Source: http://www.dirittoegiustizia.it/ris_ricerca_occ.php?occhiello=successioni&nP=9
Timestamp: 2020-01-27 15:27:53+00:00

Document:
successioni | 13 Dicembre 2016
Nel caso di divisione ereditaria effettuata dal testatore, ai legittimari va attribuito l’equivalente monetario della quota di legittima che costituisce un credito di valore da accertarsi al momento dell’apertura della successione e da attualizzarsi al momento della sentenza, secondo il prudente apprezzamento del Giudice del merito che ne determina la rivalutazione.
(Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza n. 25346/16; depositata il 12 dicembre)
successioni | 10 Novembre 2016
Lascito ereditario in favore di enti non riconosciuti: la retroattività della nuova normativa
Con riferimento all’accettazione dell’eredità delle persone giuridiche, l’art. 13 l. n. 127/1997, come sostituito dall’art. 1 l. n. 192/2000, che ha disposto l’abrogazione dell’art. 17 c.c. anche con riferimento alle acquisizioni deliberate o verificatesi in data anteriore a quella di entrata in vigore della l. n. 127 cit., non può applicarsi ad un rapporto che sia già definito con l’autorizzazione intervenuta prima della suddetta data. A tale rapporto, infatti, deve ritenersi applicabile, ratione temporis, l’art. 17 c.c., che prescriveva a tal fine l’autorizzazione governativa, da intendersi quale condizione legale all’efficacia del negozio di accettazione, improduttivo di effetti fino a che tale acquisizione non fosse intervenuta.
(Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza n. 22825/16; depositata il 9 novembre)
successioni | 29 Settembre 2016
La competenza sugli atti esecutivi a seguito della soppressione dell’ufficio del pretore
La Corte di Cassazione enuncia un principio di diritto esplicando a chi competa l’opposizione agli atti esecutivi, proposta sia prima che dopo l’esecuzione, a seguito della soppressione dell’ufficio del pretore, in un caso in cui si lamentava l’irritualità della notifica del precetto agli eredi di un defunto.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 3, ordinanza n. 19051/16; depositata il 28 settembre)
successioni | 27 Settembre 2016
Rilascio di una procura generale per l’amministrazione dei beni: accettazione tacita dell’eredità?
Tenuto conto che non possono essere ritenuti atti di accettazione tacita quelli di natura meramente conservativa, che il chiamato può compiere anche prima dell’accettazione, ai sensi dell’art. 460 c.c., la questione si sposta sull’indagine relativa all’esistenza di un comportamento qualificabile in termini di accettazione tacita, che si risolve in un accertamento di fatto riservato al Giudice del merito, che non è censurabile in sede di legittimità.
(Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza n. 18830/16; depositata il 26 settembre)
successioni | 06 Settembre 2016
Divisioni plurimasse: ammessa la ripartizione unitaria se le quote ereditarie sono identiche
Nel caso di divisioni di beni provenienti da diversi titoli occorre procedere alla predisposizione di autonomi progetti di divisione in relazione ad ognuna delle masse coinvolte, essendo possibile riunificare le masse solo in presenza di un consenso espresso in forma scritta da parte di tutti i condividenti. In mancanza del prescritto consenso, è riconosciuto al giudice il potere di approvare un progetto di divisione unitario solo nell’ipotesi in cui gli eredi vantino quote identiche rispetto a ciascuna massa, atteso che, in questi casi, il risultato resta identico a prescindere dal metodo di divisione utilizzato.
(Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza n. 17576/16; depositata il 5 settembre)
successioni | 20 Luglio 2016
Lesione di legittima e donazione con riserva di usufrutto: si calcola come donazione in piena proprietà!
(Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza n. 14747/16; depositata il 19 luglio)
successioni | 13 Luglio 2016
Onori e oneri dell’erede
(Corte di Cassazione, sez. II, sentenza n. 14220/16; depositata il 12 luglio)
successioni | 11 Luglio 2016
Interpretazione del testamento: sì al favor testamenti!
Il giudice di merito, allorquando rilevi che la situazione di fatto, esistente all’epoca in cui fu redatto l’atto di ultima volontà, e afferente i beni ereditari, contrasti col contenuto delle disposizioni testamentarie che li riguardino, non può limitarsi a darne atto, affermando che i correlativi diritti non erano più esistenti, al tempo, nel patrimonio del de cuius, ma deve procedere all’interpretazione della disposizione testamentaria, guardando al significato specifico e concreto delle singole espressioni usate, conferendo prevalenza a tale significato rispetto a quello letterale, valutando, nei casi dubbi, il complesso delle disposizioni in rapporto alla mentalità, alla cultura e all’ambiente di vita del testatore medesimo e preferendo, infine, una soluzione che consenta un effetto concreto ad una interpretazione che sia suscettibile di esecuzione.
(Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza n. 14070/16; depositata l’8 luglio)
successioni | 05 Luglio 2016
Rinuncia all’eredità: la delazione del chiamato non viene meno
La rinuncia all’eredità non fa venir meno la delazione dei chiamati e non è pertanto ostativa alla successiva accettazione, che può essere anche tacita, allorquando il comportamento del rinunciante sia incompatibile con la volontà di non accettare la vocazione ereditaria.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, sentenza n. 13599/16; depositata il 4 luglio)
successioni | 16 Giugno 2016
Già in causa in proprio, vi rimane anche in qualità di erede di un’altra parte deceduta nelle more del giudizio: unico il soggetto di diritti
L’erede succede nelle situazioni giuridiche del defunto e ne diviene centro d’imputazione giuridica, restando tuttavia un unico soggetto di diritti. Il principio è valido quando una persona, essendo già in causa in proprio, vi rimanga anche in qualità di erede di un’altra parte deceduta nelle more del giudizio, ma è altresì valido, per la stessa ratio, quando la persona sia convenuta in giudizio avendo già acquisito la qualità ereditaria, perché unica resta la parte sostanziale chiamata nel processo, essendo quindi irrilevante pure il difetto di una indicazione espressa di tale qualità.
(Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 12277/16; depositata il 15 giugno)
Pagina 9 di 16 Clicca qui per affinare la ricerca

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza