Source: https://magazine.officinevarisco.it/2019/09/20/norme-per-la-sicurezza-degli-impianti/
Timestamp: 2020-01-29 18:35:09+00:00

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Norme per la sicurezza degli impianti - Officine Varisco Magazine
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Informazioni ed annotazioni per una corretta interpretazione ed applicazione della Legge 46/90 art. 7 a “Regola d’arte” e delle altre norme per la sicurezza degli impianti.
Accumulo d’acqua calda e fredda in pressione
Accumulo dell’acqua calda
Dimensioni dell’accumulo
Generatori separati
Protezione al gelo
Temperatura di distribuzione
Trattamenti dell’acqua.
Normativa: Art. 4.3 Dir.PED 2014/68/UE. In deroga a quanto previsto sono consentiti l’immissione sul mercato e la messa in servizio delle attrezzature e degli insiemi aventi caratteristiche inferiori a quelle che determinano l’entrata nelle varie categorie di rischio, purchè progettati e costruiti secondo la corretta prassi costruttiva in uso negli stati membri…corredati di sufficienti istruzioni per l’uso.
(DPR 412/93 Art. 5.7) …i generatori di calore destinati alla produzione centralizzata di acqua calda per usi igenici e sanitari per una pluralità di utenze di tipo abitativo devono essere dimensionati secondo le norme tecniche UNI 9182, devono disporre di un sistema di accumulo dell’acqua calda di capacità adeguata…
I requisiti di qualità dell’acqua potabile di alimentazione devono essere conformi al DLgs 31/01 in attuazione della dir. 98/83/CE.
Eventuali “colpi d’ariete” causati da bruschi od istantanei arresti del flusso d’acqua, possono provocare “onde di pressione” in grado di dar luogo a gravi danneggiamenti e/o rotture; pertanto… (UNI 9182 Art. 15)…tutte le distribuzioni di acqua fredda e calda devono essere provviste di dispositivi di ammortizzamento del colpo di ariete di tipo meccanico (a molla) o meglio del tipo idropneumatico (a cuscino d’aria permanente o ripristinabile)…
(UNI 9182 Art. 20.3.7) i collegamenti degli apparecchi alle tubazioni devono essere sempre eseguiti con flange o con bocchelli a tre pezzi.
(UNI 9182 Art. 9.3.1) va eseguito in relazione al fabbisogno totale di acqua del periodo di punta, alla durata del periodo di preriscaldamento, alle temperature dell’acqua fredda, dell’acqua calda distribuita e dell’acqua accumulata.
(DPR 412/93 Art. 5.6) …la produzione centralizzata dell’energia termica necessaria alla climatizzazione invernale degli ambienti ed alla produzione di acqua calda per usi igenici e sanitari per una pluralità di utenze, deve essere effettuata con generatori di calore separati.
(L. 46/90 Art. 7.2) …in particolare gli impianti elettrici devono essere dotati di impianti di messa a terra e di interruttori differenziali o di altri sistemi di produzione equivalenti…
Direttiva Europea 2009/125/CE denominata ErP (Energy related Pro- ducts), 2010/30/UE. Le direttive prevedono una etichettatura riportante la Classe Energetica, e la dichiarazione sui cataloghi dei prodotti.
(UNI EN 806-2) i serbatoi di accumulo devono essere isolati per favorire il massimo risparmio di combustibile e acqua…
(UNI 9182). le tubazioni di acqua fredda, in vista o non, soggette per
qualunque durata di tempo al fenomeno della condensazione dell’umidità dell’aria sulla loro superficie, devono essere protette con rivestimento anticondensa…
Per eliminare il pericolo di presenza di questo batterio si riporta quanto suggerito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO Bulletin OMS, Vol. 681990): Riscaldare l’acqua ad un temperatura di accumulo di 60°C; Assicurarsi che l’acqua, in ogni punto dell’impianto, abbia una temperatura di almeno 50°C.
I nostri ANODI sono prodotti con una speciale lega di Magnesio tipo AZ 63 atta a garantire INNOCUITÀ FISIOLOGICA, POTENZIALE DI ELETTRODO (≤ – 0,9 V) E TASSO DI PERDITA DI MASSA in conformità alle norme DIN 4753-6.
Poiché l’acqua ghiacciando aumenta di volume e la pressione che viene a determinarsi all’interno di un serbatoio chiuso è così rilevante da produrre rottura, occorre progettare e condurre, l’impianto in modo che l’acqua non scenda mai a 0°C.
(UNI 9182 Art. 9.5) …nelle distribuzioni centralizzate è indispensabile prevede una rete di ricircolo che consenta nell’acqua di restare in continuo movimento e di evitare le conseguenze delle perdite di calore in caso di stagnazione.
(DPR 412/93 Art. 5.7) …i generatori di calore destinati alla produzione centralizzata di acqua calda per usi igienici e sanitari per una pluralità di utenze di tipo abitativo… devono essere progettati e condotti in modo che la temperatura dell’acqua, misurata nel punto di immissione della rete di distribuzione, non superi 48°C, +5°C di tolleranza.
(UNI 9182 – Appendice L) Anche se la norma prevede temperature di accumulo fino a 65°C, si consiglia di non superare i 60°C per risparmio energetico, contenimento delle precipitazioni calcaree e riduzione del fenomeno di corrosione elettro-chimica; per non superare questa temperatura ideale la capacità del bollitore deve essere opportunamente dimensionata. Inoltre (Appendice U) vieta di convogliare acqua con temperatura superiore a 60°C in presenza di tubazioni in acciaio zincato.
Oltre che per soddisfare obiettivi di igienicità, l’acqua va trattata per risultare in equilibrio (né incrostante né aggressiva) secondo il diagramma di TILLMANN (UNI 9182 – Art. 17). I trattamenti prescritti (UNI 8065) non potranno comunque impedire l’eventuale uso alimentare e dovranno essere effettuati con idonee apparecchiature; in caso di addolcimento o dissalazione la durezza totale dell’acqua trattata non dovrà essere inferiore a 15°Fr (DM 433/90).
(ISPESL – RACCOLTA R – Cap. R. 1.A) …nel caso di riscaldatori d’acqua destinati al consumo, il sistema di espansione per la protezione del recipiente viene realizzato con una valvola di sfogo, intendendosi per tale una valvola a contrappeso o a molla. Detta valvola sarà tarata ad una pressione non superiore a quella massima di esercizio del riscaldatore.
Poiché l’acqua è incomprimibile e riscaldandosi aumenta di volume, onde evitare continui scarichi della valvola di sicurezza, nonché continue e pericolose sollecitazioni dello scaldacqua, necessita prevedere anche un vaso di espansione di tipo chiuso con membrana alimentare di adeguata capacità ed avente pressione di precarica pari alla pressione idrica a monte dello scaldacqua; si consiglia un vaso di espansione di capacità non inferiore al 10% di quello della scaldacqua.
I bollitori i cui scambiatori sono alimentanti da vapore o acqua surriscaldata sono inoltre soggetti alle norme di sicurezza di cui al DM.
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References: art. 7
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 15
 Art. 20
 Art. 9
 Art. 5
 Art. 7
 Art. 9
 Art. 5
 Art. 17