Source: http://www.safacli.com/news/lavoro-badanti-2018-addio-allassistenza-h24-vitto-alloggio-obbligatorie-11-ore-riposo-consecutive/
Timestamp: 2018-06-24 04:47:44+00:00

Document:
Addio all'assistenza 24 ore su 24, obbligatorie 11 ore di pausa! - Safacli
COME CAMBIANO I CONTRATTI DI LAVORO BADANTI 2018 DOPO LA SENTENZA CHE HA IMPOSTO 11 ORE DI RIPOSO CONSECUTIVE AL GIORNO? L’ASSISTENZA H24 CON VITTO E ALLOGGIO DEVE ESSERE DISTRIBUITA TRA DUE PERSONE? ECCO COME ESSERE IN REGOLA ED EVITARE MULTE.
Dopo la recente sentenza della Corte di Cassazione in merito all’obbligo di riposo giornaliero di 11 ore consecutive le novità sul lavoro badanti 2018 non riguardano solamente l’aggiornamento delle tabelle delle retribuzioni ma sono fortemente connesse anche alle ripercussioni di questa sentenza.
Alcune famiglie e badanti ci chiedono:
“È vero che non sono validi i contratti 24/24 e che una lavoratrice dopo il turno di lavoro come badante ha diritto di ritornare a casa sua e non può essere obbligata ad usufruire della formula vitto e alloggio? Che sono obbligatorie 11 ore di riposo consecutive? Quindi per un lavoro 24/24 devono essere assunte due persone (una di giorno e l’ altra di notte?) è cosi?”.
Tutto queste richieste fanno riferimento alla recente sentenza n. 24 del 4 gennaio 2018 con cui la Corte di Cassazione ha esteso anche al lavoro domestico il diritto al riposo giornaliero fissato a 11 ore consecutive. La conseguenza più evidente (e che sta suscitando grande interesse da ambo le parti coinvolte nel contratto di lavoro domestico) è proprio quella che richiede due persone per coprire il turno di giorno e di notte.
BADANTI, L’ASSISTENZA H24 È ILLEGITTIMA: IMPOSTO RIPOSO GIORNALIERO DI 11 ORE CONSECUTIVE
I casi presi in esame dalla Corte di Cassazione riguardano nello specifico quegli enti che stabiliscono che le lavoratrici e i lavoratori abbiano diritto a un riposo giornaliero di undici ore ogni ventiquattro ore, senza prevedere che le ore di riposo debbano essere consecutive, lasciando in tal modo intendere che la volontà delle parti contraenti sia quella di derogare, come facoltà, al dettato normativo generale, al fine di introdurre una disciplina più rispondente alle realtà e alle esigenze aziendali e, quindi, non irrazionale. E sul territorio ce ne sono molte… I giudici però hanno dato ragione alla voce delle badanti facendo peraltro appello al decreto legislativo 66 del 2003 che ha recepito la direttiva comunitaria sull’orario di lavoro e che prevede per tutti i lavoratori il diritto alla “fruibilità in modo consecutivo” delle undici ore di riposo minimo giornaliero, “fatte salve le attività caratterizzate da periodo di lavoro frazionati durante la giornata o da regimi di reperibilità”. Chi trasgredisce a questo diritto, oltre a multe salate (nel caso di specie una sanzione da 13.620 euro che però dovrà essere ricalcolata in conseguenza di alcuni cambiamenti legislativi intervenuti nel corso della causa), rischia una denuncia per sfruttamento della manodopera.
MUSANTE EZIO	il febbraio 15, 2018 alle 5:49 pm
Tralascio ogni commento; in questo Paese non ci si meraviglia ormai più di nulla. Se ho ben capito è obbligatoria l’assunzione di 2 badanti? Anche per le badanti conviventi come nel mio caso?
Qual’e la Vostra posizione in merito e cosa consigliate. Siamo Vostri cleinti seguiti dalla Signora Veneroni.
Musante Ezio per Briani Angela
SafAcli	il febbraio 15, 2018 alle 6:14 pm
Grazie innanzitutto per il commento. In realtà il contratto di lavoro domestico ha sempre stabilito che il riposo delle badanti fosse rispettato nella misura esposta nella sentenza della corte di cassazione, semplicemente, come spesso si riscontra, le necessità reali di una famiglia prevedono la necessità di avere una copertura continua per questo il contratto ha previsto l’inserimento di una figura professionale per il fine settimana in sostituzione delle giornate di riposo della lavoratrice titolare (sostituzione week end)in modo tale che la badante titolare (convivente o meno) possa godere dei riposi per il benessere psicofisico suo e della persona che assiste.
Elia Rezzoagli	il febbraio 16, 2018 alle 9:36 am
Mi sono avvalsa per 7 anni del supporto di badanti per garantire assistenza h24 ai miei genitori non autosufficienti. Va bene mettere in risalto i dettami di una sentenza, ma se non si entra nel merito specifico della causa si rischia di continuare ad enfatizzare SOLO gli aspetti normativi di questo delicato lavoro, SENZA occuparsi minimamente delle difficoltà e della fragilità psicologica a cui sono esposte le famiglie che si trovano ad affrontare il problema dell’accudimento degli anziani. Va bene il contratto, va bene il rispetto del lavoratore, ma vogliamo parlare anche degli obblighi del lavoratore, e creare un supporto concreto alle famiglie? Nella mia esperienza ho cercato un equilibrio che arginasse le continue richieste della badante, al tempo stesso creasse un rapporto sereno senza il quale sarebbe stato impensabile affidarle la cura dell’anziano e permetterle di operare in totale libertà. E’ stato più faticoso del lavoro stesso di badante (che conosco bene essendomi sostituita a loro nei giorni di vacanza e riposo). Riscontro un totale scollamento fra chi regola questo tipo di lavoro e la realtà che affrontano le famiglie. Trovo inconcepibile – anche a livello contrattuale – assimiliare il lavoro di una badante a quello di una colf. Se proprio è necessario, sarebbe opportuno riconoscere alla famiglia – oltre ad una rete di supporto – maggiori sgravi contributivi e/o agevolazioni fiscali. Una decina d’anni fà alcuni comuni offrivano contributi in presenza di regolare contratto e in funzione dell’Isee. Ora le casse sono vuote….
SafAcli	il febbraio 16, 2018 alle 1:52 pm
la ringraziamo innanzitutto per il suo commento.
Capiamo le necessità delle famiglie e cerchiamo di esservi accanto nell’assistenza, consulenza e gestione del rapporto di lavoro con colf badanti e babysitter.
La rimando ad un ARTICOLO scritto poco tempo fa’ riguardo gli sgravi fiscali per le famiglie.
Con tale iniziativa sindacale siamo riusciti a mettere in evidenza un tema così tanto delicato; speriamo dunque che la nostra voce venga presa in considerazione e si inizi a lavorare in maniera efficace su questo fronte.
Gian Piera Loddo	il febbraio 16, 2018 alle 10:09 am
Ancora una volta pagano le famiglie, mi chiedo come faranno le stesse a sopportare il peso economico di una doppia assunzione.
Lo stato italiano non supporta , in modo adeguato, i soggetti economicamente deboli.
Sono molto pessimista sul futuro dei nostri vecchi.
SafAcli	il febbraio 16, 2018 alle 1:58 pm
Il contratto di lavoro domestico, che può visionare QUI ha sempre stabilito che il riposo delle badanti fosse rispettato nella misura esposta nella sentenza della corte di cassazione.
Speriamo che con la stipula del nuovo contratto del lavoro domestico, che presumibilmente avverrà quest’anno o il prossimo anno, si arrivi ad un miglioramento su tutti i fronti, datore, persona assistita e persona che assiste.
LORENZI TIZIANA	il febbraio 16, 2018 alle 2:04 pm
sono pienamente d’accordo con la sig.ra Rezzoagli Elia.
Anch’io come lei ho seguito la mamma (giorno e notte) non è certo facile, però prima dei tanti diritti ci sono dei doveri ma soprattutto ci vuole da parte di queste persone “umanità e pazienza”.
Secondo me prima di intraprendere un lavoro così particolare (che tante improvvisano) dovrebbero seguire un corso apposito sia per la lingua che per l’approccio agli anziani.
SafAcli	il febbraio 16, 2018 alle 3:19 pm
come lei giustamente afferma, il lavoro di assistente ad una persona anziana richiede un impegno particolare, sia dal punto di vista fisico che mentale, richiede una grande dose di pazienza ed umanità.
Fernando IPPOLITO	il febbraio 19, 2018 alle 9:48 am
Le domande sono sempre precise, le risposte sempre di dubbia interpretazione.
Le 11 ore di riposo devono essere consecutive, quindi se la persona anziana ha bisogno anche di un piccolo aiuto notturno, occorrono due badanti. Non ci sono dubbi.
SafAcli	il febbraio 19, 2018 alle 11:19 am
esattamente, come riportato dal Contratto Nazionale del Lavoro Domestico, articolo 15 comma 4, “il lavoratore convivente ha diritto ad un riposo di almeno 11 ore consecutive”.
Riccardo Fausto	il giugno 8, 2018 alle 11:27 am
io convivo con mia madre (molto anziana) da molto tempo…. .. all’inizio del 2015 data la situazione notturna di mia madre…presi una badante di notte….lasciando per il giorno alcune collaboratrici pagate ad ore e facendomi molte ore pomeridiane. Data l’incomprensione con i fratelli mi attivai presso il giudice tutelare. In ultimo ho buttato la spugna ed è stato nominato un amministratore di sostegno esterno. Questo (pure avvocato) mi ha contestato di essere spendaccione…io ho obiettato piu’ volte di essermi attenuto al CCNL ed essendo un discreto contabile ho cercato pure di spiegargli gli oneri conseguenti ad una scelta diversa. La differenza di spesa potrebbe anche essere modesta. In ultimo c’è la sentenza da Voi segnalata.
Non c’è niente da fare…..Forse mi fucilano….
Riccardo Fausto	il giugno 14, 2018 alle 10:23 am
Seguito mio precedente commento. Conviene anche incominciare a ragionare diversamente. Qualche elemento per ipotesi diverse. Molti dimenticano che il contratto nazionale di categoria come anche per colf, giardinieri, maggiordomi ecc prevede due tipi di compensi: uno di tipo esclusivamente monetario ed uno che combina benefits importanti quali vitto ed alloggio. Per le badanti da una serie di norme contrattuali (anche recepite da inps) si evince che il trattamento economico misto ( compenso in natura e poi monetario) si applica alle prime 54 ore settimanali (216 ore annuali). E forse in molti casi non è conveniente assumere badanti conviventi (infatti queste considerano la disponibilità di una stanza come elemento della loro remunerazione). Facendo qualche calcolo una badante (C super) non convivente prende euro 6,74 l’ora. Quindi 216 ore mensili sarebbero pari ad euro 1.456 anzichè ad euro 973 per la convivente. Però la badante convivente mangia e consuma varie cose. Quindi la differenza di spesa (teoricamente di euro 484) si riduce di circa la metà. Se a questo residuo si sottraggono quelle differenze (valutabili in 30 ore mensili) che per contratto vanno calcolate per tredicesima, ferie, tfr, malattia ecc. ( riferibili ad euro 5,53 pro-die). Quindi alla fine quello che resta (ipotizziamo 250 euro mensili) corrisponde- a braccio- al valore locativo della stanza che mettete a disposizione della badante.

References: SENTENZA 
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 articolo 15
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