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Timestamp: 2020-05-25 02:59:45+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 31986 del 11/12/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 31986 del 11/12/2018
Cassazione civile sez. lav., 11/12/2018, (ud. 14/06/2018, dep. 11/12/2018), n.31986
sul ricorso 1309-2016 proposto da:
CENTER S.R.L.), in persona del legale rappresentante pro tempore,
BOCCIA, che la rappresentano e difendono giusta delega in atti.
C.R.A., CI.GI., N.C.,
G.S., elettivamente domiciliati in ROMA, VIA DELLE MILIZIE 34,
presso lo studio dell’avvocato MARCO GUSTAVO PETROCELLI, che li
CA.ST., elettivamente domiciliati in ROMA, VIA DELLE MILIZIE 34,
avverso la sentenza n. 3939/2015 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
depositata il 15/07/2015 R.G.N. 9542/2012;
SERVELLO GIANFRANCO, che ha concluso per inammissibilità per
Information Thecnology Italia;
1. La Corte d’appello di Roma, in riforma della sentenza di primo grado, ha dichiarato la nullità della cessione del contratto di lavoro di C.R.A., Ci.Gi., G.S. e N.C. con decorrenza 1.5.2010 e la giuridica prosecuzione dei rapporti di lavoro nei confronti di Telecom Italia s.p.a..
2. Per la cassazione della decisione hanno proposto separati ricorsi Telecom Italia s.p.a. e Telecom Italia Information Technology (già Shared Service Center s.r.l. ciascuna sulla base di due motivi; C.R.A., Ci.Gi., G.S. e N.C. hanno resistito con tempestivi controricorsi.
2.1.. Telecom Italia s.p.a. (anche quale incorporante di Telecom Italia Information Technology s.r.I.) e i controricorrenti hanno depositato memoria ai sensi dell’art. 378 cod. proc. civ..
1. Con la memoria depositata ai sensi dell’art. 378 cod. proc. civ. Telecom Italia s.p.a., premesso di avere, a far data dal 1 gennaio 2017, incorporato la società TI.IT Telecom Italia Information Technology s.r.l., cessionaria del ramo di azienda al quale erano addetti gli odierni controricorrenti, ha chiesto dichiararsi la cessazione della materia del contendere atteso che la pretesa dei lavoratori all’instaurazione del rapporto con Telecom Italia s.p.a. doveva ritenersi ormai priva di valore per essere gli stessi divenuti dipendenti della originaria cedente per effetto dell’incorporazione.
1.1. I controricorrenti nella propria memoria hanno dato atto che in seguito alla incorporazione della cessionaria in Telecom Italia s.p.a., intervenuta nelle more del giudizio di cassazione, i lavoratori erano stati tutti reintegrati in quest’ultima società alle dipendenze della quale era proseguito il rapporto di lavoro.
1.2. Alla luce di quanto sopra ed in conformità della giurisprudenza di questa Corte i ricorsi devono, quindi, essere dichiarati inammissibili in quanto l’interesse ad agire e, quindi, ad impugnare deve sussistere non solo nel momento in cui è proposta l’azione (o l’impugnazione), ma anche nel momento della decisione, poichè è in relazione a tale decisione – ed in considerazione della domanda originariamente formulata – che tale interesse va valutato. (Cass. 30/1/2018 n. 2235, in motivazione,; Cass. Sez. Un. 12/9/2017 n. 21107, in motivazione; Cass. 31/05/2005 n. 11609; Cass 08/09/2003 n. 13113).
2. Quanto alle spese, la comune richiesta di cessazione della materia del contendere, reiterata in sede di discussione, ne giustifica la compensazione.
3. Non trova applicazione, trattandosi di inammissibilità per sopravvenuta cessazione della materia del contendere, il D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, nel testo introdotto dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, che pone a carico del ricorrente rimasto soccombente l’obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, in quanto tale misura si applica ai soli casi – tipici – del rigetto dell’impugnazione o della sua declaratoria d’inammissibilità o improcedibilità originarie della stessa (Cass. 2, 02/07/2015, n. 13636; Cass. 12/11/2015, n. 23175; Cass. 10/02/2017, n. 3542).
La Corte dichiara inammissibili i ricorsi. Compensa le spese.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. Sez. 
 Cass. 
 art. 13
 art. 1
 Cass. 
 Cass.