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Timestamp: 2018-06-19 18:20:03+00:00

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Elias Canetti | Sonnenbarke
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20 pensieri su “Elias Canetti”
Angela Siciliano 18 febbraio 2010 alle 08:42
Ho dedicato anch’io, a modo mio, un post al libro di Canetti.
Naturalmente con un link su questa tua pagina.
Io di Canetti non ho ancora letto altro ma prima o poi lo farò e molto volentieri.
http://letture-e-riletture.blogspot.com/2010/02/da-uninfanzia.html
Marina Autore articolo 18 febbraio 2010 alle 17:49
Grazie Angela, ora sono di corsa, ma ho letto e ti ringrazio per aver linkato il mio post.
Devi assolutamente leggere qualcos’altro di Canetti, se “La lingua salvata” ti è piaciuto. “Auto da fé”, in tutti i modi (lo sai che in danese l’hanno tradotto come “Het martyrium”?). C’è chi mi ha odiato per averglielo consigliato, ma c’è anche chi non finisce più di ringraziarmi. È un romanzo terrificante, o si ama o si odia, in ogni caso visceralmente.
marzia 24 febbraio 2010 alle 21:15
Un cammeo. Stasera ne ho letta la prima metà ( rigo più rigo meno): è di quegli autori e letture che vanno sorseggiati per poterli assaporare.
Emma 25 febbraio 2010 alle 17:16
Nel 1905 Bulgaria non fa più parte dell’impero ottomano. L’indipendenza dello stato Bulgaro è sancita dal trattato di Santo Stefano il 3 marzo 1878 dopo la guerra russo-turca (tra qualche giorno è festa nazionale in Bulgaria).
Mia bisnonna che era nata nel 1866 aveva all’epoca 12 anni ed era l’unico testimone vivente cui racconti ho avuto fortuna di sentire (è vissuta fino a 100 anni).
Marina Autore articolo 27 febbraio 2010 alle 23:18
@marzia: periodo difficile, ma bene, grazie.
@Emma: grazie della precisazione. Il dato l’ho ricavato dai miei libri su Canetti, ma hai ragione tu. Però se vai a vedere la pagina Wikipedia (almeno quella in italiano, le altre non le ho controllate) c’è scritto che la Bulgaria raggiunge l’indipendenza il 22 settembre 1908, quando viene proclamato il regno, che viene nche riconosciuto a livello internazionale. Forse il punto è proprio questo riconoscimento a livello internazionale.
Nota: ho detto una stupidaggine nel commento sopra, me ne sono accorta dopo. Het martyrium è ovviamente il titolo olandese, non quello danese.
Comincio a dare i numeri.
Angela Siciliano 1 marzo 2010 alle 10:03
Mi sembrava strano quel “het”!
A prescindere dalle date storiche di questo caso, io ho fatto diverse volte l’esperienza di trovare informazioni sbagliate su wikipedia ( non é affidabile al 100%: se cercate dati importanti vanno cercati anche altrove ed eventualmente confrontarli. A volte ho trovato proprio delle menzogne, in wikipedia).
Marina Autore articolo 1 marzo 2010 alle 19:05
O ragazzi, mica mi offendo se mi correggete, eh, anzi! 😉 Mi fate un favore!
Comunque, tornando alle date, ho trovato la mia fonte: è Elias Canetti. Biographie di Sven Hanuschek, un librone di 800 pagine dove si dice che il principato di Bulgaria costituitosi nel 1878 è solo nominalmente uno Stato sovrano, poiché è ancora tributario dell’Impero Ottomano. Altrimenti, in effetti, non avrebbe avuto senso che ci fossero ancora rivolte successivamente, come nel 1903. Hanuschek afferma che Ferdinando I ha dichiarato l’indipendenza del Regno di Bulgaria solo nel 1908.
Insomma, non so, onestamente mi fido di Hanuschek, ottimo pubblicista e professore, ma bisognerebbe chiedere a uno storico, credo.
Anna Maria 5 marzo 2010 alle 14:42
Ho assistito, anni fa, alla rappresentazione della pièce di Canetti “Die Befristeten”. Gli attori erano gli studenti della Deutsche Schule a Roma. Spettacolo indimenticabile. La vicenda è ambientata in un paese i cui abitanti hanno un numero al posto del nome. Quel numero corrisponde al numero degli anni che è stato loro concesso di vivere. Come si vive in un mondo in cui ognuno conosce la propria “data di scadenza” (Frist, da cui il titolo: Die Befristeten)? Quali conflitti esploderanno? Qui:
http://www.goethe.de/INS/it/lp/prj/lit/ueb/ce1/can/itindex.htm
l’elenco delle traduzioni italiane delle opere di Canetti. Die Befristeten si trova nel volume “Teatro” di Canetti (Torino 1992) tradotto da Bianca Zagari.
Marina Autore articolo 5 marzo 2010 alle 19:44
Deve essere stata davvero un’esperienza! Die Befristeten è l’unico testo di Canetti che non ho ancora letto, ma ce l’ho nel volume dei Dramen e lo leggerò prima o poi.
Il volume che citi è del 1982 ed è fuori catalogo, per quanto ne so…
marzia 6 marzo 2010 alle 22:43
Marina, non perderti i post della mia amica e Schwesterseele.
Quando mi tuffo nel suo caleidoscopio linguistico e letterario mi viene la vertigine!
Intanto da me ho scavato, scoprendo un monile austriaco trapiantato nella Roma dei Papi.
Giovanni 24 giugno 2011 alle 18:34
Il Teatro di Canetti lo trovi presso la libreria Universalia di Reggio Calabria. L’edizione è Einaudi del 1982, il prezzo 15.00 euro. Un saluto
righe orizzontali 25 gennaio 2014 alle 11:05
La trilogia autobiografica di Canetti è un capolavoro assoluto. Lessi i tre volumi quando avevo vent’anni e frequentavo l’università. Ora, che di anni ne ho il doppio, ancora ricordo il corso di Dottrina dello Stato come una delle esperienze più formative della vita: mi fece conoscere Canetti e il suo mondo compiuto, mi aiutò a capirmi e a capire le dinamiche umane. Fu facile, poi, leggere Autodafé e Massa e potere. Sono lieta di aver incrociato il tuo blog. Un saluto. Stefania.
Marina Autore articolo 25 gennaio 2014 alle 12:45
Grazie per la tua testimonianza, Stefania, sono felice che l’articolo ti sia piaciuto.
amitraua 31 gennaio 2014 alle 10:18
Io di Canetti ho letto solo autodafè, anch’io quando avevo ventitré-ventiquattro anni, mi sembra. Autodafé è un romanzo eccezionale; a parte il protagonista non scorderò mai la zelante sposa dello stesso, il nano scacchista e il fratello parigino e inoltre mi è rimasto impresso il progressivo assottigliarsi del patrimonio di Kien, che come un segnatempo scandisce il progredire delle vicende (qualcosa del genere c’è anche in Nanà, di Zola, con la bellezza della protagonista). Poi però stranamente non ho letto altro dello stesso autore, ho seguito altre strade. Non so se ora che ho quarant’anni può valere la pena di tornare a un libro dal titolo un po’ altisonante e potenzialmente fondamentalista come “massa e potere”
Marina Autore articolo 31 gennaio 2014 alle 10:28
Amitraua, secondo me vale assolutamente la pena. Massa e potere non è affatto fondamentalista, è una pietra miliare che chiunque sia interessato alla fenomenologia della massa dovrebbe leggere. Inoltre, se riesci a trovarlo, ti consiglio caldamente il teatro. E poi non puoi non leggere La lingua salvata. Beh, insomma, quando si parla di Canetti sono un po’ di parte, si capisce…
amitraua 31 gennaio 2014 alle 10:38
In realtà anche un mio collega me l’ha consigliato a più riprese. Ora sto leggendo l’hotel del ritorno alla natura di Simenon (un capolavoro), chissà che non mi imbarchi poi su massa e potere… necessito in effetti di qualcosa di illuminante sulle masse, che mi rimangono talmente oscure!
righe orizzontali 31 gennaio 2014 alle 18:41
Amitraua, ti consiglio la trilogia autobiografica: la lingua salvata, il frutto del fuoco, il gioco degli occhi. Letture scorrevoli di una profondità magistrale.
Marina Autore articolo 1 febbraio 2014 alle 10:00
Sono d’accordo con il consiglio di righe orizzontali. Poi se leggi qualche altro libro di Canetti facci sapere che ne pensi, amitraua!
amitraua 28 marzo 2014 alle 10:08
Sto leggendo Massa e Potere, sono circa a 3/4. In effetti è un libro unico nel suo genere. Dovrebbe leggerlo chiunque si occupi di politica, imprenditoria, sindacalismo, social network, media, rapporti personali, praticamente mezza popolazione mondiale….
C’è la parte sul suicidio di massa degli Xhosa che vorrei citare nel mio blog perché il procedimento persuasivo che porta quasi tutti gli Xhosa a distruggere tutto il cibo disponibile ricorda da vicino il formarsi delle bolle speculative sui mercati azionari, quando milioni di pensionati o lavoratori a basso reddito mettono tutti i loro risparmi in borsa per poi perdere tutto…
Marina Autore articolo 28 marzo 2014 alle 16:14
Amitraua, mi fa piacere che tu lo stia trovando interessante. Sono d’accordo con te, tutte le categorie che citi dovrebbero leggerlo… eppure sono pochi quelli che l’hanno letto, probabilmente.

References: articolo 18
 articolo 27
 articolo 1
 articolo 5
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 articolo 31
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