Source: http://www.appaltiecontratti.it/2017/11/02/ammissibile-la-sostituzione-dellimpresa-ausiliaria-priva-dei-requsiti/
Timestamp: 2019-04-24 06:36:42+00:00

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Appalti: ammissibile la sostituzione dell'impresa ausiliaria priva dei requsiti
Tag: requisiti di partecipazione sostituzione impresa
E’ ammissibile la sostituzione dell’impresa ausiliaria priva dei requsiti
Nel nuovo quadro normativo comunitario e nazionale la sostituzione dell’impresa ausiliaria priva dei requisiti non solo è consentita ma è imposta
Il carattere obbligatorio di tale verifica e della conseguente sostituzione dell’impresa ausiliaria priva dei requisiti dimostra come il legislatore comunitario, seguito da quello nazionale, abbia quindi deciso di superare definitivamente l’impostazione che individuava nella sostituzione “in corsa” dell’ausiliario inidoneo una pratica lesiva della concorrenza.
Se nel previgente quadro normativo, difatti, la giurisprudenza nazionale e comunitaria aveva escluso la possibilità di sostituire un’impresa ausiliaria che avesse perduto le qualificazioni richieste successivamente al deposito della sua offerta ed aveva affermato che detta situazione determinasse l’esclusione automatica dell’operatore ausiliato, pena la violazione della par condicio tra i concorrenti, le previsioni attualmente in vigore consentono ed anzi impongono la sostituzione dell’ausiliaria priva dei requisiti.
Sentenza del TAR Lazio Roma, sez. III, del 27 ottobre 2017 n. 10763
[…], in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’avvocato […], con domicilio eletto presso lo studio […] in Roma, […], come da procura rilasciata su memoria di costituzione di nuovo procuratore;
[…], in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avvocati […], con domicilio eletto presso lo studio del primo in Roma, […], come da procura in atti;
[…], in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avvocati […], con domicilio eletto presso lo studio di quest’ultimo in Roma, via […], come da procura in atti;
del provvedimento di esclusione della ricorrente dalla procedura aperta in modalita’ telematica indetta da […];
Per quanto riguarda il ricorso incidentale presentato da […] il 19\6\2017 :
Per l’annullamento, previa la sospensione,
– della nota in data 28 marzo 2017, conosciuta da […] solo a seguito di accesso agli atti effettuato in data 14/06/2017, con la quale […], dopo aver rilevato che il fatturato specifico dell’impresa ausiliaria […] non atteneva ai servizi di manutenzione indicanti nel bando di gara, invece di disporre l’esclusione dalla gara dell’impresa […], ha ordinato alla stessa di procedere alla sostituzione dell’ausiliaria, ai sensi dell’art. 89, co. 3, d.lgs. n. 50/2016;
– del verbale n. 12 del 27 marzo 2012, conosciuto da […] solo a seguito di accesso agli atti effettuato in data 14/06/2017, nella parte in cui la Commissione di gara non ha disposto l’esclusione dalla gara dell’impresa […];
– della nota in data 28 febbraio 2017, conosciuta da […] solo a seguito di accesso agli atti effettuato in data 14/06/2017, nella parte in cui […] non ha disposto l’esclusione della gara dell’impresa […];
– ove occorra, della nota in data 15 marzo 2017, conosciuta da […]solo a seguito di accesso agli atti effettuato in data 14/06/2017, nella parte in cui […]non ha disposto l’esclusione dalla gara dell’impresa […], ma ha invitato la stessa a fornire ulteriori chiarimenti;
– di ogni altro atto, comunque denominato, ancorché non noto, che sia presupposto, connesso e/o consequenziale
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 4 ottobre 2017 il consigliere Achille Sinatra e uditi per le parti i difensori per la parte ricorrente […], per […] l’Avv. […] in sostituzione dell’Avv. […] e per […]l’Avv. […];
1. – Con ricorso notificato il 19 maggio 2017 e depositato il successivo giorno 22, la […] ha impugnato la propria esclusione dalla procedura aperta in modalità telematica indetta da […] per l’affidamento del “servizio di manutenzione ed assistenza tecnologica di bussole e sistemi di apertura per gli Uffici Postali dislocati su tutto il territorio nazionale – Lotto n. 1”, avente un importo a base di gara di € 5.082.731,98 (di cui € 32.477,99 per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso), da aggiudicarsi secondo il sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
3. – A seguito di numerose richieste di chiarimenti poste dalla stazione appaltante alla odierna ricorrente sul possesso del fatturato specifico da parte di essa e delle ausiliarie con cui […] si è presentata in gara, nelle sedute del 15 e 16 dicembre 2016 la Commissione di gara ha proceduto all’esame delle offerte tecniche ed economiche relative al Lotto 1, attribuendo alla società […] il miglior punteggio complessivo, pari a 99,50 punti (di cui 39,99 per l’offerta tecnica e 59,51 per quella economica), mentre seconda in graduatoria si classificava la società […] con 98,48 punti (40 per l’offerta tecnica e 58,49 per l’economica); in forza di tanto, il 7 febbraio 2017 la Stazione appaltante comunicava ai concorrenti l’intervenuta aggiudicazione del Lotto 1 a favore della società […].
4. – Con ricorso iscritto al numero 2511\2017 del r.g. di questo TAR la società […] ha impugnato il provvedimento di aggiudicazione pronunziato in favore di […]; detto gravame è stato chiamato nella medesima pubblica udienza nella quale è passato il decisione il presente giudizio.
5. – Tuttavia, con provvedimento assunto in data 21 aprile 2017, […] ha disposto l’esclusione della […]a causa del ritenuto “esito negativo della veridicità dei requisiti autodichiarati in sede di istanza/offerta poiché l’impresa ausiliaria […] non risulta in possesso dei requisiti soggettivi di cui all’art. 80 del D.Lgs. 50/2016 in quanto, come dichiarato dalla stessa, risulta avere commesso violazioni gravi definitivamente accertate rispetto agli obblighi relativi al pagamento di imposte e tasse”.
6. – Circa la situazione attuale della impresa ausiliaria […], la ricorrente precisa nella parte in fatto del ricorso (e così afferma di avere fatto anche in sede di offerta) che in data 1° ottobre 2014, la detta ausiliaria aveva depositato ricorso ex art. 161, comma 6°, L.F. debitamente pubblicato presso il Registro delle Imprese di Milano, e che in forza di ciò il Tribunale di Milano, ai sensi dell’art. 163 L.F., aveva dapprima ammesso la Società alla procedura di concordato preventivo, ma poi (a seguito di mancato accordo tra i creditori) il 21 aprile 2016 aveva dovuto dichiarare la procedura di concordato preventivo inammissibile per mancato raggiungimento delle prescritte maggioranze; tuttavia, sempre in data 21 aprile 2016 […] aveva depositato avanti al medesimo Tribunale un nuovo ricorso ex art. 161, comma 6°, L.F. per concordato preventivo in continuità aziendale, in forza del quale l’Ufficio giudiziario procedente, con decreto del 3 novembre 2016 ha ammesso la Società alla procedura concorsuale richiesta.
Infine, con sentenza n. 5424 del 15 maggio 2017, il Tribunale di Milano, sez. II civ. fallimentare, ha omologato il concordato preventivo in continuità della […].
6. – In forza di tali vicende legate alla instaurazione della procedura di concordato preventivo –continua la ricorrente- nella istanza di partecipazione alla gara di […] era stato specificato che […] non aveva provveduto all’integrale pagamento delle imposte e delle tasse scadute al 21 aprile 2016, data di deposito del ricorso ex art. 161, comma 6, R.D. 16 marzo 1942, n. 267, poiché detto pagamento è precluso alle società ammesse alla procedura di concordato in applicazione del combinato disposto degli artt. 168 e 184, R.D. 16 marzo 1942, n. 267.
7. – A seguito di istanza di autotutela presentata dalla ricorrente, […], con nota del 4 maggio 2017, ha confermato l’esclusione della ditta già designata quale aggiudicataria, precisando che l’art. 80, co. 5 lett. d) del D.Lgs. 50/2016 consente la partecipazione alle procedure di gara degli operatori economici in concordato preventivo con continuità aziendale e che il successivo art. 110, co. 3 stabilisce che “è consentita la partecipazione alle gare da parte di imprese in concordato preventivo con continuità aziendale purché sia intervenuta l’autorizzazione del Giudice Delegato, sentita l’ANAC”, ed assumendo, in conclusione, che non avendo […] “prodotto l’autorizzazione del giudice delegato, non risulta in possesso dei requisiti di partecipazione previsti dal Codice”.
8. – Il ricorso è affidato ai seguenti motivi:
Considerato che […] ha presentato ricorso per l’ammissione al concordato in continuità aziendale in data 21 aprile 2016, e che essa che è stata ammessa alla procedura di concordato preventivo con provvedimento del 3 novembre 2016, non avrebbe potuto provvedere al pagamento delle imposte e delle tasse scadute a quella data, in quanto ciò sarebbe vietato alle società ammesse alla procedura di concordato in applicazione del combinato disposto degli artt. 168 e 184, R.D. 16 marzo 1942, n. 267.
Sarebbe poi illegittimo il diniego di annullamento dell’esclusione opposto da […] alla ricorrente, in quanto l’art. 80 comma V lettera D del D.Lgs. 50/2016 consentirebbe la partecipazione alle procedure di gara degli operatori economici in concordato preventivo con continuità aziendale, e che il successivo art. 110, comma III stabilisce che “è consentita la partecipazione gare da parte di imprese in concordato preventivo con continuità aziendale purché sia intervenuta l’autorizzazione del Giudice Delegato, sentita l’ANAC”; norma che sarebbe applicabile al caso di specie, in quanto la ricorrente aveva previsto i costi ed i ricavi attesi dalla fornitura in questione nel Piano presentato in allegato al ricorso per concordato preventivo, ai sensi dell’art. 186 bis, comma 2°, lett. a) L. F.
10. – Si sono costituite in giudizio […] e la controinteressata […], che hanno chiesto il rigetto del ricorso.
La società […] ha altresì proposto ricorso incidentale avverso l’ammissione in gara della ricorrente principale, notificato e depositato il 19 giugno 2016, con il quale ha sostenuto:
1) Violazione, falsa ed omessa applicazione degli artt. 3 e 97 costituzione, 63 direttiva 24/2014/UE, 80, 83 e 89, co. 3, d.lgs. n. 50/2016, dell’art. III.1.2 del bando di gara, dell’art. 2.1 del capitolato speciale d’oneri e dei chiarimenti diramati da […]. Eccesso di potere sotto il profilo del travisamento degli effettivi presupposti, della violazione dei principi di parità di trattamento, par condicio, ragionevolezza, economicità ed efficienza dell’azione amministrativa.
Sussisterebbe l’illegittimità della nota di […]del 28 marzo 2017, (conosciuta da […] solo a seguito di accesso agli atti effettuato in data 14 giugno 2017) con la quale la stazione appaltante, dopo aver rilevato che il fatturato specifico dell’impresa ausiliaria […] non atteneva ai servizi di manutenzione indicanti nel bando di gara, invece di disporre l’esclusione dalla gara dell’impresa […], ha ordinato alla stessa di procedere alla sostituzione dell’ausiliaria, ai sensi dell’art. 89, co. 3, d.lgs. n. 50/2016, anziché procedere all’esclusione della odierna ricorrente principale.
2) Violazione, falsa ed omessa applicazione degli artt. 3 e 97 Costituzione, 63 Direttiva 24/2014/ce, 80, 83 e 89, co. 3, d.lgs. n. 50/2016, dell’art. III.1.2 del bando di gara, dell’art. 2.1 del capitolato speciale d’oneri e dei chiarimenti diramati da […]. Eccesso di potere sotto il profilo dei presupposti, violazione della par condicio e manifesta irragionevolezza. disparità di trattamento. Questione di legittimità costituzionale dell’art. 89, co. 3, d.lgs. n. 50/2016 in relazione agli artt. 3, 76 e 77 Costituzione. Questione di interpretazione pregiudiziale dell’art. 63 Direttiva 24/2014/UE.
Occorrerebbe poi valutare che la ricorrente, all’atto degli accertamenti svolti in data 28 febbraio 2017 da […], avrebbe reiteratamente modificato ed integrato la documentazione prodotta a corredo della propria offerta e, quindi, avrebbe dovuto essere senz’altro esclusa.
Ed in questo senso occorrerebbe considerare che il fatturato specifico messo a disposizione da […] non sarebbe stato sufficiente per soddisfare quanto richiesto dalla lex specialis.
La […], sul punto, afferma che, ove la norma in discorso dovesse essere così interpretata, violerebbe sia il principio di uguaglianza di cui all’art. 3 della Costituzione, che i criteri contenuti nella legge delega n. 11/2016 e, in specie, nell’art. 1, lett. zz), che, in vista dell’attuazione delle direttive 23/2014/UE, 24/2014/UE e 25/2014/UE, ha previsto che la revisione della disciplina vigente in materia di avvalimento avvenisse nel rispetto dei principi dell’Unione Europea e di quelli desumibili dalla giurisprudenza amministrativa in materia.
11. – Nelle proprie difese, […] ha sostenuto l’infondatezza del gravame principale, chiedendone il rigetto.
1. – In via preliminare deve essere delibato il ricorso incidentale di natura escludente proposto da […], che, se accolto, comporterebbe, al contempo, sia l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse della […]alla decisione del ricorso introduttivo qui in esame (proposto avverso l’esclusione patita da quest’ultima dopo la aggiudicazione pronunziata in suo favore) che l’improcedibilità per difetto di interesse del ricorso n. 2511\17 r.g. (in decisione alla data odierna) proposto dalla seconda graduata […] contro l’ammissione a gara di […].
Entrambi ruotano sulla (asseritamente illegittima) sostituzione dell’ausiliaria […], priva dei requisiti di partecipazione, con […] s.p.a., disposta in corso di gara dalla stazione appaltante.
2.1 – Al riguardo osserva il Collegio che, per le procedure di gara bandite prima dell’entrata in vigore della Direttiva n. 24\2014, in tema di avvalimento e di possibile sostituzione dell’ausiliaria la Corte UE affermava che le disposizioni dell’articolo 48, paragrafo 3, della direttiva 2004/18 (che disciplinavano la materia) non potessero essere interpretate alla luce di quelle dell’articolo 63, paragrafo 1, della direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18 (sentenza della Corte UE, Prima Sezione, 7 aprile 2016, Partner Apelski Dariusz).
Nel caso in esame […] ha fatto applicazione proprio della norma che, nell’ordinamento italiano, conferisce diretta attuazione al citato articolo 63, ovvero del terzo comma dell’art. 89 del d. lgs. n. 50\2016, il quale dispone espressamente che la stazione appaltante debba verificare, conformemente agli articoli 85, 86 e 88, se i soggetti della cui capacità l’operatore economico intende avvalersi, soddisfano i pertinenti criteri di selezione o se sussistono motivi di esclusione ai sensi dell’articolo 80 ed impone all’operatore economico di sostituire i soggetti che non soddisfano un pertinente criterio di selezione o per i quali sussistono motivi obbligatori di esclusione.
Essa risulta coerente con la delega posta, sul punto, dal legislatore, che all’art. 1 comma I lettera zz) della legge n. 11 del 2016, ha disposto la “revisione della disciplina vigente in materia di avvalimento, nel rispetto dei principi dell’Unione europea e di quelli desumibili dalla giurisprudenza amministrativa in materia, (…) rafforzando gli strumenti di verifica circa l’effettivo possesso dei requisiti e delle risorse oggetto di avvalimento da parte dell’impresa ausiliaria nonche’ circa l’effettivo impiego delle risorse medesime nell’esecuzione dell’appalto, (…)”.
Il punto III.1.2), lettera c), del bando di gara prevedeva che i concorrenti, ai fini della partecipazione alla gara, dovessero essere in possesso di un “fatturato specifico relativo ad attività riguardanti l’oggetto di gara, realizzato negli ultimi 3 esercizi di bilancio approvati alla data di scadenza della presentazione della domanda di partecipazione/offerta, riguardante servizi di manutenzione ed assistenza tecnologica di bussole antirapina multitransito, porte d’ingresso ad anta scorrevole, bussole biometrica caveau con riconoscimento biometrico, come meglio specificato nel Capitolato Speciale d’Oneri- Parte I, e che, in particolare, per partecipare al lotto n. 1, ciascun concorrente dovesse essere in possesso di un fatturato specifico nelle attività oggetto di gara pari ad almeno Euro 3.000.000,00, ma che nel caso in cui un concorrente partecipasse a più lotti (come la controinteressata) dovesse dimostrare il possesso di un fatturato specifico nelle attività oggetto di gara pari ad almeno Euro 4.300.000,00.
In tale quadro, […], che ha partecipato a due lotti (numeri 1 e 3) ha dichiarato di avvalersi di quattro ausiliarie e, così, di disporre di un fatturato specifico complessivamente pari ad € 4.359.095,69, ovvero:
– quanto ad € 1.056.441,38, da […].;
– quanto ad € 514.881,70, da […];
– quanto ad € 290.000,00, da […];
– quanto ad € 2.031.012,00, da […], il tutto per complessivi € 3.892.335.
Come eccepito dalla difesa di […] e da quella della ricorrente nelle rispettive memorie, la controinteressata ha comprovato di possedere il requisito di capacità economica e finanziaria mediante la dichiarazione sostitutiva di certificazione a firma del sig. […]del 18 novembre 2016 (doc. n. 6 della produzione della ricorrente del 20 giugno 2017, pagine 7 e 8), nella quale ha declinato:
– i contratti stipulati con il Ministero degli Affari Esteri, il Senato della Repubblica, […];
– i contratti stipulati da […]con […];
– il contratto fra l’ausiliaria […]e […];
– i contratti dell’ausiliaria […] con […],[…],[…],[…],[…],[…].
Detti contratti riguardano, tutti, servizi di manutenzione dei beni e delle strutture indicate nella legge di gara, e dunque costituiscono fonte del fatturato specifico indicato dalla concorrente; di ciò […] non ha fornito prova alcuna del contrario.
3. – Può dunque essere esaminato il ricorso principale di […], che è fondato, e va accolto.
Si deve infatti convenire con la ricorrente allorchè essa, nel primo motivo, afferma l’ammissibilità in gara di […] e, quindi, la validità del fatturato specifico apportato alla stessa ai fini del possesso dei requisiti di capacità economica di […].
In particolare, è documentato e non contestato che in data 1° ottobre 2014, […], ovvero la ausiliaria cooptata dopo la –consentita, come detto- estromissione di […], aveva depositato ricorso ex art. 161, comma 6°, L.F. debitamente pubblicato presso il Registro delle Imprese di Milano; che detto ricorso è stato dichiarato inammissibile per mancato accordo tra i creditori il 21 aprile 2016; ma che nella medesima data […] ha depositato un secondo ricorso per concordato preventivo, in forza del quale il Tribunale ha ammesso la società alla procedura il 3 novembre 2016, ed ha poi omologato il concordato con sentenza del 5 maggio 2017.
Come noto, la ratio del divieto di azioni esecutive individuali imposto dall’art. 168 della legge fallimentare, è quello di impedire ai creditori dell’imprenditore commerciale ammesso alla procedura l’esercizio o la prosecuzione delle azioni esecutive sul patrimonio del debitore; pertanto, sarebbe incongruo che ciò che il creditore non può ottenere in via di esecuzione forzata possa conseguire in virtù di spontaneo adempimento, essendo in entrambi i casi violato proprio il principio di parità di trattamento dei creditori (Tribunale Massa 01 febbraio 2016).
Per tale ragione, l’adempimento dell’obbligo giuridico di non eseguire pagamenti al di fuori del concorso rende non illegittimo il comportamento tenuto dal debitore, il quale resta indenne, qualora il rapporto riguardi l’amministrazione finanziaria, dalle soprattasse-sanzioni ad esso inflitte in via amministrativa (Cassazione civile sez. trib. 10 novembre 2006 n. 24071).
Dalla certificazione dei carichi tributari pendenti in capo ad […] al 1° febbraio 2017, rilasciata dall’Agenzia delle Entrate e versata in atti dalla ricorrente il 7 giugno 2017, risulta l’esistenza di numerose cartelle di pagamento non onorate.
Per esse, pertanto, l’Agente della riscossione, in assenza di concordato preventivo, avrebbe dovuto procedere –dopo averle iscritte a ruolo- alla esecuzione forzata; ma gli è stato inibito di procedere in questo senso oltre che dal citato art. 168 della legge fallimentare anche dall’art. 90 del DPR n. 602\1973, per cui “Se il debitore è ammesso al concordato preventivo o all’amministrazione controllata, il concessionario compie, sulla base del ruolo, ogni attività necessaria ai fini dell’inserimento del credito da esso portato nell’elenco dei crediti della procedura”.
Ne deriva la fondatezza del primo motivo del ricorso introduttivo, in quanto […], nel momento in cui ha preso a rivestire il ruolo di ausiliaria di […], ha non avrebbe potuto, né dovuto, assolvere ai carichi tributari definitivamente accertati a suo danno, ed ha rilasciato conforme (e quindi veritiera) dichiarazione.

References: Sentenza 
 art. 161
 art. 161
 sentenza 
 art. 161
 art. 110
 art. 110
 articolo 63
 art. 161
 sentenza 
 art. 168