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Timestamp: 2018-07-16 00:32:04+00:00

Document:
Corte di Cassazione, Sezione 3 civile, Sentenza 29 settembre 2015, n. 19209 |
In caso di infiltrazioni d’acqua dannose, grava sul locatore dimostrare che non sono causate da difetti
In tema di locazione immobiliare, in caso di infiltrazioni d’acqua dannose, grava sul locatore, e non già sul
conduttore danneggiato, l’onere di dimostrare che le stesse non sono conseguenza immediata e diretta di
vizi delle tubazioni o di altre cause strutturali, ma, in ipotesi, siano ascrivibili al comportamento del
conduttore medesimo o ad altri fatti cui la legge ricollega una eventuale limitazione o esenzione di
responsabilità del locatore stesso. In assenza di tale prova, infatti, la responsabilità del lamentato danno è
da ascrivere all’inadempimento del proprietario dell’immobile dell’obbligo di mantenere la cosa locata in
buono stato abitativo, e comunque in una condizione di idoneità all’uso cui è destinata, inadempimento che
legittima poi la richiesta di risarcimento danni proposta dal conduttore.
(OMISSIS) (OMISSIS), elettivamente domiciliato in (OMISSIS), presso lo studio legale (OMISSIS),
rappresentato e difeso dall’avvocato (OMISSIS) giusta procura in calce al ricorso;
avverso la sentenza n. 189/2010 della CORTE D’APPELLO di REGGIO CALABRIA, depositata il 13/05/2010
R.G.N. 440/2002;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 27/03/2015 dal Consigliere Dott.
TRAVAGLINO GIACOMO;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. CORASANITI Giuseppe che ha concluso
(OMISSIS) convenne dinanzi al Tribunale di Palmi (OMISSIS), proprietario dell’appartamento da lui condotto
in locazione, chiedendo il risarcimento dei danni subiti a seguito dell’allagamento dei locali verificatosi nel
dicembre del 1984 a causa di infiltrazioni d’acqua provenienti da condutture idriche.
Il convenuto, nel resistere alla domanda, chiese, in via riconvenzionale, il pagamento di canoni arretrati e
Il giudice di primo grado, all’esito dell’istruttoria condotta attraverso indagini tecniche, respinse la domanda
principale, accogliendo quella riconvenzionale.
La corte di appello di Reggio Calabria rigetto’ il gravame proposto dal soccombente, ritenendo che
l’istruttoria svolta non avesse potuto accertare la causa dell’allagamento e il punto delle condutture da cui
l’acqua proveniva.
Con il terzo motivo, si denuncia nullita’ della sentenza per violazione delle norme di legge di cui al primo e
Con il quarto motivo, si denuncia nullita’ della sentenza per omessa, insufficiente e contraddittoria
motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio.
I motivi, che possono essere congiuntamente esaminati attesane la intrinseca connessione, sono fondati,
come emerge dalla relazione della 6 sezione di questa Corte del 12 novembre 2012.
La Corte territoriale, dopo aver accertato – all’esito della relazione di ATP e della CTU disposta in corso di
giudizio, che l’allagamento e le infiltrazioni d’acqua provenienti dalle tubazioni si erano realmente verificati,
cosi’ come lamentato dall’odierno ricorrente, ha poi respinto la domanda limitandosi ad affermare che il
danneggiato non aveva dimostrato la causa dell’allagamento, e, in particolare, da quali tubazioni e a causa
di quali difetti si fossero prodotte le infiltrazioni e il conseguente allagamento.
La motivazione della sentenza risulta fondata su di una aperta violazione dei principi di cui agli articoli 1575
e 1576 c.c., che obbligano il locatore a mantenere 1’immobile in buono stato e ad effettuare
tempestivamente le riparazioni necessarie a tale scopo, qualunque sia la causa dei vizi lamentati, salvo il
limite delle piccole riparazioni da manutenzione ordinaria.
Tale non puo’ certamente ritenersi quella avente ad oggetto le tubazioni, poiche’ il lamentato allagamento
risultava, all’esito dell’espletata istruttoria, palesemente dipendente dagli impianti idrici.
Gravava, pertanto, sul locatore – e non sul conduttore danneggiato, come mostra di ritenere erroneamente il
giudice di appello – l’onere di’ dimostrare che tali infiltrazioni non erano conseguenza immediata e diretta di
vizi delle tubazioni o di altre cause strutturali, ma, in ipotesi, andavano ascritte al comportamento del
conduttore o ad altri fatti cui la legge ricollega una eventuale limitazione o esenzione di responsabilita’ del
locatore stesso (ex aliis, Cass. 13279/2000).
In assenza di tale prova, la responsabilita’ del lamentato evento di danno e’ da ascrivere all’inadempimento
del proprietario dell’immobile dell’obbligo di mantenere la cosa locata in buono stato abitativo e comunque in
una condizione di idoneita’ all’uso cui e’ destinata – inadempimento che legittima la richiesta di risarcimento
dei danni proposta dal conduttore (Cass. nn. 15372 e 16136 del 2010).
Il ricorso e’ pertanto accolto, e il procedimento rinviato alla Corte di appello di Reggio Calabria che, in
diversa composizione, si atterra’ ai principi di diritto sopra esposti.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per la liquidazione delle spese del
giudizio di Cassazione, alla Corte di appello di Reggio Calabria in altra composizione.
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