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Timestamp: 2019-11-13 23:28:30+00:00

Document:
Enti pubblici non economici - P.A.: CCNL 9 ottobre 2003
Data firma: 9 ottobre 2003
Art. 5 - Integrazione alla disciplina della contrattazione integrativa.
Art. 6 - Integrazione alla disciplina della informazione.
Art. 7 - Integrazione alla disciplina delle altre forme di partecipazione
Art. 8 - Comitato paritetico sul fenomeno del mobbing.
Art. 9 - Norma di rinvio.
Art. 10 - Principi del sistema.
Art. 11 - Commissione paritetica per il sistema di classificazione.
Art. 12 - Integrazione alla disciplina sulla formazione del personale.
Capo II - Norme disciplinari
Art. 13 - Clausola generale.
Art. 14 - Modifiche all'art. 26, CCNL 6.7.95.
Art. 15 - Modifiche all'art. 27, CCNL 6.7.95.
Art. 16 - Codice disciplinare.
Art. 17 - Rapporto tra procedimento disciplinare e procedimento penale.
Art. 18 - Sospensione cautelare in caso di procedimento penale.
Art. 19 - Disposizioni transitorie per i procedimenti disciplinari.
Art. 20 - Norma di rinvio.
Art. 21 - Codice di condotta relativo alle molestie sessuali nei luoghi di lavoro.
Art. 22 - Stipendio tabellare.
Art. 23 - Effetti dei nuovi stipendi.
Art. 24 - Tredicesima mensilità.
Art. 25 - Integrazione alla disciplina sui Fondi per i trattamenti accessori.
Art. 26 - Istituzione e disciplina dell'indennità di ente.
Art. 27 - Modifiche a discipline precedenti.
Art. 28 - Norma speciale per l'Automobile Club d'Italia - Aci. Art. 29 - Disciplina di raccordo per il passaggio del personale dell'Agea al comparto degli enti pubblici non economici.
Art. 30 - Conferma di discipline precedenti.
Tabella C Indennità di ente
Tabella D Equiparazione tra sistemi di classificazione
Nota a verbale Fp-Cgil, Fps-Cisl e Uil-Pa.
Dichiarazione a verbale Csa di Cisal/Fialp
Nota a verbale Rdb
Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il personale non dirigente del comparto degli enti pubblici non economici (per il quadriennio normativo 2002-2005 e biennio economico 2002-2003)
In data 9 ottobre 2003 alle ore 9 ha avuto luogo l'incontro tra: Aran […] e le seguenti Organizzazioni sindacali: Cgil/Fp, Cisl/Fps, Uil/Pa, Csa di Cisal/Fialp (Fialp/Cisal-Usppi/Cuspp-Cisas/Epne-Confail-Confill parastato), Rdb/Pi e Confederazioni sindacali: Cgil, Cisl,Uil, Cisal, Rdb Cub(1)
Al termine della riunione le parti hanno sottoscritto l'allegato CCNL per il personale non dirigente del Comparto degli Enti pubblici non economici - quadriennio normativo 2002-2005 e biennio economico 2002-2003.
1) Il presente CCNL si applica a tutto il personale - esclusi i dirigenti e i professionisti, anche medici, già appartenenti alla 10° qualifica funzionale - con rapporto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato, dipendente da tutti gli enti del comparto indicati dalle 4 alinee dell'art. 5(2), comma 1 del CCNQ sulla definizione dei comparti di contrattazione collettiva del 18.12.02.
2) Al personale del comparto soggetto a processi di mobilità in conseguenza di provvedimenti di soppressione, fusione, scorporo, trasformazione e riordino, ivi compresi i processi di privatizzazione, riguardanti l'ente di appartenenza, si applica il presente contratto sino alla data dell'inquadramento definitivo nella nuova amministrazione o ente pubblico o privato.
4) Il riferimento al D.lgs. 30.3.01, n. 165 e successive modificazioni e integrazioni è riportato nel testo del presente contratto come D.lgs. n.165/01.
1) Si conferma il sistema delle relazioni sindacali previsto dal CCNL 16.2.99, con le integrazioni previste nei successivi CCNL e con le modifiche riportate ai seguenti articoli.
2) Le materie di contrattazione integrativa di cui all'art. 4, comma 3, lett. A (contrattazione integrativa a livello nazionale o di sede unica di ente) del CCNL 16.2.99, sono integrate come segue:
"- individuazione delle posizioni organizzative eventualmente incompatibili con una prestazione di lavoro a tempo parziale".
1) All'art. 6, lett. A) , comma 2, lett. A) (informazione preventiva a livello nazionale) del CCNL 16.2.99, dopo la lett. k) , è aggiunta la seguente:
"l) ricadute occupazionali derivanti dai processi di esternalizzazione di attività e/o servizi ad altri soggetti pubblici o privati o dal ricorso ad altre forme di rapporto di lavoro atipico".
Art. 7 - Integrazione alla disciplina delle altre forme di partecipazione.
1) All'art. 6, lett. D (altre forme di partecipazione) , comma 2, CCNL 16.2.99, alla fine del 1° periodo è inserita la seguente integrazione: "A tal fine, rendono obbligatoriamente il proprio parere, ancorché non vincolante".
2) All'art. 6, lett. D (altre forme di partecipazione) , comma 3, CCNL 16.2.99, nel 2° periodo, dopo le parole "una delle quali" è inserito il termine "necessariamente".
1) Le parti prendono atto che nelle Pubbliche amministrazioni sta emergendo, sempre con maggiore frequenza, il fenomeno del mobbing, inteso come forma di violenza morale o psichica in occasione di lavoro - attuato dal datore di lavoro o da altri dipendenti - nei confronti di un lavoratore. Esso è caratterizzato da una serie di atti, atteggiamenti o comportamenti, diversi e ripetuti nel tempo in modo sistematico e abituale, aventi connotazioni aggressive, denigratorie e vessatorie tali da comportare un degrado delle condizioni di lavoro, idoneo a compromettere la salute o la professionalità o la dignità del lavoratore stesso nell'ambito dell'ufficio di appartenenza o, addirittura, tale da escluderlo dal contesto lavorativo di riferimento.
2) In relazione al comma 1, le parti, anche con riferimento alla risoluzione del Parlamento Europeo del 20.9.01, riconoscono la necessità di avviare adeguate ed opportune iniziative al fine di contrastare la diffusione di tali situazioni, che assumono rilevanza sociale, nonché di prevenire il verificarsi di possibili conseguenze pericolose per la salute fisica e mentale del lavoratore interessato e, più in generale, migliorare la qualità e la sicurezza dell'ambiente di lavoro.
3) Nell'ambito delle forme di partecipazione previste dall'art. 6, lett. D) (altre forme di partecipazione) , CCNL 16.2.99 è, pertanto, istituito, entro 60 giorni dall'entrata in vigore del presente contratto, uno specifico Comitato paritetico presso ciascun ente con i seguenti compiti:
(b) individuazione delle possibili cause del fenomeno, con particolare riferimento alla verifica dell'esistenza di condizioni di lavoro fattori organizzativi e gestionali che possano determinare l'insorgere di situazioni persecutorie o di violenza morale;
4) Le proposte formulate dai Comitati sono presentate agli enti per i conseguenti adempimenti tra i quali rientrano, in particolare, la costituzione e il funzionamento di sportelli di ascolto, nell'ambito delle strutture esistenti, l'istituzione della figura del consigliere/consigliera di fiducia nonché la definizione dei codici, sentite le OOSS firmatarie.
5) In relazione all'attività di prevenzione del fenomeno di cui al comma 3, i Comitati valutano l'opportunità di attuare, nell'ambito dei piani generali per la formazione, previsti dall'art. 12, idonei interventi formativi e di aggiornamento del personale, che possono essere finalizzati, tra l'altro, ai seguenti obiettivi:
6) I Comitati sono costituiti da un componente designato da ciascuna delle OOSS di comparto rappresentative e da un pari numero di rappresentanti dell'ente. Il Presidente del Comitato viene designato tra i rappresentanti dell'ente e il vicepresidente dai componenti di parte sindacale. Per ogni componente effettivo, è previsto un componente supplente. Ferma rimanendo la composizione paritetica dei Comitati, di essi fa parte anche un rappresentante del Comitato per le pari opportunità, appositamente designato da quest'ultimo, allo scopo di garantire il raccordo tra le attività dei 2 Organismi.
7) Gli enti favoriscono l'operatività dei Comitati e garantiscono tutti gli strumenti idonei al loro funzionamento. In particolare valorizzano e pubblicizzano con ogni mezzo, nell'ambito lavorativo, i risultati del lavoro svolto dagli stessi. I Comitati sono tenuti a svolgere una relazione annuale sull'attività svolta.
8) I Comitati di cui al presente articolo rimangono in carica per la durata di un quadriennio e, comunque, fino alla costituzione dei nuovi. I componenti dei Comitati possono essere rinnovati nell'incarico per un solo mandato.
1) La disciplina dell'art. 26, CCNL 16.2.99, sulla formazione del personale è integrata con le disposizioni del presente articolo.
2) La formazione e l'aggiornamento professionale del personale sono assunti dagli enti, come metodo permanente per la valorizzazione delle capacità e delle attitudini dei lavoratori e quale supporto ai processi di cambiamento organizzativo.
3) L'attività di formazione, addestramento e riqualificazione del personale, in coerenza con quanto previsto dall'art. 7-bis, D.lgs. n. 165/01, viene programmata annualmente attraverso la predisposizione di un piano di formazione. Detto piano tiene conto dei fabbisogni formativi rilevati, in relazione alle innovazioni tecnologiche, organizzative e normative, ai processi di mobilità, ai processi di reclutamento di nuovo personale, ai programmi di sviluppo della qualità dei servizi, alle esigenze di accrescimento e sviluppo professionale, con particolare riferimento alla riqualificazione e progressione professionale del personale. Il piano individua anche le risorse finanziarie da destinare alla formazione, ivi comprese quelle attivabili attraverso canali di finanziamento regionali, nazionali o comunitari, nonché i soggetti esterni, tra quelli di cui all'art. 26, comma 5, CCNL 16.2.99, che saranno coinvolti nella realizzazione delle attività programmate.
4) Gli enti possono assumere iniziative comuni volte ad attivare percorsi formativi, a verificare e certificare lo sviluppo e la qualità degli standard dei processi formativi e a promuovere iniziative e indagini d'interesse comune, anche con riferimento al processo di informatizzazione della Pubblica amministrazione e alla realizzazione dei progetti promossi dalle istituzioni.
5) Per garantire gli obiettivi di una formazione permanente, in grado di soddisfare le esigenze di riqualificazione e di più stretto collegamento tra contenuti formativi e apprendimento sul lavoro, con un'ampia componente di sviluppo informatico e tecnologico, nonché l'esigenza della massima partecipazione a costi contenuti, gli enti assumono il criterio di incrementare le iniziative di formazione a distanza che utilizzano le nuove tecnologie (formazione on-line o e-learning), di formazione mista aula e a distanza (blended learning), di formazione attraverso comunità di pratica e di apprendimento, di formazione sul posto di lavoro (on the job).
6) Nella individuazione delle aree e dei contenuti formativi, gli enti tengono conto delle più avanzate tendenze che interessano il mondo del lavoro ed i processi produttivi e riconoscono, pertanto, la particolare valenza di competenze trasversali, quali la conoscenza delle lingue straniere, delle tecnologie informatiche e della comunicazione, dei sistemi organizzativi.
8) Nell'ambito delle forme di partecipazione di cui all'art. 6, lett. D), CCNL 16.2.99, è costituita, presso ciascun ente, apposita Commissione bilaterale, alla quale sono affidate le seguenti funzioni:
(a) acquisire dagli enti gli elementi di conoscenza relativi ai fabbisogni formativi del personale;
(b) formulare proposte in materia di formazione ed aggiornamento del personale, per la realizzazione delle finalità di cui al presente articolo, con particolare riferimento al comma 3, nonché delle finalità di cui all'art. 26, CCNL 16.2.99;
(c) effettuare il monitoraggio sulla attuazione dei programmi formativi e sulla utilizzazione delle risorse stanziate, anche con riferimento ai risultati della contrattazione integrativa.
4) La sanzione disciplinare dal minimo del rimprovero verbale o scritto al massimo della multa di importo pari a 4 ore di retribuzione si applica al dipendente, graduando l'entità della sanzione in relazione ai criteri di cui al comma 1, per:
(a) inosservanza delle disposizioni di servizio, dell'orario di lavoro e delle norme da osservare in caso di malattia;
(c) negligenza nell'esecuzione dei compiti assegnati o nella cura dei locali o altri beni strumentali affidati al dipendente in ragione del servizio e alla cui custodia e vigilanza egli sia tenuto in relazione alle sue responsabilità;
(d) inosservanza degli obblighi in materia di prevenzione degli infortuni e di sicurezza sul lavoro, quando non ne sia derivato un pregiudizio per il servizio o per gli interessi dell'Amministrazione o di terzi;
(g) altre violazioni dei doveri di comportamento non ricompresi specificatamente nelle lettere precedenti da cui sia derivato disservizio ovvero danno o pericolo per l'Amministrazione, per gli utenti o per terzi.
5) La sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino ad un massimo di 10 giorni si applica, graduando l'entità della sanzione in relazione ai criteri di cui al comma 1, per:
(c) assenza ingiustificata dal servizio fino a 10 giorni o arbitrario abbandono dello stesso; in tali ipotesi, l'entità della sanzione è determinata in relazione alla durata dell'assenza o dell'abbandono del servizio, al disservizio determinatosi, alla gravità della violazione dei doveri del dipendente, agli eventuali danni causati alla Amministrazione, agli utenti o ai terzi;
(l) atti e comportamenti, ivi comprese le molestie sessuali, lesivi della dignità della persona;
(m) sistematici e reiterati atti o comportamenti aggressivi ostili e denigratori che assumano forme di violenza morale o di persecuzione psicologica nei confronti di un altro dipendente;
(n) violazione di obblighi di comportamento non ricompresi specificatamente nelle lettere precedenti da cui sia comunque derivato grave danno all'Amministrazione, agli utenti o a terzi.
6) La sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da 11 giorni fino ad un massimo di 6 mesi si applica, graduando l'entità della sanzione in relazione ai criteri di cui al comma 1, per:
(a) recidiva nel biennio delle mancanze previste nel comma 5 quando sia stata comminata la sanzione massima oppure quando le mancanze previste dallo stesso comma 5 presentino caratteri di particolare gravità;
7) La sanzione disciplinare del licenziamento con preavviso si applica per violazioni di gravità tale, da compromettere gravemente il rapporto di fiducia con l'Amministrazione e da non consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro. Tra queste, sono da ricomprendersi in ogni caso le seguenti:
(a) recidiva plurima, almeno 3 volte nell'anno, in una delle mancanze previste ai commi 5 e 6, anche se di diversa natura, o recidiva, nel biennio, in una mancanza che abbia comportato l'applicazione della sanzione massima di 6 mesi di sospensione dal servizio e dalla retribuzione, salvo quanto previsto al comma 8, lett. a) ;
9) Le mancanze non espressamente previste nei commi da 4 a 8 sono comunque sanzionate secondo i criteri di cui al comma 1, facendosi riferimento, quanto all'individuazione dei fatti sanzionabili, agli obblighi dei lavoratori di cui all'art. 26, CCNL 6.7.95, come modificato dal presente CCNL, e facendosi riferimento, quanto al tipo e alla misura delle sanzioni, ai principi desumibili dai commi precedenti.
1) Gli enti, nel rispetto delle forme di partecipazione di cui al CCNL 16.2.99, adottano con proprio atto, il codice di condotta relativo ai provvedimenti da assumere nella lotta contro le molestie sessuali nei luoghi di lavoro, come previsto dalla Raccomandazione della Commissione del 27.11.91, n. 92/131/CEE. Le parti, allo scopo di fornire linee guida uniformi in materia, allegano a titolo esemplificativo il codice-tipo.
1) Per molestia sessuale si intende ogni atto o comportamento indesiderato, anche verbale, a connotazione sessuale arrecante offesa alla dignità e alla libertà della persona che lo subisce, ovvero che sia suscettibile di creare ritorsioni o un clima di intimidazione nei suoi confronti.
(g) nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori autori di molestie sessuali si applicano le misure disciplinari ai sensi di quanto previsto dagli artt. 55 e 56, D.lgs. n. 165/01, venga inserita, precisandone in modo oggettivo i profili ed i presupposti, un'apposita tipologia di infrazione relativamente all'ipotesi di persecuzione o vendetta nei confronti di un dipendente che ha sporto denuncia di molestia sessuale. I suddetti comportamenti sono comunque valutabili ai fini disciplinari ai sensi delle disposizioni normative e contrattuali attualmente vigenti;
6) L'Amministrazione e i soggetti firmatari del Protocollo d'Intesa per l'adozione del presente Codice s'impegnano ad incontrarsi al termine del primo anno per verificare gli esisti ottenuti con l'adozione del Codice di condotta contro le molestie sessuali e a procedere alle eventuali integrazioni e modificazioni ritenute necessarie.
(1) Rdb Cub e Rdb/Pi non sottoscrivono il CCNL
(2) CCNQ 18 dicembre 2002 Per la definizione dei comparti di contrattazione per il quadriennio 2002 – 2005
Art. 5 Comparto del personale degli Enti pubblici non economici

References: Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28
 Art. 29

Art. 30

Art. 7

Art. 5