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Timestamp: 2018-06-25 07:58:04+00:00

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Codice proc. civile Art. 300 cod. proc. civile: Morte o perdita della capacità della parte costituita o del contumace
Se alcuno degli eventi previsti nell’articolo precedente si avvera nei riguardi della parte che si è costituita a mezzo di procuratore, questi lo dichiara in udienza o lo notifica alle altre parti (1).
Se la parte e’ costituita personalmente, il processo è interrotto al momento dell’evento.
Se alcuno degli eventi previsti nell’articolo precedente si avvera o e’ notificato dopo la chiusura della discussione davanti al collegio, esso non produce effetto se non nel caso di riapertura dell’istruzione.
(1) La Corte cost., con sent. 16-10-1986, n. 220, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli artt. 75 e 300 «nella parte in cui non prevedono, ove emerga una situazione di scomparsa del convenuto, la interruzione del processo e la segnalazione, ad opera del giudice, del caso al pubblico ministero, perché promuova la nomina di un curatore, nei cui confronti l’attore debba riassumere il giudizio».
Eventi interruttivi relativi alla parte costituita a mezzo di procuratore
In omaggio al disposto degli artt. 299 e 300, comma secondo, c.p.c., la morte della parte dichiarata in udienza dal suo procuratore o da questi notificata alle altre parti, comporta la conseguenza automatica dell’interruzione del processo, precisando inoltre che una tale regola non è derogata neppure nell’ipotesi in cui l’attività processuale venga erroneamente fatta proseguire dal giudice prima di dichiarare l’interruzione.
Cass. lav., 2 marzo 2004, n. 4249.
La morte o la perdita della capacità della parte costituita che sopravvengano nel corso del giudizio di appello trovano specifica e compiuta disciplina nelle disposizioni dell’art. 300 c.p.c., e, pertanto, se il procuratore costituito, unico legittimato ai sensi della medesima norma, ometta di dichiarare in udienza o di notificare alle altre parti uno degli anzidetti eventi relativi alla parte da lui rappresentata, la posizione giuridica di quest’ultima resta stabilizzata rispetto alle altre parti ed al giudice quale persona esistente e capace.
Cass. 5 ottobre 2010, n. 20667.
In caso di morte o perdita di capacità della parte costituita a mezzo di procuratore, l'omessa dichiarazione o notificazione del relativo evento ad opera di quest'ultimo comporta, giusta la regola dell'ultrattività del mandato alla lite, che il difensore continui a rappresentare la parte come se l'evento stesso non si fosse verificato, risultando così stabilizzata la posizione giuridica della parte rappresentata (rispetto alle altre parti ed al giudice) nella fase attiva del rapporto processuale, nonché in quelle successive di sua quiescenza od eventuale riattivazione dovuta alla proposizione dell'impugnazione.
Cassazione civile sez. II 08 gennaio 2015 n. 39
Ai sensi del nuovo art. 2505-bis c.c., conseguente alla riforma del diritto societario (D.Lgs. n. 6 del 2003), la fusione tra società non determina, nelle ipotesi di fusione per incorporazione, l’estinzione della società incorporata, né crea un nuovo soggetto di diritto nell’ipotesi di fusione paritaria, ma attua l’unificazione mediante l’integrazione reciproca delle società partecipanti alla fusione, risolvendosi in una vicenda meramente evolutivo-modificativa dello stesso soggetto giuridico, che conserva la propria identità, pur in un nuovo assetto organizzativo. Deve pertanto escludersi che la fusione per incorporazione determini l’interruzione del processo ai sensi dell’art. 300 c.p.c.
Cass., Sez. Un., 8 febbraio 2006, n. 2637.
A seguito di fusione mediante incorporazione avvenuta prima della riforma del diritto societario di cui al D.Lgs. n. 6 del 2003 ed all’introduzione dell’art. 2504-bis c.c., che realizza una situazione giuridica corrispondente a quella della successione universale, la società incorporante legittimamente può costituirsi nel giudizio di cassazione, anche se la successione a seguito di fusione si sia verificata nel corso di precedente fase del giudizio, nella quale non sia stata dichiarata in udienza, o notificata, l’estinzione della società incorporata.
Fatti interruttivi riguardanti la parte contumace
La morte della parte contumace non produce automaticamente l’interruzione del processo, occorrendo invece che l’evento sia notificato o certificato dall’ufficiale giudiziario nella relazione di notifica di uno degli atti previsti dall’art. 292 c.p.c., senza che spieghi influenza la conoscenza acquisita aliunde. Tale interruzione opera di diritto nel senso che si perfeziona nel momento dell’evento ovvero della sua notificazione, dichiarazione o certificazione indipendentemente da un provvedimento del giudice, il quale, però, è tenuto a provvedere non appena abbia notizia del perfezionamento della fattispecie interruttiva per evitare che sia illegittimamente svolta ulteriore attività processuale.
Cass. 28 novembre 2007, n. 24762.
Eventi interruttivi successivi alla chiusura della discussione
Qualora, verificatasi nel corso del giudizio di primo grado la morte della parte costituita, tale evento venga attestato dal procuratore nel corso dell’udienza collegiale, dopo che la causa è stata rimessa in decisione, il giudice non può tenere conto di tale fatto né ai fini dell’interruzione del processo né per dichiarare la cessazione della materia del contendere.
Cass. 30 ottobre 2008, n. 26254.
In relazione ad una causa, originariamente rimessa al collegio per la decisione e quindi assegnata alla sezione stralcio senza che l’udienza collegiale avesse luogo, è possibile far valere un evento interruttivo nell’udienza fissata davanti al giudice onorario aggregato (g.o.a.) per la comparizione delle parti, non essendo detta causa stata ancora assunta in decisione.
Cass. 24 aprile 2007, n. 9900.
22/10/2015 alle 10:08
Avrei una domanda: è possibile chiedere l’interruzione del giudizio per la morte della parte contumace NON costituita?

References: Art. 300

Cass. 

Cass. 
 art. 2505

Cass. 

Cass. 

Cass.