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Timestamp: 2020-07-05 11:15:34+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 1647 del 23/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1647 del 23/01/2017
Cassazione civile, sez. II, 23/01/2017, (ud. 04/10/2016, dep.23/01/2017), n. 1647
AVVENIRE NUOVA EDITORIALE ITALIANA SPA, (OMISSIS), IN PERSONA DEL
DIRETTORE GENERALE E LEGALE RAPP.TE P.T., elettivamente domiciliata
RIZZO, che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato CLAUDIO
BONORA;
SERVIZI QUOTIDIANI SRL A SOCIO UNICO, (OMISSIS), IN PERSONA
DELL’AMM.RE UNICO LEGALE RAPP.TE, elettivamente domiciliata in ROMA,
PIAZZALE BELLE ARTI 8, presso lo studio dell’avvocato IGNAZIO
ABRIGNANI, che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato
ETTORE CARUSO;
avverso la sentenza n. 1892/2011 della CORTE D’APPELLO di MILANO,
04/10/2016 dal Consigliere Dott. VINCENZO CORRENTI;
udito l’Avvocato Rizzo Antonio difensore della ricorrente che ha
chiesto l’accoglimento delle domande del ricorso e della memoria;
Tiberio Saragò con delega depositata in udienza dell’Avv. Caruso
Ettore difensore della controricorrente che ha chiesto il rigetto
del ricorso e deposita nota spese;
Con sentenza n. 2494/2005 il Tribunale di Milano, previa revoca del d.i. concesso ad Avvenire Nuova Editoriale Italiana spa nei confronti di Telestampa Nord srl e compensazione dei rispettivi crediti, condannava l’opponente a pagare Euro 51.575,73 oltre interessi e l’ulteriore somma di Euro 295.566,45 oltre interessi a titolo di rimborso IVA sulla fattura (OMISSIS) ed a restituire quanto da Avvenire versato in eccedenza in esecuzione delle ordinanze ex art. 186 ter c.p.c., emesse in corso di causa.
Proponeva appello Telestampa e la Corte di appello di Milano, con sentenza 27.6.2011, in parziale riforma, dichiarava non dovuta da Telestampa la somma di Lire 471.753.300 riconosciuta dal primo giudice a titolo di penale per scarto carta e, conseguentemente operata la compensazione dei rispettivi crediti. condannava Avvenire a pagare Lire 371.788.755, pari ad Euro 192.012,87 oltre interessi dalle singole scadenze nonchè a restituire Euro 51.575,73, con compensazione delle spese richiamando le pattuizioni contrattuali e ritenendo fondato il gravame sulla errata interpretazione della clausola n. 6.2 non potendosi ricomprendere nello scarto di lavorazione anche l’imballaggio o fasciame, l’anima e i bobinotti.
Ricorre Avvenire Nuova Editoriale Italiana spa con due motivi, illustrati da memoria, resiste con controricorso Servizi Quotidiani srl a socio unico già Telestampa Nord.
Col primo motivo si deducono vizi di motivazione sulla prova del criterio di determinazione dello scarto di lavorazione e violazione degli artt. 115, 116 c.p.c., art. 2697 c.c., lamentando la pedissequa adesione alla tesi di controparte.
Col secondo motivo si lamentano violazione degli artt. 1362, 1363, 1374 c.c., art. 113 c.p.c. e vizi di motivazione sulla chiara volontà delle parti di determinare lo scarto di lavorazione.
Ad ulteriore specificazione del posto principio generale d’ordinazione gerarchica delle regole ermeneutiche, il legislatore ha, inoltre, attribuito, nell’ambito della stessa prima categoria, assorbente rilevanza al criterio indicato nell’art. 1362 c.c., comma 1 – eventualmente integrato da quello posto dal successivo art. 1363 c.c., per il caso di concorrenza d’una pluralità di clausole nella determinazione del pattuito – onde, qualora il giudice del merito abbia ritenuto il senso letterale delle espressioni utilizzate dagli stipulanti, eventualmente confrontato con la ratio complessiva d’una pluralità di clausole, idoneo a rivelare con chiarezza ed univocità la comune volontà degli stessi, cosicchè non sussistano residue ragioni di divergenza tra il tenore letterale del negozio e l’intento effettivo dei contraenti – ciò che è stato fatto nella specie dalla corte territoriale, con considerazioni sintetiche ma esaustive – detta operazione deve ritenersi utilmente compiuta, anche senza che si sia fatto ricorso al criterio sussidiario dell’art. 1362 c.c., comma 2, che attribuisce rilevanza ermeneutica al comportamento delle parti successivo alla stipulazione (Cass. 4.8.00 n. 10250, 18.7.00 n. 9438, 19.5.00 n. 6482, 11.8.99 n. 8590, 23.11.98 n. 11878, 23.2.98 n. 1940, 26.6.97 n. 5715, 16.6.97 n. 5389).
La sentenza. con diffusa motivazione alle pagine otto e seguenti, ha ritenuto fondato il motivo di gravame circa la errata interpretazione da parte del primo giudice della clausola n. 6.2 del contratto in materia di “fornitura e di consumo di carta” ed ha argomentato sulla nuova opzione ermeneutica, sulla quale vi è già una precedente pronunzia di questa Corte (ord. n. 180 del 2012).
In particolare ha richiamato i principi ermeneutici di cui agli artt. 1362 c.c. e segg., statuendo che, a favore dell’opzione interpretativa sostenuta dall’appellante, militava il dato letterale della clausola che, dopo aver stabilito la percentuale calcolata in relazione alle copie tirate, di scarto di lavorazione riconosciuto dall’Editore, distingue le copie di scarto dal fasciame, bobinotti ed anime ed al comma 2 precisa che a Telestampa sarebbero stati addebitati i consumi di carta superiori alla percentuale indicata, salvo che il maggior consumo, ovviamente di carta, fosse dipeso da cause non imputabili allo stampatore, vale a dire a cattiva qualità della carta, al confezionamento e/o al danneggiamento dovuto al trasporto.
Il tenore della clausola era chiaro nell’evidenziare che le parti avevano inteso con il termine scarto di lavorazione riferirsi solo allo scarto di carta, distinguendo quest’ultima dal fasciame, anima e bobinotti che è anch’esso materiale di scarto, atteso che oggetto di lavorazione è solo la carta e non il fasciame o l’anima per cui le espressioni “consumi superiori” o di “maggior consumo” non potevano riferirsi che alla carta.
Non poteva condividersi il ricorso da parte del Tribunale agli usi di settore perchè l’attività di ermeneutica contrattuale deve seguire le regole ben precise degli artt. 1362 c.c. e segg..
Ciò consente di rigettare il ricorso. con la conseguente condanna alle spese.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 186
 sentenza 
 art. 2697
 art. 113
 art. 1363