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Niccolina Lamberti
1 PROTOCOLLO D INTESA PER L ANALISI, LA PREVENZIONE E IL CONTRASTO DELLA TRATTA DI ESSERI UMANI AI FINI DELLO SFRUTTAMENTO E INTERMEDIAZIONE ILLECITA DELLA MANODOPERA NEI LUOGHI DI LAVORO IN PROVINCIA DI MILANO E PER LA PROTEZIONE DELLE VITTIME PREMESSO che : la tratta di esseri umani è considerata uno tra i reati più gravi a livello mondiale. Costituisce una violazione dei diritti umani e una forma moderna di schiavitù, con profili di sfruttamento diversificati anche nell ambito lavorativo; la tratta di esseri umani è esplicitamente vietata dalla Carta dei diritti fondamentali dell'unione europea, che considera la lotta contro tale fenomeno una delle priorità di intervento; la direttiva 2011/36/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 5 aprile 2011 prevede l obbligo degli Stati membri dell Unione di adottare misure necessarie a contrastare la tratta degli esseri umani, indicando norme minime comuni relative alla definizione dei reati e delle sanzioni in materia, nonché misure che mirano a rafforzare la prevenzione del fenomeno e la protezione delle vittime; in attuazione della normativa comunitaria, l art. 18 del Decreto Legislativo 25 luglio 1998 n.286, riformulato alla luce delle disposizioni da ultimo introdotte con il D.lgs. n. 24/14, Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, dispone, in caso di accertate situazioni di violenza o di grave sfruttamento nei confronti di uno straniero, la concessione di uno speciale permesso di soggiorno per consentirgli di sottrarsi alla violenza ed ai condizionamenti dell organizzazione criminale e di partecipare ad un programma di assistenza ed integrazione sociale; la tratta di esseri umani è di frequente legata allo sfruttamento lavorativo e alla intermediazione illecita di manodopera, spesso pianificati e gestiti da organizzazioni criminali; l art. 603 bis del c.p. chiarisce che costituisce indice di sfruttamento del lavoro la sussistenza di una o più delle seguenti circostanze: sistematica retribuzione dei lavoratori in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali o comunque sproporzionato rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato; sistematica violazione della normativa relativa all orario di lavoro, al riposo settimanale, all aspettativa obbligatoria, alle ferie; sussistenza di violazioni in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, tale da esporre il lavoratore a pericolo per la salute, la sicurezza o l incolumità personale;
2 sottoposizione del lavoratore a condizioni di lavoro, metodi di sorveglianza, o a situazioni alloggiative particolarmente degradanti; CONSIDERATO: che la protratta crisi economica mondiale e le eccezionali ondate migratorie che interessano l Italia rendono il mercato del lavoro particolarmente vulnerabile; che gli eventi mondiali che interesseranno a breve la città di Milano comportano un considerevole incremento di manodopera, anche straniera; che, in vista dell Esposizione mondiale 2015, la Regione Lombardia ha avviato un confronto con le Parti Sociali e le altre Organizzazioni di rappresentanza individuando obiettivi e misure funzionali volte a favorire lo sviluppo economico connesso all evento e lo sviluppo dell occupazione in tutte le attività economiche correlate; che si condivide, pertanto, l opportunità di attivare strategie condivise, volte alla prevenzione e repressione di fenomeni di sfruttamento lavorativo nonché alla promozione di iniziative finalizzate alla assistenza ed integrazione sociale delle vittime, anche attraverso progetti di informazione, di inclusione sociale, di razionalizzazione delle procedure e delle risorse; che, in tale ottica, si ritiene utile valorizzare e consolidare le esperienze di collaborazione fra Istituzioni ed enti del privato sociale che operano nello specifico settore; che la Prefettura di Milano ha da tempo avviato iniziative congiunte sulla sicurezza del lavoro e sul lavoro irregolare, anche attraverso la costituzione di un Gruppo di lavoro permanente per la sicurezza sul lavoro ed il lavoro sommerso, allo scopo di attuare una sinergia tra le diverse istituzioni che operano in materia di regolarità e sicurezza sul lavoro per uno scambio costante di informazioni ed una attività di coordinamento degli interventi ispettivi e di prevenzione evitando duplicazioni; VISTI: la Direttiva 2009/52/CE del 18 giugno 2009 che introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti dei datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare; gli artt. 600, 601, 602, 603 bis del Codice Penale, nonché l art.22 T.U. D. Lgs 286/98, in materia di riduzione in schiavitù, tratta di persone, acquisto e alienazione di schiavi, intermediazione illecita di manodopera e sfruttamento nel lavoro; il DPCM 12 marzo 2014 concernente la programmazione transitoria dei flussi di ingresso dei lavoratori non comunitari per lavoro stagionale ed altre categorie nel territorio dello Stato per l anno 2014 concernente, tra l altro, l ammissione, in via di programmazione transitoria e per
3 motivi di lavoro subordinato non stagionale, di 2000 cittadini dei Paesi non comunitari partecipanti all Esposizione Universale di Milano del 2015; il D.Lgs. n. 24 del 4 marzo 2014 Prevenzione e repressione della tratta di esseri umani e protezione delle vittime ; SI CONVIENE QUANTO SEGUE è istituito presso la Prefettura di Milano, che lo presiede, un Organismo di coordinamento per la promozione di iniziative finalizzate alla prevenzione e al contrasto del fenomeno dello sfruttamento della manodopera nonché all assistenza ed integrazione sociale delle vittime. Ne fanno parte i rappresentanti degli Enti firmatari del presente protocollo d intesa. A tal fine gli Enti firmatari si impegnano a: nominare, entro dieci giorni dalla sottoscrizione del presente documento, un referente per le attività dell Organismo di coordinamento ; promuovere l elaborazione di protocolli operativi per lo scambio di dati e informazioni detenute da organismi istituzionali a fini investigativi acquisendo il necessario nulla osta dell Autorità giudiziaria competente, ove dovuto per ragioni di cautela processuale; svolgere attività di analisi sul fenomeno; segnalare tempestivamente agli organi competenti i casi rilevati di potenziali vittime di tratta o di sfruttamento lavorativo per l adozione dei conseguenti provvedimenti; avviare iniziative finalizzate ad assicurare adeguata informazione sui diritti esercitabili ai lavoratori extracomunitari e comunitari che, in occasione di accertamenti sulla regolarità della presenza sul territorio nazionale, potrebbero risultare vittime di tratta o di sfruttamento lavorativo, ovvero potenzialmente rientranti nel campo di applicazione dell art.18 D. Lgs. 286/98 e/o dell art.22 comma 12 quater D.Lgs 286/98; individuare e proporre iniziative condivise di prevenzione, riduzione del danno, accoglienza, protezione e inserimento socio-lavorativo, ivi compresa la promozione congiunta di campagne di informazione e formazione sui diritti delle vittime di sfruttamento, anche rivolte a sensibilizzare e fornire strumenti di conoscenza ai cittadini facenti parte della comunità accogliente; pianificare con adeguata periodicità delle giornate dedicate (action days) finalizzate alla prevenzione e al contrasto del fenomeno. Le iniziative, da svolgersi sul territorio provinciale con particolare riferimento alle aree e obiettivi maggiormente esposti, saranno precedute da
4 PREFETTURA DI MILANO apposite riunioni tecniche di coordinamento per la definizione delle modalità attuative delle attività di controllo e di raccolta dei relativi dati; orientare, alla luce dell analisi svolta e dei dati in possesso, l attività ispettiva del Gruppo di lavoro permanente per la sicurezza sul lavoro ed il lavoro sommerso che opera presso la Prefettura in ambito edilizio, che a sua volta terrà informato l Organismo di Coordinamento sugli esiti dell attività condotta. Il predetto Organismo di coordinamento si riunisce presso la Prefettura con cadenza trimestrale o su espressa richiesta dei componenti. La Prefettura procederà alla formale convocazione dell Organismo di coordinamento raccordandone l attività con quella del predetto Gruppo di lavoro permanente per la sicurezza sul lavoro ed il lavoro sommerso. Il presente protocollo ha durata biennale ed è aperto ad ulteriori adesioni Letto e sottoscritto, Milano, 30 settembre 2014 Il Prefetto di Milano (Dott. Francesco Paolo Tronca) _ Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano (Dott. Edmondo Bruti Liberati) Il Presidente della Regione Lombardia (Avv. Roberto Maroni) Comune di Milano (Ass. Granelli su delega del Sindaco avv. Giuliano Pisapia) Il Presidente della Provincia di Milano (Dott. Guido Podestà)
5 Il Questore di Milano (Dott. Luigi Savina) Il Comandante Provinciale dell Arma dei Carabinieri di Milano (Gen. B. Maurizio Stefanizzi) Il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Milano (Gen. B. Francesco Greco) Agenzia delle Entrate - Direzione Regionale della Lombardia (Dott. Antonino Lucido su delega del Direttore Regionale dott. Eduardo Ursilli) INAIL -Direzione Regionale Lombardia (Dott.ssa Enza Scarpa su delega del Direttore Regionale dott. Antonio Traficante) Direzione territoriale del Lavoro di Milano (Dott.ssa Gaetana Lo Prejato su delega del Direttore territoriale dott.ssa Maria Rosaria Simonelli) Il Direttore INPS Area Metropolitana Milano (Dott. Antonio Maria Di Marco Pizzongolo) Il Direttore Generale Assolombarda (Dott. Michele Angelo Verna)
6 PREFETTURA DI MILANO Il Segretario Generale di Unione Confcommercio Imprese per l Italia Milano- Lodi- Monza e Brianza (Dott. Gianroberto Costa) Il Segretario Generale APA Confartigianato Imprese Milano, Monza e Brianza (Dott. Paolo Ferrario) Il Segretario Generale CGIL Milano (Dott. Graziano Gorla) Il Segretario Generale CISL Milano Metropoli (Dott. Danilo Galvagni) Il Segretario Generale UIL Milano e Lombardia (Dott. Danilo Margaritella) Il Direttore dell Ufficio per la Pastorale della Carità- Caritas Ambrosiana (Don Roberto Davanzo) Il Coordinatore ASGI Sezione regionale Lombardia (Avv. Livio Neri) Cooperativa Lotta Contro l Emarginazione (Dott. Paolo Cassani su delega del Presidente dott. Riccardo De Facci)
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References: art. 18
 art. 603
 art.22
 art.18
 art.22
 art. 27