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Agenda Digitale del Settore Bancario Italiano. 20 Marzo 2012
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1 Agenda Digitale del Settore Bancario Italiano 20 Marzo /20122 Agenda Digitale del Settore Bancario 03/2012 Sommario Premessa...3 Agenda Digitale del Settore Bancario Italiano...4 Contesto di riferimento...4 L'Agenda Digitale del settore bancario italiano: una proposta di intervento articolata su 3 iniziative...8 1) Normativa Digitale Amichevole...8 2) Ecosistema Digitale Pubblico a) Fatturazione Elettronica b) Digitalizzazione dei pagamenti della Pubblica Amministrazione c) Internazionalizzazione del settore produttivo italiano: International Trade Hub Italia d) Digitalizzazione del rapporto tra P.A. e cittadini/ imprese tramite canale bancario ) Stimolo dei Comportamenti "Digitali"...20 Realizzazione dell'agenda Digitale...22 Appendici Dettaglio delle iniziative e delle proposte di intervento ) Normativa Digitale Amichevole ) Ecosistema Digitale Pubblico a) Fatturazione Elettronica b) Digitalizzazione dei pagamenti della Pubblica Amministrazione c) Internazionalizzazione del settore produttivo italiano: International Trade Hub Italia d) Digitalizzazione del rapporto tra P.A. e cittadini/ imprese tramite canale bancario ) "Stimolo di Comportamenti Digitali"...47 Pagina 2 di 493 Premessa L Agenda Digitale proposta dall Associazione Bancaria Italiana rappresenta il contributo del settore bancario al programma di digitalizzazione del Paese. Le iniziative che vi sono contenute hanno l'obiettivo di contribuire ad accelerare questo programma facendo leva sul processo di digitalizzazione già in atto nell'industria bancaria e si inseriscono nel quadro delle iniziative programmatiche del Governo 1, favorendo positive ricadute sull intera economia nazionale. L'industria bancaria ritiene che gli obiettivi dell Agenda Digitale possano essere raggiunti solo se, attraverso un'azione concertata, tutte le parti interessate (Governo, PP.AA., imprese, ) sono disposte ad investire nella rimozione dei vincoli che oggi ostacolano la digitalizzazione dei settori economici del Paese. Dal lato suo, l'industria bancaria crede fortemente nei benefici derivanti dalla Digitalizzazione, come dimostrano gli sforzi messi in campo a livello associativo e i 20 miliardi di euro 2 che, nell'ultimo quinquennio, le singole banche hanno investito per la dematerializzazione dei processi, l'introduzione di nuove tecnologie in filiale e la creazione di nuovi canali di relazione. Il presente documento si articola in 2 sezioni, con caratteristiche differenti: Agenda Digitale del settore bancario italiano: in questa prima sezione sono descritte brevemente le iniziative promosse, i benefici attesi per il Sistema Paese e gli specifici interventi suggeriti. Appendici Modalità di attuazione delle iniziative dell Agenda Digitale del settore bancario italiano: in questa sezione le iniziative vengono descritte con maggiore profondità, con riferimento specifico alla loro implementazione e ai successivi possibili sviluppi. 1 Si fa riferimento agli interventi contenuti nel D.L. n.5 (cd. "Semplifica Italia") del 9 febbraio 2012 ed, in particolare, all'art. 47 che stabilisce la creazione della Cabina di Regia del Governo come presidio realizzativo dell'agenda Digitale del Paese. 2 Fonte: elaborazione ABI Lab "Rilevazione dello stato dell'automazione del sistema creditizio". Pagina 3 di 494 Agenda Digitale del Settore Bancario Italiano Contesto di riferimento L'importanza dell'economia digitale in Italia: una priorità ormai condivisa E' generalmente riconosciuto che la Digitalizzazione dell economia sia divenuta un fondamentale pilastro dello sviluppo economico e sociale di ogni Paese ed è indiscusso l'impatto positivo che ha già generato e che può continuare a generare in termini di crescita economica. La Digitalizzazione promuove e genera nuovi servizi, garantendo il miglioramento di quelli esistenti: nel 2010, la crescita economica dell Italia è stata dell'1% mentre la componente "Digitale" è cresciuta del 10% 3. Negli ultimi 15 anni la Digitalizzazione ha sostenuto i livelli occupazionali, creando 1,8 posti di lavoro per ognuno perso di tipo "tradizionale e generando un incremento netto di 320 mila nuovi occupati 4. I servizi resi più rapidi ed accessibili dai nuovi canali e strumenti digitali migliorano la qualità della vita sia in termini di tempo impiegato dai cittadini per ottenerli che di impatto ambientale. Non ultimo è lo stimolo che la Digitalizzazione sta dando agli investimenti privati 5, che nel 2010 hanno raggiunto 11 miliardi di Euro, con un incremento del 4,7% rispetto all anno precedente 6. Per il nostro Paese esistono tuttavia ampi margini per lo sfruttamento dei vantaggi offerti dalla Digitalizzazione e su questo fronte abbiamo accumulato un ritardo rispetto ad altri Paesi sviluppati: in Italia, l'economia Digitale vale solo l'1,9% del PIL contro il 7,2% della Gran Bretagna o il 3,4% della Germania 7. La bassa diffusione della banda larga, e quindi la possibilità di accesso ad internet, costituisce indubbiamente un limite "strutturale", ma la limitata Digitalizzazione del Paese è anche legata a fattori di tipo "culturale". Ad esempio, risulta ancora poco utilizzato l'e-commerce: l'italia è al 33-esimo posto (su 50) per spesa di consumatori ed imprese in acquisti e pubblicità su internet; cittadini, imprese, e Pubblica Amministrazione mostrano un livello di attività 8 sulla rete ancora basso (siamo al 39esimo posto su 50) 9. La popolazione che ancora non utilizza Internet è 3 Fonte: The Boston Consulting Group (BCG) "Fattore Internet", Fonte: report Digital Advisory Group: "Sviluppare l'economia digitale in Italia: un percorso per la crescita e l'occupazione", Si fa riferimento ad investimenti del settore privato in tecnologie legate al web. 6 Fonte: BCG "Fattore Internet", Fonte: BCG "Fattore Internet", Il livello di attività è misurato dal numero di imprese che comprano o vendono online, dal numero di interazioni effettuato online con le PP.AA. ed il numero di transazioni eseguite dai consumatori su internet. Fonte: BCG "Digital Manifesto", Fonte: BCG "Turning Local", Pagina 4 di 495 pari al 48,5% e tra i anni, la percentuale sale all'87% 10. Non diversa è la situazione della Digitalizzazione nella Pubblica Amministrazione: se si esamina, ad esempio, il settore dei pagamenti pubblici, appare che solo il 47% degli enti locali taliani permette di pagare imposte e/o tasse tramite i propri portali web 11 e che la grande maggioranza dei pagamenti dei cittadini viene ancora effettuata tramite gli uffici postali, molto spesso in contanti. Se consideriamo l'identità digitale del cittadino, osserviamo che sono state distribuite solo 2,5 milioni di Carte di Identità Elettroniche (CIE) e 20 milioni di Carte Nazionali / Regionali dei Servizi (CNS / CRS), le quali spesso non offrono ancora quei servizi per cui erano nate (ad esempio, solo 650 mila CRS includono, oltre al certificato di identificazione, anche il certificato di firma digitale 12 ). Per rispondere a questa situazione, il Governo italiano ha intrapreso una serie di iniziative per modernizzare il Paese su temi importanti come la dematerializzazione dei processi documentali, la "riduzione del contante" e lo sviluppo delle infrastrutture abilitanti. Solo per citare le principali, il recente "Decreto Salva Italia" 13 introduce norme 14 che vietano i pagamenti in contante da 1 000, mentre il "Decreto Semplifica Italia" 15 istituisce una Cabina di Regia unica del Governo per promuovere la strategia di Digitalizzazione del Paese, imponendo, inoltre, l'utilizzo di canali telematici per una serie di procedure anagrafiche e di stato civile che riguardano più di 7 milioni di comunicazioni con le PP.AA. La necessità di un'azione collettiva forte per rimuovere i vincoli alla Digitalizzazione La riduzione del "gap competitivo" del Paese richiede un'azione forte, immediata e concertata da parte di tutti i principali attori interessati, sia pubblici che privati, in modo da allineare gli interessi in gioco e sfruttare tutte le leve in maniera sinergica. Con riferimento ai propri ambiti di business, il settore bancario ha identificato quattro tipologie di vincoli "ostativi" alla digitalizzazione: vincoli normativi, tecnologici, comportamentali e di gestione delle risorse umane. I vincoli normativi risiedono specificatamente in alcune norme che impediscono direttamente o indirettamente l'esecuzione di processi in modo digitale; ad esempio, la stipula di contratti totalmente da remoto senza riconoscimento fisico del cliente o la gestione della contrattualistica e della documentazione interamente su supporti elettronici; I vincoli comportamentali, invece, derivano dalla limitata propensione dei cittadini all'utilizzo di taluni servizi e strumenti digitali (es. gli utenti abituali di Internet in Italia sono circa il 50% vs il 65% della media Europea 16 ): in 10 Fonte: ISTAT - "Cittadini e nuove tecnologie", Fonte: indagine del Politecnico di Milano (School of Management MIP, dipartimento di Ingegneria Gestionale) sulle PP.AA. Locali Rapporto 2010 Osservatorio e-government. 12 Fonte: Rapporto egov Italia D.L. n. 201 (cd. "Salva Italia") del 6 dicembre Si fa riferimento, ad esempio, al D.L. n. 201 (cd. "Salva Italia") del 6 dicembre 2011, e successive modificazioni, convertito nella L. n. 214 del 22 dicembre D.L. n.5 (cd. "Semplifica Italia") del 9 febbraio Fonte: Eurostat Pagina 5 di 496 questo caso il vincolo deriva prevalentemente dal livello di preparazione "digitale" dei cittadini e dalla errata percezione di scarsa sicurezza e utilità riscontrata nell'utilizzo di canali e strumenti digitali; I vincoli tecnologici, che risultano avere un impatto inferiore rispetto ai due già descritti, risiedono principalmente nella limitata diffusione di infrastrutture tecnologiche innovative (es. banda larga), nel basso livello di investimenti ICT, nella scarsa interoperabilità delle identità digitali del cittadino tra settori pubblico e privato e nella limitata standardizzazione dei flussi informativi e documentali delle PP.AA.; Infine, sulla gestione delle risorse umane pesano vincoli di tipo giuslavoristico che, per il settore bancario e nei limiti consentiti dallo strumento, sono stati di recente indirizzati con il nuovo Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro. Il ruolo del settore bancario nel processo di Digitalizzazione del Paese Il settore bancario si colloca come partner naturale del Governo e delle altre forze sociali nel processo di Digitalizzazione del Paese, per almeno due ragioni. In primis, le banche hanno già sviluppato infrastrutture informatiche e standard interoperabili sia a livello nazionale che internazionale. Ciò permette già alcune relazioni digitali con i propri clienti per le quali è garantito un elevato livello di sicurezza. In secondo luogo, le banche, assieme agli enti territoriali, hanno già avuto l opportunità di avviare progetti per supportare la Digitalizzazione del rapporto banche-pp.aa. e PP.AA.-Cittadino/Impresa, maturando un know-how specifico sul quale è possibile capitalizzare. Questi asset del settore, possono essere messi al servizio del Paese in sinergia con quelli presenti nella P.A., riducendo così gli investimenti pubblici necessari per proseguire il processo di Digitalizzazione del rapporto P.A.-Cittadino/Impresa e aumentando l'offerta di servizi online. Altre iniziative pubbliche per stimolare l'utilizzo di servizi digitali, come ad esempio quelle di e-government e quelle relative ai pagamenti elettronici nella P.A., contribuiranno fortemente alla creazione di un "volano" per la Digitalizzazione del Paese. In particolare, come dimostrato recentemente 17, politiche pubbliche che agiscono sulla domanda di servizi digitali (es. educazione digitale, sussidi all'acquisto di strumenti di connessione ad internet, lancio di programmi di e- government,...) possono avere un effetto positivo sulla penetrazione di banda larga anche maggiore rispetto a programmi che agiscono principalmente sull'offerta. Il settore bancario, sia a livello associativo che di singola impresa, ha inoltre già incluso nella sua agenda adeguati programmi per gestire l'evoluzione delle competenze Digitali richieste alle risorse dell'intero settore. Si ribadisce, dunque, l interesse da parte del settore bancario a fare la propria parte nel processo di Digitalizzazione del Paese, nella consapevolezza che, in ultima istanza, tutti i cittadini e le imprese operanti nel territorio ne trarrebbero valore. Da 17 Belloc, F., et al. "Whither policy design for broadband penetration? Evidence from 30 OECD countries". Telecommunications Policy (2012). Pagina 6 di 497 più di 10 anni le banche hanno messo a disposizione i propri servizi online arrivando nel 2010 a 14 milioni di clienti abilitati 18 all'internet banking e più di 800 mila aziende connesse attraverso il Corporate Banking interbancario. L'azione del settore bancario è quindi sinergica e di stimolo rispetto agli obiettivi di informatizzazione del cittadino che si propone l'agenda Digitale a livello Paese. In quest ottica, tramite il presente documento, l ABI e i Consorzi ad essa collegati 19 intendono mettere a disposizione le proprie competenze specialistiche per il raggiungimento di un miglior livello di digitalizzazione del Paese. La funzione dell'agenda Digitale del settore bancario Noto è l impegno che il Governo sta mettendo nel processo di Digitalizzazione del Paese con l'istituzione di una Cabina di Regia per lo Sviluppo dell'agenda Digitale 20 e con la definizione di sei gruppi di lavoro: infrastruttura e sicurezza, e-commerce, e-government e open data, educazione informatica, ricerca ed investimenti e smart communities. Ciascun gruppo, coordinato da due Ministri responsabili, dovrà censire le iniziative in corso, individuare le best practice, definire il quadro finanziario di riferimento, predisporre gli interventi normativi necessari e recepire le indicazioni dell'europa. Questa iniziativa, infatti, si inserisce all'interno del programma di realizzazione della Digital Agenda 2020 della UE nel nostro Paese, la quale prevede 101 azioni strategiche da realizzare entro il In questo contesto, l'agenda Digitale del settore bancario vuole porsi come strumento di approfondimento specifico di alcuni temi a favore della Digitalizzazione del Paese promuovendo, ove possibile, la rimozione di vincoli importanti. A questo fine, si auspica che l'iniziativa raccolga un ampio consenso da parte di tutti gli stakeholder partecipanti allo sviluppo del Paese. Il settore bancario, attraverso la propria Agenda Digitale, richiede pertanto al Governo di dare la giusta priorità e di rendere possibili le iniziative in essa previste, consentendo di avviarne la realizzazione all interno della governance centrale. In particolare, si richiede al Governo di discutere con i rappresentanti del settore bancario le migliori modalità di coordinamento delle stesse iniziative con i competenti gruppi di lavoro dell'agenda Digitale del Paese. Vista la possibile disponibilità dei fondi stanziati dalla Comunità Europea con la Digital Agenda 2020, si propone, inoltre, di creare una task force congiunta (Governo, ABI ed eventuali altre associazioni / enti accomunate dai medesimi intenti) per individuare e facilitare l'accesso ai finanziamenti ottenibili, nell'ambito delle iniziative di seguito descritte. 18 Fonte: Indagine ABI ABI Lab, il Centro di Ricerca e Innovazione per la Banca, il Consorzio Bancomat ed il Consorzio CBI che gestisce i servizi di corporate e retail banking nonché di gestione documentale strutturata e non strutturata quale, ad esempio, di Fatturazione elettronica. 20 D.L. n.5 (cd. "Semplifica Italia") del 9 febbraio Pagina 7 di 498 L'Agenda Digitale del settore bancario italiano: una proposta di intervento articolata su 3 iniziative L Agenda Digitale del settore bancario prevede tre macro-iniziative prioritarie di intervento, tutte caratterizzate da una stretta interconnessione: 1. Normativa Digitale Amichevole, ha lo scopo di promuovere la creazione di un sistema normativo che favorisca la digitalizzazione dell'interazione tra banca e clientela, dando vita a strumenti flessibili, innovativi e di semplice utilizzo per il cittadino; 2. Ecosistema Digitale Pubblico, per una modernizzazione delle PP.AA. e delle imprese, per la creazione di un ecosistema pubblico digitale interoperabile e d eccellenza in Europa, per una più funzionale interazione tra banca e clientela. Le iniziative proposte fanno riferimento a quattro specifici interventi presentati in ordine di crescente livello di ambizione: a. Fatturazione elettronica; b. Digitalizzazione dei pagamenti della Pubblica Amministrazione 21 ; c. Internazionalizzazione del settore produttivo italiano: International Trade Hub Italia; d. Digitalizzazione del rapporto tra P.A. e cittadini / imprese, tramite canale bancario. 3. Stimolo dei comportamenti Digitali", volta all'educazione dei cittadini ed all'identificazione di incentivi e regole per stimolare l'utilizzo di canali e strumenti digitali. 1) Normativa Digitale Amichevole Il punto di partenza L'innovazione digitale può avere un forte impatto su tutti gli ambiti dell'attività bancaria, ed in particolare sull'interazione banca-cliente. Le principali innovazioni che si possono auspicare sono: Il riconoscimento da remoto del cliente, anche se "non già cliente" della banca e/o non bancarizzato al fine di avviare processi di vendita totalmente da remoto che eliminino passaggi fisici allo sportello e/o scambio di documenti cartacei. L'identificazione del cliente elettronicamente, facendo leva sulla CIE 22 o su altre identità elettroniche del cliente (es. CNS/CRS 23 ) ed eliminando, quindi, la verifica "manuale" della carta d'identità ed eventuali fotocopie necessarie. 21 Si fa qui riferimento sia agli incassi che ai pagamenti delle PP.AA. 22 Carta d'identità Elettronica. 23 Carta Nazionale / Regionale dei Servizi Pagina 8 di 499 La stipula di contratti, sia in remoto che in filiale, in elettronico ab origine, ricorrendo a processi e strumenti di firma sicuri ed user friendly come, ad esempio, le firme cd. "grafometriche" su tablet. La dematerializzazione di tutte le operazioni dispositive allo sportello, delle comunicazioni con i clienti ed, infine, la trasformazione degli archivi cartacei, ricorrendo alla cd. "conservazione sostitutiva". Oggi, la normativa necessita di importanti adeguamenti per favorire l offerta di servizi del settore bancario in modalità digitale. Infatti, alcune delle norme in vigore non forniscono tutte le tutele legali all'utilizzo dei vari strumenti che contribuiscono a definire e, come tali, risultano fonte di dubbi interpretativi, mentre altre rendono la digitalizzazione di fatto difficile per le banche e per i clienti. Nonostante, quindi, la tecnologia permetterebbe oggi l adozione di soluzioni efficienti per le banche e al contempo user friendly, queste non possono essere ancora utilizzate. La digitalizzazione comporta notevoli investimenti upfront e le banche necessitano di una maggiore certezza giuridica prima di lanciare nuove soluzioni tecnologiche: è pertanto necessario evitare che ingenti investimenti siano vanificati ex-post dal rischio di controversie legali con i fruitori delle norme. Parte delle incertezze esistenti derivano dal fatto che il sistema normativo italiano risulta frammentato e composto da norme in parte "disallineate", le quali richiedono una rivisitazione complessiva e unitaria. Di qui, un'unica interfaccia istituzionale di riferimento, che garantisse uniformità tra le diverse normative, non potrebbe che favorire il superamento di questi ostacoli. In particolare, sono quattro le normative su cui è più urgente intervenire per "sbloccare" il potenziale innovativo del settore bancario 24, con alcuni benefici anche per il sistema Paese: 1. "Nuovo CAD" Codice dell'amministrazione Digitale 25 : il CAD e le regole tecniche collegate offrono un quadro normativo concepito in primis per digitalizzare la P.A., ma per alcuni ambiti si applica anche al settore privato pur non essendo pensato per esso. Ciò comporta che soluzioni pensate per la P.A. rischiano di ridurre il potenziale innovativo che le imprese private potrebbero esprimere se supportate da un quadro normativo sviluppato ad hoc. A titolo di esempio, si consideri che, ad oggi, le regole tecniche non offrono elementi sufficienti per favorire pienamente il ricorso a strumenti di firma elettronica user friendly (come ad esempio la firma grafometrica su tablet o altre forme di firma biometrica) mentre la firma digitale ha una diffusione sostanzialmente limitata alle imprese 26, data la complessità dello strumento e del suo utilizzo per la clientela retail; di conseguenza la sottoscrizione dei contratti bancari continua ad avvenire principalmente con la firma autografa su carta. 24 Per ulteriori dettagli sulle normative di riferimento e sulle modifiche necessarie si vedano gli allegati tecnici a questo documento. 25 D.Lgs. n. 82/2005 (e successive modificazioni) e relativi Schemi di DPCM in fase di emanazione da parte di DigitPA. 26 Le firme digitali emesse dai certificatori accreditati DigitPA sono circa 3,7 milioni al 2010 (fonte: Rapporto e- Gov Italia 2010). Pagina 9 di 4910 Infine, la normativa costituisce un freno e disincentiva le banche anche nel ricorrere alla dematerializzazione e alla conservazione sostitutiva dei documenti, non essendo adeguatamente definiti gli standard e i requisiti di processo per la validità giuridica dei documenti elettronici. 2. Trasparenza 27 : taluni obblighi sono definiti tenendo in considerazione la sola stipula dei contratti su carta, ciò risulta oneroso per la banca e privo di sostanziale beneficio per il cliente. Si pensi all obbligo per la banca 28 di acquisire l attestazione del cliente circa l avvenuta ricezione della copia del contratto stipulato Antiriciclaggio 30 : la normativa prevede, come principio generale, l'identificazione del cliente de visu in fase di apertura del rapporto, salvo permetterla da remoto richiedendo l obbligo di adempimenti di "rafforzata verifica" dell'identità del cliente. Ciò obbliga i clienti a ricorrere all'uso di documenti cartacei o a passaggi fisici allo sportello. 4. Privacy: la possibile necessità che le innovazioni tecnologiche con impatto sulla clientela debbano essere sottoposte a verifica preliminare del Garante pone un elemento di rallentamento al processo di diffusione di tecnologie innovative, immotivato in quanto la digitalizzazione non determina alcuna riduzione delle tutele per il cittadino rispetto a quanto accade nel mondo analogico. Si pensi ad esempio, alla possibilità che le banche siano tenute a richiedere la verifica preliminare al Garante per la gestione digitale dei dati del cliente. Gli obiettivi ed i benefici dell'iniziativa Gli interventi di rimozione dei vincoli sopra descritti per ognuna delle normative menzionate hanno come obiettivo quello di rendere possibili: La stipula dei contratti da remoto, anche con nuovo cliente e se precedentemente non bancarizzato, ampliando le modalità con cui le banche devono oggi condurre la "rafforzata verifica" dell'identità del cliente; La piena digitalizzazione dell attività di sportello, con riferimento sia alle singole operazioni, che alla stipula dei contratti tramite firme elettroniche che permettano una buona user experience e ne incentivino il ricorso da parte dei clienti; La conservazione elettronica sostitutiva dei documenti analogici e l'abbandono definitivo degli archivi cartacei, assicurando rilevanza giuridica e 27 Disciplina di Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari, contenuta nelle Disposizioni della Banca d'italia attuative del Titolo VI del Testo Unico Bancario. 28 Prescritto dalla Sez. III delle Disposizioni. 29 In proposito, considerato che l ambiente in cui avviene la stipula è sicuro e condiviso, la firma in questione non ha ragione di essere e impone alle banche adempimenti ulteriori (come ad esempio riaprire il documento informatico) privi di reale beneficio. 30 D.Lgs. 231 del 21 novembre Pagina 10 di 4911 fiscale della documentazione elettronica, anche alla luce dei provvedimenti e delle circolari dell Agenzia delle Entrate 31. Da questi interventi, caratterizzati da un importante innovazione dei processi interni alle aziende, può derivare un importante beneficio non solo per il settore bancario, in termini di incremento della produttività ottenibile, ma anche gli altri settori produttivi. Infatti, ciò potrebbe dar luogo anche alla nascita di nuovi business, in settori industriali diversi da quello bancario, ora disincentivati per i vincoli normativi esistenti. La proposta di intervento Qualsiasi azione di ottimizzazione normativa non può prescindere dalle reali esigenze di sviluppo di servizi digitali e valutare, ad ogni proposta di intervento su norme e leggi, i benefici per gli operatori privati (incluse le banche) e per la user experience del cliente, per evitare di dover ricorrere a soluzioni scarsamente apprezzate dal cittadino e quindi con scarse probabilità di larga diffusione. Come già evidenziato, lo sviluppo del progetto richiede un intervento ampio e diffuso che interessa diverse discipline dell ordinamento. Si propone pertanto la formalizzazione di "Tavoli di confronto verticali ABI/Regolatori" su ciascuna normativa la cui funzione è quella di proporre e discutere interventi sulle norme che nascono da esigenze di "business". Data l'entità e l'importanza degli interventi sulle norme, si propone che a tali tavoli partecipino i vertici dei regolatori e che questi momenti di confronto abbiano una cadenza periodica. Inoltre, poiché l'eventuale disallineamento anche di una sola delle menzionate discipline condurrebbe ad un'inevitabile mitigazione degli effetti positivi complessivi, si rende necessario un intervento organico e coerente su tutte le normative. Proprio a questo fine, oltre ai suddetti "Tavoli di confronto verticali", appare chiara la necessità di istituire una "Cabina di Regia Normativa", super partes e composta da un membro del Governo, dai Vertici dei regolatori di riferimento, dai rappresentanti del settore bancario e allargabili ad altri operatori privati. Questa, coordinata con la "Cabina di Regia" dell'agenda Digitale del Governo, avrà il compito di saper avvicinare le diverse parti in gioco, comprendendone gli interessi ed accelerando gli interventi necessari. Infine, per ogni cambiamento normativo proposto, tali modifiche saranno comunicate e promosse presso le associazioni dei consumatori ed altri stakeholder rilevanti per illustrare i benefici complessivi dell'intervento. 31 Tra cui la recente circolare n. 5/E recante quesiti riguardanti la comunicazione dell impronta relativa ai documenti informatici rilevanti ai fini tributari, ai sensi dell articolo 5 del decreto 23 gennaio 2004 e del provvedimento del Direttore dell Agenzia delle Entrate del 25 ottobre Pagina 11 di 4912 2) Ecosistema Digitale Pubblico Per ridurre il "gap competitivo" con i più avanzati Paesi europei in tema di digitalizzazione dei servizi della Pubblica Amministrazione appare necessario creare un ecosistema pubblico digitale, interoperabile e d'avanguardia. Il settore bancario ha identificato quattro ambiti su cui poter intervenire fornendo un supporto attraverso asset o competenze specifiche già disponibili: a) Fatturazione elettronica; b) Digitalizzazione dei pagamenti della Pubblica Amministrazione 19 ; c) Internazionalizzazione del settore produttivo italiano: International Trade Hub Italia; d) Digitalizzazione del rapporto tra P.A. e cittadini/ imprese tramite canale bancario. 2a) Fatturazione Elettronica Il punto di partenza Implementare un processo di Fatturazione Elettronica significa informatizzare il processo di generazione della fattura, autenticare il documento ottenuto con una firma elettronica valida, certificare il momento in cui il documento è stato generato, inviarlo attraverso canali digitali e archiviarlo su supporti informatici. Il risultato di questo processo è che tutte le informazioni prima contenute in un documento cartaceo, sono ora disponibili in modo strutturato in un sistema informatico facilmente accessibile e consultabile. Digitalizzare questo processo porta a ingenti benefici sia per l'impresa che emette la fattura e sia per quella che la riceve, tuttavia il grado di diffusione in Italia è ancora molto basso e per lo più relativo a dei sistemi di trasmissione non "a norma" 32. Negli ultimi anni l'industria bancaria ha messo a punto un processo di Fatturazione Elettronica "pura e a norma di legge" che permette da un lato di realizzare benefici per tutti gli attori coinvolti e dall'altro di ottemperare agli obblighi imposti delle leggi vigenti. Per promuovere la diffusione di uno standard di fatturazione elettronica è necessario attivare un "volano" che crei una massa critica di aziende che utilizzano uno standard comune: in Italia l'"azienda" che può dare questo impulso è la P.A. che riceve ogni anno un elevato 33 numero di fatture, tutte cartacee. Il Governo Italiano si è già espresso su questo tema emanando una legge 34 che obbliga le PP.AA. a ricevere soltanto fatture in formato elettronico secondo un modello che ha 32 Non esiste un Ente od Organismo di certificazione che possa attestare che "un dato" sistema EDI abbia tutte le caratteristiche per porsi in alternativa all'utilizzo della FEA (es. caratteristiche di sicurezza, affidabilità, ). 33 Osservatori.net stima in circa 50 milioni le fatture ricevute dalla P.A. nel 2009, tuttavia non esistono cifre ufficiali e altri studi vedono questo valore molto conservativo indicando in milioni di fatture/ anno una stima più accurata. 34 Legge n. 244 del 24 dicembre Pagina 12 di 4913 valore legale; tuttavia questa norma non è stata ancora applicata poiché mancano il secondo decreto attuativo e le norme tecniche 35. Gli obiettivi ed i benefici dell'iniziativa L'obiettivo di questa iniziativa è rendere la Fatturazione Elettronica un processo standard di mercato sfruttando la Pubblica Amministrazione come volano per la sua diffusione; da ciò deriverebbero chiari benefici per l'intero Sistema Paese in termini di produttività e quindi di competitività. Studi effettuati stimano fino a 2 miliardi di / anno 36 i risparmi per la P.A. sui costi di gestione della fattura e almeno miliardi di / anno la riduzione dei costi operativi per il sistema produttivo italiano; con la Fatturazione Elettronica, l'implementazione dei "Costi Standard" a livello nazionale potrebbe risultare semplificata e garantire così un più agevole controllo della spesa pubblica. Grazie ad uno standard di fatturazione interoperabile con l'estero le aziende italiane riuscirebbero a gestire in modo più efficiente i loro processi di import/export e la diffusione di questo modello stimolerebbe gli investimenti ICT del sistema produttivo. Infine, la possibilità per le imprese di rendere più rapido l'accesso dei privati a talune informazioni detenute dal settore pubblico (cd. open data) potrebbe contribuire a migliorare il processo di valutazione del merito creditizio. La proposta di intervento L'industria bancaria già oggi partecipa al Forum Nazionale sulla Fatturazione Elettronica che ha l'obiettivo di individuare ed adottare misure atte ad incentivare il passaggio alla fatturazione elettronica, soprattutto delle PMI. Nel supportare l'azione del Forum, il settore bancario propone di lanciare un'iniziativa pilota coinvolgendo alcune PP.AA. e le relative imprese fornitrici per testare sul campo le infrastrutture e gli standard oggi disponibili; in questo modo sarebbe possibile quantificare con esattezza i benefici per tutto il sistema, gli investimenti che P.A. e imprese dovrebbero sostenere ed infine offrire ai lavori del Forum degli elementi maturati direttamente sul campo da considerare durante la redazione della norma. Coerentemente con gli obiettivi del Forum, si suggerisce di accelerare il processo di emanazione del secondo decreto attuativo relativo alla Legge n. 244 del 24 dicembre 2007 e, parallelamente a supporto dei lavori, si suggerisce di avviare in modo congiunto con ABI un'analisi approfondita della Digital Agenda 2020 con l'obiettivo di individuare fondi per il finanziamento dell'implementazione di questo modello in Italia. 35 Nel dicembre 2011 è stato creato un forum sotto la guida del MEF per la definizione delle norme tecniche; la fine prevista dei lavori è il Fonte: "Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione" Politecnico di Milano MIP School of Management, 2011; stime che presuppongono la de-materializzazione completa del ciclo di fatturazione passivo. Il Piano e-gov 2012 stima in 30 Mld / anno il risparmio della P.A. dalla de materializzazione di tutti i suoi processi, incluso quello di fatturazione elettronica. 37 Fonte: "Fare Sistema, il vero motore della fatturazione elettronica" Politecnico di Milano MIP School of Management, 2009; stime BCG considerando imprese i cui processi interni di fatturazione hanno già un elevato grado di efficienza. Pagina 13 di 4914 2b) Digitalizzazione dei pagamenti della Pubblica Amministrazione Il punto di partenza L'ingresso dirompente delle nuove tecnologie digitali ha inevitabilmente avuto ripercussioni anche sul settore dei pagamenti, rovesciando i paradigmi tipici del pagamento tramite contante e permettendo forti innovazioni da un punto di vista tecnologico e di business model. Tuttavia, nell'ambito pubblico, nonostante l'impegno con cui numerose iniziative sono state avviate negli ultimi anni, molto ancora può essere fatto per digitalizzare i pagamenti da e verso le PP.AA.: rispetto alle principali economie mondiali, infatti, l'italia soffre di un posizionamento fortemente penalizzante sia in termini di transazioni elettroniche per abitante (ancora lontane dalla media dell Area Euro 38, con una situazione superiore solo a quella registrata in Polonia e Grecia) sia in termini di sviluppo dei sistemi di egovernment 39, nella cui classifica l'italia appare quart ultima davanti a Polonia, Grecia e Portogallo. Nell ottica di rendere l'economia pubblica il "volano" di quella privata, due sono gli ambiti dove si riscontra una forte necessità di intervento per una più efficace Digitalizzazione dei pagamenti della Pubblica Amministrazione: 1. Incassi della P.A. pagamenti C/B2G (Citizen or Business to Government). Ad oggi, ancora una quota troppo consistente dei pagamenti effettuati dai privati (cittadini o imprese) verso le PP.AA. (centrali e locali) avviene tramite denaro contante, con evidenti oneri per le PP.AA. 40 e per i cittadini 41. Sono infatti rari i casi di enti in cui sono presenti POS agli sportelli o è possibile pagare via internet imposte, contributi e servizi. La difformità e non interoperabilità delle soluzioni tecnologiche implementate, anche dipendenti dallo scarso ricorso al "riuso" 42 da parte delle PP.AA., rallenta ulteriormente il già difficile processo di digitalizzazione. 2. Pagamenti della P.A. pagamenti G2C/B (Government to Citizen or Business). Una percentuale rilevante dei pagamenti effettuati dalle PP.AA. verso privati (cittadini o imprese) avviene con denaro contante, spesso ritirato tramite gli sportelli postali si pensi, ad esempio, alle pensioni (anche di invalidità) o agli stipendi dei dipendenti pubblici. 38 Fonte: Banca d'italia, Relazione Annuale 2010: 66 transazioni pro capite con strumenti diversi dal contante per anno a fronte di una media dell area euro di Fonte: UN e-government survey 2010 (metodologia include calcoli sulla base di completezza, profondità, qualità, evoluzione dei servizi online offerti, livello di sviluppo dell'infrastruttura telecom ed educazione dei cittadini). Si veda al riguardo anche Capgemini World Payments Report Ad es. gestione del contante, gestione manuale procedure di incasso, riconciliazione manuale, rischi operativi, 41 I.e. tempo perso, rischio rapina, 42 Si fa riferimento a progetti che prevedono il trasferimento di soluzioni di e-government già realizzate e in esercizio, dall amministrazione cedente ad aggregazioni di amministrazioni interessate a riusare quella soluzione ("amministrazione riusante"). Pagina 14 di 4915 In questi ambiti, ovviamente, si sconta che le recenti norme 43 produrranno effetti solo in un futuro più o meno prossimo. Gli obiettivi ed i benefici dell'iniziativa Il settore bancario italiano crede che, in entrambi gli ambiti descritti, sia necessario intervenire con decisione per raggiungere due obiettivi: Da un lato, permettere a tutti i privati (sia cittadini che imprese) di effettuare pagamenti verso qualsiasi P.A. con strumenti elettronici, sia fisicamente che in remoto ed indipendentemente dall'oggetto del pagamento (es. tributi, multe, servizi,...). Le soluzioni operativo-infrastrutturali e gli standard di pagamento già presenti nel settore bancario (es. bonifico SEPA) possono permettere un rapido sviluppo del settore senza dover configurare nuovi modelli di relazioni ed interazioni tra banche e P.A. Si ritiene tuttavia fondamentale prevedere una roadmap di attuazione valida per le PP.AA. del Paese. Dall'altro lato, digitalizzare i pagamenti delle PP.AA. verso i propri fornitori e cittadini, riducendo la circolazione del contante ed automatizzando tutti i dispendiosi processi amministrativi collegati. A questo fine è indispensabile sollecitare una rapida attuazione dei principi recentemente introdotti nel nostro ordinamento 44, procedere con iniziative di educazione e moral suasion sulle PP.AA. e promuovere ulteriormente l'adozione dell Ordinativo informatico locale (OIL) in tempi brevi. Evidenti sarebbero i benefici che deriverebbero per il sistema Paese ed i suoi cittadini dall'efficientamento dei processi delle PP.AA.: dalla riduzione dei costi associati alla gestione manuale dei pagamenti, alla migliore allocazione delle risorse oggi impiegate in attività a basso valore aggiunto; dall'accelerazione delle procedure di incasso e di pagamento al miglioramento del livello di servizio verso i cittadini. La proposta di intervento Il settore bancario propone di costruire un iniziativa che affronti complessivamente l obiettivo, segmentando i diversi ambiti ed organizzando i relativi lavori nei seguenti cantieri: Mappatura dei pagamenti da e verso PP.AA. (cd. "aree di intervento"), per identificare i "bacini potenziali per la "digitalizzazione" e prioritizzare gli investimenti necessari, da effettuare congiuntamente con il Ministro per la P.A. e la Semplificazione (o suo delegato), DigitPA, Banca d'italia ed ABI; Definizione delle soluzioni tecniche e degli standard implementativi per ogni tipologia di pagamento / destinazione / controparte, effettuata dagli stessi attori di cui sopra; 43 D.L. n. 201 (cd. "Salva Italia") del 6 dicembre 2011, e successive modificazioni, convertito nella L. n. 214 del 22 dicembre 2011; D.Lgs. n. 82/2005 (e successive modificazioni) e relativi Schemi di DPCM in fase di emanazione da parte di DigitPA. 44 Si fa qui riferimento al già citato art. 12 del D.L. n. 201 (cd. "Salva Italia") del 6 dicembre 2011, e successive modificazioni, convertito nella L. n. 214 del 22 dicembre Pagina 15 di 4916 Intervento coordinato 45 per la promozione degli standard individuati e per l'adozione generalizzata dell'oil 46 ; Analisi dei Fondi UE potenzialmente accessibili per l'iniziativa e preparazione delle domande, effettuata da una task force congiunta ABI-Ministro per la P.A. e la Semplificazione (o suo delegato); Studio e lancio di iniziative di sensibilizzazione delle PP.AA. da parte del Ministro per la P.A. e la Semplificazione (o suo delegato) ed ABI, ad esempio tramite pubblicazioni su riviste specializzate o roadshow sul territorio; Lancio di iniziative di comunicazione "virali" per la sensibilizzazione degli utenti sulle nuove modalità di pagamento possibili, come previsto dall'iniziativa "Stimolo di Comportamenti Digitali". 2c) Internazionalizzazione del settore produttivo italiano: International Trade Hub Italia Il punto di partenza A fronte di un calo generalizzato della domanda interna, dati recenti mettono in luce la crescita dell'export che nel 2011 si è attestata intorno all'11,4% 47 : con i consumi nazionali in contrazione, le esportazioni verso i Paesi extra-ue costituiscono un elemento fondamentale per il sostegno dell'industria manifatturiera e quindi per la crescita economica del Paese. In Italia, le aziende che lavorano con mercati extra-ue devono ogni giorno impiegare molte risorse per espletare tutte le procedure amministrative e burocratiche necessarie per l'invio di beni all'estero o per l'importazione di merci. Si possono citare come esempio le procedure di sdoganamento delle merci, le autorizzazioni necessarie ad esportare beni via nave 48 o la compilazione della documentazione 49 necessaria per la spedizione di prodotti all'estero 50 (e viceversa per l'import). Queste procedure sono svolte interagendo con numerosi interlocutori (es. agenzie doganali, trasportatori, intermediari, ) ed i documenti a supporto sono spesso di tipo cartaceo (con l'obbligo di archiviarli anche per molti anni dalla loro emissione). Questa complessità è sicuramente un freno alla crescita e all'internazionalizzazione delle imprese, soprattutto per quelle piccole e medie, sia perché comporta tempi lunghi ed incerti che per il dispendio di risorse economiche. 45 Si vedano le appendici del presente documento per i dettagli degli interventi suggeriti. 46 Ordinativo Informatico Locale. 47 Fonte: ISTAT L'export di materiale via nave impone l'utilizzo di contenitori "fumigati" certificati. 49 Un esempio è l'etichettatura del prodotto che elenca tutti i componenti e i rispettivi Paesi di origine. In tal modo si riesce a monitorare che i beni non contengano componenti prodotti in Paesi con cui le relazioni economiche sono bloccate (es. embargo economico). 50 Solo per Paesi extra-ue. Pagina 16 di 4917 Gli obiettivi ed i benefici dell'iniziativa L'industria bancaria si propone di supportare il MISE 51 nello studio di fattibilità di una piattaforma unica (International Trade Hub ITH Italia) che permetta alle imprese italiane di espletare in modo "digitale" tutte le procedure burocratiche, amministrative e finanziarie di gestione dell'import / export. I benefici derivanti dal lancio di una simile piattaforma sarebbero rilevanti per l'intera industria manifatturiera. Con ITH, le imprese non devono più gestire documenti cartacei, hanno una singola interfaccia con cui interagire e ricevono tutto il supporto necessario alle attività di import / export grazie a servizi informativi e di consulenza integrati nella piattaforma. Online sarebbe possibile richiedere documenti 52 direttamente agli enti competenti, effettuare operazioni di sdoganamento verificandone real time l'avanzamento, eseguire pagamenti e gestire il ciclo logistico accedendo a servizi assicurativi, di trasporto e di spedizione. Altri Paesi hanno già lanciato sistemi di "single window", ottenendo in breve tempo risultati importanti. Ad esempio, l'introduzione di TradeNet, la single window di Singapore, ha ridotto il costo delle operazioni del ~70-80% 53, il tempo per concluderle da qualche ora (o addirittura giorni 54 ) a circa 10 minuti ed il numero di documenti richiesti da molte unità ad uno 55. Grazie a questo strumento, il MISE stima che le sole esportazioni potrebbero aumentare fino a 29,3 miliardi di euro all'anno. Infine, con la sottoscrizione del protocollo di intesa da parte di InvItalia, ITH potrebbe includere anche servizi di supporto informativo e normativo rivolti ad aziende straniere attraendo così investimenti produttivi greenfield nel nostro Paese. La proposta di intervento Il settore bancario è un partner fondamentale per questa complessa ed articolata iniziativa poiché già dotato di infrastrutture tecnologiche che operano secondo standard interoperabili con l'estero; queste ultime sono attualmente utilizzate da circa un milione di aziende e dalla quasi totalità delle banche nazionali. Grazie ad ITH il sistema delle imprese manifatturiere italiane potrebbe essere facilitato nella gestione dei mercati extra-ue ed aziende che oggi operano solo sul territorio nazionale potrebbero avere un "partner" che li aiuta ad affacciarsi su nuovi mercati contribuendo alla crescita del Sistema Italia. Con l'accordo/ Protocollo di intesa firmato da ABI e MISE in materia di Trade Facilitation il 22 febbraio 2011, l'industria bancaria ha già manifestato il suo interesse nei confronti di questa che è un'iniziativa strategica per l'intero sistema 51 Ministero Sviluppo Economico. 52 Es. licenze, certificati, autorizzazioni, 53 Il costo per operazione è passato da a 2,88. Fonte: Singapore Single Windows 2010, United Nations Economic Commission for Europe. 54 Prima le operazioni potevano richiedere dalle 2 ore a 4 giorni. Fonte: Singapore Single Windows 2010, United Nations Economic Commission for Europe. 55 Il numero di documenti richiesti poteva arrivare a 35. Fonte: Singapore Single Windows 2010, United Nations Economic Commission for Europe. Pagina 17 di 4918 Paese. Si propone pertanto di accelerare quanto più possibile la realizzazione della piattaforma ITH ricercando la più estesa interoperabilità tra le parti coinvolte, ivi compreso il settore bancario e finanziario. 2d) Digitalizzazione del rapporto tra P.A. e cittadini/ imprese tramite canale bancario Il punto di partenza Relativamente ai servizi di egovernment, si è già citata la limitata possibilità di accesso multicanale ai servizi pubblici da parte dei privati (siano essi cittadini o imprese). Il progetto "Reti Amiche", all'interno del piano e-gov 2012, già costruiva in questa direzione. Di più può essere fatto attraverso l'utilizzo delle nuove tecnologie: una maggiore integrazione delle reti pubbliche 56 e di quelle bancarie, congiuntamente al raggiungimento di una piena interoperabilità tra identità digitali (pubbliche e bancarie) del cittadino, potrebbe infatti permettere l'utilizzo del canale bancario come punto di accesso ai servizi pubblici per ca. 29 milioni di clienti, già censiti e conosciuti, 14 milioni dei quali già abilitati all'online 57. Oggi, infatti, non solo sono poche le PP.AA. che permettono l'accesso ai propri servizi tramite strumenti digitali (sia fisici, come i totem, che virtuali, su internet), ma limitato è l'utilizzo che ne fanno i cittadini a causa dell'insufficiente user experience (per facilità, velocità o sicurezza percepita) e della scarsa diffusione e del complesso utilizzo delle credenziali di accesso 58. In questo scenario, l'utilizzo dei canali distributivi del settore bancario sul territorio (30 mila sportelli e 40 mila ATM) e, soprattutto, del suo canale di internet / corporate banking, potrebbe permettere alle PP.AA. di raggiungere i cittadini italiani sfruttando reti e sistemi già presenti sul panorama italiano ed integrati a livello internazionale. Gli obiettivi ed i benefici dell'iniziativa L'obiettivo ultimo di utilizzare il canale bancario per la digitalizzazione del rapporto P.A.-cittadino ricomprende al proprio interno due ambiti diversi, anche se fortemente interconnessi: 1. L'integrazione delle reti informatiche pubbliche e di quelle bancarie, attraverso una soluzione architetturale che abiliti la convergenza dei servizi delle differenti PP.AA. 59 su ciascun punto di accesso delle banche (ATM, sportelli, online) per cittadini e imprese; 2. La realizzazione dell'interoperabilità tra le identità pubbliche e bancarie digitali del cittadino, permettendogli di essere riconosciuto ed accedere a servizi pubblici anche solo con le credenziali attribuitegli dal canale bancario 56 Es. SPC Sistema Pubblico di Connettività. 57 Fonte: Indagine ABI Si pensi, ad esempio, che ad oggi sono state distribuite solo ca. 2,5 mio di Carte d'identità Elettroniche (CIE) e che molte di queste, nonostante abbiano un certificato di firma elettronica incorporato, non sono state attivate. Fonte: Report "E-gov Italia 2010". 59 Si fa qui riferimento sia a servizi informativi (es. richiesta di certificati, stato dei pagamenti dovuti alla P.A. (tasse, multe, servizi,...), servizi del sistema sanitario, invio cartelle esattoriali,...) che a servizi di pagamento. Pagina 18 di 4919 e, viceversa, di sfruttare la sua identità digitale pubblica 60 come uno dei possibili fattori di autenticazione per l'internet / corporate banking 61. Evidenti sarebbero i benefici derivanti dalla realizzazione di questo ambizioso progetto: l'interoperabilità delle identità bancarie e pubbliche agirebbe da "volano" per la diffusione dei servizi pubblici online che, grazie alla miglior user experience, spingerebbe il cittadino verso canali digitali piuttosto che fisici 62, riducendo così i costi di gestione delle PP.AA. Inoltre, lo sfruttamento della partnership con il settore bancario permetterebbe alla P.A. di limitare i nuovi investimenti necessari per la creazione di servizi di egovernment, grazie all'utilizzo di reti e sistemi già disponibili ed interoperabili con l'estero 63. Tali servizi, oltre a ridurre fortemente anche i costi di comunicazione tra P.A. e cittadini (grazie alla dematerializzazione degli invii cartacei 64 ), rispetterebbero altresì gli standard di sicurezza in uso nel settore bancario, già elevati. Infine, abilitando il riconoscimento del cliente da remoto (grazie alla diffusione delle identità digitali) questa iniziativa potrebbe stimolare la nascita e lo sviluppo di nuovi business totalmente da remoto, anche in altri settori non bancari 65. La proposta di intervento L iniziativa include sia aspetti di tipo infrastrutturale (l'integrazione tra reti) che di servizio (l'interoperabilità tra identità). La sua realizzazione prevede l'identificazione dei modelli logico-architetturali (da realizzare congiuntamente da parte di ABI e del Ministro per la P.A. e la Semplificazione o suo delegato) e l'analisi dei Fondi UE potenzialmente accessibili per il finanziamento: ad esempio, i fondi destinati al progetto Smart Communities 66, così come quelli relativi al STORK 67 o a Connecting Europe Facility Si fa riferimento, ad esempio, all'identità digitale sottostante alla Carta d'identità Elettronica (CIE) o alla Carta Nazionale dei Servizi (CNS). 61 Diversi sono i modelli tecnologico-infrastrutturali che potrebbero permettere la realizzazione di una piena interoperabilità tra servizi bancari e pubblici. Da un lato, essa potrebbe essere, infatti, realizzata attraverso un "middleware", che consenta una gestione unificata delle differenti entità digitali rilasciate da banche e PP.AA., e degli standard comuni, che permettano cioè che l'identità pubblica e bancaria abbiano un'architettura informativa comune. Dall'altro, si potrebbero configurare interazioni tra soggetti indipendenti (banche e PP.AA.) simili a quelle che intercorrono nei processi di acquisto con carta di credito tra issuer e acquirer, in cui l acquirer si affida all infrastruttura dell issuer per la certificazione del cliente. 62 Ciò è valido in particolare ai fini dell'utilizzo dell'internet banking come canale aggiunto della P.A. ma anche come leva per il miglioramento della user experience dell'utente dei servizi online della P.A., che ne è oggi disincentivato all'uso - ad esempio, a causa delle troppe carte, userid e password da ricordare. 63 Coerentemente con le indicazioni dell'agenda Digitale UE. 64 Il piano e-gov 2012 stimava in 30 mld annui i benefici potenziali dovuti alla dematerializzazione dei processi della P.A.. 65 Si noti, inoltre, che l'identità interoperabile potrebbe essere usata da altri business che non sarebbero costretti a costruire da zero un nuovo sistema di autenticazione e beneficerebbero di un elevato livello tecnologico e di sicurezza. 66 Comunità che utilizzano l'information technology (IT) per creare sistemi che dialogano tra loro e ottimizzano ad esempio i consumi e i l'utilizzo di servizi. 67 Secure identity across borders linked Commissione EU. 68 Propone di stanziare 9,2 Mld per l'infrastruttura di connessione di cui almeno 7,2 Mld per l'infrastuttura e la parte restante per i servizi a partire dal 2014 sino al Pagina 19 di 4920 Infine, una volta definiti modelli e modalità di applicazione, e a valle di possibili progetti pilota a livello locale, si prevede la definizione di una roadmap applicativa per l'adeguamento di tutte le PP.AA. alle soluzioni identificate. 3) Stimolo dei Comportamenti "Digitali" Il punto di partenza Il ritardo accumulato in tema di digitalizzazione non dipende solamente dal livello delle infrastrutture disponibili e dalla quantità dei servizi offerti, ma anche dal loro effettivo utilizzo da parte dei cittadini. Rimane quindi indispensabile rimuovere i "vincoli comportamentali" all'utilizzo dei servizi forniti su canali digitali. Con riferimento ai servizi bancari, il limitato uso di strumenti (es. carte di pagamento) e canali digitali (es. internet banking) da parte dei clienti privati, è da collegarsi ad almeno quattro fattori: la percezione di scarsa sicurezza riscontrata nel loro uso, il basso livello di "educazione digitale" di una parte della clientela, la forte propensione all'utilizzo del contante per i pagamenti e la preferenza per una relazione diretta con il personale di filiale. In particolare, il tema della sicurezza risulta essere un vincolo essenzialmente psicologico: emerge, infatti, che le infrastrutture informatiche italiane già offrono standard d avanguardia 69. Il numero di frodi sulle carte usate per acquisti online sarebbe in ogni caso più contenuto se i cittadini utilizzassero alcune semplici misure precauzionali 70, la cui esistenza è spesso ignorata e la cui adozione non comporta il sostenimento di alcun costo aggiuntivo. Inoltre, il cittadino spesso ignora le misure di protezione dal furto di identità e credenziali elettroniche (ad esempio, il phishing). Di qui la necessità di un programma di educazione digitale. Gli obiettivi ed i benefici dell'iniziativa Al fine di incidere sui vincoli citati è necessario individuare dei meccanismi che spingano il cittadino a modificare i suoi comportamenti. L'obiettivo dell'iniziativa è aumentare il livello di utilizzo di strumenti e canali elettronici per servizi bancari e questo risultato può essere ottenuto lanciando iniziative di pura educazione e comunicazione nonchè introducendo meccanismi di incentivo che facciano percepire al cittadino la "convenienza" dell'utilizzo di servizi e canali digitali. Per raggiungere questi obiettivi è fondamentale far leva su tutte le opportunità che la Digitalizzazione offre: oggi l educazione digitale è possibile utilizzando strumenti avanzati come videoclip, animazioni e applicazioni (cd. "app") nonchè attraverso i social network (es. Facebook) che consentono risultati notevoli anche se paragonati alla pubblicità tradizionale sui mass media. Allo stesso tempo, 69 Fonte: Rapporto Statistico con carte di pagamento 2011, Ministero dell'economia e delle Finanze. Ad esempio in Francia lo 0,06% delle transazioni con carte di pagamento è oggetto di frode contro solo lo 0,02% in Italia. 70 Es. 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 art. 12
 Art. 24
 articolo 9
 art. 24
 art. 1
 art. 1