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Timestamp: 2018-05-24 15:33:30+00:00

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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 settembre 2010, n. 160 - Regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo sportello unico per le attivita' produttive, ai sensi dell'articolo 38, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0183) - (GU n. 229 del 30-9-2010 | Edilone.it
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 settembre 2010, n. 160 – Regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo sportello unico per le attivita’ produttive, ai sensi dell’articolo 38, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0183) – (GU n. 229 del 30-9-2010
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 settembre 2010, n. 160 - Regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo sportello unico per le attivita' produttive, ai sensi dell'articolo 38, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0183) - (GU n. 229 del 30-9-2010 - Suppl. Ordinario n.227) note: Entrata in vigore del provvedimento: 15/10/2010
Regolamento per la semplificazione ed il  riordino  della  disciplina
sullo  sportello  unico  per  le  attivita’  produttive,   ai   sensi
dell’articolo 38, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.  112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6  agosto  2008,  n.  133.
(10G0183)
Capo I   Principi generali ed ambito applicativo
Visto l’articolo 116 della Costituzione;
Visto l’articolo 117, secondo comma, lettere e), m), p) e r), della
Visto il decreto legislativo del 26 marzo 2010, n. 59;
Visto l’articolo 38, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008,  n.
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114;
modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40,  ed  in  particolare
l’articolo 9;
Repubblica 6 giugno 2001, n. 380;
Visto l’articolo 49, comma 4-bis, del decreto-legge 31 maggio 2010,
122, che ha sostituito l’articolo 19 della legge 7  agosto  1990,  n.
241, introducendo la : «Segnalazione certificata di inizio  attivita’
– SCIA»;
8 del decreto legislativo  28  agosto  1997,  n.  281,  e  successive
modificazioni, reso nella seduta del 26 novembre 2009;
Viste le deliberazioni del Consiglio dei Ministri,  adottate  nelle
riunioni del 10 giugno 2010 e del 4 agosto 2010;
per la semplificazione normativa, di concerto con i Ministri  per  la
pubblica amministrazione e l’innovazione e per le politiche europee;
a) «agenzia per le imprese» (di seguito denominata :  «Agenzia»):
il soggetto privato, accreditato ai sensi dell’articolo 38, comma  4,
d) «CAD»: il  Codice  dell’amministrazione  digitale  di  cui  al
e) «comunicazione unica»: l’istituto di cui  all’articolo  9  del
decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 2 aprile 2007, n. 40;
f) «decreto-legge»: il decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112,
convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
g) «SCIA»: la segnalazione certificata  di  inizio  attivita’  ai
sensi dell’articolo 19 della  legge  7  agosto  1990,  n.  241,  come
sostituito dall’articolo 49, comma 4-bis, del decreto-legge 31 maggio
2010, n. 122, in  cui  la  ricevuta  della  segnalazione  costituisce
titolo autorizzatorio ai sensi dell’articolo 38, comma 3, lettere  e)
ed f), del decreto-legge;
h)   «dichiarazione   di   conformita’»:   l’attestazione   della
i) «attivita’ produttive»: le attivita’ di produzione di  beni  e
servizi, incluse le attivita’ agricole, commerciali e artigianali, le
attivita’ turistiche e alberghiere, i servizi  resi  dalle  banche  e
dagli intermediari finanziari e i servizi  di  telecomunicazioni,  di
cui alla lettera b), comma 3, dell’articolo 38 del decreto-legge;
j) «impianti produttivi»: i  fabbricati,  gli  impianti  e  altri
luoghi in cui si svolgono tutte o parte delle fasi di  produzione  di
k) «portale»: il sito web impresainungiorno  di  riferimento  per
imprese e  soggetti  da  esse  delegati,  che  consente  di  ottenere
informazioni e interoperare telematicamente con  gli  Enti  coinvolti
nelle diverse fasi relative ad attivita’ produttive e di  prestazione
di servizi, anche attraverso le regole tecniche del Sistema  pubblico
di connettivita’;
l) «registro imprese»: il registro di cui  all’articolo  8  della
m) «sportello unico per  le  attivita’  produttive»  (di  seguito
attivita’ produttiva, che fornisce una risposta unica e tempestiva in
luogo di tutte le pubbliche amministrazioni, comunque  coinvolte  nel
n)  «sistema  INA-SAIA»:  il  sistema  di  servizi  che  consente
l’interconnessione  e  lo  scambio  anagrafico  fra  i  comuni  e  le
o) «sistema pubblico di connettivita’»  (di  seguito  denominato:
«SPC»): l’insieme di  infrastrutture  tecnologiche  tecniche  per  lo
sviluppo,  la  condivisione,  l’integrazione  e  la  diffusione   del
patrimonio informativo e dei  dati  della  pubblica  amministrazione,
necessarie per assicurare l’interoperabilita’ di base ed evoluta e la
cooperazione  applicativa  dei  sistemi  informatici  e  dei   flussi
informativi,  garantendo  la   sicurezza,   la   riservatezza   delle
informazioni, nonche’ la salvaguardia e  l’autonomia  del  patrimonio
informativo di ciascuna pubblica amministrazione;
p) «interoperabilita’»: la  capacita’  di  un  sistema  o  di  un
prodotto informatico di cooperare con altri sistemi o  prodotti,  nel
rispetto delle disposizioni del CAD e delle regole tecniche del SPC.
decreti del Presidente della Repubblica italiana, approvato
con d.P.R. 28 dicembre 1985,  n.  1092,  al  solo  fine  di
facilitare la lettura  delle  disposizioni  di  legge  alle
– Si riporta il testo dell’art. 116 della Costituzione:
«Art. 116. Il Friuli Venezia Giulia,  la  Sardegna,  la
Sicilia,  il  Trentino-Alto  Adige/Südtirol  e   la   Valle
d’Aosta/Vallee d’Aoste dispongono  di  forme  e  condizioni
particolari di  autonomia,  secondo  i  rispettivi  statuti
speciali adottati con legge costituzionale.
La Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol  e’  costituita
Ulteriori forme e condizioni particolari di  autonomia,
concernenti le materie di cui al terzo comma dell’art.  117
e le  materie  indicate  dal  secondo  comma  del  medesimo
articolo alle lettere l), limitatamente  all’organizzazione
della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite
ad altre Regioni, con  legge  dello  Stato,  su  iniziativa
della Regione interessata, sentiti  gli  enti  locali,  nel
rispetto dei principi di cui all’art. 119.
La  legge  e’  approvata  dalle  Camere  a  maggioranza
assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo  Stato
e la Regione interessata.».
lettere e), m), p) e r) della Costituzione:
e dagli obblighi internazionali .
f) – l) (omissis);
n) – o) (omissis);
q) (omissis);
dell’ingegno.».
mercato interno e’ pubblicata nella GUUE, legge 376/36  del
– Il decreto legislativo del 26 marzo 2010, n. 59 sulla
«Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi
del mercato interno» e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
del 23 aprile 2010, n. 94, S.O.
legge  23  agosto  1988,   n.   400   recante:   Disciplina
– Si riporta  il  testo  dell’art.  38,  comma  3,  del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni  urgenti
la perequazione tributaria), convertito  con  modificazioni
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133:
«3. Con regolamento, adottato ai  sensi  dell’art.  17,
comma 2, della legge 23 agosto 1988, n.  400,  su  proposta
semplificazione normativa, di concerto con il Ministro  per
la pubblica amministrazione  e  l’innovazione,  sentita  la
Conferenza  unificata  di  cui  all’  art.  8  del  decreto
modificazioni,  si  procede  alla  semplificazione   e   al
riordino della disciplina  dello  sportello  unico  per  le
dall’ art. 9 del  decreto-legge  31  gennaio  2007,  n.  7,
all’art. 14-quater, comma 3, della legge 7 agosto 1990,  n.
comunicazione  unica  disciplinata   dall’   art.   9   del
b) le disposizioni si applicano sia per  l’espletamento
delle procedure e delle  formalita’  per  i  prestatori  di
servizi di cui alla direttiva  2006/123/CE  del  Parlamento
europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, sia  per  la
realizzazione e la modifica di impianti produttivi di  beni
e servizi;
mettono a disposizione il portale «impresa.gov» che  assume
la denominazione di «impresainungiorno»,  prevedendo  forme
emissione degli avvisi medesimi.».
– La legge 7 agosto 1990, n. 241 recante: «Nuove  norme
accesso ai documenti amministrativi,  e’  pubblicata  nella
Gazzetta Ufficiale 18 agosto 1990, n. 192».
– Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 recante:
«Conferimento di funzioni e  compiti  amministrativi  dello
capo I della legge 15 marzo 1997,  n.  59»,  e’  pubblicato
– Il decreto legislativo del  31  marzo  1998,  n.  114
relativo alla «Riforma della disciplina relativa al settore
del commercio, a norma dell’art. 4, comma 4, della legge 15
marzo 1997, n. 59» e’ pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
n. 95 del 24 aprile 1998, S.O.
– Si riporta il testo dell’art. 9 del decreto-legge  31
tecnico-professionale e la rottamazione di autoveicoli»:
del lavoro e della previdenza sociale, ai  sensi  dell’art.
71 del  codice  dell’amministrazione  digitale  di  cui  al
modificazioni, entro quarantacinque giorni  dalla  data  di
decreto,  sono   individuate   le   regole   tecniche   per
abrogati l’art. 14, comma 4, della legge 30 dicembre  1991,
n.  412,  e  successive  modificazioni,  e  l’art.  1   del
decreto-legge  15  gennaio  1993,  n.  6,  convertito,  con
misura dell’imposta di  bollo  di  cui  all’art.  1,  comma
legge di conversione del presente decreto.».
–  Il  decreto  legislativo  30  giugno  2003,  n.  196
relativo al  «Codice  in  materia  d  protezione  dei  dati
personali» e’ pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  del  29
luglio 2003, n. 174, S.O.
2001, n. 380 e successive modificazioni, recante il  «Testo
materia edilizia (Testo A)», e’ pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale 20 ottobre 2001, n. 245, S.O.
successive    modificazioni,     recante     il     «Codice
dell’amministrazione   digitale»,   e’   pubblicato   nella
– Si riporta il testo dell’art.  49,  comma  4-bis  del
decreto-legge  31  maggio  2010,  n.  78,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122:
«4-bis. L’ art. 19 della legge 7 agosto 1990,  n.  241,
e’  sostituito  dal  seguente:   «Art.   19   (Segnalazione
certificata di inizio attivita’ – Scia). – 1. Ogni atto  di
autorizzazione,  licenza,  concessione   non   costitutiva,
permesso o nulla  osta  comunque  denominato,  comprese  le
domande per le iscrizioni in albi  o  ruoli  richieste  per
l’esercizio di  attivita’  imprenditoriale,  commerciale  o
artigianale  il   cui   rilascio   dipenda   esclusivamente
dall’accertamento  di  requisiti  e  presupposti  richiesti
dalla legge o da atti amministrativi a contenuto  generale,
e non sia previsto alcun limite o contingente complessivo o
specifici strumenti di  programmazione  settoriale  per  il
rilascio  degli  atti  stessi,   e’   sostituito   da   una
segnalazione dell’interessato, con la sola  esclusione  dei
casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici  o
culturali e degli  atti  rilasciati  dalle  amministrazioni
preposte alla difesa nazionale,  alla  pubblica  sicurezza,
all’immigrazione,     all’asilo,     alla     cittadinanza,
all’amministrazione  della  giustizia,  all’amministrazione
delle finanze, ivi compresi gli atti concernenti le reti di
acquisizione  del  gettito,  anche  derivante  dal   gioco,
nonche’ di quelli imposti dalla normativa  comunitaria.  La
segnalazione e’ corredata dalle  dichiarazioni  sostitutive
di certificazioni e  dell’atto  di  notorieta’  per  quanto
riguarda tutti gli stati, le qualita’ personali e  i  fatti
previsti negli articoli 46 e 47 del testo unico di  cui  al
n. 445,  nonche’  dalle  attestazioni  e  asseverazioni  di
tecnici   abilitati,   ovvero   dalle   dichiarazioni    di
conformita’ da parte  dell’Agenzia  delle  imprese  di  cui
all’art. 38, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008,  n.
2008, n. 133, relative alla sussistenza dei requisiti e dei
presupposti di cui al primo periodo;  tali  attestazioni  e
asseverazioni  sono  corredate  dagli   elaborati   tecnici
necessari  per  consentire  le  verifiche   di   competenza
dell’amministrazione. Nei casi  in  cui  la  legge  prevede
l’acquisizione di pareri di organi o enti appositi,  ovvero
l’esecuzione di verifiche preventive,  essi  sono  comunque
2. L’attivita’ oggetto della segnalazione  puo’  essere
iniziata dalla data della presentazione della  segnalazione
3. L’amministrazione competente, in caso  di  accertata
provvedimenti di divieto di prosecuzione  dell’attivita’  e
che, ove  cio’  sia  possibile,  l’interessato  provveda  a
conformare alla normativa vigente detta attivita’ ed i suoi
effetti entro un termine fissato  dall’amministrazione,  in
ogni caso non inferiore a trenta giorni. E’ fatto  comunque
salvo il potere dell’amministrazione competente di assumere
determinazioni  in  via  di  autotutela,  ai  sensi   degli
sostitutive di certificazione  e  dell’atto  di  notorieta’
false  o   mendaci,   l’amministrazione,   ferma   restando
l’applicazione delle sanzioni penali di  cui  al  comma  6,
nonche’ di quelle di cui al capo VI del testo unico di  cui
al decreto del  Presidente  della  Repubblica  28  dicembre
2000, n. 445, puo’  sempre  e  in  ogni  tempo  adottare  i
4. Decorso il termine per l’adozione dei  provvedimenti
di cui al primo periodo del comma 3, all’amministrazione e’
consentito intervenire solo in presenza del pericolo di  un
danno  per  il  patrimonio  artistico  e   culturale,   per
l’ambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica  o  la
difesa   nazionale   e   previo    motivato    accertamento
dell’impossibilita’ di  tutelare  comunque  tali  interessi
mediante  conformazione  dell’attivita’  dei  privati  alla
5. Il presente articolo non si applica  alle  attivita’
quelle regolate dal testo  unico  delle  leggi  in  materia
bancaria e creditizia di  cui  al  decreto  legislativo  1°
settembre 1993, n. 385, e dal testo  unico  in  materia  di
24  febbraio  1998,  n.  58.  Ogni  controversia   relativa
all’applicazione del presente  articolo  e’  devoluta  alla
giurisdizione  esclusiva  del  giudice  amministrativo.  Il
relativo ricorso giurisdizionale, esperibile  da  qualunque
interessato nei termini di legge, puo’ riguardare anche gli
atti di assenso formati in virtu’ delle norme sul  silenzio
assenso previste dall’art. 20.
6. Ove il  fatto  non  costituisca  piu’  grave  reato,
attivita’, dichiara o attesta  falsamente  l’esistenza  dei
requisiti o dei presupposti di cui al comma 1 e’ punito con
la reclusione da uno a tre anni».
– Si riporta  il  testo  dell’art.  38,  comma  4,  del
«4. Con uno  o  piu’  regolamenti,  adottati  ai  sensi
su proposta del Ministro dello  sviluppo  economico  e  del
di cui all’ art. 8 del decreto legislativo 28 agosto  1997,
n.  281,  e  successive  modificazioni,  sono  stabiliti  i
delle diverse discipline regionali.».
–  La  legge  29  dicembre  1993,   n.   580   recante:
«Riordinamento  delle  camere  di   commercio,   industria,
artigianato e agricoltura», e’  pubblicata  nella  Gazzetta
Ufficiale 11 gennaio 1994, n. 7, S.O.
– Per il decreto legislativo 7 marzo 2005,  n.  82,  si
– Per il testo dell’art. 9  del  decreto-legge  del  31
gennaio 2007, n. 7  convertito,  con  modificazioni,  dalla
legge 2 aprile  2007,  n.  40,  si  veda  nelle  note  alle
– Il decreto-legge 25 giugno 2008, n.  112  concernente
«Disposizioni  urgenti  per  lo  sviluppo   economico,   la
della  finanza  pubblica  e  la  perequazione  tributaria»,
n. 133, e’ pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  25  giugno
2008, n. 147, S.O.
– Per l’art. 19 della legge 7 agosto 1990, n.  241,  si
–  Per  l’art.  38,  comma  3,  lett.  e)  e   f)   del
– Si riporta  il  testo  dell’art.  8  della  legge  29
imprese di cui all’art. 2188 del codice civile.
presente comma sono regolate ai sensi dell’art.  1-bis  del
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248.».
1.  Per  le  finalita’  di  cui  all’articolo  38,  comma  3,   del
decreto-legge, e’ individuato il SUAP quale unico  soggetto  pubblico
di riferimento territoriale per tutti i procedimenti che  abbiano  ad
oggetto l’esercizio di  attivita’  produttive  e  di  prestazione  di
servizi,  e  quelli   relativi   alle   azioni   di   localizzazione,
realizzazione,  trasformazione,  ristrutturazione  o   riconversione,
ampliamento o trasferimento, nonche’ cessazione o riattivazione delle
suddette attivita’, ivi compresi quelli di cui al decreto legislativo
26 marzo 2010, n. 59.
2. Le domande, le dichiarazioni, le segnalazioni e le comunicazioni
concernenti le attivita’ di cui al comma 1 ed  i  relativi  elaborati
tecnici  e  allegati  sono  presentati  esclusivamente  in  modalita’
telematica, secondo quanto disciplinato nei successivi articoli e con
le modalita’ di cui all’articolo 12, commi 5 e 6, al SUAP  competente
per  il  territorio  in  cui  si  svolge  l’attivita’  o  e’  situato
3. In conformita’ alle modalita’ di cui all’articolo 12, commi 5  e
6, il SUAP provvede all’inoltro telematico della documentazione  alle
altre amministrazioni che intervengono  nel  procedimento,  le  quali
adottano modalita’ telematiche di ricevimento e di trasmissione.
4.  Sono  esclusi  dall’ambito   di   applicazione   del   presente
regolamento  gli  impianti  e  le  infrastrutture   energetiche,   le
attivita’ connesse all’impiego di sorgenti di radiazioni ionizzanti e
di materie radioattive, gli impianti nucleari  e  di  smaltimento  di
rifiuti  radioattivi,  le  attivita’  di   prospezione,   ricerca   e
coltivazione di idrocarburi, nonche’ le infrastrutture strategiche  e
gli insediamenti produttivi di cui agli articoli 161 e  seguenti  del
decreto legislativo 12 aprile 2006, n.163.
– Per l’art. 38, comma 3, del decreto-legge  25  giugno
2008, n. 112, convertito con modificazioni  dalla  legge  6
agosto 2008, n. 133, si veda nelle note alle premesse.
– Per decreto legislativo del 26 marzo 2010, n. 59,  si
– Il decreto legislativo del 12  aprile  2006,  n.  163
concernente il «Codice dei contratti  pubblici  relativi  a
lavori, servizi e forniture in attuazione  delle  direttive
2004/17/CE  e  2004/18/CE»  e’  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale 2 maggio 2006, n. 100, S.O.
Il portale «impresainungiorno»
a)  fornisce  servizi  informativi  e  operativi  ai   SUAP   per
l’espletamento delle loro attivita’, anche ai fini di quanto previsto
dall’articolo 4, comma 3;
b) assicura la divulgazione delle tipologie di autorizzazione per
le  quali  e’  sufficiente  l’attestazione   dei   soggetti   privati
accreditati, secondo criteri  omogenei  sul  territorio  nazionale  e
tenendo conto delle diverse discipline regionali;
c) prevede  l’utilizzo  della  procura  speciale  con  le  stesse
modalita’ previste per la comunicazione unica;
d) contiene un sistema di pagamento per i diritti, le  imposte  e
gli oneri comunque denominati relativi ai  procedimenti  gestiti  dai
SUAP. L’interessato, anche mediante l’Agenzia per le Imprese  di  cui
all’articolo 1 lettera a), versa gli importi previsti  attraverso  il
sistema telematico messo a disposizione dal portale.  Il  sistema  di
pagamento  si  basa  sulle  regole  tecniche   approvate   ai   sensi
dell’articolo 12, comma 5;
e) costituisce punto di  contatto  a  livello  nazionale  per  le
attivita’ di cui al decreto legislativo  26  marzo  2010,  n.  59,  e
assicura  il  collegamento  con  le  autorita’  competenti  ai  sensi
dell’articolo  8,  comma  1,  lettera  i),   del   medesimo   decreto
2. Il portale, nel rispetto della  disciplina  di  cui  al  decreto
legislativo  30  giugno  2003,  n.  196,  interopera  con  i  sistemi
informativi e i portali gia’ realizzati da Regioni o  enti  locali  e
con quelli successivamente  sviluppati  a  supporto  degli  sportelli
3.   Il   portale   costituisce   uno   dei   punti   di   contatto
infrastrutturale a  livello  nazionale  di  accesso  con  gli  Uffici
periferici dello Stato, secondo le  regole  di  cui  al  decreto  del
Presidente del  Consiglio  dei  Ministri  in  data  1°  aprile  2008,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 144 del 21 giugno 2008, ed  in
coerenza con quanto previsto all’articolo 12, commi 1, 5 e 6.
– Per il decreto legislativo del 26 marzo 2010, n.  59,
legislativo 26 marzo 2010, n. 59:
«Art. 8  (Definizioni).  –  1.  Ai  fini  del  presente
a) servizio: qualsiasi prestazione anche a  carattere
intellettuale   svolta   in   forma    imprenditoriale    o
professionale, fornita senza vincolo  di  subordinazione  e
normalmente fornita  dietro  retribuzione;  i  servizi  non
economici non costituiscono servizi ai sensi  del  presente
b) prestatore: qualsiasi  persona  fisica  avente  la
cittadinanza di  uno  Stato  membro  o  qualsiasi  soggetto
costituito conformemente al diritto di uno Stato  membro  o
da  esso  disciplinato,  a  prescindere  dalla  sua   forma
giuridica, stabilito in  uno  Stato  membro,  che  offre  o
fornisce un servizio;
c) destinatario: qualsiasi  persona  fisica  che  sia
cittadino di uno Stato membro o che goda di diritti ad essa
conferiti dall’ordinamento comunitario, o  qualsiasi  altro
soggetto indicato alla lettera b), stabilito in  uno  Stato
membro, che  a  scopo  professionale  o  per  altri  scopi,
fruisce o intende fruire di un servizio;
d) Stato membro di stabilimento: lo Stato membro  nel
cui territorio e’  stabilito  il  prestatore  del  servizio
considerato;
e)  stabilimento:  l’esercizio  effettivo   a   tempo
indeterminato di un’attivita’ economica  non  salariata  da
parte del prestatore, svolta con un’infrastruttura stabile;
f) regime di autorizzazione: qualsiasi procedura, non
inerente  alle  misure  applicabili  a  norma  del  decreto
legislativo  9  novembre  2007,  n.  206,  che  obbliga  un
prestatore o un destinatario a rivolgersi  ad  un’autorita’
competente allo scopo di ottenere un provvedimento  formale
o  un  provvedimento  implicito  relativo  all’accesso   ad
un’attivita’ di servizio o al suo esercizio;  ai  fini  del
presente decreto, non costituisce regime autorizzatorio  la
dichiarazione di inizio attivita’ (d.i.a.) di cui  all’art.
19, comma 2, secondo periodo, della legge 7 agosto 1990, n.
g)  requisito:  qualsiasi  regola  che   imponga   un
obbligo, un divieto, una condizione o un limite al quale il
prestatore o il  destinatario  debba  conformarsi  ai  fini
dell’accesso  ed  esercizio   della   specifica   attivita’
esercitata  e  che  abbia  fonte  in  leggi,   regolamenti,
provvedimenti   amministrativi   ovvero   in   disposizioni
adottate da  ordini,  collegi  e  albi  professionali;  non
costituiscono  requisiti   le   disposizioni   in   materia
ambientale,  edilizia  ed  urbanistica,  nonche’  quelle  a
tutela della sanita’ pubblica,  della  pubblica  sicurezza,
della sicurezza dei  lavoratori  e  dell’incolumita’  delle
persone e che si applicano  indistintamente  ai  prestatori
nello svolgimento  della  loro  attivita’  economica  e  ai
singoli che agiscono a titolo privato;
h) motivi imperativi d’interesse generale: ragioni di
pubblico interesse,  tra  i  quali  l’ordine  pubblico,  la
sicurezza  pubblica,  l’incolumita’  pubblica,  la  sanita’
pubblica, la sicurezza stradale, la tutela  dei  lavoratori
compresa  la  protezione   sociale   dei   lavoratori,   il
mantenimento dell’equilibrio  finanziario  del  sistema  di
sicurezza  sociale,  la   tutela   dei   consumatori,   dei
destinatari di servizi e dei  lavoratori,  l’equita’  delle
transazioni commerciali, la lotta  alla  frode,  la  tutela
dell’ambiente, incluso l’ambiente urbano, la  salute  degli
animali, la proprieta’ intellettuale, la conservazione  del
patrimonio nazionale storico e artistico, gli obiettivi  di
politica sociale e di politica culturale;
i) autorita’ competente: le amministrazioni  statali,
regionali o locali e gli altri  soggetti  responsabili  del
controllo o della disciplina delle  attivita’  di  servizi,
ivi inclusi gli ordini professionali, i  collegi  nazionali
professionali e gli albi professionali;
l) Stato membro nel quale e’ prestato il servizio: lo
Stato membro in cui il servizio e’ fornito da un prestatore
stabilito in un altro Stato membro;
m)    professione     regolamentata:     un’attivita’
professionale o  un  insieme  di  attivita’  professionale,
riservate o non riservate, ai sensi dell’art. 4,  comma  1,
lettera a), del decreto legislativo  9  novembre  2007,  n.
n)  comunicazione  commerciale:  qualsiasi  forma  di
comunicazione  destinata  a  promuovere,   direttamente   o
indirettamente, beni, servizi, o l’immagine di  un’impresa,
di  un’organizzazione  o  di   una   persona   che   svolge
un’attivita’ commerciale, industriale o artigianale  o  che
esercita una professione regolamentata. Non  costituiscono,
di  per  se’,  comunicazioni  commerciali  le  informazioni
1) le informazioni che permettono l’accesso diretto
all’attivita’  dell’impresa,  dell’organizzazione  o  della
persona, in particolare un nome di dominio o  un  indirizzo
di posta elettronica;
2) le comunicazioni relative ai beni, ai servizi  o
all’immagine  dell’impresa,  dell’organizzazione  o   della
persona elaborate in modo indipendente, in  particolare  se
fornite in assenza di un corrispettivo economico.».
– Per il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, si
1 aprile 2008 concernente «Regole tecniche e  di  sicurezza
per il funzionamento del Sistema pubblico di  connettivita’
previste dall’art. 71, comma 1-bis del decreto  legislativo
7   marzo   2005,    n.    82»,    recante    il    «Codice
dell’amministrazione  digitale»,  e’  stato  pubblicato  in
Gazzetta Ufficiale 21 giugno 2008, n. 144.
Capo II   Funzioni e organizzazione del SUAP
1. Il SUAP assicura al richiedente una risposta telematica unica  e
tempestiva in luogo  degli  altri  uffici  comunali  e  di  tutte  le
amministrazioni pubbliche comunque coinvolte  nel  procedimento,  ivi
comprese     quelle     preposte     alla     tutela      ambientale,
paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico  o  alla
tutela della salute e della pubblica incolumita’.
2. Le comunicazioni al richiedente  sono  trasmesse  esclusivamente
dal SUAP; gli altri uffici comunali e  le  amministrazioni  pubbliche
diverse dal comune, che sono interessati al procedimento, non possono
trasmettere al richiedente atti autorizzatori, nulla osta,  pareri  o
atti di consenso, anche a contenuto negativo, comunque  denominati  e
sono tenute a trasmettere immediatamente al SUAP tutte le denunce, le
domande,  gli  atti  e  la  documentazione  ad   esse   eventualmente
presentati, dandone comunicazione al richiedente.
3. Il SUAP, nel rispetto dell’articolo  24  della  legge  7  agosto
1990, n. 241, cura l’informazione attraverso il portale in relazione:
a) agli adempimenti necessari per lo svolgimento delle  attivita’
di cui all’articolo 2, comma 1,  indicando  altresi’  quelle  per  le
quali e’ consentito l’immediato avvio dell’intervento;
b)  alle  dichiarazioni,  alle  segnalazioni   e   alle   domande
presentate, al loro iter procedimentale e agli atti  adottati,  anche
in sede di controllo successivo, dallo stesso SUAP, dall’ufficio o da
altre amministrazioni pubbliche competenti;
c)  alle  informazioni,  che  sono  garantite   dalle   autorita’
competenti ai sensi dell’articolo 26 del decreto legislativo  del  26
marzo 2010, n. 59.
4. L’ufficio competente per il SUAP  ed  il  relativo  responsabile
sono individuati secondo le forme previste dagli ordinamenti  interni
dei  singoli  comuni  o  dagli  accordi  sottoscritti  in   caso   di
associazione,  che  dispongono  anche   in   ordine   alla   relativa
strutturazione; nelle more dell’individuazione  del  responsabile  di
cui al presente comma, il ruolo di responsabile del SUAP e’ ricoperto
dal segretario comunale. Il  responsabile  del  SUAP  costituisce  il
referente  per  l’esercizio  del  diritto  di  accesso  agli  atti  e
documenti  detenuti  dal  SUAP,  anche  se   provenienti   da   altre
amministrazioni  o  da  altri  uffici  comunali.  Rimane   ferma   la
responsabilita’ delle amministrazioni o  degli  uffici  comunali  per
altri atti,  comunque  connessi  o  presupposti,  diversi  da  quelli
detenuti dal SUAP.
5. I comuni possono esercitare le  funzioni  inerenti  al  SUAP  in
forma singola o associata tra loro, o in convenzione con le camere di
6. Salva  diversa  disposizione  dei  comuni  interessati  e  ferma
restando l’unicita’ del canale di  comunicazione  telematico  con  le
imprese da parte del SUAP, sono  attribuite  al  SUAP  le  competenze
dello sportello unico per l’edilizia produttiva.
7.  Le  domande,  le  dichiarazioni,  le  segnalazioni,  gli   atti
dell’amministrazione  e  i  relativi  allegati  sono  predisposti  in
formato elettronico e trasmessi  in  via  telematica  secondo  quanto
disposto dall’Allegato tecnico di cui all’articolo 12,  comma  5.  La
conoscibilita’ in modalita’  telematica  degli  estremi  degli  atti,
compresi quelli della ricevuta di cui all’articolo 5,  comma  4,  non
costituisce conoscenza nei confronti dei terzi ai  fini  del  decorso
dei termini decadenziali di impugnazione.
8. Il collegamento tra  il  SUAP  e  il  registro  imprese  avviene
attraverso  modalita’  di  comunicazione   telematica   conformi   ai
requisiti previsti dall’Allegato  tecnico  di  cui  all’articolo  12,
comma 5,  ed  agli  standard  pubblicati  sul  portale,  nonche’  nel
rispetto del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.
9. Il collegamento di cui al comma 8:
a) rende inammissibile ogni richiesta, da parte del  responsabile
del SUAP all’impresa interessata, di atti, documentazione o dati gia’
acquisiti dal registro imprese;
b) garantisce, anche ai sensi  dell’articolo  25,  comma  7,  del
decreto legislativo del 26 marzo 2010, n. 59, che il registro imprese
renda accessibile al SUAP competente, nel rispetto  dei  principi  di
cui all’articolo 11 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e
delle misure minime di sicurezza  di  cui  al  relativo  allegato  B,
l’avvenuta  iscrizione  e  gli  eventi  modificativi  delle  imprese,
nonche’ le informazioni relative  alle  segnalazioni  certificate  di
inizio attivita’ ed alle comunicazioni provenienti dagli altri  SUAP,
anche con riferimento alle attivita’ non soggette a SCIA,  funzionali
al procedimento in corso;
c) assicura lo scambio di informazioni tra il registro imprese  e
l’anagrafe comunale mediante il sistema INA-SAIA;
d)  garantisce  l’aggiornamento  del  repertorio  delle   notizie
economiche e amministrative di cui all’articolo  9  del  decreto  del
Presidente della Repubblica del 7 dicembre  1995,  n.  581,  con  gli
estremi relativi al rilascio delle SCIA, delle comunicazioni o  altri
atti di assenso comunque denominati rilasciati dal SUAP.
10. Entro centoventi  giorni  dalla  data  di  pubblicazione  nella
Gazzetta Ufficiale del  presente  regolamento,  i  Comuni  attestano,
secondo le modalita’ previste dall’articolo 4, comma 2, dell’Allegato
tecnico, la sussistenza in capo ai SUAP del  proprio  territorio  dei
requisiti di cui all’articolo 38, comma 3, lettera a), e a-bis),  del
decreto-legge e all’articolo 2, comma 2,  del  presente  regolamento,
trasmettendola al Ministero per lo sviluppo  economico  che  cura  la
pubblicazione dell’elenco dei SUAP  sul  portale.  Tale  elenco  puo’
essere successivamente integrato su richiesta dei Comuni i  cui  SUAP
abbiano nelle more acquisito tali  requisiti.  Sono  fatte  salve  le
funzioni di verifica e di monitoraggio di cui all’articolo 11.
11. Nel caso in cui, al momento della scadenza del termine  di  cui
all’articolo 12, comma 1, lettera a), il comune non  abbia  istituito
il SUAP, o  questo  non  abbia  i  requisiti  di  cui  al  comma  10,
l’esercizio delle relative funzioni, decorso il  termine  di  cui  al
medesimo articolo, e’ delegato, anche  in  assenza  di  provvedimenti
espressi, alla camera di commercio territorialmente  competente,  con
le modalita’ previste dall’Allegato tecnico di cui  all’articolo  12,
comma 5, che assicura la partecipazione dell’ANCI alla  gestione  del
portale, sulla base della convenzione quadro tra Unioncamere e ANCI.
12. Nei casi di cui al comma 11, le camere di commercio, attraverso
il portale, provvedono alla  gestione  telematica  dei  procedimenti,
comprese le fasi di ricezione delle domande,  la  divulgazione  delle
informazioni, l’attivazione di adempimenti, il rilascio  di  ricevute
all’interessato e il pagamento dei diritti e delle imposte.
13.  In  relazione  ai  procedimenti  disciplinati   nel   presente
regolamento, il responsabile del SUAP pone a carico  dell’interessato
il pagamento delle spese e dei diritti previsti  da  disposizioni  di
leggi statali  e  regionali  vigenti,  nelle  misure  ivi  stabilite,
compresi i diritti e le spese previsti a favore  degli  altri  uffici
comunali, secondo  i  regolamenti  comunali,  provvedendo  alla  loro
riscossione e al loro trasferimento  alle  amministrazioni  pubbliche
coinvolte nel procedimento stesso.
14.  Il  SUAP,  espletate  le  procedure  necessarie,   trasferisce
immediatamente, in via  telematica,  e  in  assenza  di  collegamento
telematico non oltre il mese successivo al  versamento,  gli  importi
dei diritti  di  cui  al  comma  13  alle  amministrazioni  pubbliche
– Si riporta il testo dell’art. 24 della legge 7 agosto
«Art. 24 (Esclusione dal diritto di accesso). –  1.  Il
diritto di accesso e’ escluso:
a) per i documenti coperti da  segreto  di  Stato  ai
sensi della legge 24 ottobre 1977,  n.  801,  e  successive
modificazioni, e nei  casi  di  segreto  o  di  divieto  di
divulgazione  espressamente  previsti  dalla   legge,   dal
regolamento governativo di cui al comma 6 e dalle pubbliche
amministrazioni ai sensi del comma 2 del presente articolo;
b) nei procedimenti tributari, per  i  quali  restano
ferme le particolari norme che li regolano;
c)  nei  confronti  dell’attivita’   della   pubblica
amministrazione diretta all’emanazione di  atti  normativi,
amministrativi   generali,   di   pianificazione    e    di
programmazione, per i quali restano  ferme  le  particolari
norme che ne regolano la formazione;
d) nei  procedimenti  selettivi,  nei  confronti  dei
documenti   amministrativi   contenenti   informazioni   di
carattere psicoattitudinale relativi a terzi.
2. Le singole pubbliche amministrazioni individuano  le
categorie  di  documenti  da  esse   formati   o   comunque
rientranti nella loro disponibilita’ sottratti  all’accesso
ai sensi del comma 1.
3. Non sono ammissibili istanze di accesso  preordinate
ad un controllo generalizzato dell’operato delle  pubbliche
4.  L’accesso  ai  documenti  amministrativi  non  puo’
essere negato ove sia sufficiente fare ricorso al potere di
5. I documenti contenenti  informazioni  connesse  agli
interessi di cui al comma 1 sono considerati  segreti  solo
nell’ambito e nei limiti di tale connessione. A  tale  fine
le pubbliche amministrazioni fissano, per ogni categoria di
documenti, anche l’eventuale periodo di tempo per il  quale
essi sono sottratti all’accesso.
6. Con regolamento, adottato  ai  sensi  dell’art.  17,
comma 2, della legge 23 agosto 1988,  n.  400,  il  Governo
puo’ prevedere casi di sottrazione all’accesso di documenti
a) quando, al di  fuori  delle  ipotesi  disciplinate
dall’art. 12 della legge 24 ottobre  1977,  n.  801,  dalla
loro divulgazione possa derivare una lesione,  specifica  e
individuata,  alla  sicurezza  e  alla  difesa   nazionale,
all’esercizio della sovranita’ nazionale e alla continuita’
e alla  correttezza  delle  relazioni  internazionali,  con
particolare riferimento alle ipotesi previste dai  trattati
e dalle relative leggi di attuazione;
b) quando l’accesso  possa  arrecare  pregiudizio  ai
processi di formazione, di determinazione e  di  attuazione
della politica monetaria e valutaria;
c) quando i  documenti  riguardino  le  strutture,  i
mezzi, le dotazioni, il personale e le azioni  strettamente
strumentali  alla   tutela   dell’ordine   pubblico,   alla
prevenzione  e  alla  repressione  della  criminalita’  con
particolare riferimento alle tecniche  investigative,  alla
identita’ delle fonti di informazione e alla sicurezza  dei
beni e delle persone coinvolte,  all’attivita’  di  polizia
giudiziaria e di conduzione delle indagini;
d) quando i documenti riguardino la vita privata o la
riservatezza  di  persone  fisiche,   persone   giuridiche,
gruppi, imprese e associazioni, con particolare riferimento
agli  interessi   epistolare,   sanitario,   professionale,
finanziario, industriale e  commerciale  di  cui  siano  in
concreto titolari, ancorche’ i relativi dati siano  forniti
all’amministrazione   dagli   stessi   soggetti   cui    si
e) quando i documenti riguardino l’attivita’ in corso
di contrattazione collettiva nazionale di lavoro e gli atti
interni connessi all’espletamento del relativo mandato.
7.  Deve  comunque  essere  garantito  ai   richiedenti
l’accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia
necessaria per curare o per difendere  i  propri  interessi
giuridici. Nel caso di documenti contenenti dati  sensibili
e giudiziari, l’accesso e’ consentito nei limiti in cui sia
strettamente  indispensabile   e   nei   termini   previsti
dall’art. 60 del decreto legislativo  30  giugno  2003,  n.
196, in caso di dati idonei a rivelare lo stato di salute e
la vita sessuale.».
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  26  del   decreto
«Art. 26 (Diritto all’informazione). – 1. Attraverso lo
sportello unico di cui al presente decreto, i prestatori  e
i destinatari hanno accesso alle seguenti informazioni:
a) i requisiti imposti  ai  prestatori  stabiliti  in
Italia, in particolare quelli  relativi  alle  procedure  e
alle formalita’ da espletare per accedere alle attivita’ di
servizi ed esercitarle;
b) i  dati  necessari  per  entrare  direttamente  in
contatto  con  le  autorita’  competenti,  comprese  quelle
competenti in  materia  di  esercizio  delle  attivita’  di
c) i mezzi e le condizioni  di  accesso  alle  banche
dati e ai registri pubblici relativi ai  prestatori  ed  ai
d) i mezzi di ricorso esistenti in genere in caso  di
controversie tra le autorita’ competenti ed il prestatore o
il destinatario, o tra un prestatore e un  destinatario,  o
tra prestatori;
e) i dati di associazioni  o  organizzazioni  diverse
dalle autorita’ competenti presso le quali i prestatori o i
destinatari possono ottenere assistenza pratica.
2. Il regolamento di cui  all’art.  38,  comma  3,  del
modificazioni, della legge 6 agosto 2008, n.  133,  prevede
misure idonee per assicurare che  lo  sportello  unico,  su
richiesta, fornisca assistenza sul modo in cui i  requisiti
di cui al comma 1,  lettera  a),  vengono  interpretati  ed
applicati.  L’informazione  e’  fornita  in  un  linguaggio
3.  Lo  sportello  unico  risponde   con   la   massima
sollecitudine alle domande di informazioni o alle richieste
di assistenza di cui ai commi 1 e 2 e, in caso di richiesta
irregolare  o  infondata,  ne  informa  senza  indugio   il
richiedente.».
– Per il decreto legislativo del  30  giugno  2003,  n.
196, si veda nelle note alle premesse.
– Si riporta il testo del comma  7  dell’art.  25,  del
decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59:
«7.  Il  prestatore  informa  lo  sportello  unico  dei
seguenti cambiamenti:
a) l’apertura di filiali le cui  attivita’  rientrano
nel campo di applicazione del regime di autorizzazione;
b) i cambiamenti della sua situazione che  comportino
la modifica o il venir meno del rispetto  delle  condizioni
di autorizzazione.».
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  11  del   decreto
legislativo 30 giugno 2003, n. 196:
«Art. 11 (Modalita’ del  trattamento  e  requisiti  dei
dati). – 1. I dati personali oggetto di trattamento sono:
b)  raccolti  e  registrati  per  scopi  determinati,
espliciti e legittimi, ed utilizzati  in  altre  operazioni
del trattamento in termini compatibili con tali scopi;
d) pertinenti, completi e non eccedenti rispetto alle
finalita’ per le  quali  sono  raccolti  o  successivamente
e)   conservati   in   una   forma    che    consenta
l’identificazione dell’interessato per un periodo di  tempo
non superiore a quello necessario agli scopi  per  i  quali
essi sono stati raccolti o successivamente trattati.
2.  I  dati  personali  trattati  in  violazione  della
disciplina rilevante in materia  di  trattamento  dei  dati
personali non possono essere utilizzati.».
– Si riporta  il  testo  dell’allegato  B  del  decreto
Disciplinare  tecnico  in  materia  di  misure  minime   di
Trattamenti con strumenti elettronici.
Modalita’ tecniche da adottare a cura del titolare, del
responsabile ove designato e dell’incaricato,  in  caso  di
trattamento con strumenti elettronici:
Sistema di autenticazione informatica.
1. Il  trattamento  di  dati  personali  con  strumenti
elettronici  e’  consentito  agli  incaricati   dotati   di
credenziali di autenticazione che consentano il superamento
di una procedura di autenticazione relativa a uno specifico
trattamento o a un insieme di trattamenti.
2. Le credenziali di autenticazione  consistono  in  un
codice per l’identificazione  dell’incaricato  associato  a
una  parola  chiave  riservata  conosciuta  solamente   dal
medesimo oppure in  un  dispositivo  di  autenticazione  in
possesso e  uso  esclusivo  dell’incaricato,  eventualmente
associato a un codice identificativo o a una parola chiave,
oppure in una  caratteristica  biometrica  dell’incaricato,
eventualmente associata a un codice identificativo o a  una
3.  Ad  ogni  incaricato  sono  assegnate  o  associate
individualmente    una    o    piu’     credenziali     per
l’autenticazione.
4. Con  le  istruzioni  impartite  agli  incaricati  e’
prescritto di adottare le necessarie cautele per assicurare
la segretezza della componente riservata della  credenziale
e la diligente custodia dei dispositivi in possesso ed  uso
esclusivo dell’incaricato.
5. La parola chiave, quando e’ prevista dal sistema  di
autenticazione,  e’  composta  da  almeno  otto   caratteri
oppure, nel caso in cui lo  strumento  elettronico  non  lo
permetta,  da  un  numero  di  caratteri  pari  al  massimo
consentito;  essa  non  contiene  riferimenti   agevolmente
riconducibili   all’incaricato   ed   e’   modificata    da
quest’ultimo al primo utilizzo e,  successivamente,  almeno
ogni sei mesi. In caso di trattamento di dati  sensibili  e
di dati giudiziari la parola chiave  e’  modificata  almeno
ogni tre mesi.
6. Il codice per l’identificazione, laddove utilizzato,
non puo’ essere assegnato ad altri incaricati,  neppure  in
tempi diversi.
7. Le credenziali di autenticazione non  utilizzate  da
almeno   sei   mesi   sono   disattivate,   salvo    quelle
preventivamente autorizzate  per  soli  scopi  di  gestione
8. Le credenziali sono disattivate  anche  in  caso  di
perdita  della   qualita’   che   consente   all’incaricato
9. Sono impartite istruzioni agli  incaricati  per  non
lasciare incustodito e accessibile lo strumento elettronico
durante una sessione di trattamento.
10.  Quando  l’accesso  ai  dati   e   agli   strumenti
elettronici e’ consentito esclusivamente mediante uso della
componente     riservata     della     credenziale      per
l’autenticazione,  sono  impartite  idonee   e   preventive
disposizioni scritte volte  a  individuare  chiaramente  le
modalita’ con le  quali  il  titolare  puo’  assicurare  la
disponibilita’ di dati o strumenti elettronici in  caso  di
prolungata assenza o impedimento dell’incaricato che  renda
indispensabile e indifferibile  intervenire  per  esclusive
necessita’ di operativita’ e di sicurezza del  sistema.  In
tal caso la  custodia  delle  copie  delle  credenziali  e’
organizzata   garantendo   la   relativa    segretezza    e
individuando  preventivamente  per  iscritto   i   soggetti
incaricati della loro custodia, i  quali  devono  informare
tempestivamente l’incaricato dell’intervento effettuato.
11. Le disposizioni sul sistema  di  autenticazione  di
cui  ai  precedenti  punti  e   quelle   sul   sistema   di
autorizzazione non si applicano  ai  trattamenti  dei  dati
personali destinati alla diffusione.
Sistema di autorizzazione.
12. Quando per gli incaricati sono individuati  profili
di  autorizzazione  di  ambito  diverso  e’  utilizzato  un
13. I profili di autorizzazione, per ciascun incaricato
o per classi omogenee di  incaricati,  sono  individuati  e
configurati anteriormente all’inizio  del  trattamento,  in
modo da limitare  l’accesso  ai  soli  dati  necessari  per
effettuare le operazioni di trattamento.
14. Periodicamente, e comunque almeno  annualmente,  e’
verificata  la  sussistenza   delle   condizioni   per   la
conservazione dei profili di autorizzazione.
15.  Nell’ambito   dell’aggiornamento   periodico   con
cadenza almeno annuale dell’individuazione dell’ambito  del
trattamento consentito ai singoli incaricati e addetti alla
gestione o alla manutenzione degli  strumenti  elettronici,
la lista degli incaricati puo’  essere  redatta  anche  per
classi omogenee di  incarico  e  dei  relativi  profili  di
16. I dati personali sono protetti contro il rischio di
intrusione e  dell’azione  di  programmi  di  cui  all’art.
615-quinquies del codice penale, mediante l’attivazione  di
idonei strumenti  elettronici  da  aggiornare  con  cadenza
almeno semestrale.
17.  Gli  aggiornamenti  periodici  dei  programmi  per
elaboratore  volti  a  prevenire   la   vulnerabilita’   di
strumenti  elettronici  e  a   correggerne   difetti   sono
effettuati almeno annualmente. In caso  di  trattamento  di
dati  sensibili  o  giudiziari  l’aggiornamento  e’  almeno
18. Sono impartite istruzioni organizzative e  tecniche
che prevedono il salvataggio dei dati con frequenza  almeno
Documento programmatico sulla sicurezza.
19. Entro il 31 marzo di ogni anno, il titolare  di  un
trattamento di dati sensibili o di dati  giudiziari  redige
anche  attraverso  il  responsabile,   se   designato,   un
documento programmatico sulla sicurezza  contenente  idonee
informazioni riguardo:
19.2.   la   distribuzione   dei   compiti   e    delle
responsabilita’ nell’ambito  delle  strutture  preposte  al
19.4. le misure da adottare per garantire  l’integrita’
e la disponibilita’ dei dati, nonche’ la  protezione  delle
aree e dei locali, rilevanti ai fini della loro custodia  e
accessibilita’;
19.5. la descrizione dei criteri e delle modalita’  per
il ripristino della disponibilita’ dei dati  in  seguito  a
distruzione o danneggiamento di cui al successivo punto 23;
19.6.  la  previsione  di  interventi  formativi  degli
incaricati del trattamento, per renderli edotti dei  rischi
che  incombono  sui  dati,  delle  misure  disponibili  per
prevenire eventi  dannosi,  dei  profili  della  disciplina
sulla protezione  dei  dati  personali  piu’  rilevanti  in
rapporto alle relative attivita’, delle responsabilita’ che
ne derivano e delle modalita’ per aggiornarsi sulle  misure
minime adottate dal titolare. La formazione e’  programmata
gia’ al  momento  dell’ingresso  in  servizio,  nonche’  in
occasione di cambiamenti di mansioni, o di introduzione  di
nuovi  significativi  strumenti,  rilevanti   rispetto   al
19.7.  la  descrizione  dei  criteri  da  adottare  per
garantire l’adozione delle misure minime  di  sicurezza  in
caso  di  trattamenti  di  dati  personali   affidati,   in
conformita’ al  codice,  all’esterno  della  struttura  del
19.8. per i dati personali idonei a rivelare  lo  stato
di  salute  e  la  vita  sessuale  di  cui  al  punto   24,
l’individuazione dei criteri da adottare per la cifratura o
per la separazione di tali dati dagli altri dati  personali
Ulteriori misure in caso di trattamento di dati sensibili o
20. I dati sensibili o giudiziari sono protetti  contro
l’accesso abusivo,  di  cui  all’art.  615-ter  del  codice
penale,   mediante   l’utilizzo   di    idonei    strumenti
21. Sono impartite istruzioni organizzative e  tecniche
per la custodia e l’uso dei supporti rimovibili su cui sono
memorizzati  i  dati  al  fine  di  evitare   accessi   non
autorizzati e trattamenti non consentiti.
22. I supporti rimovibili contenenti dati  sensibili  o
giudiziari  se  non  utilizzati  sono  distrutti   o   resi
inutilizzabili, ovvero possono essere riutilizzati da altri
incaricati, non autorizzati  al  trattamento  degli  stessi
dati, se le informazioni precedentemente in essi  contenute
non  sono  intelligibili  e  tecnicamente  in  alcun   modo
ricostruibili.
23.  Sono  adottate  idonee  misure  per  garantire  il
ripristino dell’accesso ai dati in caso  di  danneggiamento
degli stessi o degli strumenti elettronici, in tempi  certi
compatibili con i diritti degli interessati e non superiori
a sette giorni.
24.  Gli  organismi  sanitari  e   gli   esercenti   le
professioni sanitarie effettuano il  trattamento  dei  dati
idonei a rivelare lo stato di salute  e  la  vita  sessuale
contenuti in elenchi, registri o  banche  di  dati  con  le
modalita’ di cui all’art. 22, comma 6, del codice, anche al
fine di consentire il trattamento  disgiunto  dei  medesimi
dati  dagli  altri  dati  personali   che   permettono   di
identificare direttamente gli interessati. I dati  relativi
all’identita’   genetica   sono   trattati   esclusivamente
all’interno  di  locali  protetti   accessibili   ai   soli
incaricati dei trattamenti ed ai soggetti  specificatamente
autorizzati ad accedervi; il trasporto dei dati all’esterno
dei locali riservati al loro trattamento deve  avvenire  in
contenitori muniti di serratura o dispositivi equipollenti;
il  trasferimento  dei  dati  in  formato  elettronico   e’
cifrato.
Misure di tutela e garanzia.
25. Il titolare che adotta misure minime  di  sicurezza
avvalendosi di soggetti esterni alla propria struttura, per
provvedere alla  esecuzione  riceve  dall’installatore  una
descrizione  scritta  dell’intervento  effettuato  che   ne
attesta  la  conformita’  alle  disposizioni  del  presente
26.   Il   titolare    riferisce,    nella    relazione
accompagnatoria  del  bilancio  d’esercizio,   se   dovuta,
dell’avvenuta  redazione  o  aggiornamento  del   documento
programmatico sulla sicurezza.
Trattamenti senza l’ausilio di strumenti elettronici.
responsabile, ove designato, e dell’incaricato, in caso  di
trattamento con strumenti diversi da quelli elettronici:
27. Agli incaricati sono impartite  istruzioni  scritte
finalizzate al controllo ed  alla  custodia,  per  l’intero
ciclo  necessario  allo  svolgimento  delle  operazioni  di
trattamento, degli atti e  dei  documenti  contenenti  dati
personali.  Nell’ambito  dell’aggiornamento  periodico  con
trattamento consentito  ai  singoli  incaricati,  la  lista
degli incaricati  puo’  essere  redatta  anche  per  classi
omogenee  di   incarico   e   dei   relativi   profili   di
28. Quando gli  atti  e  i  documenti  contenenti  dati
personali  sensibili  o  giudiziari  sono   affidati   agli
incaricati del trattamento per lo svolgimento dei  relativi
compiti, i medesimi atti e  documenti  sono  controllati  e
custoditi  dagli  incaricati  fino  alla  restituzione   in
maniera  che  ad  essi  non  accedano  persone   prive   di
autorizzazione,  e  sono  restituiti   al   termine   delle
operazioni affidate.
29. L’accesso agli archivi contenenti dati sensibili  o
giudiziari e’ controllato. Le persone ammesse, a  qualunque
titolo, dopo l’orario  di  chiusura,  sono  identificate  e
registrate. Quando gli archivi non sono dotati di strumenti
elettronici per il controllo degli accessi o di  incaricati
della  vigilanza,  le  persone   che   vi   accedono   sono
preventivamente autorizzate.».
– Si riporta il  testo  dell’art.  9  del  decreto  del
Presidente della Repubblica del 7 dicembre 1995, n. 581:
«Art.  9  (Repertorio  delle   notizie   economiche   e
amministrative). – 1. In attuazione dell’art. 8,  comma  8,
lettera d), della legge n. 580 del 1993 , presso  l’ufficio
e’ istituito il  repertorio  delle  notizie  economiche  ed
amministrative (REA).
a) gli esercenti  tutte  le  attivita’  economiche  e
professionali la cui denuncia alla camera di commercio  sia
prevista  dalle  norme  vigenti,  purche’   non   obbligati
all’iscrizione  in  albi  tenuti  da   ordini   o   collegi
b) gli imprenditori con  sede  principale  all’estero
che aprono nel territorio nazionale unita’ locali.
3.  Il  REA   contiene   le   notizie   economiche   ed
amministrative per le quali e’ prevista  la  denuncia  alla
camera di commercio e la relativa utilizzazione  del  regio
decreto 20 settembre 1934, n. 2011 , dal  regio  decreto  4
gennaio 1925, n. 29 , dall’art.  29  del  decreto-legge  28
febbraio 1983, n. 55 , convertito, con modificazioni, dalla
legge 26 aprile  1983,  n.  131,  e  da  altre  leggi,  con
esclusione di quelle gia’ iscritte o annotate nel  registro
delle imprese e nelle sue sezioni speciali. Con decreto del
Ministro, d’intesa con il Ministro delle risorse  agricole,
alimentari e forestali per la parte riguardante le  imprese
agricole, sono indicate le notizie di carattere  economico,
statistico, amministrativo che  l’ufficio  puo’  acquisire,
invece che  dai  privati,  direttamente  dagli  archivi  di
pubbliche amministrazioni e dei concessionari  di  pubblici
servizi secondo le  norme  vigenti,  nonche’  dall’archivio
statistico delle imprese  attive  costituito  a  norma  del
regolamento CEE n. 2186 del 22  luglio  1993,  purche’  non
coperte dal segreto statistico. Con lo stesso decreto  sono
stabilite modalita’  semplificate  per  la  denuncia  delle
notizie di carattere economico ed amministrativo  da  parte
dei soggetti iscritti o annotati nelle sezioni speciali.
4.  L’esercente  attivita’   agricole   deve   altresi’
indicare, qualora non compresi  negli  archivi  di  cui  al
comma 3, i dati colturali, l’estensione e la tipologia  dei
terreni con i relativi dati catastali, la  tipologia  degli
allevamenti del bestiame, secondo il modello approvato  con
decreto del Ministro, di concerto  con  il  Ministro  delle
risorse  agricole,  alimentari  e  forestali,  sentita   la
5. Il REA e’ gestito secondo tecniche informatiche  nel
rispetto   delle   norme   vigenti.   L’ufficio    provvede
all’inserimento nella memoria elettronica del REA dei  dati
contenuti  nella  denuncia,  redatta  secondo  il   modello
approvato dal Ministro.”
2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla  legge  6
Capo III   Procedimento automatizzato
Presentazione ed effetti delle segnalazioni e delle istanze
1. Nei casi in cui le attivita’ di cui  all’articolo  2,  comma  1,
sono soggette alla disciplina della SCIA di cui all’articolo 1, comma
1, lettera g), la segnalazione e’ presentata al SUAP.
2. La SCIA, nei casi in  cui  sia  contestuale  alla  comunicazione
unica, e’ presentata presso il registro  imprese,  che  la  trasmette
immediatamente al SUAP, il quale rilascia la ricevuta  con  modalita’
ed effetti equivalenti a quelli previsti per la ricevuta  di  cui  al
3. La segnalazione e’  corredata  da  tutte  le  dichiarazioni,  le
attestazioni, le asseverazioni, nonche’ dagli  elaborati  tecnici  di
cui all’articolo 19, comma 1, della legge 7 agosto 1990, n. 241.
4. Il SUAP, al momento della presentazione  della  SCIA,  verifica,
con modalita’ informatica, la completezza formale della  segnalazione
e dei relativi allegati.  In  caso  di  verifica  positiva,  rilascia
automaticamente  la  ricevuta  e  trasmette  immediatamente  in   via
telematica la segnalazione e i relativi allegati alle amministrazioni
e agli uffici competenti, in conformita’ all’Allegato tecnico di  cui
all’articolo 12, commi 5 e 6.
5.  A  seguito  di  tale  rilascio,  il   richiedente,   ai   sensi
dell’articolo 19, comma 2, della legge 7 agosto 1990,  n.  241,  puo’
avviare immediatamente l’intervento o l’attivita’.
6. Il SUAP, anche su richiesta delle amministrazioni e degli uffici
comunali competenti, trasmette con modalita’ telematica  al  soggetto
interessato le eventuali richieste istruttorie.
7.  Ai  sensi  dell’articolo  38,  comma   3,   lettera   f),   del
decreto-legge, la ricevuta di cui  al  comma  4,  costituisce  titolo
autorizzatorio ai fini del ricorso agli ordinari rimedi di tutela dei
terzi e di autotutela dell’amministrazione.
8. Conformemente a quanto previsto dall’articolo 20 della  legge  7
agosto 1990, n. 241, in caso di silenzio assenso, decorsi  i  termini
di cui  all’articolo  2  della  medesima  legge  dalla  presentazione
dell’istanza, ovvero i  diversi  termini  previsti  dalle  specifiche
discipline regionali o speciali, il silenzio maturato a  seguito  del
rilascio della  ricevuta,  emessa  automaticamente  con  le  medesime
modalita’ del comma 4, equivale a provvedimento di accoglimento della
domanda senza necessita’ di ulteriori istanze o diffide.
– Per l’art. 19, comma 1 della legge 7 agosto 1990,  n.
241, si veda nelle note alle premesse;
– Si riporta il testo degli artt. 20 e 2 della legge  7
agosto 1990, n. 241:
l’applicazione dell’art. 19, nei procedimenti ad istanza di
silenzio   dell’amministrazione   competente   equivale   a
necessita’ di ulteriori istanze o diffide, se  la  medesima
amministrazione non comunica all’interessato,  nel  termine
di cui all’art.  2,  commi  2  o  3,  il  provvedimento  di
diniego, ovvero non procede ai sensi del comma 2.
2.  L’amministrazione  competente  puo’  indire,  entro
trenta giorni dalla presentazione dell’istanza  di  cui  al
3. Nei casi in  cui  il  silenzio  dell’amministrazione
equivale ad accoglimento della  domanda,  l’amministrazione
competente  puo’  assumere   determinazioni   in   via   di
autotutela,  ai  sensi  degli   articoli   21-quinquies   e
21-nonies.
patrimonio culturale e paesaggistico, l’ambiente, la difesa
nazionale, la pubblica sicurezza, l’immigrazione, l’asilo e
la cittadinanza, la salute e la  pubblica  incolumita’,  ai
casi in cui la normativa comunitaria impone  l’adozione  di
provvedimenti amministrativi formali, ai  casi  in  cui  la
legge  qualifica  il  silenzio  dell’amministrazione   come
rigetto dell’istanza,  nonche’  agli  atti  e  procedimenti
individuati con uno  o  piu’  decreti  del  Presidente  del
Consiglio dei Ministri, su proposta  del  Ministro  per  la
funzione pubblica, di concerto con i Ministri competenti.
5. Si applicano gli articoli 2, comma 7, e 10-bis.».
Funzioni dell’agenzia e avvio immediato dell’attivita’ d’impresa
1. Nei casi di cui all’articolo 5,  il  soggetto  interessato  puo’
avvalersi dell’Agenzia per le funzioni di cui all’articolo 38,  comma
3, lettera c), del decreto-legge.
2.  L’Agenzia,  compiuta  l’istruttoria,  trasmette,  in  modalita’
telematica, al SUAP una  dichiarazione  di  conformita’,  comprensiva
della SCIA  o  della  domanda  presentata  dal  soggetto  interessato
corredata  dalle  certificazioni  ed  attestazioni   richieste,   che
costituisce titolo autorizzatorio per  l’esercizio  dell’attivita’  e
per l’avvio  immediato  dell’intervento  dichiarato.  Essa  ha  anche
valore di titolo edilizio con effetti immediati. Il SUAP provvede  ad
inserire tali informazioni in una sezione del portale, accessibile da
parte delle  amministrazioni  pubbliche  ai  fini  dell’attivita’  di
monitoraggio di cui al comma 1 dell’articolo 11.
3. L’Agenzia, in modalita’  telematica,  puo’  presentare  la  SCIA
presso l’Ufficio del registro delle imprese nei casi in cui essa  sia
presentata  contestualmente  alla  comunicazione  unica,  secondo  la
disciplina di cui al comma 2 dell’articolo 5.
4.  L’interessato  utilizza  gli  strumenti  informatici  messi   a
disposizione  dall’Agenzia  e  puo’,   mediante   apposita   procura,
incaricare la stessa Agenzia di accedere, per suo conto, a tutti  gli
atti  e  i   documenti   necessari   che   siano   in   possesso   di
un’amministrazione pubblica.
– Per l’art. 38 comma 3, del  decreto-legge  25  giugno
2008, n. 112 convertito con  modificazioni  dalla  legge  6
Capo IV   Procedimento ordinario
1. Fuori dei  casi  disciplinati  dal  Capo  III,  le  istanze  per
l’esercizio delle attivita’ di cui  all’articolo  2,  comma  1,  sono
presentate al SUAP che, entro trenta giorni dal ricevimento, salvi  i
termini  piu’  brevi  previsti  dalla  disciplina   regionale,   puo’
richiedere all’interessato  la  documentazione  integrativa;  decorso
tale termine l’istanza si intende correttamente presentata.
2. Verificata la completezza della documentazione, il  SUAP  adotta
il provvedimento conclusivo entro trenta giorni, decorso  il  termine
di cui al  comma  1,  salvi  i  termini  piu’  brevi  previsti  dalla
normativa regionale, ovvero indice una conferenza di servizi ai sensi
del comma 3.
3. Quando e’ necessario acquisire intese, nulla  osta,  concerti  o
assensi di diverse amministrazioni  pubbliche,  il  responsabile  del
SUAP puo’ indire una conferenza di servizi ai sensi e per gli effetti
previsti dagli articoli da 14 a 14-quinquies  della  legge  7  agosto
1990, n. 241, ovvero dalle  altre  normative  di  settore,  anche  su
istanza del soggetto interessato o  dell’Agenzia.  La  conferenza  di
servizi e’ sempre indetta nel caso in cui  i  procedimenti  necessari
per acquisire le suddette intese,  nulla  osta,  concerti  o  assensi
abbiano una durata  superiore  ai  novanta  giorni  ovvero  nei  casi
previsti dalle discipline regionali. Scaduto il  termine  di  cui  al
comma 2, ovvero  in  caso  di  mancato  ricorso  alla  conferenza  di
servizi,  si  applica  l’articolo  38,  comma  3,  lettera  h),   del
4. Tutti gli atti istruttori e  i  pareri  tecnici  richiesti  sono
comunicati in modalita’  telematica  dagli  organismi  competenti  al
responsabile del SUAP.
5. Nei procedimenti di cui al comma 1, l’Agenzia, su richiesta  del
soggetto interessato, puo’ svolgere attivita’  istruttoria  ai  sensi
dell’articolo 38 comma 3, lettera c), del decreto-legge, e  trasmette
la relativa documentazione, in via telematica,  al  responsabile  del
SUAP.  L’Agenzia  fornisce  assistenza   per   l’individuazione   dei
procedimenti da attivare in relazione all’esercizio  delle  attivita’
produttive o alla realizzazione degli  impianti  produttivi,  nonche’
per la redazione in formato elettronico delle domande,  dichiarazioni
e comunicazioni ed i relativi elaborati  tecnici.  Se  il  comune  lo
consente, l’Agenzia puo’ fornire supporto organizzativo e  gestionale
alla conferenza di servizi.
6.  Il  provvedimento  conclusivo  del  procedimento,  assunto  nei
termini di cui agli articoli da 14 a  14-ter  della  legge  7  agosto
1990, n. 241, e’, ad ogni effetto, titolo unico per la  realizzazione
dell’intervento e per lo svolgimento delle attivita’ richieste.
7. Il rispetto dei termini  per  la  conclusione  del  procedimento
costituisce elemento di valutazione del responsabile del SUAP e degli
altri soggetti pubblici partecipanti alla conferenza di servizi.
–  Si  riportano  i  testi  degli  articoli  da  14   a
14-quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241:
«Art. 14 (Conferenza di  servizi).  –  1.  Qualora  sia
opportuno effettuare un esame contestuale di vari interessi
pubblici  coinvolti  in  un  procedimento   amministrativo,
l’amministrazione procedente puo’ indire una conferenza  di
2. La conferenza di servizi e’  sempre  indetta  quando
l’amministrazione   procedente   deve   acquisire   intese,
concerti, nulla osta o assensi comunque denominati di altre
amministrazioni pubbliche e non li  ottenga,  entro  trenta
giorni  dalla  ricezione,  da  parte   dell’amministrazione
competente, della relativa richiesta.  La  conferenza  puo’
essere altresi’ indetta  quando  nello  stesso  termine  e’
intervenuto il  dissenso  di  una  o  piu’  amministrazioni
interpellate  ovvero  nei  casi  in   cui   e’   consentito
all’amministrazione procedente di  provvedere  direttamente
in  assenza  delle  determinazioni  delle   amministrazioni
3. La conferenza di servizi puo’ essere convocata anche
per l’esame contestuale  di  interessi  coinvolti  in  piu’
procedimenti amministrativi connessi, riguardanti  medesimi
attivita’ o  risultati.  In  tal  caso,  la  conferenza  e’
indetta dall’amministrazione o, previa informale intesa, da
una delle amministrazioni che curano  l’interesse  pubblico
prevalente.  L’indizione  della  conferenza   puo’   essere
richiesta da qualsiasi altra amministrazione coinvolta.
4. Quando l’attivita’ del privato  sia  subordinata  ad
atti di consenso, comunque  denominati,  di  competenza  di
piu’ amministrazioni pubbliche, la conferenza di servizi e’
convocata,    anche    su    richiesta    dell’interessato,
dall’amministrazione   competente   per   l’adozione    del
5. In caso di  affidamento  di  concessione  di  lavori
pubblici  la  conferenza  di  servizi  e’   convocata   dal
concedente ovvero, con il  consenso  di  quest’ultimo,  dal
concessionario entro quindici  giorni  fatto  salvo  quanto
previsto dalle leggi regionali in materia di valutazione di
impatto ambientale (VIA). Quando la conferenza e’ convocata
ad istanza  del  concessionario  spetta  in  ogni  caso  al
concedente il diritto di voto.
5-bis. Previo accordo tra le amministrazioni coinvolte,
la conferenza di servizi e’ convocata e svolta  avvalendosi
degli strumenti informatici disponibili, secondo i tempi  e
le modalita’ stabiliti dalle medesime amministrazioni.».
«Art. 14-bis (Conferenza di servizi preliminare). –  1.
La conferenza di servizi puo’ essere convocata per progetti
di particolare complessita’ e di insediamenti produttivi di
beni e servizi,  su  motivata  richiesta  dell’interessato,
documentata, in assenza di un progetto preliminare, da  uno
studio di fattibilita’, prima della  presentazione  di  una
istanza o di un progetto definitivi, al fine di  verificare
quali  siano  le  condizioni  per   ottenere,   alla   loro
presentazione, i necessari atti di consenso. In  tale  caso
la conferenza si pronuncia entro trenta giorni  dalla  data
della richiesta e  i  relativi  costi  sono  a  carico  del
2. Nelle procedure di realizzazione di opere  pubbliche
e di  interesse  pubblico,  la  conferenza  di  servizi  si
esprime sul progetto preliminare al fine di indicare  quali
siano le condizioni per ottenere, sul progetto  definitivo,
le intese, i pareri, le concessioni, le autorizzazioni,  le
licenze, i nulla osta e gli assensi,  comunque  denominati,
richiesti  dalla  normativa  vigente.  In  tale  sede,   le
amministrazioni   preposte    alla    tutela    ambientale,
paesaggistico-territoriale,         del          patrimonio
storico-artistico  o  alla  tutela  della  salute  e  della
pubblica incolumita’, si pronunciano, per  quanto  riguarda
l’interesse   da   ciascuna   tutelato,   sulle   soluzioni
progettuali prescelte. Qualora  non  emergano,  sulla  base
della   documentazione   disponibile,   elementi   comunque
preclusivi della realizzazione del  progetto,  le  suddette
amministrazioni indicano, entro quarantacinque  giorni,  le
condizioni e gli elementi necessari per ottenere,  in  sede
di presentazione  del  progetto  definitivo,  gli  atti  di
3. Nel caso in cui sia richiesta VIA, la conferenza  di
servizi si esprime entro trenta  giorni  dalla  conclusione
della fase preliminare di definizione dei  contenuti  dello
studio d’impatto ambientale,  secondo  quanto  previsto  in
materia di VIA. Ove tale conclusione non  intervenga  entro
novanta giorni dalla  richiesta  di  cui  al  comma  1,  la
conferenza  di  servizi  si  esprime   comunque   entro   i
successivi trenta giorni. Nell’ambito di  tale  conferenza,
l’autorita’ competente alla VIA si esprime sulle condizioni
per la elaborazione del progetto e dello studio di  impatto
ambientale. In tale fase, che costituisce parte  integrante
della procedura di VIA, la suddetta  autorita’  esamina  le
principali alternative,  compresa  l’alternativa  zero,  e,
sulla  base  della  documentazione  disponibile,   verifica
l’esistenza  di  eventuali  elementi  di  incompatibilita’,
anche con  riferimento  alla  localizzazione  prevista  dal
progetto e, qualora tali elementi  non  sussistano,  indica
nell’ambito della conferenza di servizi le  condizioni  per
ottenere, in sede di presentazione del progetto definitivo,
i necessari atti di consenso.
3-bis. Il  dissenso  espresso  in  sede  di  conferenza
preliminare da una  amministrazione  preposta  alla  tutela
ambientale,  paesaggistico-territoriale,   del   patrimonio
storico-artistico,   della   salute   o   della    pubblica
incolumita’, con riferimento alle opere interregionali,  e’
sottoposto alla disciplina di cui all’art. 14-quater, comma
4. Nei casi di cui ai commi 1, 2 e 3, la conferenza  di
servizi si esprime allo stato degli atti a sua disposizione
e le  indicazioni  fornite  in  tale  sede  possono  essere
motivatamente modificate o integrate solo  in  presenza  di
significativi elementi emersi  nelle  fasi  successive  del
procedimento,  anche  a  seguito  delle  osservazioni   dei
privati sul progetto definitivo.
5. Nel caso di cui al comma 2,  il  responsabile  unico
del procedimento trasmette alle amministrazioni interessate
il progetto definitivo, redatto sulla base delle condizioni
indicate dalle stesse amministrazioni in sede di conferenza
di  servizi  sul  progetto  preliminare,   e   convoca   la
conferenza tra  il  trentesimo  e  il  sessantesimo  giorno
successivi  alla  trasmissione.  In  caso  di   affidamento
mediante appalto concorso o concessione di lavori pubblici,
l’amministrazione aggiudicatrice convoca la  conferenza  di
servizi sulla base del solo progetto  preliminare,  secondo
quanto previsto dalla legge 11 febbraio  1994,  n.  109,  e
«Art. 14-ter (Lavori della conferenza  di  servizi).  –
01. La  prima  riunione  della  conferenza  di  servizi  e’
convocata  entro  quindici  giorni  ovvero,  in   caso   di
particolare  complessita’  dell’istruttoria,  entro  trenta
giorni dalla data di indizione.
1. La conferenza di servizi  assume  le  determinazioni
relative all’organizzazione dei propri lavori a maggioranza
dei presenti e puo’ svolgersi per via telematica.
2.  La  convocazione   della   prima   riunione   della
conferenza di servizi deve pervenire  alle  amministrazioni
interessate, anche per via telematica o informatica, almeno
cinque giorni prima della relativa data. Entro i successivi
cinque  giorni,  le   amministrazioni   convocate   possono
richiedere,   qualora   impossibilitate   a    partecipare,
l’effettuazione della riunione in una diversa data; in tale
caso, l’amministrazione procedente concorda una nuova data,
comunque entro i dieci giorni  successivi  alla  prima.  La
nuova data della  riunione  puo’  essere  fissata  entro  i
quindici giorni successivi nel caso la  richiesta  provenga
da  un’autorita’  preposta  alla  tutela   del   patrimonio
culturale. I responsabili  degli  sportelli  unici  per  le
attivita’ produttive e per l’edilizia, ove costituiti, o  i
Comuni, o  altre  autorita’  competenti  concordano  con  i
Soprintendenti territorialmente competenti  il  calendario,
almeno trimestrale,  delle  riunioni  delle  conferenze  di
servizi  che  coinvolgano  atti  di  assenso  o  consultivi
comunque denominati di competenza del Ministero per i  beni
e le attivita’ culturali.
2-bis. Alla conferenza di servizi di cui agli  articoli
14  e  14-bis  sono  convocati  i  soggetti  proponenti  il
progetto dedotto  in  conferenza,  alla  quale  gli  stessi
partecipano senza diritto di voto.
2-ter.  Alla  conferenza  possono  partecipare,   senza
diritto di voto, i concessionari e i  gestori  di  pubblici
servizi, nel caso in cui il procedimento  amministrativo  o
il progetto dedotto in conferenza implichi loro adempimenti
ovvero  abbia  effetto  diretto  o  indiretto  sulla   loro
attivita’. Agli stessi e’ inviata, anche per via telematica
e con congruo anticipo,  comunicazione  della  convocazione
della  conferenza  di  servizi.  Alla  conferenza   possono
partecipare   inoltre,   senza   diritto   di   voto,    le
amministrazioni  preposte  alla  gestione  delle  eventuali
misure pubbliche di agevolazione.
3. Nella prima riunione della conferenza di servizi,  o
comunque   in   quella   immediatamente   successiva   alla
trasmissione dell’istanza  o  del  progetto  definitivo  ai
sensi  dell’art.  14-bis,   le   amministrazioni   che   vi
partecipano determinano il  termine  per  l’adozione  della
decisione conclusiva. I lavori della conferenza non possono
superare i novanta giorni, salvo quanto previsto dal  comma
4.  Decorsi  inutilmente  tali  termini,  l’amministrazione
procedente provvede ai  sensi  dei  commi  6-bis  e  9  del
3-bis. In caso di opera o attivita’ sottoposta anche ad
autorizzazione paesaggistica, il soprintendente si esprime,
in via definitiva, in sede di conferenza  di  servizi,  ove
convocata,  in  ordine  a  tutti  i  provvedimenti  di  sua
competenza ai sensi  del  decreto  legislativo  22  gennaio
2004, n. 42.
4. Fermo restando quanto disposto dal comma  4-bis  nei
casi in cui sia richiesta la VIA, la conferenza di  servizi
si esprime dopo aver acquisito la valutazione  medesima  ed
il termine di cui al comma 3 resta sospeso, per un  massimo
di novanta giorni, fino  all’acquisizione  della  pronuncia
sulla compatibilita’ ambientale. Se la VIA  non  interviene
nel  termine   previsto   per   l’adozione   del   relativo
provvedimento, l’amministrazione competente si  esprime  in
sede di conferenza di servizi, la  quale  si  conclude  nei
trenta giorni successivi al termine predetto.  Tuttavia,  a
richiesta della maggioranza dei soggetti partecipanti  alla
conferenza di servizi, il termine di trenta giorni  di  cui
al precedente periodo e’ prorogato di altri  trenta  giorni
nel caso che si appalesi la necessita’  di  approfondimenti
istruttori.  Per  assicurare   il   rispetto   dei   tempi,
l’amministrazione competente al rilascio dei  provvedimenti
in materia ambientale puo’  far  eseguire  anche  da  altri
organi dell’amministrazione pubblica o enti pubblici dotati
di qualificazione e capacita’ tecnica equipollenti,  ovvero
da    istituti    universitari    tutte    le     attivita’
tecnico-istruttorie non ancora eseguite. In  tal  caso  gli
oneri economici diretti o indiretti sono posti a  esclusivo
carico del soggetto committente  il  progetto,  secondo  le
tabelle approvate con decreto del Ministro dell’ambiente  e
4-bis. Nei  casi  in  cui  l’intervento  oggetto  della
conferenza di servizi e’ stato sottoposto  positivamente  a
valutazione  ambientale  strategica   (VAS),   i   relativi
risultati e prescrizioni, ivi compresi gli  adempimenti  di
cui ai commi 4 e 5 dell’art. 10 del decreto  legislativo  3
aprile  2006,  n.  152,  devono  essere  utilizzati,  senza
modificazioni, ai fini della VIA, qualora effettuata  nella
medesima sede, statale o regionale, ai  sensi  dell’art.  7
5. Nei procedimenti relativamente  ai  quali  sia  gia’
intervenuta la decisione concernente la VIA le disposizioni
di cui al comma 3 dell’art. 14-quater,  nonche’  quelle  di
cui agli articoli 16, comma 3, e 17, comma 2, si  applicano
alle  sole  amministrazioni  preposte  alla  tutela   della
salute, del patrimonio storico-artistico e  della  pubblica
6.  Ogni  amministrazione  convocata   partecipa   alla
conferenza di servizi attraverso  un  unico  rappresentante
legittimato, dall’organo competente, ad esprimere  in  modo
vincolante la volonta’  dell’amministrazione  su  tutte  le
decisioni di competenza della stessa.
6-bis. All’esito dei lavori della conferenza, e in ogni
caso  scaduto  il  termine  di  cui  ai  commi   3   e   4,
l’amministrazione procedente, in caso di VIA statale,  puo’
adire direttamente  il  Consiglio  dei  Ministri  ai  sensi
dell’art. 26, comma 2, del decreto  legislativo  30  aprile
2006,  n.  152;  in  tutti  gli  altri  casi,  valutate  le
specifiche risultanze  della  conferenza  e  tenendo  conto
delle posizioni prevalenti espresse in quella sede,  adotta
la determinazione motivata di conclusione del  procedimento
che sostituisce a tutti gli effetti,  ogni  autorizzazione,
concessione,  nulla  osta  o  atto  di   assenso   comunque
denominato    di    competenza    delle     amministrazioni
partecipanti,  o  comunque  invitate   a   partecipare   ma
risultate assenti, alla  predetta  conferenza.  La  mancata
partecipazione  alla  conferenza  di  servizi   ovvero   la
ritardata o mancata adozione della determinazione  motivata
responsabilita’    dirigenziale    o     disciplinare     e
amministrativa, nonche’  ai  fini  dell’attribuzione  della
retribuzione di  risultato.  Resta  salvo  il  diritto  del
privato di dimostrare  il  danno  derivante  dalla  mancata
osservanza del termine di conclusione del  procedimento  ai
sensi degli articoli 2 e 2-bis.
7.      Si      considera      acquisito      l’assenso
dell’amministrazione, ivi  comprese  quelle  preposte  alla
tutela della salute  e  della  pubblica  incolumita’,  alla
tutela   paessaggistico-territoriale    e    alla    tutela
ambientale, esclusi i provvedimenti in materia di VIA,  VAS
e AIA, il cui rappresentante, all’esito  dei  lavori  della
conferenza, non abbia espresso definitivamente la  volonta’
dell’amministrazione rappresentata.
8. In sede di  conferenza  di  servizi  possono  essere
richiesti, per una sola volta, ai proponenti dell’istanza o
ai progettisti chiarimenti o ulteriore  documentazione.  Se
questi ultimi non sono  forniti  in  detta  sede,  entro  i
successivi  trenta  giorni,  si   procede   all’esame   del
10.   Il   provvedimento   finale   concernente   opere
sottoposte a VIA e’  pubblicato,  a  cura  del  proponente,
unitamente all’estratto della predetta VIA, nella  Gazzetta
Ufficiale  o  nel  Bollettino  regionale  in  caso  di  VIA
regionale e in un quotidiano a diffusione nazionale.  Dalla
data della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale decorrono
i   termini   per   eventuali    impugnazioni    in    sede
giurisdizionale da parte dei soggetti interessati.».
«Art. 14-quater (Effetti del  dissenso  espresso  nella
conferenza di servizi). – 1. Il  dissenso  di  uno  o  piu’
rappresentanti delle  amministrazioni  vi  comprese  quelle
preposte alla  tutela  ambientale,  fermo  restando  quanto
previsto dall’art. 26  del  decreto  legislativo  3  aprile
2006, n. 152,  paesaggistico-territoriale,  del  patrimonio
pubblica   incolumita’,   regolarmente    convocate    alla
conferenza di servizi, a  pena  di  inammissibilita’,  deve
essere manifestato nella conferenza di servizi, deve essere
congruamente  motivato,  non  puo’  riferirsi  a  questioni
connesse che non  costituiscono  oggetto  della  conferenza
medesima e deve  recare  le  specifiche  indicazioni  delle
modifiche progettuali necessarie ai fini dell’assenso.
3. Al di fuori dei casi di  cui  all’art.  117,  ottavo
comma,  della  Costituzione,  e  delle  infrastrutture   ed
insediamenti  produttivi   strategici   e   di   preminente
interesse nazionale, di  cui  alla  parte  seconda,  titolo
terzo, capo quarto del decreto legislativo 12 aprile  2006,
n. 163, e successive modificazioni,  nonche’  dei  casi  di
localizzazione delle opere di interesse statale, ove  venga
espresso motivato dissenso da parte  di  un’amministrazione
preposta          alla          tutela          ambientale,
pubblica incolumita’, la questione,  in  attuazione  e  nel
rispetto del principio di leale collaborazione e  dell’art.
120 della  Costituzione,  e’  rimessa  dall’amministrazione
procedente alla deliberazione del Consiglio  dei  Ministri,
che si pronuncia entro sessanta giorni, previa  intesa  con
in caso di dissenso tra un’amministrazione  statale  e  una
regionale o  tra  piu’  amministrazioni  regionali,  ovvero
in  caso  di  dissenso  tra  un’amministrazione  statale  o
regionale e un ente locale  o  tra  piu’  enti  locali.  Se
l’intesa non e’ raggiunta nei successivi trenta giorni,  la
deliberazione  del  Consiglio  dei  Ministri  puo’   essere
comunque adottata. Se il motivato dissenso e’  espresso  da
una regione o  da  una  provincia  autonoma  in  una  delle
materie di propria competenza, il  Consiglio  dei  Ministri
partecipazione  dei  Presidenti  delle  regioni   o   delle
province autonome  interessate  (L’originario  comma  3  e’
stato sostituito con i commi da 3 a  3-quinquies  dall’art.
11, legge 11 febbraio 2005, n. 15. Successivamente, i commi
da 3 a 3-quater sono stati sostituiti, con l’attuale  comma
3, dalla lettera b) del comma 3 dell’art. 49, decreto-legge
31 maggio 2010, n. 78).
3-bis-3-quater. (Omissis).
3-quinquies.  Restano  ferme  le  attribuzioni   e   le
prerogative riconosciute alle regioni a statuto speciale  e
alle province autonome di Trento e di Bolzano dagli statuti
speciali di autonomia e dalle relative norme di attuazione.
5. Nell’ipotesi in cui l’opera sia sottoposta a  VIA  e
in caso di provvedimento negativo trova applicazione l’art.
5, comma 2, lettera c-bis), della legge 23 agosto 1988,  n.
400,  introdotta  dall’art.  12,  comma  2,   del   decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 303.».
«Art. 14-quinquies (Conferenza di servizi in materia di
finanza di progetto). – 1. Nelle ipotesi di  conferenza  di
servizi   finalizzata   all’approvazione    del    progetto
definitivo in relazione alla quale trovino applicazione  le
procedure di cui agli  articoli  37-bis  e  seguenti  della
legge  11  febbraio  1994,  n.  109,  sono  convocati  alla
conferenza,  senza  diritto  di  voto,  anche  i   soggetti
aggiudicatari di concessione  individuati  all’esito  della
procedura di cui all’art. 37-quater della legge n. 109  del
1994, ovvero  le  societa’  di  progetto  di  cui  all’art.
37-quinquies della medesima legge.».
– Per l’art. 38 comma 3, del decreto  legge  25  giugno
1. Nei comuni in cui lo strumento urbanistico  non  individua  aree
destinate all’insediamento di impianti produttivi  o  individua  aree
insufficienti, fatta salva l’applicazione della  relativa  disciplina
regionale, l’interessato puo’ richiedere al responsabile del SUAP  la
convocazione della conferenza di servizi di cui agli articoli da 14 a
14-quinquies della  legge  7  agosto  1990,  n.  241,  e  alle  altre
normative di settore,  in  seduta  pubblica.  Qualora  l’esito  della
conferenza  di  servizi  comporti  la  variazione   dello   strumento
urbanistico, ove sussista l’assenso della Regione espresso in  quella
sede, il verbale e’ trasmesso al Sindaco  ovvero  al  Presidente  del
Consiglio comunale, ove esistente, che lo  sottopone  alla  votazione
del Consiglio nella prima seduta utile. Gli  interventi  relativi  al
progetto, approvato secondo le modalita’ previste dal presente comma,
sono avviati e conclusi dal richiedente secondo le modalita’ previste
all’articolo 15 del testo  unico  delle  disposizioni  legislative  e
regolamentari  in  materia  di  edilizia,  di  cui  al  decreto   del
Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.
2.  E’  facolta’  degli  interessati  chiedere  tramite   il   SUAP
all’ufficio comunale competente per  materia  di  pronunciarsi  entro
trenta giorni sulla conformita’, allo stato degli atti, dei  progetti
preliminari dai medesimi sottoposti  al  suo  parere  con  i  vigenti
strumenti   di   pianificazione   paesaggistica,    territoriale    e
urbanistica, senza che cio’ pregiudichi la definizione dell’eventuale
successivo  procedimento;  in  caso  di   pronuncia   favorevole   il
responsabile  del  SUAP  dispone  per  il   seguito   immediato   del
procedimento con riduzione della meta’ dei termini previsti.
3.  Sono  escluse  dall’applicazione  del  presente   articolo   le
procedure afferenti alle strutture di vendita di cui agli articoli  8
e 9 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114,  o  alle  relative
norme regionali di settore.
– Per gli articoli da 14 a 14-quinquies della  legge  7
agosto 1990, n. 241, si veda nelle note dell’art. 7.
– Si riporta il testo  dell’art.  15  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380:
«Art. 15  (R)  (Efficacia  temporale  e  decadenza  del
permesso di costruire). – 1. Nel permesso di costruire sono
indicati i termini di inizio e di ultimazione dei lavori.
2. Il termine per l’inizio dei lavori non  puo’  essere
superiore ad un anno dal rilascio  del  titolo;  quello  di
ultimazione, entro il quale l’opera deve essere  completata
non puo’  superare  i  tre  anni  dall’inizio  dei  lavori.
Entrambi  i   termini   possono   essere   prorogati,   con
provvedimento motivato,  per  fatti  sopravvenuti  estranei
alla volonta’  del  titolare  del  permesso.  Decorsi  tali
termini il permesso decade di  diritto  per  la  parte  non
eseguita, tranne che,  anteriormente  alla  scadenza  venga
richiesta una proroga. La proroga  puo’  essere  accordata,
con    provvedimento    motivato,     esclusivamente     in
considerazione della mole dell’opera da realizzare o  delle
sue particolari caratteristiche tecnico-costruttive, ovvero
quando si tratti di opere pubbliche  il  cui  finanziamento
sia previsto in piu’ esercizi finanziari.
3. La realizzazione  della  parte  dell’intervento  non
ultimata nel termine stabilito e’ subordinata  al  rilascio
di nuovo permesso per le opere ancora  da  eseguire,  salvo
che  le  stesse  non  rientrino  tra  quelle   realizzabili
mediante denuncia di inizio attivita’  ai  sensi  dell’art.
22. Si procede altresi’, ove necessario, al  ricalcolo  del
contributo di costruzione.
4. Il  permesso  decade  con  l’entrata  in  vigore  di
contrastanti previsioni urbanistiche, salvo  che  i  lavori
siano gia’ iniziati e vengano completati entro  il  termine
di tre anni dalla data di inizio.».
– Si riportano i testi degli articoli 8 e 9 del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 114:
«Art. 8 (Medie strutture di vendita). – 1.  L’apertura,
il trasferimento di sede e l’ampliamento  della  superficie
fino ai limiti di cui all’art. 4, comma 1, lettera  e),  di
una  media  struttura   di   vendita   sono   soggetti   ad
autorizzazione  rilasciata  dal   comune   competente   per
territorio,  anche  in  relazione  agli  obiettivi  di  cui
all’art. 6, comma 1.
a)  di  essere  in  possesso  dei  requisiti  di  cui
all’art. 5;
b) il settore o i settori merceologici,  l’ubicazione
e la superficie di vendita dell’esercizio;
c) le eventuali comunicazioni  di  cui  all’art.  10,
commi 2 e 3, del presente decreto.
3. Il comune, sulla base delle disposizioni regionali e
degli   obiettivi   indicati   all’art.   6,   sentite   le
organizzazioni   di   tutela   dei   consumatori    e    le
organizzazioni  imprenditoriali  del  commercio,  adotta  i
criteri per il rilascio  delle  autorizzazioni  di  cui  al
4.  Il  comune  adotta  le   norme   sul   procedimento
concernente le domande relative  alle  medie  strutture  di
vendita; stabilisce il termine, comunque non  superiore  ai
novanta giorni dalla data di ricevimento, entro il quale le
domande  devono  ritenersi  accolte   qualora   non   venga
comunicato il provvedimento di diniego,  nonche’  tutte  le
altre norme atte  ad  assicurare  trasparenza  e  snellezza
dell’azione   amministrativa   e   la   partecipazione   al
procedimento ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241,  e
successive modifiche.».
«Art. 9 (Grandi strutture di vendita). – 1. L’apertura,
di una  grande  struttura  di  vendita,  sono  soggetti  ad
3.  La  domanda  di  rilascio  dell’autorizzazione   e’
esaminata da una conferenza di servizi indetta dal  comune,
salvo quanto diversamente stabilito nelle  disposizioni  di
cui al comma 5,  entro  sessanta  giorni  dal  ricevimento,
composta da tre membri, rappresentanti  rispettivamente  la
regione, la provincia e il comune medesimo, che  decide  in
base  alla  conformita’  dell’insediamento  ai  criteri  di
programmazione di cui all’art. 6.  Le  deliberazioni  della
conferenza sono adottate a maggioranza dei componenti entro
novanta   giorni   dalla    convocazione;    il    rilascio
dell’autorizzazione e’ subordinato al parere favorevole del
rappresentante della regione.
4. Alle riunioni della conferenza di servizi, svolte in
seduta  pubblica,  partecipano  a   titolo   consultivo   i
rappresentanti dei comuni contermini, delle  organizzazioni
dei  consumatori  e  delle  imprese  del   commercio   piu’
rappresentative   in   relazione   al    bacino    d’utenza
dell’insediamento  interessato.  Ove  il  bacino   d’utenza
riguardi  anche  parte  del  territorio  di  altra  regione
confinante,  la  conferenza  dei  servizi  ne  informa   la
medesima e ne richiede il parere non vincolante ai fini del
rilascio della autorizzazione.
5.  La  regione  adotta  le  norme   sul   procedimento
concernente le domande relative alle  grandi  strutture  di
vendita; stabilisce il termine  comunque  non  superiore  a
centoventi  giorni  dalla  data   di   convocazione   della
conferenza di servizi di cui al comma 3 entro il  quale  le
Capo V   Disposizioni comuni
1. Qualora occorrano chiarimenti circa il rispetto delle  normative
tecniche e la localizzazione dell’impianto, il responsabile del SUAP,
anche su richiesta dell’interessato o delle amministrazioni coinvolte
o dei soggetti portatori di interessi pubblici o privati, individuali
o collettivi, o di soggetti portatori di interessi diffusi costituiti
in associazioni o comitati che  vi  abbiano  interesse,  entro  dieci
giorni  dalla  richiesta  di  chiarimenti,  convoca  anche  per   via
telematica, dandone pubblicita’ sul portale ai sensi dell’articolo 4,
comma 3, una riunione, di cui e’  redatto  apposito  verbale,  fra  i
soggetti  interessati  e  le  amministrazioni  competenti,  ai  sensi
dell’articolo 11 della legge 7 agosto 1990, n. 241.  La  convocazione
della riunione non comporta l’interruzione dell’attivita’ avviata  ai
sensi delle disposizioni del presente capo.
– Si riporta il testo dell’art. 11 della legge 7 agosto
«Art.  11  (Accordi  integrativi  o   sostitutivi   del
provvedimento). – 1.  In  accoglimento  di  osservazioni  e
proposte presentate a norma dell’art. 10, l’amministrazione
procedente puo’ concludere, senza pregiudizio  dei  diritti
dei terzi, e in ogni caso nel  perseguimento  del  pubblico
interesse,  accordi  con  gli  interessati   al   fine   di
determinare il contenuto  discrezionale  del  provvedimento
finale ovvero in sostituzione di questo.
di cui al comma 1, il responsabile  del  procedimento  puo’
predisporre  un  calendario   di   incontri   cui   invita,
separatamente  o  contestualmente,  il   destinatario   del
provvedimento ed eventuali controinteressati.
2. Gli accordi di  cui  al  presente  articolo  debbono
essere stipulati, a pena di  nullita’,  per  atto  scritto,
salvo  che  la  legge  disponga  altrimenti.  Ad  essi   si
applicano, ove non diversamente previsto,  i  principi  del
codice civile in materia di  obbligazioni  e  contratti  in
3.  Gli  accordi  sostitutivi  di  provvedimenti   sono
4.  Per  sopravvenuti  motivi  di  pubblico   interesse
l’amministrazione  recede   unilateralmente   dall’accordo,
salvo l’obbligo  di  provvedere  alla  liquidazione  di  un
indennizzo   in   relazione   agli   eventuali   pregiudizi
verificatisi in danno del privato.
4-bis.  A  garanzia  dell’imparzialita’  e   del   buon
andamento dell’azione amministrativa, in tutti  i  casi  in
cui una pubblica  amministrazione  conclude  accordi  nelle
ipotesi previste al comma 1, la  stipulazione  dell’accordo
e’ preceduta da una determinazione dell’organo che  sarebbe
competente per l’adozione del provvedimento.
5.  Le   controversie   in   materia   di   formazione,
conclusione ed esecuzione degli accordi di cui al  presente
articolo sono riservate alla  giurisdizione  esclusiva  del
giudice amministrativo.».
Chiusura dei lavori e collaudo
1. Il soggetto  interessato  comunica  al  SUAP  l’ultimazione  dei
lavori, trasmettendo:
a) la dichiarazione del direttore dei  lavori  con  la  quale  si
attesta la conformita’ dell’opera al progetto  presentato  e  la  sua
agibilita’,  ove  l’interessato  non  proponga   domanda   ai   sensi
dell’articolo 25 del testo unico  delle  disposizioni  legislative  e
Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380;
b) nei casi previsti dalla normativa vigente, il  certificato  di
collaudo effettuato da un professionista abilitato;
2. La trasmissione al SUAP della documentazione di cui alle lettere
a) e b) consente l’immediato esercizio dell’attivita’.
3.  Il  SUAP  cura  la  trasmissione  entro  cinque  giorni   della
documentazione di cui al comma 1 alle amministrazioni ed agli  uffici
comunali competenti che sono tenuti ad effettuare i  controlli  circa
l’effettiva rispondenza dell’impianto alla normativa vigente entro  i
successivi novanta giorni, salvo il diverso  termine  previsto  dalle
specifiche discipline regionali. Nel caso in cui dalla certificazione
non risulti la conformita’  dell’opera  al  progetto  ovvero  la  sua
rispondenza a quanto disposto dalle vigenti norme, fatti salvi i casi
di  mero  errore  materiale,  il  SUAP,  anche  su  richiesta   delle
amministrazioni o degli uffici  competenti,  adotta  i  provvedimenti
necessari assicurando l’irrogazione  delle  sanzioni  previste  dalla
legge, ivi compresa la riduzione in pristino  a  spese  dell’impresa,
dandone contestualmente comunicazione  all’interessato  entro  e  non
oltre quindici giorni dal ricevimento della comunicazione di  cui  al
comma  1;  l’intervento  di  riduzione  in   pristino   puo’   essere
direttamente realizzato anche da parte dell’imprenditore stesso.
4.  Fatti  salvi  i  poteri  di  autotutela  e  di  vigilanza,   le
Amministrazioni e le Autorita’ competenti non possono in questa  fase
adottare  interventi  difformi  dagli  adempimenti   pubblicati   sul
portale, secondo quanto previsto all’articolo 4, comma 3, lettera  a)
5.  In  conformita’  al  procedimento  di   cui   all’articolo   7,
l’imprenditore  comunica  al  SUAP  l’inizio  dei   lavori   per   la
realizzazione o modificazione dell’impianto produttivo.
– Si riporta il testo  dell’art.  25  del  decreto  del
Presidente della Repubblica del 6 giugno2001, n. 380:
«Art. 25 (R) (Procedimento di rilascio del  certificato
di agibilita’). – 1. Entro quindici giorni dall’ultimazione
dei lavori di finitura dell’intervento, il soggetto di  cui
all’art. 24, comma 3, e’ tenuto a presentare allo sportello
unico la domanda di rilascio del certificato di agibilita’,
corredata della seguente documentazione:
a)   richiesta   di   accatastamento   dell’edificio,
sottoscritta dallo stesso  richiedente  il  certificato  di
agibilita’, che lo sportello unico provvede  a  trasmettere
al catasto;
b)   dichiarazione    sottoscritta    dallo    stesso
richiedente il certificato  di  agibilita’  di  conformita’
dell’opera  rispetto  al  progetto  approvato,  nonche’  in
ordine  alla  avvenuta  prosciugatura  dei  muri  e   della
salubrita’ degli ambienti;
c)  dichiarazione  dell’impresa   installatrice   che
attesta la  conformita’  degli  impianti  installati  negli
edifici adibiti ad uso civile alle prescrizioni di cui agli
articoli 113 e  127,  nonche’  all’art.  1  della  legge  9
gennaio 1991, n. 10, ovvero certificato di  collaudo  degli
stessi,  ove  previsto,  ovvero  ancora  certificazione  di
conformita’ degli impianti prevista dagli  articoli  111  e
126 del presente testo unico.
2. Lo sportello unico comunica  al  richiedente,  entro
dieci giorni dalla ricezione della domanda di cui al  comma
1, il nominativo del responsabile del procedimento ai sensi
degli articoli 4 e 5 della legge 7 agosto 1990, n. 241.
3. Entro trenta giorni dalla ricezione della domanda di
cui  al  comma  1,  il  dirigente  o  il  responsabile  del
competente ufficio  comunale,  previa  eventuale  ispezione
dell’edificio,  rilascia  il  certificato   di   agibilita’
verificata la seguente documentazione:
a) certificato di collaudo statico  di  cui  all’art.
b) certificato del competente ufficio  tecnico  della
regione, di cui  all’art.  62,  attestante  la  conformita’
delle opere eseguite nelle zone sismiche alle  disposizioni
di cui al capo IV della parte II;
d)   dichiarazione   di   conformita’   delle   opere
realizzate   alla   normativa   vigente   in   materia   di
accessibilita’ e superamento delle barriere architettoniche
di cui all’art. 77, nonche’ all’art. 82.
4. Trascorso inutilmente il termine di cui al comma  3,
l’agibilita’  si  intende  attestata  nel  caso  sia  stato
rilasciato il parere dell’A.S.L. di cui all’art.  5,  comma
3, lettera a). In caso di autodichiarazione, il termine per
la formazione del silenzio-assenso e’ di sessanta giorni.
5. Il termine di cui al comma 3 puo’ essere  interrotto
una sola volta dal  responsabile  del  procedimento,  entro
quindici  giorni  dalla  domanda,  esclusivamente  per   la
richiesta di documentazione integrativa, che non  sia  gia’
nella disponibilita’ dell’amministrazione o che  non  possa
essere acquisita autonomamente. In tal caso, il termine  di
trenta  giorni  ricomincia  a  decorrere  dalla   data   di
ricezione della documentazione integrativa.».
Capo VI   Monitoraggio istituzionale
Raccordo tra Istituzioni e monitoraggio sistematico
1. I Ministri dello  sviluppo  economico,  per  la  semplificazione
normativa e per  la  pubblica  amministrazione  e  l’innovazione,  in
collaborazione con la Conferenza delle Regioni, l’ANCI e Unioncamere,
assicurando il coinvolgimento delle organizzazioni di  rappresentanza
delle imprese, predispongono forme di monitoraggio  sull’attivita’  e
sul funzionamento del SUAP, anche con riguardo all’articolazione  sul
territorio  delle  attivita’  imprenditoriali  e  degli  insediamenti
produttivi,  alle  condizioni  di  efficienza  del  mercato  e   alla
rispondenza dei  servizi  pubblici  alle  esigenze  di  cittadini  ed
imprese, prevedendo altresi’ la possibilita’, per le imprese ed altri
soggetti pubblici e privati, di effettuare  segnalazioni  e  rilevare
criticita’. I monitoraggi  che  comportino  il  trattamento  di  dati
personali sono realizzati nel rispetto  del  decreto  legislativo  30
giugno 2003, n. 196, sentito il Garante per la  protezione  dei  dati
personali. I risultati del monitoraggio sono trasmessi, per  i  primi
tre anni dalla data di entrata in vigore della  presente  disciplina,
al Parlamento in una relazione annuale. Di essi sono  informati,  ove
necessario, il responsabile del SUAP e le  amministrazioni  pubbliche
interessate, anche ai fini dell’attivazione di controlli e  verifiche
2. Nelle more dell’attuazione di quanto previsto dall’articolo  38,
comma  5,  del  decreto-legge,  i  Ministri  di  cui   al   comma   1
predispongono, nell’ambito degli stanziamenti di  bilancio  destinati
allo scopo a carico della finanza pubblica, un  piano  di  formazione
dei dipendenti pubblici, in collaborazione con  la  Conferenza  delle
Regioni, dell’ANCI e di Unioncamere, con la eventuale  partecipazione
anche di esponenti del sistema produttivo, che miri a diffondere  sul
territorio nazionale la capacita’ delle amministrazioni pubbliche  di
assicurare  sempre  e  tempestivamente  l’esercizio  del  diritto  di
iniziativa economica di cui all’articolo 38 del decreto-legge.
– Si riporta il testo del comma  5  dell’art.  38,  del
decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133:
«5. Il Comitato per la semplificazione di cui  all’art.
1 del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 4, convertito,  con
modificazioni, dalla legge 9 marzo 2006, n. 80,  predispone
un piano di formazione  dei  dipendenti  pubblici,  con  la
eventuale partecipazione anche  di  esponenti  del  sistema
produttivo, che miri a diffondere sul territorio  nazionale
la capacita’ delle amministrazioni pubbliche di  assicurare
sempre e tempestivamente l’esercizio del diritto di cui  al
comma 1 attraverso gli strumenti di semplificazione di  cui
al presente articolo.».
– Si riporta il testo dell’art. 38 del decreto-legge 25
«Art. 38 (Impresa in  un  giorno).  –  1.  Al  fine  di
all’art.  41  della  Costituzione,  l’avvio  di   attivita’
imprenditoriale, per il soggetto in possesso dei  requisiti
di  legge,  e’  tutelato  sin  dalla  presentazione   della
dichiarazione di inizio attivita’  o  dalla  richiesta  del
2. Ai sensi dell’ art. 117, secondo comma, lettere  e),
m), p)  e  r),  della  Costituzione,  le  disposizioni  del
presente  articolo   introducono,   anche   attraverso   il
delle amministrazioni, misure per assicurare, nel  rispetto
delle liberta’ fondamentali, l’efficienza del  mercato,  la
concernenti i diritti civili e sociali  che  devono  essere
garantiti  su   tutto   il   territorio   nazionale.   Esse
costituiscono adempimento della direttiva  2006/123/CE  del
ai sensi dell’ art. 117, primo comma, della Costituzione.
3. Con regolamento, adottato  ai  sensi  dell’art.  17,
affidata a soggetti privati accreditati  (“Agenzie  per  le
imprese”). In caso di istruttoria con esito positivo,  tali
5. Il Comitato per la semplificazione di cui all’art. 1
del decreto-legge 10 gennaio 2006, n.  4,  convertito,  con
6.  Dall’attuazione  delle  disposizioni  del  presente
articolo non devono  derivare  nuovi  o  maggiori  oneri  a
Capo VII   Disposizioni finali
Abrogazioni e disposizioni transitorie e di attuazione
a) in relazione ai Capi I, II, III,  V  e  VI,  a  decorrere  dal
centottantesimo giorno  dalla  data  della  sua  pubblicazione  nella
Gazzetta ufficiale, salvo quanto disposto dall’articolo 4, comma 10;
b) in relazione al Capo IV, a decorrere da  un  anno  dalla  data
2. Fino alla scadenza dei termini di cui alle lettere a) e  b)  del
comma 1, ai rispettivi procedimenti continuano ad applicarsi, in  via
transitoria,  le  disposizioni  del  decreto  del  Presidente   della
Repubblica 20 ottobre 1998, n. 447, e successive modificazioni.
3. Il Governo, le Regioni e gli  Enti  locali,  in  attuazione  del
principio di leale collaborazione,  promuovono  intese  o  concludono
accordi, ai sensi dell’articolo 8, comma  6,  della  legge  5  giugno
2003, n. 131, e dell’articolo 4, comma 1, del decreto legislativo  28
agosto 1997, n. 281, in sede di  Conferenza  unificata,  al  fine  di
definire modalita’ di cooperazione organizzativa e gestionale per  la
funzionalita’ e l’operativita’ del sistema di sportelli unici  e  per
l’attivazione di strumenti di controllo. Le intese e gli  accordi  di
cui al periodo precedente sono, altresi’, finalizzati  ad  assicurare
la standardizzazione dei procedimenti e l’unificazione, quantomeno in
ambito   regionale,   della   modulistica    delle    amministrazioni
responsabili dei sub-procedimenti, nonche’ la definizione di  criteri
minimi di omogeneita’ della modulistica a livello nazionale.
4. Fino alla definizione dei criteri minimi  di  omogeneita’  della
modulistica di cui al comma 3, il soggetto interessato  utilizza  gli
strumenti messi a disposizione dal portale, che si potra’ avvalere di
quanto predisposto dai SUAP gia’ operativi.
5.  L’Allegato  tecnico,  che  costituisce  parte  integrante   del
presente regolamento,  individua  le  modalita’  telematiche  per  la
comunicazione ed il trasferimento dei dati  tra  i  SUAP  e  tutti  i
soggetti  coinvolti  nel  procedimento,  nel  rispetto  del   decreto
legislativo 30 giugno 2003, n. 196. Eventuali modifiche  all’allegato
tecnico  sono  adottate  con  decreto  dei  Ministri  della  pubblica
amministrazione e l’innovazione, dello sviluppo economico  e  per  la
semplificazione normativa, sentito il Garante per la  protezione  dei
6. Fermo restando l’esigenza di garantire le modalita’  telematiche
di comunicazione  e  di  trasferimento  dei  dati  tra  le  pubbliche
amministrazioni, le Regioni possono integrare, sentito il Garante per
la protezione dei dati personali, in conformita’ alle regole tecniche
del SPC,  sentito  il  DigitPA  e  per  quanto  di  loro  competenza,
l’allegato tecnico di cui al comma 5, senza oneri aggiuntivi a carico
7. Il decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre  1998,  n.
447, e successive modificazioni, e’ abrogato a decorrere dal  termine
di cui al comma 1, lettera b).
8. Le amministrazioni interessate  provvedono  all’adempimento  dei
compiti derivanti dal presente  regolamento  con  le  risorse  umane,
strumentali  e  finanziarie  previste  a  legislazione   vigente   e,
comunque, senza  nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della  finanza
Registrato alla Corte dei conti il 24 settembre 2010
registro n. 4, foglio n. 157
– Il decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre
1998, n. 447, relativo al  «Regolamento  recante  norme  di
semplificazione dei procedimenti di autorizzazione  per  la
realizzazione,  l’ampliamento,  la  ristrutturazione  e  la
riconversione di impianti produttivi, per  l’esecuzione  di
opere interne ai fabbricati, nonche’ per la  determinazione
delle aree destinate agli insediamenti produttivi, a  norma
dell’art. 20, comma 8, della legge 15 marzo  1997,  n.  59»
del 20 ottobre 1998, n. 447 e’  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale 28 dicembre 1998, n. 301.
– Si riporta il testo del comma  6  dell’art.  8  della
legge 5 giugno 2001, n. 131:
«6. Il Governo puo’ promuovere la stipula di intese  in
sede di Conferenza Stato-Regioni o di Conferenza unificata,
dirette  a  favorire  l’armonizzazione   delle   rispettive
legislazioni o il raggiungimento di posizioni unitarie o il
conseguimento di obiettivi comuni; in tale caso e’  esclusa
l’applicazione dei commi 3 e  4  dell’art.  3  del  decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Nelle  materie  di  cui
all’art. 117, terzo e quarto comma, della Costituzione  non
possono  essere  adottati  gli  atti  di  indirizzo  e   di
coordinamento di cui all’art. 8 della legge 15 marzo  1997,
n. 59, e all’art. 4 del decreto legislativo 31 marzo  1998,
n. 112.».
– Si riporta il testo dell’art. 4, comma 1, del decreto
«Art.  4  (Accordi  tra  Governo,  regioni  e  province
autonome di Trento e Bolzano).  –  1.  Governo,  regioni  e
province autonome di Trento e di Bolzano, in attuazione del
principio di leale collaborazione e  nel  perseguimento  di
obiettivi  di  funzionalita’,  economicita’  ed   efficacia
dell’azione amministrativa, possono concludere in  sede  di
Conferenza Stato-regioni accordi,  al  fine  di  coordinare
l’esercizio  delle   rispettive   competenze   e   svolgere
attivita’ di interesse comune.».
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 settembre 2010, n. 160 – Regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo sportello unico per le attivita’ produttive, ai sensi dell’articolo 38, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0183) – (GU n. 229 del 30-9-2010 redazione redazione 2015-05-19T05:28:06+00:00

References: art.  8
 art. 9
 art.   9
 art. 19
 art. 8
 art. 117
 art. 117