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Timestamp: 2019-05-25 05:50:06+00:00

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CONVEGNO INTERCLUB: LIONS: CATANIA FARO BISCARI, VALLIS VIRIDIS, ABSOLUTE E LAGO DI NICITO - Lions 108Yb Sicilia
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LIONS CLUB: CATANIA FARO BISCARI, VALLIS VIRIDIS, ABSOLUTE E LAGO DI NICITO
“ DIRITTO SANITARIO .
– ATTUALITÀ ED APPLICAZIONI NEL CONTESTO DI DIAGNOSI E CURA – ”
Il Convegno tenutosi il 5 Aprile 2019 presso il Policlinico Universitario di Catania, “Diritto Sanitario – Attualità ed applicazioni nel contesto di diagnosi e cura “ organizzato da Lions Club Catania Faro Biscari, Vallis Viridis, Absolute e Lago di Nicito, Università degli Studi di Catania, Azienda Ospedaliera Universitaria “ Policlinico – Vittorio Emanuele”e Centro Studi delle professioni sanitarie per la giustizia, ha affrontato le tematiche giuridiche inerenti al settore della sanità, sempre più attuali che richiedono continui approfondimenti, per fornire agli operatori del settore un quadro, il più possibile aggiornato, della giurisprudenza costituzionale, civile, penale e amministrativa e delle ultime disposizioni sulla responsabilità medica.
Ha aperto i lavori Anna Privitera, Presidente Lions Club Catania Lago di Nicito.
Ha preso la parola Francesco Basile, Magnifico Rettore dell’Università di Catania, che ha ringraziato i Lions per l’attività di servizio svolta e gli organizzatori, riconfermando la disponibilità dell’Università.
L’evento che vede intervenire illustri esperti in materia, approfondirà importanti temi quali il diritto alla salute, modelli organizzativi ed esperienze degli Stati europei, l’organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale e la responsabilità medica.
Verranno inoltre affrontati temi come la dirigenza sanitaria e la formazione degli operatori.
In tale cornice di estrema attualità si colloca il testo di Francesco Santocono, che si propone di offrire un panorama esaustivo del diritto sanitario italiano e potrà fornire al personale delle aziende sanitarie un quadro aggiornato delle principali problematiche giuridiche, amministrative e contabili, punto di riferimento della normativa e giurisprudenza sull’attività sanitaria, una disamina della struttura organizzativa delle aziende sanitarie e dei relativi organi gestionali, i profili di gestione curati da una azienda sanitaria (gare e appalti, accessi agli atti, sinistri per malpractice, stipula di polizze), nonché le rilevanti responsabilità del personale novellate dalle riforme Gelli e Madia (civile, penale, disciplinare, amministrativo-contabile, dirigenziale) e i principali contenziosi civili, amministrativi e lavoristici del Comparto Sanità.
Ha preso la parola, Agostino Palmeri, Presidente del Corso Laurea in Medicina e Chirurgia Università Catania, ha ringraziato per l’occasione offerta di dialogo del quale gli studenti del Corso di laurea, presenti numerosi, hanno bisogno,anche per rassicurali sul loro futuro di operatori sanitari ed auspicando una futura collaborazione di formazione utilizzando le professionalità oggi presenti per assicurare uno strumento di ausilio per prevenire errori offrendo un panorama delle problematiche.
E’ intervenuto Ruggero Razza, Assessore alla Salute della Regione Siciliana, ha ringraziato per l’invito e ha assicurato la centralità della sanità nella politica regionale.
In particolare il suo Assessorato sta lavorando per recuperare il tempo perduto procedendo all’apertura del Nuovo Garibaldi e di altre strutture.
Fabrizio De Nicola, Direttore Generale ARNAS Garibaldi, ha esposto le problematiche delle Aziende sanitarie,auspicando una maggiore attenzione dalla politica.
Ha preso la parola Antonino Corsaro, già Consigliere Consiglio di Giustizia Amministrativa Regione Siciliana, sul tema “Il c.d. catalogo aperto dei diritti fondamentali nel sistema multilivello“.
L’art. 32 della Costituzione afferma: “la Repubblica riconosce la tutela della salute come diritto fondamentale dell’individuo e come interesse della società e garantisce cure gratuite agli indigenti”.
Il diritto alla salute e all’assistenza sanitaria è dalla giurisprudenza costituzionale ricompreso tra i diritti inviolabili.
La garanzia deve essere assicurata attraverso gli strumenti di prevenzione e gestione del rischio sanitario, tenuto conto anche del corretto utilizzo delle risorse disponibili. La prevenzione del rischio connesso all’erogazione delle prestazioni grava su tutti gli operatori delle strutture sanitarie.
Il Diritto fondamentale del singolo, tutelabile erga omnes, al mantenimento del normale equilibrio fisico e psichico è garantito dall’art. 25 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, dall’art. 12 del Patto sui diritti economici, sociali e culturali, dall’art. 1 della dichiarazione internazionale di Alma Ata del settembre 1978, che definisce il diritto alla salute come diritto a uno stato di benessere fisico, sociale e mentale, e non solo come diritto all’assenza di malattia e di infermità , dalla Carta sociale europea che statuisce che gli Stati riconoscono ad ogni individuo il diritto di godere del miglior stato di salute possibile e dall’art. 35 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che attribuisce il diritto di accedere alla prevenzione sanitaria e di ottenere cure mediche, garantendo un elevato livello di protezione della salute umana. Il diritto alla salute è anche un dovere inderogabile di solidarietà a carico dello Stato, che in conformità alle previsioni degli art 2,3, 24, Cost, deve soddisfare, nel rispetto dell’art. 117, comma 2, lett. m), Cost., gli standards minimi dei servizi e dell’assistenza.
La riforma del Titolo V della Costituzione ha introdotto il multilivello secondo il principio comunitario di sussidiarietà, che è strettamente collegato alla centralità della persona umana. Anche il diritto sanitario deve essere coniugato con una concezione sussidiaria dell’ordinamento:un sistema normativo “multilivello” (comunitario,nazionale e regionale), un sistema complesso in continua dialettica in cui la correlazione tra diritto e società va individuata nella “ giusta misura” data dalla Costituzione vivente e non vigente.
L’ articolo 117 non solo contiene l’elencazione delle materie di competenza esclusiva,concorrente e residuale con le regioni,ma richiama altresì la cornice costituzionale e le regole e i principi del quadro di riferimento europeo, ha anche modificato il sistema delle fonti ma anche un problema di relazione tra giudici nazionali ed europei.
L’Unione europea costituisce un sistema di “multi-levelgovernance” cioè poteri mediati a più livelli (Unione, Stati e Regioni) attraverso la concertazione e l’applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità.
I principi e valori affermati dall’Unione integrano le fonti normative interne del multilivello, costituiscono diritto costituzionale vivente e permettono la concertazione anche tra Stato e Regioni.
Il Multilivello legislativo, l’apporto creativo della giurisprudenza costituzionale e della Corte Europea hanno portato alla individuazione di nuovi diritti e di soggetti beneficiati (Il cd. Catalogo aperto dei diritti fondamentali).
I diritti sociali (sanità) pongono un problema di costi perché le prestazioni sono condizionate dalla disponibilità di risorse e si pone un problema di bilanciamento dei diritti costituzionali(principio dell’equilibrio finanziario).
L’ampliamento dei diritti sociali (cd. Catalogo aperto), non solo sotto il profilo della individuazione (o creazione) di nuovi diritti ma con i soggetti beneficiati, pone al legislatore di stabilire le priorità.
Poche risposte sono venute dalla politica solo la Corte costituzionale è intervenuta sulla ripartizione di competenze tra Stato e Regioni, sotto il profilo della riduzione dell’autonomia regionale e con effetti sul contenimento della spesa pubblica (117 lett.m): materia di legislazione concorrente, spetta alle Regioni la potestà legislativa salvo per la determinazione dei principi fondamentali che spetta allo Stato.
L’ Art.32 Cost. diritto alla salute, afferma :
Dall’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) la salute è definita: “ uno stato di benessere fisico,mentale, sociale e non consiste soltanto nell’ assenza di malattie o infermità”.
Il diritto alla salute ricomprende anche il diritto alla salubrità dell’ambiente per prevenire l’insorgere di patologie. La lettura della norma Costituzionale vivente può essere cosi ricostruita:
Il diritto all’integrità personale. I diritti della persona sono assoluti (erga omnes), inalienabili, intrasmissibili, imprescrittibili e irrinunciabili. Può considerarsi lecito il c.d. testamento biologico, se ha come oggetto una parte del nostro corpo, mentre sarà illegittimo un atto di disposizione del proprio corpo quando cagioni una diminuzione permanente della integrità fisica, o quando sia contrario alla legge, all’ ordine pubblico o al buon costume(art. 5 c.c.). Si può chiedere l’espianto di un proprio organo per assicurare la sopravvivenza di una persona ed è consentito perché serve alla salvezza di un altro soggetto. (il c.d. bilanciamento degli interessi )
b-. I trattamenti sanitari . Se un soggetto è affetto da malattie infettive, la cura diventa interesse collettivo e quindi coesiste il diritto con il dovere alla salute che obbliga al trattamento (Malattie infettive, infermità mentale, tossicodipendenza etc. appartengono alla categoria dei TSO (trattamenti sanitari obbligatori). Essenziale è il c.d. consenso informato: l’ operatore sanitario ha l’obbligo d’ informare il paziente sulla sua situazione e sulle terapie, al fine di renderlo consapevole di ciò che sta per affrontare e delle sue conseguenze. Se il paziente revoca il consenso, il medico sarà costretto a rispettare la sua volontà . Se è coinvolto un minore o un interdetto, sarà il giudice che prenderà la decisione. Se vengono in contrasto articoli della costituzione italiana, ad es. l art. 3 (diritto alla libertà di religione) e l’art. 32 (diritto alla salute) sarà il giudice e non il medico a far prevalere il diritto alla vita. Sussiste un’eccezione: il c.d. bilanciamento degli interessi (abwagung o balancing test) nel caso in cui un soggetto chieda l’espianto di un suo organo al fine di garantire la sopravvivenza di una terza persona l’ordinamento tollera interventi invasivi e che contrastino con l’art. 5 cod. civ. ma servono alla salute di un altro individuo. Nel campo medico-sanitario la differenza tra raccomandazione e obbligo è diversa da quella nei rapporti giuridici : raccomandare e prescrivere sono azioni percepite come egualmente doverose in vista di un determinato obiettivo .
L’ambiente salubre ( Cost. art. 9 ) L’art.174 del Trattato afferma che la politica della Comunità deve perseguire gli obiettivi di salvaguardia, tutela e miglioramento della qualità dell’ambiente, protezione della salute umana , utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali ed è fondata sui principi della precauzione e dell’azione preventiva . Il principio della prevenzione tende a prevenire l’irreversibilità del danno a intervenire alla fonte per limitare gli effetti spesso irreversibili ed imprevedibili .L’obbligo giuridico di assicurare un “elevato livello di tutela ambientale”, con l’adozione delle migliori tecnologie disponibili tende a spostare il sistema giuridico europeo dalla considerazione del danno da prevenire (principio “chi inquina paga“) e riparare, alla prevenzione, alla correzione del danno ambientale alla fonte, alla precauzione (principio distinto e più esigente della prevenzione), per uno sviluppo sostenibile che garantisca la qualità della vita e l’ambiente quale valore umano fondamentale di ogni persona e della società (informazione, partecipazione ed accesso). Il nostro sistema giuridico, in attuazione dei principi comunitari in tema di ambiente e in sintonia con la costituzione , in quanto l’ ambiente è un valore primario, di rilievo costituzionale, con l’art. 304 del dlgs 3 aprile 2006 n.152 (Azione di prevenzione) ha codificato tale principio e affermato che quando un danno ambientale non si è ancora verificato, ma esiste una minaccia imminente che si verifichi, bisogna adottare le necessarie misure di prevenzione e di messa in sicurezza. In applicazione del principio di precauzione, in caso di pericoli anche solo potenziali, per la salute umana e per l’ambiente, deve essere assicurato un alto livello di protezione. Bisogna promuovere l’informazione del pubblico sugli effetti negativi di un prodotto e le autorità competenti devono adottare i provvedimenti al fine di prevenire i rischi potenziali per la sanità pubblica.
d – La sicurezza alimentare. Dal punto di vista sanitario la sicurezza alimentare è intesa anche come sicurezza igienico-sanitaria degli alimenti e dei mangimi (foodsafety). Per frode alimentare si intende la produzione ed il commercio di alimenti non conformi alle normative vigenti che rendono nocivo un alimento e costituiscono un pericolo per la salute. Il servizio igiene e sanità pubblica (SISP ) è la struttura organizzativa che si occupa della tutela della salute dei cittadini, della salubrità degli ambienti di vita e della promozione di corretti stili di vita e svolge attività di prevenzione garantendo ai cittadini specifiche prestazioni sanitarie previste nei livelli uniformi di assistenza stabiliti dai piani sanitari regionali. L’Autorità europea (EFSA) fornisce consulenza specialistica alla Commissione, al Parlamento europeo e agli Stati membri dell’UE in materia di gestione del rischio per assicurare la protezione della salute dei consumatori europei e la sicurezza del cibo e della catena alimentare. Ha formulato pareri sull’ encefalopatia spongiforme bovina (BSE), sulle encefalopatie spongiformi trasmissibili (TSE), sulla sicurezza degli additivi alimentari come l’aspartame, gli ingredienti alimentari allergenici, gli organismi geneticamente modificati (OGM), i pesci da allevamento o selvatici, i fitofarmaci e la sanità veterinaria come l’influenza aviaria e i rischi che presentano le sostanze potenzialmente cancerogene. Fornisce informazioni su questioni di sicurezza alimentare in attuazione del principio di precauzione. La giurisprudenza della Corte Costituzionale è costante nell’affermare che l’art. 32 postula il necessario contemperamento del diritto alla salute del singolo (anche nel suo contenuto di libertà di cura) con il reciproco diritto degli altri e con l’interesse della collettività.
Ha preso la parola Giambattista Macrì, già Presidente della Corte di Appello di Reggio Calabria, sul tema “Il nuovo scenario della responsabilità civile del medico e della struttura sanitaria.”
L’evoluzione della responsabilità medica è il risultato della richiesta della società civile di un nuovo rapporto con l’ammalato. La Legge n. 24 dell’8 marzo 2017 (riforma Gelli-Bianco) pone l’analisi del nuovo scenario dal contatto sociale all’illecito aquiliano e il riparto dell’onere probatorio.
Ha ricordato l’evoluzione giurisprudenziale: l’introduzione della regola del contatto sociale, la separazione della causalità civile da quella penale e il superamento della distinzione tra obbligazioni di mezzi e di risultato.
Il legislatore ha tipizzato la responsabilità medica per scongiurare la c.d. «medicina difensiva» e l’incompletezza della L. n. 189/2012. L’art. 1 adotta il c.d. «Risk Management» per le strutture pubbliche e private e va letto con gli articoli 3, 4 e 5: l’art. 3 prevede l’istituzione di un «Osservatorio Nazionale» di buone pratiche sanitarie che acquisirà dai Centri per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente tutti i dati regionali relativi ai rischi ed eventi avversi, nonché l’onere finanziario del contenzioso, oltre che monitorare le buone pratiche per la sicurezza delle cure per la formazione e l’aggiornamento del personale esercente le professioni sanitarie, l’articolo 4 l’obbligo di trasparenza sulle prestazioni sanitarie e il 5 le linee guida e le raccomandazioni essenziali da seguire nell’esecuzione della prestazione sanitaria.
L‘articolo 7 introduce il c.d. «doppio binario» di responsabilità: quella contrattuale (art. 1218 cod. civ.) a carico delle strutture ospedaliere pubbliche e private e la responsabilità extracontrattuale (art. 2043 cod. civ.) per l’esercente la professione sanitaria, anche nell’ambito del rapporto convenzionale con il servizio sanitario nazionale.
Ha analizzato i rapporti tra l’art. 2043 cod. civ. e l’art. 1176 cod. civ., ricordando la distinzione tra colpa generica (ex art. 1176, co. 1, cod. civ, diligenza media del buon padre di famiglia) e colpa specifica (ex art. 1176, co. 2, cod. civ, diligenza professionale).
La giurisprudenza ha affermato che il professionista medio, di cui all’art. 1176, co. 2, cod. civ, non è il professionista mediocre, elevando la soglia di diligenza nel rispettare il codice deontologico.
Ha affrontato le tematiche sul riparto dell’onere probatorio e i termini di prescrizione dell’azione: non si applicherà l’art. 2946 cod. civ. (prescrizione ordinaria) ma l’art. 2947 cod. civ. (risarcimento del danno derivante da fatto illecito, ex art. 2043 cod. civ.) che prevede un termine quinquennale .
Ha analizzato la procedura risarcitoria prevista dall’articolo 8 e l’azione di rivalsa da parte della struttura sanitaria nei confronti del medico, in caso di dolo o colpa grave ( art. 9 ).
Infine l’istituzione del fondo di garanzia nelle ipotesi in cui non vi sia copertura risarcitoria.
E seguito l’intervento di Francesco Paolo Giordano, Sostituto Procuratore Generale Catania, su “Profili della responsabilità penale degli operatori sanitari.”
Nell’attività sanitaria si è sempre avvertita l’esigenza di circoscrivere la responsabilità colposa, diversamente da altri campi perché in ambito medico si persegue la cura e guarigione del paziente.
La limitazione della responsabilità alle ipotesi di “colpa grave”, riferita alla sola imperizia, trovava la sua razionalità in un momento storico contrassegnato dalla visione dell’attività medica rapporto medico-paziente di tipo paternalistico.
Ma con la trasformazione in un’articolazione organizzativa moderna, con la valorizzazione del paziente e dei suoi diritti il modello di responsabilità entra in crisi:l’orientamento della colpa grave rischia di abbassare lo standard di pretesa normativa, essendosi le conoscenze diffuse e progredita la tecnologia, non sembrava più sensato mandare esente da responsabilità chi non utilizza al meglio tali conoscenze.
Il bene della vita è per se stesso a rischio, per cui un margine di errore di valutazione ed esecuzione è inevitabile, non tanto nel c.d. “rischio patologico”, quello che deriva dalla patologia del paziente, quanto nel c.d. “rischio terapeutico”, cioè quello che deriva dall’attività diagnostica e terapeutica del medico.
L’art. 3 c. 1 della legge Balduzzi prevedeva che: “il medico che nello svolgimento della propria attività si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica non risponde penalmente per colpa lieve”.
Il problema era di limitare la discrezionalità del giudice con una maggiore determinatezza della condotta riprovevole, il rischio cambia continuamente, inoltre nella comunità scientifica ci sono diversi approcci rispetto ad una medesima questione, lo standard della migliore scienza ed esperienza deve fare i conti con la realtà, con le scuole di pensiero, gli assetti organizzativi, le prassi locali.
Dalla sua emanazione ha suscitato problemi interpretativi: si possono rispettare le linee guida e si può essere in colpa ?
La risposta della giurisprudenza non è univoca, assenza di colpa specifica e sussistenza di colpa generica, il mancato riconoscimento del rischio, che avrebbe imposto altre scelte rispetto a quelle di routine , un errore di valutazione o un errore di esecuzione,o un erroneo adattamento della linea guida ad un caso che richiedeva una soluzione diversa .
Si cercano soluzioni con la legge Gelli – Bianco: scompare il riferimento alla colpa lieve,si restringe l’ambito applicativo dell’esenzione alla sola imprudenza, il rischio terapeutico è assorbito in quello patologico e le raccomandazioni adottate devono risultare adeguate alle specificità del caso concreto.
Ha ricordato la giurisprudenza sulle questioni più importanti e quelle delle Sezioni Unite .
Ha concluso affermando che al momento si è ancora arrivati ad un consolidamento della giurisprudenza che però non può considerarsi definitivo sulle questioni aperte: sulla colpa lieve è stata sollevata questione di l.c., ma la C. Cost non si è pronunciata sul merito l’ha dichiarata inammissibile, la colpa è oggi concepita come violazione di una regola cautelare, avendo ad oggetto un’essenza normativa tesa a evitare l’evento dannoso.
Si è andata affermando l’idea del comportamento alternativo lecito nella verifica che l’evento non si sarebbe realizzato qualora il soggetto avesse tenuto la condotta prescritta dalla regola cautelare e si apprezza più che in altri campi la prova scientifica.
C’è una tendenza alla crescente positivizzazione delle regole cautelari.
Le linee guida sono state poste come criterio di giudizio, tuttavia non è mai stata messa in discussione la libertà del medico ben potendo la soluzione dei singoli casi avvenire al di fuori dalle regole cristallizzate nei protocolli.
Questo assetto è stato superato dalla legge del 2017 ed oggi si assiste ad una sempre maggiore differenziazione della colpa medica rispetto al resto della colpa professionale e non, risultando più limitata la discrezionalità del giudice.
Infine, Francesco Santocono, Docente di Diritto Sanitario dell’Università Giustino Fortunato di Benevento,
ha affermato che le questioni giuridiche inerenti al settore della sanità sono sempre più attuali e importanti e richiedono dai giuristi continui approfondimenti.
Per questo motivo, è importante che gli studiosi del settore possano fornire un quadro, il più possibile aggiornato, della giurisprudenza costituzionale, civile, penale e amministrativa in materia e sulle ultime disposizioni in tema di responsabilità medica.
L’evento vede intervenire illustri esperti in materia, i quali approfondiranno importanti temi: l’organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale, il diritto alla salute in Europa e le innovazioni dei trattati internazionali, modelli organizzativi ed esperienze degli Stati europei maggiormente attenti alla materia, la dirigenza sanitaria, la formazione degli operatori e la telemedicina, con una sintesi sui più recenti aggiornamenti in tema di responsabilità medica.
Il “sistema Servizio sanitario” gestisce attività giuridiche ed amministrative, si occupa di contenziosi vari, procedimenti amministrativi, accesso ad atti, rapporti con avvocati, relazioni con magistrature, compagnie di assicurazioni, fornitori etc., del personale (rapporti di lavoro –professioni mediche e sanitarie non mediche), di attività contrattuale, di privacy, di regime fiscale, di gestione del patrimonio degli enti e dello smaltimento dei rifiuti e il personale deve formato e aggiornato sui profili giuridico – amministrativi.
Ha ringraziato riaffermando la volontà di servizio dei lions Antonio Bellia, Presidente della Zona 11.

References: articolo 117
 Art.32
 art. 3
 art. 9
 art. 1176
 art. 1176
 art. 2043
 art. 9