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Timestamp: 2019-10-22 18:32:39+00:00

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OC_2006_01_0024
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Corte Di Cassazione n 5850 2011
Luigi Vannutelli, ADR: una nuova sigla?
Catalogo Viaggi Kuoni 2010 - America Latina
Documento Da Sottoporre Al Contraente Prima Della
Sentenza Sulla Questione Di Competenza
Fascicolo auto
(in)validità del fermo amministrativo
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SENTOPP615.
La Nuova e 01
Fascicolo Auto 03-2014
{UTET}Obbligazioni_e_Contratti_2005/1793_05-OC_01-06/definitivo/024-032.
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L E S E N T E N Z E A N N OTAT E
Tr a n s a z i o n e
Transazione, proposta
e reazioni delloblato
Fabio Massimo Scaramuzzino
Dottorando di Ricerca in Autonomia individuale e autonomia collettiva
a) Ricostruzioni del fatto e diversa qualificazione di
lattia, deve quanto meno superare lostacolo dirimente
uno stesso atto del procedimento
della conclusione del contratto di transazione.
Differenti ricostruzioni del fatto hanno posto linterprete
La seconda restituzione della proposta transattiva sotto-
innanzi a due sequenze cronologiche alternative che, per
scritta dalloblato, nel medesimo contesto, non ne e` piu`
diversa successione temporale degli elementi costitutivi
accettazione, bens` nuova proposta, appartenente a nuo-
del fatto, hanno comportato linevitabile diversa qualifi-
vo e distinto procedimento di formazione del contratto
cazione giuridica di uno stesso atto: la notificazione della
di transazione, del quale segna lavvio.
citazione in giudizio per lannullamento della polizza malattia.
c) Le restituzioni della proposta e la forma scritta
Le restituzioni della proposta di transazione da parte
b) Le due ipotesi di reazione delloblato
Se` cercato di dare un senso, tra quelli possibili, ai comportamenti di reazione delloblato, e cioe` alle due, distinte, restituzioni della proposta di transazione, dapprima
rintracciandone il senso empirico (rifiuto oppure accettazione della proposta transattiva); successivamente, ma
non secondariamente, precisandone il diverso valore giuridico assunto, ove contestualizzate in un congegno tecnico caratterizzato dallaccettazione.
delloblato, la seconda sola delle quali dallo stesso sottoscritta, hanno offerto il destro per esprimere talune considerazioni anche sul criterio di imputazione scelto dal
codice vigente per assegnare ad un testo la qualifica di
scrittura privata.
Due esempi, quello normativo dei comportamenti del
consegnare e del far consegnare nellipotesi del telegramma, e quello giurisprudenziale dellesibire in giudi-
Quanto alla sola prima ipotesi, se si riconduce la prima
zio la scrittura firmata da una sola delle parti, hanno
restituzione della proposta transattiva, non sottoscritta
permesso di affermare come il sistema preveda e con-
dalloblato, a rifiuto (contrattuale) della proposta stessa,
senta soluzioni diverse dalla firma autografa. Non solo la
il suo effetto rileva in quanto capace di consumare il
mancanza di sottoscrizione, ma anche la non riconduci-
potere di accettare; determina la caduta della sequenza
bilita` della prima restituzione della proposta di transa-
contrattuale; fa salve le pretese dellassicuratrice-propo-
zione ad alcuno degli esempi prospettati ne ha decretato
nente che, per ottenere lannullamento della polizza ma-
linsufficienza probatoria.
Cassazione civile, sezione III, 4 maggio 2005, n. 9282
Pres. Fiduccia Rel. Segreto P.M. Apice A. s.p.a. c. A. s.r.l. e A.G.
Transazione In genere (nozione, caratteri, distinzioni) Prova scritta prodotta da una delle parti Eccezione della controparte di esistenza di una revoca tacita della relativa proposta Onere probatorio Portata
In tema di transazione, allorche una delle parti del negozio transattivo produca in giudizio la prova scritta
della transazione, a mente dellart. 1967 c.c., laltra parte, nelleccepire che la relativa proposta scritta sia stata,
in realta`, tacitamente revocata per comportamento incompatibile prima che la corrispondente accettazione
Obbligazioni e Contratti 1
{UTET}Obbligazioni_e_Contratti_2005/1793_05-OC_01-06/definitivo/024-032.3d
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scritta giungesse a sua conoscenza, deve fornire la prova sia della data in cui la proposta venne effettuata, sia
di quella in cui ebbe a verificarsi il comportamento asseritamente incompatibile, perche solo la posteriorita` di
questultimo consente di valutarlo ai fini della revoca della proposta.
2. Le possibili ricostruzioni del fatto
3. Le restituzioni della proposta di transazione: due ipotesi
4. Le restituzioni della proposta di transazione e la forma scritta
Con citazione notificata il 14.11.1995 la A. s.p.a. conveniva
davanti al Tribunale di Torino A.G. e la s.r.l. A. per ottenere lannullamento della polizza malattia del 22.4.1994.
Si costituivano i convenuti, che chiedevano il rigetto della domanda.
Il Tribunale, con sentenza depositata il 4.1.1999, accoglieva
la domanda, dichiarando lannullamento della polizza. Proponevano appello i convenuti e resisteva lattrice. La Corte
dAppello di Torino, con sentenza depositata l11.10.2001, in
accoglimento dellappello respingeva la domanda.
Riteneva la corte di merito che nella specie era intervenuta tra le parti una transazione, con conseguente cessazione della materia del contendere; che non poteva
condividersi lassunto del primo giudice, secondo cui la
proposta transattiva della A. s.p.a. doveva ritenersi revocata tacitamente (per comportamento incompatibile)
con la notifica dellatto di citazione, prima che intervenisse laccettazione scritta della transazione in data
13.12.1995, in quanto cio` poteva essere sostenibile solo
in presenza di una prova che la proposta transattiva
fosse stata avanzata antecedentemente alla notifica dellatto di citazione in data 14.11.1995, ma non nellipotesi
che la proposta fosse stata fatta dopo detta notifica; che
la prova, non fornita, di tanto gravava sullA. s.p.a., che
invocava la revoca della proposta.
In ogni caso la corte esaminava la domanda anche nel
merito, rigettandola.
Avverso questa sentenza ha proposto ricorso per Cassazione la A. s.p.a.
Resistono con controricorso i convenuti.
1. Con il primo motivo di ricorso la ricorrente lamenta la
violazione dellart. 360, nn. 3 e 5, c.p.c., in relazione allart. 2967 c.c., lerrata applicazione di norme di diritto, la
carente insufficiente e contraddittoria motivazione. Ritiene la ricorrente che la prova della tempestivita` della
revoca della proposta transattiva competeva ai convenuti; che questa proposta era stata effettuata prima della
notifica dellatto di citazione da parte sua; che tanto
costituiva una revoca tacita della proposta transattiva,
mentre laccettazione interveniva solo successivamente
alla notifica della citazione.
2. Il motivo e` infondato e va rigettato.
Infatti come correttamente rilevato dalla sentenza impugnata la prova della revoca della proposta di transazione
va fornita dalla parte che detta revoca assume.
Infatti, indipendentemente dal punto dibattuto in dottrina se sia possibile una revoca tacita della proposta in
generale e di quella di transazione in particolare, va osservato che, allorche la parte, nella specie il convenuto
appellante, produca la prova scritta della transazione a
norma dellart. 1967 c.c., laltra parte che contesti che la
proposta scritta sia stata revocata tacitamente, per comportamento incompatibile, prima che giungesse laccettazione scritta della proposta transattiva, deve fornire la
prova sia della data in cui fu effettuata la proposta sia di
quella in cui avvenne il comportamento ritenuto incompatibile, poiche solo se questultimo e` stato successivo
puo` essere valutato ai fini della revoca della proposta.
Nella fattispecie, quindi, detto onere della prova gravava
sulla A. s.p.a., che assumeva la revoca della proposta.
3.1. A tal fine, va osservato che la corte di merito, nella
valutazione fattuale di sua competenza, ha ritenuto che,
solo se la proposta transattiva fosse stata effettuata antecedentemente alla notifica dellatto di citazione, notificato in data 14.11.1995, detto comportamento poteva
essere valutato come revoca della proposta transattiva,
mentre se la proposta transattiva fosse stata avanzata
successivamente alla notifica dellatto di citazione, non
vi era incompatibilita` ed, essendo stata la proposta accettata per iscritto in data 13.12.1995, era cessata la materia del contendere.
3.2. Correttamente, quindi, la corte ha ritenuto che la
prova della data in cui era stata avanzata la proposta
transattiva, al fine di valutare la funzione di revoca della
stessa insita nella notifica dellatto di citazione, competeva alla A. s.p.a., che la prospettava.
Sul punto, pur assumendo la ricorrente che la proposta
transattiva era stata effettuata antecedentemente alla
notifica dellatto di citazione, non indica su quali elementi probatori fondi detto suo assunto e se detti elementi siano stati sottoposti alla valutazione del giudice
del merito e se siano stati dallo stesso valutati.
In ogni caso, contrariamente a quanto lamentato dalla
ricorrente, la sentenza impugnata sul punto non presenta vizi motivazionali nei limiti in cui gli stessi sono rilevabili in sede di sindacato di legittimita`.
4. Il rigetto del primo motivo di ricorso comporta linammissibilita` dei restanti due motivi.
Infatti la sentenza impugnata ha fondato il rigetto della
domanda della A. s.p.a., con laccoglimento dellappello,
proprio sulla ritenuta esistenza del contratto di transazione.
Solo ad abundantiam, la Corte, come rileva essa stessa, e`
passata a valutare nel merito la domanda e lha ritenuta
Con i motivi secondo e terzo la ricorrente censura questa
seconda ratio decidendi.
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Infatti va osservato che, in tema di ricorso per Cassazione, qualora la decisione impugnata si fondi su una pluralita` di ragioni, tra loro distinte ed autonome, e singolarmente idonee a sorreggerla sul piano logico e giuridico, la ritenuta infondatezza delle censure mosse ad una
delle "rationes decidendi" rende inammissibili, per sopravvenuto difetto di interesse, le censure relative alle
altre ragioni esplicitamente fatte oggetto di doglianza,
in quanto queste ultime non potrebbero comunque condurre, stante lintervenuta definitivita` delle altre, allannullamento della decisione stessa.
temporale di
costitutivi il fatto
comporta una
giuridica della
notificazione della
citazione in
giudizio per
lannullamento
della polizza
5. Il ricorso va, pertanto, rigettato e la ricorrente va condannata al pagamento delle spese di questo giudizio di
Cassazione sostenute dal resistente.
Rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento
delle spese del giudizio di Cassazione sostenute dal resistente liquidate in complessivi euro 3.100,00, di cui
euro 100 per spese, oltre spese generali ed accessori
Il 22.4.1994 unimpresa assicurativa, per il tramite
del suo agente con rappresentanza, stipula con la
societa` Alfa una polizza malattia che indica, quale
beneficiario, anche il signor Tizio. Questultimo
sinfortuna il successivo 17 giugno dello stesso anno. Con citazione in giudizio notificata il
14.11.1995, la predetta impresa assicurativa conviene la societa` Alfa ed il signor Tizio per ottenere
lannullamento della suddetta polizza. Un mese dopo, e precisamente il 13.12.1995(1), linfortunato restituisce per la seconda volta un atto di transazione
dellassicuratrice.
Questi dati del fatto hanno una chiara collocazione
temporale e sono incontrovertibilmente certi. Ma
non lo completano. Suoi elementi, temporalmente
incerti, sono anche una proposta di transazione, da
parte dellassicuratrice; ed una prima restituzione
della proposta di transazione stessa, non sottoscritta, da parte delloblato infortunato(2).
Servendosi del solo criterio cronologico si hanno,
dunque, la stipula di una polizza malattia il
22.4.1994; linfortunio il 17.6.1994; la notifica della
citazione in giudizio per lannullamento della polizza malattia il 14.11.1995; la seconda restituzione
della proposta transattiva, sottoscritta dalloblato
infortunato, il 13.12.1995.
Per avere una visione completa del fatto restano
dunque da collocare, nella cronologia prospettata,
due elementi: la proposta di transazione da parte
dellimpresa assicurativa e, marginalmente, la resti-
tuzione della stessa, non sottoscritta, da parte delloblato.
Tale operazione ricostruttiva offre due sequenze
cronologiche alternative che, merce una diversa
successione temporale degli elementi costitutivi
del fatto, comportano linevitabile diversa qualificazione giuridica di uno stesso atto: la notificazione
della citazione in giudizio per lannullamento della
polizza malattia. Nellun caso, quello di una sua
anteriorita` rispetto alla proposta transattiva, si trattera` di un mero atto di impulso processuale; nellaltro, quello che lo vede posteriore alla proposta
transattiva, anche di revoca di questa per incompatibilita`. Revoca che, per brevita`, si qualifichera` tacita(3).
Solo lopzione per una precisa sequenza temporale
e ladesione ad un preciso punto di vista permetteranno di individuare una sola fattispecie alla quale
ricollegare determinate conseguenze giuridiche.
(1) Su questa data ce` discordanza: per il giudice di primo
grado laccettazione scritta perviene il 12.12.1995 (cfr. le pagine
5-7 della sentenza); nei successivi gradi del giudizio (cfr. la
pagina 7 della sentenza di appello e le pagine 2-3 di quella di
Cassazione) lo stesso atto prenegoziale e` temporalmente posticipato, di ventiquattrore, al 13 dicembre dello stesso anno. Siccome irrilevante ai fini delle conclusioni ricostruttive, dora in
poi si fara` riferimento esclusivo alla data del 13.12.1995.
(2) Sulle possibili qualificazioni della prima restituzione di
Tizio, cfr. infra, par. 3.
(3) Non sembra che per la revoca debba essere richiesta la
stessa forma eventualmente necessaria per le dichiarazioni
contrattuali, salvo che le parti lo abbiano espressamente previsto: in questo senso, tra le ultime, Cass., 12.12.2002, n. 17737, in
Riv. notariato, 2003, 1247; per le piu` risalenti cfr. Cass.,
19.7.1946, n. 926, in Rep. Foro it., 1946, Obbligazioni e contratti,
n. 92 bis; Cass., 28.2.1957, n. 725, in Giust. civ., 1957, I, 1295 con
nota di GRANATA, Liberta` di forma della dichiarazione di revoca
della proposta nei contratti solenni; Cass., 10.1.1966, n. 177, in
Giust. civ., 1966, I, 469, con nota di ALIBRANDI, Sulla forma della
revoca di diritto privato; ed in Giur. it., 1967, I, 1, 448; Cass.,
7.2.1972, n. 282, in Rep. Giur. it., 1972, Obbligazioni e contratti,
nn. 94-95; Cass., 5.4.1976, n. 1198, in Rep. Foro it., 1976, Contratti in genere, n. 143. Anche nel merito ci si esprime in senso
positivo, giungendo ad individuare una ipotesi di revoca implicita allorche le nuove clausole richieste dal proponente siano
incompatibili con le precedenti e siano poste quale condizione
inderogabile per il perfezionamento del contratto: cfr. App. Firenze, 20.9.1950, in Rep. Foro it., 1950, Obbligazioni e contratti,
n. 100; Trib. Napoli, 23.12.1971, in Giur. it., 1973, I, 2, 405. In
dottrina rilevano le riserve avanzate, in relazione alle difficolta`
probatorie, da SACCO, Il contratto, in Tratt. Vassalli, VI, 2, Torino,
1975, 213; e da CARRESI, Il contratto, in Tratt. Cicu e Messineo,
XXI, 2, Milano, 1987, 759.
(4) Cfr. Trib. Torino, 18.1.1999, n. 1897 e App. Torino,
11.10.2001, n. 1308, entrambe inedite, che mi sono state messe
a disposizione dallavvocato di parte controricorrente, che qui
ringrazio per la cortese e sollecita collaborazione.
(5) Cfr. Trib. Torino, 18.1.1999, n. 1897, 4-7.
(6) Cfr. Trib. Torino, 18.1.1999, n. 1897, 5.
` attenta valutazione della sentenza che si
Una piu
annota deve necessariamente muovere dalla conoscenza delle decisioni di primo e secondo grado(4),
che pero` forniscono ricostruzioni differenti del fatto.
In particolare, il Tribunale di Torino(5) mostra di
aver ragionato sulla seguente scansione temporale(6): stipulazione della polizza; infortunio; denuncia dellinfortunio e successive trattative; instaurazione del giudizio mediante notifica della citazione
alle liti; invio allassicuratrice del modulo sotto-
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scritto da parte di Tizio. Cronologia incompleta,
come si e` poco sopra evinto, dalla quale desume,
tuttavia, che la restituzione sottoscritta del modulo
gia` predisposto dallassicuratrice del 13.12.1995(7)
non ha perfezionato la transazione eccepita da Tizio, giacche e` intervenuta in un momento successivo alla notificazione della citazione del
14.11.1995(8), che costituisce revoca della proposta
transattiva per incompatibilita` del comportamento(9). Ma di questa proposta e, soprattutto, della
sua collocazione temporale, non si fa menzione: e
la lettura della sentenza non consente di carpirne i
Dellincompletezza ricostruttiva ci si ravvede nel
giudizio dappello(10) e se ne condividono le ragioni
in cassazione: in entrambi i casi, si confuta la visione del fatto fornita dal giudice del primo grado non
accettandosene i presupposti.
In particolare, si sottolinea che la qualificazione
dellatto di citazione in termini di revoca tacita della proposta transattiva potrebbe essere accettata
solo laddove si accompagni alla dimostrazione dellanteriorita` della proposta transattiva stessa rispetto alla notifica dellatto di citazione: ben poteva,
infatti, tale proposta essere intercorsa nellarco
temporale (quasi un mese) che separa la notifica
della citazione in giudizio del 14.11.1995 e laccettazione mediante restituzione della proposta transattiva sottoscritta dalloblato il 13.12.1995.
Appare quindi evidente che il punto controverso
della vicenda, sul quale si concentreranno le seguenti riflessioni, consiste proprio nella qualificazione giuridica delle due, distinte, restituzioni da
parte delloblato della proposta di transazione, la
seconda sola delle quali dallo stesso sottoscritta,
con data certa, il 13.12.1995.
3. Le restituzioni della proposta di transazione:
Dalla sentenza del primo grado sapprende, sia pure per un breve cenno(11), che Tizio aveva gia` restituito una prima volta loriginale del modulo di transazione, gia` predisposto dallagente con rappresentanza dellassicuratrice, senza sottoscriverlo.
Non sono emersi, nel corso del giudizio, elementi
che mettessero in dubbio la completezza di una
siffatta proposta(12), sicche e` certamente da concludere che essa ha correttamente segnato lavvio dellattivita` procedimentale di formazione della transazione.
Pare invece opportuno spendere qualche considerazione in piu` sui comportamenti di reazione(13)
delloblato ad una proposta contrattuale. E cio` al
fine di dare un senso, tra quelli possibili, alla restituzione del modulo e allassenza di sottoscrizione
Il discorso deve prendere le mosse da una constatazione: anche laddove i comportamenti di reazione restino inalterati nel nome, questi possono cos`
diversamente atteggiarsi, che mutevole ne diviene
la sostanza(14). Si trattera`, volta per volta, di rintracciarne tanto il senso empirico, quanto il diverso
valore giuridico, attraverso una loro contestualizzazione(15).
Leterogeneita` dei contesti trova spiegazione nella
pluralita` dei congegni apprestati dalla nostra legge
per la formazione del contratto(16), ciascuno avente
la propria fisionomia e le proprie regole(17); ciascuno corrispondente ad un diverso procedimento(18),
calibrato sugli interessi in gioco.
In particolare, il dato normativo dimostra che la
natura degli effetti derivanti dalla conclusione del
contratto incide anche sul comportamento imposto
(7) Sulla data della seconda restituzione sottoscritta da Tizio
del modulo gia` predisposto dallassicuratrice, v. quanto gia` detto in nt. 1.
(8) Sfuggono le ragioni che abbiano indotto il giudice del
primo grado a sollevare dubbi, sia pure per inciso, sulla configurabilita` di una accettazione di proposta transattiva mediante
restituzione della stessa semplicemente sottoscritta dalloblato
(... per cui la successiva accettazione del 12.12.95 [quella sottoscritta dalloblato] anche volendo ammetterne, in ipotesi, la
formale validita` non puo` che reputarsi tardiva [corsivi miei],
cfr. p. 7 della sentenza).
(9) Cfr. Trib. Torino, 18.1.1999, n. 1897, 7.
(10) Cfr. App. Torino, 11.10.2001, n. 1308, 6 e 7.
(11) Nei Motivi della decisione (cfr. Trib. Torino, 18.1.1999, n.
1897, 5) puo` leggersi che lassicuratrice ... ha, per contro, evidenziato (ma non provato) di aver ricevuto in restituzione in un
primo momento loriginale del modulo privo di sottoscrizione
e, solo in data 12.12.95, la copia finalmente sottoscritta dal Sig.
[Tizio] (circostanza ammessa personalmente dallo stesso Sig.
[Tizio] alludienza del 13.6.1995).
(12) La dottrina pressoche unanime giunge ad affermare che
la proposta sia tale solo se completa, nel senso che debba contenere tutti gli elementi del futuro contratto: in questo senso
CARRARA, Contributo allo studio della formazione dei contratti,
Milano, 1915, 135 ss.; VIVANTE, Trattato di diritto commerciale,
IV, Milano, 1935, 21 ss.; DE RUGGIERO, Istituzioni di diritto civile,
III, Messina, 1935, 266; BARASSI, Teoria generale delle obbligazioni, II, Milano, 1946, 42 ss.; OSTI, Contratto, in Nuovo dig., IV,
1938, Torino, 515; MESSINEO, Contratto, in Enc. dir., IX, Milano,
1961, 70; ID., Il contratto in genere, in Tratt. Cicu e Messineo, I,
Milano, 1968, 307. Non esclude del tutto la validita` di una proposta incompleta SCOGNAMIGLIO, Contratti in generale, in Tratt.
Grosso e Santoro-Passarelli, IV, 2, Milano, 1966, 89 ss.
Contro lattendibilita` dellopinione tradizionale circa la completezza della proposta si e` espresso anche G. BENEDETTI, Dal
contratto al negozio unilaterale, Milano, 1969, 101-107, spec.
105 e 107.
Si veda inoltre, per unefficace e recente sintesi delle posizioni della dottrina e della giurisprudenza, GRONDONA, La formazione del contratto, I contratti in generale - Conclusione - Opzione - Prelazione - Contratto preliminare, in Il diritto privato
nella giurisprudenza, a cura di Cendon, III, Torino, 2001, 5-6. In
giurisprudenza, tra le tante, si vedano Cass., 5.8.1987, n. 6741,
in Rep. Giur. it., 1987, Obbligazioni e contratti, n. 316; Cass.,
16.1.1969, n. 88, in Giur. it., 1969, I, 663.
(13) Si parla, sia pure piu` specificamente, di onere di reazione delloblato per respingere effetti a lui favorevoli in G. BENEDETTI, op. cit., 169.
(14) Cfr. G. BENEDETTI, op. cit., 26 e 27.
(15) Cfr. G. BENEDETTI, op. cit., 170.
(16) Cfr. G. BENEDETTI, op. cit., 24.
(17) Cfr. G. BENEDETTI, op. cit., 27.
(18) Cfr. G. BENEDETTI, op. cit., 26 e 39, nt. 32, ove si indicano,
come di interesse particolare, gli scritti di MESSINEO, Il contratto,
cit., 294 ss.; CARNELUTTI, Forma degli atti complessi, in Riv. dir.
comm., 1937, I, 458; ROMANO, Introduzione allo studio del procedimento giuridico nel diritto privato, Milano, 1961; SCHLESIN` del procedimento di formazione del consenso
GER, Complessita
Nel giudizio di
appello ci si pone il
temporale della
transattiva
14:50 pagina 28
Si puo` configurare
la restituzione del
modulo, priva di
delloblato, come
rifiuto contrattuale
al privato per completare il procedimento di stipulazione: un atto positivo di accettazione e` espressamente richiesto solo laddove loblato possa risentire di effetti sfavorevoli dalla conclusione del contratto(19); laddove, invece, il destinatario della proposta benefici di effetti esclusivamente favorevoli,
si ammette che questi possano verificarsi nella sua
sfera senza la necessita` di un atto di adesione da
parte sua(20), pur riconoscendogli il potere di respingerli, per non sacrificarne la liberta` di apprezzamento(21).
Lalternativa appena delineata si risolve in una dicotomia, i termini della quale prendono il nome da
quel comportamento di reazione delloblato che
meglio ne caratterizza il tipo: si avranno, dunque,
congegni caratterizzati dallaccettazione e congegni
caratterizzati dal rifiuto.
Per dare un senso alle restituzioni della proposta
transattiva da parte di Tizio non bastera`, quindi, il
solo rilevare che la legge gli riconosca ... un potere
di scelta, un apprezzamento di convenienza in ordine a una certa situazione giuridica(22) (strumentale
o sostantiva)(23) che lo riguarda; si trattera` anche di
precisare il congegno tecnico con il quale la scelta e`
stata operata(24), ed entro il quale hanno trovato attuazione i suoi comportamenti di reazione.
La sequenza procedimentale che qui si analizza fa
uso dun congegno caratterizzato dallaccettazione,
e proprio avendo a bada tal contesto dovra` darsi
lesatto valore giuridico ai comportamenti di reazione delloblato che, nella pratica, non possono
che esaurirsi in una triplice alternativa accettazione, rifiuto, silenzio propria del resto, seppur con
valore giuridico differente, anche dei congegni caratterizzati dal rifiuto(25). Tizio, nellapprezzare la
convenienza della situazione giuridica strumentale
offertagli dallassicuratrice, poteva reagire accettando(26), rifiutando o assumendo un atteggiamento
meramente passivo di silenzio.
Tizio ha restituito il modulo gia` predisposto dallagente dellimpresa assicurativa. Una prima volta
non sottoscrivendolo. Si tratta, come suesposto, di
rintracciare dapprima il senso empirico di siffatto
comportamento di reazione, riconducendolo ad
una accettazione o ad un rifiuto della proposta, essendosi elisa, in concreto, lalternativa del silenzio.
E successivamente, ma non secondariamente, di
individuarne lesatto valore giuridico che assume
nello specifico congegno entro il quale si attua.
Si procedera` per gradi e si partira` da una prima
ipotesi empirica.
Puo` considerarsi la prima restituzione del modulo
priva di firma autografa delloblato come un rifiuto
della proposta di transazione: Tizio ha, come si suol
dire, rispedito al mittente lofferta, che non gli
interessava. Alla considerazione di tipo empirico
deve pero` seguire lattribuzione di un preciso valore
giuridico al rifiuto della proposta nel congegno caratterizzato dallaccettazione, in modo da porre in
luce le conseguenze duna siffatta qualificazione
nelle due ricostruzioni del fatto, che sono state fornite nel corso del giudizio.
Che il rifiuto sia gia` nella piena disponibilita` delloblato e` principio cos` generale e radicato che la
legge non sente neanche il bisogno di dettarlo
espressamente, se non proprio nei casi in cui assuma un rilievo particolare, come nei congegni che
dallo stesso risultano esserne caratterizzati(27).
Puo` anzi dirsi che, anche la` dove loblato non rifiuti, il contratto comunque non si conclude, non essendo tenuto a rifiutare la proposta, e dovendosi
limitare a stare semplicemente in silenzio per evitarne la conclusione(28). Cio` perche ... la proposta,
da sola, non potra` mai formare il contratto, perche
inidonea, per definizione, a chiudere il procedimento. Non necessita un comportamento ad hoc,
che escluda il perfezionarsi della sequenza, [... e`]
sufficiente non porre in essere laccettazione o altro
atto equivalente secondo la peculiarita` del procedimento di cui si tratta(29). Cio` e` dovuto alla particolare natura che il rifiuto assume nei congegni
caratterizzati dallaccettazione, tipici delle sequen-
ed unita` del negozio contrattuale, in Riv. trim. dir. e proc. civ.,
1964, 1345 ss.; RAVAZZONI, La formazione del contratto, I, Le fasi
del procedimento, Milano, 1966, 14 ss.
V. ancora, tra i piu` recenti contributi, A.M. BENEDETTI, Autonomia privata procedimentale: la formazione del contratto fra
legge e volonta` delle parti, Torino, 2002; G. BENEDETTI, La formazione del contratto e linizio di esecuzione. Dal codice civile ai
principi di diritto europeo dei contratti, in Europa dir. priv.,
2005, 309-338.
(19) Cfr. G. BENEDETTI, Dal contratto al negozio unilaterale, cit.,
(20) Si preferisce luso del termine adesione a quello di accettazione, proprio delle sequenze contrattuali ed appuntato
su situazioni puramente strumentali, giacche in tali contesti la
reazione del destinatario di effetti favorevoli rappresenta solo
un di piu`: la dichiarazione del proponente e` gia` di per se
sufficiente a produrre leffetto sostantivo. Conferma positiva
della distinzione su prospettata la si puo` trovare nellart. 1411,
2 co., c.c., ove e` la stessa legge a non chiamare accettazione,
bens` dichiarazione di voler profittare, latto col quale il terzo
estingue il potere di revoca dello stipulante e, si badi, non ac-
quista il diritto, gia` suo per il solo effetto dellaccordo tra stipulante e promittente (cos` G. BENEDETTI, op. ult. cit., 166, 190,
201 e 202; ID., Struttura della remissione, in Riv. trim. dir. e proc.
civ., 1962, 1315).
(21) Cfr. G. BENEDETTI, Dal contratto al negozio unilaterale, cit.,
(22) Cfr. G. BENEDETTI, op. loc. ult. cit.
(23) Per strumentale deve intendersi quella situazione transitoria e servile che, differentemente da quella sostantiva, ponga il soggetto nella posizione di potere accettare o meno: transitoria giacche cessa col finire del procedimento e servile in
quanto essenzialmente destinata alla realizzazione di unaltra
situazione giuridica (cfr. G. BENEDETTI, op. ult. cit., 151 e 182).
(24) Cos` G. BENEDETTI, op. loc. ult. cit.
(25) Ove, tuttavia, lalternativa delladesione, per le ragioni gia`
esposte in nt. 20, prendera` il luogo di quella dellaccettazione.
(26) Cfr. nt. precedente e nt. 20.
(27) Si prenda, a mo di esempio, il 2 co. dellart. 1333 c.c.;
cos` G. BENEDETTI, op. ult. cit., 163.
(28) Cfr. G. BENEDETTI, op. loc. ult. cit.
(29) Cos` G. BENEDETTI, op. loc. ult. cit.
14:50 pagina 29
ze contrattuali: in seno a queste, il rifiuto, che puo`
dunque qualificarsi contrattuale, e` atto del procedimento, di segno contrario, a carattere meramente
facoltativo, nel senso che non e` necessario per la
non-conclusione del contratto(30).
La proposta transattiva dellassicuratrice ha, in altri
termini, determinato una situazione meramente
procedimentale, strumentalmente offerta allapprezzamento di Tizio, la cui inerzia, protratta oltre
un ragionevole periodo di tempo(31), inducendo
non-accettazione(32), avrebbe comunque fatto cadere la sequenza, giacche incompleta(33). Ma non
ce` stato silenzio: Tizio ha reagito restituendo al
mittente la proposta, senza sottoscriverla. Ed ove,
come preannunciato in ipotesi, si voglia ricondurre
tale reazione a rifiuto (contrattuale) della proposta,
il suo effetto rileva in quanto capace di consumare
il potere di accettare delloblato, cos` determinando
la caduta della sequenza contrattuale: e cio` senza
attendere lo spirare del termine su ricordato(34).
Le conseguenze di una siffatta qualificazione nella
ricostruzione che del fatto e` stata data in appello(35)
non sarebbero affatto irrilevanti: posto che la prima
restituzione della proposta contrattuale non sottoscritta ne sia stata il rifiuto, cio` impedirebbe ab
initio lacquisto che si sarebbe realizzato attraverso
la situazione strumentale offertagli, indurrebbe la
caduta del procedimento, non permetterebbe alla
transazione di perfezionarsi, facendo salve le pretese dellassicuratrice(36). E` proprio la peculiarita` di
siffatte conseguenze che ha spinto autorevole dottrina(37) a ricostruire il rifiuto, nei congegni caratte-
rizzati dallaccettazione, come fatto impeditivo del
completamento della fattispecie e, quindi, del prodursi degli effetti del negozio(38).
Del pari, laddove, conformemente alla ricostruzione del fatto operata dal giudice di primo grado(39),
la prima restituzione della proposta si collochi tra
la proposta di transazione e la notifica della citazione alle liti del 14 novembre, detta restituzione
varrebbe come rifiuto della proposta transattiva e
offrirebbe il destro allassicuratrice di valersi della
mancata conclusione del contratto di transazione
senza ricorrere allo strumento della revoca per
comportamento incompatibile, avvenuta con la
predetta citazione alle liti ed anteriore alla successiva e seconda restituzione, sottoscritta e come tale
senza meno qualificabile accettazione, del 13 dicembre.
In entrambe le ricostruzioni, vale inoltre la pena di
aggiungere, anche la seconda restituzione delloblato, in conseguenza del preciso valore giuridico
di rifiuto contrattuale della prima, assumerebbe diverso significato: non piu` quello di accettazione
della proposta transattiva, bens` quello di nuova
proposta(40), appartenente ad un nuovo e distinto
procedimento di formazione del contratto di transazione, del quale ha segnato lavvio.
Si proseguira` ora con una seconda ipotesi empirica,
della quale e` bene anticiparne subito la scarsa probabilita` di conferma sperimentale: quella che riconduce la prima restituzione delloblato ad accettazione, per comportamento concludente(41), della
proposta transattiva dellassicuratrice(42).
(30) Cfr. G. BENEDETTI, op. ult. cit., 163 e 164.
(31) Lart. 1326 c.c. stabilisce che laccettazione debba pervenire al proponente nel termine da lui stabilito o comunque
ordinariamente necessario secondo la natura dellaffare o secondo gli usi (2 co.), ma gli attribuisce anche la possibilita` di
ritenere efficace laccettazione tardiva purche ne dia pronto
avviso alloblato (3 co.).
(32) Cfr. G. BENEDETTI, op. ult. cit., 173.
(33) Cfr. G. BENEDETTI, op. ult. cit., 164.
(34) Cfr. G. BENEDETTI, op. loc. ult. cit.
(35) La sequenza temporale emersa dalla ricostruzione che del
fatto se` fatta in appello e` la seguente: polizza assicurativa del
22.4.1994, citazione alle liti del 14.11.1995, proposta di transazione, prima restituzione, seconda restituzione del 13.12.1995.
(36) Che per ottenere lannullamento della polizza malattia deve quanto meno superare lostacolo dirimente della conclusione
del contratto di transazione. Cfr. BENEDETTI, op. ult. cit, 184.
(37) G. BENEDETTI, op. ult. cit., 165-173, spec. 172-173 e 181185; ID., Struttura della remissione, cit., 1309-1313.
(38) Cos` G. BENEDETTI, Struttura della remissione, cit., 1311.
(39) Nella prima ricostruzione che del fatto e` stata fatta, quella
di primo grado, la sequenza temporale e` la seguente: polizza
assicurativa del 22.4.1994, proposta di transazione, citazione
alle liti del 14.11.1995, seconda restituzione del 13.12.1995. La
prima restituzione e` dunque teoricamente, ed alternativamente, collocabile tra la proposta e la citazione alle liti (prima ipotesi), oppure tra questultima e la seconda restituzione (seconda ipotesi). Sulle ricostruzioni del fatto si veda comunque, supra, amplius, par. 2.
(40) Ove sussista un complesso di clausole predisposte per
contrattazioni uniformi, la proposta puo` partire, indifferentemente, dalla parte che ha predisposto [lassicuratrice] o dallaltra parte [Tizio]; nel primo caso le clausole predisposte, se contengono tutti gli elementi del contratto, s` che basti la mera
accettazione perche questo si perfezioni, possono essere consi-
derate come offerta al pubblico (art. 1336) ed essere assoggettate alla disciplina di questa; nella seconda ipotesi possono
presentarsi come invito ad offrire ... ed il contratto si perfezionera` nel momento in cui il predisponente [lassicuratrice]
emettera` la sua accettazione. Del pari, luso del modulo o del
formulario puo` essere adottato ad iniziativa sia del proponente
che dellaccettante, cos` MIRABELLI, Dei contratti in generale, in
Comm. cod. civ., IV, 2, 3a ed., Torino, 1980, 143.
(41) Nel fenomeno manifestativo, come la migliore dottrina
ha spiegato (FALZEA, Comportamento, in Enc. dir., VIII, Milano,
1961, 135-136; ID., Manifestazione (teoria generale), in Enc. dir.,
XXV, Milano, 1975, 442-476; ID., Ricerche di teoria generale del
diritto e di dogmatica giuridica, II, Milano, 1997, 605-715; SCALISI, Manifestazione in senso stretto, in Enc. dir., XXV, Milano,
1975, 500), il comportamento concludente nella piu` ristretta
realta` giuridica non negoziale, e la manifestazione per comportamento concludente (o in senso proprio) in quella negoziale, sono caratterizzati e distinti, rispettivamente, dalla dichiarazione e dalla dichiarazione in senso proprio per il diverso atteggiarsi del rapporto di significazione: questultimo
significherebbe per segnali nei comportamenti e per simboli
nelle dichiarazioni. Dallequivocita` e dallassenza di funzione
partecipativa dei segnali deriverebbe la maggiore complessita`
interpretativa dei comportamenti, per i quali assume un rilievo
ancor piu` marcato, che non nelle dichiarazioni, quel complesso
di circostanze o comportamenti o condizioni di sostegno, ambientali e causali, posto al di la` della fattispecie e che contribuisce tuttavia a rendere manifesto il comportamento. Complesso di circostanze che la dottrina ha variamente indicato
sotto il nome ora di contesto, ora di contesto situazionale, ora
di indici esterni (cfr. IRTI, Testo e contesto una lettura dellart.
1362 codice civile, Padova, 1996, 2 ss.; RIZZI, Linterpretazione del
contratto e dello statuto societario, Milano, 2002, 305 ss.).
(42) E` stato autorevolmente sostenuto che la forma richiesta
perche latto possa essere provato e` istituto di diritto proces-
Qualificata la
prima restituzione
come rifiuto
contrattuale della
transattiva, la
restituzione non ne
e` piu` accettazione
ed assume il
diverso valore
giuridico di nuova
14:50 pagina 30
Si puo` considerare
accettazione per
concludente della
dellassicuratrice
4. Le restituzioni della proposta di transazione e
Lart. 1967 c.c. richiede che la transazione debba
essere provata per iscritto, fermo il disposto del
n. 12 dellart. 1350 e la rubrica di questultimo
recita Atti che devono farsi per iscritto: in entrambi i casi il rinvio e` alla nozione di scritto, comprensiva tanto dellatto pubblico quanto della scrittura
privata. Questultima, argomentando ex art. 2702
c.c., puo` definirsi come il testo grafico, di cui taluno, mediante la sottoscrizione, assume la paternita`(45). I segni, impressi su cosa caduca o durevole,
sono tracciati dalla mano delluomo o da apparati
meccanici e con la sottoscrizione, che e` un auto-
nomo atto giuridico, il soggetto riferisce a se il testo(46). La sottoscrizione e` dunque il criterio di imputazione, per il tramite del quale il diritto attribuisce a taluno, come a suo autore, un testo grafico(47):
stabilisce un vincolo giuridico tra i segni grafici ed il
sottoscrittore(48). Eppure, si nota(49), lart. 2702 c.c.
non enuncia un principio di carattere logico, che
sia prima e fuori dalla legge, ma si limita a stabilire
un principio normativo e convenzionale che pone
nella firma autografa quel legame di personalita` ed
esclusivita` del rapporto tra autore e testo(50). Cio`
non toglie che altri criteri di imputazione potrebbero essere scelti o tenuti per equivalenti(51). Occorre verificare se il legislatore preveda o consenta
soluzioni diverse dalla firma autografa(52).
La pratica, recente e meno recente(53), rivela come
le parti non di rado utilizzino testi grafici non sottoscritti(54), e cioe` insieme di segni, tracciati da apparati meccanici o da terzi qualificati in dati contesti, e sforniti di firma autografa(55).
A questo proposito ce` chi autorevolmente ha spiegato e raccolto questo fenomeno nella crisi della
sottoscrizione(56), intendendola come progressivo
scioglimento del rapporto tra firma autografa e testo scritto(57). Non ci si esprime piu` solo con parole dette o con gesti, ma anche per segni tracciati
su cose da istrumenti meccanici(58), oppure, sia
pure in determinati contesti, per segni scritti accompagnati da contegni(59): ne risultano testi non
sottoscritti, ove il vincolo tra autore e testo e` stabi-
suale, in quanto viene imposto non un onere allautonomia
delle parti, ma un limite alla valutazione discrezionale del giudice, chiamato a giudicare una controversia relativa allatto. La
perifrasi deve farsi per iscritto non e` quindi adeguata giacche
se la forma e` richiesta perche latto possa esser provato, non vi e`
ne obbligo, ne onere, ne limitazione: latto esiste ed e` giuridicamente rilevante, anche se espresso in altra forma, e puo` esser
provato con mezzi diversi, rimanendo limitata solo lammissibilita` della prova per testi. E` pero` sul piano pratico che linosservanza della forma conduce a conseguenze analoghe alla deficienza di forma ad substantiam, in quanto latto cui manchi
la forma ad probationem, non potendo essere fatto valere, non
produce alcun effetto, cos` MIRABELLI, op. cit., 192. Lo stesso
autore precisa in nt. 7 che le limitazioni di prova si applicano
quando il negozio sia invocato come tale e non quando sia
dedotto come mero fatto storico influente nella controversia,
e pone a supporto di cio` anche riscontri giurisprudenziali, cfr.
Cass., 27.10.1965, n. 2262, in Rep. Giur. it., 1965, Prova in generale, n. 35; Cass., 18.3.1978, n. 1366, ivi, 1978, Obbligazioni e
contratti, n. 230.
(43) Per il significato della locuzione indici esterni si rimanda a quanto gia` detto in nt. 41.
(44) Se si riconduce la prima restituzione ad accettazione per
comportamento concludente della proposta transattiva, nella
ricostruzione fatta dal giudice del primo grado, la transazione
verrebbe a perfezionarsi nellipotesi in cui si riesca a dare la
prova della sua anteriorita` alla notifica della citazione alle liti
(che della proposta di transazione ne sarebbe revoca per incompatibilita` di comportamento) del 14 novembre; nella seconda ricostruzione, quella fatta in appello e che vede la proposta posteriore alla notifica della citazione alle liti, si anticiperebbe semplicemente la conclusione del contratto.
(45) Cos` IRTI, La rinascita del formalismo ed altri temi, in ID.,
Studi sul formalismo negoziale, Padova, 1997, 60 (gia` in ID.,
Idola libertatis. Tre esercizi sul formalismo giuridico, Milano,
(46) IRTI, op. loc. ult. cit.
(47) IRTI, op. loc. ult. cit.
(48) IRTI, op. loc. ult. cit.
(49) IRTI, op. loc. ult. cit.
(50) IRTI, op. ult. cit., 60 e 61.
(51) IRTI, op. ult. cit., 60.
(52) IRTI, op. ult. cit., 61.
(53) Il tentativo di sfatare lapparente indissolubilita` del vincolo che lega la forma scritta alla sottoscrizione ha radici antiche: a chi scrive e` apparso molto suggestivo quello di G. Setzer,
che al fine di limitare lapporto innovativo della l. 17 cod. de fide
instrumentorum alla prescrizione dei requisiti per la realizzazione della forma scritta, e non anche allo stabilirne i casi di
indefettibilita`, cerca di dimostrare come prima della citata costituzione imperiale la sottoscrizione non fosse mai stata elemento necessario, ma solo eventuale, della scriptura (cfr. SETZER, Abhandlungen aus dem Civilrecht, I, Ueber die Verabredung
der Schrift, insbesondere von der l. 17 cod. de fide instrumentorum, Bremen, 1860, trad. it. e cura di F. Addis, Sulla pattuizione
dello scritto, in particolare della l. 17 cod. de fide instrumentorum, Napoli, 2005, 71-94). Per farlo la. sventaglia una serie di
argomenti che occupano una parte cospicua e rilevante nello
sviluppo complessivo della sua Abhandlung (cos` ADDIS, Contractus in scriptis fieri placuit. Setzer e il formalismo convenzionale, prefato a SETZER, op. ult. cit., 16, nt. 22): svela che nella
prassi epistolare i Romani non usavano scrivere il proprio nome
a chiusura di una lettera ma apporre un sigillo con un particolare signum; rileva che nellantico contratto letterale romano la
sottoscrizione non era elemento essenziale o anche solo usuale,
laddove era addirittura superflua nelle stipulationes e non presente sulle tabulae ceratae.
(54) Cfr. IRTI, La rinascita del formalismo ed altri temi, cit., 61.
(55) IRTI, op. loc. ult. cit.
(56) IRTI, op. loc. ult. cit.
(57) IRTI, op. ult. cit., 61 e 62.
(58) IRTI, op. ult. cit., 62.
(59) Il riferimento gestuale, come si avra` modo di spiegare
successivamente, e` allesibizione in giudizio di copia non sottoscritta da parte di chi intende avvalersene.
Anche a volerne ammettere, infatti, la configurabilita`, resa ardua dalla scarsezza di indici esterni che
permetterebbero di individuarne la concludenza(43), e capace di ripercussioni non indifferenti in
entrambe le ricostruzioni dei fatti(44), resterebbe
comunque limpedimento dirimente della prova
scritta richiesta dallart. 1967 c.c. per le transazioni.
E non solo, come si vedra`, per la mancanza di sottoscrizione. E` per questo motivo che nel prosieguo
si estendera` il discorso anche alla seconda restituzione che Tizio ha fatto del modulo predisposto
dallagente dellassicuratrice, questa volta pero` sottoscrivendolo, cogliendo loccasione per esprimere
talune considerazioni sulla forma scritta e la sottoscrizione.
14:50 pagina 31
lito nellun caso dalluso dellapparato tecnico, nellaltro dal particolare contesto situazionale. Entrambi assolvono la funzione attributiva gia` soddisfatta dalla firma autografa. Si chiarira` con due
Quanto alla prima ipotesi prospettata, un appiglio
normativo sembra essere costituito dallart. 2705, 1
co., c.c., in materia di corrispondenza telegrafica.
Questa norma riconosce al telegramma lefficacia
probatoria della scrittura privata, se loriginale consegnato allufficio di partenza e` sottoscritto dal mittente, ovvero se e` stato consegnato o fatto consegnare dal mittente stesso, sia pure senza sottoscriverlo(60). La fattispecie descritta puo` scomporsi(61)
ricorrendo ad una sequenza cronologica di atti: in
un primo tempo il mittente esprime la propria volonta` nel dispaccio che, sottoscritto, consegnato o
fatto consegnare, rimane negli uffici telegrafici, non
pervenendo al destinatario; in un secondo tempo
viene invece consegnata al destinatario quella che e`
solo una riproduzione del telegramma e che si presume, fino a prova contraria, conforme alloriginale
(art. 2706, 1 co., c.c.).
Da quanto sopra emerge che le dichiarazioni trasmesse col telegramma, che e` atto dellufficio telegrafico, hanno la stessa provenienza di quelle
espresse nel dispaccio, che e` atto del mittente, tutte
le volte in cui ricorra una delle ipotesi di cui allart.
2705, 1 co., c.c., e cioe` quando il dispaccio, conse-
gnato allufficio di partenza, sia sottoscritto dal mittente; e quando, sia pur sprovvisto della sua firma
autografa, sia stato consegnato o fatto consegnare
dal mittente stesso.
Quanto, invece, alla seconda ipotesi, quella del contesto situazionale, la giurisprudenza(62) ne offre un
esempio la` dove ritiene che il contratto, munito di
firma autografa di una delle parti, possa validamente provarsi in giudizio (questo il particolare contesto) con scrittura privata prodotta dal contraente
che non lha sottoscritta(63). Un atto del processo,
e si badi non della parte ma del suo difensore, rivolto al giudice, terrebbe il luogo della firma autografa(64).
Resta ora da chiedersi, una volta prospettati i due
esempi, se davvero il criterio di imputazione, scelto
dal codice vigente per assegnare ad un testo la qualifica di scrittura privata, si esaurisca nella sottoscrizione. Oppure se sia il caso di enunciare unequivalenza(65) tra la sottoscrizione ed i comportamenti del consegnare e del far consegnare nellipotesi del telegramma, e dellesibire in giudizio la
scrittura firmata da una sola delle parti nellipotesi
offerta dalla giurisprudenza.
La dottrina gia` citata(66) trova risposta affermativa
nel fatto che la scrittura privata, a differenza dellart. 2699 c.c., che definisce latto pubblico in termini ontologici(67), non sia definita in se, ma in
funzione di una speciale efficacia probatoria. Lart.
(60) VALSECCHI, Gioco e scommessa, transazione, in Tratt. Cicu e
Messineo, XXXVII, 2, Milano, 1986, 340 e 341; IRTI, op. ult. cit., 62
e 63. Per la giurisprudenza, cfr. Cass., 7.7.1969, n. 2510; Cass.,
15.5.1971, n. 1410; Cass., 7.4.1972, n. 1065; Cass., 11.11.1982, n.
12128; Trib. Ascoli Piceno, 7.9.1980, in Foro it., 1980, I, 3090;
Cass., 3.7.1990, n. 6788, ivi, 1991, I, 511; Cass., 30.10.2000, n.
14297, ivi, 2001, I, 98; Cass., 18.6.2003, n. 9790.
(61) IRTI, op. ult. cit., 63.
(62) Per precedenti difformi sotto il regime del codice del
1865, v. infra, nt. 64; nel senso del testo cfr. Cass., 23.4.1937,
in Rep. Foro it., 1937, Scrittura, n. 16; Cass., 18.3.1938, ivi, 1938,
voce cit., n. 23; Cass., 13.6.1939, ivi, 1939, voce cit., n. 19; Cass.,
11.12.1939, ivi, 1939, voce cit., n. 20; Cass., 28.5.1940, ivi, 1940,
voce cit., n. 21; Cass., 16.4.1941, ivi, 1941, voce cit., n. 23; Cass.,
20.4.1942, ivi, 1942, voce cit., n. 22; Cass., 15.2.1946, in Foro it.,
1946, I, 278 con nota di A. Ta.; Cass., 16.3.1951, in Rep. Foro it.,
1951, Scrittura, n. 14; Cass. 23.6.1955, n. 1964, ivi, 1955, voce cit.,
n. 18; Cass. 21.10.1955, n. 3396, ivi, 1955, voce cit., n. 19; Cass.,
6.10.1955, n. 2865, in Foro it., 1956, I, 1129; Cass., 4.4.1958, n.
1156, in Rep. Giur. it., 1958, Obbligazioni e contratti, n. 291;
Cass., 30.6.1959, n. 2050, ivi, 1959, Scrittura, n. 8; Cass.
5.7.1963, in Giust. civ., 1963, I, 2033; in Temi, 1964, 17 con osservazioni di CANDIAN, Scrittura ad essentiam con una sola firma?; Cass., 2.4.1964, n. 719, in Riv. dir. processuale, 1964, 633,
con nota di COLESANTI, Sulla formazione giudiziale dei contratti
solenni; Cass., 24.7.1964, n. 1995, in Foro it., 1964, I, 1780 con
osservazioni di LENER, Forma scritta costitutiva e conclusione del
contratto (la giurisprudenza degli equipollenti della sottoscrizione); e in Temi napoletana, 1965, I, 18 con nota di ANNUNZIATA, In
tema di equipollenti della sottoscrizione nei contratti solenni;
Cass., 18.12.1964, n. 2914, in Rep. Giur. it., 1964, Scrittura, n.
7; Cass., 8.5.1965, n. 848, in Foro padano, 1966, I, 411; Cass.,
6.8.1965, n. 1899, in Giust. civ., 1965, I, 1964; Cass., 4.1.1966, n.
39, in Giur. it., 1966, I, 1, 206; Cass. 13.5.1969, n. 1633, in Rep.
Giur. it., 1969, Obbligazioni e contratti, n. 184; Cass., 18.3.1970,
n. 738, ivi, 1970, voce cit., n. 95; Cass., 30.5.1977, n. 2216, ivi,
1977, voce cit., n. 139; Cass., 30.12.1977, n. 3756, ivi, 1977, voce
cit., n. 144. Per dottrine discordi, v. infra la posizione di Stolfi in
nt. 64; BARBERO, Sulla produzione in giudizio della scrittura pri-
vata non sottoscritta, in Foro padano, 1951, I, 1251; e SACCO, op.
cit., 202-203, ove lautore denuncia un notevole lassismo della
giurisprudenza nel valutare la tardivita` dellaccettazione, deducendo cio` dalla massima, ricorrente, secondo la quale si avrebbe accettazione efficace di dichiarazione sottoscritta dalla controparte, da parte di chi tale dichiarazione esibisce in giudizio,
pur non avendola sottoscritta.
(63) Cos` VALSECCHI, op. cit., 336, ove nella nt. 13 si precisa come
questa opinione sia espressamente accolta nel 126 del BGB.
(64) Era di parere contrario, sia pure sotto il regime del vecchio codice, Giuseppe Stolfi: loccasione del disaccordo gli e`
offerta da Cass. del Regno, 26.2.1937, n. 560 che annota (in Foro
it., 1937, I, 843-844). Non condivideva il nuovo pensiero della
Corte regolatrice (prima dallora, stando alle sentenze edite,
non bastava esibire in giudizio una scrittura firmata dal solo
offerente perche sintendesse concluso un qualsiasi negozio
solenne, ma occorreva che lofferta risultasse accettata nelle
debite forme dalla controparte o personalmente, cfr. Cass. del
Regno, 13.6.1926 in Foro it., 1927, I, 150; Cass. del Regno,
9.4.1927, ivi, 1927, I, 953; Cass. del Regno, 12.5.1932, in Rep.
Foro it., 1932, Vendita, n. 31, o per mezzo di procuratore a cio`
autorizzato, cfr. Cass. del Regno, 10.7.1933, ivi, 1933, voce cit., n.
70) per le seguenti motivazioni: supplire la mancanza della firma con lesibizione in giudizio della scrittura firmata dallaltra
avrebbe significato, da un lato, sostituire una manifestazione
tacita di volonta` a quella che per legge doveva rivestire una
certa forma; dallaltro, ammettere che il consenso potesse essere prestato anche nei confronti di un terzo qual e` il giudice cui e`
diretta lesibizione in un contesto, quello del processo, che e`
rivolto ad accertare e a tutelare i rapporti giuridici legittimamente costituiti in precedenza, e non a perfezionare quelli in
via di formazione.
(65) Di siffatta equivalenza, sia pur limitatamente allipotesi di
cui allart. 2705, 1 co., c.c., parla diffusamente IRTI, op. ult. cit., 64.
(66) Cfr. IRTI, op. ult. cit., 65 e 66.
(67) Lart. 2699 c.c. cos` recita: Latto pubblico e` il documento
redatto, con le richieste formalita`, da un notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato ad attribuirgli pubblica fede nel luogo
dove latto e` formato.
imputazione scelti
dal sistema per
assegnare ad un
testo la qualifica di
non si esauriscono
in quello della
14:50 pagina 32
Linsufficienza
probatoria della
si fonda sulla sua
non riconducibilita`
2702 c.c. si limiterebbe a disciplinare lefficacia probatoria della scrittura privata scegliendo il criterio
della firma autografa, che resterebbe pero` soltanto
una fra le tecniche di imputazione(68). In assenza,
quindi, di una definizione rigida di scrittura privata,
il legislatore ben puo` tanto tenere saldo il criterio
della firma autografa(69), quanto decidere di introdurre criter equivalenti o di accoglierne una varia pluralita`(70).
Cos` fa nellart. 2705 c.c., che, lungi dallesser norma eccezionale(71), concorre a delineare la sfera di
efficacia probatoria dellart. 2702 c.c., stabilendo
che il vincolo giuridico tra testo grafico ed autore
e` stabilito (anche) dai comportamenti del consegnare e del far consegnare(72) il dispaccio allufficio di partenza. Criteri attributivi, questi ultimi, che
si affiancano a quello della sottoscrizione.
Se, dunque, per le motivazioni suesposte, lenunciazione dellequivalenza tra sottoscrizione e comportamenti del consegnare o far consegnare e dellesibire e` vera, allora puo` voler dire che Tizio ben
(68) IRTI, op. cit., 65.
(69) IRTI, op. loc. ult. cit.
(70) IRTI, op. loc. ult. cit.
avrebbe potuto considerare la transazione con lassicuratrice conclusa, ove ne avesse esibito in giudizio la proposta completa, seppur priva della sua
sottoscrizione; oppure ove, oltre a consegnarla,
non sottoscritta, ad un ufficio postale, gliene avesse
da l` fatto pervenire il testo con un telegramma. Ma
cos`, come si evince dalle ricostruzioni del fatto,
non e` stato.
Tizio si e` limitato a restituire al mittente la proposta, senza sottoscriverla e senza far uso di telegramma, non avvalendosi dunque dellesclusivita` duso
dellapparato tecnico e dellassegnazione pubblica
di mezzo comunicativo(73); ne, restituendo la proposta e non essendone quindi piu` in possesso, sarebbe stato in grado di esibirla, sia pur priva di sua
firma autografa ma sottoscritta dallassicuratrice, in
E` stata, dunque, limpossibilita` di ricondurre la prima restituzione della proposta di transazione ad alcuno dei criteri di imputazione individuati per assegnare ad un testo la qualifica di scrittura privata a
decretarne linsufficienza probatoria. Non tanto o
meglio non solo lassenza di firma autografa. &
(71) IRTI, op. ult. cit., 66.
(72) IRTI, op. ult. cit., 65.
(73) IRTI, op. ult. cit., 66.
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 art. 2702
 Cass. 
 Cass. 
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 Cass. 
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 Cass. 
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