Source: http://www.serraclubitalia.com/premi-e-concorsi/archivio/concorso-scolastico-nazionale/
Timestamp: 2017-04-24 20:56:22+00:00

Document:
Concorso Scolastico - Serra International Italia
XIII Edizione 2015-2016
La commissione composta da quattro socie serrane: Rosanna Ballan (club di Padova), Grazia Buggiani (Club di S.Miniato), Mary Semprini Ancarani (club di Viterbo), Rosanna Martino (club di Aversa) ha proceduto alla correzione di un cospicuo numero di elaborati realizzati in varie forme espressive, tutti apprezzabili per creatività ed originalità.
La premiazione si svolgerà a Matera, Domenica 12 Giugno 2016 presso l’Auditorium dell’Hotel Palace alle ore 9.00 e sarà allietata dai brani musicali ed esibizione di gruppi di danza. Gli alunni premiati, accompagnati dal docente referente o da un genitore, saranno ospiti del Consiglio Nazionale del Serra a pranzo.
Vi aspetto numerosi per “fare festa” insieme, per gioire della presenza dei giovani che tanto si sono impegnati nella prova concorsuale. Per la buona riuscita della manifestazione, è gradito un cenno di adesione da far pervenire entro il 20 Maggio alla segreteria nazionale.
Grazie della vostra preziosa collaborazione ed arrivederci a Matera !
La Commissione nazionale del concorso scolastico anno 2015/2016, avendo preso in considerazione un notevole numero di elaborati, tutti apprezzabili per creatività ed originalità e per la sensibilità con cui è stata trattata la traccia, ha selezionato i seguenti vincitori cui assegna le borse di studio, come previsto dall’art.6 del bando di concorso:
• Classe IV C II circolo didattico “Garibaldi” di Altamura
• Sara Curti III A Istituto Comprensivo “P.Egidi” di Viterbo
• Laura Scuderi III D Istituto Comprensivo “Rodari” di Acireale
• Nathalie Morettoni IV A Liceo scientifico “S.Gallo” di Montepulciano
• Florencia Belen Bianco III IIS “Pacinotti Bagnone” di Pontremoli
• Myriam Traulo V Liceo scientifico “Gulli Pennisi” di Acireale
all’allievo Francesco Putarani Liceo classico “Calasanzio” di Carcare (Savona)
agli allievi delle classi V A-V B Istituto Comprensivo – plesso Sant’Agnese –Matera
Aversa 3 maggio 2016
La coordinatrice della commissione del concorso scolastico.
Prof.ssa Rosanna Martino
Concorso Scolastico nazionale 2013: i vincitori
La Commissione Cultura e Premi del Consiglio nazionale di Serra International Italia, coordinata da Maria Rosaria Cacciabovi De Cesaris ha diffuso l’elenco dei vincitori del Concorso scolastico 2012/2013 la cui traccia, ricordiamo, era: “La fede e la ragione sono come due ali , con le quali lo spirito umano si innalza verso la contemplazione della verità” (Giovanni Paolo II dall’Enciclica Fides et Ratio). Esprimi le tue impressioni in proposito, anche in base alle esperienze personali di carità intesa come manifestazione di fede, che, con la ragione, è espressione di un unico dono.”
La cerimonia di premiazione avrà luogo a Roma, in occasione della riunione del Consiglio Nazionale, domenica 26 maggio alle ore 09,00 presso l’Istituto “CasaLa Salle” ubicato in via Aurelia, n. 472 , facilmente accessibile sia dal Raccordo anulare (uscita Aurelia-Vaticano) che con i vari mezzi pubblici.
I club interessati informeranno dell’esito del concorso le Scuole e gli alunni vincitori organizzando la eventuale partecipazione alla cerimonia di premiazione.
Sezione Scuola Materna:
Menzione : - Ist. Collettivo sez. “Le mele gialle e rosse di Biancaneve”
- Scuola materna paritaria Maria Ferrari L’Aquila;
- Scuola dell’infanzia M. Cavagna sez. Arcobaleno, Sassa (AQ);
- Scuola dell’infanzia paritaria B. Nardis, S. Gregorio( AQ).
1° classificato: Scuola Familiare di Nomadelfia
2° classificato ex-aequo: – Scuola elementare Garibaldi di Altamura
- Scuola Primaria Statale Grignano Polesine Rovigo
3° classificato ex-aequo: - Scuola S. Marta Arezzo
- Silvia Poggioli Ferrara
Menzioni: – Scuola Damilano I. C. Pertini Ovada
- Emanuele Ferrara Scuola Paolo VI Roma
- Cartellone Verità Fede Ragione S. Miniato
1° classificato: – Menichelli Scuola Maestre Pie L. Filippini Montefiascone Viterbo
2° classificato: – Cecchetti A. Scuola C. A. Farina Venezia Mestre
3° classificato: – Zella C. Scuola Media Statale M. Novaro Imperia
Menzioni: – Davide Rinaldi Ist. Paritario S. Benedetto Catania
- Vasti Damiano – Pascale Ist. G. Leopardi Potenza
1° classificato: – Vito Antonio Amico Lic. Scient. P. Paolo Pasolini Potenza
2° classificato ex- aequo: – Angela Ventura Lic. Classico E. Duni Matera
- Giulia Ragonesi Ist. G. Merlini V Liceo Viterbo
3° classificato ex aequo: – Chiara Giglioni Ist. Tecnico Piancastagnaio(SI)
- Stella Neri V Lic. Linguistico Nomadelfia
Bando del IX Concorso scolastico nazionale 2012 – 2013
Premessa Tra le iniziative promosse per diffondere la cultura cattolica e la sensibilizzazione alle vocazioni religiose, il Consiglio Nazionale del Serra Italiano (in seguito denominato CNIS), consapevole dell’utilità dei concorsi scolastici a livello locale e dell’inserimento nel contesto sociale, bandisce il IX Concorso scolastico nazionale.
Art. 1 – Obiettivi Il Concorso è finalizzato a promuovere la cultura cattolica ed ad evidenziare gli ideali dell’Associazione Serra Italia. La partecipazione al Concorso prevede, secondo le modalità descritte nell’art.2, la presentazione di lavori che illustrino, con originalità ed immediatezza, le riflessioni elaborate attraverso le azioni della scuola, per attualizzare gli obiettivi e le finalità del Concorso.
La traccia è la seguente :
“La fede e la ragione sono come due ali , con le quali lo spirito umano si innalza verso la contemplazione della verità” (Giovanni Paolo II dall’Enciclica Fides et Ratio).
Esprimi le tue impressioni in proposito, anche in base alle esperienze personali di carità intesa come manifestazione di fede, che, con la ragione, è espressione di un unico dono.”
Art .2 – Destinatari e modalità di partecipazione
Al Concorso Nazionale possono partecipare i primi tre vincitori di ogni ordine e grado delle scuole (elementari, medie, superiori), con i lavori realizzati per il Concorso organizzato da un Serra Club italiano che intenda aderire poi ad un concorso nazionale. Gli elaborati vincitori del concorso locale saranno inviati al CNIS a cura del Serra club organizzatore.
I lavori saranno valutati dalla “Commissione concorso nazionale”, che sarà composta da cinque membri serrani, esperti e/o docenti particolarmente attenti e sensibili alla tematica proposta. La Commissione nazionale valuterà gli elaborati, a suo insindacabile giudizio, tenendo conto degli elementi di particolare originalità e significatività, sia sotto il profilo dei contenuti che della modalità di realizzazione. La Commissione sceglierà, individuando per ognuna delle tre fasce, (elementare, media e superiore), tre elaborati (temi, poesie, disegni, lavori multimediali, brani musicali, meritevoli di premi di cui al successivo art.5).
I lavori dovranno essere inviati, a cura dei singoli Club organizzatori dei Concorsi scolastici locali, con l’indicazione della scuola del partecipante o partecipanti, i dati anagrafici dei partecipanti, una copia del bando di concorso locale e l’indicazione del premio assegnato a livello locale, in triplice copia, oltre all’originale, alla Segreteria del Concorso Nazionale entro il 18 Febbraio 2013, al seguente indirizzo:
COOPERATIVA FANI SERVIZI – Piazza San Lorenzo, 10 - 01100 Viterbo
Tel. 0761 – 303231 E-mail: coop.fani@ libero.it
Sarà dato il massimo risalto alle varie fasi del concorso sia attraverso cerimonie che attraverso la pubblicazione delle selezioni.
A ciascuno dei tre vincitori delle tre fasce scolastiche, verranno assegnati i seguenti premi:
1° premio: pari ad € 500,00.
2° premio: pari ad € 300,00.
3° premio: pari ad € 150,00.
Nel caso che l’elaborato meritevole di premiazione sia stato presentato da un gruppo, il premio verrà assegnato ad un componente del gruppo delegato, ma a favore di tutto il gruppo medesimo.
L`esito della selezione sarà comunicato entro il 30 Aprile 2013 al Presidente del Club organizzatore aderente al concorso scolastico nazionale che, a sua volta, lo comunicherà ai partecipanti ed ai vincitori. La premiazione avverrà a Roma domenica 26 maggio 2013. Nel caso di difficoltà dei vincitori a partecipare alla premiazione nazionale, il premio assegnato verrà consegnato in sede locale dal Presidente del CNIS o suo delegato, in data e sede da stabilirsi. Gli elaborati vincitori del Concorso Nazionale saranno menzionati sulla rivista, a tiratura internazionale, il Serrano, e sul sito internet www.serraclubitalia.it – Premi e concorsi.
Il Presidente del C.N.I.S. Commissione Cultura e Premi – Il Coordinatore
Avv. Antonio Ciacci Dott.ssa Maria Rosaria Cacciabovi De Cesaris
La traccia è la seguente:“L’ultimo atto della creazione di Dio è l’uomo, la creatura che ama maggiormente fino al punto di sacrificare per lui il suo unico figlio. Tuttavia Dio dà ad ogni essere umano la libertà di scegliere: vivere con Lui o senza di Lui. Esprimi il tuo pensiero in proposito”.
tel.0761-303231 e-mail: coop.fani@libero.it
Bando del VII° Concorso scolastico nazionale 2010/2011
Tra le iniziative promosse per diffondere la cultura cattolica e la sensibilizzazione alle vocazioni religiose, il Consiglio Nazionale del Serra Italiano( in seguito denominato CNIS), consapevole della utilità dei Concorsi scolastici a livello locale e dell’inserimento nel contesto sociale,tramite la Scuola, bandisce il VII° Concorso scolastico nazionale.
Il concorso è finalizzato :-a promuovere la cultura cattolica;-a evidenziare gli ideali dell’Associazione Serra Italia. La partecipazione al concorso prevede, secondo le modalità descritte nell’art.2, la presentazione di lavori che illustrino, con originalità ed immediatezza, le riflessioni elaborate attraverso le azioni della scuola,per attualizzare gli obiettivi e le finalità del concorso.La traccia è la seguente: “ L’amicizia cos’è, secondo te? Ti senti amico di Cristo?”
Art.2 – Destinatari e modalità di partecipazione
Al concorso nazionale possono partecipare i primi tre vincitori di ogni ordine e grado della scuola(elementari; medie; superiori), con i lavori realizzati per il concorso organizzato da un Serra Club italiano che intende aderire poi al concorso nazionale.Gli elaborati vincitori del concorso locale saranno inviati al CNIS a cura del Serra Club organizzatore.
Art.3 – Valutazione degli elaborati
I lavori saranno valutati dalla “Commissione concorso nazionale”, appositamente nominata dalla Commissione cultura del CNIS , che sarà composta da cinque membri serrani o non, esperti e/o docenti particolarmente attenti e sensibili alla tematica proposta. La Commissione nazionale valuterà gli elaborati, a suo insindacabile giudizio, tenendo conto degli elementi di particolare originalità e significatività, sia sotto il profilo dei contenuti che della modalità di realizzazione. La Commissione sceglierà, individuando per ognuna delle tre fasce, (elementare,media e superiore), tre elaborati ( temi o poesie o disegni), meritevoli dei premi di cui al successivo art.5.
Art.4 – Termini
I lavori dovranno essere inviati , a cura dei singoli Club organizzatori dei Concorsi scolastici locali,con l’indicazione della scuola del partecipante o partecipanti , i dati anagrafici dei partecipanti, una copia del bando di concorso locale e l’indicazione del premio assegnato a livello locale alla Segreteria del Concorso nazionale entro il 28 Febbraio 2011, al seguente indirizzo SEGRETERIA SERRA INTERNATIONAL ITALIA – Concorso scolastico nazionale -COOPERATIVA FANI SERVIZI -Piazza San Lorenzo, 10 01100 VITERBO Tel. 0761-303231 E-mail: coop.fani@libero.it
Art.5 – Premiazione
1°Premio: un computer portatile;
2°Premio: una macchina fotografica digitale;
3° Premio: un lettore DVD.
Nel caso che l’elaborato meritevole di premiazione sia stato presentato da un gruppo, il premio verrà assegnato ad un componente del gruppo delegato ma a favore di tutto li gruppo medesimo. L’esito della selezione sarà comunicato entro il 15 Maggio 2011 al Presidente del Club organizzatore aderente al Concorso scolastico nazionale che, a sua volta, lo comunicherà ai partecipanti ed ai vincitori. La premiazione avverrà in luogo e data stabilita dal CNIS, possibilmente in occasione di una sua riunione. Nel caso di difficoltà dei vincitori a partecipare alla premiazione nazionale Il premio assegnato verrà consegnato in sede locale dal Presidente del CNIS o suo delegato., in una data e sede da stabilirsi. Gli elaborati vincitori del concorso nazionale saranno menzionati sulla rivista, a tiratura internazionale, “Il serrano”e sul sito internet : www.serraclubitalia.it- (Premi e concorsi)
Notizie relative al concorso ed ai risultati saranno inviati ai media e pertanto la partecipazione al concorso implica l’autorizzazione al trattamento dei dati personali. Il bando del concorso sarà consultabile sul sito WEB: www.serraclubitalia.it (Premi e concorsi).
Il Coordinatore (dott. Teodato Pepe)
Vincitori Anno in Corso
Premiati i vincitori del IV concorso nazionale
Giunto alla conclusione della quarta edizione, il concorso studentesco nazionale del Serra italiano si conferma come una iniziativa davvero importante e meritatamente apprezzata negli ambienti scolastici di tutta Italia. Ciò è attestato, tra l’altro, dalla partecipazione numerosa e qualificata dei lavori giunti da ogni parte del nostro paese e che la commissione nazionale, presieduta dalla dott. Maria Madiai, ha esaminato con cura, formulando alla fine una graduatoria per le tre categorie previste dal bando, ossia quella delle scuole primarie, delle medie inferiori e degli istituti di secondo grado.
Le tracce proposte agli studenti, erano, in questa edizione, impegnative, stimolanti e ricche di contenuti. Eccone una: “per il SI detto da una donna è nato “uno dei grandi profeti” , “il più grande comunicatore”, per noi “il figlio di Dio, il Salvatore degli uomini”, Gesù.
Storia, filosofia, arte, etica e religioni negli ultimi 2000 anni di vita in occidente. Cosa resta di questo percorso? Cosa resta della valorizzazione di una donna di 2000 anni fa ?”
A schiere i giovani si sono cimentati e appassionati nello svolgimento del tema proposto, e va fra l’altro notato che non sono mancati, tra i partecipanti, studenti di religione diversa dalla cattolica. Poi apposite giurie costituite all’interno dei singoli club hanno provveduto a selezionare i lavori meritevoli e ad inviarli alla commissione nazionale, che ha stilato la classifica finale.
Con la doverosa solennità, la cerimonia di premiazione si è tenuta a Roma. Sono intervenuti la Presidente nazionale del Serra,Gemma Sarteschi, – la quale ha entusiasticamente sottolineato il significato dell’iniziativa e l’importanza che il nostro sodalizio intende attribuirle – e la dott.ssa Maria Madiai che ha riferito, con accenti di plauso, sull’andamento del concorsoe sull’incoraggiante livello dei lavori esaminati.
Per le scuole primarie il primo premio è stato assegnato alla quinta classe della scuola «Giovanni Paolo II» di Capitignano (L’Aquila), e precisamente agli alunni Gianlorenzo Barigelli, Mirko Cerone, Chiara Cialfi, Stefano De Santis, Francesca Marchetti, Konstancja Otczicz, i quali hanno presentato un bellissimo poster poeticamente esaltante il valore del cristianesimo e la nuova via aperta all’umanità dal SI di Maria. A riprova della considerazione in cui è stato tenuto il lavoro dei giovani artisti, sono intervenuti alla manifestazione, prendendo la parola, il sindaco di Capitignano dott. Maurizio Pelosi e la dirigente scolastica prof.ssa Carla Gonnelli. Il secondo premio è andato alla parrocchia S. Giorgio Maggiore di Carpeneto (Alessandria), e il terzo all’alunno Andrea Carli di Grosseto.
Per le scuole medie inferiori ad aggiudicarsi il primo premio è stato Vincenzo Santoriello dell’Istituto Maria Immacolata di Pinerolo (Torino), il secondo Riccardo Martarello della scuola media «Casalini» di Rovigo e terzo Federico Cerboni di Grosseto.
Per le scuole secondarie superiori il primo premio è stato vinto dall’alunna Arianna Giuliano dell’istituto «Michele Amari» di Giarre (Acireale), il secondo da un gruppo di alunni (Alberto Piccolo, Rachele Stroppa. Alice Ferrarese, Enrico Dellamorte) del liceo scientifico «Paleocapa» di Rovigo, e il terzo da Federica Feltri dell’Istituto statale d’arte di Catania.
Come annunciato nel bando, ai primi classificati è stato regalato un computer portatile, ai secondi un apparecchio fotografico digitale, ai terzi un lettore DVD.
Numerosi i parenti e i docenti dei partecipanti, convenuti a Roma per festeggiare i bravissimi studenti.
Una giovane donna ebrea, Maria, con il suo sì all’Angelo annunciatore, ha aperto una nuova strada all’umanità. Rifletti su questo gesto di sottomissione e di abbandono al disegno divino e in particolare sul fatto significativo che ad esserne protagonista è stata una donna.
“Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”: con queste parole pronunciate da Maria ha inizio una nuova, fondamentale pagina nella storia dell’umanità e nel cammino di salvezza. Sono parate piene di significato, ognuna di essa è fonte di riflessione per ogni cristiano chiamato a confrontarsi con la propria vocazione, e in particolare noi giovani che in questi anni della nostra vita siamo chiamati a compiere scelte importanti, scelte che dovrebbero essere coerenti con la fede che professiamo. Non si tratta di un cammino semplice, anzi spesso ci lasciamo sopraffare dai dubbi, dalle incertezze, non riusciamo ad abbandonarci completamente Maria, invece con il suo “Eccomi” rappresenta l’esempio più alto di essere umano che accoglie, pur non comprendendolo a pieno, la sua vocazione, ciò a cui è stata chiamata, diventare la madre di Dio.
Il racconto dell’Annunciazione, infatti, è un racconto di vocazione e perciò è un racconto che ci riguarda, perché tutti siamo segnati da una vocazione, da una chiamata. Anche a noi, in modi diversi, Dio ha mandato un Angelo per consegnarci un messaggio e la nostra vita non è altro che la risposta alla chiamata del Signore, Dovremmo seguire Maria per imparare il “si”, per imparare l”Eccomi!”. La grande libertà che Dio lascia a noi uomini mi ha sempre colpito motto; l’Onnipotente parla, chiede, chiarisce anche attraverso i segni, ma non costringe.. Maria non si sente costretta, ma sa bene Chi è che le chiede di accogliere in sé il sublime mistero: è Dio in Persona che lei ama da sempre con tutta se stessa e di cui si fida pienamente. Anche non sapendo nulla di ciò che stesse per accadere e non essendo a conoscenza delle conseguenze del suo gesto, Maria ha detto “Sì” all’angelo; un sì incondizionato, piegandosi al volere di Dio, che tra tante donne aveva scelto lei, la più umile, semplice e buona per farla diventare la Madre di Dio.
Rileggendo il brano dell’Annunciazione, una parola che mi ha sempre colpito molto è “serva”. L’Angelo viene mandato a Nazareth, cioè nel “Terreno dell’umiltà” perché nel terreno dell’umiltà è nata la vocazione di Maria., la cui grandezza sta proprio nella sua umiltà. Maria non si inorgoglisce per la predilezione che Dio ha mostrato nei suoi confronti, sa di essere protagonista e al tempo stesso serva della volontà divina, per questo sceglie liberamente e spontaneamente di pronunciare il suo sì. In noi, invece è proprio l’orgoglio che ci impedisce l’apertura della nostra libertà, impedisce la lealtà del sì e dell’Eccomi. L’Eccomi di Maria è un Eccomi totalmente leale, senza limiti e tentennamenti. È un Eccomi limpido, molto diverso da quello che pronunciamo noi: il nostro si, spesso, è pieno di paure, di perplessità quasi che non riuscissimo a fidarci pienamente di Dio, ad accettare il progetto che Egli ha su ognuno di noi ed è per questo, forse, che chiudiamo la porta alla vera felicità. Dio sta sulla porta e bussa, sta a noi, alla nostra volontà, aprire e dire “Eccomi”.
Nell’annuncio dell’angelo c’è un riferimento importante: l’esperienza di Elisabetta, che rappresenta un modo per collegare tra loro, nella Storia, i due eventi che fanno parte dì un unico progetto. Maria doveva sapere di Elisabetta: Giovanni, infatti, sarebbe nato per preparare la strada alla venuta di Gesù. Prima della chiamata di Maria c’è stata la chiamata di Elisabetta, perché nessuna vocazione è solitaria, neanche la vocazione di Maria: tutto si muove secondo un disegno per cui le vocazioni devono convergere per formare un quadro unitario.
L’incontro di Maria con l’Angelo ha cambiato la Storia, da quando il Figlio di Dio aveva iniziato a vivere nel suo grembo era successo un fatto straordinario, destinato a stravolgere la valutazione di tutti gli eventi storici futuri: Dio si era dichiarato nella Storia, venendo lui stesso a fame parte. E per fare questo aveva scelto una semplice ragazza ebrea.
Per comprendere totalmente la portata di questo evento è necessario soffermarsi sui ruolo e la condizione della donna nella società ebraica del I sec. a.C. Innanzitutto la donna ebrea, ai tempi di Gesù, non era ammessa all’istruzione religiosa: secondo i rabbini questa esclusione era motivata dal fatto che riguardo alla Parola di Dio nella Bibbia è scritto “la insegnerete ai vostri figli” (Dt 11,19). Se il Signore – così veniva precisato – avesse voluto che l’insegnamento fosse esteso anche alle donne, avrebbe aggiunto “alle vostre figlie”; la donna, inoltre, non partecipava alla vita pubblica del suo popolo, quando usciva di casa doveva tenere sempre il viso nascosto da veli che coprivano il viso, quasi a rendere impossibile il riconoscimento.
Per la sua particolare condizione fisiologica la donna viveva in una situazione di perenne impurità (Lv 15,19-30), e per questo era considerata l’essere umano più distante da Dio. Nel mondo giudaico l’arrivo di una figlia era considerato un’autentica sciagura, come si legge dal Siracide: “Una figlia è per il padre un’inquietudine segreta, la preoccupazione per lei allontana il sonno: nella sua giovinezza, perché non sfiorisca, una volta accasata, perché non sia ripudiata. Finché è ragazza, si teme che sia sedotta, e che resti incinta nella casa paterna; quando è con un marito, che cada in colpa, quando è accasata, che sia sterile” (Sir 42,9-10).
In questo contesto culturale sorprende, quindi l’eccezionale rilievo dato alle donne in generale nei Vangeli e il ruolo riservato a Maria in particolare, a lei Dio consegna il destino di tutti. Con il suo “sì”, frutto di una fede libera ed obbediente, Maria è diventata la “nuova Eva”, madre di tutti i viventi.
E’ interessante, a mio parere, confrontare la profonda diversità di comportamento e di scelta compiute da due donne tanto importanti nella Storia dell’Umanità: Eva e Maria. Una – Eva -corrotta dal discorso di un angelo, Lucifero, si allontana da Dio trasgredendo la sua parola e perdendo così la vera libertà, l’altra – Maria – accolse l’Annuncio dal discorso di un angelo, Gabriele e obbedendo alla sua parola, consegua a tutti noi quella stessa libertà che ci ha permesso di chiamarci figli di Dio e lo siamo realmente: come la scelta sbagliata di Eva ci aveva fatti precipitare nel peccato, cosi il sì libero e gioioso di Maria ha posto le premesse per confermare, attraverso Gesù Cristo, la Nuova Alleanza e redimerci dal peccato.
Tutto questo ha cambiato, secondo me, il modo di vivere la fede in Dio, ha mutato la vita dell’uomo, ha fatto sì che egli si rivolgesse a Maria, come alla mamma celeste a cui chiedere di intercedere per noi preso il Padre.
Nel corso dei secoli la Chiesa ha sempre guardato a Maria come un modello da seguire, per la forza e la dolcezza, la semplicità e la determinazione, in altre parole il suo essere diversa e speciale. Anch’io sono diversa perché sono una ragazza disabile, tetraplegica, e da quelli che mi conoscono sono considerata una ragazza speciale. L’esempio di Maria è molto importante per me; così come lei ha accettato, senza comprenderlo, il progetto di Dio, anch’io vivo la mia disabilita come il disegno che Lui ha su di me. Ho accettato la mia condizione, senza comprenderla., ma sono convinta che voler capire del tutto i piani di Dio sia segno di arroganza da parte nostra, quasi volessimo essere come Dio, onnipotenti e onniscienti.
Mi chiedo spesso quale sia il senso della mia vita e grazie al sostegno della preghiera e della mia splendida famiglia, ho capito che ognuno di noi realizza la volontà di Dio solo aprendosi e donandosi agli altri con generosità a prescindere dai vincoli e dai limiti che abbiamo. In questo percorso, ritengo che la preghiera sia fondamentale, perché è ciò che ci permette di ascoltare col cuore Colui che ci parla: solo arrivando a fare silenzio dentro di noi possiamo dialogare con Dio e scoprire la vocazione a cui siamo chiamati per riuscire., come ci invita Maria nel brano delle nozze di Cana, a “fare ciò che Lui ci dirà”.
Arianna Giuliano – Istituto Michele Amari – Acireale
Nella vita di ogni giorno così come dalle informazioni- non raramente inquietanti- diffuse dai mezzi di comunicazione, sperimentiamo e apprendiamo le situazioni allarmanti della nostra quotidiana insicurezza individuale e sociale. Quali sono le cause di tutto ciò nella società e nel territorio, quali le sue conseguenze nel campo del materiale e spirituale in rapporto alle relazioni interpersonali e alle attuali diversità. Quali i rimedi?
Penso al tema propostomi mentre i telegiornali di mezza sera lanciano i titoli di apertura: “di nuovo allarme criminalità”, ”emergenza rifiuti”, “nuovi sbarchi di clandestini”, “scoperta dalla polizia postale banda di pedofìli che operava in internet”; come una colonna sonora che ritma il pranzo e la cena ed alla quale siamo tutti più o meno assuefatti.
Sono proprio queste infatti le situazioni che principalmente attentano alla serenità della nostra vita sociale, anche se probabilmente – fra le problematiche che quotidianamente i mezzi di informazione portano alla nostra attenzione – la situazione che più ci inquieta è rappresentata dalla presenza in Italia di un gran numero di stranieri. L’Italia non è un paese razzista dicono tanti di noi, ma ci lamentiamo della presenza nel nostro paese di così tanti stranieri perché non è possibile sopportare nelle nostre città la presenza di persone che sono entrate in Italia illegalmente, con mezzi di fortuna, e sono privi di ogni mezzo di sostentamento e che quindi per vivere devono adattarsi anche a condizioni di estremo degrado. Questo atteggiamento di chiusura e paura verso lo straniero è poi ulteriormente alimentato dalla circostanza che un consistente numero di stranieri presenti in Italia professa un religione diversa da quella cattolica; chiaramente l’allarme sociale è aumentato dopo l’11 settembre 2001 per gli stranieri di religione islamica: le loro moschee sono guardate con sospetto, le loro regole di vita – mi riferisco alla poligamia, all’obbligo del velo – contrastano con le regole dello stato italiano e questo spinge tanti di noi a sostenere che non è giusto far fronte alle “assurde pretese” di queste persone che “sono venute a casa nostra” e pretendono di godere della ricchezza che ci siamo costruiti con il sudore nel corso di anni e pensano di “comportarsi qui come si comportano a casa loro”.
I mass media spesso fanno da cassa di risonanza di queste nostre paure e considerazioni. D’altronde penso sia giusto che un giornalista racconti ciò che effettivamente succede in Italia e che quindi debba anche riportare sul giornale o in televisione il fatto che gran parte dei reati che si verificano in Italia sono addebitagli agli stranieri; spesso poi sono le stesse forze dell’ordine e la magistratura a catturare i clandestini ed a dimostrare come siano stati loro a commettere i delitti più gravi – penso ad esempio alla morte di quella mamma a Roma quest’autunno, uccisa senza alcuna ragione da un immigrato rumeno.
Però credo che se fossi giornalista io — oltre a scrivere o a parlare delle gravi conseguenze che derivano dalla presenza di clandestini nel nostro territorio, parlerei del fenomeno dell’immigrazione anche in un altro modo. Spesso infatti mi sorprendo a pensare come molto raramente si dica che il fenomeno dell’immigrazione non riguarda certo l’Italia, ma interessa tutto il mondo occidentale; la Francia – con gli immigrati nordafricani -, la Germania – con i turchi -, gli Stati Uniti d’America – con i messicani -, la Svizzera – che raccoglie immigrati da tutto il mondo, sono tutte nazioni in cui la presenza di stranieri è anche maggiore di quanto si verifica in Italia. Se prendiamo coscienza dell’esperienza di altre nazioni, potremmo intanto capire che il problema di come comportarsi con gli immigrati non è solo italiano, ma che è un problema comune e che quindi, invece di pensare a risolverlo da soli, sarebbe opportuno un’azione comune da parte delle nazioni occidentali ed in particolare da parte delle nazioni che fanno parte della Comunità europea. Se fossi un giornalista, poi, cercherei di capire perché esiste l’immigrazione, perché così tante persone lasciano la loro terra d’origine, la loro abitudine, spesso anche le loro famiglie, gli affetti più cari, per venire qui, in una terra sconosciuta e spesso non accogliente. Le cause del fenomeno dell’immigrazione sono molteplici, ma nascono tutte dai forti flussi migratori di gente che è costretta ad andare via dai propri paesi per fame, spinta dal desiderio di guadagnare quanto può servire a far crescere i propri figli in maniera dignitosa: io penso che i responsabili dei mass media – mentre ci raccontano di fatti gravi commessi da immigrati – dovrebbero anche spiegarci che se si vuole risolvere il problema dell’immigrazione occorre anche agire sulla cause della stessa e queste cause sono rinvenibili nell’inaccettabile divario di ricchezza fra i paesi occidentali ed i paesi poveri da cui provengono gli stranieri. Ricordo di aver letto la frase di un politico sudafricano, il quale, rispondendo ad alcune proposte dei paesi occidentali di fare ogni sforzo per bloccare l’immigrazione clandestina, rispondeva dicendo “non importa quante barriere alzerete, quanti carceri costruirete, non potrete mai fermare l’onda di persone che fuggono da un luogo di fame e miseria verso un paese migliore; non ci faranno mai paura le vostre minacce perché non ci faranno mai tanto male quanto ce ne fa la nostra povertà e la miseria dei nostri luoghi”. Se poi fossi un giornalista cercherei di evitare ogni generalizzazione. Tutti diciamo che non bisogna confondere il singolo immigrato delinquente da chi lavora onestamente, ma poi spesso non si riesce a distinguere quelli che sono comportamenti di una sola persona dalle condizioni di suoi compatrioti. In realtà, mi sembra che la gran parte degli immigrati non solo siano persone oneste, ma spesso svolgono lavori indispensabili per la nostra nazione: molti donne immigrate, infatti, fanno le colf e le badanti agli anziani, mentre gli uomini sono occupati per pochi euro Torà nell’agricoltura o nei cantieri edili,senza avere nessuna delle garanzie che assistono invece i lavoratori italiani.
Se io fossi giornalista, però, cercherei soprattutto di spiegare come la presenza, nel nostro paese, di tanti stranieri non è necessariamente un problema, ma è anche un valore, un’opportunità alla luce dell’arricchimento culturale che le altre culture portano in Italia, perché ci educa ad ascoltare, a capire meglio il mondo ed ad essere tolleranti. Io penso che se l’Italia vuole dirsi davvero un paese democratico deve incoraggiare la dimensione della multiculturalità, ovvero il confronto fra genti, religioni, razze diverse: come si dice, un mondo con tanti colori è molto più allegro ed interessante di un paese con un solo colore.
Per chi è credente, poi, ed in particolare cristiano, l’accoglienza dello straniero è un importante precetto evangelico ed un’opera di misericordia; è Gesù che si rivela nel volto dello straniero che chiede di essere accolto, sfamato, lavato. Un cristiano non può accettare di pensare che lo straniero sia automaticamente simbolo di delinquenza, insicurezza, ma piuttosto bisogna considerare come questi immigrati, marocchini, rumeni, albanesi, sono per l’Italia quello che noi italiani siamo stati per gli Stati Uniti d’America agli inizi del novecento: un’autentica ricchezza, materiale e spirituale.
Chissà se fra qualche anno potrò essere io il giornalista che racconterà dell’elezione di un Presidente italiano di colore ..
Vincenzo Santoriello 2° media A, Istituto Maria Immacolata (Pineroìo)
Premio Letterario Italiano ”I racconti del Serra”
Pubblichiamo “Lontani come le comete” del prof. Lupo, un racconto mitico e reale nello stesso tempo che c’invita a meditare sulla vita e sulla morte in una visione cristallina di speranza.
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References: Art. 1
 art.5

Art.2

Art.3
 art.5

Art.4

Art.5