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Timestamp: 2020-06-03 19:39:15+00:00

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Art. 237 codice di procedura penale - Acquisizione di documenti provenienti dall'imputato - Brocardi.it
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Articolo 237 Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 237 Codice di procedura penale
1. È consentita l'acquisizione, anche di ufficio [190 2], di qualsiasi documento proveniente dall'imputato, anche se sequestrato presso altri o da altri prodotto(1).
(1) Si tratta di uno dei casi indicati ex art. 190, comma secondo, in cui ex lege il giudice viene nominato titolare di un potere di acquisizione probatoria indipendente dall'impulso di parte.
Spiegazione dell'art. 237 Codice di procedura penale
La norma in commento, al fine di consentire al giudice la maggior cognizione di causa possibile, stabilisce che è sempre consentita, anche d’ufficio, l’acquisizione di qualsiasi documento proveniente dall’imputato, anche se detenuto da altri o da altri prodotto.
Tale ampiezza dei poteri del giudice presente un duplice scopo, vale a dire consentire, a prescindere dall’impulso di parte, una difesa più ampia dell’imputato, in un’ottica di tutela del principio di presunzione di innocenza, sia lo scopo di evitare che vadano dispersi importanti elementi probatori.
Massime relative all'art. 237 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 21952/2001
L'obbligo di usare la lingua italiana si riferisce agli atti da compiere nel procedimento, non agli atti, già formati, da acquisire al procedimento medesimo. (Fattispecie in cui il ricorrente, cittadino italiano di lingua tedesca, aveva dedotto inosservanza di norme processuali stabilite a pena di nullità per omessa traduzione in lingua italiana degli atti e documenti acquisiti al processo e redatti in tedesco).
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 21952 del 31 maggio 2001)
Cass. pen. n. 7685/1999
È legittima ai sensi dell'art. 237 c.p.p. l'acquisizione di documenti allegati ad una istanza presentata dall'imputato, trttandosi di documenti provenienti dal medesimo e non essendo pertanto ipotizzabile, stante il fatto volontario del medesimo, la lesione del diritto di difesa. (Fattispecie in cui è stata ritenuta legittima l'acquisizione della querela allegata all'istanza di rinvio del dibattimento presentata dall'imputato per documentare la concomitanza con l'altro processo).
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 7685 del 15 giugno 1999)
Cass. pen. n. 4033/1997
In tema di reato di omesso versamento di somma quale ritenuta di acconto Irpef operata sui redditi di lavoro dipendente, di cui all'art. 2, secondo comma D.L. 10 luglio 1982, n. 429 convertito in legge 7 agosto 1982, n. 516, il modello 770 di sostituto d'imposta è acquisibile, ex art. 237 c.p.p., in quanto proveniente dall'imputato e, peraltro, essendo pertinente al reato — nella cui nozione rientrano tutte le cose che servono anche indirettamente ad accertare, tra l'altro, la consumazione dell'illecito — può essere raccolto nel fascicolo del dibattimento ai sensi dell'art. 431 lett. f) c.p.p.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 4033 del 7 maggio 1997)
Cass. pen. n. 473/1994
La lettera, occasionalmente intercettata dall'autorità giudiziaria, con la quale il coautore del fatto contesti al concorrente la responsabilità principale, del delitto, non costituisce chiamata di correo, perché non fatta nel processo, né diretta al giudice, ma è una dichiarazione di scienza del fatto, effettuata da persona la quale, ancorché imputata di un certo reato, la renda al di fuori del processo e, nella sua intenzione, all'insaputa del giudice. Tale dichiarazione, acquisibile al procedimento ai sensi dell'art. 237 c.p.p., non essendo di per sé sufficiente per l'affermazione di responsabilità va qualificata, sul piano probatorio, come indizio, con la conseguenza che può assumere valore di prova solo allorché ricorrano i requisiti previsti dall'art. 192, secondo comma, stesso codice.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 473 del 19 gennaio 1994)

References: Articolo 237

Articolo 237
 art. 190

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
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Cass. 
 art. 237
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