Source: http://documenti.camera.it/leg16/resoconti/commissioni/bollettini/html/2012/03/29/62/comunic.htm
Timestamp: 2020-01-24 10:14:34+00:00

Document:
﻿Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - giovedì 29 marzo 2012
Giovedì 29 marzo 2012. - Presidenza del presidente Enrico LA LOGGIA, indi del vicepresidente Marco CAUSI, indi del presidente Enrico LA LOGGIA. - Intervengono il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, Filippo Patroni Griffi, e il sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali, Roberto Cecchi.
(Seguito esame ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del regolamento, e conclusione - Parere favorevole con condizione e osservazioni).
La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto rinviato, da ultimo, nella seduta del 20 marzo 2012.
Enrico LA LOGGIA, presidente, avverte che sono in distribuzione le proposte emendative presentate alla nuova formulazione del parere dei relatori (vedi allegato 1).
Avverte altresì che sono in distribuzione i pareri espressi dalle Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Avverte infine che i relatori hanno predisposto riformulazioni e integrazioni della propria proposta di parere, finalizzate ad assicurare la conformità con quanto previsto dai pareri approvati dalle Commissioni Bilancio di Camera e Senato (vedi allegato 2).
Propone quindi di procedere all'espressione dell'avviso dei relatori sulle proposte emendative presentate, rilevando che, nel caso in cui entrambi i relatori si esprimano favorevolmente, la proposta emendativa
si intenderà inserita nella proposta di parere sullo schema di decreto legislativo presentata dai relatori.
Il senatore Paolo FRANCO (LNP), intervenendo sull'ordine dei lavori, domanda in primo luogo, in considerazione dell'ulteriore differimento nei lavori della Commissione, se il Presidente abbia richiesto per scritto, come avvenuto in precedenza, la disponibilità del Governo a non adottare in via definitiva il decreto legislativo, prima che la Commissione abbia votato la proposta di parere e se il Governo abbia dato risposta alla richiesta.
Il ministro Filippo PATRONI GRIFFI conferma di aver ribadito la disponibilità del Governo, anche in relazione all'ultima richiesta pervenuta dal Presidente della Commissione, a non adottare il decreto in via definitiva, prima che la Commissione si sia pronunciata con il parere di competenza.
Il senatore Paolo FRANCO (LNP), richiede quindi al Presidente di disporre un tempo aggiuntivo per la presentazione di emendamenti alle riformulazioni ed integrazioni della propria proposta di parere predisposte dai relatori. Osserva infatti che i pareri approvati dalle Commissioni Bilancio di Camera e Senato sono destinati direttamente al Governo, per cui non sussiste un obbligo di adeguamento a tale parere.
Enrico LA LOGGIA, presidente, pur osservando che potrebbe applicarsi in via analogica il comma 4-bis dell'articolo 86 del regolamento della Camera, che esclude la possibilità di presentare subemendamenti sugli emendamenti volti a recepire le condizioni formulate dalla Commissione Bilancio, stabilisce un termine di trenta minuti per la presentazione di emendamenti alle riformulazioni ed integrazioni predisposte dai relatori.
Il senatore Giuliano BARBOLINI (PD) evidenzia l'esigenza di evitare la sovrapposizione dei lavori della Commissione con quelli delle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato, convocate alle ore 18 per l'esame e la votazione degli emendamenti sul disegno di legge di conversione del decreto-legge recante semplificazioni tributarie.
Enrico LA LOGGIA, presidente, con il consenso del senatore Franco, fissa a 15 minuti il termine per la presentazione di emendamenti alle riformulazioni ed integrazioni alla propria proposta di parere predisposte dai relatori. Sospende quindi la seduta per 15 minuti.
La seduta, sospesa alle 15.30, è ripresa alle 15.50.
Enrico LA LOGGIA, presidente, avverte che sono stati presentati emendamenti alle riformulazioni ed integrazioni alla propria proposta di parere predisposte dai relatori (vedi allegato 3). Invita quindi i relatori ad esprimere il proprio avviso sulle proposte emendative presentate.
Il senatore Paolo FRANCO (LNP) rileva che prima dell'espressione del parere dei relatori sarebbe opportuno procedere all'illustrazione delle proposte emendative presentate.
Il deputato Maurizio LEO (PdL), relatore, esprime parere favorevole sugli emendamenti Lanzillotta 1.2, Simonetti 1-bis.1, Lanzillotta 1-bis.5, Simonetti 1-bis.6. Si rimette alla Commissione sugli emendamenti Simonetti 2.3 e Lorenzin 2.4. Esprime altresì parere favorevole sugli emendamenti Simonetti 11.2, Lanzillotta 11-ter.1 e Belisario 12.1.
Esprime parere favorevole, a condizione che siano riformulati, sugli emendamenti Simonetti 1-bis.3 e Barbolini 2-bis.1 (vedi allegato 1), nonché sull'emendamento Lanzillotta 11.5, di cui chiede di mantenere soltanto il primo periodo. Esprime altresì parere favorevole, purché riformulati, sugli emendamenti Misiani 11-bis.13 e 11-bis.14 (vedi allegato 1).
Ritiene che debba essere acquisito l'avviso del Governo sugli emendamenti Belisario 1-ter.8 e Lorenzin 11-bis.2.
In considerazione delle difficoltà emerse, ritira, nell'ambito delle riformulazioni e integrazioni della propria proposta di parere predisposte dai relatori, la disposizione che sostituisce il testo del comma 5, dell'articolo 11, esprimendo parere favorevole sugli emendamenti Lanzillotta 11.6 e Simonetti 11.7, soppressivi dei commi 4 e 5 del medesimo articolo. Preannuncia che i relatori, sulla questione concernente la facoltà della gestione commissariale di avvalersi dell'Avvocatura di Roma capitale, presenteranno una apposita osservazione.
Invita infine i presentatori al ritiro delle restanti proposte emendative, esprimendo altrimenti su di esse avviso contrario.
Il deputato Marco CAUSI (PD), relatore, dichiara di concordare con i giudizi espressi dal collega Leo, ad eccezione di quanto concerne gli identici emendamenti Lanzillotta 5.1, Nannicini 5.2 e Belisario 5.3, nonché per quanto concerne l'emendamento D'Ubaldo 12.3, sui quali esprime un giudizio favorevole. Ritiene che, in considerazione della differenza di valutazioni dei relatori sui suddetti emendamenti, i relatori debbano sugli stessi rimettersi alla Commissione.
Il ministro Filippo PATRONI GRIFFI, in relazione a quanto richiesto dal relatore Leo, esprime parere favorevole sull'emendamento Belisario 1-ter.8. Esprime invece parere contrario sull'emendamento Lorenzin 11-bis.2. Dichiara di concordare con le valutazioni espresse dai relatori, ad eccezione che sull'emendamento Misiani 11-bis.13 su cui l'avviso del Governo è contrario anche per quanto concerne il testo riformulato.
Osserva infatti che la proposta emendativa introduce la possibilità per Roma capitale di istituire un'ulteriore addizionale sui diritti di imbarco dei passeggeri sugli aeromobili in partenza dagli aeroporti della città fino a un massimo di 1 euro per passeggero. Rappresenta che la contrarietà del Governo è motivata da diverse ragioni. In primo luogo la disposizione è finalizzata a concedere un'ulteriore leva fiscale al Comune di Roma a fronte di programmi di investimento non ben specificati; il rinvio operato dalla norma all'articolo 1-ter si riferisce infatti in genere a «interventi di sviluppo infrastrutturale connessi al ruolo di Roma capitale. Rileva quindi l'assoluta inopportunità di prevedere la facoltà di introdurre un ulteriore aumento del carico, fino a 1 euro, sui diritti di imbarco dei passeggeri, quando è già prevedibile nel corso dell'anno un aumento cospicuo dei diritti aeroportuali in generale, fino a circa 7-8 euro per biglietto, che deriverà dalla prossima stipula del contratto di programma con la società aeroporti di Roma. Ciò significa che i circa 35 milioni di passeggeri che gravitano annualmente su Roma verrebbero ulteriormente e gravemente penalizzati, con sicure prevedibili reazioni da parte delle associazioni dei consumatori e delle compagnie aeree, sia italiane che estere. Infine, sul piano tecnico, evidenzia che l'addizionale, avendo natura tributaria, si aggiunge ai diritti di imbarco, che hanno, invece, definitivamente acquisito natura corrispettiva ai sensi della direttiva CE 12/2009, appena recepita peraltro con il decreto-legge n. 1 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27 del 2012. Si determinerebbe pertanto un ibrido giuridico, anche sotto questo profilo del tutto inopportuno.
Enrico LA LOGGIA, presidente, invita quindi i membri della Commissione a procedere all'illustrazione degli emendamenti.
Il senatore Paolo FRANCO (LNP) evidenzia preliminarmente che gli emendamenti presentati dal proprio gruppo sono finalizzati a perseguire una maggiore chiarezza del testo del provvedimento e a ricondurlo nell'ambito dei principi e criteri direttivi della legge delega. Ritiene infatti che la proposta di parere presentata dai relatori contiene numerose norme non
conformi ai principi recati dalla legge n. 42 del 2009.
Con riferimento all'articolo 1, precisa che l'emendamento Simonetti 1.3, che intende sopprimere il riferimento all'articolo 2, comma 7, della legge delega, si rende necessario al fine di chiarire le modalità di trasferimento delle funzioni amministrative a Roma capitale, ritenendo superfluo e foriero di dubbi interpretativi il ricorso ai decreti integrativi e correttivi. Reputa al riguardo sufficiente il riferimento all'articolo 24, comma 3, della legge delega.
Il deputato Roberto SIMONETTI (LNP) illustra il proprio emendamento 1-bis.1 precisando che lo stesso è destinato a limitare, in coerenza con quanto disposto dalla legge delega, alle sole funzioni connesse al ruolo di capitale i maggiori costi da esse derivanti, in modo che non possano esservi incluse spese di diversa natura.
Precisa inoltre che l'emendamento a propria firma 1-bis.2 è finalizzato ad eliminare il termine di sei mesi per l'adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, ritenendo che tale adempimento possa essere svolto nei tempi che il Governo riterrà opportuni.
Il senatore Marco STRADIOTTO (PD) chiarisce che la finalità dell'emendamento a propria firma 1-bis.8 è quella di garantire una copertura ai maggiori oneri connessi allo svolgimento delle funzioni connesse al ruolo di capitale, attraverso una riduzione dei minori oneri per gli enti territoriali e statali ricadenti nel territorio del comune di Roma.
Il deputato Roberto SIMONETTI (LNP), nell'illustrare i propri emendamenti riferiti all'articolo 1-ter, evidenzia preliminarmente che tale articolo, contenuto nella proposta di parere dei relatori, non è conforme ai principi e criteri direttivi recati dalla legge delega, dal momento che lo sviluppo infrastrutturale non sembra essere ricompreso tra le funzioni amministrative previste dall'articolo 24 della legge n. 42.
Con l'emendamento 1-ter.1, pertanto, si intende sopprimere interamente l'articolo 1-ter, al fine di ricondurre il testo del provvedimento nell'ambito dei principi della legge delega. Nel caso in cui venisse mantenuto l'articolo 1-ter, richiama l'attenzione sull'emendamento 11-ter.2, che è finalizzato ad eliminare ogni dubbio interpretativo circa l'individuazione degli interventi di sviluppo infrastrutturale, i quali devono essere riferiti esclusivamente a quelli inerenti l'espletamento delle funzioni di cui all'articolo 24, comma 3, della legge n. 42.
Precisa inoltre che l'emendamento 1-ter.9 rende facoltativo il finanziamento da parte delle amministrazioni centrali degli interventi di interesse nazionale nel territorio di Roma capitale, in luogo dell'obbligatorietà prevista nell'attuale formulazione della proposta di parere dei relatori.
Il senatore Paolo FRANCO (LNP), con riferimento all'emendamento Simonetti 1-ter.4, che sostituisce integralmente il comma 2 dell'articolo 1-ter della proposta di parere, precisa che tale emendamento è finalizzato ad evitare che lo strumento del contratto istituzionale di sviluppo, previsto dal decreto legislativo in materia di risorse aggiuntive e interventi speciali, possa essere attivato al fine di dare attuazione agli interventi infrastrutturali connessi al ruolo di capitale. Ricorda al riguardo che il contratto istituzionale di sviluppo è uno strumento con il quale possono essere destinate le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione da parte del CIPE. Invita i colleghi della Commissione a valutare con attenzione l'emendamento in oggetto, in quanto, con l'eliminazione del riferimento al decreto legislativo n. 88 del 2011, si garantirebbe che le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione siano destinate alla rimozione degli squilibri economici e sociali a favore delle aree più svantaggiate del Paese, piuttosto che essere utilizzate per la realizzazione di infrastrutture nel territorio del comune di Roma.
Alla medesima finalità di ricondurre il testo del provvedimento nel corretto binario della legge delega è destinato, a suo avviso, l'emendamento Simonetti 1-ter.7 che prevede la soppressione della facoltà che gli interventi previsti dall'intesa istituzionale di programma siano inseriti nel programma di infrastrutture strategiche.
Richiama inoltre le molteplici disposizioni non conformi ai criteri di delega, quali ad esempio la previsione che consente la partecipazione del sindaco alle sedute del CIPE, nonché le deroghe che si intendono introdurre al patto di stabilità interno, che non trovano, a suo giudizio, alcun riferimento nella legge n. 42. Al riguardo, fa presente di aver appreso da una notizia di agenzia che tale insoddisfazione è comune anche ad alcuni esponenti del partito democratico, i quali hanno avanzato severe critiche al Governo, che appare estremamente sensibile alle esigenze di Roma capitale, ma è del tutto carente nei confronti degli altri ottomila comuni del Paese.
Il senatore Mario BALDASSARRI (Per il Terzo Polo: ApI-FLI) intervenendo sull'ordine dei lavoro, fa presente che le Commissioni bilancio e finanze del Senato sono convocate alle ore 18 per l'esame e la votazione degli emendamenti relativi al disegno di legge di conversione del decreto-legge in materia di semplificazioni tributarie. Pertanto, nell'ipotesi in cui i lavori della Commissione non si siano conclusi entro tale ora, invita il Presidente ad assicurare che la Commissione sospenderà i propri lavori.
Enrico LA LOGGIA, presidente, rileva l'esigenza che i membri della Commissione, che intendono farlo, possano illustrare le proposte emendative presentate, pur auspicando che tale illustrazione sia effettuata in modo sintetico.
Il deputato Roberto SIMONETTI (LNP), nell'illustrare il proprio emendamento 2.1, precisa che la modifica proposta si prefigge lo scopo di chiarire quali siano le fattispecie che consentono al Sindaco di Roma capitale di partecipare, quale componente, alle sedute della Conferenza unificata, dal momento che l'attuale formulazione è suscettibile di generare dubbi interpretativi circa la definizione delle «funzioni di interesse di Roma capitale». Ritiene al riguardo che debba farsi più correttamente riferimento alle funzioni amministrative conferite ai sensi dell'articolo 24, comma 3, della legge delega.
Precisa, inoltre che l'emendamento 2.2 a propria firma è finalizzato a escludere che il Sindaco di Roma possa partecipare alle sedute della Conferenza unificata, in qualità di componente e quindi con diritto di voto, evitando in tal modo il verificarsi di un evidente conflitto di interessi.
Il senatore Paolo FRANCO (LNP), in relazione all'articolo 2-bis, ricorda come l'emendamento Simonetti 2-bis.3 recepisca le indicazioni degli esperti auditi dalla Commissione sul tema dei beni culturali, prevedendo la soppressione della possibilità di rilascio di titoli autorizzatori, in quanto si tratta di profili relativi alla tutela e non di concorso alla valorizzazione. La conseguente formulazione del testo risulterebbe pertanto più aderente al riparto delle competenze tra gli enti. Analogamente gli emendamenti 2-bis.6, 2-bis.7 e 2-bis.3, modificativi, rispettivamente, dei commi 2, 3 e 4, dell'articolo 2-bis, risultano più aderenti ai principi della legge delega, relativamente al concorso alla valorizzazione, nonché alle competenze e funzioni della Conferenza.
Il deputato Roberto SIMONETTI (LNP), per quanto riguarda l'articolo 3, sottolinea che, sebbene il proprio emendamento 3.1 modificativo della rubrica sia stato assorbito nel testo dell'emendamento Barbolini 2.-bis.1, risulta persistere un disallineamento con l'emendamento 3.4 in quanto nel testo proposto dal collega Barbolini, al comma 2, si continua a far riferimento alla valorizzazione, in luogo del concorso alla valorizzazione.
Il senatore Paolo FRANCO (LNP), nell'illustrare gli emendamenti all'articolo 4,
rammenta i profili critici emersi nel corso dell'attività istruttoria in merito alla definizione di beni culturali, che rappresentano un ambito di beni più ampio rispetto ai beni storici e artistici, per i quali la legge delega prevede il conferimento a Roma capitale delle funzioni amministrative. Ritiene, pertanto, a suo avviso, che anche sotto questo profilo si configuri un mancato rispetto dei criteri di delega.
Il senatore Giuliano BARBOLINI (PD), intervenendo sull'ordine dei lavori, fa presente che, a causa dell'imminente inizio dei lavori delle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato, si vede costretto a non poter continuare a seguire l'attività della Commissione. Dichiara comunque di accogliere la riformulazione del proprio emendamento 2-bis.1.
Il senatore Paolo FRANCO (LNP), nell'illustrare l'emendamento Simonetti 4.13, precisa che la modifica proposta è finalizzata ad assicurare un miglior coordinamento tra i competenti uffici ministeriali e la Sovraintendenza capitolina in caso di realizzazione di opere ricadenti in aree di interesse archeologico del territorio di Roma. L'emendamento Simonetti 4.14 è volto a puntualizzare le competenze circa la tutela dei beni storici ed architettonici ricadenti nel Fondo edifici di culto.
Il deputato Roberto SIMONETTI (LNP) sottolinea che gli emendamenti a propria firma 7.2, 7.3 e 7.4 hanno lo scopo di espungere dal testo il riferimento alla tutela del paesaggio, in quanto di competenza statale e non attribuibile, neppure nella forma del concorso, a Roma capitale.
Il senatore Paolo FRANCO (LNP), relativamente agli emendamenti riferiti all'articolo 9 in tema di turismo, nell'illustrare l'emendamento Simonetti 9.2, volto a sopprimerne il comma 1, evidenzia il fatto che, in virtù di tale disposizione, Roma capitale - a differenza delle altre città - può avvalersi degli uffici di promozione turistica all'estero: anche in questo caso, a suo avviso, si tratta di una palese violazione delle legge delega.
Il deputato Roberto SIMONETTI (LNP), nell'illustrare l'emendamento a propria firma 11.1, ritiene che la riorganizzazione del personale non debba necessariamente passare per un incremento delle piante organiche, ma attraverso forme di riorganizzazione anche mediante il ricorso alla mobilità interna tra il Comune e le aziende speciali e le società partecipate. Ricorda che il suo emendamento 11.7 - identico all'emendamento Lanzillotta 11.6 - è volto a sopprimere le disposizioni recate dai commi 4 e 5 relativi alla rappresentanza, patrocinio e assistenza in giudizio da parte dell'Avvocatura capitolina, rispettivamente, di Roma capitale e della gestione commissariale.
Illustra quindi gli emendamenti a propria firma riferiti all'articolo 11-bis, evidenziando come con l'emendamento 11-bis.1 si intenda sopprimere il comma 1 in modo da eliminare la possibilità per Roma capitale di concordare ogni anno con il Ministero dell'economia le modalità e l'entità del proprio concorso alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica. L'emendamento 11-bis.10 ha lo scopo di escludere le risorse del Fondo per lo sviluppo e coesione destinate ai servizi pubblici locali da quelle che verrebbero attribuite direttamente a Roma capitale. Con l'emendamento 11-bis.11 viene prospettata una diversa copertura del finanziamento degli interventi infrastrutturali di cui all'articolo 1-ter, attraverso forme di tax service (maggiore imposta di soggiorno, imposta comunale sulla mobilità e sul trasporto pubblico locale nei confronti degli utenti non residenti). Infine l'emendamento 11-bis.12 ha lo scopo di destinare l'eventuale maggior gettito derivante dai benefici economici conseguenti al ruolo di capitale della Repubblica al fondo perequativo previsto dall'articolo 13 del decreto legislativo sul federalismo municipale.
Il senatore Paolo FRANCO (LNP) sottolinea che gli emendamenti riferiti all'articolo 11-bis hanno lo scopo di eliminare
dal testo il riferimento all'articolo 1-ter relativo alla programmazione pluriennale degli interventi infrastrutturali di Roma capitale: in particolare anche le risorse destinate a tali interventi verrebbero escluse dal computo del patto di stabilità. Inoltre viene introdotto un ulteriore comma 2-bis, in base al quale la legge di stabilità provvede alla compensazione finanziaria degli effetti derivanti dagli articoli 1-bis e 1-ter.
Il deputato Linda LANZILLOTTA (Misto-ApI) chiede chiarimenti sul fatto che le integrazioni al testo da parte dei relatori recepirebbero il parere della Commissione bilancio della Camera, con particolare riguardo all'inclusione dell'articolo 1-ter.
Il deputato Marco CAUSI (PD), relatore, precisa che le integrazioni riproducono testualmente il parere della Commissione bilancio, affermando che si tratta di modifiche di carattere ordinamentale.
Il deputato Giancarlo GIORGETTI (LNP) specifica che il nuovo comma 2-bis dell'articolo 11-bis, introdotto nel parere della Commissione bilancio, precisa che la legge di stabilità ha il compito di individuare preventivamente le eventuali risorse necessarie alla compensazione finanziaria, mentre sulla base delle precedenti formulazioni della proposta di parere dei relatori poteva intendersi che l'intervento fosse effettuato in una fase successiva, a ripiano di necessità di finanziamento già insorte.
Enrico LA LOGGIA, presidente, dichiara conclusa l'illustrazione degli emendamenti.
Il senatore Paolo FRANCO (LNP) fa proprio l'emendamento Belisario 1.1 e ne chiede la votazione.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Belisario 1.1 e Simonetti 1.3.
Il deputato Roberto SIMONETTI (LNP) insiste per la votazione del proprio emendamento 1-bis.1, su cui i relatori hanno espresso parere favorevole.
La Commissione approva l'emendamento Simonetti 1-bis.1. Respinge quindi l'emendamento Simonetti 1-bis.2.
Il deputato Roberto SIMONETTI (LNP) accoglie la riformulazione del proprio emendamento 1-bis.3 proposta dai relatori.
Il senatore Paolo FRANCO (LNP) fa proprio l'emendamento Belisario 1-bis.4 e ne chiede la votazione.
La Commissione respinge l'emendamento Belisario 1-bis.4.
Il deputato Linda LANZILLOTTA (Misto-ApI) rinuncia a porre in votazione il proprio emendamento 1-bis.7, ritenendo comunque che debba essere inserita una disposizione che assicuri il finanziamento degli oneri di cui all'articolo 1-bis.
Il deputato Marco CAUSI (PD), relatore, osserva che la disposizione non prevede trasferimento di risorse a copertura degli oneri.
Il senatore Marco STRADIOTTO (PD) insiste per la votazione perché ritiene che il proprio emendamento risponda al principio di individuare una copertura rispetto ai maggiori oneri previsti dall'articolo 1-bis, al fine di garantire l'invarianza finanziaria del decreto legislativo.
Il deputato Linda LANZILLOTTA (Misto-ApI) richiama l'attenzione della Commissione sui costi che Roma sostiene per lo svolgimento delle funzioni di capitale, rilevando che, in assenza di un finanziamento di tali costi, la loro determinazione sembra soltanto un esercizio statistico e una sorta di riconoscimento morale a Roma del ruolo di capitale.
Il deputato Marco MARSILIO (PdL) ritiene che vi sia confusione sugli argomenti in discussione, in quanto l'articolo
1-bis non prevede nuovi oneri e quindi non sussiste la necessità di ulteriori coperture finanziarie. Diverso è invece il contenuto dell'articolo 11-ter, che esclude queste e altre categorie di spesa dal patto di stabilità interno, al fine di evitare che spese che Roma capitale sostiene per lo svolgimento di compiti relativi al ruolo di capitale ricadano sull'ente, in quanto le spese ad essi relative sono computate ai fini del patto di stabilità interno.
Enrico LA LOGGIA, presidente, ricorda il parere contrario del Governo sull'emendamento in esame
Il deputato Marco CAUSI (PD), relatore, evidenzia che per Roma rappresenta una battaglia storica il riconoscimento degli oneri che sostiene per lo svolgimento del ruolo di capitale della Repubblica. In alcune occasioni in passato è stata anche prospettata l'individuazione di una specifica fonte di finanziamento. Il parere proposto dai relatori permette di fare un passo in avanti, in quanto definisce le procedure per una quantificazione, incontestabile sotto il profilo tecnico, di tali oneri.
Il senatore Walter VITALI (PD) dichiara il proprio voto contrario sull'emendamento in esame, in quanto, pur ritenendone assolutamente condivisibili le finalità, rileva che, se si vorrà provvedere al finanziamento degli oneri, di cui l'articolo 1-bis, disciplina esclusivamente le modalità di quantificazione occorrerà individuare una specifica copertura, piuttosto che far riferimento in generale a minori oneri per gli enti territoriali e statali.
La Commissione respinge l'emendamento Stradiotto 1-bis.8.
Quindi la Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Simonetti 1-ter.1, 1-ter.2, 1-ter.3 e 1-ter.4.
Enrico LA LOGGIA, presidente, constatata l'assenza del presentatore, dichiara che si intende che abbia rinunciato all'emendamento Belisario 1-ter.5.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Simonetti 1-ter.6 e Simonetti 1-ter.7.
Il deputato Marco CAUSI (PD), relatore, in considerazione del parere favorevole espresso dal Governo sull'emendamento Belisario 1-ter.8, dichiara che anche i relatori valutano favorevolmente l'emendamento, che pertanto si ritiene inserito nella proposta di parere.
La Commissione respinge l'emendamento Simonetti 1-ter.9.
Quindi la Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Simonetti 2.1 e 2.2.
Il deputato Marco CAUSI (PD), relatore, ribadisce che i relatori si rimettono sugli identici emendamenti Simonetti 2.3 e Lorenzin 2.4.
La Commissione approva gli identici emendamenti Simonetti 2.3 e Lorenzin 2.4.
Enrico LA LOGGIA, presidente, ricorda che i relatori hanno predisposto una riformulazione dell'emendamento Barbolini 2-bis.1, accolta dal proponente, che sostituisce interamente gli articoli 2-bis, 3 e 4.
Il deputato Linda LANZILLOTTA (Misto-ApI) invita il Presidente, in considerazione del fatto che l'emendamento Barbolini 2-bis.1, riformulato dai relatori, sostituisce interamente gli articoli da 2-bis a 4, a permettere alla Commissione di esaminare e, se del caso, a porre in votazione le proposte emendative relative a tali articoli, che possano essere riferite all'emendamento Barbolini 2-bis.1, come riformulato.
Enrico LA LOGGIA, presidente, accoglie la richiesta dell'onorevole Lanzillotta.
Constatata l'assenza del presentatore, dichiara che si intende che abbia rinunciato all'emendamento Belisario 2-bis.2.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Simonetti 2-bis.3.
Enrico LA LOGGIA, presidente, rileva che l'emendamento Belisario 2-bis.4 risulta assorbito dall'emendamento Barbolini 2-bis.1, come riformulato.
Il deputato Linda LANZILLOTTA (Misto-ApI) invita i relatori a recuperare la portata della seconda parte del proprio emendamento 2-bis.5, sostituendo, al comma 2 dell'articolo 2-bis dell'emendamento Barbolini 2-bis.1, le parole «può pronunciarsi» con le seguenti «si pronuncia».
Il deputato Marco CAUSI (PD), relatore, propone, anche a nome del relatore Leo, di riformulare l'emendamento Barbolini 2-bis.1, accolto nella proposta di parere, in modo da recepire la proposta della collega Lanzillotta (vedi allegato 1).
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Simonetti 2-bis.6, Simonetti 2-bis.7 e Simonetti 2-bis.8.
Enrico LA LOGGIA, presidente, dichiara che gli emendamenti Simonetti 3.2 e Simonetti 3.3, risultano assorbiti dall'emendamento Barbolini 2-bis.1, come riformulato.
La Commissione respinge l'emendamento Simonetti 3.4.
Enrico LA LOGGIA, presidente, avverte che l'emendamento Belisario 3.5 risulta precluso, in quanto non riferibile all'emendamento Barbolini 2-bis.1, come riformulato. Dichiara quindi che l'emendamento Simonetti 3.1 risulta assorbito dall'emendamento Barbolini 2-bis.1, come riformulato.
Avverte successivamente che l'emendamento Simonetti 4.2 risulta precluso, in quanto non riferibile all'emendamento Barbolini 2-bis.1, come riformulato.
La Commissione respinge l'emendamento Simonetti 4.3.
Enrico LA LOGGIA, presidente, avverte che l'emendamento Belisario 4.4 risulta precluso, in quanto non riferibile all'emendamento Barbolini 2-bis.1, come riformulato. Avverte quindi che l'emendamento Belisario 4.5 risulta assorbito dall'emendamento Barbolini 2-bis.1.
Avverte infine che gli emendamenti Belisario 4.6, Simonetti 4.7, Belisario 4.8, 4.9, 4.10, 4.11 e 4.12 risultano preclusi, in quanto non riferibili all'emendamento Barbolini 2-bis.1, come riformulato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Simonetti 4.13 e 4.14.
Enrico LA LOGGIA, presidente, avverte che l'emendamento Simonetti 4.1 risulta assorbito dall'emendamento Barbolini 2-bis.1, come riformulato.
Il deputato Marco CAUSI (PD), relatore, ribadisce che i relatori si rimettono alla Commissione sugli identici emendamenti Lanzillotta 5.1, Nannicini 5.2 e Belisario 5.3.
La Commissione approva gli identici emendamenti Lanzillotta 5.1, Nannicini 5.2 e Belisario 5.3.
Enrico LA LOGGIA, presidente, avverte che devono pertanto ritenersi preclusi gli emendamenti D'Ubaldo 5.4 e Lorenzin 5.5.
Dichiara quindi che, constatata l'assenza del presentatore, si intende che abbia rinunciato all'emendamento Belisario 7.1.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Simonetti 7.2, 7.3 e 7.4.
Il deputato Roberto SIMONETTI (LNP) fa propria la proposta emendativa Misiani 7.01 e ne chiede la votazione.
La Commissione respinge la proposta emendativa Misiani 7.01.
Enrico LA LOGGIA, presidente, constata l'assenza del presentatore, si intende che abbia rinunciato alla proposta emendativa Belisario 7.02.
Il deputato Beatrice LORENZIN (PdL) ritira la propria proposta emendativa 8.01 e dichiara di presentare una osservazione (vedi allegato 4).
Il senatore Lucio Alessio D'UBALDO (PD) ritira la propria proposta emendativa 8.02. Ritira altresì la propria proposta emendativa 8.03, dichiarando di presentare una osservazione.
Il deputato Linda LANZILLOTTA (Misto-ApI) dichiara di ritirare il proprio emendamento 9.1.
La Commissione respinge l'emendamento Simonetti 9.2.
Il deputato Linda LANZILLOTTA (Misto-ApI) invita i relatori a modificare la valutazione da loro espressa sul proprio emendamento 9.3, osservando che Roma capitale non può svolgere attività di promozione turistica se non coordinandosi con lo Stato e la regione.
Il deputato Marco CAUSI (PD), relatore, modifica il parere sull'emendamento Lanzillotta 9.3, esprimendosi in senso favorevole.
Il deputato Maurizio LEO (PdL), relatore, pur ritenendo che il coordinamento con lo Stato e la regione avrebbe dovuto comunque ritenersi implicitamente previsto, accoglie l'emendamento Lanzillotta 9.3.
Enrico LA LOGGIA, presidente, avverte pertanto che l'emendamento Lanzillotta 9.3 deve intendersi inserito nella proposta di parere dei relatori.
La Commissione respinge l'emendamento Simonetti 9.4.
Quindi la Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Simonetti 11.1 e 11.3.
Enrico LA LOGGIA, presidente, constatata l'assenza del presentatore, si intende che abbia rinunciato alla proposta emendativa Belisario 11.4.
Il deputato Linda LANZILLOTTA (Misto-ApI) dichiara di non accettare la riformulazione proposta dai relatori del proprio emendamento 11.5, in quanto la prima parte dell'emendamento, che sulla base di tale riformulazione sarebbe mantenuta, risulta pleonastica perché semplicemente l'applicazione della normativa vigente sia dell'Unione europea che nazionale.
Osserva invece che la parte significativa dell'emendamento è costituita dal secondo periodo, che subordina al rispetto di tale normativa l'erogazione dei finanziamenti statali, in modo da dare un impulso decisivo al miglioramento della gestione dei servizi pubblici locali.
Insiste pertanto per la votazione del proprio emendamento 11.5.
La Commissione respinge l'emendamento Lanzillotta 11.5.
La Commissione approva quindi gli identici emendamenti Lanzillotta 11.6 e Simonetti 11.7.
Il deputato Maurizio LEO (PdL), relatore, segnala che, per effetto del parere favorevole espresso sugli emendamenti Lanzillotta 11.6 e Simonetti 11.7, soppressivi dei commi 4 e 5 dell'articolo 11, l'emendamento Simonetti 11.101 deve considerarsi assorbito.
La Commissione respinge l'emendamento Simonetti 11-bis.1.
Quindi la Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Simonetti 11-bis.101, 11-bis.102 e 11-bis.103.
Il sottosegretario Roberto CECCHI ribadisce il parere contrario del Governo sull'emendamento Lorenzin 11-bis.2.
Il deputato Beatrice LORENZIN (PdL) ritira il proprio emendamento 11-bis.2.
Enrico LA LOGGIA, presidente, avverte che l'emendamento Lorenzin 11-bis.3 deve ritenersi assorbito nelle riformulazioni e integrazioni dei relatori alla propria proposta di parere presentate all'inizio della seduta (vedi allegato 2).
Il senatore Lucio Alessio D'UBALDO (PD) ritira il proprio emendamento 11-bis.4.
Enrico LA LOGGIA, presidente, avverte che l'emendamento D'Ubaldo 11-bis.5 deve ritenersi assorbito nelle riformulazioni e integrazioni dei relatori alla propria proposta di parere presentate all'inizio della seduta (vedi allegato 2).
Dichiara quindi che constatata l'assenza del presentatore, si intende che abbia rinunciato alla proposta emendativa Barbolini 11-bis.6.
Avverte quindi che gli emendamenti Lanzillotta 11-bis.7 e Stradiotto 11-bis.8 devono ritenersi assorbiti nelle riformulazioni e integrazioni dei relatori alla propria proposta di parere presentate all'inizio della seduta (vedi allegato 2).
Il deputato Beatrice LORENZIN (PdL) ritira il proprio emendamento 11-bis.9.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Simonetti 11-bis.10, 11-bis.11 e 11-bis.12.
Il deputato Roberto SIMONETTI (LNP) sottoscrive l'emendamento Misiani 11-bis.13, come riformulato.
Il sottosegretario Roberto CECCHI ribadisce il parere contrario del Governo sull'emendamento Misiani 11-bis.13, come riformulato.
Il deputato Marco CAUSI (PD), relatore, anche a nome del collega Leo, modifica il parere espresso, rimettendosi alla Commissione sull'emendamento Misiani 11-bis.13, come riformulato, ricordando che nei lavori istruttori era stato verificato che la riformulazione non comportava difficoltà sotto il profilo finanziario.
Il deputato Linda LANZILLOTTA (Misto-ApI) dichiara il proprio voto contrario sull'emendamento Misiani 11-bis.13, come riformulato, in considerazione del fatto che tale emendamento prevede un ulteriore aumento dell'addizionale sui diritti di imbarco. Richiama quindi le puntuali motivazioni addotte dal ministro Patroni Griffi, nella fase iniziale della seduta, da cui emerge che è del tutto inopportuno, sia sotto il profilo economico, sia sotto quello giuridico, prevedere un tale aumento.
La Commissione approva l'emendamento Misiani 11-bis.13, come riformulato.
Il deputato Linda LANZILLOTTA (Misto-ApI) esprime la propria contrarietà sull'emendamento Misiani 11-bis.14, nel testo riformulato dai relatori e ne chiede la votazione. In generale si dichiara contraria al finanziamento delle spese relative all'esercizio delle funzioni di Roma capitale mediante aumento di tariffe e tasse.
Il senatore Paolo FRANCO (LNP) ritiene che gli emendamenti Misiani siano coerenti con l'impostazione adottata dal proprio gruppo, per cui le spese per i servizi relativi al ruolo di capitale devono essere posti a carico di coloro che usufruiscono di tali servizi.
La Commissione approva l'emendamento Misiani 11-bis.14, come riformulato.
Enrico LA LOGGIA, presidente, constata l'assenza del presentatore, dichiara che si intende che abbia rinunciato alla proposta emendativa Stradiotto 11-ter.01.
Il senatore Lucio Alessio D'UBALDO (PD), con riferimento al proprio emendamento 12.7 osserva che una città come Berlino ha 149 consiglieri comunali.
Il senatore Walter VITALI (PD) ritiene che la questione del numero dei membri dell'Assemblea capitolina possa essere più opportunamente affrontata nell'ambito del disegno di legge recante la Carta delle autonomie. Si unisce pertanto all'invito al collega D'Ubaldo a ritirare il proprio emendamento 12.7.
Il deputato Beatrice LORENZIN (PdL) invita la Commissione ad evitare che problemi così complessi come quelli ai quali si riferisce l'emendamento D'Ubaldo 12.7 e gli altri emendamenti del medesimo presentatore sugli organi di Roma capitale siano affrontati senza il necessario approfondimento.
Il senatore Lucio Alessio D'UBALDO (PD) ritira il proprio emendamento 12.7, dichiarando di presentare una osservazione (vedi allegato 4).
Il deputato Linda LANZILLOTTA (Misto-ApI) osserva che l'emendamento D'Ubaldo 12.4 elimina il limite massimo di quindici al numero dei municipi. Dichiara pertanto il proprio voto contrario su tale emendamento.
Il senatore Lucio Alessio D'UBALDO (PD) insiste per la votazione dei propri emendamenti 12.4 e 12.5.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti D'Ubaldo 12.4 e 12.5.
Il deputato Marco CAUSI (PD), relatore, ribadisce che i relatori si rimettono alla Commissione sull'emendamento D'Ubaldo 12.3, come riformulato.
La Commissione approva l'emendamento D'Ubaldo 12.3, come riformulato.
Il deputato Roberto SIMONETTI (LNP) sottoscrive l'emendamento Nannicini 12.2 e insiste per la votazione.
La Commissione respinge l'emendamento Nannicini 12.2.
Il senatore Lucio Alessio D'UBALDO (PD) ritira il proprio emendamento 12.6 e dichiara di presentare un'osservazione.
Il deputato Maurizio LEO (PdL), relatore, anche a nome del collega Causi, propone una riformulazione dell'osservazione Vitali Oss.1, esprimendo parere favorevole sul testo, come riformulato. Esprime altresì parere favorevole sull'osservazione Vitali Oss.2. Esprime altresì parere favorevole sulle ulteriori osservazioni presentate in corso di seduta (vedi allegato 4).
Il senatore Lucio Alessio D'UBALDO (PD) si dichiara contrario a quanto contenuto nell'osservazione del collega Leo, relativa al trasferimento a titolo gratuito a Roma capitale della partecipazione statale in Eur SpA.
Il deputato Linda LANZILLOTTA (Misto-ApI) si associa al collega D'Ubaldo nella contrarietà all'osservazione del collega Leo.
Enrico LA LOGGIA, presidente, avverte che l'osservazione Lanzillotta Oss.3 deve intendersi superata, per effetto dell'approvazione dell'emendamento D'Ubaldo 12.3.
Avverte altresì che le restanti osservazioni, su cui i relatori hanno espresso parere favorevole, si intendono inserite nella proposta di parere dei relatori medesimi.
Essendo concluso l'esame delle proposte emendative presentate, dichiara pertanto che si procederà alle dichiarazioni di voto e quindi alla votazione sulla proposta di parere favorevole dei relatori, come risultante dalle integrazioni, riformulazioni ed osservazioni accolte nel corso della seduta e dagli emendamenti approvati.
Il deputato Linda LANZILLOTTA (Misto-ApI), intervenendo in sede di dichiarazione di voto sulla proposta di parere, osserva che essa migliora in misura notevole il testo trasmesso all'esame della Commissione. In particolare risultano chiariti l'ambito di intervento e i rapporti tra le diverse fonti normative, con specifico riferimento alla legge statale e a quella regionale. Viene eliminata una disposizione che attribuiva al Teatro dell'Opera una configurazione di teatro provinciale o cittadino. È introdotta una procedura di programmazione degli interventi infrastrutturali. Dichiara tuttavia che la propria astensione sulla proposta di parere, in quanto non può in alcun modo condividere le disposizioni in essa introdotte che prospettano un aumento dell'imposta di soggiorno e dei diritti aeroportuali per finanziare gli interventi di Roma capitale. Ribadisce la propria contrarietà, già evidenziata nel corso della seduta, a finanziare l'attività dell'ente Roma capitale con ulteriori aumenti delle imposte e delle tariffe, invece che cercare di migliorare e rendere più efficiente la gestione dell'ente, tanto più che la città deve già sopportare un livello di pressione fiscale elevatissimo.
Il senatore Paolo FRANCO (LNP) dichiara il voto contrario del Gruppo Lega nord sulla proposta di parere, innanzitutto per il fatto che essa reca numerose previsioni che si collocano del tutto al di fuori dell'oggetto e dei criteri della legge delega. Esprime peraltro la propria soddisfazione per alcune modifiche introdotte nella seduta della Commissione, in particolare per la soppressione della disposizione che avrebbe comportato la partecipazione del Sindaco di Roma alle sedute del CIPE.
Il senatore Felice BELISARIO (IdV), nell'esprimere il voto contrario del proprio gruppo sulla proposta di parere dei relatori, chiede al Presidente di essere autorizzato a depositare una dichiarazione in cui sono illustrate in modo dettagliato le motivazioni di tale contrarietà.
Enrico LA LOGGIA, presidente, dispone che la dichiarazione di voto del senatore Belisario sia pubblicata in allegato al resoconto della seduta (vedi allegato 5).
Il senatore Lucio Alessio D'UBALDO (PD) dichiara il voto favorevole del Gruppo PD alla proposta di parere dei relatori, di cui apprezza l'impegno per rafforzare i contenuti del testo iniziale. Osserva peraltro che la delega contenuta nell'articolo 23 della legge n. 42 del 2009 aveva suscitato aspettative di interventi di maggiore portata. Per questo auspica che il Governo voglia di nuovo affrontare la materia, anche nell'ambito di un decreto correttivo, al fine di porre Roma nelle condizioni ottimali, sotto il profilo dell'organizzazione dell'ente, delle funzioni amministrative ad esso conferite e delle risorse di cui disporre, per offrire un livello di servizi degno di una capitale di tale rilevanza.
Il deputato Beatrice LORENZIN (PdL), nel ringraziare i relatori per l'impegno dimostrato, esprime il voto favorevole del Gruppo PdL. Ritiene peraltro che la delega contenuta nella legge n. 42 del 2009 avrebbe permesso di adottare ulteriori misure per agevolare una riorganizzazione che consenta di migliorare la qualità dei servizi offerti da Roma. Esprime il proprio rammarico per la soppressione delle disposizioni concernenti il Teatro dell'Opera, che non avrebbero ridimensionato il ruolo di questa istituzione culturale così importante, ma ne avrebbero rafforzato il legame con la città e favorito lo svolgimento della propria attività. Esprime rammarico altresì per la mancata introduzione di una disposizione che preveda il trasferimento a titolo gratuito a Roma capitale della partecipazione detenuta dallo Stato in EUR S.p.A. in considerazione del ruolo strategico che la valorizzazione del patrimonio immobiliare di proprietà di tale società può rivestire per lo sviluppo della città. Per quanto riguarda infine la previsione che l'imposta di soggiorno possa essere destinata al finanziamento di interventi infrastrutturali, osserva che non ritiene inammissibile una tale misura, in considerazione del fatto che città di altri Paesi che hanno sicuramente una capacità di
attrazione turistica inferiore a Roma prevedono imposte connesse al turismo assai più elevate.
Il senatore Paolo FRANCO (LNP), intervenendo sull'ordine dei lavori, richiama l'attenzione del Presidente sulle disposizioni recate dal comma 1 dell'articolo 6 del Regolamento della Commissione, ai sensi delle quali, per la validità delle deliberazioni relative all'approvazione dei pareri sugli schemi dei decreti legislativi di cui all'articolo 2 della legge n. 42 del 2009, è necessaria la presenza della maggioranza dei componenti della Commissione. In considerazione del fatto che al momento la presenza della maggioranza dei componenti della Commissione non si registra, ritiene che la Commissione non possa procedere a votare la proposta di parere dei relatori.
Enrico LA LOGGIA, presidente, osserva che l'applicazione di tale previsione, attraverso la verifica della presenza o meno della maggioranza dei componenti, ha luogo mediante l'apposita procedura di verifica del numero legale disciplinata dal comma 2 del medesimo articolo 6. Tale comma dispone che il Presidente non è obbligato a verificare la sussistenza del numero legale se non quando ciò sia richiesto da quattro componenti e la Commissione stia per procedere a votazione per alzata di mano, Dispone altresì che i richiedenti la verifica del numero legale siano sempre considerati presenti agli effetti del numero legale. Osserva quindi che analoghe previsioni sono recate dall'articolo 46 del Regolamento della Camera dei deputati; anche in questo caso il quorum della maggioranza dei componenti è previsto ai fini della validità delle deliberazioni ivi individuate; la verifica della sussistenza o meno di tale quorum è peraltro subordinata alla procedura e alle condizioni definite dal comma 4 del medesimo articolo 46.
Rileva infine, per quanto concerne la modalità della votazione, che ordinariamente la votazione sullo schema di parere è effettuata per alzata di mano, come è sempre accaduto, in precedenza, per la votazione dei pareri sugli schemi di decreto legislativo all'esame della Commissione. La votazione qualificata peraltro deve essere richiesta, in base al comma 2 dell'articolo 7 del Regolamento della Commissione, che riproduce, sotto questo profilo, le disposizioni dell'articolo 51 del Regolamento della Camera, da quattro deputati o da uno o più rappresentanti di Gruppi che, separatamente o congiuntamente, risultino di almeno pari consistenza numerica nella Commissione.
Il senatore Paolo FRANCO (LNP) protesta vibratamente, affermando che la decisione del Presidente di procedere alla votazione sulla proposta di parere dei relatori rappresenta un'ulteriore grave violazione del Regolamento, dopo che, nella fase di avvio dell'esame dello schema di decreto legislativo, una prima, altrettanto grave, violazione era stata commessa, rifiutando di riconoscere ai Gruppi di opposizione un relatore, come espressamente prevede l'articolo 5 del Regolamento della Commissione.
Enrico LA LOGGIA, presidente, intima al senatore Franco di non intervenire se non gli è stato da lui concesso il permesso di parlare. Sospende quindi la seduta per cinque minuti.
La seduta, sospesa alle 19.05, è ripresa alle 19.10.
Il senatore Paolo FRANCO (LNP), intervenendo sull'ordine dei lavori, dopo essersi scusato per i toni accesi del proprio precedente intervento, comunica al Presidente che il proprio Gruppo ritiene illegittima la votazione della proposta di parere e intende portare la questione all'attenzione dei Presidenti di Camera e Senato. Per tale ragione i membri del Gruppo della Lega nord non parteciperanno alla votazione.
Enrico LA LOGGIA, presidente, ribadisce la piena conformità alle previsioni regolamentari del proprio operato.
Pone quindi in votazione la proposta di parere dei relatori, come risultante dalle integrazioni, riformulazioni ed osservazioni accolte nel corso della seduta e dagli emendamenti approvati.
La Commissione approva la proposta di parere dei relatori come risultante dalle integrazioni, riformulazioni ed osservazioni accolte nel corso della seduta e dagli emendamenti approvati (vedi allegato 6).
Enrico LA LOGGIA, presidente, avverte che il parere approvato dalla Commissione sarà trasmesso ai Presidenti di Camera e Senato.

References: e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
 articolo 6
 articolo 46