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VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE - PDF
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Albina Cuomo
1 Azienda Speciale Servizi Alla Persona VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Numero 39 Data 13/10/2014 Oggetto: Approvazione programma triennale trasparenza e piano triennale anticorruzione L anno duemilaquattordici addì tredici del mese di ottobre nell apposita sala delle adunanze sita in Via Stampa 2 ad Abbiategrasso, si è riunito il Consiglio di Amministrazione dell Azienda Speciale Servizi alla Persona di Abbiategrasso. All appello risultano: Presente Gesi Rinaldo Presidente del C.d.A. X Grassi Filippo Membro del C.d.A. X Landoni Davide Membro del C.d.A. X Mantegazzini Mariateresa Membro del C.d.A. X Rondina Patrizia Membro del C.d.A. X Totale 5 Assente Sono altresì presenti: Dott.ssa Valeria Barlocco: Direttrice dell A.S.S.P. Il Presidente del CdA invita la Direttrice dell ASSP ad assumere le funzioni di Segretario verbalizzante ai sensi dell art. 20 comma 10 del vigente statuto. Partecipa al CdA il Dott. Belloni che è stato inviato a seguito del lavoro svolto sulla proposta del programma anticorruzione e del piano triennale sulla trasparenza Essendo legale il numero degli intervenuti Gesi Rinaldo, nella sua qualità di Presidente, assume la presidenza e dichiara aperta la seduta per la trattazione dell oggetto sopra indicato.
2 IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Considerato che l Azienda Speciale Servizi alla Persona ( ASSP ) può essere equiparata ad una società interamente pubblica ai fini delle tematiche di cui ai numeri successivi; Considerata la propria deliberazione num. 26 in cui il consiglio di amministrazione ha nominato la Dott.ssa Valeria Barlocco quale responsabile per la prevenzione della corruzione e responsabile della trasparenza amministrativa Considerato che, all art.1 Legge 190 / 2012, è tra l altro previsto: c.5, lettera a): un piano di prevenzione della corruzione che fornisce una valutazione del diverso livello di esposizione degli uffici al rischio di corruzione e indica gli interventi organizzativi volti a prevenire il medesimo rischio; c.9. Il piano di cui al comma 5 risponde alle seguenti esigenze: a) individuare le attività, tra le quali quelle tra parentesi [a) autorizzazione o concessione; b) scelta del contraente per l affidamento di lavori, forniture e servizi, anche con riferimento alla modalità di selezione prescelta ai sensi del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163; c) concessione ed erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari, nonché attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati; d) concorsi e prove selettive per l assunzione del personale e progressioni di carriera di cui all articolo 24 del citato decreto legislativo n. 150 del 2009], nell ambito delle quali è più elevato il rischio di corruzione ; b) prevedere, per le attività individuate ai sensi della lettera a), meccanismi di formazione, attuazione e controllo delle decisioni idonei a prevenire il rischio di corruzione; c) prevedere, con particolare riguardo alle attività individuate ai sensi della lettera a), obblighi di informazione nei confronti del responsabile, individuato ai sensi del comma 7, chiamato a vigilare sul funzionamento e sull osservanza del piano; d) monitorare il rispetto dei termini, previsti dalla legge o dai regolamenti, per la conclusione dei procedimenti; e) monitorare i rapporti tra l amministrazione e i soggetti che con la stessa stipulano contratti o che sono interessati a procedimenti di autorizzazione, concessione o erogazione di vantaggi economici di qualunque genere, anche verificando eventuali relazioni di parentela o affinità sussistenti tra i titolari, gli amministratori, i soci e i dipendenti degli stessi soggetti e i dirigenti e i dipendenti dell amministrazione; f) individuare specifici obblighi di trasparenza ulteriori rispetto a quelli previsti da disposizioni di legge. Considerato che l art. 10 DLgs 33 / 2013 (Programma triennale per la trasparenza e l'integrità) prevede quanto segue:
3 1. Ogni amministrazione, sentite le associazioni rappresentate nel Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, adotta un Programma triennale per la trasparenza e l'integrità, da aggiornare annualmente, che indica le iniziative previste per garantire: a) un adeguato livello di trasparenza, anche sulla base delle linee guida elaborate dalla Commissione di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150; b) la legalità e lo sviluppo della cultura dell'integrità. 2. Il Programma triennale per la trasparenza e l'integrità, di cui al comma 1, definisce le misure, i modi e le iniziative volti all'attuazione degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente, ivi comprese le misure organizzative volte ad assicurare la regolarità e la tempestività dei flussi informativi di cui all'articolo 43, comma 3. Le misure del Programma triennale sono collegate, sotto l'indirizzo del responsabile, con le misure e gli interventi previsti dal Piano di prevenzione della corruzione. A tal fine, il Programma costituisce di norma una sezione del Piano di prevenzione della corruzione. 3. Gli obiettivi indicati nel Programma triennale sono formulati in collegamento con la programmazione strategica e operativa dell'amministrazione, definita in via generale nel Piano della performance e negli analoghi strumenti di programmazione previsti negli enti locali. La promozione di maggiori livelli di trasparenza costituisce un'area strategica di ogni amministrazione, che deve tradursi nella definizione di obiettivi organizzativi e individuali. 4. Le amministrazioni pubbliche garantiscono la massima trasparenza in ogni fase del ciclo di gestione della performance. 5. Ai fini della riduzione del costo dei servizi, dell'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, nonché del conseguente risparmio sul costo del lavoro, le pubbliche amministrazioni provvedono annualmente ad individuare i servizi erogati, agli utenti sia finali che intermedi, ai sensi dell'articolo 10, comma 5, del decreto legislativo 7 agosto 1997, n Le amministrazioni provvedono altresì alla contabilizzazione dei costi e all'evidenziazione dei costi effettivi e di quelli imputati al personale per ogni servizio erogato, nonché al monitoraggio del loro andamento nel tempo, pubblicando i relativi dati ai sensi dell'articolo Ogni amministrazione presenta il Piano e la Relazione sulla performance di cui all'articolo 10, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo n. 150 del 2009 alle associazioni di consumatori o utenti, ai centri di ricerca e a ogni altro osservatore qualificato, nell'ambito di apposite giornate della trasparenza senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 7. Nell'ambito del Programma triennale per la trasparenza e l'integrità sono specificate le modalità, i tempi di attuazione, le risorse dedicate e gli strumenti di verifica dell'efficacia delle iniziative di cui al comma Ogni amministrazione ha l'obbligo di pubblicare sul proprio sito istituzionale nella sezione: «Amministrazione trasparente» di cui all'articolo 9: a) il Programma triennale per la trasparenza e l'integrità ed il relativo stato di attuazione; b) il Piano e la Relazione di cui all'articolo 10 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150; c) i nominativi ed i curricula dei componenti degli organismi indipendenti di valutazione di cui all'articolo 14 del decreto legislativo n. 150 del 2009; d) i curricula e i compensi dei soggetti di cui all'articolo 15, comma 1, nonché i curricula dei titolari diposizioni organizzative, redatti in conformità al vigente modello europeo.
4 9. La trasparenza rileva, altresì, come dimensione principale ai fini della determinazione degli standard di qualità dei servizi pubblici da adottare con le carte dei servizi ai sensi dell'articolo 11 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, così come modificato dall'articolo 28 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n Visto, inoltre, il D.Lgs. 14 marzo 2013 nr. 33, pubblicato sulla G.U. 5 aprile 2013 nr. 80, recante Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusioni di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni che all art. 43 prevede: 1. All'interno di ogni amministrazione il responsabile per la prevenzione della corruzione, di cui all'articolo 1, comma 7, della legge 6 novembre 2012, n. 190, svolge, di norma, le funzioni di Responsabile per la trasparenza, di seguito «Responsabile», e il suo nominativo è indicato nel Programma triennale per la trasparenza e l'integrità. Il responsabile svolge stabilmente un'attività di controllo sull'adempimento da parte dell'amministrazione degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente, ad oggi previsti dalle Delibere CIVIT 50 / 2013 e 77 / 2013 (cui si rinvia per il dettaglio) assicurando la completezza, la chiarezza e l'aggiornamento delle informazioni pubblicate, nonché segnalando all'organo di indirizzo politico, all'organismo indipendente di valutazione (OIV) [ove istituito], all'autorità nazionale anticorruzione e, nei casi più gravi, all'ufficio di disciplina i casi di mancato o ritardato adempimento degli obblighi di pubblicazione. 2. Il responsabile provvede all'aggiornamento del Programma triennale per la trasparenza e l'integrità, all'interno del quale sono previste specifiche misure di monitoraggio sull'attuazione degli obblighi di trasparenza e ulteriori misure e iniziative di promozione della trasparenza in rapporto con il Piano anticorruzione. 3. I dirigenti responsabili degli uffici dell'amministrazione garantiscono il tempestivo e regolare flusso delle informazioni da pubblicare ai fini del rispetto dei termini stabiliti dalla legge. 4. Il responsabile controlla e assicura la regolare attuazione dell'accesso civico sulla base di quanto stabilito dal presente decreto. 5. In relazione alla loro gravità, il responsabile segnala i casi di inadempimento o di adempimento parziale degli obblighi in materia di pubblicazione previsti dalla normativa vigente, all'ufficio di disciplina, ai fini dell'eventuale attivazione del procedimento disciplinare. Il responsabile segnala altresì gli inadempimenti al vertice politico dell'amministrazione, all'oiv ai fini dell'attivazione delle altre forme di responsabilità. Considerato che il citato del vigente Piano Nazionale Anticorruzione (paragr ), come pubblicato sul sito istituzionale CiVIT, indica che, al fine di dare attuazione alle norme contenute nella Legge 190 / 2012 (in materia di prevenzione e repressione della corruzione e dell illegalità nella pubblica amministrazione), le società a partecipazione pubblica sono tenute ad introdurre e ad implementare adeguate misure organizzative e gestionali; Visto che il di cui sopra indica inoltre che Per evitare inutili ridondanze qualora queste società adottino già modelli di organizzazione e gestione del rischio sulla base del d.lgs. n. 231 del 2001 nella propria azione di prevenzione della corruzione possono fare perno su essi, ma estendendone l ambito di applicazione non solo ai reati contro la pubblica amministrazione previsti dalla l. n. 231 del 2001 ma anche a tutti quelli considerati nella l. n. 190 del 2012, dal lato attivo e passivo, anche in relazione al tipo di attività svolto dall ente (società strumentali/società di interesse generale). Tali parti dei modelli di organizzazione e gestione, integrate ai sensi della l. n.
5 190 del 2012 e denominate Piani di prevenzione della corruzione, debbono essere trasmessi alle amministrazioni pubbliche vigilanti ed essere pubblicati sul sito istituzionale; Visti: lo schema del piano triennale anticorruzione allegato alla presente delibera, lo schema del programma triennale della trasparenza e integrità allegato alla presente delibera, predisposti con la consulenza del Dott. Belloni Gianpietro. Valutata la competenza in merito, attribuita al Consiglio di Amministrazione, ai sensi dell Art. 21. Visto il vigente Statuto Aziendale A voti unanimi espressi nelle forme di legge DELIBERA per tutto quanto espresso in narrativa, che qui si intende integralmente riportato e approvato a) di approvare le prime linee di azione di prevenzione della corruzione, adottando, anche in eventuale relazione con lo sviluppo di un modello di prevenzione dei reati ex DLgs 231 / 2001, l allegato documento di testo, quale Piano Triennale Anticorruzione dell ASSP; b) di approvare le prime linee programmatiche in materia di trasparenza ed integrità, adottando l allegato documento di testo, quale Programma Triennale della Trasparenza e integrità dell ASSP.
6 Letto, confermato e sottoscritto: Si certifica che la presente deliberazione è stata pubblicata all Albo Aziendale per 15 giorni consecutivi dal al Addì IL SEGRETARIO ASSP N. Reg. Pubbl. Abbiategrasso, lì Su attestazione del Messo Comunale, si certifica che questa deliberazione è stata pubblicata all Albo Comunale per 15 giorni consecutivi dal al. Addì IL SEGRETARIO GENERALE
Azienda Speciale Servizi Alla Persona VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Numero 8 Data 27/03/2014 Oggetto: Indirizzi in merito agli obblighi di cui all Art. 3 Legge 68/99 Assunzioni
N. del Reg. 31 Comune di Sassari Deliberazione della Giunta OGGETTO PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE 2013/2014/2015/2016 - ADOZIONE L anno duemilaquattordici addì ventotto mese di gennaio
COMUNE DI TUGLIE Provincia di Lecce
COMUNE DI TUGLIE Provincia di Lecce Gemellato con il Comune di Villaverla (VI) 73058 Piazza Massimo D Azeglio Tel. 0833/596521-2 Fax 0833/597124 Internet: www.comune.tuglie.le.it PROGRAMMA TRIENNALE PER
PARTE II PROGRAMMA PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ
COMUNE DI RIGNANO SULL ARNO P.ZZA DELLA REPUBBLICA, 1 50067 RIGNANO SULL ARNO http:/www.comune.rignano-sullarno.fi.it PARTE II PROGRAMMA PER LA TRASPARENZA E 2014-2016 (ART.11 C1 E 3 DEL D.LGS 27 OTTOBRE

References: art. 20
 art.1
 articolo 24
 art. 10
 art. 43
 Art. 21
 Art. 3