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L applicazione del D.P.R. 462/01 ai locali medici - PDF
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Aniello Ruggiero
1 Istituto Nazionale per l Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro L applicazione del D.P.R. 462/01 ai locali medici Ing. Maria Teresa Settino Dipartimento Innovazioni Tecnologiche e Sicurezza degli Impianti Prodotti e Insediamenti Antropici Convegno: Impianti elettrici nei locali medici Bologna 17 Salone della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro Bologna Quartiere Fieristico 19 ottobre 2016 Sala INAIL
2 Testo Unico D. Lgs. 81/2008 e s.m.i. Art. 80 Obblighi del datore di lavoro 1. Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché i lavoratori siano salvaguardati da tutti i rischi di natura elettrica connessi all impiego dei materiali, delle apparecchiature e degli impianti elettrici messi a loro disposizione e, in particolare, da quelli derivanti da: a) contatti elettrici diretti; b) contatti elettrici indiretti; c) innesco e propagazione di incendi e di ustioni dovuti a sovratemperature pericolose, archi elettrici e radiazioni; d) innesco di esplosioni; e) fulminazione diretta ed indiretta; f) sovratensioni; g) altre condizioni di guasto ragionevolmente prevedibili.
3 Testo Unico D. Lgs. 81/2008 e s.m.i. Art. 80 Obblighi del datore di lavoro [ ] 3. A seguito della valutazione del rischio elettrico il datore di lavoro adotta le misure tecniche ed organizzative necessarie ad eliminare o ridurre al minimo i rischi presenti, ad individuare i dispositivi di protezione collettivi ed individuali necessari alla conduzione in sicurezza del lavoro ed a predisporre le procedure di uso e manutenzione atte a garantire nel tempo la permanenza del livello di sicurezza raggiunto con l adozione delle misure di cui al comma 1. 3-bis. Il datore di lavoro prende, altresì, le misure necessarie affinché le procedure di uso e manutenzione di cui al comma 3 siano predisposte ed attuate tenendo conto delle disposizioni legislative vigenti, delle indicazioni contenute nei manuali d'uso e manutenzione delle apparecchiature ricadenti nelle direttive specifiche di prodotto e di quelle indicate nelle pertinenti norme tecniche.
4 D.P.R. 462/2001 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 ottobre 2001, n. 462 Regolamento di semplificazione del procedimento per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi. (G.U. 8 gennaio 2002, n. 6) Capo I Disposizioni generali Art. 1 Ambito di applicazione 1. Il presente regolamento disciplina i procedimenti relativi alle installazioni ed ai dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, agli impianti elettrici di messa a terra e agli impianti elettrici in luoghi con pericolo di esplosione collocati nei luoghi di lavoro.
5 D.P.R. 462/2001 Capo II- Impianti elettrici di messa a terra e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche Art. 2 - Messa in esercizio e omologazione dell'impianto 1. La messa in esercizio degli impianti elettrici di messa a terra e dei dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche non può essere effettuata prima della verifica eseguita dall'installatore che rilascia la dichiarazione di conformità ai sensi della normativa vigente. La dichiarazione di conformità equivale a tutti gli effetti ad omologazione dell'impianto. 2. Entro trenta giorni dalla messa in esercizio dell'impianto, il datore di lavoro invia la dichiarazione di conformità all'ispesl (oggi INAIL) ed all'asl o all'arpa territorialmente competenti. 3. Nei comuni singoli o associati ove è stato attivato lo sportello unico per le attività produttive la dichiarazione di cui al comma 2 è presentata allo stesso. 4. Le verifiche sono onerose e le spese per la loro effettuazione sono a carico del datore di lavoro
6 DM 37/2008 Campo di applicazione Il DM 37/08 si applica a tutti gli impianti posti al servizio degli edifici, indipendentemente dalla destinazione d'uso, collocati all'interno degli stessi o delle relative pertinenze. Se l'impianto e' connesso a reti di distribuzione si applica a partire dal punto di consegna della fornitura. a. impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell'energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, nonché gli impianti per l'automazione di porte, cancelli e barriere; le lettere b,c,d,e,f,g indicano altri tipi di impianti
7 DM 37/2008 Obblighi di progetto redatto da un professionista iscritto negli albi professionali impianti di cui all'articolo 1, comma 2, lettera a), per tutte le utenze condominiali e per utenze domestiche di singole unità abitative aventi potenza impegnata superiore a 6 kw o per utenze domestiche di singole unità abitative di superficie superiore a 400 mq. impianti elettrici realizzati con lampade fluorescenti a catodo freddo, ; impianti.. relativi agli immobili adibiti ad attività produttive, al commercio, al terziario e ad altri usi, quando le utenze sono alimentate a tensione superiore a 1000 V, inclusa la parte in bassa tensione, o quando le utenze sono alimentate in bassa tensione aventi potenza impegnata superiore a 6 kw o superficie superiore ai 200 mq; impianti elettrici relativi ad unità immobiliari provviste, anche solo parzialmente, di ambienti soggetti a normativa specifica del CEI, in caso di locali adibiti ad uso medico o per i quali sussista pericolo di esplosione o a maggior rischio di incendio, nonché per gli impianti di protezione da scariche atmosferiche in edifici di volume superiore a 200 mc;
8 D.P.R. 462/2001 Art. 3 Verifiche a campione 1. L ISPESL (oggi INAIL) effettua a campione la prima verifica sulla conformità alla normativa vigente degli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche ed i dispositivi di messa a terra degli impianti elettrici e trasmette le risultanze all ASL o all ARPA (Ufficio vigilanza, ai sensi della circolare ISPESL n. 13/2004). 2. Le verifiche a campione sono stabilite annualmente dall ISPESL (oggi INAIL) d intesa con le singole regioni sulla base dei seguenti criteri: a) localizzazione dell impianto in relazione alle caratteristiche urbanistiche ed ambientali del luogo in cui è situato l impianto; b) tipo di impianto soggetto a verifica; c) dimensioni dell impianto. 3. Le verifiche sono onerose e le spese per la loro effettuazione sono a carico del datore di lavoro.
9 D.P.R. 462/2001 Art. 4 Verifiche periodiche Soggetti abilitati 1. Il datore di lavoro è tenuto ad effettuare regolari manutenzioni dell impianto, nonché a far sottoporre lo stesso a verifica periodica ogni cinque anni, ad esclusione di quelli installati in cantieri, in locali adibiti ad uso medico e negli ambienti a maggior rischio in caso di incendio per i quali la periodicità è biennale. 2. Per l effettuazione della verifica, il datore di lavoro si rivolge all ASL o all ARPA o ad eventuali organismi individuati dal Ministero delle attività produttive, sulla base di criteri stabiliti dalla normativa tecnica europea UNI CEI. 3. Il soggetto che ha eseguito la verifica periodica rilascia il relativo verbale al datore di lavoro che deve conservarlo ed esibirlo a richiesta degli organi di vigilanza. 3. Le verifiche sono onerose e le spese per la loro effettuazione sono a carico del datore di lavoro.
10 Luoghi/ambienti ad uso medico Sono i luoghi destinati a scopi diagnostici, terapeutici, chirurgici, sorveglianza e riabilitazione pazienti (ad esempio gli ospedali, cliniche private, studi medici e dentistici, locali dedicati ad uso medico nei luoghi di lavoro, ecc.). Sono compresi fra questi locali anche quelli destinati ad uso estetico (Norma CEI 64-8, Sezione 710 V2). Luoghi ordinari Sono da considerare ordinari tutti i luoghi che non rientrano nei casi considerati. Periodicità Ambienti ordinari La periodicità delle verifiche è di 5 anni. Cantieri edili, locali medici, ambienti a maggior rischio in caso di incendio e luoghi con pericolo di esplosione La periodicità delle verifiche è di 2 anni.
11 D.P.R. 462/2001 Art. 7 Verifiche straordinarie 1. Le verifiche straordinarie sono effettuate dall ASL o dall ARPA o dagli organismi individuati dal Ministero delle attività produttive, sulla base di criteri stabiliti dalla normativa europea UNI CEI. 2. Le verifiche straordinarie sono, comunque, effettuate nei casi di: a) esito negativo della verifica periodica; b) modifica sostanziale dell'impianto; c) richiesta del datore del lavoro. Art. 8 Variazioni relative agli impianti 1. Il datore di lavoro ha l obbligo di comunicare tempestivamente all ISPESL (oggi INAIL) ed all ASL o all ARPA: la cessazione dell esercizio; le modifiche sostanziali preponderanti; il trasferimento o spostamento degli impianti.
12 L applicazione del D.P.R. 462/01 ai locali medici Maria Teresa Settino Grazie per l attenzione Questa presentazione non è completa né esaustiva ed i concetti espressi hanno valore di esempio e promemoria e non di trattazione sistematica
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