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Timestamp: 2018-12-18 11:30:03+00:00

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MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - CIRCOLARE 17 gennaio 2011, n. 1 - Istruzioni operative, per le trattenute mensili sugli stipendi dei dipendenti pubblici mediante l'istituto della delegazione con oneri a carico degli istituti delegatari. (11A00876) (GU n. 22 del 28-1-2011 | Architetto.info
MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – CIRCOLARE 17 gennaio 2011, n. 1 – Istruzioni operative, per le trattenute mensili sugli stipendi dei dipendenti pubblici mediante l’istituto della delegazione con oneri a carico degli istituti delegatari. (11A00876) (GU n. 22 del 28-1-2011
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - CIRCOLARE 17 gennaio 2011, n. 1 - Istruzioni operative, per le trattenute mensili sugli stipendi dei dipendenti pubblici mediante l'istituto della delegazione con oneri a carico degli istituti delegatari. (11A00876) (GU n. 22 del 28-1-2011 )
CIRCOLARE 17 gennaio 2011 , n. 1
Istruzioni operative, per le trattenute mensili  sugli  stipendi  dei
dipendenti pubblici mediante l’istituto della delegazione con oneri a
carico degli istituti delegatari. (11A00876)
All’  Amministrazione  Autonoma   dei
presso le Amministrazioni Centrali
All’  Ufficio  di  Ragioneria  presso
l’Amministrazione    Autonoma     dei
Alle      Direzioni      Territoriali
All’ Istituto Nazionale di Previdenza
Come noto, al ricorrere di determinati presupposti,  il  dipendente
pubblico puo’ avvalersi dell’istituto della delegazione di  pagamento
per corrispondere le somme dovute al  proprio  creditore,  in  virtu’
degli obblighi assunti con lo stesso a seguito della  stipula  di  un
contratto  di  assicurazione  o  di  un  contratto  di  finanziamento
(rectius: mutuo). In  altri  termini,  il  dipendente  pubblico  puo’
provvedere, avvalendosi della  delegazione  di  pagamento,  sia  alla
corresponsione dei previsti premi di assicurazione  sia  al  rimborso
rateale del finanziamento ottenuto.
A tale riguardo, non sembra superfluo  precisare,  con  particolare
riferimento ai contratti di  finanziamento,  che  la  delegazione  di
pagamento non va confusa con la cessione del quinto dello  stipendio.
Anzi, la delegazione consente, al  dipendente  che  ha  in  corso  la
cessione del quinto,  di  accedere  ad  un  ulteriore  finanziamento,
lasciando invariato il piano di  rimborso  realizzato  attraverso  la
predetta cessione stipendiale.
Con la presente circolare –  frutto  della  collaborazione  con  il
Dipartimento degli affari generali, del personale e dei servizi-DAG e
dal medesimo condivisa – si intende aggiornare e rendere piu’  snello
il  procedimento   amministrativo   concernente   le   richieste   di
delegazione di pagamento, raccogliere e  semplificare  le  istruzioni
sinora diramate nonche’ precisare e definire la  misura  degli  oneri
dovuti all’amministrazione a fronte dell’attivita’ prestata.
La delegazione di  pagamento  trova  la  sua  disciplina,  per  gli
aspetti qui  di  interesse,  principalmente  negli  articoli  1269  e
seguenti del  codice  civile  e  nelle  previsioni  del  decreto  del
Presidente  della  Repubblica  5  gennaio  1950,  n.   180,   recante
l’approvazione del testo unico delle leggi concernenti il  sequestro,
il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e  pensioni  dei
dipendenti dalle pubbliche amministrazioni.
In sintesi, secondo lo schema delineato dall’art. 1269  del  codice
civile, la delegazione di pagamento si sostanzia nell’ordine  che  un
soggetto (delegante) rivolge ad  un  altro  soggetto  (delegato),  di
pagare o di promettere di pagare una somma di denaro ad un terzo  suo
creditore  (delegatario).  Il  rapporto   giuridico   esistente   tra
delegante e delegato e’ definito rapporto di provvista – spesso  gia’
preesistente  alla  delegazione  –  mentre  quello  tra  delegante  e
delegatario e’ qualificato rapporto di valuta.
Il secondo comma dell’art. 1269 del codice civile  precisa  che  il
delegato,  ancorche’  debitore  del  delegante,  non  e’  tenuto   ad
accettare l’incarico, per cui l’assenso alla delegazione non e’  atto
dovuto, bensi’ volontario.
Il successivo art. 1270 del codice civile statuisce,  poi,  che  il
delegante puo’ revocare la delegazione sino a quando il delegato  non
abbia  assunto  l’obbligazione   nei   confronti   del   delegatario,
manifestando il proprio assenso, o non abbia eseguito il pagamento.
Volendo calare la suddetta struttura  giuridica  nelle  fattispecie
oggetto della presente circolare,  la  delegazione  di  pagamento  e’
l’incarico che il dipendente pubblico affida alla amministrazione  di
appartenenza – a fronte degli emolumenti spettanti per la prestazione
di lavoro e a condizione che la stessa accetti  di  obbligarsi  –  di
pagare  un  istituto  esercente  il  credito  o   una   societa’   di
assicurazione,    in     virtu’     dell’avvenuta     sottoscrizione,
rispettivamente, di un contratto di finanziamento o di una polizza di
assicurazione. Tale  fattispecie  e’  generalmente  qualificata  come
«delegazione convenzionale».
Piu’ nello specifico, avvalendosi della delegazione  convenzionale,
il dipendente pubblico in concreto puo’:
pagare i premi delle assicurazioni sulla vita o per la  copertura
di  rischi  professionali  o  per  la   costituzione   di   posizioni
previdenziali integrative dell’assicurazione generale obbligatoria;
pagare le rate dei prestiti ottenuti in virtu’ di un contratto di
A fianco alla delegazione convenzionale, l’art. 58 del decreto  del
Presidente  della  Repubblica  n.  180/1950  prevede  delle  puntuali
ipotesi di delegazione di pagamento per le quali l’amministrazione e’
tenuta, una volta accertata la sussistenza dei presupposti di  legge,
a dare senz’altro esecuzione alla richiesta, non avendo spazio alcuno
per una  valutazione  discrezionale.  In  dette  ipotesi,  si  e’  in
presenza della figura individuata anche come «delegazione legale» che
riguarda, in particolare,  le  trattenute  concernenti  il  pagamento
delle quote del prezzo o della pigione afferenti ad alloggi  popolari
od economici. Nella delegazione  legale  rientra  pure  la  delega  a
favore di organizzazioni sindacali relativamente al  pagamento  delle
La distinzione tra delegazioni  legali,  per  le  quali  esiste  un
obbligo  di  legge  all’esecuzione,  e   delegazioni   convenzionali,
soggette all’esercizio del potere discrezionale dell’amministrazione,
comporta, sotto il profilo procedimentale,  un  diverso  trattamento.
Infatti, per le prime il servizio va reso gratuitamente, mentre,  per
le seconde, una volta assentite, scatta in  capo  all’amministrazione
l’obbligo di recuperare i costi amministrativi sostenuti, non potendo
siffatti oneri gravare sulle  spese  di  funzionamento  della  stessa
amministrazione in assenza di  una  specifica  previsione  di  legge.
Considerato, poi, che le somme trattenute al dipendente sono  versate
direttamente al delegatario – il quale,  in  ultima  istanza,  e’  il
beneficiario del pagamento – e  la  necessita’  di  attivare  con  il
medesimo delegatario procedimenti volti al riscontro  dei  versamenti
attraverso anche uno  scambio  di  informazioni,  gli  oneri  di  cui
trattasi incombono in capo a quest’ultimo.
Per quanto attiene alla  delegazione  di  pagamento  convenzionale,
inoltre, e’  opportuno  ricordare  sin  d’ora  come  il  decreto  del
Presidente della Repubblica  n.  180/1950,  per  tutti  i  dipendenti
pubblici, fissa una serie di  limiti,  soprattutto  quantitativi.  In
effetti, non va dimenticato che detto  strumento  di  pagamento  puo’
cumularsi alla cessione del quinto dello stipendio, potendo  giungere
ad incidere significativamente  sull’ordinaria  capacita’  reddituale
del dipendente (il  cumulo  dei  due  istituti  puo’  comportare  una
riduzione del 40% dello stipendio netto, ulteriormente  elevabile  in
presenza di circostanze eccezionali).
Oltre  alla  normativa  di  rango  primario  sopra  richiamata,  la
delegazione  di  pagamento  per  i  dipendenti  pubblici  trova   una
disciplina di maggior dettaglio – soprattutto per quanto attiene agli
aspetti operativi –  in  vari  documenti  di  prassi,  rappresentati,
principalmente, dalle circolari di seguito elencate:
8 agosto 1995, n. 46/RGS;
16 ottobre 1996, n. 63/RGS;
11 marzo 1998, n. 29/RGS;
5 settembre 2003, n. 37/RGS;
29 luglio 2005, n. 554/DAG;
13 aprile 2006, n. 646/DAG;
20 aprile 2006, n. 654/DAG;
2 dicembre 2008, n. 35/RGS.
Cio’  precisato,  come   accennato   in   premessa,   esigenze   di
semplificazione  amministrativa,   non   disgiunte   dalla   naturale
maturazione della necessita’ di una rivisitazione delle attuali  fasi
procedimentali, hanno imposto di  addivenire  alla  emanazione  della
presente circolare, in  modo  da  diramare  nuove  e  piu’  organiche
istruzioni in materia, superando  cosi’  le  indicazioni  nonche’  le
problematiche  risultanti   dalla   stratificazione   di   regole   e
comportamenti avvenuta nel tempo, a causa del  succedersi,  oltre  al
parziale sovrapporsi, dei documenti di prassi teste’ ricordati.
Peraltro, si  introducono  significativi  elementi  di  innovazione
procedimentale,  tra  i   quali   meritano   di   essere   segnalati,
soprattutto, le diverse modalita’ di riscossione e la piu’ articolata
determinazione degli oneri amministrativi da  porre  a  carico  degli
Da ultimo, non va dimenticato che, sebbene delegazione di pagamento
e cessione del  quinto  dello  stipendio  abbiano  una  struttura  in
qualche modo simile, si tratta,  in  realta’,  di  figure  giuridiche
diverse.  Difatti,  la  cessione  del  quinto  non  e’  soggetta   ad
accettazione  da  parte  dell’amministrazione   e,   di   norma,   la
delegazione va ad aggiungersi ad  una  cessione  dello  stipendio  in
atto. Neppure va  trascurato  che  i  presupposti  e  i  limiti,  tra
cessione  dello  stipendio  e  delegazione,  sono  in   larga   parte
Relativamente alla cessione del quinto dello stipendio, si  rinvia,
per  maggiori  approfondimenti,  alle  indicazioni  fornite  con   le
circolari 3 giugno 2005, n. 21/RGS, e 13 marzo 2006, n. 13/RGS.
2. Condizioni per fruire della delegazione convenzionale
La possibilita’ per  il  dipendente  pubblico  di  avvalersi  dello
strumento della delegazione convenzionale  di  pagamento  e’  legata,
dunque, al ricorrere di taluni presupposti e soggetta ad una serie di
limiti, fissati perlopiu’ direttamente dalla legge.
Quanto  ai  presupposti,  oltre  ovviamente  all’esistenza  di   un
rapporto di impiego pubblico, la delegazione di pagamento deve  avere
ad oggetto un contratto  di  assicurazione  oppure  un  contratto  di
Nel caso di assicurazione, il contratto deve essere  finalizzato  a
risarcire, in tutto o in parte, i danni cagionati  da  eventi  legati
alla vita umana (assicurazione contro  gli  infortuni,  assicurazione
sulla vita, et similia)  oppure  a  coprire  i  rischi  professionali
derivanti  dall’attivita’  lavorativa  svolta  o  anche,  infine,   a
costituire una posizione previdenziale integrativa dell’assicurazione
generale  obbligatoria.  Pertanto,  devono  ritenersi  escluse  altre
tipologie di polizze aventi lo scopo di  coprire  rischi  connessi  a
«beni materiali» in senso lato, quali, ad esempio,  le  assicurazioni
sulla responsabilita’ civile per gli autoveicoli (cd.  «R.C.  auto»),
contro  l’incendio  o  il  furto  relativamente   all’autoveicolo   o
all’abitazione, contro eventi atmosferici, sui crediti, eccetera.
Nell’ipotesi di finanziamento – essendo normalmente un negozio  non
finalizzato,  ma  destinato  a  soddisfare  esigenze   generiche   di
liquidita’ – di regola non avra’ rilievo alcuno la ricerca dei motivi
per cui e’ stato stipulato il contratto, salvo che il  delegante  non
intenda avvalersi della possibilita’ di  oltrepassare,  nel  caso  di
concorso con la cessione dello stipendio, la quota di  un  quinto  al
netto delle ritenute  di  legge,  fermi  restando  gli  altri  limiti
legali. In quest’ultima evenienza, per tutelare il dipendente  da  un
eccessivo indebitamento, l’amministrazione dovra’ valutare con  molto
rigore le richieste pervenute  –  che  l’interessato  avra’  cura  di
giustificare  e  documentare  convenientemente  –  escludendo  quelle
fondate su motivi non ritenuti meritevoli  di  tutela.  Senza  alcuna
pretesa di esaustivita’  e  solamente  a  carattere  orientativo,  si
ritiene  non   possano   trovare   accoglimento   le   richieste   di
finanziamento concernenti l’acquisto  di  beni  di  largo  consumo  o
voluttuari, le spese per le vacanze,  gli  esborsi  per  i  giochi  e
pronostici in generale, mentre appaiono piu’ meritevoli  di  positiva
considerazione le richieste volte a sostenere spese, afferenti  anche
ai propri familiari, per gli studi universitari, per i viaggi  legati
ad esigenze di salute,  per  il  reintegro  di  perdite  patrimoniali
impreviste ed imprevedibili (incidenti domestici, calamita’ naturali,
In ogni caso, l’amministrazione, per le  delegazioni  di  pagamento
inerenti  a  finanziamenti,  dovra’  sempre  valutare  una  serie  di
elementi, anche nell’interesse e per la tutela del proprio dipendente
(quali, ad esempio, la durata del prestito ed il tasso di interesse).
In entrambe  le  tipologie  sopra  tracciate  per  grandi  linee  –
delegazioni  per  contratti  di  assicurazione  e   delegazioni   per
contratti di finanziamento –  occorre  che  il  contratto  sia  stato
stipulato con uno dei soggetti elencati all’art. 15 del  decreto  del
Presidente della Repubblica n. 180/1950 e di seguito riproposti:
a) istituti di credito o di previdenza costituiti tra impiegati e
salariati  delle  pubbliche  amministrazioni  (casse   mutue,   casse
sovvenzioni ed istituti similari);
b) societa’ di assicurazioni legalmente esercenti l’attivita’;
c) istituti e societa’ esercenti il credito, con esclusione delle
societa’ di persone, nonche’ le casse  di  risparmio  e  i  monti  di
Inoltre,  soprattutto  per  ragioni  di  efficienza  ed   efficacia
dell’azione amministrativa, la  richiesta  di  delegazione  non  puo’
avere ad oggetto, comunque, un periodo inferiore a dodici mesi.
Di converso, per i contratti di  finanziamento  –  fatte  salve  le
fattispecie afferenti ai mutui stipulati per il pagamento del  prezzo
dell’alloggio, giusta previsioni degli articoli  58  e  seguenti  del
decreto del Presidente della  Repubblica  n.  180/1950  –  la  durata
massima assentibile e’ di dieci anni.
Sempre in relazione ai contratti di finanziamento, va ricordato che
la durata del pagamento delle rate di rimborso  del  finanziamento  –
fermi restando il termine massimo di dieci anni e  le  particolarita’
di cui agli articoli 58 e seguenti del decreto del  Presidente  della
Repubblica n. 180/1950 inerenti al pagamento del prezzo dell’alloggio
– non puo’ eccedere il rimanente periodo del contratto di lavoro, per
il personale  a  tempo  determinato,  o,  comunque  e  per  tutto  il
personale, il momento di conseguimento del diritto al trattamento  di
quiescenza. Le suddette prescrizioni,  esplicitamente  poste  per  la
cessione del quinto dello stipendio, sono  indubbiamente  applicabili
anche per i contratti di finanziamento in discorso, per  i  quali  si
richiede di avvalersi della delegazione di pagamento.
Ulteriore presupposto per la delegazione convenzionale di pagamento
e’ l’esistenza, a monte, di una convenzione tra  l’amministrazione  e
gli istituti interessati nella quale, tra  i  vari  aspetti,  sia  in
particolare specificato l’onere amministrativo posto a  carico  degli
stessi, unitamente alla indicazione delle modalita’ di versamento  ed
ai consequenziali obblighi.
Per quanto concerne i limiti della  delegazione  convenzionale,  si
la quota totale delegabile non  puo’  superare  un  quinto  dello
stipendio  mensile  al  netto  delle  ritenute  di  legge  a   titolo
previdenziale e fiscale (articoli 5 e 65 del decreto  del  Presidente
della Repubblica n. 180/1950);
in caso  di  concorso  della  delegazione  convenzionale  con  la
cessione del quinto dello  stipendio  –  per  la  quale  il  soggetto
finanziatore   beneficiario   del   pagamento   abbia   la   garanzia
dell’Istituto   nazionale   di   previdenza    per    i    dipendenti
dell’amministrazione pubblica – INPDAP o  sia  egualmente  assicurato
presso altri istituti – o con le  delegazioni  legali  (pagamento  di
quote di prezzo o di  pigione  di  alloggi  popolari,  eccetera),  il
totale delle somme trattenute non puo’, ordinariamente,  superare  il
40 % dello stipendio mensile, al netto  delle  ritenute  di  legge  a
titolo  previdenziale  e  fiscale,  salvo   casi   straordinari   che
l’amministrazione  di  appartenenza  del  dipendente  e’  chiamata  a
valutare, fornendo uno specifico e  motivato  assenso  (art.  70  del
decreto del Presidente della Repubblica n. 180/1950  e  art.  66  del
decreto del Presidente della Repubblica  28  luglio  1950,  n.  895).
Corre l’obbligo di  sottolineare  che  il  rilascio  dell’assenso  in
questi casi deve ritenersi  vincolato  all’effettiva  sussistenza  di
situazioni del tutto eccezionali e straordinarie.
La percorribilita’ della delegazione di pagamento, come esposto, e’
subordinata all’esistenza di una convenzione stipulata tra l’istituto
delegatario  e  l’amministrazione  che,   dal   canto   suo,   dovra’
verificare, prima di addivenire alla sottoscrizione, la  presenza  ed
il rispetto di una serie di clausole ed elementi.
A carattere generale, le convenzioni, oltre a contenere  i  dati  e
gli elementi idonei ad identificare univocamente le parti  contraenti
(denominazione, sede,  codice  fiscale  e,  per  gli  istituti  e  le
societa’ esercenti il credito,  numero  d’iscrizione  all’albo  degli
intermediari finanziari di cui all’art. 106 del  decreto  legislativo
1° settembre 1993, n. 385, come sostituito dall’art. 7, comma 1,  del
decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141) e le persone  legittimate
alla sottoscrizione,  dovranno  evidenziare  esplicitamente  la  loro
durata  e  il  divieto  del  rinnovo  tacito,  nonche’   disciplinare
compiutamente la facolta’ di recesso.
Inoltre, le convenzioni dovranno prevedere che:
in caso di riduzione  dello  stipendio,  anche  a  seguito  delle
trattenute per recupero di crediti erariali, ai sensi dell’art. 3 del
R.D.L. 19 gennaio 1939, n. 295, convertito dalla legge 2 giugno 1939,
n. 739, ovvero di trattenute  operate  d’ufficio  per  morosita’,  in
virtu’ delle previsioni recate dagli articoli 60, 61 e 62 del decreto
del  Presidente  della  Repubblica  n.  180/1950,  ovvero  ancora  di
trattenute effettuate in base ad  altre  disposizioni  di  legge,  la
quota stipendiale derivante dalla delegazione convenzionale  continua
ad essere trattenuta, purche’ al delegante sia garantita la spettanza
di meta’ dello stipendio netto, calcolata prima della riduzione;
l’amministrazione non risponde per inadempienza nei confronti del
delegatario in presenza di azioni giudiziarie sugli stipendi;
per  quanto  non  disciplinato  dalla  convenzione   stessa,   si
applicano le prescrizioni di  legge  ed,  in  particolare,  i  limiti
recati dal decreto del Presidente della Repubblica n. 180/1950;
il  delegatario   assume   l’obbligo   di   versare   gli   oneri
amministrativi  nella  misura  e  secondo  le  modalita’  determinate
dall’amministrazione, in aderenza alle  indicazioni  contenute  nella
presente circolare;
nel caso dell’esistenza di un’altra delegazione convenzionale  in
corso,  l’amministrazione  dara’  seguito  alla   nuova   delegazione
convenzionale soltanto dalla prima rata utile successiva a quella  di
ricezione dell’attestazione sull’avvenuta estinzione del debito dante
causa alla precedente delegazione.
Per  agevolare   le   amministrazioni   interessate,   sono   stati
predisposti  ed  uniti  alla  presente  circolare   due   schemi   di
convenzioni-tipo,  uno  concernente  i  contratti  di   finanziamento
(allegato A) e l’altro le polizze assicurative (Allegato B).
Inoltre, le  medesime  amministrazioni  avranno  l’opportunita’  di
razionalizzare  i  processi  amministrativi,  prevedendo  nell’ambito
delle convenzioni di cui all’art. 1, commi 446 e 447, della legge  27
dicembre 2006, n. 296, una delega  al  DAG,  direzione  centrale  dei
sistemi informativi e dell’innovazione  –  DCSII  per  stipulare  una
convenzione unificata con gli istituti delegatari, secondo i predetti
schemi di convenzione-tipo, della  quale  possono  giovarsi  tutti  i
dipendenti delle amministrazioni deleganti.
4. Trattazione delle istanze di delegazione convenzionale
Le istanze di delegazione di pagamento –  redatte  avvalendosi  dei
fac-simile  uniti  alla   presente   circolare   per   l’ipotesi   di
finanziamento (allegato C) e per l’ipotesi di assicurazione (allegato
D)  –  vanno  presentate,  dal  delegatario  o  direttamente  a  cura
dell’istante,  all’amministrazione  di  appartenenza   del   medesimo
L’amministrazione, in primo  luogo,  verifichera’  l’esistenza  dei
requisiti soggettivi dell’istante nonche’ il rispetto delle  clausole
previste  nella  vigente   convenzione   stipulata   con   l’istituto
Segnatamente  per  le  delegazioni  concernenti  un  contratto   di
finanziamento, dovra’ essere verificato,  oltre  all’aspetto  formale
costituito essenzialmente dalla completezza e  correttezza  dei  dati
indicati, il rispetto dei seguenti elementi:
il tasso  effettivo  globale  medio  (TEG,  da  taluni  indicato,
impropriamente, anche come TEGM) praticato dall’istituto  finanziario
non deve superare la meta’ di quello indicato nel decreto –  adottato
ogni trimestre, a norma dell’art. 2, comma 1,  della  legge  7  marzo
1996, n. 108, dal Ministero dell’economia e delle finanze  –  recante
la rilevazione dei tassi di interesse effettivi globali medi ai  fini
della legge sull’usura;
la quota oggetto della delegazione non puo’  eccedere  il  quinto
dello stipendio, salvo ipotesi  del  tutto  eccezionali,  debitamente
motivate e documentate;
il concorso di una cessione del quinto dello stipendio e di altre
delegazioni di pagamento non  puo’,  in  ogni  modo,  comportare  una
riduzione  dello  stipendio,  al  netto  delle  ritenute  fiscali   e
previdenziali, superiore alla meta’;
l’esistenza di una garanzia per la restituzione del finanziamento
idonea alla copertura dei rischi elencati all’art. 32 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 180/1950 (morte del  dipendente  prima
che sia estinto il debito; cessazione dal  servizio  del  dipendente,
per qualunque causa);
l’insussistenza di trattenute sulle  stipendio  scaturenti  dalla
concomitante presenza di una cessione del quinto dello stipendio e di
un prestito ottenuto ai sensi della legge 29  giugno  1960,  n.  656,
recante la disciplina dei piccoli prestiti  erogati  da  parte  delle
casse mutue o sovvenzioni ministeriali e di istituzioni similari.
Invece, per le delegazioni di pagamento discendenti da una  polizza
assicurativa,  ferma  restando  la  necessita’  del  rispetto   della
convenzione sottostante, l’esame da condurre  e’  piu’  circoscritto,
essendo la verifica, fondamentalmente, volta ad accertare:
l’oggetto del contratto che, come gia’ esplicitato, deve riguardare
la tutela della persona umana, dei  rischi  professionali  ovvero  la
costituzione   di    una    posizione    previdenziale    integrativa
dell’assicurazione generale obbligatoria;
il rispetto dei limiti quantitativi per le trattenute fissati dal
decreto del Presidente della Repubblica n. 180/1950.
Esperiti i controlli di rito, la delegazione, recante la firma  del
delegante  autenticata   dal   dirigente   responsabile   dell’unita’
organizzativa di appartenenza,  va  trasmessa  d’ufficio  in  duplice
esemplare all’ufficio ordinatore del pagamento  dello  stipendio,  il
quale,  a  sua  volta,  ha  l’onere  di  inoltrare  un  esemplare  al
delegatario  e,  infine,  l’obbligo  di  provvedere  ad  operare   la
trattenuta indicata ed a versarla, detratti gli oneri amministrativi,
al  medesimo  delegatario  secondo  le   modalita’   previste   nella
delegazione e nella convenzione.
Per quanto riguarda le delegazioni per contratti di  finanziamento,
occorre precisare sin d’ora  che  la  trattenuta  ed  il  susseguente
versamento  a  favore  dell’istituto  delegatario  mutuante  potranno
avvenire  soltanto  dopo  l’acquisizione  dall’istituto   delegatario
stesso dell’attestazione sull’effettiva avvenuta somministrazione del
finanziamento al dipendente (art. 26 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 180/1950). A tale riguardo, sara’ interesse e cura  del
medesimo istituto delegatario  darne  dimostrazione  alla  competente
E’ appena il caso di precisare che  per  il  perfezionamento  della
delegazione occorre, in ogni modo, la previa accettazione formale  da
parte del delegatario.
La delegazione, una volta completa in tutti  i  suoi  elementi,  va
trasmessa, come  accennato,  al  competente  ufficio  ordinatore  del
pagamento dello stipendio e, in particolare:
alla pertinente  direzione  territoriale  dell’economia  e  delle
finanze – DTEF (ancorche’ soppresse dall’art.  2,  comma  1-ter,  del
dalla legge 22 maggio 2010, n.  73),  e,  dal  1°  marzo  2011,  alla
subentrante ragioneria territoriale dello Stato – RTS (giusta decreto
del Ministro dell’economia e delle finanze del 23 dicembre 2010), per
gli uffici periferici delle  amministrazioni  di  cui  gestiscono  le
partite stipendiali;
all’ufficio   del   personale   dell’amministrazione    centrale,
relativamente alle partite stipendiali dei  dipendenti  dalla  stessa
gestite  (per  il  Ministero  dell’economia  e  delle  finanze,  tale
ufficio, incardinato nell’ambito del DAG, e’  la  direzione  centrale
per i servizi al personale – DCSP).
Con l’occasione, si rammenta che, a corredo della delegazione,  non
dovra’  piu’  essere  trasmessa  copia  della   convenzione,   attesa
l’avvenuta implementazione, a  far  data  dal  1°  ottobre  2010,  di
un’apposita procedura informatizzata  –  per  il  cui  dettaglio,  si
rinvia alle specifiche contenute  nell’allegato  E  –  dedicata  alla
gestione  dei  dati  relativi  alle   convenzioni   stipulate   dalle
Nell’ambito delle attivita’ di dematerializzazione ed  e-government
della pubblica amministrazione  i  processi  sopradescritti  potranno
essere semplificati e  razionalizzati  in  un’ottica  di  automazione
5. Determinazione degli oneri amministrativi
L’esecuzione   delle   delegazioni   convenzionali   di   pagamento
costituisce, da un  lato,  un  vantaggio  per  il  dipendente  e  per
l’istituto delegatario – entrambi  garantiti  nella  regolarita’  dei
pagamenti   e   affrancati,   in   varia   misura,   da   adempimenti
amministrativi  e  transazioni  finanziarie  –   rappresentando   nel
contempo, pero’, un onere amministrativo per la finanza pubblica  che
deve  essere  ristorato,   in   considerazione   dell’inevitabile   e
consequenziale impiego di risorse umane e  strumentali,  specialmente
informatiche, da parte dell’amministrazione.
La misura di tali oneri amministrativi che gli istituti delegatari,
per fruire del servizio, si obbligano a  ristorare  e’  stata  sinora
calcolata sull’importo base di euro  1,10  (euro  uno/10),  assumendo
sostanzialmente a parametro il prezzo ordinario determinato da  Poste
italiane S.p.a. per i pagamenti eseguiti attraverso il bollettino  di
conto corrente postale. Infatti, le indicazioni contenute, da ultimo,
nella  circolare  n.  35/RGS  del  2008  precisano  che   gli   oneri
amministrativi da porre a carico degli istituti delegatari  sono  due
volte il costo del pagamento effettuato tramite bollettino  di  conto
corrente postale, per cui, in concreto, sono pari, con riferimento  a
ciascun mese in cui e’ operata la  trattenuta,  ad  euro  1,10  X  2,
quindi ad euro 2,20 (euro due/20), per  la  prima  annualita’  e  per
quelle  successive,  sempreche’  non  ricorrano  i  presupposti   per
l’applicazione, ma solo a decorrere dalla seconda  annualita’,  della
misura ridotta pari ad euro  0,92  (euro  zero/92),  nell’ipotesi  di
attivazione di un numero di delegazioni superiore a cento.
Cio’ posto, con  l’obiettivo  di  superare  un’impostazione  troppo
generica e legata pressoche’ esclusivamente a circostanze esterne, si
e’ proceduto ad  una  rivisitazione  degli  oneri  amministrativi  in
misura piu’ puntuale, tenendo conto di una serie di elementi connessi
alle attivita’ espletate per processare le delegazioni  di  pagamento
(numero  dei  dipendenti  utilizzati,  relativi  tempi  di  lavoro  e
propedeutica  formazione;  incidenza  dell’attivita’   amministrativa
prestata e ricadute sulle spese di funzionamento, anche in  relazione
alle  diverse  tipologie  di  delegazione  convenzionale;  spese   di
investimento, specialmente di natura informatica;  oneri  generali  e
spese di spedizione; eccetera).
Le  analisi  svolte  hanno  fatto  emergere  la   necessita’,   per
rafforzare la correlazione tra  oneri  amministrativi  effettivamente
sopportati dall’amministrazione e ristoro  da  parte  degli  istituti
delegatari, di rimodulare adeguatamente il contributo posto a  carico
In primo luogo, e’ apparsa ineludibile l’esigenza  di  operare  una
separata individuazione degli oneri amministrativi discendenti  dalle
attivita’ istruttorie  e  valutative  iniziali,  consequenziali  alla
richiesta di avvalersi della delegazione convenzionale di  pagamento.
I  suddetti  oneri,  essendo  strettamente  connessi   ad   attivita’
propedeutiche aventi un significativo impatto amministrativo,  devono
essere versati, a ragion veduta, eminentemente in un’unica soluzione,
in  occasione  della  prima  trattenuta  operata  in   virtu’   della
delegazione. Cio’ nondimeno, essendo tali attivita’  propedeutiche  e
funzionali all’attivazione delle trattenute  stipendiali,  una  parte
degli oneri in questione e’  stata  ripartita  forfetariamente  sugli
importi dovuti ogni mese.
In secondo luogo, per evidenti  ragioni  di  semplificazione  della
riscossione, si e’ affermata l’esigenza che il versamento degli oneri
amministrativi sia effettuato direttamente  dall’amministrazione  che
procede materialmente alla trattenuta nei confronti  del  dipendente,
attraverso la ritenzione sulla medesima trattenuta delle somme dovute
dall’istituto   delegatario   ed   il   loro   successivo   immediato
riversamento all’entrata del bilancio dello Stato.
In terzo luogo, il diseguale impatto sull’attivita’  amministrativa
delle diverse tipologie di delegazioni convenzionali – considerato in
modo non disgiunto dalla  valutazione  circa  la  diversa  valenza  e
rilievo sociali del sottostante rapporto di valuta – hanno condotto a
differenziare l’onere in discorso, a seconda la delegazione attenga a
contratti di finanziamento oppure a rapporti  assicurativi.  Infatti,
il contratto di assicurazione sulla vita, ad esempio, e’ connotato da
una fase istruttoria meno complessa e da piu’ semplici adempimenti di
riscontro nel  corso  del  tempo,  per  cui  i  costi  amministrativi
risultano,  a  ben  vedere,  significativamente  minori.  Invero,  la
trattenuta costituita dal premio e’ operata  in  modo  costante  sino
alla scadenza della polizza  e  assai  raramente  implica,  oltre  al
conseguente riversamento ed ai necessari obblighi di rendicontazione,
l’espletamento di ulteriore attivita’ amministrativa. Nell’ipotesi di
finanziamento, invece, occorre procedere anche a verifiche periodiche
(ad esempio, per il rispetto delle soglie convenzionalmente previste)
nonche’ a non infrequenti interventi di  aggiornamento  e  variazione
dati,  generalmente,  dietro  richiesta  degli  istituti   delegatari
(variazione dei tassi, cessioni, eccetera). Quest’ultima  circostanza
e’ idonea a giustificare, nel caso di contratti di finanziamento, una
piu’ elevata misura degli oneri  amministrativi  da  porre  a  carico
degli istituti delegatari. Per evidenti  ragioni  di  semplificazione
procedimentale,  tuttavia,  la  misura  degli  oneri  in   questione,
anziche’ essere fissata e  collegata  in  modo  puntuale  alle  varie
attivita’ aggiuntive singolarmente considerate e rilevate,  e’  stata
determinata  necessariamente  in   modo   forfetario,   ripartita   e
conglobata  in  quella  dovuta  mensilmente  per  le  operazioni   di
Infine, stante la maggiore uniformita’ e regolarita’ dell’attivita’
amministrativa afferente alla delegazione convenzionale, grazie anche
agli  strumenti  di  prassi  e  all’evoluzione  tecnologica,  e’   da
ritenersi superata la previsione di una misura  ridotta  degli  oneri
amministrativi dovuti nell’ipotesi di attivazione  di  un  numero  di
delegazioni superiori a cento –  che  trovava  ragione  nel  presunto
realizzarsi di economie di scala  –  avendo  tale  circostanza,  allo
stato, ricadute amministrative  minime  e,  di  conseguenza,  effetti
trascurabili sulla determinazione degli oneri in argomento.
Cio’ precisato, sulla scorta delle analisi e degli  approfondimenti
condotti, sono stati rideterminati gli oneri amministrativi,  esposti
nella tabella appresso riportata, che gli  istituti  delegatari  sono
tenuti a rifondere per ciascuna delegazione convenzionale a far  data
dal  1°  gennaio  2011,  tanto  in  caso  di  delegazioni  di   nuova
attivazione, quanto per quelle gia’ in essere.
Tipologia delegazione        Attività      Onere (euro)   Periodicità
Ricezione       Euro 18,00
istanze ed      diciotto/00)   una tantum
Contratti di                Trattenute,     Euro 2,05
finanziamento               verifiche       (due/05)       mensile
e rendiconta-
Ricezione       Euro 9,00
istanze ed      (nove/00)     una tantum
Contratti di assicura-      istruttoria
zione e contribuzioni      ——————————————
per posizioni previden-     Trattenute,     Euro 0,65
ziali integrative           versamenti      (zero/65)     mensile
Ogni due anni, su  iniziativa  del  DAG,  gli  importi  esposti  in
tabella  sono  soggetti  a  valutazione,  per   il   loro   eventuale
aggiornamento  in  aumento  o  in  diminuzione,  in  relazione   alle
variazioni intervenute degli oneri amministrativi  sostenuti  per  le
attivita’ connesse alle delegazioni convenzionali.
La  prima  valutazione  in  merito  dovra’  essere  effettuata  con
riferimento  alla  data  del  31  ottobre  2012,  al  fine  di  poter
aggiornare, sempreche’ ne  dovessero  ricorrere  i  presupposti,  gli
oneri amministrativi in discorso  con  decorrenza  1°  gennaio  2013,
ovviamente, anche per le delegazioni gia’  in  essere  alla  medesima
6. Modalita’ di versamento e controlli
In un’ottica di semplificazione degli adempimenti amministrativi da
espletare,  tanto  a  carico   degli   istituti   delegatari   quanto
dell’amministrazione, a far data dalla mensilita’ di luglio 2011,  il
versamento degli  oneri  dovuti,  a  seguito  dell’attivazione  delle
delegazioni  di  pagamento,  non  va  piu’  eseguito  dagli  istituti
delegatari interessati a mezzo bollettino di conto corrente postale.
Il  versamento  va  effettuato  direttamente  dalla  DCSII,  previa
ritenzione  della  quota  degli  oneri  amministrativi  relativi,  da
operare, attraverso il sistema service personale tesoro – SPT,  sulle
somme trattenute al dipendente  e  destinate  ad  essere  accreditate
all’istituto delegatario. Pertanto, la DCSII, una  volta  operata  la
trattenuta sulle competenze mensili del dipendente, deve provvedere a
scomputare dalla stessa gli oneri amministrativi, al fine di  poterne
eseguire il riversamento  al  pertinente  capitolo  dell’entrata  del
Nello specifico, il suddetto riversamento dovra’ essere  effettuato
contestualmente alla ritenzione degli  oneri  e  dovra’  affluire  ai
seguenti capitoli del capo X dell’entrata del bilancio  dello  Stato,
opportunamente differenziati  tra  delegazioni  per  finanziamenti  e
delegazioni per assicurazioni:
Capitolo 3378 –  «Contributi  dovuti  per  la  riscossione  e  il
pagamento»;
Capitolo  3374  –  «Contributi   rivenienti   dall’attivita’   di
riscossione e versamento dei  premi  assicurativi  e  dei  contributi
previdenziali integrativi a  carico  dei  dipendenti,  da  estinguere
mediante l’istituto della delegazione di pagamento».
Con modalita’ telematiche,  gli  istituti  delegatari,  per  quanto
attiene ai dati di loro specifico interesse, riceveranno  mensilmente
un prospetto con l’elencazione  dei  dipendenti  ai  quali  e’  stata
operata la trattenuta in esecuzione delle  delegazioni  convenzionali
e,   conseguentemente,   la   commisurazione   del   relativi   oneri
I  riscontri  ed  i  controlli  sui  riversamenti  sono  effettuati
dell’ufficio centrale di bilancio presso il Ministero dell’economia e
7. Fase transitoria
Le novita’ introdotte con la presente  circolare  –  in  particolar
modo per quanto attiene alla diversa modalita’  di  versamento  degli
oneri amministrativi, operativa, si ribadisce, con l’erogazione della
mensilita’  di  luglio  2011  –  impongono  di   fornire   specifiche
indicazioni per la fase transitoria, rappresentata dal primo semestre
Gli istituti delegatari, in modo non dissimile  da  quanto  operato
sinora, dovranno provvedere, solamente per l’anno 2011, ad effettuare
un versamento in acconto entro il 31 gennaio  2011,  avvalendosi  del
conto corrente postale «dedicato» n. 11283017, intestato alla sezione
di tesoreria provinciale di Viterbo, relativamente  alle  delegazioni
attive al 1° gennaio 2011.
Tale versamento in acconto deve essere calcolato secondo  la  nuova
misura  degli  oneri  amministrativi  determinata  con  la   presente
circolare e commisurato al solo primo  semestre  dell’anno  2011.  In
pratica, l’onere da versare sara’ di  euro  12,30  (euro  dodici/30),
pari  ad  euro  2,05  per  sei  mensilita’,  in  relazione  ad   ogni
delegazione per contratti di finanziamento,  e  di  euro  3,90  (euro
tre/90), pari ad  euro  0,65  per  sei  mensilita’,  relativamente  a
ciascuna delegazione per contratti di assicurazione.
Entro il 1° agosto 2011 (essendo il 31 luglio festivo), i  medesimi
istituti  delegatari  provvederanno  alle  opportune  operazioni   di
conguaglio, sempre con riguardo al primo semestre 2011, in  relazione
anche al maggior numero di delegazioni attivato nel medesimo periodo,
procedendo  a   versare   sul   predetto   conto   corrente   postale
esclusivamente l’importo ancora dovuto a titolo  di  saldo.  Infatti,
con la mensilita’ di luglio  2011,  gli  oneri  amministrativi,  come
illustrato in precedenza, formeranno oggetto  di  ritenzione  diretta
nell’ambito delle procedure del sistema SPT, per cui  sara’  superato
il procedimento di versamenti  anticipati  in  acconto  e  successive
operazioni di conguaglio. Per quanto afferisce alle nuove delegazioni
convenzionali,  attivate  quindi  nel  primo  semestre  2011,  dovra’
tenersi conto, chiaramente, anche  degli  oneri  per  l’attivita’  di
«Ricezione istanze ed istruttoria» che, si ricorda, e’ pari  ad  euro
18,00 per ciascun contratto di finanziamento e ad euro 9,00 per  ogni
Al fine,  poi,  di  agevolare  i  dovuti  riscontri,  gli  istituti
delegatari avranno cura di trasmettere, non  oltre  il  30  settembre
2011, un esemplare delle attestazioni dei bollettini di versamento  –
concernenti i versamenti effettuati entro  il  31  gennaio  2011,  in
acconto, ed entro il 1° agosto 2011, a saldo – all’ufficio con cui e’
stata stipulata  la  convenzione,  il  quale,  dal  canto  suo,  deve
provvedere, sulla base delle attestazioni  ricevute,  a  compilare  e
trasmettere alla ragioneria territoriale dello Stato  di  Viterbo  un
elenco degli istituti delegatari versanti, corredato da una  distinta
con gli estremi dei versamenti. Sara’ cura della predetta  ragioneria
territoriale  acquisire  dalla  coesistente  sezione   di   tesoreria
provinciale  le  quietanze  per  poter  svolgere  le   consequenziali
Per completezza, si soggiunge che nella marginale ipotesi dovessero
sorgere, in dipendenza del superamento del meccanismo  di  versamento
in acconto ed a  saldo,  degli  eventuali  importi  a  credito  degli
istituti  delegatari,  gli  stessi  istituti  potranno  chiederne  il
rimborso, osservando il procedimento disciplinato dall’art. 68, comma
3, delle istruzioni sul servizio di tesoreria dello Stato,  approvate
con decreto 29 maggio 2007 del Ministro dell’economia e delle finanze
(supplemento  ordinario  n.  160  alla  Gazzetta  Ufficiale  –  serie
generale n. 163 del 16 luglio 2007).
8. Aspetti fiscali e indicazioni finali
In merito agli  aspetti  fiscali  concernenti  le  convenzioni,  si
evidenzia che le stesse sono esenti dall’imposta di  bollo  (art.  47
del decreto del Presidente  della  Repubblica  n.  180/1950)  e  sono
soggette alla registrazione solamente  in  caso  d’uso  (art.  6  del
decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131).  Nel
caso  di  richiesta  di  registrazione,  l’imposta  di  registro   e’
esclusivamente a carico della parte richiedente (art. 39 e  art.  57,
comma 7, del decreto del Presidente della Repubblica n. 131/1986).
Per quanto inerisce alle convenzioni in essere, si raccomanda  alle
amministrazioni, nel caso tali convenzioni contenessero una  clausola
di rinnovo tacito, di attivarsi per tempo, al fine di far cessare  la
convenzione alla prima scadenza utile. Le amministrazioni stesse,  in
tal modo, potranno provvedere ad una nuova stipula, avvalendosi anche
degli schemi di convenzioni-tipo allegati  alla  presente  circolare,
sempreche’ ovviamente ne ricorrano le condizioni,  evitando  comunque
di creare soluzioni di continuita’.
In proposito, giova ricordare che l’esistenza della convenzione  e’
un presupposto per l’esecuzione delle delegazioni collegate, per  cui
il  venir  meno  della  stessa  comporta   inevitabilmente   per   il
delegatario l’impossibilita’ di poter attivare nuove  delegazioni  di
Con  l’occasione,   si   sottolinea   l’esigenza   che   tutte   le
amministrazioni che hanno proceduto a stipulare  le  convenzioni  con
gli istituti delegatari provvedano a trasmettere  alla  DCSII,  senza
alcun   indugio   e   a   mezzo   posta    certificata    (indirizzo:
[email protected]), le  opportune  informazioni  in  merito  a
tutte le  variazioni  riguardanti  gli  elementi  della  convenzione,
intervenute nel corso  della  sua  validita’.  A  tale  riguardo,  si
evidenzia che negli schemi di convenzione-tipo e’ previsto  a  carico
dell’istituto   delegatario   l’obbligo   di   inviare    un’apposita
comunicazione alla DCSII – all’indirizzo di posta certificata pocanzi
indicato ovvero, in via alternativa,  con  posta  raccomandata  –  in
relazione alle variazioni dei dati essenziali concernenti  l’istituto
delegatario stesso (ad esempio, cambiamento della  sede  o  mutamento
della  denominazione  sociale,   avvenuta   cessione   del   credito,
Infine, non appare superfluo  soggiungere  che  le  presenti  nuove
istruzioni superano le indicazioni fornite con le circolari n. 46/RGS
del 1995, n. 63/RGS del 1996, n. 29/RGS del 1998, n. 37/RGS del  2003
e n. 35/RGS del 2008.
……………………………………….    (codice     fiscale
…………………), di seguito “Amministrazione”,  nella  persona
di………………………………………………………….
…………….., nato il ………… a……………, in qualita’
……………………………………….   con   sede    legale
in……………………………………………………….
(codice  fiscale   ……………………………   e   iscrizione
all’albo        degli        intermediari        finanziari        al
n…………………….), di  seguito  “Istituto”,  nella  persona
di…………………………………………..,     nato     il
……………..   a……………………………………,   in
qualita’ di…………………………………
– l’Istituto      concede      finanziamenti      ai       dipendenti
………………………., da estinguersi con trattenute mensili
sui loro emolumenti in forza di delega da essi rilasciata;
– le parti concordano che  ai  fini  della  presente  convenzione  le
operazioni di delegazione di pagamento sono da ritenersi assimilate
alle cessioni del quinto  dello  stipendio  di  cui  al  D.P.R.  n.
180/1950;
– i suddetti prestiti non sono garantiti dall’Amministrazione;
– i suddetti prestiti devono essere idoneamente garantiti dai  rischi
elencati all’art. 32 del D.P.R. n.180/1950;
– l’Amministrazione non  risponde,  altresi’,  per  inadempienza  nei
confronti  del  delegatario  per   fatti   dipendenti   da   azioni
giudiziarie sugli stipendi;
il D.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180, il D.P.R. 28 luglio 1950, n. 895,
la circolare del 3 giugno 2005,  n.  21/RGS,  e,  in  particolare  la
circolare del 17 gennaio 2011,  n.  1/RGS,  in  materia  di  ritenute
mensili sugli stipendi dei dipendenti pubblici;
L’Amministrazione autorizza, i competenti Uffici che gestiscono  il
trattamento economico, ad operare le trattenute – tranne nei casi  in
cui si verifichi  interruzione  o  sospensione  di  assegni  –  sulle
competenze mensili  dei  propri  dipendenti  che  rilascino  apposita
delega in favore dell’Istituto, nella misura in  cui  le  stesse  non
superino i limiti previsti dal testo unico  approvato  con  D.P.R.  5
gennaio 1950, n. 180, e successive modificazioni.
In caso di concorso della quota delegata con cessione garantita dal
Fondo di cui all’art. 16 dello stesso D.P.R. n. 180/1950  o  comunque
garantite, ai sensi del successivo art.  34,  cosi’  come  modificato
dall’art. 1, comma 137, della legge 30  dicembre  2004,  n.  311,  da
compagnie  di  assicurazione  legalmente  esercenti  l’attivita’   di
garanzia, e/o con altre delegazioni, la cui esecuzione e’ atto dovuto
per l’Amministrazione, non puo’, comunque, superarsi la  meta’  dello
Si precisa,  quindi,  che  la  quota  relativa  all’istituto  della
delegazione deve essere unica e non superiore al singolo quinto delle
competenze mensili.
Agli effetti  della  presente  convenzione,  i  dipendenti  possono
stipulare con l’Istituto contratti  di  finanziamento  da  rimborsare
mediante delegazioni anche di durata decennale.
Eventuali richieste di rinnovo saranno  consentite  solo  dopo  che
siano decorsi i due quinti della durata dei contratti medesimi.
L’effettuazione delle trattenute di cui all’art. 2 verra’  eseguita
dall’Amministrazione  a  mezzo  dei   competenti   uffici   i   quali
provvederanno  alle  necessarie  operazioni  contabili  di  verifica,
modifica e cessazione delle trattenute medesime.
In  caso  di   riduzione   dello   stipendio,   anche   a   seguito
dell’applicazione di ritenute per recupero  di  crediti  erariali  ai
sensi dell’art. 3 del R.D.L. 19 gennaio 1939, n. 295, o  di  ritenute
di ufficio per morosita’ ex artt. 60, 61 e 62 del D.P.R. n.  180/1950
o altre disposizioni di legge, la quota delegata continua  ad  essere
trattenuta,  a  condizione  che  al  delegante   sia   garantita   la
conservazione di meta’  dello  stipendio  in  godimento  prima  della
I versamenti  delle  trattenute  verranno  operati  dal  Centro  di
Elaborazione e Servizi del Sistema Informativo Integrato  di  Latina,
mediante emissione di titoli di spesa estinguibili con accreditamenti
al   conto   corrente   bancario/postale   avente    le    coordinate
IBAN……………………………… –  o  comunque  altro  conto
corrente  indicato  formalmente  dall’Istituto  –   entro   il   mese
successivo a quello cui si riferiscono le trattenute medesime.
L’Istituto  si  impegna,  a  fronte  dell’attivita’  amministrativa
concernente  le  trattenute  stipendiali,  a  sostenere   gli   oneri
amministrativi in relazione al numero di delegazioni attive nel corso
di validita’ della presente convenzione.
Per la determinazione degli oneri amministrativi dovuti nonche’ per
le modalita’ di versamento, le parti fanno  integrale  riferimento  e
rinvio alla circolare del 17 gennaio 2011, n. 1/RGS.
In particolare, l’Istituto si obbliga a corrispondere, “una tantum”
l’onere nella misura fissata dalla  richiamata  circolare  pari  a  €
18,00 (euro diciotto/00) per ogni delega di  nuova  attivazione  e  €
2,05 (euro due/05) mensili, per ogni altra delega attiva.
Fermo restando l’esercizio della  facolta’  di  recesso,  eventuali
successivi aggiornamenti degli oneri amministrativi saranno applicati
anche alle delegazioni gia’ in essere.
Il versamento degli oneri dovuti per le  delegazioni  di  pagamento
sara’ operato mediante ritenzione degli stessi attraverso il  sistema
Service Personale Tesoro-SPT, sulle somme trattenute al dipendente  e
destinate ad essere accreditate all’Istituto.
Qualora il dipendente abbia gia’ in  atto  un  prestito  e  intenda
rimborsarlo anticipatamente o contrarre  un  nuovo  prestito  con  un
Istituto diverso, dovra’  richiedere  al  precedente  cessionario  il
conto del residuo debito.
Agli atti dell’Amministrazione, dovra’ pervenire la  documentazione
idonea a dimostrazione dell’estinzione del prestito.
L’Amministrazione, quindi, dara’ corso alla  nuova  ritenuta  dalla
prima rata utile successiva a quella di  ricezione  dell’attestazione
dell’avvenuta estinzione del debito per la precedente  delegazione  e
dell’erogazione del nuovo finanziamento.
La presente convenzione  non  produce  effetti  in  relazione  alle
partite stipendiali chiuse a seguito della  cessazione  dal  servizio
per qualunque causa, a far data dall’avvenuta cessazione.
E’ prevista la facolta’ di recesso di ciascuna delle due  parti  da
esercitarsi in forma scritta  e  con  preavviso  di  almeno  sessanta
giorni, rispetto alla scadenza prevista dal successivo art. 10.
La presente convenzione entra in vigore il …………………. e
si intende valida fino al  …………………  con  esclusione  di
rinnovo tacito, fatte comunque salve le clausole di  cui  agli  artt.
11, 12 e 13.
L’Istituto si impegna ad espletare la sua attivita’ direttamente  o
per il tramite  di  agenti  in  attivita’  finanziaria  vincolati  da
contratto monomandatario nonche’ a garantire che a tutti i dipendenti
siano praticate condizioni particolari  che  garantiscano  un  T.E.G.
(Tasso Effettivo  Globale),  un  T.A.E.G.  (Tasso  Annuale  Effettivo
Globale) e un I.S.C. (Indicatore Sintetico  dei  Costi)  massimi  che
siano tutti  comunque  inferiori  al  “  tasso  soglia”,  cosi’  come
trimestralmente definito dal Ministero dell’Economia e delle  Finanze
ai sensi della legge 7 marzo 1996, n. 108,  recante  disposizioni  in
materia di  usura,  relativamente  alla  categoria  “prestiti  contro
cessione del quinto dello stipendio”, del numero di punti percentuali
secondo la classificazione di seguito indicata:
a)……… punti per gli importi fino a € 5.000,00 (1)
b)……… punti per gli importi superiori a € 5.000,00 (2)
(1) Esempio: il  MEF  per  le  convenzioni  stipulate  con  validita’
dall’1/01/2010 al 31/12/2010 ha applicato una riduzione  di  8  punti
(2) Esempio: il  MEF  per  le  convenzioni  stipulate  con  validita’
dall’1/01/2010 al 31/12/2010 ha applicato una riduzione  di  6  punti
Eventuali oneri addebitati ai dipendenti e riferibili in  qualsiasi
modo  al  servizio  di  assicurazione,  mediazione   e/o   consulenza
personalizzato,  al  ritiro  e   all’inoltro   della   documentazione
occorrente ad una corretta istruttoria della pratica di finanziamento
dovranno, quindi, tutti essere ricompresi nei  suindicati  valori  di
L’eventuale inadempimento a quanto prescritto nel presente articolo
comporta la risoluzione unilaterale della presente convenzione, senza
L’Istituto,  pena  la  risoluzione   unilaterale   della   presente
convenzione  senza  obbligo  di  preavviso,  si  impegna  ad  inviare
trimestralmente, entro il 15 dei mesi di aprile,  luglio,  ottobre  e
gennaio, in quest’ultimo caso  dell’anno  successivo  al  periodo  di
riferimento, una tabella relativa alle  operazioni  di  finanziamento
concesse ai dipendenti  dell’Amministrazione  comprendente  le  sotto
indicate voci:
– nominativo debitore
– importo lordo e netto erogato
– numero ratei
– importo mensile ratei
– T.E.G. – T.A.E.G. – I.S.C.
– decorrenza e scadenza finanziamento.
Nel periodo di vigenza della  convenzione,  indicato  all’art.  10,
l’Istituto si impegna  a  comunicare  all’Amministrazione,  entro  il
termine  di  30  giorni  dal  verificarsi  degli  eventi,   qualsiasi
intervenuta variazione concernente  l’Istituto  stesso  –  quali,  ad
esempio e senza pretesa di esaustivita’, il cambiamento  della  sede,
il mutamento della denominazione  sociale,  l’avvenuta  cessione  del
credito – nonche’ ogni fatto che ne limiti la capacita’ giuridica.
In tale evenienza, inoltre, l’Istituto dovra’  inviare  un’apposita
analoga comunicazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze-MEF,
Dipartimento degli Affari Generali, del Personale e dei  Servizi-DAG,
Direzione Centrale dei Sistemi Informativi e  dell’Innovazione-DCSII,
all’indirizzo di posta certificata  [email protected]  ovvero,
in via alternativa, con posta raccomandata.
La violazione di tali impegni  costituisce  motivo  di  risoluzione
Il presente atto e’ esente dall’imposta di bollo,  ai  sensi  della
normativa vigente, ed e’ soggetto a registrazione in caso  d’uso  con
relativa spesa a carico della parte richiedente la registrazione.
Per l’Istituto Per l’Amministrazione
……………………………………………….       (codice
fiscale…………………  di  seguito  “Amministrazione”,   nella
persona di………………………………………………….,
nato il ………………… a…………………..,  in  qualita’
……………………………………….  con  sede  legale  in
…………………………………….      (codice      fiscale
……………………………………..), di seguito  “Societa”,
nella persona di………………… nato il……………………
a……………………….., in qualita’ di………………..
– la  Societa’  stipula  polizze  assicurative   con   i   dipendenti
………………………………….,  il  cui   premio   viene
corrisposto con trattenute mensili sui loro emolumenti in forza  di
delega da essi rilasciata;
– l’Amministrazione non risponde, per inadempienza nei confronti  del
delegatario  per  fatti  dipendenti  da  azioni  giudiziarie  sugli
L’Amministrazione autorizza i competenti Uffici che  gestiscono  il
trattamento economico ad operare le trattenute – tranne nei  casi  in
delega in favore della Societa’, nella misura in cui  le  stesse  non
stipulare con la Societa’ polizze assicurative contro gli  infortuni,
sulla vita, sanitarie, per la copertura di rischi professionali o per
la    costituzione    di    posizioni    previdenziali    integrative
dell’assicurazione generale obbligatoria il cui premio potra’  essere
pagato mediante delegazione.
IBAN……………………………… –
o comunque altro conto corrente indicato formalmente dalla Societa’
– entro il mese successivo a quello cui si riferiscono le  trattenute
La Societa’ si  impegna,  a  fronte  dell’attivita’  amministrativa
In particolare,  la  Societa’  si  obbliga  a  corrispondere,  “una
tantum”, l’onere nella misura fissata dalla richiamata circolare pari
a € 9,00 (euro nove/00) per ogni delega di nuova attivazione e € 0,65
(euro zero/65) mensili, per ogni altra delega attiva.
Il versamento degli oneri dovuti per le  delegazione  di  pagamento
Service Personale Tesoro – SPT, sulle somme trattenute al  dipendente
e destinate ad essere accreditate alla Societa’.
giorni, rispetto alla scadenza prevista dal successivo art. 9.
La presente convenzione entra  in  vigore  il  ………….  e  si
intende  valida  fino  al  …………………  con  esclusione  di
rinnovo tacito, fatte comunque salve le clausole di cui agli artt. 10
L’Amministrazione, qualora venga a conoscenza di  eventuali  frodi,
truffe e quant’altro illecito non conforme alla normativa riguardante
il corretto esercizio dell’attivita’ di cui trattasi da  parte  della
Societa’,  risolve  unilateralmente  la  presente  convenzione  senza
In tal caso, i premi assicurativi non saranno  piu’  trattenuti  al
delegante ne’ versati alla Societa’.
Nel periodo di vigenza della convenzione, indicato all’art.  9,  la
Societa’  si  impegna  a  comunicare  all’Amministrazione,  entro  il
intervenuta variazione concernente la Societa’  stessa  –  quali,  ad
esempio e senza pretesa di esaustivita’, il cambiamento della sede  e
il mutamento della denominazione sociale – nonche’ ogni fatto che  ne
limiti la capacita’ giuridica.
In tale evenienza, inoltre, la Societa’ dovra’ inviare  un’apposita
Per la Societa’ Per l’Amministrazione
MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – CIRCOLARE 17 gennaio 2011, n. 1 – Istruzioni operative, per le trattenute mensili sugli stipendi dei dipendenti pubblici mediante l’istituto della delegazione con oneri a carico degli istituti delegatari. (11A00876) (GU n. 22 del 28-1-2011 redazione redazione 2015-05-05T21:15:31+00:00

References: art. 1270
 art.  66
 art.  57
 art.  34
 art. 10
 art. 9