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Timestamp: 2020-08-13 21:03:59+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 18903 del 26/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18903 del 26/09/2016
Cassazione civile sez. VI, 26/09/2016, (ud. 28/06/2016, dep. 26/09/2016), n.18903
sul ricorso 17235-2015 proposto da:
C.R., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CRESCENZIO
rappresenta e difende unitamente agli avvocati NATALE MANGANO, MARIA
SONIA VULCANO giusta procura a margine del controricorso;
avverso la sentenza n. 25/36/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di TORINO del 18/11/2014, depositata il 14/01/2015;
28/06/2016 dal Consigliere Relatore Dott. FEDERICO GUIDO;
udito l’Avvocato CLAUDIO LUCISANO, difensore del controricorrente,
L’Agenzia delle Entrate ricorre nei confronti del contribuente C.R. che resiste con controricorso, per la cassazione della sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Piemonte n. 25/36/2015, depositata il 14 gennaio 2015, con la quale, in riforma della pronuncia di primo grado, è stato annullato l’avviso di accertamento D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 38, a carico del contribuente, relativo agli anni (OMISSIS), per mancata attivazione del contraddittorio.
La CTR, in particolare, ha affermato che la tutela del diritto di difesa del contribuente implica l’obbligo, da parte dell’Amministrazione, di attivazione del contraddittorio, ogni volta che debba essere adottato un provvedimento lesivo dei diritti ed interessi del contribuente, indipendentemente dal fatto che ciò sia previsto espressamente da una norma positiva.
Con i motivi di ricorso, che, in quanto connessi, vanno unitariamente esaminati, l’Agenzia denunzia la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, commi 4, 5, 6 e 7, censurando la statuizione della sentenza impugnata che ha affermato la nullità dell’avviso di accertamento per mancata instaurazione del contraddittorio, ritenendo la sussistenza di un generalizzato obbligo di attivazione del contraddittorio, ogni volta che debba essere adottato un provvedimento lesivo dei diritti ed interessi del contribuente, indipendentemente da una espressa previsione di legge al riguardo.
Ed invero, come questa Corte ha già affermato, l’accertamento dei redditi con metodo sintetico, ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, comma 4, nella formulazione applicabile ratione temporis, anteriormente all’entrata in vigore del D.L. n. 78 del 2010, non postula, in difetto di ogni previsione al riguardo della norma, che gli elementi e le circostanze di fatto in base ai quali il reddito viene determinato dall’Ufficio siano, in qualsiasi modo, preventivamente contestati al contribuente. (Cass. 7485/2010; Cass. 27076/2009).
Ed invero, solo a seguito delle modifiche introdotte dal D.L. n. 78 del 2010, art. 22 in vigore dal 31 maggio 2010 e che non ha efficacia retroattiva (Cass. 21041/2014), è configurabile l’obbligo di instaurazione preventiva del contradditorio, mediante invito del contribuente a comparire di persona o per mezzo di rappresentanti per fornire dati e notizie rilevanti ai fini dell’accertamento e, successivamente, di avviare il procedimento di accertamento con adesione ai sensi del D.Lgs. 19 giugno 1997, n. 218, art. 5.
Cassa la sentenza impugnata con rinvio ad altra sezione della CTR del Piemonte, che provvederà alla liquidazione delle spese del presente giudizio.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 38
 art. 38
 sentenza 
 art. 38
 Cass. 
 art. 22
 art. 5
 sentenza