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Timestamp: 2018-05-25 06:50:30+00:00

Document:
Dir. UE 12/12/2006, n. 123 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NE220
G.U.U.E. L 27/12/2006, n. 376
Deliberaz. G.R. Friuli Venezia Giulia 16/11/2013, n. 2117
Approvazione delle “Linee guida in materia di requisiti igienico-sanitari dei luoghi di lavoro destinati alle attività di produzione di beni e dei servizi di cui alla direttiva 123/2006 CE”.
Regolam. R. Calabria 23/03/2010, n. 1
Regolamento recante disposizioni per l'attuazione della Direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006 relativa ai servizi nel mercato interno attuazione degli artt. 62 e 63, comma 1, della L.R. 12 giugno 2009, n. 19 "Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e finanziario (collegato alla manovra di finanza regionale per l'anno 2009). Art. 3, comma 4, della L.R. 4 febbraio 2002, n. 8" e per la semplificazione amministrativa e di riordino dello sportello unico.
Sent. C. Giustizia UE 30/01/2018, n. C-360/15
Rinvio pregiudiziale - Servizi nel mercato interno - Direttiva 2006/123/CE - Ambito di applicazione - Articolo 2, paragrafo 2, lettera c) - Esclusione dei servizi e delle reti di comunicazione elettronica - Articolo 4, punto 1 - Nozione di «servizio» - Vendita al dettaglio di prodotti - Capo III - Libertà di stabilimento dei prestatori - Applicabilità a situazioni puramente interne - Articolo 15 - Requisiti da valutare - Restrizione territoriale - Piano regolatore che vieta l’attività di vendita al dettaglio di prodotti non voluminosi in aree geografiche situate al di fuori del centro cittadino - Protezione dell’ambiente urbano - Autorizzazione per le reti e i servizi di comunicazione elettronica - Direttiva 2002/20/CE - Oneri pecuniari connessi ai diritti di installare strutture destinate a una rete pubblica di comunicazione elettronica.
Articolo articolo 2, paragrafo 2, lettera c); articolo 4, punto 1; Capo III; Articolo 15, paragrafo 1
2) L’articolo 4, punto 1, della direttiva 2006/123/CE deve essere interpretato nel senso che l’attività di vendita al dettaglio di prodotti costituisce un «servizio» ai fini dell’applicazione di tale direttiva.
3) Le disposizioni del capo III della direttiva 2006/123/CE, relativo alla libertà di stabilimento dei prestatori, devono essere interpretate nel senso che si applicano anche a una situazione i cui elementi rilevanti si collocano tutti all’interno di un solo Stato membro.
4) L’articolo 15, paragrafo 1, della direttiva 2006/123/CE deve essere interpretato nel senso che esso non osta a che norme contenute in un piano regolatore di un comune vietino l’attività di vendita al dettaglio di prodotti non voluminosi in aree geografiche situate al di fuori del centro cittadino di tale comune, purché siano rispettate tutte le condizioni previste dall’articolo 15, paragrafo 3, di tale direttiva, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare.
Sent. C. Giustizia UE 14/07/2016, n. C-458/14
Rinvio pregiudiziale - Appalti pubblici e libertà di stabilimento - Articolo 49 TFUE - Direttiva 2006/123/CE - Articolo 12 - Concessioni di beni demaniali marittimi, lacuali e fluviali che presentano un interesse economico - Proroga automatica - Assenza di procedura di gara.
1) L’articolo 12, paragrafi 1 e 2, della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno, deve essere interpretato nel senso che osta a una misura nazionale, come quella di cui ai procedimenti principali, che prevede la proroga automatica delle autorizzazioni demaniali marittime e lacuali in essere per attività turistico ricreative, in assenza di qualsiasi procedura di selezione tra i potenziali candidati.
2) L’articolo 49 TFUE deve essere interpretato nel senso che osta a una normativa nazionale, come quella di cui ai procedimenti principali, che consente una proroga automatica delle concessioni demaniali pubbliche in essere per attività turistico ricreative, nei limiti in cui tali concessioni presentano un interesse transfrontaliero certo.
Sent. C. Giustizia UE 23/12/2015, n. C-293/14
Rinvio pregiudiziale – Direttiva 2006/123/CE – Ambito di applicazione ratione materiae – Attività connesse con l’esercizio di pubblici poteri – Professione di spazzacamino – Compiti rientranti nel “servizio antincendi” – Limitazione territoriale della licenza di esercizio – Servizio di interesse economico generale – Necessità – Proporzionalità.
1) La direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno, deve essere interpretata nel senso che essa disciplina l’esercizio di una professione, come quella di spazzacamino di cui trattasi nel procedimento principale, nel suo complesso, anche se tale professione comporta lo svolgimento non soltanto di attività economiche private, ma anche di compiti rientranti nel «servizio antincendi».
2) Gli articoli 10, paragrafo 4, e 15, paragrafi 1, 2, lettera a), e 3, della direttiva 2006/123 devono essere interpretati nel senso che ostano a una normativa nazionale, come quella di cui trattasi nel procedimento principale, che limita l’autorizzazione all’esercizio della professione di spazzacamino, nel suo complesso, a un settore geografico determinato, allorché tale normativa non persegue in modo coerente e sistematico la realizzazione dell’obiettivo di protezione della sanità pubblica, circostanza la cui verifica spetta al giudice del rinvio.
Articolo 10, paragrafo 4; articolo 15, paragrafi 1, 2 lettera a), 3 e 4
Sent. C. Giustizia UE 15/10/2015, n. C-168/14
1. L’articolo 2, paragrafo 2, lettera d), della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno, deve essere interpretato nel senso che le attività di controllo tecnico dei veicoli sono escluse dall’ambito di applicazione di tale direttiva.
2. L’articolo 51, primo comma, TFUE deve essere interpretato nel senso che le attività dei centri di controllo tecnico dei veicoli, quali quelli contemplati dalla normativa controversa nel procedimento principale, non partecipano all’esercizio dei pubblici poteri nel senso di cui a questa disposizione, nonostante che gli operatori di tali centri dispongano di un potere di immobilizzazione dei veicoli ove questi presentino, all’esito del controllo, carenze di sicurezza tali da comportare un pericolo imminente.
3. L’articolo 49 TFUE deve essere interpretato nel senso che esso osta ad una normativa nazionale, come quella controversa nel procedimento principale, la quale subordini l’autorizzazione all’apertura, da parte di un’impresa o di un gruppo di imprese, di un centro di controllo tecnico dei veicoli alla condizione che, da un lato, sussista una distanza minima tra tale centro e i centri già autorizzati di questa impresa o di questo gruppo di imprese e che, dall’altro, in caso di rilascio dell’autorizzazione, l’impresa o il gruppo di imprese in questione non si trovi a detenere una quota di mercato superiore al 50%, salvo che sia dimostrato - circostanza questa da verificarsi a cura del giudice del rinvio - che la condizione suddetta è realmente appropriata per raggiungere gli obiettivi di tutela dei consumatori e di sicurezza stradale e non va oltre quanto è necessario a tal fine.

References: Art. 3
 Articolo 2
 Articolo 4
 Articolo 15
 articolo 2
 articolo 4
 Articolo 15
 Articolo 49
 Articolo 12

Articolo 10
 articolo 15