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AIR ITALY Normativa Piloti
intervista a Bottani
7. Piera Loi
Approfondimento Tracciabilità Fondazione Studi Consulenti Del Lavoro
Giugno 2013 Anno 4 n. 1 Rapporto previsto dallart. 46, comma 3 del D. Lgs. 30 marzo 2001 n. 165, realizzato in base alle informazioni disponibili alla data del 21giugno 2013 Autorizzazione Tribunale di Roma n. 135/2006
a cura della Direzione Studi, risorse e servizi dellAran
Direttore Responsabile Sergio Gasparrini Redazione Pierluigi Mastrogiuseppe, Cesare Vignocchi Collaboratori di redazione Alessandra DAmore, Rossella Di Tommaso, Vincenzo Emiliano Martire, Adriana Piacente
Servizio Studi Aran Via del Corso 476 - 00186 Roma
Tel. 06 32483233 - Fax 06 32483351 E-mail: ufficiodistatistica@aranagenzia.it
permette, nella sezione Statistiche e Pubblicazioni, di accedere ai diversi fascicoli del Rapporto semestrale Aran (pdf) ai dati statistici (xls):
Retribuzioni contrattuali Retribuzioni medie pro-capite nella PA Mobilit del personale nella PA Occupati nella PA per:
Tipologia professionale Rapporto di lavoro Classi di et e genere Classi di anzianit Titolo di studio
1. Il contributo del pubblico impiego alla stabilizzazione finanziaria dei conti pubblici....................................................................... 3 Levoluzione delle caratteristiche anagrafiche nel pubblico impiego ......................................................................................................... 8
Let media dei dipendenti pubblici in Italia e in Europa .......................................................8 I differenziali di et tra i diversi comparti della pubblica amministrazione ..........................11 La pubblica amministrazione e i settori privati: benchmarking sullet dei dipendenti .............................................................................................................................12 Levoluzione nel tempo dellanzianit .................................................................................14
Retribuzioni contrattuali nella pubblica amministrazione e nel settore privato ............................................................................................. 17
La nuova base dicembre 2010 ..............................................................................................17 Gli indici mensili delle retribuzioni contrattuali ...................................................................19
Appendice statistica ................................................................................... 24
Retribuzioni contrattuali nella Pubblica Amministrazione ...................................................24 Retribuzioni contrattuali nei comparti di contrattazione collettiva .......................................25 Retribuzioni contrattuali negli altri comparti pubblici ..........................................................26 Retribuzioni contrattuali nel Settore Privato.........................................................................27 Retribuzioni contrattuali nel complesso PA (dirigenti e non dirigenti) .....................................28 Retribuzioni contrattuali della dirigenza pubblica contrattualizzata .....................................29 Retribuzioni contrattuali della restante dirigenza pubblica ...................................................30
Rapporto semestrale sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti Giugno 2013
1. Il contributo del pubblico impiego alla stabilizzazione finanziaria dei conti pubblici
Nellanalisi delle politiche pubbliche, sempre pi ci si sta accorgendo che laspetto centrale su cui opportuno concentrare lattenzione la loro efficacia nel conseguire gli obiettivi che le hanno motivate. In realt, spesso basterebbe poterne verificare gli obiettivi intermedi, quelli da cui si ritiene possano derivare i risultati finali dellazione pubblica. In diversi casi questo semplice test non agevole da condurre a causa della genericit e vaghezza anche degli obiettivi intermedi e sovente il bilancio che si pu trarre del tutto deludente. A circa tre anni dal varo dei provvedimenti restrittivi in tema di pubblico impiego, sul doppio versante retributivo e delle consistenze di personale, le risultanze confermano che la complessa articolazione, studiata per inibire i diversi canali attraverso cui si potevano generare maggiori spese retributive, ha trovato piena efficacia. Chi avesse il dubbio che questo risultato sia scontato dovrebbe ricordarsi di quante volte allobiettivo di contenere la spesa del pubblico impiego non sia seguito alcun risultato apprezzabile. La Tavola 1 riporta le evidenze curate dallIstat sulle retribuzioni di fatto pro-capite e rileva, per il complesso della pubblica amministrazione, tra il 2011 e il 2012 una dinamica retributiva negativa pari al -0,6%, un valore del tutto simile a quanto si registr nellanno precedente. In questo modo, rispetto alla base del 2010, il complesso dei provvedimenti restrittivi ha indotto una diminuzione della retribuzione pro-capite di fatto prossima all1,5%. Sia per le Amministrazioni centrali che per quelle Locali si riscontra, peraltro, il medesimo andamento. Per apprezzare lentit della cesura basti osservare la serie dei tassi di variazione riportati nella Tavola e relativi agli anni precedenti, peraltro avvenuta in un quadro ove linflazione non ha invece registrato analoghi salti di regime. Si tratta di una cesura indotta dal complesso di provvedimenti varati a partire dal 2010, riassumibile come blocco della contrattazione collettiva nazionale (triennio 20102012), di quella integrativa di ente e di quella individuale. Il mutamento di regime che ha interessato il settore pubblico diviene ancora pi evidente se paragonato con quanto osservato nel settore privato, in particolare nellindustria manifatturiera, che nellultimo anno sconta un incremento pari al 2,1%. Il dato, facendo seguito ad una evidenza analoga dellanno precedente, continua a destare qualche stupore se si pensa alla profondit della crisi che sta attualmente segnando i comparti manifatturieri.
Tavola 1 La dinamica retributiva pro-capite di fatto
01/00 02/01 03/02 04/03 05/04 06/05 07/06 08/07 09/08 10/09 11/10 12/11 12/00
Contabilit nazionale, ISTAT Amm. pubbliche
5,1 4,1 6,4 2,8 3,0 2,5
di cui: Amm. centrali Amm. Locali
di cui: Attivit manifatturiere (3) Servizi vendibili (4)
Tassi d'inflazione Effettivo
Contabilit Nazionale Istat, Sintesi dei cont i ed aggregati economici delle Amministrazioni pubbliche (10/05/2013). Stima basata sul Conto consolidato delle Amministrazioni pubbliche e sulla Contabilit funzionale. Contabilit Nazionale Istat, Conti funzionali (versione AT ECO 2007). Contabilit Nazionale Istat, Conti funzionali (Settori da G a N della classificazione Ateco 2007). Indice dei prezzi al consumo NIC (compresi i tabacchi).
Nellinterpretare queste evidenze, va ricordato che nellAccordo quadro di riforma degli assetti contrattuali del 2009 ladeguamento delle retribuzioni contrattuali nazionali era parametrato alla previsione dellIPCA depurato. Si tratta dellIndice dei Prezzi al Consumo Armonizzato in sede europea, depurato dallinflusso dei beni energetici importati e previsto dallIstat su di un orizzonte triennale. Alla met del 2011, la previsione per lo stesso anno e per quelli a venire si poneva nellintorno del 2%. Un anno dopo, lintera serie prevista ha registrato un qualche innalzamento, nuovamente rivisto poi verso il basso nel maggio 2013. Attualmente il dato non quindi molto sotto al 2% ed questo il livello che orienter i rinnovi contrattuali. Va comunque posto in rilievo che a fronte di un analogo riferimento complessivo, lesito contrattuale emerso nei comparti dei servizi vendibili affatto diverso da quello raggiunto nella manifattura. La dinamica salariale che caratterizza il settore dei servizi vendibili appare nettamente pi moderata, con un incremento rispetto al 2011 dell1,1%. La Tavola 2 offre una evidenza di medio periodo, mettendo a confronto landamento delle retribuzioni di fatto delle Amministrazioni pubbliche e dei due settori privati appena citati, riportando altres landamento dellinflazione dallinizio del nuovo millennio fino al 2012. Il blocco della contrattazione nel comparto pubblico cos raffigurato in un orizzonte temporale di maggior respiro.
Tavola 2 Retribuzioni pro-capite di fatto nella PA e nel privato
Indici 2000 = 100
150 140 130 120 110 100 00 01
Inflazione Amm. Pubbliche Attivit manifatturiere Servizi vendibili
Fonte : Elaborazione Aran su dati Istat, Contabilit nazionale.
Rispetto al periodo antecedente il 2010, in cui era evidente un andamento della contrattazione nazionale pubblica costantemente in vantaggio nei confronti di quella del settore privato - sia per i comparti manifatturieri sia per quelli dei servizi - si contrappone, alla fine del decennio, una inversione di tendenza. Dopo un lungo periodo di crescita cumulata dei salari pubblici superiore a quella delle attivit manifatturiere, il 2010 segna il ricongiungimento delle due curve, con una forbice che successivamente muta di segno. Le retribuzioni associate ai servizi vendibili, come gi evidenziato in precedenza, rimangono invece su livelli pi bassi, con un tasso di crescita annuo stabile lungo lorizzonte temporale considerato. Alla fine del periodo il risultato quello di avere appena tenuto il passo con la crescita dei prezzi al consumo. Il margine registrato verso la met del decennio precedente si interamente riassorbito negli ultimi anni. Accanto allevidenza pubblico/privato, un altro elemento di interesse attiene allandamento nel tempo della massa retributiva. Alla sua determinazione concorre evidentemente sia la dinamica pro-capite appena vista, sia landamento delle consistenze occupazionali. La Tavola 3 mette a confronto in termine di numeri indice - cio di dinamica cumulata - landamento di questi due fattori assieme alla loro risultante, appunto come massa retributiva.
Tavola 3 Retribuzioni di fatto e unit di lavoro nella PA
Massa retributiva Retribuzioni procapite Unit di lavoro
150 140 130 120 110 100 90 00 01
Come ampiamente commentato, la parabola della dinamica retributiva ha interrotto la fase ascendente a partire dal 2011 mentre per le unit di lavoro ci avvenuto a partire dal 2007. In termini assoluti, da un valore di poco sotto a 3.650.000 unit di lavoro del 2006, si ora a 3.350.000 unit, pari ad un ridimensionamento occupazionale di 300.000 unit. Come effetto congiunto, la massa retributiva si stabilizzata nel 2010 ed ha cominciato a ridursi dallanno successivo, cumulando sino al 2012 una diminuzione poco sotto al 5%, corrispondente a quasi 6 miliardi di minor spesa nominale. Per quantificare cosa questo significhi in termini reali, ai 5 punti di diminuzione nominale va aggiunto anche quanto nel frattempo avvenuto sul versante inflativo e cio una crescita dei prezzi pari ad 8 punti percentuali. Ci significa che la stabilizzazione in termini reali molto pi consistente, essendo il risultato dellandamento congiunto dei due effetti. In questo modo risulta del tutto evidente il beneficio sui conti pubblici delle misure di contenimento varate, al punto che in assenza di questo sforzo importante da parte del pubblico impiego la stabilizzazione finanziaria sicuramente non sarebbe stata conseguibile. Lattuale contesto di finanza pubblica resta comunque difficile. Lenorme massa di debito pubblico che il nostro paese ha accumulato ci rende particolarmente vulnerabili a qualsiasi mutamento di clima dei mercati finanziari, in particolare ove si concretizzasse la tendenza recente ad una intonazione di politica monetaria meno permissiva e quindi a tassi di interesse pi sostenuti.
La severit della situazione economica ha fatto s che gi allinizio dellanno corrente le diverse forze politiche si trovassero a dibattere nuovamente di congelamento della dinamica retributiva per altri due anni, esercitabile grazie ad una facolt contenuta nel D.L. n. 98/2011. La citata disposizione di legge ha consentito, infatti, al governo di predisporre con regolamento, previo parere delle commissioni parlamentari competenti, una serie di ulteriori misure di contenimento della spesa di personale delle pubbliche amministrazioni. Al momento, in corso liter del regolamento che disciplina la proroga del blocco della contrattazione e delle misure che limitano la crescita dei trattamenti economici per il 2013-14. Si tratta di chiudere nuovamente i tre principali canali di alimentazione della dinamica retributiva: contrattazione collettiva nazionale, integrativa ed individuale. A ci si aggiunge poi la mancata corresponsione dellindennit di vacanza contrattuale per lo stesso biennio. Pur a fronte della necessit di questo complesso di interventi, non si pu non rilevare che la prosecuzione sulla linea del blocco contrattuale sposter nuovamente in avanti leventuale adozione di misure pi selettive. Le misure sinora varate hanno agito essenzialmente come tagli lineari e indifferenziati, rischiando di indebolire o di arrestare del tutto i processi di innovazione della pubblica amministrazione. Peraltro, una sospensione prolungata della contrattazione collettiva comporta lulteriore rinvio di alcune questioni centrali nel riassetto complessivo del sistema di regolazione salariale ed occupazionale nel pubblico impiego. Si pensi alla revisione e allaggiornamento di istituti contrattuali come quelli della mobilit, della classificazione professionale, della premialit individuale e collettiva.
2. Levoluzione delle caratteristiche anagrafiche nel pubblico impiego
Let media dei dipendenti pubblici in Italia e in Europa La linea di rigore, adottata ormai da diversi anni, si contraddistinta per interventi che hanno interessato innanzitutto le dinamiche retributive, ma nondimeno hanno inciso anche su quelle occupazionali, attraverso un sempre pi stretto governo del turn-over. Al progressivo contenimento del flusso occupazionale in entrata si sono poi sovrapposti interventi legislativi miranti ad innalzare let di uscita dal lavoro, con la conseguenza di rendere sempre pi elevata lanzianit media degli occupati nel settore pubblico. Nella Relazione annuale al Parlamento e al Governo sui livelli e la qualit dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni, anche il Cnel sottolineava come linvecchiamento degli occupati pubblici rappresenti un fenomeno che, in prospettiva, anche a causa del basso tasso di rimpiazzo, andr intensificandosi, con potenziali conseguenze in termini di qualit dei servizi e di capacit innovativa per lintero aggregato della PA. Le preoccupazioni si appuntavano sulla ridotta capacit di aggiornamento e sulla minore produttivit. Le rilevazioni del Conto Annuale consentono di approfondire questo tema e, dunque, valutare come si modificata let media dei dipendenti pubblici nel medio periodo. Consentono inoltre di evidenziare la distribuzione dei dipendenti per classi di et e per i principali comparti di riferimento. Volendo posizionare quanto si osserva nella pubblica amministrazione italiana in un orizzonte pi ampio, un elemento di indubbio interesse rappresentato dallo sviluppo di unanalisi comparata sia a livello europeo, sia con i principali settori privati italiani. Una prima rappresentazione circa let media dei dipendenti pubblici ottenibile dalle statistiche predisposte dallOCSE sulla quota del personale con una et anagrafica di cinquanta anni ed oltre, limitatamente alle Amministrazioni centrali dello stato. Si tratta di una statistica abbastanza preliminare, spesso impiegata in quanto i suoi valori sono disponibili per un ampio insieme di paesi. La Tavola 4 presenta tale statistica con riferimento allultima annualit disponibile ed affianca al dato sui dipendenti pubblici quello sullintera forza lavoro. Il campione disponibile si riferisce alla maggior parte dei paesi OCSE, ma per
semplicit di confronto vengono presentati solo i paesi pi direttamente comparabili con la realt italiana. Tavola 4 Percentuale di occupati di et pari o superiore a 50 anni
0% Germania Stati Uniti Olanda Belgio Regno Unito Italia Danimarca Irlanda Portogallo Finlandia Canada Norvegia Svizzera Francia Svezia Grecia Austria
Forza lavoro totale
Fonte: OECD, Strategic Human Resources Management in Government Survey e Labour Force Statistics Database
Concentrandosi sulla pubblica amministrazione, risulta immediatamente evidente come la quota italiana sia la pi elevata nellinsieme dei paesi raffigurati: in Italia poco meno della met dei dipendenti pubblici dellamministrazione centrale hanno unet pari o superiore a 50 anni, mentre in Francia e Gran Bretagna, ad esempio, tale quota al 30%. Successivamente al 2009, sono intervenuti i provvedimenti di aumento dell'et di vecchiaia a 65 anni per le donne del pubblico impiego, anche sulla scorta di una sentenza della Corte europea di giustizia, e la riforma Fornero che porta al superamento delle pensioni di anzianit. Come verr illustrato meglio nellultima sezione, non sar facile evitare nei prossimi anni un ulteriore forte incremento dellanzianit media. Ulteriori indicazioni circa il posizionamento dellItalia rispetto ai principali paesi europei giungono da un recente confronto presentato nellindagine 2013 di Forum PA. In questo caso, anche se solo per tre paesi (Italia, Francia e Gran Bretagna), disponibile un maggior grado di dettaglio. Rispetto alla semplice indicazione della quota dei dipendenti over 50, lutilizzo di rilevazioni specifiche per ciascun paese consente di evidenziare la
distribuzione percentuale dei dipendenti per diverse classi di et1. Il dato riportato nella Tavola 5 si riferisce inoltre allintera Pubblica Amministrazione e ad una annualit pi recente, cio il 2011.
Tavola 5 Occupati pubblici per fasce d'et
60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% <25 Italia 25-34 Francia 35-49 Gran Bretagna >50
Fonte: Indagine 2013 sul pubblico impiego, Forum PA
Anche qui, si conferma che la Pubblica Amministrazione italiana decisamente pi anziana rispetto alle altre. In Francia, quasi il 6 per cento degli occupati ha meno di 25 anni, ma soprattutto circa il 22% ha unet compresa tra i 25 e i 34 anni. I dati sono simili per la Gran Bretagna, dove circa il 5 per cento dei lavoratori della PA ha meno di 25 anni e il 20 per cento ha tra 25 e 34 anni. In Italia, i lavoratori del pubblico impiego sotto i 35 anni sono solo il 10,3 per cento. Un dato che merita ulteriori approfondimenti.
1 Si tratta del Conto Annuale per lItalia, del Systme dinformation sur les agents de la function publique (INSEE) per la Francia e del Public Sector Employment Statistical Bulletin per la Gran Bretagna.
I differenziali di et tra i diversi comparti della pubblica amministrazione Un primo elemento da considerare attiene allet media, non solo con riferimento al complesso della pubblica amministrazione ma anche analizzando i principali comparti che la compongono. Tavola 6 Et media del personale della PA1
55 52,6 50,9 49,9 50 47,3 45,0 45 41,0 40 43,4 48,4 49,0 48,9 51,0 49,0 49,6 49,6 50,2
35,4 35
Fonte : elaborazioni Aran su dati RGS - IGOP.
L'analisi riguarda gli aggregati "personale stabile" (personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato comprensivo dei dirigenti a tempo determinato che ricoprono posizioni dirigenziali non riconducibili ad esigenze temporanee dellamministrazione) e "altro personale" (docenti Scuola a tempo determinato con contratto annuale e con contratto fino al termine dell'attivit didattica ed alcune particolari categorie di personale non pienamente riconducibili alla definizione standard di "lavoro pubblico" , come i direttori generali, i contrattisti, i volontari e gli allievi delle Forze armate e dei Corpi di polizia). Sono esclusi i lavoratori flessibili (tempo determinato, formazione lavoro, somministrazione) e i lavoratori socialmente utili.
Come facile aspettarsi ad unet media complessiva, attorno ai 47 anni, si contrappongono alcune peculiarit di comparto. Da un lato, si hanno i settori pi giovani, come le Forze armate, i Corpi di polizia e i Vigili del fuoco; dallaltro, quelli a maggiore anzianit, come la Carriera prefettizia, la Presidenza del Consiglio ed i Ministeri. Da segnalare poi come le Autorit indipendenti e la Carriera diplomatica presentino un valore significativamente pi basso rispetto alla media. Per offrire maggiori dettagli, la Tavola 7 illustra la distribuzione dei dipendenti pubblici nelle diverse classi di et e per i principali comparti di riferimento.
Carriera penitenziaria
Autorit indipendenti
Tavola 7 Composizione degli occupati nella PA per classi di et 1
Anno 2011, valori %
0,4% 0,4% 1,0% 0,5% 0,0% 2,2% 0,6%
Comparti Servizio Sanitario Nazionale Regioni ed Autonomie locali Ministeri Scuola Corpi di polizia e forze armate Carriera prefettizia e penitenziaria Totale P.A.
2,7% 1,3% 0,4% 0,9% 10,9% 0,0% 2,9%
4,9% 4,4% 2,0% 4,4% 14,5% 1,8% 6,0%
11,6% 9,4% 5,0% 9,0% 17,0% 4,3% 10,8%
16,6% 13,9% 11,2% 14,5% 18,7% 8,6% 15,4%
19,9% 19,3% 19,2% 19,5% 19,0% 20,4% 19,5%
20,8% 23,3% 28,1% 21,5% 10,2% 24,6% 20,1%
18,1% 21,5% 24,0% 22,0% 2,1% 23,1% 17,7%
4,6% 6,3% 9,2% 7,5% 0,2% 15,1% 5,7%
0,2% 0,0% 0,1% 7,4% 0,0% 1,3%
L'analisi riguarda gli aggregati "personale stabile" e "altro personale". Sono esclusi lavoratori flessibili e i lavoratori socialmente utili. Comprende il comparto Regioni a statuto speciale e province autonome
Dallosservazione dei dati, si evidenzia ancora pi marcatamente che, nei principali comparti di riferimento, le classi di et con maggior densit di dipendenti sono quelle tra 50 e 54 anni e tra 55 e 59. Nel comparto dei Ministeri, inoltre, circa il 10% dei dipendenti si distribuisce nelle classi sopra i 60 anni. Un fenomeno simile osservabile anche per il personale scolastico e per quello degli Enti locali, ove rispettivamente l8% ed il 6,7% dei dipendenti si situa oltre i 60 anni. Circa i Corpi di Polizia e le Forze Armate si vede chiaramente quanto era intuibile anche dallet media, ovvero che quasi il 70% del personale appartiene alle fasce det sotto i 45 anni. Considerazioni di segno opposto vanno poi indirizzate alle Carriere prefettizie e penitenziarie, ove circa il 65% del personale si posiziona invece sopra i 50 anni.
La pubblica amministrazione e i settori privati: benchmarking sullet dei dipendenti Chiarite le caratteristiche di fondo della pubblica amministrazione italiana, si apre la possibilit di metterle a raffronto con analoghe risultanze dei settori privati del nostro sistema economico. Elaborando le risultanze della Rilevazione Continua sulle Forze Lavoro, di fonte Istat, possibile individuare per ciascuno dei 12 macrosettori Ateco, let media dei dipendenti e la distribuzione per classi di et, con riferimento allanno 2012.
Tavola 8 Occupati per et media e fasce d'et nei settori economici italiani
et media Agricoltura, caccia e pesca Industria in senso stretto Industria delle costruzioni Commercio Alberghi e ristoranti Trasporti e magazzinaggio Informazione e comunicazioni Intermediazione monetaria e finanziaria Immobiliari, servizi alle imprese e altre attivit professionali e imprenditoriali Pubblica amministrazione, difesa, assicurazioni sociali obbligatorie Istruzione, sanit ed altri servizi sociali Altri servizi pubblici, sociali e alle persone Totale occupati
Fonte : Elaborazioni Aran su microdati Rilevazione Cont inua sulle Forze Lavoro (Istat).
15-24 25-34 35-44 45-54 55-64 4% 5% 6% 7% 14% 3% 4% 2% 4% 2% 2% 6% 5% 16% 21% 24% 23% 27% 19% 26% 20% 24% 10% 15% 21% 20% 25% 33% 32% 31% 27% 32% 36% 34% 33% 30% 27% 31% 31% 31% 30% 25% 26% 20% 32% 26% 29% 25% 39% 34% 27% 29% 18% 10% 11% 11% 10% 13% 7% 14% 11% 20% 21% 13% 13%
>65 6% 1% 1% 2% 2% 1% 1% 1% 3% 0% 1% 2% 2%
45,7 41,8 41,0 41,2 38,7 43,4 40,5 43,1 41,9 46,1 45,7 42,1 42,6
Per una corretta lettura dei risultati, giova precisare che la suddetta classificazione per settori - tipica dei Conti nazionali e basata su attributi di settore merceologico raggruppa in alcuni di essi sia informazioni relative ai dipendenti pubblici sia quelle riferite ai privati. Il caso tipico quello del settore Istruzione, sanit ed altri servizi sociali che comprende congiuntamente enti pubblici e strutture private. Come conseguenza il settore Pubblica amministrazione, difesa, assicurazioni sociali obbligatorie, che costituisce in qualche misura il nucleo pi propriamente amministrativo, non esaurisce certamente il complesso del settore pubblico. Queste peculiarit fanno s che sussistano delle differenze in termini di et media e classi di et rispetto a quelle precedentemente evidenziate utilizzando come fonte informativa il Conto Annuale. Leffetto di questa diversa convenzione metodologica evidente se si paragona let media del complesso della pubblica amministrazione di fonte Conto Annuale con quella associata al settore Pubblica amministrazione, difesa, assicurazioni sociali obbligatorie derivante dallIstat. Nel confronto fra la rilevazione Istat (relativa allanno 2012) e quella del Conto Annuale (2011), unet media lievemente pi bassa (46 anni) risultante dalla prima fonte (classificazione Ateco) tuttavia agevolmente interpretabile se si pensa che tale aggregato esclude la Scuola, un comparto in cui let superiore alla media del settore pubblico e che rappresenta circa 1/3 dei dipendenti pubblici complessivi. Osservando let media dei diversi settori privati risulta immediatamente evidente come la pubblica amministrazione rappresenti il settore delleconomia italiana maggiormente anziano. Considerando, ad esempio, come benchmark lindustria in senso stretto si vede che let media dei dipendenti pubblici di circa 4 anni superiore rispetto a quella osservata in tale settore, pari a 41,8.
Naturalmente il confronto appena illustrato costituisce una quantificazione preliminare che necessita di essere irrobustita con adeguati controlli statistici, che tengano conto ad esempio delle diverse composizioni professionali nonch di quella per titolo di studio.
Levoluzione nel tempo dellanzianit Le evidenze sinora commentate riflettono una rappresentazione statica dellanzianit, la quale in realt si determina in un processo dinamico nel tempo, entro il quale interagiscono le politiche di assunzione, gli assetti istituzionali ed i requisiti per il passaggio in quiescenza, le decisioni dei singoli individui. In chiave dinamica, la domanda preliminare da porsi se la fotografia desumibile oggi appaia molto diversa da quelle relative ad anni precedenti, cio se lattuale struttura per anzianit differisca significativamente da quella prevalente, ad esempio, dieci anni orsono. La risposta nettamente affermativa. Le Tavole che seguono mostrano levolvere della struttura per et anagrafica dei dipendenti pubblici in tre diversi istanti temporali, 2001, 2006 e 2011. Come esempio sono riprodotte le evidenze relative alle Regioni ed Autonomie Locali (Tavola 9) e ai Ministeri (Tavola 10). Tavola 9 L'evoluzione dell'anzianit anagrafica
Occupati per fasce d'et - Regioni ed Enti locali
25% 20% 15% 10% 5% 0% 18-24 25 - 29 30 - 34 35 - 39 40 - 44 45 - 49 50 - 54 55 - 59 60 - 64 oltre 65 2001 2006 2011
Fonte : Elaborazioni Aran su dati Conto Annuale Il dato attiene alla somma del comparto Regioni ed Autonomie Locali e del comparto Regioni a statuto speciale e Province autonome
Tavola 10 L'evoluzione dell'anzianit anagrafica
Occupati per fasce d'et - Ministeri
30% 25% 20% 15% 10% 5% 0% 18-24 25 - 29 30 - 34 35 - 39 40 - 44 45 - 49 50 - 54 55 - 59 60 - 64 oltre 65 2001 2006 2011
Fonte : Elaborazioni Aran su dati Conto Annuale
Emerge con forza che in pochi anni si drasticamente innalzata lincidenza dei dipendenti con et pari o superiore ai 55 anni. Nello specifico, per i Ministeri la quota di personale compreso tra 55 e 59 anni passata da poco meno del 7,6% nel 2001, a poco meno del 15% nel 2006, fino ad arrivare a quasi 10 punti percentuali in pi nel 2011 (24%). Anche la quota di personale che occupa la fascia tra 60 e 64 anni cresciuta negli ultimi 5 anni, di circa 4 punti percentuali. Non molto diverso quello che si osserva per le Regioni e Autonomie Locali, dove la quota di personale tra 55 e 59 anni cresciuta nellultimo decennio di quasi 14 punti percentuali, passando dal 7,8% nel 2001 al 21,5% nel 2011. Le Tavole appena viste si prestano anche ad una lettura pi immediatamente dinamica. Si osservi che le tre annualit, come tre istantanee, sono state riprese a 5 anni di distanza fra loro (2001, 2006 e 2011), lo stesso lasso temporale che separa le diverse classi di anzianit. E quindi rintracciabile un effetto di onda, per cui approssimativamente lo stesso personale passa da una annualit a quella successiva, spostandosi allo stesso tempo nella classe di anzianit contigua. Ad esempio, il personale che nella annualit 2011 si trova nella classe 55-59 pi o meno lo stesso che nel 2006 si trovava nella classe 50-54 ed ancora prima in quella 45-49. Diviene cos visivamente evidente come levolvere dellanzianit sia la risultante delle politiche attraverso le quali si sono governati (e contenuti) i flussi di ingressi nei diversi anni.
Nel corso del tempo questo fenomeno trova un naturale assestamento, quando queste coorti progressivamente pi anziane giungono allet della pensione. Uno stock di occupati che si distribuisce sempre pi densamente nelle fasce det anziane tende a produrre un innalzamento dei tassi di cessazione. Questo quanto si potrebbe desumere dalle rappresentazioni grafiche viste prima e ci significa, in altri termini, che nei prossimi anni la platea di quanti matureranno il diritto alla pensione andr ampliandosi. Purtroppo questo naturale aggiustamento verr ulteriormente procrastinato da quanto recentemente varato in tema di inasprimento dei requisiti per il passaggio in quiescenza2. Linvecchiamento che si prodotto negli ultimi dieci anni potrebbe quindi tendere, in parte, a riproporsi. Il quadro utilmente completato mostrando quanto appunto avvenuto, in chiave sintetica, nei principali comparti della pubblica amministrazione, prendendo a riferimento i due istanti temporali gi visti, e cio lanno 2001 e il 2011. La Tavola 11 riporta queste evidenze mostrando come nellultimo decennio let media dei dipendenti pubblici aumentata di circa 4 anni. In alcuni comparti linvecchiamento dei dipendenti risultato anche pi marcato, pari a circa 6 anni per quello dei Ministeri e per i Corpi di polizia e le Forze armate, mentre nel comparto Scuola let media cresciuta di circa 3,5 anni. Tavola 11 Et media del personale a tempo indeterminato
2011 2001 47,8 43,6 49,1 44,7 47,3 43,0 40,5 33,9 51,0 45,3 50,3 46,9 30 35 40 45 50 55
Continuano ad operare meccanismi di deroga che consentono per un periodo transitorio e con riferimento a specifiche e selezionate fattispecie, lapplicazione dei requisiti e del regime delle decorrenze vigente prima della recente riforma pensionistica (legge n.214/2011), a condizione che il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico venga comunque conseguito entro lanno 2014 (Cfr. D.L. 95 del 2012).
3. Retribuzioni contrattuali nella pubblica amministrazione e nel settore privato3
I dati di questa sezione, relativi alle retribuzioni contrattuali nel settore privato e nella pubblica amministrazione, sono aggiornati con il comunicato stampa Istat del 21 giugno 2013, che fornisce informazioni riferite al mese di maggio 20134. I contratti collettivi nazionali di lavoro rinnovati coprono il 47,7% degli occupati e corrispondono al 46,3% del monte retributivo complessivo5. Tra i contratti non rinnovati vanno menzionati anche quelli del settore pubblico, sottoposti, come noto, al blocco della contrattazione nazionale.
La nuova base dicembre 2010 Da gennaio 2013, gli indici delle retribuzioni contrattuali diffusi dallIstat hanno come riferimento la nuova base dicembre 2010; conseguentemente, tutti i dati sono stati rivisti e la nuova serie, pubblicata di seguito, sostituisce i corrispondenti indici e dati pubblicati finora. Loperazione di ribasamento6 finalizzata a tener conto delle modificazioni della struttura delloccupazione e a migliorare la misurazione dei diversi elementi che determinano il valore della retribuzione contrattuale. Questa iniziativa permette dunque di mantenere elevata la capacit dellindice di rappresentare landamento delle retribuzioni contrattuali. Le novit introdotte con il passaggio alla nuova base riguardano:
Si ringraziano Angela Golino, Pierluigi Minicucci, Patrizia Marsili e Livia Fioroni per aver predisposto, nellambito dellunit operativa Istat che elabora i numeri indice delle retribuzioni contrattuali, gli indicatori di base utilizzati per le elaborazioni. 4 La rilevazione mensile Istat fornisce i numeri indice delle retribuzioni contrattuali per dipendente, cio una misura delle variazioni dei compensi che spetterebbero, nellarco di un anno, ai lavoratori dipendenti, nellipotesi che essi siano presenti al lavoro tutti i giorni lavorativi durante i quali la prestazione lavorativa contrattualmente dovuta e per le ore previste. Lindagine tiene conto degli elementi retributivi aventi carattere generale e continuativo paga base, indennit di contingenza, importi per aumenti periodici di anzianit, indennit di turno ed altre eventuali indennit di carattere generale (nei comparti in cui essi assumono rilevanza), premi mensili; comprende, inoltre, le mensilit aggiuntive e le altre erogazioni regolarmente corrisposte in specifici periodi dellanno. Sono invece esclusi i premi occasionali, gli straordinari, gli effetti sanciti dalla contrattazione decentrata, gli importi corrisposti a titolo di arretrati e una tantum e in generale tutti gli emolumenti non continuativi. Gli indicatori fanno riferimento ad un collettivo di lavoratori costante e caratterizzato da una composizione fissa per qualifica e per livello di inquadramento contrattuale. Complessivamente i contratti rilevati dallindagine sono 74. 5 I contratti in vigore a maggio 2013 regolano il trattamento economico di circa 6,1 milioni di dipendenti. La copertura totale nel settore agricolo mentre del 67,6% nellindustria e del 58% nei servizi privati. 6 Per maggiori informazioni sulla metodologia applicata per il cambio della base dellindice delle contrattuali si veda la Nota informativa diffusa dallIstat il 9 aprile 2013 al seguente indirizzo: http://www.istat.it/it/archivio/87184.
laggiornamento del numero dei contratti rilevati dallindagine: per il settore privato vi stata una contrazione di tre contratti, in quanto si preso atto dellunificazione di alcuni accordi prima separati; per il settore pubblico stato incluso, invece, il contratto dei dipendenti dei monopoli nel comparto delle agenzie fiscali, mentre per le aree della dirigenza stato inserito quello dellarea VII (dirigenti amministrativi delle universit e degli enti di ricerca) in precedenza non rilevato; a seguito di questi ulteriori aggiornamenti, lindagine esclude ora solo il 2,8% dei lavoratori pubblici, misurato sul totale dei dipendenti presenti a dicembre 2010 secondo le rilevazioni di Conto annuale; la revisione delle voci retributive considerate: fra gli elementi della retribuzione da considerare nella costruzione degli indicatori vengono rilevati anche gli eventuali superminimi; tale voce assume evidentemente rilievo solo per il settore privato, non risultando presente nella struttura retributiva dei pubblici; lintroduzione del nuovo sistema di ponderazione in base alla struttura occupazionale di riferimento; al riguardo, opportuno ricordare che la rilevazione utilizza un sistema di ponderazione basato sul numero di posizioni lavorative alle quali si deve attribuire la dinamica retributiva determinata da ciascun contratto7; tale sistema, che si avvale di numerosi archivi e basi dati, va tenuto aggiornato per tener conto delle modificazioni della struttura occupazionale di ciascun settore contrattuale; gli elementi pi importanti da tenere in considerazione riguardano la ripartizione dei dipendenti per ogni livello di inquadramento contrattuale, la valutazione dellincidenza dei turni, lindividuazione dellincidenza delle indennit derivanti dagli accordi nazionali da includere tra le voci retributive; con questa nuova serie statistica, viene, dunque, inclusa nella indagine la mappatura completa della struttura occupazionale media del 2010.
Gli indici delle retribuzioni contrattuali di ogni comparto sono sintetizzati tramite il sistema di ponderazione che assegna a ciascun aggregato un peso pari allincidenza del relativo monte retributivo rispetto a quello totale di settore stimato per linsieme dei dipendenti a esso riferito. Il monte retributivo deriva dal prodotto tra la struttura occupazionale e la retribuzione media contrattuale.
Gli indici mensili delle retribuzioni contrattuali Le variazioni congiunturali8, con riferimento agli indici mensili degli ultimi cinque mesi, rilevano i seguenti andamenti: il settore privato mostra variazioni contenute, (cfr. appendice statistica, 4.4) che oscillano dal +0,5% di gennaio - generato dallapplicazione di varie clausole contrattuali sia nellindustria (chimica e metalmeccanica fra i principali) che nellagricoltura - al valore nullo dei successivi mesi di febbraio, marzo e maggio, passando per un aumento dello 0,4% nel mese di aprile; il complesso della pubblica amministrazione (cfr. appendice statistica, 4.1 2 3 5 6 - 7), in coerenza con il quadro normativo di blocco della contrattazione nazionale, continua, ovviamente, a riportare variazioni nulle. Le variazioni tendenziali9, da maggio 2012 a maggio 2013 (Tavola 12), evidenziano per lintera economia un aumento dell1,4% stabile per cinque mesi, mentre nellultimo trimestre del 2012 il tendenziale sale fino al +1,7% di dicembre, per poi discendere fino al valore minimo di marzo (+1,3%). Distinguendo gli andamenti tra settore privato e settore pubblico, si evidenzia: per il settore privato i valori oscillano fra un +2% di maggio 2012 fino al valore massimo di dicembre (+2,4), per poi scendere fino al valore minimo nellultimo trimestre (+1,8%): in particolare, sia il raggruppamento dellindustria che quello dei servizi privati restituiscono costantemente valori sopra la media generale con una prevalenza, fino a fine 2012, dei valori dellindustria rispetto ai servizi privati; il personale non dirigente (contrattualizzato e non) della pubblica amministrazione mostra un ampiamente atteso tendenziale nullo; la dirigenza delle pubblica amministrazione rileva, invece, in tutta la sua peculiarit la vicenda dellart. 9, comma 2, d.l. 78/201010. In particolare, da maggio a ottobre 2012 si notano gli esiti dellapplicazione del citato comma chiaramente identificabili solo
8 Le variazioni congiunturali registrano la variazione percentuale dellindice di un dato mese rispetto al valore rilevato nel mese precedente. 9 Le variazioni tendenziali registrano la variazione percentuale dellindice di un dato mese rispetto al valore rilevato nello stesso mese dellanno precedente. 10 La norma prevede che a decorrere dal 1 gennaio 2011 e fino al 31 dicembre 2013 i trattamenti economici complessivi dei dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, sono ridotti del 5% per la parte eccedente 90.000 euro annui lordi fino a 150.000 euro e del 10% per la parte eccedente 150.000 euro annui lordi.
per la dirigenza pubblica non contrattualizzata, che mostra un -0,2%. Dal mese di novembre, a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 223/201211, si manifesta, invece, un andamento di segno opposto (praticamente speculare rispetto ai valori negativi sin qui rilevati), con un incremento che varia dal +0,3% al +0,5% per i dirigenti di tutta la pubblica amministrazione mentre per la dirigenza pubblica non contrattualizzata i valori partono dal +0,7 al +1,4%; ovviamente, si tratta di incrementi che risultano concentrati nel breve periodo in cui avvenuta la restituzione di quanto in precedenza prelevato; la vicenda dellapplicazione della sentenza della Corte costituzionale 223/2012 si riflette anche nei tendenziali del complesso delle PA (dirigenti e non) che, dal dicembre 2012, mostra un valore del +0,1%.
Tavola 12 Retribuzioni contrattuali: variazioni % tendenziali
Indici in base dicembre 2010=100. Dati aggiornati al comunicato stampa Istat del 21 giungo 2013 (maggio 2013)
mag-12 giu-12 lug-12 ago-12 set-12 ott-12 nov-12 dic-12 gen-13 feb-13 mar-13 apr-13 mag-13
2,0 Industria Servizi privati 2,3 1,8 0,0
2,0 2,3 1,8 0,0 0,0 0,0 -0,1 0,0 -0,2 0,0 1,4
2,1 2,4 1,8 0,0 0,0 0,0 -0,1 0,0 -0,2 0,0 1,4
2,0 2,5 1,7 0,0 0,0 0,0 -0,1 0,0 -0,2 0,0 1,4
2,2 2,5 2,1 0,0 0,0 0,0 -0,1 0,0 -0,2 0,0 1,5
2,3 2,6 2,1 0,0 0,0 0,0 0,3 0,0 0,7 0,0 1,6
2,4 2,6 2,2 0,0 0,0 0,0 0,4 0,0 1,2 0,1 1,7
2,0 1,9 2,1 0,0 0,0 0,0 0,5 0,0 1,4 0,1 1,4
1,9 1,9 2,0 0,0 0,0 0,0 0,5 0,0 1,4 0,1 1,4
1,8 1,9 1,7 0,0 0,0 0,0 0,5 0,0 1,4 0,1 1,3
1,8 1,9 2,0 0,0 0,0 0,0 0,5 0,0 1,4 0,1 1,4
P.A. (non dirigenti) Comparti di contrattazione collettiva Altri comparti pubblici P.A. (dirigenti) Dirigenti contrattualizzati Altri dirigenti comparti pubblici Complesso P.A. (dir. e non dir.) Indice generale economia
0,0 0,0 -0,1 0,0 -0,2 0,0 1,4
Fonte : Elaborazioni Aran su dati Istat.
Media ponderata di Agricoltura, Industria e Servizi destinabili alla vendita. Personale pubblico non dirigente rappresentato dallAran quale parte datoriale. Personale pubblico non dirigente per il quale gli incrementi retributivi sono determinati in sedi differenti dall'Aran (forze armate e dell'ordine) Dirigenza pubblica contrattualizzata Aran - Aree da I a VIII Dirigenza pubblica non contrattualizzata: Professori e Ricercatori universitari, Magistrati e personale con qualifica dirigenziale delle Forze armate e dellordine Il valore differisce da quello pubblicato dall'Istat in quanto considera anche il dato della dirigenza della PA
La Corte costituzionale, con sentenza 8-11 ottobre 2012, n. 223 (G.U. 17 ottobre 2012, n. 41), ha dichiarato, tra laltro, lillegittimit costituzionale del comma 2, art. 9, DL 78/2010 nella parte in cui dispone che,a decorrere dal 1 gennaio 2011 e sino al 31 dicembre 2013, i trattamenti economici complessivi dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, previsti dai rispettivi ordinamenti delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'ISTAT ai sensi dell'art. 1, comma 3, L. 31 dicembre 2009, n. 196, superiori a 90.000 euro lordi annui, siano ridotti del 5% per la parte eccedente il predetto importo fino a 150.000 euro, nonch del 10% per la parte eccedente 150.000 euro.
Le medie annue degli indici mensili, sono riportate nella Tavola 13. La variazione media annua, sullintera economia, rileva un +1% rispetto al 2012, il valore pi basso degli ultimi otto anni. Superiore alla media generale si trova il raggruppamento dei servizi privati (+1,9%) e dellindustria (+1,7%), mentre il personale non dirigente della PA mostra la consueta variazione nulla. Per gli effetti della sentenza sopra ricordata, la dirigenza della PA evidenzia invece un aumento dello 0,4%.
Tavola 13 Retribuzioni contrattuali: medie annue, variazioni % annue e cumulate
Indici in base dicembre 2010=100. Dati aggiornati al comunicato stampa Istat del 21 giugno 2013 (maggio 2013)
Numeri indici - Medie annue
Industria Servizi privati P.A. (non dirigenti) (2) Comparti di contrattazione collettiva (3) Altri comparti pubblici P.A. (dirigenti) (4) Dirigenti contrattualizzati (5) Altri dirigenti comparti pubblici Complesso P.A. (dir. e non dir.) Indice generale economia
91,2 90,8 91,4 91,4 91,1 92,7 91,3 92,3 89,5 91,4 91,2
94,2 94,0 94,4 95,1 94,9 95,9 92,8 93,0 92,4 94,7 94,3
97,1 97,1 97,1 98,0 98,3 96,2 96,1 96,5 95,3 97,7 97,3
99,5 99,8 99,2 99,3 99,8 97,4 98,6 98,6 98,6 99,2 99,4
101,5 102,2 100,9 100,0 100,0 100,1 99,7 100,0 99,4 100,0
103,6 101,8 104,7 102,7 100,0 100,2 99,8 100,0 99,4 100,0
105,1 103,5 106,4 104,1 100,0 100,2 100,2 100,0 100,6 100,0
101,0 102,5 103,6
Variazioni percentuali annue e cumulate
2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2013/2007
2,4 3,0 1,8 1,4 1,3 2,1 3,3 3,0 3,7 1,7 2,2
3,3 3,4 3,2 4,1 4,2 3,5 1,6 0,8 3,3 3,7 3,4
3,1 3,4 2,9 3,0 3,6 0,3 3,6 3,8 3,1 3,1 3,1
2,4 2,7 2,2 1,4 1,4 1,2 2,6 2,2 3,5 1,6 2,2
2,1 2,5 1,7 0,7 0,3 2,8 1,1 1,3 0,8 0,8 1,7
2,1 2,4 1,8 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 1,4
1,7 1,7 1,9 0,0 0,0 0,0 0,4 0,0 1,2 0,0 1,0
18,3 20,8 16,5 11,0 11,3 10,3 13,3 11,7 16,5 11,3
Fonte: Elaborazioni Aran su dati Istat.
Media ponderata di Agricoltura, Industria e Servizi privati Personale pubblico non dirigente rappresentato dallAran quale parte datoriale. Personale pubblico non dirigente per il quale gli incrementi retributivi sono determinati in sedi differenti dallAran (Forze armate e dellordine). Dirigenza pubblica contrattualizzata Aran - Aree da I a VIII Dirigenza pubblica non contrattualizzata: Professori e Ricercatori universitari, Magistrati e personale con qualifica dirigenziale delle Forze armate e dellordine Il valore differisce da quello pubblicato dall'Istat in quanto considera anche il dato della dirigenza della PA
La variazione cumulata per il periodo 2007-2013 registra una crescita delle retribuzioni contrattuali per lintera economia pari al 16,1%: i settori che presentano valori sopra la media sono lindustria (+20,8%), i servizi privati e i dirigenti non contrattualizzati della PA (+16,5%); il resto della PA rimane invece al di sotto della media, con valori che variano fra il pi elevato dei dirigenti contrattualizzati PA (+11,7%) e il pi basso del personale non dirigente degli altri comparti pubblici (+10,3%). Come di consueto, la Tavola 14 riporta landamento delle retribuzioni contrattuali del personale non dirigente dei comparti di riferimento Aran, del personale pubblico non contrattualizzato e del personale del settore privato sul lungo periodo (dicembre 2001-maggio 2013) confrontate con landamento mensile dellindice dei prezzi al consumo per lintera collettivit. La curva delle retribuzioni contrattuali dei dipendenti dei comparti di contrattazione collettiva Aran ormai bloccata sul valore di luglio 2010 e, da aprile 2011, al di sotto della curva dellindice nazionale dei prezzi al consumo. Landamento delle retribuzioni dei dipendenti pubblici non contrattualizzati (comparti forze armate, dellordine e vigili del fuoco) anchesso fermo sul valore del marzo 2011. Le retribuzioni del settore privato sono invece in crescita, risentendo dellapplicazione dei nuovi contratti, rinnovati nel corso del 2013. La dinamica dellindice nazionale dei prezzi al consumo per lintera collettivit mostra un andamento in costante crescita dalla fine del 2008, con un tasso di inflazione annuo per il 2012 pari al 3% ma in netto calo per lanno 2013. Infatti, le variazioni congiunturali dei primi mesi di questanno rilevano aumenti contenuti per il primo trimestre e variazioni nulle negli ultimi due mesi, con una conseguente inflazione acquisita per il 2013 pari all1%. Lattuale attenuazione dellinflazione il risultato da un lato di spinte al rialzo degli alimentari non lavorati (allinterno del quale la frutta fresca determina un +6,8%) e dei servizi relativi ai trasporti e, dallaltro, di ribassi dei beni energetici trainati dai carburanti.
Tavola 14 Retribuzioni contrattuali nella Pubblica Amministrazione e nel Settore Privato e confronti con linflazione
Base dicembre 2001=100(1) Personale non dirigente. Dati aggiornati al comunicato stampa 21 giugno 2013 (maggio 2013)
Comparti di contrattazione collettiva
dic 01 giu dic 02
dic giu 03
La base dicembre 2001, anzich dicembre 2010, consente di mantenere una continuit con le elaborazioni presentate precedentemente. Personale pubblico non dirigente rappresentato dallAran quale parte datoriale. Media ponderata di Agricoltura, Industria e Servizi destinabili alla vendita. Personale pubblico non dirigente per il quale gli incrementi retributivi sono determinati in sedi differenti dallAran (Forze armate e dellordine). Indice nazionale dei prezzi al consumo per lintera collettivit nazionale (Nic).
4. Appendice statistica
Retribuzioni contrattuali nella Pubblica Amministrazione(1)
Agg.to: comunicato stampa 21 giugno 2013 (maggio 2013) (2) Numeri indice (dic. 2010 = 100) Var. % congiunturali
96,3 98,8 100,0 97,5 98,8 100,0 97,6 98,8 100,0 97,7 99,2 100,0 97,7 99,2 100,0 97,7 99,2 100,0 97,7 99,4 100,0 98,8 99,4 100,0 98,8 99,5 100,0 98,8 99,5 100,0 98,8 100,0 100,0 98,8 100,0 100,0
0,0 1,3 0,1 0,1 0,0 0,0 0,0 1,1 0,0 0,0 0,0 0,0
0,1 0,0 0,0 0,4 0,0 0,0 0,2 0,0 0,0 0,0 0,6 0,0
Var. % tendenziali
Var. % medie annue
2013 2009 2010 2011 2012
4,4 3,6 3,7 3,8 1,9 1,9 1,9 3,1 3,1 3,1 3,0 2,6
2,7 1,4 1,3 1,6 1,6 1,6 1,8 0,6 0,7 0,7 1,2 1,2
1,2 1,2 1,2 0,8 0,8 0,8 0,6 0,6 0,6 0,6 0,0 0,0
4,4 4,4 4,4 4,5 4,2 3,9 3,7 3,5 3,3 3,2 3,1 3,0
2,9 2,7 2,5 2,3 2,3 2,2 2,2 2,0 1,8 1,6 1,5 1,4
1,2 1,2 1,2 1,2 1,1 1,0 0,9 0,9 0,9 0,9 0,8 0,7
0,6 0,5 0,4 0,3 0,3 0,2 0,2 0,1 0,1 0,0 0,0 0,0
Riepilogo annuale (5)
a. Numeri indice (dic. 2010 = 100) - determinata da trascinamento (6) - determinata in corso danno (7)
98,0 1,2 1,8
99,3 100,0 100,0 100,0 0,8 0,7 0,0 0,0 0,6 0,0 0,0 0,0
Fonte : Elaborazioni Aran su indici Istat delle retribuzioni contrattuali per dipendente base dicembre 2010 Si tratta di 2.915.224 unit di personale non dirigente al 31 dicembre 2010 (paniere base Istat). Valore del mese su valore del mese immediatamente precedente. Valore del mese su valore del medesimo mese dellanno precedente. Media ultimi 12 mesi su media dei 12 mesi immediatamente precedenti (dicembre uguale media annua). Valori acquisiti per lanno in corso. Effetti di trascinamento imputabili alla dinamica dellanno precedente (valore dicembre anno precedente su media anno precedente). Crescita dellanno al netto degli effetti di trascinamento.
Retribuzioni contrattuali nei comparti di contrattazione collettiva(1)
Agg.to: comunicato stampa 21 giugno 2013 (maggio 2013) Numeri indice (dic. 2010 = 100)
Var. % congiunturali
96,3 97,8 97,8 97,9 97,9 97,9 97,9 99,3 99,3 99,3 99,3 99,3
99,4 99,4 99,4 99,7 99,7 99,7 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0
0,0 1,5 0,1 0,1 0,0 0,0 0,0 1,4 0,0 0,0 0,0 0,0
0,0 0,0 0,0 0,4 0,0 0,0 0,2 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0
5,3 4,4 4,5 4,5 2,2 2,2 2,2 3,7 3,7 3,7 3,6 3,1
3,1 1,6 1,6 1,9 1,9 1,8 2,1 0,7 0,7 0,7 0,7 0,7
0,7 0,7 0,6 0,3 0,3 0,3 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0
4,6 4,8 4,9 5,0 4,8 4,5 4,2 4,1 4,0 3,9 3,8 3,6
3,4 3,2 2,9 2,7 2,7 2,6 2,6 2,4 2,1 1,9 1,6 1,4
1,2 1,2 1,1 1,0 0,8 0,7 0,5 0,5 0,4 0,4 0,3 0,3
0,2 0,1 0,1 0,1 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0
a. Numeri indice (dic. 2010 = 100) b. Variazione % su anno precedente - determinata da trascinamento (6) - determinata in corso danno (7)
98,3 3,6 1,4 2,2
99,8 100,0 100,0 100,0 1,4 0,3 0,0 0,0 1,0 0,2 0,0 0,0 0,4 0,1 0,0 0,0
Fonte : Elaborazioni Aran su indici Istat delle retribuzioni contrattuali per dipendente base dicembre 2010 Personale pubblico non dirigente rappresentato per la parte datoriale dallAran (2.437.967 unit al 31.12.2010, paniere base Istat). Valore del mese su valore del mese immediatamente precedente. Valore del mese su valore del medesimo mese dellanno precedente. M edia ultimi 12 mesi su media dei 12 mesi immediatamente precedenti (dicembre uguale media annua). Valori acquisiti per lanno in corso. Effetti di trascinamento imputabili alla dinamica dellanno precedente (valore dicembre anno precedente su media anno precedente). Crescita dellanno al netto degli effetti di trascinamento.
Retribuzioni contrattuali negli altri comparti pubblici(1)
96,2 96,6 100,0 96,2 96,6 100,0 96,2 96,6 100,2 96,2 96,9 100,2 96,2 96,9 100,2 96,2 96,9 100,2 96,2 97,1 100,2 96,2 97,1 100,2 96,2 97,1 100,2 96,2 97,1 100,2 96,2 100,0 100,2 96,2 100,0 100,2
100,2 100,2 100,2 100,2 100,2 100,2 100,2 100,2 100,2 100,2 100,2 100,2
100,2 100,2 100,2 100,2 100,2
0,3 0,0 0,0 0,3 0,0 0,0 0,2 0,0 0,0 0,0 3,0 0,0
0,0 0,0 0,2 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0
0,9 0,6 0,6 0,6 0,3 0,3 0,1 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0
0,3 0,3 0,3 0,7 0,7 0,7 0,9 0,9 0,9 0,9 3,9 3,9
3,5 3,5 3,7 3,4 3,4 3,4 3,2 3,2 3,2 3,2 0,2 0,2
0,2 0,2 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0
3,3 3,0 2,7 2,4 2,0 1,7 1,3 0,9 0,5 0,5 0,4 0,3
0,3 0,2 0,2 0,2 0,2 0,3 0,3 0,4 0,5 0,5 0,9 1,2
1,5 1,7 2,0 2,2 2,5 2,7 2,9 3,1 3,3 3,5 3,1 2,9
2,5 2,3 1,9 1,7 1,4 1,1 0,8 0,6 0,3 0,1 0,0 0,0
Riepilogo annuale a. Numeri indice (dic. 2010 = 100) b. Variazione % su anno precedente - determinata da trascinamento (6) - determinata in corso danno (7)
96,2 0,3 0,3 0,0
97,4 100,1 100,2 100,2 1,2 2,8 0,0 0,0 0,0 2,7 0,0 0,0 1,2 0,1 0,0 0,0
Fonte : Elaborazioni Aran su indici Istat delle retribuzioni contrattuali per dipendente base dicembre 2010 Personale non dirigente delle Forze armate, dellordine e vigili del fuoco (477.257 unit al 31.12.2010, paniere base Istat). Valore del mese su valore del mese immediatamente precedente. Valore del mese su valore del medesimo mese dellanno precedente. Media ultimi 12 mesi su media dei 12 mesi immediatamente precedenti (dicembre uguale media annua). Valori acquisiti per lanno in corso. Effetti di trascinamento imputabili alla dinamica dellanno precedente (valore dicembre anno precedente su media anno precedente). Crescita dellanno al netto degli effetti di trascinamento.
Retribuzioni contrattuali nel Settore Privato(1)
96,4 98,7 101,0 96,4 98,7 101,0 96,5 99,0 101,2 96,6 99,3 101,4 96,6 99,4 101,4 96,7 99,5 101,5 96,9 99,5 101,5 96,9 99,5 101,6 97,8 99,9 101,9 98,1 99,9 101,9 98,1 100,0 101,9 98,2 100,0 101,9
102,9 103,0 103,0 103,4 103,4 103,6 103,6 103,7 103,9 104,2 104,2 104,4
104,9 104,9 104,9 105,4 105,4
1,0 0,0 0,0 0,1 0,0 0,0 0,2 0,0 0,9 0,3 0,0 0,1
0,5 0,0 0,3 0,2 0,1 0,1 0,1 0,0 0,3 0,1 0,0 0,0
1,0 0,0 0,2 0,1 0,1 0,1 0,0 0,0 0,3 0,0 0,0 0,1
0,9 0,1 0,1 0,3 0,0 0,1 0,1 0,0 0,2 0,2 0,1 0,1
0,5 0,0 0,0 0,4 0,0
4,1 3,4 3,4 3,4 3,4 3,1 2,2 2,2 3,0 3,2 3,1 2,9
2,3 2,4 2,6 2,8 2,9 2,9 2,7 2,7 2,1 1,9 1,9 1,8
2,3 2,3 2,2 2,1 2,0 2,0 2,0 2,0 2,0 1,9 1,9 1,9
1,9 1,9 1,8 2,0 2,0 2,0 2,1 2,1 2,0 2,2 2,3 2,4
2,0 1,9 1,8 1,8 1,8
3,4 3,4 3,5 3,5 3,6 3,6 3,5 3,3 3,3 3,2 3,2 3,1
3,0 2,9 2,8 2,8 2,7 2,7 2,7 2,8 2,7 2,6 2,5 2,4
2,4 2,4 2,4 2,3 2,2 2,2 2,1 2,1 2,1 2,1 2,1 2,1
2,0 2,0 2,0 2,0 1,9 1,9 2,0 2,0 2,0 2,0 2,0 2,0
97,1 3,1 1,4 1,7
99,5 101,5 103,6 105,1 2,4 2,1 2,1 1,7 1,2 0,5 0,4 0,7 1,2 1,6 1,7 1,0
Fonte : Elaborazioni Aran su indici Istat delle retribuzioni contrattuali per dipendente base dicembre 2010 Media ponderata di agricoltura, industria e servizi privati. Si tratta di 9.973.058 unit di personale non dirigente al 31.12.2010 (paniere base Istat). Valore del mese su valore del mese immediatamente precedente. Valore del mese su valore del medesimo mese dellanno precedente. Media ultimi 12 mesi su media dei 12 mesi immediatamente precedenti (dicembre uguale media annua). Valori acquisiti per lanno in corso. Effetti di trascinamento imputabili alla dinamica dellanno precedente (valore dicembre anno precedente su media anno precedente). Crescita dellanno al netto degli effetti di trascinamento.
Retribuzioni contrattuali nel complesso PA (dirigenti e non dirigenti)(1)
96,1 98,5 100,0 97,1 98,5 100,0 97,2 98,5 100,0 97,3 98,9 100,0 97,3 98,9 100,0 97,3 99,1 100,0 97,5 99,3 100,0 98,4 99,5 100,0 98,4 99,5 100,0 98,4 99,5 100,0 98,4 100,0 100,0 98,4 100,0 100,0
100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,1
0,0 1,0 0,1 0,1 0,1 0,0 0,2 1,0 0,0 0,0 0,0 0,0
0,1 0,0 0,0 0,3 0,0 0,2 0,2 0,2 0,0 0,0 0,5 0,0
-0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0
-0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,1 0,0
4,3 3,6 3,6 3,7 2,2 2,2 2,4 3,4 3,3 3,3 2,7 2,4
2,5 1,5 1,4 1,7 1,6 1,8 1,9 1,1 1,1 1,1 1,6 1,6
1,5 1,4 1,5 1,1 1,1 0,9 0,7 0,5 0,4 0,4 0,0 0,0
0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,1
3,9 4,0 4,0 4,1 3,9 3,7 3,6 3,5 3,4 3,3 3,2 3,1
2,9 2,8 2,6 2,4 2,4 2,3 2,3 2,1 1,9 1,7 1,6 1,6
1,5 1,5 1,5 1,4 1,4 1,3 1,2 1,2 1,1 1,1 0,9 0,8
0,7 0,5 0,4 0,3 0,2 0,2 0,1 0,1 0,0 0,0 0,0 0,0
97,7 3,1 1,4 1,7
99,2 100,0 100,0 100,0 1,6 0,8 -0,0 0,0 0,8 0,8 0,0 0,1 0,8 -0,0 -0,0 -0,1
Fonte : Elaborazioni Aran su indici Istat delle retribuzioni contrattuali per dipendente base dicembre 2010 Media ponderata dellindice delle retribuzioni contrattuali della PA diffuso con il comunicato stampa Istat e degli indici della dirigenza pubblica contrattualizzata e della restante dirigenza pubblica (stima Aran). Valore del mese su valore del mese immediatamente precedente. Valore del mese su valore del medesimo mese dellanno precedente. Media ultimi 12 mesi su media dei 12 mesi immediatamente precedenti (dicembre uguale media annua). Valori acquisiti per lanno in corso. Effetti di trascinamento imputabili alla dinamica dellanno precedente (valore dicembre anno precedente su media anno precedente). Crescita dellanno al netto degli effetti di trascinamento.
Retribuzioni contrattuali della dirigenza pubblica contrattualizzata(1)
96,1 96,2 96,2 96,2 96,6 96,6 96,6 96,6 96,6 96,6 96,6 96,6
96,7 96,8 96,8 97,3 97,3 99,3 99,5 99,9 100,0 100,0 100,0 100,0
0,0 0,0 0,0 0,0 0,5 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0
0,1 0,1 0,0 0,5 0,0 2,1 0,2 0,4 0,1 0,0 0,0 0,0
4,1 4,2 4,2 4,2 4,7 4,7 4,7 4,7 4,7 4,7 0,6 0,5
0,6 0,7 0,7 1,1 0,7 2,7 2,9 3,3 3,5 3,5 3,5 3,5
3,3 3,2 3,2 2,8 2,8 0,7 0,5 0,1 0,0 0,0 0,0 0,0
1,1 1,4 1,7 2,1 2,5 2,8 3,2 3,6 4,0 4,4 4,1 3,8
3,5 3,2 2,9 2,6 2,3 2,2 2,0 1,9 1,8 1,7 2,0 2,2
2,4 2,7 2,9 3,0 3,2 3,0 2,8 2,5 2,2 1,9 1,6 1,5
1,1 0,8 0,5 0,3 0,1 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0
96,5 3,8 3,4 0,4
98,6 100,0 100,0 100,0 2,2 1,3 0,0 0,0 0,2 1,4 0,0 0,0 2,0 -0,1 0,0 0,0
Fonte : Elaborazioni Aran su indici Istat delle retribuzioni contrattuali per dipendente base dicembre 2010 Media ponderata dellindice delle retribuzioni contrattuali della dirigenza Aree da I a VIII (stima Aran). Valore del mese su valore del mese immediatamente precedente. Valore del mese su valore del medesimo mese dellanno precedente. Media ultimi 12 mesi su media dei 12 mesi immediatamente precedenti (dicembre uguale media annua). Valori acquisiti per lanno in corso. Effetti di trascinamento imputabili alla dinamica dellanno precedente (valore dicembre anno precedente su media anno precedente). Crescita dellanno al netto degli effetti di trascinamento.
Retribuzioni contrattuali della restante dirigenza pubblica(1)
93,7 93,7 93,7 93,7 93,7 93,7 96,9 96,9 96,9 96,9 96,9 96,9
97,6 97,6 97,6 97,6 97,6 97,6 97,6 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0
99,4 99,2 99,4 99,2 99,4 99,2 99,4 99,2 99,4 99,2 99,4 99,2 99,4 99,2 99,4 99,2 99,4 99,2 99,4 99,2 99,4 100,0 99,4 100,6
100,6 100,6 100,6 100,6 100,6
0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 3,4 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0
0,7 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 2,4 0,0 0,0 0,0 0,0
-0,6 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0
-0,2 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,8 0,5
2,1 2,0 2,0 2,0 2,0 2,0 5,5 5,5 3,4 3,4 3,4 3,4
4,2 4,2 4,2 4,2 4,2 4,2 0,7 3,2 3,2 3,2 3,2 3,2
1,8 1,8 1,8 1,8 1,8 1,8 1,8 -0,6 -0,6 -0,6 -0,6 -0,6
-0,2 -0,2 -0,2 -0,2 -0,2 -0,2 -0,2 -0,2 -0,2 -0,2 0,7 1,2
3,1 3,0 2,8 2,7 2,5 2,4 2,5 2,9 3,0 3,0 3,0 3,1
3,3 3,4 3,6 3,8 4,0 4,1 3,7 3,5 3,5 3,5 3,5 3,5
3,3 3,1 2,9 2,7 2,5 2,3 2,4 2,0 1,7 1,4 1,1 0,9
0,6 0,4 0,3 0,1 -0,1 -0,2 -0,4 -0,3 -0,3 -0,3 -0,2 0,0
0,1 0,3 0,4 0,5 0,7
95,3 3,1 1,4 1,7
98,6 3,5 1,7 1,8
99,4 0,8 1,4 -0,6
99,3 100,6 -0,0 1,2 0,0 1,2 -0,0 0,0
Fonte : Elaborazioni Aran su indici Istat delle retribuzioni contrattuali per dipendente base dicembre 2010 Media ponderata degli indici relativi a Professori e Ricercatori universitari, Magistrati e personale con qualifica dirigenziale delle Forze armate e dellordine (stima Aran). Valore del mese su valore del mese immediatamente precedente. Valore del mese su valore del medesimo mese dellanno precedente. Media ultimi 12 mesi su media dei 12 mesi immediatamente precedenti (dicembre uguale media annua). Valori acquisiti per lanno in corso. Effetti di trascinamento imputabili alla dinamica dellanno precedente (valore dicembre anno precedente su media anno precedente). Crescita dellanno al netto degli effetti di trascinamento.
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