverso la libera contrattazione.
ART. 6 - risoluzione dei contratti
I contratti di affitto disciplinati dal presente accordo si intendono risolti alla scadenza prestabilita senza necessità di disdetta.
Le parti, con l'assistenza delle rispettive OO.PP.AA., assumono l'impegno di incontrarsi, almeno un anno prima della scadenza, per convenire la rinnovazione del contratto o per concordare la stipulazione di un nuovo accordo ovvero per definire le condizioni per la riconsegna dei fondi.
Le OO.PP.AA. si impegnano in caso di prosecuzione del rapporto di affittanza, dopo la scadenza, a favorire la preferenza del precedente affittuario, a parità di condizioni, rispetto a terzi. In tale ipotesi il concedente si impegna a comunicare all'affittuario il contenuto delle offerte eventualmente ricevute da terzi, con lettera raccomandata con avviso di ricevimento, almeno 30 giorni prima della scadenza del contratto.
ART. 7 - miglioramenti fondiari
Ciascuna delle parti può eseguire miglioramenti fondiari, addizioni e trasformazioni degli ordinamenti produttivi, dei fabbricati rurali e delle strutture aziendali, funzionali all'esercizio dell'attività dell'impresa e proporzionati alla redditività ed al valore economico del fondo.
In mancanza di preventivo accordo la parte che intende eseguire detti miglioramenti, prima di ricorrere alla ordinaria procedura amministrativa disciplinata dall'art. 16 della legge 203/82, promuove un tentativo di accordo in sede sindacale, col l'assistenza delle rispettive OO.PP.AA., inviandone notizia all'altra parte mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Trascorsi 30 giorni dalla data di ricezione della raccomandata senza il raggiungimento dell'accordo, le parti saranno libere di adire alle vie previste per legge.
Nel caso in cui i miglioramenti siano effettuati a totale carico dell'affittuario, il canone di affittanza è riferito alla situazione del fondo antecedente il miglioramento. In alternativa può essere concordata una sospensione o una riduzione del pagamento del canone fino alla sostanziale copertura degli oneri sostenuti, che possono venir quantificati anche in maniera forfettaria.
Resta esclusa, per ciascuna delle parti, la possibilità di eseguire miglioramenti negli ultimi tre anni di durata del contratto, salvo casi eccezionali.
ART. 8 - canone di affitto
La determinazione del canone viene stabilita in denaro con importo unitario predeterminato e preferibilmente ricompreso entro i valori tabellari previsti per l'equo canone, salvo condizioni più favorevoli per l'affittuario.
Eventuali deroghe dovranno comunque:
o essere stabilite in denaro nell'ambito di quanto previsto dal successivo art.9;
o far riferimento ad una determinata quantità dei principali prodotti relativi alle colture praticate sul fondo entro i limiti stabiliti nel seguente art.10.
Per colture diverse da quelle considerate nei seguenti articoli 9 e 10 il canone non potrà superare i limiti tabellari previsti per l'equo canone.
Qualora l'applicazione della politica agricola comunitaria, nazionale o provinciale introduca elementi di squilibrio tra le originarie prestazioni, le OO.PP.AA. stipulanti si impegnano a convenire meccanismi di modificazione della struttura o del livello del canone.
Per durate contrattuali superiori a quelle minime previste dall' articolo 4, il canone sarà maggiorato sin dall'inizio della locazione, d'accordo fra le parti, in funzione della maggior durata pattuita, nella misura del 2% annuo.
Per colture particolari, relative al vivaismo e a colture floreali/ornamentali e orticole in serra, il canone può venir determinato con libera contrattazione delle parti.
Per particolari colture arboree specializzate non menzionate e per situazioni non contemplate si farà riferimento a quelle più vicine per caratteristiche e produttività. ART. 9 - canoni d'affitto in deroga
A) Vigneti
Per i vigneti specializzati di pianura si potrà derogare dall'equo canone con riferimento alle seguenti indicazioni.
ZONA A: Individuata dai terreni pianeggianti siti nei comuni di Roverè della Luna, Mezzolombardo, Mezzocorona, S.Michele a/A, Faedo, Lavis, Zambana, Nave S.Rocco, Trento.
o per la varietà Teroldego Rotaliano Doc, il canone può derogare in misura non superiore a + 70% rispetto al valore massimo definito per l'equo canone - vigneti specializzati di pianura - prima classe.
o per le varietà di uve bianche pregiate, Lagrein, Cabernet, Marzemino, Pinot Nero il canone può derogare in misura non superiore a + 40% rispetto al valore massimo definito per l'equo canone - vigneti specializzati di pianura - prima classe.
o per le varietà ordinarie, Schiava, Lambrusco, Merlot il canone può derogare in misura non superiore a + 40% rispetto al valore massimo definito per l'equo canone - vigneti specializzati di pianura - seconda classe.
ZONA B: Individuata dai territori pianeggianti non ricompresi nelle zone A e C.
o per le varietà di uve bianche pregiate, Lagrein , Cabernet, Marzemino, Pinot Nero il canone potrà derogare in misura non superiore a + 20% rispetto al valore massimo previsto per l'equo canone - vigneti specializzati di pianura - prima classe.
o per le varietà di uve ordinarie, Schiava, Lambrusco, Merlot, ecc. il canone potrà derogare in maniera non superiore al + 20% rispetto al valore massimo previsto per l'equo canone - vigneti specializzati di pianura - seconda classe.
ZONA C: Individuata dai terreni pianeggianti siti nei comuni di Ala e Avio.
o per le varietà bianche pregiate, Lagrein, Cabernet, Marzemino, Pinot Nero il canone non potrà superare il valore massimo previsto per l’equo canone - vigneti specializzati di pianura - prima classe.
o per le varietà di uve ordinarie, Schiava, Lambrusco, Merlot il canone non potrà superare il valore massimo previsto per l'equo canone - vigneti specializzati di pianura - seconda classe.
NOTE. I valori massimi si intendono applicabili nelle condizioni ottimali e cioè a vigneti con impianti specializzati e sesti regolari, dotati di impianto irriguo, in piena produzione, accessibili e lavorabili agevolmente con mezzi meccanici. Non è considerato pianeggiante il terreno con pendenza media superiore al 10% e/o con altitudine media superiore ai 500 m. slm. In mancanza di dette condizioni sarà applicato un canone proporzionalmente ridotto. Per eventuali varietà non menzionate nei punti precedenti si farà riferimento a quelle più simili per caratteristiche e produttività.
B) Frutteti
Per i frutteti si potrà derogare all'equo canone con riferimento alle seguenti indicazioni.
ZONA VALLE DI NON E SOLE
o per terreni accessibili con mezzi meccanici il canone può derogare in misura non superiore a + 70% rispetto al valore massimo definito per l'equo canone - frutteti - seconda classe.
o per terreni non accessibili con i normali mezzi meccanici il canone non può superare il valore massimo definito per l'equo canone - frutteti - seconda classe ZONA VALSUGANA, VALLE DEI LAGHI, BASSO SARCA e altre zone collinari.
o il canone potrà derogare in misura non superiore al + 20% rispetto al valore massimo definito per l'equo canone - frutteti - prima classe.
ZONA VALDADIGE e VALLAGARINA
o il canone non potrà superare il valore massimo definito per l'equo canone - frutteti - prima classe.
NOTE. I valori massimi si intendono applicabili nelle condizioni ottimali e cioè a frutteti con impianti specializzati e sesti regolari, dotati di impianto irriguo, in piena produzione, accessibili e lavorabili agevolmente con mezzi meccanici. Non è considerato pianeggiante il terreno con pendenza media superiore al 10% e/o con altitudine media superiore ai 800 m. slm. In mancanza di dette condizioni sarà applicato un canone proporzionalmente ridotto. Per eventuali varietà non menzionate nei punti precedenti si farà riferimento a quelle più simili per caratteristiche e produttività. ART. 10 - Canone in quantità di prodotto
Considerata l'estrema varietà di vitigni, le differenze di resa e di valore del vino prodotto, il canone per l'affitto dei terreni coltivati a vigneto non dovrà eccedere il valore in denaro delle quantità di uva indicate nella seguente tabella 1.
Il prezzo delle uve applicato sarà la media di quello liquidato nelle tre annate precedenti (i cui dati siano disponibili) dalle cantine di riferimento della zona che le OO.PP.AA. si impegnano ad individuare.
NOTE: Non è "pianeggiante" il terreno con pendenza media superiore al 10% e/o altitudine superiore ai 500 m. slm. I valori "max" sono riferiti ad impianti specializzati, con sesti d'impianto regolari, dotati di impianto irriguo, accessibili e agevolmente lavorabili con i normali mezzi meccanici, in piena produzione.
Considerata l'estrema varietà delle specie, delle varietà nonché dei cloni e dei soggetti anche in relazione al valore dei prodotti ottenibili, l'affitto dei terreni coltivati a frutteto specializzato non dovrà eccedere il valore in denaro delle quantità di frutta indicate nella seguente tabella 2.
Il prezzo della frutta applicato, sarà quello medio liquidato nelle tre annate precedenti, i cui dati siano disponibili, dalle cooperative ortofrutticole di riferimento della zona, che le OO.PP.AA. si impegnano ad individuare.
NOTE: Non è "pianeggiante" il terreno con pendenza superiore al 10% e/o altitudine superiore agli 800 m. slm. I valori "max" sono riferiti ad impianti specializzati, con sesti regolari, su portainnesto clonale, accessibili e agevolmente lavorabili con i normali mezzi meccanici, dotati di impianto irriguo, in piena produzione.
TABELLA 1	Canone d’affitto massimo q.li/ha
docvitignocollinapianura
TrentinoMoscato rosa	15,018,0
TrentinoMoscato Giallo, Pinot Nero	18,021,5
TrentinoMarzemino, Cabernet 19,523,5
TrentinoVino Santo, Riesling Renano, Muller Thurgau, Traminer aromatico, Pinot Grigio, Nosiola, Lagrein
TrentinoRiesling Italico, Pinot Bianco, Chardonnay, Merlot	22,527,0
RotalianoTeroldego	25,530,5
CaldaroSchiava e altro	21,025,0
ValdadigeVitigni vari	25,0
CastellerVitigni vari	25,0
SorniVitigni vari	24,029,0
—Uve per vini da tavola	28,035,0
Trento SpumanteChardonnay, Pinot Bianco, Pinot Nero, Meunier	22,527,0
Canone d’affittomassimo q.li/ha
a) MELOcollinapianura
Golden Delicious	7281
Delicous Rosse	5463
Morgenduft	8190
Granny Smith	---63
Gala	5463
Stayman	---63
Renetta Canada	54---
b) ALTRE SPECIE Pero (varie)	50 57
Susina Dro	--- 54
Kiwi	--- 45
Lampone	8,0 9,0
Rovo	13,515,0
Ribes Rosso	4,5 5,0
Mirtillo Gigante	2,7 3,0
ART. 11 - spese per organismi collettivi di miglioramento
Le spese necessarie per l'esecuzione e la manutenzione straordinaria delle opere dei consorzi di miglioramento fondiario, irrigui, di bonifica sono ad esclusivo carico del proprietario (salvo quanto previsto dal successivo comma 3), mentre le spese consortili di esercizio sono a carico dell'affittuario.
Le parti potranno concordare il pagamento da parte del conduttore dell'intera spesa effettuandosi il rimborso degli oneri straordinari al saldo annuale del canone.
Nel caso di realizzazione, da parte dei consorzi di cui al comma 1), di opere che migliorino sensibilmente la produttività del fondo, le parti con l'assistenza delle rispettive OO.PP.AA., potranno concordare un adeguamento del canone annuale.
ART. 12 - controversie fra le parti
In caso di controversie nascenti dall'interpretazione ed esecuzione dei singoli contratti stipulati successivamente alla data odierna, ogni parte firmataria del presente accordo collettivo, prima di ricorrere all'Assessorato all'Agricoltura ed all'Autorità Giudiziaria, secondo quanto previsto dall'art. 46 della L. 203/82, è tenuta ad esperire un tentativo di conciliazione in sede sindacale con l'assistenza delle rispettive OO.PP.AA., inviandone notizia all'altra parte e alle OO.PP.AA., mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento.
Trascorsi 30 giorni dalla data di ricezione della raccomandata di cui al comma 1) senza che la composizione della controversia sia stata raggiunta, le parti saranno libere di adire alle vie previste per legge.
ART. 13 - efficacia dell'accordo collettivo
Il presente accordo collettivo è efficace per tre anni a decorrere dalla data odierna e si rinnova automaticamente, fatta salva la facoltà di disdetta da parte di ciascuna delle OO.PP.AA. stipulanti. Tale facoltà si esercita con l'invio di lettera raccomandata con avviso di ricevimento a tutte le altre organizzazioni stipulanti con preavviso di almeno sei mesi rispetto alla scadenza.
Per l'Unione Provinciale Contadini...................................................................................................
Per l' Unione Provinciale Agricoltori.................................................................................................
Per la Confederazione Italiana Agricoltori.......................................................................................
Per l'Ass. Naz. Coltivatori a Contratto Agrario della C.I.A. ...............................................................
Per l'Associazione Contadini Trentini...............................................................................................
Per la Federazione Coltivatori Trentini.............................................................................................
Per le A.C.L.I. Terra.......................................................................................................................
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References: ART. 2

ART. 3

ART. 4

ART. 5

ART. 6

ART. 7

ART. 8
 art.9
 art.10
 articolo 4
 ART. 9
 ART. 10

ART. 11

ART. 12

ART. 13