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Timestamp: 2020-08-14 23:39:37+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 26700 del 22/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26700 del 22/12/2016
Cassazione civile, sez. trib., 22/12/2016, (ud. 18/10/2016, dep.22/12/2016), n. 26700
sul ricorso 10298-2011 proposto da:
AZIENDA AGRICOLA CAMILLA SS;
avverso la sentenza n. 214/2010 della COMM.TRIB.REG.SEZ.DIST. di
La società agricola Camilla ss presentò quattro ricorsi davanti alla Commissione Tributaria Provinciale di Brescia avverso intimazioni di pagamento emesse da Esatri Equitalia spa contestando la regolarità della notifica delle relative cartelle di pagamento.
La Commissione Tributaria Provinciale di Brescia accolse i ricorsi riuniti,rilevando che non risultava la prova dell’avvenuta notifica delle cartelle di pagamento con sentenza appellata da Esatri Equitalia spa davanti alla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia.
I giudici di secondo grado accolsero l’appello limitatamente ad un solo avviso di intimazione confermando nel resto l’impugnata sentenza di primo grado.
Avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia ha proposto ricorso per cassazione Equitalia Esatri spa con due motivi e la società agricola Camilla ss non ha spiegato difese.
Con il primo motivo di ricorso la ricorrente Equitalia Esatri spa lamenta insufficiente motivazione ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 perchè il giudice di appello ha erroneamente ritenuto irregolare ed inidonea la notifica delle cartelle di pagamento senza spiegare perchè doveva considerarsi nulla la notifica fatta a soggetto di cui non era stato indicato il legame con il reale destinatario dell’atto.
Con il secondo motivo di ricorso la ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c. e ss, art. 115 c.p.c. ed artt. 139, 145 e 160 c.p.c., L. n. 890 del 1982, art. 7 ed D.P.R. n. 602 del 1973, art. 26 in riferimento all’art. 360 c.p.c., n. 3, perchè il giudice di appello ha ritenuto nulla la notifica in quanto non barrata la qualifica di chi ha sottoscritto l’atto mentre al contrario in tal caso l’atto doveva ritenersi consegnato personalmente al destinatario, nella specie il legale rappresentante della società.
Il ricorso è fondato e deve essere accolto in relazione al secondo motivo assorbito il primo.
Infatti, secondo questa Corte Sez. U, Sentenza n. 9962 del 27/04/2010 “Nel caso di notifica a mezzo del servizio postale, ove l’atto sia consegnato all’indirizzo del destinatario a persona che abbia sottoscritto l’avviso di ricevimento, con grafia illeggibile, nello spazio relativo alla “firma del destinatario o di persona delegata”, e non risulti che il piego sia stato consegnato dall’agente postale a persona diversa dal destinatario tra quelle indicate dalla L. n. 890 del 1982, art. 7, comma 2 la consegna deve ritenersi validamente effettuata a mani proprie del destinatario, fino a querela di falso, a nulla rilevando che nell’avviso non sia stata sbarrata la relativa casella e non sia altrimenti indicata la qualità del consegnatario, non essendo integrata alcuna delle ipotesi di nullità di cui all’art. 160 c.p.c.”.
Pertanto erroneamente i giudici di merito hanno ritenuto inidonea la notifica delle cartelle di pagamento che deve invece essere considerata pienamente valida ed avvenuta a mani proprie dello stesso destinatario.
Per quanto sopra deve essere accolto il ricorso proposto con rinvio al giudice di merito per la decisione del merito e per le spese del giudizio di legittimità.
Accoglie il secondo motivo di ricorso, assorbito il primo, cassa la sentenza impugnata e rinvia davanti alla CTR della Lombardia in diversa composizione anche per le spese del giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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 art. 360
 art. 115
 art. 7
 art. 26
 Sentenza 
 art. 7
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