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Timestamp: 2020-02-27 04:39:40+00:00

Document:
Art. 18 Funzioni e individuazione dei Sistemi e sottosistemi territoriali.
Attraverso i sistemi e sottosistemi territoriali il PTC, tav.1, in base a peculiarità fisiche, idro-geo-morfologiche, ambientali, e insediative, individua la struttura del territorio provinciale ed in particolare:
- le due componenti nelle quali si articola il sistema territoriale del PIT, "l'universo urbano della Toscana" e l'universo rurale della Toscana";
- le risorse essenziali di rilievo sovracomunale da tutelare attivamente e promuovere per garantire la sostenibilità dello sviluppo;
- le invarianti strutturali riferite alle risorse essenziali individuate dalla legge regionale;
- le zone a esclusiva o prevalente funzione agricola;
- gli ambiti paesaggistici di interesse unitario provinciale ed i relativi obiettivi di qualità paesaggistica;
- eventuali specifici criteri per l'utilizzazione delle risorse essenziali ad integrazione di quelli definiti nello statuto delle risorse;
Per i motivi esposti nel Documento di Piano, il PTC individua i seguenti Sistemi Territoriali:
* il Sistema territoriale della fascia costiera e della pianura articolato in:
* Sottosistema territoriale urbano di Livorno e della pianura dell'Arno
* Sottosistema territoriale del Fine e del Cecina
* Sottosistema territoriale urbano di Piombino e della pianura meridionale del Cornia
* il Sistema territoriale delle colline
articolato in:
* Sottosistema territoriale delle colline settentrionali
* Sottosistema territoriale delle colline centrali e meridionali
* il Sistema territoriale delle isole
* Sottosistema territoriale dell'isola di Gorgona
* Sottosistema territoriale dell'isola di Capraia
* Sottosistema territoriale dell'isola d'Elba
* Sottosistema territoriale dell'isola di Pianosa
* Sottosistema territoriale dell'isola di Montecristo.
* il Sistema del mare e della linea di costa.
Le connotazioni specifiche di ciascun sistema e sotto sistema ed in particolare:
* la geomorfologia
* l'idrografia naturale ed antropica
* il mosaico forestale e quello agrari
* gli insediamenti storici, moderni e contemporanei
* le reti, gli impianti viari e tecnologici e le aree estrattive
* i parchi, le aree protette e le emergenze paesaggistiche
* i vincoli preordinati
sono quelle indicate nelle relative schede identificative degli Ambiti di Paesaggio contenute nell'Atlante dei paesaggi della Provincia di Livorno.
Gli ambiti geografici dei sistemi e sotto sistemi territoriali individuati dal PTC non coincidono necessariamente con i limiti amministrativi dei Comuni.
I confini dei sistemi e sottosistemi territoriali sono definiti alla scala grafica propria del PTC e pertanto i comuni, attraverso i quadri conoscitivi dei Piani strutturali, ed i conseguenti approfondimenti di scala, determineranno, in coerenza con i criteri assunti dal PTC per la definizione degli ambiti di paesaggio provinciali l'effettivo perimetro di questi ultimi e conseguentemente dei sistemi e sottosistemi territoriali provinciali senza che ciò comporti variazione del PTC a norma di quanto previsto dall'art. 8 della presente disciplina.
Il PTC prescrive che i sistemi territoriali, con le specificazioni proprie dei relativi sottosistemi e delle componenti dei sistemi funzionali su essi incidenti, siano assunti, assieme ai relativi Sistemi economici locali (SEL), dagli strumenti di pianificazione territoriale comunale e da ogni atto di governo del territorio quali ambiti territoriali di riferimento per quanto attiene alla previsione, programmazione e realizzazione di obiettivi e interventi di interesse sovracomunale, ai fini:
- della formazione dei quadri conoscitivi;
- della effettuazione della valutazione integrata;
- del monitoraggio e delle verifiche periodiche degli effetti indotti;
fatte salve diverse indicazioni di ambito esplicitamente contenute nella presente disciplina in relazione a specifiche risorse essenziali o che potranno essere eventualmente indicate dalla Provincia in sede di avvio di un procedimento di formazione di strumenti di pianificazione o atti gi governo del territorio e loro varianti, ove ciò risulti opportuno in relazione alle loro specifiche caratteristiche.
Capo I Il sistema territoriale della fascia costiera e della pianura.
Art. 19 Sistema territoriale della fascia costiera e della pianura: individuazione.
Il Sistema territoriale della fascia costiera e della pianura è individuato dalla tav. n. 1
Il Sistema territoriale della fascia costiera e della pianura si articola in:
* Sottosistema territoriale urbano di Livorno e della pianura dell'Arno;
* Sottosistema territoriale della pianura centrale del Fine e del Cecina;
* Sottosistema territoriale urbano di Piombino e della pianura meridionale del Cornia.
Nel sistema territoriale della fascia costiera e della pianura è presente una rete di città e centri urbani che si susseguono parallelamente alla linea di costa, configurano così, a scala territoriale, un sistema insediativo di tipo lineare.
Il sistema è, nel suo insieme, caratterizzato da una densità di popolazione insediata fra le più alte della costa toscana in rapporto alla sua estensione, dalla presenza di consistenti fasci infrastrutturali e di attività industriali e di produzione di energia di rilievo a scala regionale e nazionale, dalla permanenza di forti connotati rurali legati alla produzione altamente qualificata di prodotti tipici come vino, olio e di colture specializzate nonché dalla presenza di un turismo, con connotazioni sia di massa che di élite, quasi esclusivamente estivo.
Le polarità urbane di maggior rilievo provinciale, Livorno e Piombino sono localizzate alle due estremità di questo sistema. La parte centrale del sistema ha come polo di riferimento funzionale Cecina.
È sopratutto attraverso queste tre polarità che il territorio provinciale sostanzia i suoi rapporti funzionali a scala di area vasta, ai diversi livelli territoriali.
La crescita insediativa, spinta in particolare dalla domanda turistica, e infrastrutturale ha prodotto significative tendenze alla dispersione e alla conurbazione, alla progressiva perdita della centralità dei nuclei antichi e ad una progressiva tendenza alla diffusione insediativa nelle aree agricole con una rilevante perdita della loro integrità.
Art. 19.1 Sistema territoriale della fascia costiera e della pianura. Obiettivi generali
Costituiscono obiettivi generali del sistema:
1. promuovere un equilibrato sviluppo degli insediamenti e delle attività economiche, incentrato sul consolidamento e recupero dell'edificato esistente, sulla salvaguardia e sulla valorizzazione delle risorse fondamentali - energia, risorsa idrica, lavoro, coesione sociale, valori locali -, sulla attivazione di un sistema diffuso di servizi pubblici e privati efficienti attraverso di processi di effettiva sussidiarietà non solo fra istituzioni, ma anche coinvolgendo l'iniziativa privata;
2. individuare limiti alla crescita degli insediamenti per recuperare uno stabile equilibrio tra insediamenti e territorio aperto, riqualificando gli spazi aperti interclusi, recuperando le preesistenze agricole, proponendone per le aree di frangia nuove funzioni finalizzate al riequilibrio ambientale e all'elevamento della qualità complessiva dei nuclei urbani;
3. contrastare ulteriori fenomeni di dispersione insediativa e di insediamenti monotematici, promuovendo il recupero degli agglomerati cresciuti in modo non strutturato e disperso per dotandoli di una di una propria identità e di adeguati servizi, tutelando gli spazi aperti residui quali componenti di una rete ambientale a scala territoriale;
4. favorire l'evoluzione di processi organizzativi nei settori produttivi, sostenendo l'attivazione di reti di collaborazione fra le imprese finalizzate alla innovazione tecnologica, allo scambio di informazioni, alla cooperazione, allo sviluppo di fattori capaci di rafforzare il sistema della PMI, sia che essa operi nell'indotto delle grandi attività manifatturiere - promuovendola dal semplice ruolo di fornitura di beni e servizi all'impresa maggiore ad entità produttiva in grado di operare su mercati "aperti" -, sia che operi in settori del turismo e dell'agricoltura;
5. concorrere allo sviluppo della piattaforma logistica costiera attraverso:
- Il potenziamento della direttrice tirrenica;
- L'ampliamento del Porto di Livorno;
- L'ampliamento del Porto di Piombino;
- Lo sviluppo di aree della logistica integrata
- Lo sviluppo del trasporto merci mediante crescita delle connessioni intermodali
Sezione I Il sottosistema territoriale urbano di Livorno e della pianura dell'Arno
Art. 20 Ambito e caratteri del Sottosistema.
Il Sottosistema è costituito dal territorio ricompreso nei seguenti ambiti di paesaggio (AdP) appartenenti al sistema provinciale di paesaggio della pianura dell'Arno e delle colline livornesi:
- Paesaggio di pianura a dominante insediativa urbana (Stagno, Livorno, Antignano) (AdP 1):
- Paesaggio di pianura a dominante agricola e insediativa (Guasticce, Vicarello, Collesalvetti) (AdP 3)
ed interessa territori dei Comuni di Collesalvetti e Livorno.
Il sottosistema è caratterizzato dalla presenza della città di Livorno, di servizi, quale quello della logistica - con il Porto di Livorno, l'interporto di Guasticce ed il Faldo - di livello territoriale e le principali connessioni con gli assi infrastrutturali a scala provinciale, di area vasta, regionale e nazionale.
Art. 20.1 Il Sottosistema territoriale urbano di Livorno e della pianura dell’Arno: obiettivi specifici
20.1 Il Sottosistema territoriale urbano di Livorno e della pianura dell'Arno: obiettivi specifici
Costituiscono obiettivi specifici di questo sistema territoriale:
- l'attuazione dell'intesa d'Area Vasta sottoscritta nel gennaio 2007 sul recupero del canale Scolmatore d'Arno;
- l'attuazione dell'intesa sullo sviluppo della Piana di Guasticce sottoscritta nel mese di luglio 2007;
- l'attuazione dell'intesa sul nuovo PRP del porto di Livorno;
- sviluppo della metropolitana di superficie e recupero della linea ferroviaria Pisa-Tirrenia-Livorno".
Sezione II. Il sottosistema territoriale del Fine e del Cecina
Art. 21 Ambito e caratteri del Sottosistema
Il Sottosistema è costituito dal territorio ricompreso nei seguenti ambiti di paesaggio appartenenti al sistema provinciale di paesaggio della pianura del Cecina e delle colline centrali:
- Paesaggio di pianura a dominante insediativa (Castiglioncello, Rosignano Solvay) (AdP 9)
- Paesaggio di pianura a dominante agricola (Vada, Collemezzano) (AdP 10)
- Paesaggio di pianura della Valle del Cecina a dominante insediativa (Cecina, Marina di Cecina, San Pietro in Palazzi) (AdP 11)
- Paesaggio di pianura con presenza insediativa storica (Marina di Bibbona, Bolgheri, Donoratico, Castagneto Carducci) (AdP 12)
ed interessa territori dei Comuni di Rosignano Marittimo, Cecina, Bibbona, Castagneto Carducci.
Il sistema territoriale si estende dal margine settentrionale limitato dalle colline livornesi, a quello meridionale del promontorio a nord di S. Vincenzo.
È caratterizzata da forti processi produttivi agricoli che investono in modo particolare la parte interna e pedecollinare con proprietà estese dedite alle produzioni vitivinicole olivicole di qualità e di eccellenza.
Ma è anche caratterizzato da forti processi di antropizzazione dovuti allo sviluppo industriale di Rosignano dal 1912 e l'affermari di Cecina come cento terziario del comprensorio cerniera degli insediamenti orientali della valle del fiume Cecina e il corridoio tirrenico. Il sistema si caratterizza anche per la notevole crescita turistica legata all'attività balneare indistintamente da Castiglioncello a San Vincenzo.
La realizzazione dei sistemi infrastrutturali paralleli alla linea di costa ha prodotto la discesa al piano dai centri collinari di antico insediamento, con la creazione di frazioni che in breve tempo hanno eguagliato, se non superato, per dimensioni e contenuti funzionali, i centri storici originari (Donoratico rispetto a Castagneto ed in parte minore ma con tendenza a protrarsi nel tempo, La California rispetto a Bibbona). Lo sviluppo di frazioni balneari come Mazzanta, Marina di Bibbona, Marina di Castagneto, raccontano quanto lo sviluppo turistico incida fortemente su questi ambiti suscitando attenzione alle problematiche di sostenibilità riguardo allo stato delle risorse.
Il sistema è caratterizzato dalla consistenti presenze industriali a nord, turistiche e infrstrutturali e da centri di servizi comprensoriali
Art. 21.1 Il Sottosistema territoriale della fascia costiera e della pianura del Fine e del Cecina: obiettivi specifici.
Non superare i limiti di criticità dei bacini idrici soggetti a bilancio idrico deficitario e condizionare i prelievi dai corpi idrici sotterranei.
Sezione III. Il sottosistema territoriale urbano di Piombino e della pianura del Cornia
Art. 22 Ambito e caratteri del Sottosistema
Il Sottosistema è costituito dal territorio ricompreso nei seguenti ambiti di paesaggio appartenenti al sistema provinciale di paesaggio della pianura del cornia e delle colline metallifere:
- Paesaggio di pianura della Val di Cornia a dominante agricola orticola (San Vincenzo, Torre Mozza, Riotorto, Venturina) (AdP 18)
- Paesaggio del promontorio di Piombino con presenza insediativa storica (Baratti, Populonia) (AdP 19)
- Paesaggio del promontorio di Piombino con presenza insediativa produttiva (Piombino, Gagno, Torre del Sale) (AdP 20)
ed interessa territori dei Comuni di Piombino, San Vincenzo e Campiglia Marittima.
I suddetti comuni appartengono al Sistema economico locale (SEL) n. 6 Val di Cornia, assieme a Sassetta e Suvereto appartenenti all'adiacente .
Il sottosistema territoriale urbano di Piombino e della pianura meridionale del Cornia è ricompreso tra il promontorio a nord di S. Vincenzo e le colline di Scarlino e comprende anche il promontorio di Piombino.
È caratterizzato dagli insediamenti industriali siderurgici di Piombino, da una vasta pianura alluvionale altamente utilizzata da colture agricole intensive e diffuse. In questo contesto si è particolarmente sviluppato l'insediamento di Venturina che è luogo di cerniera fra gli insediamenti orientali della valle del Cornia, il corridoio tirrenico e la città e porto di Piombino.
Nel sistema assumono una particolare rilevanza i parchi naturali e culturali di Rimigliano, Baratti e Populonia, promontorio di Piombino, Oasi Orti Bottagone, Bosco della Sterpaia, quali luoghi e funzioni determinanti di un riequilibrio socioeconomico rispetto alla storica monocultura industriale ed a quella turistica in particolare, come dimostrato dalla crescita ipertrofica di S. Vincenzo.
Il sistema è caratterizzato dalla insediamenti industriali, portuali e logistici e infrstrutturali ed è centro di servizi comprensoriale
Art. 22.1 Il Sottosistema territoriale urbano di Piombino e della pianura del Cornia: obiettivi specifici.
Non superare i limiti di criticità dei bacini idrici soggetti a bilancio idrico deficitario o soggetti ad ingressione di acqua marina e condizionare i prelievi dai corpi idrici sotterranei ricadenti in zone vulnerabili da nitrati.
Capo II Il sistema territoriale della collina
Art. 23 Sistema territoriale della collina.
Il Sistema territoriale della collina si articola in:
- Sottosistema territoriale delle colline settentrionali;
- Sottosistema territoriale delle colline centrali e meridionali.
Nel suo complesso il sistema è connotato dai rilievi delle colline livornesi coperte dalla macchia mediterranea chiude (AdP 5) la pianura terrazzata urbanizzata verso oriente, con una rapida elevazione di quota di rilevante valore paesaggistico-percettivo da e verso il mare a cavallo dei comuni di Livorno, Collesalvetti, Rosignano. Emerge nelle colline centrali (AdP 13) il paesaggio collinare a dominante forestale di interesse culturale estesa soprattutto nei comuni di Bibbona (Macchia della Magona) e Castagneto Carducci. Mentre nelle colline meridionali (AdP 17) il paesaggio collinare è a dominante forestale di interesse naturale intercluso da coltivi nei comuni di Campiglia, Suvereto, Sassetta.
Art. 23.1 Sistema territoriale della collina. Obiettivi generali.
La salvaguardia del connubio tra il valore architettonico monumentale dei manufatti storici e l'alto pregio naturalistico del contesto spingono verso la valorizzazione della componente ecologico-naturalistica oltre al pregio panoramico e l'elevato valore percettivo. Spiccano valori culturali legati alle attività minerarie a sud ma anche l'alto valore di rinaturalizzazione in corso spesso di ponte ecologico tra il mare e i territori dell'interno.
Queste componenti spingono verso lo sviluppo didattico naturalistico ma anche funzioni turistico ricreative.
Sezione I. Il sottosistema territoriale delle colline settentrionali
Art. 24 Ambito e caratteri del Sottosistema
Il Sottosistema è costituito dal territorio ricompreso nei seguenti ambiti di paesaggio appartenenti al sistema provinciale di paesaggio della pianura dell'Arno e delle colline livornesi ed al Sistema della pianura del Cecina e delle colline centrali:
- Paesaggio pedecollinare del versante occidentale delle colline livornesi (Pian di Rota, Montenero, Torre Boccale) (AdP 2)
- Paesaggio pedecollinare del versante orientale delle colline livornesi (Castell'Anselmo, Colognole, Torrente Savalano) (AdP 4)
- Paesaggio delle colline livornesi a dominante forestale (Poggio Corbolone, ValleBenedetta, Castellaccio, Calafuria) (AdP 5)
- Paesaggio collinare con articolato mosaico forestale (Fortullino, Nibbiaia, Castelnuovo Misericordia, Gabbro) (AdP 6)
- Paesaggio pedecollinare a dominante agricola estensiva (Savalano, Campiano, Le Melette) (AdP 7)
- Paesaggio collinare con articolato mosaico agrario (Rosignano Marittimo, Poggetti) (AdP 8)
Il sottosistema territoriale delle colline settentrionali, è caratterizzato da forme di agricoltura residuale con forme di "urbanizzazione agricola" che denotano un'attività legata all'uso del tempo libero sul versante occidentale ai margini della città di Livorno, e in parte significativa di quella faunistico/venatoria sugli altri versanti, in relazione alla grande estensione delle macchie e dei boschi.
È connotato da numerosi piccoli centri collinari funzionalmente caratterizzati da qualità e livelli dotazionali minimi propri degli insediamenti sparsi. Assume particolare valore il parco delle colline livornesi, carico di risorse naturali e paesaggistiche, con una grande funzionalità per il tempo libero.
Art. 24.1 Il Sottosistema territoriale delle colline settentrionali: obiettivi
Valorizzazione del manufatto storico Acquedotto di Colognole quale laboratorio di ricerca tra manufatto antico e contesto naturalistico di notevole valenza percettiva paesistica. Sviluppo delle attività fruitive del parco mediante l'organizzazione di un sistema di accessi in modo da integrare la fruizione del parco con lo sviluppo di servizi al contorno.
Sezione II. Il sottosistema territoriale delle colline centrali e meridionali
Art. 25 Ambito e caratteri del Sottosistema
Il Sottosistema è costituito dal territorio ricompreso nei seguenti ambiti di paesaggio appartenenti al sistema provinciale di paesaggio Sistema della pianura del Cornia e delle Colline Metallifere:
- Paesaggio collinare a dominante forestale di interesse culturale (Magona) (AdP 13)
- Paesaggio collinare a dominante forestale seminaturale (Sassetta, Monte Calvi) (AdP 14)
- Paesaggio collinare delle cave e delle miniere (Rocca di San Silvestro, Monte Rombolo) (AdP 15)
- Paesaggio collinare con articolato mosaico colturale ed insediamenti storici (Campiglia, Monte Peloso, Suvereto) (AdP 16)
- Paesaggio collinare a dominante forestale di interesse naturale (Montioni ) (AdP 17)
Il sottosistema territoriale delle colline centrali meridionali, prevalentemente boscate, ma anche significativamente antropizzate dall'attività agricola e dagli insediamenti conseguenti, con un'alternanza di paesaggi (dalle terre nude della valle del Fine alle terre fittamente antropizzate delle colonie di Collemezzano, Bibbona e Castagneto) tale da costituire un valore preminente da tutelare
Nel sistema hanno particolare importanza gli insediamenti urbani storici di Bibbona, Bolgheri e Castagneto e ciò che ancora testimonia lo storico processo di appoderamento che segna il riscatto della Maremma settentrionale, altrimenti terra prevalentemente incolta e marginale. Le colline sono prevalentemente boscate e con minore incidenza dell'attività agricola, in funzione di una più marcata clivometria dei versanti e della storica presenza di attività estrattive nei territori di S. Vincenzo, Campiglia, Sassetta e Suvereto. Particolare rilevanza ha l'area della Rocca di S. Silvestro dove l'insediamento archeologico testimonia la secolare attività.
Nella parte più meridionale, separati dalla stretta valle del Cornia si aprono i boschi di Montioni coincidenti col perimetro del parco a prosegueire la rappresentatività tipica della Maremma caratterizzata da aree pedecollinari utilizzate a fini agricoli e da quelle collinari boscate destinate alla caccia ed alle attività silvo/pastorali.
Art. 25.1 Il Sottosistema territoriale delle colline centrali: obiettivi
Sviluppo della ricerca dei valori culturali degli usi forestali connessi all'alto valore naturalistico. Crescita della valenza di ponte ecologico tra il mare e i territori interni. Interventi finalizzati alla ricerca di ulteriori valori di connessione tra gli aspetti naturalistici e quelli turistico ricreativi.
Capo III Il sistema territoriale delle isole
Art. 26 Sistema territoriale delle isole
Il Sistema territoriale della pianura si articola in:
- Sottosistema territoriale dell'isola di Gorgona
- Sottosistema territoriale dell'isola di Capraia
- Sottosistema territoriale dell'isola d'Elba
- Sottosistema territoriale dell'isola di Pianosa
- Sottosistema territoriale dell'isola Montecristo
Art. 26.1 Sistema territoriale delle isole. Obiettivi generali.
Riqualificazione degli usi agroforestali mediante recupero delle sistemazioni agrarie e delle dotazioni abbandonate dalle funzioni carcerarie a Capraia e Pianosa. Sviluppo dell'autonomia energetica e idrica mediante oculate e mitigate installazioni impiantistiche tecnologiche. Mantenimento dell'integrità naturalistica e salvaguardia della connessione mare collina anche dal punto di vista percettivo paesaggistico. Sviluppo del rapporto Provincia Parco Nazionale dell'Acipelago per una gestione coordinata dei territori. Sviluppo della fruizione turistica delle isole secondo principi di sostenibilità. Valorizzazione degli apparati agroforestali.
Sezione I. Il sottosistema territoriale dell'isola di Gorgona
Art. 27 Ambito e caratteri del Sottosistema.
Il Sottosistema è costituito dal territorio ricompreso nell'ambito di paesaggio "Gorgona" (AdP 24) appartenente al sistema provinciale di paesaggio insulare
Il sottosistema dell'isola di Gorgona, la più settentrionale delle isole livornesi, di formazione prevalentemente calcarea e per questo dotata di abbondanti risorse idriche, la più verde e l'unica rimasta un'isola carcere. Prevalentemente scoscesa, è occupata da attività agricole gestite dalla colonia penale.
Significative sono le permanenze storiche al porto e nell'insediamento carcerario, alla sommità del rilievo orografico ove svettano i resti della fortezza pisana. Particolarmente importante il mare che circonda l'isola sia per le caratteristiche dei fondali che per la ricchezza della fauna.
Art. 27.1 Il Sottosistema territoriale dell'isola di Gorgona: obiettivi.
L'attività carceraria spinge verso un'economia a ciclo chiuso, agricolo, forestale e della pesca, che richiedono processi e interventi antropici che vanno conciliati con le caratteristiche naturalistiche dell'isola anche mediante riqualificazione dei manufatti esistenti attraverso una ricomposizione percettiva paesistica dei valori antropici.
Sezione II. Il sottosistema territoriale dell'isola di Capraia
Art. 28 Ambito e caratteri del Sottosistema
Il Sottosistema è costituito dal territorio ricompreso nell'ambito di paesaggio "Capraia" (AdP 25) appartenente al sistema provinciale di paesaggio insulare
Il sottosistema dell'isola di Capraia, terza isola per estensione dell'arcipelago, di natura vulcanica, povera d'acqua e con scarsa copertura vegetale. Per quanto la presenza umana affondi nei secoli, l'urbanizzazione dell'isola risale alla seconda metà dell'ottocento quando fu istituita la colonia penale agricola che, di fatto, controllava quasi tutta l'isola. Cessata quest'attività nel 1986 è atteso il recupero di tale patrimonio da allora in stato di abbandono.
Sul'isola l'attività umana per i fini agricoli ha prodotto una morfologia artificiale intensa, segnata da muri a secco, ciglionature, per protezione da venti ed animali bradi. Singolare la struttura insediativa suddivisa tra porto e paese ove sono rilevabili architetture ottocentesche di tradizione ligure più che toscana. L'insediamento umano interessa solo il versante orientale stante l'assoluta acclività di quello occidentale; il territorio non urbano è allo stato naturale se si eccettua una porzione ove sono in atto tentativi di colture specializzate tipiche (uve da vino) e le aree della ex colonia penale. La natura vulcanica dell'isola non garantisce, anche a fronte della scarsa piovosità, possibilità di autonomia idrica se non tramite impianto di trattamento delle acque marine.
Art. 28.1 Il Sottosistema territoriale dell'isola di Capraia: obiettivi specifici.
Il superameno degli usi civici permette di rivolgere attenzione agli aspetti di recupero delle vecchie attività agroforestali che hanno segnato il territorio con le sistemazioni agrarie significative dei terrazzamenti a secco. Il recupero dei manufatti abbandonati consente una migliore fruizione delle aree del parco per le finalità turistico ricreative.
Sezione III. Il sottosistema territoriale dell'isola d'Elba
Art. 29 Ambito e caratteri del Sottosistema
Il Sottosistema è costituito dal territorio ricompreso dai seguenti ambiti di paesaggio appartenenti al sistema provinciale di paesaggio insulare
- Paesaggio delle miniere tra Punta Falconaia, Punta Calamita e Lido di Capoliveri. (AdP 21)
- Paesaggio delle pianure centrali tra Monte Perone ed i rilievi di Monte Poppe e del Volterraio. (AdP 22)
- Paesaggio delle pendici di Monte Capanne e Monte Perone intercluso tra Colle Palombaia e Punta Crocetta. (AdP 23)
Il sottosistema dell'isola d'Elba, pur nella limitata dimensione dell'isola, presenta un complesso carattere di tipo continentale. L'Elba è caratterizzata da una varietà geomorfologica, di paesaggi e conformazione che rendono l'isola una sorta di compendio continentale in mezzo al mare, influenzato da condizioni climatiche più che favorevoli. Il sistema degli insediamenti è caratterizzato dalla preponderanza del polo di Portoferraio e dalla dispersione di piccoli centri. L'attività turistica ha prodotto effetti di diffusione dei caratteri urbani e disincentivato attività agricole che nel tempo sono divenute sempre più marginali in assenza di qualificazione produttiva che però risulta ancora possibile per prodotti di nicchia e di alta qualità che stanno attraendo investimenti e recupero di interi complessi aziendali.
L'istituzione del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano ha contribuito ad estendere le tutele su territori già significativamente protetti da condizioni geologiche e geomorfologiche (aree minerarie e monte Capanne), ma stenta ancora ad amalgamarsi alla realtà sociale dell'isola. Gli isolotti esistenti, quali lo Scoglietto di Portoferraio, l'isola Paolina, Cerboli, Palmaiola, l'isola dei Topi, costituiscono, infine, un importante corollario naturalistico e paesaggistico che confermano il connotato geologico continentale dell'isola.
Il sistema è caratterizzato dalla funzionalità turistica, portuale e dovrebbe logistica ed è centro di servizi comprensoriale (Portoferraio)
Art. 29.1 Il Sottosistema territoriale dell'isola d'Elba: obiettivi.
Fortemente antropizzata si pone la necessità della salvaguardia degli orizzonti percettivi paesistici mediante il mantenimento delle caratteristiche naturali emergenti dell'isola tra i quali si annoverano opportunamente i crinali e il relativo contesto vallivo oltre alle coste sabbiose e rocciose. Tra gli orizzonti percettivi paesistici si comprende anche la visuale dal mare tendente alla percezione di alcuna significativa trasformazione della conformazione morfologica
Sezione IV. Il sottosistema territoriale delle isole di Pianosa e Montecristo.
Art. 30 Ambito e caratteri del Sottosistema
Il Sottosistema è costituito dal territorio ricompreso negli ambiti di paesaggio "Pianosa" (AdP 26) e "Montecristo" (AdP 27) appartenenti al sistema provinciale di paesaggio insulare
Il sottosistema delle isole di Pianosa e Montecristo: le terre più meridionali della provincia hanno caratteristiche geologiche tra loro diverse, ma sono accomunate da un destino d'assoluta unicità.
Pianosa è un singolare pianoro di natura calcarea limitato da una linea continua di falesie; Montecristo è un cono granitico.
Mentre Montecristo è riserva naturale integrale, abitata storicamente da monaci, da guardiacaccia ed adesso da guardie forestali a presidio della naturalità dell'isola, Pianosa è stata oggetto di storici e reiterati tentativi d'antropizzazione, riusciti solo in forme marginali, fino all'istituzione della colonia penale agricola che, a metà degli anni novanta, ha lasciato in eredità un consistente ed anche significativo patrimonio edilizio, varie forme di degrado ambientale che sono occultate dalla sostanziale assenza di presenza umana per molti mesi dell'anno, presenza che, invece, va regolamentata, sia per mantenere in sito una comunità stabile, sia per consentire forme di turismo ecocompatibile e contingentato.
Art. 30.1 Il Sottosistema territoriale delle isole di Pianosa e Montecristo: obiettivi.
Pianosa: Recupero delle pratiche agricole e del patrimonio immobiliare anche per una contenuta attività turistica.
Montecristo: mantenimento dell'integrità fisica e destinazioni di riserva integrale
Capo IV Il sistema territoriale del mare e della linea di costa
Art. 31 Sistema territoriale del mare e della linea di costa
Il sistema del mare racchiuso tra le secche della Meloria a nord e le isole di Gorgona, Capraia, Pianosa e l'isola di Montecristo a sud, per chiudersi vero il golfo di Follonica conserva particolari ed importanti caratteri della flora e della fauna marina. Ricomprende l'area del Santuario dei Cetacei. Particolare rilievo hanno le vaste praterie di posidonie e di altre fanerogame che costituiscono un'importante risorsa bionomica dei fondali. La dimensione dei traffici del porto di Livorno, merci e passeggeri, e di quello di Piombino fa s&igrave che l'area sia interessata da significativi flussi di navi in transito. L'isola d'Elba si trova al centro dell'area marina ed è meta dei numerosi traffici commerciali e passeggeri di Piombino.
Il mare è caratterizzato sostanzialmente da fanghi e fondi detritici e popolamenti algali tra Livorno e Castiglioncello e vaste praterie di Posidonia tra le secche della Meloria e Livorno e lungo costa, comprese le isole, fatta eccezione per un tratto tra Cecina e Bibbona ove più consistenti sono i fondi sabbiosi.
Il sistema territoriale della linea di costa è la fascia di contatto tra l'ambiente marino e quello terriero, la cui esistenza, qualità e condizione fisica dipende dalle condizioni e dagli usi degli ambienti contermini che lo compongono.
Il sistema tende a individuare i caratteri di fisicità e le condizioni indispensabili al mantenimento della linea di costa, dall'altro a disciplinare gli usi e determinare le condizioni di trasformabilità compatibili.
Il Sistema della LC si interconnette con gli altri sistemi territoriali di collina e di pianura ed ha affinità col mare. fisici determinano le caratteristiche della linea di costa altrettanto gli usi incidono fortemente sulle medesime. Presenta ambienti naturalistici di costa alta e rocciosa (20%), di costa bassa e rocciosa (4%), di costa bassa e sabbiosa (66%) ed è caratterizzata dalla estensione della città portuale e di quella balneare (10%).
Morfologicamente alcuni tratti di costa subiscono fenomeni in corso di erosione, trasformazione antropica, protezione.
Nei suoi aspetti di contestuale territorialità e funzionalità il sistema LC concorre a caratterizzare il territorio provinciale in modo significativo per la presenza di elementi naturali integri, per la presenza di economie predominanti e per contenere la funzionalità infrastrutturale del territorio provinciale.
Art. 31.1 Sistema territoriale del mare e della linea di costa. Obiettivi
Obiettivi di carattere generale sono rappresentati da:
a - il mantenimento della linea di riva
b - il contenimento dei sedimenti marini che la compongono e delle loro fonti di alimentazione
c - la conservazione degli habitat delle specie ornitiche
d - la conservazione delle condizioni naturalistiche vegetali all'azione dei venti salini
e - la conservazione del sistema dunale composto dagli elementi predunali, dunali e retrodunali
f - la salvaguardia del sistema floristico di base
g - la conservazione degli aspetti paesistici e naturalistici delle componenti rocciose
h - la conservazione della composizione floristica del sottofondo marino della LC con particolare riguardo alla prateria di posidonia
i - l' attività di tipo portuale commerciale e diportistico e l'attività di balneazione in armonia con gli aspetti di sostenibilità individuati
l - la conservazione della qualità batteriologica delle acque destinate alla balneazione
m - Il mantenimento degli indici di trofia mediamente ricompreso tra 3 e 5, tra elevato e buono, (nella scala da 2, elevato, a 8, scadente) e l'indice di qualità batteriologica delle acque mediamente ricompreso tra 1 e 2 (nella scla da 1, buono, a 4, mediocre)

References: Art. 19

Art. 19

Art. 20

Art. 20

Art. 21

Art. 21

Art. 22

Art. 22

Art. 23

Art. 23

Art. 24

Art. 24

Art. 25

Art. 25

Art. 26

Art. 26

Art. 27

Art. 27

Art. 28

Art. 28

Art. 29

Art. 29

Art. 30

Art. 30

Art. 31

Art. 31