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Timestamp: 2017-11-20 00:23:13+00:00

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AVVOCATO RESPONSABILITA’ MEDICA VICENZA AVVOCATO RESPONSABILITA' MEDICA BOLOGNA –RESPONSABILITA’ MEDICA ART 2236 CC
AVVOCATO RESPONSABILITA’ MEDICA VICENZA AVVOCATO RESPONSABILITA’ MEDICA BOLOGNA –RESPONSABILITA’ MEDICA ART 2236 CC
AVVOCATO RESPONSABILITA’ MEDICA VICENZA –RESPONSABILITA’ MEDICA ART 2236 CC
Quasi sempre decisiva la valutazione emergente dalla perizia medico-legale, che il danneggiato e’ consigliabile effettui in ogni caso, prima di poter valutare ogni possibilita’ di agire in giudizio per ottenere il risarcimento dei danni subiti.
A COSA SERVE LA PERIZIA:
a) la complessita’ dell’attivita’ svolta dal medico,
b) il nesso di causalità tra la condotta del medico e l’evento dannoso,
3) la valutazione della prestazione specifica come di mezzi o di risultato.
Sotto il profilo civilistico la responsabilità o colpa medica è disciplinata dall’art. 1218 e seguenti del codice civile e dall’articolo 2236 c.c., il quale sancisce che il professionista risponde per responsabilità medica, in caso di problemi tecnici di speciale difficoltà, solo in caso di dolo o colpa grave (anche se in realtà nella prassi giudiziaria avviene l’opposto e cioè, che venga richiesta al medico una diligenza superiore a quella ordinaria proprio in virtù dell’alto grado di specializzazione imposto a chi esercita la professione medica).
Cass. 13 gennaio 2005, n. 583: «A norma dell’art. 2236 c.c., applicabile anche ai medici, qualora la prestazione implichi la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà, il prestatore d’opera risponde dei danni solo in caso di dolo o colpa grave. Va altresì rilevato che la limitazione di responsabilità professionale del medico chirurgo ai soli casi di dolo o colpa grave, ai sensi dell’art. 2236 c.c., attiene esclusivamente alla perizia, per la soluzione di problemi tecnici di particolare difficoltà, con esclusione dell’imprudenza e della negligenza. Pertanto il professionista risponde anche per colpa lieve quando per omissione di diligenza o di prudenza provochi un danno nell’esecuzione di un intervento operatorio o di una terapia medica. In altri termini la limitazione della responsabilità del medico alle sole ipotesi di dolo o colpa grave si applica unicamente ai casi che trascendono la preparazione media, ovvero perché la particolare complessità discende dal fatto che il caso non è stato ancora studiato a sufficienza, o non è stato ancora dibattuto con riferimento ai metodi da adottare (conff., ex plurimis, Cass. 16 febbraio 2001 n. 2335, idd., 18 novembre 1997 n. 11440, 12 agosto 1995 n. 8845, 11 aprile 1995 n. 4152, Corte cost. 22 novembre 1973 n. 166).
La Giurisprudenza, richiamando il disposto di cui all’articolo 2236 del codice civile in base al quale “se la prestazione implica la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà, il prestatore d’opera non risponde dei danni, se non in caso di dolo o di colpa grave” ha chiarito che in ambito medico, a prescindere dalla difficoltà dell’intervento, il sanitario ha l’obbligo di seguire il paziente anche in relazione a possibili eventi che possono verificarsi dopo l’operazione. Per questo deve prendere tutte le precauzioni del caso giacchè in caso di insuccesso sarà suo compito provare che le complicanze erano state determinate da eventi imprevisti e inevitabili. Concludendo che il medico risponde anche per colpa lieve. Corte di Cassazione (Sentenza n.20790/2009)
Diversa sara’ la valutazione del giudice nelle due ipotesi di comportamento commissivo o omissivo: in caso di omissione, non si avrà mai la certezza assoluta dell’esistenza del nesso, ed è pertanto accettato dalla giurisprudenza il principio della “probabilità” del verificarsi dell’evento dannoso.
Il principio regolatore dell’onere della prova
.- Il principio regolatore dell’onere della prova da cui prendere le mosse è allora quello per il quale la responsabilità professionale del medico – ove pure egli si limiti alla diagnosi ed all’illustrazione al paziente delle conseguenze della terapia o dell’intervento che ritenga di dover compiere, allo scopo di ottenerne il necessario consenso informato – ha natura contrattuale e non precontrattuale; ne consegue che, a fronte dell’allegazione, da parte del paziente, dell’inadempimento dell’obbligo di informazione, è il medico gravato dell’onere della prova di aver adempiuto tale obbligazione (Cass. n. 2847/10; cfr. anche Cass. n. 20984/12, n. 19220/13).
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APPELLO PENALE CHIAMA SUBITO AVVOCATO ESPERTO BOLOGNA AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA Non viola il principio devolutivo nè il divieto di reformatio in peius la sentenza di appello che accolga la richiesta di una provvisionale proposta per la prima volta in quel giudizio dalla parte civile non appellante”.
Questo articolo è stato pubblicato in Consulenza Legale il 29 marzo 2016 da Sergio Armaroli.
← STALKING: il comportamento minaccioso o molesto di taluno, posto in essere con condotte reiterate, abbia cagionato nella vittima o un grave e perdurante stato di turbamento emotivo ovvero abbia ingenerato un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona alla medesima legata da relazione affettiva ovvero ancora abbia costretto la stessa ad alterare le proprie abitudini di vita, rientrando nella nozione di “reiterazione”, quale elemento costitutivo del suddetto reato, anche due sole condotte di minaccia o di molestia (v. Cass. Sez. V 27 novembre 2012 n. 20993 e più di recente Sez. V 5 giugno 2013 n. 46331). PENALE TRIBUTARIO BOLOGNA-AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA violazione del D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 5 →

References: Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza 
 Cass. Sez. 
 art. 5