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Timestamp: 2013-05-25 08:59:39+00:00

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identità personale - Persona e Danno
leggi tutto	Persone, diritti personalità /	identità personale
17/04/13	"COMUNICATO STAMPA SU CASS. 7041/2013" Si allega il comunicato della Socità Italiana di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza (SINPIA).	Il trattamento sanitario obbligatorio
“colui il quale venga sottoposto ad analisi tendenti ad accertare l'infezione da HIV ha il diritto - riconosciutogli sia dal generale principio di cui all'art. 32 Cost., sia dall'art. 5, comma 3, l. 5 giugno 1990 n. 135 - sia di esserne informato, sia di rifiutare il trattamento. Tale diritto può venir meno solo nel caso in cui vi sia necessità di intervenire ed il paziente non sia in grado di esprimere il proprio consenso, ovvero nel caso di preminenti esigenze di interesse pubblico, quali la necessità di prevenire un con	... Il termine inglese “stalking” è mutuato dal linguaggio venatorio ed è traducibile con la locuzione italiana “fare la posta”. Nell’ultimo secolo, tuttavia, al verbo to stalk sono stati attribuiti una pluralità di significati, tra i quali “assillare”, “inseguire”, “molestare”, “braccare”, ed in senso più lato “disturbare”, “perseguitare”, “fare qualcosa di nascosto cioè coperto da qualcuno o qualcosa”.
In passato la molestia assillante veniva identificata come “correlato comportamentale del sottotipo eroto	... Martedì, 27 novembre 2012 . L'aula della camera ha dato il via libera al testo unico sul riconoscimento dei figli naturali.
La riforma e' composta da 6 articoli e modifica il codice civile con l'obiettivo di eliminare le distinzioni tra status . In sintesi :
PARENTELA: il vincolo sussiste tra le persone che discendono dallo stesso stipite, indipendentemente dal carattere legittimo o naturale della filiazione, in modo da consentire rapporti di parentela tra il figlio naturale e la famiglia del genitore. Il riconoscimento produce	... Il tema del parto anonimo s’inserisce all’interno di una disciplina particolarmente complicata, sia dal punto di vista delle fonti giuridiche (diritto costituzionale, civile, penale, internazionale, processuale civile), sia dal punto di vista delle diverse posizioni di diritto, contrastanti, che devono essere tutelate (libertà sessuale, libertà personale, diritto a essere genitore, diritto allo status filiationis, diritto a conoscere le proprie origini biologiche). La difficile armonizzazione delle varie posizioni si diffonde, con particolare riferimento, alle nuove pratiche d’incentivazione alla genitorialità che	... Si eslcude che l'aggiunta del cognome paterno possa in qualche modo nuocere alla minore, nonostante la madre avesse documentato il comportamento del padre nel corso della convivenza e l'inottemperanza al dovere di mantenimento della figlia con conseguente contrarietà, da parte della madre, dell'assunzione del cognome paterno a tutela dell'interesse della minore.	Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la numero 19577 del 2012, si è occupata del reato di ingiuria nel contesto generale del mondo del lavoro.
I fatti, in breve: il Giudice di Pace di Firenze ha assolto la dottoressa G.S.R. chiamata a rispondere del reato di ingiuria verso la collega, dottoressa G.U.
Quest’ultima, infatti, aveva formulato una diagnosi diversa rispetto alla prima che, in conseguenza di ciò, rivolgeva tali parole: "lei ha l'abitudine di non rispettare i colleghi,...se ne deve andare, non rispetta nessuno, è una vergogna, andrò a raccontare a tutti quello che lei fa qui con le sue pr	... Ha ricevuto approvazione al Senato, il 16 maggio 2012, il ddl n. 2805 “Disposizioni in materia di riconoscimento dei figli naturali” con il quale, se divenisse legge, si giungerebbe ad una parificazione formale e sostanziale tra filiazione legittima e filiazione naturale.
Se qualcuno sosteneva che i figli naturali e i figli legittimi fossero uguali dinnanzi alla legge, il Senato ha finalmente confessato il contrario. Era evidente che l’equiparazione, oltre a non essere sostanziale, non era nemmeno formalmente presente nel nostro ordinamento.
Le modifiche, che tagliano trasversalmente tutto il codice civile, ... OGGI
Riapre a Padova la famosa “Ruota degli esposti”.
La culla dove poter lasciare anonimamente il neonato, si trova dietro ad una tapparella automatica, la quale, dopo un minuto dal suo azionamento, diffonde l’allarme a neonatologi e ostetriche, pronti ad offrire le prime cure al trovatello. Padova ha dunque recuperato dal passato, una delle poche soluzioni che hanno davvero avuto efficacia nei confronti dell’abbandono degli infanti. Una panacea non potrà mai esistere.
Occorre ricordare che, nel nostro ordinamento, due sono le norme che regolano il rapporto giuridico madre - neonato: l’art. 30 ... IL GIUDIZIO
Un padre, per ottenere pronuncia di non veridicità del riconoscimento del figlio naturale da egli effettuato alcuni anni prima, promuoveva giudizio dinanzi al tribunale di Bolzano; il giudice adito proponeva poi, in riferimento agli articoli 2, 3, 30 e 31 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell’art. 263 del codice civile, «nella parte in cui non sottopone ad un termine annuale di decadenza il diritto del genitore di esperire l’azione di impugnazione del riconoscimento di figlio naturale per difetto di veridicità».
Il rimettente censura, innanzitutto, la disparità di t	... Con sentenza n. 12187/11 emessa il 13.10.11, il Tribunale di Milano - I Sez. Civile - est. Micciché, ha positivamente affrontato il tema della lesione al diritto all’onore ed alla dignità personale allorquando una persona omosessuale sia fatta oggetto di scherno a motivo del proprio orientamento sessuale, riconoscendo ad un senatore della Repubblica il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale arrecatogli da un noto giornalista il quale, nel corso di una trasmissione televisiva, con intento solo apparentemente critico-satirico, lo aveva deliberatamente offeso, facendo d	... Tanto vale ammetterlo con franchezza — con Michel Villey — «les droits de l'homme sont une oeuvre de non-juristes»(1) (e sembra quasi di udire Arturo Carlo Jemolo lamentare l'assenza tra i padri costituenti di un «insigne giurista»). Non s'incontrano che filosofi sulla strada che dalle Dichiarazioni novecentesche procede a ritroso fino alle prime costituzioni rivoluzionarie e oltre, nel grand siècle devastato dalle guerre di religione che è il laboratorio delle istituzioni internazionali (pace di Westfalia) e del pensiero politico (Contratto sociale) della modernità. Impegnati nella ricerca di una soluzione pragmatica al problema della tolleranza religiosa, costoro manipolarono con spregiudicatezza gli istituti fondamentali del diritto privato romano-comune (che del resto conoscevano assai poco): tutela dell'integrità fisica, proprietà, contratto. L'esito, per lo storico francese del pensiero giuridico, è nientemeno che «la décomposition du concept du droit»(2). Se il diritto è relazione — hominis ad hominem proportio, nella superba definizione dantesca — come si fa a dedurre i diritti da un concetto indifferenziato di Uomo? Spesso non ci interroghiamo sul significato dei termini che utilizziamo.
Sono abituato a chiamare le cose con il loro nome e trovo perciò sorprendente e talvolta anche divertente vedere e sentire come spesso si tenda ad utilizzare formalismi inutili al fine di dimostrare o (in taluni casi soltanto) far apparire il proprio atteggiamento contro il razzismo. Un esempio su tutti. La parola “nero” tende ad essere sostituita dalla parola “di colore”. Ebbene, riflettendo sul significato delle parole utilizzate viene da sorridere.
E' stata recentemente approvata all'unanimità dal Parlamento belga la legge che vieta di portare il velo islamico integrale nei luoghi pubblici.
La violazione è punita con un'ammenda da 15 a 25 euro e con una settimana di arresto.
Sembra che il Belgio sia il primo Paese europeo a sancire tale divieto, che potrebbe venire presto esteso a molti altri Paesi.
Sensazionalismo giornalistico poiché così non è.
Dal 1992 il Consiglio d'Europa propone ai suoi Stati membri la possibilità di tutelare il loro patrimonio linguistico aderendo alla Carta europea delle lingue regionali o minoritarie. Tale Carta conferma l'impegno dell'Organizzazione a favore della protezione e della promozione del patrimonio culturale europeo, nel quale la diversità e la ricchezza linguistica del continente svolgono un ruolo fondamentale.
Considerando le diverse situazioni delle lingue regionali o minoritarie in Europa, dove ogni lingua costituisce in realtà un caso a sé stante, la Carta evita di imporre obblighi uniformi, al contrario essa propone ai Paesi firmatari di scegliere almeno 35 tra i 68 impegni previsti.
La Carta ha ideato un meccanismo di verifica con il compito di assicurare il controllo dell'applicazione in ogni Stato. Il suo elemento centrale è un comitato di esperti indipendenti. Questo comitato ha il compito di esaminare i rapporti presentati dagli Stati e verificarne la pertinenza in base a elementi forniti dalle organizzazioni non governative. In caso di necessità, il comitato di esperti può avviare delle inchieste.
Camminando lungo le strade delle nostre città, persino i meno attenti avranno notato qualcosa di nuovo (nuovo?): quello che prima era, per lo più, conosciuto solo più come il nome di una via, è tornata una realtà più che mai attuale ed in continua crescita. Riaprono i monti di pietà.
La notizia rimbalza sui giornali e sui media. Prima si da la certezza che i figli possano essere chiamati con il cognome della madre poi, qualche giornalista più cauto, precisa la notizia e la porge in forma dubitativa. In realtà la I sezione della Corte di Cassazione non ha pronunciato alcuna sentenza bensì ha rimesso la decisione al Presidente per verificare l'opportunità di proporre la questione alle Sezioni Unite del Giudice di legittimità. Dunque, non c'è ancora una sentenza e per ora i figli legittimi, secondo tradizione, acquisteranno ancora il cognome del padre. Ciò che interessa in questo momento è però chiarire il punto di vista dei figli. Nel dibattito della giurisprudenza e della dottrina, ed ancor più della società civile, infatti, nulla si dice riguardo al loro interesse mentre si punta l'attenzione sul diritto della madre, in quanto donna, discriminata. Troverete il testo dell'ordinanza nel nostro sito al sublemma filiazione. L’identità personale quale diritto costituzionalmente protetto dall’art. 2 Cost., deve intendersi come la proiezione del sé nel sociale; in altre parole deve intendersi come come il diritto del singolo individuo ad essere descritto e rappresentato così com’è, senza alcun stravolgimento della sua personalità.
Deve ravvisarsi l’illecito civile per lesione del diritto alla identità personale quando vi sia distorsione della effettiva identità personale o alterazione, travisamento, offuscamento, contestazione del patrimonio intellettuale, politico, sociale, religioso, ideologico, professionale; mentre, invece, deve ritenersi la sussistenza del delitto di diffamazione quando alla lesione suddetta si pervenga mediante offesa della reputazione
L’identità personale delle persone, intesa come immagine sociale, trova fondamento nell’art. 2 Cost., che riconosce e tutela la personalità nella complessità ed unitarietà di tutte le sue componenti. La lesione di tale diritto, per il tramite di pubblicazioni a mezzo stampa, consente l’esperibilità dei rimedi inibitori, risarcitori e speciali apprestati dall’ordinamento. Fra questi, quello della rettifica di cui all’art. 8 della legge sulla stampa 8 febbraio 1948, n. 47 e della pubblicazione del dispositivo della sentenza (Cassazione civile, sez. III, 31 gennaio 2008 n. 2375 in www.legge-e-giustizia.it). Il diritto alla pubblicazione di rettifiche spetta, secondo la Cassazione, ai soggetti di cui siano state pubblicate immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità, “sulla base del loro personale sentire ed indipendentemente dal fatto che lesione della dignità effettivamente vi sia stata”. Cosa stai cercando?
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