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Timestamp: 2019-06-27 04:54:09+00:00

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Seduta n. 693 di giovedì 27 settembre 2012
GREGORIO FONTANA, Segretario, legge il processo verbale della seduta del 25 settembre 2012.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Albonetti, Brugger, Cicchitto, D'Alema, Dal Lago, Della Vedova, Donadi, Dozzo, Franceschini, Guzzanti, Leo, Lucà, Lusetti, Melchiorre, Milanato, Misiti, Moffa, Mura, Mussolini, Nucara, Pisacane, Pisicchio, Paolo Russo, Valducci e Vitali sono in missione a decorrere dalla seduta odierna.
Ricordo che, se vi sono altri colleghi che intendono intervenire sull'ordine dei lavori, possono farlo in questo frangente, così si evita la sospensione della seduta, con l'intesa che se, per consentire l'ulteriore decorso del termine di preavviso, dovessi interrompere la seduta, il prosieguo degli interventi sull'ordine dei lavori si svolgerebbe al termine della stessa.
Prego, onorevole Renato Farina.
RENATO FARINA. Signor Presidente, intervengo per un obbligo di coscienza e per ragioni di giustizia.
Ieri il direttore Alessandro Sallusti è stato condannato in via definitiva, senza condizionale, alla pena di quattordici mesi di reclusione per diffamazione aggravata e omesso controllo.
Ebbene, se Sallusti conferma la sua intenzione di rendere esecutiva la sentenza e di non chiedere misure alternative, accadrà un duplice abominio. Il primo è che sarebbe sancito con il carcere un puro incidente senza dolo tipico della professione giornalistica, un delitto d'opinione. Il secondo è che finirebbe in prigione per un errore giudiziario conclamato. Infatti, so bene che non ha scritto lui il testo che gli è stato attribuito, Pag. 2a firma Dreyfus. Quel testo l'ho scritto io e me ne assumo la piena responsabilità morale e giuridica.
Chiedo umilmente scusa alla persona offesa, il magistrato dottor Cocilovo, perché le notizie riferite, su cui si basa quel commento, sono sbagliate. Il dottor Cocilovo non aveva obbligato alcuna ragazza ad abortire - come ha riferito l'articolo di cronaca su cui ho impostato la mia opinione - l'ha autorizzata, fatto che per me resta gravissimo, ma di certo non è la stessa cosa. Chiedo quindi scusa.
Sulla base di questa mia testimonianza, chiedo umilmente per Sallusti la grazia del Capo dello Stato che, in quanto grazia, è come la pioggia che beneficia anche chi non la chiede e, dunque, può bagnare anche la testa caparbia di Sallusti, oppure chiedo si dia spazio alla revisione del processo.
Perché non ho detto nulla prima d'ora? Lascio perdere la difesa dei miei sentimenti intimi, dico solo che ho sempre avuto la «sindrome della ballerina di prima fila», stare sulla ribalta, meglio se da eroe coraggioso, figuriamoci se non avrei amato esibirmi. Dunque, perché non ho detto nulla prima? Ripercorro gli eventi. Prima di dieci giorni fa, prima cioè dell'articolo di Vittorio Feltri sul quotidiano il Giornale che annunciava la valanga incombente, io non sapevo nulla di nulla, ignoravo non solo la condanna, ma anche che quell'articolo fosse stato querelato da qualcuno, tanto meno da un magistrato. Ho domandato, allora, se la mia testimonianza, con cui mi fossi attribuito l'articolo, avrebbe potuto essere utile a qualcuno o a qualcosa. Mi è stato detto di «no»; la Cassazione non valuta il merito, già stabilito, ma la forma, giudica, la congruità del diritto.
Per me, però, una questione decisiva è stata piuttosto un'altra. L'ordine dei giornalisti nel gennaio 2006 svolse un'indagine per scoprire chi si celasse dietro la firma Dreyfus. Sospettava fossi io. Se avesse accertato questa identità, mi avrebbe impedito di esprimere la mia opinione e avrebbe sanzionato il direttore che me lo consentiva. Sallusti sostenne che Dreyfus era un nome collettivo, come Elefantino per il quotidiano Il Foglio. Egli fece questo per amore della mia libertà e della mia persona, tutto per consentirmi libertà di opinione, di pensiero e di scrittura in cui vedeva coincidere la mia passione per la vita.
Si espose sempre per questo in tutti questi anni. Così si espose in seguito, dandomi ospitalità su Libero, da lui diretto, stavolta con il mio nome e cognome ed essendo per questo punito dall'ordine dei giornalisti di Milano con due mesi di sospensione.
Con questi precedenti ero certo, smentendo Sallusti, di causargli ulteriori guai presso l'ordine dei giornalisti della Lombardia per le affermazioni fatte nel 2006 da Dreyfus (e ci sono precedenti palesi di questo atteggiamento). Ho così confidato fino all'ultimo nella remissione della querela da parte del magistrato, fino all'ultimo istante. Non è accaduto. Sallusti intende affermare, costi quello che costi, un principio. Ora spero che quanto detto possa contribuire ad impedire un obbrobrio, consentendogli però di affermare questo principio.
PRESIDENTE. La prego di concludere, onorevole Renato Farina.
RENATO FARINA. Una sentenza emessa in nome del popolo italiano non può basarsi su un falso storico e, quando accade, questa sentenza va corretta. Sallusti non ha scritto quell'articolo. Se qualcuno deve pagare per questo, sono io (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).
ENZO RAISI. Chiedo di parlare.
ENZO RAISI. Signor Presidente, in primo luogo voglio ringraziare il collega Renato Farina per quello che ha detto, anche coraggiosamente, però voglio anche dire due cose fuori dal coro, perché ieri ho Pag. 3assistito a tanti interventi che andavano un po' a senso unico e ho sentito anche i telegiornali che dicevano che il Parlamento, concorde, ha espresso opinioni su questo caso.
Non è che io trovi strano che, in un Paese come l'Italia, ci siano ancora i reati di opinione. Possiamo discutere se un articolo infamante costituisca un reato di opinione o meno, ma avvieremmo un lungo dibattito che certamente non rientrerebbe nei pochi minuti che ho a disposizione.
Faccio presente, però, che in Italia ogni anno centinaia e centinaia di persone vengono condannate per diffamazione: dall'ultras che allo stadio espone uno striscione diffamante, a politici che, nell'esercizio delle proprie funzioni, purtroppo, incappano in questo reato. Non mi risulta che qualcuno se ne sia mai accorto o abbia fatto campagna in questo senso. Io non ho mai visto una campagna così forte se non per il direttore di un giornale, che peraltro si è caratterizzato negli ultimi anni per un giornalismo in cui il fango fa parte dell'attività e della capacità produttiva. Non ho mai visto tante persone, tanta gente e l'ordine dei giornalisti che si sono mossi, per così dire, all'unisono nei confronti di un reato che - ripeto - posso concordare essere un reato antico, come diceva ieri Feltri a Porta a Porta, ma che quando tocca un cittadino qualsiasi o anche un politico, nessuno trova nulla di male; quando tocca un giornalista e addirittura il direttore di un giornale importante, come ha toccato Sallusti, tutto il mondo del giornalismo ed anche in parte della politica in qualche modo si accorge che esiste questo reato.
Credo che questo sia un atteggiamento negativo e che non fa onore alla classe politica e ai giornalisti stessi, perché o questi reati non valgono per nessuno, oppure quando si verificano devono essere applicati sia al politico di turno, sia al tifoso di turno, sia al giornalista di turno (Applausi del deputato Galli).
La seduta, sospesa alle 9,45, è ripresa alle 10,10.
Seguito della discussione della proposta di legge: S. 71-355-399-1119-1283 - D'iniziativa dei senatori Legnini ed altri; Pastore ed altri; Mugnai; Carrara ed altri; Valentino: Modifiche alla disciplina del condominio negli edifici (Approvata, in un testo unificato, dal Senato) (A.C. 4041-A); e delle abbinate proposte di legge: Vitali; Galati; Torrisi e Sisto; Duilio ed altri; Maggioni ed altri; Giammanco ed altri (A.C. 541-2514-2608-3682-4139-4168).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione della proposta di legge, già approvata, in un testo unificato, dal Senato, d'iniziativa dei senatori Legnini ed altri; Pastore ed altri; Mugnai; Carrara ed altri; Valentino: Modifiche alla disciplina del condominio negli edifici; e delle abbinate proposte di legge d'iniziativa dei deputati Vitali; Galati; Torrisi e Sisto; Duilio ed altri; Maggioni ed altri; Giammanco ed altri.
Ricordo che nella seduta di ieri sono stati approvati gli articoli 1, 3 e 4 e sono stati accantonati l'emendamento 2.500 della Commissione, gli emendamenti Duilio 2.303, 2.304, 2.305, 2.306 e 2.7, l'emendamento Scilipoti 2.307 e la votazione dell'articolo 2.
Avverto che la Commissione ha presentato una nuova formulazione dell'emendamento 2.500, che è in distribuzione (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A), in relazione al quale risulta alla Presidenza che tutti i gruppi abbiano rinunziato alla fissazione del termine per la presentazione di subemendamenti.
Avverto altresì che la Commissione ha presentato il subemendamento 0.26.501.1, che è in distribuzione.
Avverto infine che, prima dell'inizio della seduta, l'emendamento Ferranti 16.300 è stato ritirato dalla presentatrice. Pag. 4
Chiedo al relatore se intenda riprendere l'esame a partire dagli emendamenti riferiti all'articolo 2, accantonati nella seduta di ieri, ovvero dall'articolo 5.
SALVATORE TORRISI, Relatore. Signor Presidente, credo sia opportuno riprendere l'esame dagli articoli accantonati e, in particolare, dall'articolo 2.
(Ripresa esame dell'articolo 2 - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Riprendiamo dunque l'esame dell'articolo 2 e delle proposte emendative ad esso riferite (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A), accantonati nella seduta di ieri.
SALVATORE TORRISI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione raccomanda l'approvazione del suo emendamento 2.500 (Nuova formulazione).
SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.500 (Nuova formulazione) della Commissione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.500 (Nuova formulazione), accettato dal Governo.
Onorevoli Giammanco, Mondello, Traversa, Bongiorno, D'Anna, Di Biagio, Barbato, Porfidia, Ciccanti, Cuomo, Picierno, Nannicini, Morassut, Pescante e Barbaro...
(Presenti e votanti 375
Hanno votato sì 375).
Prendo atto che i deputati Gnecchi, Sposetti e D'Antoni hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto favorevole.
Avverto che a seguito dell'approvazione dell'emendamento 2.500 sono preclusi gli emendamenti Duilio 2.303 e 2.304.
Passiamo all'emendamento Duilio 2.305. Prendo atto che l'onorevole Duilio non lo ritira.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cilluffo. Ne ha facoltà.
FRANCESCA CILLUFFO. Signor Presidente, annuncio il voto contrario del gruppo PD. Sintetizzo nuovamente le ragioni, ma le ho già esplicitate ieri. All'interesse, perorato da una parte della Commissione, alla tutela assoluta del diritto di proprietà privata anche sulle parti comuni e, quindi, la non possibilità di alienare o concedere diritti personali o reali di godimento sulle parti comuni con la sola maggioranza, si contrappone l'interesse (manifestato anche dall'onorevole Duilio e dalla sottoscritta - a dire il vero - perché il dibattito è partito anche da un mio emendamento che aveva il medesimo contenuto) di consentire atti dispositivi sulle parti comuni con una maggioranza, seppure molto qualificata, dei quattro quinti.
La caratteristica e la sostanza degli organismi assembleari democratici è quella della mediazione, quindi siamo giunti ad un punto di mediazione che ritengo soddisfacente e innovativo rispetto alla normativa codicistica esistente, che è quello di consentire con la maggioranza dei quattro quinti la sola modificazione della destinazione d'uso delle parti comuni dell'edificio.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Duilio. Ne ha facoltà.
LINO DUILIO. Signor Presidente, intervengo brevemente per dire che la ratio di questo emendamento è sostanzialmente analoga a ciò che ha recepito la Commissione con l'emendamento 2.500.
Qui si tratta di alienare, ma che cosa? Se c'è una parte di comune di un condominio di cui sia cessata l'utilità, della quale da almeno tre anni si constati il non utilizzo e se c'è l'80 per cento almeno dei condomini che la vuole alienare affinché il ricavato sia reso utile per la causa più complessiva del condominio, lo si può fare.
Siamo di nuovo alla questione se tutto si deve decidere all'unanimità o meno. Ripeto: è cessata l'utilità, non la si utilizza da almeno tre anni, ci vuole almeno l'80 per cento dell'assemblea: un po' di democrazia - io credo -, piuttosto che ideologia sul concetto di unanimità, che non fa cambiare niente.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Follegot. Ne ha facoltà.
FULVIO FOLLEGOT. Signor Presidente, con questo emendamento l'onorevole Duilio permetterebbe la vendita delle parti comuni al di là del fatto che un condomino sia d'accordo oppure no.
Noi riteniamo che la proprietà privata, anche se quota di parte condominiale, debba essere ceduta solamente con il consenso di tutti i condomini, quindi di tutti i proprietari delle unità immobiliari, altrimenti si stravolgerebbe non solo il principio fondamentale della proprietà privata, ma anche la nostra cultura che in questi anni si è sviluppata in questa direzione, altrimenti avremmo accettato il principio di attribuire la personalità giuridica del condominio, cosa che non è stata assolutamente accettata.
FEDERICO PALOMBA. Signor Presidente, comprendiamo le ragioni che hanno spinto il collega Duilio a presentare un emendamento di questo genere, ma crediamo che ci siano dei gravi rischi di incostituzionalità, perché la funzione pubblica della proprietà privata è limitata soltanto a motivazioni di interesse generale. È difficile pensare che l'interesse generale possa specificarsi in una proprietà condominiale, anche perché l'interesse generale è inteso come interesse pubblico attuato attraverso l'espropriazione per pubblica utilità.
Quindi riteniamo che non sia comprimibile il diritto di proprietà dei singoli condomini in quota sulle parti comuni dell'edificio.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Duilio 2.305, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Onorevoli Marini, Mazzuca, Castagnetti, Pisicchio, Mistrello Destro...
Hanno votato sì 35
Hanno votato no 363).
Prendo atto che il deputato D'Antoni ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario.
Passiamo all'emendamento Duilio 2.306.
Prendo atto che il presentatore dell'emendamento Duilio 2.306 non accede all'invito al ritiro formulato dal relatore. Pag. 6
FRANCESCA CILLUFFO. Signor Presidente, non mi ripeto in quanto le motivazioni sono sempre le precedenti e annunciamo il voto negativo del gruppo PD.
LINO DUILIO. Signor Presidente, questo emendamento è ancora più sintomatico nel senso che in esso si dice che nel condominio è possibile acquistare delle parti comuni, cioè si parla della possibilità di una parte comune da acquisire al condominio. Quindi, non si vende niente, ma si arricchisce la proprietà perché quella parte comune che si è individuata può essere utile alla vita condominiale. Se lo decidono i quattro quinti si può acquistare una parte comune in più. Ancora una volta si dice di no, si dice che si deve decidere all'unanimità secondo il noto principio per cui se non si è tutti d'accordo non si può fare niente, nemmeno acquistare un'ulteriore parte comune che, magari, può risolvere la vita di relazione in modo positivo. Mi pare che ci sia un approccio molto ideologico. Quindi, non è un lenire la proprietà in questo caso ma, in negativo, non consentire nemmeno di ampliarla sull'altare del principio ideologico dell'unanimità. Chiedo ai colleghi di valutare attentamente e di votare a favore.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole D'Ippolito Vitale. Ne ha facoltà.
IDA D'IPPOLITO VITALE. Signor Presidente, intervengo per sottolineare il voto contrario dell'Unione di Centro a questo emendamento che, peraltro, sottolinea una ratio generale che noi abbiamo negato a priori, vale a dire il riconoscimento di una capacità giuridica al condominio che come tale lo rende soggetto autonomo di diritto e, quindi, abilitato ad operazioni di alienazione come di acquisto. È un punto fermo, di partenza, rispetto al quale è ben chiara la ragione del voto contrario.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Duilio 2.306, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Onorevoli Duilio, Marini, Mondello, Bonciani, Nola...
Hanno votato no 374).
Prendo atto che i deputati Miotto e Zinzi hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto contrario.
Passiamo all'emendamento Duilio 2.7.
Prendo atto che il presentatore dell'emendamento Duilio 2.7 non accede all'invito al ritiro formulato dal relatore.
FRANCESCA CILLUFFO. Signor Presidente, ribadisco quanto detto dall'onorevole che mi ha preceduto: abbiamo negato fin dall'inizio che il condominio potesse avere una capacità giuridica, una soggettività giuridica, seppur limitata. Accogliere questo emendamento vorrebbe dire negare il presupposto dal quale sono partiti i lavori della Commissione. Quindi, il nostro voto sarà negativo.
LINO DUILIO. Signor Presidente, mi permetto di osservare, anche se non sono un giurista, che non vedo il nesso tra le due cose. Nel caso precedente, come in quello ancora precedente, e in questo caso, si acquisirebbe qualcosa in più rispetto alla proprietà comune del condominio, pro quota evidentemente per i singoli condomini. Quindi, la capacità giuridica non c'entra assolutamente nulla.
Qui si dice in più che l'erogazione di specifici servizi ai condomini, si può fare a condizione che vi sia una maggioranza, che non sia l'unanimità, e con costi che sono a carico di coloro che lo decidono, tra l'altro. Vogliamo migliorare la qualità della vita di relazione in un condominio, ci sono servizi specifici che possono essere erogati, tra l'altro, con spese a carico di coloro che sono interessati: ebbene, decidiamolo non all'unanimità, ma con una maggioranza qualificata. Di nuovo, io invoco un po' di riferimento alla realtà e al buonsenso.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Ferranti. Ne ha facoltà.
DONATELLA FERRANTI. Signor Presidente, intervengo anche per specificare meglio perché, francamente, qui si sta parlando di qualcos'altro, che non è il condominio. Anche in questo emendamento, in realtà - tra l'altro, questo provvedimento è stato ampiamente discusso ed approfondito in Commissione -, si rivela proprio quale sia la finalità. Infatti, si dice che il condominio può organizzare la prestazione di servizi ulteriori non strettamente connessi all'amministrazione delle cose comuni.
Quindi, come ha detto poco fa anche la collega Cilluffo, è ovvio che con questo emendamento si sta parlando di altro, non di quello che è l'amministrazione delle cose comuni, non di quello che è il condominio, ma di un soggetto terzo, che nella configurazione che è a monte, dovrebbe essere il proprietario delle cose comuni, che quindi, organizza, come ente dotato di personalità o soggettività, anche servizi estranei. Quindi, parliamo di qualcosa che non riguarda il condominio.
FULVIO FOLLEGOT. Signor Presidente, in questo caso, l'emendamento dell'onorevole Duilio riguarda servizi che non sono legati all'amministrazione del condominio. Questi stessi servizi, se c'è l'accordo è tra alcuni condomini, possono essere dati, ovviamente, senza che sia coinvolto il condominio, sempre che non si vadano a ledere i diritti degli altri condomini. Pertanto, anche questo emendamento non serve assolutamente a niente.
FEDERICO PALOMBA. Signor Presidente, la finalità che si propone il collega Duilio è nobile - quella, cioè, di offrire ad alcuni condomini dei servizi -, ma non è compito del condominio, il quale deve gestire le parti comuni. La gestione in comune di servizi innovativi è frutto dell'autonomia contrattuale: alcuni condomini possono mettersi insieme, per esempio, per organizzare un servizio di asilo nido o un servizio di intrattenimento dei bambini, ma questo attiene alla disponibilità, alla possibilità e alla volontà di singole persone, non tanto come condomini, di gestire insieme dei servizi. Quindi, siamo contrari a questo emendamento.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Duilio 2.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Onorevole Marini... onorevole Moles... onorevole Pezzotta... onorevole Goisis... onorevole Mondello...
Hanno votato no 378).
Prendo atto che il deputato Moles ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario.
Passiamo all'emendamento Scilipoti 2.307.
Prendo atto che i presentatori dell'emendamento Scilipoti 2.307 non accedono all'invito al ritiro formulato dal relatore.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Scilipoti 2.307, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Onorevoli Sardelli, Duilio, Baretta, Marini, Calderisi, Mistrello Destro, Cosenza e Calgaro.
Hanno votato sì 2
Onorevoli Moles, Pili, Pizzolante, Traversa, Beltrandi e Mistrello Destro.
Prendo atto che il deputato Pini ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole.
(Esame dell'articolo 5 - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 5 e dell'unica proposta emendativa ad esso presentata (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A).
SALVATORE TORRISI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione invita al ritiro, altrimenti il parere è contrario, dell'emendamento Cilluffo 5.300.
PRESIDENTE. Passiamo, quindi, all'emendamento Cilluffo 5.300.
FRANCESCA CILLUFFO. Sì, signor Presidente, ritiro l'emendamento.
Onorevoli Cassinelli, Pili, Garagnani, Carfagna, Moles, Giorgio Conte, Traversa, Cesario e Sardelli.
(Esame dell'articolo 6 - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 6 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A).
SALVATORE TORRISI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere favorevole sugli identici emendamenti Carlucci 6.300, Contento 6.301, Adinolfi 6.302 e Lussana 6.304, mentre formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull'emendamento D'Ippolito Vitale 6.3.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Carlucci 6.300, Contento 6.301, Adinolfi 6.302 e Lussana 6.304, accettati dalla Commissione e dal Governo.
Onorevoli Giorgio Conte, Carfagna, Marini, Simeoni, Moroni e Baretta.
Prendo atto che il deputato Ruben ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole.
Passiamo alla votazione dell'emendamento D'Ippolito Vitale 6.3.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro dell'emendamento D'Ippolito Vitale 6.3 formulato dal relatore.
IDA D'IPPOLITO VITALE. Signor Presidente, non accolgo l'invito al ritiro del relatore per le ragioni che rappresento. Si tratta di un emendamento, a nostro giudizio, particolarmente rilevante e diretto ad introdurre un archivio relativo alle modifiche intervenute nel corso del tempo negli edifici.
È un emendamento volto a creare condizioni di maggiore sicurezza degli edifici; pensiamo ai singoli interventi negli appartamenti, non sempre sottoposti a dei rigorosi controlli, che possono, in qualche modo, influenzare le condizioni generali di sicurezza degli edifici. Pensiamo, in particolare alle aree ad alto rischio sismico, ultimo drammatico esempio quello dell'Aquila dove spesso abbiamo visto crollare edifici e magari rimanere in piedi le pareti cerchiate. Quindi, questa è una sottolineatura doverosa e una richiesta di maggiore attenzione all'Aula.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cilluffo. Ne ha facoltà.
FRANCESCA CILLUFFO. Signor Presidente, intervengo per annunciare il voto contrario del gruppo del Partito Democratico. Abbiamo discusso molto, in Commissione, su questo emendamento e due sono le ragioni del nostro rifiuto. Se l'opera effettuata nell'unità immobiliare è un'opera che necessita di autorizzazione comunale, la previsione della perizia di un tecnico abilitato è già prevista per legge e quindi, è inutile aggiungere un'ulteriore incombenza al condomino con spese che sono anche ingiustificate, perché la perizia va pagata, ha un costo. Se invece fossero opere non soggette ad autorizzazioni comunali, qui rientreremmo nella normale tutela che hanno i titolari della proprietà privata e quindi, se sono state fatte opere che recano danno o pregiudizio o alle parti comuni o alle parti esclusive degli altri condomini, si procederà per le vie ordinarie che sono già previste dall'ordinamento.
FULVIO FOLLEGOT. Signor Presidente, questo emendamento non introduce assolutamente il fascicolo del fabbricato, è solo un inutile doppione che va a complicare la normativa urbanistica esistente. Ci sono degli obblighi di legge che vanno salvati ma non vedo perché dobbiamo introdurne altri.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento D'Ippolito Vitale 6.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Onorevoli Marini, Rampi, Mistrello Destro, Savino...
Onorevoli Moles, Mazzuca, Pili, Carfagna, Giorgio Conte, Fitto, Mistrello Destro, Mondello, Adornato...
(Esame dell'articolo 7 - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 7 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A).
SALVATORE TORRISI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull'emendamento Follegot 7.300 e esprime parere favorevole sull'emendamento D'Ippolito Vitale 7.3 a condizione che sia accolta la seguente riformulazione: inserendo dopo le parole «Non sono soggetti ad autorizzazioni gli impianti» le parole «destinati alle singole unità abitative».
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento Follegot 7.300.
Chiedo al presentatore se acceda all'invito al ritiro dell'emendamento Follegot 7.300 formulato dal relatore.
FULVIO FOLLEGOT. Signor Presidente, intendo mantenere questo emendamento, perché va a tutelare la proprietà privata e si prevede che vi si possa accedere solo dopo aver accertato che non vi siano alternative praticabili. Credo che questo emendamento sia molto chiaro e che vada nella direzione che è stata portata avanti anche dalla Commissione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Follegot 7.300, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Onorevoli Mazzuca, Simeoni, Marini, Mantini, Galletti, Gnecchi, Baretta, Bellotti.
Prendo atto che i deputati Crosio e Dell'Elce hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere il voto.
Passiamo all'emendamento D'Ippolito Vitale 7.3. Prendo atto che i presentatori dell'emendamento D'Ippolito Vitale 7.3 accettano la riformulazione formulata dal relatore.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento D'Ippolito Vitale 7.3, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Onorevoli Agostini, Paglia.
Onorevoli Lorenzin, Pelino, Cesaro, Marini, Vico, Duilio.
Hanno votato sì 379
Prendo atto che il deputato Di Biagio ha segnalato che non è riuscito a votare.
(Esame dell'articolo 8 - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 8 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A).
SALVATORE TORRISI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sugli emendamenti Iannaccone 8.302, Iannaccone 8.303, Iannaccone 8.300 e Iannaccone 8.301.
SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il Governo esprime parere contrario su tutti gli emendamenti.
PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro dell'emendamento Iannaccone 8.302 formulato dal relatore.
AMERICO PORFIDIA. Signor Presidente, su questo emendamento chiederei un maggiore approfondimento, anche al Comitato dei nove, perché la risposta che mi è stata data è un po' confusa. Cioè, questo emendamento prevede che in un condominio dove vi sono sette, otto o più scale si dia la possibilità, ai condomini di ciascuna scala, di poter non solo pagare le spese - perché questo è già previsto nell'articolo 123, ultimo comma, cioè solo il pagamento -, ma anche di deliberare per se stessi quei lavori che possono essere anche urgenti.
Per questo spesso gli altri condomini delle altre scale per non avere fastidi, per non avere problemi, non danno la possibilità anche di fare dei lavori che sono urgenti. Voglio enfatizzare questa cosa, cioè che l'articolo 123 che mi è stato riferito parla soltanto di spese, ma non della possibilità di votare per quei condomini e quelle scale e fare quei lavori che spesso sono anche urgenti. Allora vorrei chiedere, se possibile, di rivedere questa posizione.
SALVATORE TORRISI, Relatore. Signor Presidente, chiederei l'accantonamento dell'articolo 8. Andiamo avanti. Nel frattempo il Comitato dei nove tenterà di trovare una soluzione.
PRESIDENTE. Se non vi sono obiezioni, accantoniamo l'intero articolo 8 e gli emendamenti ad esso riferiti.
(Esame dell'articolo 9 - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 9 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A).
SALVATORE TORRISI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Follegot 9.319 e formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull'emendamento Follegot 9.320.
La Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario sugli identici emendamenti Carlucci 9.300, Adinolfi 9.301, Paolini 9.318. La Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sui successivi emendamenti D'Ippolito Vitale 9.4 e D'Ippolito Vitale 9.306.
La Commissione raccomanda l'approvazione del suo emendamento 9.500, mentre formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sugli identici emendamenti Contento 9.302 e Raisi 9.303. Il parere è favorevole sull'emendamento Contento 9.304. La Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull'emendamento Duilio 9.325. Pag. 13
La Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sugli identici emendamenti Ciccanti 9.305 e Follegot 9.321. La Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull'emendamento D'Ippolito Vitale 9.307 e altresì formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sugli identici emendamenti Carlucci 9.308, Tommaso Foti 9.309 e Adinolfi 9.310.
La Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull'emendamento D'Ippolito Vitale 9.311. La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Follegot 9.323 a condizione che sia accolta la seguente riformulazione: sopprimere tutta la parte finale di questo emendamento, a cominciare da «con cadenza che non può essere inferiore ad un semestre» sino alla fine.
La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Cilluffo 9.142 a condizione che sia accolta una riformulazione che, anche in questo caso, riguarda la parte finale dell'emendamento, a partire da «L'amministrazione risponde dei danni a lui imputabili per il ritardo».
La Commissione esprime parere favorevole sugli identici emendamenti Carlucci 9.312, Tommaso Foti 9.313, Adinolfi 9.314 e Paolini 9.322. La Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull'emendamento Follegot 9.324. La Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull'emendamento Duilio 9.326, mentre il parere è favorevole sull'emendamento Tommaso Foti 9.315.
La Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sugli identici emendamenti Carlucci 9.316 e Adinolfi 9.317. La Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull'emendamento Duilio 9.327.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Follegot 9.319.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Follegot 9.319, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Onorevoli Vassallo, D'Antoni...
A seguito dell'approvazione dell'emendamento Follegot 9.319 il successivo emendamento Follegot 9.320 risulta precluso.
Passiamo agli identici emendamenti Carlucci 9.300, Adinolfi 9.301 e Paolini 9.318.
Prendo atto che i presentatori degli identici emendamenti Carlucci 9.300, Adinolfi 9.301 e Paolini 9.318 non accedono all'invito al ritiro formulato dal relatore.
IDA D'IPPOLITO VITALE. Chiedo di parlare.
IDA D'IPPOLITO VITALE. Signor Presidente, intervengo per accogliere la proposta del relatore di ritiro di tutti gli emendamenti, a mia firma naturalmente, ad eccezione degli emendamenti D'Ippolito Vitale 9.4, D'Ippolito Vitale 9.307 e D'Ippolito Vitale 9.311. Si tratta di una serie di emendamenti che hanno la stessa filosofia, puntano cioè sostanzialmente a consentire Pag. 14un minimo di libertà decisionale all'assemblea in deroga alla normativa generale, soprattutto con riferimento ai piccoli condomini, quando naturalmente sussista una maggioranza altamente qualificata.
PRESIDENTE. Sta bene. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Follegot. Ne ha facoltà.
FULVIO FOLLEGOT. Signor Presidente, avevo chiesto prima la parola perché questo articolo è complesso e riguarda molte fattispecie. Volevo solo far presente che l'emendamento che è appena stato approvato, quello che porta da quattro a otto il numero di unità immobiliari oltre le quali è necessario nominare un amministratore, è estremamente importante perché va a semplificare la normativa, risolve alcuni problemi relativi alla complessità della normativa relativa al condominio, insomma va nella direzione di semplificare le cose.
C'è anche un emendamento successivo, che il relatore ha proposto di ritirare. Ebbene, questo emendamento credo che comunque sia solamente precluso perché nella sostanza viene accolto con un emendamento precedente perché gli oneri dell'assicurazione non sono comunque più posti a carico dei condomini. Credo che questi siano degli emendamenti estremamente importanti che vanno a ridurre i costi e a eliminare inutile burocrazia.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Carlucci 9.300, Adinolfi 9.301, Paolini 9.318, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
Onorevoli Cassinelli, Giammanco, Zeller, Maurizio Turco, Vico...
Prendo atto che il deputato Calderisi ha segnalato che non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento D'Ippolito Vitale 9.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Onorevole Cossiga...
Ricordo che l'emendamento D'Ippolito Vitale 9.306 è stato ritirato dai presentatori.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 9.500 della Commissione, accettato dal Governo.
Onorevoli Moroni, Della Vedova, De Micheli, Brugger, Froner, Bordo, Pedoto, Capano...
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Contento 9.302 e Raisi 9.303.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro degli identici emendamenti Contento 9.302 e Raisi 9.303 formulato dal relatore.
MANLIO CONTENTO. Signor Presidente, soltanto per confermare il ritiro dell'emendamento a mia firma.
Sulla questione della polizza assicurativa, nella discussione sia in Commissione che poi nel Comitato dei nove, abbiamo raggiunto un'intesa sull'autonomia condominiale, proprio perché riteniamo che l'assemblea debba richiedere la polizza quando ritiene opportuno farlo e contemporaneamente, attraverso questa richiesta, debba valutare se quella polizza è idonea a soddisfare le esigenze condominiali.
Così facendo, in base al mio emendamento 9.304, che voteremo dopo, abbiamo dato una soluzione a questo problema. Quindi, ritiro il mio emendamento 9.302 e invito il collega Raisi a ritirare l'emendamento 9.303.
PRESIDENTE. Prendo atto che anche l'onorevole Raisi accede all'invito al ritiro formulato dal relatore per il suo emendamento 9.303.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Contento 9.304.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Contento 9.304, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Onorevole Duilio... Onorevole Goisis...
Hanno votato sì 428).
Prendo atto che la deputata Mariani ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto favorevole.
Avverto che l'emendamento Duilio 9.325 e gli identici emendamenti Ciccanti 9.305 e Follegot 9.321 risultano preclusi.
Passiamo alla votazione dell'emendamento D'Ippolito Vitale 9.307.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento D'Ippolito Vitale 9.307, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Onorevole Garagnani... Onorevole Vignali... Onorevole Martino... Onorevole Duilio... Onorevole Gatti... Onorevole Rossomando... Onorevole Granata...
Prendo atto che i presentatori degli identici emendamenti Carlucci 9.308, Tommaso Foti 9.309 e Adinolfi 9.310 non accedono all'invito al ritiro formulato dal relatore.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Carlucci 9.308, Tommaso Foti 9.309 e Adinolfi 9.310, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
Onorevole Lussana... Onorevole Gatti... Onorevole Paolini... Onorevole Mura... Onorevole Tanoni... Onorevole Moroni... Onorevole Ciccioli...
Dichiaro chiusa la votazione. Pag. 16
Prendo atto che il deputato Raisi ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento D'Ippolito Vitale 9.311, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Onorevole Lussana... Onorevole Luciano Rossi... Onorevole D'Amico... Onorevole Montagnoli... Onorevole De Angelis... Onorevole Di Stanislao...
Hanno votato no 402).
Chiedo all'onorevole Follegot se accetta la riformulazione proposta dal relatore per il suo emendamento 9.323.
FULVIO FOLLEGOT. Signor Presidente, la riformulazione viene accettata perché la sostanza delle cose rimane.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Follegot 9.323, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Onorevoli Laboccetta, Martella, Frassinetti, Pionati, Veltroni, Corsini, Pedoto...
Passiamo all'emendamento Cilluffo 9.142.
FRANCESCA CILLUFFO. Sì, signor Presidente, accetto la riformulazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cilluffo 9.142, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Onorevoli Gatti, Marchioni, Calvisi...
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Carlucci 9.312, Tommaso Foti 9.313, Adinolfi 9.314 e Paolini 9.322, accettati dalla Commissione e dal Governo.
Onorevoli Giorgio Conte, Della Vedova, D'Antoni, Gava, Giulietti...
Passiamo all'emendamento Follegot 9.324.
FULVIO FOLLEGOT. Sì, signor Presidente, lo ritiro.
Passiamo all'emendamento Duilio 9.326 sul quale è stato formulato un invito al ritiro.
Prendo atto che il presentatore lo ritira.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Tommaso Foti 9.315.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tommaso Foti 9.315, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Onorevole Lehner...
Avverto che gli identici emendamenti Carlucci 9.316 e Adinolfi 9.317 sono preclusi.
Passiamo all'emendamento Duilio 9.327.
FRANCESCA CILLUFFO. Signor Presidente, preannunzio il voto contrario anche perché è già previsto così. Si fa riferimento all'articolo 9 che già afferma: «Per quanto non disciplinato dal presente articolo si applicano le disposizioni di cui alla sezione I del capo IX del titolo III del libro IV» che sono già le norme sul mandato, quindi è la stessa cosa.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale l'onorevole Duilio. Ne ha facoltà.
LINO DUILIO. Signor Presidente, esattamente per le stesse ragioni illustrate dalla collega Cilluffo ritengo che questo emendamento vada votato, per l'intelligibilità e la chiarezza dei testi legislativi. Diciamo tutti che dobbiamo fare delle leggi che si capiscano e allora il mio emendamento sostanzialmente prevede che si applichi la disciplina generale sul mandato, come dice la collega Cilluffo. Invece noi teniamo un testo che dice: «(...) si applicano le disposizioni di cui alla sezione I del capo IX del titolo III del libro IV». Se questo è un modo di legiferare, invito i colleghi dell'Aula a farlo, proseguiamo così e viva l'Italia (Applausi di deputati del gruppo Partito Democratico).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Duilio 9.327, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Onorevoli Moles, Giorgio Conte, Cesario, Marchioni, De Luca, Garofani, Bellotti, Nola, Di Stanislao... Pag. 18
Astenuti 28
Hanno votato no 326).
Prendo atto che il deputato Grassi ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario.
Onorevoli Brugger, Cesario, Osvaldo Napoli, Villecco Calipari, Calvisi...
(Esame dell'articolo 10 - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 10 e dell'unica proposta emendativa ad esso presentata (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A).
SALVATORE TORRISI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull'emendamento D'Ippolito Vitale 10.2.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento D'Ippolito Vitale 10.2.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro dell'emendamento D'Ippolito Vitale 10.2, formulato dal relatore.
IDA D'IPPOLITO VITALE. Signor Presidente, voglio sottolineare che si tratta, anche qui, di un emendamento che consentirebbe alle assemblee dei piccoli condomini di superare i limiti della normativa vigente in forza di una qualificata maggioranza.
Dello stesso tenore è anche il mio successivo emendamento 11.304, su cui anticipo, naturalmente, la volontà di porlo in votazione. Insomma, si tratta di emendamenti diretti ad allargare la sfera di libertà decisionale, naturalmente sulla base di maggioranze qualificate, nelle assemblee condominiali di piccole dimensioni.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento D'Ippolito Vitale 10.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Onorevoli Veltroni, Frassinetti, Pelino, Iapicca, Granata, Tortoli, Centemero, Di Stanislao...
Hanno votato no 375). Pag. 19
Onorevoli Veltroni, Giorgio Conte, Volpi, Goisis, Fedriga, Tortoli, Mario Pepe (PD)...
Avverto che, per un mero refuso, all'emendamento 11.500 della Commissione, le parole: «regolamento condominiale» devono intendersi sostituite dalle seguenti: «rendiconto condominiale».
Avverto altresì che l'emendamento Carlucci 13.300 è stato ritirato dai presentatori.
(Esame dell'articolo 11 - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 11 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A).
SALVATORE TORRISI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sugli emendamenti D'Ippolito Vitale 11.304 e Follegot 11.300.
La Commissione raccomanda l'approvazione del suo emendamento 11.500 ed esprime parere favorevole sull'emendamento Contento 11.303.
La Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sugli identici emendamenti Adinolfi 11.302 e Carlucci 11.306; formula altresì un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sugli identici emendamenti Adinolfi 11.301 e Carlucci 11.305.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento D'Ippolito Vitale 11.304.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Follegot. Ne ha facoltà.
FULVIO FOLLEGOT. Signor Presidente, con l'articolo 11 e le proposte emendative ad esso presentate si tocca un tema estremamente importante che riguarda il rendiconto condominiale che, finora, viene redatto con criteri di cassa. Il testo attuale dell'articolo 11 prevede, invece, che venga redatto con criteri di competenza, andando a sconvolgere non solo la realtà attuale, ma anche i principi dell'ordinamento.
Bene, noi riteniamo che il rendiconto debba essere redatto con criteri di cassa e quindi con il sistema attuale. Questo toglie, ovviamente, quelle complicazioni che verrebbero introdotte con questo nuovo sistema.
Diciamo che finora non sono emersi problemi per quanto riguarda la redazione con il criterio di cassa e quindi le proposte emendative presentate vanno nella giusta direzione, mantenendo lo stato attuale.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento D'Ippolito Vitale 11.304, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Onorevoli Gatti, Garofani, Giammanco, Vico, Laganà Fortugno.
Prendo atto che l'onorevole Bachelet ha segnalato di aver votato a favore mentre avrebbe voluto esprimere voto contrario.
Passiamo all'emendamento Follegot 11.300.
FULVIO FOLLEGOT. Sì, signor Presidente, accediamo all'invito al ritiro perché l'emendamento 11.500 presentato dalla Commissione risolve alla radice il problema e, quindi, disinnesca il meccanismo del rendiconto da approvare per competenza.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 11.500 della Commissione, nel testo corretto accettato dal Governo.
Onorevoli Anna Teresa Formisano, Moles, Zunino, Grassi, Gava...
Prendo atto che il deputato Marini ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Contento 11.303, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Onorevoli Galletti, Mura, La Malfa, Garofani, Granata, Strizzolo, Rossomando...
Passiamo agli identici emendamenti Adinolfi 11.302 e Carlucci 11.306.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Adinolfi 11.302 e Carlucci 11.306, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
Onorevoli Pelino, Boniver, Anna Teresa Formisano...
Hanno votato no 405). Pag. 21
Passiamo agli identici emendamenti Adinolfi 11.301 e Carlucci 11.305.
GABRIELLA CARLUCCI. Signor Presidente, ritiro il mio emendamento 11.305.
PRESIDENTE. Sta bene. Onorevole Adinolfi?
MARIO ADINOLFI. Sì, signor Presidente, ritiro il mio emendamento 11.301.
PRESIDENTE. Passiamo, pertanto, alla votazione dell'articolo 11.
Onorevoli Veltroni, Zeller, Perina, Marchioni, Moffa... ancora gli onorevoli Zeller, Marchioni e Moffa... onorevoli Rubinato, Giammanco...
(Esame dell'articolo 12 - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 12 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A).
Avverto che l'emendamento Duilio 12.3 è stato assorbito dall'emendamento 2.500 della Commissione e che l'emendamento Cilluffo 12.300 risulta precluso dallo stesso emendamento 2.500 della Commissione.
Onorevoli Centemero, Gatti, Pezzotta, Beltrandi... Gli onorevoli Pezzotta e Beltrandi hanno votato...
Hanno votato sì 424).
(Esame dell'articolo 13 - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 13 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A).
Avverto che l'emendamento Carlucci 13.300 è stato ritirato.
MARIO ADINOLFI. Chiedo di parlare.
MARIO ADINOLFI. Signor Presidente, ritiro il mio emendamento 13.301.
Essendo state ritirate le proposte emendative presentate, passiamo dunque ai voti.
Onorevole Mura.
(Esame dell'articolo 14 - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 14 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A).
Nessuno chiedendo di parlare sull'articolo 14 e sulle proposte emendative ad esso presentate, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.
SALVATORE TORRISI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere favorevole sugli identici emendamenti Raisi 14.300 e Contento 14.301.
La Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull'emendamento Duilio 14.3.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Raisi 14.300 e Contento 14.301, accettati dalla Commissione e dal Governo.
Onorevoli Gatti, Veltroni, Giammanco, Marchioni, Rossomando...
Hanno votato sì 425).
Passiamo all'emendamento Duilio 14.3. Prendo atto che il presentatore non accede all'invito al ritiro formulato dal relatore.
FRANCESCA CILLUFFO. Signor Presidente, annuncio il voto contrario. È una questione di equità. Come posso pensare di escludere uno dei comproprietari perché proprietario di sole aree destinate a parcheggio o a deposito dalla vita sociale del condominio? È un mostro giuridico, direi persino incostituzionale.
LINO DUILIO. Signor Presidente, questo emendamento nasce dalle segnalazioni che vengono dal basso - diciamo così -, ossia dai cittadini che denunciano situazioni un po' mostruose. Per esempio - cito una lettera inviata alla collega De Pasquale -, un cittadino dice: è stato costruito qui a Firenze un condominio con 355 proprietari, ma solo 188 appartamenti. Il resto sono esclusivamente box. Però, dal momento che i proprietari di box non sono interessati alle scale, alle luci e così via, non vanno mai alle assemblee e quindi non si riesce a gestire il condominio. Il condominio è un'anarchia totale ed impossibile.
Allora, questo emendamento che cosa dice? Solo ai fini della valida costituzione dell'assemblea questo voto viene sterilizzato, nel senso che, se questi signori sono interessati, esattamente nella direzione di quello che dice la collega Cilluffo, vadano all'assemblea e contino come tutti gli altri, Pag. 23altrimenti il condominio non si potrà gestire, come accade nella realtà, che è mostruosa (Applausi di deputati del gruppo Partito Democratico).
FULVIO FOLLEGOT. Signor Presidente, un proprietario non può essere ovviamente escluso dalla vita del condominio, quindi noi voteremo contro questo emendamento.
DONATELLA FERRANTI. Signor Presidente, io credo che quando si fanno delle norme, i principi, che sono quelli costituzionali del diritto di proprietà, della tutela del diritto di proprietà ed anche i principi di sistema, vadano rispettati. Si afferma qui che si è portavoce di alcune lamentele. In alcuni condomini vi sono proprietari di aree, anche adibite a deposito, non soltanto a parcheggio, che non si vogliono far valere ai fini delle maggioranze che costituiscono il substrato di decisioni che impegnano il condominio e i proprietari. Credo, signor Presidente, che non si tratti di una norma che si possa votare come si crede. Bisogna votare con rispetto del sistema, perché non siamo in un sistema anarchico, ma in un sistema democratico, con delle regole. Allora, cambiate la Costituzione e dite ai piccoli proprietari dei parcheggi, magari a chi ha un piccolo garage, che lì non conta nulla. Vorrei capire a quali interessi si vuole rispondere, quali sono gli interessi che stanno dietro a questa volontà.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole De Pasquale. Ne ha facoltà.
ROSA DE PASQUALE. Signor Presidente, intervengo a titolo personale per dire che non c'è veramente nessun interesse dietro questa norma, come è stato detto. Una persona che ho incontrato mi ha rappresentato questa situazione.
Probabilmente, avendo già votato l'emendamento del collega Raisi, abbiamo già messo «una pezza» su tale questione. È evidente che sarebbe opportuno riuscire a trovare un'altra formulazione per l'emendamento Duilio 14.3, dove si mette in evidenza che in questi maxicondomini (che quando è nata la legge sul condominio non c'erano, ma adesso via via si vanno costruendo edifici con piccoli appartamenti e, magari, largo spazio per parcheggi e box) ci sono situazioni che ingessano la gestione del condominio.
Magari, riformulando l'emendamento del collega Duilio o magari precisando meglio la norma, forse si può venire incontro a questa esigenza, che sicuramente è una novità dei tempi moderni, in cui abbiamo famiglie sempre più piccole con appartamenti sempre più piccoli e quindi con tanta...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Pasquale. Onorevole Duilio, chiede di parlare? Lei ha già parlato... per fatto personale sarebbe affine. Prego...
LINO DUILIO. Signor Presidente, molto garbatamente vorrei dire che, anche che per un po' di esperienza che ho in questa Aula, ci si appassiona alle questioni oggettivandole. Qui nessuno interviene per fatti personali, quindi se la mettiamo su questo piano, forse c'è bisogno di un corso accelerato per capire che cos'è il Parlamento.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Duilio 14.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Onorevole Brugger...
Dichiaro chiusa la votazione. Pag. 24
Prendo atto che i deputati Sposetti e Pini hanno segnalato che non sono riusciti a votare.
Onorevoli Centemero, Sposetti, Zinzi...
(Esame dell'articolo 15 - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 15 (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Onorevoli D'Antoni, Sposetti, Marchioni, Fogliardi...
(Esame dell'articolo 16 - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 16 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A).
SALVATORE TORRISI, Relatore. Signor Presidente, ricordo che l'emendamento Ferranti 16.300 è stato ritirato. La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Ferranti 16.301, mentre invita al ritiro, altrimenti il parere è contrario, degli identici emendamenti Ferranti 16.302 e Follegot 16.303. Infine, la Commissione raccomanda l'approvazione del suo emendamento 16.500.
DONATELLA FERRANTI. Chiedo di parlare.
DONATELLA FERRANTI. Signor Presidente, ritiro il mio emendamento 16.302.
PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo alla votazione dell'emendamento Ferranti 16.301.
LINO DUILIO. Chiedo di parlare.
LINO DUILIO. Signor Presidente, vorrei aggiungere la mia firma a questo emendamento, perché recupera l'emendamento 16.300 per la prima parte, che era soppressiva.
FULVIO FOLLEGOT. Chiedo di parlare.
FULVIO FOLLEGOT. Signor Presidente, ritiro il mio emendamento 16.303, perché quello della Commissione risolve comunque il problema.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ferranti 16.301, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Onorevoli Razzi, Pisicchio, Zaccaria, Tortoli, Armosino...
Passiamo alla votazione dell'emendamento 16.500 della Commissione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Viola. Ne ha facoltà.
RODOLFO GIULIANO VIOLA. Signor Presidente, vorrei dire solo due parole per spiegare il senso del ritiro degli emendamenti precedenti e il senso di questo.
Nell'impostazione originaria, la norma prevedeva che nei regolamenti condominiali non venisse prevista o venisse prevista le possibilità di vietare la detenzione degli animali da compagnia. Con questo emendamento si modifica la dizione e, quindi, non si tratta di animali da compagnia, ma animali domestici. Questa precisazione serve ad evitare, nella sostanza, che si possano detenere animali esotici. L'esempio concreto è rappresentato da quei casi eclatanti, riportati sui giornali, per cui uno si tiene il serpente, il pitone o la tigre. Noi permettiamo e favoriamo che le famiglie tengano animali come cani, gatti e criceti, ma non gli animali che non rientrano nelle consuetudini delle nostre famiglie.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 16.500 della Commissione, accettato dal Governo.
Onorevoli Scalera, Della Vedova, Farina, Vignali, Boccuzzi...
Onorevoli Brugger, Boccuzzi, Massimo Parisi, Rampi, D'Antoni... Pag. 26
(Esame dell'articolo 17 - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 17 (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Onorevoli Garagnani, Cosenza, De Angelis, Paolini, Mura, Di Stanislao...
(Esame dell'articolo 18 - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 18 e dell'unica proposta emendativa ad esso presentata (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A).
SALVATORE TORRISI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione raccomanda l'approvazione del suo emendamento 18.500.
SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il Governo esprime parere favorevole sull'emendamento 18.500 della Commissione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 18.500 della Commissione, accettato dal Governo.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ROSY BINDI (ore 11,35)
PRESIDENTE. Onorevole Pionati...
Onorevole Verini...
Prendo atto che il deputato Damiano ha segnalato che non è riuscito a votare.
(Esame dell'articolo 19 - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 19 (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Hanno votato sì 411).
Prendo atto che il deputato Damiano ha segnalato che non è riuscito a votare e che il deputato D'Antoni ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole.
(Esame dell'articolo 20 - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 20 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A).
SALVATORE TORRISI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull'emendamento Duilio 20.300, mentre raccomanda l'approvazione del suo emendamento 20.500.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento Duilio 20.300. Prendo atto che il presentatore dell'emendamento Duilio 20.300 non accede all'invito al ritiro formulato dal relatore.
FRANCESCA CILLUFFO. Signor Presidente, con questo emendamento si vuole sopprimere la possibilità di recapitare le convocazioni dell'assemblea a mezzo di posta raccomandata, posta elettronica certificata, fax o tramite consegna a mani.
Dobbiamo immaginarci che le realtà condominiali sono variegate: ci sono i condomini con 350 condomini, come prima diceva l'onorevole Duilio, ma ci sono anche i condomini che ne hanno 8, 9 o 10. Quindi, non consentendo che il condomino possa essere avvisato anche con consegna a mano della lettera, mi sembra di ledere in qualche maniera la ricevibilità di tali convocazioni anche nelle realtà molto piccole.
LINO DUILIO. Signor Presidente, mi rendo conto che è una questione che richiama semplicemente al buon senso e, quindi, non ne faccio un problema di principio assolutamente, come per qualsiasi altra proposta emendativa - e capisco quanto dice la collega Cilluffo -, tuttavia, sostanzialmente, qui si prevede che si debba ricorrere in modo obbligatorio a certi mezzi.
Poiché per convocare l'assemblea c'è da presumere che non tutti abbiano il fax o il personal computer ed è improbabile che l'amministratore vada personalmente a recapitare a mano la convocazione, cosa si fa? Non potendo lasciare la convocazione solo nella cassetta della posta, come accade oggi, si deve mandare la raccomandata.
Per condomini medi di 40-50 condomini, intanto, questo mezzo comporta costi rilevanti, ma soprattutto fa insorgere Pag. 28un contenzioso possibile: infatti, in caso di giacenza della raccomandata presso la posta, si fa comunque l'assemblea e si prendono delle decisioni. Dunque, si immagini il contenzioso che potrebbe determinarsi se la raccomandata non arriva.
LINO DUILIO. Siccome a me risulta - ma può darsi che sbagli - che nella realtà non vi siano problemi rilevanti su questa materia per la modalità tradizionale di convocazione dell'assemblea, con questo emendamento propongo che si conservi la realtà attuale.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Duilio 20.300, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Onorevoli Graziano, Porta, Strizzolo e Mereu.
Prendo atto che il deputato D'Antoni ha segnalato che non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 20.500 della Commissione, accettato dal Governo.
Onorevole Zunino.
Onorevoli Vico, Veltroni e Zeller.
Hanno votato sì 417).
(Esame dell'articolo 21 - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 21 e dell'unica proposta emendativa ad esso presentata (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A).
SALVATORE TORRISI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento D'Ippolito Vitale 21.2.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento D'Ippolito Vitale 21.2, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Onorevoli Garagnani, Goisis e Damiano.
Hanno votato sì 423).
Onorevole Bossa.
(Esame dell'articolo 22 - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 22 (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Onorevoli Della Vedova, Mura, D'Antoni, Di Stanislao, Vico e Baretta.
(Esame dell'articolo 23 - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 23 e dell'unica proposta emendativa ad esso presentata (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A).
SALVATORE TORRISI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Ferranti 23.300.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ferranti 23.300, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Onorevoli Della Vedova, Rampi, Vico, Strizzolo e Mura.
Onorevoli Goisis, D'Antoni, Giorgio Conte, Marchignoli, Zunino, Pedoto, Ghizzoni...
(Esame dell'articolo 24 - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 24 e dell'unica proposta emendativa ad esso presentata (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A).
SALVATORE TORRISI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Follegot 24.300.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Follegot 24.300.
FULVIO FOLLEGOT. Signor Presidente, l'attuale normativa, o meglio quella che è proposta anche dalla Commissione, prevede che per l'infrazione al regolamento di condominio può essere stabilita una sanzione fino 100 euro e in caso di recidiva fino a mille euro. Con il nostro emendamento si trova una soluzione più adeguata ed equilibrata, passando a 200 euro e a 800 euro in caso di recidiva.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Follegot 24.300, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Onorevoli D'Amico, Lenzi, De Micheli...
Hanno votato sì 419.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 24, nel testo emendato.
Onorevoli Calderisi, Damiano, Marchioni, Rampi...
(Esame dell'articolo 25 - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 25 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A).
SALVATORE TORRISI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere favorevole sugli identici emendamenti soppressivi Contento 25.301, Di Pietro 25.304, 25.400 (da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento).
La Commissione formula altresì un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull'emendamento Contento 25.302, sugli identici emendamenti Raisi 25.300 e Cassinelli 25.303, e sugli emendamenti Follegot 25.305 e 25.306.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti soppressivi Contento 25.301, Di Pietro 25.304, 25.400 (da votare i sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento), accettati dalla Commissione e dal Governo.
Onorevoli Pelino, Codurelli, Garagnani...
Con l'approvazione di questi emendamenti soppressivi sono preclusi gli altri emendamenti e lo stesso articolo 25. Dovremmo quindi passare all'esame dell'articolo 26 del provvedimento, su cui la V Commissione (Bilancio) ha formulato una condizione integralmente soppressiva, ai sensi dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione. La Commissione ha successivamente presentato l'emendamento 26.501, su cui la V Commissione (Bilancio) si deve ancora esprimere. Dobbiamo quindi sospendere brevemente la seduta, al fine di consentire alla V Commissione (Bilancio) di svolgere tale adempimento. Sospendo pertanto la seduta, che riprenderà alle ore 12,05. Ricordo che dopo la sospensione sono previste ulteriori votazioni.
La seduta, sospesa alle 11,50 è ripresa alle 12,10.
PRESIDENTE. Ricordo che, prima della sospensione della seduta, sono stati da ultimo approvati gli identici emendamenti Contento 25.301, Di Pietro 25.304 e 25.400 della Commissione, integralmente soppressivi dell'articolo 25.
(Esame dell'articolo 26 - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 26 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A).
Avverto che la Commissione Bilancio ha riesaminato l'articolo 26 ed ha espresso il parere sugli emendamenti 26.500, 26.501 e sul subemendamento 0.26.501.1 della Commissione.
Il nuovo parere è favorevole sull'articolo 26, con la condizione, volta a garantire il rispetto dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione, che sia approvato Pag. 32l'emendamento 26.501 della Commissione. Si intende pertanto revocata la condizione precedentemente posta sullo stesso articolo 26. Il parere sulle rimanenti proposte emendative è di nulla osta.
SALVATORE TORRISI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sugli identici emendamenti D'Ippolito Vitale 26.300, Raisi 26.301, Cassinelli 26.302 e Di Pietro 26.304.
La Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sugli emendamenti Follegot 26.307 e Follegot 26.306, mentre raccomanda l'approvazione del suo subemendamento 0.26.501.1 e del suo emendamento 26.501.
La Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull'emendamento Follegot 26.305. La Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull'emendamento Ciccanti 26.303. La Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull'emendamento Cilluffo 26.5, mentre raccomanda l'approvazione del suo emendamento 26.500.
PRESIDENTE. Passiamo agli identici emendamenti soppressivi D'Ippolito Vitale 26.300, Raisi 26.301, Cassinelli 26.302, Di Pietro 26.304, sui quali vi è un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario. Ricordo che non esiste più l'emendamento 26.400 (da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento).
FULVIO FOLLEGOT. Signor Presidente, dopo che abbiamo soppresso l'articolo precedente, che prevedeva l'istituzione del repertorio dei condomini, andiamo a parlare ora del registro degli amministratori, che, anche in questo caso, viene soppresso. Noi riteniamo che questo sia un risultato estremamente importante, perché va a scardinare l'impostazione complessiva del testo originario, va ad eliminare costi, ma soprattutto va a eliminare burocrazia.
Per questo noi siamo perfettamente d'accordo di cambiare completamente il testo e di approvare l'emendamento che è stato presentato dalla Commissione, prevedendo dei requisiti per quanto riguarda la professione - chiamiamola così - degli amministratori. Ritiriamo ovviamente gli emendamenti che abbiamo presentato, quelli su cui il relatore ha formulato l'invito al ritiro.
PRESIDENTE. Abbiamo ascoltato l'intervento dell'onorevole Follegot. Adesso quello che interessa sapere dai presentatori di questi emendamenti è se li ritirano o li dobbiamo mettere in votazione.
Chiedo pertanto ai presentatori se accedano all'invito al ritiro degli identici emendamenti D'Ippolito Vitale 26.300, Raisi 26.301, Cassinelli 26.302, Di Pietro 26.304 formulato dal relatore.
MANLIO CONTENTO. Sì, signor Presidente, motivando il ritiro con le argomentazioni del collega Follegot, perché la Commissione ha lavorato sui requisiti per svolgere l'incarico di amministratore. Se noi approvassimo adesso il soppressivo, verrebbe meno anche il lavoro della Commissione, per cui io ritiro l'emendamento a mia firma e invito anche gli altri colleghi a farlo.
PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori degli identici emendamenti soppressivi D'Ippolito Vitale 26.300, Raisi 26.301, Cassinelli 26.302, Di Pietro 26.304 accedono all'invito al ritiro formulato dal relatore. Pag. 33
Chiedo al presentatore se acceda all'invito al ritiro dell'emendamento Follegot 26.307 formulato dal relatore.
FULVIO FOLLEGOT. Signor Presidente, ho già detto prima che vengono ritirati gli emendamenti Follegot 26.307 e Follegot 26.306 perché l'emendamento della Commissione copre le nostre proposte.
PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo alla votazione del subemendamento 0.26.501.1 della Commissione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Duilio. Ne ha facoltà.
LINO DUILIO. Signor Presidente, intervengo telegraficamente per ringraziare la Commissione e il Comitato dei nove per questo subemendamento, perché nella sostanza recepisce ciò che, sia pure per una ragione che io reputo un po' infondata e pretestuosa del sottosegretario all'economia, comportava poi una condizione ex articolo 81. Qui si mantiene la sostanza, che era appunto quello che si voleva, cioè di introdurre elementi che qualifichino la figura dell'amministratore. Quindi, volevo solamente e pubblicamente esprimere un sincero ringraziamento alla Commissione per il fatto che ha concepito questo testo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento 0.26.501.1 della Commissione, accettato dal Governo.
Onorevoli Traversa, Verini, Casini, Scarpetti, Goisis, Cesario, Dima, Pionati, Pistelli, Sposetti...
Hanno votato sì 390).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 26.501 della Commissione, nel testo subemendato, accettato dal Governo.
Onorevoli Farina Coscioni, Nirenstein, Sbrollini, Vignali, Fioroni...
Colleghi, vi chiedo scusa, devo annullare questa votazione perché c'è un problema nel sistema di votazione.
Onorevoli Cassinelli, Giro, Lehner, Vico, Frassinetti, D'Antoni, Zunino, Orlando, Della Vedova, Goisis, Brandolini...
(Presenti e votanti 396
Prendo atto che le deputate Froner e Argentin hanno segnalato che non sono riuscite ad esprimere voto favorevole.
Preciso che la votazione annullata è stata la numero 60.
Avverto che risultano preclusi dall'approvazione dell'emendamento 26.501 gli emendamenti Ciccanti 26.303 e Cilluffo 26.5.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 26.500 della Commissione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 26.500 dalla Commissione accettato dal Governo.
Onorevole Veltroni... Onorevole Orlando... Onorevole Vignali... Onorevole Granata... Onorevole Montagnoli... Onorevole Vico...
Hanno votato sì 395).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 26, nel testo emendato.
Onorevole Veltroni... Onorevole Grassi... Onorevole Zeller... Onorevole Vico... Onorevole Cesario...
(Presenti e votanti 394
Hanno votato sì 394).
(Esame dell'articolo 27 - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 27 (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Onorevole Frassinetti... Onorevole Stanca... Onorevole Donadi... Onorevole Boccuzzi... Onorevole Pionati... Onorevole Vico... Onorevole Bonciani... Onorevole Buonanno...
(Presenti e votanti 397
(Esame dell'articolo 28 - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 28 (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Onorevole Veltroni... Onorevole Vico...
(Esame dell'articolo 29 - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 29 (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A), al quale non sono state presentate proposte emendative. Pag. 35
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 29.
Onorevole Franceschini... Onorevole Vico... Onorevole Melandri... Onorevole D'Amico... Onorevole Scandroglio...
(Presenti e votanti 400
Hanno votato sì 400).
(Esame dell'articolo 30 - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 30 (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 30.
Onorevole Iannuzzi... Onorevole Garagnani... Onorevole Boccuzzi...
(Esame dell'articolo 31 - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 31 (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 31.
Onorevole Mura... Onorevole Galati... Onorevole D'Anna... Onorevole Sani... Onorevole Zunino... Onorevole Damiano... Onorevole Rosato...
(Esame dell'articolo 32 - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 32 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A).
SALVATORE TORRISI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull'articolo aggiuntivo Duilio 32.01.
La Commissione esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo D'Ippolito Vitale 32.0300, a condizione che sia accolta la seguente riformulazione: sostituire le parole «un anno» con le parole «sei mesi».
Onorevoli Boccuzzi, Cesario...
Passiamo all'articolo aggiuntivo Duilio 32.01.
FRANCESCA CILLUFFO. Signor Presidente, riguardo all'articolo aggiuntivo Duilio 32.01, l'intento è certamente nobile e apprezzabile, perché riuscire a costituire un fondo di garanzia per assicurarsi dalle malefatte dall'amministratore è certamente un intento condivisibile. La ragione però per cui la Commissione ha ritenuto di dare un parere contrario - quindi annunciamo il voto contrario del gruppo - è che innanzitutto c'è il parere contrario della Commissione bilancio, perché non vi è copertura finanziaria per l'istituzione di questo fondo. La seconda ragione è che questa proposta emendativa potrebbe portare ad un aggravio di costi per i condomini. Infatti, dato che l'onere di rifornire questo fondo grava sull'amministratore, il quale deve prelevare un 4 per cento dei suoi compensi da destinare a questo fondo, il rischio poi è che questo 4 per cento in realtà poi venga fatto pagare ai condomini dei quali si è amministratori. Quindi, questa è la ragione per cui chiediamo il ritiro di questo articolo aggiuntivo.
LINO DUILIO. Signor Presidente, innanzitutto - lo dico a beneficio dei colleghi e dell'Aula - sgombrerei il campo dalla questione relativa alla mancata copertura di questo articolo aggiuntivo, perché con una valutazione che attraversa i confini della fantasia il sottosegretario all'economia in Commissione bilancio ha detto che è scoperta una proposta emendativa relativa ad un fondo che viene autofinanziato da privati. Con tutta la fantasia possibile di questo mondo si capisce anche semplicemente che è impossibile che sia scoperto. Sgombrato il campo da ciò, che comunque rimetto alla valutazione dei colleghi, comprendo le ragioni della collega Cilluffo e anche in Commissione ho detto di essere favorevole ad una soluzione alternativa. In mancanza di soluzioni alternative, ho ripresentato questa proposta emendativa che dice: in casi di mala gestio o comunque quando si verifica una sottrazione di fondi dalla gestione condominiale, siccome le conseguenze sono che sarà di nuovo il condomino che dovrà pagare ciò che non è stato pagato per i fondi che non ci sono più, costituiamo un fondo alimentato da una piccola percentuale dei compensi dell'amministratore che possa intervenire in modo da evitare che i poveri cristi debbano pagare due volte. Questo è tutto e lo rimetto alla valutazione dei colleghi, senza farne ovviamente una questione religiosa.
ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, intervengo per esprimere il voto assolutamente contrario da parte del gruppo dell'Italia dei Valori perché è ora di finirla che da parte del Governo, e anche all'interno di questo Parlamento, si continui ad immaginare di istituire gabelle a carico dei cittadini. Lo volevano fare con i famosi registri, che, per fortuna, sono stati cancellati, e lo si fa in questo modo.
Ci ha provato il Governo con le bibite gassate e si voleva introdurre una tassa persino per avere la carta di identità (non so se sarà così oppure no, mi pare che ci stiano ripensando), ma questa idea che, tutte le volte che si vuole istituire qualcosa di nuovo, a pagare siano i cittadini è una cosa che all'Italia dei Valori non va bene.
Per cui, noi ci opporremo, in questo come negli altri provvedimenti, perché la pressione fiscale a carico della gente è già abbastanza elevata (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).
MANLIO CONTENTO. Signor Presidente, ho l'impressione che, se noi approvassimo, cosa che mi auguro non faremo, questo articolo aggiuntivo, oltre ad un ulteriore contributo del 4 per cento dei compensi percepiti dall'amministrazione in ragione dell'incarico, faremmo una profonda ingiustizia.
Infatti, questo fondo di garanzia sarebbe alimentato anche da quei condomìni, e quindi da quei condòmini, che con attenzione seguono l'evolversi della gestione condominiale. Lo trovo profondamente ingiusto! È come se, sostanzialmente, dicessimo che, se vi è un amministratore che ha sottratto fondi e si è comportato male, il fondo di garanzia risponde a favore del condominio che non è stato sufficientemente attento a quello che faceva l'amministratore.
Al di là del fatto di un'ulteriore contribuzione, che mi sembra, già di per sé, in momenti come questo, assurda, trovo anche il principio paradossale, perché devono essere, eventualmente, i condòmini che non hanno sorvegliato, come dovrebbero fare, in maniera attenta quello che l'amministratore faceva ai loro danni, ad assumersene la responsabilità. Quindi, ritengo che vi siano molti argomenti per votare contro questo articolo aggiuntivo (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).
MARIO ADINOLFI. Signor Presidente, chiedo di aggiungere la mia firma all'articolo aggiuntivo Duilio 32.01.
PRESIDENTE. Sta bene. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Ferranti. Ne ha facoltà.
DONATELLA FERRANTI. Signor Presidente, sicuramente l'esigenza che cerca di rappresentare questo articolo aggiuntivo è sentita a livello sociale, perché riguarda tutti i casi, purtroppo frequenti, di amministratori che creano ammanchi di cassa, magari anche appropriandosi di fondi che servono a pagare le utenze del condominio.
Però il problema non può essere risolto attraverso l'istituzione di un fondo di garanzia, che è simile nell'impostazione, perché poi la gestione è sempre della Consap, a quello che abbiamo istituito per le vittime dell'usura e dell'estorsione. Ci rendiamo conto che stiamo parlando di questioni completamente diverse?
Quindi, questo problema è stato risolto dalla Commissione attraverso gli emendamenti - gli articoli, ormai, del testo - che riguardano la polizza di assicurazione e un maggiore rigore professionale della categoria degli amministratori.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Duilio 32.01, non accettato dalla Pag. 38Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
Onorevoli Beltrandi, D'Antoni, Marchignoli, Mantini, Golfo, Sposetti, Servodio...
Prendo atto che le deputate Froner e Argentin hanno segnalato che non sono riuscite ad esprimere voto contrario.
Passiamo all'articolo aggiuntivo D'Ippolito Vitale 32.0300.
Prendo atto che i presentatori accettano la riformulazione formulata dal relatore.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo D'Ippolito Vitale 32.0300, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Onorevoli Servodio, Lehner...
Prendo atto che la deputata Argentin ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto favorevole.
(Ripresa esame dell'articolo 8 - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame dell'articolo 8 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A).
Ricordo che in precedenza sono state accantonate tutte le proposte emendative riferite all'articolo 8, nonché la votazione dell'articolo stesso.
SALVATORE TORRISI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sugli emendamenti Iannaccone 8.302, 8.303, 8.300 e 8.301.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento Iannaccone 8.302.
AMERICO PORFIDIA. Signor Presidente, non sono d'accordo con l'invito al ritiro formulato dal relatore perché ribadisco che con l'emendamento in oggetto si diminuisce notevolmente il contenzioso.
Infatti, non è possibile che il codice preveda, da una parte, che per fare una scala, o l'ascensore, o l'impianto elettrico - che può essere anche pericoloso - devono pagare solo i condomini di quella scala...
PRESIDENTE. Quindi, onorevole Porfidia, accedete all'invito al ritiro formulato dal relatore?
AMERICO PORFIDIA. No, signor Presidente.
MANLIO CONTENTO. Signor Presidente, credo che abbiamo il dovere di dare una risposta al collega Iannaccone che ha sollevato questo problema e insiste per vederlo soddisfatto attraverso l'approvazione del suo emendamento 8.302.
Ci siamo riuniti per parlare di questo aspetto e abbiamo convenuto che rompere l'unità dell'assemblea condominiale, che fa riferimento al condominio, sia un aspetto molto pericoloso.
Probabilmente, i colleghi che hanno scritto l'emendamento in oggetto hanno immaginato che vi sia una separazione netta e fisica tra le scale di uno stesso stabile condominiale, ma questo è un punto di partenza che può indurci in errore perché non tutti i condomini sono così strutturati. Immaginiamo, ad esempio, un condominio che abbia l'accesso dallo stesso androne con due scale collegate. Si potrebbe immaginare che i condomini di una scala decidano di cambiare il rivestimento e fanno in modo che l'altra sia strutturata diversamente? Lo stesso potrebbe avvenire nei casi, non infrequenti, di stabili condominiali vecchi dove, a causa della presenza di persone anziane, vi è la necessità di inserire l'ascensore condominiale. Se approvassimo l'emendamento in oggetto potremmo anche ricavarne, come finalità, la possibilità che una scala collochi all'esterno il suo ascensore e l'altra fa una cosa diversa.
Per cui, pur comprendendo il motivo per cui i colleghi hanno sollevato un tema che, onestamente, oggi è fonte di contenzioso, noi non possiamo rompere l'autonomia dell'assemblea condominiale per risolvere dei problemi che, purtroppo, in alcuni condomini vi sono, aggravando con ulteriori problemi la situazione di altri.
Concludo, signor Presidente, dicendo che questo dovrebbe essere un lavoro della giurisprudenza. Già negli anni Settanta la migliore giurisprudenza aveva detto che alcuni condomini di un'altra scala non si possono opporre, perché non hanno interesse, a interventi sulla scala di riferimento. Allora, lasciamo che sia la giurisprudenza a correggere queste storture - e che lo faccia con dovere come sta facendo in questo campo - ma non introduciamo una norma che non sappiamo quali conseguenze negative comporterebbe rispetto al problema che abbiamo davanti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Iannaccone 8.302, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Onorevoli Tommaso Foti, Moles, Vico, Pizzetti, Orlando... onorevoli Servodio, Laboccetta, Bordo, Anna Teresa Formisano... ancora l'onorevole Laboccetta...
(Presenti 380
Hanno votato no 359).
Prendo atto che la deputata Argentin ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario.
Passiamo all'emendamento Iannaccone 8.303.
AMERICO PORFIDIA. Signor Presidente, io insisto, ma intervengo solo per precisare all'onorevole Contento che non è come dice lui.
Infatti lui sa bene che nel codice civile già è previsto che, quando si fa un ascensore in una scala, esso deve avere le stesse caratteristiche dell'altro ascensore. Solo in quel caso l'assemblea condominiale nella sua totalità può decidere diversamente. Pag. 40
Quindi, assolutamente mi dispiace, ma l'onorevole Contento ci sta deviando con questa sua posizione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Iannaccone 8.303, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Onorevoli Frassinetti, Vico, Servodio, Granata, Moroni, Evangelisti, Volpi, D'Antoni, Boccuzzi...
Prendo atto che i deputati Argentin e Sarubbi hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto contrario.
Passiamo all'emendamento Iannaccone 8.300.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Iannaccone 8.300, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Onorevoli Goisis, Cera, Mantini, Rampelli, De Luca, Pionati...
(Presenti e votanti 383
Passiamo all'emendamento Iannaccone 8.301.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Iannaccone 8.301, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Onorevoli Bonanno, Moles, Granata, D'Antoni. Scarpetti, Boccuzzi...
Onorevoli Bonanno, Vico, Viola, Lulli, Rampelli... ancora l'onorevole Viola... onorevole Granata... ancora l'onorevole Rampelli... onorevoli Cesario, Fitto...
(Esame degli ordini del giorno - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (Vedi l'allegato A - A.C. 4041-A).
SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, per quanto riguarda l'ordine del giorno Peluffo n. 9/4041-A/1, non credo che il Governo possa, così, su due piedi, impegnarsi ad accettare fin da ora, la soluzione al problema che viene avanzato.
PRESIDENTE. Quindi qual è il parere del Governo?
SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il parere del Governo è contrario, a meno che non si riformuli come raccomandazione prendendo in esame il problema dei condomini nei quali si presenti.
PRESIDENTE. Allora, sottosegretario, il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Peluffo n. 9/4041-A/1?
SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Qual è il parere del Governo sull'ordine del giorno Di Stanislao n. 9/4041-A/2?
SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Questa è sostanzialmente una raccomandazione...
PRESIDENTE. Dunque il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Di Stanislao n. 9/4041-A/2?
SALVATORE MAZZAMUTO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Sì, signor Presidente. Riguardo all'ordine del giorno Frassinetti n. 9/4041-A/3, condivido lo spirito dell'onorevole Frassinetti, però c'è un piccolo particolare: noi abbiamo testé approvato una riforma del condominio nell'ambito della quale si impedisce ai regolamenti condominiali di porre limiti al possesso o detenzione di animali domestici. Dopo di che, non vedo in che senso il Governo possa dare un contributo all'attuazione di questa direttiva del codice.
PRESIDENTE. Quindi, il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Frassinetti n. 9/4041-A/3?
PRESIDENTE. Sta bene. Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione dei rispettivi ordini del giorno.
(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 4041-A)
PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto finale. Ricordo a tutti che è possibile consegnare il testo scritto delle dichiarazioni di voto.
FEDERICO PALOMBA. Signor Presidente, non ho scritto le mie dichiarazioni di voto, perché sarò brevissimo. Dico allora che l'Italia dei Valori avrebbe votato contro il provvedimento così come è arrivato Pag. 42dal Senato se non fossero state inserite delle vigorose modifiche, che la II Commissione (Giustizia) della Camera e poi l'Aula hanno effettivamente introdotto, almeno su tre questioni generali. La prima è quella che riguarda la natura giuridica del condominio. C'è stato un dibattito, c'erano delle tendenze ad espandere e ad attribuire una soggettività al condominio anche a discapito dei condomini, a farne cioè un soggetto autonomo. Noi abbiamo preferito mantenerlo nell'ambito, nell'orbita di un organismo di gestione di interessi e di beni di diversi proprietari esclusivi che vengono messi insieme per la migliore fruizione, senza aggiungere costruzioni ardite nel nostro ordinamento giuridico che avrebbero potuto comportare anche problematiche di natura costituzionale. Correttamente è stato previsto che alla rappresentanza del condominio si applichi l'istituto del mandato e non l'istituto della soggettività autonoma. Il secondo punto molto delicato era quello che riguardava il rischio di sovrapposizione e prevaricazione del condominio sui condòmini. Questa questione ha riguardato diversi aspetti di grande importanza: uno è quello della modifica delle destinazioni d'uso, l'altro è quello che riguardava le innovazioni e infine il terzo che riguardava la possibilità di alienazione di parti comuni dei condomìni. Ebbene, noi abbiamo scelto la strada secondo noi giusta che è quella di prevedere, di esigere l'unanimità tutte le volte in cui ci siano degli atti di disposizione su parti comuni sulle quali c'è anche una quota di comproprietà da parte dei singoli condòmini.
Abbiamo richiesto, siamo tornati su una maggioranza qualificata per quanto riguarda la modifica delle destinazioni d'uso soltanto quando le modificazioni stesse riguardino aspetti funzionali e non aspetti e interessi del condominio o di parte dei condomini puramente commerciali o venali. Se c'è l'accordo di tutti si può anche fare, ma se manca l'accordo di qualche condomino, di qualche proprietario, se non è strettamente funzionale alle esigenze del condominio, la modifica di destinazione d'uso deve essere approvata all'unanimità dei condomini. Abbiamo schivato - credo - anche il rischio che possano inserirsi all'interno del condominio dei poteri economici che possano in qualche modo soppiantare anche i piccoli condomini, i piccoli proprietari, quelli che non hanno una capacità economica rilevante, quindi la possibilità di opporsi a determinate delibere. Il terzo punto su cui c'è stata una vigorosa rimessa in carreggiata è quello che riguarda l'esigenza di evitare orpelli, adempimenti burocratici, fino a tasse occulte, come quella della contribuzione obbligatoria che si voleva mettere a carico dei condomini per determinate attività.
Ecco, restando questi i principi generali ispiratori del condominio, che la Commissione ha proposto e che l'Aula ha in gran parte accolto e accettato, il nostro gruppo ritiene che siano stati rispettati i principi costituzionali che sostengono il nostro ordinamento giuridico, e quindi l'Italia dei Valori voterà a favore del provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Angela Napoli. Ne ha facoltà.
ANGELA NAPOLI. Signor Presidente, Futuro e Libertà per l'Italia esprimerà voto favorevole a questo provvedimento per diversi motivi. Innanzitutto perché l'istituto del condominio è oggi ancora ancorato ad un sistema normativo risalente al 1942, pertanto è assolutamente necessario revisionare il quadro normativo in materia anche alla luce dell'insufficienza della disciplina civilistica, della necessità di superare il concetto di verticalità del condominio, e del conseguente adeguamento alle nuove realtà edilizie. Inoltre credo che sia assolutamente condivisibile la necessità che il legislatore intervenga per cercare di evitare tutte le conflittualità, alcune volte anche inutili ma costose, che nascono in ambito condominiale. Va dato atto alla Commissione giustizia che nell'esaminare il testo così come pervenutoci dal Senato ha cercato di fare un Pag. 43lavoro certosino, servendosi sia dell'intera materia condominiale trattata nelle precedenti legislature sia del contenuto delle audizioni dei rappresentanti interessati alla materia stessa.
Il testo che oggi approviamo non deroga a principi ritenuti fondamentali ma cerca di ricomporre in modo organico la materia, contribuendo alla certezza del diritto. Siamo consapevoli che quanto oggi andiamo ad approvare non esaurirà certamente tutte le aspettative né colmerà tutti i vuoti, tuttavia abbiamo cercato di salvaguardare gli interessi dei condomini e regolamentato alcune figure fra le quali quella dell'amministratore, lasciando anche una maggiore autonomia all'Assemblea condominiale. Rispetto al testo pervenutoci dal Senato quelle che oggi approviamo sono state delle modifiche o ci sono state alcune soppressioni di disposizioni che attribuiscono nuovi poteri all'amministratore di condominio laddove quei poteri siano stati ritenuti eccessivi o invasivi della sfera privata dei condomini.
Ribadisco la consapevolezza che, come per tutti gli interventi legislativi su materie che necessiterebbero di particolare attenzione e che vanno a revisionare discipline normative che risalgono ad anni molto remoti, ci saranno sicuramente ancora dei vuoti. Siamo, però, consapevoli che il lavoro è stato svolto nell'interesse soprattutto dei condomini e siamo altresì consapevoli della necessità di dare comunque impulso a questa revisione della normativa in materia di condominio. Ribadisco, quindi, il voto favorevole del gruppo di Futuro e Libertà per il Terzo Polo (Applausi dei deputati del gruppo Futuro e Libertà per il Terzo Polo).
IDA D'IPPOLITO VITALE. Signor Presidente, già in fase di discussione sulle linee generali avevo avuto modo di esprimere l'orientamento favorevole del gruppo dell'Unione di Centro per il Terzo Polo sul testo unificato licenziato per l'Aula, pur sottolineando i punti fermi della nostra filosofia di base nell'esame del provvedimento.
Voglio oggi esprimere soddisfazione per la conclusione dell'iter parlamentare di un provvedimento che era comunque molto atteso, che viene ad innovare un impianto datato, sicuramente bisognoso di interventi modernizzatori più aderenti alle nuove esigenze delle famiglie, ai nuovi modelli organizzativi dei servizi, alle diverse caratteristiche delle abitazioni e, soprattutto, al grande numero di cittadini che oggi vivono in condominio.
Si è molto lavorato in Commissione con spirito costruttivo, in un confronto tra forze politiche e Governo che è riuscito a superare posizioni divergenti e talora contrapposte, puntando alla migliore sintesi possibile, sempre avendo a cuore il rispetto e la tutela del diritto dei singoli, come di quello più generale del condominio.
Molti passi avanti sono stati compiuti. Non tutti i nostri emendamenti sono stati recepiti, ma riteniamo salva la filosofia già richiamata in premessa che ci ha guidato nel confronto con le altre forze politiche. Ridurre il livello di conflittualità, garantire piena tutela ai diritti reali dei singoli condomini, riqualificare la figura dell'amministratore, aprirsi all'innovazione e alla modernità, sono punti qualificanti del lavoro svolto e dei risultati conseguiti.
Rimangono, a nostro giudizio, alcune rigidità, soprattutto con riferimento ai piccoli condomini, per i quali i limiti e i paletti posti dalla normativa possono apparire troppo stringenti e limitanti di quella minima libertà decisionale che, pur in presenza di maggioranze qualificate, rende però più snelle e rapide le decisioni necessarie.
Ritengo, però, di non dover sottovalutare i risultati raggiunti. Ci sono dei punti qualificanti che non voglio dimenticare di ricordare: innanzitutto, la nuova qualificazione della figura dell'amministratore, per il quale si prevedono requisiti molto seri relativi all'onorabilità, alla professionalità e alla formazione, che qualificano e rilanciano un ruolo importante; l'abbassamento Pag. 44del quorum per le innovazioni di utilità sociale come, per esempio, la rimozione delle barriere architettoniche e la facilitazione di ingresso delle tecnologie nell'interesse del condominio, sempre però mantenendo il principio maggioritario, superato, invece, nel testo trasmesso dal Senato.
Voglio fare un ultimo riferimento importante alla questione posta con forza dal collega Duilio rispetto all'ipotesi di una necessità o opportunità di riconoscere soggettività giuridica o semplicemente capacità giuridica al condominio. Non credo che, a Costituzione vigente, ci siano le condizioni per questo passo che il collega Duilio ritiene un passo in avanti, un momento di adeguamento significativo a normative vigenti in altri Paesi europei.
Il Paese non è pronto, noi non siamo pronti, a gestire beni condominiali come beni comuni e, tanto meno, siamo pronti, in nome di una capacità giuridica riconosciuta al condominio, ad immaginare un condominio proprietario delle parti comuni, titolare cioè di quei diritti reali che oggi la nostra Costituzione riconosce esclusivamente ai singoli condomini.
In conclusione, signor Presidente, auspico che la conclusione odierna dell'iter parlamentare del provvedimento al nostro esame veda una finale e definitiva esitazione nel passaggio al Senato. Alla prova dei fatti verificheremo la qualità del lavoro svolto e, naturalmente, il Parlamento potrà sempre migliorare le cose già fatte (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro per il Terzo Polo).
FULVIO FOLLEGOT. Signor Presidente, cari colleghi, il voto che siamo chiamati a dare sulla proposta di legge concernente modifiche alla disciplina del condominio negli edifici non può non tenere conto degli emendamenti che sono stati approvati in Aula e che hanno modificato profondamente il testo proposto dalla Commissione giustizia. È necessario fare alcune premesse.
La normativa vigente compie settant'anni e, nonostante abbia finora disciplinato i rapporti condominiali in maniera adeguata, anche alla luce dell'interpretazione delle norme che la mantengono viva, mostra i suoi limiti, viste le innovazioni tecnologiche sopravvenute e i nuovi modi di realizzazione degli edifici.
Il provvedimento approvato dal Senato non è stato condiviso, in molte sue parti, dalla Commissione giustizia della Camera, la quale ha provveduto alla semplificazione del testo e alla modifica di norme che avrebbero incentivato il ricorso alla giustizia, aumentando il contenzioso che già ora è elevato. Se confrontiamo la normativa vigente contenuta nel codice civile e il testo - anche quello che è stato approvato dalla Commissione giustizia -, ci rendiamo conto, però, che la nuova disciplina è molto più complessa e, a volte, eccessiva. La disciplina vigente, infatti, proprio per la sua generalità e astrattezza ha resistito al passare del tempo.
Una considerazione va fatta per rilevare come il bicameralismo perfetto rappresenti un grosso limite all'approvazione delle leggi in tempo reale. Non solo i tempi per completare l'iter sono lunghi, ma anche, in questo caso, visto il poco tempo che manca alla fine della legislatura, si corre il rischio che questa proposta di legge non sia approvata, preso atto che è necessaria l'approvazione dello stesso testo sia alla Camera che al Senato.
Fatte queste considerazioni, entriamo nel merito del provvedimento. Ampio dibattito vi è stato in Commissione tra chi proponeva la personalità giuridica o, quanto meno, la capacità giuridica, anche parziale, del condominio, e chi, invece, ritiene che siano i singoli condomini a decidere dell'uso delle parti comuni dell'edificio. Obiettivo prioritario è stato quello di non modificare lo stato giuridico del condominio, preservando non solo il principio della proprietà privata, ma anche il principio secondo il quale sono i condomini a decidere sulle parti comuni dell'edificio e non un altro soggetto qualsiasi. Pag. 45
Nella nostra realtà, cultura e nel nostro ordinamento giuridico la proprietà è un valore che non può né si deve limitare, se non in casi estremi. Potremmo dire con una battuta che dobbiamo essere padroni a casa nostra. In effetti, chi è il proprietario di un'unità immobiliare vedrebbe di buon occhio altri decidere sulle parti comuni dell'edificio? Riteniamo la soluzione adottata un obiettivo raggiunto. Così come si è voluto salvaguardare il potere dei condomini di decidere non all'unanimità, ma con il consenso unanime sull'alienazione delle parti comuni. Anche questa è una scelta e un obiettivo raggiunto.
Obiettivo della riforma è rendere la normativa sulla disciplina del condominio attuale e adeguata alle necessità; questo, però, non può essere fatto aumentando i costi e la burocrazia. In primo luogo, non si può e non si deve, vista anche la situazione di crisi economica, o meglio, di recessione che stiamo vivendo, aumentare i costi di gestione e gli oneri burocratici a carico dei condomini, cioè a carico dei proprietari delle singole unità immobiliari. In questo senso andava l'emendamento della Lega Nord, poi nella sostanza accolto, che cassava la norma relativa alla polizza di responsabilità civile dell'amministratore, i cui oneri erano a carico dei condomini. Una scelta assolutamente non condivisibile.
In questa direzione - ridurre i costi e la burocrazia - va l'emendamento approvato, che porta a otto il numero di unità immobiliari oltre il quale è necessaria la nomina di un amministratore, e anche questa è stata una proposta della Lega Nord Padania. Riteniamo questo un risultato importante, che risponde alla richiesta di semplificazione che i cittadini ci chiedono.
Molte sono le norme che hanno subito un'ampia rivisitazione, tese a eliminare inutili orpelli burocratici e che nel contempo riducono i costi a carico dei condomini. In particolare, gli articoli 25 e 26, prevedevano: il primo, l'istituzione presso l'Agenzia del territorio di un repertorio dei condomini, dove far confluire una serie eccessiva di dati; il secondo, l'istituzione del registro degli amministratori, dove in maniera facoltativa un soggetto, avendone i requisiti, avrebbe potuto iscriversi. Perplessità sono sorte sia rispetto al repertorio che al registro. Quest'ultimo avrebbe costituito una specie di albo, andando quindi nella direzione opposta a quella proposta dalla Lega Nord Padania. Gli emendamenti di soppressione della Lega Nord hanno trovato riscontro nel parere della Commissione bilancio, che li ha cassati direttamente, attraverso l'imposizione di condizioni.
Un'approfondita riflessione è stata fatta anche sull'articolo 11, dove, al primo comma, si prevedeva che il rendiconto condominiale venisse redatto con criteri di competenza. Perplessità sono sorte in ordine ai maggiori oneri che tale scelta avrebbe comportato vista la specificità della realtà condominiale. Ci siamo chiesti se sia utile per il condominio un tale sistema di rendicontazione. Questo non è assolutamente opportuno e non vi sono assolutamente le condizioni, né le necessità. Dopo una lunga discussione, il criterio della competenza per la rendicontazione è stato soppresso.
Per questi motivi, perché sono state accettate moltissime proposte ed emendamenti della Lega Nord, preannunzio il voto favorevole della Lega Nord Padania (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ferranti. Ne ha facoltà.
DONATELLA FERRANTI. Signor Presidente, vorrei dare atto di un lavoro sicuramente costruttivo, assai proficuo - e il cui risultato è tangibile anche in Aula - che si è svolto nella Commissione giustizia. Desidero ringraziare, oltre al relatore, anche i colleghi che hanno costituito innanzitutto il Comitato ristretto e che poi hanno anche partecipato al dibattito della Commissione. Tra l'altro, questo dibattito assai costruttivo è stato il frutto di un confronto a cui hanno partecipato anche le associazioni ed esperti della materia, Pag. 46nonché colleghi esterni alla Commissione giustizia.
Abbiamo voluto consentire questo dibattito ampio così proficuo proprio perché riteniamo che questa sia una materia di rilievo sociale, che attendeva una riforma e che ha visto un'attività della giurisprudenza molto indicativa e significativa, ma che aveva bisogno di un intervento legislativo.
Rispetto al testo del Senato, abbiamo tenuto fermo il principio che non abbandona la configurazione pluralistica del diritto di proprietà della cosa comune. Su questo punto si sono attardati anche i colleghi che mi hanno preceduto, quindi eviterò di intervenire nuovamente, anche perché riteniamo che questa sia la configurazione conforme al sistema del diritto civile, ma, a monte, anche al sistema della nostra Carta costituzionale e, quindi, al diritto di proprietà.
Abbiamo, tuttavia, seguito suggerimenti che tendevano ad ammodernare l'istituto, trovando punti di equilibrio, a nostro avviso, migliori rispetto a quelli raggiunti nel testo del Senato.
Quindi, pur escludendo l'autonoma titolarità di diritti reali sulle cose comuni in capo al condominio, ossia ad un soggetto terzo rispetto ai singoli proprietari, si è ritenuto necessario consentire, per esempio, che la modifica della destinazione d'uso, sempre nell'interesse del condominio e dei condomini, possa avvenire non più solo all'unanimità ma con una maggioranza qualificata.
Si è trovato un equilibrio ulteriore per far sì che le innovazioni, come diceva poc'anzi anche la collega D'Ippolito Vitale, che sono motivate anche da un interesse sociale - ci riferiamo, in particolare, all'abbattimento delle barriere architettoniche -, siano approvate con maggioranze più basse rispetto a quelle che prevedeva la legge, fermo restando che, invece, l'equilibrio si è trovato rispetto al fatto che l'alienazione e la disposizione di diritti reali sui beni comuni debba avvenire all'unanimità.
Altro punto qualificante è quello che è andato verso lo snellimento e la semplificazione, anche rispetto al testo del Senato - qui c'è il sottosegretario che potrà fare da raccordo con i colleghi del Senato -, di quelle procedure che, nel testo arrivato alla Camera, forse, a nostro avviso, avrebbero aumentato la litigiosità e il contenzioso. Abbiamo cercato di evitare, anche se questa è una materia che obbligatoriamente va verso la mediazione - e su questo abbiamo anche previsto delle norme di raccordo specifiche -, tutto quello che, in ogni caso, porta a un aumento del flusso di cause civili nei nostri tribunali.
Un aspetto su cui abbiamo perso tempo - in senso positivo, abbiamo cioè cercato di riflettere e approfondire - è stato il ruolo dell'amministratore e i requisiti di professionalità, a tutela non solo del condominio e dei condomini, ma anche del vivere sociale; ovviamente, infatti, se i rapporti sono gestiti da persone qualificate, che garantiscono la buona amministrazione, ne deriva un risultato positivo a tutti i livelli della società.
Tuttavia, su questo punto avrete verificato come, anche all'esito di un confronto con la Commissione bilancio, i nostri precedenti testi che riguardavano l'istituzione, presso l'Agenzia del territorio, di un registro degli amministratori e di un registro dei condomini siano stati sostanzialmente rivisti, perché non vogliamo e non riteniamo di dover creare nuove professioni che in qualche modo possano vedere un albo di riferimento, anche se quel registro ciò non era. Volevamo soltanto fare in modo che ci fosse una maggiore professionalità, una garanzia di professionalità soprattutto nei confronti della libera concorrenza e del libero mercato, ma anche una maggiore garanzia per chi svolge seriamente questa professione.
L'equilibrio ultimo che è stato trovato fa sì che abbiamo rimesso all'autonomia dell'assemblea dei condomini la scelta degli amministratori, i quali, tuttavia, devono, a nostro avviso e ad avviso del legislatore, avere determinati requisiti di garanzia, di professionalità e di serietà e che quindi, in qualche modo, tendono ad evitare e a prevenire quella problematica Pag. 47cui faceva riferimento anche il collega Duilio, presentatore di proposta autonoma, riguardante l'istituzione di un fondo di garanzia per ammanchi, sottrazioni, distrazioni dell'amministratore.
Anche sotto il profilo della polizza di assicurazione, rispetto al testo che è giunto in Aula, in sede di Comitato dei nove abbiamo fatto un passo avanti proprio nel rispetto dell'autonomia dei condomini, dei piccoli condomini e dei piccoli proprietari e quindi anche di situazioni diversificate che ci sono nell'ambito di queste realtà; quindi, la polizza di assicurazione per l'amministratore, che prima era prevista come obbligatoria, oggi è prevista come obbligatoria laddove l'assemblea la indichi e la deliberi come tale.
Quindi, proprio per evitare, vi sono anche i casi non solo delle società che amministrano, ma anche del condomino che svolge all'interno di un piccolo condominio o di un condominio popolare l'attività di amministratore. Quindi, abbiamo voluto, sostanzialmente, trovare un punto di equilibrio - e credo che l'abbiamo trovato - tra esigenza di snellimento e gestione più appropriata, anche con riferimento alle nuove fonti di energia rinnovabili e videosorveglianza a reti ottiche. Abbiamo cercato, però, di tutelare anche le minoranze rispetto a maggioranze che vogliano imporre la propria autorità e, quindi, anche maggiori spese. Abbiamo capito che questo testo è un testo atteso anche a livello sociale, a livello dei cittadini, e auspichiamo che vi possa essere al Senato l'approvazione, a breve, di questo testo, in modo tale che possa diventare legge e, quindi, dare anche un significato, anche attraverso questo provvedimento, a questa legislatura (Commenti).
DONATELLA FERRANTI. È veramente sconcertante.
PRESIDENTE. È veramente inaudito, ha parlato un minuto e mezzo in meno di quello che erano i dieci minuti previsti, e comunque non è questo il modo di accompagnare gli interventi dei colleghi.
MANLIO CONTENTO. Signora Presidente, cercherò di essere brevissimo, limitandomi, a cominciare, con i ringraziamenti, non soltanto ai colleghi della Commissione e del Comitato, ma anche a quelli che hanno presentato una serie di emendamenti, perché grazie a loro abbiamo potuto affrontare dei temi che non erano stati affrontati dal Senato e abbiamo potuto correggere anche quelle che, a nostro giudizio, erano delle imperfezioni del testo che era uscito dal Senato.
Credo che i punti cardine che sono rimasti all'esito di questo lavoro della Camera, siano punti importanti: la difesa del diritto di proprietà, pur di fronte alle esigenze di chi chiedeva di poter procedere attraverso maggioranze qualificate a metterlo in discussione; quello relativo alla figura dell'amministratore: ci si chiedeva come mai non abbiamo mantenuto l'idea di una sorta di elenco degli amministratori, ma abbiamo risposto con le recenti norme che ha assunto il Parlamento per quanto riguarda le associazioni non riconosciute. Noi abbiamo indicato i requisiti, adesso sta a quelle associazioni muoversi per la formazione, per il controllo dei loro associati e per il rispetto, secondo un principio di sussidiarietà, delle linee di indirizzo che la Camera ha dato. Abbiamo aggiornato la normativa, risalente, nella stragrande maggioranza, agli anni Quaranta, un impianto, dobbiamo però riconoscere, che aveva una sua logica e l'ha mantenuta, e abbiamo ritenuto di non dover affrontare con un piglio di rivoluzionari per sconvolgere completamente quell'impianto sistematico, ma lo abbiamo fatto, proprio su suggerimento di alcuni colleghi, tentando di rendere in equilibrio quelle proposte di innovazione - e penso anche agli argomenti sostenuti dalla collega Cilluffo per quanto riguarda la forzatura sulla destinazione d'uso delle cose comuni -, ma Pag. 48sempre nell'ambito di un equilibrio, come ho detto, che mantenesse fede a quell'impianto di riferimento.
Oltre ad occuparci dei compiti dell'amministratore e dei quorum deliberativi, ci siamo mossi con un intendimento che è stato anche testé evocato, quello relativo al fatto che la disciplina del condominio non può sicuramente demandare tutto al legislatore; vi sono una miriade di situazioni concrete, che sono state evocate anche in quest'Aula, che non possono trovare una risposta in una norma di legge.
Qui diventa importante il lavoro di altri due protagonisti: uno l'ho richiamato rispondendo ai colleghi che avevano sottoposto alla nostra attenzione un emendamento che tentava di rompere l'omogeneità dell'Assemblea, con motivazioni che noi condividiamo nella sostanza per quanto riguarda la delibera delle parti comuni del condominio che dovrebbero essere «rimesse» alla gestione di coloro che le esercitano e che le utilizzano, che sono i proprietari, ma che non poteva, con una norma di forzatura, rompere quel sistema che noi abbiamo inteso difendere e, credo di poter dire, a ragione veduta.
Soprattutto, oltre a questo, richiamo tra i due protagonisti, il ruolo della giurisprudenza che è stato fondamentale. Chi qui ci ha posto la questione relativa all'uso e alle spese dell'ascensore sa benissimo che proprio la giurisprudenza ha consolidato questo profilo con pronunce univoche.
L'altro grande protagonista che noi abbiamo inteso richiamare, pur non presente nella nostra discussione, è l'istituto della mediazione. Noi non possiamo dimenticare - e mi avvio alla conclusione - che gran parte delle cause civili che vengono proposte di fronte ai nostri tribunali riguardano proprio la gestione e l'uso dei beni condominiali.
Sulla scorta di questi elementi credo di poter concludere auspicando un voto che mi auguro unanime, o con la più larga maggioranza possibile, su un lavoro che restituisce adesso al Senato la responsabilità di fare in fretta. Se il Senato accoglierà la nostra proposta avremo, dopo tante legislature, una prima riforma più che generosa e più che seria del condominio e delle sue regole (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).
(Coordinamento formale - A.C. 4041-A)
(Votazione finale ed approvazione - A.C. 4041-A)
Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sulla proposta di legge, già approvata in un testo unificato dal Senato, n. 4041-A, di cui si è testé concluso l'esame.
Dal numero dei colleghi presenti in Aula immagino che dovremo avere la pazienza che altri ci raggiungano. Onorevole Boniver... I colleghi hanno votato? No? Prego. Abbiate pazienza colleghi, lo faccio per chi è fuori. Onorevoli Fucci, D'Alessandro, Cenni, Roccella, Ferrari, Scanderebech, Raisi...
(S. 71-355-399-1119-1283: «Modifiche alla disciplina del condominio negli edifici» (Approvata, in un testo unificato, dal Senato) (4041-A):
Hanno votato sì 332
Hanno votato no 1.
Prendo atto che i deputati Capitanio Santolini, Argentin, Gianni Farina e Lamorte hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto favorevole.
Sono così assorbite le abbinate proposte di legge nn. 541-2514-2608-3682-4139-4168.
Secondo le intese intercorse, lo svolgimento degli ulteriori punti previsti all'ordine del giorno per i quali sono previste votazioni è rinviato ad altra seduta.
Svolgimento di una interpellanza urgente (ore 13,25).
(Iniziative di competenza in relazione a vicende riguardanti la gestione del Cnel - n. 2-01665)
PRESIDENTE. L'onorevole Barbaro ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-01665, concernente iniziative di competenza in relazione a vicende riguardanti la gestione del Cnel (Vedi l'allegato A - Interpellanza urgente). Chiedo ai colleghi che stanno abbandonando l'Aula di farlo in silenzio.
CLAUDIO BARBARO. Signor Presidente, mi rivolgo a lei e ovviamente gli altri colleghi che avranno il piacere di ascoltarci.
L'interpellanza sul Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, che mi accingo a illustrare, è una breve sintesi di una denuncia di modalità gestionali a dir poco disinvolte che fanno riferimento alla vita organizzativa di questo organo. È un organo, vogliamo ricordarlo, di rilevanza costituzionale, chiamato a fornire alta consulenza a Camera e Senato. Ora, sorvoliamo sulla effettiva validità di questo supporto, ma se dovessi basarmi sulla mia breve esperienza parlamentare, non avrei grandi elementi di conforto e mi auguro che questa mia breve considerazione possa ispirare la nostra attività legislativa, quando arriverà, se arriverà, il momento delle grandi riforme.
Relativamente agli aspetti gestionali, ritengo invece che un'illustrazione circostanziata della cronologia degli avvenimenti sintetizzati nell'interpellanza, sia di ausilio alla comprensione del problema. Ritengo che questo problema sia essenziale per la credibilità di questa classe politica, già messa a dura prova anche dalle ultime indagini che hanno colpito la regione Lazio, e anche per ribadire con forza l'autorevolezza di questo Governo e dell'indirizzo politico da questo scelto.
Il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro è un organo di rilievo costituzionale previsto dalla nostra Carta, che, com'è noto, nelle materie di propria competenza, ossia la legislazione economica e sociale, su richiesta del Governo, delle Camere e delle regioni, esprime loro pareri e può promuovere iniziative legislative. Ultimamente, sulla scia dell'impellente e legittima necessità di revisione della spesa pubblica, la composizione del CNEL è stata modificata e il numero dei suoi componenti ridotto. Tuttavia, il dimagrimento dell'ente rischia di essere compromesso dall'approvazione di un regolamento interno che sembra vanificare la recente riforma, ripristinando una situazione di spreco di denaro pubblico.
Le nuove norme pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale modificano nuovamente l'assetto interno attraverso il ritorno di organi come il consiglio di presidenza, gli osservatori, i comitati e le commissione appena cancellate. Non se ne comprendono le ragioni, soprattutto se consideriamo che i Pag. 50nuovi posti creati potrebbero venire affidati a soggetti esterni, come previsto dal sopracitato regolamento, e soprattutto se teniamo presente il fatto che all'interno del CNEL stesso, a partire dal 19 marzo 2012, sono state avanzate dal suo segretario perplessità rilevanti, formulate a tutela delle risorse finanziarie del CNEL provenienti dal bilancio dello Stato.
Nello specifico, il segretario del CNEL aveva allora evidenziato al presidente dello stesso organo taluni possibili contrasti del regolamento interno che ci si apprestava a emanare, con le vigenti disposizioni di legge valide per l'intera pubblica amministrazione italiana e in tutti gli organi di rilievo costituzionale. In particolar modo, il vertice amministrativo del CNEL segnalava al vertice politico l'esigenza di acquisire preventivamente il parere del Consiglio di Stato in ordine alla legittimità dell'istituzione di organi collegiali interni, ovviamente comportanti spese non previste dalla legge - si tratta del consiglio di presidenza e della giunta per il regolamento -, dopo che la riforma del CNEL dell'estate 2011 li aveva chiaramente e drasticamente ridotti. Da ventotto si era passati a sette: assemblea, ufficio di presidenza, una commissione speciale e quattro commissioni istruttorie.
Il segretario del CNEL chiedeva, inoltre, al presidente del medesimo ente di accertarsi, tramite il Consiglio di Stato, della legittimità della previsione di un collegio dei revisori composto da cinque membri anziché tre, come accade nell'intera pubblica amministrazione italiana, di cui nessuno indipendente, come previsto dalla legge. Controllori e controllati coincidono dal momento che i revisori sono essi stessi componenti del CNEL e senza la presenza, obbligatoria per legge, di un dirigente del Ministero dell'economia e finanze. Infine, venivano chieste verifiche di regolarità sul mancato rispetto del principio generale di separazione tra la sfera politica e quella amministrativa.
Malgrado un corposo scambio epistolare tra i due citati vertici, il regolamento veniva comunque varato senza fornire alcuna spiegazione. L'assemblea del CNEL, a fronte dell'atteggiamento del segretario che non retrocedeva dalle proprie posizioni critiche nei confronti delle norme adottate, si inventava una sfiducia non prevista dalla legge nei confronti dello stesso, tacciandolo di lesa maestà per avere prospettato l'ipotesi di impugnare lo stesso regolamento dinanzi alla giustizia amministrativa, cosa peraltro mai avvenuta.
Nel frattempo il Ministro dell'economia e delle finanze, interpellato in merito alla corretta composizione del collegio dei revisori, ha confermato pienamente i dubbi sollevati dal segretario al presidente del CNEL, avendo ricevuto un parere pro veritate di contrario avviso rispetto alla Ragioneria generale dello Stato, e successivamente ha richiesto un parere finale all'Avvocatura generale dello Stato. Nulla si sa, invece, di come operino e quanto costino i due organi collegiali illegittimamente istituiti, consiglio di presidenza e giunta per il regolamento, mentre per garantire il violato principio di separazione è intervenuto il Parlamento in sede di conversione del decreto-legge sulla spending review.
Ancora più grave, però, è la situazione relativa alle consulenze esterne. Si tratterebbe di 5 milioni di euro spesi per consulenze esterne. Nello specifico, gran parte degli incarichi formalizzati negli ultimi cinque anni, risultano superiori a 20 mila euro, soglia per cui fino al luglio 2011 la legge stabiliva la necessità di far precedere il contratto da una gara nazionale, alla quale invitare almeno cinque soggetti. Risultano anche incarichi di consulenza per cifre superiori a 130 mila euro, per assegnare i quali la legge stabilisce l'obbligatorietà di una gara comunitaria. Poiché la Corte dei conti in diversi occasioni ha sostenuto che il mancato espletamento delle gare costituisce un danno erariale, quanto sta avvenendo appare inaccettabile. Su questo punto, che molte volte era stato contestato anche dentro la stessa assemblea da un consigliere ora non più in carica, ci risulta che si sia attivato il Pag. 51procuratore generale della Corte dei conti, e attendiamo di conoscere gli sviluppi dell'inchiesta.
Tuttavia, nel frattempo l'assemblea ha continuato ad assegnare consulenze esterne in maniera, a nostro modo di vedere, illegittima. L'ultima volta è accaduto a luglio di quest'anno.
Se consideriamo l'esigenza di contenere la spesa dello Stato, specie quella improduttiva, e a questa associamo il fatto che il CNEL annovera tra i suoi consiglieri esperti i dieci migliori docenti universitari in materie economiche, e fra il personale amministrativo una ventina di dirigenti e funzionari laureati in materie statistiche ed economiche, ci domandiamo quale sia il senso degli oltre cinque milioni di euro spesi annualmente per commissionare ricerche all'esterno e sempre ai medesimi soggetti.
Vogliamo poi sottolineare come ciascuno dei consiglieri del CNEL, che si riuniscono 11 volte l'anno, percepiscano un'indennità di 51.500 euro a cui si aggiungono 18.600 euro per chi (la maggioranza) risiede fuori Roma. Che tali soldi vengano spesi per persone che esternalizzano i loro compiti pur avendo incentivi economici e capacità per espletarli, appare assai grave.
Alla luce di quanto fin qui illustrato, crediamo che il Parlamento e il Governo non possano restare spettatori passivi, ma debbano operare per riaffermare con forza la strada intrapresa, ponendo le premesse per la ricostruzione di un rapporto di fiducia tra cittadini ed istituzioni, che passa, a nostro avviso, anche da qui, e soprattutto perché siamo convinti che le regole volute dall'esecutivo e dai partiti in Parlamento, debbano essere rispettate da tutti come se si esige dagli italiani.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Giampaolo D'Andrea, ha facoltà di rispondere.
GIAMPAOLO D'ANDREA, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, l'atto di sindacato ispettivo appena illustrato dall'onorevole Barbaro concerne la disciplina degli organi del CNEL, che, come noto, è dotato di autonomia organizzativa. In merito, anche riprendendo alcune cose ricordate dallo stesso interpellante, io stesso ricordo che nella Gazzetta Ufficiale n. 134 dell'11 giugno scorso, è stato pubblicato il nuovo regolamento interno degli organi del CNEL, che è stato adottato dall'assemblea del CNEL, in base all'articolo 20, comma 1, della legge n. 936 del 1986.
Su di esso - è stato fatto cenno anche dall'interpellante - i vertici amministrativi dell'organo avevano espresso perplessità circa la piena conformità di legge di alcune disposizioni regolamentari, in particolare quella che istituiva nuovi organi collegiali interni, sulla composizione del collegio dei revisori (che aveva una composizione difforme da quella prevista, perché scelti tutti fra gli stessi consiglieri del CNEL) e sul non pieno rispetto del principio generale di separazione tra politica e amministrazione.
Nonostante queste perplessità avanzate, l'assemblea del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro ha proceduto all'approvazione del regolamento. Da questo punto di vista, non possiamo che prenderne atto perché il voto dell'assemblea, di fatto, fa considerare superabili da essa le perplessità, sulla base del potere di autonomia organizzativa riconosciuta al CNEL. Nel rispetto di tale autonomia, il Governo, tuttavia, tramite il Ministro dell'economia e delle finanze, ha osservato che la composizione del collegio dei revisori avrebbe dovuto rispettare la prescrizione di cui alla legge n. 196 del 2009 e al decreto legislativo n. 123 del 2011. Sull'argomento è stato richiesto un parere conclusivo all'Avvocatura generale dello Stato.
Per quanto concerne, invece, i dubbi sul mancato rispetto del principio di separazione tra politica e amministrazione, la posizione del Governo è nota, perché in sede di conversione in legge del decreto-legge n. 95 del 2012, fu presentato un apposito emendamento, poi approvato, con il quale la figura del presidente e del segretario generale del CNEL venivano Pag. 52equiparate ad ogni effetto alle omologhe figure del Consiglio di Stato e della Corte dei conti.
Sulle ulteriori questioni sollevate dall'interpellanza parlamentare in esame va sottolineato come il CNEL abbia già adottato misure di contenimento delle spese relative al suo funzionamento.
Il Governo, nel doveroso rispetto della sua autonomia, confida che il CNEL ne adotterà di ulteriori con riferimento al riordino della spesa, che saranno dal consiglio medesimo valutate come opportune nell'ambito dell'ormai consolidata e generale politica di spending review, riservandosi l'adozione di ulteriori iniziative, perché, come viene ricordato dallo stesso interpellante, sarebbero peraltro più di natura normativa che di natura esecutiva.
PRESIDENTE. L'onorevole Barbaro ha facoltà di replicare.
CLAUDIO BARBARO. Signor Presidente, devo dividere in due la mia replica. Relativamente all'aspetto che ho illustrato, che fa esplicito riferimento all'illegittimità della composizione del collegio dei revisori dei conti, è evidente che da questo punto di vista, per ciò che riguarda l'azione del Governo posso ritenermi parzialmente soddisfatto, anche se devo ammettere con estrema franchezza che non capisco a cosa possa servire chiedere un parere all'Avvocatura generale dello Stato su una questione di esclusiva pertinenza della Ragioneria generale dello Stato. Quindi, non riesco a capire a che titolo poi a loro volta il presidente e il segretario generale del CNEL abbiano accettato l'esistenza di un collegio dei revisori dei conti quando è palese - non è stato affermato in maniera chiara, ma in ogni caso è stato anche ricordato dal sottosegretario - che, pur nel rispetto dell'autonomia, non è conforme alle leggi vigenti. Invece, non posso ritenermi affatto soddisfatto in relazione all'altro aspetto critico che avevo evidenziato all'interno dell'interpellanza, che riguarda gli sperperi, su cui non ho avuto alcuna risposta da parte del Governo. È vero che c'è una autonomia che fa esplicito riferimento alla capacità gestionale del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro di muoversi secondo indirizzi dettati dalla sovranità della propria assemblea, ma è altrettanto vero che ci sono dei comportamenti che lasciano perplessi non solo in ordine alle cifre che sono state spese, ma anche in ordine all'essenza stessa del Consiglio nazionale. È un organo - lo sappiamo tutti - terzo che è composto da grandi professionisti, anzi più che da professionisti da persone esperte in determinate materie, che proprio per la loro stessa natura dovrebbero dare delle consulenze in funzione del ruolo che rivestono e che sono stati chiamati a rappresentare all'interno del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro. Non ha senso che queste persone, che per definizione devono offrire delle consulenze, possano invece permettere l'esternalizzazione di altre consulenze che sono pagate in maniera estremamente onerosa da parte del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro. Da questo punto di vista, credo che il Governo debba fare un'ulteriore riflessione in termini di contenimento della spesa perché, pur rispettando l'autonomia degli organi e soprattutto nel caso specifico di organi di rilevanza costituzionale, noi di Futuro e Libertà abbiamo avuto la possibilità in più riprese di cercare di presentare provvedimenti legislativi che andassero in questa direzione. Mi riferisco ad una proposta di legge che riguarda la possibilità di abolire tutti i consigli di amministrazione di società interamente pubbliche e nell'ultima discussione sulla spending review abbiamo riproposto il contenuto di questa proposta di legge, cercando di chiedere l'abolizione di tutti i consigli di amministrazione. È un concetto che fa riferimento ad una mentalità ben precisa che stiamo acquisendo e che stiamo cercando di capire se riusciamo a trasferire anche a buona parte del Parlamento, ma questo ovviamente inerisce alla discrezionalità degli altri colleghi degli altri gruppi parlamentari. Ci farebbe piacere che questa mentalità e questa cultura diventasse totalmente propria del Governo.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento dell'interpellanza all'ordine del giorno.
MARCO CARRA. Signor Presidente, intervengo per pochissimi minuti semplicemente per sollevare una questione che sta creando grandi problemi ai lavoratori e alle lavoratrici residenti nei comuni terremotati o dipendenti di aziende che insistono nei medesimi comuni. Questi, per un'interpretazione dell'Agenzia delle entrate che non voglio commentare, si sono visti sospese le sospensioni - chiedo scusa per il gioco di parole - delle tasse riferite al mese di agosto, quando il decreto-legge convertito in legge sul terremoto parlava di sospensione fino alla fine di settembre.
Alcuni lavoratori e alcune lavoratrici, addirittura, stanno già restituendo tutte le somme che sono state sospese nei mesi di giugno e di luglio. Non è previsto, oltre modo, alcun programma di rateizzazione delle somme da restituire. Insomma, siamo in presenza di una situazione incresciosa, rispetto alla quale si rivendica la possibilità di avere un trattamento identico a quello di altre popolazioni colpite da una tragedia analoga.
Pertanto, signor Presidente, la invito, in qualche modo, a sollecitare il Governo affinché quest'ultimo si faccia carico di questa situazione grave, per garantire la pari dignità e l'uguaglianza dei diritti di tutti i cittadini italiani. In questo caso, i cittadini mantovani, quelli emiliani e quelli della provincia di Rovigo non sono trattati come gli altri cittadini che, ribadisco, hanno subito una tragedia simile.
Lunedì 1o ottobre 2012, alle 10:
(ore 10 e dopo il punto 5)
1. - Discussione della proposta di legge costituzionale:
S. 3057 - D'iniziativa del CONSIGLIO REGIONALE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA: Modifica dell'articolo 13 dello Statuto speciale della regione Friuli-Venezia Giulia, di cui alla legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1 (Approvata, in prima deliberazione, dal Senato) (C. 5148).
e dell'abbinata proposta di legge costituzionale: D'iniziativa del CONSIGLIO REGIONALE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA (C. 4834).
- Relatore: Distaso.
2. - Discussione della proposta di legge costituzionale:
S. 2923-2991 - D'iniziativa dei senatori: SANNA ed altri; d'iniziativa del CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA: Modifica degli articoli 15 e 16 dello Statuto speciale per la Sardegna, di cui alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, in materia di composizione ed elezione del Consiglio regionale (Approvata, in un testo unificato, in prima deliberazione, dal Senato) (C. 5149).
e delle abbinate proposte di legge costituzionale: PALOMBA; d'iniziativa del CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA (C. 4664-4711).
3. - Discussione della proposta di legge costituzionale:
S. 3073 - D'iniziativa dell'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA: Modifiche all'articolo 3 dello Statuto della Regione siciliana, in materia di riduzione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana. Pag. 54Disposizioni transitorie (Approvata, in prima deliberazione, dal Senato) (C. 5150).
e dell'abbinata proposta di legge costituzionale: d'iniziativa dell'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA (C. 4856).
4. - Discussione congiunta del disegno di legge e del documento:
Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2012 (C. 4925-A).
- Relatore: Gozi.
Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2011 (Doc. LXXXVII, n. 5).
- Relatore: Fucci.
5. - Discussione congiunta dei documenti:
Conto consuntivo della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2011 (Doc. VIII, n. 9).
Progetto di bilancio della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2012 (Doc. VIII, n. 10).
INDICE ELENCO N. 1 DI 6 (VOTAZIONI DAL N. 1 AL N. 13)
1 Nom. Pdl 4041 ed abb.-A - em. 2.500 nf 375 375 188 375 49 Appr.
2 Nom. em. 2.305 402 398 4 200 35 363 47 Resp.
3 Nom. em. 2.306 411 407 4 204 33 374 46 Resp.
4 Nom. em. 2.7 420 414 6 208 36 378 45 Resp.
5 Nom. em. 2.307 425 425 213 2 423 45 Resp.
6 Nom. articolo 2 423 421 2 211 402 19 45 Appr.
7 Nom. articolo 5 422 420 2 211 413 7 45 Appr.
8 Nom. em. 6.300, 6.301, 6.302, 6.304 423 422 1 212 421 1 45 Appr.
9 Nom. em. 6.3 423 400 23 201 39 361 45 Resp.
10 Nom. articolo 6 423 421 2 211 410 11 45 Appr.
11 Nom. em. 7.300 425 423 2 212 51 372 45 Resp.
12 Nom. em. 7.3 rif. 424 423 1 212 413 10 44 Appr.
13 Nom. articolo 7 425 381 44 191 379 2 44 Appr.
INDICE ELENCO N. 2 DI 6 (VOTAZIONI DAL N. 14 AL N. 26)
14 Nom. em. 9.319 409 406 3 204 403 3 44 Appr.
15 Nom. em. 9.300, 9.301, 9.318 423 421 2 211 14 407 44 Resp.
16 Nom. em. 9.4 417 413 4 207 31 382 44 Resp.
17 Nom. em. 9.500 430 427 3 214 408 19 44 Appr.
18 Nom. em. 9.304 430 428 2 215 428 44 Appr.
19 Nom. em. 9.307 436 433 3 217 42 391 44 Resp.
20 Nom. em. 9.308, 9.309, 9.310 437 435 2 218 2 433 44 Resp.
21 Nom. em. 9.311 434 433 1 217 31 402 44 Resp.
22 Nom. em. 9.323 rif. 436 435 1 218 419 16 44 Appr.
23 Nom. em. 9.142 rif. 432 429 3 215 428 1 44 Appr.
24 Nom. em. 9.312, 9.313, 9.314, 9.322 434 430 4 216 428 2 44 Appr.
25 Nom. em. 9.315 432 430 2 216 428 2 44 Appr.
26 Nom. em. 9.327 431 403 28 202 77 326 44 Resp.
INDICE ELENCO N. 3 DI 6 (VOTAZIONI DAL N. 27 AL N. 39)
27 Nom. articolo 9 423 420 3 211 418 2 44 Appr.
28 Nom. em. 10.2 422 418 4 210 43 375 44 Resp.
29 Nom. articolo 10 421 418 3 210 412 6 44 Appr.
30 Nom. em. 11.304 429 425 4 213 43 382 44 Resp.
31 Nom. em. 11.500 424 421 3 211 409 12 44 Appr.
32 Nom. em. 11.303 426 423 3 212 422 1 44 Appr.
33 Nom. em. 11.302, 11.306 429 426 3 214 21 405 44 Resp.
34 Nom. articolo 11 434 431 3 216 429 2 44 Appr.
35 Nom. articolo 12 427 424 3 213 424 44 Appr.
36 Nom. articolo 13 426 422 4 212 422 44 Appr.
37 Nom. em. 14.300, 14.301 428 425 3 213 425 44 Appr.
38 Nom. em. 14.3 425 397 28 199 83 314 44 Resp.
39 Nom. articolo 14 414 410 4 206 405 5 44 Appr.
INDICE ELENCO N. 4 DI 6 (VOTAZIONI DAL N. 40 AL N. 52)
40 Nom. articolo 15 430 427 3 214 427 44 Appr.
41 Nom. em. 16.301 432 428 4 215 427 1 44 Appr.
42 Nom. em. 16.500 429 425 4 213 425 44 Appr.
43 Nom. articolo 16 427 424 3 213 424 44 Appr.
44 Nom. articolo 17 430 427 3 214 427 44 Appr.
45 Nom. em. 18.500 429 426 3 214 426 44 Appr.
46 Nom. articolo 18 421 418 3 210 417 1 44 Appr.
47 Nom. articolo 19 413 411 2 206 411 44 Appr.
48 Nom. em. 20.300 418 406 12 204 55 351 44 Resp.
49 Nom. em. 20.500 416 413 3 207 401 12 44 Appr.
50 Nom. articolo 20 420 417 3 209 417 44 Appr.
51 Nom. em. 21.2 426 423 3 212 423 44 Appr.
52 Nom. articolo 21 422 419 3 210 419 44 Appr.
INDICE ELENCO N. 5 DI 6 (VOTAZIONI DAL N. 53 AL N. 65)
53 Nom. articolo 22 426 425 1 213 425 44 Appr.
54 Nom. em. 23.300 427 426 1 214 426 44 Appr.
55 Nom. articolo 23 427 426 1 214 425 1 44 Appr.
56 Nom. em. 24.300 420 419 1 210 419 44 Appr.
57 Nom. articolo 24 418 417 1 209 417 44 Appr.
58 Nom. em. 25.301, 25.304, 25.400 420 419 1 210 419 44 Appr.
59 Nom. subem. 0.26.501.1 390 390 196 390 44 Appr.
60 Nom. Votazione annullata Annu.
61 Nom. em. 26.501 396 396 199 395 1 44 Appr.
62 Nom. em. 26.500 395 395 198 395 44 Appr.
63 Nom. articolo 26 394 394 198 394 44 Appr.
64 Nom. articolo 27 397 397 199 397 44 Appr.
65 Nom. articolo 28 390 390 196 390 44 Appr.
INDICE ELENCO N. 6 DI 6 (VOTAZIONI DAL N. 66 AL N. 77)
66 Nom. articolo 29 400 400 201 400 44 Appr.
67 Nom. articolo 30 397 397 199 396 1 44 Appr.
68 Nom. articolo 31 397 397 199 397 44 Appr.
69 Nom. articolo 32 397 397 199 397 44 Appr.
70 Nom. articolo agg. 32.01 387 381 6 191 42 339 44 Resp.
71 Nom. articolo agg. 32.0300 rif. 385 384 1 193 372 12 44 Appr.
72 Nom. em. 8.302 380 379 1 190 20 359 44 Resp.
73 Nom. em. 8.303 380 379 1 190 16 363 44 Resp.
74 Nom. em. 8.300 383 383 192 7 376 44 Resp.
75 Nom. em. 8.301 382 381 1 191 7 374 44 Resp.
76 Nom. articolo 8 386 386 194 368 18 44 Appr.
77 Nom. pdl 4041 ed abb.-A - voto finale 336 333 3 167 332 1 44 Appr.

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e contrario
 articolo 8
 articolo 25
 articolo 26
 articolo 81
e contrario
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e contrario
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 articolo 7
 articolo 9
 articolo 10
 articolo 11
 articolo 12
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 articolo 17
 articolo 18
 articolo 19
 articolo 20
 articolo 21
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