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Timestamp: 2020-07-10 17:27:00+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 3295 del 08/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3295 del 08/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 08/02/2017, (ud. 09/12/2016, dep.08/02/2017), n. 3295
sul ricorso 23205/2015 proposto da:
presso l’AVVOCATURA GENERALE DFALO STATO, che la rappresenta e
avverso il decreto n. Cron. 406/2015 del TRIBUNALE di VIBO VALENTIA
del 22/06/2015, depositato il 24/07/2015;
“Con decreto in data 24 giugno 2015, il Tribunale di Vibo Valentia, ha accolto solo in parte il reclamo proposto dalla Agenzia delle Entrate, avverso la propria parziale esclusione dallo stato passivo fallimentare del Fallimento (OMISSIS) Srl, ammettendo in privilegio la sorte ma escludendo gli interessi relativi ad esso e le sanzioni, in quanto tali accessori non parteciperebbero della stessa natura del credito a cui accedono e non godrebbero dello stesso privilegio, non avendo, tra l’altro, l’Agenzia fornito alcuna prova documentale dell’iscrizione di tali crediti accessori nei ruoli straordinari, ai sensi del D.P.R. n. 602 del 1973, artt. 15-bis e 11.
Avverso la sentenza del Giudice circondariale ha proposto ricorso per cassazione l’Agenzia delle Entrate, con atto notificato il 22 settembre 2015, sulla base di un unico motivo, con il quale lamenta la violazione e falsa applicazione degli artt. 2749 e 2752 c.c., nonchè del D.L. n. 98 del 2011, art. 23, comma 37.
Il ricorso appare manifestamente fondato, giacchè, sulla base del nuovo tenore dell’art. 2752 c.c. (come modificato dal D.L. n. 98 del 2011, art. 23, convertito nella L. n. 111 del 2011, ma erroneamente riportato nel suo esatto tenore, nel provvedimento in questa sede impugnato) l’estensione del privilegio del credito principale anche agli interessi ed alle sanzioni prescinde dalla iscrizione dei detti importi nei ruoli straordinari, in quanto la modifica all’art. menzionato ha intenzionalmente soppresso il riferimento ai “ruoli resi esecutivi nell’anno in cui il concessionario del servizio di riscossione procede o interviene nell’esecuzione e nell’anno precedente”.
Ha quindi errato il giudice circondariale ad escludere anche tali voci di credito richiedendo la prova dell’esistenza dei detti ruoli straordinari, dalla data della modifica della disposizione ormai non più necessari.
In conclusione, si deve disporre il giudizio camerale ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c. e art. 375. 5 c.p.c., n. 5″.
che il Collegio condivide la proposta di definizione della controversia contenuta nella relazione (sopra riportata), alla quale sono state mosse solo osservazioni adesive, da parte della ricorrente;
che, perciò, il ricorso, manifestamente fondato, deve essere accolto, con la cassazione del decreto impugnato e il rinvio della causa, anche per le spese di questa fase, al Tribunale di Vibo Valentia, che, in diversa composizione, nel decidere nuovamente della vertenza si atterrà al principio di diritto sopra richiamato.
Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata, e rinvia la causa, anche per le spese di questa fase, al Tribunale di Vibo Valentia, in diversa composizione.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 23
 art. 23
 art. 375
 sentenza