Source: https://ricorsi.net/giurisprudenza/sentenza/cassazione-sentenza-23882-2011/
Timestamp: 2019-08-18 05:05:05+00:00

Document:
Cassazione Sent. n. 23882/2011 – Ricorsi.net
Home Giurisprudenza Sentenze Cassazione Sent. n. 23882/2011
Cassazione Sent. n. 23882/2011
La Sentenza n. 23882 del 15/11/2011 della Corte di Cassazione Civile mette in risalto l’obbligatorietà della contestazione immediata nel caso in cui viene accertata una violazione per il superamento dei limiti di velocità (art. 142 C.d.S.) rilevata su di una strada non compresa nell’elenco prefettizio con il posizionamento di dispositivi di rilevamento della velocità a distanza.
Di fatto con tale sentenza la Corte di Cassazione Civile respinge la richiesta da parte del Comune di annullare la precedente sentenza di accoglimento emessa dal Gdp competente, facendo riferimento al D.L. 20 giugno 2002, n. 121, art. 4, (convertito, con modificazioni, nella L. 1 agosto 2002, n. 168) secondo cui è rimesso al Prefetto, previa consultazione degli organi di Polizia Stradale competenti per territorio, e su conforme parere dell’ente proprietario, l’individuazione delle strade, diverse dalle autostrade o dalle strade extraurbane principali, nelle quali non è possibile il fermo di un veicolo, al fine dell’immediata contestazione dell’infrazione, senza arrecare pregiudizio alla sicurezza della circolazione.
Il giudice di pace di (OMISSIS) il 7 febbraio 2007 annullava il verbale di accertamento di violazione dell’art. 142 C.d.S., a carico di V. V., relativo a infrazione stradale rilevata il 19 luglio 2006 con apparecchiatura elettronica. L’appello proposto dal comune di (OMISSIS) veniva rigettato dal Tribunale di (OMISSIS) con sentenza 23 luglio 2008.
Il tribunale affermava che infondatamente il Comune sosteneva che ai fini della omessa contestazione dell’infrazione erano irrilevanti le caratteristiche della strada in cui era avvenuto il rilevamento, non potendo essere installati gli apparecchi elettronici di rilevazione una strada extraurbana secondaria quale quella percorsa dal V..
Riteneva inoltre, in accoglimento dell’appello incidentale dell’opponente, che il provvedimento sanzionatorio fosse viziato, perchè la (OMISSIS), assoggettata a diversa denominazione ((OMISSIS)), non era stata inclusa, con opportune modifiche o integrazioni, nell’elenco di strade già individuate dal decreto prefettizio n. 46/027/PAT prot del 5 febbraio 2003.
Il Comune di (OMISSIS) ha proposto ricorso per cassazione, notificato il 12 ottobre 2009. L’opponente è rimasto intimato.
Il ricorso espone due motivi: con il primo il Comune lamenta violazione dell’art. 201 C.d.S., comma 1 bis, lett. F, e sostiene che l’uso dei meccanismi di rilevazione a distanza della velocità rende legittimo l’accertamento.
Con il secondo motivo il Comune denuncia violazione del D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 2, della L. n. 121 del 2002, art. 4, della L. n. 2248, art. 5, all. E del 1865, relativo alla pretesa disapplicazione del decreto prefettizio. Questo secondo motivo si conclude con il seguente quesito: “quali sono i limiti entro i quali è consentito al giudice ordinario disapplicare un atto amministrativo?” Il quesito viene posto specificando, al termine del motivo, che la censura va nel senso dell’integrale riforma della sentenza, avendo il giudice ordinario inteso disapplicare l’atto amministrativo sotto il profilo del merito e non della legittimità, violando i limiti di cui alla L. n. 2248 all. E del 1865, art. 5.
La sentenza del tribunale di (OMISSIS), che a pag. 4 della sentenza ha espresso sostanzialmente questi concetti, va dunque confermata.
Articolo precedenteCassazione Sent. n. 18049/2011
Articolo successivoCassazione Sent. n. 2486/2012

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 4
 sentenza 
 art. 2
 art. 4
 art. 5
 art. 5
 sentenza 
 sentenza