Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-13485-del-29-05-2017
Timestamp: 2020-01-28 03:54:31+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 13485 del 29/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13485 del 29/05/2017
Cassazione civile, sez. lav., 29/05/2017, (ud. 08/03/2017, dep.29/05/2017), n. 13485
sul ricorso 8252-2011 proposto da:
avverso la sentenza n. 191/2010 della CORTE D’APPELLO di MILANO,
depositata il 22/03/2010 R.G.N. 1028/2007.
che con sentenza in data 22 marzo 2010 la Corte di Appello di Milano ha confermato la pronuncia del Tribunale di Monza che aveva dichiarato la nullità della clausola appositiva del termine “per ragioni di carattere sostitutivo correlate alla specifica esigenza di provvedere alla sostituzione del personale addetto al servizio di recapito presso la Regione Lombardia, assente nel periodo dal 22.9.2003 al 19.12.2003”, di cui al contratto di lavoro stipulato tra V.M. e Poste Italiane Spa, ritenendo che la giustificazione della causale, pur non generica, non era stata “adeguatamente dimostrata sul piano probatorio”; ha dichiarato cessata la materia del contendere in relazione alla condanna alla riammissione in servizio disposta in primo grado, atteso che nelle more il V. era stato licenziato e, in motivazione, ha condannato la società al pagamento delle retribuzioni spettanti, detratto l’aliunde perceptum, sino al 13.2.2007, data di ricezione della lettera di recesso;
che avverso tale sentenza Poste Italiane Spa ha proposto ricorso affidato a plurimi motivi, cui non ha opposto difese il V. nonostante il ricorso per cassazione sia stato notificato in data 22 marzo 2011;
che con il primo motivo si denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 1, dell’art. 2697 c.c. e degli artt. 115 e 116 c.p.c., per avere la Corte territoriale ritenuto che la società non avesse dimostrato la sussistenza delle esigenze sostitutive poste a fondamento dell’assunzione del V.; con il secondo motivo si lamenta “insufficiente motivazione” su di un fatto controverso e decisivo ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5; che tali motivi, congiuntamente esaminabili, non possono trovare accoglimento atteso che tendono ad una rivalutazione della quaestio facti, con doglianze anche attinenti alla rilevanza ed alla valutazione della prova, che sfuggono al sindacato di questa Corte, laddove, come nella specie, il decisum dei giudici di merito sia sorretto da adeguata motivazione, avendo essi anche accertato che il V. aveva sostituito una lavoratrice “non assente con diritto alla conservazione del posto”;
che con il terzo e quarto motivo si censura l’impugnata sentenza nella parte in cui ha confermato la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato a causa della dichiarata illegittimità del termine, omettendo anche di pronunciarsi sulla eccezione sollevata dalla società secondo cui, anche in caso di termine nullo, non avrebbe luogo la trasformazione del rapporto in contratto a tempo indeterminato;
che le doglianze non meritano accoglimento per le ragioni già espresse da questa Corte in numerose pronunce dalle quali non v’è ragione di discostarsi (Cass. n. 12985 del 2008; conf. Cass. n. 7244 del 2014);
che con il quarto motivo, in via subordinata, si denuncia ancora violazione e falsa applicazione di legge in ordine alle richieste economiche del lavoratore sostenendo che questi avrebbe avuto diritto alle retribuzioni solo dal momento della effettiva ripresa del servizio; in ogni caso la società sul punto ha invocato l’applicazione della L. n. 183 del 2010, art. 32;
La Corte accoglie il motivo concernente l’applicazione della L. n. 183 del 2010, art. 32 rigettati gli altri, cassa la sentenza impugnata in relazione ad esso e rinvia alla Corte di Appello di Milano, in diversa composizione, anche per le spese.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 sentenza 
 Cass. 
 art. 32
 art. 32
 sentenza