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Timestamp: 2017-11-23 13:07:44+00:00

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TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 6 luglio 2010, n. 103 - Testo del decreto-legge 6 luglio 2010, n. 103 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 156 del 7 luglio 2010), coordinato con la legge di conversione 4 agosto 2010, n. 127 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale, alla pag. 7), recante: «Disposizioni urgenti per assicurare la regolarita' del servizio pubblico di trasporto marittimo (( ed il sostegno della produttivita' nel settore dei trasporti» )). (10A10007) - (GU n. 186 del 11-8-2010 | Chimici.info
<MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI – DECRETO 30 giugno 2010
AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI CONTRATTI PUBBLICI DI LAVORI, SERVIZI E FORNITURE – DETERMINAZIONE 27 luglio 2010>
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 6 luglio 2010, n. 103 – Testo del decreto-legge 6 luglio 2010, n. 103 (in Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 156 del 7 luglio 2010), coordinato con la legge di conversione 4 agosto 2010, n. 127 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale, alla pag. 7), recante: «Disposizioni urgenti per assicurare la regolarita’ del servizio pubblico di trasporto marittimo (( ed il sostegno della produttivita’ nel settore dei trasporti» )). (10A10007) – (GU n. 186 del 11-8-2010
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 6 luglio 2010, n. 103 - Testo del decreto-legge 6 luglio 2010, n. 103 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 156 del 7 luglio 2010), coordinato con la legge di conversione 4 agosto 2010, n. 127 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale, alla pag. 7), recante: «Disposizioni urgenti per assicurare la regolarita' del servizio pubblico di trasporto marittimo (( ed il sostegno della produttivita' nel settore dei trasporti» )). (10A10007) - (GU n. 186 del 11-8-2010 )
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 6 luglio 2010 , n. 103
Testo del decreto-legge 6 luglio 2010, n. 103 (in Gazzetta  Ufficiale
– serie generale – n. 156 del 7 luglio 2010), coordinato con la legge
di conversione 4 agosto 2010,  n.  127  (in  questa  stessa  Gazzetta
Ufficiale,  alla  pag.  7),  recante:   «Disposizioni   urgenti   per
assicurare  la  regolarita’  del  servizio  pubblico   di   trasporto
marittimo (( ed il  sostegno  della  produttivita’  nel  settore  dei
trasporti» )). (10A10007)
1. Nelle more del completamento della procedura di  dismissione  in
corso dell’intero capitale  sociale  della  Tirrenia  di  Navigazione
S.p.A.  ed  in  considerazione  del  preminente  interesse   pubblico
connesso alla necessita’ di assicurare la  continuita’  del  servizio
pubblico di cabotaggio marittimo:
a) in deroga a quanto  previsto  dagli  statuti  di  Tirrenia  di
Navigazione S.p.A. e di Siremar S.p.A., nonche’ dalle disposizioni in
materia  contenute  nel  codice  civile,  con  decreto  del  Ministro
dell’economia e delle finanze, di  concerto  con  il  Ministro  delle
infrastrutture e dei trasporti, da adottare entro cinque giorni dalla
data di entrata in vigore del  presente  decreto,  si  provvede  alla
nomina di un amministratore unico delle suddette societa’,  al  quale
sono conferiti i piu’ ampi  poteri  di  amministrazione  ordinaria  e
straordinaria. Detti amministratori unici resteranno in  carica  fino
al 30 settembre 2010 ovvero, se anteriore, fino alla data di cessione
dell’intero capitale di Tirrenia di Navigazione S.p.A. I consigli  di
amministrazione della Tirrenia di Navigazione  S.p.A.  e  di  Siremar
S.p.A. in carica alla data di entrata in vigore del presente  decreto
decadono con effetto dalla data di adozione del  decreto  del  citato
b)  la   responsabilita’   civile   ed   amministrativa   per   i
comportamenti, gli atti  e  i  provvedimenti  posti  in  essere,  nel
periodo in cui restano in carica gli amministratori unici di cui alla
lettera a), dagli stessi amministratori  unici,  dai  componenti  del
collegio  sindacale,  dal  dirigente  preposto  alla  redazione   dei
documenti contabili societari e’ posta a carico esclusivamente  delle
societa’   interessate.   Negli   stessi   limiti   e’   esclusa   la
responsabilita’ amministrativo-contabile  dei  citati  soggetti,  dei
pubblici dipendenti e dei soggetti  comunque  titolari  di  incarichi
pubblici. Lo svolgimento di funzioni di amministrazione, direzione  e
controllo, nonche’ di sindaco o di dirigente preposto alla  redazione
dei documenti contabili societari nelle  societa’  in  questione  non
puo’  costituire  motivo  per  ritenere  insussistente,  in  capo  ai
soggetti interessati, il possesso dei requisiti  di  professionalita’
richiesti  per  lo  svolgimento  delle  predette  funzioni  in  altre
societa’;
c) a decorrere dalla data  di  entrata  in  vigore  del  presente
decreto e fino al 30 settembre 2010 ovvero, se anteriore,  fino  alla
data di perfezionamento della cessione dell’intero  capitale  sociale
di Tirrenia di Navigazione  S.p.A.,  e’  consentita  l’erogazione  da
parte di banche o intermediari autorizzati  di  nuovi  finanziamenti,
ovvero, relativamente ai finanziamenti gia’  concessi  in  virtu’  di
contratti sottoscritti e vincolanti anteriormente alla medesima data,
della quota non ancora erogata. I crediti  derivanti  da  tali  nuovi
finanziamenti  sono  equiparati  ai  crediti  prededucibili  di   cui
all’articolo 111 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267. I creditori
sono esclusi dal voto in sede di eventuali  procedure  concorsuali  e
dal  computo  delle  maggioranze  previste  per  l’approvazione   del
concordato preventivo ai sensi dell’articolo  177  del  citato  regio
decreto n. 267  del  1942,  nonche’  dalla  percentuale  dei  crediti
prevista per  l’accordo  di  ristrutturazione  dei  debiti  ai  sensi
dell’articolo 182-bis del medesimo regio decreto n. 267 del 1942. Gli
atti, le garanzie e i pagamenti relativi a detti nuovi  finanziamenti
non sono soggetti all’azione revocatoria. (( Tirrenia di  Navigazione
S.p.A. utilizza i predetti nuovi finanziamenti esclusivamente al fine
di evitare che sia compromessa la continuita’ del  servizio  pubblico
di  navigazione,  con  particolare  riferimento  alla  necessita’  di
garantire la continuita’  territoriale  con  le  isole,  nonche’  per
fronteggiare i fabbisogni  di  liquidita’  derivanti  dalla  gestione
corrente, ovvero per finanziare la Siremar  S.p.A.  per  le  medesime
finalita’; ))
d) i crediti  derivanti  dai  nuovi  finanziamenti  di  cui  alla
lettera c) sono  garantiti  da  Fintecna-Finanziaria  per  i  Settori
Industriale e dei Servizi  S.p.A.,  alle  condizioni  e  nei  termini
previsti dalla comunicazione della Commissione europea  2009/C  16/01
del 22 gennaio 2009, e successive modificazioni.
Il testo coordinato qui pubblicato e’ stato redatto dal
Ministero della giustizia ai sensi dell’art. 11,  comma  1,
del testo  unico  delle  disposizioni  sulla  promulgazione
delle leggi, sull’emanazione  dei  decreti  del  Presidente
della Repubblica  e  sulle  pubblicazioni  ufficiali  della
Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985,
n. 1092, nonche’ dell’art. 10, commi 2 e  3,  del  medesimo
testo unico, al solo fine  di  facilitare  la  lettura  sia
delle disposizioni  del  decreto-legge,  integrate  con  le
modifiche apportate dalla  legge  di  conversione,  che  di
quelle modificate  o  richiamate  nel  decreto,  trascritte
nelle note. Restano invariati il valore e l’efficacia degli
atti legislativi qui riportati.
Le modifiche apportate dalla legge di conversione  sono
stampate con caratteri corsivi.
Tali modifiche sono riportate in video tra i segni  ((  …
le modifiche apportate dalla  legge  di  conversione  hanno
efficacia  dal  giorno  successivo  a  quello   della   sua
– L’art. 111 del regio decreto 16 marzo  1942,  n.  267
«Disciplina  del  fallimento,  del  concordato  preventivo,
dell’amministrazione  controllata  e   della   liquidazione
coatta amministrativa», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
6 aprile 1942, n. 81, cosi’ recita:
«Art. 111 (Ordine di distribuzione delle somme).  –  Le
somme ricavate dalla liquidazione dell’attivo sono  erogate
nel seguente ordine:
2)  per  il  pagamento  dei   crediti   ammessi   con
prelazione sulle cose vendute  secondo  l’ordine  assegnato
3) per il pagamento dei  creditori  chirografari,  in
proporzione dell’ammontare del credito per cui ciascuno  di
essi fu ammesso, compresi i creditori  indicati  al  n.  2,
qualora non sia stata ancora realizzata la garanzia, ovvero
per la parte per cui rimasero non soddisfatti da questa.
Sono considerati  crediti  prededucibili  quelli  cosi’
qualificati da  una  specifica  disposizione  di  legge,  e
quelli sorti in occasione o  in  funzione  delle  procedure
concorsuali di cui alla presente legge; tali  crediti  sono
soddisfatti con preferenza ai  sensi  del  primo  comma  n.
1).».
– L’art. 177 del regio decreto 16 marzo 1942,  n.  267,
«Art.   177   (Maggioranza   per   l’approvazione   del
concordato). – Il concordato e’ approvato dai creditori che
rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi  al  voto.
Ove  siano  previste  diverse  classi  di   creditori,   il
concordato e’ approvato se  tale  maggioranza  si  verifica
inoltre nel maggior numero di classi.
I creditori muniti  di  privilegio,  pegno  o  ipoteca,
ancorche’ la garanzia sia contestata, dei quali la proposta
di concordato  prevede  l’integrale  pagamento,  non  hanno
diritto al voto se non rinunciano in tutto od in  parte  al
diritto  di  prelazione.  Qualora  i  creditori  muniti  di
privilegio, pegno o ipoteca rinuncino in tutto o  in  parte
alla prelazione, per la parte del credito non coperta dalla
garanzia sono  equiparati  ai  creditori  chirografari;  la
rinuncia ha effetto ai soli fini del concordato.
I creditori muniti di diritto di prelazione di  cui  la
proposta di concordato prevede, ai sensi dell’art. 160,  la
soddisfazione   non   integrale,   sono    equiparati    ai
chirografari per la parte residua del credito.
Sono esclusi dal voto e dal computo  delle  maggioranze
il coniuge del debitore, i suoi parenti e  affini  fino  al
quarto grado, i cessionari o aggiudicatari dei loro crediti
da meno di un anno prima della proposta di concordato.».
– L’art. 182-bis del regio decreto 16  marzo  1942,  n.
267, cosi’ recita:
«Art. 182-bis (Accordi di ristrutturazione dei debiti).
–  L’imprenditore  in  stato  di  crisi   puo’   domandare,
depositando  la  documentazione  di   cui   all’art.   161,
l’omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti
stipulato con i creditori rappresentanti almeno il sessanta
per cento dei crediti, unitamente ad una relazione  redatta
da un professionista  in  possesso  dei  requisiti  di  cui
all’art.  67,  terzo  comma,  letterad)   sull’attuabilita’
dell’accordo stesso, con particolare riferimento  alla  sua
idoneita’ ad assicurare il regolare pagamento dei creditori
L’accordo e’ pubblicato nel registro  delle  imprese  e
acquista efficacia dal giorno della sua pubblicazione.
Dalla data della pubblicazione e per sessanta giorni  i
creditori per titolo e causa  anteriore  a  tale  data  non
possono iniziare o proseguire azioni cautelari o  esecutive
sul patrimonio del debitore. Si applica l’art. 168, secondo
Entro trenta giorni dalla pubblicazione i  creditori  e
ogni altro interessato  possono  proporre  opposizione.  Il
tribunale, decise le opposizioni, procede  all’omologazione
in camera di consiglio con decreto motivato.
Il decreto del tribunale e’ reclamabile alla  corte  di
appello ai sensi  dell’art.  183,  in  quanto  applicabile,
entro quindici giorni dalla sua pubblicazione nel  registro
Il divieto di iniziare o proseguire le azioni cautelari
o esecutive di cui al terzo  comma  puo’  essere  richiesto
dall’imprenditore anche nel corso delle trattative e  prima
della  formalizzazione  dell’accordo  di  cui  al  presente
articolo, depositando presso il tribunale la documentazione
di cui all’art. 161, primo e secondo comma, e una  proposta
di    accordo    corredata     da     una     dichiarazione
dell’imprenditore,  avente  valore  di  autocertificazione,
attestante che sulla proposta sono in corso trattative  con
i creditori che rappresentano almeno il sessanta per  cento
dei crediti  e  da  una  dichiarazione  del  professionista
avente i requisiti di cui all’art. 67, terzo comma, lettera
d), circa la sussistenza delle condizioni per assicurare il
regolare pagamento dei creditori con i quali  non  sono  in
corso trattative o che hanno  comunque  negato  la  propria
disponibilita’ a trattare. L’istanza di sospensione di  cui
al presente comma e’ pubblicata nel registro delle imprese.
Il   tribunale,   verificata   la   completezza   della
documentazione  depositata,  fissa  con  decreto  l’udienza
entro il termine di trenta giorni dal deposito dell’istanza
di cui al  sesto  comma,  disponendo  la  comunicazione  ai
creditori   della   documentazione   stessa.   Nel    corso
dell’udienza, riscontrata la  sussistenza  dei  presupposti
per pervenire a un accordo di ristrutturazione  dei  debiti
con le maggioranze di cui al primo comma e delle condizioni
per il regolare pagamento dei creditori  con  i  quali  non
sono in corso trattative o che  hanno  comunque  negato  la
propria disponibilita’  a  trattare,  dispone  con  decreto
motivato il divieto di  iniziare  o  proseguire  le  azioni
cautelari o esecutive assegnando il termine  di  non  oltre
sessanta   giorni   per   il   deposito   dell’accordo   di
ristrutturazione   e   della    relazione    redatta    dal
professionista a norma del  primo  comma.  Il  decreto  del
precedente periodo e’ reclamabile a norma del quinto  comma
in quanto applicabile.
A seguito del deposito dell’accordo di ristrutturazione
dei debiti nei  termini  assegnati  dal  tribunale  trovano
applicazione le disposizioni  di  cui  al  secondo,  terzo,
quarto e quinto comma.».
Misure urgenti in materia di trasporto stradale e aereo
1. All’articolo 83-bis del decreto-legge 25 giugno  2008,  n.  112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6  agosto  2008,  n.  133,
a) il comma 4 e’ sostituito dai seguenti:
«4. Al fine di garantire la tutela della sicurezza  stradale  e  la
regolarita’ del mercato dell’autotrasporto  di  merci  per  conto  di
terzi, nel contratto di trasporto, stipulato  in  forma  scritta,  ai
sensi dell’articolo 6 del decreto legislativo 21  novembre  2005,  n.
286, l’importo a favore del vettore deve essere  tale  da  consentire
almeno la copertura dei costi minimi di esercizio, che  garantiscano,
comunque, il  rispetto  dei  parametri  di  sicurezza  normativamente
previsti.  Tali  costi  minimi  sono  individuati  nell’ambito  degli
accordi volontari di settore, conclusi tra organizzazioni associative
di vettori rappresentati nella Consulta generale per  l’autotrasporto
e per la logistica, di cui al comma 16, e organizzazioni  associative
dei committenti. Tali accordi possono altresi’ prevedere contratti di
trasporto di merci su strada di durata o quantita’ garantite,  per  i
quali e’ possibile derogare alle  disposizioni  di  cui  al  presente
comma nonche’ alle previsioni di cui agli  articoli  7,  comma  3,  e
7-bis del decreto legislativo 21  novembre  2005,  n.  286,  ed  alle
disposizioni in materia di azione diretta.
4-bis. Qualora gli accordi volontari previsti al comma 4 non  siano
stipulati entro il termine di nove mesi,  decorrenti  dalla  data  di
entrata in vigore della presente disposizione,  l’Osservatorio  sulle
attivita’ di autotrasporto di cui all’articolo 6,  comma  1,  lettera
g), del decreto legislativo 21 novembre 2005,  n.  284,  determina  i
costi minimi, secondo quanto previsto al comma 4. Decorso il  termine
di cui al  primo  periodo,  qualora  entro  ulteriori  trenta  giorni
l’Osservatorio non abbia provveduto ad adottare le determinazioni dei
costi minimi, si applicano anche ai contratti di trasporto  stipulati
in forma scritta le disposizioni di cui ai commi 6 e 7, ai soli  fini
della determinazione del corrispettivo.
4-ter. Qualora dalla fattura risulti indicato un  corrispettivo  di
importo inferiore a quanto previsto nel comma 4  o,  in  alternativa,
nel comma 4-bis, l’azione del vettore nei confronti del mittente  per
il pagamento della differenza si prescrive entro  il  termine  di  un
anno, decorrente dal giorno del completamento  della  prestazione  di
trasporto, salvo diverse pattuizioni  fondate  su  accordi  volontari
conclusi ai sensi del comma 4.
4-quater. In  deroga  a  quanto  previsto  nei  commi  4  e  4-bis,
l’importo del corrispettivo a favore del vettore per  le  prestazioni
di trasporto svolte in esecuzione di un contratto stipulato in  forma
scritta, ai sensi dell’articolo 6 del decreto legislativo 21 novembre
2005, n. 286, e’ rimesso all’autonomia negoziale delle parti, ove  le
suddette prestazioni  siano  effettuate  entro  il  limite  di  cento
chilometri giornalieri, fatte salve diverse  pattuizioni  fondate  su
accordi volontari di settore, conclusi ai sensi del comma 4.
4-quinquies. All’atto della conclusione del contratto,  il  vettore
e’ tenuto a fornire al committente un’attestazione  rilasciata  dagli
enti previdenziali, di data non anteriore a  tre  mesi,  dalla  quale
risulti che l’azienda  e’  in  regola  ai  fini  del  versamento  dei
contributi assicurativi e previdenziali»;
b) il comma 12 e’ sostituito dal seguente:
«12. Ferma restando l’applicazione delle  disposizioni  di  cui  al
decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, il termine  di  pagamento
del corrispettivo relativo ai contratti  di  trasporto  di  merci  su
strada non  puo’,  comunque,  essere  superiore  a  sessanta  giorni,
decorrenti dalla  data  di  emissione  della  fattura  da  parte  del
creditore, che deve avvenire entro e non oltre la fine  del  mese  in
cui si sono svolte le relative prestazioni di trasporto.  E’  esclusa
qualsiasi diversa pattuizione tra le parti, scritta  o  verbale,  che
non  sia  basata  su  accordi  volontari  di  settore,  conclusi  tra
organizzazioni associative di vettori  rappresentati  nella  Consulta
generale per l’autotrasporto e per la logistica, di cui al comma  16,
e organizzazioni associative dei committenti»;
c) il comma 13 e’ sostituito dal seguente:
«13. In caso di mancato rispetto del termine di cui al comma 12, il
creditore ha diritto alla corresponsione degli interessi moratori  di
cui all’articolo 5 del decreto legislativo 9 ottobre  2002,  n.  231.
Ove il pagamento  del  corrispettivo  avvenga  oltre  il  novantesimo
giorno dalla data di emissione della fattura,  oltre  agli  interessi
moratori, al committente debitore si applicano le sanzioni di cui  al
comma 14»;
d) dopo il comma 13, e’ inserito il seguente:
«13-bis. Le disposizioni di cui ai commi 12 e 13 si applicano anche
alle prestazioni fatturate dagli operatori della filiera, diversi dai
vettori, che  partecipano  al  servizio  di  trasporto  di  merci  su
strada»;
e) al comma 14, le parole: «di cui ai commi 6, 7,  8  e  9»  sono
sostituite dalle seguenti: «di cui ai commi 6, 7, 8, 9, 13 e 13-bis».
2. Al decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 286, sono  apportate
a) dopo l’articolo 6, e’ inserito il seguente:
«Art. 6-bis (Disciplina dei tempi di attesa ai fini  del  carico  e
scarico. Franchigia). – 1.  Nel  contratto  scritto  e’  indicato  il
periodo di franchigia, connesso  all’attesa  dei  veicoli  per  poter
effettuare le operazioni  di  carico  e  scarico,  da  calcolare  dal
momento dell’arrivo del vettore al luogo di carico  o  scarico  della
merce, che non puo’ essere superiore alle due ore di attesa  sia  per
il carico che per lo scarico. A tal fine il committente e’  tenuto  a
fornire al vettore indicazioni scritte circa il luogo e  l’orario  in
cui sono previste le operazioni di carico o di  scarico,  nonche’  le
modalita’ di accesso dei veicoli ai punti di carico o di scarico.
2.  Il  committente  e’  tenuto  a  corrispondere  al  vettore   un
indennizzo per il superamento del periodo di  franchigia  di  cui  al
comma 1, fermo restando il diritto di esercitare l’azione di  rivalsa
nei confronti dell’effettivo responsabile. Tale indennizzo e’  dovuto
per ogni ora o frazione di ora di  ritardo  nelle  operazioni  ed  e’
commisurato al costo orario del lavoro e del fermo del veicolo,  come
definiti in sede di Osservatorio sulle attivita’ di autotrasporto  di
cui all’articolo 6, comma 1, lettera g), del decreto  legislativo  21
novembre 2005, n. 284.
3. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano  in
caso di diverse  pattuizioni  fra  le  parti,  basate  sugli  accordi
volontari fra le organizzazioni associative di vettori  rappresentati
nella Consulta generale per l’autotrasporto e per  la  logistica,  di
cui all’articolo 83-bis, comma 16, del decreto-legge 25 giugno  2008,
133, e organizzazioni associative di utenti dei servizi di trasporto,
con particolare riferimento alle operazioni di carico e scarico nelle
strutture della grande distribuzione e dedicate  alla  movimentazione
delle merci nelle aree urbane, e su specifici  accordi  di  programma
con le amministrazioni e gli  enti  competenti  per  quanto  riguarda
attivita’ di autotrasporto connesse alla movimentazione  delle  merci
nei porti, negli interporti e nei terminal ferroviari,  promossi  dal
4. In caso di contratti non stipulati in forma scritta, il  periodo
di franchigia connesso alla sosta dei veicoli in attesa di  carico  o
di scarico non puo’ essere complessivamente superiore alle due ore di
attesa sia per il carico che per lo scarico, e si applicano le  altre
disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3.
5. Con decreto dirigenziale del Ministero  delle  infrastrutture  e
dei  trasporti  sono  stabilite  le   modalita’   applicative   delle
disposizioni di cui ai commi da 1 a 4, con particolare riguardo  alla
definizione della decorrenza dei tempi  di  franchigia  in  relazione
alle diverse tipologie dei luoghi di carico e scarico,  nonche’  alle
modalita’ di cadenzamento dell’accesso dei veicoli a tali luoghi»;
b) all’articolo 7, i commi 4 e 5 sono sostituiti dai seguenti:
«4. Quando il contratto di trasporto non  sia  stato  stipulato  in
forma scritta, anche mediante  richiamo  ad  un  accordo  di  diritto
privato concluso ai sensi dell’articolo  5,  gli  organi  di  polizia
stradale che hanno accertato la violazione, da parte  del  conducente
del veicolo con cui e’ stato effettuato il trasporto, dei  limiti  di
velocita’ di cui all’articolo 142 del decreto legislativo  30  aprile
1992, n. 285, e successive modificazioni, o la mancata osservanza dei
tempi di guida e di riposo  di  cui  all’articolo  174  dello  stesso
decreto legislativo, verificano la  compatibilita’  delle  istruzioni
scritte fornite al vettore, in merito all’esecuzione della  specifica
prestazione di trasporto, con il rispetto della disposizione  di  cui
e’ stata contestata la violazione. Le istruzioni  devono  trovarsi  a
bordo  del  veicolo  e  possono  essere  contenute  nella  scheda  di
trasporto o nella documentazione  equivalente  ovvero  allegate  alla
documentazione equipollente di cui all’articolo  7-bis.  In  mancanza
delle istruzioni di cui sopra a bordo del veicolo, al vettore  ed  al
committente  si  applicano  le  sanzioni  amministrative   pecuniarie
previste per  le  violazioni  contestate  al  conducente.  Le  stesse
sanzioni sono altresi’ applicate al vettore e al  committente  quando
le istruzioni di trasporto sono incompatibili con il  rispetto  delle
predette norme.
5. In relazione alle esigenze di tutela  della  sicurezza  sociale,
quando il contratto di trasporto non sia  stato  stipulato  in  forma
scritta, anche mediante richiamo ad un  accordo  di  diritto  privato
concluso ai sensi dell’articolo 5, il committente, o un suo  delegato
alla  compilazione,  riporta  sulla  scheda  di  trasporto  o   sulla
documentazione equivalente di cui all’articolo  7-bis,  comma  1,  il
numero  di  iscrizione   del   vettore   all’Albo   nazionale   degli
autotrasportatori  ovvero  allega   alla   documentazione   ad   essa
equipollente una dichiarazione scritta di aver  preso  visione  della
carta di circolazione del veicolo o di altra  documentazione  da  cui
risulti il numero di iscrizione del vettore all’Albo nazionale  degli
autotrasportatori. Qualora non siano riportate tali indicazioni sulla
scheda di trasporto  o  sui  documenti  equivalenti  ovvero  non  sia
allegata ai documenti equipollenti la dichiarazione  sopra  indicata,
al committente e’ applicata la sanzione prevista dall’articolo 7-bis,
comma 4»;
c) all’articolo 7-bis, il comma 3 e’ sostituito dal seguente:
«3. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei  trasporti,
di  concerto  con  il  Ministro  dell’interno  e  con   il   Ministro
dell’economia e delle finanze, e’ stabilito il contenuto della scheda
di trasporto, nella quale devono figurare le indicazioni relative  al
vettore, comprensive del  numero  di  iscrizione  all’Albo  nazionale
degli  autotrasportatori,  al  committente,  al  caricatore   ed   al
proprietario della merce, nei casi indicati dal decreto stesso,  come
definiti all’articolo  2,  comma  1,  nonche’  quelle  relative  alla
tipologia ed al peso della merce trasportata, ed ai luoghi di  carico
e scarico della stessa. Lo stesso decreto individua le  categorie  di
trasporto   di   merci   a   collettame,   ai   fini   dell’esenzione
dall’applicazione delle disposizioni di  cui  al  presente  articolo,
nonche’ i documenti di trasporto previsti  dalle  norme  comunitarie,
dagli accordi o dalle convenzioni internazionali, o  da  altra  norma
nazionale in  materia  di  autotrasporto  di  merci,  da  considerare
equipollenti alla scheda di trasporto»;
d) all’articolo  7-bis,  i  commi  5  e  6  sono  sostituiti  dai
«5. Chiunque, durante l’effettuazione di un trasporto, non porta  a
bordo del veicolo la scheda  di  trasporto  ovvero,  in  alternativa,
copia  del  contratto  in  forma  scritta  o   altra   documentazione
equivalente, ovvero equipollente ai sensi del comma 3, e’ punito  con
la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una  somma  da
40 a 120 euro. All’atto dell’accertamento della violazione, e’ sempre
disposto il fermo amministrativo del veicolo, che  verra’  restituito
al conducente, proprietario o legittimo detentore, ovvero  a  persona
delegata dal proprietario, solo dopo che sia stata esibita la  scheda
di trasporto, ovvero copia del contratto redatto in forma  scritta  o
altra documentazione equivalente ai sensi del comma 1. La  scheda  di
trasporto, il contratto  in  forma  scritta  o  altra  documentazione
equivalente ovvero equipollente deve essere esibita entro il  termine
di quindici giorni successivi all’accertamento della  violazione.  In
caso di mancata esibizione,  l’ufficio  dal  quale  dipende  l’organo
accertatore provvede all’applicazione della sanzione di cui al  comma
4, con  decorrenza  dei  termini  per  la  notificazione  dal  giorno
successivo a quello stabilito per la presentazione dei documenti.  Si
applicano le disposizioni degli articoli 214  e  180,  comma  8,  del
decreto  legislativo  30  aprile   1992,   n.   285,   e   successive
6. Le sanzioni di cui ai commi 4 e 5 si applicano anche a  chiunque
circoli  alla  guida  di  veicoli  immatricolati   all’estero   nello
svolgimento di trasporti internazionali o di cabotaggio, qualora  non
rechi a bordo i documenti equipollenti di cui al comma 3  ovvero  gli
stessi  non  risultino  compilati  correttamente.  In  tali  casi  si
applicano  le  disposizioni  di  cui  all’articolo  207  del  decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni»;
e) dopo l’articolo 7-bis, e’ inserito il seguente:
«Art. 7-ter (Disposizioni in materia di azione diretta).  –  1.  Il
vettore di cui all’articolo 2, comma  1,  lettera  b),  il  quale  ha
svolto un servizio di trasporto su incarico di altro vettore,  a  sua
volta obbligato ad eseguire la  prestazione  in  forza  di  contratto
stipulato con precedente vettore  o  direttamente  con  il  mittente,
inteso come mandante effettivo della consegna, ha azione diretta  per
il pagamento del corrispettivo nei  confronti  di  tutti  coloro  che
hanno ordinato il trasporto, i quali sono  obbligati  in  solido  nei
limiti delle sole prestazioni ricevute e della quota di corrispettivo
pattuita, fatta salva l’azione di rivalsa di ciascuno  nei  confronti
della propria controparte contrattuale. E’ esclusa qualsiasi  diversa
pattuizione, che non sia basata su accordi volontari di settore»;
f) l’articolo 8 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 8 (Procedura di accertamento  della  responsabilita’).  –  1.
L’accertamento della responsabilita’ dei soggetti di cui all’articolo
7, comma 3, puo’ essere effettuato contestualmente alla contestazione
della violazione commessa dall’autore materiale  della  medesima,  da
parte delle autorita’ competenti, mediante  esame  del  contratto  di
trasporto e di ogni altra documentazione di accompagnamento, prevista
dalle vigenti disposizioni, ivi compresa la scheda di trasporto ed  i
documenti considerati ad essa equivalenti o  equipollenti,  ai  sensi
dell’articolo 7-bis.
2. In caso di mancata esibizione  del  contratto  di  trasporto  in
forma scritta da parte  del  conducente  all’atto  del  controllo,  e
qualora  sia  presente  a  bordo  del   veicolo   una   dichiarazione
sottoscritta  dal  committente  o  dal   vettore   che   ne   attesti
l’esistenza, l’autorita’  competente,  entro  quindici  giorni  dalla
contestazione  della  violazione,  richiede  ai   soggetti   di   cui
all’articolo 7, comma 3, la presentazione, entro trenta giorni  dalla
notifica della richiesta, di copia del contratto in forma scritta.
3. Entro i trenta giorni successivi alla ricezione del contratto in
forma  scritta,  l’autorita’  competente,  in  base  all’esame  dello
stesso, qualora da tale esame emerga la responsabilita’ dei  soggetti
di cui all’articolo 7, comma 3, applica le sanzioni ivi previste.
4.  Le  stesse  sanzioni  sono  irrogate   in   caso   di   mancata
presentazione  della  documentazione  richiesta  entro   il   termine
indicato»;
g) dopo l’articolo 11, e’ inserito il seguente:
«Art.  11-bis  (Imballaggi  e  unita’  di  movimentazione).  –   1.
Nell’ipotesi in cui la merce da  trasportare  sia  imballata,  oppure
stivata su apposite unita’ per la sua movimentazione, il vettore,  al
termine  dell’operazione  di  trasporto,  non  ha  alcun  obbligo  di
gestione e non e’ tenuto alla restituzione degli imballaggi  o  delle
unita’ di movimentazione utilizzate.
2. Qualora il committente e il destinatario della  merce  si  siano
accordati per la  riconsegna  degli  imballaggi  o  delle  unita’  di
movimentazione, il vettore non e’  responsabile  per  il  rifiuto  di
restituzione da parte del destinatario di unita’ di movimentazione di
numero o di qualita’ inferiore rispetto a quelle  con  cui  e’  stato
effettuato il trasporto, ed ha comunque diritto ad  un  compenso  per
ogni prestazione accessoria eseguita.
3.  L’esercizio  dell’attivita’  di  commercio  delle   unita’   di
movimentazione usate e’ consentito sulla  base  di  apposita  licenza
rilasciata dalla questura  competente  per  territorio.  Il  titolare
della licenza e’ tenuto ad indicare giornalmente su registro vidimato
dalla questura quantita’ e tipologia delle unita’  di  movimentazione
cedute e acquistate,  nonche’  i  dati  identificativi  dei  soggetti
cedenti e cessionari.
4. Allo scopo  di  tutelare  l’igiene  e  la  salute  pubblica,  le
operazioni   di   trasporto   su   strada    di    merci    destinate
all’alimentazione umana o animale  sono  svolte  nel  rispetto  della
vigente disciplina comunitaria e nazionale.».
3. Le disposizioni di cui al comma  2,  lettera  e),  si  applicano
decorso un anno dalla data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di
conversione del presente decreto.
4.  All’articolo  4  del  decreto-legge  25  marzo  2010,  n.   40,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73,  al
comma 5, lettera b), dopo le parole:  «legge  24  dicembre  1985,  n.
808,» sono inserite le seguenti: «anche attraverso  l’istituzione  di
un  apposito  fondo  di  garanzia  da  affidare,  mediante   apposita
convenzione,   all’Agenzia   nazionale   per    l’attrazione    degli
investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.a.,». ))
–  Si   riporta   il   testo   dell’art.   83-bis   del
modificato dalla presente legge:
«Art. 83-bis (Tutela della sicurezza stradale  e  della
regolarita’ del  mercato  dell’autotrasporto  di  cose  per
conto di terzi). – 1.  L’Osservatorio  sulle  attivita’  di
autotrasporto di cui all’art. 9 del decreto legislativo  21
novembre 2005, n. 286, sulla base di un’adeguata indagine a
campione  e  tenuto  conto  delle  rilevazioni   effettuate
mensilmente dal  Ministero  dello  sviluppo  economico  sul
prezzo  medio  del  gasolio  per  autotrazione,   determina
mensilmente il costo medio del carburante per chilometro di
percorrenza, con  riferimento  alle  diverse  tipologie  di
veicoli, e la relativa incidenza.
2.  Lo  stesso  Osservatorio,  con   riferimento   alle
tipologie dei veicoli, determina,  il  quindicesimo  giorno
dei mesi di  giugno  e  dicembre,  la  quota,  espressa  in
percentuale,  dei  costi  di  esercizio   dell’impresa   di
autotrasporto per conto di terzi  rappresentata  dai  costi
3. Le disposizioni dei commi da 4  a  11  del  presente
articolo  sono  volte  a  disciplinare  i   meccanismi   di
adeguamento dei corrispettivi dovuti  dal  mittente  per  i
costi  del  carburante  sostenuti  dal   vettore   e   sono
sottoposte  a  verifica  con  riferimento  all’impatto  sul
mercato, dopo un anno dalla  data  della  loro  entrata  in
4. Al fine  di  garantire  la  tutela  della  sicurezza
stradale e la regolarita’ del mercato dell’autotrasporto di
merci per conto  di  terzi,  nel  contratto  di  trasporto,
stipulato in  forma  scritta,  ai  sensi  dell’art.  6  del
decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 286,  l’importo  a
favore del vettore deve essere tale da consentire almeno la
copertura dei costi minimi di esercizio, che  garantiscano,
comunque,  il   rispetto   dei   parametri   di   sicurezza
normativamente previsti. Tali costi minimi sono individuati
nell’ambito degli accordi volontari  di  settore,  conclusi
tra organizzazioni  associative  di  vettori  rappresentati
nella  Consulta  generale  per  l’autotrasporto  e  per  la
logistica, di cui al comma 16, e organizzazioni associative
dei committenti. Tali accordi  possono  altresi’  prevedere
contratti di trasporto di  merci  su  strada  di  durata  o
quantita’ garantite, per i quali e’ possibile derogare alle
disposizioni  di  cui  al  presente  comma   nonche’   alle
previsioni di cui agli articoli 7, comma  3,  e  7-bis  del
decreto legislativo 21  novembre  2005,  n.  286,  ed  alle
4-bis. Qualora gli accordi volontari previsti al  comma
4 non siano  stipulati  entro  il  termine  di  nove  mesi,
decorrenti dalla data di entrata in vigore  della  presente
disposizione,    l’Osservatorio    sulle    attivita’    di
autotrasporto di cui all’art. 6, comma 1, lettera  g),  del
decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 284,  determina  i
costi minimi, secondo quanto previsto al comma  4.  Decorso
il termine di cui al primo periodo, qualora entro ulteriori
trenta  giorni  l’Osservatorio  non  abbia  provveduto   ad
adottare le determinazioni dei costi minimi,  si  applicano
anche ai contratti di trasporto stipulati in forma  scritta
le disposizioni di cui ai commi 6 e 7, ai soli  fini  della
determinazione del corrispettivo.
4-ter.  Qualora  dalla  fattura  risulti  indicato   un
corrispettivo di importo inferiore a  quanto  previsto  nel
comma 4 o, in alternativa, nel comma  4-bis,  l’azione  del
vettore nei confronti del mittente per il  pagamento  della
differenza si  prescrive  entro  il  termine  di  un  anno,
decorrente dal giorno del completamento  della  prestazione
di trasporto, salvo diverse pattuizioni fondate su  accordi
volontari conclusi ai sensi del comma 4.
4-quater. In deroga a quanto previsto  nei  commi  4  e
4-bis, l’importo del corrispettivo a favore del vettore per
le prestazioni di trasporto  svolte  in  esecuzione  di  un
contratto stipulato in forma scritta, ai sensi dell’art.  6
del decreto  legislativo  21  novembre  2005,  n.  286,  e’
rimesso  all’autonomia  negoziale  delle  parti,   ove   le
suddette prestazioni siano effettuate entro  il  limite  di
cento   chilometri   giornalieri,   fatte   salve   diverse
pattuizioni  fondate  su  accordi  volontari  di   settore,
4-quinquies. All’atto della conclusione del  contratto,
il   vettore   e’   tenuto   a   fornire   al   committente
un’attestazione rilasciata  dagli  enti  previdenziali,  di
data non anteriore a tre  mesi,  dalla  quale  risulti  che
l’azienda  e’  in  regola  ai  fini  del   versamento   dei
contributi assicurativi e previdenziali.
5. Nel caso  in  cui  il  contratto  abbia  ad  oggetto
prestazioni di trasporto da effettuare in un arco temporale
eccedente i  trenta  giorni,  la  parte  del  corrispettivo
corrispondente  al  costo  del  carburante  sostenuto   dal
vettore per l’esecuzione  delle  prestazioni  contrattuali,
cosi’ come gia’ individuata nel contratto o  nelle  fatture
emesse con  riferimento  alle  prestazioni  effettuate  dal
vettore nel primo mese di vigenza dello stesso, e’ adeguata
sulla base delle  variazioni  intervenute  nel  prezzo  del
gasolio da autotrazione accertato ai  sensi  del  comma  1,
laddove dette variazioni superino del 2 per cento il valore
preso a riferimento al  momento  della  sottoscrizione  del
contratto stesso o dell’ultimo adeguamento effettuato.
6. Qualora il contratto di trasporto di merci su strada
non sia stipulato in forma scritta, ai  sensi  dell’art.  6
del decreto  legislativo  21  novembre  2005,  n.  286,  la
fattura  emessa  dal  vettore  evidenzia,  ai   soli   fini
civilistici e amministrativi, la  parte  del  corrispettivo
dovuto dal mittente, corrispondente al costo del carburante
sostenuto dal vettore per  l’esecuzione  delle  prestazioni
contrattuali. Tale importo deve corrispondere  al  prodotto
dell’ammontare del costo chilometrico determinato,  per  la
classe  cui  appartiene  il  veicolo  utilizzato   per   il
trasporto, ai sensi del comma  1,  nel  mese  precedente  a
quello dell’esecuzione del  trasporto,  per  il  numero  di
chilometri corrispondenti alla prestazione  indicata  nella
7.  La  parte  del  corrispettivo  dovuto  al  vettore,
diversa da quella di cui al comma 6, deve  corrispondere  a
una quota dello stesso corrispettivo  che,  fermo  restando
quanto  dovuto  dal  mittente  a  fronte  del   costo   del
carburante, sia almeno  pari  a  quella  identificata  come
corrispondente a costi diversi dai costi del carburante nel
provvedimento di cui al comma 2.
8.  Laddove  la  parte  del  corrispettivo  dovuto   al
vettore, diversa da quella  di  cui  al  comma  6,  risulti
indicata in un importo inferiore a quello indicato al comma
7, il vettore puo’ chiedere al mittente il pagamento  della
differenza. Qualora il contratto di trasporto di  merci  su
strada non sia stato stipulato in forma  scritta,  l’azione
del vettore si prescrive decorsi cinque anni dal giorno del
completamento della prestazione di trasporto.
9. Se il committente non provvede al pagamento entro  i
quindici giorni successivi, il vettore puo’ proporre, entro
i successivi quindici giorni, a pena di decadenza,  domanda
d’ingiunzione di  pagamento  mediante  ricorso  al  giudice
competente, ai sensi dell’art. 638 del codice di  procedura
civile, producendo la documentazione relativa alla  propria
iscrizione all’albo degli  autotrasportatori  di  cose  per
conto di  terzi,  la  carta  di  circolazione  del  veicolo
utilizzato per l’esecuzione del trasporto, la fattura per i
corrispettivi inerenti alla prestazione  di  trasporto,  la
documentazione relativa all’avvenuto pagamento dell’importo
indicato e i calcoli con cui viene determinato  l’ulteriore
corrispettivo dovuto al vettore ai sensi dei commi 7  e  8.
Il giudice, verificata la regolarita’ della  documentazione
e  la  correttezza  dei  calcoli  prodotti,   ingiunge   al
committente, con decreto motivato, ai sensi  dell’art.  641
del codice di procedura civile, di pagare l’importo  dovuto
al  vettore  senza  dilazione,  autorizzando   l’esecuzione
provvisoria del decreto ai sensi dell’art. 642  del  codice
di procedura civile e fissando il termine  entro  cui  puo’
essere fatta opposizione, ai sensi  delle  disposizioni  di
cui al libro IV, titolo I, capo I, del medesimo codice.
10.  Fino  a  quando   non   saranno   disponibili   le
determinazioni di cui ai commi 1 e 2,  il  Ministero  delle
infrastrutture e dei  trasporti  elabora,  con  riferimento
alle  diverse  tipologie  di  veicoli  e  alla  percorrenza
chilometrica, gli  indici  sul  costo  del  carburante  per
chilometro e sulle relative quote di incidenza  sulla  base
dei dati in suo possesso e delle  rilevazioni  mensili  del
Ministero dello sviluppo economico  sul  prezzo  medio  del
gasolio  per  autotrazione,  sentite  le  associazioni   di
categoria piu’ rappresentative dei vettori e  quelle  della
committenza.
11. Le disposizioni dei commi da 3 a  10  del  presente
articolo  trovano   applicazione   con   riferimento   alle
variazioni intervenute nel costo del  gasolio  a  decorrere
dal 1° gennaio 2009 o dall’ultimo adeguamento effettuato  a
partire da tale data.
12. Ferma restando l’applicazione delle disposizioni di
cui al decreto legislativo  9  ottobre  2002,  n.  231,  il
termine  di  pagamento  del   corrispettivo   relativo   ai
contratti  di  trasporto  di  merci  su  strada  non  puo’,
comunque, essere superiore a  sessanta  giorni,  decorrenti
dalla  data  di  emissione  della  fattura  da  parte   del
creditore, che deve avvenire entro e non oltre la fine  del
mese in cui si  sono  svolte  le  relative  prestazioni  di
trasporto. E’ esclusa qualsiasi diversa pattuizione tra  le
parti, scritta o verbale, che non  sia  basata  su  accordi
volontari   di   settore,   conclusi   tra   organizzazioni
associative  di  vettori   rappresentati   nella   Consulta
generale per l’autotrasporto e per la logistica, di cui  al
comma 16, e organizzazioni associative dei committenti.
13. In caso di mancato rispetto del termine di  cui  al
comma 12, il creditore ha diritto alla corresponsione degli
interessi  moratori  di  cui  all’articolo  5  del  decreto
legislativo 9 ottobre 2002, n. 231. Ove  il  pagamento  del
corrispettivo avvenga oltre  il  novantesimo  giorno  dalla
data di  emissione  della  fattura,  oltre  agli  interessi
moratori, al committente debitore si applicano le  sanzioni
di cui al comma 14.
13-bis. Le disposizioni di cui ai  commi  12  e  13  si
applicano anche alle prestazioni fatturate dagli  operatori
della filiera, diversi  dai  vettori,  che  partecipano  al
servizio di trasporto di merci su strada.
14. Ferme restando le sanzioni  previste  dall’art.  26
della  legge  6  giugno  1974,   n.   298,   e   successive
modificazioni, e dall’art. 7  del  decreto  legislativo  21
novembre 2005, n. 286,  ove  applicabili,  alla  violazione
delle norme di cui ai  commi  6,  7,  8,  9,  13  e  13-bis
consegue la sanzione dell’esclusione fino a sei mesi  dalla
procedura per l’affidamento  pubblico  della  fornitura  di
beni e servizi, nonche’ la sanzione dell’esclusione per  un
periodo di un  anno  dai  benefici  fiscali,  finanziari  e
previdenziali di ogni tipo previsti dalla legge.
15. Le sanzioni indicate al  comma  14  sono  applicate
dall’autorita’  competente,  individuata  con  decreto  del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di  concerto
con il Ministro  dell’economia  e  delle  finanze,  con  il
Ministro della giustizia e con il Ministro  dello  sviluppo
16. Non si da’ luogo  all’applicazione  delle  sanzioni
introdotte dal comma 14 nel caso in cui  le  parti  abbiano
stipulato un contratto di trasporto conforme a  un  accordo
volontario   concluso,    tra    la    maggioranza    delle
organizzazioni associative dei vettori e degli  utenti  dei
servizi di trasporto rappresentati nella Consulta  generale
per l’autotrasporto e per la logistica, per disciplinare lo
svolgimento dei  servizi  di  trasporto  in  uno  specifico
settore merceologico.
17. Al  fine  di  garantire  il  pieno  rispetto  delle
disposizioni dell’ordinamento  comunitario  in  materia  di
tutela della concorrenza e  di  assicurare  il  corretto  e
uniforme  funzionamento  del  mercato,  l’installazione   e
l’esercizio di un impianto di distribuzione  di  carburanti
non possono essere subordinati alla  chiusura  di  impianti
esistenti  ne’  al  rispetto  di  vincoli,  con   finalita’
commerciali, relativi a contingentamenti numerici, distanze
minime tra impianti e tra impianti ed esercizi o  superfici
minime commerciali o che pongono  restrizioni  od  obblighi
circa la possibilita’ di offrire, nel medesimo  impianto  o
nella stessa area, attivita’ e servizi integrativi.
18. Le disposizioni di cui al  comma  17  costituiscono
principi generali in materia di tutela della concorrenza  e
livelli essenziali delle prestazioni ai sensi dell’art. 117
19. All’art. 1, comma 3,  primo  periodo,  del  decreto
legislativo 11 febbraio 1998, n. 32, le  parole:  “iscritto
al  relativo  albo  professionale”  sono  sostituite  dalle
seguenti: “abilitato ai sensi  delle  specifiche  normative
vigenti nei Paesi dell’Unione europea”.
20. All’art. 7, comma 1,  del  decreto  legislativo  11
febbraio 1998, n. 32, le parole: “e a fronte della chiusura
di almeno settemila impianti nel  periodo  successivo  alla
data di entrata in vigore del presente decreto legislativo”
21. Le regioni e le province autonome di  Trento  e  di
Bolzano, nell’ambito dei propri  poteri  di  programmazione
del territorio,  promuovono  il  miglioramento  della  rete
distributiva dei carburanti e la diffusione dei  carburanti
ecocompatibili, secondo criteri di efficienza,  adeguatezza
e qualita’ del servizio per i cittadini, nel  rispetto  dei
principi di non discriminazione previsti  dal  comma  17  e
della disciplina in materia ambientale,  urbanistica  e  di
22.  Il  Ministro  dello  sviluppo  economico,  sentita
l’Autorita’ per l’energia elettrica  e  il  gas,  determina
entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della  legge
di  conversione  del  presente   decreto   i   criteri   di
vettoriamento del gas per autotrazione attraverso  le  reti
di trasporto e distribuzione del gas naturale.
23. Le somme disponibili  per  il  proseguimento  degli
interventi a favore dell’autotrasporto  sul  fondo  di  cui
all’art. 1, comma 918, della legge  27  dicembre  2006,  n.
296, al netto delle misure previste dal regolamento di  cui
aldecreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 2007,
n. 273, sono  destinate,  in  via  prioritaria  e  per  gli
importi indicati nei commi 24, 25, 26  e  28  del  presente
articolo, a interventi in materia di riduzione dei costi di
esercizio delle imprese  di  autotrasporto  di  merci,  con
particolare riferimento al limite di esenzione contributiva
e    fiscale    delle    indennita’    di    trasferta    e
all’imponibilita’,  ai   fini   del   reddito   da   lavoro
dipendente,  delle   maggiorazioni   corrisposte   per   le
prestazioni di lavoro straordinario,  nonche’  a  incentivi
per  la  formazione  professionale  e   per   processi   di
aggregazione imprenditoriale.
24. Nel limite di spesa di complessivi  30  milioni  di
euro, sono rideterminati:
a) la quota di indennita’  percepita  nell’anno  2008
dai prestatori di  lavoro  addetti  alla  guida  dipendenti
delle imprese autorizzate all’autotrasporto di merci per le
trasferte o  le  missioni  fuori  del  territorio  comunale
effettuate nel medesimo anno, di cui al comma  5  dell’art.
51 del testo unico delle imposte sui  redditi,  di  cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986,
n. 917, e successive  modificazioni,  che  non  concorre  a
formare il reddito di lavoro dipendente, ferme restando  le
ulteriori disposizioni del medesimo comma 5;
b) l’importo della deduzione  forfetaria  relativa  a
trasferte effettuate  fuori  dal  territorio  comunale  nel
periodo d’imposta in corso alla data di entrata  in  vigore
della legge di conversione del presente  decreto,  previsto
dall’art. 95, comma 4, del testo unico  delle  imposte  sui
redditi, di cui al decreto del Presidente della  Repubblica
22 dicembre 1986, n. 917, e  successive  modificazioni,  al
netto delle spese di viaggio e trasporto.
25. Nel limite di spesa  di  30  milioni  di  euro,  e’
fissata la  percentuale  delle  somme  percepite  nel  2008
relative alle prestazioni di lavoro straordinario di cui al
decreto legislativo 8 aprile  2003,  n.  66,  e  successive
modificazioni, effettuate nel medesimo anno dai  prestatori
di lavoro  addetti  alla  guida  dipendenti  delle  imprese
autorizzate all’autotrasporto di merci,  che  non  concorre
alla formazione del reddito imponibile ai  fini  fiscali  e
contributivi.  Ai   fini   dell’applicazione   dell’imposta
sostitutiva di cui all’art. 2 del decreto-legge  27  maggio
2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge  24
luglio 2008, n. 126, le somme di cui al periodo  precedente
rilevano nella loro interezza.
26. Per l’anno 2008, nel limite di spesa di 40  milioni
di  euro,   e’   riconosciuto   un   credito   di   imposta
corrispondente a  quota  parte  dell’importo  pagato  quale
tassa automobilistica per l’anno 2008 per ciascun  veicolo,
di  massa  massima  complessiva   non   inferiore   a   7,5
tonnellate,  posseduto  e  utilizzato   per   la   predetta
attivita’. La misura del credito  di  imposta  deve  essere
determinata in modo  tale  che,  per  i  veicoli  di  massa
massima complessiva superiore a 11,5 tonnellate,  sia  pari
al doppio della misura del credito spettante per i  veicoli
di massa  massima  complessiva  compresa  tra  7,5  e  11,5
tonnellate.  Il  credito  di  imposta  e’  usufruibile   in
compensazione ai sensi dell’art. 17 del decreto legislativo
9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni,  non  e’
rimborsabile, non concorre alla formazione del valore della
produzione netta di cui al decreto legislativo 15  dicembre
1997,   n.   446,   e   successive    modificazioni,    ne’
109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre
1986, n. 917, e successive modificazioni.
27. Tenuto conto del numero degli aventi diritto e  dei
limiti di spesa  indicati  nei  commi  24,  25  e  26,  con
provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle  entrate  e,
limitatamente a quanto previsto dal comma 25,  di  concerto
con il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche
sociali,  sono  stabiliti  la  quota  di   indennita’   non
imponibile, gli  importi  della  deduzione  forfetaria,  la
percentuale  delle  somme  per  lavoro  straordinario   non
imponibile e la misura del credito di imposta, previsti dai
medesimi   commi,   nonche’   le   eventuali   disposizioni
applicative  necessarie  per  assicurare  il  rispetto  dei
limiti di spesa di cui al comma 29.
28. Agli incentivi per le aggregazioni  imprenditoriali
e alla  formazione  professionale  sono  destinate  risorse
rispettivamente pari a 9 milioni di euro e a 7  milioni  di
euro.  Con  regolamenti  governativi,  da  adottare   entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore della  legge
di conversione del presente decreto, sono  disciplinate  le
modalita’ di erogazione delle risorse di  cui  al  presente
29. Agli oneri derivanti dall’attuazione dei commi  24,
25, 26 e 28, pari a complessivi 116 milioni di euro, di cui
106,5 milioni di euro per l’anno 2008 e 9,5 milioni di euro
per l’anno 2009, si fa fronte con  le  risorse  disponibili
sul fondo di cui alcomma 918 dell’art.  1  della  legge  27
30. Le  misure  previste  dal  regolamento  di  cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 29  dicembre  2007,
n.  273,  sono  estese  all’anno  2009,  nell’ambito  degli
interventi  consentiti  in  attuazione  dell’art.   9   del
presente decreto, previa autorizzazione  della  Commissione
31. Il Ministero delle infrastrutture e  dei  trasporti
individua, tra le  misure  del  presente  articolo,  quelle
relativamente alle quali occorre la previa  verifica  della
compatibilita’ con la disciplina comunitaria in materia  di
aiuti di Stato, ai sensi  dell’art.  87  del  Trattato  che
istituisce la Comunita’ europea.».
– Si riportano il testo degli articoli 7  e  7-bis  del
decreto  legislativo  21  novembre  2005,  n.   286,   come
modificati dalla presente legge:
«Art. 7 (Responsabilita’ del vettore,  del  committente
del caricatore  e  del  proprietario  della  merce).  –  1.
Nell’effettuazione dei servizi di  trasporto  di  merci  su
strada, il vettore e’ tenuto al rispetto delle disposizioni
legislative e regolamentari poste a tutela della  sicurezza
della circolazione stradale e della  sicurezza  sociale,  e
risponde della violazione di tali disposizioni.
2. Ferma restando l’applicazione delle disposizioni  di
cui all’art. 26, commi 1 e 3, della legge 6 giugno 1974, n.
298, e successive modificazioni, nei confronti dei soggetti
che esercitano abusivamente l’attivita’  di  autotrasporto,
le sanzioni di cui  all’art.  26,  comma  2,  dellalegge  6
giugno 1974,  n.  298,  si  applicano  al  committente,  al
caricatore ed al proprietario della merce che  affidano  il
servizio di trasporto ad un vettore che non  sia  provvisto
del  necessario  titolo  abilitativo,  ovvero   che   operi
violando  condizioni  e  limiti  nello  stesso  prescritti,
oppure ad un vettore straniero che non sia in  possesso  di
idoneo titolo che lo ammetta ad effettuare  nel  territorio
italiano  la  prestazione  di  trasporto   eseguita.   Alla
violazione consegue la sanzione  amministrativa  accessoria
della confisca delle merci trasportate, ai sensi  dell’art.
20 della legge 24  novembre  1981,  n.  689,  e  successive
modificazioni.  Gli  organi  di  polizia  stradale  di  cui
all’art. 12 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285,
e successive modificazioni, procedono  al  sequestro  della
merce trasportata, ai sensi dell’art.  19  della  legge  24
novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni.
3. In presenza di un contratto di trasporto di merci su
strada stipulato in forma scritta,  laddove  il  conducente
del veicolo con il quale e’ stato effettuato  il  trasporto
abbia violato le norme sulla sicurezza  della  circolazione
stradale, di cui al comma 6, il  vettore,  il  committente,
nonche’  il  caricatore  ed  il  proprietario  delle  merci
oggetto del trasporto che  abbiano  fornito  istruzioni  al
conducente in merito alla  riconsegna  delle  stesse,  sono
obbligati in concorso con lo stesso  conducente,  ai  sensi
dell’art.197 del decreto legislativo  30  aprile  1992,  n.
285, e successive modificazioni, qualora  le  modalita’  di
esecuzione della prestazione, previste nella documentazione
contrattuale, risultino incompatibili con il  rispetto,  da
parte del conducente, delle  norme  sulla  sicurezza  della
circolazione stradale violate, e la  loro  responsabilita’,
nei limiti e con le modalita’ fissati dal presente  decreto
legislativo,   sia   accertata   dagli   organi    preposti
all’espletamento dei servizi di polizia  stradale,  di  cui
all’art.12 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.  285.
Sono nulli e privi di effetti gli atti ed  i  comportamenti
diretti a far gravare sul vettore le conseguenze economiche
delle sanzioni applicate al committente, al  caricatore  ed
al proprietario della merce in conseguenza della violazione
delle norme sulla sicurezza della circolazione.
4. Quando il  contratto  di  trasporto  non  sia  stato
stipulato in forma scritta, anche mediante richiamo  ad  un
accordo di diritto privato concluso ai sensi  dell’art.  5,
gli organi di  polizia  stradale  che  hanno  accertato  la
violazione, da parte del conducente del veicolo con cui  e’
stato effettuato il trasporto, dei limiti di  velocita’  di
cui all’art. 142 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285, e successive modificazioni, o  la  mancata  osservanza
dei tempi di guida e di riposo di cui  all’art.  174  dello
stesso decreto legislativo,  verificano  la  compatibilita’
delle istruzioni scritte  fornite  al  vettore,  in  merito
all’esecuzione della specifica  prestazione  di  trasporto,
con  il  rispetto  della  disposizione  di  cui  e’   stata
contestata la violazione. Le istruzioni devono  trovarsi  a
bordo del veicolo e possono essere contenute  nella  scheda
di trasporto  o  nella  documentazione  equivalente  ovvero
allegate alla documentazione equipollente di  cui  all’art.
7-bis. In mancanza delle istruzioni di cui  sopra  a  bordo
del veicolo, al vettore ed al committente si  applicano  le
sanzioni  amministrative   pecuniarie   previste   per   le
violazioni contestate al  conducente.  Le  stesse  sanzioni
sono altresi’ applicate al vettore e al committente  quando
le  istruzioni  di  trasporto  sono  incompatibili  con  il
rispetto delle predette norme.
5. In relazione alle esigenze di tutela della sicurezza
sociale, quando il contratto di  trasporto  non  sia  stato
il  committente,  o  un  suo  delegato  alla  compilazione,
riporta sulla scheda di trasporto  o  sulla  documentazione
equivalente di cui all’art. 7-bis, comma 1,  il  numero  di
iscrizione   del   vettore   all’Albo    nazionale    degli
autotrasportatori ovvero allega alla documentazione ad essa
equipollente  una  dichiarazione  scritta  di  aver   preso
visione della carta di circolazione del veicolo o di  altra
documentazione da cui risulti il numero di  iscrizione  del
vettore all’Albo nazionale degli autotrasportatori. Qualora
non  siano  riportate  tali  indicazioni  sulla  scheda  di
trasporto  o  sui  documenti  equivalenti  ovvero  non  sia
allegata ai documenti equipollenti la  dichiarazione  sopra
indicata, al committente e’ applicata la sanzione  prevista
dall’art. 7-bis, comma 4.
6. Ai fini dell’accertamento della  responsabilita’  di
cui ai commi da 1 a 5, sono rilevanti le  violazioni  delle
seguenti disposizioni del  decreto  legislativo  30  aprile
1992, n.  285,  e  successive  modificazioni,  inerenti  la
sicurezza della circolazione:
a) art. 61 (sagoma limite);
b) art. 62 (massa limite);
c) art. 142 (limiti di velocita’);
d) art. 164 (sistemazione del carico sui veicoli);
e) art. 167 (trasporto di cose su veicoli a motore  e
sui rimorchi), anche nei casi diversi da quello di  cui  al
comma 9 dello stesso articolo;
f) art. 174 (durata  della  guida  degli  autoveicoli
adibiti al trasporto di persone e cose).
7. Il caricatore e’ in ogni caso  responsabile  laddove
venga accertata la violazione delle  norme  in  materia  di
massa limite ai sensi degli articoli 61 e  62  del  decreto
legislativo  30  aprile  1992,   n.   285,   e   successive
modificazioni,  e  di   quelle   relative   alla   corretta
sistemazione del carico sui veicoli, ai  sensi  dei  citati
articoli 164 e 167 dello stesso decreto legislativo.
7-bis. Quando  dalla  violazione  di  disposizioni  del
decreto legislativo 30 aprile 1992,  n.  285,  derivino  la
morte di persone o lesioni personali gravi o  gravissime  e
la violazione sia stata commessa  alla  guida  di  uno  dei
veicoli per i quali e’ richiesta la  patente  di  guida  di
categoria C o C+E,  e’  disposta  la  verifica,  presso  il
vettore,  il  committente,  nonche’  il  caricatore  e   il
proprietario  della  merce  oggetto  del   trasporto,   del
rispetto delle norme  sulla  sicurezza  della  circolazione
stradale previste dal presente articolo e dall’art.  83-bis
modificazioni,  dalla  legge  6  agosto  2008,  n.  133,  e
successive modificazioni.».
«Art. 7-bis (Istituzione della scheda di trasporto).  –
1. Al fine di  conseguire  maggiori  livelli  di  sicurezza
stradale e favorire le  verifiche  sul  corretto  esercizio
dell’attivita’ di autotrasporto di merci per conto di terzi
in ambito nazionale, e’ istituito un documento, denominato:
“scheda di trasporto”, da compilare a cura del  committente
e conservare a bordo del veicolo adibito a tale  attivita’,
a cura del vettore. La  scheda  di  trasporto  puo’  essere
sostituita dalla copia del contratto in  forma  scritta  di
cui all’art. 6, o da altra documentazione equivalente,  che
contenga le indicazioni di cui al comma 3. Le  disposizioni
del presente articolo non  si  applicano  al  trasporto  di
merci  a  collettame,  cosi’  come  definito  dal   decreto
ministeriale di cui al comma 3.
2. La scheda di  trasporto  costituisce  documentazione
idonea  ai  fini  della  procedura  di  accertamento  della
responsabilita’ di cui all’art. 8.
3. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e  dei
trasporti, di concerto con il Ministro dell’interno  e  con
il Ministro dell’economia e delle finanze, e’ stabilito  il
contenuto della scheda di  trasporto,  nella  quale  devono
figurare le indicazioni relative  al  vettore,  comprensive
del  numero  di   iscrizione   all’Albo   nazionale   degli
autotrasportatori, al  committente,  al  caricatore  ed  al
proprietario della merce, nei  casi  indicati  dal  decreto
stesso, come definiti all’art. 2, comma 1,  nonche’  quelle
relative alla tipologia ed al peso della merce trasportata,
ed ai luoghi di carico e scarico della  stessa.  Lo  stesso
decreto individua le categorie  di  trasporto  di  merci  a
collettame, ai fini dell’esenzione dall’applicazione  delle
disposizioni  di  cui  al  presente  articolo,  nonche’   i
documenti di trasporto previsti  dalle  norme  comunitarie,
dagli accordi o  dalle  convenzioni  internazionali,  o  da
altra norma nazionale in materia di autotrasporto di merci,
da considerare equipollenti alla scheda di trasporto.
4. Il  committente,  ovvero  chiunque  non  compila  la
scheda di trasporto, o la altera,  o  la  compila  in  modo
incompleto o non  veritiero,  e’  punito  con  la  sanzione
amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 600
euro a 1.800 euro.
5. Chiunque, durante l’effettuazione di  un  trasporto,
non porta a  bordo  del  veicolo  la  scheda  di  trasporto
ovvero,  in  alternativa,  copia  del  contratto  in  forma
scritta  o   altra   documentazione   equivalente,   ovvero
equipollente ai  sensi  del  comma  3,  e’  punito  con  la
sanzione amministrativa pecuniaria  del  pagamento  di  una
somma da 40 a 120 euro.  All’atto  dell’accertamento  della
violazione, e’ sempre disposto il fermo amministrativo  del
veicolo, che verra’ restituito al conducente,  proprietario
o  legittimo  detentore,  ovvero  a  persona  delegata  dal
proprietario, solo dopo che sia stata esibita la scheda  di
trasporto, ovvero copia  del  contratto  redatto  in  forma
scritta o altra documentazione  equivalente  ai  sensi  del
comma 1. La scheda di  trasporto,  il  contratto  in  forma
scritta   o   altra   documentazione   equivalente   ovvero
equipollente  deve  essere  esibita  entro  il  termine  di
quindici   giorni   successivi    all’accertamento    della
violazione. In caso di mancata  esibizione,  l’ufficio  dal
quale     dipende     l’organo     accertatore     provvede
all’applicazione della sanzione di  cui  al  comma  4,  con
decorrenza dei termini  per  la  notificazione  dal  giorno
successivo a quello  stabilito  per  la  presentazione  dei
documenti. Si applicano le disposizioni degli articoli  214
e 180, comma 8, del decreto legislativo 30 aprile 1992,  n.
285, e successive modificazioni.
6. Le sanzioni di cui ai commi 4 e 5 si applicano anche
a chiunque circoli  alla  guida  di  veicoli  immatricolati
all’estero nello svolgimento di trasporti internazionali  o
di cabotaggio,  qualora  non  rechi  a  bordo  i  documenti
equipollenti di cui  al  comma  3  ovvero  gli  stessi  non
risultino  compilati  correttamente.  In   tali   casi   si
applicano le disposizioni di cui all’art. 207  del  decreto
modificazioni.».
– Si riporta il testo dell’art. 4 del decreto-legge  25
marzo 2010, n. 40,  convertito,  con  modificazioni,  dalla
legge 22 maggio 2010, n. 73, come modificato  dal  presente
«Art. 4 (Fondo per interventi a sostegno della  domanda
in particolari  settori).  –  1.  E’  istituito  presso  il
Ministero dello sviluppo economico un fondo per il sostegno
della  domanda  finalizzata  ad  obiettivi  di   efficienza
energetica, anche  con  riferimento  al  parco  immobiliare
esistente,  ecocompatibilita’  e  di  miglioramento   della
sicurezza sul lavoro, con una dotazione pari a 300  milioni
di euro per l’anno 2010. Il fondo e’  finanziato,  per  200
milioni di euro, ai sensi  del  comma  9,  nonche’  per  50
milioni di euro  a  valere  sulle  risorse  destinate  alle
finalita’ di cui all’art. 1,  comma  847,  della  legge  27
dicembre  2006,  n.  296,  disponibili  iscritte  in  conto
residui e che a tale fine vengono versate  all’entrata  del
bilancio dello Stato per  essere  riassegnate  al  medesimo
Fondo,  e  per  ulteriori  50  milioni  di  euro   mediante
riduzione dell’autorizzazione di spesa, per l’anno 2010, di
cui all’art. 2, comma 236, della legge 23 dicembre 2009, n.
191. Con decreto di natura non regolamentare  del  Ministro
dello sviluppo economico, da adottare  entro  dieci  giorni
dalla data di entrata in vigore del  presente  decreto,  di
concerto con il Ministro dell’economia e delle  finanze  e,
per  gli  obiettivi   di   efficienza   energetica   e   di
ecocompatibilita’, con il Ministro  dell’ambiente  e  della
tutela  del  territorio  e  del  mare,  sono  stabilite  le
modalita’ di erogazione mediante contributi  delle  risorse
del fondo definendo un tetto di spesa massima per  ciascuna
tipologia di contributi e  prevedendo  la  possibilita’  di
avvalersi della collaborazione di  organismi  esterni  alla
pubblica   amministrazione,    nonche’    ogni    ulteriore
disposizione applicativa.
1-bis. Ai fini dell’erogazione dei contributi di cui al
comma  1  per  l’acquisto  di  gru  a  torre  nel   settore
dell’edilizia, previa rottamazione,  secondo  le  modalita’
stabilite dall’art. 2, comma 1, lettera m), del decreto del
Ministro dello sviluppo economico 26 marzo 2010, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale  n.  79  del  6  aprile  2010,  il
contributo e’  riconosciuto  anche  nel  caso  di  acquisto
tramite  locazione  finanziaria   e   il   certificato   di
rottamazione richiesto e’ prodotto a cura  dell’acquirente,
ovvero  del  conduttore  nei  casi  di   acquisto   tramite
locazione finanziaria.
1-ter. I contributi previsti dal decreto  del  Ministro
dello sviluppo economico 26 marzo  2010,  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale n. 79 del 6 aprile 2010, per  l’acquisto
di motocicli si intendono applicabili anche all’acquisto di
biciclette a pedalata assistita, nell’ambito delle  risorse
disponibili a tale fine.
1-quater.  Qualora  l’acquirente  sia   un’impresa,   i
contributi di cui al comma 1 sono fruibili  nei  limiti  di
cui all’art. 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 3 giugno 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n.  131  del  9  giugno  2009,  e  alla   decisione   della
Commissione europea n. C(2009)4277 del 28 maggio 2009,  con
cui e’ stato approvato il regime  di  aiuti  temporanei  di
importo limitato previsto  dalla  comunicazione  n.  2009/C
83/01 della Commissione, del 7  aprile  2009,  relativa  al
quadro di riferimento temporaneo comunitario per le  misure
di aiuto di Stato a sostegno dell’accesso al  finanziamento
nell’attuale situazione di crisi finanziaria ed  economica,
C 83 del 7 aprile 2009.
1-quinquies.  Presso  il   Ministero   dello   sviluppo
economico e’ istituito un fondo con una dotazione pari a  1
milione di euro  per  ciascuno  degli  anni  2010  e  2011,
finalizzato all’efficientamento del parco dei generatori di
energia  elettrica  prodotta   nei   rifugi   di   montagna
rientranti nelle categorie C, D ed E di cui  al  titolo  IV
della  regola  tecnica  allegata  aldecreto  del   Ministro
dell’interno  9  aprile  1994,  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale n. 116 del 20 maggio 1994, e generata da pannelli
solari, aerogeneratori, piccoli gruppi elettrogeni, piccole
centraline idroelettriche,  impianti  fotovoltaici,  gruppi
elettrogeni funzionanti a gas metano biologico, con potenza
elettrica non superiore a 30 kW. Con decreto di natura  non
regolamentare del Ministro  dello  sviluppo  economico,  da
adottare entro trenta  giorni  dalla  data  di  entrata  in
vigore della legge di conversione del presente decreto,  di
modalita’ di erogazione mediante contributo  delle  risorse
del fondo, definendo un tetto di spesa massima per  ciascun
rifugio di cui al presente comma.
1-sexies. All’onere derivante  dal  comma  1-quinquies,
pari a 1 milione di euro per ciascuno  degli  anni  2010  e
2011,  si  provvede   mediante   corrispondente   riduzione
dell’autorizzazione di spesa di cui al  comma  2  dell’art.
39-ter  del  decreto-legge  1°  ottobre   2007,   n.   159,
convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  29  novembre
2007, n. 222.
1-septies. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’
2. E’ escluso dall’imposizione sul reddito di  impresa,
nel limite complessivo di  settanta  milioni  di  euro,  il
valore  degli  investimenti   in   attivita’   di   ricerca
industriale e di sviluppo precompetitivo  finalizzate  alla
realizzazione di campionari fatti nell’Unione europea dalle
imprese che svolgono le attivita’ di cui alle divisioni 13,
14,  15  o   32.99.20   in   relazione   all’attivita’   di
fabbricazione di bottoni della  tabella  ATECO  di  cui  al
provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle  entrate  in
data 16 novembre 2007, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale
n. 296 del  21  dicembre  2007,  a  decorrere  dal  periodo
d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre  2009
e fino alla chiusura del periodo d’imposta  in  corso  alla
data  del  31  dicembre  2010.  L’agevolazione  di  cui  al
presente comma puo’ essere fruita esclusivamente in sede di
versamento del saldo delle imposte sui redditi  dovute  per
il periodo di imposta di effettuazione degli  investimenti.
Per  il  periodo  di  imposta  successivo   a   quello   di
effettuazione degli  investimenti  l’acconto  dell’IRPEF  e
dell’IRES e’ calcolato assumendo come imposta  del  periodo
precedente quella che si sarebbe applicata in assenza delle
3. L’agevolazione di cui al comma  2  e’  fruibile  nei
limiti di cui all’art. 3 del  decreto  del  Presidente  del
Consiglio dei Ministri  3  giugno  2009,  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale  n.  131  del  9  giugno  2009,  e  alla
decisione della Commissione europea n. C(2009)4277  del  28
maggio 2009, con cui e’ stato approvato il regime di  aiuti
temporanei di importo limitato previsto dalla comunicazione
n. 2009/C 83/01  della  Commissione,  del  7  aprile  2009,
relativa al quadro di  riferimento  temporaneo  comunitario
per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’accesso  al
finanziamento nell’attuale situazione di crisi  finanziaria
ed   economica,   pubblicata   nella   Gazzetta   Ufficiale
dell’Unione europea n. C 83 del 7 aprile 2009.
4. Con provvedimento del Direttore  dell’Agenzia  delle
entrate, da adottare entro 30 giorni dalla data di  entrata
in vigore del presente decreto, sono  stabiliti  criteri  e
modalita’ di attuazione dell’agevolazione di cui  al  comma
2, anche al fine  di  assicurare  il  rispetto  del  limite
complessivo di risorse stanziate.
5. Fermo restando  quanto  previsto  al  comma  1,  con
decreto di natura  non  regolamentare  del  Ministro  dello
sviluppo   economico,   di   concerto   con   il   Ministro
dell’economia  e  delle   finanze   e   con   il   Ministro
limitatamente alle attivita’ di cui all’art. 29 della legge
23 luglio 2009, n.  99,  sono  stabiliti  i  criteri  e  le
modalita’ di  ripartizione  e  destinazione  delle  risorse
disponibili iscritte in conto residui di  cui  all’art.  1,
comma  847,  della  legge  27  dicembre  2006,  n.  296,  e
successive modificazioni,  che  a  tal  fine  sono  versate
all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate
alle pertinenti unita’ previsionali di  base  con  riguardo
alle seguenti finalita’:
a) realizzazione di piattaforme navali multiruolo  da
destinare,  prioritariamente,  ad  operazioni  di  soccorso
costruite con avanzate tecnologie duali;
b) interventi per il  settore  dell’alta  tecnologia,
per le finalita’ ed i soggetti  di  cui  all’art.  1  della
legge  24  dicembre  1985,   n.   808,   anche   attraverso
l’istituzione di un apposito fondo di garanzia da affidare,
mediante apposita convenzione,  all’Agenzia  nazionale  per
l’attrazione degli investimenti e lo  sviluppo  di  impresa
S.p.a., e applicazione delle disposizioni di  cui  all’art.
2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996,  n.
c) interventi di cui  all’art.  45,  comma  3,  della
legge 23 dicembre 1998, n. 448, ed all’art. 52,  comma  18,
della legge 28 dicembre 2001, n. 448, nonche’  per  l’avvio
di attivita’ di cui all’art. 29 della legge 23 luglio 2009,
n. 99. All’art. 2, comma 238, della legge 23 dicembre 2009,
n. 191, l’ultimo periodo e’ soppresso.
5-bis. Per l’anno 2010, al fine di agevolare il rinnovo
della flotta di  navigli  impiegati  per  il  trasporto  di
persone sui laghi, attraverso l’acquisto di battelli solari
a ridotto impatto ambientale, e’ riconosciuto alle  imprese
esercenti attivita’ di trasporto di persone  sui  laghi  un
contributo di 40.000 euro per  ogni  acquisto  di  battelli
solari a ridotto impatto ambientale effettuato entro il  31
dicembre 2010, nel limite massimo di spesa di 700.000  euro
per  l’anno  2010.  Tale  contributo  e’   riconosciuto   a
condizione che, per ogni battello acquistato,  le  predette
imprese   provvedano   contestualmente   alla    cessazione
dell’attivita’  e  alla  demolizione  di  un  battello  con
propulsione a vapore e privo dei requisiti  ambientali  che
sono   definiti   con   apposito   decreto   del   Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, con
il quale sono altresi’ stabiliti  gli  standard  ambientali
che  devono  possedere  i  battelli  solari  per   accedere
all’agevolazione.
5-ter. All’onere derivante dall’applicazione del  comma
5-bis, pari a 700.000 euro per  l’anno  2010,  si  provvede
mediante corrispondente riduzione  dello  stanziamento  del
fondo speciale di parte  corrente  iscritto,  ai  fini  del
bilancio triennale  2010-2012,  nell’ambito  del  programma
“Fondi di riserva e  speciali”  della  missione  “Fondi  da
ripartire”  dello  stato  di   previsione   del   Ministero
dell’economia e delle finanze per l’anno 2010,  allo  scopo
Ministero degli affari esteri.
6.   E’   istituito,   presso   il   Ministero    delle
infrastrutture  e  dei  trasporti,   il   “Fondo   per   le
infrastrutture portuali”, destinato a finanziare  le  opere
infrastrutturali nei porti di rilevanza nazionale. Il Fondo
e’ ripartito, previo parere del Comitato  interministeriale
per la programmazione economica, con decreto  del  Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti, di  concerto  con  il
Ministro  dell’economia  e  delle  finanze.  Al  fondo   e’
trasferito, con il decreto di cui al comma 8, una quota non
superiore al cinquanta per cento  delle  risorse  destinate
all’ammortamento  del  finanziamento  statale  revocato  ai
sensi del comma 7, ancora disponibili, da  utilizzare  come
spesa ripartita in  favore  delle  Autorita’  portuali  che
abbiano speso, alla data del 31 dicembre  2009,  una  quota
superiore  almeno  all’80  per  cento   dei   finanziamenti
ottenuti fino a tale  data.  Inoltre  le  predette  risorse
devono essere destinate a progetti, gia’ approvati, diretti
alla realizzazione di  opere  immediatamente  cantierabili,
finalizzate a rendere  le  strutture  operative  funzionali
allo sviluppo dei traffici.
6-bis. Gli stanziamenti nei limiti della quota relativa
alla concessione del finanziamento per  l’incentivazione  e
il sostegno dell’alta formazione professionale nel  settore
nautico prevista dal fondo di cui all’art. 145,  comma  40,
della  legge  23  dicembre  2000,  n.  388,  e   successive
modificazioni, ivi compresi quelli  iscritti  nel  capitolo
2246 istituito nell’ambito dell’unita’ previsionale di base
4.1.2  dello  stato  di  previsione  del  Ministero   delle
infrastrutture  e  dei  trasporti  impegnati  nel  triennio
2007-2009, sono utilizzati a decorrere dall’anno  2010  per
finanziare  l’incentivazione,  il  sostegno  e  i  recuperi
infrastrutturali  per   l’alta   formazione   professionale
realizzati dagli istituti per le professionalita’  nautiche
le cui richieste siano state  dichiarate  ammissibili,  con
relativa convenzione, dal Ministero delle infrastrutture  e
dei   trasporti   ai   sensi   deldecreto   del    Ministro
dell’economia e delle finanze 17  aprile  2003,  pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 123 del 29 maggio 2003.
7. E’ revocato il finanziamento  statale  previsto  per
l’opera “Sistema di  trasporto  rapido  di  massa  a  guida
vincolata per la citta’ di Parma”,  fatta  salva  la  quota
necessaria agli  adempimenti  di  cui  al  terzo  e  quarto
periodo del presente comma. Gli  effetti  della  revoca  si
estendono,  determinandone  lo  scioglimento,  a  tutti   i
rapporti convenzionali stipulati dal soggetto aggiudicatore
con il contraente generale.  Il  contraente  generale  puo’
richiedere, nell’ambito di una transazione e a  tacitazione
di ogni  diritto  e  pretesa,  al  soggetto  attuatore,  un
indennizzo. L’indennizzo  e’  corrisposto  a  valere  sulla
quota  parte  del  finanziamento  non  ancora  erogata.  Il
contratto  di  mutuo  stipulato  dal   soggetto   attuatore
continua ad avere effetto nei  suoi  confronti  nei  limiti
della  quota  del  finanziamento  erogata,  anche  per   le
finalita’ di cui al terzo e  quarto  periodo  del  presente
comma. Qualora la transazione di cui al presente comma  non
sia stipulata entro trenta giorni dalla data di entrata  in
vigore della legge di conversione del presente decreto,  e’
comunque   accantonato,   ai   fini   innanzitutto    della
transazione e sull’eventuale residuo  per  quelli  previsti
dal comma 8, primo periodo, l’8 per cento della quota parte
del finanziamento statale non ancora erogata. La disciplina
introdotta dagli articoli 4 e 5 del decreto legislativo  20
marzo 2010, n. 53, non si applica per i  collegi  arbitrali
gia’ costituiti alla data di entrata in vigore del predetto
decreto legislativo e il comma 6 dell’art.  15  del  citato
decreto legislativo e’ abrogato.
8. Con  decreto  del  Ministro  dell’economia  e  delle
finanze, di concerto con il Ministro competente,  la  quota
di   finanziamento   statale   residua   all’esito    della
destinazione delle risorse per le finalita’ di cui ai commi
6 e 7 puo’  essere  devoluta  integralmente,  su  richiesta
dell’ente  pubblico   di   riferimento   del   beneficiario
originario, ad altri  investimenti  pubblici.  Qualora,  ai
sensi del presente comma, quota parte del finanziamento sia
devoluta all’ente pubblico territoriale di riferimento  del
beneficiario originario, il predetto  ente  puo’  succedere
parzialmente nel contratto di mutuo. Per la  residua  parte
il mutuo si risolve e le corrispondenti  risorse  destinate
al suo ammortamento sono utilizzate per  le  finalita’  del
comma 6, ivi incluse le  quote  gia’  erogate  al  soggetto
finanziatore  e   non   necessarie   all’ammortamento   del
contratto di mutuo rimasto in essere.
8-bis.I  fondi  statali  trasferiti  o  assegnati  alle
Autorita’  portuali   per   la   realizzazione   di   opere
infrastrutturali, se non utilizzati entro  il  quinto  anno
dall’avvenuto trasferimento o assegnazione, possono  essere
revocati con decreto del Ministro  delle  infrastrutture  e
dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia  e
delle finanze, con  conseguente  obbligo,  a  carico  delle
Autorita’ interessate, di procedere alla  restituzione  dei
fondi ad esse erogati e non utilizzati. Nel caso in cui  la
revoca   riguardi   finanziamenti    realizzati    mediante
operazioni finanziarie di mutuo con oneri di ammortamento a
carico dello Stato, con il suddetto decreto e’ disposta  la
cessione della parte di  finanziamento  ancora  disponibile
presso  il  soggetto  finanziatore   ad   altra   Autorita’
portuale,   fermo   restando   che   il   Ministero   delle
infrastrutture e dei  trasporti  continua  a  corrispondere
alla banca mutuante, fino alla scadenza  quindicennale,  la
quota del contributo dovuta in relazione all’ammontare  del
finanziamento   erogato.   L’eventuale   risoluzione    dei
contratti di mutuo non deve comportare oneri per la finanza
8-ter. Le somme restituite dalle Autorita’ portuali  ai
sensi del comma 8-bis sono  versate  in  apposito  capitolo
dello stato di previsione dell’entrata del  bilancio  dello
Stato per essere  riassegnate,  con  decreti  del  Ministro
dell’economia e delle finanze, su  richiesta  del  Ministro
delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,   ai   pertinenti
capitoli dello stato  di  previsione  del  Ministero  delle
infrastrutture e dei trasporti per la programmazione  e  il
finanziamento di ulteriori interventi infrastrutturali  nei
porti.
8-quater. Le somme riassegnate ai sensi del comma 8-ter
e quelle rivenienti dalle operazioni di surrogazione di cui
al comma 8-bis, secondo  periodo,  sono  ripartite  fra  le
Autorita’ portuali sulla base di un indice di capacita’  di
spesa per gli investimenti infrastrutturali determinato con
decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti,
di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze,
sulla base dei pagamenti da esse effettivamente sostenuti a
tale titolo tra il 1° gennaio 2000 e il 31  dicembre  2009,
nonche’ sulla base della capacita’ di autofinanziamento  di
ciascuna Autorita’ portuale.
8-quinquies.   Con   decreto   del   Ministero    delle
infrastrutture  e  dei  trasporti,  di  concerto   con   il
Ministero dell’economia e delle finanze, sono  dettati,  ai
sensi dell’art. 2 della legge 31 dicembre 2009, n.  196,  i
principi e i  criteri  di  registrazione  delle  operazioni
finanziarie di cui ai commi da 8-bis a 8-quater nei bilanci
delle Autorita’ portuali.
9. A quota parte degli oneri  derivanti  dal  comma  1,
pari a 200 milioni di euro per l’anno 2010, e dal comma  2,
pari a 70 milioni di euro  per  l’anno  2011,  si  provvede
mediante utilizzo  di  una  quota  delle  maggiori  entrate
derivanti dall’attuazione degli  articoli  1,  2  e  3.  In
attuazione dell’art. 17, comma 13, della legge 31  dicembre
2009,  n.  196,  a  compensazione  del   minor   versamento
sull’apposita contabilita’ speciale n. 5343, di complessivi
307 milioni di euro, dei residui iscritti  nello  stato  di
previsione del  Ministero  dello  sviluppo  economico,  sul
capitolo 7342, ai sensi dell’art. 8, comma 1,  lettera  a),
del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5,  convertito,  con
modificazioni, dalla  legge  9  aprile  2009,  n.  33,  una
ulteriore quota delle  predette  maggiori  entrate  pari  a
111,1 milioni di euro per l’anno 2011 e 100 milioni di euro
per l’anno 2014, rimane acquisita all’entrata del  bilancio
dello Stato ed una quota pari a 95,9 milioni  di  euro  per
l’anno 2012 viene versata sulla  contabilita’  speciale  n.
5343  per  le  finalita’  di  cui  all’ultimo  periodo  del
medesimo art. 8, comma 1, lettera  a).  La  restante  parte
delle maggiori entrate derivanti dal presente provvedimento
concorre   alla   realizzazione    degli    obiettivi    di
indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni  e  dei
saldi di finanza pubblica.».
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 6 luglio 2010, n. 103 – Testo del decreto-legge 6 luglio 2010, n. 103 (in Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 156 del 7 luglio 2010), coordinato con la legge di conversione 4 agosto 2010, n. 127 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale, alla pag. 7), recante: «Disposizioni urgenti per assicurare la regolarita’ del servizio pubblico di trasporto marittimo (( ed il sostegno della produttivita’ nel settore dei trasporti» )). (10A10007) – (GU n. 186 del 11-8-2010 redazione redazione 2015-05-19T05:10:43+00:00

References: art. 61
 art. 62
 art. 142
 art. 164
 art. 167
 art. 174
 art. 8