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Timestamp: 2020-08-03 15:16:32+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 27241 del 28/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27241 del 28/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 28/12/2016, (ud. 14/10/2016, dep.28/12/2016), n. 27241
sul ricorso 8185/2014 proposto da:
F.R.M.A.;
avverso l’ordinanza n. 9095/2013 della CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE di
ROMA, emessa il 12/03/2013 e depositata il 15/04/2013;
considerato che le S.U. di questa Corte con sentenza n. 14916/16 hanno affermato che l’inesistenza della notificazione del ricorso per cassazione è configurabile, in base ai principi di strumentalità delle forme degli atti processuali e del giusto processo, oltre che in caso di totale mancanza materiale dell’atto, nelle sole ipotesi in cui venga posta in essere un’attività priva degli elementi costitutivi essenziali idonei a rendere riconoscibile un atto qualificabile come notificazione, ricadendo ogni altra ipotesi di difformità dal modello legale nella categoria della nullità. Tali elementi consistono: a) nell’attività di trasmissione, svolta da un soggetto qualificato, dotato, in base alla legge, della possibilità giuridica di compiere detta attività, in modo da poter ritenere esistente e individuabile il potere esercitato; b) nella fase di consegna, intesa in senso lato come raggiungimento di uno qualsiasi degli esiti positivi della notificazione previsti dall’ordinamento (in virtù dei quali, cioè, la stessa debba comunque considerarsi, ex lege, eseguita), restando, pertanto, esclusi soltanto i casi in cui l’atto venga restituito puramente e semplicemente al mittente, così da dover reputare la notificazione meramente tentata ma non compiuta, cioè, in definitiva, omessa;
che in applicazione di tale ultimo arresto deve ritenersi che la notifica del ricorso sia non già inesistente ma soltanto nulla;
che, tuttavia, appare superfluo disporne la rinnovazione, atteso che la richiesta revocazione deve ritenersi per altra ragione inammissibile, non ravvisandosi nella specie alcun errore revocatorio;
che, infatti, l’errore di fatto previsto dall’art. 395 c.p.c., n. 4, idoneo a costituire motivo di revocazione della sentenza della Corte di cassazione, ai sensi dell’art. 391-bis c.p.c., consiste in una svista su dati di fatto produttiva dell’affermazione o negazione di elementi decisivi per risolvere la questione (cfr. per tutte e da ultimo, Cass. S.U. n. 4413/16);
che nella specie l’individuazione da parte dell’ordinanza n. 9095/2013 del giudice di rinvio – Tribunale di Torino piuttosto che giudice di pace di Arona – in fattispecie potenzialmente riconducibile all’ipotesi di cui all’art. 383 c.p.c., comma 3, non costituisce affermazione o negazione di un dato di fatto la cui esistenza o inesistenza abbia determinato la pronuncia, ma esprime una scelta decisoria non sindacabile a termini dell’art. 391-bis c.p.c.;
che pertanto ricorso va dichiarato inammissibile;
che non va operato alcun regolamento di spese, non avendo la parte intimata svolto attività difensiva;
che non sussistono le condizioni del raddoppio del contributo unificato, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, nel testo introdotto dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, a carico dell’Amministrazione ricorrente, poichè le Amministrazioni dello Stato, mediante il meccanismo della prenotazione a debito, sono esentate dal pagamento delle imposte e tasse che gravano sul processo (v. Cass. n. 1778/16).
Dichiara che non ricorrono le condizioni per il raddoppio del contributo unificato.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile – 2 della Corte Suprema di Cassazione, il 14 ottobre 2016.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 art. 13
 art. 1
 Cass.