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Timestamp: 2016-10-26 17:17:24+00:00

Document:
116 IV 29256. Estratto della sentenza del 16 maggio 1990 della Corte di cassazione penale nella causa X. c. Procura pubblica sopracenerina (ricorso di diritto pubblico)
Fixation de la peine. Correction d'une in�galit� de traitement injustifi�e; art. 63 CP, art. 4 Cst.; voies de droit permettant de saisir le Tribunal f�d�ral. La peine est fix�e conform�ment � l'art. 63 CP. Une in�galit� de traitement injustifi�e viole en r�gle g�n�rale les principes �num�r�s dans cette disposition. Un grief tir� de l'in�galit� de traitement dans la fixation de la peine doit ainsi en principe �tre soulev� dans le cadre d'un pourvoi en nullit� au Tribunal f�d�ral. Ce n'est qu'exceptionnellement que le recours (subsidiaire) de droit public peut entrer en consid�ration, par exemple dans les cas tr�s rares o� une peine prononc�e en conformit� des crit�res �num�r�s � l'art. 63 CP constitue objectivement une in�galit� de traitement injustifi�e violant l'art. 4 Cst. Faits � partir de page 293
Con tempestivo ricorso di diritto pubblico X. � insorto avanti il Tribunale federale, chiedendo l'annullamento della sentenza impugnata.
2. Nella misura in cui il ricorrente adduce una violazione del precetto dell'uguaglianza di trattamento, intervenuta per essere egli stato condannato ad una pena pi� rigorosa di quella inflitta o confermata dalla Corte di cassazione e di revisione penale del Cantone Ticino (CCRP) nei confronti, da un lato, del coimputato Y., e, dall'altro, in un diverso procedimento, nei confronti di Z., il gravame � inammissibile. La questione se l'autorit� cantonale abbia commisurato correttamente la pena secondo i principi determinanti di cui all'art. 63 CP, ha per oggetto l'applicazione del diritto federale; essa va quindi sollevata con ricorso per cassazione. Ci� vale, di regola, anche quando, per dimostrare un preteso insostenibile rigore della pena irrogatagli, il ricorrente invochi condanne pronunciate dagli stessi giudici, nello stesso od in altri procedimenti in situazioni da lui ritenute analoghe (v. sentenza inedita della Corte di cassazione del 27 febbraio 1989 nella causa A. c. Procura pubblica dei Grigioni, consid. 2). Il principio della parit� di trattamento per quanto concerne la commisurazione della pena pu� essere addotto con il rimedio giuridico sussidiario costituito dal ricorso di diritto pubblico solo in circostanze del tutto eccezionali, in cui appaia che, pur essendo stati rispettati i criteri stabiliti dall'art. 63 CP, sia prospettabile un ingiustificato BGE 116 IV 292 S. 294trattamento disuguale. Come costantemente ribadito dalla giurisprudenza (v. da ultimo, sentenza inedita del 27 aprile 1987 della I Corte di diritto pubblico nella causa N. e G. c. Procura pubblica di Zurigo, consid. 2), un confronto tra due casi concreti suole essere in generale infruttuoso, diverse essendo quasi sempre in ognuno di essi le circostanze soggettive ed oggettive che il giudice � tenuto a considerare. Nella fattispecie, la CCRP ha d'altronde illustrato sufficientemente come la posizione del ricorrente si distinguesse da quella di Y. ed ha pure rilevato le differenze con la situazione di Z. Invano quindi si sforza il ricorrente, in particolare evocando passaggi della sentenza pronunciata nei confronti di Z., di dare un'apparenza di fondamento alla censura della disparit� di trattamento, censura che, giova ribadirlo, appare gi� a priori oltremodo problematica in materia di commisurazione della pena.
Ne discende che la censura, insufficientemente motivata in quanto di per s� proponibile, va disattesa come inammissibile.

References: sentenza 
 art. 63
 art. 4
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