Source: http://docplayer.it/14704820-R-e-p-u-b-b-l-i-c-a-i-t-a-l-i-a-n-a-in-nome-del-popolo-italiano-il-tribunale-amministrativo-regionale-per-il-lazio.html
Timestamp: 2018-01-19 07:29:17+00:00

Document:
R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio - PDF
Download "R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio"
Isidoro Dante Cavaliere
1 Pagina 1 di 6 N /2015 REG.PROV.COLL. N /2015 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio sezione staccata di Latina (Sezione Prima) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso n. 152 del 2015, proposto da Nadia Pacitto, rappresentata e difesa da sé medesima, da intendersi domiciliata agli effetti del presente giudizio presso la segreteria della sezione; il comune di Cervaro, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall avvocato Claudine Pacitti, da intendersi domiciliato agli effetti del presente giudizio presso la segreteria della sezione; del diritto della ricorrente all accesso civico agli atti deliberativi del comune aventi a oggetto l istituzione dell avvocatura civica. Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio di Comune di Cervaro; Viste le memorie difensive;
2 Pagina 2 di 6 Visti tutti gli atti della causa; Relatore nella camera di consiglio del giorno 7 maggio 2015 il dott. Davide Soricelli e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO e DIRITTO Espone la ricorrente di aver inoltrato al comune in data 17 dicembre 2014 istanza di accesso civico in base all articolo 5 d.lg. 14 marzo 2013 n. 33; ella, in particolare, dopo aver richiesto la revoca di una delibera della giunta avente a oggetto il conferimento di un incarico professionale a un avvocato, concludeva chiedendo letteralmente. Sulla istanza il comune è rimasto silente sicchè la signora Pacitto ha proposto il ricorso all esame con cui chiede l accertamento del diritto all accesso civico e la condanna del comune al risarcimento dei danni. Il comune di Cervaro si è costituito in giudizio deducendo che il ricorso è inammissibile in quanto: a) l istanza presentata è reiterativa di altra precedente respinta dal comune; l amministrazione puntualizza che, avverso il pregresso diniego, la ricorrente ha anche proposto ricorso che questa sezione ha dichiarato inammissibile con
3 Pagina 3 di 6 la sentenza n. 608 del 9 dicembre 2014); b) l istanza è comunque indeterminata perché fa riferimento sia all accesso cd. civico che all ordinario diritto di accesso; l amministrazione a questo particolare riguardo, eccepisce che i due strumenti sono diversi e non sovrapponibili tra loro (come ritenuto anche da Consiglio di Stato, sez. VI, 20 novembre 2013, n. 5515); c) l amministrazione ha puntualmente adempiuto agli oneri di pubblicità relativamente alle delibere con le quali è stata istituita l avvocatura civica (iscrizione nel registro delle pubblicazioni e pubblicazione all albo pretorio comunale; d) la domanda di risarcimento danni è inammissibile in quanto: d1) la legge consente la difesa personale solo per i giudizi di accesso e non anche nei giudizi risarcitori per i quali è pertanto obbligatorio il patrocinio di un avvocato; d2) nei giudizi in materia di accesso non è consentita la proposizione di domanda di risarcimento dei danni. Le eccezioni di inammissibilità del ricorso sollevate dal comune vanno respinte. L istanza della ricorrente benché formulata in termini assai poco chiari è una istanza di accesso civico, dato che reca un esplicito riferimento ai diritti assicurati dal d.lg. n. 33 del 2013, sicchè deve escludersi che essa costituisca una mera reiterazione di quella formulata in precedenza (che era una ordinaria richiesta di accesso che, non a caso, il comune aveva respinto per l assenza di situazione legittimante, come risulta dalla sentenza della sezione sopra citata, laddove l accesso civico non è sottoposto ad alcuna limitazione quanto alla legittimazione soggettiva del richiedente e non deve essere motivato); né l istanza della ricorrente può essere qualificata come una ordinaria istanza di accesso per il fatto che reca un
4 Pagina 4 di 6 riferimento a accesso, visione e estrazione di copia ; si tratta di uso di un linguaggio improprio, giustificato chiaramente dalla poca dimestichezza della ricorrente con la terminologia giuridica (di qui la scarsa comprensibilità sia della istanza che dello stesso ricorso), che il comune avrebbe potuto e dovuto intendere, dato il riferimento inequivoco all accesso civico, come richiesta di pubblicazione al sito dei documenti richiesti; del resto, una volta pubblicati al sito, tali documenti diventano accessibili da parte di chiunque, visionabili mediante consultazione del sito e suscettibili di copia attraverso scaricamento e successiva stampa, sicchè la terminologia usata non può essere ritenuta incompatibile con una istanza di accesso civico. Nel merito il ricorso è in parte fondato. Che i documenti richiesti dalla ricorrente rientrino tra quelli da pubblicare al sito ex capo II del d.lg. n. 33 del 2013, sarebbe difficilmente contestabile, trattandosi di atti che attengono all organizzazione dell ente e al conferimento di incarichi professionali. La circostanza che le relative delibere siano state inserite nel registro delle pubblicazioni e pubblicate all albo pretorio non esauriva pertanto gli obblighi di pubblicità gravanti sul comune. Di conseguenza deve ordinarsi all amministrazione di pubblicare secondo quanto prescritto dal d.lg. n. 33 del 2013 i documenti richiesti dalla ricorrente. La domanda di risarcimento dei danni, a prescindere da ogni altra considerazione in ordine alla sua ammissibilità, è chiaramente inammissibile per la sua totale genericità. A questo riguardo non può che rimandarsi alle considerazioni già svolte al riguardo nella
5 Pagina 5 di 6 sentenza citata resa dalla sezione in occasione delle precedente controversia che ha opposto la ricorrente al comune di Cervaro. Le spese di giudizio possono essere interamente compensate, data la soccombenza solo parziale dell amministrazione e la violazione del principio di chiarezza e sintesi degli atti processuali da parte della ricorrente. P.Q.M. Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sezione staccata di Latina, definitivamente pronunciandosi sul ricorso in epigrafe, lo accoglie in parte, come da motivazione. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Latina nella camera di consiglio del giorno 7 maggio 2015 con l'intervento dei magistrati: Carlo Taglienti, Presidente Davide Soricelli, Consigliere, Estensore Antonio Massimo Marra, Consigliere L'ESTENSORE IL PRESIDENTE DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 01/06/2015 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)
N. 04944/2011REG.PROV.COLL. N. 01843/2011 01843/2011 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha pronunciato

References: SENTENZA 
 articolo 5
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza