Source: http://m.astrolabio.amicidellaterra.it/index.php/dal-2010/miracolo-ad-acerra/56-miracolo-ad-acerra
Timestamp: 2020-07-11 14:07:13+00:00

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È possibile osservare il problema dell’incenerimento da diversi punti di vista. Ci si può scandalizzare, condannandolo senza appello come dannoso per la salute pubblica. Oppure lo si può esaltare indicandolo come tecnologia indispensabile nel sistema di gestione dei rifiuti urbani.
Portando a sostegno dell’una o dell’altra tesi svariate motivazioni ed argomenti di carattere sociale, si è finito col dar vita a vere e proprie teorie sull’incenerimento, in cui ogni soggetto tende principalmente a marcare la propria diversità.
Poco interessati a questo tipo di gara e tentando, per quanto possibile di essere privi da idee preconcette, abbiamo scelto di ricostruire in termini obiettivi la storia della gestione dell’inceneritore di Acerra degli ultimi tre anni.
Alcuni aspetti di questa storia possono, a chi non li abbia verificati, apparire incredibili. In breve tempo, dopo le massicce contestazioni da parte di persone di ogni estrazione, l’inceneritore, grazie anche alla sua trasparenza gestionale, è riuscito a guadagnarsi uno spazio tutt’altro che trascurabile, e cosa senza dubbio ancora più sorprendente, l’inizio di una accettazione sociale, impensabile non molto tempo fa. Vuoi vedere che, messa di fronte a scelte serie ed efficaci, anche l’opinione pubblica napoletana sarebbe capace di stupire?
Il termovalorizzatore di Acerra è attualmente l’unico impianto nel suo genere presente in Campania [1], che produce energia elettrica dalla combustione dei rifiuti urbani, vagliati negli stabilimenti di trito-vagliatura e imballaggio rifiuti (STIR)1, per una produzione annua di energia elettrica di circa 600.000 MWh, equivalente al fabbisogno di 200.000 utenze domestiche, usufruendo dei benefici del sistema tariffario Cip 6 (circolare n. 6 del 1992 del Comitato Interministeriale Prezzi).
In merito alle caratteristiche dei rifiuti trattati, e in particolare al loro contenuto energetico, va evidenziato che il potere calorifico inferiore (PCI) è di 13 MJ/kg [2], superiore a quello medio nazionale pari a circa 12 MJ/kg [2] e superiore a quello che di norma si riscontra in alcune realtà europee, nelle quali risulta essere mediamente di circa 10,1 MJ/kg [2].
Allo scopo di fornire informazioni e dati oggettivi sul funzionamento dell’impianto, i test di controllo e il monitoraggio delle emissioni è stato istituito con il decreto del Sottosegretario di Stato n. 29 del 12/02/2000 [3] l’Osservatorio Ambientale. Ne fanno parte rappresentanti del Dipartimento della Protezione Civile, del Ministero dell’Ambiente, della Regione Campania, della Provincia di Napoli, del Comune di Acerra, dell’ARPAC, dell’ASL territorialmente competente e un medico epidemiologo locale. Successivamente il decreto n. 589 del 05/02/2010 [4] ha ridefinito la composizione dell’Osservatorio con l’inserimento di un rappresentante del Comune di San Felice a Cancello.
Alle riunioni dell’Osservatorio possono essere chiamati a partecipare anche rappresentanti del gestore dell’impianto e dell’ISPRA (Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale); qualora vengano discusse tematiche specifiche, l’Osservatorio può chiedere ad altri enti o amministrazioni la collaborazione di tecnici ed esperti.
Con il decreto legge 23 maggio 2008 n. 90 [5], convertito nella legge 14 luglio 2008 n. 123 [6] e l’Ordinanza n. 3748 del Presidente del Consiglio dei Ministri del 18 marzo 2009 [7], è consentito che vengano conferiti e trattati nell’impianto, distinti per codice CER2, anche altre tipologie di rifiuti. Il conferimento di tali rifiuti, per un quantitativo massimo di 600.000 tonnellate annue, pari a circa il 20% dei rifiuti prodotti in Regione Campania, avviene in deroga al parere della Commissione di valutazione di impatto ambientale del 9 febbraio 2005.
Allo scopo di garantire il corretto ed efficace esercizio dell’impianto, con particolare attenzione agli aspetti legati al controllo delle emissioni e alla tutela della popolazione e dell’ambiente, la Struttura del Sottosegretario per l’emergenza rifiuti ha adottato il provvedimento n. 44 del 26/2/2009 [8] dal titolo “Contenuti e modalità dell’autorizzazione integrata ambientale” (AIA) e il relativo “Piano di monitoraggio e controllo”.
Si ricorda, per quanto riguarda la sua configurazione tecnica, che l’impianto fa ricorso a schemi consolidati, che rispondono ai requisiti di carattere non solo ambientale ma anche tecnico-economico individuati, sia a livello nazionale che europeo, come le “migliori tecniche disponibili”, meglio conosciute con l’acronimo inglese di BAT (“Best Available Techniques”).
In particolare la sezione di trattamento dei fumi è stata realizzata con tecnologie che consentono valori di emissione inferiori di oltre il 50% i limiti fissati dalle Direttive Europee; tali valori sono costantemente monitorati dall’ARPAC attraverso lo SME (Sistema di Monitoraggio Elettronico) [9]. Le concentrazioni di inquinanti nei fumi imposti dall’AIA, sono inferiori a quelle stabilite dalla normativa italiana in materia di incenerimento di rifiuti Dlgs n. 133 dell’11 maggio 2005 [10] emanato in attuazione della Direttiva europea 2000/76/CE [11]. I corrispondenti standard normativi e le relative variazioni percentuali sono inferiori ai limiti di legge, con riduzioni percentuali anche fino al 75%. In caso di superamento dei limiti, specifici sistemi di controllo bloccano automaticamente l’impianto [9].
Nell’ottobre del 2008 la società A2A3 si è aggiudicata la gara d’appalto per la gestione dell’impianto, costituendo allo scopo la società Partenope Ambiente. A valle dei collaudi e delle operazioni di commissiong e dei collaudi l’impianto è andato gradualmente a regime fino alla sua completa operatività.
L’analisi dei dati di esercizio disponibili dell’Osservatorio Ambientale [12] ha permesso si individuare i dati operativi-gestionali di consuntivazione dei seguenti periodi temporali:
Tabella 1 – Principali dati operativi gestionali
Scorie combustione
Residui trattamento fumi
Elaborazione su fonte Osservatorio Ambientale [12]
Dall’esame della tabella 1 è possibile fare le seguenti considerazioni:
La produzione specifica delle scorie di combustione è pari a 155 kg per tonnellata di rifiuto trattato
La produzione specifica dei residui del trattamento fumi è pari a 63 kg per tonnellata di rifiuto trattato
La produzione specifica di energia elettrica è pari a 1.071 kWh per tonnellata di rifiuto trattato
Tabella 2 – Principali dati operativi gestionali
Dall’esame della tabella 2 è possibile fare le seguenti considerazioni:
La produzione specifica delle scorie di combustione è pari a 154 kg per tonnellata di rifiuto trattato
La produzione specifica dei residui del trattamento fumi è pari a 56 kg per tonnellata di rifiuto trattato
La produzione specifica di energia elettrica è pari a 984 kWh per tonnellata di rifiuto trattato
Tabella 3 – Principali dati operativi gestionali
Dall’esame della tabella 3 è possibile fare le seguenti considerazioni:
La produzione specifica delle scorie di combustione è pari a 165 kg per tonnellata di rifiuto trattato
La produzione specifica dei residui del trattamento fumi è pari a 51 kg per tonnellata di rifiuto trattato
La produzione specifica di energia elettrica è pari a 998 kWh per tonnellata di rifiuto trattato
Tabella 4 – Principali dati operativi gestionali
Dall’esame della tabella 4 è possibile fare le seguenti considerazioni:
La produzione specifica delle scorie di combustione è pari a 162 kg per tonnellata di rifiuto trattato
La produzione specifica di energia elettrica è pari a 982 kWh per tonnellata di rifiuto trattato
Per quanto riguarda le emissioni all’atmosfera è stato messo a punto un piano di monitoraggio ambientale avente lo scopo di garantire il controllo delle matrici ambientali nell’area circostante all’impianto. Per monitorare la qualità dell’aria, sono state installate dall’ARPAC (Agenzia Regionale Protezione Ambientale Campania) tre centraline, i cui dati rilevati sono consultabili sul sito www.arpacampania.it. Tali dati relativi alle emissioni in atmosfera del termovalorizzatore, costantemente monitorati, hanno fatto registrare valori ampiamente al di sotto dei limiti consentiti; vengono riportate in tabella 5 le concentrazioni medie, di più recente disponibilità.
Tabella 5 - Concentrazioni medie giornaliere riferite a fumi anidri con concentrazioni di O2=11% vol. (mg/Nm3)
Limite garantito
Limite Dlgs 133
Elaborazione su fonte: http://www.smeacerra.eu/sme.pdf
Riguardo la gestione delle scorie di combustione, anche ad Acerra, a conferma della tendenza nazionale al loro recupero, che a livello nazionale ha raggiunto, dato 2010, una quota superiore al 70% della produzione [2]; per l’impianto in questione, si segnala che esse sono destinate al recupero mentre invece i residui di trattamento fumi sono destinati allo smaltimento.
Si rendono noti i seguenti dati operativi riguardanti il termovalorizzatore di Acerra:
il 23 dicembre 2011, ha superato l'obiettivo annuale delle 600.000 tonnellate di rifiuti autorizzate;
secondo quanto discusso alla Camera dei Deputati [13], e riportato nel sito web dell’Osservatorio Ambientale, dall'inizio della sua attività fino al mese di febbraio 2012, l'impianto ha trattato 1.341.000 tonnellate di rifiuti, producendo 1.307.000 MWh di energia elettrica;
secondo quanto riportato da AGI [14] nei primi tre mesi del 2012, sono stati confermati gli ottimi livelli di efficienza raggiunti, che all'impianto sono state conferite 134.000 tonnellate di rifiuti e che grazie alla loro valorizzazione energetica è stato possibile produrre e immettere in rete 116.000 MWh di energia elettrica.
Nel primo trimestre del 2012 sono stati portati a termine alcuni interventi di manutenzione programmata, che hanno riguardato due delle tre linee dell’l'impianto. con particolare riguardo ad alcuni apparati della sezione per il recupero energetico e i presidi ambientali delle linee del trattamento dei fumi.
Il risultato più interessante che emerge, a livello regionale, è la diminuzione del fabbisogno di discarica, certamente attribuibile alla concomitanza di due fattori fondamentali quali l’incremento della percentuale di raccolta differenziata e il trattamento dei rifiuti nell’impianto di incenerimento [15]. Inoltre la produzione energetica derivante dall’impianto consente di evitare rilevanti quote di CO2eq va ricordato, infatti, la parte biogenica dei rifiuti avviati al processo di combustione e che grazie ad una corretta divulgazione dei risultati, è possibile affermare che l’impianto sia a buon diritto considerato assolutamente compatibile con l’ambiente.
Infine à auspicabile che trovino attuazione quelle iniziative che ad oggi non hanno ancora raggiunto la fase realizzativa. Questo risulta particolarmente per quelle proposte che riguardano alcune regioni del Centro-Sud, nelle quali è più pressante recuperare il ritardo di deficit impiantistico accumulato, le cui conseguenze si sono manifestate in alcune realtà nell’insorgenza di situazioni emergenziali.
STIR – Stabilimenti di Tritovagliatura ed Imballaggio Rifiuti (ex impianti CDR), dal 27 giugno 2009 sono stati riattivati gli stabilimenti di Giugliano (NA), Caivano (NA), Casalduni (BN), S. Maria Capua Vetere e Battipaglia (SA).
I codici CER in vigore dall'1/01/2002 sono riportati sulla Direttiva del Ministero Ambiente in data 9.4.2002, pubblicata sul supplermento ordinario n. 102 alla Gazzetta Ufficiale n. 108 del 10 maggio 2002 - Serie Generale. Attraverso i codici è possibile individuare la tipologia di rifiuti e la loro classificazione per lo smaltimento. I rifiuti sono identificati da un codice composto da tre coppie di cifre che individuano rispettivamente:
la classe, ossia il processo produttivo di provenienza del rifiuto;
la sottoclasse, approfondimenti riguardanti il processo produttivo o il rifiuto;
la categoria, ulteriori precisazioni sulla tipologia del rifiuto.
A2A è la multiutility nata il primo gennaio 2008 dalla fusione tra AEM SpA Milano e ASM SpA Brescia conl'apporto di Amsa ed Ecodeco che gestisce il termovalorizzatore di Brescia e, tramite AMSA, Ecodecoe Aprica, società ambientali del gruppo, quello di Milano (Silla 2) ed altri impianti in Lombardia.
[1] http://www.a2a.eu/gruppo/cms/a2a/it/comunicazione/scuole/impianti/acerra.html
[2] 3° Rapporto ENEA-Federambiente sul recupero energetico da rifiuti urbani in Italia 3° edizione – marzo 2012
[3] Presidenza del Consiglio dei Ministri – Osservatorio Ambientale – ex art. 3 O.P.C. M. 3730 del 07-01-2009
http://www.emergenzarifiuticampania.it/erc/ERC_Documento/decreto%2044_del_26.02.09,0.pdf
[4] Presidenza del consiglio dei Ministri –Dipartimento della Protezione Civile
http://www.osservatorioacerra.it/erc/ERC_Documento/decreto_589del05.02.2010.pdf
[5] Decreto legge 23 maggio 2008, n. 90 - Misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e ulteriori disposizioni di protezione civile (GU n. 120 del 23-5-2008)
[6] Legge 14 luglio 2008, n. 123 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90, recante misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e ulteriori disposizioni di protezione civile" pubblicata nella (GU n. 165 del 16 luglio 2008)
[7] Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 18 marzo 2009 - Ulteriori disposizioni urgenti di protezione civile per fronteggiare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania. (Ordinanza n. 3748). Ordinanza del 18-03-2009 - G.U. n. 70 del 25-03-2009
[8] Ordinanza n. 44 del 26/02/2009 - Presidenza del consiglio dei Ministri – Struttura del Sottosegretario di Stato per l’emergenza rifiuti in Campania – Il soggetto Vicario ex art. 1 dell’OPCM n. 3705/2008 del Il sottosegretario di Stato ex art. 1 decreto legge 90/2008 http://www.emergenzarifiuticampania.it/erc/ERC_Documento/decreto%2044_del_26.02.09,0.pdf
[9] Presidenza del Consiglio dei Ministri – Osservatorio Ambientale – ex art. 3 O.P.C. M. 3730 del 07-01-2009 http://www.osservatorioacerra.it/erc/Acerra/AC_HomePage/AC_Impianto/ERC-ERC_Layout_locale-1199880667264_AC_Emissioni.htm
[10] Decreto Legislativo 11 maggio 2005, n. 133 - Attuazione della direttiva 2000/76/CE, in materia di incenerimento dei rifiuti. Testo aggiornato coordinato al D.L. n. 273 del 30/12/2005 (GU n. 303 del 30-12-2005), convertito, con modificazioni in Legge n. 51/2006 e al D.L. n. 300/2006, convertito, con modificazioni, in Legge n. 17/2007 (GU n. 47 del 26-2-2007- Supplemento Ordinario n. 48) (GU n. 163 del 15-7-2005- Supplemento Ordinario n. 122)
[11] Direttiva 2000/76/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 4 dicembre 2000 sull'incenerimento dei rifiuti
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CONSLEG:2000L0076:20081211:IT:PDF
[12] Presidenza del Consiglio dei Ministri – Osservatorio Ambientale – ex art. 3 O.P.C. M. 3730 del 07-01-2009
http://www.osservatorioacerra.it/erc/Acerra/AC_HomePage/AC_Impianto/ERC-ERC_Layout_locale-1199880667264_AC_Attvita.htm
[13] Camera dei Deputati - Giovedì 19 aprile 2012 - XVI Legislatura Fascicolo di seduta - A.C. 5109-A/R Ordini del giorno S. 3184 N. 1. - Seduta del 19 aprile 2012 – Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 2 marzo 2012, n. 16, recante disposizioni urgenti in materia semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento (Approvato dal Senato).
http://www.camera.it/923?sezione=documenti&tipoDoc=lavori_fascicoloSeduta&idlegislatura=16
[14] AGI Agenzia Italia - http://cooperazione.agi.it/repository/struttura-sito/subhp-borsa/flusso-italia/notizie/201204051755-fta-rt10203-a2a_i_risultati_del_termovalorizzatore_di_acerra_nel_primo_trime
[15] Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani in Campania - Rapporto Ambientale ai sensi della Direttiva 2001 /42/CE (come recepita dal D. Lgs 152/2006 e ss.mm.ii.) - http://opr.provincia.napoli.it/export/sites/AOPR/REPOSITORY/files/Piano_Regionale_Rifiuti/Rapporto_Ambientale_PRGRU.pdf

References: provvedimento n. 
 art. 3
 art. 1
 art. 1
 art. 3
 art. 3