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Timestamp: 2018-01-22 17:40:32+00:00

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Corte Costituzionale e accorpamenti delle Camere di Commercio - Il Cappello Pensatore
Come rimestare il torbido, ovvero la Sentenza della Corte Costituzionale e accorpamenti delle Camere di Commercio in Sicilia.
Torna alla ribalta il tema dello scorporo della Camera di Commercio appena accorpata (ex Catania, Ragusa e Siracusa). Una sentenza della Corte Costituzionale che non c’entra nulla e gli interventi di alcuni politici che dovrebbero tornare a scuola.
Premetto che questo balletto avanti e indré ha ormai raggiunto e superato ogni livello di farsa. Se si vuole scorporare si scorpori pure. Probabilmente la Camera di Commercio di Catania avrebbe molte più possibilità di sopravvivenza.
Ma i fatti sono crudi e le dichiarazioni di alcuni politici lasciano perplessi. Non è ben chiaro se sono dettate dall’ignoranza o dalla malafede.
La Legge 580/93 all’art. 5 comma 1 prevede che:
I consigli di due o più camere di commercio possono proporre, con delibera adottata a maggioranza dei due terzi dei componenti, l’accorpamento delle rispettive circoscrizioni territoriali o le modifiche delle circoscrizioni stesse. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, è istituita la camera di commercio derivante dall’accorpamento delle circoscrizioni territoriali. Con la medesima procedura sono approvate le eventuali modifiche delle circoscrizioni territoriali delle camere di commercio esistenti fermo restando il numero massimo di 60 e la necessità di mantenere l’equilibrio economico finanziario per ciascuna delle camere interessate.
Sulla base di questa norma la Camera di Commercio di Catania, quella di Ragusa e quella di Siracusa deliberarono di accorparsi.
La nuova Camera accorpata è stata istituita con Decreto del 25 settembre 2015 acquisita l’intesa della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano (seduta del 24 settembre 2015).
Il Decreto Legislativo 25 Novembre 2016, n° 219 è l’ennesima norma incostituzionale fatta, con l’autorevole consulenza di Unioncamere, dal Governo dei dilettanti allo sbaraglio.
Prevedeva che le nuove circoscrizioni delle Camere di Commercio venissero definite su proposta di Unioncamere con il semplice parere della Conferenza permanente, anziché “previa intesa”.
Il 27 luglio 2017 all’ordine del giorno della Conferenza (punto 14) venne posto il parere sul Decreto Legislativo che prevedeva la circoscrizione di Catania da una parte e Ragusa-Siracusa dall’altra.
In sintesi con un decreto generale di riordino si tentava di abrogare tacitamente il decreto di costituzione assunto previa INTESA con la Conferenza Stato-Regioni.
Con un articolo del 26 luglio, in questo blog spiegai che l’operazione era impossibile.
Casualmente il giorno dopo venne integrato l’ordine del giorno della Conferenza Stato Regioni. Al punto 13 venne inserita l’INTESA per revocare il Decreto di accorpamento del 25 settembre 2015, mentre al punto 15 rimase il parere sul decreto generale.
L’intesa del punto 13 non venne raggiunta, quindi l’accorpamento delle Camere di Commercio di Catania, Ragusa e Siracusa divenne definitivo.
Sentenza della Corte Costituzionale e accorpamenti
Lo scorso 13 dicembre 2017 è stata depositata la sentenza della Corte Costituzionale 261/2017 dell’8 novembre.
La sentenza riguarda il Decreto di riordino delle Camere di Commercio (219/2016) nella parte che le circoscrizioni territoriali possono essere determinate previo parere della Conferenza Stato Regioni e non previa intesa.
Mettere insieme sentenza della Corte Costituzionale e accorpamenti già effettuati seguendo le procedure della Legge 580/93 è quindi cialtronesco per diverse ragioni.
La dichiarazione di incostituzionalità riguarda il Decreto Madia e non la Legge 580/93;
Gli accorpamenti effettuati secondo la Legge 580/93 sono stati perfezionati previa intesa con la Conferenza Stato Regioni;
L’accorpamento di Catania, Ragusa e Siracusa in particolare è stato sottoposto due volte all’intesa. Una prima volta quando è stato adottato il Decreto di istituzione e una seconda volta mancando l’intesa per lo scorporo.
Sentenza della Corte Costituzionale e accorpamenti siciliani? Non c’entrano nulla!
Politici e mestatori di varia estrazione trovino altre motivazioni per lo scorporo.
È vero che la Camera di Commercio di Siracusa aveva già debiti verso i dipendenti? Se si, per Catania lo scorporo sarebbe come la manna dal cielo. Ragusa si caricherebbe un carico insopportabile da default immediato, mentre Siracusa guadagnerebbe tempo di respiro. Meno di quanto gli garantirebbe l’accorpamento a tre, ma più di quanto si è fin’ora garantita da sola.

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