Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-123-codice-civile-simulazione
Timestamp: 2018-03-18 00:16:44+00:00

Document:
Codice civile Art. 123 codice civile: Simulazione
Il matrimonio può essere impugnato da ciascuno dei coniugi quando gli sposi abbiano convenuto di non adempiere agli obblighi e di non esercitare i diritti da esso discendenti (1).
L’azione non può essere proposta decorso un anno dalla celebrazione del matrimonio ovvero nel caso in cui i contraenti abbiano convissuto come coniugi (2) successivamente alla celebrazione medesima.
Simulazione: [v. Libro IV, Titolo II, Capo X].
Obblighi e diritti (derivanti dal matrimonio): obblighi e diritti fondamentali nascenti per i coniugi dal matrimonio. Rispondono all’esigenza di ancorare la convivenza dei coniugi al rispetto di precisi obblighi e regole di condotta, ritenuta la soluzione più consona per il mantenimento dell’unità familiare [v. 143].
(1) Cd. patto di non esecuzione.
È importante individuare quali diritti ed obblighi debbano risultare esclusi affinché possa essere configurata la simulazione dell’atto.
(2) A differenza di quanto previsto dagli artt. 119, 120 e 122 la norma richiede non la semplice coabitazione ma una vera e propria convivenza.
Corte appello Taranto 24 febbraio 2014 n. 98
Ritenuto che la dichiarazione di esecutività, nell'ordinamento italiano, della sentenza ecclesiastica che dichiara la nullità del matrimonio a causa dell'esclusione, da parte di uno dei coniugi, di uno dei "bona matrimonii", trova ostacolo nel nostro ordine pubblico qualora l'esclusione sia rimasta nella sfera psichica del suo autore e non sia stata manifestata, o non sia stata conosciuta o conoscibile dall'altro coniuge, in quanto si porrebbe in contrasto con l'inderogabile principio della tutela della buona fede e dell'affidamento incolpevole (collegato, tuttavia, ad un valore individuale che appartiene alla sfera di disponibilità del soggetto interessato, ed è preordinato a tutelare questo valore contro gli ingiusti attacchi esterni), non può essere delibata la sentenza canonica di nullità del vincolo qualora, malgrado il vizio originario, la convivenza dei coniugi abbia avuto lunga durata.
Cassazione civile sez. I 20 gennaio 2011 n. 1343
La prolungata convivenza fra i coniugi (nella specie, venti anni) costituisce elemento ostativo alla delibazione della sentenza ecclesiastica di nullità del matrimonio, fondata sul motivo del rifiuto alla procreazione sottaciuto da uno all’altro coniuge; la prolungata convivenza deve, infatti, considerarsi come manifestazione della volontà di accettazione del rapporto, che è incompatibile con il successivo esercizio della facoltà di rimetterlo in discussione, travolgendo i diritti derivanti dal matrimonio dichiarato nullo.
La circostanza che i coniugi abbiano lungamente convissuto, dopo la celebrazione del matrimonio (nella specie per quasi un ventennio) è ostativa alla delibazione di sentenza ecclesiastica di nullità del matrimonio, pronunciata per esclusione unilaterale di uno dei "bona" (o principio essenziale) del matrimonio (nella specie il rifiuto da parte della moglie della procreazione, sottaciuto all'altro coniuge, senza che rilevi - in senso contrario - una precedente sentenza emessa dalla Corte di cassazione, nell'ambito dello stesso giudizio, che abbia dichiarato (sotto altro profilo) la non contraddittorietà di quella sentenza di annullamento all'ordine pubblico.

References: Art. 123
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