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Timestamp: 2018-09-23 02:48:00+00:00

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GUIDA PER I DETENUTI - PDF
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Carmela Carrara
1 GUIDA PER I DETENUTI
2 Questa Guida intende agevolare i detenuti della comprensione delle leggi e delle regole che disciplinano il regime penitenziario in Italia, infatti quasi sempre questi argomenti vengono esposti in maniera molto tecnica, con un linguaggio adatto più a degli avvocati, che a persone con un normale livello di istruzione. L obiettivo di questa guida è quello di rendere le informazioni comprensibili a tutti spiegando con parole semplici quali sono i diritti ed i doveri dei detenuti, ma anche consigliando i comportamenti più opportuni, nelle varie situazioni che si possono verificare dal momento dell ingresso nell istituto e fino alla scarcerazione. La Guida è disponibile in sette lingue: italiano, albanese, arabo, inglese, serbo - croato, spagnolo e francese. Il primo capitolo del manuale riguarda proprio questo percorso, che inizia con la perquisizione, il ritiro degli oggetti personali, l immatricolazione. Già in questa fase è necessario conoscere le modalità per comunicare all esterno, ad esempio per avvertire i famigliari, nominare un avvocato, oppure contattare le autorità consolari del proprio paese, per quel che riguarda gli stranieri. Nel secondo capitolo forniamo suggerimenti ed indicazioni pratiche per tutelare la propria salute, oltre che per gestire nel modo migliore i rapporti con gli operatori e le strutture sociosanitarie. Con il terzo capitolo passiamo a spiegare le leggi che regolano il processo, i riti alternativi, i ricorsi e, infine, l ammissione ai benefici penitenziari ed alle misure alternative alla detenzione. Il quarto capitolo tratta delle possibilità, per gli stranieri, di rinnovare il permesso di soggiorno (per chi l aveva al momento dell arresto), delle norme che regolano l estradizione e l espulsione, etc. Il quinto e ultimo capitolo riguarda le conseguenze economiche della condanna: le multe, le spese processuali, il risarcimento dei danni alla parte lesa.
3 Questo volume è prodotto da: Sportello Giustizia c/o Centro di Servizio per il Volontariato di Rovigo Vicolo Maneo, Rovigo - tel fax Associazione di volontariato di riferimento per lo Sportello Giustizia Centro Francescano di Ascolto Via Mure Soccorso, Rovigo tel fax In collaborazione con: U.L.S.S. 16 di Padova Progetto Teseo - Quando Arianna lascia il filo. Dipartimento per le Dipendenze Via dei Colli, Padova Tel fax Grazie al finanziamento di: Assessorato alle Politiche Sociali della Regione del Veneto Palazzo Balbi - Dorsoduro, Venezia tel fax Autorizzazione di: Provveditorato Triveneto del Dipartimento dell Amministrazione Penitenziaria Piazza Castello Padova tel fax Il contenuto del volume è stato elaborato da: Centro Documentazione Due Palazzi di Padova Via Due Palazzi, 35/A Padova - e rivisto da: Dott. Carmelo Cantone, direttore della C.R. di Padova Dott. Ottavio Casarano, vicedirettore della C.R. di Padova Dott.ssa Lorena Orazi, direttrice Area Pedagogica della C.R. di Padova Dott.ssa Antonella Barone, educatrice della C.R. di Padova... Ispettore di Polizia Penitenziaria della C.R.di Padova Due avvocati esperti in diritto penitenziario, del Foro di Padova Avv. Marco Paggi, esperto in diritto dell'immigrazione Redazione di Ristretti Orizzonti Progetto grafico di Andrea Andriotto e Luisa Bertocco Copertina di Andrea Andriotto, Luisa Bertocco, Enrico Flachi e Aleksandar Stefanovic CSV Rovigo
4 P r e f a z i o n e P r e f a z i o n e Questa pubblicazione rivolta ai detenuti ristretti negli istituti del Veneto è nata da un duplice interesse della Regione rispetto al mondo della detenzione. In primo luogo, si tratta di un'attenzione particolare a produrre segnali di interesse verso le persone detenute, affinché le stesse non si sentano dimenticate e perciò escluse da parte delle istituzioni. Il filo sottile che pur può essere lanciato attraverso uno strumento quale questo volume, può divenire, da parte della popolazione detenuta italiana e straniera, motivo di una carcerazione vissuta nella coscienza dei propri diritti e doveri e pertanto senza ulteriore esclusione. In secondo luogo vi è un interesse forte a ridurre quella distanza che esiste tra il territorio e il carcere, tra la popolazione libera e quella detenuta. Ecco, quindi, che le proposizioni verso il mondo carcerato diventano sicuramente veicoli culturali necessari per guardare al di là delle sbarre con meno pregiudizi e clamori, senza quelle paure e stereotipi che troppo spesso condizionano un sereno pensiero nei confronti delle persone in esecuzione penale. L'aver affidato poi questo progetto congiuntamente al Centro di Servizi per il Volontariato della Provincia di Rovigo e al Ser.T. n 2 dell Azienda ULSS n 16 di Padova, testimonia l impegno assunto dalla Regione del Veneto e dell Assessorato che rappresento, in particolare, per coinvolgere, in modo sempre più preponderante, il volontariato e la rete dei servizi sociali e sanitari pubblici nella realizzazione di progettualità integrate. Insieme alle regioni e agli enti locali, il volontariato già costituisce, ma lo potrà essere ancora di più, il punto di raccordo tra il dentro e il fuori in un ambito, quale quello della giustizia in generale e del penitenziario in particolare, che rappresenta una sfida in termini di sicurezza del territorio e di reinserimento delle persone condannate. In effetti la sicurezza non deve essere sempre e comunque identificata con la detenzione ma, invece, con la promozione di progetti volti ad attuare percorsi di prevenzione e offerte di sostegno, con la partecipazione attiva di tutte le componenti territoriali. C'è, infine, la necessità di costruire un nuovo modello di welfare che superi l'idea assistenzialistica attraverso una modalità progettuale dove, ognuno per le proprie competenze, pubblico e privato, siano protagonisti di una collaborazione volta a rimuovere gli ostacoli dell'emarginazione sociale per una migliore qualità della vita. Antonio De Poli Assessore alle Politiche Sociali Regione del Veneto
5 I n t r o d u z i o n e L esigenza di dare, alle donne e uomini ristretti negli istituti penitenziari regionali, uno strumento che faciliti la permanenza in un luogo, quale è il carcere, dove la perdita della libertà non è mai un fatto che non implichi anche fatica e dolore, è il presupposto fondamentale alla base di questa pubblicazione. L'elaborato, che è sviluppato in queste pagine, esce a distanza di circa un anno e mezzo dall'approvazione del nuovo regolamento di esecuzione dell'ordinamento penitenziario, normativa che ha modificato in maniera sensibile le regole della detenzione anche se la sua applicazione completa avrà necessità di un ulteriore lasso di tempo. "Diritti e doveri in carcere" è un testo curato dallo "Sportello Giustizia" del Centro di Servizio per il Volontariato della Provincia di Rovigo, pubblicato in sette lingue: albanese, arabo, francese, inglese, italiano, serbo-croato, spagnolo, che raccoglie appunto le indicazioni del nuovo regolamento e cerca di dare alle persone detenute, in sunto, tutte quelle notizie e informazioni fondamentali per sapere come districarsi nelle regole di vita che comporta un luogo contrassegnato dalle necessità di sicurezza. L'aver poi elaborato il tutto con l'apporto fondamentale del Centro Documentazione Due Palazzi di Padova, con l'ausilio della redazione di "Ristretti orizzonti" e di esperti in diritto penitenziario e immigrazione, da un significato particolare e profondo a un progetto che è stato voluto dall'assessorato alle Politiche Sociali della Regione del Veneto, fatto che dimostra l'attenzione e la sensibilità del pubblico verso un mondo troppo spesso dimenticato e lontano. In effetti l'approccio alle problematiche detentive non è mai un fattore scontato e la distanza di molta parte del territorio è quasi sempre frutto di una mancanza di fruizione culturale verso questo luogo, nel quale viene anche rinviato il bisogno di sicurezza dei cittadini. Il volontariato, anche in questo caso, esercita uno dei suoi compiti principali, funge cioè da ponte tra le paure e le distanze che separano il carcere dal territorio e contribuisce, attraverso una presenza costante e progettuale, nel continuare a tenere accesi i riflettori dell'attenzione sociale su un luogo che da sempre è rimosso a livello di coscienza collettiva, per affermare la necessità di ridare opportunità di vita e recupero della propria dignità ad ogni persona che ritrovi il desiderio di camminare nella legalità e nella società. Il Responsabile dello Sportello Giustizia del Centro di Servizio per il Volontariato di Rovigo Massimo Guglielmo
6 CONOSCERE PER PREVENIRE CONOSCERE PER AGIRE Grazie alla grande riforma, ormai così lontana nel tempo, pur tra numerose difficoltà e continue povertà di mezzi, si è avviata una silenziosa e pacifica rivoluzione culturale, ancora in atto, che ha fatto sì che il condannato potesse divenire, partecipe protagonista del proprio reinserimento nella vita sociale, dando la sua "adesione" alle attività di trattamento rieducativo. Queste pagine sono il continuum di quell'afflato che muoveva la riforma del 26 luglio Conoscere per prevenire, conoscere per agire. Questa guida sembra rispondere a queste finalità. E' semplice, scritta in buona forma, produce conoscenza. La conoscenza, oggi più di ieri, si configura sempre come strumento primario per la comunicazione, potenzia i processi di interazione e collabora ad instaurare nuovi rapporti tra i soggetti coinvolti. Grazie ad essa è possibile individuare ostacoli e difficoltà e offrire giuste informazioni per il loro superamento. Per impostare, o meglio reimpostare la vita, la persona ristretta ha bisogno di capire il nuovo mondo che la circonda, ha bisogno dei "presupposti teorici" di conoscenza che sorreggeranno poi le sue azioni, le sue scelte verranno effettuate sulla base delle informazioni disponibili, non v'è dubbio che conoscerle metterà in atto processi riflessivi che creano consapevolezza sull'agire quotidiano. Queste pagine, inoltre, ci aiutano ad assicurare sempre più il rispetto e la dignità umana, aiuta noi tutti perché diventa sempre più difficile operare in istituti sovraffollati, dove inesorabilmente il quotidiano è pervaso dall'urgenza, dove non è possibile assicurare sempre quel minimo indispensabile "approccio di incontro" operatore-detenuto. Queste pagine serviranno a far sì che il carcere non resti angolo di incubazione e di coltivazione del crimine, ma diventi anche luogo dove il detenuto, conosciute le regole che la società si è data, comprende (e qui sarà impegnativo il nostro lavoro) che solo il farle sue può aiutarlo ad un inserimento produttivo, duraturo e tenerlo lontano da recidive. C'è una forte domanda di capire, di sapere che attende risposta... Della qualità di questa risposta siamo tutti, dentro e fuori il carcere, responsabili. Voi avete risposto compiutamente con questa guida. A noi, come Amministrazione Penitenziaria, spetta la messa in pratica quale continuazione operativa - culturale di questa guida. Corre l'obbligo di ringraziare i gruppi di lavoro, il gruppo della professoressa Ornella Favero, la redazione di Ristretti Orizzonti, gli avvocati. Tutto questo, deve essere ricordato, non poteva nascere senza le diverse autorizzazioni morali che un direttore avveduto, come il dott. Carmelo Cantone, ha sicuramente dato. Per finire un vivo ringraziamento a Livio Ferrar], volontario sensibile da sempre, presidente della Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia, che è riuscito in cordata con altri a produrre questa guida. Auguro a queste pagine di diventare sempre più numerose, più significative e che possano essere conosciute da tutti i detenuti ristretti negli istituti penitenziari della nostra regione. Che essi possano trovare risposte appropriate ai loro dubbi, cercando le soluzioni nella legge e con la legge. Ho tanto apprezzato l'idea di questa guida che ho dato incarico ad un mio funzionario affinché si possa produrre qualcosa di simile per i Centri di Servizio Sociale Adulti. Pensavo di distribuirlo anche agli operatori degli Enti Locali, delle ASL, perché l'area Penale Esterna diventerà sempre più importante sia dal punto di vista numerico di utenti che politico - amministrativo. A mio parere solo unendo le forze e facendo interagire le varie legislazioni, si può creare una cultura realmente e funzionalmente operativa. Il Provveditore Dirig. Gen. Dott. Ettore Ziccone
7 S o m m a r i o S o m m a r i o Prefazione di Antonio De Poli Assessore alle Politiche Sociali della Regione del Veneto...5 Introduzione di Massimo Guglielmo Responsabile Sportello Giustizia Centro di Servizio per il Volontariato di Rovigo...6 Presentazione CONOSCERE PER PREVENIRE CONOSCERE PER AGIRE di Ettore Ziccone Provveditore Dirig. Gen...7 Vita dell istituto e rapporto con gli operatori - Le prime ore da detenuto Le norme di comportamento Il personale dell Istituto I colloqui, le telefonate e la posta La spesa La domandina Le scuole, la formazione professionale, le attività culturali e sportive Il Centro di Servizio Sociale per Adulti (C.S.S.A.) Il servizio per le tossicodipendenze (Ser.T.) L Associazione Club Alcolisti in Trattamento (A.C.A.T.)...20 Tutela della salute - Regole generali per una vita in carcere più sana possibile L importanza dell igiene Le regole per la pulizia Rapporti con il servizio sanitario...23
8 Leggi di maggior interesse penitenziario - l Patrocinio a spese dello Stato Cause giuridiche di restrizione in carcere Il processo e le varie forme di giudizio: Il giudizio abbreviato...27 Il patteggiamento...28 Citazione diretta davanti al Giudice Monocratico...28 Il giudizio direttissimo...28 Il giudizio immediato...28 Il giudizio ordinario I benefici penitenziari e le misure alternative alla detenzione: La liberazione anticipata...29 I permessi premio...30 Il lavoro esterno...30 La semilibertà...31 L affidamento ai servizi sociali...31 L affidamento in prova in casi particolari...33 L ammissione alle misure alternative per condannati affetti da aids conclamata o da grave deficienza immunitaria...33 La detenzione domiciliare...33 Gestione dei rapporti giuridici con le istituzioni - Il riesame della pericolosità sociale e la revoca dell espulsione Il rinnovo del permesso di soggiorno Le regole penitenziarie europee (Raccomandazione del Comitato dei Ministri del Consiglio d Europa ) Trasferimento all estero delle persone condannate: Come si chiede il trasferimento...38 Cosa succede dopo il trasferimento L estradizione...38 Gestione dei rapporti economici con le istituzioni - La multa e l ammenda (conversione in libertà controllata o in lavoro socialmente utile) Le spese processuali e di mantenimento in carcere Il risarcimento del danno L iscrizione al collocamento L indennità di disoccupazione...43
9 Vita dell istituto e rapporto con gli operatori
10 Le prime ore da detenuto Questa guida ha come scopo quello di aiutare a capire cosa le sta succedendo, come esercitare i diritti che le sono riconosciuti e conoscere le regole che è tenuto a rispettare. Lei è già passato per l Ufficio Matricola, dove è stato perquisito, le hanno preso le impronte, le foto e i dati anagrafici. In Matricola le chiedono anche se ha problemi di convivenza con gli altri detenuti e, se ne ha, lo faccia presente, per la sua sicurezza. Le hanno tolto i soldi e tutti gli oggetti di valore (anelli, catenine, etc.), l orologio, la cintura, e gli altri oggetti che necessitano di un controllo: in seguito potrà richiedere, con domanda scritta indirizzata al Direttore, la restituzione della cintura, dell orologio (se non ha un valore superiore a circa 155 Euro). Viene visitato dal dottore che le chiede, tra le altre cose, se è tossicodipendente: la sua dichiarazione è importante, perché da essa dipenderà il tipo di trattamento cui sarà sottoposto. Terminate le operazioni collegate all ingresso, viene accompagnato nella sua stanza. L agente le dà un foglio, nel quale sono descritte le condizioni della stanza. Prima di firmarlo, controlli che tutti gli oggetti siano nelle condizioni descritte e, se c è qualcosa di rotto, chieda che sia scritto sul foglio, perché eventuali danni riscontrati in seguito, durante o al termine della sua permanenza, le saranno addebitati. Se si trova in regime di isolamento è perché lo ha disposto il magistrato e rimarrà isolato fino a quando la disposizione non verrà revocata. È stato informato del suo diritto di avvertire i familiari (o altre persone) che si trova in carcere. Lo può fare con un telegramma, o con una lettera. Le spese postali sono a suo carico ma, se non ha soldi, l amministrazione si fa carico della spedizione della lettera (a busta aperta), o del telegramma. Nel telegramma può solamente dare notizia del suo ingresso nell istituto, dalla libertà o per trasferimento da un altro carcere. Può chiedere, con una domandina, il necessario (francobollo e carta) per la lettera, oppure l inoltro del telegramma a spese dell amministrazione. Si ricordi di specificare che chiede questo perché si trova senza soldi. Se non ha un difensore, può nominarlo: chieda di andare all Ufficio Matricola, dove trova l albo degli avvocati del circondario. (La lettera o il telegramma del precedente paragrafo possono essere inviati anche al difensore nominato). Se lei è straniero può chiedere che l Ambasciata o il Consolato del suo paese siano avvertiti del suo arresto: questo verrà fatto dall Ufficio Matricola. 12
11 Le norme di comportamento La vita carceraria è regolata da: l Ordinamento Penitenziario, il Regolamento di esecuzione dell Ordinamento stesso e dal Regolamento interno dell Istituto. L ordine e la disciplina sono condizioni per realizzare il previsto trattamento rieducativo, quindi il carcere è un luogo dove ci sono regole precise: conoscerle e rispettarle serve anche a non peggiorare la sua situazione. L Ordinamento Penitenziario prevede che lei: osservi le norme che regolano la vita dell Istituto; osservi le disposizioni impartite dal personale; abbia un comportamento rispettoso nei confronti di tutti. Tutte le infrazioni del regolamento comportano una sanzione, che può essere: il richiamo (è la sanzione più leggera); l ammonizione; l esclusione dalle attività ricreative e sportive fino a un massimo di 10 giorni (non si può andare nella saletta, né si può partecipare alle attività ricreative; a scuola, però, si può andare); l isolamento durante la permanenza all aria aperta, per non più di dieci giorni; l esclusione dalle attività in comune fino a un massimo di quindici giorni (è la sanzione più grave: si resta isolati in cella; si può uscire soltanto per un ora d aria e per la doccia, da soli, e non è possibile effettuare acquisti al sopravvitto, se non per materiali di corrispondenza). Un comportamento scorretto, inoltre, può farle perdere lo sconto di pena previsto per la buona condotta (si chiama liberazione anticipata ed è di 45 giorni per ogni semestre). Quindi, per non avere conseguenze spiacevoli, eviti i comportamenti non consentiti, che sono quelli indicati nel Regolamento di Esecuzione: 1. negligenza nella pulizia e nell ordine della persona o della camera; 2. abbandono ingiustificato del posto assegnato; 3. volontario inadempimento di obblighi lavorativi; 4. atteggiamenti e comportamenti molesti nei confronti della comunità; 5. giochi o altre attività non consentite dal regolamento interno; 6. simulazione di malattia; 7. traffico di beni di cui è consentito il possesso; 8. possesso o traffico di oggetti non consentiti o di denaro; 13
12 9. comunicazioni fraudolente con l esterno o all interno nei casi indicati nei numeri 2) e 3) del primo comma dell articolo 33 della legge; 10. atti osceni o contrari alla pubblica decenza (il carcere, cella compresa, è luogo pubblico : i rapporti sessuali non sono con sentiti); 11. intimidazione di compagni o sopraffazioni nei confronti dei medesimi; 12. falsificazione di documenti provenienti dall Amministrazione affidati alla custodia del detenuto o dell internato; 13. appropriazione o danneggiamento di beni dell Amministrazione; 14. possesso o traffico di strumenti atti ad offendere; 15. atteggiamento offensivo nei confronti degli operatori penitenziari o di altre persone che accedono nell istituto per ragioni del loro ufficio o per visita; 16. inosservanza di ordini o prescrizioni o ingiustificato ritardo nell esecuzione di essi; 17. ritardi ingiustificati nel rientro previsti dagli articoli 30, 30-ter, 51, 52 e 53 della legge; 18. partecipazione a disordini o a sommosse; 19. promozione di disordini o di sommosse; 20. evasione; 21. fatti previsti dalla legge come reato, commessi in danno di compagni, di operatori penitenziari, di visitatori. Il personale dell Istituto Si rivolga agli Agenti (e agli altri operatori penitenziari) usando il lei ; loro sono tenuti a rispondere nello stesso modo ed a chiamarla con il suo cognome. Per regolamento non può conoscere i nomi del personale di Polizia Penitenziaria, quindi lo chiami con il grado che ha: Agente (spallina senza gradi, o con una singola freccia rossa); Assistente (spallina con due, o tre, frecce rosse); Sovrintendente (spallina con una, o più, barre argentate); Ispettore (spallina con uno, o più, pentagoni argentati); Comandante (spallina con una barra e due pentagoni argentati). 14
13 Oltre al personale di Polizia Penitenziaria, nell Istituto sono presenti altri operatori: il Direttore; i Vicedirettori; i Funzionari dell Area Pedagogica; gli Psicologi; gli Psichiatri; gli Assistenti sociali; gli Operatori del Ser.T.; gli Assistenti volontari; gli Insegnanti; i Cappellani; il Dirigente sanitario; i Medici. Può chiedere di avere un colloquio con loro rivolgendo richiesta scritta (domandina) alla Direzione. L Ordinamento Penitenziario le garantisce anche la possibilità di entrare in contatto con il Magistrato di Sorveglianza e con il Provveditore Regionale del Dipartimento dell Amministrazione Penitenziaria: può chiedere di essere sentito personalmente da loro, oppure può inviargli domande e reclami scritti. Se non ha il necessario per scrivere, l Amministrazione è tenuta a fornirglielo. Può inviare anche una lettera in busta chiusa: sulla busta scriva in modo chiaro a chi la manda e, sul retro, il suo nome. Le istanze per il trasferimento in un altro carcere devono essere rivolte, per il tramite dell istituto: al Provveditore Regionale del D.A.P., quando chiede di essere trasferito in un carcere dello stesso distretto; al Ministero della Giustizia - Dipartimento dell Amministrazione Penitenziaria, quando chiede il trasferimento in un carcere fuori dal distretto. I colloqui, le telefonate e la posta Le spettano sei colloqui visivi al mese, della durata di un ora ciascuno, con familiari o conviventi. In casi particolari (per i quali deve specificare i motivi, in un apposita richiesta da rivolgere al Direttore) i colloqui possono essere consentiti anche con altre persone. I colloqui possono durare anche più di un ora: se non fa colloquio spesso, o se i suoi parenti vengono da lontano, può chiedere di riunire più ore, previste nel mese, in un solo colloquio. 15
14 Finché è imputato, l autorizzazione ai colloqui viene concessa dal magistrato che procede; dopo il processo di primo grado, viene concessa dal Direttore dell Istituto. Una volta alla settimana può essere autorizzato a telefonare a familiari e conviventi, sempre dopo aver ottenuto la necessaria autorizzazione, che va chiesta: al magistrato che sta procedendo nei suoi confronti, fino alla sentenza di primo grado; al Magistrato di Sorveglianza, dopo la sentenza di primo grado e finché non sarà definitivo; al Direttore dell Istituto, quando è definitivo. (La domanda va sempre presentata alla direzione dell Istituto, che nel caso la trasmetterà a chi di competenza). Anche se proviene da un altro carcere, dal quale già telefonava ai familiari, deve chiedere l autorizzazione ad effettuare le telefonate in questo Istituto e dovrà attendere alcuni giorni, prima di ottenerla. Una volta ottenuta l autorizzazione, può chiedere con una domandina di fare la telefonata, specificando il giorno e l ora in cui vorrebbe effettuarla. Indichi nella domandina anche quale lingua utilizzerà durante la telefonata, se si tratta di lingua diversa dall italiano. I condannati per i reati previsti dal primo periodo del primo comma dell art. 4bis O.P., hanno diritto solamente a quattro colloqui e a due telefonate ogni mese. In questi casi, se ha necessità di avere dei colloqui in più, può chiedere al Direttore dell Istituto di concederglieli, specificando bene i motivi della sua richiesta (ad esempio per favorire il mantenimento dei rapporti con la famiglia). Può ricevere, al massimo, quattro pacchi al mese, portati dalle persone ammesse ai colloqui o ricevuti per posta, contenenti generi alimentari, vestiario e lenzuola personali, per un peso complessivo di 20 Kg. Tenga presente che ogni plico postale, contenente qualsiasi oggetto (diverso dal materiale didattico), le verrà contato come pacco. Può ricevere libri (non con copertina rigida), riviste e altro materiale didattico anche in eccesso al peso previsto. Abiti e scarpe imbottiti potrebbero non esserle consegnati, perché di difficile controllo, o perché non consentiti. Può inoltrare e ricevere posta, senza limitazioni. Sulle lettere deve sempre scrivere il suo nome e cognome. Il Magistrato può sottoporre la corrispondenza a censura; in questo caso, sarà avvertito preventivamente e le lettere, in arrivo e in partenza, porteranno il visto della censura. (Se è sottoposto a censura, imbuchi la busta senza incollarla). 16
15 La spesa In matricola le hanno ritirato il denaro: presto le verrà consegnato un libretto di conto corrente, sul quale è scritta la somma di cui dispone e che verrà aggiornato con tutti i successivi carichi e scarichi. Il denaro lo può ricevere tramite vaglia postale o deposito in portineria. È vietato ricevere soldi tramite la corrispondenza. Oltre ai tre pasti, che le vengono forniti dall Amministrazione, può acquistare altri generi alimentari e cucinarli (purché siano di facile cottura) con un fornello a gas, tipo camping, anch esso in vendita al sopravvitto. I detenuti di religione islamica possono chiedere, con apposita domandina, di avere il vitto musulmano. Può acquistare tutti i prodotti (alimentari, detersivi, cartoleria, sigarette, etc.) che sono specificati sulla lista presente in ogni sezione. Se vuole altri prodotti, non compresi in questa lista, può chiederne l acquisto tramite domandina, che solo in presenza di particolari motivi può essere autorizzata. Può spendere, al massimo, 424 Euro al mese (106 Euro la settimana), per comperare tutti i prodotti inseriti nell elenco della spesa, quelli tramite domandina, per spedire telegrammi ed effettuare telefonate. La domandina La domandina è un modulo che le serve per chiedere alla direzione: colloquio con il Direttore; colloquio con il Comandante; colloquio con il responsabile dell Ufficio Comando; colloquio con il responsabile dell Ufficio Matricola (se ha problemi giuridici); colloquio con il Direttore dell Area Pedagogica; colloquio con gli assistenti sociali del C.S.S.A. (se ha qualche problema all esterno); colloquio con gli operatori del Ser.T. (se è tossicodipendente); colloquio con lo psicologo; colloquio con il cappellano; colloquio con gli assistenti volontari autorizzati; l acquisto di prodotti non compresi nell elenco della spesa (Mod. 72); un sussidio, se si trova senza soldi (consiste in prodotti per la pulizia, francobolli, etc.); 17
16 libri in prestito dalla biblioteca; cambiamento di cella o di sezione; ammissione a corsi scolastici e altre attività; altro (specifichi bene i motivi, scrivendo anche sul retro, se lo spazio non è sufficiente). I moduli delle domandine può chiederli all Agente in servizio nella sezione. Oltre alle domandine, sono disponibili altri moduli, con i quali può chiedere: di effettuare le telefonate con i familiari e conviventi; i benefici previsti dall Ordinamento Penitenziario. Tranne le domandine, che vanno imbucate nella cassetta della posta, tutte le richieste vanno presentate all Ufficio Matricola: per andare alla matricola deve prenotarsi, dando il suo cognome all Agente della sezione. Se vuole comunicare al Direttore, o al Comandante, delle esigenze o dei problemi particolari, può farlo inviandogli una lettera in busta chiusa (che non va affrancata). Le scuole, la formazione professionale le attività culturali e sportive Nell Istituto vengono organizzati corsi scolastici e di formazione professionale, ma anche diverse attività culturali e sportive. Sono parte importante del percorso che gli operatori osservano, quindi se è ammesso a parteciparvi si impegni correttamente. Queste attività possono anche agevolarla, se lei è straniero, nell imparare meglio la lingua italiana, e le faranno apprendere informazioni e tecniche che le saranno molto utili quando tornerà libero: dall uso dei personal computers, a competenze professionali di diverso tipo. Se porta a buon fine i corsi potrà conseguire attestati o diplomi scolastici e stabilire rapporti con operatori esterni, tutte opportunità che potrebbero aiutarla a trovare un lavoro fuori dal carcere. Per chiedere di essere iscritto ai corsi ed alle altre attività è sufficiente una domandina, ma tenga presente che verrà fatta una selezione (i posti disponibili, di solito, sono inferiori alle richieste) e che potrebbe anche rimanere escluso. Partecipare ai corsi e alle attività aiuta a vincere la monotonia della carcerazione, permette di conoscere gente nuova e di imparare cose utili. Attento quindi agli avvisi, che trova sulla porta della saletta: quando riguardano un attività che le interessa faccia la domandina, scrivendo: chiedo di partecipare al corso di... 18
17 Il Centro di Servizio Sociale per Adulti (C.S.S.A.) È un ufficio dell Amministrazione penitenziaria esterno all Istituto, costituito da assistenti sociali, da un direttore di servizio sociale, da personale amministrativo di polizia penitenziaria. I compiti di tale servizio riguardano sia attività all interno degli Istituti penitenziari che sul territorio. Il C.S.S.A., infatti, svolge sia per i detenuti che per le persone sottoposte a misura alternativa alla detenzione, un ruolo di collegamento, di tramite e di stimolo nei contatti con l ambiente sociale (familiare, lavorativo, dei servizi) di riferimento. All interno degli Istituti penitenziari 1. Partecipazione all attività di osservazione e trattamento dei detenuti, in collaborazione con gli altri operatori dell istituto. In particolare, rispetto a questa attività, l assistente sociale è chiamato a fornire informazioni sulla storia del detenuto e sull ambiente sociale, familiare da cui lo stesso proviene e nel quale prevede di reinserirsi non appena possibile. L attività di osservazione viene avviata in seguito alla segnalazione che la direzione dell istituto trasmette al C.S.S.A. 2. Interventi di segretariato, per particolari problematiche relative al rapporto con i familiari o con altri riferimenti esterni. Tali interventi vengono richiesti dal detenuto attraverso la domandina che, filtrata dall Ufficio educatori, se inerente ad ambiti di competenza del C.S.S.A., viene trasmessa. 3. Partecipazione alle attività interne all Istituto tramite commissioni. Sul territorio 1. Indagini socio familiari, su richiesta del Tribunale di Sorveglianza, per la valutazione di istanze di misure alternative alla detenzione. 2. Collaborazione con altri C.S.S.A. Rispetto alle misure alternative della detenzione 1. Affidamento in prova al Servizio Sociale: l assistente sociale è incaricato di seguire l andamento della misura, riferendo Magistrato di Sorveglianza ed attuando interventi di aiuto e di controllo. 2. Semilibertà: l assistente sociale riferisce alla direzione dell Istituto sullo svolgimento della misura, mantenendo sempre la duplice funzione di assistenza e vigilanza. 3. Altre misure alternative o Misure di Sicurezza: l assistente sociale è un riferimento per problematiche legate al reinserimento sociale. 19
18 Il servizio per le tossicodipendenze (Ser.T.) Il Ser.T. si occupa di qualsiasi persona che si dichiari tossicodipendente sia da sostanze stupefacenti illegali che da alcol. Non è assolutamente necessario avere una residenza o essere già in cura presso un Ser.T. Se lei fa uso di sostanze stupefacenti o di alcol, lo dichiari al medico quando farà la prima visita, o appena ne avrà occasione, e varrà segnalato al Ser.T. Se lei è già in terapia con un Ser.T. lo dichiari e le verrà garantita la continuità della terapia in atto. Se non è mai stato ad un Ser.T., dopo un rapido esame, verrà adottata terapia più idonea alle sue necessità. Se necessita di contattare il Ser.T. può anche fare domanda al medico del presidio interno. Cosa può chiedere al Ser.T.? Contatti con il Ser.T. che la seguiva in libertà, o in un altro istituto; Definizione di un programma definito idoneo per un alternativa alla carcerazione; Contatti con comunità terapeutiche e cooperative di lavoro; Inserimento in gruppi di trattamento terapeutico; Valutazioni ed eventuale sostegno psicologico. L Associazione Club Alcolisti in Trattamento (A.C.A.T.) È un Associazione di volontariato che opera in carcere, con l attivazione di Club degli alcolisti in trattamento (CAT) all interno dell istituto. I CAT lavorano secondo l approccio ecologico - sociale (metodo Hudolin) ed aiutano la persona ad affrontare i problemi legati all uso di alcol attraverso il confronto e la condivisione, in un contesto di gruppo, dove si esprime solidarietà ed amicizia. Il raggiungimento dell astinenza permette di lavorare sul cambiamento dello stile di vita e di affrontare in termini progettuali il proprio futuro. In ogni CAT è presente un servitore-insegnante. Gli incontri avvengono una volta alla settimana, per una durata di un ora e mezza. Per partecipare al CAT basta richiederlo attraverso la domandina, dopodiché verrà fatto un colloquio di valutazione della richiesta del cui esito verranno date le indicazioni successive. Chi ritiene di avere problemi legati all uso di bevande alcoliche e di volerli affrontare, può parlarne con i volontari o gli educatori, o ancora con il proprio psicologo e da tutti potrà ricevere le informazioni necessarie. 20
19 Tutela della salute in carcere In carcere, gli spazi ridotti e la convivenza forzata possono comportare dei rischi per la salute. Osservi questi consigli di comportamento e la sua salute sarà più tutelata.
20 Regole generali per una vita in carcere più sana possibile Se resta a letto tutto il giorno, la notte avrà difficoltà a dormire. Cerchi di alzarsi presto il mattino e di fare del moto: anche in cella è possibile fare ginnastica. Appena può, esca all aria aperta e prenda il sole: fa bene al fisico e migliora l umore. Curi in modo particolare l alimentazione. Non conservi i cibi deperiti (carni, latte, etc.) da un giorno all altro, specialmente d estate o quando il riscaldamento è acceso. Sbucci la frutta e lavi la verdura. Se ha problemi di masticazione, o di digestione, lo faccia presente al medico, che valuterà le sue condizioni e le prescriverà una dieta appropriata. Non assuma vino assieme agli psicofarmaci o al metadone: questo causa gravi danni, fisici e mentali, e costituisce un infrazione disciplinare. Si ricordi che è vietato accumulare vino oltre la dose giornaliera (mezzo litro) e, comunque, lo consumi con moderazione. L autolesionismo (tagliarsi, inghiottire lamette, varechina, etc.) oltre all evidente danno fisico che produce, influisce negativamente sugli esiti dell osservazione. I suoi diritti li può rivendicare con i mezzi previsti dalla legge, cioè attraverso richieste scritte rivolte alle persone competenti, mentre un atto di autolesionismo non le farà certamente raggiungere lo scopo che vorrebbe. Farsi i tatuaggi non è consentito perché l uso di aghi, o di altri strumenti che comunque non sono sterilizzati, comporta la trasmissione di malattie, anche gravi. In carcere i rapporti sessuali sono vietati, come già detto in precedenza. Possono anche essere il mezzo di trasmissione di diverse malattie: aids, epatite B, sifilide. Non scambi oggetti per l igiene personale (rasoi, spazzolini da denti, etc.), biancheria, calzature, con altri detenuti. Anche attraverso questi oggetti può ricevere contagi: dalla epatite, alla scabbia, ai funghi della pelle. Tenga aperta il più possibile la finestra della cella, per garantire il ricambio dell aria. L importanza dell igiene Quando le danno la fornitura, controlli che il materasso, il cuscino, le lenzuola e gli altri oggetti del corredo personale siano puliti. Appena fa ingresso in una nuova cella la pulisca accuratamente, anche se le sembra già in ordine. Se non ha soldi, chieda all amministrazione i prodotti per l igiene personale e per la pulizia della cella (con un apposita domandina). Tenga costantemente puliti i ripiani dove conserva il cibo, le stoviglie, il 22
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 art. 4
 Art. 1
 Art.2
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