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IVA monofase, sui prodotti editoriali, pagina 9 Deposito legale e Convenzioni USPI, pagina 6 Presentate al Sottosegretario, Luca Lotti e al Capo dipartimento editoria, Roberto Marino
LE PROPOSTE USPI PER IL RILANCIO DELL’EDITORIA PERIODICA MEDIOPICCOLA
L’ INFORMATIVA ECONOMICA DI SISTEMA - IES
“Consolidare il presente per proiettarsi nel futuro”
L’invio delle comunicazioni potrà avvenire a partire dal 1° luglio, e dovrà concludersi entro e non oltre il termine del 30 settembre - Esentati dall’obbligo dell’invio i soggetti aventi, nell’anno di riferimento, ricavi totali pari a zero euro negli ambiti di attività rilevati dalla IES – INVIO ANCHE TRAMITE PEC DELL’USPI
l Sottosegretario con delega all’editoria, On. Luca Lotti, a settembre vuole fare una rivoluzione.
Per carità, niente armi né sangue… ma una “rivoluzione” degli incentivi e delle provvidenze all’editoria, per allinearli alle mutate ( e critiche) condizioni economiche del comparto e per supportare la trasformazione tecnologica, la nascita di nuovi editori e l’assunzione di giovani giornalisti e grafici nel settore editoriale. Lotti stesso lo ha dichiarato in una recente intervista al quotidiano “La Repubblica”, quando – alla domanda dell’intervistatore sulla posizione del governo circa lo stanziamento di fondi per l’editoria – ha testualmente risposto:
’Autorità ha disciplinato l’Informativa Economica di Sistema, da ultimo con la Delibera n. 397/13/CONS. GUIDA ALLA COMPILAZIONE 2014 MODELLO IES RELATIVO ALL’ANNO 2013 Contatti Per qualsiasi ulteriore chiarimento al riguardo è possibile contattare il Contact Center dell’Autorità, raggiungibile a mezzo telefono tutti i giorni feriali, dal lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 14.00, al numero verde 800.18.50.60 (da rete fissa) o al numero geografico 081.750.750 (da rete mobile e dall’estero). Il servizio è raggiungibile anche a mezzo email all’indirizzo info@agcom.it. • Per chiarimenti tecnici (relativi al modello informatico): info_ies@agcom.it.
“Stiamo preparando una rivoluzione per settembre. Se mi chiede: ‘è ora di finirla coi soldi a giornali che non esistono’, la risposta è sì. Se mi chiede: ‘è ora di finirla con stanziamenti senza criteri’, la risposta è ancora sì. Per il resto, è una partita aperta: così come abbiamo fatto per questo decreto (si riferisce al Fondo straordinario per l’editoria, 120 milioni di euro in tre anni – n.d.r.) stiamo valutando tutte le opzioni. Entro l’autunno saremo pronti a illustrare le nostre idee, che sottoporremo all’at2 Soggetti obbligati
Notizie dal Dipartimento Editoria “La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che, alle volte, preferirebbe non sentirsi dire”
CONTRIBUTI DIRETTI ALLE IMPRESE EDITRICI – ANNO 2013
Striscia di Gaza. Una bambina palestinese recupera libri e quaderni dalla sua casa bombardata (Twitter@monaeltahawy). SE IL MONDO HA ANCORA UNA SPERANZA, QUESTA PASSA ANCHE ATTRAVERSO TALI PICCOLI GESTI.
Nella Sezione Informazioni e Modulistica area stampa del sito: www.governo.it/die/ sono pubblicate le modalità di presentazione della documentazione relativa alle domande di ammissione ai contributi per l’anno 2013 e la relativa modulistica – Termine 30/09/2014
Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 50° - MENSILE - 11 NUMERI - 9 settembre 2014 Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma
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LE PROPOSTE USPI PER IL RILANCIO DELL’EDITORIA PERIODICA MEDIO - PICCOLA tenzione di tutti, anche del M5S”.
M5S che, nel frattempo, sta portando avanti, presso la Commissione Cultura della Camera, un progetto di legge per l’abolizione di ogni forma di aiuti diretti alle imprese editoriali. Dopo, quindi, l’affannosa ma soddisfacente soluzione dell’ “equo compenso nel lavoro giornalistico” che ha trovato l’accordo tra le parti datoriali e sindacali (con l’eccezione dell’Ordine dei giornalisti) – vedi Notiziario USPI n. 7/8 scorso - , e la conseguente delibera della Commissione apposita, Lotti ha intenzione di affrontare tutte le altre problematiche del settore. L’idea del Sottosegretario e del governo è quella di istituire, alla ripresa dell’attività parlamentare, un “Tavolo per l’editoria”, ove ascoltare e recepire le considerazioni e le proposte delle Associazioni di settore. A tal fine, Lotti e il Capo dipartimento Marino hanno richiesto alle Associazioni più rappresentative l’invio di un documento propedeutico, con le prime analisi e suggerimenti. Pubblichiamo, di seguito, il documento presentato dall’USPI, con la precisazione che tale documento potrà essere sviluppato ed integrato dai contributi di tutti gli associati alla nostra Unione. PROPOSTE USPI PER IL RILANCIO DELL’EDITORIA PERIODICA MEDIO -PICCOLA Settembre 2014 DESCRIZIONE DEL COMPARTO Il mondo della piccola editoria, nel nostro Paese, è molto vasto (6/7 mila periodici), mai monitorato e, soprattutto, molto poco conosciuto e considerato. E’ un ampio mondo che è sempre rimasto in ombra rispetto alla grande editoria quotidiana e periodica, ma che – nella produzione di riviste e siti – è alla pari di quest’ultima, solo con strumenti infinitamente minori. Nella stessa Relazione annuale del Presidente dell’AGCOM, pur concentrando l’analisi sulla grande editoria periodica, si riconosce: “Nel settore editoriale la stampa periodica è stata, da sempre, caratterizzata da una elevata diversificazione di prodotto, in 2
grado di rispondere a necessità e bisogni differenti, spesso specifici, e tale da aver comportato un mercato molto segmentato e riconducibile a macro-categorie eterogenee al loro interno. Si può distinguere tra un’editoria periodica specializzata, prevalentemente orientata a soddisfare esigenze professionali, e un’editoria periodica (generalista o settoriale) destinata a soddisfare specifici interessi personali. I dati relativi al 2013, pur confermando la minore penetrazione dei mezzi editoriali rispetto agli altri strumenti di comunicazione, evidenziano tuttavia come la diffusione dei periodici tra la popolazione di riferimento - diversamente da quanto avviene per i quotidiani, che subiscono un significativo decremento - si mantenga sostanzialmente in linea con quanto rilevato nel 2010. Sul versante dell’offerta, il mercato italiano della stampa periodica continua a contraddistinguersi per la presenza, da un lato, di alcuni operatori nazionali attivi su più comparti dei media, che si rivolgono al mercato degli utenti-consumatori con più pubblicazioni, e che rappresentano circa la metà del mercato in termini di valore; dall’altro, di una miriade di editori minori che si rivolgono a segmenti specifici di consumatori o utenti professionali”. Per comprendere meglio, ecco un po’ di numeri che sottolineano l’importanza e l’incidenza della piccola e media editoria periodica che rappresenta, come sopra affermato dall’Autorità, “circa la metà del mercato in termini di valore”: 1) La spedizione di prodotti editoriali, in termini di ricavi, è passata da 148,8 milioni di euro, nel 2012, ai 128,0 milioni, nel 2013; mentre in termini di volumi di spedizione, si è passati dai 531,0 milioni di invii, nel 2012, a 478,7 milioni, nel 2013 (Fonte: elaborazioni dell’Autorità su dati degli operatori postali). Nel “servizio universale” di Poste Italiane, le cifre sopra indicate comportano una percentuale di quote di ricavi pari all’8,8% (dato 2013) e pari al 23,8% (dato 2013) delle quote percentuali di volumi trattati da Poste (Fonte: elaborazioni dell’Autorità su dati degli operatori postali). Sottolineiamo che, a parte due grandi ecce-
in questo numero Le proposte USPI per il rilancio dell’editoria medio-piccola (pagine 1, 2, 4) Scadenze ROC: l’Informativa Economica di sistema – IES (pagine 1, 6, 7) Contributi diretti alle imprese editoriali – Anno 2013 (pagine 1, 5) Le quote associative USPI, Anno 2015 (pagina 3) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 6) Notizie dall’INPGI: Circolare n. 3/2014 (pagina 8) Notiziario fiscale: IVA monofase sui prodotti editoriali (pagine 9, 10, 11, 12, 13, 15, 16) Who’s who in Italy (pagina 14) L’Eco della Stampa (pagina 15) Convenzione USPI-SDA (pagina 16) zioni – “Il Sole24ore” e “Avvenire” – i grandi quotidiani hanno minime quote di abbonamenti sottoscritti dai lettori, per cui i dati sopra riportati sono imputabili essenzialmente alla spedizione di periodici, 2) Al “Registro degli operatori di comunicazione (ROC)” sono a tutt’oggi iscritti 8.603 editori cartacei attivi e 2455 editori elettronici attivi (Fonte: ROC). CONSOLIDARE IL PRESENTE PER PROIETTARSI NEL FUTURO Dall’analisi dei dati riportati, si evincono alcune considerazioni. La prima è quella che gran parte della piccola e media editoria periodica è ancora un’editoria “di carta”. Questa editoria: quella di nicchia e specializzata, le riviste culturali, i periodici territoriali e quelli espressione dell’associativismo sociale e religioso, i periodici di raccolta fondi per le finalità più ampie e meritorie (Amnesty, Lega del filo d’oro, WWF, Emergency…), preferisce ancora usare lo strumento della carta per raggiungere i propri lettori e associati. 4 Notiziario USPI n° 9/2014
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Non solo per tradizione dell’editore o dei lettori, ma perché il giornale cartaceo entra dentro casa; è il giornale che va a trovare il lettore e non viceversa, come avviene per l’editoria elettronica. Segnaliamo, inoltre, che la produzione di una rivista cartacea dà lavoro a molti occupati: addetti alle cartiere, alle tipografie, grafici, spedizionieri, addetti alla distribuzione… oltre, naturalmente, a giornalisti e amministrativi della casa editrice. Da questa prima considerazione, ne scaturisce subito un’ altra, che ci spinge verso il futuro dell’editoria medio-piccola: la difficoltà di conquistare visibilità nel “mare magnum” di internet ed i costi per adeguarsi all’innovazione tecnologica. E’ soprattutto la piccola editoria che non trova risorse economiche tali per affrontare e supportare tale cambiamento tecnologico, fondamentale per la sopravvivenza stessa della propria attività. Rileviamo, infine, la perdurante decrescita della pubblicità commerciale nelle testate periodiche medio-piccole, che devono far fronte non solo alla crisi economica delle aziende che fanno pubblicità, ma anche all’accaparramento delle entrate pubblicitarie da parte delle televisioni e delle grandi aziende editoriali.
tiratura, a numero, sia inferiore alle 20.000 copie (vedi DL 353/03, conv. in L. 46/04), come da “Intesa sugli interventi a sostegno dell’editoria”, lettera m), del 6 agosto 2013. Tale contributo potrà essere scontato direttamente all’atto della spedizione, con consuntivo finale annuo a favore del distributore. 2. CREDITO D’IMPOSTA ACQUISTO CARTA E CREDITO AGEVOLATO PER INNOVAZIONE TECNOLOGICA L’USPI propone la previsione di alcune agevolazioni (ad es., credito d’imposta e credito agevolato, accessibili alla piccola e media editoria) per contenere i principali costi sostenuti (acquisto carta, stampa e distribuzione) e per promuovere il passaggio dal cartaceo al web. Forme di sostegno all’editoria già sperimentate ed applicate negli anni scorsi. Il credito agevolato per l’innovazione tecnologica è previsto dalla Legge 7 marzo 2001, n. 62, artt. 4-5-6-7, e disciplinato dal DPCM 25 novembre 2010, n. 223. Il credito d’imposta sull’acquisto carta è stato introdotto per gli anni 2005 e 2006 e per l’anno 2011. Ambedue le agevolazioni non state più rifinanziate.
PROPOSTE USPI Dall’analisi esposta, l’USPI individua alcune possibili aree di intervento pubblico a sostegno dell’editoria periodica medio-piccola, sia per quanto riguarda le criticità attuali (soprattutto stampa, diffusione e pubblicità), sia per un aiuto all’evoluzione informatica e tecnologica del settore. 1. DIFFUSIONE E TARIFFE DI SPEDIZIONE Per la piccola editoria, il mezzo fondamentale (e, in moltissimi casi, l’unico) di diffusione è l’invio del periodico in abbonamento, a mezzo del servizio di recapito postale. Troppo onerosa e dispersiva, per piccole tirature, la diffusione in edicola. L’USPI, pertanto, propone l’introduzione di un contributo statale di 0,05 euro a copia per la distribuzione delle pubblicazioni delle associazioni no-profit, come individuate dalla legge n.14 del 24/02/2012, e delle pubblicazioni edite da editori la cui 4
L’USPI propone, inoltre, di fissare un massimale di credito usufruibile (10.000/30.000 euro) per singolo editore, in modo da rendere paritario l’accesso alle sovvenzioni per editori grandi e piccoli. 3. DETASSAZIONE DELLA PUBBLICITA’ E DEGLI ABBONAMENTI A RIVISTE SPECIALISTICHE L’USPI propone detassazione della pubblicità commerciale sui periodici cartacei, in particolare per la piccola editoria locale e di nicchia, e previsione di agevolazioni per la sottoscrizione di un abbonamento ad una rivista specializzata per gli studenti universitari. L’USPI ritiene che potrebbero essere forme di sostegno alla piccola editoria, che non accede al mercato pubblicitario generale, per tematiche di nicchia e per basse tirature. Prevedere un’agevolazione per la sottoscrizione di un abbonamento ad una rivista specializzata per gli studenti universitari,
sarebbe un segnale di attenzione e di aiuto sia per gli universitari sia per le riviste specializzate e di cultura, vanto del nostro Paese. Tale agevolazione sul prezzo dell’abbonamento potrebbe concretarsi con una detassazione sul reddito delle persone fisiche. 4. VOUCHER PER L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA L’USPI propone l’istituzione di un Fondo per l’Innovazione tecnologica e l’accesso alle nuove tecnologie di trasmissione dei periodici, per la piccola e media editoria, con massimale (5/10 mila euro). La previsione di un singolo voucher per editore rende paritario l’accesso alla sovvenzione per editori grandi e piccoli. 5. EQUIPARAZIONE IVA TRA TESTATE CARTACEE E TELEMATICHE L’USPI propone, se in sintonia con la normativa europea, l’equiparazione dell’ IVA al 4% tra le testate cartacee e quelle telematiche. Sarebbe importante, per equità fiscale, che la vendita di copie e di abbonamenti a giornali e riviste telematiche possa godere della stessa IVA agevolata, come per le testate cartacee. 6. MANTENIMENTO DEI CONTRIBUTI STATALI DIRETTI L’USPI propone il mantenimento dei contributi statali diretti, che vanno in scadenza quest’anno, per i periodici locali e per quelli editi da cooperative giornalistiche. Importante sarebbe che lo stanziamento pubblico fosse pluriennale e certo nel quantum annuale. L’USPI ritiene che, indipendentemente dalle decisioni governative e parlamentari di confermare o meno il finanziamento ai giornali di partito e di movimenti politici, sia sostanziale, per il sostegno del pluralismo informativo, mantenere i contributi diretti della Legge 250/1990, così come ridefiniti e calcolati dal decreto legge n. 63/2012, conv. in Legge 103/2012, ai periodici locali e alle “vere” cooperative giornalistiche: giornali e periodici, radicati sul territorio o di nicchia, che svolgono funzioni d’informazione e cultura locale che la grande stampa non fa e non può fare. 7. PREMI ALLE PUBBLICAZIONI PERIODICHE DI ELEVATO VALORE CULTURALE L’USPI propone il rifinanziamento pluriennale del Fondo per le pubblicazioni periodiche di elevato valore culturale, con la possibilità di estendere la platea dei beneficiari. Notiziario USPI n° 9/2014
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CONTRIBUTI DIRETTI ALLE IMPRESE EDITRICI – ANNO 2013 1
Modalità di presentazione della documentazione Ai fini dell’ammissione al contributo per l’anno 2013, le imprese che hanno presentato domanda nei termini di legge devono far pervenire, a pena di decadenza, la relativa documentazione entro la data del 30 settembre 2014. I documenti istruttori devono essere trasmessi per via telematica, con firma digitale, tramite PEC, al seguente indirizzo di posta certificata: archivio.die@mailbox.governo.it. Si fa presente che i files allegati non possono superare la dimensione complessiva di 4Mb; in caso di maggiori dimensioni è necessario effettuare più invii, specificando ogni volta l’impresa e la testata cui la documentazione si riferisce. Soltanto in casi eccezionali di motivata impossibilità all’invio della documentazione per via telematica o per l’invio delle copie dei giornali, la trasmissione può avvenire mediante raccomandata postale con avviso di ricevimento indirizzata a: Presidenza del Consiglio dei ministri Dipartimento per l’informazione e l’editoria - Ufficio per il sostegno all’editoria - Servizio per il sostegno diretto alla stampa - Via della Mercede, 9 00187 – ROMA ovvero tramite spedizione a mezzo corriere. In quest’ultimo caso la consegna del plico deve essere effettuata presso l’ufficio accettazione della Presidenza del Consiglio dei ministri, Via dell’Impresa, 90 - 00187 – ROMA. Non sarà accettata documentazione consegnata a mano o tramite corriere presso la sede del Dipartimento. In ogni caso, ai fini della scadenza del termine di legge, farà fede il timbro della data di arrivo. Per le imprese editrici di quotidiani italiani editi e diffusi all’estero, la Notiziario USPI n° 9/2014
documentazione relativa alle domande di contributo per l’anno 2013 deve pervenire, entro il termine del 30 settembre 2014 con le modalità sopra indicate, esclusivamente per il tramite delle Autorità diplomatiche o consolari competenti. Documenti e relativa modulistica per tipologie di impresa 1. Elenco documenti imprese ex art. 3, commi 2 e 2-quater, legge n. 250/1990 (Cooperative di giornalisti editrici di quotidiani e periodici) 2. Elenco documenti imprese ex art. 3, comma 2-bis, legge n. 250/1990 (Imprese editrici di quotidiani la cui maggioranza del capitale è detenuta da cooperative, fondazioni o enti morali non aventi scopo di lucro) 3. Elenco documenti imprese ex art. 3, comma 2-ter, legge n. 250/1990 (Imprese editrici di quotidiani italiani editi e diffusi all’estero) 4. Elenco documenti imprese ex art. 3, comma 2-ter, legge n. 250/1990 (Imprese editrici di quotidiani in lingue di confine) 5.Elenco documenti imprese ex art. 3, comma 3, legge n. 250/1990 (Cooperative, fondazioni o enti morali, ovvero società con maggioranza del capitale sociale detenuta da cooperative, fondazioni o enti morali che non hanno scopo di lucro)
decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63 convertito, con modificazioni, dalla legge 16 luglio 2012, n. 103, per quanto riguarda in particolare i requisiti di accesso, la qualificazione delle testate in formato digitale e alcuni obblighi relativi alla presentazione della documentazione. Le principali innovazioni riguardano: Maggiore percentuale richiesta tra copie distribuite e copie vendute per l’accesso al contributo (art. 1, comma 2) Diversa configurazione del carattere nazionale o locale della testata (art. 1, comma 2) Nuovi requisiti di accesso per cooperative e imprese editrici (art. 1, comma 4, lett. a e b) Obbligo di certificazione della distribuzione e vendita esteso alle imprese editrici di quotidiani italiani editi e diffusi all’estero (art. 1, comma 5) Obbligo di certificazione della distribuzione e vendita e divieto di distribuzione degli utili estesi alle imprese editrici di testate organi di partito (art. 1, comma 4, lett. c) e comma 6) Caratteristiche delle testate in formato digitale (art. 3, comma 4) Obbligo per le imprese editrici di quotidiani italiani editi e diffusi all’estero di inviare la documentazione istruttoria per il tramite delle Autorità diplomatiche o consolari competenti (art. 1, comma 5)
6. Elenco documenti imprese ex art. 2, comma 5, decreto legge n. 63/2012 (Agenzie di informazione radiofonica) 7. Elenco documenti imprese ex art. 153, comma 2, legge n. 388/2000 e ex art. 20, comma 3-ter, decreto legge n. 223/2006 (Imprese editrici di testate organi di partito) Novità relative ai contributi per l’anno 2013 A partire dall’annualità di contributo 2013, trova piena applicazione il 5
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L’ INFORMATIVA ECONOMICA DI SISTEMA - IES 1
I soggetti obbligati all’invio della Informativa Economica di Sistema sono: gli editori, anche in formato elettronico, di giornali quotidiani, periodici o riviste, altre pubblicazioni periodiche ed annuaristiche e altri prodotti editoriali, così come definiti nell’art. 2, comma 1, della delibera n. 397/13/CONS. Soggetti esentati Sono esentati dall’obbligo dell’invio della Informativa Economica di Sistema i soggetti obbligati di cui sopra aventi, nell’anno di riferimento, ricavi totali pari a zero euro negli ambiti di attività rilevati dalla IES. 1. MODALITÀ DI TRASMISSIONE Comunicazione e modello Ciascuna comunicazione deve essere effettuata in conformità al modello telematico (base e ridotto) disponibile sul sito web dell’Autorità all’indirizzo www.agcom.it nella sezione “Informativa Economica di Sistema”. Il sistema prevede l’acquisizione automatica del modello dalla casella di posta e non è in grado di interpretare altri formati e altri allegati. Si prega, quindi, di riportare nelle note gli eventuali chiarimenti e specificazioni ritenute necessarie senza allegare altri files, che non potranno, in ogni caso, essere acquisiti. Alla fine di ogni pagina è presente un link diretto al quadro che descrive le criticità (“Vai agli errori”). Il modello dovrà essere trasmesso da un indirizzo di posta elettronica certificata all’indirizzo ies@cert.agcom.it cliccando sul tasto “Invia E-mail”, che appare in fondo alla pagina una volta compilati tutti i campi del modello ed effettuata la validazione. In alternativa, è possibile salvare il file ed utilizzarlo come allegato all’interno di un servizio di web mail. SERIE BASE E RIDOTTO Il modello di cui all’art. 3 della delibera n. 397/13/CONS è articolato in due serie, BASE e RIDOTTA: - qualora i ricavi totali nei settori rilevati dalla IES siano superiori ad 1 milione di euro, i soggetti saranno tenuti a compilare la serie BASE del modello; 6
- se i ricavi totali nei settori rilevati dalla IES risultino minori o uguali ad 1 milione di euro, i soggetti saranno tenuti a compilare la serie RIDOTTA del modello. Nell’ipotesi in cui il soggetto obbligato non sia tenuto alla redazione del bilancio di esercizio secondo gli artt. 2425 e ss. del Codice Civile (ad es. alcuni soggetti minori e società estere), questi dovrà fornire comunque i valori economici relativi alla propria attività in modo da assicurare la coerenza con la disciplina nazionale in tema di redazione del bilancio di esercizio (dunque valori economici rielaborati secondo i criteri di cui all’art. 2425 e ss.). A tale scopo, si potrà fare riferimento ad omologhe voci di altre scritture contabili che attestino il valore complessivo della produzione, nonché agli introiti derivanti da convenzioni con soggetti pubblici e dalle provvidenze pubbliche, specificando eventuali differenze rispetto ai dati che risultano dal bilancio di esercizio ufficiale redatto secondo una diversa normativa. I soggetti (di seguito anche società) che hanno un bilancio di esercizio disallineato rispetto all’anno solare sono tenuti a fornire nel modello i valori di ricavo relativi all’orizzonte temporale corrispondente all’anno solare di riferimento della dichiarazione Le società che alla data del 30 settembre dispongono esclusivamente di bilanci di esercizio non ancora approvati devono comunque provvedere alla comunicazione annuale entro tale scadenza, specificando in nota che si tratta di valori economici coerenti con bilanci di esercizio da approvare.
DePosito LeGaLe e coNveNZioNi usPi In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale”, ENTRO IL MESE DI SETTEMBRE Gli editori di: QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI e SETTIMANALI con sede principale nel: LAZIO, ABRUZZO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA e SARDEGNA sono tenuti ad effettuare la consegna delle
Termine L’invio delle comunicazioni potrà avvenire a partire dal 1° luglio, e dovrà concludersi entro e non oltre il termine del 30 settembre, con il modello rilasciato nell’anno in corso, che si riferisce all’anno solare precedente. Non sarà possibile inviare le comunicazioni prima o dopo tale termine. 2. COMPILAZIONE DELLE VOCI Il modello si compone di 5 sezioni: - la prima attiene ai dati anagrafici generali del soggetto rispondente; - la seconda prevede l’indicazione della soglia (relativa ai ricavi totali realizzati nell’ultimo esercizio nell’ambito dei settori di attività rilevati dalla IES) che comporta la selezione della serie base o ridotta del formulario, comprensiva del quadro da compilare nel caso sia l’ultimo anno di attività per il soggetto obbligato; - la terza consente di selezionare tutti i settori di attività in cui il dichiarante opera, determinando l’individuazione dei quadri da compilare; - la quarta riguarda il dettaglio relativo ai singoli settori di attività, comprensivo dei dati economici relativi all’ultimo esercizio e delle informazioni relative alle testate quotidiane e periodiche, inclusa l’annuaristica, nonché alle testate esclusivamente online e ai canali e programmi diffusi su tutte le piattaforme, sia tradizionali che innovative (per il settore radiotelevisivo), che concorrono al conseguimento dei ricavi riferibili all’ultimo esercizio, oltre alle informazioni relative alle concessionarie (ivi compresi i soggetti che esercitano attività di pubblicità online e pubblicità cinematografica); - la quinta prevede una tabella di sintesi relativa ai dati di ricavo e di costo, aggregati per area economica, realizzati negli ambiti di attività rilevati dalla IES. copie distribuite nel 2° trimestre dell’anno (aprile - giugno 2014). Gli editori di: QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e ALTRA PERIODICITA’ con sede in: LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, UMBRIA, MARCHE sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite nel 1° semestre dell’anno (gennaio - giugno 2014). Ricordiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni. Notiziario USPI n° 9/2014
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2.1. Sezione 1 - Dati anagrafici generali La prima sezione riguarda l’anagrafica del soggetto rispondente.. 2.2. Sezione 2 - Indicazione relativa ai ricavi e selezione del modello della serie base o ridotta I ricavi cui si fa riferimento sono quelli relativi al valore della produzione così come risultante dal bilancio di esercizio dell’anno precedente, compresi quelli derivanti dalle convenzioni con soggetti pubblici e dalle provvidenze pubbliche ovvero, per i soggetti non obbligati alla redazione del bilancio di esercizio, le omologhe voci di altre scritture contabili che attestino il valore complessivo della produzione. Tale indicazione consente al modello di individuare automaticamente la serie corretta da compilare, BASE o RIDOTTA. È possibile modificare la selezione della soglia anche in corso di compilazione. Tale selezione è, altresì, indispensabile per accedere alla sezione 3 nella quale sono identificate/selezionate le attività esercitate dai soggetti obbligati nel settore delle comunicazioni. Qualora il dichiarante si trovi ad esercitare l’ultimo anno della propria attività d’impresa è tenuto a specificarne nel dettaglio la causa (cessazione di attività, cambio di ragione sociale, fusione con altra società, liquidazione/fallimento, altro). 2.3. Sezione 3 – Indicazione relativa ai settori di attività In tale sezione il soggetto obbligato è tenuto a selezionare TUTTE le attività svolte dalla società nel settore delle comunicazioni tra quelle di seguito indicate: - Editoria quotidiana (inclusa free press e copie digitali) - diffusione nazionale e locale [QE] - Editoria periodica (inclusa free press e copie digitali) - diffusione nazionale e locale [DE] - Editoria annuaristica (inclusa offline e copie digitali) [EE] - Internet – Pubblicità online (inclusa editoria elettronica) [IT] L’accesso al modulo per l’inserimento dei dati economici sarà consentito solo in caso di corretta identificazione/selezione delle attività svolte dall’impresa tra quelle sopra indicate. È possibile inoltre deselezionare le attività individuate anche in corso di compilazione. Tutti i soggetti che svolgono attività su Internet (sul web, su reti mobili, etc...), e a qualunque titolo raccolgono pubblicità online, sono tenuti a compilare il quadro Notiziario USPI n° 9/2014
Internet – Pubblicità online. In tale quadro, per accedere al modulo che consente l’inserimento dei dati economici, è necessario selezionare in via preliminare la tipologia di attività svolta online – se in qualità di proprietario del sito/editore elettronico e/o concessionaria/intermediario pubblicitario – ferma restando la possibilità di deselezionare l’attività individuata anche in corso di compilazione. 2.4. Sezione 4 - Inserimento dei dati economici e delle informazioni correlate 2.4.1. Note di carattere generale - Le celle da compilare sono quelle evidenziate con un colore differente, mentre le celle in bianco sono calcolate automaticamente e non sono modificabili. - Qualora ci fossero dei campi necessari mancanti, errati o in corso di verifica, il modello evidenzierà in arancione le celle da correggere o li segnalerà tramite un avviso pop-up. Selezionando il tasto “Verifica” in fondo al modello, tutte le criticità saranno evidenziate nel successivo riquadro “Descrizione errore”. - Alla fine di ogni quadro sono inoltre presenti le tabelle con le informazioni riferibili, rispettivamente, per i settori editoriale, internet e radiotelevisivo, alle testate e ai canali/programmi che hanno contribuito al conseguimento dei ricavi dell’ultimo esercizio e di cui si danno ulteriori precisazioni nel seguito. 2.4.2. Compilazione dei singoli moduli di attività Nei singoli campi relativi ai dati di ricavo e di costo dovranno essere inserite le informazioni richieste.
gia (gratuita o a pagamento), alla periodicità nel caso dell’editoria periodica, ai numeri editi nell’anno, alla tiratura netta annua, alle copie cartacee diffuse annue (inclusi gli omaggi) alle copie cartacee vendute annue e alle copie digitali vendute annue. Informazioni sugli annuari Tale sezione, da compilare esclusivamente a cura dei soggetti che operano nei settori dell’editoria annuaristica inclusa offline e copie digitali, è dedicata all’informazione relativa agli annuari che hanno contribuito al conseguimento dei ricavi riferibili all’ultimo esercizio. È obbligatorio inserire tutte le informazioni, con particolare riguardo alla denominazione degli annuari, alla tipologia (gratuita o a pagamento), alla diffusione (nazionale, pluriregionale, regionale o locale (provinciale, comunale)), alla modalità di offerta (solo cartacea, cartacea e digitale, solo digitale). 2.4.2.3. Informazioni sulle testate online È obbligatorio inserire tutte le informazioni relative alle predette testate, con particolare riguardo alla denominazione della testata online, al numero di registrazione presso il Tribunale/numero di iscrizione al ROC, alla provincia di riferimento del Tribunale presso cui è registrata la testata, alla tipologia (gratuita o a pagamento), al numero di copie vendute annue. 3. VALIDAZIONE E TRASMISSIONE
2.4.2.1. Informazioni sulle testate Tali sezioni, da compilare a cura dei soggetti che operano nei settori dell’editoria quotidiana (inclusa free press e copie digitali), e dell’editoria periodica (inclusa free press e copie digitali) a diffusione nazionale, pluriregionale, regionale e locale, sono dedicate all’informazione relativa alle testate quotidiane e periodiche che hanno contribuito al conseguimento dei ricavi nell’ultimo esercizio.
In calce al modello sono presenti i seguenti tasti: - “Verifica”, per verificare la corretta compilazione dei campi; - “Salva”, per salvare i dati in qualunque fase della compilazione; - “Invia E-mail”, che si attiva una volta effettuata almeno una verifica. “Descrizione errore” In tale riquadro è possibile, cliccando sul pulsante “VAI”, tornare al campo indicato per modificarlo, così come, in fondo ad ogni pagina, è possibile tornare alle criticità riscontrate cliccando sul link diretto “Vai agli errori”.
È obbligatorio inserire tutte le informazioni sulle testate, quotidiane e periodiche, con particolare riguardo alla denominazione della testata, al numero di registrazione presso il Tribunale / numero di iscrizione al ROC, alla provincia di riferimento del Tribunale presso cui è registrata la testata, alla modalità di offerta (solo cartacea, cartacea e digitale, solo digitale), alla diffusione (nazionale, pluriregionale, regionale o locale (provinciale, comunale)), alla tipolo-
Feedback al dichiarante Alla ricezione del modello correttamente compilato il sistema invierà al mittente una ricevuta di accettazione, con il numero di pratica assegnata. L’invio al mittente del numero di pratica assegnata dal sistema sarà effettuato solo nel caso in cui il dichiarante abbia seguito pedissequamente le istruzioni ivi contenute e la comunicazione sia stata correttamente acquisita. 7
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Circolare n. 3 del 24/07/2014 OGGETTO Rinnovo del contratto di lavoro giornalistico FIEG/FNSI per il triennio 2013-2016 In sede di rinnovo del contratto nazionale di lavoro giornalistico, operato con accordo FIEG/FNSI, è stato introdotto – quale miglioramento economico – un elemento distintivo della retribuzione (E.D.R.), che decorrere dal 1° luglio 2014 e che non avrà effetto su alcun istituto contrattuale e di legge, fatta eccezione per il TFR. Una seconda tranche del beneficio retributivo decorrerà dal 1° maggio 2015. Di conseguenza, a decorrere dal 1° luglio 2014 sono stati aggiornati i minimi retributivi contrattuali su cui quantificare la contribuzione previdenziale, che risultano così rideterminati:
tABeLLARe Contingenza e.D.R.
2.668,26
3.341,49
CAPo SeRVIzIo ReDAttoRe SenIoR
VICe CAPo SeRVIzIo/ReDAttoRe eSPeRto
2.242,90
ReDAttoRe (oLtRe 30 meSI AnzIAnItà PRofeSSIonALe)
2.122,84
ReDAttoRe (meno 30 meSI AnzIAnItà PRofeSSIonALe)
PRAtICAnte DoPo SeRVIzIo
PRAtICAnte meno SeRVIzIo
• DAL MESE DI LUGLIO 2014
(vedi tabella a fianco) I minimali retributivi su cui determinare la contribuzione per la qualifica di collaboratore o corrispondente (art. 2 o art.12 del CNLG FNSI/FIEG), pur con l’attribuzione della E.D.R. di 15,00 euro stabilita dall’accordo di rinnovo contrattuale, risultano ancora determinati ai sensi dell’art.7 del D.L. n. 463/83, convertito con modificazioni in legge n. 638/83 (dal 1/01/2014 in €. 47,58 giornaliere, pari ad €. 1.237,08 mensili). AGGIORNAMENTI PROCEDURA DASM Ai fini dell’utilizzo della procedura DASM (denuncia contributiva mensile) per i periodi contributivi successivi al mese di luglio 2014, è necessario procedere all’aggiornamento del software relativo a tale procedura. Gli aggiornamenti - versione 5.1.7 saranno disponibili nella sezione “notizie per le aziende” del sito internet dell’Istituto www.inpgi.it entro la fine del mese di luglio 2014. Sono interessate al suddetto aggiornamento tutte le aziende iscritte che applicano il Contratto giornalistico FIEG/FNSI, nonché tutte le altre aziende che - pur non aderendo alla predetta disciplina collettiva - sono comunque tenute al rispetto dei minimi retributivi previsti da tale CCNL, ai fini della determinazione delle contribuzioni dovute all’INPGI (Vedi Circolare INPGI n.1 del 15/01/2014). IL DIRIGENTE Augusto Moriga 8
PUBBLICIStA ReDAzIonI DeCentRAte
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Circolare dell’Agenzia delle entrate 23/E del 24.07.2014
IVA MONOFASE SUI PRODOTTI EDITORIALI Le novità del nuovo regime IVA monofase, che si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2014, riguardano in particolare la cessione di particolari tipologie di beni, diversi dai prodotti editoriali, ceduti unitamente a quest’ultimi L’Agenzia delle Entrate interviene con la Circolare 23/E del 24 luglio 2014 per fornire i primi chiarimenti operativi circa l’applicazione del nuovo art. 74, primo comma, lettera c), D.P.R. n. 633/72, sul regime speciale IVA per l’editoria, modificato dall’entrata in vigore dell’art. 19, comma 1, lettera a) del D.L. 04 giugno 2013, n. 63. Per effetto di tali modifiche, a decorrere dal 1° gennaio 2014, viene individuata una nuova classe di beni, detta dei supporti integrativi, ovvero “… i nastri, i dischi, le videocassette e gli altri supporti sonori, videomagnetici o digitali ceduti, anche gratuitamente, in unica confezione, unitamente ai libri per le scuole di ogni ordine e grado e per le università, ivi inclusi i dizionari, e ai libri fruibili dai disabili visivi, a condizione che i beni unitamente ceduti abbiano prezzo indistinto e che, per il loro contenuto, non siano commerciabili separatamente”, ai sensi del quarto periodo del primo comma, lettera c) dell’art. 74, D.P.R. n. 633/72. Con il quinto ed il sesto periodo del medesimo art. 74, primo comma, lettera c), D.P.R. n. 633/72 si stabilisce altresì l’applicazione dell’aliquota IVA propria di ciascun bene, quando questi siano diversi dai supporti integrativi, abbiano prezzo indistinto e siano ceduti in un’unica confezione unitamente ai prodotti editoriali. In questo caso, la base imponibile a cui imputare l’aliquota propria del bene diverso dal prodotto editoriale, sarà data dal costo “specificamente inerente il medesimo bene abbinato al prodotto editoriale”; ovvero dalla differenza tra il prezzo dell’intera confezione ed il costo del bene congiunto. Nel caso in cui il costo del bene, diverso dal supporto integrativo, ceduto congiuntamente ad un prodotto editoriale, superi del 50% il prezzo di vendita dell’intera confezione, occorre applicare l’IVA ordinaria, in luogo del regime speciale monofase. Trova altresì applicazione il regime IVA ordinario in luogo del regime speciale monofase per i prodotti editoriali elettronici, ovvero prodotti diffusi tramite commercio elettronico diretto. La Circolare 23/E/2014 è reperibile all’indirizzo: http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/file/ Notiziario USPI n° 9/2014
nsilib/nsi/documentazione/provvedimenti+circolari+e+risoluzioni/circolari/archivio+circolari/circolari+2014/luglio+2014/ circolare+n.+23e+del+24+luglio+2014/cir 23e+del+24+07+14.pdf AGENZIA DELLE ENTRATE CIRCOLARE N. 23/E Roma, 24 luglio 2014 OGGETTO: Regime speciale IVA per il commercio di prodotti editoriali - art. 74 DPR 26 Ottobre 1972, n. 633. Premessa L’art. 19, comma 1, lett. a) del decretolegge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla Legge 3 agosto 2013, n. 90, ha modificato l’articolo 74, primo comma, lettera c), del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, che reca disposizioni particolari (di seguito “regime speciale” o “regime”) per il commercio, nel territorio dello Stato, di giornali quotidiani, di periodici, di libri, dei relativi supporti integrativi e di cataloghi. Si tratta di un regime semplificato di imposizione e riscossione dell’Iva (c.d. monofase) che deroga alle ordinarie disposizioni contenute nei titoli I e II del DPR n. 633 del 1972, in considerazione della peculiarità del settore dell’editoria e delle difficoltà per i relativi operatori ad applicare le disposizioni ordinarie. L’Iva è, infatti, determinata, in relazione al numero delle copie vendute ovvero in relazione al numero delle copie consegnate o spedite diminuito - di una certa percentuale a titolo della forfettizzazione delle resa, ed è assolta dall’editore sulla base del prezzo di vendita al pubblico del prodotto editoriale, comprensiva dei valori aggiunti conseguiti da tutti i soggetti che intervengono in tutte le fasi di produzione e di distribuzione dei prodotti editoriali. Ne consegue che il documento di addebito emesso dall’editore e dai successivi cedenti di prodotti editoriali (ad esempio i distributori e i rivenditori) non ha rilevanza ai fini della rivalsa né ai fini della detrazione da parte degli acquirenti. Resta salva, tuttavia, per effetto della previsione dell’articolo 19, comma 3, lett. a), la detraibilità dell’imposta relativa all’acquisto o all’importazione di beni e servizi afferenti le operazioni di commercializzazione
dei prodotti editoriali, ancorché quest’ultime, siano equiparate, ai sensi dell’articolo 74, secondo comma, del DPR n. 633 del 1972, alle operazioni non soggette ad IVA. Il regime speciale in commento trova fondamento negli articoli 394 e 395 (ex art. 27, par. da 1 a 5, Direttiva del 17 maggio 1977, n. 77/388/CEE, c.d. sesta Direttiva) della Direttiva del Consiglio n. 2006/112/CE del 28 novembre 2006 relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto (di seguito “Direttiva Iva”). Secondo le predette disposizioni, gli Stati membri che al 1° gennaio 1977 applicavano misure speciali, al fine di semplificare la riscossione dell’imposta o di evitare talune evasioni o elusioni fiscali, possono mantenerle purché le abbiano notificate alla Commissione anteriormente al 1° gennaio 1978 e purché le misure di semplificazione non influiscano, se non in misura trascurabile, sull’importo complessivo delle entrate fiscali dello Stato membro riscosso allo stadio del consumo finale. Le modifiche apportate al regime speciale in commento, a decorrere dal 1° gennaio 2014, riguardano: • la definizione di “supporto integrativo” [art. 7 4 , primo comma, lett. c), quarto periodo]; • l’applicazione dell’aliquota Iva propria di ciascuno dei beni ceduti con riguardo ai prodotti editoriali ceduti unitamente a beni, diversi dai supporti integrativi, con prezzo indistinto ed in unica confezione [art. 74, primo comma, lett. c), quinto e sesto periodo]; • l’applicazione dell’Iva nei modi ordinari se il costo del “bene”, diverso dal supporto integrativo, ceduto congiuntamente al prodotto editoriale supera il 50 per cento del prezzo di vendita dell’intera confezione; • l’abrogazione delle disposizioni per la commercializzazione di libri, giornali quotidiani e periodici, esclusi quelli pornografici congiuntamente a “beni”, diversi dai supporti integrativi, funzionalmente connessi. La presente Circolare chiarisce la portata delle novità applicabili alle cessioni di prodotti effettuate dal 1° gennaio 2014. A tal fine, si reputa utile richiamare i tratti salienti della particolare disciplina in esame che, seppure, in buona parte, tuttora 10 9
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ancorata alle disposizioni di cui al DM 9 aprile 1993, è stato oggetto di un organico intervento modificativo ad opera del D.Lgs. 2 settembre 1997, n. 313. 1. Ambito soggettivo Il regime speciale in commento è il regime naturale per il commercio di prodotti editoriali ed è applicato dagli editori. Si intende per editore l’operatore che intraprende l’iniziativa economica editoriale. In assenza di uno specifico contratto di editoria, si considera obbligato all’assolvimento dell’imposta l’operatore economico che assume in concreto il rischio della realizzazione dell’opera per il successivo sfruttamento economico della stessa. Per i prodotti editoriali esteri, oggetto di acquisto intra-Ue o di importazione, il soggetto passivo tenuto all’applicazione del regime speciale va individuato, in linea di principio, nel cessionario e importatore che acquista i prodotti editoriali per la successiva commercializzazione nel territorio dello Stato. Sono equiparati agli editori i soggetti che provvedono alla distribuzione nel territorio dello Stato delle copie dei giornali e delle pubblicazioni in genere trasmessi, anche in via telematica, dall’estero. Nell’ipotesi in cui la stampa del prodotto editoriale sia commessa da un operatore non residente nel territorio dello Stato ad un soggetto residente, per la successiva commercializzazione, il soggetto passivo tenuto all’applicazione del regime in esame va individuato: - nel rappresentante della stabile organizzazione in Italia dell’operatore estero; - nell’operatore estero, se identificato ai sensi dell’art. 35-ter del DPR n. 633 del 1972; - nel rappresentante nominato ai sensi dell’art. 17, comma 3, del DPR n. 633 del 1972. In mancanza delle predette condizioni, il soggetto passivo tenuto all’applicazione del regime speciale va individuato nel cessionario che acquista i prodotti editoriali nell’esercizio di impresa, arti o professioni, per la successiva commercializzazione (Cfr. Circolare n. 328 del 1997 e Risoluzione n. 90/E del 2012). 2. Ambito oggettivo Sotto il profilo oggettivo, il particolare regime per l’editoria (caratterizzato, come si è detto dal sistema monofase di corre10
sponsione dell’imposta da parte di un unico soggetto passivo, l’editore) concerne i seguenti beni: - giornali quotidiani, con esclusione dei notiziari quotidiani e dei dispacci delle agenzie di stampa (cfr. Risoluzione n. 490961 del 10 novembre 1990 e la circolare n. 36, parte 7, del 21 luglio 1989); - periodici, intendendo per tali “i prodotti editoriali registrati come prodotti ai sensi della L. 8 febbraio 1948, n. 47 e successive modificazioni”, compresi quelli per i quali non può farsi riferimento al requisito della registrazione presso la Cancelleria del Tribunale in quanto esonerati da tale adempimento (esempio pubblicazioni di provenienza estera). In particolare, si considerano periodici quei prodotti che presentano il requisito della cadenza periodica ed hanno contenuto divulgativo; - giornali e periodici pornografici, intendendosi per tali i prodotti di carattere osceno vietati ai minori (di anni 16) e, in generale, i prodotti per la cui vendita, ai sensi dell’articolo unico della L. 17 luglio 1975, n. 355, i titolari e gli addetti a rivendita di giornali e riviste sono stati esonerati da responsabilità penali, purché gli stessi non siano esposti in modo da renderli immediatamente visibili al pubblico. Si precisa, inoltre, che l’individuazione dei giornali pornografici agli effetti del trattamento fiscale deve conformarsi, in linea di massima, all’individuazione delle testate escluse dalle tariffe postali agevolate, ai sensi dell’art. 2, comma 28, della L. 28 dicembre 1995, n. 549, in cui si colloca la richiamata disposizione tributaria che ha previsto l’applicazione dell’aliquota Iva ordinaria e l’esclusione dalla resa forfetaria dei giornali pornografici (cfr. Circolare n. 328 del 1997); - cataloghi, intendendosi per tali i prodotti editoriali costituiti dal punto di vista redazionale: dagli elenchi di beni e di prezzi; dalle comunicazioni di natura commerciale; dai depliants; dagli opuscoli e simili aventi funzione meramente pubblicitaria e promozionale; - libri, intendendo per tali tutti i lavori dell’arte libraria di qualsiasi dimensione, anche se solo illustrati o di carattere informativo, che si caratterizzano per avere una funzione divulgativa e scientifica. Sono, quindi, da ritenere soggetti alla particolare disciplina anche le ristampe di libri di antiquariato, i libri d’arte, compresi quelli editi in occasione di mostre, i libri di immagini e
quelli per bambini in genere. Rientrano, inoltre, nella categoria dei libri tutti gli estratti che, come è noto, sono costituiti da una parte ben definita di una composizione libraria, o di pubblicazione periodica, riproducente, di regola, un’opera dell’ingegno, a differenza della categoria dei depliants, degli opuscoli e simili, aventi, come sopra detto, funzione meramente pubblicitaria e promozionale. Gli estratti, naturalmente, potranno usufruire del particolare regime a condizione che rechino anche l’indicazione del titolo o testata della pubblicazione da cui originano e abbiano, altresì, un prezzo al pubblico indicato nei modi prescritti. Sono esclusi dalla nozione di libri, ai fini che qui interessano, analogamente a quanto si è in passato avuto occasione di precisare, i prodotti editoriali costituiti dai diari scolastici, gli atti o relazioni e bilanci di enti e società e quelli che si presentano oggettivamente costituiti, dal punto di vista redazionale, da una mera serie di elenchi di beni, di prezzi e di altre comunicazioni di natura commerciale. - Supporti integrativi, intendendo per tali
- dal 1° gennaio 2014 - “…i nastri, i dischi, le videocassette e gli altri supporti sonori, videomagnetici o digitali ceduti, anche gratuitamente, in unica confezione, unitamente ai libri per le scuole di ogni ordine e grado e per le università, ivi inclusi i dizionari, e ai libri fruibili dai disabili visivi, a condizione che i beni unitamente ceduti abbiano prezzo indistinto e che, per il loro contenuto, non siano commerciabili separatamente”. - Prodotti editoriali sopra individuati ceduti unitamente a beni diversi dai supporti integrativi, con prezzo indistinto ed in unica confezione, sempreché il costo del bene ceduto, anche gratuitamente, congiuntamente alla pubblicazione non sia superiore al cinquanta per cento del prezzo dell’intera confezione. In merito alla natura merceologica dei prodotti editoriali, con la circolare n. 328 del 1997 ed i successivi documenti di prassi, il regime speciale è stato ritenuto applicabile esclusivamente ai prodotti editoriali cartacei, ovvero stampati, caratterizzati da una fruizione materiale, in quanto acquisiti Notiziario USPI n° 9/2014
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attraverso i canali tradizionali di diffusione, quali il punto di vendita o la spedizione presso il domicilio dell’utente. Ciò ha indotto la scrivente a ritenere, in passato, che il regime speciale non tornasse applicabile ai prodotti editoriali realizzati su supporti fisici, ad esempio CD-ROM, diversi dalla carta stampata. Con la Direttiva del Consiglio n. 2009/47/CE, del 5 maggio 2009, è stato, tuttavia, modificato l’allegato III della Direttiva Iva, contenente l’elenco delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi che possono essere assoggettate ad aliquota IVA ridotta di cui all’articolo 98 della Direttiva Iva. In particolare, è stato modificato il n. 6 del citato allegato III, che adesso contempla la fornitura di libri “su qualsiasi tipo di supporto fisico”. Appare utile evidenziare che la relazione di accompagnamento alla proposta di Direttiva (COM(2008)428) cui è seguita l’adozione della Direttiva 2009/47/CE del Consiglio, chiarisce che le modifiche all’allegato III hanno natura di “adeguamenti, essenzialmente per motivi di razionalizzazione e semplificazione, che inducono rettifiche e precisazioni nonché vari miglioramenti tecnici nella formulazione”. Tra gli adeguamenti tecnici, in particolare, è previsto che “Per motivi di neutralità è necessario estenderla (la categoria dei libri) in modo da includere anche i libri registrati su CD, CD-ROM o qualsiasi altro supporto fisico analogo che riproduca essenzialmente le stesse informazioni contenute nei libri stampati”. Con la Risoluzione n. 223/E del 2009 è stato, quindi, riconosciuto che in conformità alla Direttiva 2009/47CE del Consiglio, l’aliquota ridotta del 4 per cento è consentita per la fornitura di libri su qualsiasi tipo di supporto fisico. Fermo restando, quanto sopra anticipato ai fini dell’aliquota Iva applicabile ai libri su CD o qualsiasi altro supporto fisico - vd. Successivo paragrafo 3 - si è dell’avviso, coerentemente alla “ratio” di semplificazione del regime speciale in commento, che lo stesso sia applicabile anche ai libri registrati su CD, CD-ROM o qualsiasi supporto fisico analogo, che riproduca (in formato video o audio) essenzialmente le stesse informazioni contenute nei libri stampati. Tale estensione risponde, in particolare, ad un’esigenza logico sistematica di applicazione dello stesso regime speciale IVA per i per i prodotti editoriali riconducibili alla categoria dei libri commercializzati sia stampati sia registrati su qualsiasi tipo di supporto fisico. Restano esclusi dall’applicazione del regime speciale i supporti fisici che riproducono esclusivamente suoni e voci (CD musiNotiziario USPI n° 9/2014
cale), senza alcun collegamento ad un libro stampato. Del pari, come si dirà successivamente, il regime speciale in commento non trova applicazione per l’editoria c.d. online. Per tutti i predetti prodotti editoriali costituisce condizione imprescindibile per l’applicazione del regime speciale l’indicazione del prezzo di vendita al pubblico, comprensivo dell’imposta, sulla pubblicazione o su apposito allegato.
13/E del 2005); - prodotti editoriali elettronici ossia, i prodotti diffusi per via telematica ed oggetto di “commercio elettronico diretto”. Le operazioni di commercializzazione di tali prodotti editoriali elettronici sono da considerare, ai fini IVA, come prestazioni di servizi di cui all’articolo 3 del DPR n. 633 del 1972, alle quali non torna applicabile il regime speciale di cui all’art. 74, comma 1, lett. c) del DPR n. 633 del 1972 (vd. più diffusa-
In assenza di prezzo di vendita al pubblico, non si applica il regime speciale. Giova evidenziare che, l’indicazione del prezzo di vendita al pubblico va apposta anche per le copie distribuite gratuitamente (condizione che deve risultare da apposita scritta impressa sul prezzo di vendita). Ciò si verifica, ad esempio, quando la distribuzione gratuita del prodotto editoriale è funzionale ad una strategia di mercato. In tali casi, sono applicabili i principi fissati dalla Circolare n. 63 del 7 agosto 1990, secondo cui le copie cedute gratuitamente (le c.d. “copie di cortesia”) rientrano nel computo della base imponibile che sconta l’Iva secondo il regime speciale in commento. 2.1 Esclusione dall’ambito oggettivo di applicazione del regime speciale Il regime speciale monofase non trova applicazione per: - le cessioni di prodotti editoriali - sopra definiti - unitamente a beni diversi dai supporti integrativi, con prezzo indistinto ed in unica confezione, laddove il costo del bene ceduto, anche gratuitamente, congiuntamente alla pubblicazione sia superiore al cinquanta per cento del prezzo dell’intera confezione; - i prodotti editoriali oggetto di cessione intra-Ue e quelli esportati, in quanto operazioni non imponibili; - le prestazioni di intermediazione con rappresentanza relative alle operazioni di commercializzazione dei prodotti editoriali; - le attività diverse dalla commercializzazione di prodotti editoriali; Costituiscono, ad esempio, attività diverse quelle di distribuzione gratuita di periodici (o giornali) in esecuzione di contratti di pubblicità stipulati fra lo stesso editore e gli inserzionisti pubblicitari. In tali casi, la pubblicazione funge da veicolo per la trasmissione di messaggi pubblicitari e l’editore si pone come obiettivo l’elevata diffusione della pubblicità, nell’ambito del sinallagma contrattuale instaurato, non con i lettori fruitori finali del prodotto edito, ma con gli inserzionisti (cfr. Risoluzione n.
mente paragrafo 6). Per le suddette cessioni e prestazioni trovano applicazioni le ordinarie disposizioni di determinazione dell’imposta. 3. Aliquota applicabile Fermo restando quanto sopra detto in merito ai presupposti di applicazione del regime speciale, appare opportuno svolgere alcune considerazioni in merito all’aliquota Iva applicabile ai prodotti editoriali, a prescindere dalla circostanza che la commercializzazione dei relativi prodotti editoriali sia riconducibile nell’ambito del regime speciale. Alle cessioni e importazioni dei prodotti editoriali è applicabile l’aliquota ridotta del 4 per cento, ai sensi del n. 18) della Tabella A, parte II, allegata al DPR n. 633 del 1972. La predetta previsione, in particolare, fa riferimento a “giornali e notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri, periodici, anche in scrittura braille e su supporti audio-magnetici per non vedenti e ipovedenti, ad esclusione dei giornali e periodici pornografici e dei cataloghi diversi da quelli di informazione libraria, edizioni musicali a stampa e carte geografiche, compresi i globi stampati; carta occorrente per la stampa degli stessi…”; Come già detto, l’aliquota ridotta del 4 per cento, in conformità alla Direttiva 2009/47CE del Consiglio , è consentita anche per la fornitura di libri su qualsiasi tipo di supporto fisico (ad esempio CD Rom). Resta fermo, in ogni caso, l’applicazione dell’aliquota ordinaria per la commercializzazione di giornali quotidiani, periodici e cataloghi, registrati su CD, CD-ROM o qualsiasi altro supporto fisico analogo. L’aliquota ordinaria è, infine, applicabile anche ai prodotti editoriali 12 11
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elettronici, da considerare, ai fini IVA, come prestazioni di servizi di cui all’articolo 3 del DPR n. 633 del 1972. Con riguardo alle prestazioni relative alla composizione, montaggio, duplicazione, legatoria e stampa dei prodotti editoriali torna applicabile l’aliquota ridotta del 4 per
cento, ai sensi del n. 35) dell’allegata tabella A, parte II, allegata al DPR n. 633 del 1972. La predetta previsione si riferisce, in particolare, a “prestazioni relative alla composizione, montaggio, duplicazione, legatoria e stampa, anche in scrittura braille e su supporti audio-magnetici per non vedenti e ipovedenti, dei giornali e notiziari quotidiani, libri, periodici, ad esclusione dei giornali e periodici pornografici e dei cataloghi diversi da quelli di informazione libraria, edizioni musicali a stampa, carte geografiche, atti e pubblicazioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica”. La citata previsione di cui al n. 35) della tabella A, allegata al DPR n. 633 del 1972, è diretta, infatti, ad agevolare le prestazioni dirette alla realizzazione di prodotti editoriali, quali le prestazioni di composizione, legatoria e stampa degli stessi. Le predette prestazioni esulano dal campo di applicazione del regime speciale in commento. Per esse, pertanto, è ininfluente la circostanza che il soggetto committente sia qualificabile come editore. Giova, infine, precisare che in relazione a fattispecie riconducibili a contratti d’opera o appalto per la realizzazione di un prodotto editoriale è applicabile l’aliquota super ridotta del 4 per cento di cui al n. 18 della tabella A, allegata al DPR n. 633 del 1972. Ciò, per effetto dell’art.16, terzo comma, del DPR. n.633/72 secondo cui “Per le prestazioni di servizi dipendenti da contratti d’opera, di appalto e simili che hanno per oggetto la produzione di beni l’imposta si applica con la stessa aliquota che sarebbe applicabile in caso di cessione dei beni prodotti …”. Come già precisato in precedenti occasioni (Circolare 7 agosto 1990, n.63; risoluzione 12
7 febbraio 1991 n.550016 e risoluzione 31 gennaio 2002 n.33), la finalità dell’art. 16 citato è quella di realizzare la perequazione dell’onere fiscale, qualunque sia il mezzo giuridico di acquisizione della disponibilità dei beni. Ciò al fine di evitare diversità di aliquota a seconda che un bene venga acquisito con la vendita ovvero a seguito di un contratto d’opera, d’appalto o simili. 4. Criteri di determinazione dell’imposta Ai fini della determinazione dell’imposta dovuta dall’editore, l’articolo 74, comma 1, lett. c), primo periodo del DPR n. 633 del 1972 stabilisce che la stessa è calcolata “per il commercio di giornali quotidiani, di periodici, di libri, dei relativi supporti integrativi e di cataloghi, dagli editori sulla base del prezzo di vendita al pubblico, in relazione al numero delle copie vendute”. Il successivo secondo periodo dell’articolo 74 del DPR n. 633 del 1972 prevede che “L’imposta può applicarsi in relazione al numero delle copie consegnate o spedite, diminuito a titolo di forfetizzazione della resa del 70 per cento per i libri e dell’80 per cento per i giornali quotidiani e periodici, esclusi quelli pornografici e quelli ceduti unitamente a beni diversi dai supporti integrativi”. La predette disposizioni vanno, altresì, coordinate con le disposizioni delD.M. 9 aprile 1993 che, ancorché non aggiornate alla vigente formulazione dell’articolo 74, primo comma, lett. c), del DPR n. 633 del 1972, stabiliscono le modalità attuative del regime speciale in commento. In particolare, dagli artt. 1 e 2 del citato DM si ricava che per i prodotti editoriali di cui al secondo periodo dell’articolo 74, primo comma, lett. c) (libri, giornali quotidiani e periodici, esclusi quelli pornografici e quelli ceduti unitamente a beni diversi dai supporti integrativi), in relazione ai quali torna applicabile il criterio della forfetizzazione della resa, è possibile optare, distintamente per ciascuna testata o titolo, per l’applicazione dell’imposta in base al criterio delle copie vendute. Quest’ultimo criterio - come verrà precisato in seguito - deve essere obbligatoriamente adottato per la determinazione dell’imposta dovuta dall’editore per la commercializzazione di cataloghi, giornali e periodici pornografici, giornali quotidiani, periodici e libri ceduti unitamente a beni diversi dai supporti integrativi. 4.1 Determinazione dell’imposta in base alle copie vendute L’imposta va obbligatoriamente determina-
ta in base alle copie vendute, nelle seguenti ipotesi: a) cessioni di giornali e periodici pornografici; b) cessioni di cataloghi; c) cessioni di prodotti editoriali da parte di associazioni dilettantistiche, associazioni senza scopo di lucro che abbiano esercitato l’opzione per avvalersi del regime di favore di cui alla L. 16 dicembre 1991, n. 398, determinando in modo forfettario la detrazione dell’Iva; d) cessioni di giornali quotidiani, periodici (anche pornografici) e libri unitamente a beni diversi dai supporti integrativi (di cui si tratterà diffusamente al paragrafo 4.3), con applicazione - dal 1° gennaio 2014 - dell’aliquota propria di ciascuno dei beni ceduti. Per il commercio dei prodotti editoriali sopra individuati, l’articolo 74, comma 1, lett. c), primo periodo del DPR n. 633 del 1972 stabilisce, come regola di carattere generale, l’applicazione dell’IVA in relazione al numero delle copie vendute. In tali ipotesi, l’imposta dovuta dall’editore è calcolata sulla base del prezzo di vendita al pubblico, assumendo come momento impositivo quello dell’effettiva vendita. Pertanto, al momento della consegna dei prodotti editoriali ad un distributore, in esecuzione di contratti estimatori o similari, ai sensi e per gli effetti del regolamento recante norme per il riordino della disciplina delle presunzioni di cessione e di acquisto, di cui al DPR 10 novembre 1997, n. 441, gli editori devono annotare in apposito registro tenuto a norma dell’art. 39 del DPR n. 633 del 1972 per ciascun numero di pubblicazione: data di consegna; descrizione del fascicolo costituito dal prodotto editoriale e da altri beni; quantità consegnate; data della restituzione; quantità restituite; quantità cedute; prezzo di copertina e base imponibile. Circa gli adempimenti contabili si rinvia ai chiarimenti forniti dalla Circolare n. 328 del 1997. 4.1.1 Novità 2014 – Cessioni di giornali quotidiani, periodici (esclusi quelli pornografici) e libri unitamente a beni diversi dai supporti integrativi Con riguardo alle cessioni di giornali quotidiani, periodici e libri unitamente a beni diversi dai supporti integrativi, il sesto periodo, della lett. c), del primo comma dell’articolo 74 del DPR n. 633 del 1972, stabilisce che la determinazione dell’imposta in base al criterio delle copie vendute “…si applica anche se i giornali quotidiani, i periodici ed i libri sono ceduti unitaNotiziario USPI n° 9/2014
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mente a beni diversi dai supporti integrativi, con prezzo indistinto ed in unica confezione, sempreché il costo del bene ceduto, anche gratuitamente, congiuntamente alla pubblicazione non sia superiore al cinquanta per cento del prezzo dell’intera confezione…”. Tuttavia, per effetto della novella legislativa alla predetta disposizione “in ogni caso, l’imposta si applica con l’aliquota di ciascuno dei beni ceduti”. Ne consegue che alle cessioni di prodotti editoriali in commento, dal 1° gennaio 2014, si applica l’aliquota propria per ciascuno dei beni ceduti (prodotto editoriale + bene diverso da supporto integrativo). L’ambito applicativo del criterio delle copie vendute risulta, dal 1° gennaio 2014, ampliato per effetto: - della nozione di supporto integrativo, limitata a quei determinati beni ceduti unitamente a libri per le scuole di ogni ordine e grado, libri per le università, ivi compresi i dizionari, e libri fruibili dai disabili visivi vigore dal 1° gennaio 2014; - dall’abrogazione del previgente ultimo
periodo dell’articolo 74, primo comma, lett. c), del DPR n. 633 del 1972, che consentiva l’applicazione del regime speciale, con il criterio della resa forfetaria, e l’aliquota super ridotta del 4 per cento, per la commercializzazione di prodotti editoriali congiuntamente a “beni”, diversi dai supporti integrativi, che integrando il contenuto dei libri, giornali quotidiani e periodici, esclusi quelli pornografici, fossero ad essi funzionalmente connessi. Giova, infine, ribadire che non rientrano nella fattispecie in argomento le cessioni di giornali quotidiani, di periodici e di libri con allegati aventi le caratteristiche di una pubblicazione a stampa. Come già precisato con la citata circolare n. 328 del 1997, considerata l’omogeneità della natura dei beni, non si configura una vendita di prodotti editoriali con beni congiunti, bensì una vendita di un unico prodotto editoriale e, quindi, si applica il trattamento fiscale previsto per il prodotto editoriale principale ed il relativo allegato, unitariamente considerati. Si ritiene utile precisare che nell’ipotesi Notiziario USPI n° 9/2014
particolare in cui un prodotto editoriale sia commercializzato unitamente ad un libro su CD, in considerazione di quanto sopra chiarito circa l’estensione del regime speciale anche ai libri su CD, occorrerà verificare se la fattispecie integra: - la cessione - con prezzo distinto - di due prodotti editoriali (ad esempio giornale + libro su CD) a ciascuno dei quali sono applicabili le disposizioni in commento; - la cessione - con prezzo indistinto - di unico prodotto editoriale. In tale fattispecie, rientrano, ad esempio: 1) la cessione di un libro cartaceo con allegato un CD che ne riproduce il contenuto; 2) la cessione di un libro cartaceo con allegato un CD che riproduce il contenuto di un libro diverso da quello cartaceo. In quest’ultimi casi, coerentemente alle indicazioni fornite in passato con la Circolare n. 328 del 1997, non si configura la vendita di un prodotto editoriale con beni congiunti, bensì la vendita di un unico prodotto editoriale con un allegato avente le caratteristiche di una pubblicazione non stampata ma realizzata su qualsiasi tipo di supporto fisico. Con riguardo ai giornali quotidiani e ai periodici ceduti occasionalmente, anche soltanto per un numero, con beni diversi dai supporti integrativi, possono ritenersi ancora valide le indicazioni fornite con la circolare n. 328 del 1997. Per essi dovrà operarsi una distinzione tra le copie vendute senza e quelle vendute unitamente a beni diversi; le prime rientreranno nel sistema di determinazione del tributo in base alla forfetizzazione della resa salvo opzione per il criterio delle copie vendute. Per quanto riguarda, invece, le singole copie consegnate o spedite in confezione unitaria e con prezzo indistinto congiuntamente a beni diversi dai supporti integrativi, dovrà procedersi obbligatoriamente alla determinazione dell’imposta, con applicazione dell’aliquota propria dei beni ceduti, in base alle copie vendute, senza che ciò comporti, tuttavia, che l’intera testata fuoriesca dall’applicazione dell’Iva con il metodo della forfetizzazione della resa. 4.1.2 Criteri di determinazione del rapporto costo-prezzo ed imputazione dell’aliquota propria di ciascuno dei beni Come già evidenziato, dal 1° gennaio 2014, per effetto del novellato sesto periodo della lett. c) del primo comma dell’articolo 74 del DPR n. 633 del 1972, alle cessioni di prodotti editoriali congiuntamente a beni diversi dai supporti integrativi, “in ogni caso, l’imposta si applica con l’aliquota di ciascuno dei beni ceduti”. A tal fine, è necessario individuare dei criteri per la determinazione della base impo-
nibile di ciascuno dei beni ceduti – congiuntamente - ad un prezzo di vendita al pubblico indistinto. Al riguardo, si ritiene di confermare le indicazioni già fornite con la circolare n. 328 del 1997, riguardo alla previgente formulazione dell’articolo 74 del DPR n. 633 del 1972 che prevedeva - seppur con riferimento a fattispecie diverse da quelle prese in considerazione dalla disposizione vigente l’applicabilità dell’aliquota propria di ciascuno dei beni ceduti. Secondo le indicazioni di cui al richiamato documento di prassi, nell’ipotesi in argomento considerate, il prezzo dell’intera confezione deve essere rapportato ai costi sostenuti per la produzione o l’acquisto del singolo bene ceduto congiuntamente alla pubblicazione (anche gratuitamente) risultanti dalle fatture d’acquisto. Non assumono rilievo i costi che non siano specificamente ed esclusivamente imputabili al suddetto bene. Ai fini dell’applicazione dell’Iva con l’aliquota propria di ciascuno dei beni ceduti dovrà, pertanto, assumersi come base imponibile, cui imputare l’aliquota propria del bene diverso dal prodotto editoriale, il costo specificamente inerente al medesimo bene abbinato al prodotto editoriale. Ne consegue l’applicazione dell’aliquota propria del prodotto editoriale, alla base imponibile costituita dalla differenza tra il prezzo della confezione e il suddetto costo del bene congiunto. Giova, infine, ribadire che i criteri di cui sopra sono validi anche per determinare se il costo del bene ceduto, anche gratuitamente, congiuntamente alla pubblicazione non sia superiore al cinquanta per cento del prezzo dell’intera confezione. Il superamento della predetta percentuale determina l’applicazione al prodotto editoriale e relativo bene abbinato, dell’Iva nei modi ordinari. 4.2 Determinazione dell’imposta con forfetizzazione della resa La determinazione dell’imposta in base al criterio della forfettizzazione della resa trova applicazione per le: a) cessioni di libri (con forfetizzazione della resa nella misura del 70 per cento); b) cessioni di giornali quotidiani e periodici (con forfetizzazione della resa nella misura dell’80 per cento) diversi da quelli pornografici e da quelli ceduti unitamente a beni diversi dai supporti integrativi; c) cessioni - dal 1° gennaio 2014 - di libri per le scuole di ogni ordine e grado e libri per le Università ceduti unita15 13
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IVA MONOFASE SUI PRODOTTI EDITORIALI mente a supporti integrativi, (con forfetizzazione della resa nella misura del 70 per cento) cui si dirà diffusamente al paragrafo 4.2.2. Per i predetti prodotti editoriali l’imposta si determina, per ciascuna testata o titolo, sulla base del numero delle copie consegnate o spedite, diminuito di una percentuale (pari al 70 per cento per i libri ed all’80 per cento per i giornali quotidiani e periodici) che rappresenta una forfettizzazione del numero delle copie rese dai rivenditori. Nella determinazione della base imponibile rilevano tutte le copie di prodotti editoriali consegnate o spedite, anche a titolo gratuito, in abbonamento o in esecuzione di contratti estimatori, escluse quelle esportate, cedute all’interno della UE, cedute a titolo di campione gratuito, purché riportino la relativa specifica indicazione impressa sia sopra il prezzo di vendita al pubblico che sulla copertina riportante il titolo della pubblicazione, e le relative quantità siano annotate in un apposito registro tenuto ai sensi dell’art. 39 del DPR n. 633/1972. In particolare, la consegna o la spedizione rilevano ai fini dell’individuazione del momento impositivo e dei conseguenti adempimenti contabili. In proposito, giova richiamare la Circolare n. 328/E del 1997- cui si rinvia sul punto secondo cui “il momento impositivo coincide con quello della consegna o spedizione dei beni da parte dell’editore, anche in esecuzione di contratto estimatorio o di deposito con rappresentanza”. Gli acconti eventualmente corrisposti all’e-
ditore, anteriormente alla consegna o spedizione, non sono, invece rilevanti ai fini dell’individuazione del momento impositivo. Per le consegne o spedizioni in abbonamento, che costituiscono cessioni periodiche o continuative di beni, il momento impositivo si realizza alla data del pagamento, totale o parziale, del corrispettivo; rilevano, in questo caso, eventuali pagamenti, in acconto effettuati anteriormente alla consegna o spedizione dei beni. Circa gli adempimenti contabili si rinvia ai chiarimenti forniti dalla Circolare n. 328 del 1997. 4.2.1 Ricommercializzazione della resa e cessioni carta da macero Nell’ipotesi di determinazione dell’imposta con il criterio della forfetizazione della resa, la ricommercializzazione da parte degli editori dei prodotti editoriali precedentemente resi non da luogo all’applicazione dell’Iva. Ciò, in quanto i resi sono stati già precedentemente assoggettati ad imposta attraverso il metodo della forfettizzazione. Resta comunque a carico degli editori l’onere di provare, con adeguate documentazioni o scritture contabili, che trattasi di beni che hanno formato oggetto di effettiva restituzione da parte dei cessionari. Il presupposto di esclusione dalla imponibilità viene meno, tuttavia, nelle ipotesi in cui i prodotti resi siano ricommercializzati con veste editoriale diversa. Giova, sul punto, richiamare la Risoluzione n. 231/E del 2002 con la quale è stato precisato che, laddove non s’intravedano pos-
4.2.2 Novità 2014 - libri per le scuole di ogni ordine e grado e libri per le Università ceduti unitamente a supporti integrativi 5. Operazioni con l’estero 5.1 Operazioni intra-UE 5.1.1 Cessioni intra-Ue 5.1.2 Acquisti intra-UE 5.2 Operazioni Extra-Ue 5.2.1 Esportazioni di prodotti editoriali 5.2.2 Importazioni di prodotti editoriali 6. Prodotti editoriali elettronici Sono riconducibili alla categoria dei prodotti editoriali elettronici i prodotti diffusi per via telematica ed oggetto di “commercio elettronico diretto”. Al riguardo, giova richiamare la Risoluzione n. 186 del 2003 secondo cui la disciplina del commercio elettronico trova applicazione estensiva a tutte le transazioni che avvengono integralmente attraverso le vie telematiche. Con il citato documento di prassi, concernente prodotti editoriali riconducibili alla categoria dei periodici, è stato evidenziato che “i periodici on line … si caratterizzano … per il fatto di essere fruibili in forma digitale, attraverso le vie elettroniche, sulla postazione telematica dell’acquirente: questi potrà decidere se consultare il periodico on line solo a video ovvero proce16
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sibilità di procedere a ricommercializzazione con diversa veste editoriale ovvero a cessioni sui mercati esteri, in relazione ai prodotti editoriali ceduti come carta da macero è applicabile la specifica disciplina di cui art. 74, ottavo comma, secondo cui “le cessioni di carta da macero sono effettuate senza pagamento dell’imposta” fermi restando il diritto alla detrazione e gli obblighi contabili di cui al titolo secondo del citato D.P.R. n. 633 del 1972.
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dere anche alla sua materializzazione attraverso la stampa”.
pubblicazioni elettroniche” [allegato I, punto 3), lett. c)];
Le suddette considerazioni possono estendersi a tutti i prodotti editoriali elettronici. Le operazioni di commercializzazione di tali prodotti editoriali elettronici sono da considerare, ai fini IVA, come prestazioni di servizi di cui all’articolo 3 del DPR n. 633 del 1972, alle quali non torna applicabile il regime speciale di cui all’art. 74, comma 1, lett. c) del DPR n. 633 del 1972.
- “abbonamenti a giornali o riviste on line” [allegato I, punto 3), lett. d)].
In particolare, la commercializzazione di prodotti editoriali elettronici (ad esempio i c.d. e-book) integra un servizio prestato tramite mezzi elettronici che l’articolo 7, comma 1, del Regolamento 15 marzo 2011, n. 282 definisce come “i servizi forniti attraverso Internet o una rete elettronica e la cui natura rende la prestazione essenzialmente automatizzata, corredata di un intervento umano minimo e impossibile da garantire in assenza della tecnologia dell’informazione”. Rientrano nella categoria dei servizi prestati tramite mezzi elettronici, anche i servizi elencati nell’allegato I del regolamento n. 282 del 2011, che, per quanto di interesse, fa riferimento a: - “contenuto digitalizzato di libri e altre
Per la commercializzazione dei prodotti editoriali elettronici l’Iva è dovuta secondo le modalità ordinarie, con applicazione dell’aliquota IVA ordinaria. Particolare osservazione merita, infine, l’ipotesi di cessioni di prodotti editoriali cartacei che al loro interno contengono una chiave di accesso mediante la quale l’acquirente del prodotto cartaceo può acquisire, tramite collegamento a portale internet, copia in formato elettronico del prodotto cartaceo già acquistato, ovvero aggiornamenti del prodotto cartaceo, intendendosi per aggiornamento il servizio, strettamente correlato al prodotto cartaceo già acquistato, finalizzato a modificare/integrare parte del contenuto del medesimo prodotto cartaceo. Non sono, pertanto, riconducibili, ai fini in esame, al concetto di aggiornamento servizi diversi, quali ad esempio, la fruizione dei servizi di accesso a banche dati o servizi multimediali. Sotto il profilo della qualificazione del servizio aggiuntivo, la fornitura on line del testo del libro o dei relativi aggiornamenti è
qualificabile come servizio prestato per via elettronica. Pertanto, ove in relazione a tale specifico servizio l’acquirente paghi un corrispettivo, lo stesso dovrà essere considerato autonomamente ed assoggettato ad Iva, con applicazione dell’aliquota ordinaria. Diversamente, ove per l’acquisizione della disponibilità della chiave di accesso contenuta all’interno del prodotto editoriale, l’acquirente non debba pagare uno specifico corrispettivo, si è del parere che la vendita del prodotto citato debba, sotto l’aspetto sostanziale, essere valutata unitariamente in considerazione dell’unitaria ragione economica sottesa all’operazione medesima: la cessione al consumatore di un libro cartaceo, integrata dalla possibilità di acquisirne copia e gli aggiornamenti in formato elettronico. In tali casi, pertanto, tornano applicabili, ai fini della determinazione dell’imposta dovuta e dell’aliquota applicabile, le disposizioni riferibili al prodotto editoriale considerato. ***** Le Direzioni Regionali vigileranno affinché i principi enunciati e le istruzioni fornite con la presente circolare vengano puntualmente osservati dalle Direzioni provinciali e dagli uffici dipendenti. IL DIRETTORE DELL’AGENZIA Rossella Orlandi
Il n. 9 settembre 2014 è stato stampato il 6 agosto 2014
Notiziario USPI Edizione Settembre 2014

References: articolo 1
 art. 3
 art. 3
 art. 3
 art. 3
 art. 3
 art. 2
 art. 153
 art. 20
 art.12
 art. 74
 art. 74
 art. 74
 art. 27
 art. 74