Source: http://www.nctm.it/it/aree-di-attivita/diritto-della-proprieta-intellettuale
Timestamp: 2016-12-09 07:45:16+00:00

Document:
Nctm - Studio legale | Aree di attività | Diritto della Proprietà Intellettuale
Diritto della Proprietà Intellettuale	An impressive list of long-standing blue-chip clients, which the firm advises primarily on ongoing trade mark issues, but also frequently patents.Excellent ability to interact with the business and quickly transpose its requirements.
Nctm Studio Legale Associato was appointed for the third year running as Ferrari’s sole law firm responsible for all IP matters worldwide.
The firm has a strong and impressive presence on the market and the IP team mirrors the quality and values of the firm.
Nctm è in grado di offrire un servizio di assistenza integrata, sia di consulenza, sia di enforcement, nella protezione del patrimonio immateriale delle imprese (marchi, brevetti, indicazioni geografiche, industrial design, domain names, diritto d’autore, ecc.). Nctm assiste le imprese italiane che operano all’estero grazie ad una collaudata rete di selezionati studi di comprovata esperienza e professionalità. Questi i principali settori in cui opera il dipartimento:
repressione della contraffazione e della concorrenza sleale – enforcement doganale;
tutela del copyright in campo artistico, editoriale e dello spettacolo;
cessione e licenza di marchi, brevetti, know how;
trademark clearance;
“Made in Italy” ed etichettatura prodotti;
LegalCommunity SIAE liberi tutti? Non è proprio così
Una direttiva europea stabilisce nuove regole sui diritti, dando più libertà di scelta a editori e autori. Ma in Italia il monopolio è destinato a resistere, spiegano a MAG gli avvocati Attolico e Mondini	23/10/2015
Finanza e Diritto NCTM vince per Nuovo Imaie
ItaliaOggi It, l'ingegno trova la sua tutela
Corriere Economia Studi legali. L'effetto Expo? Più immagine che ricavi
LegalCommunity IP & TMT: il team NCTM
ItaliaOggi Expo Milano 2015, due mesi alla partenza. Non per i legali
ItaliaOggi Sette Contraffazione, studi in campo
TopLegal La marcia in avanti del life sciences
TopLegal Report Ip
LegalCommunity Ip & Tmt report
TopLegal Tutela del diritto d'autore: il nuovo regolamento AGCOM
LegalCommunity Lorenzo Attolico, Avvocato dell'anno diritto d'autore
Data Guidance Italy: Garante guide for smartphones payments 'limits use of data'
Leonardo Case & Stili Proprietà intellettuale: come tutelare un’opera di design
01 Net Diritto d'autore: tutte le perplessità sul regolamento Agcom
The Lawyer NCTM hosts domestic reception prior to annual INTA meeting
NCTM ospita il meeting INTA (International Trademark Association)
ItaliaOggi Brevetti, la green economy mette benzina nel motore
Radiocor Ferrari: vince contro catena tedesca Kik su contraffazione marchio
Il Sole 24 Ore La Ferrari batte i tedeschi: contraffatti i modellini Kik
Il Sole 24 Ore Stretta Ue sui falsi venduti online
Finanza e Diritto NCTM Studio Legale Associato per la tutela dei marchi Ferrari nel ricorso in Cassazione contro Ferrari Club Milano
LegalCommunity NCTM al fianco di Imaie
Nctm rafforza l'Ip con l'ingresso di Lorenzo Attolico
Managing Intellectual Property Nctm Studio Legale Associato boots Ip team
Economiaweb Nctm rafforza l'Ip con Attolico
Corriere della Sera Mi rivendo l'usato digitale
TopLegal Corsa al marchio e difesa del brevetto
Ireland - When trade unionism and trademark law intersect
Innovazione con il freno tirato
Contraffazione e moda, aziende e legali sul piede di guerra
Falsi in negozio, condannato
Acta o non Acta? La protezione dei diritti su web divide i legali
Law firm e atenei, ecco chi punta sui migliori laureati in legge
Avvocati al Verde
Sky International AG Nctm vince un arbitrato per Sky International AG
Nctm Studio Legale ha assistito Sky International AG, titolare dei marchi Sky in Italia, nel procedimento arbitrale svoltosi innanzi alla World Intellectual Property Organization (WIPO) di Ginevra, ottenendo la riassegnazione dei nomi a dominio radiosky1.com e sky1radio.com.
La WIPO, con decisione divenuta definitiva, oltre ad aver riconosciuto che i marchi SKY sono rinomati nel settore radiotelevisivo, ha ritenuto che la registrazione dei domini radiosky1.com e sky1radio.com, da parte di un terzo non autorizzato, sia avvenuta in mala fede. Sky International AG è stata assistita da un team guidato da Paolo Lazzarino, coadiuvato da Margherita Banfi.	4/3/2016
Universal Publishing Nctm con Universal Publishing per il riconoscimento in Cassazione della durata delle cessioni a stampa di opere musicali: coincide con quella del copyright
Nctm Studio Legale ha assistito e difeso Universal Music Publishing Group (UMPG) nel giudizio promosso da un noto cantautore, che chiedeva l’identificazione della durata della cessione, a un editore, del diritto di stampa di opere musicali, quali spartiti e testi di canzoni, in un periodo massimo di 20 anni alla stregua di quanto previsto dalla legge sul diritto d’autore per le opere letterarie.
Nuova Imaie NCTM vince per Nuovo Imaie
NCTM Studio Legale con un team coordinato dal socio Lorenzo Attolico, coadiuvato da Luca Guidobaldi, ha assistito Nuovo Imaie (Istituto per la Tutela dei Diritti degli Artisti Interpreti ed Esecutori) nella fase cautelare di un giudizio innanzi al Tribunale di Roma avverso la Cooperativa Artisti 7607, anch’essa operante nel nuovo mercato della intermediazione dei diritti connessi al diritto d’autore.
La Sezione Imprese del Tribunale capitolino ha accolto il ricorso d'urgenza presentato da Nuovo Imaie, che lamentava il compimento di una serie di atti di concorrenza sleale.
Una vittoria importante per Nuovo Imaie, che è riuscita così a ottenere il blocco dei compensi ancora dovuti, da parte di Siae, alla Cooperativa 7607 e dei pagamenti a terzi delle somme indebitamente percepite da quest'ultima.	7/4/2014
Ferrari Land NCTM per la realizzazione del Ferrari Land
INTA NCTM Studio Legale Associato ospita il meeting INTA (International Trademark Association)Focus dell’incontro: “Look alike”, la percezione del mercato e la prospettiva legale
Nuovo IMAIE NCTM Studio Legale Associato al fianco di Nuovo IMAIE (Nuovo Istituto per la Tutela dei Diritti degli Artisti Interpreti Esecutori)
Attolico NCTM Studio Legale Associato rafforza l’IP con l’ingresso di Lorenzo Attolico
China IP Right NCTM: partecipa all'EU-China Project on the Protection of Intellectual Property Right
Winners and losers in the never-ending battle between authors and publishers for the proper exploitation of musical works: the MOGOL vs BATTISTI copyright case.
1. Overview of the case and of the ruling of the Court
(i) Acqua Azzurra was not in breach of the contract nor performed the latter in bad faith because the music publisher always has the full right and faculty to refuse certain exploitations of the works; with such respect, the reference made by the Plaintiff to article 126 of the Italian Copyright law was to be retained as being inconsistent, considering that it regards publishing contracts for printing and not music publishing. Moreover, Acqua Azzurra did not have any right to contravene the will of the Battisti’s heirs all the times that they refused exploitations through the exercise of their moral rights in order to preserve the late Battisti’s artistic image and reputation.
(ii) Ms Veronese had full right, in her capacity as Battisti’s heir, to object to exploitations capable of being prejudicial for the late Battisti’s artistic image and reputation.
A) whether and to what extent the exercise of moral rights can legitimate a publisher’s inaction in exploiting the works;
B) whether and to what extent the withdrawal of the SIAE mandate in relation to internet exploitations may be construed as a failure to exploit the works in breach of the publishing contract.
1.1. The author’s moral rights vs. the publisher’s obligations
(a) objectively, the prospected use/modification/exploitation of the work may result in an objective alteration of the purpose and artistic value of the work considered per se, and cannot be denied only by reason of the specific context/environment in which an unaltered work might be used/exploited;
(b) subjectively, the prejudice against the work’s integrity and/or the author’s reputation must be assessed against the sensibility and reason of a prudent man, and not on the (generally exasperated) sensibility of the author himself or of his heirs.
1.2. On the withdrawal of the mandate conferred upon SIAE for the management of web exploitation rights
Per ulteriori informazioni contattare Avv. Lorenzo Attolico	Luglio 2016
Nobody expected it. And because of that the shock of Brexit was all the more great. But as Theresa May says: Brexit is Brexit. And we have to live with it. There is an old Irish story about the American tourist lost down an old unpaved road. He comes upon a farmer leaning over the gate and asks: what’s the way to Dublin. The farmer looks around. And around again. He takes his time. And finally says: if I were you I wouldn’t start from here.	Maggio 2016
Implementation of the Copyright Directive in Italy
On 26 February 2014, the European Parliament and the Council of the European Union agreed a Directive on the collective management of copyright and the related rights as well as on multi- territorial licensing of rights in musical works for online use in the internal market (hereinafter referred to as the “Directive”).
According to Article 43 of the Directive, Member States were to bring into force by 10 April 2016 the provisions agreed in the Directive. Italy is late in transposing the law into national law since, for the time being, only a draft law has been presented on 15 April 2016.
The main objectives of the Directives include the harmonisation of the operation of the so- called collecting societies managing copyright and the related rights in order to:
(i) improve the efficiency of collective management organisations of authors’ rights and related rights and assure an even greater protection of such rights in respect of free movement of goods and services, within the framework of the single European market;
(ii) create a digital single market of copyright and related rights on works for online use and regulate platforms offering a musical service on the web.
Indeed, as stated by Recital 6 of the Directive, “The need to improve the functioning of collective management organisations has already been identified in Commission Recommendation 2005/737/EC (3). That Recommendation set out a number of principles, such as the freedom of rightholders to choose their collective management organisations, equal treatment of categories of rightholders and equitable distribution of royalties”. Of course some of the first commentators on the issue attributed to the Directive the task to overthrow the monopoly of SIAE. As a matter of fact, the objectives pursued by the new Directive seem to be quite different. Hence, some observations must be made on the scope of the change introduced by the new law.
In the first place, authors, artists, interpreters and performers are given the right to choose to become members of different collecting societies for different types of works and for different uses.
Thus Article 5 of the Directive provides that “rightholders shall have the right to authorise a collective management organisation of their choice to manage the rights, categories of rights or types of works and other subject-matter of their choice, for the territories of their choice, irrespective of the Member State of nationality, residence or establishment of either the collective management organisation or the rightholder. Unless the collective management organisation has objectively justified reasons to refuse management, it shall be obliged to manage such rights, categories of rights or types of works and other subject-matter, provided that their management falls within the scope of its activity”. In addition, “rightholders shall have the right to terminate the authorisation to manage rights, categories of rights or types of works and other subject-matter granted by them to a collective management organisation or to withdraw from a collective management organisation any of the rights, categories of rights or types of works and other subject-matter of their choice, as determined pursuant to paragraph 2, for the territories of their choice, upon serving reasonable notice not exceeding six months. The collective management organisation may decide that such termination or withdrawal is to take effect only at the end of the financial year”.
Therefore, authors who filed rights, categories of rights or types of works and other subject- matter with SIAE may freely withdraw them by submitting a notice not exceeding six months. The collective management organisation may not oppose but, at the most, may decide that such termination or withdrawal is to take effect only at the end of the financial year.
In the second place, a greater participation by rightholders is expected in the management of the collective organisation, implementing harsher controls on conflicts of interest and establishing new obligations for collective management organisations.
In particular, Article 15 of the Directive, expressly provides that “Member States shall ensure that a collective management organisation does not make deductions, other than in respect of management fees, from the rights revenue derived from the rights it manages on the basis of a representation agreement, or from any income arising from the investment of that rights revenue, unless the other collective management organisation that is party to the representation agreement expressly consents to such deductions”. And also, “The collective management organisation shall carry out such distribution and payments to the other collective management organisation as soon as possible but no later than nine months from the end of the financial year in which the rights revenue was collected, unless objective reasons relating in particular to reporting by users, identification of rights, rightholders or matching of information on works and other subject-matter with rightholders prevent the collective management organisation from meeting that deadline”. Control and transparency mechanisms have been introduced on financial statements and management policies, even through the publication, in the websites of the collective management organisations, of the following information:
“a) the rights revenue attributed to the rightholder, the amount paid by the collective management organisation to the rightholder per category of rights managed and per type of use for the rights managed within the representation agreement, and any rights revenue attributed to the rightholder and not yet paid for any period; b) deductions made in respect of management fees; c) deductions made for any purpose other than in respect of management fees pursuant to Article 15; d) information on any licences granted or refused with regard to works and other subject-matter covered by the representation agreement; e) resolutions adopted by the general assembly of members in so far as those resolutions are relevant to the management of the rights under the representation agreement”(see Article 19). Finally, new rightholders’ obligations were established to set up mechanisms for handling complaints and for the alternative resolution of disputes, by making available “effective and timely procedures” (Articles 33 and 34).
Lastly, Title III of the Directive deals with multi-territorial licensing and applies only to collective management organisations of authors’ rights in musical works.
The new system should suggest be a simplification in the licensing processes to the advantage of companies wishing to create a music service on the web in Europe, which will no longer be forced to individually contact each national collective management organisation, but may interact and negotiate with a single interlocutor to obtain a pan-European licence.
For this purpose, the Directive enables management companies to interconnect through mandates for the mutual representation of their repertoire on a non-discriminatory and non- exclusive basis for multi-territorial and multi-repertoire licensing (Article 29-30). Should a collective management organisation refuse or not be able to grant such licensing because the mentioned mutual representation agreements have not been entered into – upon the expiry of the term of 10 April 2017, set out in Article 31 of the Directive – rightholders may withdraw the online rights in their licensed musical works so as to manage, autonomously or through any other intermediary, multi-territorial licences for their online rights in musical works.
The consequences of this new law will concern the facilitation of the voluntary aggregation of repertoire for online use of musical works all over the European Union and the increase of a competition pressure pushing each national management company to develop more efficient licensing practices, contributing to the birth of a new future scenario for online musical works.
In light of the foregoing, it is clear that the implementation difficulties that Member States shall have to address are, mainly, the harmonisation of the different national laws that govern the operation and management of collecting societies, practical inefficiencies in the management of copyright and the related rights in the framework of the various internal markets, lack of transparency and efficiency in the procedure for the distribution of profits to rightholders, as well as the non-licensing of rights on new digital platforms, and, lastly, the phenomenon of piracy.
As regards Italy and the much debated monopoly of SIAE, it cannot be left unsaid that the Directive, in actual terms, does not affect the monopoly. It is only Italy which can abrogate article 180 of Copyright law and put an end to the monopoly of SIAE.
Therefore even after the approval of the Directive, the monopoly regime in which SIAE operates is still to be considered intact.
At the most, authors wishing to avoid adherence to SIAE can, on the basis of the terms of the Directive, turn to other Authors’ societies of other Member States operating also in Italy.	Maggio 2016
Across the EUniverse - Number Eleven
The word on the street is that the EU is in crisis. It is attached by terrorists, there is a wave of immigrants that will swamp our culture, the Brits are thinking about leaving. The editors of Across have been working in EU affairs collectively for more than 60 years. And we are not aware of any period in the EU’s history where there was not a crisis. Febbraio 2016
The shadow of Brexit Number 10 makes us think of Downing Street, Brexit and the old saying in Brussels that the EU grows on the basis of crises. After 30 years in Brussels we can guarantee that during each crisis there is the worry that this will be the time when the old saying doesn’t hold true. There are two big institutional issues facing the EU: Brexit and the end of Shengen. And overshadowing both institutional problems is the issue of migration.	Dicembre 2015
Brevetti Farmaceutici La corte di giustizia sul calcolo della durata dei certificati di protezione complementare
Lo scorso 6 ottobre la Corte di Giustizia ha emesso una sentenza in materia di certificati complementari di protezione (“CPC”) per medicinali a fronte di un rinvio del Tribunale regionale superiore di Vienna (causa C-471/14). La controversia, che vedeva come parti la Seattle Genetics Inc. e l’ufficio brevetti austriaco (Österreichisches Patentamt), riguardava la durata della protezione conferita tramite un CPC, e in particolare la questione se tale durata dovesse essere calcolata con riferimento alla data di emanazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio (“AIC”) o alla notifica di tale provvedimento.
La controversia si colloca nel contesto della disciplina creata con il regolamento 469/2009, volta a garantire ai titolari di brevetti su medicinali una tutela di durata sufficiente a rientrare dell’investimento effettuato. L’immissione in commercio dei medicinali è infatti subordinata al rilascio dell’AIC, che viene solitamente concessa diversi anni dopo il deposito della domanda di brevetto. In mancanza di un’estensione della tutela, lo sfruttamento in via esclusiva dell’invenzione avrebbe una durata notevolmente ridotta, specialmente in rapporto agli ingenti investimenti effettuati in campo farmaceutico.
Nella controversia in questione la Seattle Genetics aveva depositato in data 31 luglio 2003 un brevetto su un principio attivo e sull’utilizzo dello stesso per il trattamento di cancro e malattie autoimmuni o infettive (brevetto n. EP 1545613). L’AIC di un medicinale a base di tale sostanza era stata rilasciata il 25 ottobre 2012, e notificata alla richiedente (Takeda, licenziataria della Seattle Genetics) il 30 ottobre successivo.
A fronte di una richiesta di rilascio di un CPC, l’Ufficio brevetti austriaco ne aveva calcolato la durata sulla base del periodo – ridotto come per legge di 5 anni - intercorso tra il deposito del brevetto e il rilascio dell’AIC, fissandone la scadenza al 25 ottobre 2027. La Seattle Genetics sosteneva diversamente che la durata dovesse fare riferimento alla notifica dell’AIC, e che pertanto la tutela dovesse terminare soltanto il 30 ottobre dello stesso anno.
La Corte, interrogata sulla corretta interpretazione dell’articolo 13 del regolamento n. 469/2009, ha stabilito che la durata del CPC deve essere calcolata con riferimento alla data di notifica dell’AIC. La ratio della norma è, infatti, quella di prolungare il periodo di esclusiva al fine di “recuperare” il tempo di attesa dell’AIC. Poiché il prodotto può essere commercializzato non dal momento dell’emissione dell’AIC, ma dal momento in cui il titolare viene a conoscenza di tale provvedimento, un’interpretazione alla luce dello scopo della norma deve necessariamente prendere in considerazione la data di notifica.
La sentenza ha finalmente risposto alle incertezze in materia di durata della protezione conferita da un CPC in senso nettamente favorevole alle industrie titolari di brevetti. Tale decisione ha inoltre salvaguardato l’applicazione uniforme della disciplina in materia di CPC, messa a rischio dal fatto che tali certificati sono rilasciati dagli uffici brevetti nazionali.
Resta da verificare, tuttavia, se e come la sentenza avrà conseguenze anche per i CPC già emanati.
Il tribunale di Torino si pronuncia sul tema di registrazione da remoto di programmi televisivi
Con ordinanza del 2 Novembre 2015, il Tribunale di Torino si è pronunciato sulla legittimità dei servizi di videoregistrazione da remoto di programmi televisivi offerti attraverso la rete Internet da una società inglese, in seguito al ricorso cautelare presentato dalla rete televisiva italiana R.T.I.
In particolare, l’attività della società inglese consisteva nella messa a disposizione, attraverso la rete internet, per i propri utenti, di un sistema informatico di videoregistrazione - hardware e software - utilizzabile per l’effettuazione di copie dei programmi televisivi delle principali emittenti italiane, tra cui R.T.I. Tale sistema era finalizzato a captare il segnale televisivo e, a richiesta dell’utente, a registrare lo stesso sul supporto indicato, rappresentato da uno spazio in modalità “cloud computing”, precedentemente acquistato dall’utente presso un fornitore terzo. Pertanto, secondo la società inglese l’attività in questione si limitava a “consentire all’utente la registrazione e la fissazione su supporto della copia, pienamente legittima quale copia privata consentita dall’art. 71 sexies l.d.a., poiché il suo intervento si risolveva in pratica nel noleggio di un sistema di videoregistrazione da remoto”. La legittimità della condotta avrebbe trovato ulteriore supporto nell’art. 71 septies l.d.a. che ammetterebbe la videoregistrazione da remoto assoggettandola ad equo compenso.
Nella fattispecie, la rete italiana chiedeva al Tribunale torinese, sul presupposto dell’esistenza di un pregiudizio imminente e irreparabile, l’emanazione di provvedimenti cautelari rivolti alla controparte, all’uopo inibendo alla società inglese lo svolgimento dell’attività in questione, deducendo il diritto esclusivo di utilizzazione economica delle opere programmate sulle sue reti, nonché il diritto esclusivo di riprodurre tali opere e di comunicarle al pubblico, di ritrasmetterle via cavo e fissarle su supporti, anche in base agli artt. 12, 13 e 16 l.d.a. Inoltre, la rete italiana rivendicava il diritto di autorizzare o vietare la fissazione delle emissioni, la riproduzione, diretta o indiretta, temporanea e permanente, delle fissazioni delle trasmissioni e qualsiasi comunicazione al pubblico, osservando che il diritto di copia privata costituiva eccezione rispetto alla regola generale, ed era pertanto di stretta interpretazione.
Il Tribunale cautelare si è pronunciato in favore della ricorrente, rimarcando lo scarso valore giuridico della suggestiva equiparazione proposta dalla resistente tra il suo servizio e il noleggio di apparecchiature di videoregistrazione. Infatti, secondo il collegio, “il venditore o noleggiatore di un videoregistratore non riproduce alcunché e non partecipa all’atto di formazione della copia, ma si limita, rispettivamente, a vendere o a locare lo strumento tecnico di cui l’acquirente/noleggiante si avvale per eseguire, lui e in autonomia, la riproduzione dell’opera e l’archiviazione della stessa nei modi più idonei”. Nella fattispecie, pertanto, il Tribunale torinese ha ritenuto privi di pregio i richiami: (i) all’art. 71 sexies l.d.a., in quanto “l’operazione non viene […] eseguita da una persona fisica, ma da una società commerciale, non per suo uso personale ma per uso di terzi, e a fine di lucro (a fronte di compenso e comunque in un contesto di sfruttamento pubblicitario)”; (ii) all’art. 71 septies l.d.a., poiché deve essere letto “come diretto a regolare l’attività di videoregistrazione commerciale da remoto, subordinandola comunque al consenso prestato dall’avente diritto e assoggettando il prezzo del consenso ad una certa tariffa vincolante predisposta dall’Autorità”.
Pertanto, il collegio torinese ha fissato una penale di 100.000,00 Euro per ogni giorno di mancata osservanza del provvedimento.
I cuscini - biscotto in contraffazione dei marchi Barilla
Lo scorso 19 settembre 2015 il Tribunale di Milano si è pronunciato nel procedimento cautelare promosso da Barilla nei confronti di Italy Fashion s.r.l., azienda responsabile della produzione e commercializzazione non autorizzata di cuscini di forma identica ad alcuni noti biscotti Barilla, contraddistinti da segni chiaramente confondibili con i marchi di titolarità di Barilla.
In detto procedimento Barilla aveva azionato i propri marchi denominativi registrati “Pan di Stelle”, “Galletti”, “Rigoli”, “Batticuori”, “Mooncake”, “Gocciole”, “Baiocchi”, “Abbracci”, Ringo”, “Mulino Bianco Crostatina”, oltre che marchi di forma non registrati relativi agli omonimi prodotti, sostenendo che tutti godessero di rinomanza presso il pubblico tale da conferire loro una tutela extra-merceologica. Barilla lamentava altresì che la commercializzazione da parte della resistente di cuscini dalla forma e dal nome identici a quella dei noti biscotti costituisse ad un tempo contraffazione di marchio e attività concorrenzialmente sleale.
Il Tribunale ha riconosciuto la contraffazione dei marchi Barilla, che – in quanto rinomati - godono quindi di una tutela extra-merceologica. Inoltre, il Tribunale ha riscontrato un agganciamento parassitario ai danni di Barilla, dovuto in particolare all’imitazione dell’intera collezione dei prodotti Barilla, che ha consentito alla Italy Fashion di trarre vantaggio dal carattere distintivo e dalla notorietà dei prodotti Barilla.
Di converso, la sentenza ha respinto la tesi avversaria di decadenza dei marchi di Barilla per intervenuta volgarizzazione, poiché non è stata fornita prova che i marchi Barilla siano divenuti una denominazione generica di biscotti. Peraltro, il Tribunale ha ricordato che la resistente – ai fini della prova della volgarizzazione - avrebbe dovuto fornire l’ulteriore prova del rapporto di causalità tra l’inattività del titolare del marchio e la presunta perdita di capacità distintiva.
Il Tribunale ha ritenuto sussistere il requisito dell’urgenza sulla base dell’attuale e reiterata violazione da parte di Italy Fashion, e ha quindi concesso l’inibitoria alla commercializzazione dei “cuscini – biscotto” contraddistinti dai predetti marchi.
L’ordinanza, che ribadisce la giurisprudenza consolidata in materia di contraffazione di marchi rinomati, tuttavia non si esprime sulla tutelabilità come marchi di forma dei biscotti (argomento ritenuto assorbito), tema che avrebbe imposto un’indagine sull’autonoma capacità distintiva della forma di tale prodotto.
Banche Dati La tutela sui generis delle carte topografiche
Il 29 ottobre scorso la Corte di Giustizia ha emesso una sentenza nella causa C-490/14 in materia di tutela delle banche dati, rispondendo alla questione formulata dalla suprema corte tedesca che chiedeva se una carta topografica fosse soggetta alla tutela sui generis prevista per le banche dati dalla direttiva 96/9/CE.
Più precisamente, il giudice a quo chiedeva se le informazioni estratte da una carta topografica, quali la combinazione di un codice identificativo di un tipo di edificio con determinate coordinate geografiche, costituissero “elementi indipendenti” ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 2 della direttiva.
Secondo tale norma, infatti, la nozione di “banca dati” tutelabile esige che la raccolta possa essere scomposta in “opere, dati o altri elementi indipendenti sistematicamente o metodicamente disposti ed individualmente accessibili”, e cioè in elementi che, una volta separati gli uni dagli altri, mantengono un proprio contenuto informativo.
A detta della convenuta - la casa editrice Verlag Esterbauer – i dati in questione non avrebbero un contenuto informativo autonomo; nell’esempio ripreso nella sentenza, le coordinate corrispondenti al codice identificativo dell’elemento “chiesa” non permetterebbero, una volta estratte dalla carta, di conoscere l’ubicazione della chiesa (poiché non è possibile sapere, ad es., in quale città si trovi).
La Corte ha tuttavia respinto tale tesi e, facendo leva su un’interpretazione ampia della nozione di banca dati, ha stabilito che è “elemento indipendente” non solo un dato individuale, ma anche una combinazione di dati.
Nell’esempio di cui sopra, pertanto, si è stabilito che costituisce un contenuto informativo autonomo anche la combinazione di due elementi, quali il codice dell’edificio e le coordinate geografiche a seguito dell’estrazione dalla carta.
Peraltro, nel caso di specie la presenza di un contenuto informativo autonomo era suffragata dal fatto che le informazioni erano evidentemente utili e rilevanti per la casa editrice, poiché ha potuto semplicemente ri-contestualizzarle all’interno delle proprie carte topografiche.
In breve, la Corte ha ammesso la tutela delle carte geografiche in quanto banche dati, con l’importante conseguenza di una tutela estesa alle informazioni ivi contenute.
Patent Box Ultimi Chiarimenti da parte dell’agenzia delle entrate
Il 1 dicembre 2015 l’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 36E e il Provvedimento n. 154278, ha fornito i primi chiarimenti sul regime di tassazione agevolato per i beni immateriali (cd. Patent Box).
Il Patent Box, introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 ed attuato con il Decreto 30 luglio 2015, prevede un regime opzionale di tassazione agevolata a cui possono aderire i soggetti titolari di reddito di impresa per i redditi derivanti dall’utilizzazione di beni immateriali (in particolare, di software, brevetti, marchi, disegni e modelli e know how), purchè svolgano attività di ricerca e sviluppo volta al mantenimento e accrescimento di valore di tali beni immateriali.
Tale agevolazione, che si sostanzia nell'esclusione da tassazione di una quota - del 50% (30% nel 2015 e 40% nel 2016) - del reddito derivante dai beni immateriali di cui sopra, mira a incentivare l’investimento in attività di ricerca e sviluppo e la collocazione in Italia del patrimonio immateriale detenuto all’estero.
La detassazione riguarda la sola quota di reddito derivante dall’utilizzo del bene immateriale. Tale quota potrà essere definita preliminarmente tramite la cd. procedura di ruling, che si svolge in contraddittorio con l’Agenzia delle Entrate. La procedura è obbligatoria per le imprese che utilizzano direttamente i beni immateriali in argomento, e facoltativa per i soggetti che li concedono in uso a terzi (ancorché all'interno del medesimo gruppo di imprese); in entrambi i casi, il parametro di riferimento è il canone derivante da una concessione in uso a terzi al netto dei costi.
Con il Provvedimento n. 144042 del 10 novembre scorso, l’Agenzia delle Entrate aveva reso note le modalità per l’esercizio dell’opzione, che ha una durata quinquennale, non è revocabile, e può essere rinnovata al termine del quinquennio.
La Circolare e il Provvedimento del 1 dicembre hanno ulteriormente chiarito le modalità e i contenuti minimi della domanda di ruling, che deve essere presentata entro il termine del 2015 per i contribuenti con esercizio coincidente con l'anno solare che vogliono esercitare l’opzione già per tale esercizio.
L’Agenzia delle Entrate, con il comunicato stampa del 22 dicembre 2015, ha poi precisato che le istanze per il regime di “Patent Box” possono essere presentate a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, ovvero consegnate direttamente all’Ufficio Accordi preventivi e controversie internazionali dell’Agenzia delle Entrate. Nel caso di invio a mezzo raccomandata a/r l’istanza si considera presentata alla data di spedizione della raccomandata, come risulta dalla ricevuta rilasciata dall’ufficio postale. L’istanza può essere inoltrata, alternativamente e indifferentemente, alla sede di Roma o di Milano dell’Ufficio Accordi preventivi e controversie internazionali. Allo stesso modo, nel caso di consegna diretta all’Ufficio Accordi preventivi e controversie internazionali, l’istanza può essere presentata dal contribuente, alternativamente e indifferentemente, alla sede di Roma o di Milano. La copia dell’istanza su supporto elettronico può essere prodotta successivamente, insieme alla documentazione entro 120 giorni dalla data di presentazione dell’istanza cartacea.
What have products like Marmo di Carrara and Vetro Murano have in common with foodstuffs like Prosciutto di Parma and Aceto Balsamico di Modena? They are both geographical indications or names which link a specific product with a specific origin. What makes them different? Geographical Indications for foodstuffs are protected under European law, while geographical indications for non foodstuffs or industrial products are not protected under EU law. Should we keep this difference? Especially when it can be seen that difference is not simply a question of laws. It's also hard economics. And it's a social issue too.	Novembre 2013
The Trademark Law of the People’s Republic of China, which was enacted on August 23rd, 1982 and amended just twenty years later upon China’s entry into the World Trade Organization, went under some substantial revisions last August. Having reached the end of an amendment that lasted seven years, the revised Trademark Law shall come into force on May 1st, 2014. The current legislation implements what is referred to as the Promotion Plan for the Implementation of the Intellectual Property National Strategy of 2013, which specifically demand for some important changes to be introduced into the Chinese Trademark Law.	Novembre 2013
La Legge sui marchi della Repubblica Popolare Cinese promulgata il 23 agosto 1982 e emendata poco più di 20 anni dopo, in concomitanza con l’ingresso della Cina nell'Organizzazione Mondiale del Commercio, è stata oggetto di un’importante revisione nello scorso mese di agosto. A seguito di un processo di rielaborazione durato sette anni, la Legge sui marchi nella versione riveduta entrerà in vigore il 1̊ maggio 2014. Tale testo normativo si pone in termini di attuazione del cosiddetto Piano per l’intensificazione della strategia nazionale in materia di proprietà intellettuale del 2013 in cui espressamente si sollecita la modifica della Legge cinese sui marchi.	Giugno 2013
Marchio di forma e valore sostanziale del prodotto
Con decisione depositata lo scorso 10 giugno 2013, il Tribunale di Venezia ha rigettato una richiesta di inibitoria cautelare fondata sulla asserita violazione di un marchio tridimensionale comunitario rappresentato da un contenitore di sacchetti igienici per animali a forma di osso con foro per l’estrazione dei sacchetti stessi (di seguito riprodotto).	prev
Lorenzo Attolico	Guido Foglia	Paolo Lazzarino	Bernard O'Connor	Sante Ricci	Luca Toffoletti	Eventi
Orientamenti della giurisprudenza in tema di beni immateriali alla luce dei nuovi sviluppi tecnologici	﻿

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
sui generis
 sentenza 
sui generis
 Provvedimento n. 
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