Source: http://docplayer.it/5316809-Vademecum-percorsi-di-dottorato-di-ricerca-in-apprendistato-di-alta-formazione-e-ricerca-agg-18-marzo-2013.html
Timestamp: 2018-12-14 22:49:44+00:00

Document:
Vademecum. Percorsi di DOTTORATO DI RICERCA in apprendistato di alta formazione e ricerca. (Agg. 18 marzo 2013) - PDF
Download "Vademecum. Percorsi di DOTTORATO DI RICERCA in apprendistato di alta formazione e ricerca. (Agg. 18 marzo 2013)"
Gaspare Giannini
1 Programma Formazione e Innovazione per l Occupazione FIxO Scuola & Università Vademecum per la costruzione di Percorsi di DOTTORATO DI RICERCA in apprendistato di alta formazione e ricerca (Agg. 18 marzo 2013) Pag. 1di 11
2 Peculiarità del percorso di dottorato in apprendistato Offre opportunità concrete di inserimento lavorativo dei dottori di ricerca diverse rispetto a quelle della carriera universitaria La tematica di ricerca oggetto del percorso di dottorato, concordata tra ateneo e impresa, in ragione di esigenze specifiche di quest ultima, va comunque sviluppata su argomenti di rilevanza scientifica/culturale individuati dall Ateneo, a garanzia della elevata qualità del profilo culturale del dottorando di ricerca. Rafforza le relazioni tra università ed imprese condividendo culture e know how diversi che si vengono ad integrare e complementare grazie ad progetto condiviso di obiettivi e contenuti in campo formativo e di ricerca Aiuta l utilizzo di linguaggi comuni contribuendo significativamente ad accorciare la catena della valorizzazione dei risultati della ricerca Contribuisce a creare un terreno più fertile e ricettivo per il trasferimento tecnologico e l innovazione Il dottorato di ricerca in apprendistato si attua, come le altre forme di alto apprendistato, attraverso un accordo istituito dalla Regione con le Istituzioni formative e le Parti Sociali. In mancanza di tale accordo, l istituzione formativa interessata stipula con l impresa che assume l apprendista (o associazione di imprese) una apposita convenzione allo scopo di regolamentare gli aspetti formativi del contratto di apprendistato di cui è oggetto. Pag. 2di 11
3 CONVENZIONE ad hoc - Istituzione formativa - Impresa PROFILI FORMATIVI E DURATA DELLA COMPONENTE FORMATIVA ambito di applicazione e finalità requisiti destinatari durata della componente formativa struttura del PFI contenuti della formazione modalità di erogazione della formazione ruolo del tutor accademico impegni dell istituzione formativa impegni dell impresa finanziamento della formazione ASPETTI CONTRATTUALI eventuali moduli e formulari per il contratto, il patto di prova e il PFI; i livelli retributivi e inquadramento (sottoinquadramento o percentualizzazione); la figura del tutor o referente aziendale (caratteristiche scolastico-professionali e funzioni); la sospensione e prolungamento del periodo di apprendistato IN VIA CEDEVOLE RISPETTO ALLA REGOLAMENTAZIONE REGIONALE IN VIA CEDEVOLE RISPETTO A CCNL E/O ACCORDI INTERCONFEDERALI Pag. 3di 11
4 PROFILI FORMATIVI E DURATA DELLA COMPONENTE FORMATIVA AMBITO DI APPLICAZIONE E FINALITÀ Percorso di dottorato di ricerca che può essere: 1. progettato ad hoc per uno o più apprendisti oppure 2. già presente nell offerta formativa dell ateneo e curvato verso le esigenze dell impresa Le assunzioni in apprendistato possono avvenire: 1. prima dell avvio del percorso oppure 2. nella seconda metà/parte conclusiva del percorso La finalità del percorso è conseguire il titolo di dottore di ricerca in esercizio di apprendistato REQUISITI DEI DESTINATARI Soggetti ammessi e/o già inseriti in corsi di dottorati di ricerca Pag. 4di 11
5 DURATA DELLA COMPONENTE FORMATIVA Occorre stabilire una durata massima della componente formativa, sempre che la Regione non lo abbia già definito, al termine della quale, se le parti non recedono, il contratto prosegue come regolare contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Ai sensi del Decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca Regolamento recante modalità di accreditamento delle sedi e dei corsi di dottorato e criteri per la istituzione dei corsi di dottorato da parte degli enti accreditati dell 8 febbraio 2013, i percorsi di dottorato di ricerca hanno durata non inferiore a tre anni. Punti di attenzione: valutare prolungamento della durata del percorso ordinario in ragione del tempo dedicato al lavoro (es. in 18/24 mesi invece che 12); prevedere eventuale ulteriore proroga per aspetti tecnici legati all acquisizione del titolo (es. + 6 mesi al massimo oltre la durata). STRUTTURA DEL PIANO FORMATIVO INDIVIDUALE (PFI) I contenuti e le modalità di svolgimento del percorso di dottorato, compresa l eventuale erogazione della formazione, devono essere esplicitati nel PFI, che va allegato al contratto entro 30 giorni dall assunzione e ne costituisce parte integrante. La definizione del format su cui va esplicitato il PFI dell apprendista è competenza della contrattazione collettiva nazionale. QUALORA IL CCNL DI RIFERIMENTO NON RIPORTASSE UN FORMAT DI PFI, È OPPORTUNO CHE QUESTO RIENTRI TRA GLI OGGETTI DELLA CONVENZIONE. Elementi da inserire nel PFI: anagrafica apprendista anagrafica datore di lavoro indicazione tutor aziendale dati ateneo titolo percorso di dottorato contenuti dell attività formativa con l indicazione del luogo (ateneo/impresa), delle modalità di erogazione (frontale, FAD, ) e degli obiettivi formativi correlati riferimento al conseguimento del titolo Pag. 5di 11
6 CONTENUTI E ARTICOLAZIONE DELLA FORMAZIONE Occorre distinguere e quantificare i contenuti: 1. che l istituzione universitaria deve erogare direttamente, in quanto di carattere teorico; 2. la cui erogazione può essere demandata alle imprese, sia in assetto formale, sia on the job, ad esempio: esercitazioni; insegnamenti a carattere applicativo/professionalizzante. A seguito della classificazione dei contenuti è possibile riorganizzare il percorso in funzione dei vincoli di tempo derivanti dall impegno lavorativo dell apprendista, nel rispetto della propedeuticità degli insegnamenti, anche rispetto alle attività di ricerca funzionali al conseguimento del titolo di dottorato, da svolgere in impresa. MODALITÀ DI EROGAZIONE DELLA FORMAZIONE occorre individuare, sulla base dell articolazione del percorso formativo, le modalità di erogazione che apportino ulteriori elementi di flessibilità ed elementi di integrazione tra i due luoghi di apprendimento: E-learning; Seminari, partecipazione a convegni, anche internazionali, soggiorni presso unità operative dell impresa all estero, se multinazionale; Trasferimento di know how e metodologie formative alle imprese; Ambienti virtuali di condivisione di documentazione e che favoriscano la comunicazione tra gli attori (bacheche, forum, chat ) Confronti periodici con il tutor accademico ed il tutor aziendale. Pag. 6di 11
7 TUTOR ACCADEMICO Nel rispetto di quanto stabilito dal CCNL di riferimento per il tutor o referente aziendale, è possibile definire il ruolo e le funzioni del tutor accademico (non prescritto dalla norma come il tutor aziendale, ma figura strategica per l attuazione del percorso in apprendistato) e individuare le modalità di interazione e di raccordo tra i tutor, al fine di garantire la coerenza degli interventi formativi rispetto alle finalità. In via generale, il tutor accademico svolge funzione di: sostegno formativo; supporto nell organizzazione dello studio; raccordo tra competenze acquisite in ambito universitario e attività di formazione on the job; Facilitare l applicazione in campo lavorativo delle conoscenze apprese in ambito universitario. IMPEGNI DELL ISTITUZIONE FORMATIVA Appare opportuno esplicitare gli impegni che l istituzione formativa si assume. In via generale, l istituzione formativa si obbliga a: garantire le azioni di informazione, promozione e orientamento al contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca presso studenti e imprese; progettare ed attivare percorsi formativi e di tutoraggio rispondenti alle esigenze delle imprese e co-attuati con le stesse; riconoscere in termini di crediti formativi universitari il valore formativo del lavoro; valutare ed attestare i crediti formativi universitari e le competenze acquisiti in ambito lavorativo, anche nel caso in cui l apprendista non completi il percorso o non consegua il titolo finale. Pag. 7di 11
8 IMPEGNI DELL IMPRESA Appare opportuno esplicitare gli impegni che l impresa si assume. In via generale, l impresa: partecipa alla progettazione o alla personalizzazione del percorso; seleziona e assume gli apprendisti adotta forme di coordinamento con l istituzione formativa al fine di consentire la frequenza degli insegnamenti e il conseguimento degli obiettivi formativi all apprendista. FINANZIAMENTO DELLA FORMAZIONE In assenza di finanziamento pubblico a copertura delle spese universitarie, rientra nei termini della convenzione la scelta di far ricadere il costo dell iscrizione al percorso universitario e/o della formazione erogata dall università sull impresa, oppure sull apprendista stesso. Per la formazione aziendale ai sensi dell articolo 2 co. 1 lett. E), le imprese possono finanziare i percorsi formativi aziendali degli apprendisti per il tramite dei fondi paritetici interprofessionali, di cui all articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 e all articolo 12 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e successive modificazione anche attraverso accordi con le Regioni. Pag. 8di 11
9 ASPETTI CONTRATTUALI Per la regolamentazione degli aspetti contrattuali in caso di imprese che applicano CCNL che non disciplinano l apprendistato è possibile, secondo quanto chiarito da un recente interpello del MLPS, far riferimento ad una regolamentazione contrattuale di settore affine per individuare sia i profili normativi che economici dell istituto. In tal caso appare opportuno esplicitare il riferimento al CCNL affine nell ambito della convenzione. Tuttavia, qualora il datore di lavoro non individuasse CCNL affini cui riferirsi per gli aspetti contrattuali, resta la possibilità di regolamentare alcuni aspetti, nell ambito delle competenze delle parti sottoscriventi la convenzione. Di seguito si riportano indicazioni per la regolamentazione di tali aspetti nella convenzione. MODULI E FORMULARI PER IL CONTRATTO, IL PATTO DI PROVA E IL PFI Ai sensi del comma 1 lettera a) dell art. 2 del D. Lgs 167/2011 è prescritta la forma scritta: contratto, patto di prova piano formativo individuale. Tale competenza è, in quanto parte della disciplina generale del contratto, a carico della contrattazione collettiva nazionale o appositi accordi interconfederali. Qualora i CCNL non disciplinassero tali aspetti, è possibile definire nell ambito della convenzione i moduli e i formulari per il del del del TUTOR O REFERENTE AZIENDALE Ai sensi del comma 1 lettera d) dell art. 2 del D. Lgs 167/2011 per l attivazione di un contratto di apprendistato è necessaria la presenza di un tutor o referente aziendale, i cui requisiti, funzioni ed eventuale formazione obbligatoria sono regolamentate all interno dei CCNL o appositi accordi interconfederali. Qualora il CCNL di riferimento non disciplinasse la figura del tutor, oppure ad integrazione di quanto disciplinato dal CCNL, è possibile regolamentare nell ambito della convenzione. Anche in linea con quanto definito dalla circolare 5/2013, le funzioni del tutor o referente aziendale possono riguardare: co- facilit insegn contro progettazione del percorso formativo; azione e supporto all apprendimento; amento delle materie oggetto di formazione interna; Pag. 9di 11
10 LIVELLI RETRIBUTIVI E INQUADRAMENTO (SOTTOINQUADRAMENTO O PERCENTUALIZZAZIONE) Qualora IL CCNL o appositi accordi interconfederali di riferimento non disciplinasse nello specifico l adeguamento retributivo degli apprendisti assunti ai sensi dell art. 5 del D.Lgs 167/2011, è possibile: utilizzare come riferimento quanto disciplinato per gli apprendisti assunti ex art. 4 del D. Lgs 167/2011; richiedere un accordo ad hoc tra le PPSS territoriali o aziendali che disciplini tale aspetto. SOSPENSIONE E PROLUNGAMENTO DEL CONTRATTO DI APPRENDISTATO Qualora il CCNL di riferimento non disciplinasse tale aspetto, i firmatari della convenzione possono valutare l opportunità di prevedere che in caso di sospensione del rapporto di lavoro per il verificarsi di eventi di malattia, infortunio o altra causa di sospensione involontaria, per una durata superiore a 30 giorni, il contratto di apprendistato possa essere prorogato oltre la scadenza iniziale, per un periodo massimo pari a quello di sospensione, ove il prolungamento risultasse funzionale all acquisizione del titolo di studio. ALTRI ASPETTI CONTRATTUALI NON REGOLATI Per tutti gli altri aspetti di carattere contrattuale non disciplinati dalla convenzione, occorre rimandare a quanto previsto dal CCNL o appositi accordi interconfederali di riferimento. Pag. 10di 11
11 LE FASI DELLA REALIZZAZIONE DI UN PERCORSO DI DOTTORATO IN APPRENDISTATO FASE 1 COPROGETTAZIONE DEL PERCORSO CON LE IMPRESE Ateneo e impresa/imprese condividono la progettazione del percorso, nel rispetto dei vincoli posti dall accordo regionale o dalla convenzione precedentemente stipulata. Il percorso progettato per essere realizzato in apprendistato deve prevedere che la formazione prevista venga erogata in parte presso l ateneo e in parte presso l impresa, sia in assetto di apprendimento formale, sia on the job. FASE 2 PUBBLICAZIONE VACANCY E PRE-SELEZIONE DEI POTENZIALI APPRENDISTI L ateneo informa il sistema locale delle imprese del settore di riferimento della propria intenzione di istituire nuovi percorsi esplicitandone gli obiettivi formativi e valutandone l interesse ad assumere in apprendistato gli studenti, partecipando alla progettazione del percorso stesso. FASE 3 ASSUNZIONE DEGLI APPRENDISTI DA PARTE DELL IMPRESA/IMPRESE L impresa assume gli apprendisti di cui necessita selezionandoli dalla rosa di candidati proposti dall ateneo. FASE 4 ASSISTENZA ALL IMPRESA NELLA COMPILAZIONE DEL PFI PER GLI APPRENDISTI ASSUNTI L ateneo supporta l impresa nella redazione del PFI in coerenza con gli obiettivi formativi del percorso co-progettato. FASE 5 REALIZZAZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO L ateneo e l impresa, adottando opportune modalità di coordinamento, soprattutto attraverso le figure del tutor accademico e del tutor aziendale, erogano la formazione all apprendista secondo i contenuti e le modalità previsti nel PFI. FASE 6 MONITORAGGIO E AZIONI CORRETTIVE L ateneo monitora il percorso in itinere e ne valuta la qualità alla fine delle attività formative, in parte in base agli esiti e in parte somministrando ad apprendisti e imprese questionari di soddisfazione, al fine di individuare eventuali azioni correttive da apportare nel riproporre successive edizioni del percorso. Pag. 11di 11

References: articolo 2
 articolo 118
 articolo 12
 art. 2
 art. 2
 art. 5
 art. 4