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Timestamp: 2018-11-15 18:28:39+00:00

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1. Il divieto di cui all'articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n
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1. Fermo restando quanto previsto dalle disposizioni concernenti la redazione e il contenuto di sentenze e di altri provvedimenti giurisdizionali dell'autorità giudiziaria di ogni ordine e grado, l'interessato può chiedere per motivi legittimi, con richiesta depositata nella cancelleria o segreteria dell'ufficio che procede prima che sia definito il relativo grado di giudizio, che sia apposta a cura della medesima cancelleria o segreteria, sull'originale della sentenza o del provvedimento, un'annotazione volta a precludere, in caso di riproduzione della sentenza o provvedimento in qualsiasi forma, N86 l'indicazione delle generalità e di altri dati identificativi del medesimo in
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3. Entro il termine di cui al comma 1, i dati sono acquisiti presso il fornitore con decreto motivato del “pubblico ministero anche su istanza” N13 del difensore dell'imputato, della persona sottoposta alle indagini, della persona offesa e delle altre parti private. Il difensore dell'imputato o della persona sottoposta alle indag
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Art. 2 - (Banche dati di uso redazionale e tutela degli archivi personali dei giornalisti)
Art. 3 - (Tutela del domicilio)
Art. 4 - (Rettifica)
Art. 5 - (Diritto all'informazione e dati personali)
Art. 6 - (Essenzialità dell'informazione)
2. La sfera privata delle persone note o che esercitano funzioni pubbliche deve essere rispettata se le notizie o i dati non hanno alcun rilievo sul loro ruolo o sulla loro vita pubblica. 3. Commenti e opinioni del giornalista appartengono alla libertà di informazione nonché alla libertà di parola e di pensiero costituzionalmente garantita a tutti.
Art. 7 - (Tutela del minore)
Art. 8 - (Tutela della dignità delle persone)
Art. 9 - (Tutela del diritto alla non discriminazione)
Art. 10 - (Tutela della dignità delle persone malate)
Art. 11 - (Tutela della sfera sessuale della persona)
Art. 12 - (Tutela del diritto di cronaca nei procedimenti penali)
Art. 13 - (Ambito di applicazione, sanzioni disciplinari)
A.2 CODICE DI DEONTOLOGIA E DI BUONA CONDOTTA PER IL TRATTAMENTO DI DATI PERSONALI PER SCOPI STORICI N112
Visto l'art. 31, comma 1, lettera h) della
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(Errata-Corrige pubblicato nella G.U. del 12/09/2018, n. 212)
Codice di deontologia e di buona condotta per il trattamento dei dati personali effettuato a fini di informazione commerciale.
Modifica del «Codice di deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali per scopi statistici e di ricerca scientifica effettuati nell'ambito del Sistema statistico nazionale» - Allegato A3 al Codice in materia di protezione dei dati personali.
Il provvedimento introduce l'art. 4-bis (avente ad oggetto "Trattamento di dati personali, sensibili e giudiziari, nell’ambito del Programma statistico nazionale"), nell'Allegato A.3 - Codice di deontologia e di buona condotta
per i trattamenti di dati personali per scopi statistici e di ricerca scientica effettuati nell’ambito del Sistema statistico nazionale - del D. Leg.vo 196/2003.
Codice di deontologia e di buona condotta per il trattamento dei dati personali per svolgere investigazioni difensive o per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria.
Codice di deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali per scopi statistici e scientifici.
Misure di sicurezza e modalità di scambio dei dati personali tra amministrazioni pubbliche.
Articolo 154, comma 1, lettera c).
Il presente provvedimento stabilisce le modalità attraverso le quali le pubbliche amministrazioni devono comunicare al Garante i casi di violazione dei dati o di incidenti informatici che possono impattare significativamente sui dati personali contenuti nelle proprie banche dati e definisce gli standard di comunicazione e le regole tecniche da rispettare nei casi di accesso alle proprie banche dati da parte di altre amministrazioni che ne abbiano diritto. Il tutto nelle more della definizione degli standard di comunicazione e delle regole tecniche da parte della Agid, ai sensi dell'art. 58, comma 2, del D. Leg.vo 82/2005.
Deliberaz. C.R. Lazio 04/03/2015, n. 3
Regolamento per il Trattamento dei dati sensibili e giudiziari del Consiglio regionale del Lazio.
Articoli 20; 21
Errata corrige in B.U.R. 24/03/2015, n. 24. L'errata corrige ha corretto la data ed il numero del provvedimento.
Regolam. R. Veneto 23/12/2014, n. 2
Deliberaz. Uff. Pres.P. Trento 23/07/2014, n. 41
Regolamento per il trattamento dei dati personali sensibili e giudiziari di cui è titolare il Consiglio della Provincia autonoma di Trento (articoli 20 e 21 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, concernente “Codice in materia di protezione dei dati personali”).
Regolam. R. Emilia Romagna 30/05/2014, n. 1
Regolamento per il trattamento dei dati sensibili e giudiziari di competenza della giunta della Regione Emilia-Romagna, delle aziende sanitarie, degli enti e delle agenzie regionali e degli enti vigilati dalla Regione.
Delib. Aut. Garante Privacy 15/05/2014, n. 243
Articolo 154, comma 1, lettera h)
Il provvedimento definisce un quadro unitario di misure e accorgimenti volti a individuare le cautele che i soggetti pubblici sono tenuti ad applicare nei casi in cui effettuano attività di diffusione di dati personali sui propri siti web istituzionali, e sostituisce le precedenti Linee guida del 02/03/2011 (doc. web n. 1793203 - Gazzetta Ufficiale n. 64 del 19/03/2011). Sono tra l'altro fornite indicazioni specifiche in relazione agli obblighi di pubblicazione dei curricula professionali, dei corrispettivi e compensi, dei provvedimenti amministrativi, degli atti di concessione di contributi e sovvenzioni, ecc..
Regolam. R. Lazio 30/04/2014, n. 11
Trattamento dei dati sensibili e giudiziari di competenza della Giunta regionale, delle aziende Unità Sanitarie Locali, degli enti dipendenti e delle agenzie regionali, delle società e degli altri enti privati a partecipazione regionale, ai sensi degli articoli 20 e 21 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n.196 (Codice in materia di protezione dei dati personali).
Regolam. R. Emilia Romagna 20/12/2013, n. 1
Regolamento per il trattamento dei dati personali sensibili e giudiziari (articoli 20 e 21 del decreto legislativo n. 196 del 2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali)) di cui è titolare l'assemblea legislativa.
Artt. 20, 21
D. Pres.P. Trento 08/10/2013, n. 21-129/Leg.
Approvazione del regolamento per il trattamento dei dati sensibili e giudiziari, ai sensi degli articoli 20 e 21 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali).
Deliberaz. G.P. Trento 07/06/2013, n. 1081
D.lgs. n. 196 del 30 giugno 2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali). Approvazione nuove disposizioni attuative della disciplina della protezione dei dati personali.
D. Ass.R. Sicilia 16/05/2013
Regolamento per il trattamento dei dati sensibili e giudiziari di cui agli artt. 20 e 21 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.
Regolam. R. Liguria 09/04/2013, n. 2
Regolamento per il trattamento dei dati sensibili e giudiziari ai sensi degli articoli 20 e 21 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali).
Regolam. R. Veneto 22/03/2007, n. 1
Modifiche al Reg. R. 20 marzo 2006, n. 2 "Regolamento per il trattamento di dati sensibili e giudiziari in attuazione del D. Leg. vo 30 giugno 2003, n. 196 (art. 20, comma 2 e art. 21, comma 2)".
Regolam.R. Marche 04/01/2007, n. 1
Regolamento per il trattamento di dati sensibili e giudiziari della Giunta regionale, delle Aziende del Servizio sanitario regionale, degli Enti e delle Agenzie regionali e degli altri Enti controllati e vigilati dalla Regione in attuazione del D. Leg.vo 30 giugno 2003, n. 196 (art. 20, comma 2, e art. 21, comma 2).
Regolam. R. Emilia Romagna 24/04/2006, n. 3
Regolamento per il trattamento dei dati sensibili e giudiziari di titolarità della giunta regionale e delle agenzie, istituti ed enti che fanno riferimento all’amministrazione regionale.
1. Una procedura di gara che consenta ai concorrenti di poter localizzare, in tutto o in parte, la struttura operativa e il personale preposto al servizio in altro paese dell'Unione Europea appare rispondente ai principi di parità di trattamento, non discriminazione e libertà di stabilimento (cfr. l'art. 34,comma 1, lett. f-bis) del D.Lgs. n. 163/2006 che ammette la partecipazione alle pubbliche gare degli "operatori economici, ai sensi dell'articolo 3, comma 22, stabiliti in altri Stati membri, costituiti conformemente alla legislazione vigente nei rispettivi Paesi"). Laddove il disciplinare di gara subordini la localizzazione della struttura all'estero alla preventiva autorizzazione della stazione appaltante, a quest'ultima non viene attribuita un'insindacabile discrezionalità né tale eventualità rimane confinata alla sola fase di esecuzione dell'appalto. La stazione appaltante potrà legittimamente denegarla soltanto in relazione alle specifiche esigenze descritte nello stesso disciplinare tecnico (garanzia dei livelli qualitativi del servizio per ciascuna attività, garanzia della padronanza della lingua italiana scritta e parlata da parte degli operatori del cali center), sulla base di un giudizio correlato alle concrete modalità di organizzazione del servizio all'estero.
2. E’ legittimo il procedimento di verifica dell'anomalia all'esito del quale la stazione appaltante ritenga complessivamente congrua e attendibile l'offerta presentata dall'aggiudicataria, sulla base di giustificazioni che investono l'offerta nella sua globalità e nella considerazione cumulativa di tutte le sue componenti unitariamente considerate (cfr. AVCP parere 27 giugno 2012 n. 110). La verifica sull'anomalia mira, infatti, a tutelare, da un lato, l'interesse della stazione appaltante ad individuare un contraente che abbia formulato l'offerta sulla base di elementi oggettivi e ben ponderati che ne assicurino la compatibilità con un’ esecuzione della prestazione a regola d'arte, e dall'altro, a proteggere l'interesse imprenditoriale dell'operatore economico di sfruttare tutte le particolari situazioni favorevoli per risultare aggiudicatario dell'appalto (cfr. AVCP parere 6 giugno 2012 n. 92).
3. Tra le situazioni imprenditoriali favorevoli, che consentono di offrire un ribasso superiore a quello degli altri concorrenti, rientra anche la collocazione all'estero della principale sede aziendale ovvero della struttura operativa mediante la quale la prestazione sarà eseguita. In tal caso, il concorrente sarà onerato di dimostrare il rispetto dei trattamenti salariali minimi obbligatori, per lo Stato europeo nel quale si svolgerà l'attività, cosicché la verifica di congruità dell'offerta economica da parte della stazione appaltante non potrà che riguardare i costi della manodopera propri del luogo di svolgimento dell'attività.
1. Non appare invocabile la previsione dell’art. 57, comma 2, del D.Lgs. n. 163/2006, nel caso in cui non esistano diritti di esclusiva sulla fornitura in oggetto e risulti indimostrato che non siano presenti operatori economici diversi dall’IPZS capaci di produrre le tessere in questione, tenuto, peraltro, conto del fatto che non appare necessaria una particolare tecnica per la produzione delle medesime.
2. Il rapporto tra SOGEI S.p.a. e IPZS S.p.a. non è classificabile come rapporto di in house providing, mancando i presupposti del controllo analogo e dell’attività prevalente, così come elaborati dalla giurisprudenza comunitaria e nazionale. Non è configurabile un rapporto in house tra una società, detenuta al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, e lo Stato apparato, complessivamente considerato (cfr. Avcp Deliberazione n. 65 del 23 dicembre 2008), vista la distinta articolazione delle diverse strutture amministrative e dei diversi Ministeri ed Enti, ognuno dotato di autonomia organizzativa ed autonoma personalità giuridica.
Con il comunicato l’Autorità di vigilanza sui LL.PP. rende noto che a far data dal 4.8.2006 (trentesimo giorno successivo alla pubblicazione in G.U. del comunicato) l’accesso alle annotazioni presenti nel casellario informatico delle imprese qualificate sarà riservato esclusivamente alle stazioni appaltanti ed alle SOA, in ottemperanza agli obblighi previsti dal codice per la protezione dei dati personali (D. Leg.vo 196/2003).
Telecamere in condominio anche senza il consenso dell’assemblea (Cass. 71/2013)
Il condomino può installare, senza il preventivo consenso dell’assemblea condominiale, una telecamera nell’area adibita a parcheggio in cui si siano verificati furti all’interno delle autovetture.
Privacy, p.a. in una strettoia da Italia Oggi Sette
Per il sito dello studio privacy a carte scoperte da Il Sole 24 Ore
Due figure centrali e distinte da Italia Oggi Sette
Consulenti al test della privacy da Italia Oggi Sette
Le società hanno meno privacy da Italia Oggi

References: sentenza 
 sentenza 

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Articolo 154

Articolo 154
 art. 21
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