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Timestamp: 2019-08-22 09:58:36+00:00

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Circolare numero 51 del 16-3-2004
Circolare numero 51 del 16-3-2004.htm
Articoli 54-59 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276. Contratto di inserimento.
Modalità operative per la fruizione dei benefici contributivi previsti per le assunzioni con contratto di inserimento.
Il decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, di “attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30” (1), ha introdotto tra l’altro, rivisitando le tipologie di contratto di lavoro a contenuto formativo, il nuovo istituto giuridico del contratto di inserimento (articoli 54-59, allegato 1).
L’art. 54 del D. Lgs. n. 276/2003 definisce il contratto di inserimento come un contratto di lavoro diretto a realizzare, mediante un progetto individuale di adattamento delle competenze professionali del lavoratore a un determinato contesto lavorativo, l’inserimento ovvero il reinserimento nel mercato del lavoro di particolari categorie di persone.
Con riferimento, infine, alla nozione di grave handicap fisico, mentale o psichico, rileva l’insieme di disposizioni di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, “Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”, come integrata - con particolare riferimento all'accertamento delle condizioni di disabilità - dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13 gennaio 2000 (“Atto di indirizzo e coordinamento in materia di collocamento obbligatorio dei disabili, a norma dell'art. 1, comma 4, della legge 12 marzo 1999, n. 68”) (3).
Condizione essenziale per l’assunzione con contratto di inserimento o reinserimento é la definizione, con il consenso del lavoratore, di un progetto individuale di inserimento, finalizzato a garantire l’adeguamento delle competenze professionali del lavoratore stesso al contesto lavorativo (4).
Come già accennato, compete ai contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale, anche all’interno degli enti bilaterali, la definizione dei piani individuali di inserimento con particolare riferimento alla realizzazione del progetto, anche attraverso il ricorso ai fondi interprofessionali per la formazione continua di cui all’art. 118 della legge n. 388/2000, in funzione dell’adeguamento delle capacità professionali del lavoratore; parimenti, la contrattazione collettiva determinerà le modalità di definizione e sperimentazione di orientamenti, linee-guida e codici di comportamento diretti ad agevolare il conseguimento degli obiettivi (5).
L’accordo interconfederale richiede inoltre che il progetto preveda una formazione teorica non inferiore a 16 ore, ripartita fra l’apprendimento di nozioni di prevenzione antinfortunistica e di disciplina del rapporto di lavoro ed organizzazione aziendale ed accompagnata da congrue fasi di addestramento specifico, impartite anche con modalità di e-learning, in funzione dell'adeguamento delle capacità professionali del lavoratore.
L’art. 59 riunisce le disposizioni sostanzialmente di favore, con le quali il legislatore ha chiaramente inteso incentivare - in diversi modi e a diversi fini - il ricorso ai contratti di inserimento.
L’accordo interconfederale ha comunque stabilito che l'applicazione dello specifico trattamento economico e normativo stabilito per i contratti di inserimento/reinserimento non può comportare l'esclusione dei lavoratori dall'utilizzazione dei servizi aziendali, quali mensa e trasporti, ovvero dal godimento delle relative indennità sostitutive eventualmente corrisposte al personale dipendente, nonché di tutte le maggiorazioni connesse alle specifiche caratteristiche dell’effettiva prestazione lavorativa previste dal contratto collettivo applicato (lavoro a turni, notturno, festivo, ecc.).
Salvo specifiche previsioni di contratto collettivo, i lavoratori assunti con contratto di inserimento sono inoltre esclusi dal computo dei limiti numerici previsti da leggi e contratti collettivi per l’applicazione di particolari normative e istituti (11).
Infine, l’accordo ha anche previsto che, nei casi in cui il contratto venga trasformato in rapporto di lavoro a tempo indeterminato, il periodo di inserimento/reinserimento deve essere computato nell'anzianità di servizio ai fini degli istituti previsti dalla legge e dal contratto, con esclusione dell’istituto degli aumenti periodici di anzianità o istituti di carattere economico ad esso assimilati e della mobilità professionale disciplinata dalle clausole dei contratti che prevedano progressioni automatiche di carriera in funzione del mero trascorrere del tempo.
Da tali incentivi sono tuttavia esclusi i soggetti di cui all’articolo 54, comma, 1, lettera a (soggetti di età compresa tra i diciotto e i ventinove anni).
Inoltre, per espressa previsione di legge (12), restano in ogni caso applicabili, se più favorevoli, le disposizioni di cui all’articolo 20 della legge 23 luglio 1991, n. 223, in materia di contratto di reinserimento dei lavoratori disoccupati (13).
Per quanto riguarda la misura dell’agevolazione contributiva spettante, in considerazione dell’esplicito richiamo ex art. 59, c. 3, del D. Lgs. n. 276/2003, occorre far riferimento alle diverse misure già previste in materia di contratti di formazione e lavoro articolate in base al settore di appartenenza del datore di lavoro che assume ed all’ubicazione territoriale.
Ubicazione territoriale (14)
Al riguardo, occorre osservare che, in sede di Conferenza Unificata Stato - Regioni (15), è stato stabilito che mantengono lo stato di disoccupazione i soggetti che percepiscano nell’anno solare un reddito da lavoro non superiore a quello escluso da imposizione sulla base dei parametri fissati dalle vigenti norme fiscali (16).
Alla luce di quanto sopra, si precisa che, ai fini dell’accesso alle agevolazioni, dovrà ritenersi sufficiente - unitamente alla dichiarazione di responsabilità (17) prodotta dal lavoratore al competente centro per l’impiego ai sensi di quanto disposto dall’articolo 3 del D.lgs. n. 297/2002 - l’attestazione da parte del centro medesimo della permanenza del soggetto nello stato di disoccupazione.
Per quanto riguarda, invece, la sussistenza delle condizioni di cui all’art. 54, c. 1, lett. c) e d) del decreto legislativo n. 276/2003, potrà considerarsi utile una dichiarazione di responsabilità da parte del lavoratore, attestante il possesso dei requisiti di legge. Resta ferma per le Sedi la necessità di coinvolgere i competenti centri per l’impiego.
I lavoratori in questione devono essere indicati nel quadro “A” del modello DM10/2, nella casella “n. dipendenti occupati” mentre non devono essere riportati nella casella “lavoratori a tempo determinato”.
Gli stessi, inoltre, non devono essere inseriti nel numero complessivo dei soggetti facenti parte della “forza aziendale” (codice quadri “B/C del modello DM10/2 “FZ”).
Dovranno invece essere indicati nei previsti codici statistici “MA00”, FE00 e NR00”.
- il primo carattere è di tipo numerico e si riferisce al codice qualifica: (“1” operaio full time, “2” impiegato full time, “O” operaio part-time, “Y” impiegato part-time ecc.)
- il terzo carattere è di tipo numerico ed individua la misura del beneficio spettante. Al riguardo si precisa che i soggetti di cui all’articolo 54, lettera a), non ammessi ai benefici economici, dovranno essere contraddistinti con il carattere “0”. Vedi tabella 2;
- il quarto carattere potrà essere “0” ovvero “M” e “P” nei casi previsti.
Tipologia dei soggetti ammessi ai contratti di inserimento/reinserimento
Soggetti di età compresa tra i 18 e 29 anni (no benefici economici)
Disoccupati di lunga durata da 29 fino a 32 anni
Lavoratori con più di 50 anni di età che siano privi di un posto di lavoro
Donne di qualsiasi età residenti in una area geografica in cui il tasso di occupazione femminile determinato con apposito decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sia inferiore almeno del 20% di quello maschile o in cui il tasso di disoccupazione femminile superi del 10% quello maschile
Disoccupato di lunga durata da 29 e fino a 32 anni
Beneficio spettante pari al 25% della contribuzione a carico d.l.
Beneficio spettante pari al 100% della contribuzione a carico d.l.
- nella casella “n. dipendenti” riporteranno il numero dei soggetti interessati con i codici sopra descritti;
- compileranno le caselle “n. giornate” e “retribuzioni” secondo le consuete modalità;
- nella casella “somme a debito” riporteranno l’ammontare complessivo della contribuzione dovuta al netto della riduzione contributiva spettante e dell’eventuale esenzione CUAF ex art. 120 della legge n. 388/2000.
azienda industriale fino a 15 dipendenti
25% contribuzione carico d.l. pari a 7,97%
41,57% - 0,80 = 40,77 – 7,97 = 32,80
impresa industriale con oltre 15 dipendenti
100% contribuzione carico d.l. pari a 30,56%
40,55% - 0,80 = 39,75 – 30,56 = 9,19
Alla luce di quanto premesso, per i soggetti assunti con contratto di inserimento o reinserimento agevolato non dovrà essere evidenziato, nel quadro “D” del DM10/2, l’esonero Cuaf spettante ex art. 120 della legge n. 388/2000, per il quale si utilizzano i previsti codici “R600”, “R601”, “R602” e “R603”.
Nel punto 20 “Tipo rapporto” dovranno essere evidenziati i codici di nuova istituzione alfanumerici composti dai codici di cui alla tabella 1 del punto 10 (tipologia dei soggetti ammessi ai contratti di inserimento /reinserimento) e da quelli di cui alla tabella 2 (misura del beneficio - codice).
(2) Ciò in base a quanto stabilito all'art. 1, c. 1, del decreto legislativo n. 181/2000, come sostituito dall'art. 1, c. 1 del decreto legislativo n. 297/2002.
(4) Art. 55, c. 1, del D. Lgs. n. 276/2003.
(5) Art. 55, c.2, del D. Lgs. n. 276/2003.
(7) Art. 54, commi 3 e 4, del D. Lgs. n. 276/2003.
(14) La normativa in materia di CFL fa riferimento all’art. 1 del Testo unico delle leggi sugli interventi nel Mezzogiorno (D.P.R. 6 marzo 1978, n. 218), ai sensi del quale sono territori del Mezzogiorno le Regioni Abruzzo, Molise, Campania, Puglie, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, le province di Latina e Frosinone, i comuni della provincia di Rieti già compresi nell'ex circondario di Cittaducale, i comuni compresi nella zona del comprensorio di bonifica del fiume Tronto, i comuni della provincia di Roma compresi nella zona della bonifica di Latina, l'Isola d'Elba e gli interi territori dei comuni di Isola del Giglio e di Capraia Isola.
La disciplina in materia di CFL prevede anche (art. 8, c. 2, della legge n. 407/1990) che la quota dei contributi previdenziali ed assistenziali sia dovuta in misura fissa pari a quella prevista per gli apprendisti nel caso di CFL stipulati da imprese operanti in circoscrizioni - individuate annualmente con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale - che presentano un rapporto tra iscritti alla prima classe delle liste di collocamento e popolazione residente in età da lavoro superiore alla media nazionale (con il D.M. 14/01/2003 sono state concesse le agevolazioni per i lavoratori assunti nell’anno 2002).
(16) Il limite, per l’anno 2003, è stato di €. 7500 per i redditi da lavoro dipendente o fiscalmente assimilati e di €. 4500 per i redditi da impresa o derivanti dall’esercizio di professione.
1. Il contratto di inserimento é un contratto di lavoro diretto a realizzare, mediante un progetto individuale di adattamento delle competenze professionali del lavoratore a un determinato contesto lavorativo, l’inserimento ovvero il reinserimento nel mercato del lavoro delle seguenti categorie di persone:
Progetto individuale di inserimento.
1. Condizione per l’assunzione con contratto di inserimento é la definizione, con il consenso del lavoratore, di un progetto individuale di inserimento, finalizzato a garantire l’adeguamento delle competenze professionali del lavoratore stesso al contesto lavorativo.
2. I contratti collettivi nazionali o territoriali stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e i contratti collettivi aziendali stipulati dalle rappresentanze sindacali aziendali di cui all’articolo 19 della legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni, ovvero dalle rappresentanze sindacali unitarie determinano, anche all’interno degli enti bilaterali, le modalità di definizione dei piani individuali di inserimento con particolare riferimento alla realizzazione del progetto, anche attraverso il ricorso ai fondi interprofessionali per la formazione continua, in funzione dell’adeguamento delle capacità professionali del lavoratore, nonché le modalità di definizione e sperimentazione di orientamenti, linee-guida e codici di comportamento diretti ad agevolare il conseguimento dell’obiettivo di cui al comma 1.
3 Qualora, entro cinque mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, non sia intervenuta, ai sensi del comma 2, la determinazione da parte del contratto collettivo nazionale di lavoro delle modalità di definizione dei piani individuali di inserimento, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali convoca le organizzazioni sindacali interessate dei datori di lavoro e dei lavoratori e le assiste al fine di promuovere l’accordo. In caso di mancata stipulazione dell’accordo entro i quattro mesi successivi, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali individua in via provvisoria e con proprio decreto, tenuto conto delle indicazioni contenute nell’eventuale accordo interconfederale di cui all’articolo 86, comma 13, e delle prevalenti posizioni espresse da ciascuna delle due parti interessate, le modalità di definizione dei piani individuali di inserimento di cui al comma 2.
5. In caso di gravi inadempienze nella realizzazione del progetto individuale di inserimento il datore di lavoro é tenuto a versare la quota dei contributi agevolati maggiorati del 100 per cento.
1. Il contratto di inserimento é stipulato in forma scritta e in esso deve essere specificamente indicato il progetto individuale di inserimento di cui all’articolo 55.
2. In mancanza di forma scritta il contratto é nullo e il lavoratore si intende assunto a tempo indeterminato.
3. Il contratto di inserimento non é rinnovabile tra le stesse parti. Eventuali proroghe del contratto sono ammesse entro il limite massimo di durata indicato al comma 1.
1 Salvo diversa previsione dei contratti collettivi nazionali o territoriali stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e dei contratti collettivi aziendali stipulati dalle rappresentanze sindacali aziendali di cui all’articolo 19 della legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni, ovvero dalle rappresentanze sindacali unitarie, ai contratti di inserimento si applicano, per quanto compatibili, le disposizioni di cui al decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368.
Incentivi economici e normativi.
1. Durante il rapporto di inserimento, la categoria di inquadramento del lavoratore non può essere inferiore, per più di due livelli, alla categoria spettante, in applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro, ai lavoratori addetti a mansioni o funzioni che richiedono qualificazioni corrispondenti a quelle al conseguimento delle quali é preordinato il progetto di inserimento oggetto del contratto.

References: art. 59
 art. 120
 art. 120
 Art. 55
 Art. 55
 Art. 54