Source: https://cordialdo.wordpress.com/2015/01/24/monocorde-inaugurazione-dellanno-giudiziario-2015-sia-dalla-cassazione-che-dalle-corti-dappello/
Timestamp: 2019-05-19 15:10:18+00:00

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MONOCORDE INAUGURAZIONE DELL’ANNO GIUDIZIARIO 2015 SIA DALLA CASSAZIONE CHE DALLE CORTI D’APPELLO! | profumo di donna
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Ieri abbiamo avuto occasione di ascoltare la relazione dell’anno giudiziario in Cassazione da parte del primo presidente della stessa il quale, per me in modo del tutto sorprendete, ha iniziato la sua prolusione con “””UN “GRAZIE””” A NAPOLITANO PER I 9 ANNI DI “””IMPEGNO STRAORDINARIO””” COME “””AUTOREVOLE E APPREZZATO CUSTODE DELLE ISTITUZIONI REPUBBLICANE E DELLA COSTITUZIONE”””.
La mia sorpresa è aumentata oggi, all’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte d’Appello in Lombardia dove si è verificato lo stesso cerimoniale del presidente della corte d’appello quasi con le stesse parole, in fotocopia da quelle pronunciate dal presidente della corte di Cassazione.
Assisteremo alla stessa manfrina anche all’inaugurazione dell’anno giudiziario in Corte d’Assise e nei Tribunali della Repubblica?
Personalmente credo i signori presidenti, fermo restando il rito ed il rispetto per il ruolo ricoperto, avrebbero fatto meglio a fermarsi al “GRAZIE” e ad esprimere altre parole di circostanza piuttosto che esaltare un ruolo che difficilmente può essere attribuito al senatore a vita Giorgio Napolitano come “””Custode delle istituzioni repubblicane e della Costituzione”””. E ciò non viene detto qui solo adesso che si è dimesso ma è stato ampiamente sottolineato quando era ancora a Palazzo del Quirinale specificando ed elencando le ragioni per le quali esprimevamo dissenso su molti provvedimenti assunti in quella sede, politici ed istituzionali.
Politici, come la campagna elettorale preventiva ad un governo di LARGHE INTESE che tutti i partiti affermavano di non volere ma sono stati costretti ad accettare o a subire con l’imposizione a Bersani con un mandato condizionato dall’avere già una maggioranza a formare il governo, inesistente nella Costituzione che, lapidariamente, prevede solo che il Presidente della Repubblica affida l’incarico di formare il governo a… dopo avere consultato… Punto e basta! E così avrebbe dovuto essere anche per Bersani che la sua maggioranza se la doveva cercare nelle aule del Parlamento dopo aver esposto il suo programma non mendicarla fuori dal Parlamento.
Istituzionali, come non ricordare che le ultime crisi di governo sono state extraparlamentari ed il Parlamento le ha apprese dai telegiornali e non dalla voce e con le loro motivazioni dai rispettivi presidenti del consiglio dimissionari o dimissionati mentre si andava, col governo in carica, esplorando ed offrendo l’incarico, ad esempio, a Monti prima che Berlusconi si dimettesse o venisse dimissionato come sempre egli ha sostenuto o fatto capire.
Sotto il profilo costituzionale, come dimenticare tutte le leggi vergogna dei governi Berlusconi, i vari “LODI”, sui quali la Presidenza della Repubblica, che gode di Consiglieri, oltre che militari, costituzionali, abbia mai avuto nulla da eccepire a firmare e promulgare sulla G.U. e lasciando alla Corte Costituzionale l’assunzione della responsabilità di dichiararle incostituzionali con grave ritardo per il Paese. Ultima il “Porcellum” una legge che spogliava i cittadini dal diritto-dovere di scegliere i propri rappresentanti.
E che dire, degli annunci di modifica della Costituzione e la fine del bicameralismo mentre si bis giurava di difendere e rispettare la Costituzione dopo aver trovato il presidente del consiglio di sua fiducia e senza mandato popolare disponibile a violentarla con le sue modifiche cervellotiche.
Ma la Costituzione affida veramente al Quirinale ed al Governo il compito di proporre le modifiche eventuali alla Costituzioni o lo affida al Parlamento e con tutte le garanzie che il governo Renzi ha trascurato e violato affidando il compito di distruggerla ad una sua amica che forse non l’ha mai letta nemmeno adesso ?
Per non parlare della pantomima dei “Saggi” una autentica presa in giro per i cittadini e per il Parlamento.
Se è questo l’impegno “autorevole e apprezzato” di “Custode delle Istituzioni e della Costituzione” di cui hanno parlato i presidenti di Cassazione e delle Corti d’Appello, per cortesia, NON IN MIO NOME!!!
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