Source: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=16&id=00648084&part=doc_dc-allegatob_ab&parse=no
Timestamp: 2013-05-21 16:56:17+00:00

Document:
Sono in congedo i senatori: Amato, Baldini, Butti, Ciampi, Colombo, Dell'Utri, Delogu, Fantetti, Ghigo, Pera, Pisanu, Scarpa Bonazza Buora, Thaler Ausserhofer e Zavoli.
Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Chiti, per attività di rappresentanza del Senato; Marino Ignazio Roberto Maria e Mascitelli, per attività della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale; Stiffoni, per attività del Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen, di vigilanza sull'attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione; Giaretta e Marcenaro, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa; Casson, per partecipare ad una conferenza internazionale.
Il Presidente della Camera dei deputati, in data 14 marzo 2012, ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare per la semplificazione della legislazione il deputato Francesco Laratta, in sostituzione del deputato Antonio Misiani, dimissionario.
previ pareri delle Commissioni 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 10° (Industria, commercio, turismo), 11° (Lavoro, previdenza sociale), 12° (Igiene e sanita'), Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 15/03/2012 );
Norme in materia di impiego dei rimborsi delle spese elettorali sostenute dai partiti politici (3126)
previ pareri delle Commissioni 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro)
Modifica all'articolo 69 della Costituzione, in materia di senatori a vita (3136)
Sen. Biondelli Franca ed altri
Istituzione del progetto nazionale "Anziani valore aggiunto nella società civile" (3145)
previ pareri delle Commissioni 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 10° (Industria, commercio, turismo), 11° (Lavoro, previdenza sociale), 12° (Igiene e sanita'), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali), Commissione parlamentare questioni regionali
Sen. Caselli Esteban Juan, Sen. Giordano Basilio
Istituzione della Giornata nazionale del nascituro (3165)
previ pareri delle Commissioni 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), Commissione parlamentare questioni regionali
Disposizioni in materia di efficienza e ottimizzazione del lavoro pubblico (3170)
Disposizioni in materia di responsabilità disciplinare dei magistrati e di trasferimento d'ufficio (3169)
C.4946 approvato dalla Camera dei Deputati
previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14° (Politiche dell'Unione europea)
C.4945 approvato dalla Camera dei Deputati
Disposizioni in materia di alienazioni dei beni degli enti locali (3166)
Disposizioni in materia di riduzione del contenzioso tributario (3167)
Sen. Donaggio Cecilia ed altri
Disposizioni in materia di responsabilità sociale delle imprese (3116)
previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 3° (Affari esteri, emigrazione), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 9° (Agricoltura e produzione agroalimentare), 11° (Lavoro, previdenza sociale), 12° (Igiene e sanita'), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14° (Politiche dell'Unione europea), Commissione straordinaria diritti umani, Commissione parlamentare questioni regionali
Sen. Musso Enrico ed altri
Delega al Governo per l'istituzione di un reddito minimo garantito di cittadinanza (3113)
previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 12° (Igiene e sanita'), 14° (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali
Modifiche alla legge 5 giugno 1997, n. 147, concernenti la durata dei trattamenti speciali di disoccupazione in favore dei lavoratori frontalieri italiani in Svizzera rimasti disoccupati a seguito della cessazione del rapporto di lavoro (3180)
C.3391 approvato in testo unificato dalla Camera dei Deputati (TU con C.3392, C.3616);
Riordino della Croce Rossa Italiana (1842)
previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 3° (Affari esteri, emigrazione), 4° (Difesa), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali), Commissione parlamentare questioni regionali
Disposizioni in materia di donazione di gameti e embrioni per fini riproduttivi o per la ricerca scientifica (3098)
(assegnato in data 15/03/2012 ).
I senatori Tedesco, Zanoletti, Thaler Ausserhofer, Costa, Di Stefano e Incostante hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-02709 dei senatori Lauro ed altri.
(Pervenute dall'8 al 14 marzo 2012)
SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 156
CALDEROLI: su un presunto festeggiamento a palazzo Chigi (4-06516) (risp. GIARDA, ministro per i rapporti con il Parlamento)
FLERES: sull'acquisizione da parte di Alitalia di WindJet e Blu Panorama (4-06714) (risp. PASSERA, ministro delle infrastrutture e trasporti)
GARAVAGLIA Mariapia: sul progetto di una variante lungo la strada statale 12, in provincia di Verona (4-06285) (risp. PASSERA, ministro delle infrastrutture e trasporti)
GRAMAZIO: sulla persecuzione dei cristiani nel mondo (4-06509) (risp. DASSU', sottosegretario di Stato per gli affari esteri)
LANNUTTI, GIAMBRONE: sulla vicenda di un passeggero aggredito da un cane a bordo di un treno (4-05583) (risp. PASSERA, ministro delle infrastrutture e trasporti)
OLIVA: sul rischio di infiltrazioni della criminalità nell'ambito delle manifestazioni degli autotrasportatori svoltesi recentemente in Sicilia (4-06650) (risp. DE STEFANO, sottosegretario di Stato per l'interno)
SPADONI URBANI: sulla riduzione dei collegamenti ferroviari in Umbria (4-06318) (risp. PASSERA, ministro delle infrastrutture e trasporti)
VALDITARA: su interventi di viabilità a Paderno Dugnano (Milano) (4-06154) (risp. PASSERA, ministro delle infrastrutture e trasporti)
VICARI: sull'inadeguatezza dei servizi ferroviari in Sicilia (4-06315) (risp. PASSERA, ministro delle infrastrutture e trasporti)
MASCITELLI, BELISARIO - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:
la Società europea veicoli leggeri (SEVEL) è una società automobilistica nata nel 1978 come joint-venture fra la Fiat Group Automobiles (la divisione automobilistica del gruppo FIAT, che al tempo della fondazione della SEVEL era denominata FIAT Auto SpA) ed il gruppo PSA e si occupa, in Italia, della produzione dei veicoli commerciali e di alcuni monovolume con marchio FIAT, FIAT Professional e Lancia;
la SEVEL attualmente dispone in Europa di due impianti produttivi di cui uno ad Atessa (Chieti) denominato "SEVEL-Sud";
nel 2006 quasi 400 lavoratori vennero assunti da SEVEL, con contratti a tempo determinato; nel 2007 con un apposito accordo sindacale ne è stata prevista la stabilizzazione con il passaggio a contratti a tempo indeterminato;
allo scadere dell'ultimo contratto tali lavoratori, invece di essere stabilizzati, venivano nuovamente assunti con contratto a tempo determinato ed allo scadere di questo (tra la fine di dicembre 2008 e l'inizio di gennaio 2009), con il sopraggiungere della crisi economica, non venivano riassunti, mentre contemporaneamente SEVEL procedeva alla conferma di altri 300 lavoratori già assunti con contratti di apprendistato;
circa 150 tra i lavoratori non stabilizzati decisero di impugnare la mancata trasformazione del contratto davanti al giudice del lavoro presso il competente tribunale di Lanciano (Chieti);
nel 2011 la SEVEL decideva di procedere a nuove assunzioni con contratti atipici: tuttavia gli ex lavoratori a tempo determinato sono stati di fatto ignorati e solo pochi tra essi sono stati riassunti nuovamente, ma tra questi non figurava nessuno di coloro che avevano presentato ricorso al giudice del lavoro;
il 12 gennaio 2012 il giudice del lavoro ha emesso la sentenza di primo grado per i primi due ricorrenti e, alcuni giorni dopo, per altri tre ricorrenti condannando la SEVEL al reintegro di questi cinque lavoratori, alla trasformazione del loro contratto in assunzione a tempo indeterminato e al risarcimento in loro favore del periodo che va dal giorno del licenziamento (mancata trasformazione del contratto) al giorno del reintegro;
in base alle norme di cui alla legge 4 novembre 2010, n. 183 (cosiddetto collegato lavoro), di fatto la SEVEL dovrà risarcire ai lavoratori solo sei mensilità e non tutto il periodo tra il licenziamento ed il reintegro, come invece previsto dalla sentenza, arrecando dunque un ulteriore danno ai lavoratori ingiustamente lasciati senza lavoro;
la SEVEL, ad oggi, di fatto non ha ancora proceduto ad applicare la sentenza di reintegro poiché pur versando il salario ai lavoratori non permette loro di recarsi al lavoro;
la Fiat, come peraltro ha essa stessa pubblicamente ammesso, sta operando nello stesso modo in cui ha operato nel caso dei tre operai licenziati dallo stabilimento di Melfi (Potenza), ovvero si rifiuta di applicare la sentenza fino al giudizio definitivo;
nel caso dei lavoratori della SEVEL non sussiste neppure la giustificazione della mancanza di rapporto di fiducia tra le due parti, in quanto tale situazione si è venuta a determinare per errata applicazione dei contratti e delle leggi vigenti da parte dell'azienda e i lavoratori mai sono venuti meno ai propri doveri,
quali iniziative il Governo intenda mettere in campo al fine di conoscere il piano industriale e affinché la Fiat mantenga comunque vincoli e garanzie a tutela dei diritti dei lavoratori, soprattutto in un territorio come quello della provincia di Chieti, già pesantemente penalizzato dalla chiusura di diverse realtà industriali;
se non intenda urgentemente impegnarsi, e con quali iniziative intenda farlo, per fornire un adeguato sostegno al reddito dei lavoratori delle piccole e grandi aziende in crisi e per risolvere l'emergenza clamorosa che si vive in val di Sangro.
(3-02729)
la stampa ha in questi giorni sottolineato che oltre 40.000 docenti non entrano in classe poiché beneficiari di distacchi presso l'amministrazione centrale o periferica;
i sacrifici imposti dall'attuale congiuntura economica e finanziaria sono stati affrontati con dignità e consapevolezza, posto che si trattava di operazioni necessarie e, grazie alle indicazioni contenute nei testi che regolamentano e accompagnano la riforma, hanno consentito al sistema scuola di reggere senza eccessivi traumi;
è noto a tutti che proprio in questi giorni è stato in discussione il provvedimento che avrebbe dovuto assicurare l'assunzione di circa 10.000 unità di personale docente ed Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario);
il Ministero ha diffuso una nota di chiarimento, con una tale dovizia di particolari e dettagli, da non consentire un'analisi sistematica della differenza tra posti in organico ed insegnanti in servizio pari a 41.503 unità;
si ritiene che questi argomenti debbano essere trattati con grande attenzione ed alto senso di responsabilità da parte delle figure apicali del Ministero e dei suoi dirigenti responsabili della comunicazione,
quali accorgimenti il Ministro in indirizzo abbia posto o intenda porre in essere per contenere il fenomeno dei distacchi del personale e per affrontare la questione delle inidoneità professionali;
quali misure intenda adottare per risolvere la questione della mancata corrispondenza tra numero di cattedre e numero di insegnanti, nella prossima determinazione degli organici, alla luce dei relativi provvedimenti in itinere;
come intenda superare l'anacronistica differenza tra organico di diritto ed organico di fatto, che genera tali differenze;
perché, a fronte di queste, tra cattedre ed organici il Ministero abbia insistito per una norma che prevedeva l'aumento inopinato degli organici di 10.000 insegnanti, che andrebbero al massimo a svolgere mansioni di supplenti, anche nell'eventuale determinazione di organici di istituto o di reti di istituti.
(3-02733)
VITA, AMATI, DI GIOVAN PAOLO, NEROZZI - Al Ministro degli affari esteri - Premesso che:
il 9 marzo 2012 l'esercito israeliano ha aperto i bombardamenti aerei su Gaza, con il pretesto di colpire il capo dei comitati di resistenza popolare, in quanto secondo fonti governative israeliane stava progettando un attentato sul confine meridionale d'Israele;
il leader della resistenza è stato vittima di un omicidio mirato attraverso un razzo sulla sua auto lo stesso venerdì 9 marzo;
il bilancio delle vittime sale quotidianamente: ad oggi si contano 25 morti e 80 feriti, tra cui numerosi bambini; i primi 15 a perdere la vita sono stati tutti giovani sotto i 30 anni di età;
l'azione israeliana ha scatenato numerose polemiche sul piano internazionale. Il Governo giordano ha ufficialmente condannato la "barbara aggressione", mentre la Cina ha esortato il Governo di Tel Aviv di fermare i suoi attacchi aerei;
la Cina è notevolmente preoccupata per l'escalation di violenza che sta interessando la striscia di Gaza. Così riferisce il Ministro degli esteri cinese Liu Weimin: "Chiediamo alla parte israeliana per fermare i raid contro Gaza. Speriamo che le parti interessate possono smettere di sparare immediatamente al fine di evitare perdite di civili innocenti";
alle condanne di Cina e Giordania si aggiungono anche quelle degli attivisti turchi dell'Organizzazione dei diritti umani e solidarietà che ieri hanno tenuto ad Ankara una manifestazione per condannare i raid aerei israeliani;
il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha recentemente affermato di non aver nessuna intenzione di fermare le azioni belliche contro la striscia,
quale linea politica il Governo italiano intenda perseguire in merito a tale delicata questione;
se e quali i misure intenda adottare per condannare le azioni belliche del Governo israeliano.
(3-02734)
la nuova tassazione sui terreni e sugli immobili IMU contenuta nel decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 22 dicembre 2011 (cosiddetto decreto salva Italia), innova e aumenta decisamente l'ammontare dell'imposta sui terreni agricoli e sui fabbricati rurali;
tutte le organizzazioni che rappresentano gli agricoltori italiani hanno manifestato la loro vivissima preoccupazione per questo carico fiscale che penalizza eccessivamente il comparto primario che svolge una funzione trainante nell'ambito del sistema economico e che versa attualmente in una situazione di crisi;
le medesime, con calcoli documentati, hanno quantificato l'ammontare delle nuove imposte a 1.500.000.000 euro;
al contrario, il Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze dottor Vieri Ceriani, nella sua audizione presso la 9 a Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare) del Senato il giorno 29 febbraio 2012, ha sostenuto che l'aggravio del settore agricolo non supererebbe alcune decine di milioni di euro;
considerato che per una valutazione oggettiva degli effetti e dell'opportunità del provvedimento è necessario che sia il Governo sia il Parlamento abbiano a disposizione dati certi e veritieri,
si chiede di conoscere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno adoperarsi per acquisire con urgenza e comunicare al Parlamento stime fondate circa l'ammontare dell'imposta municipale unica sul settore agricolo.
(4-07096)
negli ultimi anni il sovrappeso e l'obesità nei bambini e negli adulti di tutto il mondo hanno raggiunto dati preoccupanti tanto da indurre l'Organizzazione mondiale della sanità a lanciare un segnale di allarme e a creare una "international obesity task force";
una materia tanto delicata come l'alimentazione deve sempre essere trattata con competenza, mentre circolano sempre più nel nostro Paese nei vari canali di comunicazione che propongono pacchetti di diete accompagnate da libri e prodotti da banco con indicazioni e promesse allettanti ma di dubbia natura scientifica;
tante figure, che non hanno titoli adeguati e riconosciuti, danno consigli alla genericità dei cittadini;
ritenuto che le diete devono essere prescritte, dopo attenti esami delle condizioni psicofisiche del soggetto, in modo individualizzato da persone competenti,
si chiede di conoscere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno adoperarsi per mettere ordine in questa delicata materia ponendo fine ad attività non idonee e a propagande illusorie e potenzialmente pericolose.
(4-07097)
GRAMAZIO - Ai Ministri dell'interno, dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:
molte Regioni per quanto concerne l'ambiente e lo smaltimento dei rifiuti sono inosservanti delle direttive comunitarie, esponendo il Paese a rischio di sanzioni a causa dell'inerzia dei loro uffici competenti e delle lungaggini di anni per la concessione di autorizzazioni;
alcuni assessorati ed uffici di programmazione per l'ambiente della Regione Puglia, pur non sfuggendo a quanto sopra descritto, sembrano avere più che solleciti e frequenti rapporti con aziende del settore spesso protagoniste delle cronache giudiziarie;
su "Affari & Finanza" di "la Repubblica" di lunedì 12 marzo 2012, nell'articolo "Fuga dalla palude Italia. Gli investitori esteri si sono ridotti alla metà", si legge fra l'altro che la British Gas Italia, dopo 11 anni di attesa e 250 milioni di euro spesi, ha messo in mobilità le 20 persone già assunte per il progetto di un rigassificatore a Brindisi ed ha annunciato il suo addio all'Italia;
"La Gazzetta del Mezzogiorno" ha in più occasioni denunciato come la Regione Puglia perda di fronte al TAR circa il 70 per cento dei ricorsi sui temi di ambiente ed energia, con grave danno economico per la collettività;
è notizia di questi giorni la richiesta da parte della ditta Tradeco di Altamura (Bari) di una valutazione di impatto ambientale per una stazione di trasbordo di rifiuti urbani speciali, pericolosi e non, ad appena 320 metri di distanza da edifici residenziali,
si chiede di conoscere se i Ministri in indirizzo, ciascuno per le proprie competenze, non ritengano opportuno prendere tutti quei provvedimenti atti alla verifica di ritardi ed omissioni, accertando responsabilità specifiche, per ridare equilibrio e trasparenza ad un settore particolarmente critico, a rischio di infiltrazioni della malavita organizzata e di potenziali traffici illeciti.
(4-07098)
CARRARA, FILIPPI Alberto, POLI BORTONE, PALMIZIO, PISCITELLI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:
il comma 22 dell'articolo 23 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, meglio noto come decreto "salva Italia", prescriveva nella prima stesura che "La titolarità di qualsiasi carica, ufficio o organo di natura elettiva di un ente territoriale non previsto dalla Costituzione è a titolo esclusivamente onorifico e non può essere fonte di alcuna forma di remunerazione, indennità o gettone di presenza";
a seguito di legittimi dubbi interpretativi del citato comma, e a quanto risulta agli interroganti su pressione del Comitato nazionale delle circoscrizioni, l'ANCI nazionale due giorni dopo emanava una nota interpretativa recante indirizzo interpretativo relativo all'articolo 23, comma 22, del decreto-legge n. 201 del 2011, stabilendo che la norma non trova applicazione alle forme di decentramento dei Comuni e delle Città metropolitane, nota nella quale, con circostanziate e documentate motivazioni, si conclude pertanto che la suddetta norma non trova applicazione alle circoscrizioni di decentramento infracomunale o alle altre forme di decentramento previste dall'ordinamento degli enti locali. Ciò può affermarsi in quanto si tratta di organi di natura elettiva di un ente territoriale previsto dalla Costituzione;
le Commissioni riunite V e VI della Camera dei deputati avevano approvato in data 14 dicembre 2011 un emendamento tendente a modificare il comma 22, introducendo "un'apposita previsione che individua la decorrenza della disposizione sulla gratuità di qualsiasi carica, ufficio o organo di natura elettiva di un ente territoriale non previsto dalla Costituzione, specificando che la norma non ha decorrenza immediata, ma a partire dal rinnovo dei rispettivi enti";
il suddetto comma è stato modificato, con un'integrazione, in sede di esame del disegno di legge di conversione (poi divenuto legge 22 dicembre 2011, n. 214), nel seguente nuovo testo: "La titolarità di qualsiasi carica, ufficio o organo di natura elettiva di un ente territoriale non previsto dalla Costituzione è a titolo esclusivamente onorifico e non può essere fonte di alcuna forma di remunerazione, indennità o gettone di presenza, con esclusione dei comuni di cui all'articolo 2, comma 186, lettera b), della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e successive modificazioni";
l'integrazione non sembra aver chiarito in termini univoci se l'indennità ai Presidenti di Circoscrizione, attualmente in carica ai sensi della legge 24 dicembre 2007, n. 244, sia dovuta o meno: i Comuni di cui all'art. 2, comma 186, lettera b), della legge 23 dicembre 2009, n. 191, sono, infatti, gli stessi di cui all'art. 17 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali decreto legislativo n. 267 del 2000, e successive modificazioni, vale a dire i Comuni con popolazione compresa tra i 100.000 e i 250.000 abitanti (per i quali si prevede la soppressione delle Circoscrizioni di decentramento al termine del mandato in corso), e i Comuni con popolazione tra i 250.000 e i 300.000 (per i quali l'istituzione delle Circoscrizioni sarà facoltativa);
la materia della corresponsione di gettoni di presenza e indennità ai pubblici amministratori è stata oggetto, come si osserva anche nella citata nota dell'ANCI, di intervento con la modifica dell'art. 82 del citato testo unico, articolo non più espressamente modificato da ulteriori recenti correzioni: tale articolo prevede la corresponsione dell'indennità di funzione anche ai Presidenti dei soli consigli circoscrizionali dei comuni capoluoghi di provincia;
l'art. 1, comma 4, del testo unico recita: "Ai sensi dell'articolo 128 della Costituzione le leggi della Repubblica non possono introdurre deroghe al presente testo unico se non mediante espressa modificazione delle sue disposizioni";
il comma 2 dell'art. 1 del decreto-legge n. 2 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge 42 del 2010, non espressamente modificato da successive integrazioni, recita: "Le disposizioni di cui ai commi 184 e 186, lettere b), c) ed e), dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, come modificato dal presente articolo, si applicano a decorrere dal 2011, e per tutti gli anni a seguire, ai singoli enti per i quali ha luogo il primo rinnovo del rispettivo consiglio, con efficacia dalla data del medesimo rinnovo"; sul mantenimento di questa disposizione normativa ha dato ampie assicurazioni lo stesso Presidente del Consiglio dei ministri nel corso della trasmissione televisiva di "Porta a Porta" del 13 dicembre 2011, durante la quale ha affermato che gettoni e indennità per Circoscrizioni e Comunità montane verranno mantenuti sino a fine mandato;
tutte le amministrazioni comunali delle città capoluogo di provincia in cui sono state istituite le Circoscrizioni ai sensi della legge 24 dicembre 2007, n. 244, hanno continuato a corrispondere l'indennità di funzione ai Presidenti di Circoscrizione, seguendo l'indirizzo interpretativo dell'ANCI;
la sola amministrazione di Bergamo, pur corrispondendo finora l'indennità ai Presidenti di Circoscrizione, ravvisando nell'enunciato del citato comma 22 dell'art. 23 del decreto-legge n. 201 del 2011 elementi ambigui di interpretazione, ha inoltrato, in data 24 gennaio 2012, alla Sezione regionale di controllo della Corte dei conti una richiesta di parere circa la corretta interpretazione della disposizione;
tale Sezione regionale, valutata la questione alla luce del quesito, ha trasmesso, in data 9 febbraio 2012, il proprio articolato parere nel cui ultimo capoverso si legge che a partire dall'entrata in vigore del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, l'indennità di funzione può essere destinata solo ai Presidenti dei consigli circoscrizionali dei Comuni capoluoghi di provincia superiori ai 250.000 abitanti;
il riferimento all'ente territoriale non previsto dalla Costituzione contenuto nell'articolo in questione è improprio se riferito direttamente alle Circoscrizioni di decentramento, le quali sono definite dall'art. 17 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali quali "organismi di partecipazione, di consultazione e di gestione di servizi di base, nonché di esercizio delle funzioni delegate dal Comune" e, dunque, non hanno natura di ente con soggettività esterna, ma sono organi interni ai comuni, enti territoriali previsti dalla Costituzione;
a margine dei quesiti sopra esposti, gli interroganti auspicano, così come da tempo richiesto dal Comitato nazionale delle circoscrizioni di decentramento amministrativo, come sostenuto da ANCI e da Legautonomie, e come espressamente richiesto, con specifici ordini del giorno approvati in termini quasi unanimi, dai Consigli delle Regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Toscana, che la materia riguardante le Circoscrizioni sia oggetto di un'attenta revisione in sede di stesura della nuova carta delle autonomie, affinché non si disperda un patrimonio consolidato di democrazia partecipativa che ha fatto delle circoscrizioni di decentramento un insostituibile e importante strumento di partecipazione e cittadinanza attiva delle comunità delle nostre città: la conferma definitiva della loro soppressione, infatti, appare in stridente contraddizione con i valori della trasparenza, della partecipazione e della sussidiarietà: sono valori che rendono le Circoscrizioni una vera risorsa per la politica e non una spesa,
se le indennità di funzione ai Presidenti di Circoscrizione delle città capoluogo di provincia con popolazione superiore ai 100.000 abitanti, istituite ai sensi della legge 24 dicembre 2007, n. 244, siano o meno dovute in base ai disposti normativi, mai espressamente modificati, contemplati nell'art. 82 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e nel comma 2 dell'art. 1 del decreto-legge n. 2 del 2010, e, di conseguenza, se tutte le amministrazioni comunali delle suddette città abbiano o meno correttamente interpretato tale combinato disposto, attribuendo le indennità di funzione ai Presidenti di Circoscrizione;
se, nel caso il parere contabile della Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per la Lombardia, costituisca elemento ostativo alla corresponsione delle suddette indennità di funzione, non si ritenga opportuna ed urgente l'emanazione di un decreto (di natura attuativa, esplicativa o normativa) che, nel rispetto dei suddetti articoli di legge non modificati, delle indicazioni date dalle Commissioni riunite V e VI della Camera dei deputati, delle indicazioni interpretative emanate in materia dall'ANCI, nonché in coerenza con quanto ufficialmente dichiarato dal Presidente del Consiglio dei ministri nella citata trasmissione televisiva, consenta la corresponsione delle indennità di funzione ai Presidenti di Circoscrizione fino alla scadenza naturale del loro mandato, così come previsto dalle disposizioni legislative prima citate: diversamente verrebbe a crearsi un'inaccettabile sperequazione tra Presidenti di Circoscrizione delle città con popolazione compresa tra i 100.000 e i 250.000 abitanti, e quelli delle città con oltre i 250.000, nonostante siano stati tutti eletti ai sensi della stessa legge, tutti svolgano il loro mandato alla guida di Consigli aventi i medesimi e importanti compiti e poteri stabiliti dalla legge, e operino in realtà territoriali di pari dimensione, con una popolazione che per legge non può essere inferiore ai 30.000 abitanti.
(4-07100)
GRAMAZIO, D'AMBROSIO LETTIERI, CALABRO', CURSI, SACCOMANNO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della salute - Premesso che:
il 16 febbraio 2012 il Ministro della salute ha nominato il professor Silvio Garattini consigliere d'amministrazione dell'Agenzia italiana del farmaco, in sostituzione del professor Claudio De Vincenti dimessosi per assumere la carica di Sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico;
il professor Silvio Garattini è direttore dell'istituto di ricerche farmacologiche "Mario Negri", presidente del Consiglio di amministrazione del consorzio "Mario Negri Sud", direttore e vice presidente del "Mario Negri Institute Foundation",
se risponda al vero che gli istituti "Mario Negri" e "Mario Negri Sud" siano esposti finanziariamente con posizione debitoria e se tale esposizione ammonti a circa 90 milioni di euro;
se sia stata valutata la composizione dei finanziamenti per la ricerca degli istituti e, in particolare, se sia stato riscontrato quali aziende e/o società risultino sponsor o co-sponsor di attività di ricerca e/o borse di studio per gli stessi;
se risponda a verità che gli istituti "Mario Negri" e "Mario Negri Sud" hanno ricevuto dall'AIFA un finanziamento pari a oltre 15 milioni di euro dal 2006 e che non risulti ancora completato alcuno studio finanziato;
se risponda a verità che la maggioranza dei finanziamenti provenienti dall'AIFA sono stati ottenuti dagli istituti quando il professor Silvio Garattini era presidente della commissione ricerca e sviluppo dell'AIFA stessa;
se l'attuale carica assunta dal professor Silvio Garattini di consigliere di amministrazione dell'AIFA, a cui competono l'autorizzazione all'immissione in commercio dei farmaci e la valutazione dei progetti di ricerca, sia compatibile con lo status di chi deve, altresì, giudicare la prosecuzione dei finanziamenti dei progetti di cui si avvale il proprio istituto e le autorizzazioni all'immissione in commercio di possibili propri sponsor;
infine, se il Governo sia a conoscenza di tutto quanto esposto e se siano stati eseguiti i necessari e dovuti controlli.
(4-07101)
PEDICA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:
il servizio di noleggio con conducente è un servizio pubblico non di linea che ha ad oggetto il trasporto collettivo o individuale di persone, con funzione complementare e integrativa dei trasporti pubblici di linea;
gli Stati membri dell'UE sono obbligati a perseguire gli obiettivi stabiliti dall'articolo 90 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) in materia di trasporti (già art. 70 del Trattato che istituisce la Comunità europea - TCE), al fine di contribuire alla realizzazione di un mercato interno caratterizzato dall'eliminazione degli ostacoli alla libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali, nonché di un regime che garantisca la concorrenza;
l'articolo 3 della legge 15 gennaio 1992, n. 21, rubricato "Servizio di noleggio con conducente", disponeva, nel suo testo originario, che "Il servizio di noleggio con conducente si rivolge all'utenza specifica che avanza, presso la sede del vettore, apposita richiesta per una determinata prestazione a tempo e/o viaggio. Lo stazionamento dei mezzi avviene all'interno delle rimesse o presso i pontili di attracco";
tale articolo, sostituito dall'articolo 29, comma 1-quater, lettera a), del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, nel testo integrato dalla relativa legge di conversione n. 14 del 2009, con la decorrenza indicata nell'art. 7-bis, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, aggiunto dalla relativa legge di conversione, dispone che "1. Il servizio di noleggio con conducente si rivolge all'utenza specifica che avanza, presso la rimessa, apposita richiesta per una determinata prestazione a tempo e/o viaggio. 2. Lo stazionamento dei mezzi deve avvenire all'interno delle rimesse o presso i pontili di attracco. 3. La sede del vettore e la rimessa devono essere situate, esclusivamente, nel territorio del Comune che ha rilasciato l'autorizzazione";
il successivo articolo 11, rubricato "Obblighi dei titolari di licenza per l'esercizio del servizio di taxi e di autorizzazione per l'esercizio del servizio di noleggio con conducente", disponeva nel suo testo originario, per quanto di interesse in questa sede, che "2. Il prelevamento dell'utente ovvero l'inizio del servizio sono effettuati con partenza dal territorio del Comune che ha rilasciato la licenza per qualunque destinazione, previo assenso del conducente per le destinazioni oltre il limite comunale o comprensoriale, fatto salvo quanto disposto dal comma 5 dell'art. 4. (…) 4. Le prenotazioni di trasporto per il servizio di noleggio con conducente sono effettuate presso le rispettive rimesse";
tale articolo, nel testo modificato dall'articolo 29, comma 1-quater, lettere d) e e), del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, dispone che: «1. I veicoli o natanti adibiti al servizio di taxi possono circolare e sostare liberamente secondo quanto stabilito dai regolamenti comunali. 2. Il prelevamento dell'utente ovvero l'inizio del servizio sono effettuati con partenza dal territorio del Comune che ha rilasciato la licenza per qualunque destinazione, previo assenso del conducente per le destinazioni oltre il limite comunale o comprensoriale, fatto salvo quanto disposto dal comma 5 dell'articolo 4. 3. Nel servizio di noleggio con conducente, esercitato a mezzo di autovetture, è vietata la sosta in posteggio di stazionamento su suolo pubblico nei comuni ove sia esercitato il servizio di taxi. In detti comuni i veicoli adibiti a servizio di noleggio con conducente possono sostare, a disposizione dell'utenza, esclusivamente all'interno della rimessa. I comuni in cui non è esercitato il servizio taxi possono autorizzare i veicoli immatricolati per il servizio di noleggio con conducente allo stazionamento su aree pubbliche destinate al servizio di taxi. Ai veicoli adibiti a servizio di noleggio con conducente è consentito l'uso delle corsie preferenziali e delle altre facilitazioni alla circolazione previste per i taxi e gli altri servizi pubblici. 4. Le prenotazioni di trasporto per il servizio di noleggio con conducente sono effettuate presso la rimessa. L'inizio ed il termine di ogni singolo servizio di noleggio con conducente devono avvenire alla rimessa, situata nel Comune che ha rilasciato l'autorizzazione, con ritorno alla stessa, mentre il prelevamento e l'arrivo a destinazione dell'utente possono avvenire anche nel territorio di altri comuni. Nel servizio di noleggio con conducente è previsto l'obbligo di compilazione e tenuta da parte del conducente di un "foglio di servizio" completo dei seguenti dati: a) fogli vidimati e con progressione numerica; b) timbro dell'azienda e/o società titolare della licenza. La compilazione dovrà essere singola per ogni prestazione e prevedere l'indicazione di: 1) targa veicolo; 2) nome del conducente; 3) data, luogo e km. di partenza e arrivo; 4) orario di inizio servizio, destinazione e orario di fine servizio; 5) dati del committente. Tale documentazione dovrà essere tenuta a bordo del veicolo per un periodo di due settimane. 5. I comuni in cui non è esercitato il servizio di taxi possono autorizzare i veicoli immatricolati per il servizio di noleggio con conducente allo stazionamento su aree pubbliche destinate al servizio di taxi. 6. I comuni, ferme restando le attribuzioni delle autorità competenti in materia di circolazione negli ambiti portuali, aeroportuali e ferroviari, ed in accordo con le organizzazioni sindacali di categoria dei comparti del trasporto di persone, possono, nei suddetti ambiti, derogare a quanto previsto dal comma 3, purché la sosta avvenga in aree diverse da quelle destinate al servizio di taxi e comunque da esse chiaramente distinte, delimitate e individuate come rimessa. 7. Il servizio di taxi, ove esercitato ha comunque la precedenza nei varchi prospicienti il transito dei passeggeri»;
la legge della Regione Lazio n. 58 del 26 ottobre 1993, concernente le "Disposizioni per l'esercizio del trasporto pubblico non di linea e norme concernenti il ruolo dei conducenti dei servizi pubblici di trasporto non di linea, di cui all'articolo 6 della legge 15 gennaio 1992, n. 21", disponeva analogamente ai sensi degli articoli 5 e 10;
in particolare, l'articolo 5, rubricato "Servizio di noleggio con conducente", stabilisce ora, nel testo sostituito dall'articolo 58 della legge regionale Lazio del 28 dicembre 2006, n. 27, che "Il servizio di noleggio con conducente si rivolge all'utenza specifica che avanza, presso la sede del vettore, apposita richiesta per una determinata prestazione a tempo e/o a viaggio. Il prelevamento dell'utente o l'inizio del servizio avvengono all'interno del territorio del Comune che ha rilasciato l'autorizzazione. Il servizio è effettuato per qualunque destinazione. Lo stazionamento dei mezzi avviene all'interno delle rimesse";
l'articolo 10, rubricato "Obblighi dei titolari di licenza per l'esercizio del servizio taxi e di autorizzazione per l'esercizio del servizio di noleggio con conducente", dispone, inoltre, nel testo sostituito dall'articolo 10 della legge regionale n. 7 del 14 febbraio 2005, che "2. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 3, comma 2-bis, dall'articolo 5, comma 1-bis, dall'articolo 5-bis e dall'articolo 5-ter, il prelevamento dell'utente e l'inizio del servizio avvengono esclusivamente nel territorio del Comune che ha rilasciato la licenza o l'autorizzazione e sono effettuati verso qualunque destinazione, previo assenso del conducente per le destinazioni al di fuori del territorio comunale";
dalla normativa nazionale e regionale, pertanto, deriva che, da un lato, lo stazionamento dei mezzi deve avvenire all'interno delle rimesse che possono essere situate esclusivamente nel territorio del Comune che ha rilasciato l'autorizzazione e, dall'altro, che l'inizio ed il termine di ogni singolo servizio di noleggio con conducente devono avvenire alla suddetta rimessa, o comunque all'interno del territorio comunale, con ritorno alla stessa;
la normativa nazionale e regionale parrebbe in contrasto con il disposto di cui agli articoli 49 e 54 TFUE (già articoli 43 e 48 TCE), norme ad efficacia diretta aventi ad oggetto il diritto di stabilimento e con il disposto di cui all'articolo 26 TFUE (già articolo 14 TCE), avente ad oggetto le misure finalizzate all'instaurazione del mercato interno conformemente, tra l'altro, alle disposizioni in materia di trasporto;
sembra rinvenibile nella predetta normativa altresì una violazione della Carta costituzionale, in particolare degli articoli 1, 3, 16, 41, 117, comma quarto, e 120 della Costituzione;
il decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 (cosiddetto decreto liberalizzazioni), all'art. 36, a seguito delle modifiche apportate dal Senato della Repubblica, dispone che: «2. Alla legge 15 gennaio 1992, n. 21, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 2, dopo il comma 3 è aggiunto il seguente: "3-bis. È consentito ai comuni di prevedere che i titolari di licenza per il servizio taxi possano svolgere servizi integrativi quali il taxi ad uso collettivo o mediante altre forme di organizzazione del servizio"; b) all'articolo 5-bis, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: "1-bis. Per il servizio di taxi è consentito l'esercizio dell'attività anche al di fuori del territorio dei comuni che hanno rilasciato la licenza sulla base di accordi sottoscritti dai sindaci dei comuni interessati"; c) all'articolo 10, il comma 1 è sostituito dal seguente: "1. I titolari di licenza per l'esercizio del servizio di taxi possono essere sostituiti alla guida, nell'ambito orario del turno integrativo o nell'orario del turno assegnato, da chiunque abbia i requisiti di professionalità e moralità richiesti dalla normativa vigente"». Ne consegue che gli articoli 3 e 11 della legge n. 21 del 1992 non sono quindi stati modificati;
è opportuno rilevare che, in diverse sedi, sono stati sollevati dubbi in ordine alla legittimità delle innovative disposizioni di cui all'articolo 29, comma 1-quater, del decreto-legge n. 207 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 14 del 2009, atteso che, da un lato, è in corso di esame presso la Camera dei deputati la riforma della disciplina del servizio di noleggio con conducente di cui agli Atti Camera n. 1971 e n. 3694, e, dall'altro, il Servizio studi della Camera dei deputati, nell'ambito dell'istruttoria relativa al procedimento di conversione del decreto-legge cosiddetto milleproroghe n. 225 del 2010, ha avuto modo di rilevare, nella relazione illustrativa, in data 17 febbraio 2011, per quanto di interesse, nella parte concernente la proroga del termine per l'emanazione da parte del Ministero delle infrastrutture e trasporti di cui all'articolo 2, comma 3, del decreto-legge n. 40 del 2010, prorogato con l'articolo 51, comma 7, del decreto-legge n. 78 del 2010, come la detta innovativa disciplina presentasse "notevoli elementi di criticità sia per il profilo costituzionale che per il profilo comunitario";
il servizio di noleggio con conducente appartiene alla categoria dei servizi pubblici non di linea, cioè quelli che provvedono al trasporto collettivo od individuale di persone, con funzione complementare e integrativa rispetto ai servizi pubblici di linea e che vengono effettuati a richiesta dell'utente o degli utenti, in modo non continuativo o periodico, su itinerari e secondo orari stabiliti di volta in volta; in particolare, il servizio di noleggio con conducente si rivolge all'utenza che avanza, presso la sede del vettore, apposita richiesta per una determinata prestazione a tempo e/o viaggio;
tale forma di servizio non trova, in sede comunitaria, un'apposita e puntuale disciplina: pertanto, atteso che esso si inserisce nell'ambito del trasporto di persone, è a questa materia, nello specifico, che occorre fare riferimento ai fini dell'individuazione dei principi regolatori nonché della relativa disciplina;
nel settore dei trasporti (che costituiscono un elemento necessario ai fini della realizzazione del mercato interno di cui all'articolo 26 TFUE) trovano piena applicazione le norme comunitarie sul cosiddetto diritto di stabilimento e sulla concorrenza, in base alle quali gli Stati membri e le loro articolazioni interne - in Italia, Regioni Comuni e Provincie - incontrano una serie di limiti nell'adozione delle normative di settore e nei relativi atti amministrativi, che non possono essere in conflitto con la disciplina comunitaria, e che, in caso di contrasto, devono essere disapplicati;
ai sensi degli articoli 49 e 54 TFUE, già articoli 43 e 48 Trattato CE, contenute nel Capo II relativo al diritto di stabilimento (norme dotate di efficacia diretta all'interno del nostro ordinamento italiano) le restrizioni alla libertà di trasferimento delle imprese di uno Stato membro nel territorio di un altro Stato sono vietate e tale divieto si estende alle restrizioni relative all'apertura di succursali o filiali;
è da rilevare inoltre che gli Stati membri sono obbligati a perseguire gli obiettivi del TCE in materia di trasporti (art. 70), oggi articolo 90 TFUE, al fine di contribuire alla realizzazione di un mercato interno caratterizzato dall'eliminazione degli ostacoli alla libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali, nonché di un regime che garantisca la concorrenza;
per questa ragione i trasporti costituiscono indubbiamente uno strumento decisivo per la realizzazione della libertà di circolazione delle merci e delle persone, tanto è vero che, sulla base dell'art. 71 TCE, è stato adottato, tra gli altri, il regolamento (CEE) n. 2454/1992 che, nel prevedere la liberalizzazione dei trasporti nel mercato unico, consente espressamente ai vettori stabiliti in uno Stato membro, e da questo autorizzati ad esercitare la professione di trasportatore di viaggiatori,di effettuare trasporti nazionali su strada nel territorio di altri Stati membri senza disporvi di una sede o di un altro stabilimento nonché il successivo regolamento (CE) n. 12/1998 relativo, in particolare, ai vettori di autobus;
ne consegue che qualsiasi misura nazionale, sia legislativa sia amministrativa, che crea discriminazioni tra operatori italiani e operatori stabiliti in altri Paesi membri, viene considerata contrastante con il diritto comunitario e, in virtù del primato di quest'ultimo sul diritto interno, non può trovare applicazione. Si tratta di un sistema rivolto agli Stati perché non rendano gli effetti delle varie disposizioni che regolano la materia dei trasporti meno favorevoli per i vettori degli altri Stati membri rispetto ai vettori nazionali;
ciò che si vuole evitare è che siano emanate norme interne rivolte a discriminare, anche indirettamente, imprese di trasporto di altri Paesi membri, ed infatti la giurisprudenza comunitaria, in base alle norme sulla concorrenza ritenute applicabili in questa materia, configura la violazione dell'art. 72 TCE, ora articolo 92 TFUE, nel caso in cui uno Stato renda più sfavorevole la condizione degli operatori di altri paesi membri rispetto ai propri;
l'inerenza alla normativa sulla concorrenza, inoltre, rende applicabile alla materia i relativi principi, dai quali discendono doveri e responsabilità per gli Stati membri;
in particolare l'operatività deve essere riferita al combinato disposto degli articoli 3 Trattato sull'Unione - TUE, 3,4,5, e 6 del TFUE (già articoli 2 e 3 lett. g), del TCE), articolo 4, par. 3, del TUE e articoli 101 e 102 del TFUE (già articoli 81 e 82 TCE), secondo cui gli Stati membri sono obbligati a non adottare né mantenere misure idonee a rendere prive di effetto le norme sulla concorrenza applicabili alle imprese;
la normativa nazionale richiamata - nella parte in cui dispone sostanzialmente che la sede del vettore e la rimessa devono essere situate, esclusivamente, nel territorio del Comune che ha rilasciato l'autorizzazione e che le prenotazioni di trasporto per il servizio di noleggio con conducente sono effettuate presso la rimessa e l'inizio ed il termine di ogni singolo servizio di noleggio con conducente devono avvenire alla rimessa, situata nel Comune che ha rilasciato l'autorizzazione, con ritorno alla stessa, mentre il prelevamento e l'arrivo a destinazione dell'utente possono avvenire anche nel territorio di altri comuni, non solo appare in contrasto con l'articolo 49 TFUE, dal quale conseguirebbe il pieno diritto delle imprese costituite all'interno di uno Stato membro di avere una sede secondaria in un altro Paese con il conseguente divieto di operare discriminazioni in base alla nazionalità nei confronti degli operatori stabili a titolo secondario sul territorio dello Stato medesimo, ma sembra anche contenere misure che ostacolano la concorrenza effettiva degli operatori nell'ambito del mercato dei trasporti;
in particolare la normativa obbligherebbe il cliente a scegliere il noleggiatore non in base ai criteri tipici di un sistema effettivamente concorrenziale (quale ad esempio il rapporto qualità/prezzo), bensì sulla base del mero criterio territoriale che favorisce in maniera artificiosa determinati operatori a scapito di altri, e quindi finisce per impedire la realizzazione di un mercato efficiente;
a titolo meramente esemplificativo gli operatori di comuni piccoli del Lazio potrebbero prelevare clienti esclusivamente nel territorio del detto comune (dovendosi considerare ai fini dell'attività il numero minore di persone residenti sul territorio comunale nonché le caratteristiche della relativa potenziale clientela), e non potrebbero, invece, prelevare nell'ambito di Roma che, date le dimensioni nonché le caratteristiche, costituisce, indubbiamente, un mercato estremamente valido ed appetibile per il servizio;
appare al riguardo che la normativa cui ci si riferisce sia espressione di una politica in materia di trasporti di persone su strada che si pone in antitesi con i richiamati principi comunitari nella materia;
secondo quanto riferito all'interrogante si sono già verificati diversi casi di sospensione di autorizzazioni per l'esercizio di noleggio auto da rimessa con conducente per la riscontrata violazione dei citati articoli 3 e 11, comma 4, della legge 15 gennaio 1992, n. 21, e degli articoli 5 e 10 della legge regionale del Lazio 26 ottobre 1993, n. 58;
in data 5 marzo 2012 il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, Sezione Seconda Ter, con ordinanza ha disposto la remissione alla Corte di giustizia dell'Unione europea affinché dia riscontro ai seguenti quesiti: a) se gli articoli 49 TFUE, 3 TUE, 3, 4, 5 e 6 TUE, 101 e 102 TFUE nonché il regolamento (CEE) n. 2454/1992 e il regolamento (CE) n. 12/1998 ostino all'applicazione degli articoli 3, comma 3, e 11 della legge n. 21 del 1992 nella parte in cui dispongono rispettivamente che "3. La sede del vettore e la rimessa devono essere situate, esclusivamente, nel territorio del Comune che ha rilasciato l'autorizzazione." e che "Le prenotazioni di trasporto per il servizio di noleggio con conducente sono effettuate presso la rimessa. L'inizio ed il termine di ogni singolo servizio di noleggio con conducente devono avvenire alla rimessa, situata nel Comune che ha rilasciato l'autorizzazione, con ritorno alla stessa, mentre il prelevamento e l'arrivo a destinazione dell'utente possono avvenire anche nel territorio di altri comuni"; b) se gli articoli 49 TFUE, 3 TUE, 3, 4, 5 e 6 TUE, 101 e 102 TFUE nonché il regolamento (CEE) n. 2454/1992 e il regolamento (CE) n. 12/1998 ostino all'applicazione degli articoli 5 e 10 della legge regionale del Lazio 26 ottobre 1993, n. 58, nella parte in cui dispongono rispettivamente che "Il prelevamento dell'utente o l'inizio del servizio avvengono all'interno del territorio del Comune che ha rilasciato l'autorizzazione" e che "il prelevamento dell'utente e l'inizio del servizio avvengono esclusivamente nel territorio del Comune che ha rilasciato la licenza o l'autorizzazione e sono effettuati verso qualunque destinazione, previo assenso del conducente per le destinazioni al di fuori del territorio comunale";
ad avviso dell'interrogante sarebbe opportuno intervenire in materia e verificare la legittimità della normativa in discussione ancora prima dell'intervento della Corte di giustizia,
se e quali misure urgenti di competenza intenda adottare, laddove ne ravvisi la necessità, al fine di rendere la normativa in questione conforme ai richiamati principi comunitari, anche intervenendo affinché vengano predisposte opportune modifiche legislative.
(4-07102)
1a Commissione permanente(Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione):
3-02732, del senatore Peterlini, sull'attuazione dell'istituto dell'iniziativa dei cittadini europei nei confronti della Commissione dell'Unione europea;
3-02733, del senatore Firrarello, sull'organico del personale nella scuola.
È stata ritirata l'interpellanza 2-00440, del senatore Giovanardi.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 70
 articolo 11
 articolo 14
 articolo 90
 articolo 92
 articolo 4