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Timestamp: 2017-11-24 10:14:19+00:00

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12 REGIONE CALABRIA DIPARTIMENTO TUTELA DELLA SALUTE POLITICHE SANITARIE PROGRAMMA STRAORDINARIO DI INVESTIMENTI ART. 20 L. 67/88 - SECONDA FASE 2 ACCORDO DI PROGRAMMA STRALCIO DOCUMENTO PROGRAMMATICO
13 SOMMARIO 1 LA PROGRAMMAZIONE SANITARIA REGIONALE PREMESSA LE CRITICITÀ ESISTENTI IL PIANO SANITARIO REGIONALE IL CONTESTO NORMATIVO DI RIFERIMENTO LE SCELTE FONDAMENTALI DEL PIANO SANITARIO REGIONALE Il nuovo assetto istituzionale delle aziende Riordino e potenziamento dei servizi territoriali Il percorso assistenziale La costruzione dei nuovi distretti L integrazione socio-sanitaria e la programmazione dei servizi territoriali La rete dei servizi di assistenza primaria L Utap La Casa della salute La presa in carico dei cittadini e la continuità delle cure L assistenza domiciliare L alta integrazione La salute mentale Le dipendenze Le linee programmatiche per la funzionalità dei servizi La riabilitazione e la disabilità Gli anziani e la condizione di non autosufficienza La maternità e l infanzia Gli immigrati La sanità penitenziaria La prevenzione per la salute: il nuovo dipartimento La rete ospedaliera, il dimensionamento dei presidi ed l organizzazione interna Ospedale di riferimento ed altri presidi della rete La rete riabilitativa: riabilitazione e lungodegenza La riorganizzazione della rete ospedaliera Azienda sanitaria provinciale di Cosenza Azienda ospedaliera di Cosenza Azienda sanitaria provinciale di Crotone Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro Azienda ospedaliero universitaria di Catanzaro Polo oncologico Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria Azienda ospedaliera di Reggio Calabria Riepilogo generale posti letto L integrazione ospedale-territorio Le reti per specialità La continuità dei servizi tra ospedale e territorio La rete dell emergenza-urgenza Il rapporto tra fase acuta della degenza e fase riabilitativa I servizi di supporto alla degenza ospedaliera Eccellenza, alta specialità, ricerca L oncologia La cardiochirurgia...72 Regione Calabria Dipartimento Tutela della Salute Politiche Sanitarie 1
14 Trapianti Centro regionale per la cura delle malattie endocrine Rete ospedaliera pediatrica e polo pediatrico regionale Trauma center- polo traumatologico regionale di Lamezia Terme Le piattaforme avanzate OBIETTIVI GENERALI E SPECIFICI DEL DOCUMENTO PROGRAMMATICO ANALISI S.W.O.T INTERVENTI PROGETTUALI LOCALIZZAZIONE DELLE STRUTTURE OSPEDALIERE OBIETTIVI DELL ACCORDO DI PROGRAMMA NUOVO OSPEDALE DELLA SIBARITIDE NUOVO COMPLESSO OSPEDALIERO DI CATANZARO ADEGUAMENTO E COMPLETAMENTO NUOVO OSPEDALE DI VIBO VALENTIA NUOVO OSPEDALE DELLA PIANA SOSTENIBILITÀ ECONOMICA E FINANZIARIA DEGLI INTERVENTI RICOGNIZIONE DEI PROGRAMMI REGIONALI DI INVESTIMENTO ART. 20 L. 67/88 PRIMA E SECONDA FASE PROGRAMMA DI INTERVENTI SETTORE AIDS (LEGGE 135/90) PROGRAMMA PER LA REALIZZAZIONE DI STRUTTURE DI CURE PALLIATIVE (HOSPICE) POTENZIAMENTO STRUTTURE DI RADIOTERAPIA (LEGGE 488/1999) INTERVENTI GRANDI CITTÀ (ART. 71 LEGGE 448/1998) INTERVENTI PER LA SICUREZZA QUADRO COMPLESSIVO DEGLI INTERVENTI SCHEDA INTERVENTI OBIETTIVI INDICATORI DEGLI OBIETTIVI STRATEGICI STRUMENTI E MEZZI PER IL MONITORAGGIO LA SCHEDA VERIFICA DELLA PROGRAMMAZIONE EX-ANTE DEL DOCUMENTO PROGRAMMATICO ELENCO DOCUMENTI DI RIFERIMENTO PER L ACCORDO DI PROGRAMMA STRALCIO 2007 ALLEGATO A - SCHEDE INFORMATIVE DEGLI INTERVENTI ALLEGATO B - SCHEDA MONITORAGGIO INTERVENTO ALLEGATO C - TAVOLE ALLEGATO D - RELAZIONE TECNICA DI INDIRIZZO Regione Calabria Dipartimento Tutela della Salute Politiche Sanitarie 2
15 1 LA PROGRAMMAZIONE SANITARIA REGIONALE 1.1 Premessa Sin l adozione delle Linee di indirizzo per il riordino dell organizzazione e delle attività sanitarie approvate dalla Giunta regionale con propria deliberazione del 13 febbraio 2007, n. 94, è stato delineato il nuovo corso della sanità calabrese. In esse veniva indicato come obiettivo prioritario della nuova sanità la costruzione di un sistema normale. Ciò potrà sembrare un po riduttivo, ma in realtà rappresenta la finalità fondamentale la cui realizzazione è stata avviata sin dal 2005 ed è ancora da perseguire nel corso della legislatura. Per sistema normale si intende un servizio che si organizzi, sia all interno di ciascuna Azienda, che fra le diverse Aziende e, complessivamente, a livello regionale, come un sistema coerente, con carattere di equità nell organizzazione ed articolazione nei diversi territori. Un sistema che garantisca un adeguato e facilitato diritto di accesso ai cittadini, di tutti i cittadini e in uguale misura; che collochi il cittadino-utente al centro di sé e lo consideri soggetto per il quale lavorare attraverso la presa in carico; che individui percorsi assistenziali definiti per le diverse esigenze; che garantisca la continuità assistenziale, l armonizzazione dell offerta e dell accoglienza, la partecipazione dei cittadini e delle loro associazioni. Fondamentali diventano, in tale contesto, l umanizzazione delle cure e dei rapporti fra operatori e utenti e l affermazione di comportamenti e metodologie operative tese al massimo rispetto della dignità del malato e dei suoi familiari. Un sistema normale significa anche rimodulare l offerta sanitaria secondo criteri di appropriatezza organizzativa, funzionale e prescrittiva, orientando servizi e prestazioni alla qualità. Ciò consentirà anche di eliminare sprechi e di garantire il conseguente recupero di risorse da destinare al miglioramento dei livelli di assistenza. Per sistema normale si intende altresì la qualificazione dell offerta che permetta una sostanziale riduzione della impropria mobilità dei cittadini all interno e al di fuori della Regione. La riduzione dei viaggi della speranza deve essere obiettivo emblematico da realizzare nel più breve tempo possibile, per ridurre gli sprechi economici che ne derivano, ma, soprattutto, per alleviare i grandi sacrifici umani, sociali ed economici di chi vi è costretto; su questo obiettivo si è focalizzata l attenzione della prima fase dell attuale legislatura, con l adozione di puntuali provvedimenti di profondo riordino delle Aziende, finalizzati al rilancio della sanità pubblica quale presupposto per sviluppare l offerta di servizi di qualità ai cittadini. Al perseguimento di tale finalità si è provveduto sin dal 2005 con l adozione di una serie di atti coerenti con l obiettivo strategico di anticipare il riordino e la razionalizzazione del servizio sanitario regionale; tale cammino di riforma troverà la naturale conclusione nell attuazione del nuovo Piano sanitario regionale. Gli atti in tal senso di maggior rilievo sono stati: 1. l atto di indirizzo per la redazione degli atti aziendali - 2. l adozione da parte della Giunta regionale della deliberazione dell 8 maggio 2006, n Finanziamento SSR anno 2006 e riparto Aziende Sanitarie ed Ospedaliere. Determinazioni in ordine alla gestione del Servizio sanitario Regionale per l anno 2006, piani di attività aziendale e bilancio economico preventivo con la quale, oltre a fornire gli indirizzi per la gestione corrente, si è inteso, da un lato, effettuare un rilancio della produttività del sistema pubblico attraverso il finanziamento a prestazione, e dall altro si è voluto, con il progressivo abbandono Regione Calabria Dipartimento Tutela della Salute Politiche Sanitarie 3
16 del criterio di finanziamento a spesa storica, avviare il riequilibrio fra i diversi territori sulla attribuzione dei fondi; 3. Il forte impulso dato al perseguimento degli obiettivi di salute derivante dalla promozione della prevenzione oncologica, con la programmazione di adeguati screening per i tumori femminili e per il colon retto, e dall iniziativa per la lotta alle malattie cardiovascolari; 4. l approvazione di piani e progetti nel settore dell assistenza domiciliare, della prevenzione della sicurezza nei luoghi di lavoro, della lotta agli incidenti domestici, della riduzione dell obesità infantile, della riduzione degli infortuni stradali, della promozione della sicurezza alimentare, dell attivazione della rete dei servizi per l assistenza ai malati terminali, della prevenzione delle complicanze del diabete, della programmazione regionale delle vaccinazioni, del contenimento dei tempi di attesa per l accesso alle prestazioni, del riordino del sistema delle donazioni e dei trapianti di organi, tessuti e cellule; 5. la rimodulazione del programma regionale di investimenti in sanità, coerente con le priorità di riordino sopra richiamate, che sarà alla base del nuovo accordo di programma da stipulare con il Ministero della Salute per l utilizzo dei fondi ex art. 20 della l. 67/ l approvazione del programma di rilancio delle attività nel campo della salute mentale e della lotta alle tossicodipendenze e di riordino organizzativo dei servizi relativi; 7. l attuazione dell accordo 23 marzo 2005 in materia di razionalizzazione dell offerta di ricovero ospedaliero e di adeguamento della dotazione di posti letto ospedalieri; 8. il perfezionamento dell accordo con i medici di medicina generale, che delinea le nuove modalità di organizzazione dei servizi territoriali, con particolare riferimento alla creazione delle unità territoriali di assistenza primaria, alla garanzia della continuità assistenziale h 24, alla creazione delle unità di valutazione territoriali, tutte iniziative funzionali al riordino dei distretti; 9. l avvio del sistema di accesso da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta ai centri unici di prenotazione (CUP), per il governo della domanda ed il miglioramento della fruizione delle prestazioni specialistiche ambulatoriali e di ricovero ospedaliero, con acquisizione in rete dei referti clinici e diagnostici; 10. l avvio della rete regionale di tele-patologia oncologica, che collega le anatomie patologiche del Servizio sanitario regionale e con centri di riferimento di livello nazionale; 11. la costituzione di un fondo regionale di rotazione, con l obiettivo di finanziare il rinnovo delle dotazioni tecnologiche del Servizio sanitario regionale. Al riguardo, la previsione dell art. 10 della legge regionale n. 7/2006 anticipa l accordo Stato-regioni del denominato Patto per la salute, nel quale è contenuto l impegno ad ampliare le risorse della legge 67/1988 da 17 a 20 miliardi di euro; tra gli scopi fondamentali dell accordo vi è quello di favorire un forte processo di innovazione tecnologica nelle strutture del SSN, con particolare riferimento ai settori dell oncologia, delle malattie rare e per il superamento del divario nordsud; 12. l approvazione del piano di formazione, che individua le iniziative di diretta promozione regionale e le linee delle iniziative che dovranno essere realizzate a livello delle aziende. Nell ambito di tale piano, assume particolare importanza la previsione della costituzione di un centro multimediale per la formazione e l aggiornamento dei chirurghi della regione sulle tecniche e le metodologie interventistiche più avanzate; 13. l effettuazione di un accurato esame dei profili di salute delle popolazione calabrese, presentato nella Relazione sanitaria regionale approvata con la deliberazione della Regione Calabria Dipartimento Tutela della Salute Politiche Sanitarie 4
17 Giunta del 30 gennaio 2007, n. 54, che costituisce una novità ed al tempo stesso la base epidemiologica per le scelte di programmazione. 1.2 Le criticità esistenti Tutte le azioni già descritte partono dalla consapevolezza dell esistenza di criticità evidenti nel Servizio Sanitario Regionale le quali, oltre ad essere desumibili dai dati e gli indici valutativi disponibili presentati nella relazione sanitaria sono direttamente percepite in quanto tali dai cittadini, ed in parte già messe in evidenza dal Piano regionale per la salute Criticità di carattere strategico sono immediatamente individuabili: A. nelle attuali condizioni degli edifici destinati alle attività ospedaliere e territoriali, dovute al mancato utilizzo di una parte consistente delle risorse destinate all edilizia sanitaria e ad una inadeguata attività di manutenzione; B. nella insufficiente disponibilità di tecnologie avanzate e nella obsolescenza di quelle esistenti; C. nella distribuzione del personale tra le aziende, in alcuni casi fortemente disallineata rispetto a razionali parametri di dimensionamento degli organici, che condiziona l equilibrio economico e la stessa possibilità di assicurare in maniera equa i livelli di assistenza. Vi è da parte dei cittadini e delle istituzioni locali e regionali la consapevolezza delle ricadute negative sullo sviluppo economico e sociale e del fatto che un settore di primaria importanza, che utilizza tra l altro la più rilevante quota di risorse pubbliche, non riesca a realizzare un sistema attraverso cui, in modo efficace e diffuso, si garantisca il diritto alla salute dei cittadini. Certamente non si può sostenere che nel SSR non esista buona sanità. Al contrario, sono ben presenti, in pressoché tutte le Aziende del Servizio sanitario regionale, operatori capaci e preparati, unità operative ben organizzate ed in alcuni casi anche situazioni e centri di eccellenza che nulla hanno da invidiare ad analoghi Servizi delle altre Regioni italiane. Ma tutto ciò non è sufficiente a garantire, sia nella sostanza che nella percezione dei cittadini, quel sistema di produzione dei servizi e delle prestazioni orientate alla tutela della salute, che risponda alle aspettative della comunità in termini di diffusione sul territorio, di equità nell erogazione e nella fruizione, di qualità globale. Testimoniano ciò molti fattori che è utile richiamare, seppure in modo sintetico: 1. l accesso ai servizi non organizzato in tutte le Aziende secondo criteri oggettivi e razionali, tramite efficienti Centri Unificati di Prenotazione (CUP); 2. la scarsa diffusione del criterio della presa in carico del cittadino utente e la non adeguata trattazione delle sue problematiche attraverso percorsi assistenziali definiti ed ancorati a linee guida e protocolli appropriati; 3. la cronica divisione delle attività territoriali rispetto a quelle ospedaliere, che non permette la trattazione dei casi realizzando un continuum assistenziale territorio / ospedale / territorio. Di ciò fa fede la scarsa pratica di comunicazione tra medici di base e specialisti ospedalieri; 4. il non adeguato livello di utilizzo delle risorse umane e strumentali, con particolare riferimento a diffuse incoerenze nell organizzazione dei servizi ed a scarsi livelli di utilizzo di beni fondamentali, quali sale operatorie e tecnologie sofisticate; tali inefficienze non consentono il Regione Calabria Dipartimento Tutela della Salute Politiche Sanitarie 5
18 raggiungimento di una produttività adeguata a soddisfare la domanda di prestazioni, generando peraltro liste di attesa ed alta mobilità in uscita; 5. la presenza di diffuse inappropiatezze che producono irrazionale uso delle risorse. Esse sono di carattere strutturale: frammentazione dei presidi ospedalieri; irrazionale articolazione delle specialità; tasso di utilizzo dei posti letto mediamente del 65% contro oltre l 80% quale valore ottimale a livello nazionale. A queste si aggiungono altre inappropriatezze di carattere prescrittivo: alto e ingiustificato livello della spesa farmaceutica; ricorso incongruo alla ospedalizzazione, che fa registrare un tasso di 230 ricoverati ogni mille abitanti contro uno valore ottimale nazionale di 180; alto consumo delle prestazioni specialistiche, in specie di diagnostica strumentale e di laboratorio; 6. una elevata emigrazione per prestazioni sanitarie, tanto più grave per il fatto che la maggior parte del fenomeno attiene a prestazioni di media e bassa assistenza. Più in generale, occorre sottolineare una persistente sperequazione fra i livelli d assistenza: infatti, le risorse impiegate per la prevenzione collettiva e per l assistenza territoriale sono ancora ampiamente inferiori agli standards nazionali, mentre quelle ospedaliere sono ampiamente superiori al 50%. Ciò è peraltro in evidente contraddizione con gli indici di riparto delle risorse finanziarie adottati a livello regionale, che sono invece coerenti con i parametri previsti dal nuovo Piano Sanitario Nazionale. Ciò costituisce la prima conferma di improprio utilizzo delle strutture ospedaliere, la cui collocazione al centro dell offerta sanitaria condiziona la possibilità di costruire un sistema che individui la propria missione nella prevenzione e nella promozione della salute. Si segnala infine come elemento di criticità l insufficiente sviluppo di collaborazioni operative, nel campo della formazione e della ricerca, con il sistema universitario calabrese. 1.3 Il piano sanitario regionale Il documento di Piano Sanitario Regionale (D.G.R. del 28 giugno 2007 n. 382, completa il disegno programmatico previsto per la costruzione di un sistema normale, allegato al presente Accordo ed il cui layout viene riportato nello schema riportato alla pagina seguente. 1.4 Il contesto normativo di riferimento Il quadro normativo fondamentale, alla luce del quale vengono operate le scelte dell accordo stralcio, oltre a dovere tenere presente gli atti prodotti dalla programmazione regionale finora indicati, è il seguente: A. Legge 67/1988; B. Delibere CIPE n. 52, 53 del 6 maggio 1998; C. Legge 450/1997; D. D.C.R. n. 327/1999: Programma Straordinario di Investimenti ex art. 20 della legge 67/1988 e successive modifiche. Avvio della seconda fase. E. D.P.C.M. 29 novembre 2001 e successive modifiche ed integrazioni : Definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza F. Delibera CIPE del 2 agosto 2002 Regione Calabria Dipartimento Tutela della Salute Politiche Sanitarie 6
19 G. Legge Regionale n. 29/2002: Approvazione disposizioni normative collegate alla legge finanziaria regionale relative al Settore sanità. H. D.G.R. n. 157 del 23/03/04 Indirizzi per la predisposizione del Piano Attuativo aziendale e del bilancio economico preventivo; I. D.G.R. n. 852 del 15/11/2004: Programma straordinario di investimenti art. 20 L. 67/88 Accordo di programma stralcio. Approvazione definitiva. J. Atto di intesa tra lo Stato e le Regioni del 23 marzo 2005; K. Legge Regionale 21/8/2006, n. 7 Provvedimento Generale recante norme di tipo ordinamentale e finanziario. L. D.G.R. n. 669 del 05/10/2006 Attuazione art. 20 Legge N. 67/88 Seconda fase. Riordino della rete ospedaliera e territoriale delle aziende sanitarie e ospedaliere; M. D.G.R. n. 94 del 13/02/2007: Approvazione delle Linee di indirizzo per il riordino della organizzazione e delle attività sanitarie N. D.G.R. n. 97 del 13/02/2007 D.G.R. n. 669 del 5 ottobre 2006-Attuazione art. 20 legge n. 67/88- Presa d atto mancata espressione parere Commissione consiliare ; O. Legge regionale 11 maggio 2007, n. 9; P. D.G.R. n. 599 del 28/09/07 Art. 71 Legge 448/98 Programma di riqualificazione dell assistenza sanitaria nei grandi centri urbani. Riallineamento degli interventi per le città di Reggio Calabria e Catanzaro; Q. D.G.R. n. 694 del 09/11/07 Proposta di piano sanitario regionale Approvazione. Regione Calabria Dipartimento Tutela della Salute Politiche Sanitarie 7
20 DOCUMENTO DI PIANO SANITARIO REGIONALE LAYOUT IL CONTESTO DI RIFERIMENTO Il quadro di riferimento istituzionale Il bisogno di salute: situazione demografica e stato di salute della popolazione La situazione del sistema sanitario della Calabria Lo sviluppo tecnologico e l innovazione LE LINEE STRATEGICHE DELLA NUOVA SANITA Costruire un sistema normale Attivare la pianificazione attuativa locale, generale e specifica Il governo clinico nel dimensionamento delle funzioni ospedaliere Le azioni del piano sanitario regionale Le scelte prioritarie La sostenibilità del sistema di servizi Lo sviluppo della qualità dei servizi attraverso l appropriatezza organizzativa Il riordino della rete ospedaliera Eccellenza, alta specialità, ricerca Il procedimento di programmazione e gli investimenti Le reti per specialità Riordino e potenziamento dei servizi territoriali La promozione e l educazione alla salute La nuova rete regionale dei servizi di prevenzione collettiva GLI ATTORI E LE RELAZIONI DI SISTEMA Il ruolo delle autonomie locali e la conferenza di programmazione Il rapporto con il sistema universitario regionale Il rapporto con il CNR Il rapporto con l INAIL Il rapporto con l INRCA Sviluppo della ricerca ed integrazione delle istituzioni preposte Il rapporto con le organizzazioni sindacali dei lavoratori Il rapporto con le professioni ed il consiglio sanitario regionale L accesso ai servizi e la partecipazione dei cittadini Il ruolo dell imprenditoria privata nel sistema sanitario regionale: integrazione e concertazione nella programmazione e gestione e i servizi e delle prestazioni LE AZIONI PROGRAMMATE Rete oncologica regionale Rete cardiologica regionale Malattie rare Donazione e trapianti Piano sangue e plasma regionale Odontoiatria sociale Regione Calabria Dipartimento Tutela della Salute Politiche Sanitarie 8
21 1.5 Le scelte fondamentali del piano sanitario regionale Il nuovo assetto istituzionale delle aziende Le indicazioni del Piano Sanitario Regionale disegnano una riforma del SSR sostanziale e notevole. Esse si inseriscono nel quadro del ridisegno dell articolazione organizzativa del SSR già definita con l art. 7 della legge regionale 11 maggio 2007, n. 9, che ha istituito le Aziende sanitarie provinciali (ASP) di Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia, con territorio corrispondente alle attuali circoscrizioni provinciali (figura 2.1). Il piano sanitario ha recepito tale scelta, mantenendo l articolazione del territorio in otto ambiti territoriali (figura 2.2), rispetto ai quali vengono misurati i bisogni di salute e le risposte in termini territoriali ed ospedalieri. Le ASP di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria, tenuto conto della densità demografica, della contiguità territoriale e delle vie di comunicazione, vengono articolate ciascuna in due ambiti territoriali, per come di seguito indicato: A. Nell azienda sanitaria provinciale di Cosenza: a. ambito territoriale Paola-Cosenza, che comprende il territorio delle ex Aziende sanitarie di Paola e Cosenza, ed il Comune di San Giovanni in Fiore già facente parte dell Azienda sanitaria di Crotone b. ambito territoriale Castrovillari-Rossano, che comprende il territorio delle ex Aziende sanitarie di Castrovillari e Rossano; B. Nell azienda sanitaria provinciale di Catanzaro: a. ambito territoriale di Catanzaro, che comprende il territorio della ex Azienda sanitaria di Catanzaro ed il Comune di Marcedusa già facente parte dell Azienda sanitaria di Crotone; b. ambito territoriale di Lamezia Terme, che comprende il territorio della ex Azienda sanitaria di Lamezia Terme; C. Nell azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria: a. ambito territoriale di Reggio Calabria, che comprende il territorio della ex Azienda sanitaria di Reggio Calabria; b. ambito territoriale di Locri-Palmi, che comprende il territorio delle ex Aziende sanitarie di Palmi e Locri. In ciascuna delle Aziende sanitarie provinciali di Vibo Valentia e Crotone ricade un solo ambito territoriale, coincidente con la rispettiva circoscrizione provinciale. All ambito territoriale è assegnato un proprio budget, con contabilità separata all interno del bilancio dell Azienda sanitaria. Il riordino dell assetto istituzionale delle Aziende del Servizio sanitario regionale coinvolge necessariamente anche le Aziende ospedaliere; in particolare, nell area di Catanzaro è indispensabile una razionalizzazione dell offerta secondo criteri di appropriatezza organizzativa Regione Calabria Dipartimento Tutela della Salute Politiche Sanitarie 9
22 che evitino le attuali duplicazioni di attività, fonti di conseguenze negative sui costi e sull efficacia del servizio. Di conseguenza, sono confermate le Aziende ospedaliere di Cosenza e Reggio Calabria; nell area di Catanzaro viene istituita un Azienda ospedaliero-universitaria nella quale sono svolte in maniera integrata anche le attività assistenziali, didattiche e di ricerca della Facoltà di Medicina e Chirurgia, con accorpamento delle attuali Aziende ospedaliere Pugliese-Ciaccio e Mater Domini. Il protocollo d intesa tra Regione ed Università provvederà a definire le strutture nelle quali saranno erogate le attività assistenziali, didattiche e di ricerca della nuova Azienda ospedaliero-universitaria e ad assegnare i relativi posti letto. Anche nel settore oncologico è necessario evitare le attuali duplicazioni di attività esistenti nell area di Catanzaro. La Regione conferma l obiettivo prioritario di realizzare in tempi rapidi in Catanzaro la costituzione di un I.R.C.C.S. oncologico, avviando immediatamente il procedimento di riconoscimento previsto dal D.lgs. 288/2003. La necessità di assicurare l efficienza della gestione, l individuazione dell hub principale della rete oncologica regionale e la necessaria valutazione delle attività assistenziali e di ricerca dell ultimo triennio richiesta dall art. 13, comma 3, D.lgs. 288/2003 per il riconoscimento del carattere scientifico, impongono l unificazione delle attività assistenziali e di ricerca relative alle discipline oncologiche e a quelle connesse svolte dal sistema sanitario regionale nell area di Catanzaro. In tal senso la Giunta Regionale è autorizzata ad adottare i conseguenti provvedimenti. Regione Calabria Dipartimento Tutela della Salute Politiche Sanitarie 10
23 Figura 2.1 Aziende sanitarie provinciali di cui alla l.r. 11 maggio 2007, n.9. Assetto Istituzionale Servizio Sanitario Regionale Aziende sanitarie provinciali Azienda Sanitaria provin ciale di Cosenza Azienda Sanitaria provin ciale di Crotone Azienda Sanitaria provin ciale di Catanzaro Azienda Sanitaria provin ciale di Vibo Vale ntia Azienda Sanitaria provin ciale di Reggio Calabria 102 CASTROVILLARI 103 ROSSANO 101 PAOLA 104 COSENZA ANNUNZIATA I.N.R.C.A. San Giovanni in Fiore 105 CROTONE Marcedusa 106 LAMEZIA TERME. 108 VIBO VALENTIA 107 CATANZARO PUGLIESE CIACCIO MATER DOMINI POLO ONCOLOGICO 110 PALMI 109 LOCRI 111 REGGIO CALABRIA. Assetto istituzionale fino al 20 maggio 2007 Azienda Sanitaria Azienda Ospedaliera Azienda Ospedaliera Universitaria I.R.C.C.S Polo oncologico BIANCHI MELACRINO MORELLI Regione Calabria Dipartimento Tutela della Salute Politiche Sanitarie 11
24 Figura 2.2 Ambiti territoriali Ambiti territoriali delle Aziende Sanitarie Provinciali Bacini d utenza Cosenza - Paola Castrovillari - Rossano Crotone Lamezia Terme Catanzaro 102 CASTROVILLARI Vibo Valentia 103 ROSSANO Palm i - Locri 101 PAOLA Reggio Calabria 104 COSENZA ANNUNZIATA I.N.R.C.A. San Giovanni in Fiore 105 CROTONE Marcedusa 106 LAMEZIA TERME. 108 VIBO VALENTIA 107 CATANZARO PUGLIESE CIACCIO MATER DOMINI POLO ONCOLOGICO 110 PALMI 109 LOCRI 111 REGGIO CALABRIA. Assetto istituzionale fino al 20 maggio 2007 Azienda Sanitaria Azienda Ospedaliera Azienda Ospedaliera Universitaria I.R.C.C.S Polo oncologico BIANCHI MELACRINO MORELLI Regione Calabria Dipartimento Tutela della Salute Politiche Sanitarie 12
25 1.5.2 Riordino e potenziamento dei servizi territoriali Di seguito si indicano una serie di direttrici di intervento necessarie per dare contenuto alla organizzazione distrettuale: prima direttrice di intervento è quella dell attivazione degli organi di Governo dei distretti. In primo luogo l attivazione del Comitato dei Sindaci e l ufficio di coordinamento distrettuale, composto oltre che dalle figure professionali operanti nei servizi, dai rappresentanti dei medici di base e degli specialisti; seconda direttrice è la predisposizione del Programma delle attività territoriali (PAT), sulla base di una attenta lettura dei bisogni dei cittadini e nell ottica di un riordino generale dei servizi; terza direttrice è quella di costituire in ogni ambito territoriale, in via sperimentale, almeno una unità territoriale di assistenza primaria (UTAP), sulla scorta di quanto previsto dall accordo integrativo regionale in attuazione della convenzione unica della medicina generale. La sperimentazione di tali strutture ha lo scopo di creare un fondamentale nucleo assistenziale per le cure primarie, che garantisca la continuità assistenziale ai cittadini sulle ventiquattro ore. Nell ambito di tale nuova organizzazione, potranno essere sperimentate forme di soccorso primario. In una prospettiva di medio periodo, saranno attivate piattaforme sperimentali territoriali che includano le UTAP ed aggreghino le attività specialistiche ambulatoriali ed altre forme di assistenza che più utilmente possano essere svolte sul territorio, quali quelle attualmente assicurate in forma di day hospital medico o chirurgico, ma che siano suscettibili di espletamento attraverso pacchetti aggregati di prestazioni specialistiche ambulatoriali o attraverso attività chirurgiche ambulatoriali, che non necessitano di supporti di più impegnativi servizi di tipo ospedaliero, sul modello delle Case della Salute, ipotizzate nel procedimento concertativo nazionale del Patto della Salute; quarta direttrice è quella della delineazione della corretta modalità di presa in carico dei cittadini e la individuazione dei percorsi assistenziali da realizzare nell ambito delle reti per specialità, allo scopo di garantire la continuità territorio - ospedale - territorio. Si tratta di programmare l offerta ai cittadini attraverso la corretta lettura dei bisogni, ma anche attraverso l individuazione della appropriatezza prescrittiva dei farmaci, delle indagini specialistiche, dei ricoveri; quinta direttrice risiede nella elaborazione e lo sviluppo di un adeguato programma di assistenza domiciliare che coinvolga le fasce più deboli della popolazione, con priorità per gli anziani non autosufficienti, i malati terminali, persone con handicap fisici e psichici Il percorso assistenziale Mettere al centro il cittadino-utente significa modellare l organizzazione dell offerta sanitaria per garantire percorsi assistenziali appropriati, tempestivi e corrispondenti ai bisogni accertati. Conseguentemente i servizi territoriali e quelli ospedalieri dovranno essere organizzati in rete e consentire concretamente la fruizione di prestazioni qualificate attraverso le modalità di accoglienza basate su amicalità e umanizzazione dei rapporti. Regione Calabria Dipartimento Tutela della Salute Politiche Sanitarie 13
La Casa della Salute: un progetto del ministero della Salute Un incontro nazionale a Roma il 22 marzo 2007
La Casa della Salute: un progetto del ministero della Salute Un incontro nazionale a Roma il 22 marzo 2007 Lo scorso 22 marzo si è svolto a Roma un incontro nazionale, organizzato dal ministero della Salute,

References: ART. 20
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 art. 10
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 Art. 71
 art. 7
 art. 13