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Timestamp: 2020-02-22 13:54:42+00:00

Document:
Chimici - Petrolio, Industria: CCNL, 19 maggio 1984
Data firma: 19 maggio 1984
Validità: 01.06.1984 - 31.12.1985
Parti: Unione Petrolifera-Confindustria e Filcea-Cgil, Flerica-Cisl, Uilpem-Uil
Art. 20 - Premio di produzione o di rendimento
Art. 33 - Congedo matrimoniale Parte V Risoluzione del rapporto di lavoro
Art. 34 - Preavviso di risoluzione del rapporto
Art. 36 - Disciplina dei licenziamenti
Art. 37 - Schede di valutazione
Art. 38 - Regolamento interno
Art. 39 - Patto di non concorrenza
Art. 41 - Controversie individuali e plurime
Art. 42 - Contestazione sulla retribuzione
Art. 43 - Consiglio di fabbrica
Art. 44 - Affissioni
Art. 46 - Versamento dei contributi sindacali
Art. 47 - Assemblea
Art. 48 - Locali del Consiglio di fabbrica
Art. 49 - Aspettative per cariche sindacali - Cariche pubbliche
Art. 50 - Permessi per cariche sindacali
Art. 51 - Disciplina dell’apprendistato
Art. 52 - Facilitazioni per i lavoratori studenti
Art. 57 - Lavoro delle donne, dei fanciulli e degli adolescenti - Riposi intermedi
Art. 58 - Casse di previdenza
Art. 59 - Cessione e trasformazione dell’azienda
Art. 60 - Distribuzione del Contratto ed esclusiva di stampa
Art. 61 - Abrogazione del precedente Contratto - Condizioni di miglior favore
Allegato A - Lettera delle segreterie nazionali Federenergia-Cisl, Filcea-Cgil, Uilpem-Uil per la sicurezza degli impianti
Allegato B - Lettera Asnip per l’applicazione del Contratto collettivo nazionale di lavoro
Allegato C - Lettera Asnip per il lavoro a tempo parziale
Addì 19 maggio 1984, in Roma, fra l’Unione Petrolifera; con la partecipazione di una delegazione industriale e con l’assistenza della Confederazione Generale dell’Industria Italiana, e la Filcea-Cgil, la Flerica-Cisl Comparto Energia, la Uilpem (Unione Italiana Lavoratori Petrolieri e Metanieri).
Premesso che le parti hanno inteso procedere al rinnovo intermedio del CCNL 5 marzo 1981, come previsto nella parte I, punto H (struttura del Contratto), che viene integralmente confermata, sia pure nei termini precisati con l’Accordo nazionale intermedio del 30 giugno 1983, fatto salvo il necessario coordinamento con le indicazioni contenute nell’Accordo interconfederale 22 gennaio 1983, è stato stipulato il presente Contratto collettivo nazionale che disciplina il rapporto di lavoro tra le aziende che eserciscono l’industria di ricerca, di estrazione, di raffinazione, di lavorazione o la distribuzione di prodotti petroliferi (escluse, comunque, la ricerca, l’estrazione ecc. delle rocce asfaltiche e bituminose) e i lavoratori da esse dipendenti.
Su questi temi ed in particolare sugli eventuali effetti sociali che potranno derivarne, le parti effettueranno un esame e confronto.
c) i programmi di formazione e qualificazione professionale.
L’impegno di cui sopra verrà realizzato aziendalmente con il seguente criterio: il totale del prodotto trasportato verrà calcolato assumendo convenzionalmente come valore di riferimento la capacità complessiva del parco automezzi di proprietà, funzionanti ed effettivamente utilizzati ed in appalto, adibiti alla distribuzione dei carburanti all’intera rete nazionale.
In relazione al problema dell’occupazione giovanile, le aziende, presentandosi la necessità di ricorrere ad assunzioni, terranno anche in considerazione quanto previsto dalla legge n. 285 del 1 giugno 1977, intesa a favorire l’occupazione per i giovani alla ricerca di un primo impiego (contratto di formazione a tempo determinato, contratto a tempo indeterminato).
Nel riconfermare il puntuale adempimento delle disposizioni contenute nella legge 9 dicembre 1977, n. 903, relativa alla parità uomo-donna, le aziende confermano la disponibilità a rendere possibile un pari sviluppo professionale delle lavoratrici includendole in eventuali corsi di addestramento e qualificazione professionale, relativamente alle attività aziendali.
Sempre in funzione della parità delle lavoratrici, si terrà conto delle possibilità di adibire le donne ai lavori tradizionalmente assegnati al personale maschile: le parti si riservano di identificare quelle eventuali mansioni per le quali la legge sopra citata ammette deroghe.
Le parti, richiamando le indicazioni contenute nella lettera della OSL 6 marzo 1981 (Allegato A), confermano l’impegno di esaminare congiuntamente, entro la data di scadenza del Contratto, i problemi concernenti la incolumità delle persone, le condizioni di sicurezza e la integrità degli impianti a ciclo continuo.
Qualora questa prima fase non permetta di realizzare la composizione della controversia, le parti si impegnano comunque, prima di assumere iniziative in contrasto con il proposito di evitare il conflitto sindacale, a concordare un tempestivo incontro, al quale ciascuna delle parti potrà farsi assistere dalla propria Organizzazione.
Per i lavoratori addetti a mansioni discontinue o di semplice attesa o custodia (es. fattorino; guardiano; autista di vettura; portiere; infermiere patentato ecc.), l’orario normale di lavoro non potrà eccedere le 45 ore settimanali (44 per l’autista kilolitrico e per l’autista rifornitore di aerei).
Per i lavoratori turnisti a ciclo continuo, nonché per i lavoratori addetti agli orari particolari di cui al punto B) dell’art. 7, l’orario normale di lavoro annuo è di 244 giornate di otto ore lavorative al lordo delle ferie.
Per il caso di infortunio o malattia professionale, intendendosi per tali quelli disciplinati dal DPR 30 giugno 1965, n. 1124, e relative norme regolamentari ed integrative, si fa richiamo a quanto previsto nelle predette norme.
Normalmente, salvo i casi di particolare gravità o recidività, l’ammonizione scritta o la sospensione verranno inflitte per le seguenti mancanze al lavoratore che:
a) non osservi l’orario di lavoro o non adempia alle formalità prescritte dall’azienda per il controllo delle presenze;
h) non comunichi entro tre giorni il cambiamento dell’indirizzo della sua abitazione.
.Nelle unità con meno di 10 dipendenti la convocazione sarà effettuata esclusivamente fuori dell’orario di lavoro.
In attuazione del disposto dell’art. 9 della legge 20 maggio 1970, n. 300, i lavoratori, mediante il Consiglio di fabbrica, hanno il diritto di controllare l’applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca, l’elaborazione e l’attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrità fisica.
Gli istituti specializzati che potranno essere chiamati ad effettuare, mediante loro medici o esperti qualificati, indagini ed accertamenti, dovranno essere scelti fra enti specializzati di diritto pubblico.
Qualora le suindicate iniziative dovessero comportare l’adozione di sostanziali modifiche agli impianti, tali da imporre la fermata totale o parziale degli stessi, l’azienda provvederà ad utilizzare i lavoratori interessati in altre attività all’interno dello stabilimento e, ove ciò non fosse possibile, ad esaminare con il Consiglio di fabbrica soluzioni alternative.
I dati biostatistici ed ambientali saranno a disposizione del Servizio sanitario nazionale e delle strutture sanitarie istituite nell’ambito delle Regioni.
Ai lavoratori addetti a lavori particolarmente imbrattanti, l’azienda fornirà mezzi detersivi idonei e sufficienti ed assicurerà la possibilità del ricambio dell’abito durante il lavoro.
"Le OSL in merito al problema dell’assetto degli impianti di raffineria, durante l’esercizio del diritto di sciopero, riconfermano, nell’ambito della loro autonomia, gli impegni contrattuali tesi ad assicurare, nel comune interesse, un congiunto esame dei problemi connessi all’incolumità delle persone, le condizioni di sicurezza e l’integrità degli impianti a ciclo continuo.
Roma, 6 marzo 1981".

References: Art. 20

Art. 33

Art. 34

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 50

Art. 51

Art. 52

Art. 57

Art. 58

Art. 59

Art. 60

Art. 61