Source: http://www.studiocelentano.it/codici/cc/lIItIV.htm
Timestamp: 2013-05-19 08:29:08+00:00

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Titolo IV: Della divisione
Art. 713 Facolt� di domandare la divisione
Quando per� tutti gli eredi istituiti o alcuni di essi sono minori di et�, il testatore pu� disporre che la divisione non abbia luogo prima che sia trascorso un anno dalla maggiore et� dell'ultimo nato. Egli pu� anche disporre che la divisione dell'eredit� o di alcuni beni di essa non abbia luogo prima che sia trascorso dalla sua morte un termine non eccedente il quinquennio.
Tuttavia in ambedue i casi l'autorit� giudiziaria, qualora gravi circostanze lo richiedano, pu�, su istanza di uno o pi� coeredi, consentire che la divisione si effettui senza indugio o dopo un termine minore di quello stabilito dal testatore. Art. 714 Godimento separato di parte dei beni
Pu� domandarsi la divisione anche quando uno o pi� coeredi hanno goduto separatamente parte dei beni ereditari, salvo che si sia verificata l'usucapione per effetto di possesso esclusivo (1102, 1158 e seguenti).
Se tra i chiamati alla successione vi � un concepito (462), la divisione non pu� aver luogo prima della nascita del medesimo. Parimenti la divisione non pu� aver luogo durante la pendenza di un giudizio sulla legittimit� (244 e seguenti) o sulla filiazione naturale (263 e seguenti) di colui che, in caso di esito favorevole del giudizio, sarebbe chiamato a succedere, n� pu� aver luogo durante lo svolgimento della procedura amministrativa per l'ammissione del riconoscimento previsto dal quarto comma dell'Art. 252 o per il riconoscimento dell'ente istituito erede (600).
L'autorit� giudiziaria pu� tuttavia autorizzare la divisione, fissando le opportune cautele.
Se i nascituri non concepiti sono istituiti senza determinazione di quote, l'autorit� giudiziaria pu� attribuire agli altri coeredi tutti i beni ereditari o parte di essi, secondo le circostanze, disponendo le opportune cautele nell'interesse dei nascituri. Art. 716 (abrogato) Art. 717 Sospensione della divisione per ordine del giudice
L'autorit� giudiziaria, su istanza di uno dei coeredi, pu� sospendere, per un periodo di tempo non eccedente i cinque anni, la divisione dell'eredit� o di alcuni beni, qualora l'immediata sua esecuzione possa recare notevole pregiudizio al patrimonio ereditario (1111). Art. 718 Diritto ai beni in natura
Ciascun coerede pu� chiedere la sua parte in natura dei beni mobili e immobili dell'eredit�, salve le disposizioni degli articoli seguenti (1114). Art. 719 Vendita dei beni per il pagamento dei debiti ereditari
Se i coeredi aventi diritto a pi� della met� dell'asse concordano nella necessit� della vendita per il pagamento dei debiti e pesi ereditari (752 e seguenti), si procede (Cod. Proc. Civ. 747 e seguenti) alla vendita all'incanto dei beni mobili e, se occorre, di quei beni immobili la cui alienazione rechi minor pregiudizio agli interessi dei condividenti (2646).
Quando occorre il consenso di tutte le parti, la vendita pu� seguire tra i soli condividenti e senza pubblicit�, salvo che vi sia opposizione dei legatari o dei creditori (721, 723). Art. 720 Immobili non divisibili
Se nell'eredit� vi sono immobili non comodamente divisibili, o il cui frazionamento recherebbe pregiudizio alle ragioni della pubblica economia o dell'igiene, e la divisione dell'intera sostanza non pu� effettuarsi senza il loro frazionamento, essi devono preferibilmente essere compresi per intero, con addebito dell'eccedenza, nella porzione di uno dei coeredi aventi diritto alla quota maggiore, o anche nelle porzioni di pi� coeredi, se questi ne richiedono congiuntamente l'attribuzione. Se nessuno dei coeredi � a ci� disposto, si fa luogo alla vendita all'incanto (2646; Cod. Proc. Civ. 748). Art. 721 Vendita degli immobili
I patti e le condizioni della vendita degli immobili, qualora non siano concordati dai condividenti, sono stabiliti dall'autorit� giudiziaria.
In quanto non sia diversamente disposto dalle leggi speciali, le disposizioni dei due articoli precedenti si applicano anche nel caso in cui nell'eredit� vi sono beni che la legge dichiara indivisibili nell'interesse della produzione nazionale (846 e seguenti). Art. 723 Resa dei conti
Dopo la vendita, se ha avuto luogo, dei mobili e degli immobili si procede ai conti che i condividenti si devono rendere, alla formazione dello stato attivo e passivo dell'eredit� e alla determinazione delle porzioni ereditarie e dei conguagli o rimborsi che si devono tra loro i condividenti. Art. 724 Collazione e imputazione
I coeredi tenuti a collazione, a norma del Capo II di questo Titolo (737 e seguenti), conferiscono tutto ci� che � stato loro donato.
Ciascun erede deve imputare alla sua quota le somme di cui era debitore verso il defunto e quelle di cui � debitore verso i coeredi in dipendenza dei rapporti di comunione. Art. 725 Prelevamenti
I prelevamenti, per quanto � possibile, si formano con oggetti della stessa natura e qualit� di quelli che non sono stati conferiti in natura.
Fatti i prelevamenti, si provvede alla stima di ci� che rimane nella massa, secondo il valore venale dei singoli oggetti.
Eseguita la stima, si procede alla formazione di tante porzioni quanti sono gli eredi o le stirpi condividenti in proporzione delle quote. Art. 727 Norme per la formazione delle porzioni
Salvo quanto � disposto dagli artt. 720 e 722, le porzioni devono essere formate, previa stima dei beni, comprendendo una quantit� di mobili, immobili e crediti di eguale natura e qualit�, in proporzione dell'entit� di ciascuna quota (1114).
Si deve tuttavia evitare per quanto � possibile, il frazionamento delle biblioteche, gallerie e collezioni che hanno un'importanza storica, scientifica o artistica. Art. 728 Conguagli in danaro
L'ineguaglianza in natura nelle quote ereditarie si compensa con un equivalente in danaro (2817, n. 2). Art. 729 Assegnazione o attribuzione delle porzioni
L'assegnazione delle porzioni eguali e fatta mediante estrazione a sorte. Per le porzioni diseguali si procede mediante attribuzione. Tuttavia, rispetto a beni costituenti frazioni eguali di quote diseguali, si pu� procedere per estrazione a sorte (2646, 2685). Art. 730 Deferimento delle operazioni a un notaio
Le operazioni indicate negli articoli precedenti possono essere, col consenso di tutti i coeredi, deferite a un notaio. La nomina di questo, in mancanza di accordo, � fatta con decreto dal pretore del luogo dell'aperta successione (456).
Qualora sorgano contestazioni nel corso delle operazioni, esse sono riservate e rimesse tutte insieme alla cognizione dell'autorit� giudiziaria competente, che provvede con unica sentenza. Art. 731 Suddivisione tra stirpi
Le norme sulla divisione dell'intero asse si osservano anche nelle suddivisioni tra i componenti di ciascuna stirpe. Art. 732 Diritto di prelazione
Il coerede, che vuole alienare (1542 e seguenti) a un estraneo la sua quota o parte di essa, deve notificare la proposta di alienazione, indicandone il prezzo, agli altri coeredi, i quali hanno diritto di prelazione. Questo diritto deve essere esercitato nel termine (2964) di due mesi dall'ultima delle notificazioni. In mancanza della notificazione, i coeredi hanno diritto di riscattare la quota dall'acquirente e da ogni successivo avente causa, finch� dura lo stato di comunione ereditaria (1502).
Se i coeredi che intendono esercitare il diritto di riscatto sono pi�, la quota � assegnata a tutti in parti uguali. Art. 733 Norme date dal testatore per la divisione
Il testatore pu� disporre che la divisione si effettui secondo la stima di persona da lui designata che non sia erede o legatario (706): la divisione proposta da questa persona non vincola gli eredi, se l'autorit� giudiziaria, su istanza di taluno di essi, la riconosce contraria alla volont� del testatore o manifestamente iniqua. Art. 734 Divisione fatta dal testatore
Il testatore pu� dividere i suoi beni tra gli eredi comprendendo nella divisione anche la parte non disponibile (536 e seguenti).
Se nella divisione fatta dal testatore non sono compresi tutti i beni lasciati al tempo della morte, i beni in essa non compresi sono attribuiti conformemente alla legge (566 e seguenti), se non risulta una diversa volont� del testatore. Art. 735 Preterizione di eredi e lesione di legittima
La divisione nella quale il testatore non abbia compreso qualcuno dei legittimari (536) o degli eredi istituiti � nulla.
Il coerede che � stato leso nella quota di riserva pu� esercitare l'azione di riduzione contro gli altri coeredi (553 e seguenti). Art. 736 Consegna dei documenti
I documenti di una propriet� che � stata divisa rimangono a quello che ne ha la parte maggiore, con l'obbligo di comunicarli agli altri condividenti che vi hanno interesse, ogni qualvolta se ne faccia richiesta. Gli stessi documenti, se la propriet� � divisa in parti eguali, e quelli comuni all'intera eredit� si consegnano alla persona scelta a tal fine da tutti gli interessati, la quale ha obbligo di comunicarli a ciascuno di essi, a ogni loro domanda. Se vi � contrasto nella scelta, la persona � determinata con decreto dal pretore del luogo dell'aperta successione (456), su ricorso di alcuno degli interessati, sentiti gli altri. Capo II: Della collazione
I figli legittimi e naturali e i loro discendenti legittimi e naturali ed il coniuge che concorrono alla successione devono conferire ai coeredi tutto ci� che hanno ricevuto dal defunto per donazione direttamente o indirettamente, salvo che il defunto non li abbia da ci� dispensati.
La dispensa da collazione non produce effetto se non nei limiti della quota disponibile (556). Art. 738 Limiti della collazione per il coniuge
Non sono soggetti a collazione le donazioni di modico valore fatte al coniuge. Art. 739 Donazioni ai discendenti o al coniuge dell'erede. Donazioni a coniugi
L'erede non � tenuto a conferire le donazioni fatte ai suoi discendenti o al coniuge, ancorch� succedendo a costoro ne abbia conseguito il vantaggio.
Se le donazioni sono state fatte congiuntamente a coniugi di cui uno � discendente del donante, la sola porzione a questo donata � soggetta a collazione. Art. 740 Donazioni fatte all'ascendente dell'erede
Il discendente che succede per rappresentazione (467) deve conferire ci� che � stato donato all'ascendente anche nel caso in cui abbia rinunziato all'eredit� di questo. Art. 741 Collazione di assegnazioni varie
E' soggetto a collazione ci� che il defunto ha speso a favore dei suoi discendenti per assegnazioni fatte a causa di matrimonio, per avviarli all'esercizio di un'attivit� produttiva o professionale, per soddisfare premi relativi a contratti di assicurazione sulla vita a loro favore o per pagare i loro debiti. Art. 742 Spese non soggette a collazione
Non sono soggette a collazione le liberalit� previste dal secondo comma dell'Art. 770. Art. 743 Societ� contratta con l'erede
Non � dovuta collazione di ci� che si � conseguito per effetto di societ� contratta senza frode tra il defunto e alcuno dei suoi eredi, se le condizioni sono state regolate con atto di data certa (2704). Art. 744 Perimento della cosa donata
Non � soggetta a collazione la cosa perita per causa non imputabile al donatario (1256). Art. 745 Frutti e interessi
I frutti (820) delle cose e gli interessi sulle somme soggette a collazione non sono dovuti che dal giorno in cui si � aperta la successione (456). Art. 746 Collazione d'immobili
Se l'immobile � stato alienato o ipotecato, la collazione si fa soltanto con l'imputazione. Art. 747 Collazione per l'imputazione
La collazione per imputazione si fa avuto riguardo al valore dell'immobile al tempo dell'aperta successione (456). Art. 748 Miglioramenti, spese e deterioramenti
Il donatario dal suo canto � obbligato per i deterioramenti che, per sua colpa, hanno diminuito il valore dell'immobile.
Il coerede che conferisce un immobile in natura pu� ritenerne il possesso sino all'effettivo rimborso delle somme che gli sono dovute per spese e miglioramenti (1152). Art. 749 Miglioramenti e deterioramenti dell'immobile alienato
Nel caso in cui l'immobile � stato alienato dal donatario, i miglioramenti e i deterioramenti fatti dall'acquirente devono essere computati a norma dell'articolo precedente. Art. 750 Collazione di mobili
Se si tratta di cose delle quali non si pu� far uso senza consumarle, e il donatario le ha gi� consumate, si determina il valore che avrebbero avuto secondo il prezzo corrente (1474) al tempo dell'aperta successione.
Se si tratta di cose che con l'uso si deteriorano, il loro valore al tempo dell'aperta successione � stabilito con riguardo allo stato in cui si trovano.
La determinazione del valore dei titoli dello Stato, degli altri titoli di credito quotati in borsa e delle derrate e delle merci il cui prezzo corrente � stabilito dalle mercuriali, si fa in base ai listini di borsa e alle mercuriali del tempo dell'aperta successione. Art. 751 Collazione del danaro
La collazione del danaro donato (1923) si fa prendendo una minore quantit� del danaro che si trova nell'eredit�, secondo il valore legale della specie donata o di quella ad essa legalmente sostituita all'epoca dell'aperta successione (1277 e seguenti).
Quando tale danaro non basta e il donatario non vuole conferire altro danaro o titoli dello Stato, sono prelevati mobili o immobili ereditari, in proporzione delle rispettive quote. Capo III: Del pagamento dei debiti
I coeredi contribuiscono tra loro al pagamento dei debiti e pesi ereditari in proporzione delle loro quote ereditarie, salvo che il testatore abbia altrimenti disposto (1295, 1315). Art. 753 Immobili gravati da rendita redimibile
Ogni coerede, quando i beni immobili dell'eredit� sono gravati con ipoteca da una prestazione di rendita redimibile (1865 e seguenti), pu� chiedere che gli immobili ne siano affrancati e resi liberi prima che si proceda alla formazione delle quote ereditarie. Se uno dei coeredi si oppone, decide l'autorit� giudiziaria.
Se i coeredi dividono l'eredit� nello stato in cui si trova, l'immobile gravato deve stimarsi con gli stessi criteri con cui si stimano gli altri beni immobili, detratto dal valore di esso il capitale corrispondente alla prestazione, secondo le norme relative al riscatto della rendita (1866), salvo che esista un patto speciale intorno al capitale da corrispondersi per l'affrancazione.
Alla prestazione della rendita � tenuto solo l'erede, nella cui quota cade detto immobile, con l'obbligo di garantire (1119) i coeredi. Art. 754 Pagamento dei debiti e rivalsa
Gli eredi sono tenuti verso i creditori al pagamento dei debiti e pesi ereditari personalmente in proporzione della loro quota ereditaria (1295, 1315 e seguenti) e ipotecariamente per l'intero (2809). Il coerede che ha pagato oltre la parte a lui incombente pu� ripetere dagli altri coeredi soltanto la parte per cui essi devono contribuire a norma dell'Art. 752, quantunque si sia fatto surrogare nei diritti dei creditori (1201 e seguenti).
Il coerede conserva la facolt� di chiedere il pagamento del credito a lui personale e garantito da ipoteca, non diversamente da ogni altro creditore, detratta la parte che deve sopportare come coerede. Art. 755 Quota di debito ipotecario non pagata da un coerede
In caso d'insolvenza di un coerede, la sua quota di debito ipotecario � ripartita in proporzione tra tutti gli altri coeredi. Art. 756 Esenzione del legatario dal pagamento dei debiti
Il legatario non � tenuto a pagare i debiti ereditari, salvo ai creditori l'azione ipotecaria sul fondo legato (2858 e seguenti) e l'esercizio del diritto di separazione (512 e seguenti); ma il legatario che ha estinto il debito di cui era gravato il fondo legato subentra nelle ragioni del creditore contro gli eredi (1203, 2866). Capo IV: Degli effetti della divisione e della garanzia delle quote
Ogni coerede � reputato solo e immediato successore in tutti i beni componenti la sua quota o a lui pervenuti dalla successione, anche per acquisto all'incanto (719, 720), e si considera come se non avesse mai avuto la propriet� degli altri beni ereditari (2646, 2825). Art. 758 Garanzie tra coeredi
La garanzia non ha luogo, se � stata esclusa con clausola espressa nell'atto di divisione, o se il coerede soffre l'evizione per propria colpa. Art. 759 Evizione subita da un coerede
Se uno dei coeredi � insolvente, la parte per cui � obbligato deve essere egualmente ripartita tra l'erede che ha sofferto l'evizione e tutti gli eredi solventi. Art. 760 Inesigibilit� di crediti
Non � dovuta garanzia per l'insolvenza del debitore di un credito assegnato a uno dei coeredi, se l'insolvenza � sopravvenuta soltanto dopo che � stata fatta la divisione (1267).
La garanzia della solvenza del debitore di una rendita (1864) � dovuta per i cinque anni successivi alla divisione. Capo V: Dell'annullamento e della rescissione in materia di divisione
La divisione pu� essere annullata quando � l'effetto di violenza o di dolo (1434 e seguenti). L'azione si prescrive (2941 e seguente) in cinque anni dal giorno in cui � cessata la violenza o in cui il dolo � stato scoperto (1442). Art. 762 Omissione di beni ereditari
L'omissione di uno o pi� beni dell'eredit� non d� luogo a nullit� della divisione, ma soltanto a un supplemento della divisione stessa. Art. 763 Rescissione per lesione
La divisione pu� essere rescissa quando taluno dei coeredi prova di essere stato leso oltre il quarto (1448 e seguenti).
La rescissione � ammessa anche nel caso di divisione fatta dal testatore (734 e seguente), quando il valore dei beni assegnati ad alcuno dei coeredi � inferiore di oltre un quarto all'entit� della quota ad esso spettante.
L'azione di rescissione � anche ammessa contro ogni altro atto che abbia per effetto di far cessare tra i coeredi la comunione dei beni ereditari.
L'azione non � ammessa contro la transazione (1965 e seguenti) con la quale si � posto fine alle questioni insorte a causa della divisione o dell'atto fatto in luogo della medesima, ancorch� non fosse al riguardo incominciata alcuna lite. Art. 765 Vendita del diritto ereditario fatta al coerede
L'azione di rescissione non � ammessa contro la vendita del diritto ereditario (477, 1542 e seguenti) fatta senza frode a uno dei coeredi, a suo rischio e pericolo, da parte degli altri coeredi o di uno di essi (14484). Art. 766 Stima dei beni
Per conoscere se vi � lesione si procede alla stima dei beni secondo il loro stato e valore al tempo della divisione. Art. 767 Facolt� del coerede di dare il supplemento
Il coerede contro il quale � promossa l'azione di rescissione pu� troncarne il corso e impedire una nuova divisione, dando il supplemento della porzione ereditaria, in danaro o in natura, all'attore e agli altri coeredi che si sono a lui associati (1450). Art. 768 Alienazione della porzione ereditaria
Il coerede che ha alienato la sua porzione o una parte di essa non � pi� ammesso a impugnare la divisione per dolo o violenza, se l'alienazione � seguita quando il dolo era stato scoperto o la violenza cessata.
Il coerede non perde il diritto di proporre l'impugnazione, se la vendita � limitata a oggetti di facile deterioramento o di valore minimo in rapporto alla quota.

References: Art. 713
 Art. 714
 Art. 716
 Art. 717
 Art. 718
 Art. 719
 Art. 720
 Art. 721
 Art. 723
 Art. 724
 Art. 725
 Art. 727
 Art. 728
 Art. 729
 Art. 730
 Art. 731
 Art. 732
 Art. 733
 Art. 734
 Art. 735
 Art. 736
 Art. 738
 Art. 739
 Art. 740
 Art. 741
 Art. 742
 Art. 743
 Art. 744
 Art. 745
 Art. 746
 Art. 747
 Art. 748
 Art. 749
 Art. 750
 Art. 751
 Art. 753
 Art. 754
 Art. 755
 Art. 756
 Art. 758
 Art. 759
 Art. 760
 Art. 762
 Art. 763
 Art. 765
 Art. 766
 Art. 767
 Art. 768