Source: http://www.edscuola.it/archivio/handicap/valutazione_qualita.htm
Timestamp: 2019-02-19 19:52:30+00:00

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Una esigenza sostanziale e giuridica non più rinviabile
Dopo tanti anni di esperienze si fa sempre più ur­gente il bisogno di provare a misurare i livelli di qualità d'integrazione che si vanno realizzando in tutte le scuole italiane. Ce lo chiedono con sempre maggiore insistenza i membri delle delegazioni straniere con le quali si intensificano gli incontri proprio per conoscere questa nostra realtà unica al mondo, in quanto genera­lizzata in tutto il sistema d'istruzione. Ce lo chiedono i giovani studenti universitari che si avviano alla profes­sione docente; ce lo chiedono quanti si sforzano di calcolare il costo finanziario di questo processo e di confrontarlo con quello dell'educazione separata nelle scuole speciali, specie negli altri paesi.
Nel trentennio di integrazione scolastica in Italia, l'esperienza ha sempre più evidenziato, attraverso ri­cerche, sperimentazioni e studi, buone prassi di inte­grazione scolastica che, cammin facendo, la normativa giuridica ha recepito in buona parte.
Diversi livelli di qualità
L'esperienza ha pure mostrato come vi possano essere diversi livelli di qualità dell'integrazione dovuti a diverse circostanze legate alle situazioni locali delle scuole, della formazione del personale, alla maggiore o minore presenza ed efficienza dei servizi sul territorio, nonché ai diversi flussi finanziari investiti.
Sempre più, in questi ultimi anni, la riflessione pedagogica e quella giuridica concentrano i loro sforzi nel tentativo di individuare degli indicatori che consen­tano di valutare i livelli di qualità dell'integrazione sco­lastica realizzati nelle singole scuole.
La normativa è andata affinando si in tal senso; si è passati infatti dalla generica formulazione dell'art. 12, comma 6, della legge n. 104/92 «verifiche per control­lare gli effetti dei diversi interventi e l'influenza eserci­tata dall'ambiente scolastico» a formulazioni più circo­stanziate. Così il D.P.R. n. 275/99, «Regolamento per l'attuazione dell'autonomia scolastica», richiede una valutazione complessiva della qualità del servizio sco­lastico, includendo ivi, per necessità logica, anche quel­la dell'integrazione che di tale servizio è ormai parte trasversale ed essenziale.
Anzi, alla valutazione del livello di qualità raggiun­to dalle singole scuole si ricollegano anche possibili in­centivi finanziari. E l'obbligo di valutazione della qua­lità grava anche sulle scuole parificate, giacché ,espres­samente previsto dalla legge n. 62/00.
È stato di recente ristrutturato un apposito ente denominato Invalsi, Istituto nazionale per la valuta­zione del servizio d'istruzione.
L’invisibilità dell’integrazione nel «progetto qualità»
Se non si ponesse rimedio a tale lacuna, si rischie­rebbe o di penalizzare le scuole che attuano l'integra­zione scolastica o di emarginare gli alunni con handi­cap.
- indicatori strutturali, cioè le pre-condizioni organiz­zative del servizio scolastico e degli altri servizi territo­riali che garantiscono in prospettiva una maggiore o minore qualità dell'integrazione;
A questa conclusione, correttiva dell'attuale impo­stazione del Progetto nazionale di valutazione, condu­ce l'attenta lettura della sentenza della Corte Costitu­zionale n. 215/87, secondo la quale per gli alunni con handicap intellettivo «capacità e merito» vanno valutati non secondo parametri oggettivi, ma secondo le loro peculiarità personali.
Di tale principio costituzionale, a partire dal 1987 ha tenuto conto l'amministrazione scolastica emanan­do disposizioni sulla valutazione dello svolgimento dei piani educativi differenziati nella scuola superiore e sulla possibilità di passaggio anche nella scuola del­l'obbligo da una classe all'altra e da un grado all'altro di istruzione anche senza il possesso di titoli legali di studio quali «licenza elementare», licenza media» e «diploma di qualifica» o di «maestro d'arte». Su tutto ciò, vanno confrontate da ultimo le disposizioni con­tenute negli art. 3, comma 3, art. 11, commi 11 e 12, e art. 15, comma 4, rispettivamente per la scuola ele­mentare, media e superiore.
In tal modo, prendendo in esame gli specifici in­dicatori di qualità strutturali, di processo e di risultato dell'integrazione scolastica, le scuole che realizzano li­velli qualitativi per questi aspetti pari o superiori alla media dei servizi riguardanti gli altri alunni, non si ve­dranno danneggiate, ma anzi potranno incrementare il punteggio loro attribuito secondo i criteri fissati dal Servizio nazionale di valutazione.
Valutare le scuole in base ai risultati nell’integrazione
2) La legge costituzionale n. 3/01, nel devolvere alle regioni ulteriori competenze in campo scolastico e socio assistenziale, fissa il principio del mantenimento allo stato di formulazione dei <<livelli essenziali delle prestazioni>>, in modo da evitare che l’accentuarsi delle diversificazioni normative conseguenti al crescente decentramento potesse ridurre per le fasce deboli, tra le quali ad esempio gli alunni con disabilità, la tutela in concreto dei diritti fondamentali, tra i quali quello allo studio.
3) Il Consiglio di stato con la sentenza n. 245/01 ha esplicitato il principio della qualità e dell’efficacia degli interventi per l’integrazione scolastica, avendo stabilito che qualora un insegnante nominato per il sostegno all’integrazione non sia in concreto in grado di rispondere ai bisogni educativi specifici dell’alunno, l’amministrazione scolastica deve nominare altro docente più idoneo, anche non tenendo conto delle graduatorie, che sono previste per favorire i non per impedire il diritto allo studio.
4) Art. 12 legge 104/92: - Diritto all'educazione e all'istruzione comma 3. L'integrazione scolastica ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità della persona handicappata nell'apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione
5) Art. 12 legge 104/92 : - Diritto all'educazione e all'istruzione comma 6. Alla elaborazione del profilo dinamico-funzionale iniziale seguono, con il concorso degli operatori delle unità sanitarie locali, della scuola e delle famiglie, verifiche per controllare gli effetti dei diversi interventi e l'influenza esercitata dall'ambiente scolastico.
7) Saluto del Dott. TRAINITO alla manifestazione di HANDYLAB organizzata dalla FEDERAZIONE ITALIANA PER IL SUPERAMENTO DELL’HANDICAP: Nel nostro Paese siamo attualmente nella fase della individuazione dei fini , degli strumenti e dei mezzi per la creazione del Servizio nazionale di valutazione , individuazione che sarà operata con l’emanazione del decreto legislativo previsto dall’articolo 3 del disegno di legge di Riforma della scuola recentemente approvato dal Consiglio dei ministri su proposta del Ministro Moratti . Con il decreto legislativo saranno dettate le norme generali sulla valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione e degli apprendimenti degli allievi con l’osservanza di principi e criteri direttivi espressamente enunciati nello stesso articolo 3 del disegno di legge.
Progetto Pilota 2

References: sentenza 
 art. 3
 art. 11
 art. 15
 sentenza 
 Art. 12
 Art. 12
 articolo 3