Source: https://bortocal.wordpress.com/2012/08/21/415-i-torti-di-napolitano-in-una-sentenza-gia-scritta-un-presidente-funzionario-cittadino-come-tutti-gli-altri/
Timestamp: 2017-12-12 23:48:45+00:00

Document:
415. i torti di Napolitano in una sentenza già scritta: un Presidente funzionario, cittadino come tutti gli altri. | Cor-pus
21 agosto 2012 · di bortocal	· in costituzione, Italia, Napolitano.	·
Tag: art.90, cassazione, Cossiga, costituzione, Italia, Li Gotti, politica, Zagrebelsky
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20 risposte a “415. i torti di Napolitano in una sentenza già scritta: un Presidente funzionario, cittadino come tutti gli altri.”
Domenico Corradini H. Broussard 24 agosto 2012 alle 7:36 · · Rispondi →
«Dedicato a Franzina Bilardo, minha amiga de alma».
bortocal 25 agosto 2012 alle 5:47 · · Rispondi →
bene, con questo possiamo considerare avviata una collaborazione stabile; ringrazio!
non condivido il chliché un pochino antifemminile sulle lacrime della Fornero (anche a Napolitano capita di piangere in pubblico, ma non sarebbe carino farci delle battute su), ma collaborazione non significa identificazione assoluta… 😉
Domenico Corradini H. Broussard 23 agosto 2012 alle 9:35 · · Rispondi →
bortocalrtocal 23 agosto 2012 alle 19:29 · · Rispondi →
come vedrà in altro punto del blog sono rimasto improvvisamente privo di connessione internet casalinga, il che tronca una decisione già presa di collegare fra loro questi Suoi interventi documentati e illuminanti in un vero e proprio post, quello che avevo promesso di scrivere sulla ulteriore sentenza della Corte Costituzionale su Cossiga, e quindi sui poteri del Presidente, e che invece mi sarei permesso di fare scrivere a Lei (anzi l’ha già scritto) e di ospitarlo qui, se non Le fosse dispiaciuto….
intanto però ringrazio Lei perché mi sta aiutando a capire lo sfondo filosofico del diritto, una dimensione che mi era sempre rimasta piuttosto sconosciuta…
bortocal 22 agosto 2012 alle 14:58 · · Rispondi →
“Chi decide se un atto del presidente della Repubblica è atto compiuto nell’esercizio delle sue funzioni e pertanto coperto dall’immunità prevista dall’art. 90 della Costituzione o se invece è un atto non compiuto nell’esercizio delle sue funzioni e pertanto assoggettabile alle norme comuni che valgono per i comuni cittadini, così diventando inammissibile l’eventuale ricorso alla Corte costituzionale? Il giudice ordinario in primo e in secondo e in terzo grado: questa è la risposta”.
è esattamente quel che scrisse la Corte Costituzionale nella sentenza n. 154, citata e riassunta qui sopra; ora andrò a vedere anche quella nuova citata da Lei, la n. 290 del 2007.
e, ora che l’ho vista, credo che le dedicherò un nuovo post, a rischio di diventare un poco noioso, perché l’interpretazione del ruolo e dei poteri del Capo dello Stato sono convergenti.
osservo, retrospettivamente, che la promulgazione del lodo Alfano, nonostante la palese incostituzionalità, col senno di poi, appare oggi, più che una mossa prudente di un Napolitano desideroso di non scontrarsi al calor bianco con Berlusconi, una scelta dovuta a condivisione.
ma il nostro Presidente non ha giurato fedeltà alla Costituzione, che lo considera un funzionario?
in quanto tale al Presidente della Repubblica non si devono applicare le garanzie poste dalla Costituzione al ruolo si rappresentanza politica della volontà popolare, art. 68, ma la sua figura rientra completamente entro la normazione dell’art. Art. 54 c. 2:
il giuramento di fedeltà alla Costituzione che il Presidente della Repubblica è tenuto a prestare ne conferma il ruolo di supremo funzionario dello Stato:
si noti che l’art. 93, nel fissare un obbligo simile per il capo del governo e i ministri, si differenzia notevolmente dall’art. 91, in quanto il giuramento richiesto non è esplicitamente previsto come giuramento di fedeltà alla Costituzione:
ringrazio del commento e della presenza che già mi era parsa particolarmente significativa in altri commenti; su sollecitazione di altro commentatore mi sono informato sulla Sua prestigiosa figura e sono lusingato di averLa come mio ospite qui.
Domenico Corradini H. Broussard 22 agosto 2012 alle 15:59 · · Rispondi →
condivo le Sue argomentazioni giuridiche, e nel mio piccolo ho avuto modo di argomentare allo stesso modo in alcuni miei saggini a stampa
con l’aggiunta dell’art. 28 della Costituzione da coordinare con l’art. 90: dei suoi atti extrafunzionali il presidente della Repubblica, proprio in quanto gli sono state affidate funzoni pubbliche ed è quindi un funzionario dello Stato, risponde se li compie in violazione di diritti
la mia figura prestigiosa: grazie ma La prego, non esageri
mi considero un operaio del diritto, e tra l’altro la mia inclinazione è più filosofica che giuridica
se posso: Lei ha pieno diritto a consevare il Suo anomimato, e però mi lasci dire che a me, forse perché ormai sono nella linea declinante della mia vita o in tardanza d’anni come Répaci scrisse di sé, mi viene un po’ difficile dialogare con un anonimo, mea culpa
a testimonianza della mia stima per Lei, se mi riesce Le mando un altro commentino
bortocal 22 agosto 2012 alle 17:47 · · Rispondi →
sono un semplice dilettante da blog sia del diritto sia della filosofia, che però almeno ho studiato al liceo e all’università, il che non mi esclude dal rischio di scrivere sciocchezze sia nell’uno sia nell’altro campo – di qui il conforto venuto dal confronto con un vero esperto.
ho risposto privatamente sulla mia identità, perché la richiesta mi è sembrata giusta e la curiosità non mi pare affatto segno degli anni: semplicemente a me è venuto più facile soddisfarla, visto che Lei si è firmato con nome e cognome.
grazie della stima, autenticamente ricambiata.
Domenico Corradini H. Broussard 22 agosto 2012 alle 8:51 · · Rispondi →
By bortocal / 21 agosto 2012 / politica, costituzione, Italia
Per la cultura giuridica di Luigi Li Gotti, non una sola volta ho manifestato apprezzamento, parlando alla Zangrando del suo liberatorio «lungo viaggio attraverso il fascismo». Li Gotti non è Di Pietro che sbraita né la Bongiorno che fu al servizio di Berlusconi e parla e non conclude né Alfano che per Berlusconi inventò un lodo promulgato con non calanche da Napolitano.
Segnalo anche la sentenza n. 290 del 2007, con la quale la Corte costituzionale ha deciso su un altro ricorso di Cossiga, simile al primo.
redpoz 22 agosto 2012 alle 8:11 · · Rispondi →
Approfitto del nuovo post per darti qualche interessante link sul tema (fra l`altro, alcuni sono proprio commenti di giuristi- tra i quali trovo anche un tuo lettore)
– http://www.linkedin.com/groups/Inchiesta-Palermo-Statomafia-conflitto-attribuzioni-2963536.S.135003144?view=&srchtype=discussedNews&gid=2963536&item=135003144&type=member&trk=eml-anet_dig-b_pd-ttl-cn&ut=2buvYF4_Yrdlo1
– http://www.linkedin.com/groups/Zagrebelsky-Napolitano-indipendenza-dei-giudici-2963536.S.148384999?view=&gid=2963536&type=member&item=148384999&trk=eml-anet_dig-b_nd-pst_ttle-cn
– http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/136630/il_poco_mite_zagrebelsky
– http://www.lettera43.it/politica/colle-maneggiare-con-cura_4367558440.htm (di Valerio Onida)
Al commento, la ricostruzione della Corte Costituzionale sulle immunità del Presidente è ineccepibile. Di fatto, si applica anche ai parlamentari (i quali, ad esempio, non possono accampare l`immunità per un crimine che non abbia alcun collegamento funzionale). L`art. 90 è, peraltro, chiarissimo in questo.
Ma non mi pare sia il punto della discussione, perchè -se i fatti non mi ingannano- Napolitano non è indagato.
Per scrupolo, sono andato a guardare anche la legge 219/89 che ne da attuazione (http://www.giurcost.org/fonti/l219-89.htm), ma di fatto non mi pare applicabile: le intercettazioni di Napolitano sono “occasionali” e non riguardano atti svolti nelle sue funzioni presidenziali. Ergo, ne` l`art.90, ne` la legge 219/89 trovano applicazione.
Di conseguenza, ma qui mi avventuro nei ragionamenti, dovremmo concludere che al Presidente si applica la stessa disciplina che ad ogni altro cittadino…
bortocal 22 agosto 2012 alle 15:54 · · Rispondi →
grazie della interessante rassegna.
le tue conclusioni coincidono a questo punto con le mie e, per mia fortuna, anche con quelle dell’illustre docente universitario che ha riprodotto qui sopra un commento già pubblicato su un altro blog.
una sua ulteriore indicazione di altra sentenza della Corte Costituzionale porterà, credo, prossimamente ad un nuovo post sul tema…
Domenico Corradini H. Broussard 22 agosto 2012 alle 16:45 · · Rispondi →
per me la Sua conclusione è giusta
si è avvenurato bene nei ragionamenti
ma il sapere, si sa, è prospettico, ce l’ha insegnato Mannheim
e mi rendo conto che altre prospettive ermeneutiche sono possibili, compresa quella di Marco Olivetti su Europa del 18 agosto scorso, che pur non condivido
è vero: in questo blog ho riprodotto un commentino presente in un altro blog, anzi in due, il secondo blog è quello diretto da Liana Milella su Repubblica, al quale mi dedico con una certa assiduità quando ho tempo e forze, quando la mia non buona salute me lo permette
non credo d’aver commesso alcun errore nel riprodurre quel mio commentino: il copyright rimane pur sempre mio e tra l’altro non ha esiti commerciali
ma se qualche errore l’avessi commesso, eccco le mie scuse
a titolo di semplice informazione su Scalfari possibile senatore a vita
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/22/senatore-a-vita-nella-rosa-spunta-nome-di-eugenio-scalfari/330920/
bortocal 22 agosto 2012 alle 17:56 · · Rispondi →
non c’è l’ombra di un problema nel riutilizzo qui da parte Sua di un commento già utilizzato in altro ambito, se il commento era pertinente, e lo era: sarebbe stato anzi sciocco perdere inutilmente tempo a scrivere in altro modo concetti già elaborati.
l’articolo di Olivetti la prende molto alla larga e comunque, a mio parere, in modo assolutamente inadeguato rispetto alla concretezza proprio del caso che si vuole discutere: di tutto ha bisogno un paese paramafioso come l’Italia, anche in rapporto alle altre democrazie europee, che della riduzione della giurisdizione a trattativa tra le parti: è un parere personale, certo, ma molto netto.
Lei non è d’accordo con Olivetti, però mi piacerebbe capire che cosa pensa di questo punto specifico, se può.
Domenico Corradini H. Broussard 22 agosto 2012 alle 18:22 · · Rispondi →
e allora, se non c’è l’ombra di un problema, eccco un altro mio commentino, rinviando a quando mi sento meglio Diotima e Olivetti – ma meglio parlare di Musil che di Olivetti, credo
vogliamo continuare a scambiarci reciproci complimenti?
se Lei è un dilettante del diritto e della filosofia, lo sono anch’io
nel senso che entrambi, sul diritto e sulla filosofia lavoirando, ci dilettiamo
Il commentino, sennò lo dimentico
E ora si viene anche a scoprire che l’Avvocatura generale dello Stato non è mai andata in visita alla procura di Palermo e mai le ha proposto di distruggere le intercettazioni delle telefonate tra Mancino e Napolitano.
L’ha detto due giorni fa Messineo.
L’Avvocatura generale dello Stato inviò solo una lettera alla procura di Palermo per sapere se era in possesso di quelle intercettazioni e perché mai, se ne era in possesso, non l’avesse distrutte. E Messineo replicò all’Avvocatura dello Stato con un’altra lettera, spiegando che quelle intercettazioni, ove fossero esistite, non spettava alla procura di Palermo distruggerle o conservarle ma al gip.
Che Scalfari abbia mentito con intenzione sul punto, stento a crederlo. Più probabile è che nella foga di difendere il suo amico Napolitano, Segni e Leone e Cossiga tutt’altro che amici li considerò ai loro tempi, e l’amico dell’amico Monti, e nella foga di dare dell’ignorante a Zagrebelsky, si sia distratto scambiando fischi per fiaschi. Resta però la menzogna senza intenzione. Per colpa etica. Colpa per non aver controllato bene le fonti.
Figuriamoci un’Avvocatura generale dello Stato che «propone» a una procura di distruggere intercettazioni effettuate sull’utenza di un indagato. Non sarebbe questa «proposta» un’istigazione a delinquere?
Qualche fischio dalla platea, Scalfari pare proprio che se lo sia cercato.
Prenderà pure lui sul serio la balzana dottrina del «populismo giudiziario»?
L’ha presa sul serio Panebianco nel suo editoriale di ieri sul Corriere della Sera. Con una correzione rispetto a Violante che ne aveva datato la nascita al recente triunvirato Travaglio e Di Pietro e Grillo: «Il populismo giudiziario, se vogliamo chiamarlo così, ci accompagna da più di un ventennio. E la sinistra politica e intellettuale, nelle sue componenti maggioritarie, lo ha sempre giustificato e coperto». A quali componenti maggioritarie della sinistra politica e intellettuale si riferisca Panebianco, non si sa. Mistero. Faccia nomi e cognomi Panebianco. E si vedrà.
Vero è che le procure, come annota Panebianco, esercitano a volte un potere non bilanciato: ti indagano per un niente, chiedono la custodia cautelare in carcere e per un niente la ottengono. Ma è anche vero che la procura di Palermo, stando alle informazioni che ciascuno di noi è in grado di reperire sulla stampa, non sembra aver esercitato alcun potere sbilanciato.
Non si sarà sbilanciato troppo Napolitano parlando con Mancino al telefono? D’Ambrosio di sicuro sì.
Non si sarà sbilanciato troppo Napolitano nell’adire la Corte costituzionale e nel chiederle quello che la ha chiesto? Per me sì.
Siano benvenute opinioni diverse dalla mia.
Da George F. Tiltonood, portoghese e in inglese: «O sucesso nunca é definitivo e o fracasso nunca é fatal. É a coragem que conta», «Success is never final and failure never fatal. It’s courage that counts».
Postilla delle ore 19.20 di ogggi
Non ci sono errori di stumpa, almeno si spara
bortocal 22 agosto 2012 alle 19:24 · · Rispondi →
favoloso il finale, non dovuto del tutto al caso: Non ci sono errori di stUmpa, almeno si spAra.
ahhah,aahhha, sto ancora ridendo.
anche il commento lì sopra è acuto e tagliente, e almeno non spara, ma ferisce lo stesso… 🙂
quanto al populisnmo giudiziario, mi pare che Travaglio, Di Pietro e Grillo rappresentino tre varianti ben diverse fra loro; ma poi occorrerebbe aggiungerci anche Santoro e, perché no?, Violante stesso…
per il resto ci risentiamo quando andrà meglio, cioè presto.
Domenico Corradini H. Broussard 22 agosto 2012 alle 20:06 · · Rispondi →
populisnmo
ah ah qui c’è un errore di stumpa
e allora, si spara?
meglio sperare che sparare
Postilla delle ore 20.59
ma il giovane politico che ha con ironico garbo citato, lo conosce Breton?
da: de-sidus
non so se a quel giovane politico manchi la stella o il sidereus arcus
dis-astro
non so si gli manca l’astro o l’estro
bortocal 22 agosto 2012 alle 20:12 · · Rispondi →
è vero! anche qui…, ho l’impressione che il mio inconscio cercasse una sintesi fra populismo e nonnismo…
per il resto, sorrido.
quanto al de-siderare, a me piacerebbe anche interpretarlo alla luce dell’assiderare: ad-siderare, avvicinare alle stelle e dunque congelare.
mentre de-siderare è allontanarsi dalle stelle, scendendo e avvicinandosi a terra, e dunque sciogliersi…. 🙂
redpoz 23 agosto 2012 alle 6:36 · · Rispondi →
bortocal, in fondo credo che il nostro dissenso maggiore fosse sull`”eterogenesi dei fini”
professore, la ringrazio del suo giudizio che sarebbe fin troppo lusinghiero se non mi occorresse qui precisare di a) esser laureato in giurisprudenza e b) aver difeso sino a poco fa una posizione se non opposta, quantomeno divergente.
Ad ogni modo, neppure io condivido l`analisi di Olivetti (ad esser sincero, la trovo fra le peggiori del caso).
Domenico Corradini H. Broussard 23 agosto 2012 alle 6:51 · · Rispondi →
concordo su Olivetti
le dedico questo commentino, chapeaux, a lei e non al commentino
Se qualcuno mi scriverà una mail all’indirizzo dchb@libero.it ne sarò felice.
bortocalrtocal 23 agosto 2012 alle 19:34 · · Rispondi →
beh, intanto mi scuso di essermi sventatamente inserito nel dibattito fra te e il professor Broussard: il sistema di notifiche e l’impaginazione non mi hanno lasciato capire al volo che la risposta era a te.
mi pare che il nostro dibattito sia stato quanto mai opportuno; quanto all’eterogenesi dei fini, ne sono convinto oggi meno che all’inizio della nostra discussione: temo che vi sia qualche carenza di cultura democratica e costituzionale nel nostro Presidente e non voglio farla risalire alla sua storia personale per non sottopormi allo stesso rischio di essere potenzialmente strumentalizzato.
tuttavia la saggezza di chi ha alte responsabilità consiste proprio nel prevedere più dell’uomo comune le conseguenze delle proprie scelte e di trovare le forme per conciliare le esigenze morali e politiche col bisogno di verità.
Domenico Corradini H. Broussard 23 agosto 2012 alle 19:58 · · Rispondi →
«Dedicato a bortocal-bortocalrtocal e a redpoz. Una piccola cosa para dois amigos de alma. Ma oggi non mi sento tanto bene. Violante, è un participio presente? Non lo so. E forse perciò non mi sento tanto bene»
Questi righini non sono miei. Corrono sul web da circa tre ore. E sono di Beatrice Genchi

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 art.90
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 art. 68
 Art. 54
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