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Timestamp: 2017-03-27 12:34:11+00:00

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Norme per gli “ENTI LOCALI” | EUROPE DIRECT CATANIA
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Modifiche al Testo Unico degli Enti Locali apportate dal Decreto-Legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla Legge 7 dicembre 2012, n. 213.
1. Nel decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive
modificazioni, recante il testo unico delle leggi sull’ordinamento
degli enti locali, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo l’articolo 41 e’ inserito il seguente:
«Art. 41-bis. – (Obblighi di trasparenza dei titolari di cariche
elettive e di governo). – 1. Gli enti locali con popolazione
superiore a ((15.000)) abitanti sono tenuti a disciplinare,
nell’ambito della propria autonomia regolamentare, le modalita’ di
pubblicita’ e trasparenza dello stato patrimoniale dei titolari di
cariche pubbliche elettive e di governo di loro competenza. La
dichiarazione, da pubblicare annualmente, ((nonche’ all’inizio e alla
fine del mandato)), sul sito internet dell’ente riguarda: i dati di
reddito e di patrimonio con particolare riferimento ai redditi
annualmente dichiarati; i beni immobili e mobili registrati
posseduti; le partecipazioni in societa’ quotate e non quotate; la
consistenza degli investimenti in titoli obbligazionari, titoli di
Stato, o in altre utilita’ finanziarie detenute anche tramite fondi
di investimento, sicav o intestazioni fiduciarie.
2. Gli enti locali sono altresi’ tenuti a prevedere sanzioni
amministrative per la mancata o parziale ottemperanza all’onere di
cui al comma 1, da un minimo di euro duemila a un massimo di euro
ventimila. L’organo competente a irrogare la sanzione amministrativa
e’ individuato ai sensi dell’articolo 17 della legge 24 novembre
1981, n. 689.»;
b) l’articolo 49 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 49. – (Pareri dei responsabili dei servizi). – 1. Su ogni
proposta di deliberazione sottoposta alla Giunta e al Consiglio che
non sia mero atto di indirizzo deve essere richiesto il parere, in
ordine alla sola regolarita’ tecnica, del responsabile del servizio
interessato e, qualora comporti riflessi diretti o indiretti sulla
situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell’ente, del
responsabile di ragioneria in ordine alla regolarita’ contabile. I
pareri sono inseriti nella deliberazione.
2. Nel caso in cui l’ente non abbia i responsabili dei servizi, il
parere e’ espresso dal segretario dell’ente, in relazione alle sue
3. I soggetti di cui al comma 1 rispondono in via amministrativa e
contabile dei pareri espressi.
4. Ove la Giunta o il Consiglio non intendano conformarsi ai pareri
di cui al presente articolo, devono darne adeguata motivazione nel
testo della deliberazione.»;
c) ((LETTERA SOPPRESSA DALLA L. 7 DICEMBRE 2012, N. 213));
d) l’articolo 147 e’ sostituito dai seguenti:
«Art. 147. – (Tipologia dei controlli interni).
1. Gli enti locali, nell’ambito della loro autonomia normativa e
organizzativa, individuano strumenti e metodologie per garantire,
attraverso il controllo di regolarita’ amministrativa e contabile, la
legittimita’, la regolarita’ e la correttezza dell’azione
2. Il sistema di controllo interno e’ diretto a:
a) verificare, attraverso il controllo di gestione, l’efficacia,
l’efficienza e l’economicita’ dell’azione amministrativa, al fine di
ottimizzare, anche mediante tempestivi interventi correttivi, il
rapporto tra obiettivi e azioni realizzate, nonche’ tra risorse
impiegate e risultati;
b) valutare l’adeguatezza delle scelte compiute in sede di
attuazione dei piani, dei programmi e degli altri strumenti di
determinazione dell’indirizzo politico, in termini di congruenza tra
i risultati conseguiti e gli obiettivi predefiniti;
c) garantire il costante controllo degli equilibri finanziari della
gestione di competenza, della gestione dei residui e della gestione
di cassa, anche ai fini della realizzazione degli obiettivi di
finanza pubblica determinati dal patto di stabilita’ interno,
mediante l’attivita’ di coordinamento e di vigilanza da parte del
responsabile del servizio finanziario, nonche’ l’attivita’ di
controllo da parte dei responsabili dei servizi;
d) verificare, attraverso l’affidamento e il controllo dello stato
di attuazione di indirizzi e obiettivi gestionali, anche in
riferimento all’articolo 170, comma 6, la redazione del bilancio
consolidato, l’efficacia, l’efficienza e l’economicita’ degli
organismi gestionali esterni dell’ente;
e) garantire il controllo della qualita’ dei servizi erogati, sia
direttamente, sia mediante organismi gestionali esterni, con
l’impiego di metodologie dirette a misurare la soddisfazione degli
utenti esterni e interni dell’ente.
3. Le lettere d) ed e) del comma 2 si applicano solo agli enti
locali ((con popolazione superiore a 100.000 abitanti in fase di
prima applicazione, a 50.000 abitanti per il 2014 e a 15.000 abitanti
a decorrere dal 2015)).
4. Nell’ambito della loro autonomia normativa e organizzativa, gli
enti locali disciplinano il sistema dei controlli interni secondo il
principio della distinzione tra funzioni di indirizzo e compiti di
gestione, anche in deroga agli altri principi di cui all’articolo 1,
comma 2, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, e successive
modificazioni. Partecipano all’organizzazione del sistema dei
controlli interni il segretario dell’ente, il direttore generale,
laddove previsto, i responsabili dei servizi e le unita’ di
controllo, laddove istituite.
5. Per l’effettuazione dei controlli di cui al comma 1, piu’ enti
locali possono istituire uffici unici, mediante una convenzione che
ne regoli le modalita’ di costituzione e di funzionamento.
Art. 147-bis. – (Controllo di regolarita’ amministrativa e
contabile). – 1. Il controllo di regolarita’ amministrativa e
contabile e’ assicurato, nella fase preventiva della formazione
dell’atto, da ogni responsabile di servizio ed e’ esercitato
attraverso il rilascio del parere di regolarita’ tecnica attestante
la regolarita’ e la correttezza dell’azione amministrativa. ((Il
controllo contabile e’ effettuato)) dal responsabile del servizio
finanziario ed e’ esercitato attraverso il rilascio del parere di
regolarita’ contabile e del visto attestante la copertura
2. Il controllo di regolarita’ amministrativa ((. . .)) e’ inoltre
assicurato, nella fase successiva, secondo principi generali di
revisione aziendale e modalita’ definite nell’ambito dell’autonomia
organizzativa dell’ente, sotto la direzione del segretario, in base
alla normativa vigente. Sono soggette al controllo le determinazioni
di impegno di spesa, ((. . .)) i contratti e gli altri atti
amministrativi, scelti secondo una selezione casuale effettuata con
motivate tecniche di campionamento.
3. Le risultanze del controllo di cui al comma 2 sono trasmesse
periodicamente, a cura del segretario, ai responsabili dei servizi,
((unitamente alle direttive cui conformarsi in caso di riscontrate
irregolarita’, nonche’)) ai revisori dei conti e agli organi di
valutazione dei risultati dei dipendenti, come documenti utili per la
valutazione, e al consiglio comunale.
Art. 147-ter. – (Controllo strategico). – 1. Per verificare lo
stato di attuazione dei programmi secondo le linee approvate dal
Consiglio, l’ente locale ((con popolazione superiore a 100.000
abitanti in fase di prima applicazione, a 50.000 abitanti per il 2014
e a 15.000 abitanti a decorrere dal 2015)) definisce, secondo la
propria autonomia organizzativa, metodologie di controllo strategico
finalizzate alla rilevazione dei risultati conseguiti rispetto agli
obiettivi predefiniti, degli aspetti economico-finanziari connessi ai
risultati ottenuti, dei tempi di realizzazione rispetto alle
previsioni, delle procedure operative attuate confrontate con i
progetti elaborati, della qualita’ dei servizi erogati e del grado di
soddisfazione della domanda espressa, degli aspetti socio-economici.
L’ente locale ((con popolazione superiore a 100.000 abitanti in fase
di prima applicazione, a 50.000 abitanti per il 2014 e a 15.000
abitanti a decorrere dal 2015)) puo’ esercitare in forma associata la
funzione di controllo strategico.
2. L’unita’ preposta al controllo strategico ((, che e’ posta sotto
la direzione del direttore generale, laddove previsto, o del
segretario comunale negli enti in cui non e’ prevista la figura del
direttore generale,)) elabora rapporti periodici, da sottoporre
all’organo esecutivo e al consiglio per la successiva predisposizione
di deliberazioni consiliari di ricognizione dei programmi ((. . .)).
((Art.147-quater (Controlli sulle societa’ partecipate non
quotate). – 1. L’ente locale definisce, secondo la propria autonomia
organizzativa, un sistema di controlli sulle societa’ non quotate,
partecipate dallo stesso ente locale. Tali controlli sono esercitati
dalle strutture proprie dell’ente locale, che ne sono responsabili.
2. Per l’attuazione di quanto previsto al comma 1 del presente
articolo, l’amministrazione definisce preventivamente, in riferimento
all’articolo 170, comma 6, gli obiettivi gestionali a cui deve
tendere la societa’ partecipata, secondo parametri qualitativi e
quantitativi, e organizza un idoneo sistema informativo finalizzato a
rilevare i rapporti finanziari tra l’ente proprietario e la societa’,
la situazione contabile, gestionale e organizzativa della societa’, i
contratti di servizio, la qualita’ dei servizi, il rispetto delle
norme di legge sui vincoli di finanza pubblica.
3. Sulla base delle informazioni di cui al comma 2, l’ente locale
effettua il monitoraggio periodico sull’andamento delle societa’ non
quotate partecipate, analizza gli scostamenti rispetto agli obiettivi
assegnati e individua le opportune azioni correttive, anche in
riferimento a possibili squilibri economico-finanziari rilevanti per
il bilancio dell’ente.
4. I risultati complessivi della gestione dell’ente locale e delle
aziende non quotate partecipate sono rilevati mediante bilancio
5. Le disposizioni del presente articolo si applicano agli enti
locali con popolazione superiore a 100.000 abitanti in fase di prima
applicazione, a 50.000 abitanti per il 2014 e a 15.000 abitanti a
decorrere dal 2015. Le disposizioni del presente articolo non si
applicano alle societa’ quotate e a quelle da esse controllate ai
sensi dell’articolo 2359 del codice civile. A tal fine, per societa’
quotate partecipate dagli enti di cui al presente articolo si
intendono le societa’ emittenti strumenti finanziari quotati in
mercati regolamentati)).
Art. 147-quinquies. – (Controllo sugli equilibri finanziari). – 1.
Il controllo sugli equilibri finanziari e’ svolto sotto la direzione
e il coordinamento del responsabile del servizio finanziario e
mediante la vigilanza dell’organo di revisione, prevedendo il
coinvolgimento attivo degli organi di governo, del direttore
generale, ove previsto, del segretario e dei responsabili dei
servizi, secondo le rispettive responsabilita’.
2. Il controllo sugli equilibri finanziari e’ disciplinato nel
regolamento di contabilita’ dell’ente ed e’ svolto nel rispetto delle
disposizioni dell’ordinamento finanziario e contabile degli enti
locali, e delle norme che regolano il concorso degli enti locali alla
realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica, nonche’ delle
norme di attuazione dell’articolo 81 della Costituzione.
3. Il controllo sugli equilibri finanziari implica anche la
valutazione degli effetti che si determinano per il bilancio
finanziario dell’ente in relazione all’andamento
economico-finanziario degli organismi gestionali esterni.”;
((e) l’articolo 148 e’ sostituito dai seguenti:
“Art. 148 (Controlli esterni). – 1. Le sezioni regionali della
Corte dei conti verificano, con cadenza semestrale, la legittimita’ e
la regolarita’ delle gestioni, nonche’ il funzionamento dei controlli
interni ai fini del rispetto delle regole contabili e dell’equilibrio
di bilancio di ciascun ente locale. A tale fine, il sindaco,
relativamente ai comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti,
o il presidente della provincia, avvalendosi del direttore generale,
quando presente, o del segretario negli enti in cui non e’ prevista
la figura del direttore generale, trasmette semestralmente alla
sezione regionale di controllo della Corte dei conti un referto sulla
regolarita’ della gestione e sull’efficacia e sull’adeguatezza del
sistema dei controlli interni adottato, sulla base delle linee guida
deliberate dalla sezione delle autonomie della Corte dei conti entro
trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
disposizione; il referto e’, altresi’, inviato al presidente del
consiglio comunale o provinciale.
2. Il Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della
Ragioneria generale dello Stato puo’ attivare verifiche sulla
regolarita’ della gestione amministrativo-contabile, ai sensi
dell’articolo 14, comma 1, lettera d), della legge 31 dicembre 2009,
n.196, oltre che negli altri casi previsti dalla legge, qualora un
ente evidenzi, anche attraverso le rilevazioni SIOPE, situazioni di
squilibrio finanziario riferibili ai seguenti indicatori:
a) ripetuto utilizzo dell’anticipazione di tesoreria;
c) anomale modalita’ di gestione dei servizi per conto di terzi;
d) aumento non giustificato di spesa degli organi politici
3. Le sezioni regionali di controllo della Corte dei conti possono
attivare le procedure di cui al comma 2.
4. In caso di rilevata assenza o inadeguatezza degli strumenti e
delle metodologie di cui al secondo periodo del comma 1 del presente
articolo, fermo restando quanto previsto dall’articolo 1 della legge
14 gennaio 1994, n.20, e successive modificazioni, e dai commi 5 e
5-bis dell’articolo 248 del presente testo unico, le sezioni
giurisdizionali regionali della Corte dei conti irrogano agli
amministratori responsabili la condanna ad una sanzione pecuniaria da
un minimo di cinque fino ad un massimo di venti volte la retribuzione
mensile lorda dovuta al momento di commissione della violazione.
Art. 148-bis (Rafforzamento del controllo della Corte dei conti
sulla gestione finanziaria degli enti locali). – 1. Le sezioni
regionali di controllo della Corte dei conti esaminano i bilanci
preventivi e i rendiconti consuntivi degli enti locali ai sensi
dell’articolo 1, commi 166 e seguenti, della legge 23 dicembre 2005,
n.266, per la verifica del rispetto degli obiettivi annuali posti dal
patto di stabilita’ interno, dell’osservanza del vincolo previsto in
materia di indebitamento dall’articolo 119, sesto comma, della
Costituzione, della sostenibilita’ dell’indebitamento, dell’assenza
di irregolarita’, suscettibili di pregiudicare, anche in prospettiva,
gli equilibri economico-finanziari degli enti.
2. Ai fini della verifica prevista dal comma 1, le sezioni
regionali di controllo della Corte dei conti accertano altresi’ che i
rendiconti degli enti locali tengano conto anche delle partecipazioni
in societa’ controllate e alle quali e’ affidata la gestione di
servizi pubblici per la collettivita’ locale e di servizi strumentali
3. Nell’ambito della verifica di cui ai commi 1 e 2,
l’accertamento, da parte delle competenti sezioni regionali di
controllo della Corte dei conti, di squilibri economico-finanziari,
della mancata copertura di spese, della violazione di norme
finalizzate a garantire la regolarita’ della gestione finanziaria, o
del mancato rispetto degli obiettivi posti con il patto di stabilita’
interno comporta per gli enti interessati l’obbligo di adottare,
entro sessanta giorni dalla comunicazione del deposito della
pronuncia di accertamento, i provvedimenti idonei a rimuovere le
irregolarita’ e a ripristinare gli equilibri di bilancio. Tali
provvedimenti sono trasmessi alle sezioni regionali di controllo
della Corte dei conti che li verificano nel termine di trenta giorni
dal ricevimento. Qualora l’ente non provveda alla trasmissione dei
suddetti provvedimenti o la verifica delle sezioni regionali di
controllo dia esito negativo, e’ preclusa l’attuazione dei programmi
di spesa per i quali e’ stata accertata la mancata copertura o
l’insussistenza della relativa sostenibilita’ finanziaria”));
f) all’articolo 153, sono apportate le seguenti modificazioni:
1) al comma 4, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “e piu’
in generale alla salvaguardia degli equilibri finanziari complessivi
della gestione e dei vincoli di finanza pubblica. Nell’esercizio di
tali funzioni il responsabile del servizio finanziario agisce in
autonomia nei limiti di quanto disposto dai principi finanziari e
contabili, dalle norme ordinamentali e dai vincoli di finanza
pubblica ((. . .)).”;
2) al comma 6, dopo le parole: “organo di revisione” sono inserite
le seguenti: “, nonche’ alla competente sezione regionale di
controllo della Corte dei conti”;
g) all’articolo 166, dopo il comma 2, sono aggiunti i seguenti:
“2-bis. La meta’ della quota minima prevista dai commi 1 e 2-ter e’
riservata alla copertura di eventuali spese non prevedibili, la cui
mancata effettuazione comporta danni certi all’amministrazione.
2-ter. Nel caso in cui l’ente si trovi in una delle situazioni
previste dagli articoli 195 e 222, il limite minimo previsto dal
comma 1 e’ stabilito nella misura dello 0,45 per cento del totale
delle spese correnti inizialmente previste in bilancio.”;
((g-bis) all’articolo 169, dopo il comma 3 e’ aggiunto il
“3-bis. Il piano esecutivo di gestione e’ deliberato in coerenza
con il bilancio di previsione e con la relazione previsionale e
programmatica. Al fine di semplificare i processi di pianificazione
gestionale dell’ente, il piano dettagliato degli obiettivi di cui
all’articolo 108, comma 1, del presente testo unico e il piano della
performance di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 27 ottobre
2009, n. 150, sono unificati organicamente nel piano esecutivo di
gestione”));
h) all’articolo 187, dopo il comma 3, e’ aggiunto, in fine, il
“3-bis. L’avanzo di amministrazione ((non vincolato)) non puo’
essere utilizzato nel caso in cui l’ente si trovi in una delle
situazioni previste dagli articoli 195 e 222 ((, fatto salvo
l’utilizzo per i provvedimenti di riequilibrio di cui all’articolo
193)).”;
i) all’articolo 191 il comma 3 e’ sostituito dal seguente:
“3. Per i lavori pubblici di somma urgenza, cagionati dal
verificarsi di un evento eccezionale o imprevedibile, la Giunta,
((qualora i fondi specificamente previsti in bilancio si dimostrino
insufficienti,)) entro ((venti giorni)) dall’ordinazione fatta a
terzi, su proposta del responsabile del procedimento, sottopone ((al
Consiglio)) il provvedimento di riconoscimento della spesa con le
modalita’ previste dall’articolo 194, ((comma 1, lettera e),))
prevedendo la relativa copertura finanziaria nei limiti delle
accertate necessita’ per la rimozione dello stato di pregiudizio alla
pubblica incolumita’. Il provvedimento di riconoscimento e’ adottato
entro 30 giorni dalla data di deliberazione della proposta da parte
della Giunta, e comunque entro il 31 dicembre dell’anno in corso se a
tale data non sia scaduto il predetto termine. La comunicazione al
terzo interessato e’ data contestualmente all’adozione della
deliberazione consiliare.”;
((i-bis) all’articolo 222, dopo il comma 2 e’ aggiunto il
“2-bis. Per gli enti locali in dissesto economico-finanziario ai
sensi dell’articolo 246, che abbiano adottato la deliberazione di cui
all’articolo 251, comma 1, e che si trovino in condizione di grave
indisponibilita’ di cassa, certificata congiuntamente dal
responsabile del servizio finanziario e dall’organo di revisione, il
limite massimo di cui al comma 1 del presente articolo e’ elevato a
cinque dodicesimi per la durata di sei mesi a decorrere dalla data
della predetta certificazione. E’ fatto divieto ai suddetti enti di
impegnare tali maggiori risorse per spese non obbligatorie per legge
e risorse proprie per partecipazione ad eventi o manifestazioni
culturali e sportive, sia nazionali che internazionali”));
l) dopo il comma 2 dell’articolo 227 e’ inserito il seguente:
“2-bis. In caso di mancata approvazione del rendiconto di gestione
entro il termine del 30 aprile dell’anno successivo, si applica la
procedura prevista dal comma 2 dell’articolo 141.”;
m) ((LETTERA SOPPRESSA DALLA L. 7 DICEMBRE 2012, N. 213));
((m-bis) all’articolo 234:
1) al comma 3, dopo le parole: “nelle unioni di comuni” sono
inserite le seguenti: “, salvo quanto previsto dal comma 3-bis,”;
2) dopo il comma 3 e’ inserito il seguente:
“3-bis. Nelle unioni di comuni che esercitano in forma associata
tutte le funzioni fondamentali dei comuni che ne fanno parte, la
revisione economico-finanziaria e’ svolta da un collegio di revisori
composto da tre membri, che svolge le medesime funzioni anche per i
comuni che fanno parte dell’unione”));
n) al comma 2 dell’articolo 236, le parole: «dai membri dell’organo
regionale di controllo,» sono soppresse;
o) all’articolo 239 sono apportate le seguenti modificazioni:
1) la lettera b) del comma 1 e’ sostituita dalla seguente:
«b) pareri, con le modalita’ stabilite dal regolamento, in materia
2) proposta di bilancio di previsione verifica degli equilibri e
variazioni di bilancio;
3) modalita’ di gestione dei servizi e proposte di costituzione o
di partecipazione ad organismi esterni;
4) proposte di ricorso all’indebitamento;
5) proposte di utilizzo di strumenti di finanza innovativa, nel
rispetto della disciplina statale vigente in materia;
6) proposte di riconoscimento di debiti fuori bilancio e
transazioni;
7) proposte di regolamento di contabilita’,
economato-provveditorato, patrimonio e di applicazione dei tributi
locali»;
2) dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
«1-bis. Nei pareri di cui alla lettera b) del comma 1 e’ espresso
un motivato giudizio di congruita’, di coerenza e di attendibilita’
contabile delle previsioni di bilancio e dei programmi e progetti,
anche tenuto conto dell’attestazione del responsabile del servizio
finanziario ai sensi dell’articolo 153, delle variazioni rispetto
all’anno precedente, dell’applicazione dei parametri di
deficitarieta’ strutturale e di ogni altro elemento utile. Nei pareri
sono suggerite all’organo consiliare le misure atte ad assicurare
l’attendibilita’ delle impostazioni. I pareri sono obbligatori.
L’organo consiliare e’ tenuto ad adottare i provvedimenti conseguenti
o a motivare adeguatamente la mancata adozione delle misure proposte
dall’organo di revisione.»;
3) la lettera a) del comma 2 e’ sostituita dalla seguente:
«a) da parte della Corte dei conti i rilievi e le decisioni assunti
a tutela della sana gestione finanziaria dell’ente»;
p) all’articolo 242, i commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:
“1. Sono da considerarsi in condizioni strutturalmente deficitarie
gli enti locali che presentano gravi ed incontrovertibili condizioni
di squilibrio, rilevabili da un apposita tabella, da allegare al
rendiconto della gestione, contenente parametri obiettivi dei quali
almeno la meta’ presentino valori deficitari. Il rendiconto della
gestione e’ quello relativo al penultimo esercizio precedente quello
2. Con decreto del Ministro dell’interno di natura non
regolamentare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, sono fissati i parametri obiettivi, nonche’ le modalita’ per
la compilazione della tabella di cui al comma 1. Fino alla fissazione
di nuovi parametri si applicano quelli vigenti nell’anno
precedente.”;
q) all’articolo 243, dopo il comma 3, e’ inserito il seguente:
“3-bis. “I contratti di servizio, stipulati dagli enti locali con le
((societa’ controllate, con esclusione di quelle quotate in borsa,)),
devono contenere apposite clausole volte a prevedere, ove si
verifichino condizioni di deficitarieta’ strutturale, la riduzione
delle spese di personale delle societa’ medesime, anche in
applicazione di quanto previsto dall’articolo 18, comma 2-bis, del
decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla
legge n. 133 del 2008;
((q-bis) all’articolo 243, comma 6, la lettera a) e’ sostituita
dalla seguente:
“a) gli enti locali che, pur risultando non deficitari dalle
risultanze della tabella allegata al rendiconto di gestione, non
presentino il certificato al rendiconto della gestione, di cui
all’articolo 161”));
r) dopo l’articolo 243 sono inseriti i seguenti:
“243-bis. (Procedura di riequilibrio finanziario pluriennale)
1. I comuni e le province per i quali, anche in considerazione
delle pronunce delle competenti sezioni regionali della Corte dei
conti sui bilanci degli enti, sussistano squilibri strutturali del
bilancio in grado di provocare il dissesto finanziario, nel caso in
cui le misure di cui agli articoli 193 e 194 non siano sufficienti a
superare le condizioni di squilibrio rilevate, possono ricorrere, con
deliberazione consiliare alla procedura di riequilibrio finanziario
pluriennale prevista dal presente articolo. La predetta procedura non
puo’ essere iniziata qualora la sezione regionale della Corte dei
Conti ((provveda, a decorrere dalla data di entrata in vigore della
presente disposizione,)) ai sensi dell’articolo 6, comma 2, del
decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149, ad assegnare un termine
per l’adozione delle misure correttive ((di cui al comma 6, lettera
a), del presente articolo)).
2. La deliberazione di ricorso alla procedura di riequilibrio
finanziario pluriennale e’ trasmessa, entro 5 giorni dalla data di
esecutivita’, alla competente sezione regionale della Corte dei conti
e al Ministero dell’interno.
3. Il ricorso alla procedura di cui al presente articolo sospende
temporaneamente la possibilita’ per la Corte dei Conti di assegnare,
ai sensi dell’articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 6
settembre 2011, n. 149, il termine per l’adozione delle misure
correttive ((di cui al comma 6, lettera a), del presente articolo)).
4. Le procedure esecutive intraprese nei confronti dell’ente sono
sospese dalla data di deliberazione di ricorso alla procedura di
riequilibrio finanziario pluriennale fino alla data di approvazione o
di diniego di approvazione del piano di riequilibrio pluriennale di
cui all’articolo 243-quater, commi 1 e 3.
5. Il consiglio dell’ente locale, entro il termine perentorio di 60
giorni dalla data di esecutivita’ della delibera di cui al comma 1,
delibera un ((piano di riequilibrio finanziario pluriennale della
durata massima di dieci anni)), compreso quello in corso, corredato
del parere dell’organo di revisione economico-finanziario.
6. Il piano di riequilibrio finanziario pluriennale deve tenere
conto di tutte le misure necessarie a superare le condizioni di
squilibrio rilevate e deve, comunque, contenere:
a) le eventuali misure correttive adottate dall’ente locale ((. .
.)) in considerazione dei comportamenti difformi dalla sana gestione
finanziaria e del mancato rispetto degli obiettivi posti con il patto
di stabilita’ interno accertati dalla competente sezione regionale
b) la puntuale ricognizione, con relativa quantificazione, dei
fattori di squilibrio rilevati, dell’eventuale disavanzo di
amministrazione risultante dall’ultimo rendiconto approvato e di
eventuali debiti fuori bilancio;
((c) l’individuazione, con relative quantificazione e previsione
dell’anno di effettivo realizzo, di tutte le misure necessarie per
ripristinare l’equilibrio strutturale del bilancio, per l’integrale
ripiano del disavanzo di amministrazione accertato e per il
finanziamento dei debiti fuori bilancio entro il periodo massimo di
dieci anni, a partire da quello in corso alla data di accettazione
del piano));
d) l’indicazione, per ciascuno degli anni del piano di
riequilibrio, della percentuale di ripiano del disavanzo di
amministrazione da assicurare e degli importi previsti o da prevedere
nei bilanci annuali e pluriennali per il finanziamento dei debiti
fuori bilancio.
7. Ai fini della predisposizione del piano, l’ente e’ tenuto ad
effettuare una ricognizione di tutti i debiti fuori bilancio
riconoscibili ai sensi dell’articolo 194. Per il finanziamento dei
debiti fuori bilancio l’ente puo’ provvedere anche mediante un piano
di rateizzazione, della durata massima pari agli anni del piano di
riequilibrio, compreso quello in corso, convenuto con i creditori.
8. Al fine di assicurare il prefissato graduale riequilibrio
finanziario, per tutto il periodo di durata del piano, l’ente:
a) puo’ deliberare le aliquote o tariffe dei tributi locali nella
misura massima consentita, anche in deroga ad eventuali limitazioni
disposte dalla legislazione vigente;
b) e’ soggetto ai controlli centrali in materia di copertura di
costo di alcuni servizi, di cui all’articolo 243, comma 2, ed e’
tenuto ad assicurare la copertura dei costi della gestione dei
servizi a domanda individuale prevista dalla lettera a) del medesimo
articolo 243, comma 2;
c) e’ tenuto ad assicurare, con i proventi della relativa tariffa,
la copertura integrale dei costi della gestione del servizio di
smaltimento dei rifiuti solidi urbani e del servizio acquedotto;
d) e’ soggetto al controllo sulle dotazioni organiche e sulle
assunzioni di personale previsto dall’articolo 243, comma 1;
e) e’ tenuto ad effettuare una revisione straordinaria di tutti i
residui attivi e passivi conservati in bilancio, stralciando i
residui attivi inesigibili o di dubbia esigibilita’ da inserire nel
conto del patrimonio fino al compimento dei termini di prescrizione,
nonche’ una sistematica attivita’ di accertamento delle posizioni
debitorie aperte con il sistema creditizio e dei procedimenti di
realizzazione delle opere pubbliche ad esse sottostanti ed una
verifica della consistenza ed integrale ripristino dei fondi delle
entrate con vincolo di destinazione;
f) e’ tenuto ad effettuare una rigorosa revisione della spesa con
indicazione di precisi obiettivi di riduzione della stessa, nonche’
una verifica e relativa valutazione dei costi di tutti i servizi
erogati dall’ente e della situazione di tutti gli organismi e delle
societa’ partecipati e dei relativi costi e oneri comunque a carico
del bilancio dell’ente;
g) puo’ procedere all’assunzione di mutui per la copertura di
debiti fuori bilancio riferiti a spese di investimento in deroga ai
limiti di cui all’articolo 204, comma 1, previsti dalla legislazione
vigente, nonche’ accedere al Fondo di rotazione per assicurare la
stabilita’ finanziaria degli enti locali di cui all’articolo 243-ter,
a condizione che si sia avvalso della facolta’ di deliberare le
aliquote o tariffe nella misura massima prevista dalla lettera a) ((,
che abbia previsto l’impegno ad alienare i beni patrimoniali))
disponibili non indispensabili per i fini istituzionali dell’ente ((
e che abbia provveduto)) alla rideterminazione della dotazione
organica ai sensi dell’articolo 259, comma 6, fermo restando che la
stessa non puo’ essere variata in aumento per la durata del piano di
9. In caso di accesso al Fondo di rotazione di cui all’articolo
243-ter, l’Ente deve adottare entro il termine dell’esercizio
finanziario le seguenti misure di riequilibrio della parte corrente
del bilancio:
a) a decorrere dall’esercizio finanziario successivo, riduzione
delle spese di personale, da realizzare in particolare attraverso
l’eliminazione dai fondi per il finanziamento della retribuzione
accessoria del personale dirigente e di quello del comparto, delle
risorse di cui agli articoli 15, comma 5, e 26, comma 3, dei
Contratti collettivi nazionali di lavoro del 1° aprile 1999
(comparto) e del 23 dicembre 1999 (dirigenza), per la quota non
connessa all’effettivo incremento delle dotazioni organiche;
b) entro il termine di un triennio, riduzione almeno del dieci per
cento delle spese per prestazioni di servizi, di cui all’intervento
03 della spesa corrente;
c) entro il termine di un triennio, riduzione almeno del
venticinque per cento delle spese per trasferimenti, di cui
all’intervento 05 della spesa corrente, finanziate attraverso risorse
proprie;
d) blocco dell’indebitamento, fatto salvo quanto previsto dal primo
periodo del comma 8, lettera g), per i soli mutui connessi alla
copertura di debiti fuori bilancio pregressi.
243-ter. (Fondo di rotazione per assicurare la stabilita’
finanziaria degli enti locali)
1. Per il risanamento finanziario degli enti locali che hanno
deliberato la procedura di riequilibrio finanziario di cui
all’articolo 243-bis lo Stato prevede un’anticipazione a valere sul
Fondo di rotazione, denominato: “Fondo di rotazione per assicurare la
stabilita’ finanziaria degli enti locali”.
2. Con decreto del Ministero dell’interno, di concerto con il
Ministero dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza
Stato-citta’ ed autonomie locali, da emanare entro il 30 novembre
2012, sono stabiliti i criteri per la determinazione dell’importo
massimo dell’anticipazione di cui al comma 1 attribuibile a ciascun
ente locale, nonche’ le modalita’ per la concessione e per la
restituzione della stessa in un periodo massimo di 10 anni decorrente
dall’anno successivo a quello in cui viene erogata l’anticipazione di
3. I criteri per la determinazione dell’anticipazione attribuibile
a ciascun ente locale, nei limiti dell’importo massimo ((fissato in
euro 300 per abitante per i comuni e in euro 20 per abitante per le
province o per le citta’ metropolitane,)) e della disponibilita’
annua del Fondo, devono tenere anche conto:
a) dell’incremento percentuale delle entrate tributarie ed
extratributarie previsto nell’ambito del piano di riequilibrio
pluriennale;
b) della riduzione percentuale delle spese correnti previste
nell’ambito del piano di riequilibrio pluriennale.
243-quater. (Esame del piano di riequilibrio finanziario
pluriennale e controllo sulla relativa attuazione)
1. Entro 10 giorni dalla data della delibera di cui all’articolo
243-bis, comma 5, il piano di riequilibrio finanziario pluriennale e’
trasmesso alla competente Sezione regionale di controllo della Corte
dei Conti, nonche’ alla Commissione di cui all’articolo 155 ((. .
.)). Entro il termine di ((sessanta giorni)) dalla data di
presentazione del piano, un’apposita sottocommissione della predetta
Commissione, composta esclusivamente da rappresentanti scelti, in
egual numero, dai Ministri dell’interno e dell’economia e delle
finanze tra i dipendenti dei rispettivi Ministeri ((e dall’ANCI)),
svolge la necessaria istruttoria anche sulla base delle Linee guida
deliberate dalla Sezione delle autonomie della Corte dei conti e
delle indicazioni fornite dalla competente Sezione regionale di
controllo della Corte dei Conti. All’esito dell’istruttoria, la
sottocommissione redige una relazione finale, con gli eventuali
allegati, che e’ trasmessa alla Sezione regionale di controllo della
Corte dei Conti dal competente Capo Dipartimento del Ministero
dell’interno e dal Ragioniere generale dello Stato, di concerto fra
2. In fase istruttoria, la sottocommissione di cui al comma 1 puo’
formulare rilievi o richieste istruttorie, cui l’ente e’ tenuto a
fornire risposta entro trenta giorni. Ai fini dell’espletamento delle
funzioni assegnate, la Commissione di cui al comma 1 si avvale, senza
diritto a compensi aggiuntivi, gettoni di presenza o rimborsi di
spese, di cinque segretari comunali e provinciali in disponibilita’,
nonche’ di cinque unita’ di personale, particolarmente esperte in
tematiche finanziarie degli enti locali, in posizione di comando o
distacco e senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato.
3. La sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, entro
il termine di 30 giorni dalla data di ricezione della documentazione
di cui al comma 1, delibera sull’approvazione o sul diniego del
piano, valutandone la congruenza ai fini del riequilibrio. In caso di
approvazione del piano, la Corte dei Conti vigila sull’esecuzione
dello stesso, adottando in sede di controllo, effettuato ((ai sensi
dell’articolo 243-bis, comma 6, lettera a),)) apposita pronuncia.
4. La delibera di accoglimento o di diniego di approvazione del
piano di riequilibrio finanziario pluriennale e’ comunicata al
5. La delibera di approvazione o di diniego del piano puo’ essere
impugnata entro 30 giorni, nelle forme del giudizio ad istanza di
parte, innanzi alle Sezioni riunite della Corte dei conti in speciale
composizione che si pronunciano, nell’esercizio della propria
giurisdizione esclusiva in tema di contabilita’ pubblica, ai sensi
dell’articolo 103, secondo comma, della Costituzione, entro 30 giorni
dal deposito del ricorso. Le medesime Sezioni riunite si pronunciano
in unico grado, nell’esercizio della medesima giurisdizione
esclusiva, sui ricorsi avverso i provvedimenti di ammissione al Fondo
di rotazione ((di cui all’articolo 243-ter)).
6. Ai fini del controllo dell’attuazione del piano di riequilibrio
finanziario pluriennale approvato, l’organo di revisione
economico-finanziaria dell’ente trasmette al Ministero dell’interno,
al Ministero dell’economia e delle finanze e alla competente Sezione
regionale della Corte dei Conti, entro quindici giorni successivi
alla scadenza di ciascun semestre, una relazione sullo stato di
attuazione del piano e sul raggiungimento degli obiettivi intermedi
fissati dal piano stesso, nonche’, entro il 31 gennaio dell’anno
successivo all’ultimo di durata del piano, una relazione finale sulla
completa attuazione dello stesso e sugli obiettivi di riequilibrio
7. La mancata presentazione del piano entro il termine di cui
all’articolo 243-bis, comma 5, il diniego dell’approvazione del
piano, l’accertamento da parte della competente Sezione regionale
della Corte dei conti di grave e reiterato mancato rispetto degli
obiettivi intermedi fissati dal piano, ovvero il mancato
raggiungimento del riequilibrio finanziario dell’ente al termine del
periodo di durata del piano stesso, comportano l’applicazione
dell”articolo 6, comma 2, del decreto legislativo n. 149 del 2011,
con l’assegnazione al Consiglio dell’ente, da parte del Prefetto, del
termine non superiore a venti giorni per la deliberazione del
dissesto.”
((243-quinquies (Misure per garantire la stabilita’ finanziaria
degli enti locali sciolti per fenomeni di infiltrazione e di
condizionamento di tipo mafioso). – 1. Per la gestione finanziaria
degli enti locali sciolti ai sensi dell’articolo 143, per i quali
sussistono squilibri strutturali di bilancio, in grado di provocare
il dissesto finanziario, la commissione straordinaria per la gestione
dell’ente, entro sei mesi dal suo insediamento, puo’ richiedere una
anticipazione di cassa da destinare alle finalita’ di cui al comma 2.
2. L’anticipazione di cui al comma 1, nel limite massimo di euro
200 per abitante, e’ destinata esclusivamente al pagamento delle
retribuzioni al personale dipendente e ai conseguenti oneri
previdenziali, al pagamento delle rate di mutui e di prestiti
obbligazionari, nonche’ all’espletamento dei servizi locali
indispensabili. Le somme a tal fine concesse non sono oggetto di
procedure di esecuzione e di espropriazione forzata.
3. L’anticipazione e’ concessa con decreto del Ministero
dell’interno di concerto con il Ministero dell’economia e delle
finanze, nei limiti di 20 milioni di euro annui a valere sulle
dotazioni del fondo di rotazione di cui all’articolo 243-ter.
4. Il decreto ministeriale di cui al comma 3 stabilisce altresi’ le
modalita’ per la restituzione dell’anticipazione straordinaria in un
periodo massimo di dieci anni a decorrere dall’anno successivo a
quello in cui e’ erogata l’anticipazione));
s) all’articolo 248 il comma 5 e’ sostituito dai seguenti:
“5. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 1 della legge 14
gennaio 1994, n. 20, gli amministratori che la Corte dei conti ha
riconosciuto, anche in primo grado, responsabili di aver contribuito
con condotte, dolose o gravemente colpose, sia omissive che
commissive, al verificarsi del dissesto finanziario, non possono
ricoprire, per un periodo di dieci anni, incarichi di assessore, di
revisore dei conti di enti locali e di rappresentante di enti locali
presso altri enti, istituzioni ed organismi pubblici e privati. I
sindaci e i presidenti di provincia ritenuti responsabili ai sensi
del periodo precedente, inoltre, non sono candidabili, per un periodo
di dieci anni, alle cariche di sindaco, di presidente di provincia,
di presidente di Giunta regionale, nonche’ di membro dei consigli
comunali, dei consigli provinciali, delle assemblee e dei consigli
regionali, del Parlamento e del Parlamento europeo. Non possono
altresi’ ricoprire per un periodo di tempo di dieci anni la carica di
assessore comunale, provinciale o regionale ne’ alcuna carica in enti
vigilati o partecipati da enti pubblici. Ai medesimi soggetti, ove
riconosciuti responsabili, le sezioni giurisdizionali regionali della
Corte dei conti irrogano una sanzione pecuniaria pari ad un minimo di
cinque e fino ad un massimo di venti volte la retribuzione mensile
lorda dovuta al momento di commissione della violazione.
5-bis. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 1 della legge
14 gennaio 1994, n. 20, qualora, a seguito della dichiarazione di
dissesto, la Corte dei conti accerti gravi responsabilita’ nello
svolgimento dell’attivita’ del collegio dei revisori, o ritardata o
mancata comunicazione, secondo le normative vigenti, delle
informazioni, i componenti del collegio riconosciuti responsabili in
sede di giudizio della predetta Corte non possono essere nominati nel
collegio dei revisori degli enti locali e degli enti ed organismi
agli stessi riconducibili fino a dieci anni, in funzione della
gravita’ accertata. La Corte dei conti trasmette l’esito
dell’accertamento anche all’ordine professionale di appartenenza dei
revisori per valutazioni inerenti all’eventuale avvio di procedimenti
disciplinari, nonche’ al Ministero dell’interno per la conseguente
sospensione dall’elenco di cui all’articolo 16, comma 25, del
decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni,
dalla legge 14 settembre 2011, n. 148. Ai medesimi soggetti, ove
ritenuti responsabili, le sezioni giurisdizionali regionali della
lorda dovuta al momento di commissione della violazione.”.
((1-bis. Il comma 168 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2005,
n. 266, e’ abrogato.
1-ter. A seguito di apposito monitoraggio, nel caso si verifichino
o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle
previsioni di cui all’articolo 243-ter del testo unico di cui al
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, introdotto dal comma 1,
lettera r), del presente articolo, i Ministri competenti propongono
annualmente, in sede di predisposizione del disegno di legge di
stabilita’, gli interventi correttivi necessari per assicurare la
copertura dei nuovi o maggiori oneri)).
2. Gli strumenti e le modalita’ di controllo interno di cui al
comma 1, lettera d), sono definiti con regolamento adottato dal
Consiglio e resi operativi dall’ente locale entro tre mesi dalla data
di entrata in vigore del presente decreto, dandone comunicazione al
Prefetto ed alla sezione regionale di controllo della Corte dei
conti. Decorso infruttuosamente il termine di cui al periodo
precedente, il Prefetto invita gli enti che non abbiano provveduto ad
adempiere all’obbligo nel termine di sessanta giorni. Decorso
inutilmente il termine di cui al periodo precedente il Prefetto
inizia la procedura per lo scioglimento del Consiglio ai sensi
dell’articolo 141 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli
enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e
3. ((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 7 DICEMBRE 2012, N. 213)).
4. ((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 7 DICEMBRE 2012, N. 213)).
((4-bis. All’atto della costituzione del collegio dei revisori
delle unioni di comuni, in attuazione dell’articolo 234, comma 3-bis,
del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di
cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, introdotto dal
comma 1, lettera m-bis), del presente articolo, decadono i revisori
in carica nei comuni che fanno parte dell’unione. Per la scelta dei
componenti del collegio dei revisori di cui al primo periodo si
applicano le disposizioni di cui all’articolo 16, comma 25, del
dalla legge 14 settembre 2011, n. 148)).
5. La condizione di deficitarieta’ strutturale di cui all’articolo
242, del citato Testo unico n. 267 del 2000, come modificato dal
comma 1, lettera p), continua ad essere rilevata, per l’anno 2013,
dalla tabella allegata al certificato sul rendiconto dell’esercizio
((5-bis. Al fine di favorire il ripristino dell’ordinata gestione
di cassa del bilancio corrente, i comuni che, nell’anno 2012, entro
la data di entrata in vigore del presente decreto, abbiano dichiarato
lo stato di dissesto finanziario di cui all’articolo 244 del testo
unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267, possono
motivatamente chiedere al Ministero dell’interno, entro il 15
dicembre 2012, l’anticipazione di somme da destinare ai pagamenti in
sofferenza, di competenza dell’esercizio 2012.
5-ter. L’assegnazione di cui al comma 5-bis, nella misura massima
di 20 milioni di euro, e’ restituita, in parti uguali, nei tre
esercizi successivi, entro il 30 settembre di ciascun anno. In caso
di mancato versamento entro il termine di cui al primo periodo, e’
disposto, da parte dell’Agenzia delle entrate, il recupero delle
somme nei confronti del comune inadempiente, all’atto del pagamento
allo stesso dell’imposta municipale propria di cui all’articolo 13
del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive
5-quater. Alla copertura degli oneri, derivanti nell’anno 2012
dalle disposizioni di cui al comma 5-bis, si provvede a valere sulla
dotazione del Fondo di rotazione di cui all’articolo 4, comma 1)).
6. All’articolo 6 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149,
«2-bis. Il decreto di scioglimento del consiglio, disposto per le
inadempienze di cui al comma 2, conserva i suoi effetti per un
periodo di almeno dodici mesi, fino ad una massimo di quindici
mesi.».
7. La Commissione di cui all’articolo 155 del predetto Testo unico
n. 267 del 2000, ovunque citata, assume la denominazione di
Commissione per la stabilita’ finanziaria degli enti locali.
((7-bis. All’articolo 3 del decreto legislativo 26 novembre 2010,
n. 216, dopo il comma 1 e’ aggiunto il seguente:
“1-bis. In ogni caso, ai fini della determinazione dei
fabbisogni standard di cui al presente decreto, le modifiche
nell’elenco delle funzioni fondamentali sono prese in considerazione
dal primo anno successivo all’adeguamento dei certificati di conto
consuntivo alle suddette nuove elencazioni, tenuto conto anche degli
esiti dell’armonizzazione degli schemi di bilancio di cui al decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118”)).
Pubblicato dicembre 19, 2012 da M in catania
Taggato con 2012, enti, locali, modifich, Testo, Unico	« Bandi PISU Comune di Catania pubblicati a valere su fondi strutturali (FESR)
spending review per enti locali»
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References: Art. 147

Art. 147

Art. 147

Art. 148
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articolo 243