Source: https://www.file-pdf.it/2014/01/31/tutti-gli-incentivi-per-assunzioni-in-italia-l-e-book-del-sole-24-ore-25-gennaio-2014-da-gino-tattolo/
Timestamp: 2019-08-18 02:46:52+00:00

Document:
Tutti gli incentivi per assunzioni in Italia l E Book del Sole 24 Ore 25 Gennaio 2014 da Gino Tattolo - File PDF .it
Tutti gli incentivi per assunzioni in Italia l E Book del Sole 24 Ore 25 Gennaio 2014 da Gino Tattolo .pdf
Nome del file originale: Tutti gli incentivi per assunzioni in Italia - l_E-Book del Sole 24 Ore - 25 Gennaio 2014 - da Gino Tattolo.pdf
Questo documento in formato PDF 1.4 è stato inviato su file-pdf.it il 31/01/2014 alle 17:58, dall'indirizzo IP 2.237.x.x. La pagina di download del file è stata vista 1099 volte.
Tutti gli incentivi per assunzioni in Italia - l_E-Book del Sole 24 Ore - 25 Gennaio 2014 - da Gino Tattolo.pdf (PDF, 4.4 MB)
#AGEVOLAZIONI#FISCO#INCENTIVI#LAVORO
Il Sole 24 ORE, Milano, Sett. n. 2/2014.
In vendita abbinata obbligatoria con
il Sole 24 ORE a € 2,00* (I focus del Sole
24 ORE € 0,50 + Il Sole 24 ORE € 1,50)
Tanti bonus,
livello complessivo la
disoccupazione nel mese
di novembre è arrivata a
sfiorare il 13%, con un picco
superiore al 41% tra i giovani.
Con la crisi che continua a
determinare effetti negativi sul
mercato del lavoro, è difficile
ipotizzare se e quando ci sarà
un’inversione di tendenza stabile
e significativa. In questo quadro,
non va però dimenticato che, per
chi ha intenzione di assumere un
lavoratore, sono disponibili
diverse tipologie di incentivi.
Alcuni di questi, tra i più recenti,
sono dedicati in particolare ai
giovani, ma gli effetti faticano a
vedersi e se ci saranno lo si
constaterà nel medio periodo.
Del resto, a parte poche
eccezioni, non è una riduzione
temporanea dei contributi o del
carico fiscale che può
determinare una nuova
assunzione, se non ci sono i
presupposti per la crescita
complessiva di un’azienda. Le
decine di bonus attualmente
operativi, tra nazionali e
regionali, sono probabilmente
una goccia nel mare, ma
comunque un’opzione da non
escludere, tanto più che anche
per le imprese in buona salute il
costo del lavoro costituisce un
elemento di criticità.
Le chance dal taglio Irap
alla garanzia giovani
8 Bussola per gli incentivi
dalle regole sempre diverse
8 In vigore la riforma
degli aiuti de minimis
8 Sconto fino a 585 euro
per l’imposta regionale
e Mauro Meazza
Maria Carla De Cesari, Silvia
Marzialetti, Bianca Lucia Mazzei,
Morena Pivetti, Matteo Prioschi
MISURE PER GLI UNDER 30
UN’ ALTRA CHANCE
Per i senza diploma
coperta una parte
il beneficio Aspi
Le agevolazioni sono
Taglio ai contributi
subordinate al Durc
per chi dà un posto
e al rispetto dei contratti ai disoccupati
Cannioto e Maccarone u pagina 6
Cannioto e Maccarone u pagina 7
Bianchi e Massara u pagina 9
Chi sceglie dalla lista
Nelle sostituzioni
di mobilità svincolato
di maternità sostegno
dal diritto di precedenza alle imprese minori
acausale fino 36 mesi
Inail in attesa
delle nuove tariffe
Alessandro Rota Porta u pagina 10
Josef Tschöll u pagina 12
Perna e Pizzin u pagina 15
* In Umbria € 0,50 + il prezzo de Il Sole 24 Ore
Casotti e Gheido u pagina 11
Mercoledì 22 Gennaio 2014 - N. 2
Gli incentivi per assumere
Per gli incentivi
con diverse regole
candidato al posto
Ci sono gli incentivi attivi da
ormai vent’anni e quelli introdotti da poco più di sei mesi ma diventati operativi in tempi più recenti, quelli dedicati ai giovani e
quelli per gli ultracinquantenni.
Ma ci sono anche bonus che attendono i provvedimenti attuativi e quindi finora sono rimasti sulla carta o quelli che, pur avendo
riscosso successo, sono stati eliminati.
per facilitare le assunzioni sono
numerose (a fianco sono riportate le caratteristiche delle principali) tanto che per un datore di
lavoro può non essere immediato orientarsi tra le stesse cogliendo subito requisiti e vantaggi di
ognuna. Comunque, soprattutto
in un periodo difficile come quello attuale, una riduzione degli
oneri contributivi Inps o Inail o
del carico fiscale può rappresentare un aiuto in più per i datori di
lavoro, anche se non è il solo incentivo che può determinare una
ripresa consistente delle assunzioni, come ricordato settimana
scorsa dallo stesso ministro Enrico Giovannini in occasione di
un’audizione alla commissione
Lavoro del Senato: «Gli interventi sul mercato del lavoro hanno
iniziato a dispiegare i loro effetti.
In meno di sei mesi gli incentivi
varati e attuati dal governo hanno generato 36mila posti di lavoro per giovani, donne e over50».
Però, «ovviamente le politiche
del lavoro non possono da sole invertire la tendenza dell’occupazione, il cui andamento segue e
certo non anticipa la ripresa congiunturale».
Tra gli incentivi più recenti c’è
quello dedicato all’assunzione o
alla stabilizzazione con contratto a tempo indeterminato di under 30 senza impiego o senza diploma di scuola media superiore
o professionale. Con una dotazione di 794 milioni di euro potrebbe, secondo le stime comunicate
dal Ministero, determinare
100mila assunzioni entro giugno
2015. Ma proprio una rilevazione
condotta da Unioncamere la
scorsa estate su questo bonus ha
messo in evidenza che l’87% delle aziende fino a 49 addetti riteneva di non utilizzarlo nei seguenti
dodici mesi perché non erano
previste assunzioni, mentre il restante 13% vi avrebbe fatto ricorso. Di queste ultime, quattro su
dieci avrebbero deciso di assumere proprio grazie all’incentivo,
mentre altre tre su dieci avrebbero anticipato un’assunzione già
prevista. I dati aggiornati a inizio
gennaio, a tre mesi dall’entrata a
regime dell’agevolazione, registravano 17mila richieste presentate da parte dei datori di lavoro
e 16mila effettive nuove assunzioni o stabilizzazioni.
All’estremo opposto, tra gli incentivi più longevi ci sono quelli
che riguardano l’assunzione di
lavoratori disoccupati o in cassa
integrazione straordinaria da almeno 24 mesi che arrivano a garantire, in alcuni casi, l’azzeramento dei contributi previdenziali e assistenziali per un triennio, nonché la riduzione dell’imponibile retributivo su cui viene
calcolato il premio Inail. Inoltre
vantaggi sono previsti da un ventennio per chi offre un contratto
a tempo indeterminato o a termine a lavoratori iscritti alle liste
di mobilità. In questo caso i contributi vengono abbattuti al 10%
e viene riconosciuta la metà
dell’indennità di mobilità spettante al lavoratore.
Non mancano le misure destinate alle persone più qualificate,
quali ricercatori, titolari di un
dottorato o laureati in determinate discipline o ancora per il
rientro dei &quot;cervelli&quot; ossia laureati anche non italiani che dopo
aver risieduto nel nostro Paese
per almeno 24 mesi si sono trasferiti all’estero. E ancora, ci sono le misure destinate ai lavoratori svantaggiati, ai genitori under 35 con figli minorenni, nonché quelle per sostituire i genitori in congedo di maternità o quello parentale.
In questa lunga lista di incentivi manca ancora all’appello, per
l’aspetto operativo, il bonus da
190 euro mensili per un massimo
di 12 mesi che a sua volta sostituisce le agevolazioni per gli iscritti
alla &quot;piccola mobilità&quot; non confermate per il 2013. A un anno di
distanza, la misura sostitutiva, a
vantaggio delle assunzioni da
parte di privati, attende ancora le
disposizioni attuative da parte
dell’Inps e i 20 milioni di euro
stanziati rimangono di conseguenza inutilizzati.
La mappa dei benefici
Indicedegli
upag. 5
Assunzioneatempoindeterminato
conincrementodell’occupazione
rispettoall’annoprecedente
Deduzionedall’Irapdelcostodei
nuovidipendenticonunmassimodi
15milaeuroall’anno.L’incentivosi
applicanell’annodiassunzioneenei
dueeserciziseguentiepuòessere
comulatoconiltagliodelcuneo
fiscale,malededuzioninelcomplesso
nonpossonosuperareiltotaledegli
oneriacaricodeldatoredilavoro
Lavoratoriconetàcompresatra18e
29annichesianosenzaimpiego
regolarmenteretribuitodaalmenosei
mesi,oppuresenzadiplomadiscuola
mediasuperioreoprofessionaleeche
sianoassuntidadatoridilavoro
privaticoncontrattoatempo
indeterminato,ancheparttime,con
incrementodelnumerodidipendenti
Incentivopariaunterzodella
retribuzionemensilelorda
imponibileconunmassimodi650
europeraddettoeper18mesise
nuovaassunzioneoper12mesiseè
unastabilizzazione.Ilbonusnon
puòsuperarelacontribuzione
dovutadaldatoredilavoronelcaso
siapplichinoaliquoteridotte
Assunzionedapartediundatoredi
lavoroprivatodiunapersoneche
usufruiscedell’Aspiconcontrattoa
tempopienoeindeterminato.Il
bonuscompeteanchenelcasodi
trasformazioneatempo
indeterminatodiuncontrattoa
termine.Cumulabileconaltre
eventualiagevolazionicontributive
Aldatoredi lavoroviene
riconosciutoil50percento
dell’indennitàmensileresiduache
spetterebbeallavoratoresequesti
nonfosseassunto
Lavoratoriconalmeno50annidietà
edisoccupatidaoltre12mesiassunti
daprivaticoncontrattoatermineo
indeterminato,ancheparttime
Riduzionedel50percentodei
contributiacaricodeldatoredi
lavoroper18mesisel’assunzioneè
atempoindeterminato,per12mesi
seilcontrattoèatermine
Lavoratricisenzaimpiegodaalmeno
24mesi,oppuredaalmenoseimesi
serisiedonoinalcuneregioni,che
vengonoassuntedaqualunque
datoredi lavoroconcontrattoa
tempodeterminatooindeterminato,
ancheparttime
Ilavoratoridevonoesseredisoccupati
daalmeno24mesicomerisultante
dalladisponibilitàdichiarataalcentro
perl’impiego.L’assunzionepuòessere
effettuatadatuttiidatoridilavoroe
deveessereatempoindeterminato,
ancheparttime.Applicabileanchein
casoditrasformazionedelcontrattoda
determinatoaindeterminato
Perleimpreseartigianeequelle
ubicatealSudazzeramentodei
contributiprevidenzialie
assistenzialiacaricodeldatoredi
lavoroper36mesi.Perglialtri
datoridi lavoroicontributi sono
ridottidel50%.L’agevolazione
riguardaanchel’imponibile
retributivoperl’Inail
Illavoratoredeveessereincassa
integrazionestraordinariadaalmeno
24mesiel’assunzionedeveesserea
tempoindeterminato,anchepart
time.Albeneficiopossonoaccedere
tuttiidatoridilavoro
Perleimpreseartigianeequelledel
Sudazzeramentodeicontributi
previdenzialieassistenzialiacarico
deldatoredilavoroper36 mesi.Per
glialtridatoridilavoroicontributi
sonoridottidel50percento.
L’agevolazioneriguardaanche
l’imponibileretributivosucui
calcolareilpremioInail
Cigs da 3 mesi
upag. 9
Alta qualifica
upag. 12
upag. 6
Mobilità e tempo
upag. 10
upag. 7
upag. 13
upag. 8
upag. 11
upag. 14
Cigs da 24 mesi
Illavoratoredeveaverfruitodella
cassaintegrazionestraordinariaper
almeno3mesi,anchenon
continuativi,inun’aziendachela
utilizzadaalmeno6.Almomento
dell’assunzioneillavoratoredeve
essereinCigs.L’assunzionedeve
essereatempoindeterminatoe a
orariopieno
Per12mesiildatoredilavoroversa
contributipariaquelliprevistiper
gliapprendisti(10%).Inoltregli
vienericonosciutoil50%
dell’indennitàdimobilitàspettante
allavoratoreperunmassimodi9
mesiseildipendentehafinoa50
annidietàepermassimo21mesise
ildipendentehapiùdi50anni
Lavoratoricondottoratodiricerca
universitarioolaureamagistralein
disciplinetecnicheoscientificheche
fannoattivitàdiricercaesviluppo
assuntiatempoindeterminatoda
qualunqueimpresa
Creditod’impostafinoa200mila
euroannoperdatoredilavoropari
al35 percentodelcostoaziendale
sostenutoperl’assunzione
Illavoratoredeveessereiscrittonelle
listedimobilità,manondeveessere
statomessoinmobilitàneiseimesi
precedentidallastessaaziendaoda
altracollegata.Ilcontrattodi
assunzionedeveessereatempo
indeterminato.Possonoassumere
Ildatoredilavoroversacontributial
10%per18mesi(diventano12mesi
seildipendenteavevagiàlavorato
perlastessaaziendaconcontrattoa
termineagevolato).Viene
riconosciutoancheil50%della
mobilitàspettanteallavoratoreper
12mesisequestihafinoa50annidi
etàeper24mesisehapiùdi50anni
Ildatoredilavorodeveaverei
requisitirichiestiperessere
consideratounastartupinnovativao
unincubatorecertificato
Possibilitàdistipulareparticolarie
piùflessibilicontrattiatermineper
unaduratada6a36mesicon
possibilitàdiulteriorecontrattofino
dimassimo12mesidasottoscrivere
pressounadirezioneterritorialedel
statomessoinmobilitàdallastessa
aziendaodaaltracollegataneisei
mesiprecedenti.Possonoassumere
tuttiidatoridilavoro,concontrattoa
tempodeterminato,ancheparttime
Permassimo12mesicontributial
10%.Seilcontratto,primadella
scadenzaoentroiprimi12mesi,viene
trasformatoatempoindeterminato
contributiridottiperaltri12mesi.
Inoltrevienericonosciutoil50%della
mobilitàper12-24mesiinbaseall’età
dellavoratore(solopericontrattifull
Genitoriunder35configliminori,
iscrittipressolarelativabancadati
pressol’Inpsetitolaridiunlavoro
nonatempoindeterminato
Incentivodi5milaeuroafrontedi
un’assunzioneatempo
indeterminatoouna
stabilizzazione.Ilbonussiapplicaa
unmassimodicinquedipendenti
Èpossibilesostituireillavoratoreche
siassentaperilcongedodimaternità
oquelloparentale.Ilcontrattopuò
essereatempodeterminatoanche
parttimeodisomministrazione
Icontributi acaricodeldatoredi
lavorosonoridottidel50percento
finoaunannodietàdelbambino.
Riduzioneanalogaperilpremio
Iscrittiallelistedelcollocamento
obbligatorioassuntidaprivati,
cooperativeoorganizzazionidi
volontariatoconcontrattoatempo
indeterminato,atermineperalmeno
12mesi,diapprendistatoocon
tirocinioincasoditrasformazionea
tempoindeterminato
Leagevolazionisonostabilitedalle
RegioniedalleProvinceautonome
Lavoratorisvantaggiatiassuntida
cooperativesocialiqualisocionon
sociperalmenoil30%deltotale
comemediaindodicimesi.Contratto
atempodeterminatoo
Sgraviototaleperl’assicurazione
obbligatoriaeprevidenziale,anche
perlaquotaincaricoallavoratore
Personedetenuteointernatepresso
penitenziari,oammessiallavoro
esternooamisurealternativeal
carcereassunti dacoopsociali,
aziendeprivateopubbliche.Durata
minimadelcontrattodialmeno30
Contributiridottidell’80percento
siaperlaquotadeldatoredilavoro
cheperildipendente.Inoltreviene
riconosciutouncredito mensile
d’impostadiimportovariabile
Residentiall’esterochehannosvolto
attivitàdiricercaodocenza
documentataperalmenodueanni
Icompensinonconcorronoalla
formazionedellaproduzionenetta
aifiniIrapesonoimponibiliaifini
Irpefperilsolo10percento
Soggetticherientranoneirequisiti
previstiperlediversetipologiedi
tirocinio,definiteanchesubase
Oltrealcompensominimoda
corrisponderecheè moltolimitato,
sonostatistanziatidiversimilionidi
europerfinanziareiniziative
CittadiniUe(natidopoil1˚gennaio
1969)laureatichealmenonegli
ultimidueannihannosvoltolavoro
autonomoodipendenteall’esteroo
hannoconseguitolaureaopost
laureaall’esteroevengonopoi
assuntiinItaliadovehannogià
risiedutoperalmeno24mesi
Finoal2015,perladeterminazione
delredditodipendenteeautonomo
siconsiderasoloil30%delreddito
(20%sedonne)
Assunzioneconcontrattodi
apprendistatoperlaqualifica,o
professionalizzante,odialta
Contributiall’11,61%perl’Aspi.Se
cisonoalmassimo 9dipendentiei
requisiti&quot;deminimis&quot;,icontributi
sonoall’1,61%periprimi treanni
epossonoessere mantenutiperun
altroannodalriconoscimento
dellaqualifica.Inquadramento
finoaduelivellipiùbassodiquello
Massimale «de minimis» unico
per le imprese collegate
In caso di fusioni
il calcolo deve
i bonus dell’azienda
Antonino Cannioto
Tra le novità del 2014 si registra l’entrata in scena, dal 1˚gennaio, dei nuovi regolamenti Ce
1407/2013 (per le imprese in genere) e 1408/2013 (per le imprese che
operano nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli
per cui il massimale si eleva da
7.500 euro a 15mila euro nel triennio). Le nuove disposizioni sostituiscono la precedente normativa
comunitaria in materia di aiuti minori &quot;de minimis&quot;, disciplinata dai
regolamenti Ce 1998/2006 e
1535/2007.
Passando all’analisi delle novità, prendiamo in considerazione il
più rilevante dei due regolamenti,
il 1407/2013, applicabile alla generalità delle imprese. In primis si osserva che resta confermato il massimale di 200mila euro nel triennio (mobile) fruibile dalle aziende. Nulla cambia in relazione al
momento della concessione dell’aiuto, che resta quello in cui viene accordato il beneficio all’impresa, indipendentemente dalla data
di effettiva erogazione.
Le maggiori innovazioni riguardano le imprese in difficoltà e l’impresa unica. Con riferimento alle
prime, si evidenzia un’apertura
che consente loro di rientrare –
dal 2014 – tra i soggetti cui si applica il regolamento sugli aiuti minori. Il precedente regolamento
1998/2006, invece, le escludeva.
Innovativa e interessante è la
previsione che riguarda l’introduzione del principio di impresa unica, per cui tutte le entità controllate (giuridicamente o di fatto) dallo
stesso soggetto devono essere considerate un’azienda unica. A titolo
esemplificativo, rientrano in tale
previsione situazioni quali la detenzione della maggioranza dei di-
ritti di voto degli azionisti o soci di
un’altra impresa; il diritto di nominare o revocare la maggioranza
dei membri del consiglio di amministrazione, direzione o sorveglianza di un’altra impresa; il diritto di esercitare un’influenza dominante su un’altra azienda in virtù
di un contratto concluso con
quest’ultima oppure in virtù di
una clausola dello statuto di
Il nuovo concetto di impresa
unica comporta che il massimale
previsto si valuti riguardo alla situazione di tutte le entità globalmente intese e non più singolarmente considerate. In caso di fusioni o acquisizioni, il calcolo deve tenere conto anche degli aiuti
concessi, in precedenza, alle aziende acquisite. Per quanto riguarda
le scissioni, in linea di massima,
l’aiuto è attribuito all’impresa che
rileva le attività o proporzionalmente distribuito in base al valore
Nel settore dei trasporti viene
confermato il limite massimo di
100mila euro nel triennio, fatta eccezione per il trasporto su strada
Nel plafond
Tra le disposizioni più recenti,
rientrano nella disciplina del de
definizioneagevolatadei
contributisospesiaseguitodel
sismainAbruzzodel2009;
assunzionedigiovanigenitori;
sgraviocontributivototale
(1/1/2012-31/12/2016)pergli
apprendistiassuntinelleimprese
dipiccoledimensioni;
incentiviperlastabilizzazioneo
l’assunzioneaterminedigiovanie
donne(DmministerodelLavoro
del5ottobre2012-Gazzetta
Ufficialenumero243del17
ottobre2012);
bonusdi190europerle
assunzionieffettuatenel2013di
lavoratorilicenziatiper
(decretodirettoriale264/2013del
19aprile2013);
incentivoperlaricollocazionedi
percettoridiAspi(articolo7,
comma5,letterab,deldecreto
legge76/13)
di passeggeri, le cui imprese potranno avvalersi del limite ordinario di 200mila euro valevole per la
maggioranza delle altre aziende.
Ne deriva che il tetto dei 100mila
euro è, ora, applicabile solo alle imprese che esercitano il trasporto
di merci su strada per conto terzi.
Il regolamento introduce, tra l’altro, nuove regole in materia di cumulo. In linea di massima gli aiuti
concessi sulla base dei vari regolamenti &quot;de minimis&quot;, sono cumulabili ma sempre nel limite massimo
di 200mila euro. L’aiuto non è applicabile, neanche parzialmente,
se si supera il massimale previsto.
Come anticipato, i nuovi regolamenti sono entrati in vigore il 1˚
gennaio 2014. Va tuttavia osservato che il regolamento (uscente)
1998/2006 prevede (articolo 5) la
possibilità, al termine del periodo
della sua validità (31 dicembre
2013), di dare esecuzione – per ulteriori sei mesi – a tutti gli aiuti &quot;de
minimis&quot; che soddisfano le condizioni del regolamento stesso. Su
questo aspetto, quindi, è necessario attendere chiarimenti.
Sconto Irap (a regime)
di 585 euro ogni neoassunto
Torna la deduzione Irap per i
datoridi lavoroche assumononuovidipendentiatempoindeterminato.Lalegge147/2013fa rivivere,portandolo a regime, lo sconto che era
in vigore sino al 2008. È necessario
chel’impresaincrementilabaseoccupazionale, tenendo conto anche
di eventuali decrementi verificatisi in altre società del gruppo.
La nuova deduzione, che parte
dal 1˚gennaio 2014, e che si affianca ai tagli del cuneo fiscale previsti dall’articolo 11 del Dlgs
446/1997, è pari al costo del personale neoassunto, ma non può superare il tetto di 15mila euro annui
per dipendente e, complessivamente, l’incremento del costo
iscritto nelle apposite voci del
conto economico. Il nuovo sconto spetterà per l’anno di nuova assunzione e per i due successivi.
La deduzione è condizionata al
fattochel’impresaincrementiil numero di lavoratori impiegati con
contrattiatempo indeterminatorispettoalnumeromediodell’esercizioprecedente. L’incremento della
base occupazionale è quantificato
al netto delle riduzioni eventualmente verificatesi in società controllateocollegateaisensidell’articolo 2359 del Codice civile o facenticapo,anche perinterpostapersona, allo stesso soggetto.
Per le imprese di nuova costituzione, non rilevano gli incrementi
occupazionali derivanti dallo svolgimento di attività che assorbono
1 Oltre che alla legge Irap, il
bonus è cumulabile con quelli
per gli apprendisti, i disabili e gli
addetti a ricerca e sviluppo
1 Il beneficio decade se negli
anni successivi all’assunzione il
numero di dipendenti si riduce
anchesoloinparteattivitàdiaziendegiuridicamentepreesistenti, salvo che non si tratti di attività sottoposte a limiti numerici o dimensionali.Nelcasodi impresachesubentra ad altra nella gestione di un servizio pubblico, la deduzione spetta
limitatamenteall’incrementooccupazionalerealizzatorispettoall’impresa sostituita.
L’importo deducibile dalla base
imponibileregionale è parial costo
del nuovo personale assunto con
ma non può superare il tetto di
15.000 euro annui per ciascun dipendente;complessivamenteladeduzione non può comunque eccedere l’incremento del costo per lavoro dipendente iscritto nelle voci
B9) e B14) del conto economico.
Lo sconto per incremento occupazionale si cumula con quelli previsti dall’articolo 11 del Dlgs
446/1997,legge Irapper iltagliodel
cuneofiscale,edunqueconladeduzioneintegraledeicontributiprevidenziali e assistenziali e con quella
fissa di 7.500 euro a dipendente
(13.500 per donne e giovani under
35), nonché con quelle per apprendisti, disabili e personale impiegatonellaricercaesviluppo.Nelcomplesso, le deduzioni non possono
comunque superare il totale degli
oneri per il personale a carico del
Ipotizzando che venga sfruttata
ladeduzionemassimaincrementale (15.000 euro), il minor carico di
Irap effettivo generato dalla nuova
norma è pari a 585 euro annui
(15.000x3,9%)adipendentepertre
anni, con un risparmio complessivo di 1.755 euro.
La deduzione decade se, negli
esercizisuccessivi,ilnumerodeidipendenti risulta inferiore o pari al
numero dei lavoratori mediamente occupati in quello di assunzione.
Per gli enti privati non commerciali indicati alla lettera e) dell’articolo 3 del Dlgs 446/1997, la base
occupazionale è individuata con
riferimento ai dipendenti a tempo indeterminato assunti nell’attività commerciale. La deduzione,
in questo caso, spetta solo all’incremento del numero di tali lavoratori. Per gli enti non commerciali, se vi sono anche dipendenti
addetti alla attività istituzionale,
si considera il solo personale impiegato nell’attività commerciale, utilizzando il rapporto proporzionale previsto dall’articolo 10,
comma 2, del decreto Irap.
PER CUNEO FISCALE
8 Deduzionebase(7.500europerciascundipendenteatempoindeterminato,
incrementataa13.500europerilavoratoridisessofemminile,nonchéper
quellidietàinferioreai35 anni)
8Deduzionemaggiorata(15.000europerciascundipendenteatempo
indeterminatoimpiegatoinAbruzzo,Basilicata,Calabria,Campania,Molise,
Puglia,SardegnaeSiciliaincrementataa21.000europerilavoratoridisesso
femminile,nonchéperquelli dietàinferioreai35anni);ladeduzionespetta,
perilsingolodipendente,inalternativaaquelladibaseedèsottopostoal
tettocomunitariodelde minimis
8Contributiassistenzialieprevidenzialirelativiadipendentiatempo
per singolo dipendente
8speserelativeagliapprendisti,aidisabiliequellesostenuteperilpersonale
assuntoconcontrattidiformazioneelavoroodiinserimento,nonchécosti
sostenutiperilpersonale(dipendenteeco.co.co)addettoalleattivitàdiricercae
8 deduzionedi1.850euro,subaseannua,perognilavoratoredipendente(finoad
unmassimodicinque),fruibiledaisoggettidicuiall'articolo3,comma1,lettereda
a)ade),concomponentipositivinonsuperioriaeuro400.000
Deduzionepari alcostodiognidipendente(neilimiti dieuro15.000su
baseannua)assuntoconcontrattoatempoindeterminatodapartedi
soggettiche incrementanoilavoratoririspettoall’annoprecedente.La
deduzionespettaperilperiodoincuiè avvenutal’assunzioneeperidue
I conti. Il cumulo con le altre riduzioni
Misure ad effetto combinato
Per capire meglio il cumulo
della nuova deduzione con quelle già previste dalla legge Irap, si
ipotizzi il caso di una società Alfa Srl che, nel 2014, assume un dipendente – maschio over 35 anni
– a tempo indeterminato portando il numero degli addetti da dieci a 11.
Il costo del nuovo dipendente
è pari a 40mila euro (di cui 29mila retribuzione e 11mils contributi). In base alle norme in vigore
fino al 2013, Alfa poteva dedurre
ai fini Irap l’intero importo dei
contributi (11.000) oltre a 7.500
euro di deduzione fissa. Totale
deduzione: 18.500 con un risparmio di Irap (3,9%) pari a 721 euro.
Dal 2014, spetta, invece, un’ulteriore deduzione per incremento occupazionale pari al costo del
personale con un tetto di 15mila
euro. Le due deduzioni non possono comunque superare il costo
del personale. La nuova deduzio-
ne, valida per 2014, 2015 e 2016 è
pari a (11.000+7.500+15.000)=
33.500 euro, con un risparmio di
Irap (3,9%) di 1.306 euro. La maggior deduzione introdotta dalla
Nelcalcolareilrisparmioeffettivo
sidevetenercontodel fattoche
l’agevolazionenelsuocomplesso
nonpuòsuperareilcostototale
delnuovodipendente.Quindi
nonèdettocheilbeneficio
teoricodi585euroall’annopossa
esseresfruttatocompletamente
quandoabbinatoconle
agevolazionigiàprevistedalla
leggeIrap
legge di stabilità è pari a
(1.306-721)= 585 euro.
Si consideri una impresa che,
nel 2014, assume un dipendente,
donna, a tempo indeterminato
portando il numero degli addetti
da 21 a 22. Il costo del nuovo dipendente è pari a 32mila euro (di cui
23mila retribuzione e 9mila contributi). Secondo le regole precedenti, l’impresa aveva diritto ad
una deduzione pari all’intero importo dei contributi (9mila euro)
oltre a 13.500 euro di deduzione
fissa per le lavoratrici donne. Totale deduzione: 22.500 con un risparmio di Irap (3,9%) pari a 877
euro. Dopo la legge di stabilità le
deduzioni Irap per 2014, 2015,
2016 sono pari a 32.000 euro annui (intero costo del nuovo dipendente), con un risparmio di Irap
(3,9%) di 1.248 euro. La maggior
deduzione introdotta è pari a
(1.248-877) = 371 euro.
L’aiuto si rivolge
o senza diploma
Antonio Cannioto
giovanile costituisce uno dei
must dell’esecutivo. Per dare una
scossa al mercato, l’articolo 1 del
Dl 76/13 (legge 99/13), ha introdotto – in forma sperimentale –
un incentivo economico per promuovere l’incremento dell’occupazione stabile dei giovani in particolari condizioni soggettive di
Bonus ai datori di lavoro
È un bonus riconosciuto ai datori
di lavoroche assumonoa tempo indeterminato (full time o part time)
soggetti che abbiano compiuto il
diciottesimoanno e non il trentesimo (fino a 29 anni e 364 giorni),
sprovvisti di diploma di scuola media superiore o professionale, o
privi diimpiego retribuito da almeno sei mesi. I criteri sono definiti
dal Dm 20 marzo 2013: posseggono
questostatus coloro che, negli ultimi sei mesi, non hanno svolto attività lavorativa riconducibile a un
rapporto di lavoro subordinato di
almeno sei mesi o che hanno lavorato in forma autonoma o parasubordinata, ricavando un compenso inferiore al reddito annuale minimo personale escluso da imposizione (4.800 euro per il lavoro autonomoe 8mila europer le collaborazioni coordinate e continuative
e le altre prestazioni dell’articolo
50, comma 1, lettera c-bis), del Tu
Il bonus è riconosciuto anche
per rapporti di lavoro subordinato
a tempo indeterminato instaurati
in attuazione del vincolo associativo con una cooperativa di lavoro
(legge 142/01),nonché perle assunzioni a tempo indeterminato a scopo di somministrazione.
Agevolate anche le trasformazioni a tempo indeterminato di un
precedente contratto a termine: il
lavoratore deve essere maggiorenne e non aver compiuto trent’anni.
Semaforo rosso, invece, per i rapporti di lavoro domestico e per il
lavoro intermittente e ripartito.
Il bonus è pari a 1/3 della retribuzione mensile lorda (imponibile
previdenziale), nei limiti di un
massimo mensile di 650 euro per
L’aiuto è cumulabile con altre
misureincentivanti e con l’apprendistato. Il beneficio trova il limite
nella misura della contribuzione
agevolata dovuta mensilmente
dal datore di lavoro per lo stesso
soggetto. Per le assunzioni a tempo indeterminato, l’incentivo spetta per 18 mesi; per la trasformazione di un rapporto a termine il bonusdura solo 12 mesi.Sonopremiate le assunzioni effettuate dal 7
agosto 2013 al 30 giugno 2015. Poiché il beneficio è riconosciuto nei
limiti di risorse stanziate per ogni
Regione o Provincia autonoma, le
somme possono esaurirsi prima
della data finale per l’accesso alla
facilitazione. Per individuare la
Regione dipertinenza, rileva il luogo di svolgimento del lavoro.
L’incentivo è soggetto al rispetto di condizioni interne e comunitarie. È necessario che, con l’assunzione/trasformazione, si realizzi
un incremento netto dell’occupazione rispetto alla media della forza occupata l’anno precedente e
che l’incremento sia mantenuto.
Occorre poi che l’agevolazione,
per il singolo lavoratore, non superi il 50% del costo salariale per i 12
mesi successivi all’assunzione.
Per i lavoratori particolarmente
svantaggiati, il periodo è esteso a
due anni. È obbligatorio rispettare
le condizioni di regolarità contributiva e di osservanza dei contratti collettivi e i principi dell’articolo 4, commi 12, 13 e 15, legge 92/2012.
A gestire la concessione
dell’agevolazione è l’Inps. Il datore di lavoro deve trasmettere una
domanda telematica con l’apposito modulo online &quot;76-2013&quot;, all’interno dell’applicazione &quot;DiResCo&quot; dei &quot;servizi online&quot;.
La procedura si svolge in due fasi. Nella prima, i datori di lavoro/intermediari autorizzati prenotano le risorse per assunzioni/trasformazioni già realizzate
o da eseguire. Se i fondi sono presenti e si superano alcune verifiche, l’autorizzato, entro 14 giorni
lavorativi, deve trasmettere la domanda definitiva di ammissione
all’incentivo e di conferma della
prenotazione delle somme corrispondenti. Il rapporto di lavoro
deve obbligatoriamente iniziare
entro 14 giorni lavorativi dalla data in cui l’Inps ha comunicato la
prenotazione. Il mancato rispetto dei termini determina la perdita dei benefici.
Incentivoeconomicovoltoapromuoverel’incrementodell’occupazionestabile
deigiovanicaratterizzatidaparticolaricondizionisoggettivedisvantaggio.
CUI SI RIVOLGE
Giovanidietàcompresatrai18ei29anni(29e364giorni),chesiano:
-prividiimpiegoregolarmenteretribuitodaalmeno6mesi
-sprovvistidiundiplomadiscuolamediasuperioreoprofessionale
Iduerequisitisonoalternativi.
RAPPORTI AGEVOLATI
Rapportidilavoroatempoindeterminato(ancheparttime),adesclusionedel
lavorodomesticoedellavorointermittenteeripartito.Sonoricomprensii
rapportidilavoroascopodisomministrazioneequelliinstauratiinattuazione
delvincoloassociativoconunacoopdilavoro,aisensidellalegge142/2001.
Inbonusè concessoancheincasoditrasformazionediuncontrattoatermine.
Ilbonusèparia1/3dellaretribuzionemensilelorda(imponibileprevidenziale)
maconuntettomassimomensilediimportoparia650europerlavoratore.
Incasodiassunzionee/ocessazioneincorsodimese,retribuzioneemassimale
(650euro)vannoriproporzionatidividendoliper30emoltiplicandoliperigiorni.
Pergliavviamentiallavoroatempoindeterminato,l’incentivospettaper18
mesi;incasoditrasformazionediunrapportoatermine,invece,ilbonusdura
solamente12mesi.
Ilbonusspettaperleassunzionieffettuatedal7agosto2013al30giugno2015.
Essendol’incentivosubordinatoallerisorsestanziatealivello
regionale/provinciale,ilterminefinaleperleassunzionipotrebbeessere
anticipato,inrelazioneall’esaurimentodeglistanziamenti.
L’incentivoèsubordinato:a)allarealizzazioneealmantenimentodell’incremento
nettodell’occupazione,rispettoallamediadellaforzaoccupatanell’annoprecedente
l’assunzioneolatrasformazione;b)allecondizionigeneralidicompatibilitàconil
mercatointerno,articoli1e40delregolamento(CE)n.800/2008dellaCommissione
del6agosto2008;c)alrispettodellecondizionidiregolaritàcontributivaedi
osservanzadegliaccordiecontratticollettiviedellenormeatuteladellecondizionidi
lavoro;d)all’ossequiodeiprincipidell’articolo4,commi12,13e15,legge92/2012.
Ilbeneficioècumulabileconaltremisureincentivanti(adesempiolegge
223/91,legge407/90,legge92/12),nonchéconl’apprendistato.Inquesticasi,
tuttavia,ilbonusnonpuòeccederelamisuradellacontribuzioneagevolata
dovutamensilmentedaldatoredilavoroperlostessosoggetto.
Trasmissioneall’Inpsdiunadomandatelematicaconl’appositomodulo.Dopo
averlaricevuto,l’Inpsesegueverifichee,incasodiesitopositivo–entro3giorni
–comunicaalrichiedentesecisonoifondieliprenotaasuonome.Entro14
giornilavorativiladomandadefinitivadeveesseretrasmessa.
L’orientamento Inps. Lo sconto non può eccedere la contribuzione agevolata
Una delle caratteristiche del
bonus introdotto dall’articolo 1
del Dl 76/2013 riguarda la sua cumulabilità con altre misure incentivanti previste nel nostro ordinamento (esempio legge 223/91, legge 407/90, legge 92/12), e con l’apprendistato. In questi casi secondo gli orientamenti ministeriali e
dell’Inps, il beneficio non può eccedere la misura della contribuzione agevolata dovuta mensilmente dal datore di lavoro per lo
stesso soggetto. Conseguentemente, in alcuni casi, la cumulabilità è solo simbolica.
Qualche esempio serve a rendere meglio l’idea. Supponiamo che
l’assunzione oggetto di bonus venga effettuata con contratto di apprendistato da un’azienda che occupa meno di dieci addetti e rispetta i limiti del regolamento &quot;de minimis&quot; (per la generalità delle
aziende 200,00 euro nel triennio);
il contratto di apprendistato può
godere dello sgravio contributivo
previsto dall’articolo 22 della legge n. 183/2011. I limiti imposti al cumulo fanno sì che l’incentivo, di
cui al decreto 76/2013, non potrà,
in questo caso, superare la misura
mensile di 1,61% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali
dell’apprendista, pari all’ammontare della contribuzione Aspi dovuta dall’azienda.
Dal 1˚gennaio 2014 è entrato in
vigore il regolamento sugli aiuti
minori. Si tratta del Regolamento
(UE) n. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013. La disciplina - che opererà per il periodo 2014/2020 - appare ricalcare
sostanzialmente il precedente,
fatte salve alcune differenze che
riguardano principalmente i
gruppi aziendali.
Se la stessa assunzione in apprendistato è, invece, realizzata
da un’azienda con un organico superiore alle nove unità, il bonus
si attesterà - su base mensile all’11,61% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali
dell’apprendista, percentuale
che, dallo scorso anno, corrisponde al carico contributivo complessivo datoriale.
Nell’ipotesi di assunzione di un
disoccupato da oltre 24 mesi (ex
articolo 8, comma 9 della legge
407/90), effettuata da una impresa operante nei territori dell’ex
Mezzogiorno o da un’impresa artigiana, il bonus in base al Dl 76/13
sarà pari a zero, stante l’assenza,
per 36 mesi, di oneri contributivi
Questa interpretazione della
norma desta più di una perplessità. Il bonus è chiaramente un incentivo economico e non contribuivo. Ne consegue che, una volta
ammessa la sua cumulabilità, gli
unici limiti normativi sono costituiti dal tetto mensile fissato dalla
legge (650,00 euro) e dalla condizione prevista dall’articolo 40 del
della Commissione del 6 agosto
2008 (l’agevolazione, per il singolo lavoratore, non deve superare
il 50% del costo salariale riferito ai
12 mesi successivi all’assunzione).
La posizione assunta dal ministero del Lavoro e dall’Inps è differente. La stessa, oltre a non apparire suffragata da un supporto legislativo e normativo, nei fatti finisce con il mortificare l’aiuto fruibile per queste forme di avviamento
al lavoro, rischiando di vanificare
anche la finalità dell’intervento
del Dl 76/13.
«l’aiuto Aspi» per l’assunzione
La ricollocazione dei soggetti
che hanno perso il lavoro passa
anche attraverso il nuovo incentivo in favore di chi assume percettori di Aspi.
Con una integrazione alla legge
92/2012, infatti, l’articolo 7, comma
5, lettera b, del Dl 76/2013 (legge
99/13)introduce unamisura incentivante in favore dei datori di lavoro che assumono, a tempo pieno e
indeterminato, lavoratori che fruiscono,osianoanchesolo destinatari, dell’assicurazione sociale per
l’impiego (Aspi).
Si tratta di un contributo mensile
pari al 50% dell’indennità residua
che sarebbe spettata al lavoratore
se, in luogo di essere assunto, fosse
rimasto privo di occupazione. Possonoaccedervi tuttii datoridilavoro (anche non imprenditori), com-
prese le cooperative che, in attuazione del vincolo associativo ex lege 142/2001, instaurano rapporti di
lavoro subordinato a tempo pieno
e indeterminato. Tuttavia è necessario che i soci non abbiano fruito
dell’erogazione, in unica soluzione, della medesima indennità.
Valide anche le trasformazioni
Inps e ministero del Lavoro hanno
chiarito che il beneficio può estendersi anche alla trasformazione a
tempo pieno e indeterminato di un
contratto a termine instaurato con
un lavoratore percettore Aspi che,
per la legge di riforma del mercato
del lavoro, abbia avuto la sospensione d’ufficio dell’indennità (assunzione per un periodo inferiore
a sei mesi). L’incentivo riguarda le
assunzioni dal 28 giugno 2013 (data
di entrata in vigore del Dl 76/2013).
Poiché è la quota residuale di
una prestazione, l’ammontare della nuova misura non è prestabilito
mava determinato di volta in volta,
conriferimentoalladecorrenzainiziale dell’indennità spettante al lavoratore e detraendo i periodi di
cui l’interessato ha già usufruito
all’atto dell’assunzione.
Occorre poi tenere conto del decalageprevistodalla riforma.Va ricordato che la legge 92/2012 prevede una riduzione del trattamento
Aspi del 15% dopo sei mesi; una seconda contrazione, sempre del
15%, è stabilita dopo 12 mesi. Il dirit-
todell’azienda apercepireilcontributocessadalladataincuiillavoratoreraggiunge i requisiti peril pensionamentodi vecchiaiaoanticipato. Sempre riguardo alla durata, la
legge Fornero ha differenziato l’arco temporale di spettanza
dell’Aspi nel periodo transitorio
(2013-2015) rispetto a quello a regime (dal 1˚gennaio 2016).
Il contributo al datoredi lavoro è
corrispostoperognimensilitàdiretribuzione erogata al dipendente:
l’incentivo spetta per intero se ri-
La quota del 50%
va chiesta dal datore
tramite il cassetto previdenziale
sulta retribuito tutto il mese; l’importomensileva,invece,rideterminatoinpresenza digiornate nonretribuite. Sono ritenute retribuite
anche le giornate in cui vi sia stata
erogazione ridotta.
L’agevolazione è subordinata al rispetto di alcune condizioni. In primo luogo, è necessario l’ossequio
ai principi generali in materia di incentivi stabiliti dalla legge 92/2012.
La seconda condizione, posta per
regolare la materia dal ministero
del Lavoro e dall’Inps: va rispettato
il regolamento sugli aiuti minori
&quot;de minimis&quot;.
Possibile cumulare
La nuova misura è cumulabile con
lealtreformediincentivicontributivi, come – a titolo esemplificativo –
l’agevolazione di cui alla legge
223/1991perassunzionedilavoratori iscritti nelle liste di mobilità, non
titolaridell’indennità,oquelladicui
all’articolo4,commi8-11,dellalegge
92/2012. Il cumulo è, invece, precluso con il bonus di cui all’articolo 1
del decreto legge 76/2013, riconosciuto per l’assunzione di giovani in
particolari condizioni soggettive di
Il contributo va richiesto all’Inps,
compilandounadichiarazionediresponsabilitàcheidatoridilavorodevono trasmettere alla sede competente, avvalendosi della funzionalità &quot;contatti&quot; del cassetto previdenziale aziende e selezionando nel
campo &quot;oggetto&quot; la denominazione
&quot;L.92/2012art. 2,c. 10bis (assunzione
dibeneficiari diAspi)&quot;.
I datori di lavoro ammessi al beneficio ne riceveranno comunicazione con un prospetto con il piano
di fruizione della misura mensile
massima dell’incentivo. Il recupero del contributo avviene con il sistema del conguaglio sul flusso
I vincoli. La disciplina della legge Fornero
Diritto di precedenza da rispettare
Cometuttelemisureagevolative, il contributo in favore dei datori
di lavoro che assumono, a tempo
pieno e indeterminato, lavoratori
che fruiscono, o siano anche solo
destinatari, dell’Assicurazione socialeperl’impiego(Aspi),devesottostare ai principi generali in materia di incentivi dell’articolo 4, commi 12, 13 e 15 della legge di riforma
del mercato del lavoro (legge
92/2012).
Stante la trasversalità di queste
previsioni,per unapiùrazionaledisciplina delle assunzioni agevolate,sembra opportuno ricapitolarle.
Semaforo rosso agli incentivi se
l’assunzione che li farebbe sorgere non viene eseguita spontaneamente: il datore di lavoro non deve esservi obbligato da alcuna disposizione di legge, di contratto o
da accordi individuali intercorsi.
Il ricorso alla somministrazione
non consente il superamento di
questi vincoli.
Incentivi negati anche a chi non
rispettaildirittodiprecedenzaprevistodalla leggea favore diun lavoratore che ha già lavorato in azienda. Questo principio vale anche in
caso di somministrazione. Conseguentemente - prima di eseguire la
nuovaassunzione o diavvalersi del
somministrato - si deve verificare
che non vi siano altri che vantano
dirittidiprecedenza;sevisono,per
legittimarel’applicazionedeibenefici contributivi, si deve dimostrare che l’opzione è stata offerta
all’aventediritto, concomunicazionescritta,contenenteanche untermine entro cui esprimersi.
Vale la pena di ricordare che,
dall’entrata in vigore del Dl
76/2013 (28 giugno 2013), il diritto
di precedenza non condiziona più
di lavoratori in mobilità, essendo
stata esclusa, dalla disciplina dei
contrattia tempodeterminato, l’assunzione a termine di lavoratori in
mobilità, ex articolo 8, comma 2,
della legge 223/1991.
L’ammissione ai benefici incontra limitazioni se il datore di lavoro
o l’utilizzatore hanno alle dipendenze lavoratori sospesi per crisi o
riorganizzazione, salvi i casi in cui
l’assunzione, la trasformazione o la
L’ammissione ai benefici
è preclusa in caso
di coincidenza sostanziale
tra chi licenzia
e chi attiva il nuovo rapporto
01 | LA TIPOLOGIA
È un incentivo economico per
facilitare la ricollocazione di
involontariamente perso il
02 | I SOGGETTI
Sono i fruitori/destinatari
dell’indennità Aspi
03 | I RAPPORTI AGEVOLATI
Sono agevolati i rapporti di
lavoro a tempo pieno e
indeterminato, compresi quelli
instaurati in attuazione del
vincolo associativo stretto con
una coop di lavoro, legge
142/2011.
04 | LA MISURA
Il beneficio è pari al 50% del
trattamento Aspi che sarebbe
ancora dovuto al lavoratore
assunto, al netto del decalage
della prestazione previsto dalla
05 | LA DURATA
La durata va determinata in base
alla decorrenza iniziale
dell’indennità, detraendo i
periodi di cui l’interessato ha già
usufruito all’atto
dell’instaurazione del rapporto
di lavoro. Il diritto dell’azienda a
percepire il contributo cessa
dalla data in cui il lavoratore
raggiunge i requisiti per il
pensionamento di vecchiaia o
06 | LA DECORRENZA
L’incentivo trova applicazione
con riferimento alle assunzioni
intervenute dal 28 giugno 2013
somministrazione siano finalizzate all’acquisizione di professionalità diverse da quelle dei lavoratori
sospesi oppure siano effettuate in
una diversa unità produttiva.
Niente incentivi anche in presenza di coincidenza sostanziale
di assetti proprietari e di rapporti
di collegamento/controllo tra chi
licenzia (nei sei mesi precedenti) e
chi assume.
Iprincipiriguardanoanche lesocietà di somministrazione. Il legislatore, usando in tandem i termini
datore/utilizzatore, ha elaborato
un concetto nuovo che stabilisce
un’equivalenza tra utilizzo diretto
e indiretto del lavoratore. Il periodotrascorsodallavoratoreinaziendaconuncontrattodisomministrazione, è assimilato in certi casi al lavoro subordinato.
07 | L’ACCESSO
L’incentivo è subordinato ai
principi stabiliti dall’articolo 4,
commi 12, 13 e 15 della legge
92/2012 e al rispetto del
regolamento Ce n.1407/2013 in
materia di aiuti &quot;de minimis&quot;
08 | L’ITER
Va trasmessa all’Inps una
con il modello allegato alla
circolare 175/2013. L’invio
avviene con la funzionalità
&quot;contatti&quot;, selezionando il
campo &quot;oggetto&quot; chiamato
&quot;L.92/2012, art.2, c10bis
(assunzione di beneficiari
Aspi)&quot;. L’Inps esegue le verifiche
e, se l’esito è positivo, comunica
l’ammissione al beneficio
Serve il nullaosta dell’Inps
per l’incentivo «over 50»
La legge Fornero ha introdotto agevolazioni per le assunzioni
di chi è fuori dal mercato del lavoro e la cui rioccupazione può apparire problematica. L’inserimento
agevolato, in funzione dal primo
gennaio 2013, è previsto dall’articolo 4, commi 8-11, della legge
1 uomini o donne con almeno 50 anni di età e disoccupati da oltre dodici mesi;
1 donne di qualsiasi età, residenti in
aree svantaggiate e prive di un impiegoregolarmenteretribuitodaalmeno sei mesi;
1 donne di qualsiasi età, con una
professione o di un settore economico caratterizzati da un’accentuata disparità occupazionale di
genere e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno
1 donnediqualsiasietà,ovunqueresidentieprivediunimpiegoregolarmente retribuito da almeno 24 mesi.
Possono beneficiarne tutti i datori di lavoro, comprese le cooperative. L’incentivo spetta per le assunzioni a tempo indeterminato,
a termine e per le trasformazioni a
tempo indeterminato di un precedente rapporto agevolato. Ammessi allo sconto anche il part-time e le assunzioni a scopo di somministrazione.
Restano esclusi i rapporti di lavorodomestico,intermittente, ripartito e accessorio. La riduzione riguarda sia i contributi Inps che i premi
Una delle condizioni di accesso
alle agevolazioni per l’assunzione
di donne, consiste nella mancanza
diunimpiegoregolarmente retribuito. Secondo il ministero del Lavoro
sideveprestareattenzioneallatipologia di rapporto intrattenuto dalla
lavoratrice. I rapporti di lavoro dipendente di durata inferiore a sei
mesi,sono automaticamente,considerati «non regolarmente retribuiti». I rapporti di collaborazione coordinatae continuativarilevano, in-
vece,soloseilredditoesclusodaimposizione fiscale è di almeno 8mila
euro annui. Per il lavoro autonomo
la soglia è 4.800 euro annui. Ciò significa che occorre eseguire un’indagine riferita ai sei o ai 24 mesi (in
base al tipo di assunzione) antecedenti la costituzione del nuovo rapporto, per verificare che non sia stato svolto lavoro con le caratteristiche sopra descritte: un accertamento del tutto scollegato con lo status
di disoccupato, previsto dal Dlgs
181/2000.
Non è necessaria la registrazione della donna al Centro per l’impiego.
Altra condizione è la residenza.
Per le Regioni che danno titolo alle
agevolazionisi puòconsultarelapagina web www.dps.mef.gov.
it/qsn/qsn_aiuti_di_stato.asp.,
mentrelealtreareeeglispecificisettori,perglianni2013 e2014,sonostatiindividuaticondecretiministeriali del 2/9/2013.
L’incentivo consiste nella riduzione del 50% dei contributi a carico
del datore di lavoro, per 18 mesi in
caso di assunzione a tempo indeterminato, ridotti a 12 per i rapporti a
termine. Sono incentivate anche le
trasformazioni a tempo indeterminatodiunprecedenterapportoatermine agevolato. Secondo l’Inps, la
trasformazione deve però avvenire
entro la scadenza del beneficio (il
12˚ mese) anche se il contratto ha
una durata superiore. Per esempio,
in caso di assunzione a termine per
15mesidiunlavoratoreilcuirapporto viene trasformato al decimo mese (entro, quindi, i dodici mesi agevolati),l’incentivotrovaapplicazioneper18mesi.Se,alcontrario,latrasformazione interviene il 14˚mese,
l’ulteriore semestre di riduzione
contributiva non spetta. Si tratta di
un interpretazione non del tutto
condivisibile in quanto un’eventuale trasformazione successiva al 12˚
mese non dovrebbe pregiudicare la
possibilità di fruire degli ulteriori
I datori di lavoro devono inoltrare all’Istituto l’istanza denominata «92-2012», inoltrata, tramite cassetto previdenziale, prima dell’invio del flusso UniEmens in cui trovano posto i dati dei lavoratori assunti con le agevolazioni. Occorre
attendere la risposta dell’Inps in
quanto la sola trasmissione
dell’istanza, non facoltizza il datore di lavoro ad applicare il beneficio. Il recupero delle agevolazione
avviene mediante conguaglio con
i contributi Inps, tramite il flusso
01 | I BENEFICIARI
L’agevolazione (in vigore dal primo
gennaio 2013) può essere utilizzata
da tutti i datori di lavoro, comprese
le cooperative. Riguarda le
assunzioni di:
- over 50 (uomini o donne)
disoccupati da oltre dodici mesi;
- donne di qualsiasi età, residenti in
aree svantaggiate e prive di un
impiego regolarmente retribuito da
- donne di qualsiasi età, con una
professione o di un settore
economico caratterizzati da
un’accentuata disparità
occupazionale di genere e prive di
un impiego regolarmente retribuito
da almeno 6 mesi;
- donne di qualsiasi età, ovunque
residenti e prive di un impiego
regolarmente retribuito da almeno
02 | I CONTRATTI
e/o determinato
- trasformazioni a tempo
indeterminato di rapporto a termine
Esclusi i rapporti di lavoro
domestici, a chiamata ripartito e
03 | L’AGEVOLAZIONE
Riduzione del 50% dei contributi
datoriali (compreso il contributo
addizionale Aspi dell’1,40%)
04 | LA DURATA
Variabile in funzione della tipologia
contrattuale. Per assunzione a
tempo indeterminato la riduzione
spetta per 18 mesi; per i contratti a
termine per un massimo di 12 mesi
(o meno per contatti di durata
05 | I REQUISITI
-alla realizzazione di incremento
netto di occupazione, rispetto alla
media della forza occupata
nell’anno precedente l’assunzione o
- alle condizioni generali di
compatibilità con il mercato interno,
previste dagli articoli 1 e 40 del
regolamento (CE) n. 800/2008;
- al rispetto delle condizioni di
regolarità contributiva e di
osservanza degli accordi e contratti
collettivi nonché delle norme poste
a tutela delle condizioni di lavoro;
- all’ossequio dei principi stabiliti
dall’articolo 4, commi 12, 13 e 15,
della legge 92/2012.
06 | LA CUMULABILITÀ
In caso di sussistenza dei
presupposti per altre agevolazioni
(per esempio: legge 407/90, legge
223/91) queste prevalgono.
È necessario, tuttavia, che al
momento della trasformazione il
lavoratore sia disoccupato da
almeno 24 mesi e non abbia
maturato il diritto di precedenza
all’instaurazione del rapporto a
tempo indeterminato. Con questi
presupposti, l’incentivo (ex lege
407/90) spetta per 36 mesi dalla
data di trasformazione del rapporto.
07 | LA PROCEDURA
Trasmissione all’Inps di un’istanza
on-line (mod 92-2012) prima
dell’invio del flusso UniEmens,
tramite cassetto previdenziale. È
necessario attendere la risposta
dell’istituto che attribuisce il CA 2H.
I requisiti. In linea con i regolamenti Ue
Necessario incrementare l’organico
Tra le condizioni da rispettare
per ottenere la facilitazione contributiva per le nuove assunzioni di
donne e over 50, figura il rispetto
dell’incremento netto occupazionale. Ciò in linea con il regolamento (CE) 800/2008 (articolo 40).
Con l’assunzione, la proroga e la
trasformazione,deve concretizzarsi un incremento netto del numero
di dipendenti; se ciò non si realizza,
ilpostooiposti occupatidevonoessersi resi vacanti a seguito di dimissioni volontarie, di pensionamento
perraggiuntilimiti d’età,di riduzione volontaria dell’orario di lavoro o
di licenziamenti per giusta causa e
non a seguito di licenziamenti e
non per riduzione del personale.
Pervalutarel’incremento,vapresa in considerazione l’intera organizzazione imprenditoriale e non
la singola unità produttiva. La forza
aziendale è costituita dai lavoratori
a tempo indeterminato e a termine;
i lavoratori intermittenti, ripartiti e
accessori sono esclusi.
Ilnumero deidipendenti ècalco-
lato in Unità di lavoro annuo (Ula).
Perstabilirese l’assunzionediunlavoratore determina un incremento
occupazionale, si deve confrontare
il valore in Ula, riferito ai 12 mesi
precedenti l’instaurazione del rapporto di lavoro, con quello dell’annosuccessivoall’assunzione. Gliincentivi, inoltre, non competono se
il datore di lavoro non rispetta le
leggi, i contratti, le norme in materiadi sicurezza e non versa regolarmente i contributi (commi 1175 e
1176, dell’articolo 1, legge
296/2006).
Per la somministrazione, la condizione diregolarità contributiva si
riferisceall’agenziadisomministrazione su cui gravano gli obblighi
contributivi; il somministratore e
l’utilizzatore devono, invece, rispettarele normepostea tuteladelle condizioni di lavoro.
I vincoli, tuttavia, non finiscono
qui. Vanno, infatti, rispettati i nuovi principi introdotti dall’articolo 4
della legge 92/2012. Gli incentivi
non spettano se l’assunzione non
viene eseguita spontaneamente; il
datore di lavoro non deve cioè esservi obbligato da alcuna disposizione di legge, di contratto o da accordi individuali precedenti.
Vi è, poi, il così detto principio di
cumulo, secondo cui si ha diritto
all’incentivo anche quando, dopo
unprimo rapportoagevolatoa tempo determinato, viene effettuata con soluzione di continuità - una
nuova assunzione - a tempo determinatooindeterminato -dello stesso lavoratore.
In caso di un’assunzione effettuata da un datore di lavoro che
presenti assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli di
chi – a titolo di lavoro subordinato
o somministrato – abbia già goduto dell’agevolazione, spetta solo
l’incentivo residuo; idem, nei casi
in cui intercorra un rapporto di collegamento o controllo tra il datore
di lavoro che assume e il precedente datore di lavoro o il precedente
Posto ai disoccupati
L’assunzionedeidisoccupatidaoltre24mesiinsintesi
DATORIDI LAVORO INTERESSATI
Tuttiidatoridilavoroprivati
LAVORATORICHE DANNO DIRITTO ALL’AGEVOLAZIONE
Per chi è fermo
artigiane o del Sud
Introdotta da oltre 20 anni, e
recentemente modificata dalla riforma Fornero, è sempre attuale
l’agevolazione riservata alle assunzioni a tempo indeterminato
di lavoratori disoccupati o inoccupati da oltre 24 mesi.
La norma di riferimento è l’articolo 8 comma 9 della legge
407/1990, che prevede in favore
di tutti i datori di lavoro privati
uno sconto del 50% dei contributi
a loro carico per la durata di 36
mesi, elevato al 100%, cioè lo sgravio totale, per le assunzioni effettuate esclusivamente da imprese
operanti nei territori dell’ex Mezzogiorno (Dpr 218/1978) o da imprese artigiane (ovunque ubicate). Ai fini della più elevata agevolazione nel Sud, il requisito territoriale deve essere contemporaneamente individuato sia con riferimento alla sede dell’impresa,
che al luogo di residenza del lavoratore (Cassazione 18145/2007).
A seguito dell’interpretazione
estensiva fornita dall’Inps nella
circolare 137/2012, l’agevolazione è altresì riconosciuta in caso
di trasformazione in tempo indeterminato di un contratto a termine di durata inferiore sei 6 mesi,
che ha cioè consentito al dipendente di conservare lo status di
Dal punto di vista invece dei lavoratori da assumere, non è possibile ricorrere a questa tipologia
contrattuale agevolata per i dirigenti (nota Lavoro 15 maggio
2009), per gli assunti con contratto di lavoro intermittente. L’agevolazione invece spetta in caso di
assunzione di soci di cooperative
(circolare Inps 77/2006), così come per i contratti di lavoro a tempo parziale.
A seguito della riforma Fornero,
la norma prevede che l’agevolazione non spetti nel solo caso di
assunzione effettuata per sostituire un lavoratore licenziato per
giustificato motivo oggettivo o
per riduzione collettiva (e non,
come prima, per qualsiasi causa
di licenziamento). Come precisato dal ministero del Lavoro (interpello 9/2013) e dall’Inps (circolare 137/2012), l’esclusione dal beneficio è limitata al caso in cui l’assunzione avvenga entro sei mesi
dal licenziamento e riguardi un la-
voratore adibito alle stesse mansioni di quello licenziato.
La principale condizione oggettiva a cui è subordinato il diritto allo sconto contributivo è costituita dalla sussistenza dello status di
disoccupato (articolo 4 del dlgs
181/2000). Leggendo al contrario
questa norma, si evince che lo status di disoccupato è mantenuto
in caso di svolgimento di attività
lavorativa da cui derivi un reddito annuo di importo tale da non
subire imposizione fiscale ( 8mila euro all’anno in caso di reddito
di lavoro dipendente, cocopro, cococo, stage, ovvero euro 4.800
per i reddito di lavoro autonomo
professionale), ovvero in caso di
sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato di durata inferiore a sei mesi.
La stessa norma prevede altresì la perdita dello status in caso di
mancata presentazione senza giustificato motivo alla convocazione del servizio di collocamento
competente e in caso di rifiuto
senza giustificato motivo di una
offerta di lavoro a tempo pieno,
indeterminato, determinato.
Lo sconto si applica esclusivamente sulla quota dei contributi a
carico del datore di lavoro, mentre rimane intatta quella del lavoratore.
Disoccupatidaoltre24mesi
Lostatodidisoccupazionepermane:
8 incasodirapportosubordinatoaterminedidurata&lt;6mesi;
8 incasodirapportodilavorodacuideriviunredditoannuoinferioreaquello
chesubisceimposizionefiscale
TIPOLOGIA CONTRATTUALE AGEVOLATA
Assunzionecontrattoatempoindeterminatoancheatempoparziale
Trasformazioneintempoindeterminatodi uncontrattoaterminedidurata
inferioreaseimesi
Ladurataèdi 36mesi.
Lamisurageneraleèdel50%dell’aliquotaInpsedInailacaricoazienda.
Lamisuraèelevataal100%infavoredellesoleimpresedelSudediquelle
artigianeovunqueubicate
Acquisizionedelcertificatoattestantelostatusdidisoccupatodaoltre24
ComunicazionepreventivaalCentroperl’impiegoconindicazionedella
specificacausale
1) procedura per richiedere l’agevolazione
2) esposizione del recupero in Uniemens
1) Presentazioneall’Inpsdell’istanzadiaccessoall’agevolazione,attraverso
lafunzionalità«Invioistanzeonline»accessibileall’internodelcassetto
All’istanzadeveessereallegatoilcertificatoattestantelostatusdi
disoccupatooladichiarazionesostitutiva,cdmodelloSC407/90.
Successivaattribuzionedapartedell’Inpsdelcodicediautorizzazione5N.
2) Recuperodell’agevolazioneall’internodelflussoUniemens,indicando
nelladenunciaindividuale,all’internodell’inquadramentodellavoratore,il
codicetipocontribuzione58(sgravio50%)o59(sgraviototale).
Due tipi di agevolazioni. A misura della sospensione
Anche la Cigs offre un bonus al nuovo datore
Per i datori di lavoro che assumono lavoratori sospesi in Cigs sono state previste distinte
agevolazioni a seconda che il lavoratore sia sospeso da almeno
24 mesi (articolo 9 legge
407/90) o da tre a 23 mesi (articolo 4 dl 148/93).
sura del 50%, nella generalità
dei casi elevata al 100%, se si
tratta di azienda artigiana, oppure ubicata nelle aree del Mezzogiorno.
In entrambi i casi il beneficio
spetta per 36 mesi e riguarda anche i premi asicurativi Inail.
Cigs da oltre 24 mesi
Cigs da tre a 23 mesi
In questo caso le agevolazioni
sono simili a quelle previste per
l’assunzione di disoccupati da
oltre 24 mesi. In particolare l’articolo 8, comma 9, della legge
407 stabilisce che i datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato o parziale lavoratori sospesi in Cigs da almeno 24
mesi, hanno diritto alla riduzione della contribuzione nella mi-
Diversa l’agevolazione prevista
dall’articolo 4, comma 3 del Dl
148/1993, convertito nella legge
236/1993, appena tre anni dopo
la precedente che, per i requisiti più agevoli, è più utilizzata.
I benefici spettano a tutti i datori di lavoro che assumono a
tempo pieno e indeterminato e
alle società cooperative di produzione e lavoro che ammetto-
no come soci, lavoratori sospesi in cassa integrazione speciale, a condizione però che i profili professionali dei lavoratori assunti non siano identici a quelli
di altri lavoratori eventualmente sospesi in Cigs o che siano stati licenziati per riduzione di personale nei dodici mesi precedenti l’assunzione dallo stesso
Per usufruire delle agevolazioni, i lavoratori assunti devono essere contestualmente:
1 sospesi dal lavoro per Cigs da
almeno tre mesi (anche non continuativi, purché il provvedimento di sospensione sia ancora in atto);
1 dipendenti da un’impresa destinataria della Cigs da almeno
sei mesi continuativi.
Le agevolazioni sono di due
1 contributive, consistono nella riduzione degli oneri sociali a
carico dell’azienda. In particolare il contributo a carico del datore di lavoro, per i 12 mesi successivi alla assunzione, è pari a
quello previsto per gli apprendisti (10%).
1 economiche, rappresentate
dal riconoscimento al datore di
lavoro, per ogni mensilità di retribuzione corrisposta ai lavoratori in Cigs assunti, di un importo mensile pari al 50% dell’indennità di mobilità virtuale che
sarebbe stata corrisposta ai lavoratori se non fossero stati assunti. L’incentivo viene eroga-
to per un massimo di nove mesi,
nella generalità dei casi, o 21 mesi, se il lavoratore ha più di 50
I 21 mesi sono elevati a 33, se
l’azienda che assume opera nelle aree del Mezzogiorno e in
quelle ad alto tasso di disoccupazione.
Il nuovo datore di lavoro dovrà acquisire dal dipendente la dichiarazione dell’azienda di provenienza che attesti il periodo di
fruizione della cassa integrazione da parte del dipendente, nonché da parte dell’azienda e potrà
così indicare nella comunicazione preventiva al Centro per l’impiego il codice identificativo ad
hoc dell’assunzione agevolata.
10 Gli incentivi per assumere
Chi assume dalle «liste»
paga contributi ridotti
anche l’indennità
Nel panorama dei bonus sulle assunzioni, le agevolazioni contributive derivanti dalla ricollocazione dei lavoratori iscritti alle liste di mobilità rappresentano ormai una sorta di &quot;usato sicuro&quot;: si
tratta, infatti, di un istituto che –
nonostante la stretta operata dal
2013 alla &quot;piccola mobilità&quot; (si veda l’articolo a fianco) – conserva
comunque un certo appeal.
Vediamo nel dettaglio. Intanto, i
potenziali destinatari sono i lavoratori licenziati a seguito di procedura collettiva, che hanno titolo
di iscrizione alle liste di mobilità.
L’articolo 25, comma 9, della legge 223/1991, prevede che l’assunzione di un lavoratore appartenente a queste categorie venga incentivata sotto una duplice forma: quella contributiva e quella
Per quanto riguarda la prima,
l’assunzione a tempo indeterminato (anche part-time) di un lavoratore in mobilità comporta un abbattimento della quota contributiva a carico del datore di lavoro
per diciotto mesi: essa è pari a
quella prevista, in via ordinaria,
per gli apprendisti, ossia il 10%
sulla retribuzione lorda imponibile ai fini previdenziali.
L’assunzione di un lavoratore
in mobilità comporta anche un incentivo di natura economica: attraverso il sistema del conguaglio
contributivo Uniemens, il datore
di lavoro acquisisce il 50% dell’indennità di mobilità per il periodo
residuo, con un massimo di 12 mesi o per un periodo maggiore correlato all’età e alla residenza del
lavoratore. Questo aspetto, da un
punto di vista teorico, porta, a parità di altre condizioni, a privilegiare l’occupazione di chi è stato
iscritto da poco nelle liste di mobilità rispetto a quei soggetti che sono quasi al termine del periodo.
L’articolo 8, comma 2, della legge 223/1991, incentiva altresì l’assunzione a termine di lavoratori
in mobilità per un massimo di 12
mesi. Se nel corso del rapporto
lo stesso è trasformato a tempo
indeterminato, il beneficio contributivo spetta per ulteriori 12
mesi. L’agevolazione contributiva, anche attraverso più contratti a termine con il medesimo datore di lavoro, non può superare
Inoltre, nell’ipotesi in cui l’assunzione avvenga nella declinazione a tempo determinato, scaturiscono altri vantaggi di carattere
normativo, essendo questa fattispecie esclusa dal campo di applicazione del Dlgs 368/2001. Dal
punto di vista operativo, ne scaturiscono alcune peculiarità, quali
la non obbligatorietà di apporre
le ragioni giustificatrici al contratto (il cosiddetto causalone) e
l’esclusione dalla sommatoria dei
mesi lavorati (articolo 8, comma
2, della legge 223/1991) agli altri
contratti a termine eventualmente svolti, così da non essere compresi nel computo complessivo
dei 36 mesi trascorsi i quali il rapporto, se continua, si considera a
Peraltro, decorsi sei mesi dal licenziamento, lo stesso datore di
lavoro può riassumere, sia a tempo determinato che indeterminato, gli stessi lavoratori posti in mobilità usufruendo dei benefici economici e contributivi: questa
apertura è stata chiarita dal ministero del Lavoro con la nota
25/i/0001564 del 13 luglio 2006.
La contribuzione ridotta trova
spazio sulle denunce mensili
Inps Uniemens e la mancata indicazione del codice dell’agevolazione sulla comunicazione telematica obbligatoria di assunzione non comporta la perdita del beneficio. Si ricorda, inoltre, che
l’agevolazione non ha effetto per
i premi Inail.
Gli incentivi ora in vigore saranno applicati alle assunzioni, trasformazioni o proroghe effettuate fino al 31 dicembre 2016 (circolare Inps 137/2012). Alle assunzioni, proroghe e trasformazioni che
dovessero intervenire entro il 31
dicembre 2016 spetterà l’incentivo per la durata prevista dalle disposizioni abrogate, anche se lo
stesso dovesse scadere dopo tale
data. Per esempio, se il datore di
lavoro assume il primo ottobre
2016 a tempo determinato per sei
mesi un lavoratore iscritto nelle
liste di mobilità, avrà diritto all’incentivo fino a marzo 2017;
all’eventuale proroga del rapporto non potrà però più applicarsi
l’incentivo previsto dalla disposizione abrogata.
Infine, è sempre opportuno
che il datore di lavoro si faccia
certificare dal lavoratore l’appartenenza allo status richiesto
dall’incentivo o rilasciare l’iscrizione alle liste di mobilità.
ha subordinato la fruizione
al possesso del Durc
e dei contratti, anche aziendali
tuata entro la scadenza del beneficio connesso al rapporto a tempo
determinato, l’incentivo spetta a
prescindere dalla circostanza
che il lavoratore abbia maturato
un diritto di precedenza all’assunzione a tempo indeterminato.
La terza fattispecie ostativa alla fruizione del beneficio scatta
quando il datore di lavoro ha in
corso sospensioni dal lavoro connesse a crisi o riorganizzazione
aziendale, a meno che l’assunzione non riguardi soggetti con professionalità sostanzialmente diverse da quelle dei lavoratori sospesi oppure sia effettuata presso un’altra unità produttiva.
Inoltre, l’accesso all’agevolazione è negato quando il nuovo
datore di lavoro assuma, entro
sei mesi dal licenziamento, lavoratori per i quali la cessazione è
avvenuta in un’azienda stretta-
Eccezione al diritto di precedenza
dell’agevolazione si verifica
quando l’assunzione non scaturisce da un obbligo derivante dalla
legge o dal Ccnl.
Il secondo vincolo è costituito
dall’obbligo del rispetto del diritto di precedenza nella riassunzione, con però un’esimente. La legge 223/1991 prevede incentivi per
la trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a termine, anche fino a 12 mesi, originariamente instaurato con un lavoratore iscritto nelle liste di mobilità: se la trasformazione è effet-
Dal 1˚gennaio 2013 i lavoratori
licenziatiper riduzionedi personale o per cessazione di attività da
parte di datori di lavoro con meno
di 15 dipendenti non possono più
essere assunti con le agevolazioni
previste dalla legge 223/1991 (&quot;piccola mobilità&quot;). Ma ancora più grave è che viene messo in discussione, dal 1˚gennaio 2013, il beneficio
riconosciuto ai datori di lavoro
cheavevanoeffettuatole assunzioni in precedenza, in vigenza della
disposizione di cui alla legge
236/1993, di anno in anno prorogata, di solito con la legge finanziaria.
Inprimabattuta l’Inps,con lacircolare 13/2013, ha affermato che
non era più possibile riconoscere
le agevolazioni per le assunzioni,
effettuate nel 2013, di lavoratori licenziatiintale anno.Conla circolare150/2013 l’istituto hapoihaescluso che i datori di lavoro che avevano assunto nel 2012 potessero continuare a fruire delle agevolazioni
per l’anno 2013, dato che le stesse
non sono più finanziate dopo il 31
Con il messaggio 17941/2013
l’Inps invitava, pertanto, le sedi
territoriali a riprendere l’attività
di verifica e a chiedere ai datori di
lavoro la restituzione dei benefici
indebitamente fruiti. Successivamente, però, con il messaggio
18639/2013 l’istituto sospendeva
l’attività di recupero e i conseguenti inviti a regolarizzare le posizioni.
Si ricorda, peraltro, che per le assunzioni e le trasformazioni dei
contratti di lavoro effettuate
nell’anno 2013, riguardanti lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo, il decreto direttoriale del ministero del Lavoro
264/2013 del 19 aprile 2013, come
modificato dal decreto direttoriale 390/2013 del 3 giugno 2013 prevede un bonus di 190 euro per 12 mesi
per le assunzioni a tempo indeterminato e per 6 mesi per le assunzioni a tempo determinato. Ma di
tale bonus ancora si attende di conoscere le condizioni specifiche e
le modalità di fruizione.
Le condizioni. Non deve essere rispettato in caso di trasformazione di un contratto a termine
I datori di lavoro che assumono lavoratori iscritti alle liste di
mobilità devono fare i conti con
il rispetto delle condizioni riguardanti la generalità delle assunzioni agevolate, introdotte dalla legge 92/2012.
Anche per questa fattispecie la
fruizione è strettamente correlata al possesso del Durc; al rispetto dei trattamenti economici e
normativi previsti dalla contrattazione applicabile, collettiva ma
anche territoriale o aziendale; alla presentazione alla Dtl dell’autocertificazione che attesti l’inesistenza a proprio carico di provvedimenti amministrativi o giurisdizionali definitivi (Dm 24 ottobre 2007).
A fare luce sulla materia è intervenuta la circolare Inps 137/2012.
La prima condizione che consente al datore di lavoro di fruire
mente collegata, cioè avente assetti proprietari coincidenti o
con rapporti di collegamento o
La riforma del lavoro, oltre a
dettare i criteri di cui sopra, stabilisce altri divieti con riferimento
alla determinazione dell’incentivo e alla sua durata: per effetto
del combinato disposto degli articoli della legge 223/1991 – in materia di incentivi – e dell’articolo 4,
comma 13, della legge 92/2012 –
circa i limiti di cumulo degli stessi, l’assunzione a tempo indeterminato, successiva a un rapporto
a termine originariamente instaurato con un lavoratore iscritto
nelle liste di mobilità, va equiparata alla trasformazione a tempo
indeterminato, prevista dall’articolo 8, comma 2, della legge 223.
Nelle sostituzioni maternità
avvantaggiate le Pmi
Sgravi del 50%
di venti addetti
Nelle piccole aziende la sostituzione di una lavoratrice assente per maternità sconta una riduzione contributiva. L’articolo 4,
comma 3, del Testo unico sulla
maternità e paternità, approvato
con il dlgs 151/2001, integrando
l’articolo 10 della legge 53/2000,
riconosce uno sgravio dei contributi e premi assicurativi nella misura del 50% a favore del datore
di lavoro, con meno di venti dipendenti, che assume con contratto a tempo determinato o utilizza
lavoratori in somministrazione,
in sostituzione di lavoratrici e lavoratori in congedo per maternità o paternità.
Nel limite dimensionale del-
l’azienda non vengono computati
gli apprendisti, i contratti di formazione e lavoro, i contratti di inserimento lavorativo e di reinserimento, i contratti di somministrazione di personale, mentre i dipendenti a tempo parziale si computano in proporzione alle ore
svolte e quelli con contratto di lavoro intermittente in base alle
giornate lavorate nel semestre
Come sottolinea l’Inps nella
circolare 136/2001, il beneficio
trova applicazione nei confronti
della generalità dei datori di lavoro, aventi o meno la qualifica
di imprenditori e si applica fino
al compimento di un anno di età
del figlio del lavoratore in astensione, oppure per un anno dall’ingresso in famiglia del minore
adottato o in affidamento.
Quando la sostituzione avviene
con contratto di somministrazione, l’impresa utilizzatrice può recuperare dall’agenzia di somministrazione le somme corrispondenti allo sgravio da questa ottenuto, fermo restando che il requisito occupazionale è verificato
in capo al datore di lavoro utilizzatore.
Peraltro, onde favorire il passaggio delle consegne, l’assunzione o l’utilizzazione di personale temporaneo, in sostituzione di lavoratrici e lavoratori in
congedo per maternità o paternità, può avvenire con un anticipo
fino a un mese rispetto al periodo di inizio del congedo, salvo
periodi superiori previsti dalla
Le aziende interessate ai benefici
attesteranno con autocertificazione da presentare all’Istituto:
1 che l’assunzione dei dipendenti
è effettuata in sostituzione di lavoratori in astensione in base agli
articoli 4, 5 e 7 della legge
1204/1971, come modificati dalla
legge 53/2000;
1 che la forza occupazionale
aziendale, all’atto dell’assunzione del dipendente, è inferiore alle
20 unità.
Nel caso di sostituzione di lavoratore a tempo pieno con due
lavoratori a tempo parziale, lo
sgravio compete anche quando
la somma dell’orario di lavoro
dei soggetti assunti non sia superiore a quello del lavoratore so-
stituito; nel caso di superamento
dell’orario il beneficio non può
essere riconosciuto, neanche in
misura parziale. Nel caso invece
di sostituzione di lavoratore a
tempo parziale con lavoratore a
tempo pieno, non sussiste il diritto allo sgravio (messaggio Inps
n. 28/2001).
Il ministero del Lavoro, con risposta ad interpello numero
36/2008, ha escluso che lo sgravio possa essere fruito se cambia
il titolo dell’assenza, come nel caso che la lavoratrice in congedo
di maternità prolunghi l’assenza
per fruire di un periodo di ferie.
VentiquattroAreaRisorse
Umaneèilsoftwareperla
gestionepaghedituttele
tipologiediazienda.Grazie
allasuaarchitetturaflessibile,
Ventiquattrosideclinain
diverseconfigurazioniche
permettonodisoddisfare
qualsiasitipodiesigenza.
Vengonogestitiinautomatico,
peresempio,gliincentiviAspi
el’agevolazioneper
l’assunzionediultra50enni.
Perinformazioni,
www.24oresoftware.com,
oppure:800.016756
Lo sgravio contributivo del 50
per cento è riconosciuto anche
alle aziende in cui operano lavoratrici autonome, (coltivatrici
dirette, mezzadre e colone, artigiane e commercianti) per le assunzioni a tempo determinato o
gli impieghi di personale somministrato, di durata non superiore
a 12 mesi, in caso di maternità delle stesse lavoratrici autonome.
Anche in questo caso il beneficio si applica entro il primo anno di età del bambino.
Integrazione. Gli interventi in campo
Per le cooperative sociali aliquote azzerate
L’articolo 4, comma 3, della
legge 381/1991 dispone che le aliquote complessive per l’assicurazione Ivs dovuta dalle cooperative sociali, relativamente alla retribuzione corrisposta alle persone
svantaggiate, sono ridotte a zero.
La stessa legge definisce cooperative sociali quelle che hanno lo
scopo di perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e alla integrazione
sociale dei cittadini attraverso:
a) la gestione di servizi socio sanitari;
b) lo svolgimento di attività diverse (agricole, industriali, commerciali o di servizi) finalizzate
all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.
L’articolo 4, comma 3, della legge 381/1991 riconosce benefici
contributivi alle cooperative sociali di tipo b) in caso di assunzione di persone svantaggiate, a condizione che la cooperativa sia
nella sezione di competenza e in
quella delle cooperative sociali.
Il ministero del Lavoro, con la circolare 8 novembre 1996 n. 153, ha
ritenuto infatti possibile definire
cooperative sociali anche quelle i
cui statuti prevedano il possibile
e contemporaneo svolgimento di
attività ricomprese sia nella lettera a) che in quella b) dell’articolo
1 della legge 381/1991, superando
la preclusione alla costituzione
delle cooperative sociali a oggetto plurimo, fermo restando che
queste cooperative devono essere iscritte nel registro prefettizio,
oltre che nella sezione cui afferisce l’attività svolta, anche nella sezione cooperative sociali sub a) e
sub b). Occorre altresì che il colle-
devono rappresentare
almeno il 30% dei lavoratori
La media è calcolata
nell’arco di 12 mesi
gamento funzionale tra le attività
di tipo a) e b) risulti chiaramente
dallo statuto sociale e che l’organizzazione amministrativa della
cooperativa consenta la netta separazione delle gestioni relative
alle attività esercitate ai fini della
corretta applicazione delle agevolazioni concesse dalla vigente
Nelle cooperative sociali che
svolgono l’attività di tipo b), le
persone svantaggiate devono costituire almeno il trenta per cento
dei lavoratori della cooperativa
e, compatibilmente con il loro stato soggettivo, essere socie della
cooperativa stessa. La media deve essere calcolata su un arco temporale di dodici mesi, salvo diversa previsione della legislazione
regionale (interpello ministero
del Lavoro 4/2008). La condizione di persona svantaggiata deve
risultare da documentazione proveniente dalla Pa, da questa deve
risultare che l’interessato rientra
in una delle seguenti categorie: in-
validi fisici, psichici e sensoriali,
ex degenti di ospedali psichiatrici, anche giudiziari, soggetti in
trattamento psichiatrico, tossicodipendenti, alcolisti, minori in
età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare.
Per l’assunzione di questi soggetti opera lo sgravio totale degli
1 Sono ammesse
all’agevolazione anche le
cooperative a oggetto plurimo,
come precisato dalla circolare
153/1996 del ministero del
1 Nelle coop di tipo b), per
avere lo sgravio, i soggetti
svantaggiati devono essere
almeno il 30% del totale
oneri contributivi. Per fruire del
beneficio è necessario presentare dichiarazione del legale rappresentante in merito al possesso dei
requisiti da parte dei soggetti
svantaggiati, che devono rappresentare almeno il 30% del totale.
La percentuale deve essere calcolata escludendo dal computo i soci volontari e le persone svantaggiate, come precisa l’Inps con la
circolare 188/1994. Per fruire del
beneficio devono però essere rispettate le condizioni ed i criteri
stabiliti, per tutte le agevolazioni,
dalla legge 92/2012, articolo 4,
commi da 12 a 15.
Rientrano fra i soggetti svantaggiati anche le persone detenute o internate negli istituti penitenziari, i condannati e gli internati ammessi alle misure alternative alla detenzione e al lavoro
Per questi soggetti il comma
3-bis dello stesso articolo 4 precisa che le aliquote complessive della contribuzione per l’assicurazione obbligatoria previdenziale ed
assistenziale dovute sono ridotte
nella misura percentuale individuata ogni due anni con decreto.
12 Gli incentivi per assumere
Start-up con credito d’imposta
per l’assunzione di ricercatori
Il decreto sviluppo bis (articoli 25 - 32, Dl 179/2012) ha introdotto misure a favore delle imprese start-up innovative.
Le start up innovative vanno
iscritte nella sezione speciale del
registro delle imprese. Devono
avere come oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la
produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico e
devono possedere almeno uno
1 le spese in ricerca e sviluppo devono almeno pari al 15% del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione della startup innovativa;
1 impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale almeno pari a un terzo
della forza lavoro complessiva di
personale in possesso del titolo
di dottorato di ricerca o che sta
svolgendo un dottorato di ricerca
presso un’università italiana o
straniera, oppure in possesso di
laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca
pubblici o privati ovvero, in percentuale uguale o superiore a due
terzi della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di laurea magistrale;
1 titolarità di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto
a semiconduttori o a una nuova
varietà vegetale ovvero dei diritti
relativi a un programma per elaboratore originario registrato.
La norma prevede l’accesso al
credito d’imposta per l’assunzione a tempo indeterminato di personale altamente qualificato (articolo 24, Dl 83/2012) con modalità semplificate (esonero della
documentazione contabile certificata da un professionista iscritto al registro dei revisori contabili e forma semplificata del-
l’istanza). Il credito d’imposta è
pari al 35%, con un limite massimo di 200mila euro annui, del costo aziendale sostenuto per le assunzioni a tempo indeterminato
(compresi i contratti di apprendistato) di personale con dottorato di ricerca universitario o
tecnico-scientifiche, impiegato
in attività di ricerca e sviluppo.
Viene poi consentita la stipula di
un particolare contratto a termine
durante i primi quattro anni di vita
della start-up (il periodo è inferiore
per le società già costituite alla data
di entrata in vigore della legge
179/2012).Illegislatoreritieneautomaticamente sussistenti le ragioni
giustificative qualora il contratto a
tempo determinato, anche in somministrazione, sia stipulato da una
start-up innovativa per lo svolgimentodiattivitàinerentiostrumentali all’oggetto sociale. È dunque un
contratto a termine simile a quello
«acausale».
La durata minima è sei mesi, la
massima 36 mesi. È comunque possibile stipulare un contratto a tempo determinato di durata inferiore
a6 mesi, ai sensi della normativavigente. Questi contratti sono inoltre
esentidallelimitazioniquantitative
eventualmente introdotte dai Ccnl
edalrispettodegliintervallitemporali previsti tra la fine di un contratto e l’inizio di uno successivo. Invece,sevienesuperatoilterminemassimoconsentito ola start-upnon ha
i requisiti richiesti il contratto si
considerastipulatoatempoindeterminato. Una maggiore flessibilità
vienepoiaffidataaiCcnlchepossono definire criteriper la determinazionedi minimiretributivi specifici
(anche per la parte variabile) e disposizioni finalizzate all’adattamento delle regole di gestione del
rapportodilavoroalleesigenzedelle start-up.
Prevista anche una misura di favore in caso di remunerazione
con strumenti finanziari. Il reddito di lavoro derivante dall’assegnazione ai propri amministratori di strumenti finanziari o di
ogni altro diritto o incentivo che
preveda l’attribuzione di strumenti finanziari o diritti similari, nonché dall’esercizio di diritti di opzione attribuiti per l’acquisto di tali strumenti finanziari, non concorre ai fini fiscali e
contributivi alla formazione del
reddito imponibile. La norma
contiene anche disposizioni antielusive per i casi di riacquisto o
riattribuzione.
Immigrati di ritorno. Esente Irpef il 90% del reddito da lavoro
Rientri dall’estero sgravati dall’Irap
Per favorire l’impiego e il
rientro in Italia di persone con
qualifiche e competenze molto
elevate sono stati introdotti diversi benefici fiscali.
L’articolo 44, Dl 78/2010 prevede una agevolazione fiscale ai fini
Irpef e Irap per incentivare i ricercatori e i docenti residenti
all’estero ad esercitare in Italia la
Il beneficio consiste, ai fini Irpef, nella esclusione dal reddito
di lavoro dipendente o assimilato
e per lavoro autonomo del 90%
degli emolumenti relativi all’attività di ricerca. A tal fine, i ricercatori devono avere un titolo di studio universitario o equiparato,
non essere occasionalmente residenti all’estero, aver svolto documentata attività di ricerca o docenza all’estero presso centri di ricerca per almeno due anni continuativi. Devono, inoltre, acquistare e mantenere la residenza fiscale in Italia per tutto il periodo
Invece, ai fini Irap è stato chiarito dall’Agenzia delle entrate (circolare 4/E/2011) che i compensi
non concorrono alla formazione
della base imponibile se si tratta
di lavoratore autonomo oppure
del sostituto (per i redditi di lavoro dipendente o assimilato). Il beneficio è applicabile fino al 31 dicembre 2015, ma potendo essere
fruito nel periodo d’imposta in
cui il ricercatore diviene fiscalmente residente in Italia e nei due
successivi, la sua validità è estesa
Invece, la legge 238/2010 prevede una parziale imponibilità ai fini Irpef (20% del reddito per le
donne e 30% per gli uomini) a favore dei cittadini Ue nati dopo il
1˚gennaio 1969, i quali sono assunti o avviano un’attività d’impresa
o di lavoro autonomo in Italia trasferendovi il proprio domicilio,
nonché la propria residenza entro tre mesi dall’assunzione o
dall’avvio dell’attività. I beneficiari devono avere un diploma di laurea e aver esercitato senza interruzione, negli ultimi due anni e
più, attività di lavoro dipendente,
autonomo o d’impresa fuori dal
proprio Paese d’origine e dall’Italia o, nello stesso periodo di tempo, aver studiato ininterrottamente all’estero conseguendo una laurea o un titolo post-lauream. Devono, inoltre, aver risieduto continuativamente per almeno 24 mesi in Italia. L’agenzia delle Entrate
(circolare 14/E/2012) ha chiarito
che il lavoratore deve presentare
la richiesta entro tre mesi dall’assunzione al proprio datore di lavoro. Non si tratta di un termine
perentorio: il datore di lavoro
può riconoscere il beneficio anche successivamente. Alla richiesta scritta andrà allegata apposita
documentazione o dichiarazione
comprovante, tra l’altro, lo svolgimento dell’attività lavorativa o di
La richiesta deve essere presentata all’attuale datore di lavoro anche in caso di seconda o ulteriore
assunzione, o in caso di prima assunzione successiva allo svolgimento di una attività autonoma.
Coloro che intraprendono in Italia un’attività di lavoro autonomo
o d’impresa potranno applicare
la riduzione della base imponibile Irpef in Unico. Il beneficio spetta anche per i redditi assimilati a
quelli di lavoro dipendente, mentre non spetta ai dipendenti a tempo indeterminato nella Pa e non è
cumulabile con altri benefici fiscali. Il beneficio decorre dalla data di assunzione o inizio dell’attività autonoma e avrà termine il 31
Risorse umane. Incremento della base occupazionale
Premiate le lauree scientifiche
Il decreto crescita (articolo
24, Dl 83/2012) prevede a favore
di tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dalle dimensioni aziendali, dal settore economico in cui operano, nonché dal regime contabile adottato, la concessione di un contributo sotto forma di credito d’imposta del 35%, con un massimo di
200mila euro annui ad impresa,
del costo aziendale sostenuto per
le assunzioni a tempo indeterminato di personale in possesso di
un dottorato di ricerca universitario o di laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico impiegato in attività di ricerca
Sono, dunque, escluse le assunzioni a tempo determinato. La
norma non esclude espressamen-
te il lavoro part-time.
L’agevolazione viene meno se
il numero complessivo dei dipendenti è inferiore o pari a quello indicato nel bilancio presentato
nel periodo di imposta precedente all’applicazione del beneficio
fiscale e se i posti di lavoro creati
non sono conservati per un periodo minimo di tre anni, ovvero di
due anni nel caso delle piccole e
medie imprese. Decade dal credito d’imposta anche chi delocalizza in un paese non appartenente
all’Unione europea riducendo le
attività produttive in Italia nei
tre anni successivi al periodo di
imposta in cui ha fruito del contributo. Per fruire del contributo le
imprese devono presentare apposita istanza al ministero dello Sviluppo economico. Le verifiche av-
vengono sulla base di apposita documentazione contabile che dovrà essere predisposta dall’impresa, certificata da un revisore
contabile o dal collegio sindacale
e allegata al bilancio (disposizione non applicabile alle start-up innovative).
In entrambe le ipotesi, il credito d’imposta non concorre alla
formazione del reddito d’impresa e non rientra nella base di calcolo ai fini Irap, è utilizzabile in compensazione con altre imposte a
debito nel modello F24 e dovrà essere indicato nella relativa dichiarazione dei redditi. Altro aspetto
comune è la decadenza dal beneficio qualora siano accertate violazioni sostanziali in materia fiscale e del lavoro.
I datori devono
chiedere il bonus
di 5mila euro
tramite il cassetto
Nel frastagliato panorama degli incentivi alle imprese, l’attenzione del legislatore verso l’employability delle giovani famiglie si
concretizza in una misura volta a
promuovere l’occupazione dei genitori di età under 35.
Il Dm 19 novembre 2010 ha destinato parte delle risorse del Fondo
di sostegno per l’occupazione e
l’imprenditoria giovanile (articolo 1 comma 72 - 73 legge 24 dicembre 2007, n. 247), all’erogazione di
incentivi in favore delle imprese
private e delle società cooperative
che assumono a tempo indeterminato, anche parziale, genitori con
meno di 35 anni e con figli minori.
La fruizione dell’incentivo è subordinata al possesso da parte del lavoratore dei seguenti requisiti:
a) iscrizione presso la &quot;Banca dati per l’occupazione dei giovani genitori&quot; tramite i servizi telematici
dell’Inps (circolare Inps 5 settem-
Il beneficio può essere fruito
per un massimo di cinque
lavoratori ed è cumulabile con
altri incentivi previsti dalle
La fruizione avviene tramite
conguaglio con i contributi
dovuti dall’azienda, fino al
raggiungimento della cifra di
5mila euro, in quote mensili non
superiori alla retribuzione
maturata nel singolo mese dal
L’agevolazione è erogata nel
limite delle risorse finanziare
destinate. Il credito residuo è
periodicamente aggiornato sul
cassetto previdenziale: alla
data del 6 gennaio 2014 è
ancora disponibile un importo
pari a 10.680.000 euro
bre 2011, n. 115). Possono iscriversi
alla banca dati i soggetti in cerca di
una occupazione stabile che hanno un’età non superiore a 35 anni
(da intendersi fino al giorno precedente il compimento del trentaseiesimo anno di età);
b) essere genitore di figli minori
legittimi, naturali o adottivi ovvero affidatari di minori;
c) essere titolari di una tipologia di lavoro instabile (lavoro a
tempo determinato, lavoro in
somministrazione, job on call,
job sharing, contratto di inserimento, rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, lavoro accessorio).
Si evidenzia che la domanda di
iscrizione può essere presentata
anche da una persona cessata da
un rapporto di lavoro precario purché la stessa abbia registrato il proprio stato di disoccupazione presso un Centro per l’impiego. I requisiti anagrafici e lavorativi sopra indicati devono sussistere congiuntamente e devono essere conservati per il mantenimento dell’iscrizione nella banca dati.
Le imprese private e le cooperative che, attingendo dai nominativi
contenuti nella banca dati, assumono a tempo indeterminato, anche parziale, ovvero trasformano
a tempo indeterminato rapporti a
termine di giovani genitori, potranno beneficiare di un incentivo
pari a 5mila euro. Il beneficio può
essere goduto per un massimo di
cinque lavoratori ed è cumulabile
con altri incentivi previsti dalle
Operativamente, i datori di lavoro
verificheranno la presenza del soggetto interessato nella banca dati
dell’Inps e, successivamente, richiederanno l’incentivo avvalendosi del modulo telematico messo
a disposizione all’interno del Cassetto previdenziale nella funzionalità Istanze online. La fruizione
dell’incentivo avviene tramite
conguaglio con i contributi dovuti
dall’azienda, fino al raggiungimento della cifra di 5mila euro, in quote mensili non superiori alla retribuzione maturata nel singolo mese dal lavoratore, ferma restando
la permanenza del rapporto di lavoro. L’incentivo è erogato nel limite delle risorse finanziare destinate. Il credito residuo è periodicamente aggiornato sul cassetto previdenziale: alla data del 6 gennaio
2014 risulta ancora disponibile un
importo pari a 10.680.000 euro.
Percentuale di riduzione della capacità
Tra il 67% e il 79% o minorazione ascritte
dalla IV alla VI categoria di cui alle tabelle
annesse al Dpr 915/1978
25% del costo salariale
Superiore al 79% o minorazioni ascritte
dalla I alla III categoria di cui alle tabelle
annesse al Dpr 915/1978 o handicap
intellettivo e psichico indipendentemente
dalle percentuali di invalidità
ex articolo 11, legge
60% del costo salariale
Rimborso forfetario parziale delle spese
necessarie alla trasformazione del posto di
lavoro per renderlo adeguato alle
possibilità operative dei disabili o per
l’apprestamento di tecnologie di telelavoro
ovvero per la rimozione delle barriere
architettoniche che limitano in qualsiasi
modo l’integrazione lavorativa del disabile
In ogni caso l’ammontare lordo del contributo all’assunzione deve essere calcolato sul totale del costo salariale
annuo da corrispondere al lavoratore
Inserimento al lavoro. Apprendistato in deroga ai limiti di età
Disabili, privilegiata la formazione
La normativa in materia di collocamento obbligatorio (articolo
13, legge 68/1999) prevede incentivi economici a favore dei datori di
lavoro che assumono lavoratori disabili. In particolare, la norma prevede che, nel rispetto della normativa sugli aiuti di Stato, Regioni e
Province autonome possano concedere un contributo all’assunzione, a valere sulle risorse del Fondo
per il diritto del lavoro dei disabili
e nei limiti dei fondi stanziati e ripartiti secondo criteri stabiliti dal
ministero del Lavoro di concerto
con il ministero dell’Economia (si
veda la tabella).
è subordinata alla verifica della
permanenza del rapporto di lavoro o, qualora previsto, dell’esperimento del periodo di prova con
La legge prevede, altresì, incentivi normativi per i datori di lavoro
che assolvono all’obbligo occupazionale dei disabili. In particolare:
1 convenzioni di inserimento lavorativo temporaneo con finalità
formative, che comportano l’assunzione a tempo indeterminato
e contestuale distacco presso cooperative sociali, imprese sociali,
disabili liberi professionisti o altri datori di lavoro non soggetti
agli obblighi, nel limite di una persona o entro il 30% della quota
d’obbligo, con oneri retributivi e
contributivi a carico del soggetto
ospitante, al quale il datore di lavoro si impegna a conferire commesse di importo non inferiore.
La durata massima è di 12 mesi,
prorogabili per ulteriori 12 mesi
(articolo 12, legge 68/1999);
1 convenzioni di inserimento lavorativo, che comportano l’assunzione del disabile direttamente da cooperative sociali, imprese sociali
o altri datori di lavoro non soggetti agli obblighi, nel limite di una
persona o del 10% della quota d’obbligo, ai quali il datore di lavoro si
impegna a conferire commesse di
importo non inferiore agli oneri retributivi e contributivi derivanti
dall’assunzione (articolo 12 bis,
legge 68/1999);
1 apprendistato: in base alla convenzione ex articolo 11, legge
68/1999 il datore di lavoro può assumere disabili con contratto di
apprendistato, in deroga ai limiti
massimi di età e di durata (articolo
11, legge 68/1999).
Occupazione fuori dal carcere. Mancano i decreti attuativi
Per i detenuti sgravi fiscali in stand by
La legislazione di sostegno ai
soggetti svantaggiati (legge 193/00
e l’articolo 4 della legge 381/91) prevedelaconcessionedisgravicontributivi e fiscali alle cooperative sociali e alle aziende pubbliche e private che organizzano attività produttive o di servizi all’interno delle
carceri, impiegando persone detenute o internate.
Leagevolazionicontributiveconsistononella riduzionedelle aliquote contributive dovute dalle aziende e dalle cooperative in base alla
retribuzione corrispostaalle personesvantaggiate. Glisgravicontributiviproseguono perun periodo successivo alla cessazione dello stato
di detenzione, di 18 mesi per i detenuti ed internati che hanno beneficiato di misure alternative alla detenzione o del lavoro all’esterno, e
di 24 mesi per i detenuti ed internati
che non ne hanno beneficiato Lo
sgravio è stato reso operativo e determinato, per il triennio
2000-2002, nella misura dell’80%
della contribuzione complessivamente dovuta (Dm 9 novembre
2001).Pergli annisuccessivi nonsono stati emanati ulteriori decreti,
tuttaviaidatoridilavorohannocontinuato a beneficiare gli sgravi anche per le assunzioni successive al
2002, nella misura già prevista, salvo conguaglio nel caso in cui il Dm
stabilisseunamisuradiversa (circolare Inps 11/04).
Le agevolazioni fiscali, consistono in un credito di imposta mensile
nel massimo di:
1 700 euro per l’assunzione, non
inferiore a 30 giorni, di lavoratori
detenuti o internati, anche ammessi al lavoro all’esterno, o ai quali
venga svolta attività formativa,
1 350 euro per l’assunzione, non inferiore a 30 giorni, di lavoratori detenuti semiliberi provenienti dalla
detenzione o ai quali venga svolta
attività formativa. L’agevolazione
fiscale,subordinata all’emanazione
di un Dm, è utilizzabile esclusivamente con la tecnica della compensazione e prosegue per un periodo
di 18 mesi successivo alla cessazionedello stato didetenzione per i detenuti ed internati che hanno beneficiato di misure alternative alla detenzione o del lavoro all’esterno, e
che non ne hanno beneficiato.
Con il Dl 146/2013 sono stati prorogati i termini per l’adozione dei
decreti relativi alle agevolazioni e
agli sgravi da riconoscersi ai datori
di lavoro in favore delle assunzioni
di detenuti ed internati.
14 Gli incentivi per assumere
Tre linee di credito
per aprire le porte ai tirocini
per l’alternanza
Prima i vincoli, con le nuove
regole della legge Fornero. Ora
gli incentivi. Così può essere sintetizzata la più recente evoluzione dei tirocini, i cosiddetti stage
Punto di partenza è la sentenza
n. 287/2012 con cui la Corte costituzionale, nel dichiarare illegittimo l’articolo 11 del decreto-legge
138/2011, ha stabilito la competenza esclusiva delle Regioni nella regolazione degli stage. Il resto è storia nota. L’intervento della legge
92/2012 con la definizione, nella
conferenza Stato-Regioni del 24
gennaio 2013, di dettagliate linee
guida valide per l’intero territorio
nazionale. Il successivo processo
di trasposizione a livello regionale di quanto condiviso tra Governo e Regioni, durato oltre un anno, non ha tuttavia evitato una profonda frammentazione nella regolazione dell’istituto.
Il punto di maggiore criticità è
rappresentato dal congruo indennizzo per la prestazione resa dal
tirocinante che varia in maniera
sensibile da Regione a Regione. Si
passa dai 600 euro previsti in
Abruzzo e Piemonte ai 300 euro
di Basilicata e Sicilia che si sono
attestate sul minimo previso dalle
linee guida. La mappatura delle
normative regionali mostra un caleidoscopio dalle infinite possibilità: le somme indicate costituiscono, infatti, livelli minimi, non
massimi, variabili in funzione della tipologia di tirocinio (formazione, orientamento, ingresso, ecc.)
e talvolta anche dell’impegno orario del tirocinante, quasi che si
trattasse di un vero e proprio rapporto di lavoro.
Si tratta, in ogni caso, di importi
fortemente competitivi - specie
se pensiamo ai tirocini di mero inserimento al lavoro che possono
durare un anno - che entrano in
forte concorrenza non solo con
gli incentivi del pacchetto lavoro
per le assunzioni a tempo indeterminato, ma anche con i contratti
di apprendistato che, agli occhi degli operatori e delle imprese, presentano ancora oggi maggiori oneri gestionali e burocratici.
La forte attrattività dei tirocini
- curriculari e non - è ora destinata
ad aumentare in ragione della progressiva messa a regime del piano
straordinario di sostegno economico alla loro attivazione contemplato nel &quot;pacchetto Letta&quot; (decreto legge 76/2013) e dall’avvio della
cosiddetta &quot;Garanzia Giovani&quot;
con ulteriori finanziamenti di provenienza europea.
Il &quot;pacchetto Letta&quot; prevede, in
La mappatura dei compensi
Fonte: www.adapt.it
primo, luogo lo stanziamento di 1
milione di euro per l’anno 2014 destinato a un Fondo straordinario
finalizzato alla promozione di tirocini formativi e di orientamento nei settori delle attività e dei
servizi per cultura rivolti a giovani fino a 29 anni di età.
È poi istituito per gli anni
2013-2015 un ulteriore fondo con
dotazione di 6 milioni di euro volto a coprire il costo delle indennità per la partecipazione ai tirocini
nelle ipotesi in cui il soggetto ospitante del tirocinio sia una amministrazione dello Stato. Una terza e
più robusta tipologia di intervento è infine prevista con specifico
riferimento ai tirocini curriculari
per la sperimentazione di forme
di alternanza studio-lavoro rispetto ai quali si prevede uno stanziamento di 10,6 milioni.
Il pacchetto lavoro ha altresì
previsto lo stanziamento di 168 milioni di euro nel triennio 2013-2015
per il finanziamento delle borse
di tirocinio formativo a favore di
giovani che non lavorano, non studiano e non partecipano ad alcuna attività di formazione, di età
compresa fra i 18 e i 29 anni, residenti e/o domiciliati nelle Regioni del Mezzogiorno.
Agli incentivi di livello nazionale si affiancano poi quelli regionali che non mancano di sostenere
in termini finanziari e, talvolta, in
logica di cofinanziamento, l’attivazione di stage soprattutto con riferimento a gruppi di lavoratori
svantaggiati non necessariamente giovani.
Il documento italiano di attuazione della &quot;Garanzia Giovani&quot;, inviato a Bruxelles sul volgere del
2013, prevede infine un ulteriore e
ingente sostegno finanziario alla
attivazione dei tirocini. A parere
del Governo, infatti, in una situazione in cui l’offerta di lavoro da
parte dei giovani rischia di rimanere complessivamente maggiore
della domanda, i tirocini possono
rappresentare - in linea con la recente proposta di raccomandazione europea in materia di qualità
dei tirocini - una prima modalità di
ingresso nel mondo del lavoro, in
particolare se abbinati a momenti
di formazione specialistica.
Il contratto incentivato. Contributi in misura ridotta e «bonus» contrattuali
Con l’apprendistato in dote facilitazioni normative
Il datore di lavoro che instaura un contratto di apprendistato
usufruisce di particolari agevolazioni di carattere normativo, economico, contributivo e fiscale.
Per quanto concerne i primi, gli
apprendisti si escludono dal computo dei limiti numerici previsti
da leggi e Ccnl per l’applicazione
di determinate normative e istituti, a meno che non sia disposto diversamente da disposizioni di legge imperative.
Ciò si riflette, ad esempio, sui licenziamenti individuali e, in particolare, sull’esclusione degli apprendisti dai limiti numerici previsti per l’applicazione dell’articolo
18 della legge 300/1970; oppure
dalla non computabilità nella base
di calcolo per il collocamento obbligatorio previsto dalla legge
Con riferimento alle agevolazioni di carattere economico, il
datore di lavoro, in base alle disposizioni del Testo unico e nel
rispetto del Ccnl applicato, può
retribuire l’apprendista per tutta
la durata del contratto fino a due
retribuire il lavoratore
fino a due livelli
stipendiali inferiori
rispetto a quello finale
livelli stipendiali inferiori rispetto a quello finale.
Alcuni contratti collettivi prevedono un percorso di avvicinamento al livello di &quot;approdo&quot;, attraverso scatti intermedi (ad
esempio Legno Industria); in altri
casi - per le qualifiche a più basso
contenuto professionale - è stabilito l’abbassamento di un solo livello (come nel settore Edilizia Industria, per la qualifica al secondo livello finale); altri Ccnl, come
il settore Edilizia Artigianato o
Metalmeccanica Artigianato hanno, invece, conservato la forma retributiva percentualizzata, rispetto al livello di finale.
Inoltre, il datore di lavoro usufruisce in via generale, di una con-
tribuzione Inps a proprio carico,
per tutta la durata dell’apprendistato, pari all’11,61%; nel caso in cui
occupi fino a nove dipendenti e
possieda i requisiti &quot;de minimis&quot; per gli apprendisti assunti da gennaio 2012 a dicembre 2016 - l’aliquota complessiva si riduce all’1,61%
per i primi 3 anni.
Il mantenimento delle agevolazioni per ulteriori 12 mesi dopo la
trasformazione del rapporto (comma 9, dell’articolo 7, del Dlgs
167/2011) è, invece, limitato al solo
caso di termine naturale dell’apprendistato e viene meno nel caso
in cui il contratto venga &quot;trasformato&quot; anticipatamente.
Le istruzioni dell’Inps precisano che lo sgravio per le micro-im-
prese deve avvenire in conformità
alla disciplina comunitaria degli
aiuti &quot;de minimis&quot;, come previsto
dal regolamento Ce 1998/2006.
I datori interessati devono
quindi presentare telematicamente all’Inps - «nel più breve tempo
possibile» e usando la funzionalità &quot;Contatti&quot; del cassetto previdenziale aziende - una dichiarazione attestante che, nell’anno di
stipula del contratto di apprendistato e nei due esercizi precedenti, non sono stati percepiti aiuti eccedenti i limiti complessivi &quot;de
minimis&quot;.
Infine, le spese sostenute per gli
apprendisti sono totalmente deducibili ai fini Irap.
LA COPERTURA CONTRO GLI INFORTUNI
Sconto sui premi Inail
in attesa delle nuove tariffe
per ogni gestione
in base al calcolo
dei rischi e allo stato
La riduzione dei premi Inail
previsti dal comma 128 della legge
di stabilità per il 2014 (legge 147/13)
– stimata sull’ordine del 14% e per
cui si attende un decreto del ministro del Lavoro di concerto con
quellodell’Economia –saràaccompagnata dall’atteso aggiornamento di tariffe e contributi versati da
imprese e datori di lavoro, un’operazione che verrà attuata nell’arco
Il restyling arriverà dopo 13 anni
di vigenza dell’attuale sistema, superato dall’evoluzione dei processi produttivi e dell’andamento infortunistico.
Il Dlgs 38/00 prevedeva all’articolo 3, comma 2, che le tariffe dovessero essere aggiornate entro il
triennio successivo alla data di entratain vigore delle stesse, ma la disposizione non è stata mai attuata
per effetto del paletto insuperabile posto dalla legge 266/05, la quale, all’articolo 1, comma 364, ha stabilito che l’adeguamento dei tassi
di premio Inail sia possibile solo a
condizione di mantenere inalterati i saldi di finanza pubblica.
I tassi di tariffa vigenti sono stati
quindi determinati nel 2000, assumendo ancora a base gli infortuni
e le malattie professionali maturati nel triennio di osservazione
Come anticipato, la riscrittura e
l’aggiornamento del nomenclatore tariffario, ossia dell’elenco delle
lavorazioni, avverrà in un biennio.
L’operazione è resa complessadalla necessità di adeguare la tariffazione e il calcolo dei rischi a un sistema organizzativo aziendale –
caratterizzato sempre più spesso
da imprese a rete e da logiche distrettuali – ormai profondamente
diverso rispetto a quello che face-
va da sfondo al vecchio Testo unicodelle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali introdotto dal Dpr 1124/65.
Una volta elaborati i nuovi tassi di
premio secondo una logica di semplificazione e accorpamento, questi ultimi verranno ricalcolati con
riferimento al primo triennio del
quadriennio di riferimento rispetto all’anno in cui il calcolo avverrà
(se, ad esempio, si tratterà del 2016
il ricalcolo avverrà sul triennio
2012-14).
La revisionedovrebbe riguardare anche i contributi in agricoltura. «L’aggiornamento dei premi e
contributi – recita, infatti, il comma 128 della legge di stabilità per il
2014 – è operato distintamente per
singolagestione assicurativa, tenuto conto dell’andamento economico, finanziarioe attuariale registrato da ciascuna di esse e garantendo il relativo equilibrio assicurativo, nel rispetto delle disposizioni
di cui al decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38».
Per come è scritta la disposizione, si può ritenere che il riferimen-
to sia alle gestioni Industria e Agricolturadel Tu1124/65,diversamente da quanto ipotizzato da alcune
associazioni di categoria, secondo
cui il riferimento sarebbe, invece,
alle gestioni &quot;Industria, Artigianato, Terziario e Altre&quot;, disciplinata
dal Dm del 12 dicembre del 2000.
Èuna“classificazionetecnicadi
lavorazioni”acuicorrispondono
tassidifferenziatiinfunzionedello
specificorischiolavorativo.
Ciascunnomenclatore(industria,
artigianato,commercio,altre
attività)prevedediverse“vocidi
tariffa”chedefinisconole
lavorazionisvoltenell’ambitodi
tuttal’attivitàdell’azienda/ente
Si evidenzia che la contribuzione nel settore agricolo è disancorata dalla correlazione con il rischio della lavorazione tipica, come accade per il settore industriale.
Un fatto che da un lato ha consentito nel tempo modalità semplificate di riscossione, unitamente a un costo non rimarchevole
dell’assicurazione, ma che dall’altro ha creato criticità sul versante
dell’equilibrio finanziario per la
difficoltà del sistema di adeguarsi a un eventuale incremento dei
costi. Fu per tale ragione che nuove disposizioni vennero dettate
con il Dlgs 38/00 al fine di incrementare l’importo dei contributi.
Se la revisione riguarderà anche la gestione agricola, si tratterà, allora, di verificare se la direzione presa sarà quella dell’attuale gestione industria, in cui il premio è calcolato in relazione alla
pericolosità della lavorazione
considerata, al costo dei lavoratori adibiti (retribuzioni) e quello
globale delle prestazioni erogate
per settore di rischio.
Documento PDF Tutti gli incentivi per assunzioni in Italia - l E-Book del Sole 24 Ore - 25 Gennaio 2014 - da Gino Tattolo.pdf
Questo file è stato condiviso da un utente del sito. ID documento: 00060726.

References: articolo 8
 articolo 8
 art.2
 articolo 4
 articolo 4
 articolo 11
 articolo 11
 sentenza