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Timestamp: 2019-01-17 12:05:25+00:00

Document:
Decreto legislativo 13/8/2010 n. 141
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Modifiche al testo unico bancario
S.O. 4/9/2010 n. 207
Titolo I – ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 2008/48/CE RELATIVA AI CONTRATTI DI CREDITO AI CONSUMATORI
1. Il capo II del titolo VI del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e’ sostituito dal seguente:
«Capo II
1. Nel presente capo, l’espressione:
a) “Codice del consumo” indica il decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206;
b) “consumatore” indica una persona fisica che agisce per scopi estranei all’attivita’ imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta;
c) “contratto di credito” indica il contratto con cui un finanziatore concede o si impegna a concedere a un consumatore un credito sotto forma di dilazione di pagamento, di prestito o di altra facilitazione finanziaria;
d) “contratto di credito collegato” indica un contratto di credito finalizzato esclusivamente a finanziare la fornitura di un bene o la prestazione di un servizio specifici se ricorre almeno una delle seguenti condizioni:
1) il finanziatore si avvale del fornitore del bene o del prestatore del servizio per promuovere o concludere il contratto di credito;
2) il bene o il servizio specifici sono esplicitamente individuati nel contratto di credito;
e) “costo totale del credito” indica gli interessi e tutti gli altri costi, incluse le commissioni, le imposte e le altre spese, a eccezione di quelle notarili, che il consumatore deve pagare in relazione al contratto di credito e di cui il finanziatore e’ a conoscenza;
f) “finanziatore” indica un soggetto che, essendo abilitato a erogare finanziamenti a titolo professionale nel territorio della Repubblica, offre o stipula contratti di credito;
g) “importo totale del credito” indica il limite massimo o la somma totale degli importi messi a disposizione in virtu’ di un contratto di credito;
h) “intermediario del credito” indica gli agenti in attivita’ finanziaria, i mediatori creditizi o qualsiasi altro soggetto, diverso dal finanziatore, che nell’esercizio della propria attivita’ commerciale o professionale svolge, a fronte di un compenso in denaro o di altro vantaggio economico oggetto di pattuizione e nel rispetto delle riserve di attivita’ previste dal Titolo VI-bis, almeno una delle seguenti attivita’:
1) presentazione o proposta di contratti di credito ovvero altre attivita’ preparatorie in vista della conclusione di tali contratti;
2) conclusione di contratti di credito per conto del finanziatore;
i) “sconfinamento” indica l’utilizzo da parte del consumatore di fondi concessi dal finanziatore in eccedenza rispetto al saldo del conto corrente in assenza di apertura di credito ovvero rispetto all’importo dell’apertura di credito concessa;
l) “supporto durevole” indica ogni strumento che permetta al consumatore di conservare le informazioni che gli sono personalmente indirizzate in modo da potervi accedere in futuro per un periodo di tempo adeguato alle finalita’ cui esse sono destinate e che permetta la riproduzione identica delle informazioni memorizzate;
m) “tasso annuo effettivo globale” o “TAEG” indica il costo totale del credito per il consumatore espresso in percentuale annua dell’importo totale del credito.
2. Nel costo totale del credito sono inclusi anche i costi relativi a servizi accessori connessi con il contratto di credito, compresi i premi assicurativi, se la conclusione di un contratto avente ad oggetto tali servizi e’ un requisito per ottenere il credito, o per ottenerlo alle condizioni offerte.
3. La Banca d’Italia, in conformita’ alle deliberazioni del CICR, stabilisce le modalita’ di calcolo del TAEG, ivi inclusa la specificazione dei casi in cui i costi di cui al comma 2 sono compresi nel costo totale del credito.
1. Le disposizioni del presente capo si applicano ai contratti di credito comunque denominati, a eccezione dei seguenti casi:
a) finanziamenti di importo inferiore a 200 euro o superiore a 75.000 euro. Ai fini del computo della soglia minima si prendono in considerazione anche i crediti frazionati concessi attraverso piu’ contratti, se questi sono riconducibili a una medesima operazione economica;
b) contratti di somministrazione previsti dagli articoli 1559, e seguenti, del codice civile e contratti di appalto di cui all’articolo 1677 del codice civile;
c) finanziamenti nei quali e’ escluso il pagamento di interessi o di altri oneri;
d) finanziamenti a fronte dei quali il consumatore e’ tenuto a corrispondere esclusivamente commissioni per un importo non significativo, qualora il rimborso del credito debba avvenire entro tre mesi dall’utilizzo delle somme;
e) finanziamenti destinati all’acquisto o alla conservazione di un diritto di proprieta’ su un terreno o su un immobile edificato o progettato;
f) finanziamenti garantiti da ipoteca su beni immobili aventi una durata superiore a cinque anni;
g) finanziamenti, concessi da banche o da imprese di investimento, finalizzati a effettuare un’operazione avente a oggetto strumenti finanziari quali definiti dall’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni, purche’ il finanziatore partecipi all’operazione;
h) finanziamenti concessi in base a un accordo raggiunto dinanzi all’autorita’ giudiziaria o a un’altra autorita’ prevista dalla legge;
i) dilazioni del pagamento di un debito preesistente concesse gratuitamente dal finanziatore;
l) finanziamenti garantiti da pegno su un bene mobile, se il consumatore non e’ obbligato per un ammontare eccedente il valore del bene;
m) contratti di locazione, a condizione che in essi sia prevista l’espressa clausola che in nessun momento la proprieta’ della cosa locata possa trasferirsi, con o senza corrispettivo, al locatario;
n) iniziative di microcredito ai sensi dell’articolo 111 e altri contratti di credito individuati con legge relativi a prestiti concessi a un pubblico ristretto, con finalita’ di interesse generale, che non prevedono il pagamento di interessi o prevedono tassi inferiori a quelli prevalenti sul mercato oppure ad altre condizioni piu’ favorevoli per il consumatore rispetto a quelle prevalenti sul mercato e a tassi d’interesse non superiori a quelli prevalenti sul mercato;
o) contratti di credito sotto forma di sconfinamento del conto corrente, salvo quanto disposto dall’articolo 125-octies.
2. Alle aperture di credito regolate in conto corrente, qualora il rimborso delle somme prelevate debba avvenire su richiesta della banca ovvero entro tre mesi dal prelievo, non si applicano gli articoli 123, comma 1, lettere da d) a f), 124, comma 5, 125-ter, 125-quater, 125-sexies, 125-septies. (1)
3. Ai contratti di locazione finanziaria (leasing) che, anche sulla base di accordi separati, non comportano l’obbligo di acquisto della cosa locata da parte del consumatore, non si applica l’articolo 125-ter, commi da 1 a 4.
4. Alle dilazioni del pagamento e alle altre modalita’ agevolate di rimborso di un debito preesistente, concordate tra le parti a seguito di un inadempimento del consumatore, non si applicano gli articoli 124, commi 5 e 7, 125-ter, 125-quinquies, 125-septies nei casi stabiliti dal CICR.
5. I venditori di beni e servizi possono concludere contratti di credito nella sola forma della dilazione del prezzo con esclusione del pagamento degli interessi e di altri oneri.
1. Fermo restando quanto previsto dalla parte II, titolo III, del Codice del consumo, gli annunci pubblicitari che riportano il tasso d’interesse o altre cifre concernenti il costo del credito indicano le seguenti informazioni di base, in forma chiara, concisa e graficamente evidenziata con l’impiego di un esempio rappresentativo:
a) il tasso d’interesse, specificando se fisso o variabile, e le spese comprese nel costo totale del credito;
b) l’importo totale del credito;
d) l’esistenza di eventuali servizi accessori necessari per ottenere il credito o per ottenerlo alle condizioni pubblicizzate, qualora i costi relativi a tali servizi non siano inclusi nel TAEG in quanto non determinabili in anticipo;
e) la durata del contratto, se determinata;
f) se determinabile in anticipo, l’importo totale dovuto dal consumatore, nonche’ l’ammontare delle singole rate.
2. La Banca d’Italia, in conformita’ alle deliberazioni del CICR, precisa le caratteristiche delle informazioni da includere negli annunci pubblicitari e le modalita’ della loro divulgazione. (1)
1. Il finanziatore o l’intermediario del credito, sulla base delle condizioni offerte dal finanziatore e, se del caso, delle preferenze espresse e delle informazioni fornite dal consumatore, forniscono al consumatore, prima che egli sia vincolato da un contratto o da un’offerta di credito, le informazioni necessarie per consentire il confronto delle diverse offerte di credito sul mercato, al fine di prendere una decisione informata e consapevole in merito alla conclusione di un contratto di credito.
2. Le informazioni di cui al comma 1 sono fornite dal finanziatore o dall’intermediario del credito su supporto cartaceo o su altro supporto durevole attraverso il modulo contenente le “Informazioni europee di base sul credito ai consumatori”. Gli obblighi informativi di cui al comma 1 si considerano assolti attraverso la consegna di tale modulo. Il finanziatore o l’intermediario forniscono qualsiasi informazione aggiuntiva in un documento distinto, che puo’ essere allegato al modulo.
3. Se il contratto di credito e’ stato concluso, su richiesta del consumatore, usando un mezzo di comunicazione a distanza che non consente di fornire le informazioni di cui al comma 1, il finanziatore o l’intermediario del credito forniscono al consumatore il modulo di cui al comma 2 immediatamente dopo la conclusione del contratto di credito.
4. Su richiesta, al consumatore, oltre al modulo di cui al comma 2, e’ fornita gratuitamente copia della bozza del contratto di credito, salvo che il finanziatore o l’intermediario del credito, al momento della richiesta, non intenda procedere alla conclusione del contratto di credito con il consumatore.
5. Il finanziatore o l’intermediario del credito forniscono al consumatore chiarimenti adeguati, in modo che questi possa valutare se il contratto di credito proposto sia adatto alle sue esigenze e alla sua situazione finanziaria, eventualmente illustrando le informazioni precontrattuali che devono essere fornite ai sensi dei commi 1 e 2, le caratteristiche essenziali dei prodotti proposti e gli effetti specifici che possono avere sul consumatore, incluse le conseguenze del mancato pagamento. In caso di offerta contestuale di piu’ contratti non collegati ai sensi dell’articolo 121, comma 1, lettera d), e’ comunque specificato se la validita’ dell’offerta e’ condizionata alla conclusione congiunta di detti contratti.
6. I fornitori di merci o prestatori di servizi che agiscono come intermediari del credito a titolo accessorio non sono tenuti a osservare gli obblighi di informativa precontrattuale previsti dal presente articolo, fermo restando l’obbligo del finanziatore di assicurare che il consumatore riceva le informazioni precontrattuali.
7. La Banca d’Italia, in conformita’ alle deliberazioni del CICR, detta disposizioni di attuazione del presente articolo, con riferimento a:
a) il contenuto, i criteri di redazione, le modalita’ di messa adisposizione delle informazioni precontrattuali;
b) le modalita’ e la portata dei chiarimenti da fornire al consumatore ai sensi del comma 5, anche in caso di contratti conclusi congiuntamente;
c) gli obblighi specifici o derogatori da osservare nei casi di: comunicazioni mediante telefonia vocale; aperture di credito regolate in conto corrente; dilazioni di pagamento non gratuite e altre modalita’ agevolate di rimborso di un credito preesistente, concordate tra le parti a seguito di un inadempimento del consumatore; offerta attraverso intermediari del credito che operano a titolo accessorio. (1)
Art. 124-bis.
Verifica del merito creditizio
1. Prima della conclusione del contratto di credito, il finanziatore valuta il merito creditizio del consumatore sulla base di informazioni adeguate, se del caso fornite dal consumatore stesso e, ove necessario, ottenute consultando una banca dati pertinente.
2. Se le parti convengono di modificare l’importo totale del credito dopo la conclusione del contratto di credito, il finanziatore aggiorna le informazioni finanziarie di cui dispone riguardo al consumatore e valuta il merito creditizio del medesimo prima di procedere ad un aumento significativo dell’importo totale del credito.
3. La Banca d’Italia, in conformita’ alle deliberazioni del CICR, detta disposizioni attuative del presente articolo.
1. I gestori delle banche dati contenenti informazioni nominative sul credito consentono l’accesso dei finanziatori degli Stati membri dell’Unione europea alle proprie banche dati a condizioni non discriminatorie rispetto a quelle previste per gli altri finanziatori abilitati nel territorio della Repubblica. Il CICR, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, individua le condizioni di accesso, al fine di garantire il rispetto del principio di non discriminazione.
2. Se il rifiuto della domanda di credito si basa sulle informazioni presenti in una banca dati, il finanziatore informa il consumatore immediatamente e gratuitamente del risultato della consultazione e degli estremi della banca dati.
3. I finanziatori informano preventivamente il consumatore la prima volta che segnalano a una banca dati le informazioni negative previste dalla relativa disciplina. L’informativa e’ resa unitamente all’invio di solleciti, altre comunicazioni, o in via autonoma.
4. I finanziatori assicurano che le informazioni comunicate alle banche dati siano esatte e aggiornate. In caso di errore rettificano prontamente i dati errati.
5. I finanziatori informano il consumatore sugli effetti che le informazioni negative registrate a suo nome in una banca dati possono avere sulla sua capacita’ di accedere al credito.
6. Il presente articolo non pregiudica l’applicazione del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.
Art. 125-bis.
6. Sono nulle le clausole del contratto relative a costi a carico del consumatore che, contrariamente a quanto previsto ai sensi dell’articolo 121, comma 1, lettera e), non sono stati inclusi o sono stati inclusi in modo non corretto nel TAEG pubblicizzato nella documentazione predisposta secondo quanto previsto dall’articolo 124. La nullita’ della clausola non comporta la nullita’ del contratto.
Art. 125-ter.
1. Il consumatore puo’ recedere dal contratto di credito entro quattordici giorni; il termine decorre dalla conclusione del contratto o, se successivo, dal momento in cui il consumatore riceve tutte le condizioni e le informazioni previste ai sensi dell’articolo 125-bis, comma 1. In caso di uso di tecniche di comunicazione a distanza il termine e’ calcolato secondo l’articolo 67-duodecies, comma 3, del Codice del consumo.
2. Il consumatore che recede:
a) ne da’ comunicazione al finanziatore inviandogli, prima della scadenza del termine previsto dal comma 1, una comunicazione secondo le modalita’ prescelte nel contratto tra quelle previste dall’articolo 64, comma 2, del Codice del consumo;
b) se il contratto ha avuto esecuzione in tutto o in parte, entro trenta giorni dall’invio della comunicazione prevista dalla lettera a), restituisce il capitale e paga gli interessi maturati fino al momento della restituzione, calcolati secondo quanto stabilito dal contratto. Inoltre, rimborsa al finanziatore le somme non ripetibili da questo corrisposte alla pubblica amministrazione.
3. Il finanziatore non puo’ pretendere somme ulteriori rispetto a quelle previste dal comma 2, lettera b).
4. Il recesso disciplinato dal presente articolo si estende automaticamente, anche in deroga alle condizioni e ai termini eventualmente previsti dalla normativa di settore, ai contratti aventi a oggetto servizi accessori connessi col contratto di credito, se tali servizi sono resi dal finanziatore ovvero da un terzo sulla base di un accordo col finanziatore. L’esistenza dell’accordo e’ presunta. E’ ammessa, da parte del terzo, la prova contraria.
5. Salvo quanto previsto dai commi 1 e 2, ai contratti disciplinati dal presente capo non si applicano gli articoli 64, 65, 66, 67-duodecies e 67-ter decies del Codice del consumo.
Art. 125-quater.
1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 125-ter, nei contratti di credito a tempo indeterminato il consumatore ha il diritto di recedere in ogni momento senza penalita’ e senza spese. Il contratto puo’ prevedere un preavviso non superiore a un mese.
2. I contratti di credito a tempo indeterminato possono prevedere il diritto del finanziatore a:
a) recedere dal contratto con un preavviso di almeno due mesi, comunicato al consumatore su supporto cartaceo o altro supporto durevole;
b) sospendere, per una giusta causa, l’utilizzo del credito da parte del consumatore, dandogliene comunicazione su supporto cartaceo o altro supporto durevole in anticipo e, ove cio’ non sia possibile, immediatamente dopo la sospensione.
Art. 125-quinquies.
1. Nei contratti di credito collegati, in caso di inadempimento da parte del fornitore dei beni o dei servizi il consumatore, dopo aver inutilmente effettuato la costituzione in mora del fornitore, ha diritto alla risoluzione del contratto di credito, se con riferimento al contratto di fornitura di beni o servizi ricorrono le condizioni di cui all’articolo 1455 del codice civile.
2. La risoluzione del contratto di credito comporta l’obbligo del finanziatore di rimborsare al consumatore le rate gia’ pagate, nonche’ ogni altro onere eventualmente applicato. La risoluzione del contratto di credito non comporta l’obbligo del consumatore di rimborsare al finanziatore l’importo che sia stato gia’ versato al fornitore dei beni o dei servizi. Il finanziatore ha il diritto di ripetere detto importo nei confronti del fornitore stesso.
3. In caso di locazione finanziaria (leasing) il consumatore, dopo aver inutilmente effettuato la costituzione in mora del fornitore dei beni o dei servizi, puo’ chiedere al finanziatore di agire per la risoluzione del contratto. La richiesta al fornitore determina la sospensione del pagamento dei canoni. La risoluzione del contratto di fornitura determina la risoluzione di diritto, senza penalita’ e oneri, del contratto di locazione finanziaria. Si applica il comma 2.
4. I diritti previsti dal presente articolo possono essere fatti valere anche nei confronti del terzo al quale il finanziatore abbia ceduto i diritti derivanti dal contratto di concessione del credito.
Art. 125-sexies.
1. Il consumatore puo’ rimborsare anticipatamente in qualsiasi momento, in tutto o in parte, l’importo dovuto al finanziatore. In tale caso il consumatore ha diritto a una riduzione del costo totale del credito, pari all’importo degli interessi e dei costi dovuti per la vita residua del contratto.
2. In caso di rimborso anticipato, il finanziatore ha diritto ad un indennizzo equo ed oggettivamente giustificato per eventuali costi direttamente collegati al rimborso anticipato del credito.
L’indennizzo non puo’ superare l’1 per cento dell’importo rimborsato in anticipo, se la vita residua del contratto e’ superiore a un anno, ovvero lo 0,5 per cento del medesimo importo, se la vita residua del contratto e’ pari o inferiore a un anno. In ogni caso, l’indennizzo non puo’ superare l’importo degli interessi che il consumatore avrebbe pagato per la vita residua del contratto.
3. L’indennizzo di cui al comma 2 non e’ dovuto:
a) se il rimborso anticipato e’ effettuato in esecuzione di un contratto di assicurazione destinato a garantire il credito;
b) se il rimborso anticipato riguarda un contratto di apertura di credito;
c) se il rimborso anticipato ha luogo in un periodo in cui non si applica un tasso di interesse espresso da una percentuale specifica fissa predeterminata nel contratto;
d) se l’importo rimborsato anticipatamente corrisponde all’intero debito residuo ed e’ pari o inferiore a 10.000 euro.
Art. 125-septies.
1. In caso di cessione del credito o del contratto di credito, il consumatore puo’ sempre opporre al cessionario tutte le eccezioni che poteva far valere nei confronti del cedente, ivi inclusa la compensazione, anche in deroga al disposto dell’articolo 1248 del codice civile.
2. Il consumatore e’ informato della cessione del credito, a meno che il cedente, in accordo con il cessionario, continui a gestire il credito nei confronti del consumatore. La Banca d’Italia, in conformita’ alle deliberazioni del CICR, individua le modalita’ con cui il consumatore e’ informato.
Art. 125-octies.
1. Se un contratto di conto corrente preved la possibilita’ che al consumatore sia concesso uno sconfinamento, si applicano le disposizioni del capo I.
2. In caso di sconfinamento consistente che si protragga per oltre un mese, il creditore comunica senza indugio al consumatore, su supporto cartaceo o altro supporto durevole:
a) lo sconfinamento;
b) l’importo interessato;
c) il tasso debitore;
d) le penali, le spese o gli interessi di mora eventualmente applicabili.
3. La Banca d’Italia, in conformita’ alle deliberazioni del CICR, detta disposizioni di attuazione del comma 2, con riferimento:
a) al termine di invio della comunicazione;
b) ai criteri per la determinazione della consistenza dello sconfinamento. (1)
Art. 125-novies.
1. L’intermediario del credito indica, negli annunci pubblicitari e nei documenti destinati ai consumatori, l’ampiezza dei propri poteri e in particolare se lavori a titolo esclusivo con uno o piu’ finanziatori oppure a titolo di mediatore.
2. Il consumatore e’ informato dell’eventuale compenso da versare all’intermediario del credito per i suoi servizi. Il compenso e’ oggetto di accordo tra il consumatore e l’intermediario del credito su supporto cartaceo o altro supporto durevole prima della conclusione del contratto di credito.
3. L’intermediario del credito comunica al finanziatore l’eventuale compenso che il consumatore deve versare all’intermediario del credito per i suoi servizi, al fine del calcolo del TAEG, secondo quanto stabilito dal CICR. (1)
1. Il Ministro dell’economia e delle finanze puo’ individuare, con regolamento adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, i casi in cui le comunicazioni previste dall’articolo 125, comma 2, e 125-quater, comma 2, lettera b), non sono effettuate in quanto vietate dalla normativa comunitaria o contrarie all’ordine pubblico o all pubblica sicurezza.». (1)
(1) Comma modificato dall’art. 1, DLGS 14/12/2010, n. 218.
Modifiche all’articolo 67 del Codice del consumo
1. All’articolo 67 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, il comma 6 e’ sostituito dal seguente:
«6. Il contratto di credito collegato ai sensi dell’articolo 121, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, si intende risolto di diritto, senza alcuna penalita’, nel caso in cui il consumatore eserciti il diritto di recesso da un contratto di fornitura di beni o servizi disciplinato dal presente titolo conformemente alle disposizioni di cui alla presente sezione.».
Abrogazioni e termini di attuazione
a) gli articoli 40, 41 e 42 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del consumo) e conseguentemente, all’articolo 43, comma 1, del medesimo decreto legislativo, la parola «restante» e’ soppressa;
b) l’articolo 38, primo, secondo e quarto comma, del testo unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti dalle pubbliche amministrazioni, di cui al d.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180, conseguentemente, al terzo comma dell’ articolo 38 del medesimo decreto le parole: «Nello stesso caso» sono sostituite dalle seguenti«In caso di rimborso anticipato».
2. Le autorita’ creditizie adottano le disposizioni di attuazione del presente titolo entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
3. I finanziatori e gli intermediari del credito si adeguano alle disposizioni del presente Titolo entro novanta giorni dall’entrata in vigore delle disposizioni indicate al comma 2; fino alla scadenza di tale termine continuano ad applicarsi, nei rapporti con i finanziatori e gli intermediari del credito, le pertinenti disposizioni del Titolo VI e l’articolo 144 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, vigenti alla data del 4 settembre 2010, e le relative disposizioni di attuazione emanate dalle Autorita’ creditizie. (1)
3-bis. Per assicurare il rispetto delle disposizioni del presente Titolo e della relativa disciplina attuativa, scaduto il termine indicato al comma precedente e fino alla data di entrata in vigore delle disposizioni di attuazione del Titolo VI-bis del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e del titolo IV del presente decreto, ovvero, se posteriore, fino alla costituzione dell’Organismo, la Banca d’Italia esercita nei confronti dei mediatori creditizi, anche persone fisiche, e degli agenti in attivita’ finanziaria i poteri previsti dall’articolo 128-decies del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385; le sanzioni previste dall’articolo 144 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, come modificato dal presente decreto legislativo si applicano anche ai mediatori persone fisiche. (2)
(1) Comma modificato dall’art. 2, DLGS 14/12/2010, n. 218.
(2) Comma aggiunto all’art. 2, DLGS 14/12/2010, n. 218.
Titolo II – COORDINAMENTO DEL TITOLO VI DEL DECRETO LEGISLATIVO 1° SETTEMBRE1993, N. 385, CON ALTRE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE IN TEMA DI TRASPARENZA
Modifiche al titolo VI del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385
1. La rubrica del titolo VI del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e’ sostituita dalla seguente:
«Titolo VI
TRASPARENZA DELLE CONDIZIONI CONTRATTUALI E DEI RAPPORTI CON I CLIENTI»
2. Il capo I del titolo VI del decreto legislativo 1° settembre
1. Le norme del presente capo si applicano alle attivita’ svolte nel territorio della Repubblica dalle banche e dagli intermediari finanziari.
2. Il Ministro dell’economia e delle finanze puo’ individuare, in considerazione dell’attivita’ svolta, altri soggetti da sottoporre alle norme del presente capo.
3. Le disposizioni del presente capo, a meno che siano espressamente richiamate, non si applicano ai contratti di credito disciplinati dal capo II e ai servizi di pagamento disciplinati dal capo II-bis.
1. Le banche e gli intermediari finanziari rendono noti in modo chiaro ai clienti i tassi di interesse, i prezzi e le altre condizioni economiche relative alle operazioni e ai servizi offerti, ivi compresi gli interessi di mora e le valute applicate per l’imputazione degli interessi. Per le operazioni di finanziamento, comunque denominate, e’ pubblicizzato il tasso effettivo globale medio previsto dall’articolo 2, commi 1 e 2, della legge 7 marzo 1996, n. 108. Non puo’ essere fatto rinvio agli usi.
2. Il Ministro dell’economia e delle finanze, sentite la CONSOB e la Banca d’Italia, stabilisce, con riguardo ai titoli di Stato:
c) gli ulteriori obblighi di pubblicita’, trasparenza e propaganda, da osservare nell’attivita’ di collocamento.
a) individua le operazioni e i servizi da sottoporre a pubblicita’;
b) dette disposizioni relative alla forma, al contenuto, alle modalita’ della pubblicita’ e alla conservazione agli atti dei documenti comprovanti le informazioni pubblicizzate;
c) stabilisce criteri uniformi per l’indicazione dei tassi d’interesse e per il calcolo degli interessi e degli altri elementi che incidono sul contenuto economico dei rapporti;
d) individua gli elementi essenziali, fra quelli previsti dal comma 1, che devono essere indicati negli annunci pubblicitari e nelle offerte, con qualsiasi mezzo effettuati, con cui i soggetti indicati nell’articolo 115 rendono nota la disponibilita’ delle operazioni e dei servizi.
4. Le informazioni pubblicizzate non costituiscono offerta al pubblico a norma dell’articolo 1336 del codice civile.
6. Sono nulle e si considerano non apposte le clausole contrattuali di rinvio agli usi per la determinazione dei tassi di interesse e di ogni altro prezzo e condizione praticati nonche’ quelle che prevedono tassi, prezzi e condizioni piu’ sfavorevoli per i clienti di quelli pubblicizzati.
7. In caso di inosservanza del comma 4 e nelle ipotesi di nullita’ indicate nel comma 6, si applicano:
b) gli altri prezzi e condizioni pubblicizzati per le corrispondenti categorie di operazioni e servizi al momento della conclusione del contratto o, se piu’ favorevoli per il cliente, al momento in cui l’operazione e’ effettuata o il servizio viene reso; in mancanza di pubblicita’ nulla e’ dovuto.
8. La Banca d’Italia puo’ prescrivere che determinati contratti, individuati attraverso una particolare denominazione o sulla base di specifici criteri qualificativi, abbiano un contenuto tipico determinato. I contratti difformi sono nulli. Resta ferma la responsabilita’ della banca o dell’intermediario finanziario per la violazione delle prescrizioni della Banca d’Italia. (1)
1. Nei contratti a tempo indeterminato puo’ essere convenuta, con clausola approvata specificamente dal cliente, la facolta’ di modificare unilateralmente i tassi, i prezzi e le altre condizioni previste dal contratto qualora sussista un giustificato motivo. Negli altri contratti di durata la facolta’ di modifica unilaterale puo’ essere convenuta esclusivamente per le clausole non aventi ad oggetto i tassi di interesse, sempre che sussista un giustificato motivo.
2. Qualunque modifica unilaterale delle condizioni contrattuali deve essere comunicata espressamente al cliente secondo modalita’ contenenti in modo evidenziato la formula: “Proposta di modifica unilaterale del contratto”, con preavviso minimo di due mesi, in forma scritta o mediante altro supporto durevole preventivamente accettato dal cliente. Nei rapporti al portatore la comunicazione e’ effettuata secondo le modalita’ stabilite dal CICR. La modifica si intende approvata ove il cliente non receda, senza spese, dal contratto entro la data prevista per la sua applicazione. In tale caso, in sede di liquidazione del rapporto, il cliente ha diritto all’applicazione delle condizioni precedentemente praticate.
4. Le variazioni dei tassi di interesse adottate in previsione o in conseguenza di decisioni di politica monetaria riguardano contestualmente sia i tassi debitori che quelli creditori, e si applicano con modalita’ tali da non recare pregiudizio al cliente.
Comunicazioni periodiche alla clientela
1. Nei contratti di durata i soggetti indicati nell’articolo 115 forniscono al cliente, in forma scritta o mediante altro supporto durevole preventivamente accettato dal cliente stesso, alla scadenza del contratto e comunque almeno una volta all’anno, una comunicazione chiara in merito allo svolgimento del rapporto. Il CICR indica il contenuto e le modalita’ della comunicazione.
2. Per i rapporti regolati in conto corrente l’estratto conto e’ inviato al cliente con periodicita’ annuale o, a scelta del cliente, con periodicita’ semestrale, trimestrale o mensile.
4. Il cliente, colui che gli succede a qualunque titolo e colui che subentra nell’amministrazione dei suoi beni hanno diritto di ottenere, a proprie spese, entro un congruo termine e comunque non oltre novanta giorni, copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni. Al cliente possono essere addebitati solo i costi di produzione di tale documentazione. (1)
Decorrenza delle valute e calcolo degli interessi
01. Il titolare del conto corrente ha la disponibilita’ economica delle somme relative agli assegni circolari o bancari versati sul suo conto, rispettivamente emessi da o tratti su una banca insediata in Italia, entro i quattro giorni lavorativi successivi al versamento.
1. Gli interessi sul versamento di assegni presso una banca sono conteggiati fino al giorno del prelevamento e con le seguenti valute:
a) dal giorno in cui e’ effettuato il versamento, per gli assegni circolari emessi dalla stessa banca e per gli assegni bancari tratti sulla stessa banca presso la quale e’ effettuato il versamento;
1-bis. Il CICR puo’ stabilire termini inferiori a quelli previsti nei commi 1 e 1-bis in relazione all’evoluzione delle procedure telematiche disponibili per la gestione del servizio di incasso degli assegni.
2. Il CICR stabilisce modalita’ e criteri per la produzione di interessi sugli interessi maturati nelle operazioni poste in essere nell’esercizio dell’attivita’ bancaria, prevedendo in ogni caso che nelle operazioni in conto corrente sia assicurata nei confronti della clientela la stessa periodicita’ nel conteggio degli interessi sia debitori sia creditori.
3. Per gli strumenti di pagamento diversi dagli assegni circolari e bancari restano ferme le disposizioni sui tempi di esecuzione, data valuta e disponibilita’ di fondi previste dagli articoli da 19 a 23 del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11. (1)
Art. 120-bis.
1. Il cliente ha diritto di recedere in ogni momento da un contratto a tempo indeterminato senza penalita’ e senza spese. Il CICR individua i casi in cui la banca o l’intermediario finanziario possono chiedere al cliente un rimborso delle spese sostenute in relazione a servizi aggiuntivi da questo richiesti in occasione del recesso.
Art. 120-ter.
Estinzione anticipata dei mutui immobiliari
1. E’ nullo qualunque patto o clausola, anche posteriore alla conclusione del contratto, con il quale si convenga che il mutuatario sia tenuto al pagamento di un compenso o penale o ad altra prestazione a favore del soggetto mutuante per l’estinzione anticipata o parziale dei mutui stipulati o accollati a seguito di frazionamento, anche ai sensi del decreto legislativo 20 giugno 2005, n. 122, per l’acquisto o per la ristrutturazione di unita’ immobiliari adibite ad abitazione ovvero allo svolgimento della propria attivita’ economica o professionale da parte di persone fisiche. La nullita’ del patto o della clausola opera di diritto e non comporta la nullita’ del contratto.
2. Le disposizioni di cui al presente articolo e quelle contenute nell’articolo 40-bis trovano applicazione, nei casi e alle condizioni ivi previsti, anche per i finanziamenti concessi da enti di previdenza obbligatoria ai loro iscritti.
Art. 120-quater.
Surrogazione nei contratti di finanziamento. Portabilita’
1. In caso di contratti di finanziamento conclusi da intermediari bancari e finanziari, l’esercizio da parte del debitore della facolta’ di surrogazione di cui all’articolo 1202 del codice civile non e’ precluso dalla non esigibilita’ del credito o dalla pattuizione di un termine a favore del creditore.
2. Per effetto della surrogazione di cui al comma 1, il mutuante surrogato subentra nelle garanzie, personali e reali, accessorie al credito cui la surrogazione si riferisce.
3. La surrogazione di cui al comma 1 comporta il trasferimento del contratto, alle condizioni stipulate tra il cliente e l’intermediario subentrante, con esclusione di penali o altri oneri di qualsiasi natura. L’annotamento di surrogazione puo’ essere richiesto al conservatore senza formalita’, allegando copia autentica dell’atto di surrogazione stipulato per atto pubblico o scrittura privata.
4. Non possono essere imposte al cliente spese o commissioni per la concessione del nuovo finanziamento, per l’istruttoria e per gli accertamenti catastali, che si svolgono secondo procedure di collaborazione tra intermediari improntate a criteri di massima riduzione dei tempi, degli adempimenti e dei costi connessi. In ogni caso, gli intermediari non applicano alla clientela costi di alcun genere, neanche in forma indiretta, per l’esecuzione delle formalita’ connesse alle operazioni di surrogazione.
5. Nel caso in cui il debitore intenda avvalersi della facolta’ di surrogazione di cui al comma 1, resta salva la possibilita’ del finanziatore originario e del debitore di pattuire la variazione senza spese delle condizioni del contratto in essere, mediante scrittura privata anche non autenticata.
6. E’ nullo ogni patto, anche posteriore alla stipulazione del contratto, con il quale si impedisca o si renda oneroso per il debitore l’esercizio della facolta’ di surrogazione di cui al comma 1. La nullita’ del patto non comporta la nullita’ del contratto.
7. Nel caso in cui la surrogazione di cui al comma 1 non si perfezioni entro il termine di trenta giorni dalla data della richiesta di avvio delle procedure di collaborazione da parte del mutuante surrogato al finanziatore originario, quest’ultimo e’ comunque tenuto a risarcire il cliente in misura pari all’1 per cento del valore del finanziamento per ciascun mese o frazione di mese di ritardo. Resta ferma la possibilita’ per il finanziatore originario di rivalersi sul mutuante surrogato, nel caso in cui il ritardo sia dovuto a cause allo stesso imputabili.
8. La surrogazione per volonta’ del debitore e la rinegoziazione di cui al presente articolo non comportano il venir meno dei benefici fiscali.
9. Le disposizioni di cui al presente articolo:
a) si applicano, nei casi e alle condizioni ivi previsti, anche ai finanziamenti concessi da enti di previdenza obbligatoria ai loro iscritti;
b) non si applicano ai contratti di locazione finanziaria.
10. Sono fatti salvi i commi 4-bis, 4-ter e 4-quater dell’articolo 8 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40.».
3. Il capo III del titolo VI del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e’ sostituito dal seguente:
«Capo III
01. Le Autorita’ creditizie esercitano i poteri previsti dal presente titolo avendo riguardo, oltre che alle finalita’ indicate nell’articolo 5, alla trasparenza delle condizioni contrattuali e alla correttezza dei rapporti con la clientela. A questi fini possono essere dettate anche disposizioni in materia di organizzazione e controlli interni.
02. Ai confidi iscritti nell’elenco previsto dall’articolo 112, le norme del presente titolo si applicano secondo quanto stabilito dal CICR.
1. Le disposizioni del presente titolo sono derogabili solo in senso piu’ favorevole al cliente.
1-bis. Le informazioni fornite ai sensi del presente titolo sono rese almeno in lingua italiana.
2. Le nullita’ previste dal presente titolo operano soltanto a vantaggio del cliente e possono essere rilevate d’ufficio dal giudice.
3. Le deliberazioni di competenza del CICR previste nel presente titolo sono assunte su proposta della Banca d’Italia, d’intesa con la CONSOB. (1)
Art. 127-bis.
Spese addebitabili
1. Le banche e gli intermediari finanziari non possono addebitare al cliente spese, comunque denominate, inerenti alle informazioni e alle comunicazioni previste ai sensi di legge trasmesse con strumenti di comunicazione telematica. Le comunicazioni previste ai sensi dell’articolo 118 sono gratuite indipendentemente dagli strumenti di comunicazione impiegati.
2. Il contratto puo’ prevedere che, se il cliente richiede alla banca o all’intermediario finanziario informazioni o comunicazioni ulteriori o piu’ frequenti rispetto a quelle previste dal presente titolo ovvero la loro trasmissione con strumenti di comunicazione diversi da quelli previsti nel contratto, le relative spese sono a carico del cliente.
3. Se, in relazione a informazioni o comunicazioni, vengono addebitate spese al cliente, queste sono adeguate e proporzionate ai costi effettivamente sostenuti dalla banca o dall’intermediario finanziario.
4. In deroga al comma 1, nei contratti di finanziamento la consegna di documenti personalizzati puo’ essere subordinata al pagamento delle spese di istruttoria, nei limiti e alle condizioni stabilite dal CICR.
5. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 119, comma 4 e, per i servizi di pagamento, dall’articolo 126-ter e dall’articolo 16, comma 4, del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11.
1. Al fine di verificare il rispetto delle disposizioni del presente titolo, la Banca d’Italia puo’ acquisire informazioni, atti e documenti ed eseguire ispezioni presso le banche, gli istituti di moneta elettronica, gli istituti di pagamento e gli intermediari finanziari.
2. Con riguardo ai beneficiari e ai terzi destinatari delle disposizioni previste dall’articolo 126-quater, comma 3, i controlli previsti dal comma 1 sono demandati al Ministro dello sviluppo economico al quale compete, inoltre, l’irrogazione delle sanzioni previste dagli articoli 144, commi 3, 3-bis e 4, e 145, comma 3.
3. Con riguardo ai soggetti individuati ai sensi dell’articolo 115, comma 2, il CICR indica le autorita’ competenti a effettuare i controlli previsti dal comma 1 e a irrogare le sanzioni previste dagli articoli 144, commi 3 e 3-bis, e 4, e 145, comma 3.
Art. 128-bis.
1. I soggetti di cui all’articolo 115 aderiscono a sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie con la clientela.
2. Con deliberazione del CICR, su proposta della Banca d’Italia, sono determinati i criteri di svolgimento delle procedure di risoluzione delle controversie e di composizione dell’organo decidente, in modo che risulti assicurata l’imparzialita’ dello stesso e la rappresentativita’ dei soggetti interessati. Le procedure devono in ogni caso assicurare la rapidita’, l’economicita’ della soluzione delle controversie e l’effettivita’ della tutela.
3. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non pregiudicano per il cliente il ricorso a ogni altro mezzo di tutela previsto dall’ordinamento.
3-bis. La Banca d’Italia, quando riceve un reclamo da parte della clientela dei soggetti di cui al comma 1, indica al reclamante la possibilita’ di adire i sistemi previsti dal presente articolo.
Art. 128-ter.
Misure inibitorie
1. Qualora nell’esercizio dei controlli previsti dall’articolo 128 emergano irregolarita’, la Banca d’Italia puo’:
a) inibire ai soggetti che prestano le operazioni e i servizi disciplinati dal presente titolo la continuazione dell’attivita’, anche di singole aree o sedi secondarie, e ordinare la restituzione delle somme indebitamente percepite e altri comportamenti conseguenti;
b) inibire specifiche forme di offerta, promozione o conclusione di contratti disciplinati dal presente titolo;
c) disporre in via provvisoria la sospensione, per un periodo non superiore a novanta giorni, delle attivita’ di cui alle lettere a) e b), laddove sussista particolare urgenza;
d) pubblicare i provvedimenti di cui al presente articolo nel Bollettino di cui all’articolo 8, comma 1, e disporre altre forme di pubblicazione, eventualmente a cura e spese dell’intermediario.».
4. L’articolo 144 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e’ sostituito dal seguente:
1. Nei confronti dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione o di direzione, nonche’ dei dipendenti si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2580 a euro 129.110 per l’inosservanza delle norme degli articoli 18, comma 4, 26, commi 2 e 3, 34, comma 2, 35, 49, 51, 53, 54, 55, 64, commi 2 e 4, 66, 67, 68, 108, 109, comma 3, 110 in relazione agli articoli 26 commi 2 e 3, 64, commi 2 e 4 , 114-quater, 114-octies, 114-duodecies, 114-terdecies, 114-quaterdecies, 129, comma 1, 145, comma 3, 146, comma 2, 147 e 161, comma 5, o delle relative disposizioni generali o particolari impartite dalle autorita’ creditizie.
2. Le sanzioni previste nel comma 1 si applicano anche ai soggetti che svolgono funzioni di controllo per la violazione delle norme e delle disposizioni indicate nel medesimo comma o per non aver vigilato affinche’ le stesse fossero osservate da altri. Per la violazione degli articoli 52, 61, comma 5, e 110 in relazione agli articoli 52 e 61, comma 5, si applica la sanzione prevista dal comma 1.
3. Nei confronti dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione o di direzione, nonche’ dei dipendenti, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5160 a euro 64.555 per la rilevante inosservanza delle norme contenute negli articoli 116, 123, 124 e 126-quater, e delle relative disposizioni generali o particolari impartite dalle autorita’ creditizie.
3-bis. Nei confronti dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione o di direzione, nonche’ dei dipendenti, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5160 a euro 64.555 per le seguenti condotte, qualora esse rivestano carattere rilevante:
a) inosservanza degli articoli 117, commi 1, 2, e 4, 118, 119, 120, 120-quater, 125, commi 2, 3 e 4, 125-bis, commi 1,2, 3 e 4, 125-octies, commi 2 e 3, 126, 126-quinquies, comma 2, 126-sexies e 126-septies e delle relative disposizioni generali o particolari impartite dalle autorita’
creditizie;
b) inserimento nei contratti di clausole nulle o applicazione alla clientela di oneri non consentiti, in violazione dell’articolo 40-bis o del titolo VI, ovvero offerta di contratti in violazione dell’articolo 117, comma 8;
c) inserimento nei contratti di clausole aventi l’effetto di imporre al debitore oneri superiori a quelli consentiti per il recesso o il rimborso anticipato ovvero ostacolo all’esercizio del diritto di recesso da parte del cliente, ivi compresa l’omissione del rimborso delle somme allo stesso dovute per effetto del recesso.
4. Nei confronti dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione o di direzione e dei dipendenti si applica la sanzione amministrativa pecuniaria fino a euro 258.225 per l’inosservanza delle norme contenute nell’articolo 128, comma 1, ovvero nei casi di ostacolo all’esercizio delle funzioni di controllo previste dal medesimo articolo 128, di mancata adesione ai sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie previsti dall’articolo 128-bis, nonche’ di inottemperanza alle misure inibitorie adottate dalla Banca d’Italia ai sensi dell’articolo 128-ter. La stessa sanzione si applica nel caso di frazionamento artificioso di un unico contratto di credito al consumo in una pluralita’ di contratti dei quali almeno uno sia di importo inferiore al limite inferiore previsto ai sensi dell’articolo 122, comma 1, lettera a).
5. Le sanzioni amministrative pecuniarie previste per i dipendenti dai commi 1, 3, 3-bis e 4 si applicano anche a coloro che operano sulla base di rapporti che ne determinano l’inserimento nell’organizzazione della banca o dell’intermediario finanziario, anche in forma diversa dal rapporto di lavoro subordinato.
5-bis. Nei confronti degli agenti in attivita’ finanziaria e dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione o di direzione dei mediatori creditizi e degli agenti in attivita’ finanziaria diversi dalle persone fisiche, nonche’ degli altri intermediari del credito, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5160 a euro 64.555 per l’inosservanza degli obblighi di cui all’articolo 125-novies; si applica altresi’ il comma 4, primo periodo.
6. Le sanzioni amministrative previste dai commi 3, 3-bis e 4, ultimo periodo, si applicano anche nei confronti dell’agente, del legale rappresentante della societa’ di agenzia in attivita’ finanziaria o del legale rappresentante della societa’ di mediazione creditizia.
7. Nei confronti dell’agente in attivita’ finanziaria, del legale rappresentante della societa’ di agenzia in attivita’ finanziaria o del legale rappresentante della societa’ di mediazione creditizia, nonche’ dei dipendenti, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.065 a euro 129.110 per la violazione dell’articolo 128-decies, comma 2, ovvero nei casi di ostacolo all’esercizio delle funzioni di controllo previste dal medesimo articolo 128-decies.
8. Se le violazioni indicate ai commi 6 e 7 sono gravi o ripetute, la Banca d’Italia puo’ ordinare la sospensione o la cancellazione dall’elenco
9. Non si applica l’articolo 39, comma 3, della legge 28 dicembre 2005, n. 262.». (1)
(1) Comma modificato dall’art. 3, DLGS 14/12/2010, n. 218.
Altre modifiche al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385
1. Nel decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, dopo l’articolo 40 e’ inserito il seguente:
«Art. 40-bis.
1. Ai fini di cui all’articolo 2878 del codice civile e in deroga all’articolo 2847 del codice civile, l’ipoteca iscritta a garanzia di obbligazioni derivanti da contratto di mutuo stipulato o accollato a seguito di frazionamento, anche ai sensi del decreto legislativo 20 giugno 2005, n. 122, ancorche’ annotata su titoli cambiari, si estingue automaticamente alla data di estinzione dell’obbligazione garantita.
2. Il creditore rilascia al debitore quietanza attestante la data di estinzione dell’obbligazione e trasmette al conservatore la relativa comunicazione entro trenta giorni dalla stessa data, senza alcun onere per il debitore e secondo le modalita’ determinate dall’Agenzia del territorio.
3. L’estinzione non si verifica se il creditore, ricorrendo un giustificato motivo ostativo, comunica all’Agenzia del territorio e al debitore, entro il termine di cui al comma 2 e con le modalita’ previste dal codice civile per la rinnovazione dell’ipoteca, che l’ipoteca permane. In tal caso l’Agenzia, entro il giorno successivo al ricevimento della dichiarazione, procede all’annotazione in margine all’iscrizione dell’ipoteca e fino a tale momento rende comunque conoscibile ai terzi richiedenti la comunicazione di cui al presente comma.
4. Decorso il termine di cui al comma 2 il conservatore, accertata la presenza della comunicazione di cui al medesimo comma e in mancanza della comunicazione di cui al comma 3, procede d’ufficio alla cancellazione dell’ipoteca entro il giorno successivo e fino all’avvenuta cancellazione rende comunque conoscibile ai terzi richiedenti la comunicazione d cui al comma 2.
5. Per gli atti previsti dal presente articolo non e’ necessaria l’autentica notarile.
6. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano, nei casi e alle condizioni ivi previsti, anche ai finanziamenti concessi da enti di previdenza obbligatoria ai loro iscritti.».
2. All’articolo 145, comma 3, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, dopo le parole «commi 3» sono inserite le seguenti: «, 3-bis».
Disposizioni transitorie ed entrata in vigore
1. All’articolo 161 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, dopo il comma 7, sono aggiunti i seguenti:
«7-bis. Le disposizioni di cui all’articolo 40-bis si applicano ai contratti di mutuo stipulati a decorrere dal 2 giugno 2007. Dalla stessa data decorrono i termini di cui ai commi 2 e 3 del medesimo articolo per i mutui immobiliari estinti a decorrere dal 3 aprile 2007 e sono abrogate le disposizioni legislative e regolamentari statali incompatibili con le disposizioni di cui all’articolo 40-bis e le clausole in contrasto con il medesimo articolo sono nulle e non comportano la nullita’ del contratto. Per i mutui immobiliari estinti prima del 3 aprile 2007 e la cui ipoteca non sia stata cancellata alla medesima data, il termine di cui al comma 2 dell’articolo 40-bis decorre dalla data della richiesta della quietanza da parte del debitore, da effettuarsi mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento.
7-ter. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 120-ter si applicano ai contratti di mutuo per l’acquisto della prima casa stipulati a decorrere dal 2 febbraio 2007 e ai contratti di mutuo per l’acquisto o per la ristrutturazione di unita’ immobiliari adibite ad abitazione ovvero allo svolgimento della propria attivita’ economica o professionale da parte di persone fisiche stipulati o accollati a seguito di frazionamento, anche ai sensi del decreto legislativo 20 giugno 2005, n. 122, a decorrere dal 3 aprile 2007. La misura massima dell’importo della penale dovuta per il caso di estinzione anticipata o parziale dei mutui indicati nel comma 1 dell’articolo 120-ter stipulati antecedentemente al 2 febbraio 2007 e’ quella definita nell’accordo siglato il 2 maggio 2007 dall’Associazione bancaria italiana e dalle associazioni dei consumatori rappresentative a livello nazionale, ai sensi dell’articolo 137 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206. Le banche e gli intermediari finanziari non possono rifiutare la rinegoziazione dei contratti di mutuo stipulati prima del 2 febbraio 2007, nei casi in cui il debitore proponga la riduzione dell’importo della penale entro i limiti stabiliti ai sensi dell’accordo di cui al periodo precedente.
7-quater. Per i mutui a tasso variabile e a rata variabile per tutta la durata del contratto, stipulati o accollati, anche a seguito di frazionamento, per l’acquisto, la ristrutturazione o la costruzione dell’abitazione principale entro il 29 gennaio 2009, gli atti di consenso alla surrogazione di cui all’articolo 120-quater, comma 1, sono autenticati dal notaio senza l’applicazione di alcun onorario e con il solo rimborso delle spese. A tal fine, la quietanza rilasciata dal finanziator originario e il contratto stipulato con il creditore surrogato sono forniti al notaio per essere prodotti unitamente all’atto di surrogazione. Per eventuali attivita’ aggiuntive non necessarie all’operazione, espressamente richieste dalle parti, gli onorari di legge restano a carico della parte richiedente.».
1-bis. Sono abrogati:
a) l’articolo 10 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248;
b) gli articoli 7, 8, commi 1, 2, 3, 3-bis e 4, e 13, commi 8-sexies, 8-septies, 8-octies, 8-novies, 8-decies, 8-undecies, 8-quaterdecies del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40;
c) l’articolo 2, comma 5-quater, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2;
d) l’articolo 2, commi 1 e 3, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102. (1)
1-ter. Al decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 8, comma 4-bis, le parole: “al comma 2” sono sostituite dalle seguenti: “ai commi 2 e 3, ultimo periodo, dell’articolo 120-quater del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni.
b) all’articolo 8-bis, comma 1, le parole: “7, 8 e 13, commi da 8-sexies a 8-terdecies” sono soppresse e dopo le parole: “presente decreto” sono aggiunte, in fine, le seguenti: “e agli articoli 40-bis, 120-ter e 120-quater del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni. (1)
1-quater. All’articolo 2, comma 5-quinquies, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, le parole: «ai sensi del comma 5-quater» sono sostituite dalle seguenti: «per le violazioni dell’articolo 120-quater del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni. (1)
2. Le disposizioni contenute nel titolo II del presente decreto entrano in vigore il centoventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione. Le disposizioni che a tale data risultano adottate dalle Autorità creditizie in base a norme modificate o sostituite dal titolo II rimangono in vigore in quanto compatibili.(2)
(1) Comma aggiunto dall’art. 4, DLGS 14/12/2010, n. 218.
(2) Comma sostituito dall’art. 4, DLGS 14/12/2010, n. 218.
Titolo III – REVISIONE DELLA DISCIPLINA DEI SOGGETTI OPERANTI NEL SETTORE FINANZIARIO
Integrazioni e modifiche al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385
1. Il titolo V del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e’ sostituito dal seguente:
«Titolo V
SOGGETTI OPERANTI NEL SETTORE FINANZIARIO
Albo degli intermediari finanziari
1. L’esercizio nei confronti del pubblico dell’attivita’ di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma e’ riservato agli intermediari finanziari autorizzati, iscritti in un apposito albo tenuto dalla Banca d’Italia.
2. Oltre alle attivita’ di cui al comma 1 gli intermediari finanziari possono prestare servizi di pagamento, a condizione che siano a cio’ autorizzati ai sensi dell’articolo 114-novies, comma 4, e iscritti nel relativo albo, nonche’ prestare servizi di investimento se autorizzati ai sensi dell’articolo 18, comma 3, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. Gli intermediari finanziari possono altresi’ esercitare le altre attivita’ a loro eventualmente consentite dalla legge nonche’ attivita’ connesse o strumentali, nel rispetto delle disposizioni dettate dalla Banca d’Italia.
3. Il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia, specifica il contenuto delle attivita’ indicate nel comma 1, nonche’ in quali circostanze ricorra l’esercizio nei confronti del pubblico.
1. La Banca d’Italia autorizza gli intermediari finanziari ad esercitare la propria attivita’ al ricorrere delle seguenti condizioni:
b) la sede legale e la direzione generale siano situate nel territorio della Repubblica;
c) il capitale versato sia di ammontare non inferiore a quello determinato dalla Banca d’Italia anche in relazione al tipo di operativita’;
d) venga presentato un programma concernente l’attivita’ iniziale e la struttura organizzativa, unitamente all’atto costitutivo e allo statuto;
e) il possesso da parte dei titolari di partecipazioni di cui all’articolo 19 e degli esponenti aziendali dei requisiti previsti ai sensi degli articoli 25 e 26;
f) non sussistano, tra gli intermediari finanziari o i soggetti del gruppo di appartenenza e altri soggetti, stretti legami che ostacolino l’effettivo esercizio delle funzioni di vigilanza;
g) l’oggetto sociale sia limitato alle sole attivita’ di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 106.
2. La Banca d’Italia nega l’autorizzazione quando dalla verifica delle condizioni indicate nel comma 1 non risulti garantita la sana e prudente gestione.
3. La Banca d’Italia disciplina la procedura di autorizzazione, i casi di revoca, nonche’ di decadenza, quando l’intermediario autorizzato non abbia iniziato l’esercizio dell’attivita’, e detta disposizioni attuative del presente articolo.
1. La Banca d’Italia emana disposizioni di carattere generale aventi a oggetto l’adeguatezza patrimoniale, il contenimento del rischio nelle sue diverse configurazioni, l’organizzazione amministrativa e contabile e i controlli interni, nonche’ l’informativa da rendere al pubblico sulle predette materie. La Banca d’Italia puo’ adottare, ove la situazione lo richieda, provvedimenti specifici nei confronti di singoli intermediari per le materie in precedenza indicate. Con riferimento a determinati tipi di attivita’ la Banca d’Italia puo’ inoltre dettare disposizioni volte ad assicurarne il regolare esercizio.
2. Le disposizioni emanate ai sensi del comma 1 prevedono che gli intermediari finanziari possano utilizzare:
a) le valutazioni del rischio di credito rilasciate da societa’ o enti esterni previsti dall’articolo 53, comma 2-bis, lettera a);
b) sistemi interni di misurazione dei rischi per la determinazione dei requisiti patrimoniali, previa autorizzazione della Banca d’Italia.
3. La Banca d’Italia puo’:
a) convocare gli amministratori, i sindaci e i dirigenti degli intermediari finanziari per esaminare la situazione degli stessi;
b) ordinare la convocazione degli organi collegiali degli intermediari finanziari, fissandone l’ordine del giorno, e proporre l’assunzione di determinate decisioni;
c) procedere direttamente alla convocazione degli organi collegiali degli intermediari finanziari quando gli organi competenti non abbiano ottemperato a quanto previsto dalla lettera b);
d) adottare per le materie indicate nel comma 1, ove la situazione lo richieda, provvedimenti specifici nei confronti di singoli intermediari finanziari, riguardanti anche la restrizione delle attivita’ o della struttura territoriale, nonche’ il divieto di effettuare determinate operazioni, anche di natura societaria, e di distribuire utili o altri elementi del patrimonio.
4. Gli intermediari finanziari inviano alla Banca d’Italia, con le modalita’ e nei termini da essa stabiliti, le segnalazioni periodiche nonche’ ogni altro dato e documento richiesto. Essi trasmettono anche i bilanci con le modalita’ e nei termini stabiliti dalla Banca d’Italia.
5. La Banca d’Italia puo’ effettuare ispezioni presso gli intermediari finanziari e richiedere a essi l’esibizione di documenti e gli atti che ritenga necessari.
6. Nell’esercizio dei poteri di cui al presente articolo la Banca d’Italia osserva criteri di proporzionalita’, avuto riguardo alla complessita’ operativa, dimensionale e organizzativa degli intermediari, nonche’ alla natura specifica dell’attivita’ svolta.
Vigilanza consolidata
1. La Banca d’Italia emana disposizioni volte a individuare il gruppo finanziario, composto da un intermediario finanziario capogruppo e dalle societa’ finanziarie come definite dall’articolo 59, comma 1, lettera b), che sono controllate direttamente o indirettamente da un intermediario finanziario ovvero controllano direttamente o indirettamente un intermediario finanziario e non sono sottoposte a vigilanza consolidata ai sensi del capo II, titolo III, ovvero del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.
2. La Banca d’Italia puo’ esercitare la vigilanza su base consolidata, oltre che nei confronti dei soggetti di cui al comma 1 inclusi nel gruppo finanziario, nei confronti di:
a) intermediari finanziari e societa’ bancarie, finanziarie e strumentali partecipate per almeno il venti per cento dalle societa’ appartenenti a un gruppo finanziario o da un intermediario finanziario;
b) intermediari finanziari e societa’ bancarie, finanziarie e strumentali non comprese in un gruppo finanziario, ma controllate dalla persona fisica o giuridica che controlla un gruppo finanziario o un intermediario finanziario;
c) societa’ diverse dagli intermediari finanziari e da quelle bancarie, finanziarie e strumentali quando siano controllate da un intermediario finanziario ovvero quando societa’ appartenenti a un gruppo finanziario detengano, anche congiuntamente, una partecipazione di controllo.
3. Al fine di esercitare la vigilanza ai sensi dei commi 1 e 2, la Banca d’Italia:
a) puo’ impartire alla capogruppo, con provvedimenti di carattere generale o particolare, disposizioni concernenti il gruppo finanziario complessivamente considerato o i suoi componenti, sulle materie indicate nell’articolo 108, comma 1. L’articolo 108 si applica anche al gruppo finanziario. Le disposizioni emanate dalla Banca d’Italia per esercitare la vigilanza su base consolidata possono tenere conto, anche con riferimento al singolo intermediario finanziario, della situazione dei soggetti indicati nel comma 2, lettere a) e b). La Banca d’Italia puo’ impartire disposizioni anche nei confronti di un solo o di alcuni componenti il gruppo finanziario;
b) puo’ richiedere, nei termini e con le modalita’ dalla medesima determinati, alle societa’ appartenenti al gruppo finanziario la trasmissione, anche periodica, di situazioni e dati, nonche’ ogni altra informazione utile e ai soggetti indicati nel comma 2, lettera c), nonche’ alle societa’ che controllano l’intermediario finanziario e non appartengono al gruppo finanziario, le informazioni utili per consentire l’esercizio della vigilanza consolidata; tali soggetti forniscono alla capogruppo ovvero all’intermediario finanziario le situazioni, i dati e le informazioni richieste per consentire l’esercizio della vigilanza consolidata;
c) puo’ effettuare ispezioni e richiedere l’esibizione di documenti e gli atti che ritenga necessari; le ispezioni nei confronti di societa’ diverse da quelle bancarie, finanziarie e strumentali hanno il fine esclusivo di verificare l’esattezza dei dati e delle informazioni forniti per il consolidamento.
1. Agli intermediari finanziari si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni contenute negli articoli 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 47, 52, 61, commi 4 e 5, 62, 63, 64, 78, 79 e 82.
1. In deroga all’articolo 106, comma 1, i soggetti iscritti in un apposito elenco, tenuto dall’organismo indicato all’articolo 113, possono concedere finanziamenti a persone fisiche o societa’ di persone o societa’ cooperative, per l’avvio o l’esercizio di attivita’ di lavoro autonomo o di microimpresa, a condizione che i finanziamenti concessi abbiano le seguenti caratteristiche:
a) siano di ammontare non superiore a euro 25.000,00 e non siano assistiti da garanzie reali;
b) siano finalizzati all’avvio o allo sviluppo di iniziative imprenditoriali o all’inserimento nel mercato del lavoro;
c) siano accompagnati dalla prestazione di servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio dei soggetti finanziati.
2. L’iscrizione nell’elenco di cui al comma 1 e’ subordinata al ricorrere delle seguenti condizioni:
a) forma di societa’ di capitali;
b) capitale versato di ammontare non inferiore a quello stabilito ai sensi del comma 5;
c) requisiti di onorabilita’ dei soci di controllo o rilevanti, nonche’ di onorabilita’ e professionalita’ degli esponenti aziendali, ai sensi del comma 5;
d) oggetto sociale limitato alle sole attivita’ di cui al comma 1, nonche’ alle attivita’ accessorie e strumentali;
e) presentazione di un programma di attivita’.
3. I soggetti di cui al comma 1 possono erogare in via non prevalente finanziamenti anche a favore di persone fisiche in condizioni di particolare vulnerabilita’ economica o sociale, purche’ i finanziamenti concessi siano di importo massimo di euro 10.000, non siano assistiti da garanzie reali, siano accompagnati dalla prestazione di servizi ausiliari di bilancio familiare, abbiano lo scopo di consentire l’inclusione sociale e finanziaria del beneficiario e siano prestati a condizioni piu’ favorevoli di quelle prevalenti sul mercato.
4. In deroga all’articolo 106, comma 1, i soggetti giuridici senza fini di lucro in possesso delle caratteristiche individuate ai sensi del comma 5, possono, se iscritti in una sezione separata dell’elenco di cui al comma 1, svolgere le attivita’ indicate ai commi 1 e 3 a condizione che i finanziamenti siano concessi a condizioni piu’ favorevoli di quelle prevalenti sul mercato. L’iscrizione nella sezione speciale e’ subordinata al possesso dei requisiti previsti dal comma 2, lettere c) ed e).
5. Il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia, emana disposizioni attuative del presente articolo, anche disciplinando:
a) requisiti concernenti i beneficiari e le forme tecniche dei finanziamenti;
b) limiti oggettivi, riferiti al volume delle attivita’, alle condizioni economiche applicate e all’ammontare massimo dei singoli finanziamenti, anche modificando i limiti stabiliti dal comma 1, lettera a) e dal comma 3;
c) le caratteristiche dei soggetti che beneficiano della deroga prevista dal comma 4;
d) le informazioni da fornire alla clientela. (1)
Altri soggetti operanti nell’attivita’ di concessione di finanziamenti
1. I confidi, anche di secondo grado, sono iscritti in un elenco tenuto dall’Organismo previsto dall’articolo 112-bis ed esercitano in via esclusiva l’attivita’ di garanzia collettiva dei fidi e i servizi a essa connessi o strumentali, nel rispetto delle disposizioni dettate dal Ministro dell’economia e delle finanze e delle riserve di attivita’ previste dalla legge.
2. L’iscrizione e’ subordinata al ricorrere delle condizioni di forma giuridica, di capitale sociale o fondo consortile, patrimoniali, di oggetto sociale e di assetto proprietario individuate dall’articolo 13 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e successive modificazioni, nonche’ al possesso da parte di coloro che detengono partecipazioni e dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo dei requisiti di onorabilita’ stabiliti ai sensi degli articoli 25 e 26. La sede legale e quella amministrativa devono essere situate nel territorio della Repubblica.
3. Il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia, determina i criteri oggettivi, riferibili al volume di attivita’ finanziaria in base ai quali sono individuati i confidi che sono tenuti a chiedere l’autorizzazione per l’iscrizione nell’albo previsto dall’articolo 106. La Banca d’Italia stabilisce, con proprio provvedimento, gli elementi da prendere in considerazione per il calcolo del volume di attivita’ finanziaria. In deroga all’articolo 106, per l’iscrizione nell’albo i confid possono adottare la forma di societa’ consortile a responsabilita’ limitata.
4. I confidi iscritti nell’albo esercitano in via prevalente l’attivita’ di garanzia collettiva dei fidi.
5. I confidi iscritti nell’albo possono svolgere, prevalentemente nei confronti delle imprese consorziate o socie, le seguenti attivita’:
a) prestazione di garanzie a favore dell’amministrazione finanziaria dello Stato, al fine dell’esecuzione dei rimborsi di imposte alle imprese consorziate o socie;
b) gestione, ai sensi dell’articolo 47, comma 2, di fondi pubblici di agevolazione;
c) stipula, ai sensi dell’articolo 47, comma 3, di contratti con le banche assegnatarie di fondi pubblici di garanzia per disciplinare i rapporti con le imprese consorziate o socie, al fine di facilitarne la fruizione.
6. I confidi iscritti nell’albo possono, in via residuale, concedere altre forme di finanziamento ai sensi dell’articolo 106, comma 1, nei limiti massimi stabiliti dalla Banca d’Italia.
7. I soggetti diversi dalle banche, gia’ operanti alla data di entrata in vigore della presente disposizione, i quali, senza fine di lucro, raccolgono tradizionalmente in ambito locale somme di modesto ammontare ed erogano piccoli prestiti, sono iscritti in una sezione separata dell’elenco di cui all’articolo 111, comma 1, e possono continuare a svolgere la propria attivita’, in considerazione del carattere marginale della stessa, nel rispetto delle modalita’ operative e dei limiti quantitativi determinati dal CICR.
8. Le agenzie di prestito su pegno previste dall’articolo 115 del reale decreto 18 giugno 1931, n. 773, sono sottoposte alle disposizioni dell’articolo 106. La Banca d’Italia puo’ dettare disposizioni per escludere l’applicazione alle agenzie di prestito su pegno di alcune disposizioni previste dal presente titolo.
Art. 112-bis.
Organismo per la tenuta dell’elenco dei confidi
1. E’ istituito un Organismo, avente personalita’ giuridica di diritto privato ed ordinato in forma di associazione, con autonomia organizzativa, statutaria e finanziaria competente per la gestione dell’elenco di cui all’articolo 112, comma 1. I componenti dell’organismo sono nominati con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta della Banca d’Italia.
2. L’Organismo svolge ogni attivita’ necessaria per la gestione dell’elenco, determina la misura dei contributi a carico degli iscritti, entro il limite dell’uno per cento dell’ammontare dei crediti garantiti e riscuote i contributi e le altre somme dovute per l’iscrizione nell’elenco; vigila sul rispetto, da parte degli iscritti, della disciplina cui sono sottoposti anche ai sensi dell’articolo 112, comma 2. Nell’esercizio di tali attivita’ puo’ avvalersi delle Federazioni di rappresentanza dei Confidi espressione delle Organizzazioni nazionali di impresa.
3. Per lo svolgimento dei propri compiti, l’Organismo puo’ chiedere agli iscritti la comunicazione di dati e notizie e la trasmissione di atti e documenti, fissando i relativi termini, e puo’ effettuare ispezioni.
4. L’Organismo puo’ disporre la cancellazione dall’elenco:
a) qualora vengano meno i requisiti per l’iscrizione;
b) qualora risultino gravi violazioni normative;
c) per il mancato pagamento del contributo ai sensi del comma 2;
d) per l’inattivita’ dell’iscritto protrattasi per un periodo di tempo non inferiore a un anno.
5. Fermo restando le disposizioni di cui al precedente comma, la Banca d’Italia, su istanza dell’Organismo e previa istruttoria dallo stesso svolta, puo’ imporre agli iscritti il divieto di intraprendere nuove operazioni o disporre la riduzione delle attivita’ per violazioni di disposizioni legislative o amministrative che ne regolano l’attivita’.
6. La Banca d’Italia vigila sull’Organismo secondo modalita’, dalla stessa stabilite, improntate a criteri di proporzionalita’ ed economicita’ dell’azione di controllo e con la finalita’ di verificare l’adeguatezza delle procedure interne adottate dall’Organismo per lo svolgimento della propria attivita’.
7. La Banca d’Italia informa il Ministro dell’economia e delle finanze delle eventuali carenze riscontrate nell’attivita’ dell’Organismo e in caso di grave inerzia o malfunzionamento puo’ proporne lo scioglimento.
8. Il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia, disciplina:
a) la struttura, i poteri e le modalita’ di funzionamento dell’Organismo necessari a garantirne funzionalita’ ed efficienza;
b) i requisiti, ivi compresi quelli di professionalita’ e onorabilita’ degli organi di gestione dell’Organismo, nonche’ i criteri e le modalita’ per la loro nomina e sostituzione.
Organismo per la tenuta dell’elenco di cui all’articolo 111
1. E’ istituito un Organismo, avente personalita’ giuridica di diritto privato ed ordinato in forma di associazione, con autonomia organizzativa, statutaria e finanziaria competente per la gestione dell’elenco di cui all’articolo 111, comma 1, e delle relative sezioni separate. I componenti dell’organismo sono nominati con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta della Banca d’Italia.
2. L’Organismo svolge ogni attivita’ necessaria per la gestione dell’elenco nonche’ delle relative sezioni separate; determina la misura dei contributi a carico degli iscritti, entro il limite dell’uno per cento dell’ammontare dei prestiti concessi e riscuote i contributi e le altre somme dovute per l’iscrizione nell’ elenco e vigila sul rispetto da parte degli iscritti della disciplina cui sono sottoposti anche ai sensi dell’articolo 111, comma 5.
3. Per lo svolgimento dei propri compiti, l’Organismo puo’ chiedere agli iscritti la comunicazione di dati e notizie e la trasmissione di atti e documenti, fissando i relativi termini, nonche’ effettuare ispezioni.
4. L’Organismo puo’ disporre la cancellazione dall’elenco e dalle relative sezioni separate:
5. Fermo restando le disposizioni di cui al comma 4, la Banca d’Italia, su istanza dell’Organismo e previa istruttoria dallo stesso svolta, puo’ imporre agli iscritti il divieto di intraprendere nuove operazioni o disporre la riduzione delle attivita’ per violazioni di disposizioni legislative o amministrative che ne regolano l’attivita’.
6. La Banca d’Italia vigila sull’Organismo secondo modalita’, dalla stessa stabilite, improntate a criteri di proporzionalita’ ed economicita’ dell’azione di controllo e fondate su controlli sulle procedure interne adottate dall’Organismo per lo svolgimento dei compiti a questo affidati.
b) i requisiti, ivi compresi quelli di professionalita’ e onorabilita’ dei componenti dell’Organismo, nonche’ i criteri e le modalita’ per la loro nomina e sostituzione.
Art. 113-bis.
Sospensione degli organi di amministrazione e controllo
1. Qualora risultino gravi irregolarita’ nell’amministrazione ovvero gravi violazioni delle disposizioni legislative, amministrative o statutarie nonche’ ragioni di urgenza, la Banca d’Italia puo’ disporre che uno o piu’ commissari assumano i poteri di amministrazione dell’intermediario finanziario iscritto all’albo di cui all’articolo 106. Le funzioni degli organi di amministrazione e di controllo sono frattanto sospese.
2. Possono essere nominati commissari anche funzionari della Banca d’Italia. I commissari nell’esercizio delle loro funzioni, sono pubblici ufficiali.
3. La gestione provvisoria di cui al comma 1 non puo’ avere una durata superiore ai sei mesi. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 113-ter, comma 1, lettera c), i commissari restituiscono l’azienda agli organi di amministrazione e controllo ovvero, qualora siano rilevate gravi irregolarita’ riferibili agli organi aziendali sospesi e previa autorizzazione della Banca d’Italia, convocano l’assemblea per la revoca e la nomina di nuovi organi di amministrazione e controllo. Si applica, in quanto compatibile, l’articolo 76, commi 2 e 4.
Art. 113-ter.
1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 113-bis, la Banca d’Italia, puo’ disporre la revoca dell’autorizzazione di cui all’articolo 107, comma 1, quando:
a) risultino irregolarita’ eccezionalmente gravi nell’amministrazione, ovvero violazioni eccezionalmente gravi delle disposizioni legislative, amministrative o statutarie che regolano l’attivita’ dell’intermediario;
b) siano previste perdite del patrimonio di eccezionale gravita’;
c) la revoca sia richiesta su istanza motivata degli organi amministrativi, dell’assemblea straordinaria, dei commissari di cui all’articolo 113-bis, comma 1 o dei liquidatori.
2. Il provvedimento di revoca e’ pubblicato per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana; della intervenuta revoca l’intermediario finanziario deve dare idonea evidenza nelle comunicazioni alla clientela e in ogni altra opportuna sede.
3. La revoca dell’autorizzazione costituisce causa di scioglimento della societa’. Entro sessanta giorni dalla comunicazione del provvedimento di revoca, l’intermediario finanziario comunica alla Banca d’Italia il programma di liquidazione della societa’. L’organo liquidatore trasmette alla Banca d’Italia riferimenti periodici sullo stato di avanzamento della liquidazione.
4. Agli intermediari finanziari si applicano gli articoli 96-quinquies e 97.
5. Ove la Banca d’Italia accerti la mancata sussistenza dei presupposti per un regolare svolgimento della procedura di liquidazione si applica il comma 6.
6. Agli intermediari finanziari che siano stati autorizzati all’esercizio dei servizi di investimento ovvero abbiano acquisito fondi con obbligo di rimborso per un ammontare superiore al patrimonio ovvero dei quali sia stato accertato lo stato di insolvenza ai sensi dell’articolo 82, comma 1 si applica la procedura di liquidazione coatta amministrativa, ai sensi del titolo IV, capo I, sezione III.
7. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche alle succursali di intermediari finanziari aventi sede legale all’estero ammessi all’esercizio, in Italia, delle attivita’ di cui all’articolo 106 comma 1. La Banca d’Italia comunica i provvedimenti adottati all’Autorita’ competente.
8. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 114-terdecies.
1. Fermo quanto disposto dall’articolo 18, il Ministro dell’economia e delle finanze disciplina l’esercizio nel territorio della Repubblica, da parte di soggetti aventi sede legale all’estero, delle attivita’ indicate nell’articolo 106.
2. Le disposizioni del presente titolo non si applicano ai soggetti, individuati con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze sentita la Banca d’Italia, gia’ sottoposti, in base alla legge, a forme di vigilanza sull’attivita’ finanziaria svolta.».
(1) Comma modificato dall’art. 16, DLGS 14/12/2010, n. 218.
1. L’articolo 58, comma 7, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e’ sostituito dal seguente:
«7. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle cessioni in favore dei soggetti, diversi dalle banche, inclusi nell’ambito della vigilanza consolidata ai sensi degli articoli 65 e 109 e in favore degli intermediari finanziari previsti dall’articolo 106.».
2. L’articolo 132 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e’ sostituito dal seguente:
«Art. 132.
Abusiva attivita’ finanziaria
1. Chiunque svolge, nei confronti del pubblico una o piu’ attivita’ finanziarie previste dall’articolo 106, comma 1, in assenza dell’autorizzazione di cui all’articolo 107 o dell’iscrizione di cui all’articolo 111 ovvero dell’articolo 112, e’ punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni e con la multa da euro 2.065 ad euro 10.329.».
3. All’articolo 133 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 1-ter, e’ inserito il seguente:
«1-quater. L’uso, nella denominazione o in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, della parola”finanziaria” ovvero di altre parole o locuzioni, anche in lingua straniera, idonee a trarre in inganno sulla legittimazione allo svolgimento dell’attivita’ finanziaria loro riservata e’ vietato ai soggetti diversi dagli intermediari finanziari di cui all’articolo 106.»;
a-bis) il comma 2 e’ sostituito dal seguente: “2. La Banca d’Italia determina in via generale le ipotesi in cui, per l’esistenza di controlli amministrativi o in base a elementi di fatto, le parole o le locuzioni indicate nei commi 1, 1-bis, 1-ter e 1-quater possono essere utilizzate da soggetti diversi dalle banche, dagli istituti di moneta elettronica, dagli istituti di pagamento e dagli intermediari finanziari. (1)b) al terzo comma, primo periodo, le parole: «e 1-ter» sono sostituite dalle seguenti: «, 1-ter e 1-quater»;
c) al terzo comma, secondo periodo, le parole: «ai sensi dell’articolo 107» sono sostituite dalle seguenti «ai sensi dell’articolo 108 o di essere abilitato all’esercizio delle attivita’ di cui all’articolo 111».
4. All’articolo 137 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) nella rubrica la parola «bancario» e’ soppressa;
b) al comma 1-bis e’ aggiunto il seguente periodo:
«Nel caso in cui le notizie o i dati falsi siano forniti ad un intermediario finanziario, si applica la pena dell’arresto fino a un anno o dell’ammenda fino ad euro 10.000.».
5. All’articolo 137 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, al comma 2 le parole «presso una banca nonche’ i dipendenti di banche» sono sostituite dalle seguenti: «presso una banca o un intermediario finanziario, nonche’ i dipendenti di banche o intermediari finanziari».
6. All’articolo 139 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, al comma 1 le parole: «dell’articolo 108, commi 3 e 4 e dell’articolo 110 comma 4» sono soppresse e dopo il comma 1 e’ inserito il seguente: «1-bis. La violazione delle norme di cui al comma 1, in quanto richiamate dall’articolo 110, e’ punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 150.000.».
7. Al comma 2 dell’articolo 139 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, dopo le parole: «dall’articolo 20 comma 2,» sono inserite le seguenti: «anche in quanto richiamati dall’articolo 110».
8. Al comma 1 dell’articolo 140 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, le parole: «e 110 commi 1, 2 e 3» sono soppresse e dopo il comma 1 e’ inserito il seguente: «1-bis L’omissione delle comunicazioni di cui alle norme indicate nel comma 1, in quanto richiamate dall’articolo 110, e’ punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 5.000 a € 150.000.». (2)
9. Al comma 2 dell’articolo 140 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, dopo le parole: «nel comma 1» sono inserite le seguenti: «e nel comma 1-bis».
10. L’articolo 141 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e’ abrogato.
11. Dopo l’articolo 145 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e’ inserito il seguente articolo:
«Art. 145-bis.
Procedure contenziose
1. I provvedimenti sanzionatori emessi dagli Organismi di cui agli articoli 112-bis, 113 e 128-duodecies sono disposti con atto motivato, previa contestazione degli addebiti agli interessati da effettuarsi entro centoventi giorni dall’accertamento ovvero entro duecentoquaranta giorni se l’interessato ha la sede o la residenza all’estero e valutate le deduzioni da essi presentate, rispettivamente, nei successivi quarantacinque e novanta giorni.
Nello stesso termine gli interessati possono altresi’ chiedere di essere sentiti personalmente.
2. Avverso i provvedimenti di cui primo comma, e’ ammesso ricorso dell’interessato alla giurisdizione esclusiva del Tribunale amministrativo regionale nella cui circoscrizione ha sede l’Organismo. Il ricorso e’ notificato all’Organismo entro sessanta giorni dalla sua comunicazione e depositato presso il Tribunale amministrativo regionale competente entro trenta giorni dalla notificazione predetta. (2)
3. Si applicano le norme procedurali del processo amministrativo, in quanto compatibili, compresa la sospensione dell’esecutivita’ del provvedimento impugnato per gravi motivi. (2)
4. La decisione del TAR e’ impugnabile dinanzi il Consiglio di Stato e copia della stessa e’ trasmessa all’Organismo ai fini della pubblicazione, per estratto.».
12. L’articolo 155 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e’ abrogato.
(1) Lettera aggiunta dall’art. 5, DLGS 14/12/2010, n. 218.
(2) Comma modificato dall’art. 5, DLGS 14/12/2010, n. 218.
Ulteriori modifiche legislative
1. L’articolo 2, comma 6, della legge 30 aprile 1999, n. 130, e’ sostituito dal seguente:
«6. I servizi indicati nel comma 3, lettera c), possono essere svolti da banche o da intermediari finanziari iscritti nell’albo previsto dall’articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385. Gli altri soggetti che intendono prestare i servizi indicati nel comma 3, lettera c), chiedono l’iscrizione nell’albo previsto dall’articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, anche qualora non esercitino le attivita’ elencate nel comma 1 del medesimo articolo purche’ possiedano i relativi requisiti.».
2. Dopo l’articolo 2, comma 6, della legge 30 aprile 1999, n. 130, e’ inserito il seguente:
«6-bis. I soggetti di cui al comma 6 verificano che le operazioni siano conformi alla legge ed al prospetto informativo.».
3. L’articolo 3, comma 3, della legge 30 aprile 1999, n. 130, e’ sostituito dal seguente: “3. Le societa’ di cui al comma 1 si costituiscono in forma di societa’ di capitali. Fermi restando gli obblighi di segnalazione previsti per finalita’ statistiche, la Banca d’Italia, in base alle deliberazioni del CICR, puo’ imporre alle societa’ di cui al comma 1 obblighi di segnalazione ulteriori relativi ai crediti cartolarizzati al fine di censire la posizione debitoria dei soggetti cui i crediti si riferiscono. All’articolo 7-ter della medesima legge e’ aggiunto, in fine, il seguente comma: “1-bis. Ai soggetti cessionari di cui all’articolo 7-bis si applicano, nei limiti stabiliti dal Ministro dell’economia e delle finanze con regolamento emanato, sentita la Banca d’Italia, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, le disposizioni previste per gli intermediari finanziari dal Titolo V° del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385. (1)
4. L’articolo 38-bis, comma 1, secondo periodo del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e’ sostituito dal seguente:
«Per le piccole e medie imprese, definite secondo i criteri stabiliti dal D.M. 18 settembre 1997 e dal D.M. 27 ottobre 1997 del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di adeguamento alla nuova disciplina comunitaria, dette garanzie possono essere prestate anche dai consorzi o cooperative di garanzia collettiva fidi di cui all’articolo 29 della legge 5 ottobre 1991, n. 317, iscritti nell’albo previsto dall’articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385.».
5. L’articolo 8, comma 2, terzo periodo del decreto legislativo 19 giugno1997, n. 218, e’ sostituito dal presente:
«Sull’importo delle rate successive sono dovuti gli interessi al saggio legale, calcolati dalla data di perfezionamento dell’atto di adesione, e per il versamento di tali somme il contribuente e’ tenuto a prestare idonea garanzia mediante polizza fideiussoria o fideiussione bancaria ovvero rilasciata dai consorzi di garanzia collettiva dei fidi (Confidi) iscritti nell’albo previsto dall’articolo 106 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, per il periodo di rateazione del detto importo, aumentato di un anno.».
6. L’articolo 48, comma 3, secondo periodo, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, e’ sostituito dal seguente: «Il processo verbale costituisce titolo per la riscossione delle somme dovute mediante versamento diretto in un’unica soluzione ovvero in forma rateale, in un massimo di otto rate trimestrali di pari importo, ovvero in un massimo di dodici rate trimestrali se le somme dovute superano i 50.000 euro, previa prestazione, se l’importo delle rate successive alla prima e’ superiore a 50.000 euro, di idonea garanzia mediante polizza fideiussoria o fideiussione bancaria ovvero rilasciata dai consorzi di garanzia collettiva dei fidi (Confidi) iscritti nell’albo previsto dall’articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385.».
7. L’articolo 1, comma 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58 e’ sostituito dal seguente:
«4. I mezzi di pagamento non sono strumenti finanziari. Sono strumenti finanziari ed, in particolare, contratti finanziari differenziali, i contratti di acquisto e vendita di valuta, estranei a transazioni commerciali e regolati per differenza, anche mediante operazioni di rinnovo automatico (c.d. “roll-over”). Sono altresi’ strumenti finanziari le ulteriori operazioni su valute individuate ai sensi dell’articolo 18, comma 5.».
8. L’articolo 199 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e’ sostituito dal seguente:
«Art. 199.
Societa’ fiduciarie
1. Fino alla riforma organica della disciplina delle societa’ fiduciarie e di revisione conservano vigore le disposizioni previste dalla legge 23 novembre 1939, n. 1966, e dell’articolo 60, comma 4, del decreto legislativo 23 luglio 1996, n. 415. (2)
2. Fino alla riforma organica di cui al comma 1, le societa’ fiduciarie di cui alla legge 23 novembre 1939, n. 1966, che svolgono attivita’ di custodia e amministrazione di valori mobiliari, che sono controllate direttamente o indirettamente da una banca o da un intermediario finanziario, nonche’ quelle che abbiano adottato la forma di societa’ per azioni e che abbiano capitale versato di ammontare non inferiore al doppio di quello richiesto dall’articolo 2327 del codice civile, sono iscritte in una sezione separata dell’albo previsto dall’articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, anche qualora non esercitino le attivita’ elencate nel comma 1 del medesimo articolo. All’istanza di iscrizione si applica l’articolo 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, in quanto compatibile. Il diniego dell’autorizzazione comporta la decadenza dell’autorizzazione di cui all’articolo 2 della legge 23 novembre 1939, n. 1966. La Banca d’Italia esercita i poteri indicati all’articolo 108, al fine di assicurare il rispetto da parte delle societa’ fiduciarie iscritte nella sezione separata delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231. Alle societa’ fiduciarie iscritte si applicano gli articoli 110, 113-bis, 113-ter del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, in quanto compatibili.».
(1) Comma sostituito dall’art. 6, DLGS 14/12/2010, n. 218.
(2) Comma modificato dall’art. 6, DLGS 14/12/2010, n. 218.
1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 37 del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11, per le attivita’ diverse dalla prestazione di servizi di pagamento gli intermediari finanziari e i confidi che, alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, risultano iscritti nell’elenco generale di cui all’articolo 106, nell’elenco speciale di cui all’articolo 107 o nella sezione di cui all’articolo 155, comma 4, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, vigenti alla data del 4 settembre 2010, nonche’ le societa’ fiduciarie previste dall’articolo 199, comma 2, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, come modificato dal presente decreto legislativo possono continuare a operare per un periodo di 12 mesi successivi al completamento degli adempimenti indicati al comma 3. (1)
2. Fino alla scadenza del periodo indicato al comma 1 e comunque fino al completamento degli adempimenti di cui al comma 4, la Banca d’Italia continua a tenere l’elenco generale, l’elenco speciale e le sezioni separate previste dalle disposizioni del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, vigente alla data del 4 settembre 2010; fino al completamento degli adempimenti indicati al comma 3 possono essere iscritti nuovi soggetti, ai quali si applicano i commi 1, 4 e 8. (1)
3. L’iscrizione nell’albo e negli elenchi, ivi comprese le relative sezioni separate, previsti dalla nuova disciplina introdotta con il presente Titolo III e’ subordinata all’entrata in vigore delle disposizioni attuative nonche’, per gli elenchi, alla costituzione degli Organismi ivi previsti, se posteriore. Le Autorita’ competenti provvedono all’emanazione delle disposizioni attuative e alla costituzione degli Organismi al piu’ tardi entro il 31 dicembre 2011. (1)
4. Per assicurare un passaggio ordinato alla nuova disciplina introdotta con il presente titolo III:
a) entro il termine indicato al comma 1, gli intermediari finanziari che alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo esercitano nei confronti del pubblico l’attivita’ di assunzione di partecipazioni ivi compresi quelli di cui all’articolo 155, comma 2, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 abrogato ai sensi dell’articolo 8 del presente decreto, chiedono alla Banca d’Italia la cancellazione dagli elenchi di cui al comma 1, attestando di non esercitare attivita’ riservate ai sensi di legge;
b) entro tre mesi dall’entrata in vigore delle disposizioni attuative del presente Titolo III, gli intermediari iscritti nell’elenco di cui all’articolo 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, vigente alla data del 4 settembre 2010 o inclusi nella vigilanza consolidata bancaria, che alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo esercitano l’attivita’ di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, presentano istanza di autorizzazione ai fini dell’iscrizione all’albo di cui all’articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, come modificato dal presente decreto. L’istanza e’ corredata della sola documentazione attestante il rispetto delle previsioni di cui all’articolo 107, comma 1, lettere c), d), e) ed f), del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, come modificato dal presente decreto legislativo; (2)
c) almeno sei mesi prima della scadenza del termine indicato al comma 1, gli intermediari iscritti nell’elenco di cui all’articolo 106 o in quello di cui all’articolo 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, vigenti alla data del 4 settembre 2010, che esercitano attivita’ di intermediazione in cambi, chiedono alla Banca d’Italia la cancellazione dagli elenchi, attestando di non esercitare attivita’ riservate ai sensi di legge. Agli intermediari iscritti nell’elenco di cui all’articolo 106 o in quello di cui all’articolo 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, vigenti alla data del 4 settembre 2010, che esercitano attivita’ di intermediazione in cambi rimane in ogni caso preclusa l’attivita’ rientrante nell’ambito di applicazione dell’articolo 1, comma 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, come modificato dal presente decreto; (2)
d) almeno tre mesi prima della scadenza del termine indicato al comma 1, le societa’ fiduciarie previste all’articolo 199, comma 2, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, come modificato dal presente decreto, presentano istanza di autorizzazione ai fini dell’iscrizione alla sezione separata dell’albo di cui all’articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 come modificato dal presente decreto. In pendenza dell’istanza di autorizzazione, esse possono continuare ad operare anche oltre il termine previsto dal comma 1;
e) almeno tre mesi prima della scadenza del termine indicato al comma 1, gli altri soggetti ivi indicati presentano istanza di autorizzazione ai fini dell’iscrizione all’albo di cui all’articolo 106, ovvero istanza di iscrizione nell’elenco di cui all’articolo 111 o nelle relative sezioni separate ovvero nell’elenco di cui all’articolo 112, comma 1 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, come modificato dal presente decreto. In pendenza dell’istanza di autorizzazione, essi possono continuare ad operare anche oltre il termine previsto dal comma 1.
5. In caso di mancato accoglimento delle istanze di cui al comma 4, lettere b), c) ed e), i soggetti ivi indicati deliberano la liquidazione della societa’ ovvero modificano il proprio oggetto sociale, eliminando il riferimento ad attivita’ riservate ai sensi di legge. Per le societa’ fiduciarie di cui al comma 4 il mancato accoglimento dell’istanza comporta la decadenza dell’autorizzazione di cui all’articolo 2 della legge 23 novembre 1939, n. 1966.
6. Decorsi i termini stabiliti, i soggetti che non abbiano presentato istanza di autorizzazione, iscrizione o cancellazione ai sensi del comma 4, lettere a), b), c) ed e) deliberano la liquidazione della societa’ ovvero modificano il proprio oggetto sociale, eliminando il riferimento ad attivita’ riservate ai sensi di legge. Le societa’ fiduciarie di cui al comma 4 che non abbiano presentato istanza entro il termine ivi stabilito eliminano le condizioni che comportano l’obbligo di iscrizione nella speciale sezione dell’albo di cui all’articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, come modificato dal presente decreto. In mancanza, decade l’autorizzazione di cui all’articolo 2 della legge 23 novembre 1939, n. 1966.
7. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo sono soppressi gli elenchi previsti dagli articoli 113 e 155, comma 5 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, vigenti alla data del 4 settembre 2010 e cancellati i soggetti ivi iscritti. (1)
8. Fino alla data di entrata di vigore delle disposizioni di attuazione del presente Titolo III, e, per i soggetti di cui ai commi 1 e 2, fino al completamento degli adempimenti di cui al comma 4, continuano ad applicarsi, salvo quanto previsto dai Titoli I e II del presente decreto legislativo, le norme del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 abrogate o sostituite dal presente decreto legislativo e le relative disposizioni di attuazione, ivi compresi gli articoli 132, comma 1, 133, 139, 140 e 144, commi 1 e 2, e ad eccezione degli articoli 113, 132, comma 2, 155, commi 2 e 5; continuano altresi’ ad applicarsi le norme sostituite dall’articolo 9, commi 1, 2, 4, 5 e 6. L’articolo 3, comma 3 della legge 30 aprile 1999, n. 130, continua ad applicarsi fino alla data di entrata in vigore delle disposizioni delle Autorita’ creditizie volte ad assicurare la continuita’ delle segnalazioni relative ai crediti cartolarizzati; le Autorita’ vi provvedono entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Ai soggetti cessionari di cui all’articolo 7-bis della legge 30 aprile 1999, n. 130, l’articolo 3, comma 3, della medesima legge continua ad applicarsi fino alla data di entrata in vigore delle disposizioni attuative indicate all’articolo 9, comma 3, del presente decreto.(1)
8-bis. Fino alla data di entrata di vigore delle disposizioni di attuazione del presente Titolo III, l’articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, vigente alla data del 4 settembre 2010, continua ad applicarsi, ad eccezione del comma 7, limitatamente all’attivita’ di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma. In attesa delle disposizioni di attuazione di cui all’articolo 106, comma 3, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, come modificato dal presente decreto, non configura esercizio nei confronti del pubblico l’attivita’ di rilascio di garanzie quando il garante e l’obbligato garantito facciano parte del medesimo gruppo. Per gruppo si intendono le societa’ controllanti e controllate ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile nonche’ le societa’ controllate dalla stessa controllante. (2)
9. A decorrere dall’entrata in vigore delle disposizioni di attuazione del presente Titolo III tutte le disposizioni legislative che fanno riferimento agli intermediari finanziari iscritti negli elenchi di cui agli articoli 106 o 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, vigenti alla data del 4 settembre 2010, si intendono riferite agli intermediari finanziari iscritti nell’albo di cui all’articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, come modificato dal presente decreto. Le disposizioni legislative che fanno riferimento ai confidi iscritti nella sezione separata dell’elenco di cui all’articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, vigente alla data del 4 settembre 2010, si intendono riferite ai confidi iscritti nell’elenco previsto dall’articolo 112, comma 1 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, come modificato dal presente decreto; quelle che fanno riferimento ai confidi iscritti nell’elenco previsto dall’articolo 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, vigente alla data del 4 settembre 2010, si intendono riferite ai confidi iscritti nell’albo previsto dall’articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, come modificato dal presente decreto. Ai soggetti abilitati ai sensi dell’articolo 111 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, come modificato dal presente decreto, si applica l’articolo 2 della legge 7 marzo 1996, n. 108. (1)
10. Gli obblighi comunicativi di cui all’articolo 7, sesto e undicesimo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, permangono nei confronti dei soggetti che, esclusi dagli obblighi dell’articolo 106, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, esercitano in via prevalente, non nei confronti del pubblico, le attivita’ di assunzione e gestione di partecipazione, di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, di prestiti obbligazionari e di rilascio di garanzie. L’esercizio in via prevalente sussiste, quando, in base ai dati dei bilanci approvati relativi agli ultimi due esercizi chiusi, ricorrono entrambi i seguenti presupposti:
a) l’ammontare complessivo degli elementi dell’attivo di natura finanziaria di cui alle anzidette attivita’, unitariamente considerate, inclusi gli impegni ad erogare fondi e le garanzie rilasciate, sia superiore al 50 per cento del totale dell’attivo patrimoniale, inclusi gli impegni ad erogare fondi e le garanzie rilasciate;
b) l’ammontare complessivo dei ricavi prodotti dagli elementi dell’attivo di cui alla lettera a), dei ricavi derivanti da operazioni di intermediazione su valute e delle commissioni attive percepite sulla prestazione dei servizi di pagamento sia superiore al 50 per cento dei proventi complessivi.
(1) Comma sostituito dall’art. 7, DLGS 14/12/2010, n. 218.
(2) Comma aggiunto dall’art. 7, DLGS 14/12/2010, n. 218.
Titolo IV – DISCIPLINA DELL’ATTIVITA’ DEGLI AGENTI IN ATTIVITA’ FINANZIARIA E DEI MEDIATORI CREDITIZI
Capo I – Modifiche al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385
Integrazioni al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, per l’esercizio dell’agenzia in attivita’ finanziaria e della mediazione creditizia
1. Dopo il titolo VI del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e’ inserito il seguente:
«Titolo VI-bis. AGENTI IN ATTIVITA’ FINANZIARIA E MEDIATORI CREDITIZI
Art. 128-quater.
1. E’ agente in attivita’ finanziaria il soggetto che promuove e conclude contratti relativi alla concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma o alla prestazione di servizi di pagamento, su mandato diretto di intermediari finanziari previsti dal titolo V, istituti di pagamento o istituti di moneta elettronica. Gli agenti in attivita’ finanziaria possono svolgere esclusivamente l’attivita’ indicata nel presente comma, nonche’ attivita’ connesse o strumentali.
2. L’esercizio professionale nei confronti del pubblico dell’attivita’ di agente in attivita’ finanziaria e’ riservato ai soggetti iscritti in un apposito elenco tenuto dall’Organismo previsto dall’articolo 128-undecies.
3. Fermo restando la riserva di attivita’ prevista dall’articolo 30 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e in deroga a quanto previsto al comma 1, gli agenti in attivita’ finanziaria possono svolgere attivita’ di promozione e collocamento di contratti relativi a prodotti bancari su mandato diretto di banche ed a prodotti di Bancoposta su mandato diretto di Poste Italiane S.p.A.; tale attivita’ da’ titolo all’iscrizione nell’elenco previsto al comma 2, nel rispetto dei requisiti di cui all’articolo 128-quinquies. 4. Gli agenti in attivita’ finanziaria svolgono la loro attivita’
su mandato di un solo intermediario o di piu’ intermediari appartenenti al medesimo gruppo. Nel caso in cui l’intermediario offra solo alcuni specifici prodotti o servizi, e’ tuttavia consentito all’agente, al fine di offrire l’intera gamma di prodotti o servizi, di assumere due ulteriori mandati.
5. Il mandante risponde solidalmente dei danni causati dall’agente in attivita’ finanziaria, anche se tali danni siano conseguenti a responsabilita’ accertata in sede penale.
6. Gli agenti che prestano esclusivamente i servizi di pagamento sono iscritti in una sezione speciale dell’elenco di cui al comma 2 quando ricorrono le condizioni e i requisiti stabiliti con regolamento adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 3, legge 23 agosto 1988, n. 400, dal Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia. I requisiti tengono conto del tipo di attivita’ svolta. Ai soggetti iscritti nella sezione speciale non si applicano il secondo periodo del comma 1 e il comma 4. (1)
7. La riserva di attivita’ prevista dal presente articolo non si applica agli agenti che prestano servizi di pagamento per conto di istituti di moneta elettronica o istituti di pagamento comunitari.
8. I soggetti di cui alle lettere a) e b) del comma 2 dell’articolo 109 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, regolarmente iscritti nel Registro unico degli intermediari assicurativi e riassicurativi, possono promuovere e concludere contratti relativi alla concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma o alla prestazione di servizi di pagamento su mandato diretto di banche,intermediari finanziari previsti dal titolo V, istituti di pagamento o istituti di moneta elettronica, compagnie di assicurazione, senza che sia loro richiesta l’iscrizione nell’elenco tenuto dall’Organismo di cui all’articolo 128-undecies. Essi sono tuttavia tenuti alla frequenza di un corso di aggiornamento professionale nelle materie rilevanti per l’esercizio dell’agenzia in attivita’ finanziaria della durata complessiva di venti ore per biennio realizzato secondo gli standard definiti dall’Organismo di cui all’articolo 128-undecies. (1)
Art. 128-quinquies.
Requisiti per l’iscrizione nell’elenco degli agenti in attivita’ finanziaria
1. L’iscrizione all’elenco di cui all’articolo 128-quater, comma 2, e’ subordinata al ricorrere dei seguenti requisiti:
a) per le persone fisiche: cittadinanza italiana o di uno Stato dell’Unione europea ovvero di Stato diverso secondo le disposizioni dell’articolo 2 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e domicilio nel territorio della Repubblica;
c) requisiti di onorabilita’ e professionalita’, compreso il superamento di un apposito esame. Per i soggetti diversi dalle persone fisiche, i requisiti si applicano a coloro che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo e, limitatamente ai requisiti di onorabilita’, anche a coloro che detengono il controllo;
d) stipula di una polizza di assicurazione della responsabilita’ civile per i danni arrecati nell’esercizio dell’attivita’ derivanti da condotte proprie o di terzi del cui operato essi rispondono a norma di legge;
e) per i soggetti diversi dalle persone fisiche sono inoltre richiesti un oggetto sociale conforme con quanto disposto dall’articolo 128-quater, comma 1, ed il rispetto di requisiti patrimoniali, organizzativi e di forma giuridica.
2. La permanenza nell’elenco e’ subordinata, in aggiunta ai requisiti indicati al comma 1, all’esercizio effettivo dell’attivita’ e all’aggiornamento professionale.
Art. 128-sexies.
1. E’ mediatore creditizio il soggetto che mette in relazione, anche attraverso attivita’ di consulenza, banche o intermediari finanziari previsti dal titolo V con la potenziale clientela per la concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma.
2. L’esercizio professionale nei confronti del pubblico dell’attivita’ di mediatore creditizio e’ riservato ai soggetti iscritti in un apposito elenco tenuto dall’Organismo previsto dall’articolo 128-undecies.
3. Il mediatore creditizio puo’ svolgere esclusivamente l’attivita’ indicata al comma 1 nonche’ attivita’ connesse o strumentali.
4. Il mediatore creditizio svolge la propria attivita’ senza essere legato ad alcuna delle parti da rapporti che ne possano compromettere l’indipendenza.
Art. 128-septies.
Requisiti per l’iscrizione nell’elenco dei mediatori creditizi
1. L’iscrizione nell’elenco di cui all’articolo 128-sexies, comma 2, e’ subordinata al ricorrere dei seguenti requisiti:
a) forma di societa’ per azioni, di societa’ in accomandita per azioni, di societa’ a responsabilita’ limitata o di societa’ cooperativa;
b) sede legale e amministrativa o, per i soggetti comunitari, stabile organizzazione nel territorio della Repubblica;
c) oggetto sociale conforme con quanto previsto dall’articolo 128-sexies, comma 3, e rispetto dei requisiti di organizzazione;
d) possesso da parte di coloro che detengono il controllo e dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo dei requisiti di onorabilita’;
e) possesso da parte dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo, di requisiti di professionalita’, compreso il superamento di un apposito esame;
f) stipula di una polizza di assicurazione della responsabilita’ civile, per i danni arrecati nell’esercizio dell’attivita’ derivanti da condotte proprie o di terzi del cui operato essi rispondono a norma di legge.
1-bis. La permanenza nell’elenco e’ subordinata, in aggiunta ai requisiti indicati al comma 1, all’esercizio effettivo dell’attivita’ e all’aggiornamento professionale. (2)
Art. 128-octies.
1. E’ vietata la contestuale iscrizione nell’elenco degli agenti in attivita’ finanziaria e dei mediatori creditizi.
2. I collaboratori di agenti in attivita’ finanziaria e di mediatori creditizi non possono svolgere contemporaneamente la propria attivita’ a favore di piu’ soggetti.
Art. 128-novies.
1. Gli agenti in attivita’ finanziaria e i mediatori creditizi assicurano e verificano, anche attraverso l’adozione di adeguate procedure interne, che i propri dipendenti e collaboratori di cui si avvalgono per il contatto con il pubblico, rispettino le norme loro applicabili, possiedano i requisiti di onorabilita’ e professionalita’ indicati all’articolo 128-quinquies, lettera c), ad esclusione del superamento dell’apposito esame e all’articolo 128-septies, lettere d) ed e), ad esclusione del superamento dell’apposito esame, e curino l’aggiornamento professionale. Tali soggetti sono comunque tenuti a superare una prova valutativa i cui contenuti sono stabiliti dall’Organismo di cui all’articolo 128-undecies.
2. Per il contatto con il pubblico, gli agenti in attivita’ finanziaria che siano persone fisiche o costituiti in forma di societa’ di persone si avvalgono di dipendenti o collaboratori iscritti nell’elenco di cui all’articolo 128-quater, comma 2.
3. I mediatori creditizi e gli agenti in attivita’ finanziaria diversi da quelli indicati al comma 2 trasmettono all’Organismo di cui all’articolo 128-undecies l’elenco dei propri dipendenti e collaboratori.
4. Gli agenti in attivita’ finanziaria e i mediatori creditizi rispondono in solido dei danni causati nell’esercizio dell’attivita’ dai dipendenti e collaboratori di cui si essi si avvalgono, anche in relazione a condotte penalmente sanzionate.
Art. 128-decies.
Disposizioni di trasparenza e poteri della Banca d’Italia
1. Agli agenti in attivita’ finanziaria e ai mediatori creditizi si applicano, in quanto compatibili, le norme del titolo VI. La Banca d’Italia puo’ stabilire ulteriori regole per garantire la trasparenza e la correttezza nei rapporti con la clientela.
2. La Banca d’Italia esercita il controllo sui soggetti iscritti negli elenchi per verificare l’osservanza delle disposizioni di cui al comma 1 e della relativa disciplina di attuazione. A questo fine la Banca d’Italia puo’ chiedere agli agenti in attivita’ finanziaria e ai mediatori creditizi la comunicazione di dati e di notizie e la trasmissione di atti e di documenti, fissando i relativi termini, nonche’ effettuare ispezioni anche con la collaborazione della Guardia di finanza, che agisce con i poteri ad essa attribuiti per l’accertamento dell’imposta sul valore aggiunto e delle imposte sui redditi, utilizzando strutture e personale esistenti in modo da non determinare oneri aggiuntivi.
Art. 128-undecies.
1. E’ istituito un Organismo, avente personalita’ giuridica di diritto privato ed ordinato in forma di associazione, con autonomia organizzativa, statutaria e finanziaria competente per la gestione degli elenchi degli agenti in attivita’ finanziaria e dei mediatori creditizi. L’Organismo e’ dotato dei poteri sanzionatori necessari per lo svolgimento di tali compiti.
2. I componenti dell’Organismo sono nominati con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta della Banca d’Italia.
3. L’Organismo provvede all’iscrizione negli elenchi di cui all’articolo 128-quater, comma 2, e all’articolo 128-sexies, comma 2, previa verifica dei requisiti previsti, e svolge ogni altra attivita’ necessaria per la loro gestione; determina e riscuote i contributi e le altre somme dovute per l’iscrizione negli elenchi; svolge gli altri compiti previsti dalla legge.
4. L’Organismo verifica il rispetto da parte degli agenti in attivita’ finanziaria e dei mediatori creditizi della disciplina cui essi sono sottoposti; per lo svolgimento dei propri compiti, l’Organismo puo’ effettuare ispezioni e puo’ chiedere la comunicazione di dati e notizie e la trasmissione di atti e documenti, fissando i relativi termini.
Art. 128-duodecies.
1. Per il mancato pagamento dei contributi o altre somme dovute ai fini dell’iscrizione negli elenchi di cui agli articoli 128-quater, comma 2, e 128-sexies, comma 2, per l’inosservanza degli obblighi di aggiornamento professionale, la violazione di norme legislative o amministrative che regolano l’attivita’ di agenzia in attivita’ finanziaria o di mediazione creditizia, la mancata comunicazione o trasmissione di informazioni o documenti richiesti, l’Organismo applica nei confronti degli iscritti:
b) la sospensione dall’esercizio dell’attivita’ per un periodo non inferiore a sei mesi e non superiore a un anno;
c) la cancellazione dagli elenchi previsti dagli articoli 128-quater,comma 2 e 128-sexies, comma 2.
2. Per le violazioni previste dal comma 1, contestati gli addebiti agli interessati e valutate le deduzioni presentate entro trenta giorni, e’ applicata una delle misure di cui al comma 1, tenuto conto della rilevanza delle infrazioni accertate. La delibera di applicazione e’ pubblicata, per estratto, entro il termine di trenta giorni dalla data di notificazione, a cura e spese del soggetto interessato, su almeno due quotidiani a diffusione nazionale, di cui uno economico.
3. E’ disposta altresi’ la cancellazione dagli elenchi di cui agli articoli 128-quater, comma 2, e 128-sexies, comma 2, nel caso previsto dall’articolo 144 comma 8, e nei seguenti casi:
a) perdita di uno dei requisiti richiesti per l’esercizio dell’attivita’;
b) inattivita’ protrattasi per oltre un anno;
c) cessazione dell’attivita’.
4. L’agente in attivita’ finanziaria e il mediatore creditizio cancellati ai sensi del comma 1 possono richiedere una nuova iscrizione purche’ siano decorsi cinque anni dalla pubblicazione della cancellazione.
5. Fermo restando l’articolo 144, comma 8, in caso di necessita’ e urgenza, puo’ essere disposta in via cautelare la sospensione dagli elenchi previsti dagli articoli 128-quater e 128-sexies per un periodo massimo di otto mesi, qualora sussistano precisi elementi che facciano presumere gravi violazioni di norme legislative o amministrative che regolano l’attivita’ di agenzia in attivita’ finanziaria o di mediazione creditizia.
6. Nei casi di ostacolo all’esercizio delle funzioni di controllo previste dal presente articolo, l’Organismo applica all’agente in attività finanziaria, al legale rappresentante della società di agenzia in attività finanziaria o al legale rappresentante della società di mediazione creditizia, nonché ai dipendenti, la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.065 a euro 129.110. (1)
Art. 128-ter decies.
Vigilanza della Banca d’Italia sull’Organismo
1. La Banca d’Italia vigila sull’Organismo secondo modalita’, dalla stessa stabilite, improntate a criteri di proporzionalita’ ed economicita’ dell’azione di controllo e con la finalita’ di verificare l’adeguatezza delle procedure interne adottate dall’Organismo per lo svolgimento dei compiti a questo affidati.
2. Per le finalita’ indicate al comma 1, la Banca d’Italia puo’ accedere al sistema informativo che gestisce gli elenchi in forma elettronica, richiedere all’Organismo la comunicazione periodica di dati e notizie e la trasmissione di atti e documenti con le modalita’ e nei termini dalla stessa stabiliti, effettuare ispezioni nonche’ richiedere l’esibizione dei documenti e il compimento degli atti ritenuti necessari presso l’Organismo, convocare i componenti dell’Organismo.
3. La Banca d’Italia informa il Ministro dell’economia e delle finanze delle eventuali carenze riscontrate nell’attivita’ dell’Organismo e, in caso di grave inerzia o malfunzionamento dell’Organismo, puo’ proporne lo scioglimento al Ministro dell’economia e delle finanze.
4. L’Organismo informa tempestivamente la Banca d’Italia degli atti e degli eventi di maggior rilievo relativi all’esercizio delle proprie funzioni e trasmette, entro il 31 gennaio di ogni anno, una relazione dettagliata sull’attivita’ svolta nell’anno precedente e sul piano delle attivita’ predisposto per l’anno in corso.
Art. 128-quater decies.
Ristrutturazione dei crediti
1. Per l’attivita’ di consulenza e gestione dei crediti a fini di ristrutturazione e recupero degli stessi, svolta successivamente alla costituzione dell’Organismo di cui all’articolo 128-undecies, le banche e gli intermediari finanziari possono avvalersi di agenti in attivita’ finanziaria iscritti nell’elenco di cui all’articolo 128-quater, comma 2.». (1)
(1) Comma modificato dall’art. 8, DLGS 14/12/2010, n. 218.
82) Comma aggiunto dall’art. 8, DLGS 14/12/2010, n. 218.
Capo II – Ulteriori disposizioni di attuazione
Disposizioni di attuazione dell’articolo 128-quater e 128-sexies del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385
1. Non costituisce esercizio di agenzia in attivita’ finanziaria, ne’ di mediazione creditizia:
a) la promozione e la conclusione, da parte di fornitori di beni e servizi, di contratti di finanziamento unicamente per l’acquisto di propri beni e servizi sulla base di apposite convenzioni stipulate con le banche e gli intermediari finanziari. In tali contratti non sono ricompresi quelli relativi al rilascio di carte di credito;
b) la promozione e la conclusione, da parte di banche, intermediari finanziari, imprese di investimento, societa’ di gestione del risparmio, SICAV, imprese assicurative, istituti di pagamento e Poste italiane S.p.A. di contratti relativi alla concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma e alla prestazione di servizi di pagamento;
c) la stipula, da parte delle associazioni di categoria e dei Confidi, di convenzioni con banche, intermediari finanziari ed altri soggetti operanti nel settore finanziario finalizzate a favorire l’accesso al credito delle imprese associate. Per la raccolta di richieste di finanziamento effettuate sulla base di dette convenzioni, le associazioni possono avvalersi di soggetti in possesso dei requisiti di cui all’articolo 128-novies, comma 1.
2. Per l’esercizio dell’attivita’ di incasso di fondi su incarico di istituti di pagamento o di istituti di moneta elettronica non e’ necessaria l’iscrizione nell’elenco degli agenti in attivita’ finanziaria, a condizione che detta attivita’ sia svolta sulla base di un contratto di esternalizzazione, che ne predetermini le modalita’ di svolgimento, abbia carattere meramente materiale, non determini l’insorgere di rapporti di debito o di credito e in nessun caso sia accompagnata da poteri dispositivi.
Disposizioni di attuazione dell’articolo 128-sexies del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385
1. Ai mediatori creditizi e’ vietato concludere contratti, nonche’ effettuare, per conto di banche o di intermediari finanziari, l’erogazione di finanziamenti e ogni forma di pagamento o di incasso di denaro contante, di altri mezzi di pagamento o di titoli di credito. I mediatori creditizi possono raccogliere le richieste di finanziamento sottoscritte dai clienti, svolgere una prima istruttoria per conto dell’intermediario erogante e inoltrare tali richieste a quest’ultimo.
2. In conformita’ all’articolo 5, comma 1, della legge 3 febbraio 1989, n. 39, per l’esercizio dell’attivita’ di mediazione creditizia non e’ richiesta la licenza prevista dall’articolo 115 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.
Requisiti di Professionalita’
1. L’iscrizione delle persone fisiche nell’elenco degli agenti in attivita’ finanziaria, di cui all’articolo 128-quater, comma 2, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e’ subordinata al possesso dei seguenti requisiti di professionalita’:
a) titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore, rilasciato a seguito di un corso di durata quinquennale ovvero quadriennale, integrato dal corso annuale previsto per legge, o un titolo di studio estero ritenuto equipollente a tutti gli effetti di legge; (1)
b) frequenza di un corso di formazione professionale nelle materie rilevanti nell’esercizio dell’agenzia in attività finanziaria; (1)
c) possesso di un’adeguata conoscenza in materie giuridiche, economiche, finanziarie e tecniche, accertata tramite il superamento dell’apposito esame, indetto dall’Organismo di cui all’articolo 128-undecies del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, secondo le modalità da questo stabilite. (1)
2. L’iscrizione delle persone giuridiche nell’ elenco degli agenti in attivita’ finanziaria di cui all’articolo 128-quater, comma 2, e in quello dei mediatori creditizi, di cui all’articolo 128-sexies, comma 2, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e’ subordinata al possesso dei seguenti requisiti di professionalita’:
a) i soggetti con funzioni di amministrazione, direzione e controllo devono essere scelti secondo criteri di professionalita’ e competenza fra persone che abbiano maturato una esperienza complessiva di almeno un triennio attraverso l’esercizio di:
1) attivita’ di amministrazione o di controllo ovvero compiti direttivi presso imprese;
2) attivita’ professionali in materia attinente al settore creditizio, finanziario, mobiliare;
3) attivita’ d’insegnamento universitario in materie giuridiche o economiche;
4) funzioni amministrative o dirigenziali presso enti pubblici, pubbliche amministrazioni, associazioni imprenditoriali o loro societa’ di servizi aventi attinenza con il settore creditizio, finanziario, mobiliare ovvero presso enti pubblici o pubbliche amministrazioni che non hanno attinenza con i predetti settori purche’ le funzioni comportino la gestione di risorse economico-finanziarie.
b) il presidente del consiglio di amministrazione deve essere scelto secondo criteri di professionalita’ e competenza fra persone che abbiano maturato una esperienza complessiva di almeno un quinquennio attraverso l’esercizio dell’attivita’ o delle funzioni indicate alla lettera a).
c) l’amministratore unico, l’unico socio della societa’ a responsabilita’ limitata, l’amministratore delegato e il direttore generale devono essere in possesso di una specifica competenza in materia creditizia, finanziaria, mobiliare maturata attraverso esperienze di lavoro in posizione di adeguata responsabilita’ per un periodo non inferiore a un quinquennio. Analoghi requisiti sono richiesti per le cariche che comportano l’esercizio di funzioni equivalenti a quella di direttore generale.
3. L’iscrizione delle persone giuridiche nell’ elenco degli agenti in attivita’ finanziaria di cui all’articolo 128-quater, comma 2, e in quello dei mediatori creditizi, di cui all’articolo 128-sexies, comma 2, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e’ altresi’ subordinata al possesso dei requisiti di cui al comma 1 per coloro che svolgono funzioni di amministrazione e direzione.
(1) Lettera modificata dall’art. 16, DLGS 14/12/2010, n. 218.
Requisiti di onorabilita’
1. Non possono essere iscritti nell’elenco degli agenti in attivita’ finanziaria di cui all’articolo 128-quater, comma 2, coloro che:
a) si trovano in una delle condizioni di ineleggibilita’ o decadenza previste dall’articolo 2382 del codice civile;
b) sono stati sottoposti a misure di prevenzione disposte dall’autorita’ giudiziaria ai sensi della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o della legge 31 maggio 1965, n. 575, salvi gli effetti della riabilitazione;
1) a pena detentiva per uno dei reati previsti dalle norme che disciplinano l’attivita’ bancaria, finanziaria, mobiliare, assicurativa e dalle norme in materia di mercati e valori mobiliari, di strumenti di pagamento;
3) a pena detentiva per un tempo non inferiore a un anno per un reato contro la pubblica amministrazione, contro la fede pubblica, contro il patrimonio, contro l’ordine pubblico, contro l’economia pubblica ovvero per delitto in materia tributaria;
2. Non possono essere altresi’ iscritti nell’elenco coloro nei confronti dei quali sia stata applicata su richiesta delle parti una delle pene previste dal comma 1, lettera c), salvo il caso dell’estinzione del reato. Nel caso in cui siano state applicate su richiesta delle parti, le pene previste dal comma 1, lettera c), numeri 1) e 2), non rilevano se inferiori a un anno.
3. Con riferimento alle fattispecie disciplinate in tutto o in parte da ordinamenti stranieri, la verifica dell’insussistenza delle condizioni previste dai commi l e 2 e’ effettuata sulla base di una valutazione di equivalenza sostanziale a cura dell’Organismo.
4. Per l’iscrizione delle persone giuridiche, nell’ elenco degli agenti in attivita’ finanziaria di cui all’articolo 128-quater, comma 2, e in quello dei mediatori creditizi di cui all’articolo 128-sexies, comma 2, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 i commi 1, 2 e 3 si applicano a coloro che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo.
5. Per l’iscrizione delle persone giuridiche nell’ elenco degli agenti in attivita’ finanziaria di cui all’articolo 128-quater, comma 2, e in quello dei mediatori creditizi di cui all’articolo 128-sexies, comma 2, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, coloro che detengono il controllo devono essere in possesso dei requisiti di cui al comma 1. Si applicano i commi 3 e 4.
1. L’Organismo definisce i massimali, commisurati ai volumi di attivita’, della polizza di assicurazione prevista dagli articoli 128-quinquies, comma 1, e 128-septies. Nel caso di polizze che prevedono coperture cumulative, i massimali sono riferiti a ciascun soggetto che richiede l’iscrizione. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni emanate dall’Isvap in materia di polizza di assicurazione della responsabilita’ civile. (2)
2. Ai sensi dell’articolo 128-septies comma 1, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, il capitale sociale versato deve essere almeno pari a quello previsto dall’articolo 2327 del codice civile. L’ammontare del capitale minimo puo’ essere modificato con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze. (1)
(1) Comma modificato dal’art. 9, DLGS 14/12/2010, n. 218.
(2) Comma modificato dall’art. 16, DLGS 14/12/2010, n. 218.
1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 128-octies del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, il Ministro dell’economia e delle finanze puo’, con regolamento adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, individuare le ulteriori cause di incompatibilita’ con l’esercizio dell’attivita’ di agente in attivita’ finanziaria e di mediatore creditizio.
2. I dipendenti, gli agenti e i collaboratori di banche ed intermediari finanziari non possono svolgere attivita’ di mediazione creditizia, ne’ esercitare, neppure per interposta persona, attivita’ di amministrazione, direzione o controllo nelle societa’ di mediazione creditizia iscritte nell’elenco di cui all’articolo 128-sexies, comma 2, ovvero, anche informalmente, attivita’ di promozione per conto di intermediari finanziari diversi da quello per il quale prestano la propria attivita’. (1)
3. Le societa’ di mediazione creditizia non possono detenere, neppure indirettamente, partecipazioni in banche o intermediari finanziari.
4. Le banche e gli intermediari finanziari non possono detenere, nelle imprese o societa’ che svolgono l’attivita’ di mediazione creditizia, partecipazioni che rappresentano almeno il dieci per cento del capitale o che attribuiscono almeno il dieci per cento dei diritti di voto o che comunque consentono di esercitare un’influenza notevole.
Requisiti tecnico – informatici
1. L’iscrizione negli elenchi previsti dagli articoli 128-quater, comma 2, e 128-sexies, comma 2, e’ subordinata al possesso, da parte degli agenti e mediatori, di una casella di posta elettronica certificata e di una firma digitale con lo stesso valore legale della firma autografa ai sensi del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e relative norme di attuazione.
Capo III – Organismo competente per la gestione degli elenchi degli agenti in attivita’ finanziaria e dei mediatori creditizi
Composizione dell’Organismo
1. L’Organismo previsto dall’articolo 128-undecies del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e’ composto da un rappresentante del Ministero dell’economia e delle finanze e da tre a cinque membri nominati ai sensi del comma 2.
2. I componenti dell’Organismo, tra i quali e’ eletto il Presidente, sono scelti all’interno delle categorie degli agenti in attivita’ finanziaria, dei mediatori creditizi, delle banche, degli intermediari finanziari, degli istituti di pagamento e degli istituti di moneta elettronica, tra persone dotate di comprovata competenza in materie finanziarie, economiche e giuridiche nonche’ di caratteristiche di indipendenza tale da assicurarne l’autonomia di giudizio. (1)
3. L’Organismo cura la redazione del proprio statuto e di propri regolamenti interni, che contengono previsioni adeguate ad assicurare efficacia e legittimita’ nello svolgimento dei propri compiti, nel rispetto, tra l’altro, dei seguenti principi e criteri:
a) previsione dei criteri, delle modalita’ e delle risorse necessarie per l’efficace svolgimento dei compiti;
b) previsione di idonei meccanismi di controllo interno volti a garantire il rispetto delle decisioni e delle procedure;
c) adozione di un efficace sistema di pubblicita’ delle proprie disposizioni sulle attivita’ degli agenti in attivita’ finanziaria e dei mediatori creditizi;
d) adozione di procedure funzionali alla preventiva verifica di legittimita’ della propria attivita’, con particolare riferimento al rispetto, nell’ambito del procedimento sanzionatorio per violazione dell’ articolo 128-ter decies del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, del principio del contraddittorio, della conoscenza degli atti istruttori, della verbalizzazione e della distinzione tra funzioni istruttorie e funzioni decisorie;
e) adozione di procedure idonee a garantire la riservatezza delle informazioni ricevute;
f) adozione di procedure che consentano di fornire tempestivamente alla Banca d’Italia le informazioni dalla stessa richieste.
4. Lo statuto e i regolamenti interni dell’Organismo sono trasmessi al Ministro dell’economia e delle finanze per la successiva approvazione, sentita la Banca d’Italia, e pubblicazione.
(1) Comma modificato dall’art. 10, DLGS 14/12/2010, n. 218.
Contenuto dell’autonomia finanziaria dell’Organismo
1. Nell’ambito della propria autonomia finanziaria, l’Organismo determina e riscuote i contributi e le altre somme dovute dagli iscritti e dai richiedenti l’iscrizione negli elenchi degli agenti in attivita’ finanziaria e dei mediatori creditizi, nella misura necessaria per garantire lo svolgimento delle proprie attivita’.
2. La misura, le modalita’ e i termini di versamento dei contributi e delle altre somme dovute dagli iscritti all’Organismo sono determinati dal medesimo con delibera nella misura necessaria a garantire lo svolgimento delle proprie attivita’.
3. Il provvedimento con cui l’Organismo ingiunge il pagamento dei contributi dovuti ha efficacia di titolo esecutivo. La relativa procedura e’ disciplinata con regolamento del Ministro dell’economia e delle finanze, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400.
Funzioni dell’Organismo
1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 128-decies, comma 2, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, l’Organismo svolge le seguenti funzioni:
a) disciplina la struttura propria e delle eventuali sezioni territoriali al fine di garantirne la funzionalita’ e l’efficienza;
b) istituisce l’elenco degli agenti in attivita’ finanziaria e l’elenco dei mediatori creditizi e provvede alla loro custodia e gestione;
c) verifica la permanenza dei requisiti necessari per l’iscrizione negli elenchi di cui agli articoli 128-quater, comma 2, e 128-sexies, comma 2, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385;
d) verifica il rispetto delle regole di condotta nonche’ di ogni altra disposizione applicabile all’attivita’ svolta dagli iscritti;
e) verifica l’assenza di cause di incompatibilita’, di sospensione e di cancellazione nei confronti degli iscritti negli elenchi;
f) verifica l’effettivo svolgimento delle attivita’ di cui agli articoli 128-quater e 128-sexies del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 ai fini della permanenza dell’iscrizione negli elenchi;
g) accerta la sussistenza dei requisiti di professionalita’ ai fini dell’iscrizione nell’elenco degli agenti in attivita’ finanziaria e dei mediatori creditizi e cura l’aggiornamento professionale degli iscritti; (1)
h) stabilisce gli standard dei corsi di formazione che le societa’ di mediazione e gli agenti in attivita’ finanziaria sono tenuti a svolgere nei confronti dei propri dipendenti, collaboratori o lavoratori autonomi; (1)
i) secondo quanto previsto dall’articolo 128-novies, stabilisce i contenuti della prova valutativa.
2. Per lo svolgimento dei compiti di cui al comma 1, lettere b), c), d), e), ed f), l’Organismo puo’ chiedere ai soggetti ivi iscritti la comunicazione di dati e notizie, nonche’ la trasmissione di atti e documenti secondo le modalita’ e i termini dallo stesso determinati, nonche’ procedere ad audizione personale e effettuare ispezioni.
(1) Lettera sostituita dall’art. 11, DLGS 14/12/2010, n. 218.
1. Gli elenchi degli agenti in attivita’ finanziaria e dei mediatori creditizi sono articolati in sezioni territoriali e gestiti in forma elettronica. Le eventuali sezioni territoriali degli elenchi sono individuate dall’Organismo in numero non inferiore a tre e, in ogni caso, con riferimento al numero e alla distribuzione geografica degli iscritti.
2. Nell’attivita’ di gestione degli elenchi l’Organismo:
a) procede, previa verifica dei requisiti, all’iscrizione nei suddetti elenchi dei soggetti che ne facciano richiesta;
b) verifica la permanenza dei requisiti richiesti per l’iscrizione;
c) rigetta l’istanza di iscrizione negli elenchi in mancanza dei requisiti necessari e dispone la cancellazione nelle ipotesi di cui all’articolo 128-duodecies. In entrambi i casi ne da’ comunicazione all’interessato;
d) rilascia gli attestati di iscrizione e cancellazione dagli elenchi;
e) aggiorna tempestivamente gli elenchi sulla base dei provvedimenti adottati dall’autorita’ giudiziaria, dalla Banca d’Italia e dallo stesso Organismo, nonche’ sulla base di comunicazioni ricevute dagli iscritti;
3. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 23, con riferimento al procedimento di iscrizione, al fine di garantire l’efficienza e la trasparenza nell’attivita’ di gestione degli elenchi, l’Organismo predispone e rende pubbliche le procedure adottate indicando, tra l’altro, i termini dei procedimenti di propria competenza.
4. L’Organismo tiene a disposizione del pubblico gli elenchi aggiornati con modalita’ idonee ad assicurarne la massima diffusione.
1. La domanda di iscrizione nell’elenco prende data dal giorno della presentazione ovvero, in caso di incompletezza o irregolarita’, da quello del completamento o della regolarizzazione.
2. L’Organismo, accertato il possesso dei requisiti, dispone l’iscrizione nell’elenco, entro il termine di novanta giorni dal ricevimento della domanda. Qualora entro tale termine non sia adottato un provvedimento di rigetto, la domanda di iscrizione si intende accolta.
3. Nell’elenco degli agenti in attivita’ finanziaria sono indicati:
a) per le persone fisiche:
1) cognome e nome;
2) luogo e data di nascita;
4) data di iscrizione nell’elenco;
5) domicilio eletto in Italia e relativo indirizzo, nonche’ il comune di residenza e il relativo indirizzo, se diversi dal domicilio eletto;
6) indirizzo della casella di posta elettronica certificata;
7) eventuali provvedimenti di sospensione cautelare ai sensi dell’articolo 128-duodecies del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, in essere nei confronti dell’iscritto, nonche’ ogni altro provvedimento incidente sull’esercizio dell’attivita’;
b) per le persone giuridiche:
1) denominazione sociale;
2) data di costituzione;
3) sede legale e, se diversa dalla sede legale, la sede della direzione generale;
5) indirizzo della casella di posta elettronica certificata;
6) eventuali provvedimenti di sospensione cautelare ai sensi dell’articolo 128-ter decies del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, in essere nei confronti della societa’, nonche’ ogni altro provvedimento incidente sull’esercizio dell’attivita’ sociale;
7) i nominativi dei dipendenti e dei collaboratori di cui l’agente in attivita’ finanziaria si avvale nello svolgimento della propria attività. (1)
4. Nell’elenco dei mediatori creditizi sono indicati:
a) denominazione sociale;
b) data di costituzione;
c) sede legale e, se diversa dalla sede legale, la sede della direzione generale;
d) data di iscrizione nell’elenco;
e) eventuali provvedimenti di sospensione cautelare ai sensi dell’articolo 128-ter decies del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, in essere nei confronti della societa’, nonche’ ogni altro provvedimento incidente sull’esercizio dell’attivita’ sociale;
f) i nominativi dei dipendenti e dei collaboratori di cui il mediatore creditizio si avvale nello svolgimento della propria attivita’ ai sensi dell’articolo 128-septies, comma 2, e dell’articolo 128-novies.
f-bis) indirizzo della casella di posta elettronica certificata. (1)
5. Alla data dell’iscrizione negli elenchi sono comunicati all’Organismo il luogo di conservazione della documentazione e gli estremi identificativi della polizza assicurativa di cui all’articolo 128-quinquies, comma 1, lettera d), e all’articolo 128-septies, comma 1, lettera f), del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385.
6. Gli iscritti negli elenchi comunicano entro dieci giorni all’Organismo ogni variazione degli elementi di cui ai commi 3 e 4. (2)
(1) Comma modificato dall’art. 12, DLGS 14/12/2010, n. 218.
(2) Comma sostituito dall’art. 12, DLGS 14/12/2010, n. 218.
Esame e aggiornamento professionale
1. L’Organismo indice con cadenza almeno annuale, secondo modalita’ dallo stesso stabilite, un esame volto ad accertare i requisiti di professionalita’ di coloro che richiedono l’iscrizione negli elenchi degli agenti in attivita’ finanziaria e dei mediatori creditizi.
2. L’esame deve consentire di verificare l’effettivo possesso da parte dei candidati delle competenze necessarie per lo svolgimento dell’attivita’.
3. L’Organismo stabilisce le date, le sedi e le modalita’ di partecipazione e svolgimento dell’esame, garantendo adeguata pubblicita’ ad ogni informazione relativa allo stesso.
4. Gli iscritti negli elenchi degli agenti in attivita’ finanziaria e dei mediatori creditizisono tenuti all’aggiornamento professionale, coerentemente con la natura e le caratteristiche dell’attivita’ prestata, mediante la frequenza ai corsi di formazione di cui al comma 5. (1)
5. L’Organismo stabilisce gli standard dei corsi di formazione finalizzati all’aggiornamento professionale. I corsi di formazione, di durata complessiva non inferiore a sessanta ore per biennio, sono tenuti da soggetti con esperienza almeno quinquennale nel settore della formazione in materie economiche, finanziarie, tecniche e giuridiche, rilevanti nell’esercizio dell’attivita’ di agente in attivita’ finanziaria.
6. L’Organismo vigila sul rispetto del dovere di aggiornamento professionale, richiedendo la trasmissione periodica della copia degli attestati rilasciati all’esito dei corsi di formazione.
Capo IV – Disposizioni in materia di sanzioni
Esercizio abusivo dell’attivita’
1. Nel titolo VIII del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, dopo l’articolo 140, e’ inserito il seguente capo:
«Capo IV-bis
Agenti in attivita’ finanziaria e mediatori creditizi
Art. 140-bis.
1. Chiunque esercita professionalmente nei confronti del pubblico l’attivita’ di agente in attivita’ finanziaria senza essere iscritto nell’elenco di cui all’articolo 128-quater, comma 2, e’ punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni e con la multa da euro 2.065 a euro 10.329.
2. Chiunque esercita professionalmente nei confronti del pubblico l’attivita’ di mediatore creditizio senza essere iscritto nell’elenco di cui all’articolo 128-sexies, comma 2, e’ punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni e con la multa da euro 2.065 a euro 10.329.».
01. Le Autorita’ competenti provvedono all’emanazione delle disposizioni attuative del Titolo VI-bis del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e del titolo IV del presente decreto, nonche’ alla costituzione dell’Organismo al piu’ tardi entro il 31 dicembre 2011. (1)
1. I soggetti iscritti, alla data di entrata in vigore del presente decreto ovvero ai sensi del comma 3, nell’albo dei mediatori creditizi ai sensi dell’articolo 16 della legge 7 marzo 1996, n. 108, o ai sensi dell’articolo 17 della legge 28 dicembre 2005, n. 262, o nell’elenco degli agenti in attivita’ finanziaria previsto dall’articolo 3 del decreto legislativo 25 settembre 1999, n. 374, hanno sei mesi di tempo dalla costituzione dell’Organismo per chiedere l’iscrizione nei nuovi elenchi, previa presentazione della documentazione attestante il possesso dei requisiti richiesti per l’esercizio dell’attivita’ ai sensi degli articoli 128-quinquies, 128-septies e 128-quaterdecies. (2)
2. I soggetti indicati al comma 1 che hanno effettivamente svolto l’attivita’, per uno o piu’ periodi di tempo complessivamente pari a tre anni nel quinquennio precedente la data di istanza di iscrizione nell’elenco, sono esonerati dal superamento dell’esame di cui all’articolo 128-quinquies, comma 1, lettera c), e all’articolo 128-septies, comma 1, lettera e), a condizione che siano giudicati idonei sulla base di una valutazione, condotta con criteri uniformi e predeterminati, dell’adeguatezza dell’esperienza professionale maturata.
3. Fino al 30 giugno 2011 o, se precedente, fino alla data di costituzione dell’Organismo, gli agenti in attivita’ finanziaria e i mediatori creditizi, ivi compresi quelli previsti dall’articolo 17 della legge 28 dicembre 2005, n. 262, possono continuare ad iscriversi nei rispettivi elenchi e albi, in base alle disposizioni vigenti alla data del 4 settembre 2010. (3)
4. Costituito l’Organismo, la Banca d’Italia cessa la tenuta dell’elenco degli agenti in attivita’ finanziaria previsto dall’articolo 3 del decreto legislativo 25 settembre 1999, n. 374, e dell’albo dei mediatori creditizi previsto dall’articolo 16 della legge 7 marzo 1996, n. 108.
5. Il termine previsto dall’articolo 37, comma 7, del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11, si intende prorogato fino alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo.
6. Le societa’ di servizio promosse dalle associazioni imprenditoriali che, in modo strumentale rispetto all’attivita’ di rappresentanza, operano nell’ambito dei servizi finanziari ai soci adeguano le loro strutture alle norme contenute nel presente titolo entro il 31 dicembre 2012. (2)
(1) Comma aggiunto dall’art. 13, DLGS 14/12/2010, n. 218.
(2) Comma modificato dall’art. 13, DLGS 14/12/2010, n. 218.
(3) Comma sostituito dall’art. 13, DLGS 14/12/2010, n. 218.
Modifiche al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231
a) all’articolo 11, comma 1, la lettera l) e’ soppressa ed e’ inserita dopo la lettera m) la seguente: «m-bis) le societa’ fiduciarie di cui all’articolo 199 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58;»;
b) all’articolo 11, comma 2, lettera a), dopo le parole: «di cui alla legge 23 novembre 1939, n. 1966» sono aggiunte le seguenti: «ad eccezione di quelle di cui all’articolo 199 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58»; (1)
c) all’articolo 11, comma 2, la lettera b) e’ sostituita dalla seguente: «b) i soggetti disciplinati dagli articoli 111 e 112 del TUB;»;
d) all’articolo 11, comma 2, la lettera c) e’ sostituita dalla seguente: «c) i soggetti che esercitano professionalmente l’attivita’ di cambiavalute, consistente nella negoziazione a pronti di mezzi di pagamento in valuta;»;
e) all’articolo 11, comma 3, le lettere c) e d) sono sostituite dalle seguenti: «c) i mediatori creditizi iscritti nell’elenco previsto dall’articolo 128-sexies, comma 2 del TUB; d) gli agenti in attivita’ finanziaria iscritti nell’elenco previsto dall’articolo 128-quater comma 2 del TUB e gli agenti indicati nell’articolo 128-quater, commi 6 e 7, del medesimo TUB»; (1)
f) all’articolo 40, comma 1, le parole: «dalla lettera a) alla lettera g), lettere l), n) e o)» sono sostituite dalle seguenti: «fatta eccezione per la lettera h)»;
g) all’articolo 56, comma 2, le parole: «lettera m)» sono sostituite dalle seguenti: «lettere m) e m-bis)». 1-bis. Fino all’iscrizione nell’albo o negli elenchi previsti dai titoli III e IV del presente decreto ai soggetti iscritti negli elenchi di cui all’articolo 10, commi 1 e 2, e all’articolo 26, comma 1, continuano ad applicarsi le disposizioni del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, vigenti alla data del 4 settembre 2010. (2)
(1) Lettera modificata dall’art. 14, DLGS 14/12/2010, n. 218.
(2) Comma aggiunto dall’art. 14, DLGS 14/12/2010, n. 218.
Abrogazioni e norme finali
1. Fino alla data di entrata in vigore delle disposizioni di attuazione del Titolo VI-bis del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e del titolo IV del presente decreto, ovvero se posteriore, fino alla costituzione dell’Organismo, continuano ad applicarsi le seguenti disposizioni e le relative norme di attuazione:
a) l’articolo 3 del decreto legislativo 25 settembre 1999, n. 374, e il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 13 dicembre 2001, n. 485;
b) l’articolo 16 della legge 7 marzo 1996, n. 108, ad eccezione del comma 9, e il decreto del Presidente della Repubblica del 28 luglio 2000, n. 287;
c) l’articolo 5, commi 2 e 3, del decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 153, per la parte in cui si riferiscono agli agenti in attivita’ finanziaria;
d) l’articolo 17 della legge 28 dicembre 2005, n. 262. (1)
1-bis. Ai soggetti indicati all’articolo 26, commi 1 e 3, le disposizioni di cui al comma 1 e le relative norme di attuazione continuano ad applicarsi anche nei 6 mesi successivi alla costituzione dell’Organismo ovvero, nel caso abbiano presentato istanza nei termini indicati dall’articolo 26, comma 1, fino alla data di iscrizione nei nuovi elenchi o di rigetto della domanda. 1-ter. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 3, comma 3-bis, del presente decreto, fino alle date indicate ai commi 1 e 1-bis continuano ad applicarsi, nei casi previsti dalle disposizioni richiamate dal medesimo comma 1, le sanzioni amministrative previste dall’articolo 144 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, vigente alla data del 4 settembre 2010. (2)
2. Dalla medesima data di cui al comma 1, ogni riferimento all’albo dei mediatori previsto dall’articolo 16 della legge della legge 7 marzo 1996, n. 108, e all’elenco degli agenti previsto dall’articolo 3 del decreto legislativo 25 settembre 1999, n. 374, si intende effettuato ai corrispondenti elenchi previsti dagli articoli 128-quater e 128-sexies del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385.
3. Il presente decreto non pregiudica l’applicazione della direttiva 2005/29/CE, cosi’ come attuata dal decreto legislativo 2 agosto 2007, n. 146 e le relative competenze dell’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato.
4. Il comma 3 dell’articolo 114-septies del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e’ abrogato. Con riferimento agli istituti di pagamento e agli istituti di moneta elettronica autorizzati in Italia l’abrogazione ha effetto a decorrere dalla data di entrata in vigore delle disposizioni di attuazione dell’articolo 128-quater comma 6.
5. Fermo restando quanto previsto ai commi 1 e 1-bis e 1-ter, a decorrere dal sessantesimo giorno dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo si applicano gli articoli 128-quater, comma 5, e 128-novies, comma 4, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, come modificato dal presente decreto, nonche’ l’articolo 12, comma 2, l’articolo 13 e l’articolo 28, commi 3 e 4, del presente decreto. Le banche e Poste Italiane spa possono conferire agli agenti iscritti mandato diretto per le attivita’ indicate all’articolo 128-quater, comma 3. (3)
(1) Comma modificato dall’art. 15, DLGS 14/12/2010, n. 218.
(2) Comma aggiunto dall’art. 15, DLGS 14/12/2010, n. 218.
(3) Comma sostituito dall’art. 15, DLGS 14/12/2010, n. 218.
1. Il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia, detta disposizioni attuative del presente decreto, che indichino, tra l’altro, il contenuto dei requisiti organizzativi e di forma giuridica di cui agli articoli 128-quinquies, comma 1, lettera e), e 128-septies, comma 1, lettera c).
2. Le amministrazioni pubbliche interessate provvedono allo svolgimento dei compiti derivanti dal presente decreto con le risorse umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente.
Titolo V-bis – ISTITUZIONE DI UN SISTEMA PUBBLICO DI PREVENZIONE, SUL PIANO AMMINISTRATIVO, DELLE FRODI NEL SETTORE DEL CREDITO AL CONSUMO, CONSPECIFICO RIFERIMENTO AL FURTO D’IDENTITA’
1. Ai fini del presente decreto legislativo per furto d’identita’ si intende:
a) l’impersonificazione totale: occultamento totale della propria identita’ mediante l’utilizzo indebito di dati relativi all’identita’ e al reddito di un altro soggetto. L’impersonificazione puo’ riguardare l’utilizzo indebito di dati riferibili sia ad un soggetto in vita sia ad un soggetto deceduto;
b) l’impersonificazione parziale: occultamento parziale della propria identita’ mediante l’impiego, in forma combinata, di dati relativi alla propria persona e l’utilizzo indebito di dati relativi ad un altro soggetto, nell’ambito di quelli di cui alla lettera a). (1)
(1) Articolo aggiunto dall’art. 1, DLGS 11/4/2011, n. 64.
1. E’ istituito, nell’ambito del Ministero dell’economia e delle finanze, un sistema pubblico di prevenzione, sul piano amministrativo, delle frodi nel settore del credito al consumo e dei pagamenti dilazionati o differiti, con specifico riferimento al furto di identita’.
2. Il sistema di prevenzione e’ basato sull’archivio centrale informatizzato di cui all’articolo 30-quater, di seguito denominato archivio, e sul gruppo di lavoro di cui al comma 9 del presente articolo.
3. Il Ministero dell’economia e delle finanze e’ titolare dell’archivio e del connesso trattamento dei dati. Secondo quanto previsto dall’articolo 29 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, il Ministero dell’economia e delle finanze designa, per la gestione dell’archivio e in qualita’ di responsabile del trattamento dei dati personali, la Consap S.p.A, di seguito denominato ente gestore. I rapporti tra il Ministero dell’economia e delle finanze e l’ente gestore sono disciplinati con apposita convenzione, dalla quale non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
4. Il Ministero dell’economia e delle finanze, fatte salve le attribuzioni previste dalla vigente normativa ad altre Amministrazioni pubbliche, esercita, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, funzioni di competenza statale in materia di monitoraggio sui sistemi di informazioni creditizie e sulle imprese che offrono servizi assimilabili alla prevenzione, sul piano amministrativo, delle frodi nei settori del credito e dei servizi.
5. Partecipano al sistema di prevenzione delle frodi i seguenti soggetti, di seguito denominati aderenti: a) le banche, comprese quelle comunitarie e quelle extracomunitarie, e gli intermediari finanziari iscritti nell’elenco generale di cui all’articolo 106 del decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385;
b) i fornitori di servizi di comunicazione elettronica, ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettera gg), del codice di cui al decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259;
c) i fornitori di servizi interattivi associati o di servizi di accesso condizionato ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera q), del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177;
d) i gestori di sistemi di informazioni creditizie e le imprese che offrono ai soggetti di cui alle lettere da a) a c) servizi assimilabili alla prevenzione, sul piano amministrativo, delle frodi, in base ad apposita convenzione con il Ministero dell’economia e delle finanze, dalla quale non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
6. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze e’ individuata, previo parere del gruppo di lavoro di cui al comma 9, ogni altra categoria di soggetti cui e’ consentita la partecipazione al sistema di prevenzione.
7. Gli aderenti inviano all’ente gestore richieste di verifica dell’autenticita’ dei dati contenuti nella documentazione fornita dalle persone fisiche che richiedono una dilazione o un differimento di pagamento, un finanziamento o altra analoga facilitazione finanziaria, un servizio a pagamento differito. La verifica dell’autenticita’ dei dati non puo’ essere richiesta al di fuori dei casi e delle finalita’ previste per la prevenzione del furto di identita’. Gli aderenti inviano altresi’, in forma scritta, una comunicazione riguardante l’avvenuta stipula del contratto, nell’ambito dei settori di cui al comma 1, all’indirizzo risultante dai registri anagrafici della persona fisica titolare del rapporto. Gli aderenti trasmettono al titolare dell’archivio le informazioni relative ai casi che configurano un rischio di frodi nei settori del credito, dei servizi di comunicazione elettronica o interattivi.
8. Nell’ambito del sistema di prevenzione, e’ istituito, presso l’ente gestore, un servizio gratuito, telefonico e telematico, che consente di ricevere segnalazioni da parte di soggetti che hanno subito o temono di aver subito frodi configuranti ipotesi di furto di identita’.
9. Nell’ambito del sistema di prevenzione opera, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato, un gruppo di lavoro che svolge funzioni di indirizzo, impulso e coordinamento, al fine di migliorare l’azione di prevenzione delle frodi nel settore del credito al consumo e del furto di identita’ a livello nazionale, nonche’ compiti finalizzati alla predisposizione, elaborazione e studio dei dati statistici, in forma anonima, relativi al comparto delle frodi ai sensi del comma 1 del presente articolo. Il gruppo di lavoro e’ composto da due rappresentanti, di cui un titolare e un supplente, designati rispettivamente da ciascuna delle autorita’ indicate: Ministero dell’economia e delle finanze, Ministero dell’interno, Ministero della giustizia, Ministero dello sviluppo economico, Banca d’Italia, Guardia di finanza. La segreteria del gruppo di lavoro e’ assicurata dall’ente gestore. Il Ministro dell’economia e delle finanze provvede con proprio decreto alla nomina dei componenti del gruppo di lavoro. Il gruppo di lavoro ha carattere permanente. I componenti del gruppo di lavoro durano in carica un triennio. Per la partecipazione all’attivita’ del gruppo di lavoro non sono previsti compensi, indennita’ o rimborsi spese. Il gruppo di lavoro e’ presieduto dal componente del gruppo designato dal Ministero dell’economia e delle finanze, il quale, in ragione dei temi trattati, integra la composizione del gruppo di lavoro con i rappresentanti delle associazioni di categoria dei soggetti aderenti e degli operatori commerciali, nonche’ con gli esperti delle Forze di polizia, designati dal Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno. Il Ministro dell’economia e delle finanze, entro il 30 aprile di ciascun anno, riferisce al Parlamento, sulla base della relazione predisposta dal gruppo di lavoro, in ordine ai risultati dell’attivita’ di prevenzione delle frodi svolta entro il 31 dicembre del precedente anno. Il titolare dell’archivio, anche attraverso l’attivita’ di studio ed elaborazione dei dati disponibili da parte del gruppo di lavoro, svolge attivita’ d’informazione e conoscenza sui rischi del fenomeno delle frodi, anche mediante l’ausilio di campagne pubblicitarie curate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. A tali attivita’, i soggetti preposti fanno fronte con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. (1)
Finalita’ e struttura dell’archivio
1. L’archivio e’ composto da tre strumenti informatici:
a) il primo, denominato interconnessione di rete, consente di dare seguito alle richieste di verifica inviate dagli aderenti mediante il riscontro con i dati di cui all’articolo 30-quinquies, detenuti nelle banche dati degli organismi pubblici e privati;
b) il secondo, denominato modulo informatico centralizzato, memorizza, in forma aggregata ed anonima, i casi il cui riscontro ha evidenziato la non autenticita’ di una o piu’ categorie di dati presenti nella richiesta di verifica e permette al titolare dell’archivio e al gruppo di lavoro di cui all’articolo 30-ter, comma 9, lo studio del fenomeno delle frodi, ai fini dell’esercizio della prevenzione, anche mediante la predisposizione e pubblicazione periodica di specifiche linee guida, sul piano amministrativo, nel settore del credito al consumo e dei pagamenti dilazionati o differiti. Per le finalita’ di cui alla presente lettera, il titolare dell’archivio si avvale anche delle elaborazioni dei dati contenuti nell’archivio informatizzato istituito ai sensi dell’articolo 1, comma 4, della legge 17 agosto 2005, n. 166;
c) il terzo, denominato modulo informatico di allerta, memorizza le informazioni trasmesse dagli aderenti relative alle frodi subite o ai casi che configurano un rischio di frodi nei settori del credito, dei servizi di comunicazione elettronica o interattivi nonche’ le segnalazioni di specifiche allerta preventive trasmesse dal titolare dell’archivio agli aderenti. Tali informazioni sono conservate nell’archivio per il tempo necessario agli aderenti ad accertare l’effettiva sussistenza del rischio di frodi.
2. L’Arma dei carabinieri, il Corpo della guardia di finanza e la Polizia di Stato possono accedere, a titolo gratuito, al sistema di prevenzione.
3. I risultati di specifico interesse sono comunicati, secondo le modalita’ stabilite dal decreto di cui all’articolo 30-octies del presente decreto legislativo, agli uffici del Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno competenti in materia di analisi dei fenomeni criminali e di cooperazione, anche internazionale, di polizia per l’esercizio delle funzioni di cui agli articoli 4, 6 e 7 della legge 1° aprile 1981, n. 121, nonche’, ove rilevanti, all’Unita’ di informazione finanziaria della Banca d’Italia e al Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza.
4. Allo scopo di rafforzare il sistema di prevenzione, il titolare dell’archivio, anche ai fini dell’approfondimento delle segnalazioni di cui all’articolo 30-ter, comma 7, ultimo periodo, puo’ avvalersi della collaborazione del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza, che agisce con i poteri e le facolta’ previsti dall’articolo 2 del decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 68, utilizzando, nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, strutture e personale esistenti in modo da non determinare oneri aggiuntivi. (1)
Dati oggetto di riscontro
1. Sono assoggettabili a riscontro, con i dati detenuti da organismi pubblici e privati, i dati relativi a persone fisiche che richiedono una dilazione o un differimento di pagamento, un finanziamento o altra analoga facilitazione finanziaria, contenuti nelle fonti elencate dalle lettere da a) a c): a) documenti di identita’ e di riconoscimento, comunque denominati o equipollenti, ancorche’ smarriti o rubati; b) partite IVA, codici fiscali e documenti che attestano il reddito esclusivamente per le finalita’ perseguite dal presente decreto legislativo;
c) posizioni contributive previdenziali ed assistenziali.
2. Allo scopo di garantire il perseguimento delle finalita’ del presente decreto legislativo, gli organismi pubblici e privati che detengono i dati di cui al comma 1, lettere a), b) e c), devono renderli disponibili nelle modalita’ e nei termini previsti dal decreto di cui all’articolo 30-octies.
3. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze e’ individuato, previo parere del gruppo di lavoro di cui all’articolo 30-ter, comma 9, ogni altro dato idoneo al perseguimento delle finalita’ del presente decreto legislativo. (1)
Procedura di riscontro sull’autenticita’ dei dati e contributo degli aderenti
1. Ai fini del riscontro sull’autenticita’ dei dati contenuti nelle richieste di verifica inviate dagli aderenti, l’ente gestore autorizza di volta in volta la procedura di collegamento dell’archivio alle banche dati degli organismi pubblici e privati. Ciascuna richiesta puo’ concernere una o piu’ categorie di dati nell’ambito di quelle elencate nell’articolo 30-quinquies. 2. L’onere derivante dall’attuazione del presente decreto legislativo e’ posto a carico degli aderenti al sistema pubblico di prevenzione. L’adesione al sistema e ciascuna richiesta di verifica, riferita ad un singolo nominativo, comportano, da parte dell’aderente, previa stipula di apposita convenzione con l’ente gestore, il pagamento all’ente gestore stesso di un contributo articolato in modo tale da garantire sia le spese di progettazione e di realizzazione dell’archivio, sia il costo pieno del servizio svolto dall’ente gestore. La misura delle componenti del contributo e’ determinata con il decreto di cui all’articolo 30-octies. (1)
1. Le somme versate dagli aderenti affluiscono all’ente gestore, il quale deve fornire al Ministero dell’economia e delle finanze apposita rendicontazione in ordine alle somme introitate e ai costi sostenuti in relazione al servizio svolto.(1)
Termini, modalita’ e condizioni per la gestione del sistema di prevenzione
1. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione:
a) sono specificati la struttura e i livelli di accesso all’archivio, i singoli elementi identificativi dei dati contenuti nelle fonti elencate dalle lettere da a) a c), da comunicare ai sensi dell’articolo 30-quinquies, le modalita’ e i termini relativi alle convenzioni di cui all’articolo 30-ter, comma 5, lettera d);
b) sono stabilite le modalita’ relative al collegamento informatico dell’archivio con le banche dati degli organismi pubblici e privati che detengono i dati di cui all’articolo 30-quinquies;
c) sono individuate le modalita’ e fissati i termini secondo cui i dati di cui all’articolo 30-quinquies sono comunicati e gestiti, nonche’ viene stabilita la procedura che caratterizza la fase di riscontro ai sensi dell’articolo 30-sexies, comma 1;
d) sono fissati l’importo del contributo di cui all’articolo 30-sexies, comma 2, nonche’ i criteri di determinazione e le modalita’ di riscossione del medesimo.
2. Lo schema del decreto di cui al comma 1 viene trasmesso al Garante per la protezione dei dati personali affinche’ esprima il proprio parere entro venti giorni dalla trasmissione.
3. Il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, di cui all’articolo 136 del codice del consumo di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, puo’ chiedere in qualsiasi momento di essere ascoltato dal gruppo di lavoro di cui all’articolo 30-ter, comma 9, in ordine all’applicazione del presente decreto legislativo.
4. I termini e le modalita’ di attuazione dell’articolo 30-quinquies, comma 1, lettera b), sono definiti con decreto interdirettoriale del Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’economia e delle finanze e del direttore dell’Agenzia delle entrate. (1)

References: Art. 124

Art. 125

Art. 125

Art. 125

Art. 125

Art. 125

Art. 125

Art. 125

Art. 125
 articolo 38

Art. 120

Art. 120

Art. 120

Art. 127

Art. 128

Art. 128
 articolo 128
 articolo 128
in fine

Art. 112

Art. 113

Art. 113
in fine

Art. 128

Art. 128

Art. 128

Art. 128

Art. 128

Art. 128

Art. 128

Art. 128

Art. 128

Art. 128

Art. 128
 articolo 128

Art. 140