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Aspetti ambientali della manutenzione - PDF
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Leopoldo Carli
1 Aspetti ambientali della manutenzione La gestione dei rifiuti prodotti dalle attività manutentive Dott. Stefano Schiavon, Aplus S.r.l. Bologna, Fiera, Martedì 3 maggio 2011
2 Indice della presentazione Inquadramento normativo Scenari gestionali
3 Il D.Lgs. 152/06 (T.U.A.) si occupa espressamente di rifiuti da manutenzione: all art. 230 «Rifiuti derivanti da attività di manutenzione delle infrastrutture», che così recita: 1. Il luogo di produzione dei rifiuti derivanti da attività di manutenzione alle infrastrutture, effettuata direttamente dal gestore dell'infrastruttura a rete e degli impianti..., può coincidere con la sede del cantiere che gestisce l'attività manutentiva o con la sede locale del gestore della infrastruttura nelle cui competenze rientra il tratto di infrastruttura interessata dai lavori di manutenzione ovvero con il luogo di concentramento dove il materiale tolto d'opera viene trasportato per la successiva valutazione tecnica,...
4 Il D.Lgs. 152/06 (T.U.A.) si occupa espressamente di rifiuti da manutenzione: all art. 230 (continua): 1-bis La valutazione tecnica del gestore della infrastruttura di cui al comma 1 è eseguita non oltre sessanta giorni dalla data di ultimazione dei lavori. La documentazione relativa alla valutazione tecnica è conservata, unitamente ai registri di carico e scarico, per cinque anni Fermo restando quanto previsto nell'articolo 190, comma 3, i registri di carico e scarico relativi ai rifiuti prodotti... possono essere tenuti nel luogo di produzione dei rifiuti così come definito nel comma 1.
5 Il D.Lgs. 152/06 (T.U.A.) si occupa espressamente di rifiuti da manutenzione: all art. 230 (continua): 5. I rifiuti provenienti dalle attività di pulizia manutentiva delle reti fognarie di qualsiasi tipologia, sia pubbliche che asservite ad edifici privati, si considerano prodotti dal soggetto che svolge l'attività di pulizia manutentiva. Tali rifiuti potranno essere conferiti direttamente ad impianti di smaltimento o recupero o, in alternativa, raggruppati temporaneamente presso la sede o unità locale del soggetto che svolge l'attività di pulizia manutentiva.... Il soggetto che svolge l'attività di pulizia manutentiva è comunque tenuto all'iscrizione all'albo dei gestori ambientali, prevista dall'articolo 212, comma 5, per lo svolgimento delle attività di raccolta e trasporto di rifiuti. 1^ ipotesi: reti fognarie NON comprendono sifoni, griglie, tombini, pozzetti, fosse imhoff (v. D.Lgs. 152/06, art. 74, comma 1, lettera dd) 2^ ipotesi: reti fognarie COMPRENDONO tali strutture
6 Il D.Lgs. 152/06 (T.U.A.) si occupa espressamente di rifiuti da manutenzione: all art. 230 (continua): Quindi, nel caso dei rifiuti da manutenzione delle infrastrutture: sede del cantiere che gestisce l'attività manutentiva Luogo di produzione = Luogo di tenuta del Registro C/S sede locale del gestore della infrastruttura nelle cui competenze rientra il tratto di infrastruttura interessata dai lavori di manutenzione luogo di concentramento dove il materiale tolto d'opera viene trasportato per la successiva valutazione tecnica
7 Il D.Lgs. 152/06 (T.U.A.) si occupa espressamente di rifiuti da manutenzione: all art. 230 (continua): Inoltre, nel caso dei rifiuti da manutenzione di reti fognarie (sia pubbliche che private): Impianti di smaltimento / recupero Produttore = (con obbligo iscr. art. 212, c.5) soggetto che svolge l'attività di pulizia manutentiva Raggruppamento temporaneo presso la sede o unità locale del manutentore
8 Il D.Lgs. 152/06 (T.U.A.) si occupa espressamente di rifiuti da manutenzione: all art. 266 «Disposizioni finali, c. 4: 4. I rifiuti provenienti da attività di manutenzione o assistenza sanitaria si considerano prodotti presso la sede o il domicilio del soggetto che svolge tali attività 1^ ipotesi: l aggettivo «sanitaria» si riferisce sia a manutenzione che ad assistenza sicché l art. 266, c. 4, riguarda meramente le sole attività di manutenzione ed assistenza che si svolgono in ambito sanitario 2^ ipotesi: la disgiunzione logica «o» separa la generica attività di manutenzione dalla specifica assistenza sanitaria (interpretazione maggiormente diffusa)
9 Gli artt. 230 e 266, c. 4 del D.Lgs. 152/06: DEFINISCONO CHIARAMENTE chi è considerato «produttore» solo nel caso di rifiuti provenienti dalle attività di pulizia manutentiva delle reti fognarie (pubbliche e private) Facendo un passo indietro... Produttore = v. art. 183, comma 1, lettera b): «la persona la cui attività ha prodotto rifiuti cioè il produttore iniziale e la persona che ha effettuato operazioni di pretrattamento, di miscuglio o altre operazioni che hanno mutato la natura o la composizione di detti rifiuti»
10 Attività = «Esplicazione delle proprie Rifiuto = v. art. 183, c. 1, lettera a) capacità Inquadramento fisiche, normativo intellettuali e Qualsiasi sostanza od oggetto di cui pratiche, operosità» il detentore si disfi o abbia Imprenditore (v. art CC) = l'intenzione o abbia l'obbligo di «Chi Gli esercita artt. 230 professionalmente e 266, c. 4 una del D.Lgs. 152/06: disfarsi attività economica organizzata al Detentore = v. art. 183, c. 1, lettera fine DEFINISCONO della produzione CHIARAMENTE o dello chi h) «Il è considerato produttore dei «produttore» rifiuti o la scambio solo nel di caso beni di o rifiuti servizi» provenienti persona dalle fisica o attività giuridica di che pulizia ne è in si intende manutentiva svolta delle in piena reti autonomia fognarie (pubbliche possesso» e private) e con specifico rischio d impresa Facendo un passo indietro... Produttore = v. art. 183, comma 1, lettera b): «la persona la cui attività ha prodotto rifiuti cioè il produttore iniziale e la persona che ha effettuato operazioni di pretrattamento, di miscuglio o altre operazioni che hanno mutato Con sentenza n. 902 del 25 gennaio 1999 (Cass. Pen. Sez. 3), si è stabilito... che non può essere considerato produttore dei rifiuti propri il soggetto che provvede allo smantellamento di veicoli altrui non più funzionanti... È importante esaminare "nell'interesse di chi" viene svolta l'attività di manutenzione, ovvero se vi è un intervento diretto del proprietario del la natura o la composizione di detti rifiuti» bene o se si affidi a terzi qualificati, imprenditori autonomi, se direttamente controllati dal committente o se tali imprenditori autonomi qualificati operino in totale autonomia gestionale e decisionale, con una propria struttura imprenditoriale
11 Gli artt. 230 e 266, c. 4 del D.Lgs. 152/06: in linea generale: se l'impresa di manutenzione svolge tale attività, con regolare contratto di affidamento da parte del committente, nel quale viene specificato che la manutenzione, sostituzione dei pezzi meccanici, revisione, ecc., è da espletarsi in totale autonomia decisionale del manutentore, purchè venga garantita l'efficienza del bene, impianto o macchinario, senza dover procedere dietro approvazione scritta o verbale del committente IL PRODUTTORE DEL RIFIUTO che ne deriva, sia esso pericoloso che non, È IL MANUTENTORE se a decidere cosa sostituire, come e quando, è il committente, che con espresso ordine commerciale o contratto, indica il servizio da espletare da parte del manutentore, perché già consapevole (il committente) di cosa si deve sostituire perché rotto o obsoleto ecc. È IL COMMITTENTE che giuridicamente "si disfa" di tale bene (e, quindi, è IL PRODUTTORE), è il committente che per espressa volontà decide di demolire o sostituire un bene che acquisisce da quel momento il carattere e natura giuridica di rifiuto (Cass. 902/99), il terzo manutentore rimane un materiale esecutore, che come sopra indicato (Cass. 5006/97) ne è il detentore
12 Gli artt. 230 e 266, c. 4 del D.Lgs. 152/06: DEFINISCONO CHIARAMENTE quali sedi possono essere considerate «luogo di produzione» (e, di conseguenza, dove possa essere tenuto il Registro C/S) NON DEFINISCONO CON CHIAREZZA se il trasporto dei rifiuti: dal luogo di produzione del rifiuto al luogo di concentramento dove il materiale tolto d'opera viene trasportato per la successiva valutazione tecnica oppure dal luogo di produzione del rifiuto da manutenzione di reti fognarie al raggruppamento temporaneo presso la sede o unità locale del manutentore oppure dal luogo di svolgimento della manutenzione (o dell assistenza sanitaria) alla sede o il domicilio del soggetto che svolge tali attività debba essere accompagnato dal FIR o meno (???)
13 Due ipotesi: A. Inquadramento trasporto con FIR normativo B. trasporto senza FIR Ipotesi supportata: dall art. Introduzione 193, c. 1 del D.Lgs. normativa 152/06: «Per gli enti e le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi di cui all'articolo 212, comma Gli artt. 230 e 266, c. 4 del D.Lgs. 152/06: DEFINISCONO 8,... i rifiuti devono essere CHIARAMENTE accompagnati da un quali sedi possono essere formulario di identificazione...» dal considerate c. 5 del medesimo art.: «luogo «... le di disposizioni produzione» di tecnica...» (e,(quindi, conseguenza, si abbracciasse la dove tesi del cui al comma 1 non si applicano al trasporto... di FIR, il materiale trasportato sarebbe rifiuto sin dalla possa essere tenuto il Registro C/S) rifiuti non pericolosi effettuati dal produttore dei sua origine e il luogo di concentramento sarebbe NON rifiuti stessi, DEFINISCONO in modo occasionale e saltuario, CON che CHIAREZZA equivalente ad uno se stoccaggio) il trasporto dei non eccedano la quantità di trenta chilogrammi o di dal fatto che il deposito temporaneo, ammesso trenta rifiuti: litri... Sono considerati occasionali e saltuari presso il luogo di concentramento / la sede o unità i trasporti di rifiuti, effettuati complessivamente per non più di quattro volte l'anno non eccedenti i trenta chilogrammi o trenta litri al giorno e, comunque, i cento chilogrammi o cento litri l'anno» dal fatto che, fra le esclusioni di cui al c. 5, non rientrano i rifiuti da manutenzione Ipotesi supportata: dal fatto che l art. 230, c. 1 del D.Lgs. 152/06 ammetta, come luogo di produzione dei rifiuti da manutenzione di infrastrutture «il luogo di concentramento dove il materiale tolto d'opera viene trasportato per la successiva valutazione locale del manutentore / la sede o il domicilio del dal luogo di produzione del rifiuto al luogo di concentramento dove il soggetto che svolge tali attività non può essere materiale tolto d'opera viene trasportato preceduto per la da successiva un operazione valutazione di trasporto (in tecnica senso oppure giuridico) dal luogo di produzione del rifiuto dal da DM manutenzione 145/98 che prevede: di reti fognarie al l indicazione, nella casella (2) raggruppamento temporaneo presso la sede o unità locale del manutentore oppure «Destinatario», dei dati relativi all'impresa che effettua il recupero o lo smaltimento dal luogo di svolgimento della manutenzione (o dell assistenza sanitaria) alla sede o il domicilio del soggetto che svolge tali attività debba essere accompagnato dal FIR o meno (???)
14 Due Alcune ipotesi: Province sono però espresse in favore dell ipotesi A. Introduzione A. (trasporto trasporto con normativa con FIR) omettendo però di indicare come debba, nella FIRrealtà operativa, B. trasporto senza FIR essere compilato detto FIR: Ipotesi supportata (continua): l indicazione, nella casella (5) l'indicazione se il rifiuto è destinato ad operazioni di recupero o di smaltimento... Gli artt. 230 e 266, c. 4 del D.Lgs. 152/06: DEFINISCONO CHIARAMENTE quali l indicazione, sedi nella possono casella (11) da essere parte del destinatario dei rifiuti, il carico di rifiuti è considerate «luogo di produzione» stato (e, accettato di conseguenza, o respinto e, nel primo dove caso, la quantitè di rifiuti ricevuta, nonché la data, possa essere tenuto il Registro C/S) l'ora e la firma NON DEFINISCONO CON CHIAREZZA se il trasporto dei rifiuti: dal luogo di produzione del rifiuto al luogo di concentramento dove il Secondo questa ipotesi, le consequenziali fasi materiale tolto d'opera viene trasportato per della la raccolta successiva e del valutazione trasporto, rientranti tecnica a oppure pieno nell'alveo della gestione dei rifiuti, dal luogo di produzione del rifiuto da hanno manutenzione inizio (dal punto di reti di vista fognarie giuridico) al dopo il deposito temporaneo, tenuto presso raggruppamento temporaneo presso la sede o unità locale del manutentore il luogo di produzione, in questo caso oppure coincidente con una sede diversa da quella dal luogo di svolgimento della manutenzione di effettiva (o dell assistenza produzione rifiuto sanitaria) alla sede o il domicilio del soggetto che svolge tali attività debba essere accompagnato dal FIR o meno (???)
15 Con l entrata in vigore del sistema SISTRI sono state disciplinate (*) le attività di gestione dei rifiuti: prodotti dalle attività di cantiere (solo se pericolosi) prodotti dalle attività di manutenzione N.B. Nel manuale operativo, non nel DM 17/12/2009 e ss.mm.ii.
16 CANTIERI CON PRODUZIONE DI RIFIUTI PERICOLOSI DURATA MAGGIORE DI 6 MESI: OBBLIGO DI ISCRIZIONE AL SISTRI COME UNITÀ LOCALI ESTERNE E USB PRESSO IL CANTIERE DURATA MINORE DI 6 MESI: ISCRIZIONE AL SISTRI SE SONO DISPONIBILI ADEGUATE TECNOLOGIE PER L ACCESSO, CON USB PRESSO IL CANTIERE ALTRIMENTI: ISCRIZIONE AL SISTRI DELLA SEDE LEGALE O UNITÀ LOCALE DI RIFERIMENTO DELL IMPRESA i carichi e le aperture delle AREE MOVIMENTAZIONE saranno effettuati da tale sede su indicazione del responsabile di cantiere la sede del trasportatore stamperà 2 copie dell AREA MOVIMENTAZIONE e le consegnerà al conducente, che sarà tenuto anche a raccogliere i dati con la USB del mezzo presso la propria sede tali copie, all atto del carico del rifiuto in cantiere, saranno firmate dal responsabile del cantiere, che ne conserverà una; l altra copia resterà al conducente, che la ritornerà alla propria sede, da dove verranno inseriti a sistema la data e l ora del carico
17 RIFIUTI DA MANUTENZIONE Luogo in cui avviene la manutenzione e la produzione di rifiuti (pericolosi) Visto che, trattandosi di pericolosi, il produttore deve essere iscritto a SISTRI Il trasporto effettuato dal manutentore stesso senza black box (non iscritto al SISTRI per il trasporto) è accompagnato da una AREA MOVIMENTAZIONE scaricata in bianco dal sistema, compilata e firmata dal manutentore (che deve quindi avere un numero sufficiente di schede stampate prima di partire). Unità locale o sede di riferimento delle operazioni di manutenzione N.B. L esenzione dall installazione della Black Box si applica solo per i mezzi che trasportano rifiuti dal sito di manutenzione all unità locale o sede legale di riferimento ovvero la sede legale o l unità locale alla quale viene formalmente imputata la produzione di rifiuti) All arrivo presso l UL o la sede di riferimento, il produttore carica i rifiuti sul REGISTRO CRONOLOGICO, indicando nelle annotazioni che si tratta di rifiuti da manutenzione e il luogo di produzione; in seguito, l invio del rifiuto a terzi segue le normali procedure. Nota: il manuale operativo non indica se: tale procedura si applica anche ai rifiuti non pericolosi (per i quali, in caso di non adesione a SISTRI la scheda AREA movimentazione non può essere stampata) per trasferire i rifiuti da manutenzione presso la propria sede o unità locale di riferimento, è necessaria l iscrizione all albo nazionale gestori ambientali (art. 212, comma 8).
18 RIFIUTI DA MANUTENZIONE (continua) INVECE: per portare i propri rifiuti direttamente a destinazione è necessario essere iscritti all albo nazionale gestori ambientali (art. 212 comma 8). Se sono pericolosi è altresì obbligatorio iscriversi al SISTRI Luogo in cui avviene la manutenzione e la produzione di rifiuti Impianto di destinazione dei rifiuti prodotti Il trasporto effettuato dal manutentore stesso senza black box (non iscritto al SISTRI per il trasporto di rifiuti non pericolosi) è accompagnato dalla scheda AREA MOVIMENTAZIONE predisposta e firmata dalla sede, indicando nelle annotazioni che si tratta di rifiuti da manutenzione e il luogo di produzione. Senza essere iscritti al SISTRI si possono portare in impianto SOLO rifiuti non pericolosi. Se anche il produttore non è iscritto al SISTRI (es. rifiuti non pericolosi da attività di servizi), si deve usare il formulario.
19 RIFIUTI DA MANUTENZIONE DI INFRASTRUTTURE A RETE UNICO CASO PREVISTO: Materiali prodotti Movimentazione in apposito luogo di concentramento Riutilizzabilità? No Contatto sede legale produttore e trasferim. inform. Compilazione registro cronologico (Carico con effett. ubicazione) Luogo di concentramento per verifica riutilizzabilità Ecc. Avvio a recupero / smaltimento con accesso a area movimentazione Trasporto effettuato da un impresa di trasporto regolarmente iscritta a SISTRI Impianto di gestione rifiuti
20 Quindi, il manuale SISTRI chiarisce che: il trasporto di rifiuti da manutenzione (PERICOLOSI) dal luogo di svolgimento della manutenzione alla sede o il domicilio del soggetto che svolge tali attività deve essere accompagnato da un documento (AREA MOVIMENTAZIONE scaricata in bianco dal sistema SISTRI), compilata e firmata dal manutentore MA NON SPECIFICA chiaramente se: tale procedura si applica anche ai trasferimenti di rifiuti NP per operare tale trasferimento, il manutentore debba essere iscritto al trasporto c/proprio (art. 212, c. 8) * * N.B. L iscrizione all art. 212, comma 8, implicherebbe il rispetto dei limiti pari a 30 kg o lt/gg per i rifiuti pericolosi.
21 Rischio basso Effettuazione trasporto rifiuti da manutenzione da luogo di produzione a impianto di trattamento [con iscrizione art. 212, c. 8 (SEMPRE) ed iscrizione a SISTRI (SE RIFIUTI PERICOLOSI)] Trasferimento rifiuti da luogo di produzione a sede / domicilio del soggetto che svolge attività di manutenzione (SOLO SE NON PERICOLOSI) nel rispetto dei limiti quantitativi che esonerano dalla compilazione del FIR ( 4 volte/anno, 30 kg o lt/anno, 100 kg o lt/anno) Trasferimento rifiuti da luogo di produzione a sede / domicilio del soggetto che svolge attività di manutenzione (SOLO SE PERICOLOSI) con scheda movimentazione stampata in bianco da SISTRI e compilata Trasferimento rifiuti da luogo di produzione a sede / domicilio del soggetto che svolge attività di manutenzione (SIA PERICOLOSI CHE NON PERICOLOSI) con scheda movimentazione stampata in bianco da SISTRI e compilata Rischio elevato Trasferimento rifiuti da luogo di produzione a sede / domicilio del soggetto che svolge attività di manutenzione (SIA PERICOLOSI CHE NON PERICOLOSI) senza alcun documento
22 Scenari gestionali Attività di manutenzione Spurgo pozzi neri e impianti di trattamento acque reflue Manutenzione impianti di illuminazione Manutenzione impianti di riscaldamento e condizionamento Manutenzione impianti produttivi Manutenzione opere edili Tipologia rifiuto Rifiuti dalla pulizia di griglie, pozzi neri, vasche imhoff, impianti di trattamento biologico dei reflui Neon e altre lampade a fluorescenza Batterie (al nichel-cadmio / contenenti mercurio / alcaline) Filtri degli impianti di condizionamento Ferro e acciaio Oli esausti per motori e ingranaggi Codici CER * * / * / Calcinacci * / *
23 Scenari gestionali 1. Appaltatore con elevata autonomia gestionale 2 scenari possibili 2. Appaltatore con limitata autonomia gestionale
24 Scenari gestionali 1. Appaltatore con elevata autonomia gestionale Committente Appaltatore Produttore Detentore Deposito temporaneo e trasporto FIR Regsitro C/S Può dare un area in comodato d uso Rifiuti portati a fine giornata presso la sede del manutentore senza FIR Rifiuti portati direttamente all impianto di destinazione con FIR Note Acquisizione copia autorizzazioni (trasporto / trattamento) Acquisizione fotocopia 4^ copia FIR (se compilati) SI SI SI Manutentore = produttore Unità locale = sede dell Azienda da cui si originano i rifiuti SI (compilazione e conservazione)
25 Scenari gestionali 2. Appaltatore con ridotta autonomia gestionale Produttore Detentore Deposito temporaneo e trasporto FIR Regsitro C/S Note Committente SI SI Affidamento trasporto a soggetto autorizzato SI Risulta come produttore (= unità locale) SI (compilazione e conservazione) Appaltatore SI Rifiuti portati a fine giornata presso la sede del manutentore senza FIR Rifiuti portati direttamente all impianto di destinazione con FIR Effettuazione operazioni in nome e per conto del committente Il Committente si prende in carico i rifiuti prodotti dalle attività di manutenzione anche se questi (tutti o parte) potrebbero essere stati prodotti (in senso giuridico) dalla ditta appaltatrice
26 Scenari gestionali 2. Appaltatore con ridotta autonomia gestionale Il fatto che la ditta appaltatrice si faccia onere dello smaltimento dei rifiuti derivanti da demolizioni, con espressa clausola contrattuale, non impedisce l unitaria posizione di garanzia di impedimento di una illegale gestione dei rifiuti, da parte dell appaltante (espresso obbligato contrattuale) ed il trasferimento dell obbligo di controllo su un altro soggetto (Sentenza Cass. 4957/2000)
27 Fine della presentazione Grazie per l attenzione prestata Dott. Stefano Schiavon, Aplus S.r.l.
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References: art. 230
 art. 230
 art. 230
 art. 74
 art. 230
 art. 230
 art. 212
 art. 266
 art. 266
 art. 183
 art. 183
 art. 183
 art. 183
 sentenza 
 art. 230
 art. 212
 art. 212
 Cass. 
 art. 3