Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4722:chimici-petrolio-ppss-ccnl-22-aprile-1983&catid=59&Itemid=139
Timestamp: 2019-10-21 02:47:28+00:00

Document:
Chimici - Petrolio, PP.SS.: CCNL, 22 aprile 1983
Data firma: 22 aprile 1983
Validità: 01.01.1983 - 31.12.1986
Settori: Chimici, Energia, PP.SS.
I - Rapporti sindacali
Protocollo d’intesa sulle relazioni sindacali
Art. 1 - Diritti di informazione - Organizzazione del lavoro - Sviluppo professionale, formazione - Appalti
Art. 2 - Fondo di solidarietà
Art. 3 - Strutture sindacali in azienda
Art. 4 - Istituti di patronato
Art. 5 - Permessi per cariche sindacali
Art. 6 - Aspettativa per cariche pubbliche o sindacali
Art. 7 - Comunicazioni sindacali, diritto d’assemblea e locali
Art. 8 - Contributi sindacali
Art. 12 - Cessione, trasformazione e trasferimento dell’azienda
Art. 13 - Consegna e conservazione utensili e materiali
Art. 14 - Abiti da lavoro
Art. 15 - Visita di inventario e personale di controllo
Art. 16 - Prevenzione infortuni e malattie professionali
Art. 18 - Lavoro delle donne e dei fanciulli
Art. 19 - Disciplina dell’apprendistato
Art. 20 - Aggiornamento tecnico
Art. 21 - Lavoratori studenti
Art. 24 - Passaggio di mansioni e passaggi di categoria
Art. 25 - Retribuzione e modalità della sua erogazione
Art. 26 - Determinazione della quota oraria e della quota giornaliera
Art. 27 - Minimi retributivi
Art. 28 - Elemento retributivo specifico
Art. 29 - Indennità di contingenza
Art. 30 - Aumenti periodici di anzianità
Art. 31 - Forme incentivanti di retribuzione
Art. 33 - Indennità di trasporto
Art. 34 - Contestazioni sulla retribuzione
Art. 36 - Lavoro a tempo parziale
Art. 37 - Sospensione, interruzione e riduzione dell’orario di lavoro
Art. 38 - Recuperi
Art. 40 - Chiamate fuori orario
Art. 41 - Giorni festivi
Art. 42 - Compensi per il lavoro notturno, festivo e straordinario
Art. 43 - Maggiorazioni per lavoro in turno
Art. 45 - Trasferimenti
Art. 46 - Trattamento per trasferte con rimborso a piè di lista
Art. 47 - Trasferte di particolare natura o durata
Art. 48 - Assenza per malattia o infortunio non professionali
Art. 49 - Denuncia di infortunio e malattia professionali
Art. 50 - Conservazione del posto durante l’assenza per malattia o infortunio
Art. 51 - Trattamento economico durante l’assenza per malattia o infortunio
Art. 53 - Tutela delle lavoratrici madri
Art. 54 - Servizio militare
Art. 55 - Aspettativa VII - Estinzione del rapporto di lavoro
Art. 56 - Preavviso di licenziamento e dimissioni
Art. 58 - Anticipazioni sul trattamento di fine rapporto
Art. 59 - Riconoscimento anzianità pregressa ex operai ed ex intermedi
Art. 60 - Certificato di lavoro
Art. 61 - Lavoro all’estero
Art. 62 - Normativa particolare per i lavoratori assunti per l’attività di singoli cantieri
Art. 63 - Contratto di commessa
Art. 67 - Ammonizione scritta e sospensione
Art. 68 - Licenziamento
Art. 69 - Licenziamenti individuali e collettivi
Art. 70 - Reclamo sull’applicazione delle norme del rapporto di lavoro
Art. 71 - Norme di attuazione
Art. 73 - Distribuzione del contratto
Parte I Settore petrolio, metano e settore progettazione, perforazione e montaggio
Allegato II - Sistemazione assegni ad personam Accordo di rinnovo CCNL 30 luglio 1979
Allegato III - Fondo sociale
Allegato IV - Verbale di accordo sul Fondo sociale
Allegato V - Fondo sociale (Accordo 25 luglio 1976)
Allegato VI - Personale inviato a prestare servizio all’estero con contratto estero (Accordo 25 luglio 1976)
Allegato VII - Leggi e decreti richiamati nel presente Contratto
Mensa (Accordo 11 luglio 1974)
Mensa (Accordo 30 luglio 1979)
Mensa (Accordo 10 febbraio 1984)
Allegato IX - Statuto dei lavoratori Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento (Legge 20 maggio 1970, n. 300)
Allegato X - Conclusione vertenza Eni 16 febbraio 1978 Premessa - Occupazione - Organizzazione del lavoro - Salario - Sicurezza nell’ambiente di lavoro
Allegato XI - Parte A TLV (Threshold Limit Values) per sostanze chimiche negli ambienti di lavoro adottati per il 1982 dall’ACGIH (American Conference of Governmental Industrial Hygienists)
Parte II Settore petrolio - metano
Allegato I - Accordi per i trasferimenti collettivi 17 e 26 febbraio 1965
1) Accordo 17 febbraio 1965 (da CCNL 1 aprile 1973 - Petrolieri; All. X)
2) Accordo 26 febbraio 1965 (da CCNL 1 aprile 1973 - Metanieri; All. IX)
Allegato II - Accordo particolare sui trasferimenti 27 luglio 1967 (da CCNL 1 aprile 1973 - Petrolieri, All. X) 1 agosto 1967 (da CCNL 1 aprile 1973 - Metanieri, All. IX)
Allegato III - Accordo sui trasferimenti individuali (da CCNL 1 aprile 1973 - Petrolieri - All. X e CCNL 1 aprile 1973 - Metanieri - All. IX)
Allegato IV - Ferie etilatori (da CCNL Petrolieri 1 aprile 1973)
Allegato V - Lettera Asap sui trasferimenti individuali
Parte III Settore Progettazione - Montaggio - Perforazione
Allegato I - Procedura per trasferimenti collettivi (da CCNL 1 luglio 1974; All. X)
Allegato II - Lettera II Asap su trasferimenti (da CCNL 1 luglio 1974 - All. XVII)
Allegato III - Accordo per le missioni di breve durata (da CCNL 1 luglio 1974 - All. VI)
Allegato IV - Lettera I Asap - Borsisti e periodo di prova (da CCNL 1 luglio 1974 - All. XVII)
Allegato V - Ferie lavoratori addetti controlli radiografici (da CCNL 1 luglio 1974)
Allegato VI - Trattamenti particolari per il personale di cantiere
Contrattazione articolata - Trattamento cantieri
Allegato VII - Condizioni di miglior favore (da CCNL 1 luglio 1974 - All. IV)
Allegato VIII - Lettera VIII Asap su invio in missione dei lavoratori (da CCNL 1 luglio 1974 - All. XVII)
Parte IV Rinvio alla contrattazione aziendale
Protocollo sulle relazioni industriali del settore energia - Eni
Contratto collettivo nazionale di lavoro per le aziende esercenti l’industria di ricerca, di perforazione, di estrazione, di raffinazione, di lavorazione o di distribuzione dei prodotti petroliferi (esclusi comunque la ricerca, l’estrazione ecc. delle rocce asfaltiche e bituminose), aziende che esercitano come attività principali il trasporto (esclusa la navigazione marittima e la navigazione aerea in quanto soggetti a regolamentazioni speciali) e la distribuzione degli idrocarburi liquidi e gassosi a mezzo condotte, compresa la compressione e la rigassificazione degli stessi; aziende esercenti in modo autonomo le attività di progettazione e montaggio di impianti nonché le attività di perforazione
Il 22 aprile 1983, in Roma tra l’Associazione sindacale per le aziende petrolchimiche e collegate a partecipazione statale - Asap e la Filcea-Cgil, la Flerica-Cisl, la Uilpem (Unione Italiana Lavoratori Petrolieri e Metanieri) e da una delegazione costituita dai responsabili regionali e territoriali e dai delegati aziendali delle diverse sedi di lavoro è stato stipulato il presente CCNL, che si applica alle aziende esercenti l’industria di ricerca, di perforazione, di estrazione, di raffinazione, di lavorazione o di distribuzione di prodotti petroliferi (esclusi comunque la ricerca, l’estrazione ecc. delle zone asfaltiche e bituminose); alle aziende che esercitano come attività principali il trasporto (esclusa la navigazione marittima e la navigazione aerea in quanto soggette a regolamentazioni speciali) e la distribuzione degli idrocarburi liquidi e gassosi a mezzo condotte, compresa la compressione e la rigassificazione degli stessi; nonché alle aziende esercenti in modo autonomo le attività di progettazione e montaggio di impianti nonché le attività di perforazione, comprese nella sfera di rappresentanza delle parti costituite.
Le parti si danno reciprocamente atto che la distinzione tra operai e impiegati, superata in tutti gli aspetti che ricadano nell’ambito dell’autonomia sindacale, verrà mantenuta a titolo individuale ai soli fini previdenziali.
Le parti confermano il loro impegno ad adoperarsi nelle sedi competenti per il superamento delle differenze di cui sopra.
1) Con il presente Contratto le parti hanno inteso realizzare non solo uno strumento volto all’astratta determinazione dei reciproci diritti e doveri, ma soprattutto dar vita a una strumentazione di rapporti sindacali e sul lavoro volta a favorire - assieme al perseguimento degli obiettivi del movimento sindacale e dei lavoratori - il più rapido ripristino della funzione dell’impresa in quanto istituzione chiamata ad accrescere e ben distribuire le risorse; ciò per la capacità che gli istituti previsti nel presente Contratto sono destinati a manifestare: da una parte, per far coincidere concretamente la disponibilità teorica della forza lavoro con l’effettiva sua disponibilità all’interno del processo produttivo, dall’altra per conferire al sindacato un incisivo controllo sul modo di formazione delle risorse e quindi in grado di dare effettiva rispondenza alle esigenze di sviluppo del Paese e del relativo processo di riallocazione delle risorse stesse.
L’economicità gestionale, resa ancor più necessaria per la generale situazione di crisi economica ed occupazionale che investe anche l’Eni, rende indispensabile, anche per garantire l’autonomia imprenditiva delle società dell’area contrattuale, il recupero di ogni possibile margine di efficienza e produttività della forza lavoro, correttamente compreso nell’ambito di progetti e programmi riguardanti l’intera gamma delle problematiche gestionali; tale recupero non potrà pertanto non essere inquadrato che nell’ampio disegno di politiche industriali perseguite dall’Eni nel settore energetico in virtù delle funzioni ad esso assegnate.
2) A tal proposito, a prescindere almeno in questa fase, dalla sistemazione contrattuale dei rapporti di lavoro e dagli approfondimenti e verifiche ad essa relativi, l’Asap prende atto della pienezza di rappresentatività dei sindacati firmatari nella funzione di interlocutore sociale con l’insieme del settore energetico dell’Eni e con ciò l’Asap intende aderire alla richiesta di una trattazione unitaria delle informazioni relative all’intero ciclo energetico Eni.
Le continue esigenze di cambiamento e di adeguamento ai contesti produttivi inducono le parti ad orientare la struttura contrattuale verso una direzione in cui norme ed istituti siano sempre direttamente ed efficacemente riconducibili alle esigenze di razionalizzazione delle strutture dello sviluppo produttivo delle diverse e specifiche iniziative imprenditive e finalizzate al migliore utilizzo e alla migliore valorizzazione della risorsa umana. A tal fine sarà compito delle relazioni industriali dar vita ad una struttura contrattuale, articolata in settori, volta a valorizzare ai fini gestionali articolazioni di trattamenti adeguati alla specificità dei diversi settori operativi con riferimento alle questioni connesse con le tecnologie, i prodotti e i relativi mercati, nonché ad individuare i livelli più efficaci per la gestione e la composizione dei conflitti.
3) Le parti riconoscono la fondamentale importanza che assume la contrattazione articolata relativamente alla contrattazione, alla gestione, al controllo dello svolgimento dei rapporti di lavoro nelle sedi di lavoro da parte dei CdD. Le parti convengono che ciò dovrà attuarsi nel quadro delle indicazioni fornite nonché dei precisi impegni derivanti alle parti dalla contrattazione collettiva cui è affidata la definizione e la gestione della politica sindacale del settore e sulla base dell’impegno ad un coerente governo dell’iniziativa sindacale ai vari livelli, sia di categoria sia societario che territoriale, anche con riferimento a quanto previsto dal punto 13 dell’Accordo stipulato dalle parti sociali presso il Ministero del lavoro il 22 gennaio 1983. Ciò anche al fine di rendere conformi e coerenti la componente di costo e l’iniziativa rivendicativa al principio di economicità di gestione nonché agli obiettivi generali dei rapporti sociali e al miglioramento delle condizioni di lavoro.
Con il presente Contratto le parti hanno inteso realizzare e riconoscere che la normativa e la strumentazione contrattuale deve rispondere alle opportunità che la gestione propone.
I cambiamenti, la peculiarità della situazione economica, la rilevanza strategica delle attività delle società del settore energia dell’Eni, impongono l’esigenza di porre in essere con reciproca responsabilità le soluzioni individuate, mantenendo peraltro la coerenza con le tutele individuali e collettive acquisite.
Tale volontà delle parti di procedere a tale cambiamento qualitativo, ha trovato esplicazione e dovrà essere concretamente realizzata principalmente mediante:
- una vigenza contrattuale di quattro anni;
- la conferma dell’attuale sistema di classificazione fino a tutto il 1985 con le modalità di gestione pattuite;
- la struttura settoriale;
- le articolazioni dell’orario di lavoro la cui programmabilità annua, sarà adeguata alle effettive esigenze di mercato e di servizio;
- l’individuazione di strumenti e istituti concordati che consentiranno un utilizzo flessibile della forza-lavoro quali il contratto di commessa, il contratto a tempo determinato, il contratto a tempo parziale, la programmabilità delle ferie etc.;
- la normativa contrattuale tesa a controllare il fenomeno dell’assenteismo, anche se tale problema nel settore non ha globalmente aspetti rilevanti;
- la definizione di uno schema di rapporti e di mezzi contrattuali per la gestione dei problemi occupazionali derivanti da ristrutturazioni o da ridotta attività lavorativa;
- il controllo della conflittualità.
In proposito le parti preso atto che l’attuale situazione economica rende necessario procedere a complessi interventi anche nel comparto energetico dell’Eni, con particolare riferimento alle iniziative di razionalizzazione, ristrutturazione e risanamento per le aziende dell’area contrattuale, ritengono di doversi reciprocamente impegnare per far sì che il sistema di relazioni industriali del settore sia improntato, pur nel rispetto delle reciproche autonomie ed interessi, alla massima salvaguardia dei processi produttivi ed al perseguimento degli obiettivi di economicità di gestione delle aziende.
A tal fine le parti concordano di improntare i propri comportamenti ai seguenti principi:
a) le OSL si impegnano ad evitare, in particolare nei prossimi 18 mesi, il ricorso intempestivo ad azioni dirette privilegiando un confronto sindacale per la composizione negoziale di eventuali controversie. Ciò anche con il ricorso ad istanze successive per vertenze non risolte in sede locale;
b) le aziende nel contempo si impegnano ad evitare azioni unilaterali privilegiando il confronto preventivo e la ricerca delle soluzioni negoziali;
c) la contrattazione aziendale non potrà avere ad oggetto materie già definite in altri livelli di contrattazione;
d) saranno previste istanze successive, a livello territoriale e nazionale, per la definizione in tempi brevi di eventuali controversie non risolte in sede aziendale. Durante l’esperimento delle diverse fasi di incontro le OSL si asterranno da azioni sindacali;
e) la materia delle ristrutturazioni e riorganizzazioni aziendali alla luce degli impegni di cui all’intesa contrattuale sarà oggetto di particolare attenzione a livello nazionale, con l’obiettivo di risolvere, con il massimo grado di consenso, problematiche concernenti le questioni occupazionali.
Dichiarazione delle OSL
Le OSL in merito al problema dell’assetto degli impianti e di determinati servizi primari, durante l’esercizio del diritto di sciopero, riconfermano, nell’ambito della loro autonomia, gli impegni contrattuali tesi ad assicurare, nel comune interesse, un congiunto esame dei problemi connessi all’incolumità delle persone, alla sicurezza ed integrità degli impianti, all’esigenza di riconoscere l’essenzialità di determinati servizi primari.
I. Diritti di informazione
Nello spirito di quanto contenuto nella premessa contrattuale e in considerazione dell’importanza strategica del settore energia ai fini della scelta nel campo dell’energia basata sulla politica dell’economicità, della sicurezza e della diversificazione delle varie fonti, della politica dei risparmi energetici, della riduzione dei consumi e della qualificazione dei prodotti, della necessità di attuare una politica attiva della ricerca scientifica e applicata e dei sistemi di informatica, le aziende, al fine di consentire alle OSL di conoscere le implicazioni che progetti strategici, programmi di investimenti sia in Italia che all’estero per la realizzazione di nuove strutture produttive di rilevante importanza, per la trasformazione strutturale degli impianti esistenti o per sostanziali modificazioni delle altre strutture produttive, per qualificanti iniziative nel campo della ricerca sia mineraria che tecnologica potranno avere sul mercato del lavoro, sulla forza lavoro occupata, metteranno le OSL in grado:
1) di disporre di una puntuale conoscenza e di esprimere, in sede di esame congiunto, la loro autonoma valutazione in ordine:
a) all’occupazione anche nei suoi contenuti tecnologici e dell’organizzazione del lavoro;
b) al coordinamento dei processi di investimento, qualificazione e indirizzi produttivi con le esigenze di sviluppo dell’economia e della società italiana, quali avvertite e prospettate dalle OSL medesime;
2) di formulare i termini e le condizioni del loro eventuale consenso, sia al progetto nel suo complesso, che ai suoi aspetti relativi alla localizzazione degli impianti ed alle condizioni ambientali ed ecologiche.
In ordine all’attuazione di quanto sopra le parti riconoscono che l’esercizio dei diritti di informazione avverrà nel rispetto delle specifiche competenze previste per ciascun livello e quindi non potrà avere per oggetto materie già acquisite in altri livelli contrattuali.
A) A livello di settore energetico Eni
Sarà annualmente fornito alle OSL un quadro articolato di riferimento sulle strategie globali relative alle attività energetiche del Gruppo, anche in rapporto alla situazione internazionale, e con riferimento agli indirizzi e alle scelte della programmazione nazionale ed alle politiche organizzative complessive.
B) A livello di settori contrattuali o di azienda
A livello di settore contrattuale o di aziende saranno forniti annualmente alle OSL nazionali, queste ultime assistite dalle rappresentanze dei lavoratori delle diverse unità produttive, le informazioni di cui ai punti seguenti:
1) le prospettive di sviluppo imprenditoriale, i programmi di attività delle aziende e le implicazioni sugli investimenti e sugli aspetti industriali ed organizzativi;
2) le linee generali della politica di ricerca;
3) i dati consuntivi sia qualitativi che quantitativi dell’occupazione e il prevedibile andamento della stessa, anche in relazione a processi di riorganizzazione e riconversione aziendale, nonché all’applicazione delle normative in materia di occupazione femminile e giovanile nonché i dati analitici relativi (turn-over, sesso, anzianità, età, inquadramento contrattuale ecc.);
4) i programmi di formazione e di riconversione professionale;
5) le problematiche relative sia all’assunzione che all’impiego del personale invalido;
6) le previsioni di apertura dei cantieri in Italia e all’estero con riferimento particolare alle condizioni logistiche, ambientali, di sicurezza ed occupazionali.
Nel corso dell’anno verranno effettuati incontri di verifica su richiesta di una delle parti.
C) A livello di grande unità produttiva o di comparto
Con riferimento alle grandi unità produttive (es. raffineria), o comparti (es. raffinazione o distribuzione), l’Asap e le aziende forniranno, alle competenti strutture delle OSL, le seguenti informazioni:
D) A livello territoriale regionale
L’Asap si dichiara disponibile, a fornire, di norma annualmente, alle OSL interessate informazioni circa gli insediamenti delle aziende associate nel settore, i corrispondenti livelli occupazionali e circa nuove eventuali iniziative o modifiche delle situazioni esistenti, nonché sui conseguenti riflessi occupazionali.
L’informativa che le aziende e l’Asap forniranno alle OSL negli incontri di confronto e verifica previsti a livello nazionale o regionale, o negli incontri a livello di settore, potrà essere comprensiva degli aspetti concernenti la valutazione delle possibili dimensioni delle problematiche di natura ambientale ed ecologica.
L’Asap nell’esercizio della rappresentanza istituzionale delle aziende del Gruppo Eni dichiara la sua disponibilità ad operare concretamente nello spirito delle intese raggiunte con la Federazione Cgil-Cisl-Uil e all’interno delle direttive e delle politiche dei pubblici poteri nei termini di una fattiva collaborazione con gli altri soggetti istituzionali e imprenditoriali per la realizzazione di una politica attiva dell’occupazione nel territorio:
- attraverso l’opportuna messa a disposizione di iniziative e strutture di assistenza tecnica e promozionale unitamente alle specifiche capacità di iniziativa imprenditoriale;
- partecipando all’individuazione complessiva della struttura qualitativa della manodopera interessata al fine di facilitare l’incontro fra domanda e offerta di lavoro;
- partecipando alla definizione dei programmi di formazione adeguati alle esigenze di riqualificazione professionale dei lavoratori interessati al ricollocamento.
II. Organizzazione del lavoro
In questo quadro, il processo di organizzazione del lavoro nella sua individualità culturale e tecnica - per il cui governo le parti rinviano ai principi e ai criteri operativi contenuti nel documento in premessa - tende a risultare continuamente interagente col processo di sviluppo articolato del settore attraverso la dinamica dei diversi comparti e quindi rimane chiaramente finalizzato con esso agli obiettivi di cui al punto precedente. Così la non facile problematica del cambiamento, in tutta la sua portata di alimentazione e di garanzia di efficacia dell’innovazione, costituisce il nucleo fondamentale del costante impegno che le parti intendono esplicare per il controllo del processo complessivo, dal piano delle specifiche competenze e dei relativi interessi. Inserito dunque in questa prospettiva, il processo di organizzazione del lavoro attinge la sua efficacia dall’inscindibile combinazione di tre obiettivi pratici tra loro strettamente correlati: alti livelli di professionalizzazione, elevati livelli di remunerazione, duttilità di gestione della forza lavoro nonché disponibilità concreta della stessa alla dinamica della gestione. Mentre la sua efficacia non potrà mancare di esprimersi anche sul piano dei problemi correnti relativi alla presenza sul lavoro.
III. Sviluppo professionale - Formazione
Al fine di attuare una politica attiva dello sviluppo professionale dei lavoratori le aziende sono impegnate ad uniformare i propri comportamenti ai principi di: a) "assunzioni dal basso"; b) "ricerca all’interno", con il ricorso ad opportune forme di pubblicizzazione interna; c) (in genere) "organizzazione del lavoro", quali previsti al paragrafo II del presente articolo nonché con riferimento alla premessa contrattuale.
b) a dare avvio - ai fini del migliore perseguimento degli specifici obiettivi - ad una prassi di preventiva informazione volta a portare le Organizzazioni sindacali, ai diversi livelli, a conoscenza dei programmi e delle previsioni in materia di impiego del personale;
c) ad esaminare con le rappresentanze sindacali dei lavoratori, ai diversi livelli, i programmi delle attività di formazione e di addestramento intesi a favorire la crescita dei livelli professionali dei lavoratori, ivi compresi i criteri per l’individuazione dei lavoratori cui tali attività siano destinate. Al fine di favorire l’aggiornamento e la riqualificazione professionali richiesti dall’esigenza di supportare la mobilità anche interfunzionale e consentire il necessario adeguamento a fronte del prevedibile intensificarsi del processo di innovazione tecnologica e organizzativa, le parti - anche con riferimento ai processi di riconversione collegati alle razionalizzazioni produttive - convengono la costituzione di una Commissione Eni, Asap e OSL nazionali per realizzare una più approfondita conoscenza complessiva delle varie tematiche relative alla formazione professionale.
IV. Appalti - Indotto - Decentramento - Lavoro a domicilio
Ai fini di una efficace disciplina degli appalti, nel quadro di una regolamentazione puntuale del mercato del lavoro, le aziende in occasione degli incontri di cui al paragrafo I del presente articolo forniranno alle rappresentanze dei lavoratori tutte le indicazioni necessarie per individuare tutti i fenomeni correlati alle nuove attività e ai connessi processi di investimento con particolare riferimento ai problemi dell’occupazione: "politica dell’indotto", sua articolazione per tipologia di prodotto: ipotesi di scorporo di attività proprie del ciclo produttivo e comunque fatti di "decentramento produttivo" come tali; eventuale lavoro a domicilio per il quale si riconferma, ovviamente, il leale ossequio e quanto disposto dalla legge 18 dicembre 1973 n. 877. Ciò al fine di permettere un approfondito esame dei problemi relativi.
Per quanto concerne i problemi connessi con il trasporto carburanti alla rete stradale si rinvia agli accordi relativi (allegato I, A, parte IV).
L’Asap e le aziende da essa rappresentate, al fine di una migliore strumentazione del sistema di relazioni industriali, nel pieno rispetto del principio dell’autonomia sindacale in tutta la sua portata operativa, prendono atto della volontà delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori di affidare la rappresentanza sindacale a livello di unità locale ai Consigli dei delegati e si impegnano a facilitare ad essi l’assolvimento degli specifici compiti operativi.
Nell’ambito del Consiglio dei delegati è costituito un Comitato esecutivo il quale è delegato dal CdD a trattare le materie proprie del livello aziendale, eventualmente assistito dai sindacati territoriali di categoria.
Il Consiglio dei delegati, oltre ad assorbire i compiti riconosciuti alle Commissioni interne dall’Accordo interconfederale del 18 aprile 1966, è l’Organo sindacale di rappresentanza unitaria al livello di unità produttiva e assolve a tutti i compiti di tutela e contrattazione per le materie di interesse dei lavoratori in azienda.
Per quanto riguarda la composizione ed il numero dei membri dei CdD, nonché il loro funzionamento e il monte ore di permessi per lo svolgimento delle loro attività (che dovrà comunque tener conto del buon andamento dell’attività produttiva), si fa riferimento agli accordi stipulati sulla materia con le OSL territoriali di categoria dei lavoratori.
Le riunioni del Consiglio nel caso in cui si svolgano durante l’orario di lavoro avverranno previo preavviso alla direzione locale compatibilmente con le esigenze produttive dell’azienda.
Ai sindacati territoriali di categoria è unitariamente affidata la notifica alle aziende dell’elezione dei membri del Consiglio dei delegati e dell’esecutivo.
I sindacati riconoscono la funzione unitaria del nuovo organismo, mentre le aziende si impegnano a non porre in essere atti o comportamenti che riducano il principio della rappresentanza unitaria di unità operativa e, quindi, a non riconoscere organismi di rappresentanza diversi dal Consiglio dei delegati.
Le parti si danno reciprocamente atto che con la regolamentazione di cui al presente articolo hanno inteso dare pratica applicazione al disposto degli artt. 19 e 23 della legge 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei lavoratori).
È possibile l’assunzione di lavoratori con contratto a tempo determinato, in conformità alle disposizioni legislative in materia, anche quando si verifichi la necessità di intensificare l’attività lavorativa cui non sia possibile sopperire con il normale organico.
Per i Contratti di lavoro a tempo determinato, si applicano le norme previste nel presente Contratto, in quanto compatibili con la natura del rapporto, eccezion fatta per quelle relative al preavviso.
Per quanto concerne le assunzioni con Contratto a tempo determinato, nel confermare che il ricorso all’istituto è limitato ai soli casi consentiti dalla legge, e al fine anche di favorire l’occupazione giovanile, le aziende si dichiarano disponibili a verificarne con i CdD la concreta attuazione nonché la possibilità di dare precedenza, in caso di assunzione a tempo indeterminato, ai lavoratori che abbiano già svolto attività con contratto a termine, fatte salve le vigenti norme di legge.
Non sono ammesse le lavorazioni nelle quali gli agenti chimici di cui alla parte A dell’allegato 11, parte prima, superino i limiti massimi stabiliti dalle tabelle dell’American Conference of Governamental Industrial Hygienists secondo i criteri di applicazione indicati dalle tabelle stesse. Le lavorazioni nelle quali siano presenti agenti fisici di rischio dovranno essere effettuate tenendo conto dei limiti e delle procedure di cui alla parte B dell’allegato 11, parte prima (fattori fisici).
Tali tabelle verranno aggiornate in relazione ai mutamenti ad esse apportati di volta in volta dall’ACGIH.
Nel caso in cui limiti ambientali vengano definiti con leggi nazionali, essi verranno assunti contrattualmente.
Dovranno essere posti sotto controllo, attraverso una idonea strumentazione tecnica quei fattori ambientali che possano dare origine a nocività.
Ciò premesso, le parti si danno atto dell’esigenza di procedere a periodiche indagini sull’ambiente di lavoro, volte a salvaguardare nel modo migliore la salute dei lavoratori.
Al fine di realizzare tale controllo le parti convengono quanto segue:
Il CdD è competente, per parte dei lavoratori, a trattare tutti i problemi derivanti dall’ambiente di lavoro. Pertanto il CdD, salvo l’opportuna strumentazione pratica operativa, da definirsi - ai diversi livelli - a seconda dei casi, in funzione di un più agile funzionamento potrà:
e) presentare proposte al fine dell’informazione e della sensibilizzazione nonché della formazione dei lavoratori in materia di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e specifiche;
È competenza congiunta delle aziende e del CdD esaminare e definire le misure tecniche atte a ricondurre le situazioni di rischio esistenti in azienda entro i limiti di soglia, sia mediante interventi di carattere generale, sia mediante provvedimenti di carattere personale volti a ridurre l’esposizione al rischio ed i suoi eventuali riflessi. Le aziende inoltre sono disponibili a esaminare con i CdD specifici interventi organizzativi e di programmazione della manutenzione nei casi in cui sussista il superamento dei suddetti limiti di soglia.
A tale proposito l’azienda, riconoscendosi che in generale gli interventi di manutenzione devono contribuire anche a garantire il mantenimento ed il miglioramento della sicurezza e delle condizioni ambientali, dichiara che verranno sviluppate linee di interventi tendenti ad intensificare sistemi di manutenzione preventiva, produttiva e migliorativa, oltre ad applicare sistemi di controllo e di ispezione che consentano una migliore individuazione degli interventi da effettuare.
Ciò avverrà nell’ambito di una programmazione organizzativa delle attività di manutenzione impianti sorretta sia da adeguati strumenti conoscitivi e di memorizzazione, in relazione ai singoli concreti obbiettivi da raggiungere, sia da adeguati programmi di addestramento e formazione del personale di manutenzione e dallo studio di innovazioni di metodo e tecniche.
Le aziende inoltre dichiarano di essere disponibili a dotarsi di ulteriori strumenti e procedure per la più corretta attuazione e per l’integrazione della normativa specifica di legge in materia di infortuni e malattie professionali. Tali strumenti e procedure, da realizzare ai livelli aziendali con la partecipazione delle funzioni concretamente interessate alla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, potranno fare riferimento a criteri quali:
a) l’analisi delle situazioni di rischio e la programmazione degli idonei interventi di natura preventiva, anche sulla base delle evidenze risultanti dagli strumenti di memorizzazione previsti per legge per i vari settori (es. registro infortuni tenuto dall’azienda ai sensi del DPR n. 547/55 e DM 19 dicembre 1958; registro infortuni previsto dal DPR n. 128/59 per l’attività disciplinata dalle norme di polizia delle miniere e delle cave; eventuali altre fonti normative o disposizioni nazionali e regionali) nonché sulla base degli strumenti eventualmente previsti dall’azienda ad integrazione delle norme di legge;
b) la costituzione di appositi Comitati di sicurezza che abbiano la funzione di coordinare le attività per lo studio e l’ottimizzazione delle procedure antinfortunistiche e di sicurezza per i settori dove tale tematica sia più rilevante, garantendo inoltre - nel caso ciò sia previsto da Accordi sindacali - modalità per un confronto con le OSL sui problemi emergenti, anche in relazione ai criteri definiti dal successivo comma sedicesimo.
Per mettere in grado i lavoratori di meglio conoscere i fattori di rischio capaci di influire sulla loro salute e sicurezza nell’ambiente di lavoro, anche in relazione al rapporto tra fabbrica e territorio, le aziende si impegnano ad una adeguata informativa dei CdD su tali fattori e sulle modalità per un loro controllo. In particolare:
a) annualmente le aziende informeranno i CdD sull’entità delle spese previste per comparti di attività e per rilevanti insediamenti in relazione a programmi di bonifiche degli impianti per sicurezza ed igiene ambientale, nonché sui principali interventi previsti. Le aziende forniranno inoltre ai CdD l’elenco dei lavori di bonifica effettuati ed i relativi importi;
b) in occasione della costruzione di nuovi impianti le aziende informeranno i CdD sulle caratteristiche degli stessi e sulle conseguenti misure predisposte in materia di sicurezza e di igiene ambientale;
c) le aziende e l’Asap forniranno alle OSL, quale componente sociale del territorio, a richiesta dei CdD ed a completamento del quadro di informazione in loro possesso sulle condizioni ambientali in fabbrica, i dati relativi agli affluenti liquidi e gassosi dichiarati secondo le vigenti disposizioni di legge, con riferimento in particolare alla quantità e qualità degli scarichi finali di stabilimento.
d) l’Asap e le aziende si dichiarano inoltre disponibili a partecipare nelle sedi competenti alla formulazione di una valida politica di difesa ecologica. Ribadita l’esigenza che sia comunque salvaguardata la riservatezza delle informazioni, le aziende si impegnano a comunicare ai CdD su loro richiesta le sostanze utilizzate negli impianti di produzione e le relative caratteristiche tossicologiche, quali risultano dall’acquisizione scientifica esistente. Per le impurezze di reazione l’informazione si riferirà a quelle di cui è nota l’esistenza; per quanto attiene ai laboratori la comunicazione verterà sulle sostanze di uso corrente;
e) in occasione dell’introduzione di nuove sostanze nei processi produttivi, riconfermata l’opportunità dell’informazione preventiva ai CdD, l’azienda farà riferimento alle acquisizioni scientifiche tecnico-mediche esistenti per quanto riguarda i loro effetti sulla salute;
f) per quanto riguarda i rischi eventualmente derivanti da prodotti o residui di lavorazione ceduti a terzi, le aziende si impegnano a dare a questi le opportune comunicazioni in merito alla specifica natura di detti prodotti o residui al fine della prevenzione dei rischi;
g) le aziende garantiranno ai CdD una idonea informativa sulle risultanze dell’andamento infortunistico e sulle problematiche della prevenzione infortuni e malattie professionali.
Per quanto concerne le indagini ambientali di rischio e gli accertamenti medici specifici per il personale interessato, le parti convengono di fare riferimento alle seguenti modalità operative:
a) le aziende e i CdD si accorderanno a livello locale sui programmi di indagine e le relative priorità. Con riferimento alle conclusioni derivanti dai rilievi tecnico-scientifici, le parti si riservano la piena libertà di acquisizione delle conclusioni medesime, nonché della valutazione delle stesse ai fini della necessaria risoluzione dei problemi relativi;
b) per garantire la sistematicità e la tempestività delle indagini, sia quelle programmate sia quelle che di volta in volta si rendessero necessarie a fronte dei problemi emergenti, le indagini verranno normalmente eseguite da strutture tecniche dell’azienda in collaborazione con il CdD e specificatamente coi delegati delle unità interessate alle indagini, con metodologie, localizzazione e frequenze degli interventi preventivamente concordati;
c) le aziende assumeranno l’onere relativo alle indagini ambientali ed alle misure per la tutela dei lavoratori per i casi, i modi e i termini concordati tra le parti;
d) le aziende si dichiarano disponibili ad esaminare coi CdD la possibilità di installare idonee apparecchiature di analisi continua, volte a mantenere sotto controllo gli eventuali agenti di rischio nel posto di lavoro;
e) le parti, in presenza di specifiche motivazioni organizzative, potranno concordare il ricorso alle strutture del Servizio sanitario nazionale o ad Enti ed istituti specializzati in grado di offrire le massime garanzie in ordine all’intervento ed ai suoi risultati.
In tal caso le parti interessate hanno il diritto di far seguire la commessa e le indagini in ogni loro fase da propri tecnici e specialisti;
f) qualora le aziende - in particolari situazioni impiantistiche ed operative nelle quali sia obiettivamente frequente la necessità di indagini ambientali e sanitarie mirate a rischio lavorativo - intendano utilizzare lo strumento della convenzione per quanto concerne le modalità di effettuazione delle indagini da parte delle USL, il testo della convenzione medesima verrà preventivamente portato a conoscenza delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori e le indagini necessarie per attuare quanto convenuto verranno effettuate secondo le dimensioni quantitative e qualitative previste di comune intesa tra le rappresentanze sindacali e le aziende di concerto con le USL. In tale ambito inoltre - per l’effettuazione di indagini particolarmente impegnative e complesse - potrà essere concordato tra le parti medesime e le USL sia l’utilizzo di strutture tecniche di società del Gruppo Eni in grado di svolgere le indagini medesime, sia il ricorso a strutture pubbliche e specializzate in igiene industriale e medicina del lavoro convenzionate con l’Eni e le singole aziende;
g) laddove, a seguito delle indagini ambientali effettuate secondo le procedure di cui sopra, vengano individuate particolari situazioni di rischio, tenuto conto oltre che dei dati oggettivamente rilevabili anche del giudizio di compatibilità espresso dal gruppo omogeneamente interessato a quel determinato ambiente, le parti concorderanno di volta in volta l’attuazione di accertamenti medici specifici per il personale interessato all’area di rischio individuata, ricorrendo di norma alle strutture del Servizio sanitario nazionale ovvero ad Enti o specialisti esterni; in ogni caso la raccolta di tutte le risultanze avverrà in sede aziendale, al fine di garantire la corretta e tempestiva valutazione sindacale delle risultanze stesse e le più corrette soluzioni contrattuali.
Le parti, concordando che un potenziamento della medicina preventiva al livello di fabbrica e in generale della prevenzione dei rischi negli ambienti di lavoro e nel territorio potrà realizzarsi con la completa attuazione della riforma sanitaria, si impegnano a collaborare con il Servizio sanitario nazionale e con le strutture di prevenzione delle Unità Sanitarie Locali. In tale prospettiva:
a) le aziende - previa intesa con le OSL ed in relazione alla normativa di attuazione della legge n. 833/78 - metteranno a disposizione degli Enti e strutture come sopra individuati i dati biostatistici e quelli ambientali rilevati nei luoghi di lavoro;
b) i servizi aziendali di medicina, di sicurezza e di ecologia esistenti nelle aziende svolgeranno in maniera integrata i propri compiti preventivi per la sorveglianza sui fattori di rischio, nell’ambito degli indirizzi e secondo gli standard di servizio eventualmente fissati dai piani sanitari regionali, coordinandosi - nel rispetto dei reciproci ruoli - con le USL ove queste siano operanti. Su tale materia le aziende concorderanno con i CdD la natura e le modalità di una azione congiunta.
Quali strumenti idonei a concorrere ad una efficace opera di prevenzione dei vari tipi di rischio nonché di tutela della salute del lavoratore vengono utilizzati:
a) il registro dei dati ambientali tenuto ed aggiornato a cura dell’azienda. In esso saranno annotati per ogni reparto i risultati delle rilevazioni periodiche riguardanti i fattori ambientali fisici e chimici, i quali possono determinare situazioni di nocività o particolari gravosità; le singole registrazioni saranno affisse nei reparti interessati. Il registro dei dati ambientali dovrà tenere conto delle caratteristiche specifiche del settore produttivo in cui si opera;
b) il registro dei dati biostatistici relativo ai vari reparti esposti a rischio lavorativo. L’insieme dei registri di tutti i reparti sarà tenuto ed aggiornato a cura dell’azienda.
Nel registro dei dati biostatistici saranno annotati per ogni reparto i risultati statistici delle visite mediche e degli esami periodici, nonché le assenze per infortuni, malattie professionali e malattie comuni. Il registro dei dati biostastici dovrà tener conto delle caratteristiche specifiche del settore in cui si opera.
Il registro sarà tenuto dall’azienda a disposizione del CdD e dei lavoratori;
c) la cartella sanitaria e di rischio lavorativo dovrà tener conto delle caratteristiche specifiche del settore produttivo in cui si opera. La cartella sanitaria e di rischio lavorativo, da realizzare per ogni lavoratore, sarà tenuta ed aggiornata a cura dei servizi sanitari aziendali con vincolo di segreto professionale e dovrà essere idonea ad ordinare e memorizzare i dati sanitari e di rischio lavorativo. Le informazioni da raccogliere nella cartella sanitaria e di rischio lavorativo dovranno contenere elementi quali:
1) i risultati delle visite mediche di assunzione e periodiche e degli eventuali esami clinici, i dati relativi agli infortuni e alle malattie professionali, nonché quelli forniti dal lavoratore relativamente alle malattie ed agli infortuni non professionali. La cartella sanitaria e di rischio lavorativo, per quanto riguarda il personale femminile, comprende tutti i dati concernenti la maternità e la salute riproduttiva. Tali dati saranno aggiornati e fatti registrare dalla lavoratrice stessa, che potrà avvalersi della assistenza, per tali aggiornamenti, dei servizi della USL e dei consultori;
2) in sezione staccabile i dati e variabili che caratterizzano l’ambiente in cui il lavoratore presta la propria attività e cioè: reparto e/o mansione, posizione e attività di lavoro, agenti di rischio e durata dell’esposizione. Verrà inoltre indicato se il lavoratore è adibito o meno a lavoro in turno.
Al lavoratore sarà consegnata copia integrale della cartella ogni volta ne faccia richiesta (direttamente o tramite il proprio medico curante) e comunque al momento in cui debba passare ad un altro luogo di lavoro.
d) Scheda delle sostanze chimiche utilizzate. Tale strumento sarà realizzato sulla base dei modelli di scheda di sicurezza già esistenti a livello aziendale o di fabbrica, ai fini di una migliore conoscenza sia dei rischi effettivi sul lavoro, sia delle caratteristiche intrinseche delle principali sostanze pericolose in uso, tenendo conto della peculiarità delle singole situazioni di rischio e lavorative.
e) Scheda di affidabilità impianti. Le parti acquisiranno i risultati della norma attuativa della direttiva CEE n. 501/82 in ordine agli impianti a rischio di incidente rilevante (art. 5), impegnandosi sin d’ora a verificarne i criteri applicativi al fine della conseguente costituzione di apposite schede.
I criteri di impostazione degli strumenti informativi come sopra individuati costituiranno oggetto di esame congiunto tra le parti a livello di settore entro il 1983 in relazione alle specifiche caratteristiche dello stesso, sulla base di linee guida concordate a livello nazionale tra Asap e OSL.
L’Asap e le OSL svolgeranno incontri a livello nazionale nei quali l’Asap - d’intesa con le aziende interessate - fornirà alla OSL medesima l’informativa sui rischi più gravi e più diffusi in materia di ambiente di lavoro e sicurezza.
Nel corso di tali incontri verranno:
a) confrontate le evidenze emerse in merito ai suddetti rischi sui luoghi di lavoro;
b) valutate le rilevanze dei medesimi anche alla luce dei riscontri obiettivi che tali evidenze possono comportare sul piano nazionale;
c) concordate azioni di sistematico controllo di situazioni di rilevanza particolarmente grave per ambito territoriale e livello di rischio, al fine anche di pervenire ad iniziative di possibile intervento;
d) garantiti i corretti flussi informativi sulla natura e sulla portata dei principali rischi di infortunio e malattia professionale, anche riferentesi all’attività di più aziende interessate al medesimo rischio;
e) elaborati sulla base delle risultanze emergenti, criteri per la determinazione e per la verifica di procedure ulteriori di sicurezza, da definire successivamente a livello di settore o aziendale tra le parti interessate;
f) esaminate - a fronte di dimostrate situazioni di rischio - eventuali problematiche relative a sostanze cancerogene e mutagene, tenendo conto sia delle risultanze dei lavori delle Commissioni di studio ufficialmente costituite e degli istituti previsti dalla legge di riforma sanitaria, sia delle valutazioni di enti di ricerca scientifica di indiscussa autorità e competenza (IARC, Comitato Scientifico Consultivo per l’esame della tossicità ed ecotossicità dei composti chimici della CEE, Commissione Cancerogenesi e Mutagenesi, National Cancer Institute, EPA, NIOSH, OSHA).
Nel caso in cui le parti - al fine di migliorare le condizioni dell’ambiente di lavoro - abbiano concordato sulla necessità di apportare sostanziali modifiche agli impianti, tali da imporre la riduzione della produzione o la fermata degli stessi, l’azienda provvederà - ove possibile - ad utilizzare in altre attività all’interno dello stabilimento i lavoratori. Nel caso in cui ciò non fosse possibile le parti si richiamano a quanto previsto in materia dall’art. 37.
Per la tutela del lavoro della donna e dei fanciulli e per i problemi della parità tra uomini e donne in materia di lavoro si fa rinvio alle norme di legge.
Le parti riconoscono la rilevanza dell’aggiornamento tecnico-culturale dei lavoratori.
Pertanto l’azienda organizzerà in funzione delle esigenze aziendali, corsi di specializzazione, perfezionamento ed aggiornamento su materie di suo specifico interesse, di cui fornirà notizia con congruo preavviso agli organismi sindacali ai vari livelli e terrà conto di eventuali suggerimenti o proposte che venissero formulate dagli stessi.
Le parti stipulanti il presente Contratto si danno atto che le soluzioni previste ai punti relativi alla classificazione ed al trattamento economico sono riferite all’attuale organizzazione del lavoro in economia nelle aziende.
Le parti riconoscono la possibilità di adottare altre forme particolari di retribuzione - anche diverse dai tradizionali mezzi di incentivazione come i cottimi - quando esse risultino utili per l’incremento della produzione. Tali forme particolari di retribuzione potranno essere introdotte dopo preventive intese fra le parti.
I lavoratori giornalieri addetti a lavori non discontinui forniranno normalmente le loro prestazioni secondo un orario settimanale di 40 ore distribuite dal lunedì al venerdì. Considerato altresì che detti lavoratori sono impegnati ad una prestazione annua pari a 2048 ore* al lordo delle ferie e delle festività coincidenti con giornate lavorative, a livello aziendale potranno essere realizzate - previ Accordi sindacali - articolazioni collettive di orario anche a livello di specifiche realtà organizzative con riferimento alle situazioni in cui la gestione del tempo di lavoro presenti apprezzabili esigenze di diversificazione dell’erogazione della prestazione. Tali articolazioni potranno prevedere prestazioni settimanali con orari da 32 a 48 ore, distribuite su un numero di giorni da 4 a 6 (comprendenti, quindi, eventualmente anche il sabato), nel rispetto dell’orario annuo.
A decorrere dal 1 ottobre 1984 l’orario normale di lavoro dei giornalieri addetti a lavori non discontinui verrà ridotto da 40 a 39 ore settimanali. Verranno corrispondentemente riproporzionati gli orari annui espressi in ore e le misure orarie delle ferie di cui all’art. 44.
a) addetti a turni di tipo A e C, esclusi quelli addetti a lavori discontinui o di semplice attesa e custodia: 1952 ore annue** al lordo delle ferie ed al netto delle festività infrasettimanali.
A livello aziendale potranno essere attuati, previ Accordi sindacali, schemi di turno che consentano la programmazione di parte delle ferie - tendenzialmente 3 settimane - nel periodo giugno- settembre. Conseguentemente, nella restante parte dell’anno, verranno attuate schematizzazioni che realizzino le prestazioni dovute: resta inteso che le suddette schematizzazioni dovranno essere realizzate secondo i criteri e la normativa del CCNL 30 luglio 1979 per la determinazione degli organici. A decorrere del 1 ottobre 1984 il numero annuo di giornate lavorative verrà ridotto da 244 a 238.
b) Lavoratori addetti a turni di tipo B, esclusi quelli addetti a lavori discontinui o di semplice attesa o custodia: 2048 ore annue*** al lordo delle ferie o delle festività infrasettimanali coincidenti con le giornate lavorative. I lavoratori addetti a turni di tipo B usufruiranno nel corso dell’anno di giornate di riposo compensativo per le festività infrasettimanali lavorate di cui all’art. 41. A decorrere dal 1 ottobre 1984 il numero annuo di giornate lavorative verrà ridotto a 250.
Il lavoratore turnista per il quale lo schema di turno preveda la presenza in una festività infrasettimanale percepirà per ciascuna ora lavorata, oltre all’indennità di turno, la maggiorazione prevista al comma ottavo dell’art. 42.
L’azienda si riserva la facoltà di richiedere prestazioni di lavoro anche per la giornata del sabato (o giorno corrispondente). Qualora tali prestazioni vengano richieste nel rispetto dei termini di cui al comma successivo per l’intera giornata del sabato (o giorno corrispondente), il lavoratore non ha diritto ad alcun compenso, purché venga esonerato dal prestare servizio nell’intera giornata del lunedì successivo (o giorno corrispondente).
Le modifiche individuali dell’orario normale di lavoro devono essere comunicate ai lavoratori interessati con almeno tre giornate intere di preavviso. Tuttavia, quando la modifica riguardi soltanto l’effettuazione di una intera giornata di lavoro nel sabato (o giorno corrispondente) con riposo compensativo il lunedì (o giorno corrispondente) il preavviso può essere limitato alle ore 12 del giovedì (o giorno corrispondente).
L’orario di lavoro deve essere affisso in apposita tabella a norma di legge.
L’Asap, le aziende e le OSL convengono sull’opportunità di prevedere un tempestivo ricorso a livello nazionale nei casi in cui dovessero manifestarsi difficoltà in sede aziendale al fine di facilitare la necessaria flessibilità operativa nell’utilizzazione delle prestazioni di lavoro (straordinari, turni, mobilità ecc.) nell’ambito delle normative contrattuali in vigore.
In relazione all’esigenza di una rigorosa attuazione dell’orario contrattuale di lavoro, le parti si danno atto che gli organici dovranno consentire il godimento delle ferie e dei riposi settimanali tenendo conto altresì dell’assenteismo medio per morbilità, infortuni ed altre assenze retribuite.
La determinazione degli organici e le eventuali verifiche avverranno peraltro sulla base dei criteri di cui all’allegato (allegato I, parte I, Sez. VIII).
Le parti, con riferimento alla riduzione dell’orario di lavoro (e agli obiettivi di tutela dell’occupazione che l’hanno ispirata), convengono sul fatto che - con particolare riferimento alla programmazione dell’orario di lavoro dei turnisti - orienteranno i loro rapporti all’obiettivo di realizzare le necessarie flessibilità e recuperi di efficienza evitando incrementi di costo non coerenti con gli obiettivi suddetti.
Le parti convengono che con l’identificazione dell’entità annua dell’orario di lavoro hanno inteso determinare un livello non riducibile salvo ricorso alle provvidenze di legge o alle norme contrattuali.
Nella determinazione dell’orario annuo per i lavoratori addetti a turni di tipo A e C sono già riconosciuti i riposi compensativi delle festività abolite dalla legge 5 marzo 1977, n. 54 e gli ulteriori giorni di riposo previsti dalle precedenti norme contrattuali.
*Pari a 256 giornate di 8 ore.
**Pari a 244 giornate di 8 ore.
***Pari a 256 giornate di 8 ore.
Fermo restando quanto disposto all’art. 37, comma quarto, è ammesso il recupero a regime normale delle ore di lavoro perdute a causa di forza maggiore o per le interruzioni di lavoro concordate fra azienda e CdD.
In tal caso il recupero deve essere contenuto nei limiti di un’ora al giorno e si effettuerà entro i 30 giorni immediatamente successivi a quello in cui è avvenuta l’interruzione.
Il compenso di cui sopra non fa parte ad alcun effetto della retribuzione.
Al fine di esaminare l’effettiva rispondenza del lavoro straordinario eventualmente svolto alla normativa di cui ai precedenti commi undicesimo e dodicesimo, verranno organizzati idonei controlli a livello locale e nazionale (quali ad esempio: dati mensili e consuntivo distinti per unità organizzativa).
I lavori in turni presi in considerazione ai fini della disciplina prevista nel presente articolo sono i seguenti:
A) turni con i quali viene assicurata un’attività continua per tutte le ore del giorno e della notte e per tutti i giorni della settimana. Nel ciclo normale dei turni il lavoratore effettua mediamente un terzo delle proprie ore di lavoro nei turni notturni e due terzi nei turni diurni; inoltre presta un settimo delle proprie ore di lavoro in giornate domenicali;
B) turni con i quali viene assicurata un’attività continua per tutte le ore del giorno e della notte, ma con interruzione alla fine di ogni settimana. Nel ciclo normale dei turni il lavoratore presta mediamente un terzo delle proprie ore lavorative nei turni notturni e due terzi nei turni diurni;
C) turni con i quali viene assicurata un’attività per tutti i giorni della settimana, con esclusione però del turno notturno. Nel ciclo normale dei turni il lavoratore presta mediamente un settimo delle proprie ore lavorative in giornate domenicali.
Ferma restando la possibilità per le parti di individuare e definire contrattualmente, in aggiunta ai tipi più sopra considerati, altri eventuali tipi di turno e la relativa disciplina, ogni altro tipo di organizzazione degli orari di lavoro diverso da quello di cui al primo comma del presente articolo viene considerato come lavoro non in turno, e pertanto ricade sotto la disciplina del precedente art. 42.
Inoltre, le aziende si impegnano ad esaminare positivamente con le strutture sindacali la domanda di lavoratori turnisti a più alta anzianità di servizio che per ragioni di salute o per ristrutturazioni aziendali richiedano di essere reinseriti in attività giornaliere, anche ricorrendo a corsi di riqualificazione professionale, salvaguardando per quanto possibile le esigenze connesse con il livello professionale e retributivo del lavoratore nonché quelle organizzative aziendali.
L’azienda a norma dell’art. 5 della legge 20 maggio 1970, n. 300, ha facoltà di far sottoporre il lavoratore assente per cause di malattia o infortunio a visite di controllo sia durante tutta la durata dell’assenza, sia al momento del rientro in servizio, per accertare l’avvenuta guarigione.
Per quanto concerne gli obblighi dell’assistenza e soccorso in casi di infortunio e malattia professionali si fa rinvio alle vigenti disposizioni di legge.
In relazione a quanto sopra le parti concordano sull’opportunità che siano favorite le iniziative promosse dalle aziende volte a realizzare la mobilità del personale per l’esecuzione del lavoro all’estero e concordano nel ritenere che tale attività è uno dei modi per mantenere i livelli occupazionali e per creare nuovi posti di lavoro soprattutto per i giovani.
A tal fine le parti convengono la costituzione di una Commissione Eni, Asap e OSL nazionali che dovrà anche esaminare la formulazione degli schemi di contratto tipo per accertare che venga attuato quanto di seguito:
c) Il riconoscimento, al momento del rientro in Italia, del livello professionale acquisito nell’attività all’estero.
Le aziende riconoscono ai lavoratori impiegati all’estero un numero di giorni di ferie all’anno non inferiori a quello previsto dal CCNL per i lavoratori che operano in Italia.
Fermo restando quanto previsto dalla procedura di cui all’art. 66 (Provvedimenti disciplinari) quando il lavoratore ritenga disattesa nei propri confronti una norma del presente Contratto, inoltra un reclamo verbale al superiore diretto. Quest’ultimo comunica verbalmente, al reclamante entro una settimana, l’accettazione o il rigetto del reclamo stesso.
La regolamentazione procedurale delle fasi di cui ai commi precedenti è stabilita in appositi accordi.
Se è vero che i tempi, i ritmi, le forme di un processo di organizzazione del lavoro così identificato - già di per sè complesso e difficile per la modificazione dei modelli culturali che esso esige sia presso le aziende che presso i lavoratori - devono certamente essere adeguati alla congiuntura, è altrettanto vero che un rinnovamento profondo nell’organizzazione del lavoro, in quanto rappresenti uno degli elementi che possano contribuire al miglioramento della produttività, deve essere perseguito anche in questa fase, in rapporto alle specifiche situazioni tecnico-produttive.
In questo campo il nostro gruppo compie da anni notevoli sforzi che hanno portato ad estesi ed ingenti investimenti per l’attuazione di provvedimenti di risanamento ambientale e di prevenzione dei rischi da lavoro; riteniamo comunque necessario continuare sul piano del confronto per la definizione di ulteriori programmi, con l’obiettivo di migliorare ancora le condizioni ambientali e diminuire i livelli di rischio ed i danni alla salute nelle nostre unità produttive.
Dichiariamo anche la nostra disponibilità a favorire la costituzione e la crescita degli organismi tecnici per la prevenzione contemplati dalle istituende Unità locali dei servizi sanitari mettendo a loro disposizione l’esperienza maturata al riguardo presso il nostro Gruppo.
Queste ed altre iniziative concrete, potrebbero trovare una sede di migliore definizione negli specifici ambiti contrattuali anche mediante gruppi misti di lavoro che fatta salva la reciproca libertà di azione per gli aspetti più generali di questa materia, si prevedesse di costituire a livello merceologico o aziendale.
Nel quadro delle risultanze globali a livello generale ed a livello di settore le parti si danno atto che:
Ai lavoratori addetti ai controlli radiografici verrà riconosciuto, per ogni 20 giorni, anche cumulabili, di attività di esecuzione di radiografie con sorgenti a raggi x o a raggi gamma - con esclusione di tutte le operazioni accessorie e delle altre forme di controlli non distruttivi - un giorno di ferie in più. Per i lavoratori addetti da oltre 5 anni a tale attività, la misura sarà di 1,5 giorni per ogni 20 giorni di attività come sopra.
I seguenti Accordi aziendali, già contenuti in allegato ai CCNL 1 aprile 1973 per le aziende petrolifere e metaniere a partecipazione statale o in allegato al CCNL 1 luglio 1974 per la progettazione, montaggio e perforazione o nel CCNL 1 agosto 1976 per il settore energia delle aziende a partecipazione statale, nonché le sottoelencate pattuizioni, definite in sede di rinnovo del presente Contratto ed aventi carattere esclusivamente aziendale, sono parte integranti - con eventuali precedenti accordi in materia in quanto vigenti con i relativi aggiornamenti - della contrattazione aziendale delle aziende cui detti accordi si riferiscono.
I - Settore petrolio-metano
A) AGIP P. - I.P.
- Accordi 28 marzo 1980; 30 marzo 1982; 26- 27 luglio 1983 per le attività di distribuzione dei prodotti petroliferi.
- Accordo AGIP-ACO per il settore della distribuzione (6 maggio 1974).
- Accordo 25 luglio 1976 su sistemazione particolare autisti di autobotti kilolitriche e successive modificazioni.
- Dichiarazione OSL ed Asap su commercializzazione prodotti petroliferi (da Accordo di rinnovo 25 luglio 1976).
- Lavoratori addetti alle ricerche petrolifere (da CCNL 1 aprile 1973 per il settore petrolifero - art. 23).
- Accordo sulle missioni di breve durata.
- Accordo indennità speciali 19 gennaio 1980; 21- 22 luglio 1983.
C) SNAM
- Accordo sulle missioni di breve durata 1 ottobre 1970 (da allegato VIII CCNL per il settore metaniero 1 aprile 1973).
- Accordo di reperibilità 17 gennaio 1980; 28 luglio, 19- 20 dicembre 1983.
II - Settore progettazione, perforazione e montaggio
A) SAIPEM
- Lavoratori assunti per attività dei singoli cantieri (da all. IX a CCNL 1 luglio 1974).
- Addestramento e qualificazione professionale SAIPEM (da Accordo di rinnovo 25 luglio 1976).
- Accordo 12 gennaio 1980 per i lavoratori SAIPEM impiegati nei cantieri.
- Accordo 24 ottobre 1983.
- Accordo 19- 20 luglio 1983.
B) SNAM PROGETTI
- Accordi 21 marzo 1980; 6 maggio 1982 per i lavoratori impiegati presso i cantieri.
- Accordo 22 aprile 1983.
- Accordo 10 febbraio 1984.
- Accordo 18 settembre 1984.
Tra l’Asap, in rappresentanza delle Aziende del settore Energia dell’Eni e la Flerica Cisl, Filcea Cgil, Uilpem Uil si conviene:
con riferimento a quanto previsto dalla prima parte del vigente Contratto collettivo nazionale di lavoro (premessa contrattuale; protocollo di intesa sindacale; art. 1 - diritti di informazione, organizzazione del lavoro, sviluppo professionale, formazione e appalti -) nonché alla prassi di confronti settoriali relativi alle politiche industriali e agli aspetti finanziari e di innovazione tecnologica e organizzativa, l’Asap e le aziende ritengono opportuno riconfermare una politica di relazioni industriali che coinvolga concretamente il sindacato nelle loro scelte strategiche.
- che i problemi occupazionali connessi all’attuazione del riassetto industriale richiederanno la massima valorizzazione di tutti gli strumenti già previsti nel Contratto collettivo nazionale di lavoro e ribaditi negli accordi integrativi settoriali, anche attraverso la manovra sugli orari di lavoro, sulla formazione e sviluppo professionale;
- sulla necessità che le strategie del settore trovino effettivo riscontro nella programmazione delle politiche energetiche del Governo ed in particolare del loro recepimento nel PEN.
In considerazione della complessità e della durata dei processi di riorganizzazione e dell’esigenza di sviluppo del settore, le parti valutano l’opportunità di dotare il sistema di rapporti già previsto nel Contratto collettivo nazionale di lavoro, di una specifica struttura di confronto sistematico sulle strategie, sul loro aggiornamento e sulla loro attuazione attraverso il più ampio coinvolgimento delle OSL, al fine di realizzare il massimo di consenso preventivo sulle linee di politica industriale.
Quanto sopra, coerentemente con le nuove metodologie di relazioni industriali che sono in corso di realizzazione tra le Confederazioni Cgil, Cisl, Uil e l’Asap.
Per attuare le finalità di cui sopra si istituiscono comitati di composizione mista restando convenuto che quanto con il presente documento concordato non assorbe né limita il normale sistema di negoziazione sindacale né l’autonomia delle parti.
Tali comitati, ristretti ai massimi livelli di rappresentanza aziendale e sindacale, possono opportunamente essere integrati, quando necessario, secondo le esigenze concordate dai componenti dei comitati.
In via sperimentale i comitati, le loro finalità e i loro compiti, in un’ottica di concertazione sono così individuati:
- settore energetico Eni - individuare il quadro di riferimento sulle strategie globali relative all’insieme delle attività energetiche del gruppo, anche in rapporto alla situazione internazionale, e con riferimento agli indirizzi e alle scelte della programmazione nazionale e alle politiche organizzative complessive;
- livello di caposettore - acquisire le linee strategiche di politica industriale della società e delle controllate, nonché le eventuali implicazioni sul piano sociale dei progetti industriali nell’intento di individuare le azioni comuni per la loro realizzazione.
I comitati potranno attivare, quando convenuto necessario, sedi soggetti e strumenti di intervento esterni all’ambito di diretta responsabilità delle parti, tenuto conto che le aziende del settore devono operare in coerenza con le scelte della programmazione nazionale.
Per le problematiche attinenti alle interrelazioni tra più settori, saranno costituiti comitati ad hoc, ad iniziare da quello idrocarburi.
Potranno inoltre essere istituiti gruppi di lavoro misti a livello di territorio e/o di aziende con il compito di esaminare, valutare e verificare le conseguenze nel territorio interessato o nella azienda delle linee strategiche espresse a livello nazionale, nonché gli interventi di politica industriale territorialmente definibili e le possibili attività di reindustrializzazione necessarie nei punti di crisi.
Considerato che i comitati e i gruppi di lavoro sono chiamati ad analizzare e valutare anche iniziative e progetti coperti da riservatezza, le parti si impegnano a non divulgare le relative informazioni.
Roma, 14 maggio 1985

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 33

Art. 34

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 45

Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 50

Art. 51

Art. 53

Art. 54

Art. 55

Art. 56

Art. 58

Art. 59

Art. 60

Art. 61

Art. 62

Art. 63

Art. 67

Art. 68

Art. 69

Art. 70

Art. 71

Art. 73
 art. 42
 art. 23
 art. 1