Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2017/03/condoni-filscali-e-liti-pendenti-nella-visione-della-cassazione.html
Timestamp: 2017-11-18 17:53:48+00:00

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Si ricomincia a parlarne: condoni fiscali e liti pendenti
E’ in sede di inaugurazione dell’anno giudiziario, così come diffuso dalla stampa di settore, che il viceministro all’Economia Luigi Casero ha annunciato una possibile definizione delle liti pendenti sulla base dei principi della rottamazione delle cartelle esattoriali, prevista dal Decreto Legge 193/2016 con le misure fiscali urgenti e collegato alla Legge di stabilità 2017, relativamente al contenzioso in tutti i gradi di giudizio laddove per la mole di arretrato della Cassazione si sta pensando anche all’istituzione di una sezione tributaria bis. Addirittura il Governo punterebbe ad una vera e propria riforma: “aumento della soglia da 20mila a 50mila euro del valore delle liti per i quali è ammessa la mediazione, la trasformazione delle Commissioni in tribunali tributari con due giudici togati e uno laico”. A fine 2016 risultano oltre 450mila liti pendenti col fisco nelle sezioni provinciali e regionali delle corti tributarie. A dirlo il presidente della giustizia tributaria, Mario Cavallaro che sottolinea però anche il “forte recupero dell’arretrato, il 12%, percentuale quasi doppia”, rispetto al 2015.
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 31 dicembre 2002, n. 305 – Supplemento Ordinario, n. 240 Articolo 16 Chiusura delle liti fiscali pendenti
Art. 39, c. 12, del Decreto Legge n. 98 del 06/07/2011 convertito, con modificazioni, dalla Legge 15 luglio 2011, n. 111
La norma contiene un espresso rinvio alla disciplina dettata per l’analogo istituto dall’art. 16 della Legge 27 dicembre del 2002 n. 289 e riguarda la definizione agevolata di tutte le liti fiscali di importo non superiore a 20.000 euro, al netto di sanzioni e interessi, instaurate con l’Agenzia delle Entrate e ancora pendenti all’1 maggio 2011.
Ecco che, sul punto la Suprema Corte stabilisce che “la pendenza della lite è segnata dalla presentazione di atto potenzialmente idoneo a devolvere alla competente Commissione tributaria il sindacato sul provvedimento impositivo, e, pertanto, prescinde dall’eventualità che tale atto sia affetto da vizi di inammissibilità ostativi all’esame nel merito, mentre resta esclusa solo in ipotesi di inesistenza dell’atto medesimo, la quale è ravvisabile a fronte della radicale carenza, riscontrabile in ogni tempo e sede, dei requisiti di forma o di contenuto indispensabili per la sua riconducibilità nelle relative previsioni normative” (Cass., Sez. I, 10 febbraio 1996, n. 1037); anche Cass., Sez. trib., 30 luglio 2002, n. 11222 secondo cui “ai fini dell’accesso alla procedura di condono, anche quando difetti una disposizione normativa che statuisce espressamente l’irrilevanza della eventuale inammissibilità dell’atto introduttivo del giudizio, la controversia tributaria si considera pendente anche qualora ricorra una causa di inammissibilità, improponibilità o improseguibilità del processo la quale non sia stata già – di per sé – dichiarata con pronuncia non più impugnabile: ciò atteso che, per l’applicabilità delle norme sul condono, non è richiesta la pendenza della lite sul rapporto sostanziale”.
Ed allora, la stessa Corte di Cassazione ha stabilito che “l’impugnazione tardiva non può essere consentita a fini meramente strumentali, per creare cioè artificiosamente un contenzioso che permetta il pagamento di una minore imposta rispetto a quanto accertato, poiché il pagamento di una somma inferiore si può consentire solo quando ha per contropartita l’eliminazione di un contenzioso, mentre non può essere accettato in assenza di specifiche contestazioni contro l’accertamento il quale, diversamente, sarebbe divenuto definitivo e sarebbe rimasto sottratto ad ogni condono” (Cass., Sez. I, 28 aprile 1997, n. 3667).
Secondo la previsione normativa “si intende, comunque, pendente la lite per la quale, alla data del 29 settembre 2002, non sia intervenuta sentenza passata in giudicato”
Cass. civ. Sez. VI – 5 Ordinanza, 17-06-2016, n. 12619
Cass. civ. Sez. VI – 5 Ordinanza, 17-03-2015, n. 5316
Cass. civ. Sez. VI – 5 Ordinanza, 09-01-2014, n. 272 (rv. 629351)

References: Articolo 16

Art. 39
 sentenza 

Cass. 

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