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Timestamp: 2017-09-22 02:41:55+00:00

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La disciplina ex art. 603 c.p.p. e le prospettive della Corte Europea Diritti Umani - 603 c.p.p. prova testimone testimonianze appello
Pubblicato da : Dott. Alessandro Benvoluti
La disciplina ex art. 603 c.p.p. nella prospettiva delineata dalla Corte Edu
Nota alla sentenza Cass. Pen., Sez. II, 23 luglio 2014, n. 32619 (Ud. 24 aprile 2014 – dep. 23 luglio 2014)
1. Sintesi della vicenda; 2. Questione di diritto e risvolti europei; 3. Profili problematici; 4. L’art. 603 c.p.p. e il rapporto con le pronunce sovranazionali; 5. Prospettiva possibile.
1. Sintesi della vicenda
Con sentenza del 18 febbraio 2013, la Corte d'appello di Bari, in riforma della pronuncia resa il 13 gennaio 2009 dal locale Tribunale – che condannava i due imputati per concorso in rapina aggravata (capo A), violenza privata (capo B) e lesioni aggravate (capo C), in danno della persona offesa, e falso ideologico in atto pubblico (capo D) –, assolveva gli imputati dai reati di cui ai capi A, B e C e dichiarava non doversi procedere in ordine al reato di cui al capo D perché estinto per intervenuta prescrizione.
Gli stessi consideravano, altresì, la responsabilità degli imputati sulla scorta dell'attendibilità intrinseca della stessa parte civile così come ascoltata in dibattimento, mentre la Corte territoriale, al contrario, non la riteneva verosimile, basandosi unicamente su di una diversa lettura delle deposizioni in precedenza rese.
2. Questione di diritto e risvolti europei
È il caso di rammentare come la giurisprudenza della Corte europea dei diritti umani abbia creato, nel corso degli anni, un patrimonio giuridico comune che costituisce un preciso <<diritto europeo delle libertà>>[6]. Si tratta, a ben vedere, di una serie di regole minime che devono essere concretamente osservate per assicurare uno <<spazio vitale di libertà>> in una <<società democratica>>.
Questa esigenza di effettività del sistema europeo di protezione dei diritti, emerge chiaramente fin dal lontano caso Irlanda c. Regno Unito, in cui la Corte europea ebbe modo di precisare come le sue sentenze servano <<non solo per decidere i casi portati dinanzi alla Corte>>, ma, più in generale, per <<chiarire>>, <<salvaguardare>> e <<sviluppare>> le regole poste dalla Convenzione contribuendo così all’osservanza da parte degli Stati degli impegni da loro assunti in quanto Parti contraenti[7].
Proprio perché la Convenzione europea costituisce un meccanismo unico di protezione dei diritti dell’uomo, che contribuisce in maniera determinante al mantenimento della sicurezza democratica ed al rispetto del diritto nell’insieme dell’Europa, è essenziale che gli Stati onorino concretamente l’impegno formale, da loro preso, di dare esecuzione alle sentenze dei giudici europei e, più in generale, di conformarsi ai principi della Convenzione stessa, così come interpretati nelle pronunce della Corte di Strasburgo[8].
3. Profili problematici
Lo scarto tra gli anzidetti gradi non acquista fluidità nemmeno se si pone lo sguardo sulla dimensione etico-politica del contraddittorio[12], in quanto metodo ideale per il raggiungimento del <<giusto processo>>[13].
A ciò conseguono, da un lato, la compressione nei riguardi dell'imputato del significato del contraddittorio come scelta di civiltà[15] e come freno allo ius puniendi del giudice[16], dall'altro un affievolimento nella collettività dell’accettazione di tale pronuncia: appare inverosimile, infatti, l’idea che una sentenza formata attraverso i crismi di garanzia del dibattimento possa essere ribaltata in secondo grado tramite una mera rilettura degli atti di prime cure[17].
È evidente, quindi, come, nell’ambito del codice di procedura penale italiano, la rinnovazione dell’istruzione dibattimentale in grado d’appello rappresenti un istituto ancorato a logiche eccezionali, così come ampiamente affermato dalla giurisprudenza[18].
4. L’art. 603 c.p.p. e il rapporto con le pronunce sovranazionali
Con una pronuncia chiarificatrice[23], la Suprema Corte ritiene l’art. 603 c.p.p. assolutamente compatibile con l’art. 6 CEDU così come interpretato dalla Corte di Strasburgo.
Sullo sfondo dell'attuale disciplina nazionale in materia di attività probatoria in appello, però, si eleva la presunzione di completezza del quadro istruttorio su cui è stata fondata la sentenza di primo grado (potenzialmente irrevocabile)[24].
5. Prospettiva possibile
Nel secondo, al contrario, la rivalutazione del compendio probatorio acquisito in primo grado è certamente idonea a fungere da indicatore dell'ingiustizia della prima decisione, ma non può, di per se stessa, essere considerata bastevole all’esaurimento dell'attività cognitiva del giudice[32].
La regola di giudizio – tarata sulla presunzione d'innocenza e sulla mancanza di ogni ragionevole dubbio ex art. 533, comma 1, c.p.p. – impone al giudice un nuovo accertamento riguardante qualunque profilo di responsabilità dell’imputato[33].
De iure condendo, pertanto, si auspica un intervento legislativo chiarificatore in materia, poiché, nonostante le criticità del caso, l’interpretazione convenzionalmente conforme dell’art. 603 c.p.p. appare ad oggi possibile.
[2] Corte Edu, sent. 5 luglio 2011, Dan c. Moldavia, http://www.duitbase.it/database-sentenze-corte-europea-diritti-umani.
[3] Corte Edu, sent. 18 maggio 2004, Destrehem c. Francia, http://www.duitbase.it/database-sentenze-corte-europea-diritti-umani.
[5] Corte Edu, sent. 19 giugno 2012, Moldoveanu c. Romania, http://www.duitbase.it/database-sentenze-corte-europea-diritti-umani.
[6] Corte Edu, sent. 18 gennaio 1978, Irlanda c. Regno Unito, http://www.duitbase.it/database-sentenze-corte-europea-diritti-umani.
[10] L'assunzione in contraddittorio della prova nel pieno rispetto dell'oralità e dell'immediatezza rappresenta, come rilevato in dottrina, <<la forma più diretta e qualificata>> di attuazione del contraddittorio. V., per tutti, ILLUMINATI, voce Accusatorio ed inquisitorio (sistema), in Enc. giur., vol. I, Roma, 1988, 7; sul binomio oralità-immediatezza, v. FERRUA, Oralità del giudizio e letture di deposizioni testimoniali, Milano, 1981, 282 ss..
[15] GIOSTRA, Valori ideali e prospettive metodologiche del contraddittorio in sede penale, in Pol. Dir., 1986, 17; ID., voce Contraddittorio (principio del), in Enc. Giur., 1988, 5; l'Autore, nell'enucleare la dimensione del contraddittorio come scelta di civiltà giuridica, osserva: <<verificare l'ipotesi accusatoria in contraddittorio con l'imputato significa ravvisare nella dignità del singolo un bene non meno prezioso dell'accertamento dei fatti e delle responsabilità>>, in TESORIERO, La rinnovazione della prova dichiarativa in appello, in http://www.penalecontemporaneo.it/tipologia/0-/-/-/3246-la_rinnovazione_della_prova_dichiarativa_in_appello_alla_luce_della_cedu/; GENTILI, Il diritto come discorso, Milano, 2013, 537 <<il contraddittorio non è solo uno dei possibili metodi di processo, che le leggi elevano a principio perché aiuta a prendere una decisione giusta, ma piuttosto sembra essere il metodo che rende giusta la decisione>>.
[26] Questo per spingere nella direzione che si sta timidamente tratteggiando nella prassi, per cui la disciplina ex art. 603 c.p.p. dovrebbe essere applicata in entrambi i casi di ribaltamento in appello. Si segnala a tale proposito il seminario di studio organizzato da Magistratura Democratica (Sasso Marconi, 12-13 dicembre 2003), i cui atti sono raccolti in AA.VV. (a cura di NUNZIATA), Principio accusatorio, impugnazioni, ragionevole durata del processo, in Diritto e giustizia, 2004, suppl. al fasc. 29; per una recente ricognizione delle problematiche in esame e delle varie posizioni maturate in dottrina, v. BELLUTA, Prospettive di riforma dell'appello penale, tra modifiche strutturali e microchirurgia normativa, in Riv. dir. proc., 2010, 1059 ss., ora anche in BARGIS – BELLUTA, Impugnazioni penali: assestamenti del sistema e prospettive di riforma, Torino, 2013, 235 ss..

References: art. 603
 art. 603
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 533
 art. 603