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La convenzione ed i relativi allegati di cui sopra sono stati siglati dalle parti in data e repertoriati con n - PDF
La convenzione ed i relativi allegati di cui sopra sono stati siglati dalle parti in data e repertoriati con n
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1 REGIONE PIEMONTE BU6S1 12/02/2015 Deliberazione della Giunta Regionale 19 gennaio 2015, n Convenzione tra Regione Piemonte, Universita' degli Studi di Torino, AOU Citta' della Salute e della Scienza di Torino, CSI Piemonte, IM3D Clinic Scarl e Fondazione Edo ed Elvio Tempia Valenta, per l'attuazione del progetto "PROTEUS DONNA" e "SPERIMENTAZIONE DI SCREENING DBT", nell'ambito di "Prevenzione Serena", di cui alla D.G.R. n del Estensione del progetto e rinnovo della convenzione. A relazione degli Assessori De Santis, Saitta: Premesso che con D.G.R. n del sono stati approvati lo schema di convenzione ed i relativi allegati tra la Regione Piemonte, l Università degli Studi di Torino, l AOU Città della Salute e della Scienza di Torino (già Aou San Giovanni Battista di Torino, sede del CPO- Piemonte), il CSI Piemonte, la IM3D Clinic Scarl e la Fondazione Edo ed Elvio Tempia Valenta, per l attuazione del progetto PROTEUS DONNA e SPERIMENTAZIONE DI SCREENING DBT, nell ambito del programma regionale di Screening dei tumori femminili Prevenzione Serena. La convenzione ed i relativi allegati di cui sopra sono stati siglati dalle parti in data e repertoriati con n Precisato che nel campo della ricerca e dello sviluppo di soluzioni tecnologiche di Medical Imaging CAD (Computer Aided Detection) dedicate alla prevenzione dei tumori, la Im3D S.p.A. è l unica società sul territorio nazionale che ha prodotto in esclusiva un dispositivo medico diagnostico per la prevenzione precoce dei tumori alla mammella denominato CAD BREAST DTS (brevetto: METHOD AND SYSTEM FOR THE AUTOMATIC RECOGNITION OF LESIONS IN A SET OF BREAST MAGNETIC RESONANCE IMAGES AND TOMOSYNTHESIS Domanda: Europa ). Il 23 dicembre 2010, l'università degli Studi di Torino, la Fondazione Edo ed Elvo Tempia Valenta e la Im3D SpA, hanno costituito la Im3D Clinic Screening Center scarl, spin-off universitario senza scopo di lucro, consortile, che ha per oggetto lo svolgimento dell'attività di fornitura di servizi legati alla prevenzione e screening oncologico, attraverso l'applicazione di metodiche diagnostiche d'avanguardia, utilizzando tecnologie di Imaging innovative. Nel corso degli ultimi anni, la Im3D, la Regione Piemonte, l Università degli Studi di Torino ed il CPO-Piemonte hanno già collaborato su progetti di sperimentazione di nuove metodiche cliniche per lo screening (in particolare, sul progetto PROTEUS COLON, approvato con D.G.R. n del e conclusosi il 31 dicembre 2014), quale studio maggiore al mondo sulla sperimentazione di nuove metodiche di imaging per la prevenzione del tumore del colonretto per lo screening su larga scala. Sulla base di queste premesse, la Regione Piemonte ed il CPO-Piemonte, congiuntamente a Im3D Clinic Screening Center scarl hanno definito il progetto sperimentale di screening di mammografie digitali denominato PROTEUS DONNA e SPERIMENTAZIONE DI SCREENING DBT, oggetto della convenzione il cui rinnovo è disposto con il presente atto; tale studio è ad oggi il maggiore al mondo che prevede l utilizzo sperimentale della tomosintesi per lo screening di primo livello del tumore della mammella. Scopo del progetto sperimentale è definire l'attivazione di un programma di screening del cancro della mammella, effettuato con mammografia digitale e gestione informatizzata del flusso di
2 prevenzione, in fase iniziale nei Dipartimenti Interaziendali di Prevenzione Secondaria dei Tumori di Asti, Biella-Vercelli e Torino. Con D.D. n. 213 del è stato approvato lo schema di convenzione tra Im3D Clinic Screening Center scarl (Im3D Clinic) e le AA.ss.ll. To 1-2, VC, BI e AT, l Aou Città della Salute e della Scienza di Torino (già Aou San Giovanni Battista e Ao OIRM/Sant Anna di Torino) per l attuazione del progetto di cui sopra e con successiva D.D. n. 121 del , così come modificata con D.D. n. 534 del , è stata disposta la nomina dei Referenti, dei componenti del Comitato di Progetto e dei componenti del Board Scientifico, in attuazione di quanto disposto dagli artt. 6 e 7 della convenzione in parola. I Dipartimenti di Prevenzione Secondaria dei Tumori di Torino (Dipartimento 1) e di Biella- Vercelli (Dipartimento 5) hanno provveduto a firmare le rispettive convenzioni il cui schema è stato approvato con la suddetta D.D. n. 213/2012 ed il relativo addendum, agli atti degli uffici competenti delle Aziende afferenti ai Dipartimenti in parola. Con nota prot. n del , agli atti dell ufficio competente della Direzione Sanità, l Asl AT ha comunicato la propria rinuncia alla partecipazione al progetto PROTEUS DONNA. Contestualmente, altre Asl regionali - in specifico, l Asl TO2, l Asl TO5, l Asl VCO e l Asl NO - hanno manifestato la propria volontà di aderire al progetto in parola, con note agli atti dell ufficio competente della Direzione Sanità. Per quanto riguarda in particolare l Asl TO5 (Dipartimento 2), nella seduta congiunta del 23 maggio 2013, i Referenti del progetto, il Comitato di Progetto ed il Board Scientifico hanno già approvato all unanimità l inserimento di codesta Asl nel progetto, a seguito della verifica del possesso dei requisiti del Dipartimento di Prevenzione Secondaria dei Tumori dell Asl suddetta di idoneità alla partecipazione. L art. 4 della Convenzione per l attuazione del progetto prevede in specifico che Le parti si impegnano ad instaurare un rapporto di collaborazione [ ] per una durata di tre anni, con possibilità di prosecuzione e di estensione ad altri Dipartimenti interaziendali di Prevenzione Secondaria dei Tumori della Regione Piemonte [ ]. L art. 15 della Convenzione suddetta dispone, inoltre, che [ ] La convenzione potrà essere rinnovata previa adozione di opportuno provvedimento. Entrambi i bracci del progetto sono stati avviati con alcuni ritardi, dovuti prioritariamente a difficoltà tecniche e nel reclutamento delle pazienti difficoltà che tuttavia non inficiano, né compromettono il progetto: la sperimentazione organizzativa di gestione paperless dello screening mammografico con lettura distribuita è stata avviata nei tre Dipartimenti aderenti, mentre lo studio di Tomosintesi (DBT) è stato recentemente avviato nel Dipartimento di Torino e sarà attuato entro l inizio del 2015 negli altri due Dipartimenti aderenti, a seguito dell approvazione dello stesso da parte dei competenti Comitati Etici (approvazione che, per quanto riguarda il Dipartimento di Torino, è stata comunicata dal Comitato Etico interaziendale Aou Città della Salute e della Scienza di Torino, Ao Mauriziano e Asl TO1, con nota prot. n del , agli atti del CPO- Piemonte). In considerazione della rilevanza del progetto e del significativo contributo di qualità che lo stesso può apportare al programma istituzionale della prevenzione del tumore della mammella e tenuto
3 conto di quanto sopra illustrato, risulta ora opportuno approvare l estensione del progetto a tutti i Dipartimenti Interaziendali di Prevenzione Secondaria dei Tumori della Regione Piemonte che ne facciano richiesta e rinnovare fino al 31 dicembre 2016, per le medesime motivazioni, la convenzione in oggetto, il cui schema ed i relativi allegati sono dettagliati all Allegato A, parte sostanziale ed integrante della presente deliberazione. Si ritiene di precisare che le modalità specifiche di attuazione del progetto in ciascun Dipartimento partecipante allo stesso, saranno definite in singole convenzioni tra Im3D Clinic e le Asl afferenti ai Dipartimenti stessi, il cui schema di convenzione quadro sarà approvato con successiva determinazione dirigenziale del Settore competente della Direzione Sanità, in analogia e ad integrazione di quanto già disposto con D.D. n. 213 del Risulta, parimenti, opportuno precisare l obbligo per le Aziende Sanitarie partecipanti al progetto, di vigilare sulla corretta attuazione dello stesso, nel pieno rispetto della normativa vigente in materia del programma regionale di screening Prevenzione Serena e secondo quanto disposto in merito alle procedure inerenti all Amministrazione Trasparente, visti i dettami dell art. 23 del D.Lgs. 33/2013. Si ribadisce, infine, che alla realizzazione del progetto PROTEUS DONNA si provvede con i finanziamenti destinati all attuazione del programma regionale di Screening dei tumori, secondo quanto previsto dalla D.G.R. n del , nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi, o maggiori oneri per il bilancio regionale. Tutto ciò premesso; la Giunta regionale, a voti unanimi, visto il D.Lgs. 29 aprile 1998 n. 124; vista la Legge n. 388/2000 (finanziaria 2001); viste le linee guida concernenti la prevenzione, la diagnostica e l assistenza in oncologia, approvate dalla Conferenza Stato, Regioni e Province Autonome nella seduta dell 8 marzo 2001 e pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale del 2 maggio 2001; vista la legge n. 138 del 26 maggio 2004; vista la D.G.R. n del e s.m.i.; vista la D.C.R. n del di approvazione del Piano Socio Sanitario regionale ; vista la D.G.R. n del ; vista la convenzione ed i relativi allegati tra la Regione Piemonte, l Università degli Studi di Torino, l AOU Città della Salute e della Scienza di Torino (già Aou San Giovanni Battista di Torino, - sede del CPO-Piemonte) il CSI Piemonte, la IM3D Scarl e la Fondazione Edo ed Elvio Tempia Valenta, per l attuazione del progetto PROTEUS DONNA e SPERIMENTAZIONE DI
4 SCREENING DBT, nell ambito del programma regionale di Screening dei tumori femminili Prevenzione Serena, siglati dalle parti in data e repertoriati con n ; vista la D.D. n. 213 del ; viste le DD.DD. n. 121 del e n. 534 del ; delibera - di approvare, per le motivazioni espresse in premessa, l estensione del progetto PROTEUS DONNA e SPERIMENTAZIONE DI SCREENING DBT, nell ambito del programma regionale di Screening dei tumori femminili Prevenzione Serena a tutti i Dipartimenti Interaziendali di Prevenzione Secondaria dei Tumori sul territorio regionale, che ne facciano richiesta; - di rinnovare fino al 31 dicembre 2016, per le medesime motivazioni, la convenzione - il cui schema ed i relativi allegati sono dettagliati all Allegato A, parte sostanziale ed integrante della presente deliberazione - tra la Regione Piemonte, l Università degli Studi di Torino, l AOU Città della Salute e della Scienza di Torino (già Aou San Giovanni Battista di Torino - sede del CPO- Piemonte) il CSI Piemonte, la IM3D Scarl e la Fondazione Edo ed Elvio Tempia Valenta, per l attuazione del progetto PROTEUS DONNA e SPERIMENTAZIONE DI SCREENING DBT, nell ambito del programma regionale di Screening dei tumori femminili Prevenzione Serena ; - di incaricare l Assessore alla Sanità, Livelli Essenziali di Assistenza, Edilizia Sanitaria e l Assessore alle Attività produttive, Energia, Innovazione, Ricerca e connessi rapporti con Atenei e Centri di Ricerca pubblici e privati a sottoscrivere la predetta convenzione; - di precisare che le modalità specifiche di attuazione del progetto in ciascun Dipartimento partecipante allo stesso, saranno definite in singole convenzioni tra Im3D Clinic e le Asl afferenti ai Dipartimenti stessi, il cui schema di convenzione quadro sarà approvato con successiva determinazione dirigenziale del Settore competente della Direzione Sanità, in analogia e ad integrazione di quanto già disposto con D.D. n. 213 del ; - di precisare l obbligo per le Aziende Sanitarie partecipanti al progetto di vigilare sulla corretta attuazione dello stesso, nel pieno rispetto della normativa vigente in materia del programma regionale di screening Prevenzione Serena e secondo quanto disposto in merito alle procedure inerenti all Amministrazione Trasparente, visti i dettami dell art. 23 del D.Lgs. 33/2013; - di ribadire che alla realizzazione del progetto PROTEUS DONNA si provvede con i finanziamenti destinati all attuazione del programma regionale di Screening dei tumori, secondo quanto previsto dalla D.G.R. n del , nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi, o maggiori oneri per il bilancio regionale. La presente deliberazione sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte ai sensi dell art. 61 dello Statuto e dell art. 5 della L.R. 22/2010. (omissis) Allegato
5 Allegato 1 Proposta tecnica per sperimentazione organizzativa di gestione paperless dello screening mammografico con lettura distribuita Proposte implementative del flusso clinico per il programma sperimentale di lettura centralizzata
6 Sommario 1 Glossario Introduzione Riferimenti Organizzazione ad alto livello del flusso Presupposti Presupposti organizzativi Aree coinvolte Fasce d'età coinvolte Aree di intervento Titolarità e responsabilità dei dati Risorse critiche Analisi dello stato del flusso Arruolamento, invito, prenotazione Scenario attuale Scenario proposto Aspetti da approfondire Acquisizione esami Scenario attuale Scenario proposto Dettagli da definire con apposita successiva convenzione con le ASL Lettura di screening Scenario attuale Scenario proposto Aspetti da approfondire Approfondimenti Scenario attuale Scenario proposto Aspetti da sviluppare Terapia e post-terapia Scenario attuale Scenario proposto Aspetti da approfondire... 16
7 1 Glossario ASL ASL BI ASL VC ASL AT AURA CPO CSI MX PDF RIS SDO SQTM UVOS Azienda Sanitaria Locale ASL Biella ASL Vercelli ASL Asti Anagrafe Unica Regionale Assistiti Centro per l Epidemiologia e la Prevenzione oncologica in Piemonte Consorzio per il Sistema Informativo, fornitore di software di CPO Mammografia Portable Document Format (formato documentale elettronico di Adobe) Radiology Information System, sistema informativo delle radiologie Scheda di Dimissione Ospedaliera Applicativo CSI Scheda Qualità Trattamento carcinoma Mammario Unità Valutazione e Organizzazione Screening (l'ufficio che in ciascuna ASL si occupa della segreteria organizzativa dello screening)
8 2 Introduzione Scopo del progetto è definire l'attivazione di un programma di screening del cancro al seno sperimentale effettuato con mammografia digitale e gestione informatizzata del flusso di prevenzione nei Dipartimenti Interaziendali di Prevenzione Secondaria dei Tumori di: Asti, Biella-Vercelli e Torino. Il presente documento non è da intendersi come una verifica di fattibilità del progetto, ma come una proposta iniziale da raffinare e concordare con tutti gli attori coinvolti. 2.1 Riferimenti Il documento di riferimento per l'organizzazione generica del programma è l' Analisi del workflow di prevenzione mammografica (ANL-220PF101027), di cui si riportano le direttrici strategiche: 1. ottimizzazione delle sorgenti dei dati (es. attraverso l'uso delle anagrafi più aggiornate) 2. scambio del dati provenienti da tutti i livelli della refertazione e della cura direttamente in digitale (flusso paperless) 3. condivisione dei dati (mammografie, referti) all'interno dell'intera infrastruttura coinvolta nella refertazione, partendo dalla movimentazione delle mammografie dalla radiologia allo Screening Center per eseguire la refertazione di primo livello, per arrivare fino alla costituzione di una infrastruttura di refertazione distribuita formata da diverse unità di refertazione (radiologie, centri di lettura) 4. monitoraggio quanto più ravvicinato possibile nel tempo dei parametri di qualità dello screening, per poter portare azioni correttive alla gestione ed alle azioni cliniche in tempo reale 2.2 Organizzazione ad alto livello del flusso Il flusso proposto sarà ad alto livello organizzato come quello previsto in [1] 1. Arruolamento, invito, prenotazione 2. Acquisizione degli esami 3. Letture di screening 4. Approfondimenti 5. Terapia e raccolta dati post-terapia
9 3 Presupposti 3.1 Presupposti organizzativi Sono riportati preliminarmente alcuni punti relativi all'organizzazione Aree coinvolte Le aree coinvolte sono quelle dei Dipartimenti Interaziendali di Prevenzione Secondaria dei Tumori di: Asti, Biella- Vercelli e Torino. Queste aree sono divise in zone statistiche Fasce d'età coinvolte Nel progetto saranno gestite tutte le fasce di età estesa per tutte le ASL coinvolte, ovvero: fascia di età estesa (annuale, ad adesione volontaria) fascia di età estesa (biennale, ad adesione volontaria) fascia istituzionale (biennale) Tabella riassuntiva DIPARTIMENTI Fascia di età (annuale, adesione volontaria) Fascia di età (biennale) Fascia di età (biennale, adesione volontaria) BIELLA-VERCELLI IN PROGETTO IN PROGETTO IN PROGETTO ASTI IN PROGETTO IN PROGETTO IN PROGETTO TORINO IN PROGETTO IN PROGETTO IN PROGETTO Aree di intervento Il progetto consta di 3 macro-aree di intervento: L'integrazione di moduli aggiuntivi im3d nell'attuale SW gestionale dello screening regionale, con lo scopo di supportare il nuovo modello organizzativo (flussi completamente paperless), e fornire le nuove interfacce necessarie per l'amministrazione ed il monitoraggio. L'introduzione di tecnologie per la digitalizzazione e la centralizzazione / distribuzione delle letture in modalità di teleradiologia a costituire sia unità di acquisizione, sia unità di lettura pienamente attrezzate. In particolare, si prevede di: fornire alle radiologie delle ASL coinvolte l'hardware e il software opportuni per l'acquisizione degli esami, integrandole così nel flusso di teleradiologia integrare nel flusso la radiologia del Centro di senologia di screening di Torino, che ad inizio progetto dovrebbe essere già completamente attrezzata per gestire flussi paperless agendo quindi da unità di acquisizione e lettura completamente a sé stanti costituire un unità di lettura centrale presso il centro di screening di Via Nizza 52, dove tutti i radiologi possano leggere gli esami di primo livello, effettuare corsi di formazione, e utilizzare le workstations per scopi di ricerca e revisione costituire alcune unità di lettura distribuite presso una o più delle ASL coinvolte, dove alcuni radiologi possano eseguire le operazioni previste senza doversi recare nel centro di Via Nizza Lo studio e l'implementazione di un modello per la prestazione di servizi nei seguenti due ambiti: l'accettazione e l'acquisizione degli esami da parte di personale tecnico che sia in grado di complementare l'attività della singola ASL, specialmente nelle attività legate al primo livello di screening la lettura da parte di radiologi che siano in grado di supportare le attività delle singole ASL, specialmente nelle attività legate al primo livello di screening. L'applicazione di ogni area di intervento può modificare i rapporti di responsabilità in modi che saranno regolamentati in convenzione in fase attuativa per ciascuna delle unità coinvolte Titolarità e responsabilità dei dati La titolarità dei dati dei pazienti coinvolti nel progetto è inteso essere delle ASL di competenza. Non è previsto un cambiamento di titolarità. Per ragioni organizzative e tecniche, im3d è autorizzata al trattamento dei dati relativi agli esami di I livello e di approfondimento del paziente, potenzialmente di natura sensibile / sanitaria.
10 3.2 Risorse critiche La disponibilità delle seguenti risorse richieste in [1] è verificata in sede di definizione della convenzione: 1. Da parte di CPO: integrazione con il sistema informatico esistente di screening tramite interfacce a web services per le seguenti azioni: 1.1. Ricezione delle prenotazioni e liste di lavoro 1.2. Invio dei referti del I livello 1.3. Invio o ricezione dei referti del II livello 2. Da parte delle ASL: aree dedicate per l'accettazione e l'esecuzione dell'esame 3. Da parte delle ASL: accesso all'archivio dei precedenti, incluso il personale per accedervi 4. Da parte delle ASL: spazio di storage sul sistema aziendale per la conservazione degli orginali della mammografie 5. Da parte di regione Piemonte e delle ASL: collegamenti di rete protetti (RUPAR) 6. Da parte di im3d: Mammografi digitali Hologic Dimensions (uno per centro di acquisizione) 7. Da parte di im3d: scanner di mammografie per i precedenti acquisiti non digitalmente 8. Da parte di im3d: personale di accoglienza nella ASL, per la gestione dell'accoglienza e della raccolta della prima fase dell'anamnesi nelle ASL che usufruiscano del servizio di acquisizione 9. Da parte di im3d: Tecnici radiologi: saranno messi a disposizione gli attuali tecnici coinvolti nello screening, in accordo con Fondo Edo Tempia, per uso nelle ASL che usufruiscano del servizio di acquisizione.
11 4 Analisi dello stato del flusso è riportata una breve analisi dello stato del flusso, divisa nelle differenti macro-aree del workflow e riferita al flusso proposto in [1] Per ciascuna macro-area sono quindi raccolti: Scenario attuale: le attività e l'organizzazione correnti Scenario proposto: le attività e l'organizzazione che meglio implementano il modello proposto come calate nel contesto del progetto Aspetti problematici: eventuali aspetti che rendono problematica l'implementazione dello scenario ideale, ed eventuali soluzioni alternative
12 4.1 Arruolamento, invito, prenotazione Scenario attuale Processo 1. periodicamente, le anagrafiche delle ASL e quelle usate da UVOS vengono sincronizzate (il meccanismo dipende dalla ASL) 2. La selezione delle pazienti in fascia avviene circa ogni 6 mesi 3. UVOS chiede a CSI un tabulato delle donne nella fascia di età e lo invia ai MMG via FAX 4. il MMG risponde via FAX in merito all'eleggibilità (se non risponde le pazienti sono considerate eleggibili) 5. UVOS inserisce manualmente il dato di eleggibilità nel sistema di screening (molti MMG non rispondono al questionario, in questo caso, UVOS procede con l'arruolamento dopo un certo tempo) 6. Il contenuto e la modalità degli inviti dipende dalla fascia di età: 1. fascia estesa: UVOS invia una lettera informativa da parte di Prevenzione Serena, poi il paziente telefona all'uvos per prenotare (adesione spontanea). 2. fascia istituzionale: UVOS invia una lettera con data e ora di prenotazione le donne possono comunque modificare la prenotazione telefonando all'uvos 7. Nell'invito si richiede di portare con sé eventuali esami precedenti 8. Il CSI genera le lettere di invito usando i dati caricati in anagrafe screening (e non quelli dell anagrafe ASL) 9. Un giorno prima degli esami, UVOS richiede al sistema le agende e le invia su carta alle radiologie 10. NB UVOS non riversa nessun dato (es. variazioni di indirizzo) nelle anagrafiche di scelta / revoca l'anagrafe di screening è quindi disallineata da quelle della ASL a meno dei riallineamenti periodici del punto Scenario proposto Non si propone di modificare le fasi di arruolamento, invito e prenotazione, se non per quello che riguarda l'acquisizione delle prenotazioni a sistema, ovvero il punto 9, che viene sostituito dalle seguenti due azioni: 1. Periodicamente, un modulo im3d del sistema di screening integrato scarica l'elenco delle prenotazioni effettuate dal personale UVOS sul sistema di screening regionale 2. Le prenotazioni vengono trasferite ai client di telediagnosi installati da im3d nelle radiologie delle ASL, ed un flusso di prevenzione viene creato per ogni paziente prenotato all'interno del sistema di screening integrato (modulo im3d), comprendente posizione anagrafica e dati salienti del paziente. Nel sistema di screening integrato le componenti blu sono quelle esistenti (CSI / CPO) mentre quelle arancioni rappresentano i nuovi moduli manutenuti da im3d Elementi caratterizzanti Poiché non sono implementate sostanziali modifiche, non è necessaria una analisi approfondita degli elementi caratterizzanti di questa fase.
13 4.1.3 Aspetti da approfondire Incognite 1. Non è facile stimare esattamente l'adesione prevista: i dati precedenti per stimare la risposta non sono completamente disponibili dato che, a titolo esemplificativo, nell ASL VC lo screening mammografico è a regime solo da 2 anni, e che le fasce estese sono di recente introduzione. In genere le donne che hanno già eseguito un ciclo aderiscono più frequentemente. Per calcolare correttamente la risposta servirebbero i dati di rispondenza divisi per (primi inviti / fascia di età; inviti precedenti / fascia di età; new entry / fascia di età) 2. Devono essere definite con CSI le interfacce per mantenere sincronizzate le agende (trasferire i referti, i precedenti e i dati) dai moduli im3d ai moduli CSI Problemi identificati I seguenti problemi sono riportati unicamente per completezza rispetto all'intero processo, anche se non impattano specificamente sul progetto: 1. Le ASL non sono collegate con le anagrafi comunali, quindi non c'è modo per garantire che non venga invitata nessuna donna deceduta. La situazione, in particolare, in ASL VC dovrebbe però migliorare rispetto al passato data l'introduzione di un ufficio anagrafe (fonte: mtg. con CED ASL VC / ASL BI) Passi successivi 1. Regolare in convenzione la delega al trattamento dei dati personali del paziente ad im3d da parte della ASL, nello stesso modo in cui viene delegato CSI / CPO. 2. Pianificare e svolgere gli incontri con CPO e CSI per ridurre le incognite e finalizzare le soluzioni e gli accordi 3. Adeguare la piattaforma im3d agli elementi caratterizzanti: 1. Implementazione delle interfacce con CPO / CSI
14 4.2 Acquisizione esami Scenario attuale Processo 1. Il tecnico radiologo raccoglie consenso informato, anamnesi su carta ed eventuali precedenti portati dalla donna 2. Il tecnico radiologo esegue la MX e la invia in sviluppo / stampa 3. Il tecnico radiologo inserisce il tutto nella cartella del paziente Scenario proposto Lo scenario proposto è quello riportato in [1], riassumibile così: 1. Il client di telediagnosi im3d installato nelle ASL crea le worklist di lavoro a schermo e, se fattibile, richiede al RIS o al gestionale in uso nella ASL di inserire un nuovo paziente in worklist, trasmettendogli i dati salienti 2. Il TSRM effettua gli esami di mammografia con mammografo digitale diretta, raccogliendo contestualmente l'anamnesi in formato elettronico sul client di telediagnosi im3d (due fasi, una all'accettazione, una durante l'esecuzione). 3. I precedenti digitali portati dalle donne vengono trasferiti dalla segretaria dell'accettazione in digitale. 4. Sia i dati che le immagini vengono trasferiti tramite rete al RIS / PACS del centro di lettura (sito presso lo Screening Center per quanto di competenza delle ASL) Elementi caratterizzanti Rispetto a quanto riportato in [1], vengono definiti i seguenti elementi caratterizzanti del progetto: 1. E' stata verificata la possibilità per im3d di interfacciarsi con i RIS delle radiologie delle ASL coinvolte nel progetto tramite tracciati XML. 2. E' stata verificata la possibilità per le radiologie delle ASL coinvolte nel progetto di generare le worklist per il mammografo in formato compatibile data l'integrazione diretta con il RIS, le worklist del mammografo fisso sarebbero disponibili secondo gli standard già in uso nella radiologia 3. E' stato verificato che sarà possibile definire nelle radiologie delle ASL coinvolte nel progetto politiche di trasferimento (orari, modalità, configurazione di rete) efficienti sia per im3d che per le radiologie I seguenti elementi caratterizzanti devono essere definiti e saranno oggetto di specifica convenzione con le ASL coinvolte nel progetto, per la concreta realizzazione dello stesso: 1. La possibilità per tutte le radiologie coinvolte nel progetto di mettere a disposizione locali adeguati: deve essere definito se sia possibile avere un accesso differenziato rispetto all'accettazione della radiologia.
15 4.2.3 Dettagli da definire con apposita successiva convenzione con le ASL Dettagli 1. La specifica integrazione da effettuare tra client di telediagnosi e RIS / HIS, che potrebbe risultare anche piuttosto onerosa. L'alternativa è l'acquisizione della worklist e dell'anamnesi su client di telediagnosi 2. La politica prevista per la conservazione e la consegna degli esami su richiesta della paziente deve essere fattibile (l'esame originale viene conservato sia in radiologia che nello screening center se la paziente si presenta in radiologia il CD le viene consegnato dalla radiologia, se si presenta allo screening center, le viene consegnato dallo screening center). 3. L'overhead della raccolta elettronica dell'anamnesi per assicurarsi che sia compatibile con i tempi dello screening 4. La capacità della rete di ciascuna ASL rispetto alle necessità del trasferimento Problemi identificati 1. NTR Passi successivi 1. Regolare in convenzione la delega al trattamento dei dati sanitari del paziente (anamnesi) ad im3d da parte della ASL, nello stesso modo in cui viene delegato CSI / CPO. 2. Definire tempi e prerequisiti per la disponibilità del settore IT di ogni ASL ad installare e testare il client e l'accesso al PACS aziendale e ad aprire il PACS aziendale per il trasferimento al PACS del centro di lettura 3. Ottenere indicazioni sulle performance e l'affidabilità delle reti per quantità e tipi di dati così grandi. Sono previsti test in anticipo direttamente dalle ASL e con la rete RUPAR (è sufficiente un accesso dal PACS ASL al PACS im3d)
16 4.3 Lettura di screening Scenario attuale Processo 1. Attualmente la lettura avviene nel centro si effettuano due letture cieche con consenso 2. In caso negativo: UVOS riceve la cartella clinica, e carica i dati sull'applicativo CPO/CSI. L'applicativo produce le lettere che vengono mandate al paziente via posta massiva (non firmate in originale) 3. In caso di dubbio (Nota: il non diagnostico tecnico è uguale al sospetto positivo): dato che la refertazione avviene in radiologia, ogni volta che il medico trova un paziente che necessita accertamenti, richiede che venga richiamato per prenotare il follow-up. Non viene fornito al paziente un referto firmato Scenario proposto Lo scenario proposto è quello riportato in [1] ad esclusione della comunicazione dei risultati della prima e della seconda lettura, che avvengono direttamente al sistema esistente CSI / CPO, e quindi conseguentemente dell'invio dei risultati, che al posto di essere inviati direttamente al paziente verranno inviati al sistema regionale di screening - inoltre, non è previsto l'arbitrato, che creerebbe una disparità delle letture effettuate in diverse zone della regione. Il processo è quindi riassumibile così: 1. Si esegue una lettura a doppio cieco senza arbitrato. Il sistema si occupa di definire le liste di lettura assegnando la lettura di primo livello ad una coppia di radiologi, e trasferisce i risultati di entrambe le letture ai moduli CSI. 1. Eventuali letture di arbitrato saranno gestite come sperimentazione addizionale, senza impatto sulla pratica clinica. 2. I referti vengono compilati completamente su workstation im3d, inclusa firma digitale. 3. Il sistema im3d invia al sistema di screening regionale i risultati del primo livello, separatamente Le letture possono essere eseguite dal radiologo sia all'interno del centro di screening, sia in un unità di refertazione distribuita nella quale il radiologo sia abilitato ad operare. Un unità di refertazione distribuita consiste in una workstation posizionata fuori dal centro di screening, ma con una connessione diretta al sistema dell'unità di lettura im3d, e sulla quale sono disponibili tutte e sole le funzioni alle quali hanno accesso i radiologi che sono associati ad essa. Non esistono limiti teorici alla creazione di unità di lettura distribuite, ma per massimizzare affidabilità e sicurezza, è immaginabile che le unità di refertazione distribuita siano soggette ad alcuni limiti: 1. che ogni radiologo abbia accesso al centro di screening e ad un massimo di una singola unità di refertazione distribuita (tipicamente quella a lui più vicina) 2. che la politica di assegnazione degli esami ai radiologi sia quanto più possibile automatica: questo è necessario per accelerare al massimo i tempi di distribuzione degli esami; questa politica potrà comunque essere definita congiuntamente e in casi particolari modificata manualmente dagli amministratori di sistema (es. per evitare di assegnare esami ad un lettore in ferie / malattia) 3. le unità di refertazione distribuite non possono essere utilizzate per la normale pratica clinica, e devono essere installate in infrastrutture specificamente identificate e validate, che abbiano quindi sufficienti risorse di rete e di supporto. Nel sistema di screening integrato le componenti blu sono quelle esistenti (CSI / CPO) mentre quelle arancioni
A relazione degli Assessori Giordano, Monferino:
REGIONE PIEMONTE BU41 13/10/2011 Deliberazione della Giunta Regionale 26 settembre 2011, n. 15-2631 Approvazione dello schema di convenzione tra la Regione Piemonte, l'universita' degli Studi di Torino,

References: art. 4
 art. 15
 art. 23
 art. 23
 art. 61
 art. 5