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novembre | 2015 | vitoprigigallo.eu
LA REMUNTADA – CAPURSO DA 1-5 A 7-6 SU POTENZA
29 novembre 2015 Vito Prigigallo	Lascia un commento
VALENZANO, 28 NOVEMBRE 2015-11-29 NONA GIORNATA DI ANDATA
GIRONE F DI SERIE B DI CALCIO A CINQUE
FUTSAL CAPURSO-SHAOLIN SOCCER POTENZA 7-6
Nella immagine di repertorio (foto di Mimmo Pellicola), la Futsal Capurso che sta disputando il campionato di Serie B
Vietato ai deboli di cuore. La vittoria in rimonta del Capurso ai danni del Potenza è da brividi. Nel corso dei 40’ effettivi sul parquet del palazzetto dello sporto di Valenzano si è visto il meglio e il peggio che una squadra di calcio a cinque (anzi che una squadra sportiva) possa offrire. La Futsal è stata una sorta di enciclopedia dei comportamenti da questo punto di vista. Ad un certo punto era sotto 5-1, era il 4’ della ripresa e qualche secondo dopo il massimo vantaggio ottenuto dai lucani, Antonello Corona ha colpito un clamoroso incrocio dei pali, al termine di uno dei pochissimi guizzi che hanno segnato la sua porzione di gara. Pareva tutto finito.
Gianluigi Mazzilli: altri 2 gol per il bomber capursese della Futsal. E’ entrato nella top-ten dei marcatori del girone con 10 centri.
Invece no. Mazzilli fa il fenomeno, Sardella fa i gol, Garofano accende (pur a intermittenza) i suoi potentissimi piedi, Summa (portiere lucano) comincia a sbagliare: la rimonta è servita. Strepitosa, da togliere il fiato e strappare applausi. Ma guai se non sarà da pedagogica. Deve insegnare molto soprattutto il primo tempo: insipido, autunnale, umbratile, da primo freddo improvviso, che ti sorprende.
Squillace manda in campo, davanti a Frisone, Satalino, Mazzilli, Biacino e Garofalo. La Futsal fa possesso palla, conclude, la Shaolin si difende, attua una buona pressione e soprattutto una efficace copertura di tutti gli spazi. Verso Summa c’è un bombardamento attenuato: l’estremo potentino è bravo, ma non deve essere bravissimo per parare o deviare le conclusioni dei capursesi. Ci vogliono 9’ perché arrivi la prima marcature ed è di Preite. Entra Corona, ma si capisce quasi subito che non è giornata per l’anziano fuoriclasse dei bulldog. Frisone salva su Restaino e poi, come un fulmine, arriva il raddoppio ospite con Lorusso. Al 19’ Biacino colpisce il palo su azione di Mazzilli. Non è giornata. E Preite concede il bis su asssistenza di Lorusso.
Dallo spogliatoio dovrebbero uscire dei guerrieri e invece tornano in campo le ombre cinesi del primo tempo. E i neroarancio passano ancora con Restaino. Nessuno, a questo punto immagina quel che sta accadendo. 6’ di puro spettacolo adrenalinico. Una serie di montagne russe che portano il punteggio, all’8’, sul 5-6 per la squadra di Stefano Lorusso.
Al 3’ è Biacino che trova il pertugio per inaugurare la mattanza di Summa. Poco dopo Lorusso va in gol per la quinta volta, Corona colpisce l’incrocio dei pali e la Shaolin il montante. Va a bersaglio Mazzilli su palla da corner. Poi il bomber capursese imbecca Sardella che accorcia. Potenza sottolinea con la matita rossa e blù un errore di Frisone e segna con De Bonis. Ma è un dettaglio, a quel punto. La santabarbara continua a esplodere. Sardella chiude una ripartenza perfetta e De Mola ricorda da dove viene, fa il terzino alla Cabrini e insacca con un diagonale dall’out mancino.
Prendiamo fiato. Siamo sul 6-5 per gli ospiti. Il match si rilassa ma non tanto: giusto a metà del secondo tempo Benny Garofalo fa il prestigiatore e pareggia. Al 13’ Sardella rischia di far gol, ma Summa devia sul palo. Potenza è sulle gambe. La zanzara lucana punge pochissimo. Mazzilli è la freccia del sorpasso: Summa respinge corto su Garofalo, il tap-in di Gianluigi non è esplosivo, è ragionato. Nel minuto 17’ accade di tutto: dopo il 13° gol del match, Frisone, per due volte, si fa perdonare il precedente peccato veniale e salva il vantaggio, la prima volta in modo strabiliante sulla conclusione di Mancusi. Quindi, Garofalo non chiude il match per questione di millimetri: è ancora palo.
Gli ultimi 3’ sono emozionanti, col fiato sospeso. Stefano Lorusso decide di giocarsela col portiere volante, ma la superiorità numerica porta a una sola occasione, pur notevole, con il solito Preite: Frisone è ancora una volta super, la fase difensiva dei bulldog certamente no.
Rotondo e Barbosa della virtus Rutigliano
Felicità al termina della gara. Nel giorno della Grande Sconfitta (ribaltone del Barletta in casa del Rutigliano che ridisegna la vetta della classifica ai danni della Virtus che proprio sabato sarà ospite dell’impianto valenzanese di via Carducci), Capurso rafforza la posizione al quarto posto. Che vuol dire non solo e non tanto playoff, quanto e soprattutto possibilità di accedere alle final-eight di coppa a cavallo tra andata e ritorno.
27 novembre 2015 Vito Prigigallo	Lascia un commento
Il presidente della Lega dilettanti, Antonio Cosentino
Il Comitato regionale Puglia organizza, in collaborazione con la Lega nazionale dilettanti e la FMSI (Federazione medico sportiva italiana), un convegno regionale per la presentazione della Campagna di educazione alimentare “Nutrizione è salute”. L’appuntamento riservato a tutti i dirigenti, gli allenatori, i medici delle squadre pugliesi che partecipano ai campionati regionali e provinciali dilettantistici e giovanili, è in programma venerdì 27 novembre 2015, a partire dalle 16.30, al Nicolaus Hotel di Bari.
Dalla “Gazzetta” in edicola oggi
La campagna di educazione alimentare è un’iniziativa con cui la FIGC – Lega Nazionale Dilettanti conferma il proprio impegno in favore della sicurezza e della salute dei suoi giovani atleti, al fianco delle istituzioni e delle famiglie, per promuovere stili di vita salutari e duraturi nel tempo attraverso la promozione dei prodotti tipici del territorio. Per realizzare in Puglia questo progetto, Il Comitato Regionale Puglia ha coinvolto alcune aziende agroalimentari che allestiranno uno spazio espositivo utilizzato per la propaganda e la degustazione dei prodotti tipici pugliesi inseriti nella piramide alimentare.
Vito Tisci, 55 anni.
Al convegno regionale, moderato dalla giornalista Claudia Carbonara, parteciperanno il presidente della Lega nazionale dilettanti, Antonio Cosentino, il numero uno del C.R. Puglia, Vito Tisci; il Presidente del C.R. FMSI Puglia, Domenico Accettura; la nutrizionista Nelly Mercurio; l’opinionista televisivo Antonio Di Gennaro; e i partner commerciali che hanno legato il proprio nome alla manifestazione. Porteranno il saluto istituzionale il presidente del CONI Puglia, Elio Sannicandro; l’Assessore allo Sport del Comune di Bari, Pietro Petruzzelli; il sindaco di Bari, Antonio Decaro; gli assessori regionali all’Agricoltura, Leonardo Di Gioia, e allo Sport e alle Politiche Giovanili, Raffaele Piemontese.
Nell’occasione sarà consegnato a tutti i partecipanti un kit contenente materiale informativo e divulgativo della Campagna di educazione alimentare riservato ad allenatori, atleti e famiglie dei tesserati.
GRAVINA, DOPO LA MARSIGLIESE, CONQUISTA LA BASTIGLIA BITONTINA
19 novembre 2015 Vito Prigigallo	Lascia un commento
CAMPIONATO DI ECCELLENZA, 12^ GIORNATA DI ANDATA
BITONTO, STADIO CITTÀ DEGLI ULIVI, GIOVEDÌ 19 NOVEMBRE 2015
BITONTO: Rana, Martellotta (24’ st Chisena), Valerio, Rubini (44’ st Caringella), Campanella, Fumarola, Modesto, De Santis, Pignatta, Roselli (30’ st Stella), Cannone. A disp. Castigli, Pazienza, Barone, Serafino. All. Modesto.
GRAVINA: Jeszensky, Palermo, Gentilesca, Montemurro, Chessa, Dibenedetto, Lede, Fiorentino, Albano (44’ st Scaringella), Rana, Sisalli (27’ st D’Arienzo). A disp. Cilumbriello, Mazzilli, Ieva, Silvestri, Lasalandra. All. Di Maio.
RETE: pt 39’ Dibenedetto.
BITONTO – Si parte dalla Francia. Da Parigi. Dal terrore che ha aggredito anche il calcio. Lo stadio come luogo della passione, della quotidianità, della lotta sportiva, della contesa risolta prendendo a calci un pallone (e magari qualche caviglia), dell’ideologia del tifo, di un dio terra-terra che, male che vada, porta la maglia con i colori della squadra del cuore. Prima di cominciare la partita viene trasmessa la Marsigliese. Allons enfants de la patrie. Poi alcuni ragazzini portano in processione uno striscione dalla scritta in francese ingenua ma efficace: Parigi, noi siamo con voi.
Ciccio Modesto (a sinistra) e Gennaro Di Maio prima del match
Poi è Bitonto contro Gravina. Per la capolista è più complicato di quanto la distanza siderale in classifica possa far pensare. Di Maio lo sa bene. E gioca accorto. Il tecnico casertano è pragmatico, più realista del re. Non fa proclami: sa di disporre di un organico sontuoso e lo gestisce con attenzione, con logica. Il turn-over è ridotto al minimo. Chessa per D’Arienzo. Per il resto, dal portiere ungherese al terzino sinistro siciliano, dal mediano argentino all’esterno siciliano fino all’attaccante lucano, la traccia è chiara.
Vittoria importante, quella di Bitonto, firmata da Nicola Dibenedetto, difensore centrale altamurano, per nulla nuovo ad imprese del genere: lo stopper ex Real Altamura devia di testa una lunga punizione di Fiorentino, scattando sul filo del fuori-gioco.
Bitonto gioca una partita spesso oltre la soglia dei suoi limiti attuali. Allorquando resta in inferiorità numerica (secondo giallo a capitan Vincenzo Modesto perché l’arbitro calabrese ritiene simulata la caduta in area per un intervento da tergo: proteste neroverdi per la mancata concessione del penalty e per il rosso all’attaccante) se possibile mette ancor più in difficoltà la capolista dell’Eccellenza, costretta ad agire solo di rimessa. E quando Ciccio Modesto inserisce Chisena per Martellotta (l’attaccante lucano per il terzino), Gennaro Di Maio replica senza scomporsi gettando nella mischia il campano D’Arienzo per Sisalli.
Poche le emozioni. Le difese hanno la meglio molto spesso sulle prime linee: Ciccio Rubini e Fabio Campanella, per esempio, lasciano pochi spazi alla coppia Rana-Albano. L’ex Nardò si mangia un gol di testa, ma è il suo omologo dall’altra parte, l’argentino Luciano Ariel Pignatta, impegna severamente Adam Jeszensky che plasticamente devia in angolo un calcio franco del sudamericano.
Bitonto meriterebbe pure il pari, ma non porta insidie dalla parte dell’estremo magiaro tali da garantire la concreta possibilità di agganciare i gialloblù, se non con una giocata estemporanea. Eppure la voglia, il cuore, la grinta (a volte sopra le righe: fa bene Modesto, prima di essere espulso a sua volta, qualche minuto dopo la cacciata di Ciccio Novielli, a sostituire Nico Roselli), la corsa fino al 95’ garantiscono un pareggio “ai punti”.
Ma il football non è la boxe. E vince il Gravina.
CALCIO DILETTANTI / ECCELLENZA & PROMOZIONE
18 novembre 2015 Vito Prigigallo	Lascia un commento
Alessandro Carrer è un giovanotto iscritto alla sezione arbitrale di Barletta. È al centro di aspre polemiche per la sua direzione della gara tra Sudest Locorotondo e Atletico Vieste, partita disputatasi domenica scorsa e valida per l’undecima giornata del campionato di Eccellenza. Due rigori, uno per parte, e tre espulsioni, tutte a carico dei “locos”. La partita è terminata con la vittoria dei garganici: 2-1 e Sudest ricacciata indietro in classifica dopo aver racimolato la miserie di 4 punti nelle ultime 4 gare e aver perso le ultime due. <Non facciamo una questione di risultato, anche se è il momento fondamentale nello sport – dice Vito Aufieri, amministratore delegato del sodalizio di Valle d’Itria -. Vogliamo porre due questioni>.
Iniziamo con la prima. <Il calcio di rigore concesso al Vieste era molto dubbio, ma il giallo a Bartoli (difensore centrale e calciatore tra i più rappresentativi della Sudest, ndr) è ai limiti dello scandalo. Carrer aveva ammonito pochissimi minuti prima il nostro libero, e l’intervento, già sanzionato con il penalty, non era assolutamente da ammonizione. Poi, la cacciata di Armenise. E infine il capolavoro con Manzari, espulso direttamente dalla panchina>. La seconda questione? <Non crediamo ai teoremi o, peggio ancora, ai complotti – afferma l’ad blaugrana – e chi frequenta il calcio pugliese conosce benissimo l’ambiente locorotondese e quello della Sudest, che hanno fatto della cultura della sconfitta uno dei principi basilari. Ma se ricordiamo le tre espulsioni (due dal campo e uno panchina) comminate dallo stesso arbitro in una partita con il Casarano, beh allora inevitabilmente mi viene in mente quella frase secondo cui a pensar male spesso s’azzecca>.
La Gazzetta di lunedì scorso
Il club di Valle d’Itria ha chiesto l’audizione ai massimi livelli regionali ed è stato subito ascoltato dal presidente del Crp Vito Tisci e dal designatore Aia Gianni Di Savino. <Sono stati disponibilissimi e gentilissimi, ma la nostra posizione non sui sposta di un millimetro: siamo molto arrabbiati perché riteniamo di aver subito un grave torto. Che si ripercuoterà nelle prossime partite, a cominciare da giovedì (domani si celebra il turno infrasettimanale, ndr): a Novoli, fra squalificati e infortunati, mancheranno in sei o sette. Sono episodi sfortunati fino a un certo punto. La verità è che possono inficiare un intero progetto che stiamo cercando di realizzare>.
“… cantando in mezzo al terrore la Marsigliese”
Sergio Zavoli, ravennate, ha 92 anni
La tragedia di Parigi ha risvegliato altri orrori: penso all’eccidio nella chiesa di Marzabotto e alla strage, a New York, delle Torri Gemelle, in nome di due fanatismi; mentre la terza ferocia ha già annunciato la continuazione della sua «guerra». La «città delle luci» ha risposto anche per noi, cantando in mezzo al terrore la Marsigliese. Questa è la grande, risoluta risposta, in nome della libertà e della pace, di fronte alla minaccia di conquistare, sono parole loro, l’Europa. E l’antidoto? È il rifiuto della paura. La reazione civile, democratica, etica della politica sta mobilitando una quantità di Paesi perché si uniscano in una coalizione capace di sgominare, ma a quali prezzi, il Califfato e la sua arma più delirante: l’Is ovvero il Daesh. Va da sé che una iniziativa del genere – pur dettata da un civismo esemplare – tuttavia darebbe luogo a un tale coacervo di sensibilità, esperienze e particolarismi da screditare ogni progetto organizzativo – dei ruoli, delle competenze, delle responsabilità – con il risultato di un orgoglio esposto a una naturale, ma rischiosa generosità operativa. Occorrerebbero, semmai, le Nazioni Unite. Una dimensione politico-militare solo europea e occidentale incentiverebbe la solidarietà tra i nemici aperti e coloro che oggi restano nell’ombra cui, a quel punto, si aggiungerebbe una diffusa e insidiosa solidarietà dell’estremismo islamico, qua e là disseminato. Siamo davanti al seme di una grande pace o di una grande guerra.
Zavoli, insieme a Montanelli, Biagi, Arpino e pochi altri, è uno dei giornalisti che ho letto sempre e da sempre. Di terrorismo l’ex presidente Rai ne sa qualcosa: La notte della Repubblica è uno dei documentari seriali più importanti realizzati per la Rai. Su Avvenire ha avviato da qualche settimana una rubrica dal titolo “Prima dei fatti”. Quella apparsa sull’edizione di ieri del quotidiano della Cei è una lectio magistralis in pillola.
I NUMERI DELLA “D”
17 novembre 2015 Vito Prigigallo	Lascia un commento
L’attaccante del Nardò Riccardo Lattanzio in una immagine di Daniele Nestola. E’ andriese ed ha 26 anni.
Insiste Nardò. La matricola neretina è in vetta alla classifica del Girone H della Serie D dalla 7^ giornata. Espugnò l’“Amerigo Liguori” di Torre del Greco l’11 ottobre e da allora, scavalcate Taranto (pareggio a Torrecuso) e Francavilla (sconfitta a Bisceglie), marcia con passo sicuro, capolista inattesa. La squadra di Nicola Ragno vanta una serie di record dopo le prime 12 giornate: il maggior numero di vittorie (8, di cui 4 in trasferta: quest’ultimo record è condiviso col Pomigliano), il minor numero di sconfitte (i granata sono stati battuti solo nel derby fra neopromosse, a Francavilla Fontana). Mentre è il Fondi l’indiscusso leader della speciale classifica della prolificità con 31 gol, 17 dei
Il sardo Giuseppe Meloni, bomber del Fondi
quali messi a segno da Giuseppe Meloni: il sardo guida con largo margine sul più immediato inseguitore, Riccardo Lattanzio, 26enne stoccatore dei leccesi, da domenica in doppia cifra. Nardò ha una difesa impermeabile: solo 9 le reti incassate da Gianmarco Chironi, dall’altro ieri pari a quelle incassate dal portiere del Francavilla Domenico Liccardo, imbattuto nelle ultime 3 partite. Il Toro, insieme al Taranto, ha la miglior serie positiva: 9 partite senza sconfitte: i 3 più recenti pareggi (con il Potenza, allo “Jacovone” e l’altroieri a Bellegra) e le 6 vittorie di fila seguite al ko provocato dall’ex Anibal Montaldi, il 16 settembre.
SECONDE – A rincorrere la prima della classe è tornato il Taranto dopo aver percorso un terreno reso sdrucciolevole delle sue stesse incompiutezze. Insieme alle due Francavilla.
Modi differenti di aggredire lo spazio playoff: i rossoblù di Ranko Lazic segnano tanto (secondo attacco della poule con 25 reti, davanti al Torrecuso, 24), i biancocelesti di Antonio Calabro, prima del festival di Picerno, avevano capitalizzato straordinariamente i 14 gol messi a segno. Stagna la tenuta difensiva di Giovanni De Toma e compagni: solo 11 reti subite, tante quante il Bisceglie, 1 in più del Taranto, 2 in più dei sinnici.
Domenica Nardò ospiterà il Marcianise: la Progreditur è reduce da due sconfitte, con 3 gol a domenica sul groppone.
CLASSIFICA MARCATORI – Meloni (Fondi) 17; Lattanzio (Nardò) 10; Galizia (Pomigliano), Evacuo (San Severo), Pastore (Torrecuso), Simeri (Potenza) 8; Tiscione (Fondi), Genchi (Taranto), Aleksic (Francavilla) 7.
Rotondo e Corona: i due assi della Serie B “pugliese” vengono da Conversano
16 novembre 2015 Vito Prigigallo	Lascia un commento
Paolo Rotondo. Gioca nella Virtus Rutigliano, capolista del Girone F di Serie B. E’ capocannoniere con 21 reti in 7 partite
Premiata ditta gol Conversano. Antonello Corona e Paolo Rotondo hanno trascorso un week-end sportivo felice. Per Rotondo, fromboliere della Virtus Rutigliano, è un’abitudine che dura dall’inizio del campionato di Serie B di calcio a cinque. Per Corona, padre nobile della Futsal Capurso, è il picco di uno scorcio iniziale di campionato da incorniciare: la squadra di Savio Squillace, dopo 7 giornate, è infatti, la prima delle “normali” dietro ai barlettani della Cristian e ai virtussini. Incroceranno i loro destini futsalistici il 5 dicembre. <È presto per pensarci – dice Corona –. Ci sono di mezzo la trasferta a Ruvo e la partita interna col Potenza. Per noi saranno due prove decisive, fondamentali per capire quali sono le nostre vere dimensioni>.
Quali siano le reali dimensioni del Rutigliano si è invece capito sin da subito. <Sono con la Virtus da due anni e mezzo. Quest’anno la squadra è molto migliorata, non giocano solo per farmi fare gol, ma partecipano tutti alla finalizzazione (con i 4 gol al Giovinazzo, il “cinquebello” di Pietro Di Bari ha segnato 55 volte, poco meno di 8 gol a partita, con Bonde-Jensen a 9, Barbosa a 8 e Mazinho a 7 marcature, dietro le 21 di Rotondo, 4 azezini tra i primi 5 della bomber-list, ndr), così tutto funziona meglio>. Anche per la capolista del Girone F si appressano turni fondamentali: <Partite decisive: sabato a Potenza, poi la Cristian>.
Antonello Corona è arrivato a Capurso l’estate scorsa. Ha trascinato i bulldog sul podio alle spalle di Rutigliano e Barletta. La foto è di Mimmo Pellicola
L’altroieri Capurso ha vinto una partita thriller con il Manfredonia, con doppiette di Gianluigi Mazzilli e dello stesso Corona. Rutigliano ha vinto “solo” 4-2: <Il Giovinazzo si è chiuso molto bene, non ci ha lasciato le praterie come è accaduto con altri avversari. Però il risultato è stato in bilico sull’1-1 solo per pochi minuti>, ricorda Rotondo, 32 anni nel Rutigliano promosso in C2 di calcio molti anni fa.
Capurso sul podio: <Manfredonia è stato un buon avversario, ma gli stranieri (lo spagnolo Gutierrez e il brasiliano Montagna per i sipontini, ndr) spesso non fanno fare il salto di qualità come accadeva una volta – afferma Corona, 36 anni, ex Monopoli, Cadoneghe e Azetium Rutigliano -. Il Capurso sta facendo un’ottima stagione, è una squadra giovane che è stata rinforzata bene dalla società. Qualche peccato di gioventù si può ammettere, come la sconfitta di Giovinazzo>.
L’intervista doppia a Rotondo e Corona apparsa sulle pagine dell’inserto Sport+, in edicola stamattina con La Gazzetta del Mezzogiorno
I RISULTATI DELLA 7^ – Campobasso-Conversano 6-2, F.Barletta-Putignano 8-0, F.Canosa-Potenza 8-8, Capurso-Manfredonia 6-5, Ruvo-C.Barletta 2-10, Rutigliano-Giovinazzo 4-2.
CLASSIFICA: Rutigliano 21; C.Barletta 19; Capurso 13; Canosa 12; Ruvo, Potenza 10; Manfredonia, F.Barletta 9; Campobasso 8; Giovinazzo 6; Conversano 4; Putignano 0.
Commercio a Capurso, scommessa per il futuro
una passeggiata a Triggiano mi ha fatto trasalire. In una zona di recenti insediamenti edilizi ho contato, uno dopo l’altro, ben ventisette attività commerciali, concentrate in poche centinaia di metri, lungo un asse stradale importante ma tutto sommato periferico. Da noi un simile addensamento lo troviamo solo in pieno centro, lungo l’asse delle chiese e delle piazze.
Capurso è un paese piccolo, artificiosamente cresciuto a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, senza che il suo tessuto imprenditoriale
Il macellaio Vincenzo Santorsola
si sia mai ispessito. Né è possibile tener conto di quella che noi, pomposamente, chiamiamo “Zona industriale”, per cui valgono altri ragionamenti.
Da anni, operando come responsabile dell’ufficio per le attività produttive ho potuto analizzarle, godendo di un osservatorio privilegiato. Compito precipuo di una amministrazione – di qualsivoglia coloritura politica – è creare le opportunità affinché il commercio possa prosperare.
L’ebanista Alex Romano
Nel corso degli ultimi anni il lavoro fatto è stato improntato a tale principio. Le Linee guida e il Piano del commercio sono pietre d’angolo per costruire un pezzo di futuro. Ad esse va aggiunto il Piano per le medie strutture. Quindi, il Piano del commercio sulle aree pubbliche, che ha suggellato, fra l’altro, il trasferimento del mercato settimanale e di quello giornaliero. Per non dire di altre normative su scala territoriale (edicole, parrucchieri ed estetisti, noleggio con conducente di automezzi fino a nove posti) e della nuova destinazione urbanistica data a un suolo tra le vie Manzoni e Deledda.
Sergio Tatoli, salumiere da tre generazioni
Non va dimenticata l’adesione allo Sportello unico per le attività produttive, il Suap associato che fa capo al comune di Altamura e che raggruppa, fra gli altri, centri come Casamassima, Conversano, Noci, Bitetto. E che ha nella società consortile Murgia Sviluppo un potente strumento di azione purtroppo non del tutto compiuto. Un altro strumento giuridico-economico di grande
Vincenzo Giaquinto, pizzaiolo
prospettiva è il Duc, il Distretto urbano del commercio. Comune, locale associazione commercianti e Confcommercio stanno per sottoscrivere l’Accordo di distretto che in un futuro prossimo potrebbe coinvolgere almeno centri vicini come Valenzano e Cellamare.
Gianni Lucci, commerciante di detersivi
Un pensiero fisso è stato (è) il centro storico, che a me piace chiamare Borgo Antico. Il programma di contributi varato nel 2010 ci è stato copiato (da altri municipi) ma non sfruttato (dalla microimprenditoria). Ad una prima fase ne è seguita una ulteriore, quindi una terza, cosiddetta “a sportello”. Una parte di fondi tuttora (purtroppo) disponibili è stata dirottata sul tentativo di creare in piazza Gramsci il Mercato agricolo del Borgo antico. Continuo personalmente a considerare brillante l’idea, ma evidentemente non si è tenuto conto di tutte le criticità incombenti. Non vanno dimenticati due ulteriori
Vito De Benedictis ha una boutique
strumenti a favore degli insediamenti nel paese vecchio: le deroghe alle norme tecniche per gli insediamenti soprattutto nel settore enogastronomico e le contribuzioni previste in campo tributario.
Nicola Falco, pollivendolo
L’ultimo atto è l’istituzione sperimentale di un mercato alimentare “normale”, seppur con forte propensione verso l’autoproduzione.
LE FOTO – Je suis Borgo Antico è un “marchio” di Alex Romano. Sue le foto in rigoroso bianco e nero. Tra le mani hanno le “frecce” segnaletiche che, in sinergia tra Comune e commercianti del paese vecchio sono state installate in due ingressi del nucleo abitato originario di Capurso
CALCIO A CINQUE – CAPURSO SUL PODIO
14 novembre 2015 Vito Prigigallo	Lascia un commento
VALENZANO, PALASPORT DI VIA CARDUCCI
SABATO, 14 NOVEMBRE 2015-11-14
CAMPIONATO DI SERIE B, GIRONE F, 7^ GIORNATA DI ANDATA
FUTSAL CAPURSO-CALCIO A CINQUE MANFREDONIA 6-5
CAPURSO: 14 Frisone, 2 M.co Squeo, 3 Biacino, 5 De Mola, 6 Sardella, 7 Corona, 8 Garofalo, 9 Ladisa, 10 Mazzilli, 11 Satalino, 12 Cutrignelli, 22 Rafaschieri. All. Squillace.
MANFREDONIA: 1 Ortega, 2 Falcone, 3 Bruno, 4 Specchio, 5 La Torre, 6 Montagna, 7 Spano, 8 Caracciolo, 9 Capozzi, 10 Laccetti, 11 Gutierrez, 12 Portovenero. All. Grassi.
ARBITRI: Petrillo di Catanzaro e Grande di Siena. Cronometrista Impedovo di Bari.
Gianluigi Mazzilli: 2 gol per il bomber della Futsal Capurso
RETI: pt 7’ Caccetti, 9’ Capozzi, 11’ Mazzilli, 15’ Capozzi; st 4’ Mazzilli, 7’ Caccetti, 8’ e 10’ Garofalo, 11’ Corona, 13’ Gutierrez.
Capurso sale sul podio. E non può essere un caso dopo 7 giornate. Il 3° posto nel Girone F vuol dire essere la prima delle squadre “normali”. La distanza da Barletta e, soprattutto, da Rutigliano è difatti siderale, con i virtussini che continuano a vincere (prima vittoria con soli 2 gol di scarto per gli azezini di Pietro Di Bari) e a demolire gli avversari (la Cristian ha maramaldeggiato sul Ruvo: ha rifilato 10 gol alla San Rocco). Con il 4° successo nel suo campionato d’esordio in B, la squadra del presidente Mario Pontrelli lascia sul posto proprio Ruvo e scavalca Canosa, fermata sull’Ofanto con un clamoroso 8-8 impostole dalla Shaolin Potenza.
Partita dura, contorta, aggrovigliata, difficile da interpretare. Che si è dipanata, per il Capurso, solo nella ripresa, dopo un primo tempo contratto, con pochi lampi e molte zone d’ombra. D’ambra, invece, la ripresa, con il primo sorpasso giusto a metà della seconda frazione di gioco, allorquando la doppietta di Benny Garofalo ha consentito alla Futsal di mettere la ruota avanti dopo essere stata costretta a lungo a inseguire.
Si parte con il raccoglimento per le persone ammazzate a Parigi. Poi è quasi subito Manfredonia. Gli ofantini passano con un preciso diagonale di Laccetti imbeccato da Capozzi e poi con quest’ultimo che, approfittando di un errore di Corona, fila veloce in contropiede. Savio Squillace schiera al via Frisone tra i pali, Marco Squeo, Sardella, Garofalo e Satalino. Molti gli errori di misura e di palleggio per i capursesi, che inquadrano lo specchio della porta per la prima volta tra primo e secondo gol ospite con Biacino, appena subentrato a Sardella. Corona dà la sveglia, trasformando una punizione concessa per un fallo veniale di Capozzi. Mazzilli deposita nel sacco la palla ma poco dopo sbaglia e consegna la sfera a Capozzi che non fallisce l’opportunità. Bruno colpisce il palo, premessa ai secondi finali incandescenti tra la vana anche se splendida veronica di Corona, Frisone che ipnotizza Bruno lanciato in contropiede solitario e l’infortunio a Sardella.
Ripresa. Si riparte con Squeo, Corona, Mazzilli e Satalino davanti a Frisone. Ortega colpisce il palo e Mazzilli pareggia con un tocco sotto misura: Gianluigi è l’idolo dei ragazzini della scuola calcio che lo festeggiano calorosamente. Frisone si supera su Laccetti (concederà il bis poco dopo su Capozzi, poi i foggiani tornano in vantaggio con Laccetti, filato via in ripartenza dopo la prodezza di Portovenero su De Mola.
Arriva il sorpasso. Garofalo conclude in gol un inserimento sul settore sinistro poi centra l’incrocio con una bomba. Nel frattemmpo un Capurso iperfalloso, va in malus per la quinta scorrettezza. Il primo tiro libero ospite lo calcia fuori Capozza, prima che De Mola calcia volutamente fuori una rimessa laterale erroneamente concesso dall’arbitro calabrese. Un bel gesto, bravo Giammarco.
I piedi col telemetro di Antonello Corona consentono al Capurso di allungare grazie alla seconda punizione-gol. De Mola sbaglia due volte e consente a Gutierrez di trasformare il secondo tiro libero ottenuto dal Manfredonia che sceglie di giocare gli ultimi 240” senza il portiere o quasi. Ma la squadra di Michi Grassi non sarà pericolosa più di tanto. Anzi: Portovenero è prodigioso su De Mola e poi Frisone, a 10” dal termine, non centra la porta vuota.
Autogol del raccattapalle
13 novembre 2015 Vito Prigigallo	Lascia un commento
Un coro unanime: sentenza sproporzionata. Con una leggera sfumatura, quasi solo un accento. La pone Marcello Chiricallo. Barese, ex calciatore, figlio d’arte, allenatore anche del Barletta, oggi nel settore giovanile, parla della sentenza che ha visto il Bari Primavera penalizzato con lo 0-3 nella partita con il Latina per l’atteggiamento assunto dai raccattapalle: <Se non ci facciamo prendere dalle ragioni del cuore e dall’affetto che tutti nutriamo per il bari, possiamo anche pensare che il giudice, trattandosi di una partita del settore giovanile, seppure ai più alti livelli, abbia voluto emettere una sentenza esemplare, innescata dall’esasperazione dell’arbitro. Per il resto, è difficile giudicare se non sei stato presente alla partita>.
<Al di là del comportamento antisportivo che potrebbe esserci stato – dice Giacomo Pettinicchio, tarantino, ex allenatore, fra le altre, di Taranto, Trani e Nardò -, ritengo la sentenza esagerata. È comunque chiaro che i ragazzi hanno messo in atto un insegnamento sbagliato in relazione a quello che lo sport deve essere: vero, sereno, leale. Ricordo che a Grottaglie, il presidente Carlo Fiorino, diceva a tutti, ragazzini compresi, che dobbiamo vincere non con i mezzucci o con le perdite di tempo, ma esprimendo quello che siamo>.
Francesco Cantatore ritiene che sarebbe stata più equa <chessò, una diffida, una multa anche forte, la squalifica del campo. Ma la partita persa di pare un po’ troppo – dichiara l’esperto calciatore molfettese in forza al Barletta -. Devo confessare se l’ho fatto anch’io? Nel senso di rimproverare un ragazzino a bordo campo di essere troppo lento o troppo veloce a seconda del risultato, quello sì, succede un po’ a tutti. Ma non si esagera mai, in un senso o nell’altro. Per il resto, ai ragazzi va sicuramente insegnata la cultura sportiva. Qui purtroppo a volte viene meno il compito delle scuole calcio, troppo impegnate a sfornare campioni e a pensare alle rette>.
<È un malcostume tipicamente italiano – taglia corto Massimo Alemanno, direttore sportivo di Copertino, ex Novoli, Molfetta, Nardò e Casarano -. Da noi il risultato è troppo importante. Noi passiamo per i furbi e per quelli che troppo spesso stanno bord-line. Ricordo una volta che durante Nardò-Martina più volte furono lanciati palloni in campo e di recente, durante Lecce-Monopoli sono addirittura spariti i palloni>.
Ciccio Pascazio, primo in basso da destra, con il Barletta del 1998
Secondo Francesco Pascazio si tratta di <una sentenza assurda: troppo dura, anche se è grave che dei ragazzini si comportino in questo modo>. Per l’ex centravanti barese (Barletta e San Severo, tra le altre squadre in cui ha giocato), già allenatore della squadra degli avvocati campione d’Italia, oggi osservatore, bisogna comunque pensare al fatto che certi atteggiamenti vengono assunti anche in Serie A e Serie B. <Ai ragazzi va insegnato il rispetto delle regole. Però devo ricordare che in alcuni campi del napoletano, in Serie D, c’erano ragazzini che ti minacciavano mentre ti restituivano il pallone>.
La pagine della Gazzetta in edicola oggi con i miei due articoli sul caso raccattapalle in Bari-Latina Primavera
<Una sentenza unica nel suo genere>. Così la definisce Vito Tisci, presidente nazionale del Settore giovanile e scolastico. Chepoi aggiunge: <E tuttavia le sentenze, anche se non condivise e per così dire inusuali, vanno accettate. Magari contestate, secondo quanto prevede la legge dello sport, ma accettate. Ora – prosegue il numero uno del calcio pugliese – aspettiamo il secondo grado di giudizio che prevede una discussione collegiale con la presenza della società, visto che il Bari ha preannunciato reclamo>.
Tisci dici di non conoscere i fatti <anche perché non ho visto la partita: fra l’altro ero fuori Bari. Ho letto la notizia sulla stampa. Il club ha pubblicato sul sito ufficiale il filmato della gara che sminuisce di parecchio quanto riportato nel referto arbitrale e, di conseguenza, il deliberato del giudice sportivo>.
In ogni caso, aggiunge il dirigente federale, <anche i raccattapalle, che, va detto, non sono obbligatori nel campionato Primavera, vanno formai e istruiti per il loro ruolo e soprattutto nel rispetto dei valori fondamentali dello sport: fair-play e rispetto verso tutti. Come presidente del Settore giovanile è questa la missione quotidiana: fare in modo che l’educazione venga prima di ogni altro insegnamento>.
Tisci infine torna al caso specifico: <Sono certo che la società saprà difendersi rispetto a quanto accaduto: oltre al risultato sportivo, che in fondo può anche contare relativamente, viene offuscata l’immagine del Bari che i nuovi dirigenti stanno cercando faticosamente e con tanti sacrifici di ricostruire>.

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