Source: http://www.totalconnect.it/?lang=en
Timestamp: 2016-08-24 13:44:09+00:00

Document:
Sms sending - server gateway to send interactive sms and multiple sms
1) Oggetto: 1.1 Archynet S.r.l. (di seguito Archynet) offre tramite il proprio software Totalconnect v. 2.0 servizi di invio multiplo dei seguenti mezzi di comunicazioni: Sms, Email, Fax, Mms. Oggetto del presente contratto è la fornitura al Cliente di questi servizi di telecomunicazioni alle condizioni generali ed ai termini di cui al presente Contratto. 1.2. Le funzioni, caratteristiche dettagliate, prestazioni e prezzi di ogni servizio di telecomunicazione sono dettagliatamente documentati nei siti web: http://www.totalconnect.it, http://www.totalc.it e http://www.totalc.eu e come tali fanno parte integrante del contratto. 1.3 A mezzo delle presenti condizioni generali, si regola il rapporto contrattuale tra ARCHYNET e l'utenza privata e aziendale, di seguito denominata CLIENTE, relativamente al servizio di utilizzo della piattaforma di invio denominata http://www.totalconnect.eu/ che si basa su un software compatibile con le ultime versioni dei maggiori Browser web, di seguito denominato SW, su un gateway di inoltro dei messaggi, di seguito denominato GTW, e su un sito Internet di supporto e di servizio al cliente, di seguito denominato WEBSITE
2) Obbligazioni delle Parti: 2.1 ARCHYNET si impegna a fornire al Cliente il Servizio ed il Cliente si impegna ad accettare il Servizio fornito da ARCHYNET in conformità alle condizioni del presente Contratto. Il CLIENTE si impegna a pagare il corrispettivo in base al listino prezzi in vigore. 3) Conclusione e durata del Contratto: 3.1 La richiesta di erogazione del Servizio, che varrà come proposta di contratto, verrà effettuata dal cliente in uno dei seguenti modi: - tramite Internet all'indirizzo http://www.totalconnect.eu/ firmando il contratto con firma digitale ai sensi del T.U. 445/2000; - attraverso l'invio a ARCHYNET del modulo di adesione debitamente datato, compilato e sottoscritto in ogni sua parte, a mezzo posta ordinaria, all'indirizzo: Archynet Servizio Clienti,Via Principe Tommaso 55-10125 Torino - tramite telefax da inviarsi al numero 011 19837000 3.2 ARCHYNET si riserva di non accettare la proposta di contratto nei casi di seguito indicati: a) qualora il Cliente si sia precedentemente reso inadempiente nei propri confronti; b) qualora il Cliente risulti protestato o soggetto a procedure esecutive; c) qualora il Cliente abbia chiesto l'ammissione o risulti assoggettato a procedure concorsuali, compresa l'amministrazione controllata; d) qualora sussistano ostacoli di natura tecnico-organizzativa, che saranno comunque specificatamente indicati da ARCHYNET nella dichiarazione di rifiuto della proposta contrattuale. Fatta eccezione per il caso di cui al punto d), ARCHYNET non sarà tenuta a comunicare al Cliente la propria decisione di non accettare la proposta di contratto. 3.3 In tutti gli altri casi il contratto per la fornitura del Servizio si perfeziona nel momento in cui ARCHYNET comunicherà al CLIENTE l'accettazione della domanda di adesione. Il contratto potrà altresì essere perfezionato, anche in mancanza di --------------------------------
accettazione espressa, mediante l'attivazione del Servizio da parte di ARCHYNET, in qualunque momento, nel termine di 30 (trenta) giorni dalla presente domanda di adesione o comunque, anche successivamente, in difetto di revoca della stessa domanda da parte del cliente. Il contratto è concluso ad ogni effetto a tempo indeterminato, salva la facoltà di disdetta per le parti, da comunicare immediatamente mediante raccomandata A.R. con preavviso di almeno 30 giorni. L'eventuale credito residuo a disposizione del CLIENTE, nel caso che lo stesso sia in regola con i pagamenti, verrà rimborsato entro 30 (trenta) giorni dalla data della disdetta. Firma Cliente
4) Corrispettivo e condizioni di pagamento: 4.1 Il corrispettivo relativo al Servizio oggetto del presente contratto verrà pagato dal Cliente in base ai listini di volta in volta in vigore. 4.2 E' facoltà di ARCHYNET modificare il listino prezzi. Le eventuali modifiche del listino prezzi in aumento saranno comunicate attraverso i mezzi di informazione, pubblicazione sul sito web, o in occasione dell'invio della prima fattura, o con separato avviso, o via telefax o via e-mail , presso il recapito di cui al successivo art. 16. La data di efficacia della variazione dovrà essere successiva di almeno 7 giorni a quella della comunicazione di ARCHYNET. Qualora il CLIENTE non ritenga di accettare le modifiche comunicate, avrà facoltà di recedere dal rapporto mediante lettera raccomandata che dovrà essere spedita (farà fede il timbro postale) almeno 7 (sette) giorni prima della data di efficacia delle modifiche. Fino alla data di efficacia delle modifiche, il CLIENTE che ha comunicato la volontà di recedere è obbligato al pagamento dei consumi effettuati in conformità al listino prezzi in vigore. 4.3 Le fatture, se non è stata espressamente richiesta la spedizione a mezzo posta ordinaria, al momento della sottoscrizione, verranno inviate a mezzo posta elettronica. 4.4 Il pagamento dei corrispettivi avviene in via anticipata o posticipata per importi e con modalità predeterminati dal CLIENTE , in base ai quali viene assegnato da Archynet un limite di credito . Nel caso in cui il Cliente utilizzi il Servizio per un corrispettivo superiore al limite di credito stabilito, ARCHYNET avrà facoltà di procedere alla limitazione e/o sospensione del Servizio fino al pagamento della relativa fattura ed alla conseguente reintegrazione del credito. 4.5 La limitazione e/o sospensione del Servizio di cui all'art. 5.4 è una mera facoltà di ARCHYNET. Pertanto il Cliente non potrà avanzare alcuna pretesa nel caso in cui tale facoltà non venga esercitata. 4.6. Il pagamento delle fatture emesse da ARCHYNET dovrà essere effettuato alla scadenza esatta ed in caso di contestazione parziale, dovrà comunque essere pagata per almeno la parte residua. 4.7 In caso di ritardo nei pagamenti, decorreranno a carico del Cliente gli interessi di mora calcolati nella misura del tasso medio per i crediti personali ed altri finanziamenti alle famiglie effettuati da banche nel trimestre precedente, ai sensi della legge 108/96, aumentato nei limiti massimi consentiti nella normativa citata. 4.8 ARCHYNET segnalerà al Cliente gli eventuali ritardi riscontrati nel pagamento delle fatture. 4.9 Indipendentemente da quanto previsto agli art. 4.7 e 4.8 in caso di inadempimento totale o parziale del Cliente all'obbligo di pagamento delle fatture, ARCHYNET potrà sospendere l'erogazione del Servizio; decorsi 15 giorni dalla sospensione, qualora il Cliente non abbia saldato il suo debito, il contratto si risolverà ai sensi dell'art. 1456 C.C.. 5) Reclami sulla fatturazione Richieste di rimborso: 5.1 Nel caso in cui il Cliente intenda sollevare reclami sulla fatturazione, potrà farlo inviando comunicazione scritta a mezzo raccomandata indirizzata a ARCHYNET, Servizio Clienti, Via Principe Tommaso 55-10125 Torino, oppure via email all'indirizzo: amministrazione@totalconnect.it 5.2 L'invio del reclamo non sospende l'obbligo di pagamento della fattura contestata. 5.3 ARCHYNET esaminerà il reclamo ed invierà al Cliente i risultati della verifica entro 30 giorni dalla data di ricezione del reclamo stesso. Qualora risultino degli importi pagati in eccesso dal Cliente, verranno rimborsati mediante accredito sulla fattura successiva oppure, a fronte di espressa richiesta del Cliente, versati direttamente a quest'ultimo. 5.4 Il Cliente che reputi insoddisfacente l'esito del reclamo, potrà richiedere la documentazione relativa alle verifiche svolte da ARCHYNET ed eventualmente esperire la procedura di conciliazione di cui al successivo punto n. 13.
6.1 Per accedere, tramite il SW, al nostro GTW, è necessario disporre di un collegamento alla rete Internet. I costi per il collegamento, di qualsiasi natura (canoni, traffico telefonico, hardware necessario), sono a completo carico del cliente. L?accesso al GTW è consentito mediante un codice utente, scelto da quest'ultimo in fase di registrazione, e una parola chiave assegnata e inviata al Cliente per mezzo di un messaggio SMS o di un email al termine della registrazione sul nostro WEBSITE. La password assegnata è liberamente modificabile dall?utente all?interno del proprio pannello di controllo. Il cliente è tenuto a conservare la password con la massima diligenza, mantenendo segreti per tutta la durata del contratto sia il codice che la parola chiave. Il cliente sarà pertanto esclusivamente responsabile di qualsiasi danno causato dalla conoscenza, ovvero dall'utilizzo, della password o del codice utente da parte di terzi. Il cliente si impegna a comunicare immediatamente a ARCHYNET l'eventuale furto, smarrimento, perdita ovvero appropriazione a qualsivoglia titolo da parte di terzi della password o nome utente. Con la sottoscrizione del presente Contratto, l'utente acconsente di fornire ad ARCHYNET, ove richieste, tutte le necessarie informazioni. Nel caso in cui anche una sola delle informazioni di cui sopra dovesse risultare inesatta, falsa ovvero fuorviante, ovvero inserita allo scopo di utilizzare i Servizi in modo abusivo o contrario al presente contratto, ARCHYNET ha la facoltà di sospendere ovvero di interrompere immediatamente il presente Contratto con conseguente cessazione dell'erogazione dei Servizi e senza il diritto ad alcun rimborso per il Cliente. Il Cliente dichiara quindi espressamente e sotto la sua responsabilità che tutti i dati indicati nella scheda di registrazione sono stati compilati con diligenza e rispondono al vero. E' fatto espresso divieto di accedere al GTW, attraverso programmi o metodi diversi da quelli ufficialmente rilasciati e gestiti direttamente da ARCHYNET. Il tentativo di violare la sicurezza Del nostro GTW e di effettuare interventi di hacking o di reverse engineering sul GTW, SW e WEBSITE, costituisce reato civile e penale che verrà perseguito da ARCHYNET in ogni sede opportuna. 6.2 Il cliente garantisce espressamente che il contenuto degli SMS-EMAIL-FAX-WAP PUSH da egli immessi nel sistema di ARCHYNET non viola in alcun modo diritti di terzi, non contiene alcunché in violazione della normativa vigente in materia di pubblica sicurezza e buoncostume, non viene utilizzato per fini di "spamming" in violazione dei diritti dei terzi stabiliti dal D. Lgs. n.196/2003. Il Cliente dichiara espressamente che il numero mittente dei messaggi SMS (quando questo servizio è disponibile a seconda della tipologia di messaggi acquistati) da egli indicato appartiene alla propria disponibilità e non viola in alcun modo diritti di terzi. La personalizzazione del mittente dei messaggi SMS è attualmente prevista nel caso di listino con una maggiorazione di costo, tuttavia essa non può essere garantita (essendo una funzionalità sotto il solo controllo degli operatori di telefonia mobile) per il futuro. Pertanto ARCHYNET continuerà ad offrirla solo e sino a che ciò sarà reso possibile dagli operatori di telefonia mobile, senza alcuna responsabilità né garanzia implicita od esplicita. Firma Cliente --------------------------------
Fermo il diritto di ARCHYNET di risolvere automaticamente il contratto ai sensi del seguente articolo 7, è altresì in facoltà di ARCHYNET di sospendere a propria discrezione il servizio ogni qualvolta sussista ragionevole evidenza di una violazione degli obblighi del cliente. 7) Limitazione di responsabilità di ARCHYNET: 7.1 Il Cliente prende atto che il servizio , per sue intrinseche caratteristiche tecnologiche, non è da utilizzarsi nei casi in cui la mancata ricezione di un messaggio entro un certo tempo sia suscettibile di produrre un danno al Cliente o a terzi. ARCHYNET non garantisce la consegna dei messaggi, e, in caso di mancato recapito, non è responsabile in nessun modo verso il cliente o verso terzi. Inoltre non vi è responsabilità di ARCHYNET in caso di interruzione parziale o totale del servizio, anche protratta nel tempo, in caso di eventi di tipo socio-politico o naturale quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, scioperi, saccheggi, manifestazioni, terremoti, alluvioni, inondazioni, atti della pubblica Autorità, mancata erogazione di fornitura elettrica o telefonica, malfunzionamento della rete Internet, indisponibilità o intasamento dei servizi o delle centrali dei gestori di telefonia mobile o dei gateways utilizzati, che costituiscono cause di forza maggiore e quindi non imputabili in alcun modo alla responsabilità di ARCHYNET. Nessun rimborso né risarcimento sono quindi in quei casi dovuti ad alcun titolo al Cliente. Infine ARCHYNET non è responsabile dell'indisponibilità, del congestionamento, o dei malfunzionamenti eventuali delle reti GSM, ed anche in quei casi nessun rimborso né risarcimento saranno dovuti ad alcun titolo al Cliente. 7.2 ARCHYNET non sarà responsabile verso il CLIENTE, soggetti direttamente o indirettamente connessi al CLIENTE stesso e/o terzi per danni, perdite o costi subiti in conseguenza di sospensioni o interruzioni del Servizio dovute a forza maggiore o a caso fortuito, a meno che direttamente imputabili a dolo o colpa di ARCHYNET. 7.3. Inoltre, per la struttura specifica dei servizi telematici, in cui molte entità sono coinvolte, nessuna garanzia può essere data riguardo alla costante fruibilità del servizio. In questo senso l'utente concorda nel non ritenere ARCHYNET responsabile nel caso di perdite o danneggiamenti di qualunque tipo risultanti dalla perdita di dati, dalla impossibilità di accesso ai servizi, dalla impossibilità di trasmettere o ricevere informazioni, causate da, o risultanti da, ritardi, trasmissioni annullate o interruzioni del servizio. 8) Obblighi, divieti e responsabilità dell? utente:
8.1. Il CLIENTE informerà tempestivamente ARCHYNET circa ogni contestazione, pretesa o procedimento avviato da terzi relativamente al Servizio, dei quali il CLIENTE venisse a conoscenza. Il CLIENTE sarà responsabile dei danni diretti e indiretti che ARCHYNET dovesse subire in conseguenza di tale mancata tempestiva comunicazione. 8.2 Il CLIENTE informerà entro 10 (dieci) giorni ARCHYNET circa ogni interruzione totale o parziale del Servizio di accesso locale fornito da altro operatore di telecomunicazioni. 8.3. Il Cliente è tenuto : a) ad utilizzare apparecchiature telefoniche debitamente omologate e conformi alle normative in vigore; b) a non effettuare direttamente e/o tramite terzi non autorizzati da ARCHYNET interventi sulle modalità di effettuazione del Servizio; c) a non utilizzare o far utilizzare da terzi il Servizio per effettuare comunicazioni che arrechino danni o turbative ad operatori di telecomunicazioni o utenti e/o che violino le normative vigenti. 8.4 Il Cliente è responsabile dell'utilizzo del proprio account anche qualora tale utilizzo avvenga senza il suo consenso. 8.5 L? utente è responsabile del contenuto delle informazioni inserite all? interno dei messaggi SMS (Short Message System). 8.6 L' utente concorda nel sollevare Archynet da qualunque responsabilità in caso di denunce, azioni legali, azioni governative o amministrative, perdite o danni (incluse spese legali ed onorari) scaturite dall'uso illegale dei servizi da parte dell'utente. La responsabilità civile e penale delle informazioni veicolate tramite il servizio offerto da Archynet resta a carico dell? utente. 8.7 L? utente usufruisce dei servizi messi a disposizione da Archynet assumendosi ogni responsabilità delle sue azioni. è fatto assolutamente DIVIETO l?utilizzo da parte dell? utente dei servizi telematici di Archynet per scopi illeciti, recanti la richiesta di chiamate a numeri telefonici a tariffazione specifica o premium e per invio di pubblicità non richiesta e/o ad indirizzi o numeri telefonici di utenti che non hanno alcun rapporto con il mittente. 8.8 Qualora l'utente non rispetti i termini sopra citati, Archynet interromperà il servizio senza preavviso alcuno e senza che nulla sia da Archynet dovuto. 8.9 L'utente dovrà prestare la massima attenzione affinchè non si utilizzino i servizi di Archynet in modo illegale, violando le leggi della Repubblica Italiana e le leggi in vigore nelle località in cui l'utente ed i propri clienti risiedono. 9) Riservatezza : 9.1 ARCHYNET manterrà strettamente riservate tutte le informazioni ottenute a norma del presente Contratto, così come i dati e le comunicazioni trasmesse con il Servizio e si obbligano a non divulgarle ad alcuno (tranne che ai loro dipendenti e/o incaricati che necessitino di conoscere tali informazioni, dati, comunicazioni), senza il consenso dell'altra parte, salvo che: - siano di pubblico dominio non a seguito di violazione del presente obbligo di riservatezza; - siano in possesso di chi li riceve già prima che tale divulgazione abbia avuto luogo. La titolarità dei dati trasmessi rimane esclusivamente di proprietà del CLIENTE. 9.2 Il cliente prende atto e accetta l'esistenza di uno storico del funzionamento di http://www.totalconnect.eu/ che contiene tutte le informazioni relative ai messaggi inviati, compilato e custodito a cura di ARCHYNET, al solo scopo di adempiere correttamente agli impegni assunti verso il cliente. Il contenuto dello storico invii ha il carattere della riservatezza assoluta e potrà essere esibito solo ed esclusivamente su richiesta delle Autorità competenti. Il cliente prende atto del fatto che ARCHYNET potrà avvalersi, per agevolare l'utilizzo del WEBSITE, della tecnologia comunemente chiamata "cookies o sessions". 9.3 Resta peraltro fermo che il corretto utilizzo e conservazione del codice Cliente e relativa password, rimangono di esclusiva responsabilità del Cliente stesso e che ARCHYNET attiverà i servizi di telecomunicazione dietro semplice indicazione di codice Cliente e Password senza necessità da parte di ARCHYNET di alcuna ulteriore verifica circa l'identità del soggetto richiedente. 9.4 In caso di smarrimento, compromissione o sottrazione del Codice Cliente e Password, il Cliente può richiederne la revoca immediata chiamando il numero : 800 199 367 o inviando una email all?indirizzo: amministrazione@totalconnect.it 10) Inizio del contratto e sua durata: Il presente contratto si intende perfezionato dopo che l'utente si è registrato al servizio, accettando espressamente tutte le clausole qui indicate. Alla registrazione, a titolo del tutto gratuito, viene assegnato un numero di messaggi ovvero di invii per provare l'efficienza e le caratteristiche del servizio. Terminato tale credito di messaggi, il contratto si intende automaticamente risolto, a meno che non venga acquistato, a titolo oneroso, un ulteriore credito di messaggi. In questa seconda ipotesi, il contratto rimane in essere, salve le modalità di recesso e risoluzione più avanti determinate, per la durata di anni uno dalla data dell'ultimo acquisto di SMS perfezionato. Per le modalità di acquisto e pagamento, sono valide esclusivamente quelle indicate nel sito http://www.totalconnect.eu/ 11) Clausola risolutiva espressa :
11.1 Il presente contratto sarà risolto automaticamente, con conseguente interruzione del Servizio, oltre che nel caso di cui al precedente punto 4.9, in caso di inadempimento del Cliente alle obbligazioni poste a suo carico dagli art. 8.3a), 8.3b), 8.3c). 12) Procedura di conciliazione: 12.1 Per le controversie inerenti al presente Contratto varranno le condizioni, i criteri e le modalità per la soluzione non giudiziale delle controversie stesse stabiliti dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ; in particolare, non potrà essere proposto ricorso in sede giurisdizionale fino a che non sia stato esperito un tentativo obbligatorio di conciliazione da ultimare entro la proposizione dell'istanza alla suddetta Autorità, ai sensi dell'art. 1, comma 11, della L. 249/97. A tal fine, i termini per agire in sede giurisdizionale sono sospesi fino alla scadenza del termine della procedura di conciliazione. Il presente Contratto non potrà essere ceduto dal Cliente a terzi, se non con il previo consenso scritto di ARCHYNET.
13) Diritto di recesso : 13.1 Qualora il Contratto sia stato stipulato fuori dai locali commerciali, secondo quanto disposto dall'art. 5 del D. Lgs. 22 maggio 1999, n.185, il CLIENTE potrà recedere dandone comunicazione a ARCHYNET mediante lettera raccomandata A.R. entro 10 (dieci) giorni dalla attivazione del Servizio, inviando, all'indirizzo di cui al successivo art. 14 ("Comunicazioni"), apposita comunicazione a mezzo raccomandata A.R. ai sensi degli art. 4 e segg. del medesimo decreto, fatto salvo il diritto di ARCHYNET di addebitare, per effetto dell'art. 7, comma 2, del medesimo decreto, i corrispettivi per l'attivazione e l'utilizzo del Servizio e le relative tasse o imposte. La comunicazione può essere inviata, entro lo stesso termine, anche mediante telegramma, telex e facsimile, a condizione che sia confermata mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento entro le 48 ore successive. La raccomandata può essere sostituita da mail firmata e avvalorata da marca temporale ai sensi del T.U. 445/2000.
14.1 Ogni comunicazione relativa al presente Contratto, ivi comprese le eventuali segnalazioni di guasti e le contestazioni degli addebiti, andrà inviata al seguente indirizzo: - ARCHYNET Servizio Clienti Via Principe Tommaso 55-10125 Torino, ARCHYNET renderà nota nelle forme più opportune l'eventuale attivazione di altre modalità di comunicazione (ad esempio numeri a chiamata gratuita, posta elettronica,etc.). Per quanto riguarda l'indirizzo del Cliente varrà quello indicato nel presente contratto. Eventuali variazioni avranno effetto solo dopo che siano state comunicate all'altra parte per iscritto con un preavviso di almeno 10 giorni. 15) Foro Competente:
16) Rinvio a norme di legge : 16.1 Per tutto quanto non espressamente previsto nel presente Contratto saranno applicabili le norme di legge vigenti.
Le parti dichiarano di approvare specificatamente le clausole contenute nel presente contratto agli articoli di seguito indicati:
2 (Obbligazioni delle Parti), 3 (Conclusione del contratto), 4 (Corrispettivo e condizioni di pagamento), 5 (Reclami sulla fatturazione
Richieste di rimborso), 6 (Utilizzo della rete Internet ed accesso ai servizi), 7 (Responsabilità di Archynet), 8 (Responsabilità del
Cliente), 9 (Riservatezza), 10 (Durata), 11 (Clausola risolutiva espressa),12 (Procedura di conciliazione),13 (Diritto di recesso), 14
Il contratto deve essere firmato in tutte le pagine, anticipato via fax allo 011 19837000 o tramite mail all? indirizzo
amministrazione@totalconnect.it e spedito in originale.
Allegare al presente copia del documento d?identita e visura camerale nel caso si tratti di una società.
Ai sensi dell'art. 13 del D. Lgs. n. 196/2003 (ex art. 10 della legge n. 675/96), ti informiamo che i dati personali da te forniti ed acquisiti contestualmente alla registrazione ai servizi da te scelti, nonchè i dati necessari all'erogazione di tali servizi saranno trattati, anche con l'ausilio di strumenti elettronici direttamente da ARCHYNET e/o tramite terzi, per le seguenti finalità: 1) finalità strettamente connesse e necessarie alla registrazione al sito www.totalconnect.it, alla fruizione dei relativi servizi, alla esecuzione del contratto e alla gestione dell'ordine d'acquisto dei prodotti che rientrano nell'offerta. Senza tali dati non sarà possibile fornirti i servizi richiesti. 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In caso di mancato consenso potrai comunque fruire dei servizi ma i tuoi dati non potranno essere trattati per le finalità descritte al presente punto. L'eventuale rifiuto o l'omessa manifestazione del presente consenso al trattamento dei dati personali per tali finalità non implica la revoca di consensi precedentemente prestati. 3) finalità necessarie per adempiere ad un obbligo previsto dalla legge, da un regolamento o dalla normativa comunitaria quali a titolo esemplificativo la tutela dell'ordine pubblico, l'accertamento e la repressione dei reati; Con riferimento alle finalità sopra descritte il consenso riguarda anche l'attività' svolta da società di nostra fiducia che svolgono per nostro conto compiti di natura tecnica ed organizzativa. Il Titolare del trattamento è Archynet Servizi Telematici con sede in Via Principe Tommaso 55, 10125 Torino (TO). Responsabile della banca dati dei clienti e' l'amministratore pro tempore in carica domiciliato, per la carica che ricopre, presso ARCHYNET. I dati saranno trattati nel rispetto delle garanzie di riservatezza e delle misure di sicurezza previste dalla normativa vigente. Ti ricordiamo che ai sensi dell'art. 7 del D. Lgs. n. 196/2003 (diritto di accesso ai dati personali ed altri diritti), in ogni momento puoi aggiornare, integrare e rettificare i tuoi dati selezionando direttamente dal sito la voce "dati personali"; puoi chiedere la cancellazione della tua registrazione inviando una e-mail all'indirizzo info@totalconnect.it, utilizzando l'indirizzo di e-mail indicato in fase di registrazione e indicando lo Username e il servizio per il quale si richiede la cancellazione. Per esercitare eventuali altri diritti di accesso puoi scrivere direttamente a Archynet Servizi Telematici. Via Principe Tommaso 55, 10125 Torino (TO) Articolo 7 D. Lgs. n. 196/2003 (Diritto di accesso ai dati personali ed altri diritti) 1. L'interessato ha diritto di ottenere la conferma dell'esistenza o meno di dati personali che lo riguardano, anche se non ancora registrati, e la loro comunicazione in forma intelligibile. 2. L'interessato ha diritto di ottenere l'indicazione: a) dell'origine dei dati personali; b) delle finalità e modalità del trattamento; c) della logica applicata in caso di trattamento effettuato con l'ausilio di strumenti elettronici; d) degli estremi identificativi del titolare, dei responsabili e del rappresentante designato ai sensi dell'art. 5, comma 2; e) dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che possono venire a conoscenza in qualità di rappresentante designato nel territorio dello Stato, di responsabili o incaricati. 3. L'interessato ha diritto di ottenere: a) l'aggiornamento, la rettificazione ovvero, qualora vi abbia interesse, l'integrazione dei dati; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui e' necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l'attestazione che le operazioni di cui alle lettere a) e b) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporta un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato; 4. L'interessato ha diritto di opporsi, in tutto o in parte: a) per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che lo riguardano, ancorché pertinenti allo scopo della raccolta; b) al trattamento di dati personali che lo riguardano, previsto a fini di informazione commerciale o di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta ovvero per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale interattiva.
"Norme per la sperimentazione di indicatori alfanumerici per l’identificazione del
soggetto chiamante negli SMS/MMS impiegati per servizi di messaggistica aziendale."
NELLA riunione della Commissione per le infrastrutture e le reti del 20 giugno 2013;
VISTA la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante: “Istituzione dell’Autorità per le
garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo”,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 177 del 31 luglio
1997 - Supplemento Ordinario n. 154 e s.m.i.;
VISTO il decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259, recante: “Codice delle comunicazioni
elettroniche”, come modificato dal decreto legislativo 28 maggio 2012, n. 70, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 126 del 31 maggio 2012 (il
“Codice”);
VISTA la delibera n. 217/01/CONS del 24 maggio 2001, recante: “Regolamento concernente
l’accesso ai documenti”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
n. 141 del 20 giugno 2001 e s.m.i.;
VISTO il Regolamento concernente l’organizzazione ed il funzionamento dell’Autorità
di cui alla delibera n. 223/12/CONS del 27 aprile 2012, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 138 del 15 giugno 2012 e s.m.i.;
VISTA la delibera n. 52/12/CIR del 3 maggio 2012 recante: “Piano di numerazione
nel settore delle telecomunicazioni e disciplina attuativa” pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 117 del 21 Maggio 2012;
VISTA la delibera n. 7/13/CIR del 28 febbraio 2013 recante: “Piano di numerazione
nel settore delle comunicazioni elettroniche di cui alla delibera n.52/12/CIR -
Norme per la sperimentazione di Alias alfanumerici per l’identificazione della linea
chiamante negli SMS/MMS”;
VISTA la sintesi della consultazione pubblica, riportata nell’allegato A al presente
provvedimento, di cui costituisce parte integrante e sostanziale;
CONSIDERATO quanto conclusivamente indicato nell’allegato A al presente provvedimento
in ordine alle specifiche tematiche rappresentate dai soggetti che hanno preso parte
alla consultazione pubblica;
CONSIDERATO che l’offerta al pubblico di servizi di comunicazione elettronica, così
come definiti dall’art. 1, comma 1, lettera gg), del Codice delle comunicazioni
elettroniche è soggetto al conseguimento dell’autorizzazione generale ai sensi dell’art.
25 dello stesso Codice;
CONSIDERATO che l’art. 27 del Codice delle comunicazioni elettroniche disciplina
il rilascio dei diritti d’uso dei numeri, mediante procedure aperte, obiettive,
trasparenti, non discriminatorie e proporzionate, a tutti i soggetti autorizzati
a fornire servizi di comunicazione elettronica che ne abbiano necessità per lo svolgimento
dei propri servizi;
CONSIDERATO che ai sensi dell’art. 41 del Codice delle comunicazioni elettroniche
gli operatori autorizzati alla fornitura di reti e servizi di comunicazione elettronica
accessibili al pubblico hanno il diritto e, se richiesto da altri operatori titolari
di un'autorizzazione ai sensi dell'art. 25 del Codice, l'obbligo di negoziare tra
loro l'interconnessione ai fini della fornitura di servizi di comunicazione elettronica
accessibili al pubblico, allo scopo di garantire la fornitura e l'interoperabilità
dei servizi in tutta l'Unione europea;
CONSIDERATO che i soggetti interessati, fermi restando i principi di non discriminazione,
possono negoziare tra loro le modalità tecniche di interconnessione; CONSIDERATO
che l’art. 42, comma 1, prevede che l'Autorità incoraggia e garantisce forme adeguate
di accesso, interconnessione e interoperabilità dei servizi, esercitando le proprie
competenze in modo da promuovere l'efficienza economica e una concorrenza sostenibile,
investimenti efficienti, l'innovazione e recare il massimo vantaggio agli utenti
RITENUTO che nel caso di introduzione di modifiche regolamentari, laddove due soggetti
operino già attraverso una modalità di interconnessione, la medesima modalità possa
continuare ad essere impiegata, ove idonea a conseguire la finalità di rendere interoperabili
le reti, raggiungibili le numerazioni ed accessibili i servizi e non sono in contrasto
che le norme incluse quelle nuove introdotte; ciò anche al fine di evitare possibili
disagi alla clientela e ferma restando la possibilità di definire successivamente,
qualora ritenuto opportuno, una modalità di interconnessione diversa, in particolare
nel caso in cui la definizione di un’unica possa costituire una riduzione dei costi
per il sistema e per i nuovi entranti;
CONSIDERATA la necessità di valutare costantemente eventuali modifiche ed integrazioni
del vigente Piano di numerazione nel settore delle telecomunicazioni e della relativa
disciplina attuativa, al fine di fornire soluzione a problematiche che emergono
nel mercato;
VISTI gli atti del procedimento.
UDITA la relazione del Commissario Maurizio Dècina relatore ai sensi dell’art. 31
del Regolamento concernente l’organizzazione ed il funzionamento dell’Autorità;
1. Ai fini del presente provvedimento, si definiscono:
a) Utente: la persona fisica o giuridica che utilizza o che chiede di utilizzare
un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico;
b) Utente finale: la persona fisica o giuridica che utilizza o che chiede di utilizzare
un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico per scopi non riferibili
all'attività lavorativa, commerciale o professionale svolta;
c) Messaggistica aziendale: le comunicazioni di tipo SMS/MMS e trasmissione dati
dirette, in modalità singola o massiva, verso utenti finali da parte di utente non
consumatore, quali Aziende o Enti, per finalità sociali, informative e pubblicitarie
nonché di ricevere da parte degli utenti finali SMS/MMS o trasmissioni dati per
fornire servizi della medesima natura.
d) Servizio di messaggistica aziendale: servizio di comunicazioni elettroniche che
consente di realizzare la messaggistica aziendale;
e) CLI - Calling line identification: identificazione della linea chiamate mediante
il numero definito dalla Raccomandazione UIT-T E.164 associato alla medesima linea;
f) Alias: stringa di caratteri alfanumerici trasmessa nel campo previsto per l’invio
del CLI nelle comunicazioni SMS/MMS e trasmissione dati;
g) Codice: Codice delle comunicazioni elettroniche contenuto nel d.lgs. n. 259 del
1 agosto 2003, come modificato dal d.lgs. n. 70 del 28 maggio 2012.
Art. 2 (Oggetto ed ambito di applicazione)
1. Il presente provvedimento disciplina per un periodo prefissato di tempo l’impiego
di Alias nei servizi di messaggistica aziendale di cui all’art. 1, comma 1, lettera
c), al fine di valutarne le possibili problematiche conseguenti, gli impatti nel
mercato, i benefici per le imprese ed i consumatori e di definire le regole idonee
a garantire la concorrenza e la tutela dell’utenza.
2. I servizi di cui al precedente comma sono svolti dai soggetti muniti di autorizzazione
generale per fornire servizi di comunicazione elettronica di cui all’art. 25 del
Art. 3 (Deroga)
1. In deroga alle disposizioni di cui all’art. 6 (Identificazione della linea chiamante)
dell’allegato A alla delibera n. 52/12/CIR, fino al 31 dicembre 2014 è consentito
l’utilizzo di Alias nelle comunicazioni di messaggistica aziendale come identificativo
del chiamante (CLI).
2. Fino alla data di cui al precedente comma 1, le numerazioni che possono essere
utilizzate ai fini del presente provvedimento sono quelle con i codici: 0, 3, 40,
43, 5, 800 e 803. Ciascuna numerazione è utilizzata nel rispetto di tutte le norme
a questa relative.
Art. 4 (Costituzione degli Alias)
1. Il fornitore del servizio di messaggistica aziendale che, sulla base di un contratto
di fornitura di tale tipo di servizio, consente ai clienti a cui ha dato in uso
i numeri l’utilizzo degli Alias, adotta la massima diligenza al fine di evitare
l’impiego di Alias già utilizzati per altri clienti, nonché di Alias che differiscono
in maniera non significativa da Alias già utilizzati.
2. Ad un numero dato in uso ad un utente per comunicare con l’utenza finale tramite
servizi di messaggistica aziendale possono essere associati più Alias purché utilizzati
dalla stessa utenza.
3. L’Alias è costituito in modo tale da agevolare al massimo l’individuazione da
parte del destinatario del soggetto responsabile del contenuto della comunicazione
oppure del bene o servizio offerto dallo stesso, riducendo, al contempo, le possibilità
di indurre a false individuazioni, pertanto è costituito in modo da essere distintivo
dell’utente, non lesivo di diritti altrui e non ingannevole per il destinatario.
4. L’utilizzo di Alias che richiamino Enti ed Istituzioni pubbliche, di qualunque
natura, sia di tipo generico, come ad esempio: “Ministero”, “Comune”, “Ospedale”,
ecc., sia proprio, come ad esempio: “Interno”, “Roma”, “San Camillo”, ecc. è riservato
esclusivamente ai medesimi Enti ed Istituzioni e non è associabile ad altri soggetti.
5. L’Alias non può essere composto esclusivamente da caratteri numerici.
6 L’Alias è determinato nel rispetto delle norme vigenti relative ai marchi.
Art. 5 (Obblighi dei fornitore del servizio di messaggistica aziendale)
1. Il fornitore del servizio di messaggistica aziendale che consente ai soggetti
a cui ha dato in uso i numeri l’utilizzo degli Alias costituisce un elenco recante
per ciascun Alias almeno quanto segue: i) Alias, ii) il numero E.164 associato,
iii) la denominazione del soggetto a cui è dato in uso, iv) il relativo Codice Fiscale,
v) la partita IVA e vi) le modalità per contattare tale soggetto e in particolare:
vi.1) indirizzo, vi.2) numero telefonico, qualora esistenti, in ordine di preferenza
del servizio clienti e del centralino, vi.3) fax, vi.4) e-mail, vi.5) PEC, vi.6)
indirizzo del sito web, qualora esistente, vii) data in cui è dato in uso alla clientela;
viii) data di cessazione, quando non più in uso. L’elenco è reso disponibile, su
richiesta, agli Uffici dell’Autorità.
2. L’elenco di cui al comma 1 è mantenuto aggiornato, apportando le debite aggiunte
prima dell’inizio dell’impiego di un nuovo Alias e segnando, entro 24 ore, la data
di cessazione da quando questa è attuata.
3. Il fornitore del servizio di messaggistica aziendale informa i soggetti che utilizzano
Alias della natura derogatoria e temporanea del presente provvedimento.
4. Il fornitore del servizio di messaggistica aziendale adotta, preventivamente,
uno specifico codice di condotta, che fissa, tra l’altro, le regole per la costituzione
degli Alias e le iniziative previste per la tutela dell’utenza. Il codice è pubblicato,
attraverso un link appropriato nella Home page, nel sito web del fornitore del servizio
di messaggistica aziendale.
5. Il fornitore del servizio di messaggistica aziendale che consente l’utilizzo
degli Alias concorda, preventivamente, con tutti i fornitori dei servizi di accesso
le modalità di costituzione, scambio ed aggiornamento dei relativi elenchi dati
di cui al presente articolo, ciò anche ai fini di cui all’art. 7, comma 4.
Art. 6 (Obblighi dei fornitori dei servizi all’accesso)
1. Il fornitore dei servizi di comunicazioni elettroniche all’accesso stipula accordi
con i fornitori di servizi di messaggistica aziendale, agendo in modo non discriminatorio
nei confronti dei diversi fornitori di messaggistica aziendale anche con riferimento
alla messaggistica originata dallo stesso fornitore di servizi all’accesso, per
consentire alla propria clientela ed, ove applicabile, in modo non discriminatorio
alla clientela degli operatori virtuali della propria rete, di ricevere messaggistica
con Alias.
2. Il fornitore dei servizi all’accesso attua, prevedendo allo scopo idonei strumenti
contrattuali nei rapporti commerciali con operatori nazionali ed esteri con cui
è interconnesso, tutte le misure necessarie per impedire che i propri clienti siano
destinatari di comunicazioni dati con CLI con codifica alfanumerica originate da
utenza estera da soggetti con i quali non ha stabilito uno specifico accordo riguardante
l’uso degli Alias in coerenza con il presente provvedimento. In ogni caso, per le
comunicazioni dati con CLI con codifica alfanumerica originate da utenza estera,
il fornitore dei servizi all’accesso assume tutti gli obblighi e le responsabilità
che il presente provvedimento attribuisce al fornitore di servizi di comunicazioni
di messaggistica aziendale, con la sola esclusione del caso in cui l’accordo per
la ricezione di tali comunicazioni dati da utenza estera è stabilito da altro soggetto
autorizzato che agisce in qualità di fornitore del servizio di messaggistica aziendale.
3. Durante la sperimentazione di cui al presente provvedimento, il tracciamento
del reale soggetto, mittente dei messaggi con Alias, è effettuato dai fornitori
dei servizi all’accesso anche su semplice richiesta al centro servizi del proprio
Customer care da parte dell’utente finale o degli Uffici dell’Autorità.
1. Al fine di consentire a tutti i soggetti coinvolti la predisposizione delle iniziative
necessarie a dare attuazione alle disposizioni del presente provvedimento, l’utilizzo
di Alias in base alla deroga di cui all’art. 3 è consentita trascorsi 90 giorni
dalla pubblicazione del presente provvedimento sul sito web dell’Autorità. Prima
dell’avvio dell’utilizzo di Alias ai sensi del presente provvedimento, i fornitori
dei servizi di messaggistica aziendale e i fornitori dei servizi di accesso comunicano
all’Autorità, quanto concordato ai fini dell’avvio, tra cui quanto previsto all’art.
5, comma 5.
2. Le disposizioni di cui all’art. 5, comma 5, cessano di avere efficacia a seguito
di comunicazione ai soggetti interessati di disposizioni attuative riguardanti la
costituzione presso l’Autorità di un elenco unico di tutti gli Alias utilizzati
e delle connesse informazioni, le modalità di alimentazione ed aggiornamento, le
3. L’Autorità si riserva di dettare disposizioni volte ad uniformare ed a stabilire
i contenuti minimi del codice di condotta di cui all’art. 5, comma 4.
4. Nell’ambito della sperimentazione di cui al presente provvedimento, l’Autorità
si riserva di disciplinare le modalità per fornire all’utenza finale informazioni
riguardo agli Alias, attraverso i servizi informazioni elenco abbonati, analogamente
a quanto già previsto relativamente alle numerazioni dalla disciplina riguardante
la Base Dati Unica di cui alla delibera n. 36/02/CONS. Fino all’implementazione
di tale disciplina, l’obbligo di fornire i servizi di informazioni relativi agli
Alias ricade sui fornitori dei servizi all’accesso.
5. In caso di necessità, a richiesta degli uffici dell’Autorità, i fornitori di
reti e servizi di comunicazione elettronica attuano con immediatezza tutte le misure
necessarie a cessare l’impiego di Alias associati a numeri di cui sono assegnatari.
6. Ferma restando l’adozione di specifici provvedimenti nei confronti dei responsabili
in caso di violazione delle disposizioni che precedono e di ogni altra disposizione
vigente, l’Autorità si riserva di disporre l’annullamento delle disposizioni in
deroga di cui al presente provvedimento nel caso in cui si verifichino situazioni
diffuse di grave turbativa della concorrenza o di grave danno agli interessi degli
utenti dei servizi di comunicazione elettronica.
7. L’Autorità rivede le disposizioni del presente regolamento entro il termine di
cui all’art. 3, comma 1.
1. Il mancato rispetto delle disposizioni di cui al presente provvedimento comporta
l’applicazione delle sanzioni previste dalla normativa vigente. Ai sensi dell’art.
135, comma 1, lett. B), del Codice del processo amministrativo, approvato con decreto
legislativo 2 luglio 2010, n. 104, il presente provvedimento può essere impugnato
davanti al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, in sede di giurisdizione
esclusiva. Ai sensi dell’art. 119 del medesimo Codice il termine per ricorrere avverso
il presente provvedimento è di 60 giorni dalla pubblicazione dello stesso.
Il presente provvedimento è pubblicato nel sito web dell’Autorità.
Allegato A alla delibera n.42/13/CIR
SINTESI DELLA CONSULTAZIONE PUBBLICA CONCERNENTE IL PIANO DI NUMERAZIONE NEL SETTORE DELLE COMUNICAZIONI ELETTRONICHE DI CUI ALLA DELIBERA N. 42/12/CIR – NORME PER LA SPERIMENTAZIONE DI IDENTIFICATORI ALFANUMERICI PER IL RICONOSCIMENTO DEL SOGGETTO CHIAMANTE NEGLI SMS/MMS IMPIEGATI PER SERVIZI DI MESSAGGISTICA AZIENDALE
La regolamentazione del Piano di numerazione nel settore delle comunicazioni elettroniche
(nel seguito anche il “Piano”) in materia di identificazione della linea chiamante
(CLI), in particolare l'art. 6, stabilisce che ciascun servizio di comunicazione
elettronica accessibile al pubblico, compresi quelli basati sulla trasmissione di
messaggi SMS/MMS, che utilizzi i numeri definiti dalla Raccomandazione UIT-T E.164,
indipendentemente dalla tecnologia, deve essere accompagnato da un identificatore
numerico E.164 (CLI), appartenente al Piano, che identifichi in maniera univoca
la linea chiamante, fatte salve le norme sulla privacy. E’ invece espressamente
vietato il trasporto e l’inoltro del CLI nel caso di numerazioni per servizi a sovrapprezzo
e per servizi interni di rete non gratuiti, nonché l’uso di numerazioni non decadiche;
è prevista una eccezione relativa all’uso di numerazione per servizi a sovrapprezzo
e per quelli di informazione abbonati forniti tramite SMS/MMS, nei quali il contenuto
del servizio sia erogato mediante l’invio di un messaggio richiesto con la stessa
modalità dal cliente. Il cliente è tutelato con l’ulteriore garanzia che un SMS/MMS
vuoto (per esempio, accidentale o inconsapevole) verso una numerazione a sovrapprezzo
non potrà raggiungerla, secondo quanto disposto dall’art. 23, comma 1bis, del Piano
e, quindi, non determinerà conseguenze o eventuale addebito.
In merito alle disposizioni sopra richiamate sono pervenute istanze di revisione
della regolamentazione per i servizi di messaggistica SMS/MMS del tipo Mobile Terminating
(MT) originati da aziende o Enti (denominati come anche come servizi Application-to-Person).
In questi casi, il soggetto interessato, tramite uno specifico accordo con un fornitore
di servizi di comunicazione elettronica disponibili al pubblico, chiede di utilizzare,
in alternativa al CLI, un identificatore alfanumerico (c.d. Alias) scelto direttamente
dall’azienda o Ente in accordo con il fornitore di servizi, che sia comunque associato
nei sistemi alla numerazione pubblica del Piano corrispondente al servizio. Le motivazioni
a supporto di tale richiesta risiedono nella maggior riconoscibilità da parte del
cliente finale, poiché gli Alias alfanumerici consentono una maggiore mnemonicità
e/o l’agevole associazione con i marchi delle aziende commerciali.
In definitiva, preso atto delle esigenze che emergono nel mercato e delle proposte
prospettate dagli operatori, l’Autorità ha inteso valutare l’opportunità di adottare
un provvedimento di deroga temporanea del Piano di Numerazione Nazionale che consenta
un adeguato periodo di utilizzo in via sperimentale degli Alias, propedeutico all’eventuale
introduzione di una disciplina definitiva, al fine di verificare l’efficacia della
disciplina e dei presidi posti a tutela dell’utenza.
In tale fase sperimentale, le esigenze di trasparenza e di tutela dell’utenza sarebbero
sostanzialmente affidate alla identificabilità/tracciabilità degli Alias con la
possibilità per gli utenti finali di conoscere il soggetto che utilizza l’Alias
come mittente ed al controllo/blocco degli Alias provenienti dall’estero1, quantomeno attraverso interventi a posteriori mediante
l’attivazione di leve contrattuali.
Si ritiene che una particolare responsabilità debba far capo all’operatore di accesso,
vale a dire al soggetto con il quale l’utente finale-cliente-consumatore ha in essere
un rapporto contrattuale per la fornitura di servizi di comunicazione elettronica.
È a questi, infatti, che il cliente si rivolge per ogni necessità informativa
sui servizi ricevuti. L’operatore d’accesso, pertanto, dovrebbe essere gravato dell’onere
di fornire al proprio cliente finale tutte le informazioni relative a qualsiasi
Alias possa essere giunto al destinatario, originato da qualunque altro soggetto.
Non di meno occorre attribuire obblighi anche al soggetto che rende disponibile
al fornitore dei contenuti il servizio di trasmissione dei messaggi con Alias, anche
per consentire al fornitore del servizio di accesso di attuare quanto necessario.
Per quanto concerne la qualificazione del soggetto che fornisce un servizio di trasmissione
e/o ricezione di SMS/MMS (eventualmente gestendo ed attribuendo a tale scopo Alias),
su richiesta dei propri clienti, stabilendo con questi un rapporto contrattuale,
va innanzitutto evidenziato che i servizi di messaggistica sono servizi di comunicazione
elettronica di tipo dati ai sensi del Codice delle Comunicazioni Elettroniche (CCE),
art. 1, comma 1, lettera gg)2.
Pertanto, il soggetto che intende offrire tali servizi deve comunque disporre di
un titolo abilitativo per la fornitura di un servizio di comunicazione elettronica
per tale limitata tipologia di comunicazioni3,
ove non già in possesso di un titolo abilitativo di più ampia portata includente
la possibilità di offrire i servizi in questione.
1 Si tratta sostanzialmente
di evitare l’impiego truffaldino di identità ed altri possibili utilizzi a danno
dell’utenza, sui quali la vigilanza potrebbe essere più complessa. Inoltre occorre
evitare che si instaurino situazioni di fatto, considerando anche la possibilità
che in futuro vi siano accordi internazionali sull’uso di stringhe alfanumeriche
come CLI.
2 Il servizio in questione,
di per sé, non può essere visto come un servizio telefonico accessibile al pubblico,
come definito all’art. 1, comma 1, lettera hh), tuttavia un servizio telefonico
accessibile al pubblico include il servizio in questione.
3 Per quanto concerne
gli obblighi di cui al Codice delle comunicazioni elettroniche allegato 1, parti
A e C, in funzione del tipo di servizio fornito, qualora lo stesso sia limitato
a solo servizi MT, gli obblighi da rispettare sono necessariamente coerenti, e pertanto
dovrebbero escludere prestazioni che non rientrano comunque nella gamma dei servizi
realizzabili dal soggetto. I diritti amministrativi e contributi applicabili sono
indicati al comma 2 dell’Annesso 10 del CCE.
Conseguentemente, lo stesso soggetto può essere assegnatario dei diritti d’uso della
numerazione necessaria a svolgere tale l’attività di comunicazioni elettroniche
secondo il proprio titolo abilitativo, come stabilito dall’art. 27, comma 3 del
Ai fini di un maggiore approfondimento, si può utilmente fare riferimento alla figura
che segue4, che dettaglia
efficacemente le tipologie di attori ed i ruoli/funzioni che compongono la filiera
La rappresentazione di cui sopra conduce ad osservare che, per i profili di interesse
del presente provvedimento, rileva il soggetto che stipula un contratto con il cliente
Azienda, contratto che si sostanzia nella fornitura di un servizio di trasmissione
di contenuti di interesse dell’Azienda a propri clienti mediante una trasmissione
dati secondo lo standard SMS/MMS.
Nella figura, tale soggetto viene identificato con la funzione di “Gestione dell’interconnessione”
con la rete di telecomunicazioni che svolge la funzione di “Delivery” (e di “Billing”)
all’utente finale. Quindi si tratta di un soggetto che, interconnettendosi con una
rete di telecomunicazioni, mette in contatto un suo cliente (Azienda) con un utente
di una rete di telecomunicazioni (che ovviamente abbia concordato con l’Azienda
di ricevere tali comunicazioni). E’ evidente come una siffatta descrizione corrisponda
pienamente alla figura che il Codice definisce come fornitore di servizi di comunicazioni
4 Tratta dalla pubblicazione
“Report Mobile Marketing & Service 2009” degli “Osservatori ICT e Management” della
School of Management del Politecnico di Milano, la figura illustra la filiera dei
servizi SMS a supporto di attività di Mobile Promotion e Mobile Service da parte
di Aziende ed Enti
Si fa notare, al fine di evitare erronee valutazioni, che la funzione identificata
nello schema come “Reselling”, e che potrebbe vedere l’intervento di una pluralità
di soggetti, sia in parallelo che in cascata, non assume specifica rilevanza ai
sensi del Codice, in quanto mero agente del fornitore di servizi di comunicazioni,
ovvero, ribaltando il punto di vista, agente dell’Azienda per i contatti con il
fornitore di servizi di comunicazioni.
Ne consegue che i suddetti soggetti non necessitano di autorizzazione per svolgere
la relativa attività di agenzia ed intermediazione commerciale, per nulla assimilabile
a quella di fornitura dei servizi di comunicazione elettronica come descritta al
In linea generale, tutti i partecipanti alla consultazione sono favorevoli all’adozione
di un provvedimento di deroga temporanea del Piano di numerazione che consenta un
determinato periodo di utilizzo degli Alias in via sperimentale. Tuttavia, tutti
i rispondenti hanno proposto ulteriori soluzioni ritenute utili ed opportune per
il periodo di sperimentazione.
Un rispondente ritiene che non risulta chiaro se si tratterebbe solo di una deroga
“sperimentale” al vigente divieto di SMS con Alias o piuttosto di una sperimentazione
ai sensi dell’art. 39 del Codice, secondo il quale le imprese che intendono svolgere
una data sperimentazione devono presentare al Ministero una dichiarazione/segnalazione
di inizio Attività ad hoc, e sono soggetti a specifici vincoli, quali: la durata
massima dell’attività indicata in 6 mesi (prorogabili una sola volta), il numero
massimo di utenze pari a 3.000 unità servibili, e l’obbligo di relazionare il Ministero
ad esito della stessa sperimentazione. Parimenti, anche ad un altro rispondente
non appare chiaro il presupposto normativo alla base della fase di sperimentazione
Un rispondente considera importante che, nella definizione del quadro regolamentare
di riferimento, l’Alias sia considerato un elemento aggiuntivo al CLI e non una
forma di CLI alternativo. Inoltre, con riferimento all’inquadramento regolamentare
dei fornitori di tali servizi , in linea generale si auspica che si riesca a consolidare
il regime autorizzatorio applicabile ai nuovi soggetti presenti nel mercato delle
comunicazioni elettroniche e che inequivocabilmente fanno parte della catena di
fornitura di di servizi di comunicazione elettronica verso la clientela, come è
appunto il caso dei servizi di messaggistica aziendale SMS/MMS.
Anche un altro rispondente concorda pienamente con l’Autorità circa la qualifica
dei fornitori di servizi di messaggistica, nell’attuale quadro regolamentare, come
fornitori di servizi di comunicazione elettronica di tipo dati ai sensi del Codice
delle Comunicazioni Elettroniche (Codice), art. 1, comma 1, lettera gg, con quanto
ne consegue in termini di obblighi da soddisfare ed anche in ordine ai contributi
annui dovuti al Ministero in relazione a detto titolo abilitativo, da determinarsi
ai sensi art. 1, comma 2 dell’Allegato n. 10 del Codice (€ 600,00 “per ciascuna
sede in cui sono installate apparecchiature di commutazione proprie di ciascun servizio
offerto”). Lo stesso concorda altresì con l’Autorità sul fatto che coloro che sono
in possesso di una autorizzazione più “ampia”, quali l’autorizzazione alla fornitura
del servizio telefonico accessibile al pubblico (art. 1, comma 1, lettera hh del
Codice e art. 1, comma 1, lettera b, All. 10 del Codice) e/o di servizi di comunicazione
mobile e personale (che necessariamente include anche gli SMS), abbiano comunque
titolo abilitativo a fornire tali servizi di messaggistica (cfr. art. 1, comma 1,
lettera c, All. 10 del Codice), in linea con la prassi attuale. Ritiene inoltre
che, in relazione alle condizioni dell’autorizzazione a fornire servizi di SMS da
terminare su utenze di comunicazione mobile, sia di tutta evidenza che non sono
pertinenti e applicabili gli obblighi che il Codice espressamente riferisce ai “servizi
telefonici accessibili al pubblico”, quali ad es. l’obbligo dell’art. 73 di “adottare
tutte le misure necessarie per garantire l'accesso ininterrotto ai servizi di emergenza”
e gli obblighi dell’art. 75 sui “servizi di consultazione degli Elenchi telefonici”.
Aggiunge che, poiché l’SMS non istituisce una connessione che consente una comunicazione
bidirezionale e non integra quindi una “chiamata” ai sensi dell’art. 1, comma 1,
lett. h del Codice, rimangono esclusi anche gli obblighi dell’art. 76 del Codice
in materia di servizi di emergenza che gravano i soli fornitori di servizi di comunicazione
che consentono “di effettuare chiamate nazionali verso uno o più numeri che figurano
nel piano nazionale di numerazione dei servizi di comunicazione elettronica”. Ancora,
con specifico riguardo ai servizi di messaggistica con Alias ritiene che si debba
escludere l’obbligo di portabilità (del Alias) riconosciuto dal Codice solo in relazione
ai numeri del Piano.
Altri due soggetti rilevano una potenziale incongruenza tra quanto previsto nelle
premesse del provvedimento proposto , nelle quali si qualifica il titolo autorizzativo
di cui dovrebbe disporre un soggetto che intende fornire i servizi, avente durata
ventennale ai sensi del CCE, e la natura sperimentale e transitoria della deroga
prevista solo fino al 31 dicembre 2014 (art. 3). Inoltre ritiene che la formulazione
dei relativi titoli autorizzativi non appaia del tutto compatibile - nella sua attuale
formulazione - con i presupposti della sperimentazione semestrale rinnovabile di
cui all’art. 39 del Codice. Poiché la sperimentazione non riguarda le modalità tecniche
di fornire il servizio di messaggistica aziendale mobile, offerta da anni in molti
Paesi del mondo, ma l’efficacia degli strumenti introdotti in via regolamentare
al fine di garantire ai consumatori italiani una effettiva tutela, propone che nelle
modalità di esercizio della sperimentazione siano definiti degli obblighi specifici
al fine di valutarne l’opportunità e l’efficacia in termini pro-consumeristici.
Ad esempio, l’Autorità potrebbe imporre, tra l’altro, che il fornitore di servizi
titolare dell’autorizzazione sperimentale (che rappresenta condizione necessaria
di accesso alla sperimentazione) debba mettere a disposizione degli altri operatori
di accesso o fornitori di messaggistica e del pubblico un call center presidiato
da personale per almeno 12 ore per il primo semestre (18 ore il II semestre e 24
ore il III semestre) che possa garantire un tempestivo riscontro a tutte le richieste
relative agli Alias.
Un altro rispondente ritiene essenziale esplicitare nello schema di provvedimento
anche la casistica dei soggetti rivenditori/aggregatori di servizi di messaggistica
aziendale, per la quale va prevista, inoltre, una flessibile associazione tra la
numerazione pubblica dell’operatore mobile, che identifica in modo univoco l’accesso
di rete pubblica a cui è attestato il “reseller”, e gli Alias gestiti dal rivenditore/aggregatore
per identificare in modo univoco i propri clienti/Aziende. Tale soggetto ritiene
dunque che la denominazione del nuovo soggetto regolamentare “fornitore di servizi
di comunicazione elettronica di messaggistica aziendale” sia ampliata in “fornitore
o rivenditore di servizi di comunicazione elettronica di messaggistica aziendale”
e che, in sostituzione della denominazione “fornitore dei servizi di accesso”, sia
introdotta la denominazione di “operatore di reti e servizi mobili a disposizione
del pubblico”, che non può essere solo considerato un soggetto che fornisce l’accesso,
dato che in realtà fornisce gran parte della catena dei servizi di messaggistica
SMS/MMS e la base di clientela finale mobile (i consumatori).
Infine, un altro rispondente , nel condividere che si fissi l'obbligo del titolo
abilitativo per il soggetto che intende offrire servizi di trasmissione/ricezione
di SMS/MMS, eventualmente con utilizzo di Alias, evidenzia come in tal modo si garantisca
un adeguato livello di responsabilità in capo a tali soggetti, assicurando un quadro
certo di regolamentazione, vigilanza e controllo.
Considerato che i rispondenti alla consultazione pubblica sono favorevoli ad una
sperimentazione, si conferma l’avvio di una “fase pilota” in cui verranno valutati
gli impatti sul mercato e l’efficacia delle regole introdotte.
In proposito si chiarisce che la deroga all’art. 6 del Piano di numerazione non
costituisce una “sperimentazione” ai sensi dell’art. 39 del Codice delle comunicazioni
elettroniche, in quanto nel periodo in questione ciò che viene valutato è l’efficacia
delle regole introdotte a seguito della deroga concessa e non il servizio.
Con riferimento alla proposta di considerare l’Alias un elemento aggiuntivo al CLI
e non una forma di CLI alternativo, l’Autorità ritiene di non poter accedere a tale
soluzione in quanto non rispondente alla reale situazione in cui in uno specifico
campo del SMS/MMS che identifica il mittente e dove viene inserito normalmente il
numero telefonico, in accordo con la Raccomandazione ITU-T E.164, viene inserita
(con opportuna codifica) in sua sostituzione una stringa alfanumerica denominata
Alias. Né allo stato sembra previsto che si possa inviare un campo aggiuntivo. In
definitiva, dal punto di vista dell’utente finale, l’uso dell’Alias corrisponde
a ricevere un SMS/MMS avente come indicazione del mittente una stringa alfanumerica
in sostituzione di un numero.
Per quanto concerne il regime autorizzatorio, l’Autorità ritiene che non abbia pregio
il fatto che la sperimentazione sia stabilita per un periodo limitato fino a fine
2014, mentre per il regime autorizzatorio è prevista una validità fino a 20 anni,
infatti la validità ventennale non costituisce alcun vincolo per il soggetto autorizzato
che può rinunciarvi in ogni momento ed i contributi sono annuali.
Non può trovare accoglimento la richiesta di specificare che l’utenza finale può
ricevere o inviare messaggistica solo attraverso un operatore di reti e servizi
mobili a disposizione del pubblico in quanto, ai sensi del Codice delle comunicazioni
elettroniche, le norme si devono ispirare all’indipendenza tecnologica, di conseguenza
la clientela finale può in generale ricevere messaggistica, quali SMS/MMS, attraverso
qualsiasi tecnologia che lo consenta e qualsiasi fornitore di servizi di comunicazione
elettronica o fornitore di servizi di telefonia accessibile al pubblico che sia
in grado di offrire all’utenza finale tale servizio.
E’ inoltre opportuno che i fornitori di servizi di messaggistica aziendale, informino
la clientela del carattere sperimentale dell’uso dell’Alias, considerato che è in
deroga ad un divieto previsto dall’attuale piano di numerazione e che, durante questa
fase pilota, un medesimo Alias può essere utilizzato da più soggetti, nonché il
riferimento alla presente delibera. L’uso di uno specifico Alias durante tale fase
pilota non costituisce diritto all’uso dello stesso o vantaggi al suo uso nell’eventuale
successiva fase non sperimentale.
Molti rispondenti ritengono che vada eliminato qualsiasi riferimento nell’articolato
all’acronimo MAM, dato che appare riferirsi ad un termine o brand commerciale pubblicizzato
da un specifico operatore mobile.
Un rispondente ritiene che sarebbe corretto includere nella MAM anche i messaggi
inviati ad utenti finali corporate (es. SIM utilizzate da professionisti) e, quindi,
eliminare il riferimento ai “consumatori”, sostituendolo con “utenti finali”. Inoltre
ritiene che sarebbe opportuno chiarire che i servizi MAM sono rientranti nel modello
c.d. Application to Person (“A2P”) - o, inversamente, di Person to Application (“P2A”)
perché tale chiarimento potrebbe aiutare a circoscrivere in maniera più puntuale
l’ambito di riferimento del provvedimento (e della relativa sperimentazione).
Un rispondente ritiene che nell’ambito dei principi regolamentari irrinunciabili
per consentire l’uso degli Alias nei servizi di messaggistica debba necessariamente
esserci quello dell’univocità dello stesso in ambito nazionale. In tal modo aumenta
in modo considerevole la tutela del mercato a fronte dei possibili usi fraudolenti
Detto principio deve necessariamente contemperarsi con l’univocità e tutela del
corrispondente marchio industriale.
L’Autorità concorda nell’eliminare riferimenti all’acronimo MAM, anche in quanto
la regolamentazione è riferita in generale ai servizi di messaggistica tra cliente
azienda e utente finale.
Si concorda altresì nel far riferimento ad utenti finali e non solo ai consumatori.
Pur concordando che attualmente la comunicazione massiva da utente azienda verso
utente finale sia corrispondente ad un modello denominato Application to Person
e che le richieste di informazione richieste dall’utente finale all’azienda sia
corrispondente ad un modello denominato Person to Application, non si intravedono
specifiche utilità a fare riferimento a tali modelli e dizioni.
Per quanto concerne la proposta di prevedere l’univocità dell’Alias, si ritiene
che questo aspetto debba essere attentamente analizzato nel corso della sperimentazione.
Considerato che nell’ambito dell’attività condotta precedentemente alla presente
consultazione più soggetti hanno illustrato l’utilità di far uso del medesimo Alias
da parte di più soggetti, in particolare per piccole imprese aventi come destinatari
un limitato numero di utenze finali, si ritiene che nella sperimentazione possa
essere consentito l’uso del medesimo Alias da parte di più soggetti, comunque nel
rispetto delle norme relative ai marchi industriali.
Tutti i rispondenti si sono dichiarati favorevoli alla sperimentazione. Per gli
aspetti relativi al titolo abilitativo si rinvia ai commenti relativi alla parte
L’Autorità conferma sostanzialmente il provvedimento in consultazione, salvo miglioramenti
formali apportati al testo dell’articolo.
Un rispondente concorda sia con la limitazione alla tipologia di servizi proposta
che con il termine (dicembre 2014).
Un secondo rispondente ritiene importante esplicitare nell’art. 3 comma 2 la liceità,
anche ai fini della sperimentazione, dell’utilizzo di Alias anche per servizi interni
di rete, ferma restando l’obbligo in capo all’operatore telefonico di utilizzare
l’Alias solo per servizi forniti alla propria clientela nel rispetto della normativa
vigente relativa ai servizi interni di rete.
Con riferimento alle tipologie di numerazioni interessate, un altro rispondente
ritiene utile sostituire all’elencazione delle classi di numerazione proposta dall’Autorità
un principio generale, per cui possono beneficiare del regime di deroga tutte le
numerazioni su cui risulta possibile effettuare servizi MAM, ferme restando le disposizione
regolamentari che già disciplinano le specifiche categorie di servizi (es. le regole
sul trattamento del CLI per i servizi premium).
Un quarto rispondente ritiene che l’insieme dei codici indicati possa essere esteso
anche al codice 48 attribuito alle numerazioni a sovrapprezzo, anche per il carattere
propriamente commerciale di queste.
Con riferimento al suggerimento di estendere la sperimentazione anche alle numerazioni
per servizi interni di rete, considerato che tutte le numerazioni previste nella
consultazione sono tali per cui il costo per la ricezione dei messaggi da parte
del cliente finale è nullo e che il costo per l’invio del messaggio è pari a quello
del proprio piano tariffario, si ritiene di poter accedere al suggerimento di includere
l’uso di numerazioni per servizi interni di rete, limitatamente alle numerazioni
con codice 40. Come indicato da un rispondente, per ciascuna numerazione devono
essere rispettate le relative norme vigenti di riferimento. Ovviamente nel caso
specifico dell’uso della numerazione 40, l’utente azienda coincide con il fornitore
del servizio di accesso alla rete per la messaggistica.
Con riferimento ai suggerimenti di estensione della sperimentazione a qualsiasi
numerazione gestibile tramite applicazioni, ovvero qualsiasi numerazione comprese
quelle per servizi a sovrapprezzo, l’Autorità ritiene che durante l’attuale sperimentazione
sia opportuno limitare la stessa a casistiche per le quali non possano intervenire
altri fenomeni che potrebbero essere origine di contenziosi o problematiche per
l’utente finale legate ad impropri addebiti, anche al fine di valutare gli impatti
sull’utenza finale, in assenza di fenomeni che possono essere legati ad aspetti
non correlati direttamente con l’uso di Alias.
Secondo un rispondente non v’è ragione per escludere che più clienti, dello stesso
o di diversi fornitori di servizi di Messagistica Aziendale, possano usare lo stesso
Alias (così, ad esempio, le diverse concessionarie di una stessa casa automobilistica,
o altri casi simili). Anzitutto, l’uso di un medesimo Alias da parte di soggetti
diversi non è circostanza che può pregiudicare la tracciabilità del messaggio e
quindi la sua riferibilità in modo univoco ad un determinato soggetto mittente.
Invero attraverso i dati di traffico (e in specie l’indirizzo IP e il tempo della
connessione usata per inviare il messaggio con quel Alias e quel SMSC) è comunque
possibile risalire allo specifico mittente del messaggio. Inoltre, l’uso di un medesimo
Alias da parte di soggetti diversi non è circostanza che secondo l’ordinamento giuridico
possa essere considerata in sé e per sé atta a trarre in inganno (nel caso di specie
il destinatario del messaggio). Infatti, anche secondo la disciplina dei marchi
registrati soggetti diversi possono avere ciascuno titolo allo stesso marchio, perché
attivi in settori merceologici diversi o in ambiti territoriali diversi. Peraltro,
nel caso degli SMS inviati da Aziende con sistemi automatici, ogni rischio di confusione
da parte del destinatario è quantomeno molto ridotto se non escluso dal fatto che
l’invio è lecito solo previo consenso informato del destinatario stesso che, quindi,
sa da chi può ricevere messaggi (art. 130, comma 2, Codice Privacy). In ogni caso,
l’uso di un medesimo Alias da parte di soggetti diversi non ostacola nemmeno eventuali
verifiche da parte del destinatario, se dallo stesso effettuate, come sarebbe ragionevole
attendersi, direttamente contattando il soggetto da cui assume di aver ricevuto
il messaggio. Infine, secondo lo stesso rispondente, l’univocità dell’Alias comporterebbe
problematiche enormi. Atteso che più soggetti possono avere titolo a usare il medesimo
Alias, l’utilizzo dovrebbe seguire la regola del first come first served ma la gestione
di un siffatto sistema richiederebbe l’istituzione di un ente di assegnazione e
controllo ‘super partes’ come il NIC per i domini. Di fatto si impedirebbe l’uso
di un Alias da parte delle aziende ad esso legittimamente interessate e molto più
di quanto non avvenga oggi nella richiesta di registrazione di domini e marchi (anche
perché il limite di 11 caratteri limita le possibilità di differenziazione), così
compromettendo anche il soddisfacimento di quel interesse del mercato da cui muove
l’intera proposta. Del pari, tale soggetto non condivide nemmeno la proposta di
escludere Alias composti esclusivamente da caratteri numerici (art. 4 comma 5),
poiché esistono aziende contraddistinte da segni distintivi numerici (v. ad es.
la stessa “3” e la “7 11”). Piuttosto, suggerisce il rispondente, se lo scopo dell’Autorità
è evitare confusione con CLI numerici sarebbe sufficiente escludere Alias esclusivamente
numerici che risultino confondibili, per loro struttura, con un possibile CLI numerico.
L’associazione, conclude il rispondente, tra Alias (quindi Cliente/Azienda) e numerazione
pubblica deve essere univoca ma più Alias possono essere associati alla medesima
numerazione pubblica anche per clienti/Azienda differenti. L’univocità dell’Alias
deve essere garantita nell’ambito di uno stesso fornitore o rivenditore di servizi
di messaggistica aziendale, in modo che tale soggetto possa identificare e differenziare
i propri clienti/Azienda attraverso Alias diversi. Il soggetto fornitore o rivenditore/aggregatore
ha la responsabilità di gestire e mantenere l’associazione tra Alias, cliente/Azienda
e l’accesso di rete pubblica, comunicando tale associazione, secondo tempistiche
adeguate e predefinite, all’operatore di rete pubblica. Tale situazione riflette
una reale esigenza di mercato e, quindi, va rispecchiata nello schema di provvedimento
integrando l’Art. 4 comma 2, dato che la versione posta in consultazione restringe
eccessivamente l’utilizzo degli Alias rendendolo incoerente con esigenze e realtà
Altri due rispondenti sono in accordo col precedente, affermando che le limitazioni
previste dall’art. 4.1. e 4.2 appaiono sproporzionate ed irragionevole rispetto
alla finalità regolamentare ipotizzata. Ed aggiungono che a loro avviso la previsione
dell’art. 4.2 appare non coerente anche con riferimento ai principi applicabili
alle risorse di numerazione ex art. 13, comma 4, d) del Codice, in quanto risorse
scarse, poiché l’ipotesi che ad un Alias sia associato un solo cliente può provocare
in molteplici casi un uso inefficiente: si ipotizzi, ad esempio, che un cliente
business chieda ad un operatore autorizzato di utilizzare una numerazione per una
campagna di comunicazione di 15 giorni e poi, per qualsivoglia ragione, non abbia
più rapporti commerciali con lo specifico operatore e successivamente si rivolga
ad un altro operatore che utilizza un nuovo numero e poi ad un terzo operatore che
utilizza un terzo numero e così via. Aggiungono che, per quanto riguarda la previsione
dell’art. 4, comma 4, ai fini di una corretta gestione del divieto di utilizzo di
specifici Alias che richiamino Enti ed Istituzioni pubbliche, potrebbe essere implementabile
una “black list” di Alias non utilizzabili, eventualmente condivisi o indicati dall’Autorità
in sede di definizione di contenuti minimi dei codici di autoregolamentazione di
cui all’art. 7, comma 2 (vedi successivo par. 5.2).
Diversi rispondenti, invece, ritengono che la delibera proposta preveda l’obbligo
di associare ad una numerazione un solo cliente solo per i servizi MO, lasciando
invece alla libertà di scelta dell’Aggregatore la possibilità, per quanto attiene
i servizi MT, di utilizzare il c.d. Large Account (un singolo numero) per più clienti
in luogo della singola numerazione per singolo cliente. Relativamente ai servizi
MO fanno presente che vi sono esperienze sia italiane che estere che vedono (a)
l’utilizzo di una medesima numerazione anche per più clienti con l’utilizzo di parola
chiave da far digitare all’utente finale all’atto della risposta, consentendo al
medesimo, nel digitare la parola chiave, di essere a conoscenza del mittente cui
sta rispondendo, nonché (b) l’utilizzo della medesima numerazione a tempo per diversi
Un rispondente propone l’introduzione dei seguenti criteri, ritenuti oggettivi,
per l’individuazione dei soggetti appartenenti alla catena di fornitura del servizio
che utilizza gli Alias:
a) gli Alias sono gestiti ed associati al cliente/Azienda dal fornitore o rivenditore
del servizio di messaggistica aziendale, che può essere direttamente l’operatore
PATS mobile oppure un operatore autorizzato per la fornitura di reti e servizi di
messaggistica a disposizione del pubblico oppure, quando presente nella catena di
fornitura del servizio, il rivenditore/aggregatore, qualora disponga di una appropriata
autorizzazione di “reseller” ai sensi dell’art. 25 del Codice. Qualora il soggetto
rivenditore/aggregatore non sia dotato di apposita autorizzazione, è l’operatore
ad assumere la completa responsabilità dell’associazione tra le proprie numerazioni
e gli Alias.
b) Chiede pertanto di non attribuire responsabilità sulla corretta composizione
dell’ Alias all’operatore, dato che risulterebbero di difficile o impossibile applicazione
pratica e, quindi, l’art. 4 comma 1 (limitatamente all’ultima parte della testo)
ed il comma 3 andrebbero precisati o, più verosimilmente, eliminati. In particolare,
ritiene importante esplicitare che l’utilizzo di determinate composizioni di Alias,
ad esempio riguardanti marchi o diritti ad utilizzare dei nomi, non possono essere
di responsabilità dell’operatore, ma vanno esplicitamente indicati come di responsabilità
del cliente/Azienda, anche in considerazione dell’intrinseca non univocità dell’
Alias, a differenza, ad esempio, dei nomi a domini di Internet.
Con riferimento alle regole di costituzione degli alias, un rispondente ritiene
che le prescrizioni presenti nel testo proposto dall’Autorità implicherebbero un
controllo di tipo “qualitativo” degli Alias da parte dell’operatore che fornisce
il servizio MAM. Si riferisce, in particolare, ai commi 1 (laddove si prevede il
controllo attivo per rilevare “alias che differiscono in maniera non significativa
da Alias già utilizzati e possano indurre in errore il consumatore”), 3 (l’Alias
deve “agevolare … l’individuazione … del soggetto responsabile del contenuto”) e
4 (“L’utilizzo di Alias che richiamano Enti ed istituzioni pubbliche … è riservato
esclusivamente ai medesimi Enti ed Istituzioni”). Secondo tale soggetto l’applicazione
di simili procedure di controllo preventivo da parte dell’operatore si tradurrebbe,
di fatto, in un eccessivo rallentamento del meccanismo di funzionamento e gestione
del servizio, con una perdita di valore della prestazione per i clienti. Ciò implicherebbe,
per giunta, scelte del tutto arbitrarie da parte dell’operatore e, quindi, difficilmente
inquadrabili in processi standardizzati o in codici di condotta interni che, per
funzionare correttamente, hanno bisogno di direttive quanto più possibile certe
ed oggettive. Infine, alla luce di quanto detto in sede di introduzione, simili
obblighi non risulterebbero neppure proporzionati rispetto all’entità e la verosimiglianza
dei rischi potenzialmente collegati all’impiego di Alias. Rispetto al comma 2, il
rispondente è dell’idea che scalando la catena del valore possono emergere poi soluzioni
commerciali più o meno articolate, caratterizzate ad esempio dalla presenza dei
c.d. aggregatori che “aggregano” appunto la domanda e la mettono in relazioni con
l’operatore di comunicazioni elettroniche attraverso i loro apparati IT. A parere
dello stesso, quindi, tali soggetti possono, in vero, decidere di agire come operatori,
dotandosi dell’opportuno titolo e facendosi “cedere” dal titolare la numerazione
(accollandosi i relativi obblighi) ovvero svolgere una mera funzione di aggregazione
della domanda che non necessita dell’ottenimento di particolari autorizzazioni.
In tale ultimo caso gli obblighi regolamentari – inclusi quelli del provvedimento
in discussione – restano in capo all’operatore titolare del numero, configurandosi
in tal caso l’aggregatore come suo cliente.
Un altro rispondente , con riferimento al comma 1, ritiene che l’operatore sia un
soggetto neutro che potrebbe fornire il servizio a più CSP e che quindi non sia
possibile a suo avviso limitare gli accordi commerciali tra aziende proprietari
di “marchi forti” nel prendere accordi separati con più CSP per una medesima campagna
di invio messaggi. Pertanto l’impiego di Alias già utilizzati deve essere ricondotto
in ambito proprio della costituzione dei DB pubblici in cui i CSP faranno confluire
le proprie informazioni commerciali. Tale soggetto, inoltre, concorda con quanto
espresso al comma 2 ma ritiene opportuno che venga chiarito che per “cliente” si
intenda il CSP (Content Service Provider) o cliente Azienda poiché, ad esempio,
il CSP, in una campagna pubblicitaria, potrebbe inviare con lo stesso numero messaggi
con Alias rappresentativi di marchi differenti.
Con riferimento alle richieste che un medesimo Alias possa essere utilizzato da
parte di più soggetti, previsione già presente nella consultazione stessa, visto
il commento effettuato da uno dei rispondenti, pare opportuno rendere ancora più
esplicita tale possibilità.
Pur consentendo l’uso del medesimo Alias da parte di più soggetti, appare comunque
opportuno confermare l’obbligo da parte dei soggetti fornitori di servizi di comunicazioni
elettronica che offrono i servizi in parola di utilizzare la massima diligenza al
fine di evitare l’impiego di Alias già utilizzati dallo stesso per altri clienti,
nonché di Alias che differiscono in maniera non significativa da Alias già utilizzati
e possano indurre in errore il consumatore nell’identificazione del fornitore dei
contenuti . Con riferimento alla richiesta di poter utilizzare Alias che corrispondono
a numeri, l’Autorità ritiene di confermare la previsione, infatti l’uso di stringhe
che corrispondono a numeri possono indurre l’utenza finale in errore e in generale
creare confusione. Inoltre, l’Autorità ritiene di non poter neanche accedere alla
proposta di limitare l’uso di Alias numerici a stringhe che risultino non confondibili
con CLI numerico. Infatti, il Piano di numerazione è in evoluzione e permettere,
ad esempio, l’uso di numeri che inizino con un codice non attualmente utilizzato
limiterebbe, per quanto detto, l’uso in futuro della relativa numerazione.
Riguardo al suggerimento di creazione di una black list, si ritiene che questa rappresenti
sicuramente un possibile ausilio, ma che tale lista potrà essere definita e gestita
dagli operatori stessi. Con riferimento al contenuto della black list, è da precisare
che l’Autorità non intende porre un divieto assoluto nell’uso di Alias che richiamino
Enti ed Istituzioni pubbliche, ma ritiene che tali Alias debbano necessariamente
essere riservati ai medesimi Enti ed Istituzioni.
Riguardo all’associazione di una numerazione ad un solo cliente, non ritiene accoglibili
proposte che un medesimo numero sia associato a più clienti (se non come volontà
dei clienti stessi, ad es. studi professionali associati). Per quanto descritto
nelle proposte relative all’uso della medesima numerazione per più clienti aziendali,
si ritiene che i proponenti, in realtà, si riferissero alla numerazione attualmente
utilizzata dagli operatori mobili per individuare e comunicare con i soggetti che
forniscono il servizio di messaggistica agli utenti azienda. Al riguardo, l’Autorità
ritiene che detta numerazione non si riferisca alla numerazione utilizzata per fornire
servizi di comunicazione elettronica, ma a numerazione tecnica attualmente utilizzata
per realizzare l’interconnessione tra gli operatori mobili e gli operatori fornitori
di servizi di messaggistica agli utenti azienda, numerazione che non ha alcuna necessità
di essere variata.
Al contrario, qualsiasi pretesa che l’interconnessione debba avvenire obbligatoriamente
con modalità diverse da quelle attuali non può essere accolta, in quanto costituirebbe
una violazione del Codice in tema di interconnessione e costituirebbe, di fatto,
solo un modo per creare artificiosamente una barriera all’ingresso di nuovi soggetti
autorizzati. Per quanto concerne i commenti relativi agli aspetti autorizzativi
e all’acquisizione dei diritti d’uso della numerazione, l’Autorità ritiene, in termini
generali e non riferiti solo al caso di specie, che la necessità di acquisizione
di un’autorizzazione da parte di una Società non può scaturire da una scelta/facoltà
della medesima, ma deriva esclusivamente da quanto definito dal Codice delle comunicazioni
elettroniche, osservando il servizio svolto dalla Società stessa e valutando se
questo risponde alla definizione di servizio di comunicazione elettronica fornita
dal Codice stesso. Nel caso di specie, i soggetti forniscono alla clientela aziendale
la possibilità di ricevere e/o anche solamente trasmettere messaggistica da e verso
l’utenza finale. Considerato che ciò che viene offerto sono servizi, forniti di
norma a pagamento, consistenti prevalentemente nella trasmissione di messaggistica
ovvero di segnali su reti di comunicazione elettronica e che palesemente questi
servizi non rientrano nelle esclusioni di cui al Codice delle comunicazioni elettroniche
art. 1, comma 1, lettera gg), coloro che li offrono sono fornitori di servizi di
comunicazioni. Di conseguenza, gli stessi sono obbligati a conseguire l’autorizzazione
di cui all’art. 25 del medesimo Codice. A seguito dell’ottenimento dell’autorizzazione,
tali soggetti, oltre ad avere gli obblighi di cui a Codice stesso (per quanto applicabili,
tenuto conto che nel caso si tratta di fornitura solo di servizi di messaggistica),
hanno anche i diritti di interconnessione di cui all’art. 40 e seguenti e la possibilità
di acquisire i diritti d’uso della numerazione, ai sensi dell’art. 27 del Codice,
come specificato nell’articolo stesso, qualora sia necessario (per lo svolgimento
del servizio).
Pertanto, l’appartenenza alla categoria dei fornitori di servizi di comunicazioni
non è rimessa ad una libera determinazione dell’operatore ma alla natura sostanziale
dell’attività svolta che, presentando certi peculiari caratteri, non può non essere
oggetto di disciplina a norma del Codice delle comunicazioni elettroniche. Ove l’attività
svolta venga ad assumere i contorni descritti dal Codice, come nel caso di specie,
l’acquisizione dell’autorizzazione con i correlati diritti ed obblighi di comportamento
costituisce un passaggio obbligato ed inderogabile.
Con riferimento alla richiesta di non attribuire responsabilità sulla corretta composizione
dell’Alias al fornitore che offre il servizio di messaggistica al cliente aziendale,
l’Autorità ritiene che mentre l’attribuzione al cliente aziendale di una numerazione
da parte degli stessi possa essere effettuata senza specifiche norme (se non quelle
definite nel Piano di numerazione e quella che lo stesso numero non sia assegnato
ad altro soggetto), nel caso di assegnazione di un Alias ci debba essere necessariamente
un attento controllo da parte del fornitore del servizio di messaggistica, per evitare
al massimo che si possano verificare attribuzioni che possono indurre il cliente
finale in errore o comunque usi distorti se non palesemente fraudolenti. Tale evenienze
negative potrebbero essere causa di un degrado globale del servizio di messaggistica
con Alias, con possibilità di causare problemi, reclami e quindi in definitiva un
fallimento nella sperimentazione stessa e nel potenziale mercato. Di conseguenza,
l’Autorità ritiene che ci debba essere un’attenta procedura di assegnazione dell’Alias,
eventualmente coinvolgendo il cliente stesso e declinandone contrattualmente le
responsabilità, e non limitando il controllo ad una autodichiarazione del cliente.
Come proposto in consultazione, si conferma l’opportunità di stabilire l’obbligo
che il fornitore di servizi di messaggistica aziendale “adotta la massima diligenza
al fine di evitare l’impiego di Alias già utilizzati dallo stesso per altri clienti,
contenuti mittente”, senza che ciò debba impedire, in specifici casi, l’attribuzione
del medesimo Alias a più utenti, come nel caso di piccole aziende che hanno una
specifica e limitata clientela. E’ altresì da ricordare (indipendentemente dalla
circostanza che il CLI sia numerico o una stringa alfanumerica), che il cliente
azienda è obbligato al rispetto delle norme relative alla privacy dell’utenza finale,
che prevedono il preventivo consenso di quest’ultima a ricevere la messaggistica.
Tale obbligo andrebbe anche imposto contrattualmente da parte del fornitore di servizi
di messaggistica L’Autorità ritiene che non sia responsabilità dell’operatore di
accesso dell’utente destinatario della messaggistica effettuare controlli sugli
Alias dati in uso alla clientela, se non nel caso in cui questo agisca esso stesso
come fornitore di servizi di messaggistica alla clientela aziendale, limitatamente
agli Alias dati in uso dall’operatore stesso.
Inoltre, l’Autorità ritiene che per derogare alla regola generale di non consentire,
almeno mediante strumenti contrattuali, la ricezione di Alias originati da utenza
straniera sia necessario stabilire regole atte ad evitare abusi non controllabili.
Allo scopo, l’Autorità ritiene che gli oneri che normalmente ricadono sul fornitore
di servizi di messaggistica aziendale debbano ricadere su coloro che effettuano
accordi per la ricezione di messaggistica da utenza estero. Pertanto, in tal caso
l’operatore che termina all’utente finale destinatario della messaggistica deve
necessariamente essere considerato come agente in qualità di fornitore di servizi
di messaggistica alla clientela aziendale, vale a dire nel caso in cui lo stesso
effettui accordi nazionali o internazionali che consentano a soggetti non autorizzati
in Italia di inviargli messaggi, non escludendo l’uso come CLI di stringhe alfanumeriche
La maggior parte dei soggetti esprime un parere contrario alla pubblicazione dell’elenco
di cui al comma 1. Secondo molti soggetti appare ragionevole che il “fornitore del
servizio di comunicazioni di tipo MAM” renda disponibile a tutti i fornitori di
servizi di comunicazione, in primis agli operatori di accesso, che ne possano avere
necessità per dare riscontro alle richieste delle Autorità competenti e dei consumatori,
ma non appare condivisibile la previsione degli artt. 5, commi 2 e 6 comma 1 poiché
impongono la pubblicazione di tutte le informazioni, incluso il nome del cliente
business che ha in uso l’Alias, sul sito web del fornitore del servizio e del fornitore
del servizio di accesso. L’ipotesi prevista nelle due citate norme di pubblicazione
sul sito web non ha specifiche finalità di tracciabilità che possono essere pacificamente
e integralmente effettuate in virtù della trasmissione agli operatori di accesso
ed alle Autorità competenti, ma provocherebbe degli effetti negativi sul mercato
sotto un duplice profilo: da un lato violerebbe la riservatezza dovuta alle strategie
commerciali del fornitore del servizio di comunicazioni di tipo MAM, dall’altro
rappresenterebbe un vulnus alla strategia di comunicazione del cliente business
che si vedrebbe pubblicata preventivamente sui diversi siti web la notizia dell’imminente
campagna commerciale e dell’Alias utilizzato per tale campagna.
Diversi soggetti ritengono che l’elenco debba essere gestito esclusivamente da un
ente terzo (ad esempio l’Autorità o il Ministero dello sviluppo economico) cui possano
accedere solo alcuni soggetti titolati come i lavoratori del customer care dell’operatore
mobile. Questi ultimi avrebbero l’onere del caricamento delle informazioni, ma non
quello della tenuta dell’archivio. Inoltre la presenza di un archivio unico garantirebbe
la possibilità della gestione univoca dell’Alias in ambito nazionale.
Più rispondenti aggiungono che l’obbligo previsto di aggiornamento preventivo e
in tempo reale appare incoerente innanzitutto con la natura sperimentale dell’avvio
del Servizio poiché implicherebbe significativi investimenti ed aggiornamenti in
assenza di prospettive certe sulla definitiva regolamentazione dei servizi e, inoltre,
appare ragionevole che le modalità di aggiornamento vengano definite progressivamente
nel corso della sperimentazione, ad esempio prevedendo l’aggiornamento nella fascia
notturna, quando i sistemi operativi dei diversi attori della filiera sono meno
occupati, con un limite temporale massimo di aggiornamento, per esempio entro le
Qualora fosse necessaria la tracciabilità dell’Alias nelle poche ore nelle quali
i sistemi non sono ancora aggiornati, il “fornitore del servizio di comunicazioni
di tipo MAM” è comunque in grado di offrire l’informazione in tempo reale.
Alcuni rispondenti ritengono che prevedere un risponditore automatico che fornisca
le medesime informazioni indicate nell’elenco, qualora al numero telefonico fornito
non risponda un centro servizi; sia un’imposizione eccessivamente onerosa in termini
di implementazione e mantenimento e comunque non giustificata dalla tipologia dei
servizi di cui trattasi che non prevedono alcun addebito all’utente finale. Richiedono
pertanto la totale eliminazione della stessa.
Un altro rispondente ritiene che per un efficace e corretto funzionamento del servizio
occorrerebbe che l'elenco di cui all'art. 5, comma 1 sia unico, in modo da consentire
all'operatore di accesso di poter operare con la massima efficienza. Diversamente,
sarebbe necessario al fine di consentire all'operatore di accesso di aver un quadro
chiaro su come e dove reperire le informazioni necessarie che le istituzioni compenti
"mappassero" i fornitori dei servizi di messaggistica aziendale tenuti a mettere
a disposizione gli elenchi degli Alias in modo da dare contezza circa l’identità
e la numerosità dei fornitori in questione. Chiaramente questa soluzione è meno
efficiente rispetto a quella di prevedere un unico centralizzato elenco di Alias,
dal momento che la distribuzione tra numerosi soggetti dei suddetti elenchi determina
a carico dell'operatore di accesso la necessità di sopportare costi di gestione
non giustificati, atteso che lo stesso non partecipa ai ricavi o non trae benefici
dall'erogazione del suddetto servizio al proprio utente finale. Sarebbe pertanto
utile che l'elenco degli Alias fosse unico e reso disponibile sul sito dell’Autorità
o su altro ufficiale repository.
Per quanto riguarda il codice di autoregolamentazione al comma 2, due rispondenti
ritengono che l’adozione, contestualmente all’avvio del servizio in fase sperimentale,
di una pluralità di codici di condotta, uno per ciascun soggetto che si affaccia
sul mercato e solo successivamente l’Autorità intervenga ad uniformare ed a dettare
i contenuti minimi dei suddetti codici (art. 7, comma 2) può dare luogo a gravi
asimmetrie commerciali poiché alcuni operatori potrebbero opportunisticamente avviare
il servizio pubblicando ed attuando codici di condotta assolutamente insufficienti
a tutelare l’utenza e adeguare i propri codici di condotta e comportamenti sul mercato
soltanto a valle delle integrazioni dell’Autorità Appare perciò più ragionevole
e nell’interesse del consumatore che l’Autorità proceda in modo diverso, ad esempio
secondo una delle seguenti ipotesi:
(i) pubblicando tali contenuti minimi contestualmente all’adozione della delibera
che avvia la sperimentazione oppure
(ii) richiedendo a tutti gli interessati di inviare una bozza di codice di condotta
almeno 30/60 giorni prima dell’avvio del servizio in via sperimentale per una opportuna
revisione preventiva oppure
(iii) imponendo a tutti gli attori della filiera, come condizione necessaria all’avvio
della sperimentazione, di redigere prima dell’avvio del servizio un unico codice
di condotta (o meglio un codice di autoregolamentazione) con dei contenuti minimi
condivisi, successivamente oggetto di revisione da parte dell’Autorità.
Altri rispondenti condividono l’impostazione di rinviare ai codici di autoregolamentazione
per le regole di dettaglio della costituzione degli Alias, ma evidenziano l’importanza,
anche al fine di evitare fenomeni di scorrettezza tra gli Aggregatori, di inserire
nella delibera il principio in forza del quale un determinato Alias possa essere
utilizzato solo dagli Aggregatori che siano portatori di un reale interesse su quel
determinato Alias avendo, direttamente o indirettamente, un rapporto contrattuale
con i legittimi titolari/utilizzatori del medesimo Alias.
Due rispondenti ritengono che il codice di autoregolamentazione debba essere “unico”
e definito congiuntamente con la partecipazione sia dei fornitori di servizi MAM
sia degli operatori mobili di accesso e che, nell’ambito di competenza del codice
di autoregolamentazione, dovranno rientrare sia la stesura dei requisiti per la
costituzione, scambio e aggiornamento, sia modalità di accesso di un elenco unico
condiviso degli Alias e modalità, tempistiche e tipologia di informazioni da fornire
su richiesta ai clienti finali.
Anche un altro rispondente ritiene opportuno prevedere che per l'erogazione dei
servizi in parola vi sia un unico codice di autoregolamentazione adottato dai fornitori
dei servizi di messaggistica in modo da evitare la frammentazione e le incongruenze
relative alla disciplina sulla costituzione degli Alias. Ad avviso di tale soggetto
uniche devono essere anche le modalità di scambio ed aggiornamento degli elenchi
dati dei suddetti Alias (elenco ex art. 5, comma 1) per facilitare l'erogazione
di un servizio efficiente all'utente finale ed evitare o quanto meno limitare possibili
controversie sulla interpretazione delle stesse. Tuttavia, il codice di autoregolamentazione
non deve prevedere oneri o obblighi in capo all'operatore di accesso, ma deve limitarsi
a prevedere le modalità di condivisione con quest'ultimi delle informazioni necessarie
per poter fornire all'utente finale, tempestivamente e secondo specifiche ed uniformi
tempistiche di aggiornamento, le informazioni di cui all'art. 5, comma 1. Nei confronti
dell'operatore di accesso il codice di autoregolamentazione avrebbe quindi esclusivamente
una funzione informativa volta a chiarire le modalità di accesso al suddetto elenco
e le sue modalità e tempistiche di aggiornamento che dovranno essere conformi alle
prescrizioni che si auspica l'Autorità voglia adottare.
Due rispondenti ritengono che requisiti più raffinati e pervasivi relativi ai sistemi
che potrà avere a disposizione il customer care dell’operatore potranno derivare
a conclusione della sperimentazione e comunque nel caso in cui emergessero particolari
criticità sull’utilizzo degli Alias. Ciò è dettato dal fatto che tali soggetti ritiene
possibile analizzare la giustificazione e proporzionalità di eventuali adeguamenti
sui sistemi, che normalmente richiedono onerose attività ed investimenti oggetto
di preventiva valutazione ed approvazione, solo al termine della sperimentazione
e quindi con stabili e definitivi requisiti, anche di natura regolamentare.
Un rispondente ritiene che l’obbligazione relativa alla costituzione, scambio ed
aggiornamento del data base di cui all’art. 5 comma 1 non possa che ricadere esclusivamente
sui soggetti che sono coinvolti nella catena del valore dei servizi Alias, ossia
coloro che hanno la disponibilità delle informazioni oggetto di raccolta.
Secondo un rispondente gli elementi determinanti nell’ottica di garantire un adeguato
livello di tutela dell’utenza paiono svincolati dall’impiego o meno di Alias e si
risolvono in azioni di compliance normativa e di contrasto alle frodi già oggi eseguiti
dagli operatori con importanti risultati. Ritiene dunque la proposta dell’Autorità
ultronea e ridondante nella misura in cui richiede l’integrazione nei database di
informazioni, quali l’identificazione dell’azienda mittente, la descrizione del
servizio fornito ed il relativo call centre. Ritiene che si tratti di informazioni
che dovranno essere ovviamente fornite – similmente a quanto avviene per le comunicazioni
caratterizzate da CLI – su richiesta delle autorità competenti e “caso per caso”
ma non pertinenti rispetto alle finalità specifiche del provvedimento in discussione.
Per giunta, una simile condivisione a livello di industria di informazioni così
sensibili e rilevanti sul piano commerciale (es. i dati identificativi dei clienti
ed i servizi forniti) potrebbe indurre distorsioni alle spontanee dinamiche competitive
del mercato, oltre che porsi in contrasto con la disciplina sulla tutela della riservatezza
dei dati personali. Per quanto riguarda l’informazione verso il pubblico, secondo
tale soggetto il database del fornitore del servizio MAM, contenente la lista delle
proprie corrispondenze tra CLI ed Alias, andrebbe comunque accompagnato da opportune
note esplicative per guidare la comprensione del dato da parte dell’utenza, in particolare
rispetto all’esistenza di casi particolari. Potrebbe, infatti, accadere che l’utente
finale dell’operatore riceva un SMS con un Alias proveniente da altra rete; in tal
caso, scorrendo il database l’utente finale potrebbe non trovare alcun riferimento
all’Alias oppure trovarlo censito ma in associazione ad un numero che non è in realtà
quello che ha generato il messaggio nel suo caso specifico (caso di “omonimia”).
Un rispondente ritiene che l’attribuzione di obblighi al soggetto fornitore del
servizio di trasmissione messaggi con Alias, al fine di consentire al fornitore
di accesso di attuare tutto quanto necessario per assicurare trasparenza circa l’identità
dell’utenza chiamante, non pone il fornitore di accesso al riparo da situazioni
di impossibilità pratica di garantire quanto di sua responsabilità. Cosa che evidentemente
si attuerà in caso di mancato rispetto degli obblighi da parte degli altri soggetti
coinvolti nella catena di erogazione del servizio. Questa particolare condizione,
ad avviso di tale soggetto, giustifica il prudente approccio sperimentale della
nuova disciplina proposta dall’Autorità. E’ tuttavia opportuno, proprio per lo speciale
ruolo rivestito dall’operatore di accesso che non controlla direttamente le informazioni
inserite nella banca dati dai fornitori del servizio, che la delibera chiarisca
che responsabilità del contenuto e delle informazioni non è in alcun caso attribuibile
all’operatore di accesso. Con riferimento all’art. 5 comma 2, tale soggetto condivide
il fatto che i fornitori di servizi di tipo MAM con alias debbano "preventivamente"
concordare con tutti i fornitori di servizi di accesso le modalità di costituzione/aggiornamento/scambio
degli elenchi relativi all'associazione alias/numero E.164. Tuttavia ritiene che
le regole di tenuta degli elenchi degli Alias debbano essere non oggetto di autoregolamentazione
ma di disciplina regolamentare che imponga anche la modalità di tracciamento della
modifica ed attribuzione dell’Alias con l’identificazione della persona fisica che
ha operato la configurazione dell’alias. Solo in tal modo potranno essere chiarite
e stabilite in modo certo le diverse responsabilità dei soggetti che partecipano
al processo di gestione degli Alias nella messaggistica mobile.
Un altro rispondete ritiene che si debba specificare che l’obbligo di cui al comma
1 è un obbligo per i Content Service Provider. Ritiene inoltre che possa essere
previsto che ad un Alias siano associati più numeri per gestire situazioni che si
potrebbero presentare più complesse della semplice associazione ad un numero. Possono
infatti essere adottati accorgimenti che consentano, una volta noto l’Alias di risalire
al numero che ha inviato il messaggio. Per quanto riguarda il comma 2, tale soggetto
concorda sull’idea di istituire un database degli Alias che deve essere costantemente
aggiornato dai CSP. Esso evidenzia inoltre che sulla base delle esigenze del mercato
note sia necessaria la gestione degli Alias dinamici. Tale gestione consentirebbe
che ad un numero siano associati Alias che variano nel tempo, senza implicare sprechi
di risorse di numerazione. Tuttavia ritiene che il database, debba essere disponibile
in consultazione solo all’Autorità ed al Ministero dello sviluppo economico e enti
di pubblica sicurezza, e richiede che la pubblicazione, le regole per la costituzione
degli Alias e la definizione delcodice autoregolamentazione e di quanto al comma
2 e 3 possa essere possibile nel corso della sperimentazione e non preventivamente.
In linea di principio concorda con il comma 3, ma a patto che l’obbligo di inserimento
delle informazioni sul database sia anche in carico al CSP.
Per quanto concerne la pubblicazione di un data base da parte dell’operatore di
accesso, la maggior parte dei rispondenti si dichiara contraria per ragioni di presunta
“concorrenza sleale”. In relazione all’accesso pubblico dell’elenco ritengono, per
motivi di privacy, di riservatezza commerciale e, non ultimo, di rilevanza strategica
delle informazioni contenute, tale accesso dovrà essere limitato alla sola associazione
numerazione-Alias. Tuttavia sono tutti d’accordo sul fatto che l’elenco completo
sia reso disponibile su richiesta delle Amministrazioni competenti o dell’informazione
relativa al singolo Alias su richiesta del cliente interessato.
Un rispondente condivide la distinzione svolta dall'Autorità tra fornitore del servizio
di comunicazione di tipo MAM e fornitore dei servizi di accesso. Sul punto però
tale soggetto considera importante evidenziare che il fornitore del servizio di
accesso non beneficiando dei vantaggi derivanti dalla fornitura del servizio di
messaggistica aziendale mobile non debba essere gravato da una "particolare responsabilità"
relativamente alle modalità di erogazione dei suddetti servizi, dal momento che
l'operatore d'accesso funge da mero intermediario tra il fornitore del servizio
MAM o dal cliente azienda ed il cliente finale. Sebbene, infatti, il cliente finale
abbia un rapporto diretto sia con il cliente azienda, sia con l'operatore di accesso,
la responsabilità principale della erogazione del servizio deve essere attribuita
ai soggetti che ottengono una remunerazione o comunque un vantaggio dalla fornitura
del servizio di messaggistica aziendale. In particolare, il cliente azienda si obbliga
ad acquisire i consensi necessari da parte del cliente finale alla ricezione di
tale servizio e ne risponde dunque direttamente. AI contempo, il fornitore del servizio
di messaggistica aziendale, in quanto soggetto partecipante direttamente alla fornitura
del servizio e titolare dei ricavi derivanti dalla stessa, deve adottare tutte le
necessarie misure per garantire che la fornitura del servizio al cliente finale
venga svolta nel pieno rispetto del quadro normativa di riferimento. Diverso è invece
il ruolo dell'operatore di accesso che in quanto titolare del rapporto con l'utente
finale per i servizi di comunicazione, funge rispetto a questa tipologia di servizio
da mero intermediario senza nulla ricavare dalla fornitura dello stesso. Pertanto,
sebbene l'operatore di accesso in tale veste sia ritenuto essere il soggetto deputato
a dialogare con l'utente finale ed a rispondere alle richieste dello stesso in merito
alla erogazione del servizio di messaggistica aziendale, al contempo esso non può
essere ritenuto responsabile per errori o inadempimenti commessi dal fornitore del
servizio di messaggistica aziendale, ed è da escludersi una responsabilità dell'operatore
di accesso rispetto a ritardi, inesattezza o assenza di informazioni rese disponibili
dal fornitore del servizio di messaggistica aziendale.
Considerati i vari commenti e proposte dei rispondenti, l’Autorità ritiene che occorra
distinguere tre aspetti:
1. la fornitura, su richiesta della clientela, delle informazioni relative al cliente
associato ad un Alias
2. la messa a disposizione di un elenco generale consultabile dall’Autorità sia
per ragioni di vigilanza, sia nel caso specifico, per eventuali controlli in fase
Come evidenziato da alcuni rispondenti, per quanto concerne il primo punto, tale
funzionalità è tipica dei servizi informazioni elenco abbonati. Pertanto, a regime
andrebbe offerta dai fornitori di detti servizi.
Qualora gli operatori assegnatari di numerazioni (e Alias) non concordino ed integrino
contestualmente all’avvio della sperimentazione tale funzionalità nell’ambito del
servizio informazioni elenco abbonati, è necessario individuare una soluzione transitoria.
Allo scopo è da tenere presente quanto previsto dal Protocollo d’intesa per la realizzazione
del servizio informazioni elenco abbonati e specificatamente che tutti gli assegnatari
mettono a disposizione degli altri i numeri assegnati alla clientela. Inoltre, è
da tenere in considerazione che le informazioni tipiche del servizio elenco abbonati
relative agli utenti degli Alias possono essere resi pubblici (si rammenta che non
si applica la legge sulla privacy a persone giuridiche come sono i clienti azienda,
e si ritiene di dover renderli pubblici, se non come lista almeno come interrogazione)
e, vista la natura del servizio, è nell’interesse del mercato che effettivamente
l’utente possa accedere a tali informazioni relativamente a ciascun Alias, anche
se non è strettamente necessario che venga messa a disposizione un completo elenco.
L’Autorità ritiene che, per realizzare la relativa banca dati e contenere gli oneri
a carico dei fornitori di messaggistica aziendale, gli stessi debbano pubblicare
a beneficio degli altri fornitori dei servizi di messaggistica aziendale, separatamente
da quelle dei numeri di rete fissa e mobile, le informazioni relative agli utenti
aziendali degli Alias secondo le medesime procedure già previste nel Protocollo
d’intesa. Per quanto concerne gli Alias associati a numerazione per servizi interni
di rete, ovviamente il servizio informazione elenchi abbonati deve essere svolto
anche dall’operatore che ne fa uso.
Con riferimento alle problematiche di tracciabilità e di informazione riguardo all’utente
azienda mittente, si evidenzia che per quanto concerne la numerazione, le modalità
di fornitura del servizio elenco abbonati è disciplinato dalla delibere n. 36/02/CONS
e n. 180/02/CONS. Nel caso di specie, l’Autorità ritiene importante al fine di verificare
la validità delle regole definite e della loro applicazione disporre di un sistema
che consenta, dato un Alias, di avere informazioni riguardo al soggetto utilizzatore.
Considerato che l’uso richiesto da parte dei soggetti interessati è quello offerto
ad utenti azienda pare opportuno evidenziare tale destinazione d’uso, riservando
lo stesso alle persone o organizzazioni giuridiche sia private sia pubbliche, escludendo
quindi espressamente la possibilità di dare in uso Alias a persone fisiche. Tale
previsione consente anche di prevedere espressamente che siano consultabili i dati
relativi a tutti gli Alias assegnati, a tutela degli utenti finali anche relativamente
alle norme relative alla privacy.
Con riferimento al secondo punto, al fine di contenere i costi e permettere all’Autorità
di svolgere i propri compiti, si ritiene necessario avere almeno diretto accesso
ai dati così come messi a disposizione di altri da parte dei soggetti coinvolti.
Per quanto concerne il terzo punto, sebbene l’utente finale possa chiedere, come
suggerito da alcuni rispondenti, al cliente aziendale individuabile dall’Alias se
è lo stesso che ha provveduto ad inviare uno specifico messaggio, permane il fatto
che in caso di risposta dubitativa o negativa, l’utente finale non può che rivolgersi
al proprio operatore che gli fornisce il servizio di originazione/ricezione della
messaggistica (o alla magistratura che potrà richiedere all’operatore di effettuare
il tracciamento del messaggio; si tenga presente che comunque il tracciamento è
da effettuare indipendentemente da quanto è scritto nel campo relativo CLI).
Per tale motivo i fornitori dei servizio d’accesso, dovranno operare per raccogliere
le richieste dei clienti e/o della magistratura e fornire in tempi congrui, quanto
richiesto relativamente al tracciamento del soggetto che ha originato il messaggio.
Nel caso di richiesta pervenuta dal cliente, l’Autorità ritiene che non sia necessario
rendere pubblico il nominativo del soggetto fornitore del servizio di messaggistica
ad eccezione del caso di Alias associato a numero per servizi interni di rete.
Per quanto concerne il suggerimento di realizzare una banca dati unica gestita da
un soggetto terzo, l’Autorità ritiene che si potrà eventualmente dare seguito a
tale realizzazione nell’ambito del procedimento, già avviato dall’Autorità, per
la realizzazione di una banca dati unica per la gestione della numerazione.
Relativamente al ritmo di aggiornamento dei dati, l’Autorità ritiene che la banca
dati debba essere aggiornata prima dell’uso dell’Alias, onde consentire di effettuare
quanto previsto al punto 1.
Per quanto concerne la realizzazione del risponditore automatico, l’Autorità ritiene
di accedere alla proposta di non imporne la realizzazione, considerata la complessità
realizzativa in un contesto di fase sperimentale.
Per quanto riguarda il codice di condotta, considerato che (come fatto rilevare
dalle risposte) è scopo della sperimentazione verificare ed eventualmente correggere
le norme introdotte, appare opportuno che ci sia la massima condivisione tra i soggetti
partecipanti dei codici di condotta, per cui appare opportuno che prima o durante
la sperimentazione tutti i soggetti interessati redigano un codice di condotta con
dei contenuti minimi condivisi, successivamente oggetto di valutazione da parte
dell’Autorità, senza con ciò vincolare l’avvio della sperimentazione al raggiungimento
di tale obiettivo.
Per quanto riguarda l’identificabilità e la tracciabilità degli Alias, ad avviso
di un rispondente , la “tracciabilità” del messaggio per l’A.G. è garanzia sufficiente
a legittimare (in via sperimentale) servizi di Messaggistica Aziendale non a sovrapprezzo
con Alias quale CLI. Imporre un sistema di “identificabilità” dell’effettivo mittente
direttamente da parte del destinatario dei servizi di messaggistica aziendale non
a sovrapprezzo con Alias costituirebbe, secondo il rispondente, una regolamentazione
sproporzionata rispetto alle effettive esigenze di tutela. A parere di tale soggetto,
per consentire all’utente destinatario di accertare se il soggetto da cui assume
di aver ricevuto il messaggio ne sia effettivamente il mittente, è sufficiente che
il destinatario possa chiedere tale conferma direttamente al soggetto da cui egli
assume di aver ricevuto il messaggio (non già dal fornitore d’accesso mobile, o
dal fornitore del servizio di messaggistica aziendale, ma direttamente dal fornitore
dei servizi afferenti al settore finanziario, bancario e assicurativo da cui l’utente
crede di aver ricevuto il messaggio). In particolare, l’Autorità potrebbe imporre
ai fornitori dei servizi di messaggistica aziendale di vincolare contrattualmente
i propri clienti attivi in tali settori a predisporre un meccanismo atto alle verifiche
del caso, accessibile ai destinatari dei messaggi attraverso il sito web e il servizio
di assistenza del cliente. Ad esempio, il destinatario del messaggio potrebbe contattare
la banca alla quale associa l’Alias del messaggio, e dalla quale assume di averlo
ricevuto, per ottenere la conferma della provenienza o meno del messaggio dalla
stessa, ed evitare così di incorrere in truffe.
Eventualmente, e solo se ritenuto necessario, si potrebbe anche imporre ai Clienti
attivi nei settori più rischio (ad esempio quello bancario, finanziario e assicurativo)
di inserire nel testo dei loro messaggi un codice di controllo, la cui presenza
stimolerebbe l’utente alle verifiche del caso e la cui totale assenza già escluderebbe
la provenienza del messaggio dalla fonte citata.
In relazione alla provenienza dall’estero, ad avviso di un rispondente si impone
l’esigenza di prevedere solo in capo agli operatori di rete ospitanti l’obbligo
di negoziare, in apposite disposizioni contrattuali, dei meccanismi atti ad eseguire
una tempestiva rimozione degli Alias anomali e/o l’eventuale blocco, in presenza
di comportamenti fraudolenti o di violazione dei vincoli regolamentari vigenti,
a tutela sia dei propri clienti sia dei clienti degli operatori virtuali ospitati
sulla propria rete. Un secondo rispondente chiede la rimozione dell’obbligo proposto
all’art.6 comma 2 perché ritiene che imporre tale obbligo in capo ad un operatore
di accesso sembra non proporzionato.
Fa eco un terzo rispondente secondo il quale l'operatore mobile virtuale di tipo
Full MVNO, per rispettare la disposizione di cui all’art. 6 comma 2, dovrebbe concludere
centinaia di contratti con i singoli operatori di reti estere. Tale attività, per
un operatore mobile virtuale, nuovo entrante nel mercato della fornitura dei servizi
radiomobili al pubblico, non è ritenuta sostenibile poiché in genere l'operatore
mobile virtuale offre alla propria clientela la possibilità di comunicare con reti
estere, nel caso di specie attraverso sms, acquistando i servizi di intermediazione
dei fornitori di SMS Hub (o “hubber”), i quali mettono a disposizione le interconnessioni
della propria piattaforma con le reti degli operatori esteri alla stessa interconnessi.
Quindi, demandare all'operatore nuovo entrante la negoziazione con gli hubber, relativa
alla richiesta della implementazione di un filtro sui loro sistemi che impedisca
la ricezione di sms con mittente alfanumerico, appare un onere notevolmente gravoso.
Tale soggetto ritiene auspicabile che si rendesse obbligatoria nei confronti dell'hubber,
che intenda offrire i propri servizi nel mercato italiano, la predisposizione di
un'offerta conforme alla disciplina regolamentare italiana.
Un quarto rispondente rileva che ad oggi anche qualora l’abbonato si rivolga al
proprio fornitore di accesso “…per ogni necessità informativa sui servizi ricevuti”,
l’operatore di destinazione non fornisce, in qualità di operatore di accesso, alcuna
informazione al proprio cliente chiamato in merito a chi sia il chiamante. Nei casi
in cui questo avviene, l’operatore di destinazione trasmette le informazioni sul
chiamante in qualità di fornitore di servizi di directory assistance e non in qualità
di operatore di accesso. A tale soggetto non risultano chiare, invece, dalla lettura
del documento sottoposto a consultazione pubblica, le ragioni per cui l’introduzione
di una stringa alfanumerica come CLI dovrebbe modificare questo scenario.
Chiede pertanto l’eliminazione dell’articolo 6 comma 1 poiché ritenuto immotivato,
sproporzionato ed irragionevole. Come misura sostitutiva suggerisce che l’elenco
unico aggiornato di tutti gli Alias sia pubblicato sulla home page del sito istituzionale
dell’Autorità. In tal modo l’identificazione dell’Alias, a tutela dell’utenza, sarebbe
agevolmente garantita dall’Autorità che al contempo vigilerebbe sul corretto sviluppo
di questa fase sperimentale.
Un quinto rispondente concorda con le prescrizioni contenute nella proposta dell’Autorità,
nella misura in cui queste individuano nell’operatore di accesso un soggetto deputato
a fornire – insieme e col supporto dell’operatore originante (che commercializza
il servizio MAM con Alias) – le informazioni al cliente, in quanto soggetto detentore
del rapporto per la fornitura del servizio. Per giunta, il fatto che in questo mercato
l’operatore di accesso tende a coincidere con quello di originazione (salvo il raro
caso di messaggi originati da altre reti e/o diretti a clienti di VNO), la struttura
dell’art. 6, comma 1 e gli obblighi di supporto in capo agli operatori originanti
di cui al comma precedente, rendono l’obbligo proporzionato ed effettivamente eseguibile
da parte dell’operatore di accesso. Secondo tale soggetto, rispetto alle modalità
di gestione del cliente, queste dovrebbero tradursi nella predisposizione di un
database “complessivo” che raccolga le informazioni provenienti dai vari operatori
originanti, accompagnato dalle opportune chiarificazioni rispetto ai casi particolari
sopra descritti. Anche in tal caso il sito Internet dell’operatore potrebbe costituire
un valido canale informativo. Ovviamente, i canali di customer care dell’operatore,
ove contattati dal cliente, potrebbero guidare il cliente al reperimento delle informazioni
presenti sul sito internet. Per quanto riguarda la prescrizione relativa al traffico
internazionale, esso ritiene che l’ipotesi formulata dall’Autorità rischi di tradursi
in una discriminazione dei fornitori di servizi esteri, entrando con ciò in contrasto
con le regole dell’Unione Europea in materia di libero scambio di prodotti e servizi
intracomunitari (Regolamento CE n. 3286/94) e, più in generale, col principio di
proporzionalità. Tale tematica andrebbe pertanto approfondita ulteriormente, in
particolare al fine di rimuovere gli ostacoli ipotizzati quantomeno per quei fornitori
esteri in grado di implementare misure di tracciamento e trasparenza sul traffico
idonee a garantire la realizzazione degli obiettivi alla base del provvedimento
in discussione. Tali obblighi potrebbero essere inclusi nei contratti con gli operatori
Un rispondente ritiene che l’onere gravante sull’operatore d’accesso di fornire
al proprio cliente finale tutte le informazioni relative a un qualunque Alias giunto
al destinatario "da qualunque altro soggetto" sia un punto critico, in quanto vi
sono alcuni casi (ovvero gli Alias da mittenti esteri), per i quali il controllo
degli Alias potrebbe avvenire solo attraverso strumenti contrattuali, cioè a posteriori
e non in maniera preventiva rispetto alla violazione/utilizzo fraudolento, non essendo
disponibili in tempi ragionevoli strumenti tecnici idonei ad impedire utilizzi non
contrattualizzati di Alias. Di conseguenza tale soggetto consiglia che l’obbligo
indicato sia limitato agli SMS/MMS originati da reti nazionali. Quanto agli SMS
ricevuti dall’estero, esso individua tre possibili alternative circa la regolamentazione
adottabile:
a) L’imposizione, tramite un atto normativo efficace in tal senso, di una responsabilità
in capo al soggetto nazionale che concretamente beneficerebbe dell’invio degli SMS.
Tale responsabilità decadrebbe in caso tale soggetto dimostrasse la sua estraneità
all’invio dei messaggi.
b) L’introduzione della possibilità del soggetto estero che gestisce l’Alias di
qualificarsi a livello nazionale consentendo la sua univoca identificazione.
c) l’imposizione del divieto di terminazione nel territorio nazionale di SMS con
Alias non riconducibile ad un soggetto determinato. Tale divieto, se fosse corredato
da un conseguente obbligo per il carrier internazionale o l’operatore di accesso
di filtrare gli sms che non riportano il MSISDN dell’utenza mittente, richiede tempi
non trascurabili di sviluppo e relativi oneri di investimento. Il divieto, in ogni
caso, potrebbe essere limitato a quei messaggi per i quali l’associazione tra alias
utilizzato e soggetto mittente non fosse stata comunicata agli operatori per la
sua pubblicazione del data base nazionale degli Alias.
Per quanto riguarda l'art. 6 comma 2 e la relativa previsione di obbligo per il
fornitore di accesso di mettere in atto tutte le misure per evitare che i propri
clienti siano destinatari di comunicazioni provenienti da reti estere con Alias,
il rispondente si dichiara perplesso in considerazione del fatto che queste misure
potrebbero essere garantite solo da "idonei strumenti contrattuali", senza specificare
ulteriormente che tali strumenti devono necessariamente essere preceduti dalle necessarie
previsioni normative di dettaglio e supportati dalle corrispondenti "implementazioni"
(implementazioni la cui realizzazione, come noto, sarebbe estremamente onerosa e
complessa da attuare). Per tale ragione si ritiene che sarebbe opportuno specificare
espressamente che:
a. Autorità e Ministero per quanto di competenza promuoveranno a livello internazionale
la definizione di condizioni omogenee di identificazione degli utilizzatori degli
b. Le tutele contrattuali consentano di garantire l’identificabilità del partner
estero direttamente interconnesso con il quale intercorre un rapporto contrattuale
diretto e, su richiesta, la tracciabilità del cliente/Azienda estero o dell’aggregatore
internazionale e dei suoi clienti/Aziende, attraverso appropriate modalità di acquisizione
delle informazioni circa l’identità dello specifico cliente/Azienda finale.
Inoltre tale soggetto ritiene opportuno integrare l’art. 6 in modo tale che il fornitore
del servizio sia gravato dall’obbligo di autenticare, al momento della stipula del
contratto, l’identità della persona fisica responsabile dell’uso dell’Alias. In
aggiunta, in caso si renda possibile all’utilizzatore finale la modifica dell’Alias
ovvero la gestione operativa diretta dello stesso (non attraverso l’ausilio del
fornitore del servizio), l’autenticazione dovrebbe avvenire con ogni mezzo tecnico
utile allo scopo di fugare ragionevolmente ogni dubbio circa l’identità personale
del mittente, analogamente a quanto avvenuto al momento della stipula del contratto.
Tali autenticazioni dovrebbero essere registrate in modo tale da poter essere utilizzabili
per ogni necessaria verifica anche successivamente all’invio degli SMS.
Un altro rispondente ritiene che il fornitore dei servizi non debba rendere disponibili
le informazioni ai propri clienti, ma soltanto all’Autorità, al Ministero dello
sviluppo economico ed alle forze di pubblica sicurezza. Con riferimento al comma
2, tale soggetto ritiene che, come per la maggioranza dei servizi di comunicazione
elettronica, quali ad esempio le chiamate vocali ed i servizi dati, bloccare la
ricezione di Alias generati all’estero sia in contro-tendenza rispetto ad una generale
internazionalizzazione dei servizi. Questa sperimentazione proposta dall’Autorità
può pertanto essere un’occasione per riscontrare sul campo la validità di questo
tipo di servizio. Lo stesso ritiene che nel caso di messaggi SMS/MMS con mittente
Alias provenienti dall’estero potrà essere garantita l’identificabilità del partner
diretto e, su richiesta, la tracciabilità del cliente Content Provider/Azienda estero
o dell’Aggregatore internazionale e dei propri clienti Content Provider/Aziende,
attraverso appropriati dispositivi contrattuali che definiscano le modalità di acquisizione
delle necessarie informazioni dello specifico cliente Content Provider/Azienda estero.
Nei casi in cui non sia possibile assicurare un livello di identificabilità analogo
a quello applicato nazionalmente, potrà essere prevista l’impossibilità di invio
dall’estero di messaggi SMS/MMS con mittente Alias verso l’Italia nelle disposizioni
contrattuali con i corrispondenti carrier esteri attraverso appropriate clausole
a tutela dell’operatore e della propria clientela finale per eventuali casi anomali
e la loro tempestiva rimozione a cura del partner estero. Quindi ritiene che, nel
rispetto della condizione di tracciabilità degli SMS, la gestione degli Alias da
estero sia necessaria, commercialmente per consentire ai Clienti che hanno sottoscritto
contratti (bancari o altro) con entità straniere di ricevere via SMS gli aggiornamenti
inviati o le comunicazioni commerciali pertinenti il servizio sottoscritto e previste
nel contratto (a titolo di esempio si cita la possibile comunicazione relativa ad
un acquisto effettuato via carta di credito straniera).
Un rispondente ritiene che consentire agli operatori mobili di terminazione di bloccare
gli SMS con Alias provenienti dall’estero significherebbe attribuire agli stessi,
che già offrono ciascuno in monopolio sulla propria rete il servizio di terminazione
dei messaggi indispensabile alla realizzazione del servizio finale di SMS, un ulteriore
“arma” di chiusura del mercato a proprio esclusivo vantaggio. Secondo tale soggetto
la tracciabilità dei messaggi provenienti dall’estero sussiste in virtù del “timbro”
del SMSC (di un operatore/gateway estero) e dei dati di traffico che gli operatori
sono già tenuti a conservare ai fini delle prestazioni di giustizia. Il problema
dell’eventuale non tracciabilità riguarda gli SMS con Alias nella stessa identica
misura in cui può riguardare un SMS proveniente dall’estero con CLI numerico o CLI
del tutto assente. Il rispondente ritiene che l’Autorità potrebbe consentire agli
operatori mobili di terminazione di bloccare contrattualmente, previa notifica all’Autorità
e idoneo preavviso ai concorrenti, i messaggi provenienti da un operatore estero
che, in casi documentati, non abbia fornito la necessaria collaborazione alle richieste
dell’ A.G.. Tuttavia anche un tale blocco dovrebbe essere circoscritto allo stretto
necessario e, quindi, se la tracciabilità è stata pregiudicata non direttamente
dal Gateway estero, ma da un operatore a monte di quello, il blocco dovrebbe essere
limitato a tale fonte di traffico ove reso possibile dalla collaborazione del Gateway
Infine, un ultimo rispondente ritiene che a riguardo ci siano anche problemi di
natura tecnica. Nel caso di operatori mobili virtuali, ad esempio, l’implementazione
di tale obbligo potrebbe non essere tecnicamente possibile. In particolare, nel
caso di full- MVNO, l’operatore mobile potrebbe affidarsi ad un intermediario, cd.
SMS-hub, che non abbia la possibilità di sviluppare la funzionalità di filtraggio
degli SMS provenienti da estero in grado di bloccare quelli con Alias.
La tracciabilità degli SMS/MMS, sia con Alias sia con CLI numerico rimane un principio
inderogabile anche ai fini di giustizia, per cui l’introduzione dell’Alias non può
andare a introdurre ostacoli o ritardi nella tracciabilità, anche in quanto gli
SMS/MMS devono essere attualmente già tracciabili indipendentemente da quanto l’originazione
scrive nel campo riservato al CLI. Al contrario, proprio per la maggiore “affidabilità”
che un Alias può indurre nella clientela, è opportuno che i sistemi di tracciamento
della reale origine (cioè l’”identificabilità” del reale utente origine della comunicazione)
siano resi ancora più efficienti ed in grado di consentire risposte in tempi contenuti,
eventualmente da prendere in considerazione durante la “fase pilota” di valutazione
delle nuove regole, denominata nel seguito come sperimentazione.
Prevedere che l’utente finale debba necessariamente chiamare il presunto utente
azienda origine del messaggio per verificare se quanto ricevuto dall’utente finale
è stato effettivamente inviato dallo stesso appare essere una soluzione inefficace
in quanto non consente, in generale, l’”identificabilità” e il tracciamento del
reale mittente. Per quanto concerne la pubblicazione degli Alias, si rinvia alle
considerazioni svolte nel punto 7.b e si ritiene che non sia obbligatoria una pubblicazione
di tutti gli Alias, ma che il cliente possa avere informazioni per mezzo dei soggetti
che forniscono servizi informazioni sugli elenchi abbonati, mentre permane come
obbligo per i fornitori dei servizi di comunicazioni elettroniche all’utente finale
che consentono la ricezione di messaggistica quelli relativi alla tracciabilità
su base reclamo dell’utente finale e/o su base richiesta della magistratura.
Per quanto riguarda il blocco, almeno su base commerciale, della ricezione degli
Alias originati da utenza estera, l’Autorità ritiene di confermare tale previsione
integrandola con il permesso per l’operatore di accesso di concordare con operatori
esteri la ricezione da parte di questi di Alias originati da utenza estera, purché
in tal caso assuma l’operatore di accesso gli obblighi relativi ai fornitori dei
servizi di messaggistica aziendale. L’assenza di tale previsione renderebbe vana
qualsiasi regolamentazione, in quanto potrebbe favorire l’originazione dall’estero
anche per messaggi relativi ad utenza aziendale nazionale, non rispettando le norme
Occorre altresì chiarire che l’intento delle regole introdotte al riguardo non mirano
a bloccare il traffico originato da utenza italiana che transita per l’estero per
poi terminare su utenza finale nazionale. Infatti, il traffico originato da utenza
italiana deve rispettare le regole introdotte. Le regole introdotte mirano a consentire
all’utenza finale di avere informazioni riguardo al soggetto (cliente azienda) che
ha effettivamente originato il messaggio, anche per poter esercitare i propri diritti
dettati dal codice della privacy.
Pur comprendendo che la forza contrattuale possa essere diversa da parte di soggetti
diversi, la tracciabilità completa della messaggistica e tracciabilità del reale
mittente è uno dei concetti irrinunciabili. Peraltro, dovrebbe essere possibile
anche l’inibizione a ricevere da parte della clientela finale di Alias provenienti
da utenza estera che corrispondono ad un furto di identità, agendo a qualsiasi livello,
da determinarsi.
Qualora non fosse possibile disporre di norme che possano impedire la ricezione
da parte di utenza estera, considerato che le norme a tutela della clientela sarebbero
inefficaci, si ritiene che risulta più tutelante per la clientela finale ricevere
nel campo del mittente esclusivamente una numerazione secondo la Raccomandazione
ITU-T E.164, in modo che possa facilmente rendersi conto di eventuale messaggistica
originata da clientela estera.
Per quanto riguarda il periodo temporale per l’avvio della sperimentazione, due
rispondenti concordano con i 60 giorni proposti, mentre alcuni soggetti chiedono
che tale limite sia portato a 120 giorni.
Secondo un rispondente è opportuno che la sperimentazione venga avviata solo a valle
della definizione/condivisione tra tutti i soggetti operanti nel mercato di tutti
i presidi a tutela dell’utenza che dovranno essere contenuti nel codice unico di
autoregolamentazione. Tale soggetto chiede, quindi, di aggiungere al comma 1 dell’articolo
7 anche il riferimento all’adozione del codice di autoregolamentazione condiviso
da fornitori di accesso e fornitori dei servizi MAM. Inoltre esso ritiene opportuno
che l’Autorità dia indicazioni più puntuali in merito alla pianificazione della
sperimentazione ed alla revisione delle relative disposizioni, come indicato al
comma 5 dell’art. 7. In particolare, tale rispondente chiede che, anche al fine
consentire agli operatori una pianificazione commerciale dell’utilizzo dell’Alias
, almeno sei mesi prima della data indicata come termine della sperimentazione (31
dicembre 2014), l’Autorità verifichi con gli operatori gli esiti della sperimentazione
stessa definendo in quella sede la disciplina definitiva. Con riferimento, infine,
alla previsione del comma 4 dello stesso articolo 7, tale soggetto ritiene opportuno
che, prima di qualsiasi disposizione di annullamento della deroga di cui al provvedimento,
l’Autorità coinvolga gli operatori in modo da valutare congiuntamente la gravità
del danno e/o dell’azione turbativa della concorrenza e quindi l’effetto sul mercato
della stessa, anche al fine di evitare che l’azione di uno possa pregiudicare il
diritto degli altri all’utilizzo della deroga.
Uno dei soggetti rispondenti ritiene che la tempistica dei 60 giorni per l’avvio
della sperimentazione sia da intendersi come un tempo minimo prima del quale non
é possibile accedere alla sperimentazione (implementando ovviamente gli opportuni
accorgimenti) e non come un tempo massimo superato il quale non risulta più possibile
accedere a detta sperimentazione.
Un altro rispondente suggerisce di prevedere tempi di entrata in vigore non inferiori
a sei mesi dalla pubblicazione del provvedimento poiché ritiene che le norme finali
di cui all’art.7 potrebbero comportare alcuni interventi sui sistemi di gestione
delle prestazioni obbligatorie per la magistratura per assicurare la tracciabilità
degli Alias dei mittenti. Tali interventi imporrebbero rilasci dei sistemi a canvas
e dunque tempi di implementazione non brevi.
Con riferimento al comma 1, un rispondente ritiene che per usufruire meglio dei
tempi della sperimentazione, l’utilizzo di Alias in base alla deroga di cui all’art.
3 possa essere consentita non “trascorsi 60 giorni dalla pubblicazione del presente
provvedimento sul sito Web”, ma nel corso della sperimentazione stessa.
Considerate le varie richieste pervenute e le valutazioni prospettate, l’Autorità
ritiene di prevedere come tempo minimo per l’avvio della sperimentazione, ovvero
come tempo minimo prima di rendere operativa la deroga all’art. 6 del Piano di numerazione,
Per quanto concerne la richiesta di prevedere tempi di entrata in vigore non inferiori
degli Alias dei mittenti, è da menzionare che tutti gli operatori di rete sono già
attualmente tenuti alla tracciabilità della messaggistica indipendentemente da quanto
è scritto nel campo dedicato al CLI.
Con riferimento alla richiesta che l’Autorità verifichi con gli operatori gli esiti
della sperimentazione stessa definendo in quella sede la disciplina definitiva almeno
sei mesi prima della data indicata come termine della sperimentazione (31 dicembre
2014), l’Autorità ritiene che si potrà accedere a tale richiesta posto che la stessa
abbia effettivamente avuto a disposizione per tale periodo sufficienti dati che
possano consentire di concludere positivamente la fase pilota e redigere le regole
finali. Allo scopo, l’Autorità dovrà essere informata dagli operatori riguardo a
statistiche che saranno concordate con gli Uffici della stessa, quali il numero
di tracciamenti richiesti e gli esiti degli stessi, nonché eventuali statistiche
relative alle informazioni richieste relativamente agli Alias ai servizi informazioni
elenchi abbonati.
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References: art. 16
 art. 4
 articolo 7
 art. 8
 art. 14
 art. 4
 art. 10
 Articolo 7

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 13

art. 1
e contrario
 art. 5
 articolo 7