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Timestamp: 2017-12-17 11:59:15+00:00

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Roma, Uff.IX Prot.n Alla Presidenza del Consiglio dei ministri Segretariato generale. A tutti i Ministeri - Gabinetto - PDF
Roma, Uff.IX Prot.n Alla Presidenza del Consiglio dei ministri Segretariato generale. A tutti i Ministeri - Gabinetto
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1 Roma, Uff.IX Prot.n Alla Presidenza del Consiglio dei ministri Segretariato generale A tutti i Ministeri - Gabinetto Agli Uffici centrali di bilancio presso i ministeri Alle Ragionerie provinciali dello Stato Alla Corte dei Conti Segretariato generale All Avvocatura generale dello Stato Al Consiglio di Stato Circolare n del 15 novembre Pagamenti e incassi delle amministrazioni dello Stato in euro nell ambito dell Unione monetaria europea - Istruzioni per l utilizzo delle nuove procedure. D.P.R. 15 dicembre 2001 n.482; D.M. n del 12 novembre Premessa Il decreto ministeriale n del 12 novembre 2002 ( di seguito denominato decreto), pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 15 novembre 2002 n. 268, ha determinato le procedure da seguire per i pagamenti e gli incassi delle amministrazioni dello Stato in euro nell ambito dell Unione monetaria europea. Con la presente circolare vengono impartite le istruzioni necessarie a disciplinare il passaggio alle nuove procedure. Le amministrazioni dello Stato, sia centrali che periferiche (di seguito denominate amministrazioni), sono le destinatarie del decreto. Il decreto regola i pagamenti e gli incassi in euro nell ambito dei paesi aderenti all Unione monetaria europea (Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi bassi, Portogallo, Spagna). Sono regolati dallo stesso decreto anche i pagamenti e gli incassi in euro riguardanti i Paesi che hanno stipulato con l Unione europea una convenzione valutaria per l introduzione dell euro (San Marino, Stato Pontificio e Principato di Monaco). 1
2 Sono esclusi dall ambito applicativo del decreto: - i pagamenti e gli incassi in euro nei Paesi che, pur aderendo all Unione europea, non partecipano all eurosistema (Danimarca, Gran Bretagna, Svezia); - i pagamenti e gli incassi in euro verso e da gli altri Paesi; - i pagamenti e gli incassi in valuta. Il decreto disciplina le modalità di estinzione dei titoli di spesa presso le tesorerie competenti. Le amministrazioni dello Stato che effettuano pagamenti con mezzi diversi dai titoli di spesa possono avvalersi, sotto la propria responsabilità e a proprie spese, dei normali circuiti bancario o postale. Articolo 1 (Elementi da indicare nel titolo di spesa) Al fine di pervenire al buon esito dei pagamenti le amministrazioni individuano tutti gli elementi, di cui all articolo 1 del decreto, necessari per effettuare i bonifici bancari o postali; in mancanza di tali elementi il titolo non potrà essere estinto e pertanto verrà restituito dalle tesorerie. Nel caso di indicazione errata dei codici BIC e IBAN vengono seguite le procedure di cui all articolo 7 del decreto. Qualora il creditore non indichi un conto corrente bancario o postale, l amministrazione avrà cura di individuare l indirizzo esatto presso il quale il creditore richiede di ricevere l assegno. In assenza di precise indicazioni l assegno non potrà essere recapitato e si seguiranno le procedure di cui all articolo 7 del decreto. Nei casi, previsti dagli articoli 2, 3 e 4 del decreto, di pagamenti disposti con un unico titolo di spesa accompagnato da elenchi dei beneficiari, la Banca d Italia concorda con il Ministero dell economia e delle finanze, Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, Ispettorato generale dei servizi meccanografici, e con le amministrazioni ordinanti le modalità tecniche cui devono attenersi per l invio dei relativi supporti informatici, quando previsti. Gli elenchi dei beneficiari previsti dagli articoli 3 e 4 del decreto, per i titoli di spesa collettivi emessi per importo globale dalle amministrazioni ordinanti, sono inviati alla Banca d Italia - Servizio sistema dei pagamenti - Divisione gestione procedure Via Milano 60/g ROMA. Articolo 2 (Modulistica) I modelli OC831 sono aboliti e pertanto tutti gli elementi necessari all esecuzione del pagamento devono essere indicati nel titolo di spesa o negli elenchi che ad esso si riferiscono. Per i pagamenti da effettuare mediante crediti documentari, le amministrazioni inviano all Ufficio italiano dei cambi le richieste di pagamento di cui all articolo 6, comma 3 del decreto, secondo il modello OC718 allegato alla presente circolare (allegato A) distribuito a cura dell Ufficio italiano dei cambi, Servizio Operazioni in Cambi, via delle Quattro Fontane, Roma; detto modello deve essere accompagnato dalla copia del titolo di spesa emesso. Le disposizioni di accredito del conto E debbono contenere sempre l indicazione del codice ordinante fornito alle amministrazioni dall Ufficio italiano dei cambi. Le richieste di crediti documentari da inviare all Ufficio italiano dei cambi, di cui all articolo 6 del decreto, e le eventuali note integrative relative ai mandati informatici di cui all articolo 3 del decreto, da inviare alla Tesoreria centrale dello Stato devono essere firmate dal funzionario responsabile della spesa o da un suo delegato. 2
3 Articolo 3 (Esecuzione dei pagamenti) I pagamenti sono eseguiti nei termini di cinque giorni bancari lavorativi successivi alla data di ammissione a pagamento del titolo di spesa, in analogia con i tempi previsti dalla direttiva 97/5/CE del 27 gennaio 1997 sui bonifici transfrontalieri. Ai fini del rispetto di tali termini i titoli di spesa collettivi emessi in una giornata secondo le procedure di cui agli articoli 3 e 4 del decreto, possono contenere complessivamente fino a un massimo di 250 quote. In caso di quantità superiore a tale limite e qualora la Banca d Italia non dovesse essere in grado di rispettare il suindicato termine di cinque giorni, la stessa ne darà tempestivamente comunicazione all amministrazione ordinante. L Ufficio italiano dei cambi esegue i pagamenti relativi alle aperture di credito documentario secondo le modalità indicate dalle amministrazioni. I crediti documentari che presentano un saldo residuo di importo pari o inferiore a 10 euro non sono più prorogati e i relativi importi vengono restituiti alle amministrazioni ordinanti secondo le istruzioni dalle medesime impartite. Le stesse modalità sono seguite per la restituzione dei saldi rimasti inutilizzati alla chiusura del credito documentario. Articolo 4 (Pagamenti non andati a buon fine) Per la riproposizione delle operazioni non andate a buon fine, di cui all articolo 7 del decreto, si seguono le procedure utilizzate per i pagamenti domestici. Articolo 5 (Incassi) Le amministrazioni devono fornire ai debitori tutte le indicazioni necessarie alla corretta imputazione della somma da acquisire e comunque tutte le indicazioni utili all individuazione del beneficiario finale; in particolare: - Capo, capitolo, eventuale articolo per i versamenti erariali da imputare al bilancio dello Stato; -(ovvero) numero della contabilità speciale e codice della tesoreria competente; -(ovvero) numero di conto corrente di tesoreria e codice della tesoreria centrale. I codici delle tesorerie sono riportati nell allegato B. Deve altresì essere richiesto che la causale del versamento effettuato sia chiaramente specificata. Le amministrazioni che ricevono assegni bancari in pagamento di propri crediti provvedono con propri mezzi e a proprie spese all acquisizione delle somme all entrata. Articolo 6 (Incassi di dubbia imputazione) Le quietanze relative al versamento sul conto corrente, di cui all articolo 8 comma 4 del decreto, delle somme di dubbia imputazione sono trasmesse al Dipartimento del tesoro, Direzione VI Ufficio IX che, effettuati gli accertamenti necessari a conoscere la destinazione delle somme, dà disposizioni per il prelevamento dal conto ai fini della definitiva attribuzione al beneficiario finale. Al termine dell esercizio finanziario successivo a quello del versamento al predetto conto corrente, l Ufficio IX provvede all incameramento al Capo X capitolo 2368 Entrate eventuali e diverse del 3
4 Ministero dell economia e delle finanze dell importo complessivo delle somme per le quali non sia stato possibile accertare la destinazione. In attesa dell istituzione del conto corrente, la Tesoreria centrale versa le somme relative ai pagamenti di dubbia imputazione sulla contabilità speciale Movimentazione fondi con l estero - intestata al Dipartimento del tesoro. Articolo 7 (Periodo transitorio) a) Pagamenti Le amministrazioni emettono i titoli di spesa a favore della contabilità speciale 3000, entro e non oltre il 5 dicembre I relativi modelli OC831 dovranno pervenire al Dipartimento del tesoro entro il 10 dicembre Il Dipartimento del tesoro restituirà alle amministrazioni i modelli OC831 che perverranno dopo il termine del 10 dicembre 2002, ad eccezione di quei casi in cui la stessa amministrazione specifichi con motivata richiesta scritta la necessità e l urgenza del singolo pagamento. Il Ministero degli affari esteri, fermi restando i termini fissati dalle disposizioni emanate dal coesistente Ufficio centrale del bilancio d intesa con il predetto Dicastero, provvederà a far pervenire entro la medesima data del 10 dicembre 2002 le rimesse predisposte ai sensi della legge 6 febbraio 1985 n. 15. La Direzione provinciale dei servizi vari di Roma provvederà a far pervenire entro il 10 dicembre 2002 le richieste per il pagamento, in euro in Unione monetaria europea, delle pensioni relative al 6 bimestre novembre/dicembre Pertanto nel 6 bimestre novembre/dicembre 2002 dovrà essere emesso un apposito titolo di spesa relativo all importo totale delle pensioni da pagare in euro in Unione monetaria europea. I modelli OC non esitati alla data del 31 dicembre 2002 vengono trasmessi all Ufficio italiano dei cambi secondo la procedura previgente al decreto ministeriale n del 12 novembre b) Incassi Gli incassi relativi ai pagamenti disposti dai debitori entro il 31 dicembre 2002 sono versati dall Ufficio italiano dei cambi alla contabilità speciale Il Dipartimento del tesoro provvede al riconoscimento della somma a favore dell amministrazione beneficiaria di detti importi. Gli incassi pervenuti dopo tale data sono versati dallo stesso Ufficio Italiano dei cambi alla Tesoreria centrale che provvederà al riconoscimento della somma a favore dell amministrazione beneficiaria. Al fine di rendere note le modalità di versamento a favore delle amministrazioni dello Stato, le amministrazioni interessate sono invitate a trasmettere il decreto e la presente circolare a tutti gli uffici, che nella loro attività istituzionale ricevono somme da parte di residenti nei paesi dell Unione monetaria europea, perché rendano tempestivamente note le procedure ai propri debitori. La presente circolare è stata concordata con il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato ed è pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana. Roma, IL DIRIGENTE GENERALE 4
5 Allegato B Codice Nome Sezione Codice Nome Regione Sigla 110 ALESSANDRIA 1 PIEMONTE AL 111 ASTI 1 PIEMONTE AT 112 CUNEO 1 PIEMONTE CN 113 NOVARA 1 PIEMONTE NO 114 TORINO 1 PIEMONTE TO 115 VERCELLI 1 PIEMONTE VC 116 BIELLA 1 PIEMONTE BI 117 VERBANIA 1 PIEMONTE VB 120 AOSTA 2 VAL D'AOSTA AO 128 LECCO 3 LOMBARDIA LC 129 LODI 3 LOMBARDIA LO 130 BERGAMO 3 LOMBARDIA BG 131 BRESCIA 3 LOMBARDIA BS 132 COMO 3 LOMBARDIA CO 133 CREMONA 3 LOMBARDIA CR 134 MANTOVA 3 LOMBARDIA MN 136 PAVIA 3 LOMBARDIA PV 137 SONDRIO 3 LOMBARDIA SO 138 VARESE 3 LOMBARDIA VA 139 MILANO 3 LOMBARDIA MI 140 GENOVA 4 LIGURIA GE 141 IMPERIA 4 LIGURIA IM 142 LA SPEZIA 4 LIGURIA SP 143 SAVONA 4 LIGURIA SV 210 BOLZANO 5 T.ALTO ADIGE BZ 211 TRENTO 5 T.ALTO ADIGE TN 220 BELLUNO 6 VENETO BL 221 PADOVA 6 VENETO PD 222 ROVIGO 6 VENETO RO 223 TREVISO 6 VENETO TV 224 VENEZIA 6 VENETO VE 225 VERONA 6 VENETO VR 226 VICENZA 6 VENETO VI 230 GORIZIA 7 FRIULI V. GIULIA GO 231 TRIESTE 7 FRIULI V. GIULIA TS 232 UDINE 7 FRIULI V. GIULIA UD 233 PORDENONE 7 FRIULI V. GIULIA PN 240 BOLOGNA 8 EMILIA BO 241 FERRARA 8 EMILIA FE 242 FORLI 8 EMILIA FO 243 MODENA 8 EMILIA MO 244 PARMA 8 EMILIA PR 245 PIACENZA 8 EMILIA PC 246 RAVENNA 8 EMILIA RA 247 REGGIO EMILIA 8 EMILIA RE 249 RIMINI 8 EMILIA RN 310 AREZZO 9 TOSCANA AR 311 FIRENZE 9 TOSCANA FI 312 GROSSETO 9 TOSCANA GR 313 LIVORNO 9 TOSCANA LI 314 LUCCA 9 TOSCANA LU 315 MASSA 9 TOSCANA MS 316 PISA 9 TOSCANA PI 317 PISTOIA 9 TOSCANA PT 318 SIENA 9 TOSCANA SI 319 PRATO 9 TOSCANA PO 320 PERUGIA 10 UMBRIA PG 321 TERNI 10 UMBRIA TR 5
6 330 ANCONA 11 MARCHE AN 331 ASCOLI PICENO 11 MARCHE AP 332 MACERATA 11 MARCHE MC 333 PESARO 11 MARCHE PS 340 FROSINONE 12 LAZIO FR 341 LATINA 12 LAZIO LT 342 RIETI 12 LAZIO RI 344 VITERBO 12 LAZIO VT 348 ROMA 12 LAZIO RM 349 ROMA TUSC. 12 LAZIO RM 400 CHIETI 13 ABRUZZI CH 401 L'AQUILA 13 ABRUZZI AQ 402 PESCARA 13 ABRUZZI PE 403 TERAMO 13 ABRUZZI TE 410 CAMPOBASSO 14 MOLISE CB 411 ISERNIA 14 MOLISE IS 420 AVELLINO 15 CAMPANIA AV 421 BENEVENTO 15 CAMPANIA BN 422 CASERTA 15 CAMPANIA CE 424 SALERNO 15 CAMPANIA SA 425 NAPOLI 15 CAMPANIA NA 430 BARI 16 PUGLIA BA 431 BRINDISI 16 PUGLIA BR 432 FOGGIA 16 PUGLIA FG 433 LECCE 16 PUGLIA LE 434 TARANTO 16 PUGLIA TA 440 MATERA 17 BASILICATA MT 441 POTENZA 17 BASILICATA PZ 450 CATANZARO 18 CALABRIA CZ 451 COSENZA 18 CALABRIA CS 452 REGGIO CALABRIA 18 CALABRIA RC 453 CROTONE 18 CALABRIA KR 454 VIBO VALENTIA 18 CALABRIA VV 510 AGRIGENTO 19 SICILIA AG 511 CALTANISSETTA 19 SICILIA CL 512 CATANIA 19 SICILIA CT 513 ENNA 19 SICILIA EN 514 MESSINA 19 SICILIA ME 515 PALERMO 19 SICILIA PA 516 RAGUSA 19 SICILIA RG 517 SIRACUSA 19 SICILIA SR 518 TRAPANI 19 SICILIA TP 520 CAGLIARI 20 SARDEGNA CA 521 NUORO 20 SARDEGNA NU 522 SASSARI 20 SARDEGNA SS 523 ORISTANO 20 SARDEGNA OR 350 TES. CENTRALE 21 TES. CENTRALE Circolaredm1.2 15/11/02 6

References: Articolo 1
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 articolo 7
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 Articolo 2
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