Source: https://www.laleggepertutti.it/239243_pensionato-possibile-la-cessione-del-doppio-quinto
Timestamp: 2019-05-21 11:56:36+00:00

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Sono possibili due cessioni del quinto sulla stessa pensione? L’Inps può rifiutare la richiesta del pensionato di operare una doppia trattenuta?
Sei un pensionato. Ogni mese l’Inps ti accredita la pensione sul conto corrente. Qualche anno fa avevi bisogno di liquidità così hai chiesto un prestito a una finanziaria che ti è stato concesso dietro cessione del quinto della pensione. Hai presentato la pratica all’Inps che attualmente opera una trattenuta di circa 100 euro al mese. Ora però hai bisogno di altri soldi per una necessità improvvisa. Vorresti accedere a un nuovo finanziamento e chiedere la cessione del “doppio quinto” ossia del 40% della tua pensione (20% per la prima cessione del quinto e 20% per quella nuova). Hai presentato la domanda all’Inps ma allo sportello ti è stato detto che non è possibile. Non si può cioè cedere più di un quinto sulla stessa pensione. Meravigliato di ciò, hai chiesto quale sia il fondamento di tale restrizione visto che per i dipendenti non è prevista e che chiunque può accedere a due cessioni del quinto dello stipendio. L’impiegato si è richiamato alla consueta circolare interna sostenendo che tale blocco è stabilito nell’interesse della terza età, affinché possa avere un’esistenza dignitosa in un momento in cui vi è bisogno di soldi (cure mediche, badanti, ecc.). Gli hai fatto notare che la tua pensione è sufficientemente alta da poter vivere con la residua parte ma non c’è stato verso. Chi ha ragione? Per il pensionato è possibile la cessione del doppio quinto sulla pensione? Ecco la risposta al tuo quesito.
1 È possibile la cessione del quinto sulla pensione?
2 Cessione del quinto della pensione e pignoramento della pensione
3 Sono possibili due cessioni del quinto?
4 Quando non è possibile la cessione del quinto sulla pensione
È possibile la cessione del quinto sulla pensione?
Come i lavoratori dipendenti, anche i pensionati che necessitano di prestiti personali possono accedere alla cosiddetta “cessione del quinto”. Si tratta di un prestito che il pensionato può ottenere da un istituto di credito e rimborsare attraverso un addebito automatico che l’Inps effettua sulla sua pensione. La cessione del quinto si attua mediante un meccanismo molto semplice: l’interessato chiede un finanziamento allo sportello di una banca o di una finanziaria che glielo concede senza bisogno di garanzie come fideiussioni o ipoteche. A fronte di ciò il creditore ottiene la restituzione della somma prestata, con gli interessi, tramite rate mensili. Tuttavia – e qui sta la particolarità – il pagamento non viene effettuato dal soggetto finanziato ma direttamente dal suo datore di lavoro o dall’Inps con i soldi che questi gli deve a titolo di stipendio o di pensione. In particolare, l’azienda o l’istituto di previdenza, prima di bonificare l’assegno sul conto del lavoratore o del pensionato operano ogni mese una trattenuta del 20% (ossia di un quinto) per versarla all’istituto finanziatore. In questo modo il creditore ha la sicurezza di pagamenti certi e periodici mentre il soggetto finanziato non deve preoccuparsi di fare bonifici alla posta o in banca per pagare le rate. Ecco il perché viene chiamata cessione del quinto: le rate non possono superare il 20% dell’assegno o della pensione al netto degli interessi.
Nel caso della cessione del quinto della pensione, la durata del contratto di prestito non può superare 10 anni ed è obbligatorio stipulare una polizza assicurativa sulla vita in modo da coprire la banca o la finanziaria dal rischio di una eventuale morte del finanziato, evento che pregiudicherebbe la restituzione della somma.
Cessione del quinto della pensione e pignoramento della pensione
Si distingue dal pignoramento del quinto dello stipendio o della pensione perché:
la cessione del quinto è volontaria e costituisce una forma di finanziamento;
invece il pignoramento dello stipendio o della pensione è una forma di esecuzione forzata avviata dal creditore che non è stato pagato; essa, quindi, avviene coattivamente, contro la volontà del debitore.
Chi ha una cessione del quinto può ugualmente subire il pignoramento del quinto, così – al contrario – chi subisce la trattenuta del quinto a seguito di un pignoramento può sempre chiedere una cessione volontaria del quinto.
Sono possibili due cessioni del quinto?
Immaginiamo che una persona abbia già ottenuto una cessione del quinto e voglia chiederne una seconda per un ulteriore finanziamento. Può farlo?
Se la cessione del doppio quinto è possibile sullo stipendio – sicché il lavoratore dipendente si vedrà operare una trattenuta non più del 20% ma del 40% – non è invece possibile per la pensione. In altri termine, sulla pensione non possono essere disposte due cessioni del quinto. Tanto la legge [1] quanto le circolari dell’Inps [2] stabiliscono che «il trattamento pensionistico è cedibile fino ad un quinto del suo importo, fatto salvo il trattamento minimo». Il che peraltro significa che anche la cessione di un quinto non può andare a decurtare più di una certa soglia di pensione che è considerata essenziale per la sopravvivenza. Questa soglia è di circa 500 euro.
Dunque, in caso di stipula di due contratti di cessione del quinto verrebbe disposta una cessione per un importo superiore al massimo cedibile stabilito dalla legge.
Quando non è possibile la cessione del quinto sulla pensione
[1] Art. 13-bis, comma 1, lett. a), della legge 14 maggio 2005, n.80 (allegato 1) che ha aggiunto tre nuovi comma all’articolo 1 del D.P.R. 5 gennaio 1950, n.180
[2] Inps Circolare Inps 31 Maggio 2007, n. 91
Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze n.313 del 27 dicembre 2006. Regolamento di attuazione dell’articolo 13-bis del decreto-legge 14 marzo 2005, n.35 convertito, con modificazioni, in legge 14 maggio 2005, n.80. Prestiti ai pensionati estinguibili con cessione fino ad un quinto della pensione.
1.1 pensioni cedibili e pensioni non cedibili
1.2 quota di pensione cedibile
1.3 Intermediari finanziari autorizzati a concedere il finanziamento
2. Adempimenti preliminari alla notifica del contratto di cessione
2.1 a carico del pensionato:richiesta della comunicazione di cedibilità
2.2 a carico delle Banche/Intermediari finanziari: richiesta di accreditamento
3. Notifica dei contatti di cessione
3.1 forma della notifica e Sedi competenti a riceverla
3.2 notifiche successive: criterio di prevalenza
4.3 compatibilità tra quota di pensione cedibile e piano di ammortamento del prestito
4.4 accertamento dei tassi di interesse applicati al finanziamento
5. Decorrenza delle trattenute
6. Modifiche che possono intervenire in corso di esecuzione del contratto
6.1 modifica della quota di pensione cedibile
6.2 eliminazione della pensione
6.3 estinzione anticipata
L’articolo 13-bis, comma 1, lett. a), della legge 14 maggio 2005, n.80 (allegato 1) ha aggiunto tre nuovi comma all’articolo 1 del D.P.R. 5 gennaio 1950, n.180, con i quali ha dettato una disciplina intesa a consentire ai pensionati la stipula di contratti di prestito estinguibili con cessione fino ad un quinto della pensione.
In particolare, il comma 2-bis del predetto articolo 1 ha stabilito che “I pensionati pubblici e privati possono contrarre con banche e intermediari finanziari di cui all’art. 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n.385, prestiti da estinguersi con cessione di quote della pensione fino al quinto della stessa, valutato al netto delle ritenute fiscali e per periodi non superiori a dieci anni”.
Il successivo comma 2-ter ha disposto che “Possono essere cedute le pensioni o le indennità che tengono luogo di pensione corrisposte dallo Stato o dai singoli enti, gli assegni equivalenti a carico di speciali casse di previdenza, le pensioni e gli assegni di invalidità e vecchiaia corrisposti dall’Istituto Nazionale di previdenza sociale, gli assegni vitalizi e i capitali a carico di istituti e fondi in dipendenza del rapporto di lavoro”.
1.1. Pensioni cedibili e pensioni non cedibili (Art. 5 delle “Disposizioni”)
L’ articolo 1, comma 2 ter, del D.P.R. n.180 del 1950 , nell’individuare i trattamenti pensionistici che possono essere oggetto di cessione, fa esplicito riferimento a “pensioni e assegni di invalidità e pensioni di vecchiaia”.
Sono, pertanto, da considerarsi cedibili, oltre a quelle esplicitamente individuate, anche le pensioni di anzianità, le pensioni di inabilità, nonché i trattamenti privilegiati di invalidità e inabilità.
· pensioni e assegni sociali;
· trattamenti di invalidità civile;
· assegno mensile per l’assistenza personale e continuativa ai pensionati per inabilità di cui all’articolo 5 della legge 12 giugno 1984, n.222.
· assegni di sostegno al reddito (cat. VOCRED-VOCOOP-VOESO);
· pensioni a carico degli Enti creditizi (cat. VOBANC-IOBANC-SOBANC).
· assegni al nucleo familiare, in quanto il soggetto creditore non è il pensionato, ma il nucleo familiare di appartenenza;
· pensioni ai superstiti, soltanto allorché siano in pagamento delle quote di contitolarità. Pertanto, nel caso di pensione ai superstiti corrisposta ad un solo titolare, il calcolo della quota cedibile deve essere effettuata anche su tale prestazione sia nel caso in cui sia la sola pensione di riferimento sia nel caso in cui sia abbinata ad uno o più trattamenti cedibili.
1.2. Quota di pensione cedibile (Art. 6 delle “Disposizioni”)
Per il calcolo della quota cedibile si richiamano le istruzioni fornite con il messaggio n.9086 del 6 aprile 2007.
1.3. Intermediari finanziari autorizzati a concedere il finanziamento (Art. 1 delle “Disposizioni”)
Sono autorizzati alla concessione dei prestiti in parola le Banche e gli Intermediari Finanziari iscritti nell’elenco generale previsto dall’articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n.385 ed il cui “oggetto sociale preveda, anche congiuntamente ad altre attività finanziarie, l’esercizio dell’attività di concessione di finanziamenti”.
2.1. Adempimenti preliminari a carico del pensionato: richiesta della comunicazione di cedibilità
2.2. Adempimenti a carico delle Banche/Intermediari Finanziari: richiesta di accreditamento
1. ragione sociale ed indirizzo della sede legale;
5. nominativo del funzionario preposto ai rapporti con l’Istituto, con relativo riferimento telefonico, fax ed e-mail;
6. coordinate bancarie dell’UNIVOCO conto corrente scelto per l’effettuazione del versamento mensile delle quote di pensione oggetto di cessione.
3.1. Forma della notifica e Sedi competenti a riceverla (Art. 4 delle “Disposizioni”)
3.2. Notifiche successive:criterio di prevalenza
Pertanto, ove pervengano da parte della stessa Banca/Intermediario Finanziario che ha erogato il prestito al pensionato notifiche successive del medesimo contratto con l’intento di comunicare una modificazione accessoria del contratto che non comporta, ai sensi di legge, una novazione dello stesso, il contratto dovrà sempre considerarsi notificato alla data in cui è arrivata all’Istituto la prima notificae non dovrà essere sottoposto ad ulteriore istruttoria.
3.3. Cessione del credito ad altra Banca/Intermediario Finanziario
4.2. Accertamento su Banche/Società finanziarie eroganti il prestito
Al punto 2.2 è stato esplicitato che le Banche/Intermediari Finanziari interessati alla concessione dei prestiti in parola, in possesso dei requisiti prescritti dalla legge,devono preliminarmente alla stipula dei contratti richiedere l’ ACCREDITAMENTO presso l’Inps.
· possesso da parte del soggetto finanziatore dei requisiti richiesti dalla legge;
· avvenuto accreditamento presso l’Istituto.
La Sede, pertanto, all’atto della notifica del contratto deve consultare il predetto Data Base e qualora il soggetto finanziatore non risulti nell’elenco dovrà inviare la lettera di cui all’allegato 7 con la quale si comunica al pensionatoe, per conoscenza, all’intermediario finanziario, l’impossibilità di procedere alle trattenute del quinto della pensione in quanto la società stessa non rientra tra quelle autorizzate dalla legge a stipulare i contratti di finanziamento in oggetto.
4.3. Compatibilità quota di pensione cedibile e piano di ammortamento del prestito
4.4. Accertamento dei tassi di interesse applicati al finanziamento (Art. 7 delle “Disposizioni”)
5. DECORRENZA TRATTENUTE (Art. 8 delle “Disposizioni”)
Ai sensi del comma 3 del predetto articolo 4 “le eventuali rate già scadute vengono recuperate” , a partire dal primo rateo di pensione sul quale viene effettuata la trattenuta corrente, “mediante l’applicazione di una ritenuta aggiuntiva mensile, nei limiti di cui all’articolo 2 del testo unico, per il tempo necessario al recupero dei mesi arretrati”.
6.1. Modifica della quota di pensione cedibile (art. 9 delle “Disposizioni”)
6.2. Eliminazione della pensione (art. 10 delle “Disposizioni”)
6.3. Estinzione anticipata (art. 11 delle “Disposizioni”)
Qualora l’estinzione del prestito in essere sia avvenuta per consentire la stipula di un’ulteriore contratto di finanziamento con cessione del quinto della pensione, per l’esecuzione del nuovo contratto, i contraenti dovranno nuovamente adempiere a tutte le formalità illustrate con la presente circolare
“Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, recante disposizioni urgenti nell’ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale. Deleghe al Governo per la modifica del codice di procedura civile in materia di processo di cassazione e di arbitrato nonché per la riforma organica della disciplina delle procedure concorsuali”
“I pensionati pubblici e privati possono contrarre con banche e intermediari finanziari di cui all’articolo 106 del testo unico di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, prestiti da estinguersi con cessione di quote della pensione fino al quinto della stessa, valutato al netto delle ritenute fiscali e per periodi non superiori a dieci anni.
1) al primo comma, le parole: “per il periodo di cinque o di dieci anni” sono sostituite dalle seguenti: “per un periodo non superiore ai dieci anni”; e sono soppresse le parole: “ed abbiano compiuto, nel caso di cessione quinquennale, almeno cinque anni e, nel caso di cessione decennale, almeno dieci anni di servizio utile per l’indennità di anzianita”;
“Nei confronti dei medesimi impiegati e salariati assunti in servizio a tempo determinato, la cessione del quinto dello stipendio o del salario non può eccedere il periodo di tempo che, al momento dell’operazione, deve ancora trascorrere per la scadenza del contratto in essere. Alla cessione del trattamento di fine rapporto posta in essere dai soggetti di cui al presente comma non si applica il limite del quinto.
I titolari dei rapporti di lavoro di cui all’articolo 409, numero 3), del codice di procedura civile con gli enti e le amministrazioni di cui all’articolo 1, primo comma, del presente testo unico, di durata non inferiore a dodici mesi, possono cedere un quinto del loro compenso, valutato al netto delle ritenute fiscali, purché questo abbia carattere certo e continuativo. La cessione non può eccedere il periodo di tempo che, al momento dell’operazione, deve ancora trascorrere per la scadenza del contratto in essere. I compensi corrisposti a tali soggetti sono sequestrabili e pignorabili nei limiti di cui all’articolo 545 del codice di procedura civile”;
“Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato ( legge finanziaria per il 2006 )”
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2005 – Supplemento ordinario n. 211
346. Al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1950, n. 180, sono apportate le seguenti modificazioni:
«Le cessioni degli stipendi, salari, pensioni ed altri emolumenti di cui al presente testo unico hanno effetto dal momento della loro notifica nei confronti dei debitori ceduti, ad esclusione delle pensioni erogate dalle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni. Tale comunicazione può essere effettuata attraverso qualsiasi forma, purché recante data certa. Nel caso delle pensioni e degli altri trattamenti previsti nel quarto comma è fatto salvo l’importo corrispondente al trattamento minimo»;
b) all’articolo 5, primo comma, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le operazioni di prestito concesse ai sensi del presente testo unico devono essere conformi a quanto previsto dalla delibera del Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio del 4 marzo 2003, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27 marzo 2003, e dalla vigente disciplina in materia di trasparenza delle condizioni contrattuali per i servizi bancari, finanziari ed assicurativi»;
c) all’articolo 5, è aggiunto, in fine, il seguente comma:
«Qualora il debitore ceduto sia una delle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, trova applicazione il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, per gli atti relativi ai prestiti e alle operazioni di cessione degli stipendi, salari, pensioni e altri emolumenti, secondo le modalità individuate dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di cui all’articolo 13-bis, comma 2, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, da emanare entro dieci mesi dalla data di entrata in vigore della stessa legge n. 80 del 2005»;
d) all’articolo 28, secondo comma, le parole: «a decorrere dal primo del mese successivo a quello in cui ha avuto luogo la comunicazione» sono sostituite dalle seguenti: «nei termini di cui all’articolo 1, sesto comma»;
e) all’articolo 52, secondo comma, le parole: «di cui al presente comma» sono sostituite dalle seguenti: «di cui al precedente e al presente comma»;
f) all’articolo 55, primo comma, sono soppresse le parole: «38, primo e secondo comma,».
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1950, n. 180, recante approvazione del testo unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, ed in particolare gli articoli 1, 5, 28, 52 e 55, come modificati dall’articolo 13-bis del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, e dal comma 346 dell’articolo unico della legge 23 dicembre 2005, n. 266;
Ritenuto opportuno tenere conto dei tempi tecnici necessari alle Amministrazioni debitrici per effettuare il pagamento;
Visto il combinato disposto dell’articolo 28, comma 2 e dell’articolo 1, comma 6 del testo unico, come modificati dall’articolo unico, comma 346 della legge n. 266 del 2005, in base al quale le cessioni degli stipendi, salari, pensioni ed altri emolumenti hanno effetto dal momento della loro notifica nei confronti dei debitori ceduti, ad esclusione delle pensioni erogate dalle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
Considerato che le modifiche all’articolo 52 del testo unico apportate dall’articolo 13-bis, comma 1, del predetto decreto-legge n. 35 del 2005, hanno fatto venir meno la distinzione tra cessioni quinquennali e decennali, e pertanto hanno riflesso sulla disciplina del rinnovo della cessione, di cui all’articolo 39 del testo unico;
Visto l’articolo 106, comma 1 e 2, del decreto legislativo l° settembre 1993, n. 385, in base ai quali l’esercizio nei confronti del pubblico dell’attività di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma e’ riservato a intermediari iscritti in un apposito elenco tenuto dall’Ufficio italiano dei cambi, i quali, tra l’altro, devono avere un oggetto sociale che preveda l’esclusivo svolgimento di attività finanziarie;
Sentiti altresì l’Istituto nazionale previdenza sociale (INPS), l’Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica (INPDAP), l’Ispettorato generale di finanza del dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, il Dipartimento dell’Amministrazione Generale del Personale e dei Servizi del Tesoro e la Direzione V del Dipartimento del tesoro che hanno fornito osservazioni con note rispettivamente del 20 dicembre 2005, del 27 dicembre 2005, del 3 febbraio 2006, del 7 febbraio 2006 e del 16 febbraio 2006;
Vista la nota n. 110060 in data 8 novembre 2006 con la quale, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della citata legge n. 400 del 1988, lo schema di regolamento e’ stato comunicato al Presidente del Consiglio dei Ministri;
1. I prestiti da estinguersi con cessione di quote della pensione ai sensi dell’articolo 1, comma 3 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1950, n. 180, recante approvazione del testo unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni (di seguito testo unico), possono essere concessi da intermediari finanziari, iscritti nell’elenco generale previsto dall’articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, a condizione che il loro oggetto sociale preveda, anche congiuntamente ad altre attività finanziarie, l’esercizio dell’attività di concessione di finanziamenti.
1. Le cessioni di stipendi, salari, pensioni ed altri emolumenti di cui al testo unico sono notificate all’ufficio competente ad ordinare il pagamento. Per le pensioni erogate dalle Direzioni provinciali dei servizi vari del Ministero dell’economia e delle finanze, la notifica e’ effettuata alla Direzione provinciale dei servizi vari competente.
1. La notifica della cessione alle Amministrazioni terze cedute può essere effettuata in qualsiasi forma, purché recante data certa con modalità che consentano all’Amministrazione che deve operare la ritenuta di identificare la provenienza della notifica stessa.
1. La cessione ha effetto immediato a decorrere dalla data di notifica della stessa, salvo per quelle relative a pensioni erogate dalle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per le quali l’effetto decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui ha avuto luogo la notifica.
3. Le eventuali rate già scadute vengono recuperate mediante l’applicazione di una ritenuta aggiuntiva mensile, nei limiti di cui all’articolo 2 del testo unico, per il tempo necessario al recupero dei mesi arretrati.
2. Nel caso in cui il contraente il prestito goda di più trattamenti pensionistici, il calcolo della quota cedibile che fa salvo il trattamento minimo di cui all’articolo 1, ultimo comma, ultimo periodo del testo unico, va effettuato tenendo conto della somma dei medesimi trattamenti”.
1. Con riferimento ai dipendenti di cui all’articolo 52 del testo unico, il rinnovo della cessione e’ consentito dopo che siano decorsi i due quinti della durata della cessione medesima.
1. Alle operazioni di prestito concesse ai sensi del testo unico, si applicano le disposizioni previste dal Titolo VI, Capo I e II del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, in materia di trasparenza e pubblicità delle condizioni contrattuali, e le relative disposizioni di attuazione, e le disposizioni di cui all’articolo 2 della legge 7 marzo 1996, n. 108.
(Approvate dal Consiglio di Amministrazione dell’Inps con delibera n.46 del 9 maggio 2007)
L’Istituto procede a dare esecuzione alla cessione del quinto per i prestiti concessi esclusivamente dagli intermediari individuati dall’articolo 1 del Decreto.
L’esecuzione dei contratti di cessione è altresì subordinata all’accettazione delle presenti Disposizioni da parte dei predetti intermediari finanziari.
Con lo stesso modulo di accettazione devono essere comunicati all’’Istituto i seguenti dati:
· Codice ABI e CAB
· numero e data di iscrizione UIC;
· ragione sociale e indirizzo della Sede Legale;
· partita IVA;
· coordinate bancarie di un unico conto corrente scelto per l’effettuazione del versamento mensile delle quote di pensione oggetto di cessione.
Richiesta e rilascio della comunicazione di cedibilità
Il pensionato, prima della stipula del contratto di cessione, richiede alla Sede INPS che ha in carico la propria pensione, attraverso le modalità stabilite dall’Istituto, la comunicazione di cedibilità.
La Sede rilascia la predetta comunicazione di cedibilità in accordo con quanto stabilito agli articoli 5, 6, 7, 8, 9.
La notifica della cessione può essere effettuata in qualsiasi forma, purché avente data certa alla Sede dell’Istituto che ha la gestione dei trattamenti pensionistici del cedente.
L’istituto non sarà responsabile per ritardi, nell’esecuzione dei contratti, dovuti a notifiche erroneamente indirizzate a strutture Inps non competenti in base al criterio individuato al precedente comma, ovvero con modalità diverse da quelle stabilite dall’Istituto nel rispetto delle disposizioni vigenti.
I contratti notificati alle Sedi Inps dovranno risultare stipulati nel rispetto delle norme in materia di trasparenza e di pubblicità delle condizioni contrattuali, come previsto dall’articolo 1, comma 346, della legge n. 266 del 2005, nonché dall’articolo 7 del Decreto.
Il piano di ammortamento del finanziamento deve avvenire a rate mensili costanti, fatte salve le variazioni intervenute ai sensi del successivo articolo 8.
Trattamenti non cedibili
Non possono formare oggetto della cessione di cui alle presenti disposizioni i seguenti trattamenti erogati dall’Istituto:
· assegno mensile per l’assistenza personale e continuativa ai pensionati per inabilità di cui all’articolo 5 della legge 12 giugno 1984, n. 222;
· assegni straordinari di sostegno al reddito;
· pensioni a carico degli Enti creditizi;
· assegni al nucleo familiare.
In accordo con quanto previsto dall’articolo 52 del D.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180, nel caso in cui oggetto del contratto di cessione sia un assegno ordinario di invalidità non definitivo il contratto di cessione non può avere una durata superiore al periodo rimanente di validità dell’assegno.
In caso di conferma dell’assegno dovrà essere notificato alla Sede competente un nuovo contratto di cessione.
Fatte salve le disposizioni di cui al presente articolo e quelle richiamate dagli articoli, 8 e 9, la quota cedibile è pari ad un quinto della pensione, calcolato al netto delle ritenute fiscali e previdenziali anche sopravvenute.
L’importo così determinato deve essere tale che se sottratto al valore della pensione al netto delle ritenute fiscali e previdenziali garantisca la salvaguardia del trattamento minimo.
Qualora l’importo di cui al comma 1 ecceda la differenza tra il netto e la misura del trattamento minimo la quota cedibile deve essere ridotta fino a concorrenza delle predetta differenza.
Relativamente ai soggetti titolari di più trattamenti pensionistici la quota di cui al comma 1 e la salvaguardia del trattamento minimo va determinata sul complesso dei trattamenti stessi.
I trattamenti pensionistici di cui all’articolo 5, comma 1, delle presenti disposizioni non sono computabili neppure ai fini della determinazione della quota cedibile ai sensi del precedente comma 4.
Nella determinazione della quota cedibile sono computate le quote di maggiorazione della pensione corrisposti ai pensionati a carico delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi.
Nella determinazione della quota cedibile vanno ricomprese anche le maggiorazioni sociali e altre somme aggiuntive della pensione soggette a verifica reddituale, ancorché concorrano a formare la quota di pensione eccedente il trattamento minimo per la sua totalità.
T.E.G. applicato al finanziamento
Il T.E.G. applicato ai contratti di finanziamento non può superare la soglia di usura rilevata trimestralmente ai sensi della legge n. 108 del 1996.
Per l’applicazione del comma precedente viene preso a riferimento il “tasso soglia” del trimestre di sottoscrizione del contratto di finanziamento.
Trattenute sulla pensione
L’Istituto avvia le trattenute sulla pensione e la conseguente erogazione della quota ceduta al cessionario non oltre il terzo rateo successivo alla notifica del contratto di cessione.
Le rate già scadute verranno recuperate a partire dal primo rateo di pensione sul quale viene effettuata la trattenuta corrente, per il tempo necessario al recupero delle rate arretrate.
Modifiche della quota cedibile
La quota cedibile può variare in relazione a successive modifiche delle prestazioni. L’INPS è esonerata da responsabilità conseguenti a variazioni della predetta quota cedibile.
In caso di eliminazione della pensione l’Istituto ne dà tempestiva comunicazione al cessionario.
Il cessionario si impegna a restituire all’Istituto entro sessanta giorni dalla predetta comunicazione eventuali quote di pensione corrisposte dopo l’avvenuta eliminazione.
Il mancato rispetto di quanto stabilito al comma precedente comporta la revoca dell’accettazione all’esecuzione dei contratti di cessione da parte dell’Istituto concessa ai sensi di quanto stabilito all’articolo 2.
Il cessionario dovrà comunicare tempestivamente alla Sede INPS competente l’eventuale estinzione anticipata del prestito da parte del cedente.
L’INPS provvede all’interruzione delle trattenute sulla pensione entro i 60 giorni successivi alla comunicazione di cui al comma precedente.
Il cessionario sarà tenuto al rimborso diretto al cedente di eventuali quote di pensione ad esso corrisposte dall’Istituto a partire dal mese successivo alla notifica dell’estinzione del prestito.
Qualora l’estinzione del prestito in essere sia avvenuta per consentire la stipula di un’ulteriore contratto di finanziamento con cessione del quinto della pensione si applicano gli articoli 3 e 4 delle presenti Disposizioni.
Il cessionario si impegna a corrispondere all’Istituto un onere annuo per l’attività prestata.
Nei confronti degli intermediari finanziari che hanno sottoscritto la convenzione di cui all’articolo 8 del D.M. n. 313 del 2006 l’onere, da corrispondersi annualmente in via anticipata per dodici mensilità, per ciascun contratto di cessione, è pari a 1,5 volte l’importo applicato dalle Poste Italiane S.p.A. per ogni operazione di versamento in c/c postale (attualmente € 1,00X12 mensilitàX1,5), oltre gli oneri di legge.
Nei confronti degli intermediari finanziari che non hanno sottoscritto la citata convenzione l’onere, da corrispondersi annualmente in via anticipata per dodici mensilità, sarà pari a euro 65 (sessantacinque) per ciascun contratto di cessione.
Alle presenti Disposizioni e alle eventuali successive modificazioni verrà data pubblicazione, sul sito internet dell’Istituto e nelle altre forme che verranno decise dagli Organi dell’Istituto.
Oggetto: accreditamento ai fini dell’erogazione di prestiti con cessione del quinto della
pensione (D.P.R. n.180/50). Trasmissione dei dati attestanti il possesso dei
requisiti di cui al Decreto Ministero dell’Economia e delle Finanze n.313/2006.
Al fine di consentire all’Inps di dar corso ai prestiti estinguibili con cessione del quinto della pensione stipulati da titolari di prestazioni di questo Istituto, si forniscono le seguenti informazioni relative alla posizione anagrafica:
Codice ABI (Banca d’Italia) ____________________________________________
Si chiede l’accreditamento da parte dell’INPS delle quote trattenute ai pensionati tramite utilizzazione delle seguenti coordinate:
La sottoscrizione del presente modulo rappresenta formale accettazione del regolamento approvato dal Consiglio di Amministrazione dell’INPS in data 9 maggio 2007, di cui si può prendere visione sul sito internet dell’Istituto
SPAZIO PER L’AUTENTICA DELLA FIRMA
Il presente modulo, debitamente compilato, deve essere inviato tramite posta prioritaria.
Via ………….………………………….…
Oggetto: Contratto di prestito estinguibile con cessione fino ad un quinto di quote di pensione sottoscritto dal Sig. ……………………………………..……
Si comunica che la scrivente Sede non potrà dare esecuzione al contratto di prestito in oggetto notificato in data …………… poiché il Sig. ……….……….…………………………………. ha sottoscritto un altro contratto di prestito della medesima specie notificato precedentemente alla data sopra indicata per il quale è in corso il piano di recupero sulla pensione delle rate di ammortamento.
Al signor/a…………………………..
Via……………………………………….
…………………..……………….………
in merito all’esecuzione del contratto di finanziamento da lei stipulato con la Società Finanziaria …………………………………….…………………………………………… e notificato all’Istituto in data ……………………… si comunica quanto segue.
In base agli accertamenti effettuati l’Inps non può dare seguito al contratto notificato per i motivi indicati al sottostante punto ……
Lei non ha richiesto alla scrivente Sede la “comunicazione di cedibilità”;
La banca/intermediario finanziario con la quale lei ha stipulato il contratto di finanziamento non risulta tra quelle autorizzate dalla legge a concedere prestiti da estinguere con cessione di quote di pensione;
Il contratto viola le norme sulla trasparenza non essendo riportato il TEG/TAEG applicato;
Il tasso applicato al finanziamento è superiore al “tasso soglia” di usura.
Via …………..……………..……………
Oggetto: contratti di prestito estinguibile con cessione fino ad un quinto di quote di
pensione. Richiesta accreditamento.
In relazione ai contratti di prestito estinguibili con cessione fino ad un quinto della pensione notificati alla scrivente Sede si segnala che dagli accertamenti effettuati, risulta checodesta società non ha ancora provveduto all’accreditamento” presso l’Istituto.
Si fa presente, al riguardo, che l’espletamento di tale formalità è necessario affinché l’Inps possa dare esecuzione ai contratti pervenuti, con il versamento, a favore di codesto Società finanziaria delle quote di pensione cedute dai pensionati contraenti.
Pertanto, si invita codesta Società a provvedere tempestivamente all’accreditamento secondo le modalità illustrate al punto 2.2 della circolare n.91 del 31 maggio 2007 consultabile sul sito INTERNET dell’Istituto sotto la voce “INPS comunica”.
Via………………..………..……….
……………….……………………..…
Via ……….………………….………
pensione. Incapienza della quota cedibile.
In base agli accertamenti effettuati la misura della quota cedibile, alla data della notifica del prestito, è pari a € …………………………………….. ed è inferiore all’importo indicato nella comunicazione di cedibilitàn. prot ..……………..……………………………………………….. rilasciata al Sig …………..……………………………………. in data ………………..……..
Ai sensi dell’articolo 9 delle “Disposizioni sulla cessione del quinto” approvate dal Consiglio di Amministrazione dell’Istituto con deliberazione n.46 del 9 maggio 2007, vi comunico che l’Istituto inizierà le trattenute sulla sua pensione non oltre il terzo mese successivo alla data di notifica, nei limiti dell’importo cedibile sopra indicato.

References: Art. 13
 articolo 1
 articolo 1
 articolo 4
in fine
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 articolo 8