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Timestamp: 2016-10-27 11:04:10+00:00

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⭐PUBBLICISTI Giancarlo Armuzzi, Ermanno Comizio, Mario Conter, Antonio Dorsa, Emilio Mariano, Alcide Paolini, Pasquale Scardillo.
PUBBLICISTI Giancarlo Armuzzi, Ermanno Comizio, Mario Conter, Antonio Dorsa, Emilio Mariano, Alcide Paolini, Pasquale Scardillo.
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1 Ordine dei giornalisti della Lombardia Inpgi, ora il re è nudo. Siamo a rischio default Caro presidente, con la pubblicizzazione (grazie alla tua iniziativa perché, in caso contrario, il documento sarebbe molto probabilmente rimasto segreto ) della relazione tecnico-attuariale al bilancio 2003 dell Inpgi, ora il re è nudo. Purtroppo, dico io, perché ora è sotto gli occhi di tutti che il nostro istituto non gode affatto di ottima salute come andavano strombazzando zelanti imbonitori ma, addirittura, rischia il cosiddetto default, cioè il collasso, cioè il fallimento. Con gravi conseguenze non solo per chi, prima o poi, deve andare in pensione ma anche per tutti i colleghi già in pensione. La relazione tecnica è chiara: dal primo gennaio 2017 le uscite dell Inpgi supereranno le entrate e da subito comincerà l erosione del patrimonio. Si dirà che il 2017 è lontano, che c è tutto il tempo per intervenire. Non è vero: perché, ricordiamolo, nei mesi passati la cassa di previdenza dei ragionieri ha deciso di passare dal regime retributivo a quello contributivo soltanto perché le previsioni la davano in default dal E i ragionieri i conti li sanno fare. Una cosa, infatti, dev essere chiara: quando si tratta di previdenza dieci o vent anni non sono nulla. Anche su ciò dovremmo riflettere tutti invece di sorprenderci quando le cose non vanno bene e invece di irridere chi queste cose le sta dicendo e scrivendo da tempo. Associazione Walter Tobagi per la Formazione al Giornalismo Istituto Carlo De Martino per la Formazione al Giornalismo Lettera di Ezio Chiodini al presidente dell OgL Servizi alle pagine 2-7 Anno XXXIV n. 12 Dicembre 2004 Direzione e redazione Via Appiani, Milano Telefono: Telefax: Spedizione in a.p. (45%) Comma 20 (lettera b) dell art. 2 della legge n. 662/96 Filiale di Milano Appello ai colleghi distratti QUOTA 2005 è possibile da subito aderire al Rid e non pensarci più anche negli anni successivi Istruzioni a pagina 7 Ma tant è. Io credo, tra l altro, che il rischio fallimento sia più vicino perché il documento redatto dal prof. Fulvio Gismondi, perfetto da un punto di vista tecnico, laddove prende in considerazione le variabili economiche è stato, molto probabilmente, ottimista. Ogni studio di questo tipo, come si sa, poggia su alcune ipotesi. E le ipotesi economico-finanziarie prese in considerazione dal prof. Gismondi molto probabilmente si rifanno a quelle ufficiali per quanto riguarda tassi di inflazione, tassi di rivalutazione dei redditi, eccetera. Ma come andrà l economia nei prosssimi anni e come andrà il tasso di occupazione dei giornalisti? Ecco il punto Io credo che lo studio perfetto, ripeto, dal punto di vista tecnico meriti un aggiornamento e un ripensamento prima ancora di decidere che cosa fare. Cioè, che cosa fare del nostro sistema previdenziale che così com è non funziona più. Anche perché il nostro non è, purtroppo, soltanto un istituto previdenziale ma anche un istituto assistenziale in quanto spesa direttamente gli oneri derivanti da prepensionamenti e cassa integrazione. Ora il re è nudo. Bisogna occuparsene. E soprattutto debbono occuparsene quei tanti giovani ancora lontani dalla pensione perché il futuro dell Inpgi riguarda soprattutto loro. Ma anche tutti noi. Ezio Chiodini L assemblea degli iscritti giovedì 24 marzo 2005 Oro a 19 colleghi per cinquant anni anni di Albo Milano, 18 novembre Sono 19 i colleghi (12 professionisti e 7 pubblicisti) che nel 2005 compiono i 50 anni di iscrizione negli elenchi dell Albo. Riceveranno la medaglia d oro dell Ordine della Lombardia in occasione dell assemblea annuale degli iscritti che si terrà giovedì 24 marzo (h 15) al Circolo della Stampa. Ed ecco i loro nomi: PROFESSIONISTI Adone Carapezzi, Giovanni Cesareo, Emilio Fede, Nicolino Fudoli, Mario Lodi, Gualtiero Mantelli, Armando Mariotto, Enrico Morati, Gaetano Neri, Mario Pancera, Andreina Pinotti Araldi, Luigi Pizzinelli. La nuova sede operativa dal 27 dicembre PUBBLICISTI Giancarlo Armuzzi, Ermanno Comizio, Mario Conter, Antonio Dorsa, Emilio Mariano, Alcide Paolini, Pasquale Scardillo. Nel corso dell assemblea verranno premiati anche i vincitori del Concorso Tesi di laurea sul giornalismo. All ordine del giorno dell assemblea degli iscritti all Albo figura l approvazione del bilancio preventivo 2005 e del conto consuntivo Gli uffici del nostro Ordine in via Antonio da Recanate 1/A (angolo via Vitruvio-piazza Duca d Aosta; Milano) Milano, 4 novembre Una nuova sede per il nostro Ordine professionale in via Antonio da Recanate 1/A (angolo via Vitruviopiazza Duca d Aosta, MIlano). Il trasloco è previsto a partire dal 13 dicembre e la nuova sede (posta all ottavo piano) dovrebbe essere operativa a partire dal 27 dicembre. I nostri sportelli rimarranno chiusi per due settimane: ci affidiamo alla comprensione dei colleghi. Dopo 12 anni lasciamo i prestigiosi locali di via Appiani 2 (Ca brutta) perché sono diventati largamente insufficienti. La nuova sede (tutta cablata) ha una superficie netta di 360 mq e un archivio di 120 mq ed è dotata di aria condizionata. Il canone è contenuto in rapporto alla metratura e alla qualità dell immobile. Il palazzo di proprietà della Curia è noto ai giornalisti perché in passato ha ospitato quattro quotidiani (La Patria, La Notte, l Italia e l Avvenire) ed oggi accoglie la redazione della stampa periodica cattolica. Il Consiglio si era rivolto all Inpgi perché acquistasse una sede adeguata alle nostre esigenze. La risposta era stata positiva e i locali (ex Rusconi) erano stati individuati in via Vitruvio. Si trattava, però, di locali troppo grandi (770 mq) che avrebbero implicato un canone elevato per le possibilità dell Ordine. Al presidente Gabriele Cescutti e al Consiglio d amministrazione dell Istituto va il ringraziamento del Consiglio dell Ordine della Lombardia. Giovanni Negri nuovo presidente dell Alg (succede a Maurizio Andriolo) Milano, 12 novembre Giovanni Negri è il nuovo presidente dell Associazione Lombarda dei giornalisti. Sarà affiancato da due vicepresidenti professionali e da un vicepresidente collaboratore: Paolo Chiarelli, Daniela Stigliano, Massimo Cherubini. Segretario della giunta esecutiva è Piefrancesco Gallizzi. Il Consiglio direttivo, dopo l elezione del presidente, ha proceduto a quella della Giunta che risulta così composta: Giovanni Negri, Paolo Chiarelli, Daniela Stigliano, Pierfrancesco Gallizzi, Giuseppe Ceccato (professionali), Franco Marelli Coppola e Massimo Cherubini (collaboratori). Giovanni Negri, che succede a Maurizio Andriolo, è caposervizio a Io Donna, magazine del Corriere della Sera. Nella precedente legislatura era vicepresidente dell'alg. "Sono stato eletto da una coalizione di quattro componenti sindacali - ha dichiarato Negri - sulle sette rappresentate in direttivo. Ho cercato l'accordo con tutti. Sarò il presidente di tutti". Nuove norme sulla diffamazione. La libertà di informazione sotto minaccia. A rischio anche i direttori responsabili Servizi alle pagine La nostra scuola di giornalismo (Ifg Carlo De Martino) per andare avanti ha bisogno di altri 228mila euro all anno A pagina 9 12 RELAZIONE ATTUARIALE (30 AGOSTO 2004) DEL PROF. FULVIO GISMONDI AL PRESIDENTE L Inpgi evidenzia dal 1 gennaio 2017 uno squilibrio che non consente di fronteggiare, nel lungo periodo, il pagamento delle pensioni promesse agli iscritti mediante le risorse derivanti dalla contribuzione corrente L Inpgi non riconosce il superbonus a chi ha 57 anni, perché il bilancio non lo permette. Così viene negato un diritto a 933 colleghi. Se tutti i 933 giornalisti dovessero chiedere il superbonus l Inpgi perderebbe contributi per euro ,00, ma avrebbe una minore spesa per euro ,00 con un sbilancio effettivo di euro ,00 Dal 1 gennaio 2008 la riforma Maroni delle pensioni si applicherà anche all Inpgi per quanto riguarda le pensioni di anzianità. Fino al 31 dicembre 2007 le finestre di uscita saranno quattro (gennaio, aprile, luglio e ottobre). Dal 1 gennaio 2008 le finestre saranno due Milano, 19 ottobre L Inpgi evidenzia dal 1 gennaio 2017 uno squilibrio che non consente di fronteggiare, nel lungo periodo, il pagamento delle pensioni promesse agli iscritti mediante le risorse derivanti dalla contribuzione corrente : questa affermazione è sottoscritta dal prof. Fulvio Gismondi, titolare di uno studio di consulenza finanziaria e attuariale che, in data 30 agosto 2004, ha trasmesso al presidente dell Inpgi una Relazione al bilancio tecnico al 31 dicembre 2003 della Gestione Previdenziale Principale dell Inpgi. Il prof. Gismondi scrive ancora: Ritengo opportuno precisare quanto segue: 1. Dalle simulazioni attuariali eseguite, ed in particolare dalle dinamiche descritte nei bilanci tecnici, emergono alcuni rilevanti tendenze. 2. Con riferimento alla Gestione Principale, il Fondo evidenzia dal 1 gennaio 2017 uno squilibrio che non consente di fronteggiare, nel lungo periodo, il pagamento delle pensioni promesse agli iscritti mediante le risorse derivanti dalla contribuzione corrente. 3. La natura dello squilibrio è di tipo strutturale: l attuale modello contributi/prestazioni, sancito dal Regolamento, stante l attuale assetto demografico del Fondo, non consente ipotesi di equilibrio tendenziale della gestione in ripartizione. 4. Peraltro l ottimizzazione dell area finanziaria ed amministrativa del Fondo non può essere considerata una soluzione di riequilibrio della gestione previdenziale; in primo luogo perché l attuale stato dell arte presenta una condizione in linea con quella di enti analoghi, in secondo luogo perché pur ulteriormente ottimizzando le aree in questione (attivazione di strategie di asset allocation coerenti con la struttura temporale degli impegni del Fondo, perfetto allineamento tra entrate e uscite, ulteriore contenimento delle spese) il risultato prodotto potrebbe posporre, peraltro marginalmente, l epoca del default senza incidere strutturalmente sulla condizione di squilibrio del Fondo. A questo punto bisogna parlarsi chiaro ed avere buon senso. Se la situazione è quella descritta dal prof. Gismondi e se è vero che nei prossimi 12 anni le uscite (pensioni) supereranno le entrate (contributi), allora bisognerà riconsiderare la scelta fatta nel 1994, cioè la privatizzazione del Fondo. Bisogna tornare ad essere ente pubblico, come l Inpgi lo era tra il 1951 e il 1994 e come lo siamo ancora, per un certo aspetto, in base all articolo 76 (punto 4) della legge n. 388/2000 (l Istituto è definito ente sostitutivo dell Inps tenuto a rispettarne la normativa). L Inpgi non riconosce il superbonus a chi ha 57 anni, perché il bilancio non lo permette. Così viene negato un diritto a 933 colleghi. Se tutti i 933 giornalisti dovessero chiedere il superbonus l Inpgi perderebbe contributi per euro ,00, ma avrebbe una minore spesa per euro ,00 con un sbilancio effettivo di euro ,00. L Inpgi nega la libertà di cumulo, un diritto questo che presto spetterà anche ai pensionati di anzianità (occorre un decreto legislativo). Dal 1 gennaio 2008 la riforma Maroni delle pensioni si applicherà anche all Inpgi per quanto riguarda le pensioni di anzianità. Fino al 31 dicembre 2007 le finestre di uscita saranno quattro (gennaio, aprile, luglio e ottobre). Dal 1 gennaio 2008 le finestre saranno due: a) il mese di gennaio per colori che hanno maturato i requisiti previsti entro il secondo trimestre dell anno precedente; b) il mese di luglio per coloro che hanno maturato i requisiti previsti entro il 4 trimestre dell anno precedente. La risposta dell Istituto: La riforma pensioni non ci riguarda. Il bonus contributivo può, ma non deve, essere recepito Roma, 19 ottobre Il dibattito che precede l elezione dei delegati al prossimo Congresso della Fnsi, rileva una nota dell Inpgi, sta interessando anche il settore previdenziale e l Inpgi, con notizie inesatte che è opportuno precisare e che riguardano l età pensionabile, il cosiddetto superbonus e la stabilità stessa dell Inpgi che coinvolge il futuro di molti giornalisti. Età pensionabile - La riforma previdenziale approvata dal Parlamento, sottolinea l Inpgi, non interessa i giornalisti in quanto l Inpgi, come tutti gli enti privatizzati, è stato escluso dalla nuova norma. Di conseguenza, nota l Istituto, i requisiti per l accesso alla pensione di anzianità Inpgi sono i seguenti: almeno 57 anni di età e 35 anni di contributi, oppure 40 anni di contributi con qualsiasi età anagrafica. Per l accesso alla pensione di anzianità la riforma generale ha innalzato l età anagrafica. Ma l Inpgi - si legge nella nota - non è obbligato ad adeguarsi. Restano confermati i requisiti per la pensione di vecchiaia che sono sempre i seguenti: 65 anni di età per gli uomini e 60 per le donne, con un minimo contributivo per entrambi di 20 anni. Superbonus - Anche a questo riguardo, rileva l Istituto, il decreto attuativo del ministro del Lavoro rispetta l autonomia della Casse previdenziali privatizzate, e prevede che l Inpgi possa, ma non sia obbligato, recepire la norma sul superbonus. Ogni decisione deve tener conto che il bonus contributivo è stato concepito dal legislatore per incentivare il posticipo al pensionamento, ai fini del contenimento della spesa. Quindi il Cda dell Istituto previdenziale dei giornalisti deve accertare se, adottando la regola del superbonus, la spesa sia destinata a diminuire o ad aumentare. Se cioè la differenza fra contribuzione che verrebbe a mancare, e pensioni non corrisposte, determinerebbe un beneficio ovvero un danno all Inpgi e quindi alla categoria nella sua generalità. Stabilità dell Inpgi - L assestamento al bilancio di previsione 2004, che sarà discusso in novembre, rileva infine la nota, evidenzia un avanzo di gestione di 67,671 milioni di euro, superiore di quattro milioni all avanzo del consuntivo Una situazione dunque solida, che tuttavia richiede l adozione di misure le quali allontanino i rischi che si potrebbero profilare negli anni futuri. Questa realtà, sottolinea l Inpgi, era stata già espressa dal bilancio tecnico triennale predisposto nel 2001, che evidenziava dal 1 gennaio 2019 l inizio di un disequilibrio tra entrate contributive e pensioni. Di conseguenza il Cda aveva proposto l adozione di una mini riforma previdenziale che, pur approvata dal Consiglio generale, non era poi entrata in vigore. Oggi quella situazione è confermata da un nuovo bilancio tecnico attuariale, il quale prevede che il punto di criticità decorra dal 1 gennaio Questo peggioramento è determinato dall opportuna decisione dell attuario di tener conto anche dell onere dei prepensionamenti per stati di crisi, i quali provocano un aumento di spesa annuo pari a 13 milioni di euro. La situazione è stata già discussa dal Cda, conclude la nota, che a breve affronterà l esigenza di proporre le opportune misure al fine di garantire la stabilità dell Istituto non solo nel presente, ma anche nel più lontano futuro. (ANSA) 23 GABRIELE CESCUTTI Alberto Arrigoni: La bancarotta è ineludibile Caro presidente Abruzzo, il tuo grido d allarme sull Inpgi non sarà compreso dai più ma rappresenta una situazione davvero drammatica e preoccupante, dato che se l attuario afferma che le entrate non copriranno le uscite, e sappiamo tutti come le rendite del patrimonio siano insufficienti, l unica alternativa è la bancarotta. Questo potrebbe avvenire presto o tardi, a seconda della capacità di sopravvivenza degli iscritti, ma si presenta come ineludibile. Dispiace non sentire nuovamente la sottolineatura sulla indebita ingerenza della componente assistenziale che, complice la demagogia di certe componenti della professione, ha affossato i conti dell Ente. Dato il carattere pubblicistico dello stesso come si fa a gestirlo, e controllarne la gestione, in presenza di un default annunciato? Forse un intervento drastico e rivoluzionario potrebbe limitare i danni. Cordialmente Alberto Arrigoni dottore commercialista in Milano e giornalista pubblicista Cari giornalisti, che siate giovani, maturi o di mezza età, un unico destino vi accomuna: a partire dal 2017 avrete pensioni sempre più ridotte, fino a non intascare più neanche un euro. Parola di Fulvio Gismondi, professore di Teoria del rischio alla Sapienza di Roma, autore di un recentissimo libro, La gestione finanziaria dei fondi pensione e partner di Pirola Gismondi & associati, studio di consulenza finanziaria e attuariale. Gismondi ha redatto una ponderosa relazione previsionale sull andamento del fondo pensioni dell Inpgi (Istituto di previdenza dei giornalisti italiani) e, alla fine, ha scritto al presidente dell Istituto Gabriele Cescutti, che l aveva incaricato del lavoro, queste inequivocabili parole: «Il fondo evidenzia dal 1 gennaio 2017 uno squilibrio che non consente di fronteggiare, nel lungo periodo, il pagamento delle pensioni promesse agli iscritti mediante le risorse derivanti dalla contribuzione corrente». Perché le uscite (pensioni) supereranno le entrate (contributi). Si potrebbe pensare che, se l Inpgi riuscisse a gestire al meglio i suoi beni, potrebbe capovolgere la previsione avversa. Ma l inesorabile professor Gismondi non lascia scampo: «Lo squilibrio è di tipo strutturale», dice e «l ottimizzazione dell area finanziaria e amministrativa del fondo non può essere considerata una soluzione di riequilibrio della gestione previdenziale», perché potrebbe solo marginalmente «posporre l epoca del default senza incidere strutturalmente sulla condizione di squilibrio del fondo». E ciò perché la previsione effettuata dallo studio in questione ha già tenuto conto dello stato di tutti i beni e di tutti i possibili investimenti del fondo pensioni Inpgi: immobiliari, depositi e certificati fruttiferi, titoli di stato e corporate bond, quote di Oicr, mutui e prestiti fruttiferi, azioni di società quotate, polizze assicurative. Ecco così serviti i giornalisti che già oggi sono pensionati e che, si prevede, in sopravviveranno almeno fino al 2017, e i oggi attivi ma che, tra 12 anni, dovrebbero passare nella schiera dei pensionati. In tutto giornalisti dalla pensione futura alquanto incerta. Il campanello d allarme attivato da Gismondi, squilla irreversibilmente a partire dal 2017, quando l Inpgi incasserà meno contributi, quasi 470 milioni di euro, di quanto invece dovrà pagare in pensioni, cifra, quest ultima, che supererà i 487 milioni. A quella stessa data, però, l Istituto potrà contare su rendimenti netti e rivalutazioni del patrimonio immobiliare pari a circa 23,5 milioni di euro e, in definitiva, riuscirà ancora ad avanzare qualcosa per accrescere il suo patrimonio totale fino a poco più di 2 miliardi di euro. Dall anno seguente, però, lo squilibrio tra pensioni e contributi diventerà tale da superare anche tutti i guadagni, un fatto che produrrà una prima piccola erosione del patrimonio dell istituto pari a 9,7 Ecco i numeri verità milioni di euro. Da quel momento la caduta sarà però verticale e porterà, all inizio del 2034, alla completa distruzione del patrimonio Inpgi. DAL 1 GENNAIO 2007, GIORNALISTI IN PENSIONE A 65 ANNI (UOMINI) E 60 ANNI (DONNE) L Inpgi nega il superbonus ai giornalisti violando l articolo 3 della Costituzione Roma, 15 settembre La maggioranza, che guida il sindacato e l Inpgi, continua a sviluppare la sua politica che appare ed è in rotta gli interessi dei giornalisti. L ultima impresa è quella di negare ai giornalisti il superbonus (28,97% contro il 32,70% dell Inps). Gabriele Cescutti il 1 ottobre ha diramato questa lettera (prot. 501): «Cari colleghi, come avete già potuto apprendere dalle agenzie e dai quotidiani odierni, il ministro del Lavoro, assieme al ministro dell Economia, ha firmato e diffuso la circolare relativa al cosiddetto superbonus, la quale ha come titolo campo di applicazione dell incentivo al posticipo del pensionamento di anzianità. Il ministro (e di questo lo ringraziamo) ha tenuto conto delle preoccupazioni che il Consiglio di amministrazione dell Inpgi aveva espresso lo scorso 22 settembre e che vi avevo riassunto con una breve informativa. Infatti il decreto attuativo specifica che resta ferma, per gli Enti previdenziali privatizzati, la possibilità di adottare le disposizioni di cui al decreto, nel rispetto dei principi di autonomia affermati dal decreto legislativo del 30 giugno 1994 n. 509, e dall articolo 3, comma Allarmante rapporto commissionato dall Istituto di previdenza a un esperto della Sapienza 12, della legge 8 agosto 95, n Di conseguenza, per gli iscritti all Inpgi che dispongano dei requisiti per la pensione di anzianità, l eventuale accesso al superbonus sarà subordinato all adozione di un apposita delibera del Consiglio di amministrazione dell Istituto. A tale riguardo, prima di adottare una decisione, sarà necessario valutare con attenzione e rigore - eventualmente ricorrendo ad un attuario - le conseguenze economiche che da tale possibilità potrebbero derivare Questo nuovo diniego (condiviso dalla Fieg) si aggiunge ad altri (libertà di cumulo, lavoro occasionale fino a 5000 euro all anno e cessione dei diritti fuori dalla gestione separata) DA IL MONDO N. 36 DEL 12 NOVEMBRE 2004 Rischio default per l Inpgi: giornalisti senza pensione? Nel 2017 le prestazioni (487 milioni) supereranno le entrate dei contributi (470 milioni) BILANCIO INPGI Contributi Spese Rendimenti Rivalutazione patrim. imm Prestazioni PATRIMONIO TOTALE negativo per la stabilità dell Ente. Cordialmente. Gabriele Cescutti». «Interessanti e allarmanti sono le ultime righe: Per gli iscritti all Inpgi che dispongano dei requisiti per la pensione di anzianità, l eventuale accesso al superbonus sarà subordinato all adozione di un apposita delibera del Consiglio di amministrazione dell Istituto. A tale riguardo, prima di adottare una decisione, sarà necessario valutare con attenzione e rigore - eventualmente ricorrendo ad un attuario - le conseguenze economiche che da tale possibilità potrebbero derivare per la stabilità dell Ente». In Consiglio di amministrazione dell Istituto, Cescutti (spalleggiato dagli uomini della Fieg) ha già fatto capire che la delibera sarà negativa, illustrando le preoccupazioni trasmesse in precedenza al ministro Maroni. In sintesi i conti dell Inpgi non reggono il ricorso dei colleghi al superbonus: le casse dell Istituto non possono rinunciare a quei contributi previdenziali!!! L articolo 3 della Costituzione (uguaglianza) è carta straccia!!! Cescutti continua a dirci che i conti dell Inpgi sono in salute. La verità non è questa, è diversa, quindi è negativa. Abbiamo il diritto di conoscere la verità per quanto amara essa sia! Il no al superbonus comporterà il no anche alla libertà di cumulo fino a 13mila euro! Questi niet si aggiungono ad altri (lavoro occasionale fino a 5000 euro all anno e cessione dei diritti fuori dalla gestione separata). Dal 1 gennaio 2007, i giornalisti andranno in pensione a 65 anni (uomini) e 60 anni (donne): la nostra piccola riforma ha anticipato quella del governo Berlusconi. 34 Ecco i numeri verità D I B A T T I T O Inpgi/2, è necessaria Inpgi: vincono le tesi lombarde Roma, 20 ottobre Il consiglio generale dell Inpgi - dopo anni di martellanti critiche e analisi di Franco Abruzzo - ha approvato nuove proposte relativamente ai contributi della gestione separata dell Inpgi e al superbonus, che tengono conto delle tesi del presidente dell Ordine dei giornalisti della Lombardia. I consiglieri della maggioranza hanno sostenuto l esigenza di esentare dalla contribuzione del 10% all Inpgi 2 tutti i free lance che abbiano redditi inferiori a 5000 euro annui e di obbligare gli editori a versare l ulteriore contribuzione del 2% direttamente all Istituto. Per quanto riguarda il superbonus previsto dalla riforma delle pensioni, la maggioranza ha rilevato l esigenza di avere a disposizione rapidamente tutti i dati indispensabili a scegliere la soluzione migliore. Dire no al superbonus senza i necessari approfondimenti sarebbe oggi un errore. È emersa grande preoccupazione per il progressivo ridursi del potere d acquisto delle pensioni dei giornalisti da anni non più agganciate alla dinamica delle retribuzioni prevista dal contratto. È stata sollecitata una soluzione non episodica ma strutturale che possa tenere conto della necessità di adeguare le pensioni. Esentare dalla contribuzione del 10% all Inpgi/2 tutti i free lance che abbiano redditi inferiori a 5000 euro annui e obbligare gli editori a versare la contribuzione del 2% direttamente all Istituto Approfondimenti sul superbonus Pensioni legate alle retribuzioni. Abruzzo: Al Parlamento bisogna chiedere, per salvare l Inpgi, che i prepensionamenti e la cassa integrazione siano addossati al più presto alla fiscalità generale Franco Abruzzo ha dichiarato: Quel che non si capisce è la decisione del Consiglio generale dell Inpgi di chiedere al Parlamento una legge che esenti i giornalisti dell iscrizione alla gestione separata, quando guadagnano compensi fino a 5mila euro. La legge già c è. Anzi le leggi al riguardo sono due. L Inpgi è tenuto ad applicarle. La manovra dilatoria è sospetta ed è dettata dalle esigenze elettorali del momento. La maggioranza di sinistra (che, invece, è una destra conservatrice/tecnocratica e senza cuore) tenta di catturare i consensi, che ha perso, tra i colleghi free lance. Abruzzo aggiunge: Per quanto riguarda il superbonus, la legge va applicata per garantire il diritto all uguaglianza. L Inpgi non è in grado di farvi fronte per difficoltà economiche? Allora siamo messi male. Bisogna in fretta correre ai ripari e tornare ad essere ente pubblico con la copertura dello Stato, copertura che abbiamo avuto dal 1951 al Al Parlamento, invece, bisogna chiedere, per salvare l Inpgi, che i prepensionamenti e la cassa integrazione siano addossati alla fiscalità generale. di Anna Mannucci A chi e a che cosa serve l Inpgi2/gestione separata? La domanda non è retorica, il problema è grave. Ed è un problema di equità sociale (per non dire giustizia, che è una parola troppo grossa). Se la legge che regola l Inpgi2 è sbagliata o mal fatta, che si rifaccia, oltretutto ci sono giornalisti anche in parlamento. L Inpgi 1, quella vera, tutela i lavoratori. Citando dal sito: «L Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani, nel quadro pluralistico del sistema previdenziale del nostro Paese, si colloca nella categoria di enti deputati a compiti di previdenza ed assistenza sociale obbligatoria nell ambito del disposto dell art. 38 della Costituzione il quale, come è noto, recita al comma 2: I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria». Sante parole. La sua meritoria funzione istituzionale, che fa riferimento alla Costituzione, è dunque a favore dei lavoratori, se sono assunti. E i contributi previdenziali sono versati dai datori di lavoro. I giornalisti lavoratori dipendenti hanno ferie e malattia e infortunio pagati e la liquidazione e così via. E non devono perdere ore e ore a fare note e fatture, controllare e sollecitare i pagamenti. A nalogamente, l Inpgi2/gestione separata dovrebbe essere a favore, al servizio nel senso nobile del terminedei lavoratori non assunti, ovvero free lance, ovvero liberi professionisti, considerandoli lavoratori che hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria. L Inpgi2 non fa nulla di ciò. Non fornisce ai free lance mezzi adeguati nel caso di infortunio, né nel caso di malattia, né in vecchiaia e tanto meno in disoccupazione. La sua funzione principale sembra essere quella di perseguitare i free lance, con lettere minacciose, ingiunzioni di pagamento, sanzioni pesanti a ogni minimo errore o ritardo e modelli incomprensibili. Anche se è l editore a sbagliare, per esempio versando all Inps, l Inpgi2 multa il free lance. Più in generale, l Inpgi2 si guarda bene dal controllare il comportamento degli editori e si accanisce contro i free lance. L a maggior parte dei free lance sono miserabili, mal pagati, precari, o forse fanno i giornalisti come secondo lavoro o per passare il tempo. Ecco i redditi dei free lance come risulta dal giornaletto Inpgi Comunicazione: il 10% circa degli iscritti guadagna 0 (zero) euro l anno (ma anche questi devono versare un contributo minimo annuo di euro 70,00!), l 11% fino a 650 euro, e così via con cifre ridicole per arrivare al 28-30% (la classe di reddito più numerosa) che guadagna da 2500 a euro l anno, lordi. Il 67,646% guadagna meno di euro l anno. Quanto un vero professionista (avvocati, dentisti, idraulici, architetti, anestesisti ecc.) guadagna in un mese. Più in generale, l 88% guadagna meno di euro l anno (lordi), meno dunque del lordo di qualsiasi lavoratore dipendente a tempo pieno. Questo è precariato mal pagato, non è libera professione. Q ui forse serve una precisazione. Un lavoratore dipendente che guadagna 1000 euro al mese (lo stipendio dei nuovi poveri ), ne costa circa 2200 al suo datore di lavoro (è questo il famoso costo del lavoro ), che gli versa i contributivi previdenziali, assistenziali, gli mette via la liquidazione, gli fa da sostituto di imposta, ecc. Dunque uno stipendio mensile netto di 1000 euro equivale a circa 24/ euro lordi l anno. Tornando ai free lance, sui loro redditi da poveri essi devono, giustamente, pagare le imposte; chi ce la fa, si paga, di tasca sua, la Casagit; molti si pagano un assicurazione privata, e bisogna pure pagare l Inpgi2. Che non serve a niente. Perché su questi redditi da poveri, si versano cifre da poveri che porteranno a pensioni da ridere (o da piangere), 15 euro al mese e simili. Meglio mettere i soldi nel salvadanaio. Si potrebbe fare allora una proposta: poter riavere indietro i soldi versati se non bastano a dare una pensione dignitosa (l attuale regolamento prevede questa possibilità solo per chi ha versato per meno di cinque anni). Il criterio di irrepetibilità dei contributi previdenziali versati ha senso solo se la gestione è solidaristica. La gestione dell Inpgi2 invece non è neanche solidaristica, non c è neanche la consolazione altruista di pensare che i soldi lì buttati servano a qualcun altro ancora più bisognoso. L Inpgi2 non assicura una pensione decente, non fornisce assistenza sanitaria (per fortuna c è il Servizio sanitario nazionale), non dà sussidi di disoccupazione, non aiuta nel caso di malattia seria e neanche se il free lance ha un grave incidente che gli impedisce di lavorare per qualche mese. È solo un inutile salasso, una ulteriore oppressione di chi è già oppresso. Anche lo sbandierato aiuto alla maternità è retorica, se una donna con questi redditi decide di fare un figlio è perché ha un marito che la mantiene. Inoltre, l Inpgi2 c è da pochi anni, e deve versare anche il free lance che ha già 40 o 50 anni e contributi sparsi in varie casse previdenziali. Un altro aspetto negativo di questa cassa è infatti che l Inpgi2 non è ricongiungibile con altri contributi. Lo dice la legge, è vero, ma le leggi sbagliate e ingiuste si devono cambiare. Il centro del problema è che nessuno né Serventi Longhi: Per i free lance il sindacato deve essere più coraggioso Firenze, 25 ottobre Di fronte ai problemi del giornalismo free-lance il sindacato deve avere più coraggio. È l invito che, a un mese dal 24 Congresso della Fnsi (Saint Vincent, novembre), il segretario generale della Federazione della stampa Paolo Serventi Longhi lancia ai quadri e agli iscritti del sindacato dei giornalisti, in occasione della diffusione di un Dossier dal titolo Free lance: l altra metà delle redazioni. Si tratta - spiega una nota diffusa a Firenze - di un lavoro realizzato da Lsdi (Libertà di stampa/diritto all informazione), un gruppo informale di giornalisti impegnati nella Fnsi nato nei mesi scorsi con l obiettivo di documentare problemi e trasformazioni del giornalismo contemporaneo e di contribuire alla nascita nell ambito della Federazione della stampa di un Centro studi sulla professione giornalistica e il mondo dell informazione. Il Dossier, consultabile sia sul sito di Lsdi (www.lsdi.it) che su quello della Federazione della stampa (www.fnsi.it), raccoglie vari materiali sul giornalismo autonomo, fra cui, in particolare, un Rapporto sui free lance in Europa realizzato per conto della Federazione europea dei giornalisti da Gerd Nies, uno studioso tedesco, e Roberto Pedersini, docente di Sociologia economica alla facoltà di Scienze politiche di Milano. Il Rapporto analizza la diffusione impetuosa del lavoro free lance nei paesi dell Unione europea (in alcuni di essi, come Grecia e Ungheria, esso è ormai la forma di lavoro giornalistico predominante), mette in luce i principali problemi del settore compresa una forte dose di ambiguità nella definizione di uno status preciso del free lance e indica le principali esigenze in termini legislativi, contrattuali e di rappresentanza piena all interno del sindacato. Temi sviluppati, a corredo del Rapporto, in una conversazione col professor Pedersini e in una intervista a Paolo Serventi Longhi, in cui i problemi posti dallo studioso milanese vengono sviluppati anche alla luce della strategia del sindacato dei giornalisti alla vigilia del Congresso della Fnsi. Il Dossier di Lsdi sarà al centro di un incontro, a cui parteciperanno sia Serventi Longhi che Pedersini, in programma a Milano martedì 9 novembre (alle 10,30) al Circolo della Stampa. (ANSA) 4 Vedere altro
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References: art. 2
 articolo 76
 articolo 3
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 art. 38
 Art.1
 art. 1
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