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Timestamp: 2020-04-04 18:57:15+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 14041 del 06/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14041 del 06/06/2017
Cassazione civile, sez. VI, 06/06/2017, (ud. 23/03/2017, dep.06/06/2017), n. 14041
sul ricorso 13646/2015 proposto da:
INFORTUNI SUL LAVORO – C.F. (OMISSIS), in persona del Direttore
della Direzione Centrale Prestazioni, elettivamente domiciliato in
ROMA, VIA IV NOVEMBRE 144, presso lo studio dell’avvocato LUCIANA
ROMEO che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato LETIZIA
GRIPPA giusta procura in calce al ricorso;
S.P., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA AGRI 1, presso
lo studio dell’avvocato MASSIMO NAPPI che lo rappresenta e difende
avverso la sentenza n. 847/2014 della CORTE D’APPELLO di MILANO,
che il Tribunale di Busto Arsizio accoglieva la domanda proposta da S.P. nei confronti dell’INIAL ed accertava la natura di infortunio sul lavoro dell’evento lesivo occorso al ricorrente il (OMISSIS) e la sussistenza di postumi permanenti valutabili in termini di danno biologico nella misura del 25% ed una inabilità dal 13 al 23 marzo 2007, condannando l’istituto al pagamento delle relative prestazioni economiche;
che tale decisione veniva parzialmente riformata, con sentenza del 18 maggio 2015, dalla Corte di Appello di Milano che accertava che l’istituto appellante non era tenuto ad indennizzare i primi tre giorni di inabilità temporanea assoluta e che dall’infortunio era derivato un danno biologico pari al 17% dal 1 settembre 2007 al 30 marzo 2008 e del 21% dopo tale data, condannando l’INAIL al pagamento del relativo indennizzo;
che per la cassazione di tale decisione propone ricorso l’istituto affidato a due motivi cui il S. resiste con controricorso;
che il S. ha depositato memoria ex art. 380 bis c.p.c., in cui si dissente dalla proposta del relatore evidenziandosi che la successiva richiesta di cumulo con una preesistente rendita per altro infortunio o diversa malattia professionale non integra una mutatio libelli, bensì applicazione del D.P.R. n. 1124 del 1964, artt. 80 e 132;
che: con il primo motivo di ricorso si deduce violazione e falsa applicazione dell’art. 112 c.p.c. (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4) per avere la Corte di Appello recepito acriticamente le conclusioni della espletata consulenza tecnica d’ufficio così riconoscendo, nell’ambito di una valutazione complessiva del danno biologico, anche i postumi derivati da altri due infortuni sul lavoro occorsi al S. nel marzo 2005 e nell’agosto 2009 laddove, nel ricorso introduttivo del giudizio, era stata chiesta solo l’attribuzione dei danni conseguenti all’infortunio del marzo 2007; con il secondo motivo viene dedotta violazione e falsa applicazione del D.Lgs. 23 febbraio 2000, n. 38, art. 13, comma 5 (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3) avendo la Corte di Appello determinato il danno biologico nella misura del 21% a decorrere dal 30 marzo 2008 riconoscendo verificasse;
che il primo motivo è fondato in quanto, come emerge dalla lettura dell’impugnata sentenza, la Corte ha considerato nella valutazione dei postumi dell’infortunio sul lavoro occorso al S. nel marzo 2007 anche “gli esiti dei precedenti due infortuni del marzo 2005 e dell’agosto 2009..” mentre la domanda era chiaramente limitata al riconoscimento della natura di infortunio sul lavoro dell’evento dannoso del (OMISSIS) ed alla quantificazione in termini di danno biologico dei postumi permanenti residuati, nè risulta che tale domanda sia stata emendata da una richiesta da parte del S., in corso di giudizio, intesa ad ottenere il cumulo dei postumi dell’infortunio del (OMISSIS) con quelli di altri infortuni (precedenti o successivi);
che, pertanto, in adesione alla proposta del relatore, il ricorso va accolto e l’impugnata sentenza cassata con rinvio alla Corte di Appello di Milano in diversa composizione che provvederà anche alle spese del presente giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 380
 art. 13
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