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Timestamp: 2020-04-02 12:45:31+00:00

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Studio Legale Marchegiani - Pigotti - Notizie
Pubblicata il 23/05/2013 in Diritto del Lavoro
ai rapporti di lavoro autonomo non trovano applicazione le norme speciali antinfortunistiche, che di regola presuppongono l'inserimento del prestatore nell'impresa del soggetto destinatario della prestazione, nè l'art. 2087 c.c., che, integrando le richiamate leggi speciali, riguarda esclusivamente i rapporti di lavoro subordinato (cfr. Cass. n. 933/95, n. 9614/01
L'errore scusabile non è invocabile se il ricorrente è un soggetto qualificato (Consiglio di Stato sez. VI 16 aprile 2012 n. 2139)
Pubblicata il 30/04/2012 in Diritto Amministrativo
Se il ricorrente è un soggetto qualificato non può invocare l'errore scusabile in ipotesi di presentazione del ricorso oltre i termini di decadenza nell'ipotesi di omessa indicazione, nel corpo dell'atto impugnato, del termine per la presentazione del ricorso e dell'autorità giudiziaria cui rivolgersi.\r\nNell'ipotesi in cui ricorrente sia un'impresa operante nel settore (e quindi un soggetto qualificato) non è possibile invocare l'errore scusabile, perché questo non opera "automaticamente" nel caso di omissione, nell'atto impugnato, del termine per la presentazione del ricorso.
Sul diritto di accesso ai documenti verso società private di gestori di servizi pubblici (Consiglio di Stato 12.3.2012)
Pubblicata il 24/04/2012 in Diritto Amministrativo
La sentenza, nel ribadire l'abbreviazione dei termini processuali alla metà per il deposito del ricorso, e quindi la tardività dell'appello della società Poste Italiane s.p,a. ribadisce il principio secondo cui l'interesse a richiedere la documentazione, richiesto dall'art. 24 della legge 241/90 può consistere in una qualunque posizione giuridica soggettiva, purché non si tratti del generico e indistinto interesse di ogni cittadino al buon andamento dell'attività amministrativa: al fine di riconoscere il diritto all'accesso, accanto a tale interesse deve sussistere un rapporto di strumentalità tra tale interesse e la documentazione di cui si chiede l'ostensione. Questo rapporto di strumentalità deve però essere inteso in senso ampio, ossia in modo che la documentazione richiesta deve costituire mezzo utile per la difesa dell'interesse giuridicamente rilevante e non strumento di prova diretta della lesione di tale interesse.\r\nRibadisce inoltre che l'attività amministrativa, cui gli artt. 22 e 23 della legge n. 241 del 1990 correlano il diritto d'accesso, ricomprende non solo quella di diritto amministrativo, ma anche quella di diritto privato posta in essere dai soggetti gestori di pubblici servizi che, pur non costituendo direttamente gestione del servizio stesso, sia collegata a quest'ultima da un nesso di strumentalità derivante anche, sul versante soggettivo, dalla intensa conformazione pubblicistica (Cons. St., sez. VI, 26 gennaio 2006 n. 229; id., 30 dicembre 2005 n. 7624; id., 7 agosto 2002 n. 4152; id., 8 gennaio 2002 n. 67).
L'automatica riduzione del 15% del canone di locazione agli enti pubblici. Dubbi di costituzionalità e possibili reazioni del proprietario locatore
Pubblicata il 24/08/2014 in Diritto Civile
Dal primo luglio 2014, con l'24 del DL 66/2014 comma 4 diventa esecutiva la “riduzione automatica” nella misura del 15 % del canone di locazione degli immobili affittati da privati alla pubblica amministrazione. La norma è legittima costituzionalmente ? E come può reagire il proprietario locatore ?
Sulla responsabilità del datore di lavoro per infortunio (cass. 17.5.2013-12089
Pubblicata il 22/05/2013 in Diritto del Lavoro
Se è vero che in ipotesi di lesioni occorse al dipendente durante lo svolgimento del suo lavoro, è sufficiente che questi dimostri l'esistenza del rapporto di lavoro, il danno subito ed il nesso causale con le mansioni svolte mentre grava sul datore di lavoro la prova di aver adottato le misure idonee, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, a tutelare l'integrità fisica e morale del prestatore di lavoro (art. 2087 c.c.), è altrettanto vero che tale norma non prevede un'ipotesi di responsabilità oggettiva, presupponendo sempre una colpa del datore di lavoro.
La forma dei contratti con la PA
Pubblicata il 15/03/2013 in Diritto Amministrativo
Importante sentenza ottenuta da questo studio legale in materia di Contratti con la Pubblica Amministrazione. La Corte di Appello di Ancona, ribaltando la precedente pronuncia del Tribunale, ha sancito il principio, oggetto di giurisprudenza di legittimità non univoca, secondo cui i contratti con la Pubblica Amministrazione diversi dalle forniture commerciali non solo devono essere stipulati in forma scritta ma devono anche essere "consacrati" in unico documento con esclusione quindi della possibilità di conclusione per corrispondenza mediante lo schema proposta-accettazione.
Pubblicata il 13/02/2013 in Diritto Civile
Corte di Cassazione, 13 febbraio 2013 n. 3554 - Il contratto di ormeggio, pur rientrando nella categoria dei contratti atipici, è sempre caratterizzato da una struttura minima essenziale (in mancanza della quale non può dirsi realizzata la detta convenzione negoziale), consistente nella semplice messa a disposizione ed utilizzazione delle strutture portuali con conseguente assegnazione di un delimitato e protetto spazio acqueo. Peraltro, il suo contenuto può del tutto legittimamente estendersi anche ad altre prestazioni, quali la custodia del natante e/o quella delle cose in esso contenute, restando a carico di chi fonda un determinato diritto (o la responsabilità dell'altro contraente sulla struttura del contratto) fornire la prova dell'oggetto e del contenuto. Il relativo accertamento si esaurisce in un giudizio di merito che, adeguatamente motivato, non è censurabile in sede di legittimità. \r\nTra le altre, Cass., 1 giugno 2004, n. 10484, Cass., 21 settembre 2011, n. 19201)\r\n
Corte di Cassazione, 27 gennaio 2013 n. 2094 - L’ente proprietario della strada è esentato dalla responsabilità per gli infortuni occorsi lungo di essa quando la situazione che provoca il danno si manifesta non come conseguenza di un precedente difetto di diligenza nella sorveglianza e nella manutenzione della strada ma in maniera improvvisa, atteso che solo siffatta evenienza – al pari di una eventuale colpa esclusiva del danneggiato in ordine al verificarsi del fatto – integra il caso fortuito. Dunque, agli enti proprietari delle strade si applica la responsabilità ex articolo 2051 cc.; danno cagionato da cosa in custodia, con riferimento alle situazioni di pericolo immanentemente connesse alla struttura o alle pertinenze della strada, essendo peraltro configurabile il caso fortuito in relazione a quelle provocate dagli stessi utenti, ovvero da un repentina e non specificamente prevedibile alterazione dello stato della cosa che, nonostante l’attività di controllo e la diligenza impiegata allo scopo di garantire un intervento tempestivo, non possa essere rimossa o segnalata, per difetto del tempo strettamente necessario a provvedere”\r\n
Non scarsa imortanza dell' Inadempimento: quando da luogo alla risoluzione del contratto
Pubblicata il 17/08/2012 in Diritto Civile
Corte di Cassazione, 13 gennaio 2012 n. 409 - ai fini della legittimità del recesso ex art. 1385 cod. civ. come della risoluzione, non è sufficiente l'inadempimento ma occorre anche la verifica circa la non scarsa importanza ai sensi dell'art. 1455 cod. civ., dovendo il giudice tenere conto della effettiva incidenza dell'inadempimento sul sinallagma contrattuale e verificare se, in considerazione della mancata o ritardata esecuzione della prestazione, sia da escludere per la controparte l'utilità del contratto alla stregua dell'economia complessiva dello stesso
Le piante organiche delle farmacie sono abrogate per legge (TAR Veneto 11.7.2012)
Pubblicata il 12/08/2012 in Diritto Amministrativo
Secondo la sentenza del Tar Veneto dell'11 luglio 2012 le piante organiche delle farmacie sono da ritenersi abrogate con l'entrata in vigore dell'art. 11 del DL n. 1/2012 convertito con la l. n. 27/2012
Il Tar Marche ha ritenuto insufficiente la mancata presentazione del datore di lavoro per la chiusura negativa della pratica.\r\nIn tale caso la Prefettura è tenuta ad indagare sulle ragioni di tale mancata presentazione dovendo riesaminare la relativa pratica.
Variante sottoposta a V.A.S e a V.I.A (Tar Marche 22.6.2012)
ualora sia comunque sottoposta a V.A.S. una variante sostanzialmente diretta alla realizzazione di un singolo intervento sottoposto a V.I.A., come nel caso in esame (come risulta dalla determinazione 177/2008 più volte citata, alla pag. 21, e sostanzialmente incontestato dalla ricorrente) l’integrazione tra le due procedure risulta, oltre che legittima, opportuna, ed è suggerita dalla stessa lettera della legge che dà una lettura orientata allo scopo delle procedure, nella parte in cui, all’art. 13 c.4 del d.lgs 152/2006, detta le disposizioni per l’applicazione dell’allegato VI al d.lgs, prescrivendo che le sue previsioni debbano tenere conto di determinate circostanze e permettendo l’utilizzo di approfondimenti o informazioni ottenute nell’ambito di altri livelli decisionali o altrimenti acquisite.
E' legittima l'impugnazione diretta della DIA (dichiarazione di inizio di attività) da parte di un terzo (TAR Marche 22.06.2012)
Il Tar Marche con questa sentenza conferma la legittimità dell 'impugnazione diretta della DIA (dichiarazione di inizio di attività) da parte di un terzo. \r\n\r\nNel corso del 2011 sono intervenute due importanti novità sul tema, l’una di stampo giurisprudenziale (si allude naturalmente alla sentenza n. 15/2011 dell’Adunanza Plenaria), l’altra di matrice legislativa (si fa riferimento all’art. 6 del D.L. 13/8/2011, n. 138, convertito in L. 14/9/2011, n. 148, che, andando deliberatamente contro la richiamata decisione dell’Adunanza Plenaria, ha stabilito che in materia di D.I.A./s.c.i.a. l’unico rimedio esperibile è il ricorso avverso il silenzio).\r\nIl Tar Marche ha affermato che on potendo la predetta norma essere interpretata nel senso di elidere o ridurre gli strumenti di tutela del cittadino – pena il possibile contrasto con gli artt. 24 e 113 Cost. – il terzo, a prescindere dal meccanismo processuale utilizzato per introdurre la controversia, deve avere la possibilità di chiedere al giudice l’accertamento dell’insussistenza dei presupposti che legittimano il ricorso alla D.I.A. Questo può avvenire o mediante il ricorso avverso il silenzio (con il quale, dal punto di vista formale, si chiede al giudice di accertare l’obbligo del Comune di provvedere sulla “denuncia” del terzo e quindi di inibire l’attività o di rimuovere ex post il titolo abilitativo formatosi sulla D.I.A.) oppure per il tramite di un’azione impugnatoria (in cui oggetto del gravame è il provvedimento tacito con cui il Comune ha ritenuto di non dover reprimere l’attività svolta in base alla D.I.A.) o, come pure consente oggi il codice del processo amministrativo, proponendo un’atipica azione di accertamento negativo.
Illegittimo l'oscuramento dei Canali RAI su SKY (Tar Lazio 11-7.2012)
Il Tar Lazio ha dichiarato illegittimo l'oscuramento dei canali televisivi RAI sulla piattaforma satellitare SKY, considerando sussistenti "gravi violazioni degli obblighi di servizio pubblico connesse alla decisione della Rai di impedire la visione integrale senza criptaggi dei propri programmi agli utenti muniti di decoder satellitare Sky".\r\nQuindi i canali RAI dovranno essere nuovamente resi disponibili sulla piattaforma satellitare SKY TV.
Sussiste mutazione di destinazione d'uso, tale da legittimare la revoca della concessione demaniale marittima in ipotesi di mutazione della merce destinata al "deposito". (parte ricorrente aveva sostenuto non esserci mutazione di destinazione in ipotesi di utilizzo del bene come deposito per attrezzatura da pesca a deposito per attività di chiosco-bar, in quanto sempre deposito era. Il Tar ha affermato che riileva nella specie è la destinazione funzionale e non quella materiale.
A seguito dell’evoluzione della giurisprudenza in materia deve ritenersi che il calcolo dell’indennità di cessazione del rapporto va effettuato esclusivamente sulla base di quanto disposto dall’art. 1751 c.c. emanato in attuazione della Direttiva 86/653/CEE e non sulla base degli accordi economici collettivi
In tema di contratti della P.A., che devono essere stipulati ad substantiam per iscritto, il requisito della forma del contratto di patrocinio è soddisfatto con il rilascio al difensore della procura ex art. 83 cod. proc. civ., atteso che, il relativo esercizio della rappresentanza giudiziale, tramite la redazione e la sottoscrizione dell'atto difensivo perfeziona - con l'incontro di volontà fra le parti l'accordo contrattuale in forma scritta, che, rendendo possibile l'identificazione del contenuto negoziale e i controlli dell'Autorità tutoria, risponde ai requisiti previsti per i contratti della P.A..(v. anche Cass. 5.5.2004 n. 8500; Cass. 18.7.2002 n. 10454).
Rimborsi alle strutture accreditate e tetti di spesa (Consiglio di Stato 12 aprile 2012, adunanza plenaria)
Pubblicata il 24/04/2012 in Diritto Sanitario
La fissazione del tetto massimo annuale di spesa sostenibile con il fondo sanitario per la singola istituzione o per gruppi di istituzioni, nonché la determinazione dei preventivi annuali delle prestazioni, spetta a un atto autoritativo e vincolante di programmazione regionale, e non già a una fase concordata e convenzionale.\r\nIn materia di imposizione di tetti di spesa a strutture private accreditate a titolo provvisorio, i tetti di spesa sono in via di principio legittimi date le insopprimibili esigenze di equilibrio finanziario e di razionalizzazione della spesa pubblica e che il diritto alla salute, di cui all'articolo 32 Cost, possa essere sottoposto a condizioni che ne armonizzino la protezione con i vincoli finanziari a patto di non scalfire in nucleo essenziale irriducibile. Quindi le Regioni, nell'esercitare detta potestà programmatoria, godono di un ampio potere discrezionale, chiamato a bilanciare interessi diversi, ossia llinteresse pubblico al contenimento della spesa, il diritto degli assistiti alla fruizione di prestazioni sanitarie adeguate, le legittime aspettative degli operatori privati che ispirano le loro condotte ad una logica imprenditoriale e llassicurazione dell'efficienza delle strutture pubbliche che costituiscono un pilastro del sistema sanitario universalistico.\r\nÈ legittimo il provvedimento di determinazione di tetti di spesa sanitaria fissati dalla Regione in corso ddanno, che dispiega i propri effetti anche sulle prestazioni già erogate. Infatti, la retroattività dell'atto di determinazione della spesa non vale ad impedire agli interessati di disporre di un qualunque punto di riferimento regolatore per lo svolgimento della loro attivitÈ. È evidente, infatti, che in un sistema nel quale è fisiologica la sopravvenienza dell'atto determinativo della spesa solo in epoca successiva all'inizio di erogazione del servizio, gli interessati potranno aver riguardo - fino a quando non risulti adottato un provvedimento - all'entità delle somme contemplate per le prestazioni dei professionisti o delle strutture sanitarie dell'anno precedente, diminuite, ovviamente, della riduzione della spesa sanitaria effettuata dalle norme finanziarie dell'anno in corso..
Mancata affissione del codice disciplinare e licenziamento disciplinare (cass. 29.2.2012)
Pubblicata il 19/04/2012 in Diritto del Lavoro
Non sempre la mancata affissione del codice disciplinare mediante affissione in luogo accessibile a tutti determina la nullità del licenziamento. La Corte di Cassazione con sentenza del 29 febbraio 2012 n. 3060 ha stabilito il principio che questo accade soia quando sia intimato per specifiche ipotesi di giusta causa o giustificato motivo previste dalla normativa collettiva o validamente poste dal datore di lavoro, e non anche quando faccia riferimento a situazioni giustificative del recesso previste direttamente dalla legge o manifestamente contrarie all'etica comune o concretanti violazione dei doveri fondamentali connessi al rapporto di lavoro ovvero all'inserimento del lavoratore nella struttura e nell'organizzazione dell'impresa del datore di lavoro. Nella specie la Cassazione ha cassato la decisione della Corte di Appello che aveva considerato illegittimo per mancata affissione del codice disciplinare il licenziamento del lavoratore che si era assentato dal luogo di lavoro senza giustificazioni per 50 giorni).
Le differenze con l'attuale normativa
E' stato depositato il disegno di legge, su cui si pronuncerà a breve il parlamento, sulla riforma del mercato del lavoro.\r\nEcco il testo
Concorsi sanitari per sanitari ospedalieri
Pubblicata il 07/04/2012 in Diritto Sanitario

References: Cass. 
 sentenza 
 articolo 2051
 art. 1385
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 83
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza