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Timestamp: 2018-02-23 16:33:31+00:00

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CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III PENALE - SENTENZA 15 dicembre 2016, n.53102
| Catalogo libri | Rivista | Distribuzione | Formazione | VENERDÌ 23 FEBBRAIO AGGIORNATO ALLE 17:33
Stereo ad alto volume
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III PENALE - SENTENZA 15 dicembre 2016, n.53102MASSIMA
L’art. 40, comma 2, cod. pen. prevede che "non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo" e non può esservi dubbio che tra gli obblighi giuridici richiamati da tale norma debba ricomprendersi anche quello discendente dalla responsabilità genitoriale nei confronti dei figli minori. (Fattispecie in cui viene riconosciuta la responsabilità di un genitore ex art. 659 cod. pen. che non aveva impedito al figlio di tenere nel proprio appartamento l’impianto stereo ad alto volume, arrecando disturbo al riposo e alle occupazioni dei vicini).
M.C.J. ha proposto ricorso avverso la sentenza della Corte d’Appello di Roma in data 18/11/2014 di conferma della sentenza del Tribunale di Roma di condanna per il reato previsto dall’art. 659 cod. pen. per avere dal proprio appartamento, con emissioni sonore prodotte dall’impianto stereo e, comunque, omettendo di adottare le dovute cautele, arrecato disturbo al riposo e alle occupazioni dei vicini.
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III PENALE - SENTENZA 15 dicembre 2016, n.53102 - Pres. Ramacci – est. Andreazza
3. Con un secondo motivo ha lamentato la violazione di legge in ordine alla posizione di garanzia attribuita a M. e la mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione sul punto, avendo la Corte d’appello posto in rilievo il mancato esercizio del potere - dovere di sorveglianza su di un minore e la mancata adozione di idonee misure quale titolare di diritto. Tuttavia, nella specie, nessun obbligo ricadrebbe sull’imputato in quanto mero proprietario, non essendo l’appartamento in sé a creare una situazione di pericolo; né si potrebbe valorizzare l’obbligo di controllo dei genitori sui propri figli come desumibile dall’art. 2048 cod. civ. posto che, ove si applicasse ex se tale norma si addiverrebbe alla conclusione che ogni reato commesso da un minore dovrebbe essere automaticamente imputato a norma dell’art. 40 cod. pen. al genitore. In realtà dovrebbe più correttamente evocarsi la culpa in vigilando, che tuttavia, come affermato dalla più recente giurisprudenza civile, non sussisterebbe ove il minore sia vicino alla maggiore età; nella specie, poi, il minore autore diretto del fatto si è assunto la propria responsabilità ed è stato già giudicato dal Tribunale per i minorenni.
Tale fonte di responsabilità è stata correttamente evocata dai giudici di merito. L’art. 40, comma 2, cod. pen. prevede che 'non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo' e non può esservi dubbio che tra gli obblighi giuridici richiamati da tale norma debba ricomprendersi anche quello discendente dalla responsabilità genitoriale nei confronti dei figli minori, essendo i genitori 'responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori...' secondo quanto previsto dall’art. 2048 cod. civ.. Va infatti chiarito come da tale disposizione discenda un obbligo di sorveglianza (cfr. Sez. 4, n. 43386 del 07/10/2010, dep. 07/12/2010, Oriti, Rv. 248953) che, senza escludere la concorrente responsabilità del minore ultraquattordicenne e capace di intendere e di volere, non può non radicare una responsabilità anche del genitore in tutti i casi in cui un tale obbligo sia rimasto inadempiuto, solo restando salva la possibilità, espressamente consentita dal comma 3 dell’art. 2048 cit., di provare di non avere potuto impedire il fatto.

References: SENTENZA 
 SENTENZA 
 art. 659
 sentenza 
 sentenza 
 SENTENZA