Source: https://www.studioassociatoghiglione.it/circolari/2018/2018-12.html
Timestamp: 2019-07-18 05:00:06+00:00

Document:
CIRCOLARE N° 12 DEL 15 – 11 – 2018
Oggetto: legge finanziaria per il 2019
Sulla Gazzetta Ufficiale del 23⁄10 è stato pubblicato il decreto legge 119 contenente le disposizioni fiscali collegate alla legge finanziaria per il 2019. Come sempre è possibile che in sede di conversione in legge le disposizioni vengano modificate anche in modo sostanzioso. Tuttavia poiché il decreto entra in vigore immediatamente ve ne forniamo un rapido sunto salvo aggiornarvi sulle modifiche che verranno apportate.
I processi verbali di constatazione consegnati ai contribuenti entro la data di entrata in vigore del decreto (24⁄10) per i quali non sia ancora stato notificato il relativo avviso di accertamento né l’invito al contraddittorio possono essere definiti in modo agevolato con riferimento alle seguenti imposte:
Imposta sul valore degli immobili all’estero (IVAFE)
Imposta sul valore delle attività finanziarie all’estero (IVIE)
In caso di adesione bisognerà presentare una dichiarazione integrativa che recepisca tutti i rilievi contenuti nel PVC e pagare le relative maggiori imposte senza sanzioni. Solamente per l’IVA sono dovuti anche gli interessi. L’adesione al PVC deve essere integrale, non si può aderire ad alcuni soltanto dei rilievi in esso contenuti. Questo aspetto può costituire un ostacolo all’adesione in quanto i destinatari del processi verbali possono sempre effettuare il ravvedimento operoso limitatamente ad uno o più dei rilievi effettuati pagando le maggiori imposte e le sanzioni in misura ridotta ad un quinto del minimo. Si ricorda altresì che in presenza di dichiarazione integrativa i termini per l’accertamento decorrono dal momento di presentazione della dichiarazione integrativa limitatamente ai soli elementi oggetto dell’integrazione stessa (articolo 1, comma 640, della legge 190⁄2014).
L’agevolazione consiste nel pagamento delle maggiori imposte senza applicazione delle sanzioni né degli interessi (salvo che per l’IVA).
La richiesta di definizione deve essere presentata entro il 31⁄5⁄2019.
In sede di definizione dei maggiori imponibili ai fini delle imposte sui redditi così come definiti nei processi verbali non possono essere scomputate eventuali perdite pregresse.
Per i processi verbali consegnati ai soggetti in regime di trasparenza (società di persone …) la domanda di definizione agevolata può essere presentata anche dai soggetti partecipanti (soci) relativamente ai maggiori redditi di partecipazione agli stessi imputabili.
Le maggiori imposte auto liquidate, senza applicazione di alcuna sanzione, devono essere versate entro il 31⁄5⁄2019 in un’unica rata o mediante rateizzazione in venti rate trimestrali di pari importo. E’ sempre vietata la compensazione.
Un aspetto controverso della norma in esame è la proroga di due anni dei termini di accertamento con riferimento ai periodi d’imposta fino al 31⁄12⁄15 oggetto dei processi verbali di constatazione. Non è chiaro se la proroga riguardi tutti i PVC riferiti ai periodi fino al 2015 oppure solamente i PVC che effettivamente saranno oggetto di definizione.
Analogamente a quanto previsto per i processi verbali di constatazione, possono essere definiti gli avvisi di accertamento, gli avvisi di liquidazione, gli inviti al contraddittorio e gli accertamenti con adesione già sottoscritti che siano stati notificati entro il 24⁄10 e che, alla medesima data, siano ancora impugnabili, purché non sia ancora stato presentato il ricorso. Il termine di pagamento delle maggiori imposte è però più breve, il pagamento deve avvenire entro il più lontano tra i seguenti termini:
trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto (quindi entro il 23⁄11)
termine per la presentazione dell’eventuale ricorso
Il pagamento deve essere effettuato in un’unica soluzione o rateizzato in venti rate trimestrali ed è vietata la compensazione con eventuali perdite pregresse.
Non sono definibili gli avvisi bonari che scaturiscono dal controllo formale delle dichiarazioni.
Il mancato pagamento di una delle rate diverse dalla prima entro il termine di pagamento di quella successiva comporta la decadenza dal beneficio della definizione e quindi l’Agenzia effettuerà l’iscrizione a ruolo dei residui importi dovuti a titolo di imposta, interessi e sanzioni.
Gli importi dovuti non possono essere pagati mediante compensazione.
Art. 3 – definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione (rottamazione ter)
I carichi affidati agli agenti della riscossione nel periodo dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 possono essere estinti senza il pagamento delle sanzioni né degli interessi da ritardata iscrizione (deve invece essere pagato l’aggio, le spese di notifica nonché le spese delle eventuali procedure esecutive iniziate) mediante pagamento entro il 31⁄7⁄2019, in un’unica rata o in dieci rate di pari importo con scadenza 31⁄7 e 30⁄11 di ogni anno. La definizione deve riguardare tutte le somme affidate all’Agente della riscossione a titolo di capitale e interessi nonché l’aggio spettante all’Agente della riscossione. In caso di pagamento rateale di applicano gli interessi del 2% annuo e non si applicano le disposizioni dell’art. 19 del DPR 602⁄73.
La domanda di definizione deve essere presentata entro il 30⁄4⁄2019 e, nel caso sia stato instaurato un contenzioso, deve contenere l’indicazione degli eventuali giudizi in corso nonché l’impegno alla rinuncia della prosecuzione dei medesimi. Il Giudice adito deve sospendere la causa fino al completamento del pagamento e, previa verifica della regolarità dei pagamenti, potrà dichiararne l’estinzione. Come per la precedente rottamazione, se il carico affidato all’Agente delle riscossione non riguarda l’intero importo risultante dall’avviso di accertamento (per effetto della riscossione frazionata) la controversia resta in essere per la parte residua. L’Agente della riscossione deve comunicare ai contribuenti che hanno presentato la domanda, l’importo delle somme da versare entro il 30⁄6⁄2019.
Eventuali pagamenti già effettuati a titolo di capitale saranno scomputati dai pagamenti ancora dovuti mentre interessi e sanzioni già pagate non saranno ripetibili.
Con riferimento alle cartelle per le quali è stata richiesta la definizione agevolata:
sono sospesi i termini di prescrizione e decadenza
sono sospesi gli obblighi di pagamento derivanti da precedenti dilazioni
non possono essere iscritte nuove formalità cautelari (fermo amministrativo e ipoteca)
non possono essere avviate nuove procedure esecutive
non possono essere proseguite le procedure esecutive già iniziate salvo quelle per le quali si sia già tenuto il primo incanto con esito positivo.
Il pagamento delle somme può essere effettuato con le seguenti modalità:
mediante domiciliazione sul c⁄c bancario
mediante bollettini precompilati inviati dall’Agente della riscossione
Poiché il pagamento non si effettua con il Mod F24 non sarà possibile utilizzare in compensazione eventuali crediti d’imposta, possono invece essere utilizzati i crediti certificati verso la Pubblica Amministrazione derivanti da appalti, forniture, somministrazioni e prestazioni professionali.
Nel caso il pagamento non venga effettuato per intero o si interrompa il pagamento delle rate (anche per una sola rata) la definizione non ha effetto e vengono meno gli effetti positivi previsti dalla normativa (sospensione dei termini di prescrizione e decadenza e delle procedure esecutive). L’eventuale residuo, al netto delle rate già pagate, non può essere rateizzato.
Possono rientrare nella definizione agevolata anche i debiti facenti capo a soggetti sottoposti alle procedure di accordo di ristrutturazione del debito o del piano del consumatore.
Non possono essere oggetto di definizione agevolata:
le somme dovute a titolo di recupero degli aiuti di Stato
le somme dovute a seguito di sentenza della Corte dei Conti
le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute in seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna
le sanzioni diverse da quelle tributarie e contributive
Per le sanzioni conseguenti a violazioni del Codice della strada la possibilità di definizione agevolata è limitata all’importo degli interessi.
Sui rapporti tra eventuali precedenti rottamazioni e la nuova procedura è stato chiarito che:
le somme ancora dovute per effetto delle rottamazioni precedenti vengono automaticamente differite in base alla nuova tempistica
nel caso un contribuente abbia aderito alla rottamazione bis ma non abbia versato una o più delle rate alle previste scadenze (luglio, settembre ed ottobre) opera il differimento dei termini (previsto dal comma 21) al 7⁄12⁄18 anche per il versamento delle rate già scadute;
I debiti d’importo residuo fino a mille Euro (comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione e sanzioni) sono automaticamente annullati. Lo stralcio è previsto per i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010.
Le controversie tributarie in cui è parte l’Agenzia delle entrate (sono quindi escluse l’Agenzia del demanio e dei Monopoli) e per le quali il ricorso introduttivo sia stato notificato all’Agenzia entro la data di entrata in vigore del provvedimento (24⁄10) possono essere definiti qualunque sia lo stato del giudizio con le seguenti modalità:
mediante pagamento del 100% del maggior tributo accertato senza sanzioni né interessi in caso di ricorso pendente qualora la Commissione tributaria provinciale non abbia ancora emesso alcuna sentenza o se la sentenza è sfavorevole per il contribuente;
mediante pagamento del 50% del maggior tributo accertato, senza sanzioni né interessi, in caso di soccombenza dell’Agenzia delle entrate qualora l’ultima sentenza emessa sia quella di 1° grado;
mediante pagamento del 20% del maggior tributo accertato, senza sanzioni né interessi, qualora l’Agenzia delle entrate sia soccombente nel giudizio di 2° grado
Le controversie relative esclusivamente alle sanzioni non collegate al tributo possono essere definite con le seguenti modalità:
se l’Agenzia delle entrate è risultata soccombente nell’ultima pronuncia giurisprudenziale: mediante il pagamento del 15%
Sono escluse dalla possibilità di definizione agevolata:
le risorse proprie tradizionali Euratom
La domanda di definizione agevolata deve essere presentata entro il 31⁄5⁄2019 e contestualmente deve essere effettuato il relativo pagamento. E’ possibile rateizzare gli importi superiori a mille Euro fino ad un massimo di venti rate trimestrali alle seguenti scadenze: 31⁄8, 30⁄11, 28⁄2 e 31⁄5 di ogni anno. Sulle rate successive alla prima si applicano gli interessi al saggio legale con decorrenza dal 1° gennaio 2019 fino alla data del pagamento. Non è possibile effettuare alcuna compensazione.
Qualora non risultino somme da pagare la definizione si perfeziona con la sola presentazione della domanda.
Il contribuente che presenta la domanda di definizione agevolata può altresì presentare istanza di sospensione presso l’organo giurisdizionale ove la causa è pendente, in tal caso il procedimento viene sospeso fino al 10⁄6⁄2019. Successivamente il contribuente deve depositare copia dell’istanza di definizione e del primo pagamento effettuato, in tal caso il procedimento è sospeso fino al 31⁄12⁄2020.
I termini di impugnazione delle controversie definibili che scadono nel periodo di entrata in vigore del decreto (24⁄10) ed il 31⁄7⁄2019 sono sospesi per 9 mesi.
L’eventuale diniego della definizione deve essere notificato entro il 31⁄7⁄2020 ed è impugnabile presso il medesimo organo giurisdizionale presso il quale è pendente la controversia.
Art 7 – regolarizzazione con versamento volontario di periodi d’imposta precedenti.
L’articolo in esame è relativo alle associazioni sportive dilettantistiche iscritte al CONI che possono:
avvalersi della procedura di cui al successivo articolo 9 (dichiarazione integrativa) per tutte le imposte
in caso di dichiarazione integrativa senza debito d’imposte in seguito all’utilizzo di perdite pregresse, l’integrazione è ammessa sino a 30 mila euro annui anziché i 100 mila previsti nell’art. 9;
avvalersi della definizione agevolata degli avvisi di accertamento (ex art. 2) versando un importo pari al 50% delle maggiori imposte accertate ed al 5% delle sanzioni irrogate e degli interessi, l’IVA è dovuta per intero. La definizione degli accertamenti è possibile solamente se l’importo delle singole imposte contestate non superi i 30 mila Euro.
della definizione agevolata delle liti pendenti (art. 6) mediante il versamento delle seguenti somme:
40% del valore della lite e 5% delle sanzioni e degli interessi se la causa non è ancora stata giudicata in primo grado. Per valore della lite si intende l’importo della maggiori imposte contestate in sede di accertamento.
10% del valore della lite e 5% delle sanzioni e degli interessi qualora l’Agenzia delle entrate sia soccombente nell’ultima sentenza pronunciata e non ancora definitiva alla data di entrata in vigore del decreto;
50% del valore della lite e 10% delle sanzioni e degli interessi qualora l’associazione sia soccombente nell’ultima sentenza pronunciata e non ancora definitiva.
La particolare forma di definizione agevolata di cui al presente articolo è possibile solamente ove l’ammontare delle maggiori imposte accertate, relativamente a ciascun periodo d’imposta, sia non superiore ad Euro 30.000 per ciascuna imposta IRES o IRAP. Nel caso le maggiori imposte accertate siano d’importo superiore ad Euro 30.000 gli enti in esame possono sempre far ricorso alla definizione agevolata degli accertamenti prevista agli articoli 2 e 6.
Art. 8 – definizione agevolata delle imposte di consumo dovute ai sensi dell’art. 62 quater, commi 1 e 1 bis, del decreto legislativo 26⁄10⁄1995 n° 504
Le dichiarazioni presentate entro il 31⁄10⁄2017 per le quali non sono ancora scaduti i termini per la verifica (quindi quelle relative agli esercizi dal 2013 al 2016) ai fini delle seguenti imposte:
possono essere corrette mediante integrazione degli imponibili fino ad un importo massimo di Euro 100.000 per ciascun anno e per ciascuna imposta e comunque non oltre il 30% di quanto già dichiarato. I maggiori imponibili dichiarati non possono essere abbattuti da eventuali perdite pregresse. La dichiarazione integrativa deve essere presentata entro il 31⁄5⁄2019.
Sui maggiori imponibili dichiarati si applica, senza sanzioni né interessi:
un’imposta sostitutiva del 20% ai fini delle imposte sui redditi e relative addizionali, delle imposte sostitutive delle imposte sui redditi, dei contributi e dell’IRAP;
un’imposta sostitutiva del 20% sulle maggiori ritenute;
l’aliquota media ai fini IVA. Nel caso non sia possibile determinare l’aliquota media si applica l’aliquota del 22%
Per poter usufruire della definizione agevolata i contribuenti devono:
inviare all’Agenzia delle entrate per ogni periodo d’imposta che intendono definire un dichiarazione integrativa di quella già presentata;
effettuare il pagamento di quanto dovuto, senza alcuna compensazione, entro il 31⁄7⁄2019. Il pagamento può essere rateizzato in dieci rate semestrali di pari importo.
Se il pagamento non viene effettuato regolarmente, la dichiarazione integrativa costituisce titolo per la riscossione delle imposte in base agli imponibili in essa indicati ed è dovuta una sanzione pari al 30% delle somme non versate. Gli importi risultanti dalla dichiarazione integrativa non possono essere compensati con eventuali crediti di imposte.
In sede di dichiarazione integrativa i maggiori imponibili dichiarati non possono essere compensati con eventuali perdite pregresse né possono essere richiesti rimborsi di ritenute, acconti e crediti d’imposta, esenzioni od agevolazioni precedentemente non dichiarati nella dichiarazione originaria.
La dichiarazione integrativa non può essere utilizzata:
se il contribuente non ha presentato le dichiarazioni per gli anni dal 2013 al 2016 pur essendovi obbligato
se il contribuente ha avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche, inviti o questionari o dell’inizio di qualunque attività di accertamento.
La definizione agevolata non può essere utilizzata per l’emersione di attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero nonché per i maggiori redditi di partecipazione in enti ed associazioni ex art. 5 TUIR (società di persone e associazioni professionali), nonché dai contribuenti che hanno effettuato l’opzione per il regime della trasparenza (ex art.. 115 e 116 TUIR)
Per il primo semestre del 2019 viene esclusa la sanzionabilità dei seguenti comportamenti:
emissione della fattura elettronica oltre il termine della mezzanotte del giorno di effettuazione dell’operazione ma, comunque, entro il termine della liquidazione periodica IVA del periodo di riferimento.
A titolo di esempio: i contribuenti mensili avranno tempo fino al 16 di ogni mese per l’emissione delle fatture del mese precedente, i contribuenti trimestrali fino il giorno 16 del secondo mese successivo al termine di ciascun trimestre.
In tal modo le fatture elettroniche del mese di gennaio 2019 potranno essere emesse fino al 16⁄2, quelle del 1° trimestre 2019 fino al 16⁄5.
emissione della fattura oltre il termine della liquidazione IVA del periodo di riferimento ma entro il termine della liquidazione del periodo successivo: si applica una riduzione dell’80% alle sanzioni previste per la ritardata emissione.
Viene modificato l’art. 21 del DPR 633⁄72 relativo ai termini di emissione delle fatture. A partire dal 1° luglio 2019 le fatture elettroniche dovranno essere emesse entro 10 giorni dall’effettuazione delle operazioni.
Viene modificato l’art. 23 del DPR 633⁄72 in relazione ai termini di registrazione delle fatture attive
In base alla nuova formulazione le fatture emesse (sia immediate sia differite) devono essere registrate entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni e con riferimento al mese di effettuazione dell’operazione medesima.
Viene modificato l’art. 25 del DPR 633⁄72 eliminando l’obbligo di numerare progressivamente le fatture di acquisto. Si tratta del c.d. numero di protocollo che non è più necessario per le fatture elettroniche né per quelle che ancora saranno cartacee. Quindi nemmeno le fatture che ancora verranno ricevute in formato cartaceo (perché emesse da soggetti esonerati dall’obbligo di emissione delle fatture elettroniche) dovranno più recare il numero di protocollo di registrazione sul registro IVA acquisti.
Viene nuovamente modificato il regime di detraibilità dell’IVA
L’articolo in esame contiene una serie di disposizioni nel settore delle notificazioni telematiche nel processo tributario. Di particolare importanza è il comma 2 che contiene una norma di interpretazione autentica dell’art. 16 bis, comma 3 del D. Lgs 546⁄92 nel testo antecedente alle modifiche apportate con il decreto legge in esame. La questione, controversa anche in giurisprudenza, verteva sull’utilizzabilità del processo telematico qualora, come spesso accade, il ricorso introduttivo (sempre ad opera del contribuente) fosse cartaceo. Succede infatti di frequente che l’Agenzia delle entrate, pur di fronte ad un procedimento cartaceo, effettuasse la costituzione in giudizio in via telematica e questo comportamento aveva dato adito ad interpretazioni discordanti circa la sua legittimità o meno. Ora viene chiarito, anche con effetto sanante per il pregresso, che le parti possono utilizzare in ogni grado di giudizio il processo telematico indipendentemente dalla modalità prescelta dalla controparte nonché dell’avvenuto svolgimento del giudizio di primo grado con modalità analogiche.
A partire dal 1° gennaio 2020 i corrispettivi dovranno essere memorizzati elettronicamente ed inviati in via telematica all’Agenzia delle entrate. L’obbligo è anticipato al 1° luglio 2019 per i soggetti con un volume d’affari superiore ad euro 400 mila.
Per gli anni 2019 e 2020 è prevista la concessione di un contributo pari al 50% della spesa sostenuta per l’acquisto o l’adattamento del nuovo registratore di cassa (fino ad un massimo di 250 Euro in caso di acquisto, di Euro 50 in caso di adattamento).
La “lotteria dei corrispettivi” è rinviata al 1° gennaio 2020.
Art. 22 – Fondo garanzia FSC (Fondo per lo Sviluppo e la Coesione)
Art. 25 – disposizioni in materia di CIGS per riorganizzazioni o crisi aziendale
La bozza di legge finanziaria che dovrà essere approvata entro il 31⁄12, quindi non ancora in vigore, contiene alcune novità in materia fiscale di cui vi forniamo una sintesi pur nella consapevolezza che si tratta di anticipazioni non ancora in vigore e soggette a possibili modifiche:
il regime forfetario di cui alla legge 190⁄2014 dovrebbe essere modificato mediante ampliamento della platea dei soggetti interessati in seguito all’innalzamento della soglia massima di ricavi ad Euro 65.000 indistintamente per ogni categoria;
il regime forfetario dovrebbe anche essere modificato con riguardo ai seguenti aspetti:
eliminazione del limite di Euro 5.000 per le spese relative a dipendenti e collaboratori
eliminazione del limite di Euro 20.000 per il valore dei beni strumentali posseduti
riformulazione della clausola ostativa relativa al contemporaneo possesso di redditi di lavoro dipendente mediante eliminazione del limite di Euro 30.000
istituzione di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e relative addizionali del 15% sui compensi derivanti dall’attività di lezioni private e ripetizioni per i docenti di cattedre nelle scuole di ogni ordine e grado;
a partire dal 2020 dovrebbe essere introdotta una nuova imposta sostitutiva dell’IRPEF, delle relative addizionali e dell’IRAP del 20% per i soggetti esercenti attività d’impresa o esercizio di professioni con ricavi compresi tra Euro 65.000 ed Euro 100.000;
dovrebbero essere eliminati i super ammortamenti mentre sembrerebbero confermati gli iper ammortamenti. Pertanto chi ha in programma di effettuare investimenti in beni strumentali nuovi dovrebbe accelerarli entro il 31⁄12⁄18 ovvero entro il 30⁄6⁄19 a condizione che entro il 31⁄12⁄18 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari almeno al 20% del prezzo;
dovrebbe essere introdotta una tassazione IRES agevolata al 15% del reddito corrispondente agli utili reinvestiti in beni materiali strumentali nuovi e per l’incremento dell’occupazione;

References: Art. 3
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 9
 art. 2
 sentenza 
 sentenza 

Art. 8
 art. 5

Art. 22

Art. 25