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Timestamp: 2020-08-05 08:59:16+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 211 del 09/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 211 del 09/01/2017
Cassazione civile, sez. lav., 09/01/2017, (ud. 18/10/2016, dep.09/01/2017), n. 211
sul ricorso 15303/2011 proposto da:
P.A.R., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in ROMA,
avverso la sentenza n. 520/2010 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA,
depositata il 10/03/2011 R.G.N. 267/09;
udito l’Avvocato SERGIO GALLEANO per delega Avvocato DANIELA PORENA;
1. La Corte di Appello di Perugia, adita in via principale dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) ed in via incidentale da P.A.R., in riforma della sentenza di primo grado, ha respinto tutte le domande proposte da P.A.R., collaboratrice scolastica, volte, in via principale, alla dichiarazione di nullità dei termini apposti dal Ministero ai contratti a tempo determinato stipulati in successione e alla conseguente conversione in contratti a tempo indeterminato, del D.Lgs. n. 368 del 2001, ex art. 5 e, in via subordinata, alla condanna dell’Amministrazione al risarcimento del danno, quantificato in Euro 5.000,00 per ogni contratto a termine illegittimamente stipulato, in applicazione del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 36.
2. La Corte territoriale, per quanto oggi rileva, precisato che i contratti a termine del settore scolastico, tanto per il personale docente quanto per quello amministrativo, tecnico ed ausiliario, non sono disciplinati dal D.Lgs. n. 368 del 2001, ma dalle norme speciali contenute nel D.Lgs. n. 297 del 1994 e nella L. n. 124 del 1999, ha escluso che la speciale disciplina fosse in contrasto con la direttiva 1999/70/CE ed ha affermato che, pur a ritenere applicabile il D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 1, alla fattispecie dedotta in giudizio, la valutazione “ex ante” delle ragioni sottese a ciascuna tipologia contrattuale a termine, “tipizzata” dalla L. n. 124 del 1999, art. 4 commi 1, 2, 3, assolveva in maniera idonea e sufficiente l’onere di specificazione imposto al datore di lavoro dal D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 1.
4. Per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso P.A.R. sulla base di sei articolati motivi. Il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ha resistito con controricorso.
6. Con il primo motivo la parte ricorrente denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 70, nonchè della Direttiva Europea 70/99/CE (lettere a) e b) del motivo), sul rilievo che dovrebbe farsi applicazione congiunta delle disposizioni contenute nel D.Lgs. n. 165 del 2001 e D.Lgs. n. 368 del 2001, al fine di rendere conforme alla Direttiva Europea la disciplina dei contratti a termine del personale scolastico, posto che la disciplina sulle supplenze scolastiche non conterrebbe alcuna disposizione volta a reprimerne la reiterazione.
7. Con il secondo motivo la parte ricorrente denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 36 e del D.Lgs. n. 368 del 2001, artt. 1 e 5 (lett. c) e d) del motivo).
8. Deduce che il legislatore, nel modificare il D.Lgs n. 165 del 2001, art. 36, ha consentito alle pubbliche amministrazione di fare ricorso al lavoro flessibile solo in presenza di esigenze temporanee ed eccezionali e assume che il difetto di dette condizioni renderebbe illegittima la clausola appositiva del termine: all’illegittimità dei contratti a termine conseguirebbe per la P.A., ai sensi della Direttiva 70/99/CE e del D.Lgs. n. 165 del 2001 e D.Lgs. n. 368 del 2001, l’obbligo di convertire il rapporto ovvero di risarcire i danni, del D.Lgs. n. 165, ex art. 36, senza che la conversione potrebbe ritenersi impedita dalla regola imposta dall’art. 97 Cost., in quanto anche l’assunzione a termine presuppone una previa procedura selettiva.
10. Con il quarto motivo (lettera f) la parte ricorrente denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 297 del 1994 e della L. n. 124 del 1999, art. 4, in relazione alla Direttiva 70/99/CE. Sostiene che solo le supplenze temporanee sarebbero giustificate da esigenze eccezionali ed imprevedibili, e deduce che siffatte esigenze non ricorrerebbero in relazione alle supplenze annuali su posto libero, siano esse relative all’organico di diritto o all’organico di fatto.
127. Non è configurabile nella fattispecie in esame alcuna abusiva reiterazione dei contratti a termine. Non emerge, infatti, dalla combinata lettura della sentenza impugnata (pg. 12 “la ricorrente ha avuto l’assegnazione di supplenze su organico di diritto, l’una successiva all’altra”) e del ricorso per cassazione (pg. 2 “… una serie di contratti a tempo determinato”, senza precisazioni), che le assunzioni a termine su posti di organico dí diritto hanno avuto durata superiore a trentasei mesi. Va anche escluso che il dato possa ritenersi acquisito dalla generica affermazione, effettuata nel corso della discussione orale dalla difesa della ricorrente, che detto termine sia stato superato.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 5
 art. 36
 art. 1
 art. 4
 art. 1
 sentenza 
 art. 70
 art. 36
 art. 36
 art. 36
 art. 4
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