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Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione 2015 \ PDF
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Renzo Gambino
1 Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione 2015 \ 20172 COORDINAMENTO EDITORIALE Tullio Pepe (Responsabile della Prevenzione della Corruzione) SUPPORTO ALLA REDAZIONE TESTI Antonella Cianchi PROGETTO GRAFICO - PROGETTO EDITORIALE - IMPAGINAZIONE Redazione del Centro Editoriale Nazionale (CEN) 2015 INGV Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Via di Vigna Murata, Roma Tel. 06/ Fax 06/3 Premessa 5 1. Novità normative e organizzative Novità normative Novità organizzative 6 2. L INGV: finalità, assetti organizzativi e regolamenti 7 3. Stato dell arte Realizzazione della prima fase del piano di formazione Approvazione del codice di comportamento Mappatura dei processi a rischio Procedure di reclutamento delle risorse umane Incompatibilità a carico dei componenti gli organi di vertice Inconferibilità e incompatibilità di incarichi attribuiti a dipendenti Programma di attività Individuazione delle attività maggiormente esposte al rischio di corruzione - mappatura del rischio Integrazione delle procedure e monitoraggio delle attività a rischio individuate Formazione del personale addetto Rotazione degli incarichi di responsabilità delle aree a rischio Risorse a disposizione del responsabile Elaborazione di direttive per l attribuzione degli incarichi dirigenziali e verifica dell insussistenza di cause di incompatibilità bis Definizione procedura per la segnalazione di condotte illecite Verifica dell efficacia del piano Tempi di attuazione del piano Il Programma per la Trasparenza e l'integrità 194 5 Premessa La Legge 6 novembre 2012, n. 190, recante Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell illegalità nella pubblica amministrazione ha introdotto l obbligo per tutte le PA di redigere, approvare e aggiornare un Piano per la Prevenzione della Corruzione. L Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha provveduto ad approvare il suo primo Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione (PTPC) nel corso del In data 25/3/2014, infatti, con Delibera n. 119/2014, il Consiglio di Amministrazione (CdA) ha approvato il PPC predisposto dal Responsabile della Prevenzione della Corruzione (RPC) nominato con Delibera CdA n. 66/2013, nella persona del Dott. Tullio Pepe, Dirigente di II fascia dell INGV. Il PTPC, ai sensi dell art. 1, comma 8, della Legge n. 190/2012, è stato trasmesso attraverso il sistema integrato PERLA PA secondo le indicazioni fornite dal Dipartimento della Funzione Pubblica. Il RPC ha rilasciato la prescritta relazione annuale 2014 prevista dall art. 1, comma 14, della Legge n. 190/2012 e dal Piano Nazionale Anticorruzione, pubblicandola nell apposita sezione Altri contenuti - corruzione di Amministrazione Trasparente: Con il presente documento si procede all aggiornamento del PTPC in discorso per il triennio , utilizzando il carattere trascorrente del Piano stesso. L approvazione del presente Piano è a cura dell organo di indirizzo politico, il Consiglio di Amministrazione dell Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. 1. Novità normative e organizzative 1.1 Novità normative Nel corso del 2014 il panorama normativo riguardante la prevenzione della corruzione, delineato da: la Legge 6 novembre 2012, n. 190, recante Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell illegalità nella pubblica amministrazione ; il Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33, Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni ; il Decreto Legislativo 8 aprile 2013, n. 39, Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell articolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190 ; il Decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 62, Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici, a norma dell articolo 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 ; la Delibera CIVIT n. 72/2013 dell 11/9/2013 concernente l approvazione del Piano Nazionale Anticorruzione (PNA); oltre che dalle numerose ulteriori Delibere CiVIT in materia, si è arricchito di ulteriori elementi; l A.N.A.C., che oggi promuove e coordina le strategie di prevenzione della corruzione ha emanato, infatti, ulteriori atti esplicativi quali: Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione 2015 /6 la Delibera n. 144 del 7/10/2014 (ambito soggettivo di applicazione del D.Lgs. n. 33/2013), in materia di obblighi di pubblicazione concernenti gli organi di indirizzo politico nelle pubbliche amministrazioni; la Delibera n. 146 del 18/11/2014, in materia di esercizio del potere di ordine nel caso di mancata adozione di atti o provvedimenti richiesti dal piano nazionale anticorruzione e dal piano triennale di prevenzione della corruzione nonché dalle regole sulla trasparenza dell attività amministrativa o nel caso di comportamenti o atti contrastanti con i piani e le regole sulla trasparenza citati (articolo 1, comma 3, Legge 6 novembre 2012, n. 190); la Delibera n. 148 del 3/12/2014 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 5 dell 8 gennaio 2015), in materia di attestazioni OIV, o strutture con funzioni analoghe, sull assolvimento degli obblighi di pubblicazione per l anno 2014 da parte delle pubbliche amministrazioni e attività di vigilanza e controllo dell Autorità. 1.2 Novità organizzative Sotto il profilo istituzionale l esercizio 2014 ha costituito una fase densa di novità. Nel corso del 2014, in particolare, l INGV ha dato un forte impulso alla realizzazione di quanto programmato per la riorganizzazione delle attività scientifiche e amministrative dell Ente. Nel corso del 2014, infatti: a seguito del Decreto del Presidente n. 409 del 6/12/2013, c è stato il kick-off delle attività delle tre strutture di ricerca corrispondenti alle macro aree di competenza dell Ente: Terremoti, Vulcani e Ambiente; con Delibera n. 137 del 4/6/2014 il CdA ha formalizzato l avvicendamento del Direttore della Struttura di ricerca Ambiente e il Dott. Fabio Florindo è subentrato al Dott. Antonio Navarra; con propri decreti, i Direttori delle tre Strutture di ricerca hanno definito le Linee di Attività e nominato i rispettivi Responsabili, come si evince dal link: con Decreto del Presidente n. 240 del 24/7/2014 sono stati identificati i Referenti delle Infrastrutture Trasversali. Dette Infrastrutture, in collegamento con le Linee di Attività, concorrono alla finalizzazione delle attività delle strutture scientifiche INGV. Tra le infrastrutture che rappresentano espressione di eccellenza scientifica ricordiamo le reti strumentali, i laboratori sperimentali, i centri di calcolo e le banche dati INGV; con la Delibera n. 129 del 5/5/2014, il CdA ha approvato la riorganizzazione delle Sezioni INGV e la loro articolazione in Unità Funzionali; successivamente, con propri decreti, i Direttori di Sezione hanno definito i Gruppi di Ricerca e hanno nominato i responsabili delle Unità Funzionali, come si evince dal link: Anche per quanto riguarda l organizzazione amministrativa, seguendo le indicazioni di cui alla Delibera CdA n. 111/2013, è stata operata una vera e propria ristrutturazione dell Amministrazione centrale. In particolare, l Amministrazione centrale è stata così articolata in due Direzioni centrali: - Direzione Centrale Affari Amministrativi e Personale - Direzione Centrale Ragioneria e Bilancio e in sei Centri Servizi: - Centro Servizi Prevenzione e Protezione. - Centro Servizi Gestione Patrimonio. - Centro Servizi Informativi. - Centro Servizi Pianificazione e Controllo. - Centro Servizi per l Editoria e la Cultura Scientifica. Presso l Amministrazione centrale, inoltre, è costituito l Ufficio di Presidenza (a cui afferisce anche l Ufficio Comunicazione). Altra novità importante è stata la nomina del nuovo Organismo Indipendente di Valutazione INGV che ha perso 6 Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione 2015 / 20177 l aspetto monocratico del primo mandato per aprirsi alla forma collegiale del nuovo gruppo di componenti nominati con Delibera del CdA n. 143/2014. Con Delibera n. 95 del 18/6/2014 l A.N.AC. ha espresso il proprio parere favorevole sulla nomina. Da ultimo, ma solo in termine di data, il CdA nel mese di Dicembre 2014 ha approvato in prima lettura il Codice Etico dell INGV. Al momento della redazione del presente Programma si sta chiudendo la procedura aperta alla consultazione di detto codice. 2. L INGV: finalità, assetti organizzativi e regolamenti L Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) è un ente di ricerca scientifica non strumentale dotato di personalità giuridica di diritto pubblico con autonomia scientifica, organizzativa, finanziaria e contabile. L INGV, che è sottoposto alla vigilanza del Ministero dell Istruzione, Università e Ricerca (MIUR), è stato costituito con Decreto legislativo 29 settembre 1999, n. 381 ed è diventato operativo poco più di un anno dopo con la nomina degli organi direttivi e l approvazione dei regolamenti generali. Con il suo avvio si è aperta una nuova pagina nella storia della Geofisica e delle Scienze della Terra in Italia. Nel nuovo Istituto, infatti, sono confluiti l Istituto Nazionale di Geofisica (ING), l Osservatorio Vesuviano (OV) e alcuni istituti affini per vocazione scientifica, già parte del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), quali l Istituto Internazionale di Vulcanologia di Catania (IIV), l Istituto di Geochimica dei Fluidi di Palermo (IGF) e l Istituto di Ricerca sul Rischio Sismico di Milano (IRRS). L INGV ha assorbito anche le funzioni di sorveglianza sismica e vulcanica della Sicilia orientale che venivano svolte dal Sistema Poseidon, previsto dall articolo 2, comma 2, del Decreto legge 3 maggio 1991, n. 142, convertito dalla Legge 3 luglio 1991, n. 195, e ha fornito fino al termine della loro attività sede e supporto al Gruppo Nazionale per la Difesa dai Terremoti (GNDT) e al Gruppo Nazionale per la Vulcanologia (GNV), istituiti ai sensi dell articolo 17 della legge 24 febbraio Ai sensi dell art. 6 della legge 21 febbraio 1992 n. 225 è componente del Servizio Nazionale di Protezione Civile di cui all art. 6 della legge 24 febbraio 1992, n. 225 ed è un Centro di Competenza del Dipartimento della Protezione Civile ai sensi della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio In tale veste espleta, nell ambito di accordi-quadro decennali e convenzioni annuali con il Dipartimento della Protezione Civile (DPC), il già ricordato servizio di sorveglianza h24 sulla sismicità del territorio nazionale e sui vulcani italiani attivi e svolge funzioni di coordinamento delle reti sismiche regionali e locali. Dalle classifiche stilate da riviste scientifiche internazionali, è considerato il miglior Istituto al mondo nel settore della vulcanologia e uno dei migliori nel settore della geofisica. Particolarmente lusinghieri per l Ente, inoltre, sono risultati gli esiti della VQR eseguita recentemente dall ANVUR. Lo Statuto vigente, emanato con Decreto del Presidente n. 90 del 21 marzo 2011 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 90 del 19 aprile 2011, ne definisce la missione, gli organi di indirizzo, gli organi di gestione e gli organi di controllo, come si evince dal link: Ad ogni buon conto, si riporta di seguito l organigramma essenziale. Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione 2015 /8 Presidente e Consiglio di Amministrazione Collegio dei Revisori dei Conti Consiglio scientifico Direttore generale Strutture di ricerca Amministrazione centrale Sezioni Completano l organizzazione dell Ente l Organismo Indipendente di Valutazione (OIV) e il Comitato Unico di Garanzia (CUG). L INGV impronta tutte le attività amministrative, tecnico-gestionali, contabili, finanziarie nel rispetto dei regolamenti di cui si è dotata (qui di seguito elencati) e che sono pubblicati nel Sito WEB istituzionale al link: Regolamento di organizzazione e funzionamento. Regolamento di Amministrazione e finanza. Regolamento del Personale. Regolamento elettorale. Regolamento spin-off. Regolamento concessione dei permessi retribuiti per 150 ore per motivi di studio. Regolamento per il trattamento dei dati sensibili e giudiziari. Regolamento per l accesso agli atti amministrativi. Regolamento per l erogazione al personale di benefici di natura assistenziale e sociale. Regolamento delle spese in economia per fornitura di beni e servizi e lavori. Regolamento sui servizi pubblici essenziali in caso di sciopero. Regolamento per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Regolamento per il conferimento degli assegni di ricerca. Codice etico (approvato dal CdA in data 18 dicembre 2014 e in fase di consultazione pubblica al momento della elaborazione del presente Piano). Codice di comportamento dei dipendenti pubblici. 8 Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione 2015 / 20179 Uno strumento addizionale di cui si è dotata l Amministrazione Centrale per regolare alcune specifiche attività sono le direttive e le circolari, pubblicate nella apposita sezione al link: Sono già pubblici nella apposita sezione di Amministrazione Trasparente i Programmi Triennali per la Trasparenza e l Integrità come pure il precedente Piano della Prevenzione della Corruzione e i Piani e le Relazioni sulla Performance. Per quanto riguarda le procedure per l affidamento dei lavori, servizi e forniture, trovano integrale applicazione le disposizioni del Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE, di cui al D.Lgs , n. 163 e del relativo regolamento di attuazione e di esecuzione di cui al D.P.R. 207/2010. Nell apposita sezione di Amministrazione Trasparente, infine, risulta facilmente reperibile, infine, ogni informazione circa le risorse umane, finanziarie e strumentali a disposizione dell Istituto. 3. Stato dell arte Gli obiettivi prefissati dal PTPC per l anno 2014 sono stati perseguiti solo in parte. In particolare, si è provveduto a: - realizzare la prima fase del piano di formazione; - approvare il Codice di comportamento del Personale dell INGV sulla base del Regolamento approvato, ai sensi dell art. 54 del Decreto legislativo n. 165/2001, con D.P.R. 16/4/2013, n. 62. mentre sono state rinviate al 2015 le attività necessarie a mappare i seguenti processi: - l attribuzione di incarichi di consulenza professionale con compensi di importo superiore a ,00 oltre oneri di legge; - l erogazione ai dipendenti di prestiti personali a tasso agevolato di importo superiore a 5.000,00, a carico del Fondo Assistenza. 3.1 Realizzazione della prima fase del piano di formazione Il Dipartimento di Economia e Management (DEM) dell Università degli Studi di Ferrara ha da tempo sviluppato specifiche attività di formazione e di ricerca nel settore della prevenzione della corruzione ed è interessato a sviluppare una collaborazione con primari enti di ricerca. Si è ritenuto utile rivolgersi al predetto Dipartimento la scorsa primavera quando, da una parte, si è iniziato a dare attuazione al Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (PTPC) approvato, come detto, dal CdA con Delibera n. 119/2014 del 25/3/2014 e, dall altra, si è provveduto a definire il piano per la Formazione del Personale In particolare, stipulando un apposita convenzione triennale (1/7/ /6/2017), si è stabilito che il DEM si impegna a fornire all INGV ogni supporto scientifico su attività di formazione, ricerca e pubblicistica su ambiti tematici concernenti in generale la prevenzione della corruzione, per il corrispettivo di ,00 lordi annui. L obiettivo finale della collaborazione sarà l elaborazione di un modello d integrazione del PTPC con il sistema di programmazione e controllo, funzionale alle specifiche caratteristiche ed esigenze dell INGV ma universalmente replicabile per altri enti di ricerca a livello nazionale. Il Responsabile della Convenzione per conto del DEM è il Prof. Enrico Deidda Gagliardo, già docente presso la Scuola degli EPR di Bressanone. Con Avviso al Personale n del 18/7/2014, il RPC ha provveduto a organizzare il primo Modulo didattico del Percorso formativo di base concordato con il Prof. Deidda Gagliardo. Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione 2015 /10 3.2 Approvazione del codice di comportamento Ai sensi dell art. 54, comma 5, del D.Lgs. n. 165/2001 e s.m.i. e dell art. 1, comma 2, del D.P.R. n. 62/2013, con la collaborazione dei Direttori delle Sezioni e del Comitato Unico di Garanzia (CUG), il RPC ha provveduto a predisporre lo schema di Codice di comportamento, alla cui osservanza è tenuto tutto il personale dipendente, a tempo indeterminato e determinato. Le disposizioni di detto Codice si applicheranno, altresì, per quanto compatibili, a tutti i soggetti che intrattengono rapporti con l INGV e, in particolare, ai collaboratori o consulenti, con qualsiasi tipologia di contratto o incarico e a qualsiasi titolo, e a ogni altro soggetto che intrattenga un rapporto formalizzato con l Istituto. Nella sua seduta del 3/12/2014, come si evince dall Estratto dal Verbale, il CdA ha approvato in prima lettura lo schema di Codice. Al fine di garantire l intervento del maggior numero di soggetti interessati, è stato pubblicato sul Sito WEB istituzionale un avviso di procedura aperta alla partecipazione, al fine di acquisire proposte e osservazioni in relazione al Codice, pubblicato contestualmente all avviso, delle quali si terrà conto nella relazione illustrativa di accompagnamento allo stesso. In data 19/1/2015 è scaduto il termine per l inoltro di osservazioni in merito all ipotesi di Codice di comportamento. Nella seduta del CdA del 21/1/2015, il Direttore generale, come si evince dall Estratto dal Verbale, ha comunicato che stanno pervenendo da parte del CUG e dei Direttori di Sezione le osservazioni sullo schema del Codice di comportamento dei dipendenti dell INGV e che si è in attesa del parere dell OIV. Pertanto, propone di rinviare ogni deliberazione in merito alla prossima seduta al fine di predisporre il nuovo testo con l evidenziazione degli emendamenti proposti. 3.3 Mappatura dei processi a rischio La mappatura dei processi a rischio e, in particolare, di quelli relativi agli incarichi di collaborazione e alle sovvenzioni al Personale è stata rinviata all anno Il rinvio è stato dettato da: - il ritardo con il quale il PTPC è stato approvato; - l esigenza di dare priorità ad attività relative ad altri settori della prevenzione della corruzione, dettate da circostanze contingenti. Circa quest ultimo punto, si precisa che trattasi di attività di controllo: - sulle procedure di reclutamento delle risorse umane; - sull esistenza di eventuali incompatibilità a carico dei componenti gli Organi di vertice dell Istituto; - sulle eventuali inconferibilità e incompatibilità di incarichi attribuiti a dipendenti dell INGV. In particolare, si precisa quanto segue. 3.4 Procedure di reclutamento delle risorse umane Con Circolare AC n. 3 del 3/2/2014, è stata predisposta una dettagliata codifica delle procedure per la gestione del personale e, in particolare, per il reclutamento delle risorse umane. Grazie a tale codifica è stato possibile, vigilare sulla correttezza delle attivazioni e degli eventuali rinnovi di contratti di lavoro subordinato, di assegni di ricerca, di borse di studio e di contratti di collaborazione (professionale, coordinata e continuativa, occasionale). In particolare, prima di predisporre i decreti di approvazione delle graduatorie generali di merito delle singole procedure selettive, il procedimento consente di verificare la correttezza di tutti gli atti concorsuali. 3.5 Incompatibilità a carico dei componenti gli organi di vertice Su esplicita richiesta del Collegio dei Revisori dei Conti, il RPC ha provveduto a eseguire un attenta verifica della 10 Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione 2015 / 201711 situazione del Presidente, dei consiglieri di amministrazione, dei consiglieri scientifici e del Direttore generale in relazione a eventuali incompatibilità. Con note nn del 24/6/2014 e del 18/7/2014 (ALLEGATI 5 e 5bis) il RPC ha sostenuto l assenza di situazioni di incompatibilità. Circa la posizione del Presidente e dei componenti il CdA, peraltro, alle stesse conclusioni sembra pervenuto il MIUR, dal momento che dopo aver sospeso la piena operatività del CDA per circa due mesi, da settembre a novembre 2014, al fine di eseguire le necessarie verifiche nel merito, ha ripristinato tale piena operatività con nota n del 13/11/ Inconferibilità e incompatibilità di incarichi attribuiti a dipendenti In data 10/10/2014, il Direttore generale ha richiesto al RPC, con nota n del 10/10/2014, una relazione urgente in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi conferiti da Terzi a dipendenti INGV, giusta la richiesta del MIUR di cui alla nota del 9/10/2014. In data 21/10/2014, con nota n. 1846, il RPC ha provveduto a trasmettere la richiesta relazione, con la quale ha segnalato, tra l altro, la necessità che l Ente disponga la sostituzione di alcuni dipendenti a cariche di vertice di società partecipate dall INGV, al fine di rimuovere situazioni di incompatibilità. Sempre in tale materia, il D.Lgs. n. 39/2013 ha dettato un ulteriore compito in capo al RPC volto al controllo sui conferimenti di incarichi dirigenziali e di responsabilità amministrativa di vertice, rispetto alle disposizioni introdotte dal citato decreto, disciplinanti casi di inconferibilità e di incompatibilità (art. 15). Anche il Codice di comportamento dei pubblici dipendenti, di cui al D.P.R. 62/2013, e in particolare l art. 15, stabilisce che Il responsabile cura la diffusione della conoscenza dei codici di comportamento nell amministrazione, il monitoraggio annuale sulla loro attuazione, ai sensi dell articolo 54, comma 7, del decreto legislativo n. 165 del 2001, la pubblicazione sul sito istituzionale e della comunicazione all Autorità Nazionale Anticorruzione, di cui all articolo 1 - comma 2 della legge 6 novembre 2012, n. 190, dei risultati del monitoraggio. Per operare detto controllo il RPC è coadiuvato da una rete di referenti (identificati con il Decreto del Direttore generale n. 206/2014) che sia per l Amministrazione Centrale che per le sedi periferiche, operando secondo un regolamento interno di richiesta e successivo rilascio di nullaosta, monitorano le attività conferite da Amministrazioni terze ai dipendenti INGV. La stessa rete di referenti si occupa anche di registrare sul portale della Funzione Pubblica ogni incarico assegnato a personale esterno all amministrazione. Al RPC vengono poi presentati a cadenza trimestrale i dati agglomerati. Gestione separata (ma con lo stesso iter di autorizzazione) viene tenuta per tutti i componenti degli Organi di indirizzo per i quali il rilascio della eventuale autorizzazione è in capo al RPC. L INGV ha riscontrato particolari opportunità e vantaggi nel consolidamento della sinergia tra adempimenti relativi alla L. 190/2012 e D.L. 39/ Programma di attività La carenza, evidenziata nel precedente Cap. 3, di mappature dei processi a rischio ha comportato un rallentamento nell avvio di alcune attività previste dal PTPC quali: - eventuali integrazioni/correttivi delle procedure dirette a ridurre o eliminare i margini di rischio, con particolare attenzione alla omogeneizzazione, in collaborazione con i competenti uffici dell AC e degli altri CRA, delle procedure stessa e della relativa e modulistica; - un piano di controllo e meccanismi di verifica del rispetto delle procedure; - particolari meccanismi di informativa nei riguardi del RPC. Tali attività, pertanto, avranno assoluta priorità tra le iniziative dell anno Per quanto concerne, più in generale, il programma di attività, l INGV intende confermare gli stessi obiettivi indicati nel precedente Piano e suggeriti dal Piano Nazionale Anticorruzione e cioè: 1. individuazione delle attività maggiormente esposte al rischio di corruzione - mappatura del rischio; Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione 2015 /12 2. integrazione delle procedure e monitoraggio delle attività a rischio individuate; 3. formazione del personale addetto; 4. rotazione degli incarichi di responsabilità delle aree a rischio; 5. risorse a disposizione del responsabile; 6. elaborazione di direttive per l attribuzione degli incarichi dirigenziali e verifica dell insussistenza di cause di incompatibilità; 7. verifica dell efficacia del piano; 8. tempi di attuazione del piano. aggiungendone uno ulteriore e cioè: 6.bis definizione procedura per la segnalazione di condotte illecite. 4.1 Individuazione delle attività maggiormente esposte al rischio di corruzione - mappatura del rischio Nell ambito del presente Piano, un passaggio essenziale ai fini della definizione di un efficace strategia di prevenzione della corruzione è rappresentato dalla gestione del rischio che ricomprende, come precisato dal PNA l insieme delle attività coordinate per guidare e tenere sotto controllo l amministrazione con riferimento al rischio. Per l individuazione delle attività dell Ente esposte al rischio corruzione il Responsabile intende procedere con il supporto di alcuni Centri Servizi dell Amministrazione e coadiuvato dal Team Trasparenza, a effettuare una analisi dell organizzazione del lavoro e delle procedure in vigore, utilizzando anche gli esiti dell attività commissionata dall Ente nel 2013 per elaborare la Analisi dell assetto strategico - organizzativo dell INGV e per pervenire alla mappatura delle attività a rischio corruzione, alla predisposizione, cioè, di un catalogo in cui, per ciascuna procedura vengono messi in evidenza: - gli uffici coinvolti; - i comportamenti che generano rischio; - i reati possibili; - il livello di rischio; - i regolamenti e le norme di riferimento; - le azioni di mitigazione dei rischi; - le azioni di formazione necessarie. - A titolo di esempio: Procedura Uffici coinvolti Comportamenti che generano rischio Reati possibili Livello di rischio Norme di riferimento Azioni di mitigazione del rischio Azioni di formazione necessarie Affidamento fornitura sotto soglia Ufficio Acquisti dei vari CRA Predisposizione bando mirato. Preselezione mirata dei partecipanti. Affidamenti diretti in deroga alle norme vigenti. Forzatura sull unicità del fornitore. Peculato Alto D.Lgs n. 163/2003. Regolamento per le spese in economia. Uniformare processi per tutto l Ente. Utilizzo accordiquadro e bandi-tipo istituzionali. Rotazione buyer, RUP, commissari di gara. Formazione dei buyer e dei richiedenti anche scientifici. Frazionamento artificioso dell affidamento. 12 Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione 2015 / 201713 La mappatura delle attività a rischio corruzione è, quindi, l analisi che permetterà di focalizzare l attenzione sui comportamenti che potenzialmente possono dar vita a rischi per l Ente. Dall analisi potrebbero confermarsi come ambiti a maggior rischio corruzione quelli ricompresi nelle categorie più appresso elencate, peraltro già individuate dalla stessa legge n. 190/2012 e cioè: - incarichi a persone fisiche; - acquisizione di beni e servizi; - cassa economale; - fondi per il benessere del personale; - concorsi per l acquisizione di risorse umane. Più in particolare, in una prima fase, l analisi, calibrata sulla specificità dell INGV, sarà focalizzata sui seguenti aspetti: - organizzazione; - processo decisionale; - flussi finanziari. per ciascuno dei seguenti ambiti di attività: a. la scelta del terzo contraente nell affidamento di forniture e servizi per importi superiori a ,00 oltre IVA (incluse locazioni e utenze); b. la scelta del terzo contraente nell affidamento di lavori per importi superiori a ,00 oltre IVA; c. l attribuzione di incarichi di consulenza professionale con compensi di importo superiore a ,00 oltre oneri di legge; d. le procedure concorsuali o selettive per assunzioni di unità di personale con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e a tempo determinato, a tempo pieno e a tempo parziale; e. l acquisto di beni e servizi tramite cassa economale, di importo superiore a 500,00; f. l erogazione ai dipendenti di prestiti personali a tasso agevolato di importo superiore a 5.000,00, a carico del Fondo Assistenza. 4.2 Integrazione delle procedure e monitoraggio delle attività a rischio individuate Per le attività catalogate a rischio e le relative procedure l Ente nella figura Responsabile della prevenzione della corruzione (Responsabile), predisporrà: - integrazioni/correttivi delle procedure dirette a ridurre o eliminare i margini di rischio; - un piano di controllo e meccanismi di verifica del rispetto delle procedure; - comunicazioni indirizzate agli Organi di indirizzo per l evidenziazione di figure/incarichi ritenute incompatibili. In particolare, per ciascuna delle predette attività il Responsabile: a. verrà posto nella condizione di visionare preventivamente tutti gli atti relativi; b. ottimizzerà, in collaborazione con i competenti uffici dell AC e degli altri CRA, procedure e modulistica (con particolare attenzione alla definizione e tenuta dell albo ufficiale dei fornitori e al rispetto dei vincoli CONSIP); c. segnalerà alla Direzione generale le attività il cui monitoraggio avrà evidenziato criticità. 4.3 Formazione del personale addetto Il Responsabile della Prevenzione della Corruzione ha provveduto a predisporre un Piano formativo per tutto il personale sui temi della integrità e della prevenzione della corruzione e dell illegalità, secondo le indicazioni fornite nel Piano Nazionale. Il programma di formazione è stato studiato e realizzato con docenti dell Università degli studi di Ferrara. Il primo ciclo del programma di formazione si è tenuto presso la sede centrale INGV in collegamento videoconferenza con tutte le sezioni periferiche nel settembre Il primo modulo è stato: Quale rapporto tra trasparenza, Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione 2015 / Vedere altro
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References: art. 1
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 articolo 17
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