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L osservatorio faunistico della Regione Emilia-Romagna - PDF
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1 Bologna. Martedì 4 maggio 2010 L osservatorio faunistico della Regione Emilia-Romagna
2 L.R. n.8 15 febbraio 1994 Art.2 comma 4 La Regione promuove, in collaborazione con i competenti Servizi delle Province, la raccolta e l elaborazione dei dati relativi alla fauna selvatica anche ai fini della programmazione dei prelievi. Esprime altresì pareri e suggerimenti per la gestione faunistica ed il miglioramento o il ripristino degli habitat naturali e seminaturali e degli agroecosistemi.
3 L.R. n.8 15 febbraio 1994 Art.2 comma 4 A tal fine istituisce, nell ambito del Servizio competente, un Osservatorio degli habitat naturali e seminaturali e delle popolazioni faunistiche
4 L.R. n.8 15 febbraio 1994 Art.2 comma 5 L Osservatorio esplica la sua attività di ricerca per la gestione del patrimonio faunistico anche in collaborazione con l INFS, con dipartimenti universitari nazionali ed esteri, con altri enti di ricerca e consulenza nazionali e regionali e con i Servizi faunistici di altre Regioni.
5 Ricerca: Capriolo, Cinghiale, Lupo, Interventi ambientali. Pubblicazioni: Carta delle vocazioni-faunistiche, miglioramenti ambientali a fini faunistici, danni da fauna selvatica, materiale didattico per la gestione degli ungulati Raccolta dati:
6 Pianificazione faunistica
7 Indirizzi per la pianificazione faunistico-venatoria provinciale Deliberazione Assemblea Legislativa n.60/2006 Elementi conoscitivi Definizione degli obiettivi Attività gestionali necessarie per il raggiungimento degli obiettivi
8 Indirizzi per la pianificazione faunistico-venatoria provinciale Deliberazione Assemblea Legislativa n.60/2006 Elementi conoscitivi
9 Destinazione territoriale SASP Quadro conoscitivo delle specie presenti Monitoraggio dell attività venatoria Miglioramenti ambientali Elementi conoscitivi dei Piani Faunistico -Venatori Istituti faunistici Danni Attività di controllo Prevenzione
10 Usosuolo BO Legenda codice 2 Acque continentali Ambienti con vegetazione arbustiva e/o erbacea in evoluzione Aree boscate Aree estrattive, discariche, cantieri, terreni artefatti e abbandonati Aree verdi artificiali non agricole Colture permanenti Insediamenti produttivi Prati stabili Seminativi Zone agricole eterogenee Km. Zone aperte con vegetazione rada o assente Zone umide interne Zone urbanizzate
11 Istituti di gestione Tipo di gestione ZRC ZRC rifugio temporaneo Km.
12 Consistenza del Capriolo Distretti gestione ungulati BO3 Distretti gestione ungulati BO4 zone di censimento 2007 Istituti di gestione 1 bis Tipo di gestione AATV 2 bis AFV 2 Area di rispetto CPRFS 1 Divieto comunale 3 4 Fondo chiuso 2 Fondo sottratto 1 OASI Parco 5 6 Preparco 4 5 Rifugio 3 ZAC ZRC ZRC rifugio temporaneo Km
13 RIEPILOGO CATTURA LEPRI NELLE ZONE DI RIPOPOLAMENTO E CATTURA N A T C NOME COMUNE SUP. TER RIT. HA STAGIONE VENATORIA T O T ME DIA N / 10 0 H A VALUTAZIONE DELL'AMBITO 1 B O 1 Anzola Anzola Emilia , 87 buono, zona di recente ampliamento, da mantenere 2 B O 1 Asia Pieve di Cento , 91 ottimo, zona recentemente ridotta, da mantenere per irradiamento 3 B O 1 Bagno Sala Bolognese ,2 7 sufficiente, comprende la zona di riequilibrio ecologico del Dosolo, da mantenere 4 B O 1 Benita Sala Bolognese , 68 eccellente, da mantenere 5 B O 1 Castagno lino Bentivoglio ,7 6 discreto, da mantenere comprende anche la zona dell'interporto 6 B O 1 Castagno lo San Giovanni , 79 buono, da mantenere 7 B O 1 Dosolo Calderara , 20 eccellente, da mantenere 8 9
14 PIANI FAUNISTICI: dagli elementi conoscitivi alle attività gestionali Monitoraggio della specie Interventi ambientali Prevenzione Prelievo e monitoraggio dell attività venatoria Monitoraggio dell impatto sulle attività antropiche
15 Indirizzi per la pianificazione faunistico-venatoria provinciale Deliberazione Assemblea Legislativa n.60/2006 Le Province e gli Enti di gestione dei Parchi, al fine di programmare una gestione più puntuale delle popolazioni selvatiche, sono tenute ad un attento monitoraggio delle attività mediante la predisposizione di una banca dati georeferenziata che deve interessare l intero territorio provinciale
16 Istituti faunistici Miglioramenti ambientali OSSERVA TORIO regionale Danni Attività di controllo Prevenzione
17 UNGULATI CONTROLLO Quali, dove, quando, destinazione capi OSSERVA TORIO regionale Censimenti Dove, come, quando, capi osservati ABBATTIMENTI CINGHIALE FORMA COLLETTIVA Dove, quanti e quali capi, n cacciatori, n capi, Recupero, sforzo di caccia ABBATTIMENTI CERVIDI Dove, quali, sforzo di caccia, percentuale di realizzazione, recupero
18 Richiami, appostamenti, impianti, centri di raccolta,allevamenti Caccia fauna migratoria Immissioni, catture, Abilitazioni, sanzioni OSSERVA TORIO regionale Caccia in deroga Caccia fauna stanziale
19 DATABASE GEOREFERENZIATO SUI DANNI DA FAUNA SELVATICA
20 DATABASE GEOREFERENZIATO SULLA PREVENZIONE DEI DANNI DA FAUNA SELVATICA
21 DATABASE GEOREFERENZIATO SULLA GESTIONE DEGLI UNGULATI SELVATICI
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References: Art.2
 Art.2
 Art.2
 Art.1
 articolo 19
 articolo 29