Source: https://it.scribd.com/document/137899190/2-03
Timestamp: 2019-10-20 16:32:10+00:00

Document:
SalvaSalva 2_03 per dopo
Gi le mani dallAlbo e dalla professione
er chi, come gli infermieri, ama la pace, il termine battaglia pu essere inteso in un solo modo: mettere tutte le proprie energie al servizio di unidea, di una conquista necessaria, di un traguardo troppo importante per non essere colto. Gli infermieri sono ormai abituati a questo lessico. Gi, di battaglie ne hanno fatte tante. E molte le hanno vinte, con caparbiet e con la forza della ragione. Tanto da cambiare profondamente il volto della professione e il ruolo dei professionisti che la esercitano. Battaglia per noi sinonimo di crescita, di unevoluzione professionale che non ha pari nel panorama sanitario nazionale. Se per la battaglia di retroguardia, no, non ci stiamo. Se cambiare significa tornare allantico, a una professione ausiliaria, proprio no. Non ci interessa e anzi ci indispone. Diciamo allora: gi le mani dalle nostre conquiste, dalla nostra autonomia. Sostenere che lAlbo professionale rappresenti solo un odioso balzello, uninutile tassa in pi da pagare, equivale ad insultare la nostra professionalit, quella che tanto abbiamo voluto, inseguito, sudato. Al prezzo di mille battaglie, appunto. Alcuni commenti entusiasti alla recente sentenza della Cassazione che, in sostanza, assolve un collega di Sondrio, pubblico dipendente, che non era iscritto allAlbo, lasciano interdetti. Di
pi: insinuano il sospetto che si voglia bloccare unevoluzione che evidentemente fa paura, che si agisca affinch gli infermieri non crescano troppo. Commenti e comunicati che dimostrano peraltro di aver capito poco o nulla della sentenza e delle sue conseguenze pratiche. Che senso ha oggi una battaglia contro lAlbo? A chi giova, se non a chi ha interesse a rispolverare lidea, vecchia di almeno dieci anni, secondo cui linfermiere esercita un mestiere esecutivo e non una professione intellettuale? Chi ci vuole nuovamente subordinati? E perch? Il Codice Civile rende giustizia alle nostre rivendicazioni storiche e stabilisce che un professionista intellettuale chi iscritto a un Albo. E noi rivendichiamo lAlbo proprio come il baluardo di una professione rinnovata, con un passato importante, ma soprattutto un grande futuro. Le nostre battaglie non erano queste e mai potranno esserlo. Abbiamo lottato per labolizione del mansionario, per la conquista della laurea, dellautonomia e della dirigenza, per il riconoscimento di professione sanitaria a tutti gli effetti. Ci siamo guadagnati sul campo il nostro Albo, il nostro nuovo ruolo al centro della sanit, protagonista assoluto e autonomo dellassistenza. Un dirittodovere che una conquista, non un obbligo coattivo.
LAlbo il nostro marchio di dignit e autonomia professionale. Rende la nostra una professione intellettuale a tutto tondo, finalmente completa e pronta a spiccare il volo. Ci conferisce uno status giuridico e un riconoscimento pubblico che rendono pi premiante la nostra carriera e diversa lorganizzazione del lavoro. E per tutti noi una leva formidabile per superare definitivamente le supposte supremazie di altre figure professionali. Il nostro nuovo status di professionisti trova conferma proprio nell'essere parte di un Albo professionale, come ogni altra figura che esercita una professione intellettuale: dai medici ai farmacisti, dagli ingegneri ai giornalisti, dagli agronomi ai geometri. Gi le mai, dunque, da ci che abbiamo fortemente voluto e infine ottenuto.
Anche perch la sentenza della Cassazione in questione si fonda su fatti risalenti a un periodo precedente allentrata in vigore della Legge 42 del 1999, con cui il Decreto Ministeriale 739 del 1994 che stabilisce lobbligatoriet delliscrizione allAlbo stato recepito in una legge dello Stato. Oggi, con fierezza, possiamo affermare che il diritto-dovere di iscrizione allAlbo resta un cardine della professione infermieristica e condizione essenziale per esercitarla. Nessuno riuscir a sottrarci un diritto che ci siamo guadagnati sul campo, ogni giorno, fra mille ostacoli e troppi nemici. Gi le mani dallalbo e dalla Professione! Gennaro Rocco
Sclerosi multipla, la via delle staminali Le cellule nervose staminali adulte, iniettate per via endovenosa, possono ricostruire la mielina distrutta dalla sclerosi multipla. La scoperta effettuata allIstituto San Raffaele di Milano ad opera dei ricercatori Gianvito Martino e Angelo Vescovi stata pubblicata dalla rivista Nature di aprile, suscitando nuove speranze nella lotta alla sclerosi multipla e ad altre gravi patologie neurologiche. La ricerca finanziata dalla Fondazione italiana sclerosi multipla (Fism) in collaborazione con Myelin Project, Unione Europea, Fondazione Agarini e Bmw Italia Group, stata condotta su topi
affetti da encefalite allergica sperimentale, il modello animale di studio per la sclerosi multipla. Le cellule staminali adulte utilizzate sono state prelevate dalla zona periventricolare del cervello. Dopo una lunga coltura, queste sono state reiniettate nei topi per via endovenosa oppure intracerebrale. Nellarco di un mese, le cellule neuronali staminali trapiantate hanno avvolto il tessuto demielinizzato fino a ricoprirlo, riparandolo. Nei topi trapiantati si osservata una guarigione pari al 30%. In programma ora lavvio della sperimentazione sulle scimmie. Solo tra alcuni anni si potr passare alluomo.
Carta dei servizi e benefici percepiti dagli utenti: un confronto tra due aziende ospedaliere di Roma
di Francesca Lia, Angela Grilli e Edda Oliva Piacentini
INTRODUZIONE rogare prestazioni assistenziali qualitativamente elevate un obiettivo fondamentale per ogni Azienda Ospedaliera che intenda soddisfare luomo nella sua completezza. Daltro canto lutente ospedaliero pretende ed esige un trattamento di Qualit. Ha maturato un concetto di salute diverso dal passato, centrato sulla persona olistica ed i suoi bisogni. Per qualit non si intende solo la professionalit degli operatori sanitari, ma tutto quello che riguarda luomo in quanto tale, con dei vissuti, con delle esigenze, con una propria autonomia, con la sua malattia. A tal fine necessario prendere in esame aspetti quali lumanizzazione delle cure, la professionalit degli operatori sanitari, Iesaustivit delle cure alberghiere, la spiritualit in ospedale. Aspetti questi che spesso vengono sminuiti a confronto di un immagine di paziente considerato, come in passato, solo patologico, sintesi di processi molecolari alterati che nulla hanno a che vedere con la sua umanit. Lobiettivo del presente lavoro la valutazione del grado di soddisfazione degli utenti del servizio ospedaliero avendo come riferimento la Carta dei servizi pubblici sanitari. Il lavoro di ricerca effettuato consta anche di un confronto sulla qualit assistenziale tra lAzienda ospedaliera San Giovanni Addolorata, che segue le direttive di una sua Carta dei Servizi, ed il Policlinico Umberto I privo di tale documento.
DISEGNO DELLA RICERCA: STRUMENTI, MATERIALI E METODI. Il campione: caratteristiche, criteri di scelta e di reclutamento. Il campione considerato costituito da 200 unit. Le unit sono rappresentate da clienti del servizio ospedaliero suddivisi tra gli utenti del Policlinico Umberto I ed il Complesso Ospedaliero San Giovanni Addolorata. Le unit intervistate erano distribuite fra i reparti di medicina e di chirurgia. La collaborazione alla ricerca stata proposta a tutti gli utenti del servizio ospedaliero senza distinzione alcuna, di et, di sesso, e di razza con lunica eccezione che fossero degenti nelle rispettive unit selezionate da almeno una settimana per una migliore e attenta conoscenza del reparto e dellindice di qualit erogatagli. Il reclutamento stato effettuato nei reparti prescelti, previa autorizzazione dei responsabili delle unit di degenza, illustrando a tutti gli utenti le finalit del lavoro di ricerca, chiedendo eventuali chiarimenti ed invitando ad una sincera ed obiettiva collaborazione, previa garanzia dellanonimato. Strumenti Lo strumento utilizzato per lo studio di ricerca stato il questionario La valutazione della qualit assistenziale, si avvale di 39 items a risposta chiusa, aperta e a risposta multipla. Nella prima fase stato effettuato uno studio pilota mediante la somministrazione di dieci questionari agli utenti, esclusi dallindagine successiva.
Metodo Il questionario stato somministrato agli utenti del servizio ospedaliero, previa descrizione delle finalit di ricerca, garantendo lanonimato dei dati rilevati e ponendo un limite di 30 minuti dalla consegna. Analisi statistica Preliminarmente, stata condotta una analisi statistica univariata, consistente nel calcolo delle percentuali delle risposte per singolo items e ove opportuno, di media e deviazione standard. I risultati pi interessanti, sia significativi che non, sono stati calcolati, con il test del X2 o il test di Fisher per le frequenze inferiori a 5, e rappresentati graficamente tramite istogrammi e diagrammi circolari ed a barre. Analisi dei dati Caratteristiche del campione e analisi delle associazioni nel Policlinico Umberto I. Il campione considerato costituito da 100 unit con unet media di 62 anni. In dettaglio sono state intervistate 67 unit nei reparti di Medicina e 33 unit in quelli di chirurgia. (Grafico n 1) Il 59% degli utenti ospedalieri di sesso maschile, il restante 41% di sesso femminile. (Grafico n 2) In riferimento allitem che va ad indagare su cosa sia la salute per gli intervistati, il 60% risponde un completo benessere fisico, psichico e sociale della persona, il 24% solo benessere fisico e il restante 16% la sola assenza di malattia. La maggioranza degli utenti consi-
dera, dunque, la salute in maniera globale, olistica, richiamando i principi dellOMS su tale argomento. (Grafico n 3) L83% dichiara di avere un ruolo attivo sulla propria salute, partecipa dunque attivamente al proprio benessere, alla propria salute e non semplice spettatore di decisioni prese da altri, dal familiare, dal medico, dallinfermiere, mentre il 17% preferisce demandare ad altri di fiducia le decisioni pi importanti sulla propria salute. (Tabella n 1)
TABELLA 1 Sente di avere un ruolo attivo sulla salute e il suo benessere?
Si No Totale
Indagando sulle motivazioni che hanno spinto lutente alla scelta dellospedale in cui ricoverarsi emerso che il 27,3% ha seguito lindicazione del medico, rimandando le decisioni riguardanti la propria salute e il proprio benessere ad altri (il medico in questo caso); il 25,5% dichiara la qualit; il 19% ha indicato come opzione fondamentale al ricovero la vicinanza a punti di riferimento quali casa e parenti; il 15,5% ha preferito nella scelta privilegiare il luogo di cura in cui aveva delle conoscenze e amicizie che gli potessero garantire assistenza e prestazioni migliori. Il restante 12,7% non ha individuato tra le varie opzioni elencate quella corrispondente alla motivazione reale della scelta. (Grafico n 4) Per quanto riguarda il quesito che va ad indagare sulle caratteristiche che deve possedere un ospedale per essere di qualit il
TABELLA 2 Cosa deve avere secondo lei un ospedale per essere di qualit?
Risposte Accesso alle prest. in tempi brevi Professionalit degli operat. sanit. Disponibilit degli operat. sanit. Servizi igienici in stato ottimale Rispetto della privacy Tutto quello su scritto Totale Val. ass. 14 19 24 23 0 68 148 % 9,6 12,8 16,2 15,5 0,0 45,9 100,0
TABELLA 4 Se s, chi?
Risposte Medico Infermiere Altro paziente Val. ass. 21 76 2 1 6 2 108 % 19,4 70,4 1,9 0,8 5,6 1,9 100,0
La modalit del ricovero per il 62% degli intervistati urgente, per il restante 38% programmato. (Tabella n 3) Il problema dei tempi di attesa, eccessivamente lunghi, non sembra toccare la realt del Policlinico in cui vi una media di 20 giorni dalla prenotazione del ricovero.
TABELLA 3 Il suo ricovero stato
Volontario Familiare Caposala Totale
Urgente Programmato Totale
Il tempo intercorso tra larrivo in ospedale e lassegnazione del posto letto stato per il 41% oltre i 60 min; il 26% dell utenza ha atteso non pi di 15 min.; il 22% ha pazientato dai 30 ai 60 min; il restante 11% ha atteso dai 15 ai 30 min. (Tabella n 5) L 8 2 % d e g l i utenti dichiara di sentirsi considerata con rispetto e
25,6% dichiara la professionalit degli operatori sanitari; l11,3% Iaccesso alle prestazioni in tempi brevi come peculiarit di un luogo di cura ideale; il 10,5% i servizi igienici in stato ottimale e puliti; 18,3 la disponibilit degli operatori sanitari a particolari esigenze dellutente dettate dal caso; il 2,3% il rispetto della privacy; il 42% tutti gli aspetti sopra indicati. a conferma di una concezione di qualit globale che considera tutti gli aspetti della persona assistita. (Tabella n 2)
Al momento dellaccoglienza in ospedale solo il 55% ha trovato qualcuno che gli abbia indicato dove trovare ci di cui potesse aver bisogno a differenza di un 45% che non ha avuto informazioni. Quasi la met degli utenti non stata, dunque, accolta con umanit. (Grafico n 5). Tra gli operatori sanitari che hanno dimostrato maggiore spirito di accoglienza, il 43,4% degli intervistati risponde il medico; il 35,5% dichiara linfermiere; il 9,2% individua un altro paziente; il 7,9% risponde la figura del caposala; il 2,6% dichiara il familiare; il restante 1,4% la figura del volontario. (Tabella n 4)
TABELLA 5 Il tempo intercorso tra larrivo in ospedale e lassegnazione del posto letto stato:
Minuti %
TABELLA 7 Si sente soddisfatto del rapporto che ha con linfermiere?
Meno di 15 Da 15 a 30 Da 30 a 60 Oltre i 60 Totale
30 19 13 38 100
umanit in ospedale a differenza del restante 18%. (Grafico n 6) Il 90% degli intervistati soddisfatto del rapporto che ha con il medico; di opinione diametricalmente opposta il 10%. (Tabella n 6)
TABELLA 6 Si sente soddisfatto del rapporto che ha con il medico?
dialogo con il medico, vi la mancanza di tempo dello stesso operatore ad instaurare una buona comunicazione, il 30,8% ha difficolt a parlare di s in presenza di altra gente oltre il medico (specializzandi, pazienti vicini, ...) e il 15,4% ha soggezione, componente deleteria alIapproccio con laltro. (Tabella n 9)
TABELLA 8 Al medico riesce ad esporre tutte le sue problematiche?
Si Si No Totale 80 20 100 No Totale
Anche il rapporto che lutente instaura con linfermiere positivo per l86%, contrariamente a quanto dichiara il 14%. (Tabella n 7) La maggioranza dei ricoverati ritrova, dunque, una medicina e un sistema di cure umane identificando la presenza di reali rapporti di qualit tra operatori e utenti. La ricerca condotta ha rilevato che l87% dellutenza riesce ad esporre al medico le proprie problematiche. (Tabella n 8) Al contrario il restante 13% dei clienti ospedalizzati non riesce ad esporre al medico i suoi problemi; di essi il 53,8% dichiara che, tra le motivazioni alla carenza di
Il 62% dei ricoverati pensa che gli operatori sanitari comprendano i suoistati daTABELLA 9 Se no, perch?
Risposte Ho soggezione Il medico non ha tempo Ho difficolt a parlare di me in presenza di altre persone Totale Val. ass. 9 25 % 23,7 65,8
1,9 100,0
nimo; di opinione contraria il 38%degli intervistati. (Tabella n 10)
TABELLA 10 Pensa che gli operatori sanitari comprendano i suoi stati danimo?
TABELLA 11 Si sentito chiamare con il suo numero di letto?
Chiedendo agli utenti quali fossero le carenze che pi frequentemente riscontrano tra gli infermieri si nota che il 43% non ha individuato carenze, il 27,2% ha dichiarato lassenza di umanit e rispetto, il 19,3% la mancanza di interesse e motivazione per il lavoro e il 10,5% la professionalit. (Grafico n 7) Pi della met degli intervistati denuncia, dunque, specifiche carenze in particolare sugli aspetti umani e motivazionali di questa professione. Il 66,7% degli intervistati non ha riscontrato carenze di alcun tipo tra i medici; il 18,6% dichiara la mancanza di umanit e rispetto, il 7,8% la totale assenza di professionalit e il restante 6,9% Iinteresse e la motivazione per il lavoro. I dati consentono di evidenziare che il sistema delle cure ospedaliero carente soprattutto sul fronte dellumanizzazione. (Grafico n 8) Il 49% degli utenti dichiara di essersi sentito chiamare almeno una volta con il numero del proprio letto. (Tabella n 11) I dati ricavati sottolineano che vi poca considerazione per la persona assistita, confermata dal
non chiamarla con il suo nome e cognome, ma nel definirla con altri attributi. Il 9% stato interpellato con il nome della sua patologia contro un 91% che dichiara di non aver mai avuto, fortunatamente, questa esperienza. (Tabella n 12).
TABELLA 12 Si sentito chiamare con il nome della sua patologia?
Chiedendo ai ricoverati un giudizio sulla responsabilit, Iimpegno, la cortesia e il rispetto dimostrati dagli operatori sanitari nello svolgimento del lavoro, si riscontra, che per il 77% positivo e per il restante 23% nettamente negativo. (Grafico n 9) Tr a i d e f i c i t strutturali presenti nellospedale il 24,3% dichiara la totale assenza di saloni per attivit di svago che garantirebbero momenti di reale benessere fisico e psichico dellassistito; il 21% la scarsa manutenzione dellambiente seguita, con il 16,6%, da un insufficiente numero di bagni; il 16% rispon-
de di non aver riscontrato alcun deficit strutturale; il 13,3% evidenzia la presenza di armadietti troppo piccoli e talvolta in comune, inadeguati alle esigenze dellutenza; l8,8% segnala un numero di posti letto inadeguato alle dimensioni della stanza o alle particolari condizioni, fisiche e psichiche, di alcuni clienti. (Tabella n 13)
essere soddisfatto delle prestazioni alberghiere. (Tabella n 14)
TABELLA 14 Quali delle seguenti prestazioni alberghiere non la soddisfano?
Risposte Ordine, igiene, pulizia Val. ass. 19 32 29 20 36 26 3 % 9,1 15,4 13,9 9,6 17,3 12,5 1,5
Quali deficit strutturali sono presenti in questo ospedale?
Risposte Saloni per attivit di svago Armadietti personali Numero posti letto inadeguato allambiente Numero bagni Scarsa manutenzione dellambiente Non ho riscontrato deficit strutturali Totale Val. ass. 48 26 % 27,9 15,1
Stato dei servizi igienici Qualit del cibo Tranquillit dellambiente Temperatura Ricambio daria Frequenza cambio biancheria
10,5 24,4
Dotazione del proprio letto (luce personale, campanello) Disponibilit telefoni
Sono soddisfatto delle prestazioni alberghiere Totale
I dati consentono di evidenziare che la maggioranza dellutenza insoddisfatta, su alcuni aspetti, dellefficienza della struttura. Tra le prestazioni alberghiere non particolarmente apprezzate, risulta essere la meno soddisfacente con il 22,3% la qualit del cibo, seguita dallo stato dei servizi igienici spesso in condizioni disumane con il 13,4% e da insufficienti ordine, igiene e pulizia della struttura con il13%. Il 10% non soddisfatto della frequenza del cambio della biancheria e un 9,5% della tranquillit dellambiente; il 9% dichiara che non vi disponibilit di telefoni pubblici o perch totalmente assenti o mal funzionanti; il 6,3% non provvisto di luce e campanello personale funzionanti; il ricambio dellaria non frequente per il 6% e il 3,4% non contento della temperatura della stanza, perch troppo alta; solo un piccolo 7,1 % dichiara
Gli orari riguardanti la sveglia, i pasti e le visite imposti dalla struttura sono rispondenti alle esigenze degli intervistati per il 60%. Il restante 40% insoddisfatto. (Tabella n 15) L86% degli intervistati ha dichiarato di aver avuto personali esperienze positive riguardo alla flessibilit dimostratagli dagli operatori sanitari. (Grafico n10) Tra le figure che maggiormente hanno dimostrato questa flessibilit il 25,2% dichiara linfermiere; il 23,7% indica il medico; il 21% risponde la caposala; il 13,7% lo specializzando medico; seguono con l8,2%, a pari merito, loperatore tecnico assistenziale e lo studente infermiere. (Tabella n 16)
TABELLA 15 Gli orari riguardanti la sveglia, i pasti e le visite imposti dalla struttura sono rispondenti alle sue esigenze?
TABELLA 17 Gli operatori sanitari che la assistono sono dotati di cartellini di riconoscimento?
Alla domanda: GIi operatori sanitari che la assistono sono dotati di cartellini di riconoscimento?, un notevole 70% degli utenti risponde positivamente. (Tabella n 17)
TABELLA 16 Se si, chi ha dimostrato questa maggiore flessibilit?
Risposte Linfermiere Il medico Il caposala Loperatore tecnico assistenziale (ex portantino) Studente infermiere Lo specialista medico Totale Val. ass. 69 41 19 % 38,6 22,9 10,6
del rapporto diagnostico-terapeutico con lutente. Il 64% dei ricoverati non ha ricevuto informazioni circa lesistenza di servizi sociosanitari territoriali ai quali rivolgersi in caso di necessit (per la riabilitazione, per continuare la cura, per effettuare controlli o anche solo per avere un aiuto). (Tabella n 18) TABELLA 18
Le hanno dato informazioni in merito ai servizi socio-sanitari territoriali ai quali rivolgersi in caso di necessit al momento della dimissione dallospedale?
15 9 26 172
8,4 5,0 14,5 100,0
La ricerca ha avuto modo di rilevare che l87% degli utenti risulta avere adeguate informazioni sul decorso della malattia, sui trattamenti e gli esami diagnostici cui dovevano essere sottoposti. (Grafico n 11) Il dato consente di evidenziare come nellUmberto I vi sia una rete informativa adeguata che contribuisce a formare quel senso di sicurezza che sta alla base di una positiva conduzione
L 84% degli utenti sa che esiste una legge che tutela i diritti del malato. (Grafico n 12) significativo, inoltre che nessuno degli utenti abbia ricevuto un opuscolo o una guida con le informazioni necessarie per conoscere la realt complessiva dellospedale. (Tabella n 19) Tale dato denota una carenza informativa totale sulla complessa realt dellospedale, relativa ad una assenza di supporti cartacei che meglio ne esplicherebbero lorganizzazione.
Poco pi della met, il 56%, sa cosa sia il Tribunale del malato. Rimane un buon 44% degli intervistati che non a conoscenza di questa istituzione per uno scarso impegno a far conoscere le iniziative esistenti in materia. (Tabella n 20)
TABELLA 20 Se si, che tipo di giudizio le assegna?
TABELLA 22 Quando stato ricoverato ha avuto la possibilit di descrivere al medico le sue condizioni di salute?
proposte per migliorare il servizio offerto, il questionario, distribuito solo all8% dei ricoverati. (Tabella n 23)
TABELLA 23 Durante la degenza, ha avuto la possibilit di esprimere al medico la sua opinione a proposito delle cure a lei somministrate?
Alla domanda Quando stato ricoverato ha avuto la possibilit di descrivere al medico le sue condizioni di salute? il 90% degli intervistati ha dichiarato di Si, mentre il restante 10% non stato messo nelle condizioni di farlo. (Tabella n 21)
TABELLA 21 Sa cos il Tribunale del malato?
Del restante e imponente 92% che non ha mai compilato dei questionari per far conoscere il suo giudizio sul trattamento ricevuto in ospedale, l83,7% avrebbe gradito questa iniziativa e il 16,3% non sarebbe soddisfatto nel ricevere questo strumento di valutazione (Tabella n 24)
TABELLA 24 Ha compilato durante questa esperienza ospedaliera o nelle precedenti dei questionari per conoscere il suo giudizio personale sul trattamento ricevuto in ospedale?
Pi dei due terzi dei degenti, il 71%, ha avuto la possibilit di esprimere il proprio parere a proposito delle cure somministrategli contro un netto 29% che dichiara il contrario. (Tabella n 22) La maggioranza degli utenti ha avuto, dunque, la possibilit di partecipare attivamente al rapporto terapeutico assistenziale ed stato importante strumento di un efficace controllo della qualit delle cure. Uno strumento importante per conoscere la soddisfazione degli utenti e le loro
L84% delle persone intervistate favorevole alla presenza di religiosi in ospedale. (Tabella n 25)
TABELLA 25 Se no, avrebbe gradito questa iniziativa?
sulta soddisfatta, anche se a livelli differenti, della qualit assistenziale infermieristica ricevuta durante la degenza in ospedale. Comparando i dati dellitem n 18 (dal quale risultato che il 49% degli utenti si sentito chiamare con il proprio numero di letto), con litem n 19 (dal quale risulta che, il 9% degli utenti si sentito chiamare con il nome della patologia di cui affetto) si rilevato un x2 pari a 38,6. (Tabella n 27)
TABELLA 27 presente nel suo reparto un sacerdote che a richiesta fornisca assistenza spirituale?
70,4 29,6 100,0
Significativo il dato che il 61% ha notato, nel periodo in cui stato in ospedale, la presenza di un sacerdote che a richiesta avesse fornito assistenza spirituale. Da sottolineare , talvolta, anche la sottovalutazione di questa figura tra il 39% degli utenti che non si accorto di tale presenza. (Tabella n 26)
TABELLA 26 daccordo che nellospedale vi siano religiosi?
Questo dato indica che vi una relazione tra la carenza di umanit e rispetto per la persona e la qualit dellassistenza fornita, i cui principi sono contenuti nella Carta dei Servizi. Questa carenza sottolineata anche dal non interpellare lutente con il proprio nome e cognome, considerandolo individuo, ma pi semplicemente con un numero, un
TABELLA 28 Comparazione tra il sentirsi considerato una persona degna di rispetto e umanit e lessere soddisfatto del rapporto con linfermiere
Sentirsi considerato con umanit e rispetto Soddisfatto del rapporto con linfermiere
Il 38% degli utenti definisce la qualit dellassistenza medico/infermieristica ricevuta durante la degenza buona, il 26% ottima, il 23% sufficiente e l1% insufficiente. (Grafico n 13) In seguito alla rilevazione di questi dati possibile rendersi conto che, la maggior parte dellutenza ri-
sostantivo, indice di una totale mancanza di considerazione per luomo inteso nella sua globalit. Dai dati finora esaminati stato possibile notare come effettivamente, nella struttura ospedaliera, non sempre si riesca a dare allutente quella centralit che gli compete, rispettandolo come persona, coinvolgendolo in modo attivo in tutto il processo di guarigione, valorizzando le sue potenzialit e risorse. Eseguendo unulteriore comparazione tra litem n 12 (dal quale emerso che l86% degli utenti soddisfatto del rapporto con linfermiere), con litem n 15 (dal quale risulta che il 62% degli intervistati ritiene che gli operatori sanitari comprendano i suoi stati danimo), si rileva un x2 pari a 14,87%. (Tabella n 28) Anche questultimo dato indica che vi una relazione tra la soddisfazione dellutente del rapporto che ha con linfermiere e la comprensione da parte degli operatori sanitari dei suoi stati danimo. La qualit di un ospedale indicata anche dalla presenza, nel suo interno, di validi e reali rapporti con lassistito e di una conoscenza pi profonda e completa del suo vissuto, cio del suo star male. Caratteristiche del campione e analisi delle associazioni nellAzienda San Giovanni- Addo/orata Il campione considerato di 100 unit con unet media di 59 anni. In dettaglio sono state intervistate 15 unit nei reparti di Medicina e 85 unit in quelli di Chirurgia. (Grafico n 1) Il 56% degli utenti ospedalieri di sesso femminile, il restante 44% di sesso maschile. (Grafico n 2) In riferimento allitem Che cos per lei la salute il 73,34% risponde Un completo benessere fisico, psichico e sociale, il 15,24% Lassenza di malattia e l11,42% Il benessere fisico. (Grafico n 3) Da tali dati emerge che pi dei due terzi degli utenti considera la salute, dunque, in maniera globale, in tutte le varie dimensioni da quella fisica, psichica e sociale.
L83% degli utenti dichiara di avere un ruolo attivo sulla propria salute, mentre il 17% demanda ad altri di fiducia tutto ci che concerne la sua salute. (Tabella n 1) I dati rilevati dichiarano che pi dei due terzi dellutenza partecipa attivamente alla propria salute e al proprio benessere e non semplice spettatore. Il 34,2% dei ricoverati riferisce di aver scelto lospedale in cui ricoverato per la qualit; il 21,1 % indica come opzione fondamentale al ricovero la vicinanza a punti di riferimento quali casa e parenti; il 18,4% ha seguito lindicazione del medico; il 14,9% ha preferito nella scelta privilegiare lospedale in cui aveva delle conoscenze e amicizie che fossero di garanzia a cure di pi alta qualit; il restante 11,4% di ricoverati non ha individuato, tra le varie opzioni elencate, quelle corrispondenti alla sua realt. (Grafico n 4) Alla domanda Cosa deve avere secondo lei un ospedale per essere di qualit? il 16,2% riferisce la disponibilit degli operatori sanitari a particolari esigenze dettate dal caso e dalla situazione; il 15,5% i servizi igienici in stato ottimale e puliti; il 12,8% la professionalit degli operatori sanitari; il 9,6% Iaccesso alle prestazioni in tempi brevi; il 45,9% individua nella definizione di qualit di un luogo di cura tutti gli aspetti sopra citati (compreso il rispetto della privacy che singolarmente non ha riscosso successo) a conferma di una concezione globale della qualit che consideri tutti gli aspetti della persona assistita. (Tabella n 2) La modalit di ricovero per il 58% degli intervistati urgente, per il restante 42% programmato. (Tabella n 3) I tempi di attesa eccessivamente lunghi sembrano interessare la realt del San Giovanni- Addolorata in cui emerge una media di 49 giorni dalla prenotazione al ricovero.
Al momento dellaccoglienza in ospedale il 67% ha trovato qualcuno che gli abbia indicato dove trovare ci di cui potesse aver bisogno a differenza di un 33% che non ha ricevuto informazioni. Una consistente percentuale degli utenti non stata, dunque, accolta con le modalit adeguate. (Grafico n 5) Tra gli operatori che hanno dimostrato maggiore spirito di accoglienza il 70,4% indica la figura dellinfermiere, il 19,4% quella del medico, il 5,6% riferisce la figura del familiare, l1,9%, con la stessa percentuale, quella di un altro utente e della caposala lo 0,8% indica la figura del volontario. I dati emersi consentono di sottolineare come il primo approccio ospedaliero sia affidato allinfermiere; le prime impressioni, le prime sensazioni, lansia e la paura dellutente siano mediate dallinfermiere. (Tabella n 4) Il tempo tra larrivo in ospedale e lassegnazione del posto letto stato per il 38% degli utenti oltre i sessanta minuti; il 30% ha atteso meno di trenta minuti; il 19% ha pazientato da quindici a trenta minuti; il 13% ha atteso dai trenta ai sessanta minuti. (Tabella n 5) Alla domanda Si sente considerato una persona degna di rispetto e umanit in ospedale? l81 % risponde di Slcontro un 19% di opinione opposta. (Grafico n 6) L80% degli intervistati soddisfatto del rapporto che ha con il medico; il restante 20% ha unopinione esattamente contraria. (Tabella n 6) Anche il rapporto che lutente instaura con linfermiere positivo per il 61% contrariamente a quanto afferma una minore percentuale, il 39%. (Tabella n 7) Pi della met dei ricoverati afferma, dunque, di fare continuamente esperienza di una medicina e un sistema di cure umane sottolineando la presenza di reali rapporti di qualit tra operatori sanitari e utenti. La ricerca condotta ha rilevato che il 62% degli intervistati riesce ad esporre al medico i propri problemi, mentre il 38% di opinione contraria. (Tabella n 8)
Di questi, il 65,8% individua tra le motivazioni alla carenza di dialogo con il medico la mancanza di tempo dello stesso operatore, il 23,7% la soggezione che impedisce un reale approccio con laltro e il 10,5% la difficolt a parlare di s in presenza di altra gente oltre il medico (specializzandi, pazienti vicini, ecc.). (Tabella n 9) Il 70% degli utenti pensa che gli operatori sanitari comprendano i suoi stati danimo a differenza di un restante 30% che riferisce lopposto. (Tabella n 10) Chiedendo agli utenti quali fossero le carenze che pi frequentemente riscontrano tra gli infermieri il 46,4% non individua carenze di alcun tipo, il 22,7% risponde lumanit ed il rispetto, il 18,2% dichiara la mancanza di professionalit e il 12,7% Iinteresse e la motivazione per il lavoro. (Grafico n 7) La maggioranza degli utenti denuncia, dunque, specifiche carenze riguardanti, in particolare, gli aspetti umani e professionali di questa figura. Anche per quanto riguarda la categoria dei medici, il 55,7% non riscontra alcun tipo di carenza riguardo il loro operato, il 24,5% risponde lumanit e il rispetto, il 13,2% Iinteresse e la motivazione per il lavoro e il restante 6,6% la mancanza di professionalit. (Grafico n 8) I dati ricavati consentono di evidenziare che il sistema di cure ospedaliero carente sul fronte dellumanizzazione. Il 39% dei ricoverati ha dichiarato di essersi sentito chiamare con il numero del proprio letto. (Tabella n 11) Il 10% degli intervistati stato interpellato con il nome della patologia di cui affetto, contro un netto 90% che, fortunatamente, non ha avuto questa esperienza. (Tabella n 12) Anche se non in percentuali molto alte, i dati rivelano la tendenza di chiamare gli utenti del servizio ospedaliero non con un nome e cognome propri, ma in ben altri modi privi di qualsivoglia forma di rispetto e umanit.
Il 77% degli intervistati dichiara di avere un positivo giudizio in materia di responsabilit, impegno, cortesia e rispetto dimostrati dagli operatori sanitari nel loro lavoro. ll 33% non della stessa opinione. (Grafico n 9) Per quanto riguarda il quesito che va ad indagare quali siano i deficit strutturali presenti nellospedale di ricovero, il 27,9% risponde la totale assenza di saloni per attivit di svago che garantirebbero momenti di reale benessere fisico e psichico dellassistito; il 24,4% un insufficiente numero di bagni; il 15,7% dichiara la scarsa manutenzione dellambiente; il 15,5% la presenza di armadietti troppo piccoli e talvolta in comune; il 10,5% indica un numero di posti letto inadeguato alle dimensioni della camerata o alle particolari condizioni, fisiche e psichiche, di alcuni clienti; solo un 6,4% riferisce di non aver riscontrato alcuna carenza strutturale. (Tabella n 13) I dati consentono di evidenziare che la maggioranza dellutenza insoddisfatta dellefficienza della struttura. Indagando sulle prestazioni alberghiere che non soddisfano lutente, il 17,3% riferisce la temperatura della stanza; il 15,4% lo stato dei servizi igienici; il 13,9% risponde la qualit del cibo; il 12,5% il ricambio dellaria della stanza poco frequente; il 9,6%, con la stessa percentuale, Iinsufficiente disponibilit dei telefoni pubblici e la tranquillit dellambiente; il 9,1% si lamenta dellordine, Iigiene e la pulizia; solo il 7,7% soddisfatto delle prestazioni alberghiere; il 3,4% denuncia la luce personale e il campanello del proprio letto mal funzionanti; il restante 1,5% non soddisfatto della frequenza del cambio della biancheria. (Tabella n 14) Da questi dati emerge che il San Giovanni-Addolorata, riguardo le prestazioni alberghiere che fornisce, non risponde alle reali esigenze degli intervistati. Gli orari riguardanti la sveglia, i pasti e le visite imposti dalla struttura sono per il 64% dei ricoverati rispondenti alle proprie esigenze, mentre il restante 36% insoddisfatto. (Tabella n 15)
Il 78% degli intervistati ha dichiarato di aver avuto personali esperienze positive riguardo alla flessibilit dimostratagli dagli operatori sanitari.(Grafico n 10) Di questi, il 38,6% indica tra le figure pi disponibili, Iinfermiere; il 22,9% quella del medico; il 14,5% risponde lo specializzando medico; il 10,6% indica la figura della caposala; l8,4% Ioperatore tecnico assistenziale; il restante 5% riferisce lo studente infermiere. (Tabella n 16) Dai suddetti dati rilevati, possibile osservare che la figura maggiormente flessibile alle specifiche richieste personali dellutente, dettate dal caso e dalla situazione, risulta essere linfermiere. Alla domanda se Gli operatori sanitari che la assistono sono dotati di cartellini di riconoscimento con nome, cognome, qualifica e foto? l81 % dei ricoverati risponde positivamente. Il restante 19% non conosce le generalit di chi lo assiste per la assenza di cartellini di riconoscimento sulla divisa degli operatori sanitari. (Tabella n 17) La ricerca ha avuto modo di rilevare che poco pi dei due terzi, il 71 %, degli utenti risulta avere adeguate informazioni sul decorso della malattia, sui trattamenti e gli esami diagnostici cui dovevano essere sottoposti. (Grafico n 11) Tale dato consente di rilevare come lAzienda abbia una rete informativa adeguata che contribuisce a formare quel senso di sicurezza che alla base di una positiva conduzione del rapporto diagnosticoterapeutico con lutente. La situazione si ribalta quando, un abbondante 67% degli intervistati, riferisce di non aver avuto adeguate informazioni circa lesistenza di servizi socio-sanitari territoriali ai quali rivolgersi in caso di necessit (per la riabilitazione, per continuare la cura, per effettuare controlli o anche solo per avere un aiuto), al momento della dimissione. (Tabella n 18) Il 67% degli utenti sa che esiste una legge che tutela i diritti del malato contro un netto 33% che non ne a conoscenza. (Grafico n 12)
significativo che solo il 9%, contro un notevole 91 % dellutenza, abbia ricevuto una guida informativa sullorganizzazione del reparto (Tabella n 19) e gli abbia attribuito, talvolta, un giudizio positivo. (Tabella n 20) Tali dati denotano una carenza informativa quasi assoluta sulla complessa realt dellospedale, relativa ad unassenza di supporti cartacei che meglio ne esplicherebbero lorganizzazione e le finalit. Poco pi della met, il 51%, sa cosa sia il Tribunale del malato; rimane un buon 49% degli intervistati che non a conoscenza di questa istituzione. (Tabella n 21) Alla domanda Quando stato ricoverato ha avuto la possibilit di descrivere al medico le sue condizioni di salute? l82% risponde Si. La restante percentuale, il 18%, non stata messa nelle condizioni di farlo. (Tabella n 22) Il 58% dei degenti ha avuto la possibilit di esprimere la personale opinione a proposito delle cure somministrategli contro un abbondante 42% che dichiara il contrario. (Tabella n 23) Dai dati sopra citati, si rileva che la maggioranza degli utenti ha avuto, dunque, la possibilit di partecipare attivamente al rapporto terapeutico assistenziale ed stato importante strumento di un efficace controllo della qualit delle cure. Il 29% ha compilato durante questa esperienza ospedaliera o nelle precedenti dei questionari per dare un giudizio personale sul trattamento ricevuto, al contrario alla restante percentuale, il 71%, non stato mai distribuito un questionario. (Tabella n 24) Di questi, il 70,4% avrebbe gradito questa iniziativa e il 29,6% contrario allidea. (Tabella n 25) Tali dati evidenziano uno scarso utilizzo di un importante strumento, quale il questionario, per conoscere la soddisfazione degli utenti e le loro proposte per migliorare il servizio offerto e talvolta una scarsa partecipazione al servizio erogatogli. Il 90% delle persone intervistate favorevole alla presenza dei religiosi in ospedale. (Tabella n 26)
Significativo il dato che 185% abbia notato, nel periodo di degenza, la presenza di un sacerdote che a richiesta avesse fornito assistenza spirituale. (Tabella n 27) Alla richiesta di esprimere un personale giudizio globale sulla qualit dellassistenza infermieristica ricevuta durante la degenza, quasi il 45% degli intervistati la definisce buona; ottima il 26%; il 14% sufficiente; il 10% dichiara di aver ricevuto dallAzienda un eccellente servizio; solo il restante 5% dellutenza giudica la qualit dellassistenza ricevuta insufficiente. (Grafico n 13) In seguito alla rilevazione dei suddetti dati possibile rendersi conto che, la maggior parte dellutenza risulta soddisfatta, anche se a livelli differenti, della qualit assistenziale infermieristica ricevuta durante la degenza in ospedale. Comparando i dati dellitem n 10 (dal quale risultato che l8% degli utenti si sente considerato una persona degna di rispetto e umanit in ospedale), con litem n 12 (dal quale risulta che il 61% dei ricoverati soddisfatto del rapporto che ha con linfermiere), si rileva un x2 pari a 9,71. (Tabella n 28) Questultimo dato rilevato indica che vi una relazione tra il sentirsi considerato con rispetto e umanit e lessere soddisfatto del rapporto con linfermiere. Da tale dato esaminato possibile notare come, nella struttura ospedaliera, se i rapporti assistenziali con gli operatori sanitari sono validi e di qualit, il rispetto e lumanit per lassistito risultano aspetti costanti e basilari di tale rapporto terapeutico. CONCLUSIONI Dalla ricerca emerso che non vi sono sostanziali differenze, riguardo la qualit delle cure erogate, tra lAzienda Policlinico Umberto I e quella del San Giovanni Addolorata. La motivazione di questa uniformit qualitativa tra le due realt da ricondursi alla mancata o erronea applicazione dei principi contenuti nella Carta dei Servizi.
Tale documento ha, in effetti, lo scopo di ottimizzare la qualit dellassistenza erogata indicandone le modalit; trascurarlo, preclude importanti cambiamenti per il raggiungimento dello O difetto. Non possibile realizzare la qualit dellassistenza infermieristica nelle varie aree e livelli se, parallelamente, non viene curata e valutata sistematicamente la formazione infermieristica di base e post-base. E fondamentale raggiungere omogeneit dei contenuti dellinsegnamento su tutto il territorio nazionale e lintegrazione interdisciplinare tra le varie materie. Valutare la qualit delle prestazioni infermieristiche significa seguire un processo logico, sistematico e dinamico dove i professionisti infermieri stabiliscono quali sono i livelli di assistenza da erogare al fine di modificare la realt verso il raggiungimento di tali livelli. Per fornire unassistenza di qualit linfermiere deve assumersi la responsabilit della manutenzione e dellacquisto delle attrezzature e della fornitura di queste, cosi anche della valutazione del rapporto costo-efficacia degli acquisti effettuati. Dai dati rilevati emerso una carenza di umanit e rispetto nel sistema delle cure ospedaliere, ci si dimentica che ogni problema di salute riguarda sempre la persona nel suo complesso. A tal fine, durante laccoglienza, Iinfermiere dovr anzitutto tenere conto
AA. VV., Qualit accreditamento, indicatori. Logiche e percorsi per un ruolo degli infermieri nella valutazione dellassistenza, Roma: Federazione Nazionale Collegi IPASVI, 1998. Agnes S., Controllo di qualit dellassistenza infermieristica, Bologna: Edizioni Scientifiche, 1987. Bonaldi A., Focarile F., Torreggiani A., Curare la qualit, Milano: Guerini edizioni Associati, 1994. Calamandrei C., Orlandi C., La dirigenza infermieristica, Milano: Mc GRAW-Hill, Libri Italia, 1998. Calamandrei Carlo, DAddio Laura, Commentario al nuovo codice deontologico dellinfermiere, Mc GRAW-Hill, 1999.
dello stato danimo dellutente e del fatto che si crea per lui un campo relazionale nuovo. Un atteggiamento disponibile e cordiale del personale curante sar di grande aiuto allutente, perch ridurr il senso di solitudine che molti provano quando sono ricoverati, permetter di manifestare i timori e le emozioni, favorir linstaurarsi di rapporti di fiducia e faciliter la trasmissione delle informazioni necessarie a tranquilizzarlo. Dai dati rilevati dalla ricerca, scaturita la necessit di potenziare la rete informativa ospedaliera contribuendo alla formazione di quella sicurezza necessaria per un positivo rapporto diagnostico-assistenziale con il ricoverato. Informazioni chiare ed adeguate, fornite allutente sulle sue condizioni di salute, riducono sensibilmente lansia provocata dallignoto. E anche emersa la richiesta da parte degli utenti di modificare aspetti quali: la distribuzione degli orari delle attivit infermieristiche, le prestazioni alberghiere, la distribuzione degli spazi architettonici. Al fine di realizzare un ospedale di qualit e pi umano, indispensabile la distribuzione di materiale informativo e la divulgazione di questionari, per conoscere i giudizi degli utenti e migliorare il servizio ospedaliero in base ai loro suggerimenti, allo scopo di diminuire il senso di estraniazione che lospedalizzazione comporta.
Colleoni L., La valutazione della qualit dellassistenza infermieristica, Scripta manent, 1996. Cortese, Etica, Milano: Sorbona,1992. Crozier M., La societ bloque, Paris: Edizioni Seuil, 1970. Dahlke R., Malattia linguaggio dellanima, Roma: Mediterranee, 1998. Frati Paola, Diritto sanitario, deontologia generale e bioetica applicata, MASSON, 1998. Fucci Sergio, La responsabilit nella professione infermieristica, MASSON, 1998. Grenier, Norme e criteri di qualit dellassistenza infermieristica, Sorbona, 1992. Iandolo C., Lapproccio umano al malato. Aspetti psicologici dellassistenza, Armando Editore, 1979. Iandolo C., Letica al letto del malato, Roma, Armando. Jacquerye Agns, Controllo di qualit dellassistenza infermieristica, Firenze: USES, Edizioni Scientifiche.
Lanzetti Clemente, La qualit del servizio in ospedale, Milano: Franco Angeli Sanit, 1999. Leone Salvino, Etica, Mc Graw Hill. Milano, 1993. Loiudice Maria Teresa, I questionari per valutare la soddisfazione del paziente, Milano: SIPIS, 1994. Marchi R., La comunicazione terapeutica. Interazione infermiere-paziente, Milano: Sorbona, 1993. Maslach, Burn-out: The Cost of Caring, Englewood Cliff, Preutice Hall, 1982. Merleau Ponty M., Il corpo vissuto, Milano, 1979. Pellegrino E. D., Thomasma D.C., Per il bene del paziente, Cinisiello Balsamo: Edizioni Paoline, 1992. Sabatini A.G., Medicina e mora/e, USES, 1982. Spinanti S., Curare e prendersi cura, Roma: CIDAS, 1998. Spinanti S., Umanizzare le malattie e la morte, Roma: Edizioni Paoline, 1982. Spinsanti S., Lalleanza terapeutica, Roma: Citt Nuova, 1998. Stein E., Lempatia, Milano: Angeli, 1986. Wrightcc, Whittington D., Verifica e revisione della qualit, Milano: Ambrosiana, 1995. Riviste: Brandi A. Strategie e metodi di valutazione della qualit dellassistenza. Professioni infermieristiche 1990; n. 2. Corli S, Zanetti E. I sensi e la cura nella pratica del nursing. LArco di Giano 1998; n. 17. DAddio L., Biagi B. Personale infermieristico nellUfficio Relazioni con il Pubb/ico. Linfermiere Dirigente 1998; n. 4. Domenighetti G. Il paziente consapevole. Salute e Territorio 1998; n. 106. Gallucci M. I sensi sulla via del tramonto. LArco di Giano 1998; n. 17.
Gardini L. Cambiamento e persistenza nella quality assurance. Q A 1990. Ghirelli F. Lassistenza infermieristica e la qualit... delle prestazioni. Professioni Infermieristiche 1993; n. 3. Girvin J. La valutazione della qualit dellassistenza infermieristica. Professioni Infermieristiche 1994; n. 2. Kitson A. Valutazione della qualit delIassistenza infermieristica. Q A 1990; n. 2. Loludice M. T. Il paziente utente-cliente in sanit e la sua soddisfazione. LArco di Giano 1995; n. 7. Marotta A. Qualit totale: obiettivo prioritario per migliorare le prestazioni delle aziende sanitarie. Professioni Infermieristiche 1997. Orsi Luciano. Il consenso informato: il prezzo della libert... Bioetica 1995; n. 1. Papini A. Responsabilizzazione e qualit nei servizi sanitari: una lettura della Carta dei servizi. LArco di Giano 1995; n. 7. Rodriguez D. Compete solo al medico linformazione nei confronti del paziente? Rivista di Diritto delle Professioni Sanitarie 1998; n. 2. Simone O. Quanta verit diciamo al malato. Il polso 1989. Tosco S. Costruzione di indicatori di qualit a partire dalla Carta dei servizi: esperienza in un poliambulatorio. Nursing Oggi 1997. Ursi A. Per una qualit concordata. A Q Area Qualit News 1998; n. 1. Autori: I.P. Francesca Lia (studente DU di Infermiere anno accademico 99/00). D.A.I. Ange/a Grilli (correlatore tesi di diploma). D.A.I. Edda Oliva Piacentini (relatore tesi di diploma).
lAfrica di Emergency e e laltra faccia della luna
di Massimo Spalluto
redo che molti dei miei colleghi sorridano ancora oggi nel vedermi girare spaesato per i grandi viali ed i corridoi dellospedale di Roma dove lavoro da circa 12 anni; a molti di loro sembrer un infermiere appena assunto che non sa orientarsi in una struttura cos grande e complessa. Eppure sono tornato in Italia gi da tre mesi, almeno fisicamente, ma la mente che fa fatica, una tremenda fatica ad abituarsi nuovamente a questa realt. E infatti difficile comprendere, assimilare, riorganizzare la mente nel passaggio da una realt come lAfrica, allItalia di oggi, moderna e sicura, soprattutto in una citt come Roma, immersa nel caos, nel traffico, nella frenesia; un caos fatto per delle nostre sicurezze quotidiane. In Italia semplice programmare il futuro, i prossimi giorni, gli anni, la scuola, il lavoro, la casa, la famiglia; in Africa no! In Africa arrivare al giorno successivo una scommessa per il 90% della popolazione. Cinque mesi di vita in Sierra Leone, sembrano pochi per entrare nella cultura di un popolo, ma le immagini ti restano dentro, e sono sensazioni ed esperienze che nei nostri ospedali: ipertecnologici, burocratizzati e sicuri un infermiere non potrebbe certo incontrare; sono proprio queste esperienze che ti aprono la mente, ti mettono di fronte a nuove riflessioni che fino ad allora mai avevi preso in considerazione, ti mostrano unaltra faccia della medaglia, un nuovo modo di esprimere la professione infermie-
ristica: pi diretto, crudo, creativo, forse meno sicuro, ma di certo pi gratificante. Larrivo nella capitale Freetown come decidere improvvisamente di portare indietro lorologio per poter vedere che effetto fa. Leffetto che fa un guerra civile durata dieci anni e pi, un guerra fatta di morti quotidiane, a colpi di fucile o machete, fatta di violenze, stupri, amputazioni, donne tatuate per dimostrare la propria supremazia, un guerra come la si intendeva molti anni fa; non la guerra che interessa ai mass media (e forse proprio per questo passata in secondo piano), le guerre con la S maiuscola di Spettacolo raccontate da giornali e Tv, con il numero delle armi usate, delle tecnologie stupefacenti, delle morti di massa, dei paroloni della politica.
Una guerra formalmente finita, ma che si lascia dietro: devastazioni, macerie, fame, problemi igienici e sanitari enormi, unintera popolazione impaurita ed incapace di reagire, come fossero stati solo un incubo i dieci anni appena trascorsi. Ed proprio questo che colpisce, come sia dimenticato il problema della guerra una volta che il sipario dello spettacolo calato, tutti presenti quando c da raccontare la guerra in diretta, ma nessuno che si ricordi della gente che rimane a subire le conseguenze che la guerra lascia, conseguenze spesso peggiori della guerra stessa, e che comunque impiegano decenni per la loro soluzione. Questa la mia prima missione e non sono certo un esperto di paesi in guerra, ma limpatto veramente forte, la citt si divide in due contrasti netti, da una parte le case dei potenti, i governanti, i banchieri, quelli che le conseguenze della guerra le sfiorano solamente, dallaltra le case della gente comune, poche in mattoni, alcune in legno, molte (interi quartieri) in lamiera con qualche rattoppo di cartone , la maggioranza che ogni giorno deve lottare per sopravvivere, per un lavoro, per dare da mangiare ai figli, tutti quelli che la guerra se la portano dentro, e per molto tempo. Mohammed, il logista dellospedale dove sono diretto cerca di farmi capire che le cose stanno lentamente migliorando, ma mi riesce difficile pensare positivamente di fronte a queste immagini, alle centinaia di soldati incontrati lungo la strada ed ai blindati con le mitragliatrici.
Larrivo in Ospedale di quelli che ti restano dentro, varcato il cancello sembra di aver lasciato fuori la guerra ed i suoi orrori; niente soldati, niente armi, solo la gente la stessa, bambini che aspettano di essere visitati, infermieri, medici, ragazzi che costruiscono nuove strutture. La Medical Coordinator Susanne, uninfermiera svedese, mi accoglie con calore e mi spiega lospedale, i valori di Emergency, gli obiettivi che ci si posti; mi rendo subito conto che la mentalit diversa in questa realt, non serve qui il mio modo di essere infermiere, perlomeno come lo intendevo in Italia, come lo avevo appreso alla scuola Infermieri. Niente burocrazia, giri di parole che deviano la tua attenzione da quello che realmente il tuo ruolo: assistere e curare un uomo. Spesso in Italia ho avuto limpressione che il paziente fosse unimmagine sfocata dietro mille pratiche burocratiche, qui solo lessenziale utile per i mille problemi di questa gente, perch dove c bisogno di tutto, solo le cose semplici funzionano.
In un primo momento questo tipo di filosofia pu sembrare disarmante, ma presto mi sono sentito molto pi leggero, soprattutto nei confronti dei pazienti, dei colleghi, dei chirurghi, il rapporto molto pi diretto, incisivo: infermiere paziente, problema soluzione, poche le risorse e per questo da gestire nel migliore dei modi possibili. Lospedale semplice, ma incredibilmente funzionale, in pochi ettari di terreno c lo spazio per tutto ci che essenziale per la cura dei pazienti: due reparti per adulti, due reparti per bambini (16 posti letto ognuno), una terapia intensiva (8 posti letto), due sale operatorie con zona sterilizzazione, Pronto soccorso, Radiologia, Laboratorio analisi, Banca del sangue, Farmacia, cucina e mensa, fisioterapia, scuola per i bambini, generatore elettrico, inceneritore, lavanderia, sartoria, uffici, magazzini, posti di guardia, e posto di manutenzione. In poco pi di un anno di attivit, pi di 1000 pazienti sono stati ricoverati, quasi tutti operati per ferite direttamente collegate alla guerra, o dovute alle conseguenze della guerra; pi di 5000 sono le persone che sono state visitate ed assistite dal punto di vista sanitario. In ospedale sono impiegati pi di 150 sierraleonini (con stipendi medio/buoni), tra medici, infermieri, ausiliari e personale tecnico. Nella maggior parte dei casi personale che stato formato dal team di Emergency. La strada segnata da Emergency dimostrare a questa gente, a noi stessi e forse a tutti, quello che possibile fare solo con la forza di volont, limpegno di professionisti comuni, non certo gente con doti eccezionali se non la buona volont ed il buon senso, impiegando le risorse a disposizione per la gente e con la partecipazione diretta della gente.
Gli ospedali di Emergency sparsi nei paesi in guerra di mezzo mondo si basano su questo spirito, quello che ho vissuto per cinque mesi in Sierra Leone. Lambiente dellospedale sereno e tutti lavorano coscienti di fare qualcosa per il proprio futuro e per la propria gente, che paziente, attende davanti al cancello dellospedale, e proprio quel cancello il limite oltre il quale la realt della Sierra Leone ti viene nuovamente di fronte: bambini malnutriti, uomini amputati, fratture vecchie di giorni se non di anni, volti smarriti che chiedono qualsiasi cosa, perch di tutto hanno bisogno; gente molto giovane, pochi gli anziani, perch come mi spiega Mohammed che ormai diventato una specie di angelo custode, la vecchiaia in Sierra Leone un lusso che pochi si possono permettere. Il mio compito quello di coordinare e far crescere il gruppo di infermieri della Sala Operatoria, allargare le loro conoscenze, metterli in condizione, in cinque mesi, di gestire autonomamente le attivit della sala operatoria, senza laiuto di personale internazionale; perch un giorno questo ospedale sar completamente lasciato al loro paese. Le attivit della Sala Operatoria non sono facilmente prevedibili, la lista operatoria compilata la sera prima solo unindicazione, le urgenze provenienti dal pronto soccorso sono molte, e spesso di difficile gestio-
ne, si va dalla frattura esposta per un incidente stradale (le strade sono ridotte cos male da rappresentare un vero pericolo per chi le percorre), ad un addome acuto, dal reperire una vena centrale per un bambino malnutrito ed anemico in fin di vita, alle ustioni gravi per incidenti vari, dalle amputazioni di arti alle ernie strozzate. Le attrezzature sono semplici ma efficaci, anche le autoclavi a vederle non ispirano molta fiducia, ma lavorano 24 ore al giorno e sfornano strumenti sterili per tutto lospedale; niente monitor cardiaci o altro monitoraggio, un semplice saturimetro portatile ed un vecchio respiratore Armstrong, peraltro poco usato, intubare un paziente uneccezione, poich non ci sono abbastanza farmaci e presidi per gestire unanestesia generale con intubazione endotracheale per tutti, e quelli che ci sono ce li teniamo cari per i pazienti veramente gravi; lanestesia pi comune solo a base di Chetamina, dallernia strozzata allamputazione, passando per la laparotomia. I materiali non mancano sia i presidi sanitari che i farmaci, lo sforzo logistico di Emergency notevole, avere tutto questi presidi qui in Africa un lusso che altre organizzazioni non si possono permettere I ragazzi della sala operatoria sono tutti molto giovani e vogliosi di imparare, non c una netta distinzione tra personale medico, infermieristico ed ausiliario, si lavora tutti insieme, passo senza troppi problemi dal ruolo di aiuto chirurgo a strumentista al trasporto dei pazienti in reparto, entro ogni mattina in ospedale alle 8.30, e non riesco ad uscire mai prima delle 8.00 di sera, tranne qualche piccola corsa lungo la spiag-
gia per mantenermi in forma e spezzare un po la tensione. Le tecniche infermieristiche e chirurgiche, sono ridotte allessenziale, molte volte la fantasia che ci viene in aiuto: reperire tipi di suture, strumenti chirurgici, stilare un protocollo, programmare le sedute operatorie, mantenere lasepsi, tutto pi difficile, ma con il confronto si trova una soluzione e poi ci sono i problemi dei pazienti in primo piano, che ti spronano a trovare soluzioni quotidianamente. E sono tante le storie dei pazienti di questo ospedale, ed ognuna di queste ti tocca, perch sono le storie di chi vive una guerra quotidiana contro le necessit primarie per avere un futuro, forse una guerra meno cruenta di quella fatta con le armi, ma molto pi lunga e dolorosa. C la storia di Abibu (6 anni) che viene da un villaggio sperduto nella provincia Nord, dove la mamma per guadagnare i pochi soldi per mangiare vende, al mercato, il sapone che produce con la Soda; Abibu vivace come tutti i bambini ha bevuto la soda (che caustica, e questo succede molto spesso ai bambini, ne abbiamo avuti gia cinque casi in quattro mesi, di cui uno morto). Il risultato una stenosi dellesofago che gli impedisce di deglutire da cinque mesi, per cui non mangia. Un caso del genere in Italia sarebbe una stupidaggine, con i mezzi che abbiamo basterebbe un Esofago-gastroscopia per dilatare lesofago e risolvere la stenosi, qui non ci sono gastroscopi e tutto diventa pi complicato. Con Abibu ho instaurato un rapporto di complicit, tra i bambini che sono la cosa pi bella di questo ospedale, lui, piccolo delinquente per necessit, mi viene incontro con il viso triste, cerca di farsi prendere in braccio per frugarti nelle tasche alla ricerca di palloncini colorati che ogni tanto compro per i bambini dellospedale, appena ne ha uno corre a farlo vedere agli altri bambini per vantarsi. Dopo la dilatazione eseguita in sala operatoria, fatta con strumenti chirurgici di fortuna e vecchi dilatatori degli anni 50, Abibu ha ricominciato a de-
glutire e a mangiare, ma stranamente ancora perde peso (pesa undici chili), molte volte rimette quello che mangia, e si cerca un sistema per fargli assimilare quello che mangia prima di rimuovere la gastrostomia. La Sierra Leone piena di storie come questa, storie di gente che non ha praticamente niente e che non si pu permettere di pagare lassistenza (che a pagamento!!! 70 Leones per una settimana di ricovero, quando uno stipendio medio/buono di 140 Leones al mese) in un ospedale pubblico. C Salomon, un uomo che ha avuto la mano destra amputata a causa delle ustioni provocate dai ribelli del RUF (Revolutionary Unit Front), a cui si ridato luso del moncherino almeno nella speranza di una protesi, larto lo abbiamo letteralmente separato dal torace, dove si era fuso a causa delle ustioni. C Memuna una ragazza di sedici anni che per partorire, in condizioni igieniche pessime, un figlio che poi morto, si ritrovata una fistola vescico-vaginale e retto-vaginale che piano piano la sta portando al prolasso della vescica con grossi problemi infettivi, e non ci sono ginecologi o urologi che sono in grado di riparare queste fistole. Questa la gente della Sierra Leone che incredibilmente sempre con un sorriso luminoso ti saluta, e non smette mai di ringraziarti. Ho visto visi di bambino sorridere e giocare, il giorno dopo che gli avevamo amputato una gamba, e mi sono sentito veramente piccolo con le mie paure di fronte a loro E lo spirito di gruppo, il valore pi grande di questo ospedale, ognuno si sente parte di un gruppo eterogeneo ma forte, il sierraleonino come linternazionale. Dal giovane chirurgo alla sua prima esperienza, al chi-
rurgo con 30 anni di primariato sulle spalle, agli infermieri, si lavora consapevoli dellimportanza del progetto per il futuro di questa gente, ed ogni piccolo segno di crescita visto in citt viene accolto come un segno che le cose stanno migliorando, ed ogni piccolo passo in questo paese una grande conquista. Molte volte ci ritrovavamo la sera a discutere i problemi dellospedale, dei pazienti, a capire quale era lo spirito del nostro essere l, come medici, infermieri o fisioterapisti, e forse la risposta migliore che potevamo dare era, ed rappresentata tuttora, dalla nostra presenza e quella di Emergency in Sierra Leone. Di una cosa sono sicuro, mai nella mia esperienza professionale di circa 18 anni di infermiere, mi sono mai sentito cos gratificato dal lavoro, cos soddisfatto e felice ogni giorno di fare qualcosa, anche se una piccola cosa per gli altri; mai mi sono sentito cos bene con me stesso, realizzato nelle mie scelte professionali ed umane, contento di avere qualcosa, anche solo le mie conoscenze professionali, da condividere con la gente dAfrica, con gli infermieri della Sierra Leone; perch spesso nella nostra met del mondo, protetti dalle nostre societ dove anche il superfluo scontato, pensiamo a questi popoli come se si trovassero su un altro pianeta, quasi laltra faccia della luna, che non possiamo o non vogliamo vedere, per non essere costretti a ragionare sulle miserie umane, sulle guerra come quella che proprio in questi giorni qualcuno sta decidendo di scatenare sopra un popolo che oltre a subire una dittatura ha solo la colpa di vivere sopra i grandi giacimenti di petrolio. Ma una cosa questa esperienza mi ha regalato, la consapevolezza che le guerre, non sono quelle asettiche viste dai comodi schermi di una televisione, ed hanno tutto un altro sapore quando le senti sulla tua pelle. Autore: Massimo Spalluti - Infermiere Professionale Azienda Ospedalier S. Camillo-Forlanini, Roma.
Straordinario successo della manifestazione. Rome Race For Cure
na festa allinsegna della speranza e della fiducia nel futuro, ma soprattutto vissuta nel segno della prevenzione. Si svolta lo scorso 18 maggio a Roma lultima edizione di Rome Race For Cure, la pregevole iniziativa della Komen Italia per la promozione della prevenzione del cancro al seno. Si trattato, come ormai accade da alcuni anni a questa parte, di un successo pieno, con la partecipazione di un gran numero di cittadini e con le donne chiaramente in prima fila. E anche questanno il Collegio Ipasvi di Roma non ha voluto far mancare il suo apporto ad una manifestazione che si propone oggi come un vero e proprio caposaldo promozionale della prevenzione delle neoplasie mammarie.
Ecco che, nel nome dellattenzione e dellammirazione che tutti gli infermieri di Roma e della provincia riservano alle iniziative della Komen Italia, nella consapevolezza che lattivit educativa da questa svolta sia fondamentale per un corretto approccio al problema e decisiva per la prevenzione del cancro al seno, il Collegio ha allestito un suo stand distribuendo al pubblico presente una serie di pubblicazioni e materiale informativo sul tema della prevenzione dei tumori al seno. Di pi. Con lindispensabile ausilio dei colleghi del Forlanini e di quelli che operano presso le strutture di cura delle Suore della Misericordia, si proceduto alla misurazione della pressione arteriosa del folto pubblico presente. Pi che di uno screening sanitario, stato un modo per avvicinare i cittadini alla professione infermieristi-
da vicino un infermiere allopera. Limpegno della Komen Italia nel campo della prevenzione dei tumori al seno trova piena solidariet e assoluta comunanza di intenti nella professione infermieristica. Da qui limpegno del Collegio IPASVI di Roma ad offrire ogni utile collaborazione nellinteresse supremo della salute delle donne.
ca, alle sue peculiarit, alla nuova figura professionale degli infermieri italiani. Unopera di promozione della professione infermieristica che ha coinvolto anche tanti giovani, molti dei quali entrati in contatto per la prima volta con la nostra attivit professionale e che hanno potuto osservare
LInfermiere e le nuove prospettive professionali
Ore 7.30 8.00 Registrazione dei partecipanti Ore 8.00 13.00 1 sessione: Dalla formazione allesercizio professionale Le nuove prospettive professionali dellinfermiere alla luce della normativa vigente. Il profilo professionale, riferimento per lo sviluppo della competenza. Dallautonomia alla scelta della decisione: lambito deontologico. Tavola rotonda sulle nuove esigenze di salute della popolazione, ruolo dellinfermiere. Ore 14.00 19.00 2 sessione: Elementi caratterizzanti lorganizzazione dellassistenza infermieristica Qualit dellassistenza: criteri, indicatori, standards. La personalizzazione dellassistenza, analisi dei modelli organizzativi. La documentazione infermieristica e gli strumenti operativi. Tavola rotonda sui nuovi ruoli del coordinamento infermieristico.
Settembre Mercoled 10: Azienda Osp. S. Giovanni Marted 23: Policlinico A. Gemelli Marted 30: IRCCS S. Lucia Ottobre Venerd 10: Policlinico Umberto I Mercoled 15: Tivoli Mercoled 29: Forlanini S.Camillo Novembre Venerd 07: Sabato 08 - Ariccia Sabato 22: Bracciano Mercoled 26: Monterotondo Dicembre Luned 01: S. Spirito Gioved 04: IRCCS IDI Marted 09: I.F.O. IRCCS I.R.E. I.S.G.
Evento in corso di accreditamento ECM il costo delle giornate di Euro 30,00. Per informazioni: Collegio IPASVI di Roma Tel. 06.70475269
nante della politica sanitaria. L a g g i o r n a mento, quindi si rende indispen7-8 Novembre 10 Settembre Ariccia Universit Lateranense sabile e sempre pi gravoso per 22 Novembre 23 Settembre le tasche degli Bracciano Policlinico Gemelli infermieri; il Collegio con sem26 Novembre 30 Settembre pre maggiori Monte Rotondo Santa Lucia difficolt da parte degli enti pre1 Dicembre 10 Ottobre Santo Spirito Policlinico Umberto I posti (Aziende Sanitarie) cerca 29 Ottobre 9 Dicembre 4 Dicembre 15 Ottobre di trovare spazi San Raffaele IFO I.D.I. Tivoli - Hotel Duca D'Este Carlo Forlanini allinterno dei vari ospedali; proprio per garantire laggiornamento permanente per tutti gli iscritti. Gli obiettivi che come Collegio ci siamo prefissi per queste giornate sono quelle di coinvolgere tutta la categoria in argomenti di carattere generale, doCome negli anni passati il Collegio ve la controversia molte volte prevale, IPASVI di Roma, per consentire al magquindi unampia discussione ed una rigior numero possibile di iscritti di acquiflessione sul nostro modo di operare tra sire i crediti formativi, organizza dal la gente si rende doverosa; il contributo mese di settembre p.v. le giornate itineche tutti i relatori mettono a disposizioranti nei vari ospedali di Roma e provinne di elevato livello, ci aspettiamo da cia con la tematica di etica ed organiztutti Voi altri contributi per elevarlo anzazione. cora di pi. Questa tipologia di tematica nata La corsa ai crediti formativi non da voi tutti che con i consigli e le necesdeve essere fine al raggiungimento desit espressi negli ultimi eventi formativi gli stessi, ma deve crescere la consapeproposti dal Collegio nelle recenti giorvolezza dentro ognuno di noi che si ragnate itineranti. giunge lapice della professione, meLa promozione della salute che nasce diante un continuo e sempre pi qualificon la carta dei servizi del 21 novembre cante livello di aggiornamento. 1986 dopo la Conferenza Internazionale Con queste giornate itineranti vodi Ottawa, mette al centro il processo gliamo altres arrivare a tutti quei colleche devono essere in grado di acquisire ghi che hanno grandi difficolt a recarsi le persone per aumentare il controllo presso luoghi di convegni accentrati, da della propria salute e di migliorarla.; qui lo sforzo di raggiungervi nei vostri quindi in virt di ci la categoria che pi luoghi di lavoro. necessita di aggiornamento (oltre Ci attendiamo, quindi una massiccia quella medica) quella infermieristica, presenza di tutti, approfittate dellevenche con levoluzione dei tempi destito formativo a voi pi vicino ed . atnata a diventare sempre pi parte traitendiamo altri suggerimenti.
Il contributo dellinfermieristica nellinnovazione dei sistemi sanitari
n confronto a cui ormai impossibile sottrarsi, divenuto quasi obbligato dopo il successo della prima conferenza internazionale dedicata al sapere infermieri-
stico. Roma ospita questanno il secondo incontro e, forte dellesperienza maturata tre anni fa, vuole fissare definitivamente un punto di riferimento per i colleghi di molti altri Paesi. Non solo unoccasione qualificata per osservare da vicino modelli assistenziali diversi, per conoscere le esperienze maturate altrove, ma anche per misurare su scala mondiale la crescita professionale degli infermieri italiani. Lorganizzazione del primo evento ha comportato uno sforzo notevolissimo per il Collegio, ampiamente ripagato per dalleccezionale partecipazione e dalla qualit dei contenuti. E supportato dalla richiesta esplicita dei partecipanti di allestire al pi presto il secondo incontro. Eccoci dunque alla Conferenza Internazionale 2003 sul sapere infermieristico, due giornate in cui colleghi che vivono realt e situazioni diverse si incontrano, si scambiano informazioni ed esperienze, costruiscono un confronto utile a costituire una visione comune del sapere infermieristico che sappia andare al di l dei confini nazionali, stimoli la collaborazione tra gli
infermieri di Paesi diversi nello studio di problemi mondiali della salute e nellevoluzione dellassistenza alla persona malata. E il questo il taglio che pi si addice alla nostra professione di oggi, che come poche altre sta puntando decisamente sulla qualificazione e sullaggiornamento. Diventa perci fondamentale laspetto della verifica costante sul piano internazionale, dello scambio di esperienze, conoscenze, tecniche, ma anche della condivisione di un rapporto al tempo stesso umano e professionale con colleghi di altri Paesi. Un aspetto, questo, a cui il Collegio sta dedicando grandi energie, offrendo occasioni dincontro e confronto attraverso seminari e work-shop, visite di delegazioni estere, viaggi di studio e conferenze internazionali come quella che il 24 e 25 giugno 2003 porter a Roma tanti colleghi stranieri con il loro bagaglio di vita professionale. Il tema della conferenza, Il contributo dellinfermieristica nellinnovazione dei sistemi sanitari, offre un ampio scenario con il quale misurarsi in chiave attuale e anche futura. I lavori, articolati un una sessione plenaria e sei parallele, affronteranno questioni di grande interesse infermieristico: le decisioni correlate alla riforma dellassistenza sanitaria; la qualit dellassistenza e la pratica basata sullevidenza scientifica; le scoperte sulla sicurezza del paziente. Saranno presentati lavori di alto livello scientifico, svolti nei campi della ricerca, della pratica e delleducazione, concentrati in particolare sui problemi sanitari dinteresse mondiale, come la riforma e la ristrutturazione dellassistenza sanitaria, la qualit dellassistenza e le innovazioni in campo assistenziale. Per tutti ci sar la possibilit di scegliere la sessione scientifico-culturale che meglio risponde alle esigenze formative individuali. Levento si profila gi come un successo. Ci piace pensare che limpegno pro-
fuso dal Collegio di Roma in questo campo abbia contribuito ad accrescere la considerazione degli infermieri italiani sul piano internazionale, della qual cosa siamo spesso i primi a non avere contezza. Proprio da queste occasioni di confronto con i colleghi di altri Paesi abbiamo potuto cogliere unimmagine lusinghiera della nostra professionalit e un riconoscimento unanime del livello raggiunto dalla competenza infermieristica in Italia. Una bella soddisfazione, insomma, che al contempo ci consente di avere uno spaccato completo dellassistenza infermieristica nei Paesi a sanit pi avanza, di apprendere nuovi modelli e strumenti, sperimentazioni in atto e studi di settore. Un confronto che, integrato con la nostra esperienza quotidiana, ci aiuta a definire meglio il modello pi calzante e funzionale alla realt del nostro servizio sanitario.
Corso in Artroscopia per Personale non medico
ella bellissima citt di Genova nei giorni che vanno dal 28 aprile al 1 maggio u.s. si svolto con enorme successo, un corso di aggiornamento per Infermieri in tecnica di artroscopia Sempre di pi le societ mediche, vista limportanza che ricopre linfermiere, sentono lesigenza di far spazio nei propri convegni a carattere naziona-
le a delle sessioni di pura assistenza infermieristica. Questa esigenza per la prima volta nata quattro anni fa nella SIOT che si svolta a Roma, dove la presenza infermieristica ha sbalordito tutti sia per la qualit che per la quantit di persone presenti. Con piacere ho accettato linvito del Prof. Priano (Presidente del S.I.A.) a partecipare a questo congresso rimanendo molto soddisfatto sia dellorganizzazione che della presenza e qualit degli argomenti trattati.
Giornata nazionale della prevenzione dellIctus
on poteva mancare la presenza e la collaborazione del Collegio IPASVI di Roma alla giornata nazionale per la prevenzione allictus che si svolta domenica 18 maggio u.s. presso il Policlinico Umberto I. La risposta dei cittadini stata molto importante perch la presenza, molto alta, ha fatto
riscoprire a persone di et varia limportanza della prevenzione, ma soprattutto della documentazione in un campo dove molte volte non abbiamo approfondito i perch della malattia e come prevenirla. LAssociazione Alice ha certamente colto nel segno, poich oltre a fornire gratuitamente la misurazione della pressione arteriosa, il prelievo per il test del colesterolo e trigliceridi, ad alcune selezionate persone stato eseguito anche il doppler dei vasi del collo, con relative risposte e soprattutto consigli sulle abitudini di vita da tenere comprese quelle alimentari.
della Chirurgia Vertebrale. Un grazie a Tutti gli infermieri relatori che hanno dimostrato una forte specificit nel campo della strumentazione in sala operatoria; ma un grazie ancora pi grande va a tutti quei colleghi che, presenti, ed operanti nei reparti di degenza, contribuiscono in modo molto grande alla riuscita dellintervento chirurgico. Un grazie al Presidente del G.I.S. (Prof. C.A. Logroscino), per aver dimostrato sensibilit ed oculatezza nel voler ripetere lesperienza dello scorso anno.
Corso di formazione per strumentisti di sala operatoria ortopedica
ellambito del Congresso Nazionale del G.I.S. (Societ Italiana di Chirurgia Vertebrale) il 5 giugno u.s. si svolto, per la seconda volta, un Corso di Formazione per Strumentisti di Sala Operatoria Ortopedica organizzato e gestito esclusivamente da infermieri, accreditato per 100 persone ed ha avuto il tutto esaurito. Il successo stato pieno e la pi grossa soddisfazione per noi infermieri stata quella di creare un dibattito forte su una patologia emergente come quella
Il monitoraggio emodinamico del paziente sottoposto a trapianto epatico in terapia intensiva
di Gaetano Romigi e Rossella Marchetti
INTRODUZIONE l monitoraggio dei pazienti critici in una Terapia intensiva consiste nellosservazione costante di determinati parametri fisiologici avente come scopo precipuo quello di registrare e valutare dati ed informazioni sullo stato e sullandamento delle principali funzioni organiche del paziente. Il monitoraggio permette di avere chiaro ed immediato il quadro clinico ed assistenziale del malato e di osservare levoluzione di eventi patologici prevedibili e non. In situazioni particolari, e nella stragrande maggioranza dei pazienti ricoverati in Rianimazione o Terapia intensiva specialistica, il monitoraggio di fondamentale importanza in quanto rivolto a soggetti in condizioni di equilibrio instabile e repentinamente modificabili sia spontaneamente che a seguito dei trattamenti terapeutico-farmacologici.
MONITORAGGIO CARDIOCIRCOLATORIO Il monitoraggio dellattivit elettrica del cuore viene effettuato attraverso la semplice rilevazione continua su di un monitor di tipo modulare del tracciato elettrocardiografico (E.C.G.), della frequenza cardiaca (F.C.), del ritmo cardiaco e la eventuale registrazione su carta dei dati. I monitors sono in grado anche di memorizzare landamento nel tempo dei valori numerici dei parametri registrati, rappresentandoli come curva su un sistema di assi. Inoltre i monitors sono tutti collegati ad una centralina di controllo in grado di visualizzare su di un unico schermo pi tracce ECG e parametri emodinamici. Scopi: Valutazione secondo per secondo della funzionalit cardiaca Rilevazione tempestiva di alterazioni del tracciato, della frequenza e del ritmo
Osservazione nel corso di manovre particolari o procedure diagnostico-terapeutiche invasive Procedura: Collegare il monitor alla rete e quindi accenderlo; verificare la carica delle batterie autonome prima delluso. Connettere il cavo-paziente allopportuna uscita del monitor, rispettando lorientamento dei pins. Nelluso di monitors di tipo modulare opportuno connettere il cavo-paziente prima dellaccensione dellapparecchio, per evitare danni ai circuiti interni. Depilare la cute del paziente nelle aree di applicazione degli elettrodi. Pulire i punti prescelti con etere o acetone. Rimuovere il film protettivo dagli elettrodi e verificare se la quantit di pasta conducente sufficiente; se necessario, aggiungerne dellaltra. Applicare gli elettrodi sulla cute, comprimendoli per migliorarne ladesione. Connettere gli elettrodi al cavo-paziente rispettando il codice-colore della derivazione. Assicurarsi che i cavetti non operino trazioni sugli elettrodi; nel caso, fissarli opportunamente sulla cute del torace con cerotti, raccogliendoli in unansa. Fissare il cavo al letto con apposita clip. Se possibile, fare in modo che il cavo decorra a una certa altezza al di sopra del letto, al fine di evitare che intralci laccesso al paziente o venga leso accidentalmente. Valutare la qualit del segnale elettrico sul video e predisporre per un buon funzionamento attraverso: a) Selezione della derivazione; b) Ottimizzazione della morfologia dellonda, al fine di consentire di captare correttamente la frequenza cardiaca;
c) Predisposizione dei livelli dallarme minimo e massimo della frequenza cardiaca; d) Regolazione del volume dallarme acustico e) Regolazione del volume del beep da QRS; f) Regolazione della velocit di scorrimento della traccia; Controllare il funzionamento degli allarmi acustici. Verificare la corrispondenza tra il valore di frequenza cardiaca letto sul monitor e quello rilevato con la palpazione del polso arterioso del paziente. MONITORAGGIO EMODINAMICO Nei pazienti trapiantati di fegato i dati riguardanti E.C.G., P.A., F.C., P.V.C. non sono sufficienti per una chiara valutazione e monitorizzazione, in particolare della funzionalit cardio-vascolare, durante i primi giorni di decorso postoperatorio.
SCOPI PRINCIPALI PRINCIPALI DEL MONITORAGGIO EMODINAMICO NEL PAZIENTE PAZIENTE SOTTOPOSTO A TRAPIANTO EPA EPATICO:
Controllo adeguatezza per fusione generale ed epatica Precoce rilevazione di inadeguata perfusione (compare allorch il paziente diviene emodinamicamente instabile) Ottimizzazione terapie
Data la molteplicit di fattori che determinano landamento dei parametri vitali i dati pressori, di frequenza, elettrocardiografici, ecc. devono essere interpretati contestualmente alla valutazione di altri parametri come ad esempio la diuresi oraria, Iemogasanalisi su sangue arterioso, o lo stato emodinamico.
Llnfermiere che presta la sua opera in Terapia intensiva collabora attivamente con lanestesista-rianimatore ed i vari specialisti nella rilevazione di tutti i parametri necessari per il controllo dellevoluzione, il trattamento farmacologico,la prevenzione delle eventuali complicanze, Iassistenza infermieristica e la riabilitazione. In particolare llnfermiere tenuto a sapere che vi possono essere grandi disparit di funzione tra sezioni destre e sinistre del cuore, alterazioni delle resistenze del circolo polmonare e precarie condizioni di circolo o dellattivit miocardica che richiedono il monitoraggio di parametri emodinamici pi complessi per essere correttamente inquadrate e luso di tecniche, presidi ed attrezzature avanzate come nel caso del cateterismo dellarteria polmonare, del monitoraggio mediante sistema integrato COLD oppure sistema PICCO. Il paziente trapiantato di fegato che giunge in terapia intensiva per i primi giorni di decorso post-operatorio proviene dalla sala operatoria ancora intubato ed in assistenza respiratoria meccanica. E portatore di catetere venoso centrale (CVC), 2 cannule in arteria radiale (a destra e a sinistra), il catetere di SwanGanz e un catetere venoso periferico di grosso calibro. Con questi accessi vascolari sono possibili infusioni continue, prelievi ematici frequenti e monitoraggio emodinamico di base ed avanzato. Tra le metodiche di monitoraggio invasivo pi routinariamente applicate in terapia intensiva vi la rilevazione in continuo della pressione arteriosa che risulta necessaria dopo interventi di alta chirurgia che, come il trapianto epatico, possono comportare intraoperatoriamente, o nei primi giorni postoperatori variazioni brusche ed importanti della volemia.
IL MONITORAGGIO INVASIVO DELLA PRESSIONE ARTERIOSA Definizione P.A.: Rappresenta la misura, espressa in mmHg, della forza che il contenuto ematico del sistema arterioso esercita sulle pareti delle arterie. E il risultato della pressione esercitata dal battito cardiaco e dalle resistenze al flusso. A causa del carattere pulsatile del flusso ematico lungo il sistema arterioso, essa risulta avere 2 componenti: sistolica e diastolica. La pressione sistolica, cio il valore pi alto, correlato alla contrazione del ventricolo e alla gittata pulsatoria, mentre quella diastolica, il valore pi basso, correlata alla fase di rilassamento ventricolare e al rallentamento del flusso attraverso il sistema vascolare, ossia alla durata della diastole e al tono arteriolare. I fattori principali che influenzano la pressione sistolica e diastolica sono la gittata cardiaca e le resistenze vascolari sistemiche. Tuttavia anche la frequenza cardiaca, il volume intravascolare e lelasticit delle arterie influiscono sui valori sistolici e diastolici di pressione Scopi: Il monitoraggio invasivo della pressione arteriosa si propone di: Rilevare in continuo i valori di P.A., specie in quei pazienti in cui si prevede un possibile quadro di instabilit emodinamica. Studiare la curva pressoria ricavandone dati emodinamici che vanno al di l dei semplici valori pressori. Controllare lefficacia e gli effetti collaterali di farmaci attivi principalmente, o secondariamente sul sistema cardiovascolare.
Permettere attraverso una via daccesso arteriosa semplice, non dolorosa e permanente, frequenti prelievi di sangue arterioso per determinazioni emogasanalitiche ed ematochimiche Metodica: Si basa sul posizionamento allinterno di una arteria periferica di un catetere che, connesso ad una linea arteriosa, consente di trasmettere i regimi pressori intravascolari ad un trasduttore locato lungo il sistema e collegato ad un monitor dove l'impulso elettrico verr visualizzato in continuo come onda oscilloscopica e valore numerico digitale. Materiali necessari: Occorrente per incannulamento dellarteria radiale o altra arteria periferica e cio: a) catetere arterioso; b) guanti sterili; c) telini e garze sterili; d) antisettico; e) siringhe; f) anestetico locale; g) portaghi e filo di sutura in seta; Kit sterile apposito completo di: a) traduttore; b) sistema di lavaggio a 2 vie; c) vie di connessione; d) rubinetti a 3 vie. Spremisacca Sacca di soluzione fisiologica Eparina Monitor modulare con schermo video IL MONITORAGGIO DELLA PRESSIONE VENOSA CENTRALE Significato della P.V.C. La P.V.C. la pressione del sangue alIinterno delle grosse vene intratoraciche ovvero alla confluenza delle vene cave superiore ed inferiore in atrio destro. I valori normali variano da 8 a 10 cm. H20 (vale a dire da 6 a 9 mmHg).
Il dato informa essenzialmente sul riempimento telediastolico (pre-carico) del ventricolo destro ed esprime la sua capacit di smaltire verso la piccola circolazione o circolazione polmonare la quantit di sangue refluo che gli arriva dalla periferia dellorganismo. La sua valutazione deve avvenire contestualmente ad altri parametri fisiologici come la diuresi e la pressione arteriosa (sistolica, diastolica e differenziale). Essa pu aumentare per eccessiva somministrazione di liquidi, per costrizione delle vene cave e spostamento di una maggiore quantit di sangue oppure per incapacit del cuore di espellere verso il circolo polmonare una quantit sufficiente di sangue o ad un aumento delle resistenze polmonari come avviene per pazienti connessi al ventilatore meccanico a pressione positiva continua o per malati con embolia polmonare. Essa pu diminuire per riduzione della massa sanguigna a seguito di emorragie e/o perdite di liquidi corporei di varia natura oppure per vasodilatazione venosa con riduzione del ritorno di sangue al cuore destro. Infine pi che il valore assoluto sono importanti le sue variazioni nel tempo a seguito del modificarsi dello stato del paziente, o a seguito delle terapie istituite. Misurazione computerizzata La rilevazione di questo parametro prevede lintroduzione di un catetere venoso centrale (C.V.C.) al quale collegare il sistema di misurazione. In un paziente critico, quale un malato trapiantato di fegato, ed in terapia intensiva, la tecnica utilizzata, diversa da quella manuale con astina cilindrica millimetrata (manometro ad acqua) mediante kit comprensivo di rubinetto a tre vie, deflussore e tubo di connessione al paziente, prevede un collegamento ad un
trasduttore di pressione, analogamente a ci che succede per la pressione arteriosa con metodo cruento di cannulazione dellarteria radiale, differenziandosene solo per quanto attiene la regolazione della scala del canale di registrazione prescelto; il trasduttore a sua volta collegato ad un oscilloscopio che registra continuamente i valori i quali sono riportati sul monitor dal display digitalico.
LA MISURAZIONE DELLA PVC E RESA INATTENDIBILE INATTENDIBILE DA: Posizione non corretta del paziente Posizione non ottimale del CVC Inginocchiamento o ostruzione del catetere Identificazione imprecisa del punto 0 Mantenimento di infusioni durante la misurazione Incremento della pressione intratoracica per mancata deconnessione del ventilatore automatico a pressione positiva continua
4. Pressione venosa centrale (P.V.C.); 5. Gittata cardiaca (C.O.); 6. Pressione in arteria polmonare (P.a.p.); 7. Pressione parziale di ossigeno nel sangue venoso misto (P.V.02); 8. Saturazione di ossigeno nel sangue venoso misto (S.V. 02); nonch di calcolare: 1. Resistenze vascolari polmonari e sistemiche; 2. Il lavoro dei due ventricoli; 3. La percentuale (%) di shunt; 4. Il consumo di ossigeno (V 02). I quattro lumi del catetere corrispondono a 4 canali: 1 canale: Iorifizio duscita, detto lume prossimale, localizzato a circa 30 cm. dalla punta del catetere; dovrebbe collocarsi, se correttamente posizionato, in atrio destro. Pu essere utilizzato per misurare in continuo la P.V.C., per infusioni intravenose, per prelievi di sangue venoso e per liniezione del bolo termico durante il calcolo della gittata cardiaca mediante tecnica di termodiluizione. 2 canale: Iorifizio duscita, detto lume distale, localizzato sulla punta del catetere e si colloca in arteria polmonare. Permette il monitoraggio della pressione in arteria polmonare e pu essere usato per prelevare campioni di sangue venoso misto per la misurazione della saturazione venosa mista di ossigeno e del consumo dello stesso. 3 canale: ospita sistema di raccordo tra P.C. e termistore localizzato a 3-4 cm. dalla punta del catetere; tale dispositivo consente di rilevare le differenze della temperatura del sangue e viene usato per la determinazione della gittata cardiaca (CO) tramite termodiluizione (cfr. successivamente termodiluizione).
CATETERISMO SECONDO SWAN-GANZ Come accennato in alcuni casi si rende necessario il cateterismo dellarteria polmonare mediante un catetere a flottazione di palloncino; il tradizionale catetere utilizzato il catetere di SwanGanz, che nel trapianto di fegato viene gi inserito nella fase intraoperatoria. Si tratta di un catetere sterile, flessibile, lungo circa 120 cm., in Polivinilcloruro (P.V.C.), da 7 Fr. per adulti e da 5 Fr. pediatrico, fornito di 4 lumi e costituito, oltrech dal catetere vero e proprio da un trasduttore e da un sistema di amplificazione e registrazione che permette di misurare con estrema precisione: 1. Frequenza cardiaca (F.C.); 2. Pressione atrio destro; 3. Pressione atrio sinistro;
4 canale: Iorifizio duscita s'apre con un palloncino in lattice, localizzato allestremit distale del catetere. Il palloncino pu essere gonfiato con 0,8-1,5 ml. di aria utilizzando una semplice siringa raccordata allapposita valve inflaction ballon. Il palloncino gonfiato durante il posizionamento guida il catetere stesso favorendo la progressione attraverso la cavit destra del cuore in arteria polmonare. LINFERMIERE E IL MONITORAGGIO EMODINAMICO INVASIVO Per llnfermiere al fine di assistere adeguatamente il malato e permettere la corretta esecuzione del monitoraggio invasivo necessario conoscere:
TERMODILUIZIONE Con tale tecnica viene iniettata una modesta quantit di liquido (5/10 ml.) freddo (0/3C). Si tratta in genere di soluzione fisiologica o glucosata al 5% in siringhe conservate sotto ghiaccio iniettata velocemente (3 secondi con tecnica costante). Il termistore avverte la DT al passaggio del liquido freddo in arteria polmonare ed invia i dati al computer collegato che, tramite calcolo matematico, sul DT fornisce la GITTATA CARDIACA. La misurazione va ripetuta almeno 3 volte.
Possibili complicanze nellapplicazione delle procedure. In particolare sarebbe auspicabile elaborare precisi protocolli operativi infermieristici scientificamente validati al fine di rendere tale tecnica di monitoraggio invasivo il pi possibile scevra da rischi ed utile in funzione degli obiettivi prefissati.
ELENCO DELLE COMPLICANZE PIU FREQUENTI DEL CATETERISMO CATETERISMO DELLAR TERIA POLMONARE: DELLARTERIA a) b) c) d) e) f) g) Ematomi; Emboli; Ischemie; Infezioni locali; Batteriemie; Emorragie; Disconnessioni accidentali lungo vari siti e raccordi del sistema; h) Erronea rilevazione o interpretazione dei dati
Materiali presidi ed attrezzature necessarie; Tipi di catetere disponibili; Funzionamento delle apparecchiature; Parametri rilevati Funzionamento della linee arteriose e dei sistemi di lavaggio; Vantaggi/svantaggi dei siti arteriosi daccesso pi frequentemente utilizzati; Tecniche di cannulazione di arterie e vasi centrali; Norme igieniche e principali raccomandazioni per la prevenzione di infezioni;
IL COLD SYSTEM Per integrare i dati provenienti dal cateterismo dellarteria polmonare con catetere di Swan-Ganz, prevalentemente presso metrici, dovrebbero essere misurati i volumi intra ed extra-vascolari. Uno dei sistemi pi utilizzati a tuttoggi in terapia intensiva e frequentemente applicato ai trapiantati di fegato il COLD SYSTEM Questo sistema sfrutta la tecnica del doppio indicatore: gli indicatori solitamente usati sono la temperatura ed un colorante, rappresentati, nella pratica clinica, da una soluzione fredda di glucosio al 5%, nella quale disciolto il verde di indocianina (ICG). Dopo che la soluzione stata iniettata in una vena centrale, i segnali, termico ed ottico, possono essere rilevati da un termistore e da una fi-
bra ottica localizzati su un catetere posizionato in arteria femorale. Lanalisi delle curve di diluizione degli indicatori consente la valutazione dei volumi in cui gli indicatori stessi si sono distribuiti. Larea sottesa alla curva dellindicatore consente il calcolo della portata cardiaca. Il sistema di monitoraggio emodinamico integrato COLD in grado di misurare i volumi ematici intra ed extravascolare. In particolare, I'elemento essenziale del sistema rappresentato da un catetere arterioso femorale da 4 Fr., dotato di fibra ottica e termistore, e quindi in grado di leggere i segnali ottico e colorimetrico. Linfusione degli indicatori pu essere realizzata sia impiegando un catetere venoso centrale sia, in una configurazione pi complessa del sistema, sfruttando un catetere arterioso polmonare. Parametri monitorati con il sistema di monitoraggio emodinamico integrato COLD: Lindicatore colorimetrico (ICG) si distribuisce esclusivamente nel settore intravascolare. Esso infatti, giunto nel flusso ematico, si lega completamente alle beta- lipoproteine e resta allinterno delle strutture vasali. Lanalisi della curva di diluizione del colorante e delle grandezze da essa derivate permette di determinare 2 grandezze: > ITBV che corrisponde al volume di sangue contenuto nelle camere cardiache e nei vasi polmonari; > PBV che corrisponde al volume di sangue contenuto nei vasi polmonari Lindicatore termico (soluzione glucosata raffreddata) si distribuisce, oltre che agli spazi intravascolari, anche al liquido polmonare extravascolare (interstiziale). Anche qui lanalisi della curva di termodiluizione effettuata attraverso il termistore in arteria femorale, permette di rilevare altre 2 grandezze:
> ITTV che corrisponde al volume di liquidi contenuto negli spazi intravascolari cardiopolmonari e nellinterstizio polmonare > PTV che corrisponde al volume di liquido polmonare intra ed extravascolare. Dal confronto fra le grandezze suddette si ricavano ulteriori parametri come: > GEDV che rappresenta il volume di sangue contenuto nelle camere cardiache e nei grossi vasi toracici a fine diastole (= ITTV - PTV) > EVLW che rappresenta il volume di liquido interstiziale polmonare (= ITTV - ITBV) Si pu inoltre sottolineare che valutando, una volta avvenuto il mescolamento dellindocianina con tutto il sangue (cio dopo la fase di ricircolo), come la concentrazione di questa diminuisca, si ottiene un INDICE DI FUNZIONALITA E DELLA PERFUSIONE EPATICA: infatti lindocianina viene escreta esclusivamente ad opera del fegato nella bile, e quindi una clearence bassa sar indice di una capacit escretoria compromessa o di una bassa perfusione epatica. Luso del sistema Cold si pu differenziare sia in termini di invasivit (poich rende possibile il monitoraggio emodinamico senza dover ricorrere necessariamente ad un catetere in arteria polmonare, il cui posizionamento non scevro da rischi) sia in termini di parametri misurati. In tal senso si distinguono 2 livelli di monitoraggio: Cardiopolmonare Tradizionale Nel paziente sottoposto a trapianto di fegato auspicabile attuare una combinazione dei livelli suddetti posizionando sia il catetere di Swan-Ganz (tradizionale, sia il catetere provvisto di fibra ottica e termistore in arteria femorale (cardio-polmonare).
IL SISTEMA PULSION PICCO Il monitoraggio emodinamico invasivo consente lacquisizione dei dati relativi alle funzioni cardio-respiratorie, ossiforetiche ed agli effetti della terapia attuata. E altres evidente che un quadro di marcata instabilit emodinamica, caratteristico di molti pazienti critici tra cui il trapiantato di fegato nei primi 3-4 giorni postoperatori, richiede la disponibilit del maggior numero di parametri possibile e che alcuni di questi possano essere misurati in continuo. Il Sistema PULSION PICCO (il quale rappresenta una evoluzione del precedente PULSION COLD che, come detto, fornisce oltre alla determinazione della gittata cardiaca battito per battito anche la valutazione dei volumi intra ed extravascolari cardiopolmonari) determina la gittata cardiaca grazie ad un migliorato sistema che non richiede la presenza di un catetere in arteria polmonare. La valutazione in continuo della gittata cardiaca richiede una semplice calibrazione mediante una termodiluizione arteriosa: un bolo freddo di soluzione fisiologica o glucosata viene iniettato in una via venosa centrale mentre viene rilevata una curva di termodiluizione mediante un particolare catetere arterioso che permette anche il monitoraggio in continuo della P.A. Pertanto il sistema Picco necessita di una misura iniziale di gittata cardiaca di riferimento come calibrazione; questa si realizza per mezzo di una termodiluizione arteriosa e necessita della presenza di una via venosa centrale recante un sensore per la misurazione della temperatura delliniettato e di un catetere arterioso provvisto di un secondo sensore per la valutazione della temperatura ematica. Questa termodiluizione arteriosa, che pu essere ripetuta in qualsiasi momento del monitoraggio, permet-
te di ottenere, oltre alla gittata cardiaca, il volume globale di fine diastole (GEDV). Autori: Gaetano Romigi (Caposala Scuola per Infermieri ASL Roma C), Rosse//a Marchetti (Caposala Rianimazione Policl. A. Gemelli Roma).
Gentili, Nastasi, Rigon, Silvestri e Tanganelli, Il paziente critico, Ed. Ambrosiana, Milano, 1997. Lamers-Abdella A. e Ulrich L., Procedure infermieristiche in terapia intensiva, Ed. Masson 1999. Crescenti A. e Venturino M., Manuale di anestesia e rianimazione per le scuole infermieri professionali, Ed. Distribuzione System, Milano. Rippe, Trattato di terapia intensiva, Ed. Utet, Torino 1998 1 vol. Hoyt, Tonnensen, Allen, Pratica di terapia intensiva, Ed. Verducci, Roma, 1994. AA.VV., Manuale ACLS, Ed. Masson 1995. Atti del corso di emodinamica dellUniversit degli Studi di Ancona del 28 febbraio1998. Dalla rivista Scenario n. 2/1996 Assistenza infermieristica postoperatoria nei pazienti sottoposti a trapianto epatico a cura di Fornasiero S., Montanari G. e Scarton L. Dalla rivista Sala Operatoria n. 4/2000 Piano di assistenza infermierisitica post-operatoria a paziente sottoposto a trapianto ortotopico di fegato a cura di Romigi G. E De Julils C. Tesi D.U. per Infermieri Universit di Tor Vergata - Roma a.a. 1999/2000 Assistenza infermieristica postoperatoria al paziente sottoposto a trapianto di fegato di Carriuolo F. (relatori prof. Tisone G. e Romigi G.).
Un infermiere verso la santit
La figura di Padre Luigi Monti ricordata con un seminario al Santo Spirito ui stesso amava definirsi amico e servo degli infermi. Tanto che la sua figura, la sua storia personale e il suo esempio costituiscono oggi un riferimento fondamentale per ogni infermiere. E infatti nella vita e nelle opere di Padre Luigi Monti, gi Venerabile e prossimo Santo della Chiesa Cattolica, che si coglie il senso profondo della missione infermieristica, limpegno filantropico e generoso di un mestiere divenuto ormai una vera professione intellettuale, fondamentale e strategica nei processi assistenziali e, pi in generale, nel miglioramento delle condizioni di salute della popolazione. Ecco che il seminario di studio organizzato l8 maggio scorso a Roma, presso la Sala Lancisi dellospedale Santo Spirito, dalla Provincia Italiana della Congregazione dei Figli dellImmacolata Concezione e intitolato Il Venerabile Luigi Maria Monti, verso la santit accanto alluomo che soffre ha offerto un interessante e assai pregnante spunto di riflessione sulla professione infermieristica, la sua storia e la sua attualit. Alla presenza del Cardinale Jos Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione per le cause dei Santi e di Padre Aurelio Mozzetta, Superiore generale della Congregazione, studiosi e biografi di Padre Luigi Monti hanno tracciato le principali caratteristiche umane e filosofiche del futuro Santo, sottolineandone lapproccio originale e umanista alla causa dei malati, alla loro sofferenza, a quella delle loro famiglie. Una figura, quella di Padre Luigi Monti, che ancora oggi, a distanza di oltre un secolo dalla sua morte, costituisce un riferimento essenziale, sul piano intellettuale come su quello pratico, per il lavoro svolto quotidianamente dagli infermieri nella loro qualit di primo interfaccia tra la persona malata e la sanit, pubblica o privata che sia. Scrive di lui Padre Luigi Zamperetti presentando il libro di Gianni Cristofari Luigi Maria Monti, lamico e servo degli infermi: E un insegnamento di vita permeata damore per i fratelli che egli lascer per testamento ai suoi figli spirituali. Un testamento damore cos come la sua vita era stata tutto un atto damore, discreto, ripieno di carit e di sofferenza. Ci ha insegnato che si pu servire Dio in ogni atto della nostra vita, compreso anche lultimo, quello della morte.
Colui che presto sarebbe stato definito linfermiere di Dio nasce in una modesta casa di Bovisio, piccolo centro agricolo della Brianza, il 25 luglio del 1825. Ottavo di undici figli, il giovane Luigi Maria cresce tra le mura della casa paterna0 e la vicina canonica. Ed proprio negli anni della giovinezza che il futuro fondatore della Congregazione dei Figli dellImmacolata Concezione avverte la profonda convinzione di essere venuto al mondo per servire gli altri, in particolare chi soffre. Ecco che agli esordi lavorativi come contadino, accanto al padre, e come ebanista in una piccola bottega di Cesano Maderno, segue presto il suo straordinario impegno di apostolo della carit. Luigi Maria Monti d vita al suo apostolato fra i giovani e gli orfanelli di Saronno. Gli anni seguenti lo vedono nei panni di infermiere in prima linea a testimoniare lamore a servizio della sofferenza altrui. Si trasferisce a Brescia, dove si fa religioso nella Congregazione dei Figli di Maria. Qui, nellestate del 1885, in piena epidemia di colera, Padre Monti opera tra i malati con lo spirito, la forza e lenergia proprie di un Santo. Dal lazzaretto bresciano, si trasferisce a Roma dove intende fondare una nuova congregazione di fratelli ospitalieri. Ed proprio qui, in quello che allepoca era il pi grande ospedale dEuropa, il Santo Spirito, che Padre Monti stabilisce il suo quartier generale. Cu-
rate e sanate i corpi dei fratelli usa ripetere ai suoi collaboratori fatelo con scrupolosa professionalit. Ma se non lo fate con carit ed amore, con autentico spirito di servizio, sarete soltanto alla met dellopera. Luigi Maria Monti muore il 1 ottobre del 1900 allet di 75 anni, in gran parte dedicati alla cura degli infermi e dei derelitti. La sua congregazione gestisce e promuove oggi luoghi di cura e di educazione in tutto il mondo, sette dei quali nel Lazio, fra cui il prestigioso Istituto Dermopatico dellImmacolata di Roma. Leredit spirituale lasciata da Padre Monti enorme e quanto mai attuale. Il suo esempio profetico, il suo messaggio e le sue opere precorrono i tempi di quasi un secolo. La sanit nel territorio, lassistenza domiciliare, la cura degli anziani, il volontariato, la prevenzione e la riabilitazione furono questioni che Padre Monti affront pi di centanni fa, indicando un principio attualissimo e non ancora pienamente realizzato come quello dellumanizzazione della sanit. La sua opera pervasa dalla tecnica infermieristica, ma soprattutto espressione tangibile del suo amore verso i sofferenti. Nel prossimo mese di novembre si concluder il processo di canonizzazione di Padre Luigi Monti. Sar dunque Santo, il Santo degli orfani, dei malati, degli infermieri. Sar il nostro santo.
Radiazioni, il gene della resistenza
Un gruppo di ricercatori della Lousiana State University (Usa) ritiene di aver scoperto il gene responsabile della resistenza alle radiazioni. Il gene in questione stato scoperto nel batterio Deinococcus radiodurans. Lo studio messo a punto dai ricercatori di Saint Louise dimostra che il gene conferisce una straordinaria invulnerabilit al batterio, che riesce cos a sopravvivere a dosi 1.500 volte maggiori di quella letale per un uomo. Leffetto del gene si rivelato utile anche per il controllo dei sistemi di autoriparazione del Dna.
Uneroina contro la SARS
a Cina consacra linfermiera uccisa dalla polmonite atipica Ye Xin insignita del titolo di Guardiano della salute del popolo
La sua una storia dal finale tragico. E per capace di lasciare un segno positivo. Indelebile. Quello del connubio tra altruismo e volont che alimenta la nostra professione e che ci d fiducia al cospetto della nuova emergenza sanitaria rappresentata dalla Sars. Per questo la storia di Ye Xin non potr essere dimenticata. Lei, giovane caposala della Maternit di Guangdong, tra le prime citt della Cina ad essere colpite dal virus della polmonite atipica, ha assistito decine di pazienti infetti pur con le poche e inefficaci misure di protezione disponibili. Con lei anche un medico, Deng Lianxian della Clinica 3 delluniversit di Zhongshan, e Fan Xinde, autista di ambulanza. Insieme, hanno sfidato linsidia virulenta della Sars ed hanno perso. Sono morti quando ancora, ufficialmente, lepidemia non esisteva per il perdurante rifiuto delle autorit cinesi di riconoscere levidenza dei fatti. Ye Xin conosceva bene il rischio che correva. Assistere i contagiati dal virus stata una scelta consapevole e determinata. Fino allestrema conseguenza. E nei suoi ultimi giorni di vita, la giovane infermiera ci-
nese ha ripetuto ai colleghi che avrebbe rifatto la stessa scelta e che non provava rimpianto. Ora Ye Xin, come pure Deng Lianxian e Fan Xinde, una Guardiana della salute del popolo, unonorificenza che per la Cina equivale alla consacrazione di un eroina nazionale. E stata il vicepremier Wu Yi, la zarina chiamata dal capo del Governo Wen Jiabao a fronteggiare lemergenza Sars dopo la rimozione del ministro della sanit, a conferirle solennemente il titolo di Guardiana della salute del popolo. Purtroppo alla memoria. E una storia simbolica e toccante, buona per rappresentarne tante altre in cui infermieri di mezzo mondo fronteggiano con coraggio e consapevolezza la minaccia della polmonite atipica. E di tante altre patologie infettive. Sempre in prima linea, come la professione stessa impone. Grazie Ye Xin per il tuo esempio. Per il tuo insegnamento. Gli infermieri non sono degli eroi votati al sacrificio. Piuttosto adorano la vita in tutte le sue espressioni e la difendono. Accade per che quando sono chiamati a gesti di grande coraggio, nel nome della salute pubblica, gli infermieri sono capaci di vestire i panni delleroe. Come capita a poche altre professioni. Ecco perch la storia di Ye Xin ci addolora e, al contempo, ci inorgoglisce.
ome forse era prevedibile, la lettera di alcuni colleghi e la relativa risposta pubblicate in questa rubrica dal precedente numero di Infermiere Oggi hanno generato una discussione accesa sullequipollenza dei titoli di studio e sui loro risvolti operativi. I colleghi in questione sostenevano che lequiparazione ai fini della carriera tra il vecchio diploma per infermieri e la nuova laurea fosse uno schiaffo corporativo ai sacrifici sostenuti in ambito universitario. Aggiungendo: E allora, perch istituire la laurea di infermiere se alla fine sono tutti uguali?. La mia risposta lho data subito, in calce alla lettera pubblicata. E credo di averla articolata compiutamente, argomentandola. Perci non la ripropongo. Voglio piuttosto utilizzare questo spazio per confrontare le mie risposte con le vostre. La presa di posizione contro lequipollenza e contro il Collegio che lha sostenuta e promossa ha indotto diversi colleghi a prendere posizione a loro volta. Lo hanno fatto con lettere ed e-mail dal contenuto simile, tutte di solidariet alla linea espressa dai Collegi e dalla Federazione Ipasvi. Eccone una rappresentativa, in versione non integrale solo per motivi di spazio.
corsia, quando non si faceva sia luna che laltra nella stessa giornata. Nessuno nega i vostri sacrifici. Rispettate i nostri. Da una parte accusate lIpasvi e i suoi dirigenti di aver dato uno schiaffo corporativo ai sacrifici che avete sostenuto (ma siete stati obbligati a intraprendere questa professione?), dallaltra affermate che lequiparazione tra nuovo e vecchio ordinamento un vero mostro giuridico. Ci domandiamo: chi fa del corporativismo? () Ci conforta notare che dinanzi ad un manipolo di presuntuosi, dalle universit si formano eccellenti colleghi, i quali si confrontano quotidianamente con le vecchie generazioni di infermieri professionali, e tale confronto ci arricchisce entrambi senza che alcuno si senta infermiere di serie A o B. ono uninfermiera della provincia di Roma e mi chiedo come sia stato possibile permettere che tutti i nostri corsi Ecm fossero a pagamento. Visto e considerato che i nostri stipendi sono da fame e che molti di noi, con quello stesso stipendio, devono portare avanti anche una famiglia.
() Pensate che i corsi regionali abbiano sfornato allegri e facili diplomi? Se di ci siete convinti vorremmo sapere perch per sei giorni alla settimana, per una durata di tre anni, eravamo obbligati a presentarci alle 7 della mattina in aula didattica o in
Sin dallistituzione dei corsi Ecm abbiamo posto con forza il problema dei costi. Lo abbiamo fatto sia con il Ministero della Salute sia con il Governo. Restiamo convinti che laggiornamento continuo debba essere inteso come unopportunit e non come un puro obbligo. Per questo chiediamo a
gran voce di affrontare il nodo dei costi che non possono ricadere esclusivamente sugli infermieri. E non il solo problema. C anche quello dei congedi e dei permessi. Si tratta di questioni cruciali, sui cui il Collegio e la stessa Federazione stanno proponendo unazione di forza comune, a tutti i livelli possibili. Abbiamo chiesto formalmente al Ministero di individuare forme di finanziamento ad hoc per allestire i corsi destinati agli operatori sanitari. A livello regionale, abbiamo chiesto linserimento di vincoli di bilancio da riservare alle Asl per finanziare laggiornamento del personale. Reclamiamo inoltre lattivazione dei Piani formativi aziendali. La quasi totalit degli infermieri costituita da lavoratori dipendenti ed quindi giocoforza spingere molto sullattivazione dei Piani formativi aziendali in tutte le strutture di cura. Le Aziende stesse devono diventare promotrici dei corsi Ecm. I vantaggi sarebbero notevoli; a cominciare dalla scelta di corsi mirati alle esigenze specifiche di ogni Asl, a seconda delle professionalit coinvolte. E poi un Piano formativo aziendale ha normalmente costi limitati, sfrutta strutture e risorse umane gi presenti in azienda, per linsegnamento pu utilizzare personale interno. LEcm potrebbe davvero migliorare il servizio reso ai cittadini, evitando al personale di doversi trasferire altrove, con spostamenti e costi onerosi. Pi agevole sarebbe la soluzione del problema del tempo, con corsi svolti in orario di lavoro. Sono convinto che una Ecm cos organizzata sarebbe percepita correttamente dal professionista, non pi come una semplice rincorsa ai crediti formativi, ma un traguardo personale e professionale da cogliere costantemente. E poi c formazione a distanza, ancora tutta da sfruttare. La possibilit di allestire un programma di largo accesso attraverso videoconferenze e supporti informatici riduce di molto i costi e amplia lofferta formativa a un numero di professionisti molto pi ampio. Gli sforzi compiuti in questa direzione stanno per cogliere i primi frutti e la fase sperimentale dovrebbe iniziare nei
prossimi mesi, come pure quella per laccreditamento dei provider. Il ruolo del Collegio nellEcm non quello del provider per la formazione continua. Deve essere semmai il controllore dei provider istituzionali, il garante del loro funzionamento, del livello scientifico e professionale dei corsi. Oggi i Collegi stanno organizzando i corsi Ecm anche per sopperire a questa grave carenza. Ma in prospettiva non potr pi essere cos. I Collegi diverranno necessariamente i controllori e i certificatori dei corsi approntati da altri enti e saranno provider per argomenti di legislazione, di etica e di deontologia. o 45 anni e sono un insegnante di Educazione fisica che, per ragioni familiari pregresse, non ha potuto svolgere la professione per cui ha studiato. Solo questanno mi sono orientato verso la professione infermieristica. So che devo affrontare un corso di laurea triennale, ma ci non mi spaventa. Mi spinge invece laspetto gratificante di una professione che sia di supporto a chi soffre. Pensate che la mia non pi verde et sia un elemento pregiudizievole per questo mio progetto? Potete darmi qualche consiglio circa la sede universitaria pi idonea?
Uninfermiere di mezzet. E perch no? Non vedo alcun elemento pregiudizievole in questo. Avverto invece una scelta sentita e ponderata. La nostra professione ha una caratteristica: deve essere sentita in profondit. No, non una missione, ma neppure una professione normale, scontata. Tuttaltro. Mi pare di capire che, in questo caso, la scelta sia ben motivata. Let non conta. In quanto alluniversit pi idonea, ogni facolt di Medicina e Chirurgia che ha corsi di laurea in Infermieristica va benissimo; sono tutte di buon livello. A Roma ce ne sono quattro, con varie sedi. Sul nostro sito Internet (www.ipasvi.roma.it) sono disponibili lelenco e i recapiti. Auguroni.
Definizione delle responsabilit correlate ai processi assistenziali nel Politrauma in un Dipartimento di Emergenza Accettazione pediatrico di II livello
I.P.: R. Somma, T. Satta, L. Tosolini, T. Serani, M. Villani, L. Cirulli, C. Barberini
l paziente con malattia da politrauma quel paziente che presenta due o pi lesioni, periferiche o viscerali, associate a compressione della funzionalit respiratoria e/o cardiocircolatoria: gi dalla definizione classica del politraumatizzato si evince con chiarezza la criticit del quadro patologico. Lobiettivo deve essere quello di ridurre la mortalit e di limitare i danni secondari, bisogna garantire il pi precocemente possibile,una buona perfusione del cervello e degli altri parenchimi nobili, attraverso tre condizioni fondamentali:
FASE PREOSPEDALIERA Il sistema di soccorso preospedaliero, deve essere progettato in modo da informare lospedale che ricever il paziente traumatizzato prima che il personale di soccorso trasporti il paziente dalla scena dellincidente. linfermiere del Triage che riceve la richiesta di soccorso, informa il medico dellUnit Operativa della Rianimazione provvedendo ad allertare la diagnostica radiologica, la TAC, il centro trasfusionale, la sala operatoria, al fine di rendere disponibile la possibilit chirurgica immediata, laddove se ne riscontri la necessit. La possibilit di organizzare e predisporre il funzionamento della macchina ospedaliera ha un impatto rilevante soprattutto in funzione dellottimizzazione dei tempi del soccorso. Nella fase preospedaliera, il personale medico ed infermieristico, valutano: 1. lo stato di coscienza mediante AVPU: A: (Alert) Attento, sveglio V: (Verbal) risponde alla Voce P: (Pain) Percepisce solo il dolore U: (Unresponsive) nUn risponde al dolore 2. il mantenimento delle vie aeree; 3. il controllo delle emorragie esterne e dello shock; 4. limmobilizzazione del paziente ed il trasporto immediato allospedale appropriato pi vicino.
Un team formato da persone con professionalit diverse con pari dignit e con un unico obiettivo; Lapplicazione rigorosa di protocolli assistenziali (questi ultimi sono suscettibili di variazioni); Golden hour: tempestivit dellintervento. Il team dellemergenza garantir lottimizzazione di questi tre elementi soltanto se al suo interno operano infermieri altamente motivati e pienamente consapevoli delle responsabilit relative al loro ruolo, nellattuare i protocolli di gestione del traumatizzato grave. La preparazione alla gestione di un paziente traumatizzato avviene in due momenti diversi: Fase preospedaliera Fase intraospedaliera
Luso di protocolli di trattamento preospedaliero, facilitano e migliorano il trattamento iniziato sul campo. Nel nostro Istituto, queste sono le condizioni che permettono il trattamento del paziente traumatizzato direttamente dal personale dellUnit Operativa di Rianimazione. Qualora larrivo del paziente traumatizzato non preceduto da preavviso e non disponibile il posto letto in Rianimazione, lassistenza affidata allquipe sanitaria dellUnit Operativa di Pronto Soccorso, in una delle sale di trattamento predisposte allemergenza.
FASE INTRAOSPEDALIERA Il paziente politraumatizzato accolto nel nostro DEA da unequipe medico-infermieristica. competenza infermieristica il controllo e la predisposizione di tutto il materiale necessario allemergenza: preparazione del materiale per IOT, preparazione dei farmaci durgenza, farmaci inotropi e farmaci sedativi, sondino gastrico e catetere vescicale di calibro adeguato allet del paziente, materiale per posizionamento di accessi venosi, controllo del funzionamento dellerogazione di ossigeno, aspirazione e funzionamento del monitor. Questa fase riveste un ruolo prioritario in termini di responsabilit. I presidi impiegati in questa fase non sono numerosi e non presentano un elevato livello di complessit, ma devono essere controllati verificandone la completa e pronta disponibilit, poich un mancato funzionamento di questi, va ad incidere negativamente sul tempo della golden hour. Al momento dellingresso del paziente, linfermiere di Triage esegue la valutazione primaria, mirata ad individuare elementi indicativi per criticit vitale, eseguendo ABCDE dellassistenza: A (Airway): mantenimento delle vie aeree con protezione della colonna cervicale; B (Breathing): identificazione e trattamento delle cause di alterata ventilazione; C (Circulation): verifica e sostegno della circolazione:
D (Disability): valutazione del quadro neurologico con la Glasgow Coma Scale (GCS); E (Exposure): esposizione di torace, addome e arti allo scopo di verificare la presenza di lesioni traumatiche gravi, eventuali emorragie in atto e la temperatura corporea. Prima del passaggio del paziente dalla barella al letto di trattamento, il personale infermieristico esegue una rapida valutazione dellimmobilizzazione, con particolare riguardo al rachide cervicale: eventuale assenza o malposizionamento di collare cervicale deve essere corretta. Il trasferimento del paziente su asse spinale avviene mediante barella a cucchiaio.
A. AIRWAY, mantenimento delle vie aeree con protezione della colonna cervicale Il personale infermieristico valuta la perviet delle vie aeree, tramite la ricerca di corpi estranei che possono causare ostruzione delle vie aeree. Le manovre necessarie a mantenere tale perviet devono essere messe in atto proteggendo la colonna cervicale. Inizialmente sono raccomandate le manovre di sollevamento del mento (chin lift) o la spinta sulla mandibola (jaw trust) per assolvere questo scopo. E posizionata una cannula naso/orofaringea, con eventuale aspirazione del cavo orale e del faringe per la rimozione di eventuale ingombro. La testa ed il collo non devono essere iperestesi, iperflessi o ruotati. Deve essere pertanto realizzata e mantenuta unefficiente protezione del midollo spinale del paziente mediante appropriati strumenti di immobilizzazione (Ked). Gli stabilizzatori utilizzati per proteggere il midollo spinale devono essere lasciati in sede fino a che non pu essere esclusa una lesione della colonna cervicale.
B. BREATHING, respiro e ventilazione Linfermiere valuta e garantisce lattivit respiratoria mediante erogazione di ossigeno ad alte percentuali. monitorizzata
la frequenza respiratoria e la saturazione dellossigeno che forniscono un quadro iniziale completo, in grado di rilevare i quadri clinici pi minacciosi come larresto respiratorio, il pneumotorace o la presenza di evidenti traumi della gabbia toracica. In caso di arresto respiratorio, gasping o ipoventilazione linfermiere deve essere in grado di instaurare una ventilazione artificiale manuale con sistema pallone, maschera e valvola geometrica. Il controllo definitivo delle vie aeree nei pazienti in stato di incoscienza e che hanno problemi respiratori, va ottenuta attraverso intubazione endotracheale per via nasale od orale. Linfermiere collabora con il medico rianimatore durante le manovre di intubazione, durante il fissaggio e la verifica del corretto posizionamento del tubo endotracheale, rendendo disponibile laspirazione.
C. CIRCULATION, circolazione con controllo dellemorragia Altra funzione vitale da presidiare quella cardiocircolatoria, linfermiere monitorizza la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca ed esegue il tracciato elettrocardiografico.
Lemorragia la principale causa di decessi da trauma. Lipotensione conseguente ad una lesione deve essere considerata ipovolemica fino a che non provato il contrario. pertanto essenziale una valutazione rapida ed accurata dello stato emodinamico del paziente. Gli elementi della clinica, che forniscono informazioni importanti in pochi secondi, sono lo stato di coscienza (sangue circolante ridotto perfusione cerebrale alterata alterato livello di coscienza), il colore della cute (facies grigia e cinerea ed il pallore biancastro delle estremit) ed il polso (rapido, stentoreo generalmente segno dipovolemia). Linfermiere assicura linfusione trovando due accessi venosi di grosso calibro e/o verifica lefficienza di quelli reperiti dallquipe di soccorso. Laccesso venoso da preferire quello periferico negli arti superiori. Posizionata la linea venosa, si eseguono gli esami ematologici di base, EGA, un campione di sangue per la determinazione del gruppo e le prove crociate. La somministrazione di liquidi per via endovenosa va iniziata con una soluzione salina bilanciata. Il Ringer lattato la soluzione di cristalloidi da preferire inizialmente e va somministrata rapidamente. Tutte le soluzioni per uso endovenoso devono essere riscaldate mediante dispositivi per il riscaldamento di liquidi. competenza infermieristica il controllo della disponibilit e validit delle soluzioni infusionali utilizzabili in emergenza.
D DISABILITY, valutazione quadro neurologico Linfermiere esegue una prima valutazione neurologica del paziente, che consiste nello stabilire se il soggetto cosciente o incosciente. Nel primo caso la valutazione neurologica facilitata poich linterazione avviene direttamente con il paziente ponendo semplici domande (come si chiama, quando nato, che giorno ). Qualora lo stato di coscienza sia alterato, il personale infermieristico procede ad una valutazione neurologica del paziente mediante Glasgow Coma Scale (GCS). La scala di Glasgow permette di valutare e assegnare un punteggio da 3 a 15 come somma di 3 parametri: apertura occhi (tra 1 e 4), rispo-
sta verbale (tra 1 e 5), risposta motoria (tra 1 e 6); il punteggio si riduce con laumentare della gravit. Il punteggio sar confrontato con quello riscontrato dallquipe di soccorso, se disponibile e comunque questa valutazione sar quella iniziale di riferimento. La valutazione neurologica include lesame dei riflessi e del diametro pupillare con particolare attenzione alla rilevazione della midriasi o dellanisocoria quali segni di impegno del tronco cerebrale. Tali alterazioni sono rilevate dallo staff medico di emergenza. Il ruolo infermieristico nella valutazione dello status neurologico consiste nel controllo, nel paziente non sedato, di un adeguato livello di coscienza. Tale aspetto documentato anche nella consegna infermieristica. Linfermiere deve conoscere con esattezza i tempi ed eventuali schemi di analogosedazione per validare ci che stato rilevato. Durante la permanenza in sala demergenza, linfermiere esegue una nuova valutazione neurologica sospendendo, momentaneamente, la sedazione soprattutto nei pazienti con trauma cranico associato.
cui si sospetti una lesione delluretra che si manifesta con la presenza di: sangue al meato uretrale, ecchimosi perineali, ematomi dello scroto, fratture del bacino. Lintegrit delluretra deve essere confermata mediante unuretrografia retrograda prima di inserire il catetere. eseguito, poi, un esame pi approfondito testa-piedi del paziente con eventuale sutura e medicazione delle ferite (profilassi antitetanica) ed necessario minimizzare movimenti e spostamenti del paziente. 1 Capo Lintero cuoio capelluto e tutto il capo devono essere esaminati alla ricerca di lacerazioni, contusioni e segni di frattura 2 Massiccio facciale I traumi del massiccio facciale che non siano stati associati ad ostruzione delle vie aeree o a sanguinamenti importanti devono essere trattati soltanto dopo che il paziente sia stato completamente stabile e tutte le lesioni pericolose per la vita siano state trattate. 3 Colonna cervicale e collo Nei pazienti con trauma cranico o del massiccio facciale deve essere presunta la
E. EXPOSURE, esposizione e controllo ambientale Il paziente deve essere svestito completamente, per consentire unesplorazione completa ed una valutazione agevole. Dopo il completamento della valutazione, linfermiere copre il paziente con coperte termiche o sistemi di riscaldamento esterno atti a prevenire lipotermia, complicanza potenzialmente letale nel paziente traumatizzato. Il metodo pi corretto per la rilevazione della TC il monitoraggio della temperatura interna: timpanica o rettale. Linfermiere provveder al posizionamento del sondino gastrico, indicato per ridurre la distensione gastrica e diminuire il rischio di inalazione. Il monitoraggio emodinamico si completa con linserimento di un catetere vescicale. La diuresi un indicatore dello stato volemico del paziente e riflette la perfusione renale (nel bambino di et superiore ad un anno adeguata una diuresi superiore ad 1 ml/kg/ora). Il cateterismo controindicato nei pazienti in
norma non esclude la presenza di una lesione endoaddominale significativa. Unattenta osservazione e frequenti esami ripetuti delladdome, sono importanti nel trattamento dei traumi chiusi. Con il passare del tempo i segni addominali del paziente possono cambiare. essenziale coinvolgere precocemente un chirurgo. 6 Apparato muscolo-scheletrico Le estremit vanno ispezionate per ricercare contusioni o deformazioni. La palpazione delle ossa e la ricerca di dolorabilit o di movimenti anomali aiuta ad identificare fratture occulte. Le fratture del bacino possono essere identificate per la presenza di ecchimosi al di sopra delle ali iliache, del pube, delle grandi labbra o dello scroto. Frattura della colonna toracica e lombare e/o lesioni neurologiche devono essere prese in considerazione sulla base dei riscontri clinici e del meccanismo del trauma. Il paziente traumatizzato con presenza di fratture scheletriche che non compromettono lemodinamica in maniera importante (es. le gravi fratture del bacino) sono trattate definitivamente in un secondo momento, dopo stabilizzazione, con fissatori esterni o con trazioni transcheletriche. Le priorit assistenziali riguardano le asepsi delle ferite nel caso di fratture esposte per non compromettere il tessuto osteoarticolare e muscolare, e la corretta gestione degli eventuali apparecchi applicati al paziente. Attenzione va posta al controllo del dolore mediante diversi presidi che vanno dallattuazione di blocchi locoregionali con anestetici locali allimpiego in infusione continua di oppiacei (morfina, meperidina). Il controllo e limpiego differenziato dei diversi sistemi infusionali sono particolarmente delicati. Si tratta di infusione continua per il mantenimento dei blocchi nervosi, di anestetici locali che se erroneamente somministrati, nei presidi infusionali endovenosi, determinano un livello di neurotossicit e cardiotossicit. La sedazione del dolore costituisce un aspetto importante del trattamento del paziente traumatizzato. Unanalgesia efficace richiede solitamente luso di narcotici. Questi farmaci devono essere somministrati in dosi minime per ottenere leffetto de-
presenza di una lesione instabile della colonna cervicale (frattura e/o lesione legamentosa) ed il collo va immobilizzato finch non siano stati studiati adeguatamente tutti gli aspetti della colonna cervicale e non sia stata esclusa ogni lesione. Lesame del collo include ispezione, palpazione ed auscultazione. Il riscontro di un sanguinamento arterioso o di un ematoma espansivo o di una compromissione delle vie aeree, generalmente richiede una valutazione chirurgica mediante intervento chirurgico. 4 Torace Una valutazione completa della parete toracica richiede la palpazione accurata di tutta la gabbia toracica, includendo clavicole, sterno e scapole. Le contusioni e gli ematomi della parete toracica devono far pensare alla possibilit di lesioni interne. La valutazione deve includere lauscultazione ed una radiografia del torace, la quale conferma la presenza di emotorace o pneumotorace 5 Addome Le lesioni addominali devono essere identificate e trattate in maniera aggressiva. Un esame iniziale delladdome nella
siderato di riduzione del dolore, evitando la depressione respiratoria. Quando i parametri vitali sono ormai stabili e le condizioni del paziente lo consentono si procede ad una prima valutazione diagnostica per immagini, mediante: Rx rachide cervicale Rx torace Rx bacino Eco addome TAC cerebrale e/o total body Gli esami hanno lo scopo di ottenere una prima informazione sullintegrit del rachide cervicale, sulleventuale presenza di contusioni polmonari o conferma di un pneumotorace, lesioni di grossi vasi intratoracici, emorragie addominali da rottura di organi parenchimali o da lesioni vascolari, verificare lintegrit della pelvi e bacino. competenza infermieristica la preparazione del paziente al fine da rendere pi rapida lesecuzione dei radiogrammi, il paziente deve spostarsi con tutto ci che pu essere necessario per sostenere le funzioni vitali. collegato ad un monitor dotato di traccia elettrocardiografica, PA rilevata non metodo NIBP, SaO2. Lassistenza respiratoria al paziente intubato garantita dallutilizzo dellAmbu, necessario il controllo delle atmosfere della bombola O2 (minimo 50 atm) ed in sala radiografica importante valutare la presenza di una fonte di O2 e un aspiratore centralizzato funzionante. Quando viene meno il livello di coscienza (sedazione profonda, coma) il monitoraggio deve essere costante, perch durante gli spostamenti, per fenomeni vagali o altre dinamiche, si potrebbe andare incontro a bradicardie estreme esitanti in arresto cardiocircolatorio non diagnosticato allesordio. Gli spostamenti intraospedalieri non sempre sono agevoli, con elevato rischio di eventi maggiori intercorrenti durante il trasporto, che saranno gestiti in posti disagiati (ascensore, corridoio), con ridotto numero di operatori. Solo la pronta disponibilit di monitoraggio multipara-
metrico e presidi di emergenza durante il trasporto (borse e zaini adeguatamente attrezzati), garantiranno lo standard qualitativo di sicurezza. Una volta concluso liter del paziente, uno degli infermieri si occuper di ricontrollare tutto il materiale, utilizzando le check list presenti su ogni carrello, reintegrando il materiale usato. Al termine delliter diagnostico, il paziente traumatizzato, ricoverato presso lUnit Operativa di Rianimazione. Viene connesso al Ventilatore Artificiale Meccanico (VAM), due aspetti fondamentali sono controllati dallinfermiere: presenza di secrezioni nel tubo endotracheale (che devono essere aspirate con procedura asettica) e raccolta di condensa nel circuito esterno del ventilatore. Sono monitorizzati i parametri vitali (FC, FR, PA, SAO2, temperatura), posizionato un accesso venoso centrale mediante il quale possibile monitorare la pressione venosa centrale (PVC), sono ripetuti gli esami ematochimici ed EGA, incannulata unarteria, solitamente la radiale, per la registrazione della PA cruenta. Nella nostra UO di Rianimazione, per la monitorizzazione del profilo emodinamico del paziente in continuo, utilizzato il sistema PICCO, il quale consente di moni-
torare i seguenti parametri: gittata cardiaca, pressione arteriosa sistolica, PA diastolica, PA media, FC, stroke volume, resistenze vascolari sistemiche, indice contrattilit ventricolo sinistro. Attraverso la termodiluizione possibile rilevare il volume di liquidi intra ed extravascolare. Il sistema PICCO connesso mediante un termistone ad una via del CVC, e attraverso un trasduttore di pressione ad un catetere posizionato in arteria femorale. Le responsabilit del personale infermieristico consistono nel controllo del punto di inserzione di entrambi i cateteri, sia per la dislocazione che per eventuali infezioni, controllo della temperatura e vascolarizzazione dellarto inferiore per evitare unischemia. In base al danno traumatico rilevato dalla diagnostica per immagini, lapplicazione di protocolli assistenziali ottimizzano lassistenza al paziente, offrendo il vantaggio di risparmiare tempo ed evitare inutili personalismi. Il paziente traumatizzato con presenza di ematoma intracranico con effetto massa e spostamento della linea mediana, sottoposto ad intervento chirurgico di evacuazione del versamento. Chirurgicamente posizionato un drenaggio e/o un sensore
per la rilevazione della PIC (Pressione IntaCranica). Lassistenza infermieristica prevede il controllo delle perdite ematiche dal drenaggio e controllo dei valori della PIC (normali fino a 15 mmHg). Lesame neurologico si completa con il controllo della pressione di perfusione cerebrale (PPC) e la SJO2. Questultima un monitoraggio che consente il controllo della saturazione del sangue venoso prelevato dal bulbo della giugulare interna retrograda. Le linee guida infermieristiche prevedono il controllo del sito di ingresso del catetere con medicazione a giorni alterni, il controllo di eventuali dislocazioni, il controllo della perviet del catetere mediante lutilizzo di eparina e soluzione fisiologica secondo protocollo prestabilito. Il paziente traumatizzato con presenza di pneumotorace (presenza di aria nello spazio pleurico), necessita di un drenaggio toracico immediato, a livello del II spazio intercostale sullemiclaveare. Il drenaggio collegato ad un sistema di aspirazione costante. I protocolli assistenziali prevedono: antibiotico terapia, analgesici per il dolore, ossigenoterapia; posizione semiseduta per favorire la respirazione e leventuale drenaggio dellaria (se le condizioni cliniche lo consentono); posizionamento del vaso di raccolta ad unaltezza inferiore la pressione negativa intrapleurica (40-60 cm dal punto dinserzione del drenaggio); disostruzione del drenaggio con mungitura periodica se sono presenti coaguli o tappi di fibrina; dislocazione della sede del drenaggio, in tal caso bisogna coprire immediatamente la ferita per evitare la penetrazione daria ed avvisare il medico; assicurarsi che la forza di aspirazione si mantenga come prescritto dal medico; medicazione del punto dinserzione avvisando il medico dei primi eventuali segni dinfezione; prima di ogni spostamento del paziente o del sistema di raccolta necessario clampare il drenaggio. Il traumatizzato con presenza di emotorace (presenza di sangue nello spazio pleurico), necessita di toracentesi per drenare la
raccolta ematica. Lassistenza infermieristica prevede il controllo della quantit di materiale drenato, il suo colore, e leventuale presenza di coaguli. Pu essere necessaria una mungitura del drenaggio per evitare ostruzioni. Generalmente il materiale ematico si riassorbe in 10-15 giorni. Linsorgenza di dispnea ed insufficienza respiratoria indicano laumento del versamento, perci pu essere necessario lintervento chirurgico con toracotomia per favorire lespansione del polmone. Il traumatizzato con emoperitoneo (presenza di sangue nello spazio peritoneale), necessita dintervento chirurgico per drenare la raccolta ematica. Lassistenza infermieristica prevede il controllo delle perdite ematiche, controllo di eventuali ostruzioni e dislocazione del drenaggio. Nel paziente traumatizzato con trauma vertebro-midollare, prioritaria la stabilizzazione chirurgica precoce per consentire la rapida mobilizzazione e riabilitazione. Lassistenza infermieristica deve tendere alla prevenzione e riduzione delle complicanze, utilizzando un materasso a flusso daria alternata, dinamico e statico, che permette di preservare il paziente dalleventuale insorgenza di lesioni da decubito. Altro compito dellinfermiere quello di controllare che tutto liter burocratico sia completo: compilazione del ricovero ed eventuale referto; recapiti telefonici dei familiari; informazione ai parenti sugli orari di visita ed abitudini dellunit operativa; richiesta ai parenti della documentazione sanitaria del paziente. controllo del corretto mantenimento della cartella clinica. Il livello di complessit medico-legale nella gestione clinica del politraumaizzato in area critica aumentato per lincidenza di problematiche assicurative che gravitano nellambito della traumatologia della strada o per eventi traumatici maggiori in altri contesti. Tale problematica incrementata dal fatto che si tratta di pazienti che talora possono afferire, per la complessit delle lesioni, nei programmi di donazione degli organi. Qualora si assista ad
una evoluzione verso la morte cerebrale, linfermiere deve essere preparato allassistenza del mantenimento del paziente donatore di organi, con la risoluzione delle problematiche psicologiche e sociali correlate alla drammaticit degli eventi. Lassistenza al paziente politraumatizzato un processo complesso che richiede la necessit di un impegno sempre maggiore, per migliorare costantemente la qualit e lefficacia del trattamento di una patologia di cos importante rilevanza, ricordando che la persona ha bisogni legati alla sua sfera fisica ma anche psichica. Nella gestione del paziente politraumatizzato, non dobbiamo mai dimenticare il nostro ruolo e la nostra presenza, tutti i nostri gesti, la nostra voce, la nostra ripetitivit quotidiana sono un invito alla persona al risveglio.
Autori: R. Somma, T. Satta, L. Tosolini, T. Serani, M. Villani, L. Cirulli, C. Barberini, (DEA Ospedale Pediatrico Bambino Ges - IRCCS, Roma).
Maull Kl, Cleveland Hc, Feliciano DV (eds): Advances in Trauma and Critical Care, Series 1990-1994, vols. 5-9 St. Louis, CV Mosby. A, Cavicchioli, M. Canova, P. Casson, A. Pomes, A. Trona, G. Zanella: Elementi di base dellassistenza infermieristica, 1998.
La sopravvenuta inidoneit psico-fisica alle mansioni
a sopravvenuta inidoneit psicofisica del lavoratore dipendente di una A.S.L. ovvero di unAzienda Ospedaliera, trova la sua disciplina ultima nel CCNL Integrativo del CCNL del personale del Comparto Sanit 1998/20011 che allart. 6, rubricato mutamento di profilo per inidoneit psico-fisica, ha disapplicato espressamente lart. 16 D.P.R. 761 cit. e lart. 16 D.P.R. 384 cit.2, ed ha provveduto a dettare una disciplina unitaria della fattispecie3. La suddetta norma contrattuale prevede che nei confronti del dipendente riconosciuto non idoneo in via perma-
nente allo svolgimento delle mansioni appartenenti al proprio profilo professionale ma, comunque, ancora idoneo a proficuo lavoro, lazienda non potr procedere alla risoluzione del rapporto di lavoro per inidoneit fisica o psichica prima di aver esperito ogni utile tentativo per recuperarlo al servizio attivo nelle strutture organizzative dei vari settori, anche in posizioni lavorative di minor aggravio ove comunque possa essere utilizzata la professionalit espressa dal dipendente (art. 6, comma, cit.). A tal fine lazienda, per il tramite del collegio medico legale dellazienda sanitaria competente per territorio, accer-
- Ci in quanto ai sensi dellart. 2, comma 2, Testo Unico del Pubblico Impiego, D.Lgs. n. 165/2001, i rapporti di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche sono disciplinati dalle disposizioni del capo I, titolo II, libro V del codice civile e dalle leggi sul rapporto di lavoro subordinato nellimpresa, fatte salve le diverse disposizioni contenute nel presente decreto. Eventuali disposizioni di legge, regolamento o statuto, che introducano discipline dei rapporti di lavoro la cui applicabilit sia limitata ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche, o a categorie di essi, possono essere derogate da successivi contratti o accordi collettivi e, per la parte derogata, non sono ulteriormente applicabili, salvo che la legge disponga espressamente in senso contrario. Pertanto, non essendo disciplinato nulla dal T.U. cit., per quanto riguarda la fattispecie che ci occupa si deve fare riferimento alla disciplina privatistica, e nella specie alla contrattazione collettiva, non dettando neanche le norme codicistiche una disciplina apposita. - La disciplina anteriore era contenuta nel D.P.R. 761/79 recante lo Statuto giuridico del personale delle unit sanitarie locali allart. 16. Tale norma, sotto la rubrica passaggio ad altre funzioni per inidoneit fisica prevedeva lipotesi della sopraggiunta infermit del dipendente, a seguito della quale egli fosse stato giudicato permanentemente non idoneo alle funzioni proprie, ed in tal caso attribuiva al datore di lavoro la facolt di trasferire lo stesso ad altre funzioni equivalenti nelle quali fosse convenientemente utilizzabile ed ivi inqudrarlo, sempre che fosse stato in possesso dei requisiti specifici richiesti. Veniva, altres, disposto che i relativi accertamenti sanitari fossero effettuati con la procedura prevista per i casi di dispensa dal servizio per motivi di salute, che il passaggio ad altre funzioni fosse disposto dalle regioni, su parere dellunit sanitaria locale e con il consenso dellinteressato, e, da ultimo, che i dipendenti trasferiti fossero inquadrati secondo quanto previsto dallaccordo unico nazionale. Successivamente, il D.P.R. 348/83, allart. 13, ha previsto, nei confronti del dipendete riconosciuto fisicamente inidoneo in via permanente allo svolgimento delle mansioni attribuitegli, limpossibilit di procedere da parte dellamministrazione alla dispensa del servizio per motivi di salute prima che la stessa avesse esperito ogni tentativo utile, compatibilmente con le strutture organizzative dei vari settori, per recuperarlo al servizio attivo in mansioni diverse da quelle proprie della qualifica rivestita, appartenenti allo stesso livello funzionale retributivo. In tal caso il dipendente pu essere applicato alle nuove funzioni anche in soprannumero riassorbibile, con contestuale congelamento del posto lasciato disponibile fino al riassorbimento del posto soprannumerario. Il D.P.R. n. 384/90, con lart. 16, che ha superato lart. 16 D.P.R. 761 cit., ha poi previsto che nei confronti del dipendente riconosciuto fisicamente inidoneo in via permanente allo svolgimento delle mansioni attribuitegli (in base alla procedura ex art. 56 D.P.R. n. 761 cit) lente non pu procedere alla dispensa dal servizio per motivi di salute prima di aver esperito ogni utile tentativo, compatibilmente con le strutture organizzative dei vari settori, per recuperarlo al servizio attivo. A tal fine lente, tramite il collegio medico legale della U.S.L. competente territorio, deve accertare quali siano le mansioni che il dipendente, in relazione alla posizione funzionale, nonch al profilo professionale di appartenenza, sia in grado di svolgere senza che ci comporti cambiamento di profilo di disciplina, ove prevista. Solo nel caso in cui, poi, non esistano, allinterno della posizione e profilo di appartenenza e nellattivit del lavoro svolta, le mansioni alle quali il dipendente possa essere adibito, pur essendo giudicato idoneo a proficuo lavoro, il dipendente, previa domanda dello stesso, pu essere collocato in posizione funzionale inferiore anche di diverso profilo professionale e ruolo per il quale abbia i requisiti, a condizione che il relativo posto sia vacante. Il soprannumero , invece, consentito solo a condizione del congelamento di un posto di corrispondete posizione funzionale. A seguito del nuovo inquadramento il dipendente, poi, segue la dinamica retributiva della nuova posizione funzionale senza alcun riassorbimento del trattamento gi in godimento, salvo quanto previsto dalle norme in materia di infermit per cause di servizio. La medesima procedura pu essere attivata anche nei confronti del dipendente che sia riconosciuto temporaneamente inidoneo allo svolgimento delle proprie mansioni e, in tal caso, lassegnazione del lavoratore al nuovo profilo deve essere disposta limitatamente al periodo giudicato necessario dallorgano competente per il completo recupero dellefficienza fisica, periodo per il quale il posto del dipendente temporaneamente inidoneo rimane indisponibile ai fini della sua copertura. Sulla pregressa disciplina si cita, per completezza, la seguente giurisprudenza: T.A.R. Lazio, Sez. I, n. 636/99; T.A.R. Lazio, Sez. I, n. 1059/99; Cons. St., Sez. V, n. 753/03 - Le norme giuridiche che interessano la materia e che citiamo in nota per non appesantire il testo sono: art. 5, comma 3, L. 300/70, Statuto dei Lavoratori; art. 2, comma 2, D. Lgs. 165/02, Testo Unico del pubblico Impiego; artt. 1256, 1463, 1464, 2087, 2110 cod. civ.
ta quali siano le mansioni che il dipendente in relazione alla categoria, posizione economica e profilo professionale di appartenenza, sia in grado di svolgere senza che ci comporti mutamento di profilo (art. 6, comma 2, cit.). In caso di mancanza di posti vacanti nel medesimo profilo, ovvero nellimpossibilit di rinvenire mansioni compatibili con lo stato di salute previo consenso dellinteressato e purch vi sia la disponibilit organica, il dipendente potr essere impiegato in un diverso profilo di cui possieda i titoli, anche collocato in un livello economico immediatamente inferiore della medesima categoria oppure in un profilo immediatamente inferiore nella categoria sottostante, assicurandogli un adeguato percorso di qualificazione. Il soprannumero consentito solo congelando un posto di corrispondente categoria e posizione economica. Il comma 4 estende lattivazione della procedura appena descritta anche ai casi in cui il dipendente sia riconosciuto temporaneamente inidoneo allo svolgimento delle proprie mansioni. In tal caso anche linquadramento nella posizione economica inferiore ha carattere temporaneo ed il posto del dipendente indisponibile ai fini della sua copertura, nel senso che non pu essere considerato vacante in pianta organica, e gli deve essere restituito allo scadere del termine fissato dallorgano collegiale come idoneo per il recupero della piena efficienza fisica. Il profilo economico della fattispecie regolato dal comma 5, ai sensi del quale il dipendete, anche se collocato nella posizione economica inferiore, conserva il diritto al pi favorevole trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza, cos come previsto anche dallart. 4, comma 4 (Criteri di computo della quota di riserva), della legge 68/1999 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili). Tuttavia, dal momento del nuovo inquadramento il di-
pendente segue la dinamica retributiva del nuovo livello economico (senza alcun riassorbimento del trattamento in godimento), fatto salvo quanto previsto dalle norme in vigore in materia di infermit per causa di servizio. Infine nel caso in cui il dipendente sia riconosciuto idoneo a proficuo lavoro ai sensi del comma 1, ma non possa, comunque, essere ricollocato nellambito dellazienda di appartenenza con le modalit previste dai commi precedenti, si applica, in quanto compatibile, la disciplina sul passaggio diretto ad altre amministrazioni del personale in eccedenza di cui allart. 21 CCNL integrativo cit. Lazienda tenuta a fornire successivamente informazione dellapplicazione dellistituto alle organizzazioni sindacali composte dalle R.S.U. e dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria firmatarie del CCNL siglato il 7 aprile 1999. *** *** *** La materia sin qui esposta figlia di un consolidato orientamento giurisprudenziale, formatosi nellambito del rapporto di lavoro privato e che passiamo in rassegna per la sua perdurante attualit. La Suprema Corte di Cassazione, pronunciandosi a Sezioni Unite (Cass. Civ., S. U., n. 7755/98), ha, in definitiva, sancito il principio in base al quale la sopravvenuta infermit permanente e la conseguente impossibilit della prestazione lavorativa, quale giustificato motivo di recesso del datore di lavoro dal contratto di lavoro subordinato, non ravvisabile nella sola ineseguibilit dellattivit attualmente svolta dal prestatore, ma pu essere esclusa dalla possibilit di altra attivit riconducibile alla stregua di uninterpretazione del contratto secondo buona fede alle mansioni attualmente assegnate o a quelle equivalenti o, se ci impossibile, a
mansioni inferiori, purch essa attivit sia utilizzabile nellimpresa, secondo lassetto organizzativo insindacabilmente stabilito dallimprenditore. La giurisprudenza di merito ha affermato che in applicazione dellart. 1464 cod. civ. limpossibilit del lavoratore, sopravvenuta in corso di rapporto, di eseguire una parte della mansioni affidategli non legittima la facolt di recesso da parte del datore di lavoro se questultimo conservi un interesse apprezzabile allespletamento delle mansioni residue, come nel caso in cui lazienda abbia rimodellato la propria organizzazione in modo da sfruttare le mansioni per cui il lavoratore idoneo, assegnando ad altri dipendenti le mansioni per le quali lo stesso stato riconosciuto inidoneo (Trib. Torino, 23.12.1997, Natale c/ Soc. Alfachimici). E ancora, nullo il licenziamento intimato al lavoratore per sopravvenuta inidoneit fisica allo svolgimento delle proprie mansioni non avendo il datore di lavoro provveduto alla ricollocazione del lavoratore a mansioni diverse da quelle divenute ineseguibili in diretta applicazione dellobbligo di salvaguardia del posto di lavoro che trova il suo fondamento nei principi basilari della Costituzione (artt. 1, 3, 4 e 35) e dellobbligo di cooperazione allo svolgimento della prestazione lavorativa derivante dai principi interpretativi della correttezza e della buona fede alla cui stregua va valutata la mancanza, ai sensi dellart. 1464 c.c., di un apprezzabile interesse del datore di lavoro alladempimento parziale. Sino a giungere alla illegittimit del licenziamento cui consegue la sospensione della relativa efficacia anche in via cautelare qualora, nel caso di sopravvenuta inidoneit fisica del lavoratore, il datore di lavoro non abbia provveduto a rinvenire una collocazione del lavoratore stesso compatibile con lassetto organizzativo esistente e pi confacente alla modificata capacit professionale,
dovendosi annoverare tra gli elementi costitutivi del potere risolutorio anche le ragioni ostative ad un reimpiego del lavoratore in mansioni confacenti alla s u a p r o f e s s i o n a l i t ( Tr i b . B a r i , 1.12.2000, Pizzarelli c/ Matesma Jersey). *** *** *** Per concludere, quel che importante sottolineare che la sopravvenuta invalidit fisica idonea a produrre, come conseguenza, la cessazione del rapporto per risoluzione del contratto di lavoro. Tuttavia, per bilanciare la diversa posizione soggettiva del lavoratore e del datore di lavoro, le parti sociali hanno creato una disciplina di tutela del dipendente che salvaguardi il posto di lavoro. In questottica prima di risolvere il rapporto, il datore di lavoro ha lobbligo di sottoporre il lavoratore ad una visita medica presso una struttura pubblica qualificata. Se linidoneit alle mansioni accertata, sia essa temporanea o permanente, lAzienda deve ricercare una posizione di lavoro compatibile con il mutato stato di salute, seguendo le indicazioni contenute nellaccertamento del medico del lavoro (e sempre che, ovviamente, ci sia una capacit residua al lavoro). Trovata la nuova posizione, se essa fa parte del profilo di appartenenza del dipendente, questultimo pu essere ivi adibito anche dufficio. Se, invece, le nuove mansioni appartengono al livello inferiore, lAzienda ha lobbligo di offrirle al dipendente che, se accetta, salva il posto di lavoro anche se sar collocato in un livello., o categoria, inferiore Se non accetta, il lavoratore sar licenziato. Da notare che il licenziamento, in tal caso, un obbligo per lAzienda che non pu far svolgere al lavoratore delle mansioni incompatibili con la sua capacit fisica, rischiando di aggravare il suo stato di salute (cos si pu argomentare ex art. 2087 cod. civ.).
n vecchio detto popolare sostiene che il pane pi buono in tempo di carestia. E a giudicare da come, negli ultimi mesi, i mezzi dinformazione hanno parlato e scritto di infermieri, si direbbe che il motto ha ragion dessere. Proprio come il pane, la nostra professione la si apprezza soprattutto nei momenti difficili. E un destino che laccomuna ad altre figure sanitarie, ma che spicca fulgidamente quando si tratta di assistenza diretta a chi viene colpito da malattie infettive, specie se nuove, sconosciute e minacciose come la Sars. Cos, dopo il divampare mediatico dellallarme su scala planetaria, i giornali italiani, le televisioni, le radio e i principali quotidiani on line hanno riscoperto il ruolo e la responsabilit degli infermieri. Ecco che titoloni e servizi sul personale sanitario impegnato nei controlli aeroportuali e nei centri di riferimento nazionale per la polmonite atipica hanno sostituito quelli dal tono scandalistico e denigratorio che troppo spesso il Collegio costretto a fronteggiare. Per una volta, i media hanno dato risalto alla figura dellinfermiere in prima linea nella perenne lotta allaggressione di virus e batteri. Tanto da generare in molti un allarme ulteriore: quello della carenza di infermieri. Lemergenza infermieristica torna a farsi questione nazionale, come le capita ciclicamente, ogni volta che si diffonde un qualche allarme sanitario. Un destino forse segnato per la nostra professione. Il settimanale Oggi si occupato da vicino del rinnovato allarme sulla carenza di infermieri. Nella rubrica Domande di Oggi del numero 17 dellaprile scorso, ha dedicato ampio risalto alla lettera di una lettrice e alla risposta del professor Umberto Veronesi. Tutta da segnalare.
Scrive la lettrice (firmata): <E vero che il servizio sanitario italiano rischia il disastro per mancanza dinfermieri?>. La risposta ha per titolo Allospedale del futuro servono pi infermieri in gamba che medici. <Non so se si rischia il disastro, ma certamente lei addita uno dei problemi pi caldi degli ultimi anni> replica Veronesi che, cifre alla mano, conferma leffettiva carenza di infermieri negli organici delle strutture sanitarie pubbliche e private. E aggiunge: <Gli ospedali, nei loro reparti di ricovero, sono come quelle strutture produttive a ciclo continuo che non possono fermare lattivit. I reparti devono offrire assistenza ai pazienti giorno e notte, per 365 giorni allanno. Per poter garantire questa assistenza, i turni degli infermieri devono essere tre al giorno e ogni turno deve avere un numero di infermieri sufficiente ad assistere i pazienti. Nei reparti ad alta densit di cure proprio il numero e la qualit degli infermieri specializzati a formare lindice di efficacia. E qui gli infermieri sono la prima linea della battaglia che si combatte per la vita>. Scrive ancora Veronesi: <A mio giudizio, gli infermieri non sono solo indispensabili per lassistenza, ma il loro continuo rapporto con il paziente li rende gli osservatori pi accurati del decorso della malattia. () E poi, c unaltra cosa, semplice e umana. I pazienti, che non hanno molte occasioni di parlare con i medici, riescono spesso ad avere un rapporto molto pi stretto con gli infermieri. Anche gli infermieri sono sempre di corsa, stanchi e sovraccarichi di lavoro, ma sicuramente riescono ad ascoltare i pazienti molto pi dei medici. Cos, la conoscenza del paziente da parte del-
linfermiere risulta molto pi personalizzata rispetto alla conoscenza del medico. E una conoscenza preziosa, tanto che nei buoni reparti ospedalieri da alcuni anni si sono istituite, accanto alle cartelle cliniche compilate dai medici, anche le cartelle infermieristiche>. Il professor Veronesi rimarca che la carenza di infermieri incide tanto pi oggi se rapportata alla <medicina delle alte specialit, che nei tempi di ricovero in ospedale deve concentrare molti esami che prima non esistevano, e adesso sono la base del nuovo modo di curare>. Spiega che finora si tentato di arginare lemergenza con misure riorganizzative e si domanda perch la professione infermieristica pare attirare cos poco i giovani. Scrive: <I motivi sono molti. Tra i primi c il fatto che il lavoro dinfermiere pesante, sia per lorganizzazione in turni, sia per la responsabilit, sia per il fatto che gli infermieri sono sovraccarichi di lavoro e spesso sono precettati a saltare i turni di riposo. () Il secondo
motivo il fatto che gli studi per diventare infermiere sono molto impegnativi. Non ci sono pi le scuole da cui si usciva infermieri professionali a ventanni, ma i corsi di laurea. E culturalmente un passo avanti significativo, ma ha allontanato una parte di giovani che puntavano a un impiego veloce>. Quindi Veronesi, dallalto di una vita spesa per la sanit, affonda il colpo contro un certo atteggiamento in uso in troppi luoghi di lavoro: <Dopo tanti anni di studio severo capita assai spesso che il giovane infermiere, ormai professionalizzato e preparato, venga catapultato in reparti dove non mai cambiata la mentalit del primato dei medici, che considerano gli infermieri poco pi che inservienti. Se questo accade, lo choc iniziale si trasforma in frustrazione, la vocazione si attenua fino a scomparire e anni di studio e di preparazione vengono buttati al vento. Nasce cos linfermiere che non sente il campanello e non ascolta il malato>.
Documenti simili a 2_03
Popolare in Stem Cell

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 56
 art. 5
 art. 2
 art. 2087