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Timestamp: 2019-01-20 16:02:12+00:00

Document:
LEGGE 6 dicembre 1993, n. 509
DECRETO 19 settembre 2002, n. 272
Regolamento di esecuzione del decreto legislativo 2 gennaio 1997, n. 7, recante le norme di recepimento della direttiva 93/15/CEE relativa all'armonizzazione delle disposizioni in materia di immissione sul mercato e controllo degli esplosivi per uso civile. .
aggiornato-maggio 2017
IL MINISTRO DELL'INTERNO                             di concerto con                i Ministri della giustizia, dell'economia                      e delle finanze, della difesa                      e delle attivita' produttive    Visto  il  decreto legislativo 2 gennaio 1997, n. 7, di recepimento  della   direttiva   93/15/CEE,   "relativa  all'armonizzazione  delle  disposizioni  in  materia di immissione sul mercato e controllo degli  esplosivi per uso civile";    Visto  il  regio  decreto  18 giugno 1931, n. 773, recante il testo  unico delle leggi di pubblica sicurezza;    Visto   il   regio  decreto  6 maggio  1940,  n.  635,  recante  il  regolamento per l'esecuzione del predetto testo unico;    Vista  la  legge 18 aprile 1975, n. 110, recante "Norme integrative  della disciplina vigente per il controllo delle armi, delle munizioni  e degli esplosivi";    Vista  la  legge 21 giugno 1986, n. 317, e successive modificazioni  ed  integrazioni,  recante  la  "Procedura d'informazione nel settore  delle  norme  e  regolamentazioni tecniche e delle regole relative ai  servizi   della   societa'  dell'informazione,  in  attuazione  della  direttiva  98/34/CE  del  Parlamento  europeo  e  del  Consiglio  del  22 giugno  1998,  modificata  dalla direttiva 98/48/CE del Parlamento  europeo e del Consiglio del 20 luglio 1998";
Vista  la legge 21 febbraio 1990, n. 36, recante "Nuove norme sulla  detenzione  delle  armi,  delle  munizioni,  degli  esplosivi  e  dei  congegni assimilati";    Vista  la  legge  9 luglio  1990,  n. 185, recante "Nuove norme sul  controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di  armamento";    Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni ed  integrazioni,   recante  "Nuove  norme  in  materia  di  procedimento  amministrativo  e  di diritto di accesso ai documenti amministrativi"  ed in particolare gli articoli 2 e 4 della stessa legge;    Visto il decreto del Ministro dell'interno 2 febbraio 1993, n. 284,  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  recante  "Regolamento di  attuazione  degli  articoli  2 e 4 della legge 7 agosto 1990, n. 241,  riguardanti   i  termini  di  completamento  ed  i  responsabili  dei  procedimenti     imputati     alla     competenza     degli    organi  dell'Amministrazione centrale e periferica dell'interno";
Vista  la  legge  6 febbraio 1996, n. 52, recante "Disposizioni per  l'adempimento  di  obblighi  derivanti  dall'appartenenza dell'Italia  alle Comunita' europee - legge comunitaria 1994";    Visto  il  decreto  legislativo  30 luglio 1999, n. 300, recante la  "Riforma  dell'organizzazione  del  Governo  a norma dell'articolo 11  della legge 15 marzo 1997, n. 59";    Vista  la  legge  23 agosto  1988, n. 400, e successive modifiche e  integrazioni,  recante  la  "Disciplina  dell'attivita'  di Governo e  ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri";    Visto  il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante "Norme  generali   sull'ordinamento   del   lavoro   alle   dipendenze  delle  amministrazioni pubbliche";    Ritenuto  che  occorre  dare attuazione all'articolo 4, comma 3, ed  all'articolo  14,  commi  1  e  2,  del  citato  decreto  legislativo  2 gennaio 1997, n. 7;    Sentito  il  parere  della  Commissione  consultiva centrale per il  controllo  delle  armi  per  le  funzioni  consultive  in  materia di  sostanze   esplosive   e  infiammabili,  espresso  nelle  sedute  del  21 maggio 2002 e 20 giugno 2002;    Acquisito  il  parere  del  Consiglio di Stato n. 2778/02, espresso  dalla  Sezione  consultiva  per  gli atti normativi nell'adunanza del  26 agosto 2002;
Data comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri a norma  dell'articolo 17, comma 3, della citata legge 23 agosto 1988, n. 400,  con nota prot. n. 52-1/A-30 (4593), del 10 settembre 2002;                               A d o t t a                        il seguente regolamento:
Art. 1.                          Campo di applicazione
1.  Il  presente  decreto  concerne  l'immissione sul mercato degli  esplosivi  per  uso  civile  che  abbiano  superato  le  procedure di  valutazione di conformita' di cui agli articoli seguenti e provvede:      a) a    disciplinare    il    procedimento    di   autorizzazione  dell'Organismo   notificato,   di  cui  all'articolo  3  del  decreto  legislativo  2 gennaio  1997,  n.  7,  d'ora  in avanti indicato come  decreto legislativo n. 7;
b) a  disciplinare,  ai  sensi  dell'articolo  14,  comma  2, del  decreto  legislativo n. 7, le modalita' di esecuzione delle verifiche  tecniche  e  degli  esami  necessari  all'accertamento da parte degli  Organismi  notificati  della  sussistenza dei requisiti essenziali di  sicurezza  di  cui all'allegato II al predetto decreto legislativo n.  7;
c) ad individuare le modalita' di convocazione e di funzionamento  del  Comitato  tecnico, di cui all'articolo 4 del decreto legislativo  n. 7;
d) ad adeguare, ai soli fini del libero scambio in ambito europeo  degli esplosivi per uso civile, le disposizioni regolamentari vigenti  alle  categorie  di  rischio,  alle  definizioni  ed  ai  criteri  di  classificazione  degli esplosivi previsti dalle raccomandazioni delle  Nazioni  Unite  relative  al  trasporto  di  merci  pericolose, fermo  restando  il regime autorizzatorio per la fabbricazione, il deposito,  la  detenzione,  la cessione ed il trasporto dei medesimi esplosivi e  le  misure  di  sicurezza  per  le  attivita'  di  fabbricazione e di  deposito  degli stessi, di cui al testo unico delle leggi di pubblica  sicurezza,  approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e del  relativo  regolamento  di  esecuzione  approvato  con  regio  decreto  6 maggio 1940, n. 635;      e) a  fissare  principi  e  criteri  direttivi  per adeguare alle  disposizioni   internazionali,   in  conformita'  a  quanto  previsto  dall'allegato  I al decreto legislativo n. 7, i manufatti pirotecnici  riconosciuti   e  non  classificati  tra  i  prodotti  esplodenti  in  applicazione del decreto del Ministro dell'interno 4 aprile 1973.
Art. 2.                               Definizioni
1. Ai fini del presente regolamento si intendono:      a) per  allegato  I, II, III, IV, V, i corrispondenti allegati al  decreto legislativo n. 7;
b) per   "Organismo   notificato"   i   centri  ed  i  laboratori  appartenenti ad amministrazioni dello Stato, ad istituti universitari  o di ricerca ovvero a privati, aventi i requisiti di cui all'allegato  III,   autorizzati  ad  espletare  le  procedure  di  valutazione  di  conformita'  di  cui all'articolo 2, comma 3, del decreto legislativo  n. 7;
c) per  "Comitato"  (Comitato  tecnico),  il  Comitato tecnico di  vigilanza  sull'attivita'  degli  "Organismi  notificati",  istituito  presso il Ministero dell'interno ai sensi dell'articolo 4 del decreto  legislativo n. 7;
d) per  attestato  di  esame  "CE  del  tipo"  la  certificazione  rilasciata   da   un   Organismo   notificato   dalla  quale  risulti  l'accertamento della conformita' di un campione rappresentativo della  produzione   di   un  prodotto  esplosivo,  ai  pertinenti  requisiti  essenziali   di   sicurezza  indicati  nell'allegato  II  al  decreto  legislativo n. 7;
e) per  "verifica della conformita' al tipo" lo svolgimento delle  procedure relative alla certificazione di conformita' degli esplosivi  prodotti  in  serie  al  tipo oggetto dell'attestato di esame "CE del  tipo"  ed  ai  pertinenti  requisiti essenziali di sicurezza indicati  nell'allegato II al decreto legislativo n. 7;
f) per  "garanzia  di  qualita'  della  tecnologia produttiva" lo  svolgimento   delle  procedure  relative  alla  certificazione  della  conformita'  degli  esplosivi  prodotti  in  serie  al  tipo  oggetto  dell'attestato  di  esame  "CE  del  tipo" ed ai pertinenti requisiti  essenziali di sicurezza di cui all'allegato II al decreto legislativo  n.  7,  in  base  ad  un  sistema  di  controllo della qualita' della  tecnologia  produttiva,  eseguito  in  relazione  a  quanto  previsto  dall'articolo 8 del presente decreto;
g) per  "garanzia  di qualita' del prodotto" la certificazione di  conformita'  dei  prodotti  esplosivi  fabbricati  in  serie  al tipo  oggetto  dell'attestato  di  esame  "CE  del  tipo"  ed ai pertinenti  requisiti  essenziali  di sicurezza di cui all'allegato II al decreto  legislativo  n.  7, in base ad un sistema di controllo della qualita'  del  prodotto eseguita in relazione a quanto previsto dall'articolo 8  del presente decreto;
h) per  "verifica  sul prodotto" la certificazione di conformita'  dei   prodotti   esplosivi   fabbricati  in  serie  al  tipo  oggetto  dell'attestato  di  esame  "CE  del  tipo" ed ai pertinenti requisiti  essenziali di sicurezza di cui all'allegato II al decreto legislativo  n. 7, mediante controllo e prova di ogni prodotto esplosivo, eseguito  in relazione a quanto previsto dall'articolo 8 del presente decreto;
i) per  "verifica  di  un  unico  prodotto"  la certificazione di  conformita'  dei  prodotti esplosivi fabbricati in un unico esemplare  ai  pertinenti  requisiti essenziali di sicurezza di cui all'allegato  II  al  decreto  legislativo  n.  7,  eseguita  in relazione a quanto  previsto dall'articolo 8 del presente decreto.
Art. 3.             Organismi notificati aventi sede in altro Paese    1.  Per  "Organismo  notificato"  si  intende  anche il centro o il  laboratorio avente sede in un altro Paese membro dell'Unione europea,  autorizzato  ad  espletare le procedure di valutazione di conformita'  previste  dalla  direttiva 93/15/CEE del Consiglio del 5 aprile 1993,  secondo la normativa vigente nel Paese di appartenenza.    2.  Gli  "Organismi notificati" di cui al comma 1, possono, in ogni  caso,   ottenere   anche   l'autorizzazione   italiana,   secondo  le  disposizioni del Capo II.
Procedimento di autorizzazione e norme relative all'attivita' degli
Organismi notificati e disposizioni per il funzionamento del
Comitato tecnico di vigilanza sugli Organismi notificati.
Art. 4.                       Presentazione delle istanze
1.  Possono  ottenere l'autorizzazione ad espletare le procedure di  valutazione  di  conformita'  di  cui al decreto legislativo n. 7, le  amministrazioni  dello  Stato, gli istituti universitari e di ricerca  ed  i  privati  che  dispongano  di  una  idonea struttura e siano in  possesso dei requisiti indicati nel presente regolamento.
2.   Il   titolare   dell'Organismo,   se  organizzato  come  ditta  individuale,  il  legale  rappresentante, per le societa', ovvero, se  trattasi   di   una   amministrazione   dello  Stato  o  di  istituto  universitario   e  di  ricerca  il  dirigente  competente  secondo  i  rispettivi   ordinamenti,   chiede   l'autorizzazione   al   rilascio  dell'attestato  di esame "CE del tipo" ed all'espletamento di tutte o  solo  di  alcune  delle  altre  procedure  di  valutazione,  indicate  nell'allegato V al decreto legislativo n. 7.
3.  L'istanza  e'  presentata a mano, a mezzo raccomandata postale,  ovvero  per  via informatica o telematica al Ministero dell'interno -  Dipartimento  della pubblica sicurezza - Ufficio per gli affari della  polizia  amministrativa  e  sociale, che rilascia all'interessato una  ricevuta, contenente le indicazioni di cui all'articolo 8 della legge  7 agosto  1990,  n.  241, secondo quanto previsto dall'articolo 3 del  decreto  del  Ministro  dell'interno  2 febbraio 1993, n. 284. Per le  istanze  inviate  a mezzo del servizio postale, mediante raccomandata  con  avviso  di ricevimento, la ricevuta e' costituita dall'avviso di  ricevimento;  per le istanze inviate per via informatica si applicano  le disposizioni contenute nel decreto del Presidente della Repubblica  28 dicembre 2000, n. 445, e successive modificazioni.
4. L'istanza, oltre all'esatta denominazione dell'ente, della ditta  o  della  societa' ed all'oggetto sociale o all'oggetto dell'impresa,  quali  risultano  dai  pubblici  registri,  deve  contenere  o essere  corredata da apposita documentazione concernente:
a) le   indicazioni   relative   all'ubicazione   ed   alla  sede  dell'Organismo;
b) le  generalita'  complete  del  direttore  del  centro  e  dei  laboratori,  nonche' quelle del responsabile o dei responsabili delle  operazioni  di verifica, del personale incaricato delle operazioni di  verifica  od  impiegato  in  compiti tecnici connessi alla esecuzione  delle  verifiche  sugli  esplosivi  con  l'indicazione analitica, per  ciascuno,  delle  qualifiche,  dei  titoli  di studio e professionali  delle  abilitazioni  all'esercizio  della  professione ove richieste,  nonche'   delle  esperienze  professionali  maturate  in  materia  di  esplosivi nel settore pubblico o privato;
c) le  indicazioni relative all'ubicazione ed alla superficie dei  laboratori, con l'illustrazione delle tecnologie impiegate, corredata  da  una relazione redatta da un professionista abilitato, nella quale  vengono  descritte  le  attrezzature e le apparecchiature disponibili  per l'esame degli esplosivi;
d) l'idoneita'  del  centro  o  del laboratorio all'effettuazione  delle   procedure   di   valutazione   per  le  quali  viene  chiesta  l'autorizzazione;  tale idoneita' deve essere certificata da apposito  ente a cio' abilitato avente sede in un Paese appartenente all'Unione  europea,  come  dall'allegato  I  al  presente  regolamento dove sono  riportati quelli attualmente operanti;
e) l'avvenuto  adempimento  degli  oneri  di cui all'articolo 47,  comma   2,   della   legge  6 febbraio  1996,  n.  52,  e  successive  modificazioni ed integrazioni.
5.  Gli  Organismi  che  non dispongono di propri laboratori, oltre  alla  documentazione  di  cui  al precedente comma 4, debbono fornire  adeguata  dimostrazione  del  rapporto esistente tra l'Organismo e la  struttura  ad  esso esterna, la quale dovra' formalmente impegnarsi a  corrispondere,  con  immediatezza  e tempestivita', alle richieste di  esecuzione delle procedure di esame sugli esplosivi che devono essere  oggetto di valutazione di conformita'.
6.   Sono  ammesse  le  dichiarazioni  sostitutive  previste  dagli  articoli  46  e  47  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  28 dicembre  2000,  n.  445;  sono,  comunque, richieste la relazione  prevista  dalla  lettera
c), la certificazione prevista dalla lettera
d) e la ricevuta dei pagamenti di cui alla lettera
e) del comma 4 del  presente articolo.    7.  Le  istanze  e  la  documentazione redatte in lingua diversa da  quella italiana devono essere accompagnate da traduzione giurata.
Art. 5.       Requisiti e presupposti per il rilascio dell'autorizzazione
1.  L'autorizzazione  di  cui  all'articolo 3, comma 2, del decreto  legislativo n. 7, puo' essere rilasciata agli Organismi che:      a)  affidano  la  direzione  a  persona  in  possesso  di  laurea  specialistica  in  ingegneria  chimica, ingegneria civile, ingegneria  dell'ambiente,  chimica,  chimica  industriale,  come  determinate in  attuazione  del decreto del Ministro dell'universita' e della ricerca  scientifica  e  tecnologica  del  28 novembre  2000,  pubblicato  nel  supplemento  ordinario  alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n.  18  del  23 gennaio  2001, ovvero della laurea in ingegneria chimica,  ingegneria  civile,  ingegneria mineraria, ingegneria dell'ambiente e  territorio, chimica e chimica industriale, rilasciate dagli atenei in  applicazione   degli  ordinamenti  didattici  antecedenti  al  citato  decreto 28 novembre 2000, con esperienza di almeno due anni nel campo  della  produzione  o  controllo  di  esplosivi  e manufatti esplosivi  civili o militari;
b)  affidano  la  direzione dei laboratori chimici a personale in  possesso  di  laurea  in chimica, conseguita ai sensi del decreto del  Ministro  dell'universita' e della ricerca scientifica 4 agosto 2000,  pubblicato  nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale - serie  generale  n.  245  del 19 ottobre 2000, ovvero di laurea in chimica o  chimica  industriale,  rilasciata  dagli atenei in applicazione degli  ordinamenti  didattici  antecedenti  al citato decreto 4 agosto 2000,  che  abbia  svolto,  per  almeno due anni, l'incarico di direttore di  laboratorio chimico o equivalente adibito prioritariamente agli esami  su esplosivi e su manufatti esplosivi civili o militari;
c)  affidano  la direzione dei laboratori tecnologici a personale  in  possesso  di  laurea  in  chimica, ingegneria chimica o scienze e  tecnologie  fisiche,  conseguita ai sensi del citato decreto 4 agosto  2000,  ovvero  di  laurea in chimica, chimica industriale, ingegneria  chimica,  fisica,  rilasciata  dagli  atenei  in  applicazione  degli  ordinamenti  didattici  antecedenti  al citato decreto 4 agosto 2000,  che  abbia  svolto,  per  almeno due anni, l'incarico di direttore di  laboratorio  per  test tecnologici balistici su esplosivi e manufatti  esplosivi civili o militari;
d) affidano la direzione delle unita' organizzative preposte alla  verifica  ed  alla  conformita' dei sistemi di qualita' a laureati in  una  delle  discipline  di  cui  alle  lettere precedenti che abbiano  svolto,   negli   ultimi   cinque   anni,  almeno  due  incarichi  di  responsabile   dell'assicurazione   di  qualita'  (QAR),  secondo  le  procedure  NATO  AQAP,  presso l'industria privata o uno stabilimento  dell'area  tecnico  industriale del Ministero della difesa, o abbiano  frequentato  un  corso  di  almeno quaranta ore presso l'Associazione  italiana  controllo  qualita'  (SINAL, UNI od altri enti equivalenti)  relativo  alla  conduzione  delle  verifiche  ispettive,  portando  a  compimento almeno cinque verifiche ispettive documentate;
e)  dispongono  di  personale  addetto  ai  laboratori  chimici e  tecnologici,  incaricato delle operazioni di verifica, in possesso di  diploma  di  maturita'  tecnica,  e  che abbia svolto, per almeno due  anni,  le  mansioni  di  capo tecnico o equivalente nel settore degli  accertamenti  tecnici  per  la  produzione di esplosivi e/o manufatti  esplosivi civili o militari;
f)  dispongono  di  personale impiegato come operatore a supporto  delle  attivita'  connesse  con  le  verifiche  sugli  esplosivi,  in  possesso  di  adeguata  esperienza  nello specifico settore, che deve  essere   comprovata  da  apposita  certificazione,  sottoscritta  dal  direttore  dell'organismo  notificato;  di  tale personale almeno una  unita' deve essere in possesso della abilitazione per l'esercizio del  mestiere   di  fochino,  di  cui  all'articolo  27  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica del 19 marzo 1956, n. 302, ovvero della  qualifica professionale di artificiere.  Sono  ammessi i titoli di studio equipollenti, conseguiti in un altro  Paese membro dell'Unione europea.
2.  In  mancanza  dei requisiti di cui al comma 1, l'autorizzazione  puo'  essere  concessa,  su motivata proposta del Comitato tecnico di  vigilanza   sull'attivita'   degli   Organismi   notificati   di  cui  all'articolo   9   del   presente  regolamento,  qualora  l'Organismo  disponga,   comunque,   di   personale  di  provata  professionalita'  acquisita  nel  campo  della produzione, del controllo degli esami, o  delle verifiche sugli esplosivi.    3.  Ai  fini  di  cui al precedente comma 2, per le funzioni di cui  alle  lettere  a),  b)  e  c)  del  comma 1 del presente articolo, il  Comitato  tecnico  valuta  le  esperienze  professionali maturate nel  settore  pubblico o privato, con adeguato livello di responsabilita',  presso  strutture che svolgono attivita' di produzione o controllo su  esplosivi e manufatti esplosivi civili o militari ovvero attivita' di  laboratorio  per esami o test tecnologici balistici su esplosivi o su  manufatti  esplosivi  civili  o militari. Per le funzioni di cui alla  lettera  d)  del  comma  1 del presente articolo, il Comitato tecnico  prende  in  considerazione  le  esperienze professionali maturate nel  settore  pubblico  o  privato presso strutture che svolgono attivita'  nel  settore  del controllo della qualita' degli esplosivi secondo le  procedure  ISO  o  NATO  AQAP  vigenti.  Per  le funzioni di cui alla  lettera  e)  del  comma  1 del presente articolo, il Comitato tecnico  valuta  le  professionalita'  acquisite  presso strutture pubbliche o  private  nel  settore degli accertamenti tecnici per la produzione di  esplosivi o manufatti esplosivi civili o militari.    4.  Per  le  valutazioni  di cui ai commi 2 e 3 il Comitato tecnico  puo'  fare  riferimento  alla  presenza  dei requisiti previsti dalle  norme serie EN 45.000.
5.  Fermo  restando  il  rapporto  di  impiego  o di dipendenza, la  presente  disposizione  si  applica anche nei confronti del personale  che  svolge  la propria attivita' presso laboratori non facenti parte  dell'Organismo notificato, dei quali l'Organismo si avvale anche solo  per l'esecuzione di particolari prove.
Art. 6.               Istruttoria delle istanze di autorizzazione                  ed adozione del provvedimento finale
1.  L'Ufficio  per gli affari della polizia aministrativa e sociale  del  Dipartimento  della  pubblica  sicurezza,  ricevuta l'istanza la  trasmette,   senza   ritardo,   al   Comitato  tecnico  di  vigilanza  sull'attivita'  degli Organismi notificati; se la domanda e' ritenuta  irregolare    o    incompleta,   l'Ufficio   ne   da'   comunicazione  all'interessato,  indicando  le  cause  della  irregolarita'  o della  incompletezza.
2.  Il Comitato tecnico di vigilanza sull'attivita' degli Organismi  notificati,  se  ritiene sufficiente la documentazione prodotta dagli  interessati,   esprime  il  proprio  motivato  parere  in  ordine  al  rilascio,  ovvero  al  diniego  dell'autorizzazione,  nel  termine di  novanta  giorni dalla ricezione dell'istanza. E' comunque in facolta'  del  Comitato convocare il titolare dell'Organismo per l'acquisizione  di  ogni elemento utile, nonche' di disporre verifiche e sopralluoghi  che  devono essere svolti collegialmente da almeno tre componenti del  Comitato medesimo. In tali ipotesi il termine e' sospeso per il tempo  strettamente  necessario  alla  convocazione dell'interessato, ovvero  allo svolgimento del sopralluogo presso le strutture dell'Organismo.
3.  Il  procedimento  deve  comunque  concludersi con provvedimento  espresso,  da  adottarsi  con  decreto  del Ministro dell'interno, di  concerto  con  il  Ministro  delle  attivita' produttive, nel termine  complessivo  di  centocinquanta  giorni  dalla  data di presentazione  dell'istanza,  fatte  salve  le ipotesi di sospensione del termine di  cui  al  precedente  comma  2.  Con  lo  stesso provvedimento ciascun  Organismo  e' autorizzato al rilascio dell'attestato di esame "CE del  tipo"   ed  all'espletamento  di  tutte  o  di  quelle  procedure  di  valutazione,  di  cui  all'allegato  V,  al decreto legislativo n. 7,  lettere B), C), D), E) ed F), richieste nella domanda.
4.   Il   Ministero  dell'interno  -  Dipartimento  della  pubblica  sicurezza,  notifica  alla  Commissione  dell'Unione  europea ed alle  autorita'   competenti   degli   altri  Stati  membri  gli  Organismi  autorizzati   ad   espletare   le   procedure  di  valutazione  della  conformita'  di  cui  al  presente decreto, i compiti specifici per i  quali  ciascuno  di  essi  e' stato autorizzato, nonche' il numero di  identificazione attribuito dalla medesima Commissione.
5. L'autorizzazione rilasciata all'Organismo notificato tiene luogo  della licenza prevista dall'articolo 99 del regolamento di esecuzione  al testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio  decreto 6 maggio 1940, n. 635.    6.  I  termini di cui ai commi precedenti possono essere modificati  con  le  modalita'  previste  dal  secondo comma dell'articolo 12 del  decreto  del  Ministro  dell'interno  2 febbraio  1993,  n. 284, come  modificato   ed  integrato  dai  decreti  del  Ministro  dell'interno  19 ottobre 1996, n. 702, e 18 aprile 2000, n. 142.
Art. 7.            Sospensione, revoca e ritiro dell'autorizzazione                   rilasciata all'Organismo notificato
1. Ai fini dell'adozione dell'ordinanza di sospensione immediata di  cui   all'articolo   4,  comma  5,  del  decreto  legislativo  n.  7,  costituiscono, in ogni caso, ipotesi di particolare gravita':
a) il  rilascio  dell'attestato  di  esame  "CE del tipo", ovvero  delle  altre  certificazioni di conformita' di cui all'articolo 8 del  presente regolamento in violazione delle procedure prescritte;
b) la  violazione  delle  prescrizioni  di  cui  ai  punti  1 e 5  dell'allegato III al decreto legislativo n. 7;
c) il mancato adempimento degli obblighi di documentazione di cui  all'articolo 4, comma 4, del medesimo decreto legislativo n. 7.
2.  Nei  casi di cui al comma 1, lettere b) e c), non si procede al  ritiro   dell'autorizzazione  qualora  l'Organismo  notificato  abbia  provveduto,  durante  il periodo di sospensione, a rimuovere le cause  che l'hanno determinata.
3.  Le  autorizzazioni  rilasciate  agli  Organismi notificati, che  tengono  luogo  anche  della  licenza  prevista  dall'articolo 99 del  regolamento  di  esecuzione  al  testo  unico delle leggi di pubblica  sicurezza,  approvato  con regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, sono,  inoltre,  sospese o revocate negli stessi casi in cui le disposizioni  del  testo  unico  delle  leggi  di pubblica sicurezza e del relativo  regolamento  di esecuzione prevedono la sospensione o la revoca della  medesima licenza di cui al citato articolo 99.
4.  Dei  provvedimenti  di  sospensione,  di  revoca  o  di  ritiro  dell'autorizzazione   viene   data   immediata   comunicazione   alla  Commissione  dell'Unione  europea  ed alle competenti autorita' degli  altri  Stati membri, a cura dell'Ufficio per gli affari della polizia  amministrativa e sociale del Dipartimento della pubblica sicurezza.
Art. 8.   Attivita' degli Organismi notificati e modalita' di esecuzione  delle                           verifiche tecniche
1.  Gli  Organismi  notificati  provvedono  all'espletamento  della  procedura relativa al rilascio dell'attestato "CE  del  tipo".  Essi,  inoltre, in relazione ai compiti specifici per  i  quali  sono  stati  autorizzati  ai  sensi  dell'articolo  3,  comma   2,   del   decreto  legislativo n.  7,  provvedono  a  tutte  o  a  quelle  procedure  di  valutazione, di cui all'allegato  V,  al  decreto  legislativo  n.  7  lettere B), C), D), E) ed F), richieste  nella  domanda,  finalizzate  alla:       verifica della conformita' al tipo;       garanzia della qualita' della tecnologia produttiva;       garanzia della qualita' del prodotto;       verifica sul prodotto;       verifica di un unico prodotto.
2. Le verifiche tecniche e gli esami di cui all'articolo 14,  comma  2, del decreto legislativo n. 7 sono effettuati in  conformita'  alle  norme italiane che recepiscono norme armonizzate comunitarie.
3. In mancanza  delle  norme  tecniche  di  cui  al  comma  2,  gli  Organismi notificati impiegano i metodi di prova ritenuti  idonei  ad  accertare la conformita' dei prodotti ai requisiti essenziali di  cui  all'allegato II al decreto legislativo n. 7, codificati  da  enti  di  unificazione di Stati della Unione europea o aderenti alla NATO.
4. Sulla base dei dati dichiarati dal fabbricante ed  eventualmente  verificati, gli Organismi notificati possono rilasciare attestati  di  "esame CE del tipo" anche per estensione di attestati precedentemente  rilasciati  per  esplosivi  similari  al   medesimo   fabbricante   o  importatore.
5. Ai sensi dell'articolo 2, comma 3, lettere a) e b)  del  decreto  legislativo n. 7, la scelta della procedura per le verifiche previste  alle lettere B),  C),  D),  E)  ed  F)  dell'allegato  V  al  decreto  legislativo n.  7,  compete  al  fabbricante  o  all'importatore  per  materiali prodotti in  Stati  non  appartenenti  all'Unione  europea.  Nello svolgimento di  tali  procedure  gli  Organismi  notificati  si  attengono  a   quanto   previsto   dalle   prescrizioni   concernenti  "l'assicurazione di qualita' ISO 9000" e successivi  aggiornamenti  e  modifiche, o dalle corrispondenti norme UNI. In alternativa,  ove  il  fabbricante o l'importatore  ne  facciano  richiesta,  gli  Organismi  notificati possono applicare i  criteri  previsti  dalle  norme  piu'  aggiornate di assicurazione della qualita' NATO-AQAP.
6. Gli Organismi notificati comunicano al Ministero dell'interno  -  Dipartimento della pubblica sicurezza, Ufficio per gli  affari  della  polizia amministrativa e sociale ed al Comitato tecnico di  vigilanza  di cui al successivo articolo 9,  senza  ritardo  e  comunque  almeno  bimestralmente, le procedure  di  valutazione  di  conformita'  degli  esplosivi  effettuate,  gli  attestati  "CE  del  tipo"  e  le  altre  certificazioni di conformita' rilasciate,  fornendo  una  descrizione  completa degli esplosivi e dei mezzi di identificazione, compreso  il  numero di identificazione delle Nazioni Unite.
7. Qualora i produttori o gli importatori che  intendano  immettere  sul mercato interno  un  esplosivo  abbiano  ottenuto  da  uno  degli  Organismi notificati di altro Stato dell'Unione  europea  l'attestato  di esame "CE del tipo" o altra certificazione di conformita'  secondo  una delle procedure di cui all'allegato V al decreto  legislativo  n.  7,  sono  tenuti  a  darne  immediata  comunicazione   al   Ministero  dell'interno, con le modalita' di cui all'articolo 4,  comma  3,  del  presente regolamento, in data antecedente alla fabbricazione od  alla  immissione dell'esplosivo sul territorio nazionale. La  comunicazione  deve fornire una descrizione completa dell'esplosivo ed  i  mezzi  di  identificazione, compreso il numero di identificazione delle  Nazioni  Unite.
Art. 9.                      Comitato tecnico di vigilanza                sull'attivita' degli Organismi notificati
1.  Il  presidente del Comitato tecnico di vigilanza sull'attivita'  degli  Organismi  notificati,  di  cui  all'articolo  4  del  decreto  legislativo n. 7 ha il compito di:
a) formare  il  calendario  delle riunioni e determinare l'ordine  del giorno;
b) convocare il comitato e dirigerne i lavori;
c) designare il componente delegato a sostituirlo come presidente  nelle sedute in caso di assenza od impedimento;
d) adottare  ogni  iniziativa  ritenuta necessaria per il miglior  andamento dei lavori del comitato;
e) designare  delegazioni  del  Comitato  per  l'effettuazione di  controlli   presso   gli   Organismi  notificati  per  verificare  la  regolarita' delle procedure e per svolgere ogni accertamento utile;
f) richiedere   ad   ogni   Organismo   notificato   copia  della  documentazione  relativa agli accertamenti eseguiti ed ogni ulteriore  notizia od informazione occorrente;
g) ai  fini  dell'applicazione  dell'articolo  4,  comma  5,  del  decreto  legislativo  n.  7,  comunicare  al  Ministro dell'interno i  risultati degli accertamenti svolti dal Comitato a norma del comma 8,  del presente articolo.
2.  Il  Comitato  e'  convocato  dal presidente mediante tempestivo  avviso  scritto  ai componenti, recante l'indicazione degli argomenti  iscritti all'ordine del giorno.
3. Il Comitato si riunisce, di regola, presso il Dipartimento della  pubblica  sicurezza. Il presidente ha facolta' di riunire il Comitato  in altre sedi qualora lo ritenga necessario.
4. Le sedute del Comitato sono valide quando intervengano, oltre al  presidente,  almeno  i  due  terzi  dei  componenti, sostituibili dai  rispettivi supplenti.
5. Sono valide le deliberazioni approvate con un numero di voti che  rappresenti  la  maggioranza dei presenti. In caso di parita' prevale  il voto del presidente.
6.  Il  presidente,  ove  ne  ravvisi  l'opportunita',  di  propria  iniziativa  o su proposta dei componenti del Comitato, ha facolta' di  fare   intervenire   alle   riunioni   appartenenti   agli  Organismi  notificati,  ovvero di richiedere, anche durante la fase istruttoria,  ulteriori  elementi  documentali,  notizie od informazioni necessarie  per la valutazione dell'idoneita' dell'Organismo notificato.
7.  Ove  sia  ritenuto  necessario  eseguire  accertamenti tecnici,  sperimentali  o  prove  in  centri  specializzati, il presidente puo'  disporne  l'effettuazione,  designando  i  componenti  incaricati  di  assistervi.
8.  Il  Comitato  riceve le segnalazioni concernenti i fatti di cui  all'articolo  4,  comma  5, del decreto legislativo n. 7 e svolge gli  accertamenti  occorrenti.  A  tal fine puo' effettuare, conformemente  alle  modalita'  operative  stabilite  dal Comitato stesso, visite di  controllo  presso le strutture dell'Organismo in corso di valutazione  o presso quelle esterne di cui l'Organismo notificato si avvale.
9.  Svolge le funzioni di segretario un funzionario appartenente al  ruolo  dei  commissari  della  Polizia  di  Stato  in servizio presso  l'Ufficio  per  l'amministrazione  generale  - Ufficio per gli affari  della   polizia  amministrativa  e  sociale  del  Dipartimento  della  pubblica sicurezza.
10.  Agli  esperti  non appartenenti alla pubblica amministrazione,  componenti   del  Comitato  ai  sensi  dell'articolo  4  del  decreto  legislativo  n.  7,  non  sono  corrisposti  compensi per l'attivita'  professionale  prestata  per lo svolgimento dei compiti istituzionali  del Comitato medesimo.
Art. 10.                        Disposizioni finanziarie    1.  Con  decreto  del  Ministro  dell'interno,  di  concerto con il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze, sono determinate, ai sensi  dell'articolo  47  della  legge  6 febbraio 1996, n. 52, le tariffe a  copertura   delle   spese  relative  all'attuazione  delle  procedure  disciplinate dal decreto legislativo n. 7 e dal presente regolamento.    2.  L'entrata in vigore del decreto sulle tariffe di cui al comma 1  e'  condizione  per  l'entrata  in vigore del presente regolamento di  esecuzione.
Adeguamento delle disposizioni regolamentari vigenti
Art. 11.     Modifica dell'articolo 81 del regio decreto 6 maggio 1940, n. 635
1. All'articolo 81 del regio decreto 6  maggio  1940,  n.  635,  e'  aggiunto il seguente comma:     "Sono altresi' soggetti alle disposizioni degli articoli  46  e  57  della legge i prodotti esplodenti indicati nell'allegato I al decreto  legislativo 2  gennaio  1997,  n.  7  e  successivi  aggiornamenti  e  modificazioni, secondo quanto previsto dal successivo articolo 83".
Art. 12.     Modifica dell'articolo 82 del regio decreto 6 maggio 1940, n. 635
1. All'articolo 82 del regio decreto 6  maggio  1940,  n.  635,  e'  aggiunto il seguente comma:     "La categoria 5) "munizioni di sicurezza e giocattoli pirici di cui  al comma precedente si articola nei seguenti gruppi:
Gruppo A: (vietata la detenzione)
divertimento, ad effetto  di  scoppio  e/o ad effetto luminoso;
Gruppo E: (detenzione libera)
2) air bag, pretensionatori per cinture di sicurezza  e  relativi  generatori di gas od attuatori ricompresi nell'allegato I al  decreto  legislativo 2  gennaio  1997,  n.  7  e  successive  modificazioni  e  aggiornamenti;
4) inneschi per munizioni per  armi  di  piccolo  calibro  e  per  cartucce industriali;
5) manufatti pirotecnici  e  cartucce  per  strumenti  tecnici  e  industriali (es.: sparachiodi, per mattazione e cementeria);
6) cartucce  a  salve  ad  effetto  sonoro  per  armi  di  libera  vendita".
Art. 13.     Modifica dell'articolo 83 del regio decreto 6 maggio 1940, n. 635
"I  prodotti  esplodenti  riconosciuti  e  classificati  ai   sensi  dell'articolo 53 della legge, nonche' i  prodotti  esplodenti  muniti  dell'attestato  di  esame  "CE  del  tipo  e  della  valutazione   di  conformita' di cui all'allegato V al decreto  legislativo  2  gennaio  1997, n. 7, certificati dagli  "Organismi  notificati  sono  indicati  nell'allegato  A  al  presente  regolamento.  I  prodotti  esplodenti  marcati CE sono classificati a seconda  della  loro  tipologia  nelle  categorie di cui al precedente  articolo  82  ed  iscritti  d'ufficio  nell'allegato   A   al   presente   regolamento,   ai    soli    fini  dell'applicazione  delle  norme  tecniche  inerenti  alla   sicurezza  nell'attivita' di fabbricazione e di deposito di esplosivi  contenute  nell'allegato B al presente regolamento.".
b) Il terzo comma e' sostituito dal seguente:     "L'allegato C determina le norme per il trasporto degli esplosivi e  le modalita' per il rilascio delle relative licenze.
Art. 14.     Modifica dell'articolo 97 del regio decreto 6 maggio 1940, n. 635
1. Al primo comma dell'articolo 97 del regio decreto 6 maggio 1940,  n. 635, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo:     "Possono essere acquistati, trasportati ed impiegati senza licenza,  nonche' detenuti senza obbligo della denuncia di cui all'articolo  38  del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, i prodotti esplodenti della  categoria 5), gruppo D), fino a 5 kg  netti  e  della  categoria  5),  gruppo E, in quantita' illimitata.".
Art. 15.     Modifica dell'articolo 98 del regio decreto 6 maggio 1940, n. 635
"Per la fabbricazione, deposito, vendita e trasporto  dei  prodotti  esplodenti della categoria 5), gruppo A, gruppo  B  e  gruppo  C,  e'  richiesto il possesso delle relative autorizzazioni di cui alla legge  ed al presente regolamento, salvo quanto previsto dal capitolo I,  n.  3, dell'allegato C al presente regolamento.     Per la fabbricazione ed il deposito dei prodotti  esplodenti  della  categoria 5) gruppo D, si applicano rispettivamente  le  prescrizioni  di cui ai capitoli II e IV dell'allegato B al  presente  regolamento.  Per le relative attivita' di detenzione, vendita, acquisto, trasporto  ed impiego degli  stessi  prodotti  esplodenti  della  categoria  5),  gruppo D, non sono richieste le autorizzazioni di cui alla  legge  ed  al presente regolamento di esecuzione.     Per la fabbricazione dei prodotti  esplodenti  della  V  categoria,  gruppo E, fatta eccezione per i manufatti  pirotecnici,  le  cartucce  per strumenti tecnici e  industriali,  le  cartucce  a  salve  e  gli  inneschi,  si  applicano  le  prescrizioni  di  cui  al  capitolo  II  dell'allegato B al presente regolamento.  Per  la  fabbricazione  dei  manufatti  pirotecnici,  delle  cartucce  per  strumenti  tecnici   e  industriali, delle  cartucce  a  salve  e  degli  inneschi,  comunque  appartenenti  alla  categoria  5),  gruppo   E,   si   applicano   le  prescrizioni  del  capitolo   III   dell'allegato   B   al   presente  regolamento. Per  le  relative  attivita'  di  deposito,  detenzione,  vendita, acquisto, trasporto, importazione, esportazione, impiego dei  prodotti esplodenti della categoria 5), gruppo E, non sono  richieste  le autorizzazioni di cui alla legge ed  al  presente  regolamento  di  esecuzione.     Non e' richiesta la licenza per la minuta vendita di  esplosivi  di  cui all'articolo 47 della legge ed al capitolo VI dell'allegato B  al  presente regolamento per la detenzione  e  la  vendita  di  manufatti  della categoria 5), gruppo D e gruppo E, fino al quantitativo massimo  di kg 25 netti di manufatti della categoria 5), gruppo D  e  fino  al  quantitativo massimo di kg 10 netti di manufatti della categoria  5),  gruppo E, purche' contenuti nelle loro confezioni originali.".
Art. 16.      Modifiche all'allegato B al regio decreto 6 maggio 1940, n. 635
Al Capitolo VI dell'allegato B al regio decreto 6 maggio  1940,  n.  635, sono apportate le seguenti modificazioni:       a) l'articolo 1, comma 1, e' sostituito dal seguente:     "1. Negli esercizi di minuta  vendita  di  prodotti  esplodenti  si  possono tenere e vendere:
a) polveri della I categoria;       b) cartucce per armi comuni della V categoria, gruppo A;
b) manufatti della IV e V categoria.     Negli  esercizi  di  minuta  vendita  e'  altresi'  consentito,  in  aggiunta a quanto indicato al comma 4 del presente articolo, detenere  e vendere nelle loro confezioni originali, anche nei locali  dove  e'  consentito l'accesso al pubblico, fino a complessivi kg 50  netti  di  manufatti classificati nella V categoria, gruppo D e, fatte salve  le  disposizioni   in   materia   di   prevenzione   incendi,   manufatti  classificati nella V categoria, gruppo E, in quantitativo illimitato.     Tali disposizioni non si applicano ai depositi  di  fabbrica  o  di  consumo permanente.     Non rientrando tra i prodotti esplodenti, nessun  limite  e'  posto  alla detenzione e vendita dei seguenti componenti  di  munizioni  per  armi comuni: proiettili, pallini, bossoli inerti.";
c) l'articolo 2, comma 1, ultimo capoverso, e' soppresso;       c) l'articolo 2, comma 2,  terzo  capoverso,  e'  sostituito  dal  seguente:     "Le polveri di I categoria e le cartucce di V  categoria  gruppo  A  devono essere custodite in  locale  (o  locali)  distinto,  anche  se  contiguo a quello (o a quelli) nel quale sono custoditi  i  manufatti  di IV e di V categoria. E' vietato l'accesso al pubblico  nel  locale  (o nei locali) ove vengono  custoditi  i  manufatti  di  IV  e  di  V  categoria.";
d) l'articolo 2, comma 2, settimo capoverso,  e'  sostituito  dal  seguente:     "Negli ambienti in cui e' ammesso il pubblico sono consentiti  solo  gli scaffali, sui  quali  possono  essere  collocati:  polveri  di  I  categoria, cartucce  di  V  categoria,  gruppo  A  per  armi  lunghe,  manufatti di IV e V categoria inertizzati e/o loro simulacri, nonche'  manufatti della V categoria, gruppo D e gruppo E.".
Art. 17.      Modifiche all'allegato C al regio decreto 6 maggio 1940, n. 635
1. Il capitolo II dell'allegato C al regio decreto 6  maggio  1940,  n. 635, e' sostituito dal seguente:     "Capitolo II (Norme generali da osservarsi  "per  il  trasporto  di  esplosivi). - Per  il  trasporto  degli  esplosivi  si  applicano  le  disposizioni nazionali che recepiscono gli accordi internazionali  in  materia di trasporto delle merci pericolose su strada "A.D.R.  ,  per  ferrovia "R.I.D. , per via aerea "I.C.A.O. , per mare "I.M.O e  nelle  acque interne "ADNR .".
Art. 18.   Adeguamento dell'allegato I al decreto legislativo 2 gennaio 1997, n.      7, ai  sensi  dell'articolo  1,  comma  2,  dello  stesso  decreto     legislativo.
1. L'allegato II al presente  regolamento  costituisce  adeguamento  dell'allegato I al decreto legislativo  2  gennaio  1997,  n.  7,  in  conformita' delle raccomandazioni delle  Nazioni  Unite  relative  al  trasporto delle merci pericolose.
Art. 19.    Sostituzione dell'allegato A al regio decreto 6 maggio 1940, n. 635     1. L'allegato A  al  presente  regolamento  contiene  l'indicazione  delle materie e degli oggetti esplodenti di cui  all'allegato  I  del  decreto legislativo n. 7, integrato con  l'indicazione,  per  ciascun  prodotto, della categoria di classificazione di cui  all'articolo  82  del regolamento di esecuzione del testo unico delle leggi di pubblica  sicurezza, approvato con regio decreto 6 maggio 1940, n. 635.     2. L'allegato A al presente regolamento sostituisce l'allegato A al  regolamento di esecuzione del testo unico  delle  leggi  di  pubblica  sicurezza, approvato  con  regio  decreto  6  maggio  1940,  n.  635.  L'adeguamento dell'allegato I al decreto legislativo n.  7  determina  l'automatico adeguamento dell'allegato A al regolamento di esecuzione  del testo unico delle leggi  di  pubblica  sicurezza,  approvato  con  regio decreto  6  maggio  1940,  n.  635;  per  l'attribuzione  delle  categorie di classificazione si provvede ai sensi  dell'articolo  83,  comma 5, del citato regolamento di esecuzione al  testo  unico  delle  leggi di pubblica sicurezza.     3. Dalla data di entrata in vigore del presente regolamento tutti i  prodotti  esplodenti  devono  essere  iscritti  nell'allegato  A   al  regolamento di esecuzione del testo unico  delle  leggi  di  pubblica  sicurezza, approvato con regio decreto 6 maggio 1940, n. 635:       a) d'ufficio, successivamente alla  comunicazione  dell'Organismo  notificato,  dell'importatore  o  del  fabbricante,  per  i  prodotti  esplodenti muniti dell'attestato "CE del tipo";       b) su domanda dell'interessato per i prodotti esplodenti  esclusi  dal campo di applicazione del decreto legislativo n. 7, a conclusione  del procedimento di riconoscimento e classificazione, di cui all'art.   53 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza,  approvato  con  regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.
Art. 20.     Sostituzione del decreto del Ministro dell'interno 4 aprile 1973
1. Con decreto del Ministro dell'interno,  da  adottarsi  ai  sensi  dell'articolo 53 del regio decreto 18  giugno  1931,  n.  773,  entro  sessanta  giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente  regolamento, si provvede d'ufficio alla  classificazione  provvisoria  nella categoria 5), gruppo D e gruppo E,  dei  manufatti  pirotecnici  gia'  riconosciuti  ai  sensi  del  medesimo  articolo  53,  ma   non  classificati tra i prodotti esplodenti in  applicazione  del  decreto  del Ministro dell'interno 4 aprile 1973.     2. Con lo stesso decreto di cui al comma 1 si provvede altresi':       a)  a  determinare  le  procedure   e   le   modalita'   per   la  classificazione definitiva dei manufatti pirotecnici di cui al  comma  1, nonche' ad individuare le caratteristiche tecnico-costrittive,  ai  fini della  sicurezza  nell'impiego,  da  accertarsi  anche  mediante  l'esecuzione  di  prove   tecniche   a   cura   del   fabbricante   o  dell'importatore, che i manufatti pirotecnici devono possedere per la  loro classificazione nella categoria 5), gruppo D e gruppo E;       b) a disporre che lo smaltimento  delle  giacenze  dei  manufatti  pirotecnici gia' riconosciuti ai sensi del  citato  articolo  53  del  regio decreto 18 giugno 1931, n.  773,  ma  non  classificati  tra  i  prodotti  esplodenti  in  applicazione  del  decreto   del   Ministro  dell'interno 4 aprile 1973 avvenga non oltre  il  31  dicembre  2003,  continuando ad applicare le disposizioni relative ai locali di minuta  vendita di esplosivi, vigenti anteriormente all'entrata in vigore del  presente regolamento. Le scorte non smaltite  entro  tale  data,  per  essere reimmesse sul mercato, devono recare l'etichettatura  relativa  alla  classificazione   attribuita,   apposta   dal   fabbricante   o  dall'importatore.     3. Il decreto del Ministro dell'interno 4 aprile  1973,  pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica - serie generale -  n.  120  del 10 maggio 1973, cessa di avere efficacia dalla data di entrata in  vigore del decreto del Ministro dell'interno di cui al comma 1.
Art. 21.                         Disposizioni transitorie
1.  I  decreti  di  riconoscimento   e   classificazione   adottati  anteriormente alla data di entrata in vigore del presente regolamento  continuano ad avere effetto, fatte salve le disposizioni  di  cui  al  successivo comma 2.     2. A decorrere dalla data del 1 gennaio 2003 non e'  consentita  la  produzione, la detenzione, l'utilizzazione, la vendita o  cessione  a  qualsiasi titolo, il trasporto, l'importazione o l'esportazione degli  esplosivi per uso civile rientranti nel  campo  di  applicazione  del  decreto legislativo n. 7, anche se  riconosciuti  e  classificati  ai  sensi dell'articolo 53  del  testo  unico  delle  leggi  di  pubblica  sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931,  n.  773,  che  non sono muniti della  marcatura  "CE  del  tipo"  e  che  non  hanno  superato la valutazione di conformita'  di  cui  all'allegato  V  del  medesimo decreto legislativo n. 7.     3.  Relativamente  agli  esplosivi  prodotti   ed   importati   nel  territorio dello Stato alla data di entrata in  vigore  del  presente  regolamento, riconosciuti  e  classificati  sulla  base  delle  norme  anteriormente vigenti, e' consentito lo  smaltimento  delle  giacenze  entro il 31 dicembre 2005, limitatamente  al  mercato  interno  ed  a  quello estero escluso dall'applicazione della direttiva 93/15/CEE del  Consiglio del  5  aprile  1993,  "relativa  all'armonizzazione  delle  disposizioni relative all'immissione  sul  mercato  ed  al  controllo  degli esplosivi per uso civile". Le giacenze non  smaltite  entro  la  data del 31 dicembre 2005 debbono essere  distrutte.  Fermo  restando  l'obbligo delle relative autorizzazioni, sono consentite le attivita'  di detenzione, utilizzazione, vendita o cessione a qualsiasi  titolo,  trasporto ed esportazione dei predetti esplosivi per uso civile,  per  le finalita' e nel termine indicato nel presente comma.
Il presente decreto, munito del sigillo dello  Stato,  e'  inserito  nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica  italiana.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo  osservare.
Il Ministro dell'interno                                  Pisanu                        Il Ministro della giustizia                                 Castelli                 Il Ministro dell'economia e delle finanze                                 Tremonti                         Il Ministro della difesa                                  Martino                  Il Ministro delle attivita' produttive                                  Marzano   Visto, il Guardasigilli: Castelli
Registrato alla Corte dei conti il 27 novembre 2002     Ministeri istituzionali, registro n. 13 Giustizia, foglio n. 52

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7
 articolo 99

Art. 8
 articolo 9

Art. 9

Art. 10

Art. 11
 articolo 83

Art. 12

Art. 13
 articolo  82

Art. 14
in fine

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20
 articolo  53
 articolo  53

Art. 21