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Timestamp: 2019-08-17 21:18:47+00:00

Document:
possesso &laquo Appunti di diritto amministrativo e civile
Il coerede può, prima della divisione, usucapire la quota degli altri coeredi
Così deciso in data 25 marzo 2009
Categoria: comunione • possesso • successioni
Tag: comunione • comunione ereditaria • interversione del possesso • possesso • usucapione
Cassazione civile , Sez. II, 25 marzo 2009, n. 7221
Comunione – Usucapione da parte del coerede della quota degli altri eredi – Ammissibilità – Condizione – Possesso a titolo di comproprietà – Mutamento in possesso esclusivo – Necessità.
Il coerede può, prima della divisione, usucapire la quota degli altri coeredi, senza che sia necessario l’interversione del titolo del possesso, attraverso l’estensione del possesso medesimo in termini di esclusività (cfr. Cass. n. 5226/2002; Cass. n. 7075/1999; Cass. n. 5687/1996).
A tal fine, tuttavia, non è sufficiente che gli altri partecipanti alla comunione si siano astenuti dall’uso della cosa, occorrendo altresì che il coerede ne abbia goduto in modo inconciliabile con la possibilità di godimento altrui e tale da evidenziare una inequivoca volontà di possedere uti dominus e non più uti condominus.
Il coerede che dopo la morte del de cuius sia rimasto nel possesso del bene ereditario può, prima della divisione, usucapire la quota degli altri coeredi
Così deciso in data 12 aprile 2002
Comunione ereditaria – Usucapione da parte di un coerede della quota degli altri coeredi – Ammissibilità – Condizioni.
Il coerede, il quale dopo la morte del de cuius sia rimasto nel possesso del bene ereditario, può, prima della divisione, usucapire la quota degli altri coeredi, senza che sia necessaria l’interversione del titolo del possesso (artt. 1102, 1164 e 1411 c.c.) attraverso l’estensione del possesso medesimo in termini di esclusività, ma a tal fine non è sufficiente che gli altri partecipanti si siano astenuti dall’uso della cosa, occorrendo altresì che il coerede ne abbia goduto in modo inconciliabile con la possibilità di godimento altrui e tale da evidenziare una inequivoca volontà di possedere uti dominus e non più uti condominus (cfr. Cass. n. 7075/1999; Cass. n. 5687/1996; Cass. n. 1783/1993).

References: Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
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