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Timestamp: 2020-08-05 07:58:59+00:00

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Art. 1004 codice civile - Spese a carico dell'usufruttuario - Brocardi.it
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Articolo 1004 Codice civile
Dispositivo dell'art. 1004 Codice civile
Le spese e, in genere, gli oneri relativi alla custodia(1), amministrazione e manutenzione ordinaria della cosa sono a carico dell'usufruttuario.
Sono pure a suo carico le riparazioni straordinarie rese necessarie dall'inadempimento degli obblighi di ordinaria manutenzione [1015](2).
(1) Si tratta di prevenire ogni evento calamitoso ed altri possibili danni; di evitare ogni attività delittuosa; di far presente al proprietario la necessità di riparazioni straordinarie; di non tralasciare l'esercizio di servitù costituite a favore del fondo evitando la loro prescrizione per non-uso.
(2) Si effettuano riparazioni straordinarie ogni volta che siano necessari adempimenti circa l'uso o il godimento della cosa da parte dell'usufruttario.
L'effettuazione delle riparazioni ordinarie sarebbe compreso tra le modalità di esercizio del diritto di usufrutto e non tra le obbligazioni specificamente spettanti all'usufruttuario.
“ Fructuarius custodiam praestare debet ”
L'usufruttuario è tenuto alla custodia
Massime relative all'art. 1004 Codice civile
Cass. civ. n. 24752/2013
Le disposizioni degli artt. 1004 e segg. c.c., concernenti gli obblighi a carico dell'usufruttuario, regolano i rapporti interni tra questo ed il nudo proprietario, e non sono opponibili al terzo creditore.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 24752 del 5 novembre 2013)
Cass. civ. n. 2236/2012
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 2236 del 16 febbraio 2012)
Cass. civ. n. 4426/2009
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 4426 del 24 febbraio 2009)
Cass. civ. n. 21774/2008
In tema di ripartizione degli oneri condominiali tra nudo proprietario ed usufruttuario, in applicazione degli artt. 1004 e 1005 cod. civ., il nudo proprietario non è tenuto, neanche in via sussidiaria o solidale al pagamento delle spese condominiale, né può essere stabilita dall'assemblea una diversa modalità di imputazione degli oneri stessi in deroga alla legge.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 21774 del 28 agosto 2008)
Cass. civ. n. 23291/2006
Quando la porzione di immobile facente parte di un condominio è oggetto del diritto di usufrutto, l'atto dal quale tale situazione deriva, se debitamente trascritto, è opponibile erga omnes e quindi anche al condominio, il quale è tenuto ad osservare le norme dettate dagli artt.1004 e 1005 c.c. in ordine alla ripartizione delle spese fra nudo proprietario e usufruttuario, tenuto conto che — in relazione al pagamento degli oneri condominiali che costituiscono un'obbligazione propter rem quindi tipica — la qualità di debitore dipende dalla titolarità del diritto di proprietà o di altro diritto reale sulla cosa; pertanto, poiché anche le spese dovute dall'usufruttuario si configurano come obbligazioni propter rem non è consentito all'assemblea interferire sulla imputazione e sulla ripartizione dei contributi stabiliti dalla legge in ragione della loro natura, non rientrando nei suoi poteri introdurre deroghe che verrebbero a incidere su diritti individuali. Ne consegue che l'assemblea, in sede di approvazione del bilancio, deve ripartire le spese secondo la loro funzione e il loro fondamento, spettando all'amministratore, in sede di esecuzione, ascrivere i contributi, secondo la loro natura, ai diversi i soggetti obbligati anche nel caso in cui l'assemblea non abbia provveduto ad individuarli.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 23291 del 27 ottobre 2006)
Cass. civ. n. 7886/1998
Le opere di manutenzione e ripristino dei fossati non sono comprese tra quelle di riparazione straordinaria elencate nell'art. 1004 del codice civile (per tale norma sono riparazioni straordinarie quelle necessarie ad assicurare la stabilità dei muri maestri e delle volte, la sostituzione delle travi, il rinnovamento per intero o una parte notevole dei tetti, solai, scale, argini, acquedotti, muri di sostegno o di cinta).
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 7886 del 11 agosto 1998)
Cass. civ. n. 2986/1975
Le norme di cui agli artt. 1004 e 1008 c.c., che stabiliscono i criteri di ripartizione dei carichi di godimento e delle spese di custodia fra nudo proprietario ed usufruttuario, operano nei rapporti interni e, di regola, non sono opponibili al terzo creditore, salvo che diversamente risulti dal titolo del suo credito.
(Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 2986 del 6 agosto 1975)
Separazione tra coniugi e assegnazione della casa coniugale: chi deve pagare le spese condominiali? - 07/05/2017
relative all'articolo 1004 Codice civile
Norma di riferimento: Articolo 1004 Codice civile - Spese a carico dell'usufruttuario | Quesito Q201822336
giovedì 15/11/2018 - Emilia-Romagna
“Sono usufruttuario di un appartamento del quale un Ente pubblico ha la nuda proprietà. Nel settembre 2017, sono venuti dei tecnici per sostiuire le valvole dei termosifoni in base alle note disposzioni governative. All'inizio di questo mese mi è stata inviata la somma delle spese relative alla suddetta operazione. In definitiva vorrei sapere se il totale di queste spese sono obbligato a saldarle in tutto o in parte oppure debbano essere solo a carico dell'Ente che detiene la nuda proprietà, essendo spese straordinarie e imposte, tenuto conto degli articoli 1004 e 1005 del codice civile.
In attesa della Vs. risposta ringrazio e saluto cordialmente.
Consulenza legale i 17/11/2018
Per rispondere a quanto richiesto nel quesito, occorre valutare l’interpretazione giurisprudenziale di legittimità degli articoli 1004 e 1005 del codice civile in merito alla ripartizione delle spese tra usufruttuario e nudo proprietario.
Nella sentenza n.22703/2015 (che segue un orientamento costante nel tempo, a partire dalla sentenza n.10/1969) la Suprema Corte ha evidenziato che: “ciò che rileva, ai fini della distinzione tra gli interventi gravanti a carico dell'usufruttario e del nudo proprietario, non è la maggiore o minore attualità del danno da riparare, ma la essenza e la natura dell'opera, e cioè il suo carattere di ordinarietà o straordinarietà, poiché solo tale caratterizzazione incide sul diritto di cui l'uno o l'altro dei due soggetti sono titolari: spettando all'usufruttuario l'uso e il godimento della cosa, salva rerum substantia, si deve a lui lasciare la responsabilità e l'onere di provvedere a tutto ciò che riguarda la conservazione e il godimento della cosa nella sua sostanza materiale e nella sua attitudine produttiva; si devono, invece, riservare al nudo proprietario le opere che incidono sulla struttura, la sostanza e la destinazione della cosa, perché afferiscono alla nuda proprietà”.
Pertanto, si deve ritenere che siano a carico dell'usufruttuario le spese necessarie per la conservazione ed il godimento della cosa; mentre sono a carico del nudo proprietario tutte quegli interventi che incidono sulla struttura, la sostanza e la destinazione della cosa.
In sintesi, ciò che rileva ai fini della distinzione fra gli interventi a carico dell’usufruttuario e del nudo proprietario è la natura dell’intervento da realizzare.
Ciò premesso, la sostituzione delle valvole termostatiche deriva da un preciso obbligo di legge: la direttiva 2012/27/ UE recepita nei decreti legislativi 141/2016 e 102/2016.
In quest’ultimo testo normativo, tra l’altro, si dispone espressamente all’art. 5 un miglioramento della prestazione energetica proprio negli edifici di proprietà della pubblica amministrazione, come è il caso in esame trattandosi di immobile di proprietà di un ente pubblico.
Dunque, appare pacifico che le spese per la sostituzione di dette valvole debbano essere a carico del nudo proprietario sia perché si tratta di un intervento straordinario relativo alla “sostanza e destinazione della cosa” sia perché ciò è previsto dalla legge (direttiva e decreti legislativi sopra citati).
Da ultimo, per inciso, precisiamo che come sottolineato dalla Corte di Cassazione (sentenza n.24752/2013) le disposizioni degli articoli 1004 e seguenti del codice civile concernenti gli obblighi a carico dell'usufruttuario, regolano i rapporti interni tra questo ed il nudo proprietario, e non sono opponibili al terzo creditore.
Norma di riferimento: Articolo 1004 Codice civile - Spese a carico dell'usufruttuario | Quesito Q201412029
martedì 23/12/2014 - Sicilia
“buongiorno, ho un immobile in Sicilia, il quale sono proprietaria del 55% il restante 45% e' di altri 3 fratelli ma sul 45% ho l'usufrutto e quindi le varie tasse e bollette sono a mio carico. Adesso per motivi di salute sono ospite da mi figlia e penso di non tornare piu' in quell'immobile e quindi per non pagare tares, luce , gas e acqua vorrei fare riichiesta di disdetta dei vari servizi devo chiedere agli altri fratelli o posso disdire senza comunicazione a loro. Grazie Buone Feste”
Consulenza legale i 23/12/2014
Il diritto di usufrutto comporta per l'usufruttuario il diritto di godimento del bene, con l'unica limitazione di rispettarne la destinazione d'uso (art. 981 del c.c.).
Quindi, così come giustamente spettava all'usufruttuaria sostenere tutte le spese e le imposte relative all'immobile, in quanto ella ne era l'unico possessore e l'unica a goderne quale abitazione, allo stesso modo potrà decidere di non usare più la casa come dimora principale e per questo recedere da alcuni servizi che non utilizzerà più, senza dover rendere conto ai nudi proprietari.
L'usufruttuaria deve però prestare attenzione ad alcuni suoi doveri.
Innanzitutto, nel godimento della cosa, è prescritto che l'usufruttuario usi la diligenza del buon padre di famiglia (art. 1001 del c.c.): ciò significa che ella è tenuta a fare tutto quanto sia necessario ed opportuno per assicurare la conservazione dell'integrità materiale della cosa e della sua capacità produttiva. In altre parole, l'abbandono della casa quale abitazione non deve sfociare in una trascuratezza tale da compromettere lo stato dell'immobile. Ad esempio, l'interruzione del servizio di riscaldamento, e la conseguente chiusura della casa, ormai inabitabile, potrebbe comportare il comparire di muffe, infiltrazioni, guasti di vario genere.
Di questi aspetti l'usufruttuaria deve tenere conto, visto che è lei a dover sostenere l'ordinaria manutenzione del bene, nonché quella straordinaria, laddove le riparazioni siano rese necessarie dall'inadempimento agli obblighi di ordinaria manutenzione (art. 1104 del c.c.).
L'estrema conseguenza di un comportamento negligente dell'usufruttuaria potrebbe essere addirittura la cessazione dell'usufrutto per abuso, ai sensi dell'art. 1015 del c.c., che si verifica quando i beni sono abbandonati a loro stessi e lasciati andare in perimento.
Valutate tutte queste circostanze, se si ritiene che la chiusura di alcune utenze domestiche non possa comportare il venir meno agli obblighi di manutenzione ordinaria (perché ad esempio una persona di fiducia può verificare costantemente lo stato dell'immobile o per altre ragioni), l'usufruttuaria potrà decidere di dare le disdette senza interpellare i nudi proprietari della quota del 45%.

References: Articolo 1004

Articolo 1004

Cass. 
 sentenza 

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 Articolo 1004
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 Articolo 1004