Source: https://francescocolaci.wordpress.com/2011/09/18/pubblicata-legge-conversione-decreto-legge-manovra-finanziaria-bis/
Timestamp: 2015-03-29 22:21:20+00:00

Document:
PUBBLICATA LEGGE CONVERSIONE DECRETO LEGGE MANOVRA FINANZIARIA BIS | Francesco Colaci's BLOG
« PERMESSI ART.33 LEGGE 104/92:DOMICILIO -RESIDENZA- LAVORO PART TIME- CUMULABILITA’ PERMESSI
DECRETO INTERMINISTERIALE POLI LOGISTICI INTEGRATI »
PUBBLICATA LEGGE CONVERSIONE DECRETO LEGGE MANOVRA FINANZIARIA BIS
Sulla Gazzetta Ufficiale n.216 del 16 settembre 2011 risulta pubblicata la legge n.148/2011 ,di conversione del dec.legge n.138/2011,contenti le disposizioni relative alla manovra finanziaria bis ,
Con riserva di trattare singolarmente gli argomenti disciplinati dal testo coordinato decreto legge/legge di conversione, ssi evidenziano gli stessi ,seguendo l’ articolato normativo ,precisando che “in grassetto” ovvero tra i segni ((…))vengono indicate le variazioni e le aggiunte intervenute dalla legge di conversione ,che ,si ricorda ,hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
Art.01-REVISIONE INTEGRALE SPESA PUBBLICA Per l’obiettivo di razionalizzazione della spesa e di superamento del criterio della spesa storica, il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con i Ministri interessati, presenta al Parlamento entro il 30 novembre 2011 un programma per la riorganizzazione della spesa pubblica ,contenente , le linee-guida per l’integrazione operativa delle agenzie fiscali, la razionalizzazione di tutte le strutture periferiche dell’amministrazione dello Stato e la loro tendenziale concentrazione in un ufficio unitario a livello provinciale, il coordinamento delle attivita’ delle forze dell’ordine, l’accorpamento degli enti della previdenza pubblica, la razionalizzazione dell’organizzazione giudiziaria civile, penale, amministrativa, militare e tributaria a rete, la riorganizzazionedella rete consolare e diplomatica , anche al fine dievitare possibili duplicazioni di strutture ed implementare le possibili strategie di miglioramento dei risultati ottenibili con le
risorse stanziate Entro venti giorni dalla data di entrata in vigore della legge
di conversione del presente decreto, il Ministro dell’economia e
delle finanze provvede a definire le modalita’ della predisposizione
del programma di cui al comma 1 e della relativa attuazione. Art 1- DISPOSIZIONI RIDUZIONE SPESA PUBBLICA A) RIDUZIONE SPESE FUNZIONAMENTO MINISTERI Al fine di consentire una progressiva riduzione della spesa corrente primaria
in rapporto al PIL, nel corso degli anni 2012 e 2013, le spese di funzionamentorelative alle missioni di spesa di ciascun Ministero sono ridotte,rispettivamente, fino all’1 per cento per ciascun anno rispetto alle spese risultanti dal bilancio consuntivo relativo all’anno 2010 e le dotazioni finanziarie delle missioni di spesa di ciascun Ministero,previste dalla legge di bilancio, relative agli interventi, sonoridotte fino all’1,5 per cento. Nella medesima misura prevista dal periodo precedente, per gli stessi anni le dotazioni finanziarie per le missioni di spesa per ciascun Ministero previste dalla legge di bilancio, relative agli oneri comuni di parte corrente e di conto capitale, sono ridotte fino allo 0,5 per cento per ciascuno dei due anni e per gli anni 2014, 2015 e 2016 la spesa primaria del bilanciodello Stato puo’ aumentare in termini nominali, in ciascun anno, rispetto alla spesa corrispondente registrata nel rendiconto dell’anno precedente, di una percentuale non superiore al 50 per cento dell’incremento del PIL previsto dal Documento di economia e finanza B) RIDUZIONE DOTAZIONI ORGANICHE PP.AA. .Le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, ivi inclusa la Presidenza del Consiglio dei Ministri, le agenzie, incluse le agenzie fiscali di cui agli articoli 62, 63 e 64 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 e successive modificazioni e integrazioni, gli enti pubblici non economici, gli enti di ricerca, nonche’ gli enti pubblici di cui all’articolo 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni ed integrazioni , provvedono : a) ad apportare, entro il 31 marzo 2012, un’ulteriore riduzionedegli uffici dirigenziali di livello non generale, e delle relativedotazioni organiche, in misura non inferiore al 10 per cento b) alla rideterminazione delle dotazioni organiche del personalenon dirigenziale, ad esclusione di quelle degli enti di ricerca,apportando una ulteriore riduzione non inferiore al 10 per centodella spesa complessiva relativa al numero dei posti di organico di tale personale .
Alle amministrazioni che non abbiano adempiuto a quanto previsto dalle lettere a) e b) entro il 31 marzo 2012 e’ fatto comunque divieto, ad ecorrere dalla predetta data, di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto; continuano ad essere esclusi dal predetto divieto gli incarichi conferiti ai sensi
dell’articolo 19, commi 5-bis e 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni. Fino all’emanazione dei provvedimenti di cui alle lettere a) e b) , le dotazioni organiche sono
provvisoriamente individuate in misura pari ai posti coperti alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto; sono fatte salve le procedure concorsuali e di mobilita’ nonche’ di conferimento di incarichi ai sensi dell’articolo 19, commi 5-bis e 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001 avviate alla predetta data.
Restano esclusi dall’applicazione di quanto sopra il personale amministrativo operante presso gli uffici giudiziari, la Presidenza del Consiglio, le Autorita’ di bacino di rilievo nazionale, il Corpo
della polizia penitenziaria, i magistrati, l’Agenzia italiana del farmaco, nei limiti consentiti dalla normativa vigente, nonche’ le strutture del comparto sicurezza, delle Forze armate, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e quelle del personale indicato nell’articolo 3, comma 1, del citato decreto legislativo n. 165 del
2001 ,(ossia i magistrati ordinari, amministrativi e contabili, gli avvocati e procuratori dello Stato, , il personale della carriera diplomatica e della carriera prefettizia nonche’ i dipendenti degli enti che svolgono la loro attivita’ nelle materie contemplate dall’articolo 1 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 17 luglio 1947, n.691, e dalle leggi 4 giugno 1985, n.281, e successive modificazioni ed integrazioni, e 10 ottobre 1990, n.287):Continua a trovare applicazione l’art. 6, comma 21-sexies,primo periodo del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. ,(concernente le Agenzie fiscali) Restano ferme le vigenti disposizioni in materia di limitazione delle assunzioni.
C) CONSEGUENZE A CARICO DIRIGENTI PER MANCATO RAGGIUNGIMENTO OBIETTIVI RISPARMIO SPESA Per il mancato raggiungimento degli obiettivi di risparmio da parte delle amminitrazioni pubbliche ,la clausola di salvaguardia non sarà costituita dal rinvio della 13ma mensilita’ per dipendenti ,come stabiliva il decreto legge n.138/2011,bensì dalla riduzione della retribuzione di risulato a carico dei dirigenti responsabili nella misura del 30%.
Infatti il comma 7 dell’art.1 stabilisce:”((7. All’articolo 10, comma 12, del citato decreto-legge n. 98 del
il primo periodo, e’ inserito il seguente: «Nella ipotesi prevista
con le modalita’ previste dal citato primo periodo l’amministrazione
competente dispone, nel rispetto degli equilibri di bilancio
pluriennale, su comunicazione del Ministero dell’economia e delle
finanze, la riduzione della retribuzione di risultato dei dirigenti
D) PARTECIPAZIONE COMUNI LOTTA EVASIONE TRIBUTI Al fine di incentivare la partecipazione dei comuni all’attivita’ di accertamento tributario, per gli anni 2012, 2013 e
2014, la quota di cui all’articolo 2, comma 10, lettera b) , del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, e’ elevata al 100 per cento. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza Stato-Citta’ ed autonomie locali, sono stabiliti criteri e
modalita’ per la pubblicazione, sul sito del comune, dei dati aggregati relativi alle dichiarazioni di cui al comma secondo, con riferimento a determinate categorie di contribuenti ovvero di
reddito. Con il medesimo decreto sono altresi’ individuati gli ulteriori dati che l’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei comuni e dei consigli tributari per favorire la partecipazione
all’attivita’ di accertamento, nonche’ le modalita’ di trasmissione idonee a garantire la necessaria riservatezza Le disposizioni di cui sopra non trovano applicazione in caso di mancata istituzione entro
il 31 dicembre 2011, da parte dei comuni, dei consigli tributari .
E) FONDO AUTOTRASPORTI PUBBLICI LOCALI Dall’anno 2012 il Fondo di cui al titolo e’ ripartito, d’intesa con la Conferenza Stato-regioni, sulla base di criteri premiali individuati da un’apposita struttura paritetica da istituire senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. La predetta struttura svolge compiti di monitoraggio sulle spese e sull’organizzazione del
trasporto pubblico locale. Il 50 per cento delle risorse puo’ essere attribuito , in particolare, a favore degli enti collocati nella classe degli enti piu’ virtuosi; tra i criteri di virtuosita’ e’ comunque inclusa l’attribuzione della gestione dei servizi di trasporto con procedura ad evidenza pubblica F) COMMISSARIAMENTO ENTI VIGILATI STATO PER BILANCIO DELIBERATO IN RITARDO O IN DISAVANZO Il comma 14. dell’art.1 prevede che:”All’articolo 15 del citato decreto-legge n. 98 del 2011
«1-bis . Fermo quanto previsto dal comma 1, nei casi in cui il
bilancio di un ente sottoposto alla vigilanza dello Stato non sia
deliberato nel termine stabilito dalla normativa vigente, ovvero
presenti una situazione di disavanzo di competenza per due esercizi
consecutivi, i relativi organi, ad eccezione del collegio dei
revisori o sindacale, decadono ed e’ nominato un commissario con le
modalita’ previste dal citato comma 1; se l’ente e’ gia’
commissariato, si procede alla nomina di un nuovo commissario. Il
commissario approva il bilancio, ove necessario, e adotta le misure
liquidazione coatta amministrativa ai sensi del comma 1. Nell’ambito
delle misure di cui al precedente periodo il commissario puo’
esercitare la facolta’ di cui all’articolo 72, comma 11, del
decreto-legge 25 giugno 2008, n 112, convertito con legge 6 agosto
2008, n. 133, anche nei confronti del personale che non abbia
raggiunto l’anzianita’ massima contributiva di quaranta anni”
G) COLLOCAMENTO A RIPOSO DIPENDENTI PUBBLICI CON 40ANNI CONTRIBUZIONE
Premesso che l’art.72 comma 11 ,della legge n.133/08 prevede che :”Nel caso di compimento dell’anzianità massima contributiva di 40 anni del personale dipendente, le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 possono risolvere, fermo restando quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di decorrenze dei trattamenti pensionistici, il rapporto lavoro con un preavviso di sei mesi. Con appositi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, previa delibera del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentiti i Ministri dell’interno, della difesa e degli affari esteri, sono definiti gli specifici criteri e le modalità applicative dei principi della disposizione di cui al presente comma relativamente al personale dei comparti sicurezza, difesa ed esteri, tenendo conto delle rispettive peculiarità ordinamentali. Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano a magistrati e professori universitari.”,si evidenzia che il comma 16 dell’art.1 stabilisce che detta disposizione si applica anche negli anni 2012,2013 e 2014, H) MANTENIMENTO IN SERVIZIO PER UN BIENNIO DIPENDENTI PUBBLICI DI 65 ANNI D’ETA’
Al sotto riportato testo   dell’art.16 della legge n.503 ,il comma17 dell'art.1 apporta alcune modifiche e
di conseguente detto testo risulta essere il seguente: "È in facoltà dei dipendenti civili dello Stato e degli enti pubblici non economici di permanere inservizio, con effetto dalla data di entrata in vigore
della legge 23 ottobre 1992, n. 421, per un periodomassimo di un biennio oltre i limiti di età per il
collocamento a riposo per essi previsti. In tal caso e'data facolta' all'amministrazione, in base
alle proprie esigenze organizzative e funzionali, “trattenere in servizio”   in relazione alla
particolare esperienza professionale acquisita dal  “dipendente” in determinati ospecifici ambiti
ed in funzione dell'efficiente andamento dei servizi . ”La disponibilita’  al “permanere  va presentata
all'amministrazione di appartenenza dai ventiquattro ai dodici mesi precedenti il compimento del limite
di eta' per il collocamento a riposo previsto dal proprio ordinamento."
I) DESTINAZIONE ALTRO INCARICO PERSONALE CARRIERA PREFETTIZIA E CON QUALIFICA DIRIGENZIALE Il comma 18. dell’art.1 recita che:”Al fine di assicurare la massima funzionalita’ e flessibilita’,
in relazione a motivate esigenze organizzative, le pubbliche
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, possono disporre, nei confronti
del personale appartenente alla carriera prefettizia ovvero avente
qualifica dirigenziale, il passaggio ad altro incarico prima della
data di scadenza dell’incarico ricoperto prevista dalla normativa o
data, il trattamento economico in godimento a condizione che, ove
del fondo per la retribuzione di posizione e di risultato o di altri
fondi analoghi”
L) MODIFICA DISCIPLINA MOBILITA ‘ DIPENDENTI PP .AA.
Il comma 19 dell’rt.1 introduce una modifica al testo del comma 2 bis dell’art.30 dec.legvo n.165/01,che pertanto ora risulta il seguente:”2-bis. Le amministrazioni, prima di procedere all’espletamento di procedure concorsuali, finalizzate alla copertura di posti vacanti in organico, devono attivare le procedure di mobilità di cui al comma 1, provvedendo, in via prioritaria, all’immissione in ruolo dei dipendenti, provenienti da altre amministrazioni, in posizione di comando o di fuori ruolo, appartenenti alla stessa area funzionale, che facciano domanda di trasferimento nei ruoli delle amministrazioni in cui prestano servizio. Il trasferimento è disposto, nei limiti dei posti vacanti, con inquadramento nell’area funzionale e posizione economica corrispondente a quella posseduta presso le amministrazioni di provenienza; il trasferimento può essere disposto anche se la vacanza sia presente in area diversa da quella di inquadramento assicurando la necessaria neutralità finanziaria”
M)VARAZIONI INCREMENTI REQUISITTI ANAGRAFICI60 ANNI ACCESSO PENSIONE VECCHIAIA LAVORATRICI SETTORE PRIVATO
Ricordato che l’articolo 18 comma 1 del dec.legge n.98/2011 convertito in legge n.111/2011,stabilisce che:
”   A decorrere dal 1o gennaio 2020, ferma restando la disciplina vigente in materia di decorrenza del
trattamento pensionistico e di adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli
incrementi della speranza di vita ai sensi dell'articolo 12 deldecreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni,
per le lavoratrici dipendenti e per le lavoratrici autonome la cui pensione è liquidata a carico
dell'assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive della medesima, nonché della gestione
separata di cui all'articolo 2,comma 26, della legge 8 agosto 1995, n.335, il requisito anagrafico di
sessanta anni per l'accesso alla pensione di vecchiaia nel sistema retributivo e misto e il requisito
anagrafico di sessanta anni di cui all'articolo 1, comma 6, lettera b), della legge 23 agosto 2004, n. 243
, e successive  modificazioni, sono incrementati di un mese. Tali requisiti anagrafici sono incrementati
di ulteriori due mesi a decorrere dal 1o gennaio 2021, di ulteriori tre mesi a decorrere dal 1 gennaio
2022, di ulteriori quattro mesi a decorrere dal 1° gennaio 2023, di ulteriori cinque mesi a decorrere dal
1 gennaio 2024, di ulteriori sei mesi a decorrere dal 1ogennaio 2025 e per ogni anno successivo fino al
2031 e di ulteriori tre mesi a decorrere dal 1o gennaio 2032 ,si precisa che le parole contenute nel
medesimo art.18   " 2020", "2021", "2022", "2023",  "2024",  "2025", "2031" e  "2032"  sono  sostituite
rispettivamente  dalle  seguenti: "2016", "2017", "2018", "2019", "2020", "2021", "2027" e "2028".
N)POSTICIPO DATE PENSIONAMENTO E LIQUIDAZIONE PENSIONE PERSONALE SCUOLA PUBBLICA
Si   tratta dell'applicazione dall’1.1.2012    della norma introdotta lo scorso anno   della finestra
fissa di 12 mesi ,da cui  era stato escluso il personale della scuola per l'inapplicabilità della finestra fissa senza creare disagio al servizio scolastico.
Ora il comma 9 dell'art. 59 della legge 449/97 viene modificato con l'aggiunta delle parole
"dell'anno successivo", per cui dal 1/1/2012 il testo  è il seguente
" Per il personale del comparto scuola resta fermo, ai fini dell'accesso al trattamento pensionistico,
che la cessazione dal servizio ha effetto dalla data di inizio dell’anno scolastico o accademico dell’
anno successivo,con decorrenza dalla stessa data del relativo trattamento economico nel caso di prevista
maturazione del requisito entro il 31 dicembre dell'anno". O) RINVIO PAGAMENTO TFR DIPENDENTI PUBBLICI Si premette che l’ art.3 commi 2 e 5 della legge n. 140/97 prevede quanto segue:
2 . Alla liquidazione dei trattamenti di fine servizio, comunque denominati, per i dipendenti di cui al comma 1, loro superstiti o aventi causa, che ne hanno titolo, l’ente erogatore provvede decorsi sei mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro. Alla corresponsione agli aventi diritto l’ente provvede entro i successivi tre mesi, decorsi i quali sono dovuti gli interessi.
5. Le disposizioni di cui al presente articolo non trovano applicazione nei casi di cessazione dal servizio per raggiungimento dei limiti di eta’ o di servizio previsti dagli ordinamenti di appartenenza, per collocamento a riposo d’ufficio a causa del raggiungimento dell’anzianita’ massima di servizio prevista dalle norme di legge o di regolamento applicabili nell’amministrazione, per inabilita’ derivante o meno da causa di servizio, nonche’ per decesso del dipendente. Nei predetti casi l’amministrazione competente e’ tenuta a trasmettere, entro quindici giorni dalla cessazione dal servizio, la necessaria documentazione all’ente previdenziale che dovra’ corrispondere il trattamento di fine servizio nei tre mesi successivi alla ricezione della documentazione medesima, decorsi i quali sono dovuti gli interessi
Rispetto a quanto sopra , l’art.1 comm1 22 e 23 del dec.legge n.138/11 ,convertito in legge n.148/11
ha introdotto alcune modifiche a quanto riportato nelle suddette previsioni relative alla liquidazione del
tfr ,stabilendo quanto segue:” sono apportate le seguenti modifiche:
- comma 22 :  a) al comma 2 le parole "decorsi sei mesi  dalla  cessazione  delrapporto  di  lavoro."  sono  sostituite  dalle  seguenti:
"decorsi ventiquattro mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro e, nei casi, di cessazione dal servizio
per raggiungimento dei limiti di eta' o diservizio previsti dagli ordinamenti di appartenenza,
per collocamentoa riposo d'ufficio a causa del raggiungimento dell'anzianita' massima di  servizio
prevista  dalle  norme  di  legge  o   di   regolamentoapplicabili nell'amministrazione, decorsi
sei mesi  dalla  cessazionedel rapporto di lavoro.";      b)  al  comma  5  sono  soppresse  le
seguenti   parole:   "per raggiungimento dei limiti  di  eta'   o  di  servizio  previsti  dagli
ordinamenti di appartenenza, per collocamento a  riposo  d'ufficio  acausa del raggiungimento
dell'anzianita' massima di servizio previstadalle   norme    di    legge    o    di    regolamento
applicabilinell'amministrazione,";
-Comma 23 :Resta  ferma  l'applicazione  della  disciplina vigente  prima dell'entrata in vigore del
comma 22 per i soggetti che hanno maturato i requisiti per il pensionamento  prima  della  data  di   entrata  invigore del presente decreto e,  limitatamente
al  personale  per  il quale la decorrenza del trattamento pensionistico e' disciplinata  in base al comma
9 dell'articolo 59 della legge  27  dicembre  1997,  n.449, e successive modificazioni ed integrazioni
( ossia il personale comparto scuola) , per i  soggetti  chehanno maturato i requisiti per il pensionamentO
P) Deroga  blocco automatico  del  turn  over  del  personale  del  servizio  sanitario
((Per le regioni sottoposte ai piani di rientro per lequali in attuazione dell’articolo 1, comma 174, quinto periodo, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e’ stato applicato il blocco automatico del turn over del personale del servizio sanitarioregionale, con decreto del Ministro della salute, di concerto con ilMinistro dell’economia e delle finanze, sentito il Ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione territoriale, su richiesta
della regione interessata, puo’ essere disposta la deroga al predetto blocco del turn over, previo accertamento, in sede congiunta, da parte del Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza e del Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali, di cui rispettivamente agli articoli 9 e 12 dell’intesa Stato-regioni del 23 marzo 2005, sentita l’Agenzia
nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS), della necessita’ di procedere alla suddetta deroga al fine di assicurare il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza, il conseguimento
di risparmi derivanti dalla corrispondente riduzione di prestazioni di lavoro straordinario o in regime di autoconvenzionamento, nonche’ la compatibilita’ con la ristrutturazione della rete ospedaliera e
con gli equilibri di bilancio sanitario, come programmati nel piano di rientro, ovvero nel programma operativo e ferma restando la previsione del raggiungimento dell’equilibrio di bilancio. )) Q)VARIAZIONE DATE FESTIVITA
A decorrere dall’anno 2012 con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, da emanare entro il 30 novembre dell’anno precedente, sono stabilite annualmente le date in cui ricorrono le festivita’ introdotte con legge dello Stato non conseguente ad accordi con la Santa Sede, nonche’ le celebrazioni nazionali e le festivita’ deiSanti Patroni ,((ad esclusione del 25 aprile, festa della
liberazione, del 1º maggio, festa del lavoro, e del 2 giugno, festa nazionale della Repubblica)), in modo tale che, sulla base della piu’ diffusa prassi europea, le stesse cadano il venerdi’ precedente
ovvero il lunedi’ seguente la prima domenica immediatamente successiva ovvero coincidano con tale domenica
Dopo le modifiche in sede di conversione ,la variazione delle date di fatto riguarda le festivita’ del lunedi’ di Pasqua e di Santo Stefano ,oltre che le feste del Santo Patrono ed in merito, posto che le prime due sono collegate rispettivamente alla Pasqua e al Natale ,che altresì , in relazione ai movimenti del calendario annuale ,non di rado le feste patronali possono gia cadere di per sè di venerdi’ e/o domenica,appare possibile che la norma non trovi in realta’ effettiva appl e non trascurando altri aspetti che potrebbero suggerire di non dar corso alla variazione della data di celebrazione in importanti localita’ (esempio:Milano per Sant’Ambrogio e Napoli per San Gennaro),appare probabile che la norma in questione perda rilevanza rispetti ai motivi che l’ha determinata e quindi per essere effettivamente applicata.
R)INCREMENTO DOTAZIONE FONDO INTERVENTI STRUTTURALI POLITICA ECONOMICA La dotazione del fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, e’ incrementata, per l’anno 2012, di 2.000 milioni di euro
S) PRESTAZIONI LAVORO DIPENDENTI PUBBLICI IN LUOGO E SEDI DIVERSI Esclusi i magistrati,i dipendenti delle amministrazioni pubbliche di'  cui  all'art.1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165, esclusi  imagistrati, su  richiesta  del  datore  di  lavoro,  sono  tenuti  adeffettuare
la prestazione in luogo di lavoro  e  sede  diversi  sullabase di motivate esigenze, tecniche,
organizzative e  produttive  conriferimento   ai   piani   della   performance   o   ai   piani
di razionalizzazione,  secondo  criteri   ed   ambiti   regolati   dallacontrattazione collettiva
di comparto. Nelle  more  della  disciplinacontrattuale si fa  riferimento  ai  criteri  datoriali,
oggetto  diinformativa preventiva, e il trasferimento e'  consentito  in  ambito del  territorio
regionale  di  riferimento;  per  il  personale  del Ministero dell'interno il trasferimento puo'
essere disposto anche al di fuori del territorio regionale di riferimento. Dall'attuazione delpresente
comma non devono derivare nuovi o maggiori  oneri  a  carico della finanza pubblica .
T) TFR PER INCARICHI DIRIGENZIALI
Il comma 32 dell'art.1 del provvedimento in esame introduce ,in fine del testo del comma 2 dell'art. 19 dec.legvo n.165/01, relativo al conferimento degli incarichi dirigenziali nelle pp.aa., il seguente nuovo periodo:Nell'ipotesi dell'incarico inferiore a tre anni se coincide con il conseguimento del limite di età per il collocamento a riposo dell’interessato),  ai  fini  della liquidazione del trattamento di fine servizio,  comunque  denominato, nonche' dell'applicazione dell'articolo 43, comma 1, del decreto  del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092,  e  successive modificazioni,  l'ultimo   stipendio   va   individuato   nell'ultima retribuzione percepita prima del  conferimento  dell'incarico  avente durata inferiore a tre anni.». La disposizione del presente comma  si applica agli incarichi conferiti successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto nonche' agli incarichi aventi comunque decorrenza successiva al 1º ottobre 2011.
U)LIVELLAMENTO RENUNERATIVO ITALIA-EUROPA Si richiama il testo dell’art.1 della legge n.111/2011 ,che dispone quanto segue:
corrisposto, in funzione della carica ricoperta o dell’incarico
istituzioni, anche collegiali, di cui all’allegato A, non puo’
superare la media degli analoghi trattamenti economici percepiti
annualmente dai titolari di omologhe cariche e incarichi negli altri
Stati dell’Area Euro. Fermo il principio costituzionale di autonomia,
per i componenti del Senato della Repubblica e della Camera dei
annualmente corrisposto in funzione della carica ricoperta non puo’
superare la media del costo relativo ai componenti dei Parlamenti
2. La disposizione di cui al comma 1 si applica anche ai segretari
generali, ai capi dei dipartimenti, ai dirigenti generali e ai
titolari degli uffici a questi equiparati. Ai fini del presente comma
per trattamento economico omnicomprensivo si intende il complesso
delle retribuzioni e delle indennita’ a carico delle pubbliche
finanze percepiti dal titolare delle predette cariche, ivi compresi
quelli erogati dalle amministrazioni di appartenenza.
Premesso quanto sopra si precisa che ilcomma 33 dell’art.1 delprovvedimento in esame dispone che :
“All’articolo 1, comma 2, del citato decreto-legge n. 98 del
V) ASPETTATIVA COMPONENTI ORGANI ALLEGATO B LEGGE N .111/2011
Si premette che i commi 5 e 6 art.1 legge n.111/2011 prevedono quanto segue
5. I componenti degli organi di cui all’allegato B, che siano dipendenti pubblici,
sono collocati in aspettativa non retribuita, salvo che optino per il mantenimento, in viaesclusiva, del trattamento economico dell’amministrazione di appartenenza.
.6. Le norme di cui ai commi 1, 2, 4 e 5 si applicano a decorrere dalle prossime elezioni, nomine o rinnovi e, comunque, per i compensi, le retribuzioni e le indennità che non siano stati ancora determinati alla data di entrata in vigore del presente decreto;
Precisato che gli organi dell’Allegato B sono i seguenti:
Autorita’ amministrative indipendenti di cui all’Elenco (ISTAT)
previsto dall’articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n.
196 compresa l’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato ed
Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei
Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza el’integrita’ delle amministrazioni pubbliche;
si evidenzia che all’aspettativa di cui sopra si applica la disciplina prevista dall’articolo 8 comma 2 della
legge 15 luglio 2002 n. 145 ,secondo cui:
“2. Per i cittadini italiani collocati fuori ruolo ai sensi
dell’articolo 1 della legge 27 luglio 1962, n. 1114, come sostituito
dal comma 1 del presente articolo, fatte salve le disposizioni
eventualmente piu’ favorevoli previste dalle amministrazioni di
appartenenza, il servizio prestato presso enti, organizzazioni
internazionali o Stati esteri e’ computato per intero ai fini della
progressione della carriera, dell’attribuzione degli aumenti
periodici di stipendio e, secondo le modalita’ stabilite dalla
medesima legge 27 luglio 1962, n. 1114, del trattamento di quiescenza
e previdenza, nonche’ ai fini della valutazione dei titoli.”
resta ferma comunque l’applicazione,
anche nel caso di collocamento in aspettativa, della disciplina di
cui all’articolo 7-vicies quinquies del decreto legge 31 gennaio
2005, n. 7, convertito con legge 31 marzo 2005, n. 43, alle
fattispecie ivi indicate.( elezione o nomina a giudice costituzionale e a presidente o componente delle autorita’ amministrative indipendenti.)
Art. 1-ter CALENDARIO PROCESSO CIVILE (( 1. Ai fini della riduzione della spesa pubblica e per ragioni di
dicembre 1941, n. 1368, sono apportate le seguenti modifiche:)) a) il primo comma e’ sostituito dal seguente:)) Il giudice, quando provvede sulle richieste istruttorie, sentitele parti e tenuto conto della natura, dell’urgenza e della
deve essere richiesta dalle parti prima della scadenza dei
termini»; b) dopo il primo comma e’ inserito il seguente:)) Il mancato rispetto dei termini fissati nel calendario di cui al
della nomina o conferma agli uffici direttivi e semidirettivi».)) 2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano alle
controversie instaurate successivamente alla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto .))
A) Art.2,comma 1-Conferma contributo solidarieta’ leggi n 122/2010 e n.111/2011
((1. Le disposizioni di cui agli articoli 9, comma 2, del
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e 18, comma 22-bis ,del
dicembre 2013 e dal 1º agosto 2011 al 31 dicembre 2014.))
In merito a quanto sopra si ricorda il contenuto delle norme citate:
-art.9 c.2.l.122/10 In considerazione della eccezionalita’ della situazione economica internazionale e tenuto conto delle esigenze prioritarie di raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica concordati in sede europea, a decorrere dal 1° gennaio 2011 e sino al 31 dicembre 2013 i trattamenti economici complessivi dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, previsti dai rispettivi ordinamenti, delle amministrazioni pubbliche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’Istituto nazionale di Statistica (ISTAT), ai sensi del comma 3, dell’articolo 1, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, superiori a 90.000 euro lordi annui sono ridotti del 5 per cento per la parte eccedente il predetto importo fino a 150.000 euro, nonche’ del 10 per cento per la parte eccedente 150.000 euro; a seguito della predetta riduzione il trattamento economico complessivo non puo’ essere comunque inferiore 90.000 euro lordi annui; le indennita’ corrisposte ai responsabili degli uffici di diretta collaborazione dei Ministri di cui all’articolo 14, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001 sono ridotte del 10 per cento; la riduzione si applica sull’intero importo dell’indennita’. Per i procuratori ed avvocati dello Stato rientrano nella definizione di trattamento economico complessivo, ai fini del presente comma, anche gli onorari di cui all’articolo 21 del R.D. 30 ottobre 1933, n. 1611. La riduzione prevista dal primo periodo del presente comma non opera ai fini previdenziali. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e sino al 31 dicembre 2013, nell’ambito delle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modifiche e integrazioni, i trattamenti economici complessivi spettanti ai titolari degli incarichi dirigenziali, anche di livello generale, non possono essere stabiliti in misura superiore a quella indicata nel contratto stipulato dal precedente titolare ovvero, in caso di rinnovo, dal medesimo titolare, ferma restando la riduzione prevista nel presente comma
-art.18 c.22-bis. l.111/11-In considerazione della eccezionalita’ della situazione
raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, a decorrere dal
1° agosto 2011 e fino al 31 dicembre 2014, i trattamenti
pensionistici corrisposti da enti gestori di forme di previdenza
obbligatorie, i cui importi complessivamente superino 90.000 euro
lordi annui, sono assoggettati ad un contributo di perequazione pari
al 5 per cento della parte eccedente il predetto importo fino a
150.000 euro, nonche’ pari al 10 per cento per la parte eccedente
150.000 euro; a seguito della predetta riduzione il trattamento
pensionistico complessivo non puo’ essere comunque inferiore a 90.000
euro lordi annui. Ai predetti importi concorrono anche i trattamenti
in aggiunta o ad integrazione del trattamento pensionistico
obbligatorio, ivi comprese quelle di cui al decreto legislativo 16
settembre 1996, n. 563, al decreto legislativo 20 novembre 1990, n.
357, al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, nonche’ i
trattamenti che assicurano prestazioni definite dei dipendenti delle
regioni a statuto speciale e degli enti di cui alla legge 20 marzo
1975, n. 70, e successive modificazioni, ivi compresa la gestione
speciale ad esaurimento di cui all’articolo 75 del decreto del
Presidente della Repubblica 20 dicembre 1979, n. 761, nonche’ le
gestioni di previdenza obbligatorie presso l’INPS per il personale
addetto alle imposte di consumo, per il personale dipendente dalle
aziende private del gas e per il personale gia’ addetto alle
esattorie e alle ricevitorie delle imposte dirette. La trattenuta
relativa al predetto contributo di perequazione e’ applicata, in via
preventiva e salvo conguaglio, a conclusione dell’anno di
riferimento, all’atto della corresponsione di ciascun rateo mensile.
Ai fini dell’applicazione della predetta trattenuta e’ preso a
riferimento il trattamento pensionistico complessivo lordo per l’anno
considerato. L’INPS, sulla base dei dati che risultano dal casellario
centrale dei pensionati, istituito con decreto del Presidente della
Repubblica 31 dicembre 1971, n. 1388, e successive modificazioni, e’
tenuto a fornire a tutti gli enti interessati i necessari elementi
per l’effettuazione della trattenuta del contributo di perequazione,
secondo modalita’ proporzionali ai trattamenti erogati. Le somme
trattenute dagli enti vengono versate, entro il quindicesimo giorno
dalla data in cui e’ erogato il trattamento su cui e’ effettuata la
trattenuta, all’entrata del bilancio dello Stato
B) Art.2,comma 2, – Nuovo Contributo solidarieta’
((In considerazione della eccezionalita’ della situazione
cui all’articolo 18, comma 22-bis , del decreto-legge 6 luglio 2011,
di cui all’articolo 18, comma 22-bis , del decreto-legge 6 luglio
legge n. 122 del 2010, e 18, comma 22-bis , del decreto-legge n. 98
al 2013, fino al raggiungimento del pareggio di bilancio.)) C) Art.2 ,commi 2 bis e ter,- Variazione dal 20 al 21% IVA
((2-bis . Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre
1972, n. 633, sono apportate le seguenti modifiche:))
(( a) il primo comma dell’articolo 16 e’ sostituito dal seguente:))
((«L’aliquota dell’imposta e’ stabilita nella misura del ventuno
per cento della base imponibile dell’operazione.»;))
(( b) il secondo comma dell’articolo 27 e’ sostituito dal
((«Per i commercianti al minuto e per gli altri contribuenti di cui
euro»;))
(( c) la rubrica della tabella B e’ sostituita dalla seguente:
((2-ter . Le disposizioni del comma 2-bis si applicano alle
legge di conversione del presente decreto.))
Art.2,comma 4,- Riduzione soglia tracciabilita’ A fini di adeguamento alle disposizioni adottate in ambito
Pertanto la soglia per il pagameno in contanti passa da 5 mila a 2.500 euro , onde contrastare il riciclaggio dei proventi di attivita’ criminose e di finanziamento del terrorismo ,nonche indirettamente per il contrasto alle transazioni economiche in nero e per aumentare i pagamenti con strumenti tracciabili e che favoriscono la rilevanza degli stessi ai fini dell’accertamento.
Art.3,commi 1,2,3,4,6,7,8,9,10 e 11) Liberalizzazioni iniziativa ed attivita’ econominca
1. In attesa della revisione dell’articolo 41 della Costituzione,
sede legale dell’impresa
Art.2 comma 5-VIOLAZIONI REITERATE OMISSIONE DOCUMENTO CERTIFICATIVO CORRISPETTIVI ISCRITTI ALBI E ORDINI PROFESSIONALI All’articolo 12 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n.
“2-sexies. Qualora siano state contestate a carico di soggetti
disposta nei confronti di tutti gli associati.”.
Art.3 comma 5-Liberalizzazione esercizio professioni
Fermo restando l’esame di Stato di cui ((all’articolo 33 quinto
comma della Costituzione)) per l’accesso alle professioni
laddove essa risponda a ragioni di interesse pubblico((, tra cui in
particolare quelle connesse alla tutela della salute umana,))e non
Art. 4 -Adeguamento della disciplina dei servizi pubblici locali al
referendum popolare e alla normativa dall’Unione europea 1. Gli enti locali, nel rispetto dei principi di concorrenza, di
2. All’esito della verifica ((di cui al comma 1)) l’ente adotta una
i settori sottratti alla liberalizzazione, ((le ragioni della
decisione e i benefici per la)) comunita’ locale derivanti dal
mantenimento di un regime di esclusiva del servizio.
pubblicita'; essa e’ inviata all’Autorita’ garante della concorrenza
dall’articolo 8, commi 2-bis e 2-quater , della legge 10 ottobre
1990, n. 287, e successive modificazioni.
((di cui al comma 29)), e per la determinazione dell’eventuale
importo spettante al gestore al momento della scadenza o della
cessazione anticipata della gestione ai sensi del comma 30;
servizio per il quale le societa’ di cui al comma 1, lettera c)((,))
del medesimo articolo sono state specificamente costituite, si
applica se la scelta del socio privato e’ avvenuta mediante procedure
17. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 18, comma
2-((bis,)) primo e secondo periodo, del decreto-legge 25 giugno 2008,
133, e successive modificazioni, le societa’ a partecipazione
pubblica che gestiscono servizi pubblici locali adottano, con propri
comma 11, lettera f)((,)) dall’ente affidante, a titolo gratuito e
liberi da pesi e gravami.
30. Se, al momento della cessazione della gestione, ((i beni di cui
al comma 29)) non sono stati interamente ammortizzati, il gestore
servizio idrico integrato, ad eccezione di quanto previsto ((dai
commi da 19 a 27)), il servizio di distribuzione di gas naturale, di
cui al decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, il servizio di
di cui alla legge 2 aprile 1968, n. 475((. E’ escluso
dall’applicazione dei commi 19, 21 e 27 del presente articolo quanto
disposto dall’articolo 2, comma 42, del decreto-legge 29 dicembre
2011, n. 10.))
all’entrata in vigore del presente decreto. (( Art. 5-bis
Sviluppo delle regioni dell’obiettivo convergenza e realizzazione del
presente articolo.))
((2. Al fine di salvaguardare gli equilibri di finanza pubblica,
con il Ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione
pubblica per l’anno di riferimento.))
Art. 6 comma 1 Liberalizzazione in materia di segnalazione certificata di inizio
All’articolo 19, della legge 7 agosto 1990, n. 241 sono
all’amministrazione e, in caso di inerzia, esperire
((esclusivamente)) l’azione di cui all’articolo 31, commi 1, 2 e 3
Art.6 comma 2-SISTRI
((Al fine di garantire un adeguato periodo transitorio per
lettera f))-octies((), del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70,
maggio 2011, pubblicato nella ))Gazzetta Ufficiale(( n. 124 del 30
maggio 2011, per gli altri soggetti di cui all’articolo 1 del
predetto decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare 26 maggio 2011, il termine di entrata in
operativita’ del SISTRI e’ il 9 febbraio 2012. Dall’attuazione della
carico della finanza pubblica.))
((3. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del
rifiuti speciali non pericolosi.))
((3-bis. Gli operatori che producono esclusivamente rifiuti
modalita’ gia’ previste perle associazioni di categoria.)) Art. 8 Sostegno alla contrattazione collettiva di prossimita’
comparativamente piu’ rappresentative sul piano nazionale ((o
giugno 2011,)) possono realizzare specifiche intese ((con efficacia
nei confronti di tutti i lavoratori interessati a condizione di
essere sottoscritte sulla base di un criterio maggioritario relativo
alle predette rappresentanze sindacali,))finalizzate alla maggiore
occupazione, alla qualita’ dei contratti di lavoro, ((all’adozione di
forme di partecipazione dei lavoratori,))alla emersione del lavoro
della produzione ((con riferimento)):
c) ai contratti a termine, ai contratti a orario ridotto, modulato
o flessibile, al regime della solidarieta’ negli appalti e ai casi di
lavoro, fatta eccezione per il licenziamento discriminatorio ((, il
licenziamento in caso di adozione o affidamento.))
((2-bis . Fermo restando il rispetto della Costituzione, nonche’ i
contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro.))
((3-bis . All’articolo 36, comma 1, del decreto legislativo 8
luglio 2003, n. 188, sono apportate le seguenti modifiche:))
(( a) all’alinea, le parole: «e la normativa regolamentare,
comunitaria, ed applicati»;))
(( b) dopo la lettera b) , e’ inserita la seguente:))
All’articolo 5 della legge 12 marzo 1999, n. 68, il comma 8 è sostituito e dopo lo stesso sono aggiunti tre nuovi commi .Pertanto il nuovo testo dell’articolo citato ,dal 13.8.2011, risulta essere il seguente :
5. Incaso di omissione totale o parziale del versamento dei contributi di cui al presente articolo, la somma dovuta può essere maggiorata, a titolo di sanzione amministrativa, dal 5 per cento al 24 per cento su base annua. La riscossione è disciplinata secondo i criteri previsti al comma 7.
8. Gli obblighi di cui agli articoli 3 e 18 devono essere rispettati a livello nazionale. Ai
fini del rispetto degli obblighi ivi previsti,  i  datori  di  lavoro
privati che occupano personale  in  diverse  unita'  produttive  e  i
datori di lavoro privati di imprese che sono parte di  un  gruppo  ai
sensi dell'articolo 31 del decreto legislativo 10 settembre 2003,  n.
276 possono assumere in una unita' produttiva o,  ferme  restando  le
aliquote d'obbligo di ciascuna impresa, in  una  impresa  del  gruppo
avente sede in Italia, un numero  di  lavoratori  aventi  diritto  al
collocamento mirato superiore a quello prescritto,  portando  in  via
automatica le eccedenze a compenso del  minor  numero  di  lavoratori
assunti nelle altre unita'  produttive  o  nelle  altre  imprese  del
«8-bis. I datori di lavoro privati che si avvalgono della  facolta'
di cui al comma 8  trasmettono  in  via  telematica  a  ciascuno  dei
servizi  competenti  delle  province  in  cui  insistono  le   unita'
produttive della stessa azienda e le sedi delle diverse  imprese  del
gruppo di cui all'articolo 31 del decreto  legislativo  10  settembre
2003, n. 276, il prospetto di cui all'articolo 9, comma 6, dal  quale
dati riferiti a ciascuna unita' produttiva ovvero a ciascuna  impresa
«8-ter. I datori di lavoro pubblici possono essere autorizzati,  su
loro motivata richiesta, ad assumere  in  una  unita'  produttiva  un
numero di lavoratori  aventi  diritto  al  collocamento  obbligatorio
superiore a quello prescritto, portando le eccedenze a  compenso  del
minor numero di lavoratori assunti in altre unita'  produttive  della
Art.11-Modifiche disciplina tirocini formativi
Le innovazioni di cui al titolo risultano contenute nell’art.11 del decreto legge n.138/2011 ,relativo alla manovra finanziaria bis ,in vigore dal 13 agosto 2011
Le modifiche apportate mirano a ricondurre alla sua effettiva funzione l’istituto del tirocinio formativo e di orientamento, attraverso disposizioni atte a prevenire e contrastare in modo consono ricorsi allo stesso da parte degli utilizzatori privati e pubblici non conformi alle finalità perseguite dal legislatore .
Infatti ,per quanto concerne le finalità dei tirocini formativi, si può fare riferimento all’art. 18 della Legge 196/97, secondo cui la loro attivazione ha l’obiettivo di “realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro e di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro”.
Inoltre nel Decreto n. 409/98 relativo all’autonomia didattica degli Atenei, si legge che i tirocini, denominati curruculari , pur differenziandosi da quelli regolamentati dal citato art.18 , risultano tra le tipologie formative indispensabili nel curriculum dello studente, in quanto strumenti utili per l’inserimento nel mondo del lavoro e per favorire le scelte professionali
In definitiva, i tirocini nelle intenzioni legislative forniscono un supporto alle scelte lavorative delle persone, possono essere realizzati da qualsiasi soggetto pubblico o privato senza che determinino la costituiscano di rapporti di lavoro, essendo destinati a consentire ai datori di lavoro di verificare la potenzialità di inserimento del tirocinante nella specifica realtà aziendale e di valutarne capacità e competenze
Preoccupato che le finalità effettive,come sopra evidenziate ,finiscano per essere totalmente e definitivamente ignorate e/o svilite , a tutto vantaggio di un ricorso strumentale,scriteriato e dannoso dell’istituto in questione ,l’art.11 del decreto legge n.138/2011 è intervenuto sia riducendo ed uniformando la durata massima dei tirocini,sia limitando i soggetti a favore dei quali gli stessi si possono promuovere.
Prima di verificare come i predetti due aspetti sono disciplinati ,a decorrere dall’13 .8.2011 , nel provvedimento varato per la manovra finanziaria di ferragosto, appare confacente ricordare come gli stessi risultavano regolamentati dalla normativa previgente ,ossia dal Decreto Ministeriale n. 142 del 25.03.98,che,come è risaputo,costituendo la principale fonte normativa dell’istituto,indica analiticamente tutti i più importanti elementi ed aspetti del medesimo : durata, destinatari, soggetti promotori, modalità di attuazione dei tirocini, limiti minimi per i soggetti aspiranti.
L’art.7 .7 del d.m . n.142/98 , fissando la durata massima dei tirocini, precisava anche che potevano essere attivati con i seguenti soggetti:
a) studenti che frequentano la scuola secondaria
b) lavoratori inoccupati o disoccupati ivi compresi quelli iscritti alle liste di mobilità;
c) allievi degli istitutiprofessionali di Stato, di corsi di formazione professionale, studenti frequentanti attività formative
post-diploma o post-laurea, anche nei diciotto mesi successivi al termine degli studi;
d) studenti universitari, compresi coloro che frequentano corsi di diploma universitario, dottorati di ricerca e scuole o corsi di perfezionamento e specializzazione nonché di scuole o corsi di perfezionamento e specializzazione post-secondari anche non universitari, anche nei diciotto mesi successivi al termine degli studi;
e) persone svantaggiate ai sensi del comma 1 dell’art. 4 della legge 8 novembre 1991, n. 381, f) soggetti portatori di handicap.
Rispetto a quanto sopra ,si constata che prima delle modifiche introdotte dal dec.legge 138/2011 i tirocini formativi richiedevano l’assolvimento dell’obbligo scolastico da parte del tirocinante
Dal 13 agosto c.a. la previsione normativa in merito ai soggetti con cui è consentito attivare i tirocini in parola è cambiata ,considerato che l’art.11 ,comma 1,del citato provvedimento legislativo recita:”Fatta eccezione per i disabili, gli invalidi fisici, psichici e sensoriali, i soggetti in trattamento psichiatrico, i tossicodipendenti, glialcolisti e i condannati ammessi a misure alternative di detenzione,i tirocini formativi e di orientamento non curriculari , … possono essere promossi unicamente a favore di neo-diplomati o neo-laureati entro e non oltre dodici mesi dal conseguimento dei relativo titolo di studio.”
Come si vede, risultano notevolmente ridotti i soggetti con cui i datori di lavoro e le pubbliche amministrazioni possono costituire tirocini formativi , limitati soltanto ai neo diplomati e neo laureati , peraltro con l’espressa precisazione che l’attivazione con i suddetti soggetti deve avvenire entro e non oltre un anno dall’avvenuto conseguimento del diploma o della laurea.
Resta inteso che tutt’altro discorso va fatto per i tirocini formativi curriculari e per quelli rivolti esclusivamente ai soggetti elencati nella prima parte del comma 1 dell’art.11, per cui logicamente ,oltre a non essere necessario il possesso del diploma o della laurea conseguiti non oltre dodici mesi rispetto alla data di attivazione,continuano ad essere regolamentati dalla specifica normativa discendente dal Decreto n. 409/98 relativo all’autonomia didattica degli Atenei ,nonche’ ,in virtù della previsione del comma 2 dell’art.11 del dec.legge in esame, in assenza di specifiche regolamentazioni regionali ,dalle disposizioni per quanto compatibili dell’ articolo 18 della legge 24 giugno 1997 n. 196 e del D.M.n.142/98.
Il secondo aspetto su cui è intervenuta un altrettanto importante innovazione concerne la durata massima dei tirocini, in ordine a cui il menzionato art.11 precisa che :”i tirocini formativi e di orientamento non curriculari non possono avere una durata superiore a sei mesi, proroghe comprese”
Questo sta a significare dal 13.8.201.8.2011 , sono state eliminate le molteplici e dfferenziate durate di cui all’art.7 del D.M.n.142/98, sostituite dalla durata unica non superiore a sei mesi,comprese le proroghe , quando non si tratti di “tirocini non curriculari”,che :
a) consistono nella partecipazione dello studente all’attività di una struttura ospitante, interna all’Ateneo (laboratori, centri di ricerca, etc.) o extra-universitaria (aziende, enti pubblici, studi professionali, etc.), finalizzata all’acquisizione dei Crediti Formativi Universitari (CFU) previsti nella programmazione didattica ;
b) possono essere obbligatori o facoltativi ;
c) devono essere svolti nell’anno previsto dal corso di studio ;
d) possono avere una durata diversa rispetto a quella dei tirocini in esame. Sono da annoverare tra i tirocini curricolari anche quelli inseriti nelle scuole profesionali relativi ad apprendimenti di tipo pratico.
Si ricorda che per tali tirocini le indicazioni del Ministero del Lavoro di cui alla nota del 14.01.2007 prevedono l’esonero dall’obbligo di comunicazione preventiva ai servizi impiego competenti.
Premesso quanto sopra ,alla domanda di cosa succede per i tirocini che alla data del13 agosto corrente anno sono in corso di realizzazione , risultando stipulati con soggetti diversi rispetto a quelli contemplati dall’art.11 del dec.legge n.138/2011 e/o di durata superiore a sei mesi ,si risponde di ritenere che ,salvo diversa indicazione degli organi istituzionali competenti, sino al loro completamento , agli stessi continua ad applicarsi la normativa previgente in materia.
Si conclude sull’argomento trattato , rimarcando che per i tirocini formativi non curriculari e non destinati a disabili, invalidi fisici, psichici e sensoriali, soggetti in trattamento psichiatrico tossicodipendenti, alcolisti e condannati ammessi a misure alternative di detenzione ,attivabili dal 13.8.2011, oltre a dover rispettare le limitazioni sui soggetti con cui possono essere realizzati e sulla durata non superiore a sei mesi,bisogna tener conto che :
1) la prima parte del comma 1 dell’art.11 del decreto n.138/11prevede che:” I tirocini formativi e di orientamento possono essere promossi unicamente da soggetti in possesso degli specifici requisiti preventivamente determinati dalle normative regionali in funzione di idonee garanzie all’espletamento delle iniziative medesime”;
2) il comma 2 dell’art.11 dispone che :”In assenza di specifiche regolamentazione regionali trovano
applicazione, per quanto compatibili con le disposizioni di cui al comma che precede, l’articolo 18 della legge 24 giugno 1997 n. 196 e il relativo regolamento di attuazione ( D.M.n:142/98) .
Pertanto , in assenza al riguardo di specifiche regolamentazioni regionali da rispettare , ai tirocini formativi attivati dal 13. 8.2011, mentre ,a proposito dei soggetti con cui possono instaurarsi e della durata non superiore a sei mesi, occorre conformarsi alle innovazioni disposte dall’art.11 dec.legge n.138/2011 , per ogni altro aspetto (ad esempio: che il periodo di tirocinio non costituisce rapporto di lavoro subordinato ;non e’ stabilita la corresponsione di alcuna retribuzione, ma a discrezione degli attuatori si può dar luogo al riconoscimento di una somma a titoli di assegno di studio, indennità, incentivo, ecc., oltre al rimborso delle spese di viaggio, vitto ed alloggio,sopportate dai tirocinanti ; l’orario di presenza del tirocinante è concordato in sede di definizione del progetto formativo ;che il numero di assenze può influire sulla certificazione di frequenza, salvo anticipata risoluzione del rapporto per giusta causa o giustificato motivo che oggettivamente sia d’ostacolo alla prosecuzione dello stesso ;che durante il tirocinio formativo, l’ospitante non deve utilizzare i tirocinanti in sostituzione del personale dipendente e/o per colmare vacanze di organico ;i soggeti promotori ed attuatori;l’obbligo dell’assicurazione per infortuni e responsabilita’ civile verso terzi;la nomina dei tutori in possesso dei requisiti necessari;la stipula di convenzioni e di specifici progetti formativi con cui gli attuatori restano vincolati nei confronti dei tirocinanti sugli obiettivi e modalità di svolgimento del tirocinio; la modulistica da utilizzare; ecc ), necessita riportarsi , in quanto compatibili,alle indicazioni dell’art.18 della legge n.196/97 e del D.M.142/98.
Art.12 – Intermediazione illecita e sfuttamento lavoro
Art. 13Trattamento economico dei parlamentari e dei membri degli altri
organi costituzionali. Incompatibilita’. Riduzione delle spese per i
della legge di conversione del presente decreto, ((per gli anni 2011,
2012 e 2013,))ai membri degli organi costituzionali((, fatta
eccezione per il Presidente della Repubblica e i componenti della
Corte costituzionale,)) si applica, senza effetti a fini
previdenziali, una riduzione delle retribuzioni o indennita’ di
carica superiori a 90.000 Euro lordi annui previste alla data di
entrata in vigore del presente decreto, in misura del 10 per cento
per la parte eccedente i 90.000 euro e fino a 150.000 euro, nonche’
del 20 per cento per la parte eccedente 150.000 euro. A seguito della
predetta riduzione il trattamento economico complessivo non puo’
essere comunque inferiore a 90.000 euro lordi annui.
(( a) ai parlamentari che svolgono qualsiasi attivita’ lavorativa
per la quale sia percepito un reddito uguale o superiore al 15 per
cento dell’indennita’ parlamentare la riduzione dell’indennita’ di
cui al comma 1 si applica in misura del 20 per cento per la parte
eccedente i 90.000 euro e fino a 150.000 euro, in misura del 40 per
cento per la parte eccedente i 150.000 euro. La riduzione si applica
con le medesime decorrenza e durata di cui al comma 1;))
((3. Fermo restando quanto previsto dalla legge 20 luglio 2004, n.
carica sopraggiunta.))
un ((referendum)) abrogativo, la convocazione degli elettori ai sensi
tutti i ((referendum)) abrogativi nella medesima data».
Art. 14 Riduzione del numero dei consiglieri e assessori regionali e relative
indennita’. Misure premiali
((ai sensi dell’articolo 13)) del presente decreto;
contabile, finanziaria ed economica della gestione dell’ente; ((il
Corte dei conti;))
Art. 15 Dimezzamento dei consiglieri e assessori provinciali
e razionalizzazione dell’esercizio delle funzioni comunali
Campione d’Italia.))
((2. A ciascuna unione di cui al comma l hanno facolta’ di aderire
vigente.))
((3. All’unione di cui al comma 1, in deroga all’articolo 32, commi
((4. Sono affidate all’unione, per conto dei comuni che ne sono
e l’unione.))
((5. L’unione succede a tutti gli effetti nei rapporti giuridici in
prevista per i comuni aventi corrispondente popolazione.))
((6. Le unioni di cui al comma 1 sono istituite in modo che la
regione ha facolta’ di individuare diversi limiti demografici.))
((7. Le unioni di comuni che risultino costituite alla data di cui
al comma 9 e di cui facciano parte uno o piu’ comuni con popolazione
data in cui diventano membri di un’unione di cui al comma 1.))
((8. Nel termine perentorio di sei mesi dalla data di entrata in
di cui al presente articolo.))
((9. A decorrere dal giorno della proclamazione degli eletti negli
l’unione.))
((10. Gli organi dell’unione di cui al comma 1 sono il consiglio,
il presidente e la giunta.))
((11. Il consiglio e’ composto da tutti i sindaci dei comuni che
sono membri dell’unione nonche’, in prima applicazione, da due
consiglieri comunali per ciascuno di essi. I consiglieri di cui al
primo periodo sono eletti, non oltre venti giorni dopo la data di
istituzione dell’unione ai sensi del comma 9, in tutti i comuni che
sono membri dell’unione dai rispettivi consigli comunali, con la
garanzia che uno dei due appartenga alle opposizioni. Fino
all’elezione del presidente dell’unione ai sensi del comma 12, primo
periodo, il sindaco del comune avente il maggior numero di abitanti
tra quelli che sono membri dell’unione esercita tutte le funzioni di
competenza dell’unione medesima. La legge dello Stato puo’ stabilire
fermo restando quanto previsto dai commi 4 e 9 del presente
((12. Entro trenta giorni dalla data di istituzione dell’unione ai
le attribuzioni di cui all’articolo 54 del medesimo testo unico.))
((13. La giunta dell’unione e’ composta dal presidente, che la
cessazione del rispettivo presidente.))
((14. Lo statuto dell’unione individua le modalita’ di
funzionamento dei propri organi e ne disciplina i rapporti. Il
consiglio adotta lo statuto dell’unione, con deliberazione a
maggioranza assoluta dei propri componenti, entro venti giorni dalla
data di istituzione dell’unione ai sensi del comma 9.))
((15. Ai consiglieri, al presidente ed agli assessori dell’unione
si applicano le disposizioni di cui agli articoli 82 e 86 del citato
trattamento per la carica sopraggiunta.))
((16. L’obbligo di cui al comma 1 non trova applicazione nei
riguardi dei comuni che, alla data del 30 settembre 2012, risultino
esercitare le funzioni amministrative e i servizi pubblici di cui al
medesimo comma 1 mediante convenzione ai sensi dell’articolo 30 del
citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000. Ai
fini di cui al primo periodo, tali comuni trasmettono al Ministero
dall’obbligo di cui al comma 1.))
((17. A decorrere dal primo rinnovo di ciascun consiglio comunale
del presente decreto:))
(( a) per i comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti, il
consiglio comunale e’ composto, oltre che dal sindaco, da sei
consiglieri;))
(( b) per i comuni con popolazione superiore a 1.000 e fino a 3.000
in due;))
(( c) per i comuni con popolazione superiore a 3.000 e fino a 5.000
stabilito in tre;))
(( d) per i comuni con popolazione superiore a 5.000 e fino a
10.000 abitanti, il consiglio comunale e’ composto, oltre che dal
stabilito in quattro.))
((18. A decorrere dalla data di cui al comma 9, ai consiglieri dei
n. 267 del 2000.))
((19. All’articolo 38, comma 7, del citato testo unico di cui al
partecipanti».))
((20. All’articolo 48, comma 1, del citato testo unico di cui al
temporale non coincidente con l’orario di lavoro dei partecipanti».))
((21. All’articolo 79, comma 1, del citato testo unico di cui al
raggiungimento del luogo di suo svolgimento».))
((22. All’articolo 14, comma 28, del citato decreto-legge n. 78 del
con quello di una o di piu’ isole».))
((23. All’articolo 2, comma 7, del decreto legislativo 14 marzo
2011, n. 23, le parole: «le isole monocomune» sono sostituite dalle
quello di una o di piu’ isole».))
((24. All’articolo 14, comma 31, alinea, del citato decreto-legge
n. 78 del 2010, le parole: «5.000 abitanti o nel quadruplo del numero
lettera c) e’ abrogata e la lettera b) e’ sostituita dalla
((«b) entro il 31 dicembre 2012 con riguardo a tutte le sei
3, della citata legge n. 42 del 2009».))
((25. A decorrere dal primo rinnovo dell’organo di revisione
nel rispetto dei seguenti principi:))
a) ((rapporto proporzionale tra anzianita’ di iscrizione negli albi
e registri di cui al presente comma e popolazione di ciascun
comune;))
b) ((previsione della necessita’, ai fini dell’iscrizione
nell’elenco di cui al presente comma, di aver in precedenza avanzato
locali;))
c) ((possesso di specifica qualificazione professionale in materia
di contabilita’ pubblica e gestione economica e finanziaria degli
enti pubblici territoriali.))
((26. Le spese di rappresentanza sostenute dagli organi di governo
primo periodo.))
((27. All’articolo 14, comma 32, alinea, del citato decreto-legge
n. 78 del 2010, le parole: «31 dicembre 2013» sono sostituite dalle
dicembre 2012».))
((28. Al fine di verificare il perseguimento degli obiettivi di
dall’articolo 2, comma 186, lettera e) , della legge 23 dicembre
2009, n. 191, e successive modificazioni, e dall’articolo 14, comma
32, primo periodo, del citato decreto-legge n. 78 del 2010, come da
l’articolo 8, commi 1, 2, 3 e 5 della legge 5 giugno 2003, n. 131.))
((29. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano ai
n. 42.))
((30. Dall’applicazione di ciascuna delle disposizioni di cui al
della finanza pubblica.))
((31. A decorrere dall’anno 2013, le disposizioni vigenti in
materia di patto di stabilita’ interno per i comuni trovano
a 1.000 abitanti))
Art.17-CNEL
a) ((l’articolo 2 e’ sostituito dal seguente:))
((«Art. 2 (Composizione del Consiglio). – 1. Il Consiglio nazionale
disposizione.»;))
«((Art. 14 (Pronunce del CNEL). – 1.)) Gli atti del CNEL sono
assunti a maggioranza assoluta dei suoi componenti in Assemblea. Il
presidente, sentiti i vicepresidenti e il segretario generale, puo’
istituire fino a quattro commissioni istruttorie, in ciascuna delle
quali siedono non piu’ di quindici consiglieri, proporzionalmente
alle varie rappresentanze. La presidenza di ciascuna commissione
articolo. ((Decorsi sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
del decreto del Presidente della Repubblica di cui all’articolo 2
della legge n. 936 del 1986, come sostituito dal comma 1, lettera a)
, del presente articolo, decadono gli esperti e i rappresentanti del
conformita’ alla ripartizione stabilita dal medesimo decreto)). Art. 18 Voli in classe economica
all’interno ((dei Paesi appartenenti al Consiglio d’Europa))
utilizzano il mezzo di trasporto aereo, volano in classe economica.
Resta fermo quanto previsto dall’articolo 1, comma 216, della legge
23 dicembre 2005, n. 266. All’articolo 1, comma 468, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, le parole «al personale con qualifica non
inferiore a dirigente di prima fascia e alle categorie equiparate,
nonche’» sono soppresse.
Disposizioni finali concernenti le regioni a statuto speciale e le
5 maggio 2009, n. 42.))
This entry was posted on settembre 18, 2011 at 5:25 pm and is filed under Uncategorized.	You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed.

References: ART.33

Art.01
 art.18
 art.3
in fine
 art.1

Art. 1
 Art.2
 Art.2
 Art.2

Art.2

Art.3

Art.2

Art.3

Art. 4
 Art. 5

Art. 6

Art.6
 Art. 8

Art.11
 art.18
 articolo 18
 art.11

Art.12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art.17
 Art. 18