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Timestamp: 2020-07-12 19:40:11+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 19240 del 28/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19240 del 28/09/2016
Cassazione civile sez. VI, 28/09/2016, (ud. 27/06/2016, dep. 28/09/2016), n.19240
sul ricorso 16551/2015 proposto da:
P.V., elettivamente domiciliato in ROMA, V. DEL BABUINO 29,
presso lo studio dell’avvocato STELLA PETRUCCI, rappresentato e
difeso dall’avvocato RAFFAELE LAMPARELLI giusta procura a margine
AGENZIA DELLE ENTRATE UFFICIO BENEVENTO, in persona del Direttore
avverso la sentenza n. 10391/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di NAPOLI, depositata il 02/12/2014;
Il contribuente P.V. ricorre con quattro motivi, nei confronti dell’Agenzia delle entrate, che resiste con controricorso, per la cassazione della sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Campania n. 10391/8/14, depositata il 2 dicembre 2014, con la quale, in riforma della pronuncia di primo grado, è stato respinto il ricorso del contribuente avverso l’avviso di accertamento per maggiore Irpef per l’anno 2006, in relazione a canoni di locazione non dichiarati. La CTR, in particolare, ha disatteso la prospettazione del contribuente, affermando che in base alla normativa vigente sussiste l’obbligo per il locatore di immobili ad uso commerciale di esporre in dichiarazione il reddito derivante dai canoni di locazione ancorchè non percepiti. Con il primo motivo di ricorso il contribuente denunzia la nullità della sentenza per difetto assoluto di motivazione in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4).
Non appare infatti sussistente il vizio di c.d. motivazione apparente della sentenza, ravvisabile nel solo caso in cui il giudice non abbia in alcun modo indicato le ragioni della decisione ed omettendo di indicare gli elementi da cui ha tratto il proprio convincimento, senza alcuna disamina logico-giuridica dell’atto di impugnazione, rendendo in tal modo impossibile ogni controllo sull’esattezza e logicità del suo ragionamento (Cass. n.16736/2007).
Nel caso di specie, la CTR ha, seppure in modo succinto, chiaramente indicato la ratio decidendi della ritenuta fondatezza dell’accertamento, consistente nell’obbligo per il locatore di immobili adibiti ad uso diverso da quello abitativo di esporre in dichiarazione il reddito derivante dai canoni di locazione, ancorchè non percepiti per effetto di morosità.
Si osserva infatti che secondo il consolidato indirizzo di questa Corte, nel processo tributario, ove l’Amministrazione finanziaria si limiti a ribadire e riproporre in appello le stesse ragioni ed argomentazioni poste a sostegno della legittimità del proprio operato, come già dedotto in primo grado, in quanto considerate dalla stessa idonee a sostenere la legittimità dell’avviso di accertamento annullato, è da ritenersi assolto l’onere d’impugnazione specifica previsto dal D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 53, secondo il quale il ricorso in appello deve contenere “i motivi specifici dell’impugnazione” e non già “nuovi motivi”, atteso il carattere devolutivo pieno dell’appello, che è un mezzo di impugnazione non limitato al controllo di vizi specifici della sentenza di primo grado, ma rivolto ad ottenere il riesame della causa nel merito. (Cass. 3064/2012)
Con il terzo motivo si denunzia la violazione dell’art. 23 comma 1, art. 34, comma 4 bis Tuir, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3), lamentando che la CIR abbia omesso di considerare l’intervenuta risoluzione del contratto di locazione, evento che impedisce di far rientrare l’ammontare del canone nella base imponibile.
A tali principi non risulta essersi attenuta la sentenza impugnata che si è limitata ad affermare l’obbligo del locatore di esporre in dichiarazione il reddito derivante dai canoni di locazione, ancorchè non percepiti, omettendo di accertare se fosse nel frattempo intervenuto un provvedimento di risoluzione del contratto o di convalida di sfratto.
Cassa la sentenza impugnata con rinvio ad altra sezione della CTR della Campania, anche per la liquidazione delle spese del presente giudizio.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 53
 sentenza 
 art. 34
 sentenza 
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