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Timestamp: 2020-07-11 04:21:45+00:00

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Art. 220 codice di procedura civile - Pronuncia del collegio - Brocardi.it
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Articolo 220 Codice di procedura civile
Dispositivo dell'art. 220 Codice di procedura civile
Sull'istanza di verificazione pronuncia sempre il collegio (1).
Il collegio, nella sentenza (2) che dichiara la scrittura o la sottoscrizione di mano della parte che l'ha negata, può condannare quest'ultima a una pena pecuniaria non inferiore a due euro e non superiore a venti euro (3) (4).
(1) Il termine "collegio" utilizzato nella norma è stato conservato impropriamente dal legislatore: a seguito della riforma del 1998 deve essere inteso come organo giudicante, sia in composizione monocratica che collegiale, a seconda della materia trattata.
Il giudizio di verificazione non rientra, infatti, tra le cause che l'art. 50bis ha riservato al tribunale in composizione collegiale.
(2) La norma stabilisce che il collegio decide con sentenza: pertanto, si ritiene che il giudizio di verificazione sia un giudizio di accertamento dell'autenticità della scrittura, che può avere carattere incidentale se proposto in corso di causa.
Se il giudizio di verificazione è stato proposto in via principale, la sentenza sarà definitiva; se è stato proposto in via incidentale bisogna distinguere se la rimessione al collegio è stata parziale o totale (nel primo caso la sentenza sarà non definitiva, nel secondo potrà essere tanto definitiva, 277, quanto non definitiva, 279).
(3) Importo tradotto in euro a decorrere dal 1 gennaio 2002, ex art. 51, c. 2 e 3, d.lgs. 24 giugno 1998, n. 213.
(4) La possibilità di condannare la parte alla pena pecuniaria rientra tra i poteri discrezionali del giudice.
La previsione di una condanna alla pena pecuniaria induce a ritenere che secondo il legislatore la parte abbia il dovere di non mentire circa l'appartenenza o meno a sé della scrittura o sottoscrizione.
Spiegazione dell'art. 220 Codice di procedura civile
Il procedimento sull’istanza di verificazione si conclude con sentenza che, secondo la giurisprudenza, è in ogni caso definitiva; la relativa pronuncia non rientra nelle ipotesi tassative previste dall’art. 50 bis del c.p.c. e per le quali è stabilita la riserva di collegialità.
Qualora il procedimento si concluda con esito positivo, la sentenza che accerta l'autenticità della scrittura o della sottoscrizione attribuirà al documento l'efficacia probatoria privilegiata di cui all'art. 2702 del c.c..
La norma prevede che in tal caso il giudice potrà decidere se condannare o meno alla pena pecuniaria ivi indicata la parte che, disconoscendo la propria scrittura o sottoscrizione, abbia negato l'autenticità del documento medesimo.
La giurisprudenza ritiene che sia anche ammissibile una condanna per lite temeraria ex art. 96 del c.p.c..
Se, al contrario, il procedimento di verificazione dovesse avere esito negativo, la relativa pronuncia si limiterà a dichiarare non la falsità, ma la non autenticità del documento stesso, privandolo di ogni efficacia probatoria e così rendendolo inutilizzabile.
Massime relative all'art. 220 Codice di procedura civile
Cass. civ. n. 23433/2013
(Cassazione civile, Sez. VI-3, ordinanza n. 23433 del 16 ottobre 2013)
Cass. civ. n. 5929/2012
In tema di istanza di verificazione della scrittura privata in via incidentale, poichè l'art. 220 cod. proc. civ. è norma che, in quanto compresa nella disciplina del procedimento davanti al tribunale in sede collegiale, quando impone la decisione del collegio vuole solo stabilire che si applica la regola comune a quel procedimento per i poteri decisori, che è quella della sua spettanza non all'istruttore, ma al collegio, mentre la regola di competenza sull'istanza è quella implicitamente desumibile dal primo comma dell'art. 216 cod. proc. civ., laddove sottende che la decisione deve farsi dallo stesso tribunale investito della causa in cui la verificazione viene chiesta. Ne deriva che, quando l'incidente di verificazione insorga davanti al tribunale in composizione monocratica o davanti al giudice di pace, la regola di competenza resta identica, in forza dei rinvii di cui all'art. 281 bis e 311 cod. proc. civ., e, pertanto, il tribunale in composizione monocratica o il giudice di pace non possono rimettere la decisione sull'incidente al tribunale in composizione collegiale invocando l'art. 220 cod. proc. civ., che non esprime una regola di competenza.
(Cassazione civile, Sez. VI-3, sentenza n. 5929 del 13 aprile 2012)
Cass. civ. n. 2579/2009
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 2579 del 2 febbraio 2009)
Cass. civ. n. 14227/1999
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 14227 del 17 dicembre 1999)

References: Articolo 220

Articolo 220
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 51
 sentenza 
 sentenza 
 art. 96

Cass. 

Cass. 
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Cass. 
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