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Corte di Cassazione, Sezione Tributaria civile. Sentenza 9 dicembre 2009, n Integrale TRIBUTI LOCALI - ICI (IMPOSTA COMUNALE SUGLI IMMOBILI) - PDF
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1 Page 1 of 7 Corte di Cassazione, Sezione Tributaria civile Sentenza 9 dicembre 2009, n Integrale TRIBUTI LOCALI - ICI (IMPOSTA COMUNALE SUGLI IMMOBILI) REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TRIBUTARIA Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. ALTIERI Enrico - Presidente Dott. D'ALONZO Michele - Consigliere Dott. BOGNANNI Salvatore - Consigliere Dott. SOTGIU Simonetta - Consigliere Dott. PARMEGGIANI Carlo - rel. Consigliere ha pronunciato la seguente:
2 Page 2 of 7 SENTENZA sul ricorso 4278/2007 proposto da: MA. IV., elettivamente domiciliato in ROMA VIA MONTE DELLE GIOIE 13, presso lo studio dell'avvocato VALENSISE CAROLINA che lo rappresenta e difende unitamente all'avvocato NASPI FABRIZIO, giusta delega a margine; - ricorrente - contro COMUNE DI ANCONA, in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA COLLAZIA 2F, presso lo studio dell'avvocato CANALINI FEDERICO, che lo rappresenta e difende unitamente all'avvocato FRATICELLI GIANNI, giusta delega in calce; - controricorrente - e contro AN. EN. SRL; - intimato - avverso la sentenza n. 85/2006 della COMM. TRIB. REG. di ANCONA, depositata il 20/10/2006; udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 28/10/2009 dal Consigliere Dott. PARMEGGIANI CARLO; udito per il ricorrente l'avvocato GEROMEL DONATELLA per delega, che si riporta agli scritti; lette le conclusioni scritte dal P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.
3 Page 3 of 7 SORRENTINO Federico, che ha concluso per l'accoglimento del ricorso per manifesta fondatezza, con le conseguenze di legge; il PG si riporta alle conclusioni scritte. SVOLGIMENTO DEL PROCESSO MA. Iv. presentava per l'anno 1999 dichiarazione ai fini ICI relativa a due unita' immobiliari, entrambe destinate ad abitazione familiare, in comproprieta' con la consorte Ru. Ri., site in un unico stabile ubicato in (OMESSO), sulla base della aliquota agevolata prevista per la abitazione principale. Il Comune di Ancona nel 2003 notificava avviso di liquidazione non preceduto da avviso di accertamento, applicando ad una delle unita' immobiliari l'aliquota ordinaria, implicitamente negando a questa il requisito di "abitazione principale". L'avviso era impugnato dal contribuente innanzi la Commissione tributaria Provinciale di Ancona, che respingeva il ricorso. Su appello dello stesso contribuente la Commissione Tributaria Regionale delle Marche, con sentenza n , in data 6 ottobre 2006, depositata il 20 ottobre 2006, notificata all'appellante il , confermava la decisione di primo grado. La sentenza e' impugnata per cassazione dal contribuente, con quattro motivi. Il Comune di Ancona resiste con controricorso. Il P.G. conclude per la manifesta fondatezza del ricorso, ex articolo 375 c.p.c.. sulla base del principio stabilito da questa Corte con sentenza emessa tra le stesse parti. MOTIVI DELLA DECISIONE Con il primo motivo il ricorrente deduce ai sensi dell'articolo 360 c.p.c., n. 5, vizio della sentenza consistente in omessa, insufficiente contraddittoria motivazione su un punto essenziale e decisivo della controversia relativa alla eccepita nullita' dell'avviso di liquidazione ICI impugnato perche' non preceduto da emissione di avviso di accertamento come richiesto dal Decreto Legislativo n. 504 del 1992, articolo 11, comma 2.
4 Page 4 of 7 Espone infatti che poiche' dai dati della dichiarazione ICI emergeva che entrambe le unita' abitative erano adibite ad abitazione principale, il Comune non poteva prescindere da avviso di accertamento motivato sulla inesistenza di detto requisito; questione ritualmente riproposta dal contribuente in appello che la Commissione aveva omesso di prendere in considerazione. Con il secondo, "in conseguenza della censura posta a fondamento del primo motivo" deduce violazione dell'articolo 360 c.p.c., n. 3, per violazione e falsa applicazione del Decreto Legislativo n. 504 del 1992, articolo 11, comma 1, della Legge n. 241 del 1990, articolo 3, comma 11, e Legge n. 212 del 2000, articolo 7, comma 1, in quanto la sentenza aveva disapplicato il principio secondo cui gli atti della Amministrazione finanziaria devono essere motivati. Espone per tale motivo il seguente principio di diritto: "In materia di imposta ICI ai sensi della vigente normativa..(sopra citata)..accerti e stabilisca la Corte se l'avviso di liquidazione ICI impugnato e' stato o meno emesso dal Comune di Ancona in violazione di tale norma di legge in relazione al suo contenuto ed in particolare se in esso si evincono tutti i presupposti e le ragioni della pretesa del Comune ovvero se l'obbligo motivazionale della liquidazione puo' ritenersi adempiuto o meno da parte del Comune di Ancona". Con il terzo motivo deduce violazione dell'articolo 360 c.p.c., n. 3, per violazione e mancata applicazione del Decreto Legislativo n. 504 del 1992, articolo 11, comma 2, esponendo che il Comune non poteva rettificare la dichiarazione ICI ai sensi del comma 1 dell'articolo 11 legge cit., con avviso di liquidazione "sulla base dei dati e degli elementi direttamente desumibili dalle dichiarazioni e dalle denunce stesse" in quanto, essendo ivi indicata la destinazione ad abitazione principale, la rettifica di tale asserzione ad avviso del Comune infedele ed inesatta, imponeva un avviso di accertamento motivato, ai sensi del comma 2 dell'articolo 11. L'avviso di liquidazione e' pertanto affetto da nullita' che la Commissione aveva omesso di rilevare. Formula il seguente principio di diritto: "in materia si imposta ICI ai sensi della vigente normativa di cui al Decreto Legislativo n. 504 del 1992, articolo 11, accerti e stabilisca la Corte se e' rituale percio' legittimo l'operato del Comune impositore.. il quale procede a
5 Page 5 of 7 rettificare e riliquidare a carico del contribuente una maggiore imposta ICI fondata sul mancato riconoscimento di una aliquota agevolata per una unita' immobiliare giudicata priva del requisito della abitazione principale mediante emissione di un avviso di liquidazione della maggiore imposta privo della motivazione in luogo dell'avviso di accertamento e per l'effetto pronunci o meno la nullita' dell'atto impugnato. Con il quarto motivo deduce violazione dell'articolo 360 c.p.c., n. 3, per violazione o falsa applicazione del Decreto Legislativo n. 504 del 1992, articolo 8, per avere la Commissione ritenuto che, essendo le unita' immobiliari di ampie dimensioni e non poste sullo stesso piano, non sono suscettibili di costituire unica abitazione da destinare ad uso di "prima casa". Sostiene il ricorrente che tale interpretazione non trova riscontro nella normativa sull'ici, laddove non e' contestato che effettivamente entrambe le unita' immobiliari sono destinate ad abitazione familiare. Richiama per analogia giurisprudenza a favore della propria tesi in materia di imposta di registro (Cass. n. 563/98). Formula quindi il seguente principio di diritto; "In materia di imposta ICI ai sensi della vigente normativa di cui al Decreto Legislativo n. 504 del 1992, articolo 8, accerti e stabilisca la Corte se appare legittimo o meno riconoscere il diritto alla applicazione di quota agevolata ICI prevista per la abitazione principale a favore di quel contribuente proprietario di due unita' immobiliari dislocate su diversi piani tutte comunicanti tra loro e dichiaratamente di fatto tutte godute e destinate ad abitazione principale del proprio nucleo familiare e cio' in relazione ad entrambe le unita' immobiliari anziche' ad una sola come preteso dal Comune impositore, nella specie quello di Ancona, e per l'effetto pronunci o meno la nullita' dell'atto impugnato". I primi tre motivi sono inammissibili. Il primo manca del quesito di diritto, posto a pena di inammissibilita' dall'articolo 366 bis c.p.c.; il secondo ed il terzo motivo sono inammissibili in quanto i rispettivi quesiti di diritto chiedono a questa Corte un accertamento di fatto (nel secondo: "se l'avviso di liquidazione impugnato e' stato emesso o meno dal Comune in violazione di tale norma di legge nel terzo se e' legittimo l'operato del Comune il quale procede..") laddove scopo del quesito e' la individuazione del principio di diritto, diverso da quello fondante, per esplicito o per implicito, la sentenza impugnata ritenuta dal ricorrente applicabile ad una specifica e bene
6 Page 6 of 7 individuata (oltre che indiscussa) fattispecie concreta, idonea a determinare (Cass. n del 2008) un ribaltamento della decisione adottato dal giudice "a quo". La natura dell'accertamento di fatto in cui si sustanzia anche il terzo quesito e' evidente, in quanto il Comune non contesta affatto che anche la seconda unita' immobiliare sia adibita dal contribuente ad abitazione propria, fondando la decisione impositiva su motivazioni di ordine catastale tratte dalla stessa dichiarazione del contribuente del tutto estranee al quesito considerato. E' invece fondato il quarto motivo. Infatti la Corte ha gia' avuto modo di esprimere in causa tra le stesse parti, il seguente principio di diritto: "in tema di imposta comunale sugli immobili (ICI) il contemporaneo utilizzo di piu' unita' catastali non costituisce ostacolo alla applicazione, per tutte, della aliquota agevolata prevista per la abitazione principale (agevolazione trasformatasi n totale esenzione Decreto Legge 27 maggio 2008, n. 93, ex articolo 1 a decorrere dal 2008) sempre che il derivato complesso abitativo utilizzato non trascenda la categoria catastale delle unita' che lo compongono, assumendo rilievo a tal fine non il numero delle unita' catastali, ma la effettiva utilizzazione ad abitazione principale dell'immobile complessivamente considerato, ferma restando la spettanza della deduzione prevista del Decreto Legislativo n. 504 del 1992, articolo 8, comma 2 una sola volta per tute le unita'. (Cass. n del 2008 emessa tra le stesse parti). Poiche' non vi e' motivo di discostarsi da tale indirizzo, che pienamente si condivide, la sentenza deve essere cassata in relazione al motivo accolto, e rinviata per nuovo esame ad altra sezione della Commissione Tributaria Regionale delle Marche, che provvedera' anche sulle spese di questa fase di legittimita'. P.Q.M. La Corte accoglie l'ultimo motivo di ricorso; rigetta gli altri; cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia la causa, anche per le spese, ad altra sezione della Commissione Tributaria Regionale delle Marche.
Civile Sent. Sez. 5 Num. 3397 Anno 2010 Presidente: ALTIERI ENRICO Relatore: CAMPANILE PIETRO Data pubblicazione: 12/02/2010 SENTENZA sul ricorso proposto da: RUSSO Rita Elett. dom.ta in Roma, Via Monte
Corte di Cassazione, Sezione Tributaria civile. Sentenza 29 ottobre 2008, n
www.soluzioni24fisco.ilsole24ore.com Corte di Cassazione, Sezione Tributaria civile Sentenza 29 ottobre 2008, n. 25902 Integrale TRIBUTI DIVERSI E LOCALI - ICI - FATTISPECIE - COMPROPRIETARIO DI DUE UNITA'

References: Sentenza 
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