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Timestamp: 2020-04-06 22:46:59+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 1866 del 25/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1866 del 25/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 25/01/2017, (ud. 14/12/2016, dep.25/01/2017), n. 1866
sul ricorso 15267-2015 proposto da:
F.G., elettivamente domiciliato in ROMA, CORSO VITTORIO
difeso dall’avvocato CARMELO D’ANTONE giusta procura a margine del
avverso la sentenza n. 2380/16/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di FIRENZE del 4/12/2014, depositata il 09/12/2014;
L’Agenzia delle entrate ricorre per la cassazione della sentenza della CTR-Toscana del 9 dicembre 2014 laddove riconosce al dott. F.G., medico di base convenzionato col SSN, il rimborso dell’IRAP versata per gli anni d’imposta dal 2005 al 2009.
Col ricorso l’Agenzia delle entrate erroneamente censura – per violazioni di norme di diritto sostanziali (D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 2 e 3) – la sentenza d’appello laddove stima l’attività del contribuente priva del requisito dell’autonoma organizzazione per essere correlata col SSN ed essere stata espletata senza attrezzature e ausilio di personale nonostante l’adesione a una cooperativa tra medici.
La decisione del giudice regionale è centrata essenzialmente su principi regolativi ora definitivamente certificati da Cass. Sez. U, Sentenza n. 9451 del 10/05/2016 (Rv. 639529) laddove si afferma che, in tema d’imposta regionale sulle attività produttive, il presupposto dell’autonoma organizzazione richiesto dal D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 2 non ricorre quando il contribuente responsabile dell’organizzazione impieghi beni strumentali non eccedenti il minimo indispensabile all’esercizio dell’attività e si avvalga di lavoro altrui non eccedente l’impiego di un dipendente con mansioni esecutive.
Dunque, il ricorso erariale non è fondato. Il contribuente, medico di base del SSN, non opera oltre i limiti quantitativi e qualitativi di supporto indicati delle sezioni unite nelle sentenze n. 9451 del 10/05/2016 (Rv. 639529) e n. 7291 del 13/04/2016 (Rv. 639173). Infatti, con insindacabile accertamento di fatto neppure censurato, il giudice di merito ha appurato che il contribuente semplicemente presta la sua opera in una cooperativa sanitaria. In disparte i rilievi che in controricorso si fanno circa l’effettivo oggetto sociale della compagine, si osserva che il fisco non può desumere l’esistenza di un’autonoma organizzazione servente dal solo fatto che l’esercente un’attività professionale operi nell’ambito di una persona giuridica, senza allegare alcunchè circa la natura, la struttura e la funzione dei rapporti giuridici tra le parti e la responsabilità effettiva dell’organizzazione sociale.
Conseguentemente il ricorso può essere deciso in camera di consiglio ai sensi dell’art. 375 c.p.c., comma 1, con ordinanza (in forma semplificata) di rigetto del ricorso stesso e compensazione di spese in ragione del recente consolidamento della giurisprudenza di legittimità in materia.
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, dà atto della non sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ti-corso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. Sez. 
 Sentenza 
 art. 2
 art. 13
 art. 13