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1 Copyright 2006 Meltemi editore srl, Roma È vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo effettuata compresa la fotocopia, anche a uso interno o didattico, non autorizzata. Meltemi editore via Merulana, Roma tel fax2 Pino Scaglione Nuovi territori Verso l innovazione in Calabria3 Indice p. 9 Presentazione Michelangelo Tripodi 15 Premessa Pianificare? Domandalo al territorio! Le Linee Guida, un esperienza per ascoltare e ri-progettare 23 Trasformazioni e nuovi territori di ricerca luoghi, ambienti e città; nebulose, ibridazioni, strati di paesaggio; reti policentriche, arcipelaghi urbani; infrastruttureti 77 Progetti avanzati per i nuovi territori: pre-figurazioni/sperimentazioni 147 Quasi un manuale 161 Mapping per orientarsi: tessuti, forme, spazi del contemporaneo 187 Atlante fotografico inmagini di Mario Cresci, Elisa Scaramuzzino e Andrea Pavesi 209 Bibliografia4 Premessa Pianificare? Domandalo al territorio! Le Linee Guida, un esperienza per ascoltare e ri-progettare5 La Regione Calabria, dopo anni di incomprensibile vuoto legislativo nei campi del governo delle città, del territorio, del paesaggio e delle risorse naturali, decide all inizio della penultima legislatura di dotarsi di un provvedimento legislativo adeguato. La legge 19, Legge Urbanistica Regionale della Calabria, nasce nel 2002, e viene accolta tra entusiasmi e polemiche, sostenitori e detrattori, slanci e timori, da quanti i fautori abituati al vuoto ormai pluridecennale, non speravano più che si potesse giungere a chiudere una fase di mancanza totale di regole e quanti i detrattori invece auspicavano lo statusquo per evidenti motivi di opportunismo speculativo e di laissez-faire generale. È una legge, la 19/2002, che raccoglie le sollecitazioni del dibattito apertosi a livello nazionale sul cambiamento delle strumentazioni urbanistiche, che tesaurizza gli avanzamenti di alcune Regioni (Toscana ed Emilia soprattutto, ma anche Liguria e Umbria), le quali, già dall inizio degli anni Novanta, hanno aperto la strada a nuovi modelli e metodi di pianificazione, soprattutto attraverso l introduzione del Piano Strutturale Comunale. Una legge, quella calabrese, per alcuni aspetti rivoluzionaria nell immobile contesto regionale che subisce, da anni, il dilagare della espansione edilizia e della crescente dispersione insediativa, della mancanza di un disegno di piano e di una visione dello sviluppo e dell organizzazione del territorio a scala regionale. Un testo con forti innovazioni che giunge però in un contesto sociale e politico, nonché amministrativo, fortemente impreparato e inadeguato alla sua applicazione più efficace. Prova evidente di ciò, tra l altro, il ritardo nelle successive azioni, necessarie per la reale applicazione delle norme previste nel testo, a partire proprio dall emanazione delle Linee Guida (art. 17, comma 5), strumento chiave del delicato passaggio dalla fase di approvazione alla fase di operatività, insieme all istituzione del SITO (Sistema informativo territoriale e Osservatorio delle trasformazioni territoriali, con il nucleo di valutazione urbanistico-territoriale della Regione Calabria). 166 Un prima stesura delle Linee Guida sarà perciò, con ritardo, elaborata in ben due successivi anni dall approvazione della Legge 19, per essere poi pubblicata sul BUR nel 2004, cioè allo scadere del mandato della Giunta di governo regionale, guidata dall allora presidente Chiaravalloti, che aveva emanato la stessa legge. Un ritardo incomprensibile e inammissibile in un contesto così fortemente segnato da una necessità e urgenza di governo delle trasformazioni urbane e territoriali, altrimenti affidato alla buona volontà di alcuni sindaci e amministratori provinciali, e reso ancor più grave dal fatto che le Linee Guida prevedono secondo il dettato della legge indirizzi per il governo del territorio regionale in attesa del QTR (Quadro Territoriale Regionale). Un ritardo e un uscita, delle prime Linee Guida approvate, segnati inoltre da una scrittura poco efficace sul piano operativo, con un testo di impronta fortemente giuridica che molto indugiava sulle analisi generali e poco sulla reale operatività soprattutto della nuova strumentazione: il PSC (Piano Strutturale Comunale), e che apriva, inoltre, un conflitto soprattutto con le Province su competenze e attribuzioni, contenuti dei piani provinciali e loro efficacia. Su queste premesse, al cambio della compagine amministrativa nell aprile 2005 con la nuova Giunta di centrosinistra guidata dal Presidente Agazio Loiero, il nuovo corso della gestione dell urbanistica e del governo del territorio in Calabria prende una strada diversa da quella percorsa negli anni precedenti. L idea del dinamico e intraprendente neo assessore regionale al Territorio e Urbanistica, Michelangelo Tripodi, è di costruire un sistema articolato di dialogo e collaborazione con comuni e Province, senza la partecipazione dei quali appare davvero impossibile qualsiasi forma di attuazione e modernizzazione del governo del territorio e delle città in Calabria. Il tradizionale concetto di neorigidismo ovvero la logica di imporre regole e leggi dall alto, con la quale si era mossa in prevalenza la gestione della precedente giunta regionale, ma anche di altre prima viene rimosso. La scelta è di ricominciare da capo e riscrivere le Linee Guida della Legge 177 Urbanistica in forma più democratica, partecipata ed efficace possibile ossia costruendo quasi un manuale e, insieme, un percorso di collaborazione per giungere a un elaborato utile per la migliore comprensione e applicazione dei principi della legge 19 da parte di comuni e Province e della stessa Regione. Un percorso del tutto inedito per una Calabria distratta e distante da processi democratici evoluti per il territorio e le città, iniziato, nel rispetto di un importante previsione della legge medesima, con la firma di un significativo Protocollo d Intesa, siglato nel settembre 2005 (dopo pochi mesi di insediamento della nuova Giunta regionale) tra Regione e Province, Anci, che reca come sintomatico sottotitolo Un nuovo patto per il governo del territorio in Calabria e che contiene un articolato sistema di impegni comuni tra i diversi enti, che tendono a ridare respiro ai territori calabresi considerati come la risorsa più importante e centrale su cui puntare nei prossimi anni. Tutto questo significativo processo, iniziato nell estate 2005, risultava, nel difficile, marginale e statico contesto calabrese, necessario per ripartire con uno slancio nuovo ed efficace, di fronte a evidenti e urgenti motivazioni che risiedono soprattutto nella rimozione dei ritardi che la Calabria ha accumulato in questi anni nel campo della pianificazione e gestione del territorio, nel governo dello sviluppo urbano e delle risorse del paesaggio, nella mancanza di piani e programmi di sviluppo coerenti in molti comuni o ancora nella totale inefficacia di quelli adottati a fronte di un dilagante spontaneismo edilizio, soprattutto nei centri costieri e nei fondovalle. Avvalendosi, dunque, della collaborazione di alcuni consulenti (chi scrive, Giuseppe Fera,Alberto Ziparo), una commissione referente con rappresentanti di enti, università, categorie professionali e associazioni varie, coordinata da Alessandro Bianchi, l idea dell Assessorato è stata quella di coinvolgere le parti sociali, produrre una serie di incontri pubblici dopo aver redatto una bozza (discussa in cinque conferenze, una per ogni provincia, con grande partecipa- 188 zione di pubblico e amministratori), attivare un sito on-line e altri canali di comunicazione e confronto, per poi giungere, nel gennaio 2006, all approvazione, dopo solo sei mesi e dunque in tempi brevissimi, all avvio di una strumentazione efficace in grado di muoversi, dalle Linee Guida in poi, su alcuni differenti livelli per costruire, durante i mesi e anni di governo della nuova Giunta regionale, una prima ipotesi di quadro di riferimento a scala regionale (la Calabria è ancora l unica regione senza Piano Territoriale Regionale), per informare e indirizzare gli altri enti, per definire strumenti più credibili e attuali per il governo delle trasformazioni, avviando contemporaneamente una serie di processi di riqualificazione delle zone costiere e dei centri urbani e adottando i molteplici strumenti che la Legge 19/2002 mette a disposizione per il recupero del patrimonio edilizio compromesso e l avvio di un processo di rigenerazione urbana e del territorio. Una significativa innovazione per la Calabria riguarda inoltre, in questo nuovo scenario, l opportunità di puntare a far emergere nella legge la coerenza tra sistemi della pianificazione del territorio e quelli dei programmi economici e finanziari, dunque di renderli coevi e compatibili, soprattutto perché alla Regione rimane ancora un lungo periodo di spesa pubblica legata ai programmi di sviluppo comunitari, così come un processo di modernizzazione è l insieme della azioni che, mirando soprattutto a valorizzare le risorse, piuttosto che normare la crescita urbana, puntano a invertire i processi di densificazione accantonando un obsoleto e inattuale metodo di pianificazione. Sembra perciò coerente la provocatoria frase iniziale Pianificare? Domandalo al territorio, mutuata dall esperienza del giovane gruppo Actar Arquitectura di Barcellona, in occasione della nota ricerca Metapolis, oltre la città, oltre la metropoli, oltre gli strumenti di una certa tradizione del piano, rivelatasi del tutto infruttuosa per lo sviluppo reale delle risorse, ma piuttosto efficace per gonfiare previsioni insediative, edilizia spontanea, periferie malate e luoghi della precarietà urbana senza qualità e senza spazi per la comunità. 199 Si muovono, infine, in questa direzione, all indirizzo di una diffusione della cultura urbana e del territorio, alla ricerca di forme di comunicazione e dialogo all interno e soprattutto all esterno della regione, occasioni di riflessione come quelle contenute in queste pagine, necessarie per la costruzione di un confronto più diretto ed efficace tra istituzione regionale, enti locali e cittadini, ma soprattutto opportune per un consenso in campo nazionale, necessario per sottrarre la Calabria alla sua reale o presunta marginalità geografica, culturale e sociale e a un insieme di luoghi comuni negativi, per avviare un nuovo corso che proprio nelle città e nei territori ritrovi un immagine efficace di contemporaneità e reale modernizzazione e un dibattito che ponga questi contesti in un nuovo scenario, più ampio, italiano ed europeo. Questo libro, che nasce da tale esperienza, e questa premessa che è la sintesi di un diario più lungo del difficile, ma positivo, percorso intrapreso, ricostruiscono alcune di queste tappe, ma soprattutto cercano di produrre una riflessione necessaria e utile sui percorsi verso l innovazione che la legge regionale n. 19 contiene, e che malgrado tutto restano ancora celati, inespressi e racchiusi tra le pieghe della legislazione e del suo specialistico linguaggio, nei limiti di azioni inadeguate di molti amministratori locali non ancora coscienti delle risorse dei territori amministrati, nei percorsi progettuali di pianificatori poco sensibili al mondo che cambia rapidamente e che non accetta più soluzioni e proposte preconfezionate. Il nuovo che avanza a fatica in un contesto nazionale, che attraversa una profonda crisi endogena, si fa spazio nella Calabria odierna, supportato, nell era della comunicazione veloce, da un patrimonio comune di avanzamenti disciplinari, di sperimentazioni e ricerche, di studi e applicazioni su territori italiani ed europei che non possono restare per troppo tempo ancora inapplicati e disattesi. Anche in realtà come la Calabria, dove la marginalità geografica e culturale, come nell intero Meridione, appare ormai solo un pretesto. 2010 7 Immagini 1 Veduta di Reggio Calabria (archivio Iariti). 2 Case in costruzione lungo la costa tirrenica. 3 Case in costruzione lungo la costa tirrenica. 4 Gioia Tauro. 5 Tra Bagnara e Scilla. 6 Via Nazionale a Corigliano. 7 Italia dal satellite, dettaglio notturno.11 1 Documenti analoghi
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