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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell'uomo del 25/06/2015 | Diritti EuropaDiritti Europa
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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 25/06/2015
Posted by: Aurora Licci in In evidenza, Notizie, Rassegna sulla Corte Europea, Senza categoria 25 giugno 2015
Note alla rassegna
Di seguito la rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data Giovedì 25 giugno 2015, di cui, per ciascuna, si ripropongono:
N.ricorso : il numero di ricorso che ha avviato il procedimento;
Corte I.L. : l’Importance Level attribuitole dalla Corte europea;
Le fonti delle informazioni riportate sono tutte ufficiali e consultabili in inglese/francese sui siti ufficiali della Corte europea: http://www.echr.coe.int/ECHR/Homepage_EN e http://hudoc.echr.coe.int .
Couturon c. Francia 24756/10 2 Il signor couturon vede espropriata parte della sua proprietà per la costruzione di un’autostrada, quest’ultima avrebbe garantito un collegamento più agevole tra Bordeux e Clermont Ferrand. Nell’ottobre del 200 gli viene sì corrisposta una somma di 18.127 euro dal giudice francese ma la sua domanda di risarcimento relativa al deprezzamento della proprietà non trova accoglimento.
Nel 2003 il ricorrente propone la stessa doglianza al Tribunale amministrativo di Limonges, ma anche in questa sede, così come l Consiglio di Stato, incontra parere favorevole.
Denuncia così in Corte Edu, ma senza ottenere ragione, la violazione dell’art.1 del Protocollo n°1, la perdita di valore della sua proprietà scaturente dall’autostrada adiacente
Articolo 1 Protocollo n. 1 Nessuna violazione dell'articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Protezione della proprietà (articolo 1, paragrafo 1 del Protocollo n ° 1 -. Piacere di beni)
Isayeva c. Azerbaijan 36229/11 3 La signora Ofeliya Alik Gizi Isayeva, cittadina azera, muore in carcere nell’agosto del 2012 all’età di 55 anni. Nel 2009 viene accusata di possesso illegale di sostanze stupefacenti e posta in custodia cautelare, dapprima per due mesi, poi estesa sino al maggio del 2010, data in cui viene condannata a dieci anni di reclusione.
La corte Suprema Azera annulla la sentenza e rinvia la causa al pubblico ministero: i motivi sono da ricercarsi nella violazione del diritto alla difesa a causa di mezzi e tempi inadeguati.
Nel 2012 il giudice condanna la signora Ofeliya Alik Gizi Isayeva a nove anni di carcere, perde la vita qualche mese più tardi. Sua sorella si rivolge oggi al Giudice di Strasburgo per denunciare la detenzione illegittima –in quanto non disposta dal tribunale- peri giorni che vanno dal 7 aprile al 4 maggio 2011; lamenta inoltre una detenzione prolungata, disposta dai giudici in più riprese, come non necessaria: invoca pertanto, ottenendo giustizia, l’art.5 CEDU (diritto a un processo entro un termine ragionevole, o rilasciato in attesa di giudizio).
Articolo 5 Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-1 - arrestato o detenuto)
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-3 - Lunghezza della custodia cautelare)
Lutanyuk c. Greecia 60362/13 3 Il signor Lutanyuk nel 2011 viene arrestato dalla polizia di frontiera nella darsena di Igoumenitsa con l’accusa di trasporto illegale di migranti irregolari. Egli infatti all’interno del camion del quale era il conducente, nascondeva ben 46 persone di diverse nazionalità: iraniani iracheni e pakistani.
Durante la sua permanenza in Grecia susseguente l’arresto, il ricorrente viene dapprima portato nel carcere di Ioannina e poi trasferito nella prigione Korydallos e dopo la condanna, a Corfù.
Egli denuncia ex art.3 CEDU, ottenendo ragione a Strasburgo, i trattamenti inumani e degradanti subiti sia a causa degli ambienti carcerari malsani sia per le condizioni di detenzione nel complesso degradanti.
Articolo 3 Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante
Trattamento inumani) (aspetto sostanziale)
Anatoliy Kuzmin c. Russia 28917/05 3 Anatoliy Kuzmin all’età di trentaquatro anni viene arrestato nel 2005 dalla polizia russa per rapina. Egli denuncia l’assenza di servizi igienici in una cella di quattro metri quadrati condivisa insieme a sei altri detenuti.
La Corte non ammette la violazione anche alla luce delle repliche del Cremlino: il ricorrente, stando alle affermazioni del Governo, avrebbe avuto, in qualsiasi tempo previa richiesta, accesso ai servizi igienici; quanto al numero effettivo dei detenuti nella cella, il Governo non può fornivi prova alcuna poiché tutti i documenti sono stati distrutti, come da procedura. Per il Giudice degli Stati dunque, non vi è violazione dell’art.3 CEDU.
Articolo 3 Nessuna violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante
Trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
Saydulkhanova c. Russia 25521/10 3 A seguito della scomparsa del figlio, Kameta Saydulkhanova, il 15 gennaio del 2004 chiede l’apertura di un’indagine penale, la cui richiesta dapprima viene respinta, poi accolta, ma le indagini incontrano diverse battute d’arresto. Qualche mese pù tardi spunta la testimonianza di un uomo che si afferma oltreché vittima del proprio arresto anche testimone oculare dell’arresto di Muslim Saydulkhanov (figlio della ricorrente).
La denuncia alla Corte europea riguarda l’art.2 CEDU (diritto alla vita) che non in contra il favore nella sentenza odierna da parte di giudici di Strasburgo; accolta invece la violazione dell’art.2 per le indagini in effettive condotte dalle autorità russe, viene assegnata alla ricorrente, a titolo di equa soddisfazione per i danni morali, una somma di 20.000 euro.
Nessuna violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - La vita) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - Accertamento effettivo) (aspetto procedurale)
Azerbaijan Francia Grecia Russia Tutte le sentenze	2015-06-25
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 sentenza 

Articolo 5
 art.3

Articolo 3

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 sentenza