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Timestamp: 2018-02-23 19:19:00+00:00

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PROTOCOLLO DI INTESA TRA REGIONE LAZIO- DIREZIONE RAGIONALE POLITICHE SOCIALI E FAMIGLIA E L UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL LAZIO - PDF
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1 PROTOCOLLO DI INTESA TRA REGIONE LAZIO- DIREZIONE RAGIONALE POLITICHE SOCIALI E FAMIGLIA E L UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL LAZIO La Regione Lazio - Direzione Ragionale Politiche Sociali e Famiglia rappresentata da Raniero Vincenzo De Filippis E l Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio, del Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca rappresentato da Maria Maddalena Novelli; AL FINE DI favorire l attuazione degli Accordi di programma stipulati tra la Regione Lazio Direzione Politiche Sociali e Famiglia, e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Direzione Generale dell Immigrazione aventi ad oggetto interventi a carattere strutturale volti a favorire l apprendimento della lingua italiana da parte dei cittadini stranieri immigrati regolarmente presenti nel territorio regionale mediante la rete dei Centri Territoriali Permanenti per l Istruzione e la Formazione in Età Adulta (C.T.P) del Lazio, istituiti con ordinanza ministeriale 455/97, anche nella prospettiva della loro eventuale trasformazione nei Centri Provinciali per l Istruzione degli Adulti (C.P.I.A) previsti dal comma 632 della Legge 296/2001, sulla base del ruolo fondamentale che i C.T.P. svolgono nell accoglienza degli stranieri e nella diffusione della conoscenza della lingua italiana, sia tramite l erogazione di percorsi finalizzati al conseguimento di titoli di studio sia con l attivazione di corsi di integrazione linguistica e sociale, come definito nell Accordo quadro del 17/11/2010. CONSIDERATO CHE - l art. 9, comma 2 bis, del d.lgs. n. 286/1998, introdotto dall articolo 1, comma 22, lettera i), della legge n. 94/2009, concernente il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, subordina il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo al superamento di un test di conoscenza della lingua italiana, le cui modalità di svolgimento sono determinate con Decreto del Ministro dell Interno di concerto con il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca; 1
2 - il Decreto del Ministero dell Interno di concerto con il Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca del 4 giugno 2010 disciplina le modalità di svolgimento del test di conoscenza della lingua italiana, previsto dall articolo 9 del citato d.lgs. n. 286/1998; al Decreto è seguito in data 11/11/2010 tra il Ministero dell Interno- Dipartimento per le Libertà Civili e l Immigrazione e il Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Dipartimento Istruzione, un Accordo Quadro, con il quale le Parti si impegnano alla più ampia e proficua collaborazione al fine di realizzare gli interventi volti ad assicurare la piena applicazione del Decreto ministeriale del 04/06/2010, definendo un piano integrato di azioni finalizzate alla realizzazione delle attività necessarie per lo svolgimento del test di conoscenza della lingua italiana e, dall altro, ad agevolare l acquisizione della conoscenza della lingua italiana da parte degli stranieri, anche ai fini dell innalzamento dei livelli di istruzioni e delle competenze in materia di orientamento civico; - Con Decreto n. 179 del 14/09/2011 pubblicato sulla GU n. 263 del viene disciplinato l Accordo di Integrazione il quale prevede che lo Stato si impegni a sostenere il processo di integrazione dello straniero attraverso l'assunzione di ogni idonea iniziativa in raccordo con le Regioni e gli Enti locali, anche in collaborazione con i Centri per l'istruzione degli Adulti, di cui all'articolo 1, comma 632, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (ora C.T.P.). Questi ultimi possono avvalersi delle organizzazioni del terzo settore di cui al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30 marzo 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 188 del 14 agosto 2001, e delle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori, nell'ambito delle rispettive competenze; - il Piano per l integrazione nella sicurezza Identità e incontro, approvato dal Consiglio dei Ministri in data , per ciascun immigrato che arriva in Italia, fatte salve le tutele e le garanzie previste per i richiedenti protezione internazionale, individua le principali linee di azione e gli strumenti da adottare al fine di promuovere un efficace percorso di integrazione delle persone immigrate, in grado di coniugare accoglienza e sicurezza ed, in particolare, individua nell educazione ed apprendimento della lingua italiana uno degli assi basilari su cui sviluppare con successo il percorso di integrazione del migrante; - il Piano per l integrazione afferma che passo indispensabile nel percorso di integrazione è lo sviluppo di un sistema di riconoscimento e certificazione delle competenze professionali che consenta al lavoratore straniero di posizionarsi sul mercato del lavoro e progettare il proprio percorso di crescita e valorizzazione personale oltre che professionale; - il Piano per l integrazione afferma che l ottimizzazione nell impiego delle risorse disponibili, sia nazionali sia comunitarie, esige una programmazione sistemica che sia capace di superare la frammentazione degli interventi, coordinando ed integrando tutti gli strumenti finanziari esistenti, e ciò può essere realizzato attraverso un maggiore raccordo tra le fonti finanziarie disponibili in modo da evitare la frammentazione della spesa e la sovrapposizione degli interventi, in particolare mediante la definizione di obiettivi condivisi, 2
3 verso cui direzionare l azione e le risorse dei vari livelli di governo, in conformità al principio del buon andamento della pubblica amministrazione; - è necessario favorire il consolidamento della collaborazione interistituzionale con le reti dei C.T.P. in ragione della capillare diffusione sul territorio e delle professionalità presenti all interno delle strutture coinvolte; - il Parlamento Europeo, con la Risoluzione sulle strategie e i mezzi per l integrazione degli immigrati nell Unione europea P6 TA(2006)0318 (GU C 303E del ) individua tra le priorità dell Unione europea la valorizzazione delle opportunità di istruzione e di apprendimento linguistico per gli immigrati e i loro discendenti, al fine di eliminare il divario in termini di risultati rispetto alle altre persone; - allo stesso modo, il Ministero dell Interno - Dipartimento per le Libertà Civili e l Immigrazione-Direzione Centrale per le Politiche dell immigrazione e dell asilo, mediante il Fondo Europeo per l integrazione di Cittadini di Paesi Terzi , intende finanziare progetti regionali a carattere territoriale finanziati a valere del Fondo Europeo per l Integrazione di cittadini di Paesi terzi e di altri eventuali fondi che si rendano disponibili riguardanti la formazione linguistica ed educazione civica degli immigrati regolarmente presenti sul territorio nazionale; - la Legge Regionale n. 10 del 14 luglio 2008, art. 11, che prevede per gli stranieri immigrati, anche nella tutela del diritto d asilo, in collaborazione con le competenti amministrazioni statali e locali, la promozione di iniziative volte a favorire l apprendimento ed il perfezionamento della lingua italiana; - la Regione Lazio, con il Progetto PRIR-Lazio (Progetto regionale di Inclusione Sociale per i Richiedenti/ titolari protezione internazionale, approvato con DGR 201/2011) prevede la promozione dell integrazione sociale dei soggetti Richiedenti/Titolari protezione internazionale e profughi, attraverso la sistematizzazione del processo di accoglienza qualificata garantendo, tra l altro, le conoscenze linguistiche attraverso la fruizione di corsi di alfabetizzazione, apprendimento e/o consolidamento della lingua italiana; - la Regione Lazio - Direzione Regionale Politiche Sociali e Famiglia, dal 2010 in una strategia di continuità, ha istaurato con l Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio e con i C.T.P. del Lazio una stretta collaborazione finalizzata all ottimizzazione della rete territoriale interistituzionale per l attuazione di misure per l insegnamento della lingua italiana agli stranieri regolarmente residenti nel territorio regionale; - l Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio ha sottoscritto un protocollo con le Prefetture del Lazio in data 10/01/2011, con lo scopo di individuare le istituzioni scolastiche nelle quali svolgere il test di lingua italiana, secondo i criteri e le modalità previste dall art. 4 del suddetto Accordo Quadro e successive circolari attuative; in tale protocollo vengono definiti gli obblighi delle Parti ai sensi dell art.5 dello stesso Accordo Quadro, e si prevede che i Centri Territoriali Permanenti assicurino il necessario supporto alle istituzioni 3
4 scolastiche anche attraverso accordi con enti pubblici e privati, e attraverso le associazioni attive nel campo di assistenza agli immigrati. SI CONVIENE QUANTO SEGUE: ARTICOLO I La Direzione Ragionale Politiche Sociali e Famiglia - Regione Lazio (di seguito la Direzione) e l Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio (di seguito U.S.R. - Lazio), si impegnano a mettere a regime un sistema strutturato di formazione linguistica ed educazione civica degli stranieri regolarmente presenti, avente lo scopo di promuovere un efficace percorso di integrazione, anche in collaborazione con il III settore. A tal fine si impegnano a realizzare percorsi formativi nei C.T.P., finalizzati al conseguimento di una conoscenza della lingua italiana attestata a livello A2 ai fini dell esonero dal test o che ne facilitino l accesso, mediante un informazione mirata e capillare capace di orientare i destinatari al suo utilizzo, riducendo al minimo la dispersione di tempo e di risorse economiche. In particolare, la Direzione e l U.S.R. Lazio si impegnano ad attivare un programma in ambito regionale, avvalendosi dei C.T.P., caratterizzato dalla previsione di moduli formativi inerenti l alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana e la conoscenza di base della cultura e dell educazione civica italiana, e, più in generale, a promuovere l acquisizione di un attestazione della conoscenza della lingua italiana non inferiore al livello A2 del Quadro comune di riferimento europeo per la conoscenza delle lingue approvato dal Consiglio d Europa. La Direzione e l U.S.R. - Lazio si impegnano altresì a collaborare fattivamente per la realizzazione di quanto previsto nell Accordo di Integrazione. ARTICOLO 2 E costituita un apposita struttura di governo del presente Protocollo composta dalla Regione Lazio- Direzione Politiche Sociali e Famiglia, dall Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio e dall Assessore alle Politiche Sociali e della Famiglia della Regione Lazio, con compiti di programmazione e valutazione tecnica periodica dello stato di avanzamento della collaborazione di cui all art. 1. ARTICOLO 3 E costituito un apposito Gruppo di Lavoro composto da referenti nominati dalla Regione Lazio - Direzione Politiche Sociali e Famiglia, dall Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio e dall Assessore alle Politiche Sociali e della Famiglia, con il compito di definire le modalità attuative del suddetto Protocollo che avverrà 4
5 mediante apposite convenzioni tra la Direzione Regionale delle Politiche Sociali e Famiglia e il C.T.P. individuato dall U.S.R.- Lazio nell ambito della rete di coordinamento dei C.T.P. Il presente Protocollo ha validità triennale a partire dalla data della sua sottoscrizione e potrà essere modificato, su richiesta di una delle parti. 5

References: art. 9
 articolo 1
 articolo 9
 art. 11
 art. 4
 art.5
 ARTICOLO 2
 art. 1
 ARTICOLO 3