Source: https://www.exeo.it/free/giudizio-annullamento-acquisizione-sanante-art-42-dpr-327-2001
Timestamp: 2019-05-24 15:48:36+00:00

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Le circostanze attinenti il comportamento illegittimo, tenuto da parte dell'amministrazione, che rappresenta un presupposto di applicazione dell'art. 42 bis del D.P.R. n. 327/2001, non possono configurare un vizio del relativo provvedimento.
L'annullamento dell'atto l'acquisizione non comporta l'automatica restituzione del bene, ma il riesercizio del potere. Ciò comporta la riedizione del procedimento nel rispetto del dettato normativo, con il necessario contraddittorio e un'approfondita motivazione. Onde evitare che tale ripetizione possa dare adito a una serie infinita di provvedimenti illegittimi, si applica il principio del «one shot temperato», per cui l'amministrazione, dopo aver subito l'annullamento di un proprio atto, può rinnovarlo una sola volta, senza potere in seguito tornare a decidere sfavorevolmente neppure in relazione a profili non ancora esaminati. Di conseguenza l'illegittimità di un eventuale nuovo provvedimento di acquisizione porterà alla restituzione del bene. Tale principio non si applicher... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...lo in caso di mera contestazione sul valore dell'indennizzo ex art. 42 bis.
All'annullamento del provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42 bis DPR 327/2001 consegue l'obbligo per l'Amministrazione di restituire il terreno occupato illegittimamente, previa riduzione in pristino, se necessaria.
L'annullamento dell'atto di acquisizione sanante ex art. 42 bis DPR 327/2001 comporta l'obbligo di restituzione del terreno, previa remissione in pristino; secondo la giurisprudenza ormai consolidata, il venir meno o l'assenza di un titolo idoneo a trasferire la proprietà dal privato all'autorità espropriante comporta l'obbligo a carico di quest'ultima di restituire il fondo illecitamente ablato, con rimessione in pristino.
Dall'annullamento del provvedimento di acquisizione sanante discende l'obbligo di restituzione del bene; il rilascio consegue infatti, in maniera automatica, all'annullamento della deliberazione impugnata (essendo di tutta evidenza come, eliminato dal mondo giuridico il provvedimento gravato, non sussista più alcun titolo all'ablazione del bene), ed appartiene, quindi, piuttosto al novero degli effetti conformativi della decisione, sempre fatti salvi gli ulteriori provvedimenti dell'Amministrazione... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...r /> GIUDIZIO --> ANNULLAMENTO --> DECRETO DI ESPROPRIO
Il decreto con cui viene disposta l'espropriazione per pubblica utilità di diversi beni in danno di diversi soggetti, pur se volto a consentire la realizzazione di una medesima opera, contiene una pluralità di provvedimenti ablativi. Ne consegue che gli effetti del giudicato di annullamento del decreto stesso rimangono circoscritti ai soggetti che lo abbiano impugnato ed ai beni relativamente ai quali l'impugnazione è stata proposta, pur se la possibilità di realizzazione dell'opera sia ugualmente condizionata da ciascuna espropriazione.
Se anche il decreto di esproprio sia illegittimo, la condotta omissiva circa la coltivazione del ricorso si pone come elemento interruttivo del nesso di causalità tra l'allegato illecito dell'amministrazione e il pregiudizio lamentato di natura aquiliana. L'intervento del decreto di esproprio esclude la sussistenza di un pregiudizio risarcibile. Infatti, l'effetto ablatorio della proprietà è accompagnato dalla liquidazione di una somma a titolo di indennizzo, che è commisurata al valore venale del bene espropriato. Dunque, all'impoverimento derivato dalla perdita della proprietà su un immobil... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...corrisposto un incremento patrimoniale di pari valore, consistente nell'indennità liquidata dall'Ente espropriante.
La sentenza che abbia annullato il decreto di esproprio produce un effetto demolitorio, consistente nell'annullamento degli atti impugnati, di carattere auto-esecutorio e non richiedente ottemperanza, e un effetto ripristinatorio della situazione soggettiva incisa dal provvedimento impugnato, che consiste nella piena reintegrazione del diritto soggettivo dei ricorrenti proprietari, comprensivo della reintegrazione del possesso.
Per effetto dell'annullamento del decreto di esproprio tutta la durata dell'occupazione deve considerarsi illegittima.
L'obbligo di restituzione dell'immobile illegittimamente appreso dalla P.A. è intrinseco all'annullamento del decreto di esproprio, onde garantire il soddisfacimento integrale della pretesa sostanziale fatta valere nel giudizio di cognizione.
Benché le sentenze di annullamento degli atti amministrativi hanno di regola carattere autoesecutivo, nel caso in cui si sia verifi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ssione in possesso dei beni privati, l'amministrazione procedente deve provvedere, a seguito della sentenza di annullamento della procedura di occupazione, alla restituzione al proprietario ricorrente del possesso dei beni stessi.
L'adozione del decreto di esproprio, sostituendo il provvedimento provvisorio di occupazione d'urgenza, non consente che l'invalidità del provvedimento interinale di occupazione d'urgenza possa estendersi in via derivata anche nei confronti del successivo decreto di esproprio, con la conseguente sopravvenuta improcedibilità del ricorso in caso di man... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...azione dello stesso ad opera del ricorrente.
La tesi della c.d. "pregiudiziale a... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...va" (attualmente superata per effetto della introduzione della azione risarcitoria autonoma ad opera del codice del processo amministrativo), non era applicabile qualora l'illecito dell'amministrazione fosse ascrivibile a un comportamento, consistito nell'usurpazione del bene in un'epoca antecedente l'emanazione del decreto di esproprio, il quale doveva reputarsi del tutto estraneo all'eziogenesi del danno.
Quando nel corso del giudizio l'annullamento del provvedimento amministrativo impugnato non risulta più utile per il ricorrente, il giudice può accertare l'illegittimità dell'atto se sussiste comunque l'interesse ai fini risarcitori, sempreché sia stata proposta la domanda risarcitoria o quantomeno l'interessato abbia manifestato l'intenzione di richiederla.
La mancata operatività di una pregiudizialità processuale si coniuga con gli arresti della prevalente giurisprudenza comunitaria, che considerano la domanda di annullamento e quella di risarcimento rimedi autonomi, pur se escludono la favorevole valutazione della domanda risarcitoria quando essa ma... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rmai tardiva azione di annullamento, così come negano la risarcibilità dei danni che sarebbero stati evitati con la tempestiva impugnazione. La mancata promozione della domanda impugnatoria non pone un problema di ammissibilità dell'actio damni ma è idonea ad incidere sulla fondatezza della domanda risarcitoria in quanto non sono risarcibili i danni evitabili con l'impugnazione del provvedimento e con la diligente utilizzazione degli altri strumenti di tutela previsti dall'ordinamento.
La posizione della giurisprudenza che richiedeva, ai fini dell'esperimento della tutela risarcitoria, il previo annullamento del provvedimento che avesse degradato in interesse legittimo la posizione di diritto soggettivo dell'interessato, è rimasta la posizione assolutamente prevalente della giurisprudenza amministrativa ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ente alla pronuncia delle Sezioni Unite n. 500/1999, mentre, come è noto, la Suprema Corte ha assunto sul punto un diverso orientamento, ritenendo non necessaria la cosiddetta "pregiudiziale amministrativa" (cioè il previo annullamento del provvedimento amministrativo illegittimo), ai fini della proposizione della domanda risarcitoria per la lesione di un interesse legittimo.
La domanda di risarcimento per equivalente del danno da perdita della proprietà, derivante da un decreto di esproprio assunto come illegittimo per essere intervenuto dopo la scadenza della dichiarazione di pubblica utilità, è da considerarsi ammissibile, pure in assenza della previa domanda di annullamento dell'atto lesivo.
Secondo il ben noto insegnamen... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...C. sulla questione relativa alla cd. pregiudiziale amministrativa, è ammissibile un'azione risarcitoria autonoma svincolata dai termini di decadenza dell'azione di annullamento.
L'intervenuto provvedimento di esproprio e la mancata impugnativa dello stesso non possono essere di pregiudizio per l'esame della domanda risarcitoria e ciò alla luce dei vigenti principi di effettività e pienezza della tutela che la giurisdizione amministrativa deve assicurare (art.1 cod. proc. amm.). I principi del vigente codice del processo amministrativo e il superamento della cosiddetta pregiudiziale di cui all'art.30 cod. proc. amm. consentono, sulla base degli elementi sostanziali della domanda proposta, di garantire al privato una tutela piena e satisfattiva.
Alla luce del disposto di cui all'art. 30, comma 3, c.p.a., salvo il breve termine di decadenza fissato per la proposizione dell'azione risarcitoria, e salva la necessità che il giudice valuti l'incidenza della mancata impugnazione del provvedimento lesivo sull'eziogenesi del danno, non sussiste la necessità della pregiudiziale impugnazione degli atti amministrativi asseritamente lesivi dell'interesse vantato dal privato. Peraltro, tale principio è stato autorevolment... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ricavabile già dal quadro normativo antecedente all'entrata in vigore del codice del processo amministrativo.
Anche prima dell'entrata in vigore dell'art. 30 del DLgs n. 104/2010 (che ha espressamente sancito l'autonomia, sul versante processuale, della domanda di risarcimento rispetto al rimedio impugnatorio), poteva essere chiesto innanzi al giudice amministrativo il risarcimento del danno senza la preventiva impugnazione del provvedimento ritenuto illegittimo e dannoso, purché entro il termine prescrizionale di cinque anni: il principio della non necessità della pregiudiziale impugnativa del provvedimento amministrativo era stato già affermato, infatti, dalle Sezioni Unite della Cassazione con riferimento al sistema normativo conseguente alla legge n. 205 del 2000.
In tema di rapporto tra mancata impugnazione del provvedimento amministrativo lesivo e domanda risarcitoria da lesione di interesse legittimo, si è affermato che la regola della non risarcibilità dei danni evitabili con l'impugna... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rovvedimento e con la diligente utilizzazione degli altri strumenti di tutela previsti dall'ordinamento – oggi sancita dall'art. 30, comma 3, cod. proc. amm. – deve ritenersi ricognitiva di principi già evincibili alla stregua di un'interpretazione evolutiva dell'art. 1227, comma 2, cod. civ. Pertanto, l'omessa attivazione degli strumenti di tutela costituisce, nel quadro del comportamento complessivo delle parti, dato valutabile alla stregua del canone di buona fede e del principio di solidarietà, ai fini dell'esclusione o della mitigazione del danno evitabile con l'ordinaria diligenza e perciò un fatto da considerare in sede di merito, ai fini del giudizio sulla sussistenza e consistenza del pregiudizio risarcibile.
Se la mancata impugnativa nei termini del decreto di esproprio non rileva ai fini dell'ammissibilità della domanda risarcitoria, incide però sulla sua fondatezza, nei termini chiariti dall'Adunanza Plenaria con la nota sentenza n.3 del 2011, secondo cui "…la scelta di non avvalersi della forma di tutela specifica e non (comparativamente) complessa che, grazie anche alle misure cautelari previste dall'ordinamento processuale, avrebbe plausibilmente (ossia più probabilmente che non) evitato, ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...in parte il danno, integra violazione dell'obbligo di cooperazione, che spezza il nesso causale e, per l'effetto, impedisce il risarcimento del danno evitabile".
Qualora il decreto di espropriazione sia illegittimo, perché sopravvenuto allorché la dichiarazione di pubblica utilità aveva perduto efficacia, ancorché l'azione risarcitoria debba ritenersi tempestiva, nondimeno, qualora i privati non abbiano proposto rituale impugnazione avverso di esso, deve ritenersi, ai sensi dell'art. 30, comma 3, c.p.a., che il nesso eziologico tra il provvedimento illegittimo e il pregiudizio patito sia stato reciso.
Nelle ipotesi in cui sia astrattamente applicabile l'art. 42 bis del d.P.R. n. 327/2001, il quale postula come presupposti per la sua applicazione, a parte il caso di assenza totale dell'atto espropriativo, il previo annullamento degli atti della procedura espropriativa. se non siano stati impugnati la dichiarazione di pubblica utilità o il decreto di esproprio, non si può dedurre l'illegittimità degli atti del procedimento espr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e la domanda risarcitoria deve essere dichiarata inammissibile.
L'annullamento o la declaratoria di inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità produce un automatico effetto caducante sugli atti successivi e, tra essi, sul provvedimento che ha autorizzato l'occupazione d'urgenza che, pertanto, non necessita di rituale impugnazione.
L'occupazione d'urgenza ha come presupposto indefettibile l'esistenza di una valida ed efficace dichiarazione di pubblica utilità, sicché quando quest'ultima manchi, perché sia priva dei termini per il compimento dell'espropriazione e dei lavori di cui della L. n. 2359 del 1865, art. 13 o perché (nel caso di specie), le opere non hanno avuto inizio nel triennio successivo all'approvazione del progetto (L. n. 1 del 1978, ex art. 1, comma 3), il decreto di occupa... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... travolto, determinandosi una situazione di carenza del potere espropriativo (non più esercitabile anche se sia intervenuto un provvedimento di proroga dei termini di occupazione) e di mera occupazione illegittima dell'immobile privato.
Dall'illegittimità della dichiarazione di pubblica utilità per la mancata indicazione dei termini per lo svolgimento dei lavori discende l'illegittimità del provvedimento con cui è disposta l'occupazione delle aree interessate. Non si può emettere, infatti, un decreto di occupazione temporanea di un fondo in carenza di una valida dichiarazione di pubblica utilità, rispetto la quale la procedura di occupazione d'urgenza assume carattere strettamente consequenziale, sicché sulla stessa si ripercuotono necessariamente tutte le successive v... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...provvedimento dichiarativo della pubblica utilità.
Il riconoscimento dell'assenza di una valida dichiarazione di pubblica utilità o il suo annul... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...sede giurisdizionale ha un effetto caducante e non meramente viziante sul decreto di esproprio che pertanto resta travolto, come del resto tutti gli altri atti della procedura espropriativa, senza necessità della loro impugnativa. Cioè la rimozione delle determinazioni che ab origine hanno dato l'abbrivio alla procedura ablatoria oltre a comportare l'illegittimità dell'occupazione dei suoli avvenuta sine titulo produce un effetto "domino", con l'invalidazione dei successivi atti del procedimento espropriativo ivi compreso quello conclusivo, rappresentato dal decreto finale di esproprio che viene anch'esso travolto.
Tra la dichiarazione di pubblica utilità e il decreto di esproprio corre un rapporto di necessaria presupposizione, tale per cui l'annullamento del primo non ha sul secondo effetti meramente vizianti, bensì caducanti. Vero è, infatti, che il decreto di esproprio può essere adottato solamente in presenza di una valida dichiarazione di pubblica utilità. Conseguentemente, l'annullamento giurisdizionale della dichiarazione di pubblica utilità comporta l'automatica caducazione degli effetti del decreto di esproprio nel frattempo emesso anche laddove non tempestivamente e ritualmente imp... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] .../>
L'annullamento della dichiarazione di pubblica utilità ha un effetto caducante e non meramente viziante sul decreto di esproprio che pertanto resta travolto, come del resto tutti gli altri atti della procedura espropriativa, senza necessità della loro impugnativa. Infatti, la rimozione delle determinazioni che ab origine hanno dato l'abbrivio alla procedura ablatoria, oltre a comportare l'illegittimità dell'occupazione dei suoli avvenuta sine titulo, produce un effetto "domino", con l'invalidazione dei successivi atti del procedimento ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...vo ivi compreso quello conclusivo, rappresentato dal decreto finale di esproprio che viene anch'esso travolto.
L'annullamento della dichiarazione di pubblica utilità non è in grado di provocare un'automatica caducazione del decreto di esproprio che, invece, deve essere tempestivamente impugnato. Il decreto di esproprio, infatti, seppure atto consequenziale alla dichiarazione di pubblica utilità, è dotato di una sua precisa autonomia e lesività in quanto segna la conclus... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ocedimento ed è in grado di realizzare il definitivo trasferimento del titolo di proprietà.
L'annullamento dell'atto avente valenza di dichiarazione di pubblica utilità non incide sull'intera scansione degli atti del procedimento espropriativo, che si conclude soltanto con il decreto finale di esproprio; la caducazione automatica che l'annullamento dell'atto presupposto è in grado provocare dell'atto consequenziale non si verifica, infatti, nel rapporto tra il decreto definitivo di esproprio e i precedenti atti ablatori (dichiarazione di pubblica utilità e pro... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...di occupazione d'urgenza), dal momento che in tal caso il c.d. atto consequenziale è dotato di una sua precisa ed autonoma valenza (lesiva della sfera giuridica dei destinatari), in grado di realizzare il definitivo trasferimento del titolo di proprietà sui beni oggetto del procedimento ablatorio.
Il completamento della procedura espropriativa dopo l'annullamento della dichiarazione di pubblica utilità è irrilevante poiché gli atti successivi devono ritenersi emessi in carenza di potere ed il giudice ordinario può disapplicarli in quanto ill... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...r />
L'avvenuta caducazione dell'atto contenente la dichiarazione di pubblica utilità rende l'occupazione dell'area privata inefficace e sine titulo, con la conseguenza che l'acquisizione del bene per la realizzazione dell'opera pubblica deve considerarsi come priva di un valido titolo ablativo e la sua detenzione va valutata alla stregua di un illecito permanente.
In ipotesi di annullamento dell'atto di proroga della dichiarazione di pubblica utilità resta caducata la determinaz... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ndennità provvisoria, solo e in quanto essa ha come presupposto logico-temporale un'efficace dichiarazione di pubblica utilità (art. 20 T.U. Espr.).
L'illegittimità della delibera reiterativa del vincolo, che costituisce il presupposto indefettibile delle successive fasi relative al procedimento di re... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... dell'opera pubblica e di espropriazione, comporta la caducazione dell'intera procedura ablatoria.
L'annullamento del vincolo preordinato all'esproprio comporta l'annullamento della dichiarazione di pubblica utilità, in quanto priva di tale, indefettibile, presupposto.
Non può sostenersi che l'annullamento della delibera con la quale è stato apposto il vincolo preordinato all'esproprio sia suscettibile di ridondare, con effetti automaticamente caducanti, nei confronti degli atti del procedimento espropriativo, atteso che tra essi non è ravvisabile alcun nesso di reciproco ed indispensabile condizionamento, come si desume dalla loro afferenza a stadi diversi dell'attività amministrativa (quello urbanistico da un lato e quello propriamente espropriativo dall'altro) e come è confermato dal disposto dell'art. 12, comma 3, d.P.R. n. 327/2001 (norma che evidenzia come il vincolo preordinato all'esproprio afferisca al piano dell'efficacia, piuttosto che a quello della validità, degli atti espropriativi).
L'art. 12, comma 3, d.P.R. n. 327/2001 prevede che la dichiarazione di p.u, non preceduta dall'apposiz... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ncolo preordinato all'esproprio, acquista efficacia nel momento in cui esso viene introdotto: una volta che ciò sia avvenuto, e che la dichiarazione di pubblica utilità abbia ab origine acquistato efficacia, tuttavia, è dubbio che l'annullamento del provvedimento appositivo del vincolo sia idoneo a far venir meno l'efficacia ormai acquisita della suddetta dichiarazione, scontrandosi tale meccanismo (pur coerente con la portata retroattiva della sentenza amministrativa di annullamento) con l'esigenza di stabilità dei rapporti amministrativi, ove non messi in discussione nelle forme processuali prescritte.
Il venir meno dell'atto a monte (variante impositiva del vincolo), determina l'annullamento per derivazione di tutti gli atti che presuppongono il primo. L'automaticità di tale effetto esclude poi per definizione che il giudice sia tenuto a motivare gli annullamenti derivati. La decisione lascia integro il potere-dovere del Comune di rinnovare il procedimento di variante secondo le forme di legge nonché in virtù di eventuali altri strumenti normativi.

References: art. 42
 art. 42
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 sentenza 
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 art. 13
 art. 1
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