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Timestamp: 2020-03-31 19:35:56+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 26208 del 16/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26208 del 16/10/2019
Cassazione civile sez. II, 16/10/2019, (ud. 16/01/2019, dep. 16/10/2019), n.26208
sul ricorso 7559/2014 proposto da:
domiciliato in ROMA, VIA L PERNA 51, presso GIUSEPPE SERVILLO,
rappresentato e difeso dall’avvocato PAOLO ROSSI;
F.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CHISIMAIO
29, presso lo studio dell’avvocato TAMARA BARRACCA, rappresentato e
difeso dagli avvocati MARIO SANTORO, ANTONIETTA NATALE;
avverso la sentenza n. 332/2013 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,
2. Avverso la pronuncia, chiedendone l’integrale riforma, proponeva appello il (OMISSIS), anzitutto contestando la decisione del Tribunale di ritenere passivamente legittimato il Condominio.
3. Contro la sentenza ricorre per cassazione il (OMISSIS), in persona dell’amministratore M.M..
I. Preliminare rispetto all’esame dell’unico motivo di ricorso – con cui si denuncia violazione e falsa applicazione degli artt. 1130,1131 c.c. e art. 75 c.p.c., nonchè omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio oggetto di discussione tra le parti, per avere la Corte di appello ritenuto necessaria, ai fini della proposizione dell’appello da parte dell’amministratore del Condominio, la previa deliberazione dell’assemblea dei condomini o, quantomeno, la ratifica successiva del suo operato, non rientrando la controversia tra quelle che l’amministratore poteva autonomamente proporre – è il rilievo della non integrità del contraddittorio.
L’azione fatta valere da F.A. è di accertamento del suo esclusivo diritto di proprietà su un immobile – azione reale che non diviene personale, come aveva sostenuto il giudice di primo grado, per il fatto che oltre all’accertamento del diritto sia stata conseguentemente chiesta la condanna del Condominio a restituire l’immobile – ed incide sul diritto di ciascun condomino, che deve pertanto essere convenuto in giudizio. Come ha infatti precisato questa Corte, la domanda di un terzo il quale, agendo contro il condominio, si affermi proprietario esclusivo e pretenda di farlo con una domanda mirante al giudicato di accertamento e di condanna al rilascio del bene si deve svolgere in contraddittorio con tutti i condomini, “stante la condizione di comproprietari dei beni comuni e la portata delle azioni reali, che incidono sul diritto pro quota o esclusivo di ciascun condomino, avente reale interesse a contraddire” (così Cass. n. 3575/2018, che ha sviluppato quanto affermato da Cass., sez. un., n. 25454/2013).
II. Va quindi dichiarata la nullità delle pronunzie di merito e dei relativi procedimenti per mancata instaurazione del contraddittorio nei confronti dei singoli condomini; pertanto, cassata per l’effetto la sentenza impugnata, la causa va rinviata al giudice di primo grado, che provvederà anche in relazione alle spese del presente giudizio.
La Corte, decidendo sul ricorso, dichiara la nullità delle pronunzie di merito e dei relativi procedimenti a causa della mancata instaurazione del contraddittorio nei confronti dei singoli condomini, cassa per l’effetto la sentenza impugnata con rinvio, anche per le spese del giudizio di legittimità, al giudice di primo grado.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 75
 Cass. 
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