Source: https://www.entilocali-online.it/imu-pubblicate-le-faq-di-ifel-sulla-nuova-disciplina-introdotta-dalla-legge-di-bilancio-2020/
Timestamp: 2020-04-06 20:53:08+00:00

Document:
Imu: pubblicate le Faq di Ifel sulla nuova disciplina introdotta dalla “Legge di bilancio 2020” | Enti Locali Online
Di seguito le risposte fornite dalla Fondazione Ifel:
Esenzioni – agevolazioni
“Il militare che presta servizio in Provincia e che vive con il coniuge in una abitazione di proprietà del coniuge, ha diritto all’esenzione per abitazione principale per un altro immobile di sua proprietà ? Entrambi gli immobili insistono sullo stesso Comune”.
Sul punto, la nuova disciplina della Legge n. 160/2019 non ha apportato innovazioni rispetto alla previgente normativa, persistendo così i dubbi interpretativi già emersi in passato. In particolare, l’art. 1, comma 741, lett. c), punto 5), della Legge n. 160/2019, considera abitazione principale quella del Militare a condizione che non sia concessa in locazione, senza richiedere la sussistenza delle condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica. Sulla base di tale previsione, Ifel ritiene che l’abitazione in questione sarebbe abitazione principale. Il comma 741, lett. b), precisa inoltre che, “nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile”. Per cui, anche sulla base di tale disposizione, l’abitazione del militare sarebbe considerata abitazione principale, in quanto non si verifica l’ipotesi di componenti dello stesso nucleo familiare che abbiano stabilito la residenza anagrafica e la dimora abituale in 2 abitazioni diverse. Tuttavia – sottolinea Ifel – il riconoscimento di 2 abitazioni principali allo stesso nucleo familiare violerebbe la ratio,sia della lett. b) che della lett. c), punto 5, che ha la finalità di agevolare i soggetti che pur proprietari di abitazioni siano costretti, in ragione di esigenza di servizio, a spostare la propria residenza e dimora, si deve intendere, fuori dal Comune in cui risiede il rispettivo nucleo familiare.
“In riferimento al comma 743, l’agevolazione prevista per gli appartenenti alle Forze dell’Ordine può ancora essere vista come agevolazione oggettiva sull’intero fabbricato oppure per quote di possesso ?”.
L’agevolazione rimane, come in passato, limitata alla quota di possesso in capo al Militare.
“La Provincia è esente dal pagamento della nuova Imu ?”
Come per la disciplina previgente, le Regioni, le Province, le Comunità montane e i Consorzi tra detti Enti sono esenti dal pagamento dell’Imu per i soli immobili posseduti nel proprio territorio, destinati esclusivamente ai propri fini istituzionali.
“Si può considerare ai fini Imu un’unica unità immobiliare formata da 2 u.i.u. catastali unite di fatto tramite atto tecnico al Catasto? (Non si può fare unico accatastamento, pertanto hanno iscritto nella visura l’apposita dicitura operando la ‘fusione fiscale’)”.
Se catastalmente risulta operata la fusione ai fini fiscali, Ifel ritiene possibile considerare le 2 unità immobiliari come un’unica abitazione principale. Peraltro, la fusione ai soli fini fiscali è stata prevista dall’Agenzia del Territorio con Nota 21 febbraio 2002, n. 15232/T, nella quale viene precisato che questa si rende necessaria quando i 2 immobili abbiano intestatari diversi, posto che la fusione fra 2 immobili presuppone diritti reali omogeni.
“Area in Prg destinata a servizi con possibilità di edificazione esclusivamente per opere pubbliche e tramite convenzione con il Comune. Accatastata separatamente, non graffata ma confinante con area su cui insiste abitazione e all’interno della recinzione in muratura. Dichiarata da anni pertinenza di abitazione principale. Effettivamente destinata a frutteto, serra e orto. Impossibile accatastarla unitariamente poiché di dimensioni superiori a 10 volte all’impronta del fabbricato. È possibile continuare a riconoscere la pertinenzialità ?”
Il comma 741, lett. a), della Legge n. 160/2019, precisa che si considera “parte integrante del fabbricato l’area occupata dalla costruzione e quella che ne costituisce pertinenza esclusivamente ai fini urbanistici, purché accatastata unitariamente”. La disposizione pone come condizione l’accatastamento unitario, sicché l’area di cui al quesito non potrà essere considerata pertinenziale, ma sarà autonomamente soggetta ad imposizione in quanto accatastata separatamente.
“Nel caso di anziano ricoverato in Casa di riposo, l’abitazione può essere assimilata ad abitazione principale ?”
Sul punto occorre fare riferimento al dettato dell’art. 1, comma 741, lett. c), punto 6, della citata Legge n. 160/2019, il quale dà facoltà ai Comuni di operare detta assimilazione. Tale possibilità deve essere esercitata per via regolamentare.
“I pensionati Aire non sono più esenti ? (Imu e Tasi)”
Non è stata riproposta l’assimilazione all’abitazione principale prevista dall’art. 13, del Dl. n. 201/2011. Con riferimento alle abitazioni possedute dai pensionari Aire, il Comune potrebbe prevedere un’aliquota pari a zero.
“Gli Aire devono obbligatoriamente pagare l’Imu con ‘F24’ o bollettino postale oppure sono previste altre modalità ?”.
Ifel ritiene possibile l’utilizzo delle stesse modalità di pagamento vigenti fino al 2019.
“Ai sensi della Legge n. 80/2014, la Tasi e la Tari erano applicate nella misura ridotta di 2/3, anche per la Tari, dal 2020, viene meno questa agevolazione ?”.
Tale disposizione non è stata espressamente abrogata. Quindi, a parere di Ifel, l’agevolazione Tari continua ad applicarsi anche nel 2020.
Coniuge e genitore affidatario
“Il marito possiede il 100% di un’abitazione destinata ad abitazione principale e il 50% del garage. La moglie possiede il rimanente 50% del garage. Si può considerare pertinenza dell’abitazione principale il 50% del garage di proprietà del marito ?”.
Il garage posseduto al 50% può considerarsi pertinenza dell’abitazione principale, in quanto comunque il possessore del bene principale è anche possessore, seppur in quota parte, del bene pertinenziale. Il 50% del garage della moglie sarà invece assoggetto in via ordinaria all’Imu.
“L’abitazione principale può essere di entrambi i coniugi se residenti in 2 Comuni differenti ?”
In caso di “spacchettamento” della famiglia non è possibile riconoscere l’abitazione principale[1].
“Ex coniuge. Il proprietario è il coniuge A, ma l’assegnazione dell’abitazione viene fatta al coniuge B, con affidamento figli. Se nel 2020 i figli non risiedono più con il genitore B, l’abitazione sarà soggetta ad Imu ordinaria con soggetto passivo A ?”.
Dal tenore letterale dell’art. 1, comma 741, lett. c), punto 4, della Legge n. 160/2019, emerge che l’equiparazione all’abitazione principale deriva da un provvedimento del giudice che assegna la casa familiare al genitore affidatario dei figli. A nulla rileva l’eventuale circostanza che i figli in seguito non risiedano più nell’abitazione in questione. In altri termini, il Comune non può disconoscere il provvedimento giudiziale, essendo necessaria una sua espressa revoca.
“Un genitore è proprietario di 2 immobili: in uno ci vive lui, il secondo viene assegnato all’altro genitore affidatario dei figli. Entrambe le abitazioni sono assimilabili alla principale ?”.
Entrambe le abitazioni possono considerarsi abitazioni principali perché nel caso specifico non opera il vincolo previsto dal comma 741, lett. b) non essendoci un unico nucleo familiare.
“Quando i figli diventano maggiorenni ma sono ancora fiscalmente a carico, può parlarsi di genitore affidatario ?”.
Con riferimento ai figli maggiorenni, in presenza di figlio non economicamente autosufficiente può porsi la necessità di continuare il mantenimento della casa famigliare, ma ciò non avviene in virtù della qualifica di “genitore affidatario”, ma in ragione degli obblighi economico patrimoniali dei genitori, a nulla rilevando la circostanza che fiscalmente si tratti di figlio “a carico”[2].
“Il diritto di abitazione per il coniuge superstite è riconosciuto anche quando l’immobile apparteneva, in quote, a persone terze del nucleo familiare (coniuge e defunto) ?”.
Presupposto per la concreta realizzazione del diritto di abitazione è l’appartenenza della casa e del relativo arredamento al de cuius o in comunione a costui e all’altro coniuge. Nel caso prospettato le condizioni previste dal Cc. non sono rispettate, in quanto l’abitazione era di proprietà anche di “persone terze del nucleo familiare”.
“In caso di coniugi residenti e comproprietari al 50%, alla morte di uno di essi il coerede figlio con quota possesso al 25 % è esentato dal pagamento Imu ?”.
L’unico soggetto passivo è il coniuge superstite, titolare del diritto di abitazione ex art. 540 del Cc. Il figlio, pur proprietario in quota dell’immobile, non sarà considerato soggetto passivo Imu. In questo caso sarà necessario, a parere di Ifel, presentare la Dichiarazione Imu.
“In caso di separazione coniugale di fatto e non giudiziale, il coniuge che non convive con i figli deve pagare l’Imu ?”.
In assenza di un provvedimento del giudice, il coniuge non residente è soggetto ordinariamente all’Imu.
“È legittimo accertare fin dal 2015 tutti e due i coniugi che hanno stabilito la residenza anagrafica in 2 distinte unità abitative ?”.
Ifel risponde affermativamente, in quanto per nessuno si verifica la condizione che “il possessore e i componenti del suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente”.
“Normalmente il Giudice affida i figli in modo congiunto ma assegna l’alloggio ad uno solo. Cosa si considera ?”.
La normativa considera abitazione principale “la casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli, a seguito di provvedimento del giudice che costituisce altresì, ai soli fini dell’applicazione dell’imposta, il diritto di abitazione in capo al genitore affidatario stesso”.
“Due fratelli hanno costituito usufrutto a favore della madre su 2 distinte u.i.u. nella quale ognuno dimora e risiede. L’Imu è dovuta ?”.
L’Imu è dovuta dalla madre, la quale è con riferimento ai 2 immobili il soggetto passivo.
“Due coniugi donano l’abitazione alla figlia, riservandosi il diritto di usufrutto, ognuno al 50%. Alla morte di uno dei due coniugi sorge il diritto di abitazione del coniuge superstite ?”.
Essendo l’immobile posseduto a titolo di usufrutto, non si verificano le condizioni previste dall’art. 540 del Cc., quindi la figlia risulterà nuda proprietaria per il 50% e piena proprietaria per l’altro 50%, e per tale motivo dovrà corrispondere l’Imu.
Quanto sopra vale nel caso in cui l’usufrutto concesso ai genitori non fosse con diritto di accrescimento, ai sensi dell’art. 678 del Cc.
“Nel nostro Comune la Tasi era applicata solo sull’abitazione principale, dobbiamo deliberare qualcosa ?”.
Qualora il Comune intenda continuare ad assoggettare le abitazioni di lusso dovrà deliberare l’aliquota Imu.
“Se la Tasi non è stata mai istituita con delibera di consiglio comunale, possono essere chiesti i solleciti del 2014 ?”.
In assenza di delibera espressa si applica l’aliquota base dell’1 per mille, con lo 0,9 per mille a carico del possessore e lo 0,10 per mille a carico del detentore. Il Comune potrà recuperare la Tasi non versata a decorrere dall’anno 2015.
“Qual è l’aliquota da applicare nel caso in cui il Comune abbia rinunciato nel 2019 al gettito della Tasi approvando l’aliquota pari a zero ?”.
Per mantenere la pressione fiscale invariata, il Comune deve deliberare aliquota pari a zero, con riferimento agli immobili in precedenza esenti da Imu soggetti a Tasi.
“Se il Comune ha deliberato con il consiglio Comunale le aliquote Tasi e Imu per il 2020. Come funziona visto che la Tasi è stata abolita ?”.
A parere di Ifel le Delibere approvate nel 2019 con riferimento al 2020 non esplicano alcun effetto, posto che le aliquote Imu approvate nel 2019 si riferiscono ad una normativa non più in vigore dal 2020. Lo stesso dicasi per la Tasi.
“Il Comune che non ha mai deliberato aliquote Tasi fin dal primo anno, come deve approvare la nuova Imu ?”.
Per il Comune che non ha mai deliberato le aliquote Tasi, si rende applicabile automaticamente l’aliquota base dell’1 per mille, e diventa quindi obbligatorio procedere alle attività di verifica circa i corretti versamenti.
“Il Comune che non ha mai deliberato la Tasi, può farlo ora sugli immobili merce ?”.
Il Comune può nel 2020 deliberare l’aliquota Imu per gli immobili merce, seguendo il disposto dell’art. 1, comma 751, della “Legge di bilancio 2020”.
“È possibile per i beni merce deliberare nella nuova Imu aliquote differenti per categoria catastale ?”.
Ifel ritiene possibile una differenziazione delle aliquote in base alle Categorie catastali, a condizione che non si superi ovviamente il limite dello 0,25% di aliquota.
I fabbricati merce, in caso di locazioni periodiche, possono continuare a beneficiare delle agevolazioni oppure le perdono ?”.
Il comma 751 prevede, come in passato, che l’agevolazione si applica a condizione, tra l’altro, che i fabbricati “non siano in ogni caso locati”. Nulla è specificato in merito al periodo, ovvero se la condizione di non essere locato deve sussistere per l’intero anno. Sul punto occorre fare riferimento alla risposta fornita dal Mef in sede di “Telefisco 2014”, ovvero “come si evince dal tenore letterale della norma è escluso ogni caso di locazione e utilizzazione, anche temporanea, da parte dell’impresa”.
“L’obbligo di presentare la dichiarazione Imu per gli immobili merce è pena decadenza ?”.
Con la disciplina in vigore dal 1° gennaio 2020 non esistono più casi di presentazione della dichiarazione a pena di decadenza, quindi risultando le condizioni previste dalla normativa per accedere alle agevolazioni, la mancata presentazione della dichiarazione non fa perdere il diritto all’agevolazione, ma comporta solo l’applicazione della sanzione di Euro 50 per omessa presentazione della Dichiarazione.
Collabenti
“Per le annualità fino al 2019, possono essere considerati assoggettabili ad imposta come aree edificabili i fabbricati collabenti ?”.
Secondo il disposto dell’art. 1, comma 741, della Legge n. 160/2019, essendo il fabbricato collabente iscritto o iscrivibile in catasto in categoria F/2 senza attribuzione di rendita catastale, lo stesso non rientra nella nozione di “fabbricato”. Il fabbricato collabente, secondo Ifel, non rientrava già nella definizione di fabbricato. L’immobile collabente è assoggettabile solo se è possibile qualificarlo come area fabbricabile, purché lo strumento urbanistico ne preveda il recupero edilizio, altrimenti diversamente non sarà assoggettabile ad Imu.
“Che valore si applica ai fabbricati collabenti per i quali lo strumento urbanistico prevede il recupero ?”.
Il valore di riferimento può essere deliberato dal Comune, avendo riguardo alla zona di ubicazione e alle possibilità di recupero concretamente possibili.
“Un collabente accatastato in ‘F2’, sito in area agricola di un Comune montano, paga l’Imu ? E come si determina il valore dell’area non edificabile ?”.
Terreni agricoli – Fabbricati rurali – Aree fabbricabili
“L’Imu sui terreni agricoli continua ad essere esente per tutti quei Comuni considerati montani dal vecchio Decreto del Mef n. 9 del 14 giugno 1993 ?”.
Il comma 758, lett. d) conferma l’esenzione per i terreni agricoli già vigente nel 2019. Per cui non ci sono variazioni nel trattamento impositivo dei terreni agricoli.
“L’imprenditore agricolo (o il coltivatore diretto in pensione) ha diritto all’esenzione sui terreni agricoli se condotti direttamente ?”.
Per quanto riguarda il pensionato agricolo che continua a coltivare direttamente il fondo e continua ad essere iscritto alla previdenza agricola, Ifel segnala un consolidato orientamento di legittimità che ritiene di negare i benefici dell’esenzione, posto che la ratio della disposizione agevolativa quella di favorire chi ritrae dall’attività agricola la parte prevalente od esclusiva del proprio reddito[3].
“In caso di area fabbricabile, vige la finzione giuridica come terreno agricolo ?”.
La fictio iuris è stata confermata dall’art. 1, comma 741, lett. d), della Legge n. 160/2019.
“I coadiuvanti agricoli sono da considerare esenti ai fini di Imu sui terreni agricoli ?”.
Sul punto si ricorda che l’art. 1, comma 705 della legge n. 145 del 2018 dispone quanto segue: “i familiari coadiuvanti del Coltivatore diretto, appartenenti al medesimo nucleo familiare, che risultano iscritti nella gestione assistenziale e previdenziale agricola quali coltivatori diretti, beneficiano della disciplina fiscale propria dei titolari dell’impresa agricola al cui esercizio i predetti familiari partecipano attivamente». La disposizione dell’art. 1, comma 705, della Legge n. 145/2018, che dispone l’esenzione per i coadiuvanti agricoli, rimane applicabile. Ifel ricorda che tale disposizione, entrata in vigore il 1° gennaio 2019, non ha valenza retroattiva.
“Se l’area fabbricabile viene fusa con il fabbricato nello stesso mappale, come bisogna procedere ?”.
A titolo di Imu nulla sarà dovuto, tenuto conto della nuova definizione di fabbricato.
“Se il giardino di un’abitazione, non edificabile, è accatastato autonomamente ed il contribuente ha dichiarato il nesso pertinenziale, il giardino sarà assoggettabile ad Imu dal 2020 ?”.
Il giardino sarà soggetto ad Imu in quanto accatastato come terreno agricolo.
“Cosa prevede la normativa in caso di fabbricato ‘F/3’ in corso di costruzione, posizionato su un fabbricato accatastato in A ?”.
Per tale tipologia di fabbricati l’Imu va corrisposta considerando l’area fabbricabile sottostante[4]. Ifel precisa anche che l’accatastamento in “F/3” consegue ad una temporanea iscrizione negli atti catastali in attesa della definitiva destinazione del bene, e l’iscrizione che permane per anni rappresenta senz’altro un’anomalia.
“Un ‘F/4’ utilizzato per esposizione mobili, a parte la dubbia regolarità, può pagare l’Imu con una rendita similare ?”.
Dapprima, Ifel ricorda che la Categoria “F/4” è utilizzata per i fabbricati che risultano già accatastati e per i quali si procede, ad esempio, al frazionamento in vista della successiva vendita. L’iscrizione può essere quindi solo temporanea. In presenza di “F/4” “storicizzati” sarà onere del Comune chiedere la revisione dell’accatastamento, attivando la procedura di cui all’art. 1, comma 336, della Legge n. 311/2004, facendo attenzione ad indicare nella richiesta la data cui riferire il mancato aggiornamento catastale, in quanto, precisa Ifel, in caso di omessa indicazione da parte del Comune della suddetta data, le rendite successivamente attribuite produrranno effetti fiscali dal 1° gennaio dell’anno di notifica della richiesta del Comune[5].
“L’approvazione dei valori minimi di riferimento per le aree fabbricabili sono di competenza della Giunta o del Consiglio ?”.
Ifel ritiene che tale approvazione sia di competenza della Giunta comunale, in linea con l’orientamento giurisprudenziale[6].
“In riferimento all’art. 5, comma 6, del Dlgs. n. 504/1992, un fabbricato non accatastato ma ultimato e/o utilizzato paga comunque come base imponibile l’area edificabile fino alla data dell’accatastamento ?”.
Il fabbricato in questione, se ultimato paga sulla base della rendita catastale. Una volta presentato il Docfa il Comune potrà effettuare il recupero della differenza d’imposta tra quanto dovuto sulla base della rendita e quanto dovuto sulla base dell’area fabbricabile, a decorrere dalla data di ultimazione dei lavori, o di utilizzo se antecedente.
“Il gettito Imu dei fabbricati D/10 andrà allo Stato o rimane al Comune ?”.
Il comma 753 prevede, “per gli immobili ad uso produttivo classificati nel Gruppo catastale ‘D’”, l’aliquota di base pari allo 0,86%, di cui la quota pari allo 0,76% è riservata allo Stato. Occorre considerare, a parere di Ifel, che i fabbricati rurali sono regolati autonomamente dal comma 750, il quale prevede che “l’aliquota di base per i fabbricati rurali ad uso strumentale di cui all’art. 9, comma 3-bis, del Dl. n. 57/1993, convertito con modificazioni dalla Legge n. 133/1994, è pari allo 0,1% e i Comuni possono solo ridurla fino all’azzeramento”.
Dalla lettura sistematica dei 2 commi sopra menzionati emerge, sempre secondo Ifel, che il gettito dei fabbricati rurali strumentali è interamente riservato ai Comuni.
“Per gli anni 2014-2015 il terreno posseduto dal marito (non coltivatore) e dato in comodato d’uso/affitto alla moglie coltivatore diretto è esente dal pagamento dell’Imu ?”.
Il terreno in questione è soggetto ad Imu in quanto l’esenzione opera solo per i coltivatori diretti o Iap che conducono direttamente il fondo e che sono iscritti alla previdenza agricola.
“Dove si può trovare uno schema tipo di regolamento da fornire ai Comuni ?”.
La Fondazione precisa che uno schema tipo di regolamento sarà disponibile a breve.
“Qual è il termine per il regolamento Imu ?”.
Per il 2020 il termine ultimo è fissato al 30 giugno.
“Il Regolamento Iuc va abolito e va quindi ‘riscritto’ il Regolamento Imu ?”.
Il Regolamento Iuc non va abolito, in quanto esso regolerà l’attività di accertamento per gli anni ancora accertabili. Ovviamente, la parte relativa alla Tasi ed alla previgente disciplina Imu risulterà tacitamente abrogata dal 1° gennaio 2020.
“Si può inserire nel nuovo regolamento la specifica che in caso di spacchettamento del nucleo familiare in più unità immobiliari non si può considerare nessuna di esse come abitazione principale ?”.
Sul punto, Ifel ritiene che non possa essere esercitata la potestà regolamentare, in quanto si tratterebbe di definire una particolare fattispecie imponibile, ambito questo precluso dall’art. 52 del Dlgs. n. 446/1997.
“Il Regolamento Iuc continuerà ad essere efficace per la parte relativa alla Tari anche dal 2020 ?”.
Il regolamento Iuc, per la parte relativa alla Tari non è intaccato dalle nuove disposizioni che hanno interessato l’Imu e la Tasi. Resta ferma la necessità di aggiornare il regolamento alla luce di modifiche normative specifiche.
“In merito ai valori delle aree edificabili, come si inquadrano i valori minimi per l’attività di accertamento deliberati dalla Giunta? Se già approvata nel passato, per il 2020 bisogna riapprovarla anche se non sono variati i valori ?”.
Al fine di evitare eventuali contenziosi, Ifel consiglia di rideterminare i valori venali con riferimento anche se si tratta di mera riconferma.
“Come si rapportano gli immobili Iacp con gli alloggi sociali ?”.
L’art. 1, comma 749, della Legge n. 160/2019, prevede l’assoggettamento con aliquota ordinaria e detrazione di Euro 200. Essendo prevista una disciplina specifica, Ifel ritiene inutile la verifica della possibilità di considerare tali alloggi come alloggi sociali, anche se sul punto il Mef ammette la possibilità di qualificare gli alloggi Iacp come alloggi sociali.
Nel caso di trust chi è il soggetto passivo ?”.
Il soggetto passivo è individuabile nel trustee[7].
“L’abolizione della Iuc e la nuova disciplina Imu a decorrere dall’anno 2020 (art.1 comma 738 e seguenti, della Legge n. 160/2019) hanno qualche ripercussione sul Regolamento degli incentivi agli Uffici Tributi di cui all’art. 1, comma 1091, Legge n. 145/2018 che il Comune si appresta ad adottare ? In altri termini, è corretto approcciare tale regolamento continuando a fare riferimento a quanto disposto dalla Legge n. 145/2018 (e alla sua ratio di potenziamento dell’attività di riscossione delle entrate), oppure occorre attendere una conferma/previsione normativa espressa valevole per la nuova Imu unica ?”.
Tali incentivi sono automaticamente applicabili anche con la nuova normativa Imu.
“In caso di reintroduzione dei compensi incentivanti, cosa succede se il Comune non approva il bilancio entro il 31 dicembre ?”.
La norma di riferimento rimane l’art. 1, comma 1091, della Legge n. 145/2018, la quale richiede che i Comuni abbiano “approvato il bilancio di previsione ed il rendiconto entro i termini stabiliti dal Tuel”. In merito, Ifel mantiene l’interpretazione estensiva già espressa nella Nota di approfondimento 28 febbraio 2019, secondo la quale per beneficiare degli incentivi, il termine di approvazione del bilancio può essere quello derivante da proroghe ministeriali. Interpretazione che si pone in contrasto con la linea sin qui tenuta dalla Corte dei conti, Sezione Lombardia e Sezione Emilia-Romagna, che ritengono inderogabile il termine del 31 dicembre.
“Può essere mantenuta per l’anno 2020 l’aliquota al 7,6 per mille deliberata per l’anno 2019 per gli immobili a canone concordato ?”.
Il Comune può continuare a deliberare un’aliquota agevolata, che può essere pari anche allo 0.
“Si può fare riferimento al comma 753 della Legge n. 160/2019 (che regola le aliquote per gli immobili a disposizione diversi dai commi 750-753) e quindi diminuire l’aliquota di base 8,6 al 7,6 per immobili oggetto di contratto a canone concordato ?”.
Gli immobili locati rientrano nella casistica prevista dal comma 754, per la quale è prevista un’aliquota di base pari allo 0,86% ed una aliquota massima pari all’1,06%, con possibilità per i Comuni di azzerarla.
“È necessario il recepimento con deliberazione da parte del Comune degli Accordi territoriali da parte delle Associazioni di locatori e Società edili per locazioni a canone concordato affinché questo possa essere considerato valido ai fini delle agevolazioni Imu ?”.
La normativa non subordina il riconoscimento della riduzione del 25% dell’Imu al recepimento dell’accordo territoriale da parte del Comune con apposita Deliberazione, per cui secondo Ifel la stessa appare superflua.
“Se il Comune stabilisce la presentazione di Dichiarazione sostitutiva ai fini dell’applicazione dell’aliquota eventualmente ridotta, la Dichiarazione Imu è comunque dovuta ?”.
Se il Comune prevede che il riconoscimento di una determinata aliquota agevolata è subordinata alla presentazione di una specifica comunicazione, anche a pena di decadenza, la Dichiarazione Imu non è necessaria.
Inagibilità – Terremoto
“È necessario richiedere la Dichiarazione di un tecnico per lo stato di inagibilità dichiarato in passato dal privato con autocertificazione senza perizia ?”.
Al riguardo, Ifel premette che il comma 747 conferma la possibilità per il Comune di “disciplinare le caratteristiche di fatiscenza sopravvenuta del fabbricato, non superabile con interventi di manutenzione”. Inoltre, nelle istruzioni alla Dichiarazione Imu si precisa che il contribuente può autocertificare il possesso di una perizia, redatta da un tecnico abilitato, attestante lo stato di inagibilità o inabilità. Nell’ipotesi di autocertificazione presentata in passato, senza l’attestazione del possesso di specifica perizia, il Comune può pretendere, ai fini della permanenza del diritto alla riduzione del 50% dell’imposta, la presentazione di specifica perizia redatta da un tecnico abilitato.
“Il tecnico può dichiarare retroattivamente l’inagibilità ?”.
La riduzione compete con riferimento ai fabbricati dichiarati inagibili, e quindi decorre dalla data in cui viene redatta la perizia. Ovviamente, se lo stato di inagibilità era conosciuto già dal Comune, ad esempio per aver emesso specifica ordinanza di sgombero, allora la dichiarazione e la perizia di parte non sono necessarie[8]. In merito alla possibilità di dichiarare retroattivamente l’inagibilità, sebbene a stretto rigore non sia ammessa, Ifel ritiene che la dichiarazione comunque possa essere presentata in presenza di ulteriori mezzi di prova oggettivi che dimostrano il pregresso stato di inagibilità o situazioni di pericolo documentate da atto pubblico.
“Per i fabbricati oggetto di ordinanza di sgombero causa terremoto continuano ad applicarsi le deduzioni ?”.
La normativa prevede l’esenzione dall’Imu fino al 31 dicembre 2020, sia con riferimento al sisma del 2012 che al sisma del 2016.
“Un fabbricato ‘D/10’, concesso in comodato gratuito al figlio da un imprenditore agricolo che perde requisiti di imprenditore agricolo, continua ad essere esente ?”.
Il fabbricato di Categoria “D/10” era esente da Imu, ed oggi soggetto nella misura massima dello 0,1%. Le agevolazioni per i fabbricati rurali sono oggettive, e quindi non dipendono dalla qualifica del soggetto passivo. In presenza di fabbricato accatastato come rurale, ma non più strumentale all’attività agricola il Comune può solo attivare la procedura di cui all’art. 1, comma 336, della Legge n. 311/2004, ma fino a che non sarà presentata una variazione catastale, le risultanze catastali, per quanto attiene la categoria e la rendita, sono vincolanti anche per il Comune.
“Per i comodati usi gratuiti ai parenti entro il 1° grado torna l’obbligo dichiarativo ?”.
Per i fabbricati concessi in comodato non è previsto alcun esonero dall’obbligo di presentazione della dichiarazione. Quanto disposto dall’art. 3-quater del Dl. n. 34/2019, è applicabile solo per gli anni d’imposta 2018 e 2019.
“Si può inserire in regolamento la riduzione dell’aliquota di base per gli immobili concessi in comodato a parenti di primo grado e utilizzate come abitazioni di residenza ?”.
La riduzione del 50% dell’Imposta per le abitazioni concesse in comodato a parenti in linea retta entro il primo grado che la utilizzano come abitazione principale è già prevista dall’art. 1, comma 747, lett. c), della Legge n. 160/2019.
“È prevista la pertinenza del comodato cioè ‘C2’ e ‘C6’ ?”.
Ai sensi dell’art. 818 del Cc., alle pertinenze si applica lo stesso regime giuridico previsto per il bene principale. Quindi, anche alle pertinenze dell’abitazione concessa in comodato si applica la riduzione del 50% dell’imposta.
“È possibile confermare nel Regolamento comunale nuova Imu un’aliquota ridotta per abitazione data in comodato gratuito con condizioni diverse da quelle introdotte nel 2016 ?”.
Si tratta di possibilità già presente nella vecchia disciplina ed esercitabile anche con la nuova disciplina Imu.
“Il Comune stabilisce da anni aliquote favorevoli ai comodati d’uso gratuito con contratto non registrato. È possibile mantenere tali agevolazioni anche nel 2020 ? E per il 2021 si dovrà aspettare l’Allegato del Mef per vedere se le prevede ?”.
Per il 2020 il Comune potrà confermare le proprie aliquote, mentre per il 2021 occorrerà attendere l’emanazione del Dm di cui all’art. 1, comma 757, della Legge n. 160/2019, con il quale verrà delineato il perimetro all’interno del quale il Comune potrà esercitare le proprie facoltà di diversificazione delle aliquote.
“Nel caso in cui il catasto rettifichi la prima rendita attribuita al fabbricato, da quando decorre la nuova rendita? Retroagisce ?”.
Le rettifiche di rendita operate dall’Agenzia delle entrate rispetto alle rendite proposte dal contribuente mediante la Procedura “Docfa” retroagiscono alla data di presentazione del “Docfa” stesso, e ciò anche nel caso in cui la rettifica sia operata dall’Agenzia oltre l’anno[9].
“Per i fabbricati iscritti al catasto e con rendita, ma sottoposti a lavori di ristrutturazione, quali sono le condizioni affinché il contribuente possa richiedere il calcolo in base all’area fabbricabile e non al valore dell’immobile ?”.
Dipende dalla tipologia dell’intervento edilizio. Occorre fare riferimento al dettato dell’art. 1, comma 746, della Legge n. 160/2019.
“Come ci si deve comportare per gli immobili che catastalmente insistono su un Comune, ma da un punto di vista amministrativo sono sul Comune confinante ?”.
La soggettività attiva è definita dal comma 742 il quale dispone che “il soggetto attivo dell’imposta è il comune con riferimento agli immobili la cui superficie insiste, interamente o prevalentemente, sul territorio del Comune stesso”. Alla luce della disposizione citata rileva quindi la circostanza che gli immobili insistano fisicamente nel territorio comunale, senza considerare l’eventuale diversa riclassificazione catastale.
“L’immobile accatastato in ‘F4’, come paga l’Imu ?”.
La Categoria “F/4” contraddistingue i fabbricati già accatastati, ma per i quali sono in corso frazionamenti o divisioni. L’Agenzia delle Entrate, con Circolare n. 27/E del 13 giugno 2016, ricorda che l’iscrizione in tale Categoria è provvisoria, dai 6 ai 12 mesi, e che in caso di perdurante iscrizione in tale Categoria il Comune ha facoltà di azionare le procedure di cui all’art. 1, comma 336, della Legge n. 311/2004.
“In caso di contratto risolto, la Società di leasing paga l’Imu anche se l’immobile non è stato consegnato ed è quindi occupato abusivamente ?”.
La nuova disciplina Imu non reca variazioni rispetto a quella previgente, secondo cui la soggettività passiva è in capo al locatario a decorrere dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto. Sul punto, Ifel segnala che la giurisprudenza è ondivaga, anche se la tesi che prevale è quella che la soggettività è direttamente collegata alla durata del contratto, quindi una volta che questo risulti risolto, indipendentemente dalla data di riconsegna dell’immobile, la soggettività passiva torna in capo alla società di leasing. Interpretazione già fornita da Ifel con la Nota di lettura 4 settembre 2013.
“È confermato l’obbligo dichiarativo Imu per cessione di leasing ?”.
Secondo l’Ifel, in tema di leasing permane l’obbligo di presentazione della dichiarazione, in quanto la soggettività passiva dipende dalla data di sottoscrizione, o di risoluzione, del contratto di leasing, che ovviamente non è conosciuta dal Comune.
“Fino a quando è dovuta l’Imu in caso di fallimento ?”.
In caso di fallimento l’Imu maturata fino alla data della sentenza dichiarativa di fallimento rappresenta un credito concorsuale. Il Comune dovrà notificare alla società fallita e al curatore gli atti di accertamento relativi all’Imu non pagata. Per l’insinuazione al passivo, precisa Ifel, non è necessario attendere che gli atti diventino definitivi per mancata impugnazione.
L’Imu maturata durante il periodo fallimentare, che inizia con la Sentenza dichiarativa del fallimento e termina con il decreto di trasferimento degli immobili, dovrà essere versata dal curatore entro 3 mesi dal decreto di fallimento. In caso di omesso o tardivo versamento il Comune dovrà notificare atto di accertamento al Curatore. In caso di immobile condotto in leasing dalla Società fallita, il contratto si intende risolto alla data di dichiarazione del fallimento, salvo che il curatore non abbia deciso di voler continuare il contratto di leasing.
“In caso di mancata pubblicazione delle Delibere, si applicano quelle dell’anno precedente o quelle base ?”.
Con riferimento alla nuova disciplina Imu, essendo le aliquote 2019 riferite ad un Tributo retto da nome abrogate, Ifel ritiene che la mancata approvazione entro il 30 giugno 2020 determini automaticamente l’applicazione delle aliquote base.
“È valida la Delibera delle aliquote Imu per il 2020 approvata il 30 dicembre 2019 ?”.
Ifel afferma che la Delibera non è da ritenersi valida, posto che le aliquote approvate nel 2019 per il 2020 facevano riferimento ad un quadro normativo diverso.
“La Delibera da pubblicare a ottobre riguarderà le aliquote deliberate nell’anno in corso ? Non bisogna trasmettere quelle relative al 2019 ?”.
La delibera riguarda le aliquote dell’anno in corso.
“È possibile per il contribuente versare l’acconto sulla base delle nuove aliquote previste per l’anno 2020 ?”.
Il comma 762 dispone che, “in sede di prima applicazione dell’Imposta, la prima rata da corrispondere è pari alla metà di quanto versato a titolo di Imu e Tasi per l’anno 2019”. Ifel precisa però che, a suo parere, la norma risulta mal formulata, in quanto si sarebbe dovuto far riferimento alle aliquote vigenti nel 2019 e non all’imposta versata, posto che il contribuente potrebbe aver venduto gli immobili. Tuttavia, in caso di avvenuta approvazione delle aliquote 2020 il contribuente possa legittimamente liquidare l’imposta dovuta per il primo semestre 2020 sulla base delle aliquote già deliberate dall’Ente.
“Con riferimento alla necessità di dover aspettare il Dm., la norma non dovrebbe essere letta a partire dal 2021 ?”.
Ifel risponde affermativamente, sulla base dei chiarimenti forniti dalla Risoluzione Mef 18 febbraio 2020 n. 1/Df. La norma trova quindi applicazione dal 2021.
“Nel caso in cui l’Ente nel 2019 abbia approvato aliquote particolari per alcune casistiche e nella griglia del Dm. non verranno inserite, come è possibile stimare la differenza di gettito per il bilancio 2020 ? Ci potrebbe essere poi una notevole differenza di gettito minore o maggiore”.
La limitazione al potere di differenziare le aliquote opererà dal 2021, come già chiarito nella risposta alla Faq precedente.
“È possibile diminuire l’aliquota di base per gli immobili diversi dall’abitazione principale ?”.
Il Comune può ridurre tutte le aliquote fino allo 0, fatta eccezione per quella applicabile ai fabbricati produttivi accatastati in categoria D, per i quali l’aliquota minima è pari allo 0,76% (quota Stato).
Versamenti – acconto e saldo
“Per il pagamento dell’Imu, torneranno i bollettini postali ?”.
Il comma 765 conferma le modalità di pagamento tramite “F24” e bollettino postale unico a livello nazionale. È prevista anche la possibilità di utilizzare il sistema “PagoPa”, ma solo dopo l’emanazione di apposito Dm.
“A giugno 2020 si deve versare il 50% del versato nel 2019. In caso di acquisto immobile nel 2020, l’acconto è pari a 0 ?”.
Seguendo un’interpretazione letterale del comma 762, il contribuente non dovrebbe versare nulla in sede di acconto, ma verserà l’imposta complessivamente dovuta per l’anno con la rata di saldo, fatta salva la possibilità che gli possa comunque effettuare il versamento dell’acconto sulla base di quanto effettivamente dovuto.
“Il termine della presentazione delle dichiarazioni anno di imposta 2019 rimane al 31 dicembre 2020 o ritorna al 30 giugno 2020 ?”.
Per l’anno 2019 il termine di presentazione della Dichiarazione rimane il 31 dicembre 2020.
“La Dichiarazione va presentata ogni anno anche in assenza di modifiche ?”.
La Dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi, sempre che non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dell’imposta dovuta. Invece, per gli Enti non commerciali, la dichiarazione deve essere presentata ogni anno.
“Il Comune è tenuto in ogni caso ad effettuare il conto Imu per l’anno corrente su richiesta del contribuente oppure può delegare ad altri soggetti quali Caf o commercialisti ?”.
Il Comune non è obbligato ad effettuare il conteggio dell’Imu, il servizio è meramente facoltativo.
È contemplata l’Imu per gli impianti fotovoltaici ?”.
Se l’impianto fotovoltaico è accatastato (in genere, nella Categoria “D/1”), l’Imu è dovuta.
“Non occorre più la delega del sindaco alla rappresentanza in giudizio ?”.
L’art. 1, comma 778, della Legge n. 160/2019, prevede espressamene che al Funzionario Imu spetta “la rappresentanza in giudizio per le controversie relative all’Imposta stessa”.
“Il Comune deve deliberare gli interessi da accertamento ?”.
Anche per quanto concerne la nuova disciplina Imu devono essere deliberati gli interessi da applicare agli atti di accertamento ed ai provvedimenti di rimborso, nella misura massima di 3 punti percentuali rispetto agli interessi legali.
[1] Corte di Cassazione, Sentenza n. 4166/2020.
[2] Corte di Cassazione, Sentenza n. 10204/2019.
[3] Corte di Cassazione, Sentenza n. 2142/2020.
[4] Corte di Cassazione, Sentenza n. 11694/2017.
[5] Corte di Cassazione, Sentenza n. 19430/2019.
[6] Corte di Cassazione, Sentenza n. 11073/2019.
[7] Corte di Cassazione, Sentenza n. 16550/2019.
[8] Corte di Cassazione, Sentenza n. 34597/2019.
[9] Sentenza Corte di Cassazione n. 22672/2019.
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References: art. 540
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