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Timestamp: 2019-05-22 19:42:46+00:00

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274.1 (Riunione di procedimenti relativi a cause connesse) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online
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274.1 (Riunione di procedimenti relativi a cause connesse)
Codice di procedura civile Libro secondo: DEL PROCESSO DI COGNIZIONE Titolo I: DEL PROCEDIMENTO DAVANTI AL TRIBUNALE Capo II: DELL'ISTRUZIONE DELLA CAUSA Sezione I: DEI POTERI DEL GIUDICE ISTRUTTORE IN GENERALE Sezione II: DELLA TRATTAZIONE DELLA CAUSA Sezione III: DELL'ISTRUZIONE PROBATORIA Sezione IV: DELL'INTERVENTO DI TERZI E DELLA RIUNIONE DI PROCEDIMENTI § 1: DELL'INTERVENTO DI TERZI § 2: DELLA RIUNIONE DEI PROCEDIMENTI 274. (Riunione di procedimenti relativi a cause connesse)
Art. 274. (Riunione di procedimenti relativi a cause connesse)
1. Se più procedimenti relativi a cause connesse pendono davanti allo stesso giudice, questi, anche d'ufficio, può disporne la riunione.
2. Se il giudice istruttore o il presidente della sezione ha notizia che per una causa connessa pende procedimento davanti ad altro giudice o davanti ad altra sezione dello stesso tribunale, ne riferisce al presidente, il quale, sentite le parti, ordina con decreto che le cause siano chiamate alla medesima udienza davanti allo stesso giudice o alla stessa sezione per i provvedimenti opportuni.
Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - riunione delle impugnazioni - provvedimenti diversi pronunciati in separati giudizi - discrezionalità della riunione - giudizio di legittimità - ammissibilità della riunione - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 27550 del 30/10/2018 >>> La riunione delle impugnazioni, che è obbligatoria, ai sensi dell'art. 335 c.p.c., ove investano lo stesso provvedimento, può altresì essere facoltativamente disposta, anche in sede di legittimità, ove esse siano proposte contro provvedimenti diversi ma fra loro connessi, quando la loro trattazione separata prospetti l'eventualità di soluzioni contrastanti, siano ravvisabili ragioni di economia processuale ovvero siano configurabili profili di unitarietà sostanziale e processuale delle controversie. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 27550 del 30/10/2018...
Incompetenza per connessione - Proposizione implicita nella richiesta di sospensione del giudizio, nell’eccezione di litispendenza, nella richiesta di sospensione ex art. 295 c.p.c. o nella domanda di riunione - Esclusione - Conseguenze. La questione di incompetenza per connessione, ai sensi dell’art. 40 c.p.c., deve essere eccepita o rilevata d’ufficio dal giudice entro la prima udienza e non può intendersi implicitamente contenuta nell’eccezione di litispendenza e/o di continenza, ovvero in quella di sospensione per pregiudizialità, e neppure nella generica richiesta di riunione di due procedimenti, sicchè il suo rilievo nel corso del giudizio presuppone che la stessa sia stata tempestivamente posta, dalle parti o dallo stesso giudice, con espresso richiamo alla specifica fattispecie ritenuta sussistente, i cui presupposti non possono essere rinvenuti nei fatti dedotti a fondamento della domanda di merito o di una diversa eccezione processuale eventualmente proposta. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 14224 del 07/06/2017 ...
Procedimento civile - riunione e separazione di causa – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 18286 del 17/09/2015
Cause connesse pendenti innanzi allo stesso giudice - Riunione - Limiti - Possibilità. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 18286 del 17/09/2015 Nel caso di cause connesse pendenti innanzi al medesimo giudice, questi non può disporre la sospensione ex art. 295 c.c. ma deve verificare se i giudizi si trovino irrimediabilmente in fasi diverse, sì da renderne impossibile la riunione (come nel caso, ad esempio, in cui una causa sia già rimessa in decisione e l'altra ancora in trattazione o in fase istruttoria), ovvero se sia ancora realizzabile la riunione ritardando il procedere dell'uno in attesa della maturazione della fase istruttoria anche per l'altro. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 18286 del 17/09/2015 ...
procedimento civile - riunione e separazione di causa – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 5457 del 10/03/2014
Riunione di procedimenti connessi per identità di questioni - Violazione dell'art. 151 disp. att., cod. proc. civ. - Rilevanza - Condizioni - Limiti - Incidenza in ordine alla statuizione sulle spese. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 5457 del 10/03/2014 La violazione dell'art. 151, disp. att., cod. proc. civ., in ordine alla riunione dei procedimenti relativi a controversie su questioni identiche, può essere fatta valere solo con riferimento alla statuizione sulle spese resa dal giudice che non abbia disposto la trattazione unitaria, ove sia dimostrato che, se vi fosse stata la riunione, in applicazione del secondo comma della citata disposizione, le competenze sarebbero state liquidate in misura minore di quella statuita. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 5457 del 10/03/2014 ...
Cause connesse - Riunione in unico giudizio - Effetti - Eliminazione del carattere autonomo di ciascun procedimento - Esclusione - Liquidazione delle spese processuali - Criteri - Riferimento ai singoli giudizi riuniti - Necessità - Fondamento. Il provvedimento discrezionale di riunione di più cause lascia immutata l'autonomia dei singoli giudizi e non pregiudica la sorte delle singole azioni. Ne consegue che la congiunta trattazione lascia integra la loro identità, tanto che la sentenza che decide simultaneamente le cause riunite, pur essendo formalmente unica, si risolve in altrettante pronunce quante sono le cause decise, mentre la liquidazione delle spese giudiziali va operata in relazione a ciascun giudizio, atteso che solo in riferimento alle singole domande è possibile accertare la soccombenza, non potendo essere coinvolti in quest'ultima soggetti che non sono parti in causa. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 15860 del 10/07/2014 ...
liquidazione delle spese giudiziali Il provvedimento discrezionale di riunione di più cause lascia immutata l'autonomia dei singoli giudizi e non pregiudica la sorte delle singole azioni. Ne consegue che la congiunta trattazione lascia integra la loro identità, tanto che la sentenza che decide simultaneamente le cause riunite, pur essendo formalmente unica, si risolve in altrettante pronunce quante sono le cause decise, mentre la liquidazione delle spese giudiziali va operata in relazione a ciascun giudizio, atteso che solo in riferimento alle singole domande è possibile accertare la soccombenza, non potendo essere coinvolti in quest'ultima soggetti che non sono parti in causa. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 15860 del 10/07/2014 ...
Credito da accertarsi in un separato giudizio, ancora - Compensazione - Ammissibilità - Conseguenze - Pendenza dei giudizi innanzi allo stesso ufficio giudiziario - Riunione di cause - Pendenza innanzi a giudici diversi - Pronuncia di condanna con riserva e sospensione del giudizio - Sussistenza. La circostanza che l'accertamento di un credito risulti "sub iudice" non è di ostacolo alla possibilità che il titolare lo opponga in compensazione al credito fatto valere in un diverso giudizio dal suo debitore. In tal caso, se i due giudizi pendano innanzi al medesimo ufficio giudiziario, il coordinamento tra di essi deve avvenire attraverso la loro riunione, all'esito della quale il giudice potrà procedere nei modi indicati dal secondo comma dell'art. 1243 cod. civ. Se, invece, pendono dinanzi ad uffici diversi (e non risulti possibile la rimessione della causa, ai sensi dell'art. 40 cod. proc. civ., in favore del giudice competente per la controversia avente ad oggetto il credito eccepito in compensazione), ovvero il giudizio relativo al credito in compensazione penda in grado di impugnazione, il coordinamento dovrà avvenire con la pronuncia, sul credito principale, di una condanna con riserva all'esito della decisione sul credito eccepito in compensazione e contestuale rimessione della causa nel ruolo per decidere in merito alla sussistenza delle condizioni per la compensazione, seguita da sospensione del giudizio - ai sensi, rispettivamente, degli artt. 295 e 337, secondo comma, cod. proc. civ. - fino alla definizione del giudizio di accertamento del controcredito. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 23573 del 17/10/2013 ...
Cause riunite - Liquidazione di distinti onorari per le attività precedenti alla riunione - Necessità. In tema di compenso spettante al difensore, nell'ipotesi di più cause, successivamente riunite, deve essere liquidato un distinto onorario per ciascuna di esse, con riguardo alle attività compiute prima della riunione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 20147 del 03/09/2013 ...
Cause riunite - Liquidazione di distinti onorari per le attività precedenti alla riunione - Necessità. In tema di compenso spettante al difensore, nell'ipotesi di più cause, successivamente riunite, deve essere liquidato un distinto onorario per ciascuna di esse, con riguardo alle attività compiute prima della riunione. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 20147 del 03/09/2013 ...
Art. 106 cod. proc. civ. - Facoltà, non obbligo, della parte - Separata proposizione della domanda contro il terzo - Riunione dei giudizi - Possibilità - Condizioni - Limiti. L'art. 106 cod. proc. civ. consente, ma non fa obbligo, alla parte di chiamare nello stesso processo il terzo al quale (per asserita comunanza di causa o per essere dal medesimo garantita) intenda estendere il contraddittorio. Ne consegue che, ove i giudizi siano stati separatamente introdotti, resta all'incensurabile apprezzamento del giudice di merito disporne la riunione al fine di realizzare quella trattazione unitaria che si sarebbe avuta con la descritta chiamata in causa. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 15919 del 25/06/2013 ...
Sospensione dei termini processuali per il periodo feriale - Cumulo fra due o più cause, una soltanto delle quali soggetta al regime della sospensione - Esistenza di connessione fra le cause - Decisione di una di esse senza scioglimento del cumulo - Applicabilità della sospensione. Qualora si trovino cumulate fra loro, per ragioni di connessione, due o più controversie, soltanto una delle quali sia soggetta al regime della sospensione feriale dei termini, la decisione che intervenga su di esse senza sciogliere tale connessione è soggetta all'applicazione della menzionata sospensione, non essendo concepibile l'operare di due regimi distinti, né il non operare della sospensione per tutta la controversia, potendo l'impugnazione coinvolgere la decisione con riferimento ad entrambe le domande connesse. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8113 del 03/04/2013 ...
Concordato preventivo - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.1521 del 23/01/2013
Diniego di omologazione - Dichiarazione di fallimento pronunciata con successiva sentenza resa all'esito di un autonomo procedimento prefallimentare - Reclami - Rigetto - Ricorsi per cassazione separatamente proposti, e riuniti in fase decisoria, avverso i suddetti provvedimenti - Interesse al ricorso afferente il concordato - Configurabilità - Limiti - Esito positivo del ricorso avverso la pronuncia di Fallimento - Necessità - Fondamento. Impugnati separatamente, dalla medesima società, il decreto di rigetto del reclamo, ex art. 183 legge fall., avverso il diniego di omologazione di un concordato preventivo da essa proposto e la sentenza di rigetto del reclamo, ex art. 18 legge fall., contro il provvedimento che, successivamente, concludendo un autonomo procedimento prefallimentare, ne abbia dichiarato il fallimento, l'indispensabile interesse al ricorso in tema di concordato presuppone l'esito positivo di quello contro la dichiarazione di fallimento, altrimenti risultando del tutto inutile l'eventuale accoglimento del primo ricorso, che non potrebbe produrre effetti su di una non più contestabile sentenza di fallimento. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.1521 del 23/01/2013 ...
Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - riunione delle impugnazioni – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.1521 del 23/01/2013
Provvedimenti diversi pronunciati in separati giudizi - Discrezionalità della riunione - Giudizio di legittimità - Ammissibilità della riunione - Fondamento - Fattispecie. La riunione delle impugnazioni, che è obbligatoria, ai sensi dell'art. 335 cod. proc. civ., ove investano lo stesso provvedimento, può altresì essere facoltativamente disposta, anche in sede di legittimità, ove esse siano proposte contro provvedimenti diversi ma fra loro connessi, quando la loro trattazione separata prospetti l'eventualità di soluzioni contrastanti, siano ravvisabili ragioni di economia processuale ovvero siano configurabili profili di unitarietà sostanziale e processuale delle controversie. (Nella specie, la S.C., ritenendo sussistente tale ultima ipotesi, ha riunito le impugnazioni, separatamente proposte dalla medesima società avverso la sentenza di rigetto del reclamo, ex art. 18 legge fall., contro il provvedimento che ne aveva dichiarato il fallimento ed avverso il decreto di rigetto del reclamo, ex art. 183 legge fall., contro il diniego di omologazione di un concordato preventivo dalla stessa precedentemente proposto). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.1521 del 23/01/2013 ...
Riunione di cause connesse - Principio di autonomia dei giudizi riuniti - Temperamento - Ammissibilità - "Ratio" - Condizioni - Fattispecie in tema di notifica d'impugnazione a parte rappresentata da differenti procuratori nei giudizi riuniti. In tema di riunione di procedimenti relativi a cause connesse, il principio di autonomia dei giudizi riuniti, per cui la riunione non altera la posizione delle parti in ciascuno di essi, né gli atti e le statuizioni riferiti ad un processo si ripercuotono sull'altro solo perché riunito al primo, è un principio suscettibile di temperamento, onde evitare un inutile aggravio degli oneri processuali, purché non ne risulti vulnerato il diritto di difesa. Ne consegue che, ove alla parte, rappresentata da differenti procuratori nei giudizi oggetto di riunione, l'impugnazione di un capo di sentenza sia notificata presso il procuratore di un giudizio non pertinente al capo medesimo, non si ha inesistenza della notificazione, ma nullità sanata dal raggiungimento dello scopo, qualora la parte si sia costituita in sede di gravame, potendovi acquisire conoscenza dell'attività processuale svolta dalle altre parti in ciascuno dei giudizi riuniti e potendovisi difendere nel merito delle richieste da loro avanzate. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9440 del 11/06/2012 ...
Civile - riunione e separazione di causa – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.3690 del 09/03/2012
Procedimenti relativi a cause connesse - Giudizi di legittimità - Riunione - Ammissibilità - Limiti - Procedimenti pendenti davanti a giudici di diversa giurisdizione - Riunione - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento - Fattispecie. L'istituto della riunione di procedimenti relativi a cause connesse, previsto dall'art. 274 cod. proc. civ., operante anche in sede di legittimità, è inapplicabile non solo nel caso di giudizi pendenti in gradi diversi, ma anche quando i due procedimenti, di cui si chiede la riunione, si svolgano dinanzi a giudici i quali esercitano giurisdizioni distinte, pur se aventi ad oggetto la tutela dei medesimi beni della vita da parte delle distinte giurisdizioni, ordinaria ed amministrativa, che possano erogarle, sulla base di domande che, ai sensi dell'art. 386 cod. proc. civ., abbiano determinato l'individuazione dei giudici aditi. (Nella specie, le Sezioni Unite non hanno disposto la chiesta riunione tra il giudizio di impugnazione, per motivi attinenti alla giurisdizione, di una sentenza emessa dal Consiglio di Stato all'esito di un processo amministrativo, e il procedimento sorto da un'istanza di regolamento preventivo di giurisdizione, proposta nell'ambito di una causa in corso in primo grado davanti ad un tribunale ordinario, tra le stesse parti, non potendosi qualificare le cause tra loro connesse come pendenti davanti allo "stesso giudice"). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.3690 del 09/03/2012 ...
IMPUGNAZIONI CIVILI - IMPUGNAZIONI IN GENERALE - RIUNIONE DELLE IMPUGNAZIONI – Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 18050 del 04/08/2010
Condizioni - Impugnazioni avverso lo stesso provvedimento - Obbligatorietà della riunione - Impugnazioni avverso sentenze diverse pronunciate in separati giudizi - Discrezionalità della riunione - Giudizio di legittimità - Ammissibilità della riunione - Fondamento. La riunione delle impugnazioni, obbligatoria ai sensi dell'art. 335 cod. proc. civ., ove investano la stessa sentenza, può essere facoltativamente disposta, anche in sede di legittimità, ove esse siano proposte contro diverse sentenze pronunciate fra le medesime parti, in relazione a ragioni di unitarietà sostanziale e processuale della controversia; ed invero dalle disposizioni del codice di rito prescriventi l'obbligatorietà della riunione, in fase di impugnazione, di procedimenti formalmente distinti, in presenza di cause esplicitamente ritenute dal legislatore idonee a giustificare la trattazione congiunta (artt. 335 cod. proc. civ. e 151 disp. att. cod. proc. civ.), é desumibile un principio generale secondo cui il giudice può ordinare la riunione in un solo processo di impugnazioni diverse, oltre i casi espressamente previsti, ove ravvisi in concreto elementi di connessione tali da rendere opportuno, per ragioni di economia processuale, il loro esame congiunto.(Fattispecie relativa a regolamento preventivo di giurisdizione proposto in controversia relativa a differenze retribuive di ex dipendenti della Provincia). Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 18050 del 04/08/2010 ...
Civile - sospensione del processo - in genere - Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 17468 del 23/07/2010
Procedimenti pendenti dinanzi al medesimo ufficio - Sospensione per pregiudizialità - Ammissibilità - Esclusione - Conseguenze - Trasmissione del fascicolo al capo dell'ufficio, perché provveda ex art. 274 cod. proc. civ. - Necessità. L'esistenza d'un rapporto di pregiudizialità tra due procedimenti pendenti rispettivamente uno di fronte ad una sezione delle sede centrale del Tribunale e l'altro in sede distaccata dinanzi al medesimo ufficio giudiziario, è ostativa all'adozione di un provvedimento di sospensione ai sensi dell'art. 295 cod. proc. civ., dovendo in tal caso il giudice della causa pregiudicata rimettere il fascicolo al capo dell'ufficio, perché provveda ai sensi dell'art. 274 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 17468 del 23/07/2010 ...
Tributi (in generale) - contenzioso tributario - procedimento - Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 2907 del 10/02/2010
Redditi prodotti in forma associata - Accertamento - Litisconsorzio necessario - Configurabilità - Impugnazione autonoma dei soci e della società - Adozione di sentenze autonome da parte del giudice di merito con identità di motivazione - Eccezione in sede di legittimità di violazione dell'art. 14 del d.lgs. n. 546 del 1992 - Conseguenze - Declaratoria di nullità dei giudizi di merito - Esclusione - Riunione dei ricorsi - Sufficienza. In tema di contenzioso tributario, l'unitarietà dell'accertamento che è alla base della rettifica delle dichiarazioni dei redditi della società di persone e di quelle dei singoli soci comporta, in linea di principio, la configurabilità di un litisconsorzio necessario, con l'obbligo per il giudice, investito dal ricorso proposto da uno soltanto dei soggetti interessati, di procedere all'integrazione del contraddittorio, ai sensi dell'art. 14 del d.lgs. n. 546 del 1992, pena la nullità assoluta del giudizio stesso. Qualora, però, l'avviso di accertamento sia stato impugnato autonomamente da tutti i soci e dalla società e, nei gradi di merito, i giudizi relativi, celebratisi separatamente, siano stati esaminati dallo stesso giudice in maniera strettamente coordinata, e decisi con un'identica motivazione, sì da potersi escludere ogni rischio di contrasto tra giudicati, la Corte di cassazione, dinanzi alla quale per la prima volta sia stata sollevata la questione della violazione dell'art. 14 del d.lgs. n. 546 del 1992, può legittimamente disporre la riunione dei procedimenti, per connessione oggettiva ex art. 274 cod. proc. civ., piuttosto che l'annullamento delle sentenze di merito, dovendo ritenersi rispettata la "ratio" del litisconsorzio necessario. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 2907 del 10/02/2010 ...
Sospensione dei termini processuali per il periodo feriale - Cumulo fra causa soggetta alla sospensione e causa non soggetta - Esistenza di connessione fra le due cause - Decisione di entrambe senza scioglimento del cumulo - Applicabilità della sospensione. Quando si trovino cumulate fra loro per ragioni di connessione due controversie, una delle quali sia soggetta al regime della sospensione dei termini per il periodo feriale e l'altra non lo sia, la decisione che intervenga su di esse senza sciogliere la ragione di connessione e, quindi, conservandola, sia soggetta all'applicazione della sospensione, non essendo concepibile, per il fatto che l'impugnazione può coinvolgere la decisione in riferimento ad entrambe le domande connesse, né l'operare di due regimi distinti né il non operare della sospensione per tutta la controversia. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 20594 del 29/09/2007 ...
riunione e separazione di causa – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14607 del 22/06/2007
Procedimenti relativi a cause connesse - Giudizio di legittimità - Riunione di ricorsi avverso sentenze diverse pronunciate in separati giudizi - Ammissibilità - Fondamento - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14607 del 22/06/2007 L'istituto della riunione di procedimenti relativi a cause connesse, previsto dall'art. 274 cod. proc. civ., essendo volto a garantire l'economia e il minor costo del giudizio, oltre alla certezza del diritto, trova applicazione anche in sede di legittimità, sia in relazione a ricorsi proposti contro sentenze diverse pronunciate in separati giudizi sia, a maggior ragione, in presenza di sentenze pronunciate in grado di appello in un medesimo giudizio, legate l'una all'altra da un rapporto di pregiudizialità e impugnate, ciascuna, con separati ricorsi per cassazione.(Sulla base di tale principio,è stata disposta la riunione del ricorso per casssazione avverso la sentenza pronunciata nel giudizio petitorio con quello proposto nei confronti della decisione concernente il possesso relativamente a fatti avvenuti durante la pendenza del primo). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14607 del 22/06/2007 ...
Spese giudiziali civili - condanna alle spese - soccombenza – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 15954 del 13/07/2006
Cause connesse - Riunione in un unico giudizio - Effetti - Eliminazione del carattere autonomo di ciascun procedimento - Esclusione - Liquidazione delle spese processuali - Criteri - Riferimento ai singoli giudizi riuniti - Necessità - Fondamento. Il provvedimento discrezionale di riunione di più cause lascia immutata l'autonomia dei singoli giudizi e non pregiudica la sorte delle singole azioni; pertanto, la congiunta trattazione lascia integra la loro identità, tanto che la sentenza che decide simultaneamente le cause riunite, pur essendo formalmente unica, si risolve in altrettante pronunce quante sono le cause decise: conseguentemente, la liquidazione delle spese giudiziali va operata in relazione ad ogni singolo giudizio, posto che solo in riferimento alle singole domande è possibile accertare la soccombenza, non potendo essere coinvolte in quest'ultima soggetti che non sono parti in causa. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 15954 del 13/07/2006 ...

References: § 1
 § 2

Art. 274
 Sentenza 
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 art. 295
 art. 295
 sentenza 
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Art. 106
 Sentenza 
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 art. 183
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 art. 18
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 art. 18
 art. 183
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 art. 274
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 art. 274
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