Source: https://coordinamentounito.wordpress.com/2013/03/25/prontuario-per-gli-affidamenti-ovvero-che-cosa-e-lecito-e-cosa-no-nellattribuzione-dei-compiti-didattici/
Timestamp: 2018-06-18 11:21:10+00:00

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Prontuario per gli affidamenti, ovvero: che cosa è lecito e cosa no nell’attribuzione dei compiti didattici | Coordinamento UniTo
Il regolamento per l’attribuzione dei carichi didattici, recentemente approvato, definisce chiaramente e alcuni obblighi da tenere in considerazione nelle procedure nell’attribuzione degli incarichi di docenza, ma anche gli spazi di autonomia che ogni dipartimento ha. Per comprendere meglio cosa si può fare e cosa invece non si può fare analizziamo alcuni articoli del suddetto regolamento.
ART. 1.3 DEFINIZIONI.
Questo articolo definisce con precisione che cosa è la didattica frontale e quella integrativa. Sulla base di questo articolo risulta che
NON SI PUO’ affidare un corso ad un docente, facendo però svolgere ad altri una parte delle lezioni e spacciando tale attività per didattica integrativa in quanto prenderebbe la forma di seminari, esercitazioni o simili. Tutto ciò che viene scritto sul registro didattico, tutto ciò che è materia di esame, tutto ciò che consente l’acquisizione di crediti formativi (ad eccezione della tesi di laurea) è didattica frontale. Dunque se il docente Tizio fa fare alcune lezioni del suo corso (entro il monte ore del corso stesso) a Caio, quelle ore di lezione saranno computate come didattica frontale di Caio e non di Tizio.
SI PUO’ considerare didattica integrativa l’assistenza ai laboratori didattici. Per assistenza si intende la compresenza col docente titolare del corso. NON SI PUO’ lasciare in completa gestione l’attività di laboratorio ad un diverso docente da quello titolare del corso (cioè il docente titolare non è presente in laboratorio). In questo caso l’attività didattica del docente non titolare si configura come didattica frontale.
ART. 2 DIDATTICA DEI PROFESSORI
L’impegno orario di didattica frontale (quella definita all’art. 1.3) è stabilito dal Consiglio di Dipartimento (art.2.2). E’ quindi necessario che il CdD deliberi quante ore di didattica frontale debbano fare PA e PO (tra 90 e 120). Non c’è scritto che PA e PO debbano avere un monte ore identico.
SI PUO’ attribuire a PA e PO un carico didattico superiore a quello stabilito solo col consenso dell’interessato e delle strutture didattiche competenti.
SI PUO’ attribuire ad un PA o PO un numero di ore inferiore a quello stabilito solo se non vi sono insegnamenti del suo settore o settore affine disponibili in tutto l’ateneo.
PA e PO POSSONO chiedere una riduzione del monte ore al Rettore nei casi specificati dall’art. 2.4. Ed è il Rettore che concede la riduzione del carico didattico, cioè non basta trovarsi in una delle situazioni elencate per fruire dello sconto sulla didattica.
ART.3 COMPITI DIDATTICI DEI RICERCATORI
I ricercatori devo svolgere al massimo 350 ore tra didattica integrativa (vedi art. 1.3; le tesi, anche seguite non nel ruolo di relatore, sono didattica integrativa), tutorato e servizio agli studenti. Il minimo è ZERO. La didattica integrativa è determinata dalle strutture didattiche, sentito l’interessato
Art. 4.2 Sequenza degli affidamenti
1) SI DEVONO assegnare i corsi prima a PO e PA del settore disciplinare di competenza.
2) SI DEVE verificare, prima di procedere ai successivi passi, che tutti i PO e PA del settore (non solo nel dipartimento, ma in tutto Ateneo) abbiano esaurito il loro monte ore (ogni dipartimento è libero di verificare tale requisito nel modo che meglio crede).
ATTENZIONE! Se il dipartimento affida i corsi ai RTI senza che tutti i PA e PO del settore abbiano esaurito il loro monte ore, il dipartimento NON può chiedere i soldi all’ateneo per pagare la didattica degli RTI (CHE NON PUO’ ESSERE FATTA A TITOLO GRATUITO), ma li dovrà pagare sui suoi fondi! (art. 5.3)
3) Si passa poi ad affidare i corsi ai RTD. NON E’ OBBLIGATORIO FARLO. La legge 240/10 e i vari regolamenti di ateneo non fissano un limite minimo per la didattica dei RTD, ma solo un massimo di 90 ore. Pertanto un RTD PUO’ non fare didattica frontale.
4) Verificato che PO e PA abbiano esaurito il loro monte ore, si passa ad affidare gli incarichi agli RTI. NON SI DEVE quindi verificare che gli RTD abbiano esaurito il loro monte ore, come specificato sopra dal punto 3: il monte ore RTD è pari a ZERO, quindi è sempre esaurito. SI DEVE chiedere ed ottenere il consenso scritto da parte del RTI per l’affidamento del corso (NON SI PUO’ accettare un consenso verbale, NON SI PUO’ accettare il silenzio assenso, SI PUO’ accettare invece il consenso via e-mail utilizzando l’indirizzo istituzionale).
5) Si passa ai professori e ricercatori di altri atenei
6) Infine si possono bandire i contratti
ART. 5 RETRIBUZIONE DEI RICERCATORI
NON SI PUO’ affidare a titolo gratuito un corso ad un RTI, neppure con il suo consenso.
Le ore di didattica degli RTI sono pagate dall’ateneo su un apposito fondo. L’entità del fondo viene stabilita dal CdA una volta raccolte le ore di didattica dei RTI fornite dai dipartimenti. La retribuzione aggiuntiva dei RTI che svolgeranno didattica nell’ a.a. 2013-14 verrà stabilita col bilancio preventivo 2014 (si saprà dunque quante ore sarà necessario retribuire). I RTI saranno infatti pagati a settembre/ottobre 2014 per i corsi svolti nell’a.a. 2013-14 (art. 5.3)
Messo il tag:affidamenti, didattica, professori, regolamento, ricercatori
Comunicato assemblea 5 aprile 2013 →

References: ART. 1

ART. 2

ART.3
 art. 1

Art. 4

ART. 5