Source: http://docplayer.it/1527688-Minori-stranieri-accoglienza-temporanea-in-italia-2013-i-dati-le-norme-le-associazioni-pantone-541-cvc-pantone-300-cvc.html
Timestamp: 2018-01-20 07:25:18+00:00

Document:
MINORI STRANIERI ACCOGLIENZA TEMPORANEA IN ITALIA I dati, le norme, le associazioni PANTONE 541 CVC PANTONE 300 CVC - PDF
MINORI STRANIERI ACCOGLIENZA TEMPORANEA IN ITALIA I dati, le norme, le associazioni PANTONE 541 CVC PANTONE 300 CVC
Download "MINORI STRANIERI ACCOGLIENZA TEMPORANEA IN ITALIA 2013. I dati, le norme, le associazioni PANTONE 541 CVC PANTONE 300 CVC"
Leone Milani
1 MINORI STRANIERI ACCOGLIENZA TEMPORANEA IN ITALIA 2013 I dati, le norme, le associazioni PANTONE 541 CVC PANTONE 300 CVC
2 Finito di stampare: aprile 2013
3 MINORI STRANIERI ACCOGLIENZA TEMPORANEA IN ITALIA 2013 I dati, le norme, le associazioni
5 Sommario Introduzione L esperienza italiana: i numeri Le norme Le nuove Linee guida Elenco degli Enti e delle Associazioni
7 Introduzione I programmi solidaristici di accoglienza temporanea di minori stranieri in Italia prevedono l accoglienza e l ospitalità per periodi determinati (massimo 120 giorni nell anno solare) di bambini e adolescenti stranieri in situazioni di difficoltà. Tali programmi rappresentano una forma di solidarietà diffusa sull intero territorio nazionale, ad opera di enti, associazioni, famiglie e parrocchie, quale espressione immediata dei principi sanciti all art. 2 della Costituzione italiana, che riconosce l importanza della vocazione sociale della persona umana ad operare spontaneamente per il bene altrui. Il fenomeno ha avuto inizio più di 25 anni fa. In seguito al disastro di Chernobyl, la comunità internazionale si mobilitò in diverso modo per assistere la popolazione colpita, e in Italia uno degli interventi più significativi fu l organizzazione di soggiorni terapeutici temporanei in luoghi non contaminati per i bambini residenti nelle zone maggiormente colpite (Bielorussia e Ucraina). Ha preso così avvio un esperienza di solidarietà internazionale nella quale le famiglie italiane hanno mostrato un impegno e una costanza che non ha riscontro in altri paesi europei. Da allora, però, abbiamo assistito ad un mutamento degli obiettivi dell accoglienza e della solidarietà: accanto al tema del risanamento fisico, si è affermata la volontà delle famiglie italiane ospitanti di consentire ai minori che vivono in situazioni di povertà materiale, di abbandono e di insicurezza sociale, di creare nuovi legami affettivi e di socializzazione attraverso l incontro e l accoglienza. Attualmente, gran parte delle famiglie italiane non solo sostengono i minori attraverso l ospitalità, ma li seguono durante tutto l anno anche nel paese di origine. Nel corso dell anno 2012 hanno fatto ingresso in Italia più di minori, all interno di progetti presentati da 204 associazioni. La cittadinanza più rilevante è quella bielorussa, seguita dall Ucraina e dalla Bosnia-Erzegovina. Circa 140 minori hanno invece fatto ingresso in Italia nel contesto di progetti individuali di accoglienza, presentati da altrettanti nuclei familiari. Con il D.L. n. 95/2012, convertito con modificazioni nella L. n. 135/2012, il Comitato per i Minori Stranieri ha cessato le proprie funzioni e le attività da esso svolte sono state trasferite alla Direzione Generale dell immigrazione e delle politiche di integrazione. Ai sensi del D.P.C.M. n. 535/1999, quindi, la Direzione Generale è attualmente competente con riferimento alla valutazione e all approvazione dei programmi solidaristici, al censimento dei minori accolti e alla vigilanza sulle modalità del soggiorno. Al fine di svolgere al meglio i compiti ad essa attribuiti, anche in considerazione delle recenti modifiche normative e dell esperienza maturata, con Decreto del 19/03/2013 il Direttore Generale dell immigrazione e delle politiche di integrazione ha adottato le Linee Guida che stabiliscono i criteri di valutazione e le modalità delle richieste per l ingresso ed il soggiorno in Italia dei minori stranieri accolti nell ambito dei programmi solidaristici di accoglienza. Nell adottare le Linee Guida, particolare attenzione è stata rivolta alla semplificazione delle MINORI STRANIERI ::: Accoglienza temporanea in Italia 7
8 procedure di presentazione delle domande di nulla osta e al rafforzamento delle attività di controllo sulle modalità del soggiorno dei minori e sull affidabilità dei proponenti. Le procedure relative alla presentazione di programmi solidaristici di accoglienza temporanea presentati da enti e associazioni e quelle relative ai programmi presentati dai singoli nuclei familiari sono state inoltre rese omogenee e riunite in un unico testo. Il testo delle nuove Linee Guida è stato sottoposto a una procedura di consultazione pubblica aperta a tutti i soggetti interessati. Le nuove Linee Guida sono state approvate all esito di una Conferenza di servizi ai sensi dell art. 14 della legge n. 241/1990, alla quale hanno partecipato il Ministero dell Interno, il Ministero degli Affari Esteri e il Ministero della Salute. Roma, 8 aprile 2013 Prof.ssa Maria Cecilia Guerra Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 8 MINORI STRANIERI ::: Accoglienza temporanea in Italia
9 L esperienza italiana: i numeri Nell anno 2012 la Direzione Generale dell immigrazione e delle politiche di integrazione ha approvato progetti, presentati da enti e associazioni. A questi si aggiungono 135 programmi di accoglienza presentati da singoli nuclei familiari. Grafico 1 - Tipologia degli Enti e Associazioni proponenti i progetti di accoglienza temporanea PARROCCHIE 7% ENTI LOCALI 3% ASSOCIAZIONI 90% MINORI STRANIERI ::: Accoglienza temporanea in Italia 9
10 L accoglienza temporanea ha coinvolto minori, la maggior parte dei quali di origine bielorussa e ucraina. La tabella 1 mostra nel dettaglio i paesi di provenienza dei minori accolti. Tabella 1 Paesi di provenienza dei minori accolti PROVENIENZA , ,4 BOSNIA - ERZEGOVINA 643 4,0 FEDERAZIONE RUSSA 539 3,4 ALGERIA (Saharawi) 335 2,1 KAZAKHISTAN 156 1,0 SERBIA 110 0,7 MOLDAVIA 37 0,2 MACEDONIA 36 0,2 GIAPPONE 34 0,2 AFGHANISTAN 10 0,1 Con riferimento alle modalità di accoglienza, il grafico 2 mostra che la maggior parte dei minori sono ospitati dalle famiglie. Solo l 11% dei progetti, infatti, prevede l accoglienza dei minori in strutture dedicate. Grafico 2 Modalità di accoglienza dei minori STRUTTURA 11% FAMIGLIA 89% I programmi solidaristici di accoglienza temporanea si caratterizzano come un fenomeno diffuso su tutto il territorio nazionale, in maniera abbastanza omogenea. Seppur con qualche eccezione, infatti, in quasi tutte le regioni italiane la presenza dei minori accolti si attesta intorno al 6%. Si discosta significativamente da questa media la regione Lombardia, che ospita circa il 20% del totale dei minori accolti. 10 MINORI STRANIERI ::: Accoglienza temporanea in Italia
11 Tabella 2 - Distribuzione geografica dei minori accolti in Italia REGIONE % MINORI REGIONE % MINORI LOMBARDIA 21,8 VENETO 9 EMILIA ROMAGNA 8,7 PIEMONTE 8 LAZIO 7,8 CAMPANIA 6,8 SICILIA 6,7 PUGLIA 6,3 TOSCANA 6,1 TRENTINO ALTO ADIGE 3,8 CALABRIA 2,9 LIGURIA 2,7 MARCHE 2,4 SARDEGNA 2,3 UMBRIA 1 ABRUZZO 1 FRIULI VENEZIA GIULIA 1 MOLISE 0,9 BASILICATA 0,8 VALLE D'AOSTA 0,1 Il grafico 3 mostra che il 73% dei minori viene accolto in comuni di piccole dimensioni, a fronte del 12% accolto nelle grandi città. Grafico 3 - Dimensione dei comuni nei quali vengono accolti i minori 12% CITTÀ GRANDI 15% CITTÀ MEDIE PICCOLI COMUNI 73% MINORI STRANIERI ::: Accoglienza temporanea in Italia 11
13 Le norme Decreto legislativo n. 286 del 25 luglio 1998 Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell immigrazione e norme sulla condizione dello straniero 1 [ ] Art. 33 Comitato per i minori stranieri 1. Al fine di vigilare sulle modalità di soggiorno dei minori stranieri temporaneamente ammessi sul territorio dello Stato e di coordinare le attività delle amministrazioni interessate è istituito, senza ulteriori oneri a carico del bilancio dello Stato, un Comitato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri composto da rappresentanti dei Ministeri degli affari esteri, dell interno e di grazia e giustizia, del Dipartimento per gli affari sociali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché da due rappresentanti dell Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI), da un rappresentante dell Unione province d Italia (UPI) e da due rappresentanti di organizzazioni maggiormente rappresentative operanti nel settore dei problemi della famiglia. 2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro da lui delegato, sentiti i Ministri degli affari esteri, dell interno e di grazia e giustizia, sono definiti i compiti del Comitato di cui al comma 1, concernenti la tutela dei diritti dei minori stranieri in conformità alle previsioni della Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989, ratificata e resa esecutiva ai sensi della legge 27 maggio 1991, n In particolare sono stabilite: a) le regole e le modalità per l ingresso ed il soggiorno nel territorio dello Stato dei minori stranieri in età superiore a sei anni, che entrano in Italia nell ambito di programmi solidaristici di accoglienza temporanea promossi da enti, associazioni o famiglie italiane, nonché per l affidamento temporaneo e per il rimpatrio dei medesimi; b) le modalità di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati presenti nel territorio dello Stato, nell ambito delle attività dei servizi sociali degli enti locali e i compiti di impulso e di raccordo del Comitato di cui al comma 1 con le amministrazioni interessate ai fini dell accoglienza, del rimpatrio assistito e del ricongiungimento del minore con la sua famiglia nel Paese d origine o in un Paese terzo. 2-bis. Il provvedimento di rimpatrio del minore straniero non accompagnato per le finalità di cui al comma 2, è adottato dal Comitato di cui al comma 1. Nel caso risulti instaurato nei confronti dello stesso minore un procedimento giurisdizionale, l autorità giudiziaria rilascia il nulla osta, salvo che sussistano inderogabili esigenze processuali. 3. Il Comitato si avvale, per l espletamento delle attività di competenza, del personale e dei mezzi in dotazione al Dipartimento degli affari sociali della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed ha sede presso il Dipartimento medesimo. 1 A seguito dell entrata in vigore dell art. 12, comma 20, del D.L. n. 95/2012, convertito con modificazioni nella L. n. 135/2012, il Comitato per i Minori Stranieri ha cessato le proprie funzioni e le attività da esso svolte sono state trasferite alla Direzione Generale dell immigrazione e delle politiche di integrazione. Tutti i richiami normativi al Comitato per i minori stranieri si intendono pertanto riferiti alla Direzione Generale dell immigrazione e delle politiche di integrazione. MINORI STRANIERI ::: Accoglienza temporanea in Italia 13
14 Decreto del Presidente del Consiglio Dei Ministri n. 535 del 9 Dicembre 1999 Regolamento concernente i compiti del Comitato per i minori stranieri, a norma dell articolo 33, commi 2 e 3 bis, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n Il Presidente Del Consiglio Dei Ministri Visto il testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, approvato con decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come modificato dal decreto legislativo 19 ottobre 1998, n. 380, e dal decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 113; Visto, in particolare, l articolo 33, commi 2 e 2-bis, del citato decreto legislativo n. 286 del 1998, concernente l istituzione e i compiti del Comitato per i minori stranieri; Vista la risoluzione del Consiglio dell Unione europea del 26 giugno 1997, sui minori non accompagnati, cittadini di Paesi terzi; Vista la Convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989, ratificata e resa esecutiva con legge 27 maggio 1991, n. 176, e, in particolare, gli articoli 2, 20, 22; Vista la legge 30 giugno 1975, n. 396, recante ratifica ed esecuzione della convenzione europea relativa al rimpatrio dei minori, firmata all Aja il 28 maggio 1970; Visto l articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400; Sentito il parere del Garante per la protezione dei dati personali; Sentita la Conferenza unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nell adunanza del 26 luglio 1999; Vista la nota 20 ottobre 1999, n. 133, della Corte dei conti - Ufficio di controllo sugli atti della Presidenza del Consiglio dei Ministri; Sulla proposta del Ministro per la solidarietà sociale, sentiti i Ministri degli affari esteri, dell interno e della giustizia; Adotta il seguente regolamento: CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 Oggetto e definizioni 1. Il presente regolamento, ai sensi dell articolo 33 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, approvato con decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come modificato dall articolo 5 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 113, e senza ulteriori oneri a carico del bilancio dello Stato, disciplina i compiti del Comitato per i minori stranieri e le materie indicate al predetto articolo 33, comma 2, lettere a) e b). 2. Per minore straniero non accompagnato presente nel territorio dello Stato, di seguito 2 Vedi nota 1 14 MINORI STRANIERI ::: Accoglienza temporanea in Italia
15 denominato minore presente non accompagnato, s intende il minorenne non avente cittadinanza italiana o di altri Stati dell Unione europea che, non avendo presentato domanda di asilo, si trova per qualsiasi causa nel territorio dello Stato privo di assistenza e rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili in base alle leggi vigenti nell ordinamento italiano. 3. Per minore straniero non accompagnato accolto temporaneamente nel territorio dello Stato, di seguito denominato minore accolto, s intende il minore non avente cittadinanza italiana o di altri Stati dell Unione europea, di età superiore a sei anni, entrato in Italia nell ambito di programmi solidaristici di accoglienza temporanea promossi da enti, associazioni o famiglie, ancorché il minore stesso o il gruppo di cui fa parte sia seguito da uno o più adulti con funzioni generiche di sostegno, di guida e di accompagnamento. 4. Per rimpatrio assistito si intende l insieme delle misure adottate allo scopo di garantire al minore interessato l assistenza necessaria fino al ricongiungimento coi propri familiari o al riaffidamento alle autorità responsabili del Paese d origine, in conformità alle convenzioni internazionali, alla legge, alle disposizioni dell autorità giudiziaria ed al presente regolamento. Il rimpatrio assistito deve essere finalizzato a garantire il diritto all unità familiare del minore e ad adottare le conseguenti misure di protezione. 5. Per testo unico si intende il decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, recante il testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, come modificato dal decreto legislativo n. 380 del 1998 e dal decreto legislativo n. 113 del Per Comitato si intende il Comitato per i minori stranieri di cui all articolo 33 del testo unico. CAPO II COMITATO PER I MINORI STRANIERI Articolo 2 Compiti del Comitato 1. Il Comitato opera al fine prioritario di tutelare i diritti dei minori presenti non accompagnati e dei minori accolti, in conformità alle previsioni della Convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989, ratificata e resa esecutiva con legge 27 maggio 1991, n Ai fini del comma 1, il Comitato: a) vigila sulle modalità di soggiorno dei minori; b) coopera e si raccorda con le amministrazioni interessate; c) delibera, ai sensi dell articolo 8, previa adeguata valutazione, secondo criteri predeterminati, in ordine alle richieste provenienti da enti, associazioni o famiglie italiane, per l ingresso di minori accolti nell ambito di programmi solidaristici di accoglienza temporanea, nonché per l affidamento temporaneo e per il rimpatrio dei medesimi; d) provvede alla istituzione e alla tenuta dell elenco dei minori accolti nell ambito delle iniziative di cui alla lettera c); e) accerta lo status del minore non accompagnato ai sensi dell articolo 1, comma 2, sulla base MINORI STRANIERI ::: Accoglienza temporanea in Italia 15
16 delle informazioni di cui all articolo 5; f) svolge compiti di impulso e di ricerca al fine di promuovere l individuazione dei familiari dei minori presenti non accompagnati, anche nei loro Paesi di origine o in Paesi terzi, avvalendosi a tal fine della collaborazione delle competenti amministrazioni pubbliche e di idonei organismi nazionali ed internazionali, e può proporre al Dipartimento per gli affari sociali di stipulare apposite convenzioni con gli organismi predetti; g) in base alle informazioni ottenute, può adottare, ai fini di protezione e di garanzia del diritto all unità familiare di cui all articolo 1, comma 4, il provvedimento di cui all articolo 7, di rimpatrio assistito dei minori presenti non accompagnati; h) definisce criteri predeterminati di valutazione delle richieste per l ingresso di minori accolti di cui al comma 2, lettera c); i) provvede al censimento dei minori presenti non accompagnati, secondo le modalità previste dall articolo Il Comitato può effettuare il trattamento dei dati sensibili, di cui al comma 1 dell articolo 22 della legge 31 dicembre 1996, n. 675, che ad esso pervengono o che sono acquisiti ai sensi del presente regolamento, in particolare per quanto attiene all origine razziale ed etnica del minore, della famiglia di origine e degli adulti legalmente responsabili o con funzioni di sostegno, di guida e di accompagnamento, alle loro convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, allo stato di salute. Dei dati sensibili possono essere effettuate, in relazione alle competenze istituzionali del Comitato, di cui all articolo 33 del testo unico e al presente regolamento, le operazioni di raccolta, registrazione, organizzazione, conservazione, elaborazione, estrazione, raffronto, utilizzo, interconnessione, blocco, comunicazione, cancellazione e distruzione; la diffusione può essere effettuata in forma anonima e per finalità statistiche, di studio, di informazione e ricerca. Articolo 3 Costituzione ed organizzazione del Comitato 1. Il Comitato è nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ed è composto da nove rappresentanti: uno del Dipartimento per gli affari sociali della Presidenza del Consiglio dei Ministri; uno del Ministero degli affari esteri; uno del Ministero dell interno; uno del Ministero della giustizia; due dell Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI); uno dell Unione province italiane (UPI); due delle organizzazioni maggiormente rappresentative operanti nel settore dei problemi della famiglia e dei minori non accompagnati. 2. Per ogni membro effettivo è nominato un supplente. I membri rappresentanti delle pubbliche amministrazioni di cui al comma 1 devono rivestire una qualifica dirigenziale o equiparata, ove prescelti tra i dipendenti delle medesime amministrazioni. 3. Il Comitato è presieduto dal rappresentante designato dal Dipartimento per gli affari sociali e si riunisce, su convocazione del presidente, che redige l ordine del giorno della riunione, in relazione a singole necessità e almeno una volta ogni trimestre. 4. I compiti di segreteria e di supporto al Comitato sono svolti da personale in servizio presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per gli affari sociali. 16 MINORI STRANIERI ::: Accoglienza temporanea in Italia
17 5. In caso di urgenza, per situazioni in relazione alle quali sia improcrastinabile l intervento a tutela della salute psicofisica del minore, i poteri del Comitato sono esercitabili dal presidente o da un componente da lui delegato, salva la ratifica da parte del Comitato nella prima riunione successiva all esercizio dei poteri medesimi. I provvedimenti non ratificati perdono efficacia dal momento in cui sono stati adottati. 6. In caso di necessità, il Comitato comunica la situazione del minore al giudice tutelare competente, per l eventuale nomina di un tutore provvisorio. Articolo 4 Strumenti operativi 1. Il Dipartimento per gli affari sociali della Presidenza del Consiglio dei Ministri può finanziare programmi finalizzati all accoglienza ed al rimpatrio assistito dei minori presenti non accompagnati, proposti dal Comitato, nei limiti delle risorse preordinate allo scopo nell ambito del Fondo di cui all articolo 45 del testo unico e dell articolo 60 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n È autorizzata, nel rispetto delle leggi sulla tutela della riservatezza, e nei limiti delle risorse di cui al comma 1, l istituzione e la gestione di una banca dati, contenente gli elementi necessari per l attuazione e la garanzia dei diritti inerenti alla popolazione di minori stranieri ed ogni altra notizia o informazione utili per il raggiungimento degli scopi istituzionali del Comitato. 3. Nella banca dati possono essere contenuti dati comuni e, secondo quanto stabilito dall articolo 2, comma 3, dati sensibili. L accesso ai dati è consentito, per l esercizio delle competenze istituzionali del Comitato, a ciascuno dei suoi componenti e, su autorizzazione del presidente, al personale di segreteria e di supporto di cui all articolo 3, comma 4. Il Capo del Dipartimento per gli affari sociali, sentito il presidente del Comitato, può autorizzare l accesso ai dati agli organismi e agli uffici della Presidenza del Consiglio dei Ministri e ad altri enti ed organismi pubblici, per finalità statistiche, di studio, di informazione e di ricerca, nonché ad organismi pubblici o privati operanti nel campo della tutela dei diritti dei minori immigrati, quando ciò si renda necessario per il migliore perseguimento dell interesse del minore per il quale sono in corso, da parte dei medesimi enti ed organismi, iniziative di protezione, di assistenza o di rimpatrio assistito. L accesso ai dati è altresì consentito all autorità giudiziaria e agli organi di polizia. 4. I soggetti esterni che, ai sensi del comma 3, acquisiscono i dati sono tenuti a conservarli in strutture di sicurezza; quando sono acquisiti in formato elettronico, il trasferimento e l accesso devono essere adeguatamente protetti. CAPO III CENSIMENTO E ACCOGLIENZA DEI MINORI PRESENTI NON ACCOMPAGNATI Articolo 5 Censimento 1. I pubblici ufficiali, gli incaricati di pubblico servizio e gli enti, in particolare che svolgono attività sanitaria o di assistenza, i quali vengano comunque a conoscenza dell ingresso o della presenza sul territorio dello Stato di un minorenne straniero non accompagnato, sono tenuti a darne immediata notizia al Comitato, con mezzi idonei a garantirne la riservatezza. La notizia MINORI STRANIERI ::: Accoglienza temporanea in Italia 17
18 deve essere corredata di tutte le informazioni disponibili relative, in particolare, alle generalità, alla nazionalità, alle condizioni fisiche, ai mezzi attuali di sostentamento ed al luogo di provvisoria dimora del minore, con indicazione delle misure eventualmente adottate per far fronte alle sue esigenze. 2. La segnalazione di cui al comma 1 non esime dall analogo obbligo nei confronti di altri uffici o enti, eventualmente disposto dalla legge ad altri fini. Il Comitato è tuttavia tenuto ad effettuare la segnalazione ad altri uffici o enti, quando non risulti in modo certo che essa sia stata già effettuata. 3. L identità del minore è accertata dalle autorità di pubblica sicurezza, ove necessario attraverso la collaborazione delle rappresentanze diplomatico-consolari del Paese di origine del minore. Articolo 6 Accoglienza 1. Al minore non accompagnato sono garantiti i diritti relativi al soggiorno temporaneo, alle cure sanitarie, all avviamento scolastico e alle altre provvidenze disposte dalla legislazione vigente. 2. Al fine di garantire l adeguata accoglienza del minore il Comitato può proporre al Dipartimento per gli affari sociali di stipulare convenzioni con amministrazioni pubbliche e organismi nazionali e internazionali che svolgono attività inerenti i minori non accompagnati in conformità ai principi e agli obiettivi che garantiscono il superiore interesse del minore, la protezione contro ogni forma di discriminazione, il diritto del minore di essere ascoltato. Articolo 7 Rimpatrio assistito 1. Il rimpatrio deve svolgersi in condizioni tali da assicurare costantemente il rispetto dei diritti garantiti al minore dalle convenzioni internazionali, dalla legge e dai provvedimenti dell autorità giudiziaria, e tali da assicurare il rispetto e l integrità delle condizioni psicologiche del minore, fino al riaffidamento alla famiglia o alle autorità responsabili. Dell avvenuto riaffidamento è rilasciata apposita attestazione da trasmettere al Comitato. 2. Salva l applicazione delle misure previste dall articolo 6, il Comitato dispone il rimpatrio assistito del minore presente non accompagnato, assicurando che questi sia stato previamente sentito, anche dagli enti interessati all accoglienza, nel corso della procedura. 3. Le amministrazioni locali competenti e i soggetti presso i quali il minore soggiorna cooperano con le amministrazioni statali cui è affidato il rimpatrio assistito. CAPO IV INGRESSO E SOGGIORNO DEI MINORI ACCOLTI Articolo 8 Ingresso 1. I proponenti pubblici e privati, che intendono ottenere il nulla-osta del Comitato per la realizzazione di iniziative di cui all articolo 2, comma 2, lettera c), presentano domanda al Comitato medesimo. La domanda, formulata sulla base di una modulistica predisposta dal Comi- 18 MINORI STRANIERI ::: Accoglienza temporanea in Italia
19 tato, corredata dei dati relativi all attività già svolta dal proponente e alla sua natura giuridica, deve comunque indicare il numero dei minori da ospitare, il numero degli accompagnatori con relativa qualifica, il Paese di provenienza e gli altri requisiti ed i documenti richiesti. 2. Il Comitato valuta la domanda al fine di stabilire la validità e l opportunità dell iniziativa nell interesse dei minori. Della deliberazione è data tempestiva comunicazione al proponente e alle autorità competenti, alle quali sono trasmessi gli elenchi nominativi dei minori e degli accompagnatori per i successivi riscontri in occasione dell ingresso nel territorio nazionale e dell uscita da esso e per i successivi controlli nel corso del soggiorno. 3. La valutazione favorevole dell iniziativa è subordinata alle informazioni sulla affidabilità del proponente. Il Comitato può richiedere informazioni al sindaco del luogo in cui il proponente opera, ovvero alla prefettura, in ordine alle iniziative di cui all articolo 2, comma 2, lettera c), localmente già realizzate dal proponente. Le informazioni concernenti il referente estero dell iniziativa sono richieste tramite la rappresentanza diplomatico - consolare competente. 4. Il Comitato può considerare come valide le informazioni assunte in occasione di iniziative precedenti, riguardo al proponente o alle famiglie o alle strutture ospitanti. In tal senso può confermare la valutazione, positiva o negativa, sulla loro affidabilità. 5. Il Comitato delibera entro quarantacinque giorni dal ricevimento della domanda di cui al comma 1, previa verifica della completezza delle dichiarazioni e della documentazione. Il termine è di quindici giorni per le provenienze da Paesi non soggetti a visto. 6. I proponenti devono comunicare per iscritto al Comitato, entro cinque giorni, l avvenuto ingresso dei minori nel territorio dello Stato, specificando il loro numero e quello degli accompagnatori effettivamente entrati, il posto di frontiera e la data. Analoga comunicazione dovrà essere effettuata successivamente all uscita dei minori e degli accompagnatori dal territorio dello Stato. Le comunicazioni di cui al presente comma sono effettuate previa apposizione del timbro di controllo sulla documentazione di viaggio da parte dell organo di polizia di frontiera. Articolo 9 3 Soggiorno 1. La durata totale del soggiorno di ciascun minore non può superare i centoventi giorni, continuativi o frutto della somma di più periodi, riferiti alle permanenze effettive nell anno solare, fruiti nel rispetto della normativa sui visti di ingresso. Il Comitato può proporre alle autorità competenti l eventuale estensione della durata del soggiorno in relazione a casi di forza maggiore. L eventuale estensione della durata della permanenza è comunicata alla questura competente ai fini dell eventuale rinnovo o della proroga del permesso di soggiorno per gli accompagnatori e per i minori. Il presente regolamento, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. 3 Articolo così modificato dal D.P.C.M. n.191/2011. MINORI STRANIERI ::: Accoglienza temporanea in Italia 19
20 Le nuove Linee guida Linee guida che stabiliscono i criteri di valutazione e le modalità delle richieste per l ingresso e il soggiorno in Italia dei minori stranieri accolti nell ambito dei programmi solidaristici di accoglienza temporanea A. LINEE GUIDA PER GLI ENTI E LE ASSOCIAZIONI Gli enti e le associazioni che intendono promuovere programmi solidaristici di accoglienza temporanea a favore di minori stranieri, dopo aver preso contatti con l ufficio minori stranieri della Direzione Generale dell immigrazione e delle politiche di integrazione, hanno l obbligo di: 1 Richiedere alla Direzione Generale dell Immigrazione e delle politiche di integrazione l approvazione del programma solidaristico che intendono realizzare. (art. 8, commi 1, 3 e 5 D.P.C.M. n. 535/1999) Il programma è valutato prioritariamente in base a tre criteri: validità e opportunità dell iniziativa, affidabilità degli enti e delle associazioni proponenti, affidabilità delle informazioni concernenti il referente estero. Gli enti e le associazioni che intendono realizzare programmi solidaristici di accoglienza temporanea presentano domanda almeno 70 giorni prima della data prevista per l ingresso dei minori nel territorio italiano. In caso di incompletezza della documentazione, gli enti e le associazioni disporranno di 15 giorni dalla richiesta di integrazione della Direzione Generale dell immigrazione e delle politiche di integrazione per fornire la documentazione necessaria alla verifica della congruità della domanda presentata. Per ogni programma deve essere presentata singola domanda di approvazione, corredata della documentazione richiesta. La Direzione Generale dell immigrazione e delle politiche di integrazione, all atto della ricezione e della protocollazione, assegna ad ogni programma un codice identificativo che dovrà essere riportato dagli enti e dalle associazioni su tutte le successive comunicazioni, nonché sulla documentazione inviata alle Autorità interessate. La Direzione Generale dell immigrazione e delle politiche di integrazione delibera entro 45 giorni dalla ricezione delle integrazioni l approvazione del programma solidaristico, e ne da comunicazione agli enti e alle associazioni che hanno presentato il progetto, alle Rappresentanze diplomatico-consolari e alle Questure interessate. La Direzione Generale dell immigrazione e delle politiche di integrazione si riserva la facoltà di non prendere in esame le domande presentate oltre i termini indicati. In caso di approvazione, la Direzione Generale dell immigrazione e delle politiche di integrazione trasmette alle competenti Autorità diplomatico-consolari anche gli elenchi nominativi dei minori beneficiari e dei loro accompagnatori. Gli enti e le associazioni devono comunicare alla Direzione Generale dell immigrazione e delle politiche di integrazione qualsiasi variazione 20 MINORI STRANIERI ::: Accoglienza temporanea in Italia
DIREZIONE GENERALE DELL IMMIGRAZIONE E DELLE POLITICHE DI INTEGRAZIONE A. LINEE GUIDA PER GLI ENTI E LE ASSOCIAZIONI
A. LINEE GUIDA PER GLI ENTI E LE ASSOCIAZIONI Gli enti e le associazioni che intendono promuovere programmi solidaristici di accoglienza temporanea a favore di minori stranieri, dopo aver preso contatti
LINEE GUIDA SUI MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI:
DIREZIONE GENERALE DELL IMMIGRAZIONE E DELLE POLITICHE DI INTEGRAZIONE LINEE GUIDA SUI MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI: LE COMPETENZE DELLA DIREZIONE GENERALE DELL IMMIGRAZIONE E DELLE POLITICHE DI INTEGRAZIONE
ACCORDO PERMESSI STUDIO BOZZA FARNESINA OTTOBRE 2009
ACCORDO PERMESSI STUDIO BOZZA FARNESINA OTTOBRE 2009 Tra il Governo della Repubblica Italiana e io Governo della Repubblica di Belarus sulle procedure per realizzare soggiorni studio nella repubblica italiana

References: art. 2
 art. 14
 Art. 33
 art. 12
 articolo 33
 articolo 33
 articolo 17
 Articolo 1
 articolo 33
 articolo 5
 articolo 33
 articolo 33
 Articolo 2
 articolo 8
 articolo 1
 articolo 5
 articolo 1
 articolo 7
 articolo 22
 articolo 33
 Articolo 3
 Articolo 4
 articolo 45
 articolo 60
 articolo 2
 articolo 3
 Articolo 5
 Articolo 6
 Articolo 7
 articolo 6
 Articolo 8
 articolo 2
 articolo 2
 Articolo 9