Source: http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/html/2017/02/13/0506/comunic.htm
Timestamp: 2017-11-20 21:07:01+00:00

Document:
﻿Commissioni Riunite (V e VI) - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - lunedì 13 febbraio 2017
Lunedì 13 febbraio 2017. — Presidenza del vicepresidente della V Commissione Rocco PALESE.
Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 9 febbraio scorso.
Rocco PALESE, presidente, informa che sono state presentate 146 proposte emendative (vedi allegato 1), alcune delle quali presentano profili di criticità relativamente alla loro ammissibilità.
In tale contesto, le Presidenze sono pertanto chiamate ad applicare le suddette Pag. 7disposizioni regolamentari e quanto previsto dalla citata circolare del Presidente della Camera dei deputati del 1997.
Borghesi 26-bis.12, che introduce la deducibilità delle imposte connesse al compimento di atti qualificabili come delitti non colposi, in caso di successiva sentenza favorevole;
Busin 26-ter.06, che prevede un onere non superiore a un euro per gli ordini di pagamento su supporto cartaceo effettuati presso la sede del prestatore di servizi di pagamento;
Busin 26-ter.07, che esclude oneri per l'effettuazione di pagamenti con modalità informatica;
Busin 26-ter.08, che limita l'imposta di bollo sui depositi titoli per gli istituti di credito popolari non quotati;
gli analoghi Busin 26-ter.013 e Busin 26-ter.014, che modificano la disciplina della remunerazione degli affidamenti e degli sconfinamenti nei contratti di apertura di credito bancari; il Busin 26-ter.013, inoltre, esclude l'applicazione di oneri per le operazioni di home banking;
Busin 26-ter.015, che esclude l'applicazione di oneri per le operazione di home banking;
Busin 26-ter.017, che introduce un divieto di partecipazione a gare d'appalto pubbliche per i soggetti che esercitano attività di speculazione ad elevata rischiosità;
Busin 26-ter.018, che modifica le modalità di calcolo per la determinazione del tasso usurario.
Barbara SALTAMARTINI (LNA), intervenendo sull'ordine dei lavori, in vista della prosecuzione dell'esame del provvedimento nella seduta già convocata alle 16,30 di oggi e, data la grande rilevanza delle questioni affrontate da esso affrontate, auspica una maggiore partecipazione dei deputati della maggioranza e, segnatamente, del Partito Democratico, assenti alla seduta in corso di svolgimento.
Rocco PALESE, presidente, avverte che il termine per la presentazione dei ricorsi avverso i giudizi di inammissibilità testé richiamati, è fissato alle ore 15.45.
Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame alla seduta già convocata alle ore 16.30 di oggi.
Lunedì 13 febbraio 2017. — Presidenza del vicepresidente della V Commissione Rocco PALESE, indi del presidente della VI Commissione Maurizio BERNARDO – Interviene il sottosegretario per l'economia e delle finanze Pier Paolo Baretta.
Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta pomeridiana odierna.
Rocco PALESE, presidente, informa che sono stati presentati taluni ricorsi avverso i giudizi di inammissibilità delle proposte emendative pronunciati nella precedente seduta.
Al riguardo le Presidenze ritengono di rivedere il giudizio di inammissibilità dell'articolo aggiuntivo Busin 26-ter.08, a pagina 55 del fascicolo degli emendamenti, in quanto esso, rivedendo le modalità di applicazione dell'imposta di bollo sulle azioni delle banche popolari non quotate, appare congruente con la finalità di tutela del risparmio perseguita dal provvedimento, Pag. 8in quanto viene incontro a una specifica situazione di difficoltà per gli azionisti di talune banche popolari non quotate, colpiti dalla perdita di valore dei predetti titoli, a seguito della crisi di tali istituti, inquadrandosi pertanto nel contesto delle misure di contrasto alle difficoltà di taluni intermediari creditizi oggetto del decreto-legge.
Paolo PETRINI (PD), relatore per la VI Commissione, esprime parere contrario su tutte le proposte emendative riferite all'articolo 1.
Le Commissioni respingono l'articolo aggiuntivo Busin 01.01.
Paolo PETRINI (PD), relatore per la VI Commissione, esprime parere contrario su tutte le proposte emendative riferite all'articolo 2.
Daniele PESCO (M5S) ritira l'emendamento Villarosa 2.1.
Paolo PETRINI (PD), relatore per la VI Commissione, esprime parere contrario su tutte le proposte emendative riferite all'articolo 4.
Daniele PESCO (M5S) illustra l'emendamento Alberti 4.1, sottolineando in primo luogo come tale proposta sia volta ad affermare un principio che ispira numerosi emendamenti presentati dal suo gruppo. Rileva infatti come, a fronte della concessione della garanzia statale sulle passività di nuova emissione delle banche, si renda necessario rendere pubblici i nomi dei debitori insolventi per importi superiori a 100 mila euro, nonché di coloro che hanno avuto il ruolo di consulenti finanziari nell'ambito delle operazioni di erogazione dei predetti crediti.
Nel ricordare che, come reso noto anche dagli organi di stampa, alcuni finanziamenti molto ingenti erogati dal Monte dei Paschi di Siena, andati in sofferenza, fanno capo a pochi soggetti, tra i quali ricorda Sorgenia e il gruppo Mezzaroma, ritiene di tutta evidenza che, soprattutto a fronte dell'intervento pubblico, debba farsi chiarezza sulle modalità di erogazione dei finanziamenti stessi, nonché sui nomi dei consulenti finanziari e legali operanti nelle banche che hanno preso parte a tali vicende.
Al riguardo rammenta che il suo gruppo ha fatto richiesta di assicurare trasparenza e pubblicità in tal senso già nell'ambito delle mozioni recentemente discusse in Assemblea sulla crisi del sistema bancario, sottolineando come tale istanza, in un primo tempo presente anche nelle mozioni del Partito Democratico, sia stata poi espunta dalle mozioni presentate da tale forza politica.
Le Commissioni respingono l'emendamento Alberti 4.1.
Daniele PESCO (M5S) illustra il suo emendamento 4.2, volto a fornire una nuova definizione della struttura delle società veicolo (cosiddette bad bank) a cui dovranno essere ceduti i crediti in sofferenza esistenti nel bilancio delle banche. In tale ambito rileva come, in linea generale, debba essere evitato che la gestione degli NPL si traduca nella svendita di grandi pacchetti di crediti deteriorati a taluni, pochi, grandi operatori finanziari, tra i quali cita Fortress e Pimco, per importi eccessivamente bassi, con conseguente perdita di risorse in danno degli istituti bancari e ad esclusivo vantaggio dei fondi stessi.
In tale contesto il suo emendamento 4.2 intende condurre alla creazione di bad bank partecipate dalle banche e dai cittadini, le quali, attraverso una gestione volta Pag. 9a recuperare i crediti insoluti anche attraverso piani di ristrutturazione destinati ai clienti, determini utili per le banche stesse ed eviti un'ulteriore dispersione di patrimonio dal sistema bancario.
Nel ribadire come tale impostazione risulti imprescindibile, soprattutto laddove vi sia un intervento pubblico, come previsto dal decreto-legge in esame, sottolinea come ciò potrebbe condurre, secondo una stima di massima, al recupero di circa il 35 per cento del valore delle sofferenze bancarie.
Carlo SIBILIA (M5S) auspica innanzitutto che i gruppi di maggioranza siano disponibili a partecipare in maniera costruttiva alla fase emendativa del decreto-legge in esame, il quale verte su questioni legate alla tutela del risparmio, di notevole rilevanza generale. In particolare, con riferimento all'emendamento Pesco 4.2, di cui è cofirmatario, ne sottolinea la sostanziale importanza al fine di evitare che la gestione dei crediti deteriorati esistenti nei bilanci delle banche divenga lo strumento attraverso il quale, approfittando degli episodi di mala gestio verificatesi nell'ambito del sistema bancario, grandi gruppi attuino una speculazione sugli NPL, acquisendo grandi pacchetti di crediti ad un valore eccessivamente svalutato.
Michele PELILLO (PD) chiede chiarimenti circa la lettera b) dell'emendamento 4.2.
Daniele PESCO (M5S) illustra il contenuto della lettera b) dell'emendamento 4.2, la quale prevede che il prezzo di cessione dei crediti in sofferenza propri delle banche non può essere superiore al 70 per cento del valore medio ponderato di recupero in 5 anni per tale tipologia di credito.
Rileva come tale previsione costituisca il risultato di un meccanismo di calcolo volto a far sì che il prezzo effettivo di cessione dei crediti dalla banca alla bad bank corrisponda a circa il 35 per cento del valore nominale dei crediti stessi, sottolineando come tale valore presuntivo si basi sull'ipotesi del recupero medio di circa il 50 per cento del valore in un periodo di 5 anni. In termini più generali, fa presente come la fissazione di un prezzo di cessione sia necessaria a evitare che gli istituti bancari procedano a un'eccessiva svalutazione delle sofferenze iscritte nei loro bilanci, al fine di utilizzare a proprio vantaggio lo strumento delle DTA (Defered Tax Assets), che consente di trasformare in crediti di imposta le attività per imposte anticipate iscritte in bilancio, relative alle svalutazioni di crediti.
Nel richiamare a tale proposito la forte svalutazione dei propri crediti in sofferenza operata, di recente, da Unicredit, evidenzia come sia indispensabile stabilire dei limiti precisi tesi a evitare che il meccanismo tributario delle DTA, sostenuto con risorse statali, sia utilizzato a fini speculativi in danno del Paese.
Carlo SIBILIA (M5S) rileva come la lettera b) dell'emendamento 4.2 intenda evitare speculazioni nel meccanismo di cessione degli NPL: si dichiara invece disponibile a riformulare il testo della proposta emendativa.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Pesco 4.2 e 4.3, nonché Giorgia Meloni 4.4.
Carlo SIBILIA (M5S) illustra il suo emendamento 4.5, il quale subordina la concessione della garanzia pubblica al fatto che la banca sia sottoposta ad amministrazione straordinaria, al fine di dare maggiori garanzie sulla gestione degli istituti bancari che fruiscono delle risorse pubbliche a titolo di garanzia, considerato che la vicenda di MPS costituisce uno degli esempi di crack bancario più grandi della storia.
Le Commissioni respingono l'emendamento Sibilia 4.5.
Paolo PETRINI (PD), relatore per la VI Commissione, esprime parere contrario su tutte le proposte emendative riferite agli articoli da 5 a 15.
Daniele PESCO (M5S) ritira l'emendamento Alberti 5.1, di cui è cofirmatario.
Alessio Mattia VILLAROSA (M5S) raccomanda l'approvazione dell'emendamento a sua prima firma 6.2, che introduce la necessità di richiedere il parere delle competenti Commissioni parlamentari per la variazione dei criteri di calcolo e della misura del corrispettivo della garanzia fornita dallo Stato.
Carlo SIBILIA (M5S) concorda con l'opportunità di prevedere il parere delle competenti Commissioni parlamentari ai fini di una loro responsabilizzazione politica, sottolineando inoltre come tale coinvolgimento riguarderà anche le prossime legislature.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Villarosa 6.2 e Alberti 6.3.
Alessio Mattia VILLAROSA (M5S) illustra l'emendamento 7.1 a sua prima firma, diretto a garantire una maggiore trasparenza delle richieste presentate dalle banche per l'ammissione alla garanzia dello Stato.
Le Commissioni respingono l'emendamento Villarosa 7.1.
Alessio Mattia VILLAROSA (M5S) chiede al rappresentante del Governo il motivo per il quale nel testo del decreto – legge, a seguito delle modifiche apportate dal Senato, sia stata eliminata la necessità di presentazione del piano industriale nei casi in cui le passività garantite siano rimborsate entro due mesi.
Il Sottosegretario Pier Paolo BARETTA evidenzia come la questione sia stata lungamente dibattuta durante l'esame presso l'altro ramo del Parlamento, giungendo alla conclusione che sia opportuno eliminare tale adempimento, in quanto la redazione del piano presuppone un profondo intervento di riorganizzazione della banca, non necessario quando le passività sono rimborsate in tempi brevi.
Alessio Mattia VILLAROSA (M5S) osserva che a qualsiasi altro soggetto che richiede un prestito o una garanzia bancaria, anche se di breve durata, è comunque chiesta l'assunzione di precisi impegni.
Il Sottosegretario Pier Paolo BARETTA ricorda che, anche in assenza del piano industriale, vengono comunque richiesti altri adempimenti alla banca richiedente la garanzia statale.
Alessio Mattia VILLAROSA (M5S) ritiene che la scelta del Governo di rinunciare al piano industriale dimostri scarsa attenzione per le risorse dei cittadini italiani.
Le Commissioni respingono l'emendamento Villarosa 7.2.
Alessio Mattia VILLAROSA (M5S) segnala come anche l'emendamento 7.3 a sua prima firma sia volto a garantire maggiormente l'utilizzo delle risorse dei cittadini italiani, prevedendo la presentazione del piano industriale anche nei casi in cui il valore nominale degli strumenti finanziari, per i quali è richiesta la garanzia, sia compreso tra 300 e 500 milioni di euro.
Carlo SIBILIA (M5S) chiede al rappresentante del Governo la ragione per la quale sia stato espresso parere contrario su un emendamento volto ad aumentare le tutele per lo Stato, nel caso di erogazione di una garanzia pubblica.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Villarosa 7.3 e 7.4.
Carlo SIBILIA (M5S) illustra l'emendamento 7.5 a sua prima firma, il quale vieta Pag. 11la distribuzione di bonus monetari e stock options a favore degli organi di amministrazione e dei dipendenti della banca nel periodo in cui la banca beneficia della garanzia.
Le Commissioni respingono l'emendamento Sibilia 7.5.
Daniele PESCO (M5S) illustra l'emendamento 7.6 a sua prima firma, il quale pone limiti, nel periodo in cui la banca beneficia della garanzia, alle retribuzioni del personale e dei membri del consiglio di amministrazione della banca.
Il Sottosegretario Pier Paolo BARETTA ricorda che limiti ai bonus monetari e alle stock options, nei casi di intervento pubblico, sono previsti da una circolare della Banca d'Italia. Ricorda in particolare che la direttiva 2013/36/UE, a differenza dell'emendamento Pesco 7.6, prevede due tipologie di limiti alle retribuzioni e assicura che detta normativa verrà rispettata.
Carlo SIBILIA (M5S) esprime apprezzamento per quanto affermato dal rappresentante del Governo, osservando comunque come una esplicita previsione normativa in tal senso sarebbe preferibile.
Rocco PALESE, presidente, suggerisce di trasfondere il contenuto dell'emendamento Pesco 7.6 in un ordine del giorno da presentare in Assemblea.
Le Commissioni respingono l'emendamento Pesco 7.6.
Alessio Mattia VILLAROSA (M5S), nell'illustrare l'emendamento 7.7 a sua prima firma, osserva che le banche dovrebbero limitarsi a concedere crediti ai cittadini e alle imprese e non investire in strumenti finanziari speculativi.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Villarosa 7.7 e Sibilia 8.1.
Alessio Mattia VILLAROSA (M5S) segnala come l'emendamento 8.2 a sua prima firma prevede la nazionalizzazione delle banche che non rispettano il piano di ristrutturazione, così come fu fatto in analoghe situazioni in Svezia, dove lo Stato ha realizzato il risanamento degli istituti bancari inadempienti, nazionalizzandole e cedendone poi il controllo.
Carlo SIBILIA (M5S) sottolinea come la nazionalizzazione darebbe maggiori garanzie allo Stato che interviene nel salvataggio, mentre nel caso del Monte dei Paschi l'istituto bancario continuerà ad essere gestito dai medesimi amministratori che ne hanno causato il dissesto. Così facendo ci si limita ad effettuare una sanatoria, consentendo alla banca di proseguire nella pessima gestione sinora attuata.
Le Commissioni respingono l'emendamento Villarosa 8.2.
Carlo SIBILIA (M5S), illustrando l'emendamento 9.1 a sua prima firma, segnala la necessità, ai fini di una maggiore trasparenza, che le Commissioni parlamentari siano tempestivamente informate di rilievi o note inviate dalla Commissione europea in merito alle valutazioni di quest'ultima circa le misure di sostegno pubblico alle banche adottate in forza del decreto-legge.
Le Commissioni respingono l'emendamento Sibilia 9.1.
Daniele PESCO (M5S) illustra le finalità dell'articolo aggiuntivo 12.01 a sua prima firma, del quale raccomanda l'approvazione, volto ad agevolare la surroga dei mutui in sofferenza attraverso la trasferibilità delle DTA, in modo tale da favorire la banca subentrante che assume l'onere di erogare la parte residua del mutuo.
Le Commissioni respingono l'articolo aggiuntivo Pesco 12.01.
Alberto GIORGETTI (FI-PdL), nel premettere che il suo gruppo, come peraltro anticipato nel corso dell'esame preliminare del provvedimento in titolo, si è attenuto al criterio di presentare un numero limitato di proposte emendative sui punti maggiormente qualificanti, illustra l'emendamento 13.1 a sua prima firma. Segnala come esso sia essenzialmente volto ad inquadrare il provvedimento in esame nell'ambito della tutela del risparmio assicurata dall'articolo 47 della Costituzione. Ritiene infatti che il richiamo esplicito a tale ultima disposizione non rappresenti un aspetto irrilevante, tanto più in considerazione della necessità che il Paese ritrovi nel frangente attuale i fondamentali elementi di tenuta del sistema del credito, nel quadro della più generale tutela del risparmio, al fine di assicurare i presupposti per un rilancio delle prospettive di crescita economica e di rinnovare il clima di reciproca fiducia tra clienti ed istituti di intermediazione finanziaria. A tale ultimo riguardo, osserva come nel nostro Paese, secondo stime recenti, circa 130 miliardi di euro risultano allo stato sottratti al circuito del credito. Ribadisce pertanto la necessità di esplicitare il nesso tra i contenuti specifici del provvedimento in esame e il citato articolo 47 della Costituzione, tanto più in considerazione del fatto che il presente decreto-legge ambisce a risolvere la problematica complessiva delle crisi bancarie, in atto e potenziali, in attesa della indispensabile realizzazione del cosiddetto «terzo pilastro» dell'Unione bancaria europea, finalizzato alla tutela condivisa dei depositi.
Le Commissioni respingono l'emendamento Alberto Giorgetti 13.1.
Alberto GIORGETTI (FI-PdL) illustra le finalità dell'emendamento Fabrizio Di Stefano 13.2, di cui è cofirmatario, volto ad estendere la portata applicativa del ricorso al sostegno pubblico anche agli istituti bancari posti in risoluzione a seguito del decreto-legge n. 183 del 2015, essendo stato quest'ultimo intervento caratterizzato da un eccessivo tasso di estemporaneità. A suo giudizio, una simile misura consentirebbe la gestione unitaria della complessa tematica delle sofferenze bancarie, assicurando al contempo una maggiore tutela ai risparmiatori colpiti dalle recenti crisi degli istituti di credito, spesso ancora in attesa di recuperare le somme perdute.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Fabrizio Di Stefano 13.2 e Sibilia 13.3.
Alberto GIORGETTI (FI-PdL) illustra le finalità dell'emendamento Fabrizio Di Stefano 14.1, di cui è cofirmatario, volto ad introdurre strumenti per assicurare in maniera efficace l'esigenza di una maggiore trasparenza su quanto avvenuto in passato in relazione alla gestione degli istituti di credito nel nostro Paese. Fa inoltre presente che tale proposta emendativa anticipa in parte il successivo articolo aggiuntivo Brunetta 26-ter.01, volto all'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sullo stato del sistema bancario italiano negli anni dal 1999 al 2015, con l'obiettivo, tra gli altri, di promuovere, anche nei confronti delle legittime aspettative dell'opinione pubblica, un maggior grado di consapevolezza rispetto a taluni eventi occorsi nel predetto periodo di tempo, al fine di individuare in maniera chiara ed inequivocabile le controparti eventualmente insolventi, nonché le responsabilità nella gestione di importanti istituti bancari, che hanno infine determinato la necessità di provvedere ad un incremento del fabbisogno di capitale.
Il Sottosegretario Pier Paolo BARETTA richiama l'attenzione del deputato Alberto Giorgetti sulle positive modifiche apportate al testo del provvedimento nel corso dell'esame presso il Senato. In particolare, segnala l'articolo 23-bis, che prevede la trasmissione alle Camere da parte del Ministro dell'economia e delle finanze di una relazione quadrimestrale nella quale devono essere indicate le informazioni attinenti al profilo di rischio e al merito di credito, riferite alla data nella quale sono Pag. 13stati concessi i finanziamenti, dei soggetti nei cui confronti l'Emittente vanta crediti, classificati in sofferenza, per un ammontare pari o superiore all'1 per cento del patrimonio netto. A suo avviso, l'inserimento di tale specifica previsione, pur senza risolvere pienamente la questione relativa alla richiesta di una vera e propria lista nominativa delle controparti insolventi, consentirà tuttavia un sufficiente grado di conoscenza circa il profilo di rischio delle controparti medesime, nonché circa le concrete modalità gestionali dei singoli istituti bancari.
Carlo SIBILIA (M5S), pur apprezzando l'introduzione nel testo del decreto-legge del citato articolo 23-bis, rileva tuttavia come la questione centrale sia rappresentata dalla mancata conoscenza delle cause che, nel corso degli ultimi anni, hanno condotto diversi istituti bancari alla necessità di avviare cospicue operazioni di ricapitalizzazione, anche con oneri a carico delle finanze pubbliche, circostanza quest'ultima che potrebbe ragionevolmente ripetersi nel prossimo futuro. A suo avviso, l'origine di tali fenomeni degenerativi, per quanto concerne almeno il Monte dei Paschi di Siena, è da ravvisarsi nel fatto che nei bilanci di tale istituto di credito i derivati venivano contabilizzati come titoli di Stato. Evidenzia, altresì, come rispetto a tali vicende sia risultato insufficiente il controllo attribuito alle autorità di vigilanza, la Banca d'Italia, le CONSOB e la BCE, competenti in ambito europeo e nazionale, segnalando inoltre le specifiche responsabilità degli amministratori di MPS, colpevoli di avere fornito false informazioni al mercato, aspetto questo sul quale sono in corso i dovuti accertamenti da parte della magistratura inquirente. Alla luce delle predette considerazioni, ritiene pertanto ineludibile intervenire con misure apposite ed efficaci sulla governance del Monte dei Paschi di Siena, nonché sul sistema complessivo degli organi e degli strumenti della vigilanza, anche per i profili inerenti il corretto funzionamento del mercato azionario, attualmente incentrati sulla Banca d'Italia e sulla CONSOB. Auspicando che su tale obiettivo possa realizzarsi la più ampia unità di intenti tra le diverse forze parlamentari, ribadisce l'inefficace esercizio dei compiti di vigilanza bancaria attribuiti dal nostro ordinamento giuridico ai competenti organismi, che a suo giudizio ha determinato anche il mancato superamento, da parte di molti istituti di credito italiani, degli stress test svoltosi lo scorso mese di luglio.
Le Commissioni respingono Fabrizio Di Stefano 14.1.
Daniele PESCO (M5S), intervenendo sull'emendamento 14.2 a sua prima firma, rinnova l'urgenza di subordinare l'intervento pubblico all'assunzione, da parte dell'autorità competente, del provvedimento di amministrazione straordinaria, sollecitando i commissari incaricati della predetta gestione straordinaria alla predisposizione di una relazione dalla quale sia possibile evincere anche i beneficiari dei crediti superiori a 300 mila euro, che non hanno onorato il proprio debito nei confronti dell'istituto bancario. A tale specifico riguardo, segnala talune società che, anche sulla base delle ricerche condotte negli ultimi tempi e di notizie giornalistiche, risultano ricadere nella citata condizione, tra le quali cita a mero titolo di esempio e senza alcuna pretesa di esaustività, la Sorgenia dell'ingegner Carlo De Benedetti, il gruppo Marcegaglia e il gruppo Mezzaroma ovvero la società Deiulemar, a vario titolo allo stato debitrici anche per centinaia di milioni di euro.
Carlo SIBILIA (M5S) interviene sull'emendamento Pesco 14.2, di cui è cofirmatario, evidenziando come l'interesse precipuo sotteso alla citata proposta emendativa non sia tanto quello di predisporre una sorta di lista di proscrizione, bensì quello di rendere evidenti taluni conflitti di interesse, quale ad esempio quello intercorrente tra i vertici del Monte dei Paschi di Siena e la società Sorgenia di Carlo de Benedetti, che hanno finito per penalizzare ingiustamente il sistema delle Pag. 14imprese sane nella ricerca di accesso al credito. Nell'osservare come fosse a tutti nota la particolare affinità politica tra il management del Monte dei Paschi di Siena e il Partito Democratico, del quale Carlo De Benedetti risulta essere il primo tesserato, ribadisce a maggior ragione la necessità di un addivenire ad efficace e rigoroso sistema di controllo e vigilanza delle attività nel settore bancario e creditizio.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Pesco 14.2, Sibilia 14.3 e Pesco 15.1.
Daniele PESCO (M5S) illustra le finalità dell'emendamento 15.2 a sua prima firma, volto a rendere noti non solo i nomi delle maggiori controparti insolventi, ma anche di coloro che a suo tempo autorizzarono i finanziamenti concessi, giacché tale elemento consentirebbe di svelare i legami politici sottostanti a quelle stesse autorizzazioni, come emerso peraltro chiaramente dalle vicende che hanno riguardato di recente sia Banca Etruria sia il Monte dei Paschi di Siena. Considera la disponibilità di tali informazioni ancor più necessaria in presenza di un intervento diretto dello Stato a sostegno della ricapitalizzazione patrimoniale degli istituti bancari oggetto del presente provvedimento.
Paolo TANCREDI (AP-NCD-CpI) manifesta il proprio fermo dissenso rispetto ad un che intende chiedere la redazione di una sorta di lista di proscrizione, a suo giudizio priva di qualsiasi utilità e ragionevolezza. Osserva infatti come diversi possano essere i motivi che hanno causato lo stato di insolvenza di alcuni debitori delle banche e che hanno determinato l'emergere, nei bilanci di taluni istituti bancari, dei cosiddetti Non Performing Loans, legati alla perdita di fatturato dei debitori registrata così come al deperimento del valore delle garanzie immobiliari poste come collaterali ai prestiti stessi. Evidenzia, del resto, come eventuali casi di concessione poco attenta del credito potranno essere accertati dagli organi inquirenti della magistratura alla luce di specifiche fattispecie di reato in tale materia previste dal nostro ordinamento giuridico. Contesta, inoltre, la presunta mancata vigilanza operata dalla Banca d'Italia nel caso dei recenti episodi di cattiva amministrazione di taluni istituti bancari richiamati dai colleghi che lo hanno preceduto.
Rocco PALESE, presidente, replicando alle considerazioni svolte dal deputato Tancredi, osserva come la magistratura, nonostante la profonda inquietudine che ha attraversato ed ancora attraversa l'opinione pubblica anche a fronte dei drammatici casi che hanno contrassegnato i momenti più difficili della crisi bancaria, non abbia tuttavia avviato alcuna significativa iniziativa volta ad accertare eventuali responsabilità o specifiche violazioni di legge.
Bruno TABACCI (DeS-CD) invita il presidente Palese a limitarsi a svolgere il ruolo di presidente, nel rispetto dei poteri e soprattutto dei doveri istituzionali, e a restare nell'alveo di una discussione di carattere legislativo.
Le Commissioni respingono l'emendamento Pesco 15.2.
Carlo SIBILIA (M5S), intervenendo sull'emendamento 15.3 a sua prima firma, nel premettere che scopo del MoVimento 5 Stelle non è esprimere un giudizio sulla magistratura, precisa tuttavia come l'adozione di un provvedimento di amministrazione straordinaria delle banche coinvolte sarebbe un utile strumento per evitare la prescrizione dei reati legati alla loro gestione.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Sibilia 15.3 e Pesco 15.4.
Alessio Mattia VILLAROSA (M5S), illustrando le finalità dell'emendamento 15.5 a sua prima firma, chiarisce che la Pag. 15richiesta di aumentare da 3 a 5 anni l'intervallo di tempo in cui gli esperti indipendenti non devono aver intrattenuto relazioni di affari, professionali o finanziarie con l'Emittente tali da comprometterne l'indipendenza si basa su un'indagine svolta in Svezia dalla Banca centrale, dalla quale è emerso che tale periodo di tempo dovrebbe durare un anno in più alla durata della legislatura, allo scopo di evitare potenziali conflitti di interesse: in tale prospettiva il suo emendamenti intende quantomeno allungare la durata del predetto cooling period.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Villarosa 15.5 e 15.6.
Alessio Mattia VILLAROSA (M5S), nell'intervenire sull'emendamento 15.7 a sua prima firma, lamenta il mancato intervento in audizione, nonostante la reiterata richiesta della Commissione Finanze, del comitato di sorveglianza della BCE, ribadendo la necessità di una maggiore trasparenza e rilevando come il parere espresso dalla stessa BCE sul decreto-legge in esame non sia mai stato trasmesso formalmente al Parlamento.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Villarosa 15.7 e 15.8.
Paolo PETRINI (PD), relatore per la VI Commissione, esprime parere contrario su tutte le proposte emendative riferite agli articoli da 16 a 27.
Le Commissioni respingono l'emendamento Pesco 16.1.
Carlo SIBILIA (M5S), intervenendo sull'emendamento 16.2 a sua prima firma, evidenzia come esso sia volto, da una parte, a precisare l'ambito dei chiarimenti e delle integrazioni circa l'intervento di rafforzamento richiesto dalla banca allo Stato, e, dall'altro a fissare i termini entro cui l'Emittente è tenuto a rispondere alle richieste di chiarimenti, onde evitare che la sospensione a tempo indeterminato del predetto termine possa determinare un aggravamento della situazione finanziaria della banca interessata.
Le Commissioni respingono l'emendamento Sibilia 16.2.
Filippo BUSIN (LNA), intervenendo sull'emendamento 16.3 a sua prima firma, osserva come la tutela del risparmio non dovrebbe essere attuata solo attraverso provvedimenti estemporanei, bensì rispondendo alla domanda di giustizia dei risparmiatori. Nel ricordare che gli amministratori delle banche percepiscono talvolta compensi sproporzionati e spropositati, fa presente che sarebbe utile riconoscere una responsabilità aggiuntiva nei confronti degli amministratori del settore bancario che spesso, a causa della lentezza della giustizia, sono riusciti a mettere al riparo i propri patrimoni personali. Chiede pertanto il rafforzamento delle norme a tutela dei risparmiatori.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Busin 16.3, 16.4, 17.1, Alberti 17.2, Busin 17.3 e 17.4 e Villarosa 18.1.
Carlo SIBILIA (M5S) interviene sull'emendamento 18.2 a sua prima firma, esprimendo perplessità sulla deroga alla disciplina dell'articolo 2441 del codice civile prevista dal comma 3 dell'articolo 18.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Sibilia 18.2 e Pesco 18.3.
Daniele PESCO (M5S), intervenendo sull'emendamento 19.1 a sua prima firma, chiede chiarimenti circa il fatto che l'acquisto, da parte del MEF, delle azioni rinvenienti dall'applicazione delle misure di ripartizione degli oneri derivanti dalla Pag. 16risoluzione bancaria, costituisca una mera possibilità, piuttosto che un obbligo.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Pesco 19.1, Busin 19.2, Pesco 19.3, 19.4, 19.5, 19.6, 19.7 e 19.8, nonché Alberti 19.9.
Daniele PESCO (M5S), intervenendo sull'articolo aggiuntivo 19.03 a sua prima firma, osserva come sarebbe utile prevedere la possibilità di risarcire anche gli obbligazionisti subordinati delle quattro banche poste in procedura di risoluzione a novembre 2015, oltre che gli obbligazionisti della Banca Monte dei Paschi, utilizzando il risparmio che il MEF realizzerà a seguito delle modifiche apportate dal Senato al meccanismo di risarcimento in favore gli obbligazionisti subordinati di MPS.
Le Commissioni respingono l'articolo aggiuntivo Pesco 19.03.
Alberto GIORGETTI (FI-PdL), nell'intervenire sull'articolo aggiuntivo 19.04 a sua prima firma, osserva che sarebbe opportuno prevedere una gamma di strumenti che consentano di omogeneizzare le opportunità per i risparmiatori, anche per gli obbligazionisti delle quattro banche poste in liquidazione a fine 2015. In particolare, nel sottolineare la necessità di varare strumenti innovativi, propone anche l'emissione di un'obbligazione decennale che non preveda interessi, nonché il ricorso a strumenti quali i warrant.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli articoli aggiuntivi Alberto Giorgetti 19.04 e Carrescia 19.02.
Daniele PESCO (M5S), intervenendo sull'articolo aggiuntivo 19.01 a sua prima firma, osserva come, per procedere al ristoro degli obbligazionisti subordinati, nonché degli azionisti, delle quattro banche poste in procedura di risoluzione a novembre 2015, le società veicolo sorte in seguito all'applicazione dell'articolo 45 del decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 180, che di tali istituti bancari riscuotono i crediti, potrebbero emettere strumenti finanziari in modo tale da utilizzarne gli utili conseguiti per tale ristoro. Chiede inoltre chiarimenti al Governo circa il tasso di recupero di tali crediti.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli articoli aggiuntivi Pesco 19.01 e Busin 19.05.
Alessio Mattia VILLAROSA (M5S), intervenendo sull'emendamento 20.1 a sua prima firma, chiede che vengano vietate le vendite allo scoperto, come già accade in molti Paesi europei e negli Stati Uniti, ricordando tra l'altro come, poco prima del passaggio dal Governo Berlusconi al Governo Monti, sia stato realizzato un numero cospicuo di vendite allo scoperto sui nostri titoli di Stato, che hanno portato ad un'impennata dello spread, evidenziando in tal modo la pericolosità di tali procedure. Nel ricordare che i grandi hedge fund utilizzano tali strumenti per far scendere vertiginosamente il prezzo degli strumenti finanziari e lucrare così sulle perdite delle nostre aziende, invita ad una riflessione sulla funzione antisociale delle vendite allo scoperto.
Maurizio BERNARDO, presidente, intervenendo sull'ordine dei lavori, nel sottolineare la delicatezza e l'importanza delle questioni trattate nell'ambito del provvedimento in esame, auspica che esse possano, in futuro, essere oggetto di discussione da parte della Commissione Finanze, mediante un confronto che valorizzi l'apporto di tutti i gruppi. In tale contesto, in considerazione della ristrettezza del tempo a disposizione per la conclusione dell’iter del decreto-legge in sede referente, invita i deputati delle Commissioni riunite a limitare i propri interventi a un intervento per gruppo su ciascun emendamento.
Carlo SIBILIA (M5S), con riferimento all'emendamento Villarosa 20.1, di cui è cofirmatario, sottolinea come esso abbia la finalità di stabilire un presidio a tutela dei Pag. 17risparmiatori, imponendo alle banche il divieto di effettuare vendite allo scoperto, laddove il MEF assuma partecipazioni nelle banche stesse. Nel ricordare che il direttore generale di Unicredit, nel corso dell'audizione svolta in Commissione Finanze, ha evidenziato che le operazioni allo scoperto hanno costituito, in occasione dell'aumento di capitale, per 8 miliardi, realizzato da Unicredit nel 2012, lo strumento per operazioni speculative molto dannose per il Paese, auspica che il Governo intervenga nel senso proposto dall'emendamento.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Villarosa 20.1, Sibilia 20.2 e Pesco 20.3.
Daniele PESCO (M5S) illustra il suo emendamento 20.4, il quale intende evitare che gli istituti bancari utilizzino lo strumento delle DTA a fini speculativi, svalutando eccessivamente i propri crediti in sofferenza e vendendoli a società collegate ai predetti istituti a prezzi molto inferiori al loro valore nominale. Nel sottolineare come tale meccanismo si traduca in un drenaggio di risorse in danno dell'Erario, mediante l'utilizzo dello strumento tributario dei crediti di imposta, evidenzia la necessità di fissare dei paletti che impediscano alle banche tale gestione speculativa degli NPL.
In tale contesto il suo emendamento 20.4 è volto a stabilire dei limiti percentuali da applicare nell'ambito delle vendite dei credit deteriorati. Al riguardo, evidenzia come il mercato del credito sia attualmente gestito da pochi gruppi che effettuano operazioni speculative concordando tra di loro il prezzo da applicare alle sofferenze bancarie e così realizzando acquisti di blocchi di crediti ingenti per prezzi molto inferiori al loro valore reale. Al fine di contrastare tali pratiche dannose la lettera c) del suo emendamento 20.4 stabilisce che non è permesso inserire nelle vendite in blocco dei predetti crediti posizioni per le quali la banca non abbia posto in atto un tentativo di transazione con la parte debitrice, proprio al fine di ridurre al minimo le perdite e utilizzando la riduzione del valore dei crediti a favore, almeno in prima istanza, della banca e della parte debitrice.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Pesco 20.4, Alberti 20.5 e Sibilia 20.6.
Daniele PESCO (M5S) illustra il suo emendamento 20.7, volto a introdurre la previsione in base alla quale, a seguito dell'assunzione della partecipazione nella banca da parte del MEF, conseguente alla sottoscrizione o all'acquisto di azioni, è vietata la vendita dei crediti deteriorati per un valore inferiore al 50 per cento del valore di mercato della garanzia del credito.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Pesco 20.7, Mazziotti Di Celso 20.8 e 20.9, Sibilia 20.10 e Alberti 20.11.
Alberto GIORGETTI (FI-PdL) illustra gli emendamenti 21.1 e 21.3 a sua prima firma, i quali sostituiscono l'articolo 21 del decreto-legge, recante misure in materia di banche costituite in forma di società cooperativa che intendono fare ricorso alle operazioni di ricapitalizzazione previste dal provvedimento. In particolare sottolinea come le predette proposte emendative siano volte a consentire alle banche cooperative l'emissione di azioni di finanziamento previste dall'articolo 2526 del codice civile riservate alla sottoscrizione del MEF, prevedendo altresì a favore del Ministero il diritto di designare componenti degli organi amministrativi e di controllo in misura proporzionale alla quota di capitale sottoscritta.
Con particolare riferimento all'emendamento 21.1, evidenzia come esso, al comma 3, preveda la proroga del termine per l'adeguamento a quanto stabilito dall'articolo 29 del TUB in materia di trasformazione delle banche popolari in società per azioni. Al riguardo, rileva, infatti, la necessità di intervenire attraverso una proroga di tale termine, posto che la Pag. 18questione è attualmente all'esame della Corte Costituzionale, a seguito di rimessione da parte del Consiglio di Stato per i profili di parziale incostituzionalità legati alla possibilità di rinviare o sospendere sine die il diritto al rimborso delle quote nel caso di recesso nel momento della trasformazione in S.p.A.
Inoltre il comma 4 dell'emendamento 21.1, prevede che l'obbligo di trasformazione in società per azioni per le banche popolari non quotate in mercati regolamentati scatti solo laddove l'attivo delle predette banche superi i 30 miliardi di euro. Con riguardo alla medesima questione, rileva infatti come il limite di 8 miliardi non trovi alcun fondamento normativo nell'ordinamento.
Nel sottolineare l'urgenza delle questioni affrontate dai suoi emendamenti, auspica che su di esse il Governo intervenga quanto prima.
Il Sottosegretario Pier Paolo BARETTA, con riferimento alle considerazioni del deputato Alberto Giorgetti, sottolinea come il Governo, al fine di stabilire il termine entro il quale il diritto al rimborso delle azioni nel caso di recesso del socio possa subire delle limitazioni, sia in attesa della decisione della Corte Costituzionale, la quale è stata investita della questione da parte del Consiglio di Stato. A tale proposito ricorda come l'Esecutivo abbia espresso parere favorevole al Senato su un ordine del giorno in base al quale assume l'impegno a fissare il predetto termine non appena la Corte Costituzionale si sarà pronunciata.
In relazione alle deroghe al principio del voto capitario previsto dalle norme sulle banche popolari, ribadisce la volontà del Governo di inserire una norma che consenta, a seguito dell'ingresso dello Stato nell'azionariato delle banche stesse, una gestione efficace di tale partecipazione azionaria.
Con particolare riferimento alla questione della fissazione della soglia di 8 miliardi di euro di attivo, oltre la quale le banche popolari hanno l'obbligo di trasformazione in società per azioni, ribadisce come la stessa trovi il proprio fondamento in una norma di legge.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli identici emendamenti Alberto Giorgetti 21.1 e Fassina 21.2, gli identici emendamenti Alberto Giorgetti 21.3 e Fassina 21.4, nonché gli emendamenti Villarosa 21.5, Alberto Giorgetti 21.6 e 21.7, Villarosa 22.1 e Mazziotti Di Celso 22.2.
Pietro LAFFRANCO (FI-PdL) illustra l'emendamento Fabrizio Di Stefano 22.3, di cui è cofirmatario, volto a porre rimedio alla disparità di trattamento attuata dal Governo tra i risparmiatori titolari delle obbligazioni subordinate delle quattro banche sottoposte a procedura di risoluzione e gli obbligazionisti del Monte dei Paschi di Siena. Nel sottolineare come tale questione rivesta una fondamentale importanza, ne sottolinea altresì i profili di rilevanza costituzionale, con particolare riferimento al principio di uguaglianza formale e sostanziale dei cittadini previsto dall'articolo 3 e al principio di tutela del risparmio stabilito dall'articolo 47 della Costituzione. In tale quadro ricorda come i risparmiatori delle richiamate quattro banche abbiano subito l'azzeramento del valore delle proprie obbligazioni e, solo a seguito dell'attuazione della procedura di risoluzione, abbiano avuto accesso al sistema del rimborso forfetario dell'80 per cento del valore dei propri titoli. In tale quadro sottolinea la rilevanza dell'emendamento Fabrizio Di Stefano 22.3, volto a sanare la grave ingiustizia posta in essere nei confronti dei predetti risparmiatori.
Nel dichiararsi consapevole delle difficoltà connesse alla ristrettezza dei tempi per l'approvazione del decreto-legge in esame, ribadisce tuttavia la necessità di un intervento del Governo in tal senso, in considerazione della perdita di fiducia che colpisce i cittadini di fronte a situazioni di evidenti disparità di trattamento.
Il Sottosegretario Pier Paolo BARETTA, con riferimento alle considerazioni del Pag. 19deputato Laffranco, giudica innanzitutto sbagliato partire dal presupposto che le vicende relative alle quattro banche poste in risoluzione e al Monte dei Paschi di Siena potessero essere trattate attraverso strumenti analoghi. Ricorda infatti che gli istituti Banca Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara e CariChieti erano in stato di dissesto e per tale motivo, in base alla normativa dell'Unione europea, sono state oggetto di procedura di risoluzione, mentre per MPS, che presenta un livello di patrimonializzazione elevata, è possibile attuare misure di natura diversa.
Con riguardo alla disparità di trattamento che sarebbe stata attuata nei confronti dei risparmiatori nell'ambito delle due vicende richiamate, sottolinea inoltre come gli obbligazionisti delle quattro banche abbiano avuto accesso al rimborso forfetario dell'80 per cento previsto dal decreto-legge n. 59 del 2016, il quale non è invece previsto per i risparmiatori possessori di titoli emessi dal Monte dei Paschi di Siena.
Alessio Mattia VILLAROSA (M5S) osserva che le differenze tra le quattro banche poste in risoluzione e il Monte dei Paschi di Siena, rilevate anche dalla Banca d'Italia nel corso della sua audizione, sono semplicemente dovute al ritardo con il quale si è intervenuti a proposito delle prime.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Fabrizio Di Stefano 22.3, gli articoli aggiuntivi Villarosa 22.01, Paglia 22.02 e 22.03, Alberto Giorgetti 22.04 e 22.05, nonché gli emendamenti Villarosa 23.1, Paglia 23.2, Alberti 23.3, Busin 23.4 e 23.5, Pesco 23.6, Paglia 23.7, gli articoli aggiuntivi Busin 23.01 e 23.02, Giorgia Meloni 23.03 e 23.04, gli emendamenti Busin 23-bis.1, 23-bis.2, 23-bis.3 e l'articolo aggiuntivo Busin 23-bis.01.
Daniele PESCO (M5S) ritira l'emendamento 24-bis.1 a sua prima firma, manifestando la volontà di evitare che l'introduzione dell'educazione finanziaria possa costituire un alibi per la diffusione presso il pubblico di strumenti finanziari pericolosi.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, l'emendamento Paglia 24-bis.2, gli articoli aggiuntivi Busin 24-bis.01, 24-bis.02, 24-bis.04, 24-bis.03, Paglia 25.01 e 25.02, nonché l'emendamento Paglia 26-bis.1.
Daniele PESCO (M5S) illustra l'emendamento 26-bis.2 a sua prima firma, il quale è volto a prevedere l'emissione di strumenti finanziari warrant da attribuire agli azionisti delle quattro banche poste in risoluzione, per consentire una forma di ristoro anche a tali soggetti, che hanno totalmente perso i loro investimenti.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Pesco 26-bis.2 e 26-bis.3.
Daniele PESCO (M5S) raccomanda l'approvazione dell'emendamento 26-bis.3 a sua prima firma, volto ad ampliare la platea degli aventi diritto al risarcimento previsto dalla legge per gli obbligazionisti delle quattro banche poste in risoluzione.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Pesco 26-bis.4 e 26-bis.5.
Alessio Mattia VILLAROSA (M5S), intervenendo in relazione all'emendamento 26-bis.6 a sua prima firma, ricorda la recente approvazione, da parte della Commissione Finanze, con il parere favorevole del Governo di una risoluzione con la quale si prevedeva l'ampliamento della platea degli aventi diritto al risarcimento previsto dalla legge per gli obbligazionisti delle quattro banche poste in risoluzione, rilevando come le previsioni introdotte dal Senato in materia non realizzino l'impegno assunto dall'Esecutivo stesso con la predetta risoluzione.
Il Sottosegretario Pier Paolo BARETTA segnala che detta platea ha già subito un ampliamento nel corso dell'esame presso il Senato. Al riguardo osserva che l'esistenza di un atto tra vivi a titolo gratuito può ritenersi plausibile tra parenti di secondo grado, ovvero tra fratelli, mentre potrebbe nascondere un altro tipo di transazione quando viene posto in essere da altri soggetti.
Alessio Mattia VILLAROSA (M5S) segnala che questo tipo di obiezioni non erano state avanzate quando fu discussa la risoluzione sopra menzionata. Chiede inoltre come debba essere considerata la divisione dei beni effettuata in caso di divorzio.
Il Sottosegretario Pier Paolo BARETTA osserva che la divisione dei beni in caso di divorzio non è un atto a titolo gratuito e costituisce comunque una forma di regolazione tra le parti dei loro rapporti finanziari.
Alessio Mattia VILLAROSA (M5S) chiede quale sia la funzione di una risoluzione approvata dal Parlamento se il Governo non tiene conto delle sue indicazioni.
Maurizio BERNARDO, presidente, fa presente che ci sarà la possibilità di inserire quanto stabilito nella risoluzione in altri atti normativi.
Carlo SIBILIA (M5S), pur comprendendo la difficoltà di modificare il provvedimento in questo momento, osserva come la questione del rispetto delle deliberazioni parlamentari non possa essere liquidata con leggerezza e come il contenuto della risoluzione avrebbe potuto essere riversato in un emendamento da approvare nel corso dell'esame presso il Senato.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Villarosa 26-bis.6 e Paglia 26-bis.7.
Maino MARCHI (PD) chiede che l'emendamento Donati 26-bis.11 sia considerato respinto per l'esame in Assemblea.
Maurizio BERNARDO, presidente, avverte che l'emendamento Donati 26-bis.11 si intende respinto per l'esame in Assemblea.
Daniele PESCO (M5S) ritira il proprio emendamento 26-bis.8.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, l'emendamento Gianluca Pini 26-bis.13, l'articolo aggiuntivo Villarosa 26-bis.03, gli identici articoli aggiuntivi Busin 26-bis.04 e Fassina 26-bis.05, gli articoli aggiuntivi Brunetta 26-ter.01, Busin 26-ter.03 e 26-ter.04, Pesco 26-ter.05.
Filippo BUSIN (LNA), illustrando l'articolo aggiuntivo 26-ter.08 a sua prima firma, ricorda l'esistenza di risparmiatori molto meno fortunati di quelli di MPS, rappresentati dagli azionisti delle banche popolari venete, che non hanno avuto alcuna forma di risarcimento a seguito del sostanziale azzeramento dei loro investimenti, e che inoltre hanno dovuto pagare l'imposta di bollo sulle predette azioni in base a valori assolutamente non corrispondenti a quelli reali.
Maurizio BERNARDO, presidente, avverte che i deputati Alberto Giorgetti e Laffranco hanno sottoscritto l'articolo aggiuntivo Busin 26-ter.08.
Le Commissioni respingono l'articolo aggiuntivo Busin 26-ter.08.
Alberto GIORGETTI (FI-PdL) raccomanda l'approvazione dell'articolo aggiuntivo 26-ter.09 a sua prima firma, diretto ad estendere il ricorso al Fondo di cui all'articolo 24 a tutti i casi di crisi bancaria.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli articoli aggiuntivi Alberto Giorgetti 26-ter.09, Fassina 26-ter.010, Paglia 26-ter.011, Fassina 26-ter.012, Villarosa 26-ter.016, gli emendamenti Pag. 21Villarosa 27.1 e Alberti 27.2, nonché gli articoli aggiuntivi Palese 27.01, 27.02, 27.03, 27.04 e 27.05.
Maurizio BERNARDO, presidente, avverte che sono pervenuti i pareri del Comitato per la legislazione, nonché delle Commissioni Affari costituzionali e Cultura, mentre le altre Commissioni competenti in sede consultiva non hanno ritenuto di esprimere il proprio parere sul provvedimento.
Alberto GIORGETTI (FI-PdL), nel preannunciare il voto contrario del proprio gruppo sul provvedimento, sottolinea come il presente decreto-legge presenti diverse carenze che potevano essere colmate nel corso dell'esame parlamentare, come dimostrano dagli interventi non ostruzionistici svolti dalle opposizioni. Tra le diverse lacune menziona quella a suo avviso più rilevante, ossia la mancata istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta incaricata di approfondire le vicende che hanno condotto ai dissesti bancari, nonché le responsabilità del management.
Carlo SIBILIA (M5S) sottolinea come il suo gruppo abbia consentito di discutere più di cento emendamento in tre ore, con un atteggiamento pienamente responsabile e comunque non ostruzionistico. Si dichiara non soddisfatto per il modo di procedere della maggioranza, che non ha consentito alla Camera dei deputati di fornire il proprio contributo nell'elaborazione del provvedimento. Auspica pertanto che, con successivi provvedimenti, si possa intervenire sui numerosi profili non risolti dal presente decreto-legge, come modificato dal Senato, quali ad esempio quelli relativi all'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul settore bancario.
Filippo BUSIN (LNA), concordando con quanto evidenziato dal collega Sibilia, esprime il suo rammarico per il modo di procedere della maggioranza, che ritiene non rispettoso del Parlamento, ove si consideri l'importanza del provvedimento in oggetto.
Michele PELILLO (PD), come già sottolineato nel corso dell'esame preliminare, evidenzia che anche la maggioranza avrebbe voluto intervenire nel merito del provvedimento, data la sua importanza, ma vi ha dovuto rinunciare in considerazione dei ristretti tempi a disposizione, che non hanno comunque impedito lo svolgimento di un dibattito costruttivo, al quale hanno contribuito anche i rappresentati dell'opposizione, di cui apprezza l'atteggiamento non ostruzionistico.
Ritiene che il provvedimento vada nella giusta direzione e che sia stato migliorato nel corso dell'esame da parte del Senato, pur auspicando ulteriori futuri interventi normativi, volti a completare la disciplina in oggetto.
Preannuncia, quindi, il voto favorevole sul provvedimento da parte del gruppo del PD.
Maurizio BERNARDO, presidente, condivide le considerazioni espresse dal deputato Pelillo e ritiene che alcune delle questioni sollevate dai gruppi di opposizione potranno essere affrontate attraverso ulteriori interventi in materia.
Il Sottosegretario Pier Paolo BARETTA deposita agli atti delle Commissioni la relazione tecnica, ai sensi dell'articolo 17, comma 8, della legge n. 196 del 2009, sul testo del provvedimento trasmesso dal Senato (vedi allegato 2).
Le Commissioni deliberano di conferire il mandato ai relatori, Pilozzi e Petrini, a riferire in senso favorevole all'Assemblea sul provvedimento in esame. Deliberano altresì di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.
Maurizio BERNARDO, presidente, avverte che le Presidenze si riservano di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.
Avverte quindi che il gruppo M5S ha nominato, quale relatore di minoranza, il deputato Sibilia.

References: sentenza 
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 articolo 47
 articolo 23
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