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Timestamp: 2019-10-17 20:20:20+00:00

Document:
G8 - perquisizione della sede dei legali - Giuristi democratici
Redazione 14 ottobre 2001 10:37
Comunicato sull'irruzione nella scuola Diaz-Pascoli durante il G8 di Genova redatto dai Giuristi democratici di Bologna il 23 luglio 2001
Gli avvocati bolognesi del Coordinamento Nazionale Giuristi Democratici denunciano l'irresponsabile condotta di chi ha voluto, a manifestazione già conclusa, effettuare la perquisizione nei locali del Global Social Forum di Genova, punto di riferimento di giornalisti, medici, avvocati, senza che neppure fosse consentita la presenza di uno dei legali dell'organizzazione.
Mentre nella scuola Diaz le forze di polizia operavano una perquisizione con modalità " cilene", nella scuola Pascoli le stesse forze irrompevano e distruggevano gli strumenti in dotazione al servizio organizzativo e legale.
Nel locale utilizzato dal servizio legale vi erano dei telefoni e alcuni computer che sono stati distrutti dopo avere estratto la memoria e avere sequestrato alcuni floppy disk.
Nel locale vi era anche materiale probatorio raccolto dai legali , nomi e indirizzi di testimoni di alcuni episodi di violenza.
Tra il materiale scomparso erano presenti le liste degli avvocati che avevano offerto di collaborare con il GSF e i relativi recapiti.
Al momento non risulta neppure redatto un verbale di sequestro e ciò nonostante la scuola Diaz sia oggetto di provvedimento di sequestro.
E' particolarmente grave il vandalismo usato dalle forze di polizia, che il codice penale definisce danneggiamento aggravato.
Ancora più grave che non sia stata permessa la presenza di alcun legale nel corso della perquisizione, così come prevede il codice di procedura penale,ed anzi che sia stata impedita quella dei legali presenti..
Ciò rende sospetta l'intera perquisizione e le ragioni che l'hanno determinata
Di fronte a tante e manifeste illegalità chiediamo alla magistratura un doveroso intervento e agli organi dell'Avvocatura una decisa condanna di ogni comportamento lesivo del diritto di difesa e del principio di legalità
Re: G8 - perquisizione della sede dei legali
IL TESTO DEL RICORSO PRESENTATO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI GENOVA
L'associazione Giuristi Democratici, sezione Ligure, in persona del suo segretario Avv. Dario Rossi, nonché l'avv.to Rossi Dario in proprio, gli avv. ti Emilio Robotti del Foro di Genova e Nicola Vetrano del Foro di Napoli, espongono quanto segue:
1) L'Associazione Giuristi Democratici ha aderito al Global Social Forum che ha preparato le iniiziative e le manifestazioni contro il vertice dei G8 che si è tenuto in Genova nei giorni 20-22 Luglio 2001. L'Associazione Giuristi Democratici ha prestato al GSF la propria collaborazione anche attraverso gli avvocati iscritti alla propria associazione tra i quali gli avv.ti Vetrano, Robotti, Tale collaborazione, che si è svolta nei giorni dal 18 al 22 Luglio Presso i locali dela scuola Diaz di Via Cesare Battisti n. 6 e precisamente nell'aula contraddistinta dal n. 401 di sezione elettorale.
2) Presso tale locale erano dunque siti n. 6 computer, di cui 4 utilizzati per la collaborazione legale, oltre che alcuni telefoni e scrivanie.Su tali computer erano stati inseriti i dati relativi a numerose denunce presentate da coloro che avevano partecipato alle manifestazioni programmate, nonché i nominativi delle persone ricercate da parenti ed amici, nonché altri dati vari. Erano altresì presenti vari materiali cartacei ed elenchi di avvocati disponibili a prestare la propria collaborazione.
3) Alle ore 24 circa del 21/7, una violenta irruzione della Polizia di Stato nel suddetto locale, come anche in tutte la scuola Diaz, verbalmente motivata come perquisizione ex art41 Tulps, metteva a soqquadro la suddetta stanza; è da precisare che era impedito sia agli avvocati sia ai parlamentari presenti in loco di assistere alla perquisizione, anzi, veniva trattenuto in stato di fermo per l'identificazione nonostante avesse prontamente fornito i documenti il sig. Giuseppe Scrivani, membro del GSF e coordinatore organizzativo dell'ufficio legale.
4) All'esito della suddetta azione, come è stato ampiamente documentato anche da numerosi servizi giornalistici e radiotelevisivi, tutti e quattro i computer utilizzati dal servizio legale risultavano distrutti, e da essi risultavano asportati i dischi fissi (harddisk), nonché ulteriori componenti elettronici tanto che i computer, così come attualmente ridotti sono assolutamente inutilizzabili. Era altresì asportato tutto il materiale cartaceo relativo all'attività del servizio legale. Tutta la stanza inoltre versava in stato di evidente disordine e danneggiamento.
5) A tutt'oggi, nonostante la notorietà dei fatti, nessun provvedimento di sequestro è stato notificato né ai responsabili del GSF, né a quelli dell'ufficio legale, e nemmeno sono stati restituiti i beni asportati, per cui in data di ieri, alle ore 22 circa, i responsabili del suddetto ufficio hanno riconsegnato all'ente proprietario, il Comune di Genova, in persona dell'assessore Basso, e di un altro funzionario, il materiale informatico nonché i telefoni nelle condizioni in cui erano. Le stesse autorità comunali presenti hanno ritenuto cautelarmene, di impedire temporaneamente l'accesso a quelle stanze perché sia accertato dall'autorità giudiziaria la responsabilità dei danni e delle sottrazioni effettuate. Sussiste inoltre la necessità per l'Istituto di rientrare nel pieno possesso del locale. Si ritiene inoltre che nella presente fattispecie siano configurabili fattispecie di reato perseguibili d'ufficio, che vanno dal danneggiamento, alla violenza privata, al furto, all'esercizio arbitrario delle proprie funzioni, e ogni altro reato meglio visto dall'autorità giudiziaria.
6) Tutto ciò premesso, gli esponenti instano a che si proceda nei tempi più brevi possibili al sequestro giudiziario della stanza in oggetto nonché di tutti i beni ivi contenuti, giù indicati sopra, nonché per il susseguente sopralluogo per l'accertamento dei fatti eventualmente anche in casi di incidente probatorio.
Con riserva di integrare gli elementi probatori non appena saranno disponibili le fotografie effettuate in loco.
Genova lì 23/7/01.
Avv. Dario Rossi, Avv. Nicola Vetrano, Avv. Emilio Robotti
L'Associazione Giuristi Democratici di Genova si è costituita parte civile nei confronti degli agenti di polizia di cui è stato richiesto il rinvio a giudizio per la perquisizione illegale e per i reati connessi.
Pubblichiamo l'atto di costituzione.
· E' pendente avanti a questo Tribunale il procedimento penale di cui in epigrafe a carico - tra gli altri - dei Sig.ri GAVA Salvatore, nato a Roma il 21/7/1970, difeso dall'Avv. Marco Valerio Corini del Foro di La Spezia, elettivamente domiciliato presso il difensore, e FABBROCINI Alfredo, nato a Savelli (CE) il 25/2/1952, difeso dall'Avv. Sergio Cola del foro di Nola e Avv. Alfredo Biondi del Foro di Genova, elettivamente domiciliato in Bari Via Maggiore Turitto 3/29, instauratosi a seguito dei fatti avvenuti a Genova in occasione della manifestazione G8 ivi svoltasi nei giorni 21 e 22 luglio 2001, per i reati di cui al procedimento penale sub n. 14525/01/21 R.G.N.R, n.2341/02 R.G. G.I.P., pendente innanzi al Tribunale di Genova, Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari, Dr.ssa Daniela Faraggi, Udienza Preliminare fissata con decreto del 18.03.04 per il giorno 26 Giugno 2004, con prosecuzione, come da ante indicato decreto e relativa richiesta di rinvio a giudizio che si intendono qui integralmente richiamati:
- GAVA Salvatore:
- del reato di cui all'art. 609, 615 cp, 61 n. 2 c.p. perché, al fine di commettere i delitti di cui sub u) e v) di cui in ante indicato decreto e relativa richiesta di rinvio a giudizio, in qualità di Commissario Capo della Polizia di Stato aggregato alla Questura di Genova al comando di più reparti composti complessivamente da oltre cinquanta appartenenti alla Polizia di Stato - eseguiva, abusando dei poteri inerenti alle sue funzioni e al di fuori dei presupposti di legge, la perquisizione locale del complesso scolastico denominato " Diaz - Pascoli " sito in Via Cesare Battisti 6 in uso temporaneo al gruppo denominato "Genoa Social Forum" e la conseguente perquisizione. personale di gran parte degli occupanti l'edificio con contestuale arbitraria e violenta apprensione delle cose mobile rinvenute tra l'altro, apparecchi telefonici portatili, macchine fotografiche, videocamere, rullini, videocassette, parti interne di personal computers). In Genova, nella notte tra il 21 ed il 22/7/2001;
- del reato di cui agli artt. 110, 40; 610, 61 n. 9 cp perché - durante le operazioni di perquisizione e nella qualità di cui al capo a) di cui in ante indicato decreto e relativa richiesta di rinvio a giudizio, in concorso con non identificati esecutori materiali appartenenti ai reparti di cui al capo che precede o comunque non impedendo un evento che aveva l'obbligo giuridico di impedire - costringeva con minaccia - consistita nell'urlare ordini in tal senso, brandendo i manganelli in dotazione - gran parte degli occupanti l'edificio a sedersi, inginocchiarsi o anche sdraiarsi a terra e a mantenere tale posizione per almeno mezz'ora; con l'aggravante di avere commesso il fatto con abuso dei poteri inerenti alle sue funzioni. In Genova, nella notte tra il 21 ed il 22/7/2001;
- del reato di cui agli artt. 110, 40, 635 c.1 e c.2 n.3 in relazione all'art. 625 n.7, 61 n.9 c.p. perché - durante le operazioni di perquisizione e nella qualità di cui al capo a) di cui in ante indicato decreto e relativa richiesta di rinvio a giudizio, in concorso con non identificati esecutori materiali appartenenti ai reparti di cui al capo che precede o comunque non impedendo un evento che aveva l'obbligo giuridico di impedire - distruggeva e rendeva inservibili (spaccandoli a colpi di manganello e scaraventandoli a terra) alcuni personal computer, ed alcuni apparecchi telefonici di proprietà del Comune di Genova ed in uso temporaneo all'interno del complesso scolastico " Diaz - Pascoli " ai gruppi denominati "Genoa Social Forum " ed "Associazione Giuristi Democratici "; con l'aggravante di avere commesso il fatto su cose esistenti in edifici pubblici ed abusando dei poteri inerenti alle sue funzioni; in Genova, nella notte tra il 21 ed il 22/7/2001;
- del reato di cui agli artt. 110, 40, 314 c.p. perché - all'esito delle operazioni di perquisizione e nella qualità di cui al capo A di cui in ante indicato decreto e relativa richiesta di rinvio a giudizio, in concorso con non identificati appartenenti ai reparti di cui al capo che precede o comunque non impedendo un evento che aveva l'obbligo giuridico di impedire - si appropriava di parti interne (hard disk) di alcuni personal computers di proprietà del Comune di Genova ed in uso temporaneo all'interno del complesso scolastico "Diaz -Pascoli" al gruppo denominato " Associazione Giuristi Democratici ", apprese nel corso della perquisizione e delle quali quindi aveva il possesso o comunque la disponibilità per ragioni del suo ufficio; in Genova, nella notte tra il 21 ed il 22/7/2001;
- FABBROCINI Alfredo
- del reato di cui agli artt. 609, 615 cp perché al fine di commettere i delitti di cui sub w) e z) di cui in ante indicato decreto e relativa richiesta di rinvio a giudizio- in qualità di Commissario della Polizia di Stato aggregato alla Questura di Genova al comando di alcuni uomini del Reparto Prevenzione Crimine Calabria, che operava unitamente ad altri reparti formando così un contingente composto complessivamente da oltre cinquanta appartenenti alla Polizia di Stato - eseguiva, abusando dei poteri inerenti alle sue funzioni ed al di fuori dei presupposti di legge, la perquisizione locale del complesso scolastico denominato " Diaz - Pascoli" sito in Via Cesare Battisti 6 in uso temporaneo al gruppo denominato "Genoa Social Forum" e la conseguente perquisizione personale di gran parte degli occupanti l'edificio con contestuale arbitraria e violenta apprensione delle cose mobile rinvenute (apparecchi telefonici portatili, macchine fotografiche, videocamere, rullini, videocassette, parti interne di personal computers ecc.); in Genova, nella notte tra il 21 ed il 22/7/2001;
- del reato di citi agli artt., 110, 40, 610, 61 n. 9 cp perché - durante le operazioni di perquisizione e nella qualità di cui al capo E di cui in ante indicato decreto e relativa richiesta di rinvio a giudizio, in concorso con non identificati esecutori materiali appartenenti al reparti di cui al capo che precede o comunque non impedendo un evento che aveva l'obbligo giuridico di impedire - costringeva con minaccia - consistita nell'urlare ordini in tal senso, brandendo i manganelli in dotazione - gran parte degli occupanti 1'edificio a sedersi, inginocchiarsi o anche sdraiarsi a terra e a mantenere tale posizione per circa mezz'ora; con l'aggravante di avere commesso il fatto con abuso dei poteri inerenti alle sue funzioni; in Genova, nella notte tra il 21 ed il 22/7/2001;
- del reato di cui agli artt. 110, 40, 635 c.1 e c.2 n.3 in relazione all'art. 625 n,7, 61 n.9 cp perché - durante le operazioni di perquisizione e nella qualità di cui al capo E di cui in ante indicato decreto e relativa richiesta di rinvio a giudizio, in concorso con non identificati esecutori materiali appartenenti ai reparti di cui al capo che precede o comunque non impedendo un evento che aveva l'obbligo giuridico di impedire - distruggeva e rendeva inservibili (spaccandoli a colpi di manganello e scaraventandoli a terra) alcuni personal computers ed alcuni apparecchi telefonici di proprietà del Comune di Genova ed in uso temporaneo all'interno del complesso scolastico "Diaz - Pascoli" ai gruppi denominati "Genoa Social Forum" ed "Associazione Giuristi Democratici"; con l'aggravante di avere commesso il fatto su cose esistenti in edifici pubblici ed abusando dei poteri inerenti alle sue funzioni;
- del reato di cui agli artt. 110, 40, 314 c.p. perché - all'esito delle operazioni di perquisizione e nella qualità di cui al capo E di cui in ante indicato decreto e relativa richiesta di rinvio a giudizio, in concorso con non identificati appartenenti ai reparti di cui al capo che precede o comunque non impedendo un evento che aveva l'obbligo giuridico di impedire - si appropriava di parti interne (hard disk) di alcuni personal computers di proprietà del Comune di Genova ed in uso temporaneo all'interno del complesso scolastico " Diaz - Pascoli " al gruppo denominato "Associazione Giuristi Democratici", apprese nel corso della perquisizione e delle quali quindi aveva il possesso o comunque la disponibilità per ragioni del suo ufficio; in Genova, nella notte tra il 21 ed il 22/7/2001;
· i suddetti imputati, in qualità rispettivamente di Commissario Capo e Commissario della Polizia di Stato, sono quindi entrambi accusati di avere eseguito nella notte tra il 21 ed il 22 luglio 2001, con abuso dei poteri inerenti le proprie funzioni ed al di fuori dei presupposti di legge, la perquisizione locale del complesso scolastico denominato "Diaz - Pascoli" sito in Genova - Via Cesare Battisti 6 e la conseguente perquisizione personale di gran parte degli occupanti l'edificio, con contestuale arbitraria e violenta apprensione delle cose mobili rinvenute come apparecchi telefonici portatili, macchine fotografiche, videocamere, rullini, videocassette, parti interne di personal computers; in particolare, nell'aula contraddistinta dal n. 401 di sezione elettorale, essi distruggevano e rendevano inservibili spaccandoli a colpi di manganello e scaraventandoli per terra alcuni personal computers ed alcuni apparecchi telefonici di proprietà del Comune di Genova in uso temporaneo all'interno di tale complesso scolastico ai gruppi "Genoa Social Forum" e "Associazione Giuristi Democratici", si appropriavano degli hard disks di alcuni dei personal computers ivi presenti ed in uso al gruppo "Associazione Giuristi Democratici", dei quali gli imputati avevano il possesso o la disponibilità in quanto appresi nel corso della perquisizione; infine apprendevano materiali cartacei vari in uso agli aderenti all'Associazione Giuristi Democratici.
· Gli stessi imputati sono altresì accusati, tra l'altro, di avere costretto - in occasione delle operazioni di perquisizione di cui sopra, nelle loro rispettive qualità e con abuso dei poteri inerenti le proprie funzioni - mediante minaccia (a mezzo di urla e brandendo i manganelli in dotazione) gran parte degli occupanti l'edificio a sedersi, inginocchiarsi o anche sdraiarsi a terra e a mantenere tale posizione per almeno trenta minuti.
· L'Associazione Giuristi Democratici, come risulta dagli atti di indagine e dal materiale che si produce, ha aderito al Genoa Social Forum (GSF) ed ha partecipato alla iniziative ed alle manifestazioni collaterali tenute a Genova nei giorni 20-22 luglio 2001.
· L' Associazione Giuristi Democratici ha prestato inoltre al GSF la propria collaborazione anche tramite gli avvocati iscritti alla propria associazione, prestando un servizio di assistenza legale nei giorni dal 18 al 22 luglio; preventivamente alla prestazione di tale servizio, come risulta dalla documentazione prodotta, l'Associazione Giuristi Democratici attraverso il proprio legale rappresentante si premurò anche di richiedere parere preventivo al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Genova circa la compatibilità di tale servizio con le regole deontologiche della professione di avvocato.
· Per permettere all'Associazione Giuristi Democratici di prestare il servizio di assistenza legale, come risulta univocamente dagli atti di indagine, il GSF poneva nella disponibilità della scrivente associazione la stanza posta al primo piano dell'edificio ove è ospitata la scuola Diaz in via Cesare Battisti n. 6 (l'aula scolastica precedentemente citata e contrassegnata dal numero 401 di sezione elettorale), numero due computers, telefoni, scrivanie ed altri arredi di proprietà del Comune di Genova.
· Coordinatore organizzativo dell'assistenza legale tra il GSF e l'Associazione Giuristi Democratici nonché membro del GSF era il Sig. Giuseppe Scribani, trattenuto nel corso dei fatti di cui al presente procedimento in stato di fermo per l'identificazione, nonostante egli avesse prontamente esibito i propri documenti di identità durante lo svolgimento dei fatti di cui agli atti di indagine.
· Nell'indicata aula dell'edificio scolastico de quo, l'Associazione Giuristi Democratici, nei giorni 18-22 luglio 2001, attraverso i propri aderenti, come risulta dagli atti di indagine, effettivamente provvedeva a svolgere il servizio di assistenza legale, utilizzando i mezzi descritti antecedentemente nella propria esclusiva disponibilità. Nei computers utilizzati, venivano immessi, tra gli altri, i dati relativi alle denunce presentate da coloro che avevano partecipato alle manifestazioni programmate ed autorizzate, i nominativi delle persone ricercate da parenti ed amici, gli elenchi degli avvocati aderenti all'associazione e che si erano resi disponibili a offrire i propri servizi ed altro ancora. Era anche altresì predisposta dagli aderenti all'Associazione Giuristi Democratici documentazione cartacea, in parte coincidente con quella informatica, che andava distrutta o veniva sottratta quasi completamente nell'espletamento della condotta criminosa degli imputati e degli altri Agenti di Polizia non identificati.
· Non è privo di pregio rilevare, ai fini del presente atto, che il procedimento in epigrafe, relativo ai reati commessi nell'edificio scolastico in via Diaz n. 6, ha avuto origine da istanza di sequestro e successivo esposto - denuncia - querela depositato in data 07.08.2001 (che si deposita) presentato per la scrivente associazione dal suo legale rappresentante pro tempore Avv. Dario Rossi.
· Le finalità della scrivente associazione, come si ricava dallo statuto che si produce, sono quelle di: a) contribuire all'affermazione di un consapevole impegno dei giuristi, individuale e collettivo, alla vita democratica e nazionale ed internazionale; b) adoperarsi attivamente per il continuo superamento delle strutture giuridiche alle esigenze più avanzate della realtà sociale, mediante la realizzazione di un assetto nuovo e più democratico dell'ordinamento giuridico e attuando i principi progressivi ed antifascisti della Costituzione della Repubblica; d) sostenere ogni azione in difesa dei diritti dell'uomo, della libertà dei popoli, del rispetto della sovranità e dell'indipendenza delle Nazioni, nello svolgimento pacifico dei rapporti internazionali.
· E' ormai giurisprudenza prevalente che enti ed associazioni anche non riconosciute, quali l'esponente, possano costituirsi parte civile nell'ipotesi di lesione immediata e diretta, derivante da reato, di interessi propri dell'associazione e/o dei propri aderenti, anche quando tale interesse non abbia natura patrimoniale; purché l'interesse leso coincida con un diritto reale o con un diritto soggettivo del sodalizio, anche se l'interesse offeso sia perseguito in riferimento ad una situazione storicamente circostanziata, e sempre che tale interesse sia assunto nello statuto dell'ente a ragione della propria esistenza e attività. In tal senso, si vedano Cass. Pen. Sez III, 26 settembre 1996, n. 8699, Perotti ed altri, Cass. Pen sez. Vi, 10 gennaio 1990 n. 59, Monticelli in Dir. e Giur., 1990, 484; in merito alla costituzione di p.c. A seguito del reato di diffamazione a mezzo stampa, Cass. Pen. Sez. V, 26 ottobre 2001, Scalfari ed altri in Giur. It., 2003, 1444 nonché Cass. Pen. Sez V, 26 ottobre 2001 n. 1188 in Diritto e Giustizia, 2002, f.7, 75.
· Non vi è poi dubbio che l'Associazione Giuristi Democratici, nel fornire attraverso i propri associati un servizio di assistenza legale ai partecipanti alle manifestazioni collaterali ed antagoniste al G8 perfettamente legittime alla luce delle norme costituzionali ed ordinarie, nei locali dell'edificio scolastico de quo, abbia posto in essere una attività assolutamente conseguente a quelle previste dal proprio statuto ed anzi meritevole di tutela, quale l'adempimento da parte dei singoli aderenti in questa formazione sociale dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale riconosciuti e tutelati dall'art. 2 della Costituzione; parimenti non vi è dubbio che, dalla commissione dei reati di cui agli art. 609, 615 e 61 n. 2 c.p., 110, 40, 610 e 61 n. 9 c.p, 110, 40, 635 co. 1 e co. 2 n. 3 in relazione all'art. 625 n. 7, 61 n. 9 c.p, 110, 40, 314 c.p. da parte degli imputati Gava Salvatore e Fabbrocini Alfredo sia derivata una lesione agli scopi statutariamente perseguiti dalla scrivente associazione, al diritto di esplicazione della personalità dei suoi aderenti, sia allo stesso nome e all'onorabilità della stessa associazione, alla quale tanti cittadini avevano affidato le proprie speranze di ricevere tutela legale e tramite la quale confidavano, successivamente, di avere aiuto per ottenere giustizia nei confronti di quei molti episodi di negazione del diritto verificatisi in quei giorni di luglio del 2001. Attraverso il compimento dei reati per i quali si procede nel procedimento penale in epigrafe, è stato poi impedito alla scrivente associazione di portare avanti lo scopo prefissato, poiché in conseguenza della attività criminosa degli imputati è stato distrutto ed asportato il materiale faticosamente raccolto dai propri aderenti, comprese le liste degli avvocati aderenti all'associazione scrivente e delle persone che ad essi si erano rivolti, i dati per le denunce ecc.; tutto questo nell'espletamento di una attività criminosa da parte degli imputati per scopi e finalità ignote, il cui risultato è tra l'altro che gli oggetti ed i dati sottratti non sono ancora stati ritrovati, pur essendo incontestabilmente accertato negli atti di indagine la sottrazione di materiale cartaceo nonché degli hard disks dei computers usati dalla associazione esponente, ad essa affidati dal Comune di Genova e dal Genoa Social Forum.
· Sulla lesione alla scrivente associazione in conseguenza dei singoli reati, si può osservare che sicuramente è sorto un danno, non solo patrimoniale, ed infatti:
· in merito al reato di cui all'art. 635 c.p. in relazione all'art. 635 n. 7, a prescindere dal fatto che sono stati danneggiati e sottratti anche materiali cartacei, la circostanza che i computers, i telefoni e gli oggetti danneggiati o sottratti non fossero di proprietà dell'esponente associazione né del GSF non osta all'assunzione della qualità di persona offesa e danneggiata da tale reato. La giurisprudenza ha infatti chiarito la distinzione tra soggetto passivo del reato e danneggiato, dove il primo è il titolare del bene - interesse tutelato dal bene penale, il secondo è colui che subisce dal reato un danno patrimonialmente valutabile: rispetto al reato di danneggiamento configurato dall'art. 635 c.p., tutelato è anche il semplice detentore del bene danneggiato o comunque il titolare di un diritto di godimento sul bene danneggiato (nel caso di specie, ad es., l'esponente relativamente e non solo ai computers di proprietà del Comune di Genova). In tal senso si vedano Cass. Pen., Sez. II, 03.11.1999, n. 13636 in Cass. Pen., 2000, 3004, Cass. Pen. 03.05.1998 in Riv. Pen, 1989, 250.
· in merito al reato di cui agli artt. 609 e 615 C.P., occorre considerare che i locali dell'edificio scolastico de quo e in particolare l'aula contraddistinta dal n. 401 di sezione elettorale erano a completa disposizione del GSF e della scrivente associazione, che ivi esercitava, come risulta dagli atti di indagine, le attività sopra descritte ventiquattro ore su ventiquattro; in proposito, si rileva che la giurisprudenza ha qualificato la palestra di una scuola quale luogo pubblico, ma non aperto al pubblico e rientrante nella nozione di privata dimora ai sensi dell'art. 614 c.p. (Cass. Pen. Sez. VI, 18 gennaio 1977, De Vitis);
· in merito al reato di cui all'art. 610 c.p., è da osservare che esso riguarda anche la scrivente associazione, poiché i suoi membri sono stati impediti dall'accedere a tali locali durante l'illegittima operazione di polizia;
· in merito al reato di cui all'art. 314 c.p., la giurisprudenza ha osservato che esso ha natura plurioffensiva ed è volto a tutelare sia la legalità, l'efficienza, la probità e l'imparzialità della PA, ma anche il patrimonio della stessa Pubblica Amministrazione e dei terzi (si veda Cass. Pen. Sez. VI, 24.08.1993, n. 8009; Cass. Pen. Sez.. VI, 07.04.1999 n. 4328); poiché, come risulta dagli atti di causa, gli imputati hanno asportato gli hard disks dei computers, di proprietà del Comune di Genova, utilizzati dalla esponente associazione e contenenti i dati ed i documenti risultato del lavoro di assistenza legale prestato in quei giorni di luglio, dei quali molti andati perduti per sempre, è evidente anche in questo caso, come nei reati precedenti, la sussistenza di una lesione in capo all'Associazione Giuristi Democratici.
· 609, 615 e 61 n. 2 c.p.,
· 110, 40, 610 e 61 n. 9 c.p.
· 110, 40, 635 co. 1 e co. 2 n. 3 in relazione all'art. 625 n. 7, 61 n. 9 c.p.
· 110, 40, 314 c.p.
1) ottenere l'affermazione della penale responsabilità degli imputati, il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali derivanti dai fatti criminosi di cui si sono resi responsabili gli imputati e la rifusione integrale delle spese.
1) statuto associazione;
2) verbale assembleare deliberazione di nomina del Comitato Direttivo;
3) verbale con deliberazione di nomina del legale rappresentante e di costituzione parte civile e nomina difensore e procuratore speciale;
4) Esposto - denuncia -querela e precedente istanza di sequestro presentato dall'associazione;
5) Richiesta assunzione informazioni ex art. 362 cpp;
6) Richiesta di parere preventivo al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Genova e risposta del suo Presidente.

References: Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 609
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 362