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Timestamp: 2017-03-30 00:52:02+00:00

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Il diritto penale internazionale in Svizzera :: Diritto & Diritti
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Baiguera Altieri Andrea Il diritto penale internazionale in Svizzera
Il comma 4 Art. 6 della Convenzione contro la tortura del 1984 impone (anche) alla Magistratura svizzera di notificare l’avvenuto arresto del reo allo Stato - Parte Lesa, allo Stato di cui reca la nazionalità il reo e, in terzo luogo, alle persone fisiche che hanno subito le torture. Tale triplice notifica, di solito depositata nelle competenti Ambasciate, è processualisticamente necessaria al fine di rendere possibili e di gestire eventuali istanze di estradizione, tranne nel caso di istanze di estradizione pretestuose o provenienti da cc.dd. << Stati fantoccio >> collusi con l’incriminato (questa è pure la ratio del comma 4 Art. 6 della Convenzione contro la tortura del 1984). Un’estradizione “ burla “ è esclusa anche nel caso di << una crassa violazione dei principi della Costituzione federale e della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) >> (comma 3 Art. 4 StGB).
in Diritto penale, Diritto internazionale
Autore Baiguera Altieri Andrea Stampa
I delitti universalmente perseguibili da parte dell’AG svizzera. Tutti gli Autori svizzeri definiscono come << crimini internazionali >> delitti gravi e non ordinari quali, principalmente, il genocidio, i crimini contro l’umanità, i crimini di guerra e la tortura. Solitamente, questi reati sono commessi all’interno di contesti quali i conflitti bellici, le situazioni di anarchia nazionale e la tratta di esseri umani. Gli interpreti di Diritto Penale Processuale sottolineano che il comma 3 Art. 3 StGB e l’Art. 8 StGB, a livello di esegesi giurisprudenziale, non escludono affatto la perseguibilità di un crimine contro i Diritti fondamentali dell’essere umano, anche nel caso in cui il reo abbia consumato il delitto all’estero per poi cercare l’impunità all’interno del territorio svizzero. A tal proposito è eloquente ed auto-descrittivo il cpv. 1 comma 3 Art. 3 StGB: << [ l’autore non è perseguibile all’estero ] fatta salva una grave violazione dei Principi della Costituzione federale e della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) >>. La medesima regola di fondo è contenuta nel comma 1 Art. 7 StGB, che si riferisce, seppur in forma implicita, ai crimini internazionali qualificabili come tali ai sensi del Diritto Internazionale Pubblico regolarmente ratificato dalla Confederazione. Del resto, lo Statuto di Roma sulla Corte Penale Internazionale, grazie alla LF 18/06/2010 ha recato, finalmente, all’Art. 264 m StGB, il quale, a partire dallo 01/01/2011, consente alla Magistratura elvetica di punire direttamente gravi violazioni delle Convenzioni di Ginevra del 1949 (Art. 264 b StGB), crimini di guerra contro civili inermi (Art. 264 d StGB), mutilazioni genitali non giustificate (Art. 264 e StGB), reclutamento di bambini-soldato (Art. 264 f StGB), metodi di guerra vietati (Art. 264 g StGB), impiego di armi vietate (Art. 264 h StGB) e violazione di armistizio (Art. 264 i StGB). Alla luce del contesto internazionale degli Anni Duemila, molti Dottrinari hanno tentato di rinvenire Norme eccezionali pregresse allo 01/01/2011, tuttavia BGE 117 IV 369 nonché FAVRE & PELLET & STOUDMANN (2011) hanno stabilito la totale non retroattività dell’Art. 264 m StGB e di tutta la nuova Normazione introdotta dalla LF 18/06/2010. Senza dubbio, l’Art. 6
6 StGB non va esteso per analogia al comma 1 Art. 264 m StGB, in tanto in quanto << è punibile [ universalmente ] anche colui che ha commesso all’estero un reato previsto dai titoli XII bis, XII ter o dall’Art. 264 k, se si trova in Svizzera e non è estradato ad un altro Stato o consegnato ad un tribunale penale internazionale di cui la Svizzera riconosce la competenza >> In Dottrina ed in svariati Precedenti del Tribunale Penale federale, l’applicazione, dal 2011, del nuovo Art. 264 m StGB esige che il reo sia materialmente presente nel territorio svizzero. Dunque, è esclusa la processabilità in contumacia, come nel caso dell’Ordinamento francese. In secondo luogo, come precisato e confermato da BGE 121 IV 145, il responsabile dei crimini pp. e pp. ex Art. 264 m StGB non dev’essere estradato o estradabile, oppure l’estradizione in Svizzera è stata negata perché lo Stato richiedente non intende avviare alcun Procedimento Penale, oppure tale Paese reca l’intenzione ufficiosa di garantire l’impunità totale, o pressoché totale, del criminale di guerra già fermato o arrestato nella Confederazione. Tuttavia, se i reati contemplati dall’Art. 264 m StGB sono stati commessi all’estero, la Svizzera è tenuta a riconoscere la competenza automatica di alcuni Tribunali internazionali, ovverosia la Corte Penale internazionale, i Tribunali ad hoc per la ex Yugoslavia ed il Rwanda, il Tribunale speciale per la Sierra Leone e tutti i Tribunali appartenenti al c.d. << Meccanismo internazionale >> ratificato ed applicato dalle Autorità federali elvetiche con l’Ordinanza dello 08/06/2012. Il comma 2 Art. 264 m StGB impegna la Magistratura svizzera a rinunciare al perseguimento penale qualora prevalga la giurisdizione di una Corte internazionale o di un Tribunale straniero << se l’autore del reato non ha la cittadinanza svizzera e il reato
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 Art. 3
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 Art. 7
 Art. 264
 Art. 264
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