Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-3667-del-10-02-2017
Timestamp: 2020-07-02 13:47:42+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 3667 del 10/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3667 del 10/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 10/02/2017, (ud. 12/01/2017, dep.10/02/2017), n. 3667
sul ricorso 1696/2016 proposto da:
WORK TEAM SRL;
avverso la sentenza n. 2536/15/2015, emessa il 19/01/2015, della
L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale della Lombardia che aveva respinto il suo appello contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Milano. Quest’ultima aveva accolto l’impugnazione di Work Team s.r.l. avverso l’avviso di accertamento IRPEG, IRES e IVA relativo al 2006.
Nella decisione impugnata, la CTR ha dato atto che l’avviso di accertamento era stato basato su atti e fatti diversi da quelli che la Guardia di Finanza aveva posto a fondamento del processo verbale di constatazione, violando così lo statuto del contribuente.
Col primo si denuncia violazione o falsa applicazione della L. n. 212 del 2000, artt. 10 e 12, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Sostiene la ricorrente che, con riguardo alla situazione concreta, l’Amministrazione Finanziaria non aveva l’obbligo di avviare il contraddittorio ed, in ogni caso, lo aveva di fatto instaurato, come risultava dalla stessa sentenza della CTR, avendo invitato la contribuente a fornire la documentazione idonea a giustificare le movimentazioni bancarie.
Col secondo, si invoca la nullità della sentenza per mancanza del requisito motivazionale, D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, ex art. 61 e art. 36, comma 2, n. 49, con violazione degli artt. 132 e 112 c.p.c. e dell’art. 111 Cost., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4).
La sentenza della CTR sarebbe nulla, non avendo spiegato quali “fatti ed atti” di cui all’avviso di accertamento sarebbero stati diversi da quelli del verbale di constatazione.
Per ragioni di priorità logica, va dapprima esaminato il secondo motivo, che è infondato.
Infatti, sia pur succintamente, la CTR ha dato contezza delle ragioni del rigetto dell’appello, sottolineando, in particolare, la discrepanza fra i rilievi mossi dalla Guardia di finanza e gli elementi posti a base dell’atto di accertamento.
E’ per converso accoglibile il primo motivo.
In tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, non sussiste per l’Amministrazione finanziaria alcun obbligo di contraddittorio endoprocedimentale per gli accertamenti ai fini Irpeg ed Ires, assoggettati esclusivamente alla normativa nazionale, vertendosi in ambito di indagini cd. “a tavolino” (Sez. U, n. 24823 del 09/12/2015).
In ogni caso, nella specie, l’avviso di accertamento è stato formato in esito all’invito, risultato vano, alla curatrice fallimentare, affinchè fornisse notizie e chiarimenti in merito alle movimentazioni bancarie, nonchè ad una rideterminazione della pretesa erariale, a cui aveva fatto seguito un procedimento di accertamento con adesione.
Alla luce di tali considerazioni, pertanto, va accolto il primo motivo di ricorso, cassata l’impugnata sentenza, con rinvio per nuova valutazione alla CTR Lombardia, in diversa composizione, che provvederà anche alla regolamentazione delle spese del presente giudizio di legittimità
La Corte rigetta il secondo motivo, accoglie il primo, cassa l’impugnata sentenza, con rinvio alla CTR Lombardia, in diversa composizione, che provvederà anche alla regolamentazione delle spese del presente giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 61
 art. 36
 sentenza