Source: http://amato.blogautore.repubblica.it/2012/06/22/quando-la-statistica-va-in-soccorso-dei-lavoratori/
Timestamp: 2019-08-24 20:39:58+00:00

Document:
Quando la statistica va in soccorso dei lavoratori - Percentualmente - Blog - Repubblica.it
C'è meno di una possibilità su dieci milioni che la circostanza che su 2.093 assunti da Fabbrica Italia Pomigliano nessuno sia iscritto alla Fiom sia dovuta al caso. A dimostrarlo, con un'analisi statistica risultata decisiva nella decisione del tribunale di Roma sul ricorso presentato dalla Fiom (la Fiat è stata condannata per discriminazione: per ordine del giudice deve adesso assumere 145 iscritti alla Fiom), è stato un professore dell'Università di Birmingham, Andrew Olson.
La statistica è neutrale, quindi il professore si è solo limitato a dimostrare che la casualità era impossibile in questo caso. Le conclusioni sono state tratte dal giudice: se la scelta di escludere alla Fiom dagli assunti non è casuale, è causale. E se è causale, viola varie norme, dall'art.3 della Costituzione fino al decreto legislativo 216 del 2003 sulle pari opportunità, e al decreto legislativo 150 del 2011.
Sempre la statistica è stata fondamentale per decidere quale sia il giusto numero di iscritti alla Fiom che, ragionevolmente, la Fiat debba assumere per evitare palesi discriminazioni. Il sindacato rivendicava il 12,76%. "Il Tribunale - scrive l'agenzia Ansa - ha preso gli ultimi dati relativi al 'vecchio stabilimento' e ricavato una quota di 8,75% (382 iscritti su 4.367 lavoratori). Quasi uno su nove quindi, che rapportato al numero di attuali assunzioni nella newco Fabbrica Italia Pomigliano individua 165 iscritti, a cui sono stati sottratti 20 persone, che dopo avere revocato l'adesione alla Fiom sono stati assorbiti". La percentuale determinata con questa procedura è stata quella dell'8,75%.
Confesso di non aver letto la relazione del professor Olson, ma solo la sintesi diffusa dalle agenzie di stampa. Me ne dispiace molto, perché credo che sia divertente vedere come un esperto di matematica e statistica abbia smontato (immagino senza troppe difficoltà) la pretesa della Fiat, insostenibile alla luce del più comune buon senso, secondo la quale l'esclusione della Fiom fosse da attribuire al puro caso.
Tag: Fiat, Fiom, Pomigliano, statistica
gorby07 24 giugno 2012 alle 16:25
Secondo me, la sentenza è "un aborto giuridico", e verrà ribaltata nei successivi gradi di giudizio.
Che senso ha imporre alla FIAT l'assunzione di un certo numero di iscritti FIOM sulla base dei "precedenti" rapporti di forze tra i sindacati ?
I "precedenti" rapporti di forze sono, appunto...... "precedenti".
Non sta scritto da nessuna parte che valgano ancora.
Un ex iscritto FIOM sarà pur libero di non rinnovare la tessera......
sarebbe anche normale, viste tutte le batoste che ha preso, la FIOM, nei referendum interni alla FIAT.
Uno magari si stanca, a stare sempre dalla parte dei perdenti.
Estendendo "i presupposti statistici" della sentenza, alle politiche del 2013, il PDL potrebbe pretendere di avere gli stessi seggi avuti alle "precedenti" elezioni politiche, quelle del 2008.
Sarebbe una pretesa assurda, ovviamente, quella del PDL.
Ma è altrettanto assurda la pretesa della FIOM, di imporre alla FIAT l'assunzione di un numero di iscritti alla FIOM stessa in proporzione ai "precedenti" rapporti di forze.
Secondo me, la sentenza verrà facilmente ribaltata.
paolo tarabusi 24 giugno 2012 alle 18:05
Allora possiamo discriminare allegramente, e in c*** a venti secoli di civiltà. Perché assumere donne o persone di colore o musulmani? Perché obbligare un'impresa a non discriminare?
Nemmeno il nazismo aveva praticato un incattivimento da lavaggio del cervello come questo mostruoso capitalismo che sta divorando l'umanità che non si adegua alle sue regole incivili. E un sacco di babbei che lo elogiano pure, ci mancavano.
Rosaria Amato 24 giugno 2012 alle 23:39
il problema non è quello di cristallizzare i rapporti di forza tra i sindacati, ma di sanare una discriminazione. Il giudice si è riferito ai precedenti rapporti di forza perché quello era l'unico parametro disponibile. Il problema non era che la Fiat non aveva assunto seguendo le precedenti percentuali, ma che aveva sistematicamente assunto dalle assunzioni le persone con tessera Fiom. La perizia ha stabilito che tale esclusione non poteva essere dovuta al caso, ma era dovuta a una scelta precisa. Una scelta precisa di questo tipo, in un Paese democratico, si chiama discriminazione. Ha lo stesso valore di scegliere di non assumere alcun meridionale, o alcuna donna con figli. Se la sentenza venisse ribaltata, come lei si augura, significa che in questo Paese in cambio di un salario al lavoratore può essere chiesto di rinnegare la sua fede politica o religiosa, di stracciare la sua tessera sindacale o magari di tingersi i capelli di biondo o di perdere dieci chili. Le norme di diritto del lavoro non sono eque, come diversi esponenti politici hanno notato in questi giorni, schierandosi di conseguenza dalla parte della Fiat: tutelano il lavoratore, perché il lavoratore è la parte debole. E questa sentenza non è un aborto giuridico.
gorby07 25 giugno 2012 alle 10:08
Cara dott.ssa Amato......
Io parto da "un presupposto".
Io parto dal presuppposto che la FIAT non possa assumere "chi le pare", arbitrariamente.
Io parto dal presupposto che i criteri per le riassunzioni siano stati... "concordati"... con i sindacati.
Il mio presupposto potrebbe anche essere "infondato".
Può anche darsi che la FIAT ed i sindacati non abbiano concordato alcuna modalità per le riassunzioni nella newco di Pomigliano.
Cioè, può darsi che i sindacati abbiano lasciato alla FIAT la massima discrezionalità nelle riassunzioni.
In questo caso, non escludo che ci sia effettivamente stata discriminazione.
Però, francamente, io dubito fortemente che i sindacati abbiano lasciato alla FIAT la massima e totale discrezionalità nelle riassunzioni nelle newco di Pomigliano.
Io sono dell'opinione che la FIAT ed i sindacati abbiano concordato dei criteri di riassunzione nella newco di Pomigliano.
Criteri ispirati all'anzianità di servizio...
All'età anagrafica...
Al numero di minori a carico in famiglia...
Se la FIAT ed i sindacati hanno concordato criteri del genere, allora è evidente che l'accusa mossa alla FIAT è totalmente campata in aria.
Sono gli stessi ex iscritti FIOM riassunti che semplicemente non hanno rinnovato la tessera.
Viceversa, se la FIAT ed i sindacati non hanno concordato nessuna modalità di riassunzione, allora "si potrebbe anche ipotizzare" che ci sia stata discriminazione.
Può anche darsi che la FIAT possa dimostrare di aver predisposto un proprio criterio per le riassunzioni.
Lei dirà:.....
"Se la FIAT avesse predisposto un proprio criterio di riassunzione, lo avrebbe esibito nel processo."
Potrebbe darsi Marchionne porti avanti una strategia nei rapporti sindacali basata sul presupposto che l'azienda deve essere libera di assumere "chi le pare", e che deve essere la controparte "a dimostrare" l'avvenuta discriminazione.
Perchè, l'aver usato come prova "uno studio statistico", di fatto...... inverte l'onere della prova.
Non è più necessario "provare la discriminazione".
E' la FIAT che "deve provare" che non c'è stata discriminazione.
Tutto gira attorno a questa questione:...... La prova della discriminazione.
Oggi abbiamo una legislazione che autorizza un tribunale a condannare un'azienda per discriminazione (ed a reintegrare il lavoratore) anche in assenza di una vera e propria "prova" della avvenuta discriminazione.
A certe condizioni, la discriminazione "si presume".
E tanto basta a condannare l'azienda.
Sappiamo tutti che Marchionne minaccia a più riprese di chiudere gli stabilimenti italiani.
Io credo che Marchionne cerchi solo "il pretesto" per chiudere gli stabilimenti italiani.
E noi glielo stiamo offrendo su di un piatto d'argento.
La FIAT sta facendo tutta una battaglia sindacale (vedasi Melfi) in cui contesta i criteri con cui un tribunale del lavoro constata la discriminazione, o la violazione dei diritti sindacali, e dispone il reintegro.
La FIAT potrebbe benissimo aver predisposto un proprio piano per le riassunzioni, e non averlo prodotto in tribunale.
Ripeto:...... "NON"... averlo prodotto in tribunale.
Perchè, dicono alla FIAT, è la controparte che deve provare la discriminazione. Non l'azienda che deve provare che non c'è stata discriminazione.
Dopo di che, se l'azienda verrà condannata in via definitiva, Marchionne potrà dire che in Italia non si può lavorare.
Ed avremo offerto a Marchionne su di un piatto d'argento il pretesto per chiudere gli stabilimenti italiani.
Esattamente quello che Marchionne va cercando:...... Un pretesto.
Tra l'altro:......
Ammesso pure che effetivamente la FIAT ed i sindacati non abbiano concordato nessun criterio per le riassunzioni.....
Vogliamo negare agli operai la facoltà del libero arbitrio ?
Vogliamo escludere l'eventualità che gli ex iscritti FIOM possano aver "liberamente" scelto di non rinnovare la tessera ?
La sentenza ha come corollario il fatto che gli ex iscritti FIOM riassunti siano stati in qualche modo "obbligati" a non rinnovare la tessera FIOM.
Praticamente "intimiditi".
Ma qui andiamo oltre la discriminazione.
Se fosse vera una cosa del genere...... sconfiniamo nel penale.
Se fosse vero, che la FIAT ha intimidito gli ex iscritti FIOM, quesro signiicherebbe che la FIAT ha compiuto un vero e proprio reato contro la persona.
Reato di "intimidazione".
Si condanna un'azienda con una sentenza che "presuppone una intimidazione"......
Ma nel contempo non si chiede di procedere contro l'azienda per "intimidazione".
Eh no !......C'è qualcosa che non torna.
Cara dott.ssa Amato, io sono il primo a dire che la statistica sia importante.
Ma non credo che si possa far appello alla statistica, là dove ci sia ancora "il libro arbitrio".
E, fino a prova contraria, gli operai di Pomigliano sono ancora liberissimi di rinnovare o non rinnovare la tessera FIOM.
gorby07 25 giugno 2012 alle 10:21
Agggiungo ua ultima considerazione al mio precedente post.
Dicevo:......
Fino a prova contraria, gli operai di Pomigliano sono ancora liberissimi di rinnovare o non rinnovare la tessera FIOM.
Ma è proprio quello il punto:...... L'onere della prova.
Oggi, vige già l'inversione dell'onere della prova.
Che per l'ordinamento italiano costituisce una "inversione dell'onere della prova".
Per l'ordinamento italiano, anzi, per La Costituzione, ciascuno è innocente fino a prova contraria. E deve essere Lo Stato a provare la colpevolezza.
In campo lavoristico, vige l'inversione dell'onere della prova.
L'azienda è colpevole fino a prova contraria.
Prova contraria che deve essere l'azienda stessa a produrre.
E la FIAT sta portando avanti una polititica finalizzata proprio a "ricapovolgere" l'onere della prova.
Cioè, a ripristinare il principio costituzionale della innocenza fino a prova contraria.
Cioè, è il lavoratore che deve provare la discriminazione.
gorby07 25 giugno 2012 alle 15:29
E' normale che la FIOM pretenda che la FIAT assuma "individualmente" degli operai iscritti ad un sindacato il quale, "come sindacato", si rifiuta di firmare il contratto ?
Se vuoi che la FIAT assuma i tuoi iscritti...... almeno firma il contratto.
Se tu, sindacato FIOM, non firmi ilm contratto, vuol dire che, ai tuoi iscritti, il contratto non piace.
E se ai tuoi iscritti il contratto non piace, come puoi pretendere che la FIAT riassuma individualmente i tuoi iscritti ?
Questo spiegherebbe perchè nessuno dei riassunti a Pomigliano ha la tessera FIOM.
Che senso ha firmare un contratto 2individualmente", e rifiutarlo "collettivamente", come sindacato ?
Nessun operaio riassunto a Pomigliano ha la tessera FIOM.
Ma il professore inglese che ha fatto lo studio statistico alla base della famosa sentenza lo sa che, in base allo Statuto dei Lavoratori, il sindacato che non firma il contratto non ha diritto ad operare nello stabilimento ?
E perchè mai un operaio dovrebbe prendere la tessera di un sindacato che, in base ad una legge dello Stato, è escluso dallo stabilimento ?
Sarebbe autolesionista.
Non so sul piano del diritto......
Ma sul piano della logica, il mio ragionamento non fa una piega.

References: sentenza 
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