Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/sezioni/Finanziario/ultime_pubblicate
Timestamp: 2018-07-20 07:01:36+00:00

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Irrogazione delle sanzioni amministrative in tema di intermediazione finanziaria e principio del contraddittorio.
Vigilanza e controllo - Procedimento sanzionatorio amministrativo - Intermediazione finanziaria - Principi del giusto procedimento - Applicabilità - Limiti.
Nel procedimento di irrogazione delle sanzioni amministrative previste in tema di intermediazione finanziaria, il principio del contraddittorio deve modellarsi in concreto, in funzione dello stato in cui si trova la procedura al momento dell'acquisizione delle prove, senza implicare la necessità che esse siano assunte alla costante presenza della parte interessata, essendo sufficiente che l'autorità decidente ponga a base del provvedimento sanzionatorio il nucleo del fatto contestato, in tutte le circostanze concrete che valgano a caratterizzarlo e che siano rilevanti ai fini della pronuncia del provvedimento finale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 18 April 2018, n. 9517.
Indicizzazione al cambio tra valute dei pagamenti delle rate di un finanziamento e valutazione di meritevolezza ex art. 1322 c.c..
-la farraginosità dei calcoli, non in linea con il principio di trasparenza predicato dal TUB.] (Paolo Righini) (riproduzione riservata) Appello Trieste, 28 May 2018.
Sanzioni Consob: remissione in termini per documenti resi disponibili dopo la scadenza del termine per l'opposizione.
Richiesta di accesso atti procedimento sanzionatorio Consob - Disponibilità degli stessi dopo scadenza termini opposizione - Proposizione motivi aggiunti - Remissione in termini - Ammissibilità.
La tempestiva proposizione del ricorso in opposizione e l'espressa riserva ivi contenuta in ordine all'eventuale predisposizione di nuovi motivi, fondati su documenti resi accessibili dalla Consob oltre il termine utile per proporre il ricorso, è idonea a legittimare una pronuncia di rimessione in termini per la formulazione di ulteriori motivi di opposizione, in quanto detti motivi siano fondati sui documenti tardivamente messi a disposizione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 11 June 2018, n. 15049.
Buoni postali fruttiferi: inapplicabili i tassi di interesse ministeriali se non indicati sul buono.
Contratti finanziari – Acquisto di buoni postali fruttiferi – Variazione legislativa dei tassi di interesse – Mancata indicazione dei nuovi tassi – Applicazione dei tassi preesistenti – Affermazione.
Il D.M. 13/6/1986 variava in diminuzione i rendimenti dei buoni postali fruttiferi e richiedeva espressamente di apporre sul retro la misura dei nuovi tassi. Ove tale misura non sia stata indicata, è necessario concludere che le parti hanno concluso un contratto che per i rendimenti è disciplinato dalle tabelle a stampa. [Nel caso di specie, sul buono era stato apposto un timbro indicante i nuovi rendimenti per i primi vent’anni, nulla riportando circa i rendimenti dei successivi dieci anni, per i quali il giudice aveva disposto l’applicazione dei maggiori tassi iniziali, indicati nella tabella a stampa.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 22 February 2018.
Il danno morale per l’acquisto di junk bond deve essere provato.
Contratti finanziari – Vendita di titoli-spazzatura in assenza di adeguata informazione – Risoluzione per inadempimento – Responsabilità della banca – Danno morale – Onere della prova – Sussiste.
[Nella fattispecie, la Corte ha rigettato la richiesta di condanna dell’istituto di credito al risarcimento del danno morale per avere indotto una cliente all’acquisto di titoli-spazzatura.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 11 April 2018, n. 9004.
Responsabilità dei sindaci per violazione delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria.
In tema di sanzioni amministrative per violazione delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, la violazione contestata dalla Consob risulta pienamente integrata quando risulti l'omesso o l'inadeguato esercizio dell'attività di controllo da parte dei sindaci delle società quotate, non essendo il danno un elemento costitutivo dell'illecito, quanto invece parametro per la determinazione della sanzione; la responsabilità dei sindaci sussiste, dunque, indipendentemente dall'esito delle singole operazioni ed anche a fronte di insufficienti informazioni da parte degli amministratori, potendo gli stessi avvalersi della vasta gamma di strumenti informativi ed istruttori, prevista dall'art. 149 del d. lgs. n. 58 del 1998. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 07 March 2018, n. 5357.
L'adempimento degli obblighi di comportamento dell'intermediario deve essere valutato con riferimento al fiduciante e non alla società fiduciaria.
Intermediazione finanziaria - Accertamento di violazioni della normativa di settore - Interpretazione del contratto - Interpretazione non censurabile in sede di legittimità - Polizza assicurativa sulla vita o investimento in uno strumento finanziario - Rapporto intercorso con società fiduciaria - Valutazione dell'adempimento degli obblighi di comportamento dell'intermediario nei confronti del fiduciante e non della fiduciaria.
La Cassazione, sul punto, ha quindi affermato che: "Trattasi di conclusione conforme alle comunicazioni Consob n. DI/98086703 del 4 novembre 1998 e n. DIN/6022348 del 10 marzo 2006 relative alla possibilità per le società fiduciarie, alle quali è consentita l'attività di amministrazione statica disciplinata dalla L. n. 1966 del 1939, di rendersi intestatarie di contratti di investimento e di contratti di negoziazione e raccolta ordini per conto dei propri fiducianti. Ciò che condivisibilmente l'organo di vigilanza ha evidenziato è che l'interposizione delle società fiduciarie è consentita in quanto resti sempre e comunque preservata la diretta riferibilità al cliente-fiduciante della volontà contrattuale e delle connesse tutele. E' stato in particolare previsto che "il cliente/fiduciante deve essere reso identificabile in modo univoco attraverso l'attribuzione di un codice convenzionale" e che "l'intermediario deve ricevere dalla fiduciaria tutte le informazioni sul cliente previste dall'art. 28, comma 1, lett. a), del reg. Consob n. 11522 (con l'eccezione dei soli nome e cognome)". A propria volta, sulla scorta dei dati così acquisiti, l'intermediario "deve fornire al cliente, per il tramite della fiduciaria, informazioni adeguate sulla natura, sui rischi e sulle implicazioni delle operazioni o del servizio, la cui conoscenza sia necessaria per effettuare consapevoli scelte d'investimento o disinvestimento". In particolare, la segnalazione dell'eventuale "inadeguatezza" dell'operazione deve essere indirizzata al cliente-fiduciante. In questo quadro la qualificazione di "cliente al dettaglio" o "operatore qualificato" (su quest'ultima nozione si veda Cass. 19 febbraio 2018, n. 3962), classificazione decisiva per il concreto operare delle regole di tutela, la cui piena applicazione è prevista solo con riferimento alla prima categoria, deve essere riferita alla persona del fiduciante quale effettivo investitore, derivandone altrimenti un'elusione della disciplina posta a tutela del "cliente al dettaglio". Irrilevante è quindi che la società fiduciaria rientri nella categoria degli operatori qualificati, dovendosi avere riguardo per la disciplina applicabile alla persona dell'investitore." (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 30 April 2018, n. 10333.
Intermediazione finanziaria, amministratori non esecutivi, sanzioni amministrative e regole di condotta.
In tema di regole di condotta degli amministratori di una banca, la circolare della Banca d’Italia n. 285/2013 espressamente prevede in via ordinaria – indipendentemente dalla presenza di segnali d’allarme – in capo agli amministratori non esecutivi il dovere di acquisire informazioni sulla gestione e sull’organizzazione aziendale, sia “avvalendosi dei comitati interni”, sia in via diretta “dal management, dalla revisione interna e dalle altre funzioni aziendali di controllo” (cfr. Circ. 285/13, parte I, Titolo IV, capitolo 1, sezione IV, § 2.2), per cui gli amministratori deleganti non possono essere considerati destinatari passivi delle informazioni provenienti dalle strutture interne, poiché sugli stessi grava l’obbligo di svolgere un ruolo attivo nell’acquisizione di informazioni sulla gestione aziendale dai numerosi organi interni sopra indicati. (Alberto De Franceschi) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 26 April 2018.
Sulla responsabilità della Consob e in tema di notificazioni.
Consob – Responsabilità civile – Configurabilità – Sussiste
Notificazione svolta dagli avvocati – Violazione delle prescrizioni previste dalla legge – Inesistenza della notificazione – Esclusione – Nullità – Sanabile per raggiungimento dello scopo .
In generale, è risarcibile ai sensi dell’articolo 2043 c.c., il danno causato dall’esercizio illegittimo della funzione pubblica (Cass., Sez. Un., 22 luglio 1999, n. 500). E’ sulla scia di questo principio che si colloca il riconoscimento della responsabilità della Consob, tenuta all’osservanza del principio del neminem laedere, per omissione di controllo. In particolare, l’inerzia o il ritardo della Consob, non possono mai ed in nessun caso trovare giustificazione nella discrezionalità tecnica che connota la sua attività, atteso che la discrezionalità relativa al quomodo della vigilanza non può mai estendersi anche alla scelta radicale tra l’attivarsi o non, soprattutto qualora sussistano gravi indizi di irregolarità. Per i fini del riconoscimento della responsabilità aquiliana della Consob, non occorre enucleare un diritto soggettivo del risparmiatore all’integrità del patrimonio, e dunque cimentarsi con la discussa figura del danno “meramente patrimoniale”, giacche’ l’ingiustizia del danno ricorre alla condizione necessaria e sufficiente della sussistenza di una lesione inferta ad una posizione soggettiva tutelata dall’ordinamento sulla base di specifici indici normativi, quali nella specie quelli che impongono alla Consob l’attività di sorveglianza, letti attraverso la lente unificante del dettato costituzionale ritratto dall’articolo 47 Cost., e dunque del rilievo della tutela del risparmio. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
L’attività di notificazione svolta dagli avvocati, ai sensi della L. n. 53 del 1994, in mancanza dei requisiti prescritti dalla legge stessa (ivi compreso, quello relativo alla previa autorizzazione del consiglio dell’ordine), va considerata nulla e non inesistente atteso il principio di residualità della categoria della inesistenza della notificazione (Cass., Sez. Un., 20 luglio 2016, n. 14916); ne consegue che tale nullità, quand’anche riscontrata, è sanata dalla rituale e tempestiva costituzione dell’intimato e, quindi, dall’accertato raggiungimento dello scopo della notificazione stessa (Cass., Sez. Un., 1 dicembre 2000, n. 1242; Cass. 22 giugno 2001, n. 8592; Cass. 25 giugno 2003, n. 10077; Cass. 5 agosto 2004, n. 15081; Cass. 10 marzo 2011, n. 5743). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12 April 2018, n. 9067.
Responsabilità della Consob per omessa vigilanza.
Banca e borsa – Irregolare attività di agente di cambio – Segnalata alla Consob – Tardiva attività ispettiva – Responsabilità per omessa vigilanza – Sussiste.
[Nella fattispecie, la Cassazione ha confermato la condanna inflitta alla Consob al risarcimento dei danni subiti da svariati investitori a seguito dell’attività illecita di un agente di cambio, in considerazione del ritardo con cui era stata attuata l’attività ispettiva a seguito della segnalazione di irregolarità.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12 April 2018, n. 9067.
Responsabilità oggettiva della banca in caso di phishing.
Contratti bancari – Cd. Home banking – Prelievo operato da terzi – Mediante truffaldina appropriazione dei codici informatici di accesso al conto – Responsabilità oggettiva della banca – Sussiste.
In tema di responsabilità della banca in caso di operazioni effettuate a mezzo di strumenti elettronici, anche al fine di garantire la fiducia degli utenti nella sicurezza del sistema, è del tutto ragionevole ricondurre nell’area del rischio professionale del prestatore dei servizi di pagamento la possibilità di una utilizzazione dei codici di accesso al sistema da parte dei terzi, non attribuibile al dolo del titolare o a comportamenti talmente incauti da non poter essere fronteggiati in anticipo; ne consegue che la banca, cui è richiesta una diligenza di natura tecnica da valutarsi con il parametro dell’accorto banchiere, è tenuta a fornire la prova della riconducibilità dell’operazione al cliente. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 12 April 2018, n. 9158.
Contratti swap e verifica della funzione di copertura.
Occorre altresì che vi sia una correlazione anche alle scadenze dei pagamenti del debito e quelle delle cedole previste dal contratto swap, alla durata del debito e quella del derivato. Infine, occorre verificare se siano state adottate procedure e misure di controllo interne idonee ad assicurare che tali condizioni ricorrano effettivamente. (Massimiliano Elia) (riproduzione riservata) Appello Torino, 07 May 2018.
Responsabilità dell’intermediario per l’inadeguata informazione sul rischio dell’operazione.
Operazioni finanziarie – Acquisto di titoli ad alto rischio – Obblighi informativi dell’intermediario – Prova – Onere a carico dell’intermediario – Dichiarazione del cliente contenuta in modulo prestampato – Validità: esclusione – Presunzione di conoscenza del rischio – Basata su elevato rendimento del titolo – Esclusione.
Non soddisfano gli obblighi informativi il semplice rifiuto del cliente di fornire informazioni, documentato attraverso la semplice “spunta” dell’apposita voce apposta sul contratto quadro precompilato, né la preventiva deduzione secondo cui l’elevato rendimento del titolo sarebbe già di per sé indicativo dell’elevata rischiosità dell’investimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Bari, 25 January 2018.
Per le azioni di nullità degli investimenti in titoli bancari è competente il tribunale ordinario.
Competenza – Sezione specializzata in materia di impresa – Controversia relativa ad acquisto di azioni bancarie – Necessità di inerenza dell’oggetto del giudizio col rapporto societario – Affermazione.
[Nella fattispecie, è stata dichiarata la competenza del Tribunale ordinario atteso che la controversia atteneva esclusivamente alla validità di un contratto di investimento e non interferiva, se non occasionalmente, con il rapporto societario.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 20 March 2018, n. 6882.
Contratto di gestione di portafogli sottoscritto fuori sede e forma della clausola relativa allo jus poenitendi.
Art. 30 TUF – Contratto di gestione di portafogli sottoscritto fuori sede – Forma della clausola relativa allo jus poenitendi – Nullità ex art. 30 TUF – Sussistenza.
La clausola relativa al diritto di recesso deve rendere effettiva la tutela apprestata dall’art. 30, commi 6 e 7, TUF per cui deve essere inserita nel testo del contratto di gestione di portafogli con modalità tali da garantirne l’immediata cognizione come l’evidenziazione grafica, la distinta collocazione o la sottoscrizione specifica. (Giovanni Cedrini) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 04 April 2017.
Risoluzione dei contratti finanziari: se non si prova la malafede della banca, gli interessi decorrono dalla domanda giudiziale.
In tema di intermediazione finanziaria, allorché sia stata pronunciata la risoluzione del contratto per inadempimento della banca, non può reputarsi in re ipsa la prova della malafede. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 16 February 2018, n. 3912.
Contratti swap, quesito al CTU: verifica del concreto vantaggio al cliente, del fine di copertura e computo degli interessi moratori separato da quelli di quelli corrispettivi.
- Calcolare gli incassi percepiti dalla parte attrice ed i pagamenti dovuti in esecuzione dei contratti in questione, sin dalla data della loro stipulazione; (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 11 April 2018.
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References: art. 1322
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Art. 30
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