Source: https://action.ciwf.it/page/23309/action/1
Timestamp: 2018-05-20 11:23:53+00:00

Document:
Trasporto di animali dalla UE
Ogni anno l’Unione europea “esporta” in Medio Oriente, Nord Africa e Turchia oltre due milioni di bovini e ovini ogni anno. Gli animali, stipati in camion sovraffollati, sono trasportati via strada per lunghissimi viaggi diretti in Turchia o ai porti marittimi nel Sud Europa, dove vengono imbarcati e trasportati via mare in Medio Oriente e in Nord Africa.
Nell’estate del 2017 gli investigatori di Compassion in World Farming si sono recati al confine tra Turchia e Bulgaria per documentare le condizioni degli animali in transito, trasportati fuori dai confini dell’Unione europea. Hanno documentato terribili sofferenze.
Leggi il resoconto degli investigatori qui.
Puoi trovare il nostro report sulle “esportazioni” dell’Ue di animali vivi qui.
Le indagini nei macelli in Medio Oriente, Turchia e Nord Africa hanno svelato come gli animali vengano maneggiati brutalmente e crudelmente e macellati mentre sono ancora pienamente coscienti.
Queste pratiche di macellazione infrangono le linee guida internazionali dell’OIE (Organizzazione mondiale per la Sanità Animale) relative al benessere degli animali durante l’abbattimento. Inoltre, molto spesso, i viaggi a lunga distanza violano una importante sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea. La Corte ha infatti deliberato che la normativa europea sulla protezione degli animali durante il trasporto è vigente e deve essere rispettata anche quando un camion o una nave adibiti al trasporto di animali vivi escono dall’Unione europea. Ma questa sentenza è spesso ignorata dalla Commissione europea e dagli operatori commerciali.
Questo crudele commercio infrange anche il trattato sul funzionamento dell'Unione europea. L’articolo 13 riconosce gli animali quali “esseri senzienti” e statuisce che, nella formulazione e nell’attuazione delle politiche dell'Unione nel settore dell’agricoltura e del trasporto, la Commissione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali. Eppure permettere l’esportazione tramite trasporti a lunga distanza verso Paesi in cui gli animali potrebbero essere macellati con metodi di immensa brutalità non tiene pienamente conto del benessere degli animali.
Chiedi alla Commissione di fermare l’esportazione di animali vivi dall’Ue verso Paesi extra Ue. Invia una email al presidente della Commissione europea Juncker e ai Commissari al Commercio Malmström e all’Agricoltura e Sviluppo rurale Hogan e chiedi loro di vietare le esportazioni di animali vivi fuori dall’Unione europea.
Indagine sul trasporto di animali vivi
Nell’agosto 2017, i nostri investigatori hanno trascorso 10 giorni al confine tra Turchia e Bulgaria, dove hanno documentato le condizioni degli animali in transito.
Durante i 10 giorni, i nostri investigatori hanno visto un numero altissimo di animali passare il confine. Con temperature che superavano i 30°, gli animali erano in cattivo stato di salute a causa delle condizioni sui camion, non igieniche e pericolose, della totale inosservanza della normativa e del disinteresse apatico dei soggetti preposti alla loro tutela.
I nostri investigatori sono riusciti a fornirci moltissime informazioni che abbiamo provveduto a inoltrare alle Autorità coinvolte. Assieme ad altre organizzazioni per il benessere degli animali, stiamo unendo le nostre forze per spingere la Commissione europea ad agire e porre fine al trasporto a lunga distanza degli animali vivi.
Prima di giungere al confine, i bovini e gli ovini avevano già patito viaggi estenuanti, misurabili in giorni piuttosto che in ore1.
I nostri investigatori hanno visto camion a molti livelli, pieni di pecore e bovini, i cui soffitti erano talmente bassi che toccavano le groppe degli animali2. Questo implica non solo che gli animali dovevano mantenere una posizione china senza poter alzare la testa ma che essi erano scomodamente intrappolati, senza poter avere una visuale chiara e in difficoltà nel mantenere l’equilibrio.
A metà agosto, nel Sud Europa, la temperatura esterna era estremamente alta; all’interno dei camion – molti col sistema di aerazione rotto – superava i 35°3.
Spesso i sistemi di abbeveraggio non erano funzionanti – e, ove funzionanti, non erano fruibili da tutti gli animali a causa della difficoltà di movimento - e gli animali, nel caldo insopportabile, erano disidratati4.
Gli animali rischiavano di ferirsi per moltissime cause; potevano essere schiacciati o calpestati dai conspecifici; potevano incastrarsi le zampe nei pericolosi spazi vuoti dei tramezzi dei camion; potevano procurarsi dei brutti tagli con i bordi taglienti presenti all’interno dei mezzi, cadendoci addosso o venendo spinti contro di essi5.
Molti dei camion non avevano la paglia o altro materiale come lettiera e per questo gli animali erano costretti a stendersi sul duro pavimento del camion, ricoperto da un alto strato di urina e feci. E anche dove la lettiera era presente, era spesso scarsa, impregnata e sudicia6.
A causa delle terribili condizioni che erano costretti a subire non era raro vedere alcuni animali sottopeso, altri che tossivano e mostravano i sintomi di lesioni e malattie7. Su alcuni camion erano visibili animali morti8 e quelli ancora vivi non potevano aggirare i corpi in decomposizione dei loro conspecifici.
Una corsia preferenziale verso il nulla
A rendere la situazione ancora peggiore, le condizioni all’interno dei camion non sono le sole ad essere produttive di gravi sofferenze e dolore. Anche se al confine, al fine di velocizzare i tempi di viaggio, era presente una corsia preferenziale per animali vivi non vi era alcun addetto e quindi risultava inutilizzabile9. Questo portava i camion traportanti animali vivi a convogliarsi sulla corsia per i controlli standard, prolungando i tempi dei viaggi.
Una volta raggiunto il confine, i documenti necessari per procedere oltre lo stesso erano spesso mancanti o incompleti10, causando un ulteriore ritardo per gli animali all’interno dei mezzi.
Molti dei camion, delle durate dei viaggi e delle condizioni degli animali che abbiamo visionato sono risultati contrari alla normativa europea in materia di protezione degli animali durante il trasporto e, nonostante fosse presente nella zona doganale un punto di controllo ufficiale, non è stata intrapresa alcuna azione sistematica al fine di ridurre la sofferenza degli animali in transito.
Dopo aver varcato il confine gli animali continueranno il loro viaggio, alcuni ancora per molti giorni, andando tutti incontro ad un destino incerto.
Violazioni della normativa europea
Le informazioni raccolte dai nostri investigatori mostrano molteplici violazioni del REGOLAMENTO (CE) N. 1/2005 DEL CONSIGLIO del 22 dicembre 2004 sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate che modifica le direttive 64/432/CEE e 93/119/CE e il regolamento (CE) n. 1255/97.
Nelle note qui sotto riportate, abbiamo evidenziato una serie di prescrizioni legali violate.
Si può sostenere che la maggior parte, anche se non la totalità, dei trasporti a lunga distanza di animali vivi infrangono il REGOLAMENTO (CE) N. 1/2005. L’articolo 3, “Condizioni generali per il trasporto di animali”, nel Capo I di tale regolamento, statuisce che “Nessuno è autorizzato a trasportare o a far trasportare animali in condizioni tali da esporli a lesioni o a sofferenze inutili”. Nell’Allegato I, Capo I, Sezione I è presente una statuizione ancora più ampia “Non può essere trasportato nessun animale che non sia idoneo al viaggio previsto, né le condizioni di trasporto possono essere tali da esporre l'animale a lesioni o a sofferenze inutili”. Noi come CIWF reputiamo che non sia possibile trasportare animali vivi per tali distanze e con queste durate di ore e giorni , senza che sia preventivabile un’alta probabilità di lesioni e sofferenze. Consideriamo anche che il trasporto di animali vivi sia crudele e non necessario, soprattutto perché è possibile un’alternativa: trasportare carne congelata in furgoni e camion refrigerati.
1Durata del viaggio
Capo I, Articolo 3:
(a) Sono state previamente prese tutte le disposizioni necessarie per ridurre al minimo la durata del viaggio e assicurare i bisogni degli animali durante il viaggio;
2Soffitti bassi
(g) agli animali è garantito un sufficiente spazio d'impiantito e un'altezza sufficiente considerati la loro taglia e il viaggio previsto;
Allegato I, Capo II, Sezione 1.2:
3Alte temperature
Allegato I, Capo II, Sezione 1.1:
I mezzi di trasporto, i contenitori e le loro attrezzature sono concepiti, costruiti, mantenuti e usati in modo da: b) proteggere gli animali da intemperie, temperature estreme e variazioni climatiche avverse;
Allegato I, Capo VI, Sezione 3.1:
4Sistemi di abbeveraggio rotti o impossibilità di fruirne
Allegato I, Capo IV, Articolo 4:
Il sistema di abbeveraggio dev'essere in grado di fornire continuativamente acqua dolce in ciascuno spazio riservato agli animali e devono essere disponibili abbeveratoi sufficienti ad assicurare che tutti gli animali abbiano un accesso agevole e costante all'acqua dolce. Deve essere disponibile un sistema alternativo di pompaggio per assicurare l'erogazione d'acqua in caso di guasto del sistema primario.
5Aperture pericolose e bordi taglienti sui camion
(c) i mezzi di trasporto sono progettati, costruiti, mantenuti e usati in modo da evitare lesioni e sofferenze e assicurare l'incolumità degli animali;
Allegato I, Capo I, Sezione 1:
6Mancanza di lettiere o lettiere sudici
Allegato I, Capo VI, Sezione 1.2:
7Sottopeso, con la tosse, malati e deboli
f) il trasporto è effettuato senza indugio verso il luogo di destinazione e le condizioni di benessere degli animali sono controllate a intervalli regolari e opportunamente preservate.
Allegato I, capo I, sezione 4:
8Animali morti sui camion
9Corsia preferenziale chiusa
Capo III, Articolo 22: 1.
L'autorità competente prende le misure necessarie per prevenire o ridurre al minimo i ritardi durante il trasporto o la sofferenza degli animali allorché circostanze imprevedibili impediscono l'applicazione del presente regolamento. L'autorità competente assicura che disposizioni specifiche siano prese nel luogo di trasferimento, ai punti di uscita e ai posti d'ispezione frontalieri per dare priorità al trasporto di animali.
10Documenti mancanti/incompleti
Capo II, Articolo 4: 2.
Il trasportatore esibisce la documentazione di cui al paragrafo 1 all'autorità competente su richiesta della stessa.
sarà già al corrente del fatto che nel momento in cui vengono trasportati al di fuori dei confini europei, destinati a Paesi terzi, non appartenenti all’Unione europea, gli animali dell’Ue sono destinati a patire gravi abusi e trattamenti crudeli. Nel 2015 la Corte di giustizia dell’Unione europea ha stabilito che, nel caso di trasporto di animali vivi, il regolamento (CE) N. 1/2005 sulla protezione degli animali durante il trasporto è valido e deve essere rispettato dal luogo di partenza fino al luogo di destinazione, anche dopo che gli animali hanno varcato le frontiere esterne dell’Unione e quindi anche se il Paese importatore non fa parte dell’Ue. Nonostante ciò, il dettame della Corte di giustizia dell’Unione europea è ampiamente ignorato sia dalla Commissione europea sia dagli Stati membri esportatori.
Le indagini condotte nei macelli in Medio Oriente, Turchia e Nord Africa, hanno mostrato animali brutalmente maneggiati e macellati con modalità inumane, contrarie agli standard internazionali relativi al benessere degli animali durante l’abbattimento dell’OIE (Organizzazione mondiale per la Sanità Animale).
La nuova strategia sul commercio della Commissione afferma che il commercio sarà “responsabile” e coerente con “i principali valori europei”. Eppure, permettere il trasporto di animali verso Paesi dove saranno macellati infrangendo gli standard internazionali non pare coerente con i principali valori europei.
La Commissione europea deve agire urgentemente per fare cessare tutta questa sofferenza.
Agisci ora e chiedi al Presidente della Commissione europea Juncker e ai commissari al Commercio Malmström e all’Agricoltura e Sviluppo rurale Hogan di vietare le esportazioni di animali vivi fuori dall’Unione europea. È sufficiente compilare il form per inviare una mail con la richiesta.

References: sentenza 
 sentenza 
 Articolo 3
 Articolo 4
 Articolo 22
 Articolo 4