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OPERA PIA ASILO SAVOIA Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza - PDF
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1 OPERA PIA ASILO SAVOIA Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza ESTRATTO DAL VERBALE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Il giorno 24 del mese di febbraio dell anno 2015 in seduta ordinaria come da convocazione n. 130 del 19 febbraio 2015 si riunisce il Consiglio di Amministrazione dell Ente nominato con Decreto del Presidente della Regione Lazio n. T00264 del 7 agosto 2014, pubblicato sul BUR n. 64 del 12 agosto 2014, Supplemento n. 1, così composto: PRESENTE Massimiliano MONNANNI Presidente X Monica ANGELONI Consigliere X Sebastiano CANNELLA Consigliere X Silvia SERI Consigliere X Antonio TALONE Consigliere X ASSENTE con il seguente voto: Massimiliano MONNANNI Monica ANGELONI Sebastiano CANNELLA Silvia SERI Antonio TALONE FAVOREVOLE CONTRARIO ASTENUTO X X X X X Assistito dal Segretario Generale Domenico Giraldi ha adottato la seguente DELIBERAZIONE N. 3 DEL 24 FEBBRAIO 2015 APPROVAZIONE NUOVO STATUTO DELL ENTE VISTO lo Statuto dell Ente approvato con Regio Decreto 21 febbraio 1926 e s.m.i.; VISTO il Decreto del Presidente della Regione Lazio n. T00264 del 7 agosto 2014, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio n. 64 del 12 agosto 2014 Supplemento n. 1, con il quale sono stati nominati il Presidente e il Consiglio di Amministrazione dell Ente; RICHIAMATA la deliberazione n. 945 del 30 dicembre u.s. pubblicata sul BUR Lazio n. 6 del 20 gennaio 2015 recante Modifica della deliberazione di Giunta Regionale n. 658/2014: Pacchetto Famiglia 2014: misure a sostegno delle famiglie del Lazio, con cui il competente Assessorato alle 1/18
2 Politiche Sociali e Sport della Regione Lazio ha ritenuto di individuare, in applicazione dell articolo 15 della l.r. 38/1996 l Asilo Savoia quale soggetto attuatore delle seguenti attività previste dalla citata DGR 658/2014: Progetti Terzo settore; Progetti sperimentali regionali; Bando per nidi aziendali; Progetti di miglioria dei nidi comunali; RICHIAMATA la propria deliberazione n. 2 del 03/02/2015 recante approvazione delle linee programmatiche , le quali contemplano tra gli obiettivi prioritari volti all aumento della capacità istituzionale dell Ente la revisione del vigente Statuto, risalente al 1926; CONSIDERATO che ai fini del perseguimento ottimale degli scopi statutari dell Ente e del doveroso rispetto degli standard di efficacia ed efficienza che devono informare costantemente l attività delle pubbliche amministrazioni, si rende indilazionabile la definizione di un nuovo Statuto in grado di coniugare il rispetto delle tavole di fondazione dell Ente con le profonde ed irreversibili modifiche intervenute nel sistema dei servizi sociali a seguito delle novazioni normative e del cambiamento della situazione sociale ed economica del Paese; CONSIDERATO altresì che l adozione di un nuovo Statuto dell Ente, oltre ad aggiornare le finalità statutarie rendendole pienamente coerenti con la l.r. 38/1996 e la legge 328/2000 individuando ambiti, tipologie e modalità di intervento maggiormente confacenti agli effettivi bisogni socio-educativiassistenziali esistenti sul territorio regionale, consentirà di proseguire e portare a compimento l attività di riorganizzazione e adeguamento dell Ente già avviata dal nuovo Consiglio di Amministrazione mediante l approvazione del nuovo Regolamento Organico, prevedendo così espressamente anche nel nuovo Statuto il principio della separazione dei compiti tra attività gestionali ed attività di indirizzo programmatico, come sanciti dalla normativa vigente; CONSIDERATO infine che a seguito della individuazione dell IPAB da parte del competente Assessorato alle Politiche Sociali e Sport della Regione Lazio quale soggetto attuatore di significativi interventi del Pacchetto Famiglia di cui alle citate DGR 658/2014 e 945/2014, l approvazione del nuovo Statuto risulta ulteriormente necessitata dalle accresciute funzioni e responsabilità conferite all IPAB anche in termini di efficientamento del sistema organizzativo interno e dei processi gestionali ivi connessi; ESAMINATO lo schema di nuovo Statuto predisposta dai competenti Uffici; 2/18
3 RITENUTO pertanto di procedere all approvazione del nuovo Statuto dell Ente, nello schema all uopo predisposto, che allegato al presente provvedimento sotto la lettere A ne costituisce parte integrante e sostanziale; VISTA la Legge 17 luglio 1890 n. 6972; VISTO il Decreto Legislativo del 4 maggio 2001 n. 207; SU PROPOSTA del Segretario Generale; per i motivi esposti in narrativa DELIBERA 1. di procedere all approvazione del nuovo Statuto dell Ente nella stesura di cui all allegato A alla presente deliberazione. 2. di disporre la trasmissione del presente atto, ai fini della formulazione del parere di cui all articolo 62 lettera a) della Legge 17 luglio 1890, n a Roma Capitale; 3. di disporre la trasmissione del presente atto ai fini dell avvio dell istruttoria e degli adempimenti di competenza alla Regione Lazio; 4. di dare mandato ai competenti Uffici di affiggere la presente deliberazione per almeno 15 giorni all albo delle pubblicazioni dell Ente, nonché all Albo pretorio on line di Roma Capitale. Il Presidente Il Consigliere Il Consigliere Il Consigliere Il Consigliere f.to Dott. Massimiliano Monnanni f.to Avv. Monica Angeloni f.to Dott. Sebastiano Cannella f.to Dott.ssa Silvia Seri f.to Dott. Antonio Talone 3/18
4 Il Segretario Generale F.to Domenico Giraldi Copia conforme all originale pubblicata per conoscenza all Albo dell Ente nella giornata del 25 febbraio 2015 Il Segretario Generale F.to Domenico Giraldi 4/18
5 ASILO SAVOIA BOZZA DI NUOVO STATUTO ARTICOLO 1 CENNI STORICI DENOMINAZIONE E SEDE Al fine di commemorare la fausta data del XX settembre, S.E. il Cav. Francesco Crispi, Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell Interno, in quel giorno del 1887, promosse la fondazione di un Asilo per l infanzia abbandonata, allo scopo altamente umanitario e civile, di raccogliere fanciulli abbandonati; sottrarli alla miseria ed alla corruzione, ed educarli all amore di Dio, della Patria, della civiltà e del lavoro. Re Umberto I diede il nome di Savoia all Asilo il quale assunse conseguentemente la denominazione di Asilo Savoia per l Infanzia Abbandonata. Il nuovo istituto fu aperto un anno dopo, cioè il 20 settembre 1888, e con Regio Decreto 13 marzo 1890 veniva eretto in Ente Morale. La prima sede dell Asilo fu un fabbricato all Arco dei Tolomei, ma nel novembre 1889 si trasferì in una porzione dell antico Ospedale dei Pellegrini e Convalescenti, in via dei Pettinar, ceduto in affitto da quella amministrazione e poi dal Pio Istituto di Santo Spirito e Ospedali Riuniti di Roma. Il locale era sufficientemente ampio, ma inadatto per un ricovero di bambini, perché assolutamente mancante di area scoperta e di facile e igienica ventilazione. Nel 1914 l Asilo Savoia entrò in possesso di metà del valore patrimoniale dell Opera Pia Dotalizia Canobi a seguito della sua estinzione per esaurimento della sua attività assistenziale e il 4 giugno si poté quindi dare inizio alla costruzione del nuovo 5/18
6 edificio di Via Monza 2 ponendo la prima pietra. Il 30 maggio 1916 ultimati i lavori venne inaugurata la nuova sede, dove l attività assistenziale proseguì ininterrottamente fino al L Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza, fatta salva la possibilità di istituire mediante apposite deliberazioni dell organo di amministrazione eventuali ed ulteriori sedi secondarie, operative e amministrative, stabilisce la propria sede legale in Roma, attualmente in Via Monza, 2, assumendo quale denominazione quella di Asilo Savoia. ARTICOLO 2 FINALITA ISTITUZIONALI L Asilo Savoia, tenute presenti sia le originarie tavole di fondazione che le precedenti disposizioni statutarie, si prefigge i seguenti scopi: a) Partecipare, concorrendo alla relativa sostenibilità, alla programmazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali della Regione Lazio, ai sensi della normativa vigente e sulla base delle modalità partecipative attribuite ai vari livelli istituzionali, in un ottica di attuazione di politiche integrate di intervento socio-assistenziale; b) progettare e realizzare sul territorio regionale, anche in partnership con altri soggetti pubblici e privati, servizi ed interventi di prevenzione, nonché di recupero, rivolti ai minori con una particolare attenzione alla dimensione di genere - ed alle famiglie, nonché a persone anziane e a particolari categorie a rischio di esclusione, disagio e devianza sociale; c) contribuire alla crescita del capitale umano sociale ed individuale - promuovendo e sostenendo attività socio-educative e di formazione, nonché interventi di sostegno 6/18
7 psico-sociale, rivolti a bambini/e, adolescenti e giovani che risiedono in aree urbane a rischio, per condizioni ambientali, economiche e sociali, nel territorio regionale; d) contribuire all attivazione di politiche di contrasto dei fenomeni di marginalizzazione ed esclusione sociale in atto nel territorio regionale, in un ottica di promozione dei diritti di cittadinanza sia individuale che collettiva, nei confronti delle fasce di popolazione a rischio di svantaggio sociale; l Asilo Savoia potrà in particolare: a) realizzare interventi a favore di minori e famiglie a rischio per assicurare loro attività di cura, canali di integrazione socio-educativa, strumenti di reinserimento attraverso ad esempio l attuazione di servizi di tipo residenziale e semi-residenziale, l attivazione di progetti-percorso individualizzati, l erogazione, ove necessario, di contributi economici finalizzati al contrasto alla povertà; b) erogare interventi di sostegno all educazione ed alla formazione, quali ad esempio, asili nido, scuole dell infanzia, servizi socio-educativi-aggregativi, borse di studio per adolescenti e giovani, anche al fine di offrire occasioni per il proseguimento degli studi universitari e/o di specializzazione; c) ospitare ed assistere soggetti appartenenti a sotto-popolazioni a rischio di svantaggio sociale, ivi incluse donne, madri sole e persone anziane ultrasessantacinquenni, mediante ad esempio l attuazione di servizi aperti e/o residenziali, la realizzazione di interventi di sollievo individuale e familiare, nonché ogni altro intervento 7/18
8 complementare e sinergico volto a sostenere complessivamente le famiglie nel loro complesso; d) promuovere e/o realizzare, anche in collaborazione con Enti pubblici e privati di ricerca, attività di studio ed analisi su fenomeni sociali e politiche di intervento atte a limitare e ridurre, ove possibile, il rischio di esclusione sociale, nonché specifici e mirati interventi finalizzati alla formazione e all aggiornamento permanente degli operatori dei settori socio-assistenziali in cui l ente espleta la propria attività; e) svolgere attività di supporto operativo e consulenza tecnica, amministrativa e gestionale nei confronti della Regione Lazio e delle altre Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza del territorio regionale purché in ambiti tematici di intervento attinenti o complementari alle finalità statutarie dell Ente. L Asilo Savoia potrà, altresì, attuare, mediante la stipula di appositi accordi di cui alla legge 241/1990, contratti di servizio e convenzioni operative, tutti quegli interventi che dovessero rendersi necessari nei confronti di qualsiasi fascia di popolazione a rischio di svantaggio sociale, sulla base della programmazione di settore definita dalla Regione Lazio in base alla normativa vigente e delle relative risorse finanziarie messe a disposizione dall Assessorato e dalla Direzione regionale competente in materia di politiche sociali. ARTICOLO 3 PATRIMONIO E RISORSE I mezzi con cui l Asilo Savoia persegue gli scopi istituzionali consistono nel patrimonio immobiliare indisponibile, in quanto eventualmente destinato a sede di prestazione dei servizi 8/18
9 socio-educativi-assistenziali coerenti con le finalità statutarie, nonché nelle rendite provenienti dal patrimonio immobiliare disponibile. Concorreranno inoltre al perseguimento dei fini istituzionali gli eventuali ulteriori lasciti, oblazioni e contribuzioni a fondo perduto, a qualsiasi titolo pervenuti, nonché le rette, contributi e finanziamenti acquisiti dall IPAB nell ambito dello svolgimento delle proprie finalità statutarie e gli incrementi patrimoniali eventualmente realizzati attraverso l ordinaria gestione. ARTICOLO 4 DELL ADESIONE L Asilo Savoia ai fini del raggiungimento degli scopi istituzionali e del perseguimento dei principi di massima efficacia ed efficienza gestionale dei servizi e delle attività di cui all articolo 2 del presente Statuto, può promuovere o aderire ad associazioni, fondazioni, consorzi, società di scopo ed enti che abbiano finalità analoghe o complementari, e coordinare la propria attività con questi e con quella di altre IPAB, enti pubblici e/o privati che abbiano scopi complementari, al fine di ottimizzare l impiego delle proprie risorse nell ambito delle finalità istituzionali previste dal presente Statuto. Sono organi dell Ente: ARTICOLO 5 DEGLI ORGANI 1) Il Consiglio di Amministrazione; 2) Il Presidente; 3) Il Revisore Unico dei Conti; 9/18
10 ARTICOLO 6 DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE L Asilo Savoia è amministrato da un Consiglio di Amministrazione composto di cinque membri nominati dalla Regione Lazio e così designati: - n. 3 componenti, tra cui il Presidente, dal Presidente della Regione Lazio; - n. 1 componente dalla Città Metropolitana di Roma Capitale - n. 1 componente dal Sindaco di Roma Capitale. I componenti del Consiglio devono essere prescelti tra persone di comprovata e pluriennale esperienza nel settore dell assistenza sociale o nell amministrazione di istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza. Il Consiglio dura in carica cinque anni decorrenti dalla nomina, a prescindere dall effettivo insediamento ed è rieleggibile senza interruzione. L insediamento del nuovo Consiglio è subordinato all avvenuta sua costituzione a termine di Statuto ed al passaggio delle consegne da parte del Consiglio uscente, purché quest ultimo sia nella pienezza delle sue funzioni. Venendo definitivamente meno uno o più Consiglieri, la vacanza deve essere subito notificata e sanata con la nomina del sostituto, il quale durerà in carica per il tempo residuo del sostituito. Venendo temporaneamente meno uno dei Consiglieri, l assenza è valutata dal Consiglio per le decisioni del caso. ARTICOLO 7 DELLE ADUNANZE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE 10/18
11 Le adunanze del Consiglio di Amministrazione sono ordinarie e straordinarie. Le prime hanno luogo almeno una volta al mese, e in ogni caso nelle epoche stabilite dalla legge per l approvazione del conto consuntivo, del bilancio preventivo e delle eventuali variazioni al medesimo ai sensi della normativa vigente; le altre ogni volta che lo richiedano i bisogni dell Amministrazione sia su invito del Presidente, sia su domanda sottoscritta da almeno due componenti il Consiglio, sia per invito delle autorità regionali, o su convocazione del Segretario Generale. La partecipazione alle riunioni è obbligatoria. Il Consiglio si riunisce dietro invito del Presidente, diretto o tramite il Segretario. I membri del Consiglio di Amministrazione che senza giustificato motivo non intervengono alle riunioni per tre sedute consecutive, decadono dalla carica. La decadenza è pronunciata dal Consiglio di Amministrazione, anche su iniziativa delle autorità regionali. Le riunioni del Consiglio si intendono validamente costituite con la presenza di almeno tre Consiglieri. Le riunioni sono presiedute dal Presidente o, in caso di sua assenza, dal Consigliere più anziano di età. Nel corso delle riunioni il Consiglio discute quanto di interesse dell Ente e, ove necessario, adotta le deliberazioni del caso. Delle riunioni deve essere redatto processo verbale, a cura del Segretario Generale o, in sua assenza, del Funzionario designato, sottoscritto da tutti i partecipanti. ARTICOLO 8 DELLE DELIBERAZIONI DEL CONSIGLIO 11/18
12 Il Consiglio di Amministrazione determina l indirizzo politico-amministrativo dell Ente, mediante l adozione dei programmi e delle direttive generali, e ne controlla l attuazione. In particolare il Consiglio ha competenza, a titolo esemplificativo e non limitativo, nelle seguenti materie: a. lo Statuto ed i Regolamenti; b. i bilanci, le relative variazioni di bilancio ed i consuntivi; c. la pianta organica e le relative variazioni; d. le convenzioni con gli enti locali, la costituzione e la modificazione di forme associative; e. gli atti di gestione finanziaria, ivi comprese la contrazione di mutui; f. gli acquisti, le permute e le alienazioni dei beni immobili, g. la nomina, la designazione e la revoca dei rappresentanti dell Asilo Savoia presso enti, aziende ed istituzioni operanti nel settore dell assistenza pubblica; h. l istruzione di apposite commissioni consultive, fissandone competenze e compiti; i. le autorizzazioni a stare in giudizio e le transazioni; Per ciascuna deliberazione proposta deve essere verbalizzato il voto espresso da ciascun Consigliere, con la motivazione posta a base dell espressione di voto, laddove richiesto dal Consigliere votante. Le deliberazione sono approvate con il voto favorevole della maggioranza dei Consiglieri presenti. In caso di parità prevale il voto del Presidente. Le votazioni si fanno per appello nominale o a voti segreti su richiesta espressa di almeno due componenti. Il Consiglio può delegare ad uno specifico Consigliere una o più delle proprie attribuzioni. 12/18
13 Per la validità delle adunanze non è computato chi, avendo interesse, giusta l art. 15 della legge 17 luglio 1890, n. 6972, non può prendere parte alla deliberazione. ARTICOLO 9 DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE E DEI CONSIGLIERI Il Presidente del Consiglio di Amministrazione esercita le funzioni che gli sono attribuite dalla legge, dai regolamenti statali e regionali, dal presente statuto e dai regolamenti interni. Egli in particolare, a titolo esemplificativo, ma non limitativo: - ha la rappresentanza legale dell Ente e cura i rapporti con gli enti e le altre autorità; - convoca e presiede il Consiglio di Amministrazione; - svolge funzione propulsiva delle attività del Consiglio di Amministrazione e ne regola i lavori; - cura l esecuzione delle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione; - sviluppa ogni utile iniziativa di collegamento con le amministrazioni pubbliche, con gli operatori privati, con le espressioni organizzate dell utenza e del volontariato e con ogni altro soggetto operante nel settore dell assistenza sociale; - formula proposte nelle materie all ordine del giorno delle sedute del Consiglio di Amministrazione; - assume in caso di urgenza i provvedimenti di competenza del Consiglio di Amministrazione, salvo ratifica in adunanza da convocarsi entro breve termine; - assegna a ciascun membro del Consiglio la trattazione di singoli reperti ed affari; - rilascia procura e mandatati per la rappresentazione in giudizio e la difesa dell IPAB, nonché procure speciali per singoli e specifici atti; 13/18
14 - firma gli atti e i contratti; - firma i mandati di pagamento, che devono essere muniti anche dalla firma del Segretario Generale. In assenza o impedimento del Presidente la firma sui mandati può essere opposta da uno dei Consiglieri all uopo delegato. - ha autorità su tutto il personale e vigila sull andamento amministrativo ed economico; - esercita tutte le funzioni e i compiti previsti dalla legge, dal presente statuto e dai regolamenti interni. - Il Consiglio di Amministrazione può eleggere nel suo seno un Vicepresidente il quale sostituisce il Presidente nei casi stabiliti e con le modalità stabilite dalla legge. ARTICOLO 10 DELLE INDENNITA Ai membri del Consiglio di Amministrazione spetta il rimborso delle spese sostenute nell ambito dello svolgimento dei compiti assegnati previa approvazione di apposito Regolamento che ne stabilisce criteri, modalità e termini, nonché una indennità annuale per la carica ricoperta, commisurata percentualmente all indennità di carica percepita dai componenti della Giunta della Regione Lazio. Il Consiglio di Amministrazione delibera annualmente, nell ambito del criterio sopra enunciato, tale indennità, tenuto conto della situazione economico-finanziaria dell Ente e delle mansioni e funzioni da ciascun Consigliere effettivamente svolte. ARTICOLO 11 DEL SEGRETARIO GENERALE 14/18
15 Il Segretario Generale partecipa alle sedute del Consiglio di Amministrazione ed ai lavori delle altre commissioni, con le funzioni previste dalla legge e dal presente statuto. Sovrintende allo svolgimento dell attività gestionale dell Ente, coordinando a tal fine le attività degli Uffici. Attende, di concerto con il Presidente, all ordinaria amministrazione secondo gli indirizzi del Consiglio di Amministrazione. Adotta gli atti di competenza previsti dalla legge, dal presente statuto e dai regolamenti interni. Gode di autonomia gestionale ed assume la responsabilità nell organizzazione degli uffici e del lavoro propri della struttura, nella gestione delle risorse assegnate e nell acquisizione dei beni strumentali necessari. ARTICOLO 12 REVISORE DEI CONTI E istituito, per lo svolgimento delle funzioni che gli sono attribuite dalla legge, dai regolamenti statali e regionali, dal presente statuto e dai regolamenti interni, il Revisore Unico dei Conti, organo monocratico designato dal Presidente della Regione Lazio con le modalità e i termini stabiliti dalla normativa vigente. Al Revisore Unico dei Conti spetta il rimborso delle spese sostenute nell ambito dello svolgimento dei compiti assegnati, nonché una indennità annuale per la carica ricoperta, commisurata percentualmente all indennità di carica percepita dai componenti del Consiglio di Amministrazione dell IPAB. 15/18
16 Il Consiglio di Amministrazione delibera annualmente, nell ambito del criterio sopra enunciato, tale indennità, tenuto conto della situazione economico-finanziaria dell Ente e delle mansioni e funzioni effettivamente svolte dal Revisore Unico. ARTICOLO 13 DEL SERVIZIO DI TESORERIA L Ente ha un Tesoriere, secondo la normativa vigente. I rapporti fra l Ente ed il Tesoriere sono tenuti dal Presidente del Consiglio di Amministrazione, in qualità di legale rappresentante e sono disciplinati con apposito contratto. I mandati di pagamento non costituiscono titolo legale di scarico per il Tesoriere, se non sono muniti della firma del Presidente o di un Consigliere all uopo delegato e del Segretario Generale. ARTICOLO 14 DEI REGOLAMENTI Appositi Regolamenti disciplinano le norme circa l organizzazione interna dell Ente, i ruoli di nomina, la pianta organica, i diritti e i doveri, le attribuzioni ed i compiti del personale, nonché le modalità di ammissione e di erogazione dei servizi socio-educativi-assistenziali forniti dall Ente e le modalità, i criteri e i termini per il rimborso delle spese sostenute dal Consiglio di Amministrazione nell espletamento dei propri compiti istituzionali. L Asilo Savoia in ossequio ai principi di economicità, efficacia e trasparenza dell attività amministrativa, e nei termini e modi previsti dall apposito regolamento che il Consiglio di 16/18
17 Amministrazione provvederà ad emanare, garantisce l accesso - a fini conoscitivi - degli interessati che ne facciano domanda agli atti e ai provvedimenti e favorisce, mediante apposita comunicazione, la partecipazione ai procedimenti degli interessati. A tali fini nel detto regolamento verrà individuato un responsabile del procedimento e verranno determinati i termini di svolgimento dell azione amministrativa nei modi e nei tempi stabiliti. In relazione a quanto previsto nell art. 2 i beneficiari ed assistiti dall IPAB devono essere nati o residenti nel territorio della Regione Lazio. Possono essere inoltre assistiti soggetti non di nazionalità italiana purché regolarmente soggiornanti nel territorio regionale. Per le ammissioni agli interventi di assistenza e/o ai benefici valgono i titoli preferenziali stabiliti dalla legge. I criteri di trattamento degli assistiti sono contenuti in apposito regolamento da emanare a cura del Consiglio di Amministrazione. ARTICOLO 15 DEL RINVIO ALLE NORME IN MATERIA Per le materie non contemplate nel presente Statuto, si osservano le disposizioni legislative e regolamentari vigenti, e quelle che in avvenire saranno emanate in materia di assistenza e beneficenza pubblica. ARTICOLO 16 NORMA TRANSITORIA 17/18
18 Il Consiglio di Amministrazione nominato con Decreto del Presidente della Regione Lazio n T00264 del 7 agosto 2014 prosegue il proprio mandato istituzionale fino alla scadenza già prevista del 6 agosto Approvato con deliberazione del C.d.A. n. 3 del , esecutiva a norma di legge. 18/18
Raccolta degli statuti e regolamenti in vigore nel Comune di Arezzo Statuto organico dell Istituto Thevenin di Arezzo aggiornamento: 1.6.1999 ISTITUTO THEVENIN AREZZO Statuto organico INDICE Capo I Origine

References: E CONTRARIO
 articolo 15
 articolo 62
 ARTICOLO 1
 ARTICOLO 2
 ARTICOLO 3
 ARTICOLO 4
 articolo 2
 ARTICOLO 5
 ARTICOLO 6
 ARTICOLO 7
 ARTICOLO 8
 art. 15
 ARTICOLO 9
 ARTICOLO 10
 ARTICOLO 11
 ARTICOLO 12
 ARTICOLO 13
 ARTICOLO 14
 art. 2
 ARTICOLO 15
 ARTICOLO 16