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Timestamp: 2018-08-19 23:06:14+00:00

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Scioglimento del rapporto di agenzia ad opera di Casa Mandante e il risarcimento del danno (Agenti commercio) - GuideLegali.it
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L'art. 1751 c.c., comma 4, stabilisce che la concessione all'agente dell'indennita` di cessazione del rapporto non lo priva del "diritto all'eventuale risarcimento dei danni"; tale disposizione si riferisce ai danni ulteriori derivanti da fatto illecito contrattuale o extracontrattuale (a titolo esemplificativo e non esaustivo: l'illecito relativo al mancato/reiterato ritardo nel pagamento di provvigioni maturate, a fatti di denigrazione professionale, ad ingiuriosita` del recesso ad opera del preponente, alla induzione dell'agente a spese di esecuzione del contratto prima della sua risoluzione) configurando,così,un'ipotesi di risarcimento differente rispetto a quello da fatto lecito per cessazione del rapporto contemplato dallo stesso art. 1751 c.c., comma 1, con il quale puo`, pertanto, cumularsi, a condizione che nella condotta del preponente sussistano i requisiti soggettivi ed oggettivi di tale illecito.
I giudici dell'appello hanno cosi` mostrato di aderire al consolidato orientamento di questa Corte, secondo il quale, poiche´ l'esercizio da parte del preponente della facolta` di recedere "ad nutum" dal contratto , salvo il dovere del preavviso così come previsto dalle disposizioni in tema di agenzia, non costituisce inadempimento contrattuale, ne´ integra ex se gli estremi del comportamento in violazione degli obblighi di correttezza, non e` mai risarcibile il danno derivante all'agente dal recesso (Cass. Sez. L., Sentenza n. 9317 del 26/06/2002; Cass. Sez. L., Sentenza n. 3925 del 19/03/2001).
Come per gli altri rapporti di lavoro privi della stabilita` reale od obbligatoria, deve percio` escludersi, in linea generale, la configurabilità di danni risarcibili, poiche´ la risoluzione del rapporto costituisce esplicazione di un diritto potestativo delle parti (Cass. Sez. L., Sentenza n. 21279 del 15/10/2010).
Nell'ambito dell'accertamento di fatto della volonta` pattizia dei contraenti, spettante ai giudici del merito, la Corte d'Appello ha altresi` escluso che l'incarico di agenzia fosse stato connotato da una determinata stabilita`, mancando l'indicazione per iscritto di un termine di durata ai sensi dell'art 1742 c.c., comma 2, quale espressione del libero esercizio dell'autonomia negoziale.
Il rapporto di agenzia non e` caratterizzato da alcun regime di stabilita`, pertanto la mera risoluzione ad opera del preponente non puo` essere considerata, di per se´, fonte di risarcimento del danno a favore dell'agente.
L'agente che lamenta di aver subito un pregiudizio economico e` tenuto a dimostrare l'an, il quantum ed il nesso causale con il comportamento del preponente, alla stregua dei principi esistenti in tema di onere della prova.
In questo senso si e` gia` ripetutamente espressa la giurisprudenza italiana sia di legittimita` che di merito: App. Potenza, 22 aprile 2010, n. 211, Cass. Sez. Lav., 15 ottobre 2010, n. 21279; Trib. Pistoia, 21 dicembre 2011,Cass. Sez. Lav., 10 dicembre 2012, n. 22389, ; 14 marzo 2012, n. 4042; 7 agosto 2013, n. 18845; Cass. civ., 5 dicembre 2013, n. 27294.
Sul punto si e` pronunciata anche la Corte Giustizia dell'Unione europea la quale, con sentenza 3 dicembre 2015, n. 338/14 precisa che il risarcimento del danno previsto dall'art. 17, paragrafo 2, lettera c), della direttiva 86/653 deve essere distinto da quello risarcito dalle indennita` di fine rapporto.
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References: art. 1751
 Sentenza 
 Cass. Sez. 
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 Cass. Sez. 
 Cass. 
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