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Timestamp: 2018-10-23 02:07:19+00:00

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Presidente BURSESE Gaetano Antonio Archivi - Avvocato Renato D'Isa
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Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 4 agosto 2015, n. 16371 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA CIVILE Composta dagli Ill.mi [...]
Corte di Cassazione, sezione II, 31 agosto 2015, n.17321. L’azione di rivendica e l’azione di restituzione, pur tendendo entrambe al medesimo risultato pratico del recupero della disponibilità materiale del bene, hanno natura e presupposti distinti. L’azione di rivendica ha carattere reale ed è fondata sul diritto di proprietà di un bene di cui l’attore assume di essere titolare, ma di non averne la materiale disponibilità, ed è volta ad ottenere il riconoscimento del diritto di proprietà e a riaverne il possesso; l’azione di restituzione è invece fondata sull’inesistenza, ovvero sul sopravvenuto venir meno, di un titolo alla detenzione del bene da parte di chi attualmente ne disponga per averlo ricevuto da colui che glielo richiede o dal suo dante causa e per questo ha natura personale ed è volta, previo accertamento della mancanza del titolo, ad attuare il diritto personale alla consegna del bene. Per quanto riguarda poi il regime probatorio, l’azione di rivendicazione, tendendo al riconoscimento del diritto di proprietà dell’attore ed al conseguimento del possesso sottrattogli contro la sua volontà, esige la prova della proprietà della cosa da parte dell’attore e del possesso di essa da parte del convenuto
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE II SENTENZA 31 agosto 2015, n.17321 Ritenuto in fatto Con atto di citazione notificato il 22 febbraio 1995 i coniugi D.G.A. e G.G. evocavano, dinanzi [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-09-03T15:16:09+00:003 settembre 2015|Azioni possessorie e petitorie, Cassazione civile 2015, Corte di Cassazione, Diritti reali e Condominio, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze|2 Commenti
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-08-31T12:19:08+00:0031 agosto 2015|Cassazione civile 2015, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile|1 Commento
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 12 giugno 2015, n. 12192 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA CIVILE Composta dagli Ill.mi [...]
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE II SENTENZA 9 giugno 2015, n.11903 Ritenuto in fatto Con atto in data 14.11.1992 il condominio di via (omissis) , citava a comparire innanzi al [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-06-12T12:57:14+00:0012 giugno 2015|Cassazione civile 2015, Comunione, Condominio, Corte di Cassazione, Diritti reali e Condominio, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze, Usucapione|1 Commento
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 3 giugno 2015, n. 11446 . L’avvocato non abilitato al patrocinio presso le magistrature superiori non può pretendere il compenso dal cliente per avere redatto il ricorso al Consiglio di Stato e avere predisposto un parere preventivo diretto ad illustrare i margini di successo del proponendo appello.
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 3 giugno 2015, n. 11446 Svolgimento del processo Con atto notificato in data 13.9.2002 l'avvocato F.R. citava a comparire innanzi al tribunale di [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-06-05T16:57:30+00:005 giugno 2015|Cassazione civile 2015, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 7 maggio 2015, n. 9237 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA CIVILE Composta dagli Ill.mi [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-05-22T12:51:42+00:0022 maggio 2015|Cassazione civile 2015, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 8 aprile 2015, n. 7039. La domanda di accertamento dell’avvenuto trasferimento della proprieta’ dell’immobile, proposta in appello, costituisce una domanda nuova, inammissibile rispetto alla precedente domanda di pronuncia costitutiva ex articolo 2932 c.c., formulata con l’atto introduttivo del giudizio, trattandosi di domande diverse per petitum e causa pretendi; che la successiva domanda è stata, peraltro, formulata tardivamente nelle memorie di replica di primo grado. La novita’ di detta successiva domanda e’ ravvisabile nel fatto che, mentre nella richiesta di sentenza costitutiva, ai sensi dell’articolo 2932 c.c., l’attore fa valere un contratto preliminare con effetti meramente obbligatori, avente ad oggetto l’obbligo delle parti contraenti di addivenire ad un contratto definitivo di vendita, con la successiva richiesta di accertamento dell’avvenuto effetto traslativo, adduce un contratto con efficacia reale, immediatamente traslativo della proprieta’ dell’immobile per effetto del consenso legittimamente manifestato, ipotesi che implica evidentemente una diversa indagine in fatto ed in diritto rispetto alla domanda originaria
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 8 aprile 2015, n. 7039 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA CIVILE Composta dagli Ill.mi [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-05-01T12:45:31+00:0028 aprile 2015|Cassazione civile 2015, Contratti tipici, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Preliminare|0 Commenti
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-03-31T19:12:19+00:0031 marzo 2015|Appalto, Cassazione civile 2015, Contratti - Obbligazioni, Contratti tipici, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Diritto Fallimentare, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione II, 2 marzo 2015, n. 4161. Allorché si esperiscano i rimedi riparatori di cui all’art. 1668, 1 co., c.c. il committente deve conseguire la medesima utilità economica che avrebbe ottenuto se l’inadempimento della appaltatore non si fosse verificato, utilità puntualmente correlata, nei rigorosi limiti del valore dell’opera o del servizio oggetto del contratto, al quantum necessario per l’eliminazione dei vizi e delle difformità che l’opera o il servizio prefigurati in contratto abbiano palesato ovvero al quantum monetario per cui gli stessi vizi e difformità incidano sull’ammontare del corrispettivo in danaro pattuito; giammai invero i rimedi ex art. 1668, 1 co., c.c. possono risolversi nell’acquisizione di un’utilità economica eccedente i termini anzidetti
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE II SENTENZA 2 marzo 2015, n. 4161 Svolgimento del processo Con ricorso a questa Corte l’"Ambiente" s.r.l. esponeva: che aveva ricevuto in appalto dalla "Confraternita di [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-03-11T17:42:53+00:0011 marzo 2015|Appalto, Cassazione civile 2015, Contratti - Obbligazioni, Contratti tipici, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze|1 Commento

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