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Timestamp: 2018-06-24 00:23:47+00:00

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P.R.G. Leverano PARTE SECONDA - NORME IGIENICO-SANITARIE E COSTRUTTIVE TITOLO I - PRESCRIZIONI IGIENICO-SANITARIE - PDF
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1 P.R.G. Leverano PARTE SECONDA - NORME IGIENICO-SANITARIE E COSTRUTTIVE TITOLO I - PRESCRIZIONI IGIENICO-SANITARIE Art. 42 Salubrità del terreno... " 93 Art Isolamento dall'umidità... " 94 Art Isolamento termico... " 96 Art Isolamento fonico... " 97 Art Classificazione delle acque... " 98 Art Modalità di scarico delle acque... " 99 Art Rifornimento idrico... " 102 Art Impianto elettrico... " 103 Art Deposito temporaneo di rifiuti solidi. " 104 Art Eliminazione di fumi, vapori ed esalazioni... " 105 Art Impianti speciali... " 107 Art Impianti per le lavorazioni insalubri.. " 108 TITOLO II - PRESCRIZIONI ANTINCENDIO Art Caratteristiche dei fabbricati di altezza inferiore a m 24,00... " 110 Art Centrali termiche... " 112 Art Autorimesse... " 116 Art Impianti idrici di difesa antincendi... " 117 IV
2 P.R.G. Leverano Art Nulla-osta dei vigili del fuoco... pag. 118 Art Criteri di sicurezza per impianti domestici di gas liquefatto... " 119 Art Criteri di sicurezza per impianti centralizzati di riscaldamento condizionamento... " 120 Art Rinvio a leggi particolari... " 121 TITOLO III - CARATTERISTICHE DEI LOCALI PER L'ABITABILITA' O L'AGIBILITA' Art Classificazione dei locali... " 122 Art Caratteristiche dei locali... " 124 Art Classificazione dei piani... " 130 Art Soffitti inclinabili e soppalchi... " 131 Art Piani interrati... " 132 Art Piani seminterrati... " 133 Art Sottotetti... " 134 Art Locali integrativi per la residenza... " 135 TITOLO IV - NORME RIGUARDANTI LA GODIBILITA' GENERALE DELLE ATTREZZATURE E DELLE STRUTTURE EDILIZIE Art Prescrizioni e norme riguardanti le eliminazione delle barriere architet- toniche... " 136 Art Percorsi pedonali... " 139 Art Parcheggi pubblici e/o di pertinenza delle costruzioni e posti macchina... " 141 Art Accessi... " 144 V
3 P.R.G. Leverano Art Piattaforma di distribuzione... pag. 145 Art Scale... " 146 Art Rampe... " 148 Art Ascensori... " 149 Art Corridoi e passaggi... " 152 Art Porte... " 153 Art Pavimenti... " 155 Art Locali igienici... " 156 Art Apparecchi elettrici di comando e di segnalazione... " 160 Art Impianti telefonici... " 161 Art Sale e luoghi per riunioni e spettacoli. " 163 TITOLO V - PRESCRIZIONI PER I MATERIALI DA COSTRUZIONE, PER I CARATTERI ESTERNI DEGLI EDIFICI E PER L'ARREDO URBANO Art Norme di buona costruzione... " 164 Art Zoccolatura... " 167 Art Elementi aggettanti... " 168 Art Allineamento degli edifici... " 171 Art Intercapedini... " 172 Art Coperture e volumi tecnici... " 173 Art Spazi scoperti interni agli edifici ed uso dei distacchi tra fabbricati... " 175 Art Uscita dalle autorimesse, rampe e passi carrabili... " 176 Art Marciapiedi e porticati... " 178 Art Recinzioni... " 179 VI
4 P.R.G. Leverano Art Cassette per la corrispondenza e contatori del gas, dell'energia elettrica e dell'acqua... pag. 180 Art Provvedimenti per le costruzioni che minacciano pericolo... " 181 Art Aspetto e manutenzione degli edifici... " 182 Art Tinteggiature e rivestimenti... " 184 Art Antenne radio-televisive... " 185 Art Decoro ed arredo urbano... " 186 Art Mostre, vetrine ed insegne in genere... " 187 Art Tabelle e numeri civici... " 191 Art Tende aggettanti su spazio pubblico... " 192 Art Esecuzione di opere su edifici di interesse monumentale, storico ed ambientale... " 194 Art Rinvenimento di opere di pregio artistico e storico... " 196 Art Zone verdi e parchi... " 197 Art Parcheggi... " 198 TITOLO VI - DISCIPLINA DELLA FABBRICAZIONE ED ATTREZZATURE RURALI Art Norme edilizie... " 199 Art Norme igieniche... " 201 Art Impianto di riscaldamento ad acqua calda... " 203 Art Manutenzione delle abitazioni rurali... " 204 VII
5 P.R.G. Leverano Art Collegamenti alla viabilità... pag. 205 Art Condizioni minime di abitabilità delle abitazioni rurali esistenti... " 206 Art Osservanza delle prescrizioni minime di abitabilità... " 207 Art Ispezioni del Dirigente di Igiene, sanzioni... " 208 Art Stalle e concimaie... " 209 Art. 116 bis Canali del demanio sstatale e comunale " 210 bis VIII
6 P A R T E S E C O N D A NORME IGIENICO-SANITARIE E COSTRUTTIVE 92
7 T I T O L O I PRESCRIZIONI IGIENICO- EDILIZIE Art.42 - SALUBRITA' DEL TERRENO E' vietato realizzare nuove costruzioni su terreni che siano serviti come deposito di immondizie, letame o di altro materiale insalubre, che abbia comunque potuto inquinare il suolo, se non dopo aver completamente risanato il sottosuolo corrispondente. Se il terreno oggetto di edificazione è umido e/o soggetto ad infiltrazioni di acque sotterranee o superficiali, deve essere operato un sufficiente drenaggio. In ogni caso è fatto obbligo di adottare provvedimenti atti ad impedire che l' umidità pervenga alle murature e/o strutture sovrastanti. 93
8 Art ISOLAMENTO DALL'UMIDITA' Qualsiasi edificio deve essere isolato dall' umidità del suolo. I locali, classificati nel successivo Art.62 come A1 e S1, devono avere, indipendentemente dalla quota del pavimento nei confronti del terreno a sistemazione avvenuta, il piano di calpestio isolato mediante solaio distaccato dal terreno stesso a mezzo di intercapedine aereata. Nel caso di locali, classificati nel successivo Art.62, come A2, è sufficiente che il piano di calpestio poggi su vespazio aereato dello spessore minimo pari a 30 cm,indipendendentemente dalla quota del pavimento nei confronti del terreno circostante a sistemazione avvenuta. In entrambi i casi, qualora i suddetti locali (A1, A2 ed S1) risultino anche parzialmente al disotto della quota del terreno circostante, a sistemazione avvenuta, deve essere prevista un' efficiente intercapedine aereata che circondi i predetti locali per la parte interrata. Comunque il solaio deve essere posto ad un livello superiore alla falda freatica ed al livello di massima piena delle fognature di scarico, risultando ciò attraverso una relazione, con calcoli ed elaborati, da sottoporre al Comune unitamente alla richiesta di Concessione o Autorizzazione. Il Comune può concedere porzioni di terreno pubblico per la creazione di intercapedini, riservandosi la facoltà d' uso per il passaggio di tubazioni, cavi od altro e purch dette 94
9 intercapedini siano lasciate completamente libere. Le griglie di aereazione,eventualmente aperte sul marciapiede,devono pre sentare resistenza alla ruota di un automezzo ed avere caratteristiche tali da non costituire pericolo per i pedoni, per le carrozzine dei bambini e per le persone con ridotte o impedite capacità motorie. Per le altre caratteristiche delle intercapedini si richiama il successivo Art.89. Tutte le murature devono essere isolate da stratificazio- ni impermeabili continue poste al disotto del piano di calpestio interno. Tutti i pavimenti dei locali seminterrati o situati a livello del terreno, costruiti su vespaio, devono essere isolati mediante uno strato di materiale impermeabili. In caso di copertura piana di una costruzione o di parte di essa, la copertura medesima deve essere impermeabilizzata mediante stratificazioni impermeabili continue secondo le più moderne tecnologie. Per gli edifici del Centro Storico le predette norme si applicano, per quanto compatibili con le caratteristiche costruttive, con i materiali e le tecnologie tradizionali. 95
10 Art ISOLAMENTO TERMICO Tutte le costruzioni devono rispettare la legislazione vigente in materia di coibentazione e di consumo energetico. Qualora le destinazioni lo richiedano, le unità immobiliari devono essere dotate di impianto di riscaldamento. La temperatura di progetto dell'area interna deve rispettare quanto prescritto dalla legislazione vigente in materia e deve essere uguale in tutti i locali abitati e nei servizi, esclusi i ripostigli. Nelle condizioni di occupazione ed uso degli alloggi, le superfici interne delle parti opache delle pareti non devono presentare tracce di condensanzione permanente. Nel caso di nuove costruzioni o di ristrutturazioni di edifici esistenti, deve essere rispettata la rispondenza delle caratteristiche di isolamento termico previsto dalla Legge nø.10 del 09/01/1991 e dal D.P.R. nø 412 del 26/8/93. 96
11 Art ISOLAMENTO FONICO Negli edifici di nuova costruzione,nelle sopraelevazioni, negli ampliamenti o nelle ristrutturazioni di fabbricati esistenti, per tutti i locali classificati nel successivo Art.62 come A1-A2, devono essere adottati sistemi idonei ed adeguati per l' isolamento fonico. I materiali utilizzati per la costruzione e la loro messa in opera devono garantire un' adeguata protezione acustica ai locali di cui sopra per quanto concerne i rumori da calpestio, da impianti od apparecchi comunque installati nel fabbricato, da rumori e suoni aerei provenienti da locali attigui o da spazi destinati a servizi comuni, dal traffico veicolare, facendo riferimento alle disposizioni legislative vigenti e/o agli standars consigliati dal Ministero dei LL.PP. o da altri qualifica ti organi pubblici. In ogni caso, la soglia di rumorosità relativa ad ogni singolo locale non deve superare i 70 db per frequenze tra 100 e 3000 Hz misurate con metodi normalizzati. Per le pareti perimetrali di ogni singola unità immobiliare tale soglia non deve superare i 45 db. E' opportuno distaccare, mediante giunti elastici o simili,le strutture perimetrali del fabbricato dalle pavimentazioni stradali e da qualunque altra struttura rigida in contatto con l' esterno. 97
12 Art CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE In base ai contenuti della legislazione vigente (Legge 10/05/76, nø319 " Norme per la tutela delle acque dall'inquinamento ", G.U. nø 141, del 29/05/76; e successive modifiche ed integrazioni, D.L. 10/08/76 nø 544 e Legge 8/10/76 nø 690) le acque di scarico sono distinte nelle seguenti categorie: - ACQUE METEORICHE comprendono le acque piovane e quelle derivanti dallo scioglimento delle nevi; - ACQUE NERE comprendono le acque degli scarichi dei lavandini, lavelli, vasche da bagno, docce, bidet ed ogni altro accessorio con analoga funzione e le acque non inquinanti provenienti da procedimenti di lavaggio, compiuti da imprese artigianali o commerciali; - ACQUE LURIDE sono gl i scarichi di natura organica dei vasi e delle latrine di qualsiasi tipo; - ACQUE INQUINANTI sono quelle di qualsiasi provenienza e considerate tali dalle vigenti normative in materia di inquinamenti. 98
13 Art MODALITA' DI SCARICO DELLE ACQUE Per il deflusso delle acque meteoriche, di cui al precedente Art.46, deve essere prevista apposita rete di tubazioni totalmente indipendente. Per il deflusso delle acque nere, di cui al precedente Art.46, deve essere prevista una rete di tubazione autonoma, opportunamente dimensionata, di materiale atto a resistere alle alte temperature e dotata di sistemi di aereazione con condotte di aspirazione sino alla copertura. Gli innesti di detta rete devono avvenire con l'impiego di sifoni ispezionabili. Le acque luride, di cui al precedente Art.46, devono essere convogliate in una fossa biologica dimensionata in rapporto alle caratteristiche della costruzione nonch alla volumetria abitativa. Detta fossa deve essere anche in grado di garantire la degradazione biologica delle materie organiche e deve essere ubicata all' esterno della costruzione su suolo privato, ad una distanza non inferiore a metri 1,00 (uno) dalle murature perimetrali e comunque secondo il Regolamento Regionale nø 4 del 3/11/89. Le acque luride,cos depositate,devono essere convogliate in apposito pozzo nero a tenuta stagna con le prescrizioni del citato Regolamento Regionale nø 4 del 3/11/89. Le acque meteoriche, quando defluiscono verso aree o spazi di uso pubblico o privato, devono essere condotte con tubi 99
14 verticali fino al suolo. I predetti tubi verticali, se appli- cati esternamente, devono essere costituiti da materiale re- sistente nella parte terminale di altezza non inferiore a m 2,50 dal suolo, posti incassati nella parete di supporto, in modo da non formare aggetto. L' allacciamento allo scarico generale delle acque nere e luride deve essere realizzato solo mediante sifone ispeziona- bile e a chiusura ermetica posto all'esterno della costruzio- ne, in conformità alle disposizioni legislative vigenti. Per le acque inquinanti,di cui al precedente Art.46, vale quanto disposto dalla relativa normativa legislativa e rego- lamentare. In mancanza di rete fognante,lo smaltimento dei liquami provenienti dall'interno degli edifici deve avvenire mediante la costruzione, a cura e spese dei concessionari, di appositi impianti, con l' osservanza dei criteri, metodi e norme tecniche stabilite a riguardo dalle norme vigenti ed in particolare dal Regolamento Regionale nø 4 del 3/11/89. Gli allacciamenti alle reti della pubblica fognatura, an- che se resi obbligatori dal Comune, sono costruiti a cura dell' Ente Autonomo Acquedotto Pugliese ed a spese dei proprietari degli edifici ai quali debbono servire. I condotti non dovranno avere nè aperture nè interruzioni di sorta nel loro percorso. Tutte le giunzioni dei tubi dovranno risultare perfetta- mente impermeabili. I proprietari delle case hanno l' obbligo di mantenere in 100
15 perfetto stato tanto i canali di gronda quanto i tubi di scarico. I tubi non debbono trovarsi in contatto con le pareti delle rispettive incassature. I tubi delle pluviali non potranno funzionare da esalatori delle tubazioni di fogna, nè si potrà immettere in essi alcun altro scarico all'infuori dell'acqua piovana proveniente dalle coperture degli stabili. Le acque dei cortili, degli spazi liberi, delle strade private e degli edifici stessi verrano raccolte in appositi pozzetti e guidate con tubature metalliche o di gres di diametro,proporzionato alle aree pubbliche di deflusso e con pendenza sufficiente. Nelle vie,ove manchi la fogna stradale, ma si trovino solamente cunette o fognoli laterali, potranno essere immessi in questi le sole acque meteoriche dei tetti e dei cortili. 101
16 Art RIFORNIMENTO IDRICO Qualunque costruzione deve essere provvista di acqua potabile proveniente dall' acquedotto E.A.A.P. ovvero da pozzo privato. In tale ultimo caso, la potabilità deve essere garantita da un certificato rilasciato dal Laboratorio Provinciale di Igiene e Profilassi e l'uso deve essere consentito dal Dirigente di Igiene. L' impianto idrico deve essere progettato in modo da garantire un' adeguata e proporzionata distribuzione dell'acqua in ragione del numero degli utenti, secondo le prescrizioni legislative vigenti. Gli impianti per la distribuzione dell'acqua potabile internamente all' edificio devono essere costruiti a regola d' arte e nel caso di locali con pavimenti a quota tale che non possa essere garantita una regolare erogazione, deve provvedersi con apposito apparecchio di sollevamento. 102
17 Art IMPIANTO ELETTRICO Qualunque costruzione deve essere dotata di impianto e- lettrico realizzato secondo quanto stabilito dalla legislazione e dai regolamenti vigenti. In particolare tutte le unità immobiliari adibite ad abitazioni devono essere dotate di dispositivi di sicurezza in grado di salvaguardare l' incolumità degli utenti, ed essere conformi alla Legge nø 46/
18 Art DEPOSITO TEMPORANEO DI RIFIUTI SOLIDI I fabbricati nuovi o ristrutturati, devono disporre di un deposito per contenere i recipienti delle immondizie dimensionati in rapporto alle caratteristiche volumetriche e funzionali dei fabbricati stessi. E'opportuno che detto deposito sia anche provvisto di due separati recipienti, uno per il recupero della carta pulita ed uno per contenere i rifiuti solidi riciclabili (lattine, bottiglie, etc.). Detto deposito deve essere ubicato in prossimità ed allo stesso livello della strada, preferibilmente nel fabbricato, purch con accesso ed aereazione diretta dall' esterno, facilmente raggiungibile dalle scale e/o ascensori. Se ubicato nel fabbricato, deve essere dotato anche di un sistema di ventilazione realizzato con tubazioni di sezione non inferiore a cmq 250, con sbocco sulla copertura; se ubicato all'esterno, il ricambio dell'aria deve essere assicura- to mediante apposita griglia con superficie minima di cmq Detto deposito deve avere pareti impermeabilizzate ed essere munito di presa d' acqua e di scarico sifonato. 104
19 Art ELIMINAZIONE DEI FUMI, VAPORI ED ESALAZIONI Gli impianti di riscaldamento relativi a singole unità immobiliari, gli apparecchi a fiamma libera, le stufe ed i camini devono essere muniti di canne fumarie indipendenti con scarico sulla copertura. Tutte le canne di scarico devono prolungarsi per almeno un metro al disopra del tetto o della terrazza e la fuoriuscita dei fumi deve avvenire a non meno di 10 m da qualsiasi finestra a quota uguale o superiore. Le canne fumarie, se esterne alle murature o tamponature, deveno essere studiate con opportuna soluzione architettoni- ca. Per i fumi che abbiano caratteristiche nocive all' igiene ed alla pulizia, occorre prevedere impianti di depurazione secondo le norme legislative vigenti (Legge 13/7/1966, nø 615 " Provvedimenti contro l' inquinamento atmosferico", G.U. nø 201 del 13/8/1966; e D.P.R. 24/10/1967, nø 1288 " Regolamento per l'esecuzione della Legge 13/7/1966, nø 615", limitatamen- te agli impianti termici, suppl. G.U. nø 6 del 9/1/1968. Tutti i locali classificati nel successivo Art.62 come A1 e destinati a cucine devono essere dotati di tubazioni di sfogo opportunamente dimensionate e con scarico sulla coper- tura del fabbricato. Il posto di cottura, eventualmente annesso al locale sog- giorno, deve comunicare ampiamente con quest'ultimo ed essere munito di adeguato impianto d'aspirazione forzata sui fornel- 105
20 li. Tutti i locali, classificati nel successivo Art.62 come S1, sprovvisti di aperture all'esterno devono essere dotati di impianto d'aspirazione forzata ossia con scarico sulla copertura. In tal caso in detti locali è proibita l' installazione di apparecchi a fiamma libera. 106
21 Art IMPIANTI SPECIALI Nei casi di adozione di impianti d' aereazione, oppure di aria condizionata,la cui realizzazione deve essere, comunque, affidata a ditte specializzate, l'amministrazione Comunale, su parere del Dirigente di Igiene, può, caso per caso, stabilire prescrizioni diverse dalle precedenti per i locali di categoria A ed S, di cui al successivo art. 62. Alla domanda di Concessione deve essere allegato uno schema dell' impianto. Invece, prima dell' effettivo rilascio della Concessione,deve essere presentato il progetto esecutivo dettagliato dell'impianto,firmato da un tecnico abilitato, unitamente ad una relazione illustrativa delle caratteristiche tecniche dello stesso. Il rilascio dell' autorizzazione di abitabilità e/o agibilità dei locali è subordinata al parere favorevole del Diri - gente di Igiene ed al collaudo dell'impianto effettuato da un tecnico abilitato. Su tali impianti deve essere richiesto un parere preven- tivo agli organi competenti. 107
22 Art IMPIANTI PER LE LAVORAZIONI INSALUBRI Gli impianti e le attrezzature per la produzione, la lavorazione ed il deposito di sostanze e prodotti riconosciuti insalubri, secondo la vigente legislazione (Artt. 216 e 217 del R.D. 27/7/1934 nø 1265, Suppl. G.U. del 9/8/1934 nø 196 "T.U. delle Leggi Sanitarie" e D.M. 23 / 12 / 1976 nø 9, relativo all'elenco dell'industrie insalubri), e iscritti alla prime classe, non possono essere ubicati nelle zone residenziali, ma soltanto nelle aree destinate dallo strumento urbanistico ad insediamenti industriali ed artigianali od in quelle in cui tale attività sono consentite e devono, in ogni caso, essere tenuti distanti dalle abitazioni. 108
23 T I T O L O II PRESCRIZIONI ANTINCENDIO Art CARATTERISTICHE DEI FABBRICATI DI ALTEZZA INFERIORE A M 24,00 Ai fini della prevenzione incendi nei fabbricati d'altez- za inferiore a m 24,00 devono essere rispettate le seguenti condizioni: 1) le gabbie delle scale e degli ascensori, dei relativi ac- cessi e disimpegni, non devono avere alcuna comunicazione con i magazzini, depositi, negozi e laboratori; 2) le rampe delle scale e dei pianerottoli devono avere strutture portanti in cemento armato ed altri materiali resistenti al fuoco ed all'urto. La larghezza minima delle rampe e dei pianerottoli delle scale che disimpegnano pi di una unità immobiliare non può essere inferiore a m 1,20, salvo che norme specifiche richiedano dimensioni maggiori (in particolare per l'eliminazione delle barriere architettoniche). Tale larghezza, se il fabbricato non è servito da ascensore, deve essere aumentata di 10 cm ogni due piani serviti, oltre ai primi due; 3) ogni scala può servire una superficie coperta non superio- re a mq 400; 4) le pareti delle gabbie delle scale e degli ascensori devo- no avere uno spessore minimo di cm 18,00 se in muratura di mattoni pieni, di cm 15,00 se in cemento armato e di 109
24 cm 30,00 se in muratura di tufo; 5) scale ed ascensori possono arrivare alle cantine solo attraverso zone scoperte e disimpegni provvisti di porta metallica, aereati direttamente dall' esterno con superficie minima di aereazione di mq 0,50; 6) tutti gli insediamenti,le cui unità abitative presentano i prospetti provvisti di vani non raggiungibili con autoscala aerea, ovvero, presentano gli androni delle scale e del cortile,non direttamente accessibili dalla via pubblica,e comunque condizionati da recinzioni, delimitazioni, e simili e non sono servite da scale a prova di fumo, devono essere raggiungibili tramite un passo carrabile, idoneo al transito degli automezzi di soccorso dei VV.FF. (dimensioni minime: larghezza ed altezza m 4,00). 110
25 Art CENTRALI TERMICHE A) - CENTRALE TERMICA A COMBUSTIBILE LIQUIDO: La centrale termica a combustibile liquido deve rispetta- re le seguenti condizioni: 1) le strutture dei locali devono avere le caratteristiche di resistenza al fuoco previste dalle vigenti disposi- zioni in materia; 2) il canale da fumo del camino,nonch la camera di raccol- ta, che per le caratteristiche costruttive, dimensiona- mento, etc. devono essere conformi a quanto richiesto dalle norme del regolamento antismog, non possono essere ubicati all'interno di locali autorimessa, magazzini,etc La separazione da detti locali,(ferma restando l' osser- vanza delle norme previste dal regolamento antismog),de- ve essere realizzata con strutture in cemento armato, prive d'aperture; 3) nella realizzazione degli impianti (caldaia, serbatoio, canale da fumo, camera di raccolta, etc.) devono essere osservate tutte le norme prescritte dalla legislazione vigente; 4) Qualora il deposito di olio combustibile o di gasolio superi i 25 mc deve essere richiesto alla prefettura il relativo decreto per l' autorizzazione all'esercizio del deposito stesso. B) - CENTRALE TERMICA A GAS DI RETE La centrale termica a gas di rete deve rispettare le se- 111
26 guenti condizioni: 1) le aperture di aereazione del locale caldaia devono risultare di superficie non inferiore a quella indicata nei dati caratteristici dell'impianto termico e comunque non inferiore a mq 0,50; 2) le strutture dei locali e dei relativi impianti devono essere realizzati con le caratteristiche previste dalle vigenti disposizioni; 3) il misuratore del gas deve essere installato all'esterno dello stabile; 4) tutti i materiali, gli apparecchi, le installazioni e gli impianti alimentati con gas combustibile devono essere realizzati in conformità alle leggi vigenti secondo le regole specifiche della buona tecnica per la salvaguardia della sicurezza; 5) il locale dell' impianto termico non deve essere sottostante ad autorimesse, scuole, caserme, sale di riunione o comunque locali destinati a collettività. 112
27 Art AUTORIMESSE Sono denominate autorimesse gli spazi di parcheggio pubblico o privato con copertura permanente. In esse la superficie minima, destinata ad un posto macchina, è stabilita in 15,00 mq comprensivi degli spazi di sosta e manovra. 1) Il solaio di separazione con i sovrastanti o sottostanti locali deve essere in cemento armato ovvero in altri materiali incombustibili e resistenti al fuoco o resi tali. In quest' ultimo caso deve essere presentato, per la preventiva approvazione del Comando dei VV.FF., il progetto esecutivo delle strutture. 2) L'autorimessa non deve avere alcuna comunicazione diretta con le scale, ascensori ed altri locali non facenti parte dell' autorimessa. La separazione dell'autorimessa stessa deve essere eseguita con muro tagliafuoco dello spessore minimo di due teste di mattoni pieni. Intercapedini di aereazione devono essere ad uso esclusivo del locale. Le scale e gli ascensori devono condurre alle autorimesse solo attraverso zone protette con porte tagliafuoco. 3) Le rampe di accesso non possono avere pendenza superiore al 20% e devono avere larghezza tale da consentire il traffico contemporaneo di due veicoli nei due sensi e co- munque non inferiore a m 4,00. 4) L'altezza minima netta non può essere inferiore a m 2,50. 5) In posizione opposta all' ingresso devono essere realizzate una o più uscite di sicurezza per le persone. Tali uscite devono essere raggiungibili con percorsi non 113
28 superiori a 30,00 m. Le scale devono essere racchiuse in gabbie di muratura dotate al piede di porta metallica. Tali scale non possono terminare sotto grigliato o botola ed essere del tipo a piolo infisso nel muro, salvo diversa prescrizione dei VV.F. 6) Le grandi autorimesse, al piano terra,devono essere compartimentate con strutture di mattoni pieni a due teste in modo che ciascun compartimento non abbia superficie maggiore di mq Le autorimesse,al primo piano interrato,devono avere, invece, compartimenti di superficie non superiore a mq 1500 e quelle, al secondo piano interrato,compartimenti di superficie non superiore a mq 750. Tra le autorimesse del primo e secondo piano interrato non deve sussistere alcuna comunicazione e le intercapedini devono essere diaframmate in modo da rendere indipendente la aereazione di ogni piano. Ciascun compartimento deve essere servito da rampa di accesso indipendente. I compartimenti possono essere tra loro comunicanti mediante aperture, per il passaggio dei veicoli, munito di serramenti metallici a chiusura automatica. Per la suddivisione in compartimenti delle autorimesse deve essere presentato un progetto per la preventiva autorizzazione. 7) Gli impianti elettrici devono essere eseguiti a regola d' arte e conformi alle norme CEI. 8) Gli scarichi delle acque di lavaggio devono essere muni- 114
29 ti, prima del collegamento alla fognatura cittadina, di idoneo pozzetto a "trappola". 9) Nelle autorimesse interrate non si possono ricavare locali destinati ad officina con uso di fiamme libere o di verniciatura. 10) In prossimità di uno degli ingressi o al piede della ram- pa di ogni compartimento della autorimessa deve essere installata una bocca da incendio da mm 45 U.N.I.,derivata direttamente dall'acquedotto cittadino, posta in cassetta metallica con sportello munito di vetro frangibile e corredata di lancia e tubo di mandata di lunghezza tale da poter raggiungere ogni punto del locale. 11) Nelle autorimesse, poste al secondo piano interrato,deve essere installato un impianto di spegnimento automatico a pioggia,realizzato secondo le norme legislative vigenti in materia. Deve essere presentato un progetto dettaglia- to per la preventiva approvazione da parte del comando provinciale dei VV.F. 12) Devono essere installati nø 1 estintore a schiuma da li- tri 10 o di tipo equivalente e nø 2 secchielli con sabbia ogni 60,00 mq di superficie utile. 13) Qualora l'autorimessa sia prevista in aderenza ad edifici destinati a collettività (scuole, teatri, cinematografi, grandi empori, etc.) deve essere presentato un grafico riproducente l' esatta situazione dei luoghi. 14) L' autorimessa deve avere aperture di aereazione naturale non inferiori, a secondo dell' ubicazione e dell' altezza 115
30 dell'autorimessa stessa, a quelle indicate nella tabello in seguito riportata, integrate, per tutte le autorimesse ai piani interrati e per quelle al piano terra avente superficie di aereazione su un solo lato,da impianti di aereazione meccanica o da camini di aereazione sfocianti nell' atmosfera a quota superiore alla copertura del fabbricato. Le canalizzazioni di immissione e di estrazione dell'aria devono essere in lamiera.in caso di impianto ad estrazione dell' aria, le prese di aspirazione devono essere a cm dal pavimento ed il canale di espulsione deve terminare a un metro oltre la copertura del fabbricato sovrastante o adiacente l'autorimessa. La superficie di aereazione naturale, in nessun caso, può essere inferiore a 1/20 della superficie del pavimento. Una frazione della superficie dei vani di aereazione naturale deve essere completamente priva di serramenti con aperture create su almeno due pareti esterne in basso, in prossimità del pavimento ed in alto in prossimità dei soffitti dei locali. 116
31 Art IMPIANTI IDRICI DI DIFESA ANTINCENDIO Dovranno essere protetti mediante impianti idrici interni di difesa antincendio: a) gli edifici con altezza maggiore o uguale a metri 24,00; b) i fabbricati destinati alla collettività o con un discreto afflusso di pubblico quali: - alberghi, scuole, collegi, ospedali, case di cura, etc.; - grandi sale di riunione capaci di almeno 100 persone, sale da cinematografo, da ballo, per rappresentazioni, anche se sia ammesso pubblico non pagante, grandi magazzini, etc.; c) le costruzioni con particolari destinazioni d' uso quali: - depositi di combustibile, di legname, scuderie, autorimesse, etc.. Le caratteristiche di tali impianti dovranno corrispondere alle prescrizioni stabilite dal Comando Provinciale dei VV.F. 117
32 Art NULLA-OSTA DEI VIGILI DEL FUOCO Il nulla-osta del Comando Provinciale dei VV.F. è e- spressamente richiesto per il rilascio del certificato di a- gibilità o di abitabilità, di cui al precedente Art. 36 del presente Regolamento nel caso di edifici di altezza superiore a m 24,00, di costruzioni industriali o di carattere speciale (ricettivi, ricreativi, culturali, commerciali, comunitari, etc.), di autorimesse, di centrali termiche e comunque per tutti i fabbricati destinati ad attività soggette ai con- trolli di prevenzione incendio in base alle disposizioni le- gislative vigenti. 118
rue ALL. B regolamento urbanistico edilizio aprile 2014 progettista dott.arch. Filippo Albonetti analisi geologiche prof. Pier Luigi Vercesi
PROVINCIA DI PIACENZA COMUNE DI TRAVO rue regolamento urbanistico edilizio progettista dott.arch. Filippo Albonetti analisi geologiche prof. Pier Luigi Vercesi committente Amministrazione Comunale Travo

References: Art. 42
 Art. 116
 Art.42
 Art.62
 Art.62
 Art.89
 Art.62
 Art.46
 Art.46
 Art.46
 Art.46
 Art.62
 Art.62
 art. 62
 Art. 36