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Terzo Pilastro di Basilea 2 Informativa al pubblico. 30 giugno PDF
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1 I Terzo Pilastro di Basilea 2 Informativa al pubblico 30 giugno 20132 I 23 I Indice Tavola 1 Requisito informativo generale... 5 Tavola 2 Ambito di applicazione...41 Tavola 3 Composizione del patrimonio di vigilanza...87 Tavola 4 Adeguatezza patrimoniale...93 Tavola 5 Rischio di credito: informazioni generali riguardanti tutte le banche Tavola 6 Rischio di credito: informazioni relative ai portafogli assoggettati al metodo standardizzato e alle esposizioni creditizie specializzate e in strumenti di capitale nell ambito dei metodi IRB Tavola 7 Rischio di credito: informativa sui portafogli cui si applicano gli approcci IRB Tavola 8 Tecniche di attenuazione del rischio (CRM) Tavola 9 Rischio di controparte Tavola 10 Operazioni di cartolarizzazione Tavola 11 Rischi di mercato: informazioni per le banche che utilizzano il metodo dei modelli interni per il rischio di posizione, per il rischio di cambio e per il rischio di posizione in merci (IMA) Tavola 12 Rischio operativo Tavola 13 Esposizioni in strumenti di capitale: informazioni sulle posizioni incluse nel portafoglio bancario Tavola 14 Rischio di tasso di interesse sulle posizioni incluse nel portafoglio bancario Glossario / Abbreviazioni Dichiarazione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari4 I Note: Tutti gli importi, se non diversamente indicato, sono da intendere in migliaia di euro. Le informazioni sono riferite all area di consolidamento prudenziale. L eventuale mancata quadratura tra i dati esposti nel presente documento dipende esclusivamente dagli arrotondamenti. Gli importi non ponderati relativi alle "garanzie rilasciate e impegni a erogare fondi", sia per la metodologia standard, sia per la metodologia basata su rating interni, sono stati considerati in base all equivalente creditizio, se non diversamente indicato. La produzione del presente documento di Informativa al Pubblico è realizzata in coerenza con specifica Regolamentazione Interna (Regole di Governance di Gruppo), avente ad oggetto "Governance Guideline che definisce principi e regole per la produzione dell Informativa al Pubblico (Pillar III Basilea II)". Come previsto dalle istruzioni contenute nella Circolare Banca d Italia 263/2006, la Tavola 15 non è soggetta a pubblicazione semestrale. 45 >> Terzo Pilastro di Basilea 2 Tavola 1 Tavola 1 Requisito informativo generale Informativa qualitativa Il gruppo UniCredit controlla e gestisce i rischi ai quali è esposto attraverso metodologie e processi rigorosi, in grado di dispiegare la loro efficacia in tutte le fasi del ciclo economico. Il presidio ed il controllo dei rischi di Gruppo sono assicurati dalla funzione Risk Management della Capogruppo che esercita il proprio ruolo di indirizzo, coordinamento e controllo dei rischi in particolare attraverso i Portfolio Risk Managers responsabili per i rischi di competenza, in ottica di Gruppo ed interdivisionale. Il modello prevede inoltre uno specifico punto di riferimento per l Italia nella funzione CRO Italy, cui sono state assegnate le responsabilità relative ai rischi di credito, operativi e reputazionali del perimetro Italia, nonché del coordinamento manageriale delle funzioni di Risk Management presso le Entità italiane del Gruppo. Nel corso del primo semestre 2013, la Competence Line GRM è stata oggetto di analisi e di revisioni organizzative finalizzate a: assicurare una più chiara separazione tra il risk management e le responsabilità transazionali; rinforzare i processi del risk management per chiarire le responsabilità e le competenze; distinguere chiaramente i ruoli e le attività tra la Capogruppo e il perimetro italiano per conferire maggiore chiarezza e responsabilità; mantenere e rafforzare il focus sulle competenze dell area GRM. In particolare, alla funzione Risk Management sono attribuiti i compiti di: ottimizzare la qualità dell attivo del Gruppo, minimizzando il costo dei rischi, coerentemente con gli obiettivi di rischio / redditività assegnati alle Aree di Business; definire, di concerto con la funzione Planning, Finance & Administration, il risk-appetite del Gruppo e valutare l adeguatezza patrimoniale dello stesso, nel contesto dell Internal Capital Adequacy Process (ICAAP), in conformità ai requisiti di Basilea II, Secondo Pilastro; definire, in conformità agli standard di Basilea II ed ai requisiti di Banca d Italia, norme, metodologie, linee guida, politiche e strategie concernenti la gestione dei rischi di Gruppo, e, in cooperazione con l Organization department, i relativi processi e la loro implementazione; porre in essere un sistema di controllo del rischio creditizio e di concentrazione sia a livello di singole controparti / gruppi economici, sia per cluster rilevanti (quali settori economici / industriali), monitorando e fornendo reportistica sui limiti preventivamente definiti; definire e fornire alle Aree di Business ed alle Entità i criteri per la valutazione, la gestione, la misurazione, il monitoraggio e la reportistica dei predetti rischi e garantire la coerenza dei sistemi e delle procedure di controllo sia a livello di Gruppo che di singola Entità; supportare le Aree di Business nel conseguimento dei loro obiettivi, contribuendo allo sviluppo dei prodotti e dei business (es. innovazione dei prodotti creditizi, opportunità competitive connesse all accordo di Basilea, etc.); verificare, mediante il processo di convalida in fase iniziale e nel continuo, l adeguatezza dei sistemi di misurazione del rischio adottati nell ambito del Gruppo, orientando le scelte metodologiche verso standard qualitativi sempre più elevati e convergenti, appurando la coerenza delle rispettive modalità di utilizzo nell ambito dei processi; porre in essere un adeguato sistema di analisi preventive, in grado di quantificare l impatto sulla struttura economico-finanziaria del Gruppo derivante dal rapido deterioramento del ciclo economico o da altri fattori di shock (c.d. Stress Test). Tale analisi è svolta con riferimento alle singole tipologie di rischio, così come alla loro integrazione e raffronto con il capitale disponibile; creare e diffondere una cultura del rischio estesa a tutto il Gruppo. In conformità all architettura della funzione Risk Management ed al fine di presidiare la capacità di indirizzo autonomo, il coordinamento ed il controllo dei rischi di Gruppo, migliorando l efficienza e la flessibilità nel processo decisionale e agevolando l interazione tra le differenti funzioni coinvolte, sono operativi specifici Comitati responsabili in materia di rischi, articolati su tre distinti livelli: il Group Risk Committee, responsabile per le decisioni strategiche sui rischi a livello di Gruppo; i Group Portfolio Risk Committees, cui sono assegnati il compito di indirizzare, controllare e gestire i differenti rischi di portafoglio; i Group Transactional Committees, dedicati alla valutazione delle singole controparti / transazioni aventi impatto sul profilo di rischio complessivo. 56 I In particolare, il Group Risk Committee si riunisce con funzioni consultive e propositive ai fini della definizione di proposte dell Amministratore Delegato al Consiglio di Amministrazione, con riferimento a: risk appetite di Gruppo inclusi obiettivi di capitalizzazione, criteri di allocazione del capitale, capacità di assunzione del rischio, cost of equity e politica dei dividendi nonché limiti di capitale interno; strategie generali per l ottimizzazione dei rischi, linee guida generali e politiche generali per la gestione dei rischi di Gruppo; approvazione iniziale e modifiche sostanziali dei sistemi di controllo e misurazione dei rischi (per i rischi di credito, mercato, operativi ed altri rischi), inclusi possibili piani di azione, processi, requisiti di IT e di "data quality"; struttura dei limiti per tipologia di rischio; politiche strategiche e piani di funding; stima complessiva degli accantonamenti per rischi su crediti ("Loan Loss Provisions"); definizione e revisione periodica dell ICAAP General Framework, del relativo perimetro di applicazione così come del Regulatory Report annuale. Allo stesso modo si riunisce con funzioni deliberative in merito a: la definizione delle linee guida relative alle politiche finanziarie di Gruppo (strategie di gestione dell attivo e del passivo, incluso il profilo della "duration" a livello Gruppo); l allocazione del rischio alle Business Unit ed alle Entità, linee guida e strategie specifiche relative ai rischi e conseguente definizione dei limiti per il raggiungimento degli obiettivi in termini di risk appetite e limiti per tipologia di rischio; cross-border country limit, nell ambito dei poteri delegati; approvazione iniziale e modifiche sostanziali delle metodologie per la misurazione e controllo del Capitale Interno; approvazione di policy, strategie e metodologie per la misurazione ed il controllo del rischio immobiliare, il rischio su investimenti finanziari ed il rischio di business; l'approvazione di piani di intervento in caso di aspetti critici nei sistemi di controllo e misurazione dei rischi evidenziati dai report interni di validazione iniziali e continuativi; l approvazione di azioni / iniziative di business anche di natura strategica al fine di salvaguardare il Gruppo nella fase di allarme di una crisi di liquidità. Il Group Risk Committee riceve inoltre periodicamente informative dai competenti Comitati/Funzioni relativamente ai seguenti temi: progetti di riorganizzazione che riguardano i processi in materia di rischi e/o strutture organizzative coinvolte nelle attività di gestione e controllo dei rischi; reportistica periodica sui rischi (portafoglio, grandi esposizioni, "Loan Loss Provisions", ecc.), compresa quella prevista per le autorità di vigilanza (prima della relativa divulgazione); reportistica sul superamento dei limiti; azioni correttive per il bilanciamento delle posizioni di rischio di Gruppo; reportistica regolare sull'evoluzione degli accantonamenti per rischi su crediti (Loan Loss Provisions); aggiornamento sullo stato di avanzamento delle attività e processi dei progetti di adeguamento agli Accordi di Basilea; argomenti approvati o discussi nei Portfolio Risks Committee; argomenti relativi ai rischi discussi nell ambito di altri comitati di Capogruppo. Cultura del Rischio nel Gruppo UniCredit Benché la cultura del rischio abbia sempre costituito una componente fondamentale della cultura aziendale di una banca e nonostante il tempo dedicato all argomento, il tema non è divenuto datato. Gli istituti bancari devono far fronte, in questi primi anni del XXI secolo, a un ambiente estremamente sfidante. Il sistema finanziario del nuovo millennio è caratterizzato da livelli di interconnessione sempre maggiori, da regolamentazioni eterogenee, dalla rapida diffusione di informazioni finanziarie time-sensitive e da pool di capitali internazionali (cross-border) altamente mobili. La combinazione di tutti questi fattori crea opportunità di business interessanti, ma spesso genera anche rischi notevoli. Infatti, i rischi connessi a improvvisi trasferimenti di capitali all'estero, all elevata volatilità, a contagi finanziari di ampia portata, a grandi insolvenze e, infine, a gravi perdite appaiono essere elevati come non mai nella nostra storia e, perciò, devono essere al centro dei pensieri e delle azioni di ogni buon risk manager. In un panorama così profondamente mutato è facile comprendere perché vengano affermati certi principi, quali Una società sviluppa una cultura del rischio integrata e riferita all intero soggetto giuridico, basata su una piena comprensione dei rischi che affronta e delle modalità con cui vengono gestiti, tenendo in debito conto la sua sopportazione del rischio o, a seconda dei casi, la sua voglia di rischio (dalle Guidelines on Internal Governance dell EBA, 2011), dal che discende che le banche devono munirsi di opportuni strumenti di governo societario, da introdursi nella loro organizzazione e nei loro sistemi di controllo interni, volti ad affrontare ogni genere di rischio aziendale coerentemente con le caratteristiche, la dimensione e la complessità delle attività della banca ( Nuove Disposizioni di Vigilanza Prudenziale per le Banche, Titolo 1, Capitolo 1, Parte IV). Nella medesima direzione i Principi 2010 del Comitato di Basilea per l Affinamento della Corporate Governance affermano che Il Consiglio è investito della responsabilità generale sulla banca, ivi comprese l approvazione e la supervisione della strategia di rischio, del governo societario (Principio n. 1) e che Una gestione del rischio efficace necessita di un forte sistema di comunicazione interna alla banca sul rischio, sia attraverso tutta l azienda sia mediante un sistema di relazioni al Consiglio ed all alta direzione (Principio n. 8). TERZO PILASTRO DI BASILEA 2 AL 30 GIUGNO7 >> Terzo Pilastro di Basilea 2 Tavola 1 Per quanto concerne UniCredit, il suo Consiglio di Amministrazione assistito dal proprio Comitato Controlli Interni e Rischi ( ICRC ) è investito di vari poteri. Il Consiglio è chiamato direttamente, tra l altro, a: formalizzare le politiche per il governo dei rischi cui il Gruppo può essere esposto, riesaminarle periodicamente al fine di assicurarne l efficacia nel tempo e vigilare sul concreto funzionamento dei processi di gestione e controllo dei rischi nel rispetto delle previsioni normative e regolamentari vigenti. In particolare, nell ambito di queste competenze, approva le politiche di gestione del rischio di non conformità; valutare l adeguatezza dell assetto organizzativo, amministrativo e contabile generale di UniCredit e delle Società Principali (come individuate dal Consiglio di Amministrazione) predisposto dagli amministratori delegati, con particolare riferimento al sistema di controllo interno ed alla gestione dei conflitti di interesse; assicurarsi che i principali rischi aziendali siano correttamente identificati nonché misurati, gestiti e monitorati in modo adeguato, determinando, inoltre, criteri di compatibilità di tali rischi con una sana e corretta gestione della Società. Inoltre il Consiglio, di nuovo assistito dall ICRC: determina i criteri di compatibilità dei rischi aziendali con una sana e corretta gestione della Società (risk appetite); formalizza le politiche per il governo dei rischi a cui il Gruppo è esposto e periodicamente le riesamina al fine di assicurarne l efficacia nel tempo; effettua l analisi delle relazioni sulle attività dei Comitati Manageriali di coordinamento Controlli. In aggiunta a quanto sopra, il Sotto-Comitato per i Controlli Interni (all interno dell ICRC): valuta gli eventuali rilievi che emergessero dai rapporti delle funzioni di Controllo, ovvero dai Collegi Sindacali delle Società del Gruppo o da indagini e/o esami di terzi; analizza le relazioni periodiche predisposte dalle funzioni di controllo (Internal Audit e Compliance) non ai sensi di obblighi normativi o regolamentari, ed il Sotto-Comitato per i Rischi (anch esso parte dell ICRC) esamina l assessment in tema di rischi a livello di Gruppo; assiste il Consiglio nella vigilanza sul concreto funzionamento dei processi di gestione e controllo dei rischi (credito, mercato, liquidità e operativo) nel rispetto delle previsioni normative e regolamentari vigenti. Con particolare riguardo al rischio creditizio supporta il Consiglio di Amministrazione nel monitoraggio del rischio di concentrazione, per settore e singoli nominativi; effettua l analisi delle relazioni periodiche predisposte dalla funzione di Risk Management non ai sensi di obblighi normativi o regolamentari. Alla luce di quanto precede il Consiglio, ad esempio, è chiamato a deliberare su tematiche quali la determinazione e revisione dei sistemi IRB; la fissazione di una cornice e di limiti di Gruppo alla concentrazione dei rischi; la validazione del Market Risk Model Framework (IMOD). Infine, il Consiglio è anche investito di alcuni poteri gestionali riservati relativi ad operazioni intraprese dalla Banca con parti correlate, oltre che a significative operazioni di ristrutturazione. Il successo delle istituzioni risk-taking in questo nuovo contesto economico dipende principalmente dalla loro capacità di gestione del rischio. I pilastri fondamentali di una gestione del rischio di successo includono la comprensione dei rischi e dei loro effetti sui profitti, sulle perdite e sul bilancio attraverso la creazione di un livello coerente di conoscenze tecniche di base, il rafforzamento della comunicazione a tutti livelli e la creazione di una mentalità che anticipi i cambiamenti del quadro macroeconomico. Al fine di essere preparato per affrontare al meglio queste sfide, il CdA di UniCredit si è concentrato sulla creazione e sulla crescita di una forte cultura del rischio in tutto il Gruppo: una iniziativa che è stata identificata come uno degli elementi più importanti della gestione del rischio. UniCredit definisce la cultura del rischio come una sensibilità interna, riflessa nei pensieri e nelle azioni quotidiane di tutti i dipendenti della banca, che esprime conoscenza e rispetto del rischio. La cultura del rischio non deve essere percepita semplicemente come un obiettivo, ma come un fattore chiave che consente di raggiungere tutti gli obiettivi della banca. In questo contesto, il Risk Management di Gruppo in coerenza con la propria missione così come definita dal CdA di UniCredit ha definito delle azioni concrete che saranno realizzate nel prossimo futuro e che contribuiranno a costruire e alimentare una più forte cultura di gestione del rischio. Tra queste: Stabilire un maggiore equilibrio tra la cultura del rischio e la propensione al rischio all interno del Top Management per testimoniarne l'impegno e per collegare tra loro la generazione di reddito e l'esposizione al rischio. Migliorare il lavoro di squadra e la comunicazione tra colleghi coinvolti direttamente o indirettamente dai rischi. Concentrarsi sul Business come "prima linea di difesa. L azienda sta concentrando la propria attenzione sui clienti solidi, sta attuando la propria strategia di banca commerciale e sta creando relazioni reciprocamente sostenibili sulla base di una approfondita conoscenza e comprensione del business, dei profili e dei potenziali rischi dei clienti. Pianificare sulla base di studi adeguati, incentrati sulla rigorosa analisi dei dati e avendo ben presente tutte le implicazioni in termini di bilancio. Gestire i portafogli in modo proattivo, individuando i problemi in fase iniziale e mettendo in atto azioni correttive per ridurre i rischi e aumentare le garanzie. Ruotare il personale tra le funzioni di business e quelle di controllo e creare dei percorsi di carriera finalizzati a migliorare la conoscenza e l esperienza nella gestione dei rischi. Investire nella formazione e nella creazione di una infrastrutture al fine di creare un minimo e buon livello di conoscenza dei rischi e chiarire politiche e limiti che devono essere rispettati in ogni momento. 78 I L'importanza e l'impegno per una cultura del rischio forte sono comunicati regolarmente dal Top Management attraverso diversi canali quali posta elettronica, intranet, radio aziendale, testate interne, messaggi video, incontri del Management Team di Gruppo. Inoltre i programmi di apprendimento e formazione realizzati dalla Risk Academy, così come i suoi workshop ed eventi, costituiscono un ulteriore modo per migliorare e rafforzare il know-how sui rischi, la consapevolezza e la sensibilità per il rischio, nonché per preparare il terreno per la comunicazione e la cooperazione tra il Risk Management, il Business e le altre funzioni del Gruppo. Risk Governance - Uno degli elementi chiave della gestione del rischio è il Risk Appetite Framework. Tenere in considerazione la propensione al rischio all interno dei processi del Gruppo è considerato di importanza prioritaria dalla banca per lo sviluppo di una cultura del rischio forte. È uno strumento manageriale chiave avente l obiettivo di definire la propensione al rischio che meglio indirizzi il business della banca, coerentemente con un adeguato livello di rischio, e rappresenta la piena integrazione delle metriche di sensibilità al rischio nei processi di gestione della banca. Il Risk Appetite può essere definito come la variabilità in termini di risultati, sia di breve sia di lungo periodo, che la banca è disposta ad accettare a sostegno di una strategia predefinita. E espresso in termini di dimensioni chiave e, per ognuna di esse, vengono selezionate specifiche metriche al fine di definire un Risk Appetite framework esaustivo. L obiettivo non è impedire l assunzione di rischi, ma perseguire l esecuzione della strategia del Gruppo, coerentemente con la propensione al rischio definita dal Consiglio di Amministrazione. Il Risk Appetite è una decisione manageriale che tiene conto dei vincoli naturali che derivano dal contesto di mercato e/o dalle Autorità di vigilanza. Questi vincoli rappresentano i limiti ultimi che la banca non dovrebbe superare, mentre i livelli target possono essere definiti al fine di identificare il livello ottimale di rischio che la banca dovrebbe perseguire. Tra i valori dei target e dei limiti possono essere definiti anche dei livelli trigger, che rappresentano segnali di allarme aventi lo scopo di prevenire lo sforamento dei limiti. Le strategie di rischio rappresentano un passaggio fondamentale dell integrazione del Risk Appetite nel business e sono il mezzo attraverso cui il Group Risk Management comunica ed incorpora i target e i limiti delle esposizioni di rischio nell operatività del Gruppo. La definizione delle metriche di Risk Appetite e dei relativi target, trigger e limiti (monitorati regolarmente dalle unità responsabili) è incorporata nel processo di budget e declinata nelle dimensioni rilevanti (per esempio, sulle società del Gruppo). Un processo di escalation è definito allo scopo di assicurare il coinvolgimento del top management in caso di sforamento dei trigger/limiti. Al fine di rafforzare la capacità di indirizzo autonomo, il coordinamento e il controllo dei rischi di Gruppo, di migliorare l'efficienza e la flessibilità del processo decisionale relativo ai rischi e di agevolare l'interazione tra le differenti funzioni coinvolte, sono stati costituiti appositi Comitati responsabili in materia di rischi. Il Gruppo dispone di tre livelli di Comitati, ciascuno avente varie facoltà di consultazione e/o di approvazione: Group Risk Committee, responsabile per le decisioni strategiche sui rischi a livello di Gruppo; Group Portfolio Committees, responsabili del controllo e della gestione dei rischi a livello di portafoglio: o Group Market Risks Committee; o Group Credit and Cross-border Risks Committee; o Group Operational and Reputational Risks Committee; o Group Assets and Liabilities Committee. Group Transactional Committees, responsabili della valutazione di singole controparti/transazioni al di sopra di determinate soglie: o Group Credit Committee; o Group Rating Committee; o Group Transactional Credit Committee. Formazione - Senza alcun dubbio la formazione è fondamentale per la cultura del rischio. Per rafforzare la consapevolezza della gestione del rischio e per approfondire la propria cultura del rischio, UniCredit ha creato la Risk Academy: un'iniziativa realizzata e gestita da una unità dedicata all'interno della competence line del Risk Management di Gruppo, in collaborazione con i centri di competenza per la formazione interni all impresa. La Risk Academy funge da centro di eccellenza per la cultura del rischio e la formazione sui rischi, fornendo un approccio comune e coordinato all apprendimento in tema di rischi. Con la creazione della Risk Academy, il know-how pratico degli esperti si unisce alla formazione più aggiornata. La Risk Academy ha approntato un programma di formazione sui rischi articolato, che risponde alle esigenze di aggiornamento dei professionisti di tutti i livelli con percorsi di studio dedicati che sono disponibili per tutti i dipendenti. La Risk Academy ha, inoltre, un approccio globale. Questa offerta di formazione e di studio è, infatti, disponibile per tutto il Gruppo e i partecipanti provengono dalle sue diverse entità legali e paesi. Questo approccio globale rafforza ulteriormente l'idea di UNA cultura del rischio e sostiene la comprensione dei principali concetti del rischio e il relativo know-how a livello di Gruppo. TERZO PILASTRO DI BASILEA 2 AL 30 GIUGNO9 >> Terzo Pilastro di Basilea 2 Tavola 1 Poiché la conoscenza del rischio e la cultura del rischio sono composti da molteplici elementi e riguardano diversi livelli, sia di esperienza che di responsabilità, la Risk Academy ha disegnato un offerta formativa articolata: Risk Diploma Path Il Risk Diploma Path si compone di un Core Curriculum - formazione intensiva e on-line - e di 2 Masterclasses di livello avanzato, sempre on-line. Il Risk Diploma Path è aperto a tutti i colleghi interessati, sia del Risk Management che non. Il Core Curriculum fornisce un'introduzione alle nozioni fondamentali del rischio e della gestione del rischio, mentre le Masterclasses, a cui sia accede una volta superato il Core Curriculum, hanno lo scopo di approfondire la conoscenza del rischio attraverso l'esplorazione di concetti avanzati. Tutti i corsi sono costituiti da moduli di formazione on-line integrati da webinar e video-presentazioni, casi aziendali e test online. Il completamento del Risk Diploma Path si concretizza in una certificazione rilasciata in collaborazione con una università riconosciuta a livello internazionale. La formazione on-line è disponibile nelle tre lingue più diffuse in UniCredit. Risk Management Learning Labs I Risk Management Learning Labs constano di una formazione intensiva relativa a vari temi-chiave del rischio. L'obiettivo è quello di migliorare, in modo chiaro e non tecnico, l attenzione verso il rischio, al fine di aumentare la consapevolezza degli aspetti essenziali della gestione del rischio, il suo ruolo e il suo rapporto con il Business a e le altre Competence Lines, nonché di rafforzare i cardini del know-how relativo ai rischi. I contenuti includono il rischio di credito, il rischio di mercato, il rischio di liquidità, il rischio reputazionale ed operativo, il rischio legato ai crediti speciali, nonché la governance del rischio e la cultura del rischio. L'approccio formativo si basa su un'esperienza di apprendimento da-collega-a-collega e combina lezioni con attività d aula non tradizionali. I Learning Labs vengono offerti ai dirigenti non appartenenti alla competence line del Risk Management. Risk Master Series Le Risk Master Series si fondano su un esperienza di apprendimento aggiornato il cui l'obiettivo è quello di costruire UNA cultura del rischio. I moduli di formazione sono destinati a: Migliorare il know-how e la professionalità in tema di rischi; Rafforzare la capacità di gestire la complessità e le relazioni difficili; Migliorare la comunicazione e la capacità di leadership; Rafforzare la cooperazione tra Risk Management e Business. Questa percorso formativo su misura è stato progettato per i dirigenti del Risk Management e del Business. Formazione su richiesta I corsi di formazione su richiesta rappresentano un nuovo canale attraverso cui la Risk Academy vuole rispondere alle esigenze e alle richieste specifiche di formazione del Risk Management, del Business e delle altre Competence Line. Tra i temi affrontati figurano il project financing, la risk validation e i crediti speciali. Il Modello delle Competenze - Il Modello delle Competenze di UniCredit descrive i comportamenti che le persone di UniCredit devono agire perchè la banca realizzi le proprie ambizioni e segua l evoluzione dei bisogni dei propri clienti. Esso si basa su 5 fondamentali, definiti dai vertici del Gruppo, che servono da bussola nei processi decisionali, in ogni situazione professionale. Uno di questi 5 fondamentali riguarda la cultura del rischio. Il "Balance Risk definisce, infatti, i comportamenti chiave per quanto concerne la gestione del rischio quali, ad esempio, il riconoscere tutti i rischi che impattano sul business, il gestirli in modo trasparente e il far crescere una comune consapevolezza del rischio in UniCredit. Il Modello delle Competenze di UniCredit è la base su cui tutti i dipendenti del Gruppo vengono valutati e promossi nell ambito dei processi annuali di valutazione dei risultati (Executive Development Plan, Talent Management Review, Performance Management). Questi comportamenti sono parte dell essenza del Gruppo dando forma al modo di essere UniCredit. Retribuzione - Per rafforzare la cultura del rischio della banca, anche il collegamento tra la retribuzione e il rischio rappresenta un elemento importante. Esso è assicurato attraverso il coinvolgimento della funzione del Risk Management nella determinazione della retribuzione e nella definizione di un quadro esplicito su cui basare la retribuzione rispetto alla struttura della propensione al rischio del Gruppo, così che gli incentivi ad assumere i rischi siano adeguatamente bilanciati dagli incentivi a gestire tali rischi. In particolare, il Consiglio di Amministrazione e il Comitato per la Remunerazione si avvalgono del contributo delle funzioni coinvolte per definire il legame tra profittabilità, rischio e remunerazione all interno dei sistemi incentivanti di Gruppo. Per ulteriori informazioni in merito all allineamento tra rischio e retribuzione, si faccia riferimento alla Tavola 15 di questo documento. 910 I KPI basati sul rischio - A livello di Gruppo, una caratteristica importante del grande impegno per una cultura del rischio forte è il rinnovato sforzo per promuovere la responsabilità individuale in tema di rischio, compliance e controlli. HR sta contribuendo a questo processo attraverso un piano specifico volto a diffondere in tutto il Gruppo la cultura del rischio, della compliance e del controllo facendo leva sul contesto esistente e sulla realizzazione di iniziative ad hoc. Nel corso degli ultimi anni, HR ha già costruito un contesto teso a migliorare la conoscenza del sistema interno di controllo e responsabilità impostando: norme comportamentali per tutti i compiti e gli inquadramenti all'interno del Gruppo; processi HR globali che tengano in considerazione l approccio al rischio e alla compliance: l Executive Development Plan (EDP il processo annuale di gestione dei risultati/revisione della gestione in UniCredit che coinvolge tutti i dirigenti senior del Gruppo), l Executive Compensation e il Learning & Development. Nel 2012, come parte dell EDP e del piano di incentivazione, il Gruppo ha introdotto una particolare enfasi sul rischio, sulla compliance e sulle componenti di controllo. In questa direzione, due elementi sono già stati posti in essere: all'interno dell EDP, ogni manager ha il compito di effettuare una specifica valutazione qualitativa sulle competenze e sull'atteggiamento verso il rischio nel suo complesso (e su compliance e controllo), sia in termini di autovalutazione che di valutazione delle proprie risorse; nel quadro del sistema incentivante, il KPI Bluebook (un insieme di obiettivi e linee guida per la valutazione dei risultati che assicura la coerenza con la strategia commerciale, l evoluzione del rischio, il quadro normativo e la misurabilità dei risultati) contiene una specifica categoria di KPI - denominata: "Accrescere la cultura del rischio e del controllo" centrata esclusivamente su indicatori che promuovono la cultura del rischio e del controllo. Nel 2013 ci si concentrerà su ulteriori iniziative per migliorare ancor di più, in modo visibile e concreto, la cultura, la consapevolezza e la responsabilità in tema di rischio e di controllo. Costruire e rafforzare un adeguata cultura del rischio è processo articolato, che si realizza nel tempo, all interno delle funzioni di business e di controllo. Con la Risk Academy è stato compiuto un importante passo in questo senso. Altri ne seguiranno nel corso del tempo, come ad esempio: rafforzare il legame tra la strategia commerciale, la propensione al rischio e la cultura del rischio; la costruzione del rispetto reciproco; l incremento della credibilità; la creazione di senso di responsabilità; l adozione di un approccio alla gestione dei rischi basato sul buonsenso; la creazione di un percorso di rotazione del personale tra Business e Risk Management, etc. Tutti questi elementi costituiscono il "tessuto" di una cultura del rischio e devono potersi sviluppare nel giusto contesto. TERZO PILASTRO DI BASILEA 2 AL 30 GIUGNO11 >> Terzo Pilastro di Basilea 2 Tavola 1 Rischio di credito Struttura e organizzazione Di seguito viene descritto il nuovo assetto organizzativo, ufficialmente operativo dal 14 gennaio 2013, riguardo al rischio di credito, fissandosi specificatamente su strutture e responsabilità. L organizzazione del rischio di credito in Capogruppo si articola su due livelli: funzioni aventi responsabilità a livello di Gruppo; funzioni aventi responsabilità a livello Paese. Le funzioni con responsabilità a livello di Gruppo sono: il Group Credit Risk department che, con riferimento al rischio di credito, si articola nelle seguenti strutture: o Group Credit Risk Policies, a cui è attribuita tra le altre la seguente responsabilità: definire la normativa di Gruppo in materia di rischio di credito; definire, relativamente ai portafogli / segmenti di clientela Group-wide, il concept dei processi creditizi target; o Group Credit Risk Strategies, a cui sono attribuite - tra le altre- le seguenti responsabilità: definire strategie e limiti, svolgere attività di stress test ed analisi di portafoglio; monitorare il rischio di concentrazione creditizio attraverso limiti dedicati; o Group Credit Portfolio Management & Risk Reporting, a cui sono attribuite - tra le altre-le seguenti responsabilità: predisporre la reportistica necessaria al monitoraggio dell andamento del portafoglio crediti del Gruppo; monitorare il portafoglio creditizio, valutandone la qualità complessiva e gestendo la qualità degli asset buckets più rischiosi; analizzare e monitorare il portafoglio Special Credit a livello consolidato; il Group Credit Transactions department che, con riferimento al rischio di credito, si articola nelle seguenti strutture: o Group credit Committee Secretariat, responsabile per il supporto, l organizzazione ed il coordinamento delle diverse fasi procedurali e dei flussi informativi per il processo di approvazione e di reportistica riguardante le attività del Group Credit Committee, il Group Transactional Credit Committee e del Group Rating Committee ; o FIBS Credit Transactions responsabile per le controparti Financial Institutions, Banks and Sovereigns (FIBS) - tra le altre attività - di: fornire un parere esperto sulle proposte di credito formulate dalle Entità, operando in qualità di Group Competence Team; deliberare, nell ambito dei poteri delegati, o proporre ai competenti organi deliberanti, le proposte di credito poste nei libri della Capogruppo; rilasciare, nell ambito dei poteri delegati, o proporre ai competenti organi deliberanti, le Non Binding Opinion di Capogruppo sulle proposte creditizie sottoposte dalle Entità; o CIB & Large Credit Transactions, responsabile - tra le altre attività - di: per le controparti diverse da Financial Institutions, Banks and Sovereigns (FIBS), fornire un parere esperto sulle proposte creditizie di competenza del Group Credit Committee o del Group Transactional Credit Committee ; fornire un parere esperto sulle transazioni LPAC (e.g. Project Finance, Acquisition & Leveraged Finance, ecc.); fornire un parere esperto sulle transazioni relative agli Special Products di tutto il Gruppo, operando in qualità di Group Competence Team; deliberare, nell ambito dei poteri delegati, o proporre ai competenti organi deliberanti, le proposte di credito relative agli Special Products poste nei libri della Capogruppo (e.g. ABS, Securitization); fornire un parere esperto sulle proposte creditizie di restructuring e workout di competenza del Group Credit Committee o del Group Transactional Credit Committee ; valutare la proposta di classificazione in restructuring/workout delle pratiche FIBS da sottoporre al Group Credit Committee o al Group Transactional Credit Committee ; o Country Risk Analysis & Monitoring responsabile tra le altre attività - di: analizzare e monitorare il rischio Paese; deliberare o raccogliere le proposte relative ai limiti cross-border da sottoporre alle competenti funzioni deliberanti; 1112 >> Terzo Pilastro di Basilea 2 I Tavola 1 il Group Risks Control department che, con riferimento al rischio di credito, si articola nelle seguenti strutture: o Group Wide Credit Methodologies a cui è attribuita - tra le altre la seguente attività: assicurare lo sviluppo, la gestione e la continua evoluzione dei modelli, strumenti di rating, strumenti per la misurazione del rischio di credito del portafoglio complessivo del Gruppo e metodologie per i rischi di credito; o Group Basel Program a cui è attribuita - tra le altre la seguente attività: coordinare le attività di attuazione della regolamentazione di Basilea sul rischio di credito ed assicurare la relativa informativa agli Organi di governo aziendale e alle Autorità di Vigilanza; o Group Internal Validation a cui è attribuita - tra le altre la seguente attività: convalidare, a livello di Gruppo, le metodologie per la misurazione del rischio di credito, i relativi processi e le componenti di IT e data quality, allo scopo di verificarne la rispondenza sia ai requisiti regolamentari che agli standard interni; o Group Rating Desk a cui sono attribuite - tra le altre - le seguenti attività: assegnare i rating ad alcune tipologie di controparti rilevanti (Top Banking e Top Corporate); deliberare, nell ambito dei poteri delegati, o proporre agli organi deliberativi competenti sulle proposte di modifica di rating relative ai sistemi di rating Group-wide. A livello Paese, le attività di indirizzo e controllo del rischio di credito, nonché lo svolgimento delle attività operative (es. erogazione crediti, monitoraggio andamentale, ecc.) ricadono sotto la responsabilità dei CRO delle controllate. In UniCredit S.p.A., tali funzioni sono assolte dalle strutture organizzative dipendenti dal CRO Italy, che riporta al Group CRO, ed in particolare: CRO Italy Change Management and Support responsabile per il perimetro Italia di UniCredit S.p.A. e per le attività svolte nel perimetro CRO Italy, della gestione dei progetti di area, del coordinamento dei rapporti con gli Organi di sorveglianza e di controllo relativamente a tematiche di competenza del perimetro CRO Italy, della pianificazione di budget ed analisi dei costi; il Risk Management Italy department che svolge tra l altro le attività di governo e di controllo dei rischi di credito relativi al perimetro di competenza del Country Chairman Italy (compresi i prodotti Consumer). Il department, con riferimento al rischio di credito, si articola nelle seguenti strutture: o Credit Risk Portfolio Analytics department a cui è attribuita - tra le altre la seguente attività: monitorare e prevedere la composizione della rischiosità di portafoglio crediti in termini di qualità del credito, costo del rischio, RWA ed assorbimento di capitale per il perimetro UniCredit S.p.A. predisponendo la reportistica richiesta; o Credit Policies & Products Italy department a cui è attribuita - tra le altre la seguente attività: definire le regole creditizie di processo/prodotto relative alla fase di erogazione, monitoraggio, restructuring e workout per il perimetro UniCredit S.p.A..; o Credit Risk Methodologies department a cui è attribuita - tra le altre la seguente attività: definizione e gestione delle metodologie riguardanti la gestione del rischio di credito. Tali metodologie si riferiscono ai o modelli per la misurazione del rischio di credito per tutti i segmenti di clientela; Rating Desk Italy unit a cui è attribuita - tra le altre la seguente attività: deliberare, nell ambito dei poteri delegati, o proporre agli organi competenti in merito alle richieste di modifica del rating relative ai sistemi di rating locali per la misurazione del rischio di credito in capo ai segmenti imprese di UniCredit S.p.A.; il Credit Underwriting department a cui sono attribuite - tra le altre - le seguenti attività: o coordinamento e gestione delle attività dei Regional Industry Team Leaders (ad esclusione del RIT 6) e del Territorial Credit Risk Underwriting (ad esclusione del perimetro special portfolio; o corretto svolgimento delle attività di delibera dei RIT e del Territorial Credit Risk Underwriting; o coordinamento e gestione delle attività di erogazione del credito per la clientela UniCredit S.p.A. relativamente ai prodotti Consumer e Mortgages Non Banking; o attività preparatorie e amministrative per le pratiche da sottoporre all Italian Transactional Credit Committee e all Italian Special & Transactional Credit Committee; il Loan Administration department a cui sono attribuite - tra le altre - le seguenti attività: o o o o presidio delle attività amministrative post-delibera creditizia/erogazione; gestione del credito agevolato; attività creditizie e amministrative relative ai Consorzi di garanzia; coordinamento e gestione delle attività di post-erogazione relative ai prodotti Mortgages assicurando la qualità e l integrità del patrimonio informativo e la minimizzazione dei rischi e deliberando le richieste pervenute nell ambito delle proprie autonomie di delibera; o attività di consulenza ed assistenza tecnica giuridica in materia creditizia per il perimetro Italia, sia per il portafoglio performing che per quello non performing; Con riferimento al rischio di credito, si articola nelle seguenti strutture o o o o o Mortgages Loans Post Sales Administration; Subsidized Loans; Collateral and Personal Guarantees Administration Services; Contracts Administration Services and Control; Legal Support; TERZO PILASTRO DI BASILEA 2 AL 30 GIUGNO13 >> Terzo Pilastro di Basilea 2 Tavola 1 Lo Special Credit department a cui sono attribuite - tra le altre - le seguenti attività: o coordinare e gestire le attività di erogazione del credito per la clientela di UniCredit S.p.A. per il perimetro special portfolio ; o gestire le attività di istruttoria, analisi creditizia e predisposizione della documentazione per le pratiche da sottoporre agli Organi deliberativi competenti; o di gestire il recupero dei crediti scaduti e non pagati, nonché le attività correlate, ivi compresa la classificazione a incaglio/ sofferenza nell ambito delle deleghe stabilite; o presidio delle attività finalizzate al contenimento del costo del rischio di credito irregolare e problematico; o delibera nell ambito dei poteri delegati, in merito a posizioni in ristrutturazione o a workout; Il department si articola nelle seguenti strutture: o Territorial Credit Risk Underwriting Special Portfolio Italy responsabile per il perimetro special portfolio, di gestire le attività di erogazione del credito per la clientela di UniCredit S.p.A. (compresa la gestione delle attività di erogazione di competenza del Regional Industry Team 6); o Restructuring Large Files responsabile, con riferimento alla clientela del perimetro Italia di UniCredit S.p.A. con esposizioni superiori ad una determinata soglia, per il coordinamento e la conduzione delle attività di gestione (valutazione e delibera - nell ambito dei poteri delegati - o proposta ad Organi deliberativi competenti) delle posizioni in restructuring monitorando anche il rispetto degli accordi previsti dal piano di ristrutturazione e degli eventuali covenants previsti; o Restructuring Italy responsabile, con riferimento alla clientela del perimetro Italia di UniCredit S.p.A. con esposizioni inferiori ad una determinata soglia, per le attività di delibera creditizia delle posizioni in restructuring monitorando anche il rispetto degli accordi previsti dal piano di ristrutturazione e degli eventuali covenants previsti, è altresì responsabile per le attività di delibera creditizia per le pratiche relative alla clientela Imprese classificata ad Incaglio Non Revocato ed alla clientela Individuals, analogamente classificata, collegata a dette imprese del perimetro Italia di UniCredit S.p.A.; o Workout Italy, responsabile, per il coordinamento e la conduzione delle attività di gestione delle posizioni a workout; Il Credit Monitoring department a cui sono attribuite - tra le altre - le seguenti attività: o coordinare, indirizzare e gestire le attività di monitoraggio per tutta la clientela di UniCredit S.p.A., o gestire e recuperare i crediti scaduti e non pagati Il department si articola nelle seguenti strutture: o Credit Monitoring Operations & Support responsabile per il coordinamento e la supervisione delle attività nell ambito del modello operativo del monitoraggio; o Central Credit Risk Monitoring Italy responsabile per il perimetro di UniCredit S.p.A., ad esclusione del perimetro di competenza Individuals e dei prodotti Consumer, di coordinare ed indirizzare le attività di monitoraggio svolte dalle strutture territoriali esercitando l attività di delibera in base alle vigenti normative; o Territorial Credit Risk Monitoring Italy responsabile per il coordinamento e la gestione del monitoraggio del credito, per il perimetro Italia di UniCredit S.p.A. attraverso il monitoraggio andamentale delle posizioni; o Customer Recovery (Cu. Re.) responsabile di gestire e supportare i processi di monitoraggio, credit collection e classificazione a portafoglio problematico della clientela Individuals, Small Business e Mid Enterprises, come individuata dalla normativa vigente, ivi comprese tutte le valutazioni e decisioni relativamente a possibili soluzioni transattive o di rinegoziazione, garantendone l efficacia ed efficienza operativa. Inoltre, con riferimento al rischio di credito sono attivi specifici comitati: il Group Credit Committee, responsabile per la valutazione e la delibera per proposte creditizie di competenza, ivi incluse quelle a restructuring e workout, strategie rilevanti e azioni correttive da assumere (inclusa la classificazione dello stato laddove applicabile) per le posizioni watchlist, limiti specifici per operazioni connesse al mercato dei capitali di debito sul Trading Book, limiti all esposizione per singolo emittente sul Trading Book; il "Group Credit and Cross-Border Risks Committee, responsabile del monitoraggio per i rischi di credito e crossborder a livello di Gruppo, per la presentazione al Group Risk Committee per approvazione o informativa, di strategie, policy, metodologie e limiti relativi ai rischi di credito e cross-border, nonché della reportistica periodica sul portafoglio e il profilo di rischio relativamente a detti rischi; il "Group Transactional Credit Committee", responsabile con funzioni deliberanti, nell ambito dei poteri delegati, (delibere e/o rilascio di pareri non vincolanti alle Entità del Gruppo), e/o funzioni consultive per le pratiche di competenza degli Organi Superiori, per proposte creditizie, comprese le posizioni in restructuring e workout ; strategie ed azioni correttive rilevanti da intraprendere per posizioni in watchlist, limiti specifici per operazioni connesse al mercato dei capitali di debito, limiti all esposizione per singolo emittente sul portafoglio di negoziazione; l Italian Transactional Credit Committee, responsabile con funzioni deliberanti, nell ambito dei poteri delegati, e/o consultive per pratiche competenza degli Organi Superiori, in merito a controparti di UniCredit S.p.A. (ad esclusione di controparti FIBS) per proposte creditizie (incluse le posizioni in restructuring e workout ), stato di classificazione delle posizioni, strategie ed azioni correttive da intraprendere per le posizioni in watchlist, operazioni inerenti il credito su pegno nonché per il rilascio di pareri non vincolanti per le Entità Italiane del Gruppo; il Group Rating Committee, responsabile di assumere decisioni e/o rilasciare pareri non vincolanti alle Entità del Gruppo sulle proposte di modifica del rating; l Italian Special & Transactional Credit Committee, responsabile, nell ambito dei poteri delegati, della valutazione e approvazione o emissione di parere consultivo per pratiche di competenza di Organi superiori, delle posizioni in restructuring e a workout nonché delle posizioni di clienti gestiti dal department Special Credit Italy. 1314 I Governance e policies I rapporti tra la Capogruppo e le Entità del Gruppo che esercitano attività creditizia, sono disciplinati da specifiche disposizioni di governance che assicurano alla Capogruppo stessa il ruolo di direzione, supporto e controllo, in particolare nelle seguenti aree di attività: politiche creditizie, strategie creditizie, sviluppo dei modelli, validazione dei sistemi di rating, rischio di concentrazione creditizia, rilascio di prodotti creditizi, monitoraggio e reportistica del rischio creditizio di portafoglio. In particolare, le Entità del Gruppo sono tenute a richiedere alla funzione di Group Risk Management apposito parere anteriormente alla concessione/riesame di linee di credito nei confronti di singole controparti/gruppi economici, qualora le medesime linee eccedano predeterminate soglie di importo, anche in riferimento all obbligo di osservanza dei limiti di concentrazione dei rischi creditizi, da porre in relazione al patrimonio di vigilanza. In conformità al ruolo attribuito dalla governance aziendale alla Capogruppo, e specificamente alla funzione Group Risk Management, le General Group Credit Policies, disposizioni generali relative allo svolgimento dell'attività creditizia a livello di Gruppo, dettano le regole ed i principi volti ad indirizzare, disciplinare ed omogeneizzare la valutazione e la gestione del rischio di credito, in linea con i requisiti regolamentari e la best practice di Gruppo. Le disposizioni di carattere generale sono integrate da policy che disciplinano specifiche tematiche (area di business, segmento di attività, tipologia di controparte/transazione, ecc.). Tali documenti si distinguono in due categorie: policy dedicate a tematiche considerate Group-wide, sviluppate dalla Capogruppo e indirizzate a tutte le Entità. Alcuni esempi sono le policy concernenti la clientela FIBS ( Financial Institutions, Banks and Sovereigns ), i limiti Paese, le operazioni di Project Finance e Acquisition & Leveraged Finance, la gestione del collaterale nelle operazioni derivate OTC, pronti contro termine e prestito di titoli, la valutazione, il monitoraggio e la gestione dei limiti di rischio di sottoscrizione per il portafoglio oggetto di sindacazione, le operazioni di Commercial Real Estate Financing (CREF) e Structured Trade and Export Finance (STEF) ; policy sviluppate a livello locale da singole Entità. Tali documenti dettagliano le regole creditizie riferite ad alcune aree geografiche, Entità controllate, ecc., qualora richieste dalle peculiarità del mercato locale, e hanno validità nel rispettivo perimetro di competenza. A livello di singola Entità e di Capogruppo (qualora necessario), le policy sono ulteriormente dettagliate tramite Istruzioni Operative, che declinano regole e istruzioni specifiche per l operatività quotidiana. Le policy creditizie hanno di norma un approccio di tipo statico e sono aggiornate all occorrenza. Pertanto sono da integrare con le Strategie creditizie che, aggiornate con frequenza almeno annuale, definiscono con quali clienti / prodotti, in quali segmenti industriali e aree geografiche, l Entità / il Gruppo intende sviluppare il proprio business creditizio. TERZO PILASTRO DI BASILEA 2 AL 30 GIUGNO15 >> Terzo Pilastro di Basilea 2 Tavola 1 Metodologie di gestione e misurazione Generalmente, il rischio di credito rappresenta il rischio di incorrere in una perdita di valore, riferita ad un'esposizione creditizia, derivante da un inatteso deterioramento del merito di credito della controparte. Ai fini della sua misurazione, il rischio di credito è definito come il rischio di incorrere in perdite derivanti dalla possibilità che una controparte, beneficiaria di un finanziamento ovvero emittente di un'obbligazione finanziaria (obbligazione, titolo, ecc.), non sia in grado di adempiere ai relativi impegni (rimborso a tempo debito degli interessi e/o del capitale o di ogni altro ammontare dovuto (rischio di default)). In senso più ampio, il rischio di credito può essere definito anche come la perdita potenziale riveniente dal default del prenditore / emittente o da un decremento del valore di mercato di un'obbligazione finanziaria, a causa del deterioramento della sua qualità creditizia. Su quest ultimo aspetto il Gruppo sta esplorando nuovi approcci che considerino la componente di rischio di credito del banking book soggetta a variazioni di valore. La misurazione del rischio di credito viene effettuata sia a livello di singola controparte / transazione, sia a livello dell intero portafoglio. Gli strumenti ed i processi a supporto dell attività creditizia nei confronti di singoli prenditori, tanto nella fase di erogazione quanto in quella di monitoraggio, comprendono il processo di assegnazione del rating, differenziato in base alle peculiari caratteristiche dei differenti segmenti di clientela / prodotto, al fine di assicurare il massimo livello di efficacia. La valutazione del merito creditizio di una controparte, in sede di esame della proposta di affidamento, scaturisce dal processo di analisi dei dati finanziari e di quelli qualitativi (posizionamento competitivo dell'azienda, struttura societaria ed organizzativa, ecc.), caratteristiche geo-settoriali, comportamentali a livello di Entità e di sistema bancario (ad es. Centrale dei rischi), al fine di pervenire all'assegnazione di un rating, da intendersi quale definizione della probabilità di default (PD) della controparte medesima, con un orizzonte temporale di un anno. Il monitoraggio sistematico è incentrato sulla cosiddetta gestione andamentale che, sulla base di tutte le informazioni disponibili, di fonte interna ed esterna, esprime un punteggio ( scoring ) che rappresenta una valutazione sintetica di rischiosità di ciascun cliente monitorato. Tale punteggio è ottenuto grazie ad una funzione statistica che sintetizza le informazioni a disposizione, tramite un insieme di variabili rivelatesi significative nell individuare, nel lasso temporale dei dodici mesi, l evento del default. Il rating interno o il grado di rischiosità assegnata alla controparte / transazione, entra nel calcolo dei livelli deliberativi; vale a dire che, a parità di importi da erogare, le deleghe di poteri conferite per l'esercizio dell'attività creditizia ai competenti Organi si riducono progressivamente in funzione dell'accentuarsi della rischiosità del cliente. Il modello organizzativo adottato prevede l esistenza di una funzione dedicata, indipendente dalle funzioni commerciali e di erogazione, cui è assegnata la responsabilità di gestire l attuazione di un processo cosiddetto di override, cioè dell eventuale correzione del giudizio automatico espresso dal modello. Il merito di credito di ciascuna controparte viene rivisto almeno su base annuale, tenendo in considerazione le nuove informazioni acquisite. Ogni controparte è valutata nell ambito anche dell'eventuale gruppo di appartenenza considerando, di regola, il teorico rischio massimo dell intero gruppo economico. Oltre alle metodologie riassunte nei sistemi di rating, la funzione Risk Management utilizza modelli di portafoglio in grado di misurare il rischio di credito a livello aggregato e, nel contempo, di individuare il contributo di singole porzioni di portafoglio o singole controparti alla posizione di rischio complessiva. I parametri di misurazione del rischio di credito a livello di portafoglio sono fondamentalmente tre, calcolati e valutati su un orizzonte temporale di dodici mesi: Expected Loss (EL); Credit Value at Risk (Credit VaR); Expected Shortfall (ES). Al fine di individuare il Credit VaR a livello di portafoglio, viene specificata la distribuzione delle perdite a livello dello stesso; questa è costituita dalle probabilità di ottenere differenti valori di perdita su un determinato orizzonte temporale ( discrete loss case ). Il valore di perdita associato alla relativa probabilità è dato dal prodotto della percentuale di perdita in caso di default (LGD) e le esposizioni in default (EAD) dei singoli obbligati, considerando le correlazioni tra i default. La perdita attesa (EL) costituisce il valore della perdita media a livello di portafoglio aggregato, dovuto al potenziale manifestarsi dell inadempienza degli obbligati. La perdita attesa a livello di portafoglio è data dalla somma delle perdite attese dei singoli obbligati, che possono essere determinate attraverso il prodotto di PD x LGD x EAD, ed è indipendente dalle correlazioni tra i default a livello di portafoglio. La perdita attesa è di norma computata come componente di costo. Il Value at Risk rappresenta la soglia monetaria di perdita superata solo per un prefissato valore di probabilità (VaR con livello di confidenza 1-α). Il Capitale Economico è derivato dal Value at Risk sottraendone la perdita attesa ed è un input per la determinazione del Capitale Interno a copertura delle perdite potenziali derivanti da tutte le fonti di rischio. Il VaR è ampiamente utilizzato quale misura del rischio di portafoglio ma non fornisce alcuna informazione concernente le perdite potenziali nel caso in cui i limiti di VaR siano superati. Tale indicazione è invece fornita dall Expected Shortfall (ES) che rappresenta il valore atteso delle perdite che eccedono la soglia di VaR. Il Credit VaR di portafoglio e l ES dipendono significativamente dalla correlazione tra i default e possono essere ridotti attraverso un adeguata diversificazione del portafoglio. 1516 I I modelli di portafoglio creditizio forniscono misure di capitale economico riallocato sulle singole controparti componenti i portafogli esaminati e sono alla base delle misure di performance rettificate per il rischio. Le misure di capitale economico (basate sul Credit VaR) rappresentano, inoltre, un input fondamentale per la predisposizione ed applicazione delle strategie creditizie, per l analisi dei limiti creditizi e di concentrazione dei rischi. Il motore di calcolo del capitale economico viene altresì utilizzato per analisi di stress testing sul portafoglio creditizio, partendo da variabili macroeconomiche che influenzano i diversi segmenti di clientela per Paese, dimensione, ecc. Tutti i sopra citati parametri di rischio sono soggetti ad una validazione iniziale e ad un regolare processo di monitoraggio, con riferimento a ciascun sistema di rating, in tutte le sue componenti: modelli, processi, sistemi IT e data quality. La finalità è di attestare la conformità dei sistemi, unitamente a quella di porre in evidenza aree di possibile miglioramento, così come eventuali disallineamenti nelle metodologie che possano comportare rischi di non perfetta comparabilità nelle misure prodotte. Anche il modello interno di Credit VaR è oggetto di valutazione nell ambito della validazione del Secondo Pilastro di Basilea II. Il calcolo del capitale economico creditizio è disponibile su un unica piattaforma tecnologica e con una comune metodologia per le strutture di holding e per diverse partecipate del gruppo UniCredit. TERZO PILASTRO DI BASILEA 2 AL 30 GIUGNO17 >> Terzo Pilastro di Basilea 2 Tavola 1 Strategie creditizie e Rischio di Concentrazione Le Strategie Creditizie di Gruppo (GCRS) rappresentano uno degli strumenti di gestione avanzata del rischio di credo. Partendo dagli obiettivi di budget e dalle previsioni a livello di settore, le GCRS forniscono un insieme di linee guida e di target operativi relativi all'evoluzione del portafoglio crediti (nuova erogazione di credito), tali da migliorare il rapporto rischiorendimento del portafoglio globale. L'analisi si sviluppa a livello di Paese, Divisione e Settore. L obiettivo delle strategie creditizie è duplice: definire l evoluzione del portafoglio che minimizza l impatto complessivo del rischio di credito considerando la rimuneratività attesa, in linea con i criteri di Gruppo in tema di allocazione del capitale e di creazione di valore; fornire supporto alle competenti funzioni/divisioni della Capogruppo e delle Società del Gruppo. La definizione delle strategie creditizie avviene sintetizzando le analisi di rischio effettuate top-down, con la visione di portafoglio delle funzioni di business, attraverso uno stretto coordinamento tra le strutture di capogruppo e quelle locali della funzione di Risk Management. La definizione delle strategie creditizie avviene utilizzando le principali metriche di rischio di credito al fine di garantire una corretta e prudenziale gestione del rischio di credito. Parallelamente, talune informazioni qualitative, relative a specifiche iniziative manageriali o a previsioni sull andamento settoriale dei diversi territori e divisioni, vengono inglobate e trasformate in variabili di input nei modelli di gestione del portafoglio creditizio. Per quanto attiene specificamente la gestione dei rischi di portafoglio, particolare rilevanza è posta al rischio di concentrazione creditizio, considerata l importanza dello stesso sul totale delle attività creditizie. Tale rischio di concentrazione, coerentemente con la definizione fornita dalla normativa di Basilea II, si configura come una singola esposizione o un gruppo di esposizioni tra di loro correlate, potenzialmente in grado di produrre perdite tali da minacciare la solidità del Gruppo o la sua capacità di proseguire nello svolgimento della normale operatività. Al fine di individuare, gestire, misurare e monitorare il rischio di concentrazione, le funzioni preposte in Capogruppo presidiano la definizione ed il monitoraggio di specifici limiti creditizi, volti al controllo di due differenti tipologie di rischio di concentrazione: esposizioni creditizie di importo rilevante in capo ad una singola controparte o ad un insieme di controparti economicamente correlate (c.d. bulk risk for Multinationals, Financial Institutions and Banks); esposizioni creditizie verso controparti appartenenti al medesimo settore di attività economica (sectorial concentration risk). Più in generale, nell ambito delle strategie creditizie, le analisi di vulnerabilità e quelle a supporto della Capital Adequacy sono svolte tramite degli stress test riferiti al rischio di credito (Primo e Secondo Pilastro). Le simulazioni di stress test costituiscono parte integrante della definizione delle strategie creditizie. Con l utilizzo degli stress test è possibile effettuare una nuova stima di alcuni parametri di rischio tra cui probabilità di default (PD), Perdita Attesa (EL), capitale economico e RWA, nell ipotesi di scenari macroeconomici e finanziari estremamente avversi ma plausibili. I parametri sottoposti a stress test sono utilizzati non solo per fini regolamentari (relativamente al Primo e Secondo Pilastro), ma anche quali indicatori gestionali di vulnerabilità del portafoglio di ogni singola Entità, linea di business, area / settore, gruppo economico o altro raggruppamento rilevante, nella condizione di una fase negativa del ciclo economico. In conformità alle disposizioni regolamentari, gli stress test sono effettuati con cadenza regolare su scenari di stress aggiornati e comunicati sia all Alta Direzione sia all Organo di Vigilanza. In aggiunta alle attività ordinarie, simulazioni ad hoc sono effettuate a fronte di specifiche richieste da parte dell Organo di Vigilanza. 1718 I Strumenti di attenuazione del rischio di credito Il Gruppo utilizza una pluralità di tecniche di mitigazione del rischio di credito volte a ridurre le perdite potenziali derivanti dall attività creditizia nell eventualità di default dell obbligato principale. In tale ambito ed in conformità alla International Convergence of Capital Measurement and Capital Standards - A Revised Framework (Basilea II), il Gruppo è fortemente impegnato a soddisfare tutti i requisiti necessari alla corretta applicazione delle tecniche di Credit Risk Mitigation (CRM) in relazione ai differenti approcci adottati Standardizzato, IRB Foundation (F-IRB) o IRB Avanzato (A-IRB) - ai fini sia gestionali interni sia del loro riconoscimento per il calcolo dei requisiti patrimoniali. Con specifico riferimento alle tecniche di mitigazione del rischio, sono in vigore linee guida generali di Gruppo emesse dalla Capogruppo al fine di definire regole e principi comuni per l indirizzo, il governo e la gestione standardizzata delle tecniche di mitigazione del rischio in linea con i principi di Gruppo, le best practice e in conformità con i requisiti regolamentari in materia. Ad integrazione delle linee guida generali sulle tecniche di mitigazione del rischio, le singole Entità hanno emanato normative interne, specificando processi, strategie e procedure per la gestione delle garanzie. In particolare tali normative dettagliano le regole per l ammissibilità, la valutazione e la gestione delle garanzie, assicurandone la validità, l opponibilità giuridica, la tempestività di realizzo in conformità con il sistema giuridico locale di ciascun Paese. Le singole Entità hanno inoltre realizzato attività di verifica sulla gestione delle garanzie e verifiche sulla conformità delle tecniche di mitigazione del rischio in particolare nell ambito dei processi di applicazione dei sistemi di rating interni, per verificare la presenza di una documentazione adeguata e di procedure formalizzate per l utilizzo delle tecniche di mitigazione del rischio ai fini del calcolo del capitale regolamentare. Secondo la policy creditizia, le garanzie - reali o personali - possono essere acquisite solo come supporto sussidiario del fido e non devono essere intese come elementi sostitutivi dell autonoma capacità di rimborso del debitore principale. Per tale ragione, oltre alla più ampia analisi del merito creditizio e dell autonoma capacità di rimborso del debitore principale, esse sono oggetto di specifica valutazione ed analisi per il ruolo di fonte sussidiaria di rimborso dell esposizione debitoria. Le principali tipologie di garanzie reali utilizzate a supporto del credito dalle Entità del Gruppo sono principalmente le immobiliari, sia residenziali che commerciali, le garanzie finanziarie (inclusi i depositi in contante, le obbligazioni, azioni e quote di organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM)). Altri tipi di garanzie reali (pegno su merci o su crediti e polizze vita) sono meno comuni. Il Gruppo si avvale, inoltre, di accordi bilaterali di netting per operazioni di derivati (tramite la sottoscrizione di accordi ISDA e CSA), pronti contro termine e prestito titoli. Il sistema di gestione delle tecniche di mitigazione del rischio di credito è parte integrante del processo di approvazione e monitoraggio del credito, che supportano ampiamente i controlli di qualità, la valutazione delle garanzie e la corretta categorizzazione ai fini di stima della LGD. Controlli e relative responsabilità sono debitamente formalizzati e documentati in norme interne e procedure operative. Inoltre sono stati implementati processi per il presidio di tutte le informazioni utili all'identificazione e la valutazione delle garanzie ed il loro corretto inserimento nei sistemi. Nel processo di acquisizione delle garanzie il Gruppo attribuisce particolare rilevanza ai processi e al sistema dei controlli per il rispetto dei requisiti legali ( certezza giuridica ) dei contratti, nonché alla valutazione della congruità della garanzia e, nel caso delle garanzie personali, della solvibilità e del profilo di rischio del fornitore di protezione. Per le garanzie reali il processo di valutazione è governato da principi prudenziali, sia con riferimento all utilizzo di valori di riferimento di mercato che all applicazione di opportuni scarti al fine di evitare che in caso di escussione si verifichino perdite inattese. I processi di monitoraggio delle garanzie sono volti ad assicurare il mantenimento fino alla scadenza dei requisiti di ammissibilità, sia generali sia specifici, previsti dalle policy creditizie, dalla normativa interna e dai requisiti dell Organo di Vigilanza in materia. TERZO PILASTRO DI BASILEA 2 AL 30 GIUGNO19 >> Terzo Pilastro di Basilea 2 Tavola 1 Attività di reporting e di monitoraggio L obiettivo fondamentale delle attività di reportistica e monitoraggio del portafoglio creditizio, effettuate dalla funzione Group Risk Management, è quello di analizzare le principali componenti del rischio di credito (quali i valori di EAD (Esposizione al Default), EL (Expected Loss), migrazioni, costo del rischio, ecc.), al fine di adottare tempestivamente tutte le possibili contromisure a livello di portafoglio complessivo, parziale o di singole controparti. La funzione Group Risk Management è responsabile della reportistica attinente al rischio di credito a livello di portafoglio consolidato, sia su base periodica sia sulla base di richieste ad hoc (da parte dell Alta Direzione, dell Autorità di Vigilanza o da parte di controparti esterne quali agenzie di rating), con l obiettivo di analizzare le principali componenti di tale rischio e la loro evoluzione temporale, onde poter cogliere tempestivamente eventuali sintomi di deterioramento e, quindi, intraprendere opportune iniziative correttive. L andamento del portafoglio di rischio di credito viene analizzato con riferimento ai principali drivers (quali la crescita e gli indicatori dei parametri di rischio), ai diversi segmenti di clientela, alle realtà locali, ai settori industriali, nonché all andamento del portafoglio in default ed alla relativa copertura. Le attività di portfolio reporting a livello di Gruppo sono condotte in stretta collaborazione con i CRO (Chief Risk Officer) delle singole Entità e i Credit Risk Portfolio Managers che, all interno del rispettivo perimetro, implementano le loro specifiche attività di reporting. Con decorrenza dal 2013, le attività di reporting e monitoraggio vengono principalmente effettuate da un Unità dedicata di Group Risk Management denominata Group Risk Analytics & Credit Portfolio Monitoring all interno del Group Credit Risks Department. L Unità di Group Risk Analytics & Credit Portfolio Monitoring è responsabile del consolidamento della reportistica dei principali rischi (Rischio di Credito, Mercato, Liquidità e Operativo) a livello di Gruppo, effettuata utilizzando i dati e le informazioni fornite dalle strutture dedicate del Group Risk Management, ed è responsabile della reportistica riguardante il rischio di credito del Gruppo a livello di settori e singoli portafogli. Nel corso del 2011 e del 2012 le attività di reporting sono state ulteriormente affinate grazie ad un intensa attività di fine tuning dei processi per la raccolta e il consolidamento dei dati, attività questa già avviata negli ultimi mesi del È stato così possibile conseguire un significativo miglioramento in termini di qualità delle informazioni rappresentate e dei processi a supporto dei report consolidati quali, ad esempio, l ERM - Enterprise Risk Management Report. Inoltre, le unità dedicate al reporting nell ambito dei portafogli e dei settori di attività hanno contribuito a monitorare le posizioni esposte a rischio di credito all interno dei propri perimetri di competenza. L intera attività di monitoraggio che è finalizzata ad individuare ed a reagire in modo tempestivo a possibili deterioramenti della qualità del credito delle controparti, invece, è stata ulteriormente rafforzata con strutture dedicate del Group Risk Management che si occupano della reportistica volta ad analizzare le principali componenti di tale rischio e la loro evoluzione temporale, al fine di poter cogliere tempestivamente eventuali sintomi di deterioramento e, quindi, intraprendere opportune azioni correttive. 1920 I Rischio di mercato Il rischio di mercato deriva dall effetto che variazioni nelle variabili di mercato (tassi di interesse, prezzi dei titoli, tassi di cambio, ecc.) possono generare sul valore economico del portafoglio del Gruppo, dove quest ultimo comprende le attività detenute sia nel trading book, ossia nel portafoglio di negoziazione, sia quelle iscritte nel banking book, ovvero l operatività connessa con la gestione caratteristica della banca commerciale e con le scelte di investimento strategiche. La gestione del rischio di mercato nel gruppo UniCredit ricomprende, perciò, tutte le attività connesse con le operazioni di tesoreria e di gestione della struttura patrimoniale, sia nella Capogruppo, sia nelle singole società che compongono il Gruppo stesso. Il modello in essere garantisce la capacità di indirizzo, coordinamento e controllo di alcuni rischi aggregati (cosiddetti Portfolio Risks), tramite centri di responsabilità dedicati (Portfolio Risk Managers), interamente focalizzati e specializzati su tali rischi, in ottica di Gruppo e interdivisionale. In base a tale organizzazione la struttura di primo riporto al Group Risk Management, dedicata al governo dei rischi di mercato, è il dipartimento Group Financial Risk. Strategie e Processi di Gestione del Rischio Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo stabilisce le linee guida strategiche per l assunzione dei rischi di mercato definendo, in funzione della propensione al rischio e degli obiettivi di creazione di valore in rapporto ai rischi assunti, l allocazione del capitale per la Capogruppo stessa e per le società controllate. In aggiunta al Group Risk Committee, in relazione al governo dei Rischi di Mercato, i Comitati responsabili in materia sono i seguenti: Group Market Risk Committee; Group Assets & Liabilities Committee. Il Group Market Risk Committee è responsabile per il monitoraggio dei Rischi di Mercato a livello di Gruppo, per la valutazione dell impatto delle transazioni approvate dai competenti organi che influiscono in maniera significativa sul profilo complessivo del portafoglio del Rischio di Mercato, per la presentazione al Group Risk Committee per approvazione o informativa, di strategie relative al Rischio di Mercato, policy, metodologie e limiti nonché della reportistica periodica sul portafoglio del rischio di mercato. Il Comitato è responsabile inoltre di garantire la coerenza delle policy, metodologie e prassi operative riguardo al rischio di mercato, nelle diverse Divisioni/ Business Unit ed Entità. Controlla e monitora il Group market risk portfolio. Il Group Assets and Liabilities Committee è responsabile per il monitoraggio del rischio di liquidità, di cambio (FX) e di tasso d interesse del Banking Book, per la presentazione al Group Risk Committee per approvazione o informazione delle strategie per la gestione di asset e liabilities (incluso il profilo di duration a livello di Gruppo) e della visione complessiva del posizionamento di Gruppo in termini di ALM, nonché delle strategie, policy, metodologie e limiti per i rischi di liquidità, cambio e tasso d interesse del Banking Book. Il Comitato è inoltre responsabile di assicurare la coerenza di politiche, metodologie e prassi operative per i rischi di liquidità, di cambio e di tasso d interesse di Banking Book nell ambito dei diversi Regional Liquidity Center, Divisioni/ Business Unit ed Entità, con l obiettivo di ottimizzare l utilizzo delle risorse finanziarie quali liquidità e capitale e di riconciliare la richiesta delle stesse con le strategie di business nell ambito dell intero Gruppo. Monitora inoltre l evoluzione degli asset e liabilities per l intero Gruppo e l esecuzione del piano di funding. Analizza l impatto delle oscillazioni dei tassi di interesse, dei vincoli di liquidità e le esposizioni ai cambi. Portafoglio di Negoziazione Il Portafoglio di Negoziazione include le posizioni in strumenti finanziari o materie prime detenute a fini sia di negoziazione sia di copertura di altri elementi del Portafoglio di Negoziazione stesso. Per poter essere sottoposti al trattamento di capitale del Portafoglio di Negoziazione, gli strumenti finanziari devono essere liberi da restrizioni contrattuali sulla loro negoziabilità oppure il rischio relativo deve poter essere totalmente immunizzabile. Inoltre, le posizioni devono essere frequentemente e accuratamente valutate e il portafoglio deve essere gestito in maniera attiva. Il rischio che il valore di uno strumento finanziario (attività o passività, liquidità o strumento derivato) cambi nel tempo è determinato da cinque fattori di rischio di mercato standard: Rischio di credito: rischio che il valore di uno strumento decresca a causa della variazione dei credit spread; Rischio di corso azionario: rischio che il valore di uno strumento decresca a causa delle variazioni dei prezzi di azioni o indici; Rischio di tasso d'interesse: rischio che il valore di uno strumento decresca a causa della variazione dei tassi di interesse; Rischio di tasso di cambio: rischio che il valore di uno strumento decresca a causa della variazione dei tassi di cambio; Rischio di prezzo delle materie prime: rischio che il valore di uno strumento decresca a causa della variazione dei prezzi delle materie prime (ad esempio: oro, greggio). TERZO PILASTRO DI BASILEA 2 AL 30 GIUGNO Vedere altro
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 art. 4
 art. 107
 Articolo 1
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