Source: http://www.ilmiocommercialistaonline.com/blog/2011/12/
Timestamp: 2017-09-21 12:19:08+00:00

Document:
December @ 2011 @ Il mio Commercialista Online
Con due Provvedimenti del 22 dicembre 2011 l’Agenzia delle Entrate ha fornito i chiarimenti sulle modalità di applicazione del regime fiscale agevolato dei contribuenti minimi e lavoratori in mobilità, e del regime residuale degli ex contribuenti minimi. Tra le precisazioni fornite: esonero dall’applicazione della ritenuta d’acconto sulle fatture emesse e dalla comunicazione delle operazioni rilevanti Iva (spesometro)
sono esonerati dall’obbligo di effettuare la comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto (spesometro);
Provvedimento N. 185825/2011 – Modalità di applicazione del regime contabile agevolato di cui all’articolo 27, comma 3, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.
Provvedimento N. 185820/2011 – Modalità di applicazione del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità di cui all’articolo 27, commi 1 e 2, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.
IMPRESE, PROFESSIONISTI, Senza categoria, Ultime novità REGIMI FISCALI AGEVOLATI
Nuovi minimi più duraturi per gli under 35
L’emanazione del Provvedimento direttoriale del 22 dicembre 2011 (prot. 185820/2011) ha definito con esattezza il perimetro dei soggetti che potranno “entrare” nel regime dei minimi dal 2012, dopo le modifiche apportate dall’art. 27 del DL 98/2011, nonché il periodo di permanenza massima nel regime stesso. Focalizzando l’attenzione, in questo intervento, sui soggetti già in attività al 31 dicembre 2011, il Provvedimento direttoriale citato conferma che l’ingresso nel regime dei “nuovi” minimi è riservato a coloro che hanno intrapreso l’attività successivamente alla data del 31 dicembre 2007, e che presentino nel contempo sia i requisiti previsti dall’art. 1, commi da 96 a 99, della L. n. 244/2007 (“vecchi” minimi), sia quelli “aggiunti” dall’art. 27, comma 2, del DL 98/2011. Ciò sta a significare che il regime dei minimi, dal 2012, non è riservato solamente a coloro che erano già “vecchi” minimi fino al 2011, bensì a tutti coloro che, avendo iniziato l’attività successivamente al 31 dicembre 2007, presentino tutti i requisiti previsti alla data del 31 dicembre 2011.
Il Provvedimento direttoriale (§ 2.2) contiene un’importante precisazione, allorché, riferendosi al requisito di cui alla lett. b) del comma 2 dell’art. 27, secondo cui l’attività da esercitare non deve costituire mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente, dispone che tale preclusione “non opera laddove il contribuente dia prova di aver perso il lavoro o di essere in mobilità per cause indipendenti dalla propria volontà”. Tale precisazione, oltre ad essere condivisibile, risolve diverse situazioni riferite a lavoratori dipendenti che, a causa della crisi, hanno perso il posto di lavoro, ma che hanno continuato a svolgere la stessa attività aprendosi (forzatamente) una partita IVA.
Altra importante precisazione attiene a coloro che hanno intrapreso una nuova attività in data successiva al 31 dicembre 2007, avvalendosi del regime delle nuove iniziative produttive, di cui all’art. 13 della L. n. 388/2000, i quali “possono accedere al regime fiscale di vantaggio per i periodi di imposta residui al completamento del quinquennio ovvero non oltre il periodo di imposta di compimento del trentacinquesimo anno di età” (si pensi, ad esempio, ad un soggetto che ha iniziato l’attività nel 2009 all’età di 38 anni, fruendo del regime delle nuove iniziative produttive per il triennio 2009-2011, che può accedere al regime dei nuovi minimi per gli anni 2012 e 2013).
– quale regola generale, il regime in questione di applica per il periodo d’imposta di iniziodell’attività e per i quattro successivi;
– in deroga, per i soggetti che non hanno ancora compiuto 35 anni, il regime può essere applicato anche oltre il quinquennio e, comunque, fino al periodo di imposta di compimento del trentacinquesimo anno di età, senza esercitare alcuna opzione.
Dopo la fuoriuscita, il rientro non è possibile.
Di particolare rilevanza è la precisazione contenuta nel Provvedimento in commento (§ 3.3), secondo cui “coloro che, per scelta o al verificarsi di un motivo di esclusione, cessano di applicare il regime fiscale di vantaggio non possono più avvalersene, anche nell’ipotesi in cui, nel corso del quinquennio ovvero non oltre il periodo di imposta di compimento del trentacinquesimo anno di età, tornino in possesso dei requisiti”. In buona sostanza, una volta entrati nel regime dei minimi, il contribuente può restarci al massimo cinque anni consecutivi (o anche più se under 35) e l’eventuale uscita per qualsivoglia motivo ne impedisce il rientro, anche se nell’ambito del quinquennio si mantengano o si torni in possesso di tutti i requisiti. È probabile che l’Agenzia voglia impedire lo “spezzatino” da parte del contribuente che, per motivi di convenienza, intenda avvalersi del regime in questione valutando di volta in volta il comportamento da tenere, entrando e uscendo dal regime di anno in anno.
Infine, relativamente a coloro che “escono”, in quanto non presentano i requisiti per poter accedere al nuovo regime dal 2012, si conferma il naturale passaggio al regime supersemplificato di cui al comma 3 dell’art. 27, non solo per coloro che hanno iniziato l’attività prima del 2008, ma anche per i soggetti che hanno iniziato successivamente al 31 dicembre 2007 e che non presentano i requisiti “aggiunti” di cui al comma 2 dell’art. 27 (fermi restando quelli dei “vecchi” minimi).
IMPRESE, PRIVATI, PROFESSIONISTI, Ultime novità REGIMI FISCALI AGEVOLATI
Regime minimi: per i nuovi minimi fatture senza ritenuta d’acconto
A partire dal 1° gennaio 2012 i “nuovi minimi” applicheranno un’imposta sostitutiva del 5%, molto più bassa rispetto a quella delle ritenute d’acconto dei professionisti (del 20%), comportando la chiusura delle relative dichiarazioni sempre con un credito d’imposta. Con il Provvedimento n. 185820/2011 del 22.12.2011, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate stabilisce che dal 2012 i ricavi e i compensi dei contribuenti minimi non saranno più assoggettati a ritenuta d’acconto da parte dei sostituti d’imposta. A tal fine, i percettori devono rilasciare una dichiarazione dalla quale risulti che il reddito in questione è soggetto a imposta sostitutiva.
Con il Provvedimento n. 185825/2011 del 22.12.2011 viene stabilito, invece, che i “vecchi minimi” che non possono accedere al nuovo regime agevolato, potranno optare dal 2012 non solo per il regime contabile ordinario, ma anche per la contabilità semplificata.
Manovra Monti: le principali novità fiscali del maxiemendamento
Il 13 dicembre 2011 è stato presentato alla Commissione Bilancio e Finanze della Camera il maxiemendamento alla Manovra Monti, detta anche “Decreto salva – Italia”. Il testo del maxiemendamento contiene diverse modifiche al testo originario del D.L. n. 201 del 06.12.2011. Tra le principali, quella sull’IMU, che riguarda la possibilità di una ulteriore detrazione per l’abitazione principale in base al numero dei figli a carico. Esaminiamole qui di seguito in sintesi.
Le modifiche contenute nel maxiemendamento:
IMU: per le famiglie con figli a carico, oltre alla detrazione di € 200 per l’abitazione principale attualmente prevista dal testo del D.L. n. 201/2011, potrebbe essere prevista anche una ulteriore detrazione pari a € 50 per ogni figlio a carico con meno di 26 anni dimorante e residente nell’abitazione principale stessa, fino ad un massimo di € 400 (quindi, l’ulteriore detrazione competerebbe fino ad un massimo di 8 figli); la detrazione massima totale per l’abitazione principale potrebbe, pertanto, passare dai € 200 attualmente previsti ai € 600 (€ 200 come detrazione base + € 400 per i figli a carico);
NUOVO ISEE: il nuovo ISEE dovrebbe tenere maggior conto del reddito dei componenti del nucleo familiare e degli effettivi carichi familiari, in particolare dei figli successivi al secondo;
LIMITE DI € 1.000 ALL’USO DEL CONTANTE: per le infrazioni commesse dal 06.12.2011 al 31.01.2012, non si dovrebbero applicare sanzioni;
BOLLO SUI CONTI CORRENTI E LIBRETTI DI RISPARMIO: attualmente, sugli estratti conto annuali dei conti correnti bancari e postali e dei libretti di risparmio è applicata un’imposta di bollo di € 34,20 per le persone fisiche e di € 73,80 per le imprese e le persone giuridiche; ora, il maxiemendamento potrebbe eliminare l’imposta di bollo di € 34,20 sui conti correnti e sui libretti di risparmio delle persone fisiche con depositi fino a € 5.000, in modo da favorire i cittadini che aprono un conto corrente per effettuare pagamenti con mezzi diversi dal contante; come contropartita, il maxiemendamento potrebbe aumentare a € 100 l’imposta di bollo per le imprese e le persone giuridiche;
CAPITALI SCUDATI: il prelievo “una tantum” sui capitali scudati potrebbe passare dall’1,5%, attualmente previsto dal Decreto salva – Italia, al 2%; in aggiunta, a coloro che intendono mantenere l’anonimato, potrebbe essere applicata un’imposta di bollo speciale annuale pari al:
4‰ per il 2011;
10‰ per il 2012 e 2013;
IMMOBILI DETENUTI ALL’ESTERO: nel caso di immobili “a qualsiasi uso destinati” detenuti all’estero da persone fisiche residenti in Italia, si potrebbe applicare un’imposta pari allo 0,76% del valore dell’immobile, calcolato in base al costo risultante dall’atto di acquisto o dai contratti e, in mancanza, dal valore di mercato. L’imposta sarebbe proporzionale alle quote ed ai mesi dell’anno in cui si è protratto il possesso;
ATTIVITA’ FINANZIARIE DETENUTE ALL’ESTERO: nell’ipotesi di attività finanziarie detenute all’estero da persone fisiche residenti in Italia, si potrebbe applicare un’imposta pari a 0,1% per il 2011 e a 0,15% per il 2012 e 2013; da essa si potrebbe dedurre come credito d’imposta l’eventuale imposta patrimoniale versata allo Stato estero;
IMPOSTA PATRIMONIALE: scongiurata l’ipotesi di un’imposta patrimoniale in senso stretto, in quanto, secondo il Primo Ministro Monti, lo studio di questa richiederebbe troppo tempo e non impedirebbe la fuga di ricchezze all’estero;
TASSA SUL LUSSO:
per le auto di lusso, l’addizionale sul bollo si potrebbe ridurre al:
60% dopo 5 anni dall’immatricolazione;
30% dopo 10 anni;
15% dopo 15 anni;
fino a scomparire del tutto dopo 20 anni dall’immatricolazione;
per le barche, la tassa di stanziamento si potrebbe ridurre del:
15% dopo 5 anni;
45% dopo 15 anni;
CONTRIBUTI ARTIGIANI E COMMERCIANTI: il maxiemendamento prevede un ulteriore aumento dell’aliquota contributiva in modo progressivo fino a giungere nel 2018 al 24% (anziché 22%);
LIBERALIZZAZIONI: sfuma l’ipotesi di un rinvio delle liberalizzazioni al 2013, che quindi sembrano confermate per il 2012, compresa la vendita nei supermercati e nelle parafarmacie dei farmaci di fascia C senza obbligo di ricetta; sarebbe, tuttavia, esclusa dalle liberalizzazioni, almeno per ora, la categoria dei tassisti, in quanto si fa riferimento al “trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea”, come appunto i taxi; si amplierebbe, tuttavia, l’art. 37 del decreto, in base al quale il Governo è delegato ad adottare entro 6 mesi una compiuta liberalizzazione dei trasporti; nella nuova versione della norma, il riferimento al settore dei trasporti sarebbe generico, e non più limitato ai comparti ferroviario, aereo e marittimo;
RIFORMA DEGLI ORDINI PROFESSIONALI: in base alla Manovra di Ferragosto, gli ordini professionali dovrebbero adeguarsi, entro il 13.08.2012, agli obblighi previsti dalla medesima (quali, abolizione delle tariffe minime, periodo massimo di tirocinio a 18 mesi, equo compenso per i tirocinanti, norme deontologiche più chiare); ora, potrebbe essere previsto che, in caso di ritardo, non decadrà del tutto l’impianto delle norme professionali, ma solo quelle palesemente in contrasto con i nuovi principi;
ISCRIZIONE AL CATASTO FABBRICATI DEI FABBRICATI RURALI: entro il 30.11.2012;
RENDITE CATASTALI PER BANCHE E ASSICURAZIONI: il coefficiente di rivalutazione delle rendite catastali potrebbe passare ad 80, in luogo dell’attuale 60;
RISCOSSIONE EQUITALIA: in caso di difficoltà, potrebbe essere concessa, per una sola volta, una ulteriore dilazione del pagamento e comunque fino ad un massimo di 72 rate mensili, anche variabili, a condizione che non sia intervenuta decadenza.
Spesometro 2010 – Scadenza 31 dicembre 2011 – Manuale di Sopravvivenza per la compilazione dell’elenco
Stiamo vivendo un momento di difficoltà, come giornali e televisioni da tempo raccontano.
Avremmo voluto parlarvi pertanto di incentivi alla produzione, alla ricerca, o di misure strutturali finalizzate ad una maggiore competitività ed all’aumento del prodotto interno lordo, visto che gli osservatori internazionali prevedono nel 2012 per l’Italia una recessione.
Nostro malgrado dobbiamo invece parlarvi di burocrazia, di ulteriori denunce od elenchi che, se pur finalizzati a recuperare materia imponibile, a nostro avviso costeranno al paese ben di più in termini di ore lavorative perse.
Stiamo parlando del risuscitato elenco clienti-fornitori, detto Spesometro, che tale non è più essendo diventato un cruciverba di difficile, se non impossibile, compilazione.
Ecco quindi un manuale di sopravvivenza per capire cosa va inserito e cosa non “andrebbe” inserito.
Con la raccomandazione di evitare travasi di bile, tanto la sanzione non è poi così pesante!
Per sopravvivere allo spesometro – manuale di sopravvivenza
Questa comunicazione è chiamata in gergo Spesometro perché finalizzata all’identificazione di coloro i quali manifestano importi rilevanti di spesa, al fine di controllare la loro posizione reddituale.
Vi ricordiamo che comunque questo elenco è ben diverso da quello che eravamo abituati a compilare, infatti non è più un elenco clienti o Fornitori (che ricordiamo e anche rimpiangiamo) bensì un elenco delle fatture emesse e ricevute, quindi ben più corposo e complicato del precedente.
L’elenco deve essere trasmesso solo per via telematica. Chi non disponesse del software apposito, che le software house stanno diffondendo in questi giorni, può utilizzare quello che l’Agenzia Entrate, bontà sua, ha messo gratuitamente a disposizione sul suo sito www.agenziaentrate.gov.it.
L’Elenco per l’anno 2010 che ci accingiamo a redigere è un banco di prova di quello, certamente ancora più complicato, inerente l’anno 2011 che entro il 30.4.2012 dovremo compilare: il primo infatti comprende solo le transazioni pari o superiori a € 25.000, al netto dell’Iva, il secondo comprende le transazioni pari o superiori a € 3.000.
Sono obbligati alla comunicazione tutti i soggetti passivi ai fini IVA che effettuano operazioni rilevanti IVA, quindi tutte le imprese ed i lavoratori autonomi, comprese quelli in contabilità semplificata o nel regime delle nuove iniziative ex art. 13 L. 388/2000.
Sono esclusi i contribuenti che si avvalgono del regime dei minimi ex L. 244/2007 e, limitatamente al 2010, i negozianti ed artigiani non obbligati all’emissione della fattura. Pure esclusi i curatori per gli incarichi fallimentari.
Operazioni 2010 oggetto di comunicazione o escluse
La comunicazione va effettuata relativamente alle cessioni di beni e prestazioni di servizi rese e ricevute nell’anno 2010 che siano rilevanti ai fini IVA e di importo, al netto dell’Iva, pari o superiori a € 25.000. Eventuali Note di Credito emesse/ricevute nell’anno vanno sottratte.
Regola generale: se l’operazione è già stata comunicata in altri elenchi (Intra, Black List) non va più inserita in questi elenchi.
In sintesi, nell’elenco delle operazioni effettuate o in quello delle operazioni ricevute nel 2010 vanno indicate le seguenti, sempreché di ammontare pari o superiore a € 25.000.
Operazioni da indicare nei 2 elenchi
– le operazioni imponibili effettuate risultanti da fattura, anche se il cessionario è un privato
– le operazioni non imponibili od esenti effettuate risultanti da fattura, comprese quelle per rivendita di auto, quelle per cessioni ad esportatori abituali, le triangolazioni intracomunitarie ex 58/331 (IT1 vende a IT2 che vende a UE1), le operazioni artt. 8-bis, 9, 38-quater, 71e 72 del Dpr 633/72
– le cessioni gratuite di beni prodotti o commerciati dall’impresa
– trasporti internazionali da soggetti UE Non Imp. art. 9 (quindi non soggetti agli elenchi Intra), sempre che non siano stati già indicati nell’elenco Black List
– le prestazioni di servizi ricevute da paese extraUE non Black List fuori campo Iva art. 7-ter
– le operazioni imponibili ricevute (acquisti di beni o di servizi) risultanti da fattura
– le operazioni non imponibili od esenti ricevute risultanti da fattura
– le operazioni soggette al regime del margine (per la quota soggetta ad Iva)
– le operazioni soggette al reverse charge Iva
– fatture ricevute da soggetti minimi
– le fatture riepilogative mensili, di importo complessivo pari o superiori a € 25.000, pur se composte da consegne di importo inferiore (è una novità, prima contavano le singole consegne)
– acquisti e vendite di automezzi
– le operazioni ricevute da privati (es.: ricevuta d’affitto da parte di privato)
– le esportazioni art. 8 c. 1 lett. a) e b) ma non la lett. c) che riguarda gli esportatori abituali
– le cessioni o gli acquisti IntraUE non imponibili art. 41/331 (perché già comunicate con gli elenchi Intra)
– le operazioni con paesi a fiscalità privilegiata (perché già comunicate con gli elenchi Black List); però attenzione poiché gli elenchi black list sono partiti solo dall’1.7.2010, pertanto le operazioni intercorse con paesi black list nel 1° semestre 2010 non sarebbero escluse, a meno che non siano importazioni, esportazioni od operazioni fuori campo Iva già escluse da questo elenco per altri motivi
– le operazioni fuori campo Iva 7-ter (es.: prestazione di servizi effettuata a soggetto passivo UE)
– le cessioni di immobili e i contratti di mutuo (già a conoscenza del Fisco)
– gli acquisti fuori campo Iva (es.: affitto pagato a privato)
– le spese anticipate in nome e per conto del cliente, escluse da Iva art. 15/633 (che non si contano ai fini del superamento della soglia, esempio le fatture degli spedizionieri doganali recanti l’anticipazione dell’Iva)
– le cessioni a privati se il pagamento è avvenuto tramite carta di credito, carte prepagate o bancomat (l’assegno bancario, circolare o il bonifico invece comportano l’obbligo di segnalazione)
Precisiamo che non si tratta di un elenco clienti o fornitori, bensì di un elenco di operazioni, pertanto lo stesso cliente può apparire in più righe dell’elenco se più volte ha acquistato beni o servizi per almeno € 25.000.
1) Forniture ricorrenti: se ogni mese vendiamo merce al Cliente A per circa € 4.000 + Iva, non scatta nessun obbligo di comunicazione anche se alla fine del 2010 gli abbiamo venduto per totali € 48.000 in quanto ogni operazione, se autonoma e considerata singolarmente, non supera € 25.000. Se un mese vendiamo a quel cliente per euro 30.000 + Iva, scatta l’obbligo di segnalare solo quella operazione.
2) Appalti, forniture periodiche contrattualizzate, somministrazioni, contratti di manutenzione: al contrario, se per un appalto fatturiamo al medesimo cliente € 5.000 mensili + Iva per 6 mesi, scatta l’obbligo perché complessivamente l’operazione, pari a 30.000 euro, viene considerata unitariamente e supera il limite di € 25.000.
Regole particolari valgono infatti per i contratti di appalto, fornitura, somministrazione e per i contratti dai quali derivano corrispettivi periodici, per i quali gli obblighi di comunicazione all’Agenzia delle Entrate sussistono qualora i corrispettivi complessivamente dovuti siano di importo non inferiore a € 25.000.
Altro esempio: se un fornitore di mobili a luglio 2010 vende un salotto per € 20.000 euro e a settembre vende allo stesso cliente una cucina per € 12.000 euro, nessuna comunicazione andrà fatta se trattasi di due acquisti distinti, mentre andrà fatta se esiste un unico contratto di fornitura dei due oggetti.
In questi casi infatti al fine di determinare il superamento o meno del limite soglia, in presenza di:
– contratti dai quali derivano pagamenti periodici (appalto, fornitura, somministrazione, locazione, noleggio, manutenzioni, ecc.): va fatto riferimento ai corrispettivi relativi ad un intero anno solare;
– contratti tra loro collegati: va fatto riferimento al corrispettivo relativo all’intera operazione nel suo complesso.
In merito l’Agenzia Entrate ha precisato che il collegamento negoziale tra più contratti può essere previsto sia da disposizioni normative che dalle condizioni contrattuali fissate autonomamente dalle parti e che va comunicato soltanto l’importo complessivo delle operazioni rese e ricevute nell’anno di riferimento.
Facendo un ulteriore esempio, in un contratto per la tenuta ed elaborazione della contabilità che prevede un corrispettivo mensile di € 3.000 (per un totale di € 36.000 annui), se nel 2010 sono stati fatturati acconti per complessivi € 15.000, entro il 31.12.2011 si dovrà comunicare l’operazione in esame anche se l’importo è sotto la soglia di riferimento.
Analogamente nel caso di cessioni di beni per un importo, supponiamo, di 30.000 euro, con fatturazione nell’anno 2010 di un unico acconto di 8.000 euro: nell’elenco per il 2010 dovrà essere indicata l’unica operazione resa e ricevuta nell’anno, pari a 8.000 euro, anche se inferiore alla soglia, indicando nel campo «data dell’operazione» la data di registrazione dell’operazione stessa.
3) Note di variazione
Nel caso di fatture rettificate da note di variazione (Note di Credito o di Debito), occorre indicare come importo dell’operazione la differenza, ma solo se la Nota di variazione è nello stesso anno solare. Se l’operazione è di importo, supponiamo, di € 28.000 e la nota di credito è di euro 5.000, l’operazione non va comunicata perché inferiore alla soglia limite di € 25.000.
4) Fatture cointestate
E’ tipico delle imprese edilizie. Preliminarmente si considera l’importo totale della fattura per verificare il superamento della soglia, in caso positivo va effettuata una segnalazione per ogni cointestatario per la quota di sua spettanza (anche se inferiore alla soglia) indicando come modalità di pagamento il codice 2 “pagamento frazionato”.
5) Ricevute fiscali emesse a soggetto passivo Iva
Va scorporata l’Iva, da indicare nel campo 6; l’imponibile va indicato nel campo 5.
6) Acconto nel 2010 < € 25.000 e saldo nel 2011
Se nel 2010 esiste una fattura d’acconto di € 20.000 e nel 2011 una fattura di saldo di € 10.000, occorre considerare che la somma supera i 25.000 €, per cui nel 2010 va ugualmente indicata l’operazione di € 20.000, anche se inferiore alla soglia.
Dati da indicare e termine di presentazione Spesometro
Nella comunicazione devono essere riportati i seguenti dati:
– La partita IVA o, in mancanza, il codice fiscale del cedente, prestatore, acquirente o committente;
– per i soggetti non residenti, privi di codice fiscale, il cognome e nome, luogo e data di nascita, sesso e domicilio fiscale, se persone fisiche;
– denominazione, ragione sociale o ditta, domicilio fiscale, se soggetti diversi dalle persone fisiche; per le società, associazioni o altre organizzazioni senza personalità giuridica, devono essere inoltre indicati gli elementi previsti con riferimento alle persone fisiche per almeno uno dei soggetti che ne hanno la rappresentanza;
– i corrispettivi dovuti dal cessionario o committente, o al cedente o prestatore, nonché l’IVA applicata, ovvero l’indicazione che si tratta di operazione non imponibile o esente; nel caso di operazione non soggetta all’obbligo di fatturazione (documentata da scontrino o ricevuta) il corrispettivo comprenderà l’Iva; nel caso di operazione effettuata verso privati il corrispettivo, anche se risultante da fattura, deve comprendere l’Iva;
– la data di registrazione dell’operazione nel registro Iva, con le modalità di pagamento (acconto, saldo ovvero importo non frazionato), importo dovuto (l’imponibile), tipologia di operazione (se trattasi di cessione di beni ovvero di prestazione di servizi);
– per le sole cessioni/prestazioni rese a soggetti passivi Iva, il numero della fattura;
– tipologia di invio: indicare 0 (zero) per invio ordinario, 1 per invio sostitutivo, 2 per annullamento;
– tipologia operazione: 1 per cessione o prestazione resa, 2 per acquisto o prestazione ricevuta; nel caso di fatture miste (cessione + prestazione) va indicato il codice prevalente;
– modalità di pagamento: 1 per corrispettivo non frazionato, 2 se frazionato, 3 per corrispettivi periodici;
– nel caso di note di variazione indicare C per Credito, D per Debito;
– nel caso di contratti che prevedono corrispettivi periodici, va compilata un’unica riga indicando la data di registrazione dell’ultima fattura;
La comunicazione va presentata entro il 31 dicembre 2011 (cadendo di sabato la scadenza slitta al 2.1.2012) ; per l’individuazione delle operazioni da includere nella comunicazione è necessario avere riguardo al momento di registrazione dell’operazione sui registri IVA ovvero, in mancanza, al momento in cui l’operazione è considerata effettuata ai sensi dell’art. 6 del DPR n. 633/72.
Modalità di trasmissione degli elenchi
La comunicazione andrà trasmessa solo in via telematica (Entratel o Fiscoonline) all’Agenzia delle Entrate o direttamente dal contribuente o tramite un intermediario abilitato, utilizzando l’apposito software reso disponibile dall’Agenzia delle Entrate.
– per l’anno 2010 vanno indicate negli elenchi solo le operazioni documentate da fattura, se di importo uguale o superiore a € 25.000, al netto dell’Iva, comprendendovi (vedi Circ. Agenzia Entrate n. 24/E/2011) tuttavia anche le operazioni dei negozianti al minuto ed artigiani, non soggette all’obbligo di emissione fattura, ma per le quali è stata emessa fattura; scadenza 31.12.2011.
Le sanzioni e le metodologie di lavoro per evitare il ricovero psichiatrico
In caso di omessa comunicazione ovvero di comunicazione con dati incompleti o non veritieri la sanzione applicabile va da € 258 a € 2.065. In teoria è sanzionabile anche la comunicazione che riporta operazioni che non andrebbero incluse nell’elenco. Entro 30 giorni dalla scadenza del termine è tuttavia possibile trasmettere una comunicazione sostitutiva di quella già trasmessa, al fine di correggere eventuali errori o omissioni, senza incorrere in sanzioni, a condizione che la sostituzione sia effettuata mediante annullamento della precedente comunicazione.
Oltre i 30 giorni è possibile solo il ravvedimento operoso.
Quale metodologia di lavoro adottare per evitare il ricovero psichiatrico?
Come avrete notato, se pretendessimo di adempiere puntualmente agli obblighi impostici, che comprendono operazioni in generale escluse ed escludono operazioni in generale comprese, in un farraginoso elenco di dati e di date, di codici e causali, potremmo rischiare l’esaurimento. Cerchiamo tuttavia di fare il nostro dovere, senza pretese di essere perfetti, perché a nostro avviso questo modello non è “lunare” ma astrale!
Abbiamo visto le prime bozze dei programmi informatici; essi di solito si limitano a proporre al contribuente una lista di tutte le fatture, emesse o ricevute, di importo pari o superiore alla soglia di € 25.000.
Si tratterà allora di verificarle una per una, depennando quelle da non indicare e, eventualmente, inserendo quelle non nella lista ma ugualmente da indicare.
Nel dubbio, meglio inserire un’operazione in più in forza della massima secondo la quale “nel di più ci sta anche il di meno”; e tranquillizziamoci considerando che l’omissione o l’invio della comunicazione con dati incompleti o non corrispondenti al vero comporta l’applicazione di una ridotta sanzione.
Approvata la Manovra da 30 miliardi – 13 miliardi di tagli e 17 di nuove tasse – Il Comunicato Stampa del presidente Mario Monti
Il Consiglio dei Ministri si è riunito ieri alle ore 16,30 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Mario Monti. Segretario il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Antonio Catricalà.
Il Consiglio dei Ministri, appositamente convocato, ha approvato un decreto legge che contiene un pacchetto di misure urgenti per assicurare la stabilità finanziaria, la crescita e l’equità. L’intervento urgente si è reso necessario per affrontare una crisi finanziaria gravissima che ha investito in queste settimane l’area dell’euro e specificamente il debito sovrano, anche italiano.
Il Governo ha deliberato un complesso pacchetto di interventi che tuttavia, pur nell’emergenza, danno il via a una fase di riforma strutturale dell’economia italiana e determinano una prima fase di significativa riduzione dei costi della politica. Tutte le componenti della società italiana devono partecipare allo sforzo per la salvezza e il rilancio del Paese.
Attraverso la deducibilità integrale dell’IRAP-lavoro vengono favorite le imprese che assumono lavoratori e lavoratrici per un importo di 1,5 miliardi nel 2012, e 2 miliardi nel 2013 e nel 2014. Vengono previsti con l’Irap interventi a favore di donne e giovani per 1 miliardo di euro per ciascuno degli anni del periodo considerato.; con l’introduzione del meccanismo denominato ACE di favore fiscale alla raccolta di capitale di rischio, in modo da favorire la patrimonializzazione delle imprese, si interviene con un’azione di 1 miliardo di euro nel 2012, 1,5 nel 2013 e 3 nel 2014. Viene rifinanziato il trasferimento alle regioni per il trasporto pubblico locale; viene finanziato un programma per accelerare lutilizzo dei fondi strutturali europei, che altrimenti l’Italia rischia di perdere; viene rifinanziato il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese con l’obiettivo di mettere a disposizione delle PMI garanzie per circa 20 miliardi di credito.
Viene anticipata l’introduzione sperimentale dell’IMU (imposta municipale) che riguarderà nel 2012 anche «l’abitazione principale e le pertinenze della stessa». Lo prevede la bozza della manovra: l’aliquota ordinaria è dello 0,76%, mentre per l’abitazione principale è ridotta allo 0,4%. Tale intervento accresce il contributo che viene chiesto al patrimonio e alla ricchezza allo sforzo per superare la crisi. A ciò si aggiunge l’intervento fiscale una tantum con una aliquota dell’1,5% a carico dei capitali rientrati in Italia con il cosiddetto “scudo fiscale”. Si aggiungono altresì le imposte su taluni beni di lusso (auto di grossa cilindrata,barche, aerei).
L’aumento dell’IVA è deliberato in 2 punti percentuali a decorrere dal primo settembre 2012, a copertura della clausola di salvaguardia e da attuare solo nel caso in cui sia necessario. In tal modo si evita che scatti la riduzione automatica di tutte le deduzioni e detrazioni fiscali in particolare sulla famiglia. La ridefinizione delle agevolazioni andrà a finanziarie il Fondo per la Famiglia istituito dal decreto approvato ieri.
E’ stato deliberato un insieme di liberalizzazioni per la vendita di farmaci, per i trasporti, e per gli orari degli esercizi commerciali; vengono potenziati le funzioni dell’Antitrust.
Successivamente il Consiglio ha approvato, su proposta dei Ministri per gli affari europei, Enzo Moavero Milanesi, e del lavoro e delle politiche sociali, Elsa Fornero, uno schema di decreto legislativo per l’attuazione della direttiva 2008/104, che disciplina la tutela dei lavoratori dipendenti dalle agenzie di lavoro interinale (“agenzie di somministrazione” secondo il decreto Biagi) per migliorare la qualità del lavoro svolto da questi impiegati presso imprese utilizzatrici. Sul testo verranno acquisiti i pareri della Conferenza unificata e delle Commissioni parlamentari.
Su proposta del Ministro dell’interno, Anna Maria Cancellieri, ed al fine di consentire il completamento delle operazioni di risanamento delle istituzioni locali in cui sono state riscontrate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata, è stato prorogato lo scioglimento dei Consigli comunali di San Giuseppe Vesuviano (Napoli) e Gricignano d’Aversa (Caserta).
In pensione con più di 40 anni di anzianità
Serviranno 41 o 43 anni per la pensione di anzianità, le donne andranno in pensione dopo i 65 anni, i contributi degli artigiani e commercianti aumenteranno di 1 o 2 punti.
Sono questi i punti ancora in discussione che il governo Monti di appresta a varare con un decreto che dovrà essere approvato lunedì 5 dicembre.
Non basteranno più’ i 40 anni di anzianità per andare in pensione ma ne serviranno 41-43 anni e in più sarà richiesto il requisito dell’età. Le baby pensioni non saranno più possibili, anche con 41 e più anni di anzianità se non si avranno 60 anni non si potrà andare in pensione.
Non sarà quindi più possibile andare in pensione solo con il requisito dell’anzianità come accade oggi e per raggiungere il 100% della pensione dovranno sommarsi diversi requisiti.
Accelerazione dell’aumento dell’età richiesta per andare in pensione per le donne nel settore privato. E’ il terzo intervento dell’anno. Le donne andranno in pensione a 65 anni ma la data per fare entrare a regime questa norma è ancora in discussione.
Aumento percentuale dei contributi per commercianti e artigiani
E’ allo studio un aumento della percentuale dei contributi per artigiani e commercianti di uno o due punti.
Attualmente gli artigiani pagano una percentuale del 20% e i commercianti del 20,9% sino a un reddito di 43.042 e del 21%-21,09% sino a un reddito di 71.737 per gli artigiani elevato a 93.622 per i commercianti.
La tendenza è avvicinare sempre più i contributi dei lavoratori autonomi a quelli dei dipendenti.
Blocco dell’inflazione per tutti i pensionati
Chi è già in pensione non sarà esentato dal contribuire mediante un blocco delle pensioni che non subiranno più adeguamenti per l’inflazione.
Anche il parlamentari contribuiranno con una riduzione dei vitalizi
Saranno ritoccati anche i vitalizi dei parlamentari che saranno legati ai contributi come per tutte le altre categorie di lavoratori.

References: Provvedimento N. 

Provvedimento N. 
 Provvedimento n. 
 Provvedimento n. 
 art. 13
 art. 9
 art. 7
 art. 8
 art. 41
 art. 15