Source: https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=LV7EIYT5AB5KYF6YN7QI4GW64I&q
Timestamp: 2018-12-09 23:26:15+00:00

Document:
N. 03652/2015REG.PROV.COLL.
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Ministero per i beni e le attività culturali, Ministero dello sviluppoe, in persona dei rispettivi Ministri pro tempore, rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura generale dello Stato, domiciliataria in Roma, Via dei Portoghesi, 12;
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, Ministero dello sviluppo economico, Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Ministero per i beni e le attività culturali, Regione Friuli-Venezia Giulia;
Terna - Rete Elettrica Nazionale s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Mario Esposito, Filomena Passeggio, Giancarlo Bruno, Elena Buson, con domicilio eletto presso l’avvocato Mario Esposito in Roma, Via Lattanzio, 66;
della sentenza del T.a.r. Lazio - Roma: Sezione II-quater n. 03993/2014, resa tra le parti, concernente decreto di compatibilità ambientale progetto denominato “elettrodotto a 380 kv in doppia terna s.e. Udine ovest - s.e. Redipuglia”
della sentenza del T.a.r. Lazio - Roma: Sezione II-quater n. 03992/2014, resa tra le parti, concernente decreto di compatibilità ambientale progetto denominato“elettrodotto a 380 kv in doppia terna s.e. Udine ovest - s.e. Redipuglia”;
della sentenza del T.a.r. Lazio - Roma: Sezione II-quater n. 03994/2014, resa tra le parti, concernente compatibilità ambientale del progetto denominato “elettrodotto a 380 kv in doppia terna s.e. Udine ovest - s.e. Redipuglia”
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, del Ministero per i beni e le attività culturali, del Ministero dello sviluppo economico, di Terna - Rete Elettrica Nazionale s.p.a., di Terna Rete Italia s.p.a. della Regione Friuli -Venezia Giulia;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 21 aprile 2015 il Cons. Roberto Giovagnoli e uditi per le parti l’avvocato Acerboni per delega dell’avvocato Cerruti, l’avvocato dello Stato Fabio Tortora, l'avvocato Mario Esposito;
1. I provvedimenti impugnati nei presenti appelli riuniti attengono alla realizzazione ed esercizio di un elettrodotto a 380 Kw, in doppia terna, tra la stazione elettrica di Udine Ovest e la stazione elettrica di Redipuglia (Gorizia), della lunghezza di circa 39 chilometri, con sostegni dell’altezza di 61 metri. Precisamente, sono stati impugnati in primo grado i seguenti atti:
- il decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto col Ministro per i beni e le attività culturali, del 21 luglio 2011, recante la compatibilità ambientale del progetto denominato “Elettrodotto a 380KW in doppia terna S.E. Udine ovest – S.E. Redipuglia” ed opere connesse presentato dalla società Terna s.p.a.;
- ogni altro atto connesso ivi compresi: gli atti di “generalità” n.3333 del 28 dicembre 2007 e n. 2881 della Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia; il parere favorevole espresso dalla Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale Via-Vas n.528 del 16 settembre 2010; il parere favorevole del Ministero per i beni e le attività culturali espresso con nota n.38241 del 20 dicembre 2010 e con nota n.6440 del 24 febbraio 2011; la delibera della Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia n.1095 del 4 giugno 2010 e la nota del Presidente della Regione del 14 giugno 2010; le note del Ministero dello sviluppo economico n.9876 del 17 maggio 2012 e n.14825 del 19 luglio 2012; per quanto di necessità e nei limiti delle censure indicate in ricorso il d.P.C.M. 27 dicembre 1988 nonché il decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 18 luglio 2007 di definizione dell’organizzazione e del funzionamento della Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale Via-Vas;
2. Gli odierni appellanti, con distinti ricorsi proposti in primo grado innanzi al Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, hanno impugnato la positiva pronuncia di compatibilità ambientale – a seguito di procedimento promosso a domanda di Terna s.p.a. del 22 gennaio 2009, con conferenza di servizi - dell’opera (decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministero per i beni e le attività culturali, del 21 luglio 2011) e, con successivi motivi aggiunti, l’autorizzazione alla costruzione dell’opera (decreto interministeriale n. 239/EL-146/181/2013 del 12 marzo 2013) ai sensi dell’art. 1-sexies d.-l. 29 agosto 2003, n. 239 come convertito con modificazioni dalla l. 27 ottobre 2003, n. 290.
3. Il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, con tre sentenze di analogo contenuto, rese in pari data (11 febbraio 2014), rispettivamente numero 3992, 3993 e 3994, ha respinto i ricorsi e i motivi aggiunti proposti in primo grado.
4. Gli odierni appellanti, individuati e specificati in epigrafe, con tre distinti atti di appello di analogo contenuto hanno chiesto la riforma di tali sentenze.
5. Si sono costituiti in giudizio, chiedendo il rigetto dell’appello, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministero dello sviluppo economico, il Ministero per i beni e le attività culturali, la Regione Friuli - Venezia Giulia, la società Terna - Rete Elettrica Nazionale s.p.a. e la società Terna Rete Italia s.p.a..
6. All’odierna udienza di discussione gli appelli sono stati trattenuti per la decisione.
7. Occorre, anzitutto, disporre la riunione degli appelli atteso che, nonostante i ricorsi abbiano ad oggetto sentenze formalmente diverse, sussiste un’evidente connessione oggettiva e parzialmente soggettiva (stante l’identità dei provvedimenti amministrativi impugnati nei tre giudizi che vengono in decisione).
8. Occorre in via pregiudiziale esaminare alcune eccezioni di rito sollevate in particolare da Terna nei suoi scritti difensivi.
9. Cominciando da queste ultime, con riferimento al ricorso n. 6288/2014 R.G. (proposto da Giovanni Rubini), Terna eccepisce che mentre il ricorso di primo grado è stato rivolto anche nei confronti del Comune di Santa Maria La Longa, non costituitosi innanzi al Tribunale amministrativo regionale, quello in appello non è stato notificato a detta Amministrazione, con ciò vulnerando il principio espresso dall’art. 95 Cod. proc. amm. e dall’art. 331 Cod. proc. civ..
10. Con riferimento al ricorso n. 6347/2014 R.G. Terna eccepisce l’inammissibilità dell’appello sul rilevo che l’impugnazione della sentenza è stata proposta solo da 37 dei 268 ricorrenti e soccombenti in primo grado. Terna sostiene, più nel dettaglio, che i ricorrenti nel giudizio di primo grado avevano agito in cumulo soggettivo determinando tra loro un vincolo litisconsortile unitario, mediante la proposizione, in un unico atto, di censure rivolte contro gli stessi provvedimenti. Secondo la controinteressata, pertanto, l’acquiescenza prestata da ben 231 degli attori iniziali alla sentenza resa nei confronti di tutti, precluderebbe l’impugnazione autonoma da parte degli altri, potendosi altrimenti verificare il rischio di giudicati difformi (valendo per alcuni la sentenza resa in primo grado e, per altri, la sentenza, in ipotesi difforme, resa in appello).
11. Rispetto all’ulteriore eccezione di difetto di legittimazione attiva e di carenza di interesse alla proposizione del ricorso di primo grado (e, quindi, di riflesso, all’appello della sentenza) occorre evidenziare che la questione è ormai coperta da giudicato interno, atteso che la medesima eccezione, già formulata in primo grado, è stata espressamente disattesa dal Tribunale amministrativo regionale con statuizione che, non essendo stata gravata da appello incidentale, deve ritenersi ormai passata in giudicato. Ciò fermo e sufficiente, vale aggiungere che tali motivazioni meritano di essere condivise, gli atti impugnati incidendo patentemente sulle varie, dedotte situazioni soggettive dei ricorrenti.
12. Analoghe considerazioni consentono di respingere l’analoga eccezione di inammissibilità che Terna solleva anche rispetto all’appello n. 6348/2014, proposto dai Comuni di Mortegliano, San Vito al Torre, Trivignano Udinese, Lestizza, Palmanova, Pavia di Udine.
13. Terna, come sopra si accennava, ha sollevato anche alcune eccezioni di inammissibilità comuni ai tre appelli, deducendo, in particolare: 1) la violazione del principio di specificità dei motivi; 2) la preclusione per mancata impugnazione delle statuizioni reiettive di alcuni motivi (tali statuizioni, ormai passate in giudicato, precluderebbero la proponibilità e l’ammissibilità di mezzi di gravame relativi a statuizioni da quelle dipendenti o connesse).
14. Si deve, pertanto, procedere all’esame dei motivi di appello.
26. Il mancato attendibile esercizio di un potere tecnico obbligatoriamente previsto nell’ambito del procedimento determina, seguendo anche i principi di cui a Cons. Stato, Ad. plen., 27 aprile 2015, n. 5, l’assorbimento degli altri motivi, stante anche la previsione di cui all’art. 34, comma 2, Cod. proc. amm. che non consente al giudice amministrativo di pronunciarsi rispetto a poteri non ancora esercitati.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza