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⭐Maria Messori Mariacristina Razzoli. Percorsi di Diritto e Legislazione Socio-sanitaria
Maria Messori Mariacristina Razzoli. Percorsi di Diritto e Legislazione Socio-sanitaria
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1 Maria Messori Mariacristina Razzoli Percorsi di Diritto e Legislazione Socio-sanitaria2 3 I diritti di elaborazione in qualsiasi forma o opera, di memorizzazione anche digitale su supporti di qualsiasi tipo (inclusi magnetici e ottici), di riproduzione e di adattamento totale o parziale con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm e le copie fotostatiche), i diritti di noleggio, di prestito e di traduzione sono riservati per tutti i paesi. L acquisto della presente copia dell opera non implica il trasferimento dei suddetti diritti né li esaurisce. Per le riproduzioni ad uso non personale (ad esempio: professionale, economico, commerciale, strumenti di studio collettivi, come dispense e simili) l editore potrà concedere a pagamento l autorizzazione a riprodurre un numero di pagine non superiore al 15% delle pagine del presente volume. 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Le informazioni su come ottenere i file sono sul sito Suggerimenti e segnalazione degli errori Realizzare un libro è un operazione complessa, che richiede numerosi controlli: sul testo, sulle immagini e sulle relazioni che si stabiliscono tra essi. L esperienza suggerisce che è praticamente impossibile pubblicare un libro privo di errori. Saremo quindi grati ai lettori che vorranno segnalarceli. Per segnalazioni o suggerimenti relativi a questo libro scrivere al seguente indirizzo: Le correzioni di eventuali errori presenti nel testo sono pubblicate nel sito Zanichelli editore S.p.A. opera con sistema qualità certificato CertiCarGraf n. 477 secondo la norma UNI EN ISO 9001:20084 > Presentazione Questo volume è destinato agli studenti del quinto anno degli Istituti Professionali indirizzo Servizi socio-sanitari. Il testo sviluppa e porta a compimento i contenuti in parte trattati nel volume per il secondo biennio ma non completamente esauriti, come il ruolo del terzo settore o la tutela della riservatezza. Il diritto commerciale è stato affrontato in modo sintetico, ma completo, per quanto riguarda impresa, azienda e società, mentre una più ampia trattazione è stata riservata agli argomenti caratterizzanti l indirizzo dei Servizi sociosanitari, come le società cooperative e l impresa sociale, nel rispetto delle indicazioni ministeriali. Proseguendo nell impostazione e nella presentazione dei contenuti del volume precedente, il testo costituisce, a nostro avviso, un efficace strumento di lavoro, con schemi e mappe concettuali che favoriscono la comprensione e la memorizzazione degli argomenti. Il testo si articola in 6 moduli, suddivisi in unità didattiche: 1. Percorsi di diritto commerciale: imprenditore e impresa 2. Le società mutualistiche 3. I principali contratti dell imprenditore 4. I rapporti tra autonomie territoriali e organizzazioni non profit 5. Il modello organizzativo delle reti socio-sanitarie 6. La deontologia professionale e la tutela della privacy Anche in questo secondo volume si è tenuto conto delle più recenti novità legislative, sia nazionali sia europee. L opera è corredata da percorsi di sintesi, esercizi e analisi di casi concreti e/o professionali, anche on line, al fine di favorire il conseguimento di una preparazione finale che non sia solo conoscitiva ma consenta anche di operare in campi applicativi. Maria Messori, Mariacristina Razzoli 35 > Indice > Modulo 1: Percorsi di diritto commerciale: imprenditore e impresa... 7 U.d. 1: L attività di impresa e le categorie di imprenditori Il diritto commerciale e la sua evoluzione L imprenditore La piccola impresa e l impresa familiare L imprenditore agricolo L imprenditore commerciale...14 U.d. 2: L azienda La nozione di azienda e i beni che la compongono I segni distintivi dell azienda: la ditta, l insegna e il marchio Le opere dell ingegno e le invenzioni industriali La concorrenza e l attività di impresa Il trasferimento dell azienda: la vendita...28 U.d. 3: La società in generale Nozione di società I conferimenti Capitale sociale e patrimonio sociale L esercizio in comune di un attività economica Lo scopo della divisione degli utili Società e associazione...39 U.d. 4: Le società di persone e le società di capitali Le diverse tipologie di società Le differenze fondamentali tra società di persone e società di capitali Le società di persone Le società di capitali...52 > Modulo 2: Le società mutualistiche U.d. 1: Le società cooperative Il fenomeno cooperativo Gli elementi caratterizzanti la società cooperativa La disciplina giuridica e i principi generali Gli utili e i ristorni La cooperativa a mutualità prevalente come società a regime fiscale agevolato I soci e la loro partecipazione Gli organi sociali La società cooperativa europea Le mutue assicuratrici...75 U.d. 2: Le cooperative sociali Il ruolo del terzo settore e la sua evoluzione Lo scopo mutualistico e la costituzione delle cooperative sociali Le cooperative sociali di tipo A e di tipo B e l oggetto sociale I possibili interventi delle cooperative sociali di tipo A e di tipo B Caratteristiche e ruolo dei soci Cooperative sociali e affidamento dei servizi pubblici Il fenomeno della cooperazione sociale in Italia...89 > Modulo 3: I principali contratti dell imprenditore...95 U.d. 1: Il contratto in generale Il contratto e l autonomia contrattuale La classificazione dei contratti Gli elementi del contratto La formazione dell accordo L invalidità del contratto U.d. 2: I contratti tipici e i contratti atipici Tipicità e atipicità dei contratti La vendita e la permuta L appalto Il mandato e il mutuo Il leasing e il contratto di engineering > Modulo 4: I rapporti tra autonomie territoriali e organizzazioni non profit U.d. 1: Il principio di sussidiarietà e la Legge costituzionale n. 3 del Contenuto ed evoluzione del principio di sussidiarietà Sussidiarietà verticale e sussidiarietà orizzontale La concreta applicazione della sussidiarietà orizzontale La Legge costituzionale n. 3 del 2001 e la sua attuazione6 > Indice U.d. 2: Le autonomie territoriali nella riforma costituzionale Le autonomie territoriali e le riforme L autonomia degli enti territoriali L autonomia finanziaria e il federalismo fiscale Il Comune e le forme associative La Provincia e la spending review Gli altri enti locali La Regione Rapporti tra Stato, Regioni ed enti locali U.d. 3: Le funzioni del benessere e lo sviluppo del settore non profit Lo Stato sociale e le funzioni del benessere Il riparto di competenze tra Stato ed enti locali nel sistema di protezione sociale La crisi del Welfare State: aspetti economici e organizzativi Identità e ruolo del terzo settore Il nuovo Welfare e le reti sociali U.d. 4: L impresa sociale e le tipologie di forme associative L impresa sociale Le associazioni Le organizzazioni di volontariato (Odv) Le associazioni di promozione sociale (APS) Le organizzazioni non governative (ONG) Le fondazioni Le Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza (IPAB) Le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) Le cooperative sociali > Modulo 5: Il modello organizzativo delle reti socio-sanitarie U.d. 1: La programmazione territoriale per la salute e il benessere La rete di servizi sociali e la Legge n. 328 del La gestione dei servizi socio-sanitari La programmazione sociale: il Piano di zona, l Accordo di programma e la co-progettazione Il sistema di finanziamento dei servizi sociali I meccanismi di finanziamento del terzo settore U.d. 2: La qualità dell assistenza e le modalità di affidamento dei servizi L autorizzazione e l accreditamento Lo strumento dell accreditamento come regolatore del mercato sociale Le modalità di affidamento dei servizi sociali al terzo settore > Modulo 6: La deontologia professionale e la tutela della privacy U.d. 1: Il ruolo e i principi etici delle professioni sociali e socio-sanitarie Il lavoro sociale L etica e la deontologia del lavoro sociale L individuazione delle professioni sociali e socio-sanitarie La formazione delle professioni sociali e socio-sanitarie Le figure professionali sociali di base a formazione regionale Le professioni sociali di formazione universitaria Le professioni dell integrazione socio-sanitaria U.d. 2: Le leggi sulla privacy e il trattamento dei dati Dalla L. n. 675 del 1996 al Codice privacy Il diritto alla protezione dei dati personali Il trattamento dei dati: modalità e adempimenti Il trattamento dei dati sanitari Il ruolo del Garante e la responsabilità per l illecito trattamento dei dati personali Diritto di accesso e riservatezza La protezione dei dati nei servizi sociali e socio-sanitari7 > Abbreviazioni Per favorire una più agevole lettura del libro di testo, si riportano nella tabella che segue le abbreviazioni delle voci ricorrenti. Voci ricorrenti Abbreviazioni Articolo/articoli Codice civile Art./artt. c.c. Comma c. Costituzione della Repubblica italiana Codice penale Codice di procedura civile Codice di procedura penale Contratto collettivo nazionale del lavoro Corte Costituzionale Corte di Cassazione Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri Decreto legislativo Decreto legge Decreto del Presidente della Repubblica Decreto ministeriale Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana Cost. c.p. c.p.c. c.p.p. CCNL Corte Cost. Cass. D.P.C.M. D.Lgs. D.L. D.P.R. D.M. G.U. Legge L. Legge costituzionale Lettera L. cost. lett. Numero n. Regio decreto Sentenza Testo Unico R.D. Sent. T.U. 68 1 Percorsi di diritto commerciale: imprenditore e impresa 1.1 L attività di impresa e le categorie di imprenditori 1.2 L azienda 1.3 La società in generale 1.4 Le società di persone e le società di capitali Conoscenze > Conoscere gli aspetti essenziali dell organizzazione e dell esercizio dell attività d impresa. > Conoscere le diverse categorie di imprenditori e la particolare disciplina riservata all imprenditore commerciale. > Conoscere l azienda e i segni distintivi. > Conoscere la società nel suo complesso. Abilità > Saper individuare le diverse tipologie di società. > Saper riconoscere la disciplina applicabile alle diverse categorie di imprenditori. > Saper comprendere il funzionamento delle società di persone e delle società di capitali. 79 Modulo 1 > Percorsi di diritto commerciale: imprenditore e impresa 1.1 L attività di impresa e le categorie di imprenditori 1. IL DIRITTO COMMERCIALE E LA SUA EVOLUZIONE Il diritto commerciale Le tappe fondamentali L attività economica e le imprese, come ad esempio quelle industriali, bancarie, assicurative, sono disciplinate da quella branca del diritto privato che è comunemente denominata diritto commerciale. Dall emanazione del codice civile del 1942 (che ha riunito in unico testo sia le norme del diritto civile sia le norme del diritto commerciale) ad oggi, il sistema politico ed economico ha subito profondi mutamenti e, conseguentemente, anche gli istituti giuridici del diritto commerciale sono mutati in modo significativo. Tali cambiamenti si possono sintetizzare nelle seguenti tappe fondamentali: 1. con la Costituzione repubblicana del 1948 si dedica ampio spazio ai principi di libertà di iniziativa economica privata e pubblica (art. 41), si promuove la costituzione delle imprese cooperative, i cui fini di mutualità escludono la speculazione privata e garantiscono la tutela e lo sviluppo dell artigianato (art. 45), e inoltre si tutela il risparmio e si incentiva il suo investimento nei grandi complessi produttivi (art. 47); 2. dai primi anni 90, si è verificato un processo di privatizzazione di molte imprese pubbliche. Sempre in questo periodo l affermarsi della grande impresa pubblica e privata ha accentuato l esigenza di tutelare gli interessi dei lavoratori, dei consumatori, dei risparmiatori e della collettività nel suo complesso; 3. il diritto delle imprese si modifica di conseguenza e si arricchisce di nuovi istituti, in particolar modo nell ambito delle società di capitali e delle procedure concorsuali; Privatizzazione: per essa si intende il processo attraverso il quale lo Stato recede da interi settori della vita economico-sociale, mediante la trasformazione di un grande numero di enti pubblici in soggetti privati (ad es. ENEL, Ente Nazionale per l Energia Elettrica, oppure ENI, Ente Nazionale Idrocarburi). 4. a seguito dell unificazione europea e dell ampliamento dei mercati e dei rapporti commerciali internazionali, si è avvertita la necessità di realizzare un ordinamento sovranazionale che favorisse l integrazione economica fra le imprese degli Stati membri. Frutto di questo percorso è l introduzione di due nuovi tipi societari, disciplinati direttamente da regolamenti dell Unione Europea: la società europea (in vigore dal 2004, reg. CE/2157/2001) e la società cooperativa europea (in vigore dal 2006, reg. CE/1435/2003). 810 > L attività di impresa e le categorie di imprenditori ud 1 2. L IMPRENDITORE In questa sede l intento principale è quello di fornire gli strumenti conoscitivi essenziali riguardanti l organizzazione e l esercizio dell attività d impresa, per affrontare la successiva trattazione della disciplina e dei profili relativi al funzionamento delle società. In quest ottica è opportuno distinguere tra azienda e impresa. L azienda > Azienda di trasporti internazionali L impresa I requisiti necessari L attività economica La professionalità Secondo l art c.c. l azienda è il complesso dei beni organizzati dall imprenditore per l esercizio dell impresa. Da questa sintetica definizione appare di tutta evidenza il legame giuridico tra azienda e impresa. In altre parole, si tratta di un rapporto di mezzo a fine, in quanto l azienda (es. locali, materie prime, macchinari, attrezzature) è lo strumento indispensabile per l attività dell imprenditore, ossia per la produzione di beni (es. azienda edile) o di servizi (es. azienda di assicurazioni) ovvero per lo scambio di beni (es. azienda per la rivendita di elettrodomestici). Nel codice civile non esiste la definizione di impresa, ma la si ricava indirettamente da quella di imprenditore, definito dall art c.c. come colui che esercita professionalmente un attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi. L impresa, dunque, è l attività economica esercitata dall imprenditore, mentre l azienda è il complesso dei beni utilizzati dall imprenditore per realizzare l attività stessa. L articolo sopra riportato contiene i requisiti necessari per l acquisto della qualità dell imprenditore, che sono: 1. L esercizio di un attività economica, per la quale si intende l esercizio di un attività produttiva di beni, che ricomprende sia le attività primarie (es. agricoltura), sia le attività industriali (es. produzioni di tessuti), o un attività produttiva di servizi (es. attività di trasporto o alberghiera), ovvero un attività di intermediazione nella circolazione di beni (es. rivendita di scarpe) o di servizi (es. rivendita di biglietti per una partita di calcio). Tutte queste attività produttive sono finalizzate a produrre nuova ricchezza (vengono infatti realizzati nuovi beni o nuovi servizi) e si distinguono da un attività di mero godimento di beni come, ad esempio, la riscossione dei canoni di locazione di un immobile da parte del proprietario, che non si configura come attività di impresa. 2. La professionalità, che è da intendersi come l esercizio abituale e non occasionale dell attività economica. Ciò non comporta, tuttavia, che la predetta attività debba essere svolta in modo continuato e senza interruzioni: ad esempio, l attività stagionale di chi gestisce un impianto sciistico è da considerarsi professionale, poiché si ripete in modo costante con tempi e cadenze dipendenti dalla natura e dalla tipologia dell attività stessa. 911 Modulo 1 > Percorsi di diritto commerciale: imprenditore e impresa > Attività di impresa alimentare > Attività alberghiera > Attività stagionale L economicità L organizzazione 3. L economicità, che è il modo con cui l attività è svolta, ossia il metodo economico teso a coprire, nel lungo periodo, i costi della produzione con i ricavi. Perciò non è imprenditore chi produce beni o servizi erogati poi gratuitamente o chi gestisce con un prezzo simbolico (cioè inferiore ai costi di produzione) un centro di assistenza per anziani. Al Costo: sacrificio economico sopportato dall imprenditore per l attività di impresa (es. lo stipendio dei lavoratori dipendenti, o il prezzo che paga l imprenditore per l acquisto delle materie prime). Ricavo: è il risultato in termini monetari della vendita dei beni prodotti. contrario, è sicuramente imprenditore chi fornisce gli stessi servizi con metodo economico. 4. L organizzazione, che è il complesso di tutti gli atti di programmazione e di coordinamento sia di elementi personali (es. lavoro), sia di elementi materiali (es. macchinari). È, ad esempio, imprenditore chi gestisce una sala di videogiochi. REQUISITI ESSENZIALI PER L ACQUISTO DELLA QUALITÀ DI IMPRENDITORE Attività economica Professionalità Economicità Organizzazione Consiste in un attività produttiva di beni o di servizi o di intermediazione di beni o di servizi. È l esercizio abituale e non occasionale dell attività economica. È il modo con cui l attività è svolta, ossia il metodo economico teso a coprire, nel lungo periodo, i costi della produzione con i ricavi. È il complesso di tutti quegli atti di programmazione e di coordinamento sia di elementi personali, sia di elementi materiali. 1012 > L attività di impresa e le categorie di imprenditori ud 1 3. LA PICCOLA IMPRESA E L IMPRESA FAMILIARE La classificazione delle imprese Il piccolo imprenditore > Piccolo commerciante L impresa familiare Il codice civile, nell ambito della categoria generale di imprenditore, distingue in base: all oggetto dell impresa: imprenditore agricolo (art c.c.) e imprenditore commerciale (art c.c.); alla dimensione dell impresa: piccolo imprenditore (art c.c.) e imprenditore medio-grande; alla natura del soggetto che esercita l impresa: impresa privata e pubblica (art. 41, c. 3, Cost.), a seconda che l attività di impresa sia svolta da privati o dallo Stato e dagli altri enti pubblici. Dagli anni 90, una serie di interventi legislativi ha trasformato quasi tutti gli enti pubblici economici in società per azioni a partecipazione pubblica (es. ENEL, ENI). Quando l attività di impresa fa capo ad una singola persona si usa qualificarla come impresa individuale, mentre quando fa a capo ad una società o ad un ente pubblico si definisce impresa collettiva. L art c.c. ricomprende nella nozione di piccolo imprenditore: a. i coltivatori diretti del fondo; b. gli artigiani; c. i piccoli commercianti; d. coloro che esercitano un attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia (c.d. criterio della prevalenza). Pertanto anche chi svolge un attività commerciale può essere considerato piccolo imprenditore se la esercita con il proprio lavoro personale e dei propri familiari e con un basso investimento di capitale. Vero è che, ad esempio, un gioielliere, anche se non si avvale di alcun collaboratore, non potrà essere considerato tale, dal momento che la sua attività presuppone un ingente impiego di capitale (che risulta prevalere sul proprio lavoro). In generale, questa tipologia di imprenditore, come l imprenditore agricolo, non è soggetta allo statuto DANIEL KORZENIEWSKI dell imprenditore commerciale (cfr. paragrafo n. 5). Ciò detto, dopo la riforma del diritto fallimentare (ed in particolare col decreto correttivo del 2007 D.L.gs. n. 169/2007) non è più sufficiente che gli imprenditori commerciali, per non essere assoggettati a fallimento, siano piccoli imprenditori, ma devono possedere congiuntamente una serie di requisiti di natura quantitativa e monetaria (es. avere debiti non superiori a euro). L impresa familiare è un impresa nella quale collaborano il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado dell imprenditore. È regolata dall art. 230 bis c.c., che è stato introdotto con la riforma del diritto di famiglia (L. n. 151/1975). 1113 Modulo 1 > Percorsi di diritto commerciale: imprenditore e impresa I diritti dei familiari > Impresa familiare di floricoltura L imprenditore agricolo Le attività agricole essenziali L impresa familiare spesso è anche una piccola impresa, ma queste due tipologie non sempre coincidono e non vanno confuse tra loro. Ci può essere, infatti, una piccola impresa che non è impresa familiare (es. quando l imprenditore non ha familiari o non ne utilizza la collaborazione) o, al contrario, può esserci impresa familiare anche se questa non è di piccola dimensione. Prima della riforma del 1975, il lavoro familiare era un fenomeno molto diffuso, ma non tutelato e prestato a titolo gratuito, tanto che ai familiari non erano riconosciuti né diritti patrimoniali né diritti amministrativi. La collaborazione dei familiari in questo tipo di impresa esclude la presenza di un contratto di lavoro subordinato o di società. Ad essi la legge riconosce i seguenti diritti: diritto al mantenimento, secondo le condizioni patrimoniali della famiglia; diritto di partecipazione agli utili dell impresa familiare, ai beni acquistati con essi, nonché agli incrementi di valore dell azienda, anche dovuti all avviamento, in proporzione alla quantità del lavoro prestato; diritto di partecipare alle decisioni concernenti l impiego degli utili e degli incrementi, nonché a quelle relative alla gestione straordinaria, agli indirizzi produttivi e alla cessazione dell impresa. Nonostante il riconoscimento di questi diritti, l impresa familiare rimane pur sempre un impresa individuale e, di conseguenza, è solo il titolare dell impresa stessa a rispondere nei confronti dei creditori e ad essere, eventualmente, assoggettato al fallimento. 4. L IMPRENDITORE AGRICOLO Secondo il dettato del primo comma dell art c.c., è imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: attività agricole essenziali: a. coltivazione del fondo, ossia un attività diretta ad ottenere i prodotti della terra; b. selvicoltura, ossia la coltivazione del bosco al fine di ricavarne legname; c. allevamento di animali, ossia l attività produttiva di specie animali. > Coltivazione del fondo > Selvicoltura > Allevamento di animali 1214 > L attività di impresa e le categorie di imprenditori ud 1 Ai sensi del secondo comma del medesimo articolo, per coltivazione del fondo, per selvicoltura e per allevamento di animali si intendono le attività dirette alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso di carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine. Pertanto, tutte le attività produttive di specie vegetali o animali sono attività agricole essenziali, anche se sono attuate con tecniche che prescindono dallo sfruttamento del terreno e dei suoi frutti. Conseguenza diretta di questa precisazione effettuata dal legislatore è che in tali attività rientrano, ad esempio, anche le coltivazioni in serra o in vivai (nonostante non siano messe a dimora nel terreno) o l allevamento in batteria di animali (senza che gli stessi siano alimentati con mangimi ottenuti dal fondo). Le attività agricole connesse > Viticoltura e produzione di vino Il terzo comma dell art c.c. prevede che l imprenditore agricolo possa esercitare anche: attività agricole connesse: a. dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti ottenuti prevalentemente da un attività agricola essenziale (es. resta imprenditore agricolo colui che produce e vende formaggio utilizzando prevalentemente, ma non esclusivamente, il latte proveniente dal suo allevamento di animali); b. dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse normalmente impiegate nell attività agricola esercitata (es. l imprenditore agricolo che svolge anche attività di agriturismo). L imprenditore agricolo gode di una disciplina meno rigorosa rispetto all imprenditore commerciale, in considerazione della particolare natura dell attività svolta, che comporta rischi maggiori (es. condizioni climatiche, epidemie che possono colpire le piante o gli animali), e per la minore consistenza del giro d affari e degli interessi coinvolti da tutelare (es. terzi, ossia i fornitori, i clienti, gli istituti di credito). Pertanto tale imprenditore è esonerato dalla tenuta delle scritture contabili, non è assoggettato al fallimento e alle altre procedure concorsuali in caso di insolvenza e deve iscriversi nella sezione speciale del registro delle imprese. Ciò riguarda gli imprenditori agricoli di qualsiasi dimensione, vale a dire anche la grande impresa agricola. 1315 Modulo 1 > Percorsi di diritto commerciale: imprenditore e impresa 5. L IMPRENDITORE COMMERCIALE L imprenditore commerciale > Attività di trasporto marittimo Lo Statuto dell imprenditore commerciale L iscrizione nel registro delle imprese La tenuta delle scritture contabili È imprenditore commerciale ogni imprenditore che esercita una o più delle attività elencate dall art. 2195, c. 1, c.c., e cioè: 1. un attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi (es. impresa che produce piastrelle o impresa alberghiera); 2. un attività intermediaria nella circolazione dei beni (es. commercio all ingrosso o commercio al minuto); 3. un attività di trasporto per terra, per acqua o per aria (es. impresa di trasporto di merci); 4. un attività bancaria o assicurativa (es. raccolta del risparmio tra il pubblico ed esercizio del credito); 5. altre attività ausiliarie delle precedenti (es. imprese di agenzia o di marketing). L imprenditore commerciale è soggetto ad una particolare disciplina, che prende il nome di Statuto dell imprenditore commerciale. L impresa commerciale, per dimensioni e volume d affari, è sicuramente quella che coinvolge maggiormente gli interessi dei terzi che entrano in contatto con l imprenditore nell esercizio della sua attività. Proprio a tutela di questi ultimi il legislatore ha predisposto questa specifica disciplina, che prevede: l obbligo di iscrizione nel registro delle imprese. Tale registro, previsto sin dal codice civile del 1942, è stato istituito solo nel 1993 (L. n. 580/1993) ed è entrato in funzione nel È presente in ciascuna Provincia presso le Camere di commercio. Si articola in diverse sezioni: sezione ordinaria, nella quale sono tenuti ad iscriversi gli imprenditori commerciali non piccoli, tutte le società commerciali, le società cooperative, anche se non esercitano un attività commerciale e gli altri soggetti indicati dalla legge (es. società estere soggette alla legge italiana, enti pubblici economici); sezioni speciali, tra le quali quella riservata alle categorie di soggetti che secondo il codice civile non sono tenuti all obbligo di pubblicità legale (piccoli imprenditori individuali, imprenditori agricoli, inclusi i coltivatori diretti del fondo, società semplici). Vi è, inoltre, una sezione speciale destinata alle società tra professionisti (es. avvocati) ed una per le imprese sociali. Il registro delle imprese assolve la funzione di far conoscere ai terzi, che entrano in contatto con l imprenditore, le informazioni e i fatti, concernenti la sua attività, previsti dalla legge (es. i dati anagrafici dell imprenditore, l atto costitutivo e le sue modificazioni, i nominativi e i poteri degli amministratori). L obbligo della tenuta delle scritture contabili. Si tratta di documenti attraverso i quali è possibile verificare i singoli atti d impresa, la situazione del patrimonio dell imprenditore e l andamento economico dell attività esercitata. Le scritture contabili obbligatorie, ai sensi dell art c.c., sono: illibro giornale, che indica giorno per giorno le operazioni relative all esercizio dell impresa (art c.c.); 1416 > L attività di impresa e le categorie di imprenditori ud 1 Il fallimento e le altre procedure concorsuali Ipoteca: è un diritto reale di garanzia che consente al creditore di espropriare i beni immobili vincolati, a garanzia del suo credito, e di soddisfarsi con preferenza sul prezzo ricavato dalla vendita forzata degli stessi beni. illibro degli inventari, che contiene l indicazione e la valutazione delle attività e delle passività dell attività di impresa. Si chiude con il bilancio e con il conto dei profitti e delle perdite (art c.c.); lealtre scritture contabili, che siano richieste dalla natura e dalle dimensioni dell impresa. La soggezione al fallimento e alle altre procedure concorsuali (es. concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa), in caso di insolvenza. Il fallimento è un istituto giuridico che si applica in caso di accertamento, con sentenza del Tribunale, dell insolvenza dell imprenditore commerciale non piccolo che non è più in grado di far fronte regolarmente alle proprie obbligazioni. Tale procedura esecutiva mira a liquidare il patrimonio dell impresa in modo concorsuale, ossia attuando la parità dei creditori. In base a questo principio essi vengono soddisfatti nella stessa percentuale, fatti salvi i diritti di prelazione (es. credito garantito da ipoteca). Il fallimento e le altre procedure concorsuali sono stati recentemente riformati dal D.Lgs. n. 5/2006, Riforma organica della disciplina delle procedure concorsuali, integrato e corretto dal D.Lgs. n. 169/2007. I collaboratori subordinati I collaboratori subordinati, di cui si può avvalere l imprenditore commerciale nell esercizio della sua attività, sono: l institore, vale a dire colui che è preposto dal titolare all esercizio di un impresa commerciale o di una sede secondaria o di un ramo particolare di essa (art c.c.) che può compiere tutti gli atti relativi all attività d impresa e, di norma, ha la rappresentanza processuale dell imprenditore (es. amministratore delegato o direttore generale); il procuratore, cioè colui il quale, in base a un rapporto continuativo, ha il potere di compiere per l imprenditore gli atti pertinenti all esercizio dell impresa, pur non essendo preposto ad essa (art c.c.), in forza di una procura che è un atto che indica i poteri conferitigli dall imprenditore (es. direttore amministrativo o direttore di produzione); il commesso, ossia colui che ha il potere di compiere gli atti che ordinariamente comporta la specie delle operazioni di cui è incaricato (art c.c.); non può concedere dilazioni di pagamento o sconti che non sono d uso (es. commessa di una profumeria o di un negozio di scarpe). > Institore > Procuratore > Commessa in una boutique 1517 > Percorso per il ripasso > Percorso per il ripasso 16 > AZIENDA È il complesso dei beni organizzati dall imprenditore per l esercizio dell impresa. > IMPRESA È l attività economica esercitata dall imprenditore. > IMPRENDITORE È imprenditore chi esercita professionalmente un attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi (art c.c.). I requisiti necessari per l acquisto della qualità dell imprenditore sono: attività economica; professionalità; economicità; organizzazione. > PICCOLO IMPRENDITORE È il coltivatore diretto del fondo, l artigiano, il piccolo commerciante e colui che esercita un attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia. > IMPRESA FAMILIARE È un impresa nella quale collaborano il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado dell imprenditore (art. 230 bis c.c.). Ai familiari sono riconosciuti i seguenti diritti: diritto al mantenimento; diritto di partecipazione agli utili dell impresa familiare, ai beni acquistati con essi, nonché agli incrementi di valore dell azienda; diritto di partecipare alle decisioni relative alla gestione straordinaria, agli indirizzi produttivi e alla cessazione dell impresa. > IMPRENDITORE AGRICOLO È colui che esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo; selvicoltura; allevamento di animali e attività agricole connesse (art c.c.). > IMPRENDITORE COMMERCIALE È colui che esercita una o più delle attività elencate dall art. 2195, c. 1, c.c.: 1. un attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi; 2. un attività intermediaria nella circolazione dei beni; 3. un attività di trasporto per terra, per acqua o per aria; 4. un attività bancaria o assicurativa; 5. altre attività ausiliarie delle precedenti. L imprenditore commerciale è soggetto allo Statuto dell imprenditore commerciale che prevede: obbligo di iscrizione nel registro delle imprese; obbligo della tenuta delle scritture contabili; soggezione al fallimento e alle altre procedure concorsuali, in caso di insolvenza. I collaboratori subordinati, di cui si può avvalere nell esercizio della sua attività d impresa, sono: l institore, il procuratore e il commesso.18 > Strumenti di verifica per l apprendimento > Livello BASE > Livello MEDIO > Livello AVANZATO Esercizio 1 Quesiti a risposta multipla. (1 punto per ciascuna risposta esatta) 1. L impresa è: a. l attività esercitata dall imprenditore b. un attività economica occasionale c. il complesso di beni organizzati dall imprenditore per l esercizio dell impresa assicurativa d. un attività economica ininterrotta c. 2. È un attività agricola connessa: a. la selvicoltura b. la vendita di conserva da parte di un imprenditore che coltiva pomodori c. la vendita di miele da parte di un imprenditore che alleva polli d. la coltivazione del fondo 3. Tra i familiari collaboratori di un impresa familiare sussiste: a. un rapporto di lavoro dipendente b. un rapporto di lavoro autonomo c. un rapporto di fatto d. un contratto di società 4. Non può essere considerata attività d impresa: a. la gestione di un albergo sul mare per 6 mesi all anno b. l esercizio di un attività bancaria o l acquisto di due case al fine di rivenderle ad un prezzo superiore d. l esercizio di un attività di allevamento del bestiame 5. Sono soggetti al fallimento: a. gli imprenditori commerciali non piccoli b. i piccoli imprenditori c. gli imprenditori agricoli d. sia gli imprenditori agricoli sia gli imprenditori commerciali Punti:... /5 Esercizio 2 Quesiti a risposta singola. (4 punti per ciascuna risposta esatta) 1. Di che cosa si occupa il diritto commerciale? 2. Che cos è l azienda? 3. Perché si dice che sussiste un rapporto di mezzo a fine tra azienda e impresa? 4. Che cosa si intende per professionalità dell attività economica? 5. Che cosa significa economicità dell attività di impresa? 6. Chi è l imprenditore commerciale? 7. Che cosa si intende per Statuto dell imprenditore commerciale? 8. Chi è l artigiano? 9. Definisci l impresa familiare. 10. Chi è il piccolo imprenditore? Punti:... /40 Esercizio 3 Indica se le seguenti affermazioni sono vere o false, motivando la risposta. (3 punti per ciascuna risposta esatta) 1. L imprenditore agricolo non è soggetto a fallimento Perché L azienda è l attività economica esercitata dall imprenditore Perché Lo Stato non può esercitare alcuna attività economica Perché L impresa familiare è stata introdotta con la riforma del diritto di famiglia Perché L attività dell imprenditore deve essere svolta senza interruzioni Perché... V Punti:... /15 F 1719 > Strumenti di verifica per l apprendimento Esercizio 4 Trattazione sintetica di argomenti. (8 punti per ciascun argomento trattato) 1. Illustra le tappe fondamentali dell evoluzione del diritto commerciale. 2. Indica e spiega i requisiti essenziali della qualità dell imprenditore. 3. Confronta l imprenditore agricolo e l imprenditore commerciale. 4. Descrivi l impresa familiare e spiega la tutela predisposta dal codice civile per i familiari che collaborano di fatto con l imprenditore. Punti:... /32 Esercizio 5 Analisi del caso. (8 punti per ciascun caso risolto esattamente) 1. Luca è un viticoltore che, pur coltivando viti su svariati ettari di terreno, preferisce produrre vino con uve provenienti prevalentemente da altri viticoltori. Al momento della prima verifica contabile periodica, il commercialista gli fa presente che è obbligato a tenere le scritture contabili. Luca, seccato, obbietta che, essendo imprenditore agricolo, è esonerato da tale adempimento. Chi ha ragione? Motiva la tua risposta. Punti:... /8 Dopo aver calcolato il punteggio conseguito in ciascun livello, fai la somma totale e assegnati la valutazione ad essa corrispondente: Correzione esercizi Livelli Punteggio > Livello BASE... /5 > Livello MEDIO... /55 > Livello AVANZATO... /40 TOTALE punteggio... /100 Tabella di autovalutazione Punteggio conseguito Valutazione 0-35 Gravemente insufficiente Insufficiente Sufficiente/Discreto Discreto/Buono Ottimo 1820 Modulo 1 > Percorsi di diritto commerciale: imprenditore e impresa 1.2 L azienda 1. LA NOZIONE DI AZIENDA E I BENI CHE LA COMPONGONO L azienda > Azienda Azienda e impresa Un complesso di beni eterogenei Con il termine azienda si identifica il complesso di beni (es. macchinari, merci, materie prime, locali) di cui l imprenditore si serve per la produzione e lo scambio di beni o servizi, ossia per lo svolgimento della propria attività economica. Sotto il profilo giuridico, l azienda, quale complesso dei beni organizzati dall imprenditore per l esercizio dell impresa (art c.c.), rappresenta un insieme di strumenti o fattori produttivi predisposti ed organizzati dall imprenditore per l esercizio dell attività economica. Il codice civile definisce sia l imprenditore (art. 2082) sia l azienda (art. 2555), ma non fornisce direttamente la nozione di impresa, perché la si desume dall art. NATALIYA HORA 2082 c.c.: l attività esercitata dall imprenditore per la produzione di beni (es. azienda manifatturiera) odi servizi (es. azienda di trasporti), ovvero per lo scambio di beni (es. concessionaria di automobili) o di servizi (es. agenzia di assicurazioni). Tra azienda e impresa c è un rapporto così strutturato: l azienda è l elemento oggettivo dell impresa, ossia il complesso di beni organizzati dall imprenditore per l esercizio dell impresa (art c.c.); l impresa è l attività economica esercitata dall imprenditore. L azienda è formata da un complesso di beni eterogenei, collegati tra loro dalla destinazione comune (produzione), che possono essere: materiali, come ad esempio i macchinari, gli edifici, le merci; immateriali, come, ad esempio i diritti d autore, le invenzioni industriali, i segni distintivi dell azienda (ditta, insegna, marchio), l avviamento. Avviamento: attitudine dell azienda a produrre profitti. Si distingue tra avviamento oggettivo, dovuto alla capacità produttiva dell azienda stessa (es. per la sua ubicazione), e avviamento soggettivo, inerente alla capacità professionale dell imprenditore (es. l abilità del titolare di un bar di conservare e aumentare la clientela). > Beni immateriali: robots (invenzioni industriali) 19 Vedere altro
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References: Cass. 
 Sentenza 
 art. 230
 art. 2195
 sentenza 
 art. 2195
 Art. 26
 art. 3