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Timestamp: 2017-01-24 13:16:15+00:00

Document:
DISATTIVAZIONE ARMI - REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2015/2403 DELLA COMMISSIONE del 15 dicembre 2015
Regolamento che definisce orientamenti
comuni sulle norme e sulle tecniche di disattivazione per garantire che
le armi da fuoco disattivate siano rese irreversibilmente
inutilizzabili (Testo rilevante ai fini del SEE). (G.U. europea 19-12-2015)
relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi (1),
in particolare l'allegato I, parte III, secondo paragrafo,
(1) Conformemente all’articolo 4 della direttiva 91/477/CEE, gli Stati
membri garantiscono che le armi da fuoco o le loro parti immesse sul
mercato siano state provviste di marcatura e registrate in conformità
con detta direttiva o che siano state disattivate.
(2) Conformemente all’allegato I, parte III, primo paragrafo, lettera
a), della direttiva 91/477/CEE, gli oggetti che corrispondono alla
definizione di «armi da fuoco» non sono da includere in tale
definizione se sono stati resi definitivamente inutilizzabili mediante
una disattivazione tale da rendere tutte le parti essenziali dell’arma
da fuoco definitivamente inservibili e impossibili da asportare,
sostituire o modificare ai fini di un’eventuale riattivazione.
(3) Nell’allegato I, parte III, secondo paragrafo, della direttiva
91/477/CEE si impone agli Stati membri di adottare disposizioni che
prevedono la verifica, da parte di un’autorità competente, delle misure
di disattivazione al fine di garantire che le modifiche apportate
all’arma da fuoco la rendano irreversibilmente inutilizzabile. Gli
Stati membri sono altresì tenuti a prevedere il rilascio di un
certificato o di un documento attestante la disattivazione dell’arma da
fuoco o l’applicazione a tal fine sull’arma da fuoco di una marcatura
(4) L’Unione è parte del protocollo contro il traffico e la
fabbricazione illeciti di armi da fuoco, loro parti e componenti e
munizioni, addizionale alla convenzione delle Nazioni Unite contro la
criminalità organizzata transnazionale («il protocollo»), concluso con
la decisione 2014/164/UE del Consiglio (2).
(5)	L’articolo 9 del protocollo elenca i principi generali comuni di disattivazione che le parti sono tenute a soddisfare.
(6) Le norme e le tecniche di disattivazione irreversibile delle armi
da fuoco di cui al presente regolamento sono state stabilite con le
competenze tecniche della «Commissione intemazionale permanente per la
prova delle armi da fuoco» (C.I.P.). La C.I.P. è stata istituita per
verificare le attività dei centri nazionali di prova per le armi da
fuoco e, in particolare, per garantire la presenza in ciascun paese di
leggi e regolamenti che assicurino una prova efficiente ed uniforme di
(7) Al fine di garantire il massimo livello di sicurezza possibile per
la disattivazione delle armi da fuoco, la Commissione dovrebbe rivedere
e aggiornare con regolarità le specifiche tecniche stabilite nel
presente regolamento. A tal fine, la Commissione dovrebbe tener conto
dell’esperienza acquisita dagli Stati membri nell’applicazione di
eventuali ulteriori misure di disattivazione.
(8)	Il presente regolamento non osta all’applicazione dell’articolo 3 della direttiva 91/477/CEE.
(9) Tenendo conto del rischio per quanto riguarda la sicurezza, le armi
da fuoco disattivate prima della data di applicazione del presente
regolamento e che sono state immesse sul mercato, compresa la
trasmissione a titolo gratuito, di scambio o di baratto o trasferite in
un altro Stato membro dopo tale data devono essere soggette alle
(') GUL 256 del 13.9.1991, pag. 51.
(2) Decisione 2014/164/UE del Consiglio, dell’l 1 febbraio 2014,
relativa alla conclusione, a nome dell’Unione europea, del protocollo
delle Nazioni Unite contro la fabbricazione e il traffico illeciti di
armi da fuoco, loro parti e componenti e munizioni, addizionale alla
convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata
transnazionale (GU L 89, del 25.3.2014, pag. 7).
Articolo 1 - Campo di applicazione 1. Il presente regolamento si applica alle armi da
fuoco delle categorie A, B, C e D definite nell'allegato I della
direttiva 91/477/CEE.
2. Il presente regolamento non si applica alle armi da
fuoco disattivate prima della sua data di applicazione, a meno che tali
armi da fuoco siano trasferite in un altro Stato membro o immesse sul
Articolo 2 - Persone ed organismi autorizzati a disattivare le armi da fuoco
La disattivazione delle armi da fuoco è effettuata da organismi
pubblici o privati o da persone abilitate a farlo in conformità alla
Articolo 3 - Verifica e certificazione della disattivazione delle armi da fuoco
1. Gli Stati membri designano un'autorità competente
per verificare che la disattivazione dell'arma da fuoco sia stata
effettuata conformemente alle specifiche tecniche di cui all'allegato I
(«l'organismo di verifica»).
2. Se l'organismo di verifica è altresì autorizzato a
disattivare le armi da fuoco, gli Stati membri garantiscono una chiara
separazione dei compiti e delle persone che li eseguono nell'ambito di
tale organismo.
3. La Commissione pubblica sul proprio sito Internet
un elenco degli organismi di verifica designati dagli Stati membri,
comprese informazioni dettagliate sugli stessi, il simbolo di ogni
organismo nonché informazioni di contatto.
4. Se la disattivazione dell'arma da fuoco è stata
effettuata conformemente alle specifiche tecniche di cui all'allegato
I, l'organismo di verifica rilascia al proprietario dell'arma da fuoco
un certificato di disattivazione redatto secondo il modello di cui
all'allegato III. Tutte le informazioni contenute nel certificato di
disattivazione sono fornite sia nella lingua dello Stato membro in cui
è stato rilasciato, sia in inglese.
5. Il proprietario di un'arma da fuoco disattivata
conserva il certificato per sempre. Se l'arma da fuoco disattivata è
immessa sul mercato, deve essere accompagnata dal certificato di
6. Gli Stati membri assicurano che, per un periodo di
almeno 20 anni, sia tenuto un registro dei certificati rilasciati per
le armi da fuoco disattivate, con l'indicazione della data di
disattivazione e del numero del certificato.
Articolo 4 - Richieste di assistenza
Ogni Stato membro può chiedere l'assistenza degli organismi autorizzati
a disattivare le armi da fuoco o designati quali organismi di verifica
da parte di un altro Stato membro al fine di effettuare o verificare la
disattivazione delle armi da fuoco, rispettivamente. Con riserva di
accettazione della richiesta, qualora tale richiesta riguardi la
verifica della disattivazione delle armi da fuoco, l'organismo di
verifica che fornisce assistenza rilascia un certificato di
disattivazione in conformità dell'articolo 3, paragrafo 4.
Articolo 5 - Marcatura delle armi da fuoco disattivate
Le armi da fuoco disattivate sono contrassegnate da un marchio unico
comune secondo il modello di cui all'allegato II, per indicare che sono
state disattivate in conformità delle specifiche tecniche di cui
all'allegato I. Il marchio deve essere apposto dall'organismo di
verifica su tutti i componenti modificati per la disattivazione
dell'arma da fuoco e deve soddisfare i seguenti criteri:
a) essere chiaramente visibile e inamovibile;
b) recare informazioni sullo Stato membro in cui la disattivazione è
stata effettuata e sull’organismo di verifica che l’ha certificata;
c) i numeri di serie originali dell’arma da fuoco sono mantenuti.
Articolo 6 - Misure di disattivazione supplementari
Stati membri possono introdurre ulteriori misure sulla disattivazione
delle armi da fuoco nel loro territorio, che vanno oltre le specifiche
tecniche di cui all'allegato I. 2. La Commissione
esamina a scadenza regolare, con il comitato istituito dalla direttiva
91/477/CEE, le misure supplementari adottate dagli Stati membri e
valuta l'opportunità di rivedere le specifiche tecniche di cui
all'allegato I a tempo debito.
Articolo 7 - Trasferimento di armi da fuoco disattivate all'interno dell'Unione
armi da fuoco disattivate possono essere trasferite unicamente in un
altro Stato membro, a condizione che rechino il marchio unico comune e
siano accompagnate da un certificato di disattivazione a norma del
riconoscono i certificati di disattivazione rilasciati da un altro
Stato membro se questi soddisfano le prescrizioni di cui al presente
regolamento. Tuttavia, gli Stati membri che hanno introdotto misure
supplementari in conformità dell'articolo 6 possono chiedere la prova
che le armi da fuoco disattivate che devono essere trasferite nel loro
territorio siano conformi a tali misure supplementari.
Articolo 8 - Requisiti della notifica
Gli Stati membri notificano alla Commissione le misure che essi
adottano nel settore disciplinato dal presente regolamento, come pure
le misure supplementari introdotte a norma dell'articolo 6. A tale
scopo, gli Stati membri applicano le procedure di notifica di cui alla
direttiva (UE) 2015/1535.
presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo
alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
NB: Qui l'allegato originale da consultare in caso di dubbi
I. Le operazioni di disattivazione da effettuare al fine di
rendere le armi da fuoco irreversibilmente inutilizzabili sono definite
sulla base di tre tabelle:
— Tabella I, che elenca i diversi tipi di armi da fuoco,
— Tabella II, che descrive le operazioni da effettuare per
rendere ogni componente essenziale delle armi da fuoco
irreversibilmente inutilizzabile,
— Tabella III, che stabilisce quali operazioni di disattivazione
devono essere effettuate per i vari tipi di armi da fuoco.
II. Per tenere conto degli sviluppi tecnici delle armi da fuoco e
delle operazioni di disattivazione con il passare del tempo, le
presenti specifiche tecniche saranno rivedute e aggiornate
regolarmente, almeno ogni 2 anni.
III. Al fine di garantire un’applicazione corretta ed uniforme delle
operazioni di disattivazione delle armi da fuoco, la Commissione
intende elaborare definizioni in collaborazione con gli Stati membri.
Tabella I: Elenco dei tipi di armi da fuoco Tipi di armi da fuoco 1 Pistole (a colpo singolo, semiautomatiche) 2 Rivoltelle (comprese rivoltelle ad avancarica del tamburo) 3 Armi da fuoco lunghe a colpo singolo (non a canna basculante) 4 Armi
da fuoco a canna basculante (per esempio, a canna liscia, a canna
rigata, combinate, a blocco cadente, ad otturatore rollante, armi da
fuoco corte e lunghe) 5 Armi da fuoco lunghe a ripetizione (a canna liscia o rigata) 6 Armi da fuoco lunghe semiautomatiche (a canna liscia o rigata) 7 Armi
da fuoco (interamente) automatiche, ad esempio determinati tipi di
fucili d’assalto, pistole mitragliatrici, pistole (interamente)
automatiche 8 Armi da fuoco ad avancarica Tabella II: Operazioni specifiche per componente COMPONENTE PROCEDIMENTO CANNA
1.1. Se la canna è fissata al
telaio(1), bloccarla con un perno in acciaio temprato (diametro > 50
% della camera, almeno 4,5 mm) che passi attraverso la camera e il
telaio. Il perno deve essere saldato(2).
1.2. Se la canna è libera (non
fissata), tagliare un'apertura longitudinale su tutta la lunghezza
della camera (larghezza > ½ calibro, al massimo 8 mm) e saldare in
modo sicuro un perno o una barretta nella canna partendo dall'inizio
della camera (L ≥ 2/3 della lunghezza
della canna).
1.3. Nel primo terzo della canna
a partire dalla camera, praticare dei fori (di diametro pari ad almeno
2/3 del diametro dell'anima per le armi a canna liscia e all'intero
diametro dell'anima per tutte le altre armi, uno dietro l'altro, 3 per
le armi corte, 6 per le armi lunghe) oppure tagliare, dopo la camera,
un'apertura a V (angolo 60 ± 5°), che renda parzialmente aperta la
canna, oppure tagliare, dopo la camera, un'apertura longitudinale (di
larghezza pari a 8-10 mm ± 0,5 mm e di lunghezza ≥ 52 mm) nella stessa
dei fori, oppure tagliare un'apertura longitudinale (di larghezza pari
a 4 — 6 mm ± 0,5 mm dalla camera alla bocca, lasciando 5 mm alla bocca).
1.4 Per le canne con rampa di alimentazione, asportare la rampa di alimentazione.
1.5 Impedire l’asportazione della canna dal telaio mediante perni di acciaio temprato o mediante saldatura. 2. BLOCCO DI CULATTA, TESTA DEL- L’OTTURATORE 2.1. Asportare o accorciare il percussore 2.2.
Limare il lato anteriore dell’otturatore con un angolo di almeno 45
gradi che occupi una superficie di oltre il 50 % della superficie della
culatta. 2.3. Saldare il foro del percussore. 3. TAMBURO 3.1.
Eliminare tutte le pareti interne del tamburo per almeno 2/3 della
lunghezza limando un anello di diametro > = al diametro del bossolo.
Ove possibile, saldare per impedire l’asportazione del tamburo dal
telaio oppure, se ciò fosse impossibile, ricorrere a misure adeguate
per rendere impossibile l’asportazione. 4. CARRELLO 4.1. Limare o asportare più del 50 % della superficie della culatta con un’angolazione tra 45 e 90 gradi. 4.2. Asportare o accorciare il percussore. 4.3. Limare e saldare il foro del percussore. 4.4. Eliminare i tenoni nel carrello. 4.5.
Se possibile, limare l’interno del bordo anteriore superiore della
finestra di eiezione nel carrello creando un angolo di 4 5 gradi. 5. TELAIO (PISTOLE) 5.1. Asportare la rampa di alimentazione. 5.2. Eliminare almeno 2/3 delle guide del carrello su entrambi i lati del telaio. 5.3. Saldare il dispositivo di blocco del carrello. 5.4.
Impedire lo smontaggio delle pistole con telaio in polimero mediante
saldatura. In funzione delle normative nazionali, questa operazione può
essere effettuata dopo il controllo dell’autorità nazionale. 6. SISTEMA AUTOMATICO 6.1. Distruggere il pistone e il sistema di recupero del gas mediante taglio o saldatura. 6.2.
Asportare il blocco di culatta, sostituirlo con un pezzo di acciaio e
saldare quest’ultimo, oppure ridurre il blocco di almeno il 50 % e
asportare mediante taglio i tenoni di chiusura dalla testa
dell’otturatore. 6.3.
Saldare il meccanismo del grilletto in un pezzo unico e, se possibile,
saldarlo al telaio. Qualora non sia possibile saldare il meccanismo del
grilletto al telaio, asportarlo e riempire lo spazio vuoto in modo
adeguato (ad esempio incollandovi un pezzo che si incastri
perfettamente o colandovi resina epossidica). 6.4.
Impedire lo smontaggio del sistema di fissaggio dell’impugnatura al
telaio mediante saldatura o ricorrere a misure adeguate che rendano
tale smontaggio impossibile. Saldare in modo sicuro il meccanismo di
alimentazione delle armi con alimentazione a nastro. 7. AZIONE 7.1.
Limare un cono di almeno 60 gradi (angolo al vertice), al fine di
ottenere una base di diametro pari ad almeno 1 cm o al diametro della
superficie della culatta. 7.2.
Asportare il percussore, allargare il foro del percussore portandolo a
un diametro minimo di 5 mm e saldare detto foro. 8. CARICATORE (se del caso) 8.1.
Saldare il caricatore su diversi punti sul telaio o sull’impugnatura, a
seconda del tipo di arma, per impedirne l’asportazione 8.2.
In caso di assenza del caricatore, mettere punti di saldatura nella
sede del caricatore oppure fissarvi una chiusura in modo da impedire in
modo definitivo l’inserimento di un caricatore. 8.3. Inserire un perno di acciaio temprato attraverso il caricatore, la camera e il telaio. Fissare mediante saldatura. 9. AVANCARICA 9.1. Asportare o saldare il luminello, saldare il foro. 10. SILENZIATORE 10.1.
Impedire l’asportazione del silenziatore dalla canna usando un perno di
acciaio temprato o saldarlo qualora il silenziatore faccia parte
dell’arma. 10.2.
Rimuovere tutte le parti interne e i punti di fissaggio del
silenziatore in modo tale che resti solo un tubo. Praticare fori ogni 5
cm sul tubo esterno rimanente. Durezza degli inserti Durezza dei pemi/delle barrette = 58 -0; + 6 HRC Acciaio inossidabile per saldatura TIG, tipo ER 316 L Note:
(1) Canna fissata al telaio tramite viti o morsetti o in altro modo. (2) La saldatura è un processo di fabbricazione o di scultura in cui
sono riuniti materiali, solitamente metallici o termoplastici, grazie
alla fusione.
TIPO 1 2 3 4 5 6 7 8 PROCEDIMENTO Pistole (eccetto quelle automatiche) Rivoltelle Armi da fuoco lunghe a colpo singolo (non a canna basculante) Armi da fuoco a canna basculante (a canna liscia, a canna rigata, combinate) Armi da fuoco lunghe a ripetizione (a canna liscia o rigata) Armi da fuoco lunghe semiautomatiche (a canna liscia o rigata) Armi da fuoco automatiche: fucili d’assalto, pistole mitragliatrici Armi da fuoco ad avancarica 1.1 X X X X 1.2 e 1.3 X X X X X X X X 1.4 X X X 1.5 X 2.1 X X X X 2.2 X X X X 2.3 X X X X 3.1 X 3.2 X 4.1 X X (per pistole automatiche) 4.2 X X (per pistole automatiche) 4.3 X X (per pistole automatiche) 4.4 X X (per pistole automatiche) 4.5 X X X (per pistole automatiche) 5.1 X X (per pistole automatiche) 5.2
ALLEGATO II Modello per la marcatura delle armi da fuoco disattivate 1) Marchio di disattivazione 2) Paese di disattivazione — codice internazionale ufficiale 3) Simbolo dell'organismo che ha certificato la disattivazione dell'arma da fuoco 4) Anno di disattivazione Il marchio completo verrà apposto solo sul telaio dell'arma da fuoco,
mentre il marchio di disattivazione (1) e il paese di disattivazione
(2) saranno apposti su tutti gli altri componenti essenziali. ALLEGATO III
Modello di certificato (allegato in formato rtf) Nota di E. Mori
L'ottusità burocratica europea ha stracciato quella nostrana. Molte
disposizioni sono da barzelletta. Perché mai un silenziatore ridotto
alla condizione di tubo deve essere anche perforato? Molte delle
operazioni sono impegnative e costose e non richiedibili ad un semplice
colmo dell'imbecillità burocratica è là dove si richiede che il
certificato sia scritto su carta non falsificabile. Basterà usare la
carta dei biglietti da 500 Euro? Direi di no perché a Napoli li
falsificano molto bene! E' importante il fatto che le
armi disattivate prima dell'8 aprile 2016 possono essere detenute senza
alcuna ulteriore operazione o certificazione e senza passare per il
Banco di prova. E' sufficiente una semplice dichiarazione di chi ha
eseguito la disattivazione. La disattivazione di armi conuni può essere
fatta dai fabbricanti e dai riparatori. Quella di armi da guerra, solo
dai fabbricanti con licenza per le armi da guerra. Si veda qui il commento :DISATTIVAZIONE: NUOVE REGOLE (Angelo Vicari) e qui la circolare dell'aprile 2016 email - Edoardo Mori top

References: Articolo 1

Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8