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Timestamp: 2020-07-05 11:25:03+00:00

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Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 22691 - pubb. 14/11/2019
Quando la presunzione di responsabilità per danni da cose in custodia di cui all’art. 2051 c.c. non si applica agli enti pubblici per danni subiti dagli utenti di beni demaniali
Tribunale Reggio Emilia, 31 Ottobre 2019. Est. Morlini.
Responsabilità custodiale ex art. 2051 c.c. pubblica amministrazione – Sinistro stradale – Bene demaniale – Possibilità esercizio custodia – Posizionamento strada in perimetro urbano – Elemento sintomatico possibilità custodia – Perizia stragiudiziale – Prova atipica – Valore argomento di prova
La perizia stragiudiziale integra una prova atipica, la quale è utilizzabile ai fini della decisione come argomento di prova ex art. 116 comma 2 c.p.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
La controversia trae origine da un sinistro stradale avvenuto il 8/3/2014 che ha visto coinvolto B. A., il quale, perdendo il controllo della bicicletta da lui condotta nel tratto di pista ciclabile di via Fratelli Cervi di Montecavolo di Quattro Castella, dopo avere toccato con la ruota anteriore il cordolo esistente a ridosso della linea delimitatrice di carreggiata, è caduto a terra riportando gravissimi danni fisici.
A. ha così evocato in giudizio il Comune di Quattro Castella, deducendone l’esclusiva responsabilità ex art. 2051 c.c. nella causazione del sinistro, per la pericolosità del rialzo del cordolo e per la sua difficile percettibilità, e chiedendone la condanna a risarcire il danno non patrimoniale subìto.
Tanto premesso in linea di diritto, si osserva in fatto come non vi sia dubbio che parte attrice abbia dato prova dell’esistenza di un nesso causale tra la cosa in custodia (id est la strada comunale) ed il danno arrecato a terzi (id est il sinistro intercorso). Tale prova emerge in tutta evidenza dal fatto che, a conferma di quanto dedotto dall’attore, il sinistro è stato cagionato dalla presenza sulla carreggiata di un “cordolo di circa tre centimetri che delimita il marciapiede” (cfr. verbale di servizio dei Carabinieri intervenuti in loco nell’immediatezza dei fatti, che hanno ricostruito la dinamica del sinistro anche sulla base delle dichiarazioni del teste oculare Giovanni Carpi: all. 1 fascicolo attoreo).
già meno di un anno prima del sinistro di causa, ed in particolare il 12/6/2013, era stata effettuata al comune altra analoga segnalazione “in seguito al sinistro in cui rimase coinvolto un ciclista con conseguenze serie, con dinamica analoga a quella del sig. A.” (cfr. all. 1 fascicolo attoreo);
Invero, come dedotto dalla difesa di parte convenuta, A., pur lavorando a Treviso, era residente nel Comune di Quattro Castella e continuava a frequentare la propria abitazione, e quindi era ragionevolmente a conoscenza dei luoghi, della conformazione della sede stradale e della pista ciclabile.
Pertanto, sulla base dei parametri liquidatori cd. del Tribunale di Milano aggiornati all’attualità secondo l’ultima tabella proposta nel 2018 - che qui si intendono applicare in quanto condivisibili ed adeguati, e comunque ritenuti dalla stessa Suprema Corte il metro della corretta liquidazione del danno non patrimoniale (in questi termini Cass. n. 12408/2011, nella sostanza confermata e ribadita dalle successive Cass. n. 14402/2011, Cass. n. 17789/2011, Cass. n. 2228/2012, Cass. n. 12464/2012, Cass. n. 19376/2012, Cass. n. 134/2013, Cass. n. 10263/2015, Cass. n. 2167/2016, Cass. n. 9950/2017, Cass. n. 12470/2017, Cass. n. 17018/2018) - tenuto conto di un’età di 46 anni al momento del sinistro, il complessivo danno subìto dall’attore ammonta ad € 259.159 (ed in particolare, € 244.841 per danno biologico permanente; sulla base teorica di euro 130 giornaliere per ITT, somma più vicina al massimo di 147 piuttosto che al minimo di 98, in ragione dell’entità del danno biologico sofferto, € 910 per ITT, € 5.850 per ITP al 75%, € 5.850 per ITP al 50%; € 1.708 per spese mediche ritenute congrue e documentate).
Su tale cifra capitale, che integra all’evidenza un debito di valore in quanto posta risarcitoria, così come da domanda ed in base ai principi generali, vanno riconosciuti, secondo la pacifica giurisprudenza, rivalutazione ed interessi sulla somma stessa via via rivalutata, dalla data del fatto, id est il 8/3/2014, al saldo. Tuttavia, essendo la somma capitale già calcolata all’attualità ed in ragione della difficoltà di procedere alla devalutazione, in piena aderenza all’insegnamento dalla Suprema Corte, gli interessi possono essere calcolati sulla somma integralmente rivalutata, ma da un momento intermedio tra il fatto e la sentenza, id est il 1/1/2017.
accerta che il sinistro avvenuto il 8/3/2014 è ascrivibile alla concorrente responsabilità delle parti, ed in particolare per l’80% al Comune di Quattro Castella e per il 20% a B. A.;
condanna il Comune di Quattro Castella a risarcire l’80% del danno subìto da B. A., con il pagamento di € 207.327,2, oltre rivalutazione ed interessi dal 1/1/2017 al saldo;
condanna il Comune di Quattro Castella a rifondere a B. A. le spese di lite del presente giudizio, che liquida in € 13.430, € 1.269,15 per esborsi, oltre IVA, CPA e rimborso spese forfettarie;

References: art. 2051
 art. 116
 art. 2051
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