Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-3588-del-10-02-2017
Timestamp: 2020-04-07 11:48:55+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 3588 del 10/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3588 del 10/02/2017
Cassazione civile, sez. trib., 10/02/2017, (ud. 17/11/2016, dep.10/02/2017), n. 3588
sul ricorso 9395-2010 proposto da:
avverso la sentenza n. 33/2009 della COMM. TRIB. REG. delle MARCHE
Con atto proposto contro il Ministero delle finanze e l’Agenzia delle entrate, D.M.S. ricorre per la cassazione della sentenza della CTR delle Marche, n. 33/02/2009 dep. il 13.2.2009, che su impugnazione di avviso di accertamento emesso a seguito di processo verbale di constatazione della guardia di finanza (per Irpef anno 2000), quale reddito di partecipazione alla società di fatto D.M.S. e B.P. (per la raccolta di scommesse su eventi sportivi svolta dall’agenzia Internet point), in riforma della sentenza di primo grado, ha accolto l’appello dell’agenzia delle entrate.
2. Col primo motivo dei ricorso il ricorrente deduce la non corretta applicazione del principio dell’accertamento unitario per le società;
4. Col terzo motivo si deduce la estraneità delle operazioni bancarie quali componenti positive di reddito in accertamento (D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32).
5. Tutti gli anzidetti i motivi, che possono per questo essere esaminati congiuntamente, sono soggetti ad una comune declaratoria di inammissibilità essendo privi della necessaria specificità, non indicando a quale specifica previsione dell’art. 360 c.p.c., facciano riferimento, e per mancanza del quesito di diritto. Trattandosi di ricorso per cassazione proposto nei confronti di provvedimento pubblicato dopo il 2 marzo 2006 e prima del 4 luglio 2009, deve infatti trovare applicazione l’art. 366 bis c.p.c., inserito dal D.Lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, art. 6, (abrogato dalla L. 18 giugno 2009, n. 69, art. 47, lett. d), applicabile, per espressa previsione dell’art. 58 della stessa legge, alle controversie nelle quali il provvedimento impugnato è stato pubblicato o depositato dopo il 4 luglio 2009), a tenore del quale “Nei casi previsti dall’art. 360, comma 1, nn. 1;, 2), 3) e 4), l’illustrazione di ciascun motivo si deve concludere, a pena di inammissibilità, con la formulazione di un quesito di diritto. Nel caso previsto dall’art. 360, comma 1, n. 5), l’illustrazione di ciascun motivo deve contenere, a pena di inammissibilità, la chiara indicazione del fatto controverso in relazione al quale la motivazione si assume omessa o contraddittoria, ovvero le ragioni per le quali la dedotta insufficienza della motivazione la rende inidonea a giustificare la decisione (cfr. ex multis Cass. n. 30640 del 2011; S.U. 11652/08; 16528/08).
7. Le spese seguono soccombenza e vengono liquidate come in dispositivo.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso; condanna il ricorrente al pagamento delle spese, liquidate in Euro 1.500,00, oltre spese prenotate a debito.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 32
 art. 6
 art. 47
 Cass.