Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-3355-del-08-02-2017
Timestamp: 2020-07-02 19:35:13+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 3355 del 08/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3355 del 08/02/2017
Cassazione civile, sez. trib., 08/02/2017, (ud. 12/01/2017, dep.08/02/2017), n. 3355
sul ricorso 25596-2012 proposto da:
G.C. SALUMIFICIO SPA, in persona del Presidente e legale
GIUSEPPE MARINI con procura notarile del Not. Dr. P.L. in
GIUSEPPE CITTERIO SALUMIFICIO SPA, in persona del Presidente e legale
GIUSEPPE MARINI procura notarile al ricorso principale;
AGENZIA DELLE ENTRATE DIREZIONE PROVINCIALE (OMISSIS) DI MILANO,
avverso la sentenza n. 138/2011 della COMM.TRIB.REG. di MILANO,
ZENO Immacolata, che ha concluso per l’accoglimento del 1 motivo di
ricorso, assorbito il 2 e l’incidentale.
1. La società G.C. Salumifici s.p.a. aderiva alla rivalutazione agevolata dei beni d’impresa versando l’imposta sostitutiva prevista dalla L. n. 350 del 2003, art. 2, comma 25 in tre rate. L’agenzia delle entrate notificava cartella relativa al pagamento degli interessi, calcolati sulla seconda e sulla terza rata, e delle sanzioni. La contribuente impugnava la cartella nei confronti dell’Agenzia delle entrate e di Equitalia Esatri s.p.a. e la Commissione Tributaria Provinciale di Milano accoglieva il ricorso. La Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, investita dell’appello dell’Agenzia delle entrate, lo accoglieva parzialmente dichiarando che le sanzioni non erano dovute.
2. Avverso la sentenza della CTR propone ricorso per cassazione la società G.C. Salumifici s.p.a. affidato a due motivi illustrati con memoria. Si è costituita l’Agenzia delle entrate con controricorso ed ha, altresì, proposto un autonomo ricorso contro la medesima sentenza della CTR affidato ad un motivo.
3. Con il primo motivo la contribuente deduce violazione di legge, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in relazione alla L. 24 dicembre 2003, art. 2, comma 25, alla L. 21 novembre 2000, n. 342, art. 10, comma 1, ed all’art. 12 preleggi. Sostiene che la L. 24 dicembre 2003, n. 350, art. 2, comma 25, prevedeva che il versamento dell’imposta dovesse essere effettuato in tre rate. Ne conseguiva che, con riguardo alla seconda ed alla terza rata, non potevano maturare interessi perchè si trattava di debiti non ancora venuti a scadenza.
4. Con il secondo motivo deduce violazione di legge, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in relazione alla L. 21 novembre 2000, n. 342, art. 12, comma 1. Sostiene la ricorrente che la CTR ha illegittimamente ritenuto applicabili gli interessi nella misura del 6% nonostante il tasso di riferimento fissato dalla Banca d’Italia al 31.12.2003 fosse del 2%.
5. Con l’unico motivo di ricorso incidentale l’Agenzia delle entrate deduce violazione di legge, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in relazione al D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 6, comma 2, D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 8, comma 1, e L. n. 212 del 2000, art. 10, comma 3. Sostiene la ricorrente che ha errato la CTR nel ritenere non fossero dovute le sanzioni, dato che non sussisteva l’oggettiva incertezza della normativa tributaria nel senso più volte precisato dalla Corte di legittimità.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 2
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2
 art. 10
 art. 2
 art. 12
 art. 6
 art. 8
 art. 10