Source: http://www.uaarpadova.it/2019/05/18/xii-congresso-uaar/
Timestamp: 2020-02-29 11:47:53+00:00

Document:
XII Congresso Uaar – Uaar Padova
Rimini, 11 – 12 maggio 2019
Si è tenuto il XII Congresso dell’UAAR, con la partecipazione record di 168 delegati. Le votazioni hanno interessato statuto, documenti congressuali, mozioni e rinnovo delle cariche di Segretario, Comitato di Coordinamento e Collegio dei Probiviri.
È stato eletto segretario Roberto Grendene, affiancato nel nuovo Comitato di Coordinamento da Adele Orioli, Elisa Corteggiani, Paul Manoni, Giorgio Maone, Massimo Maiurana, Cinzia Visciano, Rosanna Lavagna e Manuel Bianco.
Il neosegretario Grendene ha alle spalle l’esperienza di responsabile nazionale delle campagne associative. Ha ricordato che l’UAAR è “diventata un punto di riferimento fondamentale” per i dieci milioni di atei e agnostici in Italia ed è “in prima linea anche nelle battaglie per i diritti civili laici” che interessano tutta la popolazione. Tra le azioni in cui si impegnerà il nuovo Comitato di Coordinamento, la promozione della cultura scientifica e della filosofia con i bambini.
Per la carica di probiviri sono stati eletti Gabriella Bertuccioli, Flaviana Rizzi e Daniel Saiani Campostrini.
PROPOSTE DI MODIFICA ALLO STATUTO APPROVATE DAL CONGRESSO
Proposta CCS1
Presentata dal Comitato di Coordinamento in data 07/03/2019
Adeguamenti alle nuove norme in vigore
Dall’ultimo congresso a oggi sono entrate in vigore due norme alle quali occorre adeguare lo statuto dell’Uaar. La prima di queste è la direttiva europea sulla privacy, e in questo caso l’adeguamento consiste solo nella modifica del richiamo alla legge vigente. La seconda è il cosiddetto Codice del Terzo Settore che invece richiede maggiori modifiche. Una di queste è l’introduzione dell’organo di controllo per le associazioni che, come l’Uaar, superano determinati limiti dimensionali relativi al patrimonio. Considerato che già nel congresso del 2016 era emersa la volontà di dotarsi di un revisore dei conti, poi effettivamente nominato dal CC, e considerato altresì che un professionista iscritto all’albo dei revisori dei conti è idoneo a ricoprire il ruolo chiave nell’organo di controllo, si propone di inserire un organo di controllo monocratico che si occupi anche della revisione legale dei conti dell’Uaar.
● All’articolo 1 comma 1 aggiungere la sigla “ APS ” subito dopo le denominazioni “ Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti ” e “ UAAR”. Inoltre aggiungere le parole “ di seguito UAAR, ”prima delle parole “ detta in breve ”.
● Modificare il titolo dell’articolo 3 da “ Scopi ” a “ Scopi e attività ”.
● Aggiungere alla fine dell’articolo 3 due nuovi commi così formulati:
2. L’UAAR persegue i suoi scopi mediante l’esercizio delle attività di interesse generale di cui all’articolo 5 comma 1 lettere i) e w) del Dlgs 117/2017.
3. L’UAAR può svolgere tutte le attività secondarie e strumentali rispetto a quelle di interesse generale, nei modi e nei limiti consentiti, necessarie al conseguimento dei propri scopi.
● Alla fine dell’articolo 4 comma 5 aggiungere una nuova lettera così formulata:
g. di accedere ai libri sociali previa richiesta inviata al segretario nazionale, il quale è tenuto ad accordare un appuntamento per l’accesso entro 15 giorni.
● All’articolo 4 comma 6 sostituire le parole “ Decreto Legislativo n. 196/2003 sul trattamento dei dati personali ” con le parole “ Regolamento generale sulla protezione dei dati n. 2016/679dell’Unione Europea ”.
● Dopo l’articolo 4 comma 6 inserire un nuovo comma formulato come segue e rinumerare il comma successivo:
7. Per esercitare il diritto di voto e di essere eletto alle cariche sociali il socio deve essere iscritto nel libro degli associati da almeno tre mesi, fatta eccezione per l’elezione a proboviro secondo quanto previsto dall’articolo 10 comma 1 del presente statuto.
● Alla fine dell’articolo 5 comma 1 aggiungere una nuova lettera così formulata:
g. il sindaco revisore.
● Aggiungere un nuovo articolo intitolato “ Sindaco revisore ” subito dopo l’articolo 12 formulato come segue e rinumerare gli articoli successivi:
1. Il sindaco revisore è un professionista di specifica competenza, serietà ed esperienza iscritto al Registro dei revisori esistente presso il Ministero della Giustizia, eletto dal Congresso nazionale tra gli aspiranti che hanno sottoposto la propria candidatura e rimane in carica tre anni.
2. La carica di sindaco revisore è incompatibile con qualunque altra carica all’interno dell’UAAR.
3. Il sindaco revisore può partecipare ai Congressi nazionali e alle riunioni del Comitato di coordinamento, e mantiene il potere di effettuare accessi, ispezioni e verifiche, redigendone apposito verbale debitamente sottoscritto.
4. Il sindaco revisore svolge le funzioni previste dagli articoli 30 e 31 del Dlgs 117/2017,e in particolare:
a. controlla periodicamente, con cadenza almeno trimestrale, la gestione amministrativa dell’UAAR;
b. verifica la regolare tenuta delle scritture e dei documenti contabili;
c. predispone una relazione annuale da presentare in sede di approvazione del bilancio.
5. In caso di decesso, rinuncia o decadenza del sindaco revisore, il Comitato di coordinamento nomina un nuovo sindaco che resterà in carica fino al successivo Congresso ordinario.
● Aggiungere alla fine dell’attuale articolo 17 comma 2 le parole “ e delle altre norme di legge vigenti in materia ”.
Proposta CCS2
Modifica richiesta da Ministero
A seguito della recente revisione del registro nazionale delle APS, il Ministero del Lavoro ha comunicato che il 4/10/2017 la Corte di Cassazione ha emesso una sentenza secondo cui i soci minorenni esercitano il diritto di voto rappresentati da chi esercita la responsabilità genitoriale, e ciò contrasta con il nostro statuto che invece non riconosce il diritto di voto ai minori. Si rende pertanto necessario adeguare lo statuto a tale sentenza.
●All’articolo 4 comma 5, spostare le parole “ prendere visione dello statuto ” all’elenco seguente come prima lettera ed eliminare le parole “ e, se maggiorenne ”.
Proposta S003
Presentata da Francesco Salvini in data 10/01/2019
Chiusura dei Circoli
Lo Statuto prevede che un circolo possa essere chiuso se non soddisfa più i requisiti dello Statuto stesso, e l’organo associativo autorizzato alla chiusura è il Comitato di Coordinamento. Tutto ciò è corretto e non necessita di una modifica. Quello che invece risulta piuttosto anomalo, dal punto di vista formale, è che il Comitato di Coordinamento abbia la facoltà di chiudere un circolo anche solamente se il circolo non soddisfa più il Comitato stesso. Un circolo va chiuso se contravviene ad un regolamento, non se contravviene ad un organo associativo. La regola scritta è quella che deve essere seguita in modo da garantire l’oggettività, non il pensiero astratto di un organo dirigente che potrebbe, in linea di principio, inventare una qualunque regola soggettiva da far rispettare al circolo, pena la chiusura. Ogni violazione si deve riferire ad un regolamento, e non ad un organo associativo. Un automobilista viene multato se contravviene al codice stradale, e non se contravviene al ministero dei Trasporti.
Modificare l’Art. 12.4 in modo da sostituire l’anomalo riferimento a ” i requisiti previsti dallo stesso Comitato di coordinamento ” con un riferimento ad una violazione del Regolamento Circoli. In questo modo si definiscono, in maniera puramente oggettiva, i regolamenti e non gli organi associativi da soddisfare.
Art.12.4 comma 2
Il Comitato di coordinamento ha altresì facoltà di chiudere i circoli che non soddisfano più i requisiti previsti dallo Statuto e/o dallo stesso Comitato di coordinamento.
Il Comitato di coordinamento ha altresì facoltà di chiudere i circoli che non soddisfano più i requisiti previsti dallo Statuto e/o dal Regolamento Circoli.
Proposta S012
Presentata da Massimo Maiurana in data 19/01/2019
Lo statuto Uaar è suddiviso in articoli riguardanti ciascuno un argomento specifico, ogni articolo è poi suddiviso in commi. L’articolo 10 sul Collegio dei probiviri è un po’ un’anomalia perché non contiene nulla sulle sanzioni che il Collegio può comminare, sanzioni che sono invece elencate all’articolo 4 che parla invece dei soci. La seguente proposta non apporta alcuna modifica sostanziale, fatta eccezione per l’aggiunta della temporanea limitazione di una o più facoltà come sanzione intermedia tra la decadenza da incarichi e la sospensione, ma semplicemente sposta le possibili sanzioni al più consono articolo 10.
● All’articolo 4.3 eliminare le seguenti parole lasciando quindi solo la prima frase: ” Il Collegio dei probiviri ha altresì facoltà di prendere provvedimenti nei confronti dei soci che abbiano agito in contrasto con gli scopi, le regole o l’unità dell’UAAR. Le sanzioni possono essere: la diffida; la decadenza da eventuali incarichi ricoperti; la sospensione dall’attività associativa; l’espulsione a tempo determinato e indeterminato “
● All’articolo 10.5.b sostituire l’intero punto eliminando le parole ” nei casi previsti dall’articolo 4 del presente statuto” e inserendo al loro posto le parole “per verificare i requisiti necessari all’ammissione dei soci”
● All’articolo 10 inserire un nuovo comma 6 contenente quanto segue e rinumerare i commi successivi:
“6. Le sanzioni disposte dal Collegio dei probiviri nei confronti dei soci il cui comportamento è stato riconosciuto essere in contrasto con gli scopi, le regole o l’unità dell’UAAR, possono essere:
a. la diffida;
b. la decadenza da eventuali incarichi ricoperti;
c. la temporanea limitazione di una o più facoltà;
d. la sospensione dall’attività associativa;
e. l’espulsione a tempo determinato e indeterminato.”
Proposta S019
Presentata da Paul Manoni in data 02/03/2019
Superamento della figura del Presidente Onorario
Tenuto conto di quanto previsto dall’Art. 15 dello Statuto UAAR che regola rispettivamente il conferimento, le funzioni, i diritti e i doveri dei Presidenti onorari, si è potuto osservare come sempre più spesso e con crescente incisività a livello mediatico, questa carica di mera rappresentanza conferita a personalità di chiara fama non corrisponda a quanto è nei propositi per i quali era stata saggiamente pensata, e alle aspettative odierne di un grossa fetta di soci e di simpatizzanti UAAR che negli ultimi anni hanno manifestato energicamente il loro malcontento per alcuni fatti spiacevoliche hanno coinvolto alcuni Presidenti onorari. Nella fattispecie, pur considerando vantaggioso un ritorno d’immagine esterna positiva per l’UAAR attraverso questi personaggi di spicco, che come da statuto dovrebbero soprattutto supportare pubblicamente e rappresentare l’associazione, si registra come questo vantaggio venga inevitabilmente meno nel momento in cui costoro esprimono le loro seppur libere considerazioni eventualmente non conformi con gli scopi, i valori, gli obiettivi e le attività associative. Le ricadute negative in termini di immagine sussistono anche quando i Presidenti onorari compiono in totale autonomia delle scelte di vita privata oggettivamente scomode per una realtà come l’UAAR che ne viene coinvolta suo malgrado, o quando criticano in pubblico attività consolidate e fondanti che i soci portano avanti con sacrificio. La proposta in oggetto di riflessione da parte dei sottoscrittori e dei futuri delegati del XII Congresso associativo, mira ad impegnare il prossimo CC per il superamento della figura del Presidente onorario , in quanto attualmente comporta una serie di problematiche associative che per praticità vengono qui sotto elencate:
● Il titolo conferito risulta inadeguato nei termini della parola “Presidente ” in quanto la stessa definizione lascia intendere che questa figura statutaria sovraintenda, diriga, coordini con potere le attività dell’associazione. Una sostanziale contraddizione tra la definizione e la realtà dei fatti che vede la figura del Presidente onorario del tutto priva di obblighi o doveri in seno alla gestione dell’UAAR
● Il titolo di Presidente onorario risulta essere sostanzialmente duraturo nel tempo, ovvero definitivo. Una volta conferito, seppur teoricamente possibile, risulterebbe deleteria per l’immagine dell’associazione una eventuale revoca nonostante fatti, comportamenti, dichiarazioni e condotte a danno dell’UAAR, per quanto motivata.
● Il titolo di Presidente onorario comporta essenzialmente la funzione di mera rappresentanza dell’UAAR. Nessuno degli attuali Presidenti onorari segue a sufficienza da conoscere in modo adeguato l’organizzazione, gli organi statutari, la struttura, o le principali attività correnti dell’associazione per poterla eventualmente rappresentare.
● La mera rappresentanza derivante dal titolo di Presidente onorario incide nei fatti sia in termini positivi per l’immagine dell’associazione, sia in termini negativi, proprio perché il titolo è permanente nel tempo e conferito senza essere circostanziato per virtù o meriti specifici ma generali.
Il superamento definitivo della figura del Presidente onorario attraverso l’abrogazione dell’Art. 15 dello Statuto, non intende però togliere all’associazione l’opportunità di valutare altre forme e modalità per esprimere il proprio apprezzamento nei confronti di personaggi di chiara fama, e da questi ottenere un riscontro positivo per l’immagine e il prestigio dell’UAAR. La modifica proposta trova infatti fondamento e motivazioni nei seguenti punti di forza:
● Eliminando l’Art. 15 per come è oggi formulato e introducendo la modifica proposta, nessuno degli attuali Presidenti onorari verrebbe privato di un riconoscimento associativo. Questione che potrebbe risultare dolorosa per tanti soci, la modifica prevede infatti il mantenimento della facoltà di concedere onorificenze a prescindere;
● Adottando la modifica proposta si eviterebbe che gli stessi Presidenti onorari possano essere risentiti nei confronti dell’associazione. Rimarrebbero sostanzialmente in possesso di una onorificenza associativa riconosciuta, mantenendo soprattutto la loro effettiva importanza;
● Con la modifica suggerita in questa proposta, i Presidenti onorari potrebbero eventualmente essere rinominati con un titolo o una onorificenza di diverso tipo nei termini (Testimonial, Socionorari, Soci illustri, ecc). Un esempio autorevole di ridefinizione di un termine adottato dall’associazione è riscontrabile in quanto accadde quando fu rinominato il Comitato di presidenza in Presidenti onorari, ovvero in un mutamento del termine ma non della sua funzione sostanziale;
● Attraverso la modifica proposta si otterrebbe uno Statuto più fluido che include solo principi, ovvero privo di minuziosi dettagli che potrebbero non reggere a situazioni contingenti o alla realtà dei fatti, soggetta a mutamenti imprevisti e in continua evoluzione;
● La mozione lascerebbe abbondanti margini di manovra ai futuri Comitati di Coordinamento per stabilire modalità o regole interne attraverso le quali conferire onorificenze associative. Compresa l’auspicabile organizzazione di attività che coinvolgano i suoi organi territoriali o la base composta dai suoi singoli soci, e compresa una più specifica e circostanziata attribuzione dell’onorificenza nel tempo e nel merito;
Tenuto quindi conto degli argomenti elencati per l’eliminazione dell’Articolo 15, ma anche delle ragioni che sostengono la necessità di un superamento della figura del Presidente onorario, compreso il piacere e la volontà di tanti soci di assicurare comunque un’immagine positiva, propositiva e autorevole all’associazione grazie a persone di spicco che possano rappresentarla – inteso come rappresentatività delle loro istanze, degli scopi, degli obiettivi, delle posizioni e delle attività che vengono svolte – i delegati del XII Congresso UAAR sono invitati a riflettere e valutare questa opportunità.
● Eliminare dallo statuto Uaar l’Art. 15 (Presidenti onorari)
● All’Art. 7 (Il Comitato di Coordinamento), comma 10, lettera C dello statuto Uaar, sostituire leparole “ nomina i Presidenti onorari ” con le parole “ conferisce onorificenze a nomedell’associazione “.
Proposta S023
Presentata da Luciano Bellomo in data 06/03/2019
Questa modifica punta ad aumentare le competenze del coordinatore regionale, che pur essendo un organo dell’associazione al momento non ha praticamente quasi nessun ruolo. Con questa modifica si dà la possibilità ai coordinatori regionali di interagire anche con i referenti e con i soci delle province sprovviste di copertura. Si può anche pensare di fare ad esempio le campagne nazionali anche sui territori non coperti da circoli o referenti. Duplicare degli eventi organizzati dai circoli nelle zone non coperte. È un modo per attirare nuovi soci e provare ad aprire nuovi circoli.
● All’articolo 11 punto 2) dopo le parole “circoli della regione” vengono aggiunte le parole “i referenti e nelle provincie sprovviste di coordinatori o referenti”.
● Il punto 2) art 11 risulta così modificato
2. I coordinatori regionali svolgono la loro attività adoperandosi per il perseguimento degli scopi dell’UAAR sul territorio di loro competenza, rappresentando l’UAAR presso le istituzioni regionali, proponendo e coordinando iniziative comuni tra i circoli della regione, i referenti e nelle provincie sprovviste di coordinatori o referenti.
Proposta S026
Presentata da Eder Vincenzi in data 20/03/2019
Razzismo: una questione di principio
C’è chi sostiene che il contrasto al razzismo e alla cultura che lo patrocina non rientrino nel raggio d’interesse e d’azione di UAAR, non essendo tale finalità contemplata dai valori statutari e dagli obiettivi associativi. Eppure il pensiero razzista, cioè la teoria sociale che sostiene l’esistenza di differenti gruppi umani chiaramente distinguibili sulla base dei caratteri estetici esibiti dal fenotipo, va ricondotto direttamente a due atteggiamenti mentali opposti al razionalismo e al pensiero scientifico:
● l’ammissione del concetto di “razza”, concetto assolutamente non contemplato dalla scienzain riferimento ad AMH (anatomically modern humans) e ad ogni altra specie animale selvatica. Questa categoria tassonomica infatti è applicabile esclusivamente nella descrizione delle specie animali generate dall’uomo attraverso la pratica della domesticazione, in quanto presuppone un rigido controllo in materia di riproduzione, dettato da precise finalità di tipo utilitaristico.
● l’ignoranza in materia di evoluzionismo, particolarmente in relazione alle conoscenze acquisite nel campo della biologia, della genetica e della paleoantropologia. La biologia si è dichiarata in difficoltà nel cercare di definire in maniera univoca il concetto di “specie” (che è una categoria superiore rispetto a quella presa qui in considerazione), la genetica ha dimostrato l’impossibilità di operare divisioni certe all’interno della popolazione umana sulla base del riconoscimento di peculiari combinazioni geniche (infatti statisticamente è assai probabile condividere una maggiore quantità di alleli con individui abitanti un altro continente piuttosto che con le persone più vicine), la paleoantropologia ha ampliato l’orizzonte di ciò che oggi è possibile indicare con il termine “umano”, portando alla luce le prove dell’esistenza di un livello d’introgressione tra generi e specie ominini diversi che fino a poco tempo fa non era neppure ipotizzato nell’ambito delle teorie sull’evoluzione degli esseri umani.
Il razzismo rappresenta dunque una concezione priva di un qualunque fondamento scientifico, basata esclusivamente su pregiudizi socio-culturali ereditati da un passato storico. Sebbene l’antropologia culturale si sia impegnata a contrastare metodicamente questo tipo di credenza fin dagli albori del XIX secolo, essa purtroppo sopravvive ancora nella cultura contemporanea in quanto si presta come facile argomento (data la presunta evidenza del dato estetico su cui semplicisticamente si basa, la quale fa sì che la legittimazione dell’idea a livello logico non necessiti di ulteriori dimostrazioni) per certe visioni socio-politiche incentrate su ideali quali identità, tradizioni, patria, sicurezza, purezza, i quali, per la loro natura irrazionale, si trovano in pieno contrasto con qualsivoglia evidenza scientifica. Contrastare il razzismo significa quindi promuovere una concezione più razionale dell’esistenza e diffondere la cultura scientifica, applicandola concretamente alla realtà sociale: chi altri dovrebbe perseguire tali finalità se non UAAR?
Inserire nell’Articolo 2 dello Statuto il complemento ” sulla “razza” (tra virgolette) tra le categorie socio-culturali in base alle quali è possibile che vengano effettuate distinzioni tra gli individui, per rendere immediatamente percepibile l’opposizione rispetto al pensiero razzista (peraltro già implicitamente dichiarato da alcuni dei valori esplicitati, vd. “uguaglianza”):
“ […] il principio di pari opportunità nelle istituzioni per tutti i cittadini, senza distinzioni basate sul sesso, sull’identità di genere, sull’orientamento sessuale, sulle concezioni filosofiche o religiose, sulle opinioni politiche, sulle condizioni personali e sociali, sulla “razza”.
Proposta S029
Presentata da Adele Orioli in data 24/03/2019
Subordinata all’accoglimento della proposta CCS1.
Al punto 2 dell’Art.13 dello Statuto, sostituire
“La carica di Sindaco Revisore è incompatibile con qualunque altra carica all’interno della Uaar ”
“La carica di Sindaco Revisore è incompatibile con lo status di socio Uaar ”
PROPOSTE DI MODIFICA DEGLI OBIETTIVI APPROVATE DAL CONGRESSO
Proposta O001
Presentata da Roberto Grendene in data 31/12/2018
Anche il nostro paese ha finalmente una legge sul Testamento Biologico, la Legge 219/2017 “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento “. È necessario adeguare l’obiettivo che riguarda le DAT (che peraltro chiamavamo ” direttive ” e non ” disposizioni “), spostandoci su finalità quali tempi rapidi per il loro deposito e il loro inserimentonel Fascicolo Sanitario Elettronico.
“Riconoscimento delle direttive anticipate di fine vita”
“Pieno riconoscimento delle disposizioni anticipate di trattamento, facilitandone i processi di deposito e di reperimento in caso di necessità”
Proposta O002
Presentata da Roberto Grendene in data 01/01/2019
Tra i valori dello statuto c’è ” l’acquisizione della conoscenza attraverso il metodo scientifico “; ilsottotitolo che diamo ai Darwin Day è “una giornata per la scienza “; sul territorio l’UAAR organizza e sostiene attività dedicate alla scienza (ad esempio caffè scientifici e marcia per la scienza). Non abbiamo però tra gli obiettivi dell’associazione un esplicito richiamo in merito. Colmiamo questa lacuna, aggiungendo che vogliamo parlare anche all’infanzia, fascia d’età in cui l’indottrinamento religioso è spesso somministrato in dosi massicce e col benestare delle istituzioni (l’insegnamento della religione cattolica parte dalla scuola dell’infanzia, a 3 anni d’età, con 60 ore nell’anno scolastico, impartito da insegnanti scelti dal vescovo e pagati dallo stato).
“Promozione della conoscenza dell’evoluzionismo”
“Promozione della cultura scientifica fin dall’infanzia, con particolare attenzione all’evoluzionismo”
Proposta O003
Presentata da Massimo Maiurana in data 01/01/2019
L’antivaccinismo non è mai stato dichiarato specificamente tema contro cui l’UAAR si spende, tuttavia di fatto è stata presa posizione a sostegno delle vaccinazioni partendo dal presupposto che l’antivaccinismo rientri tra le pseudoscienze da contrastare. In realtà spesso non si presenta come pseudoscienza e quindi vale la pena di essere più precisi, onde evitare che qualche no vax lamenti che trattasi di tema non UAAR.
Inserire tra gli obbiettivi un punto
“Promozione delle forme di prevenzione utili a tutelare la salute pubblica, a cominciare dai vaccini, in linea con l’orientamento della comunità scientifica ”
“Eliminazione dei divieti alla ricerca sulle cellule staminali embrionali”.
Proposta O004
Presentata da Flaviana Rizzi in data 09/01/2019
Subordinata al mancato accoglimento della proposta S002
Lo Statuto dell’Uaar delinea all’Art. 3 gli scopi generali dell’Associazione. In particolare il punto 3.1c elenca una serie di diritti, insiti in una concezione laica, razionale e areligiosa dell’esistenza e legati al concetto di libertà, considerata come valore imprescindibile. In sintesi:
● Libertà delle scelte relative alla sessualità e alla riproduzione (ivi comprese le unioni civili e l’interruzione di gravidanza).
● Libertà delle decisioni sul fine vita
● Libertà della ricerca scientifica, filosofica e artistica.
Tali diritti vengono affermati, e si precisa che lo scopo è quello di “operare perché tali diritti e libertà trovino piena sanzione ed effettiva garanzia ”. È dunque evidente che l’Uaar si riconosce in un’idea filosofica di fondo che è quella della libertà di decisione e di espressione, da cui deriva che i diritti di cui sopra siano stati elencati non perché considerati esaustivi, ma semplicemente perché apparivano di particolare rilievo. Non era e non è infatti possibile aumentare a dismisura il numero dei diritti specifici collegati alla libertà decisionale ed espressiva, correndo peraltro il rischio di dimenticarne qualcuno (vengono in mente diritti fondamentali quali la libertà di opinione e la libertà di stampa, o il diritto di decidere del proprio sesso di appartenenza ai nati con sesso incerto). Pertanto sembra importante un’integrazione al sunnominato Art. 3 che possa riassumere in un solo concetto l’intera filosofia libertaria dell’Articolo stesso. Tale concetto non può che essere quello dell’anti-autoritarismo. Infatti, come afferma ad esempio Giovanni Sartori, “ il termine autoritarismo sta a significare il contrario di libertà ” (“La democrazia in 30 lezioni”, pag. 40). Per tale motivo, ho presentato una proposta di modifica dello Statuto in tal senso. Tuttavia, ove il Congresso stabilisse che rigettare qualunque forma, teorica e pratica, di autoritarismo sia da considerare non un principio (come io credo) ma un obiettivo da perseguire, propongo che, appunto, il rifiuto dell’autoritarismo venga inserito tra gli obiettivi dell’associazione.
Aggiungere, agli obiettivi già presenti, il seguente:
“rigettare qualunque forma, teorica e pratica, di autoritarismo;”
Proposta O005
Presentata da Andrea Ruggeri e Maria Angela Fatta in data 10/01/2019
Adeguamento Obiettivi agli ultimi risultati teorici della scienza e della cultura Lgbtqia n. 1
La mia proposta per questo e per i punti seguenti è quella di rendere onnicomprensivo il riferimento alle persone, in modo da non escludere nessuna identità di genere o di sesso. Il riferimento alle coppie omosessuali esclude ad esempio il matrimonio tra persone che non si identificano nel binarismo di genere previsto nel nostro ordinamento giuridico. Dire eterosessuali e omosessuali, in questo come in altre parti degli Obiettivi, si perpetra una visione dei generi e degli orientamenti sessuali binaria, che vede nel mondo solo la categoria “maschio” e quella “femmina” e che ritiene che questi possano unirsi tra loro o all’interno dello stesso gruppo. Rientra invece nei valori dell’UAAR l’eudemonismo, la razionalità e la prevalenza del pensiero scientifico. La scienza ha infatti provato che la nostra mente ed i nostri corpi sono molto più complicati di quello che ci siamo imposti di credere. Il mondo non è blu e rosa ma è molto più ricco di colori. Per una breve summa consiglio di partire dalla pagina in inglese su wikipedia sulla Gender Identity . Si pone quindi anche un problema pragmatico qui, perché quando l’Italia riconoscerà il cd. “terzogenere” sulla carta di identità (come hanno già fatto tanti altri Paesi, tra cui la Germania), noi come UAAR dovremo modificare nuovamente gli obiettivi. Propongo quindi di fare un passo più lungo adesso e modificare i riferimenti ad omosessuali nella formula da me proposta.
Modifica del punto 1 sotto “Ampliamento dei diritti di famiglia” da
“Estensione dell’istituto del matrimonio alle coppie omosessuali”
“Estensione dell’istituto del matrimonio a tutte le coppie, a prescindere dalla loro identità sessuale o digenere”
Proposta O006
Adeguamento Obiettivi agli ultimi risultati teorici della scienza e della cultura Lgbtqia n. 2
Vedi proposta O005
Modifica del punto 2 sotto “Ampliamento dei diritti di famiglia” da “Riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto, sia etero che omosessuali”
“Riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto, a prescindere dalla loro identità sessuale o di genere”
Proposta O007
Adeguamento Obiettivi agli ultimi risultati teorici della scienza e della cultura Lgbtqia n. 3
In più, specificare i tre tipi di educazione a tema femminista-lgbti che promuoviamo nelle scuole è meglio di inserire un “vera” tra virgolette, che lascia molto spazio a false e fuorvianti interpretazioni.
Modifica del punto 1 sotto “Ampliamento dei diritti sessuali” da
“insegnamento di una “vera” educazione sessuale nelle scuole”
“Insegnamento nelle scuole dell’educazione sessuale, dell’educazione affettiva e dell’educazione alle differenze”
Proposta O009
Adeguamento Obiettivi agli ultimi risultati teorici della scienza e della cultura Lgbtqia n. 5
L’UAAR che vedo io si batte per la possibilità di adozione da parte di chiunque, a prescindere dalle differenze di sesso, di genere, di classe, di status, di religione. In questo senso propongo una modifica del punto che sia il più inclusiva possibile.
Modifica punto 3 sotto “Ampliamento dei diritti riproduttivi” da
“Riconoscimento della condizione di candidabilità all’adozione ai single e alle coppie non sposate, sia etero che omosessuali”
“Riconoscimento della condizione di candidabilità all’adozione a chiunque, ai single come alle coppie non sposate, a prescindere dalla identità di genere o sessuale degli adottandi”
Proposta O013
Presentata da Eder Vincenzi in data 03/03/2019
Laicità della scuola di tutti.
Tra gli obiettivi inerenti la scuola, come secondo punto figura il “divieto assoluto di svolgervi atti di culto, visite pastorali o altre attività di proselitismo”: la presente proposta intende perfezionare tale formulazione, precisando gli specifici contesti in cui attualmente tali attività trovano modo di essere previste (quello specifico della programmazione didattica, di pertinenza del Collegio dei Docenti, e quello più generico dell’organizzazione della vita scolastica, sul quale ha un certo potere decisionale anche il Consiglio d’Istituto) e includendo esplicitamente tra le attività non desiderate anche l’allestimento di eventi performativi strettamente associati alla celebrazione delle principali festività religiose, essenzialmente cattoliche (natalizia e pasquale). Tali attività, non possedendo alcuna sostanziale profondità pedagogica né alcuna reale validità educativa, rappresentano una pesante ingerenza della tradizione religiosa all’interno della progettazione didattica e più in generale dell’organizzazione scolastica. Esse: assorbono una non trascurabile quantità di tempo ad altre discipline curricolari, implicano spesso l’esclusione di alcuni studenti o, anche peggio, la passiva e rassegnata accettazione da parte delle famiglie non credenti o appartenenti ad altre confessioni religiose, mantengono concretamente viva l’abitudine della maggioranza dei docenti e degli altri operatori scolastici nel considerare l’ambiente di lavoro come unambito naturalmente connotato in senso religioso, fortificano la convinzione nella validità pedagogica di concetti e precetti morali di natura religiosa rendendo ancor più difficoltoso il processo di riconoscimento dei principi etici e dei valori civici socialmente condivisi quali argomenti propri dellaprospettiva laica della res publica. Oltre a ciò, gli spettacolini teatrali e musicali rappresentano uno dei momenti di maggiore visibilità pubblica per le istituzioni scolastiche all’interno delle comunità locali, nonché un’occasione di grande coinvolgimento e aggregazione per le famiglie, e in quanto tali contribuiscono in maniera determinante a mantenere sempre vivo lo stereotipo tradizionale della proficua associazione traformazione del cittadino ed educazione morale-religiosa (e ciò in maniera anche più incisiva rispetto alla mera esposizione di simboli religiosi all’interno delle strutture scolastiche).
Sostituire l’attuale dicitura:
“Divieto assoluto di svolgervi atti di culto, visite pastorali o altre attività di proselitismo”
Con la seguente riformulazione:
“Divieto assoluto di includere nell’offerta formativa e più in generale nell’intera organizzazione della vita scolastica qualsiasi pratica cultuale o qualsivoglia altra attività di carattere religioso, quali attività di proselitismo, visite pastorali, celebrazioni di festività religiose, eventi performativi a connotazione devozionale”
PROPOSTE DI MODIFICA DEL MANIFESTO D’INTENTI APPROVATE DAL CONGRESSO
Proposta I001
Presentata da Filippo D’Ambrogi in data 01/02/2019
Considerando che l’UAAR
● nell’ art. 1.3 dello Statuto si definisce “un’organizzazione filosofica non confessionale”
● nell’art. 3.d dello Statuto assume fra i suoi scopi quello di “promuovere la valorizzazione sociale e culturale delle concezioni del mondo razionali e non religiose, con particolare riguardo alle filosofie atee e agnostiche”
● fra le “Dichiarazioni” sulla sua natura afferma che “ le religioni fungono spesso da fattore di coesione di gruppi, trasformando gli elementi di differenza in motivi di conflitto con altri gruppi”
● fra le “Dichiarazioni” sull’etica afferma anche che “nel pensiero religioso si ravvisa l’autolimitazione della ragione e l’oppressione interiore […] derivanti dal dogmatismo, dall’oscurantismo dallo stordimento dei riti e dall’ossessività dei culti”
e ritenendo che un’organizzazione filosofica volta a promuovere le concezioni del mondo atee e agnostiche non possa fare a meno di contrapporsi frontalmente alle religioni monoteiste che hanno nella loro vocazione totalitaria, insita nella loro stessa dottrina, la pretesa di “instaurare in mezzo a tutte le genti il Regno di Dio…” prevaricando chi non l’accetta, vado a proporre la seguente modifica.
Rimuovere dal Manifesto d’intenti la frase:
“L’Uaar non è un’associazione antireligiosa.”
MOZIONI APPROVATE DAL CONGRESSO
Mozione M006
Presentata da Flaviana Rizzi in data 07/02/2019
Negli ultimi tempi il Collegio dei Probiviri è stato più volte chiamato in causa per dirimere contrasti e diatribe che sorgono tra i soci, il che sembra sintomatico di una certa difficoltà ad accettare punti divista diversi dai propri. Più volte è stata ventilata l’opportunità che, prima di addivenire a un pronunciamento, il CdP tenti di favorire una conciliazione tra le parti, in particolare nei casi in cui la distribuzione fra torto e ragione non appaia eccessivamente sbilanciata. Pertanto, il Regolamento del CdP dovrebbe essere integrato con una raccomandazione in tal senso.
Si propone che il Comitato di Coordinamento, nel Regolamento del Collegio dei Probiviri, all’Articolo 3 aggiunga il seguente comma:
●Nei casi in cui la questione o le questioni sottoposte alla valutazione del CdP appaiano, a suo giudizio, suscettibili di un accordo, il CdP ha facoltà di proporre una modalità di conciliazione che le due parti possono accettare o rifiutare. Ciascuna delle due parti può proporre, una sola volta, una o più modifiche alla proposta di conciliazione, che la controparte può accettare o rifiutare. In caso di mancato accordo, il CdP si pronuncia in via definitiva. In caso di accordo, il procedimento si considera concluso con l’accettazione della proposta di conciliazione.
Mozione M007
Presentata da Matteo Sanelli in data 07/02/2019
Funzioni dell’Assemblea Circoli
Subordinata al mancato accoglimento della proposta S007.
Attualmente, il Comitato di Coordinamento modifica e approva in piena autonomia il Regolamento Circoli, così come tutti gli altri regolamenti interni. Viceversa, l’Assemblea Circoli è un organo previsto dallo statuto ma con funzione esclusivamente consultiva, priva di alcun ruolo decisionale. Per aumentare la democraticità interna, nell’ottica di una separazione dei poteri, e volendo dare ai Circoli la possibilità di avere voce in capitolo sui regolamenti che lo riguardano, si richiede al CC entrante di condividere quanto più possibile con l’Assemblea Circoli le modifiche al Regolamento Circoli.
L’assemblea Circoli guadagnerebbe due funzioni aggiuntive a quella puramente consultiva:
1. Da una parte l’Assemblea Circoli avrà funzione propositiva, interloquendo col CC, per quanto riguarda tutti gli aspetti decisionali che riguardano i Circoli.
2. La prerogativa di poter discutere gli articoli e le modifiche al Regolamento Circoli, assumendo un ruolo paritario sull’operato dell’esecutivo in materia.
Il Comitato di Coordinamento si impegna consultare all’Assemblea Circoli annuale e di discutere con essa tutte le variazioni che intendono approvare, nel corso dell’anno, al Regolamento Circoli. Le variazioni dettate da vincoli amministrativi o contabili sono escluse da questo impegno. La stessa Assemblea Circoli, inoltre, già possedendo il diritto, indipendentemente da questa mozione, di proporre variazioni normative al Comitato di Coordinamento, potrà anche proporre nuove modifiche al Regolamento Circoli, che il Comitato di Coordinamento si impegna a discutere con l’assemblea e a valutare. Il Comitato di Coordinamento, contestualmente all’Assemblea Circoli e alla Presidenza della stessa, si prende quindi l’impegno di perseguire questa linea di condotta, anche nel caso che l’Assemblea Circoli, come organo associativo, venga sostituita, per qualunque motivo, da un organo associativo equivalente, con un relativo Regolamento.
Mozione M008
Presentata da Roberto Sabatini in data 19/02/2019
Un settore che è strategico per la crescita e la diffusione delle nostre istanze è la scuola, in particolare la secondaria di secondo grado, settore nel quale abbiamo raggiunto una certa visibilità e fornito un significativo contributo con il nostro supporto all’ora alternativa e con le nostre battaglie contro l’IRC. È però auspicabile che si possa entrare di più e più propositivamente nelle scuole e divulgare, come vera e propria offerta formativa, il punto di vista laico e umanista. Ho avuto diverse esperienze in tal senso, tutte positive, di incontro con gli allievi di Istituti, presentando loro che cosa facciamo, quali obiettivi perseguiamo, quali principi osserviamo e l’aderenza di tutto ciò con la carta costituzionale. Ma si è trattato di iniziative non sistematiche e occasionali, contingenti e non facilmente replicabili; a mio avviso è opportuno fare un salto di qualità, istituendo un apposito incarico a livello Nazionale e prevedendo e promuovendo una simile figura a livello territoriale. A livello nazionale un ruolo organizzativo e progettuale e che coordini le varie iniziative territoriali, mentre sul piano locale avere in ogni circolo un referente incaricato di interloquire con le varie scuole e avviare e costruire incontri formativi.
Operare per prevedere, promuovere e definire la figura di un referente nazionale delle nostre istanze ed iniziative nell’area formativa (una specifica funzione e responsabilità) e sollecitare la nascita di un analogo responsabile, dedicato al rapporto con le scuole, nei singoli circoli.
Mozione M012
Presentata da Roberto Sabatini in data 01/03/2019
Il progetto editoriale Nessun Dogma è un settore di alto profilo culturale, molto funzionale ad una diffusione dei temi della nostra associazione, non solo nella platea dei lettori, ma anche nel mondo intellettuale ed accademico e anche in quello istituzionale. I principi e gli obiettivi della nostra associazione e lo stesso Ethos laico e umanista possono essere molto ben veicolati proprio da questo tipo di offerta poiché, per sua stessa natura, può diffondere contenuti articolati, argomentati, profondi e di buona qualità culturale. È perciò importante incrementare sia la produzione e la diversificazione dei titoli, sia la partecipazione della casa editrice alle varie occasioni di visibilità e promozione editoriali: fiere, saloni ed altri eventi che valorizzino questa impresa culturale. L’esperienza ormai pluriennale della nostra presenza con uno stand alla fiera romana “Più Libri, PiùLiberi”, (probabilmente equivalente a quella del “Salone del Libro” di Torino) dimostra che le opportunità di diffusione della nostra associazione, dei nostri obiettivi e dei nostri libri in queste occasioni sono decisamente notevoli e qualificanti e che vanno perciò ulteriormente moltiplicate e potenziate. Ciò implica, ovviamente, maggiori investimenti finanziari e l’impiego di maggiori risorse umane.
Ampliare la redazione di Nessun Dogma, aumentare e differenziare la sua produttività e la sua presenza ai vari appuntamenti del settore editoriale nazionale, coinvolgendo i soci dei circoli delle località sede dei vari eventi in questione.
Mozione M014
Presentata da Flaviana Rizzi in data 09/03/2019
L’attuale Regolamento del CdP prevede (Art. 1) che:
“Al CdP possono rivolgersi tanto i singoli soci quanto gli organi dell’associazione per richiedere un pronunciamento nei confronti di altri soci o un parere ufficiale del CdP.”
Manca la precisazione che i singoli soci possono richiedere un pronunciamento nei confronti di un organo dell’associazione (vedi Art. 10.c dello Statuto Uaar). Tale pronunciamento, peraltro, può essere richiesto o perché il socio ritiene di aver subito un torto, o perché ritiene che l’organo abbia violato una norma regolamentare o statutaria. Tale possibilità non può rientrare tra quelle previste all’Art. 4.3, perché quest’ultimo prevede violazioni eventuali del singolo socio ma non di un organo, perciò deriva dal citato Art.10.5.c (controversie tra i soci e gli organi). Si richiede pertanto al CC subentrante di integrare il Regolamento del CdP in modo da considerare quanto sopra.
Nel Regolamento del CdP, all’Art. 1, sostituire la frase
“Al CdP possono rivolgersi tanto i singoli soci quanto gli organi dell’associazione per richiedere un pronunciamento nei confronti di altri soci o di un organo dell’associazione, oppure un parere ufficiale del CdP.”
All’Articolo 3.d, dopo la frase
“Il CdP può comminare sanzioni solo nei confronti di soci od organi associativi contro i quali è stato promosso ricorso.”
aggiungere la frase seguente, separata da una virgola e non da un punto:
“, e solo in riferimento alle norme regolamentari e/o statutarie che si presumono violate; non può cioè sanzionare per differenti capi d’accusa, non contenuti nel ricorso.”
Sempre all’Art. 3.d, dopo la frase
“Analogamente, il CdP può solo valutare azioni per le quali è stato chiamato espressamente a pronunciarsi.”
aggiungere la seguente frase:
“Se il ricorso non contiene alcun riferimento a norme violate, il CdP non può comminare sanzioni, ma deve limitarsi a dirimere il contenzioso sollevato.”
Mozione M015
Effetti delle Sanzioni comminate dal Collegio dei Probiviri
Lo Statuto, all’Art. 4.3, definisce chiaramente quali siano le possibili sanzioni che il Collegio può comminare (presumibilmente, anche se non esplicitato, in ordine di gravità crescente):
● Diffida
● Decadenza da eventuali incarichi ricoperti
● Sospensione dall’attività associativa
● Espulsione a tempo determinato
● Espulsione a tempo indeterminato
Giustamente, essendo il documento di livello gerarchico più elevato, lo Statuto non definisce nel dettaglio gli effetti di queste sanzioni. Si propone quindi, per chiarezza e per completezza, di inserire nel Regolamento del CdP gli effetti precisi delle cinque sanzioni previste dallo Statuto all’Art. 4.3. Diversamente, questo “buco normativo” potrebbe scatenare dubbi e perplessità sugli effetti prodotti da una specifica sanzione, mentre tali effetti dovrebbero risultare chiari, prevedibili, inequivocabili e non suscettibili di troppe disquisizioni e dibattiti ex post.
Definire nel dettaglio gli effetti delle sanzioni previste dallo Statuto.
Nel caso della “Decadenza da eventuali incarichi ricoperti”, l’incarico stesso deve rientrare tra quelli previsti all’Art. 7.10.e dello Statuto (incarichi operativi assegnati dal CC) oppure ci si riferisce anche ad altri tipi di incarichi?
Nel caso della “Sospensione dall’attività associativa”, quali sono le attività associative per le quali può scattare la sospensione?
Partecipazione alle attività di circolo in senso lato? Compiti relativi alla qualifica di coordinatore di circolo o regionale, di cassiere, di socio attivo del circolo? Partecipazione alle votazioni del circolo? Candidatura a delegato? Altre candidature? Sono sospese tutte in blocco? Se il socio sospeso aveva l’incarico formale del trattamento dei dati, questo viene revocato?
Nel caso della “Espulsione”, temporanea o definitiva, la quota associativa viene restituita oppure no? E, nel caso dell’espulsione a tempo determinato, le eventuali prerogative preesistenti vengono automaticamente restituite oppure no al socio quando questi rientra nell’associazione? Può essere opportuno che vengano individuati dei periodi predeterminati di durata dell’espulsione a tempo determinato? Per esempio: da un mese a un anno, per scaglioni di mese? Di più, di meno, per scaglioni di giorni?
Mozione M018
Presentata da Adele Orioli in data 12/03/2019
Elezione sindaco revisore
L’attuale regolamento congressuale, essendo basato sull’attuale statuto non prevede l’elezione dell’organo di controllo, che tuttavia è obbligatoria per legge avendo l’Uaar superato la soglia minima prevista per due esercizi consecutivi. È necessario risolvere la vacanza tra l’attuale congresso e il successivo.
Si chiede al congresso di eleggere l’attuale revisore legale, dott. Marco Cambareri, quale sindaco revisore fino al successivo congresso.
We LAIC books - 4 giugno 2019

References: articolo 17
 sentenza 

Art.12
 articolo 10
 Art. 3
 art. 1
 Art. 10
 Art.10