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PARTE PRIMA 1 DISPOSIZIONI GENERALI 1 TITOLO I 1 - PDF
PARTE PRIMA 1 DISPOSIZIONI GENERALI 1 TITOLO I 1
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2 PARTE PRIMA 1 DISPOSIZIONI GENERALI 1 TITOLO I 1 NORME PRELIMINARI E GENERALI 1 ART. 1 1 OGGETTO E CONTENUTO DEL REGOLAMENTO EDILIZIO 1 ART. 2 1 AMBITO DI RESPONSABILITÀ DEI COMMITTENTI, DEI PROGETTISTI, DEI DIRETTORI DEI LAVORI 1 ART. 3 2 PARAMETRI EDILIZI DEFINIZIONI, PARAMETRI, NORME GENERALI E COMUNI DEFINIZIONE DI SUPERFICIE SUPERFICIE LORDA (SI) SUPERFICIE COPERTA (SQ) RAPPORTO DI COPERTURA (Q) DEFINIZIONE DI SAGOMA NUMERO DI PIANI DI UN EDIFICIO DEFINIZIONE DI PIANO DI UN EDIFICIO E DELLE RELATIVE COMPONENTI EDILIZIE DEFINIZIONI DI ALTEZZE DISTANZE DEROGHE ALLA DISCIPLINA DELLE DISTANZE DEFINIZIONE DI VOLUMI 13 ART PARAMETRI URBANISTICI DEFINIZIONI, PARAMETRI, NORME GENERALI E COMUNI 15 Regolamento Edilizio Comunale II
3 PARAMETRI URBANISTICI SUPERFICIE TERRITORIALE (ST) SUPERFICIE FONDIARIA (SF) SUPERFICIE MINIMA DI INTERVENTO (SM) 15 INDICI URBANISTICI RAPPORTO DI COPERTURA (Q) INDICE DI UTILIZZAZIONE TERRITORIALE (UT) INDICE DI UTILIZZAZIONE FONDIARIA (UF.) INDICE DI FABBRICABILITÀ TERRITORIALE (IT) INDICE DI FABBRICABILITÀ FONDIARIA (IF) INDICE DI PIANTUMAZIONE (IP) 16 ART DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI IN ZONA AGRICOLA INTERVENTI RESIDENZIALI IN ZONA AGRICOLA INTERVENTI NON RESIDENZIALI IN ZONA AGRICOLA 16 TITOLO II 18 TIPI DI INTERVENTO 18 ART UTILIZZAZIONE DEGLI INDICI 18 ART DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI INTERVENTI NEI CENTRI STORICI MANUTENZIONE ORDINARIA MANUTENZIONE STRAORDINARIA RESTAURO SCIENTIFICO RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO RIPRISTINO TIPOLOGICO RISTRUTTURAZIONI A. RISTRUTTURAZIONE PARZIALE 25 Regolamento Edilizio Comunale III
4 7.7.B. RISTRUTTURAZIONE TOTALE RIPRISTINO EDILIZIO RISTRUTTURAZIONE FONDIARIA RISTRUTTURAZIONE URBANISTICA AMPLIAMENTO ADEGUAMENTO FUNZIONALE COSTRUZIONI DI PERTINENZE E IMPIANTI TECNOLOGICI AL SERVIZIO DI EDIFICI ESISTENTI I MANUFATTI TEMPORANEI E STAGIONALI DEMOLIZIONI ACCORPAMENTI MUTAMENTO DELLA DESTINAZIONE D'USO INTERVENTI RELATIVI ALL'ARREDO URBANO ALTRI INTERVENTI 32 TITOLO III 33 LA COMMISSIONE EDILIZIA COMUNALE 33 ART COMPETENZE DELLA COMMISSIONE EDILIZIA 33 ART COMPOSIZIONE E NOMINA DELLA COMMISSIONE EDILIZIA 33 ART DISCIPLINA GENERALE DEL FUNZIONAMENTO DELLA COMMISSIONE EDILIZIA 34 ART DICHIARAZIONE DI INDIRIZZI 36 ART NORMA TRANSITORIA RELATIVA ALLA NOMINA DELLA COMMISSIONE EDILIZIA 36 Regolamento Edilizio Comunale IV
5 PARTE SECONDA 37 NORME PROCEDURALI PRIMA DELL'INIZIO DEI LAVORI 37 TITOLO I 37 IL CERTIFICATO DI DESTINAZIONE URBANISTICA O CERTIFICATO D'USO 37 ART DEFINIZIONE DI CERTIFICATO DI DESTINAZIONE URBANISTICA 37 ART RICHIESTA DEL CERTIFICATO DI DESTINAZIONE URBANISTICA 37 ART RILASCIO DEL CERTIFICATO DI DESTINAZIONE URBANISTICA 38 TITOLO II 39 IL PARERE PREVENTIVO 39 ART DEFINIZIONE DI PARERE PREVENTIVO 39 ART RICHIESTA DEL PARERE PREVENTIVO 39 ART COMUNICAZIONE DEL PARERE PREVENTIVO 40 TITOLO III 41 IL PERMESSO DI COSTRUIRE 41 ART OGGETTO 41 ART Regolamento Edilizio Comunale V
6 SOGGETTI AVENTI TITOLO A RICIHIEDERE IL PERMESSO DI COSTRUIRE E DOCUMENTI ATTESTANTI IL TITOLO 41 ART RICHIESTA E DOCUMENTAZIONE DEL PERMESSO DI COSTRUIRE 43 PRATICHE EDILIZIE - DOCUMENTAZIONE GENERALE. 43 N) PROGETTO EDILIZIO 44 N.13) PER GLI INTERVENTI DI VARIANTE IN CORSO D'OPERA 47 DOCUMENTAZIONE PER LA PREVENZIONE INCENDI 48 DOCUMENTAZIONE INERENTE GLI ASPETTI AMBIENTALI, IGIENICO - SANITARI E DI SICUREZZA DEGLI INTERVENTI 48 DOCUMENTAZIONE RELATIVA AGLI IMPIANTI E AL CONTENIMENTO ENERGETICO 49 DOCUMENTAZIONE INERENTE AL CALCOLO DEI CONTRIBUTI DI COSTRUZIONE 49 DOCUMENTAZIONE INERENTE LA MEDICINA PREVENTIVA E IGIENE DEL LAVORO E LA VETERINARIA: 49 PER GLI INTERVENTI RICADENTI IN ZONA AGRICOLA 50 PER LE OPERE DI URBANIZZAZIONE 50 MODALITÀ GENERALI DI PRESENTAZIONE 51 ART SPORTELLO UNICO PER L'EDILIZIA 53 ART PROCEDIMENTO DI RILASCIO DEL PERMESSO DI COSTRUIRE E PROCEDURE DI CONTROLLO DEI PROGETTI 53 ART DOCUMENTI DA PRESENTARE PRIMA DEL RILASCIO DEL PERMESSO DI COSTRUIRE 54 ART CARATTERISTICHE DEL PERMESSO DI COSTRUIRE. EFFICACIA TEMPORALE 54 ART Regolamento Edilizio Comunale VI
7 DECADENZA DEL PERMESSO DI COSTRUIRE 55 TITOLO IV 56 DEROGHE, ANNULLAMENTI, DEMOLIZIONI 56 ART PERMESSO DI COSTRUIRE IN DEROGA AGLI STRUMENTI URBANISTICI 56 ART ANNULLAMENTO DEL PERMESSO DI COSTRUIRE DA PARTE DEL COMUNE 56 ART ANNULLAMENTO DEL PERMESSO DI COSTRUIRE DA PARTE DELLA REGIONE 57 ART SOSPENSIONE O DEMOLIZIONE DEGLI INTERVENTI ABUSIVI 57 TITOLO V 58 DISPOSIZIONI VARIE 58 ART VOLTURE 58 ART VALIDITÀ DEL PERMESSO DI COSTRUIRE 58 ART PUBBLICITÀ DEI PERMESSI DI COSTRUIRE 58 TITOLO VI 59 DENUNCIA INIZIO ATTIVITÀ 59 ART Regolamento Edilizio Comunale VII
8 INTERVENTI SOGGETTI A DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITÀ 59 ART MODALITÀ PER LA DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITÀ 61 PARTE TERZA 64 NORME PROCEDURALI DURANTE L'ESECUZIONE ED ALLA FINE DEI LAVORI 64 TITOLO I 64 ESECUZIONE DEI LAVORI 64 ART COMUNICAZIONE DI INIZIO DEI LAVORI 64 ART VIGILANZA DURANTE L'ESECUZIONE DELLE OPERE 65 ART CONDUZIONE DEL CANTIERE 67 ART CAUTELE PER LA SALVAGUARDIA DI RITROVAMENTI ARCHEOLOGICI68 ART VARIANTI AI PROGETTI 69 TITOLO II 70 CONCLUSIONE DEI LAVORI 70 ART COMUNICAZIONE DI FINE LAVORI 70 ART SCHEDA TECNICA DESCRITTIVA 70 Regolamento Edilizio Comunale VIII
9 ART CERTIFICATO DI AGIBILITÀ E 72 ART RICHIESTA DEL CERTIFICATO DI AGIBILITÀ E - VERIFICHE 72 TITOLO III 76 CARATTERISTICHE DEI LOCALI PER L'ABITABILITÀ E L'AGIBILITÀ 76 ART FUNZIONE RESIDENZIALE E PERTINENZE. UFFICI E STUDI PRIVATI PRESCRIZIONI GENERALI ALTEZZE SUPERFICI MINIME A. CUCINE B. BAGNI C. CAMERE DA LETTO D. SOGGIORNI 79 ART ATTIVITÀ DIVERSE DALLA RESIDENZA ALTEZZE DEGLI SPAZI SUPERFICI E DOTAZIONI MINIME PER I LUOGHI DI LAVORO LUOGHI A DESTINAZIONE SPECIALE 81 PARTE QUARTA 82 NORME PARTICOLARI 82 TITOLO I 82 QUALITÀ ARCHITETTONICA E COMPOSITIVA DEGLI EDIFICI E DEGLI INSEDIAMENTI 82 ART Regolamento Edilizio Comunale IX
10 VALORI FORMALI E COMPOSLTIVI DA CONSERVARE NEGLI EDIFICI, NEGLI ANNESSI RUSTICI E NEGLI INSEDIAMENTI DI VALORE ARCHITETTONICO, STORICO E TESTIMONIALE PER TUTTO IL TERRITORIO COMUNALE 82 ART SISTEMAZIONE DELLE AREE SCOPERTE. 87 ART PARTICOLARI PRESCRIZIONI PER IL CENTRO STORICO E PER LE STRUTTURE STORICHE DI CUI ALL'ART DESTINAZIONI D'USO 88 ART RECINZIONI E MURI DI CINTA 94 ART PASSI CARRAI ED USCITA DALLE AUTORIMESSE 95 ART CAVEDI, POZZI LUCE, CHIOSTRINE E INTERCAPEDINI INTERRATE 96 ART SCALE E ASCENSORI 96 ART FORNI, CAMINI, CANNE FUMARIE COMIGNOLI 97 ART IMPIANTI TECNOLOGICI IMPIANTI TERMICI ANTENNE E PARABOLE TRASMITTENTI E RICEVENTI DELLA RADIO, DELLA TELEVISIONE E DELLA TELEFONIA MOBILE AD USO INDIVIDUALE. 100 ART Regolamento Edilizio Comunale X
11 CONTROLLO AMBIENTALE E SANITARIO PER LA PROTEZIONE DALLE ESPOSIZIONI AI CAMPI ELETTRICI, MAGNETICI ED ELETTROMAGNETICI 105 ART RACCOMANDAZIONI E INDIRIZZI PER IL RISPARMIO ENERGETICO, L'UTILIZZO DI FONTI DI ENERGIA RINNOVABILI E L'IMPIEGO DI TECNOLOGIE BIOCLLMATLCHE SOLUZIONI RACCOMANDATE RACCOMANDAZIONI 108 TITOLO II 109 INTERVENTI SUL SUOLO 109 ART MARCIAPIEDI 109 ART PISTE CICLABILI E AREE DI SERVIZIO 109 ART CARATTERISTICHE DELLE PISTE CICLABILI 110 TITOLO III 111 PRESCRIZIONI VARIE 111 ART MANUTENZIONE, DECORO E SICUREZZA DELLE COSTRUZIONI 111 ART ELEMENTI AGGETTANTI DELLE FACCIATE 112 ART NUMERAZIONE CIVICA 113 Regolamento Edilizio Comunale XI
12 TITOLO IV 114 AREE VERDI 114 ART VERDE PRIVATO 114 ART SALVAGUARDIA E FORMAZIONE DEL VERDE 114 TITOLO V 117 ZONE AGRICOLE 117 ART DISCIPLINA DEGLI INTERVENTI AMMESSI 117 ART DISCIPLINA DELLE ATTIVITÀ DI CARATTERE AGRITURISTICO 121 ART DISCIPLINA DELLE SERRE AGRICOLE 123 TITOLO VI 124 ELEMENTI DI ARREDO URBANO 124 ART DEFINIZIONE DEGLI ELEMENTI DI ARREDO URBANO. 124 ART MODALITÀ DI UBICAZIONE DEGLI ELEMENTI DI ARREDO URBANO. 126 TITOLO VII 127 INSEGNE ED ALTRE FORME PUBBLICITARIE 127 ART INSEGNE 127 Regolamento Edilizio Comunale XII
13 ART ALTRE FORME PUBBLICITARIE 127 TITOLO VIII 128 ALTRI TIPI DI INTERVENTO 128 ART APPOSIZIONE DI INDICATORI ED ALTRI APPARECCHI 128 ART CHIOSCHI, EDICOLE, DISTRIBUTORI DI CARBURANTE 128 ART IMPALCATURE E PONTEGGI 131 PARTE QUINTA ERRORE. IL SEGNALIBRO NON È DEFINITO. DISPOSIZIONI FINALI, SANZIONI E NORME TRANSITORIE ERRORE. IL SEGNALIBRO NON È DEFINITO. ART. 77 TOLLERANZE ART. 78 ERRORE. IL SEGNALIBRO NON È DEFINITO. ERRORE. IL SEGNALIBRO NON È DEFINITO. ERRORE. IL SEGNALIBRO NON È DEFINITO. SANZIONI PECUNIARIE PER LE VIOLAZIONI ALLE PRESCRIZIONI CONTENUTE NEL REGOLAMENTO EDILIZIO ERRORE. IL SEGNALIBRO NON È DEFINITO. ART. 79 ORDINANZE ART. 80 ERRORE. IL SEGNALIBRO NON È DEFINITO. ERRORE. IL SEGNALIBRO NON È DEFINITO. ERRORE. IL SEGNALIBRO NON È DEFINITO. DOMANDE IN CORSO D'ISTRUTTORIA ERRORE. IL SEGNALIBRO NON È DEFINITO. ART. 81 ERRORE. IL SEGNALIBRO NON È DEFINITO. Regolamento Edilizio Comunale XIII
14 CERTIFICATO DI ART. 82 ERRORE. IL SEGNALIBRO NON È DEFINITO. ERRORE. IL SEGNALIBRO NON È DEFINITO. ABROGAZIONI E MODIFICHE DI PRECEDENTI DISPOSIZIONI ERRORE. IL SEGNALIBRO NON È DEFINITO. ART. 83 ENTRATA IN VIGORE ART. 84 ERRORE. IL SEGNALIBRO NON È DEFINITO. ERRORE. IL SEGNALIBRO NON È DEFINITO. ERRORE. IL SEGNALIBRO NON È DEFINITO. VALIDITÀ DEI PARAMETRI EDILIZI ED URBANISTICI ERRORE. IL SEGNALIBRO NON È DEFINITO. ART. 85 ERRORE. IL SEGNALIBRO NON È DEFINITO. MODELLI DI RIFERIMENTO E FACSIMILI ERRORE. IL SEGNALIBRO NON È DEFINITO. ART. 86 ERRORE. IL SEGNALIBRO NON È DEFINITO. VARIANTI AL REGOLAMENTO EDILIZIO ERRORE. IL SEGNALIBRO NON È DEFINITO. ART. 87 ERRORE. IL SEGNALIBRO NON È DEFINITO. RICHIAMI PER QUANTO NON CONTEMPLATO ERRORE. IL SEGNALIBRO NON È DEFINITO. Regolamento Edilizio Comunale XIV
15 PARTE PRIMA DISPOSIZIONI GENERALI TITOLO I NORME PRELIMINARI E GENERALI ART. 1 OGGETTO E CONTENUTO DEL REGOLAMENTO EDILIZIO 1.1. Il presente Regolamento Edilizio (R. E.) ha per oggetto tutte le attività di trasformazione edilizia e di realizzazione degli strumenti urbanistici di attuazione, nonché quelle parti dei processi di intervento che hanno influenza sulle procedure e sulla qualità del prodotto edilizio finale Il Regolamento Edilizio contiene le norme comunali attinenti alle attività di costruzione e/o di trasformazione fisica e funzionale delle opere edilizie ed infrastrutturali, ivi comprese le norme igieniche di particolare interesse edilizio Il presente R. E. si applica all'intero territorio comunale Il presente R. E. si applica in quanto non in contrasto con atti normativi primari, quali Leggi Statali e Regionali ed altre normative sovraordinate, aventi forza di Legge In particolare si applica in, quanto non in contrasto con il D.P.R , n 380 e s.m.i. (Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia), di seguito definito, per brevità, Testo Unico dell'edilizia. ART. 2 AMBITO DI RESPONSABILITÀ DEI COMMITTENTI, DEI PROGETTISTI, DEI DIRETTORI DEI LAVORI Il proprietario Titolare del permesso di costruire, il Progettista, il Direttore dei Lavori, il Titolare dell'impresa costruttrice, sono tutti responsabili, nei limiti delle leggi vigenti e ciascuno per la parte di sua competenza, dell'osservanza delle norme generali di legge o di regolamenti e delle modalità prescritte nel titolo abilitativo a costruire. Regolamento Edilizio Comunale 1
16 Detta responsabilità si estende anche all'osservanza delle disposizioni contenute nel presente R. E. ART. 3 PARAMETRI EDILIZI DEFINIZIONI, PARAMETRI, NORME GENERALI E COMUNI Gli interventi edilizi sono regolati dalle seguenti definizioni e parametri DEFINIZIONE DI SUPERFICIE Per la funzione abitativa, le superfici dei complessi edilizi sono classificate in Superficie Utile abitabile (Su) e Superficie non Residenziale (Snr); Superficie utile abitabile (Su). È costituita dalla superficie di pavimento degli alloggi e degli accessori interni, misurata al netto: a) Dei muri perimetrali e di quelli interni; b) Delle soglie di passaggio da un vano all'altro; c) Degli sguinci di porte e finestre; d) Delle scale condominiali interne, la cui superficie in proiezione va calcolata una sola volta ed inserita nelle superfici non residenziali (Snr); e) Dei vani e dei soppalchi di altezza media non superiore a mt. 1,80; f) Dei porticati, così come definiti al successivo paragrafo 3.7.4, e degli spazi aperti almeno su uno dei lati Superficie non residenziale (Snr). Si intende la superficie netta risultante dalla somma: Delle superfici non residenziali di pertinenza dell'alloggio quali logge, balconi, cantinole e soffitte; Delle superfici di pertinenza dell'organismo abitativo quali androni di ingresso, porticati liberi (esclusi quelli di uso pubblico), volumi tecnici, rimesse o posti macchina coperti, centrali termiche anche singole quando ubicate in locali non abitabili, misurate al netto di murature, pilastri, tramezzi, sguinci e vani di porte e finestre; Regolamento Edilizio Comunale 2
17 Sono esclusi dal calcolo e quindi non computabili nella Snr i locali sottotetto aventi altezza virtuale (calcolata come rapporto Volume/Superficie) inferiore a ml. 1,10. Negli edifici esistenti si considerano pertinenze le opere che, pur avendo una propria individualità ed autonomia, sono poste in un durevole rapporto di subordinazione con altra preesistente, per renderne più agevole e funzionale l'uso. È il caso delle autorimesse, cantine, lavanderie, centrali termiche, tettoie, ecc Superficie complessiva (Sc). È data da: Sc = Su + 60 % Snr. Per le funzioni direzionali, produttive, alberghiere, agricole, le superfici sono classificate in superficie utile (Sn) e superficie accessoria (Sa) Superficie utile (Sn). È costituita dalla somma delle superfici nette di tutti i piani fuori ed entro terra, compresi i locali destinati al personale di servizio e di custodia, nonché i locali adibiti ad uffici, a condizione che gli stessi siano funzionali all'esercizio dell'impresa Superficie accessoria (Sa). Si intende la superficie netta destinata a servizio dell'attività, quale quella per tettoie, porticati, scale, vani ascensore e montacarichi, centrale termica, elettrica, di condizionamento ed ogni altro impianto tecnologico necessario al miglioramento delle condizioni di lavoro e dell'ambiente. Ai sensi dell'art.1 della Legge 46/90, sono definiti impianti tecnologici gli impianti elettrici, radiotelevisivi ed elettronici, di riscaldamento e climatizzazione, idrici e sanitari, del gas, per il sollevamento e per la protezione antincendio, nonché ogni altro impianto tecnologico logicamente assimilabile ai precedenti Superficie totale (St). È data da: St = Sn + 60 % Sa 3.2. SUPERFICIE LORDA (SI) È costituita dalla somma delle superfici lorde di tutti i piani fuori terra, comprensive dei muri perimetrali e di quelli interni, esclusi i balconi aggettanti e le terrazze scoperte. Regolamento Edilizio Comunale 3
18 3.3. SUPERFICIE COPERTA (Sq) È data dalla proiezione orizzontale dei fili esterni delle strutture e dei tamponamenti perimetrali, compresi: I porticati; I volumi aggettanti chiusi; I balconi con aggetto superiore a mt. 2,00; Le pensiline con sporgenza superiore a mt. 2,00. Ai fini del calcolo della Sq, non si tiene conto della proiezione orizzontale dei fili esterni delle strutture e dei tamponamenti perimetrali dei vani situati sotto il livello del suolo non computabili ai fini volumetrici di cui alla definizione di volumi interrati; Sono inoltre escluse dal calcolo le scale di sicurezza e gli ascensori, se richieste e nella misura strettamente prevista da specifiche normative RAPPORTO DI COPERTURA (Q) È il rapporto calcolato in percentuale (Sq/Sf) riferito a tutte le opere edificate, ove Sf indica la superficie fondiaria DEFINIZIONE DI SAGOMA È la figura piana definita dal contorno esterno dell'edificio, compresi i bow- windows ed esclusi gli sporti aggettanti ed i balconi con aggetto inferiore a mt. 2,00 con riferimento a proiezioni sia sul piano orizzontale, sia sui piani verticali NUMERO DI PIANI DI UN EDIFICIO Si definisce numero dei piani di un edificio il numero dei piani fuori terra, compreso il piano terreno e compresi il piano seminterrato e quello sottotetto, se abitabili in base alle definizioni del presente R.E. o in base alla loro effettiva destinazione d'uso DEFINIZIONE DI PIANO DI UN EDIFICIO E DELLE RELATIVE COMPONENTI EDILIZIE Piano di un edificio. Si definisce piano di un edificio lo spazio racchiuso o meno da pareti perimetrali, compreso tra due solai, limitato rispettivamente dal pavimento (estradosso del solaio inferiore o piano di calpestio) e dal soffitto (intradosso del solaio superiore). Il soffitto può essere orizzontale, inclinato o curvo. Regolamento Edilizio Comunale 4
19 Posizione del piano rispetto al terreno. Per definire la posizione di un piano rispetto al terreno circostante (fuori terra, seminterrato, interrato) si assume la quota altimetrica di un suo elemento di riferimento (pavimento o soffitto) rispetto alla quota del terreno circostante, così come risulta modificato in seguito alle definitive opere di sistemazione, misurata sulla linea di stacco dell'edificio dal terreno. In caso di terreni con pendenza uniforme o con pendenze variabili lungo il perimetro dell'edificio, si assumono rispettivamente la quota media o la media tra le medie. Nel caso di edifici le cui pareti perimetrali risultino separate dal terreno mediante muri di sostegno con interposta intercapedine, si considera linea di stacco dell' edificio il limite superiore del muro a contatto con il terreno. Nel caso in cui l'intercapedine sia coperta da una struttura orizzontale (solaio, voltina, tavellonato, ecc.), la linea di stacco dell'edificio si considera dall' estradosso al finito di tale struttura Piani fuori terra e piani terreni. Si definisce piano fuori terra il piano di un edificio il cui pavimento si trovi in ogni suo punto perimetrale a una quota uguale o superiore a quella del terreno circostante, così come risulta modificato in seguito alle opere di sistemazione definitiva. I piani terreni ed i piani fuori terra, se adibiti ad abitazioni o studi privati, devono avere altezza utile non inferiore a mt. 2,70, salvo diverse prescrizioni di norme specifiche. I piani terreni, se adibiti a negozi o ad uffici con presenza di pubblico, devono avere altezza utile non inferiore a mt. 3,00, salvo diverse prescrizioni di norme specifiche ovvero nulla osta da parte della competente A.S.L. I piani terreni ed i piani fuori terra, se adibiti ad attività produttive, devono avere altezza utile non inferiore a mt. 3,00 - salvo diverse prescrizioni di norme specifiche ovvero nulla osta da parte della competente A.S.L. I piani terreni, adibiti ad abitazioni, negozi o uffici, se privi di sottostante piano interrato o seminterrato, devono essere dotati di adeguato vespaio od intercapedine orizzontale, che ne consentano il perfetto isolamento dal terreno. Ove risulti impossibile realizzare dette strutture di isolamento, devono essere adottate opportune Regolamento Edilizio Comunale 5
20 tecnologie di esecuzione che garantiscano il medesimo risultato ai fini igienici e sanitari. I piani terreni adibiti ad autorimesse private o a deposito di motocicli o carrozzine possono avere un' altezza utile di mt. 2,40 calcolata al netto di eventuali strutture, portanti o travi ribassate. Solo per gli edifici storici o ubicati nel centro storico sono ammesse deroghe dimensionali introdotti con il Decreto Sanità Aree porticate. Sono esclusi dal calcolo del computo dei volumi, i porticati e le gallerie costituenti, per atto registrato e trascritto a favore del Comune, spazi o percorsi pedonali aperti al pubblico transito. Sono altresì esclusi i porticati (o pilotis) diversi da quelli di cui al punto precedente, sempre che la superficie delle pareti laterali sia aperta per almeno un 50% della somma delle superfici laterali stesse a condizione che la superficie a pavimento sia inferiore al 25% della superficie dell unità immobiliare afferente Logge. Si definiscono logge le aree coperte, sostenute da murature, pilastri o colonne, situate ai piani superiori a quello terreno o rialzato, che risultino aperte verso l'esterno e completamente prive di infissi su almeno uno dei lati. Il lato aperto deve sviluppare una lunghezza pari ad almeno il 25 % del perimetro della figura che inviluppa la loggia. In caso contrario l'area deve essere considerata, a tutti gli effetti, superficie interna utile dell'edificio. Le logge non possono eccedere, salvo diversa prescrizione dei Piani Attuativi, il 25 % della superficie utile del piano di cui costituiscono pertinenza Balconi. Si definiscono balconi le strutture aggettanti dal perimetro che inviluppa la superficie utile dell'edificio, coperte o scoperte, sostenute da murature e mensole, situate ai piani superiori a quello terreno o rialzato, che risultino aperte verso l'esterno su almeno due lati e nelle quali la profondità della parte aggettante sia almeno doppia di quella eventualmente rientrante rispetto al perimetro che inviluppa la superficie utile dell' edificio. Regolamento Edilizio Comunale 6
21 Piani seminterrati. Sono esclusi dal calcolo del computo dei volumi, i volumi accessori posti entroterra o seminterrati non oltre cm. 70 fuori terra misurati rispetto alla media delle superfici del terreno circostante, quest ultimo definito secondo la sistemazione prevista dai progetti approvati. Nel caso di edifici situati su terreni declivi, si considera seminterrata la porzione di piano che risponde alla precedente definizione. L eventuale porzione di piano fuori terra è assoggettata alla normativa relativa ai piani terra. I piani seminterrati non possono essere adibiti ad abitazione, uffici o a locali che comunque prevedano la permanenza prolungata, anche solo diurna, di persone. Fanno eccezione gli addetti ai magazzini, alle autorimesse o a particolari impianti tecnologici, a condizione che siano garantite tutte le cautele ergonomiche e sanitarie previste dalla legge. Dovrà comunque essere assicurato, mediante idonee apparecchiature ed impianti, un sufficiente ricambio dell' aria ed un confortevole livello microclimatico. Se il deflusso delle acque di scarico del fabbricato, bianche, grigie o nere, non avviene a quota inferiore a quello dei piani seminterrati, dovrà essere installato un sistema di sollevamento delle acque stesse che, a giudizio della competente A.S.L. o su autocertificazione del tecnico abilitato, sia tale da evitare qualsiasi inconveniente di carattere igienico Piano interrato. Si definisce piano interrato il piano di un edificio il cui soffitto si trovi in ogni suo punto perimetrale ad una quota uguale o inferiore a quella del terreno circostante, intesa come linea di stacco dell' edificio. Sono esclusi dal calcolo del computo dei volumi i volumi accessori posti entroterra o seminterrati non oltre cm. 70 fuori terra misurati rispetto alla media delle superfici del terreno circostante, quest ultimo definito secondo la sistemazione prevista dai progetti approvati. I piani interrati non possono essere adibiti ad abitazione, uffici o a locali che comunque prevedano la permanenza prolungata, anche solo diurna, di persone. Fanno eccezione gli addetti ai magazzini, alle autorimesse o a particolari impianti tecnologici, a condizione che siano garantite tutte le cautele ergonomiche e sanitarie Regolamento Edilizio Comunale 7
22 previste dalla legge. Dovrà comunque essere assicurato, mediante idonee apparecchiature ed impianti, un sufficiente ricambio dell'aria ed un confortevole livello microclimatico. La superficie dei locali interrati non può eccedere il perimetro dell edificio, può eccedere il doppio della superficie del piano terra soltanto se ciò risulti necessario per rispettare lo standard sui parcheggi ai sensi della Legge 122/1989 e successive modifiche e integrazioni (nel seguito abbreviato in s.m.i). In tale caso è ammessa la costruzione a confine dei piani interrati, fatti salvi i diritti di terzi e quanto previsto dal Codice Civile. Per il deflusso delle acque di scarico del fabbricato, valgono le norme di cui al precedente punto Per eventuali utilizzi di cucine, magazzini lavatoi e simili, i locali debbono sporgere dal terreno almeno per un quarto del perimetro e almeno per un terzo della loro altezza ed essere areati e ventilati. I muri debbono essere difesi dall umidità mediante isolanti o intercapedini ventilate Soppalco. S'intende la superficie ottenuta mediante l'interposizione parziale di una struttura orizzontale in uno spazio chiuso che dovrà comunque assicurare un altezza minima utile tra il piano di calpestio e l intradosso del solaio del soppalco pari a ml.2,40 (lett. a, art.43 della L. n 457/78). Qualora tutta o parte (> = 50 %) della superficie sovrastante o sottostante sia utilizzata per creare uno spazio chiuso, con esclusione del vano scala, il vano ottenuto è considerato a sé stante Piano Sottotetto. Volume entro le falde del tetto, con destinazione accessoria agli alloggi sottostanti ed avente altezza utile al colmo del tetto non superiore a ml. 2,20. Per tale volume si intende quello formato dal piano di calpestio del volume accessorio a dai due piani inclinati formati dall intradosso delle falde del tetto. Le falde del tetto, con pendenza non superiori al 35%, devono in ogni caso intersecare con il piano di calpestio del volume accessorio, il quale, a sua volta, deve risultare a quota superiore rispetto alle linee d intersezione tra gli intradossi delle falde del tetto e le facciate del fabbricato. Regolamento Edilizio Comunale 8
23 Per altezza utile al colmo del tetto si intende quella misurata a partire dal piano di calpestio, come sopra definito, alla linea di incontro tra le due falde del tetto con pendenza sempre non superiore al 35%. Nel caso in cui un tratto del tetto risulti in piano, l altezza si misura alla linea d intersezione teorica delle due falde. Per destinazione accessoria si intendono le soffitte-deposito occasionali in numero non superiore agli appartamenti del fabbricato. L illuminazione e/o areazione dei sottotetti deve essere effettuata esclusivamente mediante a sole ricavate nelle falde del tetto. Ogni altra forma di sottotetto diversa da quella sopra descritta, compresa la presenza di abbaini di ogni forma e dimensione (rientrano tra gli abbaini le superfici in facciata derivanti da tetti a crociera) comporta la totale inclusione del volume sottotetto nel calcolo della cubatura Locali o volumi tecnici. Sono tali quelli strettamente necessari a contenere ed a consentire l'accessibilità di quelle parti degli impianti tecnici a servizio dell'edificio (ascensori, impianto idrico, termico, televisivo, di parafulmine, di ventilazione, di climatizzazione, ecc.) che non possono essere comprese, per esigenze tecnico-funzionali, entro il corpo dell'edificio stesso, quale sarebbe realizzabile secondo i limiti imposti dalle norme urbanistiche. A maggior chiarimento ed a titolo esemplificativo si precisa che possono essere considerati "locali o volumi tecnici", per le sole parti emergenti dalla linea di imposta dell' edificio, quelli occorrenti per contenere: Il vano scala; I serbatoi idrici; Le canne fumarie, o di ventilazione; Gli impianti di riscaldamento e/o condizionamento; Il vano corsa degli ascensori; Ogni altro locale o volume logicamente assimilabile ai precedenti. Non sono, invece, da considerare come "locali o volumi tecnici", sempre a titolo esemplificativo: I sottotetti; Il vano scala (per la parte sotto stante la linea d'imposta del tetto); Regolamento Edilizio Comunale 9
24 Gli stenditoi coperti; I lavatoi; I locali di sgombero; Le cantine; Ogni altro locale o volume logicamente assimilabile ai precedenti Norme comuni a tutti i piani abitabili. In tutti i piani abitativi la superficie delle finestre di ogni vano deve essere non inferiore ad 1/8 della superficie utile del pavimento del vano medesimo, con un minimo di mq. 0,80. Almeno la metà della superficie delle finestre deve essere apribile. Il rapporto tra superficie del pavimento e superficie delle finestre non è obbligatorio soltanto per i disimpegni ed i corridoi di superficie inferiore a mq. 10,00. Le cucine devono avere superficie non inferiore a mq. 5,00, mentre i vani cottura devono avere dimensioni adeguate al comodo e razionale svolgimento della loro specifica funzione. Per la localizzazione, ventilazione ed aerazione dei locali igienico - sanitari, valgono le norme di legge DEFINIZIONI DI ALTEZZE Altezza utile degli spazi locali (Hu): è data dall'altezza misurata da pavimento a soffitto. Nei locali aventi soffitti inclinati ad una pendenza, l'altezza utile si determina calcolando l'altezza media risultante dalle altezze minima e massima della parte interessata. Nei locali con soffitti inclinati a più pendenze o curvi, l'altezza utile si determina calcolando l'altezza virtuale data dal rapporto Vu/Su dove Vu è il volume geometrico utile dello spazio interessato e Su la relativa superficie utile Altezza dei piani (Hp): è data dalla differenza fra la quota del pavimento di ciascun piano e la quota del pavimento del piano sovrastante. Per l'ultimo piano dell'edificio si misura dal pavimento all'intradosso del soffitto o della copertura. In tale misura non si tiene conto delle travi e delle capriate a vista. Regolamento Edilizio Comunale 10
25 Qualora la copertura sia a falde inclinate, il calcolo dell'altezza si effettua come al punto precedente Altezza dei fronti (Hf): è data, per ogni fronte, dalla differenza fra la quota media del marciapiede, ovvero la quota della linea di stacco dell'edificio nella sua configurazione finale ossia a sistemazioni avvenute anche di rilevati fino ad un altezza massima di m. 1,50 (nel caso di terreno inclinato lungo il fronte si considera la quota media) la più alta delle seguenti quote, con esclusione dei manufatti tecnologici: intradosso del solaio sovrastante l'ultimo piano che determina Su, per gli edifici con copertura piana; il punto, situato a quota maggiore, sulla retta d'intersezione del piano d'intradosso del solaio inclinato di copertura con il piano esterno della parete di facciata, per i fabbricati coperti a tetto Altezza massima (Hm): è la massima fra le Hf del fabbricato Altezza virtuale (Hv): è la media ponderale delle altezze (Hf) dei fronti dell'edificio, dove il fattore ponderale è costituito dalle lunghezze dei fronti, ovvero delle distinte porzioni di essi nei casi di variazioni di altezza sullo stesso fronte. In tale altezza non vanno computate le variazioni di quota determinate dalle vie di accesso ai piani interrati o seminterrati, purché dette vie d'accesso siano di ampiezza complessiva e totale non superiore a mt. 5,50. (ad esempio: rampa carrabile a doppio senso più marciapiede unilaterale) DISTANZE Le distanze (D) si misurano a partire dal perimetro della superficie coperta del fabbricato Nel caso di soprelevazioni si considera la superficie coperta sul piano orizzontale di spicco della sopraelevazione Salvo diversa indicazione del P.R.G. per particolari casi: Regolamento Edilizio Comunale 11
26 Le distanze delle costruzioni dai confini vengono misurate sulla congiungente i due punti rispettivamente più vicini - su un piano orizzontale - tra il perimetro dell'edificio ed il limite considerato. Le distanze tra edifici si misurano come distanze tra pareti antistanti. Due pareti si intendono antistanti quando la perpendicolare condotta da un punto qualunque di una delle due pareti incontra la parete opposta, limitatamente alla porzione di parete per cui esista tale condizione Le distanze da rispettare nell'attività di costruzione e/o trasformazione delle opere edilizie, misurate secondo quanto previsto ai punti precedenti, sono fissate dalle Norme Tecniche di Attuazione del P.R.G. o, in carenza, dalla legislazione sovraordinata DEROGHE ALLA DISCIPLINA DELLE DISTANZE La disciplina delle distanze non si applica: a) Ai manufatti per impianti tecnologici di modesta entità, a servizio del territorio, quali: Cabine elettriche; Impianti telefonici; Cabine di decompressione della rete del gas; Impianti di sollevamento delle fognature; Ogni altro manufatto logicamente assimilabile ai precedenti b) Alle strutture d'arredo urbano, quali: Chioschi e gazebo; Pensiline d'attesa per il servizio di trasporto pubblico; Cabine telefoniche; Monumenti ed opere artistiche; Ogni altro manufatto logicamente assimilabile ai precedenti. c) Ai manufatti completamente interrati, i quali possono quindi essere realizzati, fatte salve le comuni norme di sicurezza, anche in aderenza ai confini; d) Alle pensiline ed ai box prefabbricati al servizio di strutture d'arredo stradale; e) Ai muri di recinzione inferiori ai 3,00 mt. di altezza; f) Alle strutture di sostegno di pergolati, tendoni, strutture temporanee, ecc.; Regolamento Edilizio Comunale 12
27 g) Alla realizzazione di ascensori e montacarichi o altri interventi su fabbricati esistenti, finalizzati al superamento delle barriere architettoniche. In tal caso, dovrà comunque essere rispettata la distanza minima tra fabbricati di mt. 3,00 prevista dal Codice Civile; h) Agli impianti tecnologici di modesta entità, al servizio di fabbricati esistenti; (ad esempio: box antincendio, gruppi di spinta, ecc.); i) Alle scale di sicurezza esterne, quando imposte da norme di sicurezza o prevenzione incendi, limitatamente agli edifici esistenti DEFINIZIONE DI VOLUMI Tutte le seguenti definizioni seguenti dovranno essere raffrontate con quanto disposto dalle L.R. n.15/2004 e L.R. n.6/2008 in materia di risparmio energetico Volume utile (Vu): è definito come somma dei prodotti delle superfici utili per le relative altezze utili Volume lordo (VL): è il volume complessivo, misurato all'esterno, vuoto per pieno, di tutte le parti costruite fuori terra, dalla linea di stacco dell'edificio dal terreno circostante con riferimento alla configurazione finale, alla copertura compresa, esclusi i balconi aggettanti e le terrazze scoperte Volume totale (Vt): è il volume complessivo, misurato vuoto per pieno, di tutte le parti costruite fuori e dentro terra, dal piano di calpestio più basso alla copertura compresa, escluso i balconi aggettanti e le terrazze scoperte, misurato all'esterno Volume virtuale o fiscale (Vv): è il volume da computare ai fini della fabbricabilità territoriale o fondiaria, determinato: 1. Dal prodotto dell'altezza virtuale Hv per le superfici racchiuse tra i muri perimetrali; 2. Nel caso di edifici multipiano, sommando i prodotti della superficie di ciascun piano, delimitato dal perimetro esterno della muratura, per l'altezza del piano stesso misurata tra le quote di calpestio dei pavimenti, o dei solai di copertura. Nel caso in cui l'altezza utile (Hu) è inferiore a mt. 3,00, l'altezza del piano è data dalla Regolamento Edilizio Comunale 13
28 somma di mt. 3,00 e dell'effettivo spessore del solaio. Il volume del piano seminterrato é determinato dal prodotto della superficie, delimitata dal perimetro esterno delle murature, per l'altezza virtuale riferita allo stesso piano. 3. Qualora il solaio di copertura risulti inclinato, ovvero sistemato a tetto, l altezza è misurata dalla media delle altezze delle coperture inclinate 4. Sono altresì computati nel volume della costruzione i volumi interrati abitabili o agibili o comunque non destinati ad accessorio dei volumi principali, siano questi sottostanti alla costruzione o comunque ubicati nella medesima area edificabile. 5. Nel volume virtuale non sono da computarsi: a) I piani completamente interrati; b) I piani seminterrati, per la parte completamente interrata; Quanto sopra è riferito ai piani interrati e seminterrati con destinazione cantina, depositi non produttivi, ripostigli, impianti tecnici. Qualora, per qualunque ragione, detti piani siano destinati a fini diversi (produttivi, per uffici, ecc.) essi sono computati nella cubatura. c) I vespai realizzati per l'isolamento dell'edificio dal terreno, quando il pavimento del piano rialzato è posto in ogni suo punto a quota non superiore a mt. 1,00 rispetto al terreno circostante, misurata sulla linea di stacco dell' edificio. d) I volumi o locali tecnici; e) Le logge, i balconi, i parapetti, i cornicioni, le pensiline e gli altri aggetti o elementi a carattere ornamentale; f) I porticati e le gallerie condominiali in diretto ed immediato rapporto con aree pubbliche, se destinati ad uso pubblico ed a tale destinazione vincolati; g) I porticati d uso privato, così come descritti e definiti al paragrafo h) I sotto tetti la cui altezza netta interna non superi un massimo di mt.2,20, così come descritti e definiti al paragrafo i) Nel caso di rivestimenti murali esterni di forte spessore, dettati da inequivocabili intenzionalità architettoniche (murature ad opera incerta di pietra locale, murature di mattoni ad una testa di rivestimento esterno al telaio strutturale in c.a., facciate ventilate, ecc.), per il calcolo del volume Regolamento Edilizio Comunale 14
29 fiscale, lo spessore del muro perimetrale può essere assunto virtualmente pari a cm. 30,00. ART. 4 PARAMETRI URBANISTICI DEFINIZIONI, PARAMETRI, NORME GENERALI E COMUNI PARAMETRI URBANISTICI 4.1. SUPERFICIE TERRITORIALE (St) La superficie territoriale è quella porzione del territorio che comprende sia le aree destinate alle opere di urbanizzazione che la superficie fondiaria SUPERFICIE FONDIARIA (Sf) Per superficie fondiaria si intende quella parte di area residua edificatoria che risulterà dalla superficie territoriale deducendo le superfici per opere di urbanizzazione primaria e secondaria SUPERFICIE MINIMA DI INTERVENTO (Sm) Per superficie minima di intervento si intende l'area minima richiesta per poter attuare un intervento edilizio diretto. Se riferita ad un appezzamento di terreno viene anche detta "lotto minimo". INDICI URBANISTICI 4.4. RAPPORTO DI COPERTURA (Q) Rappresenta la percentuale della superficie coperta rispetto alla superficie fondiaria INDICE DI UTILIZZAZIONE TERRITORIALE (Ut) Rappresenta il rapporto tra la superficie lorda dei fabbricati e la superficie territoriale. Si misura in mq./mq INDICE DI UTILIZZAZIONE FONDIARIA (Uf.) Rappresenta il rapporto tra la superficie lorda e la relativa superficie fondiaria. Si misura in mq./mq. Regolamento Edilizio Comunale 15
30 4.7. INDICE DI FABBRICABILITÀ TERRITORIALE (It) Rappresenta il rapporto tra il volume costruibile e la superficie territoriale. Si misura in mc./mq INDICE DI FABBRICABILITÀ FONDIARIA (If) Rappresenta il rapporto tra il volume massimo costruibile e la superficie fondiaria. Si misura in mc./mq INDICE DI PIANTUMAZIONE (Ip) Indica il numero di alberi di alto e medio fusto, con altezza a maturità superiore a mt. 6.00, prescritto per ogni ettaro nelle singole zone, con eventuale specificazione delle essenze. Si misura in n./ha. ART. 5 DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI IN ZONA AGRICOLA Le zone agricole sono destinate all'esercizio dell'agricoltura e delle attività strettamente connesse con essa. In queste zone, gli interventi edilizi devono tendere alla conservazione dei valori tipici dell'agricoltura e del paesaggio agricolo ed alla difesa e promozione economica dell'impresa agricola, considerata come strumento indispensabile per la tutela dei beni ambientali INTERVENTI RESIDENZIALI IN ZONA AGRICOLA Fatto salvo il pregresso, si definiscono interventi residenziali in zona agricola quelli tesi alla realizzazione delle case di civile abitazione dei soggetti aventi qualifica di imprenditore agricolo, così come definito all art.54 della L.R. n. 38/99 e s.m.i. e all art. 135 del Codice Civile, e delle maestranze, a qualunque titolo impiegate, per la coltivazione e la conduzione delle aziende agricole, nonché le abitazioni per la guardiania agricola specifica INTERVENTI NON RESIDENZIALI IN ZONA AGRICOLA Fatto salvo il pregresso, si definiscono interventi non residenziali in zona agricola gli interventi tesi alla realizzazione degli accessori di servizio dell' azienda, quali: a) rustici, stalle, concimaie e fienili; Regolamento Edilizio Comunale 16
31 b) depositi, magazzini e, in genere, edifici per l'esercizio della produzione, strettamente relazionati all'attività agricola dell'azienda; c) cantine, frantoi e - in genere - le costruzione adibite alla trasformazione, alla manipolazione, alla conservazione ed alla commercializzazione dei prodotti agricoli e relativi fabbricati di servizio; d) locali per il rimessaggio dei macchinari e delle attrezzature agricole; e) attrezzature per l'esercizio dell'agriturismo, in base alla legislazione vigente in materia; f) modesti impianti sportivi e ricreativi quali: maneggi per l'equitazione, piscine di dimensioni non superiori a mt. 12,00 x 6,00, campi da tennis con superficie erbosa, impianti per l'allevamento ittico e la pesca sportiva, ecc., tutti strettamente connessi all'esercizio dell'agriturismo. g) Ogni altro intervento logicamente assimilabile ai precedenti. Regolamento Edilizio Comunale 17
32 TITOLO II TIPI DI INTERVENTO ART. 6 UTILIZZAZIONE DEGLI INDICI L'utilizzazione degli indici e dei parametri come definiti dal presente Regolamento Edilizio è stabilita dal Piano Regolatore Generale. ART. 7 DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI 7.1. INTERVENTI NEI CENTRI STORICI Indipendentemente dalle definizioni di cui ai punti successivi, per gli immobili compresi in ambiti di particolare tutela storico-monumentale e architettonica, definiti dagli strumenti urbanistici, ovvero nella zona A di cui all articolo 2 del D.M. 2 Aprile 1968, ogni modificazione, anche delle parti di rifiniture, deve avvenire escusivamente con le modalità e le cautele del Restauro storico monumentale di cui alla Carta del Restauro Inoltre gli interventi medesimi devono tendere alla conservazione di ogni parte dell edificio che costituisca testimonianza storica, alla conservazione della inclinabile unità formale e strutturale dell edificio, alla valorizzazione dei suoi caratteri architettonici, al ripristino di parti alterate ed alla eliminazione delle superfetazioni che possano costituire alterazioni pregiudiziali all attuale aspetto architettonico e monumentale MANUTENZIONE ORDINARIA Sono opere di manutenzione ordinaria quelle che riguardano la riparazione, il rinnovamento e la sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti, come elencati solo a titolo esemplificativo e non esaustivo, quali: Riparazione di grondaie, pluviali e canne fumarie, canne d'aspirazione, camini, senza alterazione dei materiali esistenti; Regolamento Edilizio Comunale 18
33 Pulitura, ripresa parziale d'intonaci esterni senza alterazioni di materiali o delle tinte esistenti; Pulitura, riparazione, o tinteggiatura degli infissi esterni, delle recinzioni, delle pavimentazioni esterne, senza alterazioni dei tipi di materiali esistenti o delle tinte o delle tecnologie; Rimaneggiamento di manti di copertura, con riparazione o sostituzione degli elementi deteriorati, senza alterazione di tipi di materiali esistenti o delle tecnologie; Rifacimento parziale di rivestimenti esterni, senza modificazioni dei tipi di materiali esistenti o delle tinte o delle tecnologie; Riparazione o rifacimento di impianti tecnici in genere (idraulico, elettrico, di riscaldamento, di ventilazione, del gas, ecc.) che non comporti la costruzione o la destinazione ex-novo di locali per servizi igienici o tecnologici; Tinteggiatura, pittura e rifacimento degli intonaci interni; Riparazione o sostituzione di infissi interni; Riparazione o sostituzione di pavimenti interni; Riparazione o sostituzione di pavimentazioni esterne, purché non siano modificate le superfici interessate ed i materiali preesistenti; Riparazione e rifacimento degli impianti tecnologici in edifici industriali ed artigianali Sono inoltre assimilabili alla manutenzione ordinaria le opere di impermeabilizzazione quali: posa di guaine o lastre ondulate sotto il manto di copertura; trattamenti impermeabilizzanti; guaine tagliamuro e simili. Purché le suddette opere non alterino l'aspetto esteriore degli edifici. Nonché: la creazione di contro soffitti leggeri; la realizzazione di pareti divisorie componibili; la realizzazione di pareti montate a secco, che sono assimilate ad opere di arredo. Regolamento Edilizio Comunale 19
34 7.3. MANUTENZIONE STRAORDINARIA Costituiscono interventi di manutenzione straordinaria le opere e le modifiche necessarie per rinnovare o sostituire parti anche strutturali degli edifici, fatiscenti o in cattivo stato di manutenzione, nonché le opere e le modifiche necessarie per realizzare ed integrare i servizi igienico - sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d'uso. In particolare, solo a titolo esemplificativo e non esaustivo, sono considerate opere di manutenzione straordinaria: Il rifacimento totale d'intonaci esterni, di recinzioni, di manti di copertura, delle tinteggiature esterne, delle pavimentazioni esterne, con modificazione dei tipi dei materiali esistenti, delle tinte; Il rifacimento, l'integrazione e la costruzione ex - novo di locali per servizi igienici e tecnologici, senza aumento di volume; La creazione di lucernari ed abbaini; la chiusura, apertura o modificazione di porte esterne o finestre (quando non finalizzata ad interventi di restauro o ristrutturazione); La sostituzione o tinteggiatura d'infissi esterni, con o senza modificazioni dei materiali o delle tinte esistenti; La demolizione e la sostituzione dei solai; La creazione di collegamenti verticali interni all'unità immobiliare; La demolizione di tramezzature o il loro spostamento, senza aumento della superficie complessiva; La creazione di soppalchi che non determinino aumento di superficie utile (H media < di mt. 1,80) o quando questi sono assimilabili ad opere d'arredo; L' adeguamento dello spessore delle murature perimetrali, delle coperture e dei solai, ai fini strutturali o di coibentazione termica ed acustica, purché ciò non comporti incremento delle superfici utili; L'installazione di cancelli, inferriate e simili; La sostituzione di elementi architettonici quali inferriate, bancali, comici, zoccolature, gradini, ecc., con modificazioni dei tipi o della forma; Regolamento Edilizio Comunale 20
35 L'installazione di antenne paraboliche trasmittenti, incluse quelle televisive tradizionali, di uso domestico; Le installazioni fisse di elementi di impianti di condizionamento, posti all'esterno su pareti, terrazze, balconi, ecc.; L'installazione e la sostituzione di vetrine, con alterazione dei tipi, dei colori o dei materiali; La costruzione di nuove canne fumarie, o sostituzione con altre diverse che interessino le pareti esterne dell'edificio; Ogni altro intervento logicamente assimilabile ai precedenti. Per gli edifici industriali ed artigianali, costituiscono interventi di manutenzione straordinaria le opere e le modifiche necessarie al rinnovamento degli impianti e delle strutture, anche ai fini dell'adeguamento a norme di sicurezza e di antinquinamento, nonché quelle finalizzate a un diverso ciclo produttivo senza aumento di carico urbanistico RESTAURO SCIENTIFICO Gli interventi di restauro riguardano i singoli edifici e/o i complessi di edifici che - in vista del loro interesse storico, artistico e paesistico - costituiscono, nel complesso, il patrimonio culturale del Comune, così come definito dalle vigenti normative in materia di tutela dei beni culturali e paesaggistici. In assenza di una dettagliata e completa catalogazione di detto patrimonio, e comunque fino alla data della sua individuazione - come prevista al successivo Art ne fanno parte tutti gli edifici ricadenti nell'ambito del perimetro della zona "A" Centro Storico - ad eccezione di quelli oggetto di costruzione e/o ricostruzione post-bellica. Ne fanno altresì parte tutti gli edifici del territorio comunale che siano stati edificati prima delle distruzioni belliche del secondo conflitto mondiale. Il patrimonio architettonico e culturale comunale non può essere distrutto, danneggiato o adibito ad usi non compatibili con il carattere storico ed artistico da esso posseduto, ovvero ad usi tali da recare pregiudizio alla sua conservazione Per restauro scientifico deve intendersi quell'intervento diretto sull'edificio che, accertato e riconosciuto in via preliminare il valore culturale di volta in volta in esso presente - in quanto testimonianza di storia, arte e paesaggio - ne assicura la trasmissione al futuro preservandone al massimo la consistenza materiale ed Regolamento Edilizio Comunale 21
36 architettonica autentica, mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto del minimo intervento, della compatibilità e della reversibilità delle singole azioni di restauro, ne arrestino o rallentino i processi di degrado. La destinazione d'uso degli edifici facenti parte del patrimonio architettonico e culturale comunale deve essere tale da non comportare aggiunte che possano comprometterne l'integrità materiale e formale, come già precisato al precedente punto Il tipo di intervento prevede: a) il restauro degli elementi architettonici o il ripristino delle parti alterate, e cioè: Il restauro delle superfici architettoniche delle facciate (intonacate e lapidee) mediante interventi di pulitura, consolidamento, reintegrazione delle parti mancanti e protezione; Il restauro dei tetti, con ripristino del manto di copertura originale; Il restauro o il ripristino degli ambienti interni; La ricostruzione filologica di parti dell'edificio eventualmente crollate o demolite; Il ripristino o l' adeguamento dell'impianto distributivo - organizzativo originale; Il ripristino degli spazi liberi, quali: le corti, i larghi, i piazzali, gli orti, i giardini, i chiostri, ecc.; L'eliminazione delle superfetazioni, intese come parti non congruenti all'impianto originario e agli ampliamenti storici del medesimo; L'inserimento degli impianti tecnologici ed igienico - sanitari essenziali, nel rispetto delle norme di cui ai punti precedenti. Gli interventi proposti dovranno essere precisati nei relativi documenti progettuali, da allegare alle richieste d'intervento. Sono fatte salve le facoltà dell' Amministrazione Comunale di adottare specifici e dettagliati protocolli d'intervento per singoli edifici e/o complessi di edifici, nonché la facoltà dell'ufficio Tecnico Comunale di intervenire con prescrizioni particolari. Sono altresì fatte salve le facoltà spettanti ai competenti organi statali di tutela ambientale e culturale. Gli interventi di restauro devono essere tali da non compromettere - ed anzi facilitare - futuri, ulteriori restauri. b) Il restauro della compagine strutturale, mediante interventi di consolidamento statico che non rechino pregiudizio alla conservazione delle strutture edilizie originarie Regolamento Edilizio Comunale 22
Collaboratori: Geom. Roberto Di Cori Sig. Patrizio Palombi Geom. Sara Bramati
1 Collaboratori: Geom. Roberto Di Cori Sig. Patrizio Palombi Geom. Sara Bramati 2 INDICE PARTE PRIMA DISPOSIZIONI GENERALI TITOLO I NORME PRELIMINARI E GENERALI ART. 1 OGGETTO E CONTENUTO DEL REGOLAMENTO
PROVINCIA DI NAPOLI Regolamento Urbanistico Edilizio Comunale (ai sensi dell art. 28 della Legge Regionale 16/2004) COLOPHON: Redazione: UTC di Sorrento: il Dirigente ing. Guido Imperato Consulenza: con
COMUNE DI SANTARCANGELO DI ROMAGNA PROVINCIA DI RIMINI REGOLAMENTO EDILIZIO VERSIONE AGGIORNATA CON GLI EMENDAMENTI APPROVATI Approvato con delibera del Consiglio Comunale n 45 del 28/09/2001 Allegato

References: ART. 1
 ART. 2
 ART. 3
 ART. 77
 ART. 78
 ART. 79
 ART. 80
 ART. 81
 ART. 82
 ART. 83
 ART. 84
 ART. 85
 ART. 86
 ART. 87
 ART. 1
 ART. 2
 ART. 3
 art.43
 ART. 4
 ART. 5
 art.54
 art. 135
 ART. 6
 ART. 7
 articolo 2
 ART. 1
 art. 28