Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-20714-del-13-10-2016
Timestamp: 2020-07-11 19:45:02+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 20714 del 13/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20714 del 13/10/2016
Cassazione civile sez. VI, 13/10/2016, (ud. 14/09/2016, dep. 13/10/2016), n.20714
sul ricorso 16103/2015 proposto da:
C.L.C.;
avverso la sentenza n. 7627/39/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALI del LAZIO SEZIONE DISTACCATA di I ATIN A del 27/11/2014,
L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, affidato ad un motivo, nei confronti di C.L.C. (che non resiste), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio, Sezione staccata di Latina, n. 7627/39/2014, depositata in data 16/12/2014, con la quale – in controversia concernente l’impugnazione del silenzio-rifiuto opposto dall’Amministrazione finanziaria ad istanza della contribuente (medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale) di rimborso dell’IRAP) versata negli anni dal (OMISSIS) – è stata confermata la decisione di primo grado, che aveva accolto il ricorso della contribuente, ad eccezione dell’istanza di rimborso dell’IRAP versata anteriormente al 24/11/2004, stante il mancato rispetto del termine di cui al D.P.R. n. 602 del 1973, art. 38.
In particolare, i giudici d’appello, nel respingere il gravame dell’Agenzia delle Entrate, hanno sostenuto che non ricorreva il requisito della “significativa e non trascurabile organizzazione di mezzi e persone”, essendosi la contribuente limitata all'”utilizzo minimo ed indispensabile di mezzi strumentali e personale con funzione ausiliaria e necessaria all’esercizio dell’attività di medico” (“una dipendente per poche ore al giorno e per una spesa annua documentata di circa 5.000,00 Euro”).
A seguito di deposito di relazione ex art. 380 bis c.p.c., è stata fissata l’adunanza della Cotte in Camera di consiglio, con rituale comunicazione alle parti.
1. L’Agenzia delle Entrate ricorrente lamenta, con unico motivo, la violazione c/o falsa applicazione del D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 2 e 3, in quanto la C.T.R. non avrebbe correttamente vagliato i compensi “corrisposti ad un lavoratore dipendente non occasionale”, ritenendoli insufficienti ad integrare il requisito dell’autonoma Organizzazione.
Questa Corte a Sezioni Unite (Cass. n. 9451/2016) ha affermato il seguente principio di diritto: “Con riguardo al presupposto dell’IRAP, il requisito dell’autonoma organizzazione – previsto dal D.Lgs. 15 settembre 1997, n. 446, art. 2, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed; insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente; a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure ai avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive”.
Secondo la Corte “lo stesso limite segnato in relazione ai beni strumentali -“eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione” – non può che valere, armonicamente, per il fattore lavoro, la cui soglia minimale si arresta all’impiego di un collaboratore”, il cui apporto, “mediato o generico”, all’attività svolta dal contribuente si concreti nell’espletamento di mansioni di segreteria o generiche o meramente esecutive.
Nella specie, l’Agenzia incentra il motivo proprio sulla mancata corretta valutazione da parte della C.T.R. dell’apporto dato al professionista dal dipendente, seppure con mansioni meramente esecutive (come accertato, peraltro, dai giudici di appello, tenuto conto anche dell’entità del compenso e dell’orario di lavoro).
Non v’è luogo a provvedere alla liquidazione delle spese prcessuali, non avendo l’intimata svolto attività difensiva.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 38
 art. 380
 art. 2