Source: https://www.slideshare.net/MarcoGrondacci/parte-quarta-tu-ambiente-bonifiche
Timestamp: 2017-08-21 05:43:28+00:00

Document:
Parte quarta tu ambiente bonifiche
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1. Parte quarta Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati Titolo V Bonifica di siti contaminati Articolo 239 Principi e campo di applicazione1. Il presente titolo disciplina gli interventi di bonifica e ripristino ambientale dei siti contaminati edefinisce le procedure, i criteri e le modalità per lo svolgimento delle operazioni necessarie perleliminazione delle sorgenti dellinquinamento e comunque per la riduzione delle concentrazioni disostanze inquinanti, in armonia con i principi e le norme comunitari, con particolare riferimento alprincipio "chi inquina paga".2. Ferma restando la disciplina dettata dal titolo I della parte quarta del presente decreto, ledisposizioni del presente titolo non si applicano:a) allabbandono dei rifiuti disciplinato dalla parte quarta del presente decreto. In tal caso qualora, aseguito della rimozione, avvio a recupero, smaltimento dei rifiuti abbandonati o depositati in modoincontrollato, si accerti il superamento dei valori di attenzione, si dovrà procedere allacaratterizzazione dellarea ai fini degli eventuali interventi di bonifica e ripristino ambientale daeffettuare ai sensi del presente titolo;b) agli interventi di bonifica disciplinati da leggi speciali, se non nei limiti di quanto espressamenterichiamato dalle medesime o di quanto dalle stesse non disciplinato.3. Gli interventi di bonifica e ripristino ambientale per le aree caratterizzate da inquinamentodiffuso sono disciplinati dalle Regioni con appositi piani, fatte salve le competenze e le procedurepreviste per i siti oggetto di bonifica di interesse nazionale e comunque nel rispetto dei criterigenerali di cui al presente titolo. Articolo 240 Definizioni1. Ai fini dellapplicazione del presente titolo, si definiscono:a) sito: larea o porzione di territorio, geograficamente definita e determinata, intesa nelle diversematrici ambientali (suolo, sottosuolo ed acque sotterranee) e comprensiva delle eventuali struttureedilizie e impiantistiche presenti;b) concentrazioni soglia di contaminazione (Csc): i livelli di contaminazione delle matriciambientali che costituiscono valori al di sopra dei quali è necessaria la caratterizzazione del sito elanalisi di rischio sito specifica, come individuati nellallegato 5 alla parte quarta del presentedecreto. Nel caso in cui il sito potenzialmente contaminato sia ubicato in unarea interessata dafenomeni antropici o naturali che abbiano determinato il superamento di una o più concentrazioni
2. soglia di contaminazione, queste ultime si assumono pari al valore di fondo esistente per tutti iparametri superati;c) concentrazioni soglia di rischio (Csr): i livelli di contaminazione delle matrici ambientali, dadeterminare caso per caso con lapplicazione della procedura di analisi di rischio sito specificasecondo i principi illustrati nellallegato 1 alla parte quarta del presente decreto e sulla base deirisultati del piano di caratterizzazione, il cui superamento richiede la messa in sicurezza e labonifica. I livelli di concentrazione così definiti costituiscono i livelli di accettabilità per il sito;d) sito potenzialmente contaminato: un sito nel quale uno o più valori di concentrazione dellesostanze inquinanti rilevati nelle matrici ambientali risultino superiori ai valori di concentrazionesoglia di contaminazione (Csc), in attesa di espletare le operazioni di caratterizzazione e di analisi dirischio sanitario e ambientale sito specifica, che ne permettano di determinare lo stato o meno dicontaminazione sulla base delle concentrazioni soglia di rischio (Csr);e) sito contaminato: un sito nel quale i valori delle concentrazioni soglia di rischio (Csr),determinati con lapplicazione della procedura di analisi di rischio di cui allallegato 1 alla partequarta del presente decreto sulla base dei risultati del piano di caratterizzazione, risultano superati;f) sito non contaminato: un sito nel quale la contaminazione rilevata nelle matrice ambientali risultiinferiore ai valori di concentrazione soglia di contaminazione (Csc) oppure, se superiore, risulticomunque inferiore ai valori di concentrazione soglia di rischio (Csr) determinate a seguitodellanalisi di rischio sanitario e ambientale sito specifica;g) sito con attività in esercizio: un sito nel quale risultano in esercizio attività produttive siaindustriali che commerciali nonché le aree pertinenziali e quelle adibite ad attività accessorieeconomiche, ivi comprese le attività di mantenimento e tutela del patrimonio ai fini della successivaripresa delle attività;h) sito dismesso: un sito in cui sono cessate le attività produttive;i) misure di prevenzione: le iniziative per contrastare un evento, un atto o unomissione che hacreato una minaccia imminente per la salute o per lambiente, intesa come rischio sufficientementeprobabile che si verifichi un danno sotto il profilo sanitario o ambientale in un futuro prossimo, alfine di impedire o minimizzare il realizzarsi di tale minaccia;l) misure di riparazione: qualsiasi azione o combinazione di azioni, tra cui misure di attenuazione oprovvisorie dirette a riparare, risanare o sostituire risorse naturali e/o servizi naturali danneggiati,oppure a fornire unalternativa equivalente a tali risorse o servizi;m) messa in sicurezza demergenza: ogni intervento immediato o a breve termine, da mettere inopera nelle condizioni di emergenza di cui alla lettera t) in caso di eventi di contaminazionerepentini di qualsiasi natura, atto a contenere la diffusione delle sorgenti primarie dicontaminazione, impedirne il contatto con altre matrici presenti nel sito e a rimuoverle, in attesa dieventuali ulteriori interventi di bonifica o di messa in sicurezza operativa o permanente;n) messa in sicurezza operativa: linsieme degli interventi eseguiti in un sito con attività in esercizioatti a garantire un adeguato livello di sicurezza per le persone e per lambiente, in attesa di ulterioriinterventi di messa in sicurezza permanente o bonifica da realizzarsi alla cessazione dellattività.Essi comprendono altresì gli interventi di contenimento della contaminazione da mettere in atto invia transitoria fino allesecuzione della bonifica o della messa in sicurezza permanente, al fine di
3. evitare la diffusione della contaminazione allinterno della stessa matrice o tra matrici differenti. Intali casi devono essere predisposti idonei piani di monitoraggio e controllo che consentano diverificare lefficacia delle soluzioni adottate;o) messa in sicurezza permanente: linsieme degli interventi atti a isolare in modo definitivo le fontiinquinanti rispetto alle matrici ambientali circostanti e a garantire un elevato e definitivo livello disicurezza per le persone e per lambiente. In tali casi devono essere previsti piani di monitoraggio econtrollo e limitazioni duso rispetto alle previsioni degli strumenti urbanistici;p) bonifica: linsieme degli interventi atti ad eliminare le fonti di inquinamento e le sostanzeinquinanti o a ridurre le concentrazioni delle stesse presenti nel suolo, nel sottosuolo e nelle acquesotterranee ad un livello uguale o inferiore ai valori delle concentrazioni soglia di rischio (Csr);q) ripristino e ripristino ambientale: gli interventi di riqualificazione ambientale e paesaggistica,anche costituenti complemento degli interventi di bonifica o messa in sicurezza permanente, checonsentono di recuperare il sito alla effettiva e definitiva fruibilità per la destinazione dusoconforme agli strumenti urbanistici;r) inquinamento diffuso: la contaminazione o le alterazioni chimiche, fisiche o biologiche dellematrici ambientali determinate da fonti diffuse e non imputabili ad una singola origine;s) analisi di rischio sanitario e ambientale sito specifica: analisi sito specifica degli effetti sullasalute umana derivanti dallesposizione prolungata allazione delle sostanze presenti nelle matriciambientali contaminate, condotta con i criteri indicati nellallegato 1 alla parte quarta del presentedecreto;t) condizioni di emergenza: gli eventi al verificarsi dei quali è necessaria lesecuzione di interventidi emergenza, quali ad esempio:1) concentrazioni attuali o potenziali dei vapori in spazi confinati prossime ai livelli di esplosività oidonee a causare effetti nocivi acuti alla salute;2) presenza di quantità significative di prodotto in fase separata sul suolo o in corsi di acquasuperficiali o nella falda;3) contaminazione di pozzi ad utilizzo idropotabile o per scopi agricoli;4) pericolo di incendi ed esplosioni. Articolo 2411 Regolamento aree agricole1. Il regolamento relativo agli interventi di bonifica, ripristino ambientale e di messa in sicurezza,demergenza, operativa e permanente, delle aree destinate alla produzione agricola e allallevamentoè adottato con decreto del Ministro dellambiente e della tutela del territorio di concerto con iMinistri delle attività produttive, della salute e delle politiche agricole e forestali.1 Questo articolo è stato dichiarato incostituzionale, dalla sentenza CC 247/2009 , nella parte in cui manca ilparere della Conferenza unificata di cui allart.8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.281
4. Articolo 242 Procedure operative ed amministrative1. Al verificarsi di un evento che sia potenzialmente in grado di contaminare il sito, il responsabiledellinquinamento mette in opera entro ventiquattro ore le misure necessarie di prevenzione e ne dàimmediata comunicazione ai sensi e con le modalità di cui allarticolo 304, comma 2. La medesimaprocedura si applica allatto di individuazione di contaminazioni storiche che possano ancoracomportare rischi di aggravamento della situazione di contaminazione.2. Il responsabile dellinquinamento, attuate le necessarie misure di prevenzione, svolge, nelle zoneinteressate dalla contaminazione, unindagine preliminare sui parametri oggetto dellinquinamento e,ove accerti che il livello delle concentrazioni soglia di contaminazione (Csc) non sia stato superato,provvede al ripristino della zona contaminata, dandone notizia, con apposita autocertificazione, alComune ed alla Provincia competenti per territorio entro quarantotto ore dalla comunicazione.Lautocertificazione conclude il procedimento di notifica di cui al presente articolo, ferme restandole attività di verifica e di controllo da parte dellautorità competente da effettuarsi nei successiviquindici giorni. Nel caso in cui linquinamento non sia riconducibile ad un singolo evento, iparametri da valutare devono essere individuati, caso per caso, sulla base della storia del sito e delleattività ivi svolte nel tempo.3. Qualora lindagine preliminare di cui al comma 2 accerti lavvenuto superamento delle Csc ancheper un solo parametro, il responsabile dellinquinamento ne dà immediata notizia al Comune ed alleProvince competenti per territorio con la descrizione delle misure di prevenzione e di messa insicurezza di emergenza adottate. Nei successivi trenta giorni, presenta alle predette amministrazioni,nonché alla Regione territorialmente competente il piano di caratterizzazione con i requisiti di cuiallallegato 2 alla parte quarta del presente decreto. Entro i trenta giorni successivi la Regione,convocata la conferenza di servizi, autorizza il piano di caratterizzazione con eventuali prescrizioniintegrative. Lautorizzazione regionale costituisce assenso per tutte le opere connesse allacaratterizzazione, sostituendosi ad ogni altra autorizzazione, concessione, concerto, intesa, nullaosta da parte della Pubblica amministrazione.4. Sulla base delle risultanze della caratterizzazione, al sito è applicata la procedura di analisi delrischio sito specifica per la determinazione delle concentrazioni soglia di rischio (Csr). I criteri perlapplicazione della procedura di analisi di rischio sono stabiliti con decreto del Ministrodellambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con i Ministri dello sviluppoeconomico e della salute entro il 30 giugno 2008. Nelle more dellemanazione del predetto decreto, icriteri per lapplicazione della procedura di analisi di rischio sono riportati nellallegato 1 alla partequarta del presente decreto. Entro sei mesi dallapprovazione del piano di caratterizzazione, ilsoggetto responsabile presenta alla Regione i risultati dellanalisi di rischio. La conferenza di serviziconvocata dalla Regione, a seguito dellistruttoria svolta in contraddittorio con il soggettoresponsabile, cui è dato un preavviso di almeno venti giorni, approva il documento di analisi dirischio entro i sessanta giorni dalla ricezione dello stesso. Tale documento è inviato ai componentidella conferenza di servizi almeno venti giorni prima della data fissata per la conferenza e, in casodi decisione a maggioranza, la delibera di adozione fornisce una adeguata ed analitica motivazionerispetto alle opinioni dissenzienti espresse nel corso della conferenza.5. Qualora gli esiti della procedura dellanalisi di rischio dimostrino che la concentrazione deicontaminanti presenti nel sito è inferiore alle concentrazioni soglia di rischio, la Conferenza deiservizi, con lapprovazione del documento dellanalisi del rischio, dichiara concluso positivamente ilprocedimento. In tal caso la Conferenza di servizi può prescrivere lo svolgimento di un programma
5. di monitoraggio sul sito circa la stabilizzazione della situazione riscontrata in relazione agli esitidellanalisi di rischio e allattuale destinazione duso del sito. A tal fine, il soggetto responsabile,entro sessanta giorni dallapprovazione di cui sopra, invia alla Provincia ed alla Regione competentiper territorio un piano di monitoraggio nel quale sono individuati:a) i parametri da sottoporre a controllo;b) la frequenza e la durata del monitoraggio.6. La Regione, sentita la Provincia, approva il piano di monitoraggio entro trenta giorni dalricevimento dello stesso. Lanzidetto termine può essere sospeso una sola volta, qualora lautoritàcompetente ravvisi la necessità di richiedere, mediante atto adeguatamente motivato, integrazionidocumentali o approfondimenti del progetto, assegnando un congruo termine per ladempimento. Inquesto caso il termine per lapprovazione decorre dalla ricezione del progetto integrato. Allascadenza del periodo di monitoraggio il soggetto responsabile ne dà comunicazione alla Regione edalla Provincia, inviando una relazione tecnica riassuntiva degli esiti del monitoraggio svolto. Nelcaso in cui le attività di monitoraggio rilevino il superamento di uno o più delle concentrazionisoglia di rischio, il soggetto responsabile dovrà avviare la procedura di bonifica di cui al comma 7.7. Qualora gli esiti della procedura dellanalisi di rischio dimostrino che la concentrazione dei contaminantipresenti nel sito è superiore ai valori di concentrazione soglia di rischio (Csr), il soggetto responsabilesottopone alla Regione, nei successivi sei mesi dallapprovazione del documento di analisi di rischio, ilprogetto operativo degli interventi di bonifica o di messa in sicurezza, operativa o permanente, e, ovenecessario, le ulteriori misure di riparazione e di ripristino ambientale, al fine di minimizzare e ricondurread accettabilità il rischio derivante dallo stato di contaminazione presente nel sito. Nel caso di interventi dibonifica o di messa in sicurezza di cui al periodo precedente, che presentino particolari complessità a causadella natura della contaminazione, degli interventi, delle dotazioni impiantistiche necessarie odellestensione dellarea interessata dagli interventi medesimi, il progetto può essere articolato per fasiprogettuali distinte al fine di rendere possibile la realizzazione degli interventi per singole aree o per fasitemporali successive.2 Nellambito dellarticolazione temporale potrà essere valutata ladozione ditecnologie innovative, di dimostrata efficienza ed efficacia, a costi sopportabili, resesi disponibili a seguitodello sviluppo tecnico-scientifico del settore.3La Regione, acquisito il parere del Comune e della Provincia interessati mediante appositaConferenza di servizi e sentito il soggetto responsabile, approva il progetto, con eventualiprescrizioni ed integrazioni entro sessanta giorni dal suo ricevimento. Tale termine può esseresospeso una sola volta, qualora la Regione ravvisi la necessità di richiedere, mediante attoadeguatamente motivato, integrazioni documentali o approfondimenti al progetto, assegnando uncongruo termine per ladempimento. In questa ipotesi il termine per lapprovazione del progettodecorre dalla presentazione del progetto integrato. Ai soli fini della realizzazione e delleserciziodegli impianti e delle attrezzature necessarie allattuazione del progetto operativo e per il tempostrettamente necessario allattuazione medesima, lautorizzazione regionale di cui al presente commasostituisce a tutti gli effetti le autorizzazioni, le concessioni, i concerti, le intese, i nulla osta, i parerie gli assensi previsti dalla legislazione vigente compresi, in particolare, quelli relativi allavalutazione di impatto ambientale, ove necessaria, alla gestione delle terre e rocce da scavoallinterno dellarea oggetto dellintervento ed allo scarico delle acque emunte dalle falde.Lautorizzazione costituisce, altresì, variante urbanistica e comporta dichiarazione di pubblica2 Comma integrato dal comma 5 articolo 40 della legge 214/20113 Ultimo periodo aggiunto dalla lettera fbis comma 1 articolo 24 della legge 35/2012
6. utilità, di urgenza ed indifferibilità dei lavori. Con il provvedimento di approvazione del progettosono stabiliti anche i tempi di esecuzione, indicando altresì le eventuali prescrizioni necessarie perlesecuzione dei lavori ed è fissata lentità delle garanzie finanziarie, in misura non superiore alcinquanta per cento del costo stimato dellintervento, che devono essere prestate in favore dellaRegione per la corretta esecuzione ed il completamento degli interventi medesimi.8. I criteri per la selezione e lesecuzione degli interventi di bonifica e ripristino ambientale, dimessa in sicurezza operativa o permanente, nonché per lindividuazione delle migliori tecniche diintervento a costi sostenibili (Batneec — Best Available Technology Not Entailing ExcessiveCosts) ai sensi delle normative comunitarie sono riportati nellallegato 3 alla parte quarta delpresente decreto.9. La messa in sicurezza operativa, riguardante i siti contaminati con attività in esercizio4,garantisce una adeguata sicurezza sanitaria ed ambientale ed impedisce unulteriore propagazionedei contaminanti. I progetti di messa in sicurezza operativa sono accompagnati da accurati piani dimonitoraggio dellefficacia delle misure adottate ed indicano se allatto della cessazione dellattivitàsi renderà necessario un intervento di bonifica o un intervento di messa in sicurezza permanente.Possono essere altresì autorizzati interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e di messa insicurezza degli impianti e delle reti tecnologiche, purché non compromettano la possibilità dieffettuare o completare gli interventi di bonifica che siano condotti adottando appropriate misure diprevenzione dei rischi.510. Nel caso di caratterizzazione, bonifica, messa in sicurezza e ripristino ambientale di siti conattività in esercizio, la Regione, fatto salvo lobbligo di garantire la tutela della salute pubblica edellambiente, in sede di approvazione del progetto assicura che i suddetti interventi siano articolatiin modo tale da risultare compatibili con la prosecuzione della attività.11. Nel caso di eventi avvenuti anteriormente allentrata in vigore della parte quarta del presentedecreto che si manifestino successivamente a tale data in assenza di rischio immediato perlambiente e per la salute pubblica, il soggetto interessato comunica alla Regione, alla Provincia e alComune competenti lesistenza di una potenziale contaminazione unitamente al piano dicaratterizzazione del sito, al fine di determinarne lentità e lestensione con riferimento ai parametriindicati nelle Csc ed applica le procedure di cui ai commi 4 e seguenti.12. Le indagini ed attività istruttorie sono svolte dalla Provincia, che si avvale della competenzatecnica dellAgenzia regionale per la protezione dellambiente e si coordina con le altreamministrazioni.13. La procedura di approvazione della caratterizzazione e del progetto di bonifica si svolge inConferenza di servizi convocata dalla Regione e costituita dalle amministrazioni ordinariamentecompetenti a rilasciare i permessi, autorizzazioni e concessioni per la realizzazione degli interventicompresi nel piano e nel progetto. La relativa documentazione è inviata ai componenti dellaconferenza di servizi almeno venti giorni prima della data fissata per la discussione e, in caso didecisione a maggioranza, la delibera di adozione deve fornire una adeguata ed analitica motivazionerispetto alle opinioni dissenzienti espresse nel corso della Conferenza. Compete alla Provinciarilasciare la certificazione di avvenuta bonifica. Qualora la Provincia non provveda a rilasciare talecertificazione entro trenta giorni dal ricevimento della delibera di adozione, al rilascio provvede laRegione.4 Le parole in corsivo sono state soppresse dal comma 5 articolo 40 legge 214/20115 Ultimo periodo del comma inserito dal comma 5 articolo 40 della legge 214/2011
7. Articolo 243 Acque di falda1. Le acque di falda emunte dalle falde sotterranee, nellambito degli interventi di bonifica o messain sicurezza di un sito, possono essere scaricate, direttamente o dopo essere state utilizzate in cicliproduttivi in esercizio nel sito stesso, nel rispetto dei limiti di emissione di acque reflue industrialiin acque superficiali di cui al presente decreto.2. In deroga a quanto previsto dal comma 1 dellarticolo 104, ai soli fini della bonificadellacquifero, è ammessa la reimmissione, previo trattamento, delle acque sotterranee nella stessaunità geologica da cui le stesse sono state estratte, indicando la tipologia di trattamento, lecaratteristiche quali-quantitative delle acque reimmesse, le modalità di reimmissione e le misure dimessa in sicurezza della porzione di acquifero interessato dal sistema di estrazione/ reimmissione.Le acque reimmesse devono essere state sottoposte ad un trattamento finalizzato alla bonificadellacquifero e non devono contenere altre acque di scarico o altre sostanze pericolose diverse, perqualità e quantità, da quelle presenti nelle acque prelevate. Articolo 244 Ordinanze1. Le Pubbliche amministrazioni che nellesercizio delle proprie funzioni individuano siti nei qualiaccertino che i livelli di contaminazione sono superiori ai valori di concentrazione soglia dicontaminazione, ne danno comunicazione alla Regione, alla Provincia e al Comune competenti.2. La Provincia, ricevuta la comunicazione di cui al comma 1, dopo aver svolto le opportuneindagini volte ad identificare il responsabile dellevento di superamento e sentito il Comune, diffidacon ordinanza motivata il responsabile della potenziale contaminazione a provvedere ai sensi delpresente titolo.3. Lordinanza di cui al comma 2 è comunque notificata anche al proprietario del sito ai sensi e pergli effetti dellarticolo 253.4. Se il responsabile non sia individuabile o non provveda e non provveda il proprietario del sito néaltro soggetto interessato, gli interventi che risultassero necessari ai sensi delle disposizioni di cui alpresente titolo sono adottati dallamministrazione competente in conformità a quanto dispostodallarticolo 250. Articolo 245 Obblighi di intervento e di notifica da parte dei soggetti non responsabili della potenziale contaminazione1. Le procedure per gli interventi di messa in sicurezza, di bonifica e di ripristino ambientaledisciplinate dal presente titolo possono essere comunque attivate su iniziativa degli interessati nonresponsabili.2. Fatti salvi gli obblighi del responsabile della potenziale contaminazione di cui allarticolo 242, ilproprietario o il gestore dellarea che rilevi il superamento o il pericolo concreto e attuale delsuperamento delle concentrazione soglia di contaminazione (Csc) deve darne comunicazione alla
8. Regione, alla Provincia ed al Comune territorialmente competenti e attuare le misure di prevenzionesecondo la procedura di cui allarticolo 242. La Provincia, una volta ricevute le comunicazioni di cuisopra, si attiva, sentito il Comune, per lidentificazione del soggetto responsabile al fine di dar corsoagli interventi di bonifica. È comunque riconosciuta al proprietario o ad altro soggetto interessato lafacoltà di intervenire in qualunque momento volontariamente per la realizzazione degli interventi dibonifica necessari nellambito del sito in proprietà o disponibilità.3. Qualora i soggetti interessati procedano ai sensi dei commi 1 e 2 entro sei mesi dalla data dientrata in vigore della parte quarta del presente decreto, ovvero abbiano già provveduto in tal sensoin precedenza, la decorrenza dellobbligo di bonifica di siti per eventi anteriori allentrata in vigoredella parte quarta del presente decreto verrà definita dalla Regione territorialmente competente inbase alla pericolosità del sito, determinata in generale dal piano regionale delle bonifiche o da suoieventuali stralci, salva in ogni caso la facoltà degli interessati di procedere agli interventi prima delsuddetto termine. Articolo 246 Accordi di programma1. I soggetti obbligati agli interventi di cui al presente titolo ed i soggetti altrimenti interessati hannodiritto di definire modalità e tempi di esecuzione degli interventi mediante appositi accordi diprogramma stipulati, entro sei mesi dallapprovazione del documento di analisi di rischio di cuiallarticolo 242, con le amministrazioni competenti ai sensi delle disposizioni di cui al presentetitolo.2. Nel caso in cui vi siano soggetti che intendano o siano tenuti a provvedere alla contestualebonifica di una pluralità di siti che interessano il territorio di più Regioni, i tempi e le modalità diintervento possono essere definiti con appositi accordi di programma stipulati, entro dodici mesidallapprovazione del documento di analisi di rischio di cui allarticolo 242, con le Regioniinteressate.3. Nel caso in cui vi siano soggetti che intendano o siano tenuti a provvedere alla contestualebonifica di una pluralità di siti dislocati su tutto il territorio nazionale o vi siano più soggettiinteressati alla bonifica di un medesimo sito di interesse nazionale, i tempi e le modalità diintervento possono essere definiti con accordo di programma da stipularsi, entro diciotto mesidallapprovazione del documento di analisi di rischio di cui allarticolo 242, con il Ministrodellambiente e della tutela del territorio di concerto con i Ministri della salute e delle attivitàproduttive, dintesa con la Conferenza Stato-Regioni. Articolo 247 Siti soggetti a sequestro1. Nel caso in cui il sito inquinato sia soggetto a sequestro, lautorità giudiziaria che lo ha dispostopuò autorizzare laccesso al sito per lesecuzione degli interventi di messa in sicurezza, bonifica eripristino ambientale delle aree, anche al fine di impedire lulteriore propagazione degli inquinantied il conseguente peggioramento della situazione ambientale.
9. Articolo 248 Controlli1. La documentazione relativa al piano della caratterizzazione del sito e al progetto operativo,comprensiva delle misure di riparazione, dei monitoraggi da effettuare, delle limitazioni duso edelle prescrizioni eventualmente dettate ai sensi dellarticolo 242, comma 4, è trasmessa allaProvincia e allAgenzia regionale per la protezione dellambiente competenti ai finidelleffettuazione dei controlli sulla conformità degli interventi ai progetti approvati.2. Il completamento degli interventi di bonifica, di messa in sicurezza permanente e di messa insicurezza operativa, nonché la conformità degli stessi al progetto approvato sono accertati dallaProvincia mediante apposita certificazione sulla base di una relazione tecnica predispostadallAgenzia regionale per la protezione dellambiente territorialmente competente.3. La certificazione di cui al comma 2 costituisce titolo per lo svincolo delle garanzie finanziarie dicui allarticolo 242, comma 7. Articolo 249 Aree contaminate di ridotte dimensioni1. Per le aree contaminate di ridotte dimensioni si applicano le procedure semplificate di interventoriportate nellallegato 4 alla parte quarta del presente decreto. Articolo 250 Bonifica da parte dellamministrazione1. Qualora i soggetti responsabili della contaminazione non provvedano direttamente agliadempimenti disposti dal presente titolo ovvero non siano individuabili e non provvedano né ilproprietario del sito né altri soggetti interessati, le procedure e gli interventi di cui allarticolo 242sono realizzati dufficio dal Comune territorialmente competente e, ove questo non provveda, dallaRegione, secondo lordine di priorità fissati dal piano regionale per la bonifica delle aree inquinate,avvalendosi anche di altri soggetti pubblici o privati, individuati ad esito di apposite procedure adevidenza pubblica. Al fine di anticipare le somme per i predetti interventi le Regioni possonoistituire appositi fondi nellambito delle proprie disponibilitàdi bilancio. Articolo 251 Censimento ed anagrafe dei siti da bonificare1. Le Regioni, sulla base dei criteri definiti dallAgenzia per la protezione dellambiente e per iservizi tecnici (Apat), predispongono lanagrafe dei siti oggetto di procedimento di bonifica, laquale deve contenere:a) lelenco dei siti sottoposti ad intervento di bonifica e ripristino ambientale nonché degli interventirealizzati nei siti medesimi;b) lindividuazione dei soggetti cui compete la bonifica;
10. c) gli enti pubblici di cui la Regione intende avvalersi, in caso di inadempienza dei soggettiobbligati, ai fini dellesecuzione dufficio, fermo restando laffidamento delle opere necessariemediante gara pubblica ovvero il ricorso alle procedure dellarticolo 242.2. Qualora, allesito dellanalisi di rischio sito specifica venga accertato il superamento delleconcentrazioni di rischio, tale situazione viene riportata dal certificato di destinazione urbanistica,nonché dalla cartografia e dalle norme tecniche di attuazione dello strumento urbanistico generaledel Comune e viene comunicata allUfficio tecnico erariale competente.3. Per garantire lefficacia della raccolta e del trasferimento dei dati e delle informazioni, lAgenziaper la protezione dellambiente e per i servizi tecnici (Apat) definisce, in collaborazione con leRegioni e le agenzie regionali per la protezione dellambiente, i contenuti e la struttura dei datiessenziali dellanagrafe, nonché le modalità della loro trasposizione in sistemi informativi collegatialla rete del Sistema informativo nazionale dellambiente (Sina). Articolo 252 Siti di interesse nazionale1. I siti di interesse nazionale, ai fini della bonifica, sono individuabili in relazione allecaratteristiche del sito, alle quantità e pericolosità degli inquinanti presenti, al rilievo dellimpattosullambiente circostante in termini di rischio sanitario ed ecologico, nonché di pregiudizio per ibeni culturali ed ambientali.2. Allindividuazione dei siti di interesse nazionale si provvede con decreto del Ministrodellambiente e della tutela del territorio, dintesa con le Regioni interessate, secondo i seguentiprincipi e criteri direttivi:a) gli interventi di bonifica devono riguardare aree e territori, compresi i corpi idrici, di particolarepregio ambientale;b) la bonifica deve riguardare aree e territori tutelati ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio2004, n. 42;c) il rischio sanitario ed ambientale che deriva dal rilevato superamento delle concentrazioni sogliadi rischio deve risultare particolarmente elevato in ragione della densità della popolazione odellestensione dellarea interessata;d) limpatto socio economico causato dallinquinamento dellarea deve essere rilevante;e) la contaminazione deve costituire un rischio per i beni di interesse storico e culturale di rilevanzanazionale;f) gli interventi da attuare devono riguardare siti compresi nel territorio di più Regioni.3. Ai fini della perimetrazione del sito sono sentiti i Comuni, le Province, le Regioni e gli altri entilocali, assicurando la partecipazione dei responsabili nonché dei proprietari delle aree da bonificare,se diversi dai soggetti responsabili.4. La procedura di bonifica di cui allarticolo 242 dei siti di interesse nazionale è attribuita allacompetenza del Ministero dellambiente e della tutela del territorio, sentito il Ministero delle attività
11. produttive. Il Ministero dellambiente e della tutela del territorio può avvalersi anche dellAgenziaper la protezione dellambiente e per i servizi tecnici (Apat), delle Agenzie regionali per laprotezione dellambiente delle Regioni interessate e dellIstituto superiore di sanità nonché di altrisoggetti qualificati pubblici o privati.5. Nel caso in cui il responsabile non provveda o non sia individuabile oppure non provveda ilproprietario del sito contaminato né altro soggetto interessato, gli interventi sono predisposti dalMinistero dellambiente e della tutela del territorio, avvalendosi dellAgenzia per la protezionedellambiente e per i servizi tecnici (Apat), dellIstituto superiore di sanità e dellEnea nonché di altrisoggetti qualificati pubblici o privati.6. Lautorizzazione del progetto e dei relativi interventi sostituisce a tutti gli effetti le autorizzazioni,le concessioni, i concerti, le intese, i nulla osta, i pareri e gli assensi previsti dalla legislazionevigente, ivi compresi, tra laltro, quelli relativi alla realizzazione e allesercizio degli impianti e delleattrezzature necessarie alla loro attuazione. Lautorizzazione costituisce, altresì, variante urbanisticae comporta dichiarazione di pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità dei lavori.7. Se il progetto prevede la realizzazione di opere sottoposte a procedura di valutazione di impattoambientale, lapprovazione del progetto di bonifica comprende anche tale valutazione.8. In attesa del perfezionamento del provvedimento di autorizzazione di cui ai commi precedenti,completata listruttoria tecnica, il Ministro dellambiente e della tutela del territorio può autorizzarein via provvisoria, su richiesta dellinteressato, ove ricorrano motivi durgenza e fatta salvalacquisizione della pronuncia positiva del giudizio di compatibilità ambientale, ove prevista, lavviodei lavori per la realizzazione dei relativi interventi di bonifica, secondo il progetto valutatopositivamente, con eventuali prescrizioni, dalla conferenza di servizi convocata dal Ministrodellambiente e della tutela del territorio. Lautorizzazione provvisoria produce gli effetti di cuiallarticolo 242, comma 7.9. È qualificato sito di interesse nazionale ai sensi della normativa vigente larea interessata dallabonifica della ex discarica delle Strillaie (Grosseto). Con successivo decreto del Ministrodellambiente e della tutela del territorio si provvederà alla perimetrazione della predetta area. Articolo 252-bis Siti di preminente interesse pubblico per la riconversione industriale1. Con uno o più decreti del Ministro per lo sviluppo economico, di concerto con il Ministrodellambiente e della tutela del territorio e del mare e previa intesa con la Conferenza permanenteper i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, sono individuati isiti di interesse pubblico ai fini dellattuazione di programmi ed interventi di riconversioneindustriale e di sviluppo economico produttivo, contaminati da eventi antecedenti al 30 aprile 2006,anche non compresi nel Programma nazionale di bonifica di cui al decreto ministeriale 18 settembre2001, n. 468 e successive modifiche ed integrazioni, nonché il termine, compreso fra novanta etrecentosessanta giorni, per la conclusione delle conferenze di servizi di cui al comma 5. In tali sitisono attuati progetti di riparazione dei terreni e delle acque contaminate assieme ad interventi miratiallo sviluppo economico produttivo. Nei siti con aree demaniali e acque di falda contaminate taliprogetti sono elaborati ed approvati, entro dodici mesi dalladozione del decreto di cui al presentecomma, con appositi accordi di programma stipulati tra i soggetti interessati, i Ministri per losviluppo economico, dellambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute e ilPresidente della Regione territorialmente competente, sentiti il Presidente della Provincia e il
12. Sindaco del Comune territorialmente competenti. Gli interventi di riparazione sono approvati inderoga alle procedure di bonifica di cui alla parte IV del titolo V del presente decreto.2. Gli oneri connessi alla messa in sicurezza e alla bonifica nonché quelli conseguentiallaccertamento di ulteriori danni ambientali sono a carico del soggetto responsabile dellacontaminazione, qualora sia individuato, esistente e solvibile. Il proprietario del sito contaminato èobbligato in via sussidiaria previa escussione del soggetto responsabile dellinquinamento.3. Gli accordi di programma assicurano il coordinamento delle azioni per determinarne i tempi, lemodalità, il finanziamento ed ogni altro connesso e funzionale adempimento per lattuazione deiprogrammi di cui al comma 1 e disciplinano in particolare:a) gli obiettivi di reindustrializzazione e di sviluppo economico produttivo e il piano economicofinanziario degli investimenti da parte di ciascuno dei proprietari delle aree comprese nel sitocontaminato al fine di conseguire detti obiettivi;b) il coordinamento delle risultanze delle caratterizzazioni eseguite e di quelle che si intendonosvolgere;c) gli obiettivi degli interventi di bonifica e riparazione, i relativi obblighi dei responsabili dellacontaminazione e del proprietario del sito, leventuale costituzione di consorzi pubblici o apartecipazione mista per lattuazione di tali obblighi nonché le iniziative e le azioni che le pubblicheamministrazioni si impegnano ad assumere ed a finanziare;d) la quantificazione degli effetti temporanei in termini di perdita di risorse e servizi causatidallinquinamento delle acque;e) le azioni idonee a compensare le perdite temporanee di risorse e servizi, sulla base dellallegato IIdella direttiva 2004/35/Ce; a tal fine sono preferite le misure di miglioramento della sostenibilitàambientale degli impianti esistenti, sotto il profilo del miglioramento tecnologico produttivo edellimplementazione dellefficacia dei sistemi di depurazione e abbattimento delle emissioni.f) la prestazione di idonee garanzie finanziarie da parte dei privati per assicurare ladempimentodegli impegni assunti;g) leventuale finanziamento di attività di ricerca e di sperimentazione di tecniche e metodologiefinalizzate al trattamento delle matrici ambientali contaminate e allabbattimento delleconcentrazioni di contaminazione, nonché ai sistemi di misurazione e analisi delle sostanzecontaminanti e di monitoraggio della qualità ecologica del sito;h) le modalità di monitoraggio per il controllo delladempimento degli impegni assunti e dellarealizzazione dei progetti.4. La stipula dellaccordo di programma costituisce riconoscimento dellinteresse pubblico generalealla realizzazione degli impianti, delle opere e di ogni altro intervento connesso e funzionale agliobiettivi di risanamento e di sviluppo economico e produttivo.5. I provvedimenti relativi agli interventi di cui al comma 3 sono approvati ai sensi del comma 6previo svolgimento di due conferenze di servizi, aventi ad oggetto rispettivamente lintervento dibonifica e lintervento di reindustrializzazione. La conferenza di servizi relativa allintervento dibonifica è indetta dal Ministero dellambiente e della tutela del territorio e del mare, che costituisce
13. lamministrazione procedente. La conferenza di servizi relativa allintervento direindustrializzazione è indetta dal Ministero dello sviluppo economico, che costituiscelamministrazione procedente. Le due conferenze di servizi sono indette ai sensi dellarticolo 14 eseguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241 e ad esse partecipano i soggetti pubblici coinvoltinellaccordo di programma di cui al comma 1 e i soggetti privati proponenti le opere e gli interventinei siti di cui al medesimo comma 1. Lassenso espresso dai rappresentanti degli enti locali, sullabase delle determinazioni a provvedere degli organi competenti, sostituisce ogni atto di pertinenzadegli enti medesimi. Alle conferenze dei servizi sono ammessi gli enti, le associazioni e leorganizzazioni sindacali interessati alla realizzazione del programma.6. Fatta salva lapplicazione delle norme in materia di valutazione di impatto ambientale e diautorizzazione ambientale integrata, allesito delle due conferenze di servizi, con decreto delMinistro dellambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministro dello sviluppoeconomico, dintesa con la Regione interessata, si autorizzano la bonifica e la eventuale messa insicurezza nonché la costruzione e lesercizio degli impianti e delle opere annesse.7. In considerazione delle finalità di tutela e ripristino ambientale perseguite dal presente articolo,lattuazione da parte dei privati degli impegni assunti con laccordo di programma costituisce ancheattuazione degli obblighi di cui alla direttiva 2004/35/Ce e delle relative disposizioni di attuazionedi cui alla parte VI del presente decreto.8. Gli obiettivi di bonifica dei suoli e delle acque sono stabiliti dalla llAllegato I dellallegato 5 altitolo V del presente decreto. Qualora il progetto preliminare dimostri che tali limiti non possonoessere raggiunti nonostante lapplicazione, secondo i principi della normativa comunitaria, dellemigliori tecnologie disponibili a costi sopportabili, la Conferenza di servizi indetta dal Ministerodellambiente e della tutela del territorio e del mare può autorizzare interventi di bonifica e ripristinoambientale con misure di sicurezza che garantiscano, comunque, la tutela ambientale e sanitariaanche se i valori di concentrazione residui previsti nel sito risultano superiori a quelli stabiliti dallatabella I dellallegato 5 al titolo V del presente decreto. Tali valori di concentrazione residui sonodeterminati in base ad una metodologia di analisi di rischio riconosciuta a livello internazionale.9. In caso di mancata partecipazione allaccordo di programma di cui al comma 1 di uno o piùresponsabili della contaminazione, gli interventi sono progettati ed effettuati dufficio dalleamministrazioni che hanno diritto di rivalsa nei confronti dei soggetti che hanno determinatolinquinamento, ciascuno per la parte di competenza. La presente disposizione si applica anchequalora il responsabile della contaminazione non adempia a tutte le obbligazioni assunte in baseallaccordo di programma.10. Restano ferme la titolarità del procedimento di bonifica e le altre competenze attribuite alleRegioni per i siti contaminati che non rientrano fra quelli di interesse nazionale di cui allarticolo252.
14. Articolo 253 Oneri reali e privilegi speciali1. Gli interventi di cui al presente titolo costituiscono onere reale sui siti contaminati qualoraeffettuati dufficio dallautorità competente ai sensi dellarticolo 250. Lonere reale viene iscritto aseguito della approvazione del progetto di bonifica e deve essere indicato nel certificato didestinazione urbanistica.2. Le spese sostenute per gli interventi di cui al comma 1 sono assistite da privilegio specialeimmobiliare sulle aree medesime, ai sensi e per gli effetti dellarticolo 2748, secondo comma, delCodice civile61 . Detto privilegio si può esercitare anche in pregiudizio dei diritti acquistati dai terzisullimmobile.3. Il privilegio e la ripetizione delle spese possono essere esercitati, nei confronti del proprietariodel sito incolpevole dellinquinamento o del pericolo di inquinamento, solo a seguito diprovvedimento motivato dellautorità competente che giustifichi, tra laltro, limpossibilità diaccertare lidentità del soggetto responsabile ovvero che giustifichi 1impossibilità di esercitareazioni di rivalsa nei confronti del medesimo soggetto ovvero la loro infruttuosità.4. In ogni caso, il proprietario non responsabile dellinquinamento può essere tenuto a rimborsare,sulla base di provvedimento motivato e con losservanza delle disposizioni di cui alla legge 7 agosto1990, n. 241, le spese degli interventi adottati dallautorità competente soltanto nei limiti del valoredi mercato del sito determinato a seguito dellesecuzione degli interventi medesimi. Nel caso in cuiil proprietario non responsabile dellinquinamento abbia spontaneamente provveduto alla bonificadel sito inquinato, ha diritto di rivalersi nei confronti del responsabile dellinquinamento per le spesesostenute e per leventuale maggior danno subito.5. Gli interventi di bonifica dei siti inquinati possono essere assistiti, sulla base di appositadisposizione legislativa di finanziamento, da contributi pubblici entro il limite massimo delcinquanta per cento delle relative spese qualora sussistano preminenti interessi pubblici connessi adesigenze di tutela igienico-sanitaria e ambientale o occupazionali. Ai predetti contributi pubblicinon si applicano le disposizioni di cui ai commi 1 e 2.
15. Titolo VI Sistema sanzionatorio e disposizioni transitorie e finali Capo I Sanzioni Articolo 257 Bonifica dei siti1. Chiunque cagiona linquinamento del suolo, del sottosuolo, delle acque superficiali o delle acquesotterranee con il superamento delle concentrazioni soglia di rischio è punito con la penadellarresto da sei mesi a un anno o con lammenda da duemilaseicento euro a ventiseimila euro, senon provvede alla bonifica in conformità al progetto approvato dallautorità competente nellambitodel procedimento di cui agli articoli 242 e seguenti. In caso di mancata effettuazione dellacomunicazione di cui allarticolo 242, il trasgressore è punito con la pena dellarresto da tre mesi aun anno o con lammenda da mille euro a ventiseimila euro.2. Si applica la pena dellarresto da un anno a due anni e la pena dellammenda dacinquemiladuecento euro a cinquantaduemila euro se linquinamento è provocato da sostanzepericolose.3. Nella sentenza di condanna per la contravvenzione di cui ai commi 1 e 2, o nella sentenza emessaai sensi dellarticolo 444 del Codice di procedura penale64 , il beneficio della sospensionecondizionale della pena può essere subordinato alla esecuzione degli interventi di emergenza,bonifica e ripristino ambientale.4. Losservanza dei progetti approvati ai sensi degli articoli 242 e seguenti costituisce condizione dinon punibilità per i reati ambientali contemplati da altre leggi per il medesimo evento e per la stessacondotta di inquinamento di cui al comma 1.
16. Allegato 1Criteri generali per lanalisi di rischio sanitario ambientale sito-specificaPremessaIl presente allegato definisce gli elementi necessari per la redazione dellanalisi di rischio sanitarioambientale sito-specifica (nel seguito analisi di rischio), da utilizzarsi per la definizione degliobiettivi di bonifica. Lanalisi di rischio si può applicare prima, durante e dopo le operazioni dibonifica o messa in sicurezza.Larticolato normativo fa riferimento a due criteri-soglia di intervento: il primo (Csc) daconsiderarsi valore di attenzione, superato il quale occorre svolgere una caratterizzazione ed ilsecondo (Csr) che identifica i livelli di contaminazione residua accettabili, calcolati mediante analisidi rischio, sui quali impostare gli interventi di messa in sicurezza e/o di bonifica.Il presente allegato definisce i criteri minimi da applicare nella procedura di analisi di rischioinversa che verrà utilizzata per il calcolo delle Csr, cioè per definire in modo rigoroso e cautelativoper lambiente gli obiettivi di bonifica aderenti alla realtà del sito, che rispettino i criteri diaccettabilità del rischio cancerogeno e dellindice di rischio assunti nei punti di conformità prescelti.Concetti e principi baseNellapplicazione dellanalisi di rischio dei siti contaminati ed ai fini di una interpretazione correttadei risultati finali occorre tenere conto dei seguenti concetti:la grandezza rischio, in tutte le sue diverse accezioni, ha costantemente al suo interno componentiprobabilistiche. Nella sua applicazione per definire gli obiettivi di risanamento è importantesottolineare che la probabilità non è legata allevento di contaminazione (già avvenuto), quanto allanatura probabilistica degli effetti nocivi che la contaminazione, o meglio lesposizione ad un certocontaminante, può avere sui ricettori finali.Ai fini di una piena accettazione dei risultati dovrà essere posta una particolare cura nella scelta deiparametri da utilizzare nei calcoli, scelta che dovrà rispondere sia a criteri di conservatività, ilprincipio della cautela è intrinseco alla procedura di analisi di rischio, che a quelli di sito-specificitàricavabili dalle indagini di caratterizzazione svolte.Lindividuazione e lanalisi dei potenziali percorsi di esposizione e dei bersagli e la definizione degliobiettivi di bonifica, in coerenza con gli orientamenti strategici più recenti, devono tenere presentela destinazione duso del sito prevista dagli strumenti di programmazione territoriale.Componenti dellanalisi di rischio da parametrizzareSulla base della struttura del processo decisionale di "analisi di rischio", indipendentemente dal tipodi metodologia impiegata, dovranno essere parametrizzate le seguenti componenti: contaminantiindice, sorgenti, vie e modalità di esposizione, ricettori finali.Di seguito si presentano gli indirizzi necessari per la loro definizione ai fini dei calcoli.
17. Contaminanti indiceParticolare attenzione dovrà essere posta nella scelta delle sostanze di interesse (contaminantiindice) da sottoporre ai calcoli di analisi di rischio.La scelta dei contaminanti indice, desunti dai risultati della caratterizzazione, deve tener conto deiseguenti fattori:§ Superamento della o delle Csc, ovvero dei valori di fondo naturali.§ Livelli di tossicità.§ Grado di mobilità e persistenza nelle varie matrici ambientali§ Correlabilità ad attività svolta nel sito§Frequenza dei valori superiori al Csc.SorgentiLe indagini di caratterizzazione dovranno portare alla valutazione della geometria della sorgente:tale valutazione dovrà necessariamente tenere conto delle dimensioni globali del sito, in modo daprocedere, eventualmente, ad una suddivisione in aree omogenee sia per le caratteristicheidrogeologiche che per la presenza di sostanze contaminanti, da sottoporre individualmente aicalcoli di analisi di rischio.In generale lesecuzione dellanalisi di rischio richiede lindividuazione di valori di concentrazionedei contaminanti rappresentativi in corrispondenza di ogni sorgente di contaminazione (suolosuperficiale, suolo profondo, falda) secondo modalità e criteri che si diversificano in funzione delgrado di approssimazione richiesto.Tale valore verrà confrontato con quello ricavato dai calcoli di analisi di rischio, per poter definiregli interventi necessari. Salvo che per le contaminazioni puntuali (hot-spots), che verranno trattatein modo puntuale, tali concentrazioni dovranno essere di norma stabilite su basi statistiche (mediaaritmetica, media geometrica, UCL 95% del valore medio).Le vie e le modalità di esposizioneLe vie di esposizione sono quelle mediante le quali il potenziale bersaglio entra in contatto con lesostanze inquinanti.Si ha una esposizione diretta se la via di esposizione coincide con la sorgente di contaminazione; siha una esposizione indiretta nel caso in cui il contatto del recettore con la sostanza inquinanteavviene a seguito della migrazione dello stesso e quindi avviene ad una certa distanza dallasorgente.Le vie di esposizione per le quali occorre definire i parametri da introdurre nei calcoli sono leseguenti:— Suolo superficiale (compreso fra piano campagna e 1 metro di profondità).
18. — Suolo profondo (compreso fra la base del precedente e la massima profondità indagata).— Aria outdoor (porzione di ambiente aperto, aeriforme, dove si possono avere evaporazioni disostanze inquinanti provenienti dai livelli più superficiali).— Aria indoor (porzione di ambiente aeriforme confinata in ambienti chiusi)— Acqua sotterranea (falda superficiale e/o profonda).Le modalità di esposizione attraverso le quali può avvenire il contatto tra linquinante ed il bersagliovariano in funzione delle vie di esposizione sopra riportate e sono distinguibili in:— ingestione di acqua potabile.— ingestione di suolo.— contatto dermico.— inalazione di vapori e particolato.I recettori o bersagli della contaminazioneSono i recettori umani, identificabili in residenti e/o lavoratori presenti nel sito (on-site) o personeche vivono al di fuori del sito (off-site).Di fondamentale importanza è la scelta del punto di conformità (soprattutto quello per le acquesotterranee) e del livello di rischio accettabile sia per le sostanze cancerogene che non-cancerogene.— punto di conformità per le acque sotterraneeIl punto di conformità per le acque sotterranee rappresenta il punto a valle idrogeologico dellasorgente al quale deve essere garantito il ripristino dello stato originale (ecologico, chimico e/oquantitativo) del corpo idrico sotterraneo, onde consentire tutti i suoi usi potenziali, secondo quantoprevisto nella parte terza (in particolare articolo 76) e nella parte sesta del presente decreto (inparticolare articolo 300). Pertanto in attuazione del principio generale di precauzione, il punto diconformità deve essere di norma fissato non oltre i confini del sito contaminato oggetto di bonificae la relativa Csr per ciascun contaminante deve essere fissata equivalente alle Csc di cui allallegato5 della parte quarta del presente decreto. Valori superiori possono essere ammissibili solo in caso difondo naturale più elevato o di modifiche allo stato originario dovute allinquinamento diffuso, oveaccertati o validati dalla Autorità pubblica competente, o in caso di specifici minori obiettivi diqualità per il corpo idrico sotterraneo o per altri corpi idrici recettori, ove stabiliti e indicatidallAutorità pubblica competente, comunque compatibilmente con lassenza di rischio igienico-sanitario per eventuali altri recettori a valle. A monte idrogeologico del punto di conformità cosìdeterminato e comunque limitatamente alle aree interne del sito in considerazione, laconcentrazione dei contaminanti può risultare maggiore della Csr così determinata, purchécompatibile con il rispetto della Csc al punto di conformità nonché compatibile con lanalisi delrischio igienico sanitario per ogni altro possibile recettore nellarea stessa.
19. — criteri di accettabilità del rischio cancerogeno e dellindice di rischioSi propone lxl0-6 come valore di rischio incrementale accettabile per la singola sostanzacancerogena e 1x105 come valore di rischio incrementale accettabile cumulato per tutte le sostanzecancerogene, mentre per le sostanze non cancerogene si applica il criterio del non superamentodella dose tollerabile o accettabile (ADI o TDI) definita per la sostanza (Hazard Index complessivo1).Procedure di calcolo e stima del rischioLe procedure di calcolo finalizzate alla caratterizzazione quantitativa del rischio, data limportanzadella definizione dei livelli di bonifica (Csr), dovranno essere condotte mediante lutilizzo dimetodologie quale ad esempio ASTM PS 104, di comprovata validità sia dal punto di vista dellebasi scientifiche che supportano gli algoritmi di calcolo, che della riproducibilità dei risultati.Procedura di validazioneAl fine di consentire la validazione dei risultati ottenuti da parte degli enti di controllo e necessarioavere la piena rintracciabilità dei dati di input con relative fonti e dei criteri utilizzati per i calcoli.Gli elementi più importanti sono di seguito riportati:§ Criteri di scelta dei contaminanti indice.§ Modello concettuale del sito alla luce dei risultati delle indagini di caratterizzazione con percorsidi esposizione e punti di conformità.§ Procedure di calcolo utilizzate.§ Fonti utilizzate per la determinazione dei parametri di input degli algoritmi di calcolo.Dlgs 3 aprile 2006, n. 152 - Allegati alla Parte quarta - BonificheAllegati 1 – 5http://www.reteambiente.it/repository/normativa/2099_dlgs152_06_vigeb.pdf
Pdl 5 stelle
La nuova direttiva sulle industrie a rischio

References: Articolo 239
 Articolo 240
 Articolo 2411
 sentenza 
 Articolo 242
 articolo 40
 articolo 24
 articolo 40
 articolo 40
 Articolo 243
 Articolo 244
 Articolo 245
 Articolo 246
 Articolo 247
 Articolo 248
 Articolo 249
 Articolo 250
 Articolo 251
 Articolo 252
 Articolo 252
 Articolo 253
 Articolo 257
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 76
 articolo 300