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Timestamp: 2020-06-01 15:45:44+00:00

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Canone per servizio di scarico e depurazione acque reflue: quando è competente il Giudice Ordinario (M. Cuomo)
Sabato 25 Febbraio 2017 00:00	Maria Cuomo
Il canone per il servizio di scarico e depurazione delle acque reflue va qualificato come tributo comunale fino alla data del 3 ottobre 2000, perche' soltanto a partire da questa data esso ha cessato di essere considerato tale dall'ordinamento, per effetto del Decreto Legislativo n. 18 agosto 2000, n. 258. Dalla qualificazione come tributo, fino al 3.10.2000, del canone o diritto di cui alla L. n. 319 del 1976, articolo 16, discende che la disciplina del suo accertamento e della sua riscossione deve avvenire, trattandosi di tributo locale, secondo le regole fondamentali contenute nel testo unico per la finanza locale, salva l'applicazione di discipline speciali contenute in singole leggi d'imposta. Pertanto, nella sentenza che segue, il Giudice di Pace, poichè alcune pretese antecedenti alla data innanzi indicata integrano dei tributi, ha dichiarato la propria incompetenza a decidere sussistendo un difetto di giurisdizione in favore della Commissione Tributaria (Giudice di Pace di Nola - sentenza dell'11.02.2017).
Nella causa iscritta al n. 2743/16 RGNR
Assegnata a sentenza il 7/2/17
MMM Carmine nato a <…> (NA) <…> ed ivi residente alla Via <…> Codice Fiscale <…> rapp.to e difeso dall’avv. <…> C.F. <…>, PEC: <…>@forotorre.it, in virtù di mandato posto in calce all'atto introduttivo , elett.te dom.ti presso lo Studio <…> del dr. <…>, tributarista qualificato iscritto presso l’Associazione Nazionale Tributaristi — A.T.I. al n. <…> legge 04/2013, alla Via <…> - <…> (NA) - parte attrice –
EQUITALIA SUD S.p.A. - Direzione Regione Campania - , in persona del Dott. Giuseppe Giugliano, nella qualità di Responsabile p.t. del Contenzioso della Regione Campania, nonché procuratore di Equitalia Servizi di Riscossione s.p.a., CF: GGLGPP60T19G942G, che ne ha la rappresentanza legale e processuale, giusta atto del Notaio <…> in Roma Rep. n. <…>, Raccolta n. <…> del 17 giugno 2016, con sede in Roma, via Grezar, n. 14 (C.F. 13756881002), rappresentata e difesa dall’Avv. <…>, del foro di <…>, C.F. <…>, giusta procura alle liti in calce al presente atto, ed elettivamente domiciliata presso il suo studio in <…> via <…> (fax: 081<…>, posta elettronica certificata <…>@pecavvocatinola.it; - parte convenuta - ;
COMUNE DI NOLA in persona del leg. rapp.te p.t. - Convenuta contumace -
La domanda proposta dall’attrice ex art. 615 c. p.c. volta ad ottenere la declaratoria di inesistenza della notificazione delle cartelle esattoriali e, di conseguenza il diritto all'annullamento del debito , comunque prescritto ai sensi dell'art. 2948 c.c. è parzialmente fondata e va accolta per quanto di ragione.
Deve innanzi tutto dichiararsi la contumacia dell'Ente creditore non costituito.
Il giudizio proposto dalla parte ricorrente, tenuto conto del suo tenore letterale e sostanziale, va qualificato come opposizione all’esecuzione disciplinata dagli artt. 615 c.p.c. e seguenti atteso che , la domanda investe il diritto del concessionario a procedere alla esecuzione, sul presupposto della illegittima iscrizione nei ruoli esattoriali delle somme dovute per il pagamento di canoni idrici , stante la mancata notifica delle cartelle presupposte ed in ogni caso investe il diritto alla riscossione di canoni ormai prescritti siccome relativi agli anni di imposta 1998; 1999; 2000 e 2001.
In ordine alla giurisdizione in materia di impugnazione di cartella esattoriale, occorre distinguere a seconda del titolo sostanziale che sorregge la pretesa azionata con la cartella , cui può equipararsi l'estratto, è intesa a realizzare o meno un’entrata tributaria.
Sul punto , le Sezioni Unite affermano che nel caso in cui la pretesa ha ad oggetto tributi, è sussistente la giurisdizione delle commissioni tributarie, alle quali il D.lgs. n. 546/1992 ha attribuito ogni controversia in materia tributaria.
Con riferimento, poi, alle iscrizioni a ruolo relative ai tributi per i quali è previsto il ricorso ai giudici tributari , non sono ammesse ex art. 57 del DPR 602/73 nè le opposizioni ex art. 615 c.p.c. nè quelle ex art. 617 c.p.c.
Tenuto conto dell'anno cui le pretese si riferiscono deve dirsi che , fino al 3.10.2000 il canone ,o diritto di cui alla L. n. 319 del 1976, articolo 16, deve essere considerato un tributo.
Su quanto innanzi ci si riporta a Cass. civ. sez. unite 9 giugno 2004, n. 10960, che ribadisce come "il canone per il servizio di scarico e depurazione delle acque reflue va qualificato come tributo comunale fino alla data del 3 ottobre 2000, perche' soltanto a partire da questa data esso ha cessato di essere considerato tale dall'ordinamento, per effetto del Decreto Legislativo n. 18 agosto 2000, n. 258, articolo 24, che, nel sopprimere il Decreto Legislativo 11 maggio 1999, n. 152, articolo 62, commi 5 e 6, ha fatto venire meno, per il futuro, il differimento dell'abrogazione della previgente disciplina (che considerava detto canone un tributo), differimento che era stato disposto fino all'applicazione della tariffa del servizio idrico integrato di cui alla L. 5 gennaio 1994, n. 36, articolo 13 e segg. Consegue che le controversie concernenti i canoni di fognatura e depurazione relativi al periodo anteriore alla predetta data del 3 ottobre 2000 appartengono alla giurisdizione delle commissioni tributarie, ai sensi del Decreto Legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, articolo 2" ( In tal senso anche Cass. l3 giugno 2002 n. 8444; 24 gennaio 2003 n. 1086 e 1087; 17 luglio 2003 n. 11188; 17 dicembre 2003 n. 19388 e 19390; 17 febbraio 2004 n. 3054; n. 6418 del 25 marzo 2005, la n. 9605 del 27 aprile 2006).
Va ricordato, altresi' , che la Corte costituzionale, con sentenza n. 39, depositata l'11 febbraio 2010, proprio in ragione della riconosciuta natura di tributo del canone di depurazione e fognatura sino alla data del 3 ottobre 2000, ha dichiarato l' illegittimita' costituzionale del Decreto Legislativo n. 546 del 1992, articolo 2, comma 2, secondo periodo, come modificato dal Decreto Legge n. 203 del 2005, articolo 3 bis, comma 1, lettera b), convertito, con modificazioni, dalla L. n. 248 del 2005, articolo 1, comma 1, nella parte in cui aveva attribuito alla giurisdizione del giudice tributario le controversie relative alla debenza, a partire dal 3 ottobre 2000, del canone per lo scarico e la depurazione delle acque reflue, quale disciplinato dalla L. n. 36 del 1994, articoli 13 e 14 e - per il periodo a partire dal 29 aprile 2006, data di entrata in vigore delle relative disposizioni del Decreto Legislativo n. 152 del 2006 - l'illegittimita' costituzionale del Decreto Legislativo n. 546 del 1992, medesimo articolo 2, comma 2, secondo periodo, relativamente all'attribuzione alla giurisdizione del giudice tributario delle analoghe controversie relative alla debenza del canone per lo scarico e la depurazione delle acque reflue, quale disciplinato dal Decreto Legislativo n. 152 del 2006, articoli 154 e 155.
Dalla qualificazione come tributo, fino al 3.10.2000, del canone o diritto di cui alla L. n. 319 del 1976, articolo 16, discende che la disciplina del suo accertamento e della sua riscossione deve avvenire, trattandosi di tributo locale, secondo le regole fondamentali contenute nel testo unico per la finanza locale, salva l'applicazione di discipline speciali contenute in singole leggi d'imposta.
D'altra parte, l'applicazione delle norme del testo unico per la finanza locale e' espressamente richiamata, per il tributo in questione, dalla L. n. 319 del 1976, u.c., aggiunto dal Decreto Legge n. 79 del 1995.
La Corte di cassazione ha anche stabilito che, i canoni in questione - finché hanno avuto natura tributaria - dovevano essere accertati, a pena di decadenza, entro tre anni da quando si è verificato il relativo presupposto (articolo 290 del Testo unico sulla finanza locale, approvato con regio decreto del 14 settembre del 1931, n. 1175).
Chiarito quanto innanzi, preso atto degli estratti di ruolo allegati dall'opponente, deve dirsi che le pretese afferenti agli anni 1998, 1999 e 2000 integrano dei tributi, per cui questo magistrato sugli stessi non può ritenersi competente a decidere sussistendo un difetto di giurisdizione in favore della Commissione tributaria .
va, invece accolta l'eccezione di prescrizione con riferimento alla pretesa dell'anno 2001 , il cui diritto alla riscossione deve ritenersi estinto per il decorso di oltre 5 anni dall'ultimo atto interruttivo rappresentato dalla notifica della cartella esattoriale in data 17/12/2004.
Il parziale accoglimento della domanda giustifica la compensazione delle spese spese di lite tra le parti.
Il Giudice di Pace, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da MMM CARMINE contro la SPA EQUITALIA SUD e contro il Comune di Nola in persona dei rispettivi leg. rapp.ti così provvede:
Dichiara la contumacia dell'ENTE CREDITORE ;
Dichiara il difetto di giurisdizione dell'Autorita' Giudiziaria ordinaria in favore della commissione Provinciale tributaria per quanto alle pretese relative agli anni 1998; 1999; 2000;
Dichiara prescritto il diritto alla riscossione per la pretesa relativa all'anno 2001 per cui dispone l'annullamento della cartella n. <...> e di tutti gli atti presupposti, connessi e/ o conseguenti.
Spese compensate . Così deciso in Nola il 11/2/17
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References: articolo 16
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 615
 art. 57
 art. 615
 art. 617
 articolo 16
 Cass. 
 articolo 24
 articolo 62
 articolo 13
 articolo 2
 Cass. 
 sentenza 
 articolo 2
 articolo 3
 articolo 1
 articolo 2
 articolo 16