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Timestamp: 2020-04-01 16:53:53+00:00

Document:
C. di S. 3637/2007 (piste ciclabili)
EDILIZIA E URBANISTICA - 130
Consiglio di Stato, sez. V, 25 giugno 2007, n. 3637
Nel concetto di strade quale urbanizzazione primaria vanno ricomprese anche piste ciclabili, percorsi pedonali, ponti, segnaletica ecc.
sul ricorso in appello n. 9372/2006, proposto dalla Società Cooperativa Edilizia Arnica a r.l., in persona del legale rappresentante Sig. M.C., rappresentata e difesa dagli Avv.ti L.B., M.P. e B.D.A. con i quali è elettivamente domiciliata in ...
Il Comune di Albignasego, in persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso dagli Avv.ti F.L. e A.M., con i quali è elettivamente domiciliato in ...
la Società Cooperativa Ydros, a r.l., in persona del legale rappresentante p.t., non costituita,
la Società Cooperativa Edilizia Altichiero in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’avvocato G.P. e dall’avvocato G.A.D.M., elettivamente domiciliata in ...
per la riforma della sentenza del T.A.R. del Veneto, II Sezione, del 31.7.2006, n. 2221;
Relatore, alla udienza pubblica del 2.2.2007, il Consigliere Claudio Marchitiello;
Uditi gli avvocati P., M. e P., come da verbale d’udienza;
La ARNICA, s.c.a.r.l. ha proposto in primo grado quattro ricorsi.
Con il ricorso n. 3109/2003, la Società Arnica ha impugnato il provvedimento del 15.7.2003, n. 638, con il quale il Comune di Albignasego ha assegnato alla società ricorrente il lotto n. 2 del piano di zona San Lorenzo e la deliberazione del Consiglio comunale del 30.12.2002, n. 121. Tali provvedimenti sono stati impugnati nella parte in cui stabiliscono il prezzo di cessione dell’area.
Con il ricorso n. 2918/2004, la Società Arnica ha impugnato la diffida del 2.7.2004, n. 19909/2004, l’atto di comunicazione dell’avvio del procedimento di revoca dell’assegnazione dell’area del 16.7.2004, n. 21467/2004, la revoca dell’assegnazione dell’area del 6.8.2004, n. 23659/2004, il provvedimento del Responsabile del Settore Pianificazione Patrimonio ed Edilizia Residenziale Pubblica del 23.5.2004, n. 431.
Con il ricorso n. 2456/2005, la Società Arnica ha impugnato il rigetto dell’istanza di permesso di costruire 12.8.2005, n. 24846, la nota 10.12.2004 di sospensione del procedimento di rilascio del permesso di costruire e ha chiesto l’accertamento delle responsabilità patrimoniali del comune.
Con il ricorso n. 273/2006, la Società Arnica ha impugnato il provvedimento del 23.12.2004, n. 1226, di assegnazione alla Cooperativa Edilizia Altichiero del lotto n. 2.
Il Comune di Albignasego si è costituito per tutti i ricorsi, opponendosi al loro accoglimento.
La cooperativa Altichiero si è costituita per il ricorso n. 273/2006.
Per i ricorsi nn. 2918/2004 e 2456/2004 la Cooperativa Altichiero è intervenuta ad opponendum.
Il T.A.R. del Veneto, II Sezione, con la sentenza del 31.7.2006, n. 2221, previa riunione, ha rigettato i ricorsi nn. 23/2004 e 2456/2005 e ha dichiarato inammissibili i ricorsi nn. 3109/2003 e 273/2006.
La Società ARNICA appella la sentenza deducendone la erroneità e domandandone la riforma.
Si sono costituiti in appello il Comune di Albignasego e la Società Cooperativa Edilizia “Altichero”, che hanno chiesto la conferma della sentenza appellata.
All’udienza del 2.2.2007, il ricorso in appello è stato ritenuto per la decisione.
1.- Giova premettere all’esame dell’appello proposto dalla Società Cooperativa Arnica, a r.l., avverso la sentenza del 31.7.2006, n. 2221, della II Sezione del T.A.R. del Veneto, un riassunto dei fatti, nei profili che interessano la presente controversia,seguendo la precisa ricostruzione effettuata dal Comune di Albignasego, che trova conferma nelle deliberazioni e nei provvedimenti adottati dal predetto comune relativi al Piano per l’Edilizia Economica e Popolare denominato “Nucleo 1 – San Lorenzo”.
Secondo la Cooperativa Arnica, il Comune di Albignasego avrebbe imposto la realizzazione di opere di urbanizzazione ulteriori rispetto a quelle definite tali dagli artt. 4 della legge 29.9.1964, n. 847 e 4 della legge 28.1.1977, n. 10 (attuale art. 16, comma 7, del d.P.R. 6.6.2001, n. 380), con incremento dei costi rispetto a quelli derivanti dall’applicazione dell’art. 35, comma 12, della legge 22.10.1971, n. 865.
Ed invero, “i passaggi pedonali, il ponte consortile, le opere stradali relative alla limitrofa ZTO C1 39 (lottizzazione privata), la segnaletica stradale e le piste ciclabili” non sono altro che opere afferenti le “strade residenziali” di cui alle norme richiamate dalla Cooperativa ricorrente. Non si può ritenere, invero, che le norme urbanistiche, nell’inserire le strade residenziali tra le opere di urbanizzazione primaria, abbiano fatto riferimento al solo manto stradale e, per quanto concerne specificamente i piani per l’edilizia pubblica, al solo manto stradale strettamente aderente agli immobili da realizzare (ovvero circostanti a questi) e, addirittura, senza collegamenti con la viabilità preesistente (quale quella, indicata nell’atto di appello, che permette la comunicazione con la vicina area lottizzata). Il ponte consortile, che unisce due segmenti di una stessa strada, è poi, con tutta evidenza, un necessario completamento di questa.
E’ del tutto infondata, pertanto, la tesi ribadita in più punti dell’atto di appello, diretta a far rilevare la incongruità dell’obbligo posto a carico degli assegnatari, in quanto le opere previste nel progetto del Comune non rientrerebbero tra quelle indicate negli artt. 4 della legge n. 847 del 1964 del 1964 e 4 della legge n. 10 del 1977 (attuale art. 16, comma 7, del d.P.R. n. 380 del 2001).
In particolare, la convenzione prevede:
a) il termine entro cui doveva essere scelta la impresa esecutrice dei lavori, termine già stabilito dalla convenzione stipulata il 10.10.2003;
b) i termini di inizio e di ultimazione delle opere coincidente con quello già indicato nella predetta convenzione;
c) la cauzione definitiva a garanzia del puntuale adempimento già stabilita dalla convenzione;
d) il controllo da parte dell’amministrazione dell’esecuzione dei lavori, con la nomina di un direttore dei lavori e di un funzionario responsabile, la riserva all’amministrazione del collaudo e della nomina dei collaudatori ed altre incombenze già tutte previste e regolate nella convenzione del 10.10.2003.
Da respingere è anche la censura con la quale la Cooperativa appellante contesta la pronuncia del T.A.R. che ha dichiarato irricevibile la impugnativa del provvedimento dirigenziale n. 431 del 2004, di approvazione dello schema definitivo di detto disciplinare (la impugnativa del provvedimento del 18.5.2004, n. 389, di approvazione di un primo schema di disciplinare è stata dichiarata improcedibile dal T.A.R., in quanto sostituito appunto dal provvedimento n. 431).
Condanna la Cooperativa Arnica a r.l. a pagare le spese del secondo grado del giudizio Comune di Albignasego e alla Cooperativa edilizia Altichiero in ragione di Euro 5.000,00 (cinquemila,00) ciascuno.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità Amministra­tiva.
Così deciso, in Roma,in Camera di Consiglio, il 2.2.2007, con l'intervento dei signori:

References: sentenza 
 sentenza 
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 art. 16
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 provvedimento n. 
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