Source: https://www.anpri.fgu-ricerca.it/concorsi-cnr-primo-ricercatore-dirigente-ricerca/
Timestamp: 2019-07-18 19:15:40+00:00

Document:
Concorsi CNR a Primo Ricercatore e Dirigente di Ricerca (scadenza 3 marzo 2017) - FGU - Dipartimento Ricerca - Sezione ANPRI
Concorsi CNR a Primo Ricercatore e Dirigente di Ricerca (scadenza 3 marzo 2017)
Potete porre quesiti sui concorsi pubblici CNR a Primo Ricercatore e Dirigente di Ricerca (scadenza 3 marzo 2017, ore 18:00) compilando il modulo in calce a questa pagina.
In breve tempo pubblicheremo il quesito (col solo nome del richiedente) e la nostra risposta.
Il bando 367.160 si riferisce all’Area strategica “Materiali avanzati: sintesi, sistemi multifasici polimerici, inorganici ed ibridi, funzionalizzazione, metodi di caratterizzazione avanzata, nanostrutture e nanofabbricazione con tecniche non convenzionali, design & processing“, mentre il 367.161 all’Area strategica “Materiali innovativi, tecniche avanzate di caratterizzazione e modelling”. La denominazione esatta di queste due Aree Strategiche non si trova nel PTA, né sono riuscito a trovarla in nessun altro documento ufficiale CNR. Sembrerebbe che la prima, “Materiali avanzati: sintesi, sistemi multifasici polimerici, …” si riferisca al Dipartimento Scienze Chimiche e Tecnologie dei Materiali (Chimica per brevità) e la seconda, “Materiali innovativi, tecniche avanzate di caratterizzazione e modelling” al Dipartimento di Scienze fisiche e tecnologie della materia (Fisica). Il fatto è che nei bandi i termini “innovativo” e “avanzato” sono scambiati rispetto al PTA per cui, se ci si ferma all’inizio delle definizioni, “Materiali innovativi …” e “Materiali avanzati …”, anche l’attribuzione dei bandi ai Dipartimenti risulta scambiata. Fra l’altro, nella definizione ulteriore dell’Area strategica della Fisica, anche le “tecniche innovative” diventano “avanzate”. C’è qualche problema sotto? Gran parte della mia attività può essere inserita in entrambe le Aree Strategiche, così come sono definite, ma essendo i miei lavori di taglio fisico e appartenendo io all’ISC, vorrei che la mia attività fosse considerata nell’ambito della Fisica e non della Chimica. Il bando dovrebbe essere quindi il 367.161? (Francesco)
Caro Francesco, non conosciamo con certezza la genesi delle due Aree Strategiche di cui al bandi 367.160 e 367.161 che dovrebbero nascere, rispettivamente, come da te ipotizzato, dall’Area Strategica “Materiali avanzati e Tecnologie abilitanti” afferente nel PTA al Dipartimento di Scienze Chimiche e Tecnologie dei Materiali (vedi p. 130 del PTA) e dall’Area Strategica “Materiali avanzati e tecniche innovative di caratterizzazione e modelling” afferente nel PTA al Dipartimento di Scienze Fisiche e Tecnologie della Materia (vedi pag. 23 e 141 del PTA). Probabilmente, le parole “materiali avanzati e tecniche innovative” sono diventate, nel Bando 367.161, “materiali innovativi e tecniche avanzate” al fine di non fare confusione con l’Area Strategica “Materiali avanzati: sintesi, sistemi multifasici polimerici, …” del bando 367.161. Il bando nell’ambito delle Scienze Fisiche dovrebbe quindi essere il n. 367.161.
Buongiorno, premesso che il criterio più ovvio sia la pertinenza del curriculum del partecipante, avete qualche consiglio per la scelta delle aree strategiche per cui presentare le due domande? Purtroppo, almeno nel mio caso, l’area strategica nella quale si pone al meglio la mia attività di ricerca non è tra quelle indicate nei bandi. Sono riuscita comunque ad individuarne una adatta, ma sono molto indecisa sulla scelta della seconda: mi chiedo quale potrebbe essere un buon compromesso per non perdere l’opportunità della seconda domanda. Grazie mille per il vostro lavoro! (Valentina)
Cara Valentina, l’unico consiglio che possiamo darti nella scelta della seconda Area Strategica in cui presentare domanda è quello di sceglierla tra quelle indicate dal Dipartimento di afferenza del tuo Istituto, specie se la “prima scelta” non rientra in tale logica di appartenenza. Un criterio, forse, poco scientifico ma probabilmente pragmatico.
Buongiorno, Entrambi i bandi dell’area strategica “AGROTECNOLOGIE E BIORISORSE” (rispettivamente 367.174 per Primo Ricercatore e 367.149 per Dirigente di Ricerca) richiedono tra i “Requisiti di ammissione” (Art 2): “capacità acquisita, comprovata da elementi oggettivi, nel determinare autonomamente avanzamenti significativi nell’ambito dell’Area strategica “Agrotecnologie e Biorisorse: fenotipizzazione; agricoltura di precisione”. Quindi a differenza degli altri bandi, che riportano tra i requisiti il riferimento alla sola Area strategica, in questo caso il requisito è molto più restrittivo, andando a delimitare due sotto-discipline specifiche (fenotipizzazione; agricoltura di precisione). Questo significa che un candidato che si occupa di “Agrotecnologie e Biorisorse” ma non specificatamente di “fenotipizzazione” e/o “agricoltura di precisione”, non può neanche fare domanda non possedendo un requisito di ammissione? Chi sarà poi chiamato a verificare il possesso di tali requisiti, le commissioni o prima l’ufficio concorsi? Grazie, (Beniamino)
Caro Beniamino, anche per altre Aree Strategiche (ad esempio l’Area Strategica “Innovazione per la cultura“) il bando fornisce, all’art. 2, ulteriori elementi atti in alcuni casi, almeno in apparenza, a delimitare e restringere gli ambiti disciplinari inclusi nell’Area strategica concorsuale. Nel tuo caso, dato che il Dipartimento di riferimento dell’Area Strategica “Agrotecnologie e Biorisorse“, ossia il DiSBA, ha indicato nel PTA 2016-2018 la corrispondenza tra Aree Strategiche e Aree progettuali dipartimentali (vedi la risposta data a Laura e Raffaele), credo che sia difficile per la commissione poter considerare non pertinenti le altre discipline sviluppate nell’ambito dei progetti di ricerca afferenti alle Aree progettuali (nel tuo caso “Ottimizzazione dell’uso delle risorse” e “Multifunzionalità del settore agro-forestale“) associate nel PTA all’Area Strategica “Agrotecnologie e Biorisorse“, così come risultanti nel PdGP. O perlomeno, ci sarebbero gli estremi per un ricorso. Il mio consiglio è senz’altro quello di partecipare. Decidere in merito al possesso del requisito in questione è infine compito della commissione esaminatrice, essendo questo un requisito prettamente scientifico.
Ci colleghiamo al quesito posto da Nicola riguardo alla corrispondenza tra le Aree strategiche per cui sono banditi questi concorsi e le Aree scientifiche del CNR. In particolare, come fisici NON appartenenti all’area strategica ‘OTTICA FOTONICA TECNOLOGIE ATOMICHE E QUANTISTICHE’ oppure all’area strategica SISTEMI COMPLESSI MATERIA SOFFICE BIOFISICA’ bensì appartenenti al vecchio ambito disciplinare ‘Fisica medica e sanitaria’ (Area disciplinare: Scienze Fisiche e dell’Universo) e ancora ricercatori del CNR, ci chiediamo: possiamo partecipare a questi concorsi?? Colpisce in effetti la scomparsa di interi ambiti disciplinari relativi non solo alla FISICA ma anche alla CHIMICA. Cari Saluti e grazie. (Laura e Raffaele)
Cari Laura e Raffaele, il Direttore del Dipartimento di Scienze fisiche e tecnologie della materia (DSFTM) non sembra abbia fornito alcuna corrispondenza tra le Aree strategiche del DSFTM e le Aree scientifiche del CNR, né con i Settori ERC. D’altronde il vostro Istituto credo afferisca al Dipartimento di Scienze Biomediche (DSB), altro Dipartimento che non ha fornito alcuna corrispondenza. Ciò che posso consigliarvi è vedere a quale Progetto dipartimentale afferiscono i vostri progetti di ricerca inseriti nel PdGP e cercare nel sito web del Dipartimento in questione (o altrove) se è indicata una qualche corrispondenza tra Aree strategiche e Aree progettuali. Ad esempio, sia il Dipartimento di Scienze del sistema Terra e tecnologie per l’ambiente (DSSTTA) che il Dipartimento di Scienze bio-agroalimentari (DiSBA) hanno fornito nel Piano Triennale delle Attività 2016-2018 tale corrispondenza, come riportate nella tabella che segue. In ogni caso, farei carico della questione il Direttore del vostro Istituto, chiedendogli di farsi dire dal Direttore del Dipartimento a quale Area strategica afferisce l’Area progettuale cui afferiscono nel PdGP i vostri progetti.
Esiste qualche corrispondenza ufficiale tra le Aree strategiche per cui sono banditi questi concorsi e le Aree scientifiche del CNR? Se sì, dove posso trovarle? (Nicola)
Caro Nicola, non abbiamo trovato alcun documento ufficiale del CNR in cui siano indicate le corrispondenze che cerchi per tutte le 25 Aree strategiche. Però, sul Piano Triennale delle Attività 2016-2018, il Dipartimento di “Ingegneria, ICT, e tecnologie per l’energia e i trasporti” (DIITET) ha indicato la correlazione delle sue quattro Aree strategiche con i Settori ERC e il Dipartimento di “Scienze umane e sociali, Patrimonio culturale” (DSU) ha indicato la correlazione delle sue tre Aree strategiche sia con le Aree scientifiche del CNR definite ne “Il sistema di Classificazione delle Competenze Disciplinari al CNR” (ed usate nei concorsi ex art. 15 del 2009) che con i Settori ERC.
Le tabelle che seguono riportano le suddette corrispondenze. Per quanto riguarda il DIITET, le corrispondenze con le Aree scientifiche CNR (indicate in corsivo) sono state da noi desunte sulla base della denominazione stessa delle Aree strategiche (quasi sempre identica alla denominazione delle Aree scientifiche del CNR). Se dovessimo trovare corrispondenze relative ad altre Aree strategiche le inseriremo in questa pagina.
Nei 16 bandi per Primo Ricercatore cui sono assegnati due posti ed è prevista la riserva di un posto a favore dei Ricercatori CNR di III livello, il budget assegnato è il doppio del budget assegnato ai bandi in cui c’è solo un posto? O si è già tenuto conto del fatto che uno dei due vincitori sarà una progressione di carriera? (Antonella)
C ara Antonella, il CNR dovrebbe aver impegnato il budget pieno per due nuove assunzioni anche laddove è prevista la riserva di un posto a favore dei Ricercatori CNR già di ruolo in quanto, in teoria, potrebbe verificarsi che nessun interno sia presente nella graduatoria di idonei e quindi i due vincitori sono entrambi esterni.
Connessioni tra i titoli
Vorrei poi sapere in quale documento devo spiegare le connessioni tra i titoli. Se lo si fa nel CV, si è obbligati a ripetere le pubblicazioni anche nel CV…. Chiedo scusa se sto confondendo ma mi è poco chiaro. (Greta)
Cara Greta, la “connessioni tra i titoli che dimostrano l’esperienza acquisita e i risultati scientifici ottenuti” va evidenziata nel curriculum come affermato all’art. 7 del Bando. Come farlo non è chiarito nel bando. Come risposto a Francesco, un modo è quello di indicare, nella descrizione di un “altro titolo” elencato nel curriculum (ad esempio un progetto di ricerca di cui si è stati responsabili), quei prodotti scientifici (pubblicazioni, software, prototipi,…) riportati negli elenchi (A) e (B) che siano il risultato/prodotto di detto “altro titolo”. Ovviamente, per indicare tali prodotti scientifici eviterei di elencarli nel Curriculum ma farei riferimento agli elenchi (A) e (B).
Nell’ art.7 punto 1 del bando si legge: “Nel curriculum il candidato dovrà inoltre evidenziare le connessioni tra i titoli che dimostrano l’esperienza acquisita e i risultati scientifici ottenuti.” Che vuol dire? (Francesco)
Caro Francesco, non avendo una sfera di cristallo, non possiamo che dare un’interpretazione di quanto passava per la mente degli estensori del bando. Credo che il bando chieda di dimostrare alla commissione che i titoli scientifici ottenuti siano frutto del proprio lavoro e delle proprie capacità e non del lavoro dei coautori e dei colleghi. Per fare ciò, si potrebbe evidenziare il ruolo svolto nelle singole pubblicazioni in qualità di autore principale o corresponding author, così come evidenziare i prodotti scientifici (pubblicazioni, brevetto od altro) frutto di attività/progetti di ricerca di cui si è stati responsabili.
Dato che la questione da te sollevata non è di semplice soluzione, mi impegno ad integrare la risposta con altri suggerimenti e chiedo a chi ci legge di dare il suo contributo, se può.
Data ultima possesso titoli
Salve, nel BANDO N. 364.173 (il precedente concorso per primo ricercatore) era richiesto che: “I requisiti e i titoli utili alla valutazione del candidato devono essere posseduti alla data del 31 dicembre 2009.” Quale data va utilizzata per questo concorso? quella di scadenza, cioè il 4 marzo 2017? Grazie in anticipo Saluti (Stefano)
Caro Stefano, come desunto dall’art. 9 dei bandi per Primo Ricercatore in merito ai “Titoli di preferenza”, saranno utili ai fini dalla valutazione i titoli posseduti “alla data di scadenza del termine utile per la presentazione della domanda di partecipazione al concorso“, ossia il 3 marzo (non il 4 marzo) 2017. Ovviamente, se la domanda la presenti con largo anticipo, i titoli valutabili sono quelli posseduti alla data di presentazione della domanda.
Buonasera, grazie di aver organizzato questo forum, l’ho trovato un servizio molto utile. Rimango tuttavia incerto nel leggere le varie disquisizioni su Impact Factors e indice SJR, con tutti i relativi dubbi sugli anni di riferimento. Mi pare che una volta tanto il bando sia chiaro: per i titoli di tipo A e B vanno forniti degli elenchi (per i titoli A anche i file). Non stiamo peccando di eccesso di zelo discutendo di informazioni aggiuntive che, se necessarie, andavano esplicitamente richieste nel bando? Quanto agli indicatori bibliometrici, chiesti nel CV, mi sembra che si riferiscano unicamente a quelli complessivi del candidato. Il “ruolo svolto”, se il bando è scritto secondo logica, dovrebbe riferirsi agli incarichi/progetti, non alla authorship degli articoli (primo, ultimo, etc.). Mi sto sbagliando? Grazie mille. (Fabio)
Caro Fabio, come già scritto ad Antonella, il bando del CNR è, in merito agli indicatori bibliometrici, poco chiaro in quanto li cita solo all’art. 7 “Curriculum – Dichiarazioni sostitutive” e con riferimento ai titoli da inserire nel curriculum (che non possono essere i prodotti scientifici). Scrivendo “È preciso onere del candidato riportare nel curriculum professionale tutte le informazioni necessarie per la valutazione dei titoli, quali: natura e durata dell’incarico, ruolo svolto dal candidato, indicatori bibliometrici” il CNR lascia intendere che il candidato debba indicare gli indicatori bibliometrici dei titoli in suo possesso (specificatamente degli incarichi ricevuti), e così certamente non può essere. Gli “indicatori bibliometrici” da riportare del curriculum potrebbero allora essere, come abbiamo scritto ad Alessandra e come tu ipotizzi, quelli complessivi del candidato (h-index, g-index,…), ma questi non costituiscono un titolo valutabile. Inoltre, specie per le aree bibliometriche, le commissioni potrebbero decidere di valutare le pubblicazioni (specie quelle non scelte di cui alla categoria B) anche sulla base degli indicatori bibliometrici, così come potrebbero decidere di valutare le pubblicazioni scelte (di cui alla categora A) anche sulla base del ruolo svolto dal candidato (benché il bando, come anche da te evidenziato, chieda di indicare il ruolo svolto solo con riferimento ai titoli scientifici riportati nel curriculum). Per tali motivi, specie per le aree bibliometriche, suggeriamo di indicare, in corrispondenza dei ciascuna pubblicazione, gli indicatori bibliometrici e il ruolo svolto dal candidato. Eccesso di zelo? Forse sì, ma forse in questo caso è meglio eccedere che mancare di zelo.
Cari colleghi, secondo voi il valore Q dell’indice bibliometrico di una rivista da indicare per un articolo a quale anno si deve riferire? Il valore più recente disponibile o quello dell’anno di pubblicazione? Grazie per l’ottimo servizio che avete istituito. (Marina)
Cara Marina, dato che l’indice SJR è disponibile solo a partire dal 1999, ci sembra più semplice e logico indicare l’ultimo valore disponibile, ossia quello relativo al 2015.
Gent.mi, volevo sapere se è corretto utilizzare l’indice SJR del 2015 per tutti gli articoli, in quanto molti miei colleghi sostengono che questo indice deve essere sempre riferito all’anno di pubblicazione dell’articolo. Un caro saluto (Annalisa)
Cara Annalisa, il bando non da alcuna indicazione in merito all’anno di riferimento dell’indice SJR o dell’IF della rivista, pertanto ogni candidato può considerarsi libero di scegliere il criterio da adottare: anno di pubblicazione o l’ultimo dato disponibile (che è quello relativo al 2015). Scegliere l’anno della pubblicazione crea problemi perché non sono ancora disponibili gli indici bibliometrici degli anni 2016 e 2017, perché l’IF per anni antecedenti il 1992 sembra non disponibile (vedi risposta a Pierangelo), e perché l’SJR è disponibile solo a partire dal 1999. Decidere, quindi, di far riferimento all’anno di pubblicazione impedisce in molti casi di fornire l’indice SJR (o l’IF) della rivista su cui è stato pubblicato un proprio lavoro.
Come regolarsi per l’IF di articoli su riviste ISI-Wos pubblicati prima del 1997? Come regolarsi per l’IF di riviste che sono cessate o per quelle che hanno cambiato nome (prima del 1997)? Grazie (Pierangelo)
Caro Pierangelo, l’IF relativo agli anni 1992-2001 li puoi trovare qui. Dal sito web della ISI Web of Knowledge si possono ottenere gli IF a partire dal 1995. Per farlo bisogna come anno della JCR edition il 1999 (il più remoto disponibile) e ricercare la rivista desiderata. Una volta aperta la pagina web della rivista desiderata, si può cliccare su “Impact Factor Trend” ed ottenere un istogramma con il valore degli IF relativi agli anni 1995-1999 (qui quello della rivista Technometrics). Per gli anni precedenti al 1992 non sappiamo dove trovare gli IF. Nel caso trovassimo una fonte affidabile, aggiorniamo questa pagina. Per le riviste che sono cessate, si può fare così:
A. Autore (1983) Come vincere un concorso al CNR. International Journal of Publication, 1 (4), pp. 1-27 (rivista cessata nel 1995, IF (1995)=1.234, n. citazioni su Google Scholar = 100).
Per le riviste che hanno cambiato nome, si può fare così:
A. Autore (1983) Come vincere un concorso al CNR. International Journal of Publication, 1 (4), pp. 1-27 (dal 1997 diventa “International Journal of Publication on Scientific Journals“, IF (2015)=1.234, n. citazioni su Google Scholar = 100).
Cari colleghi, riporto testualmente le prime righe dell’ART. 7 dei concorsi per I ricercatore: “Art. 7 Curriculum – Dichiarazioni sostitutive”: “1.È preciso onere del candidato riportare nel curriculum professionale tutte le informazioni necessarie per la valutazione dei titoli, quali: natura e durata dell’incarico, ruolo svolto dal candidato, indicatori bibliometrici. Nel curriculum il candidato dovrà inoltre evidenziare le connessioni tra i titoli che dimostrano l’esperienza acquisita e i risultati scientifici ottenuti.”. Ciò significherebbe che si devono riportare solo indicatori gli bibliometrici dei singoli titoli (pubblicazioni ..), e non h-index o il g-index del candidato. E’ corretta la mia interpretazione? Grazie per l’utilissima iniziativa, cari saluti (Stefano)
Caro Stefano, come già sottolineato, il bando è molto vago ed impreciso sulla questione. Infatti, se da un lato quanto da te correttamente riportato lascia intendere che si debbano riportare gli indicatori bibliometrici delle singole pubblicazioni (ossia gli indicatori della rivista e il numero di citazioni dell’articolo), dall’altro lo si chiede di farlo nel “curriculum professionale” che non dovrebbe contiene né l’elenco dei prodotti scientifici scelti, né quello degli ulteriori prodotti scientifici (elenchi che si chiede siano forniti in file separati). La cosa migliore è quindi, a nostro avviso, come già risposto ad Alessandra, indicare nel curriculum gli indicatori bibliometrici individuali e nei due elenchi dei prodotti scientifici gli indicatori bibliometrici delle singole pubblicazioni.
Sapete se i valori di questi indici [IF e SJR] per l’anno vanno indicati relativi all’anno di pubblicazione del lavoro al momento di presentazione della domanda Grazie (Antonella)
Cara Antonella, dato che il Bando non specifica nulla in merito all’anno di riferimento degli indicatori bibliometrici delle riviste, è possibile riportare gli indicatori bibliometrici delle riviste (IF, SJR) più favorevoli che, in genere sono quelli più recenti, dato che col passare degli anni aumenta il numero di riviste e di pubblicazioni censite nei data base usati per calcolarli. Attualmente, gli indicatori più recenti si riferiscono al 2015. E’ però più corretto adottare lo stesso criterio per tutte le pubblicazioni: 2015 o anno di pubblicazione. Ovviamente, dato che gli indicatori IF e SJR non sono ancora disponibili per gli anni 2016 e 2017, per tutte le pubblicazioni di tali anni non è possibile riportare l’indicatore relativo all’anno di pubblicazione.
Cari colleghi, non mi è chiaro se gli indici bibliometrici della rivista (IF) vanno messi relativi all’anno di pubblicazione dell’articolo oppure relativi all’anno della presentazione della domanda 2017? Se non mi sbaglio all’altro concorso era a discrezione del candidato. Ora su questo bando non ho trovato nessuna indicazione. (Simona)
Cara Simona, dato che il Bando non specifica nulla in merito all’anno di riferimento degli indicatori bibliometrici (in realtà, il bando su tale argomento è ancora più vago, dato che non specifica quali indicatori bibliometrici fornire, se solo quelli individuali o anche quelli delle singole pubblicazioni!), è possibile riportare gli indicatori bibliometrici delle singole pubblicazioni più convenienti. Quasi sempre, gli indicatori bibliometrici delle riviste (IF, SJR) più favorevoli sono quelli più recenti, dato che col passare degli anni aumenta il numero di riviste e di pubblicazioni censite nei data base usati per calcolarli. Attualmente, gli indicatori più recenti si riferiscono al 2015. Inoltre, dato che tali indicatori delle riviste sono al momento disponibili solo fino al 2015, per tutti i lavori pubblicati nel 2016 e nel 2017 non è possibile riportare l’indicatore (IF, SJR) relativo all’anno di pubblicazione.
Ovviamente, il numero di citazione della singola pubblicazione più favorevole (così come gli indicatori bibliometrici personali: h-index e g-index) è quello calcolato alla data di presentazione della domanda. E’ opportuno specificare, affianco ad ogni indicatore bibliometrico riportato, sia l’anno di riferimento che il data base. Riteniamo infine più corretto adottare lo stesso criterio nell’indicare l’IF e/o l’SJR delle riviste: 2015 o anno di pubblicazione del singolo lavoro (laddove disponibile).
Il bando parla di indici bibliometrici, quali??? In uno scorso concorso nella confusione apparivano ad esempio sia citazioni di Google Scholar, sia di Scopus. (Franco)
Caro Franco, dato che il bando non specifica nulla a riguardo, consiglierei di indicare sia il numero di citazioni fornito da Google Scholar (in genere più generoso), sia quello fornito da WOS (sicuramente più “prestigioso”, dato che è calcolato su un data base più ristretto e selezionato). Qualora la pubblicazione non sia censita da WOS, oltre al numero di citazioni dato da Google Scholar indicherei quello fornito da Scopus. Ti consiglio di leggere anche la risposta data sull’argomento ad Alessandra.
Gentili colleghi, vorrei chiedervi se potete aiutarmi a fare chiarezza sugli indici bibliometrici richiesti dal bando (art.7 comma 1). Questi devono essere indicati per singola pubblicazione scientifica/prodotto scientifico o per la persona? Se si riferiscono alla singola pubblicazione intendono: n citazioni, IF anno pubblicazione e DOI? Se si riferiscono alla persona dobbiamo riportarli tutti (Google scolar, WoS, Scopus)? Cordiali saluti e grazie per questa bella iniziativa (Alessandra)
Cara Alessandra, i bandi non sono chiari sulla questione perché si limitano a parlare di “indicatori bibliometrici” solo con riferimento al curriculum del candidato, ossia ai titoli posseduti che non siano “prodotti scientifici”. Ciò significherebbe che si debbano indicare solo indicatori bibliometrici del candidato, quali ad esempio l’h-index o il g-index, indicandone ovviamente il data base di riferimento.
Ma, specie se il tuo settore scientifico rientra tra quelli soggetti a valutazioni bibliometriche (vedi a tal proposito le Aree non bibliometriche definite dall’ANVUR ai fini della ASN), consiglio di indicare anche per ogni pubblicazione (sia per quelle scelte che per le altre) gli indici bibliometrici della rivista (l’IF se la rivista è ISI, l’SJR, se la rivista è censita da Scimago), nonché il numero di citazioni conseguite dalla singola pubblicazione (fino alla data di presentazione della domanda) indicato nei principali data base (WOS, Scopus e Google Scholar). In certi casi, … melius abundare quam deficere.
Numero domande di partecipazione
Grazie mille per questa geniale iniziativa. Volevo chiedere come si fa a sapere il numero di partecipanti ai concorsi (bando per bando). Le domande sono state fatte on line e quindi l’informazione è accessibile in tempo reale, ma come si fa ad averla? O la potete chiedere voi? (Alessandra)
Cara Alessandra, in precedenti concorsi ex art. 15 l’Amministrazione del CNR fornì ai sindacati il numero di domande presentate a ciascun bando. Spero che lo stesso faccia anche questa volta, benché questi sono concorsi pubblici e non più riservati ai R&T interni. Ovviamente, qualora avessimo tali numeri, li pubblicheremo su questa pagina.
Presentazione domanda e curriculum
Grazie per il vostro lavoro. Una breve domanda. L’elenco titoli e il CV possono essere allegati in formato doc? (Vincenzo)
Caro Vincenzo, il bando dice esplicitamente che il file contenente il curriculum deve essere in formato pdf, mentre non stabilisce nulla in merito al formato degli elenchi dei prodotti scelti e degli altri prodotti. Sembra che la piattaforma accetti anche i file in formato .doc ma nel dubbio suggeriamo di inserire solo file in formato .pdf (nessun collega che ho contattato ha al momento inserito file in un formato che non sia pdf).
E’ possibile partecipare sia al bando da primo ricercatore sia a quello da dirigente di ricerca e per entrambi in due aree tematiche? (Silvia)
Cara Silvia, come risposto già a Lucilla, si possono presentare, al massimo, due domande di partecipazione ai bandi per Primo Ricercatore a due distinte domande di partecipazione ai bandi per Dirigente di Ricerca.
Buongiorno, avendo lo stesso dubbio di altri sulla validità del CV in Inglese ho posto il quesito all’ufficio concorsi e ho ricevuto conferma che il CV in inglese è ammesso. Peso sia di interesse condividere questa informazione sul vostro sito. Grazie per il servizio, molto utile. (Valentina)
Cara Valentina, ti ringraziamo per l’informazione che ci hai dato e che siamo sicuri sarà di interesse per molti colleghi.
Salve, quando si parla di “curriculum professionale” è sufficiente allegare un CV nel classico formato europeo o è necessario redigere lo stesso seguendo un criterio più approfondito con un elenco dettagliato delle attività svolte e delle competenze acquisite? Nel 7.1 inoltre si parla di evidenziare le connessioni tra i titoli e i risultati scientifici ottenuti. Nel caso del CV europass si tratterebbe di un CV di poche pagine, nell’altro caso invece sarebbe molto più lungo e prolisso. Grazie (Gianfranco)
Caro Gianfranco, al di là della forma, il curriculum deve elencare tutti i titoli scientifici in possesso del candidato (fornendo ogni informazione utile e necessaria alla sua valutazione), al fine di dimostrare, attraverso i titoli posseduti, “l’effettivo contributo del candidato nel determinare autonomamente avanzamenti significativi delle conoscenze nell’ambito dell’Area strategica del bando“. E’ necessario, in particolare, indicare l’eventuale conseguimento di un ERC Grant o di premi e/o riconoscimenti scientifici, dato che ai sensi del bando “la Commissione valorizzerà in modo particolare il conseguimento di un ERC Grant o di premi e/o riconoscimenti scientifici nazionali e internazionali“. E’ necessario, inoltre, riuscire a “evidenziare le connessioni tra i titoli che dimostrano l’esperienza acquisita e i risultati scientifici ottenuti“, facendo, ad esempio, quanto abbiamo suggerito più su alla sezione Connessione dei titoli. Probabilmente, quindi, il classico formato europeo non è adeguato allo scopo.
Ringrazio l’ANPRI per la tempestiva risposta al mio quesito precedente. Chiedo per cortesia un piccolo approfondimento sempre di natura formale: mi sono reso conto che il modulo concernente le dichiarazioni sostitutive di certificazione e dell’atto di notorietà richiede, se non erro, solo la firma, e non la data: questo perché come data si assume quella generata dal sistema, all’atto di invio della domanda? Grazie ancora, e cordiali saluti. (Andrea)
Caro Andrea, come richiesto nei bando, il modulo concernente le dichiarazioni sostitutive di certificazione e dell’atto di notorietà va solo sottoscritto con firma leggibile e non datato. Esso va allegato alla domanda di partecipazione al concorso necessariamente prima di confermare definitivamente la domanda stessa, la cui data di presentazione è certificata dal sistema informatico.
Buongiorno, vorrei chiedere per cortesia se ho interpretato bene un fatto: il curriculum, così come gli altri documenti concorsuali (elenco prodotti scelti, ecc.) non richiede di essere firmato, dico bene? Ciò che va firmato è soltanto il modulo (compilato automaticamente dal sistema), concernente le dichiarazioni sostitutive di certificazione e dell’atto di notorietà (e ovviamente allegando copia della carta di identità). Ho interpretato correttamente il bando? Grazie per l’attenzione, e cordiali saluti. (Andrea)
Caro Andrea, hai interpretato bene il bando. Ciò che va firmato è solo il modulo, precompilato, riguardante la dichiarazione sostitutiva. Ricordati che sul documento di identità da allegare in copia deve essere leggibile la tua firma. Non credo, però, che se firmi in calce il curriculum e gli elenchi dei prodotti di cui alle categorie A e B ti si possa escludere dal concorso.
Buonasera, non vorrei abusare della vostra pazienza ma avrei un’altra domanda da porre… La maggior parte dei miei titoli pur riferendosi a documenti certi (lettere, certificati, dichiarazioni ecc..) sono privi di un numero di protocollo semplicemente in quanto l’entità che ha rilasciato il documento non ha ritenuto di doverlo protocollare. Mi hanno detto comunque che e’ possibile prendere tutti questi certificati e farli protocollare dalla segreteria del mio istituto chiedendo di allegarli al mio fascicolo nell’ufficio del personale. A vostro papere e’ corretto quanto mi hanno suggerito? E’ possibile farseli protocollare dalla segreteria? Esiste questo fantomatico ‘fascicolo personale’ in qualche ufficio del CNR? Cordiali saluti e grazie dei consigli (Dario)
Caro Dario, farsi protocollare dalla segreteria dell’Istituto propri documenti attestanti il conferimento o possesso di un titolo è, a mio avviso, improprio, non necessario e inopportuno. Improprio, perché il numero di protocollo viene apposto dal mittente e/o dal destinatario, e non da terzi. Non necessario, perché il bando stesso prevede la possibilità che un documento attestante il possesso di un titolo scientifico non sia dotato di numero di protocollo, e ciò è la norma. Inopportuno, se non pericoloso, perché sarebbe come riconoscere all’Istituto il potere di attestare la veridicità di un documento. E se la tua segreteria decidesse di non protocollarti un documento attestante la responsabilità di un progetto, che significherebbe? Che non puoi attestare tale responsabilità e quindi presentare quel titolo? In ultimo, non so esattamente cosa sia il “fascicolo personale” ma immagino che sia un fascicolo contenente i provvedimenti del CNR nei tuoi confronti (contratto di assunzione, contratti a tempo determinato, assegnazione di borse di studio, passaggi di livello, verifica della regolarità dell’attività ai fini del passaggio di fascia stipendiale, provvedimenti disciplinari,…)
Buongiorno, non sono molto d’accordo circa il consiglio che mi avete dato di non inserire le valutazioni dei VQR come titolo delle pubblicazioni presentate. I VQR sono valutazioni rigorose del valore delle pubblicazioni ed e’ un titolo rigorosamente dimostrabile (riportato nella pagina personale login Cineca del MIUR). Non essendo pubblico non può essere richiesto nel bando ma secondo me se le valutazioni sono eccellenti conviene dichiararlo e francamente non mi pare di infrangere nessuna regola. O no? Saluti. (Dario)
Caro Dario, il nostro è semplicemente un parere e forse solo un avvocato ti può dire se diffondere pubblicamente dei dati personali ti sia legalmente consentito o no. Bisogna inoltre cercare di capire se una commissione si possa sentire in parte “defraudata” del suo diritto di valutare autonomamente le pubblicazioni dal fatto che tu la informi della valutazione (eccellente) che un’altra commissione di valutazione, il GEV in questo caso, ha dato alle tue pubblicazioni.
Gent.mi, torno sulla questione dei requisiti di accesso. E’ sicuro che sia sufficiente la sola laurea? Se fosse così, perché mai menzionare il dottorato/PhD come alternativa? Sopratutto che senso ha equiparare ai fini dell’ammissione laurea e dottorato di ricerca? O si richiede come requisito la semplice laurea e quindi si considera il dottorato un titolo curriculare, oppure si richiede il dottorato e la Laura da sola non basta più. La formulazione della lettera f) Art. 2 è tutt’altro che chiara e si presta a motivi di impugnazione. (Francesco)
Caro Francesco, è sufficiente il possesso del “diploma di laurea” per partecipare a questi concorsi. Tieni però presente che per “diploma di laurea” si intende la laurea vecchio Ordinamento. Se aver conseguito il Dottorato di ricerca fosse un requisito di ammissione, allora tantissimi Ricercatori del CNR sarebbero impossibilitati a partecipare solo perché assunti prima che in Italia arrivassero a compimento i primi corsi di Dottorato di Ricerca.
Ciao, ho visto che avete già risposto a vario titolo sulla questione delle lettere/dichiarazioni protocollate o meno e che vanno citate in CV, ma ho bisogno di una conferma sul fatto di allegare le lettere protocollate e non al CV. Vanno o NON vanno allegate tali lettere? E il fatto di allegare le lettere è un vostro parere o si desume dal bando stesso? Altra cosa: sul CV vanno indicati solo i titoli per i quali si hanno delle lettere da citare o possono essere indicati anche altri con il rischio che naturalmente non vadano considerati? Altra cosa: per un progetto EU per il quale si è responsabile tecnico-scientifico e per il quale unico documento certificante è il testo del progetto stesso dove e’ citato il mio nome, posso citare nome progetto, n. pg. del documento, n. capitolo dove si cita il mio nome? Grazie mille (Giovanna)
Cara Giovanna, il bando è chiaro quando stabilisce che “Per tutte le tipologie di titoli, i candidati devono fare riferimento ad atti certi identificabili con i singoli elementi di riferimento, quali: data, protocollo (motivare qualora non esistenti), persona fisica o giuridica che ha rilasciato l’atto, etc.“. In altre parole, nel curriculum bisogna indicare in maniera univoca i documenti comprovanti il possesso dei titoli e non allegare copia dei documenti stessi. Qualora tu non abbia alcun documento comprovante il possesso di un titolo, è in teoria inutile elencare quel titolo nel curriculum dato che la commissione dovrebbe astenersi dal valutarlo. Ma se, ad esempio, hai partecipato anni fa ad un progetto EU ma non hai alcun documento dell’epoca attestante la tua partecipazione a quel progetto, allora puoi farti rilasciare anche oggi dal Responsabile del progetto un attestato di partecipazione e quindi inserire nel curriculum la partecipazione al progetto EU, indicando gli estremi di tale attestato. Nel caso, infine, della responsabilità di un progetto EU, se l’unico documento attestante il ruolo da te svolto è il testo del progetto, allora dovrai indicare nel curriculum tale documento, con data e nominativo/istituzione di chi lo ha presentato. Indicherei anche gli estremi del provvedimento o graduatoria EU in cui si attesta che il progetto è stato approvato.
Salve, grazie per il servizio che offrite. E’ possibile allegare un CV in inglese o è indispensabile farlo in italiano? (Augusto)
Caro Augusto, ripetiamo quanto abbiamo risposto a Silvia qui giù un minuto fa: crediamo che il curriculum debba essere necessariamente redatto in italiano. Se però hai già pronto un curriculum in inglese, redatto come richiesto dal presente bando, ti consigliamo di rivolgerti direttamente all’Ufficio concorsi del CNR.
Il CV va scritto in italiano o in inglese (area strategica genetica)????? (Silvia)
Cara Silvia, il bando non dà alcuna indicazione sulla lingua da usare per cui sembra più corretto scrivere il curriculum in italiano. Inoltre, come già risposto a Serena, i bandi per l’assunzione degli 82 Ricercatori di III livello assegnati al CNR dal piano straordinario di assunzioni del MIUR (vedi ad esempio qui) prevedevano invece esplicitamente che il curriculum potesse essere presentato sia in italiano che in inglese. Crediamo quindi che per gli attuali concorsi il curriculum debba essere necessariamente redatto in italiano. Se però hai già pronto un curriculum in inglese, redatto come richiesto dal presente bando, ti consigliamo di rivolgerti direttamente all’Ufficio concorsi del CNR.
Buon giorno, nel bando tra i requisiti richiesti per la partecipazione è riportato nell’Art. 2 punto f) diploma di laurea, laurea specialistica o magistrale ovvero dottorato di ricerca e/o PhD in discipline attinenti all’area strategica del bando. Questo vuol dire che è necessario avere il dottorato? Avevo interpretato OVVERO come OPPURE ma accedendo alla domanda se si sceglie il NO sembra non venga accettato. Grazie (Mariacecilia)
Cara Mariacecilia, il possesso del dottorato di ricerca non è assolutamente un requisito richiesto per partecipare al concorso. “Ovvero” va interpretato come “oppure”. Cliccando su “NO” in corrispondenza del titolo “Dottorato di Ricerca” scompaiono semplicemente le caselle in cui dettagliare il titolo di Dottore di ricerca posseduto.
Buongiorno a tutti. Il bando recita “…stampare il modulo (compilato automaticamente dalla procedura con i dati anagrafici inseriti dal candidato in fase di inserimento della domanda), concernente le dichiarazioni sostitutive di certificazione e dell’atto di notorietà, ai sensi degli artt. 46 e 47 del DPR 28 dicembre 2000 n. 445; sottoscriverlo con firma autografa leggibile ed allegare lo stesso in formato Pdf”. A quale modulo si riferisce secondo voi? A quello che la procedura produce quando si chiede “stampa domanda”? Grazie (Antonio)
Caro Antonio, il modulo è quello che scarichi cliccando su “Stampa Modulo Dichiarazioni Sostitutive da firmare e allegare“.
Gentilissimi, volevo chiedere se era necessario allegare una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà per i pdf delle pubblicazioni per dichiarare che queste sono copie conformi all’originale. Grazie mille (Angelo)
Caro Angelo, nel bando è specificato che bisogna “stampare il modulo (compilato automaticamente dalla procedura con i dati anagrafici inseriti dal candidato in fase di inserimento della domanda), concernente le dichiarazioni sostitutive di certificazione e dell’atto di notorietà, ai sensi degli artt. 46 e 47 del DPR 28 dicembre 2000 n. 445“. Tale modulo è precompilato, fa un generico e generale riferimento a tutto quanto presentato dal candidato, e quindi va semplicemente firmato ed allegato alla domanda. Pertanto, anche se in occasione dei concorsi ex art. 15 del 2009 il CNR chiedeva esplicitamente che nella dichiarazione sostitutiva il candidato dichiarasse anche che le copie dei prodotti scelti erano conformi all’originale, in questi bandi sembra che ciò non sia più richiesto.
Buonasera, con riferimento alle questioni poste nel messaggio di Katrin, mi chiedevo se allegare al CV (nello stesso file pdf) certificati o titoli vari sprovvisti di protocollo possa essere motivo di esclusione dal concorso. Essendo la maggior parte dei miei titoli privi di un protocollo pensavo infatti di allegare (almeno i più rilevanti) direttamente nel CV. Stesso discorso per quanto riguarda gli articoli valutati dall’Anvur. E’ possibile indicare la valutazione ottenuta? Grazie dell’utilissimo servizio (Dario)
Caro Dario, non credo che allegare nel CV copia di certificati o altri documenti attestanti il possesso dei titoli possa essere motivo di esclusione dal concorso ma non credo che ciò sia necessario né opportuno. Non mi risulta, infatti, che in precedenti concorsi CNR analoghi a questi la commissione abbia deciso di non valutare un titolo a causa della non indicazione, da parte del candidato, del numero di protocollo di un documento sprovvisto di protocollo. D’altronde, è ben noto negli ambienti scientifici che tantissimi incarichi, responsabilità scientifiche ed anche premi sono conferiti con lettere non protocollate. La cosa importante è, come già scritto, indicare gli elementi che consentano di identificare univocamente il documento attestante il possesso del titolo, in modo da poterlo esibire in caso di richiesta. Per quanto riguarda la valutazione data dall’ANVUR a tuoi articoli nell’ambito delle varie VQR, tali valutazioni non sono pubbliche e quindi non dovrebbero essere rese pubbliche neanche dagli autori.
Gentilissimi, innanzi tutto grazie per l’apprezzabilissima iniziativa. Vorrei ora porre una domanda: poiché i bandi indicano che “Per tutte le tipologie di titoli, i candidati devono fare riferimento ad atti certi identificabili con i singoli elementi di riferimento, quali: data, protocollo (motivare qualora non esistenti), persona fisica o giuridica che ha rilasciato l’atto, etc.”, nel caso di titoli che non abbiano un numero di protocollo, come ci si deve comportare per motivare tale mancanza? Per esempio, quando vengono citati attestati di attività di ricerca o tutoraggio svolte in altri laboratori, mail per inviti ad attività di revisioni ecc., è corretto scrivere una frase del tipo: “Non essendo un documento indirizzato all’Istituto, non è prevista la protocollazione”, come ha suggerito l’amministrazione del mio Istituto? Ringrazio anticipatamente. (Eleonora)
Cara Eleonora, di un documento attestante il possesso di un titolo ma privo di numero di protocollo, come comunemente avviene, bisogna innanzitutto fornire gli estremi di tale documento (data, nome del firmatario,…) al fine di identificarlo univocamente. Poi bisogna semplicemente specificare che il documento è sprovvisto di numero di protocollo. La frase suggerita dall’amministrazione del tuo Istituto è inesatta in quanto la protocollazione o meno di un documento è decisa dal mittente e non dipende necessariamente dalla natura (persona fisica o istituzione) del destinatario. Ad esempio, una richiesta di referaggio inviata a un Ricercatore potrebbe benissimo essere dotata di numero di protocollo, se solo l’Editor della rivista volesse apporlo sulla lettera di invito.
Buonasera, vi ringrazio molto per l’iniziativa utilissima. Recentemente sono stata nominata Coordinatore di un network di 40 ricercatori Europei che partecipano ad uno studio collaborativo supportato dalla commissione Europea, secondo voi questo costituisce un riconoscimento scientifico? Oppure devo elencare questa attività insieme alle altre attività? grazie, cordiali saluti (Sabrina)
Cara Sabrina, per come ci presenti la cosa sembra che la nomina di Coordinatore del network di ricercatori europei costituisca un titolo simile a quello di Responsabile di un progetto di ricerca. Un riconoscimento scientifico non presuppone, a nostro avviso, lo svolgimento di una attività quale, per l’appunto, quella di coordinatore. Tieni poi presente che il curriculum non deve elencare le attività svolte ma tutti i titoli posseduti, ad esclusione delle pubblicazioni e degli altri prodotti scientifici di cui alle lettere A e B del bando. Pertanto, ad esempio, l’attività di ricerca svolta nell’ambito di un determinato progetto di ricerca finanziato da terzi va elencata nel curriculum come Partecipazione al progetto di ricerca …. o Responsabilità del progetto di ricerca… , a seconda del ruolo svolto.
Gentili, nel bando si dice che si possono spedire due domande. Si possono fare sia la domanda da I ricercatore che da Dirigente o devono essere due domande della stessa fascia? Grazie per il vostro prezioso supporto (Lucilla)
Cara Lucilla, si può presentare domanda di partecipazione, al più, a due dei 25 bandi per Primo Ricercatore e a due dei 25 bandi per Dirigente di Ricerca. Quindi, si possono presentare al massimo due + due domande di partecipazione.
Nella domanda di partecipazione, sezione “Allegati Vari”, Tipologia “Prodotti Scelti Multiplo” andrebbero inseriti i prodotti scelti. Se si preme su “inserisci documento” si apre una finestra in cui si chiede di inserire titolo e descrizione. Mi chiedo: 1) per titolo si intende il titolo del prodotto (per es. di una pubblicazione) o del file allegato? 2) Come descrizione bisogna indicare solo che si tratta di una pubblicazione (o di altro prodotto) oppure riportare anche altre informazioni (per es. dati bibliometrici della rivista e/o dell’articolo)? Il dubbio mi sorge perché il bando richiede che le informazioni relative ai titoli siano inserite nel Curriculum (Art. 7.1): questo significa che nel curriculum bisogna riportare anche l’elenco dei prodotti scelti A e B con i relativi dati bibliometrici? In altre parole dove bisogna indicare i dati bibliometrici che, nel caso dell’elenco A, dovrebbero essere di particolare rilievo per superare la prima fase della selezione? (Francesco)
Caro Francesco, alla voce titolo bisogna si può indicare il titolo della pubblicazione o un altro elemento che consenta alla commissione di associare univocamente il documento allegato a uno dei 10 (o 15) prodotti scelti elencati nell’apposito elenco dei prodotti scelti. Alla voce descrizione bisogna dire a quale genere di prodotto scientifico appartiene il prodotto allegato, ossia se si tratta di una pubblicazione su rivista, o di una pubblicazione “in press”, o di una carta geografica, o della descrizione di un prototipo,… I dati bibliometrici della rivista e/o dell’articolo è senz’altro meglio inserirli, insieme al ruolo svolto, nell’elenco dei prodotti scelti, dato che tale elenco è uno dei documenti da allegare formalmente alla domanda. Nel curriculum bisogna elencare e descrivere gli “altri” titoli posseduti, non i prodotti scientifici di cui alle lettere A e B. Quindi, anche i dati bibliometrici dei prodotti scientifici di cui alla lettera B vanno indicati nell’elenco di tali prodotti scientifici.
Buongiorno, vorrei sapere se nella compilazione della domanda al punto K relativo al titolo di studio nel campo tipologia è sufficiente indicare ‘LAUREA’ se si è in possesso del titolo del vecchio ordinamento o va meglio specificato. Grazie (Silvia)
Cara Silvia, dato che l’art. 2 dei bandi per Primo Ricercatore prevede tra i requisiti di ammissione il possesso di “diploma di laurea, laurea specialistica o magistrale“, è senz’altro opportuno, se non necessario, specificare che sei in possesso di un “diploma di laurea vecchio ordinamento” e non semplicemente di una “laurea“. In teoria è possibile limitarsi a scrivere “diploma di laurea” perché questo termine corrisponde univocamente alla “laurea vecchio ordinamento” e non alle lauree conseguite nei successivi Ordinamenti universitari: laurea triennale e laurea specialistica nell’Ordinamento 3+2 (D.M. 509/99), e laurea (o laurea di primo livello) e laurea magistrale nell’Ordinamento attuale (D.M. 270/04) (vedi ad esempio qui).
Nel bando n. 367.167 DR vengono menzionati atti certi identificabili per comprovare i titoli posseduti: a tale scopo le e-mail (quali ad esempio inviti per revisione di pubblicazioni o progetti) valgono e come devono essere menzionate? Analogamente documentare la propria appartenenza al Management Committe di un progetto COST o ad un gruppo di lavoro con il link al sito relativo è ammesso? Vi ringrazio in anticipo (Maria Concetta)
Cara Maria Concetta, per identificare gli atti comprovanti il possesso di un titolo bisogna fornire gli estremi del documento da cui risulta il possesso del titolo. Ad esempio, dopo la descrizione del titolo si può scrivere: lettera del…, numero di protocollo …., a firma di …… Oppure, in caso di e-mail, si può scriver: e-mail del …., inviata da …. . Se il possesso di un titolo è riscontrabile solo su un sito web e non c’è modo e/o tempo di farsi rilasciare un attestato, anche in data odierna (ma sempre anteriormente alla data di presentazione della domanda), credo che si possa indicare il link del sito da cui si attesta il possesso del titolo, avendo cura di farsi (e conservarsi) una stampa pdf della pagina web in questione.
Tra le tipologie degli allegati alla domanda oltre al curriculum, alle due liste dei prodotti scientifici (quelli scelti e i restanti), alle dichiarazioni sostitutive e al documento di identità compare la voce “Prodotti scelti multiplo”. A cosa si riferisce? Grazie per il vostro lavoro!!! (Paolo)
Caro Paolo, la voce “Prodotti scelti multiplo” si riferisce ai 10 (o 15) file pdf da allegare alla domanda, contenenti ciascuno di essi uno dei prodotti scelti. La piattaforma sembra però accettare anche un unico file pdf contenente tutte le pubblicazioni scelte senza che la domanda sia considerata non valida. Ma è meglio procedere con l’invio multiplo.
Cari colleghi, non mi è chiaro se nel CV devo o non devo mettere l’elenco dei prodotti scientifici, che poi sarebbe ripetuto negli elenchi relativi ai punti A e B. Anche in questo caso melius abundare quam deficere? (Andrea)
Caro Andrea, in questo caso melius abundare quam deficere è a nostro avviso inopportuno. Infatti, il bando limita il contenuto del curriculum professionale (categoria C dei titoli) agli “Altri titoli“. I prodotti scientifici vanno elencati nei due distinti elenchi, tenendo presente che l’elenco “degli ulteriori prodotti scientifici” non deve contenere i prodotti scelti di cui alla categoria A dei titoli (anche in questo caso melius abundare quam deficere è inopportuno).
Non capisco bene cosa significa il punto 2 dell’art. 7 quando dice che “è fatto divieto di esibire alle pubbliche amministrazioni….certificati concernenti stati, fatti e qualità personali, che sono pertanto sempre sostituiti dalle dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell’atto di notorietà”. Quindi al CV non possiamo allegare nulla (tipo lettere di incarichi, inviti formali, notificazione di premi vinti) e va tutto autocertificato? E i documenti con protocollo, vanno solo citati e non anche allegati? E infine nel modulo delle dichiarazioni sostitutive scaricabile nel portale online della presentazione delle domande, deve elencare tali documenti o basta apporvi la firma e dichiarare che tutto ciò che sta scritto nel CV corrisponde a verità? Grazie della cortese risposta! (Katrin)
Cara Katrin, il comma 2 dell’art. 7 ricorda che le pubbliche amministrazioni, e quindi anche il CNR, non possono chiedere di esibire una serie di certificati e che questi vanno sostituiti da dichiarazioni sostitutive di certificazione e dell’atto di notorietà. Quindi, non bisogna allegare il certificato di nascita, o il certificato di laurea, o certificati o atti riguardanti titoli scientifici. Tutti gli atti, come hai giustamente interpretato tu, vanno semplicemente elencati nel curriculum, indicando “data, protocollo (motivare qualora non esistenti), persona fisica o giuridica che ha rilasciato l’atto“, in modo da poter identificare univocamente ciascun atto. Non dimenticare, come indicato alla lettera h, comma 7, art. 3 del bando, di stampare il modulo (compilato automaticamente dalla procedura con i tuoi dati anagrafici) concernente le dichiarazioni sostitutive di certificazione e dell’atto di notorietà, di sottoscriverlo con firma autografa leggibile e di allegare lo stesso in formato pdf.
Salve, mi chiedevo se il curriculum professionale può essere presentato anche in Inglese. Non vedo indicazioni nel bando. (Serena)
Cara Serena, questi bandi non danno alcuna indicazione sull’eventuale uso della lingua inglese nel redigere il curriculum. Invece, sia i recenti bandi per la selezione di Direttore di Istituto (vedi ad esempio qui) che i concorsi per l’assunzione degli 82 Ricercatori di III livello assegnati al CNR dal piano straordinario di assunzioni del MIUR (vedi ad esempio qui), prevedevano esplicitamente che il curriculum potesse essere presentato sia in italiano che in inglese. Crediamo quindi che per gli attuali concorsi il curriculum debba essere necessariamente redatto in italiano. Se però hai già pronto un curriculum in inglese, ti consigliamo di rivolgerti direttamente all’Ufficio concorsi del CNR.
Buongiorno, volevo sapere se la mancata indicazione della PEC è un motivo di esclusione. Se sì, i dipendenti CNR possono averne una dal CNR come avviene per l’Università? Grazie (Domenico)
Credo che la mancata indicazione della propria PEC da parte di un candidato residente in Italia sia motivo di esclusione dal concorso. Infatti, la PEC è l’unico sistema, previsto nel bando, col quale l’Ente invia al candidato residente in Italia le proprie comunicazioni inerenti il concorso, la cui data di invio e la cui ricezione da parte del candidato devono poter essere “certificate” come avviene utilizzando una raccomandata a.r.. Solo per candidati non residenti in Italia e che non siano in possesso di una PEC, il bando prevede l’utilizzo di raccomandate a.r..
Al momento non credo che il CNR possa fornire ai propri dipendenti una PEC. Per poterlo fare, come ad esempio fa l’Università Federico II di Napoli, bisogna essere un Gestore di Posta Elettronica Certificata (PEC) e il CNR non sembra essere presente nell’Elenco Pubblico dei Gestori di Posta Elettronica Certificata (PEC).
Mi confermate che è necessario munirsi di una PEC personale? Inoltre dal poco che capisco bisogna allegare 1) pdf dei prodotti scientifici scelti 2) elenco dei prodotti scelti 3) elenco ulteriori prodotti scientifici 4) pdf del curriculum Questo significa che tutti gli altri titoli (C) vanno scritti nel CV e non si debbono allegare altri pdf come prova dei titoli presentati? Inoltre sempre nel CV e non negli elenchi bisogna specificare gli indicatori bibliometrici dei prodotti scelti e altri prodotti scientifici? (Piergiuseppe)
Caro Piergiuseppe, giusto quasi tutto quello che dici. Come scritto ad Alessandra nella sezione “Indicatori Bibliometrici”, a nostro avviso gli indicatori bibliometrici personali (h-index, g-index,…) vanno indicati nel CV, mentre gli indicatori bibliometrici delle singole pubblicazioni (IF, SJR della rivista, numero di citazioni del singolo lavoro), che non sembra siano formalmente richiesti dal bando, vanno inseriti, se si vuole, nei due elenchi dei prodotti scelti e degli ulteriori prodotti scientifici, in corrispondenza della singola pubblicazione. Se così non fosse, ossia se anche gli indici bibliometrici delle singole pubblicazioni dovessero essere indicati nel CV, il CV dovrebbe elencare anche esso i prodotti scientifici di cui alle lettere A e B.
Cari tutti, vorrei sapere se secondo voi è possibile recuperare e come i dati già inseriti nel bando per dirigenti di ricerca del 2013, poi abortito. Grazie. (Felice)
Caro Felice, non sembra che sia possibile recuperare i dati inseriti (attraverso una infelice piattaforma on-line) in occasione di precedenti concorsi, in particolare dell’ultimo concorso ex art. 15. Ma in quella occasione, a chiusura domanda, la piattaforma forniva la stampa (in formato pdf) dei titoli presentati e dei relativi elenchi. Da tale file pdf non è difficile estrarre i dati da utilizzare (opportunamente aggiornati) in questi concorsi.
Buona sera, all’ultimo mi è venuto il dubbio se è utile allegare un elenco degli abstract e proceedings delle conferenze ai quali ho partecipato. nel caso, dovrebbero essere inseriti come prodotti nel modulo B o nel curriculum nel modulo C ? (Marcel)
Caro Marcel, sia gli abstract di lavori scientifici che i lavori pubblicati in proceedings di conferenze sono prodotti scientifici e possono quindi far parte dell’elenco dei prodotti scientifici di cui alla categoria B.
Io non ho ben capito cosa va inserito nella categoria B, ovvero vanno riportati solo i prodotti scientifici che non figurano in A? Si tratta solo di paper o anche progetti importanti e/ ruoli rivestiti? Grazie (Lucilla)
Cara Lucilla, i titoli di cui alla categoria B sono “solo” tutti i prodotti scientifici di cui sei autrice, tranne i 10 o 15 prodotti scelti di cui alla categoria A. Non vanno quindi elencati i progetti di ricerca a cui hai partecipato. E’ opportuno, invece, indicare in corrispondenza di ciascun prodotto scientifico (delle categorie A e B) il ruolo svolto: autore principale, corresponding author, coautore,… Il bando non definisce i “prodotti scientifici” ma a tal riguardo si può fare riferimento alla definizione di “prodotto scientifico” dato dal CNR negli ultimi concorsi ex art. 15 (vedi risposta data ad Antonella) e la definizione di “prodotto della ricerca” dato dall’ANVUR nel Bando VQR 2010-2014.
Può essere utile specificare che la rivista dove è stata pubblicato l’articolo è open access? (Eugenio)
Caro Eugenio, in molti casi le riviste open access chiedono agli autori un contributo alla pubblicazione e quindi spesso si ritiene che siano meno selettive e severa nell’accettazione dei lavoro da pubblicare. Per tale motivo, io eviterei di specificare che la rivista è “open access”.
Sono Guest Editor di due Special Issue con ISSN su rivista scientifica internazionale. Come devo considerare questi miei prodotti? Non sono articoli ma neppure libri. (Alberto)
Caro Alberto, a mio avviso, come scritto qui giù anche a Paolo, il ruolo di “Guest Editor” di special issue è più un titolo scientifico che un prodotto scientifico. Un prodotto scientifico è, ovviamente, un articolo a tua firma eventualmente pubblicato negli special issue. Lo stesso, a mio avviso, vale per il ruolo di Editor di un libro. Anche l’ANVUR, nel definire i prodotti della ricerca da sottoporre a valutazione (vedi il Bando VQR 2010-2014) non sembra includere libri o fascicoli di rivista di cui si è Editor. Per di più nelle FAQ al Bando, al quesito “Le attività editoriali e di curatela possono essere sottoposte a valutazione?“, l’ANVUR risponde: “No. Le curatele, in senso stretto, sono attività di organizzazione di una pubblicazione a carattere scientifico. Tuttavia, come spesso accade, se il curatore è anche autore di un capitolo della curatela o di una introduzione non meramente tecnica, ma di approfondimento, potrà presentare gli stessi come prodotti della propria attività scientifica nella categoria curatela“.
Torno sulla questione degli Editors: Nel caso di specie, sono Editore di una rivista internazionale edita da ELSEVIER (IF 1,564, Scimago rank Q1 Sjr 0.675, H index 37) che oltretutto rende al CNR cospicue royalties, ho il dubbio se inserire questa attività nel curriculum oppure tra i prodotti scelti. Cosa ne pensate? Grazie per il vostro lavoro. (Paolo)
Caro Paolo, come scritto ad Antonella, in questi bandi il CNR non fornisce alcuna indicazione su quali siano i “prodotti scientifici” da elencare e sottoporre a valutazione come titoli A e B. In mancanza di indicazioni specifiche, possiamo fare riferimento ai bandi degli ultimi concorsi ex art. 15 ove sono dettagliatamente elencati i prodotti soggetti a valutazione che non siano pubblicazioni e brevetti. Tra questi non compare il ruolo di Editor di rivista scientifica che, in effetti, è più un titolo scientifico che non un prodotto della ricerca. Il mio consiglio è quindi di inserirlo tra i titoli del curriculum.
Buongiorno e grazie mille per il lavoro che state facendo. Ho una domanda: il mio istituto ha depositato presso la SIAE (Registro Pubblico Speciale per Programmi per Elaboratore) un software che ho scritto anni fa. Vorrei sapere se questo può essere considerato come un brevetto e quindi inserito nelle 10 pubblicazioni (tra l’altro, io ho la ricevuta della richiesta di registrazione e la descrizione che ho depositato del software, nulla di più. Ho poi pubblicato un articolo scientifico su una rivista che ovviamente inserirò tra le 10 migliori pubblicazioni) oppure se lo devo inserire semplicemente nei “restati titoli” (o nemmeno in quelli e solo nel CV). (Greta)
Cara Greta, la registrazione di un software presso il “Registro Pubblico Software” (credo che questo sia il nome attuale del Registro) della SIAE consente di identificare il software come opera dell’ ingegno e non costituisce quindi un brevetto. In più, l’art. 45 CPI (Codice della Proprietà Industriale) stabilisce che possono essere brevettate le invenzioni che appartengono a qualsiasi settore della tecnica e prevede invece che non possono essere brevettate “a) le scoperte, le teorie scientifiche e i metodi matematici; b) i piani, i principi ed i metodi per attività intellettuali, per gioco o per attività commerciale ed i programmi di elaboratore; c) le presentazioni di informazioni“. Ciononostante, come indicato nella risposta fornita qui giù ad Antonella, un software, specie se registrato presso la SIAE, dovrebbe rientrare tra i prodotti della ricerca e quindi può essere inserito tra i prodotti di cui agli elenchi A o B. Se inserirlo o no tra i 10 prodotti scelti (elenco A) è una scelta personale. Io eviterei decisamente di inserire tra i 10 prodotti scelti sia il software che l’articolo scientifico su rivista di cui parli se che tale articolo illustra il software in questione.
Forse e’ una questione di lana caprina, ma mi chiedo se essere editore (o coeditore) di libro va inserito tra i “prodotti scientifici” o nel CV. Il libro e’ pur sempre un “prodotto”, ma il ruolo dell’editore e’ un ruolo di coordinamento e non già di avanzamento della conoscenza….. mah….. (Giuseppe)
Caro Giuseppe, un libro di cui si è “Editor” (nell’accezione anglosassone del termine) è spesso considerato un prodotto scientifico e quindi inseribile tra i prodotti scientifici di cui alle categorie A o B del bando ma, anche alla luce della definizione di prodotti della ricerca che dà l’ANVUR per la VQR 2011-2014, credo che sia più corretto inserire il ruolo di Editor tra i titoli del curriculum.
Gentilissimi colleghi, cosa si intende per “Prodotti della Ricerca”, a parte brevetti e pubblicazioni esplicitamente menzionati nel bando? Cordiali saluti e ringraziamenti per la vostra iniziativa. (Antonella)
Cara Antonella, il bando, come hai giustamente rilevato tu, non fornisce alcuna indicazione su quali siano gli “altri prodotti scientifici” da elencare e sottoporre a valutazione come titoli A e B. In mancanza di indicazioni specifiche, possiamo fare riferimento ai bandi degli ultimi concorsi ex art. 15 ove sono dettagliatamente elencati i prodotti soggetti a valutazione che non siano pubblicazioni e brevetti, ossia:
Composizioni, prodotti di comunicazione/diffusione, disegni, design, performance, mostre ed esposizioni organizzate, manufatti, prototipi e opere d’arte e loro progetti, banche dati e software, carte tematiche, solo se corredati da pubblicazioni atte a consentirne adeguate valutazioni.
Relazioni Tecniche, depositate presso le strutture CNR o altre Istituzioni pubbliche o private aventi carattere nazionale e internazionale, quali: pubblicazioni interne anche di natura gestionale; documenti di natura programmatica; relazioni scritte a seminari interni o esterni all’Ente; carte geologiche o tematiche non pubblicate a stampa; relazioni sullo stato dell’arte contenenti un esame sistematico del settore scientifico e/o professionale di intervento; relazioni finali o resoconti anche di natura gestionale di progetti ufficialmente inviati all’Ente finanziatore.
Riconoscimento anzianità e giorni di ferie non godute
Un’ultima questione, di natura più amministrativa. Sono ricercatore e ho maturato molte ore di recupero: nella remotissima ipotesi dovessi vincere, rischio di perderle (così come i giorni di ferie) oppure visto che non cambierei istituto, mi rimarrebbero “in eredità”? Scusate se chiedo ma quando ho vinto il concorso a tempo indeterminato, avevo il contratto a tempo determinato e ho perso tutto… Grazie mille e chiedo scusa se ho fatto domande su più argomenti nella stessa mail! (Greta)
Cara Greta, un ricercatore già di ruolo nel CNR che vince uno di questi concorsi non deve instaurare un nuovo rapporto di lavoro con il CNR (diversamente il CNR dovrebbe versare la liquidazione, come avviene a scadenza di un contratto a tempo determinato) e quindi non perde né i giorni di ferie non ancora godute, né le ore in eccesso che danno diritto ai riposi compensativi.
Per chi va in pensione tra sei anni conviene ancora affrontare lo stress dell’ennesimo concorso a primo ricercatore? Ammesso che si superi il concorso, non so se ci sarebbe un vantaggio economico sulla pensione visto che si sta già al top della fascia stipendiale per il III livello. Vorrei avere il vostro parere. Grazie (Annamaria)
Cara Annamaria, anche chi è in ultima fascia stipendiale (la VII) nel III livello di Ricercatore avrebbe notevoli vantaggi economici non tanto sulla pensione, quanto piuttosto sulle ultime retribuzioni e sulla liquidazione. Ipotizziamo che tu abbia 32 anni di anzianità nel III livello (e quindi sei nella VII fascia stipendiale) e che vinci il concorso per Primo Ricercatore, concorso che si concluderà tra 1 anno, quando avrai 33 anni di anzianità giuridica. In tal caso, saresti inquadrata come Primo Ricercatore in VI fascia stipendiale e nei restanti 5 anni di lavoro percepiresti una retribuzione lorda complessiva di circa 53.000 euro maggiore della retribuzione da Ricercatore di III livello e VII fascia stipendiale. Inoltre, la tua liquidazione sarebbe di circa 30.000 euro lordi più ricca.
Per completare il processo decisionale bisognerebbe poter monetizzare lo stress (quanti euro ti costa partecipare al concorso) e quantificare le probabilità di vincere il concorso.
Secondo voi chi proviene da ruoli universitari (ricercatore, associato, ordinario) vedrebbe riconosciuta la anzianità di servizio qualora vincesse? Un ricercatore a un terzo, un associato a due terzi e un ordinario quella acquisita? (Nicoletta)
Cara Nicoletta, il contratto vigente non sembra prevedere alcun riconoscimento dell’anzianità maturata nei ruoli universitari in caso di vincita di un concorso pubblico nel profilo di Ricercatore degli Enti Pubblici di Ricerca (così come non viene riconosciuta alcuna anzianità ai ricercatori e tecnologi degli EPR che diventano docenti universitari). Pertanto, nel caso di concorsi pubblici, un vincitore esterno è inquadrato nella prima fascia stipendiale. Ma, benché non ne abbia la certezza, è possibile che il CNR riconosca un eventuale assegno ad personam (pari alla differenza tra la retribuzione percepita all’università e quella spettante nel CNR), che viene gradualmente riassorbito per effetto di passaggi di fascia stipendiale e di aumenti retributivi conseguenti ai rinnovi contrattuali.
Cari colleghi, secondo voi, a un ricercatore o primo ricercatore vincitore del posto da dirigente di ricerca verrà riconosciuta l’anzianità di servizio pregressa o verrà inquadrato al livello iniziale? Grazie per la vostra utilissima iniziativa. (Giovanna)
Cara Giovanna, ai sensi della normativa contrattuale vigente (art. 22, comma 2 del DPR 568/87, poi confermato dall’art. 18, comma 10 del DPR 171/91), al Ricercatore di III livello o al Primo Ricercatore vincitore del concorso per Dirigente di Ricerca vengono riconosciuti i 2/3 dell’anzianità maturata complessivamente. Ad esempio, se il vincitore è un Primo Ricercatore con 9 anni di anzianità da Ricercatore III livello e 6 anni di anzianità da Primo Ricercatore, viene inquadrato come Dirigente di Ricerca con 10 anni di anzianità giuridica, e quindi collocato in III fascia stipendiale, con 2 anni di anzianità in detta fascia.
Buongiorno, ho dei dubbi circa l’indicazione esplicita del ruolo svolto nelle liste delle pubblicazioni. Gli articoli sono riportati ovviamente con la lista dei nomi per cui basterebbe indicare (come solitamente si fa con *) chi è (o chi sono) il corresponding author. Scrivere esplicitamente il ruolo (Primo, Ultimo e/o corresponding) mi sembra ridondante a meno che si voglia sostenere che l’ordine di pubblicazione sia quello alfabetico (come si faceva frequentemente in passato) ma a quel punto bisognerebbe includere delle dichiarazioni di tutti gli autori per certificare i ruoli effettivi. D’altronde le riviste che fanno specificare il ruolo svolto nella pubblicazione sono ancora poche. Cordiali saluti (Dario)
Caro Dario, suggeriamo di indicare il ruolo svolto dal candidato nei singoli prodotti scientifici /scelti e non scelti) perché ciò veniva esplicitamente richiesto negli ultimi bandi dei concorsi ex art. 15 e quindi è molto probabile che anche in questi concorsi le commissioni possano valutare i singoli prodotti scientifici anche sulla base del ruolo svolto. Come indicare il ruolo, se lo si vuole indicare, è a totale discrezione del candidato. Specie poiché in tantissime discipline gli autori sono elencati in ordine rigorosamente alfabetico, la mancata dichiarazione del candidato impedirebbe alla commissione di sapere il ruolo svolto dal candidato (ad eccezione, in genere, del ruolo di corresponding author e limitatamente alle pubblicazioni scelte, in quanto il corresponding author è spesso chiaramente indicato sulla pubblicazione stessa). Va infine notato che tutte le dichiarazioni dei candidati, anche quelli riguardanti il ruolo svolto nelle singole pubblicazioni, potrebbe essere oggetto di controllo da parte del CNR.
Buongiorno. Secondo voi è il caso di indicare il ruolo (corresponding author, first author, last author) per ogni paper? Come regolarsi nel caso in cui uno abbia svolto più ruoli (ad esempio first e corresponding)? e poi …. co-author significa “autore alla pari” o qualcosa di diverso? Grazie per la risposta ed in generale per il servizio che offrite. (Antonio)
Caro Antonio, benché il Bando faccia riferimento al “ruolo svolto” solo in merito al curriculum (cosicché bisogna certamente indicare il ruolo svolto ad esempio nei progetti di ricerca (responsabile o partecipante)), riteniamo utile indicare il ruolo svolto anche nell’ambito delle singole pubblicazioni. In mancanza di tale indicazione, la commissione potrebbe assumere che il ruolo svolto sia quello di “semplice coautore”, dove con coautore si indica, in generale, un autore che non sia quello principale o il corresponding author. Qualora il tuo ruolo in una pubblicazione sia stato sia di autore principale (che dovrebbe trovare riscontro nell’ordine non alfabetico in cui sono elencati gli autori della pubblicazione, cosicché l’autore principale è il primo o l’ultimo dell’elenco) che di corresponding author (ruolo quasi sempre indicato nella pubblicazione stessa), non vedo il motivo per cui tu non debba indicare il doppio ruolo svolto. Sarà poi la commissione a decidere se dare peso, e che peso dare, al doppio ruolo. Rimane però insoluta la questione di come poter dimostrare di essere l’autore principale di una pubblicazione nei tantissimi settori scientifici in cui per convenzione gli autori sono elencati nel solo rispetto dell’ordine alfabetico.
Nel bando è scritto che il vincitore potrà scegliere la sede di lavoro antecedentemente alla stipula del contratto. La scelta sarà totalmente libera o dovrà rispettare alcuni criteri legati ad esempio all’area strategica in cui si é presentata domanda? Il vincitore, se già dipendente di un Istituto CNR, potrà restare nella sede attuale incondizionatamente? (Valentina)
Cara Valentina, i bandi al comma 1 dell’art. 1 stabiliscono che l’assunzione avviene “presso una struttura del Consiglio Nazionale delle Ricerche afferente all’Area strategica del bando“. Tale affermazione è però ambigua dato che le strutture del CNR non afferiscono formalmente alle Aree strategiche ma ai Dipartimenti e, attraverso i “progetti di ricerca” definiti nel Piano di Gestione Provvisorio (il PdGP), ai Progetti dipartimentali.
Laddove esiste una formale corrispondenza tra Aree strategiche e Aree dipartimentali (vedi sezione Aree strategiche di questa pagina) è possibile ricavare una relazione tra l’Area strategiche e le strutture ad esse (indirettamente) afferenti. Ove la suddetta corrispondenza non esiste, una relazione tra Area strategica e strutture afferenti è vaga. Sembra però che l’intenzione dell’Ente sia quella di consentire ai vincitori interni di rimanere nella stessa sede.
Selezione delle pubblicazioni scelte
Buona sera. Per i 15 titoli a scelta, è utile inserire titoli molto recenti e perciò con un numero basso di citazioni ? I 15 titoli vengono giudicati uno per uno, o come insieme ? Faccio questa domanda per capire se è meglio presentare un elenco equilibrato in termini di tematiche coperte e di percorso temporale o no. (Marcel)
Caro Marcel, dalla lettura del bando si deduce che i prodotti scelti dovrebbero essere valutati singolarmente dalla commissione, dato che il bando indica il punteggio massimo (“max punti 3“) da assegnare a ciascun prodotto. Se io dovessi partecipare al concorso, sceglierei solo lavori pubblicati su riviste prestigiose, pienamente inerenti l’Area strategica. privilegiando tra questi quelli nei quali il mio ruolo sia stato di autore principale o corresponding author. Sempre nell’ambito di lavori su riviste prestigiose, sceglierei sia lavori un po’ datati ma con elevato numero di citazioni, sia lavori più recenti, anche se con un numero di citazioni più basso, per non dare l’impressione (iniziale) alla commissione che la mia produzione scientifica di qualità si sia interrotta anni fa. Non metterei cura nel garantire un equilibrio in termini di tematiche da me coperte perché la valutazione delle pubblicazioni scelte dovrebbe avvenire prima che la commissione legga e valuti sia l’elenco degli ulteriori prodotti che il curriculum (“La commissione procederà alla valutazione delle categorie dei titoli di cui alle lettere B. e C. solo per i candidati che abbiano conseguito almeno 25 punti nella categoria di cui alla lettera A.“). Ma il mio è un criterio di scelta puramente personale, non avendo io certezza di come possa ragionare la commissione.
Nel bando 367.147 DR (area strategica cambiamento globale), e probabilmente anche negli altri bandi, non è ben circoscritta la tematica del bando. Per la scelta dei 15 prodotti scelti (A) mi trovo con il problema di dover scegliere tra prodotti pesanti (pubblicazione a primo nome, IF alto, molte citazioni), ma forse non molto pertinenti all’area strategica ed altri titoli, meno pesanti, ma forse più tagliati per la tematica del bando. Considerando che i 15 prodotti da scegliere dal candidato rappresentano il 45 % del punteggio totale e pure la categoria che decide se vengono considerati i titoli delle categorie B e C, sarebbe opportuno sapere quali sono i criteri ai quali verranno sottoposti, prima di tutti se il titolo può essere non valutato oppure valutato poco, perché considerati non pertinente. Poi ovviamente sarebbe un grande aiuto nella scelta sapere quali sono i criteri di valutazione, tra primo autore/alto IF della rivista/alto numero di citazioni…. (Marcel)
Caro Marcel, non siamo assolutamente in grado di darti un consiglio su quanto ci chiedi, perché ci è impossibile quantificare la non piena pertinenza delle tue pubblicazioni “pesanti” e perché non abbiamo idea di quanto la pertinenza di una pubblicazione all’area strategica pesi nella valutazione della commissione. Se io dovessi partecipare al concorso, eviterei di inserire tra le pubblicazioni scelte quelle poco pertinenti, adottando quindi un criterio di selezione meno rischioso, anche perché la non (piena) pertinenza di una pubblicazione è un’arma molto forte in mano alla commissione. Ma se le mie migliori pubblicazioni più pertinenti fossero così poco “pesanti” da farmi escludere quasi sicuramente dal concorso (un punteggio medio di 1.5 punti per ciascuna delle 15 pubblicazioni mi porterebbe fuori dal concorso), allora mi sentirei costretto ad adottare una strategia ad alto rischio e scegliere le pubblicazioni “pesanti”.
Gent.mi, ho molti dubbi riguardo la scelta delle 10 pubblicazioni: la mia produzione scientifica è iniziata nel 1992 ed è sempre proseguita con una certa continuità. Ora ovviamente I vecchi lavori sono quelli che hanno più citazioni, quindi a parità di altri indici bibliometrici non so se inserire anche alcune pubblicazioni di oramai 20 fa (con circa 130 citazioni) oppure preferire le due ultime pubblicazioni dell’anno scorso (con 0 /2 citazioni). Potete darmi il vostro parere su quest’argomento. Mille grazie in anticipo e complimenti per l’iniziativa Un caro saluto (Annalisa)
Cara Annalisa, la scelta delle 10 (o 15 pubblicazioni) è certamente la cosa più delicata perché va fatta alla cieca, senza alcuna indicazione sui criteri, anche bibliometrici, che la commissione (o le due commissioni, se si partecipa a due bandi differenti) potrà adottare. Il mio consiglio personale, ma non avvalorato da alcun fatto obiettivo, è di scegliere qualche pubblicazioni con alto numero di citazioni anche se vecchia, qualche pubblicazione su rivista molto prestigiosa (alto IF) e diversi lavori in cui il ruolo svolto è di autore principale o corresponding author. Specie le pubblicazioni in cui si è autore principale dovrebbero essere abbastanza recenti, in modo da dare prova di continuità nella pubblicazione “di qualità” e di crescita professionale.
Come verrà valutato un articolo selezionato di cui non si è primo autore o corresponding? Un articolo con ottimi parametri bibliometrici ma di cui si è secondo o terzo autore verrà scartato? Meglio inserire uno di cui si è primo autore, anche se ha poche citazioni? Grazie (Filippo)
Caro Filippo, è impossibile sapere come verranno valutate le pubblicazioni scelte. In teoria, dovrebbero essere valutate tramite una peer review ma penso (temo) che la valutazione avverrà anche (se non soprattutto) utilizzando indicatori bibliometrici. Se è meglio inserire un lavoro di cui si è autore principale ma con poche citazioni o un lavoro ricco di citazioni ma del quale si è solo coautore non te lo so proprio dire. Bisogna però tener presente che nella declaratoria dei profili di “Primo Ricercatore” e di “Dirigente di Ricerca” data dal DPR 171/1991, è scritto che ad un Primo ricercatore si chiede “Capacità acquisita, comprovata da elementi oggettivi, nel determinare autonomamente avanzamenti significativi nelle conoscenze nel settore preminente di attività” e ad un Dirigente di ricerca si chiede “Capacità acquisita, comprovata da elementi oggettivi nel determinare autonomamente avanzamenti di particolare originalità, significato e valore internazionale nel settore prevalente di ricerca“. Come vedi, per entrambi i profili si parla di “determinare autonomamente avanzamenti”, cosa che può essere comprovata nel ruolo svolto come autore principale e corresponding author nelle pubblicazioni. Pertanto, il mio consiglio è di inserire tra le pubblicazioni scelte un buon numero di lavori in cui il ruolo svolto non è di semplice coautore e, qualora tali pubblicazioni non avessero un elevato numero di citazioni, inserire altre pubblicazioni con elevato numero di citazioni e buoni indicatori bibliometrici della rivista (alto IF, ad esempio).
Ogni bando è riferito ad una area strategica, e la rispondenza del curriculum all’area strategica sarà oggetto di valutazione delle Commissioni (Art. 6 comma 1 punto C). Non si capisce però se anche le 10/15 pubblicazioni scelte (punto A) e le altre pubblicazioni (punto B) saranno valutate tenendo conto della loro pertinenza con l’area strategica. Questo fa una grande differenza in fase di scelta delle pubblicazioni: meglio inserire una pubblicazione in rivista con alto IF anche se non pienamente in tema con l’area strategica, oppure una su rivista di più basso IF ma più in tema? Cordiali saluti (Francesco)
Caro Francesco, la rispondenza tra l’Area Strategica e i titoli posseduti si estende, a mio avviso, a tutti i titoli presentati e, pertanto, anche alle pubblicazioni scelte e alle altre pubblicazioni. Questo perché le pubblicazioni rappresentano senz’altro i titoli più significativi della carriera di un ricercatore. Al fine di evitare che qualcuna delle pubblicazioni da te inserite nell’elenco delle pubblicazioni scelte sia considerata non attinente dalla commissione e quindi non valutata, può convenire a mio avviso scegliere pubblicazioni pienamente attinenti all’Area strategica, pur a discapito di qualche punto di IF. Ma la decisione può essere presa solo conoscendo le varie alternative ed è in ogni caso condizionata dalla propensione individuale al rischio.
Buongiorno, secondo voi conviene indicare tra le 10/15 pubblicazioni selezionate quelle in corso di stampa (per le quali si ha già l’accettazione formale e un DOI, ma che non sono ancora incluse in un numero ben definito della rivista)? Grazie, cari saluti. (Mauro)
Caro Mauro, gli articoli in corso di stampa già al momento della presentazione della domanda possono essere incluse nell’elenco delle pubblicazioni scelte con una certa cautela. Non dovrebbero esserci problemi se l’articolo è già stato pubblicati on line; infatti, anche l’ANVUR nel bando della VQR 2010-2014 ha stabilito che “Nel caso di doppia pubblicazione, in formato elettronico prima e cartaceo poi, vale la data di prima pubblicazione (ad esempio, un articolo pubblicato in formato elettronico nel 2014 può essere presentato alla valutazione anche se il fascicolo della rivista che lo contiene ha una data di pubblicazione posteriore al 31 dicembre 2014)“. Diversamente, eviterei di inserire un lavoro non ancora pubblicato in alcuna forma tra le pubblicazioni scelte. E’ infatti difficile, ma non impossibile, che un lavoro, inizialmente accettato per la pubblicazione (anche dopo un processo di referaggio) venga successivamente “bloccato”; ciò può succedere, ad esempio, quando l’Editore decide di pubblicare l’articolo insieme a commenti su di esso richiesti, tipicamente solo dopo l’accettazione del lavoro, ad altri esperti (che non siano i reviewer) e qualcuno di questi evidenzi errori o forme di plagio nel lavoro sottoposto al suo commento. Specie nella selezione dei prodotti scelti bisogna evitare ad ogni costo che il prodotto venga considerato “non valutabile” dalla commissione.
Mi è stato sempre difficile capire come vengono valutati i libri e i capitoli di libri. E’ vero che anche loro hanno un numero di citazioni, ma mancano dell’IF….. meglio evitarli? A proposito di IF della rivista (che vanno su e giù negli anni), vorrei sapere se è opportuno indicare quello relativo all’anno di pubblicazione, oppure l’ultimo disponibile, fermo restando che deve rimanere lo stesso criterio per tutti e 10 (15) prodotti. Grazie! (Giuseppe)
Caro Giuseppe, l’opportunità o meno di inserire libri o capitoli di libri tra i prodotti scientifici scelti dipende ovviamente dalla produzione scientifica del candidato e dall’area scientifico-disciplinare cui si concorre. In genere, come scrivi anche tu, i capitoli di libri sono meno “apprezzati” degli articoli pubblicati su riviste censite dall’ISI o da Scopus perché, molto spesso, essi non devono superare alcun serio processo di revisione (cosa che succede invece alle pubblicazioni su riviste censite). E’ pur vero, però, che le pubblicazioni scelte dovrebbero essere valutate, attraverso una peer review, sulla base del loro contenuto scientifico e non sulla base dell’importanza o autorevolezza dell’editore e/o degli indicatori bibliometrici, ma penso (temo) che ciò non accadrà (non foss’altro che a causa del gran numero di candidati che ciascuna commissione dovrà presumibilmente esaminare). Diverso è il discorso per quanto riguarda i libri (di cui però si è autori, e non “editor”) che, specie in alcuni settori “umanistici”, rappresentano senz’altro il prodotto scientifico più prestigioso.
Per quanto riguarda l’anno di riferimento dell’IF delle riviste, ti rimando alle risposta già date alla sezione Indicatori bibliometrici.
Tra i dieci prodotti scientifici scelti è consigliabile inserire delle review di cui il partecipante è primo autore? Sono giudicate al pari di un original paper? (Valentina)
Cara Valentina, darti il consiglio che chiedi è molto difficile non conoscendo l’intera tua produzione scientifica da cui selezionare le pubblicazioni scelte. In linea di massima, una review è giudicata meno importante di un original paper ma se tu hai pochissimi original papers a singolo autore o di cui l’autore principale, pubblicati su riviste analoghe per importanza (IF od altro) alla rivista dove hai pubblicato la review, allora potrebbe essere opportuno inserire tra le pubblicazioni scelte anche una review di cui sei l’autore principale (specie se la review è corposa).
Buongiorno, esistono dei criteri ragionevoli secondo i quali selezionare le 10 pubblicazioni? Grazie (Filippo)
Caro Filippo, la selezione delle 10 (o 15) pubblicazioni scelte è cosa molto delicata dato che il bando non dà alcuna indicazione sui criteri con cui verranno valutate. In teoria, le pubblicazioni scelte dovrebbero essere soggette a peer review (ogni commissario dovrebbe leggerle e valutarle personalmente), altrimenti non ci sarebbe bisogno di accluderle alla domanda. Nella realtà, temo che l’elevato numero di candidati (credo che saranno almeno 100 per ogni concorso per Primo Ricercatore) e la limitata competenza di molti commissari nella tematica di ciascun lavoro presentato faranno sì che, perlomeno nelle cosiddette Aree bibliometriche, anche la valutazione delle pubblicazioni scelte sarà fatta prevalentemente sulla base di indicatori bibliometrici, oltre che sul ruolo svolto dal candidato (in qualità di principale autore e/o corresponding author). Suggerirei allora di usare gli stessi criteri adoperati per selezionare le pubblicazioni sottoposte alla VQR 2010-2014 (che per le Aree bibliometriche significava alto IF della rivista ed elevato numero di citazioni annue), dando preferenza alle pubblicazioni di cui è stati l’autore principale e/o il corresponding author.
Buonasera, nella sezione J delle Dichiarazioni “di essere/essere stato dipendente di altra Pubblica Amministrazione”, nel caso in cui si è e si sia stato Associato ad Enti di Ricerca italiani in qualità di Borsista e Assegnista, e quindi non come dipendente cosa bisogna dichiarare? Oltretutto al momento possiedo un contratto di Assegno di Ricerca presso un Istituto di Ricerca e non so proprio cosa rispondere a quella domanda. Grazie (Gianfranco)
Caro Gianfranco, va innanzitutto rilevato che la domanda di partecipazione è, sulla questione, dissimile dal bando che invece chiede al candidato di dichiarare “gli eventuali servizi prestati presso Pubbliche Amministrazioni e le eventuali cause di risoluzione degli stessi“. La differenza riguarda sia il tipo rapporto di lavoro (da “servizi prestati” si passa a “dipendente“) che le Pubbliche Amministrazioni (che nella domanda esclude il CNR). La dichiarazione viene chiesta essenzialmente (se non esclusivamente) per appurare eventuali cause di risoluzione del contratto di cui il CNR non sia a conoscenza (e quindi nella domanda si parla solo di “altra Pubblica Amministrazione“). Entrando ora nello specifico delle tue attività, un Associato al CNR o a altro Ente di Ricerca non è di per sé un dipendente, e quindi nulla va dichiarato, ma essendo tu Assegnista di ricerca presso un Istituto di Ricerca (presumo non il CNR) è meglio che lo dichiari, specificando che il contratto è ancora in essere.
Il campo “J” della sezione “Dichiarazioni” della Domanda on line recita “di essere/essere stato dipendente di altra Pubblica Amministrazione”. Per “altra Pubblica Amministrazione” va inteso altra Pubblica Amministrazione italiana o vanno presi in considerazione anche eventuali rapporti di lavoro dipendente (a tempo determinato/indeterminato e tempo pieno/part-time) presenti o passati con pubbliche amministrazioni di altri paesi? Grazie (Mieke)
Caro Mieke, credo che, dato l’uso della lettera iniziale in maiuscolo, per “Pubblica Amministrazione” si intendano solo quelle italiane ma, nel dubbio, puoi inserire i servizi prestati presso tutte le pubbliche amministrazioni, anche quelle straniere, indicando anche le eventuali cause di risoluzione dei servizi. In ogni caso, non sono titoli valutabili. Credo che la dichiarazione dei servizi prestati presso altre “Pubbliche Amministrazioni” sia funzionale alle due successive dichiarazioni: “di non essere stato destituito o dispensato dall’impiego presso una Pubblica Amministrazione per […], nonché di non essere stato interdetto dai pubblici uffici in base a sentenza passata in giudicato“, e “di non essere stato licenziato per motivi disciplinari a norma dei contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati per i comparti della Pubblica Amministrazione”.
Cari colleghi, cosa bisogna inserire al punto J delle dichiarazioni (servizi prestati presso pubbliche amministrazioni), nel caso di dipendente INFM poi confluito in CNR? Grazie mille dell’aiuto. (Giuliana)
Cara Giuliana, l’INFM è stato assorbito dal CNR per cui tutta l’anzianità giuridica maturata presso l’INFM è stata “trasferita” al CNR. Pertanto, a mio avviso, il servizio prestato presso l’INFM, specie se con contratto a tempo indeterminato, non andrebbe inserito al punto J delle dichiarazioni. Se però sul libro matricola del CNR, alla tua sezione “Storico contratti”, mancano i servizi prestati presso l’INFM, allora tali servizi vanno indicati al punto J.
Titoli di preferenza e congedi per maternità
Tra le dichiarazioni da inserire o meno nel modulo di domanda online c’è: H) essere in possesso di titoli di preferenza da far valere a ‘parità di valutazione’, previsti dall’art. 5 del DPR n.487/1994, e successive modificazioni ed integrazioni. L’art. 5 del citato DPR dice che la preferenza a parità di merito e di titoli è determinata fra l’altro dal numero di figli a carico. Bisogna indicare a questo stadio che si hanno figli a carico? Bisogna quindi segnare “SI” al punto H della domanda? (Carlo)
Caro Carlo, il bando stabilisce che i titoli di preferenza eventualmente in possesso del candidato “devono essere espressamente menzionati nella domanda, pena la non valutazione dei medesimi“. E’ evidente quindi che già nella domanda di partecipazione al concorso devi indicare il titolo di preferenza in tuo possesso, ossia avere un dato numero di figli a carico. Inoltre, come riportato nel bando stesso, al fine di far valere i titoli di preferenza a parità di merito, i candidati dovranno inviare al Responsabile del procedimento, con tempistica che dipende dal livello per cui si concorre, una dichiarazione sostitutiva di certificazione o dell’atto di notorietà attestante il possesso dei predetti titoli alla data di scadenza del termine utile per la presentazione della domanda di partecipazione al concorso.
Sono ricercatore CNR III livello. posso per questo dichiarare nella domanda (H) di essere in possesso di titoli di preferenza da far valere a parità di valutazione, ovvero per “aver prestato lodevole servizio a qualunque titolo per non meno di un anno, nell’amministrazione che ha indetto in concorso“? (Antonella)
Cara Antonella, vedi a riguardo la risposta che abbiamo dato qui giù a Carlo.
Mi chiedevo se in qualche modo venisse considerata l’assenza dal lavoro per maternità (e il relativo probabile rallentamento dell’attività), indipendentemente dal titolo di precedenza relativo ai figli a carico. Grazie. (Barbara)
Cara Barbara, il bando non “concede” alcun beneficio a chi ha usufruito di congedi per maternità o per altri motivi estranei allo svolgimento di attività di ricerca, quali congedo parentale e malattia. Di tali periodi di congedo ha, invece, tenuto conto l’ANVUR nel bando della VQR 2011-2014 nel calcolare il numero di prodotti attesi da sottomettere alla valutazione.
L’art. 4 del DPR 487/1994 riporta al comma 4 il seguente criterio di preferenza: ‘coloro che abbiano prestato lodevole servizio a qualunque titolo, per non meno di un anno nell’amministrazione che ha indetto il concorso’. Cosa si intende per ‘lodevole servizio’? Come si dimostra o si attesta? (Carlo)
Caro Carlo, l’attestato che certifichi che un dipendente abbia “prestato lodevole servizio” è rilasciato, nel CNR, dal Direttore/Dirigente della struttura di afferenza. In almeno un caso (del 2010), tale attestato è stato rilasciato, ad un assegnista di ricerca, dal Responsabile della allora UOS. Nell’Allegato A del Bando di concorso n. 364.122M del 2012 per CTER, il CNR ha specificato che il lodevole servizio è “da comprovarsi mediante produzione di copia dello stato di servizio con l’eventuale indicazione dei giudizi riportati“. Tieni presente che attestati di aver “prestato lodevole servizio” presso il CNR di cui siamo a conoscenza riguardano al più assegnisti di ricerca e non Ricercatori e Tecnologi. Informazioni in merito alla dichiarazione su stato di servizio possono essere richieste all’Ufficio Assunzioni e immatricolazioni del CNR: http://www.urp.cnr.it/pagina.php?id=33.
Avere un genitore invalido con legge 104 non costituisce titolo di preferenza? (Osvalda)
Cara Osvalda, i titoli di preferenza sono quelli stabiliti dall’art. 8 del DPR n.487/1994 (vedi risposta a Giovanni) e, tra di essi c’è l’essere figli di invalidi “di guerra ex combattenti”, “per fatto di guerra” e “per servizio nel settore pubblico e privato“. Pertanto, è necessario che l’invalidità del genitore rientri tra cause summenzionate affinché ciò costituisca titolo di preferenza. Cogliamo l’occasione per segnalare che il titolo di preferenza più comunemente posseduto, ma spesso ignorato, è l’avere figli a carico.
Gent.mi, volevo sapere quali sono i titoli di preferenza di cui si fa menzione all’Art. 8 del bando e nella sezione “dichiarazioni”, senza esplicitarli (si indica solo il riferimento normativo). Grazie mille. Cordiali saluti. (Giovanni)
Caro Giovanni, l’art. 8 del bando fa riferimento al DPR n.487/1994 che, ai commi 4 e 5 dell’art. 5, stabilisce che:
4. Le categorie di cittadini che nei pubblici concorsi hanno preferenza a parità di merito e a parità di titoli sono appresso elencate. A parità di merito i titoli di preferenza sono: 1) gli insigniti di medaglia al valor militare; 2) i mutilati ed invalidi di guerra ex combattenti; 3) i mutilati ed invalidi per fatto di guerra; 4) i mutilati ed invalidi per servizio nel settore pubblico e privato; 5) gli orfani di guerra; 6) gli orfani dei caduti per fatto di guerra; 7) gli orfani dei caduti per servizio nel settore pubblico e privato; 8) i feriti in combattimento; 9) gli insigniti di croce di guerra o di altra attestazione speciale di merito di guerra, nonché i capi di famiglia numerosa; 10) i figli dei mutilati e degli invalidi di guerra ex combattenti; 11) i figli dei mutilati e degli invalidi per fatto di guerra; 12) i figli dei mutilati e degli invalidi per servizio nel settore pubblico e privato; 13) i genitori vedovi non risposati, i coniugi non risposati e le sorelle ed i fratelli vedovi o non sposati dei caduti di guerra; 14) i genitori vedovi non risposati, i coniugi non risposati e le sorelle ed i fratelli vedovi o non sposati dei caduti per fatto di guerra; 15) i genitori vedovi non risposati, i coniugi non risposati e le sorelle ed i fratelli vedovi o non sposati dei caduti per servizio nel settore pubblico o privato; 16) coloro che abbiano prestato servizio militare come combattenti; 17) coloro che abbiano prestato lodevole servizio a qualunque titolo, per non meno di un anno nell’amministrazione che ha indetto il concorso; 18) i coniugati e i non coniugati con riguardo al numero dei figli a carico; 19) gli invalidi ed i mutilati civili; 20) militari volontari delle Forze armate congedati senza demerito al termine della ferma o rafferma.
5. A parità di merito e di titoli la preferenza è determinata: a) dal numero dei figli a carico, indipendentemente dal fatto che il candidato sia coniugato o meno; b) dall’aver prestato lodevole servizio nelle amministrazioni pubbliche; c) dalla maggiore età.
Modulo da compilare ed inviare:

References: art. 15
 art.7
 art. 15
 Art. 2
 art. 15
 art. 3
 art. 15
 art. 15
 art. 15
 art. 15
 art. 15
 sentenza