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Timestamp: 2018-05-26 17:51:06+00:00

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Codice proc. penale Art. 325 cod. proc. penale: Ricorso per cassazione
1. Contro le ordinanze emesse a norma degli articoli 322-bis e 324, il pubblico ministero, l’imputato e il suo difensore, la persona alla quale le cose sono state sequestrate e quella che avrebbe diritto alla loro restituzione possono proporre ricorso per cassazione per violazione di legge.
2. Entro il termine previsto dell’articolo 324 comma 1, contro il decreto di sequestro emesso dal giudice può essere proposto direttamente ricorso per cassazione. La proposizione del ricorso rende inammissibile la richiesta di riesame.
L'ordinanza con la quale il giudice del dibattimento rigetta la richiesta di restituzione di beni sottoposti a sequestro probatorio non può essere impugnata autonomamente, ma solo unitamente alla sentenza che definisce il relativo grado di giudizio, non risultando applicabile la disciplina dettata dall'art. 325 c.p.p. Dichiara inammissibile, Trib. Caltagirone, 26/02/2013
Cassazione penale sez. II 10 ottobre 2013 n. 43778
L'istanza di dissequestro formulata da un soggetto terzo rivendicante in relazione ad un bene sottoposto a vincolo preventivo ex art. 321 c.p.p. obbliga il giudice del merito a verificare la sussistenza sia del titolo di proprietà vantato sia la buona fede dell'istante. L'omessa disamina delle circostanze determina una carenza assoluta di motivazione che integra, sua volta, violazione dell'art. 125 c.p.p. rilevante ex art. 325 c.p.p..
Cassazione penale sez. II 05 giugno 2013 n. 38659
Sussiste la legittimazione della parte civile ad impugnare, con ricorso per cassazione, l'ordinanza del Tribunale del riesame che ha revocato il sequestro conservativo, in quanto dal combinato disposto degli art. 325, comma 2, e 318 c.p.p. deriva la legittimazione a proporre richiesta di riesame - avverso il provvedimento di sequestro conservativo - o ricorso diretto per cassazione di chiunque vi abbia interesse; a ciò consegue, inoltre, che l'avviso della fissazione per la decisione sulla richiesta di riesame debba essere dato anche alla parte civile, dovendo il contraddittorio estendersi a tutte le parti del processo interessate alla misura in questione.
Cassazione penale sez. VI 03 maggio 2013 n. 25449
Sussiste la legittimazione della parte civile ad impugnare, con ricorso per cassazione, l'ordinanza del tribunale del riesame di revoca del sequestro conservativo, in quanto dal combinato disposto degli artt. 325, comma 2, e 318 c.p.p., che attribuisce la legittimazione a proporre richiesta di riesame avverso il provvedimento di sequestro conservativo a chiunque vi abbia interesse si desume che anche la parte civile può presentare direttamente ricorso per cassazione e, conseguentemente, che può pure proporre ricorso ex art. 325, comma 1, c.p.p..
Cassazione penale sez. V 07 novembre 2012 n. 4622
La parte civile è legittimata a proporre ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del tribunale del riesame che ha revocato il sequestro conservativo, derivando dal combinato disposto degli art. 325, comma 2 e 318 c.p.p. la legittimazione a proporre richiesta di riesame o ricorso diretto in cassazione di chiunque vi abbia interesse. Annulla con rinvio, Trib. lib. Bari, 21/11/2011
Cassazione penale sez. V 17 aprile 2012 n. 37655
In tema di riesame delle misure cautelari reali, costituisce di violazione di legge legittimante il ricorso per cassazione a norma dell'art. 325, comma 1, c.p.p. sia l'omissione totale della motivazione sia la motivazione fittizia o contraddittoria, che si configurano, la prima, allorché il giudice utilizzi espressioni di stile o stereotipate e, la seconda, quando si riscontri un argomentare fondato sulla contrapposizione di argomentazioni decisive di segno opposto, con esclusione della motivazione insufficiente e non puntuale.
Cassazione penale sez. I 31 gennaio 2012 n. 6821
La parte civile non è legittimata ad impugnare con ricorso per cassazione i provvedimenti del tribunale del riesame in materia di sequestro conservativo, non rientrando la stessa tra i soggetti indicati dall'art. 325, comma 1, c.p.p.
Cassazione penale sez. VI 31 gennaio 2012 n. 5928
In materia di misure cautelari reali, il ricorso per cassazione ex art. 325 c.p.p. può essere proposto soltanto per violazione di legge: in tale nozione rientrano anche la mancanza assoluta di motivazione o la presenza di una motivazione meramente apparente, in quanto correlate alla inosservanza di precise norme processuali ma non vi rientra la illogicità manifesta della motivazione, la quale può denunciarsi nel giudizio di legittimità soltanto tramite lo specifico e autonomo motivo di ricorso di cui alla lett. e) dell'art. 606 c.p.p.
Cassazione penale sez. IV 30 novembre 2011 n. 4049
In tema di riesame delle misure cautelari, il ricorso per cassazione per violazione di legge, a norma dell'art. 325, comma primo, cod. proc. pen., può essere proposto solo per mancanza fisica della motivazione o per la presenza di motivazione apparente, ma non per mero vizio logico della stessa. Rigetta, Trib. lib. Ferrara, 23/03/2010
Cassazione penale sez. V 25 giugno 2010 n. 35532
In materia di misure cautelari reali, il ricorso per cassazione contro le ordinanze del tribunale per il riesame è proponibile, per l'espresso disposto dell'art. 325, comma 1, c.p.p., solo "per violazione di legge". Ciò comporta, per quanto attiene ai vizi di motivazione del provvedimento impugnato, che con il ricorso non sono deducibili tutti i vizi concernenti la motivazione del provvedimento impugnato previsti dall'art. 606, comma 1, lett. e), c.p.p.: in particolare, non possono formare oggetto di ricorso le censure dirette a evidenziare l'insufficienza, l'incompletezza, l'illogicità o la contraddittorietà della motivazione. Può essere dedotta, invece, soltanto la "mancanza assoluta", o "materiale", della motivazione perché solo in questo caso può configurarsi la violazione di legge e in particolare la violazione dell'art. 125, comma 3, c.p.p. che prescrive, a pena di nullità, l'obbligo di motivazione delle sentenze e delle ordinanze in attuazione del disposto dei commi 6 e 7 dell'art. 111 cost.; tra i casi di mancanza assoluta della motivazione può comunque ricomprendersi anche il caso di motivazione meramente apparente o assolutamente inidonea a spiegare le ragioni addotte a sostegno dell'esistenza o meno dei presupposti per il mantenimento della cautela.
Cassazione penale sez. IV 16 dicembre 2009 n. 1860
Avverso il provvedimento del g.i.p. che rigetti l'istanza di revoca del provvedimento di sequestro preventivo non può essere proposto, ex art. 321 c.p.p., il ricorso "per saltum" in cassazione. La disposizione generale di cui all'art. 568 c.p.p., comma 2 non prevede la ricorribilità per cassazione di provvedimenti relativi alla revoca o sostituzione ovvero al mutamento delle modalità attuative di una misura cautelare reale, né il detto rimedio è contemplato da alcuna norma di carattere speciale. Per converso è espressamente previsto, in simili casi, dall'art. 322 bis c.p.p. l'appello innanzi al tribunale collegiale (sezione riesame delle misure cautelari reali) per tutti i provvedimenti riguardanti le misure cautelari reali diversi da quelli genetici o impositivi delle medesime misure (unicamente per i quali è consentito il ricorso immediato per cassazione ex art. 325 c.p.p.). Ne discende - per il generale principio di conservazione degli atti giuridici e del favor impugnationis - che il ricorso proposto dall'imputato deve giuridicamente qualificarsi in appello.
Cassazione penale sez. VI 04 marzo 2009 n. 10036
In tema di riesame delle misure cautelari reali, nella nozione di violazione di legge per cui soltanto può essere proposto ricorso per cassazione a norma dell'art. 325, comma primo, cod. proc. pen., rientrano la mancanza assoluta di motivazione o la presenza di una motivazione meramente apparente, in quanto correlate all'inosservanza di precise norme processuali, ma non l'illogicità manifesta, che può denunciarsi in sede di legittimità soltanto tramite lo specifico ed autonomo motivo di ricorso di cui all'art. 606, comma primo, lett. e), cod. proc. pen.. Dichiara inammissibile, Napoli, 14 Gennaio 2008
Cassazione penale sez. VI 21 gennaio 2009 n. 7472
È ammissibile, pur in assenza di un richiamo espresso all'art. 325 cod. proc. pen. nell'art. 53 D.Lgs. 8 giugno 2001 n. 231 (disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni, anche prive di personalità giuridica), il ricorso per cassazione contro il provvedimento reso in sede di riesame del sequestro preventivo a fini di confisca disposto nel corso di procedimento per l'accertamento di responsabilità a carico di società cooperativa. Rigetta, Trib. lib. Pordenone, 11 aprile 2008
Cassazione penale sez. II 02 ottobre 2008 n. 2808
Non sono ravvisabili violazioni di legge, denunciabili con il ricorso per cassazione (art. 325 c.p.p.), nel provvedimento di sequestro preventivo avente a oggetto un'autoveicolo condotto da persona risultata in stato di ebbrezza alcolica (art. 186 c.strad.), motivato argomentando su una precedente condanna per guida in stato di ebbrezza con percentuale etilometrica elevatissima e sul conseguente rilievo che la disponibilità dell'autoveicolo avrebbe potuto agevolare la commissione di altri reati, trattandosi di provvedimento sicuramente diretto alla prevenzione di fatti costituenti reato con la privazione del mezzo la cui disponibilità è astrattamente idonea ad agevolare questa reiterazione, il cui pericolo, a sua volta, è argomentato proprio richiamando il precedente specifico riguardante l'interessato. (Nella specie, la Corte ha così dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione articolato deducendo, tra l'altro, l'esistenza di asseriti disagi che il sequestro dell'autoveicolo avrebbe cagionato ai componenti della famiglia).
Cassazione penale sez. IV 28 maggio 2008 n. 24503
È ammissibile il ricorso per cassazione, ai sensi dell'art. 325 c.p.p., nei confronti del provvedimento con cui è stata rigettata l'istanza di riesame proposta avverso il decreto di sequestro preventivo a fini di confisca, emesso nell'ambito del procedimento per l'accertamento della responsabilità da reato degli enti collettivi.
Cassazione penale sez. un. 27 marzo 2008 n. 26654

References: Art. 325
 sentenza 
 art. 321
 art. 325
 art. 325
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 art. 325
 art. 325
 art. 321
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