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N /2015 REG.PROV.COLL. N /2014 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO - PDF
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Franca Antonella
1 N /2015 REG.PROV.COLL. N /2014 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia sezione staccata di Catania (Sezione Terza) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 866 del 2014, integrato da motivi aggiunti, proposto da: Cesare Tajana, rappresentato e difeso dall'avv. Giuseppe Perdichizzi, con domicilio eletto presso Dario Sammartino in Catania, Via Teocrito, 48; contro Comune di Taormina, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall'avv. Giovanni Randazzo, con domicilio eletto presso Adolfo Landi in Catania, Via Puccini,32; per l'annullamento quanto al ricorso introduttivo: - della deliberazione di consiglio comunale n. 16 del 11 marzo 2014 recante la revoca del liquidatore dell'azienda Servizi Municipalizzata di Taormina, dott. Tajana Cesare; - della nota n del 13 marzo 2014 con la quale è stato disposto il passaggio di consegne nella gestione dell ASM in esecuzione della predetta deliberazione n.16 del 11 marzo 2014; quanto al ricorso per motivi aggiunti: - della deliberazione di consiglio comunale n. 38 del 1 agosto 2014 avente ad oggetto: 1)
2 la revoca del liquidatore dell'azienda Servizi Municipalizzata di Taormina, dott. Tajana Cesare; 2) la revoca parziale della deliberazione di consiglio comunale n. 16 del 11 marzo 2014, 3) la revoca delle delibere di consiglio comunale n. 26 del 15 aprile 2014 e n. 34 del 20 giugno di ogni altro atto a questo annesso, connesso, presupposto e consequenziale. Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Taormina; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 17 dicembre 2014 la dott.ssa Agnese Anna Barone e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO e DIRITTO Con deliberazione n. 16 del 11 marzo 2014, il Consiglio comunale di Taormina ha disposto la revoca del liquidatore dell Azienda Servizi Municipalizzata, dottor Cesare Tajana, per gravi inadempienze. Tale provvedimento è stato impugnato dall interessato con ricorso introduttivo nel quale sono state articolate censure di violazione di legge (artt. 7 e 8 della legge n. 241/1990, art cod.civ., art. 26 dello statuto di ASM, art. 78 del TUEL) e censure di eccesso di potere per sviamento dalla causa tipica. Nel predetto ricorso non è stata formulata alcuna domanda risarcitoria. Il Comune di Taormina si è costituito in giudizio e ha chiesto il rigetto del ricorso. Con ordinanza n. 297/2014, questa Sezione ha respinto la domanda di sospensione cautelare dei provvedimenti impugnati; la predetta ordinanza è stata riformata dal C.G.A. (ordinanza n. 305/2014) che ha ravvisato elementi di fondatezza avuto riguardo alla incontestata partecipazione alla seduta consiliare (e addirittura alla deliberazione finale) di un componente in condizioni di assai probabile incompatibilità ( ), facendo salvi gli approfondimenti dei profili riguardanti l incompetenza dell organo consiliare
3 ad adottare il provvedimento costitutivo di revoca/decadenza da una carica suo tempo conferita dal sindaco ( ). In esecuzione dell ordinanza cautelare resa dal C.G.A., il Consiglio Comunale di Taormina ha adottato un nuovo provvedimento di revoca del Commissario liquidatore dell'asm (delibera n. 38 del 1 agosto 2014) che è stato impugnato con un autonomo ricorso recante n.r.g. 2076/2014, già definito con sentenza n. 2679/2014 resa, da questa sezione all esito della camera di consiglio del 24 settembre 2014 e pubblicata in data 10 ottobre Parte ricorrente ha, inoltre, riproposto identica impugnativa notificando, in data 23 ottobre 2014, un ricorso per motivi aggiunti nell ambito del ricorso recante n.r.g. 866/2014 con il quale ha chiesto l annullamento della delibera 38/2014 e il risarcimento dei danni conseguenti a stalking da attività amministrativa. Il Comune di Taormina ha, quindi, eccepito l inammissibilità del ricorso per motivi aggiunti per violazione del principio del ne bis in idem e la parziale carenza di legittimazione attiva in capo al ricorrente (nella parte in cui agisce per conto dell azienda); ha, inoltre, chiesto il rigetto del ricorso. Alla pubblica udienza del 17 dicembre 2014 i difensori delle parti hanno insistito nelle rispettive difese e il ricorso è stato posto in decisione. Il Collegio ritiene di dover precisare, in via preliminare, come la controversia in esame, concernente la revoca del liquidatore dell ASM di Taormina, sia soggetto al rito ordinario e non a quello abbreviato di cui all art. 119, comma 1 lett. c) concernente esclusivamente i provvedimenti relativi. alla costituzione, modificazione o soppressione di società, aziende e istituzioni da parte degli enti locali, non anche gli organi di gestione dei predetti enti. Premesso quanto sopra, il Collegio rileva l improcedibilità, per sopravvenuta carenza d interesse, dell impugnativa originariamente proposta avverso la deliberazione di C.C. n. 16 del 11 marzo 2014 e della nota n del 13 marzo 2014, trattandosi di atti integralmente sostituiti e comunque assorbiti dalle determinazioni di cui alla successiva deliberazione di C.C. n. 38 del 1 agosto 2014, impugnata, a sua volta con autonomo ricorso recante n.r.g. 2076/2014, definito con sentenza n. 2679/2014. Quanto al ricorso per motivi aggiunti, lo stesso è da ritenere inammissibile per violazione del principio del ne bis in idem essendo in questa sede riformulata la medesima domanda già proposta con autonomo ricorso recante n.r.g. 2076/2014 e
4 respinta con la richiamata sentenza n del 10 ottobre In ragione dell'identità, rispetto al precedente giudizio, delle parti in causa e degli elementi identificativi e costitutivi dell'azione volta all'annullamento della medesima delibera n. 38 del 1 agosto 2014 e in ossequio al canone sostanziale del ne bis in idem, il ricorso per motivi aggiunti è, pertanto, inammissibile poiché recante, appunto, la riproposizione di una medesima domanda giudiziale già esaminata e decisa da questa Sezione (cfr. Cons. Stato sez. VI, 3 luglio 2013, n e 18 marzo 2008, n. 1153). Parimenti inammissibile risulta la domanda risarcitoria formulata nel ricorso per motivi aggiunti dato che la valutazione d illegittimità dell'atto amministrativo è elemento costitutivo della fattispecie risarcitoria e deve quindi essere oggetto di espressa valutazione in via principale che, nel caso in esame, è esclusa dall'inammissibilità del ricorso ( cfr. in tal senso, Cons. Stato Sez. IV, 11 novembre 2014, n. 5533). In conclusione il ricorso introduttivo è improcedibile per sopravvenuta carenza d interesse, mentre il ricorso per motivi aggiunti è inammissibile per violazione del principio ne bis in idem. Le spese seguono la soccombenza, secondo la liquidazione operata in dispositivo. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia sezione staccata di Catania (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, dichiara improcedibile il ricorso introduttivo e dichiara inammissibile il ricorso per motivi aggiunti. Condanna la parte ricorrente al pagamento delle spese processuali in favore del comune di Taormina che liquida nella somma complessiva di 2500,00 (euro duemilacinquecento/00), oltre oneri di legge. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Catania nella camera di consiglio del giorno 17 dicembre 2014 con l'intervento dei magistrati: Gabriella Guzzardi, Presidente FF Agnese Anna Barone, Consigliere, Estensore
5 Gustavo Giovanni Rosario Cumin, Referendario DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 05/03/2015

References: SENTENZA 
 art. 26
 art. 78
 sentenza 
 art. 119
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza