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Tribunale di di Primo Grado delle Comunità Europee, Ordinanza n. T-433/08 R del 20 novembre 2008
Giovanni d'Ammassa 20 Novembre 2009
Il carattere urgente di una domanda di provvedimenti provvisori deve essere valutato in relazione alla necessità di statuire provvisoriamente, al fine di evitare che la parte richiedente subisca un danno grave e irreparabile. Per poter valutare se il danno temuto dalla richiedente sia grave e irreparabile e giustifichi conseguentemente la sospensione, in via eccezionale, dell’esecuzione della decisione, il giudice del procedimento sommario deve disporre di concrete indicazioni che consentano di accertare le precise conseguenze che verosimilmente deriverebbero dalla mancata concessione dei provvedimenti richiesti. Tuttavia, non è necessario che l’imminenza del danno dedotto venga comprovata con un’assoluta certezza. È sufficiente, specialmente quando la realizzazione del danno dipende dal verificarsi di un complesso di fattori, che essa sia prevedibile con un grado di probabilità sufficiente. Un danno di natura puramente ipotetica, in quanto basato sulla sopravvenienza di eventi futuri e incerti, non può giustificare la concessione dei provvedimenti provvisori richiesti. Nel caso di specie, per quanto riguarda la condizione relativa all’urgenza, è giocoforza costatare che la presente domanda di provvedimenti provvisori è caratterizzata dall’assenza di indicazioni concrete capaci di stabilire la natura grave e irreparabile del danno paventato dalla richiedente in caso di mancata sospensione dell’esecuzione dell’art. 4, n. 2, della decisione impugnata, visto che la richiedente si limita a formulare semplici supposizioni non corroborate da elementi di prova.
Corte di Giustizia Europea, sez. IV, Sentenza n. C-5/08 del 16 luglio 2009
Giovanni d'Ammassa 16 Luglio 2009
1. Un atto compiuto nel corso di un procedimento di raccolta dati, consistente nella memorizzazione informatica di un estratto di un’opera tutelata composto da undici parole e nella stampa del medesimo, può rientrare nella nozione di riproduzione parziale ai sensi dell’art. 2 della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 22 maggio 2001, 2001/29/CE, sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione, qualora gli elementi in tal modo ripresi siano l’espressione della creazione intellettuale del loro autore, il che dev’essere verificato dal giudice del rinvio. 2. L’atto di stampa di un estratto composto da undici parole, effettuato nel corso di un procedimento di raccolta dati quale quello di cui trattasi nella causa principale, non soddisfa il requisito della transitorietà, di cui all’art. 5, n. 1, della direttiva 2001/29 e, pertanto, tale procedimento non può essere realizzato senza il consenso dei titolari dei diritti d’autore interessati.
Corte di Giustizia Europea, sez. I, Sentenza n. C-32/08 del 2 luglio 2009
Giovanni d'Ammassa 2 Luglio 2009
1. L’art. 14, n. 3, del regolamento (CE) del Consiglio 12 dicembre 2001, n. 6/2002, sui disegni e modelli comunitari, non si applica al disegno o modello comunitario creato su commissione. 2. In circostanze come quelle della causa principale, l’art. 14, n. 1, del regolamento n. 6/2002 dev’essere interpretato nel senso che il diritto al disegno o modello comunitario spetta all’autore, salvo che quest’ultimo non lo abbia trasferito al suo avente causa a mezzo di un contratto.
Corte di Giustizia Europea, Grande Sezione, Sentenza n. C-240/07 del 20 gennaio 2009
Giovanni d'Ammassa 20 Gennaio 2009
1. La durata di protezione prevista dalla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 12 dicembre 2006, 2006/116/CE, concernente la durata di protezione del diritto d’autore e di alcuni diritti connessi, si applica, in forza dell’art. 10, n. 2, di tale direttiva, anche quando il bene in questione non è mai stato protetto nello Stato membro in cui è chiesta la protezione. 2. L’art. 10, n. 2, della direttiva 2006/116 deve essere interpretato nel senso che le durate di protezione previste da tale direttiva si applicano in una situazione in cui l’opera o il soggetto in questione, alla data del 1° luglio 1995, era protetto, in quanto tale, almeno in uno Stato membro in applicazione delle disposizioni nazionali di quest’ultimo in materia di diritto d’autore o di diritti connessi e in tale Stato il titolare di siffatti diritti su tale opera o soggetto, cittadino di un paese terzo, beneficiava, a quella data, della protezione prevista da dette disposizioni nazionali.
Corte di Giustizia Europea, sez. IV, Sentenza n. C52-07 del 11 dicembre 2008
Giovanni d'Ammassa 11 Dicembre 2008
1) L'art. 82 CE deve essere interpretato nel senso che un ente di gestione collettiva del diritto d'autore che detenga una posizione dominante su una parte sostanziale del mercato comune non sfrutta abusivamente tale posizione qualora, a titolo di remunerazione dovuta per la diffusione televisiva di opere musicali tutelate dal diritto d'autore, esso applichi ad emittenti televisive private un tariffario di canoni secondo cui gli importi dei canoni stessi corrispondono ad una quota delle entrate di tali emittenti, purché tale quota sia globalmente proporzionale alla quantità di opere musicali tutelate dal diritto d'autore effettivamente o potenzialmente telediffusa, e salvo che un altro metodo consenta di identificare e di quantificare in maniera più precisa l'utilizzo di tali opere nonché l'audience, senza tuttavia comportare un aumento sproporzionato delle spese sostenute per la gestione dei contratti e per la sorveglianza sull'utilizzazione di tali opere. 2) L'art. 82 CE deve essere interpretato nel senso che, calcolando i canoni riscossi a titolo di remunerazione dovuta per la diffusione televisiva di opere musicali tutelate dal diritto d'autore in maniera diversa a seconda che si tratti di società di telediffusione private ovvero di società di servizio pubblico, un ente di gestione collettiva del diritto d'autore può sfruttare abusivamente la propria posizione dominante ai sensi dell'articolo citato qualora applichi nei confronti di tali società condizioni dissimili per prestazioni equivalenti, determinando così per queste ultime uno svantaggio per la concorrenza, salvo che una pratica di tal genere possa essere oggettivamente giustificata.
Corte di Giustizia Europea, sez. IV, Sentenza n. C304/07 del 9 ottobre 2008
Giovanni d'Ammassa 9 Ottobre 2008
Il prelievo di elementi di una banca di dati tutelata con loro contestuale inserimento in un’altra banca di dati, in seguito alla consultazione della prima banca su schermo e alla valutazione individuale degli elementi in essa contenuti, può costituire «estrazione» ai sensi dell’art. 7 della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 11 marzo 1996, 96/9/CE, relativa alla tutela giuridica delle banche di dati, purché – cosa che spetta al giudice del rinvio verificare – tale operazione corrisponda al trasferimento di una parte sostanziale, valutata qualitativamente o quantitativamente, del contenuto della banca di dati tutelata, ovvero a trasferimenti di parti non sostanziali che, per il loro carattere ripetuto e sistematico, abbiano condotto alla ricostituzione di una parte sostanziale di tale contenuto.
Corte di Giustizia Europea, sez. IV, Sentenza n. C-341/07 del 15 maggio 2008
Giovanni d'Ammassa 15 Maggio 2008
Corte di Giustizia Europea, sez. IV, Sentenza n. C-456-06 del 17 aprile 2008
La nozione di distribuzione al pubblico, effettuata in modo diverso dalla vendita, dell’originale di un’opera o di una copia di essa, ai sensi dell’art. 4, n. 1, della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 22 maggio 2001, 2001/29/CE, sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione, implica esclusivamente un trasferimento della proprietà di tale oggetto. Di conseguenza, non costituiscono una forma di distribuzione di tal genere né il semplice fatto di accordare al pubblico la possibilità di utilizzare le riproduzioni di un’opera protetta dal diritto d’autore, né l’esposizione al pubblico di tali riproduzioni senza che neppure sia concessa la possibilità di utilizzarle.
Corte di Giustizia Europea, Sentenza n. C275-06 del 30 gennaio 2008
Giovanni d'Ammassa 30 Gennaio 2008
Corte di Giustizia Europea sez. III, Sentenza n. C20-05 del 8 novembre 2007
Giovanni d'Ammassa 8 Novembre 2007
Corte di Giustizia Europea, Sentenza n. C-479/04 del 12 settembre 2006
1) L’esame della prima questione pregiudiziale non ha rivelato alcun elemento tale da inficiare la validità dell’art. 4, n. 2, della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 22 maggio 2001, 2001/29/CE, sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione. 2) L’art. 4, n. 2, della direttiva 2001/29 deve essere interpretato nel senso che esso osta a norme nazionali che prevedono l’esaurimento del diritto di distribuzione dell’originale o di copie di un’opera messa in commercio fuori dalla Comunità dal titolare o con il suo consenso.
Corte di Giustizia Europea, sez. III, Sentenza n. C-169/05 del 1 giugno 2006
Giovanni d'Ammassa 1 Giugno 2006
L’art. 9, n. 2, della direttiva del Consiglio 27 settembre 1993, 93/83/CEE, per il coordinamento di alcune norme in materia di diritto d’autore e diritti connessi applicabili alla radiodiffusione via satellite e alla ritrasmissione via cavo, deve essere interpretato nel senso che una società di gestione collettiva, qualora sia ritenuta incaricata di amministrare i diritti di un titolare di diritti d’autore o di diritti connessi che non abbia affidato la gestione dei propri diritti a una specifica società di gestione collettiva, può esercitare il diritto del detto titolare di accordare o negare l’autorizzazione a un cablodistributore di ritrasmettere via cavo una trasmissione, e, di conseguenza, la gestione da parte della detta società dei diritti del suddetto titolare non si limita ai loro aspetti pecuniari.
Corte di Giustizia Europea, Sentenza n. C-180/05 del 27 aprile 2006
Giovanni d'Ammassa 27 Aprile 2006
Il Granducato di Lussemburgo, non applicando le disposizioni sul diritto di prestito da parte di istituzioni pubbliche di cui alla direttiva del Consiglio 19 novembre 1992, 92/100/CEE, concernente il diritto di noleggio, il diritto di prestito e taluni diritti connessi al diritto di autore in materia di proprietà intellettuale, è venuto meno agli obblighi che gli incombono in forza degli artt. 1 e 5 di tale direttiva.
Corte di Giustizia Europea, sez. III, Sentenza n. C-192/04 del 14 luglio 2005
Giovanni d'Ammassa 14 Luglio 2005
1) Nel caso di una radiodiffusione quale quella in questione nella causa principale, la direttiva del Consiglio 27 settembre 1993, 93/83/CEE, per il coordinamento di alcune norme in materia di diritto d’autore e diritti connessi applicabili alla radiodiffusione via satellite e alla ritrasmissione via cavo, non osta a che il compenso per l’utilizzazione di fonogrammi sia disciplinato non soltanto dalla legge dello Stato membro nel cui territorio è stabilita la società emittente, ma anche dalla normativa dello Stato membro nel quale è situato, per ragioni tecniche, il trasmettitore terrestre che diffonde i programmi verso il primo Stato. 2) L’art. 8, n. 2, della direttiva del Consiglio 19 novembre 1992, 92/100/CEE, concernente il diritto di noleggio, il diritto di prestito e taluni diritti connessi al diritto di autore in materia di proprietà intellettuale, deve essere interpretato nel senso che, per la determinazione dell’equa remunerazione menzionata dalla detta disposizione, la società emittente non è legittimata a detrarre unilateralmente dall’importo del compenso per l’utilizzazione di fonogrammi dovuto nello Stato membro in cui essa è stabilita quello del compenso versato o richiesto nello Stato membro nel cui territorio è situato il trasmettitore terrestre che diffonde i programmi verso il primo Stato.
Corte di Giustizia Europea, sez. II, Sentenza n. C-28/04 del 30 giugno 2005
Giovanni d'Ammassa 30 Giugno 2005
L’art. 12 CE, che sancisce il divieto generale di discriminazioni fondate sulla cittadinanza, deve essere interpretato nel senso che esso osta a che la legittimazione di un autore a reclamare in uno Stato membro la protezione del diritto d’autore accordata dalla legislazione di tale Stato sia subordinata a un criterio di distinzione fondato sul paese di origine dell’opera.

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