Source: https://www.laleggepertutti.it/124483_bonifici-e-versamenti-sul-conto-accertamento-nullo-al-professionista
Timestamp: 2018-08-18 09:55:23+00:00

Document:
Evasione fiscale: accertamento fiscale illegittimo se basato solo su movimentazioni bancarie sospette: la presunzione di nero opera per gli imprenditori e non per gli autonomi.
L’Agenzia delle Entrate non può notificare, al professionista, un accertamento fiscale se basa i propri sospetti solo sulle movimentazioni bancarie sospette, ossia su prelievi e versamenti dal conto corrente, privi di alcun appoggio documentale. La norma di legge che collega, a tutte le movimentazioni bancarie non giustificate, una presunzione di “nero” si riferisce solo agli imprenditori e non agli autonomi. È quanto chiarisce la Cassazione con una recente sentenza [1].
Per contrastare l’evasione fiscale, la legge [2] ha imposto, per pagamenti tra soggetti diversi, di importo superiore a 3.000 euro, l’obbligo di utilizzare strumenti tracciabili come la carta di credito, il bancomat, l’assegno non trasferibile, il bonifico bancario. Anche però al di sotto di tale soglia (entro la quale è consentito l’uso del contante), tutti i bonifici, i prelievi e i versamenti da e sul proprio conto corrente devono essere giustificabili al fisco in caso di futuro accertamento. Una prova non sempre facile se non si conserva, in modo ordinato, la relativa documentazione fiscale e le cosiddette “pezze di appoggio”.
[1] Cass. sent. n. 12779/2016 e n. 12781/2016.
[2] Art. 32 del d.P.R. n. 600 del 1973.
La presunzione di cui all’ Art. 32 del d.P.R. n. 600 del 1973, secondo cui sia i prelevamenti sia i versamenti operati sui conti correnti bancari, non annotati contabilmente, vanno imputati ai ricavi conseguiti, nella propria attività, dal contribuente che non ne dimostri l’inclusione nella base imponibile oppure l’estraneità alla produzione del reddito, si riferisce ai soli imprenditori e non anche ai lavoratori autonomi o professionisti intellettuali, essendo venuta meno, a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 228 del 2014, la modifica della citata disposizione, apportata dall’art. 1, comma 402, della legge n. 311 del 2004, sicché non è più sostenibile l’equiparazione, ai fini della presunzione, tra attività d’impresa e professionale per gli anni anteriori.
Corte di Cassazione, sez. Tributaria, sentenza 1 – 21 giugno 2016, n. 12779
Presidente Piccininni – Relatore Genovese

References: sentenza 
 Cass. 
 Art. 32
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 sentenza 
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