Source: http://www.europe-eje.eu/it/fiche-thematique/scheda-3-procedimento-beni-mobili-materiali
Timestamp: 2019-04-20 13:10:34+00:00

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Home › Fiches EJE › Italia › Scheda 3 – I procedimento di beni mobili materiali
In questo scheda :
Esecuzione forzata in generale
Pignoramento : forma
Pignoramento di aeromobili e navi
Esecuzione forzata di consegna e rilascio
Sono beni materiali le cose esistenti nel mondo fisico e e suscettibili di percezione con sensi o strumenti materiali (esempio : un animale, un televisore o un autoveicolo).
In Italia i beni materiali possono formare oggetto di esecuzione forzata mediante:
1.Pignoramento :
a. mobiliare presso il debitore
b. mobiliare presso un terzo
2. Consegna (beni mobili) e rilascio (beni immobili)
3. sequestro conservativo
4. sequestro giudiziario
L'esecuzione forzata "in generale" è disciplinata nel titolo secondo, capo primo (articolo 483 e seguenti) del Codice di Procedura Civile.
Secondo la legge italiana, il creditore per poter dar corso all'esecuzione deve essere munito di titolo esecutivo. Oltre al titolo esecutivo è richiesto un ulteriore presupposto, che però non riguarda propriamente il processo esecutivo, ma lo precede: il creditore, prima di iniziare l'esecuzione, deve notificare al debitore un atto, denominato "precetto". Questa formalità ha due finalità :
dare al debitore un ulteriore termine per l'adempimento spontaneo
assegnare al creditore un termine (di novanta giorni) entro il quale l'esecuzione deve iniziare.
2. TITOLI ESECUTIVI
4. CUMULO DEI MEZZI DI ESPROPRIAZIONE
1. INGIUNZIONE
Ai sensi dell'articolo 492 del Codice di Procedura Civile, il pignoramento consiste in un'ingiunzione rivolta al debitore, dall'Ufficiale Giudiziario, di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito esattamente indicato i beni che si assoggettano all'espropriazione e i frutti di essi.
L'ingiunzione è un vincolo giuridico sui beni pignorati ed ha l'effetto di rendere inefficaci gli atti di disposizione compiuti dal debitore e di conseguenza, costituisce un requisito essenziale per la funzione propria dell'atto, giacché soltanto attraverso di essa acquista inequivoca certezza e piena rilevanza giuridica l'obbligo di astenersi da ogni atto pregiudizievole sancito dall'articolo 492 del Codice di Procedura Civile.
2. REQUISITI DI FORMA
Per quanto concerne la forma, ai sensi dell'art. 492 del codice di procedura civile il pignoramento oltre all'ingiunzione deve altresi' contenere :
l'invito rivolto al debitore ad effettuare presso la cancelleria del giudice dell'esecuzione la dichiarazione di residenza o l'elezione di domicilio in uno dei comuni del circondario in cui ha sede il giudice competente per l'esecuzione con l'avvertimento che, in mancanza ovvero in caso di irreperibilita' presso la residenza dichiarata o il domicilio eletto, le successive notifiche o comunicazioni a lui dirette saranno effettuate presso la cancelleria dello stesso giudice.
l'avvertimento che il debitore può chiedere di sostituire alle cose o ai crediti pignorati una somma di denaro pari all'importo dovuto al creditore pignorante e ai creditori intervenuti, comprensivo del capitale, degli interessi e delle spese, oltre che delle spese di esecuzione.
3. LA DICHIARAZIONE PATRIMONIALE
1. LUOGO DI ESECUZIONE
Nell'esecuzione mobiliare presso il debitore, il Codice disciplina, in funzione del luogo in cui si trovano i beni da sottoporre a pignoramento, diverse modalità di esecuzione:
1) esecuzione mobiliare presso la casa del debitore e negli altri luoghi a lui appartenenti;
2) esecuzione mobiliare presso un terzo che consente di esibire i beni di proprietà del debitore da sottoporre a pignoramento.
Con riferimento al punto due si precisa che, se il terzo non consente di esibire i beni del debitore, il creditore per poter procedere al pignoramento ha due alternative:
a. pignoramento presso terzi: articolo 543 del Codice di Procedura Civile e seguenti, che prevede una dichiarazione, davanti al Giudice, del terzo;
b. pignoramento diretto: previo decreto di autorizzazione del Presidente del Tribunale o un giudice da lui delegato, su ricorso del creditore, a pignorare cose determinate che non si trovano in luoghi appartenenti al debitore, ma delle quali egli può direttamente disporre.
2. FASE D'IMPULSO
Fatte queste premesse, il creditore procedente (personalmente o tramite il proprio legale) munito, quindi, del titolo esecutivo e del precetto consegna gli atti all''ufficio NEP (Notificazione, Esecuzione e Protesti) competente per territorio.
L'atto viene controllato dall'Ufficiale Giudiziario addetto alla ricezione atti e se non presenta irregolarità viene consegnato all'Ufficiale Giudiziario competente di zona.
All'atto della richiesta del pignoramento il creditore può dichiarare che intende partecipare - con l'assistenza o a mezzo di difensore e di esperto o di uno di essi - a sue spese, alle operazioni di pignoramento. In questo caso l'ufficiale giudiziario esecutore deve comunicare la data e l'ora dell'accesso entro quindici giorni, con un preavviso di tre giorni, riducibile nei casi di urgenza (articolo 165 delle disposizioni per l'attuazione del Codice di Procedura Civile).
L'articolo 519 del Codice di Procedura Civile dispone che il pignoramento non può essere eseguito nei giorni festivi, né fuori delle ore indicate nell'articolo 147 del Codice di Procedura Civile (tra le ore 7 e le ore 21), salvo che ne sia data autorizzazione dal presidente del tribunale o da un giudice da lui delegato.
3. ASSISTENZA DELLA FORZA PUBBLICA
Quando il debitore oppone resistenza o vi sono altre persone che disturbano l'esecuzione, l'Ufficiale Giudiziario può chiedere l'assistenza della forza pubblica.
L'azione esecutiva, in quanto strumentale rispetto al diritto riconosciuto nel titolo, costituisce un diritto soggettivo pubblico del singolo ad ottenere dallo Stato quelle attività che si rendano necessarie per l'esercizio del diritto riconosciuto nel titolo e fra tali attività deve senza dubbio annoverarsi l'uso della forza pubblica. Pertanto, il provvedimento di concessione o di diniego della forza pubblica nell'ipotesi di esecuzione di sfratto non ha margine di discrezionalità se non con riferimento esclusivamente alla disponibilità della forza e ad eventi equivalenti e, sempre, per tempi tecnici assolutamente ristretti. Cfr. Corte di Appello di Milano,Sezione prima, 27 ottobre 1981, n. 1694.
4. Esecuzione forzata con apertura forzata
La situazione più frequente che l'Ufficiale Giudiziario riscontra nel luogo di esecuzione, si ha quando:
a) trova chiuso per assenza del debitore o di altre persone conviventi, o
b) le persone si rifiutano di aprire la porta di ingresso per evitare il pignoramento.
In questi casi all'Ufficiale Giudiziario sono riconosciuti ampi poteri quale quello di disporre l'apertura forzata della porta. Infatti l'articolo 513 c.p.c., secondo comma, stabilisce che:
"Quando è necessario aprire porte, ripostigli o recipienti, vincere la resistenza opposta dal debitore o da terzi, oppure allontanare persone che disturbano l'esecuzione del pignoramento, l'ufficiale giudiziario provvede secondo le circostanze, richiedendo, quando occorre, l'assistenza della forza pubblica".
5. LA RICERCA DEI BENI
La ricerca dei beni mobili da pignorare é un atto di istruzione del pignoramento e si inserisce nel processo di espropriazione mobiliare come una fase essenziale al suo effetto utile.
6. Pignoramento In luoghi non appartenenti al debitore
Come si può notare le modalità operative per aggredire i beni del debitore, quando il possesso è nelle mani di un terzo, variano in funzione di determinati contesti tassativamente imposti dalla legge.
Un esempio a chiarimento di quanto sopra è il seguente:
Al signor Rossi gli è stato notificato un atto di precetto per una ingente somma dovuta al signor Verdi.
Il signor Verdi, tramite un investigatore privato scopre che il signor Rossi possiede una Ferrari.
Dalle informazioni ricevute dall'investigatore, il signor Verdi viene a conoscenza che la vettura si trova parcheggiata presso un garage privato e titolare è il signor Neri, amico del debitore.
Il Signor Verdi, convinto che il titolare del garage non consentirà di esibire il bene ai fini del pignoramento, chiede al Presidente del Tribunale l'autorizzazione, ai sensi dell'articolo 513, terzo comma, di eseguire il pignoramento presso un luogo in cui il debitore può disporre (il debitore ha libertà di entrare ed uscire con la vettura dal garage).
Il Giudice autorizza e il signor Verdi incarica l'Ufficiale Giudiziario ad eseguire il pignoramento.
L'Ufficiale Giudiziario si reca presso il garage del signor Neri, ma non trova la Ferrari.
Il signor Neri dichiara all'Ufficiale Giudiziario che la vettura si trova in vendita presso il concessionario del signor Bianchi.
A questo punto l'Ufficiale Giudiziario si reca presso il concessionario (luogo in cui il debitore non può disporre) ma il signor Bianchi rifiuta di esibire l'autovettura e l'Ufficiale Giudiziario rimette gli atti al creditore.
Al signor Verdi non resta che una sola strada da seguire, quella del pignoramento nelle forme del presso terzi, tenuto conto del fatto che non può richiedere al giudice l'autorizzazione del pignoramento diretto trovandosi il bene in un luogo che il debitore non può disporre.
È importante precisare che quando l'Ufficiale Giudiziario intende eseguire un pignoramento diretto presso un terzo, non è sufficiente che il terzo esibisca il bene, ma occorre anche che questi dichiari che il bene è di proprietà del debitore.
Articolo 619. Forma dell'opposizione.
7. Descrizione delle cose pignorate
Il primo comma dell'articolo 518 del Codice di Procedura Civile dispone che "L'ufficiale giudiziario redige delle sue operazioni processo verbale nel quale dà atto dell'ingiunzione di cui all'articolo 492 e descrive le cose pignorate, nonché il loro stato, mediante rappresentazione fotografica ovvero altro mezzo di ripresa audiovisiva".
Scopo principale che il verbale di pignoramento sia completato con la rappresentazione fotografica o ripresa audiovisiva è quello di evitare che il debitore, al momento dell'asporto dei beni pignorati destinati alla vendita forzata, possa sostituirli con altri beni simili e di scarso valore. Infatti la generica descrizione a "penna", quando il bene pignorato non è un bene registrato (esempio un autoveicolo), si presta ad azioni fraudolente da parte del debitore che difficilmente potranno essere smascherati.
Le riprese fotografiche o audiovisive possono essere effettuate, oltre che dall'Ufficiale Giudiziario, anche dallo stimatore nominato per la valutazione dei beni.
La omissione della riproduzione fotografica o audiovisiva in un verbale di pignoramento non è motivo di nullità previsto dalla legge, ma lo è quando non raggiunge lo scopo.
8. Il presumibile valore di realizzo dei beni pignorati
Tenuto conto che l'Ufficiale Giudiziario effettua la valutazione dei beni sulla base di un'esperienza e competenza di carattere generale può verificarsi, nel corso di una Procedura esecutiva, di sottoporre a pignoramento beni che per la loro valutazione è richiesta una competenza specifica e di settore. Per questi particolari casi, è intervenuto il legislatore il quale, ha conferito all'Ufficiale Giudiziario, il potere operativo di avvalersi dell'opera di un esperto di sua fiducia.
In merito alla nomina di un esperto stimatore da parte dell'Ufficiale Giudiziario, il legislatore ha previsto due possibilità operative:
1. l'Ufficiale Giudiziario, se lo ritiene utile o previa richiesta del creditore, nomina lo stimatore prima di iniziare l'esecuzione;
2. l'Ufficiale Giudiziario nomina lo stimatore nel corso dell'esecuzione.
Il primo caso si può verificare quando, a priori, l'Ufficiale Giudiziario valuta che nel luogo di esecuzione, con molta probabilità, troverà dei beni di difficile valutazione, come ad esempio una richiesta di pignoramento presso un gioielliere. In questa ipotesi l'Ufficiale Giudiziario nominerà uno stimatore e insieme accederanno nel luogo di esecuzione.
Il secondo caso, invece, si può verificare quando l'Ufficiale Giudiziario si reca da solo nel luogo dell'esecuzione e rinviene beni di difficile valutazione (l'esempio di cui sopra, solo che dagli atti non risulta l'attività di gioielliere del debitore). In questa seconda ipotesi - ai sensi dell'articolo 518 del Codice di Procedura Civile, secondo comma - l'Ufficiale Giudiziario può differire le operazioni di stima redigendo un primo verbale di pignoramento, ed entro breve termine e comunque entro il termine perentorio di trenta giorni, procede alla definitiva individuazione dei beni da assoggettare al pignoramento sulla base dei valori indicati dall'esperto, al quale è consentito in ogni caso accedere al luogo in cui i beni si trovano.
Il creditore che pretende di eseguire un pignoramento di una cosa mobile che assume di proprietà di un proprio debitore ed è, però, detenuto da un terzo, deve procedere - salvo che il terzo consente di esibire spontaneamente la cosa all'ufficiale giudiziario - con le modalità e le forme previste dall'articolo 543 e seguenti del Codice di Procedura Civile (l'espropriazione presso terzi).
Inoltre è opportuno puntualizzare che non è possibile dar corso all'espropriazione presso terzi quando il terzo è divenuto proprietario di un bene alienato dal debitore e il cui trasferimento abbia pregiudicato le ragioni del creditore. In questo caso non si tratta di pignoramento presso terzi bensì contro il terzo, distintamente disciplinato dagli articoli 602 e seguenti del c.p.c.
Articolo 602. Modo dell'espropriazione.
Articolo 603. Notificazione del titolo esecutivo e del precetto.
Articolo 604. Disposizioni particolari.
2. Forma del pignoramento presso terzi
Il pignoramento di cose del debitore che sono in possesso di terzi, si esegue mediante atto notificato personalmente al terzo (articolo 546 del Codice di Procedura Civile) e al debitore a norma degli articoli 137 e seguenti. Il momento centrale e determinante del pignoramento presso terzi, ancorché atto composto da una pluralità di elementi, è costituito proprio dalla notificazione dell'atto stesso.
Gli elementi prescritti dall'articolo 543 e 492 del Codice di Procedura Civile sono i seguenti:
1. la dichiarazione del creditore, di residenza o l'elezione di domicilio nel Comune in cui ha sede il tribunale o la Sezione distaccata competente;
2. l'indicazione del credito per il quale si procede, del titolo esecutivo e del precetto;
3. l'indicazione delle cose dovute dal terzo. L'indicazione può essere anche generica in quanto oggetto dell'espropriazione forzata non è tanto un bene suscettibile di esecuzione immediata, quanto una posizione giuridica attiva dell'esecutato;
4. la citazione del terzo e del debitore a comparire davanti al giudice dell'esecuzione del luogo di residenza del terzo, affinché questi faccia la dichiarazione di cui all'articolo 547 e il debitore sia presente alla dichiarazione e agli atti ulteriori, con invito al terzo a comparire quando il pignoramento riguarda stipendi, salari e altre indennità relative al rapporto di lavoro e nei limiti di un quinto, e negli altri casi a comunicare la dichiarazione a mezzo raccomandata al creditore procedente entro dieci giorni dalla notificazione dell'atto.
5. l'ingiunzione rivolta specificamente e direttamente dall'ufficiale giudiziario al debitore esecutato;
6. l'intimazione al terzo di non disporre delle cose e somme da lui dovuti e nei limiti dell'importo del credito precettato aumentato della metà, senza ordine del giudice;
7. l'invito rivolto al debitore ad effettuare presso la cancelleria del giudice dell'esecuzione la dichiarazione di residenza o l'elezione di domicilio in uno dei comuni del circondario in cui ha sede il giudice competente per l'esecuzione con l'avvertimento che, in mancanza ovvero in caso di irreperibilità presso la residenza dichiarata o il domicilio eletto, le successive notifiche o comunicazioni a lui dirette saranno effettuate presso la cancelleria dello stesso giudice;
8. l'avvertimento che il debitore, ai sensi dell'articolo 495, può chiedere di sostituire alle cose o ai crediti pignorati una somma di denaro pari all'importo dovuto al creditore pignorante e ai creditori intervenuti, comprensivo del capitale, degli interessi e delle spese, oltre che delle spese di esecuzione, sempre che, a pena di inammissibilità, sia da lui depositata in cancelleria, prima che sia disposta la vendita o l'assegnazione a norma degli articoli 530, 552 e 569, la relativa istanza unitamente ad una somma non inferiore ad un quinto dell'importo del credito per cui è stato eseguito il pignoramento e dei crediti dei creditori intervenuti indicati nei rispettivi atti di intervento, dedotti i versamenti effettuati di cui deve essere data prova documentale;
La mancanza anche di uno soltanto degli elementi indicati nell'articolo 543 e 492 cod. proc. civ., trattandosi di requisiti essenziali dell'atto, provoca la nullità e in alcuni casi l'inesistenza giuridica del pignoramento.
Il pignoramento presso terzi si perfeziona non con la sola notificazione dell'atto di cui all'articolo 543 cod. proc. civ. - che rende immediatamente indisponibili da parte del terzo le cose o le somme da lui dovute, così segnando l'efficacia e l'esistenza dello stesso pignoramento - ma con la dichiarazione positiva del terzo o con l'accertamento giudiziale del credito. In questi due modi soltanto avviene l'esatta e concreta specificazione di quali cose o somme il terzo sia debitore o si trovi in possesso e del momento in cui ne deve il pagamento o la consegna.
Tale articolo, se pur in rarissimi casi, potrebbe essere in contrasto con l'articolo 26 del codice di procedura civile, quando il terzo è detentore di cose mobili di proprietà del debitore. Infatti il citato articolo 26 dispone che per l'esecuzione forzata su cose mobili o immobili è competente il giudice del luogo in cui le cose si trovano e quindi, non si può escludere che a volte le cose mobili del debitore si trovino in un luogo diverso dalla residenza del terzo.
Articolo 2914. Alienazioni anteriori al pignoramento.
L' esecuzione forzata è promossa avanti il tribunale nella circoscrizione dei quali la nave - articolo 643 - o l'aeromobile - articolo 1055- si trova. Pertanto il foro territoriale dell'esecuzione forzata ha carattere funzionale ed inderogabile: pertanto non concorre con il foro generale dell'art. 18 c.p.c., e la relativa eccezione d'incompetenza, essendo rilevabile ex officio, può essere proposta in ogni stato e grado del processo.
Articolo 643 - Competenza
1. L' esecuzione forzata è promossa avanti il tribunale nella circoscrizione dei quali la nave o il galleggiante si trova ...
2. Il sequestro giudiziario e conservativo di navi o di galleggianti è autorizzato dai giudizi competenti a norma del codice di procedura civile.
Articolo 1055. Competenza.
L'esecuzione forzata è promossa avanti al Tribunale nella circoscrizione del quale si trova l'aeromobile.
Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 8247 del 24/05/2003. Poiché per l'esecuzione forzata è competente il giudice del luogo in cui le cose si trovano, competente territorialmente ad eseguire il pignoramento è l'ufficiale giudiziario addetto all'ufficio giudiziario competente per l'esecuzione (nel caso di specie, con precedente regolamento di competenza, la S.C. aveva già individuato l'ufficio giudiziario territorialmente competente ad eseguire un pignoramento di nave).
Analoghe disposizioni sono previste per gli aeromobili.
L'esecuzione forzata che abbia per oggetto navi - aeromobili - o galleggianti, i loro carati - quote - e le loro pertinenze, è disciplinata esclusivamente dalle Disposizioni speciali contenute nel codice della navigazione nonché nel relativo regolamento di esecuzione, con la conseguenza che essendo inibito al creditore procedente optare per la normale procedura di cui agli artt. 480 ss. Cod. proc. civ., il termine di efficacia del precetto per procedere al pignoramento dei natanti o aeromobili è quello inderogabile di trenta giorni.
Per quanto concerne il termine ad adempiere, il codice della navigazione - articolo 647 - prevede un termine ridottissimo: VENTIQUATTRO ORE.
24 ore > Termine ad adempiere per il debitore
30 giorni > Termine di efficacia del precetto
Articolo 647 - Precetto
NAVE. Articolo 648 - Notificazione del precetto
1. Il precetto, ad istanza del creditore, deve essere notificato al debitore proprietario.
2. Il precetto diviene inefficace trascorsi trenta giorni senza che si sia proceduto al pignoramento.
AEROMOBILE. Articolo 1059. Forma e notificazione del precetto.
Ai sensi degli articoli 653 (nave) e 1065 (aeromobile) il creditore pignorante, non prima di trenta e non oltre novanta giorni dal pignoramento, può chiedere la vendita della nave o dell'aeromobile con ricorso al giudice dell'esecuzione.
Il ricorso deve essere notificato al proprietario debitore, ai creditori ipotecari, e ai creditori intervenuti a norma dell'articolo 499 del codice di procedura civile, con invito a far pervenire le loro osservazioni sulle condizioni di vendita, e se trattasi di aeromobile straniero al console dello Stato del quale l'aeromobile ha la nazionalità.
L'esecuzione di rilascio è affidata all'ufficiale giudiziario, anche se è, comunque previsto l'intervento del giudice quando, nel corso dell'esecuzione, sorgono difficoltà che non ammettono dilazioni. In questo caso, l'articolo 610 del codice di procedura civile dispone che ciascuna parte può richiedere al potere direttivo del Giudice dell'Esecuzione i provvedimenti temporanei occorrenti.
L'articolo 2930 del codice civile dispone che se non è adempiuto l'obbligo di consegnare una cosa determinata, mobile o immobile, l'avente diritto può ottenere la consegna forzata a norma delle disposizioni del codice di procedura civile. In tal caso l'esecuzione forzata avviene con l'osservanza delle norme stabilite dagli articoli 605 e seguenti del codice di procedura civile.
L'esecuzione forzata per consegna non può aver luogo che in virtù dei titoli esecutivi di cui ai numeri 1) e 3) del secondo comma dell'articolo 474 del codice di procedura civile:
le sentenze, i provvedimenti e gli altri atti ai quali la legge attribuisce espressamente efficacia esecutiva, come le ordinanze, i decreti, il verbale di conciliazione giudiziale;
Il precetto per consegna di beni mobili deve contenere, oltre le indicazioni di cui all'articolo 480, anche la descrizione sommaria dei beni stessi.
Se il titolo esecutivo dispone circa il termine della consegna, l'intimazione va fatta con riferimento a tale termine.
Il procedimento di consegna di cose mobili - esecuzione forzata in forma specifica - una volta decorso il termine indicato nell'atto di precetto, si porta a compimento attraverso le seguenti fasi:
a. L'ufficiale giudiziario, munito del titolo esecutivo e del precetto, si reca sul luogo in cui le cose si trovano;
b. Ricerca le cose da consegnare - che devono essere identificate, senza possibilità di confusione con cose simili. È bene precisare che le cose da consegnare devono tassativamente essere descritte nel titolo esecutivo e/o nel precetto e non sono validi eventuali scritture o documenti allegate al titolo stesso, anche se sottoscritte dal debitore.
c. Consegna le cose alla parte istante - o a persona da lei designata - la quale li ritira e provvede a trasportarli altrove. Ovviamente, non trattandosi di pignoramento, la parte che riceve il bene non è tenuta ad indicare il luogo ove trasferirà i beni in quanto sono di esclusiva proprietà dell'istante.
In virtù dei poteri concessi dalla legge - articolo 513 del codice di procedura civile - l'Ufficiale Giudiziario può ricercare le cose oltre che nel luogo indicato in atti anche negli altri luoghi appartenenti alla parte tenuta alla consegna.
Qualora il bene è in possesso di un terzo - estraneo all'esecuzione - il quale non consente l'esibizione e la consegna, è necessaria una precisa autorizzazione del Presidente del Tribunale o di un suo delegato, salvo che nel titolo esecutivo vi sia l'autorizzazione alla consegna forzata ovunque il bene si trovi.
Quando è necessario aprire porte, ripostigli o recipienti, vincere la resistenza opposta dal debitore o da terzi, oppure allontanare persone che disturbano l'esecuzione, l'ufficiale giudiziario provvede secondo le circostanze, richiedendo, quando occorre, l'assistenza della forza pubblica.
L'articolo 607, prevede che se le cose da consegnare sono state sottoposte a pignoramento, la consegna non può avere luogo, e la parte istante deve fare valere le sue ragioni mediante opposizione di terzo a norma degli articoli 619 e seguenti.
Il patrimonio del debitore non sempre è costituito da beni di sua esclusiva proprietà, ma può essere costituito da beni in comproprietà con altri soggetti non esecutati, come ad esempio beni ricevuti in eredità con altri coeredi (comunioni ereditarie) o in regime di comunione legale tra i coniugi.
In questi casi, quando i beni sono in comunione tra più soggetti, vengono qualificati come "beni indivisi".
La comunione può riguardare sia il diritto di proprietà sia ogni altro diritto reale.
L'esecuzione forzata sui beni indivisi è disciplinata dal Codice di Procedura Civile agli articoli 599, 600 e 601, integrate dagli articoli 180 e 181 disp. att.
Il primo comma dell'articolo 599 del Codice di Procedura Civile stabilisce che: "Possono essere pignorati i beni indivisi anche quando non tutti i comproprietari sono obbligati verso il creditore".
Questo significa che quando il pignoramento ha per oggetto beni indivisi inevitabilmente si coinvolgono indirettamente soggetti estranei alla posizione debitoria. Pertanto, dopo l'effettuazione del pignoramento, il creditore procedente - ai sensi del secondo comma dell'articolo 599 del Codice di Procedura Civile e 180 disp. att. cod. proc. civ - è tenuto a notificare agli altri comproprietari un avviso del pignoramento.
La notificazione dell'avviso dell'avvenuto pignoramento di un bene indiviso ai comproprietari non debitori, ha due finalità:
1. imporre il divieto di lasciar separare le cose comuni senza ordine del giudice;
2. provocare l'audizione di tutti gli interessati, prevista nell'articolo 600 del Codice di Procedura Civile.
I beni indivisi possono essere sia mobili che immobili, ma anche i crediti possono avere tale requisito: ad esempio i saldi attivi di conti correnti bancari intestati a più persone con facoltà per le medesime di compiere operazioni anche disgiuntamente. In questo caso gli intestatari sono considerati (ai sensi dell'articolo 1854 del Codice Civile) creditori in solido del saldo attivo.
Nell'esecuzione forzata di beni indivisi si prevedono tre modalità di realizzo:
1. la separazione della quota;
2. la divisione del bene;
3. la vendita della quota indivisa.
2. LA SEPARAZIONE IN NATURA DELLA QUOTA DEL DEBITORE
3. LA DIVISIONE DEL BENE COMUNE
Se la separazione in natura non è chiesta o non è possibile, il giudice dispone che si proceda alla divisione a norma del Codice Civile, salvo che ritenga probabile la vendita della quota indivisa ad un prezzo pari o superiore al valore della stessa, determinato a norma dell'articolo 568 del Codice di Procedura Civile.
In tal caso l'esecuzione è sospesa, ai sensi dell'art. 600 c.p.c., finché sulla divisione non sia intervenuto un accordo fra le parti o pronunciata una sentenza che identifichi definitivamente la quota di proprietà del debitore sul bene originariamente comune.
La divisione di un bene in comunione è attuabile quando è possibile determinare quote concrete suscettibili di autonomo e libero godimento, mentre la non comoda divisibilità si ha quando non sia possibile la formazione di un numero di quote omogenee eguale a quello dei condividenti (Cassazione, Sezione II, 3 maggio 1996, n. 4111).
Sotto il profilo economico e funzionale, la divisione deve consentire il mantenimento, sia pure in misura proporzionalmente ridotta, della funzionalità che aveva il tutto, tenuto conto della normale destinazione ed utilizzazione del bene (Cassazione, Sezione II, 7 febbraio 2002, n. 1738); vale a dire, che il bene sia frazionabile in tante porzioni separate, ciascuna delle quali sia suscettibile di autonomo godimento da parte di ciascun condividente secondo l'ordinaria e normale funzione dell'intero (Cassazione, Sezione II, 23 ottobre 2001, n. 12998; Cassazione, Sezione II, 24 novembre 1998, n. 11891).
4. LA VENDITA DELLA QUOTA INDIVISA
Se il bene comune non può essere diviso, il giudice dell'esecuzione può ordinare la vendita della quota indivisa di proprietà del debitore esecutato.
La vendita di quota indivisa comporta una modifica parziale della struttura soggettiva della comunione in quanto - a differenza della separazione in natura - non determina alcuna diminuzione del compendio comune né comporta alcuna restrizione nei diritti degli altri comproprietari, poiché il rapporto di comunione non viene sciolto.
Articolo 600. Convocazione dei comproprietari.
Articolo 180. Avviso di pignoramento ai comproprietari del bene pignorato.
L'avviso ai comproprietari dei beni indivisi nel caso previsto dall'articolo 599 secondo comma del Codice deve contenere l'indicazione del creditore pignorante, del bene pignorato, della data dell'atto di pignoramento e della trascrizione di esso. L'avviso è sottoscritto dal creditore pignorante.
Con lo stesso avviso o con altro separato gli interessati debbono essere invitati a comparire davanti al giudice dell'esecuzione per sentire dare i provvedimenti indicati nell'articolo 600 del Codice.

References: articolo 543

Articolo 619

Articolo 602

Articolo 603

Articolo 604
 articolo 26

Articolo 2914
 articolo 643
 articolo 1055

Articolo 643

Articolo 1055
 Sentenza 
 articolo 647

Articolo 647
 Articolo 648
 Articolo 1059
 articolo 513
 sentenza 

Articolo 600

Articolo 180