Source: http://www.lindicedelsinodo.it/2015/09/mitis-iudex-e-il-processo-canonico-breve.html
Timestamp: 2018-10-19 09:37:40+00:00

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L'Indice del Sinodo: Mitis iudex e il processo canonico breve
Oggi, in data 8 settembre, il papa ha reso note le lettere apostoliche motu proprio datae Mitis iudex Dominus Iesus sulla riforma del processo canonico per le cause di dichiarazione di nullità matrimoniale (secondo il Codice di diritto caononico) e Mitis et misericors Iesus (secondo il Codice dei canoni delle Chiese orientali) che portano la data del 15 agosto scorso.
Come ha spiegato il card. F. Coccopalmerio, presidente del Pontificio consiglio per i testi legislativi e membro della Commissione speciale per la riforma del processo di dichiarazione delle nullità matrimoniali istituita da papa Francesco nell'agosto del 2014, nella conferenza stampa odierna di presentazione dei due testi, vi sono alcune sostanziali innovazioni "pastorali" (Chiesa latina) per "rendere più veloci i processi di nullità del matrimonio":
1) Il tribunale può essere costituito dal solo vescovo diocesano;
2) la doppia sentenza conforme non è più obbligatoria ex officio;
3) la possibilità di celebrare - a certe condizioni - un processo "brevior".
A Dimitrios Salachas, esarca apostolico di Atene per i cattolici greci di rito bizantino e membro della Commissione speciale, è spettato il compito di presentare il motu proprio relativo alla disciplina delle Chiese orientali.
La proposta di un processo breve affidato al vescovo diocesano era stata formulata al Sinodo del 2014 e caldeggiata in particolare dal card. A. Scola, arcivescovo di Milano, che ha istituito nel maggio scorso un apposito ufficio, chiamato Ufficio diocesano per l’accoglienza dei fedeli separati (red.).
Il Signore Gesù, Giudice clemente, Pastore delle nostre anime, ha affidato all’Apostolo Pietro e ai suoi Successori il potere delle chiavi per compiere nella Chiesa l’opera di giustizia e verità; questa suprema e universale potestà, di legare e di sciogliere qui in terra, afferma, corrobora e rivendica quella dei Pastori delle Chiese particolari, in forza della quale essi hanno il sacro diritto e davanti al Signore il dovere di giudicare i propri sudditi.1
Tutto ciò è stato sempre fatto avendo come guida la legge suprema della salvezza delle anime,2 giacché la Chiesa, come ha saggiamente insegnato il Beato Paolo VI, è un disegno divino della Trinità, per cui tutte le sue istituzioni, pur sempre perfettibili, devono tendere al fine di comunicare la grazia divina e favorire continuamente, secondo i doni e la missione di ciascuno, il bene dei fedeli, in quanto scopo essenziale della Chiesa.3
In questo senso sono anche andati i voti della maggioranza dei miei Fratelli nell’Episcopato, riuniti nel recente Sinodo straordinario, che ha sollecitato processi più rapidi ed accessibili.4 In totale sintonia con tali desideri, ho deciso di dare con questo Motu proprio disposizioni con le quali si favorisca non la nullità dei matrimoni, ma la celerità dei processi, non meno che una giusta semplicità, affinché, a motivo della ritardata definizione del giudizio, il cuore dei fedeli che attendono il chiarimento del proprio stato non sia lungamente oppresso dalle tenebre del dubbio.
III. – Lo stesso Vescovo è giudice. – Affinché sia finalmente tradotto in pratica l’insegnamento del Concilio Vaticano II in un ambito di grande importanza, si è stabilito di rendere evidente che il Vescovo stesso nella sua Chiesa, di cui è costituito pastore e capo, è per ciò stesso giudice tra i fedeli a lui affidati. Si auspica pertanto che nelle grandi come nelle piccole diocesi lo stesso Vescovo offra un segno della conversione delle strutture ecclesiastiche,5 e non lasci completamente delegata agli uffici della curia la funzione giudiziaria in materia matrimoniale. Ciò valga specialmente nel processo più breve, che viene stabilito per risolvere i casi di nullità più evidente.
Art. 1 - Il foro competente e i tribunali
Art. 2 - Il diritto di impugnare il matrimonio
Art. 3 - L’introduzione e l’istruzione della causa
Can. 1677 § 1. Il difensore del vincolo, i patroni delle parti, e, se intervenga nel giudizio, anche il promotore di giustizia, hanno diritto: 1° di essere presenti all'esame delle parti, dei testi e dei periti, salvo il disposto del can. 1559; 2° di prendere visione degli atti giudiziari, benché non ancora pubblicati, e di esaminare i documenti prodotti dalle parti.
Art. 4 - La sentenza, le sue impugnazioni e la sua esecuzione
Art. 5 - Il processo matrimoniale più breve davanti al Vescovo
Art. 6 - Il processo documentale
Art. 7 - Norme generali
Titolo I - Il foro competente e i tribunali
Titolo II - Il diritto di impugnare il matrimonio
Titolo III - L’introduzione e l’istruzione della causa
Titolo IV - La sentenza, le sue impugnazioni e la sua esecuzione
Titolo V - Il processo matrimoniale più breve davanti al Vescovo
Titolo VI - Il processo documentale
1 Cf. Concilio ecumenico Vaticano II, Const. dogm. Lumen Gentium, n. 27.
2 Cf. CIC, can. 1752.
3 Cf. Paolo VI, Allocuzione ai partecipanti del II Convengo Internazionale di Diritto Canonico, il 17 settembre 1973.
4 Cf. Relatio Synodi, n. 48.
5 Cf. Francesco, Esortazione Apostolica Evangelii gaudium, n. 27, in AAS 105 (2013), p. 1031.
Etichette: * I documenti del Sinodo, Codice diritto canonico, nullità, Pastorale

References: sentenza 

Art. 1

Art. 2

Art. 3
 § 1

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7