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Legge Regionale n.1/1984 - Disciplina dei consorzi per le aree di sviluppo industriale | LarderiaWeb
Legge Regionale n.1/1984 - Disciplina dei consorzi per le aree di sviluppo industriale
Legge Regionale 4 gennaio 1984, n° 1
Disciplina dei consorzi per le aree di sviluppo industriale e per i nuclei di industrializzazione della Sicilia
Art. 1 - Ambito normativo
Nel quadro degli indirizzi della programmazione e del decentramento amministrativo, la Regione Siciliana svolge la propria attività di intervento nell'ambito delle aree destinate ad insediamenti industriali attraverso i consorzi per le aree di sviluppo industriale e per i nuclei di industrializzazione, istituiti in Sicilia ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n° 218, e della legge regionale 27 febbraio 1965, n° 4, i quali sono tutti regolati dalle norme della presente legge.
Su proposta dell'Assessore regionale per l'industria, di concerto con gli Assessori regionali per il territorio e l'ambiente e per i lavori pubblici, sentita la competente commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana, con decreto del Presidente della Regione, possono essere istituiti nuovi agglomerati industriali che saranno regolati dalle disposizioni della presente legge.
Art. 2 - Natura giuridica e composizione
I consorzi di cui alla presente legge sono enti di diritto pubblico non economici sottoposti alla vigilanza e tutela dell'Assessore regionale per l'industria, che la esercita ai sensi della presente legge.
Ai consorzi possono partecipare, oltre alla Regione Siciliana, enti locali, enti pubblici, enti economici o finanziari sia pubblici che privati, nonché associazioni di rappresentanza degli industriali.
I consorzi mirano a favorire l'insediamento di piccole e medie imprese nelle aree attrezzate secondo gli indirizzi stabiliti dagli organi regionali all'uopo preposti.
Per il conseguimento di tale scopo i consorzi provvedono a:
d) svolgere tutti gli altri compiti loro assegnati da particolari leggi regionali e dalle leggi nazionali.
h) da eventuali altri contributi, lasciti o donazioni da parte sia di enti che di privati.
Art. 5 - Enumerazione e durata
Qualora nessuno ottenga tale maggioranza o non sia raggiunto il quorum richiesto, nella seduta successiva si procederà ad una seconda votazione nella quale risulterà eletto chi otterrà la maggioranza assoluta dei voti dei consiglieri presenti, il cui numero dovrà in ogni caso, essere non inferiore alla metà più uno dei componenti il consiglio generale. Tale quorum sarà, peraltro, necessario per la validità di tutte le deliberazioni del comitato direttivo.
Se anche nella seconda votazione il presidente non dovesse essere eletto, si procederà, entro 7 giorni dalla prima votazione, ad uno nuovo scrutinio per il quale sarà sufficiente la maggioranza relativa dei voti.
Nota: la Corte Costituzionale, con sentenza n° 87 del 21 febbraio - 9 marzo 1992, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della norma, nella parte in cui prevede che due dei tre rappresentanti delle associazioni degli industriali nei consigli generali dei consorzi siano designati dalle associazioni provinciali degli industriali e non anche da associazioni di industriali non organizzate su base provinciale.
Art. 7 - Partecipazione dei comuni
Art. 8 - Compiti del consiglio generale
a) adotta lo statuto del consorzio, in conformità allo statuto-tipo di cui al successivo art. 14;
d) approva i bilanci ed i conti consuntivi predisposti dal comitato direttivo e, in sede di approvazione di bilancio, procede all'aggiornamento annuale dei programmi di intervento previsto dal quarto comma dell'art. 22 della presente legge;
e) ratifica le delibere del comitato direttivo sulla ammissione di altri enti al consorzio. La ratifica dovrà avvenire entro 60 giorni dalla trasmissione della delibera al consiglio generale; trascorso infruttuosamente tale termine, la delibera diventa esecutiva;
g) esercita, inoltre, tutte le altre funzioni previste dalla presente legge e da ogni altra legge statale o regionale concernente la materia.
Nota: vedere anche Legge Regionale n° 10 del 15 maggio 2000.
Il comitato direttivo è costituito dal presidente del consorzio, da tre rappresentanti del consiglio generale eletti dallo stesso nel suo seno con voto limitato a due e dai tre rappresentanti delle associazioni degli industriali di cui al quarto comma dell'art. 6.
I due rappresentanti della Regione Siciliana designati a far parte del consiglio generale sono membri di diritto del comitato direttivo.
Quest'ultimo elegge nel suo seno un vice presidente nella prima seduta, con le stesse modalità di cui al quinto, sesto e ottavo comma dell'art. 6.
Nota: con l'art. 49, comma 1, della L.R. 6 marzo 1986, n° 9 (in GURS 8 marzo 1986, n° 11, s.o.), "Istituzione della provincia regionale", il secondo comma, "I due rappresentanti della Regione Siciliana designati a far parte del consiglio generale sono membri di diritto del comitato direttivo", è stato sostituito con "Uno dei rappresentanti della Regione siciliana ed uno della provincia designati a far parte del consiglio generale sono membri di diritto del comitato direttivo"
Art. 10 - Compiti del comitato direttivo
Il comitato direttivo è l'organo esecutivo del consorzio.
e) delibera sull'ammissione di altri enti al consorzio, sottoponendo tale deliberazione alla ratifica del consiglio generale, secondo quanto stabilito dalla lett. e del precedente art. 8;
m) adotta ogni altro provvedimento riguardante l'attività amministrativa interna ed istituzionale del consorzio, salve le specifiche competenze del consiglio generale.
Nota: le lettere l) ed m) sono state abrogate con D.A. n. 371 del l5 aprile 2001 di approvazione del Regolamento tipo dei Consorzi ASI.
Presiede il consiglio generale ed il comitato direttivo e dà esecuzione alle deliberazioni adottate dagli stessi.
Il collegio dei revisori è nominato con decreto dell'Assessore regionale per l'industria ed è composto da tre componenti:
Il collegio dei revisori esercita il controllo contabile sulla gestione del consorzio. Si riunisce in via ordinaria ogni tre mesi; partecipa alle riunioni del consiglio generale e può assistere alle riunioni del comitato direttivo.
Art. 13 - Direttore del consorzio
Art. 14 - Norme statutarie
L'Assessore regionale per l'industria predisporrà, entro 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, uno statuto-tipo cui dovranno adeguarsi i singoli consorzi entro 90 giorni dall'insediamento dei nuovi organi.
Lo statuto-tipo dovrà, fra l'altro, specificare le competenze dei diversi organi nel rispetto delle disposizioni contenute negli articoli 6, 8, 9, 10 e 11 della presente legge, nonché le procedure atte a regolamentare le attività degli organi medesimi.
Lo statuto-tipo è approvato con decreto dell'Assessore regionale per l'industria, previo parere della competente commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana.
Nota: si veda Dec.Ass. 8 agosto 1984, n° 838.
Entro 20 giorni dalla ricezione delle deliberazioni, l'Assessore regionale per l'industria può disporne la sospensione con richiesta motivata di chiarimenti. Nei 20 giorni successivi alla ricezione dei chiarimenti può pronunciarne l'annullamento per motivi di legittimità.
Le deliberazioni di cui alle lettere c, d ed f dell'art. 8 della presente legge sono soggette al controllo, di merito dell'Assessore regionale per l'industria, con le modalità di cui ai commi precedenti, anche per accertarne la rispondenza agli indirizzi stabiliti dai competenti organi della Regione.
Nota: la norma è stata modificata dall'art.73 della L.R. 3 maggio 2001, n° 6 (in GURS 7 maggio 2001, n° 21, Parte/I), "Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2001", con il seguente testo:
"Tutte le deliberazioni adottate dal Consiglio Generale e dal Comitato Direttivo, relative ai seguenti atti fondamentali:
b) programmi triennali delle opere pubbliche e di interventi di cui all'art.22;
sono trasmesse all'Assessore regionale per l'industria entro 15 giorni dall'adozione e diventano esecutive dopo 15 giorni dalla trasmissione.
Entro 30 giorni dalla ricezione delle predette deliberazioni, l'Assessore può pronunciarne l'annullamento per motivi di legittimità.
Tutte le altre deliberazioni, adottate con il parere di legittimità del Dirigente Generale del Consorzio, che può avvalersi della facoltà di richiede appositi pareri all'organo tutorio, sono portati a conoscenza dell'Assessorato Regionale all'Industria."
Art. 16 - Compensi
I compensi al presidente e ai componenti il consiglio generale, il comitato direttivo ed il collegio dei revisori, nonché i compensi ai commissari straordinari eventualmente nominati ai sensi del successivo art. 17, sono determinati con decreto dell'Assessore regionale per l'industria, previa delibera della Giunta regionale, ai sensi dell'art. 5 della legge regionale 16 maggio 1978, n° 5.
Art. 17 - Interventi sostitutivi
L'Assessore regionale per l'industria, quando accerti persistenti violazioni di legge o riscontri gravi irregolarità amministrative nel funzionamento del consorzio, può sciogliere, previa contestazione, sentita la Giunta regionale, gli organi consortili e procedere alla nomina di un commissario, scelto fra i dirigenti in servizio dell'Amministrazione regionale, per la gestione dell'ente fino al rinnovo del consiglio generale.
Art. 18 - Efficacia dei piani regolatori
In applicazione dell'art. 25 della legge 3 gennaio 1978, n° 1, nell'ambito della Regione Siciliana, agli effetti dell'art. 52 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n° 218, i vincoli di destinazione previsti dai piani regolatori delle aree e dei nuclei di sviluppo industriale hanno efficacia per la durata di 10 anni a decorrere dalla data del decreto di approvazione. Decorso tale termine, il piano diventa inefficace per la parte in cui non abbia avuto attuazione.
Le disposizioni di cui al comma precedente si applicano anche ai piani regolatori delle aree di sviluppo industriale già previsti dall'art. 12 della legge regionale 27 febbraio 1965, n° 4.
Nota: con l'art. 49, comma 2, della L.R. 6 marzo 1986, n° 9 è stato aggiunto il comma "I piani e le eventuali proposte di variante sono sottoposti al parere del consiglio della provincia regionale competente per territorio."
Art. 19 - Approvazione dei piani regolatori e misure di salvaguardia
Ferma restando la procedura di formazione prevista dall'art. 51 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n° 218, e nel rispetto di quanto previsto dal quinto comma dell'art. 2 della legge regionale 27 dicembre 1978, n° 71 i piani regolatori delle aree e dei nuclei di sviluppo industriale, ivi compresi quelli già previsti dall'art. 21 della legge 29 luglio 1957, n° 634, e dall'art. 12 della legge regionale 27 febbraio 1965, n° 4, sono approvati con decreto dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, sentito il parere del Consiglio regionale dell'urbanistica, entro 6 mesi dalla loro presentazione.
Qualora i piani regolatori siano restituiti privi di approvazione, il consorzio è tenuto a provvedere alla rielaborazione totale o parziale entro il termine rispettivamente di otto e quattro mesi. Trascorso infruttuosamente tale termine, l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente è tenuto a provvedere in via sostitutiva mediante la nomina di un commissario ad acta.
Le spese per gli interventi sostitutivi rimangono a carico dei consorzi. Conformemente a quanto disposto dal terzo comma dell'art. 51 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n° 218, a decorrere dalla data di pubblicazione del piano regolatore, ai sensi del secondo comma del medesimo articolo, i sindaci dei comuni interessati adottano le misure di salvaguardia previste dall'articolo unico della legge 3 novembre 1952, n° 1902, e successive modificazioni.
Il piano regolatore deve prevedere aree da destinare ad insediamenti artigianali, la cui attività sia prevalentemente svolta in relazione agli insediamenti industriali presenti nella zona, sia come indotto, sia come prestazione di servizi e manutenzioni.
La quota di aree prevista al comma precedente non può superare il 15 per cento della superficie complessiva.
Nota: l'art. 12 della L.R. 27 febbraio 1965, n° 4, è abrogato dal successivo art. 40.
Art. 20 - Efficacia delle licenze di costruzione e delle concessioni edilizie per impianti industriali o artigianali
L'art. 1 della L.R. 15 novembre 1982, n° 133, è così sostituito:
"Le licenze di costruzione e le concessioni edilizie, rilasciate per la realizzazione di impianti industriali o artigianali, hanno efficacia, ai fini del rilascio del certificato di conformità richiesto per poter usufruire dei benefici di cui alla legge 2 maggio 1976, n° 183, e al decreto del Presidente della Repubblica 9 novembre 1976, n° 902, purché i relativi lavori risultino ultimati, almeno al rustico, alla data di pubblicazione della presente legge".
Art. 21 - Espropriazioni
Tutte le opere occorrenti per l'attuazione da parte dei consorzi industriali delle iniziative di cui alla presente legge sono dichiarate di pubblica utilità, urgenti ed indifferibili, equivalendo a tal fine il decreto di finanziamento di ciascuna opera.
Le espropriazioni occorrenti per l'esecuzione delle opere e quelle preordinate agli insediamenti industriali sono predisposte a cura dei consorzi industriali, con le procedure previste dall'art. 53 del testo unico delle leggi sul Mezzogiorno, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n° 218.
L'espropriazione delle aree destinate ad insediamenti industriali è completata dal consorzio entro un triennio dalla data di approvazione definitiva del piano regolatore e, per i consorzi i cui piani regolatori risultino approvati alla data di entrata in vigore della presente legge, entro un triennio da tale data.
Art. 22 - Programmi di intervento
Art. 23 - Assegnazione e vendita dei terreni
Al verificarsi della condizione risolutiva anzidetta, con delibera del comitato direttivo del consorzio, dovrà essere disposta la revoca della vendita e la restituzione alla ditta acquirente di una somma pari al 75 per cento del prezzo pagato. La delibera di revoca esplica tutti gli effetti e assume la medesima efficacia del provvedimento con il quale veniva dichiarata la vendita come non avvenuta ai sensi dell'art. 22 della legge regionale 21 aprile 1953, n° 30. Essa sarà pubblicata, a cura del consorzio, presso la conservatoria dei registri immobiliari con annotazione a margine dell'atto di vendita revocato.
Le disposizioni di cui al comma precedente si applicano altresì alle vendite di terreno nelle zone industriali regionali intervenute anteriormente al trasferimento della gestione delle zone stesse ai consorzi ai sensi dell'art. 9 della legge regionale 26 marzo 1982, n° 23, ferma restando la misura percentuale del prezzo pagato, da restituire in caso di risoluzione, prevista nei relativi contratti.
Nota: ai sensi dell'art. 30 della L.R. 4 aprile 1995, n° 29, "In previsione della riforma della normativa relativa alle aree di sviluppo industriale, agli effetti della applicazione degli articoli 23 e 24 della legge regionale 4 gennaio 1984, n° 1, le attività di distribuzione commerciale sono equiparate all'attività di produzione industriale purché gli esercizi commerciali abbiano un fatturato annuo pari almeno a lire 1.000 milioni ed almeno cinque dipendenti."
Art. 24 - Contributi di urbanizzazione e costo di costruzione
Ai sensi del secondo comma dell'art. 13 della legge regionale 18 aprile 1981, n° 70, gli insediamenti industriali realizzati all'interno delle aree e dei nuclei di cui alla presente legge sono esonerati dal pagamento degli oneri di urbanizzazione di cui all'art. 45 della legge regionale 27 dicembre 1978, n° 71.
Gli insediamenti industriali di cui al comma precedente sono, altresì, esonerati dal costo di costruzione previsto dall'art. 3 della legge 28 gennaio 1977, n° 10.
Nota: ai sensi dell'art. 30 della L.R. 4 aprile 1995, n° 29, "In previsione della riforma della normativa relativa alle aree di sviluppo industriale, agli effetti della applicazione degli articoli 23 e 24 della legge regionale 4 gennaio 1984, n° 1, le attività di distribuzione commerciale sono equiparate all'attività di produzione industriale purché gli esercizi commerciali abbiano un fatturato annuo pari almeno a lire 1.000 milioni ed almeno cinque dipendenti.". Si vedano anche i successivi commi del predetto art. 30.
Art. 25 - Prezzo dei terreni
Art. 26 - Acquisizione dei terreni
Note: si veda Dec.Ass. 18 giugno 1984. Si veda altresì l'art. 68, L.R. 28 dicembre 2004, n° 17.
Art. 27 - Infrastrutture ed altre opere
L'Assessore regionale per l'industria è autorizzato a provvedere al finanziamento di:
Il finanziamento delle opere di cui alle lettere a, b e c del precedente comma avverrà sulla base di un piano regionale di interventi che l'Assessore regionale per l'industria predisporrà annualmente sulla scorta delle richieste di finanziamento che ciascun consorzio dovrà inoltrare all'Assessorato medesimo entro il 30 aprile di ogni anno.
Il piano regionale di interventi di cui al secondo comma del presente articolo sarà trasmesso alla competente commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana al fine di acquisirne il parere.
Per il primo anno di applicazione della presente legge, l'Assessore regionale per l'industria potrà concedere i finanziamenti richiesti senza tener conto delle procedure di cui ai commi precedenti, previo parere della competente commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana.
Note: per disposizioni di ordine finanziario si veda l'art. 33 della L.R. 7 agosto 1997, n° 30. Per la sostituzione di alcuni finanziamenti comunitari non più erogabili nell'esercizio finanziario 1998, si veda il Dec.Ass. 18 dicembre 1997.
Art. 28 - Manutenzione straordinaria
L'Assessore regionale per l'industria è autorizzato a finanziare opere di manutenzione straordinaria delle infrastrutture delle aree e dei nuclei realizzate tanto con fondi regionale, quanto con fondi di enti o di organismi statali, nonché interventi che abbiano il carattere dell'urgenza e dell'indifferibilità.
Art. 29 - Contributi
L'Assessore regionale per l'industria è autorizzato a concedere ai consorzi di cui alla presente legge i seguenti contributi:
b) contributi annui per spese di funzionamento e di organizzazione dei consorzi. Tali contributi vengono concessi sulla base dei dati risultanti dal bilancio di previsione adottato dagli organi del consorzio e corredato del parere analitico del collegio dei revisori;
c) contributi integrativi per spese sostenute per le opere realizzate con parziale finanziamento di enti, organismi statali ed internazionali, fino alla concorrenza della quota non finanziata dagli stessi;
d) contributi per spese di gestione diretta di infrastrutture e di servizi comuni nella misura massima del 60 per cento della spesa sostenuta, restando a carico delle imprese fruitrici la restante parte.
La lettera b), già modificata dall'art. 29, L.R. 27 aprile 1999, n° 10, con l'aggiunta del testo "in misura comunque non superiore al 50 per cento delle spese di funzionamento e di organizzazione;", è stata poi così sostituita dall'art. 72, L.R. 3 maggio 2001, n° 6, a decorrere dal 1 gennaio 2001, ai sensi dell'art. 133, comma 2, della stessa legge:
"b) contributi annui per spese di funzionamento e di organizzazione dei consorzi. Tali contributi vengono concessi sulla base dei dati risultanti dal bilancio di previsione adottato dagli organi del consorzio e corredato del parere analitico del collegio dei revisori in misura non superiore al 90 per cento delle spese correnti, con particolare riguardo agli oneri diretti e riflessi per gli organi, per il personale in servizio ed in quiescenza;".
La lettera c) è stata abrogata dall'art. 38, L.R. 11 maggio 1993, n° 15.
La lettera d), già sostituita dall'art. 29, L.R. 27 aprile 1999, n° 10, con il testo "d) contributi per spese di gestione diretta di infrastrutture e di servizi comuni nella misura massima del 50 per cento della spesa sostenuta, restando a carico delle imprese fruitrici la restante parte.", è stata poi così sostituita dall'art. 72, L.R. 3 maggio 2001, n° 6, a decorrere dal 1 gennaio 2001, ai sensi dell'art. 133, comma 2, della stessa legge:
"d) contributi per spese di gestione diretta ed indiretta di infrastrutture e di servizi comuni nella misura massima del 50 per cento della spesa sostenuta, restando a carico delle imprese o enti fruitori la restante parte."
Art. 30 - Provvidenze per insediamenti artigiani
Tutte le provvidenze previste dalla presente legge in favore degli insediamenti industriali sono estese agli insediamenti artigiani.
Art. 31 - Esecuzione delle opere
All'esecuzione delle opere consortili provvedono i consorzi con le modalità di cui all'art. 21 della legge regionale 31 marzo 1972, n° 19, e successive modifiche ed integrazioni.
Art. 32 - Gestione delle infrastrutture
L'Assessore regionale per l'industria, con modalità da determinarsi in apposito decreto, provvede annualmente ad approvare i costi di gestione sostenuti dal consorzio nell'anno precedente ed adeguatamente documentati.
Il comitato direttivo del consorzio determina con apposito regolamento le modalità di pagamento degli oneri a carico delle imprese fruitrici di cui alla lett. d dell'art. 29 della presente legge.
I consorzi possono autorizzare le imprese utilizzatrici ad istituire servizi associati di interesse interaziendale per la gestione di particolari attività quali quelle previste all'ultimo comma dell'art. 22 della presente legge.
Rimane attribuita al consorzio la funzione di controllo in ordine alla compatibilità di detti servizi con i fini generali propri del consorzio medesimo.
Art. 33 - Contributi per servizi consortili
L'Assessore regionale per l'industria è autorizzato a concedere i contributi previsti dalla lett. d dell'art. 29 ai consorzi per le aree di sviluppo industriale anche per la gestione di servizi consortili svolti da società fra enti pubblici ed imprese private, esistenti all'atto dell'entrata in vigore della presente legge, comprese quelle previste dall'art. 3 della legge 6 ottobre 1971, n° 853.
La misura del contributo non potrà superare la percentuale di partecipazione del consorzio.
Gli organici debbono essere mantenuti, dalle società di gestione dei servizi, nel numero di dipendenti accertato alla data del 30 novembre 1983 ed alla stessa data in servizio presso gli impianti.
Art. 34 - Finalità della società costituita in attuazione dell'art. 53 della legge regionale n° 105 del 1982
Nell'ambito della Regione Siciliana la società costituita in attuazione dell'art. 53 della legge regionale 5 agosto 1982, n° 105, persegue le seguenti finalità:
Per il raggiungimento delle suddette finalità il fondo di dotazione dell'ESPI è incrementato della somma di lire 10.000 milioni per il triennio 1984-86, di cui lire 4.000 milioni per l'esercizio finanziario 1984.
Detto incremento è destinato esclusivamente all'aumento della quota del capitale sociale della società di cui al primo comma del presente articolo, cui deve corrispondere un aumento di pari importo da parte della FIME.
Art. 35 - Realizzazione del progetto obiettivo di cui all'art. 1 della legge regionale 6 giugno 1975, n° 42
Per la realizzazione del progetto obiettivo di cui all'art. 1 della legge regionale 6 giugno 1975, n° 42, e all'art. 55 della legge regionale 5 agosto 1982, n° 105, è autorizzata l'ulteriore spesa di lire 85 mila milioni per il biennio 1984-85, di cui lire 50 mila milioni per l'esercizio finanziario 1984 e lire 35 mila milioni per l'esercizio finanziario 1985, da destinare ad interventi finanziari per il completamento delle opere di infrastrutturazione.
La ripartizione dello stanziamento di cui al precedente comma è disposta con decreto dell'Assessore regionale per l'industria, sentita la competente commissione legislativa permanente dell'Assemblea regionale siciliana, tenuto conto delle esigenze di completamento delle singole aree in relazione ai processi di industrializzazione in corso o prevedibili.
Art. 36 - Adeguamento alle nuove norme e rinnovo degli organi statutari
Gli organi dei consorzi per le aree di sviluppo industriale e per i nuclei di industrializzazione istituiti in Sicilia ai sensi del D.P.R. 6 marzo 1978, n° 218, e della legge regionale 27 febbraio 1965, n° 4, restano in carica soltanto per l'ordinaria amministrazione e per provvedere agli adempimenti per la costituzione degli organi di cui all'art. 5 della presente legge entro e non oltre il termine di sei mesi dalla pubblicazione della presente legge.
Scaduto detto termine, l'Assessore regionale per l'industria provvederà alla nomina di commissari, scelti tra i dirigenti in servizio dell'Amministrazione regionale, che provvederanno, in via sostitutiva e per un periodo non superiore a due mesi, ai suddetti adempimenti nonché alla ordinaria gestione dei consorzi.
Scaduto detto termine, provvede, in via sostitutiva, per ciò che concerne gli enti pubblici, l'Assessore regionale competente per materia, su richiesta del presidente, del commissario o del presidente uscente in sede di normale, periodico rinnovo.
In caso di mancata designazione da parte di enti od associazioni private, si procederà ugualmente, scaduto il termine di cui al quarto comma, alla costituzione degli organi statutari.
Art. 37 - Personale dei consorzi
I consorzi dovranno adottare nuovi regolamenti organici del personale adeguati alla normativa regionale, sulla base di apposito regolamento-tipo predisposto dall'Assessore regionale per l'industria.
Art. 38 - Contabilità e servizi di cassa e tesoreria
I consorzi di cui alla presente legge sono tenuti ad adottare bilanci-tipo predisposti dall'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze di concerto con l'Assessore regionale dell'industria, nonché ad applicare le norme di contabilità regionali e, in quanto compatibili, quelle statali.
È fatto divieto agli organi dei consorzi di fare ricorso ad anticipazioni di cassa.
Per l'attuazione del primo comma del presente articolo l'Assessore regionale per il bilancio e le finanze è autorizzato ad istituire una commissione di quattro componenti che assicuri la partecipazione di due funzionari in rappresentanza dell'Assessorato regionale dell'industria.
Art. 39 - Trasferimento dei beni patrimoniali delle zone industriali regionali
I beni patrimoniali costituenti le zone industriali regionali istituite ai sensi della legge regionale 21 aprile 1953, n° 30, e la zona industriale già statale di Messina, istituita ai sensi del decreto luogotenenziale 29 luglio 1915, n° 1295, sono trasferiti, ove non ancora ceduti a fini industriali, ai consorzi per le aree di sviluppo industriale della Sicilia competenti per territorio.
Gli atti relativi ai trasferimenti sono approvati con decreto del Presidente della Regione.
Nelle more della definizione dei rapporti patrimoniali, la gestione delle aree e delle opere infrastrutturali costituenti le suddette zone industriali viene trasferita, comunque, a tutti gli effetti di legge, ai consorzi interessati, sulla scorta di verbali di consistenza da redigersi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Le zone industriali, sin dal momento del trasferimento della gestione, sono soggette al medesimo regime dei beni patrimoniali dei consorzi.
È abrogato l'art. 9 della legge regionale 26 marzo 1982, n° 23.
Nota: l'articolo è stato sostituito dall'art. 33 della L.R. 8 novembre 1988, n. 342, con il seguente:
"I beni patrimoniali costituenti le zone industriali regionali istituite con legge regionale 21 aprile 1953, n. 30, e la zona industriale ex statale di Messina, istituita con decreto luogotenenziale 29 luglio 1915, n. 1295, ove non ancora ceduti a fini industriali, sono trasferiti ai consorzi per le aree di sviluppo industriale della Sicilia competenti per territorio.
Ai trasferimenti di cui sopra si provvede con decreto dell'Assessore regionale per l'industria, che costituisce, ad ogni effetto di legge, titolo traslativo della titolarità.
è abrogato l'art. 9 della legge regionale 26 marzo 1982, n. 23."
Sono abrogati l'art. 12 della legge regionale 27 febbraio 1965, n° 4, e gli articoli 11 e 12 della legge regionale 11 aprile 1981, n° 65.
Per le finalità della presente legge è autorizzata, per il biennio 1984-85, la spesa indicata a fianco di ciascun articolo di cui alla seguente tabella:
1984 (in milioni di lire)
Totale 171.500 137.500
Art. 26 21.000 25.000
Art. 27, lett. a, b, d, e 75.000 50.000
Art. 27, lett. c 3.500 4.000
Art. 28 2.700 2.500
Art. 29, lett. a 5.050 5.000
Art. 29, lett. b 3.250 4.000
Art. 29, lett. c 4.000 5.000
Art. 29, lett. d 3.000 4.000
Art. 34 4.000 3.000
Art. 35 50.000 35.000
Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge per gli anni 1984 e 1985, previsti, rispettivamente, in lire 171.500 milioni per l'esercizio finanziario 1984 e in lire 137.500 milioni per l'esercizio finanziario 1985, trovano riscontro nel bilancio pluriennale della Regione, codice 06.78 "Fondi destinati al finanziamento di altri interventi", mediante riduzione di pari importo delle relative disponibilità.
Gli oneri successivi all'anno finanziario 1985 saranno determinati, ai sensi dell'art. 4, secondo comma, della legge regionale 8 luglio 1977, n° 47, in relazione all'effettivo fabbisogno.
Nota: per una deroga alle prescrizioni di cui alla presente legge, vedi art. 81, comma 5, L.R. 16 aprile 2003, n° 4.
Palermo, 4 gennaio 1984

References: Art. 1

Art. 2

Art. 5
 sentenza 

Art. 7

Art. 8
 art. 14

Art. 10
 art. 8

Art. 13

Art. 14

Art. 16
 art. 17

Art. 17

Art. 18

Art. 19
 art. 40

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24
 art. 30

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

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Art. 32

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Art. 38

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 art. 81