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Timestamp: 2019-11-18 02:51:32+00:00

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Questa pagina contiene informazioni sul sistema della giurisdizione ordinaria in Belgio.
La Corte di Cassazione: è la giurisdizione suprema, il “tribunale dei tribunali” e ha sede a Bruxelles.
Le dieci province e il circondario di Bruxelles-Capitale hanno una Corte d’Assise. Non si tratta di un giudice permanente: essa viene costituita di volta in volta nel caso in cui vi siano imputati rinviati a giudizio.
I giudici d’appello
Le corti d’appello: ve ne sono 5 in Belgio:
Bruxelles (per le province del Brabant vallone del Brabant fiammingo e per la regione di Bruxelles-capitale);
Liegi (per le province di Liegi, Namur e Lussemburgo),
Mons (per la provincia di Hainaut),
Gand (per le province della Fiandra occidentale e della Fiandra orientale)
Anversa (per le province di Anversa e Limburgo).
Le corti d’appello del lavoro: ve ne sono 5 in Belgio. Si tratta delle Corti d’appello specializzate in diritto del lavoro. Si trovano nei distretti delle corti d’appello suddette.
I tribunali di primo grado: ve ne sono 13 in Belgio (uno per circondario e due per il circondario di Bruxelles, uno NL (fiammingo) e uno FR (francofono)).
I tribunali del lavoro: ve ne sono 9 in Belgio (in linea di principio uno per ogni Corte d’appello, eccetto la Corte d’appello di Bruxelles, nella quale i tribunali del lavoro si trovano a Louvain, Nivelles e Bruxelles, e ad eccezione del territorio germanofono di Eupen).
I tribunali commerciali: ve ne sono 9 in Belgio (in linea di principio uno per ogni Corte d’appello, eccetto la Corte d’appello di Bruxelles, nella quale i tribunali commerciali si trovano a Louvain, Nivelles e Bruxelles, e con l’eccezione del territorio germanofono di Eupen).
I giudici di grado inferiore o cosiddetti “de proximité”
Giudici di pace: vi sono 187 giudici di pace in Belgio (uno per cantone giudiziario).
“Tribunaux de police”: ve ne sono 15 in Belgio.
Competenza dei giudici.
I giudici di pace trattano cause civili e commerciali con valore inferiore a 1 860 EUR. Il giudice di pace è altresì competente tra l’altro per le controversie in materia di locazioni, di vicinato, di servitù, di espropriazione (a prescindere dal valore della controversia) e per i provvedimenti provvisori tra coniugi. Salvo che la pronuncia sia emessa in seguito a una domanda il cui valore non supera i 1 240 euro, le sentenze del giudice di pace possono essere impugnate dinanzi al tribunale di primo grado o dinanzi al tribunale commerciale, a seconda che si tratti di una controversia civile o commerciale.
Il “tribunal de police”
Il tribunal de police è un organo giurisdizionale penale e civile che esamina le contravvenzioni, i reati contravvenzionali, le infrazioni a leggi speciali (ad esempio il Code rural, il Code forestier) le domande relative al risarcimento danni in caso di incidente stradale e le infrazioni al codice della strada. Le sentenze del tribunal de police possono essere impugnate dinanzi al tribunale di primo grado eccetto le materie elencate dal “code judiciaire” nel caso in cui il tribunale si sia pronunciato su una domanda il cui valore non supera i 1 240 euro.
Il tribunale di primo grado è competente per tutte le controversie, salvo quelle assegnate per legge ad altri giudici. Si tratta della competenza cosiddetta residuale del tribunale di primo grado.
Il tribunale di primo grado è suddiviso in tre sezioni: il tribunale civile, il tribunal correctionnel e il tribunal de la jeunesse. Dal 2007 sono stati costituiti all’interno dei tribunali di primo grado di Anversa, Bruxelles, Fiandra orientale, Liegi e Hainaut i cosiddetti “tribunali d’applicazione delle pene”.
Il tribunale civile
Il tribunale civile tratta cause che riguardano lo stato civile delle persone (ad esempio divorzi, filiazione e adozioni) ed è altresì competente per le controversie di importo superiore a 1 860 EUR, per le cause riguardanti i diritti di successione o i diritti d’autore e le impugnazioni di sentenze emesse dal giudice di pace.
Il tribunal correctionnel
Il tribunal correctionnel è un organo giurisdizionale penale che ha il compito di pronunciarsi in tutti i processi riguardanti i delitti e i reati cosiddetti “correctionnalisés” come la truffa, la frode, l’omicidio colposo, il furto con scasso, il furto con violenze. Inoltre, ha funzioni di giudice d’appello per quanto riguarda le pronunce del tribunal de police.
Una causa può essere avviata dinanzi al tribunal correctionnel con citazione diretta del pubblico ministero o della parte civile o con ordinanza emessa in camera di consiglio che al termine dell’istruttoria stabilisce se l’indagato debba essere rinviato o meno dinanzi al tribunal correctionnel.
La chambre du conseil è un organo giudiziario con funzioni istruttorie composto da un giudice del tribunale di primo grado che decide da solo e che esamina se vi siano motivazioni sufficienti a rinviare la causa dinanzi al tribunal correctionnel oppure decide di archiviare il procedimento nei confronti dell’indagato (non luogo a procedere). Inoltre, la chambre du conseil decide ogni mese se sussistano o meno motivi per tenere l’indagato in custodia cautelare preventiva o eventualmente per concedergli la libertà condizionata o per liberarlo a determinate condizioni (tali decisioni vengono prese ogni mese oppure ogni trimestre se si tratta di un reato cosiddetto non “correctionnalisable”).
La custodia cautelare è una misura di sicurezza con la quale una persona indagata per aver commesso un reato viene detenuta in attesa del processo. Tale misura viene imposta per evitare che l’indagato si renda irreperibile nel momento in cui debba comparire dinanzi al giudice, che nel frattempo commetta altre infrazioni, che tenti di occultare le prove o che prenda contatto con terzi (ad es. per influenzare i testimoni o i coimputati). L’indagato/imputato che venga assolto o nei confronti del quale il procedimento sia archiviato può chiedere un risarcimento al ministro della giustizia per il periodo trascorso ingiustamente in prigione: si tratta di un indennizzo nel caso in cui la detenzione abbia reso impossibile lo svolgimento di normali attività. Per beneficiare di tale indennizzo devono essere soddisfatte due condizioni: la custodia cautelare dev’essere durata più di otto giorni e la detenzione o il mantenimento del soggetto in detenzione non dev’essere stato causato dal comportamento personale dell’indagato. Il ministro esamina con il massimo rigore la sussistenza della seconda condizione.
Le decisioni della camera di consiglio possono essere impugnate dinanzi alla “chambre des mises en accusation” che rappresenta il giudice istruttore a livello della Corte d’appello.
Il tribunal de la jeunesse
Il tribunal de la jeunesse tratta in particolare i casi riguardanti l’applicazione della legge sulla protezione della gioventù del 1965, come la decadenza dalla potestà genitoriale, l’affidamento di minori in famiglie d’accoglienza in centri chiusi, e i fascicoli relativi alla criminalità giovanile.
Il giudice non irroga pene ai minori che hanno commesso reati, bensì prende provvedimenti nei loro confronti. In pratica, può rimproverare il minore («richiamarlo all’ordine»), affidarlo a una famiglia d’accoglienza o a un’istituzione specializzata nella quale si troverà in compagnia di altri giovani seguiti da educatori, imporgli un lavoro d’interesse generale, e perfino, in alcuni casi eccezionali, incarcerarlo per un breve periodo. Il giudice minorile adotta provvedimenti di custodia, di tutela o educazione. Nel caso in cui il minore che ha commesso un reato abbia compiuto 16 anni, il giudice dei minori, in presenza di circostanze particolari, può dichiararsi incompetente. Di conseguenza, il minore viene condotto dinanzi a una sezione specifica del tribunale dei minori, che avrà la competenza del tribunale penale. In caso di reato particolarmente grave, ad esempio nel caso in cui si tratti di omicidio, il minore sarà eccezionalmente rinviato a giudizio dinanzi alla corte d’assise e ciò malgrado il fatto che si tratti di un minore. Il tribunal de la jeunesse può altresì adottare misure nei confronti dei genitori nel caso in cui non adempiano al loro dovere di educare i minori (violenze commesse sul figlio, abuso d’autorità, condizioni di vita deplorevoli…) Peraltro, l’urgenza di talune situazioni permette di prendere molto rapidamente misure per tutelare il minore.
Un disegno di legge votato dalla Chambre des Représentants nel luglio 2011 e trasmesso al Senato prevede l’istituzione di una sezione del tribunale della famiglia e della gioventù nell’ambito dei tribunali di primo grado. Tale disegno prevede che parte delle competenze del giudice di pace vengano trasferite alle sezioni che si occupano di diritto di famiglia dei tribunali di primo grado e d’altro canto che competenze delle sezioni della gioventù saranno trasferite alle sezioni che si occupano di diritto di famiglia.
I tribunali d’applicazione delle pene
I tribunali di applicazione delle pene emettono decisioni sullo status giuridico all’esterno delle persone condannate a una pena privativa della libertà. Essi si pronunciano sulla concessione delle seguenti misure: la detenzione limitata, la sorveglianza elettronica, la libertà condizionata e la libertà provvisoria nella prospettiva dell’espulsione o del rimpatrio. Il pubblico ministero e i condannati possono presentare ricorso in cassazione contro le decisioni delle sezioni dell’applicazione delle pene.
I ricorsi contro le decisioni del tribunale di primo grado
Fatte salve le decisioni emesse dal tribunale dell’applicazione delle pene ognuna delle parti o il pubblico ministero può nel caso non sia soddisfatta di una sentenza emessa da un tribunale di primo grado, presentare appello contro tale sentenza a condizione che la sentenza sia stata emessa in primo grado, cioè non in seguito all’appello contro una decisione già emessa da un “tribunal de police” o da un giudice di pace. In questo caso la Corte d’appello esamina la causa a prescindere dal fatto che provenga dal tribunale civile, dal “tribunal correctionnel” o dal tribunal de la jeunesse.
Il tribunale del lavoro è competente in materia sociale: previdenza sociale (pensioni, disoccupazione...), controversie nei rapporti di lavoro (contratti di impiego, regolamentazione del lavoro...) e infortuni sul lavoro. Esso è competente anche a statuire sulle domande di regolamento collettivo dei debiti presentate da singoli.
Il tribunale del lavoro comprende diverse sezioni. Salvo l’eccezione prevista dal codice giudiziario, tali sezioni sono composte da un giudice togato che le presiede, e da due giudici sociali. In base alla natura della controversia trattata dal tribunale, questi giudici rappresentano i lavoratori, i datori di lavoro o i lavoratori autonomi. Essi vengono nominati in base alle proposte delle organizzazioni del mondo del lavoro (datori di lavoro, impiegati, operai o lavoratori autonomi). Quanto al pubblico ministero, in questa sede si chiama auditorat du travail mentre il procuratore si chiama auditeur du travail.
In caso di contestazione della sentenza del tribunale del lavoro, le parti possono impugnarla dinanzi alla corte d’appello del lavoro.
Il tribunale commerciale esamina le controversie tra commercianti ed è competente per importi superiori a 1 860 EUR, ma anche per materie molto specifiche come i fallimenti o le controversie tra azionisti di una società. Il tribunale commerciale esamina inoltre gli appelli delle sentenze emesse dai giudici di pace in materia commerciale.
Le sezioni del tribunale commerciale sono costituite da un giudice togato, e da due giudici consulaires. Tali giudici onorari sono proposti da varie associazioni rappresentative del commercio e dell’industria. Esse scelgono i loro candidati fra commercianti, amministratori di società, revisori di imprese e contabili. Quanto al pubblico ministero, viene rappresentato dai membri del parquet del tribunale di primo grado.
Nel caso in cui le parti intendano contestare la pronuncia del tribunale commerciale, presentano ricorso dinanzi alla corte d’appello. La sentenza impugnata tuttavia deve essere stata emessa in primo grado e quindi non deve costituire una sentenza pronunciata contro una precedente decisione del giudice di pace.
Le corti d’appello e le corti d’appello del lavoro
La corte d’appello è composta da varie sezioni:
Le sezioni civili esaminano le impugnazioni delle sentenze emesse in primo grado dalle sezioni civili dei tribunali di primo grado e dai tribunali commerciali.
Le sezioni correctionnelles esaminano le impugnazioni delle sentenze emesse in primo grado dai tribunali correctionnels.
Le sezioni del tribunale dei minori esaminano le impugnazioni delle sentenze emesse in primo grado dai tribunali dei minori.
La chambre des mises en accusation è l’organo giuridico di istruzione incaricato di esaminare l’impugnazione delle pronunce della chambre du conseil. Essa è competente anche per il rinvio a giudizio di un indagato dinanzi alla corte d’assise nel caso in cui abbia commesso un delitto, un reato di diffamazione a mezzo stampa o un reato politico.
Come per il tribunale del lavoro, le sezioni della corte d’appello del lavoro sono composte da un giudice togato (detto consigliere) e da 2 o 4 consiglieri sociali. La corte d’appello del lavoro esamina le impugnazioni delle pronunce dei tribunali del lavoro.
Nel caso in cui una persona venga accusata di un delitto cosiddetto “non correctionnalisable” o che non è stato inserito nell’ambito del tribunale “correctionnel” viene chiamata a comparire dinanzi alla Corte d’assise per essere giudicata da una giuria popolare.
La Corte d’assise è presieduta da un giudice togato, assistito da due giudici a latere, anch’essi togati, che non si pronunciano sulla colpevolezza o sull’innocenza dell’imputato. Spetta ai membri della giuria (detti altresì giurati) decidere se l’imputato abbia commesso o meno un delitto. I giurati vengono designati con un sorteggio effettuato fra tutti i cittadini. Tutti i belgi, di età compresa fra i 28 e i 65 anni, che godono dei diritti civili e politici, in grado di leggere e scrivere e che non hanno mai subito condanne con pene alla reclusione superiori ai 4 mesi o pene a eseguire lavori sostitutivi per oltre 60 ore possono essere nominati giurati.
Il processo in Corte d’assise inizia con la lettura dei capi d’imputazione, che rappresentano la sintesi dell’inchiesta che riunisce i principali elementi raccolti durante l’istruttoria. In seguito, vengono ascoltati i testimoni e le persone interessate dall’istruttoria. Queste udienze devono consentire ai giurati che non hanno consultato il fascicolo di formarsi un’opinione in proposito. Successivamente, il pubblico ministero pronuncia la sua requisitoria, le parti civili prendono la parola e gli avvocati pronunciano le rispettive arringhe. Viene anche ascoltato l’imputato, che risponde ai quesiti che gli sottopone il presidente e dà la sua spiegazione sui fatti e può anche perorare la sua innocenza. Successivamente al dibattito, i dodici giurati si ritirano a porte chiuse, in quanto devono pronunciarsi sulla colpevolezza o sull’innocenza dell’imputato. Essi decidono con una votazione e la loro decisione può essere successivamente attenuata (ad esempio nel caso in cui abbiano giudicato l’imputato colpevole riconoscendo l’esistenza di circostanze attenuanti). Nel caso in cui l’imputato sia ritenuto colpevole i giudici togati e i giurati decidono insieme sulla pena da applicare. Tale decisione viene presa a maggioranza assoluta. La decisione sulla colpevolezza dev’essere motivata.
In linea di principio, non è possibile impugnare una sentenza della corte d’assise. Tuttavia, il condannato, la parte civile e il pubblico ministero possono presentare ricorso per annullare la sentenza dinanzi alla Corte di Cassazione. Nel caso in cui una condanna sia stata cassata, cioè annullata dalla Corte di Cassazione, la causa viene rinviata dinanzi a un’altra Corte d’assise che dovrà nuovamente pronunciarsi.
Diffamazione a mezzo stampa e reati politici
Per ravvisare il reato di diffamazione a mezzo stampa, occorre che ci sia stata diffamazione attraverso testi diffusi in diversi esemplari con un procedimento tecnico. Un reato politico viene commesso per un motivo politico e a fini politici. La Corte d’assise è competente per l’azione pubblica in materia di reati politici e di diffamazione a mezzo stampa, tranne nel caso di diffamazione a mezzo stampa ispirata da razzismo o xenofobia.
La Corte di Cassazione garantisce l’osservanza del diritto da parte degli organi giurisdizionali di merito ed è competente su tutto il territorio. La Corte di Cassazione non si pronuncia sui fatti ma solo su questioni di diritto. Il ricorso in cassazione può essere presentato soltanto in base a motivi di diritto, pertanto in caso di violazione della legge o di un principio generale di diritto. Il ricorso in cassazione è possibile solo nel caso di sentenze o pronunce comunque emesse in ultimo grado, cioè decisioni conto le quali non è possibile presentare appello.
La Corte di Cassazione è composta da un primo presidente, da un presidente, da presidenti di sezione e da consiglieri. Il pubblico ministero è rappresentato dal procuratore generale presso la Corte di Cassazione o da un avvocato generale. La Corte è costituita da tre sezioni: la prima esamina i fascicoli concernenti cause civili, commerciali, fiscali e disciplinari, la seconda, i fascicoli penali e la terza i fascicoli concernenti le cause di diritto del lavoro e della previdenza sociale. Ciascuna è composta da una sezione francese e da una sezione fiamminga. Ogni sezione tiene udienza in linea di principio con cinque consiglieri.
Prima di pronunciarsi, i magistrati ascoltano le conclusioni del pubblico ministero presso la Corte di Cassazione. La Corte di Cassazione può decidere di respingere il ricorso in Cassazione. Nel caso in cui gli argomenti non siano accolti il ricorso è respinto e la sentenza impugnata diviene definitiva. Qualora la Corte di Cassazione ritenga che la decisione impugnata sia stata emessa senza prendere in considerazione la legge essa viene annullata (integralmente o parzialmente) con o senza rinvio. La sentenza può essere cassata con rinvio dinanzi a una Corte o a un Tribunale analoghi all’organo giurisdizionale che ha emesso la decisione impugnata nel caso in cui occorra riesaminare la causa nel merito, ma non sarà lo stesso giudice che tratterà di nuovo il caso.
Occorre sottolineare che le sezioni “correctionnelles” della Corte d’appello, della Corte d’assise, delle chambres correctionnelles del tribunale di primo grado (tribunal correctionnel) e del tribunal de police (in sede di procedimenti penali) sono competenti anche (insieme agli organi giurisdizionali di diritto civile), sulle domande di diritto civile (essenzialmente relative a richieste di risarcimento danni) presentate dalle parti civili, cioè le vittime di reati nel senso ampio del termine.
Le banche dati giuridiche.
Per ottenere maggiori informazioni su corti e tribunali, si prega di consultare il portale del potere giudiziario del Belgio (le portail du Pouvoir judiciaire de Belgique)

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