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Timestamp: 2019-01-16 20:51:04+00:00

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Procuratore x Amministrativo x Concernente x Concorso x Diritto x Processo x Seconda x Quest´oggi x
SENTENZA N. 32781 DEL 19/12/2018
elezioni dei consigli degli ordini forensi - art. 3 comma 3, l. n. 113 del 2017 - ineleggibilità degli avvocati che abbiano già espletato due mandati consecutivi - mandati in parte espletati prima del 21 luglio 2017 - rilevanza.
SENTENZA N. 19282 DEL 19/07/2018
società tra professionisti ex art. 10 l. n. 183 del 2011 costituita da avvocati - partecipazione di professionista iscritto in altro albo professionale – requisiti di costituzione e dell´organo di gestione.
SENTENZA N. 30990 UD. 01/06/2018 - DEPOSITO DEL 09/07/2018
sentenza ex art. 599 bis cod. proc. pen. – modifica introdotta dalla legge 23 giugno 2017, n. 103 – motivi proponibili con ricorso per cassazione – individuazione.
SENTENZA N. 18621 UD. 23/06/2016 - DEPOSITO DEL 14/04/2017
giudice militare – conflitto di giurisdizione - procedimento – intervento del pubblico ministero - individuazione - procuratore generale della corte di cassazione.
SENTENZA N. 12280 DEL 15/06/2016
responsabilità professionale – tardiva proposizione di appello avverso sentenza di condanna a pena detentiva – danno risarcibile – liquidazione – criterio equitativo.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 15015 DEL 08/06/2018
indennizzi inail - prescrizione triennale breve ex art. 112 del t.u. - domanda amministrativa - efficacia interruttiva - permanenza o meno fino all´esito del procedimento amministrativo.
ORDINANZA N. 26221 DEL 03/11/2017
processo amministrativo - condizione di procedibilità dell´istanza di prelievo – non manifesta infondatezza e rilevanza della questione di costituzionalità dell´art. 54, comma 2, d. l. n. 112 del 2008, conv. con modif. in l. n. 133 del 2008, e modificato dall´art. 3, comma 23, all. 4 al d.lgs. n. 104 del 2010 e dall´art. 1, comma 3, lett. a), n. 6), del d.lgs. n. 195 del 2011.
SENTENZA N. 17620 DEL 17/07/2017
provvedimenti che, in via generale, negano la forza pubblica per tutte le esecuzioni degli sfratti per un certo periodo dell´anno - impugnazione - giurisdizione amministrativa - fondamento.
SENTENZA N. 31282 UD. 24/05/2017 - DEPOSITO DEL 22/06/2017
cognizione del giudice - atto amministrativo - presupposto del reato - illegittimità - questione oggetto di giudicato amministrativo - preclusione per il giudice penale - sussistenza - condizioni.
SENTENZA N. 12332 DEL 17/05/2017
atti di un procedimento amministrativo sanzionatorio - principio della scissione degli effetti tra notificante e destinatario dell´atto - applicabilità - condizioni.
ORDINANZA N. 10409 DEL 27/04/2017
energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili - tariffe - soppressione dell´aggiornamento istat - retroattività - controversia - giurisdizione amministrativa esclusiva.
SENTENZA N. 1767 UD. 07/04/2016 - DEPOSITO DEL 16/01/2017
sicurezza pubblica - in genere – daspo amministrativo - condotta commessa &´in occasione o a causa di manifestazioni sportive&´ – atti di violenza realizzati all´interno di un impianto sportivo ma non durante l´effettivo svolgimento della manifestazione sportiva – configurabilità dei presupposti per il daspo – indicazione.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 23232 DEL 15/11/2016
medesimi fatti originanti illecito penale ed amministrativo - assoluzione nel procedimento penale - conseguenze - "ne bis in idem" in ambito euro-unitario - ambito di operatività - rinvio pregiudiziale alla corte di giustizia.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 20675 DEL 13/10/2016
condotta illecita – condanna penale irrevocabile – procedimento amministrativo d´irrogazione di sanzione – conformità all´art. 50 cdfue – rinvio pregiudiziale alla corte di giustizia.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 14593 DEL 15/07/2016
agenzia regionale per la protezione dell´ambiente (a.r.p.a.) - direttori tecnico-scientifico e amministrativo - art. 9, comma 6, della l. r. friuli venezia giulia n. 6 del 1998 - censure di costituzionalità - non manifesta infondatezza.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 28084 DEL 05/11/2018
diritto di cronaca e diritto all´oblio - bilanciamento - questione di massima di particolare importanza.
ORDINANZA N. 23927 DEL 02/10/2018
intermediazione finanziaria – cd. nullità selettiva.
ORDINANZA N. 18726 DEL 13/07/2018
contratto di edizione concernente traduzione - applicabilità art. 119, comma 4, l n. 633 del 1941 - valutazione circa la elaborazione e/o trasformazione dell´opera intellettuale nota come traduzione - particolari caratteri.
ORDINANZA N. 5342 DEL 06/03/2018
obbligo del concessionario della riscossione di aprire un conto corrente postale per la raccolta dei versamenti ici - aiuti di stato - abuso di posizione dominante - rinvio pregiudiziale
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 22764 DEL 28/09/2017
risarcimento danni da detenzione in stato di degrado – natura – rapporti tra prescrizione e decadenza prevista dall´art. 2 del d.l. n. 92 del 2014 e dall´art. 35 ter, comma 3, della l. n. 354 del 1975.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 106 DEL 04/01/2017
donazione indiretta - nozione di "atti diversi da quelli previsti dall´art. 769 c.c." - contrasto.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 25354 DEL 12/12/2016
responsabilità solidale ex art. 6 della l. n. 689 del 1981 - natura e funzione - estinzione dell´obbligazione dell´autore materiale dell´infrazione per intervenuta decadenza - effetti su tale responsabilità - contrasto.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 25092 DEL 07/12/2016
condono - art. 9 della l. n. 289 del 2002 - accertamento - agevolazioni fiscali – recupero, da parte dell´amministrazione finanziaria, di credito di imposta non dovuto - ammissibilità - questione oggetto di contrasto.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 19482 DEL 30/09/2016
soggetti non residenti - nomina del rappresentante fiscale – art. 17 del d.p.r. n. 633 del 1972 (anteriormente al d.lgs. n. 18 del 2010) - obbligo di avvalersene per tutte le operazioni sul territorio nazionale.
SENTENZA N. 18953 UD. 25/02/2016 - DEPOSITO DEL 06/05/2016
patteggiamento - in genere - accordo concernente un reato prescritto - effetti - rinuncia alla prescrizione – esclusione – necessità di una dichiarazione espressa.
SENTENZA N. 51063 UD. 27/09/2018 - DEPOSITO DEL 09/11/2018
stupefacenti - in genere - diversa tipologia di sostanza stupefacente detenuta - fattispecie del fatto di lieve entità - configurabilità – ragioni – applicabilità dell´art. 81 cod. pen. – esclusione.
SENTENZA N. 42500 UD. 25/09/2018 - DEPOSITO DEL 27/09/2018
guida in stato di ebbrezza alcolica (art. 186 cds) – concorso tra le circostanze aggravanti previste dai commi 2-bis e 2-sexies – art. 63, comma 4 cod. pen. - applicazione – ulteriore aumento di pena detentiva – ragguaglio ex art. 135 cod. pen.
SENTENZA N. 26857 UD. 29/05/2018 - DEPOSITO DEL 12/06/2018
omicidio stradale e lesioni personali stradali gravi o gravissime - guida in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione psico-fisica per assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope - qualificazione - circostanza aggravante - contravvenzione di cui all´art. 186, comma 2 e 2-bis, d. lgs. n. 285 del 1992 - concorso - esclusione - ragioni.
SENTENZA N. 17235 UD. 17/01/2018 - DEPOSITO DEL 18/04/2018
autoriciclaggio – contributo causalmente rilevante dell´&´extraneus&´ nella condotta tipica dell´&´intraneus&´ ai sensi dell´art. 648-ter.1 cod. pen. –concorso in autoriciclaggio – esclusione – riciclaggio – configurabilità.
SENTENZA N. 41588 UD. 22/06/2017 - DEPOSITO DEL 12/09/2017
detenzione e porto illegali di arma comune da sparo - detenzione e porto di arma clandestina - concorso di reati - configurabilità - esclusione.
SENTENZA N. 38662 UD. 31/05/2017 - DEPOSITO DEL 02/08/2017
cassazione - cause di non punibilità, di improcedibilità, di estinzione del reato o della pena - concorso di causa di estinzione del reato e di nullità assoluta e insanabile - causa prevalente - indicazione – condizioni.
SENTENZA N. 28659 UD. 18/05/2017 - DEPOSITO DEL 08/06/2017
esecuzione - giudice dell´esecuzione - concorso formale e reato continuato - riconoscimento della continuazione - rideterminazione della pena - limite del triplo della pena stabilita per il reato più grave - sussistenza.
SENTENZA N. 20664 UD. 23/02/2017 - DEPOSITO DEL 28/04/2017
malversazione in danno dello stato - concorso formale con la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche - sussistenza.
REATI CONTRO L´ORDINE PUBBLICO
SENTENZA N. 3935 UD. 12/01/2017 - DEPOSITO DEL 27/01/2017
reati contro l´ordine pubblico - in genere - trasferimento fraudolento di valori - articolo 12-quinquies, comma primo, d.l. 8 giugno 1992, n. 306, convertito con modificazioni in legge 7 agosto 1992, n. 356 - concorso con il delitto di cui all´art. 648ter1 cod. pen. - configurabilità – sussistenza.
SENTENZA N. 1641 DEL 23/01/2017
amministratori di società fallita - azioni di responsabilità - legittimazione attiva del curatore fallimentare in sede civile e penale - sussistenza - danno da pagamento preferenziale - inclusione.
SENTENZA N. 33049 UD. 17/05/2016 - DEPOSITO DEL 28/07/2016
violenza sessuale commessa mediante costrizione, ex art. 609 bis cod. pen.– reato di induzione indebita di cui all´art. 319 quater cod. pen. – concorso di reati - esclusione.
SENTENZA N. 6884 UD. 12/11/2015 - DEPOSITO DEL 22/02/2016
società – reati societari – delitti di cui ai primi due commi dell´art. 2638 cod. civ. – differente natura - ipotesi autonome di reato – concorso formale di reati ex art. 81, comma 1, cod. pen. – configurabilità.
SENTENZA N. 451 DEL 10/01/2019
lavoro subordinato - licenziamento individuale - risarcimento del danno – indennità sostitutiva delle ferie non godute - questione di pregiudizialità ex art. 267 tfue.
SENTENZA N. 31632 DEL 06/12/2018
sanzione ex art. 187 bis t.u.f. - natura formalmente amministrativa, ma sostanzialmente penale - sussistenza - fondamento - sopravvenienza d.lgs. n. 107 del 2018 - incidenza - esclusione - fondamento.
SENTENZA N. 28987 DEL 12/11/2018
trasformazione di s.r.l. in s.p.a. - recesso del socio -disciplina applicabile - art. 2473 c.c. - buona fede e correttezza quali fonti integrative - rilevanza.
SENTENZA N. 46201 UD. 31/05/2018 - DEPOSITO DEL 11/10/2018
mancata richiesta di riesame – esercizio del diritto all´appello in assenza di fatti sopravvenuti – ammissibilità.
SENTENZA N. 24198 DEL 04/10/2018
responsabilità della p.a. per mancata assistenza della forza pubblica.
SENTENZA N. 19107 DEL 18/07/2018
medici specializzandi - mancata o tardiva attuazione di direttive comunitarie - risarcimento del danno - corsi di specializzazione iniziati anteriormente al 1° gennaio 1983 - diritto al compenso.
SENTENZA N. 33046 UD. 25/01/2018 - DEPOSITO DEL 17/07/2018
misure cautelari - personali - impugnazioni - appello - in genere – rigetto della richiesta cautelare - appello del p.m. - accesso della difesa ai file audio delle intercettazioni poste a fondamento della richiesta della misura - legittimità - ragioni.
ORDINANZA N. 17500 DEL 04/07/2018
società di capitali - accordi tra soci in occasione di finanziamento partecipativo – attribuzione al nuovo socio del diritto di vendere e agli altri soci dell´obbligo di acquistare la partecipazione – termine e prezzo prefissati – finalità di manleva dalle eventuali conseguenze negative del conferimento – liceità e meritevolezza di tutela – fondamento.
SENTENZA N. 17186 DEL 28/06/2018
proposta di concordato presentata da società creditrice - diritto di voto delle società correlate alla proponente – esclusione.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 13678 DEL 30/05/2018
piloti dipendenti della società cai – cessazione del rapporto al raggiungimento del 60° anno di età – questione di pregiudizialità ex art. 267 tfue.
SENTENZA N. 13175 DEL 25/05/2018
ex lettori di lingua straniera - trattamento economico - disciplina - prescrizione – decorrenza.
SENTENZA N. 23077 UD. 09/05/2018 - DEPOSITO DEL 23/05/2018
querela - in genere – reato di appropriazione indebita divenuto perseguibile a querela ex art. 10 del d.lgs. 10 aprile 2018, n. 36 – persona offesa già costituitasi parte civile – necessità dell´interpello di cui all´art. 12, comma 2, del medesimo d.lgs. – esclusione.
SENTENZA N. 20755 UD. 27/10/2017 - DEPOSITO DEL 10/05/2018
attentati contro i diritti politici del cittadino - elettorato passivo e diritto al mantenimento della carica – inclusione fra i diritti politici – determinazione della persona offesa a dimettersi dalla carica di sindaco di un comune – sussistenza del reato.
SENTENZA N. 14800 UD. 21/12/2017 - DEPOSITO DEL 03/04/2018
appello - dibattimento - rinnovazione dell´istruzione - in genere - giudizio di appello - riforma della sentenza di condanna – assoluzione in appello - prova dichiarativa posta a base della decisione di primo grado - diversa valutazione di attendibilità - rinnovazione dibattimentale – necessità - esclusione - obbligo di motivazione.
SENTENZA N. 6963 DEL 20/03/2018
ORDINANZA N. 6919 DEL 20/03/2018
diritto all´oblio – limite - esercizio del diritto di cronaca - sussistenza - condizioni - specifici presupposti - necessità.
ORDINANZA N. 5001 DEL 02/03/2018
ricorso per cassazione - dedotta violazione o falsa applicazione di norme di diritto - principio di specificità ex artt. 366 n. 4 e 360-bis, n. 1, c.p.c. - motivo volto a mutare un indirizzo consolidato - modalità di deduzione.
SENTENZA N. 3873 DEL 16/02/2018
costruzione su suolo comune - accessione – accordo contrario – forma – consenso comproprietario – &´ius tollendi&´ – esclusione – conseguenze.
ORDINANZA N. 3656 DEL 14/02/2018
società di capitali – amministratori – responsabilità – azione del terzo danneggiato – partecipazioni sociali - intestazione fiduciaria – fiduciante - legittimazione.
LAVORO (DIRITTO PENALE)
SENTENZA N. 3671 UD. 30/11/2017 - DEPOSITO DEL 25/01/2018
prevenzione infortuni - contravvenzioni in materia di sicurezza ed igiene del lavoro – eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato – adozione di modalità diverse da quelle prescritte dall´autorità di vigilanza – ammissibilità - effetti.
SENTENZA N. 3659 UD. 14/11/2017 - DEPOSITO DEL 25/01/2018
nomina del difensore di fiducia – amministrazione di sostegno – nomina effettuata dall´amministratore in luogo dell´amministrato – nullità per violazione del diritto di difesa – esclusione.
ORDINANZA N. 1465 DEL 19/01/2018
assicurazione della responsabilità civile - possibilità di considerare &´sinistro&´ la richiesta risarcitoria del danneggiato - clausola atipica (cd. &´claim´s made&´) - esclusione dell´indennizzo per le richieste postume - giudizio di meritevolezza ex art. 1322 c.c. - questioni di massima di particolare importanza
RESPONSABILITÀ PER COLPA MEDICA
SENTENZA N. 50078 UD. 19/10/2017 - DEPOSITO DEL 31/12/2017
professionisti - medici e chirurghi - responsabilità colposa per morte o lesioni personali - legge 8 marzo 2017, n. 24 – art. 590-sexies cod. pen. - causa di non punibilità - configurabilità - ambito di applicazione – indicazioni.
SENTENZA N. 30877 DEL 22/12/2017
separazione personale dei coniugi - litispendenza internazionale – regolamento di giurisdizione – esperibilità – esclusione – impugnabilità - regolamento di competenza.
ORDINANZA N. 29811 DEL 12/12/2017
attività di sincronizzazione di un´opera musicale- abbinamento ad immagini mancanza consenso dell´autore - violazione artt. 18 e 61 della l. n. 633 del 1941 sussistenza.
SENTENZA N. 27093 DEL 15/11/2017
indennità di trasferta – corresponsione con carattere continuativo - trattamento contributivo e fiscale – assoggettabilità a regime meno gravoso – art. 7 quinquies d.l. n. 193 del 2016, conv. con modif. in l. n. 225 del 2016 – costituzionalità e conformità a cedu.
ORDINANZA N. 26949 DEL 14/11/2017
cessione dei diritti di autore sulle fotografie - art. 89 l. n. 633 del 1941 - regola in caso di cessione del negativo - disciplina del caso opposto - esistenza del patto di unica riproduzione- prova - necessità.
ORDINANZA N. 23472 DEL 06/10/2017
revoca provvedimento art. 5 d.lgs. n. 286 del 1998 – competenza commissione territoriale – autotutela ex art. 21 nonies l. n. 241 del 1990 – sussistenza – commissione nazionale diritto d´asilo – competenza – limiti.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 22090 DEL 22/09/2017
tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - determinazione dell´imposta - detrazioni - spese di ristrutturazione di immobile altrui – in visto di un´attività di impresa- - inerenza rispetto all´attività imprenditoriale – detraibilità- diversa decisione dell´imprenditore sull´attività – conseguenze- ammortizzabilità ai fini del rimborso ex art. 30, comma 3 , lett. c) del d.p.r. n. 633 del 1972.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 22089 DEL 22/09/2017
SENTENZA N. 40963 UD. 20/07/2017 - DEPOSITO DEL 07/09/2017
mezzi di ricerca della prova – sequestri - oggetto – dati informatici – estrazione di copia dei dati contenuti nel computer in sequestro – richiesta di riesame – conferma del decreto di sequestro - restituzione del computer all´avente diritto – ricorso per cassazione – ammissibilità - condizioni.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 20512 DEL 29/08/2017
liquidazione coatta amministrativa - credito del lavoratore - diritto al riscatto dei versamenti effettuati in favore di fondi di previdenza complementare privati - cumulo di interessi e rivalutazione monetaria - questione.
SENTENZA N. 19161 DEL 02/08/2017
mediazione atipica - caratteristiche - art. 2, comma 4, della l. n. 39 del 1989 - applicabilità - condizione - attività svolta, in mancanza di quest´ultima, da persona non iscritta al ruolo dei mediatori - diritto alla provvigione - esclusione.
SENTENZA N. 36769 UD. 06/06/2017 - DEPOSITO DEL 24/07/2017
membro del parlamento – rappresentante italiano nell´assemblea parlamentare del consiglio d´europa – qualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio – corruzione per l´esercizio della funzione – immunità di cui all´art. 68 cost.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 15539 DEL 22/06/2017
aiuti di stato - qualificazione come esistenti - applicabilità dell´art. 1, lett. b), v e iv, del regolamento n. 659 del 1999 - rimessione alla corte di giustizia dell´unione europea.
SENTENZA N. 15481 DEL 22/06/2017
assegno divorzile - richiesta di revisione, ex art. 9, comma 1, della l. n. 898 del 1970, incidente sulla spettanza del relativo diritto - principi di cui alla sentenza della suprema corte n. 11504 del 2017 - applicabilità.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 15183 DEL 20/06/2017
violazione dei paragrafi 2 e 3 dell´art. 19 del regolamento n. 2201 del 2003 - interpretazione come mero criterio determinativo della competenza giurisdizionale - conseguenze - rimessione alla corte di giustizia dell´unione europea.
SENTENZA N. 13978 DEL 06/06/2017
assemblea sindacale ex art. 20 della l. n. 300 del 1970 - convocazione - diritto spettante alle rappresentanze sindacali unitarie come organo collegiale ed alle sue singole componenti.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 11453 DEL 10/05/2017
pensione di reversibilità - diritto del coniuge divorziato nell´ipotesi in cui sia stata stabilita la corresponsione in suo favore in un´unica soluzione dell´assegno di divorzio - sussistenza o meno - contrasto.
SENTENZA N. 8825 UD. 27/10/2016 - DEPOSITO DEL 22/02/2017
appello – specificità dei motivi – difetto – inammissibilità.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 3456 DEL 09/02/2017
diritti della personalità - riservatezza - trattamento e comunicazione di dati sensibili - nozioni e modalità - dati indicativi della condizione di salute del titolare - contrasto.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 3455 DEL 09/02/2017
SENTENZA N. 2610 DEL 01/02/2017
ordinanza d´inammissibilità dell´azione di classe ex art. 140-bis del d.lgs. n. 206 del 2005 - ricorso straordinario per cassazione - inammissibilità - ragioni - riproponibilità dell´azione - limiti.
SENTENZA N. 4240 UD. 16/12/2016 - DEPOSITO DEL 30/01/2017
riparazione per l´ingiusta detenzione - presupposti – declaratoria di incostituzionalità della norma incriminatrice - pena interamente espiata in epoca precedente alla pronuncia di incostituzionalità – ingiustizia della detenzione subìta - esclusione.
SENTENZA N. 1946 DEL 25/01/2017
diritto del nato da parto anonimo a conoscere le proprie origini - sussistenza - limite - verifica della persistenza della volontà della madre di mantenere l´anonimato - modalità attuative.
SENTENZA N. 53609 UD. 13/09/2016 - DEPOSITO DEL 16/12/2016
atti processuali – imputato straniero autorizzato ad allontanarsi dall´aula di udienza prima della lettura della sentenza – rinuncia implicita alla traduzione della sentenza – sussistenza.
SENTENZA N. 51897 UD. 08/09/2016 - DEPOSITO DEL 06/12/2016
lavoro subordinato - statuto dei lavoratori – impianti audiovisivi - installazione con possibilità di controllo a distanza dell´attività dei lavoratori - reato di cui agli artt. 4 e 38 della legge n. 300 del 1970 e 114 e 171 del d.lgs. n. 196 del 2003 – modifiche introdotte dall´art. 23, d.lgs. 14 settembre 2015, n. 151 - continuità normativa - sussistenza.
SENTENZA N. 24743 DEL 05/12/2016
irragionevole durata del processo presupposto in cui sia sollevata questione di legittimità costituzionale - diritto all´equa riparazione - sussistenza - condizioni
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 24443 DEL 30/11/2016
diritto di indire assemblee ex art. 20 st.lav. - titolarità delle rsu - sussistenza - spettanza ai singoli componenti - contrasto - rimessione alle sezioni unite.
SENTENZA N. 23730 DEL 22/11/2016
legge regionale – illegittimità costituzionale per violazione di potestà legislativa statale – responsabilità della regione – insussistenza – fondamento.
SENTENZA N. 22558 DEL 07/11/2016
personale scolastico assunto con contratti a termine - diritto alla progressione stipendiale - sussistenza - fondamento.
SENTENZA N. 22552 DEL 07/11/2016
personale scolastico - illegittima reiterazione di contratti a termine su cd. organico di diritto - misure sanzionatorie adeguate - individuazione.
SENTENZA N. 22042 DEL 31/10/2016
concorrenza sleale - per denigrazione - divulgazione di informazioni arrecanti discredito ad azienda concorrente - legittimo esercizio del diritto di critica - idoneità ad escludere l´illecito - condizioni.
SENTENZA N. 22045 DEL 31/10/2016
fallimento - concordato fallimentare - pagamento dilazionato dei creditori aventi diritto di prelazione - ammissione al voto - necessità - modalità - redazione della relazione del professionista - necessità - esclusione.
SENTENZA N. 21297 DEL 20/10/2016
principio di chiarezza e sinteticità espositiva degli atti processuali –portata generale – mancato rispetto nel ricorso per cassazione - possibili conseguenze - inammissibilità del ricorso.
SENTENZA N. 15539 DEL 27/07/2016
domanda di accertamento negativo di contraffazione delle registrazioni comunitarie di disegno – giurisdizione – questioni pregiudiziali – rimessione alla corte di giustizia.
SENTENZA N. 32793 UD. 13/06/2016 - DEPOSITO DEL 27/07/2016
società - in genere – amministratore di diritto – responsabilità per falso documentale commesso da soggetto delegato alla gestione – condizioni.
SENTENZA N. 31668 UD. 23/06/2016 - DEPOSITO DEL 21/07/2016
estinzione (cause di) - remissione di querela - mancata comparizione del querelante all´udienza dibattimentale - remissione tacita della querela - configurabilità - sussistenza.
SENTENZA N. 15024 DEL 21/07/2016
diritto alla conoscenza delle proprie origini biologiche –interesse alla segretezza della madre – contemperamento - morte di quest´ultima - impossibilità di interpello – diritto della figlia adottata - prevalenza - configurabilità.
SENTENZA N. 27620 UD. 28/04/2016 - DEPOSITO DEL 06/07/2016
appello - dibattimento - riforma di sentenza assolutoria – diversa valutazione di prova dichiarativa – omessa rinnovazione dell´istruttoria dibattimentale – conseguenze - vizio di motivazione della sentenza – sussistenza – annullamento con rinvio – necessità.
SENTENZA N. 26889 UD. 28/04/2016 - DEPOSITO DEL 01/07/2016
mezzi di ricerca della prova - intercettazioni di conversazioni o comunicazioni - in genere - intercettazioni ambientali - esecuzione delle operazioni tramite virus informatico - attivazione del microfono di apparecchio telefonico smartphone - legittimità - condizioni.
SENTENZA N. 26259 UD. 29/10/2015 - DEPOSITO DEL 23/06/2016
esecuzione - giudice dell´esecuzione - revoca della sentenza per abolizione del reato - art. 673 cod. proc. pen. - ambito applicativo – sentenza di condanna successiva all´entrata in vigore di una legge abrogativa del reato – revocabilità della sentenza - condizioni.
SENTENZA N. 12883 DEL 22/06/2016
prelazione agraria – &´denuntiatio&´ da parte del proprietario del fondo – revocabilità entro il termine per l´accettazione della proposta – esclusione.
SENTENZA N. 22474 UD. 31/03/2016 - DEPOSITO DEL 27/05/2016
bancarotta fraudolenta da reato societario – nuova disciplina introdotta dalla legge n. 69 del 2015 – falsità in valutazioni.
SENTENZA N. 21596 UD. 18/02/2016 - DEPOSITO DEL 24/05/2016
reati contro il patrimonio - delitti - ricettazione - in genere – oggetto – supporto contenenti dati sottratti accedendo abusivamente in un sistema informatico – possibilità – sussistenza. prove - disposizioni generali - diritto alla prova - indagini difensive – nelle more fra i giudizi di primo grado e di appello – assunzioni di informazioni da persona già esaminata in dibattimento – acquisizione dei verbali in appello senza disporre l´esame dei dichiaranti - esclusione.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 9978 DEL 16/05/2016
sentenza straniera comminatoria di danni punitivi - riconoscibilità, o meno.
SENTENZA N. 19756 UD. 24/09/2015 - DEPOSITO DEL 12/05/2016
delitto punibile con l´ergastolo - fatto commesso prima della modifica dell´art. 157 cod. pen. – presenza di circostanza attenuante – imprescrittibilità – sussistenza.
SENTENZA N. 18954 UD. 31/03/2016 - DEPOSITO DEL 06/05/2016
reali – impugnazioni – riesame – procedimento – rinvio operato dall´art. 324, comma 7, cod. proc. pen. – applicabilità ai riesami reali delle nuove disposizioni intreodotte ai commi 9 e 10 dell´art. 309 cod. proc. pen. - limiti.
SENTENZA N. 1625 DEL 28/01/2016
art. 132, commi 2 e 3, del d.lgs. n. 196 del 2003 - testo risultante dal d.l. n. 144 del 2005 - utilizzo di dati del traffico telefonico, ed accesso agli stessi, oltre il termine di ventiquattro mesi - limiti.
SENTENZA N. 54424 UD. 27/04/2018 - DEPOSITO DEL 05/12/2018
reazione ad atti arbitrari del pubblico ufficiale - art. 393 bis-cod. pen. - natura giuridica – causa di giustificazione - carattere oggettivo – atto arbitrario – nozione.
ORDINANZA N. 28741 DEL 09/11/2018
agenzia delle entrate riscossione – costituzione formale in giudizio – difesa da parte di avvocati del libero foro – condizioni.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 25198 DEL 16/10/2018
risarcimento del danno da fatto illecito costituente reato – domanda risarcitoria proposta davanti al giudice civile in difetto di costituzione di parte civile del danneggiato nel processo penale in data successiva alla pronuncia della sentenza penale di primo grado - sospensione del processo civile – questione di massima di particolare importanza.
SENTENZA N. 24362 DEL 04/10/2018
determinazione valore della causa - processo di esecuzione - valore del credito azionato con l´atto di pignoramento.
SENTENZA N. 43896 UD. 08/02/2018 - DEPOSITO DEL 03/10/2018
giudizio di rinvio dinanzi al giudice civile ex art. 622 cod. proc. pen. – oggetto e limiti – prova inutilizzabile nel giudizio penale – identico regime in quello civile – ragioni.
ORDINANZA N. 24083 DEL 03/10/2018
contributi previdenza – art. 6 d.l. n. 193 del 2016 conv. con modif. in l. n. 225 del 2016 – estinzione del processo in cassazione - forma decisoria.
SENTENZA N. 22438 DEL 24/09/2018
deposito di copia analogica del controricorso predisposto in originale telematico e notificato dal difensore a mezzo p.e.c. – mancanza di attestazione di conformità del difensore ex art. 9, commi 1 bis e 1 ter, legge n. 53 del 1994 – conseguenze.
SENTENZA N. 22404 DEL 13/09/2018
domanda di adempimento contrattuale formulata nell´atto introduttivo del giudizio - domanda di arricchimento proposta con memoria ex art. 183, comma 6, c.p.c. – ammissibilità.
ORDINANZA N. 36066 UD. 28/06/2018 - DEPOSITO DEL 27/07/2018
ricorso straordinario ex art. 625-bis cod. proc. pen. – evidenza di un preponderante contenuto di impugnazione ordinaria – inammissibilità – dovere per la corte di cassazione di verificare la proposizione di motivi compatibili con l´impugnazione straordinaria – esclusione.
SENTENZA N. 17533 DEL 04/07/2018
artt. 106 e 107 del d.p.r. n. 1229 del 1959 – violazione – mera irregolarità – configurabilità – fondamento – conseguenze.
ORDINANZA N. 16420 DEL 21/06/2018
protezione internazionale – sospensione termine processuali – inapplicabilità di cui all´art. 35 bis d.lgs. n. 25 del 2008 – regime transitorio.
ORDINANZA N. 15869 DEL 15/06/2018
equitalia - cancellazione dal registro delle imprese– successione nei rapporti dell´agenzia delle entrate-riscossione – qualificazione – successione ex art. 111 c.p.c.
SENTENZA N. 14842 DEL 07/06/2018
SENTENZA N. 22039 UD. 12/04/2018 - DEPOSITO DEL 18/05/2018
dibattimento - in genere - partecipazione a distanza - imputato sottoposto alla disciplina penitenziaria di cui all´art. 41-bis ord. pen. - attualità del regime differenziato al momento del processo – necessità.
ORDINANZA N. 11232 DEL 09/05/2018
protezione internazionale – art. 27 d.lgs. n. 142 del 2015 - atto introduttivo dell´impugnazione.
ORDINANZA N. 9624 DEL 19/04/2018
accertamento dell´obbligo del terzo - fallimento del debitore - improseguibilità dell´azione ex art. 51 l.f. - esclusione - carenza di interesse ad agire in ragione dell´improcedibilità del processo esecutivo - esclusione.
SENTENZA N. 9142 DEL 12/04/2018
opposizione ex art. 1, comma 51, l. n. 92 del 2012 - mancata notifica del ricorso e del decreto - improcedibilità - comunicazione del decreto di fissazione di udienza - preventiva verifica - necessità.
SENTENZA N. 8912 DEL 11/04/2018
contributo unificato – riassunzione del processo – pagamento – necessità.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 6568 DEL 16/03/2018
istanza di accelerazione – condizione di proponibilità questione di legittimità costituzionale.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 2438 DEL 31/01/2018
processo penale – condizione di procedibilità dell´istanza di accelerazione – questione di costituzionalità art. 2, comma 2 quinquies, lett. e), l. n. 89 del 2001, come introdotto dall´art. 55, comma 1, lett. a), n. 2, del d.l. n. 83 del 2012, conv. con modif. dalla l. n. 134 del 2012.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 29499 DEL 07/12/2017
domanda di garanzia o di regresso condizionata all´accoglimento della domanda principale in primo grado - rigetto domanda principale - onere per l´appellato di riproposizione delle eccezioni respinte o ritenute assorbite - modalità - limiti temporali.
ORDINANZA N. 28766 DEL 30/11/2017
art. 380 bis 1. c.p.c. – contraddittorio meramente cartolare - questione di legittimità costituzionale - art. 24 cost. - manifesta infondatezza
SENTENZA N. 45140 UD. 26/10/2017 - DEPOSITO DEL 29/10/2017
processo minorile – ordinanza di sospensione del processo e messa alla prova – provvedimento di revoca - impugnabilità autonoma con ricorso per cassazione – inammissibilità – impugnazione unitamente alla sentenza - possibilità.
SENTENZA N. 48126 UD. 20/07/2017 - DEPOSITO DEL 19/10/2017
sequestro preventivo- confisca- sentenza non irrevocabile – terzo estraneo al processo proprietario del bene - istanza di restituzione al giudice che procede – possibilità - rigetto- appello al tribunale del riesame – ammissibilità.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 20672 DEL 31/08/2017
atti del processo in forma di documento informatico - violazione delle disposizioni specifiche tecniche sulla loro forma e sull´estensione del file in cui essi articolano - conseguenze.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 14252 DEL 07/06/2017
incompetenza per materia dichiarata dal primo giudice - conflitto negativo ex art. 45 c.p.c. sollevato dal giudice &´ad quem&´ dovendo la lite incardinarsi secondo i criteri generali - ammissibilità, o meno.
SENTENZA N. 13452 DEL 29/05/2017
notifica del ricorso a mezzo posta - termine di costituzione del ricorrente o dell´appellante – decorrenza -individuazione.
REATI CONTRO L´AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA
SENTENZA N. 24557 UD. 30/03/2017 - DEPOSITO DEL 17/05/2017
frode in processo penale e depistaggio – natura – reato proprio - qualifica soggettiva – preesistenza alle indagini – sussistenza - condotta - rapporto di connessione funzionale con l´accertamento che si assume violato – necessità.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 10080 DEL 21/04/2017
lite di valore superiore al limite indicato nell´art. 12, comma 5, del d.lgs. n. 546 del 1992 - parte sprovvista di assistenza tecnica in appello - applicabilità, o meno, del meccanismo di regolarizzazione di cui alla citata norma.
ORDINANZA N. 6369 DEL 13/03/2017
art. 380-bis c.p.c. - decreto di fissazione dell´adunanza in camera di consiglio e proposta del relatore - notificazione a mezzo posta elettronica certificata.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 5533 DEL 06/03/2017
ricorso per cassazione - causa chiamata davanti alle sezioni ordinarie in camera di consiglio - rimessione alla pubblica udienza - ammissibilità - applicazione analogica dell´art. 380-bis, comma 3, c.p.c.
ORDINANZA N. 4906 DEL 27/02/2017
rito camerale ex art. 380-bis.1 c.p.c. - regime transitorio - controricorrente costituitosi tardivamente - facoltà di deposito di memorie scritte - ammissibilità - fondamento.
SENTENZA N. 3702 DEL 13/02/2017
avvocato domiciliatario cancellatosi volontariamente dall´albo - notificazione dell´atto di gravame avvenuta mediante consegna dell´atto al medesimo difensore successivamente a detta cancellazione - nullità - fondamento - conseguenze.
SENTENZA N. 23448 DEL 17/11/2016
irragionevole durata del processo penale – istanza di accelerazione introdotta dalla l. n. 134 del 2012 – processi pendenti anteriormente all´entrata in vigore della norma – applicabilità – condizioni.
SENTENZA N. 46897 UD. 03/05/2016 - DEPOSITO DEL 09/11/2016
sanità pubblica - in genere – rifiuti identificati da codici c.d. &´a specchio&´ – attività di classificazione del rifiuto come pericoloso o non pericoloso – soggetto obbligato – produttore o detentore – conseguenze.
SENTENZA N. 46559 UD. 15/09/2016 - DEPOSITO DEL 04/11/2016
misure di sicurezza - patrimoniali - confisca – giudice dell´esecuzione - istanza del terzo estraneo al processo – sostituzione del bene confiscato con denaro – possibilità – esclusione.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 21808 DEL 28/10/2016
appello - questioni ed eccezioni pregiudiziali – rigetto nella sentenza di primo grado - esame in appello - onere della parte totalmente vittoriosa nel merito - sufficienza della mera riproposizione o necessità dell´appello incidentale.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 21902 DEL 28/10/2016
crediti retributivi dei pubblici dipendenti – interessi e rivalutazione monetaria per ritardato pagamento – calcolo sulla somma dovuta al lordo o al netto delle ritenute.
SENTENZA N. 41432 UD. 21/07/2016 - DEPOSITO DEL 03/10/2016
difesa e difensori - in genere – impedimento a comparire dovuto a serie ragioni di salute o ad altro evento non prevedibile – richiesta di rinvio dell´udienza - procedimento camerale in appello – rigetto – illegittimità - ragioni.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 18000 DEL 14/09/2016
introduzione del giudizio di primo e secondo grado – adempimenti a pena d´inammissibilità ex artt. 53 e 22 d.lgs. n. 546 del 1992.
ORDINANZA N. 17941 DEL 12/09/2016
notificazione a mezzo pec, da parte del difensore del contribuente, della sentenza - decorrenza del termine breve per l´impugnazione – idoneità - condizioni.
SENTENZA N. 14594 DEL 15/07/2016
notificazione di atti processuali – mancato perfezionamento – non imputabilità al notificante – conservazione degli effetti – riattivazione immediata e completamento tempestivo del processo notificatorio – limiti temporali.
SENTENZA N. 9772 DEL 12/05/2016
processo civile telematico – disciplina anteriore al d.l. n. 83 del 2015 - opposizione a decreto ingiuntivo – deposito telematico anziché cartaceo dell´atto introduttivo – mera irregolarità.
SENTENZA N. 15427 UD. 31/03/2016 - DEPOSITO DEL 13/04/2016
estinzione (cause di) - prescrizione – sospensione del termine di prescrizione - art. 159 cod. pen. - rinvio dibattimentale su istanza di parte - per la pendenza del procedimento di sanatoria edilizia - pregressa formazione del silenzio-rifiuto sull´istanza di sanatoria – conseguenze - illegittimità dell´ordinanza di sospensione del processo e del corso della prescrizione – esclusione.
SENTENZA N. 14750 UD. 20/01/2016 - DEPOSITO DEL 11/04/2016
estinzione (cause di) - in genere – ordinanza di sospensione con messa alla prova - incompatibilità del giudice alla celebrazione del processo nelle forme del rito ordinario nei confronti di altri coimputati - esclusione – condizioni.
SENTENZA N. 46715 UD. 28/03/2018 - DEPOSITO DEL 15/10/2018
reato ex art. 5 d.lgs n. 74 del 2000 - servizio di trasporto pubblico urbano con offerta di servizi turistici-ricreativi - operazioni esenti dall´iva ex art. 10, comma 1, n. 14 del d.p.r. n. 633 del 1972 - esclusione - ragioni.
SENTENZA N. 40348 UD. 23/02/2018 - DEPOSITO DEL 11/09/2018
associazione con finalità di terrorismo – cellula servente rispetto ad un´organizzazione terroristica internazionale – rilevanza penale – condizioni.
SENTENZA N. 34293 UD. 10/07/2018 - DEPOSITO DEL 20/07/2018
persona giuridica - società - in genere - responsabilità da reato degli enti -sequestro preventivo ex art. 321, comma 1, cod. proc. pen. - ammissibilità nei confronti dell´ente - sussistenza.
SENTENZA N. 30401 UD. 07/06/2018 - DEPOSITO DEL 05/07/2018
autoriciclaggio - prodotto, profitto o prezzo del reato - beni o altre utilità provenienti dal reato presupposto - differenza.
SENTENZA N. 30399 UD. 07/06/2018 - DEPOSITO DEL 05/07/2018
autoriciclaggio - art. 648 ter 1, comma quarto, cod. pen. – clausola di non punibilità – ambito di operatività – indicazione.
MISURE DI SICUREZZA PATRIMONIALI
SENTENZA N. 14165 UD. 13/03/2018 - DEPOSITO DEL 27/03/2018
confisca di prevenzione – pericolosità sociale qualificata – associazione mafiosa- beni acquisiti successivamente alla cessazione della permanenza – possibilità- condizioni.
SENTENZA N. 6048 DEL 13/03/2018
indennizzi inail - liquidazione ex art. 13, comma 6, d.lgs. n. 38 del 2000 - menomazioni preesistenti indennizzate - unificazione dei postumi - esclusione
SENTENZA N. 9494 UD. 07/02/2018 - DEPOSITO DEL 02/03/2018
finanze e tributi – in generale – prescrizione del reato – sentenza della cgue taricco del 08/09/2015 – divieto di disapplicazione per i reati commessi anteriormente a seguito della sentenza della cgue del 05/012/2017 in causa c- 42/17.
SENTENZA N. 9385 UD. 13/04/2018 - DEPOSITO DEL 01/03/2018
reati contro la pubblica amministrazione - nozione di persona incaricata di un pubblico servizio – contraente generale - qualifica di incaricato di pubblico servizio - sussistenza - fattispecie.
ORDINANZA N. 179 DEL 08/01/2018
notificazione a mezzo posta - competenza territoriale dell´ufficiale giudiziario.
SENTENZA N. 55068 UD. 26/09/2017 - DEPOSITO DEL 11/12/2017
appello – sentenza di assoluzione – &´reformatio in peius&´ – obbligo di rinnovazione della testimonianza cartolare acquisita in primo grado ai sensi dell´art. 500, comma 4, cod. proc. pen. – sussistenza – esclusione - condizioni.
SENTENZA N. 28388 UD. 21/04/2017 - DEPOSITO DEL 08/06/2017
reati contro la pubblica amministrazione - delitti - dei privati - incanti - turbata libertà degli incanti - turbativa realizzata successivamente alla chiusura dell´asta - reato – sussistenza.
SENTENZA N. 6320 UD. 11/01/2017 - DEPOSITO DEL 10/02/2017
forme particolari – notifica a mezzo pec da parte del difensore dell´imputato a quello della persona offesa- legittimità- sussistenza.
SENTENZA N. 6063 UD. 02/11/2016 - DEPOSITO DEL 09/02/2017
misure cautelari - personali – computo dei termini – retrodatazione della decorrenza dei termini ai sensi dell´art. 297, comma 3, cod. proc. pen. -desumibilità dagli atti inerenti la prima ordinanza cautelare -apposizione di omissis a dichiarazioni accusatorie di collaborante – rilevanza ai fini della desumibilità – esclusione.
SENTENZA N. 2487 UD. 07/12/2016 - DEPOSITO DEL 18/01/2017
misure di prevenzione personali – fermo – condizioni per l´applicazione di misure coercitive a seguito della convalida – individuazione.
SENTENZA N. 1681 UD. 25/11/2016 - DEPOSITO DEL 13/01/2017
condanna di pluralità di imputati in favore della parte civile - solidarietà – applicabilità – condizioni.
SENTENZA N. 1673 UD. 18/10/2016 - DEPOSITO DEL 13/01/2017
reato di cui all´art. 3 d.lgs. n. 74 del 2000 – regime fiscale del consolidato nazionale- configurabilità.
SENTENZA N. 52316 UD. 27/09/2016 - DEPOSITO DEL 09/12/2016
responsabilità da reato degli enti - connotazioni e limiti.
SENTENZA N. 46288 UD. 28/06/2016 - DEPOSITO DEL 03/11/2016
delitti - estorsione - estorsione ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni - criteri distintivi – indicazione.
SENTENZA N. 43666 UD. 08/09/2016 - DEPOSITO DEL 14/10/2016
misure cautelari - personali - estinzione - termine di durata massima della custodia cautelare - in genere - udienza preliminare – ordinanza di trasmissione degli atti al p.m., ai sensi dell´art. 33-sexies cod. proc. pen., per l´emissione del decreto di citazione diretta a giudizio - decorrenza "ex novo" dei termini di durata massima - esclusione.
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 18520 DEL 21/09/2016
custodia giudiziaria di veicoli sottoposti a sequestro - liquidazione - tariffe di cui alla legge n. 311 del 2004 - dubbi di costituzionalità - non manifesta infondatezza
SENTENZA N. 33043 UD. 08/03/2016 - DEPOSITO DEL 28/07/2016
edilizia - in genere - intervento di abbattimento e ricostruzione in zona vincolata - art. 3, comma primo, lett. c) del d.p.r. n. 380 del 2001 - ristrutturazione edilizia – configurazione – condizioni.
SENTENZA N. 21598 UD. 08/03/2016 - DEPOSITO DEL 24/05/2016
in genere – condanna per danneggiamento – d. lgs. n. 7 del 2016 – abolitio criminis – conseguenze – pronuncia sulle statuizioni civili – obbligo – sussistenza.
SENTENZA N. 15695 UD. 08/01/2016 - DEPOSITO DEL 14/04/2016
ricorso per cassazione ex art. 311 cod. proc. pen. – termine per la decisione del giudizio di rinvio ai sensi dell´art. 311, comma 5 bis, cod. proc. pen. – decorrenza – ricezione della sola sentenza rescindente – insufficienza – ricezione degli atti presentati a norma dell´art. 291, comma 1, cod. proc. pen. - necessità.
Codici c.p. c.p.p. c.c. c.p.c. Tutti
ART. 371-BIS - FALSE INFORMAZIONI AL PUBBLICO MINISTERO O AL PROCURATORE DELLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE
(Codice penale)
Chiunque, nel corso di un procedimento penale, richiesto dal pubblico ministero o dal procuratore della Corte penale internazionale di fornire informazioni ai fini delle indagini, rende dichiarazioni false ovvero tace, in tutto o in parte, ciò che sa intorno ai fatti sui quali viene sentito, è punito con la reclusione fino a quattro anni .
Ferma l´immediata procedibilità nel caso di rifiuto di informazioni, il procedimento penale, negli altri casi, resta sospeso fino a quando nel procedimento nel corso del quale sono state assunte le informazioni sia stata pronunciata sentenza di primo grado ovvero il procedimento sia stato anteriormente definito con archiviazione o con sentenza di non luogo a procedere .
Le disposizioni di cui ai commi primo e secondo si applicano, nell´ipotesi prevista dall´articolo 391-bis, comma 10, del codice di procedura penale, anche quando le informazioni ai fini delle indagini sono ri-chieste dal difensore .
ART. 301 - MORTE O IMPEDIMENTO DEL PROCURATORE
(Procedura civile)
Se la parte è costituita a mezzo di procuratore, il processo è interrotto dal giorno della morte, radiazione o sospensione del procuratore stesso.
In tal caso si applica la disposizione dell´articolo 299.
Non sono cause d´interruzione la revoca della procura o la rinuncia ad essa.
ART. 77 - RAPPRESENTANZA DEL PROCURATORE E DELL´INSTITORE
Il procuratore generale e quello preposto a determinati affari non possono stare in giudizio per il preponente, quando questo potere non è stato loro conferito espressamente per iscritto, tranne che per gli atti urgenti e per le misure cautelari.
Tale potere si presume conferito al procuratore generale di chi non ha residenza o domicilio nella Repubblica e all´institore.
ART. 703 - ACCERTAMENTI DEL PROCURATORE GENERALE
(Procedura penale)
1. Quando riceve da uno stato estero una domanda di estradizione, il ministro di grazia e giustizia la trasmette con i documenti che vi sono allegati al procuratore generale presso la corte di appello competente a norma dell´articolo 701 comma 4, salvo che ritenga che essa vada respinta.
2. Salvo che si sia già provveduto a norma dell´articolo 717, il procuratore generale, ricevuta la domanda, dispone la comparizione davanti a sè dell´interessato per provvedere alla sua identificazione e per raccogliere l´eventuale consenso all´estradizione. L´interessato è avvisato che è assistito da un difensore di ufficio, ma che può nominarne uno di fiducia. Il difensore ha diritto di assistere all´atto del cui compimento gli è dato avviso almeno ventiquattro ore prima.
5. La requisitoria è depositata nella cancelleria della corte di appello, unitamente agli atti e alle cose sequestrate. La cancelleria cura la notificazione dell´avviso del deposito alla persona della quale è richiesta l´estradizione, al suo difensore e all´eventuale rappresentante dello stato richiedente, i quali, entro dieci giorni, hanno facoltà di prendere visione e di estrarre copia della requisitoria e degli atti nonchè di esaminare le cose sequestrate e di presentare memorie.
CAP001 PGC002 PGC004 PGC005
ART. 371-BIS - ATTIVITÀ DI COORDINAMENTO DEL PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA
1. Il procuratore nazionale antimafia esercita le sue funzioni in relazione ai procedimenti per i delitti indicati nell´articolo 51 comma 3-bis e in relazione ai procedimenti di prevenzione antimafia. A tal fine dispone della direzione investigativa antimafia e dei servizi centrali e interprovinciali delle forze di polizia e impartisce direttive intese a regolarne l´impiego a fini investigativi.
2. Il procuratore nazionale antimafia esercita funzioni di impulso nei confronti dei procuratori distrettuali al fine di rendere effettivo il coordinamento delle attività di indagine, di garantire la funzionalità dell´impiego della polizia giudiziaria nelle sue di- verse articolazioni e di assicurare la completezza e tempestività delle investigazioni.
a) d´intesa con i procuratori distrettuali interessati, assicura il collegamento investigativo anche per mezzo dei magistrati della Direzione nazionale antimafia;
b) cura, mediante applicazioni temporanee dei magistrati della Direzione nazionale e delle direzioni distrettuali antimafia, la necessaria flessibilità e mobilità che soddisfino specifiche e contingenti esigenze investigative o processuali;
c) ai fini del coordinamento investigativo e della repressione dei reati provvede all´acquisizione e all´elaborazione di notizie, informazioni e dati attinenti alla criminalità organizzata;
f) impartisce ai procuratori distrettuali specifiche direttive alle quali attenersi per prevenire o risolvere contrasti riguardanti le modalità secondo le quali realizzare il coordinamento nell´attività di indagine;
g) riunisce i procuratori distrettuali interessati al fine di risolvere i contrasti che, malgrado le direttive specifiche impartite, sono insorti e hanno impedito di promuovere o di rendere effettivo il coordinamento;
h) dispone con decreto motivato, reclamabile al procuratore generale presso la corte di cassazione, l´avocazione delle indagini preliminari relative a taluno dei delitti indicati nell´articolo 51 comma 3- bis quando non hanno dato esito le riunioni disposte al fine di promuovere o rendere effettivo il coordinamento e questo non è stato possibile a causa della:
2) ingiustificata e reiterata violazione dei doveri previsti dall´articolo 371 ai fini del coordinamento delle indagini;
4. Il procuratore nazionale antimafia provvede alla avocazione dopo aver assunto sul luogo le necessarie informazioni personalmente o tramite un magistrato della Direzione nazionale antimafia all´uopo designato. Salvi casi particolari, il procuratore nazionale antimafia o il magistrato da lui designato non può delegare per il compimento degli atti di indagine altri uffici del pubblico ministero.
Il D.L. 20 novembre 1991, n. 367, convertito con modificazioni dalla L. 20 gennaio 1992, n. 8 ha disposto (con l´art. 16, comma 2) che ´Le disposizioni degli articoli 2, comma 1, lettera b), 3, comma 1, lettera b), 7, 8, 9, 10, comma 1, e 11 hanno effetto a decorrere dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto previsto dall´articolo 15, comma 2.´
ART. 51 - UFFICI DEL PUBBLICO MINISTERO - ATTRIBUZIONI DEL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DISTRETTUALE
a) nelle indagini preliminari e nei procedimenti di primo grado dai magistrati della procura della Repubblica presso il tribunale; (90a)
2. Nei casi di avocazione, le funzioni previste dal comma 1 lettera a) sono esercitate dai magistrati della procura generale presso la corte di appello. Nei casi di avocazione previsti dall´articolo 371-bis, sono esercitate dai magistrati della Direzione nazionale antimafia.
3. Le funzioni previste dal comma 1 sono attribuite all´ufficio del pubblico ministero presso il giudice competente a norma del capo II del titolo I.
3-bis. Quando si tratta di procedimenti per i delitti, consumati o tentati, di cui agli articoli 416, sesto e settimo comma, 416, realizzato allo scopo di commettere delitti previsti dagli articoli 473 e 474, 416-bis, 600, 601, 602 e 630 del codice penale, per i delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dal predetto articolo 416-bis ovvero al fine di agevolare l´attività delle associazioni previste dallo stesso articolo, nonchè per i delitti previsti dall´articolo 74 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, dall´articolo 291-quater del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, e dall´articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, le funzioni indicate nel comma 1 lettera a) sono attribuite all´ufficio del pubblico ministero presso il tribunale del capoluogo del distretto nel cui ambito ha sede il giudice competente.
3-ter. Nei casi previsti dal comma 3-bis e dai commi 3-quater e 3-quinquies, se ne fa richiesta il procuratore distrettuale, il procuratore generale presso la corte di appello può, per giustificati motivi, disporre che le funzioni di pubblico ministero per il dibattimento siano esercitate da un magistrato designato dal procuratore della Repubblica presso il giudice competente.
3-quater. Quando si tratta di procedimenti per i delitti consumati o tentati con finalità di terrorismo le funzioni indicate nel comma 1, lettera a), sono attribuite all´ufficio del pubblico ministero presso il tribunale del capoluogo del distretto nel cui ambito ha sede il giudice competente. PERIODO SOPPRESSO DAL D.L. 23 MAGGIO 2008, N. 92, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 24 LUGLIO 2008, N. 125.
3-quinquies. Quando si tratta di procedimenti per i delitti, consumati o tentati, di cui agli articoli 414-bis, 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quater.1, 600-quinquies, 609-undecies, 615-ter, 615-quater, 615-quinquies, 617-bis, 617-ter, 617-quater, 617-quinquies, 617-sexies, 635-bis, 635-ter, 635-quater, 640-ter e 640-quinquies del codice penale, le funzioni indicate nel comma 1, lettera a), del presente articolo sono attribuite all´ufficio del pubblico ministero presso il tribunale del capoluogo del distretto nel cui ambito ha sede il giudice competente.
Il D.L. 20 novembre 1991, n. 367, convertito con modificazioni dalla L. 20 gennaio 1992, n. 8 ha disposto (con l´art. 16, comma 2) che ´Le disposizioni degli articoli 2, comma 1, lettera b), 3, comma 1, lettera b), 7, 8, 9, 10, comma 1, e 11 hanno effetto a decorrere dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto previsto dall´articolo 15, comma 2´.
Il D. Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51 ha disposto (con l´art. 247, comma 1) che ´Il presente decreto legislativo entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e diventa efficace decorso il termine stabilito dall´articolo 1, comma 1, lettera r), della legge 16 luglio 1997, n. 254, fatta eccezione per le disposizioni previste dagli articoli 17, 33, comma 1, 38, comma 1 e 40, commi 1 e 3´.
Il D. Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51 come modificato dalla L. 16 giugno 1998, n. 188 ha disposto (con l´art. 247, comma 1) che ´Il presente decreto legislativo entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e diventa efficace a decorrere dal 2 giugno 1999 , fatta eccezione per le disposizioni previste dagli articoli 17, 33, comma 1, 38, comma 1 e 40, commi 1 e 3´.
La L. 11 agosto 2003, n. 228 ha disposto (con l´art. 16, comma 1) che ´La disposizione di cui al comma 1, lettera b), dell´articolo 6, ai soli effetti della determinazione degli uffici cui spettano le funzioni di pubblico ministero o di giudice incaricato dei provvedimenti previsti per la fase delle indagini preliminari ovvero di giudice dell´udienza preliminare, non si applica ai procedimenti nei quali la notizia di reato è stata iscritta nel registro di cui all´articolo 335 del codice di procedura penale precedentemente alla data di entrata in vigore della presente legge.´
Il D.L. 18 ottobre 2001, n. 374, convertito con modificazioni dalla L. 15 dicembre 2001, n. 438 ha disposto (con l´art. 10-bis, comma 3) che la modifica al presente articolo ´si applica solo ai procedimenti iniziati successivamente alla data di entrata in vigore della disposizione medesima´.
La L. 18 marzo 2008, n. 48 come modificata dal D.L. 23 maggio 2008, n. 92, convertito con modificazioni dalla L. 24 luglio 2008, n. 125, ha disposto (con l´art. 11, comma 1-bis) che le disposizioni di cui al comma 3-quinquies dell´articolo 51 del codice di procedura penale si applicano solo ai procedimenti iscritti nel registro di cui all´articolo 335 del codice di procedura penale successivamente alla data di entrata in vigore della L. 48/2008.
ART. 2501-QUINQUIES - RELAZIONE DELL´ORGANO AMMINISTRATIVO
(Codice civile)
L´organo amministrativo delle società partecipanti alla fusione deve predisporre una relazione che illustri e giustifichi, sotto il profilo giuridico ed economico, il progetto di fusione e in particolare il rapporto di cambio delle azioni o delle quote.
L´organo amministrativo segnala ai soci in assemblea e all´organo amministrativo delle altre società partecipanti alla fusione le modifiche rilevanti degli elementi dell´attivo e del passivo eventualmente intervenute tra la data in cui il progetto di fusione è depositato presso la sede della società ovvero pubblicato nel sito Internet di questa e la data della decisione sulla fusione.
La relazione di cui al primo comma non è richiesta se vi rinunciano all´unanimità i soci e i possessori di altri strumenti finanziari che attribuiscono il diritto di voto di ciascuna delle società partecipanti alla fusione.
ART. 342 - OLTRAGGIO A UN CORPO POLITICO, AMMINISTRATIVO O GIUDIZIARIO
Chiunque offende l´onore o il prestigio di un corpo politico, amministrativo o giudiziario, o di una rappresentanza di esso, o di una pubblica autorità costituita in collegio, al cospetto del corpo, della rappresentanza o del collegio, è punito con la con la multa da euro 1.000 a euro 5.000.
La pena è della multa da euro 2.000 a euro 6.000 se l´offesa consiste nell´attribuzione di un fatto determinato.
Si applica la disposizione dell´ultimo capoverso dell´articolo precedente.
ART. 338 - VIOLENZA O MINACCIA AD UN CORPO POLITICO, AMMINISTRATIVO O GIUDIZIARIO
Chiunque usa violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario o ad una rappresentanza di esso o ad una qualsiasi pubblica autorità costituita in collegio, per impedirne, in tutto o in parte, anche temporaneamente, o per turbarne comunque l´attività , è punito con la reclusione da uno a sette anni.
Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto per influire sulle deliberazioni collegiali di imprese che esercitano servizi pubblici o di pubblica necessità , qualora tali deliberazioni abbiano per oggetto l´organizzazione o l´esecuzione dei servizi.
ART. 73 - ALTRE FINALITÀ IN AMBITO AMMINISTRATIVO E SOCIALE
1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli
articoli 20 e 21, nell´ambito delle attività che la legge demanda ad un soggetto pubblico, le finalità socio-assistenziali, con particolare riferimento a:
a) interventi di sostegno psico-sociale e di formazione in favore
di giovani o di altri soggetti che versano in condizioni di disagio sociale, economico o familiare;
b) interventi anche di rilievo sanitario in favore di soggetti
bisognosi o non autosufficienti o incapaci, ivi compresi i servizi di assistenza economica o domiciliare, di telesoccorso, accompagnamento e trasporto;
c) assistenza nei confronti di minori, anche in relazione a
vicende giudiziarie;
d) indagini psico-sociali relative a provvedimenti di adozione
anche internazionale;
f) iniziative di vigilanza e di sostegno in riferimento al
soggiorno di nomadi;
2. Si considerano, altresì, di rilevante interesse pubblico, ai
sensi degli articoli 20 e 21, nell´ambito delle attività che la legge demanda ad un soggetto pubblico, le finalità:
b) concernenti la gestione di mense scolastiche o la fornitura di
sussidi, contributi e materiale didattico;
c) ricreative o di promozione della cultura e dello sport, con
particolare riferimento all´organizzazione di soggiorni, mostre, conferenze e manifestazioni sportive o all´uso di beni immobili o all´occupazione di suolo pubblico;
f) di polizia amministrativa anche locale, salvo quanto previsto
dall´articolo 53, con particolare riferimento ai servizi di igiene, di polizia mortuaria e ai controlli in materia di ambiente, tutela delle risorse idriche e difesa del suolo;
i) di supporto al collocamento e all´avviamento al lavoro, in
particolare a cura di centri di iniziativa locale per l´occupazione e di sportelli-lavoro;
ART. 443 - RILEVANZA DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
La domanda relativa alle controversie in materia di previdenza e assistenza obbligatorie di cui al primo comma dell´articolo 442 non è procedibile se non quando siano esauriti i procedimenti prescritti dalle leggi speciali per la composizione in sede amministrativa o siano decorsi i termini ivi fissati per il compimento dei procedimenti stessi o siano, comunque, decorsi 180 giorni dalla data in cui è stato proposto il ricorso amministrativo.
Se il giudice nella prima udienza di discussione rileva l´improcedibilità della domanda a norma del comma precedente, sospende il giudizio e fissa all´attore un termine perentorio di sessanta giorni per la presentazione del ricorso in sede amministrativa.
Il processo deve essere riassunto, a cura dell´attore, nel termine perentorio di 180 giorni che decorre dalla cessazione della causa della sospensione.
1. La sentenza penale irrevocabile di assoluzione pronunciata in seguito a dibattimento ha efficacia di giudicato, quanto all´accertamento che il fatto non sussiste o che l´imputato non lo ha commesso o che il fatto è stato compiuto nell´adempimento di un dovere o nell´esercizio di una facoltà legittima, nel giudizio civile o amministrativo per le restituzioni e il risarcimento del danno promosso dal danneggiato o nell´interesse dello stesso, sempre che il danneggiato si sia costituito o sia stato posto in condizione di costituirsi parte civile, salvo che il danneggiato dal reato abbia esercitato l´azione in sede civile a norma dell´articolo 75, comma 2 .
2. La stessa efficacia ha la sentenza irrevocabile di assoluzione pronunciata a norma dell´articolo 442, se la parte civile ha accettato il rito abbreviato.
1. La sentenza penale irrevocabile di condanna pronunciata in seguito a dibattimento ha efficacia di giudicato, quanto all´accertamento della sussistenza del fatto, della sua illiceità penale e all´affermazione che l´imputato lo ha commesso, nel giudizio civile o amministrativo per le restituzioni e il risarcimento del danno promosso nei confronti del condannato e del responsabile civile che sia stato citato ovvero sia intervenuto nel processo penale.
2. La stessa efficacia ha la sentenza irrevocabile di condanna pronunciata a norma dell´articolo 442, salvo che vi si opponga la parte civile che non abbia accettato il rito abbreviato.
Se le persone chiamate in grado anteriore alla prestazione non sono in condizioni di sopportare l´onere in tutto o in parte, l´obbligazione stessa è posta in tutto o in parte a carico delle persone chiamate in grado posteriore.
Se gli obbligati non sono concordi sulla misura, sulla distribuzione e sul modo di somministrazione degli alimenti, provvede l´autorità giudiziaria secondo le circostanze.
Quando più persone hanno diritto agli alimenti nei confronti di un medesimo obbligato, e questi non è in gradò di provvedere ai bisogni di ciascuna di esse, l´autorità giudiziaria dà i provvedimenti opportuni, tenendo conto della prossimità della parentela e dei rispettivi bisogni, e anche della possibilità che taluno degli aventi diritto abbia di conseguire gli alimenti da obbligati di grado ulteriore.
Se chi muore lascia, oltre al coniuge, un solo figlio, ... a quest´ultimo è riservato un terzo del patrimonio ed un altro terzo spetta al coniuge.
Quando i figli ..., sono più di uno, ad essi è complessivamente riservata la metà del patrimonio e al coniuge spetta un quarto del patrimonio del defunto. La divisione tra tutti i figli, legittimi e naturali, è effettuata in parti uguali.
Il D.Lgs. 28 dicembre 2013, n. 154 ha disposto (con l´art. 73, comma 1, lettera b che ´All´articolo 542 del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni:
b) al secondo comma le parole: ´, legittimi o naturalì ovunque presenti sono soppresse´.
ART. 544 - CONCORSO DI ASCENDENTI ... E CONIUGE
Quando chi muore non lascia figli, ma ascendenti ... e il coniuge, a quest´ultimo è riservata la metà del patrimonio, ed agli ascendenti un quarto.
In caso di pluralità di ascendenti, la quota di riserva ad essi attribuita ai sensi del precedente comma è ripartita tra i medesimi secondo i criteri previsti dall´articolo 569.
AGGIONRAMENTO
La L. 10 dicembre 2012, n. 219 ha disposto (con l´art. 1, comma 11) che ´Nel codice civile, le parole: Â«figli legittimiÂ» e Â«figli naturaliÂ», ovunque ricorrono, sono sostituite dalla seguente: Â«figliÂ».´
Quando sui beni lasciati dal defunto si apre in tutto o in parte la successione legittima, nel concorso di legittimari con altri successibili, le porzioni che spetterebbero a questi ultimi si riducono proporzionalmente nei limiti in cui è necessario per integrare la quota riservata ai legittimari, i quali però devono imputare a questa, ai sensi dell´art. 564, quanto hanno ricevuto dal defunto in virtù di donazioni o di legati.
Se coi genitori o con uno soltanto di essi concorrono fratelli e sorelle germani del defunto, tutti sono ammessi alla successione del medesimo per capi, purchè in nessun caso la quota, in cui succedono i genitori o uno di essi, sia minore della metà.
Se entrambi i genitori non possono o non vogliono venire alla successione e vi sono ulteriori ascendenti, a questi ultimi si devolve, nel modo determinato dall´articolo 569, la quota che sarebbe spettata a uno dei genitori in mancanza dell´altro.
Quando con il coniuge concorrono figli ..., il coniuge ha diritto alla metà dell´eredità, se alla successione concorre un solo figlio, e ad un terzo negli altri casi.
ART. 582 - CONCORSO DEL CONIUGE CON ASCENDENTI ..., FRATELLI E SORELLE
Al coniuge sono devoluti i due terzi dell´eredità se egli concorre con ascendenti ... o con fratelli e sorelle anche se unilaterali, ovvero con gli uni e con gli altri. In quest´ultimo caso la parte residua è devoluta agli ascendenti, ai fratelli e alle sorelle, secondo le disposizioni dell´articolo 571, salvo in ogni caso agli ascendenti il diritto a un quarto della eredità.
I proprietari dei beni situati entro il perimetro del comprensorio sono obbligati a contribuire nella spesa necessaria per l´esecuzione, la manutenzione e l´esercizio delle opere in ragione del beneficio che traggono dalla bonifica.
Se il fatto colposo del creditore ha concorso a cagionare il danno, il risarcimento è diminuito secondo la gravità della colpa e l´entità delle conseguenze che ne sono derivate.
Il risarcimento non è dovuto per i danni che il creditore avrebbe potuto evitare usando l´ordinaria diligenza.
I creditori hanno eguale diritto di essere soddisfatti sui beni del debitore, salve le cause legittime di prelazione.
Se i privilegi indicati dall´articolo precedente concorrono con le ipoteche sugli autoveicoli, menzionate nell´articolo 2810, queste sono proposte ai privilegi menzionati nei primi dieci numeri dell´articolo 2778 e sono preferite a tutti gli altri.
Qualora con crediti assistiti da privilegio speciale concorra un credito garantito con pegno e uno dei privilegi debba essere preferito rispetto al pegno, tale privilegio prevale su quegli altri che devono essere posposti al pegno, anche se anteriori di grado.
I genitori devono adempiere i loro obblighi nei confronti dei figli in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo. Quando i genitori non hanno mezzi sufficienti, gli altri ascendenti, in ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinchè possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli.
In caso di inadempimento il presidente del tribunale, su istanza di chiunque vi ha interesse, sentito l´inadempiente ed assunte informazioni, può ordinare con decreto che una quota dei redditi dell´obbligato, in proporzione agli stessi, sia versata direttamente all´altro genitore o a chi sopporta le spese per il mantenimento, l´istruzione e l´educazione della prole.
L´opposizione è regolata dalle norme relative all´opposizione al decreto di ingiunzione, in quanto applicabili.
ART. 73 - CONCORSO DI REATI CHE IMPORTANO PENE DETENTIVE TEMPORANEE O PENE PECUNIARIE DELLA STESSA SPECIE
Quando concorrono più delitti, per ciascuno dei quali deve infliggersi la pena della reclusione non inferiore a ventiquattro anni, si applica l´ergastolo.
ART. 184 - ESTINZIONE DELLA PENA DI MORTE, DELL´ERGASTOLO O DI PENE TEMPORANEE NEL CASO DI CONCORSO DI REATI
Quando, per effetto di amnistia, indulto o grazia, la pena di morte o dell´ergastolo è estinta, la pena detentiva temporanea, inflitta per il reato concorrente, è eseguita per intero. Nondimeno, se il condannato ha già interamente subito l´isolamento diurno, applicato a norma del capoverso dell´art. 72, la pena per il reato concorrente è ridotta alla metà ; ed è estinta, se il condannato è stato detenuto per oltre trenta anni.
Se, per effetto di alcuna delle dette cause estintive, non deve essere scontata la pena detentiva temporanea inflitta, per il reato concorrente, al condannato all´ergastolo, non si applica l´isolamento diurno, stabilito nel capoverso dell´articolo 72. Se la pena detentiva deve essere scontata solo in parte, il periodo dell´isolamento diurno, applicato a norma del predetto articolo, può essere ridotto fino a tre mesi.
ART. 183 - CONCORSO DI CAUSE ESTINTIVE
Se più cause intervengono contemporaneamente, la causa più favorevole opera l´estinzione del reato o della pena; ma anche in tal caso, per gli effetti che non siano estinti in conseguenza della causa più favorevole, si applica il capoverso precedente.
ART. 81 - CONCORSO FORMALE. REATO CONTINUATO
à? punito con la pena che dovrebbe infliggersi per la violazione più grave aumentata sino al triplo chi con una sola azione od omissione viola diverse disposizioni di legge ovvero commette più violazioni della medesima disposizione di legge.
Nei casi preveduti da quest´articolo, la pena non può essere superiore a quella che sarebbe applicabile a norma degli articoli precedenti.
Fermi restando i limiti indicati al terzo comma, se i reati in concorso formale o in continuazione con quello più grave sono commessi da soggetti ai quali sia stata applicata la recidiva prevista dall´articolo 99, quarto comma, l´aumento della quantità di pena non può essere comunque inferiore ad un terzo della pena stabilita per il reato più grave.
ART. 80 - CONCORSO DI PENE INFLITTE CON SENTENZE O DECRETI DIVERSI
ART. 301 - CONCORSO DI REATI
Quando l´offesa alla vita, all´incolumità , alla libertà o all´onore, indicata negli articoli 276, 277, 278, 280, 281, 282, 295, 296, 297 e 298, è considerata dalla legge come reato anche in base a disposizioni diverse da quelle contenute nei capi precedenti, si applicano le disposizioni che stabiliscono la pena più grave.
Nondimeno, nei casi in cui debbono essere applicate disposizioni diverse da quelle contenute nei capi precedenti, le pene sono aumentate da un terzo alla metà .
Quando l´offesa alla vita, all´incolumità , alla libertà o all´onore è considerata dalla legge come elemento costitutivo o circostanza aggravante di un altro reato, questo cessa dal costituire un reato complesso, e il colpevole soggiace a pene distinte, secondo le norme sul concorso dei reati, applicandosi, per le dette offese, le disposizioni contenute nei capi precedenti.
ART. 74 - CONCORSO DI REATI CHE IMPORTANO PENE DETENTIVE DI SPECIE DIVERSA
La pena dell´arresto è eseguita per ultima.
Il concorso di cause preesistenti o simultanee o sopravvenute, anche se indipendenti dall´azione od omissione del colpevole, non esclude il rapporto di causalità fra l´azione od omissione e l´evento.
Le cause sopravvenute escludono il rapporto di causalità quando sono state da sole sufficienti a determinare l´evento. In tal caso, se l´azione od omissione precedentemente commessa costituisce per sè un reato, si applica la pena per questo stabilita.
ART. 72 - CONCORSO DI REATI CHE IMPORTANO L´ERGASTOLO E DI REATI CHE IMPORTANO PENE DETENTIVE TEMPORANEE
Al colpevole di più delitti, ciascuno dei quali importa la pena dell´ergastolo, si applica la detta pena con l´isolamento diurno da sei mesi a tre anni.
Nel caso di concorso di un delitto che importa la pena dell´ergastolo, con uno o più delitti che importano pene detentive temporanee per un tempo complessivo superiore a cinque anni, si applica la pena dell´ergastolo, con l´isolamento diurno per un periodo di tempo da due a diciotto mesi.
L´ergastolano condannato all´isolamento diurno partecipa all´attività lavorativa.
ART. 69 - CONCORSO DI CIRCOSTANZE AGGRAVANTI E ATTENUANTI
Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle circostanze inerenti alla persona del colpevole, esclusi i casi previsti dall´articolo 99, quarto comma, nonchè dagli articoli 111 e 112, primo comma, numero 4), per cui vi è divieto di prevalenza delle circostanze attenuanti sulle ritenute circostanze aggravanti, ed a qualsiasi altra circostanza per la quale la legge stabilisca una pena di specie diversa o determini la misura della pena in modo indipendente da quella ordinaria del reato.
ART. 68 - LIMITI AL CONCORSO DI CIRCOSTANZE
Salvo quanto è disposto nell´articolo 15, quando una circostanza aggravante comprende in sè un´altra circostanza aggravante, ovvero una circostanza attenuante comprende in sè un´altra circostanza attenuante, è valutata a carico o a favore del colpevole soltanto la circostanza aggravante o la circostanza attenuante, la quale importa, rispettivamente, il maggiore aumento o la maggiore diminuzione di pena.
ART. 67 - LIMITI DELLE DIMINUZIONI DI PENA NEL CASO DI CONCORSO DI PIÙ CIRCOSTANZE ATTENUANTI
1) a quindici anni di reclusione, se per il delitto la legge stabilisce la pena di morte;
2) a dieci anni di reclusione, se per il delitto la legge stabilisce la pena dell´ergastolo.
Le altre pene sono diminuite. In tal caso, quando non si tratta delle circostanze indicate nel secondo capoverso dell´articolo 63, la pena non può essere applicata in misura inferiore ad un quarto.
ART. 66 - LIMITI DEGLI AUMENTI DI PENA NEL CASO DI CONCORSO DI PIÙ CIRCOSTANZE AGGRAVANTI
Se concorrono più circostanze aggravanti, la pena da applicare per effetto degli aumenti non può superare il triplo del massimo stabilito dalla legge per il reato, salvo che si tratti delle circostanze indicate nel secondo capoverso dell´articolo 63, nè comunque eccedere:
2) gli anni cinque, se si tratta dell´arresto;
3) e, rispettivamente, euro 10.329 o euro 2.065, se si tratta della multa o dell´ammenda; ovvero, rispettivamente, euro 30.987 o euro 6.197 se il giudice si avvale della facoltà di aumento indicata nel capoverso dell´articolo 133-bis .
ART. 75 - CONCORSO DI REATI CHE IMPORTANO PENE PECUNIARIE DI SPECIE DIVERSA
Nel caso che la pena pecuniaria non sia stata pagata per intero, la somma pagata, agli effetti della conversione, viene detratta dall´ammontare della multa.
ART. 671 - APPLICAZIONE DELLA DISCIPLINA DEL CONCORSO FORMALE E DEL REATO CONTINUATO
1. Nel caso di più sentenze o decreti penali irrevocabili pronunciati in procedimenti distinti contro la stessa persona, il condannato o il pubblico ministero possono chiedere al giudice dell´esecuzione l´applicazione della disciplina del concorso formale o del reato continuato, sempre che la stessa non sia stata esclusa dal giudice della cognizione. Fra gli elementi che incidono sull´applicazione della disciplina del reato continuato vi è la consumazione di più reati in relazione allo stato di tossicodipendenza.
2. Il giudice dell´esecuzione provvede determinando la pena in misura non superiore alla somma di quelle inflitte con ciascuna sentenza o ciascun decreto.
2-bis. Si applicano le disposizioni di cui all´articolo 81, quarto comma del codice penale.
3. Il giudice dell´esecuzione può concedere altresì la sospensione condizionale della pena e la non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale, quando ciò consegue al riconoscimento del concorso formale o della continuazione. Adotta infine ogni altro provvedimento conseguente.
1. La dichiarazione di ricusazione si considera come non proposta quando il giudice, anche successivamente ad essa, dichiara di astenersi e l´astensione è accolta.
Il preponente non può valersi contemporaneamente di più agenti nella stessa zona e per lo stesso ramo di attività, né l´agente può assumere l´incarico di trattare nella stessa zona e per lo stesso ramo gli affari di più imprese in concorrenza tra loro.
ART. 1319 - DIRITTO DI ESIGERE L´INTERO
Ciascuno dei creditori può esigere l´esecuzione dell´intera prestazione indivisibile. Tuttavia l´erede del creditore, che agisce per il soddisfacimento dell´intero credito, deve dare cauzione a garanzia dei coeredi.
La risoluzione ha luogo di diritto a favore del contraente che, prima della scadenza del termine stabilito, abbia offerto all´altro, nelle forme di uso, la consegna della cosa o il pagamento del prezzo, se l´altra parte non adempie la propria obbligazione.
La risoluzione di diritto ha luogo pure a favore del venditore, se, alla scadenza del termine stabilito per la consegna, il compratore, la cui obbligazione di pagare il prezzo non sia scaduta, non si presenta per ricevere la cosa preventivamente offerta, ovvero non l´accetta.
Il contraente che intende valersi della risoluzione disposta dal presente articolo deve darne comunicazione all´altra parte entro otto giorni dalla scadenza del termine; in mancanza di tale comunicazione, si osservano le disposizioni generali sulla risoluzione per inadempimento.
ART. 1568 - ESCLUSIVA A FAVORE DELL´AVENTE DIRITTO ALLA SOMMINISTRAZIONE
Se la clausola di esclusiva è pattuita a favore dell´avente diritto alla somministrazione, il somministrante non può compiere nella zona per cui l´esclusiva è concessa e per la durata del contratto, né direttamente né indirettamente, prestazioni della stessa natura di quelle che formano oggetto del contratto.
L´avente diritto alla somministrazione, che assume l´obbligo di promuovere, nella zona assegnatagli, la vendita delle cose di cui ha l´esclusiva, risponde dei danni in caso di inadempimento a tale obbligo, anche se ha eseguito il contratto rispetto al quantitativo minimo che sia stato fissato.
Nei casi in cui il diritto del locatore sulla cosa locata si estingue con effetto retroattivo, le locazioni da lui concluse aventi data certa sono mantenute, purchè siano state fatte senza frode e non eccedano il triennio.
Sono salve le diverse disposizioni di legge.
Il locatore può accertare in ogni tempo, anche con accesso in luogo, se l´affittuario osserva gli obblighi che gli incombono.
Se il fondo viene chiuso, il proprietario deve lasciarne libero e comodo l´ingresso a chi ha un diritto di servitù che renda necessario il passaggio per il fondo stesso.
Può anche stipularsi che il debitore non esegua il riscatto senza averne dato preavviso al beneficiario. Il termine di preavviso non può eccedere l´anno.
ART. 1916 - DIRITTO DI SURROGAZIONE DELL´ASSICURATORE
L´assicuratore che ha pagato l´indennità è surrogato, fino alla concorrenza dell´ammontare di essa, nei diritti dell´assicurato verso i terzi responsabili.
Salvo il caso di dolo, la surrogazione non ha luogo se il danno è causato dai figli, ... dagli ascendenti, da altri parenti o da affini dell´assicurato stabilmente con lui conviventi o da domestici.
L´assicurato è responsabile verso l´assicuratore del pregiudizio arrecato al diritto di surrogazione.
La Corte Costituzionale, con sentenza 7 - 21 maggio 1975, n. 117 (in G.U. 1a s.s. 28/05/1975, n. 140), ha dichiarato ´la illegittimità costituzionale dell´art. 1916, comma secondo, del codice civile, nella parte in cui non annovera, tra le persone nei confronti delle quali non è ammessa surrogazione, il coniuge dell´assicurato´.
La Corte Costituzionale, con sentenza 11 - 18 luglio 1991, n. 356 (in G.U. 1a s.s. 24/07/1991, n. 29), ha dichiarato ´l´illegittimità costituzionale dell´art. 1916 del codice civile nella parte in cui consente all´assicuratore di avvalersi, nell´esercizio del diritto di surrogazione nei confronti del terzo responsabile, anche delle somme da questi dovute all´assicurato a titolo di risarcimento del danno biologico´.
In caso di liquidazione coatta amministrativa del riassicurato, il riassicuratore deve pagare integralmente l´indennità dovuta al riassicurato, salva la compensazione con i premi e gli altri crediti.
La transazione non può essere annullata per errore di diritto relativo alle questioni che sono state oggetto di controversia tra le parti.
Nel caso di usufrutto di titoli di credito il godimento dell´usufruttuario si estende ai premi e alle altre utilità aleatorie prodotte dal titolo.
Il premio è investito a norma dell´art. 1000.
Se viene trasferito il diritto di godimento del fondo, la mezzadria continua nei confronti di chi subentra al concedente, salvo che il mezzadro, entro un mese dalla notizia del trasferimento, dichiari di recedere dal contratto. In tal caso il recesso ha effetto alla fine dell´anno agrario in corso o di quello successivo, se non è comunicato almeno tre mesi prima della fine dell´anno agrario in corso.
I crediti e i debiti del concedente verso il mezzadro risultanti dal libretto colonico passano a chi subentra nel godimento del fondo, salva per i debiti la responsabilità sussidiaria dell´originario concedente.
E´ escluso di diritto il socio che sia dichiarato fallito.
Parimenti è escluso di diritto il socio nei cui confronti un suo creditore particolare abbia ottenuto la liquidazione della quota a norma dell´art. 2270.
Fuori dai casi di cui all´articolo 2447-bis, la società può emettere azioni fornite di diritti patrimoniali correlati ai risultati dell´attività sociale in un determinato settore. Lo statuto stabilisce i criteri di individuazione dei costi e ricavi imputabili al settore, le modalità di rendicontazione, i diritti attribuiti a tali azioni, nonchè le eventuali condizioni e modalità di conversione in azioni di altra categoria.
Il coerede, che vuole alienare a un estraneo la sua quota o parte di essa, deve notificare la proposta di alienazione, indicandone il prezzo, agli altri coeredi, i quali hanno diritto di prelazione. Questo diritto deve essere esercitato nel termine di due mesi dall´ultima delle notificazioni. In mancanza della notificazione, i coeredi hanno diritto di riscattare la quota dall´acquirente e da ogni successivo avente causa, finchè dura lo stato di comunione ereditaria.
La persona, alla quale si contesti il diritto all´uso del proprio nome o che possa risentire pregiudizio dall´uso che altri indebitamente ne faccia, può chiedere giudizialmente la cessazione del fatto lesivo, salvo il risarcimento dei danni.
L´autorità giudiziaria può ordinare che la sentenza sia pubblicata in uno o più giornali.
ART. 757 - DIRITTO DELL´EREDE SULLA PROPRIA QUOTA
Ogni coerede è reputato solo e immediato successore in tutti i beni componenti la sua quota o a lui pervenuti dalla successione, anche per acquisto all´incanto, e si considera come se non avesse mai avuto la proprietà degli altri beni ereditari.
L´azione di rescissione non è ammessa contro la vendita del diritto ereditario fatta senza frode a uno dei coeredi, a suo rischio e pericolo, da parte degli altri coeredi o di uno di essi.
Il proprietario ha diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l´osservanza degli obblighi stabiliti dall´ordinamento giuridico.
ART. 448-BIS - CESSAZIONE PER DECADENZA DELL´AVENTE DIRITTO DALLA RESPONSABILITÀ GENITORIALE SUI FIGLI
Il figlio, anche adottivo, e, in sua mancanza, i discendenti prossimi non sono tenuti all´adempimento dell´obbligo di prestare gli alimenti al genitore nei confronti del quale è stata pronunciata la decadenza dalla responsabilità genitoriale e, per i fatti che non integrano i casi di indegnità di cui all´articolo 463, possono escluderlo dalla successione.
Se il chiamato all´eredità muore senza averla accettata, il diritto di accettarla si trasmette agli eredi.
Se questi non sono d´accordo per accettare o rinunziare, colui che accetta l´eredità acquista tutti i diritti e soggiace a tutti i pesi ereditari, mentre vi rimane estraneo chi ha rinunziato.
La rinunzia all´eredità propria del trasmittente include rinunzia all´eredità che al medesimo è devoluta.
Ciascun coerede può chiedere la sua parte in natura dei beni mobili e immobili dell´eredità, salve le disposizioni degli articoli seguenti.
ART. 1097 - DIRITTO AGLI AVANZI D´ACQUA
Quando l´acqua è concessa, riservata o posseduta per un determinato uso, con restituzione al concedente o ad altri di ciò che ne sopravanza, tale uso non può variarsi a danno del fondo a cui la restituzione è dovuta.
Egli può anche disporne a favore d´altri, qualora non osti il diritto di terzi; ma, dopo essersi servito delle acque, non può divertirle in danno d´altri fondi.
L´estinzione del diritto di superficie per scadenza del termine importa l´estinzione dei diritti reali imposti dal superficiario. I diritti gravanti sul suolo si estendono alla costruzione, salvo, per le ipoteche, il disposto del primo comma dell´art. 2816.
I contratti di locazione, che hanno per oggetto la costruzione, non durano se non per l´anno in corso alla scadenza del termine.
Il perimento della costruzione non importa, salvo patto contrario, l´estinzione del diritto di superficie.
ART. 965 - DISPONIBILITÀ DEL DIRITTO DELL´ENFITEUTA
L´enfiteuta può disporre del proprio diritto, sia per atto tra vivi, sia per atto di ultima volontà.
Per l´alienazione del diritto dell´enfiteuta non è dovuta alcuna prestazione al concedente.
Nell´atto costitutivo può essere vietato all´enfiteuta di disporre per atto tra vivi, in tutto o in parte, del proprio diritto, per un tempo non maggiore di venti anni.
Nel caso di alienazione compiuta contro tale divieto, l´enfiteuta non è liberato dai suoi obblighi verso il concedente ed è tenuto a questi solidalmente con l´acquirente.
ART. 970 - PRESCRIZIONE DEL DIRITTO DELL´ENFITEUTA
Il diritto dell´enfiteuta si prescrive per effetto del non uso protratto per venti anni.
L´usufruttuario ha diritto di godere della cosa, ma deve rispettarne la destinazione economica.
Egli può trarre dalla cosa ogni utilità che questa può dare, fermi i limiti stabiliti in queste capo.
La servitù prediale consiste nel peso imposto sopra un fondo per l´utilità di un altro fondo appartenente a diverso proprietario.
ART. 2422 - DIRITTO D´ISPEZIONE DEI LIBRI SOCIALI
I soci hanno diritto di esaminare i libri indicati nel primo comma, numeri 1) e 3) dell´articolo 2421 e di ottenerne estratti a proprie spese.
Eguale diritto spetta al rappresentante comune degli obbligazionisti per i libri indicati nei numeri 2) e 3) dell´articolo 2421, e al rappresentante comune dei possessori di strumenti finanziari ed ai singoli possessori per il libro indicato al numero 8), ai singoli obbligazionisti per il libro indicato nel numero 7) dell´articolo medesimo.
ART. 516 - TERMINE PER L´ESERCIZIO DEL DIRITTO ALLA SEPARAZIONE
Il diritto alla separazione deve essere esercitato entro il termine di tre mesi dall´apertura della successione.
Se per altre cause si riuniscono nella medesima persona il diritto del proprietario del suolo e quello del superficiario, le ipoteche sull´uno e sull´altro diritto continuano a gravare separatamente i diritti stessi.
Salvo quanto previsto dalle leggi speciali, lo statuto può prevedere la creazione di azioni senza diritto di voto, con diritto di voto limitato a particolari argomenti, con diritto di voto subordinato al verificarsi di particolari condizioni non meramente potestative. Il valore di tali azioni non può complessivamente superare la metà del capitale sociale.
Lo statuto può altresì prevedere che, in relazione alla quantità delle azioni possedute da uno stesso soggetto, il diritto di voto sia limitato a una misura massima o disporne scaglionamenti.
Salvo quanto previsto dalle leggi speciali, lo statuto può prevedere la creazione di azioni con diritto di voto plurimo anche per particolari argomenti o subordinato al verificarsi di particolari condizioni non meramente potestative. Ciascuna azione a voto plurimo può avere fino a un massimo di tre voti.
Gli strumenti finanziari di cui agli articoli 2346, sesto comma, e 2349, secondo comma, possono essere dotati del diritto di voto su argomenti specificamente indicati e in particolare può essere ad essi riservata, secondo modalità stabilite dallo statuto, la nomina di un componente indipendente del consiglio di amministrazione o del consiglio di sorveglianza o di un sindaco. Alle persone cosi´ nominate si applicano le medesime norme previste per gli altri componenti dell´organo cui partecipano.
Il D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 come modificato dal D.L. 24 giugno 2014, n. 91 convertito con modificazioni dalla L. 11 agosto 2014, n. 116 ha disposto (con l´art. 127-sexies, comma 1) che ´In deroga all´articolo 2351, quarto comma, del codice civile, gli statuti non possono prevedere l´emissione di azioni a voto plurimo´.
ART. 2370 - DIRITTO D´INTERVENTO ALL´ASSEMBLEA ED ESERCIZIO DEL VOTO
Possono intervenire all´assemblea coloro ai quali spetta il diritto di voto.
Lo statuto delle società le cui azioni non sono ammesse alla gestione accentrata, può richiedere il preventivo deposito delle azioni presso la sede sociale o presso le banche indicate nell´avviso di convocazione, fissando il termine entro il quale debbono essere depositate ed eventualmente prevedendo che non possano essere ritirate prima che l´assemblea abbia avuto luogo. Qualora le azioni emesse dalle società indicate al primo periodo siano diffuse fra il pubblico in misura rilevante il termine non può essere superiore a due giorni non festivi.
Se le azioni sono nominative, le società di cui al secondo comma provvedono all´iscrizione nel libro dei soci di coloro che hanno partecipato all´assemblea o che hanno effettuato il deposito.
Lo statuto può consentire l´intervento all´assemblea mediante mezzi di telecomunicazione ovvero l´espressione del voto per corrispondenza o in via elettronica. Chi esprime il voto per corrispondenza o in via elettronica si considera intervenuto all´assemblea. Resta fermo quanto previsto dalle leggi speciali in materia di legittimazione all´intervento e all´esercizio del diritto di voto nell´assemblea nonchè in materia di aggiornamento del libro soci nelle società con azioni ammesse alla gestione accentrata.
Entro il termine di quaranta giorni dalla notificazione indicata dall´articolo precedente, qualunque dei creditori iscritti o dei relativi fideiussori ha diritto di richiedere l´espropriazione dei beni con ricorso al presidente del tribunale competente a norma del codice di procedura civile, purchè adempia le condizioni che seguono:
1) che la richiesta sia notificata al terzo acquirente nel domicilio da lui eletto a norma dell´articolo precedente e al proprietario anteriore;
3) che contenga l´offerta di una cauzione per una somma eguale al quinto del prezzo aumentato come sopra;
4) che l´originale e le copie della richiesta siano sottoscritti dal richiedente o da un suo procuratore munito di mandato speciale.
L´omissione di alcuna di queste condizioni produce nullità della richiesta.
ART. 2815 - IPOTECA SUL DIRITTO DEL CONCEDENTE E SUL DIRITTO DELL´ENFITEUTA
Nel caso di affrancazione, le ipoteche gravanti sul diritto del concedente si risolvono sul prezzo dovuto per l´affrancazione; le ipoteche gravanti sul diritto dell´enfiteuta si estendono alla piena proprietà.
Nel caso di devoluzione o di cessazione dell´enfiteusi per decorso del termine, le ipoteche gravanti sul diritto dell´enfiteuta si risolvono sul prezzo dovuto per i miglioramenti, senza deduzione di quanto è dovuto al concedente per i canoni non soddisfatti. Il prezzo dei miglioramenti, se da atto scritto non risulta concordato con i creditori ipotecari, deve determinarsi giudizialmente, anche in contraddittorio dei medesimi. Le ipoteche gravanti sul diritto del concedente si estendono alla piena proprietà.
Quando l´enfiteusi si estingue per prescrizione, si estinguono le ipoteche che gravano sul diritto dell´enfiteuta.
Se per causa diversa da quelle sopra indicate vengono a riunirsi in una medesima persona il diritto del concedente e il diritto dell´enfiteuta, le ipoteche gravanti sull´uno e sull´altro continuano a gravarli separatamente; ma se l´ipoteca grava soltanto sull´uno o sull´altro diritto, essa si estende alla piena proprietà.
Il diritto di brevetto spetta all´autore dell´invenzione e ai suoi aventi causa.
Chi ha ottenuto un brevetto per un´invenzione industriale ha il diritto esclusivo di attuare l´invenzione e di disporne entro i limiti e alle condizioni stabilite dalla legge.
Il diritto si estende anche al commercio del prodotto a cui l´invenzione si riferisce.
L´autore ha il diritto esclusivo di pubblicare l´opera e di utilizzarla economicamente in ogni forma e modo, nei limiti e per gli effetti fissati dalla legge.
L´autore, anche dopo la cessione dei diritti previsti dal comma precedente, può rivendicare la paternità dell´opera e può opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione o altra modificazione dell´opera stessa, che possa essere di pregiudizio al suo onore o alla sua reputazione.
L´offerta di opzione deve essere depositata presso l´ufficio del registro delle imprese e contestualmente resa nota mediante un avviso pubblicato sul sito internet della società, con modalità atte a garantire la sicurezza del sito medesimo, l´autenticità dei documenti e la certezza della data di pubblicazione, o, in mancanza, mediante deposito presso la sede della società. Per l´esercizio del diritto di opzione deve essere concesso un termine non inferiore a quindici giorni dalla pubblicazione dell´offerta.
Coloro che esercitano il diritto di opzione, purchè ne facciano contestuale richiesta, hanno diritto di prelazione nell´acquisto delle azioni e delle obbligazioni convertibili in azioni che siano rimaste non optate. Se le azioni sono quotate in mercati regolamentati, i diritti di opzione non esercitati devono essere offerti nel mercato regolamentato dagli amministratori, per conto della società, entro il mese successivo alla scadenza del termine stabilito a norma del secondo comma, per almeno cinque sedute, salvo che i diritti di opzione siano già stati integralmente venduti.
Il diritto di opzione non spetta per le azioni di nuova emissione che, secondo la deliberazione di aumento del capitale, devono essere liberate mediante conferimenti in natura. Nelle società con azioni quotate in mercati regolamentati lo statuto può altresì escludere il diritto di opzione nei limiti del dieci per cento del capitale sociale preesistente, a condizione che il prezzo di emissione corrisponda al valore di mercato delle azioni e ciò sia confermato in apposita relazione da un revisore legale o da una società di revisione legale.
Quando l´interesse della società lo esige, il diritto di opzione può essere escluso o limitato con la deliberazione di aumento di capitale.
Le proposte di aumento di capitale sociale con esclusione o limitazione del diritto di opzione, ai sensi del primo periodo del quarto comma o del quinto comma del presente articolo, devono essere illustrate dagli amministratori con apposita relazione, dalla quale devono risultare le ragioni dell´esclusione o della limitazione, ovvero, qualora l´esclusione derivi da un conferimento in natura, le ragioni di questo e in ogni caso i criteri adottati per la determinazione del prezzo di emissione. La relazione deve essere comunicata dagli amministratori al collegio sindacale o al consiglio di sorveglianza e al soggetto incaricato della revisione legale dei conti almeno trenta giorni prima di quello fissato per l´assemblea. Entro quindici giorni il collegio sindacale deve esprimere il proprio parere sulla congruità del prezzo di emissione delle azioni. Il parere del collegio sindacale e, nell´ipotesi prevista dal quarto comma, la relazione giurata dell´esperto designato dal Tribunale ovvero la documentazione indicata dall´articolo 2343-ter, terzo comma, devono restare depositati nella sede della società durante i quindici giorni che precedono l´assemblea e finchè questa non abbia deliberato; i soci possono prenderne visione. La deliberazione determina il prezzo di emissione delle azioni in base al valore del patrimonio netto, tenendo conto, per le azioni quotate in mercati regolamentati, anche dell´andamento delle quotazioni nell´ultimo semestre.
Non si considera escluso né limitato il diritto di opzione qualora la deliberazione di aumento di capitale preveda che le azioni di nuova emissione siano sottoscritte da banche, da enti o società finanziarie soggetti al controllo della Commissione nazionale per le società e la borsa ovvero da altri soggetti autorizzati all´esercizio dell´attività di collocamento di strumenti finanziari, con obbligo di offrirle agli azionisti della società, con operazioni di qualsiasi tipo, in conformità con i primi tre commi del presente articolo. Nel periodo di detenzione delle azioni offerte agli azionisti e comunque fino a quando non sia stato esercitato il diritto di opzione, i medesimi soggetti non possono esercitare il diritto di voto. Le spese dell´operazione sono a carico della società e la deliberazione di aumento del capitale deve indicarne l´ammontare.
Con deliberazione dell´assemblea presa con la maggioranza richiesta per le assemblee straordinarie può essere escluso il diritto di opzione per le azioni di nuova emissione, se queste sono offerte in sottoscrizione ai dipendenti della società o di società che la controllano o che sono da essa controllate. PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 11 OTTOBRE 2012, N. 184.
Il D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, ha disposto (con l´art. 134, comma 1) che ´Per le società con azioni quotate, il termine previsto dall´articolo 2441, secondo comma, del codice civile è ridotto alla metà.´
Hanno diritto di recedere, per tutte o parte delle loro azioni, i soci che non hanno concorso alle deliberazioni riguardanti:
a) la modifica della clausola dell´oggetto sociale, quando consente un cambiamento significativo dell´attività della società;
c) il trasferimento della sede sociale all´estero;
e) l´eliminazione di una o più cause di recesso previste dal successivo comma ovvero dallo statuto;
f) la modifica dei criteri di determinazione del valore dell´azione in caso di recesso;
Salvo che lo statuto disponga diversamente, hanno diritto di recedere i soci che non hanno concorso all´approvazione delle deliberazioni riguardanti:
b) l´introduzione o la rimozione di vincoli alla circolazione dei titoli azionari.
Se la società è costituita a tempo indeterminato e le azioni non sono quotate in un mercato regolamentato il socio può recedere con il preavviso di almeno centottanta giorni; lo statuto può prevedere un termine maggiore, non superiore ad un anno.
Lo statuto delle società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio può prevedere ulteriori cause di recesso.
Restano salve le disposizioni dettate in tema di recesso per le società soggette ad attività di direzione e coordinamento.
E´ nullo ogni patto volto ad escludere o rendere più gravoso l´esercizio del diritto di recesso nelle ipotesi previste dal primo comma del presente articolo.
In ogni caso, se il fatto è considerato dalla legge come reato e per il reato è stabilita una prescrizione più lunga, questa si applica anche all´azione civile. Tuttavia, se il reato è estinto per causa diversa dalla prescrizione o è intervenuta sentenza irrevocabile nel giudizio penale, il diritto al risarcimento del danno si prescrive nei termini indicati dai primi due commi, con decorrenza dalla data di estinzione del reato o dalla data in cui la sentenza è divenuta irrevocabile.
Il titolo originario dell´acquisto del diritto di autore è costituito dalla creazione dell´opera, quale particolare espressione del lavoro intellettuale.
Il socio di società soggetta ad attività di direzione e coordinamento può recedere:
a) quando la società o l´ente che esercita attività di direzione e coordinamento ha deliberato una trasformazione che implica il mutamento del suo scopo sociale, ovvero ha deliberato una modifica del suo oggetto sociale consentendo l´esercizio di attività che alterino in modo sensibile e diretto le condizioni economiche e patrimoniali della società soggetta ad attività di direzione e coordinamento;
b) quando a favore del socio sia stata pronunciata, con decisione esecutiva, condanna di chi esercita attività di direzione e coordinamento ai sensi dell´articolo 2497; in tal caso il diritto di recesso può essere esercitato soltanto per l´intera partecipazione del socio;
c) all´inizio ed alla cessazione dell´attività di direzione e coordinamento, quando non si tratta di una società con azioni quotate in mercati regolamentati e ne deriva un´alterazione delle condizioni di rischio dell´investimento e non venga promossa un´offerta pubblica di acquisto.
Si applicano, a seconda dei casi ed in quanto compatibili, le disposizioni previste per il diritto di recesso del socio nella società per azioni o in quella a responsabilità limitata.
L´interpretazione ed applicazione delle disposizioni contenute nel presente capo è effettuata in base ai principi dell´ordinamento delle Comunità europee.
L´atto costitutivo indica le modalità e la percentuale massima di ripartizione dei dividendi tra i soci cooperatori.
L´atto costitutivo può autorizzare l´assemblea ad assegnare ai soci le riserve divisibili attraverso:
a) l´emissione degli strumenti finanziari di cui all´articolo 2526;
b) mediante aumento proporzionale delle quote sottoscritte e versate, o mediante l´emissione di nuove azioni, anche in deroga a quanto previsto dall´articolo 2525, nella misura massima complessiva del venti per cento del valore originario.
Le riserve divisibili, spettanti al socio in caso di scioglimento del rapporto, possono essere assegnate, se lo statuto non prevede diversamente, attraverso l´emissione di strumenti finanziari liberamente trasferibili e devono esserlo ove il rapporto tra il patrimonio netto e il complessivo indebitamento della società sia inferiore ad un quarto.
Chi ha registrato nelle forme stabilite dalla legge un nuovo marchio idoneo a distinguere prodotti o servizi ha diritto di valersene in modo esclusivo per i prodotti o servizi per i quali è stato registrato.
In mancanza di registrazione il marchio è tutelato a norma dell´art. 2571.
Formano oggetto del diritto di autore le opere dell´ingegno di carattere creativo che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all´architettura, al teatro e alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.
ART. 50 - CONSENSO DELL´AVENTE DIRITTO
ART. 153 - ESERCIZIO DEL DIRITTO DI REMISSIONE. INCAPACI
I minori, che hanno compiuto gli anni quattordici, e gli inabilitati possono esercitare il diritto di remissione, anche quando la querela è stata proposta dal rappresentante, ma, in ogni caso, la remissione non ha effetto senza l´approvazione di questo.
ART. 121 - DIRITTO DI QUERELA ESERCITATO DA UN CURATORE SPECIALE
Se la persona offesa è minore degli anni quattordici o inferma di mente, e non v´è chi ne abbia la rappresentanza, ovvero chi l´esercita si trovi con la persona medesima in conflitto di interessi, il diritto di querela è esercitato da un curatore speciale.
ART. 543 - DIRITTO DI QUERELA
ART. 156 - ESTINZIONE DEL DIRITTO DI REMISSIONE
ART. 51 - ESERCIZIO DI UN DIRITTO O ADEMPIMENTO DI UN DOVERE
L´esercizio di un diritto o l´adempimento di un dovere imposto da una norma giuridica o da un ordine legittimo della pubblica autorità , esclude la punibilità .
Se un fatto costituente reato è commesso per ordine dell´autorità , del reato risponde sempre il pubblico ufficiale che ha dato l´ordine.
Risponde del reato altresì chi ha eseguito l´ordine, salvo che, per errore di fatto abbia ritenuto di obbedire a un ordine legittimo.
Non è punibile chi esegue l´ordine illegittimo, quando la legge non gli consente alcun sindacato sulla legittimità dell´ordine.
ART. 120 - DIRITTO DI QUERELA
Ogni persona offesa da un reato per cui non debba procedersi d´ufficio o dietro richiesta o istanza ha diritto di querela.
Per i minori degli anni quattordici e per gli interdetti a cagione d´infermità di mente, il diritto di querela, è esercitato dal genitore o dal tutore.
I minori che hanno compiuto gli anni quattordici e gli inabilitati possono esercitare il diritto di querela e possono altresì, in loro vece, esercitarlo il genitore ovvero il tutore o il curatore, nonostante ogni contraria dichiarazione di volontà , espressa o tacita, del minore o dell´inabilitato.
ART. 126 - ESTINZIONE DEL DIRITTO DI QUERELA
ART. 31 - DICHIARAZIONI INTESE AD AGEVOLARE L´ESERCIZIO DEL DIRITTO DI INSTALLARE INFRASTRUTTURE E DEI DIRITTI DI INTERCONNESSIONE
(Comunicazioni elettroniche)
1. Su richiesta di un operatore, il Ministero, allo scopo di agevolare l´esercizio dei diritti di installare infrastrutture, di negoziare l´interconnessione o di ottenere l´accesso e l´interconnessione nei confronti di altre autorità o di altri operatori, rilascia nel termine di una settimana una dichiarazione da cui risulti che l´operatore stesso ha presentato una dichiarazione ai sensi dell´articolo 25, comma 4, indicando le condizioni alle quali una impresa che fornisce reti o servizi di comunicazione elettronica in forza di autorizzazione generale è legittimata a richiedere tali diritti.
ART. 70 - CONTRATTI E ESERCIZIO DEL DIRITTO DI RECESSO
1. Fermo restando le disposizioni di cui al decreto-legge 31 gennaio 2007, n.7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, i consumatori ed altri utenti finali che ne facciano richiesta, hanno diritto di stipulare contratti con una o più imprese che forniscono servizi di connessione ad una rete di comunicazione pubblica o servizi di comunicazione elettronica accessibile al pubblico. Il contratto indica almeno, in modo chiaro, dettagliato e facilmente comprensibile:
a) la denominazione e la sede dell´impresa;
b) i servizi forniti, ed in particolare:
1) se viene fornito o meno l´accesso ai servizi di emergenza e alle informazioni sulla localizzazione del chiamante e se esistono eventuali restrizioni alla fornitura di servizi di emergenza di cui all´articolo 76;
2) informazioni su eventuali altre condizioni che limitano l´accesso o l´utilizzo di servizi e applicazioni;
3) i livelli minimi di qualità del servizio offerti, compresa la data dell´allacciamento iniziale e, ove opportuno, altri parametri di qualità del servizio, quali definiti dall´Autorità;
4) informazioni sulle procedure poste in essere dall´impresa per misurare e strutturare il traffico in un collegamento di rete nel rispetto del diritto di scelta nonchè del diritto alla protezione dei dati personali dell´utente onde evitare la saturazione della rete e il superamento dei limiti di capienza, e informazioni sulle eventuali ripercussioni sulla qualità del servizio riconducibili a tali procedure;
5) eventuali restrizioni imposte dal fornitore all´utilizzo delle apparecchiature terminali fornite.
c) i tipi di servizi di manutenzione offerti e i servizi di assistenza alla clientela forniti, nonchè le modalità per contattare tali servizi;
d) qualora esista un obbligo ai sensi dell´articolo 75, la scelta del contraente di far includere o meno i suoi dati personali in un elenco e i dati di cui trattasi;
e) il dettaglio dei prezzi e delle tariffe, nonchè le modalità secondo le quali possono essere ottenute informazioni aggiornate in merito a tutte le tariffe applicabili e a tutti i costi di manutenzione, alle modalità di pagamento e ad eventuali differenze di costo ad esse legate;
f) la durata del contratto, le condizioni di rinnovo e di cessazione dei servizi e del contratto compresi:
1) ogni utilizzo minimo o durata richiesti per beneficiare di condizioni promozionali;
2) i diritti e gli obblighi inerenti la portabilità dei numeri o di altri identificatori;
3) eventuali commissioni dovute alla scadenza del contratto, compresi gli eventuali costi da recuperare in relazione all´apparecchiatura terminale.
g) le disposizioni relative all´indennizzo e al rimborso applicabili qualora non sia raggiunto il livello di qualità del servizio previsto dal contratto;
h) il modo in cui possono essere avviati i procedimenti di risoluzione delle controversie ai sensi dell´articolo 84;
i) i tipi di azioni che l´impresa può adottare in risposta a incidenti o minacce alla sicurezza o all´integrità e alle vulnerabilità.
2. L´Autorità vigila sull´applicazione di quanto disposto ai fini di cui al comma 1 e può estendere gli obblighi di cui al medesimo comma affinchè sussistano anche nei confronti di altri utenti finali.
3. L´Autorità può richiedere che il contratto contenga ogni informazione che possa essere fornita a tal fine dalle autorità competenti sull´utilizzo delle reti e servizi di comunicazione elettronica per attività illegali e per la diffusione di contenuti dannosi, e sugli strumenti di tutela dai rischi per la sicurezza personale, la vita privata e i dati personali di cui all´articolo 71, comma 2-quater, e relativi al servizio fornito.
4. Il contraente, qualora non accetti le modifiche delle condizioni contrattuali da parte delle imprese che forniscono reti o servizi di comunicazione elettronica, ha diritto di recedere dal contratto senza penali né costi di disattivazione. Le modifiche sono comunicate al contraente con adeguato preavviso, non inferiore a trenta giorni, e contengono le informazioni complete circa l´esercizio del diritto di recesso. L´Autorità può specificare la forma di tali comunicazioni.
5. L´utente finale che utilizzi, o dia modo ad altri di utilizzare il servizio per effettuare comunicazioni o attività contro la morale o l´ordine pubblico o arrecare danno ai minori molestia o disturbo alla quiete privata ovvero per finalità abusive o fraudolente, decade dal contratto di fornitura del servizio, fatta salva ogni altra responsabilità prevista dalle leggi vigenti.
6. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 28 MAGGIO 2012, N. 70.
1. L´interessato ha diritto di ottenere la conferma dell´esistenza
o meno di dati personali che lo riguardano, anche se non ancora registrati, e la loro comunicazione in forma intelligibile.
l´ausilio di strumenti elettronici;
del rappresentante designato ai sensi dell´articolo 5, comma 2;
e) dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati
personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di rappresentante designato nel territorio dello Stato, di responsabili o incaricati.
a) l´aggiornamento, la rettificazione ovvero, quando vi ha
interesse, l´integrazione dei dati;
b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il
blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati;
c) l´attestazione che le operazioni di cui alle lettere a) e b)
sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si rivela impossibile o comporta un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato.
invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale.
ART. 1 - DIRITTO ALLA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI
PERIODO SOPPRESSO DALLA L. 4 NOVEMBRE 2010, N. 183.
ART. 363 - PRINCIPIO DI DIRITTO NELL´INTERESSE DELLA LEGGE
Quando le parti non hanno proposto ricorso nei termini di legge o vi hanno rinunciato, ovvero quando il provvedimento non è ricorribile in cassazione e non è altrimenti impugnabile, il Procuratore generale presso la Corte di cassazione può chiedere che la Corte enunci nell´interesse della legge il principio di diritto al quale il giudice di merito avrebbe dovuto attenersi.
La richiesta del procuratore generale, contenente una sintetica esposizione del fatto e delle ragioni di diritto poste a fondamento dell´istanza, è rivolta al primo presidente, il quale può disporre che la Corte si pronunci a sezioni unite se ritiene che la questione è di particolare importanza.
Il principio di diritto può essere pronunciato dalla Corte anche d´ufficio, quando il ricorso proposto dalle parti è dichiarato inammissibile, se la Corte ritiene che la questione decisa è di particolare importanza.
La Corte enuncia il principio di diritto quando decide il ricorso proposto a norma dell´articolo 360, primo comma, n. 3), e in ogni altro caso in cui, decidendo su altri motivi del ricorso, risolve una questione di diritto di particolare importanza.
Se ritiene di porre a fondamento della sua decisione una questione rilevata d´ufficio, la Corte riserva la decisione, assegnando con ordinanza al pubblico ministero e alle parti un termine non inferiore a venti e non superiore a sessanta giorni dalla comunicazione per il deposito in cancelleria di osservazioni sulla medesima questione.
La L. 26 novembre 1990, n. 353, come modificata dalla L. 4 dicembre 1992, n. 477, ha disposto (con l´art. 92, comma 1) che ´Fatta eccezione per la disposizione di cui all´articolo 1, la presente legge entra in vigore il 1 gennaio 1993. Ai giudizi pendenti a tale data si applicano, fino al 2 gennaio 1994, le disposizioni anteriormente vigenti.´
La L. 26 novembre 1990, n. 353, come modificata dal D.L. 7 ottobre 1994, n. 571, convertito con modificazioni dalla L. 6 dicembre 1994, n. 673, ha disposto (con l´art. 92, comma 1) che ´Fatta eccezione per la disposizione di cui all´articolo 1, la presente legge entra in vigore il 1 gennaio 1993. Ai giudizi pendenti a tale data si applicano, fino al 30 aprile 1995, le disposizioni anteriormente vigenti.´
ART. 111 - SUCCESSIONE A TITOLO PARTICOLARE NEL DIRITTO CONTROVERSO
In ogni caso il successore a titolo particolare può intervenire o essere chiamato nel processo e, se le altre parti vi consentono, l´alienante o il successore universale può esserne estromesso.
La sentenza pronunciata contro questi ultimi spiega sempre i suoi effetti anche contro il successore a titolo particolare ed è impugnabile anche da lui, salve le norme sull´acquisto in buona fede dei mobili e sulla trascrizione ....
ART. 113 - PRONUNCIA SECONDO DIRITTO
Nel pronunciare sulla causa il giudice deve seguire le norme del diritto, salvo che la legge gli attribuisca il potere di decidere secondo equità.
Il giudice di pace decide secondo equità le cause il cui valore non eccede millecento euro, salvo quelle derivanti da rapporti giuridici relativi a contratti conclusi secondo le modalità di cui all´articolo 1342 del codice civile.
La L. 25 luglio 1966, n. 571 come modificata dall´errata corrige in G.U. 03/08/1966, n. 192 ha disposto (con l´art. 2, comma 1) che ´Il limite di valore entro il quale il conciliatore decide le cause secondo equità ed inappellabilmente, a norma degli articoli 113, secondo comma, e 339, ultimo comma del Codice di procedura civile, è elevato a lire ventimila.´
La L. 21 novembre 1991, n. 374 come modificata dal D.L. 7 ottobre 1994, n. 571, convertito con modificazioni dalla L. 6 dicembre 1994, n. 673 ha disposto (con l´art. 49, comma 1) che ´Le disposizioni di cui agli articoli 3, commi 2 e 3; 7; 9; 10; 11; 13; da 15 a 34; da 39 a 41 e da 43 a 47 hanno efficacia a partire dal 1 maggio 1995.´
Il D.L. 8 febbraio 2003, n. 18, convertito con modificazioni dalla L. 7 aprile 2003, n. 63 ha disposto (con l´art. 1-bis, comma 1) che la disposizione di cui al comma secondo si applica ai giudizi instaurati con citazione notificata dal 10 febbraio 2003.
La Corte Cotituzionale con sentenza 5-6 luglio 2004, n. 206 (in G.U. 1a s.s. 14/07/2004 n. 27) ha dichiarato ´l´illegittimità costituzionale dell´art. 113, secondo comma, del codice di procedura civile, nella parte in cui non prevede che il giudice di pace debba osservare i principi informatori della materia´.
ART. 816-QUINQUIES - INTERVENTO DI TERZI E SUCCESSIONE NEL DIRITTO CONTROVERSO
L´intervento volontario o la chiamata in arbitrato di un terzo sono ammessi solo con l´accordo del terzo e delle parti e con il consenso degli arbitri.
Sono sempre ammessi l´intervento previsto dal secondo comma dell´articolo 105 e l´intervento del litisconsorte necessario.
Si applica l´articolo 111.
ART. 771 - PERSONE CHE HANNO DIRITTO DI ASSISTERE ALL´INVENTARIO
Hanno diritto di assistere alla formazione dell´inventario:
1) il coniuge superstite;
2) gli eredi legittimi presunti;
3) l´esecutore testamentario, gli eredi istituiti e i legatari;
4) i creditori che hanno fatto opposizione alla rimozione dei sigilli.
ART. 482 - DIRITTO DELLE PARTI IN ORDINE ALLA DOCUMENTAZIONE
1. Le parti hanno diritto di fare inserire nel verbale, entro i limiti strettamente necessari, ogni dichiarazione a cui abbiano interesse, purchè non contraria alla legge. Le memorie scritte presentate dalle parti a sostegno delle proprie richieste e conclusioni sono allegate al verbale.
2. Il presidente può disporre, anche di ufficio, che l´ausiliario dia lettura di singole parti del verbale al fine di verificarne la fedeltà e la completezza. Sulla domanda di rettificazione o di cancellazione nonchè sulle questioni relative a quanto previsto dal comma 1, il presidente decide con ordinanza.
ART. 369-BIS - INFORMAZIONE DELLA PERSONA SOTTOPOSTA ALLE INDAGINI SUL DIRITTO DI DIFESA
1. Al compimento del primo atto a cui il difensore ha diritto di assistere e, comunque, prima dell´invito a presentarsi per rendere l´interrogatorio ai sensi del combinato disposto degli articoli 375, comma 3, e 416, ovvero, al più tardi, contestualmente all´avviso della conclusione delle indagini preliminari ai sensi dell´articolo 415-bis, il pubblico ministero, a pena di nullità degli atti successivi, notifica alla persona sottoposta alle indagini la comunicazione della nomina del difensore d´ufficio.
a) l´informazione della obbligatorietà della difesa tecnica nel processo penale, con l´indicazione della facoltà e dei diritti attribuiti dalla legge alla persona sottoposta alle indagini;
b) il nominativo del difensore d´ufficio e il suo indirizzo e recapito telefonico;
c) l´indicazione della facoltà di nominare un difensore di fiducia con l´avvertimento che, in mancanza, l´indagato sarà assistito da quello nominato d´ufficio;
d) l´indicazione dell´obbligo di retribuire il difensore d´ufficio ove non sussistano le condizioni per accedere al beneficio di cui alla lettera e) e l´avvertimento che, in caso di insolvenza, si procederà ad esecuzione forzata;
d-bis) l´informazione del diritto all´interprete ed alla traduzione di atti fondamentali;
e) l´indicazione delle condizioni per l´ammissione al patrocinio a spese dello Stato.
ART. 366 - DEPOSITO DEGLI ATTI CUI HANNO DIRITTO DI ASSISTERE I DIFENSORI
1. Salvo quanto previsto da specifiche disposizioni, i verbali degli atti compiuti dal pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria ai quali il difensore ha diritto di assistere, sono depositati nella segreteria del pubblico ministero entro il terzo giorno successivo al compimento dell´atto, con facoltà per il difensore di esaminarli ed estrarne copia nei cinque giorni successivi. Quando non è stato dato avviso del compimento dell´atto, al difensore è immediatamente notificato l´avviso di deposito e il termine decorre dal ricevimento della notificazione. Il difensore ha facoltà di esaminare le cose sequestrate nel luogo in cui esse si trovano e, se si tratta di documenti, di estrarne copia .
2. Il pubblico ministero con decreto motivato, può disporre, per gravi motivi, che il deposito degli atti indicati nel comma 1 e l´esercizio della facoltà indicata nel terzo periodo dello stesso comma siano ritardati, senza pregiudizio di ogni altra attività del difensore, per non oltre trenta giorni. Contro il decreto del pubblico ministero la persona sottoposta ad indagini ed il difensore, possono proporre opposizione al giudice, che provvede ai sensi dell´articolo 127 .
ART. 365 - ATTI AI QUALI IL DIFENSORE HA DIRITTO DI ASSISTERE SENZA AVVISO
1. Il pubblico ministero, quando procede al compimento di atti di perquisizione o sequestro, chiede alla persona sottoposta alle indagini, che sia presente, se è assistita da un difensore di fiducia e, qualora ne sia priva, designa un difensore di ufficio a norma dell´articolo 97 comma 3.
2. Il difensore ha facoltà di assistere al compimento dell´atto, fermo quanto previsto dall´articolo 249.
3. Si applicano le disposizioni dell´articolo 364 comma 7.
ART. 190 - DIRITTO ALLA PROVA
3. I provvedimenti sull´ammissione della prova possono essere revocati sentite le parti in contraddittorio.
ART. 143 - DIRITTO ALL´INTERPRETE E ALLA TRADUZIONE DI ATTI FONDAMENTALI
1. L´imputato che non conosce la lingua italiana ha diritto di farsi assistere gratuitamente, indipendentemente dall´esito del procedimento, da un interprete al fine di poter comprendere l´accusa contro di lui formulata e di seguire il compimento degli atti e lo svolgimento delle udienze cui partecipa. Ha altresì diritto all´assistenza gratuita di un interprete per le comunicazioni con il difensore prima di rendere un interrogatorio, ovvero al fine di presentare una richiesta o una memoria nel corso del procedimento.
2. Negli stessi casi l´autorità procedente dispone la traduzione scritta, entro un termine congruo tale da consentire l´esercizio dei diritti e della facoltà della difesa, dell´informazione di garanzia, dell´informazione sul diritto di difesa, dei provvedimenti che dispongono misure cautelari personali, dell´avviso di conclusione delle indagini preliminari, dei decreti che dispongono l´udienza preliminare e la citazione a giudizio, delle sentenze e dei decreti penali di condanna.
3. La traduzione gratuita di altri atti o anche solo di parte di essi, ritenuti essenziali per consentire all´imputato di conoscere le accuse a suo carico, può essere disposta dal giudice, anche su richiesta di parte, con atto motivato, impugnabile unitamente alla sentenza.
4. L´accertamento sulla conoscenza della lingua italiana è compiuto dall´autorità giudiziaria. La conoscenza della lingua italiana è presunta fino a prova contraria per chi sia cittadino italiano.
5. L´interprete e il traduttore sono nominati anche quando il giudice, il pubblico ministero o l´ufficiale di polizia giudiziaria ha personale conoscenza della lingua o del dialetto da interpretare.
6. La nomina del traduttore per gli adempimenti di cui ai commi 2 e 3 è regolata dagli articoli 144 e seguenti del presente titolo. La prestazione dell´ufficio di interprete e di traduttore è obbligatoria.
ART. 696 - PREVALENZA DELLE CONVENZIONI E DEL DIRITTO INTERNAZIONALE GENERALE
1. Le estradizioni, le rogatorie internazionali, gli effetti delle sentenze penali straniere, l´esecuzione all´estero delle sentenze penali italiane e gli altri rapporti con le autorità straniere, relativi all´amministrazione della giustizia in materia penale, sono disciplinati dalle norme della Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia firmata a Strasburgo il 20 aprile 1959 e dalle altre norme delle convenzioni internazionali in vigore per lo Stato e dalle norme di diritto internazionale generale.
ART. 25 - DIRITTO DI AFFISSIONE
(Statuto dei lavoratori)
Le rappresentanze sindacali aziendali hanno diritto di affiggere,
su appositi spazi, che il datore di lavoro ha l´obbligo di predisporre in luoghi accessibili a tutti i lavoratori all´interno dell´unità produttiva, pubblicazioni, testi e comunicati inerenti a materie di interesse sindacale e del lavoro.
Il diritto di costituire associazioni sindacali, di aderirvi e di
svolgere attività sindacale, è garantito a tutti i lavoratori all´interno dei luoghi di lavoro.
ART. 10 - DIRITTO DI ACCESSO E DI INFORMAZIONE
(Testo unico enti locali)
1. Tutti gli atti dell´amministrazione comunale e provinciale sono pubblici, ad eccezione di quelli riservati per espressa indicazione di legge o per effetto di una temporanea e motivata dichiarazione del sindaco o del presidente della provincia che ne vieti l´esibizione, conformemente a quanto previsto dal regolamento, in quanto la loro diffusione possa pregiudicare il diritto alla riservatezza delle persone, dei gruppi o delle imprese.
2. Il regolamento assicura ai cittadini, singoli e associati, il diritto di accesso agli atti amministrativi e disciplina il rilascio di copie di atti previo pagamento dei soli costi; individua, con norme di organizzazione degli uffici e dei servizi, i responsabili dei procedimenti; detta le norme necessarie per assicurare ai cittadini l´informazione sullo stato degli atti e delle procedure e sull´ordine di esame di domande, progetti e provvedimenti che comunque li riguardino; assicura il diritto dei cittadini di accedere, in generale, alle informazioni di cui è in possesso l´amministrazione.
3. Al fine di rendere effettiva la partecipazione dei cittadini all´attività dell´amministrazione, gli enti locali assicurano l´accesso alle strutture, ed ai servizi gli enti, alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni.
La nullità degli atti esecutivi che hanno preceduto la vendita o l´assegnazione non ha effetto riguardo all´acquirente o all´assegnatario, salvo il caso di collusione con il creditore procedente. Gli altri creditori non sono in nessun caso tenuti a restituire quanto hanno ricevuto per effetto dell´esecuzione.
ART. 310 - EFFETTI DELL´ESTINZIONE DEL PROCESSO
L´estinzione del processo non estingue l´azione.
L´estinzione rende inefficaci gli atti compiuti, ma non le sentenze di merito pronunciate nel corso del processo e le pronunce che regolano la competenza.
Le prove raccolte sono valutate dal giudice a norma dell´articolo 116 secondo comma.
Le spese del processo estinto stanno a carico delle parti che le hanno anticipate.
ART. 95 - SPESE DEL PROCESSO DI ESECUZIONE
Le spese sostenute dal creditore procedente e da quelli intervenuti che partecipano utilmente alla distribuzione sono a carico di chi ha subito l´esecuzione, fermo il privilegio stabilito dal codice civile.
ART. 110 - SUCCESSIONE NEL PROCESSO
ART. 126 - CONTENUTO DEL PROCESSO VERBALE
Il processo verbale deve contenere l´indicazione delle persone intervenute e delle circostanze di luogo e di tempo nelle quali gli atti che documenta sono compiuti; deve inoltre contenere la descrizione delle attività svolte e delle rilevazioni fatte, nonchè le dichiarazioni ricevute.
Il processo verbale è sottoscritto dal cancelliere. Se vi sono altri intervenuti, il cancelliere, quando la legge non dispone altrimenti, dà loro lettura del processo verbale.
ART. 130 - REDAZIONE DEL PROCESSO VERBALE
Il processo verbale è sottoscritto da chi presiede l´udienza e dal cancelliere: di esso non si dà lettura, salvo espressa istanza di parte.
ART. 195 - PROCESSO VERBALE E RELAZIONE
Delle indagini del consulente si forma processo verbale, quando sono compiute con l´intervento del giudice istruttore, ma questi può anche disporre che il consulente rediga relazione scritta.
Se le indagini sono compiute senza l´intervento del giudice, il consulente deve farne relazione, nella quale inserisce anche le osservazioni e le istanze delle parti.
La relazione deve essere trasmessa dal consulente alle parti costituite nel termine stabilito dal giudice con ordinanza resa all´udienza di cui all´articolo 193. Con la medesima ordinanza il giudice fissa il termine entro il quale le parti devono trasmettere al consulente le proprie osservazioni sulla relazione e il termine, anteriore alla successiva udienza, entro il quale il consulente deve depositare in cancelleria la relazione, le osservazioni delle parti e una sintetica valutazione sulle stesse.
ART. 199 - PROCESSO VERBALE DI CONCILIAZIONE
Se le parti si conciliano, si redige processo verbale della conciliazione, che è sottoscritto dalle parti e dal consulente tecnico e inserito nel fascicolo d´ufficio.
Il giudice istruttore attribuisce con decreto efficacia di titolo esecutivo al processo verbale.
ART. 207 - PROCESSO VERBALE DELL´ASSUNZIONE
Dell´assunzione dei mezzi di prova si redige processo verbale sotto la direzione del giudice.
Le dichiarazioni delle parti e dei testimoni sono riportate in prima persona e sono lette al dichiarante ....
Il giudice, quando lo ritiene opportuno, nel riportare le dichiarazioni descrive il contegno della parte e del testimone.
ART. 223 - PROCESSO VERBALE DI DEPOSITO DEL DOCUMENTO
Nell´udienza in cui è presentata la querela, si forma processo verbale di deposito nelle mani del cancelliere del documento impugnato.
Il processo verbale è redatto in presenza del pubblico ministero e delle parti, e deve contenere la descrizione dello stato in cui il documento si trova, con indicazione delle cancellature, abrasioni, aggiunte, scritture interlineari e di ogni altra particolarità che vi si riscontra.
Il giudice istruttore, il pubblico ministero e il cancelliere appongono la firma sul documento. Il giudice può anche ordinare che di esso sia fatta copia fotografica.
ART. 302 - PROSECUZIONE DEL PROCESSO
Nei casi previsti negli articoli precedenti la costituzione per proseguire il processo può avvenire all´udienza o a norma dell´articolo 166. Se non è fissata alcuna udienza, la parte può chiedere con ricorso al giudice istruttore o, in mancanza, al presidente del tribunale la fissazione dell´udienza. Il ricorso e il decreto sono notificati alle altre parti a cura dell´istante.
ART. 307 - ESTINZIONE DEL PROCESSO PER INATTIVITÀ DELLE PARTI
Se dopo la notificazione della citazione nessuna delle parti siasi costituita entro il termine stabilito dall´art. 166, ovvero, se, dopo la costituzione delle stesse, il giudice, nei casi previsti dalla legge, abbia ordinata la cancellazione della causa dal ruolo, il processo, salvo il disposto ... dell´art. 181 e dell´art. 290, deve essere riassunto davanti allo stesso giudice nel termine perentorio di tre mesi, che decorre rispettivamente dalla scadenza del termine per la costituzione del convenuto a norma dell´art. 166, o dalla data del provvedimento di cancellazione; altrimenti il processo si estingue.
Il processo, una volta riassunto a norma del precedente comma, si estingue se nessuna delle parti siasi costituita, ovvero se nei casi previsti dalla legge il giudice ordini la cancellazione della causa dal ruolo.
Oltre che nei casi previsti dai commi precedenti, e salvo diverse disposizioni di legge, il processo si estingue altresì qualora le parti alle quali spetta di rinnovare la citazione, o di proseguire, riassumere o integrare il giudizio, non vi abbiano provveduto entro il termine perentorio stabilito dalla legge, o dal giudice che dalla legge sia autorizzato a fissarlo. Quando la legge autorizza il giudice a fissare il termine, questo non può essere inferiore ad un mese né superiore a tre.
L´estinzione opera di diritto ed è dichiarata, anche d´ufficio, con ordinanza del giudice istruttore ovvero con sentenza del collegio.
Una copia del ricorso per cassazione proposto a norma dell´articolo 41, primo comma, è depositata, dopo la notificazione alle altre parti, nella cancelleria del giudice davanti a cui pende la causa, il quale sospende il processo se non ritiene l´istanza manifestamente inammissibile o la contestazione della giurisdizione manifestamente infondata. Il giudice istruttore o il collegio provvede con ordinanza.
Se la corte di cassazione dichiara la giurisdizione del giudice ordinario, le parti debbono riassumere il processo entro il termine perentorio di sei mesi dalla comunicazione della sentenza.
Se la riassunzione non avviene entro il termine di cui all´articolo precedente, o si avvera successivamente a essa una causa di estinzione del giudizio di rinvio, l´intero processo si estingue; ma la sentenza della corte di cassazione conserva il suo effetto vincolante anche nel nuovo processo che sia instaurato con la riproposizione della domanda.
ART. 411 - PROCESSO VERBALE DI CONCILIAZIONE
Se la conciliazione esperita ai sensi dell´articolo 410 riesce, anche limitatamente ad una parte della domanda, viene redatto separato processo verbale sottoscritto dalle parti e dai componenti della commissione di conciliazione. Il giudice, su istanza della parte interessata, lo dichiara esecutivo con decreto.
Se non si raggiunge l´accordo tra le parti, la commissione di conciliazione deve formulare una proposta per la bonaria definizione della controversia. Se la proposta non è accettata, i termini di essa sono riassunti nel verbale con indicazione delle valutazioni espresse dalle parti. Delle risultanze della proposta formulata dalla commissione e non accettata senza adeguata motivazione il giudice tiene conto in sede di giudizio.
Ove il tentativo di conciliazione sia stato richiesto dalle parti, al ricorso depositato ai sensi dell´articolo 415 devono essere allegati i verbali e le memorie concernenti il tentativo di conciliazione non riuscito. Se il tentativo di conciliazione si è svolto in sede sindacale, ad esso non si applicano le disposizioni di cui all´articolo 410. Il processo verbale di avvenuta conciliazione è depositato presso la Direzione provinciale del lavoro a cura di una delle parti o per il tramite di un´associazione sindacale. Il direttore, o un suo delegato, accertatane l´autenticità, provvede a depositarlo nella cancelleria del tribunale nella cui circoscrizione è stato redatto. Il giudice, su istanza della parte interessata, accertata la regolarità formale del verbale di conciliazione, lo dichiara esecutivo con decreto.
Il D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51 ha disposto (con l´art. 247, comma 1) che ´Il presente decreto legislativo entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e diventa efficace decorso il termine stabilito dall´articolo 1, comma 1, lettera r), della legge 16 luglio 1997, n. 254, fatta eccezione per le disposizioni previste dagli articoli 17, 33, comma 1, 38, comma 1 e 40, commi 1 e 3´.
Il D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51, come modificato dalla L. 16 giugno 1998, n. 188, ha disposto (con l´art. 247, comma 1) che ´Il presente decreto legislativo entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e diventa efficace a decorrere dal 2 giugno 1999, fatta eccezione per le disposizioni previste dagli articoli 17, 33, comma 1, 38, comma 1 e 40, commi 1 e 3´.
ART. 632 - EFFETTI DELL´ESTINZIONE DEL PROCESSO
Con l´ordinanza che pronuncia l´estinzione è disposta sempre la cancellazione della trascrizione del pignoramento. Con la medesima ordinanza il giudice dell´esecuzione provvede alla liquidazione delle spese sostenute dalle parti, se richiesto, e alla liquidazione dei compensi spettanti all´eventuale delegato ai sensi dell´articolo 591- bis.
Se l´estinzione del processo esecutivo si verifica prima dell´aggiudicazione o dell´assegnazione, essa rende inefficaci gli atti compiuti; se avviene dopo l´aggiudicazione o l´assegnazione, la somma ricavata è consegnata al debitore.
Avvenuta l´estinzione del processo, il custode rende al debitore il conto, che è discusso e chiuso davanti al giudice dell´esecuzione.
Si applica la disposizione dell´articolo 310 ultimo comma.
ART. 775 - PROCESSO VERBALE D´INVENTARIO
Il processo verbale d´inventario contiene:
1) la descrizione degli immobili, mediante l´indicazione della loro natura, della loro situazione, dei loro confini, e dei numeri del catasto e delle mappe censuarie;
2) la descrizione e la stima dei mobili, con la specificazione del peso e del marchio per gli oggetti d´oro e d´argento;
3) l´indicazione della quantità e specie delle monete per il danaro contante;
4) l´indicazione delle altre attività e passività;
5) la descrizione delle carte, scritture e note relative allo stato attivo e passivo, le quali debbono essere firmate in principio e in fine dall´ufficiale procedente. Lo stesso ufficiale deve accertare sommariamente lo stato dei libri e dei registri di commercio, firmarne i fogli, e lineare gli intervalli.
Se alcuno degli interessati contesta l´opportunità d´inventariare qualche oggetto, l´ufficiale lo descrive nel processo verbale, facendo menzione delle osservazioni e istanze delle parti.
ART. 303 - RIASSUNZIONE DEL PROCESSO
Se non avviene la prosecuzione del processo a norma dell´articolo precedente, l´altra parte può chiedere la fissazione dell´udienza, notificando quindi il ricorso e il decreto a coloro che debbono costituirsi per proseguirlo.
In caso di morte della parte il ricorso deve contenere gli estremi della domanda, e la notificazione entro un anno dalla morte può essere fatta collettivamente e impersonalmente agli eredi, nell´ultimo domicilio del defunto.
Se vi sono altre parti in causa, il decreto è notificato anche ad esse.
Se la parte che ha ricevuto la notificazione non comparisce all´udienza fissata, si procede in sua contumacia.
ART. 420-QUATER - SOSPENSIONE DEL PROCESSO PER ASSENZA DELL´IMPUTATO
1. Fuori dei casi previsti dagli articoli 420-bis e 420-ter e fuori delle ipotesi di nullità della notificazione, se l´imputato non è presente il giudice rinvia l´udienza e dispone che l´avviso sia notificato all´imputato personalmente ad opera della polizia giudiziaria.
2. Quando la notificazione ai sensi del comma 1 non risulta possibile, e sempre che non debba essere pronunciata sentenza a norma dell´articolo 129, il giudice dispone con ordinanza la sospensione del processo nei confronti dell´imputato assente. Si applica l´articolo 18, comma 1, lettera b). Non si applica l´articolo 75, comma 3.
3. Durante la sospensione del processo, il giudice, con le modalità stabilite per il dibattimento, acquisisce, a richiesta di parte, le prove non rinviabili.
La L. 28 aprile 2014, n. 67, come modificata dalla L. 11 agosto 2014, n. 118, ha disposto (con l´art. 15-bis, comma 1) che ´Le disposizioni di cui al presente capo si applicano ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, a condizione che nei medesimi procedimenti non sia stato pronunciato il dispositivo della sentenza di primo grado´.
Ha inoltre disposto (con l´art. 15-bis, comma 2) che ´In deroga a quanto previsto dal comma 1, le disposizioni vigenti prima della data di entrata in vigore della presente legge continuano ad applicarsi ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge quando l´imputato è stato dichiarato contumace e non è stato emesso il decreto di irreperibilità´.
ART. 420-QUINQUIES - NUOVE RICERCHE DELL´IMPUTATO E REVOCA DELLA SOSPENSIONE DEL PROCESSO
1. Alla scadenza di un anno dalla pronuncia dell´ordinanza di cui al comma 2 dell´articolo 420-quater, o anche prima quando ne ravvisi l´esigenza, il giudice dispone nuove ricerche dell´imputato per la notifica dell´avviso. Analogamente provvede a ogni successiva scadenza annuale, qualora il procedimento non abbia ripreso il suo corso.
2. Il giudice revoca l´ordinanza di sospensione del processo:
b) se l´imputato ha nel frattempo nominato un difensore di fiducia;
c) in ogni altro caso in cui vi sia la prova certa che l´imputato è a conoscenza del procedimento avviato nei suoi confronti;
d) se deve essere pronunciata sentenza a norma dell´articolo 129.
3. Con l´ordinanza di revoca della sospensione del processo, il giudice fissa la data per la nuova udienza, disponendo che l´avviso sia notificato all´imputato e al suo difensore, alle altre parti private e alla persona offesa, nonchè comunicato al pubblico ministero.
4. All´udienza di cui al comma 3 l´imputato può formulare richiesta ai sensi degli articoli 438 e 444.
(Processo amministrativo)
1. In caso di sospensione del giudizio, per la sua prosecuzione deve essere presentata istanza di fissazione di udienza entro novanta giorni dalla comunicazione dell´atto che fa venir meno la causa della sospensione.
2. Il processo interrotto prosegue se la parte nei cui confronti si è verificato l´evento interruttivo presenta nuova istanza di fissazione di udienza.
3. Se non avviene la prosecuzione ai sensi del comma 2, il processo deve essere riassunto, a cura della parte più diligente, con apposito atto notificato a tutte le altre parti, nel termine perentorio di novanta giorni dalla conoscenza legale dell´evento interruttivo, acquisita mediante dichiarazione, notificazione o certificazione.
1. Il processo amministrativo attua i principi della parità delle parti, del contraddittorio e del giusto processo previsto dall´articolo 111, primo comma, della Costituzione.
1. La sospensione del processo è disciplinata dal codice di procedura civile, dalle altre leggi e dal diritto dell´Unione europea.
2. L´interruzione del processo è disciplinata dalle disposizioni del codice di procedura civile.
3. Le ordinanze di sospensione emesse ai sensi dell´articolo 295 del codice di procedura civile sono appellabili. L´appello è deciso in camera di consiglio.
Le società costituite all´estero, le quali stabiliscono nel territorio dello Stato una o più sedi secondarie con rappresentanza stabile, sono soggette, per ciascuna sede, alle disposizioni della legge italiana sulla pubblicità degli atti sociali. Esse devono inoltre pubblicare, secondo le medesime disposizioni, il cognome, il nome, la data e il luogo di nascita delle persone che le rappresentano stabilmente nel territorio dello Stato, con indicazione dei relativi poteri.
Ai terzi che hanno compiuto operazioni con le sede secondaria non può essere opposto che gli atti pubblicati ai sensi dei commi precedenti sono difformi da quelli pubblicati nello Stato ove è situata la sede principale.
Le società costituite all´estero sono altresì soggette, per quanto riguarda le sedi secondarie, alle disposizioni che regolano l´esercizio dell´impresa o che la subordinano all´osservanza di particolari condizioni.
Negli atti e nella corrispondenza delle sedi secondarie di società costituite all´estero devono essere contenute le indicazioni richieste dall´articolo 2250; devono essere altresi´ indicati l´ufficio del registro delle imprese presso la quale è iscritta la sede secondaria e il numero di iscrizione.
Se all´assemblea non è complessivamente rappresentata la parte di capitale richiesta dall´articolo precedente, l´assemblea deve essere nuovamente convocata. Salvo che lo statuto disponga diversamente, le assemblee delle società, diverse dalle società cooperative, che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, si tengono in unica convocazione alla quale si applicano, per l´assemblea ordinaria, le maggioranze indicate dal terzo e quarto comma, nonchè dell´articolo 2368, primo comma, secondo periodo, e per l´assemblea straordinaria, le maggioranze previste dal settimo comma del presente articolo.Restano salve le disposizioni di legge o dello statuto che richiedono maggioranze più elevate per l´approvazione di talune deliberazioni.
Nell´avviso di convocazione dell´assemblea può essere fissato il giorno per la seconda convocazione. Questa non può aver luogo nello stesso giorno fissato per la prima. Se il giorno per la seconda convocazione non è indicato nell´avviso, l´assemblea deve essere riconvocata entro trenta giorni dalla data della prima, e il termine stabilito dal secondo comma dell´articolo 2366 è ridotto ad otto giorni.
In seconda convocazione l´assemblea ordinaria delibera sugli oggetti che avrebbero dovuto essere trattati nella prima, qualunque sia la parte di capitale rappresentata, e l´assemblea straordinaria è regolarmente costituita con la partecipazione di oltre un terzo del capitale sociale e delibera con il voto favorevole di almeno i due terzi del capitale rappresentato in assemblea.
Lo statuto può richiedere maggioranze più elevate, tranne che per l´approvazione del bilancio e per la nomina e la revoca delle cariche sociali.
Nelle società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio è necessario, anche in seconda convocazione, il voto favorevole di più di un terzo del capitale sociale per le deliberazioni concernenti il cambiamento dell´oggetto sociale, la trasformazione della società, lo scioglimento anticipato, la proroga della società, la revoca dello stato di liquidazione, il trasferimento della sede sociale all´estero e l´emissione delle azioni di cui al secondo comma dell´articolo 2351.
Lo statuto può prevedere eventuali ulteriori convocazioni dell´assemblea, alle quali si applicano le disposizioni del terzo, quarto e quinto comma.
Nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio l´assemblea straordinaria è costituita, nelle convocazioni successive alla seconda, quando è rappresentato almeno un quinto del capitale sociale, salvo che lo statuto richieda una quota di capitale più elevata, e delibera con il voto favorevole di almeno i due terzi del capitale rappresentato in assemblea.
Il D.Lgs. 18 giugno 2012, n. 91 ha disposto (con l´art. 5, comma 1) che ´Le disposizioni recate dall´articolo 1 e dall´articolo 2, limitatamente al comma 7, e dall´articolo 3, limitatamente ai commi 1, 2, 9, 10 e 11 si applicano alle assemblee il cui avviso di convocazione sia pubblicato dopo il 1Â° gennaio 2013.´
Un estratto dell´atto costitutivo deve essere depositato per l´iscrizione presso l´ufficio del registro delle imprese del luogo in cui la società istituisce sedi secondarie con una rappresentanza stabile, entro trenta giorni dall´istituzione delle medesime.
L´estratto deve indicare l´ufficio del registro presso il quale è iscritta la società e la data dell´iscrizione.
COMMA ABROGATO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2000, N. 340.
L´istituzione di sedi secondarie deve essere denunciata per l´iscrizione nello stesso termine anche all´ufficio del registro del luogo dove è iscritta la società.
L´imprenditore che istituisce nel territorio dello Stato sedi secondarie con una rappresentanza stabile deve, entro trenta giorni, chiederne l´iscrizione all´ufficio del registro delle imprese del luogo dove è la sede principale dell´impresa.
Nello stesso termine la richiesta deve essere fatta all´ufficio del luogo nel quale è istituita la sede secondaria, indicando altresì la sede principale, e il cognome e il nome del rappresentante preposto alla sede secondaria. PERIODO ABROGATO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2000, N. 340.
La disposizione del secondo comma si applica anche all´imprenditore che ha all´estero la sede principale dell´impresa.
L´imprenditore che istituisce sedi secondarie con rappresentanza stabile all´estero deve, entro trenta giorni, chiederne l´iscrizione all´ufficio del registro nella cui circoscrizione si trova la sede principale.
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ART. 223

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ART. 307
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ART. 775
in fine

ART. 303

ART. 420
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