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Timestamp: 2020-04-03 02:28:40+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 19901 del 05/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19901 del 05/10/2016
Cassazione civile sez. trib., 05/10/2016, (ud. 19/09/2016, dep. 05/10/2016), n.19901
sul ricorso 21586/2011 proposto da:
S.R.L. SOCIETA’ ARTI GRAFICHE NIDASIO, in persona del legale
avverso la sentenza n. 55/15/2010 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di TORINO del 24/09/2010, depositata il 01/02/2010, non
1. S.R.L. SOCIETA’ ARTI GRAFICHE NIDASIO propone ricorso per cassazione, affidato a due motivi, avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale di Torino, n. 55/15/10, pubblicata il 24 settembre 2010, con la quale essa accoglieva l’appello dell’Ufficio contro la decisione di quella provinciale di Vercelli, che aveva accolto il ricorso sull’assunto che gli studi di settore costituiscono una presunzione semplice e che era onere dell’agenzia provare l’esistenza di gravi incongruenze fra redditi dichiarati e quelli desumibili dallo studio di settore. La Commissione Tributaria regionale accoglieva l’appello affermando che la contribuente aveva allegato solo elementi di segno contrario generici riferiti al non pieno utilizzo dei macchinari.
2. L’Agenzia delle Entrate, difesa dall’Avvocatura generale dello Stato, con controricorso deduceva la infondatezza del primo motivo di ricorso in quanto la Commissione tributaria regionale aveva valutato le deduzioni difensive concludendo che la ricorrente non aveva allegato ragioni a sostegno del mancato pieno utilizzo dei macchinari e che la Commissione tributaria regionale ha motivato in modo logico e congruo.
1. Col primo motivo addotto a sostegno del ricorso la ricorrente deduce violazione o falsa applicazione del D.L. n. 331 del 1993, art. 62 sexies, comma 3, convertito con L. n. 427 del 1993, del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1, lett. d, art. 2729 c.c. e dell’art. 53 Cost., ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, per non avere il giudice d’appello rispettato i requisiti di gravità, precisione e concordanza delle presunzioni derivanti dagli studi di settore.
Il motivo di ricorso è inammissibile per violazione del principio di autosufficienza atteso che non riporta il contenuto della motivazione dell’avviso di accertamento (Cass. 2928/15).
2. Col secondo motivo di ricorso il ricorrente deduce omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5.
Dalla motivazione della sentenza impugnata non risulta la totale obliterazione di elementi che avrebbero potuto ad una diversa decisione o l’obiettiva carenza del procedimento logico (Cass. SU 24184/13). La sentenza fa infatti riferimento ai macchinari dicendo che la ricorrente non ha fornito elementi concreti sul punto. La motivazione non può dirsi mancante.
4. Le spese seguono la soccombenza e si liquidano in Euro 6.500,00 oltre spese prenotate a debito.
Rigetta il ricorso e condanna la ricorrente alla rifusione delle spese liquidate in Euro 6.500,00 oltre s.p.d..

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 62
 art. 39
 art. 2729
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