Source: http://rifondazionepadernodugnano.blogspot.it/2015/02/
Timestamp: 2017-06-24 05:09:25+00:00

Document:
Rifonda anche tu! : febbraio 2015
Oscar Misin compagno di Rifondazione Comunista di Samarate - ecco un ricordo a lui dedicato della figlia Chiara
“Il mio papà è volato in cielo”. E’
la frase detta ai bambini per cercare di spiegare loro con ingenua incredulità eventi
che persino per noi adulti sono indefinibili.
E mentre sono lì a guardare mio
padre che esala gli ultimi respiri, fino al respiro Estremo, la mia mente
confusa comincia a dirigere il pensiero a me come figlia e bambina. I ricordi,
mentre guardo in faccia a sofferenza e dolore, crescono e si associano. Mi
rendo conto di un grottesco e terribile fil rouge che li accomuna: AMIANTO.
Fin da bambina ne sentivo parlare.
Fin da quando mio padre, operaio e capoturno presso la Centrale Enel di Turbigo,
per protesta riuscì a fermare l’intera centrale per far emergere fortemente il
problema dei lavoratori esposti. E questo in periodo di promozioni lavorative,
cosa che a lui costò addirittura una retrocessione. Mio padre, tuttavia, uomo
di coraggio e orgoglio e per me esempio di correttezza, non lo ha mai
raccontato direttamente. Io l’ho appreso crescendo e da racconti di altri che
hanno sempre parlato di lui nello stesso modo in cui lo vedevo io. Gli stessi
racconti mi portano, nel mio ricordo che incede inesorabile, alla me adolescente,
che vede il proprio padre, orgoglioso del suo operato, iniziare finalmente la
sua meritata pensione. Ed il suo impegno. Ancora più attivo, ancora più
convinto e ancora più forte nella lotta contro le morti sul lavoro e di lavoro,
soprattutto a causa dell’amianto, a partire dalla diretta vicinanza con i
colleghi esposti ed ammalati tramite il supporto personale, sino ad arrivare
alla costituzione di AIEA (Associazione Nazionale Esposti Amianto), che ad oggi
esiste anche grazie a lui e che insieme a lui ha lottato e lotta al fine di avere una legislazione
chiara, precisa e coerente sulle bonifiche e sui risarcimenti alle vittime
anche e soprattutto ex causa (fuori da un processo costituito).
E, nel mio turbine di pensieri,
cresco fino ad essere una ragazzina spensierata che guarda il proprio padre
impegnarsi in riunioni e discussioni insieme ai colleghi di AIEA, prendere
contatti con altre Associazioni come MEDICINA DEMOCRATICA, lottare insieme a
loro fuori dal senato per chiedere che le leggi costituite diventassero
attuative, vestito da scheletro a urlare che l’amianto uccide e a proclamare
con striscioni e cartelli la fine delle morti per profitto.
Sempre più colleghi si ammalano e
periscono. Lui è sempre lì. Con loro fino all’ultimo. Conosce. Apprende cosa
significa. Sa.
Nelle sue profonde convinzioni e
motivazioni, quella che più lo spinge è che TUTTI SAPPIANO, tutti conoscano il
problema, ne prendano atto e si informino perché l’AMIANTO E’ DAPPERTUTTO!
Anche in posti impensati ed impensabili.
“Il mondo deve sapere e deve
comprendere! Non si può mettere la testa sotto la sabbia!”. “SIAMO TUTTI
ESPOSTI!”. Sono sempre state le sue parole. Ecco perché ha da sempre voluto che
nei comuni si costituissero gli SPORTELLI AMIANTO: per informare ogni cittadino,
lavoratore e non, esposto direttamente e non.
Crescendo, ho sempre notato che
solo qualche sporadico caso è emerso agli occhi della cronaca. Come se
l’amianto fosse un problema di pochi o esclusivo di qualche categoria.
Con la sua lotta mio padre ha
sempre voluto dimostrare che NON E’ COSI’!
…E ora che sono donna lo vedo
Ripiombo nella realtà e ora so.
Questa è la mia eredità. Far
conoscere, trasmettere, informare, combattere.
Ora la sezione AIEA di Turbigo è
titolata a lui: Sezione AIEA “OSCAR MISIN”.
Dopo anni di lotte e dopo tante
vite perse siamo arrivati il 15 Maggio 2013 al processo.
Sconfitto da mesotelioma, il mio
papà è volato in cielo. Ma in fondo ha vinto tutte le battaglie che ha
combattuto!
Sentenza processo Enel di Turbigo - comunicato aiea sez. di Paderno Dugnano
Oggi abbiamo subito l’ennesima ingiustizia all’interno di un tribunale di questo paese.
Tutti assolti per non
aver commesso il reato i sei dirigenti della centrale termoelettrica di Turbigo
in provincia di Milano , accusati per la morte di 8 lavoratori per mesotelioma
pleurico causato dall’esposizione all’amianto per la totale assenza di misure
nonostante le testimonianze e le documentazioni presentate durante il processo.
Del resto abbiamo
visto quello che è successo a Roma per il processo Eternit, la cassazione ha
cancellato la condanna a 18 anni nei confronti del magnate dell’amianto Schmidheiny
per prescrizione e la nostra preoccupazione è rivolta alle prossime sentenze
dei vari processi per amianto in arrivo nelle prossime settimane : Pirelli,
Breda termomeccanica, Alfa Romeo, Ansaldo di Legnano.
vengono emesse nel nome del popolo italiano e questa è l’ennesima beffa perché dovrebbero
essere emesse in nome del profitto.
Non nel mio nome non
nel nome dei nostri padri, madri fratelli e sorelle morti tra atroci sofferenze
a causa del mesotelioma pleurico. Per invogliare gli
imprenditori ad investire in questo paese dobbiamo dare loro licenza di
uccidere, lavoro in cambio di salute.
C’è un disegno
politico preciso dietro a queste vergognose sentenze, un disegno che rientra
nel quadro di questa politica venduta al liberismo più sfrenato, una politica
che toglie i diritti ai lavoratori (jobs act) , mette mano alla Costituzione e
vuole togliere lacci e lacciuoli (eliminando le norme che tutelano la sicurezza
nei luoghi di lavoro e nell’ambiente come l’art. 41) .
Oscar Misin è una
delle 8 Vittime della centrale di Turbigo, che si è sempre battuto contro l’esposizione
all’amianto che ha dovuto subire insieme ai suoi compagni di lavoro. E’ stato uno dei fondatori dell’Associazione
Italiana Esposti Amianto e ha dato il suo contributo fino a quando la malattia
ha stroncato la sua vita.
Dopo la morte di mio
padre per mesotelioma pleurico, lui ed Emilio Pampaluna (anche lui ex
dipendente della centrale , coofondatore dell’aiea ) mi hanno sostenuto in quel
momento di grande dolore ed aiutato a costituire la sezione padernese dell’associazione.
telefonata di Oscar all’inizio dell’estate del 2011 : “Ciao Lorena sai ho fatto
le lastre e mi hanno trovato l’acqua nei polmoni” – ho sentito un colpo al cuore, erano le stesse
parole di mio padre che mi disse al telefono sei anni prima, mentre ero a Roma
a manifestare per il contratto dei metalmeccanici.
Oscar morirà nel
febbraio del 2012. Lo voglio ricordare
con questa foto che lo ritrae durante una manifestazione di solidarietà nei
confronti dei 4 lavoratori dell’Eureco di Paderno Dugnano morti bruciati vivi
in un terribile rogo provocato dalla assoluta mancanza di sicurezza in quella
fabbrica, tenutasi nel novembre 2010 qualche giorno dopo la tragedia.
Anche per quei 4
lavoratori e altri 4 feriti non c’è stata giustizia. Il titolare Giovanni
Merlino è stato condannato a soli 5 anni per omicidio plurimo colposo ed è
libero di circolare indisturbato in attesa dell’appello mentre solo due
lavoratori sono stati risarciti.
Oscar e i suoi
compagni non hanno avuto giustizia, ma non ci arrendiamo, continueremo lottare anche per loro.
Quando c'erano le fabbriche
Il 20 febbraio la sezione del circolo Casaletti di Rifondazione Comunista ha visto un'intensa partecipazione all'incontro "Quando c'erano le fabbriche". Uno spaccato di storia contemporanea rappresentata dagli uomini che negli anni 70-80 agirono sul nostro territorio padernese.Enzo Mambretti ex sindacalista ed anche consigliere comunale supportato da F. Arrigoni ex segretario regionale Fiom e V.Tanzi ex responsabile di zona Fiom.
Un dibattito interessante, mai noioso, con intensa partecipazione di pubblico moderato da Francesco Englaro che ha condotto una serata frizzante che ha regalato momenti non solo dedicati al ricordo ma anche all'attualità. La nostra città pesantemente compromessa da una profonda crisi lavorativa alcuni anni addietro, aveva modelli di fabbriche che avevano visto un'evoluzione anche grazie al numero elevato di iscritti al sindacato. Migliorie e diritti furono fiore all'occhiello di parecchie aziende ormai scomparse. Oggi di tutto questo rimane ben poco e sul nostro territorio sopravvivono piccole realtà in cui i diritti e la rappresentanza sindacale fanno fatica ad emergere. Commozione anche per la partecipazione del partigiano Gildo Negri, allora responsabile di una sezione Pci in cui collaborava proprio Enzo Mambretti.
Un ringraziamento doveroso a tutti coloro che hanno partecipato attivamente sia durante la serata che nella preparazione.
articolo Notiziario del 27 febbraio 2015
Domani 28 febbraio Sentenza per i Morti da amianto della centrale termoelettrica di Turbigo
Domani il tribunale di Milano emetterà la sentenza contro ex vertici dell’azienda di Stato, tra cui l’ex presidente Francesco Corbellini, e dirigenti e responsabili dello stabilimento, in relazione ad otto casi di operai morti per mesotelioma pleurico.
Il PM Maurizio Ascione ha chiesto sei condanne per omicidio colposo plurimo a pene comprese tra i due e gli otto anni e mezzo di carcere.
Secondo l’ipotesi della Procura, gli allora responsabili della centrale non avrebbero fornito ai lavoratori alcuna forma di protezione, dando seguito ad una scelta precisa di “politica aziendale” presa dagli allora vertici del colosso dell’energia. Secondo il pm, però, “già all’epoca c’erano evidenze scientifiche” sul pericolo dell’amianto e, tuttavia, l’Enel e la centrale “non misero a disposizione degli operai né guanti, né mascherine facciali per ridurre il rischio di esposizione”. Il pm ha sottolineato come tra il 1930 e il 1979 alla centrale di Turbigo ci fu “un’elevata esposizione all’amianto e solo a partire dagli anni Ottanta incominciarono ad essere introdotte alcune misure, ma in modo goffo”. E così “la massima azienda di produzione di energia con vertici nominati dal Governo, e quindi rappresentanti dello Stato, non ha mai utilizzato in quegli anni tecnologie per proteggere la salute degli operai, malgrado il legislatore gliele avesse messe a disposizione anche prima del ’92, quando poi l’amianto venne messo al bando”.
In particolare, il pm ha chiesto 7 anni di carcere per Corbellini, presidente di Enel dal ’79 all’87, 8 anni e mezzo per Aldo Velcich, direttore di compartimento tra il ’73 e l”80, 5 anni e mezzo per Alberto Negroni, prima direttore di compartimento e poi tra l’84 e il ’92 dg di Enel. E poi ancora sono stati chiesti 4 anni per Paolo Beduschi, capo della centrale di Turbigo tra l’84 e il ’90, 3 anni per Paolo Chizzolini, ex direttore di compartimento, e 2 anni per Valeriano Mozzon, che fu capo centrale dal ’90 al ’92. Nel processo sono parti civili il Comune di Turbigo, l’Inail, Medicina Democratica e l’Associazione Esposti Amianto, mentre i familiari delle vittime hanno ritirato le costituzioni nel corso del procedimento dopo aver ottenuto risarcimenti extragiudiziali da parte di Enel. Questa è la prima delle sentenze che va a giudizio e influenzerà anche quelle che verranno nei prossimi mesi nei tanti processi incardinati negli ultimi anni in Tribunale a Milano, con al centro morti per amianto e con alla sbarra ex manager di importanti aziende, dalla Pirelli alla Fiat-Alfa Romeo, dalla Franco Tosi alla Breda Termomeccanica
Rassegna Arte al Lavoro - "Chiamarlo amore non si può" iniziativa contro la violenza sulle donne
Tra poco più di una settimana si celebrerà ancora una volta la Festa della Donna.
Perché questa data sia un momento di riflessione e non una sterile ricorrenza, il nostro Circolo ha organizzato, nell’ambito della rassegna “Arte al Lavoro”, una serata incentrata sul tema della violenze sulle donne.
Sarà l'occasione per imparare, meditare e operare prendendo spunto dalla presentazione del libro:
23 racconti scritti da altrettante autrici per raccontare ai più giovani cos’è la violenza di genere, come si manifesta nella vita quotidiana e come prevenirla. Interverranno in rappresentanza delle scrittrici: la biologa e divulgatrice scientifica Chiara Segrè insieme alla psicologa Gaia Avella, le quali racconteranno la genesi e lo scopo del volume, l’importanza della sensibilizzazione e dell’educazione dei più giovani ad un rapporto maschio-femmina più equilibrato e sano, nonchè l’importante esperienza personale a contatto con donne vittime di abusi e violenze per dare loro supporto psicologico e legale.
L’appuntamento è per venerdì 6 marzo 2015, ore 21,00, presso il Circolo "Antonio Casaletti" via Cardinal Riboldi, 208 - Paderno Dugnano.
Presidio "Chiudiamo i cantieri della Rho-Monza"
Il Partito della Rifondazione Comunista, sezione "Antonio Casaletti" di Paderno Dugnano, solidale con le lotte e le iniziative del Comitato per l'Interramento della Rho-Monza, parteciperà attivamente al Presidio di sabato 28 Febbraio ore 10.00 in Via S. Michele ed invita tutti i padernesi a manifestare contro la realizzazione di due autostrade da 14 corsie in superficie nel centro della nostra città per evitare di compromettere la salute delle future generazioni e la devastazione del nostro territorio.
Morire d'amianto, morire per aver lavorato, morire fra atroci sofferenze di mesotelioma pleurico.
Il mese di novembre 2014 ha visto la prescrizione del processo Eternit. Circa 3000 persone in quel di Casale Monferrato non hanno avuto giustizia e l'imputato, il manager Schmidheiny innocente ,poichè risulta oggi un processo errato dove tutto era già prescritto prima del processo. Il milionario svizzero non è nemmeno responsabile per non aver bonificato le fabbriche dismesse e tutto il territorio ormai contaminato.Smisurata l'enormità del disastro ambientale recato a Casale!
Cosi' il pm Raffaele Guariniello , ha reso noto di aver richiesto un nuovo rinvio a giudizio indirizzato sempre a Schmidheiny per omicidio volontario di 258 persone fra il 1989 e il 2014.Le aggravanti sarebbero: motivi abietti della volontà di profitto e del mezzo insidioso.
Ricordiamo che il picco di morti per mesiotelioma pleurico è stato ipotizzato avvenga a partire dal 2015 sino al 2020. Sabato 28 febbraio 2015 un'altra sentenza in arrivo. Il processo per la morte di 8 operai all'Enel di Turbigo dove il pm Ascione ha chiesto tra i due e gli otto anni di carcere per sei ex manager Enel.I lavoratori deceduti fra il 2004 e il 2012 non avrebbero ricevuto materiali di protezione durante l'esposizione alle polveri per precise scelte di "politica aziendale"
L’Inail, il Comune di Turbigo, Medicina Democratica e l’Associazione Esposti Amianto,si sono costituite parti civili mentre i familiari delle vittime si sono ritirati dopo aver ricevuto risarcimenti Enel.
Ricordiamo i morti della Breda fucine , le lotte di Michele Michelino descritte nel suo libro "Operai carne da macello" e non da ultimo il libro di Stefano Valenti "La fabbrica del panico"-Premio Campiello 2014 che sono vive testimonianze di tante persone normali che per aver lavorato o avendo avuto contatto con le polveri d'amianto hanno perso la vita.
Il nostro territorio padernese non è esente dall'incubo amianto. Si è intervenuti ultimamente nella rimozione di alcuni tetti scolastici ma la strada per lo smaltimento è ancora lunga.La sezione Aiea (Associazione italiana esposti amianto ) è da lungo tempo presente con la sua responsabile Lorena Tacco che ha sempre richiesto alle varie amministrazioni locali l'impegno per un censimento minuzioso, visto anche l’obbligo normativo di denunciare da parte del privato di manufatti in eternit, e la bonifica totale degli spazi pubblici.
"Scrivere morire è impreciso e non basta:infatti di mesotelioma pleurico non si muore, si crepa e nel peggiore dei modi possibili. Chi non ha mai visto in faccia il mesiotelioma della pleura non puo' sapere. Non puo' nemmeno immaginare" Massimo Carlotto da Polvere- Amianto mai piu' Pubblicato da
Comitato STOP AL TTIP padernese - Serata Formativa
Giovedì 26 febbraio - ore 21presso la sala del Quartiere CalderaraVia Armstrong 9
Condurrà l'incontro Francesco Lauria, della "Campagna Stop TTIP Italia".L'obiettivo che ci si è posto è di organizzare una campagna di sensibilizzazione e conoscenza e la raccolta on line di 2.000.000 di firme di cittadini europei, entro autunno.
Diffondi l'iniziativa dei Cittadini Europei contro il TTIP :https://stop-ttip.org/firma/Passaparola Pubblicato da
C'erano le fabbriche Sottolineare la grande umanità accostata ad un impegno infinito di Enzo Mambretti ex sindacalista, assessore e consigliere comunale padernese è doveroso.L'incontro di domani fortemente voluto e cercato per raccontare un pezzetto di quella storia che ogni tanto è bene ricordare.
Ricordiamoci sempre che dalle fabbriche milanesi e non, parti' la Resistenza e che se oggi godiamo di determinati diritti lo dobbiamo alle
lotte di alcuni che mai si sono arresi.Enzo non ha solo lavorato ma anche studiato la sera portando a casa un diploma.
Enzo ha scoperto la passione per le vignette e la pittura che potremo osservare domani sera nei quadri che esporrà fino a tutta la giornata di sabato. Una chiaccherata con Enzo supportata da altri tre personaggi non meno importanti come P.Arrigoni
ex segretario regionale Fiom e Presidente Ass.ne Italia Cuba di Sesto ,M.Tedesco resp-zona della Fiom e V.Tanzi anche lui ex sindacalista Fiom
. C'erano le fabbriche, c'erano e ci sono ancora diritti...vietato tornare indietro!
Nasce a Paderno Dugnano il Comitato STOP AL TTIP
Costituzione:una questione democratica
Momenti di grande fermento e cambiamento quelli che in questi ultimi giorni animano il nostro governo. Variare la Costituzione , in particolare l'art.78:" Le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri necessari " definito ormai articolo simbolico ,
cosi' come il fastidioso "l'Italia ripudia la guerra" verranno sepolti per lasciar spazio a quel nuovo e a quelle riforme che faranno ripartire il nostro Paese.
Oggi il ricordo di Piero Calamandrei e delle sue parole piu' vive che mai dovrebbero far riflettere chi ha intrapreso nuove strade.
Assemblea costituente del 7.3.1947.
"-Io mi domando, onorevoli colleghi, come i nostri posteri, tra cento anni, giudicheranno questa nostra Assemblea costituente. Se la sentiranno alta e solenne come noi oggi sentiamo alta e solenne.
Credo che i nostri posteri sentiranno più di noi, tra un secolo, che da
questa nostra Costituente è nata veramente una nuova storia e si immagineranno che in questa nostra assemblea, mentre si discuteva della nostra Costituzione repubblicana, seduti su questi scranni non siamo stati noi, uomini effimeri i cui nomi saranno cancellati e dimenticati, ma sia stato tutto un popolo di morti, di quei morti che noi conosciamo ad uno ad uno, caduti nelle nostre file, nelle prigioni e sui patiboli, sui monti e nelle pianure, nelle steppe russe e nelle sabbie africane, nei mari e nei deserti, da Matteotti a Rosselli, da Amendola a Gramsci fino ai giovinetti partigiani. Essi sono morti senza retorica, senza
grandi frasi, con semplicità, come se si trattasse di un lavoro quotidiano da compiere, il grande lavoro che occorreva per restituire all’Italia libertà e dignità. Di questo lavoro si sono riservata
la parte più dura e più difficile, quella di morire, di testimoniare con la Resistenza e la morte la fede nella giustizia.
A noi è rimasto un compito cento volte più agevole, quello di tradurre in leggi chiare, stabili e oneste il loro sogno di una società più giusta e più umana, di una solidarietà di tutti gli uomini alleati a debellare il dolore. Assai poco, in verità, chiedono i nostri morti, non dobbiamo tradirli.-"
SE QUALCUNO, FRA QUELLI CHE DI NOTTE E DA SOLI, HA VOTATO IL SOVVERTIMENTO DELLA COSTITUZIONE NATA DALLA RESISTENZA VOLESSE RISPONDERGLI.........
* Domenico Moro, è membro del Comitato Politico Nazionale di Rifondazione Comunista. E’ autore dei libriNuovo compendio del Capitale e Club Bilderberg,
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