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Timestamp: 2019-08-25 04:53:20+00:00

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Monte Contrario - Via dei Chiavaresi
Post on: 17 Ottobre 2013
Via storica che risale la parte Sud – Est del Monte Contrario (1746 m) nelle Alpi Apuane. La via si svolge in uno scenario notevole, forse il pregio maggiore, e segue un logico sperone della parete che domina la valle degli Alberghi. La roccia è marmo, con alcuni tiri molto rotti e brevi tratti con roccia “buona” sopratutto nella parte alta. Bisogna prestare la massima attenzione nella salita (evitarla con una cordata davanti). La via è ottimamente attrezzata a chiodi e non è necessario integrare, è utile però una serie di friend e qualche chiodo per emergenza. Soste quasi tutte su comodi terrazzini sempre su due chiodi. La via conta 8 tiri e non presenta passi estremamente impegnativi ma numerosi tratti di quarto grado. La roccia non troppo stabile rende il tutto più delicato! Gli ultimi metri di uscita sono un bel diedro solido con un singolo passo di V- da proteggere.
Prima salita: O. Bastrenta e F. Guarnieri 1962.
MONTE CONTRARIO (1746 m) – VIA DEI CHIAVARESI
La parete SE del Contrario e lo sperone della Via dei Chiavaresi
Data Uscita 17 ottobre 2013 Compagni Alberto Piazza
Itinerario Salita al Monte Contrario per la Via dei Chiavaresi Zona Montuosa Alpi Apuane
Tempo 9.30 h (4.20 h la via) – 8.5 km Dislivello 800 m (la via: 183 m con uno sviluppo di 275 m)
Località di Partenza Rifugio Donegani (MS) Quota partenza e arrivo 1100 m – 1746 m
Difficoltà globale D- Difficoltà tecnica Passo di V- spesso IV+
Chiodatura Buona a chiodi Materiale Materiale d’arrampicata – utile qualche friend e chiodi
Tipologia arrampicata Diedri e placche Roccia Marmo (appena sufficiente, tratti molto rotti)
Segnavia Sentiero CAI 180 Libro di vetta No
Punti d’appoggio Rifugio Donegani alla partenza e Rifugio Orto di Donna Acqua No
Cartografia utilizzata Alpi Apuane - Carta dei sentieri e rifugi 1:25000 Bibliografia utilizzata GMI Alpi Apuane
Giudizio Consigliata Ni, solo per veri appassionati di questo tipologie di vie apuaniche. Di soddisfazione.
Si raggiunge il paese di Minucciano (LU) nelle Alpi Apuane e si prosegue direzione Gramolazzo. Superata una galleria si svolta a destra e si percorre la strada (indicazioni Rifugio Donegani) per alcuni chilometri fino al parcheggio del Rifugio Donegani dove si lascia la macchina.
Dal parcheggio si scende lungo la strada fino a un bivio dove si prende a destra verso il Rifugio Orto di Donna. Si segue il sentiero nel bosco in leggera salita, si supera un bivio, quindi si inizia a salire più decisamente sul versante destro della valle con alcuni tornanti fino a raggiungere il Rifugio Orto di Donna (1496 m – 1 h). Dal rifugio si segue la marmifera (indicazioni su palina per il Passo delle Pecore; non prendere il sentiero segnato! ma la traccia ben evidente a destra). Si procede in salita fino al Passo delle Pecore (1575 m – 1.20 h). Dal passo si seguono le tracce (qualche ometto) che scendono dal versante opposto verso sinistra guardando il mare. Si procede su terreno infido scendendo e traversando a sinistra. Si supera un tratto verticale (in discesa) con l’aiuto di una corda fissa (a occhio non offre molte garanzie). Quindi si risale fino a una crestina con uno spit dove conviene legarsi.
Si traversa su sfasciumi e erba fino a un fix (e chiodo vecchio), quindi più verticalmente sempre verso destra tra paleo e roccia (I e II) fino a una selletta dove si sosta su due chiodi e cordone (50 m) e attacca la via vera e propria.
La parete dal Passo delle Pecore
1° tiro: si percorre la cresta molto rotta (I) con un unico passo più impegnativo in corrispondenza dello spit (III) e si sosta su un chiodo e uno spit (50 m – 1 spit).
2° tiro: si sale a sinistra della sosta lungo un tratto facile (I/II) quindi la parete si impenna e si prende una fessura erbosa (IV e passo di IV+). Dopo la fessura si traversa 2 metri a sinistra ignorando la fessura sovrastante e si prende un “bel” (a vedersi) sistema si fessure (IV+) e si sale con passi delicati per la scarsa qualità della roccia. Infine si traversa a destra e si sosta su uno spit e un chiodo (40 m – 6 chiodi). Attenzione tiro su roccia molto instabile!!
3° tiro: si sale il diedro sopra la sosta (IV+) si segue una fessura verso destra fino quasi alla sua fine. Ci si sposta a sinistra con passo esposto (IV+) e si segue una grossa fessura e si ci sposta a destra della cresta (III+). Si sosta a destra dello spigolo su 2 chiodi e cordone (30 m – 3 chiodi).
4° tiro: si sale la bella fessura ben ammanigliata e solida (IV) quindi si supera un passo più delicato (IV) in corrispondenza del secondo chiodo e si procede tra paretine e diedri (III+ con passi di IV-) fino alla sosta su due chiodi in una nicchia (40 m – 3 chiodi).
5° tiro: si sale verticalmente alla sosta con un passo un pò strapiombante su belle prese, si risale a un terrazzino e si prende un diedrino (IV poi più facile). Si segue il diedro che si fa fessura (III+) e si sosta a destra su un bel terrazzo su 3 chiodi (20 m – 2/3 chiodi). Ignorare il chiodo con maglia rapida a destra poco prima del terrazzo di sosta a sinistra.
6° tiro: si sale decisamente a destra della sosta per una “rampetta” (II) poi verticalmente per placca con buona aderenza (III+) fino a raggiungere un chiodo vecchio basso con anello in una nicchia quindi un altro più nuovo poco sopra in una fessura. Si segue il diedro a destra (III/III+) fino alla sosta su 2 chiodi un pò nascosta (30 m – 3 chiodi). Ignorare una sosta ben visibile a sinistra sotto i tetti (chiodo vecchio e nuovo).
7° tiro: si prosegue facilmente verso destra (I/II) poi il diedro si fa più difficile e si raggiunge un terrazzino (III). Si sale direttamente il diedro a sinistra (IV e passo di IV+ – chiodi) fino a un secondo terrazzino dove si prende nuovamente il diedro appigliato ma leggermente strapiombante (IV+). Al termine del diedro si prosegue 10 m su rocce rotte fino alla comoda sosta su due chiodi sotto lame instabili (35 m – 4 chiodi).
8° tiro: si traversa a destra della sosta su sfasciumi per entrare nel canalino che poi diventa un diedro liscio ma appoggiato e con belle prese. Si risale il bel diedro fino al suo termine (IV+ e passo di V-). Si raggiunge la cresta e si sosta su 2 chiodi a sinistra (30 m – 2 chiodi). Fare attenzione ad evitare il chiodo in alto leggermente a destra sopra la sosta che porta ad un diedro strapiombante.
Per la Cresta Ovest. Dalla sosta finale si scende per sfasciumi quindi si risalire alla cima del Contrario. Si segue la traccia lungo la cresta con tratti esposti e qualche tratto ripido su paleo e roccette fino ad un’evidente sella. Si abbandona la traccia e si scende a sinistra per prati. Ci si inoltra nel bosco superando tratti ripidi fino ad incontrare il sentiero (attenzione a evitare qualche salto di roccia). Si prende il sentiero a sinistra e si raggiunge in breve il Rifugio Orto di Donna. Infine su sentiero si perviene al Rifugio Donegani (1.30 dalla cima). Discesa possibile anche per la Cresta Est che porta al Passo delle Pecore (passi di II – NON VERIFICATA!).
Complessivamente una bella salita. Via alpinistica in tutto e per tutto. L’avvicinamento e il ritorno richiedono attenzione. La via seppur logica nel suo andamento generale a volte richiede buona attitudine nel trovare il percorso migliore. I chiodi nei tratti più difficili ci sono sempre ma è consigliabile una serie di friend e alcuni chiodi per ogni evenienza. Intraprendere la via solo con tempo buono, in caso di brutto tempo una ritirata risulta disagevole e pericolosa.
In corsivo le ‘correzioni’ di Giovanni Fazzi da una sua ripetizione del 22/4/17. (attenzione che tali modifiche non sono state apportate ai PDF).
Dubbie corde fisse verso l’attacco
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Per appassionati apuanici, di soddisfazione!
Tags: Alpi ApuaneMarmoMonte ContrarioV-
Data uscita 5 agosto 2011 Itinerario via ferrata Tardini Gallinari – Foce Siggioli Zona Montuosa Alpi Apuane Compagni Eleonora ...
Giovanni Fazzi 26 Aprile, 2017 at 22:15 Rispondi
Secondo me quelle in maiuscolo sono le correzioni da apportare (ripetuta il 22/4/17):
3° tiro: si sale il diedro sopra la sosta (IV+) quindi si segue una fessura verso destra fino QUASI ALLA SUA FINE. CI SI SPOSTA A sinistra con passo esposto (IV+) e si segue una grossa fessura e si ci sposta a destra della cresta (III+). Si sosta a destra dello spigolo su 2 chiodi e cordone (30 m – 3 chiodi).
5° tiro: si sale verticalmente alla sosta con un passo un pò strapiombante su belle prese, si risale a un terrazzino e si prende un diedrino (IV poi più facile). Si segue il diedro che si fa fessura (III+) e si sosta a SINISTRA su un bel terrazzo su 3 chiodi (20 m – 2/3 chiodi) – IGNORARE IL CHIODO CON MAGLIA RAPIDA A DESTRA POCO PRIMA DEL TERRAZZO DI SOSTA A SINISTRA.
8° tiro: si TRAVERSA A DESTRA DELLA SOSTA SU SFASCIUMI PER ENTRARE NEL CANALINO CHE POI DIVENTA UN DIEDRO LISCIO ma appoggiato e con belle prese. Si risale il bel diedro fino al suo termine (IV+ e passo di V-). Si raggiunge la cresta e si sosta su 2 chiodi a sinistra (30 m – 2 chiodi) (EVITARE IL CHIODO IN ALTO LEGGERMENTE A DESTRA SOPRA LA SOSTA. CHE PORTA AD UN DIEDRO STRAPIOMBANTE)
REDclimber 27 Aprile, 2017 at 10:44 Rispondi
grazie per gli appunti, ho provveduto ad aggiungere le note alla relazione.
piaciuta la salita?

References: e Contrario
e Contrario
E CONTRARIO
e Contrario
e Contrario
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