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⭐REGOLAMENTI REGOLAMENTO (CE) N. 834/2007 DEL CONSIGLIO. del 28 giugno 2007
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1 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 189/1 I (Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione è obbligatoria) REGOLAMENTI REGOLAMENTO (CE) N. 834/2007 DEL CONSIGLIO del 28 giugno 2007 relativo alla produzione biologica e all etichettatura dei prodotti biologici e che abroga il regolamento (CEE) n. 2092/91 IL CONSIGLIO DELL UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l articolo 37, vista la proposta della Commissione, visto il parere del Parlamento europeo ( 1 ), considerando quanto segue: (1) La produzione biologica è un sistema globale di gestione dell azienda agricola e di produzione agroalimentare basato sull interazione tra le migliori pratiche ambientali, un alto livello di biodiversità, la salvaguardia delle risorse naturali, l applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali e una produzione confacente alle preferenze di taluni consumatori per prodotti ottenuti con sostanze e procedimenti naturali. Il metodo di produzione biologico esplica pertanto una duplice funzione sociale, provvedendo da un lato a un mercato specifico che risponde alla domanda di prodotti biologici dei consumatori e, dall altro, fornendo beni pubblici che contribuiscono alla tutela dell ambiente, al benessere degli animali e allo sviluppo rurale. (2) Il contributo del settore dell agricoltura biologica è in aumento nella maggior parte degli Stati membri. La domanda dei consumatori è cresciuta notevolmente negli ultimi anni. Le recenti riforme della politica agricola comune, con l accento da esse posto sull orientamento al mercato e sull offerta di prodotti di qualità confacenti alle esigenze dei consumatori, saranno probabilmente un ulteriore stimolo per il mercato dei prodotti biologici. In questo contesto, la normativa sulla produzione biologica assume una funzione sempre più rilevante nell ambito della politica agricola ed è strettamente correlata all evoluzione dei mercati agricoli. (3) Il quadro normativo comunitario che disciplina il settore della produzione biologica dovrebbe porsi come obiettivo ( 1 ) Parere del 22 maggio 2007 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale). quello di garantire la concorrenza leale e l efficace funzionamento del mercato interno dei prodotti biologici, nonché di tutelare e giustificare la fiducia del consumatore nei prodotti etichettati come biologici. Dovrebbe inoltre proporsi di creare le condizioni propizie allo sviluppo del settore, in linea con l evoluzione della produzione e del mercato. (4) La comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo su un Piano d azione europeo per l agricoltura biologica e gli alimenti biologici propone di migliorare e rafforzare le norme comunitarie applicabili all agricoltura biologica e le disposizioni in materia di importazioni e di controlli. Nelle conclusioni del 18 ottobre 2004, il Consiglio ha invitato la Commissione a rivedere il quadro normativo comunitario in materia, nell intento di semplificarlo, curarne la coerenza d insieme e, in particolare, stabilire principi che favoriscano l armonizzazione delle norme e, ove possibile, ridurre il livello di dettaglio. (5) È pertanto opportuno esplicitare maggiormente gli obiettivi, i principi e le norme applicabili alla produzione biologica, in modo da favorire la trasparenza, la fiducia del consumatore e una percezione armonizzata del concetto di produzione biologica. (6) A tale fine, il regolamento (CEE) n. 2092/91 del Consiglio, del 24 giugno 1991, relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli e all indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari ( 2 ) dovrebbe essere abrogato e sostituito da un nuovo regolamento. (7) Occorre stabilire un quadro normativo comunitario generale per la produzione biologica, applicabile alla produzione vegetale, animale e di acquacoltura comprendente norme relative alla raccolta di vegetali selvatici e di alghe marine selvatiche, norme sulla conversione e norme sulla produzione di alimenti, vino compreso, e mangimi ( 2 ) GU L 198 del , pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 394/2007 della Commissione (GU L 98 del , pag. 3).2 L 189/2 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea trasformati e di lievito biologico. La Commissione dovrebbe autorizzare l uso di prodotti e sostanze e decidere i metodi da utilizzare nell agricoltura biologica e nella trasformazione di alimenti biologici. (16) Poiché l allevamento biologico è un attività legata alla terra, è opportuno che gli animali abbiano accesso, ogniqualvolta sia possibile, a spazi all aria aperta o a pascoli. (8) Occorre favorire l ulteriore sviluppo della produzione biologica, in particolare promuovendo l impiego di nuove tecniche e sostanze più adatte alla produzione biologica. (9) Gli organismi geneticamente modificati (OGM) e i prodotti derivati od ottenuti da OGM sono incompatibili con il concetto di produzione biologica e con la percezione che i consumatori hanno dei prodotti biologici. Essi non dovrebbero quindi essere utilizzati nell agricoltura biologica o nella trasformazione di prodotti biologici. (10) L obiettivo perseguito è quello di limitare per quanto possibile la presenza di OGM nei prodotti biologici. Le soglie di etichettatura esistenti rappresentano massimali legati esclusivamente alla presenza accidentale e tecnicamente inevitabile di OGM. (11) L agricoltura biologica dovrebbe fare affidamento prevalentemente sulle risorse rinnovabili nell ambito di sistemi agricoli organizzati a livello locale. Al fine di limitare al minimo l uso di risorse non rinnovabili, i rifiuti e i sottoprodotti di origine animale e vegetale dovrebbero essere riciclati per restituire gli elementi nutritivi alla terra. (12) La produzione biologica vegetale dovrebbe contribuire a mantenere e a potenziare la fertilità del suolo nonché a prevenirne l erosione. Le piante dovrebbero essere nutrite preferibilmente attraverso l ecosistema del suolo anziché mediante l apporto di fertilizzanti solubili. (13) Gli elementi essenziali del sistema di gestione della produzione biologica vegetale sono la gestione della fertilità del suolo, la scelta delle specie e delle varietà, la rotazione pluriennale delle colture, il riciclaggio delle materie organiche e le tecniche colturali. Si dovrebbe ricorrere all aggiunta di concimi, ammendanti e prodotti fitosanitari soltanto se tali prodotti sono compatibili con gli obiettivi e i principi dell agricoltura biologica. (17) L allevamento biologico dovrebbe rispettare criteri rigorosi in materia di benessere degli animali e soddisfare le specifiche esigenze comportamentali degli animali secondo la specie, e la gestione della salute degli animali dovrebbe basarsi sulla prevenzione delle malattie. A questo proposito, si dovrebbe prestare particolare attenzione alle condizioni di stabulazione, alle pratiche zootecniche e alla densità degli animali. Inoltre la scelta delle razze dovrebbe tenere conto della loro capacità di adattamento alle condizioni locali. Le norme di attuazione relative alla produzione animale e di acquacoltura dovrebbero garantire quanto meno l osservanza delle disposizioni della Convenzione europea sulla protezione degli animali negli allevamenti e delle successive raccomandazioni del suo comitato permanente. (18) La produzione animale biologica dovrebbe tendere a completare i cicli produttivi delle diverse specie animali con animali allevati secondo il metodo biologico. Tale sistema dovrebbe favorire pertanto l ampliamento della banca di geni di animali biologici, migliorare l autosufficienza, assicurando così lo sviluppo del settore. (19) I prodotti biologici trasformati dovrebbero essere ottenuti mediante procedimenti atti a garantire la persistenza dell integrità biologica e delle qualità essenziali del prodotto in tutte le fasi della catena di produzione. (20) Gli alimenti trasformati dovrebbero essere etichettati come biologici solo quando tutti o quasi tutti gli ingredienti di origine agricola sono biologici. Si dovrebbero tuttavia prevedere disposizioni speciali di etichettatura per gli alimenti trasformati comprendenti ingredienti di origine agricola che non si possono ottenere con metodi biologici, come nel caso dei prodotti della caccia e della pesca. Inoltre, ai fini dell informazione dei consumatori, della trasparenza del mercato e per stimolare l uso di ingredienti biologici, si dovrebbe anche consentire, a determinate condizioni, di inserire nell elenco degli ingredienti riferimenti alla produzione biologica. (14) La produzione animale è una componente essenziale dell organizzazione della produzione agricola nelle aziende biologiche, in quanto fornisce la materia organica e gli elementi nutritivi necessari alle colture e quindi contribuisce al miglioramento del suolo e allo sviluppo di un agricoltura sostenibile. (15) Al fine di evitare l inquinamento dell ambiente, in particolare delle risorse naturali come il suolo e l acqua, la produzione animale biologica dovrebbe prevedere, in linea di principio, uno stretto legame tra tale produzione e la terra, idonei sistemi di rotazione pluriennale e l alimentazione degli animali con prodotti vegetali provenienti dall agricoltura biologica coltivati nell azienda stessa o in aziende biologiche vicine. (21) È opportuno prevedere un applicazione flessibile delle norme di produzione, che consenta di adattare le norme e i requisiti della produzione biologica alle condizioni climatiche o geografiche locali, alle particolari pratiche zootecniche e ai vari stadi di sviluppo. Ciò dovrebbe consentire l applicazione di norme eccezionali, ma solo nei limiti di precise condizioni specificate nella normativa comunitaria. (22) È importante preservare la fiducia del consumatore nei prodotti biologici. Le eccezioni ai requisiti della produzione biologica dovrebbero essere pertanto strettamente limitate ai casi in cui sia ritenuta giustificata l applicazione di norme meno restrittive.3 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 189/3 (23) A tutela del consumatore e a garanzia della concorrenza leale, i termini utilizzati per indicare i prodotti biologici dovrebbero essere protetti contro la loro utilizzazione su prodotti non biologici nell intera Comunità e indipendentemente dalla lingua impiegata. Detta protezione dovrebbe valere anche per i derivati e le abbreviazioni di uso corrente di tali termini, utilizzati singolarmente o in abbinamento. (24) Per dare chiarezza ai consumatori in tutto il mercato comunitario, occorre rendere obbligatorio il logo UE per tutti i prodotti alimentari biologici in imballaggio preconfezionato ottenuti nella Comunità. Si dovrebbe altresì poter utilizzare il logo UE su base volontaria nel caso di prodotti biologici non preconfezionati ottenuti nella Comunità o per i prodotti biologici importati da paesi terzi. (25) Si ritiene tuttavia opportuno limitare l utilizzazione del logo UE ai prodotti che contengono unicamente, o quasi unicamente, ingredienti biologici, in modo da non trarre in inganno i consumatori sulla natura biologica dell intero prodotto. Pertanto non se ne dovrebbe consentire l utilizzazione nell etichettatura di prodotti in conversione o di alimenti trasformati in cui meno del 95 % degli ingredienti di origine agricola siano biologici. (31) Per garantire che i prodotti biologici siano ottenuti in conformità dei requisiti stabiliti dal quadro normativo comunitario relativo alla produzione biologica, le attività svolte dagli operatori in tutte le fasi della produzione, preparazione e distribuzione dei prodotti biologici dovrebbero essere soggette ad un sistema di controllo istituito e gestito in conformità delle disposizioni del regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali ( 1 ). (32) In certi casi può sembrare sproporzionato imporre i requisiti di notifica e di controllo a determinate categorie di dettaglianti, ad esempio quelli che vendono prodotti direttamente al consumatore o all utilizzatore finale. È pertanto opportuno che gli Stati membri abbiano facoltà di esentare questi operatori da tali requisiti. Per evitare frodi è tuttavia necessario escludere dall esenzione gli operatori che producono, preparano o immagazzinano prodotti, salvo che sia in connessione con il punto vendita, o che importano prodotti biologici o hanno subappaltato tali attività a terzi. (26) Il logo UE non dovrebbe in alcun caso impedire l utilizzazione simultanea di loghi nazionali o privati. (27) Inoltre, per evitare pratiche ingannevoli e qualsiasi confusione tra i consumatori circa l origine comunitaria o meno del prodotto, ogniqualvolta sia utilizzato il logo UE i consumatori dovrebbero essere informati del luogo in cui sono state coltivate le materie prime agricole di cui il prodotto è composto. (28) La normativa comunitaria dovrebbe promuovere un concetto armonizzato di produzione biologica. Le autorità competenti, le autorità di controllo e gli organismi di controllo dovrebbero astenersi da qualsiasi condotta che potrebbe creare ostacoli alla libera circolazione dei prodotti conformi certificati da un autorità o da un organismo situati in un altro Stato membro. In particolare non dovrebbero imporre controlli o oneri finanziari aggiuntivi. (29) A fini di coerenza con la normativa comunitaria vigente in altri settori, nel caso della produzione animale e vegetale si dovrebbe consentire agli Stati membri di applicare, nei rispettivi territori, norme di produzione nazionali più rigorose delle norme comunitarie relative alla produzione biologica, purché le norme nazionali in questione si applichino anche alla produzione non biologica e siano altrimenti conformi al diritto comunitario. (30) È vietato l uso di OGM nella produzione biologica. A fini di chiarezza e di coerenza, occorre precludere la possibilità di etichettare come biologico un prodotto che deve essere etichettato come contenente OGM, costituito da OGM o derivato da OGM. (33) I prodotti biologici importati nella Comunità europea dovrebbero poter essere immessi sul mercato comunitario come biologici se sono stati prodotti secondo norme di produzione e sottoposti ad un regime di controllo conformi o equivalenti a quelli stabiliti dalla legislazione comunitaria. Inoltre, i prodotti importati nell ambito di un regime equivalente dovrebbero essere muniti di un certificato rilasciato dall autorità competente o dall autorità o organismo di controllo riconosciuti del paese terzo interessato. (34) La valutazione dell equivalenza per i prodotti importati dovrebbe tener conto delle norme internazionali del Codex alimentarius. (35) È ritenuto opportuno mantenere l elenco dei paesi terzi riconosciuti dalla Commissione come aventi norme di produzione e regimi di controllo equivalenti a quelli stabiliti dalla legislazione comunitaria. Per i paesi terzi che non figurano in tale elenco, la Commissione dovrebbe compilare un elenco delle autorità di controllo e degli organismi di controllo riconosciuti competenti ad espletare le funzioni di controllo e di certificazione nei paesi terzi interessati. (36) Occorre raccogliere informazioni statistiche che permettano di ricavare dati attendibili necessari per l attuazione ed il monitoraggio del presente regolamento, e quali strumenti per i produttori, gli operatori di mercato ed i responsabili politici. Le informazioni statistiche necessarie dovrebbero essere definite nel contesto del programma statistico comunitario. ( 1 ) GU L 165 del , pag. 1; rettifica nella GU L 191 del , pag. 1.4 L 189/4 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea (37) Il presente regolamento dovrebbe applicarsi a decorrere da una data fissata in modo da lasciare alla Commissione il tempo sufficiente per adottare le misure necessarie per la sua attuazione. (38) Le misure necessarie per l attuazione del presente regolamento dovrebbero essere adottate conformemente alla decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione ( 1 ). (39) L evoluzione dinamica del settore biologico, alcune questioni altamente sensibili connesse con il metodo di produzione biologico e la necessità di assicurare il corretto funzionamento del mercato interno e del sistema di controllo rendono opportuno prevedere una futura revisione delle norme comunitarie relative all agricoltura biologica, tenendo conto dell esperienza acquisita attraverso l applicazione di dette norme. (40) In attesa dell adozione di norme comunitarie di produzione dettagliate per talune specie animali, piante acquatiche e microalghe, gli Stati membri dovrebbero avere la facoltà di prevedere l applicazione di norme nazionali o, in mancanza di queste, norme private da essi accettate o riconosciute, HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO: TITOLO I OGGETTO, CAMPO DI APPLICAZIONE E DEFINIZIONI Articolo 1 Oggetto e campo di applicazione 1. Il presente regolamento fornisce la base per lo sviluppo sostenibile della produzione biologica e, nel contempo, assicura l efficace funzionamento del mercato interno, garantisce una concorrenza leale, assicura la fiducia dei consumatori e ne tutela gli interessi. Esso stabilisce obiettivi e principi comuni per rafforzare le norme definite nel quadro del presente regolamento concernenti: a) tutte le fasi della produzione, preparazione e distribuzione dei prodotti biologici nonché il loro controllo; b) l uso di indicazioni riferite alla produzione biologica nell etichettatura e nella pubblicità. 2. Il presente regolamento si applica ai seguenti prodotti, provenienti dall agricoltura, inclusa l acquacoltura, qualora siano immessi sul mercato o siano destinati ad essere immessi sul mercato: a) prodotti agricoli vivi o non trasformati; b) prodotti agricoli trasformati destinati ad essere utilizzati come alimenti; ( 1 ) GU L 184 del , pag. 23. Decisione modificata dalla decisione 2006/512/CE (GU L 200 del , pag. 11). c) mangimi; d) materiale di propagazione vegetativa e sementi per la coltivazione. Non si considerano i prodotti della caccia e della pesca di animali selvatici come facenti parte della produzione biologica. Il presente regolamento si applica anche ai lieviti utilizzati come alimenti o come mangimi. 3. Il presente regolamento si applica a qualsiasi operatore che esercita attività in qualunque fase della produzione, preparazione e distribuzione relative ai prodotti di cui al paragrafo 2. Tuttavia le operazioni di ristorazione collettiva non sono soggette al presente regolamento. Gli Stati membri possono applicare norme nazionali o, in mancanza di queste, norme private, sull etichettatura e il controllo dei prodotti provenienti da operazioni di ristorazione collettiva nella misura in cui tali norme sono conformi alla normativa comunitaria. 4. Il presente regolamento si applica, fatte salve le altre disposizioni comunitarie o nazionali, in conformità del diritto comunitario riguardante i prodotti specificati nel presente articolo, quali le disposizioni che disciplinano la produzione, la preparazione, la commercializzazione, l etichettatura e il controllo, compresa la normativa in materia di prodotti alimentari e di alimentazione degli animali. Articolo 2 Definizioni Ai fini del presente regolamento si intende per: a) «produzione biologica»: l impiego dei metodi di produzione in conformità delle norme stabilite nel presente regolamento, in tutte le fasi della produzione, preparazione e distribuzione; b) «fasi della produzione, preparazione e distribuzione»: qualsiasi fase a partire dalla produzione primaria di un prodotto biologico fino al magazzinaggio, alla trasformazione, al trasporto, alla vendita o fornitura al consumatore finale inclusi, e se pertinente l etichettatura, la pubblicità, le attività di importazione, esportazione e subappalto; c) «biologico»: ottenuto mediante la produzione biologica o ad essa collegato; d) «operatore»: la persona fisica o giuridica responsabile del rispetto delle disposizioni del presente regolamento nell ambito dell impresa biologica sotto il suo controllo; e) «produzione vegetale»: la produzione di prodotti agricoli vegetali inclusa la raccolta di piante selvatiche a fini commerciali;5 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 189/5 f) «produzione animale»: la produzione di animali terrestri domestici o addomesticati (compresi gli insetti); competenza e, se del caso, l autorità omologa di un paese terzo; g) «acquacoltura»: la definizione che figura nel regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio, del 27 luglio 2006, relativo al Fondo europeo per la pesca ( 1 ); h) «conversione»: la transizione dall agricoltura non biologica a quella biologica entro un determinato periodo di tempo, durante il quale sono state applicate le disposizioni relative alla produzione biologica; i) «preparazione»: le operazioni di conservazione e/o di trasformazione di prodotti biologici, compresa la macellazione e il sezionamento dei prodotti animali, nonché il confezionamento, l etichettatura e/o le modifiche apportate all etichettatura riguardo all indicazione del metodo di produzione biologico; j) «alimenti», «mangimi» e «immissione sul mercato»: si applicano le definizioni date nel regolamento (CE) n. 178/ 2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare ( 2 ); k) «etichettatura»: i termini, le diciture, le indicazioni, i marchi di fabbrica, i nomi commerciali, le immagini o i simboli riguardanti imballaggi, documenti, avvisi, etichette, cartoncini, nastri o fascette e presenti su di essi, che accompagnano o si riferiscono a un prodotto; l) «prodotto alimentare in imballaggio preconfezionato»: la definizione di cui all articolo 1, paragrafo 3, lettera b), della direttiva 2000/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 marzo 2000, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l etichettatura e la presentazione dei prodotti alimentari, nonché la relativa pubblicità ( 3 ); o) «autorità di controllo»: organo della pubblica amministrazione di uno Stato membro al quale l autorità competente ha conferito, in toto o in parte, la propria competenza per l ispezione e la certificazione nel settore della produzione biologica conformemente alle disposizioni del presente regolamento, o anche, secondo i casi, l autorità omologa di un paese terzo o l autorità omologa operante in un paese terzo; p) «organismo di controllo»: un ente terzo indipendente che effettua ispezioni e certificazioni nel settore della produzione biologica conformemente alle disposizioni del presente regolamento o anche, secondo i casi, l organismo omologo di un paese terzo o l organismo omologo operante in un paese terzo; q) «marchio di conformità»: un marchio attestante la conformità ad un determinato insieme di norme o ad altri documenti normativi; r) «ingredienti»: la definizione di cui all articolo 6, paragrafo 4, della direttiva 2000/13/CE; s) «prodotti fitosanitari»: i prodotti definiti dalla direttiva 91/ 414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativa all immissione in commercio dei prodotti fitosanitari ( 4 ); t) «organismo geneticamente modificato (OGM)»: un qualsiasi organismo cui si applica la definizione della direttiva 2001/ 18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 marzo 2001, sull emissione deliberata nell ambiente di organismi geneticamente modificati e che abroga la direttiva 90/220/ CEE del Consiglio ( 5 ), e che non è ottenuto mediante l impiego delle tecniche di modificazione genetica di cui all allegato I.B di tale direttiva; u) «derivato da OGM»: derivato interamente o parzialmente da OGM, ma non contenente OGM o da essi costituito; m) «pubblicità»: qualsiasi presentazione al pubblico, con mezzi diversi dall etichettatura, che intende o potrebbe influenzare e determinare atteggiamenti, convinzioni e comportamenti atti a promuovere direttamente o indirettamente la vendita di prodotti biologici; n) «autorità competente»: l autorità centrale di uno Stato membro competente per l organizzazione dei controlli ufficiali nel settore della produzione biologica conformemente alle disposizioni stabilite ai sensi del presente regolamento, o qualsiasi altra autorità investita di tale ( 1 ) GU L 223 del , pag. 1. ( 2 ) GU L 31 dell , pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 575/2006 (GU L 100 dell , pag. 3). ( 3 ) GU L 109 del , pag. 29. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2006/142/CE della Commissione (GU L 368 del , pag. 110). v) «ottenuto da OGM»: derivato mediante l uso di un OGM come ultimo organismo vivente nel processo di produzione, ma non contenente OGM o da essi costituito né ottenuto da OGM; w) «additivi per mangimi»: i prodotti definiti dal regolamento (CE) n. 1831/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003, sugli additivi destinati all alimentazione animale ( 6 ); ( 4 ) GU L 230 del , pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2007/31/CE della Commissione (GU L 140 dell , pag. 44). ( 5 ) GU L 106 del , pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1830/2003 (GU L 268 del , pag. 24). ( 6 ) GU L 268 del , pag. 29. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 378/2005 della Commissione (GU L 59 del , pag. 8).6 L 189/6 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea x) «equivalente» (nella descrizione di sistemi o misure differenti): atto a realizzare gli stessi obiettivi e rispondente agli stessi principi applicando norme che assicurano lo stesso livello di garanzia di conformità; y) «ausiliare di fabbricazione»: qualsiasi sostanza non consumata come ingrediente alimentare in quanto tale, utilizzata intenzionalmente nella trasformazione di materie prime, alimenti e relativi ingredienti per raggiungere un determinato scopo tecnologico durante il trattamento o la trasformazione e il cui impiego può risultare nella presenza non intenzionale ma tecnicamente inevitabile di residui della sostanza o di suoi derivati nel prodotto finale, e purché i suddetti residui non presentino rischi sanitari e non abbiano alcun effetto tecnologico sul prodotto finito; z) «radiazioni ionizzanti»: radiazioni come definite dalla direttiva 96/29/Euratom del Consiglio, del 13 maggio 1996, che stabilisce le norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti ( 1 ), e con le limitazioni di cui alla direttiva 1999/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 febbraio 1999, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti gli alimenti e i loro ingredienti trattati con radiazioni ionizzanti ( 2 ); aa) «operazioni di ristorazione collettiva»: la preparazione di prodotti biologici in ristoranti, ospedali, mense e altre aziende alimentari analoghe nel punto di vendita o di consegna al consumatore finale. TITOLO II OBIETTIVI E PRINCIPI DELLA PRODUZIONE BIOLOGICA Articolo 3 Obiettivi La produzione biologica persegue i seguenti obiettivi generali: a) stabilire un sistema di gestione sostenibile per l agricoltura che: i) rispetti i sistemi e i cicli naturali e mantenga e migliori la salute dei suoli, delle acque, delle piante e degli animali e l equilibrio tra di essi; i contribuisca a un alto livello di diversità biologica; assicuri un impiego responsabile dell energia e delle risorse naturali come l acqua, il suolo, la materia organica e l aria; b) mirare a ottenere prodotti di alta qualità; c) mirare a produrre un ampia varietà di alimenti e altri prodotti agricoli che rispondano alla domanda dei consumatori di prodotti ottenuti con procedimenti che non danneggino l ambiente, la salute umana, la salute dei vegetali o la salute e il benessere degli animali. Articolo 4 Principi generali La produzione biologica si basa sui seguenti principi: a) la progettazione e la gestione appropriate dei processi biologici fondate su sistemi ecologici che impiegano risorse naturali interne ai sistemi stessi con metodi che: i) utilizzano organismi viventi e metodi di produzione meccanici; i iv) praticano la coltura di vegetali e la produzione animale legate alla terra o l acquacoltura che rispettano il principio dello sfruttamento sostenibile della pesca; escludono l uso di OGM e dei prodotti derivati o ottenuti da OGM ad eccezione dei medicinali veterinari; si basano su valutazione del rischio e, se del caso, si avvalgono di misure di precauzione e di prevenzione; b) la limitazione dell uso di fattori di produzione esterni. Qualora fattori di produzione esterni siano necessari ovvero non esistano le pratiche e i metodi di gestione appropriati di cui alla lettera a), essi si limitano a: i) fattori di produzione provenienti da produzione biologica; i sostanze naturali o derivate da sostanze naturali; concimi minerali a bassa solubilità; c) la rigorosa limitazione dell uso di fattori di produzione ottenuti per sintesi chimica ai casi eccezionali in cui: i) non esistono le pratiche di gestione appropriate; e iv) rispetti criteri rigorosi in materia di benessere degli animali e soddisfi, in particolare, le specifiche esigenze comportamentali degli animali secondo la specie; non siano disponibili sul mercato i fattori di produzione esterni di cui alla lettera b); o ( 1 ) GU L 159 del , pag. 1. ( 2 ) GU L 66 del , pag. 16. Direttiva modificata dal regolamento (CE) n. 1882/2003 (GU L 284 del , pag. 1). i l uso di fattori di produzione esterni di cui alla lettera b) contribuisce a creare un impatto ambientale inaccettabile; Vedere altro
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References: articolo 37
 Articolo 1
 Articolo 2
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 articolo 6
 Articolo 3
 Articolo 4
 art. 2
 Art. 73