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Timestamp: 2018-07-17 07:58:02+00:00

Document:
Circolare Inps 14-10-1999, n. 188
Roma, 14 ottobre 1999 periferici dei Rami professionali
Circolare n. 188 e, per conoscenza,
Allegati 2 Ai Presidenti dei Comitati provinciali
OGGETTO: Art. 3, c. 5 e 6 e art. 4, c. 3 della Legge n. 448/98.
SOMMARIO:Legge 23 Dicembre 1998 n. 448. -
Disposizioni inerenti lo sgravio triennale di cui all’art. 3, commi 5 e 6 della Legge n. 448/98 per le imprese operanti nelle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna nonché, limitatamente all’anno 1999, per le regioni Abruzzo e Molise. -
Disposizioni inerenti l’applicabilità, nei limiti della regola del “de minimis”, dello sgravio triennale, limitatamente ai nuovi assunti nell’anno 1999, in base a quanto previsto dall’art. 4, comma 3, della Legge n. 448/98, per le aziende ubicate nel territorio di Venezia insulare, nelle isole della laguna e nel Centro storico di Chioggia. -
Disposizioni inerenti l’applicabilità dello sgravio triennale al settore agricolo.-
L’art. 3 della Legge n. 448/98, contenente “ Misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo”, pubblicata sul supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 1998, ha previsto, al comma 5, per i nuovi assunti negli anni 1999, 2000 e 2001, lo sgravio contributivo totale degli oneri sociali per i nuovi posti di lavoro creati da datori di lavoro privati e dagli Enti pubblici economici, operanti nelle regioni Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna e, limitatamente all’anno 1999, nelle regioni Abruzzo, Molise, alle condizioni previste dal successivo comma 6.
Con circolare n. 63 del 17 marzo 1999, nel fornire disposizioni inerenti la rimodulazione dello sgravio capitario di cui all’articolo 3, comma 4, della legge n. 448/98, era stata fatta riserva di istruzioni per quanto attiene lo sgravio totale triennale previsto dal sopra citato articolo 3 in quanto, in base alla previsione di cui al comma 7 del medesimo articolo, l’efficacia delle misure era subordinata alla autorizzazione e ai vincoli della Commissione della Comunità Europea.
La Commissione Europea, con provvedimento n. SG (99) D/ 6511 del 10 agosto 1999, notificato in data 14 settembre 1999, constatato che il regime dell’aiuto di Stato, n. 701/98-Italia, è conforme alla politica comunitaria in materia di occupazione, ha ritenuto ammissibili ad usufruire di tali aiuti a finalità regionale le imprese operanti nelle regioni Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna fino al 31 dicembre 2001, ai sensi della deroga di cui all’art. 92, paragrafo 3, lettera a) del trattato CE, nonché le Regioni Abruzzo e Molise, in base alla deroga di cui all’art. 87, paragrafo 3, lettera e).
La Commissione stessa, nel ritenere ammissibili tali aiuti alla luce degli “Orientamenti comunitari in materia di aiuti all’occupazione” (vedi allegato 1), ha subordinato l’operatività degli stessi al rispetto di determinati vincoli e condizioni in linea con tali orientamenti.
Inoltre, nel caso in cui lo sgravio è connesso all’investimento iniziale, devono essere rispettate le condizioni contenute negli “Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale” (vedi successivo punto 4.6).
Di seguito si illustrano le direttive e le relative modalità operative inerenti l’applicabilità dello sgravio totale triennale ai settori economici interessati.
Come sopra accennato, destinatari del nuovo sgravio totale triennale sono le imprese operanti nelle regioni Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna e, limitatamente alle nuove assunzioni nell’anno 1999, le imprese operanti nelle regioni Abruzzo e Molise.
Inoltre, in base a quanto disposto dall’art. 4, comma 3, della legge n° 448/98, lo sgravio triennale si applica, nei limiti della regola del “de minimis”, alle imprese ubicate nel territorio di Venezia insulare, nelle isole della laguna e nel centro storico di Chioggia, limitatamente ai nuovi assunti nell’anno 1999.
Destinatari del nuovo sgravio triennale sono i datori di lavoro privati appartenenti a tutti i settori economici e gli Enti Pubblici economici, salvo quanto precisato al successivo punto 6), relativamente ai settori sensibili, come tali individuati dalla normativa comunitaria.
Pertanto, rispetto alla disciplina dello sgravio annuale di cui all’art. 4, comma 21, della L. 449/97, lo sgravio triennale trova applicazione anche nei confronti di imprese appartenenti a settori produttivi in precedenza esclusi dal beneficio (commercio, pubblici esercizi, terziario, credito, assicurazione, agricoltura, ecc).
In base alla previsione di cui al comma 6, il datore di lavoro privato deve rivestire la qualifica di “impresa” ( artt. 2082 e succ. del c.c.).
Ne consegue che restano esclusi dal beneficio, i datori di lavoro non aventi detta natura, quali i liberi professionisti, gli studi professionali, i condomini, le associazioni culturali, professionali e di categoria, i partiti politici, gli organismi sindacali, i datori di lavoro agricolo non imprenditori, ecc.
Per maggior chiarezza si fa presente che la giurisprudenza ha sancito, ai fini del riconoscimento della natura di “impresa”, che è essenziale che l’attività esercitata dalle imprese abbia la finalità di produrre entrate superiori ai costi di produzione, perché è sufficiente, ai fini dell’economicità dell’attività, l’idoneità almeno tendenziale a ricavare dalla cessione dei beni o dei servizi prodotti quanto occorra per compensare i fattori produttivi impiegati e cioè a perseguire tendenzialmente il pareggio del bilancio (cfr. anche Cass. SS. UU 11 aprile 1994, n. 3353).
Il beneficio consiste nello sgravio in misura totale dei contributi dovuti all’I.N.P.S. posti a carico del datore di lavoro, per un periodo di tre anni dalla data di assunzione del singolo lavoratore.
L’esonero totale, attesa la nuova formulazione della norma, riguarda anche le contribuzioni di natura mutualistica ed assistenziale: contributi per le prestazioni economiche di malattia e di maternità e il contributo a garanzia per il TFR.
Continua, invece, ad essere escluso dallo sgravio il contributo dello 0,50% (miglioramenti pensionistici) di cui all’art. 3 della L. 297/82, in quanto lo stesso, come è noto, è a carico sostanzialmente del lavoratore (vedi circolare n. 103 del 15 maggio 1996, parte I, punto 2).
Relativamente alle imprese agricole, non costituisce oggetto di esonero la contribuzione dovuta all’INAIL. Su tale contribuzione continua ad operare, ove spettante, la riduzione per zone tariffarie.
4. Condizioni per ottenere l’esonero totale della contribuzione ( articolo 3 commi 6 e 7).
L’agevolazione sopra richiamata viene riconosciuta subordinatamente alla sussistenza delle condizioni previste al comma 6 dell’art. 3 della legge n. 448/98 nonché a quelle dettate, in linea con gli orientamenti comunitari, della Commissione Europea (comma 7, articolo 3).
4.1 Assunzioni a tempo pieno e indeterminato (art. 3, comma 6, lett. a), e), f).
Il comma 6 lettera a) ha stabilito che l’impresa, anche se di nuova costituzione, deve realizzare un incremento del numero dei dipendenti a tempo pieno e indeterminato e la successiva lettera f) dello stesso comma 6 ribadisce, rafforzando il precedente assunto, che i contratti di lavoro debbano essere a tempo indeterminato. Dette condizioni sono state ribadite dalla Commissione Europea per cui ne consegue che il beneficio non può essere concesso per lavoratori a tempo determinato, compresi gli stagionali e per i lavoratori a tempo parziale.
I nuovi dipendenti, in base alla lettera e) del comma 6 ed alle indicazioni della Comunità Europea, devono essere iscritti nelle liste di collocamento (in qualità di inoccupati o disoccupati) o di mobilità nei territori destinatari dell’agevolazione oppure devono fruire di cassa integrazione guadagni da almeno 24 mesi, senza interruzione, nei territori stessi.
Si fa presente che l’assunzione di dipendenti che fruiscono di CIGS non può che riguardare personale proveniente da altre imprese in quanto il personale in Cassa Integrazione, dal punto di vista giuridico, fa parte dell’organico della propria impresa.
La Commissione Europea ha ritenuto che l’incremento occupazionale debba essere realizzato con riferimento alla media dei lavoratori occupati nei dodici mesi precedenti l’assunzione, come previsto al punto 17 delle linee direttrici sugli aiuti all’occupazione (Orientamenti in materia di aiuti all’occupazione GUCE C334 del 12.12.95 – vedi allegato 2). Pertanto, il numero dei lavoratori in essere alla data del 31 dicembre 1998 ovvero del 30 novembre 1998, così come modificato dall’articolo 45, comma 16, della legge 17 maggio 1999, n. 144, non assume rilevanza ai fini del calcolo dell’incremento occupazionale.
La media dei lavoratori deve essere calcolata in “unità di lavoro annuo” (ULA), considerando unità intere i lavoratori a tempo pieno e frazioni di ULA i lavoratori a tempo parziale e quelli stagionali.
Si premette, come più volte precisato, che per “forza aziendale” deve intendersi il complesso dei lavoratori dipendenti della stessa impresa, ancorché distribuiti in diversi stabilimenti, cantieri od altre unità operative ubicate nelle aree di intervento degli sgravi, svolgenti la medesima attività.
Nel calcolo dei lavoratori in forza all’azienda, ai fini della media per unità lavorativa annua (U.L.A.), vanno compresi:
-	i lavoratori assunti con contratto a tempo determinato e stagionale ovvero con contratto a tempo parziale costituiscono ai fini del calcolo frazioni di U.L.A.;
-	i lavoratori assunti a tempo determinato, in sostituzione di lavoratori assenti per i quali sussiste il diritto alla conservazione del posto, sono computati nel calcolo in luogo dei lavoratori assenti.
Ai fini del computo proporzionale dei lavoratori a tempo determinato non agricoli si deve fare riferimento al rapporto tra le settimane di occupazione nell’anno e il totale delle settimane dell’anno stesso (52).
Per gli operai agricoli a tempo determinato, invece, si deve fare riferimento al rapporto tra le giornate di occupazione nell’anno e il totale delle giornate dell’anno stesso, cioè “312” (vedi al riguardo circolare n. 183 de 1° ottobre 1999 – modalità di compilazione della colonna “GG” giornate).
I lavoratori a tempo parziale dovranno essere considerati in base al rapporto esistente tra l’orario effettuato dal lavoratore part-time e l’orario normale stabilito dal CCNL.
Si precisa che il numero delle unità ottenute costituenti la base occupazionale di riferimento, ove comprensivo di decimali, deve essere arrotondato per eccesso o per difetto all’unità maggiore o inferiore a cinquanta.
La lettera b) del comma 6 dispone che l’impresa di nuova costituzione deve esercitare attività che non assorbono neppure in parte attività di imprese giuridicamente preesistenti ad esclusione delle attività sottoposte a limite numerico o di superficie.
Lo spirito della norma è quello di attribuire il beneficio degli sgravi solo nei casi di reale nuova occupazione aggiuntiva a quella preesistente.
Per quanto riguarda il “concetto di impresa di nuova costituzione” si precisa che gli elementi certi utili a stabilire se una azienda possa considerarsi come nuova, rispetto ad altra precedente, sono i seguenti:
-	l’impresa subentrante non deve esercitare la medesima attività’ dell’azienda preesistente;
-	non deve assumere diritti ed obblighi della preesistente;
-	non si deve avvalere dello stesso personale;
-	non deve utilizzare gli stessi locali e le stesse attrezzature;
-	non vi debbono essere rapporti tra la gestione dell’impresa subentrante e dell’azienda preesistente;
-	non deve esserci stata coesistenza tra le due aziende;
-	l’impresa subentrante deve essere stata ammessa a fruire delle esenzioni fiscali concesse dalla
-	legge a favore dei nuovi opifici industriali ubicati sul territorio del Mezzogiorno;
-	l’azienda subentrante non deve aver fruito, per estensione o rinnovo dei relativi decreti, di
-	agevolazioni per ristrutturazione aziendale già destinati all’azienda precedente;
-	nell’ipotesi di estensione, trasformazione, concentrazione o fusione di aziende, deve essere stata effettuata la comunicazione all’Anagrafe Tributaria.
La precisazione di cui alla lettera c) sottintende il mantenimento, nel periodo triennale di agevolazione, del livello di occupazione raggiunto sommando l’incremento occupazionale che ha dato luogo all’agevolazione con quello esistente al momento dell’assunzione (occupazione media nei dodici mesi precedenti).
La riduzione del livello occupazionale raggiunto a seguito di nuove assunzioni, avvenuta per atti indipendenti dalla volontà del datore di lavoro (quali dimissioni volontarie del lavoratore, decesso o pensionamento per raggiungimento dei limiti di età), non costituisce causa di revoca dello sgravio se gli eventi sono riferiti al personale incluso nel calcolo della base occupazionale presa a riferimento alla data dell’assunzione del nuovo lavoratore.
Qualora, invece, la riduzione riguardi le unità di nuova assunzione, l’impresa decade dal beneficio dello sgravio a decorrere dalla data di cessazione del lavoratore se trattasi di eventi indipendenti dalla volontà del datore di lavoro. Diversamente l’impresa dovrà restituire l’intero importo dello sgravio già usufruito, maggiorato degli oneri accessori.
In base a quest’ultimi (punti 4.11, 4.12, 4.13 e 4.14 della comunicazione 98/C 74/06 pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale C74 del 10 marzo 1998), si considera che un posto di lavoro è connesso con la realizzazione di un investimento se riguarda l’attività per la quale è stato effettuato l’investimento stesso e viene creato nel corso dei primi tre anni successivi alla realizzazione integrale all’investimento. Si considerano connessi all’investimento anche i posti di lavoro creati nello stesso periodo a seguito di un aumento del tasso di utilizzazione della capacità creata dall’investimento medesimo.
Tale aiuto non deve superare la percentuale (pari all’intensità ammessa per gli aiuti all’investimento nella zona in questione) del costo salariale (che comprende la retribuzione lorda, ossia prima dell’imposta nonché i contributi sociali obbligatori ) della persona assunta, calcolato su un periodo di due anni.
Conseguentemente dovendosi realizzare tale investimento iniziale la concessione dell’aiuto verrà subordinata al mantenimento dei posti di lavoro creati per un minimo di cinque anni.
L’aiuto alla creazione di posti di lavoro e l’aiuto all’investimento iniziale sono cumulabili entro il limite del massimale di intensità stabilito per la regione di cui agli orientamenti comunitari.
Da tale aiuto regionale viene escluso il settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli di cui all’allegato II del Trattato della C.E.
Ai fini della elencazione delle attività interessate, si rimanda alla circolare n. 68 del 28.2.1994 avente per oggetto “Cessazione degli sgravi per il Mezzogiorno per le imprese di trasformazione di prodotti” di cui all’allegato 2 del Trattato Istitutivo della C.E.
Nel caso di aiuti non connessi all’investimento iniziale, il datore di lavoro é tenuto a mantenere il livello occupazionale per i tre anni successivi all’assunzione del lavoratore alle condizioni previste dalla presente normativa.
In base a quanto stabilito dalla lettera d) del comma 6 l’incremento della base occupazionale deve essere considerato al netto delle diminuzioni occupazionali verificatesi in società controllate ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto e, in caso di affidamento da parte di amministrazioni pubbliche di servizi o di opere in concessione o appalto, al netto del personale comunque già occupato nelle medesime attività al 31 dicembre dell’anno precedente.
Si precisa che ai sensi dell’articolo 2359, comma 1, del codice civile si considerano controllate le società:
-	nelle quali un’altra società dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria;
-	in cui un’altra società dispone di voti sufficienti per esercitare una influenza dominante nell’assemblea ordinaria;
-	che sono sotto l’influenza dominante di un’altra società in virtù di particolari vincoli contrattuali con essa.
Il secondo comma del menzionato articolo 2359 stabilisce inoltre che, ai fini dell’accertamento della situazione di controllo mediante partecipazione, sono da computare anche i voti spettanti a società controllate, a società fiduciarie e a persona interposta e che non si computano, invece, i voti spettanti per c/terzi.
Le lettere g), h), i) del medesimo comma hanno posto altre condizioni affinché il datore di lavoro possa usufruire degli sgravi degli oneri sociali in concomitanza con l’incremento occupazionale.
-	debbono essere osservati integralmente i contratti collettivi nazionali. Tale condizione, salvo quanto precisato al successivo punto 5, deve essere fatta valere anche nei confronti di tutto il personale esistente al momento della richiesta del beneficio in argomento.
-	La norma ha una portata più ampia rispetto a quanto previsto dalla legge n° 449/97 che prevedeva il rispetto delle disposizioni di cui ai commi 9, 10, 12 e 13 dell’articolo 6 del D.L. 9 ottobre 1989, n. 338, convertito con modificazioni dalla legge 7 dicembre 1989, n° 389 e successive modificazioni e integrazioni.
-	debbono essere rispettate le prescrizioni sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori previste dal decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni ed integrazioni;
-	debbono essere rispettati i parametri delle prestazioni ambientali come definiti dall’articolo 6, comma 6, lettera f), del decreto del Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato 20 ottobre 1995, n. 527, e successive modificazioni.
5. Contratti di riallineamento compatibilità con il regime degli sgravi contributivi
Si fa presente che le imprese che hanno beneficiato delle disposizioni in materia di contratti di riallineamento contributivo, devono essere considerate imprese già esistenti, e; pertanto, al termine del processo di riallineamento non possono trovare applicazione i benefici previsti dalla normativa vigente in caso di nuova occupazione.
Per espressa previsione della Commissione Europea il regime di esonero contributivo di cui all’art. 3, commi 5 e 6 della Legge n° 488/98 non si applica ai settori sensibili disciplinati dal trattato CECA ed al settore della costruzione navale.
Relativamente al settore automobilistico ed a quello delle fibre sintetiche, il regime si applica secondo la regola del “de minimis” di seguito richiamata.
Per quanto riguarda l’individuazione delle aziende interessate ai settori sensibili si rimanda alla circolare n. 37 del 17 febbraio 1998.
6.1 Regola del “de minimis”.
In base a tale regola le imprese, a prescindere dalle dimensioni aziendali, in un triennio a decorrere dal momento del primo aiuto “de minimis”, non possono beneficiare di aiuti nazionali, regionali e locali in misura eccedente il limite dei 100.000 ECU. Ciò a prescindere dal fatto che le risorse provengano interamente dagli Stati membri o che le misure siano cofinanziate dalla Comunità Europea tramite i fondi strutturali, in particolare il fondo europeo di sviluppo regionale.
Il suddetto criterio va applicato prendendo a riferimento gli eventuali aiuti “de minimis” usufruiti nei due anni successivi a quello nel quale si verifica il primo aiuto della stessa tipologia.
Di conseguenza l’importo massimo spettante alle aziende, in assenza di altri aiuti di cui sopra, dovrà essere modulato e corrisposto nel limite di capienza fissato in 100.000 ECU nel periodo 1.1.1999 – 31.12.2001. Per la valutazione e la conseguente conversione in ECU dell’ammontare delle somme, si richiama quanto precisato con circolare n. 37/98.
Ai fini di poter beneficiare del contributo di cui trattasi, le aziende dovranno presentare all’INPS apposita dichiarazione, ai sensi e per gli effetti della Legge n. 15 del 1968 e successive modifiche ed integrazioni.
Tale dichiarazione dovrà attestare che nel triennio, computato dal primo aiuto “de minimis”, nel quale si colloca il periodo cui si riferisce la richiesta di usufruire del contributo, non siano stati percepiti aiuti nazionali, regionali o locali eccedenti la misura complessiva degli aiuti “de minimis”, spettanti ai sensi della regola comunitaria.
7. Disposizioni inerenti l’applicabilità, nei limiti della regola del “de minimis”, dello sgravio totale triennale per l’anno 1999, per le aziende ubicate nel territorio di Venezia insulare, nelle isole della laguna e nel Centro storico di Chioggia
In base all’art. 4, comma 3, della legge n. 448/98 e, limitatamente ai nuovi assunti nell’anno 1999, trovano applicazione, nei limiti della regola del “de minimis” (prevista dalla comunicazione della Commissione delle Comunità Europee 96/C 68/06) le disposizioni di cui all’articolo 3, commi 5 e 6 anche per le aziende industriali ed artigiane ubicate nel territorio di Venezia insulare, isole della laguna e nel centro storico di Chioggia.
Come già precisato nella circolare n. 63 del 17 marzo 1999, relativamente allo sgravio capitario, anche lo sgravio triennale trova applicazione nei confronti delle imprese industriali ed artigiane già beneficiarie dello sgravio contributivo generale, previsto dall’articolo 27, comma 1 della legge n° 30/97.
Si pone in evidenza che le nuove disposizioni, benché inserite nell’articolo 4 sotto il titolo “Incentivi alle piccole e medie imprese”, trovano applicazione per i settori interessati, indipendentemente dalla dimensione dell’azienda.
Ai fini della fruizione del beneficio in trattazione, dovranno essere rispettate le condizioni previste dall’articolo 3, comma 6, nonché quelle illustrate nei precedenti punti.
Il regime di aiuti inerente lo sgravio contributivo totale può essere cumulato unicamente con il regime di fiscalizzazione (contributi 0,16% ENAOLI e 0,21% TBC relativamente ai datori di lavoro nei confronti dei quali trova applicazione il differimento al 1° gennaio 2000 della soppressione dei suddetti contributi).
Le agevolazioni di cui al comma 5 dell’articolo 3 non sono cumulabili, in capo allo stesso lavoratore, con l’agevolazione di cui all’articolo 4, comma 1, della legge 27 dicembre 1997, n° 449 “Incentivi per le piccole e medie imprese”, inerente il credito d’imposta.
9. Compatibilità dello sgravio totale annuale di cui all’art. 17, comma 21 della Legge n° 449/97 con lo sgravio triennale di cui alla Legge n° 448/98.
L’articolo 4, comma 21 della L. n. 27.12.1997, n. 449 ha concesso alle imprese ubicate nei territori delle Regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, nonché per le regioni Abruzzo e Molise, uno sgravio incentivante annuale per i nuovi assunti in soprannumero alle unità effettivamente occupate alle date del 30.11.1997 e 30.11.1998.
Le imprese rientranti nella disciplina dello sgravio totale triennale, nonché quelle ubicate nelle regioni Abruzzo e Molise e nel territorio di Venezia insulare, nelle isole della laguna e nel centro storico di Chioggia (quest’ultime relativamente alle sole assunzioni effettuate nell’anno 1999), si atterranno, per le operazioni di conguaglio del beneficio spettante, alle seguenti modalità:
-	indicheranno l’importo dello sgravio in un rigo in bianco del quadro "D" del mod. DM10/2 facendolo precedere dalla dicitura "SGR. TOT. ART. 3, c. 5 L. 448/98" e da uno dei seguenti codici di nuova istituzione, in relazione alla data di assunzione:
-	cod. "L380" per i nuovi assunti dal 1 gennaio 1999 al 31 dicembre 1999;
-	cod. "L390" per i nuovi assunti dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2000;
-	cod. "L410" per i nuovi assunti dal 1 gennaio 2001 al 31 dicembre 2001.
Per il conguaglio del nuovo sgravio relativo a periodi decorsi dal 1 gennaio 1999 i datori di lavoro aventi titolo potranno utilizzare le denunce di mod. DM10/2 aventi scadenza entro il giorno 16 del terzo mese successivo all’emanazione della presente circolare.
A tal fine l’importo dello sgravio pregresso dovrà essere indicato in un rigo in bianco del quadro "D" del mod. DM10/2 preceduto dalla dicitura "SGR. ARR. ART. 3, c. 5 L. 448/98" e dal codice di nuova istituzione "L381".
Le aziende aventi titolo allo sgravio totale triennale che, nelle more dell’emanazione delle presenti disposizioni operative, avessero beneficiato dello sgravio annuale, provvederanno alla restituzione dello sgravio operato senza addebito di oneri accessori.
A tal fine utilizzeranno uno dei righi in bianco dei quadri "B-C" del mod. DM10/2, facendo precedere l’importo dalla dicitura "REST. SGR. TOT. INDEBITO" e dal codice di nuova istituzione "M203". Nessun dato dovrà essere riportato nelle caselle "numero dipendenti", "numero giornate" e "retribuzioni".
Per il recupero dello sgravio pregresso dovrà essere utilizzato un rigo in bianco del quadro "D" del mod. DM10/2 facendo precedere l’importo conguagliato dalla dicitura "SGR. ARR. ART. 3, c. 5 L. 448/98" e dal sopracitato codice "L381".
Le aziende che avessero operato lo sgravio in questione in difformità ai criteri sopra illustrati provvederanno alla restituzione dello stesso, entro il termine di scadenza del terzo mese successivo alla emanazione delle presenti istruzioni, maggiorando l’importo da versare degli interessi al tasso legale (cfr. delibera del Consiglio di Amministrazione, n. 5 del 26.3.1993).
L’importo degli sgravi indebiti dovrà essere riportato in uno dei righi in bianco dei quadri "B-C" del mod. DM10/2, preceduto dalla dicitura "REST. SGR. TOT. INDEBITO" e dal codice di nuova istituzione "M203". Nessun dato dovrà essere riportato nelle caselle "numero dipendenti", "numero giornate" e "retribuzioni".
Anche per le imprese del settore agricolo operanti nelle regioni individuate dall’art 3, comma 5, della Legge 448/98, è previsto lo sgravio totale triennale dei contributi previdenziali ed assistenziali a carico del datore di lavoro, di pertinenza dell’INPS.
Lo sgravio totale opera, per tre anni dalla data di assunzione del singolo lavoratore, per i nuovi assunti a tempo pieno ed indeterminato, negli anni 1999, 2000, 2001, nelle Regioni Campania, Basilicata, Puglia, Sicilia, Sardegna e Calabria e, limitatamente alle assunzioni effettuate nell’anno 1999, nelle Regioni Abruzzo e Molise.
Non rientrano nell’esonero, come già precisato al precedente punto 3, le seguenti forme contributive:
-	Contributo INAIL
-	Contributo dello 0,50% di cui all’art. 3 della Legge 297/82.
Il beneficio dello sgravio triennale è subordinato al rispetto delle condizioni dettate dall’articolo. 9 ter L. 608/96 nonché a tutte le altre condizioni e vincoli previsti dall’articolo 3, comma 6, della legge n. 448/98 e dalle direttive Comunitarie.
Con il termine “imprese operanti nelle regioni destinatarie dell’intervento” si intendono:
-	Imprese aventi sede aziendale nelle predette regioni;
-	Imprese con sede legale in altre regioni aventi aziende agricole ubicate nei territori interessati.
I datori di lavoro operanti nelle zone svantaggiate e normali del mezzogiorno, ovvero nei territori montani, aventi titolo per l’anno 1999 rispettivamente alla riduzione del 40% ovvero del 70% dei contributi previdenziali ed assistenziali a loro carico, possono beneficiare, per i nuovi assunti, dello sgravio contributivo totale triennale.
Lo sgravio compete sin dal primo trimestre dell’anno 1999.
Le aziende che intendono avvalersi dello sgravio triennale dovranno dichiarare i dati relativi ai suddetti lavoratori nel tipo denuncia “2” (O.T.I).
Al fine di dichiarare i lavoratori che beneficiano del predetto sgravio vengono istituiti i codici "tipo contratto" 42 e 43.
Allegato Inps 1
Cfr. “Orientamenti in materia di aiuti all’occupazione” – 95/C334/04, in G.U.CE serie C/334 del 12 dicembre 1995.
Allegato Inps 2
“Gli aiuti alla creazione di posti di lavoro hanno invece l’effetto di procurare un impiego a lavoratori che non ne hanno ancora trovato uno o che hanno perso l’impiego precedente e l’aiuto sarà assegnato in funzione del numero di posti di lavoro creati. E’ opportuno precisare che per creazione di posti di lavoro deve intendersi creazione netta, vale a dire comportante almeno un posto supplementare rispetto all’organico (calcolato come media su un certo periodo) dell’impresa in questione. La semplice sostituzione di un lavoratore senza ampliamento dell’organico, e quindi senza Allegato Inps 1
Testo artt. 3 e 4:
Norme generali sull’amministrazione del patrimonio e sulla contabilità generale dello Stato
1. In attesa del generale riordino degli ordinamenti relativi alle prestazioni temporanee a carico della gestione di cui all’articolo 24 della legge 9 marzo 1989, n. 88, e dell’armonizzazione delle relative forme di contribuzione, con effetto dalla data di entrata in vigore dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 5 dell’articolo 8, sono soppressi:
3. Nei confronti dei settori per i quali altre aliquote contributive di finanziamento della gestione di cui al comma 1 risultano inferiori rispetto a quelle a carico del settore industria la soppressione delle aliquote di cui al medesimo comma 1 ha effetto dall’anno 2000.
4. All’articolo 4 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, sono apportate le seguenti modificazioni:
b) al comma 18, le parole: "lire 1.050.000 fino al 31 dicembre 1999" sono sostituite dalle seguenti:
"lire 1.400.000 fino al 31 dicembre 1999, lire 1.150.000 fino al 31 dicembre 2000, lire 1.050.000 fino al 31 dicembre 2001".
5. Per i nuovi assunti negli anni 1999, 2000 e 2001 ad incremento delle unità effettivamente occupate al 31 dicembre 1998, a tutti i datori di lavoro privati ed agli enti pubblici economici, operanti nelle regioni Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna è riconosciuto lo sgravio contributivo in misura totale dei contributi dovuti all’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) a loro carico, per un periodo di tre anni dalla data di assunzione del singolo lavoratore, sulle retribuzioni assoggettate a contribuzione per il Fondo pensioni lavoratori dipendenti. Il beneficio si intende riconosciuto anche alle società cooperative di lavoro, relativamente ai nuovi soci lavoratori con i quali venga instaurato un rapporto di lavoro assimilabile a quello di lavoratori dipendenti. Nelle regioni Abruzzo e Molise le disposizioni del presente comma si applicano limitatamente ai nuovi assunti nell’anno 1999. Le agevolazioni di cui al presente comma non sono cumulabili, in capo al medesimo lavoratore, con quella di cui all’articolo 4, comma 1, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.
i) siano rispettati i parametri delle prestazioni ambientali come definiti dall’articolo 6, comma 6, lettera f), del decreto 20 ottobre 1995, n. 527 del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, e successive modificazioni.
7. L’efficacia delle misure di cui ai commi 4 e 5 è subordinata all’autorizzazione ed ai vincoli della Commissione delle Comunità europee ai sensi degli articoli 92 e seguenti del Trattato istitutivo della Comunità europea.
8. Il Fondo per l’occupazione di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, è rifinanziato per un importo di lire 200 miliardi annue a decorrere dal 1999 finalizzato ad agevolazioni contributive a fronte di progetti
di riduzione dell’orario di lavoro.
9. I soggetti di età inferiore a 32 anni che si iscrivono per la prima volta alla Gestione speciale degli artigiani o a quella degli esercenti attività commerciali, nel periodo dal 1° gennaio 1999 al 31 dicembre 2000, beneficiano, per i tre anni successivi all’iscrizione, di uno sgravio del 50 per cento dell’aliquota contributiva vigente per le gestioni predette. All’articolo 4, comma 16, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, le parole: "31 dicembre 1999" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 1998".
10. Gli stanziamenti nell’ambito del bilancio dello Stato relativi alle amministrazioni ed agli enti pubblici beneficiari della soppressione dei contributi di cui al comma 1 sono ridotti in proporzione agli effetti derivanti dalla soppressione medesima.
11. I commi da 210 a 213 dell’articolo 2 della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (15), sono abrogati.
12. All’articolo 64, comma 2, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, dopo le parole: "sui redditi" sono aggiunte le seguenti: "e la riduzione degli oneri sociali gravanti sul costo del lavoro".
13. Ai complessivi oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo, valutati in lire 1.419 miliardi per l’anno 1999, in lire 2.410 miliardi per l’anno 2000, in lire 2.706 miliardi per l’anno 2001, in lire 1.464 miliardi per l’anno 2002 e in lire 1.327 miliardi a decorrere dall’anno 2003, si provvede, quanto a lire 1.319 miliardi per l’anno 1999, a lire 1.590 miliardi per l’anno 2000, a lire 1.986 miliardi per l’anno 2001, a lire 1.434 miliardi per l’anno 2002 ed a lire 1.327 miliardi a decorrere dall’anno 2003, con quota parte delle maggiori entrate derivanti dall’attuazione dell’articolo 8.
Incentivi per le piccole e medie imprese.
1. Alle piccole e medie imprese, come definite dal decreto 18 settembre 1997 (16) del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 229 del 1° ottobre 1997, che dal 1° gennaio 1999 al 31 dicembre 2001 assumono nuovi dipendenti, è concesso, in conformità alla disciplina comunitaria, a decorrere dal periodo di imposta in corso al 1° gennaio 1999, un credito di imposta per ciascun nuovo dipendente pari a un milione di lire annue. Il credito di imposta non può comunque superare l’importo complessivo di lire 60 milioni annue in ciascuno dei tre periodi di imposta successivi alla prima assunzione. Si applicano le condizioni di cui al comma 6 dell’articolo 3.
2. Il credito di imposta è pari a tre milioni di lire annue per ogni lavoratore disabile assunto a tempo indeterminato che abbia un’invalidità superiore al 65 per cento.
3. Le unità produttive delle imprese devono essere ubicate nei territori delle sezioni circoscrizionali del collocamento nelle quali il tasso medio di disoccupazione, calcolato riparametrando il dato provinciale secondo la definizione allargata ISTAT, rilevata per il 1998, sia superiore alla media nazionale risultante dalla medesima rilevazione e che siano confinanti con le aree di cui all’obiettivo 1 del regolamento (CEE) n. 2052/88 del Consiglio, del 24 giugno 1988, e successive modificazioni, o con quelle per le quali la Commissione delle Comunità europee ha riconosciuto la necessità di intervento con decisione n. 836 dell’11 aprile 1997, confermata con decisione n. SG D/4949 del 30 giugno 1997, nonché nelle aree di crisi di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, situate in province nelle quali il tasso di disoccupazione accertato, secondo la predetta definizione allargata ISTAT, sia superiore del 20 per cento alla media nazionale. La disposizione di cui all’articolo 4 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, come modificato dal comma 4 dell’articolo 3 della presente legge e, limitatamente ai nuovi assunti nell’anno 1999, le disposizioni di cui ai commi 5 e 6 del medesimo articolo 3, trovano applicazione nei limiti della regola de minimis prevista dalla comunicazione della Commissione delle Comunità europee 96/C 68/06 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee C68 del 6 marzo 1996, e alle altre condizioni di cui al citato articolo 4 della legge n. 449 del 1997, anche per le aziende industriali ed artigiane ubicate nel territorio di Venezia insulare, nelle isole della laguna e nel centro storico di Chioggia.
4. Il credito di imposta, che non concorre alla formazione del reddito imponibile ed è comunque riportabile nei periodi di imposta successivi, può essere fatto valere ai fini del versamento dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, dell’imposta sul reddito delle persone giuridiche e dell’imposta sul valore aggiunto, anche in compensazione ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, per i soggetti nei confronti dei quali trova applicazione la nuova normativa. Il credito di imposta non è rimborsabile; tuttavia esso non limita il diritto al rimborso di imposte ad altro titolo spettante.
5. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano per i settori esclusi di cui alla comunicazione della Commissione delle Comunità europee 96/C 68/06, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee C 68 del 6 marzo 1996. Le agevolazioni previste sono cumulabili con altri benefìci eventualmente concessi ai sensi della predetta comunicazione purché non venga superato il limite massimo di lire 180 milioni nel triennio.
6. Agli oneri derivanti dall’attuazione dell’ultimo periodo del comma 3, valutati in lire 25 miliardi per ciascuno degli anni 1999, 2000 e 2001, si provvede mediante riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 3 del decreto-legge 20 gennaio 1998, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 1998, n. 52. Gli ulteriori oneri derivanti dal presente articolo fanno carico sulle quote messe a riserva dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) in sede di riparto delle risorse finanziarie destinate allo sviluppo delle aree depresse. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

References: Art. 3
 art. 4
 articolo 3
 provvedimento n. 
 Cass. 
 articolo 3
 articolo 3
 articolo 2359
 ART. 3
 ART. 3
 ART. 3
 articolo 3
 articolo 4