Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-3297-del-08-02-2017
Timestamp: 2020-08-13 00:48:34+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 3297 del 08/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3297 del 08/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 08/02/2017, n. 3297
sul ricorso 1281/2016 proposto da:
B.I., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA ORAZIO 10, presso
lo studio dell’avvocato OTTAVIO TESORIERE, che la rappresenta e
AVV. BI.MA., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA M.
COLONNA 7, presso lo studio dell’avvocato MICHELE ARCANGELO MASSARI,
avverso la sentenza n. 75/2015 della CORTE D’APPELLO di CATANZARO,
emessa il 04/09/2015 e depositata il 15/09/2015;
udito l’Avvocato Ottavio Tesoriere, per la ricorrente, che si riporta
udito l’Avvocato Michele Arcangelo Massari, per il controricorrente,
Avverso la sentenza del Giudice distrettuale ha proposto ricorso per cassazione la B., con atto notificato l’11 novembre 2015, sulla base di due motivi, con i quali lamenta la violazione e falsa applicazione degli artt. 155 e 156 c.c..
Il primo motivo del ricorso, relativo alla conferma dell’assegno mensile di Euro 1.700,00 mensili in favore della signora B., cui viene a gravare il contributo in favore dei tre figli nelle misure anzidette, appare manifestamente fondato giacchè:
e) Infine, con riguardo alla condizione lavorativa del coniuge, la Corte non ha tenuto conto nè del principio, posto da Cass. Sez. 1, Sentenza n. 18547 del 2006, secondo cui siccome la separazione instaura un regime che tende a conservare il più possibile gli effetti propri del matrimonio compatibili con la cessazione della convivenza e, quindi, anche il tipo di vita di ciascuno dei coniugi, se prima della separazione i coniugi hanno concordato – o, quanto meno, accettato – che uno di essi non lavorasse, l’efficacia di tale accordo permane anche dopo la separazione, nè del principio (Cass. Sez. 6 1, Ordinanza n. 6427 del 2016) che, in ogni caso, per i coniugi l’attitudine al lavoro dei medesimi, quale elemento di valutazione della loro capacità di guadagno, può assumere rilievo, ai fini del riconoscimento e della liquidazione dell’assegno di mantenimento, solo se venga riscontrata in termini di effettiva possibilità di svolgimento di un’attività retribuita, in considerazione di ogni concreto fattore individuale ed ambientale, e non già di mere valutazioni astratte ed ipotetiche, mostrando anche di quantificarne l’utile netto che si è venuto a trascurare.
In conclusione, si deve disporre il giudizio camerale ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., e art. 375 c.p.c., n. 5”.
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sezione Sesta – 1 Civile della Corte di Cassazione, il 9 dicembre 2016.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. Sez. 
 Sentenza 
 art. 375