Source: https://www.studiocataldi.it/articoli/29962-interdizione-giudiziale-guida-pratica-e-fac-simile.asp
Timestamp: 2018-08-16 23:33:23+00:00

Document:
Interdizione giudiziale: guida pratica e fac-simile
Analisi pratica dell'interdizione giudiziale, istituto a tutela dell'infermo di mente dal punto di vista sostanziale e procedurale e il modello per fare ricorso
di Annamaria Villafrate - Cos'è l'interdizione giudiziale? Com'è disciplinata, qual è la sua ratio e i costi da affrontare? Ecco una guida per conoscere l'istituto in tutti i suoi aspetti pratici sostanziali disciplinati dal codice civile e procedurali regolamentati dal codice di procedura civile, i costi del ricorso, la differenza con l'interdizione legale e il fac-simile per il ricorso (sotto allegato).
Cos'è l'interdizione giudiziale
Finalità dell'interdizione giudiziale
Interdizione giudiziale: la disciplina del codice civile
Chi può fare istanza di interdizione
Interdizione giudiziale: la disciplina del codice di procedura civile
Interdizione giudiziale: la procedura
Effetti dell'interdizione giudiziale
Autorizzazione del giudice: quando serve
Condizione dell'interdetto
Revoca dell'interdizione
L'interdizione giudiziale è un istituto giuridico di diritto civile che si rivolge ai maggiorenni e ai minori di 17 anni (in questo caso efficace dal giorno in cui compie la maggiore età) incapaci di provvedere ai propri interessi a causa della loro condizione di abituale infermità di mente.
L'interdizione giudiziale è prevista dal nostro ordinamento per tutelare i soggetti infermi di mente, impedendo loro di porre in essere atti giuridicamente rilevanti dal punto di vista economico (es: vendita di un bene immobile, donazione) o personale (matrimonio, riconoscimento figli nati fuori dal matrimonio), suscettibili di recare danno ai loro interessi.
L'interdizione giudiziale è disciplinata dalle disposizioni del capo II del titolo XII del codice civile dedicato alle misure di protezione delle persone, in particolare:
art. 414: Persone che possono essere interdette;
art. 416: Interdizione (…) nell'ultimo anno di minore età;
art. 417: Istanza d'interdizione (…);
art. 421: Decorrenza degli effetti dell'interdizione (…);
art. 422: Cessazione del tutore (…);
art. 424: Tutela dell'interdetto (…);
art. 428: Atti compiuti da persona incapace d'intendere o di volere;
art. 429: Revoca dell'interdizione (…);
L'interdizione giudiziale è dichiarata con sentenza dal Tribunale nei confronti di maggiori di età e minori di età (17 anni) che presentino contestualmente i seguenti requisiti:
un'infermità di mente grave ed abituale: la patologia deve essere severa al punto d'impedire al soggetto di manifestare con consapevolezza la propria volontà e incurabile, non potendosi interdire un soggetto colpito da una patologia mentale transitoria, destinata a guarire;
l'incapacità di curare i propri interessi economici ed extra patrimoniali;
la necessità di una protezione adeguata che lo metta al riparo da situazione dannose.
I soggetti che possono presentare istanza d'interdizione giudiziale sono:
il soggetto che deve essere interdetto;
La procedura per chiedere l'interdizione giudiziale è prevista dal capo II, titolo II, Libro IV c.p.c e precisamente nelle seguenti disposizioni:
art. 715: Impedimento a comparire dell'interdicendo (…)
art. 716: Capacità processuale dell'interdicendo (...)
art. 717: Nomina del tutore (...)
art. 720: Revoca dell'interdizione (...)
Il procedimento d'interdizione ha inizio con la presentazione di un ricorso, in cui devono essere esposti i fatti su cui si fonda. La domanda deve essere presentata al Tribunale del luogo in cui il soggetto da interdire ha residenza o domicilio effettivi.
Nel caso invece in cui l'interdicendo sia ricoverato stabilmente presso una struttura, la domanda dove essere presentata nel Tribunale del luogo in cui vive.
Una volta presentata la domanda il Presidente del Tribunale deve darne comunicazione al Pubblico Ministero, che può chiedere che il ricorso sia respinto con decreto. In caso contrario Presidente deve nominare il giudice istruttore, a cui spetta l'istruzione della causa e fissare l'udienza di comparizione del ricorrente, dell'interdicendo e dei soggetti indicati nell'istanza.
Il ricorso per chiedere l'interdizione giudiziale deve essere corredato dalla seguente documentazione, affinché il giudice istruttore possa ritenere provati i fatti descritti nel ricorso:
estratto per riassunto atto di nascita del soggetto da interdire;
certificato di residenza dell'interdicendo;
carta d'identità dell'incapace;
certificazione medica aggiornata e completa da cui risulti la malattia e l'incapacità del soggetto di provvedere ai propri interessi personali e patrimoniali;
esaminare l'interdicendo (recandosi, se necessario nel luogo in cui si trova l'interdicendo) e facendosi assistere, se necessario, da un consulente esperto (medico, psichiatra);
dopo questo esame il giudice istruttore può nominare d'ufficio un tutore provvisorio, se ritiene che debbano essere compiuti atti urgenti. Il tutore nominato ha così la possibilità di rappresentare l'interdicendo durante il giudizio e in caso d'interdizione giudiziale gli atti compiuti direttamente dall'incapace sono annullabili dopo la nomina del tutore.
ascoltare i pareri dei soggetti citati nel ricorso;
chiedere, se occorre, ulteriori informazioni.
La sentenza che dichiara l'interdizione giudiziale provvede anche alla nomina del tutore, che viene scelto tra:
la persona indicata nel testamento dal genitore superstite, a cui viene conferito il potere di rappresentare l'interdetto e amministrarne il patrimonio.
L'interdizione giudiziale produce i suoi effetti dal deposito della sentenza presso la cancelleria del Tribunale che l'ha emessa. Il provvedimento deve quindi essere annotato dal cancelliere nel registro delle tutele e comunicata all'ufficiale dello stato civile che ha il compito di annotarla a margine dell'atto di nascita.
La sentenza d'interdizione giudiziale o il provvedimento di nomina del tutore provvisorio conferisce al tutore il potere di compiere gli atti spettanti al soggetto incapace, a cui si sostituisce.
Una volta nominato, il tutore dell'interdetto può:
porre in essere gli atti di ordinaria amministrazione necessari alla vita dell'interdetto, gestendo il patrimonio senza intaccarlo;
compiere atti di straordinaria amministrazione previa autorizzazione del giudice tutelare e dal tribunale;
tenere la contabilità dell'amministrazione;
rendere annualmente il conto al giudice tutelare.
Il tutore deve chiedere l'autorizzazione del giudice tutelare per:
acquistare beni, ad eccezione dei beni mobili necessari ai bisogni quotidiani e all'amministrazione del patrimonio;
incassare capitali, cancellare ipoteche, svincolare pegni, stipulare contratti e assumere obblighi;
rinunciare o accettare eredità, donazioni o legati;
stipulare locazioni immobiliari superiori ai nove anni;
agire in giudizio, a meno che si tratti di denunzie di nuova opera o di danno temuto, azioni possessorie, per riscuotere frutti, ottenere provvedimenti conservativi e procedure di sfratto.
L'autorizzazione del Tribunale, su parere del Giudice Tutelare è necessaria per:
vendere beni, tranne frutti e beni mobili deperibili;
promuovere i giudizi di divisione;
stipulare transazioni, accettare concordati, fare compromessi.
Quando gli atti che necessitano di autorizzazione vengono compiuti senza averla ottenuta, possono essere annullati su richiesta del tutore, dell'interdetto, dei suoi eredi o aventi causa.
La tutela non può durare più di dieci anni, a meno che l'incarico non sia conferito al coniuge, al convivente, agli ascendenti e ai discendenti.
Dichiarata l'interdizione giudiziale, l'interdetto può solo soddisfare le esigenze della sua vita quotidiana, nella misura in cui le sue capacità intellettive glielo consentono.
Spetta al Tribunale autorizzare l'interdetto, con sentenza che pronuncia l'interdizione giudiziale o provvedimento separato, a compiere alcuni atti di ordinaria amministrazione in autonomia o con l'assistenza del tutore.
Altri atti invece gli sono preclusi:
riconoscimento figli nati fuori del matrimonio:
fare testamento.
L'interdizione giudiziale può essere revocata in qualunque momento con sentenza del Tribunale, se vengono meno i presupposti dell'interdizione e previa istanza del tutore, del pubblico ministero, coniuge, del convivente, dei parenti (entro il quarto grado) e degli affini (entro il secondo grado). Il Tribunale che ritenga fondata la domanda di revoca, ma che non sia convinto della riacquistata capacità dell'interdetto, può decidere di revocare l'interdizione, trasmettendo contestualmente gli atti al giudice tutelare affinché apra una procedura per la nomina di un amministrazione di sostegno prevista dalla legge n. 6/2004.
Il Testo unico in materia di spese di giustizia (D.P.R. 115/2002) prevede l'esenzione dal pagamento del contributo unificato per i procedimenti d'interdizione giudiziale.
Tale previsione non li esonera dal pagamento della marca da bollo di € 27.00 a cui si aggiunge la parcella dell'avvocato, considerato che il procedimento di interdizione giudiziale richiede l'assistenza legale obbligatoria.
La sentenza che dichiara l'interdizione è impugnabile da tutti i soggetti che possono proporre l'istanza, anche se non hanno preso parte ai giudizio e dal tutore (anche provvisorio, se è stato nominato) entro il termine di 30 giorni (art. 325 c.p.c) dalla notificazione della sentenza eseguita nelle forme ordinarie.
L'interdizione giudiziale non deve essere confusa con l'istituto dell'interdizione legale (istituto a tutela degli incapaci), che è una pena accessoria che consegue a una condanna definitiva all'ergastolo o alla reclusione non inferiore a cinque anni.
Dal punto di vista pratico, l'interdetto legale, al pari di un interdetto giudiziale, non può compiere atti dispositivi del proprio patrimonio.
Leggi anche l'intervista a Paolo Cendon Interdizione: tutela o morte civile?
Ricorso per interdizione - modello

References: art. 414

art. 416

art. 417

art. 421

art. 422

art. 424

art. 428

art. 429
 sentenza 

art. 715

art. 716

art. 717

art. 720
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza