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Timestamp: 2020-08-13 06:06:41+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 8371 del 31/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8371 del 31/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 31/03/2017, (ud. 22/02/2017, dep.31/03/2017), n. 8371
sul ricorso 6882-2015 proposto da:
I.A., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA LATINA 20,
presso lo studio dell’avvocato BFS & ASSOCIATI, rappresentata e
difesa dall’avvocato DAVID TERRACINA;
avverso la decisione n. 938/17/2011 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
CENTRALE del LAZIO, depositata il 23/02/2011;
I.A., quale erede di I.T., deceduto “in data (OMISSIS)”, propone ricorso per cassazione, affidato a due motivi, nei confronti dell’Agenzia delle Entrate (che non resiste), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Centrale Sezione di Roma n. n. 938/17/2011, depositata in data 23/02/2011, con la quale – in controversia concernente l’impugnazione da parte del de cuius di un avviso di accertamento, emesso per rettifica del reddito d’impresa per l’anno d’imposta 1976, – è stata riformata la decisione di 2^ grado, che aveva confermato la pronuncia di primo grado, nel senso della rideterminazione in “Lire 8.000.000” del reddito d’impresa, a fronte di “Lire 30.776.000” accertati dall’Ufficio.
In particolare, i giudici della C.T.C., nell’accogliere il gravame dell’Agenzia delle Entrate, hanno sostenuto che la rettifica del reddito d’impresa, effettuata secondo il metodo analitico-induttivo, doveva essere ritenuta legittima, in difetto di prova contraria offerta dal contribuente.
1. La ricorrente, premettendo di avere avuto conoscenza della pronuncia impugnata soltanto nel 2014 a seguito della notifica della conseguente cartella di pagamento, lamenta, con il primo motivo, la nullità della sentenza, ex art. 360 c.p.c., n. 4, per mancata notifica dell’avviso di trattazione dinanzi alla C.T.C., D.P.R. n. 636 del 1972, ex art. 27 e del dispositivo.
Con il secondo motivo, la stessa denuncia poi la nullità della sentenza, sempre ex art. 360 c.p.c., n. 4, per insanabile contrasto tra motivazione e dispositivo.
2. Il ricorso è inammissibile, in quanto tardivamente proposto ex art. 327 c.p.c.
Acquisito il fascicolo d’Ufficio del giudizio di merito (che era stato restituito dalla C.T.C. alla Agenzia delle entrate, stante il decorso del termine di 1 anno e 46 gg. dalla pubblicazione della sentenza), si rileva che il dispositivo della decisione impugnata risulta essere stato notificato, D.P.R. n. 636 del 1972, ex art. 38 (oltre che ad altri eredi del I.T.) alla parte contumace I.A., nella qualità di erede di I.T., all’indirizzo di (OMISSIS), in data 14/03/2011, con perfezionamento della stessa per compiuta giacenza.
Questa Corte ha già affermato (Cass.6692/2015) che “la nullità derivante dall’omessa od irregolare comunicazione dell’avviso di fissazione dell’udienza può essere fatta valere solo impugnando tempestivamente la sentenza conclusiva del giudizio, ovvero proponendo l’impugnazione tardiva nei limiti ed alle condizioni di cui all’art. 327 c.p.c.. In mancanza, la sentenza acquista efficacia di giudicato e la nullità di essa non può essere fatta valere nei giudizi di impugnazione degli ulteriori atti consequenziali emanati dall’erario sulla base della sentenza ormai passata in giudicato” (cfr. Cass. 23323/2013, con riferimento al processo tributario, con specifico richiamo all’irrilevanza del rilievo circa l’omessa comunicazione della data di trattazione, che è deducibile quale motivo di impugnazione ai sensi dell’art. 161 c.p.c., comma 1, in mancanza della quale la decisione assume valore definitivo in conseguenza del principio del giudicato; Cass. n. 12069 del 2010; Cass. n. 24575 del 2010; Cass. n. 19248 del 2014).
Nel caso di specie, la sentenza è stata tardivamente impugnata.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 art. 27
 art. 360
 art. 327
 art. 38
 sentenza 
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 Cass. 
 Cass. 
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