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Timestamp: 2019-02-19 00:39:52+00:00

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Legittimo il licenziamento comminato alla lavoratrice madre che non riprende il servizio scaduto il termine del congedo per maternità - La Previdenza - Quotidiano di informazione giuridica - Banca Dati Giuridica
Legittimo il licenziamento comminato alla lavoratrice madre che non riprende il servizio scaduto il termine del congedo per maternità
Cassazione, sentenza 5.9.2012 n. 14905
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. VIDIRI Guido - Presidente - Dott. AMOROSO Giovanni - Consigliere - Dott. BANDINI Gianfranco - Consigliere - Dott. FILABOZZI Antonio - rel. Consigliere - Dott. MANCINO Rossana - Consigliere - ha pronunciato la seguente: sentenza sul ricorso 28187-2010 proposto da: S.N., domiciliata in ROMA PIAZZA CAVOUR, presso LA CANCELLERIA DELLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, rappresentata e difesa dagli avvocati PERRIA VITTORIO, SECHI PAOLO, giusta delega in atti; - ricorrente - contro ANGEMAX DI ROSARIO LEOTTA & C SAS, in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA UGO OJETTI 171, presso lo studio dell'avvocato SPANEDDA ARABIA MARIA ELISABETTA, rappresentata e difesa dall'avvocato SPANEDDA GIORGIO, giusta delega in atti; - controricorrente - avverso la sentenza n. 595/2009 della CORTE D'APPELLO DI CAGLIARI SEZ.DIST. DI SASSARI, depositata il 26/11/2009 R.G.N. 110/2009; udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 17/04/2012 dal Consigliere Dott. ANTONIO FILABOZZI; udito l'Avvocato SPANEDDA GIORGIO; udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. MATERA Marcello che ha concluso per il rigetto del ricorso.
A tali conclusioni la Corte territoriale è pervenuta osservando che la condotta della lavoratrice doveva essere ricondotta all'ipotesi della "colpa grave" prevista dalla L. n. 1204 del 1971 ai fini della legittimità della risoluzione del rapporto e che l'eccezione di inadempimento formulata dalla ricorrente in relazione al mancato pagamento della retribuzione doveva ritenersi infondata, trattandosi del pagamento di una sola mensilità della retribuzione (quella di giugno 2004), ed anche pretestuosa, considerato che il comportamento della lavoratrice, che aveva dichiarato di non avere intenzione di riprendere l'attività lavorativa alla fine del periodo di astensione dal lavoro ed era stata invitata più volte a ritirare le proprie competenze o a comunicare le proprie coordinate bancarie, non poteva ritenersi improntato ai principi di correttezza e buona fede. Avverso tale sentenza ricorre per cassazione S.N. affidandosi a quattro motivi di ricorso cui resiste con controricorso la società Angemax sas di Rosario Leotta &amp; C..
1.- Con il primo motivo si denuncia violazione della L. n. 33 del 1980, art. 1, artt. 2119 e 1460 c.c. , nonchè vizio di motivazione, lamentando che la sentenza impugnata non abbia preso in considerazione i ripetuti inadempimenti del datore di lavoro nel pagamento della retribuzione, non abbia considerato che, in ogni caso, anche il mancato pagamento della sola mensilità di giugno 2004 costituiva grave inadempimento da parte del datore di lavoro al proprio obbligo fondamentale e non abbia, altresì, considerato che era dovuta anche la tredicesima mensilità del 2003.

References: sentenza 
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 art. 1
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