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Timestamp: 2020-07-03 11:37:59+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25610 del 10/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25610 del 10/10/2019
Cassazione civile sez. VI, 10/10/2019, (ud. 02/04/2019, dep. 10/10/2019), n.25610
sul ricorso 28756-2017 proposto da:
CARLO FANARI;
avverso la sentenza n. 119/2017 della CORTE D’APPELLO di CAGLIARI,
che con sentenza in data 5 aprile – 9 giugno 2017 n. 119 la Corte d’appello di CAGLIARI ha confermato la pronuncia del Tribunale della stessa sede, che aveva accolto l’opposizione proposta dall’ing. C.M. avverso l’avviso di addebito emesso dall’INPS per il recupero della contribuzione dovuta alla gestione separata nell’anno 2007, in relazione all’attività libero-professionale svolta in concomitanza con l’attività di lavoro dipendente per la quale egli era iscritto presso altra gestione assicurativa obbligatoria;
che a fondamento della decisione la Corte territoriale, per quanto ancora in discussione, osservava che l’obbligo di iscrizione alla gestione separata sussisteva esclusivamente per le attività NON riservate agli iscritti ad albi professionali e che il riferimento alla attività “non soggette al versamento contributivo agli enti di cui al comma 11, in base ai rispettivi statuti ed ordinamenti” contenuto nella disposizione interpretativa di cui al D.L. n. 98 del 2011, art. 18, comma 12, andava inteso a quella attività che pur svolte dagli iscritti agli Albi ed alle Casse, non davano luogo ad alcun pagamento di contribuzione; anche il contributo integrativo sul fatturato lordo era un versamento contributivo;
che avverso tale pronuncia l’INPS ha proposto ricorso per cassazione deducendo due motivi di censura, cui l’intimato ha resistito con controricorso;
– con il primo motivo di censura, violazione e falsa applicazione della L. 8 agosto 1995 n. 335, art. 2, comma 26, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, art. 18, comma 12 (conv. con L. 15 luglio 2011, n. 111), entrambi in relazione agli articoli: L. 4 marzo 1958, n. 179, art. 3,; L. 3 gennaio 1981, n. 6, artt. 10 e 21; Statuto INARCASSA approvato con D.I. 28 novembre 1995 (comunicato del 20.12.1995, n. 1189700), artt. 7, 23 e 37, per avere la Corte di merito ritenuto che non sussista alcun obbligo di iscriversi alla Gestione separata presso l’INPS a carico degli ingegneri e degli architetti che, pur esercitando abitualmente la libera professione, non possano iscriversi all’INARCASSA per essere contemporaneamente iscritti presso altra gestione previdenziale obbligatoria;
che, non essendosi la Corte di merito conformata all’anzidetto principio di diritto, la sentenza impugnata va cassata e la causa rinviata per nuovo esame alla Corte d’appello di SASSARI, che dovrà accertare se sussistano in punto di fatto gli estremi per l’iscrizione presso la Gestione separata tenendo conto del fatto che l’obbligo di cui alla L. n. 335 del 1995, art. 2, comma 26, è genericamente rivolto a chiunque percepisca un reddito derivante non solo dall’esercizio abituale (ancorchè non esclusivo), ma anche occasionale (entro il limite monetario indicato dal D.L. n. 269 del 2003, art. 44, comma 2, conv. con L. n. 326 del 2003) di un’attività professionale per la quale è prevista l’iscrizione ad un albo o ad un elenco, anche se il medesimo soggetto svolge altra diversa attività per cui risulta già iscritto ad altra gestione (cfr., in termini, Cass. n. 32166 del 2018, cit.);
che resta assorbito l’esame del secondo motivo di ricorso;
La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo. Cassa la sentenza impugnata e rinvia – anche per le spese – alla Corte d’appello di SASSARI, Sezione distaccata di Cagliari.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 18
 art. 2
 art. 18
 art. 3
 sentenza 
 art. 2
 art. 44
 Cass. 
 sentenza