Source: https://www.laleggepertutti.it/267656_quanto-costa-una-causa-di-divisione-ereditaria
Timestamp: 2019-02-21 17:04:57+00:00

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Quali e quante sono le spese legali da sostenere per ottenere la ripartizione dei beni ereditati?
Un membro della tua famiglia è venuto a mancare. All’inizio ci si stringe tutti in un grande abbraccio di cordoglio e dolore, questo è normale. Ma una volta passato questo momento sentimentale, occorre fare i conti con i beni caduti in successione. Alcune volte si tratta solo di denaro, o dei mobili del defunto; altre volte il lascito è decisamente più importante e gli eredi devono fare i conti con le proprietà immobiliari cadute in successione. In questo caso, se i rapporti con i coeredi non sono ottimali, o se è difficile trovare un accordo su chi deve trattenere quale immobile, si è costretti a ricorrere ad un tribunale che risolva tutte le questioni sorte. Ma quanto costa una causa di divisione ereditaria? In questo articolo, dopo aver analizzato brevemente perchè viene introdotta una causa di divisione ereditaria, percorreremo le fasi del giudizio, cercando di presumere quali possano essere i costi da affrontare per una causa del genere.
1 Cos’è una divisione ereditaria?
2 Quanto costa una causa di divisione ereditaria?
2.1 Prima fase – Notifica e iscrizione
2.2 Seconda fase – consulenza tecnica
2.3 Terza fase (eventuale) – Vendita dei beni
2.4 Quarta fase – Sentenza
2.5 Le spese dell’avvocato
3 Su chi incombe il costo della causa?
Cos’è una divisione ereditaria?
Con questo termine, si indica l’azione giudiziaria ordinaria con la quale un erede legittimo, successivamente all’apertura della successione del defunto, ricorre ad un giudice per ottenere una sentenza che sciolga la comunione con gli altri coeredi dei beni ereditati. Mentre per i beni mobili, come il denaro, la divisione è molto semplice, per gli immobili la questione si complica di parecchio. Infatti, in mancanza di un espresso riferimento da parte del defunto su quale casa debba andare a quel particolare erede, la legge prevede che tutto l’asse ereditario ricada sugli eredi legittimi, in comunione e ciascuno per la rispettiva quota.
Così, ad esempio, se il defunto era proprietario di una casa e gli eredi erano tre, ognuno di loro diverrà proprietario dell’immobile per la rispettiva quota. Questo significa che nessuno dei tre potrà godersi la casa come unico proprietario, neppure se la stessa sia facilmente dividibile (si pensi ad un immobile formato da tre piani) poiché tutti avranno gli stessi diritti. In questo modo, se i rapporti tra gli eredi non sono buoni, succederà che nessuno di loro potrà godere del bene ereditato e dei suoi frutti, con tutte le conseguenze del caso.
Per risolvere tale questione, quindi, ricorrerai al giudice che, con i suoi poteri, potrà disporre la divisione ereditaria dell’immobile, se possibile in natura, o con un costo contenuto; altrimenti, dovrà disporre un’asta giudiziaria, distribuendo il ricavato della vendita agli eredi per le rispettive quote.
Quanto costa una causa di divisione ereditaria?
I costi di una causa di divisione ereditaria non sono di poco conto. Come già anticipato, in questo articolo non potrò essere preciso, poiché la spesa può variare a seconda del valore degli immobili in questione, della liquidazione nei confronti del consulente, oltre che degli onorari del singolo avvocato, e così via. Cercherò, tuttavia, di darti orientativamente un preventivo dei costi da sostenere.
Prima fase – Notifica e iscrizione
In questa prima fase, avendo il tuo avvocato preparato l’atto di citazione per ottenere la divisione, dovrai procedere con la relativa notifica ai coeredi. In questo caso, il costo varierà in base al tipo di notifica, se fatta con raccomandata postale o a mani della controparte: nel primo caso, si pagherà un importo di circa 10 euro a raccomandata, mentre per la notifica a mano i costi lieviteranno anche a seconda della distanza dal luogo della notifica. Ad ogni modo, l’ufficiale giudiziario potrebbe costarti fino a 30 euro, per ogni singola notifica.
Una volta completata la notifica, ritirato l’atto, dovrai iscriverlo. E per fare tale operazione, dovrai acquistare il contributo unificato che varia a seconda del valore dichiarato (e calcolato sulla base dell’ammontare dell’asse ereditario in discussione) e una marca da bollo da 27 euro.
Seconda fase – consulenza tecnica
Una volta iscritta la causa, e fissata l’udienza, il giudice – valutata la regolarità delle notifiche e ricevute le richieste istruttorie – provvederà a nominare un consulente tecnico al fine di valutare se i beni, oggetto della contesa, siano facilmente separabili in natura, se tale divisione comporti una spese economica ragionevole o se, invece, tale divisione non può operarsi in modo assoluto.
In questo caso, occorrerà pagare il consulente tecnico i cui compensi saranno stabiliti dal giudice con un provvedimento e varieranno, anche qui, a seconda della difficoltà della perizia e del numero di immobili da valutare: di certo ci sarà da pagare una somma non inferiore ai 2mila euro.
Terza fase (eventuale) – Vendita dei beni
Se la divisione può essere fatta in natura, o con un piccolo intervento, nessun problema: il giudice potrà direttamente concludere il procedimento assegnando alle parti i termini per precisare le loro conclusioni.
Tuttavia, come anticipato, non sempre questa divisione è possibile. In questo caso, il giudice verificherà se uno degli eredi è interessato ad acquistare gli immobili, oggetto della contesa, al valore stabilito dal perito, così pagando gli altri coeredi la rispettiva quota economica.
Ma se nessuno dei coeredi ha questa possibilità economica, l’unica soluzione che resta al giudicante è quella di disporre la vendita giudiziaria dei beni immobili in questione. Questo ovviamente comporterà un ulteriore costo per tutte le parti processuali, posto che dovranno pagarsi le pubblicità dell’asta giudiziaria, il custode giudiziario, il professionista delegato alle vendite: insomma, le spese si accumuleranno e potrebbero servirti anche altri 3mila euro.
Quarta fase – Sentenza
Una volta terminata la fase istruttoria, sia essa consistita in una consulenza tecnica che ha stabilito la divisione naturale dei beni ereditati, sia essa consistita in una vendita dei beni e nella distribuzione del ricavato, il giudice potrà emettere la sentenza e, conseguentemente, tu potrai finalmente ricevere i relativi benefici: o una casa tutta tua, o l’equivalente in denaro delle vendite.
Le spese dell’avvocato
Pensavi fossero eccessive le spese finora sostenute? Ebbene, ti ricordo che anche gli avvocati hanno diritto ad un compenso per il lavoro effettuato. Sicuramente avrai ricevuto un preventivo dal tuo legale e, quindi, avevi già messo in conto quali potevano essere le spese da destinare al suo operato. Ma attenzione. Se la tua domanda giudiziale di divisione è stata valutata in modo negativo, potresti rischiare di pagare anche l’avvocato degli altri coeredi, in caso di condanna riportata in sentenza.
Su chi incombe il costo della causa?
La risposta più logica e scontata: la causa di divisione ereditaria deve gravare su chi perde, con ciò intendendosi chi in giudizio ha presentato delle richieste poi considerate infondate dal giudice; infatti, come appena anticipato, il giudice con la sentenza valuterà se le spese dovranno essere sostenute da tutte le parti o se, invece, le stesse dovranno essere sostenute solo da una parte.
Tuttavia, non potrai obbligare inizialmente la parte soccombente a pagare le spese sostenute durante il processo. Così, tutte le somme sopra elencate dovranno essere da te anticipate, per poi essere recuperate a conclusione della procedura. Se neppure con una sentenza di condanna, l’erede soccombente avrà adempiuto ai pagamenti comandati dal giudice, allora non ti resterà che iniziare una nuova procedura di recupero crediti nei confronti di quello che a tutti gli effetti è divenuto un tuo debitore.

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