Source: http://www.tidona.com/pubblicazioni/20130329.htm
Timestamp: 2018-04-19 11:40:15+00:00

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L'anatocismo Bancario - Tidona e Associati
L’illegittimità della capitalizzazione degli interessi nei rapporti bancari, è principio consolidato sia dalla giurisprudenza di legittimità sia da quella di merito, che ne sanciscono la rilevabilità anche d'ufficio (tra le altre: Cass. Civ., sez. I, sent. n. 19882 del 13/10/2005; Cass. Civ., sez. I, sent. n. 4095 del 25/02/2005; Cass. civ., Sez. Unite, sent. n. 21095 del 04/11/2004, Cass. civ., sez. I, sent. n. 4490 del 28/03/2002; Cass. civ., sez. I, sent. n. 1287 del 01/02/2000; Cass. civ., sez. I, sent. n. 15706 del 12/12/2001; Cass. civ., sez. I, sent. n. 6263 del 04/05/2001; Cass. Civ., sez. I, sent. n. 12507 del 11/11/1999; Cass. Civ., sez. I, sent. n. 3845 17/04/1999; Tribunale di Termini Imprese, sent. del 05/02/2003; Tribunale di Napoli, sent. del 27/11/2002; Tribunale di Reggio Calabria, sent. del 28/06/2002; Tribunale di Brindisi, sent. del 13/05/2002; Corte d'Appello di Milano, sent. del 06/03/2002; Tribunale di Milano, sent. del 08/02/2001; Tribunale di Napoli, sent. del 17/12/2002; Tribunale di Genova, sent. del 10/07/2000; Tribunale di Firenze, sez. III, sent. del 27-11-2006, Tribunale di Bari, sez. I, sent. n. 1803 del 28-06-2006 ).
“L'interpretazione data dal giudice di merito all'art. 7 del contratto di conto corrente bancario, stipulato dalle parti in epoca anteriore al 22 aprile 2000, secondo la quale la previsione di capitalizzazione annuale degli interessi contemplata dal primo comma di detto articolo si riferisce ai soli interessi maturati a credito del correntista, essendo invece la capitalizzazione degli interessi a debito prevista dal comma successivo su base trimestrale, è conforme ai criteri legali d'interpretazione del contratto ed, in particolare, a quello che prescrive l'interpretazione sistematica delle clausole; con la conseguenza che, dichiarata la nullità della surriferita previsione negoziale di capitalizzazione trimestrale, per contrasto con il divieto di anatocismo stabilito dall'art. 1283 c.c. (il quale osterebbe anche all'eventuale previsione negoziale di capitalizzazione annuale), gli interessi a debito del correntista debbono essere calcolati senza operare capitalizzazione alcuna”.
Si ritiene che gli addebiti imposti dalla Banca a titolo di capitalizzazione degli interessi devono essere sottratti al saldo debitorio per tutta la durata dei rapporti e dunque anche per il periodo successivo alla data del 30 giugno 2000, corrispondente al termine ultimo stabilito dalla Delibera CICR del 9 febbraio 2000 ("Modalità e criteri per la produzione di interessi sugli interessi scaduti nelle operazioni poste in essere nell’esercizio dell’attività bancaria e finanziaria") per l’adeguamento, nei contratti a tale data già in essere, alle disposizioni contenute nella Delibera medesima.
L’art. 2 della Delibera CICR del 9 febbraio 2000 ha previsto espressamente che nel conto corrente l'accredito e l'addebito degli interessi avvenga sulla base di tassi e con le periodicità contrattualmente stabiliti e che il saldo periodico produce interessi secondo le medesime modalità.
Il richiamo alle “condizioni precedentemente applicate”, riportato nell’art. 7 della Delibera, deve essere ricondotto alla nullità dell’anatocismo trimestrale, risultante dalla normativa vigente (l’art. 1283 c.c.) - oltre che dalla costante giurisprudenza - e precedente alla Delibera medesima, con ciò verificandosi un peggioramento delle condizioni precedentemente applicate e dunque richiedendosi una espressa approvazione scritta da parte del cliente.
Con la sentenza n. 425/2000 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 25, comma 3 del d. lgs. 342/99 nella parte in cui aveva stabilito la validità ed efficacia - sino all’entrata in vigore della Delibera CICR - delle clausole contrattuali precedentemente stipulate e che prevedevano una periodica capitalizzazione degli interessi.
“In tema di capitalizzazione trimestrale degli interessi sui saldi di conto corrente bancario passivi per il cliente, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 425/00, che ha dichiarato costituzionalmente illegittimo, per violazione dell’art. 76 Cost., l’art. 25, comma terzo, D. lgs. n. 342/99, il quale aveva fatto salva la validità e l’efficacia - fino all’entrata in vigore della Delibera CICR di cui al comma 2 del medesimo art. 25 - delle clausole anatocistiche stipulate in precedenza, siffatte clausole, secondo i principi che regolano la successione delle leggi nel tempo, sono disciplinate dalla normativa anteriormente in vigore e, quindi sono da considerare nulle in quanto stipulate in violazione dell’art. 1283 c.c.”
Quindi per i contratti già in essere all’entrata in vigore della Delibera CICR, l’applicazione di una periodica capitalizzazione degli interessi - seppure con pari periodicità per gli interessi passivi e per quelli attivi - comporta evidentemente un peggioramento delle condizioni, con la conseguente necessità di una previsione scritta ed approvata dal cliente ex art. 7 della Delibera CICR.

References: Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
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 Cass. 
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 Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 25
 art. 7