Source: http://www.espertorisponde.ilsole24ore.com/problema-settimana/previdenza-professionista-piu-attivita:20121105.php
Timestamp: 2016-04-28 21:50:04+00:00

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gioved� • 28 aprile 2016 • 23:50	diritto24
Sono stato assunto in un'impresa di costruzioni come ingegnere edile. Sono iscritto all'albo e ho aperto anche la partita Iva per potere dare qualche consulenza professionale. Sui compensi, devo versare i contributi alla Cassa di previdenza degli ingegneri o all'InpsA.V. – PARMA
Uno dei problemi che pi� impegna le figure professionali � quello degli obblighi previdenziali a loro carico nel caso di svolgimento di attivit� non esattamente inquadrabili nelle rispettive Casse previdenziali professionali. Quando, cio�, il professionista, iscritto a un albo, svolge in modo professionale l'attivit� che prevede l'obbligatoriet� dell'iscrizione alla Cassa specifica non sorgono questioni particolari. Il problema nasce tutte le volte in cui il professionista effettua un'attivit� subordinata, oppure professionale e in parte subordinata, oppure instaura un rapporto di collaborazione. In queste ipotesi � sorto in passato e sorge anche oggi il dubbio sull'ente previdenziale deputato a ricevere l'iscrizione, conseguentemente a percepire la contribuzione obbligatoria e infine a pagare la pensione.
Per dirimere i dubbi, l'articolo 18 della legge 111/2011 ha introdotto una norma di interpretazione autentica della legge 335/1995, di portata quindi retroattiva.La predetta disposizione chiarisce che, coloro che esercitano per professione abituale, ancorch� non esclusiva, attivit� di lavoro autonomo, tenuti all'iscrizione presso l'apposita gestione separata Inps, sono esclusivamente i soggetti che svolgono attivit� il cui esercizio non sia subordinato all'iscrizione ad appositi albi professionali, ovvero attivit� non soggette al versamento contributivo alle Casse professionali in base ai rispettivi statuti e ordinamenti.Sono fatti salvi i versamenti gi� effettuati alla gestione separata Inps. Rientrano in questa previsione normativa (secondo quanto precisato dalla circolare 99/2011 dell'Inps), tutti coloro che, pur svolgendo attivit� iscrivibili ad appositi albi professionali, non siano tenuti al versamento del contributo soggettivo presso le Casse di appartenenza, ovvero abbiano esercitato eventuali facolt� di non versamento/iscrizione, in base alle previsioni dei rispettivi Statuti o regolamenti.A titolo esemplificativo, si possono verificare le seguenti ipotesi, che comportano l'assenza di iscrizione/versamento alla Cassa di appartenenza:■ mancato raggiungimento di un livello minimo di reddito;■ esercizio di attivit� di tirocinio o praticantato;■ esistenza di altra copertura contributiva contestuale allo svolgimento della professione, a causa della quale la Cassa di appartenenza esclude l'obbligo di versamento del contributo soggettivo, relativo all'attivit� professionale.In tutti i predetti casi, lo svolgimento dell'attivit� professionale non obbliga a versare i contributi soggettivi alla Cassa, ma al massimo la contribuzione integrativa, contribuzione quest'ultima che non � collegata per� all'erogazione di un trattamento pensionistico (Inps, circolare 124/1996).Per contro, i compensi professionali percepiti sono assoggettati alla contribuzione alla gestione separata Inps con aliquota piena (27,72% per il 2012) oppure ridotta (18% nel 2012) qualora il professionista paghi gi� una contestuale contribuzione obbligatoria, come nell'ipotesi in cui sia un lavoratore dipendente iscritto al Fondi pensioni lavoratori dipendenti Inps. Venendo al quesito iniziale, l'ingegnere non � iscrivibile a Inarcassa per il relativo regolamento che lo vieta in presenza di redditi da lavoro dipendente. Di conseguenza, i compensi realizzati per l'attivit� occasionale di consulenza saranno da versare alla gestione separata Inps con l'aliquota ridotta (attualmente 18%).
Un solo obbligo
Lo stesso Dm 281/96, che regolamenta l'iscrizione alla gestione separata, all'articolo 6 ha stabilito che: �Non sono soggetti alla contribuzione di cui al presente decreto i redditi gi� assoggettati ad altro titolo a contribuzione previdenziale obbligatoria�, chiarendo che i liberi professionisti sono tenuti al pagamento del contributo alla gestione separata relativamente ai redditi professionali non assoggettati a contribuzione previdenziale obbligatoria presso la cassa di categoria. Qualora, invece, le disposizioni statutarie delle singole Casse prevedano l'iscrizione facoltativa per una serie di ragioni previste dai regolamenti stessi, la mancata iscrizione del soggetto interessato non �, da sola, elemento sufficiente a incardinare obbligo contributivo alla gestione separata; poich�, infatti, l'obbligo � strettamente legato alla volont� del contribuente stesso e alle disposizioni che regolamentano le modalit� di iscrizione delle casse stesse, il contribuente potr� esplicitare anche ora per allora la sua scelta, chiedendo alla Cassa di categoria di poter versare la contribuzione omessa (Inps, messaggio 12 gennaio 2012 n. 709).In conclusione:■ se la Cassa esclude l'obbligo di iscrizione, in presenza di percezione di redditi professionali, sorge l'obbligo di versare i relativi contributi previdenziali alla gestione separata Inps applicando l'aliquota ridotta (per il 2012 del 18%); ■ se la Cassa invece d� al professionista la facolt� di iscriversi in presenza della percezione di redditi professionali che non obbligano all'iscrizione, occorre ulteriormente distinguere: • il professionista sceglie di iscriversi alla Cassa: � obbligato a versare alla Cassa stessa i contributi, compresi quelli soggettivi; • il professionista sceglie di non iscriversi alla Cassa: non deve versare i contributi n� alla Cassa n� alla gestione separata Inps.Tornando al quesito iniziale e supponendo che si tratti di un avvocato messo nella stessa condizione, il relativo Statuto della Cassa forense d� facolt� all'avvocato di iscriversi o meno a seconda che svolga la professione con carattere di continuit�, ma non di prevalenza. Pertanto, se l'avvocato, dipendente presso uno studio legale di una banca, decide di dare ogni tanto consulenze, pu� iscriversi alla Cassa forense: i relativi compensi professionali saranno soggetti alla contribuzione della Cassa. Se, al contrario, decide di non iscriversi (o cancellarsi) alla Cassa, dato che tutto ci� sarebbe frutto di una sua libera scelta, non sar� tenuto a versare i contributi sui compensi n� alla Cassa, n� tantomeno alla gestione separata Inps.� RIPRODUZIONE RISERVATA
Per i Co.co.co. � decisiva la natura della prestazioneUn professionista pu� instaurare dei rapporti di collaborazione coordinata per svolgere attivit� anche inerenti alla propria attivit� professionale.Lo prevede implicitamente la stessa legge (articolo 61, Dlgs 276/2003) che esclude dal campo di applicazione dell'intera disciplina sul contratto a progetto le professioni intellettuali per l'esercizio delle quali � necessaria l'iscrizione in appositi albi professionali.
La recente Riforma del mercato del lavoro (articolo 1, legge 92/2012) ha fornito un'interpretazione autentica di tale norma affermando che la predetta esclusione riguarda le sole collaborazioni coordinate e continuative il cui contenuto concreto sia riconducibile alle attivit� professionali intellettuali per l'esercizio delle quali � necessaria l'iscrizione in appositi albi professionali. In caso contrario, l'iscrizione del collaboratore ad albi professionali non � circostanza idonea di per s� a determinare l'esclusione dalle regole del contratto a progetto.Dal punto di vista dei rapporti giuridici, occorre distinguere la posizione di un professionista iscritto a un albo professionale:■ se effettua collaborazioni il cui contenuto professionale non � riconducibile all'attivit� specifica della professione per cui � iscritto all'albo, allora dovr� sottostare alle regole della legge sui contratti a progetto e il rapporto essere considerato tale da tutti i punti di vista, amministrativi, fiscali e contributivi. Si pensi ad esempio a un consulente del lavoro iscritto al relativo albo che instaura una collaborazione con una casa editrice per un'attivit� redazionale relativa a una rivista di motori;■ se invece svolge un'attivit� inerente alla sua professione (uno psicologo iscritto all'albo collabora con un asilo per realizzare dei profili psicologici dei bambini con disturbi motori), allora � escluso dalle regole del Dlgs 276/2003 sulla collaborazione a progetto e sar� inquadrato come collaboratore coordinato con le relative conseguenze amministrative (comunicazione al collocamento, registrazione sul libro unico lavoro), ma dal punto di vista fiscale e previdenziale sar� soggetto alla regola �dell'attrazione� in base alla quale un'attivit� professionale con iscrizione all'albo, svolta anche con forme diverse, come ad esempio una collaborazione, � soggetta alla regola di essere attratta dal punto di vista del regime fiscale e contributivo nel relativo regime.Rispetto alla questione del doppio inquadramento dei professionisti, nel primo caso avremo che il professionista iscritto alla Cassa dei consulenti del lavoro per la sua specifica attivit� verser� la relativa contribuzione alla Cassa, mentre per quella derivante dalla collaborazione a progetto per l'attivit� editoriale sar� tenuto a versare i contributi alla gestione separata Inps. Avremo quindi una doppia contribuzione, una all'Enpacl e l'altra alla Gestione separata Inps.Nel secondo caso, il professionista, bench� abbia stipulato un contratto di collaborazione con l'asilo, svolge un'attivit� tipica della sua professione di psicologo e i compensi rientreranno previdenzialmente in quelli assoggettati al contributo alla Cassa degli psicologi (Enpap).Naturalmente, gli esempi che abbiamo adottato costituiscono gli estremi di situazioni spesso ambigue e caratterizzate da molti toni di grigio, in cui � complicato procedere a distinzioni cos� nette. Si pensi all'attivit� degli amministratori di societ�, di regola inquadrate nell'ambito delle collaborazioni tipiche (e al relativo regime previdenziale: gestione separata), effettuate da professionisti iscritti a un albo. Occorre capire, nel caso concreto, se l'amministratore societario svolge l'attivit� impiegando le competenze professionali, circostanza questa che lo obbligherebbe a versare alla Cassa di appartenenza.
Dal punto di vista pensionistico, nel rimandare al pezzo qui a fianco, occorre capire gli effetti sulla pensione nel caso in cui l'assicurato ha versato contributi in una Cassa professionale e anche nella gestione separata. Pu� essere che a un certo momento raggiunga l'et� pensionabile e l'anzianit� contributiva prevista dalla Cassa per maturare la pensione. Non ha per� i requisiti per la pensione erogata dalla gestione separata. Tutto ci� per� non gli d� il diritto alla pensione supplementare che di norma spetta proprio in casi del genere, perch� l'Inps eroga tale prestazione se la pensione di cui � titolare l'assicurato � una pensione diversa da quella erogata dalle Casse professionali. Dovr� quindi raggiungere l'et� pensionabile e l'anzianit� contributiva minima prevista per chi versa i contributi alla gestione separata (trattandosi in genere di poche settimane accreditate, � sufficiente un minimo di 5 anni di anzianit� contributiva sempre ch� abbia 70 anni di et�).� RIPRODUZIONE RISERVATAPer una visione di sintesi si rinvia alla tabella allegata
Art. 2, della legge n. 335 del 8 agosto 1995
Ministero del Lavoro e Previdenza sociale, decreto ministeriale n. 281 del 2 maggio 1996
Art. 1 comma 208, della legge n. 662 del 23 dicembre 1996
Art. 61, del decreto legislativo n. 276 del 10 settembre 2003
Art. 18, della legge n. 122 del 30 luglio 2010
Art. 18, della legge n. 111 del 15 luglio 2011
Art. 1, della legge n. 92 del 28 giugno 2012
INPS, circolare n. 124 del 12 giugno 1996
INPS, circolare n. 99 del 22 luglio 2011
INPS, messaggio n. 709 del 12 gennaio 2012
La nuova guida al Patent Box	7
Cosa cambia in dogana 5
Il codice della strada	5

References: Art. 2

Art. 1

Art. 61

Art. 18

Art. 18

Art. 1