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Timestamp: 2017-11-22 22:12:44+00:00

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Il sito dei tifosi della Juventus: Ecco tutte le tappe di Calciopoli
Ecco tutte le tappe di Calciopoli
Otto anni tra intercettazioni, un processo sportivo finito con una retrocessione eccellente, quella della Juventus, e la radiazione dell'uomo alla sbarra. Luciano Moggi. Lo scandalo di Calciopoli nasce nel 2004 sulla base di alcune intercettazioni fatte dalla procura di Torino che però archivia il fascicolo. I documenti finiscono sotto i riflettori dei magistrati di Napoli Giuseppe Narducci e Filippo Beatrice che invece vogliono dare seguito alle indagini: partono intercettazioni fatte dai carabinieri di Roma, che scateneranno anche l'inchiesta sportiva. Il terremoto arriva a maggio del 2006, e porta anche alle dimissioni dell'allora presidente della Figc, Franco Carraro che è uscito completamente prosciolto dalla vicenda con sentenza definitiva della III sezione della Cassazione. Ecco tutte le tappe di Calciopoli, dall'annuncio dell'apertura di un'inchiesta alle prime udienze al tribunale di Napoli:
2 MAGGIO 2006 - La Federcalcio annuncia l’apertura di un’inchiesta legata ad intercettazioni in cui sono coinvolti personaggi di primo piano del calcio.
4 MAGGIO 2006 - Comincia la pubblicazione di ampi brani delle intercettazioni. Emergono i nomi del dg della Juventus Luciano Moggi, dell’amministratore delegato dello stesso club Antonio Giraudo e del vicepresidente della Figc Innocenzo Mazzini.
6 MAGGIO 2006 - A Napoli Luciano Moggi, il figlio Alessandro e l'intero Cda della Gea World vengono iscritti nel registro degli indagati. L'accusa e' associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva.
8 MAGGIO 2006 - Si dimette il presidente della Figc, Franco Carraro. Gli subentra temporaneamente il vice, Giancarlo Abete
10 MAGGIO 2006 - Emergono nuovi sviluppi. Si parla di nove squadre di serie A e B coinvolte, con oltre 50 indagati. Mazzini si dimette. L'ufficio indagini sente, come testimoni, gli arbitri Bertini, Cassara' e Dattilo.
11 MAGGIO 2006 - Si apprende che gli inquirenti sarebbero in grado di dimostrare come il 'sistema Moggi' influenzava gli arbitri affinché distribuissero ammonizioni ed espulsioni a favore della Juventus. Indagato Massimo De Santis, arbitro designato per i Mondiali.
12 MAGGIO 2006 - La procura di Napoli invita a comparire Franco Carraro, gli ex designatori arbitrali Pierluigi Pairetto e Paolo Bergamo, oltre al presidente dell’Associazione italiana arbitri Tullio Lanese. I carabinieri perquisiscono gli uffici di Federcalcio e Aia. Gli indagati sono 41, 19 le partite di A ed una di B, quattro club di A (Juventus, Milan, Fiorentina e Lazio) coinvolti. La tesi accusatoria e che ''predeterminando gli esiti delle gare del campionato 2004-'05 venivano realizzati profitti economici illeciti''. Moggi e Giraudo indagati anche per concorso in sequestro di persona. L'accusa si riferisce a un episodio avvenuto al termine della partita Reggina-Juventus del 6 novembre 2004, conclusasi 2-1 per i bianconeri, quando i due dirigenti avrebbero chiuso a chiave negli spogliatoi l'arbitro Paparesta.
13 MAGGIO 2006 - La Figc ritira l'accredito mondiale a De Santis, ai guardalinee Ivaldi e Griselli ed agli ex designatori Bergamo e Piretto. A Roma vengono interrogati Paparesta e gli assistenti Copelli e Di Mauro.
14 MAGGIO 2006 - La Juve conquista il 29 ° scudetto. Moggi compare in tv e, tra le lacrime, annuncia: « Lascio il calcio, ora devo pensare solo a difendermi». Si autosospende il presidente dell’Aia Lanese.
15 MAGGIO 2006 - Moggi, ascoltato per sei ore a Roma, smentisce l'esistenza di una 'cupola'.
16 MAGGIO 2006 - Guido Rossi è nominato Commissario della Figc. A Roma, intanto, prosegue la sfilata di testi eccellenti: il presidente della Lega Galliani, gli allenatori Ancelotti e Mancini, l'ad della Roma Rosella Sensi, l'ex arbitro Collina.
18 MAGGIO 2006 - L’Aia sospende 9 arbitri e 10 guardalinee indagati. Perquisizioni della Guardia di Finanza nella sede della Juventus, nelle abitazioni di Luciano ed Alessandro Moggi, Cannavaro, Ibrahimovic. Si sospettano pagamenti di denaro in nero.
19 MAGGIO 2006 - Si dimette Italo Pappa, capo dell’Ufficio indagini della Figc. Il tecnico Zeman e sentito dalla procura di Napoli.
23 MAGGIO 2006 - Rossi nomina Francesco Saverio Borelli, ex procuratore di Milano, nuovo responsabile dell’Ufficio indagini.
25 MAGGIO 2006 - Dura 8 ore e 20 minuti l'interrogatorio di Bergamo nella procura di Napoli.
27 MAGGIO 2006 - Gli atti delle inchieste passano a Borrelli che promette indagini in tempi brevi.
5 GIUGNO: partono ufficialmente gli interrogatori in Federcalcio, ma già il giorno prima Borrelli convoca come teste l'ex direttore di gara Riccardo Pirrone, che aveva parlato di palline che si aprivano durante i sorteggi arbitrali. Nelle due settimane successive decine di persone passano sotto la lente d'ingrandimento del magistrato. Nell'inchiesta entra a sorpresa anche la Sampdoria, ma in maniera marginale.
14 GIUGNO 2006 - Rossi nomina Luigi Agnolin Commissario dell'Aia.
19 GIUGNO 2006 - Borrelli conclude la prima parte dell’indagine su calciopoli. Il suo lavoro è racchiuso nella relazione di 190 pagine consegnate al procuratore federale Stefano Palazzi. Il procuratore chiede pene durissime, tra cui la retrocessione in serie C per la Juve.
14 LUGLIO 2006 - Sentenza di primo grado della Caf: bianconeri retrocessi, ma in serie B con 30 punti di penalizzazione, e revocati due scudetti; Milan -44 punti per il campionato, Fiorentina e Lazio -30, inibizioni a raffiche per i dirigenti: Moggi e Giraudo 5 anni e proposta di radiazione, Della Valle 4 anni, Carraro 4 anni e sei mesi, Pairetto e Lanese 2 anni e sei mesi.
25 LUGLIO 2006 - Sentenza d’appello: la Juve si vede ridurre la penalizzazione da 30 a 17 punti, (ridotti poi a 9) - la Fiorentina a -19 (ridotti poi a -15) - la Lazio a -11 (ridotti poi a -3) - il Milan a -8 (confermati i -8); ridotte anche le squalifiche di Galliani (9 mesi), Della Valle (3 anni e 9 mesi), restano i 5 anni a Moggi e Giraudo.
26 LUGLIO 2006 - La Figc presieduta dal commissario straordinario Guido Rossi assegna lo scudetto 2005-06 all'Inter. Lo scudetto 2004-05 viene revocato alla stessa Juve e rimane non assegnato.
13 APRILE 2007 - Spunta un secondo filone d’inchiesta, (Calciopoli-2) legato al traffico di schede telefoniche svizzere tra Moggi e alcuni arbitri, sulla base dell’inchiesta penale di Napoli.
20 GENNAIO 2009 - Cominciano le udienze al tribunale di Napoli. E per Giraudo, che ha fatto ricorso al rito abbreviato, è arrivata anche la condanna a tre anni. L’accusa aveva chiesto, per l’ex dirigente juventino, 5 anni.
10 MAGGIO 2010 - La Juventus chiede la revoca dello scudetto 2006, assegnato a tavolino all'Inter, presentando un esposto alla Figc.
MAGGIO 2011 - Borrelli ammette su Calciopoli: "Napoli mi ha dato solo le intercettazioni per incastrare la Juve, avessi avuto le altre tutto sarebbe andato diversamente!" "Io non potevo chiedere le intercettazioni, e me le hanno subito mandate a seguito di quanto emerso dai giornali; Ero privo degli strumenti per giudicare in maniera completa. E' stato imbarazzante usare solo certe intercettazioni. E non garantire il contraddittorio davanti al giudice sportivo. Giusto sarebbe stato utilizzare nello sportivo le intercettazioni solo dopo aver dato la possibilità a tutte le parti di ampliare il materiale probatorio.." Questo non e successo ed e gravissimo!!!!
15 GIUGNO 2011 - La commissione disciplinare della Figc radia Moggi e Giraudo, che non possono così più svolgere alcun ruolo in ambito calcistico.
1 LUGLIO 2011 - La procura federale della Figc dispone l'archiviazione per prescrizione della vicenda legata allo scudetto del 2006, e lascia la decisione 'politicà al consiglio federale.
9 LUGLIO 2011 - La corte federale conferma la radiazione per Moggi e Giraudo.
18 LUGLIO 2011 - Il consiglio della Figc delibera che non ci sono i presupposti giuridici per la revoca dello scudetto 2006 assegnato in piena bufera all'Inter; nella votazione due astenuti (Lotito e Abodi) e un contrario.
27 OTTOBRE 2011 - L'Alta Corte del Coni, a cui Moggi ha fatto ricorso contro la radiazione confermata anche in secondo grado, deve acquisire nuove prove. Slitta dunque la sentenza che dovrebbe mettere la parola fine sul processo sportivo dell'ex dg juventino.
8 NOVEMBRE 2011 - Il processo con rito ordinario si concluse con la condanna di sedici imputati: Luciano Moggi, Paolo Bergamo, Innocenzo Mazzini, Pierluigi Pairetto, Massimo De Santis, Salvatore Racalbuto, Pasquale Foti, Paolo Bertini, Antonio Dattilo, Claudio Lotito, Andrea e Diego Della Valle, Sandro Mencucci, Leonardo Meani, Claudio Puglisi e Stefano Titomanlio. Otto gli imputati assolti: Mariano Fabiani, Pasquale Rodomonti, Marcello Ambrosino, Silvio Gemignani, Enrico Cennicola, Gennaro Mazzei, Maria Grazia Fazi e Ignazio Scardina. Escluse, invece, tutte le istanze risarcitorie contro la Juventus, citata al processo come parte civile, in quanto la corte considerò che il club non era responsabile a titolo oggettivo né civile nella vicenda.
14 NOVEMBRE 2011 - La Juventus presenta ricorso contro la Federcalcio e l'Inter al TAR del Lazio, per la revoca dello scudetto 2006, basandosi anche sulla sentenza penale di primo grado del tribunale di Napoli che, pur infliggendo pesanti condanne a Moggi e Giraudo, escludeva responsabilità dirette e oggettive della società bianconera.
17 DICEMBRE 2013 - Arriva la sentenza di secondo grado al processo di Napoli. Moggi viene condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione, Pairetto e Mazzini a 2 anni, Massimo De Santis a 1 anno, Antonio Dattilo e Paolo Bertini a 10 mesi. Lotito e Della Valle non ottengono sentenza per la prescrizione dei reati a loro imputati.
24 MARZO 2015 - Sentenza di terzo grado al processo di Napoli. La Corte di Cassazione ha annullato le condanne precedentemente stabilite in fase di appello per quanto riguarda l'item di «associazione a delinquere» per Moggi, Giraudo, Pairetto e Mazzini, per sopraggiunta prescrizione dei reati contestati. A Moggi, inoltre, vengono annullati due verdetti collegati all'imputazione di «frode sportiva» per insussistenza dei reati. Per quanto riguarda la maggior parte delle imputazioni di «frode sportiva», che erano già estinte, il loro ricorso è stato rigettato. Tra coloro che hanno rinunciato alla prescrizione è stata confermata la condanna in secondo grado al solo De Santis (1 anno), mentre sono stati annullati, su richiesta del procuratore generale, i verdetti condannatori a Bertini e Dattilo per insussistenza delle frodi sportive a loro contestate in concorso con Moggi e per il reato associativo.

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 Sentenza 
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