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Timestamp: 2019-12-16 04:33:00+00:00

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Codice penale – Titolo II – Dei delitti contro la Pubblica amministrazione (artt. 314-360) | Diritto e Processo
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Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di danaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria, è punito con la reclusione da tre a dieci anni.
[Art. 315.
Malversazione a danno di privati. (1)
Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che si appropria o, comunque, distrae, a profitto proprio o di un terzo, denaro o qualsiasi cosa mobile non appartenente alla pubblica amministrazione, di cui egli ha il possesso per ragione del suo ufficio o servizio, è punito con la reclusione da tre a otto anni, e con la multa non inferiore a lire due milioni.
Si applicano le disposizioni del capoverso dell’articolo precedente.]
(1) Articolo abrogato dall’art. 20 della Legge 26 aprile 1990, n. 86.
Peculato mediante profitto dell’errore altrui.
Malversazione a danno dello Stato.
Art. 316-ter.
Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.
Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri costringe o induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro o altra utilità, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni.
La condanna per il reato di cui agli articoli 314 e 317 importa l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Nondimeno, se per circostanze attenuanti viene inflitta la reclusione per un tempo inferiore a tre anni, la condanna importa l’interdizione temporanea.
Corruzione per un atto d’ufficio.
Corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio.
Art. 319-bis.
Art. 319-ter.
Corruzione in atti giudiziari.
Le disposizioni dell’articolo 319 si applicano anche all’incaricato di un pubblico servizio; quelle di cui all’articolo 318 si applicano anche alla persona incaricata di un pubblico servizio, qualora rivesta la qualità di pubblico impiegato.
Pene per il corruttore.
Istigazione alla corruzione.
Chiunque offre o promette denaro od altra utilità non dovuti ad un pubblico ufficiale o ad un incaricato di un pubblico servizio che riveste la qualità di pubblico impiegato, per indurlo a compiere un atto del suo ufficio, soggiace, qualora l’offerta o la promessa non sia accettata, alla pena stabilita nel primo comma dell’articolo 318, ridotta di un terzo.
La pena di cui al primo comma si applica al pubblico ufficiale o all’incaricato di un pubblico servizio che riveste la qualità di pubblico impiegato che sollecita una promessa o dazione di denaro od altra utilità da parte di un privato per le finalità indicate dall’articolo 318.
Peculato, concussione, corruzione e istigazione alla corruzione di membri degli organi delle Comunità europee e di funzionari delle Comunità europee e di Stati esteri.
un pubblico servizio nell’ambito di altri Stati esteri o organizzazioni pubbliche internazionali, qualora il fatto sia commesso per procurare a sé o ad altri un indebito vantaggio in operazioni economiche internazionali ovvero al fine di ottenere o di mantenere un’attività economica finanziaria. (1)
(1) Le parole: “ovvero al fine di ottenere o di mantenere un’attività economica finanziaria” sono state aggiunte dall’art. 3, comma 1, della L. 3 agosto 2009, n. 116
Art. 322-ter.
Nel caso di condanna, o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei delitti previsti dagli articoli da 314 a 320, anche se commessi dai soggetti indicati nell’articolo 322-bis, primo comma, è sempre ordinata la confisca dei beni che ne costituiscono il profitto o il prezzo, salvo che appartengano a persona estranea al reato, ovvero, quando essa non è possibile, la confisca di beni, di cui il reo ha la disponibilità, per un valore corrispondente a tale prezzo.
Art. 323-bis.
Se i fatti previsti dagli articoli 314, 316, 316-bis, 316-ter, 317, 318, 319, 320, 322, 322-bis e 323 sono di particolare tenuità, le pene sono diminuite.
[Art. 324.
Interesse privato in atti di ufficio. (1)
Il pubblico ufficiale, che, direttamente o per interposta persona, o con atti simulati, prende un interesse privato in qualsiasi atto della pubblica amministrazione presso la quale esercita il proprio ufficio, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni e con la multa da lire duecentomila a quattro milioni.]
Utilizzazione d’invenzioni o scoperte conosciute per ragione d’ufficio.
Rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio.
[Art. 327.
Eccitamento al dispregio e vilipendio delle istituzioni, delle leggi o degli atti dell’autorità. (1)
Il pubblico ufficiale che, nell’esercizio delle sue funzioni, eccita al dispregio delle istituzioni o all’inosservanza delle leggi, delle disposizioni dell’autorità o dei doveri inerenti a un pubblico ufficio o servizio, ovvero fa l’apologia di fatti contrari alle leggi, alle disposizioni dell’autorità o ai doveri predetti, è punito, quando il fatto non sia preveduto come reato da una particolare disposizione di legge, con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a lire quattrocentomila.
La disposizione precedente si applica anche al pubblico impiegato incaricato di un pubblico servizio, e al ministro di un culto.]
Rifiuto o ritardo di obbedienza commesso da un militare o da un agente della forza pubblica.
[Art. 330.
Abbandono collettivo di pubblici uffici, impieghi, servizi o lavoro (1)
I pubblici ufficiali, gli incaricati di un pubblico servizio aventi la qualità di impiegati, i privati che esercitano servizi pubblici o di pubblica necessità, non organizzati in imprese, e i dipendenti da imprese di servizi pubblici o di pubblica necessità, i quali, in numero di tre o più, abbandonano collettivamente l’ufficio, l’impiego, il servizio o il lavoro, ovvero li prestano in modo da turbarne la continuità o la regolarità, sono puniti con la reclusione fino a due anni.
2) ha determinato dimostrazioni, tumulti o sommosse popolari.]
[Art. 332.
Omissione di doveri di ufficio in occasione di abbandono di un pubblico ufficio o di interruzione di un pubblico servizio. (1)
[Art. 333.
Abbandono individuale di un pubblico ufficio, servizio o lavoro. (1)
Il pubblico ufficiale, l’impiegato incaricato di un pubblico servizio, il privato che esercita un servizio pubblico o di pubblica necessità non organizzato in impresa, o il dipendente da imprese di servizi pubblici o di pubblica necessità, il quale abbandona l’ufficio, il servizio o il lavoro, al fine di turbare la continuità o la regolarità, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a lire un milione.
La pena è aumentata se dal fatto deriva pubblico o privato nocumento.]
Sottrazione o danneggiamento di cose sottoposte a sequestro disposto nel corso di un procedimento penale o dall’autorità amministrativa.
Violazione colposa di doveri inerenti alla custodia di cose sottoposte a sequestro disposto nel corso di un procedimento penale o dall’autorità amministrativa.
Art. 335-bis.
Disposizioni patrimoniali.
Violenza o minaccia a un pubblico ufficiale.
Occultamento, custodia o alterazione di mezzi di trasporto.
Violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario.
[Art. 341.
Oltraggio a un pubblico ufficiale. (1)
Chiunque offende l’onore o il prestigio di un pubblico ufficiale, in presenza di lui e a causa o nell’esercizio delle sue funzioni, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.
Oltraggio a un corpo politico, amministrativo o giudiziario.
Oltraggio a un magistrato in udienza.
[Art. 344.
Oltraggio a un pubblico impiegato. (1)
Offesa all’autorità mediante danneggiamento di affissioni.
Millantato credito.
Abusivo esercizio di una professione.
Violazione della pubblica custodia di cose.
Vendita di stampati dei quali è stato ordinato il sequestro.
Art. 353-bis.
Turbata libertà del procedimento di scelta del contraente (1)
Astensione dagli incanti.
Inadempimento di contratti di pubbliche forniture.
Cessazione della qualità di pubblico ufficiale.
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References: Art. 316

Art. 319

Art. 319

Art. 322

Art. 323

Art. 335

Art. 353