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Timestamp: 2020-05-28 07:42:53+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25449 del 12/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25449 del 12/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 12/12/2016, (ud. 19/10/2016, dep.12/12/2016), n. 25449
sul ricorso 25050-2015 proposto da:
unitamente all’avvocato GUGLIELMO CANTILLO giusta procura a margine
B.C., GEFIL SPA – GESTIONE FISCALITA’ LOCALE SPA;
avverso la sentenza n. 2645/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
La CTR della Campania, con sentenza n. 2645/39/15, depositata il 18 marzo 2015, non notificata, rigettò l’appello proposto dal Consorzio Generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno (di seguito, pere brevità, Consorzio) in contradditorio anche di Ge. Fi.L. – Gestione Fiscalità Locale – S.p.A, nei confronti del sig. B.C., per la riforma della pronuncia di primo grado della CTP di Caserta, che ava accolto il ricorso del contribuente avverso ingiunzione di pagamento per contributi consortili relativi agli anni dal 2006 al 2010, in relazione a terreni e fabbricati siti nel Comune di Castelvolturno. Avverso la sentenza della CTR il Consorzio ha proposto ricorso per cassazione affidato ad un solo motivo.
Con l’unico motivo il Consorzio denuncia la violazione e falsa applicazione dell’art. 860 c.c. e del R.D. 13 febbraio 1933, n. 215, art. 120 in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Il motivo addotto dal ricorrente Consorzio è manifestamente fondato. Premesso che non risulta neppure dalla decisione impugnata che il contribuente abbia contestato l’inclusione degli immobili in relazione ai quali sono stati richiesti i contributi consortili per gli anni di riferimento nel perimetro di contribuenza, la pronuncia della CTR risulta avere fatto erronea applicazione della ormai consolidata giurisprudenza di questa Corte in materia, nel cui solco si iscrive anche la pronuncia della sez. 5, 12 novembre 2014, n. 24066.
Quest’ultima, invero, pur in relazione a fattispecie nella quale, ribadendo che il beneficio deve pur sempre tradursi in un incremento di valore del fondo, non potendo consistere nel miglioramento complessivo dell’igiene e della salubrità dell’aria, ha, nella parte motiva, così testualmente affermato:”deve essere ancora una volta precisato che l’ente consortile è esonerato dalla dimostrazione caso per caso della esistenza del beneficio fondiario, conseguito o conseguibile in connessione con le opere di bonifica, solo allorchè (a) sia dotato di un piano di classifica regolarmente approvato dalla competente autorità regionale, contro il quale (b) non siano state mosse specifiche contestazioni dam parte del consorziato”.
Ne consegue che erroneamente la decisione impugnata ha, addossando al Consorzio il relativo onere probatorio, escluso nella fattispecie la sussistenza della presunzione di vantaggi diretti e specifici all’immobile che deriva, come più volte affermato da questa Corte in materia, (tra le molte, più di recente, Cass. civ. sez. 6-5, ord. 2 settembre 2016, n. 17558; Cass. sez. 5, 31 ottobre 2014, n. 23223, Cass. sez. 5, 24 febbraio 2012, n. 2831; Cass. sez. 5, 18 gennaio 2012, n 656 e 657, dopo gli interventi delle Sezioni Unite con le pronunce n. 26009 del 30 ottobre 2008 e n. 11722 del 14 maggio 2010), dalla ricomprensione degli immobili nel perimetro di contribuenza, nel quadro della relativa valutazione del piano di classifica e conseguente riparto, in assenza di specifica contestazione della legittimità del piano di classifica da parte del contribuente neppure in via incidentale dinanzi al giudice tributario.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 120
 Cass. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez.