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Timestamp: 2019-07-17 08:35:12+00:00

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Autorizzazioni ambientali, VIA, VAS, AIA | Studio Legale Ambientale
Autorizzazioni ambientali, VIA, VAS, AIA
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Emissioni industriali: modificato il TUA
L’11 aprile 2014 è entrato in vigore il d.lgs. 46/2014 che riforma le regole su autorizzazioni, controlli e sanzioni ambientali per le industrie ad elevato potenziale inquinante; nuova definizione di A.I.A. nonché nuove attività sottoposte alla disciplina dell’A.I.A.
Procedure semplificate e compatibilità urbanistica dell’area
E’ stato affermato che la compatibilità urbanistica dell’area utilizzata per l’attività di stoccaggio e recupero degli inerti, benché non espressamente contemplata dall’art. 216 del d.lgs. 152/2006 e dal d.m. 5 febbraio 1998, non può non costituire presupposto per il legittimo esercizio dell’attività di recupero dei rifiuti, atteso che deve essere qualificato sicuramente pericoloso per la preservazione dell’ambiente circostante un impianto che, sebbene rispetti le specifiche tecniche del caso, si ponga in dissonanza con la destinazione urbanistica dell’area; e che tale interpretazione, d’altronde, è l’unica possibile per rendere coerente la procedura semplificata di cui agli artt. 214 e ss. del d.lgs. n. 152/2006 con quella ordinaria di cui al precedente art. 208, nel quale si fa espresso riferimento all’esigenza di documentare la conformità del progetto (di impianto) alla “normativa urbanistica” ed alla valutazione, in sede di conferenza di servizi, della compatibilità dello stesso “con le esigenze ambientali e territoriali”. Consiglio di Stato, sentenza del 24 settembre 2013
MinAmb, nuova circolare ministeriale AUA
Con la Circ. prot. 0049801/GAB del 7 novembre 2013, il Ministero dell’Ambiente risponde alle numerose richieste di chiarimento pervenute riguardo alla corretta applicazione del D.P.R. 59/2013 (Autorizzaizone Unica Ambientale – AUA). La circolare si sofferma sui soggetti sottoposti alla nuova disciplina, sulla natura obbligatoria o facoltativa dell’autorizzazione e sul termine entro il quale deve essere presentata la prima domanda di AUA. circolare AUA
La P.A. esercita un potere discrezionale nel dettare le prescrizioni amministrative
L’amministrazione può incidere sull’attività autorizzata ai sensi dell’articolo 208 del D. lgs. 152/2006 (procedure semplificate), attraverso l’imposizione di prescrizioni che possono “integrare o, addirittura, limitare l’efficacia del provvedimento”, con la conseguenza che l’inosservanza delle stesse costituisce illecito penale. Le prescrizioni apposte in sede di autorizzazione, infatti, sono vincolanti “non soltanto quando traggano origine da specifiche disposizioni (…) ma anche quando siano apposte direttamente dall’amministrazione che le rilascia nell’esercizio del suo potere discrezionale”. Cass. pen., sentenza n. 19955 del 2013
L’A.U.A. è in Gazzetta Ufficiale: pubblicato il D.P.R. 13 marzo 2013, n. 59
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 124 del 29 maggio 2013, è stato pubblicato il Regolamento recante la disciplina dell’autorizzazione unica ambientale e la semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle piccole e medie imprese e sugli impianti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale. Il regolamento entrerà in vigore il 13 giugno prossimo.
Diniego autorizzazione per recupero rifiuti in area agricola
L’orientamento secondo cui la destinazione agricola assegnata a zone del territorio da parte dello strumento generale di pianificazione urbanistica può assumere quel carattere di generalità tale da impedire in sé soltanto la sola attività edilizia di tipo residenziale sfociando quindi in una sostanziale neutralità dal punto di vista della classificazione urbanistica, così da rendere compatibili con essa i più disparati interventi aventi destinazione diversa da quella propriamente agricola (purché non residenziale), è valido in quanto manchi un’espressa volontà generale di realizzare obiettivi di specifica salvaguardia e promozione proprio dell’attività di coltivazione. Nel caso in esame, la destinazione dell’area interessata dall’intervento non era affatto da intendersi come “genericamente agricola”, quindi in un certo senso aspecifica, ma piuttosto come manifestazione di una volontà precisa di promozione e conservazione dell’identità colturale tradizionale, anche attraverso il progetto di creazione di un Parco Urbano di Salvaguardia Agricola. Ciò giustifica pertanto il diniego dell’autorizzazione. TAR Campania, sez. VIII, 12 marzo 2013
Industrie insalubri nell’abitato
Criteri per l’ubicazione delle discariche
Uno dei criteri sicuramente prioritari nella scelta dei siti in cui ubicare le discariche è la distanza dai centri abitati, il che trova conferma al punto 2.1. dell’allegato 1 al D.Lgs. n. 36/2003. Altro criterio razionale è la distanza della discarica dagli impianti di trattamento dei rifiuti, in quanto, non c’è dubbio che condiziona in modo rilevante, la riduzione dell’impatto ambientale relativamente ai fattori rumore e traffico e quindi anche alle emissioni prodotte dalla circolazione degli automezzi adibiti al trasporto. Il criterio posto dall’allegato 1.1 al d.lgs. n. 36/2003, secondo cui per la localizzazione delle nuove discariche vanno privilegiati i siti già degradati e da risanare, è dettato per le sole discariche per rifiuti inerti. Il fatto che in una discarica per rifiuti non pericolosi siano potenzialmente abbancabili anche dei rifiuti inerti, è una eventualità che di per sé non modifica la tipologia della discarica. Consiglio di Stato, sez. V, sentenza del 4 marzo 2013
Impianto produzione calcestruzzo in ampliamento di un impianto di recupero. Variazione sostanziale
Il progetto per la produzione di calcestruzzo con materiali inerti e rifiuti non pericolosi in ampliamento di un impianto di recupero rifiuti inerti mediante rifiuti deve essere qualificato come una variante sostanziale al progetto originario e in quanto tale assoggettabile alla medesima disciplina applicabile ai nuovi impianti ai sensi dell’art. 208, comma 19, del Dlgs. n. 152 del 2006, per il quale le procedure di autorizzazione di nuovi impianti si applicano anche per la realizzazione di varianti sostanziali a seguito delle quali gli impianti non sono più conformi all’autorizzazione rilasciata. TAR Veneto, Sez. III, 5 febbraio 2013.
Distanza tra impianto industriale e zone di produzione prodotti agricoli
In risposta ad un’interrogazione parlamentare presentata da un membro del Parlamento europeo, sul rischio di contaminazione delle colture per la vicinanza di alcune zone di produzione agroalimentari ( anche a marchio Doc, Dop, Igp) con alcuni impianti industriali ( quali inceneritori di rifiuti, cementifici, fonderie), la Commissione Ue ha risposto che nel diritto comunitario non esistono criteri relativi alle distanze da rispettare tra gli impianti industriali e le zone di produzione dei prodotti alimentari, poiché la normativa comunitaria definisce il tenore massimo dei contaminanti (metalli pesanti, Pcb eccetera) nei prodotti stessi e ciò “assicura che i cittadini siano tutelati, poiché i prodotti che superano tali limiti non possono essere immessi sul mercato”.
Attività recupero rifiuti in procedura semplificata: occorre la previa autorizzazione comunale ex art. 19 L. 241/1990?
Il Consiglio di Stato affronta la questione, in modo invero poco convincente, se sia necessaria, per svolgere l’attività di recupero rifiuti in procedura semplificata, il possesso dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività produttiva (ai sensi dell’art. 19 della legge n. 241/1990), di competenza comunale; è chiarito inoltre se le attività di recupero rifiuti in forma semplificata sono sottoposte alla pianificazione in materia di rifiuti per quanto riguarda la specifica localizzazione degli impianti ovvero soltanto alla pianificazione urbanistica generale. Consiglio di Stato sentenza del 23 giugno 2014

References: art. 208
 sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 19
 sentenza