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Timestamp: 2017-02-23 11:41:48+00:00

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PLAGIO DEL TESTO DI OPERA MUSICALE: quando la copia di un frammento diventa violazione
Written by Avv. Pasquale Sciammarella
……. Prendi questa mano, zingara, dimmi pure che destino avrò……. Recente Sentenza della Cassazione sul presunto plagio del testo della canzone “Zingara” resa celebre da Iva Zanicchi (Cass. 19 febbraio 2015, n. 3340). La Corte di Cassazione ha affermato che, se pur in linea astratta vale il principio secondo cui si ha violazione del diritto di autore anche nel caso in cui un’opera composta (nella specie da testo linguistico e musicale) divenga oggetto di indebita copiatura (totale o parziale) solo in una delle sue parti o componenti (si pensi al caso in cui un’opera musicale sia trasferita, pressoche’ integralmente, nel solo suo testo poetico-letterario, innestato su altra partitura musicale; ovvero al caso, forse piu’ frequente, che un testo completamente diverso sia innestato su un identico o somigliante tema musicale), nel caso di specie però (copiatura dei primi versi della canzone “Zingara” resa celebre da Iva Zanicchi) non ricorre l’ipotesi di plagio poichè vi e’ una completa diversita’ del testo letterario nella sua parte restante (rispetto al detto frammento), e anche perchè la parte poetico-letteraria, al di la’ dell’identita’ della frase posta al centro della controversia, ha compiuto (e compie) una “trattazione di tematiche completamente diverse” rispetto all’opera “Zingara”. LEGGI SENTENZA INTEGRALE CHI SIAMO
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ILLEGITTIMO IL LICENZIAMENTO QUANDO IL LAVORATORE VIENE ADIBITO AD UFFICIO POI SUBITO SOPPRESSO
Recente Sentenza della Cassazione 23 gennaio 2015, n. 1262 sul mobbing e su licenziamento illegittimo a seguito di apertura e chiusura di nuovo ufficio
MOBBING) Non basta un semplice demansionamento seppur illegittimo e ingiusto per configurare un mobbing. Infatti affinché sia configurabile un mobbing devono ricorrere: a) una serie di comportamenti di carattere persecutorio prolungati nel tempo; b) l’evento lesivo della salute, della personalità e/o della dignità del dipendente; c) il nesso eziologico tra le descritte condotte e il pregiudizio subito dalla vittima nella propria integrità psico-fisica e/o nella propria dignità; d) l’elemento soggettivo, cioè l’intento persecutorio da parte del datore.
LICENZIAMENTO ILLEGITTIMO quando l’azienda apre un nuovo ufficio non perchè funzioni ma solo per poterlo chiudere poco dopo avervi adibito il lavoratore LEGGI SENTENZA INTEGRALE
INFORTUNIO AL LAVORATORE: NON SUSSISTE RESPONSABILITA’ DEL DATORE IN CASO DI PRESTAZIONE ANOMALA
Non sussiste la responsabilità del datore di lavoro per l’infortunio occorso al lavoratore nel caso in cui questi compia la sua prestazione in modo anomalo.
Nel caso di specie un operaio addetto alla gru oltre alla prestazione lavorativa effettuava dei giochi con il mezzo meccanico.
La Corte di Cassazione ha ritenuto l’inconfigurabilità dell’inadempimento dell’obbligo di sicurezza anche sub specie della culpa in vigilando per essere desumibile appunto dalle pacifiche modalità di svolgimento dell’evento l’imprevedibilità ed inevitabilità dello stesso.
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Posted in Diritto del LAVORO, Senza categoria
INFEDELTA’ DEL CONIUGE: NON E’ SUFFICIENTE PER ATTRIBUIRE LA COLPA
Secondo la giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione, l’addebito presuppone non solo una violazione degli obblighi matrimoniali, ma pure un rapporto di causalità con l’intollerabilità della convivenza (per tutte, Cass., n 15557 del 2008). Precisa la sentenza impugnata che l’episodio di violenza e la relazione extramatrimoniale del marito non furono causa del deteriorarsi del rapporto coniugale, ma ne furono, in realtà, la conseguenza. LEGGI SENTENZA INTEGRALE
Posted in Diritto di FAMIGLIA, Senza categoria
Infortunio dello scolaro nelle ore scolastiche: non responsabile l’insegnante quando le cause sono oscure (art. 2048 c.c)
l’art. 2048 c.c. solleva il danneggiato dall’onere di provare la colpa dei maestro o precettore, ma non da quello di provare la causa dei danno per cui se le cause dell’infortunio non sono sufficientemente chiare non ricorre la responsabilità ex art. 2048 c.c.. Nel caso di specie la Corte d’appello ha rigettato la domanda perché ha ritenuto l’infortunio dovuto a cause rimaste oscure, e dunque per difetto di prova d’un valido nesso causale tra la condotta della scuola ed il danno. LEGGI SENTENZA
ERRORE DIAGNOSTICO DEL MEDICO A SEGUITO DI TAC
Risulta grave l’errore diagnostico quando il medico del pronto soccorso non si sia immediatamente avveduto dell’esistenza di aneurisma cranico, nonostante il risultato della tac. Nell’ambito della causalità omissiva vale la regola di giudizio della ragionevole, umana certezza; e che tale apprezzamento va compiuto tenendo conto da un lato delle informazioni di carattere generalizzante afferenti al coefficiente probabilistico che assiste il carattere salvifico delle misure doverose appropriate, e dall’altro delle contingenze del caso concreto. Nella fattispecie in esame tale apprezzamento non è stato correttamente compiuto. LEGGI SENTENZA INTEGRALE
Posted in Diritto CIVILE, Senza categoria
Il convivente di fatto non può essere allontanato forzatamente dall’abitazione dagli eredi del proprietario convivente
L’allontanamento forzato dall’abitazione, compiuta dal convivente proprietario a danno del convivente non proprietario è illecito e legittima il convivente non proprietario ad esercitare l’azione di spoglio. Tale azione può essere esperita anche contro gli eredi del proprietario purchè si tratti di relazione e convivenza stabile e meritevole di tutela LEGGI SENTENZA CHI SIAMO
ASSEGNO DI MANTENIMENTO IN CASO DI FIGLIO MAGGIORENNE
il diritto del coniuge separato all’assegno per il mantenimento del figlio maggiorenne convivente viene meno quando quest’ultimo abbia iniziato ad espletare un’attività lavorativa LEGGI SENTENZA
I RESIDUI DA DEMOLIZIONE SONO CONSIDERATI RIFIUTI SPECIALI
I residui da demolizione vanno considerati come rifiuti speciali e non sottoprodotti o materie prime secondarie in quanto, per la qualificazione di sottoprodotti dei materiali, devono sussistere congiuntamente tutte le condizioni previste dalla legge per qualificare una sostanza come sottoprodotto e l’onere della prova certa del loro utilizzo, nel corso dello stesso o di un successivo processo di produzione o di utilizzazione e secondo un progetto ambientalmente compatibile, incombe sull’interessato. LEGGI LA SENTENZA:
Posted in appalti e edilizia
IL RECESSO DEL CONDUTTORE NEI CONTRATTI DI LOCAZIONE STIPULATI DAGLI ENTI PUBBLICI
L’istituto del recesso del conduttore per gravi motivi si applica anche ai contratti di locazione stipulati dagli enti locali territoriali.
Un Comune aveva manifestato alle locatrici il proprio intento di recedere dal detto contratto in base alla Legge n. 392 del 1978, ex articolo 27, u.c., per gravi motivi. La Corte di Cassazione, pur riconoscendo che l’istituto del recesso per gravi motivi si applica anche per i contratti stipulati deagli enti pubblici, ha comunque ribadito il principio più volte affermato dalla giurisprudenza secondo cui In tema di recesso del conduttore dal contratto di locazione i gravi motivi di cui alla Legge 27 luglio 1978, n. 392, articolo 27, comma 8, devono esser determinati da fatti estranei alla sua volonta’, imprevedibili e sopravvenuti alla costituzione del rapporto e tali da rendergli oltremodo gravosa la sua prosecuzione.
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