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REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI E DEI SERVIZI - PDF
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Gregorio Gilberto Romeo
1 Comune di Marzano Appio (Prov. Caserta) Comune di Marzano Appio WEB: MAIL: Tel. 0823/ Fax 0823/ REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI E DEI SERVIZI Approvato con deliberazione della Giunta Comunale n. 91 del
2 ORGANIZZAZIONE CAPO I PRINCIPI GENERALI ARTICOLO 1 OGGETTO 1. Il presente regolamento determina i principi fondamentali che guidano l'organizzazione amministrativa del Comune di Marzano Appio, i metodi per la sua gestione operativa, l'assetto delle strutture organizzative. 2. Lo stato giuridico ed il trattamento economico dei dipendenti è disciplinato dalle disposizioni del Decreto Legislativo n. 165/2001 e ss.mm.ii., nonché dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e dalle norme cui esso fa riferimento e rinvio. ARTICOLO 2 FINALITA' 1. L'organizzazione degli Uffici: a) ha lo scopo di corrispondere dinamicamente ai programmi ed indirizzi generali di governo approvati dal Consiglio ed ai progetti stabiliti dalla Giunta; b) risponde a criteri di funzionalità, autonomia, efficienza, efficacia, flessibilità, responsabilità gestionale e trasparenza; c) ha lo scopo di superare e migliorare la tradizionale definizione dei confini organizzativi per competenza e per materia e di giungere alla definizione di confini dell'attività e responsabilità delle strutture che siano caratterizzati dalle tipologie di servizi, di processi e di relazioni con gli utenti; d) mette in condizioni l'ente di funzionare bene e di svolgere con massima tempestività e qualità le proprie funzioni istituzionali ed i servizi verso i cittadini. Il perseguimento di queste finalità consente proprio di valorizzare l'orientamento al risultato finale dell'attività dell'ente ed alla sua realizzazione con il massimo di efficienza ed efficacia; e) garantisce pari opportunità fra uomini e donne per l'accesso al lavoro ed il trattamento sul lavoro; f) definisce adeguati percorsi di carriera secondo le disposizioni contrattuali e di legge vigenti. ARTICOLO 3 INDIRIZZO POLITICO E GESTIONE: DISTINZIONE 1. Il presente regolamento si informa al principio della separazione delle competenze, per cui gli Organi Politici esercitano le funzioni di indirizzo politico-amministrativo, mediante la definizione degli obiettivi e dei programmi da attuare, nonché funzioni di controllo, verificando la rispondenza dei risultati dell'attività amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti. 2. Agli Organi Politici, nel rispetto dell'art.4 del Decreto Legislativo n. 165/2001, competono più in particolare: a) la definizione degli obiettivi, priorità, piani, programmi e direttive generali per l'azione amministrativa e per la gestione; b) l'attività di controllo sul conseguimento degli obiettivi avvalendosi anche del nucleo di valutazione o servizio di controllo interno; c) la definizione dei criteri generali in materia di ausilii finanziari a terzi e di determinazione delle tariffe, canoni e analoghi oneri a carico di terzi; d) le nomine, designazioni ed atti analoghi ad essi attribuiti da specifiche disposizioni;
3 e) in materia di opere pubbliche l'approvazione di tutti i progetti (preliminari definitivi ed esecutivi) e relative perizie di variante e suppletive; 3. Ai Responsabili dei settori, fermo restando le competenze attribuite al Segretario, competono tutti gli atti di gestione finanziaria, tecnica ed amministrativa delle risorse umane, strumentali e di controllo, compresi quelli che impegnano l'amministrazione verso l'esterno. ARTICOLO 4 CRITERI DI ORGANIZZAZIONE 1. L'organizzazione delle strutture e delle attività si conforma ai seguenti criteri: a) Articolazione e collegamento. I settori sono articolati per funzioni omogenee (finali e strumentali o di supporto) e tra loro collegati anche mediante strumenti informatici; b) Trasparenza. L'organizzazione deve essere strutturata in modo da assicurare la massima trasparenza dell'attività amministrativa e garantire il diritto di accesso ai cittadini. c) Partecipazione e responsabilità. L'organizzazione del lavoro deve stimolare la partecipazione attiva di ciascun dipendente, responsabilizzando lo stesso per il conseguimento dei risultati, secondo il diverso grado di qualificazione e di autonomia decisionale. d) Flessibilità. Deve essere assicurata ampia flessibilità nell'organizzazione delle articolazioni strutturali e nell'impiego del personale, nel rispetto delle categorie di appartenenza e delle specifiche professionalità. e) Armonizzazione degli orari. Gli orari di servizio, di apertura degli Uffici e di lavoro devono essere armonizzati con le esigenze dell'utenza e con gli orari delle altre Amministrazioni pubbliche, nonché con quelli del privato. L'orario di lavoro è funzionale all'efficienza ed all'orario di servizio. f) Progettualità. L'attività dei servizi deve articolarsi per programmi e per progetti nei quali siano individuati obiettivi verificabili e misurabili sul piano qualitativo e quantitativo. ARTICOLO 5 GESTIONE DELLE RISORSE UMANE 1. L'Ente nella gestione delle risorse: a) cura in via prioritaria le esigenze funzionali ed organizzative necessarie al conseguimento degli obiettivi stabiliti dal programma politico- amministrativo; b) garantisce le pari opportunità tra uomini e donne e la parità di trattamento; c) cura costantemente la formazione, l'aggiornamento e la qualificazione del personale; d) valorizza le capacità, lo spirito d'iniziativa e l'impegno operativo di ciascun dipendente; e) definisce l'impiego di tecnologie idonee per utilizzare al migliore livello di produttività le capacità umane; f) si attiva per favorire l'utilizzazione di locali ed attrezzature che, tutelando la sicurezza e l'igiene, garantiscano condizioni di lavoro agevoli; g) individua criteri di priorità nell'impiego flessibile del personale, purché compatibile con l'organizzazione degli Uffici e del lavoro, a favore dei dipendenti in situazioni di svantaggio personale, sociale o familiare e dei dipendenti impegnati in attività di volontariato ai sensi della Legge 11/08/1991, n. 266, fermo restando le disposizioni in merito al diritto allo studio. 2. Nel caso di convenzionamento, ai sensi dell'art. 30 del D.Lgs. n. 267/2000 (T.U.E.L.), con altri Comuni e/o con la Provincia per l'esercizio di funzioni amministrative o per l'espletamento associato di servizi, il personale individuato dall'amministrazione Comunale è tenuto a prestare il servizio secondo le modalità e condizioni contenute nella convenzione.
4 CAPO II ARTICOLAZIONE STRUTTURALE DOTAZIONE ED ASSETTO DEL PERSONALE ARTICOLO 6 STRUTTURA ORGANIZZATIVA 1. La struttura organizzativa è articolata in settori e servizi. 2. L'articolazione della struttura, non costituisce fonte di rigidità organizzativa, ma razionale ed efficace strumento di gestione, in coerenza con il principio affermato al precedente articolo 5, comma 1, lettera a). Deve, pertanto, essere assicurata la massima collaborazione ed il continuo interscambio di informazioni ed esperienza tra le varie articolazioni dell'ente. 3. I settori sono le strutture organiche di massima dimensione dell'ente, deputati: a) alle analisi dei bisogni dei servizi ricompresi nel settore; b) alla programmazione; c) alla realizzazione degli interventi di competenza; d) al controllo, in itinere, delle operazioni; e) alla verifica finale dei risultati. 4. Il settore comprende uno o più servizi secondo raggruppamenti di competenza adeguati all'assolvimento omogeneo e compiuto di una o più attività. 5. Il servizio o l insieme di più sevizi costituisce l'articolazione del settore. Interviene in modo organico in un ambito definito di discipline o materie per fornire specifici servizi rivolti sia all'interno che all'esterno dell'ente; svolge inoltre precise funzioni o specifici interventi per concorrere alla gestione di un'attività organica. 6. Il numero e la denominazione dei settori e dei servizi nonché le attribuzioni dei settori sono stabiliti dalla Giunta Comunale in base ai criteri di cui al Capo I, tenendo conto della omogeneità o affinità delle materie, della complessità e del volume delle attività, dell'ampiezza dell'area di controllo del responsabile di settore, della quantità e qualità delle risorse umane, finanziarie e strumentali a disposizione, contemperando le esigenze di funzionalità con quelle di economicità. 7. Il Responsabile del Settore competente stabilisce le attribuzioni specifiche per materia e/o provvedimenti dei singoli servizi, secondo i criteri di cui al comma precedente. ARTICOLO 7 UNITA' DI PROGETTO 1. Possono essere istituite dalla Giunta Comunale unità di progetto, quali strutture organizzative temporanee, anche intersettoriali, allo scopo di realizzare obiettivi specifici rientranti nei programmi dell'amministrazione. 2. Per tali unità dovranno essere definiti gli obiettivi, individuato il responsabile, determinate le risorse umane, finanziarie e tecniche necessarie e fissati i tempi di realizzazione. ARTICOLO 8 DOTAZIONE ORGANICA 1. L'assetto della struttura e la dotazione organica vengono sottoposte a periodica verifica da parte della Giunta e, comunque in coerenza con la programmazione triennale del fabbisogno del personale di cui all'art. 39 della Legge 27/12/1997, n. 449, del D.Lgs. n. 165/2001 e ss.mm.ii. e con gli strumenti di programmazione economico-finanziaria pluriennale. Le variazioni riguardanti l'assetto e le competenze dei settori e dei servizi sono deliberate dalla Giunta, su proposta del Sindaco, previo parere del Segretario Comunale.
5 2. La dotazione organica del Comune individua il numero complessivo dei posti di ruolo, a tempo pieno o a tempo parziale, distinti in base a sistemi di inquadramento contrattuale. 3. L'appartenenza al settore di attività individua esclusivamente il particolare tipo di professionalità e non ha alcuna rilevanza ai fini dell'articolazione organizzativa della struttura, ben potendo essere presenti, nei diversi servizi, professionalità inquadrate nel medesimo settore di attività ovvero di diverso settore. 4. L'approvazione della dotazione organica e le successive variazioni sono disposte dalla Giunta Comunale, previo parere del Segretario Comunale, comunque nel rispetto delle compatibilità economiche dell'ente. ARTICOLO 9 INQUADRAMENTO 1. I dipendenti sono inquadrati nel rispetto di quanto previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro. 2. L'inquadramento, pur riconoscendo uno specifico livello di professionalità e la titolarità del rapporto di lavoro, non conferisce una determinata posizione nell'organizzazione del Comune, né tanto meno l'automatico affidamento di responsabilità delle articolazioni della struttura ovvero una posizione gerarchicamente sovraordinata. 3. Il dipendente esercita le mansioni proprie della categoria e settore di attività di inquadramento, come definite dal contratto collettivo di lavoro, dal contratto individuale di lavoro, da eventuali ordini di servizio o disposizioni interne. 4. Il dipendente può essere adibito a svolgere attività non prevalenti della categoria immediatamente superiore a quella di inquadramento ovvero, occasionalmente, a compiti e mansioni di categoria inferiore, senza che ciò possa determinare variazioni nel trattamento economico. 5.Al fine di assicurare il raggiungimento degli obiettivi programmati dall'amministrazione, in relazione ai servizi svolti dall'ente ed alle esigenze di operatività, il Segretario Comunale, nel rispetto delle categorie professionali e delle previsioni della dotazione organica, può procedere alla modifica dei profili professionali del personale in servizio, su domanda, tenendo conto delle disposizioni contrattuali disciplinanti in materia. La modifica del profilo per il personale in servizio è subordinata alla verifica della idoneità alle nuove mansioni, acquisibile anche mediante processi di riqualificazione. ARTICOLO 10 ASSEGNAZIONE 1. Il Segretario Comunale, acquisite le direttive di programmazione delle attività e della conseguente gestione delle risorse umane, predispone, con i responsabili di settore, l assegnazione del personale dipendente ai settori della struttura individuati con il provvedimento di cui all'articolo 6 (struttura organizzativa). 2. Nell'ambito del contingente di cui al comma precedente, ai sensi dell art. 17, c. 2 lett. f) CCNL , il Responsabile di settore attribuisce, nell ambito dei servizi da esso gestiti, specifiche responsabilità. Assegna, inoltre, le unità di personale ai singoli servizi, nel rispetto del profilo professionale di inquadramento, sulla base delle mutevoli esigenze connesse con l'attuazione dei programmi dell'amministrazione, per assicurare la piena funzionalità del servizio. 3. L'assegnazione non esclude peraltro l'utilizzazione del dipendente per gruppi di lavoro infra ed intersettoriali, che vengono costituiti secondo criteri di flessibilità, per la realizzazione di specifici obiettivi.
6 ARTICOLO 11 ORGANIGRAMMA 1. L' Organigramma del Comune rappresenta la mappatura completa del personale in servizio, con l'indicazione delle singole posizioni di lavoro alle quali lo stesso risulta assegnato ai sensi dell'articolo che precede, nell'ambito delle articolazioni previste. 2. L' Organigramma è tenuto costantemente aggiornato a cura del Responsabile del Settore competente per l'organizzazione e la gestione del personale. ARTICOLO 12 DISCIPLINA DELLE MANSIONI 1. Il dipendente deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto od alle mansioni considerate equivalenti nell'ambito della classificazione professionale prevista dai contratti collettivi, ovvero a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito per effetto dello sviluppo professionale o di procedure concorsuali o selettive. L'esercizio di fatto di mansioni corrispondenti alla categoria di appartenenza non ha effetto ai fini dell'inquadramento del lavoratore o dell'assegnazione di incarichi di direzione o responsabilità. 2. All'affidamento di mansioni superiori provvede, con propria determinazione, il Responsabile del Settore interessato. Spetta, comunque, al Sindaco affidare con proprio decreto le funzioni di responsabilità dei settori. ARTICOLO 13 RESPONSABILITA' DEL PERSONALE 1. Ogni dipendente nell'ambito della posizione di lavoro assegnata, risponde direttamente della validità delle prestazioni e risponde della inosservanza ai propri doveri d'ufficio secondo la disciplina dettata dalle norme di legge, di contratto e di regolamento. 2. Il Responsabile di Settore risponde nei confronti degli organi di direzione politica dell'attività svolta ed in particolare: a) del perseguimento degli obiettivi assegnati nel rispetto dei programmi e degli indirizzi fissati dalla Giunta; b) della validità e correttezza tecnico-amministrativa degli atti, dei provvedimenti e dei pareri proposti, adottati e resi; c) della funzionalità degli Uffici ricompresi nel settore e del corretto impiego delle risorse finanziarie, umane e strumentali assegnate. d) del buon andamento e della economicità della gestione. ARTICOLO 14 FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO DEL PERSONALE 1. La formazione, l'aggiornamento ed il perfezionamento professionale del personale sono assicurati garantendo idonei stanziamenti nel bilancio di previsione annuale. 2. Al fine di garantire un idoneo e permanente percorso formativo l'ente promuove, eventualmente anche attraverso l'attivazione di forme associative o di convenzionamento con altri Enti locali e soggetti privati, la partecipazione a seminari di studio, l'organizzazione di corsi, la frequenza di tirocini pratici finalizzati anche presso altri Enti.
7 ARTICOLO 15 PROCEDIMENTI DISCIPLINARI 1. In apposito Regolamento viene disciplinata la materia relativa ai procedimenti a carico del personale dipendente responsabile di violazioni al codice di comportamento e agli obblighi derivanti dalle normative in vigore nonché l'ufficio competente per i procedimenti disciplinari. CAPO III IL SEGRETARIO COMUNALE ARTICOLO 16 COMPETENZE DEL SEGRETARIO COMUNALE 1.Il Comune ha un Segretario Comunale titolare, funzionario pubblico, dipendente da apposita Agenzia, avente personalità giuridica di diritto pubblico e iscritto all'albo di cui all'art. 98 del D.Lgs. n. 267/2000 (T.U.E.L.). 2. Il Segretario Comunale dipende funzionalmente dal Sindaco. 3. La nomina, la conferma e la revoca del Segretario Comunale sono disciplinate dalla legge. 4. Al Segretario Comunale possono essere conferite, dal Sindaco, le funzioni di cui al successivo art Al Segretario Comunale sono attribuite le seguenti funzioni: a) svolge compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico/amministrativa nei confronti degli Organi dell'ente in ordine alla conformità dell'azione amministrativa alle leggi, allo statuto ed ai regolamenti; b) svolge compiti di raccordo tra i Responsabili dei Settori e ne condivide il buon esito delle attività; c) partecipa, con funzioni consultive, referenti e di assistenza, alle riunioni del Consiglio Comunale e della Giunta, curandone la verbalizzazione; d) può rogare tutti i contratti nei quali l'ente è parte ed autenticare scritture private ed atti unilaterali nell'interesse del Comune; e) esercita ogni altra funzione attribuita dallo Statuto o dai regolamenti o conferitagli dal Sindaco; 6. Al Segretario Comunale, oltre alle competenze di legge, spetta: a) l'esercizio delle competenze di cui al successivo art. 17, qualora sia stato investito di detto ruolo; 7. Resta ferma la facoltà del Sindaco di conferire al Segretario Comunale ulteriori attribuzioni nell'ambito di quelle proprie del capo dell'amministrazione e con esclusione di quelle a rilevanza squisitamente politica. ARTICOLO 17 ULTERIORI FUNZIONI ATTRIBUIBILI AL SEGRETARIO COMUNALE 1. Ai sensi del comma 4 dell art. 16, il Sindaco può attribuire al Segretario Comunale le seguenti funzioni: a) l'attuazione degli indirizzi e degli obiettivi determinati degli organi politici, avvalendosi dei Responsabili dei Settori; b) la sovraintendenza in generale alla gestione dell'ente perseguendo livelli ottimali di efficienza ed efficacia; c) la proposta di Piano Esecutivo di Gestione di cui all'art. 169 del D.Lgs. n. 267/2000 (T.U.E.L.), da sottoporre all'approvazione della Giunta Comunale, previo assenso del Sindaco; d) la predisposizione del piano dettagliato degli obiettivi di cui all'art. 197, comma 2, lett. a) del D.Lgs. n. 267/2000 (T.U.E.L.);
8 e) il coordinamento e la sovraintendenza dei responsabili dei settori e dei responsabili del procedimento; f) la definizione dei criteri per l'organizzazione degli uffici, previa consultazione delle organizzazioni sindacali e nel rispetto del D.Lgs. n. 165/2001, sulla base delle direttive del Capo dell'amministrazione; g) l'adozione di misure organizzative idonee a consentire l'analisi e la valutazione dei costi dei singoli uffici e dei rendimenti dell'attività amministrativa, ai sensi del D.Lgs. n. 165/2001; h) l'adozione delle misure volte a favorire l'interconnessione sia tra uffici della stessa amministrazione, che con altre amministrazioni, sempre nel rispetto di quanto previsto dal D.Lgs. n. 165/2001; i) l'adozione degli atti di competenza dei Responsabili di Settore inadempienti, previa diffida; j) ogni altra competenza attribuitagli dal presente regolamento. 2. Il Sindaco, qualora lo ritenga opportuno in relazione all'intersettorialità od alla particolare complessità, può assegnare la gestione di uno o più settori direttamente al Segretario Comunale, con ogni effetto conseguente ai sensi del D.Lgs. n. 267/2000 (T.U.E.L.) e ss.mm. ii. (Art. 17: La parte sindacale ravvisa la non indispensabilità della sua formulazione atteso quanto già riportato all art. 16, comma 7). ARTICOLO 18 VICE SEGRETARIO 1. Lo svolgimento delle funzioni vicarie del Segretario Comunale, per coadiuvarlo e sostituirlo in caso di vacanza, assenza o impedimento, ai sensi dell'art. 97, comma 5 del TUEL n.267/00, viene assicurato mediante il conferimento dell incarico, da parte del Sindaco, delle funzioni di Vicesegretario ad un Responsabile di una delle massime strutture dell'ente, previo parere obbligatorio ma non vincolante del Segretario Comunale. 2. Il Responsabile Apicale di un settore per poter essere nominato Vice Segretario deve essere in possesso del titolo di laurea. 3. Nel caso di laurea che permette l'accesso alla carriera di Segretario Comunale (giurisprudenza, scienze politiche, economia e commercio), l'incarico di svolgimento delle funzioni vicarie comporterà la sostituzione ad ogni effetto giuridico del Segretario con l opera del vicesegretario, e pertanto lo svolgimento da parte di quest ultimo di tutte le mansioni che la legge ed il presente regolamento demandano al Segretario stesso. 4. Nell'ipotesi di possesso di altro tipo di laurea, l'incarico -formalizzato con atto del Sindaco previo parere obbligatorio ma non vincolante del Segretario Comunale- comporterà la limitazione all espletamento delle funzioni tipiche del Segretario Comunale e vedrà escluse quelle attività proprie del Segretario collegate al titolo di studio per legge prescritto, ove quel titolo non fosse posseduto dal funzionario incaricato. 5. Nel caso di cui al precedente comma 4, al Vice Segretario possono essere affidate esclusivamente le seguenti mansioni: collaborazione e assistenza nei confronti degli organi dell'ente; può assistere alle riunioni della Giunta; può emanare direttive di competenza del Segretario Comunale e su indicazioni del Sindaco, in merito a provvedimenti di natura organizzativa resisi necessari. 6. Ulteriori funzioni oltre a quelle indicate al comma 5 possono essere assegnate dal Sindaco previo parere vincolante del Segretario Comunale.
9 CAPO IV LE COMPETENZE DEI RESPONSABILI DEI SETTORI ARTICOLO 19 RESPONSABILI DEI SETTORI 1. I Responsabili dei Settori sono responsabili di tutti i servizi ricompresi nel settore di competenza ed assicurano con autonomia operativa l'ottimale gestione delle risorse loro assegnate per l'attuazione degli obiettivi e dei programmi definiti dagli organi politici. Rispondono altresì della validità delle prestazioni e del raggiungimento degli obiettivi programmati. 2. Compete al Sindaco, alla Giunta e al Segretario Comunale, nei limiti delle rispettive competenze, emanare direttive ai responsabili dei settori, al fine dell'esercizio della funzione e controllo sugli atti aventi rilevanza esterna ed a rilevante contenuto di discrezionalità. 3. Spettano ai Responsabili di Settore, secondo le modalità stabilite dal presente regolamento, i compiti, compresa l'adozione di atti che impegnano l'ente verso l'esterno, che la legge, lo statuto od il presente regolamento espressamente non riservino ad altri organi, ed in particolare: a) la presidenza delle commissioni di gara e di concorso; b) la responsabilità delle procedure d'appalto e di concorso. Nelle procedure di appalto di lavori, forniture e servizi, devono intendersi ricompresi tutti gli atti afferenti la fase sia di formazione che di esecuzione del contratto, quali: la predisposizione del bando e delle procedure di gara prescelta; la nomina dei membri e del Segretario delle Commissioni di gara; l'approvazione dell'elenco delle ditte, l'approvazione dei verbali di gara, l'autorizzazione al subappalto nei casi previsti dalla legge, pagamenti parziali ed in acconto; l'applicazione di eventuali penali per inadempimenti dell'aggiudicatario, il recesso dal contratto o la sua risoluzione, lo svincolo di cauzioni, i rinnovi contrattuali, approvazione contabilità finale, collaudi e certificati di regolare esecuzione ed in genere tutti quegli atti che sono espressione di un'attività vincolata e non discrezionale e ogni altra disposizione dettata dal Codice degli appalti. c) la stipulazione dei contratti; d) gli atti di gestione finanziaria, ivi compresa l'assunzione di impegni di spesa e l'acquisizione di entrate; e) gli atti di amministrazione e gestione del personale assegnato, con conseguente cura dell'affidamento dei compiti e verifica delle prestazioni e dei risultati. In tale ambito sono ricomprese anche le autorizzazioni per congedi ordinari, missioni, lavoro straordinario, partecipazione a seminari e convegni, ecc.... Sono, invece, di competenza esclusiva del responsabile del settore in cui è ricompreso il servizio di gestione del personale, i provvedimenti relativi a congedi straordinari, permessi ed aspettative sindacali, procedimenti disciplinari, d'ufficio o su segnalazione, quando non siano di competenza (rimprovero verbale e censura) dei singoli responsabili di settore ed ogni altro atto gestionale in materia di personale. Per i responsabili di settore provvede il Segretario Comunale. f) i provvedimenti d'autorizzazione, concessione o analoghi, il cui rilascio presupponga accertamenti e valutazioni, anche di natura discrezionale nel rispetto dei criteri predeterminati dalla legge, dai regolamenti, da atti generali d'indirizzo, ivi comprese le autorizzazioni, le Denunce Inizio Attività e i Permessi di Costruire. I suddetti provvedimenti, comprese le licenze di cui al TULPS n. 773/1931, rientrano nella competenza dei responsabili di settore quando si caratterizzano per essere: atti vincolati, atti connotati di discrezionalità tecnica; atti connotati da discrezionalità amministrativa o mista qualora gli accertamenti e/o le valutazioni che sono presupposto necessario per l'emanazione dell'atto si fondino su criteri, anche di ordine generale, predeterminati da: leggi statali e regionali, regolamenti sia comunitari che previsti dal nostro ordinamento, direttive comunitarie, atti aventi forza o valore di legge, indirizzi generali di governo, relazione previsionale, piano risorse-obiettivi; dagli atti generali di programmazione e di indirizzo adottati nell'ambito delle rispettive competenze dal Consiglio, dalla Giunta, dal Sindaco, dai singoli Assessori. Negli altri casi la competenza deve comunque ritenersi riservata al Sindaco;
10 g) al Responsabile del Settore competente spettano inoltre tutti i provvedimenti di sospensione lavori, abbattimento e riduzione in pristino di competenza comunale, nonché i poteri di vigilanza edilizia e di irrogazione delle sanzioni amministrative previsti dalla vigente legislazione statale e regionale in materia di prevenzione e repressione dell'abusivismo edilizio e paesaggisticoambientale; h) l'emissione delle ordinanze cosiddette ordinarie, per ciascun settore di competenza, nel rispetto delle attribuzioni degli organi sovraordinati; i) le attestazioni, certificazioni, comunicazioni, diffide, verbali, autenticazioni, legalizzazioni ed ogni altro atto costituente manifestazione di giudizio e di conoscenza; l) l'espressione dei pareri di cui all'art. 49 del D.Lgs. n. 267/2000 (T.U.E.L.); m) l'attività propositiva, di collaborazione e di supporto agli organi dell'ente, in particolare per quanto concerne la predisposizione degli atti di natura programmatica; n) curano l'attuazione dei piani, programmi e direttive definendo gli obiettivi che i Responsabili delle unità operative devono perseguire; o) la responsabilità del trattamento dei dati personali ai sensi della Legge n. 675 del 31/12/1996 e ss. mm. ed ii. e della normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro di cui al Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81; p) dirigono, coordinano e controllano l'attività del personale a cui sono attribuite specifiche responsabilità, anche con potere sostitutivo in caso di inerzia; q) promuovono e resistono alle liti ed hanno potere di conciliare e transigere, previa autorizzazione ed indirizzo da parte della Giunta Comunale; r) richiedono direttamente pareri agli organi consultivi dell'amministrazione e rispondono ai rilievi degli organi di controllo per quanto di loro competenza; s) riferiscono al Sindaco, all'assessore competente e al Segretario Comunale sull'attività da loro svolta correntemente e su ogni disservizio od irregolare funzionamento, anche temporaneo, del proprio settore; t) gli altri atti a loro attribuiti dallo Statuto e dai regolamenti o, in base a questi, delegati dal Sindaco. ARTICOLO 20 MODALITA' E CRITERI PER IL CONFERIMENTO DELL'INCARICO DI RESPONSABILE 1. I Responsabili dei Settori sono nominati, nel rispetto dell'art. 50 comma 10 ed artt. n. 109 e 110 del D.Lgs. n. 267/2000 (T.U.E.L.), dal Sindaco secondo i criteri di professionalità in relazione agli obiettivi definiti dai programmi dell'amministrazione, ai sensi delle Leggi vigenti. 2. Per l'affidamento dell'incarico si tiene conto, in relazione alle funzioni ed attività da svolgere, della natura e caratteristiche dei programmi da realizzare, dei requisiti culturali posseduti, delle attitudini e delle capacità professionali ed esperienze acquisiti, nonché della valutazione dei risultati ottenuti. 3. Il provvedimento di nomina dovrà anche indicare l'incaricato per la sostituzione del Responsabile di Settore in caso di assenza o impedimento temporaneo. 4. I Responsabili di Settore possono essere individuati, di norma, nell'ambito dei dipendenti dell'ente di categoria D ai sensi del presente regolamento. In caso in cui l Ente sia privo di posizioni della categoria D, si applica l art. 11, comma 3, del CCNL ARTICOLO 21 DURATA E REVOCA DELL'INCARICO DI RESPONSABILE
11 1. L'incarico di responsabile di settore è conferito a tempo determinato, di durata comunque non superiore a quella del mandato del Sindaco. Nel caso di mancata indicazione del termine, l'incarico si intende conferito fino a termine del mandato elettivo del Sindaco. 2. L'incarico è prorogato di diritto, all'atto della naturale scadenza, fino a quando non intervenga la nuova nomina. 3. L'incarico, prima della naturale scadenza, può essere revocato o modificato con atto scritto e motivato, in relazione ad intervenuti mutamenti organizzativi o in conseguenza di specifico accertamento di risultati negativi. ARTICOLO 22 SOSTITUZIONE DEL RESPONSABILE DI SETTORE 1. La responsabilità di un settore, in caso di vacanza o di assenza può essere assegnata ad interim, per un periodo di tempo determinato, eventualmente rinnovabile, ad altro funzionario di pari categoria o del medesimo settore di attività. 2. Qualora non sia possibile o non sia ritenuto utile procedere alla sostituzione dei responsabili secondo le modalità previste dal precedente comma, le funzioni possono essere affidate dal Sindaco, al Segretario Comunale. ARTICOLO 23 LE DETERMINAZIONI: COMPETENZE 1. I Responsabili dei Settori adottano atti di gestione che assumono la denominazione di determinazioni. 2. Tutte le determinazioni sono pubblicate per quindici (15) giorni consecutivi all'albo Pretorio a titolo di pubblicità-notizia. 3. Per la visione ed il rilascio di copie delle determinazioni, si applicano le norme vigenti per l'accesso alla documentazione amministrativa previste dall'apposito regolamento. 4. La proposta di determinazione è predisposta dal responsabile del procedimento e comunque dagli addetti individuati dal responsabile di settore. 5. La determinazione dovrà essere repertoriata, per ogni singolo settore in apposito registro cartaceo o informatico, con numerazione progressiva, in ordine cronologico e conservata in originale agli atti del settore competente. L ufficio adottante curerà la raccolta di tutte le determinazioni. 6. La determinazione di assunzione di impegno di spesa acquista efficacia dalla data di apposizione del visto di copertura finanziaria. ARTICOLO 24 COMPETENZE DEL SINDACO 1. Restano ferme in capo al Sindaco in materia di personale: a) La nomina del Segretario Comunale; b) la nomina del Vice Segretario; c) La nomina dei responsabili di settore quali Responsabili di tutti i servizi ricompresi nel settore; d) L'attribuzione e definizione degli incarichi di collaborazione esterna; e) L'individuazione dei collaboratori degli uffici posti alle dirette dipendenze sue, della Giunta e degli Assessori; 2. Gli atti di competenza del Sindaco implicanti assunzione di impegno di spesa sono adottati di concerto con il responsabile finanziario. 3. Il concerto riguarda esclusivamente l'assunzione dell'impegno di spesa. 4. Ai sensi della legge, sono di competenza del Sindaco gli atti e provvedimenti emanati quale Ufficiale di Governo (art. 54 del D.Lgs. n. 267/2000 T.U.E.L.), Autorità Locale di Pubblica
12 Sicurezza (art. 1 del Regio Decreto 06/05/1940 n. 635) ed Ufficiale di Polizia Giudiziaria (art. 57 C.P.P.). La nomina del Responsabile Unico del Procedimento per l attuazione dei lavori pubblici è di competenza della Giunta Comunale; ARTICOLO 25 L'ATTIVITA' PROPOSITIVA DEI RESPONSABILI 1. I Responsabili dei Settori esplicano anche attività di natura propositiva. 2. Destinatari dell'attività propositiva sono il Sindaco, l'assessore di riferimento e il Segretario Comunale. 3. L'attività propositiva si distingue in: a) proposte di atti di indirizzo politico-amministrativo, quali indirizzi generali di governo, bilancio di previsione, relazione previsionale e programmatica, piano esecutivo di gestione ed altri atti di programmazione, indirizzo e direttiva; b) proposte di deliberazione relativamente ad atti amministrativi di competenza del Consiglio e della Giunta Comunale; c) proposte di determinazioni di competenza del Sindaco; d) proposte di modifica della dotazione delle risorse assegnate con il piano esecutivo di gestione; e) proposte di provvedimenti o atti amministrativi. 4. Il Responsabile di Settore può presentare proposte di deliberazione alla Giunta ed al Consiglio per il tramite del presidente dell'organo collegiale. ARTICOLO 26 COMPETENZE DI SUBPROGRAMMAZIONE DEI RESPONSABILI 1. Ai Responsabili di Settore competono anche funzioni di programmazione di secondo livello o di subprogrammazione, ovvero definizione di progetti in attuazione dei programmi deliberati dagli Organi politici, da attuarsi attraverso il corretto utilizzo delle risorse assegnate. ARTICOLO 27 ATTIVITA' CONSULTIVA DEI RESPONSABILI DI SETTORE 1. L'attività consultiva dei Responsabili di Settore si esplica attraverso: a) l'espressione del parere di regolarità tecnica di cui all'art. 49 del D.Lgs. n. 267/2000 T.U.E.L. sulle proposte di deliberazione di competenza della Giunta e del Consiglio; b) relativamente al Responsabile del settore finanziario l'espressione del parere di regolarità contabile sulle proposte di deliberazione di Giunta e di Consiglio; c) relazioni, pareri, consulenze in genere. Destinatari dell'attività consultiva sono gli Organi politici. 2. Il parere di regolarità tecnica afferisce: a) la correttezza ed ampiezza dell'istruttoria; b) l'idoneità dell'atto a perseguire gli obiettivi generali dell'azione amministrativa dell'ente, nonché l'obiettivo specifico, indicati dagli Organi politici. 3. Il parere di regolarità contabile riguarda: a) la legalità della spesa; b) la regolarità della documentazione; c) l'imputazione ad idoneo intervento di bilancio ed eventualmente al capitolo, ove adottato il piano esecutivo di gestione; d) la capienza dell'intervento di bilancio ed eventualmente del capitolo;
13 e) la regolarità della proposta sotto ogni aspetto disciplinato da norme contabili e fiscali, nonché da regolare computisteria, ragioneria ed economia aziendale; f) la prospettazione delle eventuali spese di gestione derivanti da un investimento; g) l'eventuale possibilità ed obbligatorietà del recupero almeno parziale dei costi dall'utenza. 4. I pareri di cui all'art. 49 del D.Lgs. n. 267/2000 T.U.E.L. devono essere espressi entro due giorni dalla data della richiesta. 5. In presenza della necessità di ulteriori, motivati elementi istruttori il termine può essere prorogato. 6. Il termine di cui al comma 6, in caso di comprovata urgenza, può con espressa specifica motivazione, essere ridotto dal richiedente a vista. ARTICOLO 28 COMPETENZE DEL RESPONSABILE DEL SERVIZIO ECONOMICO-FINANZIARIO 1. Al Responsabile del settore economico-finanziario compete: a) il coordinamento e la gestione dell'attività economica-finanziaria dell'ente; b) la verifica della veridicità delle previsioni di entrata; c) la verifica di compatibilità delle previsioni di spesa del Bilancio tanto annuale, quanto pluriennale in relazione alle previsioni di entrata; d) la verifica periodica dello stato di accertamento delle entrate; e) la verifica periodica dello stato di impegno delle spese; f) l'espressione del parere di regolarità contabile sulle proposte di deliberazione; g) l'espressione del parere di regolarità contabile attestante la copertura finanziaria sugli atti d'impegno di spesa; h) le segnalazioni di contabilità, di fatti e di valutazioni i quali possono pregiudicare gli equilibri di bilancio, segnalazioni di cui sono destinatari il Sindaco, il Segretario dell'ente e l'organo di revisione.. 2. in materia di spesa ed entrate al Responsabile del settore compete: a) la proposta delle poste da inserire nel Bilancio di previsione; b) la negoziazione del budget da assegnarsi con il piano di gestione; c) l'accertamento ed acquisizione delle entrate o alla relativa verifica nel caso in cui siano di competenza di altro settore; d) ogni altro atto di gestione finanziaria. ARTICOLO 29 L'INDIVIDUAZIONE DEL PERSONALE CON SPECIFICHE RESPONSABILITA L esercizio di compiti che comportano specifiche responsabilità di cui all art. 17, comma 2, lett. f) del CCNL dell dovranno essere formalmente attribuite al personale con determinazione dei responsabili di settore competenti. Tale formalità costituisce requisito essenziale per l attribuzione delle relative indennità. Le funzioni di particolare responsabilità può essere attribuita al personale delle categorie B, C, quando non trovi applicazione la speciale disciplina di cui all art. 11, comma 3 del CCNL del , e della categoria D non incluso nell area delle posizioni organizzative, per l espletamento delle seguenti funzioni: -Responsabilità di componente di commissioni di concorso; -Responsabilità di componente a commissioni di gara; -Responsabilità di conduzioni di gruppi di lavoro (non solo di coordinamento di personale); -Responsabilità di conseguimento di obiettivi/risultati specifici;
14 -Responsabilità di realizzazione di programmi/piani di attività; -Responsabilità di istruttorie anche complesse; -Responsabilità di sistemi relazionali complessi; -Responsabilità di preposizione a strutture complesse/strategiche; -Responsabilità di attività sostitutiva; -Responsabilità di attività di procedimento assegnato ai sensi della legge 241/90; -Responsabilità di attività implicanti l esercizio di funzioni di alta specializzazione; -Responsabilità di elaborazioni decisionali di rilevanza anche con effetti interni; -Responsabilità di elaborazione di pareri anche con effetti esterni (tale circostanza dovrà specificarsi nella determina di incarico); -Responsabilità di concorso decisionale. -Responsabilità di Istruttoria e definizione di procedimenti e/o l emanazione di provvedimenti o atti anche a rilevanza esterna su espressa delega. Responsabile del procedimento di cui alla Legge n. 241/1990 La fase istruttoria di ogni procedimento amministrativo fa capo al Responsabile del procedimento di cui alla Legge n. 241/1990. Il Responsabile del procedimento è identificato nel Responsabile del Settore competente per materia. Il Responsabile del Settore può individuare in via generale e preventiva i Responsabili del procedimento ripartendo i procedimenti di competenza tra i singoli dipendenti. In caso di mancata individuazione del Responsabile con le modalità di cui sopra o di volta in volta in relazione al singolo procedimento esso si identifica con il responsabile dell'ufficio o del servizio. Il Responsabile del procedimento, ai sensi dell'art. 6 della legge n. 241/1990 e s.m.i.: a) valuta ai fini istruttori: - le condizioni di ammissibilità; - i requisiti di legittimità; - i presupposti; b) accerta d'ufficio i fatti; c) dispone il compimento di ogni atto istruttorio necessario; d) chiede il rilascio di dichiarazioni; e) chiede la rettifica di dichiarazioni od istanze erronee od incomplete; f) può esprimere accertamenti tecnici; g) può disporre ispezioni; h) ordina esibizioni documentali; i) acquisisce i pareri; j) cura: - le comunicazioni, ivi compresa quella di avvio e preavviso di rigetto del procedimento; - le pubblicazioni; - le notificazioni; k) trasmette gli atti all'organo competente all'adozione del provvedimento, tranne che non abbia egli stesso la competenza in materia. A norma dell art. 6 della Legge n. 241/90, il Responsabile del Procedimento trasmette gli atti al Responsabile del Settore competente per l'adozione degli stessi. Il Responsabile del procedimento di accesso ai documenti amministrativi di cui all'articolo 6, comma 6, del DPR 12/04/2006 n.184 è identificato nel Responsabile del Settore competente a formare il documento o a detenerlo stabilmente. Il Responsabile del Settore può identificare il Responsabile del procedimento di accesso in altro dipendente del Settore.
15 ARTICOLO 30 DELEGAZIONE DI PARTE PUBBLICA 1. La delegazione di parte pubblica di cui al contratto collettivo nazionale di comparto è nominata dalla Giunta Comunale e ne fanno parte i responsabili di settore pro tempore e il Segretario Comunale limitatamente alla funzione consultiva. ARTICOLO 31 UFFICIO POSTO ALLE DIRETTE DIPENDENZE DEGLI ORGANI POLITICI 1. Il Sindaco ai sensi dell'art. 90 del D.Lgs n. 267/2000 T.U.E.L. ha facoltà di istituire un ufficio posto alle sue dirette dipendenze. 2. All'ufficio di cui al comma 1) possono essere preposti dipendenti dell'ente o collaboratori assunti con contratto a tempo determinato, in presenza dei presupposti di cui all'art. 90 del D.Lgs. n. 267/2000 T.U.E.L. 3. Il contratto stipulato con i collaboratori di cui al comma 2) non può avere durata superiore a quella residuale del mandato del Sindaco in carica ed in ogni caso è risolto di diritto decorsi trenta (30) giorni dalla cessazione del mandato di quest'ultimo per una qualsiasi causa. 4. I collaboratori di cui al comma 2) sono scelti direttamente dal Sindaco con decreto adottato di concerto con il Responsabile del settore finanziario. 5. Il concerto del Responsabile del settore finanziario ha ad oggetto l'assunzione dell'impegno di spesa. ARTICOLO 32 ORGANISMO INDIPENDENTE DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE 1. L Amministrazione si dota di un Organismo indipendente di valutazione della performance. 2. L'Organismo di cui al comma 1 sostituisce i servizi di controllo interno, comunque denominati, di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, ed esercita, in piena autonomia, le attività di cui al comma 4. Esercita, altresì, le attività di controllo strategico di cui all'articolo 6, comma 1, del citato decreto legislativo n. 286 del 1999, e riferisce, in proposito, direttamente all'organo di indirizzo politico-amministrativo. 3. L'Organismo indipendente di valutazione è nominato, sentita la Commissione di cui all'articolo 13 del D. Lgs. 150/2009, dall'organo di indirizzo politico-amministrativo per un periodo di tre anni. L'incarico dei componenti può essere rinnovato una sola volta. 4. L'Organismo indipendente di valutazione della performance: a) monitora il funzionamento complessivo del sistema della valutazione, della trasparenza e integrità dei controlli interni ed elabora una relazione annuale sullo stato dello stesso; b) comunica tempestivamente le criticità riscontrate ai competenti organi interni di governo ed amministrazione, nonché alla Corte dei conti, all'ispettorato per la funzione pubblica e alla Commissione di cui all'articolo 13 del D. Lgs. 150/2009; c) valida la Relazione sulla performance di cui all'articolo 10 del D. Lgs. 150/2009 e ne assicura la visibilità attraverso la pubblicazione sul sito istituzionale dell'amministrazione; d) garantisce la correttezza dei processi di misurazione e valutazione, nonché dell'utilizzo dei premi di cui al Titolo III del D. Lgs. 150/2009, secondo quanto previsto dal decreto stesso, dai contratti collettivi nazionali, dai contratti integrativi, dai regolamenti interni all'amministrazione, nel rispetto del principio di valorizzazione del merito e della professionalità;
16 e) propone, sulla base del sistema di cui all'articolo 7 del D. Lgs. 150/2009, all'organo di indirizzo politico-amministrativo, la valutazione annuale dei dirigenti di vertice e l'attribuzione ad essi dei premi di cui al Titolo III del D. Lgs. 150/2009; f) è responsabile della corretta applicazione delle linee guida, delle metodologie e degli strumenti predisposti dalla Commissione di cui all'articolo 13 del D. Lgs. 150/2009; g) promuove e attesta l'assolvimento degli obblighi relativi alla trasparenza e all'integrità di cui al Titolo II del D. Lgs. 150/2009; h) verifica i risultati e le buone pratiche di promozione delle pari opportunità. 5. L'Organismo indipendente di valutazione della performance, sulla base di appositi modelli forniti dalla Commissione di cui all'articolo 13 del D. Lgs. 150/2009, cura annualmente la realizzazione di indagini sul personale dipendente volte a rilevare il livello di benessere organizzativo e il grado di condivisione del sistema di valutazione nonché la rilevazione della valutazione del proprio superiore gerarchico da parte del personale, e ne riferisce alla predetta Commissione. 6. La validazione della Relazione sulla performance di cui al comma 4, lettera c), del D. Lgs. 150/2009 è condizione inderogabile per l'accesso agli strumenti per premiare il merito di cui al Titolo III del predetto decreto. 7. L'Organismo indipendente di valutazione è costituito da un organo collegiale composto da 3 componenti dotati dei requisiti stabiliti dalla Commissione ai sensi dell'articolo 13, comma 6, lettera g) del D. Lgs. 150/2009, e di elevata professionalità ed esperienza, maturata nel campo del management, della valutazione della performance e della valutazione del personale delle amministrazioni pubbliche. I loro curricula sono comunicati alla Commissione di cui all'articolo 13 del D. Lgs. 150/ I componenti dell'organismo indipendente di valutazione non possono essere nominati tra soggetti che rivestano incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali ovvero che abbiano rapporti continuativi di collaborazione o di consulenza con le predette organizzazioni, ovvero che abbiano rivestito simili incarichi o cariche o che abbiano avuto simili rapporti nei tre anni precedenti la designazione. 9. Presso l'organismo indipendente di valutazione è costituita una struttura tecnica permanente per la misurazione della performance, dotata delle risorse necessarie all'esercizio delle relative funzioni. 10. Il responsabile della struttura tecnica permanente deve possedere una specifica professionalità ed esperienza nel campo della misurazione della performance nelle amministrazioni pubbliche. 11.Agli oneri derivanti dalla costituzione e dal funzionamento degli organismi di cui al presente articolo si provvede nei limiti delle risorse attualmente destinate ai servizi di controllo interno. ARTICOLO 33 COORDINAMENTO RESPONSABILI DI SETTORE 1. Al fine di garantire il coordinamento e il raccordo delle attività delle strutture dell'ente il Segretario Comunale almeno una volta al mese e comunque ogni volta lo ritenga necessario convoca apposite riunioni dei Responsabili di Settore. 2. Il Segretario Comunale ha facoltà di disporre la partecipazione di altri dipendenti comunali. 3. Le riunioni possono svolgersi anche in ordine all'assetto organizzativo ed alle problematiche gestionali di carattere intersettoriale. 4. Il Sindaco e gli assessori hanno libera facoltà di intervenire alle riunioni. ARTICOLO 34 GRUPPI DI LAVORO 1. Possono essere costituiti gruppi di lavoro intersettoriali qualora ciò si renda necessario al fine di curare in modo ottimale il perseguimento di obiettivi che implichino rapporto di professionalità qualificate e differenziate.
17 2. La competenza in ordine all'istituzione del gruppo di lavoro è dei Responsabili dei Settori, sentiti gli indirizzi degli organi politici e previa riunione in conferenza di servizi. ARTICOLO 35 POTERE SOSTITUTIVO 1. In caso di inadempimento del competente Responsabile di Settore, il Sindaco può diffidarlo, assegnandogli un congruo termine, anche in relazione all'urgenza o alla necessità dell'atto. 2. Decorso il termine assegnato, il Sindaco, con provvedimento motivato, può sostituire il Responsabile di Settore inadempiente con altro Responsabile secondo le procedure di cui all art. 22, attivando, ove ritenuto necessario, apposito procedimento disciplinare. In tal caso va data congrua e specifica motivazione in ordine ai predetti presupposti. 3. Il potere sostitutivo del Sindaco non è delegabile. ARTICOLO 36 DISCIPLINA DELLE RELAZIONI SINDACALI 1. Nel rispetto della normativa legislativa vigente e dei contratti collettivi di lavoro, le relazioni sindacali tendono, nel quadro della contrattazione, alla tutela e al miglioramento delle condizioni di lavoro e all'incremento dell'efficacia, efficienza e produttività dell'attività dell'ente nel rispetto degli interessi degli utenti. 2. Le relazioni sindacali sono ispirate ai principi di collaborazione, correttezza, trasparenza e prevenzione dei conflitti, nel rispetto delle competenze e responsabilità dei titolari degli uffici e dei servizi e delle autonome attività e capacità di azione delle organizzazioni sindacali dei lavoratori. 3. All'interno dell'ente la responsabilità delle relazioni sindacali è affidata ai Responsabili dei Settori, componenti di parte pubblica di delegazione trattante, per le materie e gli istituti di loro competenza nel rispetto e per l'attuazione degli accordi di comparto e decentrati. Il servizio del personale svolge attività di supporto, per il buon esito delle relazioni sindacali medesime. ARTICOLO 37 ORARIO DI SERVIZIO E ORARIO DI LAVORO 1. Il Sindaco, su parere del Segretario Comunale, e nel rispetto delle normative in vigore, emana direttive generali in materia di orario di servizio, articolazione dell'orario di lavoro e orario di apertura al pubblico degli uffici, nonché individua gli uffici ed i servizi da escludere dall'articolazione dell'orario in cinque giorni lavorativi. 2. In ogni caso l'orario di lavoro è funzionale all'orario di servizio e di apertura al pubblico. 3. I Responsabili dei Settori, nel quadro delle direttive emanate dal Sindaco, delle attribuzioni del Segretario Comunale e nel rispetto delle disposizioni del contratto di lavoro, determinano per i Settori cui sono preposti, l'orario dei servizi, l'articolazione dell'orario di lavoro e l'orario di apertura al pubblico degli uffici. 4. Eventuali esigenze di coordinamento sono assicurate in sede di riunione di cui al precedente articolo 33.
18 ARTICOLO 38 PART-TIME 1. I posti part-time previsti nella dotazione organica o trasformati su richiesta non possono essere superiori al contingente determinato ai sensi della normativa vigente e delle disposizioni contrattuali. 2. Il rapporto di lavoro del dipendente comunale è trasformato, da tempo pieno a tempo parziale secondo le modalità previste dalla vigente disciplina in materia e secondo le esigenze organizzative dell'ente. 3. Il Responsabile del Settore competente, valutata la richiesta avanzata in relazione alle esigenze organizzative e funzionali dell'ente ed alla normativa in vigore: a) formalizza l'avvenuta trasformazione del rapporto di lavoro; b) differisce con provvedimento motivato la trasformazione del rapporto, per un periodo non superiore a sei mesi, quando la stessa arrechi grave pregiudizio alla funzionalità del servizio, avuto riguardo alle mansioni svolte dal dipendente ed alla sua posizione nell'organizzazione dell'ente; c) nega, con provvedimento motivato, la trasformazione quando l'attività di lavoro che si intende svolgere determini conflitto di interessi con la specifica attività di servizio svolta o disfunzioni non risolvibili durante la fase del differimento. 4. I provvedimenti di cui al comma precedente sono adottati dal Sindaco quando la richiesta sia avanzata dalle qualifiche apicali, Responsabili dei Settori dell Ente Comunale. ARTICOLO 39 INCOMPATIBILITA' 1. Si applica ai dipendenti comunali la disciplina di cui all'art. 53 del D.Lgs. n. 165/ Per i dipendenti a tempo pieno ovvero in regime di part-time superiore al 50% le autorizzazioni previste dal citato art. 53 sono rilasciate con determina del Responsabile di Settore e per questi ultimi dal Sindaco. 3. Ai fini della valutazione della richiesta di autorizzazione ad effettuare altre attività o incarichi saranno tenuti presenti i seguenti aspetti: Assoluta saltuarietà ed occasionalità degli stessi nel breve periodo; Non interferenza con l'attività ordinaria; Natura dell'attività; Modalità di svolgimento; Impegno richiesto; Gratuità o meno della prestazione. 4. Al fine di individuare con obiettività tali aspetti è necessario che la domanda di autorizzazione indichi dettagliatamente il contenuto dell'attività, i soggetti nei cui confronti sarà svolta, il luogo dello svolgimento, i tempi, (anche se previsionabili nel breve-medio periodo), la durata e la gratuità o meno dell'incarico. 5. L'autorizzazione deve essere rilasciata per singolo incarico. Non sono comunque consentite autorizzazioni aperte. 6. La sussistenza delle condizioni necessarie per il rilascio dell'autorizzazione devono permanere per tutto il periodo in cui è svolta tale attività, pena la revoca dell'autorizzazione stessa. 7. La richiesta presentata dal dipendente, relativa a fattispecie autorizzabili, si intende accolta ove entro trenta giorni dalla presentazione non venga adottato un motivato provvedimento di diniego. 8. L'Amministrazione è tenuta a comunicare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Funzione Pubblica tutte le autorizzazioni rilasciate ai sensi del presente articolo.
19 ARTICOLO 40 OBBLIGO DI ASTENSIONE 1. I dipendenti sono tenuti ad osservare scrupolosamente il codice disciplinare e codice di comportamento. 2. Quando, ai sensi del citato codice, sussista l'obbligo di astensione dal partecipare all'adozione di decisioni o attività inerenti alle proprie funzioni, il dipendente ha l'obbligo di chiedere, per iscritto, al Responsabile di Settore di affidare il singolo procedimento ad altro dipendente. Se l'obbligo di astensione riguarda un Responsabile di Settore, la comunicazione è inoltrata al Sindaco che provvede in via sostitutiva. CAPO V CONFERIMENTO DI INCARICHI A SOGGETTI ESTERNI ARTICOLO 41 NORMA L art. 3, comma 55 della legge n. 244 (Legge Finanziaria 2008) dispone che l affidamento da parte degli Enti Locali di incarichi di studio o ricerca ovvero di consulenze a soggetti estranei all Amministrazione, possa avvenire solo nell ambito di un programma approvato dal C.C. ai sensi dell art. 42, comma 2, lettera b) del T.U.E.L.; L art. 3, comma 56 della predetta legge 244/2007 dispone che gli Enti Locali, con il Regolamento di organizzazione degli Uffici e dei Servizi emanato ai sensi dell art. 89 del D.Lgs. n. 267/2000, fissino i limiti, i criteri e le modalita per l affidamento di incarichi di collaborazione, di studio o di ricerca ovvero di consulenze a soggetti estranei all Amministrazione; La predetta norma stabilisce, inoltre, che l affidamento di incarichi o consulenze effettuato in violazione delle disposizioni regolamentari di cui al precedente punto, costituisce illecito disciplinare e determina responsabilita erariale; Il comma 57 del sopracitato art. 3 della legge finanziaria 2008 dispone, infine, la trasmissione per estratto delle disposizioni regolamentari di cui al comma 56 alla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti entro 30 giorni dall adozione; L art. 53, comma 14 del D.Lgs. 165/2001 prevede che Le Amministrazioni rendono noti, mediante inserimento nelle proprie banche dati accessibili al pubblico per via telematica, gli elenchi dei propri consulenti indicando l oggetto, la durata ed il compenso dell incarico ; L art. 3, comma 54 della legge finanziaria 2008 dispone che le Pubbliche Amministrazioni che si avvalgono di collaboratori esterni o che affidano incarichi di consulenza per i quali e previsto un compenso sono tenute a pubblicare sul proprio sito web i provvedimenti di incarico con l indicazione del soggetto percettore, della ragione dell incarico e dell ammontare del compenso ; L art. 3, comma 18 della predetta legge finanziaria 2008, infine, subordina l efficacia stessa dei contratti relativi a rapporti di collaborazione esterna all avvenuta pubblicazione del nominativo del consulente, dell oggetto dell incarico e del relativo compenso sul sito istituzionale dell Ente; ARTICOLO 42 AMBITO DI APPLICAZIONE 1. Fermo restando il principio generale in forza del quale il Comune di Marzano Appio provvede all'attuazione dei propri compiti con la propria organizzazione ed il proprio personale dipendente, il presente Capo disciplina, ai sensi dell'articolo 7, comma 6, 6 bis, 6 ter e 6 quater del D.Lgs. n. 165/2001 e dell'art. n e seguenti del Codice Civile il conferimento di incarichi individuali con contratti di lavoro autonomo aventi ad oggetto prestazioni occasionali, collaborazioni coordinate e continuative ed incarichi professionali.
20 2. In particolare la presente normativa regolamentare, anche sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio Comunale, è applicata per i seguenti programmi (elenco semplificativo e non esaustivo): Settore Amministrativo Economico- Finanziario Lavori Pubblici - Manutenzioni Edilizia - Urbanistica INCARICHI STUDIO RICERCA COLLABORAZIONE/CONSULENZA Incarico di collaborazione/consulenza per: Promozione sociale Politiche di promozione di sviluppo del territorio; Protezione dei dati personali; Incarico di consulenza per gestione ICI, TARSU, TOSAP. Incarico di collaborazione/consulenza per: Valorizzazione patrimonio comunale Sviluppo energie alternative Incarico di collaborazione/consulenza per gestione pratiche sisma; Incarico di consulenza per la redazione del PUC; 3. Le disposizioni del presente titolo non si applicano: a) agli incarichi professionali conferiti per la rappresentanza in giudizio ed il patrocinio dell'amministrazione; b) agli incarichi professionali attinenti ai servizi di architettura e di ingegneria in quanto disciplinati dal D.Lgs. n. 163/2006 ( Codice dei Contratti); c) alle prestazioni professionali consistenti nella resa dei servizi o adempimenti obbligatori per legge, qualora non vi siano uffici o strutture interne all'ente a ciò deputate, ovvero, se esistenti, non sia possibile avvalersene in ragione di carichi di lavoro; d) agli appalti ed esternalizzazioni di servizi, necessari per raggiungere gli scopi dell'amministrazione. e) agli incarichi a contratto ai sensi dell art. 110 del d.lgs n. 267/2000; 4. Non possono risultare affidatari di incarichi disciplinati dal presente Capo i soggetti che si trovino nelle condizioni di impossibilità a contrarre con la Pubblica Amministrazione, nonché coloro che si trovino in situazioni incompatibili per legge con l'affidamento degli incarichi qui disciplinati. 5. L'assenza di cause di esclusione deve essere oggetto di apposita dichiarazione da parte dei soggetti incaricati, nelle forme di legge, resa contestualmente alla presentazione della candidatura. Qualora, a seguito di verifica disposta, a norma di legge, dall'amministrazione Comunale sulla dichiarazione resa, sia accertata la sussistenza di una o più delle cause di esclusione di cui sopra, il soggetto affidatario dell'incarico è dichiarato decaduto, previa escussione dall'eventuale garanzia prestata e fermo restando la richiesta di risarcimento per l'eventuale danno subito. ARTICOLO 43 CONFERIMENTO DI INCARICHI DI STUDIO O DI RICERCA, OVVERO DI CONSULENZA-DEFINIZIONI 1. Gli incarichi di studio o di ricerca, ovvero di consulenza, hanno per oggetto prestazioni d'opera intellettuale disciplinate dalle norme del codice civile relative ai contratti d'opera intellettuale, che si configurano come attività autonome, caratterizzate dall'assenza di vincoli di subordinazione del prestatore nei confronti del committente. 2. Ai fini del presente Capo si intende:
REGOLAMENTO DEGLI UFFICI E DEI SERVIZI LEGGE 127/1997 - Deliberazione G.C. n. 137 del 27.08.98 - Deliberazione G.C. n. 141 del 02.09.98 - Deliberazione G.C. n. 295 del 2.12.98 - Deliberazione G.C. n. 71/98

References: ARTICOLO 1
 ARTICOLO 2
 ARTICOLO 3
 ARTICOLO 4
 ARTICOLO 5
 ARTICOLO 6
 articolo 5
 ARTICOLO 7
 ARTICOLO 8
 ARTICOLO 9
 ARTICOLO 10
 art. 17
 ARTICOLO 11
 ARTICOLO 12
 ARTICOLO 13
 ARTICOLO 14
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 art. 17
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 art. 16
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 ARTICOLO 28
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 art. 17
 art. 11
 art. 6
 ARTICOLO 30
 ARTICOLO 31
 ARTICOLO 32
 ARTICOLO 33
 ARTICOLO 34
 ARTICOLO 35
 art. 22
 ARTICOLO 36
 ARTICOLO 37
 articolo 33
 ARTICOLO 38
 ARTICOLO 39
 art. 53
 ARTICOLO 40
 ARTICOLO 41
 art. 3
 art. 42
 art. 3
 art. 89
 art. 3
 art. 53
 art. 3
 art. 3
 ARTICOLO 42
 art. 110
 ARTICOLO 43