Source: http://arianna.cr.piemonte.it/iterlegcoordweb/dettaglioLegge.do?urnLegge=urn:nir:regione.piemonte:legge:2008-12-22;34@2011-10-28
Timestamp: 2019-11-18 08:32:29+00:00

Document:
Art. 9. (Funzioni delle province)
Art. 11. (Commissione regionale di concertazione)
Art. 17. (Piani provinciali degli interventi)
La Regione esercita le funzioni di programmazione, indirizzo e coordinamento delle politiche attive del lavoro, nonché quelle relative alla regolazione e organizzazione dei servizi per il funzionamento del mercato del lavoro regionale ed in particolare:
approva il programma triennale per le politiche attive del lavoro ed il programma pluriennale dei fondi strutturali europei, raccordandoli tra loro e garantendo il necessario coordinamento con le politiche relative alle diverse materie collegate. Approva, altresì, i conseguenti atti di indirizzo;
adotta il quadro regionale delle competenze degli operatori pubblici competenti in materia di politiche del lavoro e dei soggetti privati che svolgono attività nel mercato del lavoro piemontese;
realizza e sostiene la rete regionale dei servizi al lavoro attraverso l'interazione tra i centri per l'impiego delle province e gli operatori pubblici e privati accreditati;
definisce i bacini territoriali per l'istituzione dei centri per l'impiego, con utenza non inferiore a centomila abitanti, fatte salve motivate esigenze socio-economico-territoriali;
realizza, sviluppa e potenzia il sistema informativo regionale per il lavoro;
realizza e gestisce il nodo regionale della Borsa nazionale continua del lavoro;
svolge l'esame congiunto, ai sensi dell' articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469 (Conferimento alle regioni e agli enti locali di funzioni e compiti in materia di mercato del lavoro, a norma dell' articolo 1 della l. 15 marzo 1997, n. 59 );
esprime motivato parere nell'ambito delle procedure relative ai processi gestionali delle eccedenze di personale temporanee e strutturali ai sensi del d.lgs. 469/1997 ;
favorisce l'inserimento lavorativo ed il mantenimento del posto di lavoro dei soggetti destinatari individuati dall'articolo 29, nonché incentiva la creazione di nuovi posti di lavoro per i medesimi soggetti mediante la promozione e il sostegno di nuove iniziative imprenditoriali;
sostiene azioni di politica attiva del lavoro anche mediante l'utilizzo delle risorse messe a disposizione dai fondi strutturali europei e dalle iniziative comunitarie;
promuove e sostiene azioni positive nelle pari opportunità;
sostiene azioni di supporto, sviluppo e consolidamento dell'imprenditorialità.
La Regione esercita, anche avvalendosi dell'Agenzia Piemonte Lavoro, di cui all'articolo 6, i compiti di gestione delle attività connesse ad iniziative sperimentali o di rilevante interesse che, per loro natura, impongono la gestione unitaria a livello regionale. Un apposito atto di programmazione esplicita la motivazione sulla base della quale la gestione è svolta dalla Regione.
La Regione effettua il monitoraggio, la verifica e la valutazione sulla qualità complessiva dei servizi al lavoro e sui risultati dai medesimi conseguiti, secondo i principi di economicità, trasparenza, efficienza ed efficacia.
È confermata l'istituzione dell'Agenzia Piemonte Lavoro, con sede in Torino, quale ente strumentale della Regione, dotato di personalità giuridica pubblica, avente autonomia patrimoniale e contabile nell'ambito delle risorse ad essa attribuite dal bilancio regionale.
L'Agenzia, in attuazione del piano annuale di attività approvato dalla Giunta regionale, con il parere della commissione consiliare competente, collabora per il raggiungimento dell'integrazione tra le politiche del lavoro, della formazione e dell'orientamento professionale, nonché dell'istruzione e delle politiche sociali con le politiche dello sviluppo economico - sociale. Nelle materie di cui all' articolo 2 del d.lgs. n. 469/1997 esercita funzioni di assistenza tecnica, istruttoria e monitoraggio. In particolare, in linea con gli indirizzi della Giunta regionale svolge compiti di:
gestione delle attività connesse all'esercizio unitario, da parte della Regione, delle funzioni indicate all'articolo 4;
supporto alla programmazione e gestione delle politiche regionali del lavoro, della formazione professionale ed alla programmazione e gestione del Fondo Sociale Europeo (FSE);
monitoraggio e valutazione degli interventi in materia di politiche del lavoro e di formazione professionale;
monitoraggio e valutazione dei tirocini di cui all'articolo 38;
monitoraggio e valutazione dei soggetti autorizzati e dei soggetti accreditati;
realizzazione degli interventi di ricollocazione lavorativa dei dirigenti previsti dall' articolo 20 della legge 7 agosto 1997, n. 266 (Interventi urgenti per l'economia).
L'Agenzia provvede, altresì, a:
redigere la relazione annuale dell'attività da presentare alla Giunta regionale, che ne informa la commissione consiliare competente;
svolgere attività finalizzate alla definizione, da parte della Giunta regionale, degli standard del sistema dei servizi per il lavoro e della formazione professionale.
L'Agenzia esercita a favore della Regione e delle province, su loro richiesta, compiti di assistenza tecnica finalizzati al coordinamento tra gli indirizzi stabiliti dalla Giunta regionale in materia di politiche del lavoro e relativi programmi provinciali, nonché a rendere omogenei sul territorio regionale i metodi e le tipologie di intervento. A tal fine, la Giunta regionale dota l'Agenzia delle necessarie risorse finanziarie.
L'Agenzia esercita compiti di assistenza tecnica agli enti locali e alle loro associazioni, su richiesta dei medesimi, per la progettazione, valutazione di programmi e di interventi connessi alle politiche ed ai servizi per il lavoro.
L'Agenzia fornisce al consigliere o alla consigliera di parità il supporto tecnico necessario allo svolgimento delle attività previste all' articolo 15 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198 (Codice delle pari opportunità tra uomo e donna a norma dell' articolo 6 della legge 28 novembre 2005, n. 246 ).
La dotazione organica dell'Agenzia è definita con deliberazione della Giunta regionale, sentita la commissione consiliare competente. Il personale utilizzato in attività connesse ai servizi per l'impiego possiede i requisiti previsti dal Quadro regionale delle competenze degli operatori competenti in materia di politiche del lavoro.
Il trattamento giuridico, economico, di previdenza e quiescenza del personale è regolato dalle disposizioni relative ai dipendenti regionali ferme restando le situazioni giuridiche pregresse alla data di entrata in vigore della presente legge.
Per lo svolgimento di attività progettuali, di studio e di ricerca, monitoraggio e valutazione l'Agenzia ha facoltà di stipulare convenzioni con società, camere di commercio, università ed altri enti qualificati. Per lo svolgimento di attività gestionali di carattere straordinario e limitato nel tempo, non previste dal piano annuale di attività, di cui al comma 4, lettera a), alle quali non può provvedersi con il personale in organico, l'Agenzia ha facoltà di far ricorso a contratti a tempo determinato nella misura strettamente necessaria, previa autorizzazione e relativa dotazione di risorse della Giunta regionale contestuale all'affidamento delle attività.
concorrere alla elaborazione del programma triennale delle politiche del lavoro previsto all'articolo 15;
predisporre ed approvare i piani provinciali degli interventi di cui all'articolo 17;
organizzare e gestire il collocamento e le attività ad esso connesse, nonché l'avviamento a selezione presso le pubbliche amministrazioni;
organizzare e gestire le attività concernenti le politiche attive del lavoro di cui al capo VI, fatta eccezione per quelle che richiedono l'unitario esercizio a livello regionale, individuati ai sensi dell'articolo 4, comma 2;
istituire, organizzare e gestire i centri per l'impiego di cui all'articolo 20, nell'ambito dei bacini individuati dalla Regione, assicurando lo svolgimento integrato dei compiti di cui alle lettere c) e d);
esercitare il governo della rete locale dei servizi per il lavoro, da svolgere attraverso il coordinamento degli operatori pubblici e privati accreditati e l'affidamento di servizi ai soggetti pubblici e privati, anche mediante il conferimento di risorse pubbliche, nel rispetto delle disposizioni concernenti le procedure ad evidenza pubblica.
Le province assicurano la concertazione con le parti sociali nell'esercizio delle funzioni loro attribuite.
Allo scopo di ampliare l'offerta di servizi agli utenti in relazione a specifici bisogni locali specie in materia di progettazione di iniziative e di interventi integrati per lo sviluppo locale, le province possono stipulare convenzioni con gli enti locali nell'ambito del bacino dell'impiego, o con apposite agenzie da essi costituite.
Le province, in coerenza con gli atti di indirizzo della Regione, individuano opportuni strumenti di raccordo con gli altri enti locali presenti nel bacino territoriale dell'impiego, di cui all'articolo 4, comma 1, lettera e), o, laddove siano presenti più bacini in uno stesso comune, a livello comunale, al fine di rappresentare adeguatamente le esigenze delle comunità nell'ambito del Comitato istituzionale al lavoro di cui all'articolo 10, nonché per favorire la partecipazione degli stessi enti locali e delle organizzazioni non lucrative e di utilità sociale, presenti sul territorio all'individuazione degli obiettivi e all'organizzazione dei servizi connessi alle funzioni e ai compiti attribuiti alle province medesime.
(Commissione regionale di concertazione)
È confermata l'istituzione, quale sede concertativa sulle politiche regionali del lavoro, della Commissione regionale di concertazione, che esercita le seguenti funzioni:
formula proposte ed esprime parere obbligatorio sul programma triennale per le politiche attive del lavoro, sul programma pluriennale dei fondi strutturali europei ricompreso nel programma triennale, sugli atti di indirizzo di cui all'articolo 16, nonché sugli atti indicati all'articolo 4, comma 1, lettere b), c), d), e), f), g), h), k), l), m), n), p), q), in ordine alle proposte degli atti regionali in materia di politica del lavoro;
riceve ed esamina i diversi rapporti, studi e valutazioni inerenti il mercato del lavoro e le politiche del lavoro predisposti dalla Regione, dall'Agenzia Piemonte Lavoro o da altri soggetti incaricati, ivi compresi gli enti bilaterali, ed esprime valutazioni sugli interventi attuati;
esamina ed approva i progetti di contratti di formazione-lavoro e di piani di inserimento professionale;
il consigliere o la consigliera di parità di cui al d.lgs. 198/2006 ;
fino a dieci componenti effettivi e fino a dieci supplenti designati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello regionale, purché sia garantita la pariteticità con i componenti di cui alla lettera d);
fino a dieci componenti effettivi e fino a dieci componenti supplenti designati dalle organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative a livello regionale, purché sia garantita la pariteticità con i componenti di cui alla lettera c).
La Commissione, costituita con decreto del Presidente della Giunta regionale, rimane in carica per la durata della legislatura.
Con regolamento interno, la Commissione può articolarsi in sottocommissioni per la trattazione di specifiche tematiche, purché sia garantita la pariteticità dei componenti di cui al comma 2, lettere c) e d).
il direttore della struttura regionale competente in materia di lavoro;
La Commissione può invitare a partecipare alle sedute altri soggetti la cui presenza sia ritenuta utile ed opportuna ai fini della trattazione di determinate questioni poste all'ordine del giorno.
gli indirizzi generali alle province per l'attuazione dei programmi provinciali di politica attiva del lavoro che prevedono l'utilizzo delle risorse comunitarie e regionali;
(Piani provinciali degli interventi)
Le province approvano il piano degli interventi concernenti le funzioni ad esse attribuite, nel rispetto degli obiettivi e delle priorità stabiliti dal programma triennale regionale di cui all'articolo 15 e dai conseguenti atti di indirizzo regionali.
Per la predisposizione e la realizzazione dei piani provinciali possono essere attivati, se richiesti dalle province, servizi di assistenza tecnica previsti dai programmi operativi dei fondi strutturali europei.
centri per l'impiego, quali strutture organizzative delle province;
operatori pubblici e privati autorizzati dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale allo svolgimento delle attività di somministrazione di lavoro, di intermediazione, ricerca e selezione del personale, supporto alla ricollocazione professionale;
operatori pubblici e privati accreditati dalla Regione di cui all' articolo 7 del d.lgs. 276/2003 e successive modifiche e integrazioni.
I Centri per l'impiego, quali strutture organizzative delle province:
erogano i servizi individuali e collettivi connessi al collocamento ordinario, agricolo, dello spettacolo, al collocamento dei lavoratori non appartenenti all'Unione Europea, dei lavoratori a domicilio, dei lavoratori domestici e mirato, quali l'informazione, i colloqui di orientamento, la preselezione e l'incontro tra domanda e offerta di lavoro;
svolgono le attività di certificazione della conservazione, perdita e sospensione dello stato di disoccupazione;
forniscono servizi di orientamento finalizzati all'inserimento o reinserimento dei soggetti nel mercato del lavoro mediante misure di miglioramento dell'occupabilità e di accompagnamento alla ricerca di lavoro;
formulano proposte di riqualificazione e formazione professionale e forniscono servizi di prevenzione della disoccupazione di lunga durata, sostegno alla mobilità geografica dei lavoratori e monitoraggio dei flussi del mercato del lavoro;
gestiscono l'avviamento a selezione presso le pubbliche amministrazioni ai sensi dell' articolo 16 della l. 56/1987 ;
svolgono attività di sostegno alla stabilizzazione dei contratti di lavoro ed ai processi di regolarizzazione del lavoro;
gestiscono le attività inerenti gli interventi di politica attiva del lavoro previsti al capo VI, fatto salvo quanto previsto all'articolo 4, comma 2.
I centri per l'impiego adeguano la propria offerta ad una domanda di servizi specialistici ed innovativi, quali la rilevazione del fabbisogno professionale dei datori di lavoro, la consulenza orientativa e l'accompagnamento al lavoro dei soggetti in cerca di occupazione.
Le province utilizzano le risorse assegnate dalla Regione, attraverso procedure ad evidenza pubblica finalizzate a garantire l'economicità della scelta del soggetto affidatario, nonché ad assicurare un servizio di qualità ed un corretto rapporto tra costi e benefici.
La Giunta regionale adotta atti di indirizzo e coordinamento per quanto attiene alla gestione del fondo, stabilendo, fra l'altro:
Le province, sulla base dei criteri stabiliti dagli atti regionali di indirizzo e coordinamento, comprensivi delle indicazioni relative ai contenuti dei progetti di inserimento lavorativo di cui al comma 5, erogano le risorse finanziarie previste dal fondo per la realizzazione dei progetti di inserimento lavorativo. I progetti sono finanziati, fino ad un massimo del 95 per cento dell'importo richiesto, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili. Le risorse sono destinate prioritariamente ad agevolare l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità intellettiva e psichica. Le province provvedono, altresì, ad attivare idonei servizi finalizzati al mantenimento del posto di lavoro delle persone inserite.
Per le società cooperative, ai fini della concessione di contributi, finanziamenti agevolati e di garanzie di accesso al credito, si applicano le specifiche norme previste nella legislazione regionale di settore.
[1] Il comma 5 dell'articolo 32 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 20 del 2011.
[2] Nel comma 1 dell'articolo 33 dopo le parole "quarantanove anni " sono state aggiunte le parole "e gli ex detenuti che hanno terminato di scontare la pena da non oltre cinque anni dalla data di presentazione della domanda, " ad opera del comma 1 dell'articolo 9 della legge regionale 19 del 2010.
[3] Nel comma 6 dell'articolo 33 la parola "cinque" è stata sostituita dalla parola "tre" ad opera del comma 2 dell'articolo 9 della legge regionale 19 del 2010.
[4] Il comma 7 dell'articolo 33 è stato sostituito dal comma 2 dell'articolo 55 della legge regionale 22 del 2009.
[5] Nel comma 8 dell'articolo 33 la parola "anche" è stata aggiunta ad opera del comma 3 dell'articolo 55 della legge regionale 22 del 2009.
[6] Il comma 3 bis dell'articolo 35 è stato inserito dal comma 4 dell'articolo 55 della legge regionale 22 del 2009.
[7] Nel comma 3 dell'articolo 36 le parole "ad eccezione di" sono state sostituite dalle parole "in aggiunta a" ad opera del comma 5 dell'articolo 55 della legge regionale 22 del 2009.
[8] Il comma 1 bis dell'articolo 37 è stato inserito dal comma 6 dell'articolo 55 della legge regionale 22 del 2009.
[9] Nel comma 8 dell'articolo 38 le parole "non si applicano" sono state sostituite dalle parole "si applicano anche" ad opera del comma 7 dell'articolo 55 della legge regionale 22 del 2009.
[10] Nel comma 3 dell'articolo 43 le parole "di lavoratori che si trovano in trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS)" sono state sostituite dalle parole "dei soggetti di cui all'articolo 29" ad opera del comma 8 dell'articolo 55 della legge regionale 22 del 2009.
[11] Nel comma 4 dell'articolo 48 la parola "cinque" è stata sostituita dalla parola "tre" ad opera del comma 3 dell'articolo 9 della legge regionale 19 del 2010.
[12] Il comma 2 dell'articolo 52 è stato sostituito dal comma 9 dell'articolo 55 della legge regionale 22 del 2009.
[13] Il comma 3 dell'articolo 52 è stato sostituito dal comma 10 dell'articolo 55 della legge regionale 22 del 2009.
[14] Il comma 1 dell'articolo 53 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 34 della legge regionale 30 del 2009.
[15] Nel comma 3 dell'articolo 53 dopo la parola "conciliazione" sono state aggiunte le parole "ed i percorsi di carriera" ad opera del comma 11 dell'articolo 55 della legge regionale 22 del 2009.
[16] Il comma 2 bis dell'articolo 65 è stato inserito dal comma 12 dell'articolo 55 della legge regionale 22 del 2009.
[17] Il comma 1 dell'articolo 67 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 15 della legge regionale 35 del 2008.

References: Art. 11

Art. 17
 articolo 3
 articolo 1
 articolo 2
 articolo 20
 articolo 15
 articolo 6
 articolo 7
 articolo 16