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Timestamp: 2019-06-17 23:13:34+00:00

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1. Il reclutamento del personale presso la Regione avviene con contratto individuale di lavoro:
a) tramite procedure selettive, per le assunzioni a tempo determinato e indeterminato;
b) mediante avviamento a selezione, tramite i servizi per l’impiego ai sensi della normativa vigente, per il personale da inquadrare nelle categorie A e B, previa verifica della compatibilità con le mansioni da svolgere;
c) con le modalità previste dalla legislazione vigente per le assunzioni obbligatorie;
d) mediante trasferimento dei dipendenti in servizio presso altre amministrazioni, che facciano domanda.
2. Con il regolamento di cui all’articolo 69 sono disciplinate:
a) le modalità di assunzione agli impieghi;
b) le procedure di selezione per l’assunzione a tempo determinato e indeterminato;
c) le categorie riservatarie e le preferenze;
d) le modalità di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo parziale a tempo pieno e da tempo pieno a tempo parziale (196)
Parole aggiunte con l.r. 2 novembre 2017, n. 64, art. 6.
e) la composizione, le modalità di nomina, gli adempimenti e i compensi dei componenti interni ed esterni delle commissioni di selezione, comprese quelle per le borse di studio.
3. I bandi e gli avvisi di selezione possono prevedere l’indicazione dei posti per ambito provinciale.
4. La Giunta regionale e il Consiglio regionale possono definire, tramite intesa, le modalità di utilizzazione delle graduatorie di concorsi banditi per profili professionali comuni ai rispettivi ruoli.
5. I bandi possono prevedere l’indizione di concorsi unici, previo accordo, anche al fine della ripartizione degli oneri relativi, tra la Regione e gli enti, aziende ed agenzie regionali, gli enti locali della Toscana, le aziende unità sanitarie locali (aziende USL) della Toscana e altre pubbliche amministrazioni.
6. Il termine per la presentazione delle domande di partecipazione ai bandi e alle selezioni per il reclutamento del personale decorre dal giorno successivo alla pubblicazione degli stessi sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana (BURT). (62)
Comma così sostituito con l.r. 9 agosto 2013, n. 47, art. 109.
7. Le norme sui compensi previsti per le commissioni di selezione della Regione Toscana trovano applicazione anche per le commissioni di concorso delle aziende USL.
8. L’eventuale inquadramento dei dipendenti assegnati alla Regione ai sensi dell’ articolo 34 bis del d.lgs. 165/2001 è subordinato alla verifica da parte dell’amministrazione regionale del possesso dei requisiti indicati nella comunicazione prevista dal comma 1 dello stesso articolo. La verifica del possesso dei requisiti viene effettuata con le modalità previste dal regolamento di cui all’articolo 69.
8 bis. A far data dal 1°gennaio 2011, prima di procedere all’espletamento di procedure concorsuali finalizzate alla copertura di posti vacanti in organico, l’amministrazione deve attivare le procedure di mobilità di cui all’articolo 27, commi da 1 bis a 1 quinquies.(7)
Comma aggiunto con l.r. 8 febbraio 2010, n. 4, art. 2.
Parole così sostituite con l.r. 21 marzo 2011, n. 10, art. 73.
- Requisiti generali per l'accesso
1. Per accedere all'impiego regionale è necessario possedere i seguenti requisiti generali:
a) cittadinanza italiana, di uno degli stati membri dell’Unione europea (UE) o di paesi terzi a condizione che vi sia la titolarità del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo o lo status di rifugiato o lo status di protezione sussidiaria. Per i cittadini di stati membri dell’UE o di paesi terzi è inoltre necessaria un’adeguata conoscenza della lingua italiana, da accertare nel corso dello svolgimento delle prove; (70)
Lettera così sostituita con l.r. 24 dicembre 2013, n. 77, art. 60.
c) idoneità fisica allo svolgimento delle funzioni inerenti l’impiego;
d) titolo di studio prescritto dal bando.
2. I cittadini degli stati membri dell’UE o di paesi terzi di cui al comma 1, lettera a), possono accedere all’impiego regionale nel rispetto delle disposizioni del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 38, comma 2, del d.lgs. 165/2001. (71)
Comma così sostituito con l.r. 24 dicembre 2013, n. 77, art. 60.
3. Non possono accedere all'impiego regionale coloro che sono esclusi dall'elettorato politico attivo e coloro che sono stati destituiti dall'impiego ovvero licenziati per motivi disciplinari da pubbliche amministrazioni.
4. Il dirigente competente in materia di reclutamento del personale valuta, nei confronti di coloro che sono stati dichiarati decaduti dall’impiego ai sensi dell’ articolo 127, comma primo, lettera d) del decreto del Presidente della repubblica 10 gennaio 1957, n. 3 (Testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato), la proporzione tra la gravità del comportamento che ha determinato la decadenza e il divieto di concorrere all’impiego regionale, fatti salvi i casi in cui il dipendente abbia prodotto documenti falsi o abbia dichiarato falsamente il possesso di titoli di studio.
1. I titoli di studio per l’accesso dall’esterno all’impiego regionale sono i seguenti:
a) categoria A: assolvimento dell’obbligo scolastico;
b) categoria B: licenza della scuola dell’obbligo e abilitazione ovvero specializzazione professionale se richieste;
c) categoria C: diploma di scuola secondaria superiore;
1) profili professionali collocati nella posizione economica di accesso D1: laurea o laurea magistrale, come disciplinate dall’ordinamento vigente, fatti salvi ulteriori titoli che siano necessari per le specifiche funzioni da svolgere;
2) profili professionali collocati nella posizione economica di accesso D3: laurea magistrale, come disciplinata dall’ordinamento vigente ovvero titolo equivalente, fatti salvi ulteriori titoli che siano necessari per le specifiche funzioni da svolgere.
2. Per licenza della scuola dell’obbligo si intende anche la licenza elementare conseguita anteriormente all’entrata in vigore della legge 31 dicembre 1962, n. 1859 (Istituzione e ordinamento della scuola media statale).
3. I bandi di selezione per la categoria B possono prevedere, con riferimento a mansioni specifiche che presuppongono necessariamente il possesso di specializzazione professionale, che la stessa sia acquisibile anche attraverso esperienze di lavoro.
3 bis. Abrogato. (50)
Comma prima inserito con l.r. 21 marzo 2011, n. 10, art. 74, ed ora abrogato con l.r. 30 dicembre 2014, n. 90, art. 26.
4. I titoli di studio dei cittadini degli stati membri dell’UE sono ammessi previo riconoscimento da parte della competente autorità statale. Il riconoscimento dei titoli di studio dei cittadini stranieri provenienti da paesi terzi, di cui all’articolo 25, comma 1, lettera a), avviene ai sensi della normativa statale vigente. (105)
Parole aggiunte con l.r. 30 dicembre 2014, n. 90, art. 26, comma 2.
- Posti disponibili da coprire mediante selezione
1. Si considerano posti disponibili da coprire mediante selezione sia quelli vacanti alla data del bando, sia quelli che risulteranno tali per effetto dei collocamenti a riposo previsti nei dodici mesi successivi. Questi ultimi sono conferiti al verificarsi delle singole vacanze qualora la selezione venga conclusa prima.
1 bis. Fermo restando quanto disposto dagli articoli 18 e 29, l’amministrazione può coprire posti vacanti in organico per ciascun profilo mediante cessione del contratto di lavoro di dipendenti appartenenti alla stessa qualifica e profilo in servizio presso altre amministrazioni che facciano domanda di trasferimento. (8)
Comma aggiunto con l.r. 8 febbraio 2010, n. 4, art. 3.
1 ter. Ai fini di cui al comma 1, entro il primo trimestre di ogni anno, l’amministrazione pubblica sul sito istituzionale l’elenco dei posti vacanti e disponibili da ricoprire, con l’indicazione di eventuali requisiti specifici richiesti e, per i posti non dirigenziali, dei relativi profili professionali. Entro i trenta giorni successivi i dipendenti di altre amministrazioni appartenenti alla stessa qualifica e profilo possono presentare la domanda di trasferimento corredata da un curriculum che evidenzi l’esperienza lavorativa svolta nella qualifica e nel profilo da ricoprire. (8)
Per motivate esigenze dell'amministrazione il termine di presentazione delle domande di trasferimento può essere ridotto a quindici giorni. (106)
Periodo aggiunto con l.r. 30 dicembre 2014, n. 90, art. 27, comma 1.
1 quater. La verifica della professionalità posseduta in relazione ai posti da ricoprire ed ai profili professionali interessati è effettuata da apposita commissione della quale fa parte il dirigente alla cui struttura il dipendente deve essere assegnato. La verifica è effettuata in base ai contenuti del curriculum ed al possesso degli eventuali requisiti specifici richiesti e, per i dipendenti riconosciuti in possesso delle caratteristiche necessarie, tramite colloquio. (8)
1 quinquies. Il trasferimento di dipendenti da altre amministrazioni è comunque subordinato all’assenza di dipendenti da inquadrare ai sensi dell’articolo 24, comma 8, e al consenso da parte dell’amministrazione di appartenenza dei dipendenti. L’amministrazione effettua la procedura di cui al comma 1 ter contestualmente alle verifiche di cui all’articolo 24, comma 8. (8)
- Graduatorie delle selezioni pubbliche
1. Le graduatorie delle selezioni pubbliche sono pubblicate sul BURT e dalla data di pubblicazione decorrono i termini per eventuali impugnative.
2. Le graduatorie delle selezioni pubbliche restano aperte per tre anni a decorrere dalla data del provvedimento di approvazione, fatta eccezione per le graduatorie delle selezioni per il reclutamento del personale di qualifica dirigenziale, che restano aperte per diciotto mesi.
3. Le graduatorie possono essere utilizzate, nel rispetto delle percentuali di riserva dei posti previste dalla legge, per gli ulteriori posti di pari categoria che si dovessero rendere vacanti e disponibili nel periodo di validità delle stesse.
4. Le graduatorie per il reclutamento a tempo indeterminato sono utilizzate anche per il reclutamento di personale a tempo determinato, anche in via reiterata. (197)
Comma così sostituito con l.r. 2 novembre 2017, n. 64, art. 7. Per l'applicazione di questa disposizione si veda anche il comma 3 dell'art. 27.
4 bis. Le graduatorie a tempo determinato sono utilizzate solo in caso di assenza di graduatorie per il reclutamento di personale a tempo indeterminato in corso di validità ed utilizzabili per il medesimo profilo. 198)
Comma inserito con l.r. 2 novembre 2017, n. 64, art. 7. Per l'applicazione di questa disposizione si veda anche il comma 3 dell'art. 27.
4 ter. In coerenza con le disposizioni statali vigenti, non possono essere stipulati contratti di lavoro a tempo determinato con i soggetti utilmente collocati in graduatorie, anche a tempo indeterminato, che abbiano già prestato servizio per un periodo pari o superiore a trentasei mesi, anche non continuativi, se relativi alla medesima categoria. (199)
5. La rinuncia o l’eventuale accettazione dell’assunzione a tempo determinato non comporta l’esclusione dalla graduatoria per il reclutamento a tempo indeterminato.
6. Le graduatorie possono essere utilizzate anche per il reclutamento di personale a tempo parziale. La rinuncia da parte dell’idoneo comporta l’esclusione dalla graduatoria.
7. Le graduatorie delle selezioni pubbliche per il reclutamento del personale a tempo indeterminato possono essere utilizzate, previa intesa con la Regione Toscana e nel rispetto della normativa generale in materia di selezioni pubbliche, dagli enti, aziende ed agenzie regionali, dagli enti locali della Toscana, dalle aziende USL della Toscana e da altre pubbliche amministrazioni. L’eventuale rifiuto dell’assunzione da parte dell’idoneo non comporta l’esclusione dalla graduatoria.
7 bis. Abrogato. (72)
Comma prima inserito con l.r. 24 dicembre 2013, n. 77, art. 61, poi sostituito con l.r. 5 agosto 2014, n. 49, art. 1, ed ora abrogato con l.r. 2 novembre 2017, n. 64, art. 7. Per l'applicazione di quest'ultima disposizione si veda anche il comma 3 dell'art. 27.
8. La Regione può utilizzare le graduatorie delle selezioni pubbliche degli enti e delle amministrazioni di cui al comma 7, qualora la stessa non abbia proprie graduatorie in corso di validità per gli stessi profili professionali, previa intesa con gli enti medesimi. (200)
- Mobilità, comando, distacco e assegnazione temporanea. Aspettativa per rapporti di lavoro presso altra pubblica amministrazione(229)
Rubrica così sostituita con l.r. 29 giugno 2018, n. 32, art. 6.
1. La mobilità dei dipendenti tra le strutture di vertice della Giunta regionale (107)
Parole così sostituite con l.r. 30 dicembre 2014, n. 90, art. 28, comma 1, a decorrere dalla data di conferimento degli incarichi di cui al comma 1 dell'articolo 53 della l.r. 90/2014 ai sensi dell'articolo 53, comma 4, della legge regionale 30 dicembre 2014, n. 90 . Sino a tale data il testo è il seguente: « 1. La mobilità dei dipendenti tra le direzioni generali e tra queste e il Consiglio regionale è assunta come generale criterio di organizzazione ai fini della migliore funzionalità della struttura operativa e della utilizzazione ottimale delle risorse nonché dello sviluppo professionale del dipendente. ».
Parole così sostituite con l.r. 4 agosto 2015, n. 63, art. 1.
e tra queste e il Consiglio regionale è assunta come generale criterio di organizzazione ai fini della migliore funzionalità della struttura operativa e della utilizzazione ottimale delle risorse nonché dello sviluppo professionale del dipendente.
2. La Regione può ricoprire posti vacanti in organico mediante passaggio diretto di dipendenti, appartenenti alla stessa categoria o a qualifica corrispondente, in servizio presso altre amministrazioni pubbliche, che facciano domanda di trasferimento. Il trasferimento è disposto previo consenso dell'amministrazione di appartenenza.
3. La mobilità dei dipendenti tra le strutture di vertice della Giunta regionale è disposta dal Direttore generale. La mobilità dei dipendenti dalla struttura organizzativa della Giunta regionale alla struttura organizzativa del Consiglio regionale è disposta dal Direttore generale, previa intesa con il Segretario generale e viceversa. (108)
Comma così sostituito con l.r. 30 dicembre 2014, n. 90, art. 28, comma 2,a decorrere dalla data di conferimento degli incarichi di cui al comma 1 dell'articolo 53 della l.r. 90/2014 ai sensi dell'articolo 53, comma 4, della legge regionale 30 dicembre 2014, n. 90 . Sino a tale data il testo è il seguente: « 3. La mobilità dei dipendenti dalla direzione generale a cui sono assegnati ad altra direzione o al Consiglio regionale è disposta, sentiti il dipendente interessato ed il direttore generale della struttura di provenienza, dal direttore generale competente in materia di personale, su richiesta, rispettivamente, del direttore generale della struttura di destinazione o del Segretario generale del Consiglio regionale.».
4. La Regione può consentire il trasferimento del proprio personale presso altre amministrazioni pubbliche.
5. Il personale regionale può essere comandato presso amministrazioni pubbliche per esigenze di servizio delle stesse. Gli oneri finanziari connessi al comando sono a carico dell’ente presso il quale il personale regionale funzionalmente opera.
6. Il comando di cui al comma 5, disposto previo assenso del dipendente, non può avere durata superiore a dodici mesi, eventualmente rinnovabili, e può essere revocato solo mediante intesa in forma scritta tra gli enti o su richiesta motivata del dipendente.
7. La Regione può utilizzare personale comandato da altre pubbliche amministrazioni e in tal caso i relativi oneri finanziari sono posti a carico del bilancio regionale.
8. La Regione, per specifiche esigenze organizzative, può distaccare, anche a tempo parziale, il personale regionale presso altre pubbliche amministrazioni. Il distacco è disposto d’intesa con l’amministrazione interessata e non può avere durata superiore a dodici mesi, eventualmente rinnovabili. Tale limite temporale non trova applicazione nel caso in cui il distacco sia previsto da apposita disposizione di legge.
9. La Regione, per specifiche esigenze organizzative, può utilizzare personale distaccato da altre pubbliche amministrazioni. Gli oneri finanziari connessi al distacco sono a carico dell’ente di provenienza del personale distaccato.
9 bis. La Regione, sulla base di appositi protocolli, può disporre, per singoli progetti di interesse specifico dell’Amministrazione, l’assegnazione temporanea di personale presso altre pubbliche amministrazioni o imprese private, previo assenso del personale interessato. Il personale conserva il trattamento economico, anche accessorio, in godimento alla data di assegnazione. I relativi oneri finanziari sono a carico dell’ente o impresa a cui il personale regionale è assegnato. La durata dell’assegnazione temporanea è definita entro il periodo di vigenza del protocollo, che non può superare la durata della legislatura. (230)
Comma inserito con l.r. 29 giugno 2018, n. 32, art. 6.
9 ter. La Regione, sulla base di appositi protocolli, può utilizzare personale in assegnazione temporanea proveniente da altre pubbliche amministrazioni. Il personale conserva il trattamento economico, anche accessorio, in godimento alla data di assegnazione. I relativi oneri finanziari sono a carico del bilancio regionale. La durata dell’assegnazione temporanea è definita entro il periodo di vigenza del protocollo, che non può superare la durata della legislatura. (230)
9 quater. Il posto in dotazione organica del dipendente regionale in assegnazione temporanea resta indisponibile per tutta la durata della stessa. Il personale proveniente da altre pubbliche amministrazioni in assegnazione temporanea presso la Regione non ricopre posti in dotazione organica e non rileva ai fini del rispetto dei limiti di cui all’articolo 18 bis. (230)
10. Il dipendente regionale a tempo indeterminato può essere collocato in aspettativa senza assegni per instaurare un rapporto di lavoro a tempo determinato presso altra pubblica amministrazione nei casi previsti dai CCNL o da specifiche disposizioni normative nazionali, previa intesa scritta tra gli enti.
11. I dipendenti regionali possono chiedere di essere collocati in aspettativa senza assegni qualora vengano assunti a tempo determinato da altri enti pubblici come dirigenti con contratto a tempo determinato o con incarico di alta specializzazione di cui all’ articolo 110 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali) oppure per instaurare un rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato di durata massima triennale presso le istituzioni dell’UE.

References: art. 6
 art. 109
 articolo 34
 art. 2
 art. 73
 art. 60
 art. 60
 articolo 127
 art. 74
 art. 26
 art. 26
 art. 3
 art. 27
 art. 7
 art. 7
 art. 61
 art. 1
 art. 7
 art. 6
 art. 28
 art. 1
 art. 28
 art. 6
 articolo 110