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PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE DELLA REGIONE TOSCANA PER IL PERIODO 2007/13 - PDF
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1 REGOLAMENTO (CE) N. 1698/05 DEL CONSIGLIO DEL 20 SETTEMBRE 2005 PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE DELLA REGIONE TOSCANA PER IL PERIODO 2007/13 Versione 10 DICEMBRE 2013 PSR Toscana versione 10 dicembre
2 REGIONE TOSCANA Articolazione in Toscana delle zone del Piano Strategico Nazionale Legenda A Poli urbani B Aree ad agricoltura intensiva specializzata C 1 Aree rurali intermedie in transizione C 2 Aree rurali intermedie in declino D Aree rurali con problemi complessivi di sviluppo PSR Toscana versione 10 dicembre
3 INDICE 1. Titolo del programma di sviluppo rurale Stato membro e regione amministrativa Analisi della situazione evidenziante i punti di forza e di punti di debolezza, la strategia scelta e la valutazione ex-ante Analisi della situazione con riguardo ai punti di forza e di debolezza Le strategie scelte per affrontare i punti di forza ed i punti di debolezza Valutazione ex-ante Impatto del precedente periodo di programmazione ed altre informazioni Gli effetti delle risorse finanziarie del FEAOG destinate allo sviluppo rurale durante il periodo di programmazione Sintesi degli esiti dell aggiornamento della valutazione intermedia del PSR Sintesi degli esiti dell aggiornamento della valutazione intermedia del Docup Leader plus Giustificazione delle priorità selezionate con riferimento agli orientamenti strategici comunitari e al piano strategico nazionale, nonché impatto previsto secondo la valutazione ex-ante Giustificazione delle priorità selezionate con riferimento agli orientamenti strategici comunitari e al piano strategico nazionale Impatto previsto delle priorità selezionate sulla base della valutazione exante Descrizione degli assi e delle misure proposte per ciascuno di essi Disposizioni generali Disposizioni comuni a tutte o più misure Informazioni richieste in merito agli assi e alle misure Asse 1: Miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale Misure intese a promuovere la conoscenza e sviluppare il potenziale umano Azioni nel campo della formazione professionale e dell informazione Insediamento di giovani agricoltori Prepensionamento degli imprenditori e dei lavoratori agricoli Ricorso a servizi di consulenza da parte degli imprenditori agricoli e forestali Avviamento di servizi di consulenza aziendale, di sostituzione e di assistenza alla gestione Misure intese a ristrutturare e sviluppare il capitale fisico e a promuovere l innovazione Ammodernamento delle aziende agricole Migliore valorizzazione economica delle foreste Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali PSR Toscana versione 10 dicembre
4 Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nei settori agricolo e alimentare, e in quello forestale Miglioramento e sviluppo delle infrastrutture in parallelo con lo sviluppo e l adeguamento dell agricoltura e della silvicoltura Ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali e introduzione di adeguate misure di prevenzione Misure intese a migliorare la qualità della produzione agricola e dei prodotti agricoli Rispetto dei requisiti prescritti dalla normativa comunitaria Sostegno agli agricoltori che partecipano ai sistemi di qualità alimentare Sostegno alle associazioni di produttori per attività di informazioni e promozione riguardo ai prodotti che rientrano nei sistemi di qualità alimentare Aziende agricole in via di ristrutturazione in seguito alla riforma dell organizzazione comune di mercato Asse 2. Miglioramento dell ambiente e dello spazio rurale Misure intese a promuovere l utilizzo sostenibile dei terreni agricoli Indennità a favore degli agricoltori delle zone montane Indennità a favore di agricoltori delle zone caratterizzate da svantaggi naturali, diverse dalle zone montane Indennità Natura 2000 e indennità connesse alla direttiva 2000/60/CE Pagamenti agroambientali Pagamenti per il benessere degli animali Sostegno agli investimenti non produttivi Misure intese a promuovere l utilizzo sostenibile delle superfici forestali Imboschimento di terreni agricoli Primo impianto di sistemi agroforestali su terreni agricoli Imboschimento di superfici non agricole Indennità Natura Pagamenti silvoambientali Ricostituzione del potenziale produttivo forestale e interventi preventivi Sostegno agli investimenti non produttivi Asse 3: Qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell economia rurale Misure intese a diversificare l economia rurale Diversificazione verso attività non agricole Sostegno alla creazione ed allo sviluppo di microimprese Incentivazione di attività turistiche Misure intese a migliorare la qualità della vita nelle zone rurali Servizi essenziali per l economia e la popolazione rurale PSR Toscana versione 10 dicembre
5 Sviluppo e rinnovamento dei villaggi Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale Formazione e informazione rivolte agli operatori economici impegnati nei settori che rientrano nell asse Acquisizione di competenze animazione in vista dell elaborazione e dell attuazione di strategie di sviluppo locale Asse 4: Attuazione dell impostazione Leader Strategie di sviluppo locale Cooperazione interterritoriale e transnazionale Gestione dei gruppi di azione locale, acquisizione di competenze e animazione sul territorio Elenco dei tipi di operazioni di cui all art. 16 bis, paragrafo 3, lettera a), del Regolamento (CE) n. 1698/2005, nei limiti degli importi di cui all art. 69, paragrafo 5 bis, del medesimo regolamento Piano finanziario Partecipazione annua del FEASR (in euro) Piano finanziario per asse (in euro per l insieme del periodo) bis - Partecipazione pubblica - Stanziamenti supplementari in virtù dell articolo 69, paragrafo 5 bis, del regolamento (CE) n. 1698/2005 regioni non convergenza Bilancio indicativo relativo alle operazioni di cui all articolo 16 bis del regolamento (CE) n. 1698/2005 dal 1 gennaio 2009 al 31 dicembre 2013 [articolo 16 bis, paragrafo 3, lettera b), nei limiti degli importi indicati all articolo 69, paragrafo 5 bis, del regolamento (CE) n. 1698/2005] Ripartizione indicativa per Misura di Sviluppo Rurale (in euro, per l intero periodo) Tabella sui finanziamenti nazionali aggiunti per asse che distingue le misure interessate così come identificate nel Regolamento (CE) n. 1698/ Gli elementi necessari alla valutazione ai sensi delle norme sulla concorrenza e, se del caso, l elenco dei regimi di aiuto autorizzati a norma degli Articoli 87, 88 e 89 del Trattato che saranno utilizzati per l attuazione dei programmi Informazioni sulla complementarietà con le misure finanziate dagli altri strumenti della politica agricola comune, attraverso la politica di coesione e dal Fondo europeo per la pesca (Articoli 5, 16 lettera (h), e 60 del Regolamento (CE) n. 1698/2005) La coerenza con il primo pilastro della PAC Valutazione della complementarietà, e mezzi finalizzati alla stessa Relativamente alle misure riguardanti gli Assi 1, 2 e 3: criteri di demarcazione Relativamente alle misure riguardanti l Asse 4: criteri di demarcazione Informazioni sulla complementarietà con altri strumenti finanziari Comunitari PSR Toscana versione 10 dicembre
6 11. Designazione delle autorità competenti e degli organismi responsabili Descrizione dei sistemi di sorveglianza e valutazione, nonché composizione del comitato di sorveglianza Descrizione dei sistemi di sorveglianza e valutazione Composizione del comitato di sorveglianza Disposizioni volte a dare adeguata pubblicità al programma Designazione delle parti consultate e risultati della consultazione La designazione delle parti consultate Risultati della consultazione Parità tra uomini e donne e non discriminazione Parità tra uomini e donne Non discriminazione Assistenza tecnica Descrizione della preparazione, gestione, sorveglianza, valutazione, informazione e controllo degli interventi dell assistenza prevista dal programma, finanziati attraverso l assistenza tecnica PSR Toscana versione 10 dicembre
7 1. Titolo del programma di sviluppo rurale Programma di sviluppo rurale della Regione Toscana per il periodo 2007/ Stato membro e regione amministrativa Italia, Toscana 3. Analisi della situazione evidenziante i punti di forza e di punti di debolezza, la strategia scelta e la valutazione ex-ante 3.1 Analisi della situazione con riguardo ai punti di forza e di debolezza Si veda il documento allegato contenente l analisi territoriale e socioeconomica. 3.2 Le strategie scelte per affrontare i punti di forza ed i punti di debolezza 1. Assi, priorità generali, obiettivi specifici del PSR Toscana Dall analisi territoriale della situazione regionale emergono luci ed ombre, sia a livello complessivo che settoriale, con particolare riferimento ad una perdita di competitività del sistema economico, una situazione ambientale e territoriale che presenta situazioni critiche su cui intervenire e situazioni di particolare pregio ed interesse da salvaguardare, una polarizzazione economica e demografica su alcune aree, a scapito della maggior parte del territorio regionale, che mantiene una bassa densità di popolazione e di servizi accompagnata però da un alta valenza culturale ed ambientale. Lo sviluppo della parte più marginale del territorio deve essere promosso anche rafforzando le capacità e le potenzialità presenti, in modo da innescare un processo dinamico interno alle aree in questione. In relazione ai macroambiti di cui sopra si ritiene pertinente strutturare la strategia regionale secondo gli obiettivi definiti nell art. 4 del reg. CE 1698/05 di seguito elencati: a) accrescere la competitività del settore agricolo e forestale sostenendo la ristrutturazione, lo sviluppo e l innovazione; b) valorizzare l ambiente e lo spazio naturale sostenendo la gestione del territorio; c) migliorare la qualità di vita nelle zone rurali e promuovere la diversificazione delle attività economiche. Dal recepimento degli obiettivi comunitari discende che gli stessi sono perseguiti mediante i seguenti assi: asse 1: miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale; asse 2: miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale; asse 3: qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell'economia rurale; asse 4: Leader. Le nuove priorità a seguito del controllo di salute della PAC e del Piano di Rilancio Economico UE A seguito del controllo di salute della PAC, sono state individuate alcune priorità definite nuove sfide per l agricoltura europea: 1. I cambiamenti climatici; 2. Le energie rinnovabili; 3. La gestione delle risorse idriche; 4. Il declino della biodiversità; 5. L innovazione nei settori sopra indicati; 6. Le misure di accompagnamento e ristrutturazione del settore lattiero caseario; 7. La diffusione della banda larga. Quest ultima sfida deriva dai provvedimenti introdotti dal Piano di Rilancio Economico dell Unione Europea (COM (2008) 800 final). Per affrontare queste nuove priorità è stato previsto uno stanziamento aggiuntivo PSR Toscana versione 10 dicembre
8 per lo sviluppo rurale, che per la Toscana ammonta a 28,6 Milioni. Nella revisione del PSR sono stati presi in considerazione, oltre alle modifiche regolamentari introdotte dai Regg. (CE) n.74/2009 e 473/09 (che modificano il Reg. (CE) n. 1698/2005) e dai Regg. (CE) n. 363/2009 e 482/09 (che modificano il Reg. (CE) n. 1974/2005), il già citato Piano di Rilancio Economico, le Decisioni 2009/61/CE e 2006/144/CE, che modificano gli Orientamenti Strategici Comunitari, il Libro Bianco della CE sull adattamento ai cambiamenti climatici (COM (2009) 147 final) e la nuova versione del PSN Italia. Per quanto riguarda la priorità n. 5 Innovazione si segnala che la misura 124 Cooperazione.. collegata all obiettivo dell innovazione ha già una dotazione molto significativa (10 milioni di spesa pubblica, per un ammontare previsto degli investimenti di 14 milioni); si ritiene che al momento l importo previsto per la misura costituisca una dotazione congrua, dato il carattere sperimentale della stessa. Ciò non significa che l innovazione non sia ritenuta importante, tanto che la misura è stata collegata con alcuni degli obiettivi specifici più importanti del PSR Toscana, quelli del rafforzamento delle filiere, del consolidamento e sviluppo delle aziende e della qualità. Per quanto riguarda le tematiche proprie dell asse 2, la riduzione dell impatto delle attività produttive sulle risorse idriche è uno degli obiettivi principali che si intendono raggiungere con la misura. Di seguito si riportano le specificità regionali relative a ciascun asse, desunte dall analisi della situazione di cui al precedente punto 3.1, da tali specificità deriva la strategia messa in atto, concretizzata in obiettivi prioritari, coerenti con gli OSC (Orientamenti Strategici Comunitari) e con il PSN (Piano Strategico Nazionale). Gli obiettivi prioritari vengono declinati in obiettivi specifici di programma ad essi correlati; le misure collegate a ciascuno degli obiettivi specifici sono considerate come strumenti da impiegare per il conseguimento di tali obiettivi. Quasi tutti gli obiettivi specifici prevedono l attivazione di misure che fanno capo a più assi del programma, sviluppando sinergie ed approcci integrati in coerenza con l orientamento strategico n. 5 di Assicurare la coerenza della programmazione. Asse 1 - Miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale; La ridotta crescita del sistema regionale può attribuirsi in parte ad alcuni fattori esogeni, come la rivalutazione dell euro sul dollaro, il riassetto del mercato mondiale, dovuto all emergere dei paesi di nuova industrializzazione e alla conseguente riduzione delle quote di mercato di settori tradizionali dell economia regionale. A questo si aggiungono alcuni fattori endogeni, dovuti alla ridotta dimensione delle imprese, ad una scarsa convergenza fra domanda e offerta di lavoro e ad un processo di terziarizzazione in ritardo, rispetto ad altre regioni italiane, che risente delle caratteristiche strutturali delle imprese toscane del ramo, anche in questo caso prevalentemente di piccole dimensioni, e del peso significativo assunto da attività terziarie orientate alla produzione di rendite di posizione piuttosto che all innovazione o all accrescimento dell efficienza del sistema (v. settore immobiliare). Se si considera in particolare il settore agricolo, è importante segnalare che, alla strutturale riduzione del peso del comparto in atto dagli anni sessanta, si deve affiancare, dalla seconda metà degli anni novanta, una relativa ripresa degli occupati in agricoltura, che portano il dato del 2006 a un livello superiore rispetto a quello di dieci anni prima. Dal punto di vista economico, negli ultimi dieci anni il comparto agroalimentare ha registrato però una progressiva riduzione di incidenza rispetto al complesso dell economia regionale (dal 4 al 3% del valore aggiunto). Questa tendenza fa parte di un lento processo di trasformazione di lungo periodo che l economia toscana sperimenta insieme a tutte le economie più sviluppate. In questo contesto, mentre il valore della produzione e il valore aggiunto primario si sono lentamente ridimensionati in termini relativi, tendenza particolarmente accentuata per la zootecnia, l industria alimentare ha manifestato una maggiore dinamicità, registrando una crescita costante in termini di valore aggiunto e di produttività, seppure con ricorrenti crisi settoriali. In sintesi, dall analisi dei punti di forza e di debolezza riportata al cap. 3.1 relativamente ai settori agricolo, agroindustriale e forestale, i principali svantaggi strutturali collegati al contesto socio-economico, evidenziati nell analisi della situazione, sono i seguenti: - Scarsa qualificazione degli operatori, combinata ad un accesso ridotto all assistenza tecnica qualificata (solo il 24% degli operatori ha un titolo superiore alla licenza media, mentre i servizi di consulenza raggiungono appena aziende, su considerabili professionali); PSR Toscana versione 10 dicembre
9 - Scarso ricambio generazionale (solo il 3,9% dei conduttori ultrassessantenni ha possibilità di trovare un successore nell attività); - Invecchiamento degli addetti al settore e riduzione dell occupazione stabile a favore di quella temporanea (solo l 8,5% delle aziende ha conduttori al di sotto dei 40 anni); - Riduzione del numero delle aziende agro-forestali, in seguito alla cessazione dell attività (calo del 6,6% del numero delle aziende e del 7,5% della SAU nel periodo 1990/2000); - Dimensioni aziendali ridotte, con conseguenti diseconomie e ridotta capacità contrattuale (l 80% delle aziende produce meno del 13% dei redditi aziendali); - Elevata parcellizzazione delle proprietà forestali ( proprietà su hanno meno di 10 ettari boscati); - Sofferenza per la scarsa dotazione infrastrutturale, a livello di imprese e di popolazione residente in zona rurale, in particolare per quanto riguarda l approvvigionamento e la distribuzione delle risorse idriche. In estrema sintesi, per gli stessi settori i principali svantaggi strutturali orizzontali collegati alle caratteristiche del sistema produttivo, rilevati dall analisi, sono i seguenti: - Bassa diffusione dell innovazione e conseguente diminuzione della competitività (in Toscana nel 2005 quattro imprese agricole hanno realizzato più dell 80% degli investimenti in materia, il resto è disperso in piccole iniziative di minima rilevanza); - Prevalenza di produzioni non qualificate e chiaramente collegate con il territorio, pur in presenza di realtà particolarmente rilevanti dal punto di vista della qualità (solo il 9,8% delle aziende toscane produce prodotti di qualità); - Diffusione e valorizzazione dei prodotti di qualità e collegati al territorio non sufficienti a creare sistemi forti, alternativi ai canali convenzionali; - Orientamento dei boschi regionali verso produzioni di basso valore unitario (valore medio/ettaro del bosco in piedi: 1000 euro); - Scarso sviluppo delle filiere, soprattutto nel settore forestale e lattiero caseario, con conseguente riduzione del valore aggiunto delle produzioni di base (si veda l aumento del differenziale fra i saldi dei flussi di materie prime con l ammontare degli interscambi). - Scarsa forza contrattuale del settore primario nell ambito della filiera produzione-trasformazionecommercializzazione, dove assume sempre maggiore peso la GDO e quindi la fase commerciale a scapito delle fasi precedenti (ben il 46% della produzione è venduta senza accordi contrattuali durevoli con altri operatori del mercato); - Carenza nella diffusione degli strumenti aziendali di pianificazione, soprattutto forestale (poche aziende forestali sono dotate di piani di gestione). - Crisi di alcuni comparti produttivi (es. floricoltura, bieticoltura) con conseguente esigenza di apertura di nuovi mercati o di supporto alla riconversione produttiva. In relazione agli svantaggi strutturali sopra elencati si evidenzia la necessità di individuare le principali esigenze strutturali cui far fronte con le misure attivabili con l Asse 1. Tali esigenze possono essere ricondotte ai seguenti ambiti di intervento: - miglioramento del rendimento economico; - miglioramento della qualità delle produzioni; - miglioramento delle condizioni di sicurezza sui luoghi di lavoro; - miglioramento ambientale. PSR Toscana versione 10 dicembre
10 In relazione a tali ambiti di miglioramento si riepilogano di seguito i principali fabbisogni strutturali rilevati dall analisi, diversificati in relazione ai principali comparti produttivi presenti in regione, ad essi sono state abbinate le priorità territoriali riferite alla zonizzazione in macrocategorie individuate dal piano strategico nazionale per lo sviluppo rurale (PSN): Settore Produzioni vegetali Comparto vitivinicolo Comparto Olivicolo Fabbisogni Miglioramento del rendimento economico: - Favorire l aggregazione dell offerta del prodotto trasformato che si rivolge ai mercati nazionali e esteri per migliorare le potenzialità di commercializzazione - Favorire la concentrazione della trasformazione per ridurre i costi di produzione - Favorire il rinnovamento dei vigneti per avere produzioni più aderenti alle esigenze del mercato - Favorire l innovazione dei metodi di produzione e gestione, dalla vigna alla cantina per ridurre i costi di produzione e migliorare la qualità del prodotto finale - Rafforzare il vivaismo viticolo a monte della filiera per disporre di materiale di propagazione aderente alle esigenze di ristrutturazione del settore - Mantenere un elevato livello di ricerca e sperimentazione per garantire un innovazione continua dei processi e dei prodotti Miglioramento della qualità delle produzioni: - Favorire il miglioramento merceologico delle produzioni, anche al di fuori di disciplinari - Adottare pratiche irrigue di sostegno per migliorare la qualità Miglioramento della situazione aziendale in termini di: - Aumento della sicurezza sul lavoro Miglioramento Ambientale: - Ridurre l erosione del suolo - Favorire il riuso degli scarti delle potature e della lavorazione del prodotto per il risparmio energetico Miglioramento del rendimento economico: - Favorire la realizzazione di nuovi impianti di coltivazione più razionali anche al fine di contenere i costi di produzione - Favorire investimenti volti alla riduzione dei costi di produzione anche attraverso una maggiore meccanizzazione delle operazioni di potatura e di raccolta - Sostenere il miglioramento tecnologico nelle fasi di produzione e trasformazione per migliorare la qualità del prodotto finito - Favorire la riduzione dei costi mediante la realizzazione di sistemi/centri di confezionamento del prodotto - Favorire il collocamento del prodotto anche presso la GDO - Favorire i progetti di filiera corta anche al fine di una migliore valorizzazione delle produzioni tipiche e di qualità - Mantenere un elevato livello di ricerca e sperimentazione per garantire il miglioramento continuo delle tecniche produttive Miglioramento della qualità delle produzioni: - Incrementare il numero di aderenti a sistemi di qualità riconosciuti a livello comunitario o nazionale/regionale - Favorire la coltivazione delle cultivar minori tipiche dei territori e spesso portatrici di elementi caratterizzanti del prodotto - Sostenere azioni di trasferimento delle innovazioni/informazioni in merito ai fattori incidenti sulla qualità - Aumentare la domanda locale ed estera del prodotto di qualità, anche Priorità territoriale Zone C1, C2 e D Zone C1, C2 e D PSR Toscana versione 10 dicembre
11 mediante la promozione ed educazione del consumatore, evidenziando la qualità del prodotto e le sue peculiarità Miglioramento della situazione aziendale in termini di: - Aumento della sicurezza sul lavoro anche mediante formazione o campagne comunicazionali volte anche alle piccole aziende non professionali Miglioramento Ambientale: - Mantenere l olivicoltura marginale, caratterizzata dai terrazzamenti, per le sue valenze paesaggistiche e ambientali - Favorire il riuso degli scarti delle potature per il risparmio energetico - Ridurre l inquinamento mediante un uso razionale dei fitofarmaci grazie ad azioni di monitoraggio - Favorire il reimpiego dei residui di lavorazione delle olive (acque di vegetazione e sanse) nel rispetto dell ambiente Comparto Cerealicolo Comparto Floricolo Miglioramento del rendimento economico: - Favorire la realizzazione di progetti di filiera volti ad una valorizzazione delle produzioni di qualità - Favorire l utilizzo dei cereali nelle filiere locali riorganizzandone la coltivazione rispetto alle esigenze territoriali e di mercato (mangimistica, panificazione, pastifici, ecc.) - Favorire iniziative per la valorizzazione di produzioni tipiche locali - Ristrutturare la capacità di stoccaggio anche per favorire lo stoccaggio differenziato per classi qualitative omogenee - Ridurre i costi di produzione Miglioramento della qualità delle produzioni: - Rafforzare l immagine delle produzioni aderenti a sistemi di qualità riconosciuti a livello comunitario o nazionale/regionale - Aumentare la domanda locale ed estera anche mediante la promozione ed educazione del consumatore ai prodotti di qualità - Aumentare la qualità durante le fasi di stoccaggio Miglioramento della situazione aziendale in termini di: - Aumento della sicurezza sul lavoro anche mediante formazioni o campagne comunicazionali volte in particolare alle piccole aziende Miglioramento Ambientale: - Favorire il riuso della paglia per la produzione di agroenergie - Favorire la diffusione di tecniche di produzione a basso impatto ambientale (biologico e integrato) Miglioramento del rendimento economico - Favorire l innovazione di processo al fine di ridurre i costi di produzione - Migliorare l organizzazione logistica incentivando, fra l altro, l aggregazione dell offerta Miglioramento della qualità delle produzioni: - Favorire l innovazione di prodotto - Favorire forme di tutela e riconoscibilità della produzione - Favorire il miglioramento merceologico delle produzioni anche al di fuori dei disciplinari Miglioramento della situazione aziendale in termini di: - Aumento della sicurezza sul lavoro Miglioramento Ambientale: - Utilizzare appositi sistemi per il risparmio idrico ed un uso razionale degli input chimici - Favorire l utilizzo di energie da fonti rinnovabili Zone C1, C2 e D Zone B PSR Toscana versione 10 dicembre
12 Comparto vivaistico Comparto Ortofrutticolo Comparto Tabacco Miglioramento del rendimento economico: - Aumentare la penetrazione sui mercati esteri - Favorire l innovazione di processo ai fini di ridurre i costi di produzione - Favorire la delocalizzazione in altre aree regionali - Favorire la formazione Miglioramento della qualità delle produzioni: - favorire l innovazione di prodotto - Favorire il miglioramento merceologico delle produzioni - Favorire la certificazione di processo e/o di prodotto Miglioramento della situazione aziendale in termini di: - Aumento della sicurezza sul lavoro Miglioramento Ambientale: - Utilizzare sistemi di risparmio idrico - Incentivare processi produttivi a basso impatto ambientale - Favorire l utilizzo di energie da fonti rinnovabili Miglioramento del rendimento economico: - Ridurre i costi di produzione - Favorire iniziative di filiera corta per aumentare il valore aggiunto delle produzioni - Migliorare i prodotti freschi e la catena del freddo - Introdurre innovazioni di processo e di prodotto per accrescere la competitività del comparto - Favorire l aggregazione dell offerta per potenziare le capacità di commercializzazione Miglioramento della qualità delle produzioni: - Favorire il miglioramento merceologico delle produzioni anche al di fuori dei disciplinari - Favorire iniziative per la valorizzazione di produzioni tipiche locali Miglioramento della situazione aziendale in termini di: - Aumento della sicurezza sul lavoro Miglioramento Ambientale: - Ridurre l apporto di input chimici - Ridurre l impatto ambientale nella logistica dei prodotti - Favorire l utilizzo di sistemi di risparmio idrico ed energetico Miglioramento del rendimento economico: - Ridurre i costi di produzione anche attraverso l introduzione di innovazioni tecniche e in particolare una migliore meccanizzazione delle principali operazioni Miglioramento della qualità delle produzioni: - Migliorare le caratteristiche qualitative del prodotto - Privilegiare le tipologie di prodotto maggiormente richieste dal mercato (ad esempio la fascia per il sigaro Toscano) - Favorire il riconoscimento di elementi distintivi della qualità dei sigari Toscani - Realizzare progetti di filiera finalizzati alla migliore valorizzazione delle produzioni di elevata qualità Miglioramento della situazione aziendale in termini di: - Aumento della sicurezza sul lavoro - Ristrutturazione e ammodernamento dei locali di cura del tabacco anche attraverso investimenti per la messa in sicurezza (ad esempio impianti di caricamento meccanizzato) Miglioramento Ambientale - Ridurre l apporto di input chimici - Favorire l adozione di disciplinari di produzione a ridotto impatto Zone B Zone B, C1 e C2 Zone C1, C2 e D PSR Toscana versione 10 dicembre
13 ambientale - Favorire l adozione di tecniche che consentano un risparmio idrico e di fertilizzanti (ad esempio fertirrigazione) Produzioni zootecniche Comparto Carni Bovine Comparto latte bovino Comparto latte ovino Miglioramento del rendimento economico: - Adeguare gli impianti di trasformazione in base alle esigenze delle aree per ottimizzare le capacità di lavorazione - Favorire la gestione consortile della trasformazione per ridurre i costi di produzione - Migliorare il trasporto degli animali vivi e la riconsegna di quelli macellati - Favorire l'aggregazione dell'offerta per rendere più competitivo il settore Miglioramento della qualità delle produzioni: - Favorire l incremento delle produzioni di qualità - Diversificare e migliorare le tipologie merceologiche Miglioramento della situazione aziendale in termini di: - Aumento della sicurezza sul lavoro - Aumentare il benessere degli animali Miglioramento Ambientale: - Migliorare le strutture per lo stoccaggio degli effluenti zootecnici - Favorire la diffusione delle razze autoctone - Favorire presidi agrozootecnici nelle zone montane e collinari - Favorire il risparmio idrico e energetico nelle attività agrozootecniche Miglioramento del rendimento economico: - Strutturare i rapporti di filiera rafforzando il ruolo strategico della trasformazione sul territorio - Creare nuove modalità e strutture per gli approvvigionamenti della materia prima destinata alle strutture regionali di trasformazione - Favorire una logistica adeguata che minimizzi i costi di trasporto e sia comune alle strutture di trasformazione - Ridurre i costi di produzione e di recupero delle materie prime e smaltimento dei rifiuti Miglioramento della qualità delle produzioni: - Aumentare la domanda locale mediante promozione ed educazione del consumatore ai prodotti di qualità - Favorire l incremento delle produzioni di qualità Miglioramento della situazione aziendale in termini di: - Aumento della sicurezza sul lavoro - Miglioramento delle condizioni di igiene e benessere degli animali Miglioramento Ambientale: - Favorire presidi agro zootecnici nelle zone montane e collinari garantendo la razionalizzazione dei collegamenti con le strutture di trasformazione - Migliorare le strutture per lo stoccaggio degli effluenti zootecnici - Favorire il risparmio idrico e energetico nelle attività agrozootecniche e delle imprese di trasformazione Miglioramento del rendimento economico: - Ridurre i costi di produzione - Favorire la trasformazione del latte all interno dell azienda per accrescere il valore aggiunto delle produzioni - Favorire l incremento della vendita diretta in azienda dei prodotti trasformati Miglioramento della qualità delle produzioni: - Rafforzare l immagine delle produzioni aderenti a sistemi di qualità Zone C2 e D Zone C1, C2 e D Zone C2 e D PSR Toscana versione 10 dicembre
14 riconosciuti a livello comunitario o nazionale/regionale - Aumentare la domanda locale ed estera mediante promozione ed educazione del consumatore ai prodotti di qualità - Favorire l incremento delle produzioni di qualità - Migliorare i sistemi di autocontrollo e tracciabilità per accrescere la qualità e l immagine delle produzioni Miglioramento della situazione aziendale in termini di: - Aumento della sicurezza sul lavoro - Miglioramento delle condizioni di igiene e benessere degli animali Miglioramento Ambientale: - Favorire il riuso degli scarti della trasformazione del latte per ridurre l impatto ambientale dell attività - Favorire il risparmio energetico ed idrico nelle attività zootecniche - Favorire presidi agro zootecnici nelle zone montane e collinari Produzioni forestali Miglioramento del rendimento economico: - Favorire l aggregazione dell offerta; - Favorire la costituzione di filiere corte complete (produttore primariotrasformatore-commercializzatore); - Favorire l ammodernamento aziendale finalizzato all aumento della redditività e della competitività; - Aumentare il valore aggiunto delle produzioni forestali; - Favorire la coltivazione dei boschi secondo le regole della GFS, per contrastare i fenomeni di abbandono e migliorare il loro valore; - Favorire la ricerca, la sperimentazione e la diffusione dei loro risultati e delle innovazioni; - Favorire il miglioramento tecnologico delle aziende e delle dotazioni aziendali; - Favorire la realizzazione in loco di strutture, anche aziendali, per l accessibilità, la prima lavorazione, la trasformazione e commercializzazione dei prodotti del bosco; - Favorire la diffusione della pianificazione a livello aziendale; - Favorire la differenziazione delle produzioni. Miglioramento della qualità delle produzioni: - Favorire la classificazione qualitativa dei prodotti - Favorire la diffusione dei sistemi di certificazione forestale, anche della catena di custodia; - Favorire sistemi di coltivazione dei boschi mirati al miglioramento della qualità degli assortimenti legnosi ricavabili; - Favorire il miglioramento della qualità merceologica dei prodotti; Miglioramento della situazione aziendale in termini di: - Aumento della sicurezza sul lavoro Miglioramento Ambientale: - Ridurre l erosione del suolo - Favorire la riduzione dei consumi idrici - Favorire la produzione di energia da biomasse di origine forestale - Ridurre i fenomeni di abbandono delle superfici forestali - Favorire la creazione di filiere a basso consumo energetico nell intero processo (riduzione dei costi di trasporto, aumento del rendimento nella trasformazione energetica, ecc.); - Favorire la messa a punto di sistemi di lavorazione o la realizzazione di impianti a basso impatto ambientale Zone C2 e D Anche le indicazioni relative alle priorità territoriali (riferite alla zonizzazione PSN adeguata nell analisi a fini socio economici) sono coerenti con quanto emerge nell analisi del contesto e tengono conto principalmente dello stato di grave crisi che attraversano tutti i settori nelle zone più marginali e meno favorite della regione, con maggiori svantaggi strutturali dovuti alla conformazione del territorio e alla minor presenza di servizi alle imprese. Per i comparti del tabacco e del latte bovino sono state considerate zone prioritarie più PSR Toscana versione 10 dicembre
15 ampie, in base alla particolare attenzione dedicata ai due comparti dal PSR tenendo conto delle scelte strategiche legate alle nuove sfide e alla riforma dell OCM tabacco. Per i comparti della floricoltura e del vivaismo è stata presa in considerazione anche la specializzazione produttiva consolidata di alcuni territori che ricadono quasi completamente in una o più delle categorie di zone impiegate nell analisi di contesto; tale specializzazione porta con sé alcune problematiche specifiche, quali la maggiore fragilità complessiva del sistema in caso di crisi del comparto produttivo, l eccessivo sfruttamento/inquinamento delle falde, una maggiore necessità di diversificazione produttiva ed economica A queste problematiche è possibile rispondere con le misure del PSR, coordinando ed integrando le azioni attivabili in relazione ai singoli assi in cui è articolato il programma. Non tutti i fabbisogni sopra elencati sono correlati direttamente agli obiettivi dell asse 1, per cui le strategie da definire per essi dovranno fare riferimento anche a linee di intervento e a strumenti propri di altri assi. Emergono comunque alcune criticità orizzontali, che verranno affrontate con azioni comuni, ed altre specifiche di settore, che saranno oggetto di linee di intervento specifiche in relazione al settore considerato, mediante priorità, linee finanziarie dedicate e tassi maggiorati. In alcuni casi si dovrà tenere conto anche della dimensione territoriale dei fabbisogni descritti nell analisi (es. crisi della zootecnia estensiva nelle zone di alta collina e montagna), con azioni specifiche. In relazione alle criticità sopra descritte, gli obiettivi prioritari e gli obiettivi specifici individuati sono i seguenti: Asse Obiettivi Prioritari Obiettivi specifici PSR 1 Promozione dell'ammodernamento e dell'innovazione nelle imprese e dell'integrazione delle filiere Consolidamento e sviluppo della qualità della produzione agricola e forestale Miglioramento della capacità imprenditoriale e professionale degli addetti al settore agricolo e forestale e sostegno del ricambio generazionale 1. Consolidamento e sviluppo delle aziende sul territorio e sui mercati mediante la diffusione dell'innovazione e l'aumento della competitività 2. Rafforzamento delle filiere produttive agricole e forestali 3. Consolidamento e sviluppo della qualità della produzione agricola e forestale 4. Promozione dell occupazione e del ricambio generazionale 5. Diffusione delle informazioni e delle conoscenze e rafforzamento delle competenze professionali Per quanto riguarda il fabbisogno segnalato nell analisi relativo alla sofferenza per la scarsa dotazione infrastrutturale, a livello di imprese e di popolazione residente in zona rurale, si ritiene che esso possa trovare soddisfacimento solo in minima parte all interno della programmazione dello sviluppo rurale, dato che l unica misura pertinente, la n. 125 relativa allo sviluppo delle infrastrutture, opera limitatamente agli investimenti a servizio delle imprese agricole e forestali. La parte relativa alle infrastrutture a sostegno complessivo dei territori rurali trova comunque sostegno nella programmazione FESR (che prevede 254 milioni di euro per le infrastrutture) e nei fondi nazionali dedicati. Di seguito si commentano gli obiettivi specifici di programma (OS), individuati a fronte di ciascun obiettivo prioritario, e le misure ad essi rapportabili per costruire la relativa strategia; le misure che sono contenute nelle tabelle riferite a ciascun obiettivo sono elencate sia per le finalità di particolare rilevanza che rivestono per raggiungere l obiettivo (es. politiche per i giovani misura insediamento giovani agricoltori) sia per la rilevanza che hanno in senso generale (es. nuovo insediamento necessità di investimenti misura ammodernamento aziende; nuovo insediamento bisogno di nuove conoscenze servizi di consulenza). La stessa operazione verrà ripetuta per gli altri assi. Obiettivo prioritario: Promozione dell'ammodernamento e dell'innovazione nelle imprese e dell'integrazione delle filiere L OP si collega direttamente alla priorità comunitaria relativa a Modernizzazione, innovazione e qualità nella catena alimentare, e al corrispondente obiettivo prioritario della strategia nazionale; nel caso della Toscana PSR Toscana versione 10 dicembre
16 l OP riveste particolare importanza a fronte dei problemi segnalati nell analisi in relazione alla debolezza e scarsa competitività delle imprese, dovuta principalmente alla ridotta dimensione delle stesse, alla scarsa diffusione dell innovazione e ai ridotti rapporti verticali fra i singoli soggetti operanti nelle filiere. L OP si declina nei seguenti OS: OS 1. Consolidamento e sviluppo delle aziende sul territorio e sui mercati mediante la diffusione dell'innovazione e l'aumento della competitività Le aziende agricole e forestali della regione devono affrontare un momento estremamente delicato, collegato ad una fase congiunturale difficile, al dispiegarsi degli effetti dell allargamento della UE e alla riforma degli aiuti PAC; diviene perciò particolarmente importante il sostegno per l'ammodernamento delle aziende agricole e il miglioramento del loro rendimento economico, al fine di rafforzarne la capacità di stare sul mercato mediante un più sapiente utilizzo dei fattori di produzione e favorendo forme di aggregazione ed integrazione tra le imprese. In tale contesto è necessario anche promuovere e sostenere le imprese nello sviluppo dell innovazione di processo e di prodotto, dato che anche nel settore agricolo diventa sempre più importante essere innovativi per essere competitivi, soprattutto mediante l introduzione di innovazioni che consentano di abbassare i costi (es. autoproduzione di energia per abbassare la bolletta energetica) e di attivare nuove produzioni o affrontare nuovi mercati. Una migliore strutturazione delle aziende può essere conseguita anche mediante un azione di miglioramento, nell ambito dei processi produttivi, relativamente alle materie dell'ambiente, della sicurezza sul lavoro, dell'igiene e del benessere degli animali, fornendo alle imprese il supporto necessario per conformarsi ai nuovi requisiti comunitari ed eventualmente andare oltre, mediante azioni pilota qualificanti per il settore primario. Nell attuale contesto inoltre le aziende agricole e forestali non svolgono più solo una funzione produttiva, legata alla produzione di materie prime più o meno trasformate, ma sviluppano anche funzioni più complesse e variegate, riferibili alla sfera paesaggistica, ricreativa e turistica, ambientale, culturale e sociale. E quindi indispensabile che il Programma di sviluppo rurale tenga conto non solo delle necessità delle aziende per un loro consolidamento nei confronti dei mercati agricoli favorendo gli investimenti tecnologici e fondiari, ma anche delle necessità derivanti dallo svolgimento di importanti funzioni e attività connesse che possano consentire alle imprese di aumentare il reddito prodotto ed incrementare il loro collegamento con il territorio. Inoltre, nel settore forestale occorre favorire la coltivazione attiva dei boschi, al fine di aumentare la stabilità e il valore dei popolamenti forestali e diversificare e migliorare la qualità delle produzioni. Le nuove sfide del controllo di salute della PAC e del Piano di Rilancio Economico UE Nuove priorità connesse all obiettivo del Consolidamento e sviluppo delle aziende sul territorio e sui mercati mediante la diffusione dell'innovazione e l'aumento della competitività Gestione delle risorse idriche La gestione sostenibile delle risorse idriche sta diventando sempre più una priorità in relazione ai cambiamenti climatici in corso che, come evidenziato nell analisi della situazione (cap. 3), stanno riducendo drasticamente la disponibilità di acqua per gli impieghi civili e produttivi e stanno alterando gli equilibri degli ecosistemi strettamente collegati alle acque. In relazione alle caratteristiche morfologiche ed idrologiche del territorio toscano e alla mancanza di corpi idrici superficiali naturali di un certo rilievo, oltre il 55% delle aziende irrigue toscane utilizza esclusivamente acque sotterranee; in alcune aree litoranee l approvvigionamento dalle falde caratterizza ben oltre l 85% delle realtà irrigue (ARSIA Regione Toscana, 2007). Nel passato l irrigazione poteva contare su di una consistente disponibilità di risorse superficiali che nel tempo è venuta meno sia per l incremento degli usi, sia per la riduzione delle portate dovuta alla diminuzione e discontinuità delle precipitazioni. Gli aspetti sopra ricordati e già evidenziati nell analisi incidono pesantemente sulla competitività delle imprese regionali, che si trovano ad avere sempre maggiori limitazioni in termini di quantità e spesso anche di qualità della risorsa idrica disponibile. Nell ambito regionale, la priorità principale è quella relativa alla sostituzione del prelievo da falde sotterranee o superficiali con l adduzione di acqua derivante da bacini di raccolta. In questo modo si evita l abbassamento e la riduzione delle falde sotterranee e superficiali e si contribuisce a contrastare l inquinamento delle falde, dovuto anche alla minore massa dei corpi idrici, migliorando la capacità di utilizzo PSR Toscana versione 10 dicembre
17 razionale dell acqua e la potenzialità delle riserve idriche. L obiettivo è di razionalizzare l approvvigionamento e la gestione delle risorse idriche senza aumentare la superficie irrigua attuale e salvaguardando l integrità, e la qualità delle acque sotterranee. A tali fini, la tipologia di operazione sostenuta, nell ambito di quelle previste dall allegato II al reg. CE n. 1698/05, è quella delle Riserve idriche (ivi comprese superfici con sfioratori di piena), mirando ad un effetto potenziale di un Miglioramento della capacità di utilizzo razionale dell acqua e della capacità delle riserve idriche così come previsto dallo stesso allegato. Tale tipologia di operazione è collegabile con quelle previste dalla misura 125 Miglioramento e sviluppo delle infrastrutture in parallelo con lo sviluppo e l adeguamento dell agricoltura e della silvicoltura ed in particolare quelle descritte al punto 4.c della scheda di misura di cui al par del presente programma: realizzazione e miglioramento delle infrastrutture per l adduzione di acqua potabile e per uso irriguo interaziendale. Misure correlate Finalità 111. Azioni nel campo della formazione Per promuovere e diffondere l innovazione e la professionale e dell informazione (art. 21) qualificazione nel settore, anche in funzione del suo ruolo multifunzionale e del miglioramento della sicurezza sui luoghi di lavoro 114 Ricorso ai servizi di consulenza agricola e Consente di supportare adeguatamente le imprese al fine di forestale(art. 24) acquisire le conoscenze adeguate per la promozione dell innovazione aziendale, il miglioramento della competitività e per l applicazione dei requisiti minimi di legge 121. Ammodernamento delle aziende agricole (art. 26) 122. Migliore valorizzazione economica delle foreste (art. 27) 123. Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali (art. 28) 124. Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nei settori agricolo e alimentare, e in quello forestale (art. 29) 125. Miglioramento e sviluppo delle infrastrutture in parallelo con lo sviluppo e l adeguamento dell agricoltura e della silvicoltura (art. 30) 144. Aziende agricole in via di ristrutturazione in seguito alla riforma dell organizzazione comune di mercato (art.35 bis) 311. Diversificazione verso attività non agricole (art. 53) Consente l acquisizione di mezzi o strutture e l aggiornamento tecnologico delle strutture e degli impianti presenti in azienda, nonché i necessari miglioramenti fondiari Consente il potenziamento organizzativo, infrastrutturale, strutturale e tecnologico delle aziende forestali, nonché l esecuzione degli interventi di valorizzazione economica dei boschi, anche con procedimenti innovativi Sostiene il miglioramento delle condizioni di trasformazione e commercializzazione finalizzato all aumento della competitività e del valore aggiunto dei prodotti primari agro-forestali Promuove sinergie fra i diversi soggetti operanti nelle filiere agroforestali Consente di migliorare le condizioni generali del territorio migliorando la qualità della vita e la fruibilità delle superfici utilizzate. Consente di sostenere l innovazione e la riconversione delle imprese operanti nel comparto del tabacco Sostiene l avvio in azienda di attività extra agricole complementari al fine di incrementarne la redditività globale OS 2. Rafforzamento delle filiere produttive agricole e forestali Il rafforzamento delle filiere agricole e forestali è un elemento strategico nelle politiche di sviluppo del settore, dato che solo la partecipazione dei produttori ai diversi stadi della filiera produttiva, dalla produzione primaria al consumatore finale, può consentire di massimizzare il valore aggiunto dei prodotti ed incrementare il reddito dei produttori di base. In tale contesto, un elemento da affrontare è quello della certezza dei canali di commercializzazione dei prodotti primari, insidiata dalle crisi di mercato dovute principalmente alla globalizzazione dei mercati. PSR Toscana versione 10 dicembre
18 In questo caso è importante non solo il sostegno alla singola azienda di produzione o trasformazione ma l incentivo ad azioni concertate di più soggetti all interno della filiera, con l obiettivo di creare sinergie e strategie comuni, basate sulla reciproca convenienza. Importante è altresì accorciare la filiera per favorire il raccordo diretto fra produttori e consumatori, sia rafforzando le attività di vendita presso le aziende, sia favorendo la creazione di punti di vendita e di mercati in cui gli agricoltori possano vendere direttamente i propri prodotti. E da tenere presente inoltre che il disaccoppiamento degli aiuti diretti, realizzato con la riforma del primo pilastro della PAC, nonché la prevista abolizione del regime delle quote latte, nei prossimi anni potrebbero indurre importanti cambiamenti su alcune filiere produttive toscane e potrebbe portare ad un minore impegno degli agricoltori soprattutto in alcuni settori particolarmente esposti come ad esempio quello cerealicolo o zootecnico. Ma il disaccoppiamento potrebbe indurre sia un orientamento a produzioni più rispondenti alle esigenze del mercato sia una maggiore differenziazione nelle colture e nelle attività agricole e forestali, dando luogo a produzioni finora scarsamente diffuse, forse più competitive e meglio rispondenti alla vocazione effettiva del territorio. A fronte delle modifiche che si potranno verificare nei prossimi anni a seguito della riforma, il Programma di sviluppo rurale dovrà farsi carico di interpretare in modo corretto tali cambiamenti e di creare un contesto favorevole, destinando una parte delle dotazioni finanziarie di ciascuna misura per progetti integrati, mirati al consolidamento delle filiere esistenti o all avvio di nuove (esempio: filiera bioenergetica o tessile). Per sostenere adeguatamente l obiettivo si ritiene che la modalità di attuazione ideale potrebbe consistere in un bando multimisura, con priorità od esclusività per progetti inseriti in accordi di filiera. Le nuove sfide del controllo di salute della PAC e del Piano di Rilancio Economico UE Nuove priorità connesse all obiettivo del Rafforzamento delle filiere produttive agricole e forestali Misure di accompagnamento della ristrutturazione del settore lattiero caseario Il settore lattiero caseario regionale si trova già oggi in notevoli difficoltà, a causa dell aumento costante dei costi di produzione, alla riduzione continua del prezzo del latte e alle difficoltà ambientali indotte dai cambiamenti climatici, in particolare la diminuzione della piovosità che incide negativamente sulla disponibilità di foraggi e sul costo degli stessi in caso di acquisti all esterno dell azienda. Con la eliminazione graduale del regime delle quote latte si prevede che il settore sarà costretto a notevoli cambiamenti strutturali, in previsione soprattutto di un ulteriore riduzione del prezzo del prodotto, con conseguente necessità di riorganizzazione a livello aziendale e,s soprattutto, di filiera. L attuale struttura della trasformazione, rappresentata da tre Centrali situate a Firenze, Lucca e Grosseto, risulta oggi inadeguata ad aggredire il mercato. Una delle possibili ipotesi per attenuare queste difficoltà può essere rappresentata da una ristrutturazione nella gestione delle tre strutture, intesa principalmente come messa a comune dei servizi e razionalizzazione degli approvvigionamenti, nel pieno rispetto delle tradizioni e delle individualità delle tre aziende. Questo potrebbe spingere il comparto al terzo posto del panorama nazionale per quantitativi di prodotto lavorato. Le prospettive future del comparto appaiono pertanto legate al consolidamento del rapporto fra tutti gli anelli della filiera, al rafforzamento della industria ed al pieno coinvolgimento della distribuzione, nonché ad ingenti investimenti per aumentare le economie di scala riducendo contestualmente i costi di lavorazione, prima che l abrogazione del regime delle quote ponga le imprese di fronte a drastici cali dei prezzi del latte bovino con rischio di ulteriori chiusure delle strutture produttive. Per attenuare questi contraccolpi è necessario uno sforzo particolare nel settore della trasformazione del settore lattiero-caseario, la cui riorganizzazione possa fare da ammortizzatore anche alle aziende che operano nella produzione primaria. Si ritiene importante concentrare il sostegno verso attività che qualifichino maggiormente le produzioni con prodotti trasformati di nicchia possibilmente con bacino di commercializzazione vicino a quello di produzione/trasformazione e verso il rafforzamento delle filiere con azioni mirate a ridurre i costi di raccolta, trasformazione, trattamento del prodotto primario e/o dei sottoprodotti. Occorre pertanto percorrere una politica di intervento volta alla riduzione dei costi di produzione, all aumento del valore aggiunto dei prodotti ed al miglioramento del rendimento economico delle aziende agricole lattiere e delle imprese di trasformazione. Nell ambito regionale, la priorità individuata consiste in un rafforzamento delle imprese di prima lavorazione e di trasformazione collegate alla produzione primaria, in modo da incrementare il valore aggiunto del prodotto a favore dei produttori stessi e di migliorare la competitività del settore lattiero caseario. 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19 A tali fini, la tipologia di operazione sostenuta, nell ambito di quelle previste dall allegato II al reg. CE n. 1698/05, è quella del Miglioramento della trasformazione e commercializzazione connesse ai prodotti lattiero caseari collegabile con quanto già previsto nella misura 123, sottomisura a): Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli. Misure correlate Finalità 111. Azioni nel campo della formazione professionale Per promuovere e diffondere l innovazione nel settore e dell informazione (art. 21) 114. Ricorso a servizi di consulenza da parte di Sostiene le imprese nella costituzione di accordi di imprenditori agricoli e forestali (art. 24) filiera e nella definizione degli standard produttivi 121. Ammodernamento delle aziende agricole (art. 26) 122. Migliore valorizzazione economica delle foreste (art. 27) L insieme delle misure elencate deve consentire di 123. Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti intervenire su tutte le fasi di una determinata filiera agricoli e forestali (art. 28) con una strategia comune e comuni obiettivi 124. Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nei settori agricolo e alimentare, e in quello forestale (art. 29) Obiettivo prioritario: Consolidamento e sviluppo della qualità della produzione agricola e forestale Anche questo OP può essere riferito direttamente alla priorità comunitaria relativa a Modernizzazione, innovazione e qualità nella catena alimentare, cui si collega un corrispondente obiettivo prioritario della strategia nazionale; la priorità viene declinata in un solo OS corrispondente, anche se, come detto più avanti, a livello regionale i concetti di qualità da sviluppare sono plurimi e diversificati. OS 3. Consolidamento e sviluppo della qualità della produzione agricola e forestale La Regione Toscana ha da tempo impostato le sue strategie di sviluppo sulle produzioni di qualità, dato che con un territorio molto diversificato e interessato da limitazioni fisiche anche forti (elevate pendenze, drenaggio difficile, elevata propensione all erosione superficiale e di massa, quote elevate, siccità prolungata, ecc.) le quantità di produzioni unitarie raramente possono competere con quelle di altre regioni d Italia o d Europa. La Toscana ha saputo compensare questi svantaggi soprattutto di ordine fisico (ma anche nella struttura aziendale) valorizzando al massimo una combinazione unica di antiche tradizioni enogastronomiche, bellezza dei paesaggi e ricchezza culturale dei territori rurali. La qualità dell ambiente diviene pertanto un valore intrinseco dei prodotti primari regionali, e come tale può partecipare al rafforzamento delle potenzialità commerciali, a condizione che venga esaltato il legame prodotto-territorio e i collegamenti fra le aziende produttrici di tali prodotti ed il mercato. A partire dal settore enologico sono quindi emerse nelle varie zone della Toscana una serie numerosissima di iniziative collegate al territorio che hanno puntato sulla valorizzazione dell enorme giacimento di tradizioni gastronomiche, di alimenti tipici, di varietà vegetali e razze animali locali che rappresentano il substrato ideale per la promozione di una variegata offerta di prodotti di qualità anche derivanti dall azione di recupero e conservazione del patrimonio genetico sviluppata dalla Regione Toscana già da più di un decennio (v. farro, cinta senese ecc.). Ma nel concetto di qualità non c è soltanto la dimensione di tipicità; c è una dimensione più ampia che abbraccia anche il sistema di certificazione di processo e di prodotto e l esigenza sempre più pressante di migliorare la qualità merceologica delle produzioni in funzione delle esigenze del mercato, a partire dal miglioramento della qualità intrinseca del prodotto, alla riconversione varietale, all introduzione di nuove tecnologie, fino alle strategie di confezionamento e commercializzazione. Quella della qualità è quindi una politica complessa, che richiede un maggiore sforzo nel settore degli investimenti per stare al passo dell innovazione tecnologica, ma anche un maggiore sforzo collettivo quando PSR Toscana versione 10 dicembre
20 si deve costruire un nuovo soggetto per la gestione della denominazione di origine o quando si deve affrontare la promozione del prodotto sui mercati nazionali ed esteri. In questo contesto pare evidente che misure in grado di finanziare investimenti nel settore della produzione e trasformazione di prodotti di qualità e per la valorizzazione del prodotto siano fondamentali per il conseguimento dell obiettivo. Misure correlate Finalità 111. Azioni nel campo della formazione Per promuovere e diffondere l innovazione nel settore professionale e dell informazione (art. 21) 114. Ricorso a servizi di consulenza da parte degli Consente alle imprese di acquisire importanti nozioni imprenditori agricoli e forestali(art. 24) per la produzione e valorizzazione dei propri prodotti di qualità 121. Ammodernamento delle aziende agricole (art. Lo sviluppo di prodotti di qualità all interno dell azienda 26) ha bisogno di investimenti. Può essere sostenuta anche l acquisizione di certificazioni necessarie a qualificare il prodotto 123. Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali (art. 28) 124. Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nei settori agricolo e alimentare, e in quello forestale (art. 29) La promozione della qualità dei prodotti è essenziale nella fase di trasformazione e commercializzazione, così come l acquisizione delle relative certificazioni, al fine di aumentare il valore della produzione di base e incrementarne gli sbocchi di mercato Può consentire la ricerca di nuove strade per la valorizzazione dei prodotti di qualità 132. Sostegno agli agricoltori che partecipano ai Sostiene gli agricoltori che partecipano a sistemi di sistemi di qualità alimentare (art. 32) qualità e che per questo hanno oneri aggiuntivi 133. Sostegno alle associazioni di produttori per Può sostenere le iniziative delle associazioni di attività di informazioni e promozione riguardo ai produttori per promuovere e far conoscere i prodotti di prodotti che rientrano nei sistemi di qualità qualità alimentari (art. 33) Obiettivo prioritario: Miglioramento della capacità imprenditoriale e professionale degli addetti al settore agricolo e forestale e sostegno del ricambio generazionale Questo obiettivo mira a colmare una forte carenza, evidenziata anche nell analisi di base, relativa alla qualità del capitale umano in agricoltura sia dal punto di vista dei livelli di conoscenze e competenze della forza imprenditoriale sia da quello della composizione generazionale del capitale umano. Dall analisi risulta come il fabbisogno del miglioramento della capacità imprenditoriale e professionale degli addetti riguarda non solo le imprese agricole, ma anche quelle forestali ed agro-industriali. L OP si declina i due obiettivi distinti che interagiscono fra loro nella direzione di un miglioramento complessivo del capitale umano operante nel settore. OS 4. Promozione dell occupazione e del ricambio generazionale Le politiche per il ricambio generazionale, non solo per il settore agricolo e forestale, ma per qualsiasi settore produttivo, sono la premessa di qualsiasi strategia di sviluppo. Infatti la presenza sul territorio di imprenditori e lavoratori giovani è il presupposto per una più elevata dinamicità economica e culturale del settore, per una più veloce diffusione di pratiche innovative, ed è una risposta anche all esigenza di sviluppare adeguate politiche occupazionali, dato che il ricambio generazionale può produrre un rafforzamento delle possibilità di impiego e di auto impiego nelle imprese interessate. Inoltre, in considerazione del numero elevato di imprenditori agricoli che fruiscono di una pensione e sono ancora in attività anche oltre i 65 anni di età, occorre agevolare il coinvolgimento di questi soggetti in un momento di condivisione della loro attività economica con un giovane, attuando così un rinnovamento attraverso la costituzione di società tra giovani ed anziani, dove il giovane subentra come conduttore capo/azienda insieme all anziano. PSR Toscana versione 10 dicembre

References: art. 16
 art. 69
 articolo 69
 articolo 16
 articolo 69
 art. 4