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Timestamp: 2017-12-18 00:58:51+00:00

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LA GESTIONE DEI RIFIUTI NELLE ATTIVITÀ DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE. Adempimenti normativi e indicazioni pratiche per una corretta gestione - PDF
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1 LA GESTIONE DEI RIFIUTI NELLE ATTIVITÀ DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE Adempimenti normativi e indicazioni pratiche per una corretta gestione COLLEGIO COSTRUTTORI EDILI DI BRESCIA E PROVINCIA Brescia, 11 dicembre Il Sole24Ore di questa mattina pubblica a pag. 34 la seguente notizia: la normativa di riferimento 2 1
2 3 la normativa di riferimento D.LGS , N. 152 NORME IN MATERIA AMBIENTALE PARTE PRIMA: DISPOSIZIONI COMUNI E PRINCIPI GENERALI PARTE SECONDA : PROCEDURE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA (VAS), PER LA VALUTAZIONE DELL'IMPATTO AMBIENTALE (VIA) E PER L'AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE (IPPC) PARTE TERZA: NORME IN MATERIA DI DIFESA DEL SUOLO E LOTTA ALLA DESERTIFICAZIONE, DI TUTELA DELLE ACQUE DALL'INQUINAMENTO E DI GESTIONE DELLE RISORSE IDRICHE PARTE QUARTA: NORME IN MATERIA DI GESTIONE DEI RIFIUTI E DI BONIFICA DEI SITI INQUINATI PARTE QUINTA: NORME IN MATERIA DI TUTELA DELL'ARIA E DI RIDUZIONE DELLE EMISSIONI IN ATMOSFERA PARTE SESTA: NORME IN MATERIA DI TUTELA RISARCITORIA CONTRO I DANNI ALL'AMBIENTE 4 2
3 la normativa di riferimento ART (Definizioni) troviamo la definizione di rifiuto, produttore, gestione, luogo di produzione, deposito temporaneo, sottoprodotto... ART (Classificazione) Rifiuti urbani e speciali ART (Terre e rocce da scavo) ART (Catasto dei rifiuti) Obbligo denuncia MUD ART (Registri di carico e scarico) ART (Trasporto dei rifiuti) ART (Albo nazionale gestori ambientali) - Trasporto ART (Rifiuti derivanti da attività di manutenzione delle infrastrutture) ART (Disposizioni finali) comma 4 : rifiuti da attività di manutenzione 5 la normativa di riferimento le novità: il 18 novembre 2010 è stato approvato un decreto legislativo (non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale) col quale l Italia recepisce la Direttiva 98/08/Ce sui rifiuti. Il provvedimento in parola introdurrà molte ed importanti novità nella gestione dei rifiuti. In particolare, lo schema di Dlgs conterrà le norme per il coordinamento del "Codice ambientale" con il Sistri, comprese le sanzioni i (Art.260 bis) da applicare nel caso di violazione del nuovo sistema informatico di controllo per la tracciabilità dei rifiuti. 6 3
4 l attività edilizia Nell attività edilizia i rifiuti che vengono prodotti con maggiore frequenza sono: le terre e rocce da scavo (codice europeo rifiuto CER di cui all allegato D alla parte IV del DLgs ) i materiali misti da costruzione e demolizione (codice europeo rifiuto CER ) i materiali bituminosi (es. fresato ) (codice europeo rifiuto CER ) 7 terre e rocce da scavo... La legge n.2/2009, recependo la direttiva comunitaria sui rifiuti, ha stabilito che le terre e rocce da scavo non sono rifiuti a condizione che non siano contaminate e che siano utilizzate nel cantiere di produzione (art.185). In questo caso non è necessario prevedere la redazione di un espresso progetto per poterle riutilizzare. Le nuove disposizioni sono entrate in vigore il 12 febbraio
5 terre e rocce da scavo... Il testo dell art. 185 prevede che non sia assoggettato alla normativa sui rifiuti «il suolo non contaminato e altro materiale allo stato naturale escavato nel corso dell'attività di costruzione, ove sia certo che il materiale sarà utilizzato a fini di costruzione allo stato naturale nello stesso sito in cui e' stato scavato» ATTENZIONE: alle terre e rocce da scavo utilizzate al di fuori del cantiere di produzione vanno applicate le regole previste dall art.186 del D.Lgs. 152/ terre e rocce da scavo... Le procedure utilizzabili in provincia di Brescia che verranno di seguito illustarate riguardano esclusivamente le terre e rocce da scavo non inquinate. NON riguardano i materiali da demolizione o altre tipologie di materiale, anche qualora mescolato con terre e rocce. 10 5
6 cosa prevede la legge (art. 186) Per le opere soggette permesso di costruire o della denuncia di inizio attività (DIA) la domanda per poter riutilizzare le terre e rocce - in siti diversi da quello di estrazione - deve essere presentata al Comune dove viene effettuato lo scavo. L autorizzazione deve essere ottenuta preliminarmente i alla realizzazione i degli scavi. 11 cosa prevede la legge (art. 186) terre e rocce da scavo, ottenute quali sottoprodotti, possono essere riutilizzate per: - reinterri; i - riempimenti; - rimodellazioni; - rilevati; - nei processi industriali, in sostituzione dei materiali da cava; - miglioramento della copertura arborea o della funzionalità per attività agro-silvo-pastorali; - miglioramento delle condizioni idrologiche rispetto alla tenuta dei versanti e alla raccolta e regimentazione delle acque piovane. 12 6
7 le analisi chimiche L'accertamento che le terre e rocce da scavo non provengano da siti contaminati o sottoposti ad interventi di bonifica è svolto: a cura e spese del produttore e accertato dal Comune dove è effettuato lo scavo. NON è più richiesto il parere obbligatorio dell ARPA, ma per le analisi ci si può rivolgere anche a laboratori privati. 13 L effettuazione di indagini analitiche può essere omessa nei casi in cui l indagine storica relativa all area evidenzi l assenza di fonti di contaminazione. A tal fine Apat, nelle proprie linee guida del 2005 (punto n.3.2.2), riteneva di poter escludere indagini i i analitiche nelle aree a verde, boschive, agricole, residenziali, aste fluviali o canali in cui sono assenti scarichi etc. In questo caso tali elementi oggettivi dovranno essere ben evidenziati in una relazione redatta e sottoscritta dal tecnico incaricato. Le analisi non sono richieste anche nel caso di scavi da realizzare in aree interessate da procedimenti di bonifica già conclusi. 14 7
8 Salvo casi particolari, dove le analisi sono richieste, l accordo suggerisce di cercare in particolare: 1) metalli (arsenico, cadmio, cromo totale, cromo esavalente, nichel, piombo, rame e zinco) 2) PCB 3) idrocarburi pesanti, policiclici aromatici 15 Gli indirizzi della Provincia di Brescia per l utilizzo e la gestione delle terre e rocce da scavo Assessorato all Ambiente, Ecologia, Attività Estrattive ed Energia COLLEGIO COSTRUTTORI EDILI DI BRESCIA E PROVINCIA 16 8
9 CASO A CASO B CASO C (SEGUE) 17 Il Comune verifica i requisiti nell ambito dell istruttoria per il rilascio del permesso di costruire o della DIA (SEGUE) 18 (SEGUE) 9
10 Valori tra colonna A e B Verifica della compatibilità con il sito di destinazione Il materiale può essere riutilizzato 19 Opere sottoposte a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) o ad Autorizzazioni Integrata Ambientale (AIA) e lavori pubblici Titolare del procedimento Progettista dell opera 20 10
11 i materiali misti da costruzione e demolizione... I rifiuti da costruzione e demolizione sono rifiuti speciali. Articolo 184, c. 3, lettera b): sono rifiuti speciali i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti che derivano dalle attività di scavo, fermo restando quanto disposto dall articolo 186 Cosa deve fare il produttore? Quali sono gli obblighi e le responsabilità previsti dalla legge? 21 i materiali misti da costruzione e demolizione... I rifiuti da costruzione e demolizione non possono mai essere riutilizzati all interno del cantiere Il produttore dei rifiuti è responsabile (anche penalmente) del corretto recupero o smaltimento del rifiuto che può avvenire attraverso: il conferimento del materiale ad un impianto autorizzato di recupero il conferimento del materiale ad un impianto autorizzato al suo smaltimento (ad es. discarica) 22 11
12 gli impianti autorizzati allo smaltimento/recupero Sul sito della Provincia di Brescia è possibile ricercare gli impianti autorizzati al recupero/smaltimento dei rifiuti. La ricerca è consentita sia per comune di localizzazione dell impianto che per codice rifiuto che deve essere smaltito o recuperato. Impianti autorizzati in procedura semplificata Impianti autorizzati in procedura ordinaria 23 gli impianti autorizzati allo smaltimento/recupero 24 12
13 gli impianti autorizzati allo smaltimento/recupero 25 gli impianti autorizzati allo smaltimento/recupero Sul sito dell Albo Nazionale Gestori Ambientali è possibile, invece, ricercare le ditte iscritte nelle diverse sezioni
14 gli impianti autorizzati allo smaltimento/recupero Raccolta e trasporto rifiuti non pericolosi avviati al recupero Bonifica siti Trasporto propri rifiuti (art c. 8) 27 gli impianti autorizzati allo smaltimento/recupero Nota: la domanda di iscrizione è stata presentata dal 29/4/2006 fino al 13/2/2008, data in cui il Comitato Nazionale dell Albo gestori ambientali, con la delibera del 3/3/ Prot. n. 01/CN/ALBO - ha approvato le procedure ed i relativi modelli che dovranno essere utilizzati dalle imprese che trasportano rifiuti propri non pericolosi, nonché quelli pericolosi fino a 30 kg/giorno per l iscrizione all Albo stesso in adempimento dell obbligo di cui all art. 212, comma 8, del D.Lgs. 152/2006 Codice dell ambiente, così come modificato dal D.Lgs. 4/2008. Si ricorda, inoltre, che le domande di iscrizione presentate ai sensi della normativa previgente e già deliberate non devono essere integrate. ( ) 28 14
15 Il deposito temporaneo dei rifiuti Il deposito temporaneo (art.183, comma 1, lettera m) Il deposito temporaneo è il raggruppamento dei rifiuti effettuato nel luogo in cui sono prodotti. I rifiuti devono essere raccolti e avviati a recupero o smaltimento secondo le seguenti modalità alternative a scelta del produttore: con cadenza trimestrale (sia in caso di produzione di rifiuti pericolosi, sia in caso di produzione di rifiuti non pericolosi) indipendentemente dalle quantità in deposito oppure, quando il deposito raggiunge o supera i 10 metri cubi di rifiuti pericolosi, i 20 metri cubi di rifiuti non pericolosi. 29 Il deposito temporaneo dei rifiuti In ogni caso, se il quantitativo in deposito non supera -i 10 metri cubi di rifiuti pericolosi o - i 20 metri cubi di rifiuti non pericolosi, il deposito temporaneo non può avere durata superiore a un anno deposito corretto deposito fuori norma 30 15
16 Il deposito temporaneo dei rifiuti Sanzioni Deposito temporaneo di rifiuti non pericolosi non corrispondente alle prescrizioni (Art. 183 c.1 lett.m) Art. 256 c.1 lett.a ) e c.2) Arresto da tre mesi ad un anno o ammenda da a Deposito temporaneo di rifiuti pericolosi non corrispondente alle prescrizioni (Art. 183 c.1 lett.m) Art. 256 c.1 lett.b) e c.2) Arresto da sei mesi ad due anni e ammenda da a Un caso particolare: le attività di manutenzione... Spett.le Sportello Informativo Rifiuti della Provincia di Brescia Via Milano, 13 Brescia Le attività di manutenzione Oggetto: Interventi di manutenzione e riparazione pubblici servizi quesito Con riferimento agli interventi di manutenzione e riparazione delle reti di pubblica utilità (acqua, gas, teleriscaldamento...) che si rendono necessari a seguito di guasti e/o rotture improvvise, si chiede un parere in merito alla procedura che viene suggerita alle imprese associate dallo scrivente Collegio Costruttori. Si precisa che detti interventi vengono effettuati dalle imprese in base a contratti stipulati con il gestore dei pubblici servizi. In base alle clausole contrattuali l'impresa deve garantire la reperibilità 24 ore su 24, in qualsiasi giorno della settimana, anche festivo, ed effettuare la riparazione entro un tempo molto breve (generalmente due ore) dalla segnalazione che il gestore effettua mediante un ordine di servizio. L'intervento di manutenzione e/o riparazione del servizio viene eseguito in tempi molto brevi e genera piccoli quantitativi di rifiuti speciali derivanti principalmente dagli scavi necessari per individuare il guasto. Il materiale scavato è composto dalla terra e dalla ghiaia della massicciata stradale e viene classificato generalmente come rifiuto speciale col codice europeo dei rifiuti "CER" numero (materiali misti da costruzione e demolizione)
17 Le attività di manutenzione Nei casi in cui non sia possibile applicare la normale procedura prevista dal Codice dell'ambiente, in quanto gli interventi vengono effettuati dopo il normale orario di lavoro, spesso di notte o in giorni o periodi festivi come il mese di agosto, periodi nei quali le pubbliche discariche sono chiuse, si rende necessario adottare la speciale procedura prevista dall'art art. 266 del Codice dell'ambiente per i lavori di manutenzione in base alla quale "I rifiuti provenienti da attività di manutenzione... si considerano prodotti presso la sede o il domicilio del soggetto che svolge tali attività". In particolare si suggerisce alle imprese: 1) di compilare un formulario di identificazione dei rifiuti (FIR) per spostare il materiale scavato dal luogo in cui è stata effettuata la manutenzione e/o riparazione fino alla sede o al magazzino della stessa che, come precisato dall'art.266, comma 4, è considerata agli effetti di legge il "luogo di produzione" del rifiuto. Nelle annotazioni del formulario viene specificato che il rifiuto proviene da attività di manutenzione ed è trasportato presso la sede o il magazzino dell'impresa ai sensi dell'art. 266, comma 4, D.Lgs 152/2006. La compilazione di questo formulario pur non essendo prevista dalla legge viene consigliata al solo fine di evitare eventuali sanzioni nel caso di controlli durante il trasporto dei rifiuti. 2) di depositare temporaneamente il rifiuto presso la sede o il magazzino dell'impresa in attesa di smaltirlo nelle pubbliche discariche entro i termini previsti dalla legge; 3) di compilare il formulario per il trasporto da magazzino a discarica ricordando che la quarta copia dovrà essere firmata dalla discarica presso la quale avverrà lo smaltimento del rifiuto. 33 Le attività di manutenzione La procedura che il Collegio Costruttori suggerisce non ha preso in considerazione le disposizioni previste dall'art. 230 del Codice dell'ambiente per i "Rifiuti derivanti da attività di manutenzione delle infrastrutture". Ciò in quanto negli interventi sopra illustrati non è possibile far coincidere il luogo di produzione dei rifiuti derivanti da attività di manutenzione alle infrastrutture con la sede del cantiere che gestisce l'attività manutentiva o con la sede locale del gestore della infrastruttura ovvero con il luogo di concentramento dove il materiale tolto d'opera viene trasportato per la successiva valutazione tecnica, finalizzata all'individuazione del materiale effettivamente, direttamente ed oggettivamente riutilizzabile, senza essere sottoposto ad alcun trattamento. Si precisa infatti che: 1) non essendoci una sede del cantiere, il luogo di produzione non può coincidere con la stessa; 2) il gestore della infrastruttura nelle cui competenze rientra il tratto di infrastruttura interessata dall'intervento di manutenzione e/o riparazione non consente l'accesso alla propria sede locale; 3) il materiale prodotto a seguito degli scavi è classificato rifiuto fin dalla sua origine e, pertanto, non necessita di nessuna valutazione tecnica, finalizzata all'individuazione del materiale effettivamente, direttamente ed oggettivamente riutilizzabile, senza essere sottoposto ad alcun trattamento. In attesa di un cortese e sollecito riscontro alla presente si porgono cordiali saluti
18 Le attività di manutenzione 35 Le attività di manutenzione Casi particolari: le attività di manutenzione (1) Art (Disposizioni finali) (omissis) s) 4. I rifiuti provenienti da attività di manutenzione o assistenza sanitaria si considerano prodotti presso la sede o il domicilio del soggetto che svolge tali attività. (omissis) 36 18
19 Le attività di manutenzione 37 Le attività di manutenzione (1) Art (Rifiuti derivanti da attività di manutenzione infrastrutture) (omissis) 38 19
20 Le attività di manutenzione 39 Adempimenti amministrativi (FIR, Registro e Mud) Gli adempimenti amministrativi Il formulario di identificazione dei rifiuti (FIR) Il Registro di carico e scarico Il Modello Unico di Dichiarazione Ambientale (MUD) 40 20
21 Il Formulario di identificazione dei rifiuti (FIR) Il Formulario di identificazione dei rifiuti (FIR) ( Art. 193 ) Il formulario, regolarmente vidimato, deve: - essere compilato in quattro esemplari, datato e firmato dal produttore dei rifiuti; - controfirmato dal trasportatore. Una copia del formulario deve rimanere presso il produttore o il detentore, e le altre tre, controfirmate e datate dal destinatario (ad es. dal responsabile della discarica), sono acquisite una dal destinatario e due dal trasportatore, che, a sua volta, provvede entro tre mesi a trasmetterne una al produttore. Le copie del formulario devono essere conservate per 5 anni. 41 Il Formulario di identificazione dei rifiuti (FIR) Per quanto attiene alla numerazione e vidimazione, i formulari possono essere numerati e vidimati: -dagli Uffici dell Agenzia delle Entrate; -dalle Camere di Commercio. Una volta numerati e vidimati devono essere annotati sul registro IVA acquisti. Nota: Circolare 4 agosto 1998, n. GAB/DEC/812/98 - Ministero dell'ambiente e Ministero dell'industria del Commercio e dell'artigianato (GU n.212 del 11/9/98) 42 21
22 Il Formulario di identificazione dei rifiuti (FIR) Sanzioni (Art.258) Omessa compilazione o formulario con dati incompleti o inesatti Sanzione amministrativa pecuniaria da a In caso di trasporto di rifiuti pericolosi si applica la pena di cui all articolo 483 c.p. (reclusione fino a due anni). Se le indicazioni sono formalmente incomplete o inesatte, ma i dati riportati consentono comunque di ricostruire le informazioni dovute, è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da 260 a La stessa sanzione si applica in caso di mancata conservazione dei formulari. Nota: pagamento in misura ridotta ex art.16, Legge n.689/81 43 Il Formulario di identificazione dei rifiuti (FIR) Facsimile Formulario Formulario.pdf Facsimile Formulario (compilazione) FormularioCompilato.pdf 44 22
23 ALLEGATO B FORMULARIO DI IDENTIFICAZIONE RIFIUTO Serie e Numero: del.../.../.... (DL n. 22 del 05/02/97 art. 15) Numero registro:... (1) Produttore/Detentore: unità locale: C. fisc: N. Aut/Albo:... del.../.../.... (2) Destinatario: Luogo di destinazione: C. fisc: N. Aut/Albo:... del.../.../.... (3) Trasportatore del rifiuto: C. fisc: N. Aut/Albo:... del.../.../.... Trasporto di rifiuti non pericolosi prodotti nel proprio stabilimento (..) di Annotazioni: (4) Caratteristiche del rifiuto: Descrizione: Codice Europeo: /... Stato fisico:.... [1] [2] [3] [4] Caratteristiche di pericolo:.... N. colli/contenitori:.. (5) Rifiuto destinato a:. [recupero/smaltimento] Caratteristiche chimico-fisiche... (6) Quantità: (-) Kg o litri (P. lordo:.. Tara:.) (-) Peso da verificarsi a destino (7) Percorso (se diverso dal più breve):..... (8) Trasporto sottoposto a normativa ADR/RID: (SI) (NO) (9) Firme: FIRMA DEL PRODUTTORE/DETENTORE: * * FIRMA DEL TRASPORTATORE: *.. * (10) Cognome e nome conducente Targa automezzo:..
24 .. Targa rimorchio:. Data/ora inizio trasporto:.. del./ /.. (11) Riservato al destinatario Si dichiara che il carico è stato: (-) accettato per intero (-) accettato per la seguente quantità (Kg o litri):.. (-) respinto per le seguenti motivazioni: Data. FIRMA DEL DESTINATARIO: *. * 6
25 Il Registro di carico e scarico dei rifiuti Il Registro di carico e scarico dei rifiuti [Artt. 184 (Classificazione), 189 (MUD) e 190 (Registro)] L impresa edile è obbligata a tenere il registro di carico e scarico dei rifiuti solo se produce rifiuti pericolosi. I rifiuti che derivano da attività di demolizione e costruzione non pericolosi NON devono essere annotati sul registro di carico e scarico. 45 Il Registro di carico e scarico dei rifiuti I registri prima di essere utilizzati devono essere vidimati e numerati dalla Camera di Commercio territorialmente competente e cioè quella della provincia in cui ha sede legale l'impresa o la provincia in cui è situata l'unità locale (luogo di produzione del rifiuto) presso la quale viene tenuto il registro di carico e scarico. La compilazione del registro di carico e scarico (se obbligatorio) deve avvenire almeno entro dieci giorni lavorativi dalla produzione del rifiuto e dallo scarico medesimo. Il registro di carico e scarico deve essere conservato per 5 anni dalla data dell'ultima registrazione annotata. Nota: Circolare 4 agosto 1998, n. GAB/DEC/812/98 - Ministero dell'ambiente e Ministero dell'industria del Commercio e dell'artigianato (GU n.212 del 11/9/98) 46 23
26 .. Targa rimorchio:. Data/ora inizio trasporto:.. del./ /.. (11) Riservato al destinatario Si dichiara che il carico è stato: (-) accettato per intero (-) accettato per la seguente quantità (Kg o litri):.. (-) respinto per le seguenti motivazioni: Data. FIRMA DEL DESTINATARIO: *. * 6
27 Il Registro di carico e scarico dei rifiuti SANZIONI (art. 258) Omessa tenuta del registro rifiuti non pericolosi: Sanzione amministrativa pecuniaria da a Omessa tenuta registro rifiuti pericolosi: Sanzione amministrativa pecuniaria da a sanzione amministrativa accessoria della sospensione da un mese a un anno dalla carica rivestita dal soggetto responsabile dell infrazione e dalla carica di amministratore. Imprese che occupano meno di 15 unità lavorative Omessa tenuta registro rifiuti non pericolosi: Sanzione amministrativa pecuniaria da a Omessa tenuta registro rifiuti pericolosi: Sanzione amministrativa pecuniaria da a Nota: pagamento in misura ridotta ex art.16, Legge n.689/81 47 Il Registro di carico e scarico dei rifiuti 48 24
28 Il Registro di carico e scarico dei rifiuti 49 Il Registro di carico e scarico dei rifiuti 50 25
29 Il MUD Il MUD (Modello Unico di Dichiarazione Ambientale) Le imprese edili che producono rifiuti non pericolosi derivanti dall attività attività di costruzione e demolizione NON devono presentare il MUD. Sono esclusi dall obbligo di presentazione del MUD anche i trasportatori dei propri rifiuti non pericolosi, iscritti all'albo Gestori Ambientali ai sensi dell articolo 212, c. 8. Il MUD deve essere presentato nel caso in cui l impresa produca rifiuti pericolosi come, ad esempio, filtri e olio derivanti dalla manutenzione degli autocarri. 51 Il MUD SANZIONI (Art. 258) Mancata presentazione o comunicazione incompleta o inesatta: Sanzione amministrativa pecuniaria da a Se la comunicazione è effettuata entro il sessantesimo giorno dalla scadenza del termine: Sanzione amministrativa pecuniaria da 26 a 160 Nota: pagamento in misura ridotta ex art.16, Legge n.689/
30 Il MUD Nota: Possono compilare la comunicazione semplificata le imprese per le quali ricorrono contemporaneamente le seguenti condizioni: - presentano il MUD su supporto cartaceo; - producono non più di tre tipi di rifiuti pericolosi; - i rifiuti sono prodotti nell unità locale cui si riferisce la comunicazione; -non utilizzano, per ciascun rifiuto prodotto, più di tre trasportatori, né più di tre destinatari. 53 Il MUD 54 27
31 Il nuovo Sistema di Tracciabilità dei Rifiuti (SISTRI) IL NUOVO SISTEMA DI CONTROLLO DELLA TRACCIABILITÀ DEI RIFIUTI - SISTRI (Decreto Ministeriale 17 dicembre 2009) Con Decreto Ministeriale 17/12/2009 è stato istituito il nuovo sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI). Le nuove disposizioni sostituiranno in modo graduale l'attuale sistema di gestione dei rifiuti speciali (pericolosi e non) basato sul registro di carico e scarico, sul formulario dei rifiuti (FIR) e sul MUD, con un procedimento informatico. 55 Il nuovo Sistema di Tracciabilità dei Rifiuti (SISTRI) Soggetti obbligati all iscrizione I soggetti obbligati ad iscriversi al nuovo sistema sono, generalmente, quelli già tenuti a compilare il MUD e più precisamente: - le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi; - le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi che derivano da lavorazioni industriali, lavorazioni artigianali, attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi, con più di dieci dipendenti (art. 184, comma 3, lett. c-d-g); - i commercianti e gli intermediari di rifiuti senza detenzione; - le imprese che raccolgono e trasportano rifiuti speciali (prodotti da terzi); - le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti pericolosi; - le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento di rifiuti. Gli altri soggetti, diversi da quelli precedenti, possono iscriversi al SISTRI facoltativamente. 56 Enrico Massardi 28
32 Il nuovo Sistema di Tracciabilità dei Rifiuti (SISTRI) Si ricorda che le imprese edili sono generalmente produttrici iniziali di rifiuti speciali non pericolosi derivanti dalle attività di demolizione, costruzione e scavo (D.Lgs. 152/06, art.184, c.3, lett.b) e pertanto non sono obbligate ad aderire al sistema SISTRI. Le imprese che producono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi diversi da quelli che derivano da lavorazioni industriali, lavorazioni artigianali, attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi, di cui all art. 184, c. 3, lett. c), d) e g) del D.Lgs. 152/06, se non decideranno di aderire volontariamente al nuovo sistema, continueranno ad accompagnare il trasporto dei rifiuti con il formulario di identificazione dei rifiuti cartaceo. 57 Il nuovo Sistema di Tracciabilità dei Rifiuti (SISTRI) Modalità di iscrizione Per quanto riguarda la procedura da seguire, i soggetti obbligati dovranno iscriversi al SISTRI utilizzando, a scelta, una delle seguenti modalità. -ONLINE: collegandosi alla sezione del Portale SISTRI (www.sistri.it) dedicata alla fase di iscrizione al sistema ed inserire i dati indicati nel modulo di iscrizione seguendo le istruzioni riportate nella procedura di iscrizione online; - per le aziende che si trovano a dover iscrivere numerose Unità Locali e/o Unità Operative e che necessitino di maggior tempo per la compilazione dei moduli di iscrizione, è possibile compilare il modulo di iscrizione ed inviarlo via all'indirizzo di posta elettronica: - FAX: comunicando i dati indicati nel modulo di iscrizione via fax, al numero: ; 58 29
33 Il nuovo Sistema di Tracciabilità dei Rifiuti (SISTRI) -TELEFONO: comunicando i dati indicati nel modulo di iscrizione telefonando al numero verde: tramite la Sezione Regionale dell'albo nazionale dei Gestori Ambientali territorialmente competente (nel caso di trasportatori). Una volta effettuata l iscrizione, il sistema effettuerà le verifiche con il registro imprese o l'albo nazionale gestori ambientali e, in caso di iscrizione diretta, l'impresa riceverà il codice-pratica di riferimento, col quale sarà possibile presentarsi presso la camera di commercio (o sezione regionale dell'albo nel caso dei trasportatori), per lo svolgimento di ulteriori formalità e per il ritiro dei dispositivi tecnologici (dispositivi usb, black box...). 59 Il nuovo Sistema di Tracciabilità dei Rifiuti (SISTRI) CANTIERI EDILI - UNITA LOCALI NON ISCRITTE AL REGISTRO IMPRESE È stato risolto un problema di ordine tecnico sorto in occasione della consegna alle imprese dei dispositivi elettronici da parte delle Camere di Commercio alle unità locali iscritte al Sistri ma non al registro delle imprese. Si era rilevato, infatti, un disallineamento tra il numero delle iscrizioni delle unità locali al registro delle imprese e quello delle iscrizioni al sistema Sistri. È risultato, ad esempio che i cantieri registrati alle Camere di Commercio, indipendentemente dalla loro durata, erano in numero inferiore rispetto all attività del settore delle costruzioni. Sul punto l Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) aveva evidenziato che l iscrizione di un cantiere edile quale unità locale alla Camera di Commercio è obbligatoria solo nel caso in cui vi sia la presenza di un ufficio vendite o di un ufficio amministrativo, ciò in virtù della Circolare Ministero dell industria 22 gennaio 1990 n punto
34 Il nuovo Sistema di Tracciabilità dei Rifiuti (SISTRI) Il Ministero dell ambiente è quindi intervenuto a risolvere tale questione comunicando che le imprese per le quali è stato constatato tale disallineamento (unità locali dichiarate al Sistri e unità locali iscritte al Rea) riceveranno uno schema di certificazione che dovrà essere compilato dal rappresentante legale dell impresa stessa, inviato via al Sistri e consegnato presso la Camera di Commercio territorialmente competente al momento del ritiro dei dispositivi elettronici. Allegato : Schema di certificazione 61 Il nuovo Sistema di Tracciabilità dei Rifiuti (SISTRI) SISTEMA TRACCIAMENTO RIFIUTI (SISTRI) - PROROGA È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 1 ottobre 2010, n. 230 il decreto del ministero dell'ambiente 28 settembre 2010 con il quale vengono disposte nuove proroghe in materia di SISTRI. Si tratta di proroghe che si sono rese necessarie a causa del mancato completamento della procedura di consegna dei dispositivi elettronici e soprattutto della necessità di consentire alle imprese di familiarizzare con i nuovi adempimenti e agli operatori di verificare la funzionalità del sistema SISTRI. In particolare, il decreto, dopo aver ribadito l'operatività dal 1 ottobre 2010 del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti, stabilisce: - lo slittamento del termine per le operazioni di distribuzione dei dispositivi elettronici (chiavette USB e dispositivi Black Box) dal 12 settembre al 30 novembre 2010 (All. IA, punto 5, D.M. 17 dicembre 2009); 62 31

References: art. 185
 art.186
 Articolo 184
 articolo 186
 art. 212
 Art. 256
 Art. 256
 art. 266
 Art. 193
 articolo 483
 art.16
 art. 15
 art.16
 articolo 212
 art.16
 art.184
 art. 184