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Timestamp: 2013-05-23 17:24:09+00:00

Document:
EUR-Lex - 32006R0509 - IT
GU L 93 del 31.3.2006, pagg. 1–11 (ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, IT, LV, LT, HU, NL, PL, PT, SK, SL, FI, SV)
GU L 335M del 13.12.2008, pagg. 181–212 (MT)
edizione speciale in lingua bulgare: capitolo 03 tomo 71 pag. 103 - 113
edizione speciale in lingua romena: capitolo 03 tomo 71 pag. 103 - 113
HR.ES capitolo 03 tomo 003 pag. 185 - 195
di entrata in vigore: 01/05/2006; inizio applicazione inizio applicazione parziale vedi art. 22
di entrata in vigore: 20/04/2006; entrata in vigore data della pubblicazione +20 vedi art. 22
proposta Commissione; Com ? (Com if it refers to doc. type, otherwise Com.) 2005/0694 Def
31992R2082 abrogazione 52005PC0694 approvazione Modificato da:
rettificato da 32006R0509R(01) abrogato da 32012R1151 Atti citati:
(1) La produzione, la fabbricazione e la distribuzione dei prodotti agricoli e alimentari occupa un posto di rilievo nell’economia della Comunità.
(2) Occorre favorire la diversificazione della produzione agricola. La promozione di prodotti tradizionali aventi precise specificità può rappresentare una carta vincente per il mondo rurale, in particolare nelle zone svantaggiate o periferiche, sia per accrescere il reddito degli agricoltori, sia per mantenere la popolazione rurale in tali zone.
(3) Per il buon funzionamento del mercato interno nel settore dei prodotti alimentari, è opportuno mettere a disposizione degli operatori economici strumenti atti a valorizzare i loro prodotti e, nel contempo, tutelare il consumatore contro eventuali abusi e garantire la lealtà delle transazioni commerciali.
(4) Il regolamento (CEE) n. 2082/92 del Consiglio, del 14 luglio 1992, relativo alle attestazioni di specificità dei prodotti agricoli ed alimentari [2], definisce le attestazioni di specificità e il regolamento (CEE) n. 1848/93 della Commissione [3] che stabilisce modalità d’applicazione del regolamento (CEE) n. 2082/92, ha introdotto la dicitura di "specialità tradizionale garantita". Le attestazioni di specificità, più spesso designate come "specialità tradizionali garantite" permettono di rispondere alla domanda dei consumatori di prodotti tradizionali con caratteristiche specifiche. Di fronte alla varietà di prodotti commercializzati e alla moltitudine di informazioni al loro riguardo, il consumatore per poter orientare meglio le sue scelte dovrebbe disporre di informazioni chiare e succinte che indichino con precisione tali caratteristiche specifiche.
(5) Per chiarezza appare opportuno non fare più riferimento all’espressione "attestazione di specificità", ma esclusivamente all’espressione più facilmente comprensibile di "specialità tradizionale garantita" e, per rendere più esplicito l’oggetto del presente regolamento agli occhi dei produttori e dei consumatori, occorre precisare la definizione di "specificità" e adottare una definizione del termine "tradizionale".
(6) Alcuni produttori desiderano valorizzare determinati prodotti agricoli o alimentari tradizionali che si distinguono nettamente da altri prodotti simili per certe caratteristiche peculiari. Per la tutela del consumatore, è opportuno che la specialità tradizionale garantita sia controllata. Per consentire infatti agli operatori di far conoscere la qualità di un prodotto agricolo o alimentare a livello comunitario, tale sistema volontario dovrebbe offrire tutte le garanzie che i riferimenti alla qualità che possono essere fatti in commercio sono giustificati.
(7) Per quanto riguarda l’etichettatura, i prodotti agricoli e alimentari sono soggetti alle norme generali fissate dalla direttiva 2000/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 marzo 2000, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l’etichettatura e la presentazione dei prodotti alimentari, nonché la relativa pubblicità [4]. Data la loro specificità è tuttavia opportuno adottare disposizioni particolari complementari per le specialità tradizionali garantite. Per rendere più agevole e più rapida l’identificazione delle specialità tradizionali garantite prodotte sul territorio comunitario occorre rendere obbligatoria l’utilizzazione dell'indicazione di "specialità tradizionale garantita" o del simbolo comunitario associato sull’etichetta di tali specialità, lasciando tuttavia agli operatori un periodo di tempo ragionevole per conformarsi a tale obbligo.
(8) Per garantire il rispetto e la costanza delle specialità tradizionali garantite, sarebbe necessario che i produttori membri di associazioni definiscano essi stessi tali specificità all’interno di un disciplinare. I produttori dei paesi terzi dovrebbero anch’essi avere la possibilità di registrare una specialità tradizionale garantita.
(9) Le specialità tradizionali garantite protette sul territorio comunitario dovrebbero beneficiare di un regime di controllo, basato sul regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali [5], nonché su un sistema di controllo inteso a garantire che gli operatori hanno rispettato le disposizioni del disciplinare prima della commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentari.
(10) Per beneficiare di una protezione, le specialità tradizionali garantite dovrebbero essere registrate a livello comunitario. L’iscrizione in un registro dovrebbe altresì garantire l’informazione degli operatori del settore e dei consumatori.
(11) È opportuno che le autorità nazionali dello Stato membro interessato esaminino ogni domanda di registrazione nel rispetto di disposizioni comuni minime, comprendenti una procedura di opposizione a livello nazionale, per garantire che il prodotto agricolo o alimentare è tradizionale e ha caratteristiche specifiche. La Commissione dovrebbe successivamente avviare l'esame, per garantire un trattamento uniforme, delle domande di registrazione trasmesse dagli Stati membri e delle domande presentate direttamente dai produttori di paesi terzi.
(12) Per una maggiore efficacia della procedura di registrazione è opportuno evitare di dover esaminare opposizioni dilatorie o infondate e precisare i motivi in base ai quali la Commissione valuta la ricevibilità delle opposizioni che le vengono trasmesse. Andrebbe attribuito il diritto di opposizione ai cittadini di paesi terzi che abbiano un interesse legittimo, secondo gli stessi criteri applicabili ai produttori comunitari. Tali criteri andrebbero valutati con riferimento al territorio delle Comunità. L’esperienza indica che è opportuno adattare il periodo previsto per le consultazioni in caso di opposizione.
(13) È opportuno prevedere disposizioni che chiariscano la portata della protezione accordata ai sensi del presente regolamento e sanciscano in particolare che l'applicazione di quest'ultimo non pregiudica le norme vigenti in materia di marchi e indicazioni geografiche.
(14) Per non falsare le condizioni di concorrenza, ogni produttore, anche di un paese terzo, dovrebbe avere la possibilità di utilizzare un nome registrato, abbinato ad un'indicazione particolare e, se del caso, al simbolo comunitario associato all'indicazione "specialità tradizionali garantite" oppure un nome registrato come tale, purché il prodotto agricolo o alimentare che produce o trasforma sia conforme al disciplinare corrispondente e il produttore si avvalga dei servizi di autorità od organismi di verifica, in conformità delle disposizioni del presente regolamento.
(15) Le indicazioni relative alla specificità di un prodotto agricolo o alimentare tradizionale dovrebbero godere di una protezione giuridica e formare oggetto di controlli che le rendano attraenti per il produttore e affidabili per il consumatore.
(16) Occorre autorizzare gli Stati membri a imporre una tassa a copertura delle spese sostenute.
(17) Le misure necessarie all’attuazione del presente regolamento dovrebbero essere adottate in conformità della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l’esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [6].
(18) È opportuno individuare le disposizioni del presente regolamento che si applicano alle domande di registrazione pervenute alla Commissione prima della sua entrata in vigore. È opportuno inoltre concedere agli operatori un periodo ragionevole per l’adeguamento degli organismi privati di controllo e dell’etichettatura dei prodotti agricoli e alimentari commercializzati come specialità tradizionali garantite.
(19) Per motivi di chiarezza e trasparenza è opportuno abrogare il regolamento (CEE) n. 2082/92 e sostituirlo con il presente regolamento,
a) i prodotti agricoli elencati nell’allegato I del trattato, destinati all’alimentazione umana;
b) i prodotti alimentari elencati nell’allegato I del presente regolamento.
3. La direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, che prevede una procedura d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche [7], non si applica alle specialità tradizionali garantite oggetto del presente regolamento.
a) "specificità", l’elemento o l’insieme di elementi che distinguono nettamente un prodotto agricolo o alimentare da altri prodotti o alimenti analoghi appartenenti alla stessa categoria;
b) "tradizionale", un uso sul mercato comunitario attestato da un periodo di tempo che denoti un passaggio generazionale; questo periodo di tempo dovrebbe essere quello generalmente attribuito ad una generazione umana, cioè almeno 25 anni;
c) "specialità tradizionale garantita", prodotto agricolo o alimentare tradizionale la cui specificità è riconosciuta dalla Comunità attraverso la registrazione in conformità del presente regolamento;
d) "associazione", qualsiasi associazione, a prescindere dalla sua forma giuridica o dalla sua composizione, di produttori o di trasformatori che trattano il medesimo prodotto agricolo o alimentare.
a) essere di per sé specifico; oppure
b) indicare la specificità del prodotto agricolo o del prodotto alimentare.
a) fa unicamente riferimento ad affermazioni di carattere generale, utilizzate per un insieme di prodotti agricoli o di prodotti alimentari, ovvero previste da una particolare normativa comunitaria;
b) è ingannevole, soprattutto se fa riferimento a una caratteristica evidente del prodotto o se non corrisponde al disciplinare e di conseguenza rischia di indurre in errore il consumatore in merito alle caratteristiche del prodotto.
1. Per beneficiare della denominazione "specialità tradizionale garantita (STG)" un prodotto agricolo o alimentare deve essere conforme ad un disciplinare.
a) il nome di cui all’articolo 4, paragrafo 2, redatto in una o più lingue, con l’indicazione che l’associazione chiede la registrazione, con o senza l’uso riservato del nome, precisando se chiede di beneficiare del disposto dell’articolo 13, paragrafo 3;
b) la descrizione del prodotto agricolo o alimentare, incluse le sue principali caratteristiche fisiche, chimiche, microbiologiche od organolettiche;
c) la descrizione del metodo di produzione che il produttore deve rispettare, compresi, se opportuno, la natura e le caratteristiche delle materie prime o degli ingredienti utilizzati e il metodo di elaborazione del prodotto agricolo o alimentare;
d) gli elementi chiave che definiscono la specificità del prodotto ed eventualmente le referenze utilizzate;
e) gli elementi fondamentali che attestano la tradizionalità del prodotto, ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 1, primo comma;
f) i requisiti minimi e le procedure di controllo della specificità.
b) il disciplinare di cui all’articolo 6;
c) il nome e l'indirizzo delle autorità o degli organismi che verificano il rispetto delle disposizioni del disciplinare, e i relativi compiti specifici;
d) i documenti che comprovano la specificità e la tradizionalità del prodotto.
d) una dichiarazione dello Stato membro in cui quest'ultimo afferma che la domanda presentata dall’associazione soddisfa le condizioni del presente regolamento e le disposizioni adottate per la sua applicazione.
a) dimostrano la mancata osservanza delle disposizioni previste agli articoli 2, 4 e 5; oppure,
b) nel caso di una domanda conforme all’articolo 13, paragrafo 2, dimostrano che il nome è utilizzato legittimamente, notoriamente e in modo economicamente significativo per prodotti agricoli o alimentari analoghi.
2. Sull’etichetta di un prodotto agricolo o alimentare prodotto nel territorio comunitario, qualora si faccia riferimento a una specialità tradizionale garantita, deve figurare il nome registrato, accompagnato o dal simbolo comunitario o dall'indicazione "specialità tradizionale garantita".
1. A decorrere dalla pubblicazione prevista all’articolo 9, paragrafo 4 o 5, il nome iscritto nel registro di cui all’articolo 3 può essere utilizzato per identificare il prodotto agricolo o alimentare corrispondente al disciplinare come specialità tradizionale garantita esclusivamente secondo le modalità previste all’articolo 12. Tuttavia i nomi registrati possono continuare ad essere utilizzati nell’etichettatura dei prodotti che non corrispondono al disciplinare registrato, ma in tal caso non è possibile apporre l'indicazione "specialità tradizionale garantita", né la sua abbreviazione "STG", né il relativo simbolo comunitario.
2. Una specialità tradizionale garantita può tuttavia essere registrata con riserva del nome a favore del prodotto agricolo o alimentare corrispondente al disciplinare pubblicato, a condizione che l’associazione richiedente l’abbia esplicitamente chiesto nella domanda di registrazione e che la procedura di cui all’articolo 9 non dimostri che il nome è utilizzato legittimamente, notoriamente e in modo economicamente significativo per prodotti agricoli o alimentari analoghi. A decorrere dalla pubblicazione di cui all’articolo 9, paragrafo 4 o 5, il nome non può più essere utilizzato nell’etichettatura di prodotti agricoli o alimentari analoghi, che non corrispondono al disciplinare registrato, nemmeno se non è accompagnato dall'indicazione "specialità tradizionale garantita", dall’abbreviazione "STG" o dal relativo simbolo comunitario.
- una o più delle autorità competenti di cui all'articolo 14, e
- una o più autorità pubbliche designate dal paese terzo, e
1. Gli Stati membri prendono le misure necessarie per garantire la protezione giuridica contro ogni utilizzazione abusiva o fallace della dicitura "specialità tradizionale garantita", dell'abbreviazione "STG" e del relativo simbolo comunitario, nonché contro ogni contraffazione dei nomi registrati e riservati in conformità dell’articolo 13, paragrafo 2.
a) le informazioni che devono essere incluse nel disciplinare di cui all’articolo 6, paragrafo 2;
b) la presentazione di una domanda di registrazione, a norma dell’articolo 7, paragrafo 1, da parte di associazioni stabilite negli Stati membri o in paesi terzi distinti;
c) la trasmissione alla Commissione delle domande di cui all’articolo 7, paragrafi 3 e 6, e all’articolo 7, paragrafo 7, nonché delle domande di modifica di cui all’articolo 11;
d) il registro delle specialità tradizionali garantite di cui all’articolo 3;
e) le opposizioni di cui all’articolo 9, comprese le modalità relative alle idonee consultazioni tra le parti interessate;
f) la cancellazione della registrazione di una specialità tradizionale garantita, di cui all’articolo 10;
g) l'indicazione e il simbolo, di cui all’articolo 12;
h) una definizione del carattere minore delle modifiche, di cui all’articolo 11, paragrafo 1, quarto comma;
i) le condizioni di controllo del rispetto del disciplinare.
a) non si applica la procedura di cui all'articolo 7;
b) qualora il disciplinare includa elementi che non figurano nell'elenco di cui all'articolo 6, la Commissione può richiedere una nuova versione del disciplinare compatibile con il suddetto articolo, se necessario al fine di poter procedere all'esame della domanda.
[4] GU L 109 del 6.5.2000, pag. 29. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2003/89/CE (GU L 308 del 25.11.2003, pag. 15).
[5] GU L 165 del 30.4.2004, pag. 1; rettifica nella GU L 191 del 28.5.2004, pag. 1.
- cioccolata e altre preparazioni alimentari contenenti cacao,
- prodotti della confetteria, della panetteria, della pasticceria o della biscotteria,
- paste alimentari anche cotte o farcite,
- piatti precotti,
- salse per condimento preparate,
- minestre o brodi,
- gelati e sorbetti.
Regolamento (CEE) n. 2082/92 | Presente regolamento |
Articolo 1, paragrafo 1, primo comma | Articolo 1, paragrafo 1, primo comma |
Articolo 1, paragrafo 1, secondo comma | Articolo 1, paragrafo 1, secondo comma |
Articolo 1, paragrafi 2 e 3 | Articolo 1, paragrafi 2 e 3 |
Articolo 2, paragrafo 1, primo comma | Articolo 2, paragrafo 1, lettera a) |
Articolo 2, paragrafo 1, secondo comma | Articolo 2, paragrafo 2, secondo comma |
Articolo 2, paragrafo 1, terzo comma | Articolo 2, paragrafo 2, terzo comma |
Articolo 2, paragrafo 2, prima frase | Articolo 2, paragrafo 1, lettera d) |
Articolo 2, paragrafo 2, seconda frase | Articolo 2, paragrafo 2, quarto comma |
Articolo 2, paragrafo 3 | Articolo 2, paragrafo 1, lettera c) |
— | Articolo 2, paragrafo 1, lettera b) |
— | Articolo 2, paragrafo 2, primo comma |
Articolo 4, paragrafo 1 | Articolo 4, paragrafo 1, primo comma |
Articolo 4, paragrafo 2 | Articolo 4, paragrafo 1, secondo comma |
Articolo 5, paragrafo 1 | Articolo 4, paragrafo 2 |
Articolo 5, paragrafo 2 | Articolo 4, paragrafo 3, secondo comma |
Articolo 5, paragrafo 3 | Articolo 4, paragrafo 3, primo comma |
Articolo 5, paragrafo 4 | Articolo 4, paragrafo 1, seconda frase del secondo comma |
Articolo 7, paragrafo 3 | Articolo 7, paragrafo 6 |
— | Articolo 7, paragrafi 7 e 8 |
— | Articolo 7, paragrafi 4 e 5 |
Articolo 8, paragrafo 1, primo comma | — |
Articolo 8, paragrafo 1, secondo comma | Articolo 8, paragrafo 2, primo comma |
Articolo 8, paragrafo 2 | — |
Articolo 8, paragrafo 3 | Articolo 9, paragrafi 1 e 2 |
Articolo 9, paragrafo 1 | Articolo 9, paragrafo 4 |
Articolo 9, paragrafo 2 | Articolo 9, paragrafo 5 |
Articolo 11, paragrafo 1 | Articolo 11, paragrafo 1, primo comma |
Articolo 11, paragrafo 2, primo comma | Articolo 11, paragrafo 1, terzo comma |
— | Articolo 11, paragrafo 1, secondo comma |
Articolo 11, paragrafo 2, secondo comma | Articolo 11, paragrafo 2 |
Articolo 12 | Articolo 19, paragrafo 1, lettera g) |
Articolo 13, paragrafo 2 | Articolo 13, paragrafo 2 |
— | Articolo 13, paragrafo 3 |
Articolo 14 | Articoli 14 e 15 |
Articolo 15, paragrafo 1 | Articolo 12, paragrafo 1 |
— | Articolo 12, paragrafi 2 e 3 |
Articolo 15, paragrafo 2 | Articolo 16, paragrafo 1 |
Articolo 15, paragrafo 3 | — |
Articolo 17 | Articolo 17, paragrafi 1 e 2 |
Articolo 18 | Articolo 17, paragrafo 3 |

References: art. 22
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Articolo 1
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