Source: http://arianna.cr.piemonte.it/iterlegcoordweb/dettaglioProgetto.do?urnProgetto=urn:nir:regione.piemonte;consiglio:testo.presentato.pdl:10;313&tornaIndietro=true
Timestamp: 2019-03-20 03:37:42+00:00

Document:
Disegno di legge regionale n. 313 presentato il 13 agosto 2018 Torna indietro
Disegno di legge regionale n. 313 presentato il 13 agosto 2018
"Disciplina dei complessi ricettivi all'aperto e del turismo itinerante"
CAPO II TIPOLOGIE RICETTIVE ALL'ARIA APERTA E ITINERANTI
Art.26. (Clausola di neutralità finanziaria)
Art. 28. ( Entrata in vigore )
La Regione Piemonte, in armonia con la legislazione comunitaria e nazionale, promuove e disciplina le strutture ricettive all'aperto e del turismo itinerante al fine di:
riconoscere il ruolo strategico del turismo all'aria aperta per lo sviluppo economico, sociale e occupazionale della Regione;
tutelare e valorizzare le risorse ambientali, i beni culturali e le tradizioni locali per uno sviluppo turistico sostenibile, con l'obiettivo di ampliare l'offerta integrata di servizi riguardanti arte, natura, ambiente, cultura ed enogastronomia;
sostenere il ruolo delle imprese operanti nel settore turistico all'aria aperta, con particolare riguardo alle micro, piccole e medie imprese e migliorare la qualità dell'organizzazione delle strutture ricettive e dei servizi;
promuovere processi di riqualificazione urbanistica e territoriale dei centri che rivestono una particolare rilevanza sotto il profilo turistico-ricettivo;
proporre azioni condivise per agevolare la fruizione dei servizi turistici, con particolare riguardo ai soggetti con ridotte o impedite capacità motorie e sensoriali, in linea con i principi di diritto interno e internazionale in materia di accessibilità, con specifico riferimento alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, sottoscritta a New York il 13 dicembre 2006 e resa esecutiva dalla legge 3 marzo 2009, n.18 ;
disciplinare l'offerta turistica all'aperto in aree e spazi privati in un'ottica di sharing economy.
Rientrano nell'ambito di applicazione della presente legge le attività ricettive all'aperto, gestite in forma imprenditoriale o da associazioni ed enti senza scopo di lucro, per l'offerta al pubblico dei servizi di ospitalità turistica, servizi pertinenziali e complementari nelle seguenti strutture:
fornitura e cambio della biancheria da letto e da bagno su richiesta;
fornitura di energia elettrica, acqua, gas e riscaldamento;
Le strutture ricettive di cui all'articolo 2, comma 1, lettere a) e b) possono offrire ad escusivo utilizzo degli ospiti servizi pertinenziali quali:
Le strutture ricettive di cui all'articolo 2, comma 1, lettere a) e b) possono offrire locali accessori e servizi complementari per il benessere e il relax degli ospiti, a condizione che la relativa gestione sia condotta in forma complementare all'ospitalità e non rappresenti un cespite autonomo di ricavo.
Ai fini della presente legge, s'intende per:
"equipaggio": le persone che, singolarmente o in gruppo, soggiornano all'interno della struttura ricettiva all'aperto, con o senza mezzi mobili di pernottamento propri;
"piazzole": le superfici attrezzate messe a disposizione del turista atte ad ospitare l'equipaggio provvisto di tende o di mezzi mobili di pernottamento propri, nonché gli allestimenti mobili e le strutture accessorie o di appoggio;
"unità abitative fisse": i bungalows, gli chalet, le soluzioni ricettive innovative, con o senza servizio autonomo di cucina, realizzate in muratura tradizionale o con sistemi di prefabbricazione, ancorchè sopraelevate o ipogee, ancorate in modo stabile al suolo e come tali concernenti volumi assentibili nel rispetto dei parametri urbanistico-edilizi contenuti nella strumentazione urbanistica vigente e contraddistinti dalla presenza di allacciamenti alle reti tecnologiche;
"mezzi mobili": i mezzi ricreazionali, con o senza motore, quali le case mobili o mobilhome, i motorhome, i camper o autocaravan, i maxicaravan, i caravan o roulotte, anche messi temporaneamente a disposizione del turista da parte del titolare o del gestore della struttura ricettiva, aventi caratteristiche di mobilità e contraddistinte da meccanismi di rotazione e dalla presenza di allacciamenti alle reti tecnologhiche, provvisori e rimovibili in ogni momento;
"allestimenti mobili": le tende, nelle loro varie articolazioni e soluzioni, non ancorate in modo stabile al suolo, atte a soddisfare esigenze meramente temporanee aventi carattertistiche di mobilità e rimovibili in ogni momento;
"strutture edilizie leggere e manufatti": le strutture e i manufatti predisposti temporaneamente dal turista accostabili all'allestimento o al mezzo mobile di pernottamento, non assimilabili per funzioni e dimensioni alle ordinarie abitazioni a carattere residenziale, realizzati con sistemi di prefabbricazione in materiali vari, non ancorati al suolo in modo stabile, contraddistinti dalla presenza di allacciamenti alle reti tecnologiche, provvisori e rimovibili in ogni momento;
preingressi: le strutture, per il soggiorno diurno degli ospiti, funzionali al completo utilizzo e alla protezione dell'allestimento o del mezzo mobile e rimovibili in ogni momento.
I requisiti, le caratteristiche tecniche e funzionali delle fattispecie indicate al comma 1 sono definite dal regolamento di attuazione di cui all'articolo 19.
TIPOLOGIE RICETTIVE ALL'ARIA APERTA E ITINERANTI
Sono campeggi le strutture ricettive all'aperto che, in un'area appositamente recintata, offrono ospitalità prevalentemente in piazzole attrezzate per l'insediamento di tende o di altri mezzi mobili di pernottamento di proprietà dei turisti e in via residuale in unità abitative o in allestimenti e mezzi mobili collocati dal titolare.
Sono villaggi turistici le strutture ricettive all'aperto che in un'area appositamente recintata, offrono ospitalità prevalentemente in allestimenti messi a disposizione dal gestore e costituiti da unità abitative fisse o allestimenti mobili e in via residuale in piazzole a favore di turisti provvisti di propri allestimenti e mezzi mobili di pernottamento.
L'appartenenza alla tipologia "campeggio" o "villaggio turistico" è determinata dal criterio di prevalenza percentuale, nel computo della capacità ricettiva, come di seguito determinata:
campeggio: se il numero delle unità abitative, fisse o mobili, nonché degli allestimenti e dei mezzi di pernottamento messi a disposizione del titolare o gestore del complesso ricettivo a favore di turisti sprovvisti di mezzi autonomi, é inferiore al 30% rispetto alla capacità ricettiva totale;
villaggio turistico: se il numero delle unità abitative, fisse o mobili, nonché degli allestimenti e dei mezzi di pernottamento messi a disposizione del titolare o gestore del complesso ricettivo a favore di turisti sprovvisti di mezzi autonomi, é almeno il 30% rispetto alla capacità ricettiva totale.
strutture miste: strutture ricettive all'aperto in cui coesistono per zone distinte le forme di occupazione di cui alle lettere a) e b).
Il comune può consentire su aree pubbliche o private, anche in deroga ai requisiti previsti dalla presente legge, campeggi temporanei o mobili, per finalità sociali, ricreative, culturali e sportive.
I complessi ricettivi all'aperto si dotano di apposito regolamento riguardante le norme comportamentali da rispettare al loro interno, trasmesso in allegato alla segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) e reso ben visibile al pubblico.
I requisiti tecnici ed igienico-sanitari dei campeggi, dei villaggi turistici nonchè dei locali adibiti all'eventuale preparazione e somministrazione di alimenti e i requisiti igienico-sanitari minimi e le condizioni per l'allestimento dei campeggi temporanei o mobili, sono definiti dal regolamento di attuazione di cui all'articolo 19.
E' consentito da parte di soggetti privati mettere a disposizione dei turisti itineranti, provvisti o sprovvisti di mezzi propri, spazi o aree verdi ed eventuali allestimenti fissi o mobili con offerta di servizi in modalità "garden sharing".
L'attività di garden sharing è esercitata in aree o spazi privati nel rispetto delle seguenti condizioni:
è presente almeno un'unità abitativa privata con area verde o terreno pertinenziale adatto alla sistemazione di ospiti itineranti;
è data ospitalità fino ad un numero massimo di due equipaggi per non più di tre notti consecutive.
I requisiti igienico-sanitari minimi e le condizioni per l'allestimento delle aree adibite a garden sharing sono definiti dal regolamento di attuazione di cui all'articolo 19.
Al fine di sostenere il turismo itinerante, i comuni promuovono a favore di imprese private e di associazioni o enti senza scopo di lucro, la realizzazione di apposite aree per la ricettività all'aria aperta in zone di interesse naturalistico e turistico-culturale, nonché nelle vicinanze dei principali assi viari, tenuto conto, in particolare, della vicinanza a servizi di trasporto pubblico, del collegamento con piste ciclabili, della presenza di esercizi commerciali e di strutture ricreative.
Rientrano nel turismo ricettivo itinerante le aree, pubbliche o private, integrate con il paesaggio naturale circostante, a basso impatto ambientale, destinate a turisti provvisti di mezzi mobili di pernottamento o mezzi ricreazionali autosufficienti, così come definiti agli articoli 47, 54 e 56 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo Codice della Strada), che soggiornano in una determinata località, spostandosi lungo propri itinerari.
aree camper service: piazzole attrezzate per i turisti itineranti destinate alla sosta breve dei veicoli ricreazionali presso le strutture ricettive all'aperto di cui all'art.6, commi 1 e 2 e in alcune aree di servizio prevalentemente autostradali;
Le aree di cui al comma 3 sono dotate di impianti e attrezzature definite dall' articolo 378 del Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n.495 (Regolamento di esecuzione e di attuazione del Nuovo Codice della Strada) e dal regolamento di attuazione di cui all'articolo 19 della presente legge.
Con specifico regolamento sono disciplinati i comportamenti da adottare al loro interno, trasmesso in allegato alla SCIA e reso ben visibile al pubblico.
Il regolamento di attuazione di cui all'articolo 19 disciplina inoltre i requisiti tecnici e quelli igienico-sanitari, le caratteristiche tecnico-funzionali nonchè i servizi offerti nelle aree per il turismo itinerante.
L'insediamento dei complessi ricettivi all'aperto di cui alla presente legge é consentito unicamente nelle aree destinate a fini turistico-ricettivi, specificatamente individuate dai piani regolatori comunali o intercomunali e in conformità alle disposizioni normative vigenti in materia urbanistica, edilizia, paesaggistica, nonché alle disposizioni della legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56 (Tutela ed uso del suolo), ed è soggetto al rilascio di un permesso di costruire, al pagamento degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria e ai costi di costruzione.
Il permesso di costruire comprende anche le case mobili se sono installate permanentemente al suolo con sistemi di ancoraggio fisso.
Nelle aree per il turismo itinerante è richiesta una SCIA edilizia, se sono installate esclusivamente attrezzature non smontabili dirette a soddisfare esigenze meramente temporanee, che non determinano una trasformazione irreversibile e permanente del territorio su cui insistono.
L'allestimento di complessi ricettivi all'aperto all'interno di parchi regionali è consentito solo se compatibile con le previsioni dei piani territoriali di coordinamento dei parchi stessi, se conforme al piano del parco e al relativo regolamento e previo nulla osta dell'ente gestore reso ai sensi dell' articolo 13 della legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge quadro sulle aree protette).
In caso di insediamento di nuovi complessi ricettivi, in aree sottoposte a tutela, è necessaria l'autorizzazione paesaggistica di cui all' articolo 146 del decreto legislativo del 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio).
le aree per il turismo itinerante a favore dei mezzi ricreazionali individuati dal d. lgs. n. 285/1992 e dal relativo regolamento di attuazione;
le aree e gli spazi privati offerti in modalità "garden sharing", ai sensi dell'articolo 7, previo consenso del proprietario.
progetto preliminare di massima o di esecuzione delle opere nonchè delle attività accessorie e complementari, nel rispetto delle disposizioni della presente legge e del regolamento di attuazione;
rispetto dei vincoli di assetto idrogeologico, di carattere naturalistico, ambientale e paesaggistico presenti nell'area oggetto di insediamento e della normativa in materia di valutazione ambientale strategica e di valutazione di impatto ambientale; in caso di area ricadente all'interno di un sito facente parte della rete Natura 2000, é richiesta la preventiva valutazione di incidenza ai sensi dell' articolo 43 della legge regionale 29 giugno 2009, n. 19 (Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità);
Gli elementi di cui al comma 1, lettere a), b), c), d) e), f) e g), sono richiesti anche per l'allestimento delle aree di cui all'articolo 9, comma 3. In tal caso la documentazione presentata da parte del soggetto interessato, è asseverata da un tecnico abilitato e trasmessa all'amministrazione comunale in allegato alla SCIA edilizia.
Chiunque intende gestire una delle strutture ricettive di cui all'articolo 6, commi 1 e 2 e articolo 8, presenta, ai sensi dell' articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme sul procedimento amministrativo) una SCIA, in modalità telematica, allo Sportello unico per le attività produttive (SUAP) del comune sul cui territorio insistono le strutture e le aree da destinare all'attività.
dei requisiti previsti in materia di prevenzione incendi, ai sensi della normativa tecnica vigente in materia, nonché del decreto del Ministro dell'interno 28 febbraio 2014 (Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l'esercizio delle strutture turistico-ricettive all'aria aperta (campeggi, villaggi turistici, ecc.) per le strutture con capacità ricettiva superiore a 400 persone;
alla provincia o alla Città metropolitana e all'Agenzia turistica di accoglienza locale (ATL) competenti per territorio, a fini informativi.
comunicazione giornaliera degli ospiti ai sensi dell' articolo 109 del r.d. 773/1931 e del decreto del Ministro dell'interno 7 gennaio 2013 (Disposizioni concernenti la comunicazione alle autorità di pubblica sicurezza dell'arrivo di persone alloggiate in strutture ricettive);
trasmissione mensile dei dati sul movimento dei flussi turistici secondo quanto stabilito dall' articolo 5 bis della legge regionale 5 marzo 1987, n. 12 (Riforma dell'organizzazione turistica - Ordinamento e deleghe delle funzioni amministrative in materia di turismo e industria alberghiera), come inserito dall' art.1 comma 1 della legge regionale n.15/2003 e nel rispetto del d.lgs. 6 settembre 1989, n. 322 (Norme sul Sistema statistico nazionale e sulla riorganizzazione dell'Istituto nazionale di statistica, ai sensi dell' art. 24 della L. 23 agosto 1988, n. 400 );
stipula di un'apposita polizza assicurativa per i rischi o i danni derivanti dalla responsabilità civile verso le cose e gli ospiti, commisurata alla capacità ricettiva della relativa struttura e con estensione ad eventuali locali interni e ad aree esterne, nonché ad impianti pertinenziali nei casi previsti dal regolamento di cui all'articolo 19.
In considerazione degli spostamenti che possono essere quotidiani con periodi di sosta nella medesima località non superiori alle quarantotto ore, per i campeggi scout la comunicazione è presentata con un anticipo di ventiquattro ore.
dei requisiti soggettivi di cui al R.D n. 773/1931 e al rispetto dell' articolo 67 del D. Lgs. n. 159/2011 ;
dei requisiti tecnici ed igienico-sanitari previsti dal regolamento di attuazione di cui all'articolo 19.
alla provincia o alla Città metropolitana e all'ATL competenti per territorio, a fini informativi.
Ogni variazione relativa a stati, fatti e qualità indicati nella comunicazione di cui al comma 1 è segnalata, entro i dieci giorni successivi al loro verificarsi, al comune territorialmente competente che procede ai sensi del comma 5.
stipula di un'apposita polizza assicurativa nei casi previsti dal regolamento di cui all'articolo 19, per i rischi o i danni derivanti dalla responsabilità civile verso le cose e gli ospiti, commisurata alla capacità ricettiva della relativa struttura e con estensione ad eventuali locali interni e ad aree esterne nonché ad impianti pertinenziali.
La gestione dei complessi ricettivi all'aperto di cui all'articolo 6, comma 5, è consentita esclusivamente da parte di enti o associazioni ed organizzazioni senza scopo di lucro o che operano nel settore del turismo giovanile, nonchè per finalità ricreative, culturali e sociali per i quali è ammessa la relativa gestione per i propri soci o aderenti alla singola organizzazione.
I servizi riservati ai turisti ospitati presso le strutture di cui all'articolo 6, commi 1 e 2 e articolo 8, se svolte in modo imprenditoriale, possono essere gestiti direttamente dal titolare della struttura ricettiva o affidati ad altri soggetti in possesso di regolare titolo abilitativo per l'attività svolta, fermo restando in capo al gestore principale la responsabilità anche della qualità dei servizi offerti dalla struttura ricettiva all'aperto; l'eventuale offerta del servizio di ristorazione alle persone non alloggiate é soggetta alla disciplina vigente in materia di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico.
La sospensione temporanea o la cessazione volontaria dell'attività sono soggette a comunicazione secondo le modalità e i termini di cui all'articolo 12, comma 6 e all'articolo 13, comma 6.
Il periodo di sospensione temporanea di cui al comma 1, non può essere superiore a centottanta giorni, prorogabile, in seguito a valutazione favorevole del comune, di ulteriori centottanta giorni superati i quali, l'attività si intende cessata.
Il periodo di sospensione di cui al comma 1, comprensivo della proroga, può essere usufruito ogni cinque anni.
L'uso dei termini "campeggio", "villaggio turistico", "campeggio temporaneo o mobile", "aree di sosta", "camper service" "punto sosta" e "garden sharing", é riservato esclusivamente a coloro che esercitano le attività disciplinate dalla presente legge.
Le strutture ricettive all'aperto di cui all'articolo 6, comma 5, e articolo 7, non sono soggette a classificazione.
Le strutture ricettive all'aperto di cui all'articolo 8 sono classificate soltanto nei casi previsti dal regolamento di cui all'articolo 19.
I campeggi possono assumere denominazioni commerciali alternative quali "camping village" o "glamping" se possiedono gli specifici criteri tecnici ed i requisiti definiti nel regolamento di attuazione di cui all'articolo 19; possono altresì assumere la denominazione di camping.
Le strutture ricettive all'aperto di cui all'articolo 6, commi 1 e 2, e all'articolo 8, possono utilizzare la denominazione aggiuntiva di "
" se sono situate lungo un itinerario, riconosciuto dalla Regione ai sensi della legge regionale 18 febbraio 2010, n. 12 (Recupero e valorizzazione del patrimonio escursionistico del Piemonte) e del relativo regolamento di attuazione, ubicate anche in località servite da strade aperte al pubblico transito veicolare, con offerta di peculiari servizi turistici definiti dal regolamento di attuazione di cui all'articolo 19.
La Giunta regionale, nell'ambito degli strumenti di programmazione adottati in base alla normativa comunitaria, nazionale e regionale, realizza azioni di sostegno, sviluppo e promozione dell'offerta turistica nelle strutture ricettive all'aperto.
La Giunta regionale, sentita la commissione consiliare competente, ai sensi dell' articolo 27 dello Statuto regionale , adotta, entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, un regolamento che disciplina:
i requisiti minimi igienico-sanitari e le condizioni per l'allestimento di campeggi temporanei o mobili di cui all'articolo 6, comma 5;
i requisiti minimi igienico-sanitari e le condizioni per l'allestimento di un'area in modalità garden sharing di cui all'articolo 7;
le caratteristiche tecnico-edilizie e i requisiti igienico-sanitari delle soluzioni innovative tenuto conto di quanto previsto all'articolo 14, allegato A del regolamento regionale 8 giugno 2018, n.4 (Caratteristiche e modalità di gestione delle strutture ricettive extralberghiere, requisiti tecnico-edilizi ed igienico-sanitari occorrenti al loro funzionamento, nonché adempimenti per le locazioni turistiche);
le caratteristiche dei servizi turistici offerti dai complessi ricettivi all'aperto che si avvalgono della denominazione aggiuntiva di "
" ai sensi dell'articolo 17, comma 2, e le modalità di identificazione e di comunicazione al pubblico, tenuto conto delle peculiarità di ciascuna struttura ricettiva;
i criteri tecnici, le caratteristiche e i requisiti generali utili per l'utilizzo delle denominazioni commerciali alternative di "camping village" o "glamping";
i requisiti e le modalità di esercizio delle attività in complessi ricettivi all'aria aperta, tenuto conto del carattere imprenditoriale o non imprenditoriale delle medesime;
il periodo di apertura dei complessi ricettivi all'aria aperta, tenuto conto della possibilità che vengano esercitate con apertura annuale, stagionale o con altre modalità, in relazione al loro carattere imprenditoriale o non imprenditoriale.
Ferme restando le competenze attribuite dalle leggi ad altri enti, le funzioni di vigilanza e di controllo sull'osservanza delle disposizioni della presente legge e del regolamento di cui all'articolo 19, sono esercitate dal comune, anche in forma associata.
Al fine di rendere più efficace l'attività di vigilanza e di controllo, i comuni esercitano, in forma coordinata con gli altri soggetti localmente competenti, le attività di cui al comma 1, ed entro il 31 gennaio, con cadenza biennale, trasmettono alla struttura regionale competente in materia di turismo una relazione sull'attività esercitata nel biennio precedente.
Chiunque contravviene all'obbligo di cui all'articolo 10, comma 2 è soggetto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 250 a euro 1000.
Chiunque contravviene agli obblighi di cui all'articolo 12 è soggetto al pagamento delle sanzioni amministrative pecuniarie:
da euro 2.000 a euro 6.000 per la violazione degli adempimenti di cui al comma 1 oltre alla cessazione dell'attività;
da euro 250 a euro 1.000, per la violazione degli adempimenti di cui ai commi 5 e 6;
da euro 1.500 a euro 3.000 per la violazione degli adempimenti di cui al comma 7, lettera e).
da euro 1000 a euro 3000 per la violazione degli adempimenti di cui al comma 1 oltre alla cessazione dell'attività;
da euro 250 a euro 1000, per la violazione degli adempimenti di cui al comma 6;
da euro 1.500 a euro 3.000 per la violazione degli adempimenti di cui al comma 7, lettera d).
da euro 1000 a euro 3000 per la violazione degli adempimenti di cui al comma 5;
da euro 2000 a euro 6000 per la violazione degli adempimenti di cui al comma 6.
E' soggetto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 250 a euro 1.000, chiunque contravviene alle prescrizioni dell'articolo 15, comma 2 e dell'articolo 16, comma 6.
In caso di superamento della capacità ricettiva dichiarata nella SCIA, si applica la sanzione amministrativa del pagamento della somma da euro 500 a euro 1.500.
E' soggetto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro 2.000 chiunque gestisce un complesso ricettivo all'aperto in violazione delle seguenti disposizioni:
articolo 16, comma 7 lettera a), ovvero attribuisce una classificazione diversa da quella assegnata;
articolo 16, comma 7 lettera b);
articolo 16, comma 8;
articolo 16, comma 9;
Ogni violazione al regolamento di cui all'articolo 19, diverse da quelle previste nel presente articolo è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 150 a euro 3.000.
In caso di reiterata violazione delle disposizioni previste dal presente articolo, il comune o altro soggetto competente, procede alla sospensione dell'attività per un periodo da 1 a 6 mesi o alla sua cessazione in caso di reiterazione costituita da più di due violazioni nell'arco di un quinquennio delle disposizioni di cui agli articoli 12, comma 6 e articolo 14, comma 6.
Nei casi in cui al comma 2, lettera a), comma 3, lettera a) e comma 9 il Comune provvede a trasmettere gli esiti degli accertamenti alla provincia o Città metropolitana, all'ASL e all'ATL territorialmente competenti ai fini informativi e di promozione turistica.
I complessi ricettivi all'aria aperta esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge si adeguano, entro un anno, alle nuove disposizioni normative in materia di denominazione; in particolare, ai fini della denominazione di villaggio turistico di cui all'articolo 6, comma 2, gli stessi adeguano le dotazioni delle unità abitative, fisse o mobili, nonché degli allestimenti eventualmente messi a disposizione di turisti sprovvisti di mezzi di pernottamento autonomi secondo i criteri percentuali indicati all'articolo 6, comma 3, lettera b) oppure, in alternativa, modificano la propria tipologia nella denominazione "campeggio".
la l.r.54/79 ad esclusione del 1° comma dell'articolo 3, dell'articolo 16 nonchè dell'Allegato 1 (Caratteristiche tecniche comuni a campeggi e villaggi turistici) e dell'Allegato 2 (Quadro di classificazione dei complessi ricettivi all'aperto);
Dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 19 sono abrogate le seguenti disposizioni:
il 1° comma dell'art.3, l'art.16 e gli Allegati 1 e 2, della l.r.54/79 ;
la legge regionale 27 maggio 1980, n. 63 ("Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 31 agosto 1979, n. 54 'Disciplina dei complessi ricettivi all'aperto");
la legge regionale 30 agosto 1984, n. 46 (Adeguamento delle leggi regionali 16 giugno 1981, n. 21 e 31 dicembre 1981, n. 59 "Classificazione delle aziende alberghiere" e delle leggi regionali 31 agosto 1979, n. 54 e 27 maggio 1980, n. 63 "Disciplina dei complessi ricettivi all'aperto" alla legge quadro 17 maggio 1983, n. 217 per il turismo);

References: Art.26

Art. 28
 articolo 378
 articolo 13
 articolo 146
 articolo 43
 articolo 8
 articolo 19
 articolo 109
 articolo 5
 art.1
 art. 24
 articolo 67
 articolo 8
 articolo 7
 articolo 27

articolo 16

articolo 16

articolo 16

articolo 16
 articolo 14