Source: http://www.credemfactor.it/ILFACTORING/Normativa.aspx
Timestamp: 2017-09-23 09:21:51+00:00

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Disciplina della cessione dei crediti di impresa. (FACTORING)
i crediti ceduti sorgono da contratti stipulati dal cedente nell'esercizio dell'impresa;
il cessionario è una banca o un intermediario finanziario disciplinato dal testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia emanato ai sensi dell'art. 25, comma 2, della legge 19 febbraio 1992, n. 142, il cui oggetto sociale preveda l'esercizio dell'attività di acquisto di crediti d'impresa. (*)
Art. 2. Albo delle imprese che esercitano l'attività di cessione dei crediti. (*)
Articolo abrogato dall'art. 161 del testo unico bancario (d.lgs. n° 385/93) che ha istituito l'Elenco Generale e Speciale dei Soggetti operanti nel Settore Finanziario (art. 106 e 107).
Art. 3. Cessione di crediti futuri e di crediti in massa.
La cessione dei crediti in massa si considera con oggetto determinato, anche con riferimento a crediti futuri, se è indicato il debitore ceduto, salvo quanto prescritto nel comma 3.
Art. 4. Garanzia di solvenza.
Art. 5. Efficacia della cessione nei confronti dei terzi.
al fallimento del cedente dichiarato dopo la data del pagamento, salvo quanto disposto dall'art. 7, comma 1.
È fatta salva per il cessionario la facoltà di rendere la cessione opponibile ai terzi nei modi previsti dal codice civile.
È fatta salva l'efficacia liberatoria secondo le norme del codice civile dei pagamenti eseguiti dal debitore a terzi.
Art. 6. Revocatoria fallimentare dei pagamenti del debitore ceduto.
Il pagamento compiuto dal debitore ceduto al cessionario non è soggetto alla revocatoria prevista dall'art. 67 del testo delle disposizioni sulla disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa, approvato con regio decreto 16 marzo 1942, n. 267. Tuttavia tale azione può essere proposta nei confronti del cedente qualora il curatore provi che egli conosceva lo stato di insolvenza del debitore ceduto alla data del pagamento al cessionario.
È fatta salva la rivalsa del cedente verso il cessionario che abbia rinunciato alla garanzia prevista dall'art. 4.
Art. 7. Fallimento del cedente.
L'efficacia della cessione verso i terzi prevista dall'art. 5, comma 1, non è opponibile al fallimento del cedente, se il curatore prova che il cessionario conosceva lo stato di insolvenza del cedente quando ha eseguito il pagamento e sempre che il pagamento del cessionario al cedente sia stato eseguito nell'anno anteriore alla sentenza dichiarativa di fallimento e prima della scadenza del credito ceduto.
TITOLO I. DELLE OBBLIGAZIONI IN GENERALE
CAPO V. Della cessione dei crediti
Quando la cessione è a titolo oneroso, il cedente è tenuto a garantire l'esistenza del credito al tempo della cessione. La garanzia può essere esclusa per patto, ma il cedente resta sempre obbligato per il fatto proprio. Se la cessione è a titolo gratuito, la garanzia è dovuta solo nei casi e nei limiti in cui la legge pone a carico del donante la garanzia per l'evizione (797).
Il cedente non risponde della solvenza del debitore, salvo che ne abbia assunto la garanzia (2255). In questo caso egli risponde nei limiti di quanto ha ricevuto, deve inoltre corrispondere gli interessi, rimborsare le spese della cessione e quelle che il cessionario abbia sopportate per escutere il debitore, e risarcire il danno. Ogni patto diretto ad aggravare la responsabilità del cedente è senza effetto (1421 e seguente). Quando il cedente ha garantito la solvenza del debitore, la garanzia cessa, se la mancata realizzazione del credito per insolvenza del debitore è dipesa da negligenza del cessionario nell'iniziare o nel proseguire le istanze contro il debitore stesso (1198).

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7
 sentenza