Source: http://rivistaodc.eu/edizioni/2014/3/temi-e-dibattiti-dattualit%C3%A0/la-pubblicit%C3%A0-dei-contratti-di-rete/
Timestamp: 2019-01-22 14:31:01+00:00

Document:
Ti trovi in Edizioni / 2014 / 3 / Temi e dibattiti d'attualità / La pubblicità dei contratti di rete
aut Giorgio Marasà
Attraverso l'analisi delle quattro fasi che hanno scandito l'evoluzione normativa dei contratti di rete, si dimostrano talune incongruenze delle regole pubblicitarie e , in particolare, di quella che impone di sottoporre il contratto a tante iscrizioni nel Registro delle imprese per quanti sono gli imprenditori partecipanti (c.d. "pubblicità frammentata"). Si prospettano, inoltre, le possibili risposte a taluni interrogativi in ordine : alla funzione dell'obbligo pubblicitario per i contratti di rete non programmati per lo svolgimento di attività con i terzi ; all'identificazione degli effetti della "pubblicità frammentata"; all'individuazione del campo di applicazione, rispettivamente, del regime pubblicitario unitario - che richiede una sola iscrizione, da effettuare nel Registro delle Imprese in cui viene situata la sede della rete - e del regime della "pubblicità frammentata", e ciò con riguardo all'iscrizione sia del contratto sia delle eventuali sue successive modifiche. Infine, si sottolinea come l'ultimo intervento normativo in materia (d.l. 18 ottobre 2012, conv. in l. 17 dicembre 2012, n. 221) -motivato essenzialmente da ragioni estranee alla regolamentazione privatistica - abbia irrazionalmente esteso l'ambito d'applicazione della "pubblicità frammentata", estendendola a quei contratti di rete che i partecipanti abbiano inteso privare della "soggettività giuridica", benché programmati per lo svolgimento di attività con i terzi.
The paper describes the legal evolution of the Italian "contratto di rete" ("network agreement": an agreement for the establishment of a network of undertakings) in four phases in order to enlighten the inconsistencies of the disclosure regime applicable to the different types of such agreement. One of the most relevant inconsistencies is the provision requesting each party of the "network agreement" to register the agreement in the companies register the party is registered into ("multiple disclosure regime"). The paper elucidates the disclosure regime and its effects with reference to the first filing (for the execution of the agreement) and the following ones (in case of further amendments) and clarifies the respective scope of both the "multiple disclosureregime" and the "single disclosure regime" (according to which the agreement has to be filed with the companies register of the seat of the established network). Moreover the paper explains the scope of the disclosure regime for the kind of "network agreement" which does not pursue any business with third parties . The last part of the paper addresses the law decree Oct. 18, 2012 (now L. no. 221/2012) and analyses the extended applicability of the multiple disclosure regime to the kind of "network agreement" established to pursue business with third parties and yet deprived of the nature of "legal entity" on the basis of the parties' intention.
1. Le origini dei problemi sollevati dalla pubblicità dei contratti di rete
2. Contratti di rete e pubblicità nel quadro normativo del 2009
3. Segue… in quello del 2010
4. Segue… in quello dell’estate del 2012
5. Segue… e in quello attuale
6. Scelta del regime pubblicitario e rilevanza giuridica della soggettività nei contratti di rete con attività esterna
La disciplina in punto di pubblicità dei contratti di rete è di difficile interpretazione per almeno tre diverse ragioni.
Anzitutto, non è chiaro quali siano gli interessi che il legislatore intende tutelare imponendo l'obbligo di pubblicazione del contratto presso il Registro delle imprese.
Inoltre la disciplina pubblicitaria specifica dei contratti di rete sconta , insieme a talune incongruenze proprie, anche quelle delle regole generali in materia di registro delle imprese, regole con cui la disciplina particolare deve rapportarsi. I maggiori problemi della disciplina generale, derivano, come è noto, dalla circostanza che il registro, pur essendo unico, consta di più sezioni e gli effetti dell'iscrizione variano a seconda che questa avvenga nella sezione ordinaria o nelle sezioni speciali. Queste ultime, nonostante la riunificazione effettuata con l'art. 2, d.p.r. 14 dicembre 1999, n. 558 , si sono successivamente moltiplicate [1].
Infine, la disciplina attuale in punto di pubblicità dei contratti di rete è frutto di successive stratificazioni, che hanno ricalcato in qualche misura l'evoluzione delle fattispecie suscettibili di essere qualificate come contratti di rete: poiché sull'individuazione di tali fattispecie vi è stata e vi è tuttora incertezza [2] , questa si trasmette all'ambito di applicazione delle regole pubblicitarie.
Non è, quindi, possibile affrontare le questioni segnalate senza ripercorrere, almeno sommariamente, le varie fasi normative che, nel volgere di pochi anni, hanno continuamente "aggiornato" le fattispecie dei contratti di rete e la relativa disciplina. A partire dall'introduzione del contratto, dovuta all'art. 3, co. 4-ter, d.l. 10 febbraio 2009, n. 5, conv. in l. 9 aprile 2009, n. 33, gli sviluppi normativi possono essere suddivisi in quattro periodi.
Nel primo periodo, quello scaturente dalla legislazione del 2009, (d.l. 10 febbraio, n. 5, conv. in l. 9 aprile 2009, n. 33 e l. 31 luglio 2009, n. 99), i connotati del contratto di rete non segnalavano, sul piano della fattispecie, significative differenze rispetto ad un consorzio con attività esterna costituito per finalità non anticoncorrenziali, poiché, confrontando l'art. 3, co. 4-ter e l'art. 2602 del c.c., emergeva come entrambi fossero contratti riservati a soggetti qualificabili come imprenditori ed aventi come scopo l'accrescimento della competitività dei partecipanti attraverso l'esercizio in comune di una o più attività economiche [3].
La somiglianza era confermata anche sul piano delladisciplinada quelle disposizioni ( art. 3, co. 4-ter, lett. c) che imponevano, per la realizzazione dello scopo comune, l'istituzione di un fondo patrimoniale comune ( da alimentarsi, in principio, tramite conferimenti dei partecipanti); a tale fondo il legislatore attribuiva - come nei consorzi con attività esterna - autonomia patrimoniale, visto l'esplicito richiamo, sia pure nei limiti della compatibilità, agli articoli 2614 e 2615, c.c.
In punto di pubblicità, invece, la disciplina del contratto di rete si discostava da quella consortile. Infatti, mentre quest'ultima prevede che l'iscrizione del contratto di consorzio o di un suo estratto debba avvenire presso il registro delle imprese in cui ha sede l'ufficio consortile, cioè l'ufficio preposto allo svolgimento dell'attività con i terzi ( cfr. art. 2612, co. 1), l'art. 3, co. 4-ter, lett. e) della legge, pur imponendo che il contratto di rete contemplasse un organo comune incaricato dell'esecuzione del contratto stesso, non prevedeva che esso avesse una sede. Ne conseguiva, perciò, una regola ( cfr. art. 3, co. 4-quater) [4] secondo cui il contratto di rete doveva essere iscritto nel registro delle imprese dove avevano la sede le imprese partecipanti, regola che penalizzava i partecipanti, così come li penalizza tuttora (almeno nei limiti della sua applicabilità, che si accerteranno più avanti), poiché li costringe ad una pluralità di iscrizioni.
Nella versione risultante dopo le modifiche introdotte l'anno successivo ( d.l. 31 maggio 2010, n. 78, conv. in l. 30 luglio 2010, n. 122) i confini del contratto di rete risultano assai più estesi, in quanto taluni elementi che qualificavano la fattispecie nella sua configurazione originaria ( cioè, la realizzazione dello scopo comune attraverso l'esercizio in comune di una o più attività economiche da svolgere con l'utilizzazione di un fondo patrimoniale comune ) non sono più indispensabili. Infatti, per un verso, le modalità di realizzazione dello scopo comune si ampliano : l'obiettivo dell'accrescimento della capacità innovativa e della competitività sul mercato delle imprese partecipanti non deve necessariamente conseguire all'esercizio in comune di una o più attività economiche rientranti nell'oggetto delle imprese partecipanti, dal momento che si prefigura il raggiungimento di tale obiettivo anche attraverso altre collaborazioni <in forme e in ambiti predeterminati attinenti all'esercizio delle proprie imprese>oppure attraverso scambio di informazioni o di <prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica>; per altro verso, anche la nomina di un organo comune - <incaricato di gestire, in nome e per conto dei partecipanti, l'esecuzione del contratto o di singole parti o fasi dello stesso>- e la creazione di un fondo patrimoniale comune sono possibili ma non più necessarie (cfr. co. 4-ter).
In sintesi, accanto ad un contratto di rete a rilevanza esterna se ne disegna uno a rilevanza meramente interna, ricalcando in modo evidente la dicotomia proposta dalla disciplina del codice civile tra consorzi interni e consorzi con attività esterna.
Quanto alle regole in punto di pubblicità, viene esplicitato quanto già poteva implicitamente ricavarsi dalla disciplina originaria, cioè che il contratto di rete è soggetto a tante iscrizioni nel registro delle imprese quanti sono gli imprenditori partecipanti e ciò a prescindere dalla circostanza che questi ultimi abbiano o no sede in diverse circoscrizioni ( co. 4-quater). [5]
La nuova normativa pubblicitaria è, però, foriera di dubbi e di inconvenienti. Anzitutto, trattandosi di disciplina riferita genericamente al contratto di rete, essa riguarda entrambe le sottospecie prima individuate ed, allora, suscita l'interrogativo su quale sia l'interesse che il legislatore intende tutelare - rendendo conoscibile, tramite la pubblicità, il contenuto del contratto - qualora il contratto di rete sia a rilevanza meramente interna, cioè non sia stato costituito in vista dello svolgimento in comune di un'attività con terzi. In questo caso si può ipotizzare che l'imposizione dell'obbligo pubblicitario abbia una finalità meramente censuaria, ipotesi confortata dal rilievo che i contratti di rete sono stati pensati anche e, forse, soprattutto, come strumenti meritevoli di agevolazioni e, perciò, come potenziali fruitori di risorse pubbliche.[6] Tale affermazione sarà verificata nella parte conclusiva di questo scritto.
Gli inconvenienti derivano, invece, dalla molteplicità degli adempimenti pubblicitari, cioè dalla regola della " frammentazione" della pubblicità in testa ai singoli imprenditori partecipanti al contratto. In proposito occorre ricordare che, secondo le regole generali, la pubblicità nel registro delle imprese produce effetti diversi a seconda che l'imprenditore sia soggetto ad iscrizione nella sezione ordinaria o in quella speciale ; in quest'ultimo caso, infatti, gli effetti dell'iscrizione sono di mera pubblicità notizia, almeno in linea di principio e salvo quanto previsto per gli imprenditori agricoli dall'art. 2, d.lgs. 18 maggio, 2001, n.228.[7]
Senonché, la disposizione del co. 4-quater si limita a stabilire che l'iscrizione del contratto di rete deve avvenire in capo a ciascun imprenditore partecipante nellasezione di sua pertinenza, con la conseguenza che, se si applicassero le regole generali,gli effetti pubblicitari dovrebbero essere diversi aseconda della sezione, ordinaria o speciale, in cui avvengono le singole iscrizioni e, presumibilmente, si produrrebbero in momenti diversi.
Entrambe le conseguenze possono, però, essere evitate, prospettando una particolare interpretazione della seconda regola contenuta nel co. 4-quater, quella secondo cui : < l'efficacia del contratto inizia a decorrere da quando è stata eseguita l'ultima delle iscrizioni prescritta a carico di tutti coloro che ne sono stati sottoscrittori originari>. Infatti, è da ritenere che l'efficacia cui si riferisce la legge sia l'efficacia pubblicitaria nei confronti dei terzi [8] e comprenda, perciò, sia l'effetto dichiarativo, cioè di opponibilità ai terziex art. 2193, co. 2, c.c., sia l'eventuale effetto costitutivo dell'autonomia patrimoniale (e ciò nel caso di contratto di rete con attività esterna e, quindi, dotato di fondo patrimoniale comune). Si può, altresì, ritenere che tale efficacia si produca con l'ultima iscrizionea prescindere dalla circostanza che essa avvenga nella sezione ordinaria o in quella speciale,ciò che dipenderà, ovviamente dalla qualifica del partecipante che la esegue. In altre parole, il co. 4-quater, così interpretato, esprime una regola speciale che, in deroga alla disciplina generale, attribuisce gli effetti dichiarativi ed eventualmente anche costitutivi della pubblicità all'ultima iscrizione in ordine di tempo senza attribuire rilevanza alla sezione in cui essa avviene.
Con la disciplina in esame resta, però, l'inconveniente che la pubblicità "frammentata" presso i singoli partecipanti provoca in ordine alla conoscibilità dei terzi, qualora il contratto di rete sia con attività esterna. In tal caso - stante il richiamo all'art. 2615, c.c., sia pure nei limiti della compatibilità - il fondo patrimoniale comune è l'unica garanzia per i creditori [9] e il loro interesse a conoscerne la consistenza e le modalità di alimentazione, iniziale e successiva, non potrà essere soddisfatto tramite la consultazione del registro delle imprese qualora essi non conoscano il nominativo di almeno uno degli imprenditori partecipanti al contratto; ciò, a causa della mancanza di una modalità pubblicitaria unitaria, che radichi l'iscrizione presso il registro delle imprese della sede.
Un tentativo di semplificazione e di eliminazione dei segnalati inconvenienti è stato compiuto dal legislatore nel primo intervento del 2012 ( d.l. 22 giugno 2012, n. 183, conv. in l. 7 agosto 2012, n. 134). Infatti, lo spazio applicativo della disciplina pubblicitaria dianzi illustrata è stato confinato ai soli contratti di rete a rilevanza interna mentre regole diverse e più semplici sono state previste per quelli con attività esterna.
Queste novità vanno inserite in un contesto in cui il legislatore ha inteso rimarcare più nettamente la differenza tra le due sottospecie di contratti di rete accentuando, come ora si vedrà, la soggettività dei contratti di rete con attività esterna.
Scendendo ai particolari, se il contratto di rete è con attività esterna, cioè prevede che lo scopo comune debba realizzarsi attraverso< l'esercizio in comune di una o più delle attività rientranti nell'oggetto> delle imprese partecipanti e , conseguentemente, l'istituzione <di un organo comune destinato a svolgere un'attività anche commerciale, anche con i terzi>e di un patrimonio comune, da alimentare con i conferimenti iniziali ed, eventualmente, con contributi successivi dei partecipanti ( co. 4-ter, lett. c), allora questo patrimonio comune sembra entificarsi. Infatti, si prevede che la "rete" abbia una propria denominazione sociale ed una propria sede (co. 4-ter, lett. a ) e goda di un'autonomia patrimoniale perfetta, in quanto <per le obbligazioni contratte dall'organo comune in relazione al programma di rete, i terzi possono far valere i loro diritti esclusivamente sul fondo comune>< (co. 4-ter, n. 2)[10] e, al tempo stesso, quest'ultimo non può essere oggetto di aggressione da parte dei creditori particolari dei partecipanti, stante il richiamo, nei limiti della compatibilità, all'art. 2614, c.c. ( co. 4-ter, n. 2); infine, la situazione patrimoniale del fondo deve essere oggetto di pubblicazione attraverso il deposito nel registro delle imprese entro due mesi dalla chiusura dell'esercizio annuale (co. 4-ter, n. 3, che richiama, in quanto compatibile, l'art. 2615-bis).
E', quindi, di tutta evidenza che, per i profili esaminati le regole sono sostanzialmente coincidenti con quelle dei consorzi con attività esterna, i quali comunemente sono ritenuti soggetti giuridici. E, infatti, al contratto di rete che abbia le caratteristiche esaminate - cioè sia dotato di un fondo comune e di un organo comune destinato allo svolgimento di attività con terzi - le legge, nella versione qui inesame, attribuisce esplicitamente la soggettività giuridica a seguito dell'iscrizione del contratto <nella sezione ordinaria del registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sua sede>( così il co. 4-quater, ultima parte, in relazione al co 4-ter, n.1).[11]
All'esito di questo intervento legislativo si delineano, pertanto, due distinti regimi pubblicitari, uno per i contratti di rete meramente interni, l'altro per quelli con attività esterna.
Per i primi rimane il regime pubblicitario "frammentato" in testa ai singoli imprenditori partecipanti, sia pure con la previsione di una semplificazione per quanto riguarda l'iscrizione delle modifiche del contratto, semplificazione della quale si riferirà più avanti.
Per i secondi si stabilisce un regime pubblicitario unico, che , a mio parere, è sostitutivo della pubblicità "frammentata" e che consiste, come si è visto, nell'iscrizione del contratto nella sezione ordinaria del registro delle imprese in cui è stabilita la sede della rete. Tale iscrizione deve ritenersi produttiva sia dell'effetto pubblicitario dichiarativoex art. 2193, co. 2, c.c., in quanto avviene nella sezione ordinaria del registro delle imprese sia dell'effetto pubblicitario costitutivodella soggettività giuridica poiché così dispone espressamente il co. 4-quater, ultima parte.[12]
Benchè il punto non sia pacifico[13], tre canoni interpretativi depongono nel senso che , per i contratti di rete con attività esterna, il regime della pubblicità unitariasisostituisca e non si cumuli con quello della pubblicità "frammentata".
Anzitutto, rileva l'interpretazione letterale del co. 4-ter, n. 1 (successivamente abrogato), là dove si dispone, con riguardo ai contratti di rete a rilevanza esterna, che <la pubblicità di cui al co. 4-quater si intende adempiuta mediante l'iscrizione del contratto nel registro delle imprese del luogo dove ha sede la rete >, chiaro essendo, almeno a mio parere, che la pubblicità cui si riferisce tale disposizione e che deve ritenersi "assorbita" dall'iscrizione unitaria è anche la pubblicità "frammentata" di cui alla prima parte del co. 4-quater, ché, se fosse solo quella di cui all'ultima parte del co. 4-quater, la disposizione in esame sarebbe ridondante poiché si limiterebbe a ripetere quanto già risulta dallo stesso co. 4-quater, ultima parte.
Guardando, poi, agli obiettivi della pubblicità nel registro delle imprese e, quindi, ponendosi sul piano dell'interpretazionefunzionale, la pubblicità "unitaria"consente ai terzi di acquisire esattamente le stesse informazioni che potrebbero ottenere tramite la pubblicità "frammentata". Quindi, sommare i due procedimenti pubblicitari, quello "frammentato" e quello "unitario", non incrementerebbe in alcun modo il livello dell'informazione dei terzi.
Infine, sul piano dell'interpretazione sistematica, occorre sottolineare che dalla disciplina generale in materia di pubblicità nel registro delle imprese sembra desumersi un principio generale di semplificazione, inteso come esigenza di evitare la duplicazione o la moltiplicazione degli adempimenti pubblicitari, in quanto, se essi non servono all'incremento e al miglioramento dell'informazione dei terzi, si traducono in un'inutile e dannosa maggiorazione dei costi per gli imprenditori che sono obbligati ad effettuarli[14].
4.1) Ad una finalità di semplificazione va ricondotta anche l'integrazione della disciplina del co. 4-quater, riguardantela pubblicità delle modifiche del contratto direte.
Infatti, essendo la pubblicità "frammentata" estremamente onerosa perché costringe a tante iscrizioni del contratto di rete per quanti sono gli imprenditori partecipanti, per le modifiche del contratto si autorizza l'effettuazione di una sola iscrizione in testa all'imprenditore indicato nell'atto modificativo ; sarà, poi, l'ufficio del registro delle imprese presso cui è avvenuta l'iscrizione di tale modifica a comunicarla agli uffici presso cui sono iscritte le altre imprese partecipanti affinché provvedano alle annotazioni d'ufficio della modifica.
In buona sostanza, non si rinunzia alla regola della pubblicità frammentata in capo ai singoli partecipanti ma , tramite la procedura dell'annotazione d'ufficio, li si sgrava dai costi della pluralità delle domande[15]; tutto ciò, ovviamente, sul presupposto che la particolare disciplina dettata per le modifiche riguardi i soli contratti di rete a pubblicità frammentata, cioè quelli a rilevanza interna, deduzione che sembra essere confermata anche dalla collocazione della disposizione sulle modifiche, che si trova subito dopo la disciplina della pubblicità dei contratti di rete interni e subito prima di quella relativa ai contratti di rete con attività esterna. Per questi ultimi vale, invece, la regola dell'iscrizione unica presso il registro delle imprese della sede.
Pertanto, la particolare disciplina in punto di pubblicità delle modifiche non vale per i contratti di rete con attività esterna che abbiano acquistato la soggettività tramite la sola iscrizione presso il registro delle imprese dove ha sede la rete. Per tali contratti si applicano, invece, le regole generali secondo cui le modifiche si pubblicano (soltanto) presso il registro delle imprese dove è stata effettuata l'iscrizione originaria, cioè presso il registro in cui il soggetto ha la sua sede.[16]
4.2) Riassumendo, in base alla penultima versione della normativa sul contratto di rete, si doveva distinguere ai fini della disciplina pubblicitaria tra contratti di rete meramente interni e contratti di rete con attività esterna.
Ai primi si applicavano le prime due disposizioni del co. 4-quater, cioè : per quanto attiene allapubblicità del contratto,la regola della pluralità di iscrizioni (c.d. pubblicità "frammentata"), con effetti pubblicitari decorrenti dall'ultima ; per quanto riguarda lapubblicità delle modifiche, la regola dell'iscrizione iniziale ed unica presso il registro delle imprese dell'imprenditore designato nell'atto modificativo, con successiva annotazione delle modifiche presso i registri degli altri partecipanti, su impulso dell'ufficio.
Ai secondi,che erano tutti dotati di soggettività giuridica,si applicava soltanto l'ultima disposizione del co. 4-quater, cioè la regola dell'iscrizione unica presso la sede della rete e ciò sia per il contratto sia per le sue modifiche.
In definitiva, il quadro della disciplina pubblicitaria in tema di contratto di rete risultava razionalizzato, e, in una certa misura, semplificato, cosicché la dottrina, commentando le modifiche introdotte, giudicava il risultato raggiunto una sorta di "lieto fine" [17].
) Senonché, con l'ultimo intervento legislativo la situazione si è nuovamente complicata. Infatti, in base al quadro normativo attuale (quale risultante dal d.l. 18 ottobre 2012, n. 179, conv. in l. 17 dicembre 2012, n. 221) la linea di demarcazione che separa le due diverse discipline pubblicitarie è stata spostata,riducendo l'ambito di applicazione della regola dell'iscrizione unicae ciò nonostante che il contratto di rete con attività esterna abbia conservato sostanzialmente inalterate le proprie caratteristiche e la propria disciplina (tranne che per un aspetto di cui si dirà più avanti).
Infatti, essendo stato eliminato il co.4-ter, n. 1, la regola della pubblicità unitaria e il conseguente effetto della soggettività giuridica non discendono più automaticamentedalla circostanza che il contratto di rete sia con attività esterna ( cioè destinato a svolgere attività con terzi e dotato di patrimonio comune, di organo comune e di propria sede e denominazione). In base alla nuova formulazione del co. 4-ter[18] e al collegamento di tale disposizione con il co 4-quater, ultima parte, [19] la regola della pubblicità unitaria si applica in funzione del conseguimento di un obiettivo che , ora, è diventatoopzionale.
In sostanza, per i contratti di rete con attività esterna si profilano due percorsi alternativi sul piano degli adempimenti pubblicitari a seconda degli effetti giuridici che i partecipanti vogliano conseguire: se i contraenti intendono far acquisire alla rete la soggettività giuridica, seguiranno il regime della pubblicità unitaria, cioè dell'iscrizione del contratto soltanto presso la sede della "rete"(co. 4-quater, ultima parte)[20] ; se, invece, i partecipanti non hanno questo obiettivo, sottoporranno il contratto al regime di pubblicità plurimo di cui al co. 4-quater, prima parte[21]; in tal caso, come si è già accertato, a seguito dell'effettuazione dell'ultima delle iscrizioni "frammentate" si produrranno i consueti effetti pubblicitari dichiarativi e, se il contratto è con attività esterna, costitutivi dell'autonomia patrimoniale perfetta[22].
In estrema sintesi, dalla precedente bipartizione tra contratti di rete meramente interni e contratti di rete con attività esterna - questi ultimi, tutti dotati di soggettività giuridica - si è passati all'attuale tripartizione, dato che i contratti di rete con attività esterna sono suddivisi e sottoposti a disciplina diversa in ragione dell'acquisto o meno della soggettività giuridica.
Il risultato è che il regime pubblicitario più complesso, cioè quello "frammentato, si riespande, poiché si applicherà sia ai contratti di rete interni sia anche a quelli con attività esterna e ciò qualora i partecipanti intendano sottrarsi alla disciplina scaturente dall'acquisto della soggettività e siano, quindi, disposti a subire gli inconvenienti e i costi propri della pubblicità frammentata. A tal proposito, si consideri, ad esempio, che il deposito annuale della situazione patrimoniale della rete dovrà avvenire in testa a tutti gli imprenditori partecipanti[23], con la conseguenza che essi dovranno sopportare gli oneri della moltiplicazione degli adempimenti pubblicitari mentre , dal canto loro, i creditori non potranno acquisire l'informazione presso la sede della rete ma dovranno ricercarla in testa ad uno dei partecipanti. Il che, sul piano della razionalità e della semplificazione, non si può certo considerare un passo in avanti.
A questo punto, resta da chiarire l'interrogativo in ordine alle ragioni che dovrebbero orientare i partecipanti nella scelta dell'uno o dell'altro regime pubblicitario. In altre parole, si tratta di accertare quali conseguenze discendano dalla soggettività giuridica in punto di disciplina applicabile ad un contratto di rete con attività esterna.
Sul terreno delle regole privatistichel'unica apprezzabile differenza di disciplina che sembra emergere tra i contratti di rete con attività esterna dotati di soggettività giuridica e quelli che ne sono privi è che - almeno con riguardo a certi rapporti con i terzi - nel primo caso l'organo comune agisce in rappresentanza della rete come soggetto mentre nel secondo caso agisce in rappresentanza dei singoli imprenditori partecipanti. Peraltro, questo regime è derogabile dal contratto[24].
Per quanto riguarda la posizione dei terzi, ne consegue che, essendo in entrambe le eventualità, cioè indipendentemente dal conseguimento o meno della soggettività giuridica, il fondo comune il solo a dover rispondere <per le obbligazioni contratte dall'organo comune in relazione al programma di rete( co. 4-ter, n. 2), in caso di assenza di soggettività i terzi sono ancor meno tutelati, dal momento che l'attività rappresentativa dell'organo comune produrrà effetti solo in capo ai singoli imprenditori partecipanti e non potrà, quindi, determinare, diversamente che nel caso di soggettività giuridica, l'acquisto di alcun bene o diritto in capo al fondo comune ; la garanzia per i creditori sarà, perciò, costituita da un fondo la cui consistenza dipenderà esclusivamentedai contributi dei partecipanti.[25]
Tuttavia, non sembra plausibile che i partecipanti decidano di sottoporsi all'uno o all'altro regime pubblicitario soltanto in funzione dell'applicazione o meno della esaminata disciplina in punto di rappresentanza, considerando, per di più, che si tratta di disciplina derogabile dal contratto, almeno stando a quanto risulta dall'ambigua formulazione del co. 4-ter, lett. e). La relazione di accompagnamento al d.l. non fornisce sul punto alcun chiarimento sostanziale, limitandosi, in modo generico, ad invocare l'esigenza di <regolare in maniera semplice e univoca la possibilità che le imprese partecipanti alla rete, su base volontaria, chiedano il riconoscimento della soggettività giuridica…>, in quanto la precedente versione della normativa avrebbe rischiato, a detta del Relatore, <di paralizzare il processo di diffusione dei contratti di rete, a causa delle incertezze dell'impianto normativo>.
A mio parere, la vera ragione delle modifiche introdotte con l'ultimo intervento legislativo è da ricercare principalmente fuori dal diritto privato e ciò non deve destare sorpresa perché fin dalla sua introduzione il contratto di rete è stato concepito come uno strumento di collaborazione tra imprese meritevole di agevolazioni, inizialmente attraverso la concessione di vantaggi solo sul piano amministrativo e finanziario, successivamente anche sul piano fiscale. L'estensione si è realizzata a seguito dell'introduzione di una norma ( art. 42, co. 2 e co. 2-quater, d.l. 31 maggio 2010, n. 78, conv. in l. 30 luglio 2010, n. 122) che ha previsto benefici tributari sotto forma di sospensione della tassazione sulla quota di utili, accantonati in apposita riserva, che gli imprenditori partecipanti al contratto di rete destinano al fondo comune per realizzare entro l'esercizio successivo gli investimenti previsti nel programma di rete.[26]
Complessivamente, per quanto riguarda il trattamento tributario, vi sono due conseguenze negative per i contratti di rete che optano per l'acquisto della soggettività giuridica : la prima è che, diversamente dai contratti privi di soggettività, saranno fiscalmente trattati come soggetti autonomi di imposta, alla stessa stregua dei consorzi con attività esterna ( art. 73, co. 2, T.U.I.R.) ; la seconda è che non potranno fruire dell'agevolazione fiscale di cui all'art. 42, co. 2-quater, d.l. 78/2010, cit., dal momento che tale agevolazione, secondo l'Agenzia delle Entrate[27], spetta solo ai partecipanti ai contratti di rete senza soggettività giuridica.
La suddetta agevolazione fiscale ha sollevato anche un problema di compatibilità con la disciplina comunitaria che vieta gli aiuti di Stato.[28] Al riguardo il co. 2-septies dello stesso art. 42, cit. stabilisce che tale agevolazione sia subordinata all'autorizzazione della Commissione europea ; quest'ultima, con decisione del 26 gennaio 2011, aveva escluso che l'agevolazione potesse configurarsi come "aiuto di Stato", anche perché - come si legge al punto 30 della decisione - le autorità italiane avevano chiarito che le reti d'imprese non potevano essere considerate entità distinte dagli imprenditori che vi partecipavano. Questa posizione veniva, però, messa in crisi dalle modifiche normative introdotte l'anno successivo con la l. 134/2012, dal momento che - in base al combinato disposto dei commi 4-ter, n. 1 e 4-quater - la soggettività giuridica veniva attribuita a tutti i contratti di rete con attività esterna che, come si è visto [29], la acquisivano a seguito dell'effettuazione della pubblicità unitaria.
Perciò, è ragionevole supporre che con le successive modifiche - che hanno portato al quadro normativo attuale (l. 221/2012) - si sia pensato, in buona sostanza, che, rendendo facoltativo l'acquisto della "soggettività" da parte dei contratti di rete con attività esterna ( ed attribuendo a tale "soggettività" anche una valenza minima sul piano privatistico in punto di potere rappresentativo dell'organo comune) , il problema dell'eventuale violazione della normativa comunitaria sul divieto di "aiuti di Stato" fosse risolto, almeno per tutti quei contratti di rete con attività esterna che non optino per la soggettività, sia pure al prezzo di dover sottostare alla pubblicità plurima o "frammentata". Si tratta, però, di un prezzo che la stragrande maggioranza delle imprese ha ritenuto tollerabile ed ampiamente compensato dal miglior trattamento fiscale, come è confermato dalla constatazione che - secondo i dati di Infocamere - i contratti di rete che hanno optato per la soggettività sono meno del 5% del totale.[30]
1) Per un aggiornamento sulla vicenda della proliferazione delle sezioni speciali cfr., per tutti, IBBA, La pubblicità delle imprese, II Ed., Padova, 2012, p. 5 ss. ; MARASA', L'evoluzione del registro delle imprese e il regime pubblicitario delle società tra professionisti, in Studi in onore di Paolo Stella Richter, Napoli, 2013, vol. II, p. 833 ss., testo e note 11 ss., ove i riferimenti.
2) Sulla controversa qualificazione dei contratti di rete e sul loro rapporto con i consorzi, in riferimento ai diversi contesti normativi che si sono susseguiti dal 2009 ad oggi, cfr., fra i molti, AA.VV, Il contratto di rete, Commentario, a cura di F. Cafaggi, Bologna , 2009 ; MOSCO, Frammenti ricostruttivi sul contratto di rete, in Giur. comm., 2010, I, p. 839 ss. ; MARASA', Contratti di rete e consorzi, in Corriere del merito, Rassegna, 2010, 1/2010, p. 9 ss. ; CORAPI, Dal consorzio al contratto di rete: spunti di riflessione, in Riv. dir. comm., 2010, I, p. 795 ss. ; SANTAGATA, Il <contratto di rete>fra (comunione di)impresa e società(consortile), in Riv. dir. civ., 2011, p. 323 ss. ; MALTONI- SPADA, Il "contratto di rete", in Studi del Consiglio nazionale del notariato, 4/2011, p. 1193 ss. ; DONATIVI, Le reti di imprese : natura giuridica e modelli di governante, in Società, 2011, p. 1429 ss. ; PISANI MASSAMORMILE, Profili civilistici del contratto di rete, in Riv. dir. priv., 2012, p. 363 ss. ; Gius. DORIA, Gestione rappresentativa e gestione associativa nella rete di imprese, Torino, 2012 ; DE CICCO, Organizzazioni imprenditoriali non societarie e responsabilità, Napoli, 2012 ; ONZA-SALAMONE, Le nuove forme di integrazione tra imprese : dai contratti di rete ai gruppi paritetici ( e ritorno) , nel volume Impresa e lavoro nei servizi portuali, a cura di A. Xerri, Milano, 2012, p. 253 ss. ; SCIUTO, Imputazione e responsabilità nelle <reti di imprese>non entificate (ovvero del patrimonio separato incapiente), in Riv. dir. comm., 2012, p. 445 ss. ; ID. L'impresa di rete non entificata. Una nuova sfumatura d'impresa, in AGE, 1/2014 ; SERRA, Contratto di rete e soggettività giuridica, Scritto destinato agli Studi in onore di Mario Libertini , in questa Rivista n. 3 , 2014; PALMIERI, Reti associative e forma societaria. Nella manualistica più recente CAMPOBASSO, Diritto commerciale, 1, Diritto dell'impresa, 7 ed. Torino, 2013, p. 297 ss. ; SANTAGATA, in AA. VV, Diritto commerciale, a cura di M. Cian, I, Torino, 2013, p. 294 ss.
3) V. D. Corapi, op. cit., p. 798 ss.; G. Marasà, op. loc. cit.
4) Co 4-quater: ‹‹Il contratto di rete è iscritto nel registro delle imprese ove hanno sede le imprese partecipanti››.
5) Co. 4-quater : < Il contratto di rete è soggetto ad iscrizione nella sezione del Registro delle imprese presso cui è iscritto ciascun partecipante e l'efficacia del contratto inizia a decorrere da quando è stata eseguita l'ultima delle iscrizioni prescritta a carico di tutti coloro che ne sono stati sottoscrittori originari>.
6) Nel senso che l'obbligo pubblicitario sarebbe costitutivo ai fini dell'ottenimento delle agevolazioni (così come è previsto per l'iscrizione nell'albo delle imprese artigiane ex art. 5, co. 5, l. 8 agosto 1985, n. 443), v. IBBA, Contratto di rete e pubblicità delle imprese , in questa Rivista, n. 3, 2014 ; nello stesso ordine di idee cfr. DONATIVI, Le reti di imprese, cit. p. 1437.
7) < L'iscrizione degli imprenditori agricoli, dei coltivatori diretti e delle società semplici esercenti attività agricola nella sezione speciale del registro delle imprese di cui all'art. 2188 e seguenti del codice civile , oltre alle funzioni di certificazione anagrafica e di pubblicità notizia ed a quelle previste dalle leggi speciali, ha l'efficacia di cui all'art. 2193 del codice civile>. Svariate disposizioni normative prevedono l'iscrizione in sezioni speciali senza chiarirne la portata sul piano degli effetti pubblicitari. Per un censimento v. opp. citt. in nota 1.
8) In tal senso cfr. SCIUTO, Imputazione e responsabilità,cit., pp. 484-485.
9) E' bene precisare che, nella versione attuale della disciplina, il richiamo nei limiti della compatibilità non riguarda più il primo comma dell'art. 2615 perché il legislatore stabilisce espressamente, al co. 4-ter, n. 2, che: < in ogni caso per le obbligazioni contratte dall'organo comune in relazione al programma di rete, i terzi possono far valere i loro diritti esclusivamente sul fondo comune>.
10) Sull'individuazione delle obbligazioni a cui si applica questa regola v. SCIUTO, opp. citt. in nota 2.
11) Co. 4-ter :<…Se il contratto prevede l'istituzione di un fondo patrimoniale comune e di un organo comune destinato a svolgere un'attività anche commerciale con i terzi : 1) la pubblicità di cui al comma 4-quater si intende adempiuta mediante l'iscrizione del contratto nel registro delle imprese del luogo dove ha sede la rete…>.
Co 4-quater : <Il contratto di rete è soggetto ad iscrizione nella sezione del registro delle imprese presso cui è iscritto ciascun partecipante e l'efficacia del contratto inizia a decorrere da quando è stata eseguita l'ultima delle iscrizioni prescritta a carico di tutti coloro che ne sono stati sottoscrittori originari. Le modifiche al contratto di rete sono redatte e depositate per l'iscrizione , a cura dell'impresa indicata nell'atto modificativo, presso la sezione del registro delle imprese presso cui è iscritta la stessa impresa. L'ufficio del registro delle imprese provvede alla comunicazione della avvenuta iscrizione delle modifiche al contratto di rete, a tutti gli altri uffici del registro delle imprese presso cui sono iscritte le altre partecipanti, che provvederanno alle relative annotazioni d'ufficio della modifica ; se è prevista la costituzione del fondo comune, la rete può iscriversi nella sezione ordinaria del registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sua sede; con l'iscrizione nel registro delle imprese la rete acquista soggettività giuridica>.
Il co. 4-ter, n. 1 è stato successivamente modificato con un successivo intervento legislativo (l. 17 dicembre 2012, n. 221) di cui diremo tra poco.
12) <…Con l'iscrizione nel registro delle imprese la rete acquista la soggettività giuridica>.
13) Per il regime di pubblicità unificato v. MALTONI, La pubblicità del contratto di rete: questioni applicative, in Studi e materiali del Consiglio nazionale del notariato, 2/2013, p. 455 ss., ivi p. 458 ss. ; SERRA, Contratto di rete e soggettività, cit. in nota 2 ; in senso contrario, CAMPOBASSO, Diritto commerciale, 1, Diritto dell'impresa, 7 ed., Torino, 2013, p. 298.
14) Cfr. l'art. 8, co. 8, lett. c) della legge istitutiva del registro delle imprese, che indicava come direttiva per la successiva disciplina regolamentare ( poi attuata con il d.p.r. 581/1995), quella di evitare che l'istituzione e la tenuta delle sezioni speciali si risolvesse in <duplicazione di adempimenti e aggravi di oneri per le imprese> ; l'art. 2 del d.p.r. 558/1999 ( già ricordato al par. 1) che ha riunificato le sezioni speciali ; l'art. 29 della l. 7 agosto 1997, n. 266, che ha soppresso il Busarl e il Busc. Peraltro - come si è già accennato ( v. sopra, testo e nota 1) - l'evoluzione normativa in materia di pubblicità nel registro delle imprese ha spesso contraddetto l'obiettivo della semplificazione
15) La legge, però, non chiarisce se per la produzione dell'effetto dichiarativo della modifica sia sufficiente il primo adempimento pubblicitario, cioè l'iscrizione della modifica oppure sia necessario aspettare la conclusione del procedimento, con l'effettuazione dell'ultima annotazione d'ufficio. Nel secondo senso v. ONZA-SALAMONE,Le nuove forme di integrazione tra imprese, cit., pp. 288-289.
La prima soluzione penalizza i terzi, ai quali la modifica potrebbe essere opposta per tutto il periodo intercorrente tra l'iscrizione della modifica in capo al partecipante designato e l'effettuazione dell'ultima annotazione d'ufficio, nonostante che in tale periodo la possibilità di loro conoscenza effettiva non sia pienamente assicurata ; i terzi, infatti, non possono sapere se il contratto di rete di cui hanno avuto cognizione tramite la consultazione del registro delle imprese in testa ad un singolo partecipante sia stato variato da una modifica iscritta ma non ancora annotata presso il registro delle imprese da essi consultato.
La seconda soluzione penalizza i contraenti, in quanto essi sono costretti ad affidare il raggiungimento dell'effetto dell'opponibilità ai terzi alla diligenza di altri, cioè dei singoli conservatori del registro che devono provvedere alle annotazioni d'ufficio.
16) Cfr. : art. 2196, co. 3, per gli imprenditori individuali; art. 2300, co. 3, per le s.n.c.; art. 2436, per le s.p.a.; art. 2612, co. 2, per i consorzi con attività esterna. Nel senso del testo cfr. pure MALTONI, op. cit., p. 459.
17) Così IBBA, Liberalizzazioni, efficienza del sistema e qualità della produzione legislativa, in Giur. comm., 2013, I, p. 242 ss., ivi a p. 254 ss.
18) <… Il contratto di rete che prevede l'organo comune e il fondo patrimoniale non è dotato di soggettività giuridica, salva la facoltà di acquisto delle stessa ai sensi del co. 4-quater…>
19) <…se è prevista la costituzione del fondo comune, la rete può iscriversi nella sezione ordinaria del registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sua sede ; con l'iscrizione nella sezione ordinaria del registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sua sede la rete acquista soggettività giuridica…>.
20) Nonostante sia venuto meno l'argomento letterale, a causa dell'abrogazione del co 4-ter, n. 1, ritengo, sulla base della altre ragioni sviluppate precedentemente nel testo (sub par. 4), che debba essere tenuta ferma la conclusione che nei contratti di rete con attività esterna, aspiranti alla soggettività giuridica, la pubblicità unitaria sostituisce quella frammentata.
21) La nuova formulazione del co. 4-ter - in base alla quale il contratto di rete con attività esterna non è dotato, in quanto tale, di soggettività giuridica (v. sopra nota 18 ) - giustifica la conclusione di MALTONI ,op. cit., p. 460, , secondo cui è necessaria un'unanime ed esplicita manifestazione di volontà delle parti affinchè il notaio proceda alla pubblicità unitaria, funzionale all'acquisto della soggettività, anziché a quella "frammentata" o plurima.
L'opzione per la soggettività potrà avvenire anche sulla base di una decisione dei contraenti assunta successivamente. Tale decisione, configurando una modifica del contratto iniziale, dovrà essere sottoposta prima al regime pubblicitario frammentato, previsto per le modifiche dei contratti di rete privi di soggettività giuridica, poi, all'iscrizione nella sezione ordinaria del registro delle imprese che determina l'acquisto della soggettività giuridica. Da quel momento in poi, cioè dal momento dell'acquisto della soggettività, il regime pubblicitario delle modifiche contrattuali sarà solo quello unitario, come già chiarito sopra al par. 4.1, testo e nota 16.
22) Cioè, costitutivi dell'applicazione delle regole del co. 4-ter, n. 2 e, in particolare, della disposizione secondo cui : <Per le obbligazioni contratte dall'organo comune, in relazione al programma di rete, i terzi possono far valere i loro diritti esclusivamente sul fondo comune>. In senso contrario SERRA, Contratto di rete e soggettività giuridica, cit., là dove sembra sostenere che l'applicazione delle suddette regole richiede necessariamente l'acquisto della soggettività giuridica e, perciò, l'effettuazione delle pubblicità unificata. V. pure retro nel testo sub par. 4.
23) Cfr. MALTONI, op. cit., p. 462.
24) Co. 4-ter, lett e) : <… L'organo comune agisce in rappresentanza della rete, quando essa acquista soggettività giuridica e, in assenza della soggettività, degli imprenditori, anche individuali, partecipanti al contratto salvo che sia diversamente disposto nello stesso, nelle procedure di programmazione negoziata con le pubbliche amministrazioni, nelle procedure inerenti ad interventi di garanzia per l'accesso al credito e in quelle inerenti allo sviluppo del sistema imprenditoriale nei processi di internazionalizzazione e di innovazione previsti dall'ordinamento, nonché all'utilizzazione di strumenti di promozione e tutela dei prodotti e marchi di qualità o di cui sia adeguatamente garantita la genuinità della provenienza>.
25) SCIUTO ( opp. citt. in nota 2), sulla base della configurazione del fondo comune come patrimonio separato in contitolarità pro quota dei partecipanti al contratto di rete, ritiene che non possa ipotizzarsi - contrariamente che per i contratti di rete muniti di soggettività - dichiarazione di fallimento né del patrimonio separato né dei partecipanti. Seguendo questa prospettazione i creditori risulterebbero ulteriormente penalizzati.
26) Sui problemi di trattamento fiscale dei contratti di rete anteriormente all'introduzione di questa norma v. SALVINI, Le reti di imprese : profili fiscali, in Corriere del merito, Rassegna 2010, 1/2010, p. 13 ss.
27) V. circ. 20/E del 18 giugno del 2013.
28) Problema subito segnalato da SALVINI, op. loc. ult. cit.
29) V. supra al par. 4.
30) Secondo i dati al 17 ottobre 2013 dei 1167 contratti di rete censiti, solo 50 hanno chiesto e ottenuto la soggettività.

References: art. 3
 art. 2612
 art. 3
 art. 2193
 art. 2193
 art. 42
 art. 73
 art. 42
 art. 5
 art. 2196
 art. 2300
 art. 2436
 art. 2612