Source: http://ginosanews.blogspot.com/2011_10_01_archive.html
Timestamp: 2013-06-20 08:38:13+00:00

Document:
GINOSANEWS: ottobre 2011
LA VERSIONE DI AMATI: PER GLI ALLUVIONATI DI GINOSA LA REGIONE HA FATTO IL SUO DOVERE
L'assessore regionale della Puglia alle Opere Pubbliche ed alla Protezione Civile
Con riferimento alla nota diffusa poco fa, relativa alle conseguenze degli eventi alluvionali del marzo scorso e alle conseguenti iniziative adottate dalla Regione Puglia e dai cittadini coinvolti, l'assessore regionale alle Opere pubbliche e Protezione civile Fabiano Amati, ha altresì aggiunto: "Oltre alla disponibilità a cofinanziare gli interventi ritenuti più utili, la Regione Puglia ha ulteriormente compiuto il proprio dovere sull'argomento, anche in termini di cofinanziamento in materia di emergenze, approvando l'art. 30 della legge regionale n. 14 del 6.7.2011. Detta disposizione destina 500.000 euro, immediatamente utilizzabili per i fatti alluvionali del marzo scorso. Poiché non vi è atto più formale di una legge, ci attendiamo che sull'argomento si smetta di tergiversare."
Amati: solidarietà ad alluvionati di Ginosa
"La Regione Puglia solidarizza con le iniziative di protesta dei cittadini di Ginosa, colpiti dall'alluvione del marzo scorso. Anzi, a guardarci bene siamo proprio fuori dalla grazia di Dio, perché osserviamo il più tragico gioco delle finzioni sull'argomento, nonostante in queste ore il paese abbia i morti in casa."
Lo ha detto L'assessore alle Opere pubbliche e Protezione civile Fabiano Amati, riferendosi alle manifestazioni di protesta che da questa mattina l'associazione "Terre Joniche" ha intrapreso, presidiando la statale 106 Jonica, allo scopo di ottenere dal Governo nazionale risorse per le comunità di Puglia e Basilicata colpite dall'alluvione del marzo scorso. "Siamo di fronte al gioco dello scarica barile - ha detto Amati - con la Presidenza del Consiglio dei Ministri che qualche giorno fa, con apposita lettera, ha negato l'incontro richiesto dal Presidente Vendola, adducendo ragioni documentalmente false (mancato riscontro a richieste di informazioni), come potrebbe testimoniare il Capo Dipartimento della Protezione civile Prefetto Franco Gabrielli. A questo punto è opportuna una ricapitolazione! La dichiarazione d'emergenza fu deliberata dal Consiglio dei Ministri il 7 aprile, senza la previsione di un solo centesimo di euro. Successivamente, con nota del 10 aprile il Dipartimento di Protezione civile chiese alla Regione Puglia una relazione sull'area interessata all'evento, sulle iniziative di contrasto alla criticità ritenute valide e sulla quantificazione del fabbisogno finanziario. Poiché tale relazione era richiesta in piena vigenza della vergognosa normativa sul cofinanziamento regionale delle disgrazie, ci preoccupammo, nonostante tutto, di garantire la nostra quota di finanziamento, da quantificare in sede di negoziato col Governo nazionale. La relazione fu inviata in data 13 aprile 2011, corredata da quanto richiesto. Da quel momento non è accaduto nulla: solo colpevole ritardo del Governo nazionale. Per sollecitare interesse sulla questione, ed accogliendo una richiesta del comitato dei cittadini, in data 26 luglio reiterammo al Ministro dell'Economia e a tutti i soggetti interessati, la nostra disponibilità a cofinanziare gli interventi, chiedendo un incontro urgente. Anche questa volta nulla, nonostante l'impegno di tutti i parlamentari eletti nel territorio, compresa una mozione dell'On. Vico (approvata e mai eseguita dal Governo), e dei Consiglieri regionali residenti nella Provincia di Taranto. Dopo qualche mese, ancora una volta all'esito di un incontro con i cittadini, il Presidente Vendola richiedeva al sottosegretario Letta un incontro, ribadendo la disponibilità della Regione a concorrere al finanziamento. Quest'ultima lettera è l'unica riscontrata, con diniego però dell'incontro richiesto, adducendo la mancata produzione di informazioni e di disponibilità della Regione al cofinanziamento. Niente di più eccentrico rispetto alla realtà. Se continua così - ha concluso - ed il Governo nazionale non dirà con chiarezza che non è disponibile a destinare un euro alla questione, trincerandosi dietro il più insopportabile burocratese, peraltro non rispondente alla realtà, è ovvio che sulle strade, e non solo con le carte nel rispettoso ossequio del ruolo istituzionale che ci compete, ci sarà anche la bandiera della Regione Puglia”.
Nell'immediatezza degli alluvionali la Regione Puglia chiedeva al Governo nazionale, per il tramite della Protezione civile, la dichiarazione d'emergenza, finanziando con risorse proprie il Comune di Ginosa nella misura di 100 mila euro, per le più immediate necessità. Data: Lun, 31 Ottobre 2011 @ 11:57 Pubblicato da
Amati Alluvione Marina di Ginosa
Reazioni: ALLUVIONE DI MARINA DI GINOSA, GOVERNO NON PERVENUTO. REGIONE PUGLIA SOLO 500.000 €. IN BASILICATA CON IL 50% DELLA REGIONE 14 MILIONI DI €. IN TOSCANA E LIGURIA "ANNUNCIATI" 65 MILIONI DI €.
di Maria Florenzio incaricata alla gestione delle attività di informazione
Una serra danneggiata a Marina di Ginosa durante l'alluvione del 1° Marzo 2011
C’era anche il sindaco di Ginosa
Vito De Palma, affiancato dall’assessore comunale Leonardo Galante e dal
consigliere regionale Pietro Lospinuso, questa mattina, nel Piazzale delle
Tavole Palatine. Un’altra occasione, l’ennesima, per condividere le ragioni e
le legittime richieste degli alluvionati.
“Ci sentiamo abbandonati da tutte
le istituzioni – ha detto Vito De Palma, come sindaco e cittadino -; noi siamo
solidali alle popolazioni della Liguria e alla Toscana, per la calamità che le
ha colpite. Ma chiediamo al Governo centrale la stessa considerazione e,
quindi, lo stesso trattamento. La nostra dignità non è inferiore a quella dei
cittadini delle regioni settentrionali, messe in ginocchio da analoghe
circostanze naturali. In Liguria, come in Toscana, in molti hanno perso beni,
case, oggetti personali, aziende, dignità di sopravvivenza. A Marina di Ginosa? Idem. L’unica differenza?
L’intelligenza e la scaltrezza di alcuni cittadini, nella notte tra il 1° e 2
marzo, ha consentito a molti di evacuare, per tempo, le abitazioni prima che
acqua e fango ne riempissero ogni spazio. Solo per questo, oggi, Marina di
Ginosa non piange vittime. Ma i danni non si contano: case inagibili, argini
dei fiumi ancora aperti o, comunque, chiusi a tampone, strade da rifare. E,
allora, perché in Toscana e Liguria sono stati erogati 65 milioni di euro e ai
territori alluvionati della provincia di Taranto, neanche un centesimo?”.
Il sindaco De Palma si è già
attivato affinchè il Governo centrale riservi la giusta attenzione anche a
Marina di Ginosa: ha scritto una missiva a Gianni Letta, sottosegretario alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri, da cui è stato ricevuto, in delegazione,
a Palazzo Chigi, lo scorso 20 settembre. Non solo; grazie anche al consigliere regionale
Lospinuso, è stato contattato il sen. Maurizio Gasparri affinchè intervenisse
sulla questione: lo ha già fatto. Si è già messo in comunicazione col
sottosegretario Letta; pertanto, “l’auspicio è che, almeno questi interventi,
portino ai risultati attesi”.
Poi, un’amara riflessione sul continuo e reiterato
disinteresse della Regione Puglia. “Durante un incontro di circa quindici
giorni fa, gli assessori Pelillo ed Amati ci avevano garantito – continua De
Palma – che la Regione avrebbe erogato, per l’emergenza alluvione di Marina di
Ginosa, 500mila euro. Una somma davvero risibile, rispetto ai 7 milioni di euro
elargiti dalla Regione Basilicata, ma pur sempre necessaria. Siamo alla farsa.
Dove sono finiti questi soldi? Forse alla Regione Puglia manca l’IBAN del conto
corrente della Tesoreria Comunale per far arrivare quella somma? Come territorio,
ci sentiamo presi per i fondelli e, soprattutto, ignorati e dimenticati”
Alluvione Governo Berlusconi Puglia Basilicata Liguria Toscana
Reazioni: MARINA DI GINOSA: ADDIO ALLE PALME DELLA STAZIONE INFETTATE DAL PUNTERUOLO ROSSO
Marina di Ginosa La Stazione
Le storiche palme presso Piazza Stazione sono state abbattute. Lo ha comunicato l’assessore
Leonardo Galante che ha assistito alla rimozione.
Le palme, come quelle situate nella centralissima Piazza IV Novembre a Ginosa, sono state
aggredite dal punteruolo rosso, un coleottero originario dell’Asia che in poco tempo sta attaccando le palme di tutta Italia con esiti letali. A Roma ne hanno parlato addirittura in un convegno.
Alcune fasi della rimozione documentate dall'Assessore Leonardo Galante
Nel frattempo in tutta Italia si è sviluppato un piccolo business per la ripiantumazione e per il trattamento non sempre felice
delle aggressioni. Immediatamente su Facebook, il social network, dopo la pubblicazione delle foto da parte dell'Assessore si è sviluppato un dibattito su quale essenze ripiantumare. Pare vincere la nostalgia rispetto alla economicità di
altre essenze e al rispetto del patrimonio botanico locale. Quelle piante
dicono alcuni marinesi sono ormai parte caratterizzante del nostro arredo urbano.
Palme Stazione
Reazioni: PRONTO INTERVENTO DI GINOSA MEZZO SERVIZIO! APPELLO ALLA ASL DI DE PALMA.
Il Poliambulatorio di Ginosa
alla sanità si ripercuotono anche sul Punto di Primo Intervento di Ginosa:
l’apertura, sino ad oggi garantita H24, sarà ridotta a 12 ore giornaliere. E’
una delle conseguenze della decisione, assunta dall’Azienda Sanitaria Ionica,
di non rinnovare, da novembre prossimo, ben 339 contratti a termine, in
scadenza, ad altrettanti dipendenti tra medici, infermieri e personale vario.
Ciò, non
solo contribuirà ad aggravare una situazione sociale già difficile da tempo, ma
avrà i suoi effetti nefasti sui servizi sanitari da garantire all’utenza
cittadina. Di qui, la decisione, del primo cittadino, Vito De Palma, di
rivolgersi, con una lettera, al commissario straordinario dell’Asl di Taranto,
dott. Fabrizio Scattaglia per chiederli di mantenere almeno inalterati i
servizi sanitari utilizzabili in
loco. “A pagare le conseguenze di
una gestione infelice della sanità, da parte della Regione Puglia – dice il
sindaco De Palma - non devono essere certamente i cittadini, a danno della loro
Il Sindaco Vito De Palma
situazione in cui i cittadini di Ginosa si verranno a trovare a giorni – scrive
il sindaco al dott. Scattaglia – è, infatti, unicamente frutto del piano di
rientro, che il Governo ha imposto alla Regione Puglia, proprio alla luce della
sciagurata gestione della cosa pubblica in materia di sanità”.
“Ma, chi lo
spiega ai cittadini? Perchè devono pagare, sulla propria pelle – si chiede il
sindaco De Palma - le conseguenze delle responsabilità di coloro che, al
contrario, avrebbero dovuto operare per preservare il diritto di tutti alla
salute?”.
il primo cittadino di Ginosa chiede al dott. Scattaglia di porre in essere
tutte quelle azioni che, pur nel rispetto del piano di rientro, non facciano
gravare sui cittadini il bisogno di una ristrutturazione e rimodulazione dei
servizi dell’Azienda Sanitaria.
Punto di Primo Intervento Poliambulatorio
Reazioni: MANTOVANO A GINOSA : SONO QUI PER UNA SEDUTA DI AUTOSTIMA. IMMAGINE DEL SUD E' DA RICOSTRUIRE
dall'articolo apparso sul Quotidiano del 30 Ottobre 2011
Alfredo Mantovano, sottosegretario all'Interno, alla fine della conferenza
E’ un Mantovano
particolarmente brillante quello arrivato a Ginosa nel Teatro Alcanices per
parlare di sviluppo, sicurezza e legalità nel Mezzogiorno. Per fare ha detto
“una seduta di autostima”. L’iniziativa del 28 ottobre nata dai Circoli della
Nuova Italia (presidente Alemanno) si è svolta con la partecipazione del
Consigliere comunale Francesco Di
Franco e il Vice Presidente nazionale di Confcommercio Giovanni Bort. Quest’ultimo nel suo
intervento non ha esitato a definire catastrofico il danno prodotto dalle
infiltrazioni illegali nella economia: “danno la falsa impressione di generare
comunque economia ma stringono in un laccio tutto il resto”. Ben venga quindi
l’accordo quadro sottoscritto al Viminale il 26 Ottobre per potenziare il
contrasto al racket ed all’usura, un accordo che aiuta le imprese a denunciare
i reati con vari mezzi che coinvolgono soggetti privati come la Confcommercio e
con il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza. Alfredo Mantovano,
sottosegretario dell’Interno, ha una lunga consuetudine con Ginosa dove ha
svolto la funzione di Pretore dall’85 all’87. “Siamo in un momento
difficilissimo – esordisce - ma non siamo come la Grecia e il risolino di Sarkozy
era forse isterico perché gli Istituti bancari francesi sono esposti con 55 mld
di € di titoli greci e lo dico senza sorridere. Ma peggio della Francia è forse
la burocrazia: ho avversari tra le forze politiche e veri nemici nei
Ministeri”.
"Tuttavia - dice ancora Mantovano - ce la possiamo fare con un rientro graduale del
debito e non ricorrendo a nessuna patrimoniale, nemmeno una tantum, perché
avrebbe un effetto recessivo. La proposta è di costituire un Fondo
Obbligazionario remunerato dallo Stato, quasi un prestito forzoso dei grandi
capitali perché finanzino le imprese in grado di stare sul mercato". Ce ne sono
tante anche al Sud che assieme alle criticità possiede autentiche eccellenze ma
non lo sa. "Come quel signore di Lecce che ritrova in vendita all’asta a New
York un suo quadro rubato anni prima: aveva un Caravaggio appoggiato a terra e
non lo sapeva. Il Sud è spesso come nel film Benvenuti al Sud, con paesi
campani che hanno la differenziata al 70%. Con estremi tipo Pompei per cui la
UE mette a disposizione 105 milioni di € e gli amministratori locali producono
progetti per 6 mln di € e, all’opposto il Parco della Grancia in Basilicata,
prima cumulo di rifiuti e poi sede dell’applauditissimo cinespettacolo “La
Storia Bandita”. Insomma per
Mantovano che è stato anche magistrato a Lecce c’è da rifarsi un’immagine. E lo
prova ad esempio il Gargano che con autentiche perle naturali non riesce a
emergere come il Salento, ormai noto nel mondo, per "l’efferatezza di una criminalità ramificata anche nelle
attività turistiche". Il Prof. Vincenzo Cantore consegna all'on. Mantovano la tessera di socio della Pro Loco
Quindi per lo sviluppo bisogna abbattere la criminalità
privandola dei beni frutto delle attività illecite (essenziale la norma che li
confisca definitivamente anche agli eredi), codificare gli appalti con un’unica stazione
appaltante presso le Prefetture e reagire anche al cinismo del mondo bancario. “Un mio amico imprenditore nel Casertano – racconta infine il sottosegretario
- mette in piedi in poco tempo
un’azienda edile invidiabile. Gli chiedono il pizzo, rifiuta, gli mettono una
bomba ed il giorno dopo la Banca gli chiede di rientrare poiché la bomba aveva
cambiato il suo fattore di rischio. In questo caso la Banca è stata peggio
degli estorsori, tuttavia non bisogna abbattersi e piangersi addosso, aiutati
che Dio t’aiuta” conclude applauditissimo Mantovano che riceve dal Presidente
della Pro Loco Vincenzo Cantore una tessera onoraria di socio.
Reazioni: PARTE DELLA CARDUCCI AL CSM, IL COMUNE TENDE UNA MANO ALLA ASL
dall'articolo apparso sul Quotidiano del 29 Ottobre 2011
Fabrizio Scattaglia, Direttore Generale della ASL di Taranto
della ex Scuola Media Carducci potrebbero essere utilizzati per le attività del
Centro di Salute Mentale di Ginosa. Senza che questo interferisca con le
normali attività scolastiche dell’Istituto Comprensivo. Lo hanno reso noto
congiuntamente Michele Catiniello, coordinatore di Cittadinanzattiva e Caterina
Giannatelli del Tribunale del Malato. La disponibilità è emersa nel corso di un
incontro tenuto a Taranto tra il Direttore Generale della Asl di Taranto
Fabrizio Scattaglia, il Sindaco Vito De Palma, i dirigenti dei dipartimenti di
salute mentale dr. Primiani, Vitucci, Scapati nonché funzionari, assessori e
consiglieri comunali competenti. Nell’incontro del 25 ottobre è stata
formalizzata una proposta a cui gli Uffici e gli Assessorati Comunali hanno
lavorato da mesi. Alcuni locali
della scuola saranno destinati alla ripresa delle attività di laboratorio
mentre si libererà spazio per dotare eventualmente “l’Ospedaletto” di 4 posti
letto per le emergenze legate alle particolari patologie di cui soffrono i
pazienti in cura presso il Centro Diurno. Parallelamente, presso l’Ospedale di
Castellaneta, 14 posti letto dovrebbero essere resi disponibili per esigenze
relative alla cura del disagio psichico. L’Amministrazione di Ginosa ha inteso
offrire la fruibilità dei locali al fine di non appesantire i bilanci della ASL
e migliorare al contempo l’assistenza sanitaria in uno dei suoi settori più
delicati, in cui le famiglie sono lasciate spesso sole con i propri problemi.
Tutte le teorie più accreditate - dice Giannatelli – indicano la necessità di
non isolare i malati psichici. Per questo la coordinatrice regionale del
Tribunale del Malato dr. Silvana Stanzione con una delegazione di Cittadinanzattiva si recherà a
Trieste, dove con budget uguali alla dotazione standard di ogni CSM hanno realizzato un’assistenza di eccellenza che sarà descritta in
un convegno e se possibile emulata. Il numero di persone affette da disagio
pare sia notevole ma mancano al momento conferme ufficiali sulla particolare
incidenza all’interno del Distretto SocioSanitario n°1 comprendente Ginosa,
Castellaneta, Laterza, Palagianello.
CSM ex CIM ex Scuola Media Carducci
LE ENERGIE ALTERNATIVE? GRANDI AFFARI PER POCHI.
dall'articolo apparso sul Quotidiano del 28 Ottobre 2011
Da sx l'avv. Antonicelli, il segr. SEL Scalera, l'ass.reg. Nicastro, Cristella, Ferrarese, Cassese PALAGIANELLO - “Energia
alternativa, grande occasione per tutti o affare per pochi?” Un convegno
importante quanto poco partecipato quello tenutosi mercoledì scorso nella Sala
Consiliare per iniziativa del circolo SEL di Palagianello coordinato da
Gregorio Scalera. Relatori l’Assessore Regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro,
il Presidente della Provincia di Brindisi Massimo Ferrarese, Giampaolo Cassese della
Azienda“Monti del Duca”, l’avv. Mino Antonicelli ed il collega Michele
Cristella. Dice Ferrarese: "Ho salvato 7.000 ettari della mia Provincia con
delle Linee Guida provinciali, poi annullate dal TAR nel 2009. Era l’unico
mezzo per bloccare gli specchi. Ho interessato la Procura della Repubblica per
impedire i giochi dei furbetti che
frazionavano le superfici richieste in più impianti in modo che risultassero
inferiori ad 1 megawatt. Ciò gli evitava la valutazione di impatto ambientale
concessa dalla Regione dopo 36 autorizzazioni. La mia terra era come una
bambina violentata per strada, non potevo pensare alla perfetta liceità del mio
intervento: dovevo salvarla. Dobbiamo già convivere con una centrale a carbone,
quella di Cerano, che con 6.000Megawatt dà energia a metà Italia". Di denuncia anche l’intervento di
Giampaolo Cassese, titolare di una azienda agricola, l’Antica Masseria Monti
del Duca di Crispiano di 200 ettari con 53 dipendenti. “Ci stiamo internazionalizzando
con i nostri prodotti ma devo dire che sono in Valle d’Itria: i veleni jonici
sono conosciuti dappertutto e dal Nord arrivano continuamente rifiuti
speciali”. L’imprenditore parla inoltre del primo impianto a biogas del Sud
nella sua azienda agricola, un impianto di oltre 1,8 milioni di € che non può essere connesso alla rete perché le linee elettriche
pugliesi sono occupate virtualmente da domande di connessione che sono solo
speculative. Domande nate solo per vendere autorizzazioni anziché realizzare
impianti di energia alternativa. L’impianto che consentirà all’azienda di
riciclare i suoi scarti (sansa, siero, deiezioni animali) ed ottenere energia partirà solo a Novembre con metà della sua potenzialità
produttiva. L’azienda rischia la
chiusura in conseguenza di questo investimento. Che strano - commenta l’avv.
Antonicelli - parlare solo delle negatività delle rinnovabili che invece
avrebbero dovuto dare benefici ambientali ed economici a tutti i cittadini. Invece questi vanno a “società, spesso scatole cinesi, a personaggi legati a filo
doppio alle amministrazioni in carica. Per l’impianto fotovoltaico in località
Masseria Martellotta a Palagianello, abbiamo informato gli Uffici competenti ma
è stato tutto inutile, è stato possibile svellere uliveti ed aranceti
trasformando addirittura il demanio in impianto fotovoltaico”. Un quadro cupo
sul quale è poi intervenuto l’assessore regionale Nicastro: “ero
d’accordo con il decreto Romani che impediva alle grosse imprese di accedere
agli incentivi, glielo hanno fatto cambiare di notte e non solo la maggioranza;
eppure ormai il fotovoltaico si fa con le pellicole sulle facciate dei palazzi,
i pannelli sono già obsoleti”. Come Assessorato continua il magistrato ora in politica abbiamo dovuto “subordinare, la
tutela dell’ambiente alla Sanità in cui la Regione ha competenze dirette; lo
Stato di fatti è l’unico organo competente in materia di Ambiente per cui spesso siamo
dovuti intervenire con provvedimenti di tutela della salute”. Una guerra
lunga e durissima quindi perché "non abbiamo fondi, e gli oneri dei ricorsi al
Tar sono rilevantissimi". Tuttavia conclude Nicastro "non bisogna bloccare le rinnovabili che sono
una ricchezza, visto il no al nucleare, alle trivellazioni, all’eolico off
shore a tutela del nostro turismo. La nostra responsabilità politica ci impone
di dire dei no, anche perché non possiamo certo produrre tutta l’energia rinnovabile richiesta dalla
UE all’Italia in una sola Regione". Resta l'amaro in bocca perché le bollette continuano ad essere salate e del business per i comuni cittadini non c'è traccia.
Energie Alternative Fotovoltaico Eolico
LATERZA RICONFERMATO GALLITELLI COORDINATORE PD. VINCENTE FRANCESCO PARISI SEGRETARIO PROVINCIALE
dall'articolo apparso sul Quotidiano del 26 Ottobre 2011
L'architetto Toni Gallitelli, coordinatore del PD di Laterza
Lucrezia Laforgia
Da sx Rocco Ressa, x, Lorenzo Cardinale, Luciano Santoro al Congresso del PD di Laterza
Toni Gallitelli riconfermato coordinatore del circolo PD di Laterza. Con 40
voti contro i 31 di Lucrezia Laforgia. Una vittoria prevedibile incentrata sul
successo ottenuto alle Ammnistrative del Maggio 2011 con l’elezione a Sindaco
dell’ing. Gianfranco Lopane (31 anni) presente al Congresso. Con una fronda
interna con la quale il gruppo dominante dovrà confrontarsi. Tagliato fuori dal
Coordinamento anche Luca Virgilio che pure aveva ricevuto elogi per
l’organizzazione della Festa del PD. Successo schiacciante per la mozione di
Francesco Parisi a segretario provinciale del PD affermatasi a 49 voti contro i
21 dello sfidante Rocco Ressa, sindaco di Palagiano. Hanno potuto votare i
fedelissimi del PD, tesserati dal 2009 ed in regola con le tessere 2010-2011. Sala gremita e partecipazione persino dal PDL con Vito Minei in rappresentanza
della minoranza: ”siamo prima di tutto amici e concittadini, poi viene il ruolo
politico. Non sono qui per volontà di condividere il potere come hanno
scritto”. Tra gli alleati, presenti l’assessore Franco Frigiola dell’UDC e il
Presidente del Consiglio Arcangelo Cirielli dell’IDV. Sebastiano Stano,
sfidante di Lopane alle primarie, ha anche offerto il ritiro della candidatura
in condizioni di opportunità per la minoranza ma Gallitelli ha preferito la
ricchezza del confronto: “non è possibile trovare un accomodamento, se non
facciamo un congresso vero saremmo dei pagliacci”. Tutta basata sulla necessità
di una politica etica ed al femminile la mozione di Lucrezia Laforgia dal nome
evocativo: Energia Alternativa. Presenti anche Luciano Santoro in
rappresentanza di Francesco Parisi e Rocco Ressa, attuale Sindaco di Palagiano
in corsa per la carica di segretario provinciale. Per Santoro “Parisi è un
giovane di Manduria al quale abbiamo chiesto di tornare, era a Roma nella
Direzione Nazionale, facendo un investimento per il Partito Democratico, mi
preoccupa l’antipolitica per cui con molta attenzione dobbiamo ascoltare quanto
dicono gli “indignados”. Per Ressa invece la sua candidatura ha l’obiettivo di
tornare a far decidere l’Assemblea Provinciale sui grandi temi. “Ascoltiamo un
giorno Pelillo dire no al raddoppio dell’ENI e un giorno Florido dire di sì. Ci
candidiamo con ingenti finanziamenti all’eccellenza del San Raffaele del
Mediterraneo la cui Fondazione sta fallendo e intanto lasciamo che strutture
esistenti non vengano poste in condizione di operare per garantire i livelli
minimi di assistenza. Parisi è una candidatura calata dall’alto, invece doveva
nascere dai Circoli”. Ma il pur
appassionato discorso di Ressa, non accompagnato da una lista di nomi in corsa
per la Direzione Provinciale, non ha fatto breccia.
PD Laterza Congresso 2011
IL PARCO NON ESISTE, LO PULISCONO I VOLONTARI. PER I CANI.
dall'articolo apparso sul Quotidiano di Sabato 22 Ottobre 2011
L'Anfiteatro di Via Alfieri a Ginosa - Durante la pulizia dei volontari
si sostituiscono alla normale pulizia del territorio comunale. Ieri Angela
Verardo, Antonio Pasca e Michele Di Nardo, operatori del Canile di Ginosa,
dotatisi del minimo indispensabile hanno pulito l’intera area dell’Anfiteatro
di Via Alfieri. La zona è a pochi passi dal centro ma non è illuminata anche
perché aspetta da almeno venti anni una sua sistemazione a Parco Comunale. L’operazione in realtà è stata fatta a beneficio dei randagi perché non si
ferissero con le bottiglie rotte ma concludono sarcastici i volontari ”ne
beneficeranno anche i figli dei nostri civili concittadini, che potranno
fumarsi le canne più spaparanzati di prima”. I volontari hanno anche chiamato l’Ufficio
Igiene per comunicare loro di andare almeno a riprendersi i sacchi con la
spazzatura raccolta. L’iniziativa ha fatto colpo tanto che la richiedono anche
a Marina di Ginosa per contrastare un malcostume che sembra essersi diffuso su
tutto il territorio nazionale. Inascoltati gli appelli di amministratori e
comuni cittadini sensibili al decoro. Bottiglie e bicchieri in Via Alfieri - Ginosa. Avvertenza: non è una installazione di arte contemporanea.
Ma come mai il Parco Alfieri non è mai
diventato tale? Le Amministrazioni si sono susseguite, la carenza dei bilanci
pure (non per tutti i capitoli certo) ma per qualche motivo l’area rimane
abbandonata, preda delle erbacce e di un monumento allo spreco come il piccolo
Anfiteatro mai completato. E dire che bisogna piantarci solo alcuni alberi,
possibilmente autoctoni e dotarli di un minimo sistema di irrigazione. Ma
nessuno ne ha mai fatto uno scandalo e soprattutto nessuno sembra aver
responsabilità per quell’angolo centrale di Ginosa lasciato al degrado. Restano
i volontari del canile a stigmatizzare ancora una volta una cattiva educazione
ambientale che non è solo addebitabile alla decina di ragazzi che frequentano
Reazioni: TAVOLO VERDE: AGRICOLTORI, BISOGNA RIBELLARSI!
dall'articolo apparso sul Quotidiano del 23 Ottobre 2011
L'onorevole Paolo Rubino del Tavolo Verde
Agricoltori a
convegno con il Tavolo Verde, il movimento animato dall’ex onorevole Paolo
Rubino. Il Teatro Alcanices di Ginosa ancora una volta a fare da sfondo. “Sono le
pensioni che ormai sostengono a malapena i consumi” dice un coltivatore, la
faccia rossa di chi non fa analisi, protetto da uno stipendio sicuro. Farsi un
giro per le campagne di Ginosa estese per oltre 180 chilometri quadri è
desolante, soprattutto d’estate. Il progressivo svellimento dei tendoni non più
redditizi libera il paesaggio ma anche la disperazione. “Ho quasi paura nel
primo pomeriggio, qui non c’è più nessuno” ci dice un vecchio agricoltore
titolare di una delle tante grandi aziende familiari ora gestite dal figlio ed
anch’essa in gravi difficoltà. Qui c’era vita ed economia, un mondo, ora
niente: l’abbandono. Spingo mio figlio ad andar via, a fare qualche altro
mestiere - ci dice un altro - qui
non c’è futuro. I terreni fino a dieci anni fa coltivati con cura vengono
abbandonati, il territorio lasciato a sé stesso ne risente e con esso
l’economia generale di intere cittadine. Laterza, Castellaneta, Palagiano,
Palagianello, Massafra non sono messe meglio sul versante occidentale della
Provincia. Resistono poche grandi aziende agricole, incapaci di riavviare
l’economia di territori in ginocchio, da cui i giovani, specie quelli più
qualificati, scappano. L’agricoltura, fino ai primi anni ’90 motore economico
del territorio, è stata lasciata al suo destino, irrisa da molti, sostituita da
uno sviluppo industriale ed artigianale modesto e da servizi legati alla
protezione legislativa e politica, non sorretti da un mercato vero. E al
mercato si appellano al Tavolo Verde, ad un mercato vero che abbia regole di
partenza uguali per tutti. Al convegno partecipa anche Giovanni De Canio della
UIL che lancia l’ennesimo appello ai coltivatori ad unirsi ed si chiede perché
le rappresentanze storiche dei produttori agricoli non siano presenti. Bisogna
alzare il prezzo del prodotto – dice il sindacalista - non ridurre le paghe già
basse dei lavoratori, dove sono le grandi Banche che hanno creato tutto questo,
a cosa sono servite le rappresentanze prestigiose all’Unione Europea?
risposta gli arriva dallo stesso Rubino: “ci hanno provato più volte ad avviare
organizzazioni di qualsiasi forma, è sempre andata male, con delinquenti o
incapaci nominati nelle segreterie di qualche partito.” L'avv. Cristiano Inglese, consigliere comunale di minoranza
Interviene anche l’avv.
Cristiano Inglese, consigliere comunale d’opposizione. “Sono qui anche se non
invitato, non ho ricette per il problema, osservo però che manca del tutto la
difesa del prodotto nazionale a livello europeo. Paghiamo ora il debito degli stessi Stati che ci fanno
concorrenza sleale”. Conclude
Rubino che sul problema degli agricoltori si spende da almeno 7 anni, quando un
presidio di protesta per la crisi di mercato bloccò parzialmente la SS106 nel
2004. Il Tavolo Verde è un movimento - dice Rubino - non ha bisogno d’essere l’ennesima associazione di categoria
di coltivatori, ce ne sono già tante. "E’ un’illusione pensare che
un’organizzazione anche grossa di produttori agricoli possa cambiare le regole
del gioco imposte dalle 5-6 multinazionali che governano il settore alimentare.
C’è un produttore romagnolo aderente ad una cooperativa con 6.000 soci, che
lamenta gli stessi problemi dei nostri agricoltori: non contano niente nella
decisione del prezzo. Il prezzo a cui si vende l’ortofrutta non è diviso
nemmeno in tre, tra produttori, trasformatori e distributori." In pratica chi coltiva per mesi a volte per un anno intero ha meno reddito di chi trasforma e vende il prodotto agricolo in pochi giorni. C’è bisogno conclude l'onorevole "di una politica agraria a
livello europeo e nazionale che dica ai paesi esportatori verso l’Italia:
producete per le vostre esigenze alimentari, usate i nostri stessi pesticidi
autorizzati, corrispondete ai vostri cittadini le nostre stesse paghe, allora
potete entrare nel nostro mercato. E’ una battaglia contro la schiavitù e la
fame imposta a questi Paesi. Cito un ultimo dato, un quintale di pane 300€, un
quintale di grano 14€. Non si conclude nulla aumentando a 20€, va ribaltata la
piramide, ci vuole una nuova politica agricola. E va contrastata la tendenza a
produrre beni alimentari per esportazione, ci vuole autosufficienza alimentare.
Il mondo agricolo ha il diritto ed il dovere di ribellarsi, noi ora piantiamo un seme, un albero
crescerà".
Tavolo Verde Autosufficienza alimentare
GIN POWER. L’INCENERITORE A BIOMASSE SI PUO’ FARE! LO DICE IL TAR DI LECCE. L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE, CONTRARIA, RICORRERA' AL CONSIGLIO DI STATO
Versione aggiornata dell'articolo apparso sul Quotidiano
Nuova clamorosa
svolta sul caso dell’inceneritore a biomasse che doveva essere impiantato a Ginosa in contrada Girifalco.
Una centrale a biomasse realizzata a Tirano, Sondrio Lombardia
La sentenza n. 1670/2011 della Prima Sezione del Tar di Lecce ha respinto
il ricorso presentato dal Comune di Ginosa contro il rilascio
dell'Autorizzazione unica per un generatore di energia elettrica da biomasse di
legno vergine con una potenza di 5 MW. “Il procedimento per la
realizzazione di impianti di energia rinnovabile, o comunque l'esito favorevole
dell'istanza, non può essere in alcun modo condizionato da qualsivoglia atto di
assenso o di gradimento da parte dei comuni il cui territorio è interessato dal
progetto” sentenzia l’organo di giustizia amministrativa. Pertanto, concludono
i giudici salentini, “in assenza di una efficacia condizionante di tale
eventuale deliberazione, può dunque ritenersi pacificamente applicabile
l'articolo 14-ter, comma 7, della legge n. 241 del 1990”, secondo il quale “si
considera acquisito l'assenso dell'amministrazione il cui rappresentante,
all'esito dei lavori della conferenza, non abbia espresso definitivamente la
volontà dell'amministrazione rappresentata”. In altre parole il parere non
espresso alla prima conferenza dei servizi dal Comune di Ginosa è valso per un
sì. Poco conta che il Comune di Ginosa alla seconda conferenza di servizi si
sia detto contrario. Alla riapertura della conferenza decisa per verificare i
requisiti in materia di filiera corta, il Comune aveva espresso un parere
negativo al progetto, ma ciò non aveva bloccato il rilascio dell'Autorizzazione
unica. Nella sentenza il Tar di Lecce, allineandosi a precedenti pronunciamenti
(Tar Lazio, Prima Sezione di Latina sentenza n. 1343/2009 e Corte
Costituzionale sentenza n. 124/2010) afferma che “la deliberazione favorevole
del Consiglio comunale non è indispensabile ai fini dell'autorizzazione alla
realizzazione di impianti di energia rinnovabile.” Il tema della costruzione
aveva diviso i ginosini durante le elezioni amministrative, anche perché,
sosteneva la pubblicità, il progetto Gin Power avrebbe potuto creare un
centinaio di posti di lavoro. De Palma, attuale Sindaco del centrodestra e
l’avv. Cristiano Inglese (Lista Inglese, IDV, IoSUd) si erano detti nettamente
contrari per le sfavorevoli conseguenze ambientali del progetto. Nettamente
favorevole il candidato sindaco Felice Bitetti (PD, SEL) poi sconfitto alle elezioni. Per niente scomposto il Sindaco De Palma ha commentato al Quotidiano di Puglia: "ricorreremo al Consiglio di Stato. Rispettiamo la sentenza come è normale ma non la condividiamo. Ci sono le Istituzioni ma c'è anche la volontà popolare che si è espressa in maniera ben chiara. La Regione non può espropriare il Comune di fondamentali diritti in tema di gestione del territorio". Il Comune quindi si opporrà alla costruzione ed avvio della centrale a biomasse al Consiglio di
Stato, il secondo e definitivo grado della giustizia amministrativa. Resta da chiarire cosa succederà in caso di conferma della sentenza anche in secondo grado. Ma su questo caso un prossimo articolo apparirà sul Quotidiano di Puglia.
Centrale a biomasse lignocellulosiche,
Reazioni: MINERVA, L'ELEGANTE NOME DELLA CASTELLANETA ANTICA
di Nicola NATALE Vincenzo Stasolla, Studente di Archeologia Sepolture in C.da Minerva Castellaneta e il frammento che ha dato origine alla supposizione
I nomi dati ai
luoghi geografici, i cosidetti toponimi, ci dicono molto sulla natura e la
storia dei luoghi. Non di rado però questi stessi nomi sono circondati da un
impenetrabile mistero che li rende ancora più affascinanti, soprattutto agli
occhi di chi per mestiere scava nella storia. Vincenzo Stasolla studente presso
la Facoltà di Beni Culturali ed Archeologici di Bari (Sede di Taranto) e lo
storico Dario Petrosino basandosi sul “Guidonis Geographica” un documento del
VII° Secolo dopo Cristo e sulla convergenza casuale di altri
documenti sostengono che l’antico nome di Castellaneta fosse Minerva. La congettura, con forti pretese di
scientificità, deriva dal fatto che alle diramazioni di un antico tratturo ancor oggi esistente, tra i
nomi di Mutula (Mottola) e Mons
Campi (Monte Camplo, Laterza) spicca il nome di Minerva che corrisponde
visitando i luoghi, proprio alla Contrada Minerva di Castellaneta dove si
estendono gli antichi insediamenti datati a partire dall’Età del Bronzo Medio
al Tardo-Romano. Il tratturo, un asse viario tra Ginosa e Laterza
corrispondente all’attuale Canale e Bosco San Pellegrino (nome forse dovuto ai
pastori transumanti o qualche viandante ascetico) e sul quale Stasolla ha
compiuto una serie di studi era adibito, dalla remota preistoria ed ancora nel
Medioevo, al passaggio delle greggi che effettuavano la transumanza o venivano
portati ai vari luoghi di commercio. Da quel tratturo proseguendo nella direzione
indicata da Guidone nel suo “Geographica”, si arriva a contrada Minerva. “Le Grotte” che iniziano di lì a poco
potrebbero essere, secondo questa impostazione, una zona periferica dell’allora
impianto urbano che vedeva il suo centro in C.da Minerva, citato ancora nella
toponomastica di una carta della Terra d’Otranto del 1655. Non resta che augurare ai giovanissimi
studiosi di continuare le loro ricerche e di gettare ancora luce su un passato
che, avaro di testimonianze scritte, parla ancora attraverso pietre, monumenti
e reperti più numerosi che mai.
Antico nome di Castellaneta
CONSIGLIERI COMUNALI, ARRIVANO LE PRIME NOMINE
Giacomo Cassano, Consigliere Comunale (Lista De Palma)delegato alle Attività Prod. Marketing. Polizia Municipale
Dopo l’elezione del sindaco Vito De Palma nel Consiglio Nazionale
dell’Anci, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani, arriva un’altra
nomina di rilievo.
Il consigliere comunale Giacomo Cassano è entrato a far
parte del Direttivo Nazionale della Conferenza dei Consigli Comunali dell’Anci. La Conferenza è l’organo rappresentativo dei consiglieri comunali italiani. Giacomo
Cassano, 42enne, residente a Ginosa è dipendente del Ministero della Pubblica
Istruzione oltre ad occuparsi di strumenti musicali nell’azienda di famiglia.
alle prese con la politica, è stato eletto in Consiglio Comunale alle ultime
Amministrative, nella “Lista per De Palma”, con 165 preferenze. Oggi, come
consigliere, ha delega alle Attività Produttive, Marketing e Polizia
Municipale. “Far parte del Direttivo
Nazionale, avere la possibilità di confrontarsi con i rappresentanti dei Comuni
più importanti d’Italia – è stato il suo commento - non può che essere motivo
di grande orgoglio e soddisfazione per me e per l’Amministrazione Comunale, che
rappresento”.
Reazioni: LATERZA, TERREMO DURO PER GARANTIRE I SERVIZI ALLA PERSONA
L'ass. Frigiola e i responsabili sindacali durante l'incontro a Laterza
18 Ottobre a Laterza, primo incontro di concertazione tra l’assessore alle
politiche sociali, Francesco Frigiola, l’assessore al bilancio Mimma Stano e le
sigle sindacali provinciali della CGIL (Filomena Principale) CISL (Filippo
Turi) E UIL (Ventruti Giuseppe). Presenti anche Rocco Scarati e Mallardi Savino rispettivamente della
UIL e SPI-CGL di Laterza. L’assessore al
bilancio, Mimma Stano, ha illustrato il bilancio 2011, ereditato dal
commissario straordinario, ponendo in risalto i tagli dei trasferimenti, del Governo Centrale per 341.000 euro. I tagli hanno costretto l'Amministrazione a rimodulare
alcune tariffe quali quelle della TARSU, della mensa scolastica, il trasporto
scuolabus ed infine a tagliare la spesa sociale. L’assessore ha poi evidenziato gli
ulteriori tagli che l’ente ha subito ad agosto per 110.000 euro per "un
ipotetico e virtuale risparmio ai costi della politica".
L’amministrazione Lopane ha dovuto razionalizzare ulteriormente le risorse, cercando
comunque di garantire i servizi essenziali alla persona. A tal proposito l’assessore
Frigiola ha illustrato come, malgrado i tagli, è stata garantita l’integrazione
scolastica agli alunni diversamente abili mediante, tra l’altro, la devoluzione
parziale delle indennità degli assessori e col prelievo dal fondo di riserva. Ha illustrato le attività ludico-ricreative per contrastare la dispersione
estiva dei giovani e la conferma del soggiorno marino e le cure termali
agli anziani. Con i piani di zona è stata finanziata la gara per
l’integrazione scolastica per tutto l’anno 2012.
Senza dimenticare la Ludoteca ed il
Centro diurno. Il tavolo di concertazione,
sindacati e parte politica è stato un primo approccio che
conferma la volontà dell’Amministrazione Laertina di produrre per il prossimo
anno un bilancio condiviso
con i sindacati, con le associazioni di categoria e di volontariato, con la
società civile. Un "segno importante di apertura e di grande democrazia" hanno commentato dalla Sede Comunale.
Servizi Sociali Tagli Laterza Frigiola
UN CONSIGLIO LAMPO, SENZA ALCUNA INTERROGAZIONE
dall'articolo apparso sul Quotidiano del 19 Ottobre 2011
Via Cavese, la zona dove è stato approvato il comparto edificatorio n°26
Seduta lampo del
Consiglio Comunale di Ginosa, a seguirla pochi addetti ai lavori. Nessuno dei
consiglieri ha presentato comunicazioni ed interrogazioni, pur fissate al primo
punto dell’ordine del giorno. I due punti successivi del Consiglio Comunale del
17 Ottobre erano di natura tecnica, per questo ha relazionato il consigliere
delegato ai Lavori Pubblici Vincenzo Di Canio (PdL). Maggioranza ed opposizione
- con il solo voto contrario dell’avv. Cristiano Inglese (Lista Inglese) - hanno approvato in via definitiva il
comparto edificatorio n°26 corrispondente all’area a destra di Via Cavese, una
zona già parzialmente urbanizzata (progettista l’Ing. Paolo Magrini). Le
perplessità adombrate da Inglese deriverebbero dal lungo lasso di tempo con cui gli organi
competenti avrebbero risposto ad un’osservazione presentata da Francesco Bozza,
pare si tratti di anni. Il Comune ha anche corretto, approvando il terzo punto
all’ordine del giorno, gli errori materiali commessi nel riportare l’idrologia
superficiale sulle apposite
“tavole” allegate al Piano Urbanistico Territoriale Tematico (P.U.T.T). I Canali del Consorzio di Bonifica
Stornara e Tara ed un corso d’acqua esistente sono stati sistemati là dove
effettivamente sono. Il P.U.T.T. è una sorta di piano regolatore a livello regionale che
detta linee guida ai Comuni per l’assetto delle zone paesistico-ambientali, delle
aree di particolare interesse geologico, morfologico e storico. Il Piano putt si
riferisce all’Accordo del 2001 tra il Ministero per i Beni e le Attività
Culturali e le Regioni sull’esercizio dei poteri in materia di paesaggio. Pubblicato da
Comparti Edificatori P.U.T.T.
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