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Le rivoluzioni del 1848 e la prima guerra d’indipendenza.
PubblicatoSamuele Casati
Presentazione sul tema: "Le rivoluzioni del 1848 e la prima guerra d’indipendenza."— Transcript della presentazione:
La concessione delle Costituzioni Regno delle Due Sicilie: regime di oppressione e di sfruttamento  profondo malcontento  12 gennaio 1848, Palermo: rivolta  dilagazione per tutta la penisola
La concessione delle Costituzioni Impossibilità dell’aiuto dell’Austria  Ferdinando II: promulgazione della Costituzione Leopoldo II (Toscana) Pio IX (Stato della Chiesa) Carlo Alberto (Piemonte)  “Statuto albertino”
Statuto albertino Art. 1 - La Religione Cattolica, Apostolica e Romana è la sola Religione dello Stato. Gli altri culti ora esistenti sono tollerati conformemente alle leggi. Art. 2 - Lo Stato è retto da un Governo Monarchico Rappresentativo. Il trono è ereditario secondo la legge salica Art. 3 - Il potere legislativo sarà collettivamente esercitato dal Re e da due Camere: il Senato, e quella dei Deputati. Art. 4 - La persona del Re è sacra ed inviolabile. Art. 5 - Al Re solo appartiene il potere esecutivo. Egli è il Capo Supremo dello Stato: comanda tutte le forze di terra e di mare; dichiara la guerra; fa i trattati di pace, d'alleanza, e di commercio ed altri, dandone notizia alle Camere. I trattati che importassero un onere alle finanze, o variazioni di territorio dello Stato, non avranno effetto se non dopo ottenuto l'assenso delle Camere.
Statuto albertino Art. 6 - Il Re nomina tutte le cariche dello Stato; e fa i decreti e i regolamenti necessari per l'esecuzione delle leggi Art. 9 - Il Re convoca in ogni anno le due Camere: può prorogarne le sessioni, e sciogliere quella dei Deputati, ma in quest'ultimo caso ne convoca un'altra nel termine di quattro mesi. Art. 10 - La proposizione delle leggi apparterrà al Re ed a ciascuna delle due Camere. Però, ogni legge d'imposizione di tributi, o di approvazione dei bilanci e dei conti dello Stato, sarà presentata prima alla Camera dei Deputati.
Statuto albertino Art. 24 - Tutti i regnicoli, qualunque sia il loro titolo o grado, sono uguali dinanzi alla legge. Tutti godono egualmente i diritti civili e politici, e sono ammissibili alle cariche civili, e militari, salvo le eccezioni determinate dalle leggi. Art. 25 - Essi contribuiscono indistintamente, nella proporzione dei loro averi, ai carichi dello Stato. Art. 26 - La libertà individuale è guarentita. Niuno può essere arrestato o tradotto in giudizio se non nei casi previsti dalla legge, e nelle forme che essa prescrive. Art. 27 - Il domicilio è inviolabile. Niuna visita domiciliare può aver luogo se non in forza della legge, e nelle forme che essa prescrive. Art. 28 - La Stampa sarà libera, ma una legge ne reprime gli abusi. Tuttavia le bibbie, i catechismi, i libri liturgici e di preghiere non potranno essere stampati senza il preventivo permesso del Vescovo.
Statuto albertino Art. 29 - Tutte le proprietà, senza alcuna eccezione, sono inviolabili. Tuttavia, quando l'interesse pubblico legalmente accertato lo esiga, si può essere tenuti a cederle in tutto o in parte, mediante una giusta indennità conformemente alle leggi. Art. 30 - Nessun tributo può essere imposto o riscosso se non è stato consentito dalle Camere e sanzionato dal Re. Art. 31 - Il debito pubblico è guarentito. Ogni impegno dello Stato verso i suoi creditori è inviolabile. Art. 32 - È riconosciuto il diritto di adunarsi pacificamente e senz'armi, uniformandosi alle leggi che possono regolarne l'esercizio nell'interesse della cosa pubblica. Questa disposizione non è applicabile alle adunanze in luoghi pubblici, od aperti al pubblico, i quali rimangono intieramente soggetti alle leggi di polizia.
La concessione delle Costituzioni Italia “costituzionale” –fatta eccezione per il Lombardo-Veneto e per i ducati di Parma e Modena Costituzioni del ’48: monarchia costituzionale –molte limitazioni e restrizioni –concesse dai sovrani e non votate dai cittadini –un deciso passo avanti verso un regime liberale
La rivoluzione a Venezia 17 marzo: insurrezione a Venezia Daniele Manin e Niccolò Tommaseo: detenuti politici messi in libertà Repubblica di San Marco Daniele Manin
Le “cinque giornate” di Milano 18 marzo: insurrezione a Milano – cacciata degli Austriaci (generale Radetzky)  Quadrilatero (Verona, Mantova, Peschiera, Legnago) Governo provvisorio: Carlo Cattaneo Modena, Parma: insurrezioni popolari  fuga dei duchi  governi provvisori
La prima fase della prima guerra d’indipendenza 23 marzo, Carlo Alberto: dichiarazione di guerra all’Austria Reparti di volontari e di truppe regolari da –Toscana –Stato Pontificio –Regno delle Due Sicilie
La prima fase della prima guerra d’indipendenza Custoza (25-27 luglio): sconfitta dei piemontesi lasciati da soli  armistizio di Salasco Sconfitta di Custoza  crollo di ogni speranza sulle possibilità di una guerra federale dei principi italiani contro l’Austria
Repubblica romana Novembre 1848, Roma: assassinio di Pellegrino Rossi, presidente del governo costituzionale  fuga di Pio IX a Gaeta 9 febbraio 1849, democratici: dichiarazione della Repubblica romana Triumvirato –Giuseppe Mazzini –Carlo Armellini –Aurelio Saffi
Assemblea Costituente Romana Decreto fondamentale Art. 1 – Il Papato è decaduto di fatto e di diritto dal governo temporale dello Stato Romano. Art. 2 – Il Pontefice romano avrà tutte le guarentigie necessarie per la indipendenza nell’esercizio della sua potestà spirituale. Art. 3 – La forma del governo dello statuto romano sarà la democrazia pura, e prenderà il glorioso nome di Repubblica Romana. Art. 4 – La Repubblica Romana avrà col resto d’Italia le relazioni che esige la nazionalità comune.
Repubblica toscana Toscana: deciso atteggiamento dei democratici  fuga del granduca Leopoldo II a Gaeta 8 febbraio: governo provvisorio Triumvirato: –Domenico Guerrazzi –Giuseppe Montanelli –Giuseppe Mazzoni
La seconda fase della prima guerra d’indipendenza Paura del re piemontese dell’iniziativa repubblicana e democratica  ripresa delle armi 23 marzo, Novara: sconfitta dell’esercito sardo  abdicazione di Carlo Alberto in favore del figlio Vittorio Emanuele II (1849-1878)
La difesa della Repubblica romana Appello rivolto dal papa alle potenze cattoliche europee: aiuto per ristabilire il potere temporale Adesione della Spagna, dell’Austria, del Regno delle Due Sicilie e della Francia Austriaci fermi ad Ancona Borbonici battuti dai volontari al comando di Giuseppe Garibaldi Attacco dei Francesi  sconfitta romana († Goffredo Mameli, 3 luglio)
La resa di Venezia Strenua resistenza di Venezia: l’ultimo atto della rivoluzione italiana del 1848- 49 26 agosto: resa di Venezia (stremata, affamata, in preda al colera) Caduta di Venezia: spensa l’ultima scintilla della prima guerra d’indipendenza Assetto politico dell’Italia: ritorno a quello prima del conflitto
La prima guerra d’indipendenza La prima guerra d’indipendenza: una serie di fallimenti –Tramonto dell’ideale di Gioberti e dei moderati neo-guelfi: al momento decisivo il papa aveva ritirato il suo appoggio –Piemonte: da solo troppo debole per far fronte all’Austria Causa dell’indipendenza italiana: necessità del sostegno di altre potenze europee
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I moti del Quarantotto E L'Unificazione Italiana.

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 24
 Art. 25
 Art. 26
 Art. 27
 Art. 28
 Art. 29
 Art. 30
 Art. 31
 Art. 32
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4