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Il Programma di ricerca Regione-Università dell Emilia-Romagna
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1 Il Programma di ricerca Regione-Università dell Emilia-Romagna L esperienza dal 2007 al 2013 Governance della ricerca DOSSIER ISSN X2 3 Programma di ricerca Regione-Università dell Emilia-Romagna L esperienza dal 2007 al 2013 DOSSIER ISSN X4 Il presente documento deve essere citato come Addis A, Bassi MC, Corciolani E, Grilli R, Mazzoni B, Papini D, Pozzi S, Predieri C, Salandin T, Serafini F. Il Programma di ricerca Regione-Università dell Emilia-Romagna. L esperienza dal 2007 al Agenzia sanitaria e sociale regionale, Regione Emilia-Romagna La collana Dossier è curata dall Area di programma Sviluppo delle professionalità per l assistenza e la salute dell Agenzia sanitaria e sociale regionale dell Emilia-Romagna responsabile Corrado Ruozi redazione e impaginazione Federica Sarti Stampa Regione Emilia-Romagna, Bologna, settembre 2014 Copia del volume può essere richiesta a Federica Sarti - Agenzia sanitaria e sociale regionale dell Emilia-Romagna viale Aldo Moro Bologna oppure può essere scaricata dal sito Internet Chiunque è autorizzato per fini informativi, di studio o didattici, a utilizzare e duplicare i contenuti di questa pubblicazione, purché sia citata la fonte.5 La stesura del Dossier è stata curata da Antonio Addis Maria Chiara Bassi Eleonora Corciolani Roberto Grilli Barbara Mazzoni Donato Papini Silvia Pozzi Cristina Predieri Tania Salandin Franca Serafini Agenzia sanitaria e sociale regionale dell Emilia-Romagna Membri del Comitato di indirizzo del Programma di ricerca Regione-Università Antonio Addis Rappresentante dell Agenzia sanitaria e sociale regionale dell Emilia-Romagna Dario Braga Delegato del Magnifico Rettore Università degli studi di Bologna Francesco Di Virgilio Delegato del Magnifico Rettore Università degli studi di Ferrara Massimo Fabi Direttore generale Azienda USL di Parma, quale rappresentante delle Aziende sanitarie territoriali Leonida Grisendi Direttore generale Azienda ospedaliero-universitaria di Parma Paolo Frigio Nichelli Delegato del Magnifico Rettore dell Università degli studi di Modena e Raggio Emilia Kyriakoula Petropulacos Direttore generale Azienda ospedaliero-universitaria di Modena Daniela Riccò Delegato della Direzione generale Sanità e politiche sociali, Regione Emilia-Romagna Gabriele Rinaldi Direttore generale Azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara Sergio Venturi Direttore generale Azienda ospedaliero-universitaria di Bologna Marco Vitale Delegato del Magnifico Rettore Università degli studi di Parma6 Nel corso delle edizioni del Programma hanno fatto parte del Comitato di indirizzo anche Gabriella Aggazzotti Preside Facoltà di Medicina e chirurgia, Università di Modena e Reggio Emilia, Delegato del Magnifico Rettore dell Università degli studi di Modena e Raggio Emilia Riccardo Baldi Direttore generale Azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara Tiziano Carradori Direttore generale Azienda USL di Ravenna, quale rappresentante delle Aziende sanitarie territoriali Augusto Cavina Direttore generale Azienda ospedaliero-universitaria di Bologna Stefano Cencetti Direttore generale Azienda ospedaliero-universitaria di Modena Carlo Chezzi Prorettore Università di Parma, Delegato del Magnifico Rettore Università degli studi di Parma Eugenio Di Ruscio rappresentante Assessorato regionale alle Politiche per la salute Maria Paola Landini Preside Facoltà di Medicina e chirurgia, Università di Bologna, Delegato del Magnifico Rettore Università degli studi di Bologna Alessandro Liberati rappresentante dell Agenzia sanitaria e sociale regionale dell Emilia-Romagna Alberto Liboni Preside Facoltà di Medicina e chirurgia, Università di Ferrara, Delegato del Magnifico Rettore Università degli studi di Ferrara Stefano Liverani rappresentante dell Assessorato regionale Politiche per la salute Adolfo Sebastiani Preside Facoltà di Medicina e chirurgia, Università di Ferrara, Delegato del Magnifico Rettore Università degli studi di Ferrara Sergio Stefoni Preside Facoltà di Medicina e chirurgia, Università di Bologna, Delegato del Magnifico Rettore Università degli studi di Bologna Aldo Tomasi Rettore Università di Modena e Reggio Emilia Segreteria scientifico-organizzativa del Programma di ricerca Regione- Università istituita presso l Agenzia sanitaria e sociale regionale Antonio Addis coordinatore della Segreteria, esperto in metodologia della ricerca Barbara Mazzoni referente per il supporto organizzativo alle attività Donato Papini esperto in organizzazione e monitoraggio di programmi di ricerca Silvia Pozzi esperto in organizzazione e monitoraggio di programmi di ricerca Cristina Predieri esperto giuridico-amministrativo Corrado Ruozi esperto in metodologia della formazione in ambito sanitario Tania Salandin esperto in organizzazione e monitoraggio di programmi di ricerca Franca Serafini esperto amministrativo-contabile7 Questo Dossier è dedicato al prof. Alessandro Liberati, ispiratore e animatore del Programma di Ricerca Regione-Università, deceduto il primo gennaio 20128 9 Indice Sommario 9 Executive summary Introduzione La struttura organizzativa del Programma Bandi e aree tematiche Ricerca innovativa (Area 1) Ricerca per il governo clinico (Area 2) Formazione alla ricerca e sviluppo di research network (Area 3) Modalità di selezione dei progetti Criteri generali Valutazione delle proposte per la ricerca innovativa (Area 1) 37 Bando Area 1 Ricerca innovativa 2007 (Area 1a e 1b) Bando Area 1 Ricerca innovativa Programmi strategici Bando Giovani ricercatori Alessandro Liberati 4.3. Valutazione delle proposte per la ricerca sul governo clinico (Area 2) 45 Ricerca per il governo clinico, bando 2007 Ricerca per il governo clinico, bando Ricerca per il governo clinico, bando Ricerca per il governo clinico, bando Procedure di valutazione per Area 3 47 Formazione alla ricerca, bandi 2007, 2008 e 2009 Formazione alla ricerca, bando Qualità del percorso di valutazione 48 Qualità del percorso di valutazione, Area 1 Qualità del percorso di valutazione, Area 2 (continua)10 5. Attività di ricerca finanziate Area 1 Ricerca innovativa Area 2 Ricerca per il governo clinico Area 3 Formazione alla ricerca Considerazioni generali Monitoraggio delle attività di ricerca Monitoraggio della ricerca innovativa, Area Monitoraggio della ricerca per il governo clinico, 71 Area Monitoraggio della formazione alla ricerca, Area I progetti del Programma registrati nell Anagrafe regionale della ricerca Output del Programma Analisi delle pubblicazioni Area 1a Analisi delle pubblicazioni Area 1b Analisi delle pubblicazioni Area Analisi delle pubblicazioni Area 3 87 Appendici 89 Appendice I. Il Programma Regione-Università nel Appendice II. Elenco dei progetti finanziati 97 Appendice III. Elenco delle pubblicazioni 113 Appendice IV. Reviewer del Programma di ricerca Regione- 137 Università Appendice V. Acronimi 147 Appendice VI. Referenze 14911 Sommario In questo documento è descritta l esperienza del Programma di ricerca Regione- Università dell Emilia-Romagna (PrRU), un programma di ricerca sperimentale lanciato nel 2007 e coordinato dall Agenzia sanitaria e sociale regionale. Il PrRU è parte di una strategia più ampia che la Regione si è data per sostenere e incentivare la ricerca nel proprio Servizio sanitario a partire dalla Legge regionale n. 29 del 2004 (Dossier della Agenzia sanitaria e sociale regionale dell Emilia-Romagna, 2009). L iniziativa si rivolge alle Aziende ospedaliero-universitarie (AOU) della Regione Emilia- Romagna, all IRCCS Istituto ortopedico Rizzoli e agli Ospedali di Baggiovara e Bellaria (quest ultimo dal 2011 riconosciuto come IRCCS Istituto delle scienze neurologiche di Bologna), individuati come sedi ulteriori della collaborazione tra Regione e Università ai sensi del Protocollo d intesa (art. 14). Il PrRU è stato pensato quindi per quei soggetti istituzionali intorno a cui deve ruotare l integrazione e la collaborazione tra Servizio sanitario e mondo accademico. Nonostante ciò, l obiettivo è incentivare la ricerca anche nelle Aziende USL in quanto AOU e IRCCS, nel rispondere ai bandi lanciati dal Programma, possono - e in alcuni bandi devono - prevedere il coinvolgimento delle Aziende territoriali quali Unità di ricerca. Tra gli scopi principali del Programma vi sono quindi la valorizzazione del ruolo delle Aziende ospedaliero-universitarie nell ambito della ricerca per il SSR, il più ampio coinvolgimento dell insieme delle Aziende sanitarie e dei loro operatori e lo sviluppo di centri di eccellenza e network professionali. In particolare, il Programma mira a sviluppare innovazioni scientifiche, nuove modalità gestionali, organizzative e formative. Organismo decisionale del Programma è il Comitato di indirizzo (CdI) costituito da 11 membri in rappresentanza delle quattro Università e delle quattro Aziende ospedalierouniversitarie della Regione, delle Aziende sanitarie territoriali, della Direzione generale Sanità e politiche sociali e dell Agenzia sanitaria e sociale regionale. Nell organizzazione e gestione delle attività del Programma, il CdI è supportato da una Segreteria scientificoorganizzativa, operante presso l Agenzia sanitaria e sociale regionale. La prima edizione del PrRU, avviata nel 2007, si è conclusa nel La seconda edizione è partita nel 2010 e si è chiusa nel dicembre del Per ciascuna edizione la Regione ha stanziato 30 milioni di Euro. Il processo di selezione è diventato nel tempo sempre più selettivo, ammettendo al finanziamento un numero limitato di progetti e consentendo anche un risparmio che ha permesso di emanare ulteriori bandi nel 2013, con un budget di 5 milioni di Euro. Le attività del Programma sono tese a: favorire filoni di ricerca potenzialmente più promettenti e in grado di rispondere ai bisogni conoscitivi e operativi del Servizio sanitario; approfondire la conoscenza di tecnologie emergenti; 912 verificare il grado di diffusione e adozione delle tecnologie, nonché le relative implicazioni sull organizzazione interna delle Aziende sanitarie. Il Programma persegue gli obiettivi di ricerca e innovazione organizzando le proprie attività in 3 macroaree. Ricerca innovativa - L Area 1 del Programma di ricerca Regione-Università è dedicata alla ricerca innovativa (theory enhancing) intesa a produrre nuove conoscenze su tecnologie e interventi di potenziale rilevanza per il Servizio sanitario regionale dell Emilia-Romagna. Dalla seconda edizione del Programma ( ) sono state introdotte due importanti novità nell ambito dell Area 1: - il finanziamento non è più erogato a Progetti bensì a Programmi strategici integrati, costruiti su tematiche di ricerca biomedica e sanitaria; - il Comitato di indirizzo del Programma ha lanciato un bando dedicato ai giovani ricercatori del Servizio sanitario regionale: il Bando Giovani ricercatori Alessandro Liberati. Ricerca per il governo clinico - L Area 2 è dedicata alla valutazione dell impatto clinico - in termini di efficacia comparativa e appropriatezza - e organizzativo di specifici interventi sanitari e tecnologie (change promotion). Formazione alla ricerca e sviluppo di research network - L Area 3 è nata per sperimentare interventi di formazione mirati ad accrescere le competenze di ricerca degli operatori del Servizio sanitario regionale e a facilitare la formazione di network di ricerca. Con l eccezione dell Area 3 - le cui proposte progettuali sono state vagliate direttamente dal Comitato di indirizzo del Programma di ricerca Regione-Università - la valutazione scientifica dei progetti di ricerca ascrivibili alle Aree 1 e 2 è avvenuta secondo i criteri standard utilizzati anche in contesti internazionali attraverso valutazioni peer review. Tutti i progetti sono passati attraverso una procedura di selezione eseguita da valutatori esperti (reviewer). Le prime due edizioni del Programma hanno coinvolto 342 revisori esterni alla Regione Emilia-Romagna; di questi, il 57% era affiliato a un Ente straniero. Caratteristica peculiare del processo di selezione è stato il confronto diretto tra proponenti e reviewer (durante workshop organizzati ad hoc) in una fase molto precoce di concettualizzazione delle proposte, con l intento di supportare i proponenti nell identificare con più accuratezza obiettivi e metodologie appropriate. La condivisione delle indicazioni ricevute dai reviewer con i Collegi di Direzione ha consentito alle Aziende di concentrarsi sulle proposte con maggiori possibilità di produrre dati utili alle esigenze conoscitive del Servizio sanitario regionale. In una seconda fase è stata poi effettuata una vera e propria valutazione di merito e di qualità dei progetti (con la modalità della study session) che ha permesso di selezionare i progetti e/o programmi da finanziare. 1013 Nel corso delle due edizioni dal 2007 al sono stati finanziati 122 progetti di cui: 52 nell Area Ricerca innovativa, impegnando Di questi progetti, 15 erano dedicati a giovani ricercatori per un ammontare di ; 47 nell Area Ricerca per il governo clinico, impegnando ; 23 nell Area Formazione alla ricerca e sviluppo di research network, impegnando Il costo del coordinamento del Programma è stato di , ossia circa l 1,4% del budget generale. Le attività di ricerca finanziate hanno fino ad oggi prodotto un totale di 373 lavori pubblicati su riviste peer reviewed. L attività di monitoraggio del Programma cerca di quantificare l output della ricerca con misurazioni bibliometriche e anche in termini di ricadute comunque utili al Servizio sanitario regionale (per esempio linee guida, raccomandazioni, ecc.). Il Programma ha inoltre sviluppato strumenti di comunicazione specifici - una newsletter e un sito internet (LaNiUsletter.it - - per diffondere informazioni relative alle proprie attività, al loro impatto e, più in generale, per offrire approfondimenti sui temi della ricerca biomedica e sanitaria. 1 In Appendice I sono illustrate anche le attività relative all anno14 Executive summary The Research Programs between Emilia- Romagna Region and its Universities This document describes the experience of the Programma di ricerca Regione-Università (PrRU), an experimental research program launched in 2007 and coordinated by the Regional Agency for Health and Social Care of Emilia-Romagna. The PrRU is part of a broader strategy that the Regional Government adopted to support and encourage research within its Health Service, according to the Regional Law n. 29/2004 (Dossier Agenzia sanitaria e sociale, 2009). The initiative is targeted to University hospitals of Emilia-Romagna, Rizzoli Orthopedic Institute and Bellaria and Baggiovara hospitals (since 2011 Bellaria hospital is recognized as a care and research institute of national relevance for neurosciences). Although Bellaria and Baggiovara are not University hospitals, they were included in the Program because identified as collaboration sites between the Regional Health Service and University. The PrRU is addressed to these institutional players as cornerstones for achieving the integration and collaboration between Health Service and Academia. An additional aim of PrRU is to promote research also in Local health trusts. When responding to calls launched by the Program, University hospitals and research hospitals may actually - and in some calls (i.e. calls of the Clinical governance Area) have to - involve Local health trusts as research units. The main purposes of the Program include the promotion of University hospitals role in research networking, the involvement of all Local health trusts and clinicians, the growth of centers of excellence and professional networks, the development of scientific innovations and new models of organization, management and professional training related to Health Service. A Steering Committee is designed as decision-making body of the Program. It is composed by 11 members, representing Universities (4), University hospitals (4), Local health trusts, Regional Health Authority and Agency for Health and Social Care of Emilia- Romagna. Scientific Secretariat of the Program is run by the Agency for Health and Social Care. The first edition of the Program, launched in 2007, was completed in The second edition was started in 2010 and ended in December For each edition, the Regional Authority has allocated 30 million Euros. According with an increased level of requirements, the process of project selection was capable to identify a lower number of studies. This allowed to support a third edition in 2013: a year-long edition supported with a 5 million Euros budget. The activities of the Program are designed to: promote the most promising lines of research, i.e. research able to respond to knowledge needs of the Health Service; 1215 deepen the knowledge of emerging technologies; verify the degree of dissemination and adoption of technologies and their implications for the organization of the Health Service. The Program pursues the objectives of research and innovation by organizing its activities into 3 main areas. Innovative research - Area 1 of the PrRU is dedicated to innovative research (theory enhancing) meant to produce new knowledge on potentially relevant technologies and interventions for the Regional Health Service of Emilia-Romagna. From the second edition of the Program ( ), two important novelties in Area 1 were introduced: - the funding is no longer provided to single projects but to strategic integrated programs on biomedical research and health care; - the Steering Committee launched a special call for young researchers: the Alessandro Liberati young researchers call. Research for clinical governance - Area 2 is devoted to assessing the clinical and organizational impact - in terms of comparative effectiveness and appropriateness - of specific health interventions and technologies (change promotion). Research on human resource training and development of research networks - Area 3 was created to experiment training interventions aimed at increasing research expertise in Regional Health Service professionals and to facilitate the development of research networks. With the exception of Area 3 - whose project proposals were evaluated directly by the Steering Committee - the scientific evaluation of research projects related to Area 1 and 2 was made according to standard criteria used in international contexts through peer review evaluations. All projects have gone through a selection process carried out by expert evaluators (reviewers). The two first edition of the Program involved 342 reviewers coming from outside Emilia-Romagna; 57% of them were foreigners. A peculiarity of the selection process was the organization of workshop meetings with project proponents (principal investigators) and reviewers in a very early stage of conceptualization of the proposals, with the aim of supporting proponents in identifying targets with more accuracy and appropriate methodologies. The sharing of information received by the reviewers allowed Health trusts to focus on proposals with a greater chance of producing useful data for the Regional Health Service. In a second step of the evaluation process a formal assessment of projects quality (performed within a study session) permitted to select the projects and/or programs to be funded. During the two editions of the Program ( ) 122 projects were funded: 52 projects in the Innovative research area, committing 37,912,376. Of these projects, 15 were dedicated to young researchers for an amount of 3,114,443; 47 projects in the Research for clinical governance area, committing 13,603,832; 1316 23 in the Research on human resource training and development of research networks area, committing 2,333,313. An amount of 774,064 (1.4% of total budget) was needed to cover the Program management costs. The funded research activities, have so far produced a total of 373 papers published in peer reviewed journals. The monitoring program seeks to measure the output of the this program according bibliometric measurements but also in terms of impact on regional health assistances such as new guidelines, recommendations. The Program has developed ad hoc communication tools - a newsletter and a dedicated website (LaNiUslettER - available at - to spread information and scientific outputs of the Program, and to offer insights on biomedical and health research. 1417 1. Introduzione In un Paese nel quale l investimento per la ricerca è molto basso (OECD, 2013) - addirittura inferiore a quello di molti altri Stati europei - occorre pensare a strategie che facilitino i processi e le dinamiche dedicate al supporto della ricerca sanitaria, soprattutto quella sviluppata nell ambito del Servizio sanitario nazionale (SSN). In tale contesto, programmi dedicati alla definizione delle priorità, alla valutazione delle proposte e alla verifica delle prestazioni della ricerca scientifica offrono l opportunità di sperimentare modelli che avvicinino la ricerca alla pratica clinica (Addis A, 2012). La presenza di un SSN che garantisce la cura e l assistenza a tutti i cittadini dovrebbe favorire la crescita di programmi di ricerca sostenuta dal settore pubblico e indipendente da una logica di profitto e commerciale. Quando ciò avviene, si realizza un investimento con un alto grado di efficienza, dove l attività di assistenza viene coniugata con la produzione di conoscenza utile a tutti. Questo Dossier intende presentare le attività e le procedure del Programma di ricerca Regione-Università nel periodo In Appendice I sono illustrate anche le attività relative all anno L intero Programma viene qui esposto seguendo il filo logico che è stato costruito nel tempo, attraverso le diverse Aree e i bandi. Ciascuna sezione è accompagnata da note critiche e commenti intesi ad affrontare, per ogni passaggio, anche problematicità e prospettive future. Un programma per la governance della ricerca sanitaria Programmi che facilitino la produzione di conoscenza all interno del Servizio sanitario possono essere realizzati attraverso una vasta gamma di attività, regolamenti, princìpi e norme di buona pratica utili a gestire il processo di ricerca: dall identificazione del progetto iniziale - includendo la realizzazione della ricerca stessa - fino alla diffusione e valorizzazione dei risultati degli studi. In questo caso, l obiettivo è migliorare la qualità scientifica ed etica, mantenere la sicurezza dei ricercatori, garantire alta qualità nelle procedure e nelle pratiche di ricerca, individuando possibili percorsi per la valorizzazione della ricerca stessa. Tutto ciò è proprio del governo della ricerca, che non può che essere effettuato in alleanza con tutti gli attori dedicati alla produzione, controllo e supporto della ricerca stessa e per questo riassumibile nel termine research governance. La research governance del Servizio sanitario pubblico (regionale o nazionale) deve tenere conto, oltre che della corretta distribuzione delle risorse, anche delle opportune ricadute in termini di impatto delle nuove conoscenze prodotte sulle pratiche cliniche e sul governo dell innovazione. In tale contesto è necessario che la ricerca scientifica, per quanto volta ad esprimere liberamente tutta la propria creatività, sia in grado di rispondere ai quesiti reali che nascono nell ambito del SSN, soprattutto in un ottica di adozione o critica alle nuove tecnologie che vengono proposte. 1518 Per ottenere ciò è necessario sviluppare un percorso rigoroso e trasparente che non solo si occupi di selezionare le migliori proposte di ricerca, ma aiuti anche nella definizione delle priorità secondo quanto più utile al governo delle aree di incertezza negli interventi sanitari. Il Programma di ricerca Regione-Università Questo rapporto sulle attività condotte nell ambito del Programma di ricerca Regione- Università dal suo avvio ad oggi offre la possibilità di una rilettura degli obiettivi che questa iniziativa si prefiggeva di raggiungere, riassumibili nei seguenti aspetti: 1. instaurare un confronto organico (vale a dire sistematico e continuativo) tra le due istituzioni, a partire dal reciproco riconoscimento e legittimazione del loro ruolo sul tema della ricerca; 2. fare in modo che da questo confronto scaturissero iniziative progettuali in grado di cogliere i bisogni - conoscitivi e di sviluppo tecnologico - della rete dei servizi del sistema sanitario regionale; 3. fare in modo che i risultati delle ricerche condotte avessero, a partire dalle premesse poste al punto precedente, la possibilità di incidere in modo significativo e positivo sulla qualità delle cure. Ciascuno di questi punti merita di essere valutato criticamente alla luce dell esperienza maturata in questi anni. Ciò consente di verificare se e in che misura siano stati raggiungi gli obiettivi, nonché quali siano, eventualmente, gli ulteriori elementi necessari a un loro pieno perseguimento. La Regione e l Università e il loro ruolo per la ricerca Il primo aspetto, quello delle relazioni istituzionali, è particolarmente rilevante ma, paradossalmente, oggi rischia di passare inosservato, o non pienamente valorizzato. Infatti, ad anni di distanza dall avvio del PrRU, viene spontaneo dare per scontato che Regione e Università abbiano un contesto in cui discutere di ricerca, trascurando il fatto che ciò è frutto di un positivo cambiamento culturale che ha investito entrambe. Il punto di partenza del PrRU vedeva infatti ancora largamente prevalenti attitudini storicamente determinate e consolidate che - pur non escludendo la necessità di relazioni tra le due istituzioni - certamente le interpretavano secondo modalità tanto radicate nel tempo quanto inadeguate rispetto alle moderne modalità di sviluppo delle conoscenze scientifiche e delle loro applicazioni nella pratica come semplice spartizione degli ambiti di interesse (Gibbons M et al., 1994). Questa realtà riconosceva, da una parte il mondo dove le conoscenze sono prodotte (l Università appunto), dall altra il mondo che deve applicare tali conoscenze (quindi sotto la giurisdizione dell istituzione che ha specifiche responsabilità programmatorie e amministrative rispetto ai servizi sanitari). L ovvio interesse che il secondo dei due mondi doveva avere per il primo si manifestava unicamente in un indistinto riconoscimento economico alla funzione di produzione scientifica, nella forma di contributo aggiuntivo per le Aziende ospedaliero-universitarie. 1619 Il Programma Regione-Università nasce invece da presupposti alquanto diversi che hanno imposto, appunto, un significativo cambio di atteggiamento nei due soggetti istituzionali coinvolti. Dal punto di vista della Università, si è trattato di riconoscere come il tema dell autonomia della ricerca - ossia della necessaria e indispensabile libertà progettuale che le attività di ricerca devono vedere preservata - dovesse essere declinato in forme diverse da quelle tradizionali, accettando il principio che la ricerca è troppo densa di esternalità per poter essere sviluppata al di fuori di un confronto tra chi la produce e chi la utilizza e che l interlocuzione tra queste due dimensioni rappresenta non una coercizione, bensì un potenziale significativo valore aggiunto che rafforza le opportunità di ricaduta e valorizzazione della ricerca. Dal punto di vista della istituzione regionale, simmetricamente, si è trattato di riconoscere che la ricerca è a pieno titolo oggetto di interesse per chi ha responsabilità di programmazione e amministrazione dei servizi sanitari, e non soltanto quando i suoi prodotti sono ormai visibili e presenti sul mercato e si tratta di decidere se e come debbano essere incorporati nelle modalità di assistenza e nella pratica dei servizi. Questo difficile impegno al governo dei processi di innovazione richiede, per essere davvero efficace ed efficiente, che l interesse per la ricerca maturi sin dal principio, quando occorre discutere di quale ricerca sia necessaria e come e su quali temi debba essere indirizzata. Questo ha innanzitutto rappresentato l avvio del PrRU, l inizio di un percorso orientato esplicitamente su questa nuova e diversa impostazione culturale (e quindi di policy). L esperienza di questi anni consente oggi di dire che il confronto tra Regione e Università, operativamente ricondotto al ruolo del Comitato di indirizzo del Programma, non è stato immune da problemi. Tale confronto è stato talvolta reso inevitabilmente complesso dalla tensione tra esigenze e aspettative diverse, rese ancora più complicate dal fatto che il sistema universitario è composto da realtà distinte per storia, caratteristiche, potenzialità attuali e vocazioni future. Tuttavia queste difficoltà fanno parte della complessità delle questioni in gioco e non possono oscurare il dato principale, vale a dire che un nuovo e più avanzato terreno di relazioni è stato costruito e consolidato a reciproco beneficio di entrambi i soggetti istituzionali coinvolti. La rilevanza di questo aspetto risiede anche nel fatto che questi presupposti sono stati il razionale a giustificazione di specifiche scelte operative adottate nelle concrete modalità di gestione dei bandi di ricerca. La scelta di adottare modalità di presentazione delle proposte progettuali candidate al finanziamento che prevedessero l organizzazione di workshop dedicati a illustrare le proposte non soltanto a esperti della ricerca (scienziati e metodologi) che ne valutassero il profilo scientifico, ma anche a professionisti esperti di organizzazione dei servizi e delle loro esigenze, ha avuto il senso di tradurre in modo operativo quel principio generale (ricerca come co-prodotto della combinazione tra prospettive e know how diversi) che ha ispirato l intero Programma. 1720 Quale ricerca per quali bisogni Le precedenti considerazioni introducono il secondo aspetto su cui il Programma di ricerca Regione-Università dovrebbe essere valutato, vale a dire la sua effettiva capacità di soddisfare, attraverso le ricerche appropriate, le esigenze di sviluppo del sistema. Questo è il terreno che forse necessita di maggiori miglioramenti nel prossimo futuro. Questo non perché gli aspetti positivi siano mancati. Il PrRU è, ad esempio, riuscito sin qui a mantenere un sano equilibrio tra diverse macro-tipologie di ricerca: quella innovativa, talvolta radicalmente innovativa, che per definizione non si propone immediati obiettivi di applicabilità, ma persegue lo scopo di fare avanzare in modo significativo le conoscenze su aspetti importanti delle diverse condizioni patologiche e/o di promuovere lo sviluppo di opzioni (di diagnosi, trattamento, ecc.) innovative (la cosiddetta ricerca theory enhancing); quella invece più orientata a fornire, se possibile, soluzioni a problemi specifici e concreti, a produrre informazioni utili a indirizzare positivamente le scelte dei diversi decisori (cosiddetta ricerca change promoting) (Gibbons M et al., 1994). Tale equilibrio è una risorsa preziosa ed è anch esso un risultato positivo della interlocuzione istituzionale che ha portato, tra le altre cose, a riconoscere come un sistema sanitario abbia bisogno, sia pure in modo diverso, di entrambe queste tipologie di ricerca. Tuttavia ciò non è sufficiente se non si accompagna a una accresciuta capacità di indirizzo da esercitare su entrambe le tipologie. Relativamente alla ricerca innovativa, esercitare un indirizzo ha prevalentemente a che vedere con la capacità di canalizzarne gli sforzi verso filoni progettuali per i quali le potenzialità dei centri di ricerca regionali siano maggiori. Su questo terreno infatti, laddove la ricerca davvero è un investimento a rischio che si gioca sul lungo periodo, l esigenza dal punto di vista del sistema regionale è investire risorse dove siano minimizzati i rischi di investimento e massimizzate le possibilità di un ritorno positivo. Ciò implica, non soltanto sapere scegliere tra le proposte possibili quelle più valide (questo è esattamente il ruolo del sistema di rigoroso peer review che è stato sin dal principio adottato e che ha aggiunto credibilità all intero impianto del Programma, al di là della ovvia perfettibilità di ogni sistema di peer review), ma soprattutto riuscire a esprimere logiche di sistema, non semplicemente di competizione tra le sue diverse articolazioni per far emergere le migliori. È opportuno riflettere su come favorire relazioni di collaborazione e integrazione tra le diverse entità che partecipano al PrRU, andando oltre le logiche di competizione. Vanno quindi sfruttate le opportunità offerte dalle strategie di investimento sulla ricerca dell Unione Europea, dichiaratamente orientata all elaborazione di strategie di sistema, più che allo sviluppo di iniziative di singoli centri. Per quanto riguarda invece l altra grande macro-tipologia di ricerca (orientata a fornire soluzioni a problemi specifici e concreti), il tema fondamentale è l adozione di una metodologia che consenta una migliore, più esplicita e puntuale definizione dei problemi su cui il Servizio sanitario regionale ha maggiormente bisogno di investire in ricerca e, di conseguenza, dei quesiti che dovrebbero essere indagati. Anche su questo, qualche passo avanti è stato fatto nel corso dello sviluppo del Programma, con una crescente 1821 attenzione ad arrivare almeno alla individuazione di aree tematiche. Tuttavia, nel prossimo futuro è possibile fare meglio e di più, adottando anche nel contesto regionale dell Emilia-Romagna, metodologie che consentano una più pervasiva partecipazione degli operatori dei servizi alla individuazione di temi rilevanti (e, in prospettiva, si potrebbe pensare anche ad appropriate modalità di coinvolgimento dei pazienti in questo tipo di esercizi), che si avvalgano anche di una revisione delle conoscenze già disponibili per evitare duplicazioni e ridondanze. Una migliore ricerca per una migliore cura I passaggi e le criticità sopra descritti sono le premesse necessarie per potersi assicurare, ovviamente per quanto possibile, che la ricerca abbia un impatto positivo sui servizi e, in definitiva, su pazienti e cittadini. Anche su questo aspetto non mancano i margini di miglioramento possibile, anzi, forse è quello su cui i miglioramenti sono più evidenti e necessari. Tale aspetto implica lo sviluppo della capacità di seguire i progetti e le iniziative di ricerca finanziate non soltanto nel corso della loro conduzione, in itinere, ma anche prendendosi cura dei loro risultati. Questi ultimi compaiono solitamente in una o più pubblicazioni scientifiche, delle quali è necessario tenere traccia, come i dati riportati in questo Dossier peraltro testimoniano. Tuttavia è necessario far sì che questi risultati, laddove riguardino temi di particolare rilevanza e attualità, diventino oggetto di discussione e confronto tra ricercatori e operatori del Servizio sanitario regionale, per derivarne tutte le possibili implicazioni, sia in relazione a ricerche ulteriori da sviluppare, sia in merito a potenziali immediate ricadute operative e decisionali per il sistema. Figura 1. Fasi del Programma di ricerca Regione-Università Monitoraggio dei progetti Valutazione Impatto della Ricerca Definizione dei Bandi Valutazione delle Proposte Identificazione delle Priorità 1922 In conclusione, un grande e positivo lavoro è stato fatto e, come sempre, un grande ulteriore lavoro rimane da fare. Quanto sin qui realizzato ha ancora significativi limiti, ma rappresenta nel complesso un esperienza largamente positiva - peraltro ancora unica nel Paese - che proprio in ragione di quel che ha sin qui reso possibile, rende evidente cos altro sarebbe necessario fare. A qualche anno di distanza dal suo inizio, uno sguardo rivolto alla dimensione internazionale dei problemi che sono stati discussi conferma che ci si è mossi nella direzione giusta, quella di una politica orientata a far sì che la ricerca sia davvero, in tutti i sensi, un elemento di promozione dello sviluppo dell assistenza sanitaria, operando congiuntamente sulla rilevanza dei suoi quesiti, sulla robustezza e sulla validità dei suoi metodi e sulla capacità di farne giungere i risultati ai contesti assistenziali che dovrebbero applicarli (Al-Shahi S et al., 2014; Chalmers I et al., 2014; Chan AW et al., 2014; Glasziou P et al., 2014; Ioannidis JP et al., 2014). 2023 2. La struttura organizzativa del Programma La cornice programmatico-organizzativa entro cui è stato realizzato il Programma di ricerca Regione-Università è cresciuta seguendo gli indirizzi posti da Delibere della Giunta regionale tra cui, in particolare, la n. 297/2005 Protocollo di intesa Regione-Università, la n. 1870/2006 Approvazione del Programma di ricerca Regione-Università e la n. 1066/2009 La ricerca come attività istituzionale del SSR. Dalla lettura integrata di questi atti emerge che l impianto organizzativo del Programma, pensato per favorire la ricerca in Emilia-Romagna, è basato sui seguenti attori: Infrastruttura Ricerca e innovazione delle diverse Aziende sanitarie/irccs; Collegi di Direzione delle diverse Aziende sanitarie/irccs; Comitato di indirizzo del Programma di ricerca Regione-Università; Segreteria scientifico-organizzativa del PrRU. In particolare, come già illustrato nel Dossier n. 184 del 2009 (Liberati A, Papini D, 2009), sulla base del Protocollo di intesa Regione-Università (DGR n. 297/2005), la Conferenza Regione-Università ha affidato la governance del PrRU a un Comitato di indirizzo (CdI) composto da 11 membri: i Rettori delle quattro Università dell Emilia-Romagna (Bologna, Modena e Reggio Emilia, Parma e Ferrara) o loro delegati; i Direttori generali delle quattro Aziende ospedaliero-universitarie (Bologna, Modena, Parma e Ferrara) o loro delegati; un Direttore generale di Azienda sanitaria territoriale, Coordinatore di Area vasta, in rappresentanza delle Aziende sanitarie territoriali, o un suo delegato; un rappresentante della Direzione generale Sanità e politiche sociali della Regione Emilia- Romagna e un rappresentante dell Agenzia sanitaria e sociale regionale. Tale composizione è stata definita per garantire adeguata rappresentanza sia della componente regionale, sia di quella universitaria. Il CdI ha la responsabilità di predisporre i bandi, garantire il corretto svolgimento del percorso di selezione e valutazione scientifica delle proposte nelle diverse fasi, e definire l entità del finanziamento per le tre aree di ricerca. Il Comitato detta inoltre le indicazioni operative alla Segreteria scientifico-organizzativa per la definizione delle modalità di monitoraggio dei progetti. La Segreteria scientifico-organizzativa - istituita presso l Agenzia sanitaria e sociale regionale - garantisce il funzionamento complessivo del Programma, in particolare: assicura la regolare attività del Comitato di indirizzo, curando l organizzazione delle riunioni, la verbalizzazione delle decisioni, la stesura e pubblicizzazione a livello regionale dei bandi costruiti a partire dalle decisioni assunte dal CdI stesso; organizza le attività necessarie per la valutazione scientifica dei progetti, compresa l individuazione - sulla base dei suggerimenti del CdI - di referee esterni; organizza e gestisce le attività di monitoraggio dei progetti finanziati. 2124 Come interfaccia organizzativa, nelle singole Aziende e IRCCS il Programma si rivolge a più attori: singoli ricercatori, Uffici Ricerca aziendali, Collegi di Direzione. Questi ultimi hanno un ruolo attivo nella definizione delle priorità su cui investire e nella individuazione delle proposte da presentare nei diversi bandi. Nel corso del 2011, il Comitato di indirizzo ha ritenuto opportuno dotarsi di uno strumento informativo (http://laniusletter.it/) che da un lato permettesse di rendere trasparente l intera attività di selezione, dall altro funzionasse quale punto di riflessione su tutte le tematiche relative alla ricerca utile al Servizio sanitario regionale. Considerazioni conclusive La struttura organizzativa del Programma di ricerca Regione-Università è stata pensata per avere procedure flessibili e dinamiche nella stesura dei bandi, nell assegnazione delle risorse e nel monitoraggio dei risultati delle ricerche finanziate. Un organismo quale il Comitato di indirizzo, con compiti di verifica e al tempo stesso di indirizzo, svolge un ruolo non semplice. Infatti, nonostante gli enormi progressi fatti, va sottolineato come il CdI debba sempre più connotarsi come strumento con funzioni prevalentemente strategiche. In pratica, il contributo di questo organismo sarà facilitato man mano che definirà più marcatamente strategie su cui effettivamente commissionare le ricerche utili per il Servizio sanitario regionale. 2225 3. Bandi e aree tematiche Il Programma si rivolge alle Aziende ospedaliero-universitarie della Regione Emilia- Romagna, all IRCCS Istituto ortopedico Rizzoli, e agli Ospedali di Baggiovara e Bellaria (quest ultimo dal 2011 riconosciuto quale IRCCS Istituto delle scienze neurologiche dell Azienda USL di Bologna) individuati come sedi ulteriori della collaborazione tra Regione e Università ai sensi del Protocollo d intesa (art. 14). Il PrRU si rivolge a questi soggetti istituzionali in quanto rappresentano il cardine su cui deve ruotare l integrazione e la collaborazione tra Servizio sanitario e mondo accademico. È stato tuttavia fin dall inizio ritenuto strategico anche il coinvolgimento delle Aziende sanitarie territoriali, principalmente attraverso bandi in cui i ricercatori delle Aziende territoriali erano invitati a partecipare attraverso le proprie strutture come Unità di ricerca. In questo contesto sono stati disegnati bandi mirati a: favorire i filoni di ricerca potenzialmente più promettenti e in grado di rispondere ai bisogni conoscitivi e operativi del Servizio sanitario; approfondire la conoscenza di tecnologie emergenti; verificare il grado di diffusione e adozione delle tecnologie, nonché le relative implicazioni sull organizzazione interna delle Aziende. In particolare il Programma ha formulato i diversi bandi tenendo conto di tre macroaree. Area 1 Ricerca innovativa - è dedicata alla ricerca innovativa (theory enhancing) intesa a produrre nuove conoscenze su tecnologie e interventi di potenziale rilevanza per il Servizio sanitario regionale dell Emilia-Romagna. Dalla seconda edizione del Programma del , sono state introdotte due importanti novità nell ambito dell Area: il finanziamento non è più erogato a Progetti bensì a Programmi strategici integrati, costruiti su tematiche di ricerca biomedica e sanitaria; è stato lanciato un bando dedicato ai giovani ricercatori del Servizio sanitario regionale(bando Giovani ricercatori Alessandro Liberati ). Area 2 Ricerca per il governo clinico - è dedicata alla valutazione dell impatto clinico (in termini di efficacia comparativa e appropriatezza) e organizzativo di specifici interventi sanitari e tecnologie (change promotion). Area 3 Formazione alla ricerca e sviluppo di research network - è nata per sperimentare interventi di formazione mirati ad accrescere le competenze di ricerca degli operatori del Servizio sanitario regionale e a facilitare la formazione di network di ricerca. 2326 3.1. Ricerca innovativa (Area 1) Nel corso delle due edizioni del Programma di ricerca Regione-Università sono stati pubblicati tre bandi dedicati alla ricerca innovativa (Box 1). Per il triennio il bando (approvato con Determinazione del Direttore dell Agenzia sanitaria regionale n del 23 febbraio 2007, così come indicato nella Deliberazione della Giunta regionale n. 1870/2006) ha dedicato il 60% delle risorse destinate all Area 1 a proposte nelle tematiche Trapianti, Oncologia, Diagnostica avanzata e Neuroscienze (Area 1a) e il restante 40% alla Medicina rigenerativa (Area 1b). Altri due bandi sono stati lanciati durante il triennio : il primo, di tipo aperto, sotto forma di Invito alla presentazione di proposte di Programmi strategici (Protocollo RER PG/2011/ del 27/10/2011), il secondo rivolto ai giovani ricercatori, ovvero ricercatori del Servizio sanitario della Regione Emilia-Romagna di età inferiore ai 40 anni; quest ultimo bando, approvato con Determinazione del Direttore dell Agenzia sanitaria e sociale regionale n del 7 dicembre 2011, dopo la prematura scomparsa il 1 gennaio 2012 del prof. Alessandro Liberati è stato dedicato alla sua memoria). Il bando regionale per giovani ricercatori è stato concepito grazie alle modalità operative del Programma di ricerca Regione-Università che hanno previsto la possibilità di destinare una quota delle risorse dell Area 1 a progetti investigator-initiated a forte contenuto innovativo e mirati a verificare la fattibilità di specifiche ipotesi di ricerca sul modello dei progetti dell Agence nationale de la recherche francese (Programma Blue sky ) o dello European Research Council (per un maggiore dettaglio, si rinvia alla Deliberazione della Giunta regionale n. 61/2011). Le caratteristiche dei diversi bandi sono riassunte in Tabella 1. L identificazione delle aree tematiche è avvenuta in maniera diversa a seconda del bando. Nel primo bando del 2007 (Area 1a e 1b) il gruppo di lavoro misto - che ha elaborato la proposta confluita dapprima nel documento approvato dalla Conferenza Regione- Università e successivamente recepita nella Deliberazione della Giunta regionale di approvazione del Programma di ricerca Regione-Università aveva indicato le aree tematiche nell ambito delle quali andavano obbligatoriamente presentate le proposte progettuali. Per quanto riguarda invece il bando relativo ai Programmi strategici (PS) del secondo triennio, l identificazione delle aree tematiche è avvenuta mediante un processo bottomup. In pratica, i destinatari istituzionali (le Aziende ospedaliero-universitarie di Bologna, Modena, Parma e Ferrara e i due IRCCS Istituto ortopedico Rizzoli e Istituto delle scienze neurologiche dell Azienda USL di Bologna) sono stati invitati a segnalare le aree tematiche di interesse strategico per le rispettive realtà aziendali, in armonia con le indicazioni del Piano sociale e sanitario regionale. Ciascun destinatario istituzionale ha potuto indicare da una a tre aree strategiche, in base al numero di PS ammissibili dal bando. Per Programma strategico si è inteso indicare un azione concertata a sostegno dell integrazione tra conoscenze scientifiche, linee strategiche e priorità regionali. 2427 Nel bando Giovani ricercatori Alessandro Liberati non sono invece state definite tematiche stringenti; sono state ammesse proposte sia di ricerca biomedica (finalizzata alla produzione di nuove conoscenze su tecnologie e interventi di potenziale rilevanza per il Servizio sanitario regionale), sia di ricerca clinico-assistenziale (finalizzata al completamento delle conoscenze necessarie al trasferimento nella pratica dei servizi sanitari e alla valutazione delle effettive potenzialità e dell impatto di tecnologie e interventi in ambito sanitario). Il bando Giovani ricercatori conteneva una classificazione della ricerca più dettagliata, avvalendosi di ventuno health category mutuate dal health research classification system della UK Clinical Research Collaboration (già utilizzate nell Anagrafe regionale della ricerca; vedi Paragrafo 6.4), così da permettere ai giovani ricercatori di inquadrare le proprie proposte secondo i sistemi di classificazione utilizzati. Box 1. Ricerca innovativa Area 1: bandi e aree tematiche Bando Ricerca innovativa (Area 1a e 1b) - PrRU Area 1a - Aree tematiche - diagnostica avanzata - oncologia - neuroscienze - trapianti Area 1b - Medicina rigenerativa Bando Ricerca innovativa Programmi strategici - PrRU Aree tematiche prescelte dai destinatari istituzionali - oncologia - cardiovascolare - neuroscienze - malattie rare - trapianti e medicina rigenerativa - riabilitazione - patologie virali e autoimmuni Bando Giovani ricercatori Alessandro Liberati - PrRU Tipologia di ricerca - ricerca biomedica - ricerca clinico-assistenziale Health category Blood; Cancer; Cardiovascular; Congenital; Ear; Eye; Infection; Inflammatory; Injuries; Mental health; Metabolic; Muscoloskeletal; Neurological; Oral and Gastro; Reproduction; Renal; Respiratory; Skin; Stroke; Generic; Other 2528 Tabella 1. Caratteristiche dei bandi per la Ricerca innovativa Area 1 Bandi Area 1a 2007 Area 1b Medicina rigenerativa 2007 Programmi strategici 2011 Giovani ricercatori Alessandro Liberati 2012 Budget totale massimo previsto dal bando (60% del massimo previsto per Area 1) (40% del massimo previsto per Area 1) * Finanziamento minimo previsto per progetto Finanziamento massimo previsto per progetto non applicabile non applicabile non applicabile non applicabile N. massimo di LdI presentabili per ogni AOU; 2 per IRCCS IOR 11 3 per AOU Bologna; 2 ciascuna per le altre AOU e per IRCCS IOR 11 3 per AOU Bologna; 2 ciascuna per le altre AOU; 1 per ogni IRCCS non erano previste LdI Durata dei progetti prevista dal bando (in mesi) * Il finanziamento del bando è stato incrementato del 30% per decisione del Comitato di indirizzo Ricerca per il governo clinico (Area 2) Nel corso delle due edizioni del Programma di ricerca Regione-Università sono stati pubblicati quattro bandi: due nel triennio bando 2007 approvato con Determinazione del Direttore dell Agenzia sanitaria regionale n del 23 marzo 2007; - bando approvato con Determinazione del Direttore dell Agenzia sanitaria e sociale regionale n del 16 giugno due nel triennio bando approvato con Determinazione del Direttore dell Agenzia sanitaria e sociale regionale n. 950 dell 1 febbraio 2011; - bando 2012 approvato con Determinazione del Direttore dell Agenzia sanitaria e sociale regionale n del 9 marzo Le caratteristiche dei quattro bandi sono riassunte in Tabella 2. 2629 Nella definizione delle aree tematiche, anche questa tipologia di ricerca ha subito un evoluzione nel corso del tempo (Box 2), passando da macro-categorie (o ambiti di ricerca) non vincolanti nei primi tre bandi, alla definizione puntuale di tematiche e quesiti clinici attorno ai quali sviluppare le proposte di ricerca nel bando più recente. Nel bando 2012, in particolare, è stata introdotta una novità sostanziale nella definizione delle aree tematiche: nelle 5 aree con il minor numero di progetti finanziati nei bandi precedenti (aree orfane: emergenza-urgenza, medicina perinatale, riabilitazione, terapia intensiva, lungodegenza), sono stati indicati 25 quesiti specifici di ricerca (Box 3). I singoli quesiti sono stati approvati dal Comitato di indirizzo sulla base di una ricognizione effettuata dalla Segreteria scientifico-organizzativa che tiene conto dei seguenti specifici riferimenti: indicazioni ricevute dallo stesso CdI; consultazione con i Servizi della Direzione generale Sanità e politiche sociali della Regione Emilia-Romagna; consultazione con le diverse Aree di programma dell Agenzia sanitaria e sociale regionale; documenti di indirizzo regionali, in particolare Piano sociale e sanitario regionale vigente - Deliberazione dell Assemblea legislativa 22/5/2008, n e Linee di programmazione e finanziamento delle Aziende del Servizio sanitario regionale per l anno 2011 contenute nella Deliberazione della Giunta regionale n. 732 del 30/5/2011; letteratura scientifica: è stata effettuata un analisi della letteratura disponibile, con particolare attenzione alla letteratura secondaria e terziaria (revisioni sistematiche, linee guida, rapporti di health technology assessment). Identificare con cura aree e quesiti di ricerca su cui orientare le proposte e verso cui convogliare il finanziamento (priority setting) risponde contemporaneamente a due bisogni: da un lato, rende conto dell esigenza di ottimizzare gli investimenti pubblici dedicati alla ricerca in un momento di generalizzata scarsità di risorse; dall altro, intende individuare, in modo quanto più efficiente possibile, i bisogni di ricerca nell ambito dell Emilia-Romagna (identificazione di aree/tematiche neglette). 2730 Tabella 2. Caratteristiche dei bandi della Ricerca per il governo clinico (Area 2) Bandi Budget totale massimo previsto dal bando Finanziamento minimo previsto per progetto Finanziamento massimo previsto per progetto non applicabile * non applicabile * N. massimo di LdI presentabili 34 8 per ogni AOU; 2 per IRCSS IOR 17 4 per ogni AOU; 1 per IRCSS IOR per ogni AOU; 3 per IRCSS IOR 32 7 per ogni AOU; 2 ciascuna per IRCSS IOR e IRCSS Scienze neurologiche Durata dei progetti prevista dal bando (in mesi) * non vincolante. 2831 Box 2. Ricerca per il governo clinico Area 2: bandi e ambiti di ricerca/aree tematiche Bando 2007 Ambiti di ricerca suggeriti Bando valutazione di qualità, appropriatezza e rapporto costo/efficacia di specifici interventi sanitari. I progetti dovranno preferibilmente - ma non esclusivamente - riguardare discipline chirurgiche, emergenza-urgenza, disabilità fisiche e riabilitazione, maternoinfantile - valutazione dell impatto di iniziative e programmi regionali su qualità e appropriatezza dell assistenza - analisi di modelli e variabili organizzative e sviluppo del governo clinico Ambiti di ricerca suggeriti Bando piani di adozione di tecnologie ad alta priorità per il Servizio sanitario regionale - valutazione di efficacia e/o costo/efficacia, appropriatezza d uso di specifici interventi sanitari - valutazione di impatto di interventi finalizzati al miglioramento della qualità dell assistenza delle reti assistenziali per le quali le Aziende ospedaliero-universitarie svolgono funzioni di hub di riferimento secondo la programmazione regionale - valutazione di impatto di interventi finalizzati alla promozione dell appropriatezza d uso di farmaci ad alto costo Ambiti di ricerca suggeriti Bando valutazione di impatto di interventi finalizzati al miglioramento della qualità e della appropriatezza dell assistenza delle reti assistenziali. In considerazione delle tematiche finanziate nel precedente triennio del PrRU sono state sollecitate prioritariamente - anche se non esclusivamente - proposte nell area della riabilitazione e lungodegenza, assistenza ai pazienti con ictus, emergenza-urgenza, terapia intensiva, radioterapia, medicina perinatale, medicina di laboratorio - studi clinici controllati di confronto tra farmaci e/o strategie terapeutiche non farmacologiche in aree ad elevata incertezza - valutazione di efficacia o appropriatezza d uso di specifici interventi sanitari non farmacologici - analisi del rapporto tra modelli e variabili organizzative e sviluppo del governo clinico Aree tematiche obbligatorie indicate nel bando - emergenza-urgenza - lungodegenza - medicina perinatale - riabilitazione - terapia intensiva 2932 Box 3. Ricerca per il governo clinico Area 2: tematiche e quesiti di ricerca bando 2012 Emergenza-urgenza Quesito a1. Quesito a2. Quesito a3. Quesito a4. Quesito a5. Valutazione di modelli assistenziali innovativi in Pronto soccorso (PS) e Medicina d urgenza Valutazione e applicabilità di procedure diagnostiche non invasive in emergenza preospedaliera Valutazione di impatto di specifici modelli organizzativi pre-ospedalieri e ospedalieri (quali la medicina associativa) La gestione del dolore nel Pronto soccorso (PS) Valutazioni di nuovi modelli di gestione e assistenza dei flussi di pazienti che si presentano al PS e gestione delle problematiche legate a popolazioni con caratteristiche speciali afferenti al PS Lungodegenza Quesito b1. Valutazione della efficacia ed efficienza di differenti modelli organizzativi per la gestione del paziente anziano fragile nel contesto dell organizzazione a rete dell assistenza Medicina perinatale Quesito c1. Quesito c2. Quesito c3. Quesito c4. Quesito c5. Quesito c6. Quesito c7. Valutazione dell impatto dei nuovi criteri di screening e diagnosi del diabete gestazionale (GDM) sulle attività dei servizi di assistenza alla gravidanza e alla nascita e sui servizi di diabetologia e sugli esiti clinici Valutazione dell efficacia delle linee di indirizzo nel modificare la frequenza di ricorso al taglio cesareo e nel migliorare l assistenza alla nascita in Regione Emilia-Romagna Impatto sui servizi e accettabilità dell utilizzo del test combinato come strumento di screening in un Programma di diagnosi prenatale della sindrome di Down Valutazione dell efficacia degli strumenti utili all applicazione appropriata delle raccomandazioni del counseling preconcezionale Valutazione della appropriatezza del percorso assistenziale relativo ai late-preterm Valutazione della appropriatezza del percorso assistenziale relativo ai feti con restrizione della crescita Modelli di integrazione dell assistenza a bambini con necessità speciali (special need) (continua) 3033 Riabilitazione Quesito d1. Quesito d2. Quesito d3. Quesito d4. Quesito d5. Quesito d6. Quesito d7. Quesito d8. Quesito d9. Valutazione dell appropriatezza dell uso del ricovero nella riabilitazione Valutazione e validazione di indicatori assistenziali e di processo, attraverso l utilizzo integrato di database clinici e amministrativi Valutazione della appropriatezza e sicurezza di tecnologie innovative in ambito di diagnostica e trattamento Modelli di gestione della cronicità in gruppi specifici di pazienti: pazienti afasici, pazienti con disfagia (neurologica e non) e pazienti con disturbi cognitivi Applicabilità e appropriatezza della teleriabilitazione per percorsi di gestione della cronicità Efficacia della procedura di svezzamento dalla cannula tracheale in ambito riabilitativo Appropriatezza di uso per farmaci off label in riabilitazione Valutazione di impatto di modelli organizzativi per l assistenza riabilitativa territoriale e domiciliare Valutazione di impatto della educazione terapeutica Terapia intensiva Quesito e1. Quesito e2. Quesito e3. Efficacia e appropriatezza dell utilizzo dell ipotermia in pazienti con arresto cardiocircolatorio Trasferibilità ed efficacia di modelli organizzativi e/o dell adozione di procedure di buona pratica professionale per la prevenzione delle infezioni Valutazione di modelli di gestione del paziente con emergenze di tipo specialistico in realtà in cui è presente soltanto la terapia intensiva non specialistica 3.3. Formazione alla ricerca e sviluppo di research network (Area 3) Nel corso del primo triennio del PrRU ( ) sono stati finanziati progetti di ricerca concordati con l Università, descritti in esteso in Appendice II, che si configurano come interventi di formazione miranti da un lato a sviluppare competenze tecniche di ricerca clinica e sanitaria degli operatori del Servizio sanitario regionale (consolidamento della research capacity), dall altro a facilitare la formazione di network di ricerca. La research capacity viene, infatti, correttamente riconosciuta come condizione necessaria allo sviluppo del SSR e capace di indirizzare le istanze di cambiamento anche attraverso la produzione di informazioni scientifiche potenzialmente rilevanti per l evoluzione clinica e clinico-organizzativa dei Servizi. Tenuto conto dell attuale congiuntura sociale ed economica e della conseguente necessità di cambiamenti significativi in seno al Servizio sanitario regionale, sia nell organizzazione dei Servizi, sia nella struttura dell offerta assistenziale, il Comitato di indirizzo - dopo avere esaminato gli output dei progetti finanziati (si veda la Deliberazione della Giunta regionale n. 61/2011) e conclusi nel corso del primo triennio - ha deciso nella seconda 3134 edizione del PrRU di adottare una visione più ampia in merito al finanziamento formativo. Il concetto di formazione è stato esteso allo sviluppo di competenze manageriali finalizzate a superare i confini della governance della ricerca in senso stretto, potenzialmente aperte a una più articolata governance dei processi di innovazione e cambiamento. Nello specifico, il finanziamento (Deliberazione della Giunta regionale n. 1982/2012) è stato indirizzato a: una iniziativa formativa che risponde all esigenza di formare al governo della innovazione sulla base di quanto individuato come prioritario dalla Direzione generale Sanità e politiche sociali; attività di formazione alla ricerca on demand, consistenti in studi di fattibilità orientati alla progettazione europea o ad altre attività di fund raising in ambiti competitivi e al collegamento ai grandi temi di ricerca clinica avanzata, e in periodi di formazione residenziale presso Enti nazionali o esteri (postdoctoral fellowship) individuati sulla base delle necessità formative rilevate dal monitoraggio delle Infrastrutture Ricerca e innovazione delle Aziende sanitarie; attività di ricerca sulla formazione : modalità innovative di formazione alla ricerca, raccolta di dati e produzione di analisi originali sull efficacia delle attività formative proposte, metodiche che accompagnino e si associno ai cambiamenti organizzativi in atto nella sanità regionale, con particolare attenzione nella formazione delle professioni sanitarie. Considerazioni conclusive Una delle caratteristiche del Programma di ricerca Regione-Università è stata quella di avere diversificato gli approcci con cui promuovere e sostenere la ricerca in Regione. Ricerche utili per il Servizio sanitario regionale possono infatti essere di tipologie diverse. L idea di promuovere la ricerca translazionale non può fermarsi alla produzione di una conoscenza che dal laboratorio passi agli studi clinici. Occorrono anche dati che misurino l efficienza dei sistemi nel trasferire le evidenze nella pratica clinica. In ogni caso, promuovere la ricerca di buona qualità implica anche promuovere la formazione alla stessa. A ciò si aggiunge che l attività di priority setting nel corso degli anni è emersa come una necessità stringente per definire quale fosse la ricerca più utile al fine di rispondere ai bisogni di conoscenza del SSR. In questo senso il lavoro cominciato è da considerarsi un processo in divenire in cui è opportuno ancora sviluppare metodiche rigorose capaci di portare le istituzioni regionali ad essere sempre più precise su dove sia importante investire (ed eventualmente disinvestire) risorse per la ricerca pubblica in sanità. Oggi la definizione dei quesiti di ricerca è stata realizzata a seguito di una ricognizione effettuata dalla Segreteria scientifico-organizzativa del PrRU a partire dalla consultazione con la Direzione generale Sanità e politiche sociali, i suoi Servizi, le Aree di programma 3235 in cui si articola l Agenzia sanitaria e sociale regionale, le Infrastrutture Ricerca e innovazione delle diverse Aziende e dall analisi dei documenti regionali di indirizzo per la pianificazione degli interventi nel SSR. Si ritiene che oltre a queste fonti debbano essere valorizzati anche i contributi di specifici gruppi multidisciplinari e si debba considerare in modo sistematico la letteratura presente sull argomento. Un ultimo ma non meno importante passaggio per definire le priorità dell agenda della ricerca è la consultazione con il pubblico e in particolare con le associazioni di pazienti. È utile anche tenere conto dei progetti già finanziati con fondi pubblici o privati. In tal senso i dati dell Anagrafe regionale della ricerca possono dare un contributo importante a questa prospettiva di sviluppo del Programma. 3336 37 4. Modalità di selezione dei progetti 4.1. Criteri generali Nel complesso, l intero Programma ha preso in esame 379 proposte progettuali da cui sono state selezionale 122 attività di ricerca (32%) divise nelle diverse aree. I bandi (10, includendo quelli svolti nel 2013 e senza contare le lettere invito per l Area Formazione) hanno coinvolto in totale 342 revisori nelle diverse fasi di valutazione (Appendice III). Tutti i progetti sono passati attraverso una procedura di selezione eseguita da valutatori esperti (reviewer), sia italiani sia stranieri, esterni alla Regione Emilia-Romagna; tutti i reviewer sono stati coinvolti dalla Segreteria del PrRU tenendo conto dei potenziali conflitti di interesse in merito ai progetti loro assegnati. Al momento della revisione, nessuno dei reviewer apparteneva al Servizio sanitario regionale o svolgeva comunque un attività di ricerca presso il Servizio sanitario dell Emilia- Romagna. Il 57% dei revisori era affiliato ad un Ente straniero. Con l eccezione dell Area 3, le cui proposte progettuali sono state vagliate direttamente dal Comitato di indirizzo, la valutazione scientifica dei progetti di ricerca è avvenuta secondo i criteri standard utilizzati anche in contesti internazionali attraverso valutazioni peer review. La selezione delle proposte progettuali per l Area 1 e l Area 2 e la predisposizione delle rispettive graduatorie ai fini dell ammissione al finanziamento è avvenuta in base ai seguenti criteri comuni: originalità scientifica della proposta; rilevanza e potenziali ricadute per il Servizio sanitario regionale; fattibilità del progetto nell ambito del Servizio sanitario regionale; validità scientifica e congruità della metodologia rispetto agli obiettivi; qualificazione scientifica e dimostrata competenza sull argomento del Coordinatore scientifico e dei Responsabili di eventuali sotto-progetti; adeguata considerazione dei commenti ricevuti alla lettera di intenti laddove prevista; coerenza tra il budget richiesto e la pianificazione delle attività. Nel corso del tempo la procedura di peer review adottata nei diversi bandi di Area 1 e Area 2 ha subìto vari cambiamenti, ispirandosi ad alcune esperienze internazionali di programmi collaborativi tra Università e Servizi sanitari nazionali quali, ad esempio, quelli sviluppati dalla Canadian Health Research Foundation o dal National Institute for Health Research in Gran Bretagna. Una volta individuati gli obiettivi generali dei singoli progetti sulla base delle lettere di intenti, viene realizzato un confronto tra proponenti e reviewer in una fase molto precoce di peer review costruttiva, finalizzata a migliorare la capacità di focalizzazione degli obiettivi e la scelta delle metodologie più appropriate. La condivisione 3538 delle indicazioni emerse in questa sede consente ai Collegi di Direzione di concentrarsi sulle proposte con maggiori possibilità di produrre dati utili alle esigenze conoscitive del Servizio sanitario regionale. In una seconda fase viene effettuata una vera e propria valutazione di merito e di qualità dei progetti, che permette di decidere quali progetti e/o programmi finanziare e quali no. Lo schema in Figura 2 illustra la procedura a tre step per la valutazione dei progetti nel corso delle ultime edizioni, frutto dell evoluzione dei rispettivi percorsi finora adottati. Step 1 Step 2 Step 3 I coordinatori scientifici (principal investigator, PI) presentano la propria proposta progettuale sotto forma di lettera di intenti (LdI). Le LdI dei progetti di Area 1 vengono valutate da un panel specialistico di reviewer, dapprima individualmente e poi in maniera collegiale nel corso di un workshop, seguendo i criteri espressi nel bando corrispondente. Le LdI dei progetti di Area 2, invece, vengono valutate dapprima dal Collegio di Direzione aziendale in merito alla bontà e all allineamento con la mission dell Azienda e solo successivamente da un panel multidisciplinare di reviewer. L esito del workshop viene comunicato con lettera indirizzata a ciascun principal investigator, in cui si evidenziano i punti di forza e le criticità della proposta progettuale, finalizzata ad aiutare i PI nella stesura dei progetti completi (full proposal). Per i progetti di Area 2 il Collegio di Direzione di ciascuna Ente proponente (AOU e IRCCS) funge nuovamente da filtro e decide quali proposte far proseguire allo stadio di full proposal in funzione dei giudizi ricevuti. I principal investigator redigono la full proposal che viene valutata individualmente dagli stessi reviewer presenti al workshop. La valutazione, in termini sia qualitativi sia quantitativi, avviene attraverso la compilazione di un form preparato dalla Segreteria scientifico-organizzativa del Programma Regione-Università in base ai criteri espressi nel bando in questione; la Segreteria raccoglie poi i giudizi e li accorpa in un unico documento che serve per la valutazione finale e per stilare la graduatoria, laddove richiesto. Un sotto-gruppo di reviewer, rappresentativo di tutti i panel specialistici riunitisi durante il workshop di Area 1 o della multidisciplinarietà per i panel dell Area 2, si riunisce nuovamente in una study session per discutere tutte le full proposal ed esprimere un giudizio in merito all ammissibilità o meno al finanziamento. Per i Programmi strategici dell Area 1 questo passaggio ha il significato di ammettere o meno a finanziamento (eventualmente con correzioni e modifiche obbligatorie). In tutti gli altri casi, invece, si è trattato di stilare una graduatoria finale. Infine, il Comitato di indirizzo si riunisce e prende atto delle decisioni assunte dai reviewer formalizzando i giudizi definitivi e individuando il numero dei progetti finanziabili in base alle risorse disponibili. I commenti e i giudizi finali dei revisori (positivi e negativi) vengono comunicati ai partecipanti ai bandi (principal investigator e Infrastrutture Ricerca e innovazione delle Aziende sanitarie di afferenza del PI). 3639 Nei Paragrafi seguenti sono illustrate, per ciascun bando, le peculiarità del processo di valutazione delle proposte. Figura 2. Il processo di valutazione delle proposte in più step Ricercatore Collegio di Panel di esperti Comitato di Output Direzione indirizzo Lettera di intenti Pre-selezione Valutazione individuale FULL PROPOSAL Selezione WORKSHOP Valutazione individuale Focus su punti di forza e criticità / suggerimenti per la stesura della full proposal STUDY SESSION Approvazione della graduatoria Lista progetti ammessi e non ammessi 4.2. Valutazione delle proposte per la ricerca innovativa (Area 1) Poiché i panel multidisciplinari che hanno contribuito al processo di valutazione dei progetti dell Area 1 comprendevano esperti internazionali, la lingua inglese è sempre stata la lingua ufficiale utilizzata per la stesura delle proposte e per tutte le comunicazioni relative al processo di valutazione delle proposte medesime. I revisori sono stati selezionati dalla Segreteria scientifico-organizzativa attraverso una valutazione del curriculum e delle pubblicazioni, in modo da avere per ogni progetto un appropriata expertise. Ciò ha consentito - in ogni step di valutazione - di verificare potenziali conflitti di interesse degli esperti rispetto alle proposte sottoposte a valutazione Bando Area 1 Ricerca innovativa 2007 (Area 1a e 1b) Le proposte dell Area 1a sono state valutate attraverso un meccanismo che prevedeva: stesura di una lettera di intenti da parte del principal investigator; presentazione e discussione della proposta in un workshop di valutazione preliminare; valutazione della proposta finale completa. 3740 Il bando prevedeva che ognuna delle 4 Aziende ospedaliero-universitarie della Regione Emilia-Romagna potesse presentare fino a 10 proposte e l IRCCS Istituto ortopedico Rizzoli 2 proposte, senza vincoli di suddivisione per area tematica. 2 Le proposte sono state inizialmente preselezionate dai Collegi di Direzione e sono state presentate, sotto forma di abstract strutturato, al Comitato di indirizzo che ne ha valutato la pertinenza. Per quelle ritenute idonee è stato chiesto di redigere una lettera di intenti. Questa è stata valutata da panel di reviewer internazionali nel corso di workshop specifici per area tematica, durante i quali i principal investigator presentavano la propria proposta. Entro un mese dal workshop, la Segreteria scientifico-organizzativa ha trasmesso ai principal investigator un report sintetico comprensivo di raccomandazioni migliorative per la stesura finale del progetto. Il progetto completo è stato poi sottoposto agli stessi reviewer, che lo hanno valutato in modo individuale, utilizzando una check list strutturata. Ogni progetto è stato valutato da 3/5 reviewer (il numero veniva definito dalla Segreteria del Programma in funzione delle maggiori o minori criticità emerse dalla fase precedente). Oltre alla valutazione analitica secondo i punti sopra descritti, ciascun referee doveva esprimere un giudizio finale sintetico e assegnare un punteggio. Le valutazioni dei singoli referee sono state raccolte dalla Segreteria scientificoorganizzativa e sintetizzate in una scheda contenente anche un punteggio calcolato sulla base della media aritmetica dei punteggi. In caso di disaccordo tra i referee, è stata organizzata una discussione in videoconferenza tra gli stessi referee per arrivare a un giudizio condiviso. La graduatoria finale è stata infine sottoposta al Comitato di indirizzo che, in base alle risorse disponibili, ha definito i progetti da finanziare. Durante tutte le fasi del percorso di valutazione i presentatori delle proposte hanno ricevuto le valutazioni analitiche dei referee (rese anonime) e, al termine della valutazione, sono stati comunicati il punteggio finale e le motivazioni a supporto del giudizio. I reviewer sono stati individuati tra un pool di esperti italiani (operanti fuori dei confini dell Emilia-Romagna) e stranieri, anche su segnalazione dei componenti del Comitato di indirizzo stesso. Nel complesso, sono stati arruolati 32 reviewer (rapporto maschi/ femmine = 7:1), di cui 21 con affiliazione italiana (66%) e 11 stranieri (34%) da sei Paesi (Germania, Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti d America, Spagna e Austria). Per ogni area tematica, in ragione dello spettro delle competenze scientifiche necessarie, sono stati nominati da 7 a 9 revisori (7 per le neuroscienze, 8 per la diagnostica avanzata e per i trapianti, 9 per l oncologia). Fino al momento dei workshop, la composizione dei panel è stata nota solo ai componenti della Segreteria scientifico-organizzativa del Programma di ricerca Regione-Università. Le proposte per l Area 1b, pervenute inizialmente in forma di lettere di intenti, sono state preselezionate dalla Commissione di indirizzo per la medicina 2 Le proposte degli ospedali di Baggiovara e Bellaria sono state presentate dai Direttori generali delle Aziende ospedaliero-universitarie di Modena e Bologna, di concerto con i Rettori delle Università e i Direttori generali delle Aziende USL di rispettiva pertinenza territoriale. Tale modalità di presentazione è stata utilizzata anche per le altre Aree. 3841 rigenerativa (CMR) del PrRU composta dai Magnifici Rettori delle quattro Università (Bologna, Modena e Reggio Emilia, Parma, Ferrara) o loro delegati, dal Direttore dell Agenzia sanitaria e sociale regionale e dal Direttore di ASTER quale delegato dell Assessore regionale alle Attività produttive, sviluppo economico, piano telematico (Deliberazione della Giunta regionale n. 1870/2006 e Determinazione del Direttore dell Agenzia sanitaria regionale n del 20 dicembre 2006). Il numero massimo di proposte presentabili da ciascuna Azienda definito dal bando era 3 per l AOU di Bologna, 2 ciascuna per le altre AOU, 2 per l IRCCS Rizzoli. Laddove possibile, è stata favorita l aggregazione di progetti tra loro simili o complementari; ciò ha portato all accorpamento di tre progetti presentati da Aziende ospedaliero-universitarie diverse ( Cell therapy of heart failure - AOU Bologna; Therapeutic applications of stem cells in the treatment of heart failure - AOU Parma; Establishment of a regional network to investigate, by applying a translational approach, the role of stem cell therapy in coronary artery disease (CAD) patients with advanced left ventricular (LV) dysfunction - AOU Ferrara) in un unico Programma Programma medicina rigenerativa in cardiologia sotto il coordinamento amministrativo dell Azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara. Il progetto completo è stato valutato da un unico panel di sei reviewer stranieri (maschi/ femmine = 5/1) affiliati a cinque Paesi (Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti d America, Svezia e Paesi Bassi), opportunamente individuati mediante sorteggio a partire da elenchi proposti dai componenti della Commissione di indirizzo per la medicina rigenerativa stessa. Le valutazioni hanno portato alla preparazione di una graduatoria sulla base della quale il Comitato di indirizzo e la CMR hanno assegnato i finanziamenti Bando Area 1 Ricerca innovativa Programmi strategici Per i Programmi strategici è stata seguita una procedura di valutazione a tre step: workshop per la valutazione collegiale della lettera di intenti (previamente visionata singolarmente da ciascun reviewer) e stesura di una lettera indirizzata a ciascun principal investigator con commenti e suggerimenti per la stesura della full proposal; valutazione a distanza di ciascuna full proposal da parte dei singoli reviewer e accorpamento dei giudizi in un unico documento ad opera della Segreteria scientificoorganizzativa del PrRU; valutazione collegiale delle full proposal nel corso di una study session, decisione di ammissibilità o meno al finanziamento con finale validazione della decisione dei reviewer da parte del Comitato di indirizzo. Per questo bando è stato fissato il numero massimo di proposte presentabili da parte di ciascuna Azienda (3 per l AOU di Bologna, 2 per ciascuna delle altre AOU, 1 per ciascun IRCCS). Tra le peculiarità di questo bando va segnalato che i workpackage (WP) che compongono i Programmi strategici sono stati valutati sia singolarmente per le loro specificità, sia nel loro insieme come parti che compongono il PS. Questa modalità di valutazione ha portato, in alcuni casi, a chiedere l eliminazione di uno o più WP ritenuti non adeguati o non funzionali al PS. 3942 I principal investigator dei Programmi valutati nella prima fase con importanti criticità hanno avuto la possibilità di modificare la propria proposta secondo le modalità indicate nel report finale e di sottoporla nuovamente a valutazione con una rebuttal letter che tenesse conto di tutti i commenti ricevuti, in linea con la pratica di revise & resubmit. Sono stati quindi individuati dei nuovi reviewer (tre con specifiche competenze nell ambito dell area tematica in oggetto) per la valutazione a distanza dei Programmi strategici revised & resubmitted, indipendenti dai precedenti e anche tra di loro. I nuovi reviewer sono stati chiamati ad esprimere il proprio parere secondo gli stessi criteri di valutazione utilizzati precedentemente, formulando un giudizio informato, avendo preso visione della precedente versione del Programma strategico e del relativo report finale steso dai revisori nella study session. Il nuovo giudizio è stato riportato nella Valutazione finale del Programma strategico e comunicato ai principal investigator. I reviewer dei Programmi strategici sono stati selezionati all interno di un ampia lista di esperti con le competenze richieste operanti al di fuori dei confini dell Emilia-Romagna, previamente approvata dal Comitato di indirizzo. Complessivamente, nel processo di valutazione dei PS sono stati coinvolti 40 reviewer, il 63% con affiliazione italiana (rapporto maschi/femmine = 3:1) e il restante 37% stranieri (maschi/femmine = 2:1) affiliati a otto Paesi (Regno Unito, Francia, Grecia, Norvegia, Germania, Svizzera, Stati Uniti d America e Canada) Bando Giovani ricercatori Alessandro Liberati L iter valutativo dei progetti di questo bando ha seguito la modalità del referaggio telematico da parte di una terna di reviewer. Ogni principal investigator poteva presentare al massimo una proposta, mentre non sono stati posti limiti al numero di proposte per Ente proponente (Azienda ospedaliero-universitaria/irccs). I criteri definiti dal bando e utilizzati dai reviewer nella valutazione sono stati: qualità scientifica e rilevanza della ricerca proposta; contenuti innovativi e originalità del progetto (sulla base della letteratura internazionale corrente); metodologia e strategia di sviluppo del progetto (dettagliata sui tre anni del progetto), dati preliminari e riferimenti bibliografici; profilo del giovane ricercatore e attività scientifica (sulla base del curriculum, dei lavori scientifici presentati nella richiesta); struttura e apparecchiature a disposizione per la ricerca, collaborazioni: congruità al progetto; congruità economica e scheda finanziaria di dettaglio (tenendo conto anche di eventuali cofinanziamenti); impatto della ricerca sul Servizio sanitario regionale; trasferibilità sul Servizio sanitario regionale. La Segreteria scientifico-organizzativa del Programma di ricerca Regione-Università ha svolto una preliminare verifica di conformità delle 155 proposte pervenute con i requisiti 4043 del bando e ha avviato contestualmente una mappatura delle aree tematiche rappresentate per arrivare a individuare i reviewer dei progetti ammissibili a valutazione (complessivamente in numero di 133, pari all 86% dei progetti pervenuti). Nella Tabella 3 è contenuta la lista dei progetti suddivisi in base alla principale health category indicata dai giovani ricercatori (health category #1) e per tipologia di ricerca (biomedica e clinico-assistenziale). L 86-87% delle proposte ammesse a valutazione è rappresentato dalle health category più frequenti, le altre sono state raggruppate nella voce Other. Tabella 3. Numero e percentuale cumulativa (% Cum) dei Progetti presentati al bando Giovani ricercatori Alessandro Liberati per health category Ricerca biomedica Ricerca clinico-assistenziale Health category #1 N % Cum Health category #1 N % Cum Cancer 26 37,7 Cancer 13 20,3 Cardiovascular 8 49,3 Cardiovascular 6 29,7 Muscoloskeletal 7 59,4 Reproductive Health and Childbirth 6 39,1 Congenital disorders 6 68,1 Generic health relevance 5 46,9 Infection 5 75,3 Infection 5 54,7 Blood 5 82,6 Muscoloskeletal 5 61,0 Metabolic and Endocrine 3 87,0 Neurological 4 67,3 Inflammatory and Immune system 4 72,0 Injuries and accidents 3 76,7 Oral and Gastrointestinal 3 81,4 Respiratory 3 86,1 Other 9 100% Other 7 100% Totale 69 Totale 64 L iter seguito per la valutazione dei progetti dei Giovani ricercatori è illustrato in Figura 3. Inizialmente (Fase A) si è proceduto all identificazione dei reviewer attingendo, laddove possibile, alle liste menzionate nel Paragrafo precedente. Per l identificazione dei nuovi reviewer è stata invece definita una metodologia che tenesse conto di: area tematica, intesa come categorizzazione della ricerca in biomedica o clinicoassistenziale; identificazione dello specifico contesto di ciascun progetto attraverso le health category e le keyword indicate dai ricercatori, la lettura dell abstract e l uso della bibliografia rilevante riportata in ciascun progetto (pubblicazioni del principal investigator e dei suoi collaboratori, bibliografia del progetto); altri riferimenti bibliografici ottenuti mediante un approfondita consultazione di banche dati biomediche, a partire da termini chiave. 4144 Questa procedura ha permesso di definire in maniera molto precisa le competenze necessarie per la valutazione di ciascun progetto e i network collaborativi delle Unità operative partecipanti al progetto, portando all identificazione di almeno tre reviewer potenzialmente idonei a valutare ciascun progetto. Successivamente (Fase B), è stata esplorata la disponibilità del potenziale reviewer. In caso di accettazione, al reviewer è stato inviato il materiale completo per la valutazione telematica (ossia il progetto completo, compresi eventuali file aggiuntivi, il form predefinito per la valutazione e una serie di istruzioni per la sua compilazione, oltre al modulo per la dichiarazione di potenziali conflitti di interesse). Il processo di valutazione in modalità telematica, avviato nel mese di giugno 2012, si è concluso nell arco di 5 mesi. Lo sviluppo di un database dedicato ha consentito il monitoraggio e la registrazione in itinere dei dati prodotti. Una volta elaborati questi dati, ma prima di formulare la graduatoria definitiva, è stato effettuato un controllo di qualità dei dati stessi, consistente nella verifica del data entry e nel calcolo della graduatoria effettuato in modo indipendente da una seconda persona. Al termine del percorso valutativo, è stata stilata la graduatoria finale (Fase C). Nel complesso, sono stati coinvolti nel processo di valutazione 219 revisori, il 35% dei quali con affiliazione italiana (rapporto maschi/femmine = 2:1), mentre il 65% stranieri (rapporto maschi/femmine = 3:1) con affiliazione riconducibile a 22 Paesi distribuiti in quattro continenti (Figura 4). 4245 Figura 3. Percorso di valutazione dei progetti dei giovani ricercatori 43 Vedere altro
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 Art. 1
 art. 7
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 articolo 20
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