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Timestamp: 2019-06-26 06:08:17+00:00

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FRIULI LR 14/2002 Disciplina lavori pubblici
REGIONE FRIULI LEGGE REGIONALE 31 MAGGIO 2002, N. 14
(BUR Friuli del 04/06/2002 n. 11, s.o.)
[Ultima modifica LR n.29 DEL 05/12/05 sul BUR n.48 del 7/12/05 s.o. n.25 del 9/12/05 e LR 9 del 26 maggio 2006 BUR 31 maggio 2006 n 22]
1. La Regione Friuli Venezia Giulia, in attuazione dellï¿½articolo 4, primo comma, n. 9), dello Statuto speciale, adottato con la legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, e successive modificazioni, nel rispetto della Costituzione e dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali, disciplina con la presente legge organica la materia dei lavori pubblici da realizzarsi nel territorio regionale.
Art. 2 (Ambito oggettivo di applicazione della legge)
2. Sono fatte salve le disposizioni relative alle opere di competenza esclusiva direttamente realizzate dallo Stato, nonchï¿½ quelle contenute nelle leggi regionali di intervento nelle zone terremotate.
Art. 3 (Ambito soggettivo di applicazione della legge)
1. La presente legge si applica alle amministrazioni aggiudicatrici, ai loro consorzi di diritto pubblico, agli organismi di diritto pubblico, di cui allï¿½articolo 1, paragrafo 9, della direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi.
4. La presente legge, a esclusione degli articoli 5, 7, 11 e 28, si applica ai concessionari di servizi pubblici e ai soggetti di cui alla direttiva 93/38/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1993, che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto, nonchï¿½ degli enti che operano nel settore delle telecomunicazioni e al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158, e successive modificazioni, qualora operino in virtï¿½ di diritti speciali o esclusivi derivanti dalle amministrazioni aggiudicatrici. Ai medesimi soggetti non si applicano le disposizioni del regolamento di attuazione relative allï¿½esecuzione dei lavori, alla contabilitï¿½ e al collaudo dei lavori. Resta ferma lï¿½applicazione delle disposizioni legislative e regolamentari relative ai collaudi di natura tecnica.
a) societï¿½ con capitale pubblico partecipate dalle amministrazioni aggiudicatrici, in misura anche non prevalente, che abbiano a oggetto della propria attivitï¿½ la produzione di beni o servizi non destinati a essere collocati sul mercato in regime di libera concorrenza;
c) societï¿½ costituite ai sensi degli articoli 116 e 120 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, relativamente a lavori di importo superiore a 1 milione di euro, per la cui realizzazione sia previsto un contributo pubblico diretto e specifico, in conto interessi o in conto capitale, che, attualizzato, superi il 50 per cento dellï¿½importo dei lavori.
1. Il regolamento di attuazione della presente legge ï¿½ emanato entro novanta giorni dallï¿½entrata in vigore della medesima, previo parere vincolante della competente Commissione consiliare, in conformitï¿½ ai principi generali di cui allï¿½articolo 1 della legge regionale 20 marzo 2000, n. 7, nonchï¿½ in conformitï¿½ ai seguenti ulteriori principi e criteri:
b) omogeneitï¿½ e trasparenza delle procedure;
f) separazione delle procedure e delle responsabilitï¿½ relative a progettazione, esecuzione e collaudo dei lavori pubblici;
c) procedure di affidamento ed esecuzione degli appalti di lavori pubblici, noncheï¿½ procedure di affidamento delle concessioni dei medesimi; ;
d) attivitï¿½ di valutazione tecnica e autorizzatorie, finalizzate o comunque connesse con la realizzazione di lavori pubblici;
e) forme di pubblicitï¿½, di informazione e di conoscibilitï¿½ degli incarichi e degli affidamenti, nonchï¿½ degli atti procedimentali, anche mediante utilizzo di sistemi telematici;
f) attivitï¿½ di supporto a favore delle amministrazioni aggiudicatrici in relazione alla progettazione e alla direzione dei lavori;
g) modalitï¿½ di affidamento dei servizi attinenti allï¿½ingegneria e allï¿½architettura non disciplinati dalle norme di recepimento delle direttive comunitarie;
h) attuazione delle norme sulla sicurezza nei cantieri e modalitï¿½ di accertamento della regolaritï¿½ contributiva delle imprese esecutrici di lavori pubblici.
Art. 5 (Responsabile unico del procedimento)
1. Le amministrazioni aggiudicatrici perseguono come prioritario lï¿½obiettivo di dotarsi di adeguate strutture tecnico - operative in armonia con i principi generali dellï¿½ordinamento in materia di organizzazione della pubblica amministrazione, nonchï¿½ secondo quanto disposto dal presente capo.
2. Le amministrazioni aggiudicatrici nominano, secondo i propri ordinamenti, un responsabile unico del procedimento di attuazione di ogni singolo intervento previsto dal programma triennale dei lavori pubblici di cui allï¿½articolo 7, per le fasi della progettazione, dellï¿½affidamento e dellï¿½esecuzione.
3. Il responsabile del procedimento assicura, in ciascuna fase di attuazione degli interventi, il rispetto degli obiettivi in coerenza con la copertura finanziaria, i tempi di realizzazione del programma e il corretto e razionale svolgimento delle procedure; segnala allï¿½amministrazione eventuali disfunzioni, impedimenti o ritardi nellï¿½attuazione degli interventi e accerta la libera disponibilitï¿½ delle aree e degli immobili necessari da qualsiasi vincolo; fornisce allï¿½amministrazione i dati e le informazioni relativi alle principali fasi di svolgimento del processo attuativo necessari per lï¿½attivitï¿½ di coordinamento, di indirizzo e di controllo di sua competenza.
4. Il regolamento di cui allï¿½articolo 4 disciplina ulteriori funzioni del responsabile del procedimento anche in relazione ai compiti e alle responsabilitï¿½ del direttore dei lavori e dei coordinatori in materia di salute e di sicurezza durante la progettazione e lï¿½esecuzione dei lavori, previsti dal decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, e successive modificazioni.
5. Il responsabile del procedimento deve possedere adeguate competenze professionali in relazione alla complessitï¿½ dellï¿½intervento.
6. Nei casi di responsabilitï¿½ civile non addebitabili a colpa grave o dolo del dipendente nominato responsabile del procedimento, le amministrazioni aggiudicatrici assumono i rischi connessi all'espletamento del relativo mandato anche mediante stipula di apposita polizza assicurativa.
7. Le amministrazioni aggiudicatrici possono affidare compiti di supporto a professionisti singoli o associati nelle forme di cui alla legge 23 novembre 1939, n. 1815, e successive modificazioni, o alle societï¿½ di cui allï¿½articolo 9, comma 1, lettere e) ed f), aventi le necessarie competenze specifiche di carattere tecnico, economico-finanziario, amministrativo, organizzativo e legale e che abbiano stipulato a proprio carico adeguata polizza assicurativa a copertura dei rischi di natura professionale.
8. Qualora le professionalitï¿½ interne siano insufficienti in rapporto ai lavori programmati, lï¿½amministrazione puï¿½ nominare responsabile unico del procedimento un professionista esterno ovvero un dipendente di altra amministrazione, con lï¿½obbligo della stipula della polizza assicurativa di cui al comma 6.
Art. 6 (Cooperazione tra enti)
a) particolare considerazione nellï¿½assegnazione di finanziamenti per lavori gestiti da strutture comuni, costituite ai sensi del titolo II, capo V, del decreto legislativo 267/2000;
c) partecipazione alle attivitï¿½ consultive della Regione.
Art. 7 (Programma triennale dei lavori pubblici)
1. Lï¿½attivitï¿½ di realizzazione dei lavori di cui alla presente legge si svolge sulla base del programma triennale dei lavori pubblici, di seguito denominato programma, e dei suoi aggiornamenti annuali.
2. I soggetti di cui allï¿½articolo 3, comma 1, predispongono e approvano il programma, nel rispetto dei documenti programmatori, previsti dalla normativa vigente e in particolare dalla normativa urbanistica, unitamente allï¿½elenco dei lavori da realizzare nellï¿½anno di riferimento, ivi comprese le opere di manutenzione straordinaria del patrimonio e dei servizi a rete.
3. I bisogni connessi con la conservazione e la valorizzazione dellï¿½ambiente e del patrimonio culturale, con la difesa del territorio, con lo sviluppo economico-sociale della regione e con lo svolgimento di funzioni istituzionali, che per il loro soddisfacimento prevedono la realizzazione di lavori pubblici, costituiscono il riferimento per la programmazione dei lavori pubblici.
4. Il programma individua gli interventi da attivare sulla base di una relazione illustrativa, dellï¿½inquadramento territoriale di massima, di uno studio di fattibilitï¿½ tecnico-amministrativa e di identificazione e quantificazione dei bisogni con particolare riferimento al bacino di utenza, di un preventivo di spesa e della individuazione dei presumibili tempi di attuazione. Il programma puï¿½ essere oggetto di revisione.
5. Nel programma sono altresï¿½ indicati i beni immobili pubblici che, al fine di quanto previsto dallï¿½articolo 16, comma 10, possono essere oggetto di diretta alienazione anche del solo diritto di superficie, previo esperimento di una gara; tali beni sono classificati e valutati anche rispetto a eventuali caratteri di rilevanza storico-artistica, architettonica, paesaggistica e ambientale, tenuto conto della situazione catastale e ipotecaria.
6. Il programma e lï¿½elenco annuale dei lavori sono approvati unitamente al bilancio preventivo, di cui costituiscono parte integrante; lï¿½elenco annuale deve contenere lï¿½indicazione dei mezzi finanziari stanziati sullo stato di previsione o sul proprio bilancio, ovvero disponibili in base a contributi o risorse comunitarie, statali, regionali o di altri enti pubblici, nonchï¿½ quelli comunque acquisibili. Tale disposizione non si applica alla Regione.
7. Lï¿½individuazione nel programma dellï¿½intervento costituisce presupposto per lï¿½avvio delle fasi di progettazione definitiva ed esecutiva.
8. Le pubbliche amministrazioni sono autorizzate a disporre lï¿½erogazione del finanziamento o del contributo, non appena il lavoro, oggetto di incentivi finanziari, viene inserito nellï¿½elenco annuale dellï¿½ente beneficiario.
9. I soggetti di cui allï¿½articolo 3, comma 1, adottano il programma e gli elenchi annuali dei lavori sulla base di schemi-tipo definiti con il regolamento di cui allï¿½articolo 4. I programmi e gli elenchi approvati sono comunicati allï¿½Osservatorio dei lavori pubblici per il tramite della competente sezione regionale ai sensi e per gli effetti di cui allï¿½articolo 5 della legge regionale 26 aprile 1999, n. 11. Rimangono fermi gli obblighi di comunicazione a organismi centrali e dello Stato per la verifica della compatibilitï¿½ del programma con i documenti programmatori vigenti.
10. La programmazione dei lavori pubblici degli organismi di diritto pubblico, di cui allï¿½articolo 1, paragrafo 9, della direttiva 2004/18/CE, eï¿½ adottata in coerenza con le disposizioni che disciplinano lï¿½attivitaï¿½ programmatoria e previsionale della spesa. A tale fine sono adeguate le eventuali norme regolamentari in vigore. Per la programmazione dei lavori pubblici delle Aziende per i servizi sanitari e delle Aziende ospedaliere trovano applicazione le disposizioni di cui alla legge regionale 19 dicembre 1996, n. 49 (Norme in materia di programmazione, contabilitaï¿½ e controllo del Servizio sanitario regionale e disposizioni urgenti per lï¿½integrazione socio-sanitaria), e successive modificazioni.
a) la qualitï¿½ dellï¿½opera e la rispondenza alle finalitï¿½ relative;
b) la conformitï¿½ alle norme ambientali e urbanistiche;
3. Il progetto preliminare definisce le caratteristiche qualitative e funzionali dei lavori, il quadro delle esigenze da soddisfare e delle specifiche prestazioni da fornire e consiste in una relazione illustrativa delle ragioni della scelta della soluzione prospettata in base alla valutazione delle eventuali soluzioni possibili, anche con riferimento ai profili ambientali e allï¿½utilizzo dei materiali provenienti dalle attivitï¿½ di riuso e riciclaggio, della sua fattibilitï¿½ amministrativa e tecnica, accertata attraverso le indispensabili indagini di prima approssimazione, dei costi, da determinare in relazione ai benefï¿½ci previsti, nonchï¿½ in schemi grafici per lï¿½individuazione delle caratteristiche dimensionali, volumetriche, tipologiche, funzionali e tecnologiche dei lavori da realizzare; il progetto preliminare deve inoltre consentire lï¿½individuazione dei beni e dei soggetti interessati dalla procedura espropriativa ai fini della partecipazione al procedimento amministrativo, sempre che le modalitï¿½ per la loro individuazione o per la comunicazione non risultino particolarmente onerose per lï¿½amministrazione procedente.
4. Il progetto definitivo individua compiutamente i lavori da realizzare, nel rispetto delle esigenze, dei criteri, dei vincoli, degli indirizzi e delle indicazioni stabiliti nel progetto preliminare e contiene tutti gli elementi necessari ai fini del rilascio delle prescritte autorizzazioni e approvazioni. Esso consiste in una relazione descrittiva dei criteri utilizzati per le scelte progettuali, nonchï¿½ delle caratteristiche dei materiali prescelti e dellï¿½inserimento delle opere sul territorio; nello studio di impatto ambientale, ove previsto; in disegni generali nelle opportune scale descrittivi delle principali caratteristiche delle opere, delle superfici e dei volumi da realizzare, compresi quelli per lï¿½individuazione del tipo di fondazione; negli studi e indagini preliminari occorrenti con riguardo alla natura e alle caratteristiche dellï¿½opera; nei calcoli preliminari delle strutture e degli impianti; in un disciplinare descrittivo degli elementi prestazionali, tecnici ed economici previsti in progetto, nonchï¿½ in un computo metrico estimativo. Gli studi e le indagini occorrenti, quali quelli di tipo geognostico, idrologico, sismico, agronomico, biologico, chimico, i rilievi e i sondaggi, sono condotti fino a un livello tale da consentire i calcoli preliminari delle strutture e degli impianti e lo sviluppo del computo metrico estimativo. Sono altresï¿½ descritti i criteri di progettazione dei lavori finalizzati alla sicurezza, con lï¿½indicazione della relativa spesa.
5. Il progetto esecutivo, redatto in conformitï¿½ al progetto definitivo, determina in ogni dettaglio i lavori da realizzare e il relativo costo previsto e deve essere sviluppato a un livello di definizione tale da consentire che ogni elemento sia identificabile in forma, tipologia, qualitï¿½, dimensione e prezzo. In particolare il progetto ï¿½ costituito dallï¿½insieme delle relazioni, dei calcoli esecutivi delle strutture e degli impianti e degli elaborati grafici nelle scale adeguate, compresi gli eventuali particolari costruttivi, dal capitolato speciale di appalto, prestazionale o descrittivo, dal computo metrico estimativo e dallï¿½elenco dei prezzi unitari. Esso ï¿½ redatto sulla base degli studi e delle indagini compiuti nelle fasi precedenti e degli eventuali ulteriori studi e indagini, di dettaglio o di verifica delle ipotesi progettuali, che risultino necessari e sulla base di rilievi planoaltimetrici, di misurazioni e picchettazioni, di rilievi della rete dei servizi del sottosuolo. Il progetto esecutivo deve essere altresï¿½ corredato del piano di sicurezza e coordinamento, ove previsto dalla normativa vigente, nonchï¿½ di apposito piano di manutenzione dellï¿½opera, delle sue parti e dei relativi costi.
6. Gli oneri inerenti alla progettazione, alla direzione dei lavori, alla vigilanza e ai collaudi, nonchï¿½ agli studi e alle ricerche connessi, gli oneri relativi alla progettazione dei piani di sicurezza e loro coordinamento in fase esecutiva, gli oneri relativi alle prestazioni professionali e specialistiche atte a definire gli elementi necessari a fornire il progetto esecutivo completo in ogni dettaglio, ivi compresi i rilievi e i costi riguardanti prove, sondaggi, analisi, collaudo di strutture e di impianti per gli edifici esistenti, fanno carico agli stanziamenti previsti per la realizzazione dei singoli lavori negli stati di previsione della spesa o nei bilanci delle amministrazioni aggiudicatrici, nonchï¿½ degli altri enti aggiudicatori o realizzatori.
7. I progetti sono redatti in modo da assicurare il coordinamento della esecuzione dei lavori, tenendo conto del contesto in cui si inseriscono, con particolare attenzione, nel caso di interventi urbani, ai problemi della accessibilitï¿½ e della manutenzione degli impianti e dei servizi a rete.
8. Per i lavori di minore complessitï¿½, la cui progettazione non richieda fasi autonome di approfondimento, il progetto definitivo e quello esecutivo sono sviluppati in un unico elaborato tecnico, salvo diversa indicazione del responsabile unico del procedimento.
9. Lï¿½accesso agli immobili per lï¿½espletamento delle indagini e delle ricerche necessarie allï¿½attivitï¿½ di progettazione ï¿½ autorizzato, entro trenta giorni dalla richiesta, dal sindaco del comune in cui i lavori sono localizzati.
Art. 9 (Attivitï¿½ di progettazione, direzione dei lavori e accessorie)
1. Le prestazioni finalizzate alla realizzazione di lavori pubblici e in particolare quelle relative alla progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva, nonchï¿½ alla direzione dei lavori sono espletate:
b) dagli uffici consortili di progettazione e di direzione dei lavori costituiti con la partecipazione di enti pubblici ai sensi della legislazione vigente, nonchï¿½ con le modalitï¿½ di cui allï¿½articolo 6;
e) dalle societï¿½ di professionisti;
f) dalle societï¿½ di ingegneria;
4. Per lï¿½esercizio delle funzioni tecniche, di progettazione, direzione dei lavori e collaudo, nonchï¿½ di quelle amministrative, finalizzate al regolare svolgimento del ciclo realizzativo dei lavori pubblici, le amministrazioni pubbliche possono affidare incarichi e consulenze a soggetti esterni aventi le competenze di carattere tecnico, economico-finanziario, amministrativo e legale e che abbiano stipulato a proprio carico una polizza assicurativa a copertura dei rischi di natura professionale.
5. La redazione del progetto preliminare, definitivo ed esecutivo, nonchï¿½ lo svolgimento di attivitï¿½ tecnico-amministrative connesse alla progettazione, in caso di carenza in organico di personale tecnico nelle stazioni appaltanti, ovvero di difficoltï¿½ di rispettare i tempi della programmazione dei lavori o di svolgere le funzioni di istituto, ovvero in caso di lavori di speciale complessitï¿½ o di rilevanza architettonica o ambientale o in caso di necessitï¿½ di predisporre progetti integrali, cosï¿½ come definiti dal regolamento di cui allï¿½articolo 4, che richiedono lï¿½apporto di una pluralitï¿½ di competenze, casi che devono essere accertati e certificati dal responsabile della struttura competente alla realizzazione dei lavori, possono essere affidati ai soggetti di cui al comma 1, lettere d), e), f) e g).
6. Indipendentemente dalla natura giuridica del soggetto affidatario dellï¿½incarico, lo stesso deve essere espletato da professionisti iscritti negli appositi albi previsti dai vigenti ordinamenti professionali, personalmente responsabili e nominativamente indicati negli atti di affidamento, con la specificazione delle rispettive qualificazioni professionali e, in presenza di piï¿½ prestazioni specialistiche, con lï¿½individuazione della persona fisica incaricata dellï¿½integrazione tra le stesse. Oltre alle prestazioni da svolgersi dai professionisti indicati negli atti di affidamento, lï¿½affidatario non puï¿½ affidare a terzi ulteriori attivitï¿½, fatta eccezione per quelle relative alle indagini geologiche, geotecniche e sismiche, a sondaggi, a rilievi, a misurazioni e picchettazioni, alla predisposizione di elaborati specialistici e di dettaglio, con lï¿½esclusione delle relazioni geologiche, nonchï¿½ per la sola redazione grafica degli elaborati progettuali. Resta comunque impregiudicata la responsabilitï¿½ del progettista.
7. Gli affidatari di incarichi di progettazione non possono partecipare agli appalti o alle concessioni di lavori pubblici, nonchï¿½ agli eventuali subappalti o cottimi, per i quali abbiano svolto la suddetta attivitï¿½ di progettazione; ai medesimi appalti, concessioni di lavori pubblici, subappalti e cottimi non puï¿½ partecipare un soggetto controllato, controllante o collegato allï¿½affidatario di incarichi di progettazione. Le situazioni di controllo e di collegamento si determinano con riferimento a quanto previsto dallï¿½articolo 2359 del codice civile. I divieti di cui al presente comma sono estesi ai dipendenti dellï¿½affidatario dellï¿½incarico di progettazione, ai suoi collaboratori nello svolgimento dellï¿½incarico e ai loro dipendenti, nonchï¿½ agli affidatari di attivitï¿½ di supporto alla progettazione e ai loro dipendenti.
8. Per lï¿½affidamento di servizi di ingegneria e architettura il cui importo stimato sia pari o superiore alla soglia comunitaria, si applicano le disposizioni di cui alla direttiva 92/50/CEE del Consiglio, del 18 giugno 1992, e al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157, e successive modificazioni.
9. Gli incarichi di progettazione di importo stimato compreso tra 100.000 euro e il valore della soglia comunitaria sono affidati mediante le procedure ad evidenza pubblica disciplinate dal regolamento di cui allï¿½articolo 4.
9 bis. Gli incarichi di progettazione di importo stimato inferiore a 100.000 euro sono affidati dal responsabile del procedimento mediante una procedura che si svolga nel rispetto dei principi di non discriminazione, paritaï¿½ di trattamento, proporzionalitaï¿½ e trasparenza.
10. Quando la prestazione riguardi la progettazione di lavori di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, storico-artistico e conservativo, nonchï¿½ tecnologico, le stazioni appaltanti possono valutare la opportunitï¿½ di applicare la procedura del concorso di progettazione o del concorso di idee.
11. Gli affidamenti di cui ai commi 9 e 10 sono ulteriormente disciplinati dal regolamento di cui allï¿½articolo 4.
12. Le stazioni appaltanti non possono subordinare la corresponsione dei compensi relativi allo svolgimento della progettazione e delle attivitï¿½ tecnico-amministrative a essa connesse allï¿½ottenimento del finanziamento dellï¿½opera progettata. Nella convenzione stipulata fra stazione appaltante e progettista incaricato sono previste le condizioni e le modalitï¿½ per il pagamento dei corrispettivi. Ai fini dellï¿½individuazione dellï¿½importo stimato il conteggio deve ricomprendere tutti i servizi, ivi compresa la direzione dei lavori qualora si intenda affidarla allo stesso progettista esterno.
13. (abrogato da art. 13, comma 4, L. R. 12/2003)
14. ï¿½ fatto obbligo alle amministrazioni aggiudicatrici e agli enti aggiudicatori di prevedere nei quadri economici dei progetti relativi ai lavori su sedi stradali un congruo importo per indennizzi derivanti da eventuali interruzioni di pubblici servizi.
Art. 10 (Sicurezza nei cantieri)
1. Il piano di sicurezza e coordinamento, di cui al decreto legislativo 494/1996 e successive modificazioni, ï¿½ sviluppato per successivi approfondimenti secondo le fasi della progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva delle opere. Alla progettazione preliminare ï¿½ allegata una relazione illustrativa contenente le prime indicazioni tecniche ed economiche per la successiva stesura del piano di sicurezza. La progettazione definitiva ed esecutiva ï¿½ corredata di un computo metrico estimativo degli oneri della sicurezza, non soggetti a ribasso dï¿½asta. Nel piano sono indicati tempi, modalitï¿½ e procedure per lï¿½attuazione, la contabilizzazione e la liquidazione dei relativi lavori.
3. Lï¿½Amministrazione regionale ï¿½ autorizzata a promuovere con le Aziende per i servizi sanitari, con i Comitati paritetici territoriali e con gli altri organismi preposti alla vigilanza intese mirate alla organizzazione di forme di controllo sistematico in cantiere, anche mediante lï¿½utilizzo della banca dati degli appalti pubblici, di cui allï¿½articolo 38.
4. Per i lavori pubblici fruenti di incentivi trova applicazione lï¿½articolo 64.
5. Lï¿½Amministrazione regionale, nellï¿½ambito delle iniziative di cui allï¿½articolo 40, cura la diffusione della conoscenza della materia e adotta misure per lï¿½acquisizione di adeguati livelli qualitativi di sicurezza presso gli operatori del settore. A tal fine predispone specifici piani annuali di attivitï¿½.
Art. 11 (Incentivi per la progettazione e la realizzazione di lavori pubblici)
1. Una somma non superiore allï¿½1,5 per cento dellï¿½importo posto a base di gara di unï¿½opera o di un lavoro, a valere direttamente sugli stanziamenti di cui allï¿½articolo 8, comma 6, ï¿½ ripartita, per ogni singola opera o lavoro, con le modalitï¿½ e i criteri previsti in sede di contrattazione decentrata e assunti in un regolamento adottato dallï¿½amministrazione, tra il responsabile unico del procedimento, gli incaricati della redazione del progetto, del piano della sicurezza, della direzione dei lavori, del collaudo, nonchï¿½ tra quanti, tecnici e amministrativi, hanno collaborato alla realizzazione dellï¿½opera. La percentuale effettiva, nel limite massimo dellï¿½1,5 per cento, al netto dei relativi oneri previdenziali e assicurativi posti a carico dellï¿½amministrazione aggiudicatrice, da ripartirsi esclusivamente tra i dipendenti, e le relative modalitï¿½ di erogazione sono stabilite dal regolamento in rapporto allï¿½entitï¿½ e alla complessitï¿½ dellï¿½opera da realizzare. La ripartizione tiene conto delle responsabilitï¿½ professionali connesse alle specifiche prestazioni da svolgere. Il regolamento dellï¿½amministrazione puï¿½ stabilire un ulteriore incentivo nella misura massima dellï¿½1 per cento, qualora le attivitï¿½ di responsabile unico del procedimento, le prestazioni relative alla progettazione, al coordinamento della sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione, nonchï¿½ alla direzione dei lavori siano tutte espletate dagli uffici di cui allï¿½articolo 9, comma 1, lettere a), b) e c).
2. Le quote parti delle somme corrispondenti a prestazioni che non sono svolte dai dipendenti, in quanto affidate a personale esterno, costituiscono economie. I concessionari di lavori pubblici delle amministrazioni aggiudicatrici di cui all'articolo 3, comma 2, possono adottare con proprio provvedimento analoghi criteri.
3. Il 30 per cento della tariffa professionale relativa alla redazione di un atto di pianificazione comunque denominato ï¿½ ripartito, con le modalitï¿½ e i criteri previsti nel regolamento di cui al comma 1, tra i dipendenti dellï¿½amministrazione aggiudicatrice che lo abbiano redatto.
4. Nelle more dellï¿½emanazione del regolamento di cui al comma 1, le amministrazioni aggiudicatrici applicano il regolamento del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti a decorrere dallï¿½1 gennaio 2003.
Art. 12 (Organizzatore generale)
1. I soggetti di cui allï¿½articolo 3 che sono tenuti alla realizzazione di lavori pubblici episodicamente e senza continuitï¿½ e non dispongono al loro interno delle necessarie professionalitï¿½ possono affidare lï¿½espletamento degli adempimenti di competenza della stazione appaltante a un organizzatore generale.
2. Lï¿½affidamento avviene nel rispetto della normativa in materia di appalti pubblici di servizi e puï¿½ avere a oggetto il compimento degli atti propri del responsabile del procedimento e delle procedure dalla fase della progettazione a quelle di affidamento, esecuzione e collaudo dei lavori, nonchï¿½ lï¿½attivitï¿½ di progettazione, o parte di essa, e la direzione dei lavori.
3. Lï¿½organizzatore generale deve essere in possesso delle professionalitï¿½ richieste dalla stazione appaltante, con riferimento alle attivitï¿½ che sono affidate allï¿½esterno, e deve prestare le garanzie previste dalle vigenti leggi con riferimento alle prestazioni affidate.
Art. 13 (Qualificazione)
1. I soggetti esecutori a qualsiasi titolo di lavori pubblici devono essere qualificati ai sensi della normativa statale. Per i requisiti di carattere generale dei soggetti esecutori di lavori pubblici e per le cause di esclusione dalla partecipazione alle procedure di aggiudicazione o di affidamento dei lavori, nonchï¿½ per i benefici a favore delle imprese in possesso di certificazione di sistemi di qualitï¿½, ovvero di loro elementi significativi, trova altresï¿½ applicazione la normativa statale vigente in materia.
2. Lï¿½Amministrazione regionale ï¿½ autorizzata a far parte di associazioni di stazioni appaltanti pubbliche per la partecipazione azionaria a societï¿½ organismi di attestazione, nei limiti e con le modalitï¿½ previste in materia di qualificazione.
Art. 14 (Requisiti per lï¿½affidamento di lavori pubblici di importo inferiore a quello per cui la normativa statale prevede il sistema di qualificazione SOA)
1. Per lï¿½affidamento di lavori per i quali la normativa statale non prevede lï¿½obbligatorietï¿½ del sistema di qualificazione attuato da organismi di diritto privato di attestazione (SOA), da realizzarsi con le procedure di cui agli articoli 21, 22 e 23, il possesso dei requisiti di ordine tecnico e organizzativo eï¿½ dimostrato con lï¿½iscrizione alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura.
2. Nel subappalto di lavori di cui al comma 1, il possesso dei requisiti di ordine tecnico e organizzativo del subappaltatore eï¿½ dimostrato dallï¿½iscrizione dello stesso alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, noncheï¿½ da dichiarazione dellï¿½impresa appaltatrice attestante lï¿½idoneitaï¿½ tecnico-organizzativa del subappaltatore.
3. Per le finalitaï¿½ di cui ai commi 1 e 2, i soggetti esecutori di lavori pubblici aventi sede in uno degli Stati membri dellï¿½Unione europea dimostrano lï¿½iscrizione, secondo le modalitaï¿½ vigenti nel paese dï¿½origine, in uno dei registri equivalenti a quello della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura.
Art. 15 (Soggetti ammessi alle gare)
1. I soggetti ammessi a partecipare alle procedure di affidamento dei lavori pubblici, la disciplina dei consorzi e dei raggruppamenti, nonchï¿½ i limiti, i divieti e le cause di esclusione dalla partecipazione alle procedure, sono individuati dalla normativa comunitaria e, per gli aspetti integrativi e attuativi, da quella statale.
2. I soggetti di cui allï¿½articolo 3 possono prevedere negli atti di gara, anche informale, la facoltï¿½, in caso di fallimento o di risoluzione del contratto per grave inadempimento dellï¿½originario appaltatore, di interpellare il secondo classificato al fine di convenire un nuovo contratto per la realizzazione integrale o il completamento dei lavori, da stipularsi alle medesime condizioni economiche giï¿½ proposte in sede di offerta.
Art. 16 (Sistemi di realizzazione di lavori pubblici)
2. I contratti di appalto di lavori pubblici di cui alla presente legge sono contratti a titolo oneroso, conclusi in forma scritta tra un imprenditore e un soggetto di cui allï¿½articolo 3, aventi per oggetto:
b) la progettazione esecutiva espletata da uno dei soggetti di cui allï¿½articolo 9, comma 1, lettere d), e), f) e g), nonchï¿½ lï¿½esecuzione dei lavori pubblici qualora questi riguardino:
1) lavori la cui componente impiantistica o tecnologica presenti particolari complessitï¿½ in relazione alla tipologia e al valore dellï¿½opera;
3. Lï¿½affidamento dei contratti avviene sulla base del progetto esecutivo fatte salve le ipotesi di cui al comma 2, lettera b), del presente articolo e al comma 1, lettera d), dellï¿½articolo 18.
4. Le concessioni di lavori pubblici sono contratti conclusi in forma scritta tra un imprenditore e una amministrazione aggiudicatrice, aventi a oggetto la progettazione definitiva, la progettazione esecutiva e lï¿½esecuzione dei lavori pubblici, o di pubblica utilitï¿½, e di lavori a essi strutturalmente e direttamente collegati, nonchï¿½ la loro gestione funzionale ed economica. La controprestazione a favore del concessionario consiste unicamente nel diritto di gestire funzionalmente e di sfruttare economicamente tutti i lavori realizzati. Qualora nella gestione siano previsti prezzi o tariffe amministrati, controllati o predeterminati, il soggetto concedente assicura al concessionario il perseguimento dellï¿½equilibrio economico-finanziario degli investimenti e della connessa gestione in relazione alla qualitï¿½ del servizio da prestare, anche mediante un prezzo, stabilito in sede di gara, che comunque non puï¿½ superare il 50 per cento dellï¿½importo totale dei lavori. Il prezzo puï¿½ essere corrisposto a collaudo effettuato in unï¿½unica rata o in piï¿½ rate annuali, costanti o variabili.
5. La durata della concessione non puï¿½ essere superiore a trenta anni. I presupposti e le condizioni di base che determinano lï¿½equilibrio economico-finanziario degli investimenti e della connessa gestione, da richiamare nelle premesse del contratto, ne costituiscono parte integrante. Le variazioni apportate dallï¿½amministrazione aggiudicatrice a detti presupposti o condizioni di base, nonchï¿½ norme legislative e regolamentari che stabiliscano nuovi meccanismi tariffari o nuove condizioni per lï¿½esercizio delle attivitï¿½ previste nella concessione, qualora determinino una modifica dellï¿½equilibrio del piano, comportano la sua necessaria revisione da attuare mediante rideterminazione delle nuove condizioni di equilibrio, anche tramite la proroga del termine di scadenza delle concessioni, e in mancanza della predetta revisione il concessionario puï¿½ recedere dalla concessione. Nel caso in cui le variazioni apportate o le nuove condizioni introdotte risultino favorevoli al concessionario, la revisione del piano deve essere effettuata a vantaggio del concedente. Il contratto deve contenere il piano economico-finanziario di copertura degli investimenti e deve prevedere la specificazione del valore residuo al netto degli ammortamenti annuali, nonchï¿½ lï¿½eventuale valore residuo dellï¿½investimento non ammortizzato al termine della concessione.
6. Nel caso di realizzazione di lavori pubblici con lo strumento della finanza di progetto di cui al capo II della legge regionale 6 luglio 1999, n. 20, e successive modificazioni, la concessione ï¿½ regolamentata dallï¿½articolo 4 della medesima legge regionale 20/1999.
8. ï¿½ in facoltï¿½ delle stazioni appaltanti stipulare a misura i contratti di appalto relativi a manutenzione, restauro e scavi archeologici.
9. Lï¿½esecuzione da parte dellï¿½impresa avviene in ogni caso soltanto dopo che la stazione appaltante ha approvato il progetto esecutivo. Lï¿½esecuzione dei lavori puï¿½ prescindere dallï¿½avvenuta redazione e approvazione del progetto esecutivo qualora si tratti di lavori di manutenzione o di scavi archeologici.
10. In sostituzione totale o parziale delle somme di denaro costituenti il corrispettivo dellï¿½appalto, il bando di gara puï¿½ prevedere il trasferimento allï¿½appaltatore della proprietï¿½ di beni immobili appartenenti allï¿½amministrazione aggiudicatrice giï¿½ indicati nel programma ai sensi dellï¿½articolo 7, comma 5, in quanto non assolvono piï¿½ a funzioni di interesse pubblico; fermo restando che detto trasferimento avviene non appena approvato il certificato di collaudo dei lavori, il bando di gara puï¿½ prevedere un momento antecedente per lï¿½immissione nel possesso dellï¿½immobile.
11. La gara avviene tramite offerte che possono riguardare la sola acquisizione dei beni, la sola esecuzione dei lavori, ovvero congiuntamente lï¿½esecuzione dei lavori e lï¿½acquisizione dei beni. Lï¿½aggiudicazione avviene in favore della migliore offerta congiunta relativa alla esecuzione dei lavori e alla acquisizione dei beni ovvero in favore delle due migliori offerte separate relative, rispettivamente, alla acquisizione dei beni e alla esecuzione dei lavori, qualora la loro combinazione risulti piï¿½ conveniente per lï¿½amministrazione aggiudicatrice rispetto alla predetta migliore offerta congiunta. La gara si intende deserta qualora non siano presentate offerte per lï¿½acquisizione del bene. Il regolamento di cui allï¿½articolo 4 disciplina compiutamente le relative procedure.
Art. 17 (Criteri di aggiudicazione e Commissione giudicatrice)
1. Lï¿½aggiudicazione degli appalti ï¿½ effettuata:
a) con il criterio del prezzo piï¿½ basso, inferiore a quello posto a base di gara, determinato mediante ribasso sullï¿½elenco dei prezzi posto a base di gara ovvero mediante offerta a prezzi unitari;
b) con il criterio dellï¿½offerta economicamente piï¿½ vantaggiosa.
2. Lï¿½aggiudicazione degli appalti mediante appalto-concorso, nonchï¿½ lï¿½affidamento di concessioni mediante procedura ristretta, avvengono con il criterio dellï¿½offerta economicamente piï¿½ vantaggiosa.
3. Il criterio dellï¿½offerta economicamente piï¿½ vantaggiosa considera i seguenti elementi variabili in relazione allï¿½opera da realizzare e al sistema di affidamento:
2) qualitï¿½ e pregio tecnico dellï¿½opera progettata;
7) economicitï¿½;
8) durata, modalitï¿½ di gestione, livello e criteri di aggiornamento delle tariffe da praticare allï¿½utenza nellï¿½ipotesi di concessione;
9) (abrogato da art. 13, comma 5, L. R. 12/2003);
4. Il bando o gli atti di gara indicano lï¿½ordine di importanza degli elementi di cui al comma 3.
5. Qualora lï¿½aggiudicazione o lï¿½affidamento dei lavori avvenga ai sensi del comma 2, la valutazione ï¿½ affidata a una commissione giudicatrice.
6. La commissione giudicatrice, nominata dallï¿½organo competente a effettuare la scelta dellï¿½aggiudicatario o affidatario dei lavori oggetto della procedura, ï¿½ composta da un numero dispari di componenti non superiore a cinque, esperti nella specifica materia cui si riferiscono i lavori. La commissione ï¿½ presieduta da un dirigente dellï¿½amministrazione aggiudicatrice o dellï¿½ente aggiudicatore. I commissari non debbono aver svolto nï¿½ possono svolgere alcuna altra funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente ai lavori oggetto della procedura, e non possono far parte di organismi che abbiano funzioni di vigilanza o di controllo rispetto ai lavori medesimi. Coloro che nel quadriennio precedente hanno rivestito cariche di pubblico amministratore non possono essere nominati commissari relativamente ad appalti o concessioni aggiudicati dalle amministrazioni presso le quali hanno prestato servizio. Non possono essere nominati commissari coloro i quali ricoprano cariche di pubblico amministratore in enti del medesimo territorio provinciale ove ï¿½ affidato lï¿½appalto o la concessione. Sono esclusi da successivi incarichi coloro che, in qualitï¿½ di membri delle commissioni aggiudicatrici, abbiano concorso, con dolo o colpa grave accertata in sede giurisdizionale, allï¿½approvazione di atti dichiarati conseguentemente illegittimi.
7. I commissari sono scelti secondo le disposizioni del regolamento di cui allï¿½articolo 4, nel rispetto dei criteri di imparzialitï¿½ e competenza, in armonia con la normativa vigente.
9. Le spese relative alla commissione sono inserite nel quadro economico del progetto tra le somme a disposizione dellï¿½amministrazione.
Art. 18 (Procedure di scelta del contraente)
d) lï¿½appalto-concorso;
2. La procedura aperta ï¿½ la procedura in cui ogni imprenditore in possesso dei requisiti di qualificazione puï¿½ presentare unï¿½offerta; la procedura ristretta ï¿½ la procedura in cui soltanto gli imprenditori che ne abbiano fatto richiesta e che siano stati invitati dalle amministrazioni aggiudicatrici possono presentare unï¿½offerta; la procedura ristretta semplificata ï¿½ la procedura in cui soltanto gli imprenditori direttamente invitati dalle amministrazioni aggiudicatrici possono presentare unï¿½offerta; lï¿½appalto-concorso ï¿½ la procedura in cui gli imprenditori presentano il progetto esecutivo dei lavori e indicano le condizioni alle quali sono disposti a eseguirlo; la procedura negoziata ï¿½ la procedura in cui le amministrazioni aggiudicatrici consultano gli imprenditori di propria scelta e negoziano con uno o piï¿½ di essi le condizioni del contratto.
3. Lï¿½affidamento di appalti mediante appalto-concorso ï¿½ consentito ai soggetti appaltanti, in seguito a motivata decisione, per speciali lavori o per la realizzazione di opere complesse o a elevata componente tecnologica, la cui progettazione richieda il possesso di competenze particolari o la scelta tra soluzioni tecniche differenziate. Lo svolgimento della gara ï¿½ effettuato sulla base di un progetto preliminare, nonchï¿½ di un capitolato prestazionale corredato dellï¿½indicazione delle prescrizioni, delle condizioni e dei requisiti tecnici inderogabili. Lï¿½offerta ha a oggetto il progetto esecutivo e il prezzo.
Art. 19 (Procedura aperta)
1. Lï¿½autoritï¿½ che presiede lï¿½incanto dichiara lï¿½asta deserta qualora non siano presentate almeno due offerte, salvo il caso in cui lï¿½amministrazione aggiudicatrice abbia stabilito nel bando di gara di procedere allï¿½aggiudicazione anche in presenza di una sola offerta.
Art. 20 (Procedura ristretta)
1. Per lï¿½affidamento dei lavori di importo al di sotto della soglia comunitaria mediante procedura ristretta il bando di gara puï¿½ fissare il numero minimo e quello massimo entro cui collocare il numero di concorrenti che si intende invitare. In tale caso, il numero minimo non puï¿½ essere inferiore a dieci e quello massimo superiore a trenta.
2. Qualora il numero dei candidati sia superiore a quello indicato nel bando, prima di procedere all'esame dei requisiti delle imprese, le amministrazioni aggiudicatrici procedono alla scelta dell'impresa da invitare sulla base di criteri, stabiliti da un apposito regolamento di attuazione del regolamento-tipo regionale, predisposto prima dell'indizione delle gare da parte delle amministrazioni stesse, che tengano conto della migliore idoneitï¿½ economico-finanziaria, tipologica e organizzativo-dimensionale dei concorrenti, rispetto ai lavori da realizzare. Il regolamento-tipo predisposto dalla Regione si applica alla Regione medesima e agli enti regionali, nonchï¿½, fino all'emanazione dei rispettivi regolamenti di attuazione, alle altre amministrazioni aggiudicatrici.
Art. 21 (Procedura ristretta semplificata)
1. Nellï¿½affidamento mediante procedura ristretta semplificata lï¿½importo dei lavori messi in gara non puï¿½ essere superiore a euro 1.500.000.
1 bis. Lï¿½espletamento della gara eï¿½ preceduto da adeguata pubblicitï¿½ sul sito informatico della Regione ai sensi dellï¿½articolo 38.
2. Lï¿½amministrazione aggiudicatrice disciplina lo svolgimento della gara in sede di invito a partecipare nel rispetto dei principi della trasparenza e concorrenza.
4. Qualora la gara di cui al comma 3 vada deserta, l'amministrazione aggiudicatrice puï¿½ procedere ai sensi dell'articolo 22.
Art. 22 (Procedura negoziata)
1. Le amministrazioni aggiudicatrici procedono allï¿½affidamento di lavori pubblici mediante procedura negoziata nei casi previsti dagli articoli 30 e 31 della direttiva 2004/18/CE, e con lï¿½osservanza delle modalitï¿½ previste dalla medesima direttiva, nel caso di appalti di importo pari o superiore alla soglia comunitaria.
a) qualora la gara sia andata deserta in esito allï¿½esperimento di una procedura aperta o ristretta, purcheï¿½ le condizioni iniziali dellï¿½appalto non siano sostanzialmente modificate;
b) qualora, per ragioni di natura tecnica o artistica ovvero attinenti alla tutela di diritti esclusivi, lï¿½appalto possa essere affidato unicamente ad un operatore determinato;
c) qualora lï¿½estrema urgenza, per eventi imprevedibili non imputabili alle amministrazioni aggiudicatrici, non consenta di esperire nei termini le procedure aperte o ristrette;
d) per lavori complementari, non compresi nel progetto inizialmente aggiudicato neï¿½ nel primo contratto concluso ancorcheï¿½ in corso di esecuzione, che, a seguito di una circostanza imprevista, siano divenuti necessari allï¿½esecuzione dellï¿½opera purcheï¿½ vengano attribuiti allï¿½imprenditore che esegue tale opera e sempre che non possano essere, tecnicamente o economicamente, distinti dallï¿½appalto principale senza gravi inconvenienti per lï¿½amministrazione oppure, quantunque separabili dallï¿½esecuzione dellï¿½appalto iniziale, siano strettamente necessari al suo perfezionamento; tuttavia, lï¿½importo cumulato degli appalti aggiudicati per lavori complementari non deve superare il 50 per cento dellï¿½importo dellï¿½appalto principale;
e) nel caso di lavori relativi ai lotti successivi di progetti generali definitivi approvati, consistenti nella ripetizione di opere similari affidate allï¿½impresa titolare del primo appalto, a condizione che tali lavori siano conformi al progetto generale, che il lotto precedente sia stato aggiudicato con procedure aperte o ristrette, che negli atti di gara del primo appalto sia stato esplicitamente previsto lï¿½eventuale ricorso a tale procedura e sia stato considerato anche lï¿½importo del lotto successivo ai fini dellï¿½applicazione della normativa comunitaria; il ricorso a tale procedura eï¿½ limitato al triennio successivo alla ultimazione dei lavori dellï¿½appalto iniziale.
3. Gli affidamenti di appalti mediante procedura negoziata sono motivati e comunicati alla sezione regionale dellï¿½Osservatorio dei lavori pubblici dal responsabile del procedimento e i relativi atti sono posti in libera visione di chiunque lo richieda.
4. Qualora un lotto funzionale appartenente a unï¿½opera sia stato affidato mediante procedura negoziata, allo stesso appaltatore non puï¿½ essere assegnato con tale procedura altro lotto in tempi successivi se appartenente alla medesima opera.
Art. 23 (Lavori in economia)
1. I lavori in economia sono ammessi fino allï¿½importo di euro 200.000.
3. I lavori in amministrazione diretta si eseguono per mezzo del personale della amministrazione aggiudicatrice; il responsabile del procedimento acquista i materiali e noleggia i mezzi eventualmente necessari per la realizzazione dellï¿½opera.
4. Il cottimo ï¿½ una procedura negoziata, adottata per lï¿½affidamento dei lavori di particolari tipologie, individuate da ciascuna stazione appaltante in un apposito regolamento.
5. Con il regolamento di cui allï¿½articolo 4 sono definite le tipologie dei lavori da eseguirsi in economia e le forme di contabilitï¿½ semplificata dei lavori.
Art. 24 (Clausole contrattuali)
1. L'amministrazione aggiudicatrice puï¿½ richiedere all'aggiudicatario di mantenere un ufficio operativo in ambito regionale per tutta la durata dei lavori e fino alla data in cui diviene definitivo il collaudo di cui all'articolo 29.
2. Nel caso in cui l'amministrazione aggiudicatrice eserciti la facoltï¿½ di cui al comma 1, ne fa menzione nel bando e negli atti di gara.
Art. 25 (Offerte anomale)
1. Negli appalti di lavori pubblici di importo pari o superiore alla soglia comunitaria per le offerte che appaiano anormalmente basse rispetto alla prestazione trovano applicazione le disposizioni di cui allï¿½articolo 55 della direttiva 2004/18/CE.
2. Nelle procedure di aggiudicazione degli appalti di lavori pubblici di importo inferiore alla soglia comunitaria, esperite ai sensi degli articoli 19, 20 e 21 e con il criterio di cui allï¿½articolo 17, comma 1, lettera a), trova applicazione il sistema di esclusione automatica delle offerte anomale.
3. Ai fini della determinazione della soglia di anomalia lï¿½amministrazione aggiudicatrice procede al calcolo della media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte ammesse previa esclusione del 10 per cento, arrotondato allï¿½unitï¿½ superiore, rispettivamente delle offerte di maggior ribasso e di quelle di minor ribasso. Lï¿½amministrazione procede allï¿½esclusione delle offerte ammesse i cui ribassi siano pari o maggiori della soglia di anomalia come sopra determinata.
4. La procedura di esclusione automatica non ï¿½ esercitabile qualora il numero delle offerte valide risulti inferiore a cinque.
Art. 26 (Documenti facenti parte del contratto)
d) lï¿½elenco dei prezzi unitari;
2. La stazione appaltante ï¿½ esonerata dallï¿½allegare al contratto i documenti e gli elaborati di cui al comma 1, se li richiama espressamente e in modo inequivocabile nel contratto medesimo.
Art. 27 (Varianti in corso dï¿½opera)
1. Le varianti in corso dï¿½opera possono essere ammesse, sentiti il progettista e il direttore dei lavori, esclusivamente qualora ricorra uno dei seguenti motivi:
b) per cause impreviste e imprevedibili o per lï¿½intervenuta possibilitï¿½ di utilizzare materiali, componenti e tecnologie non esistenti al momento della progettazione che possono determinare, senza aumento di costo, significativi miglioramenti nella qualitï¿½ dellï¿½opera o di sue parti e sempre che non alterino lï¿½impostazione progettuale;
c) per la presenza di eventi inerenti la natura e specificitï¿½ dei beni sui quali si interviene, verificatisi in corso dï¿½opera, o di rinvenimenti imprevisti o non prevedibili nella fase progettuale;
d) nei casi previsti dallï¿½articolo 1664, secondo comma, del codice civile;
e) per il manifestarsi di errori o di omissioni del progetto esecutivo che pregiudicano, in tutto o in parte, la realizzazione dellï¿½opera ovvero la sua utilizzazione; in tal caso il responsabile del procedimento ne dï¿½ comunicazione alla sezione regionale dellï¿½Osservatorio dei lavori pubblici e segnala altresï¿½ lï¿½esito del procedimento.
3. Sono inoltre ammesse, nellï¿½esclusivo interesse dellï¿½amministrazione, le varianti, in aumento o in diminuzione, finalizzate al miglioramento dellï¿½opera e alla sua funzionalitï¿½, semprechï¿½ non comportino modifiche sostanziali e siano motivate da obiettive esigenze. Lï¿½importo in aumento relativo alle varianti non puï¿½ superare per i lavori di recupero, ristrutturazione, manutenzione e restauro il 20 per cento e per tutti gli altri lavori il 10 per cento dellï¿½importo di contratto e deve trovare copertura nella somma stanziata per lï¿½esecuzione dellï¿½opera.
4. Ove le varianti di cui al comma 1, lettera e), eccedano il quinto dellï¿½importo originario del contratto, il soggetto aggiudicatore procede alla risoluzione del contratto e indï¿½ce una nuova gara alla quale ï¿½ invitato lï¿½aggiudicatario iniziale.
5. La risoluzione del contratto ai sensi del comma 4 dï¿½ luogo al pagamento dei lavori eseguiti, dei materiali utili e del 10 per cento dei lavori non eseguiti, nella misura massima dei quattro quinti dellï¿½importo del contratto.
6. Ai fini del presente articolo si considerano errore o omissione di progettazione lï¿½inadeguata valutazione dello stato di fatto, la mancata o erronea identificazione della normativa tecnica vincolante per la progettazione, il mancato rispetto dei requisiti funzionali ed economici prestabiliti e risultanti da prova scritta, la violazione delle norme di diligenza nella predisposizione degli elaborati progettuali.
7. Non sono considerati varianti gli interventi disposti dal direttore dei lavori per risolvere aspetti di dettaglio, che non comportino un aumento dellï¿½importo del contratto stipulato per la realizzazione dellï¿½opera.
8. A eccezione dei contratti affidati a seguito di appalto-concorso, lï¿½impresa appaltatrice, durante il corso dei lavori, puï¿½ proporre al direttore dei lavori eventuali variazioni migliorative di sua esclusiva ideazione e che comportino una diminuzione dellï¿½importo originario dei lavori. Possono formare oggetto di proposta le modifiche dirette a migliorare gli aspetti funzionali, nonchï¿½ singoli elementi tecnologici o singole componenti del progetto, che non comportano una riduzione delle prestazioni qualitative e quantitative stabilite nel progetto stesso e che mantengono inalterati il tempo di esecuzione dei lavori e le condizioni di sicurezza dei lavoratori. La idoneitï¿½ delle proposte ï¿½ dimostrata attraverso specifiche tecniche di valutazione comprendenti anche gli elementi di carattere economico. Le proposte dellï¿½appaltatore devono essere predisposte e presentate in forma di perizia tecnica e non devono comportare interruzione o rallentamento nellï¿½esecuzione dei lavori. Le economie risultanti dalla proposta migliorativa approvata sono ripartite in parti uguali tra la stazione appaltante e lï¿½appaltatore.
Art. 28 (Direzione dei lavori)
1. Per lï¿½esecuzione di lavori pubblici oggetto della presente legge affidati in appalto le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti realizzatori individuano le risorse specialistiche necessarie per espletare la funzione di direzione dei lavori al fine dellï¿½istituzione del relativo ufficio.
2. Lï¿½ufficio di direzione dei lavori ï¿½ costituito da un direttore dei lavori ed eventualmente da assistenti.
3. Qualora le amministrazioni aggiudicatrici non possano nominare tra i dipendenti il direttore dei lavori per carenza delle necessarie risorse specialistiche, ovvero per difficoltaï¿½ a rispettare i tempi della programmazione lavori o per lavori di speciale complessitaï¿½ o rilevanza architettonica o ambientale o per la necessitaï¿½ di attuare progetti integrati che richiedono lï¿½apporto di una pluralitaï¿½ di competenze, la direzione lavori eï¿½ affidata a liberi professionisti singoli o associati nelle forme della legge 1815/1939, ovvero ad altri soggetti, con lï¿½osservanza delle procedure previste dalla vigente normativa sugli appalti di servizi.
4. La situazione di cui al comma 3 ï¿½ accertata dal responsabile della struttura competente alla realizzazione dei lavori, anche in relazione alla presenza delle forme di cooperazione di cui allï¿½articolo 6.
Art. 29 (Collaudo)
1. Per tutti i lavori oggetto della presente legge ï¿½ redatto un certificato di collaudo secondo le modalitï¿½ e i tempi previsti dal regolamento di cui allï¿½articolo 4. Il certificato di collaudo ha carattere provvisorio e assume carattere definitivo decorsi due anni dallï¿½emissione del medesimo. Decorso tale termine, il collaudo si intende tacitamente approvato ancorchï¿½ lï¿½atto formale di approvazione non sia intervenuto entro due mesi dalla scadenza del medesimo termine.
2. Per i lavori di importo contrattuale non eccedente euro 1.500.000 ï¿½ in facoltï¿½ del soggetto appaltante di sostituire il certificato di collaudo con quello di regolare esecuzione.
3. Il certificato di regolare esecuzione ï¿½ comunque emesso non oltre tre mesi dalla data di ultimazione dei lavori.
4. Il collaudo in corso dï¿½opera ï¿½ obbligatorio per i lavori di importo contrattuale superiore a euro 1.500.000 nei seguenti casi:
a) quando la direzione dei lavori sia affidata allï¿½esterno;
b) in caso di opera di particolare complessitï¿½;
d) in altri casi individuati nel regolamento di cui allï¿½articolo 4.
5. Il collaudo non puï¿½ essere affidato a coloro che sono direttamente intervenuti sui lavori con una attivitï¿½ autorizzativa, di controllo, progettazione, direzione, vigilanza ed esecuzione dellï¿½opera o che abbiano in corso rapporti di lavoro o di consulenza con il soggetto che ha eseguito il lavoro. Il collaudatore o i componenti la commissione di collaudo non possono inoltre fare parte di organismi che abbiano funzioni giurisdizionali.
6. I requisiti professionali per poter svolgere lï¿½attivitï¿½ di collaudatore, le modalitï¿½ di nomina e le cause di incompatibilitï¿½ sono definiti con il regolamento di cui allï¿½articolo 4.
7. Lï¿½amministrazione aggiudicatrice che per cause non imputabili alla stessa non si trovi nelle condizioni di approvare lï¿½atto di collaudo o il certificato di regolare esecuzione, in relazione agli effetti attribuiti a tali atti dallï¿½articolo 89, comma 18, della legge regionale 19 novembre 1991, n. 52, come sostituito dallï¿½articolo 43, comma 1, della legge regionale 34/1997, provvede comunque, entro i termini fissati dalla normativa vigente, allï¿½accertamento della corretta esecuzione dei lavori nel rispetto delle clausole contrattuali mediante lï¿½approvazione di un atto provvisorio, ai fini della liquidazione della rata di saldo allï¿½impresa appaltatrice.
Art. 30 (Garanzie e coperture assicurative)
1. Lï¿½offerta da presentare per lï¿½affidamento dellï¿½esecuzione dei lavori pubblici ï¿½ corredata di una cauzione pari al 2 per cento dellï¿½importo dei lavori, da prestare mediante fideiussione bancaria o assicurativa e dellï¿½impegno del fideiussore a rilasciare la garanzia di cui al comma 2, qualora lï¿½offerente risultasse aggiudicatario. Per lï¿½affidamento di lavori di importo non superiore a euro 150.000 ï¿½ altresï¿½ ammessa la cauzione in numerario anche mediante assegno circolare e non ï¿½ richiesto lï¿½impegno del fideiussore. La cauzione copre la mancata sottoscrizione del contratto per fatto dellï¿½aggiudicatario ed ï¿½ svincolata automaticamente al momento della sottoscrizione del contratto medesimo. Ai soggetti non aggiudicatari la cauzione ï¿½ restituita entro trenta giorni dallï¿½aggiudicazione.
2. Lï¿½esecutore dei lavori ï¿½ obbligato a costituire una garanzia fideiussoria del 10 per cento dellï¿½importo degli stessi. In caso di aggiudicazione con ribasso dï¿½asta superiore al 20 per cento la garanzia fideiussoria ï¿½ aumentata di tanti punti percentuali quanti sono quelli eccedenti il 20 per cento. La mancata costituzione della garanzia determina la revoca dellï¿½affidamento e lï¿½acquisizione della cauzione da parte del soggetto appaltante o concedente, che aggiudica lï¿½appalto o la concessione al concorrente che segue nella graduatoria. La garanzia copre gli oneri per il mancato o inesatto adempimento e cessa di avere effetto solo alla data di emissione del certificato di collaudo provvisorio. La cauzione definitiva ï¿½ progressivamente svincolata a decorrere dal raggiungimento di un importo dei lavori eseguiti, le cui entitï¿½ e modalitï¿½ sono stabilite dal regolamento di cui allï¿½articolo 4.
3. La fideiussione bancaria o assicurativa di cui ai commi 1 e 2 deve prevedere espressamente la rinuncia al beneficio della preventiva escussione del debitore principale e la sua operativitï¿½ entro quindici giorni a semplice richiesta scritta della stazione appaltante. La fideiussione bancaria o polizza assicurativa relativa alla cauzione provvisoria dovrï¿½ avere validitï¿½ per almeno centottanta giorni dalla data fissata per la presentazione dellï¿½offerta.
4. Per i lavori di importo contrattuale pari o superiore a quello determinato dal regolamento di cui all'articolo 4, l'esecutore dei lavori ï¿½ altresï¿½ obbligato a stipulare una polizza assicurativa che tenga indenni le amministrazioni aggiudicatrici e gli altri enti aggiudicatori o realizzatori da tutti i rischi di esecuzione da qualsiasi causa determinati, salvo quelli derivanti da errori di progettazione, insufficiente progettazione, azioni di terzi o cause di forza maggiore, e che preveda anche una garanzia di responsabilitï¿½ civile per danni a terzi nell'esecuzione dei lavori fino alla data di emissione del certificato di collaudo provvisorio.
4 bis. In deroga a quanto previsto dal comma 4 ï¿½ consentita la facoltï¿½ allï¿½Amministrazione pubblica committente di prevedere che lï¿½esecutore dei lavori assicuri anche lï¿½evento considerato causa di forza maggiore.
5. Per i lavori di importo contrattuale pari o superiore a quello determinato dal regolamento di cui allï¿½articolo 4, lï¿½esecutore ï¿½ inoltre obbligato a stipulare, con decorrenza dalla data di emissione del certificato di collaudo provvisorio, una polizza indennitaria decennale, nonchï¿½ una polizza per responsabilitï¿½ civile verso terzi, della medesima durata, a copertura dei rischi di rovina totale o parziale dellï¿½opera, ovvero dei rischi derivanti da gravi difetti costruttivi.
6. Il progettista o i progettisti incaricati della progettazione esecutiva devono essere muniti, a far data dallï¿½approvazione del progetto e con riferimento allo specifico lavoro, di una polizza di responsabilitï¿½ civile professionale per i rischi derivanti dallo svolgimento delle attivitï¿½ di propria competenza, per tutta la durata dei lavori e sino alla data di emissione del certificato di collaudo provvisorio. La polizza del progettista o dei progettisti deve coprire, oltre alle nuove spese di progettazione, anche i maggiori costi che lï¿½amministrazione deve sopportare per le varianti di cui allï¿½articolo 27, comma 1, lettera e), resesi necessarie in corso di esecuzione. La garanzia ï¿½ prestata per un massimale non inferiore al 10 per cento dellï¿½importo dei lavori progettati, con il limite di 1 milione di euro, per lavori di importo inferiore a 5 milioni di euro, IVA esclusa, e per un massimale non inferiore al 20 per cento dellï¿½importo dei lavori progettati, con il limite di euro 2.500.000, per lavori di importo superiore a 5 milioni di euro, IVA esclusa. La mancata presentazione da parte dei progettisti della polizza di garanzia esonera le amministrazioni pubbliche dal pagamento della parcella professionale. Per gli incarichi fiduciari, di cui allï¿½articolo 9, comma 9, lettera d), la garanzia puï¿½ intendersi prestata, salvo diversa indicazione del responsabile del procedimento, mediante polizza generale di responsabilitï¿½ civile professionale. Per i progettisti dipendenti delle amministrazioni aggiudicatrici si applicano le disposizioni di cui all'articolo 5, comma 6.
7. Prima di iniziare le procedure per lï¿½affidamento dei lavori, le stazioni appaltanti devono verificare la rispondenza degli elaborati progettuali ai documenti di cui allï¿½articolo 8, commi 1 e 2, e la loro conformitï¿½ alla normativa vigente. Tale verifica puï¿½ essere effettuata dagli uffici tecnici delle predette stazioni appaltanti oppure da organismi di controllo accreditati ai sensi delle norme europee della serie UNI CEI EN 45000.
7 bis. La stazione appaltante, tenuto conto dellï¿½entitaï¿½ del lavoro, indica nel capitolato speciale dï¿½appalto se intende subordinare il pagamento della rata di saldo alla prestazione di garanzia fideiussoria. La garanzia fideiussoria non puoï¿½ essere richiesta se non prevista espressamente nel capitolato speciale dï¿½appalto. Ai sensi dellï¿½articolo 28 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 (Legge quadro in materia di lavori pubblici), il pagamento della rata di saldo non costituisce presunzione di accettazione dellï¿½opera ai sensi dellï¿½articolo 1666, secondo comma, del codice civile.
Art. 31 (Piani di sicurezza)
1. I soggetti tenuti allï¿½osservanza della disciplina sulla sicurezza, i contenuti e le procedure per lï¿½attuazione della medesima sono individuati dalla normativa di settore.
2. Gli oneri della sicurezza vanno evidenziati nei bandi di gara e non sono soggetti a ribasso dï¿½asta. Le gravi o ripetute violazioni delle norme sulla sicurezza da parte dellï¿½appaltatore o del concessionario, previa formale costituzione in mora dellï¿½interessato, costituiscono causa di risoluzione del contratto. Il direttore di cantiere e il coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione, ciascuno nellï¿½ambito delle proprie competenze, vigilano sullï¿½osservanza dei piani di sicurezza.
Art. 32 (Clausole sociali)
1. Fermo restando quanto stabilito dalla normativa nazionale sul rispetto degli obblighi in materia di lavoro da parte delle imprese esecutrici di opere pubbliche e di interesse pubblico, i bandi di gara, i capitolati speciali dï¿½appalto, i contratti di appalto di lavori pubblici, nonchï¿½ le convenzioni di concessione di opere pubbliche nel territorio regionale prevedono:
a) lï¿½obbligo di applicare o far applicare integralmente nei confronti di tutti i lavoratori dipendenti impiegati nellï¿½esecuzione dellï¿½appalto, anche se assunti fuori dalla regione Friuli Venezia Giulia, le condizioni economiche e normative previste dai contratti collettivi nazionali e locali di lavoro della categoria vigenti nella regione durante il periodo di svolgimento dei lavori, ivi compresa lï¿½iscrizione dei lavoratori stessi alle casse edili delle province di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine anche ai fini dellï¿½accentramento contributivo;
b) lï¿½obbligo dellï¿½appaltatore di rispondere dellï¿½osservanza di quanto previsto dalla lettera a) da parte degli eventuali subappaltatori nei confronti dei propri dipendenti, per le prestazioni rese nellï¿½ambito del subappalto;
c) la clausola in base alla quale il pagamento dei corrispettivi a titolo di saldo da parte dellï¿½ente appaltante o concedente per le prestazioni oggetto del contratto o della convenzione sia subordinato allï¿½acquisizione della dichiarazione di regolaritï¿½ contributiva e retributiva, rilasciata dalle autoritï¿½ competenti, ivi compresa la cassa edile. Lï¿½ente appaltante o concedente provvede direttamente alla richiesta della dichiarazione di regolaritï¿½ contributiva e retributiva alle autoritï¿½ competenti, ferma restando la possibilitï¿½ per lï¿½appaltatore o il concessionario di produrre autonomamente la dichiarazione medesima. Qualora dalla dichiarazione risultino irregolaritï¿½ dellï¿½impresa appaltatrice o concessionaria, lï¿½ente appaltante o concedente provvede direttamente al pagamento delle somme dovute rivalendosi sugli importi ancora spettanti allï¿½impresa medesima.
2. Lï¿½Amministrazione regionale promuove intese con gli enti previdenziali, assicurativi e le casse edili finalizzate allï¿½introduzione di un documento unico sulla regolaritï¿½ contributiva delle imprese esecutrici di lavori pubblici. Il documento unico certifica la regolaritï¿½ contributiva in relazione al rapporto di lavoro e agli obblighi previdenziali e assicurativi delle imprese esecutrici.
Art. 33 (Lavori scorporabili e subappaltabili)
1. Ferme restando le disposizioni in materia di subappalto, la cui disciplina ï¿½ regolamentata dalle norme statali, le stazioni appaltanti indicano negli atti di gara lï¿½importo complessivo dellï¿½opera o del lavoro oggetto dellï¿½appalto, la categoria prevalente e la relativa classifica, nonchï¿½ le parti appartenenti alle categorie generali o specializzate, di cui si compone lï¿½opera o il lavoro, diverse dalla categoria prevalente, con i relativi importi e categorie che sono, anche interamente a scelta del concorrente, subappaltabili o affidabili a cottimo e comunque scorporabili.
2. Le parti costituenti lï¿½opera o il lavoro subappaltabili e scorporabili sono quelle di valore singolarmente superiore al 10 per cento dellï¿½importo complessivo dellï¿½opera o del lavoro, ovvero di importo superiore a euro 150.000.
Art. 34 (Capitolato generale dï¿½appalto)
1. Il capitolato generale dï¿½appalto di cui allï¿½articolo 26, comma 1, lettera a), ï¿½ adottato con decreto del Presidente della Regione e si applica ai lavori affidati dai soggetti di cui allï¿½articolo 3, commi 1 e 2.
2. Il regolamento di cui al comma 1 ï¿½ emanato ed entra in vigore contestualmente al regolamento di cui allï¿½articolo 4. Fino allï¿½entrata in vigore medesima trova applicazione il decreto del Ministro dei lavori pubblici 19 aprile 2000, n. 145.
Art. 35 (Accordo bonario)
1. Qualora, a seguito dellï¿½iscrizione di riserve sui documenti contabili, lï¿½importo economico dellï¿½opera possa variare in misura sostanziale e in ogni caso non inferiore al 10 per cento dellï¿½importo contrattuale, il responsabile del procedimento, valutata lï¿½ammissibilitaï¿½ formale e la non manifesta infondatezza delle riserve ai fini dellï¿½effettivo raggiungimento del limite di valore, acquisisce immediatamente la relazione riservata del direttore dei lavori, nonchï¿½, ove costituito, dellï¿½organo di collaudo e, sentito lï¿½affidatario, formula allï¿½amministrazione, entro novanta giorni dalla apposizione dellï¿½ultima delle riserve medesime, proposta motivata di accordo bonario.
2. Lï¿½amministrazione, entro sessanta giorni dalla proposta di cui al comma 1, decide in merito con provvedimento motivato. Il verbale di accordo bonario ï¿½ sottoscritto dallï¿½affidatario.
Art. 36 (Definizione delle controversie)
1. Tutte le controversie derivanti dallï¿½esecuzione del contratto, comprese quelle conseguenti al mancato raggiungimento dellï¿½accordo bonario previsto dallï¿½articolo 35, sono decise dallï¿½autoritï¿½ giudiziaria competente, salva la decisione di ambo le parti di ricorrere a un collegio arbitrale.
2. Qualora la controversia sia affidata al collegio arbitrale, questo ï¿½ costituito presso la camera arbitrale istituita presso lï¿½Autoritï¿½ per la vigilanza sui lavori pubblici.
Art. 37 (Forme di pubblicitï¿½)
1. Le forme di pubblicitï¿½ degli appalti e delle concessioni per i lavori di importo pari o superiore alla soglia comunitaria sono disciplinate dalla direttiva 2004/18/CE.
2. Per i lavori di importo pari o superiore a euro 1.500.000 e inferiore alla soglia comunitaria i bandi di gara sono pubblicati sul sito informatico della Regione, ai sensi dellï¿½articolo 38, e per estratto su un quotidiano a diffusione nazionale e su due quotidiani a diffusione regionale.
3. Per i lavori di importo inferiore a euro 1.500.000 gli avvisi e i bandi di gara sono pubblicati nellï¿½albo pretorio del comune ove si debbono eseguire i lavori, nellï¿½albo della stazione appaltante e sul sito informatico della Regione.
4. Il regolamento di cui allï¿½articolo 4 individua contenuti, modalitï¿½ e tempi dellï¿½attivazione del sistema informatico della Regione.
Art. 38 (Sistema informativo regionale di pubblicitaï¿½ degli appalti di lavori pubblici )
1. Lï¿½Amministrazione regionale organizza la raccolta e la diffusione telematica delle informazioni concernenti gli appalti, riguardanti tutte le fasi procedurali dalla pubblicizzazione dei bandi di gara e affidamento degli incarichi al completamento e collaudo delle opere.
1 bis. Ai fini di adeguata pubblicitaï¿½, nel rispetto dei principi di trasparenza e di non discriminazione previsti dagli articoli 43 e 49 del trattato CE, sono in particolare diffusi, ai sensi del comma 1, lï¿½elenco annuale dei lavori programmati dalle stazioni appaltanti, i criteri di scelta applicati dalle medesime al fine di individuare le imprese da invitare alle gare, noncheï¿½ le modalitaï¿½ per gli imprenditori interessati di proporre la propria candidatura.
2. Lï¿½accesso telematico alle informazioni ï¿½ libero.
3. ï¿½ fatto obbligo ai soggetti di cui allï¿½articolo 3 di comunicare tutte le informazioni necessarie per lï¿½organizzazione della banca dati, nonchï¿½ di rendere disponibili in sede decentrata tali dati, sulla base di procedure standardizzate individuate in apposito regolamento di attuazione.
4. Il regolamento di cui al comma 3 tiene conto delle funzioni istituzionali svolte in ambito regionale dï¿½intesa con lï¿½Autoritï¿½ per la vigilanza sui lavori pubblici.
Art. 39 (Rapporti con lï¿½Autoritï¿½ per la vigilanza sui lavori pubblici)
1. Lï¿½Amministrazione regionale ï¿½ autorizzata a svolgere, dï¿½intesa con lï¿½Autoritï¿½ per la vigilanza sui lavori pubblici, funzioni istituzionali dellï¿½Autoritï¿½ medesima relativamente ai lavori da realizzarsi in ambito regionale.
2. I termini fissati per gli adempimenti previsti dallï¿½articolo 4, comma 17, della legge 11 febbraio 1994, n. 109, come modificato dallï¿½articolo 9, comma 14, della legge 415/1998, sono incrementati di ulteriori quindici giorni.
3. In relazione a quanto disposto dallï¿½articolo 5 della legge regionale 11/1999, in materia di raccolta e diffusione dei dati relativi agli affidamenti di incarichi e di lavori pubblici sulla base di procedure standardizzate, il procedimento sanzionatorio per lï¿½omessa comunicazione di cui allï¿½articolo 4, comma 17, della legge 109/1994 puï¿½ essere avviato dopo lï¿½infruttuoso esperimento di richiesta di trasmissione del dato e non si considera omissione la comunicazione effettuata oltre i termini di legge, purchï¿½ intervenga entro il termine assegnato.
4. Sono esentati dallï¿½obbligo di comunicazione dei dati di cui allï¿½articolo 4, comma 17, della legge 109/1994 le amministrazioni che affidano lavori in economia e lavori di importo non superiore a euro 150.000.
Art. 40 (Iniziative per la realizzazione di lavori pubblici)
1. Lï¿½Amministrazione regionale promuove la realizzazione di lavori pubblici di interesse regionale e locale mediante le seguenti iniziative:
b) assistenza e supporto nelle procedure di affidamento mediante le unitï¿½ specializzate di cui allï¿½articolo 44;
c) accesso ai dati conoscitivi contenuti nellï¿½archivio tecnico regionale per il miglioramento qualitativo della progettazione, gestione e collaudo degli appalti e dei piani di sicurezza;
d) accorpamento in unï¿½unica struttura delle attivitï¿½ di formazione dei contratti relativamente ai lavori di interesse regionale, nonchï¿½ delle attivitï¿½ di consulenza in materia contrattuale relativamente ai lavori di interesse locale;
e) attivitï¿½ di consulenza finalizzata allï¿½approfondimento e allï¿½uniformitï¿½ degli indirizzi interpretativi nella materia, anche mediante lï¿½organizzazione di un prezzario regionale;
f) introduzione di sistemi di qualitï¿½ nelle procedure di selezione dei concorrenti, di aggiudicazione del contratto e di gestione dello stesso;
g) promozione di attivitï¿½ di formazione del personale delle amministrazioni aggiudicatrici, e in genere degli operatori del settore, con particolare riferimento alla sicurezza;
Art. 41 (Commissione regionale dei lavori pubblici)
1. Al fine della semplificazione dei procedimenti di valutazione, di autorizzazione e di finanziamento concernente lï¿½attuazione di lavori pubblici, il soggetto pubblico o privato attuatore dellï¿½intervento puï¿½ richiedere la convocazione della Commissione regionale dei lavori pubblici, di seguito denominata Commissione regionale, alla quale partecipano tutti i soggetti competenti all'esame tecnico del progetto e al rilascio dei provvedimenti autorizzatori previsti dalla normativa vigente. In tale ipotesi non trova applicazione il disposto di cui allï¿½articolo 21 della legge regionale 7/2000. La convocazione della Commissione regionale puï¿½ essere altresï¿½ richiesta da soggetti beneficiari di contributi pubblici per lï¿½attuazione di opere non soggette alla normativa dei lavori pubblici che la Giunta regionale dichiari di preminente interesse regionale.
2. Nel caso di opere e interventi sottoposti a procedura di valutazione di impatto ambientale o a procedura di incidenza in attuazione dellï¿½articolo 4 della direttiva 85/337/CEE del Consiglio, del 27 giugno 1985, e comunque quando la normativa vigente attribuisce a organi collegiali o politici la competenza al rilascio di provvedimenti autorizzatori o finali, partecipa alla Commissione regionale il dirigente della struttura competente allï¿½istruttoria per il rilascio del provvedimento.
3. La Commissione regionale esamina ai fini valutativi i progetti, valuta i tempi necessari per lï¿½esecuzione dei lavori, determina la spesa ammissibile e assume i provvedimenti di competenza con il voto favorevole della maggioranza dei componenti.
4. Nel caso di opere e interventi ricadenti in zone sottoposte a vincolo paesaggistico, a vincolo idrogeologico, che comportino riduzione di superfici boscate, che ricadono in aree classificate parchi e riserve naturali e in siti di importanza comunitaria di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, e successive modificazioni, nonchï¿½ nel caso di progetti richiedenti la procedura di valutazione di impatto ambientale e di progetti sottoposti a preventive autorizzazioni di natura ambientale, la Commissione regionale delibera con il voto favorevole dei due terzi dei componenti. In caso di lavori pubblici incidenti in siti di importanza comunitaria, la Commissione regionale non puï¿½ assumere determinazioni positive in presenza del voto negativo del rappresentante della struttura competente alle valutazioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 357/1997 e successive modificazioni.
5. Con deliberazione della Giunta regionale ï¿½ individuata la struttura tecnica competente per territorio incaricata di provvedere allï¿½organizzazione della Commissione regionale, nonchï¿½ sono disciplinati la composizione della Commissione medesima, assicurando la partecipazione degli enti locali interessati, le modalitï¿½ di funzionamento, nonchï¿½ i termini entro i quali deve essere assunto il provvedimento finale.
Art. 42 (Semplificazione delle procedure valutative)
1. La Commissione regionale, su richiesta di enti e professionisti incaricati della progettazione dei lavori da realizzare, puï¿½ tenere apposite audizioni per fornire indicazioni e valutazioni preliminari ai fini dellï¿½individuazione delle ipotesi progettuali piï¿½ idonee.
2. La Commissione regionale si esprime, anche ai fini dellï¿½ammissibilitï¿½ della spesa, sulla base del progetto preliminare come definito dallï¿½articolo 8, comma 3, nonchï¿½ dal regolamento di cui allï¿½articolo 4, ovvero, nel caso di interventi di soggetti privati, sulla base di elaborati tecnici progettuali di analogo approfondimento.
3. Nel caso di opere e interventi ricadenti in zone sottoposte a vincolo paesaggistico, a vincolo idrogeologico, che comportino riduzione di superfici boscate, che ricadano in aree classificate parchi e riserve naturali e nei siti di importanza comunitaria di cui al decreto del Presidente della Repubblica 357/1997 e successive modificazioni, nonchï¿½ nel caso di progetti richiedenti la procedura di valutazione di impatto ambientale, ovvero la procedura di valutazione di incidenza e di progetti sottoposti a preventive autorizzazioni di natura ambientale, la Commissione regionale si esprime sul progetto preliminare, integrato con lï¿½ulteriore documentazione individuata con deliberazione della Giunta regionale da pubblicarsi nel Bollettino Ufficiale della Regione, al fine di concordare quali siano le condizioni per ottenere, in sede di presentazione del progetto definitivo, i pareri, le concessioni, le autorizzazioni, le licenze e i nulla osta previsti dalla normativa vigente.
4. Nel caso di opere e interventi richiedenti la procedura di valutazione di impatto ambientale, il progetto ï¿½ inviato alle autoritï¿½ individuate in base allï¿½articolo 13, comma 2, lettere a) e b), della legge regionale 7 settembre 1990, n. 43, ed ï¿½ data informazione al pubblico mediante pubblicazione su due quotidiani a diffusione regionale e sul sito telematico della Regione. Nel caso di opere e interventi richiedenti la procedura di incidenza di cui allï¿½articolo 4, paragrafo 2, della direttiva 85/337/CEE, la Commissione regionale opera sulla base delle determinazioni assunte dalla Giunta regionale ai sensi dellï¿½articolo 41, comma 5.
Art. 43 (Snellimento delle procedure autorizzatorie)
1. Al fine del rilascio delle autorizzazioni, concessioni, licenze, nulla osta e pareri, la Commissione regionale esamina il progetto definitivo, predisposto ai sensi dellï¿½articolo 8, comma 4, nonchï¿½ del regolamento di cui allï¿½articolo 4, per accertare il rispetto delle condizioni di cui allï¿½articolo 42.
2. Le procedure di competenza della Commissione regionale sostituiscono tutte le altre procedure di controllo ed esame tecnico, nonchï¿½ le procedure per la formalizzazione di intese e concerti e per il rilascio di nulla osta, autorizzazioni, assensi e altri atti autorizzativi da parte della Regione o di altri enti pubblici previsti dalla normativa vigente, a esclusione di quelle di competenza delle amministrazioni statali, salvo quanto previsto dal comma 3.
3. Qualora alla Commissione regionale partecipino i rappresentanti di amministrazioni statali e concessionari, il provvedimento finale sostituisce le autorizzazioni di competenza dei predetti soggetti. Qualora lï¿½intervento riguardi aree sottoposte a vincolo paesaggistico, ai sensi degli articoli 139 e 146 del decreto legislativo 490/1999, il provvedimento finale della Commissione regionale e i relativi allegati costituiscono autorizzazione ai sensi dellï¿½articolo 151, commi 2 e 3, del citato decreto legislativo. Il pronunciamento favorevole in seno alla Commissione regionale del rappresentante della Soprintendenza per i beni culturali e ambientali del Friuli Venezia Giulia sostituisce il formale atto di assenso da parte degli organi statali preposti allï¿½esercizio del potere di annullamento, di cui al comma 2 dellï¿½articolo 138 della legge regionale 52/1991, come da ultimo modificato dallï¿½articolo 63, comma 1, della legge regionale 34/1997. Ai fini dellï¿½assunzione del provvedimento finale della Commissione regionale, trovano applicazione le disposizioni di cui allï¿½articolo 22, commi 4, 5 e 6, della legge regionale 7/2000, come modificato dallï¿½articolo 29, comma 4, della legge regionale 3/2001.
4. Per i lavori di cui al presente capo la concessione edilizia o lï¿½accertamento di compatibilitï¿½ urbanistica sono rilasciati sulla base del provvedimento finale assunto dalla Commissione regionale.
Art. 44 (Assistenza negli affidamenti e nella gestione dei lavori pubblici)
1. Lï¿½Amministrazione regionale istituisce, nellï¿½ambito della struttura di cui allï¿½articolo 50, comma 1, apposite unitï¿½ specializzate per lï¿½espletamento delle attivitï¿½ connesse con la realizzazione di appalti di lavori pubblici, anche in relazione agli adempimenti di cui allï¿½articolo 14 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203.
2. Le amministrazioni aggiudicatrici possono avvalersi nellï¿½espletamento delle attivitï¿½ istituzionali delle unitï¿½ specializzate di cui al comma 1.
3. Lï¿½Amministrazione regionale favorisce la diffusione telematica per scopi istituzionali, previa intesa tra gli enti pubblici interessati, delle informazioni tecniche disponibili contenute in banche dati e archivi.
Art. 45 (Archivio tecnico regionale)
1. Entro centottanta giorni dallï¿½entrata in vigore della presente legge, ï¿½ istituito lï¿½archivio tecnico regionale quale strumento di conoscenza per la promozione del miglioramento qualitativo della progettazione, gestione e collaudo degli appalti e dei piani di sicurezza.
2. Lï¿½archivio raccoglie i progetti, i piani di sicurezza e i documenti tecnici della Regione, nonchï¿½ di altri enti e amministrazioni, e ha carattere permanente. I soggetti di cui allï¿½articolo 3 sono tenuti a fornire allï¿½Amministrazione regionale i dati relativi ai lavori pubblici di propria competenza.
3. Lï¿½Amministrazione regionale assicura nella fase di consultazione dellï¿½archivio il rispetto e la tutela dellï¿½attivitï¿½ professionale.
4. Il regolamento di cui allï¿½articolo 4 determina lï¿½articolazione e il funzionamento dellï¿½archivio, nonchï¿½ le modalitï¿½ di utilizzazione dei progetti e dei documenti tecnici.
Art. 46 (Sistemi di qualitï¿½ dellï¿½attivitï¿½ amministrativa)
1. La Regione promuove lï¿½adozione dei sistemi di qualitï¿½ nellï¿½attivitï¿½ amministrativa delle amministrazioni pubbliche aggiudicatrici attraverso indirizzi e iniziative ispirati al principio dellï¿½efficacia ed efficienza della pubblica amministrazione.
2. Per sistema di qualitï¿½ si intende un sistema di norme procedurali formalizzate mediante una adeguata documentazione costituita, almeno, dal manuale di qualitï¿½ e dalla documentazione complementare, in cui sono esplicitamente e puntualmente evidenziati, secondo metodologie ispirate alla normativa tecnica della serie UNI EN ISO 9000, i documenti e le procedure necessarie a garantire la qualitï¿½, con particolare riferimento alla fase di selezione dei concorrenti, aggiudicazione e gestione degli adempimenti successivi.
Art. 47 (Attivitï¿½ contrattuale)
1. La Giunta regionale individua la struttura competente alle attivitï¿½ di formazione dei contratti relativamente ai lavori di interesse regionale, nonchï¿½ a svolgere attivitï¿½ di consulenza in materia contrattuale relativamente ai lavori di interesse locale.
Art. 48 (Formazione professionale e studi)
1. Lï¿½Amministrazione regionale ï¿½ autorizzata a promuovere attivitï¿½ di formazione del personale regionale, delle amministrazioni aggiudicatrici e in genere degli operatori del settore, con particolare riferimento alla sicurezza, nonchï¿½ a svolgere studi e ricerche, organizzare convegni, affidare incarichi, acquisire e diffondere documentazione e dati.
2. Il primo progetto formativo, come definito al comma 1, ï¿½ approvato entro centoventi giorni dallï¿½entrata in vigore della presente legge.
Art. 49 (Opere di interesse locale realizzate dalla Regione)
1. Lï¿½Amministrazione regionale, quando se ne assume lï¿½intera spesa, previa deliberazione favorevole dellï¿½Ente locale competente sul territorio interessato, ï¿½ autorizzata a realizzare, mediante intervento diretto, opere di interesse locale e di interesse subregionale di competenza di altri enti pubblici, con le procedure di cui allï¿½articolo 50.
Art. 50 (Disposizioni generali)
1. La Giunta regionale approva il programma triennale dei lavori pubblici di competenza della Regione. Tenuto conto degli indirizzi politici di cui allï¿½articolo 6 della legge regionale 27 marzo 1996, n. 18, e successive modificazioni, entro il 31 marzo di ogni anno le direzioni regionali comunicano alla struttura regionale individuata dalla Giunta regionale le ipotesi di intervento, ai fini del coordinamento tecnico e della formulazione della proposta di programmazione. Entro il 30 aprile di ogni anno ï¿½ sottoposto allï¿½approvazione della Giunta regionale il programma triennale dei lavori pubblici di competenza della Regione, distinto per settori di intervento.
2. Le funzioni relative ai lavori pubblici di competenza della Regione sono esercitate dalle direzioni regionali competenti alla gestione della spesa per la realizzazione dei lavori medesimi. Le funzioni consultive e le funzioni in materia di sorveglianza e vigilanza sullï¿½esecuzione di lavori pubblici sono esercitate dalla struttura regionale di cui al comma 1.
3. Le funzioni del responsabile unico del procedimento sono svolte dal direttore del servizio competente per materia ovvero dal coordinatore di strutture stabili a tal fine costituite. Le funzioni di committente e di responsabile dei lavori di cui al decreto legislativo 494/1996 e successive modificazioni sono svolte dal direttore del servizio competente per materia.
4. La Giunta regionale approva il progetto preliminare di lavori pubblici; il direttore del servizio competente per materia approva il progetto definitivo ed esecutivo, nonchï¿½ la perizia sommaria di spesa delle opere da eseguirsi in economia. La Giunta regionale puï¿½ delegare lï¿½approvazione del progetto preliminare al direttore regionale competente per materia.
5. Lï¿½approvazione del progetto definitivo ha valore di dichiarazione di pubblica utilitï¿½ dellï¿½opera e di urgenza e indifferibilitï¿½ dei relativi lavori.
6. La realizzazione dei lavori in economia ï¿½ disciplinata con il regolamento di cui allï¿½articolo 4. Sino allï¿½emanazione del regolamento medesimo si applicano le disposizioni vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge. Ai fini del rispetto dei limiti di importo, per i lavori di competenza della Regione realizzati in amministrazione diretta non si tiene conto degli oneri del personale.
Art. 51 (Delegazione amministrativa intersoggettiva)
1. Lï¿½Amministrazione regionale ï¿½ autorizzata a provvedere alla progettazione e allï¿½esecuzione di lavori pubblici di propria competenza, mediante delegazione amministrativa intersoggettiva ai soggetti e nelle materie di cui ai commi 2 e 3.
e) societï¿½ di cui allï¿½articolo 116 del decreto legislativo 267/2000;
f) societï¿½ a prevalente partecipazione regionale;
a) lavori in materia di agricoltura relativi allï¿½esecuzione e manutenzione di opere di bonifica, di sistemazione idraulico-agraria, di irrigazione, di ricomposizione fondiaria e di tutela e ripristino ambientali di cui allï¿½articolo 2 del regio decreto 13 febbraio 1933, n. 215, ivi inclusi la redazione e lï¿½aggiornamento dei piani generali di bonifica comprensoriali e di tutela del territorio di cui allï¿½articolo 4 del regio decreto 215/1933;
b) lavori in materia ambientale relativi allï¿½esecuzione e manutenzione di opere idrauliche e di sistemazione idrogeologica, nonchï¿½ di prevenzione o conseguenti a calamitï¿½ naturali;
c) lavori in materia di forestazione e di tutela dellï¿½ambiente montano relativamente alle sistemazioni idraulico-forestali, agli interventi di selvicoltura e di difesa dei boschi dagli incendi;
d) lavori in materia di viabilitï¿½ e trasporti;
4. La delegazione amministrativa intersoggettiva puï¿½ essere disposta dalla Giunta regionale solo nei confronti di soggetti adeguatamente organizzati ai fini dellï¿½esecuzione dei lavori. La Giunta regionale puï¿½ decidere che lï¿½opera realizzata sia acquisita a titolo gratuito al demanio di altro ente pubblico.
5. La deliberazione di cui al comma 4 ï¿½ assunta sulla base di una relazione tecnica predisposta dalla struttura competente per materia che individua le opere da realizzare in delegazione amministrativa, la tipologia costruttiva e i costi preventivati.
6. I soggetti delegatari operano nei confronti dei terzi in nome proprio, nellï¿½ambito di propria competenza e con piena autonomia e responsabilitï¿½, e a essi sono imputabili gli effetti giuridici e le responsabilitï¿½, anche verso i terzi, connesse allï¿½attivitï¿½ di progettazione, direzione, esecuzione e collaudo dei lavori.
7. Lï¿½atto di delegazione deve contenere gli elementi che regolano il rapporto tra lï¿½Amministrazione regionale delegante e il soggetto delegatario; in particolare deve comunque prevedere:
a) lï¿½eventuale predisposizione, a cura del delegatario, dei progetti;
b) lï¿½acquisizione da parte del delegatario delle autorizzazioni necessarie entro i termini stabiliti, nonchï¿½ lï¿½eventuale espletamento delle attivitï¿½ espropriative o acquisitive di immobili;
c) lï¿½approvazione del progetto definitivo da parte del direttore di servizio competente;
e) la partecipazione dellï¿½Amministrazione regionale delegante alla vigilanza sui lavori;
f) le modalitï¿½ e i termini per la consegna dellï¿½opera allï¿½Amministrazione regionale delegante, ovvero per lï¿½acquisizione diretta dellï¿½opera ultimata ad altro demanio pubblico, previa autorizzazione della Giunta regionale;
g) il trasferimento al soggetto delegatario delle risorse necessarie allo svolgimento dei compiti attribuiti con lï¿½atto di delegazione, nella misura del 10 per cento contestualmente allï¿½atto di delegazione, nella misura dellï¿½ulteriore 80 per cento del quadro economico post-appalto alla consegna e nella misura dellï¿½importo rimanente allï¿½accertamento finale della spesa, conseguente allï¿½approvazione da parte del soggetto delegatario degli atti di contabilitaï¿½ finale e di collaudo;
h) le modalitï¿½ e i termini per la manutenzione delle opere fino alla consegna;
i) i casi di decadenza della delegazione e le modalitï¿½ per la relativa declaratoria.
8. Gli oneri per spese tecniche, generali e di collaudo, nonchï¿½ per imprevisti, premi di accelerazione e per la costituzione del fondo per accordi bonari sono determinati ai sensi dellï¿½articolo 56, comma 2.
10. Entro novanta giorni dallï¿½entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale approva lï¿½elenco delle opere giï¿½ affidate in delegazione amministrativa che sono acquisite a titolo gratuito al demanio di altro ente pubblico.
10 bis. I soggetti di cui al comma 2, lettere e) ed f), non possono realizzare direttamente i lavori pubblici oggetto dellï¿½atto di delegazione. Tali lavori, e relative progettazioni e collaudi, sono realizzati mediante contratti di appalto secondo le procedure di cui ai capi II e IV.
Art. 52 (Elenco regionale dei collaudatori) (articolo abrogato dalla LR 9/2006)
[1. Entro centottanta giorni dallï¿½entrata in vigore della presente legge, ï¿½ istituito lï¿½elenco regionale dei collaudatori, di seguito denominato elenco, che si articola in una parte generale e in una speciale riservata ai collaudatori di opere strutturali di cui alla legge regionale 9 maggio 1988, n. 27.
2. Lï¿½elenco parte generale ï¿½ suddiviso nelle seguenti due sezioni, nelle quali possono essere iscritti, nei limiti delle rispettive competenze professionali, a domanda:
a) ingegneri, architetti, geologi, dottori agronomi e dottori forestali che abbiano prestato servizio per almeno dieci anni alle dipendenze delle amministrazioni dello Stato o di altre pubbliche amministrazioni, anche se si trovino in posizione di quiescenza, o che, essendo liberi professionisti o dipendenti di soggetti privati, siano iscritti ininterrottamente, da almeno dieci anni, nei rispettivi albi professionali;
b) geometri, periti industriali e agrari che abbiano prestato servizio per almeno dieci anni alle dipendenze delle amministrazioni dello Stato o di altre pubbliche amministrazioni, anche se si trovino in posizione di quiescenza, o che, essendo liberi professionisti o dipendenti di soggetti privati, siano iscritti ininterrottamente, da almeno dieci anni, nei rispettivi albi professionali.
3. Nellï¿½elenco parte speciale possono essere iscritti, a domanda, ingegneri e architetti, liberi professionisti o dipendenti di enti pubblici o privati, che abbiano acquisito una specifica esperienza nella materia e che risultino iscritti ininterrottamente, da almeno dieci anni, nei rispettivi albi professionali.
4. Ai fini del raggiungimento dellï¿½anzianitï¿½ di dieci anni di cui al comma 2, ï¿½ ammesso il cumulo del periodo di iscrizione ininterrotta nel rispettivo albo professionale con il periodo di attivitï¿½ svolta in rapporto di pubblico impiego.]
Art. 53 (Specializzazione degli elenchi) (articolo abrogato dalla LR 9/2006)
[1. In relazione alle attivitï¿½ professionali svolte, tutti i tecnici interessati possono chiedere di essere iscritti nellï¿½elenco parte generale di cui allï¿½articolo 52 nel numero massimo di specializzazioni determinato dal regolamento di cui allï¿½articolo 4. Lï¿½iscrizione nellï¿½apposita sezione dellï¿½elenco, per quanto attiene i tecnici diplomati, si intende richiesta e concessa nei limiti delle specifiche competenze professionali determinate dalle leggi dello Stato.
2. Le specializzazioni sono definite con il regolamento di cui allï¿½articolo 4, tenuto conto delle disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34, sullï¿½istituzione del sistema di qualificazione degli esecutori di lavori pubblici.]
Art. 54 (Nomina dei collaudatori)
1. I collaudatori sono nominati dalla stazione appaltante a seguito dellï¿½espletamento delle procedure previste dalla vigente normativa in materia di appalti di servizi. Le stazioni appaltanti aggiudicano lï¿½appalto mediante il criterio dellï¿½offerta economicamente piuï¿½ vantaggiosa.
2. Le stazioni appaltanti si attengono ai criteri di cui al presente articolo e al regolamento di cui allï¿½articolo 4 per ammettere gli offerenti ed i candidati alla procedura di aggiudicazione dellï¿½appalto.
5. Possono essere affidati incarichi di collaudo, di cui ai commi 3 e 4, a cittadini di Stati membri dellï¿½Unione europea che attestino il possesso almeno decennale dei titoli di studio richiesti dallo Stato membro di appartenenza per lï¿½esercizio delle professioni corrispondenti a quelle di cui alle lettere a) e b) del comma 3 e che abbiano prestato servizio per almeno dieci anni alle dipendenze delle amministrazioni dello Stato di appartenenza o di altre pubbliche amministrazioni, ovvero che abbiano esercitato, per lo stesso periodo, la libera professione.
6. I soggetti di cui ai commi 3, 4 e 5 devono attestare il possesso di idonea esperienza, ai sensi del regolamento di cui allï¿½articolo 4 e il possesso delle competenze specifiche richieste per lï¿½intervento da collaudare.
Art. 55 (Commissione di collaudo)
1. Per i lavori di notevole importanza puï¿½ essere nominata una commissione di collaudo, formata da tre membri, di cui uno scelto tra i laureati in discipline giuridico-amministrative che abbia prestato servizio per almeno dieci anni alle dipendenze delle amministrazioni dello Stato o di altri enti pubblici, anche se in posizione di quiescenza, con particolare esperienza nel settore delle opere pubbliche.
Art. 56 (Concessione del finanziamento a enti pubblici)
1. La concessione del finanziamento ai soggetti di cui allï¿½articolo 3, comma 1 e 2, ï¿½ disposta in via definitiva sulla base del progetto preliminare per un importo commisurato alla spesa ritenuta ammissibile, determinata dal dirigente della struttura tecnica competente ovvero, nei casi di cui allï¿½articolo 42, dalla Commissione regionale dei lavori pubblici. Per specifici lavori individuati dalla Giunta regionale, la concessione del finanziamento ï¿½ disposta in via definitiva, sulla base di un programma operativo di intervento che definisce i bisogni, gli obiettivi che si intende raggiungere, la tipologia dellï¿½intervento, i tempi di realizzazione, la spesa preventivata per un importo commisurato alla spesa ritenuta ammissibile, determinata dal dirigente della struttura tecnica competente.
2. Gli oneri per spese tecniche generali e di collaudo sono commisurati alle aliquote percentuali dellï¿½ammontare dei lavori e delle acquisizioni degli immobili di progetto ritenuti ammissibili a finanziamento; le aliquote sono determinate per categorie di opere, anche in misura graduale, con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, tenuto conto dei costi desunti dalle tariffe professionali. Gli incentivi ammissibili per imprevisti, premi di accelerazione e per la costituzione del fondo per accordi bonari non possono complessivamente eccedere lï¿½aliquota massima del 10 per cento dellï¿½ammontare dei lavori e delle acquisizioni degli immobili di progetto. Le somme da destinare a ricerche e indagini preliminari non possono eccedere complessivamente lï¿½aliquota massima del 5 per cento dellï¿½ammontare dei lavori e delle acquisizioni degli immobili di progetto. Fino allï¿½emanazione del decreto del Presidente della Regione si applica il decreto del Presidente della Giunta regionale emanato ai sensi dellï¿½articolo 8, terzo comma, della legge regionale 31 ottobre 1986, n. 46, come modificato dallï¿½articolo 130, comma 1, della legge regionale 1/1993, e dellï¿½articolo 24 della medesima legge regionale 46/1986.
3. La concessione del finanziamento si intende effettuata per lï¿½opera e non per le singole voci o importi risultanti dal progetto.
4. Ad avvenuta conclusione dei lavori, lï¿½ente pubblico beneficiario ï¿½ autorizzato a utilizzare le economie contributive conseguite in corso di realizzazione dellï¿½opera ammessa a finanziamento a copertura di maggiori oneri per spese tecniche e di collaudo, nonchï¿½ per lï¿½esecuzione di ulteriori lavori affini a quelli eseguiti, di cui sia riconosciuta la necessitï¿½ in un progetto giï¿½ approvato dallï¿½ente.
5. Il finanziamento concesso si intende comprensivo dellï¿½intera imposta sul valore aggiunto per la realizzazione dellï¿½intervento.
6. Lï¿½ente pubblico beneficiario ï¿½ autorizzato a reimpiegare lï¿½imposta sul valore aggiunto non costituente onere per il beneficiario, in quanto a qualsiasi titolo recuperata, conguagliata o rimborsata, per la realizzazione di nuovi lavori affini a quelli oggetto di contribuzione, nonchï¿½ per lï¿½adeguamento alle norme di sicurezza e per il miglioramento funzionale di opere preesistenti.
6 bis. Relativamente agli interventi in materia di difesa del suolo fruenti di finanziamenti dello Stato e cofinanziati dalla Regione, gestiti da Enti pubblici ai sensi del comma 1, ovvero affidati in delegazione amministrativa intersoggettiva ai soggetti di cui allï¿½articolo 51, comma 2, sono ammissibili al finanziamento regionale anche i soli oneri relativi a spese tecniche, generali e di collaudo, qualora eccedenti le aliquote fissate dalla normativa statale e fino alla concorrenza delle aliquote determinate ai sensi del comma 2, ovvero inerenti a spese per acquisizioni di aree e oneri relativi.
Art. 57 (Erogazione del finanziamento concesso a enti pubblici)
1. Fatte salve particolari disposizioni di settore, il finanziamento concesso ai soggetti indicati all'articolo 3, commi 1 e 2, ï¿½ erogato come segue:
a) nel caso di concessione del finanziamento in conto capitale o di anticipazione finanziaria, ï¿½ disposta la somministrazione in via definitiva e in unica soluzione del finanziamento contestualmente al provvedimento di concessione;
b) nel caso di concessione di finanziamento in annualitï¿½ ï¿½ disposta, contestualmente al provvedimento di concessione, lï¿½apertura di un ruolo di spesa fissa per il pagamento a favore dellï¿½ente beneficiario di tutte le annualitï¿½ concesse con scadenza fissa annuale a decorrere dallï¿½anno di emissione del provvedimento stesso.
Art. 58 (Finanziamento a soggetti a partecipazione pubblica)
3. Per le modalitï¿½ di concessione ed erogazione del finanziamento sono fatte salve le diverse disposizioni di settore.
Art. 59 (Concessione del finanziamento a soggetti privati)
1. La concessione del finanziamento a soggetti diversi da quelli indicati allï¿½articolo 56, comma 1, ï¿½ disposta, in via definitiva, dallï¿½organo concedente per un importo commisurato alla spesa ritenuta ammissibile dal dirigente della struttura tecnica competente sulla base di elaborati tecnici progettuali di adeguato approfondimento. Sono fatte salve le attribuzioni della Commissione regionale dei lavori pubblici, di cui allï¿½articolo 42.
2. Per lï¿½ammissibilitï¿½ a finanziamento trovano applicazione le disposizioni di cui allï¿½articolo 56, comma 2.
3. Fatte salve particolari disposizioni di settore, per i soggetti di cui al comma 1, se esercenti attivitï¿½ in regime IVA nel settore in cui rientra lï¿½intervento oggetto di incentivo, lï¿½imposta non ï¿½ ammissibile a finanziamento.
Art. 60 (Erogazione del finanziamento in conto capitale concesso a soggetti privati)
1. Il finanziamento in conto capitale concesso ai soggetti diversi da quelli indicati allï¿½articolo 56, comma 1, ï¿½ erogato contestualmente allï¿½atto di concessione per una quota pari al 50 per cento del suo ammontare e non eccedente la somma di euro 155.000; la somma rimanente ï¿½ erogata a presentazione della documentazione di cui allï¿½articolo 62.
2. In alternativa al sistema di cui al comma 1, su domanda e subordinatamente alla prestazione, per un importo equivalente alla parte di anticipazione eccedente la somma di euro 155.000, di fideiussione bancaria o di polizza fideiussoria assicurativa rilasciata da enti, istituti o imprese autorizzati dalle vigenti disposizioni puï¿½ essere corrisposto lï¿½intero finanziamento concesso.
3. La fideiussione bancaria o la polizza fideiussoria assicurativa da rilasciarsi ai sensi dellï¿½articolo 4 della legge regionale 4 gennaio 1995, n. 3, devono espressamente prevedere che il fideiussore ï¿½ tenuto a rifondere allï¿½Amministrazione regionale le somme anticipate entro trenta giorni dalla richiesta dellï¿½organo concedente il contributo.
4. Le spese non documentate entro il termine assegnato dal decreto di concessione sono escluse dal contributo, e in ogni caso il beneficiario ï¿½ tenuto alla restituzione delle somme eventualmente riscosse in eccedenza, maggiorate degli interessi al tasso legale. Lo svincolo della fideiussione bancaria o della polizza fideiussoria assicurativa avviene a seguito della presentazione della documentazione di spesa, nonchï¿½ della dichiarazione di un tecnico qualificato attestante la conformitï¿½ dei lavori eseguiti al progetto dellï¿½opera finanziata.
5. Lï¿½organo concedente il finanziamento, dï¿½intesa con la struttura tecnica competente per territorio, dispone controlli a campione per accertare la regolaritï¿½ della realizzazione dei lavori ammessi a contributo e la corrispondenza con la documentazione presentata ai fini della rendicontazione della spesa. Qualora dalle verifiche effettuate dalla struttura tecnica risulti accertata la non conformitï¿½ delle finalitï¿½ dellï¿½opera realizzata a quelle dellï¿½opera ammessa a contributo, ovvero la non corrispondenza dei lavori eseguiti con il progetto approvato o con la documentazione di spesa presentata, lï¿½organo concedente dispone la revoca del finanziamento con conseguente obbligo per il beneficiario di restituzione delle somme riscosse, maggiorate degli interessi al tasso legale.
6. Qualora la struttura tecnica valuti che le irregolaritï¿½ accertate non incidono sulla finalitï¿½ o sulla funzionalitï¿½ dellï¿½opera, determina lï¿½eventuale minor costo delle opere; in tal caso lï¿½organo concedente procede alla riduzione del finanziamento, con conseguente obbligo per il beneficiario di restituzione delle somme riscosse in eccedenza, maggiorate degli interessi al tasso legale. Se le irregolaritï¿½ non comportano minor costo delle opere, lï¿½organo concedente dispone lï¿½archiviazione del procedimento.
7. La Giunta regionale delibera periodicamente i criteri per lï¿½esercizio dei controlli a campione.
Art. 61 (Erogazione del finanziamento in annualitï¿½ a favore di soggetti privati)
1. Il contributo pluriennale a favore dei soggetti indicati allï¿½articolo 59 ï¿½ erogato contestualmente allï¿½atto di concessione mediante lï¿½apertura di un ruolo di spesa fissa, con scadenza fissa annuale, per un numero di annualitï¿½ pari alla metï¿½ di quelle concesse. Le restanti annualitï¿½ sono erogate mediante apertura di un nuovo ruolo di spesa fissa a seguito della presentazione della documentazione di spesa, nonchï¿½ della dichiarazione di un tecnico qualificato attestante la conformitï¿½ dei lavori eseguiti al progetto dellï¿½opera finanziata. Le spese non documentate entro il termine assegnato dal decreto di concessione sono escluse dal contributo; in tal caso lï¿½organo concedente ridetermina mediante nuovo ruolo di spesa fissa il contributo pluriennale, con contestuale conguaglio sulla annualitï¿½ in scadenza delle somme erogate in eccedenza, maggiorate degli interessi al tasso legale.
2. Lï¿½organo concedente il finanziamento, dï¿½intesa con la struttura tecnica competente per territorio, dispone controlli a campione per accertare la regolaritï¿½ della realizzazione dei lavori ammessi a contributo e la corrispondenza con la documentazione presentata ai fini della rendicontazione della spesa. Qualora dalle verifiche effettuate dalla struttura tecnica risulti accertata la non conformitï¿½ delle finalitï¿½ dellï¿½opera realizzata a quelle dellï¿½opera ammessa a contributo, ovvero la non corrispondenza dei lavori eseguiti con il progetto approvato o con la documentazione di spesa presentata, lï¿½organo concedente dispone la revoca del finanziamento con conseguente obbligo per il beneficiario di restituzione delle somme riscosse, maggiorate degli interessi al tasso legale.
3. Qualora la struttura tecnica valuti che le irregolaritï¿½ accertate non incidono sulla finalitï¿½ o sulla funzionalitï¿½ dellï¿½opera, determina lï¿½eventuale minor costo delle opere; in tal caso lï¿½organo concedente procede alla riduzione del finanziamento e, qualora il finanziamento pluriennale non sia stato interamente erogato, ridetermina mediante nuovo ruolo di spesa fissa il contributo pluriennale, con contestuale conguaglio sulla annualitï¿½ in scadenza delle somme erogate in eccedenza, maggiorate degli interessi al tasso legale. Se le irregolaritï¿½ di lieve entitï¿½ non comportano minor costo delle opere, lï¿½organo concedente dispone lï¿½archiviazione del procedimento.
4. La Giunta regionale delibera periodicamente i criteri per lï¿½esercizio dei controlli a campione.
Art. 62 (Rendicontazione del finanziamento)
Art. 63 (Adempimenti specifici)
1. Per i lavori fruenti di incentivi regionali i beneficiari sono tenuti a esporre sui luoghi di cantiere un cartello che riproduca lo stemma della Regione con la dicitura <> e indichi la legge e lï¿½entitï¿½ del finanziamento.
2. I soggetti di cui allï¿½articolo 3 indicano il numero di codice assegnato al lavoro per la comunicazione dei dati di cui allï¿½articolo 5 della legge regionale 11/1999, ai fini della rendicontazione degli incentivi concessi per la realizzazione di lavori pubblici aggiudicati o affidati dopo lï¿½1 gennaio 2000. Si fa salvo quanto previsto dall'articolo 39, comma 4.
Art. 64 (Norme sulla sicurezza)
1. I soggetti beneficiari di incentivi per la realizzazione di lavori pubblici sono tenuti allï¿½osservanza delle norme sulla sicurezza nei cantieri, pena la revoca degli incentivi.
2. Il regolamento di cui allï¿½articolo 4 definisce i casi di revoca dellï¿½incentivo, tenuto conto dellï¿½entitï¿½ dei lavori non ancora eseguiti, del grado di responsabilitï¿½ degli incaricati dellï¿½amministrazione aggiudicatrice nellï¿½inosservanza delle norme sulla sicurezza, nonchï¿½ dellï¿½accertamento dei competenti organi di vigilanza.
Art. 65 (Organi competenti) (articolo abrogato dalla LR 9/2006)
[1. Fatta eccezione per le opere di competenza degli enti di cui al comma 2, le attribuzioni spettanti alla Regione in materia di espropriazione per pubblica utilitï¿½ e di occupazione temporanea e dï¿½urgenza sono esercitate dal dirigente della struttura regionale competente alle espropriazioni.
2. Per le opere di competenza e di iniziativa dei Comuni, anche riuniti in consorzio, e delle Province, ivi compresi gli interventi pianificatori, le funzioni spettanti alla Regione in materia di espropriazione per pubblica utilitï¿½, di costituzione di servitï¿½ coattiva e di occupazione temporanea e dï¿½urgenza sono trasferite ai Comuni e alle Province.
3. Spetta al Comune, nel cui territorio le opere devono essere eseguite, emanare i provvedimenti autorizzativi dellï¿½accesso agli immobili, sia per lï¿½esecuzione di misure e rilievi, sia per la redazione degli stati di consistenza, nonchï¿½ i provvedimenti di nomina dei tecnici incaricati per le esigenze di cui sopra.]
Art. 66 (Compilazione degli stati di consistenza) (articolo abrogato dalla LR 9/2006)
[1. Per le generalitï¿½ delle occupazioni temporanee e dï¿½urgenza, la redazione degli stati di consistenza avviene nelle forme e nei modi previsti dallï¿½articolo 3, secondo, terzo e quarto comma, della legge 3 gennaio 1978, n. 1.
2. Gli stati di consistenza sono compilati in concomitanza con la redazione del verbale di immissione nel possesso, anche nel caso di occupazioni consensuali.]
Art. 67 (Dichiarazione di pubblica utilitaï¿½)
1. Relativamente alle opere pubbliche da realizzarsi nel territorio regionale, la dichiarazione di pubblica utilitaï¿½ eï¿½ implicita nellï¿½atto di approvazione del progetto definitivo dalla data in cui lo stesso diviene efficace ai sensi di legge.
2. Le opere che godono di contributo regionale possono essere espressamente dichiarate di pubblica utilitaï¿½ nel provvedimento di concessione, previa conforme deliberazione della Giunta regionale.
3. Per le opere diverse da quelle di cui ai commi 1 e 2, la dichiarazione espressa di pubblica utilitaï¿½ eï¿½ pronunciata dallï¿½autoritaï¿½ individuata dalle norme di settore e in mancanza, dalla Giunta regionale.
Art. 67 bis (Incarichi nellï¿½ambito di procedure espropriative)
Art. 68 (Termini di inizio e di ultimazione dei lavori e delle espropriazioni)
1. Per i procedimenti espropriativi da effettuarsi nellï¿½ambito del territorio regionale, il periodo utile per lï¿½esecuzione dei lavori e delle espropriazioni ï¿½ fissato in ventiquattro mesi per il loro inizio e in trentasei mesi per la loro ultimazione a decorrere dalla data della dichiarazione espressa o implicita di pubblica utilitï¿½.
2. Eventuali proroghe o fissazioni di termini diversi da quelli di cui al comma 1 sono concesse solo per motivate circostanze:
a) da parte dellï¿½organo cui compete emettere la dichiarazione espressa di pubblica utilitï¿½;
b) da parte dellï¿½organo che approva il progetto definitivo nel caso di opere di competenza degli enti pubblici.
3. Spetta, altresï¿½, agli organi di cui al comma 2 la fissazione dei termini di inizio e ultimazione dei lavori e delle espropriazioni, nelle ipotesi in cui la dichiarazione di pubblica utilitï¿½ sia direttamente contenuta in una disposizione di legge.
4. In ogni caso i lavori e le espropriazioni debbono aver inizio entro tre anni dalla data di cui al comma 1.
5. Qualora non ricorra la necessitï¿½ espropriativa, se per le opere sia previsto un contributo statale o regionale, la fissazione dei termini di inizio e fine lavori, nonchï¿½ la concessione di eventuali proroghe spettano allï¿½organo concedente il contributo. In caso di mancato rispetto del termine finale, lï¿½organo concedente, su istanza del beneficiario, ha facoltï¿½, in presenza di motivate ragioni, di confermare il contributo e fissare un nuovo termine di ultimazione dei lavori, ovvero di confermare il contributo quando i lavori siano giï¿½ stati ultimati, accertato il pieno raggiungimento dellï¿½interesse pubblico.
Art. 69 (Notificazioni) (articolo abrogato dalla LR 9/2006)
[1. Il provvedimento autorizzante lï¿½occupazione temporanea e dï¿½urgenza ï¿½ notificato a cura dellï¿½ente procedente, unitamente allï¿½avviso di cui allï¿½articolo 3, quarto comma, della legge 1/1978, ai proprietari degli immobili interessati, ovvero, se sconosciuti, ai soggetti che comunque risultano tali secondo i dati catastali.
2. Le notificazioni previste dallï¿½articolo 11, terzo e quarto comma, della legge 22 ottobre 1971, n. 865, sono eseguite a cura e spese dellï¿½ente espropriante.
3. Lï¿½avviso di deposito, eseguito ai sensi e per gli effetti dellï¿½articolo 17 della legge 25 giugno 1865, n. 2359, oltre alle forme di pubblicitï¿½ ivi previste, ï¿½ notificato ai soggetti espropriandi.
4. Il termine di quindici giorni previsto dal terzo comma dellï¿½articolo 10 della legge 865/1971, durante il quale gli interessati possono presentare osservazioni scritte, depositandole nella segreteria del Comune, decorre dalla data della notifica ai soggetti espropriandi.]
Art. 70 (Svincolo delle indennitï¿½)
1. Ai fini dello svincolo delle indennitï¿½ di occupazione temporanea e dï¿½urgenza, di asservimento coattivo e di espropriazione per pubblica utilitï¿½, nonchï¿½ ai fini del pagamento diretto delle indennitï¿½ accettate, lï¿½accertamento della proprietï¿½ e libertï¿½ dellï¿½immobile da iscrizioni ipotecarie, trascrizioni e altri vincoli reali, ovvero della qualifica di erede avente titolo esclusivo o per quota agli indennizzi di cui sopra, ï¿½ effettuato sulla base di apposita dichiarazione scritta resa dallï¿½interessato nei modi e nelle forme previsti dallï¿½articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. Per lï¿½accertamento della qualifica di erede la suddetta dichiarazione ï¿½ corredata dellï¿½atto di morte dellï¿½espropriato.
2. La dichiarazione di cui al comma 1, resa nei modi e nelle forme ivi previsti, esonera da ogni responsabilitï¿½ lï¿½ente espropriante e lï¿½Amministrazione regionale.
Art. 71 (Superamento delle barriere architettoniche)
1. Non puï¿½ essere oggetto di incentivi la realizzazione di opere che non rispettino la normativa in materia di superamento delle barriere architettoniche.
1 bis. I progetti di opere pubbliche e quelli dichiarati di pubblica utilitï¿½ devono prevedere, ove possibile, sistemi che consentono lï¿½autonoma mobilitï¿½ delle persone videolese.
1. ter. (Abrogato il comma 1 ter da art. 112, comma 2, L. R. 29/2005)
1. quater. (Abrogato il comma 1 quater da art. 112, comma 2, L. R. 29/2005)
Art. 72 (Adeguamento della struttura)
1. In relazione alle finalitï¿½ della presente legge, lï¿½Amministrazione regionale, anche in deroga alla disciplina prevista dalla vigente normativa secondo procedure e modalitï¿½ da definirsi nei bandi di concorso di cui al comma 2, ï¿½ autorizzata a effettuare assunzioni, nel ruolo unico regionale, di personale per un numero massimo di venticinque unitï¿½ nella qualifica funzionale di consigliere, di cui dieci con profilo professionale consigliere giuridico-amministrativo-legale e quindici con profilo professionale consigliere ingegnere.
2. La Giunta regionale, entro centoventi giorni dallï¿½entrata in vigore della presente legge, determina con propria deliberazione le modalitï¿½ per lo svolgimento dei concorsi.
3. In attesa di procedere alle assunzioni di cui al comma 1, nonchï¿½ al fine di garantire comunque lo svolgimento delle funzioni istituzionali, lï¿½Amministrazione regionale provvede a sopperire alle esigenze di personale mediante recupero dalle graduatorie di merito predisposte per il profilo professionale di consigliere ingegnere e urbanista a seguito dellï¿½espletamento delle procedure concorsuali previste dallï¿½articolo 8 della legge regionale 7 maggio 1996, n. 20, come da ultimo modificato dallï¿½articolo 17, comma 2, della legge regionale 4/2000, e dallï¿½articolo 40, comma 11, della legge regionale 31 dicembre 1999, n. 30, nonchï¿½ mediante il ricorso al lavoro interinale di cui alla legge 24 giugno 1997, n. 196, e successive modificazioni.
Art. 73 (Norme finanziarie)
1. Gli oneri a carico dellï¿½Amministrazione regionale derivanti dallï¿½applicazione degli articoli 5, comma 8, limitatamente agli oneri derivanti dalla nomina di un dipendente di altra amministrazione quale responsabile unico del procedimento, e 9, comma 3, primo periodo, fanno carico allï¿½unitï¿½ previsionale di base 52. 2. 4. 1. 650 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2002-2004 e del bilancio per lï¿½anno 2002, con riferimento al capitolo 555 del documento tecnico allegato ai bilanci medesimi, la cui denominazione ï¿½ integrata con lï¿½aggiunta in fine della locuzione <<, nonchï¿½ per le polizze assicurative per la copertura dei rischi professionali a favore dei dipendenti incaricati della responsabilitï¿½ del procedimento ï¿½ ivi compresi quelli di altra amministrazione ï¿½ e della sicurezza, della progettazione, della direzione e del collaudo di lavori pubblici>>.
2. Gli oneri derivanti dallï¿½applicazione dellï¿½articolo 45 fanno carico alle seguenti unitï¿½ previsionali di base dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2002-2004 e del bilancio per lï¿½anno 2002, con riferimento ai capitoli del documento tecnico allegato ai bilanci medesimi a fianco di ciascuno indicati:
a) U. P. B. 52. 3. 1. 1. 664 ï¿½ capitolo 156;
b) U. P. B. 52. 3. 1. 2. 666 ï¿½ capitolo 180.
3. Gli oneri derivanti dallï¿½applicazione dellï¿½articolo 48 fanno carico allï¿½unitï¿½ previsionale di base 5. 5. 24. 1. 95 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2002-2004 e del bilancio per lï¿½anno 2002, con riferimento al capitolo 3199 del documento tecnico allegato ai bilanci medesimi.
4. Gli oneri derivanti dallï¿½applicazione dellï¿½articolo 72 fanno carico alle seguenti unitï¿½ previsionali di base dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2002-2004 e del bilancio per lï¿½anno 2002, con riferimento ai capitoli del documento tecnico allegato ai bilanci medesimi, a fianco di ciascuna indicati, che presentano sufficiente disponibilitï¿½:
1) U. P. B. 52. 2. 4. 1. 1 - capitoli 550, 551 e 561;
2) U. P. B. 52. 2. 4. 1. 651 - capitoli 552 e 553;
3) U. P. B. 52. 2. 4. 1. 659 - capitoli 9630 e 9631;
4) U. P. B. 52. 5. 8. 1. 687 - capitolo 9650;
5) U. P. B. 52. 3. 4. 1. 2603 - capitolo 599, relativamente agli oneri derivanti dal ricorso al lavoro interinale previsto al comma 3 del citato articolo 72.
Art. 74 (Norma di rinvio)
1. Agli istituti regolamentati dallo Stato non disciplinati dalla presente legge si applica la previgente normativa statale fino allï¿½esercizio della potestï¿½ legislativa regionale.
Art. 75 (Finanziamenti per strutture sanitarie e socio-assistenziali)
Art. 76 (Procedimenti contributivi in corso)
1. Salvo diversa richiesta del beneficiario, da inoltrarsi entro sessanta giorni alla struttura concedente lï¿½incentivo, la presente legge non si applica ai procedimenti contributivi in corso alla data di entrata in vigore della legge medesima.
Art. 77 (Conferma dellï¿½iscrizione nellï¿½elenco dei collaudatori)
1. ï¿½ confermata lï¿½iscrizione nellï¿½elenco dei collaudatori di cui allï¿½articolo 52 di coloro che, alla data di entrata in vigore della presente legge, risultino giï¿½ iscritti nellï¿½elenco regionale dei collaudatori di cui allï¿½articolo 33 della legge regionale 46/1986 e dellï¿½articolo 7 della legge regionale 27/1988, previa acquisizione di una dichiarazione scritta di conferma da parte dellï¿½iscritto e di una dichiarazione sostitutiva di certificazione ai sensi dellï¿½articolo 46, comma 1, lettera i), del decreto del Presidente della Repubblica 445/2000, circa la permanenza dellï¿½iscrizione nellï¿½albo professionale.
Art. 78 (Norma transitoria in materia di espropriazioni)
1. Le procedure di espropriazione e di asservimento coattivo concernenti opere e interventi di competenza e di iniziativa dei Comuni, anche riuniti in consorzio, e delle Province, le cui richieste risultano giï¿½ attivate presso la competente struttura dellï¿½Amministrazione regionale alla data di entrata in vigore della presente legge, rimangono attribuite alla competenza di questï¿½ultima.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 trovano altresï¿½ applicazione per lï¿½espropriazione di aree giï¿½ occupate con procedura dï¿½urgenza in data anteriore allï¿½entrata in vigore della presente legge.
Art. 79 (Abrogazioni)
a) lï¿½articolo 11 della legge regionale 26 agosto 1983, n. 74, e successive modificazioni;
b) il primo comma dellï¿½articolo 2 della legge regionale 30 dicembre 1985, n. 54, e successive modificazioni;
c) lï¿½articolo 61 della legge regionale 30 gennaio 1986, n. 5;
d) lï¿½articolo 1 della legge regionale 6 giugno 1986, n. 24;
e) la legge regionale 46/1986 e successive modificazioni, a eccezione dei capi V e V bis, nonchï¿½ dellï¿½articolo 44;
f) i commi 1, 2 e 3 dellï¿½articolo 7 della legge regionale 27/1988;
g) lï¿½articolo 13 della legge regionale 1 settembre 1989, n. 24;
h) lï¿½articolo 19 della legge regionale 6 novembre 1995, n. 42;
i) lï¿½articolo 16 della legge regionale 4 luglio 1997, n. 23;
l) lï¿½articolo 42 della legge regionale 9 novembre 1998, n. 13;
m) il comma 3 dellï¿½articolo 8 della legge regionale 15 febbraio 1999, n. 4;
n) lï¿½articolo 18 della legge regionale 15 febbraio 2000, n. 1.

References: Art. 2

Art. 3

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 9
 art. 13

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17
 art. 13

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 45

Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 50

Art. 51

Art. 52

Art. 53

Art. 54

Art. 55

Art. 56

Art. 57

Art. 58

Art. 59

Art. 60

Art. 61

Art. 62

Art. 63

Art. 64

Art. 65

Art. 66

Art. 67

Art. 67

Art. 68

Art. 69

Art. 70

Art. 71
 art. 112
 art. 112

Art. 72

Art. 73
in fine
 articolo 72

Art. 74

Art. 75

Art. 76

Art. 77

Art. 78

Art. 79