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SVILUPPO E CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE NELLE INDICAZIONI NAZIONALI PER IL CURRICOLO PER LA SCUOLA DELL INFANZIA E IL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE - PDF
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Geronimo Ranieri
1 SVILUPPO E CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE NELLE INDICAZIONI NAZIONALI PER IL CURRICOLO PER LA SCUOLA DELL INFANZIA E IL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE (2012) Dino Cristanini
2 LE INDICAZIONI 2012 L INDICE CULTURA SCUOLA PERSONA La scuola nel nuovo scenario Centralità della persona Per una nuova cittadinanza Per un nuovo umanesimo FINALITÀ GENERALI Scuola, Costituzione, Europa Profilo dello studente L ORGANIZZAZIONE DEL CURRICOLO Dalle Indicazioni al curricolo Aree disciplinari e discipline Continuità ed unitarietà del curricolo Traguardi per lo sviluppo delle competenze Obiettivi di apprendimento Valutazione Certificazione delle competenze Una scuola di tutti e di ciascuno Comunità educativa, comunità professionale,cittadinanza LA SCUOLA DELL INFANZIA I bambini, le famiglie, i docenti, l ambiente di apprendimento I campi di esperienza Il sé e l altro Il corpo e il movimento Immagini, suoni, colori. I discorsi e le parole La conoscenza del mondo Dalla scuola dell infanzia alla scuola primaria LA SCUOLA DEL PRIMO CICLO Il senso dell esperienza educativa L alfabetizzazione culturale di base Cittadinanza e Costituzione L ambiente di apprendimento Italiano Lingua inglese e seconda lingua comunitaria Storia Geografia Matematica Scienze Musica Arte e immagine Educazione fisica
3 GLI SCOPI FORMATIVI CITTADINANZA ATTIVA COMPETENZE TRASVERSALI contribuiscono allo sviluppo delle COMPETENZE DISCIPLINARI costituiscono elementi indispensabili per lo sviluppo delle CONOSCENZE ABILITA ATTEGGIAMENTI
4 ORIZZONTI E TRAGUARDI COMPETENZE CHIAVE DELLA RACCOMANDAZIONE EUROPEA PROFILO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE
5 LE COMPETENZE CHIAVE L orizzonte di riferimento verso cui tendere è delineato dal quadro delle competenze chiave per l apprendimento permanente definite dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell Unione europea (Raccomandazione del 18 dicembre 2006) che sono: 1) comunicazione nella madrelingua; 2) comunicazione nelle lingue straniere 3) competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia 4) competenza digitale 5) imparare a imparare 6) competenze sociali e civiche 7) spirito di iniziativa e imprenditorialità 8) consapevolezza ed espressione culturale
6 IL PROFILO DELLE COMPETENZE Il profilo descrive, in forma essenziale, le competenze riferite alle discipline di insegnamento e al pieno esercizio della cittadinanza, che un ragazzo deve mostrare di possedere al termine del primo ciclo di istruzione. Il conseguimento delle competenze delineate nel profilo costituisce l obiettivo generale del sistema educativo e formativo italiano. La scuola finalizza il curricolo alla maturazione delle competenze previste nel profilo dello studente al termine del primo ciclo, fondamentali per la crescita personale e per la partecipazione sociale, che saranno oggetto di certificazione.
7 I TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE Rappresentano dei riferimenti ineludibili per gli insegnanti, indicano piste culturali e didattiche da percorrere e aiutano a finalizzare l azione educativa allo sviluppo integrale dell allievo. Nella scuola del primo ciclo i traguardi costituiscono criteri per la valutazione delle competenze attese e, nella loro scansione temporale, sono prescrittivi, impegnando così le istituzione scolastiche affinché ogni alunno possa conseguirli, a garanzia dell unità del sistema nazionale e della qualità del servizio
8 COMPETENZE DISCIPLINARI E COMPETENZE PER LA CITTADINANZA ATTIVA Le competenze sviluppate nell ambito delle singole discipline concorrono a loro volta alla promozione di competenze più ampie e trasversali, che rappresentano una condizione essenziale per la piena realizzazione personale e per la partecipazione attiva alla vita sociale, e sono orientate ai valori della convivenza civile e del bene comune. Le competenze per l esercizio della cittadinanza attiva sono promosse continuamente nell ambito di tutte le attività di apprendimento, utilizzando e finalizzando opportunamente i contributi che ciascuna disciplina può offrire.
9 AZIONI PER LA PROGRAMMAZIONE CONNETTERE LE COMPETENZE CHIAVE E IL PROFILO DELLE COMPETENZE CON I TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE DELLE VARIE DISCIPLINE CONNETTERE I TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE DEI TRE GRADI DI SCUOLA (infanzia, primaria, secondaria primo grado) NELLA LOGICA DELLA CONTINUITÀ
10 IL CONCETTO DI COMPETENZA IN ALCUNI DOCUMENTI NAZIONALI E INTERNAZIONALI
11 Allegato alla Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio dell Unione Europea del 18 dicembre 2006 LE COMPETENZE SONO UNA COMBINAZIONE DI CONOSCENZE, ABILITÀ E ATTITUDINI APPROPRIATE AL CONTESTO
12 Allegato alla Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio dell Unione Europea del 23 aprile 2008 (EQF) COMPROVATA CAPACITÀ DI UTILIZZARE CONOSCENZE,ABILITÀ E CAPACITÀ PERSONALI,SOCIALI E/O METODOLOGICHE,IN SITUAZIONI DI LAVORO O DI STUDIO E NELLO SVILUPPO PROFESSIONALE E PERSONALE NEL CONTESTO DEL QUADRO EUROPEO DELLE QUALIFICHE LE COMPETENZE SONO DESCRITTE IN TERMINI DI RESPONSABILITÀ E AUTONOMIA
13 Provincia di Trento Commissione per la elaborazione dei Piani di studio provinciali Una competenza si manifesta quando un soggetto riesce ad attivare e coordinare conoscenze, abilità e disposizioni interne (come atteggiamenti, valori, motivazioni,ecc.) per affrontare, valorizzando se necessario anche opportune risorse esterne, una tipologia di compiti o problemi da risolvere
14 COMPETENZE CONCETTI CHIAVE COMPLESSITA, CONTESTUALIZZAZIONE, CONSAPEVOLEZZA TRANSFER, PROBLEM SOLVING RESPONSABILITÀ, AUTONOMIA CAPACITÀ DI GIUSTIFICARE LE SCELTE FATTE
15 LE COMPETENZE NELLE LINEE GUIDA PER GLI ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI 2010
16 LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE Una competenza si sviluppa in un contesto nel quale lo studente è coinvolto, personalmente o collettivamente, nell affrontare situazioni, nel portare a termine compiti, nel realizzare prodotti, nel risolvere problemi, che implicano l attivazione e il coordinamento operativo di quanto sa, sa fare, sa essere o sa collaborare con gli altri.
17 IL RUOLO DELLE CONOSCENZE E DELLE ABILITA Un ruolo centrale èsvolto dalla qualità delle conoscenze e delle abilità sviluppate nei vari ambiti di studio. Esse infatti devono essere non solo acquisite a un buon livello di comprensione e di stabilità ma devono anche rimanere aperte a una loro mobilizzazione e valorizzazione nel contesto di ogni attività di studio, di lavoro o di una vita sociale.
18 CONSAPEVOLEZZE NECESSARIE Si tratta di promuovere una pratica formativa segnata dall esigenza di favorire un acquisizione di conoscenze e abilità del cui valore, ai fini dello sviluppo personale, culturale e professionale indicate nelle competenze finali da raggiungere, siano consapevoli sia i docenti, sia gli studenti.
19 METODI Ciò implica l uso di metodi che coinvolgono l attività degli studenti nell affrontare questioni e problemi di natura applicativa (alla propria vita, alle altre discipline, alla vita sociale e lavorativa) sia nell introdurre i nuclei fondamentali delle conoscenze e abilità, sia nel progressivo padroneggiarli. Un ambiente di lavoro nel quale si realizzano individualmente o collettivamente prodotti che richiedono un utilizzo intelligente di quanto studiato o sollecitano un suo approfondimento èla chiave di volta metodologica.
20 ATTIVITA PER I PRIMI DUE ANNI Prodotti non particolarmente impegnativi come: sintesi scritte di testi studiati, alle quali si possono accostare riflessioni personali, esempi di applicazioni pratiche, argomentazioni critiche o risultati di discussioni di gruppo (eventualmente in lingua straniera) ricerca di applicazioni di concetti e principi matematici e/o scientifici a casi di vita quotidiana e/o tecnici individuazione di fondamenti concettuali che fanno da supporto a procedure e tecniche presentate nelle attività di indirizzo impostazione e la realizzazione di piccoli progetti che implichino l applicazione di quanto studiato progettazione di protocolli di laboratorio o di semplici ricerche sperimentali
21 UNA DIDATTICA LABORATORIALE L ambiente nel quale si svolgono i percorsi dovrebbe assumere sempre più le caratteristiche di un laboratorio nel quale si opera individualmente o in gruppo al fine di acquisire e controllare la qualità delle conoscenze a e abilità progressivamente affrontate, mentre se ne verifica la spendibilità nell affrontare esercizi e problemi sempre più impegnativi sotto la guida dei docenti. Si tratta di promuovere una metodologia di insegnamento e apprendimento di tipo laboratoriale, alla quale si potrà accostare con ancor maggior profitto l utilizzo delle previste attività da svolgere nei laboratori.
22 ESEMPI Si può immaginare: un laboratorio di scrittura in italiano, sostenuto dall uso personale e/o collettivo ditecnologie digitali, nel quale si possano anche redigere relazioni su quanto esplorato nellescienze o nelle tecnologie, oltre che commenti alle proprie letture un laboratorio di introduzione e di applicazione dei concetti e dei procedimenti matematici, mediante la soluzione di problemi anche ispirati allo studio parallelo delle scienze o delle tecnologie esercitazioni nella lingua straniera, valorizzando, se ci sono, quanti ne manifestano una maggiore padronanza o mediante la lettura e/o ascolto collettivo di testi tecnici in inglese
23 UNA DIDATTICA PER PROGETTI In generale la pedagogia del progetto è una pratica educativa che coinvolge gli studenti nel lavorare intorno a un compito condiviso che abbia una sua rilevanza, non solo all interno dell attività scolastica, bensì anche fuori di essa. Ad esempio, si può proporre agli studenti di impegnarsi nella produzione di uno spettacolo, nella pubblicazione di un giornale, nel preparare un viaggio o un escursione, scrivere una novella, redigere una guida turistica che descriva un luogo o un oggetto d arte, preparare una esposizione, girare un film o un video, progettare e realizzare un sito informatico, partecipare a un azione umanitaria ecc. E nel contesto di tali attività che essi saranno stimolati a mettere in moto, ad acquisire significativamente, a coordinare efficacemente conoscenze e abilità, ad arricchire e irrobustire le loro disposizioni interne stabili (valori, atteggiamenti, interessi, ecc.).
24 COME PROMUOVERE LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE FAVORIRE L ACQUISIZIONE SALDA, PROFONDA E SIGNIFICATIVA DI CONOSCENZE E ABILITA FAVORIRE LO SVILUPPO DEGLI ATTEGGIAMENTI IMPLICATI DAI PROFILI DI COMPETENZA POTENZIARE I PROCESSI COGNITIVI POTENZIARE I PROCESSI METACOGNITIVI OFFRIRE OCCASIONI PER MOBILITARE E INTEGRARE LE RISORSE: RISOLUZIONE DI PROBLEMI, IDEAZIONE DI PROGETTI, REALIZZAZIONE DI PRODOTTI
25 PROMUOVERE L ACQUISIZIONE DI CONOSCENZE E ABILITA CONOSCENZE ABILITA Informazioni Procedure Concetti Fare correlato a prestazioni circoscritte a specifici settori Svolgere determinate azioni in modo funzionale, con perizia e destrezza
26 PROMUOVERE L ACQUISIZIONE DI ATTEGGIAMENTI Gli atteggiamenti sono disponibilità stabili positive verso attività, contenuti, ambienti, persone es.: essere curiosi, aperti al nuovo e ai cambiamenti mettersi in gioco, accettare le sfide Provincia di Trento Commissione per la elaborazione dei Piani di studio provinciali
27 POTENZIARE I PROCESSI COGNITIVI DI BASE PERCEZIONE ATTENZIONE MEMORIA SUPERIORI CONCETTUALIZZAZIONE SIMBOLIZZAZIONE LINGUAGGIO RAGIONAMENTO PROBLEM SOLVING
28 PROCESSI COGNITIVI E PROVE INVALSI ITALIANO AMBITI PROCESSI LETTURA E COMPRENSIONE DEL TESTO LESSICO GRAMMATICA INDIVIDUARE INFORMAZIONI RICOSTRUIRE IL SIGNIFICATO DEL TESTO INTERPRETARE E VALUTARE RIFLETTERE SULLA LINGUA
29 PROCESSI COGNITIVI E PROVE INVALSI MATEMATICA AMBITI PROCESSI NUMERI SPAZIO E FIGURE RELAZIONI E FUNZIONI (a partire dalla v primaria) DATI E PREVISIONI CONCETTI E PROCEDURE RAPPRESENTAZIONI MODELLIZZAZIONE ARGOMENTAZIONE
30 POTENZIARE I PROCESSI METACOGNITIVI CONOSCENZA DEI PROPRI PROCESSI COGNITIVI CONTROLLO ATTIVO DEI PROPRI PROCESSI COGNITIVI CAPIRE UN COMPITO E VALUTARNE LE DIFFICOLTA STIMARE LE PROPRIE RISORSE E POSSIBILITA DI RIUSCITA SCEGLIERE LE STRATEGIE PIU ADEGUATE PIANIFICARE L AZIONE MONITORARE L ATTUAZIONE
31 PROMUOVERE LA CAPACITA DI MOBILITARE E INTEGRARE LE RISORSE AZIONI IN SITUAZIONE SITUAZIONI PROBLEMA (attività esplorative) PROGETTI (attività produttive)
32 COSA SIGNIFICA CERTIFICAZIONE Cedefop (Terminology of european education and training policy, 2008): Rilascio di un certificato, di un diploma o titolo che attesta formalmente che un ente competente ha accertato e convalidato un insieme di risultati dell apprendimento (conoscenze, know how, abilità e/o competenze) conseguiti da un individuo rispetto a uno standard prestabilito.
33 NEL QUADRO NORMATIVO NAZIONALE LA CERTIFICAZIONE E AFFIDATA ALLA SCUOLA La valutazione, periodica e annuale, degli appprendimenti e del comportamento degli studenti e la certificazione delle competenze da essi acquisite sono affidate ai docenti delle istituzioni di istruzione e formazione frequentate Legge 28 marzo 2003, n.53, art.3
34 LA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE (art. 8 DPR 122/2009) AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA: DESCRITTE E CERTIFICATE AL TERMINE DELLA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO: ACCOMPAGNATE ANCHE DA VALUTAZIONE IN DECIMI FINE OBBLIGO: (v. ART.4 D.M.139/2007) ESAMI DI STATO SC. SEC. SECONDO GRADO: (v. ART.6 L.425/1997) PERCORSI DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE (v. ART.20 D.LGS. 226/2005)
35 LA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELL OBBLIGO SCOLASTICO art. 4 D.M. 139/2007 Certificazione dell'assolvimento dell'obbligo di istruzione 1. La certificazione relativa all'adempimento dell'obbligo di istruzione di cui al presente regolamento èrilasciata a domanda. Per coloro che hanno compiuto il diciottesimo anno di età è rilasciata d'ufficio. 2. Nelle linee guida di cui all'articolo 5 sono contenute indicazioni in merito ai criteri generali per la certificazione dei saperi e delle competenze di cui all'articolo 2, comma 1, ai fini dei passaggi a percorsi di diverso ordine, indirizzo e tipologia nonché per il riconoscimento dei crediti formativi, anche come strumento per facilitare la permanenza, nei percorsi di istruzione e formazione. 3. Con decreto del Ministro della pubblica istruzione, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, sono adottati modelli di certificazione dei saperi e delle competenze di cui all'articolo 2, comma 1, acquisite dagli studenti nell'assolvimento dell'obbligo di istruzione.
36 LA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE NELL ESAME DI STATO CONCLUSIVO DELLA SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO art. 6 L. 425/1997 Certificazioni 1.Il rilascio e il contenuto delle certificazioni di promozione, di idoneità e di superamento dell'esame di Stato sono ridisciplinati in armonia con le nuove disposizioni al fine di dare trasparenza alle competenze, conoscenze e capacità acquisite, secondo il piano di studi seguito, tenendo conto delle esigenze di circolazione dei titoli di studio nell'ambito dell'unione europea.
37 DPR 122/2009, art.8,comma 6 Con decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca, ai sensi dell articolo 10, comma 3, del Decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n.275, sono adottati i modelli per le certificazioni relative alle competenze acquisite dagli alunni dei diversi gradi e ordini dell istruzione e si provvede ad armonizzare i modelli stessi alle disposizioni di cui agli articoli 2 e 3 del decreto legge e a quelle del presente regolamento.
38 LA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE NELLE INDICAZIONI 2012 La scuola finalizza il curricolo alla maturazione delle competenze previste nel profilo dello studente al termine del primo ciclo, fondamentali per la crescita personale e per la partecipazione sociale, che saranno oggetto di certificazione. Sulla base dei traguardi fissati a livello nazionale, spetta all autonomia didattica delle comunità professionali progettare percorsi per la promozione, la rilevazione e la valutazione delle competenze. Particolare attenzione sarà posta a come ciascuno studente mobilita e orchestra le proprie risorse conoscenze, abilità, atteggiamenti, emozioni per affrontare efficacemente le situazioni che la realtà quotidianamente propone, in relazione alle proprie potenzialità e attitudini. Solo a seguito di una regolare osservazione, documentazione e valutazione delle competenze è possibile la loro certificazione, al termine della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, attraverso i modelli che verranno adottati a livello nazionale. Le certificazioni nel primo ciclo descrivono e attestano la padronanza delle competenze progressivamente acquisite, sostenendo e orientando gli studenti verso la scuola del secondo ciclo.
39 LA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE NELLE LINEE GUIDA PER GLI ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI 2010
40 LA VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE Una competenza si manifesta quando uno studente èin grado di affrontare un compito o realizzare un prodotto a lui assegnato, mettendo in gioco le sue risorse personali e quelle, se disponibili, esterne utili o necessarie.
41 NECESSITA DI UNA PLURALITA DI FONTI Non è possibile decidere se uno studente possieda o meno una competenza sulla base di una sola prestazione. Per poterne cogliere la presenza, si deve poter disporre di una famiglia o insieme di sue manifestazioni o prestazioni particolari. Queste assumono il ruolo di base informativa e documentaria utile a ipotizzarne l esistenza e il livello raggiunto. Secondo molti studiosi, una competenza effettivamente posseduta non è direttamente rilevabile, bensì è solo inferibile a partire dalle sue manifestazioni. Di qui l importanza di costruire un repertorio di strumenti e metodologie di valutazione, che tengano conto di una pluralità di fonti informative e di strumenti rilevativi.
42 TRE TIPI DI FONTI Le fonti informative sulla base delle quali esprimere un giudizio di competenza, possono essere classificate secondo tre grandi ambiti specifici: quello relativo ai risultati ottenuti nello svolgimento di un compito o nella realizzazione del prodotto; quello relativo a come lo studente ègiunto a conseguire tali risultati; quello relativo alla percezione che lo studente ha del suo lavoro.
43 LA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE NEI PIANI DI STUDIO DEL PRIMO CICLO DI TRENTO POLO OGGETTIVO compiti autentici o di realtà POLO INTERSOGGETTIVO osservazione e documentazione dei processi di apprendimento da parte dei docenti POLO SOGGETTIVO Promozione negli alunni di strategie autovalutative
44 LE RUBRICHE VALUTATIVE CONSENTONO DI RENDERE LA VALUTAZIONE TRASPARENTE
45 LE RUBRICHE VALUTATIVE LIVELLI E INDICATORI 0 LIVELLO BASE NON RAGGIUNTO 1 LIVELLO BASE 2 LIVELLO INTERMEDIO 3 LIVELLO AVANZATO C R I T E R I

References: art.3
 ART.4
 ART.6
 ART.20
 art. 4
 art. 6
 art.8
 articolo 10