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Timestamp: 2020-06-06 18:52:37+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 11620 del 06/06/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11620 del 06/06/2016
Cassazione civile sez. VI, 06/06/2016, (ud. 11/05/2016, dep. 06/06/2016), n.11620
sul ricorso 24899/2014 proposto da:
A.R., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CARLO POMA
2, presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE SANTE ASSENNATO, che lo
LIDIA CARCAVALLO, SERGIO PREDEN, ANTONELLA PATTERI giusta procura
avverso la sentenza n. 1158/2013 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA del
19/09/2013, depositata il 21/10/2013;
La causa è stata chiamata all’adunanza in camera di consiglio dell’H maggio 2016, ai sensi dell’art. 375 c.p.c., sulla base della seguente relazione redatta a norma dell’art. 380 bis c.p.c.:
“Con sentenza del 21 ottobre 2013, la Corte di Appello di Bologna, per quello che in questa sede ancora rileva, dichiarava inammissibile la domanda proposta da A.R. nei confronti dell’INPS ed intesa al riconoscimento del beneficio, di cui alla L. n. 257 del 1992, art. 13, comma 8 e succ. modifiche, della maggiorazione contributiva per esposizione all’amianto.
La Corte territoriale rilevava che dalla domanda amministrativa presentata all’INPS (il 21.1.2003) alla proposizione del ricorso giudiziale avvenuta il 23.7.2008 era decorso il termine decadenziale previsto di cui del D.P.R. n. 639 del 1970, art. 47, nel testo sostituito dal D.L. n. 384 del 1992, art. 4, convertito nella L. n. 438 del 1992.
Per la cassazione di tale decisione propone ricorso l’ A. affidato a due motivi.
La Corte di merito, dopo aver rilevato che l’INPS non aveva sollevato l’eccezione in primo grado ma solo in appello, correttamente ha ritenuto che la decadenza di cui al citato art. 47, in quanto sottratta alla disponibilità delle parti, è rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio e, quindi, è opponibile anche tardivamente dall’Istituto (Cass. n. 7527 del 29/03/2010; Cass. SU n. 12718 del 29/05/2009). Con il secondo motivo viene denunciata violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 639 del 1970, art. 47, comma 3, D.L. n. 103 del 1991, art. 6, artt. 100, 112, 434 e 437 c.p.c. e art. 2909 c.c. (in relazione all’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 4) perchè la Corte di Appello avrebbe dovuto, al più, dichiarare la decadenza per i ratei antecedenti al triennio dal deposito del ricorso.
Alla luce di quanto esposto, si propone il rigetto del ricorso, con ordinanza, ai sensi dell’art. 375 c.p.c., n. 5”.
Sussistono i presupposti per il versamento, da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, previsto dal D.P.R. 30 maggio, art. 13, comma 1 quater, introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17 (legge di stabilità 2013).
n. 3774 del 18 febbraio 2014). Inoltre, il presupposto di insorgenza dell’obbligo del versamento, per il ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, non è collegato alla condanna alle spese, ma al fatto oggettivo del rigetto integrale o della definizione in rito, negativa per l’impugnante, del gravame (Cass. n. 10306 del 13 maggio 2014).
La Corte rigetta il ricorso e compensa le spese del presente giudizio. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 13
 art. 47
 art. 4
 art. 47
 Cass. 
 art. 47
 art. 6
 art. 2909
 art. 13
 art. 1
 art. 13
 art. 1
 art. 13
 art. 13