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Legge 133 del 6 Agosto 2008 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo. - ppt scaricare
PubblicatoAgnella Biagi Modificato 3 anni fa
Presentazione sul tema: "Legge 133 del 6 Agosto 2008 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo."— Transcript della presentazione:
1 Legge 133 del 6 Agosto 2008 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivit à, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 21 agosto 2008 - Suppl. Ordinario n. 196
2 Il percorso legislativo -25 giugno 2008: su proposta del Ministro del Tesoro On. Tremonti, il Consiglio dei Ministri approva il Decreto Legge n. 112 concernente: “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria “ -Il 3 luglio: la Crui approva all’unanimità la mozione “La Manovra va modificata o il destino dell’università è segnato” -Il 28 luglio: il Senato Accademico di Brescia esprime forti preoccupazioni in merito al decreto (così come quasi tutti i senati accademici delle Università italiane!) -6 agosto : il Parlamento approva in via definitiva il DL 112 che viene convertito in legge -21 agosto avviene la pubblicazione sulla G.U. e diventa legge (133/08)
3 Contenuti della Legge 133/08 relativi all’università Come funzionano oggi le università in Italia (in particolare l’Università degli Studi di Brescia) Possibili effetti della Legge 133/08 e successivo DL 180
4 Elementi critici della Legge 133 1.Taglio dei finanziamenti pubblici alle università (FFO)_ art.66 2.Limitazione del turn-over del personale_ art.66 3.Possibilità di trasformare le Università in Fondazioni di diritto privato_ art.16
5 Art.66, comma 13 In relazione a quanto previsto dal presente comma, l'autorizzazione legislativa di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, concernente il fondo per il finanziamento ordinario delle universit à, e' ridotta di 63,5 milioni di euro per l'anno 2009, di 190 milioni di euro per l'anno 2010, di 316 milioni di euro per l'anno 2011, di 417 milioni di euro per l'anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013. 1. Tagli del finanziamento pubblico
6 Il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), che ad oggi è di 7,4 Mld, viene tagliato in maniera incrementale: - 63,5 milioni di euro nel 2009 - 190 milioni di euro nel 2010 - 316 milioni di euro nel 2011 - 417 milioni di euro nel 2012 - 455 milioni di euro dal 2013 Per un totale di 1.441,400 milioni di euro FFO copre “le spese per il funzionamento e le attività istituzionali delle università, ivi comprese le spese per il personale docente, ricercatore e non docente, per l’ordinaria manutenzione delle strutture universitarie e per la ricerca scientifica, ad eccezione della quota destinata ai progetti di ricerca di interesse nazionale”
7 2. Limitazione del turn-over ART.66, comma 7 (modificato dal Dl 180) 7. (..) « Per gli anni 2010 e 2011, le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 523 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, possono procedere, per ciascun anno, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilit à, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 20 per cento di quella relativa al personale cessato nell'anno precedente. In ogni caso il numero delle unit à di personale da assumere non può eccedere, per ciascun anno, il 20 per cento delle unit à cessate nell'anno precedente. Il limite cambia al 50% nel 2012. (Art. 66 comma 9) Le limitazioni si applicano indipendentemente dall’efficienza nell’utilizzo delle risorse dimostrata dai diversi Atenei
8 3. Possibilità di trasformazione in fondazioni private Art. 16 “ …le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e' adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta. … Le fondazioni universitarie subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell'Università. Al fondo di dotazione delle fondazioni universitarie e' trasferita, con decreto dell'Agenzia del demanio, la proprietà dei beni immobili già in uso alle Università trasformate.”
9 ALCUNI DATI Il finanziamento all’università: confronti internazionali Il sistema universitario italiano è sottofinanziato rispetto alla media Ocse ( dati Ocse 2007): 1)Spesa annuale per studente: USA: 24370$ Inghilterra: 13506$ Germania: 12446$ Francia: 10995$ Media OCSE: 11512$Italia: 8026$ 2) Spesa pubblica annuale per studente USA: 8400$ Inghilterra: 9400$ Germania: 10200$ Francia: 9300$ Media OCSE: 8400$ Italia: 5400$
11 Le risorse economiche dell’università
12 Riassumendo: Per “salvarsi” le Università possono trasformarsi in Fondazioni di diritto privato TUTTAVIA: _ Il finanziamento dalla ricerca privata in Italia ed a Brescia è praticamente inesistente: le dimensioni della piccola-media impresa impediscono, nel regime fiscale attuale, un significativo investimento in ricerca. _Le grandi aziende (ENI-ENEL-FIAT) non finanziano (più) la ricerca. _Da dove può venire il finanziamento privato alle Fondazioni? (Quelle bancarie ora hanno altro a cui pensare!)
13 Il contributo studentesco Nelle università pubbliche i contributi degli studenti non possono superare il 20% dell’FFO (a Brescia è il 19,92%..già al massimo!) Contributo medio per studente (dati Miur 2005): nelle università pubbliche: 726 € nelle università private: 3075 €
14 FACCIAMO 2 CONTI IN CASA NOSTRA MIUR 1,77* FFO 65,39* tot 67,17* Tasse studenti 13,17* Altri soggetti pub./priv 2,72* *(Dati in milioni di €) Fonte: I venticinque anni dell’Università degli studi di Brescia, Com &Print, Brescia, 2007
16 Le spese delle Università
17 Un criterio utilizzato per la qualità: Le spese per il personale Le spese per il personale non possono superare il 90% dell’FFO (Legge 449/97)
18 Il corpo docente I docenti di ruolo sono così ripartiti (dati MIUR 2005): Ordinari 32% Associati 31,5% Ricercatori 36,5% Nel periodo 1999-2005 i docenti di ruolo sono così cresciuti: Ordinari + 49% Associati + 5% Ricercatori + 13% Tuttavia il rapporto numero di studenti/numero di docenti in Italia è alto rispetto ad altri paesi
19 L’età anagrafica del personale docente
20 Possibili conseguenze della Legge 133 Possibili conseguenze del taglio dell’FFO e del blocco del turn-over: Taglio dei servizi agli studenti (mensa, corsi) Aumento tasse Riduzione dell’offerta formativa Riduzione del tempo per la ricerca Riduzione delle possibilità di ingresso in Università dei giovani ricercatori. Riduzione del numero dei docenti Ulteriore innalzamento dell’età media del corpo docente
21 Se le università pubbliche scelgono di trasformarsi in fondazioni private: ci saranno minori possibilità di tutelare il diritto allo studio (ad esempio: possibilità di incrementare le tasse studentesche) ci sarà minore indipendenza della ricerca scientifica, che sarà maggiormente influenzata dal finanziatore privato (che fine farà Filosofia?Giurisprudenza?) la sopravvivenza degli Atenei sarà maggiormente legata alla disponibilità di risorse private nel territorio di riferimento
22 ...le novità degli ultimi giorni… Decreto-legge 10 novembre 2008, n. 180 "Disposizioni urgenti per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca" pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 263 del 10 novembre 2008 (che deve essere convertito in legge entro 60 giorni)
23 Dl 180 un timido tentativo per modificare una situazione drammatica… I tagli persistono ma 500 milioni di FFO saranno distribuiti in maniera differente dal 2009 (dei circa 7 Mld di FFO nazionale) ma non sono ancora noti i criteri Nel 2010 a Brescia arriveranno 62,7 milioni a fronte dei 69,5 del 2009 Turn-over modificato al 50% (non più al 20%) con modalità differenti 135 ml stanziati per le borse di studio 65 ml stanziati per gli alloggi universitari … sono ancora da chiarire parecchi punti …
24 Presa di posizione a seguito del Dl 180.. “… Il Decreto Gelmini pubblicato lunedì non cambia niente per Brescia...” “… sono anche misure positive, ma da noi solo in teoria...” “… questi incentivi sono solo un’affermazione di principio..” “… in pratica non cambierebbe nulla e noi che abbiamo poco turn- over avremmo difficoltà molto serie ad ottenere risorse..” (Conferenza stampa Rettore Preti e Prorettore Provasi, 12 Novembre 2008)
25 La situazione positiva di Brescia… L’Univesità bresciana è scelta da oltre 3000 matricole all’anno (15.000 studenti iscritti) Quasi il 90 %dei suoi laureati specialisti lavora, la grossa parte del restante 10% continua gli studi. I docenti di prima fascia sono 28 % mentre i ricercatori raggiungono il 44%. Nella valutazione Civr del triennio 2001-03 ha ottenuto punti sopra la media anche nei settori disciplinari in cui è meno forte. Per risultati della ricerca Brescia è al 6 posto su 15 nel settore medico, al 4 su 18 per la biologia, al 2 su 18 per ingegneria industriale e dell’informazione… A Brescia ci sono 30 studenti circa per docente (dati forniti sabato 1 Novembre 2008 in Conferenza Stampa dal Magnifico Rettore A.Preti)
26 Cosa accadrà? “…nel 2007 il pareggio è costato 4 milioni, altrettanti se ne prevedono quest’anno,dal 2009 i trasferimenti statali caleranno, mentre gli stipendi di dipendenti e professori aumentano (di 2,5 milioni) e non per decisione dell’università; gli studenti già contribuiscono con le tasse al 20 per cento massimo consentito, e far quadrare i conti diventerà sempre più difficile…” “…sarà impossibile mantenere gli standard di qualità conservati fino ad oggi (anche facendo ricorso a fondi propri) con i tagli annunciati dalla legge 133…” “..sono pronto a rassegnare le dimissioni se le cose non cambieranno…” (Conferenza Stampa dal Magnifico Rettore A.Preti 1 Novembre 2008)
27 Conclusioni Il Governo e al Parlamento non possono volere “riformare” l’università con decreti legge senza coinvolgere il mondo accademico e gli organismi istituzionali Non è ammissibile colpire indiscriminatamente tutte le Università e far “pagare la crisi” all’istruzione pubblica L’Università pubblica deve continuare ad esistere così come sancito dalla nostra Costituzione Per valutare il merito bisogna attivare al più presto l’ANVUR (Agenzia Nazionale Valutazione Università e Ricerca) ad oggi congelata …di una seria riforma l’università avrebbe grande bisogno… …discutiamone insieme…
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