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Timestamp: 2020-08-05 22:30:20+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 7449 del 23/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7449 del 23/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 23/03/2017, (ud. 11/01/2017, dep.23/03/2017), n. 7449
sul ricorso 23992-2015 proposto da:
S.S., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR
FRANCESCO BARILA’ e MARIO BARILA’ giusta procura a margine del
avverso la sentenza n. 1400/2015 della CORTE D’APPELLO di VENEZIA,
emessa il 28/04/2015 e depositata il 26/05/2015;
1. S.S. ha proposto ricorso per la cassazione del capo della sentenza della Corte di appello di Venezia n. 1400 del 2015 con il quale sono state liquidate le spese del giudizio di primo e di secondo grado in misura inferiore ai minimi previsti dalle tabelle ratione temporis applicabili alla fattispecie.
2. Sostiene il ricorrente che a fronte di una nota spese depositata con la quale erano esposte le voci chieste ed i compensi dovuti in relazione allo scaglione applicabile (valore della causa Euro 77.589,58) ed alle attività svolte, la Corte d’ appello non avrebbe potuto procedere ad una determinazione dei diritti e degli onorari in misura inferiore a quella chiesta, ed inferiore anche ai minimi di tariffa, senza dare della sua scelta adeguata motivazione.
3. La Curatela del Fallimento della società (OMISSIS) s.r.l. è rimasta intimata.
4. Il Collegio ha autorizzato la redazione della motivazione in forma
1. La Corte territoriale non ha esplicitato le ragioni che l’hanno indotta a liquidare importi diversi rispetto a quelli richiesti nelle note spese ritualmente depositate nel corso del processo, rendendo così impossibile la verifica della conformità della liquidazione effettuata alle tariffe applicabili al processo di primo grado e di appello.
2. In tal modo, ha violato il principio in più occasioni ribadito da questa Corte secondo il quale in tema di liquidazione di spese processuali, il giudice, in presenza d’una nota specifica prodotta dalla parte vittoriosa, non può limitarsi ad una globale determinazione dei diritti di procuratore e degli onorari di avvocato, in misura inferiore a quelli esposti, ma ha l’onere di dare adeguata motivazione dell’eliminazione e della riduzione di voci da lui operata, allo scopo di consentire, attraverso il sindacato di legittimità, l’accertamento della conformità della liquidazione a quanto risulta dagli atti ed alle tariffe, in relazione all’inderogabilità dei relativi minimi, a norma della L. 13 giugno 1942, n. 794, art. 24, (cfr. recentemente Cass. 14/10/2015 n. 20604, ma già Cass. ord., 30/3/2011 n. 7293).
3. Il ricorso deve quindi essere accolto e la sentenza cassata, con rinvio alla Corte d’appello di Venezia, in diversa composizione, che dovrà procedere a nuova liquidazione delle spese dei giudizi di merito, attenendosi al principio sopra individuato.
4. Al giudice designato competerà anche la regolamentazione delle spese del presente giudizio.
Accoglie il ricorso. Cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per la regolamentazione della spese del giudizio di legittimità, alla Corte d’appello di Venezia in diversa composizione.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 24
 Cass. 
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