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Timestamp: 2018-08-14 19:32:38+00:00

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La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 18568 del 13 luglio 2018, ha stabilito che deve essere cassata con rinvio la sentenza di merito che ha escluso il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali ai richiedenti, dopo che nel sinistro stradale è deceduto un componente di fatto della loro famiglia e che il procedimento penale si è concluso con la condanna per omicidio colposo di entrambi i conducenti dei veicoli coinvolti.
Con sentenza n. 16477 del 5 luglio 2017, la III sezione della Corte di Cassazione ha stabilito che la persona trasportata su un veicolo a motore, che abbia subito danni in conseguenza di un sinistro stradale, può invocare la responsabilità dell’assicuratore del vettore anche se il sinistro sia determinato da uno scontro in cui sia rimasto coinvolto un veicolo non assicurato o non identificato.
Secondo la Suprema Corte, il nuovo Codice delle Assicurazioni (in particolare l’art. 141) – che ha introdotto l’azione diretta del terzo trasportato danneggiato a seguito di sinistro – deve trovare applicazione qualunque sia il titolo in base al quale è effettuato il trasporto e a prescindere dall’esistenza di due veicoli entrambi dotati di regolare assicurazione privata.
Con ordinanza n. 12787 del 22.5.2017, la Corte di Cassazione ha stabilito che i criteri di liquidazione del danno biologico previsti dall’art. 139 del codice delle assicurazioni, per il caso di danni derivanti da sinistro stradale, costituiscono oggetto di una previsione eccezionale, e come tale del tutto insuscettibile di applicazione analogica nel caso di danni non derivanti da sinistri stradali.
Pertanto, non si potrà far riferimento al criterio di liquidazione equitativa, previsto appunto nel codice delle assicurazioni, per il risarcimento dei danni derivanti ad un soggetto che ha subito un’aggressione fisica. Bisognerà, in tale caso, procedere a una “personalizzazione” di tutti i profili del danno non patrimoniale subito.
Il ristoro del danno parentale è congruo se rientra nelle tabelle milanesi al momento della liquidazione, mentre sono irrilevanti successivi criteri più favorevoli
La Corte di Cassazione, III sezione civile, con la sentenza n. 5013 del 28 febbraio 2017, ha stabilito che, in tema di risarcimento danni per equivalente, tra i quali vi è il danno parentale scaturito da un sinistro stradale, la determinazione del pregiudizio da ristorare va operato sulla base dei criteri praticati al momento della liquidazione in qualsivoglia maniera compiuta, ovverosia secondo i parametri vigenti alla data della pattuizione convenzionale stipulata tra le parti, del pagamento spontaneamente effettuato dal soggetto obbligato o della pronuncia (anche non definitiva) resa sulla domanda risarcitoria in sede giudiziale.
Resta, pertanto, preclusa l’applicazione di criteri di liquidazione (ancorché più favorevoli al danneggiato), elaborati tuttavia in epoca successiva.
Cartello di “stop” non installato: il Comune non risarcisce per intero il conducente danneggiato se l’intersezione poteva comunque essere ben apprezzata
24 January 2017 |
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1289 del 19.01.2017, ha stabilito che il Comune non è tenuto a risarcire il danno per intero ai congiunti di un motociclista deceduto a seguito di un sinistro stradale con un’altra autovettura, benché non fosse installato il cartello di “stop” all’intersezione tra le due strade ove si è verificato l’incidente. Secondo la Suprema Corte, infatti, l’Amministrazione è certamente tenuta all’installazione del relativo segnale di “stop” soltanto quando il pericolo in atto non sia visibile; nel caso di specie, invece, la presenza dell’incrocio poteva ben essere apprezzata dal motociclista anche in mancanza del segnale. Diventa, pertanto, definitivo il risarcimento al 50% liquidato ai congiunti del deceduto.
Un ostacolo sulla carreggiata non esclude il concorso di colpa del conducente imprudente nella causazione del sinistro
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22605 del 8 novembre 2016, ha stabilito che non può attribuirsi la responsabilità del sinistro stradale unicamente alla presenza sulla carreggiata di un oggetto anomalo, allorquando anche il conducente del veicolo abbia commesso un’imprudenza durante la guida.
Nel caso di specie, il conducente del veicolo guidava a velocità eccessiva ed aveva ‘tagliato’ una curva a visuale non libera, trovandosi così all’improvviso davanti ad una grossa sponda metallica che non è stato in grado di evitare, perdendo il controllo della vettura e finendo per capovolgersi. Secondo la Suprema Corte, pertanto, è impossibile negare ogni rilevanza al comportamento del conducente, che integra un concorso causale, il cui riparto percentuale va affidato alla decisione del giudice di merito.
L’assicurazione deve risarcire anche i nipoti non conviventi dopo la morte del nonno in un sinistro stradale
La Corte di Cassazione, terza sezione civile, con la sentenza n. 21230 del 20 ottobre 2016, ha evidenziato come il nostro ordinamento non solo riconosce tra nonni e nipoti uno stretto vincolo di parentela, ma prevede, nei confronti dei discendenti e viceversa, una serie di diritti e doveri, da cui risulta l’innegabile rilevanza giuridica di tale rapporto.
Pertanto, nel caso di un sinistro stradale dal quale consegue la morte del nonno, anche i nipoti possono avere diritto ad ottenere il risarcimento del danno, se riusciranno a dare prova di avere subito quelle sofferenze morali che solitamente si accompagnano alla morte di una persona cara.
A tal fine, sarà necessario dimostrare che, ancorché non vi fosse la convivenza con il nonno, sussisteva comunque un vincolo affettivo particolarmente intenso.
L’assicurazione copre il sinistro anche se il disabile guidava un’auto non modificata ad hoc
Le Corte di Cassazione, con sentenza n. 6403 del 1.4.2016, ha stabilito che l’assicurazione copre l’incidente del disabile anche se il veicolo sul quale egli viaggiava è privo degli adattamenti previsti.
Secondo la Suprema Corte, infatti, in tema di assicurazione della responsabilità civile, derivante dalla circolazione di veicoli a motore, la previsione di una clausola di esclusione della garanzia per i danni cagionati dal conducente “non abilitato alla guida” è idonea ad escludere l’operatività della polizza solo in caso di assoluto difetto di patente.

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