Source: https://unacasasullaroccia.wordpress.com/category/politica-e-societa/
Timestamp: 2020-08-07 11:49:13+00:00

Document:
Politica e Società « Una casa sulla roccia
Come ogni anno, il 18 gennaio Washington è teatro della Marcia per la Vita, la più imponente del mondo, per ricordare la sentenza della Corte suprema del 1973. Ma molte leggi locali stanno cambiando.
(Avvenire, 17.01.19)
Il 2019 si è aperto all’insegna della speranza per il movimento per la vita americano, che dimostrerà in forze tutta la sua motivazione venerdì 18 gennaio per le strade di Washington nel corso della Marcia per la vita, la più grande manifestazione pro life dell’anno negli Usa (e nel mondo), che si ripete a ogni anniversario della sentenza del 1973 Roe vs Wade con la quale la Corte suprema legalizzò l’interruzione di gravidanza.
Nonostante la Camera dei deputati americana a maggioranza democratica difficilmente possa approvare limitazioni all’aborto a livello federale nel corso del suo mandato, e malgrado sia quindi improbabile che il Congresso modifichi la legislazione nazionale in materia nei prossimi due anni, l’Amministrazione Trump continua a compiere passi in direzione anti-aborto facendo ricorso al suo potere di regolamentazione. È prevista a breve, ad esempio, una misura che taglierebbe una parte significativa dei finanziamenti federali a Planned Parenthood, la rete che gestisce la principale catena di consultori e di cliniche abortiste nel Paese.
Ma le speranze degli attivisti per la vita e degli americani che li sostengono sono concentrate soprattutto sui tribunali, in particolare la Corte suprema. Dopo la conferma del giudice Brett Kavanaugh in ottobre, la maggioranza del massimo tribunale costituzionale Usa è composta da magistrati non del tutto contrari a rovesciare Roe vs Wade, o perlomeno a imporre maggiori restrizioni sull’aborto. Kavanaugh nel 2017 come giudice di Corte d’appello federale ha votato a favore del rinvio dell’aborto per un’adolescente incinta immigrata che si trovava sotto custodia federale. Per questo i gruppi anti-aborto sono ansiosi di sottoporre casi-test alla Corte e di mettere alla prova il suo nuovo orientamento. I casi, probabilmente, non mancheranno. La sentenza del 1973 lascia infatti agli Stati una certa discrezionalità nella sua applicazione, e la più parte, con l’avallo dei tribunali e il sostegno della maggioranza degli americani, impone varie restrizioni alla procedura. Continua a leggere →
Pubblicato in: Comunicazione, Politica e Società, Vita e Bioetica Contrassegnato da tagaborto, “Roe vs Wade”, Harvard Medical School, leggi, Marcia per la vita, Micheline Matthews-Roth, Stati Uniti
Aborto illegale. Lo hanno chiesto in una storica sentenza i giudici dell’Alabama chiedendo ai colleghi della Corte Suprema degli Stati Uniti di intervenire a livello nazionale per mettere fine ad una legge “anomala e logicamente errata”.
(UCCR, 6.11.18)
Una storica sentenza non ha stranamente avuto l’adeguata risonanza mediatica, ma non c’è da stupirsi. La Corte Suprema dell’Alabama, il più importante tribunale del popolato stato americano, ha infatti riconosciuto la personalità dei bambini non ancora nati e ha simultaneamente e coerentemente chiesto il rovesciamento di Roe v. Wade, ovvero la legge che dal 1973 legalizza l’interruzione di gravidanza negli Stati Uniti.
Nel caso Jessie Livell Phillips v. State of Alabama è stata infatti confermata la condanna per omicidio per un uomo che nel 2009 uccise la moglie incinta e il loro bambino non ancora nato. I giudici hanno quindi riconosciuto due vittime e coerentemente hanno sentito l’obbligo di spiegare:
«Secondo le leggi penali dello stato dell’Alabama, il valore della vita di un bambino non ancora nato è nientemeno che il valore della vita di tutte le altre persone. Il commento aggiuntivo del tribunale di prima istanza è che questo paese è fondato sull’identica protezione ed il giusto processo per tutte le sue persone, basandosi sulla legge costituzionale. Così, questa Corte conclude che non è errata la negazione dell’attenuante rispetto all’aggravante dovuta dal fatto che Baby Doe era una persona non nata al momento dell’omicidio».
Detto in altri termini: l’accusa di duplice omicidio è fondata e non necessita di attenuanti soltanto perché la madre, vittima dell’omicidio, portava nel grembo un bambino non nato. I giudici hanno anche aggiunto che la legge che regolamenta l’aborto negli USA è un’«anomalia legale e un errore logico», invitando quindi i colleghi della Corte Suprema degli Stati Uniti ad «annullare questa eccezione, sempre più isolata, ai diritti dei bambini non nati». Continua a leggere →
Pubblicato in: Diritto, Politica e Società, Vita e Bioetica Contrassegnato da tagAlabama, Corte Suprema, personalità dei bambini non nati, sentenza
Droghe. Cannabis, quella light non esiste
(Avvenire, 11.10.18)
Bastano 20 grammi di sostanza in libera vendita e gas da accendini per ricavare il prodotto stupefacente. La denuncia di San Patrignano: così si abbassa la percezione del rischio
Altro che cannabis light: è davvero facile estrarre e concentrare il Thc (ovvero il più importante principio attivo contenuto nella canapa), ottenendo una sostanza alterante dannosa per la salute in quantitativo sufficiente per una “canna” e acquistando prodotti attualmente in vendita in maniera legale. Ma, a dimostrare che la cannabis lightcosì “leggera” non è, ci ha pensato uno studio condotto da Giovanni Serpelloni, già capo Dipartimento politiche antidroga della Presidenza del Consiglio, attualmente direttore dell’Uoc Dipendenze di Verona e collaboratore del Dp Institute dell’Università della Florida, che ha coordinato la sperimentazione effettuata negli istituti di Medicina legale delle Università di Ferrara, Parma e Verona.
Già nell’aprile scorso il Consiglio Superiore della Sanità si era espresso in merito alla pericolosità di queste sostanze: un “avvertimento” rimasto inascoltato. In Italia si calcola siano già circa 800 i negozi che legalmente vendono cannabis light. Ora la ricerca “Cannabis light extraction”, presentata a San Patrignano in occasione dei WeFree days dedicati alla prevenzione, mirava a scoprire se anche utilizzando la cannabis light fosse possibile estrarre e concentrare il principio attivo in dosi sufficienti per ottenere l’effetto stupefacente. I ricercatori hanno acquistato i prodotti negli store e con l’ausilio di un estrattore domestico con gas butano sono passati alla sperimentazione. Risultato: «Partendo da dosi di materiale grezzo che oscillavano dagli 8 ai 15 grammi, siamo giunti ad estrarre un prodotto con concentrazioni superiori allo 0,6%, limite della legalità – spiega il dottor Serpelloni –. Da calcoli successivi siamo arrivati alla conclusione che con 20-30 grammi di prodotto grezzo si può arrivare ad estrarre un concentrato resinoso di circa 25 milligrammi di principio attivo». Continua a leggere →
Pubblicato in: Comunicazione, Politica e Società, Scienza, Vita e Bioetica
Pubblicato in: Comunicazione, Politica e Società, Vita e Bioetica Contrassegnato da tagisole Hawaii, legge, vita nascente
Pubblicato in: Comunicazione, Politica e Società Contrassegnato da tagimmigrazione, luoghi comuni, Papi
Pubblicato in: Comunicazione, Politica e Società, Vita e Bioetica Contrassegnato da tagaborto, Argentina, Marina Casini, Presidente del Movimento per la Vita Italiano, voto Senato
Nel 2050 gli over 65 saranno un terzo. Bernabei (Italia Longeva): “Diventeremo un enorme e disorganizzato ospizio”
La popolazione italiana, in continua crescita negli ultimi cento anni, oggi diminuisce, e al contempo invecchia, più velocemente che mai: nel 2050 saremo due milioni e mezzo in meno, come se la città di Roma sparisse dalla Penisola. Ma il dato ancor più rilevante è che gli over 65, oggi un quarto della popolazione, diventeranno più di un terzo, vale a dire 20 milioni di persone, di cui oltre 4 milioni avranno più di 85 anni. La “bomba dell’invecchiamento”, pronta a esplodere già dal 2030 se non adeguatamente gestita, innescherà tra l’altro un circolo vizioso: l’aumento della vita media causerà l’incremento di condizioni patologiche che richiedono cure a lungo termine e un’impennata del numero di persone non autosufficienti, esposte al rischio di solitudine e di emarginazione sociale; così crescerà inesorabilmente anche la spesa per la cura e l’assistenza a lungo termine degli anziani, ma anche quella previdenziale, mentre diminuirà la forza produttiva del Paese e non ci saranno abbastanza giovani per prendersi cura dei nostri vecchi. Infatti, oggi tre lavoratori hanno sulle spalle un anziano, domani saranno solo in due a sostenerlo. Questi sono solo alcuni dei dati emersi dalle proiezioni sociodemografiche e sanitario-assistenziali al 2030 e al 2050 elaborate dall’Istat per Italia Longeva – Rete nazionale sull’invecchiamento e la longevità attiva, e presentate oggi al Ministero della Salute nel corso dellaterza edizione degli Stati Generali dell’assistenza a lungo termine, la due giorni di approfondimento e confronto sulle soluzioni sociosanitarie a supporto della Long-Term Care. “I dati presentati si riferiscono a semplici proiezioni della situazione attuale – avverte il presidente dell’Istat, prof. Giorgio Alleva – e pur non trascurando un rilevante margine di incertezza, non vi è dubbio che ilquadro prospettico sollevi una questione di sostenibilità strutturale per l’intero Paese”. Continua a leggere →
Pubblicato in: Comunicazione, Politica e Società Contrassegnato da tag2050, invecchiamento della popolazione, ISTAT
(da Aleteia, 10.07.18)
Dopo che le speranze di molti erano state innalzate dalla possibile scelta della giurista cattolica Amy Barrett, la delusione per la scelta di Kavanaugh. Ma forse non è tutto perduto…
Poteva andare meglio, ma il bicchiere è mezzo pieno. Da giorni attendevamo l’importantissima nomina del successore del giudice Anthony Kennedy alla Corte suprema degli Stati Uniti, le cui sentenze spesso creano importanti precedenti per tutto il resto del mondo. Sopratutto sui temi etici. Il presidente Donald Trump ha scelto Brett Kavanaugh, repubblicano conservatore, collaboratore di Kennedy e George W Bush.
Storico nemico di Bill Clinton, attraverso Kavanaugh il presidente Trump afferma di aver mantenuto la sua promessa in campagna elettorale, quando annunciò: «Io sono pro-life e i giudici che nominerò saranno pro-life». Ed infatti gli equilibri si sono ribaltati. I giudici sono 9: cinque “conservatori”nominati da Bush (John G. Roberts, presidente, Clarence Thomas e Samuel A. Alito) e Trump (Neil Gorsuch e Brett Kavanaugh) e quattro “progressisti” nominati da Clinton (Stephen G. Breyer e Ruth Bader Ginsburg) e da Obama (Elena Kagan e Sonia Sotomayor). Continua a leggere →
Pubblicato in: Diritto, Fede, Politica e Società, Vita e Bioetica Contrassegnato da tagaborto, Corte Suprema, libertà religiosa, Obama, pro-life, Stati Uniti, Trump
Pubblicato in: Comunicazione, Politica e Società Contrassegnato da tagdignità umana, Europa, Patriarca Bartolomeo, primato dell'economia, radici cristiane, tecnocrazia
Il 9 maggio del 50 la “Dichiarazione di Schuman” aprì le porte a una nuova stagione
“L’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto”. Quando l’allora ministro francese degli Esteri, Robert Schuman, si rivolse così alle istituzioni del suo Paese probabilmente non sapeva che quelle parole avrebbero avviato il processo di creazione dell’Unione europea.
Risollevarsi dalle macerie
Era il 9 maggio del 1950, poco dopo le 4 del pomeriggio. Il Vecchio Continente si stava ancora leccando le profonde ferite lasciate dalla Seconda Guerra Mondiale. Un conflitto che solo sul suolo europeo aveva lasciato quasi 40 milioni di morti, tra militari e civili, da aggiungere agli oltre 15 milioni provocati dalla Grande Guerra. Da lì, dalla necessità di assicurare pace e prosperità a una regione del mondo martoriata dagli ultimi 50 anni di storia, si mosse la “Dichiarazione di Schuman“. Una nuova stagione, secondo il suo ragionamento, passava attraverso la risoluzione di una disputa storica tra Parigi e Berlino. Quella per lo sfruttamento delle risorse minerarie poste al confine tra i due Paesi. “Il governo francese – annunciò – propone di mettere l’insieme della produzione franco-tedesca di carbone e di acciaio sotto una comune Alta Autorità, nel quadro di un’organizzazione alla quale possono aderire gli altri Paesi europei”.
L’anno seguente con il Trattato di Parigi (siglato il 18 aprile) venne istituita la Comunità europea del carbone e dell’acciaio (Ceca) con l’adesione di Francia, Germania Ovest, Lussemburgo, Paesi Bassi e Italia. Fu il primo vagito dell’Unione europea. Gli altri due vennero emessi a Roma 6 anni dopo. Il 25 marzo 1957 vennero, infatti, siglati i trattati fondativi della Comunità europea dell’energia atomica(Euratom) e della Comunità economica europea (Cee). Quest organismi, insieme, vengono considerati i tre pilastri dell’Unione europea, la cui nascita ufficiale avvenne solo 35 anni dopo, con i Trattati di Maastricht del 1992. Continua a leggere →
Pubblicato in: Comunicazione, Politica e Società, Storia Contrassegnato da tag"Festa dell'Europa", Bruxelles, Unione Europea
“La questione politica: dovere civico e impegno cristiano”. Nota pastorale del vescovo di Ascoli Piceno, monsignor Giovanni D’Ercole.
“Per essere buoni cristiani e onesti cittadini non possiamo trascurare la questione politica specialmente in questo nostro tempo”
Da mesi noi italiani stiamo vivendo qualcosa di unico: partiti che non trovano l’accordo per dare un governo al Paese. E’ successo anche altrove è vero, ma questo non toglie che una riflessione su quanto accade sia opportuna e probabilmente necessaria. Davanti alla crisi della politica che ormai è diventata preoccupante è inutile mettersi a criticare e ripetere luoghi comuni di rabbia e di scontento. Appare evidente che quanto stiamo vivendo è il risultato d’un percorso di anni che ha fatto perdere il valore e il significato dell’impegno politico, annebbiando la memoria storica delle prime lotte e sforzi per dare corpo alla nostra Repubblica, dopo il dramma della seconda guerra mondiale. Tutti sogniamo figure come Alcide De Gasperi e più vicino a noi come Aldo Moro, Giorgio La Pira, Enrico Medi e altre personalità di partiti diversi come Togliatti, Nenni, ecc. pronti a sacrificare, quando necessario, le proprie visioni e i propri interessi per il bene comune di tutti gli italiani. E lo abbiamo visto in diverse situazioni: così facendo hanno costruito l’Italia. Nel ’68 c’era scontro, dialettica, sete d’impegno politico talvolta con eccessi di violenza che hanno portato a lutti nazionali. Non mancava però da parte di tutti, specie dei giovani, la passione per il bene comune sia pure combattuto e ricercato da sponde diverse. Oggi sembra diffusa una quiete scoraggiata che mostra disinteresse e voglia di fuggire dal concreto. Sulla scena politica ci sono personaggi che si autoproclamano leaders di partiti creati a loro immagine e somiglianza. Secondo alcuni tutto questo è nato dopo 1994 con la cosiddetta stagione di “mani pulite” che voleva essere la primavera d’una Italia rinnovata socialmente e politicamente. A ben vedere non sembra che abbia sortito gli effetti auspicati, ma purtroppo si è diffusa una disaffezione dalla politica e non è sparita la corruzione, per alcuni versi ancor più pericolosa perché ormai insinuata in ogni maglia della burocrazia aumentata proprio per impedirla. Che fare, mi chiedono in tanti che non vorrebbero andare più a votare nauseati di questa situazione tutta italiana.
Come cittadino e come vescovo sento il bisogno di proporre una riflessione ad alta voce. Quel che stiamo vivendo interpella tutti, anche e soprattutto noi cristiani. Continua a leggere →
Pubblicato in: Comunicazione, Politica e Società Contrassegnato da tagbene comune, questione politica, vescovo Giovanni D'Ercole
Come si spiega l’insopprimibile esigenza di liberazione dell’io, se questo è un mero prodotto della sfera economica? A 200 anni dalla nascita di Marx.
C’è un problema irrisolto che riemerge ogni qual volta si pensi all’eredità teorica e politica di Marx. Si tratta di un’aporia che sta alla confluenza delle due prospettive aperte dal pensatore di Treviri: una grandiosa promessa di liberazione della soggettività umana, e insieme un’analisi di previsione dell’andamento economico delle società capitalistiche.
Marx ha guardato — con un’acutezza e una passione pari solo a quelle di Nietzsche e di Freud — al destino di alienazione degli esseri umani nell’epoca della mercificazione planetaria. Il punto sta in uno scambio di “soggetti”, e va compreso a partire da Hegel, dal quale Marx ha imparato la struttura dialettica del pensiero e del mondo. Hegel riteneva che il soggetto “assoluto” della storia fosse lo Stato (l’Idea fatta mondo), mentre la vita dei soggetti empirici, che si organizzano concretamente nella famiglia e nella società civile, risulterebbe solo un attributo “accidentale” di quel soggetto. Marx vuole invertire questo “misticismo logico”: ciò che è “più profondo” è la realtà finita e materiale, e la sua organizzazione economico-sociale, non più ridotta a semplice attributo dell’Idea (lo Stato), ma viceversa come ciò da cui l’Idea dev’essere prodotta.
E se in un primo momento l’alienazione da smascherare è quella della religione, la quale nasce da un’espropriazione storico-materiale, e insieme è utilizzata per coprire o sublimare tale situazione; ben presto “la critica del cielo si trasforma nella critica della terra” (Critica della filosofia hegeliana del diritto pubblico). L’alienazione religiosa va compresa come alienazione economica del lavoro, a partire dai Manoscritti economico-filosofici del 1844. Continua a leggere →
Pubblicato in: Politica e Società, Storia Contrassegnato da tag200 anni dalla nascita di Marx, Il Capitale, Karl Marx
di G. Rancilio
(Avvenire, 23.03.18)
Insegnanti ed educatori lo sanno da tempo: certe domande dei ragazzi non fanno sconti; vanno subito al punto. Il ragazzo davanti a me avrà 15-16 anni. Mi ha ascoltato parlare di Internet e social network per un’ora e mezza. Ora tocca a lui. Alle domande. Alla domanda. «Qual è la cosa più importante che ha imparato gestendo i social di un quotidiano come Avvenire?».
I miei pensieri corrono veloci. E cominciano a scartare alcune delle cose che ho imparato in questi anni. Cose importanti ma non «la più importante». No, non è importante spiegargli come si usano gli strumenti per gestire e analizzare un social network. E nemmeno raccontargli come ci si rapporta con una comunità complessa e variegata. Scarto anche le «furbizie» tecniche e pratiche imparate. Scarto i corsi ai quali ho partecipato e i tanti libri letti. Finalmente non ho più dubbi. Sono due le cose più importanti che ho imparato. Ed entrambe, a dire la verità, le avevo già imparate da bambino.
La prima cosa che ho imparato – rispondo – è a non avere paura di chiedere scusa. Meglio: quanto sia bello chiedere scusa. Il ragazzo mi guarda un po’ stralunato. Provo a spiegarmi. Quando sbagliamo, soprattutto da ragazzi e a volte ancor più da adulti, siamo tentati di nascondere i nostri errori; di mettere sotto il tappeto la polvere. Di nascondere i cocci del vaso rotto con una pallonata. Perché sbagliare ci mette a disagio. E perché il giudizio degli altri ci mette a disagio. Ci fa paura. Pensiamo: oddio, cosa diranno adesso? Cosa penseranno ora di me? Per di più crescendo ci siamo convinti che chiedere scusa ci faccia apparire deboli e meno professionali. Continua a leggere →
Pubblicato in: Comunicazione, Politica e Società Contrassegnato da tagcomunicazione, internet, social network
Pubblicato in: Politica e Società Contrassegnato da tagaborto, diritto alla vita, Lettera dei Vescovi, Referendum Irlanda
Pubblicato in: Diritto, Politica e Società, Vita e Bioetica Contrassegnato da tagaborto, approvata legge pro life, Mississipi, Stati Uniti
Pubblicato in: Comunicazione, Politica e Società Contrassegnato da tagaborto, elezioni regionali, Gori, Lombardia, obiezione di coscienza, Scuola
Pubblicato in: Educazione, Politica e Società, Scuola Contrassegnato da tagcronaca, genitori, insegnanti, Scuola
Pubblicato in: Politica e Società Contrassegnato da tagcard. Sgreccia: "Sulla vita serve più coraggio", convegno "Oltre l’inverno demografico", dati, prof. Blangiardo, Roma
Pubblicato in: Comunicazione, Politica e Società Contrassegnato da tagCommissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea (COMECE), Europa, Papa Francesco, san Benedetto, Unione Europea
Lettera ad Avvenire di Paolo e Luca Tanduo
domenica 24 settembre la città di Milano accoglieva con migliaia di persone il nuovo arcivescovo, monsignor Mario Delpini. Sabato 30 settembre la città si ritrovava radunata in festa per i nuovi diaconi, con una gran folla ad attenderli fuori dalla cattedrale dopo la cerimonia. Sabato 7 ottobre circa cinquemila giovani nel Duomo di Milano per la Redditio Symboli si incontravano con l’arcivescovo Delpini. Per una città frenetica, piena di tante occasioni di ogni tipo, in continuo fermento, che a volte viene descritta come una città in cui le relazioni sono difficili da costruire, questi eventi, questa partecipazione, questi gesti appaiono un miracolo della fede e un segno di speranza: che ricorda che anche in una metropoli multiculturale si può vivere la relazione sia con Dio sia con gli altri, a dispetto di tanti stereotipi che vorrebbero mettere in contrapposizione la modernità con la relazione. Ha proprio ragione l’arcivescovo di Milano che nella sua prima Messa in Duomo ha ricordato alla città: «Non disperate dell’umanità, dei giovani di oggi, della società così come è adesso e del suo futuro: Dio continua ad attrarre con il suo amore e a seminare in ogni uomo e in ogni donna la vocazione ad amare», e ancora, in un messaggio pieno di fiducia e contro ogni pessimismo e scetticismo: «Non c’è nessun luogo della terra, non c’è nessun tempo della storia, non c’è nessuna casa e nessuna strada dove non ci sia l’amore di Dio. La gloria di Dio riempie la terra perché ogni essere vivente è amato da Dio».
Luca e Paolo Tanduo, Milano
«Non c’è nessuna casa e nessuna strada dove non ci sia l’amore di Dio». Che respiro antico e grande viene, ancora una volta nei secoli, dal Duomo di Milano. Un fiato di speranza e di fiducia in Dio, e negli uomini. Continua a leggere →
Pubblicato in: Cultura, Politica e Società Contrassegnato da tagArcivescovo Mario Delpini, fiducia, Milano, relazione, speranza, umanità, vocazione ad amare
La Casa Bianca approva due norme nella stessa direzione: tutelare l’obiezione di coscienza sul posto di lavoro
“Un ritorno al buon senso e ad una pacifica convivenza tra Chiesa e Stato”. Così la Chiesa cattolica statunitense ha salutato la decisione del Dipartimento della Salute e dei Servizi della Casa Bianca di tutelare il diritto dei datori di lavoro di non comprendere i farmaci anticoncezionali tra i benefici assicurativi.
Ad intervenire, con una nota ripresa dall’AgenSir, sono stati il cardinale Daniel DiNardo, presidente della Conferenza episcopale Usa, e l’arcivescovo William Lori, a capo della commissione sulla libertà religiosa.
Modifica dell’Obamacare
La nuova misura apporta una importante modifica su uno dei passaggi più controversi della riforma sanitaria approvata durante la presidenza Barack Obama, nel 2010, che obbligava i datori di lavoro, eccetto le Chiese, alla copertura assicurativa totale per i sistemi di contraccezione e aborto usati dalle loro dipendenti. Continua a leggere →
Pubblicato in: Fede, Politica e Società, Vita e Bioetica Contrassegnato da taglibertà religiosa, Obama, obiezione di coscienza, riforma sanitaria, Stati Uniti, Trump
Pubblicato in: Comunicazione, Politica e Società, Vita e Bioetica Contrassegnato da tagIncontro internazionale, Montecitorio, utero in affitto
Pubblicato in: Comunicazione, Educazione, Politica e Società Contrassegnato da tagadolescenti, dipendenza da alcol e droghe, Islanda
Pubblicato in: Politica e Società, Vita e Bioetica Contrassegnato da tagaborto, america, contribuenti, finanziamenti, infanzia, International Planned Parenthood, maternità, Planned Parenthood, tasse
La verità non può essere nascosta ai giovani
Marcia per la vita: contestata la partecipazione di una scuola
«La verità vi farà liberi». Parola di Gesù. La Verità con la maiuscola – il figlio di Dio incarnato – e ogni verità che da lui prende corpo. La menzogna, però, non si arrende e tenta in ogni modo di scimmiottare la verità. La verità genera fiducia. San Paolo, riferendosi a Gesù: «Io so in chi ho creduto», diceva. E perciò riesco a riposare. Perché di lui mi fido. Riposare nella verità. Ci sono valori che sono cari a tutti. Sono diventati veri pilastri del vivere civile. Il valore della vita, per esempio. Chi non sarebbe disposto a battersi per la difesa di un cagnolino? Chi oggi avrebbe il coraggio di affermare che un bambino dalla pelle nera è da considerare inferiore a un bambino europeo? Non sempre fu così e ce ne vergogniamo.
Pur tra mille battaglie abbiamo raggiunto traguardi un tempo inimmaginabili. È un bene, l’umanità avanza. Ma quanto siamo strani! In Sicilia un vecchio fruttivendolo viene insultato e massacrato da un gruppo di ragazzini. Poi gli danno fuoco. Disumano. Inorridiamo. Ci chiediamo dove abbiamo sbagliato nell’educazione dei figli. La comoda storiella che è l’ambiente malsano a generare i bulli è stata smentita da tempo. A Capri un giovane viene picchiato e oltraggiato da alcuni coetanei. I bulli sono tutti di via Chiaia, la via dei napoletani benestanti. Che cosa dunque accade ai nostri giovani? A Caserta, sabato, vengo invitato a parlare ai giovani di alcune scuole che fanno una marcia per la vita. Stupendo. Continua a leggere →
Pubblicato in: Comunicazione, Politica e Società, Vita e Bioetica Contrassegnato da tagCaserta, don Maurizio Patriciello, Marcia per la vita, ministro dell'Istruzione, Scuola, valore della vita
Pubblicato in: Comunicazione, Politica e Società, Vita e Bioetica Contrassegnato da tagaborto, «salute riproduttiva», contraccezione, Italia, Malthus, paesi poveri, vita umana

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza