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Timestamp: 2019-01-22 04:12:45+00:00

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In Movimento! - Sentenze della Corte europea di Strasburgo ed efficacia nell'ordinamento italian
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Sentenze della Corte europea di Strasburgo ed efficacia nell'ordinamento italian
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Corte di cassazione Sentenza n. 32678 del 12 luglio 2006 - depositata il 3 ottobre 2006 (Sezione Prima Penale, Presidente G. Silvestri, Relatore G. C. Turone)
GIUDIZIO CONTUMACIALE - SENTENZE DELLA CORTE EUROPEA DI STRASBURGO - EFFICACIA NELLâ€™ ORDINAMENTO ITALIANO
Relazione n. 50 del 13/06/2006
La sentenza si segnala per la novitÃ e la molteplicitÃ delle questioni di particolare rilevanza affrontate.
Esamina le problematiche sottese, con riferimento allâ€™art. 6 della Convenzione, dallâ€™art. 46 della CEDU (â€œForza vincolante ed esecuzione delle sentenzeâ€?), cosÃ¬ come modificato dal Protocollo n. 11 della Convenzione (ratificato dallâ€™Italia lâ€™1 ottobre 1997 a seguito della legge di ratifica del 28 agosto 1997 n. 296) e dal Protocollo n. 14 alla Convenzione (firmato a Strasburgo il 13 maggio 2004, ratificato dallâ€™Italia con legge 15 dicembre 2005 n. 280, ma non ancora entrato in vigore a causa della mancata ratifica di quattro Stati su un totale di 46).
In proposito la Corte afferma che, in materia di violazione dei diritti umani (e in particolare in presenza di gravi violazioni dei diritti della difesa), il giudice nazionale italiano Ã¨ tenuto a conformarsi alla giurisprudenza della Corte di Strasburgo, anche se ciÃ² comporta la necessitÃ di mettere in discussione, attraverso il riesame o la riapertura dei procedimenti penali, lâ€™intangibilitÃ del giudicato.
Alla piena giurisdizionalizzazione, anche a livello sopranazionale dei diritti fondamentali, ha corrisposto analoga evoluzione della incisivitÃ della tutela e della individuazione dei rimedi, come si desume dalle decisioni della Corte europea, che, mentre in passato contenevano una generica condanna dello Stato soccombente al pagamento di una somma di denaro a titolo di equa soddisfazione (art. 41 CEDU) attualmente richiedono una integrale restituito in integrum, costituente una precisa obbligazione dello Stato inadempiente, cui puÃ² fare seguito, in caso di inadempienza, una procedura di infrazione.
Il legislatore italiano ha accettato incondizionatamente la forza vincolante delle sentenze della Corte di Strasburgo, come dimostrano la legge 15 dicembre 2005 n. 280 (entra in vigore il 6 gennaio 2006), di ratifica senza riserve, da parte dellâ€™ Italia, del Protocollo n. 14 alla Convenzione, e la legge 9 gennaio 2006 n. 12 (â€œdisposizioni in materia di esecuzione delle pronunce della Corte europea dei diritti dellâ€™uomoâ€?).
Sulla base di queste argomentazioni la sentenza stabilisce che, nel pronunciare su una richiesta di restituzione nel termine per appellare proposta da un condannato dopo che il suo ricorso Ã¨ stato accolto dalla Corte europea dei diritti dellâ€™uomo, il giudice Ã¨ tenuto a conformarsi alla decisione di detta Corte, con cui Ã¨ stato riconosciuto che il processo celebrato in absentia Ã¨ stato non equo: di talchÃ© il diritto al nuovo processo non puÃ² essere negato escludendo la violazione dellâ€™art. 6 della Convenzione europea, ratificata con la legge 4 agosto 1955 n. 848, nÃ© invocando lâ€™autoritÃ del pregresso giudicato formatosi in ordine alla ritualitÃ del giudizio contumaciale in base alla normativa del codice di procedura penale.
(Fattispecie in cui la Corte europea - investita del ricorso di Somogyi che aveva inutilmente esperito incidente di esecuzione finalizzato a far dichiarare la nullitÃ del titolo esecutivo, appello contro la sentenza del Tribunale, istanza di revisione, domanda di restituzione nel termine - aveva evidenziato che dagli atti non era dato desumere alcun elemento in base al quale potersi affermare che il ricorrente, condannato in primo grado in contumacia con sentenza poi divenuta irrevocabile per mancata impugnazione, avesse avuto effettiva conoscenza del procedimento e avesse volontariamente rinunciato a comparire ovvero a proporre impugnazione.
Sulla base delle argomentazioni in precedenza illustrate, la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio il provvedimento con il quale la Corte dâ€™appello aveva respinto la richiesta di Somogyi di restituzione nel termine, ai sensi del novellato art. 175 c.p.p. al fine di impugnare la sentenza di primo grado e ha restituito il ricorrente nel termine per proporre appello avverso la decisione del Tribunale).
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References: Sentenza 
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 art. 175
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