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REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio. Sede di Roma, Sez. Iª. Sentenza n. - PDF
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Raffaella Adamo
1 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio Sede di Roma, Sez. Iª Sentenza n. 2065/2007 composto dai signori magistrati: Antonino Savo Amodio Silvia Martino Roberto Caponigro Presidente Componente rel. Componente ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso n /2006 proposto da Falco Paolina, Liberati Anna Maria in Scala, Vecchio Margherita, Fantauzzo Maria, Kershbaumere Inge, Biotti Giorgio, Versaci Maria, Parisi Giovanna, Di Maria Concetta, Salerno Tommaso, Checcucci Alberto, Trincia Luciano, Tesorone Pierluigi, Balestra Oronzo Pietro, Maurizio Giannina, Narduzzo Sisinio, Girotti Piero, Melis Maria Grazia, Pitirra Maria Rosaria rappresentati e difesi dall avv. Giorgio Colnago ed elettivamente domiciliati presso il suo studio in Roma alla via Oslavia n. 40; CONTRO - Ministero degli Affari Esteri, in persona del Ministro p.t., rappresentato e difeso dall Avvocatura generale dello Stato; per l esecuzione
2 della sentenza del TAR Lazio, sez. I^, n /2004, confermata dal Consiglio di Stato, sez. IV, con decisioni n. 1615/2006 e 3644/06. Visto il ricorso con i relativi allegati; Visto l atto di costituzione in giudizio del Ministero degli Affari Esteri; Visti gli atti tutti di causa; Data per letta alla camera di consiglio del la relazione del dr. Silvia Martino e uditi altresì gli avv.ti come da verbale; Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue: FATTO e DIRITTO 1. Con ricorso depositato il i ricorrenti chiedevano che venisse dichiarato l obbligo dell Amministrazione di dare esecuzione al giudicato formatosi sulla sentenza n. 752/2003 del del TAR Lazio, sez. I^ ter, pubblicata il La sentenza annullava il provvedimento di cui alla nota prot. n. 115/234 del gennaio 1996 e, per quanto di ragione, il D.I. del , atti con i quali il Ministero degli Affari Esteri ha determinato i coefficienti per la determinazione della componente variabile dell indennità di sede (o assegno di sede) per il personale scolastico che opera all estero. Con sentenza n /2004 la Sezione accoglieva il ricorso per l ottemperanza, dichiarando l obbligo dell amministrazione di provvedere a dotare il decreto del delle motivazioni ancora mancanti, o, eventualmente, di rettificarlo in conformità dei principi enunciati nella sentenza n. 752/2003, e cioè in modo da rendere la misura della parte di indennità correlata al costo della vita eguale per le varie categorie di dipendenti destinatari dello stesso. 2
3 In particolare, veniva ordinato al Ministero di precisare: - quale sia l entità del c.d. coefficiente di maggiorazione relativo agli oneri per attività di rappresentanza incombenti sul personale della carriera diplomatica e/o sul personale della dirigenza amministrativa; - quale sia l entità del c.d. coefficiente di maggiorazione relativo agli oneri derivanti dal maggior costo della vita e dalle sue variazioni, incombenti sul personale della carriera amministrativa dipendente dal M.A.E., e quale l entità del predetto coefficiente applicata al personale scolastico in servizio all estero; - e, nel caso in cui risulti che al personale amministrativo dipendente dal M.A.E. vengono accordate, per il servizio svolto all estero, indennità relative al costo della vita in misura maggiore rispetto a quelle accordate, per la stessa causale, al personale scolastico che svolge parimenti servizio all estero, le ragioni dell attribuzione di un trattamento economico differenziato. Con la sentenza veniva altresì nominato, in qualità di Commissario ad acta, il Direttore Generale del Personale del Ministero degli Affari Esteri. La sentenza è stata confermata in appello con le decisioni n. 1615/06 e 3644/06 della IV Sezione del Consiglio di Stato. Nella perdurante inerzia dell amministrazione i ricorrenti hanno inoltrato un atto di diffida al Ministero degli Affari Esteri, ricevuto in data 25 maggio Hanno quindi proposto il presente ricorso, chiedendo che sia confermato il Commissario ad acta e che venga adottato ogni provvedimento ritenuto necessario contro il Ministero degli Affari Esteri. 3
4 Ritualmente costituitasi l Amministrazione ha depositato in giudizio il decreto interministeriale n del 6 ottobre 2006 emesso in asserita ottemperanza alle sentenze n e del Con memoria depositata il i ricorrenti hanno eccepito il carattere elusivo dell ennesimo decreto adottato dal Ministero, chiedendo altresì, unitamente all accoglimento del ricorso, che i coefficienti di sede per il personale scolastico decorrenti dal 1 aprile 1995 vengano stabiliti nella stessa misura prevista per il personale amministrativo del M.A.E. (indicato nel d.i. n del 1 aprile 1995, come restante personale ), nonché, infine, che siano conseguentemente disposte le maggiori somme dovute, con rivalutazione monetaria ed interesse legali, sino al soddisfo, in relazione al servizio prestato da ciascun dipendente. Il ricorso è stato infine trattenuto in decisione nella camera di consiglio del Il ricorso merita accoglimento, nei termini che vengono di seguito precisati. 2.a In primo luogo, deve essere dichiarata la nullità, ai sensi dell art. 21 septies della l.n. 241/90, così come novellata dalla l. n. 15/2005, del decreto interministeriale n del 10 ottobre Al riguardo, il Collegio osserva quanto segue. Il decreto assume che la normativa in vigore non richiede di quantificare il perso dei singoli elementi che concorrono alla costituzione dei coefficienti...in quanto entrambi sono onnicomprensivi, essendo destinati a sopperire a tutti i rispettivi specifici oneri derivati dal servizio all estero delle due categorie. Trascura tuttavia l Amministrazione che tale obbligo discende 4
5 da due sentenze passate in giudicato, le quali hanno proceduto all annullamento del precedente decreto in quanto non corredato dall esatta quantificazione dell incidenza degli oneri derivanti dall aumento del costo della vita e dalla variazione dei cambi, nonché di quelli connessi agli obblighi di rappresentanza. Risulta evidente che i coefficienti riportati nel decreto debbono pur essere scaturiti dall acquisizione di dati relativi all incidenza del costo della vita e dell andamento dei cambi nei vari paesi sedi di rappresentanze diplomatiche e consolari e dall applicazione di precisi criteri relativi alla determinazione dell ulteriore incremento derivante dai particolari obblighi gravanti sul personale della carriera diplomatica e della dirigenza amministrativa. Ancora una volta, in definitiva, non viene evidenziata quale sia la quota parte del coefficiente di maggiorazione scaturente dall andamento del costo della vita e dalla variazione dei cambi - parametri che non possono che essere uguali per le varie categorie di personale. Il Ministero si è invece limitato ad evidenziare le differenze tra i coefficienti di sede spettanti al personale della carriera amministrativa e quelli spettanti al personale scolastico, laddove, nelle sentenze da eseguire, risulta chiaramente affermata l illegittimità dell attribuzione al personale non appartenente alla carriera diplomatica o alla dirigenza amministrativa di una ulteriore maggiorazione in ragione di supposti oneri derivanti da attività di rappresentanza. Va da sé che, quale effetto conformativo derivante dal giudicato, il nuovo decreto (della cui emissione viene sin da ora onerato il Direttore generale del personale del MAE, già nominato quale Commissario ad acta con sentenza n /2004) dovrà stabilire le misure dei 5
6 coefficienti di sede per il personale scolastico, decorrenti dal 1 aprile 1995, nella stessa misura stabilita per il personale amministrativo (non appartenente alla dirigenza). In definitiva, per quanto appena argomentato, il ricorso merita in parte accoglimento. All uopo, il Collegio ritiene di dover confermare, quale Commissario ad acta, il Direttore generale per il Personale del Ministero degli Affari Esteri, conferendogli mandato, con facoltà di delega, di adottare ogni provvedimento necessario per dare integrale esecuzione alle sentenze n. 752/2003 e 10200/2004, nel termine di giorni trenta decorrenti dalla comunicazione e/o notificazione della presente sentenza. Si ravvisano infine giusti motivi per l integrale compensazione tra le parti delle spese di giudizio. PQM Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, sez. I^, accoglie il ricorso in epigrafe e, per l effetto, così provvede: 1) dichiara nullo il d.i. n del 6 ottobre ) dispone che il Direttore Generale del Personale del Ministero degli Affari Esteri provveda a dare integrale esecuzione alle sentenze indicate in epigrafe nel termine di trenta giorni decorrenti dalla comunicazione e/o notificazione della presente sentenza. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall autorità amministrativa. Così deciso in Roma nella camera di consiglio del Antonino Savo Amodio Presidente Silvia Martino Estensore 6
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