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Timestamp: 2020-08-05 17:13:14+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 7003 del 17/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7003 del 17/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 17/03/2017, (ud. 27/01/2017, dep.17/03/2017), n. 7003
sul ricorso 24579/2015 proposto da:
A.M., D.G.A.E., D.G.E.,
elettivamente domiciliati in ROMA, PIAZZA ADRIANA 15, presso lo
studio dell’avvocato FRANCESCO FERRAZZA, che li rappresenta e
difende unitamente all’avvocato LUIGI CIANCIUSI;
ENEL DISTRIBUZIONE S.P.A. Società con socio unico, C.F. (OMISSIS),
dell’avvocato STEFANO MASTROLILLI che la rappresenta e difende;
P.F., F.A., P.E., P.A.,
P.M., P.L., DI.GR.AN., PA.AL.,
F.M., FR.AN., FR.PI., P.I.,
F.V., F.B., D.G.V., P.S.;
avverso la sentenza n. 977/2014 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA,
– parte ricorrente propone tre motivi di ricorso per la cassazione della sentenza di cui in epigrafe, con la quale la Corte territoriale ha confermato la sentenza di primo grado, che ebbe a rigettare la domanda con la quale i ricorrenti avevano chiesto, nei confronti della società ENEL Distribuzione s.p.a. (parte convenuta), la declaratoria della inesistenza di servitù di elettrodotto sul loro fondo e, in accoglimento della domanda riconvenzionale proposta dall’ENEL, ebbe a disporre la costituzione di servitù coattiva di elettrodotto sul fondo attoreo;
– la società ENEL Distribuzione s.p.a. resiste con controricorso;
– le altre parti sono rimaste intimate;
– i tre motivi, proposti ai sensi dell’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5, risultano inammissibili per difetto di specificità (art. 366 c.p.c., n. 4), in quanto:
a) i singoli motivi non sono esaminati separatamente, piuttosto col ricorso sono prospettate una serie di doglianze trattate in modo promiscuo e cumulativo, in guisa che non consente a questa Corte di cogliere con chiarezza i confini delle censure, esigendo piuttosto dalla Corte un’attività di precisazione e delimitazione dei confini delle stesse, che è la negazione della specificità e chiarezza dei motivi (Cass., n. 21611 del 20/09/2013), finendo – di fatto – per sollecitare un riesame della causa nel merito;
b) con particolare riferimento poi al dedotto vizio di cui dell’art. 360 c.p.c., n. 3 (di cui al primo e al terzo motivo), non viene considerato neppure il contenuto precettivo delle norme di cui si denuncia la violazione o falsa applicazione, non vengono illustrate le ragioni del preteso contrasto della decisione impugnata col detto contenuto precettivo, nè viene esaminata la giurisprudenza della Corte per dimostrare in quali termini la sentenza impugnata se ne si sia discostata (art. 360 bis c.p.c., n. 1), dovendosi sul punto ricordare che, secondo la giurisprudenza della Corte, “il rispetto del principio di specificità dei motivi del ricorso per cassazione comporta, fra l’altro, l’esposizione di argomentazioni chiare ed esaurienti, illustrative delle dedotte inosservanze di norme o principi di diritto, che precisino come abbia avuto luogo la violazione ascritta alla pronuncia di merito (Cass. 18 ottobre 2013, n. 23675), in quanto è solo la esposizione delle ragioni di diritto della impugnazione che chiarisce e qualifica, sotto il profilo giuridico, il contenuto della censura (Cass. 29 agosto 2011, n. 17739; Cass. 7 novembre 2013, n. 25044)”;
– la memoria depositata dal difensore non offre argomenti nuovi rispetto ai motivi di ricorso nè emenda gli stessi dalla loro genericità;
rigetta il ricorso e condanna la parte ricorrente al pagamento, in favore della parte controricorrente, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 1.500,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15%, agli esborsi liquidati in Euro 200,00 ed agli accessori di legge.

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