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Timestamp: 2019-10-14 18:10:48+00:00

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1° - Testo Unico Bancario dlg. 385/93 (Artt. 1 - 69)
TESTO UNICO delle LEGGI IN MATERIA BANCARIA E CREDITIZIADECRETO LEGISLATIVO 1.9.1993, N. 385 E SUCCESSIVE MODIFICHE TITOLO I - Autorit� creditizieTITOLO II - BancheTITOLO III - VigilanzaTITOLO IV - Disciplina delle crisiTITOLO V - Soggetti operanti nel settore finanziarioTITOLO VI - Trasparenza delle condizioni contrattualiTITOLO VII - Altri controlliTITOLO VIII - SanzioniTITOLO IX - Disposizioni transitorie e finali Art. 1 - (Definizioni)1. Nel presente decreto legislativo l'espressione:a) "autorit� creditizie" indica il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio, il Ministro del tesoro e la Banca d'Italia;b) "banca" indica l'impresa autorizzata all'esercizio dell'attivit� bancaria;c) "CICR" indica il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio;d) "CONSOB" indica la Commissione nazionale per le societ� e la borsa;d-bis) "COVIP" indica la Commissione di vigilanza sui fondi pensione;(*)e) "ISVAP" indica l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo;f) "UIC" indica l'Ufficio italiano dei cambi;g) "Stato comunitario" indica lo Stato membro della Comunit� Europea;h) "Stato extracomunitario" indica lo Stato non membro della Comunit� Europea;i) "legge fallimentare" indica il regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.l) "autorit� competenti" indica, a seconda dei casi, uno o pi� fra le autorit� di vigilanza sulle banche, sulle imprese di investimento, sugli organismi di investimento collettivo del risparmio, sulle imprese di assicurazione e sui mercati finanziari".(*)m) "Ministro del tesoro" indica il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica.(*)2. Nel presente decreto legislativo si intendono per:a) "banca italiana": la banca avente sede legale in Italia;b) "banca comunitaria": la banca avente sede legale e amministrazione centrale in un medesimo Stato comunitario diverso dall'Italia;c) "banca extracomunitaria": la banca avente sede legale in uno Stato extracomunitario;d) "banche autorizzate in Italia": le banche italiane e le succursali in Italia di banche extracomunitarie;e) "succursale": una sede che costituisce parte, sprovvista di personalit� giuridica, di una banca e che effettua direttamente, in tutto o in parte, l'attivit� della banca;f) "attivit� ammesse al mutuo riconoscimento": le attivit� di:1) raccolta di depositi o di altri fondi con obbligo di restituzione;2) operazioni di prestito (compreso in particolare il credito al consumo, il credito con garanzia ipotecaria, il factoring, le cessioni di credito pro soluto e pro solvendo, il credito commerciale incluso il "forfaiting");3) leasing finanziario;4) servizi di pagamento;5) emissione e gestione di mezzi di pagamento (carte di credito, "travellers cheques", lettere di credito);6) rilascio di garanzie e di impegni di firma;7) operazioni per proprio conto o per conto della clientela in:- strumenti di mercato monetario (assegni, cambiali, certificati di deposito, ecc.);- cambi;- strumenti finanziari a termine e opzioni;- contratti su tassi di cambio e tassi d'interesse;- valori mobiliari;8) partecipazione alle emissioni di titoli e prestazioni di servizi connessi;9) consulenza alle imprese in materia di struttura finanziaria, di strategia industriale e di questioni connesse, nonch� consulenza e servizi nel campo delle concentrazioni e del rilievo di imprese;10) servizi di intermediazione finanziaria del tipo "money broking";11) gestione o consulenza nella gestione di patrimoni;12) custodia e amministrazione di valori mobiliari;13) servizi di informazione commerciale;14) locazione di cassette di sicurezza;15) altre attivit� che, in virt� delle misure di adattamento assunte dalle autorit� comunitarie, sono aggiunte all'elenco allegato alla seconda direttiva in materia creditizia del Consiglio delle Comunit� europee n. 89/646/CEE del 15 dicembre 1989;g) "intermediari finanziari": i soggetti iscritti nell'elenco previsto dall'articolo 106.h) "stretti legami": i rapporti tra una banca e un soggetto italiano o estero che:1) controlla la banca;2) � controllato dalla banca;3) � controllato dallo stesso soggetto che controlla la banca;4) partecipa al capitale della banca in misura pari almeno al 20% del capitale con diritto di voto;5) � partecipato dalla banca in misura pari almeno al 20% del capitale con diritto di voto.(*)3. La Banca d'Italia, pu� ulteriormente qualificare, in conformit� delle deliberazioni del CICR, la definizione di stretti legami prevista dal comma 2, lettera h), al fine di evitare situazioni di ostacolo all'effettivo esercizio delle funzioni di vigilanza.(**)_______________________________________(*) Lettera cos� aggiunta dall'art. 1 del D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 333.(**) Comma cos� aggiunto dall'art. 1 del D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 333. TITOLO I Autorit� creditizie Art. 2 - (Comitato interministeriale per il credito e il risparmio)1. Il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio ha l'alta vigilanza in materia di credito e di tutela del risparmio. Esso delibera nelle materie attribuite alla sua competenza dal presente decreto legislativo o da altre leggi. Il CICR � composto dal Ministro del tesoro, che lo presiede, dal Ministro del commercio con l'estero, dal Ministro per il coordinamento delle politiche agricole, alimentari e forestali, dal Ministro delle finanze, dal Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, dal Ministro dei lavori pubblici e dal Ministro per le politiche comunitarie. Alle sedute partecipa il Governatore della Banca d'Italia(*).2. Il presidente pu� invitare altri ministri a intervenire a singole riunioni.3. Il CICR � validamente costituito con la presenza della maggioranza dei suoi membri e delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.4. Il direttore generale del tesoro svolge funzioni di segretario. Il CICR determina le norme concernenti la propria organizzazione e il proprio funzionamento. Per l'esercizio delle proprie funzioni il CICR si avvale della Banca d'Italia._______________________________________(*) Comma cos� modificato dall'art. 1 del D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 342. Art. 3 - (Ministro del tesoro)1. Il Ministro del tesoro adotta con decreto i provvedimenti di sua competenza previsti dal presente decreto legislativo e ha facolt� di sottoporli preventivamente al CICR.2. In caso di urgenza il Ministro del tesoro sostituisce il CICR. Dei provvedimenti assunti � data notizia al CICR nella prima riunione successiva, che deve essere convocata entro trenta giorni. Art. 4 - (Banca d'Italia)1. La Banca d'Italia, nell'esercizio delle funzioni di vigilanza, formula le proposte per le deliberazioni di competenza del CICR previste nei titoli II e III e nell'articolo 107. La Banca d'Italia, inoltre, emana regolamenti nei casi previsti dalla legge, impartisce istruzioni e adotta i provvedimenti di carattere particolare di sua competenza.2. La Banca d'Italia determina e rende pubblici previamente i principi e i criteri dell'attivit� di vigilanza.3. La Banca d'Italia, fermi restando i diversi termini fissati da disposizioni di legge, stabilisce i termini per provvedere, individua il responsabile del procedimento, indica i motivi delle decisioni e pubblica i provvedimenti aventi carattere generale. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni della legge 7 agosto 1990, n. 241, intendendosi attribuiti al Governatore della Banca d'Italia i poteri per l'adozione degli atti amministrativi generali previsti da dette disposizioni.4. La Banca d'Italia pubblica annualmente una relazione sull'attivit� di vigilanza. Art. 5 - (Finalit� e destinatari della vigilanza)1. Le autorit� creditizie esercitano i poteri di vigilanza a esse attribuiti dal presente decreto legislativo, avendo riguardo alla sana e prudente gestione dei soggetti vigilati, alla stabilit� complessiva, all'efficienza e alla competitivit� del sistema finanziario nonch� all'osservanza delle disposizioni in materia creditizia.2. La vigilanza si esercita nei confronti delle banche, dei gruppi bancari e degli intermediari finanziari.3. Le autorit� creditizie esercitano altres� gli altri poteri a esse attribuiti dalla legge. Art. 6 - (Rapporti con il diritto comunitario)1. Le autorit� creditizie esercitano i poteri loro attribuiti in armonia con le disposizioni comunitarie, applicano i regolamenti e le decisioni della Comunit� europea e provvedono in merito alle raccomandazioni in materia creditizia e finanziaria. Art. 7 - (Segreto d'ufficio e collaborazione tra autorit�)1. Tutte le notizie, le informazioni e i dati in possesso della Banca d'Italia in ragione della sua attivit� di vigilanza sono coperti da segreto d'ufficio anche nei confronti delle pubbliche amministrazioni, a eccezione del Ministro del tesoro, Presidente del CICR. Il segreto non pu� essere opposto all'autorit� giudiziaria quando le informazioni richieste siano necessarie per le indagini, o i procedimenti relativi a violazioni sanzionate penalmente.(*)2. I dipendenti della Banca d'Italia, nell'esercizio delle funzioni di vigilanza, sono pubblici ufficiali e hanno l'obbligo di riferire esclusivamente al Governatore tutte le irregolarit� constatate, anche quando assumano la veste di reati.3. I dipendenti della Banca d'Italia sono vincolati dal segreto d'ufficio.4. Le pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici forniscono le informazioni e le altre forme di collaborazione richieste dalla Banca d'Italia, in conformit� delle leggi disciplinanti i rispettivi ordinamenti.5. La Banca d'Italia, la CONSOB, la COVIP, l'ISVAP e l'UIC collaborano tra loro, anche mediante scambio di informazioni, al fine di agevolare le rispettive funzioni. Detti organismi non possono reciprocamente opporsi il segreto d'ufficio.(*)6. La Banca d'Italia collabora, anche mediante scambio di informazioni, con le autorit� competenti degli Stati comunitari, al fine di agevolare le rispettive funzioni. Le informazioni ricevute dalla Banca d'Italia possono essere trasmesse alle autorit� italiane competenti, salvo diniego dell'autorit� dello Stato comunitario che ha fornito le informazioni.(*)7. Nell'ambito di accordi di cooperazione e di equivalenti obblighi di riservatezza, la Banca d'Italia pu� scambiare informazioni preordinate all'esercizio delle funzioni di vigilanza con le autorit� competenti degli Stati extracomunitari; le informazioni che la Banca d'Italia ha ricevuto da un altro Stato comunitario possono essere comunicate soltanto con l'assenso esplicito delle autorit� che le hanno fornite.(*)8. La Banca d'Italia pu� scambiare informazioni con autorit� amministrative o giudiziarie nell'ambito di procedimenti di liquidazione o di fallimento, in Italia o all'estero, relativi a banche, succursali di banche italiane all'estero o di banche comunitarie o extracomunitarie in Italia, nonch� relativi a soggetti inclusi nell'ambito della vigilanza consolidata. Nei rapporti con le autorit� extracomunitarie lo scambio di informazioni avviene con le modalit� di cui al comma 7.(*)9. La Banca d'Italia pu� comunicare ai sistemi di garanzia italiani e, a condizione che sia assicurata la riservatezza, a quelli esteri informazioni e dati in suo possesso necessari al funzionamento dei sistemi stessi.(*)10. Nel rispetto delle condizioni previste dalle direttive comunitarie applicabili alle banche, la Banca d'Italia pu� scambiare informazioni con altre autorit� e soggetti esteri indicati dalle direttive medesime.(*)_______________________________________(*) Comma cos� sostituito dall'art. 2 del D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 333. Art. 8 - (Pubblicazione di provvedimenti e di dati statistici)1. La Banca d'Italia pubblica un Bollettino contenente i provvedimenti di carattere generale emanati dalle autorit� creditizie nonch� altri provvedimenti rilevanti relativi ai soggetti sottoposti a vigilanza. I provvedimenti sono pubblicati entro il secondo mese successivo a quello della loro adozione.2. Le delibere del CICR e i provvedimenti di carattere generale del Ministro del tesoro emanati ai sensi del presente decreto legislativo sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. I provvedimenti di carattere generale della Banca d'Italia sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana quando le disposizioni in essi contenute sono destinate anche a soggetti diversi da quelli sottoposti a vigilanza.3. La Banca d'Italia pubblica elaborazioni e dati statistici relativi ai soggetti sottoposti a vigilanza. Art. 9 - (Reclamo al CICR)1. Contro i provvedimenti adottati dalla Banca d'Italia nell'esercizio dei poteri di vigilanza a essa attribuiti dal presente decreto legislativo � ammesso reclamo al CICR, da parte di chi vi abbia interesse, nel termine di 30 giorni dalla comunicazione o dalla pubblicazione. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni del capo I del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, numero 1199.2. Il reclamo � deciso dal CICR previa consultazione delle associazioni di categoria dei soggetti sottoposti a vigilanza, nel caso in cui la decisione comporti la risoluzione di questioni di interesse generale per la categoria.3. Il CICR stabilisce in via generale, con propria deliberazione, le modalit� per la consultazione prevista dal comma 2. TITOLO II Banche Capo I Nozione di attivit� bancaria e di raccolta del risparmio Art. 10 - (Attivit� bancaria)1. La raccolta di risparmio tra il pubblico e l'esercizio del credito costituiscono l'attivit� bancaria. Essa ha carattere d'impresa.2. L'esercizio dell'attivit� bancaria � riservato alle banche.3. Le banche esercitano, oltre all'attivit� bancaria, ogni altra attivit� finanziaria, secondo la disciplina propria di ciascuna, nonch� attivit� connesse o strumentali. Sono salve le riserve di attivit� previste dalla legge.Art. 11 - (Raccolta del risparmio)1. Ai fini del presente decreto legislativo � raccolta del risparmio l'acquisizione di fondi con obbligo di rimborso, sia sotto forma di depositi sia sotto al
Documento n.3040

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10