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Timestamp: 2017-11-19 21:42:34+00:00

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﻿ CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 19 dicembre 2016, n. 26125 - Imposta di registro - Adempimento spontaneo di un’obbligazione da parte del terzo - Estinzione dell’obbligazione tributaria - Ripetizione per indebito tributario - Studio Cerbone
CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 19 dicembre 2016, n. 26125 – Imposta di registro – Adempimento spontaneo di un’obbligazione da parte del terzo – Estinzione dell’obbligazione tributaria – Ripetizione per indebito tributario
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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 19 dicembre 2016, n. 26125
Tributi – Imposta di registro – Deposito sentenza – Versamento da parte del difensore in nome proprio – Adempimento spontaneo di un’obbligazione da parte del terzo – Estinzione dell’obbligazione tributaria – Ripetizione per indebito tributario – Giurisdizione tributaria
1. – Infondato è il primo motivo di ricorso, col quale l’Agenzia lamenta, ex art. 360, 1° co., n. 4, c.p.c., la violazione dell’art. 132 c.p.c. in ragione della motivazione meramente apparente della sentenza impugnata.
2. – La questione sottoposta alle sezioni unite col secondo motivo, col quale l’Agenzia si duole della violazione e falsa applicazione degli art. 1 e 81 c.p.c., degli art. 1180 e 2033 c.c. e dell’art. 2 del d.lgs. n. 546/92, è volta a verificare se sussista la giurisdizione del giudice ordinario oppure la giurisdizione del giudice tributario rispetto all’azione di rimborso di un’imposta pagata in luogo di altri.
3. – Queste sezioni unite hanno reiteratamente stabilito (n. 21893/09; n. 25931/11) che, in tema di rimborso di tributi, spettano al giudice tributario i procedimenti nei quali il diritto del contribuente sia contestato dall’erario, mentre sono devoluti al giudice ordinario soltanto quelli in cui non residuino questioni circa l’esistenza dell’obbligazione, il quantum della restituzione e le modalità della sua esecuzione, attesa la riserva alle commissioni tributarie, disposta dall’art. 2 del d.lgs. 31 dicembre 1992 n. 546, di tutte le cause di cognizione aventi ad oggetto tributi.
3.1. – Ciò in quanto, hanno ulteriormente precisato (da ultimo, Cass., sez.un., n. 19069/16), il diritto al rimborso di un tributo non dovuto – compreso tra quelli elencati nell’art. 2 del d.lgs. n. 546/92 – non si può svolgere secondo il modello dell’indebito di diritto comune, dovendo osservarsi le regole del riparto di giurisdizione e la speciale disciplina processuale prevista dalle singole leggi d’imposta e dalla legge sul contenzioso tributario. Disciplina, in base alla quale le controversie in materia di rimborso di tributi sono devolute allo stesso giudice cui è conferita giurisdizione sul rapporto tributario controverso.
Ed è appunto la configurabilità di un indebito tributario, dato dall’assenza dell’obbligazione di versamento dell’imposta, con le ricadute sul piano della giurisdizione, che l’Agenzia evoca a fondamento della propria censura: il che esclude la fondatezza dell’eccezione d’inammissibilità proposta dalla controricorrente sul piano della pretesa novità della prospettazione del ricorso per cassazione rispetto a quella formulata in primo grado. L.P. riconosce difatti che l’Agenzia ha sempre contestato la giurisdizione ordinaria sostenendo che la ripetizione dell’indebito in materia tributaria debba essere devoluta alle Commissioni tributarie.
4. – Nella vicenda in esame, le parti non dubitano che la procuratrice degli attori riusciti vittoriosi, pagando l’imposta di registro per loro conto, abbia estinto l’obbligazione tributaria; né dubitano che i soggetti passivi dell’obbligazione tributaria siano le parti del giudizio dal quale i clienti della procuratrice sono usciti vittoriosi.
5. – Ne deriva la cassazione della sentenza, in quanto deve essere affermata la giurisdizione tributaria.

References: Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 sentenza 
 art. 1
 art. 1180