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Timestamp: 2017-07-24 14:46:19+00:00

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Legge regionale 20 gennaio 1997, n. 13. Legge regionale 20 gennaio 1997, n. 13. (Testo coordinato)Delimitazione degli ambiti territoriali ottimali per l'organizzazione del servizio idrico integrato e disciplina delle forme e dei modi di cooperazione tra gli Enti locali ai sensi della legge 5 gennaio 1994, n. 36 e successive modifiche ed integrazioni. Indirizzo e coordinamento dei soggetti istituzionali in materia di risorse idriche. (B.U. 29 gennaio 1997, suppl. al n. 4) Modificata da l.r. 08/2005, l.r. 07/2012Art. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15All. A, B
Art. 1.(Finalita' e oggetto della legge)1. La Regione Piemonte promuove, anche nell'ambito del ruolo istituzionale svolto all'interno dell'Autorita' di bacino del Fiume Po, una politica generale di governo delle risorse idriche mirata alla loro tutela, riqualificazione e corretta utilizzazione, secondo principi di solidarieta', di salvaguardia delle aspettative e dei diritti delle generazioni future, di rinnovo e risparmio delle risorse e di uso multiplo delle stesse, con priorita' di soddisfacimento delle esigenze idropotabili della popolazione, nonche' in conformita' alla legge 31 gennaio 1994, n. 97 (Nuove disposizioni per le zone montane) ed alla legislazione regionale attuativa.
3. Nell'ambito dell'applicazione della presente legge la Regione promuove lo sviluppo dell'occupazione, della formazione professionale, nonche' delle conoscenze e dell'informazione nel settore dell'economia ambientale e della tutela dell'ambiente con particolare riferimento al risparmio idrico, agli aspetti idrogeologici, idropotabili e di difesa dagli inquinamenti. Capo II. Ambiti territoriali ottimali per l'organizzazione del servizio idrico integrato Art. 2.(Individuazione degli ambiti territoriali ottimali)1. In applicazione dei criteri indicati dall'articolo 8, comma 1 della l. 36/1994, il territorio della Regione Piemonte e' suddiviso nei seguenti sei ambiti territoriali ottimali:
5. La modificazione dei confini degli ambiti territoriali ottimali individuati al comma 1, che si rendesse necessaria per facilitare e migliorare la cooperazione tra gli Enti locali di cui all'articolo 3, e' apportata con apposita deliberazione del Consiglio regionale, anche su istanza degli stessi Enti locali interessati. Capo III. Forme e modi di cooperazione tra gli Enti locali Art. 3.(Esercizio in forma associata delle funzioni di organizzazione del servizio idrico integrato)1. I Comuni non appartenenti a Comunita' montane, le Comunita' montane e le Province di ciascun ambito territoriale ottimale esercitano in forma associata le funzioni previste dalla l. 36/1994 in materia di organizzazione del servizio idrico integrato, cosi' come di seguito identificate:
2. Nell'esercizio delle funzioni di cui al comma 1, gli Enti locali di ciascun ambito territoriale ottimale si attengono alle direttive ed agli indirizzi regionali e della pianificazione di bacino in materia di uso, tutela, riqualificazione e risparmio delle risorse idriche e di qualita' del servizio idrico integrato. Art. 4.(Autorita' d'ambito: istituzione)1. In attuazione di quanto disposto dall'articolo 3, gli Enti locali di ciascun ambito territoriale ottimale esercitano le funzioni di organizzazione del servizio idrico integrato attraverso la Conferenza dei Sindaci dei Comuni non appartenenti a Comunita' montane, 1 >< 1 dei Presidenti delle Comunita' montane e dei Presidenti delle Province, di seguito denominata "Autorita' d'ambito".
6. L'Autorita' d'ambito ha sede presso la Provincia cui appartiene il maggior numero degli abitanti residenti nel territorio dell'ambito, che si dotera' di idonee strutture, ove non diversamente stabilito nella convenzione. Art. 5.(Autorita' d'ambito: competenze e controllo)1. L'Autorita' d'ambito esercita le funzioni elencate all'articolo 3, in nome e per conto di tutti gli Enti locali appartenenti all'ambito territoriale.
2-><-2 3-><-3 4-><-4 . Art. 6.(Autorita' d'ambito: composizione e rappresentativita')1. L'Autorita' d'ambito e' composta:
3. La convenzione di cui all'articolo 4 fissa le quote di rappresentativita' riservando ai Comuni non appartenenti a Comunita' montane e alle Comunita' montane il 75 per cento dei voti, determinando tali quote in base alla popolazione e al territorio degli stessi e tenendo conto della necessita' di garantire che siano equamente rappresentate le diverse esigenze del territorio. La convenzione determina altresi' le quote di rappresentativita' delle Province nell'ambito del restante 25 per cento, qualora nello stesso ambito territoriale ricadano territori di piu' Province. Art. 7.(Forme di gestione del servizio idrico integrato e salvaguardia degli organismi esistenti)1. Le Autorita' d'ambito affidano la gestione del servizio idrico integrato nelle forme previste dall'articolo 22, comma 3, lettere b) ed e) della l. 142/1990, come integrato dall'articolo 12 della legge 23 dicembre 1992, n. 498 (Interventi urgenti in materia di finanza pubblica), e dall'articolo 25, comma 1 della l. 142/1990.
2. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 10, comma 3 della l. 36/1994 e dal comma 3 del presente articolo, le Autorita' d'ambito possono affidare la gestione del servizio idrico integrato ad una pluralita' di soggetti, nel rispetto dei criteri di interesse generale dell'intero ambito, di qualita' del servizio prestato all'utenza, di risparmio nei costi di gestione ed a condizione che ciascuno dei soggetti, per la porzione di territorio servita, provveda alla gestione unitaria dell'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. 3. Ai sensi dell'articolo 9, comma 4 della l. 36/1994, possono essere salvaguardati gli organismi di gestione esistenti ivi comprese le aziende speciali di cui all'articolo 22, comma 3, lettera c) della l. 142/1990 che rispondano ai seguenti requisiti:
6. La Giunta regionale vigila sull'applicazione delle vigenti norme in materia di "antitrust", svolge verifiche e adotta ogni iniziativa utile a garantire i principi di pluralita' e libera concorrenza tra i soggetti gestori al fine di evitare il verificarsi di fenomeni di monopolio od oligopolio nel settore. Art. 8.(Tariffa d'ambito)1. La tariffa d'ambito, determinata secondo il metodo, le articolazioni e le modulazioni di cui agli articoli 13 e 14 della l. 36/1994, costituisce il corrispettivo del servizio idrico integrato pagato dall'utenza nell'intero ambito territoriale ottimale.
4. L'Autorita' d'ambito destina una quota della tariffa, non inferiore al 3 per cento, alle attivita' di difesa e tutela dell'assetto idrogeologico del territorio montano. I suddetti fondi sono assegnati alle Comunita' montane sulla base di accordi di programma per l'attuazione di specifici interventi connessi alla tutela e alla produzione delle risorse idriche e delle relative attivita' di sistemazione idrogeologica del territorio. Art. 9.(Convenzioni tra le Autorita' d'ambito ed i soggetti gestori del servizio idrico integrato)1. In attuazione dell'articolo 11 della l. 36/1994, i rapporti tra le Autorita' d'ambito ed i soggetti gestori del servizio idrico integrato sono regolati da apposita convenzione.
7. Le Autorita' d'ambito, previa verifica della sussistenza dei requisiti, provvedono con apposito atto al riconoscimento delle concessioni di servizio di cui all'articolo 10, comma 3 della l. 36/1994. Art. 10.(Rapporti tra le Autorita' d'ambito)1. Per la definizione e l'attuazione di opere, di interventi o di programmi di intervento che richiedono, per la loro completa realizzazione, l'azione integrata di due o piu' Autorita' d'ambito, le stesse promuovono, d'intesa con la Regione, la conclusione di appositi accordi di programma, anche su richiesta di uno o piu' dei soggetti interessati, per assicurare il coordinamento delle azioni e per determinarne i tempi, le modalita', il finanziamento ed ogni altro adempimento connesso.
3. Per quanto non espressamente disciplinato, valgono le disposizioni di cui all'articolo 27 della l. 142/1990, in quanto compatibili con le disposizioni della presente legge. Art. 11.(Osservatorio regionale dei servizi idrici integrati e tutela dell'interesse degli utenti)1. In raccordo alle disposizioni di cui all'articolo 22 della l. 36/1994, presso la struttura regionale competente per materia, e' istituito l'Osservatorio regionale dei servizi idrici integrati, di seguito denominato "Osservatorio regionale".
5. L'Osservatorio regionale garantisce il proprio supporto agli enti ed organismi competenti in materia, ivi compreso l'Osservatorio Nazionale dei servizi idrici di cui all'articolo 22 della l. 36/1994, ed assicura l'accesso generalizzato, anche per via informatica, ai dati raccolti e alle elaborazioni effettuate per la tutela degli interessi degli utenti. Capo IV. Indirizzo e coordinamento dei soggetti istituzionali regionali in materia di risorse idriche Art. 12.(Pianodirettore regionale per l'approvvigionamento idropotabile e l'uso integrato delle risorse idriche)1. Entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, la Regione Piemonte approva con deliberazione del Consiglio regionale il Piano-direttore regionale per l'approvvigionamento idropotabile e l'uso integrato delle risorse idriche finalizzato al risanamento, al risparmio, alla tutela, alla riqualificazione e all'utilizzazione a scopo multiplo delle acque in Piemonte.
2. Il Piano-direttore di cui al comma 1 assicura il coordinamento con la pianificazione di bacino del fiume Po e rappresenta le linee di indirizzo della Regione in materia di risorse idriche e relative politiche di intervento. 5 >
Art. 13(Conferenza regionale delle risorse idriche. Comitato tecnico)
(...) < 5 Capo V. Disposizioni finanziarie e norme transitorie Art. 14.(Disposizioni finanziarie)1. In sede di predisposizione del bilancio regionale o di sue variazioni si provvede alla costituzione del "Fondo integrativo per il cofinanziamento delle infrastrutture idriche e degli interventi per la valorizzazione ed il risparmio del patrimonio idrico", la cui dotazione finanziaria viene determinata con la legge di bilancio o sue variazioni.
4. Il restante 50 per cento dei proventi dell'addizionale regionale sui canoni per le utenze di acqua pubblica di cui al comma 2, lettera a) e' destinata al finanziamento del Fondo regionale per la montagna ai sensi dell'articolo 2 della legge regionale 9 ottobre 1995, n. 72, e successive modifiche ed integrazioni, recante norme per la salvaguardia del territorio e lo sviluppo socio-economico delle zone montane. Art. 15.(Onere per la prima organizzazione delle Autorita' d'ambito)1. Per avviare l'organizzazione delle Autorita' d'ambito di cui all'articolo 4 e' istituito, nel bilancio per l'anno 1997, apposito capitolo con la seguente denominazione "Contributi per l'organizzazione delle Autorita' d'ambito", la cui dotazione finanziaria viene determinata con la legge di bilancio o sue variazioni.
2. L'entita' del contributo di cui al comma 1 da assegnare a ciascun ambito e' definita con deliberazione della Giunta regionale, sentite le Province. Allegato A
OMISSIS Allegato B Allegato B: Ambiti territoriali ottimali (art. 2, comma 2)
Ambito 6: Alessandrino. 1 Coordinamento redazionale. -2 Abrogato dall'art. 1 della l.r. 8/2005.-3 Abrogato dall'art. 1 della l.r. 8/2005.-4 Abrogato dall'art. 1 della l.r. 8/2005. 5 Articolo abrogato dall'art. 16 della l.r. 7/2012.

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 12

Art. 13
 Art. 14
 Art. 15