Source: http://docplayer.it/8797924-Ddl-atto-camera-7328-legge-finanziaria-2001-disposizioni-fiscali.html
Timestamp: 2018-06-21 10:51:10+00:00

Document:
DDL Atto Camera Legge Finanziaria Disposizioni fiscali - PDF
DDL Atto Camera Legge Finanziaria Disposizioni fiscali
Download "DDL Atto Camera 7328 - Legge Finanziaria 2001 - Disposizioni fiscali"
Virginio Raimondi
1 Circolare Informativa n. 29/2000 Alle Società consorziate Roma, 20 novembre 2000 Rif.: Oggetto: DDL Atto Camera Legge Finanziaria Disposizioni fiscali 1. Premessa Con riserva di un più approfondito commento in sede di approvazione del D.D.L. Finanziaria 2001, con la presente si segnalano le disposizioni fiscali di maggiore interesse per il Gruppo, avvertendo che esse potrebbero subire modifiche nel corso dei lavori parlamentari. Come già per la legge finanziaria dello scorso anno, il D.D.L. è stato formulato sulla base della rinnovata normativa contabile di cui alla legge n. 208 del 1999, di modo che, sotto il profilo della struttura, risulta evidente rispetto al passato l ampliamento dei suoi contenuti, reso necessario dalla eliminazione del collegato di sessione e dalla conseguente necessità di trasferire nella legge finanziaria parte delle manovre che precedentemente erano inserite in tale provvedimento, restando escluse le sole norme di delega e le disposizioni a carattere ordinamentale e organizzatorio.
2 Qualche miglioramento è stato apportato anche alla tecnica legislativa in relazione alla necessità di adeguare la formulazione delle norme alle indicazioni dello Statuto dei diritti del contribuente (Legge n. 212 del 2000, cfr. ns. Circolare n. 25/2000) nel senso di rendere più chiaro il contenuto delle innovazioni di volta in volta introdotte. Coerentemente a tali principi, che, relativamente ai tributi periodici, prevedono che le modifiche abbiano effetto solo a partire dal periodo successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore delle disposizioni, non è prevista la presentazione di un collegato ordinamentale, la cui approvazione successiva al 31 dicembre renderebbe le disposizioni applicabili solo a partire dal 2002, e quindi senza effetti per l esercizio finanziario Sotto il profilo dei contenuti, il disegno di legge finanziaria è stato formulato tenendo fede all impegno assunto dal Governo di ridurre la pressione fiscale. In particolare, registrandosi un andamento delle entrate superiore alle previsioni contenute nel DPEF presentato per il quadriennio , il Governo ha presentato una nota di aggiornamento di tale documento e conseguentemente, al fine di adempiere all impegno di ridurre l onere delle imposte mantenendo inalterati gli obiettivi programmatici nel DPEF, ha ritenuto di stimolare soprattutto lo sviluppo economico, anche attraverso la destinazione del maggiore avanzo primario a riduzione del livello di imposizione, soprattutto per le famiglie e le imprese. Per queste ultime gli interventi sono mirati alla ripresa degli investimenti nei settori primari delle infrastrutture, della produzione di beni e servizi e della formazione, ed al recupero della qualità della vita. In questa circolare vengono esaminate le sole disposizioni contenute nei Capi I, II, IV, V, VIII del Titolo II della legge finanziaria per il 2001 che riguardano materie di interesse per il Gruppo. In particolare: a) la riduzione delle aliquote Irpef e l incremento delle detrazioni per carichi di famiglia (art. 2); b) la riduzione dell aliquota Irpeg (art. 3); c) la rimozione del vincolo dell aliquota media ai fini Dit (art. 4); d) gli incentivi per l incremento dell occupazione (art. 5) 2
3 e) le modifiche ai criteri di determinazione della base imponibile Irap (art.10) f) la materia dell IVA, con particolare riguardo alla proroga dell indetraibilità dell imposta per gli acquisti di automezzi ecc. (art. 19); a quella dell aliquota agevolata del 10% per le opere di manutenzione ordinaria di immobili ad uso abitativo (art. 16) e alla detraibilità dell imposta sui beni dati in omaggio (art. 19). Delle altre disposizioni fiscali, che non sono oggetto di commento nella presente circolare, si segnalano: la concessione di un credito d imposta per i nuovi investimenti realizzati nelle aree territoriali individuate dalla Commissione UE come destinatarie degli aiuti a finalità regionale (art. 6); l introduzione della facoltà di assoggettare a tassazione separata il reddito d impresa degli imprenditori individuali con le stesse aliquote previste per l Irpeg (art. 7); la previsione di un regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo, anch esso facoltativo, che comporta il pagamento di un imposta sostitutiva dell 1% (art. 8); l introduzione di un regime di tassazione opzionale per le attività marginali, definite come quelle per le quali l ammontare di ricavi e compensi risultante dall applicazione degli studi di settore sia inferiore ad un massimo, differenziato per settore di attività, in ogni caso non superiore a lire 50 milioni. Tale regime prevede l applicazione di un imposta sostitutiva del 10% sul reddito d impresa o di lavoro autonomo (art. 9). Si rammenta, infine, che le disposizioni riguardanti l ampliamento del primo scaglione di reddito e la modifica delle detrazioni per i redditi di lavoro dipendente, autonomo e d impresa sono state inserite nel D.L. 30 settembre 2000, n. 268, entrato in vigore il 3 ottobre successivo e già illustrato nella ns. Circolare Informativa n. 27/
4 2. Disposizioni in materia di imposte sui redditi relative alla riduzione delle aliquote ed alla disciplina delle detrazioni e deduzioni (art. 2) L articolo contiene disposizioni rivolte alla riduzione della pressione fiscale sulle famiglie, coerentemente con gli obiettivi dichiarati dal Governo, sul presupposto, chiarito in premessa, che l art. 2, comma 1, della L. 23 dicembre 1998, n. 448 consente l utilizzo del maggior gettito rispetto alle previsioni contenute nel DPEF Agevolazioni relative all abitazione principale Il comma 1, lett. a), dell articolo in commento modifica l art.10, comma 3-bis, TUIR, che ora consente una deduzione di L dal reddito di fabbricati relativo all abitazione principale del possessore, disponendo la totale esclusione dall imposta sul reddito delle persone fisiche del reddito dell unità immobiliare adibita ad abitazione principale. Di conseguenza sarà deducibile dal reddito complessivo l intero importo della rendita catastale dell immobile e delle relative pertinenze. Qualora l immobile sia utilizzato promiscuamente come abitazione principale e come luogo di esercizio dell attività di impresa o dell arte e professione, coerentemente con le istruzioni ministeriali alla dichiarazione dei redditi emanate negli scorsi anni, che in tali casi stabilivano la riduzione del 50% della deduzione, dovrebbe ritenersi che l esclusione dal reddito fondiario riguardi solo il 50% della rendita catastale, considerando che, nei casi di uso promiscuo dell immobile, il 50% della rendita catastale è comunque deducibile ai fini della determinazione del reddito d impresa o di lavoro autonomo. Nei casi di trasferimento in corso d anno dell abitazione principale da una unità immobiliare all altra, l esclusione della rendita catastale dal reddito fondiario dovrebbe riguardare entrambe le unità immobiliari, in proporzione ai mesi nei quali siano state adibite ad abitazione principale. Congiuntamente alla predetta esclusione dal reddito IRPEF di quello dell abitazione principale, è stato previsto l incremento della detrazione per abitazione principale riconosciuta ai soggetti che ne abbiano la disponibilità sulla base di un contratto di 4
5 locazione. In particolare, il comma 1, lett. e), incrementa gli importi della detrazione stabilita dall art. 13-ter TUIR come segue: a lire , contro le attuali , se il reddito non supera i 30 milioni; a lire , contro le attuali, se il reddito è compreso tra i 30 e i 60 milioni. Si ricorda che la suddetta detrazione, inizialmente introdotta dalla legge 13 maggio 1999, n. 133 (cfr. ns. Circolare n. 18/99) e limitata al solo periodo d imposta 1999 dal decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 327, è stata successivamente prevista a regime dalla legge 23 dicembre 1999, n. 448 mediante l inserimento nel TUIR del citato art. 13-ter. L agevolazione spetta per i contratti stipulati o rinnovati ai sensi degli art. 2, comma 3, e 4, commi 2 e 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431 (cosiddetti affitti concordati ). Sotto il profilo della decorrenza, infine, si segnala che entrambe le modifiche sopra segnalate si applicano a partire dal periodo d imposta Agevolazioni per la ristrutturazione di immobili ad uso abitativo Le lett. a) e b) del comma 2 riguardano l agevolazione introdotta con la legge 27 dicembre 1997, n. 449, in favore degli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente. In particolare, si modifica l art. 1 della legge n. 449/97, stabilendo che la detrazione d imposta, la cui misura resta fissata al 36%, compete anche per le spese sostenute nel periodo d imposta in corso alla data dal 1 gennaio E stata, altresì, ampliata la tipologia delle spese che danno diritto alla detrazione, inserendo, oltre a quelle già previste, anche quelle spese sostenute per l esecuzione di opere aventi ad oggetto ascensori e montacarichi, nonché quelle dirette ad evitare infortuni domestici. Con il comma 3, si consente la regolarizzazione della posizione dei soggetti che, pur avendo iniziato i lavori entro il 30 giugno 2000, abbiano omesso le comunicazioni previste, a pena di decadenza, dal regolamento di attuazione dell art. 1 della legge sopracitata (decreto 12 febbraio 1998 n. 41). Al riguardo, viene riconosciuta la validità delle comunicazioni relative a lavori iniziati entro il 30 giugno 2000, purché trasmesse entro 90 giorni dalla data di inizio dei lavori stessi. 5
6 Parallelamente, l art. 16, comma 3, proroga fino alla data del 31 dicembre 2001 la riduzione dell IVA dal 20 al 10% per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria di immobili ad uso abitativo (art. 7, comma 1, della legge 23 dicembre 1999, n. 448) Riduzione delle aliquote Irpef Nel comma 1, lett. b), i nn. da 1 a 5 modificano le aliquote dell Irpef previste dall art. 11, comma 1, del TUIR. In particolare, viene disposta, a decorrere dall anno 2001 e fino al 2003, la progressiva riduzione delle aliquote Irpef relative ai cinque scaglioni, secondo quanto riportato nella seguente tabella: Scaglioni Aliquote Aliquote Aliquote Aliquote di reddito attualmente in vigore anno 2001 anno 2002 anno 2003 Fino a lire 20 milioni 18,5% 18% 18% 18% Oltre 20 e fino a 30 25,5% 24% 23% 22% milioni Oltre 30 e fino a 60 33,5% 32% 32% 32% milioni Oltre 60 e fino a ,5% 39% 38,5% 38% milioni Oltre 135 milioni 45,5% 45% 44,5% 44% Al riguardo, si rammenta che il limite superiore del primo scaglione è stato elevato da 15 a 20 milioni di lire, con effetto dal periodo d imposta 2000, dal citato D.L. n. 268/ Incremento delle detrazioni per carichi di famiglia e modifiche concernenti altre detrazioni Il comma 1, lett. c), modifica l art. 12, comma 1, lett. b) del TUIR, concernente le detrazioni per familiari a carico diversi dal coniuge, incrementandole di lire per ciascun figlio o familiare a carico a decorrere dall anno Per effetto dell incremento le detrazioni risultano, quindi, così fissate: - anno 2001 lire per ciascun figlio o altro familiare a carico; 6
7 - anno 2002 lire per ciascun figlio o altro familiare a carico. Resta confermata l ulteriore detrazione di lire per i figli di età inferiore a tre anni. Infine, il comma 1, lett. d), n. 2, sostituisce il comma 2 dell art. 13 del TUIR che prevede una specifica detrazione d imposta, rapportata al reddito complessivo, per i soggetti che posseggono solo redditi di pensione o derivanti dall unità immobiliare adibita ad abitazione principale. Per effetto della modifica, le detrazioni d imposta in questione spettano anche ai pensionati che, oltre a possedere l abitazione principale, siano titolari di redditi di terreni per un importo non superiore a lire Riduzione dell aliquota Irpeg (art. 3) Il comma 1, lett. b), riduce al 36% la misura dell aliquota IRPEG attualmente stabilita nella misura del 37% - a decorrere dal periodo d imposta in corso al 1 gennaio 2001, e al 35% a decorrere dal periodo d imposta in corso al 1 gennaio Conseguentemente, nell art. 3 sono previste modifiche sia in ordine alla misura del credito d imposta sui dividendi, sia per quanto concerne le regole che presiedono alla memorizzazione di imposte figurative nel c.d. canestro B, che, come noto, assicura la copertura del credito d imposta limitato in relazione a fattispecie di esclusione o attenuazione del prelievo sulle società che il legislatore ha stabilito di estendere ai soci. La misura del credito d imposta sui dividendi viene portata dal 58,73% al 56,25% per gli utili distribuiti nel 2002 e nel 2003 (trattandosi dei periodi con Irpeg al 36%) e al 53,85% (in corrispondenza di un aliquota Irpeg pari al 35%) per gli utili distribuiti negli anni successivi (comma 1, lett. a). Tenuto conto della funzione del credito d imposta, che in senso lato è quella di evitare la doppia imposizione economica sui dividendi accreditando al socio le imposte assolte sugli utili della società, e dell imponibilità dello stesso credito in capo al socio, l anzidetta riduzione è rivolta ad 7
8 assicurare l equivalenza tra l aliquota del credito d imposta con e quella dell Irpeg assolta dalla società, quale risultante dalle modifiche introdotte. Al fine di evitare complesse ricostruzioni delle differenti aliquote Irpeg applicate sugli utili accantonati a riserva, le nuove misure del credito d imposta risulteranno operanti anche rispetto alla distribuzione di riserve di utili assoggettati a tassazione con l aliquota del 37% in periodi d imposta precedenti al Ciò vale, tra l altro, ad evitare, in capo ai soci di soggetti Irpeg, che siano a loro volta soggetti Irpeg, il riconoscimento di crediti d imposta eccedenti l Irpeg dovuta in relazione ai dividendi. Ne deriva che la eventuale maggiore Irpeg assolta nell esercizio di formazione dell utile destinato a riserva, rispetto alla misura del credito, resterà memorizzata nel canestro A di modo da assicurare la copertura del credito d imposta a fronte della eventuale futura distribuzione di utili non assoggettati a tassazione. Secondo la stessa ratio descritta con riferimento al canestro A, la percentuale dei proventi non soggetti a tassazione che comporta memorizzazione di imposte figurative nel canestro B viene ridotta al 56,25% a decorrere dal 1 gennaio 2001 ed al 53,85% a decorrere dal 1 gennaio 2003 (comma 1, lett. c). Il comma 5 dell art. 105 TUIR viene ritoccato al fine di coordinare le disposizioni relative alla formazione dei canestri con quelle inerenti alla loro consumazione nel caso di distribuzioni di utili da parte delle società. Le percentuali sono le stesse di cui sopra e le modifiche interessano le distribuzioni deliberate nei periodi successivi a quello in corso al 1 gennaio 2001 (comma 1, lett. d). Gli interventi modificativi contenuti nell art. 3 riguardano, oltre che le norme del TUIR, anche il D.Lgs.18 dicembre 1997, n. 467, istitutivo della nuova disciplina del credito d imposta. In particolare, il comma 2 modifica l art. 4 del D.Lgs. sopra citato, concernente il trattamento dei proventi conseguiti della società assoggettati a tassazione ridotta (DIT o imposta sostitutiva sulle plusvalenze da ristrutturazioni societarie). Si ricorda, con riguardo ai proventi in questione, che, ai fini del determinazione del canestro B, l art. 4, comma 2 del D.Lgs. n. 467 stabilisce un meccanismo che 8
9 consente di convertire (attraverso appositi coefficienti di conversione) l agevolazione stabilita in termini di aliquota in agevolazione in termini di imponibile, determinando conseguentemente quale parte di tali proventi possa considerarsi non assoggettata a tassazione. Per effetto della riduzione dell aliquota Irpeg, si rende necessaria una corrispondente riduzione anche dei predetti coefficienti di conversione, che il comma 3 dell art. 2 stabilisce come segue: 47,22% a decorrere dal periodo d imposta in corso al 1 gennaio 2001 e 45,72% a decorrere dal periodo d imposta in corso al 1 gennaio Si rileva infine che il comma 4 dell art. 3 dispone la riduzione della percentuale dell acconto Irpeg dal 98 al 93% a decorrere dal periodo d imposta in corso al 31 dicembre Disposizioni in materia di reddito d impresa (art. 4) Il comma 3 dispone, per i soggetti che fruiscono dell agevolazione per favorire la capitalizzazione delle imprese (cosiddetta DIT ) - come noto consistente nella tassazione con aliquota ridotta (19%) del reddito corrispondente al rendimento figurativo dell incremento del capitale investito (rispetto a quello risultante dal bilancio dell esercizio in corso al 30 settembre 1996) - l eliminazione del vincolo, attualmente previsto, secondo cui l aliquota media di tassazione del reddito complessivo di tali soggetti non può essere inferiore al 27%, ovvero, per le società di nuova quotazione, al 20%. Secondo quanto chiarito dalla Relazione governativa, detta eliminazione è diretta a rendere più efficace l agevolazione, considerando che la soglia costituita dall aliquota media del 27% era stata prevista come garanzia a tutela del gettito. Tale cautela si è tuttavia dimostrata, nella sua prima fase di applicazione, inutile per la gran parte delle imprese le quali, avendo avuto redditi notevolmente eccedenti la quota ammessa a fruire dell aliquota del 19% hanno subito una tassazione media ben superiore al 27%, 9
10 e, in talune limitate situazioni, ha per converso inciso in modo negativo sull efficacia concreta del beneficio. La disposizione si applica a decorrere dal primo periodo d imposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre 2000, fermo restando il diritto al riporto a nuovo di eventuali eccedenze di reddito (assoggettate al 37% per aver l aliquota media raggiunto la soglia minima del 27%) maturato in base alle disposizioni previgenti. 5. Incentivi per l incremento dell occupazione (art. 5) L art. 5 introduce un credito d imposta di lire mensili per i datori di lavoro che, tra il 1 ottobre 2000 e il 31 dicembre 2003, assumeranno nuovi dipendenti a tempo indeterminato, sia a tempo pieno che parziale (in ques ultimo caso il credito spetta in misura proporzionale alle ore prestate in rapporto a quelle previste dal contratto nazionale), a condizione che i nuovi assunti, di età non inferiore a 18 anni, non abbiano svolto attività di lavoro a tempo indeterminato nei 24 mesi precedenti. L agevolazione è rivolta indistintamente a tutti i datori di lavoro del settore privato e va commisurata all incremento della base occupazionale rispetto a quella media del periodo compreso tra il 1 ottobre 1999 e il 30 settembre 2000, al netto delle diminuzioni verificatesi in società controllate o collegate o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto. Il provvedimento ha l evidente finalità di incentivare lo sviluppo e l occupazione, secondo lo schema già adottato da recenti provvedimenti, quali, in particolare, l art. 2 del decreto legge 10 giugno 1994, n. 357 (c.d. legge Tremonti ), l art. 4, legge 27 dicembre 1997, n. 449 (relativo alle piccole e medie imprese) e l art. 4 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 (anch esso relativo alle piccole e medie imprese). Diversamente dalla legge Tremonti, tuttavia, il credito d imposta viene determinato in una misura fissa per dipendente piuttosto che in una percentuale del reddito di lavoro dipendente corrisposto, di modo da risolvere i problemi che si ponevano quando l incremento netto della base occupazionale, risultando come saldo di variazioni di 10
11 segno opposto, era inferiore al numero dei nuovi assunti, con la difficoltà di stabilire per quali di essi dovesse assumersi il reddito cui commisurare il credito. E previsto che il credito d imposta non concorra alla formazione del reddito complessivo ai fini IRPEF o IRPEG nè a quella del valore della produzione rilevante ai fini IRAP, né, infine, partecipi ai fini della determinazione del rapporto di cui all art. 63 del TUIR. Esso sarà utilizzabile, a decorrere dal 1 gennaio 2001, esclusivamente in compensazione, ai sensi del D.Lgs. n. 241/1997, mediante il modello F24, e pertanto non potrà essere chiesto a rimborso. 6. Disposizioni in materia di base imponibile Irap (art. 10) Con il comma 1, lett. a), si introduce una deduzione di lire 10 milioni dalla base imponibile dell IRAP per i soggetti che realizzano un valore della produzione netta non superiore a 350 milioni. La disposizione è rivolta a diminuire il carico fiscale per i soggetti che non hanno una elevata base imponibile, introducendo elementi di limitata progressività dell imposta. Al fine di evitare una irrazionale penalizzazione dei soggetti che realizzino un valore della produzione di poco superiore al limite di 350 milioni, è previsto che, al di sopra di esso, la deduzione venga comunque riconosciuta secondo una graduazione (lire ; ; ) idonea ad evitare che il maggior onere IRAP azzeri il differenziale di valore della produzione. La disposizione anzidetta si applica a decorrere dal primo periodo d imposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre 1999, e cioè, in sostanza, già dal Con la lett. b) del medesimo comma 1 si stabilisce l esclusione dalla base imponibile IRAP delle borse di studio erogate dalle Regioni e dalle province autonome. Si tratta secondo la relazione ministeriale di una disposizione volta ad evitare una sorta di partita di giro tra ciò che viene speso dalla Regione e ciò che la stessa introita a titolo di IRAP. 11
12 7. Disposizioni in materia di IVA (artt. 16 e 19) Gli artt. 16 e 19 contengono novità in materia di IVA, fra le quali si segnalano quelle di maggior rilevanza. In primo luogo, l art. 16 proroga al 31 dicembre 2001 la indetraibilità IVA per gli acquisti di ciclomotori, motocicli, autovetture e autoveicoli, introducendo, peraltro, due importanti novità. per i contratti di locazione finanziaria, noleggio e simili di detti veicoli, il comma 4 riduce l indetraibilità dell IVA relativa al 90%, IVA che sarà quindi detraibile nella misura del 10%; potrà essere detratta l IVA relativa alle spese di impiego, custodia, manutenzione e riparazione degli stessi. In caso di vendita di un veicolo per il quale l IVA sia stata detratta solo in parte, la base imponibile della cessione è soggetta ad imposta limitatamente al 10% del relativo ammontare. Inoltre, l art. 19, comma 1, n. 2), modifica l art. 19-bis1, lett. h), del DPR 633/72, ammettendo la detrazione dell IVA sull acquisto di beni destinati ad essere ceduti in omaggio, purché il costo unitario dei singoli beni non sia superiore a 50 mila lire. In precedenza, l IVA relativa alle spese di rappresentanza non era ammessa in detrazione, in contrasto con la VI Direttiva comunitaria. * * * Riservandoci di comunicarvi le modifiche introdotte nel corso dell iter parlamentare, inviamo distinti saluti. Il Direttore (Avv. Sergio Dus) EM/sm/finanziaria 2001/p 12

References: art. 2
 art.10
 art. 13
 art. 13
 art. 2
 art. 1
 art. 1
 art. 16
 art. 11
 art. 12
 art. 13
 art. 3
 art. 105
 art. 3
 art. 4
 art. 4
 art. 2
 art. 3
 art. 5
 art. 2
 art. 4
 art. 4
 art. 63
 art. 16
 art. 19
 art. 19