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Timestamp: 2017-10-20 16:00:23+00:00

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Corte di Cassazione, sezione V, sentenza n. 30091 depositata il 28 luglio 2011. Penalmente responsabile di bancarotta fraudolenta documentale l’amministratore formale quando ha contezza dello scopo che l’autore materiale del reato (l’amministratore di fatto) si prefiggeva con la sua condotta
By Avv. Renato D'Isa on 30 luglio 2011 • ( 1 commento )
Corte di Cassazione – Sezione V penale – Sentenza 28 luglio 2011, n. 30091. Penalmente responsabile di bancarotta fraudolenta documentale l’amministratore formale quando ha contezza dello scopo che l’autore materiale del reato (l’amministratore di fatto) si prefiggeva con la sua condotta
Corte di Cassazione, sezione V, sentenza n. 30091 depositata il 28 luglio 2011.
Così deciso dalla V sezione, secondo la quale è penalmente responsabile di bancarotta fraudolenta documentale ex art. 216[2] l.f., nonchè in virtù del disposto dell’art. 2392[3] c .c., l’amministratore formale di una società, solo ove si ritenesse non solo che egli era consapevole della sottrazione, bensì anche che avesse contezza dello scopo che l’autore materiale del reato (l’amministratore di fatto) si prefiggeva con la sua condotta.
Pertanto il profilo soggettivo della responsabilità va accertato caso per caso […] accertando se l’amministratore di diritto era consapevole delle altrui pratiche sottrattive e delle finalità ulteriori perseguite con tali condotte, ovvero semplicemente aveva accettato il rischio – omettendo ogni controllo – che l’amministratore di fatto sottrasse i libri contabili.
La Corte di Piazza Cavour ha cassato la decisione della Corte di Appello di Potenza, rinviando alla Corte territoriale di Catanzaro, poichè la sentenza di condanna non motivava soprattutto, in ordine all’elemento soggettivo dell’odierno ricorrente in relazione alla sottrazione delle scritture contabili.
[2] Art. 216. Bancarotta fraudolenta.
[3] Articolo 2392 – Responsabilità verso la società
Gli amministratori devono adempiere i doveri ad essi imposti dalla legge e dallo statuto con la diligenza richiesta dalla natura dell’incarico e dalle loro specifiche competenze. Essi sono solidalmente responsabili verso la società dei danni derivanti dall’inosservanza di tali doveri, a meno che si tratti di attribuzioni proprie del comitato esecutivo o di funzioni in concreto attribuite ad uno o più amministratori.
La responsabilità per gli atti o le omissioni degli amministratori non si estende a quello tra essi che, essendo immune da colpa, abbia fatto annotare senza ritardo il suo dissenso nel libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio, dandone immediata notizia per iscritto al presidente del collegio sindacale. (1)
(1) Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2392, in virtù dell’art. 1 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:
“Gli amministratori devono adempiere i doveri ad essi imposti dalla legge e dall’atto costitutivo con la diligenza del mandatario , e sono solidalmente responsabili verso la società dei danni derivanti dall’inosservanza di tali doveri, a meno che si tratti di attribuzioni proprie del comitato esecutivo o di uno o più amministratori.
La responsabilità per gli atti o le omissioni degli amministratori non si estende a quello tra essi che, essendo immune da colpa, abbia fatto annotare senza ritardo il suo dissenso nel libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio, dandone immediata notizia per iscritto al presidente del collegio sindacale .”
Categorie:Cassazione penale 2011, Diritto Fallimentare, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze
Corte di Cassazione, Sezione V, Sentenza del 24 giugno 2011, n. 25453. La ripresa fotografica e video dell’attività edificatoria in corso nella contigua proprietà della persona ripresa non integra il reato di interferenza illecita nella vita privata (art. 615-bis C.P.)
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References: sentenza 
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 art. 216
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 Art. 216
 Articolo 2392
 art. 2392
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