Source: https://www.adessonews.org/2019/12/04/pignoramento-presso-terzi-competenza/
Timestamp: 2019-12-08 13:52:15+00:00

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Pignoramento presso terzi: competenza - Adessonews Finanziamenti Agevolazioni Investimenti Norme e Tributi
Pignoramento presso terzi: come distinguere questa procedura esecutiva dalle diverse procedure esecutive quali il pignoramento immobiliare, il pignoramento di autoveicoli o altri beni mobili, capire qual è la competenza e quale è il giudice che va correttamente adito.
Sei in possesso di un titolo esecutivo quale un decreto ingiuntivo e/o una sentenza ed il debitore non ha provveduto a pagare spontanemente il dovuto? Hai ricevuto un atto di pignoramento presso terzi e sei stato citato a comparire dinanzi al Tribunale? La banca ti ha comunicato che il tuo conto corrente è stato pignorato e pertanto non puoi più operare sullo stesso? Il tuo datore di lavoro ha provveduto a trattenerti un quinto dello stipendio perchè gli è stato notificato un pignoramento presso terzi? Questi sono i casi più frequenti che si verificano nella quotidianità quando viene attivata una procedura di esecuzione forzata presso il terzo debitore. Non tutti sanno che ci sono importanti regole da seguire che, qualora non rispettate, possono determinare l’inammissibilità della procedura e l’immediata liberazione delle somme pignorate.
Vediamo quali sono le regole previste dalla legge per determinare qual è il giudice competente a decidere la controversia relativa all’esecuzione forzata e quali rimedi porre in essere.Con il presente articolo affronteremo la delicata e molto importante questione riguardante la competenza, per materia e territorio, della procedura di pignoramento presso terzi.
Trattasi di una procedura esecutiva prevista dal nostro ordinamento [1] attraverso la quale il creditore provvede a sottoporre a pignoramento i crediti che il debitore vanta verso un soggetto terzo. Il caso più frequente è il pignoramento delle somme presenti sul conto corrente bancario.
Tizio vanta un credito nei confronti di Caio, il quale ha una determinata somma depositata presso il conto corrente della Banca Alfa. Nel caso di specie abbiamo quindi due posizioni distinte: il credito di Tizio verso Caio, ma anche il credito di Caio verso la Banca Alfa. Con il pignoramento presso terzi, quindi, Tizio va direttamente ad aggredire il credito di Caio verso la Banca Alfa, chiedendo quindi che sia detta Banca a corrispondergli le somme a lui spettanti.
E’ bene tenere a mente che il pignoramento presso terzi non riguarda esclusivamente il pignoramento del conto corrente, ma può riguardare anche un credito da lavoro, una pensione, canoni di locazione dovuti al debitore (nel caso in cui sia quindi proprietario di un immobile locato).
Chi può procedere con il pignoramento?
Per procedere a pignoramento è necessario essere in possesso di un titolo esecutivo, quale può essere un provvedimento giudiziario (ad esempio una sentenza, un decreto decreto ingiuntivo) munito di formula esecutiva [2], ma anche una cambiale, nonchè deve essere stato precedentemente notificato l’atto di precetto [3], ovvero sia un atto di intimazione ad adempiere spontaneamente al pagamento di quanto dovuto prima che venga iniziata l’esecuzione forzata.
Come si procede al pignoramento presso terzi?
Per procedere con il pignoramento presso terzi il creditore, munito del titolo esecutivo (con formuila esecutiva) e del precetto, come sopra spiegato, deve richiedere che l’Ufficiale giudiziario provveda a notificare un atto che specifichi l’importo per cui si procede, nonché riporti il titolo esecutivo su cui l’azione si fonda (indicando altresì l’atto di precetto), l’invito al terzo a prestare la propria dichiarazione in merito alla sussistenza o meno del credito vantato, l’indicazione generica delle somme che intende pignorare e la citazione a comparire ad un’udienza dinanzi al giudice competente.
E’ bene ricordare che la notifica del pignoramento presso terzi è un atto di competenza esclusiva dell’ufficiale giudiziario. Mentre il precetto, così come l’atto di citazione, possono essere notificati in proprio dal legale del creditore, sia a mezzo servizio postale, ove autorizzato, che a mezzo PEC, un tanto non può avvenire per l’atto di pignoramento. L’ufficiale giudiziario, infatti, ha il compito di verificare la regolarità del titolo esecutivo e del precetto prima di notificare il pignoramento presso terzi.
La notifica è duplice: l’atto viene infatti notificato al debitore, ma anche al terzo o ai terzi nel caso di pignoramenti multipli affinchè renda o rendano la dichiarazione del terzo.
Che cos’è la competenza?
Trattasi di un criterio previsto dalla legge per permettere la ripartizione del potere giurisdizionale ai giudici. Essa è espressione del principio costituzionale del giudice naturale precostituito per legge [4].
Il legislatore stabilisce quindi a priori dei criteri in base ai quali è possibile individuare il giudice competente a risolvere una determinata controversia.
Quali tipi di competenza ci sono?
Il Codice di procedura civile individua due differenti tipologie di competenza: la cosiddetta competenza per materia e per valore e la competenza per territorio.
La competenza per materia e valore individua nella tipologia di cause e nel loro valore il Giudice competente. In altre parole, il codice prevede che in base all’oggetto della causa (ad es. vertenza in tema di condominio, circolazione stradale, diritti reali, ecc.) ed al suo valore (ad esempio: azione per recupero di un credito di € 3500,00) venga individuato il giudice competente (di regola Giudice di Pace o Tribunale).
La competenza per territorio, invece, individua il giudice competente sulla base di un criterio territoriale. Tali criteri fanno in genere riferimento alla residenza del soggetto convenuto, alla sede legale di una società, al luogo ove è ubicato un immobile, e altri.
Il momento in cui debbono essere valutati i criteri per la determinazione della competenza è quello della proposizione della domanda. In sostanza, tale è solo il momento in cui il creditore, munito del titolo esecutivo e del precetto decide di procedere con il pignoramento presso terzi, ovvero sia quando richiede la notifica dell’atto.
Qual è la competenza per valore e materia nel caso di pignoramento presso terzi?
Nel caso di pignoramento presso terzi, il criterio del valore non rileva per la determinazione della competenza come invece avviene nelle cause ordinarie.
In questo caso, è sempre competente il tribunale qualsiasi sia il valore della causa, quindi sia che si agisca per un credito di 100,00 euro che di 100.000 euro [5].
L’importo per cui si procede non rileva per la competenza, ma rileva invece per il pagamento del contributo unificato, ovvero sia la “tassa” da versare allo Stato per l’iscrizione a ruolo del procedimento.
L’esecuzione forzata presso terzi, infatti, è un procedimento a contributo unificato fisso, secondo due scaglioni: € 43,00 nel caso in cui il valore della causa non superi € 2.500,00, € 139,00 per valori superiori.
Qual è la competenza territoriale?
Appurato, quindi, che la vertenza verrà decisa dal Tribunale, quale organo competente (quindi mai dal Giudice di Pace), ci si deve chiedere dinanzi a quale Tribunale (dal punto di vista territoriale) debbano essere citati debitore e terzo.
E’ necessario considerare la figura del debitore, cioè il soggetto verso il quale si intende proporre l’esecuzione forzata.
Deve essere inizialmente individuato il soggetto nei confronti del quale il creditore intende agire. E’ pertanto opportuno chiedersi quanto segue.
Se il debitore non è una Pubblica Amministrazione?
Sino alla riforma del 2014 il tribunale competente era quello del luogo ove si trovava il terzo. Ciò significava, ad esempio, che se il debitore Caio abitava a Milano ma aveva un conto corrente presso un Istituto bancario avente sede legale in Bergamo, l’azione avrebbe dovuto essere incardinata presso il luogo ove il terzo, cioè la banca, ha la sede legale e quindi il Tribunale di Bergamo.
Ora, la normativa è cambiata [6] e competente in questi casi è sempre il tribunale del luogo ove il debitore risiede o ha domicilio o la sede[7].
Se Tizio vanta un debito nei confronti di Caio che vive a Milano ma lavora a Brescia presso una società avente sede a Brescia stessa e se Tizio intende procedere con il pignoramento dello stipendio di Caio, l’atto di pignoramento dovrà contenere la citazione a comparire dinanzi al Tribunale di Milano, ove cioè Caio risiede. Irrilevante sarà, in questo caso, la sede del terzo pignorato.
La ratio della modifica normativa è stata dettata dal fatto che il terzo pignorato non ha più il disagio di dover comparire presso il tribunale per rendere la dichiarazione che gli competen, in quanto la stessa deve avvenire di regola fuori udienza con comunicazione inviata al creditore procedente prima dell’udienza stessa.
Se il debitore è una Pubblica Amministrazione?
La regola sulla competenza appena descritta muta invece nel caso in cui il debitore sia una pubblica amministrazione dello Stato. In questo caso la competenza è quella delluogo ove il terzo debitore ha la residenza, domicilio o sede [8].
Se Tizio vuole procedere con pignoramento presso terzi nei confronti della pubblica amministrazione Gamma avente sede a Roma per un credito della stessa nei confronti della Banca Alfa terza pignorata avente sede a Milano, competente sarà il Tribunale di Milano e non quello di Roma (ove ha sede il debitore), come sarebbe nel caso in cui il debitore non fosse una Pubblica Amministrazione.
Cosa succede se il debitore è l’Inps?
L’esempio in questo caso è riferito alla più ampia categoria degli Enti o istituti esercenti forme di previdenza ed assistenza obbligatorie organizzati su base territoriale.
In questa ipotesi, la competenza territoriale è della sede principale del tribunale della circoscrizione in cui ha sede l’ufficio giudiziario che ha emesso il titolo da eseguire [9].
Qualora Tizio debba agire contro l’Inps in forza di una sentenza emessa dal tribunale di Genova, quest’ultimo tribunale sarà anche il giudice competente per la procedura di esecuzione forzata.
Cosa accade se la causa viene incardinata presso un tribunale diverso da quello corretto?
Nel caso in cui la causa venga incardinata presso un tribunale diverso da quello individuabile secondo i criteri sopra esposti, siamo di fronte alla c.d. incompetenza.
Si precisa, innanzitutto, che la competenza in materia di esecuzione forzata è una competenza inderogabile. Ciò significa che il giudice competente non può essere in alcun modo diverso da quello previsto per legge, neppure su accordo delle parti, come invece può avvenire in altri casi.
Ciò significa che l’incompetenza può essere rilevata non solo su eccezione di parte, ma anche d’ufficio dal Giudice, con conseguente improcedibilità della domanda e conseguenti effetti anche dal punto di vista di condanna alle spese.
Alla luce di quanto detto finora, appare evidente come il procedimento in oggetto non risulti per nulla semplice, ma al contrario manifesti una serie di possibili ostacoli e criticità nelle quali si rischia di cadere senza un’adeguata analisi del caso concreto.
[1] Artt. 543 ss. cod. proc. civ.
[2] Artt. 474 e 475 cod. proc. civ.
[4] art. 25 Cost.
[5] Art. 9 cod. proc. civ.
[6] D.l. 132/2014
[8] Art. 26 bis cod. proc. civ.
[9] Art. 14 d.l. 669/1996
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References: sentenza 
 sentenza 
 art. 25
 Art. 9
 Art. 26
 Art. 14
 art. 369