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Timestamp: 2018-12-18 22:23:56+00:00

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Infortunio sul lavoro di un apprendista con macchina tagliatrice, Cass. pen., sez. IV, sentenza n. 4507 del 29 gennaio 2013: responsabilità penale dei datori di lavoro - Sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro - Grosseto
Il Tribunale di Aosta, con sentenza del 10/10/2007, assolse il datore di lavoro perché il fatto non sussiste dal delitto di lesioni colpose ai danni del lavoratore dipendente apprendista, la cui mano destra era rimasta schiacciata dai battenti blocca tronco dell'impianto da taglio utilizzato per segare tronchi, con esiti di frattura al 4 dito, guaribile in giorni 51.
A seguito di vari ricorsi e contro-ricorsi la Cassazione Penale sez. IV, con la sentenza n.4507 del 29 gennaio 2013, ha invece attribuito la responsabilità dell'infortunio, sostanzialmente in base al seguente principio:
La responsabilità del datore di lavoro, e anche di chi ha responsabilità di controllo sulle condotte sicure dei lavoratori, può essere esclusa unicamente nei casi in cui sia provato che il comportamento del lavoratore fu abnorme, e che proprio questa abnormità abbia causato l'evento
Senza fondamento doveva reputarsi il riferimento nel capo d'imputazione al d.p.r. 547/1955, art. 41 peraltro del tutto negletto dalla sentenza d'appello: l'istruttoria dibattimentale di primo grado aveva dimostrato, al di là di vaghe ed astratte ipotesi, la non praticabilità di barriere protettive, le quali avrebbero impedito del tutto il funzionamento della macchina. Non sussisteva neppure la condotta colposa specifica descritta come violazione dal d.lgs. 626/1994, art. 4, commi 1 e 11 avendo l'imputato, titolare della piccola azienda (a conduzione familiare e, comunque, con non più di dieci addetti), prodotto il documento di valutazione con relativa autocertificazione. Ciò posto, per la procedibilità sarebbe occorsa proposizione di querela.
2.2. Con il successivo motivo viene denunziata violazione di legge processuale perché la Corte territoriale aveva rifiutato di acquisire consulenza di parte, utile ad ulteriormente chiarire che la macchina di cui si discute, liberamente in commercio, non necessitava di ulteriori presidi.
Può sul punto richiamarsi, fra le ultime, la sentenza di questa Sezione dei 28/4/2011, n. 23292, in linea con la consolidata giurisprudenza di legittimità (tra le tante, v. Sez. 4, 10 novembre 2009, n. 7267; Sez. 4, 17 febbraio 2009, n. 15009; Sez. 4, 23 maggio 2007, n. 25532; Sez. 4, 19 aprile 2007, n. 25502; Sez. 4, 23 marzo 2007, n. 21587; Sez. 4, 29 settembre 2005, n. 47146; Sez. 4, 23 giugno 2005, n. 38850; Sez. 4, 3 giugno 2004), la quale ha precisato che la colpa del lavoratore, eventualmente concorrente con la violazione della normativa antinfortunistica addebitata ai soggetti tenuti a osservarne le disposizioni, non esime questi ultimi dalle proprie responsabilità, poichè l'esistenza del rapporto di causalità tra la violazione e l'evento morte o lesioni del lavoratore che ne sia conseguito può essere esclusa unicamente nei casi in cui sia provato che il comportamento del lavoratore fu abnorme, e che proprio questa abnormità abbia dato causa all'evento; abnormità che, per la sua stranezza e imprevedibilità si ponga al di fuori delle possibilità di controllo dei garanti" (Cass. civ., 48228/2012).

References: Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 41
 sentenza 
 art. 4
 sentenza