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Timestamp: 2020-05-30 12:19:57+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23163 del 17/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23163 del 17/09/2019
Cassazione civile sez. VI, 17/09/2019, (ud. 10/07/2019, dep. 17/09/2019), n.23163
sul ricorso 5778-2018 proposto da:
B.L.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA PANAMA
avverso la sentenza n. 4544/7/2017 della COMMISSIONI, TRIBUTARIA
REGIONALE di ROMA, depositata il 19/07/2017;
partecipata del 10/07/2019 dal Consigliere Relatore Dott. DELLI
Rilevato che la Commissione Tributaria Provinciale accoglieva il ricorso del contribuente avverso la cartella di pagamento da un lato rilevandone un vizio di motivazione perchè nè da essa nè da altro atto poteva desumersi quale fosse l’errore che avrebbe determinato il rimborso di somme non dovute e dall’altro che risultava che l’Agenzia avesse violato il giudicato;
che la Commissione Tributaria Regionale dichiarava inammissibile l’appello dell’Agenzia delle entrate in quanto la Commissione Tributaria Provinciale aveva individuato due autonome rationes decidendi (l’assenza di motivazione della cartella e la violazione del giudicato) mentre è stata censurata solo la seconda ratio citata;
che l’Agenzia delle entrate proponeva ricorso affidato ad un unico motivo mentre il contribuente si costituiva con controricorso e in prossimità dell’udienza chiedeva la sospensione del processo del D.L. 23 ottobre 2018, n. 119, ex art. 6, comma 10, convertito in L. 17 dicembre 2018, n. 136.
Considerato che con l’unico motivo d’impugnazione, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, l’Agenzia delle entrate denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53, in quanto l’Agenzia delle entrate avrebbe impugnato la sentenza della CTP non solo affermando l’insussistenza della violazione del giudicato ma anche contestando la circostanza secondo cui la cartella non sarebbe stata motivata;
ritenuto che ai sensi del citato D.L. n. 119 del 2018, art. 6 citato nei fatti di causa, commi 1 e 10 occorre, per ottenere la
suddetta sospensione, che vi sia una apposita richiesta in tal senso entro il 10 giugno 2019, che la controversia sia attribuita alla giurisdizione tributaria, che l’Agenzia delle entrate ne sia parte, che tale controversia abbia ad oggetto atti impositivi pendenti in ogni stato e grado del giudizio compreso quello in Cassazione, che il contribuente abbia depositato presso l’organo giurisdizionale innanzi al quale pende la controversia copia della domanda di definizione e del versamento degli importi dovuti o della prima rata;

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 6
 art. 53
 sentenza 
 art. 6