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Timestamp: 2020-02-22 04:15:02+00:00

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CORTE DI CASSAZIONE PENALE, Sez. 3^, 03/12/2019, Sentenza n.49021 - AmbienteDiritto.it
Giurisprudenza: Giurisprudenza Sentenze per esteso massime | Categoria: Diritto processuale penale, Diritto urbanistico - edilizia Numero: 49021 | Data di udienza: 25 Ottobre 2019
Numero: 49021
CORTE DI CASSAZIONE PENALE, Sez. 3^, 03/12/2019 (Ud. 25/10/2019), Sentenza n.49021
DIRITTO URBANISTICO – EDILIZIA – Realizzazione struttura sportiva in zona agricola (campi di calcetto e manufatto seminterrato) – Interventi su aree non destinate ad attività sportiva senza creazione di volumetria – Trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio – Permesso di costruire – Necessità – Artt. 22,23,37, 44, 83 e 95 del dpr n. 380/2001.
In materia urbanistica, la realizzazione di un impianto sportivo in zona agricola (come nella specie, due campi di calcetto e manufatto seminterrato di circa 115 metri quadrati fuoriuscente dal livello stradale per circa 1,10 metri) integra la violazione dell’art. 44 lett. b), d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, atteso che la disposizione di cui all’art. 4, legge n. 493 del 1993 (ai sensi della quale gli interventi su aree destinate ad attività sportiva senza creazione di volumetria sono subordinati alla semplice denuncia di inizio attività) trova applicazione su aree già destinate ad attività sportive (Sez.3, n.12920 del 17/02/2016; Sez. 3, n. 19521 del 4/4/2013, Cacciato; Sez. 3, n. 8414 del 14/01/2005, Forleo). L’art. 3 lett. e.1) del dp.P.R. n. 380/2001 indica tra gli interventi di nuova costruzione anche i manufatti fuori terra ed interrati quindi, anche la realizzazione di un immobile, in tutto o in parte interrato, rientra tra gli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio per i quali è necessario il permesso di costruire, trattandosi di opere in relazione al quale l’autorità amministrativa deve svolgere il proprio controllo sul rispetto delle norme urbanistiche ed edilizie, anche tecniche, finalizzato ad assicurare il regolare assetto e sviluppo del territorio (Sez.3, n.24464 del 10/05/2007).
DIRITTO PROCESSUALE PENALE – Limiti all’astensione dalle udienze penali da parte del difensore – Art. 4 del Codice di Autoregolamentazione – Giurisprudenza.
Non è consentita l’astensione dalle udienze penali da parte del difensore in relazione ai procedimenti relativi a reati per i quali la prescrizione è destinata a maturare entro i termini previsti dall’art. 4 del Codice di Autoregolamentazione delle astensioni dalle udienze degli avvocati, adottato il 4 aprile 2007 (con riferimento ai processi pendenti in grado di legittimità entro il termine di 90 giorni), in quanto il rispetto dei presupposti fissati da questo atto, avente natura regolamentare, costituisce la precondizione per la sussistenza del diritto che si afferma voler esercitare (Sez.2, n.21779 del 18/02/2014; Sez.6, n.39248 del 12/07/2013; Sez.3, n.7620 del 28/01/2010).
(dich. inammissibile il ricorso avverso sentenza del 25/03/2019 della CORTE DI APPELLO DI NAPOLI ) Pres. SARNO, Rel. DI STASI, Ric. Buonincontri
sul ricorso proposto da Buonincontri G., nato a Marigliano;
avverso la sentenza del 25/03/2019 della CORTE DI APPELLO DI NAPOLI;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Nome Cognome, che ha concluso per l’inammissibilità.
1. Con sentenza del 25/03/2019, la Corte di appello di Napoli confermava la sentenza del 29/01/2018 del Tribunale di Noia – con la quale Buonincontri era stato dichiarato responsabile dei reati di cui agli artt. 44 lett. b), 83 e 95 del dpr n. 380/2001 e condannato alla pena di mesi nove di arresto ed euro 7.500,00 di ammenda.
2. Avverso tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione Buonincontri, a mezzo del difensore di fiducia, articolando due motivi di seguito enunciati.
1. In via preliminare, deve darsi conto del rigetto, con ordinanza resa in udienza, dell’istanza di rinvio presentata dal difensore in considerazione dell’astensione dalle udienze proclamata dagli organi professionali di categoria.
Sul punto, la giurisprudenza di legittimità, con condivisibile orientamento al quale va dato continuità, ha affermato che non è consentita l’astensione dalle udienze penali da parte del difensore in relazione ai procedimenti relativi a reati per i quali la prescrizione è destinata a maturare entro i termini previsti dall’art. 4 del Codice di Autoregolamentazione delle astensioni dalle udienze degli avvocati, adottato il 4 aprile 2007 (con riferimento ai processi pendenti in grado di legittimità entro il termine di 90 giorni), in quanto il rispetto dei presupposti fissati da questo atto, avente natura regolamentare, costituisce la precondizione per la sussistenza del diritto che si afferma voler esercitare (Sez.2, n.21779 del 18/02/2014, Rv.259707; Sez.6, n.39248 del 12/07/2013, Rv.256336; Sez.3, n.7620 del 28/01/2010, Rv.246197).
3. La Corte territoriale, con ampie argomentazioni, ha confermato l’affermazione di responsabilità rimarcando come le opere realizzate (due campi di calcetto e manufatto seminterrato di circa 115 metri quadrati fuoriuscente dal livello stradale per circa 1,10 metri), necessitavano di permesso di costruire.
La motivazione è congrua ed esente da vizi logici, nonché in linea con i seguenti, consolidati, principi di diritto.
Questa Suprema Corte ha, infatti, già affermato che la realizzazione di un impianto sportivo in zona agricola (come nella specie, un campo di calcetto) integra la violazione dell’art. 44 lett. b), d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, atteso che la disposizione di cui all’art. 4, legge n. 493 del 1993 (ai sensi della quale gli interventi su aree destinate ad attività sportiva senza creazione di volumetria sono subordinati alla semplice denuncia di inizio attività) trova applicazione su aree già destinate ad attività sportive (Sez.3, n.12920 del 17/02/2016, Rv.266349; Sez. 3, n. 19521 del 4/4/2013, Cacciato, Rv. 255867; Sez. 3, n. 8414 del 14/01/2005, Forleo, Rv. 230975).
Va, poi, rimarcato che l’art. 3 lett. e.1) del dp.P.R. n. 380/2001 indica tra gli interventi di nuova costruzione anche i manufatti fuori terra ed interrati. Anche la realizzazione di un immobile, in tutto o in parte interrato, quindi, rientra tra gli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio per i quali è necessario il permesso di costruire, trattandosi di opere in relazione al quale l’autorità amministrativa deve svolgere il proprio controllo sul rispetto delle norme urbanistiche ed edilizie, anche tecniche, finalizzato ad assicurare il regolare assetto e sviluppo del territorio (Sez.3, n.24464 del 10/05/2007, Rv.236885 – 01).
Del resto, questa Corte ha affermato che, ai fini dell’applicabilità della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall’art. 131-bis cod. pen., il giudizio sulla tenuità dell’offesa dev’essere effettuato con riferimento ai criteri di cui all’art. 133, comma primo, cod. pen., ma non è necessaria la disamina di tutti gli elementi di valutazione previsti, essendo sufficiente l’indicazione di quelli ritenuti rilevanti (Sez 6-n.55107 del 08/11/2018, Rv.274647 – 01).
5. Essendo il ricorso inammissibile e, in base al disposto dell’art. 616 cod. proc. pen, non ravvisandosi assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità (Corte Cost. sent. n. 186 del 13.6.2000), alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento consegue quella al pagamento della sanzione pecuniaria nella misura, ritenuta equa, indicata in dispositivo.

References: Sentenza 
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 Art. 4
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