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VENETO LR 27/2003 Legge lavori pubblici di interesse regionale
REGIONE VENETO LEGGE REGIONALE DEL 7 NOVEMBRE 2003 N. 27
(Pubblicata nel B. U. R. Veneto del 11 novembre 2003 n. 106)
[Coordinata con le modifiche apportate dalla Legge Regionale del 21 maggio 2004 n 13 e dalla LR n. 17 del 20 luglio 2007 pubblicata nel Bur n. 65 del 24/07/2007 e in vigore dal 8/08/2007]
Art. 1 ï¿½ Finalitï¿½.
1. La Regione del Veneto, nellï¿½esercizio della competenza legislativa di cui allï¿½articolo 117, quarto comma della Costituzione e nel rispetto dei vincoli derivanti dallï¿½ordinamento comunitario, detta la disciplina generale delle procedure di programmazione, progettazione, approvazione, affidamento, esecuzione e collaudazione dei lavori pubblici di interesse regionale.
2. Per quanto non diversamente disciplinato dalla presente legge, si applicano le disposizioni di cui alla normativa statale vigente in materia di lavori pubblici.
3. La presente legge persegue la promozione della qualitï¿½ delle opere pubbliche anche attraverso gli istituti della semplificazione amministrativa e comunque assicurando lï¿½omogeneitï¿½, la trasparenza e la tempestivitï¿½ dei procedimenti amministrativi inerenti alla realizzazione di opere pubbliche.
4. Per le finalitï¿½ di cui al comma 3, la Regione del Veneto promuove:
a) la programmazione dei lavori pubblici;
b) la qualitï¿½ dei progetti di opere pubbliche, la paritaria e libera concorrenza fra le imprese e la tutela dei lavoratori dipendenti dalle stesse, con particolare riguardo agli aspetti inerenti alla sicurezza nei luoghi di lavoro e allï¿½osservanza delle norme in materia assicurativa, previdenziale e contrattuale;
c) la qualificazione e lï¿½adeguatezza delle amministrazioni aggiudicatrici;
d) lï¿½adozione da parte della Giunta regionale di norme esecutive della presente legge attraverso regolamenti di attuazione ed altri provvedimenti amministrativi
Art. 2 ï¿½ Definizione di lavori pubblici di interesse regionale.
1. Sono lavori pubblici di interesse regionale quelli da realizzarsi nel territorio regionale, di competenza delle amministrazioni aggiudicatrici di cui al comma 2, con esclusione dei lavori pubblici programmati, approvati ed affidati dalle amministrazioni statali e di quelli concernenti le infrastrutture strategiche, gli insediamenti produttivi strategici e le infrastrutture strategiche private di preminente interesse nazionale individuati a mezzo del programma di cui al comma 1 dellï¿½articolo 1 della legge 21 dicembre 2001, n. 443 ï¿½Delega al Governo in materia di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici ed altri interventi per il rilancio delle attivitï¿½ produttiveï¿½. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
1) alla Regione, attraverso le strutture regionali specificamente interessate;
2) alle unitï¿½ locali socio-sanitarie, alle aziende ospedaliere, ai soggetti gestori delle residenze sanitarie assistenziali per anziani e disabili (RSA) , limitatamente ai lavori pubblici da realizzare per dette RSA; (modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
3) a enti dipendenti dalla Regione;
[4) alle autoritï¿½ dï¿½ambito territoriale ottimale individuate dalla legge regionale 27 marzo 1998, n. 5 ï¿½Disposizioni in materia di risorse idriche, istituzione del servizio idrico integrato ed individuazione degli ambiti territoriali ottimali, in attuazione della legge 5 gennaio 1994, n. 36ï¿½; ] (abrogato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
5) ai consorzi di bonifica e alle aziende territoriali per lï¿½edilizia residenziale (ATER) , qualora realizzino opere fruenti, in tutto o in parte, di contributo regionale, statale o comunitario. Alle ATER non si applicano le disposizioni dellï¿½articolo 25 della presente legge; (modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
b) lavori pubblici di competenza di altri soggetti pubblici diversi da quelli di cui alla lett. a) , la cui programmazione, approvazione ed affidamento spetti ad uno dei seguenti soggetti:
1) agli enti locali;
2) agli altri enti pubblici, compresi quelli economici;
3) agli organismi di diritto pubblico;
4) ai soggetti di cui allï¿½articolo 32, comma 1, lettere b) , c) , f) , e g) del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 ï¿½Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CEï¿½; (modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
c) i lavori realizzati da privati e assistiti almeno con il venti per cento dal contributo finanziario dei soggetti di cui alle lettere a) e b) . Le disposizioni di cui alla presente legge si applicano ai predetti lavori limitatamente agli articoli 41, 42, 50, 51, 52, 53, 54, 65, 66 e 67; (lettera modificata dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
d) i lavori realizzati da privati e strumentali alle attivitï¿½ esercitate sul mercato a prezzi o tariffe amministrati, contrattati, predeterminati nonchï¿½ i lavori realizzati da societï¿½ di capitali a partecipazione pubblica della Regione.
d bis) lavori di competenza delle autoritï¿½ dï¿½ambito di cui alla legge regionale 21 gennaio 2000, n. 3 ï¿½Nuove norme in materia di gestione dei rifiutiï¿½ e lavori affidati dai soggetti gestori del Servizio Idrico Integrato previsti dalla legge regionale 27 marzo 1998, n. 5 ï¿½Disposizioni in materia di risorse idriche, istituzione del servizio idrico integrato ed individuazione degli ambiti territoriali ottimali, in attuazione della legge 5 gennaio 1994, n. 36ï¿½, in relazione ai quali la programmazione ed approvazione dei progetti preliminari e definitivi spetta alle autoritï¿½ dï¿½ambito territoriale ottimale individuate dalla legge medesima; (lettera inserita dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
d ter) i lavori realizzati dai privati in attuazione degli accordi tra soggetti pubblici e privati previsti dallï¿½articolo 6 della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 ï¿½Norme per il governo del territorioï¿½ e successive modifiche e integrazioni; ai predetti lavori si applicano le disposizioni in materia di progettazione e direzione lavori, contabilitï¿½ e collaudo dei lavori di cui alla presente legge e alla vigente normativa statale. (lettera inserita dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
3. Sono altresï¿½ lavori pubblici di competenza regionale quelli dichiarati tali con legge regionale o con provvedimento della Giunta regionale, nonchï¿½ i lavori pubblici di cui allï¿½articolo 60, comma 2, una volta inclusi nel programma triennale di cui allï¿½articolo 4 in quanto ritenuti strategici ai fini della modernizzazione e dello sviluppo della Regione.
(RUBRICA MODIFICATA DALLA LR N. 17 DEL 20/07/2007 IN VIGORE DAL 08/08/2007)
Art. 3 ï¿½ Principi generali della programmazione e della realizzazione dei lavori pubblici di interesse regionale.
1. Le attivitï¿½ di programmazione e realizzazione dei lavori pubblici di interesse regionale si conformano ai principi di sussidiarietï¿½, partenariato, concertazione fra la Regione e gli altri soggetti pubblici o privati competenti in materia e, con riguardo specifico alla fase della realizzazione, al criterio di valutazione del corretto esercizio delle funzioni decisionali nonchï¿½ di monitoraggio delle diverse iniziative assunte. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
Art. 4 ï¿½ Strumenti di programmazione dei lavori pubblici.
1. Entro il 30 settembre di ogni anno, la Giunta regionale adotta, per i lavori pubblici di competenza regionale di cui all'articolo 2, comma 2, lettera a) , numero 1) , di singolo importo superiore a 100.000,00 euro, il programma triennale (Programma triennale) e i suoi aggiornamenti annuali, nonchï¿½ lï¿½elenco dei lavori da realizzare nel corso dellï¿½anno successivo (Elenco annuale dei lavori) . Il Programma triennale e lï¿½Elenco annuale dei lavori sono predisposti dalla struttura regionale competente in materia di lavori pubblici, su proposta dei soggetti di cui allï¿½articolo 2, comma 2, lettera a) . (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
1 bis. I soggetti di cui allï¿½articolo 2, comma 2, lettera a) , numeri 2) , 3) e 5) , trasmettono il proprio programma ed elenco annuale dei lavori pubblici alla Giunta regionale che ne prende atto con apposito provvedimento. (comma inserito dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
2. Il provvedimento di Giunta di adozione del Programma triennale, dei suoi aggiornamenti annuali e lï¿½Elenco annuale dei lavori sono pubblicati nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto; dalla data della pubblicazione i soggetti interessati possono presentare le proprie osservazioni alla Giunta regionale che si esprime rispetto a queste nel termine di trenta giorni dalla pubblicazione stessa. Il Programma triennale, i suoi aggiornamenti annuali e lï¿½Elenco dei lavori sono approvati dal Consiglio regionale contestualmente al bilancio annuale di previsione.
3. Successive modifiche, tanto al Programma triennale quanto allï¿½Elenco annuale dei lavori, possono essere approvate dalla Giunta regionale con proprio provvedimento, sentita la competente Commissione consiliare, conseguentemente a finanziamenti pubblici non accertati al momento dellï¿½approvazione di tali atti da parte del Consiglio regionale.
4. Possono essere sempre realizzati interventi, anche non inclusi nel Programma triennale e nellï¿½Elenco annuale dei lavori, imposti da eventi imprevedibili o calamitosi.
5. Non costituiscono modifiche allï¿½Elenco annuale dei lavori, le variazioni ai lavori programmati contenute entro una percentuale del venti per cento dellï¿½importo complessivo di ciascun settore del Programma triennale.
6. I soggetti di cui allï¿½articolo 2, comma 2, lettera b) che, ai sensi del decreto legislativo n. 163/2006, sono tenuti alla programmazione triennale dei lavori pubblici di propria competenza approvano le necessarie modifiche al proprio Programma triennale ed allï¿½Elenco annuale dei lavori, in conseguenza di finanziamenti pubblici non accertati al momento dellï¿½approvazione di tali atti da parte dellï¿½organo a ciï¿½ competente e realizzano interventi, anche non inclusi nel proprio Programma triennale e nellï¿½Elenco annuale dei lavori, imposti da eventi imprevedibili o calamitosi. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
7. Le disposizioni di cui al comma 5 si applicano anche ai soggetti di cui al comma 6.
8. Il Programma triennale delle opere di competenza regionale ï¿½ redatto in conformitï¿½ alle linee di indirizzo del piano di attuazione e spesa, previsto dalla legge regionale 29 novembre 2001, n. 35, ï¿½Nuove norme sulla programmazioneï¿½.
9. Gli strumenti di programmazione dei lavori pubblici di competenza regionale e, ove siano previsti dal decreto legislativo n. 163/2006, per gli altri lavori pubblici di interesse regionale, sono predisposti sulla base degli studi di fattibilitï¿½ di cui allï¿½articolo 5. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
Art. 5 ï¿½ Studi di fattibilitï¿½.
1. Gli studi di fattibilitï¿½ sono elaborati tecnici di natura interdisciplinare finalizzati ad individuare una o piï¿½ soluzioni ottimali in relazione ai bisogni da soddisfare e a definire i riferimenti e i vincoli ai quali debbono uniformarsi le proposte progettuali; essi devono comprendere una relazione indicante le caratteristiche funzionali, tecniche, gestionali, economico-finanziarie, e unï¿½analisi dello stato di fatto nelle sue eventuali componenti architettoniche, geologiche, paesaggistiche, socio-economiche, amministrative e di sostenibilitï¿½ ambientale. Nello studio di fattibilitï¿½, basato sul confronto tra piï¿½ soluzioni, ï¿½ verificata anche la possibilitï¿½ di realizzare i lavori mediante lï¿½utilizzo di risorse private.
2. Per lavori di importo inferiore a 500.000,00 euro, gli studi di fattibilitï¿½ sostituiscono il documento preliminare alla progettazione previsto dalle disposizioni regolamentari statali.
3. Per lavori di importo pari o superiore a 500.000,00 euro, gli studi di fattibilitï¿½ includono il documento preliminare alla progettazione.
Art. 6 ï¿½ Responsabile del procedimento.
1. La nomina del responsabile del procedimento relativo ad ogni singolo intervento previsto dal Programma triennale, per le fasi della progettazione, dellï¿½affidamento e dellï¿½esecuzione ï¿½ obbligatoria anche nel caso di contratti misti di lavori pubblici e forniture.
2. Per le opere di particolare rilevanza tecnico-economica e per esigenze organizzative dellï¿½amministrazione aggiudicatrice, puï¿½ essere individuato un responsabile del procedimento per ciascuna delle tre fasi della progettazione, dellï¿½affidamento e della esecuzione dei lavori; in tal caso ï¿½ nominato un coordinatore unico dellï¿½intervento le cui funzioni sono specificate con apposito provvedimento di Giunta regionale.
3. Le amministrazioni aggiudicatrici possono affidare compiti di supporto alle attivitï¿½ del responsabile del procedimento, a professionisti singoli o associati o alle societï¿½ di professionisti ovvero alle societï¿½ di ingegneria, aventi le necessarie competenze specifiche di carattere tecnico, economico-finanziario, amministrativo, organizzativo e legale e che abbiano stipulato a proprio carico adeguata polizza assicurativa a copertura dei rischi di natura professionale.
4. Le Amministrazioni aggiudicatrici sono tenute altresï¿½ a nominare, su motivato giudizio del responsabile unico del procedimento, ovvero qualora la buona esecuzione dei lavori dipenda in maniera determinante dagli aspetti geologici, un geologo responsabile dei lavori geologici previsti.
5. Le amministrazioni aggiudicatrici stipulano a proprio carico apposita polizza assicurativa a copertura dei rischi connessi allï¿½esercizio delle funzioni proprie del responsabile del procedimento dipendente dellï¿½amministrazione aggiudicatrice medesima.
6. Lï¿½amministrazione aggiudicatrice puï¿½ nominare responsabile unico del procedimento un professionista esterno ovvero un dipendente di altra amministrazione, con lï¿½obbligo della stipula della polizza assicurativa di cui al comma 5, qualora le professionalitï¿½ interne siano insufficienti in rapporto ai lavori programmati o vi sia assenza della competente struttura tecnica o ancora nel caso di comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti.
6 bis. Agli affidamenti di cui ai commi 3, 4 e 6, se di importo inferiore alla soglia comunitaria, si applicano i criteri di affidamento e le condizioni di pubblicitï¿½ previsti dallï¿½articolo 9, commi 1 e 2. (comma inserito dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
Art. 7 ï¿½ Approvazione del progetto preliminare in assenza di copertura di spesa.
1. Al fine di consentire lï¿½accesso ai soggetti di cui allï¿½articolo 2, comma 2 a forme di finanziamento pubblico per un intervento di lavori pubblici, lï¿½approvazione del progetto preliminare di un intervento ï¿½ consentita anche in assenza della necessaria copertura di spesa nonchï¿½ dellï¿½inclusione dellï¿½intervento medesimo nell'atto di programmazione triennale e nellï¿½elenco annuale dei lavori pubblici.
2. Nellï¿½ipotesi di cui al comma 1 la realizzazione dellï¿½intervento ï¿½ comunque subordinata alla successiva inclusione del medesimo nell'atto di programmazione triennale e nellï¿½elenco annuale dei lavori pubblici.
Art. 8 ï¿½ Affidamento dei servizi relativi allï¿½architettura e allï¿½ingegneria.
1. I servizi attinenti allï¿½architettura ed allï¿½ingegneria, anche integrata, e gli altri servizi tecnici concernenti la redazione degli studi di fattibilitï¿½ e del progetto preliminare, definitivo ed esecutivo, nonchï¿½ le attivitï¿½ tecnico-amministrative connesse alla progettazione ed alla esecuzione dei lavori, di importo complessivo inferiore alla soglia comunitaria, possono essere affidati dalle amministrazioni aggiudicatrici dei lavori pubblici, con provvedimento motivato, a soggetti qualificati a termini di legge, in relazione alle specifiche tecniche del progetto da affidare, nel rispetto dei criteri di affidamento e delle condizioni di pubblicitï¿½ previsti dallï¿½articolo 9, commi 1 e 2. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
2. Gli incarichi di progettazione per importi superiori alla soglia comunitaria sono regolamentati dalla normativa statale, di cui al decreto legislativo n. 163/2006. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
3. I soggetti affidatari dellï¿½incarico, singoli o associati, devono risultare in possesso dei requisiti necessari per lï¿½espletamento dello stesso, con riferimento agli aspetti specialistici relativi allï¿½incarico.
4. Il progettista esterno incaricato deve munirsi di una polizza assicurativa che garantisca lï¿½amministrazione aggiudicatrice contro i danni diretti derivanti da errata progettazione.
5. Il massimale di assicurazione non puï¿½ essere inferiore al dieci per cento del valore dei lavori progettati nï¿½ superiore al venti per cento ed ï¿½ ridotto del cinquanta per cento in caso di professionisti certificati UNI EN ISO 9001. La garanzia puï¿½ essere prestata mediante polizza generale di responsabilitï¿½ civile professionale.
6. Lï¿½assicurazione di cui al comma 4, nel caso di progettista dipendente dellï¿½amministrazione aggiudicatrice, ï¿½ interamente a carico della medesima.
7. Quando la prestazione riguardi la progettazione di lavori di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, storico-artistico e conservativo, nonchï¿½ tecnologico, le stazioni appaltanti valutano in via prioritaria lï¿½opportunitï¿½ di applicare la procedura del concorso di progettazione o del concorso di idee.
Art. 9 ï¿½ Criteri di affidamento, forme di pubblicitï¿½ e bandi tipo.
1. I servizi di cui allï¿½articolo 8, comportanti un compenso compreso fra 40.000,00 euro e la soglia comunitaria, sono affidati nel rispetto dei principi di non discriminazione, paritï¿½ di trattamento, proporzionalitï¿½ e trasparenza. Con provvedimento della Giunta regionale sono stabiliti i criteri di affidamento degli incarichi e individuate misure idonee di pubblicitï¿½ preventiva e successiva. (comma sostituito dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
2. Per gli incarichi comportanti un compenso inferiore a 40.000,00 euro lï¿½onere di pubblicitï¿½ ï¿½ assolto mediante lï¿½esposizione del provvedimento di incarico allï¿½albo della stazione appaltante e la successiva trasmissione del medesimo allï¿½Osservatorio regionale degli appalti di cui al Capo X, per darne pubblicazione su apposito sito Internet. (modificato dalla LR n. 23 del 26/11/2004, poi sostituito dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
3. Con proprio provvedimento la Giunta regionale approva schemi di bando e di convenzione per lï¿½affidamento dei servizi di cui allï¿½articolo 8.
4. Gli schemi di bando e di convenzione di cui al comma 3 si applicano ai lavori pubblici di competenza regionale e, al fine di favorire comportamenti omogenei da parte delle stazioni appaltanti operanti nel territorio regionale, costituiscono per le stesse riferimento obbligatorio. Eventuali variazioni rispetto a detti schemi devono essere motivate dalle medesime stazioni appaltanti.
Art. 10 ï¿½ Verifica e validazione del progetto.
1. La verifica e la validazione del progetto sono effettuate dal responsabile del procedimento, che si avvale degli uffici tecnici, secondo le modalitï¿½ previste dalla normativa statale.
2. La verifica e la validazione possono essere attribuite anche ad organismi di controllo accreditati ai sensi della normativa europea della serie UNI-CEI-EN 45000, dalla stazione appaltante, qualora lï¿½importo dellï¿½incarico sia inferiore alla soglia comunitaria, nel rispetto dei criteri di affidamento e delle condizioni di pubblicitï¿½ previsti dallï¿½ articolo 9, commi 1 e 2. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
3. Per i lavori di speciale complessitï¿½ o di particolare rilevanza sotto il profilo tecnologico, la validazione del progetto deve dare atto, certificandola, che la progettazione ï¿½ stata effettuata mediante lï¿½impiego della tecnica dellï¿½analisi del valore.
Art. 11 ï¿½ Qualificazione della committenza.
1. Al fine di conseguire la qualificazione e lï¿½adeguamento delle strutture regionali e di quelle degli enti locali competenti in materia di lavori pubblici, la Giunta regionale destina risorse per:
a) il conseguimento della certificazione di qualitï¿½ da parte degli uffici tecnici delle stazioni appaltanti;
b) le attivitï¿½ connesse alla progettazione quali: indagini preliminari, redazione di studi di fattibilitï¿½, rilievi in genere, indagini geologiche, progettazioni preliminari, espletamento di appalti di servizi, procedure concorsuali di idee e di progettazione, elaborazione di progetti da inserire nella programmazione triennale in relazione ad opere di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, urbanistico e ambientale, storico artistico e conservativo, nonchï¿½ tecnologico;
c) la costituzione di uffici tecnici fra enti locali, nelle forme associative o consortili previste dalla legge con lo scopo di favorire prioritariamente la redazione di studi di fattibilitï¿½, lï¿½espletamento di attivitï¿½ di controllo della progettazione e dell'esecuzione di lavori nonchï¿½ per la gestione delle procedure espropriative;
d) le attivitï¿½ informative e di formazione professionale in materia di lavori pubblici con acquisizione delle attrezzature necessarie. Le amministrazioni aggiudicatrici dispongono la partecipazione del personale degli uffici tecnici ad attivitï¿½ di aggiornamento con cadenza almeno annuale.
Art. 12 ï¿½ Provvedimenti della Giunta regionale per la realizzazione di lavori pubblici di interesse regionale.
1. La Giunta regionale, con proprio regolamento, determina i contenuti minimi dei livelli di progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva dei lavori pubblici di interesse regionale e definisce gli indirizzi tecnici ed operativi inerenti alla realizzazione dei medesimi, con riguardo a particolari esigenze funzionali, tecnologiche ed ambientali, ad integrazione della normativa tecnica statale in materia di edilizia civile, difesa del suolo ed infrastrutture.
2. La Giunta regionale approva e aggiorna periodicamente i prezziari dei lavori pubblici di interesse regionale nonchï¿½ i parametri per lï¿½incidenza minima ed il costo unitario della manodopera per ogni singola categoria di intervento, da applicarsi ai lavori pubblici di competenza regionale e che costituiscono riferimento obbligatorio per tutti gli altri lavori pubblici di interesse regionale da realizzare nel territorio della Regione, talchï¿½ eventuali scostamenti rispetto agli importi stabiliti nel prezziario devono essere adeguatamente motivati dallï¿½amministrazione aggiudicatrice nel provvedimento di indizione della gara dï¿½appalto.
3. Con provvedimento di Giunta regionale sono definiti i limiti e le modalitï¿½ per la stipula, interamente a carico delle amministrazioni aggiudicatrici, di polizze assicurative per la copertura dei rischi di natura professionale a favore dei dipendenti incaricati delle attivitï¿½ di progettazione, direzione lavori, collaudo, coordinamento della sicurezza, responsabilitï¿½ del procedimento.
Art. 13 ï¿½ Commissione tecnica regionale lavori pubblici ï¿½ Composizione.
1. ï¿½ istituita la Commissione tecnica regionale Sezione lavori pubblici (CTR lavori pubblici) che ï¿½ composta dai seguenti membri:
a) lï¿½assessore competente in materia di lavori pubblici, quale presidente;
c) sei esperti in materia di lavori pubblici, di cui quattro della maggioranza e due della minoranza, nominati dal Consiglio regionale per la durata della legislatura; (lettera modificata dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
e) il dirigente della struttura regionale competente in materia di difesa del suolo;
f) il dirigente della struttura regionale competente in materia di urbanistica;
g) il dirigente della struttura regionale competente in materia di ambiente;
h) il dirigente della struttura regionale competente in materia di infrastrutture di trasporto;
i) il dirigente della struttura regionale competente in materia di geologia;
j) il dirigente della struttura regionale competente in materia di agricoltura;
l) il dirigente della struttura regionale competente in materia forestale;
m) il dirigente della struttura regionale competente in materia di affari legislativi;
n) il dirigente della struttura regionale decentrata competente per territorio in materia di tutela idraulica;
o) un tecnico designato dallï¿½Associazione dallï¿½Unione delle Province del Veneto;
p) un tecnico designato dallï¿½Associazione Nazionale dei Comuni dï¿½Italia, Veneto;
q) un funzionario delegato dellï¿½Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto. (lettera modificata dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
2. Il segretario regionale competente in materia di lavori pubblici ï¿½ vice presidente della CTR lavori pubblici e, in caso di assenza o impedimento, puï¿½ essere sostituito dal dirigente della struttura regionale competente in materia di lavori pubblici.
3. Qualora lï¿½argomento oggetto dellï¿½esame della CTR lavori pubblici interessi unï¿½area sottoposta a vincolo idrogeologico la CTR ï¿½ integrata dal responsabile della struttura regionale competente per territorio in materia idrogeologica o, nei casi di cui allï¿½articolo 20, comma 1 della legge regionale 14 settembre 1994, n. 58 ï¿½Provvedimento generale di rifinanziamento e di modifica di leggi regionali in corrispondenza dellï¿½assestamento del bilancio di previsione per lï¿½anno finanziario 1994ï¿½, dal responsabile dellï¿½ufficio comunale competente al rilascio dellï¿½autorizzazione.
4. Partecipano alla CTR lavori pubblici con voto consultivo:
a) il rappresentante legale del soggetto competente allï¿½esecuzione dellï¿½opera pubblica oggetto di esame;
b) il sindaco competente per territorio, ovvero un assessore da questo delegato.
5. Qualora lï¿½argomento allï¿½esame della CTR lavori pubblici riguardi questioni di particolare interesse o complessitï¿½, il presidente della CTR lavori pubblici puï¿½ invitare soggetti esterni allï¿½amministrazione regionale o funzionari pubblici esperti dellï¿½argomento stesso.
6. Le funzioni di segretario della CTR lavori pubblici sono svolte da un funzionario della struttura regionale competente in materia di lavori pubblici. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
Art. 14 ï¿½ Commissione tecnica regionale lavori pubblici ï¿½ Competenze.
a) su progetti definitivi di lavori pubblici di competenza regionale, di tipologia ed importo stabiliti dalla Giunta regionale con proprio provvedimento;
b) sulle perizie suppletive e di variante relative ai progetti di cui alla lettera a) , qualora comportino un incremento dellï¿½importo contrattuale maggiore del venti per cento;
c) se richiesto dalla stazione appaltante, aventi ad oggetto lavori pubblici di interesse regionale o riguardanti le richieste di compenso, qualora non sia intervenuto un accordo bonario fra le parti; (lettera modificata dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
d) sugli atti di gestione tecnico - amministrativa relativi a progetti di competenza regionale sui quali ha giï¿½ espresso parere;
e) su argomenti rispetto ai quali sia richiesto il parere della CTR lavori pubblici da parte della Giunta regionale o del Consiglio regionale;
f) nei casi previsti dalla specifica legislazione regionale.
Art. 15 ï¿½ Commissione tecnica regionale decentrata lavori pubblici ï¿½ Composizione.
1. Presso ogni struttura regionale decentrata competente in materia di lavori pubblici individuata in apposito provvedimento della Giunta regionale ï¿½ istituita la Commissione tecnica regionale decentrata lavori pubblici (CTRD lavori pubblici) .
2. La CTRD lavori pubblici ï¿½ composta dai seguenti membri:
a) il dirigente della struttura regionale competente, con funzioni di presidente; (lettera modificata dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
b) un tecnico laureato della struttura regionale decentrata competente;
c) il responsabile della struttura tecnica per i lavori pubblici dellï¿½amministrazione provinciale competente per territorio;
d) un funzionario delegato dellï¿½Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto competente per territorio; (lettera modificata dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
e) un tecnico laureato della struttura regionale competente in materia forestale e di vincolo idrogeologico; (lettera modificata dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
f) un tecnico laureato della struttura regionale competente in materia di lavori pubblici o difesa del suolo; (lettera modificata dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
g) un tecnico laureato della struttura regionale competente in materia di urbanistica;
h) un tecnico laureato della struttura regionale competente in materia di ambiente o geologia o ciclo dellï¿½acqua. (lettera modificata dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
3. In caso di impedimento, il presidente puï¿½ essere sostituito dal soggetto di cui al comma 2, lettera b) .
4. Il presidente della CTRD lavori pubblici puï¿½ invitare, con voto consultivo:
a) il rappresentante legale del soggetto competente allï¿½esecuzione dellï¿½opera pubblica o un suo delegato;
b) il sindaco competente per territorio ovvero un assessore da questi delegato.
5. Per lï¿½esame di particolari questioni inerenti lï¿½argomento da trattare in CTRD lavori pubblici, possono essere altresï¿½ invitati, senza diritto di voto, soggetti esterni allï¿½amministrazione regionale o funzionari pubblici esperti in relazione allï¿½argomento trattato.
6. Funge da segretario un funzionario della struttura decentrata competente nominato dal presidente della CTRD lavori pubblici. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
Art. 16 ï¿½ Commissione tecnica regionale decentrata in materia di lavori pubblici ï¿½ Competenze.
a) su progetti definitivi di lavori pubblici di competenza regionale, di tipologia ed importo stabiliti dalla Giunta regionale con il provvedimento di cui allï¿½articolo 14, comma 1, lettera a) ;
b) sulle perizie suppletive e di variante relative ai progetti di cui alla lett. a) , qualora comportino un incremento dellï¿½importo contrattuale maggiore del venti per cento;
c) sugli atti di gestione tecnico - amministrativa relativi a progetti di competenza regionale sui quali ha giï¿½ espresso parere;
d) su questioni attinenti lavori di competenza regionale, di qualsiasi importo e tipologia, su richiesta del responsabile del procedimento;
e) su argomenti per i quali sia fatta richiesta da parte della Giunta regionale;
f) negli ulteriori casi previsti dalla legislazione regionale vigente.
Art. 17 ï¿½ Efficacia del parere.
1. Il voto degli organi consultivi di cui al presente Capo sostituisce ogni altro parere di competenza di strutture regionali, ivi inclusa la valutazione di incidenza di cui al DPR 8 settembre 1997, n. 357 ï¿½Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonchï¿½ della flora e della fauna selvaticheï¿½, fatto salvo quanto disposto dalla legislazione regionale in materia di valutazione di impatto ambientale.
2. Le strutture regionali competenti al rilascio di nullaosta, autorizzazioni o pareri comunque denominati, esprimono le proprie determinazioni in seno agli organi consultivi attraverso i funzionari che le rappresentano, senza necessitï¿½ di acquisire preventivamente ulteriori pareri. (comma sostituito dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
Art. 18 ï¿½ Attribuzioni di specifiche competenze ai dirigenti delle strutture regionali decentrate lavori pubblici.
a) adotta i provvedimenti amministrativi di cui al Titolo I e II del Testo Unico 11 dicembre 1933, n. 1775 e successive modifiche e integrazioni concernente le acque ed impianti elettrici, acquisito, ove necessario, il parere di compatibilitï¿½ ambientale di cui allï¿½articolo 19 della legge regionale 26 marzo 1999, n. 10 ï¿½Disciplina dei contenuti e delle procedure di valutazione di impatto ambientaleï¿½ e successive modifiche e integrazioni;
b) svolge tutte le ulteriori funzioni giï¿½ attribuite dalla vigente normativa ai dirigenti degli uffici regionali del Genio civile.
2. I provvedimenti di cui alla lettera a) del comma 1 sono adottati acquisito il parere della struttura regionale competente in materia di energia, nel caso riguardino strutture ed impianti per la produzione, trasformazione e trasporto di fonti energetiche. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
Art. 19 ï¿½ Costituzione e funzionamento della Commissione tecnica regionale lavori pubblici e della Commissione tecnica regionale decentrata lavori pubblici.
1. La CTR lavori pubblici ï¿½ costituita con decreto del Presidente della Giunta regionale.
2. La CTRD lavori pubblici ï¿½ costituita con decreto del segretario regionale competente in materia di lavori pubblici.
3. Salvo per i soggetti di cui alla lettera c) , comma 1 dellï¿½articolo 13, i componenti della CTR lavori pubblici e della CTRD lavori pubblici possono essere sostituiti, di volta in volta, da funzionari a tal fine delegati.
4. Per la validitï¿½ delle sedute della CTR lavori pubblici e della CTRD lavori pubblici ï¿½ necessaria la presenza almeno della metï¿½ dei componenti. Le deliberazioni sono assunte a maggioranza dei voti validamente espressi e, in caso di paritï¿½, prevale il voto del Presidente.
5. Con proprio regolamento la Giunta regionale disciplina il funzionamento degli organi consultivi di cui al presente Capo.
Art. 20 ï¿½ Incompatibilitï¿½.
1. Non possono essere componenti degli organi consultivi di cui al presente Capo coloro i quali, in proprio o come amministratori o come soci di enti e societï¿½, abbiano convenzioni con la Regione o con altri enti per servizi, forniture o lavori alla cui spesa concorra l'amministrazione regionale.
Art. 21 ï¿½ Compensi ai Commissari.
1. Ai componenti degli organi consultivi di cui al presente Capo ï¿½ corrisposto, qualora spettante ai sensi della legge regionale 10 giugno 1991, n. 12 ï¿½Organizzazione amministrativa e ordinamento del personale della Regioneï¿½, un gettone di presenza per ogni seduta.
Art. 22 - Conferenza di servizi.
1. Qualora per i lavori pubblici di interesse regionale di cui allï¿½articolo 2 si ricorra al procedimento della conferenza di servizi, si applicano le disposizioni di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241 ï¿½Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi e successive modifiche ed integrazioniï¿½, salvo per quanto diversamente disposto dalla presente legge. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
2. Quando lï¿½amministrazione procedente debba acquisire intese, concerti, nulla osta o assensi comunque denominati di altre amministrazioni, per lï¿½approvazione dei progetti di lavori pubblici di cui allï¿½articolo 2, puï¿½ indire la conferenza di servizi.
3. Qualora il responsabile del procedimento convochi la conferenza di servizi per lï¿½approvazione dei lavori pubblici di cui allï¿½articolo 2, comma 2, lettera a) , ai fini dellï¿½assunzione del provvedimento finale, conforme alla determinazione conclusiva della conferenza, devono essere acquisiti i pareri degli organi tecnici consultivi regionali competenti previsti dalla normativa vigente.
4. Nella conferenza di servizi convocata per i lavori pubblici di interesse ma non di competenza regionale, il rappresentante legittimato ad esprimere in modo vincolante la volontï¿½ della Regione ï¿½ designato dal segretario generale della programmazione e si pronuncia in conferenza dopo aver sentito i responsabili delle strutture regionali interessate, che si esprimono senza necessitï¿½ di acquisire i pareri di organi consultivi regionali previsti dalla normativa vigente. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
5. Con proprio regolamento la Giunta regionale individua le forme di pubblicitï¿½ relative ai procedimenti in conferenza di servizi per lavori pubblici di interesse regionale, nonchï¿½ agli atti da cui risultano le determinazioni conclusive per i progetti degli stessi.
6. Il concessionario, ovvero la societï¿½ di progetto prevista dalla vigente normativa statale possono essere invitati dal responsabile del procedimento ad illustrare il progetto in conferenza di servizi.
Art. 23 ï¿½ Approvazione di progetti di lavori pubblici di interesse regionale relativi ad opere assoggettate a valutazione di impatto ambientale regionale o provinciale.
1. Per lï¿½approvazione di progetti di lavori pubblici di interesse regionale soggetti a valutazione di impatto ambientale (VIA) regionale o provinciale, ai sensi della legge regionale 26 marzo 1999, n. 10, ai fini dellï¿½assunzione del giudizio di VIA e dellï¿½approvazione del progetto definitivo si applicano le sole procedure semplificate di cui agli articoli 23 e 25 della stessa legge regionale 26 marzo 1999, n. 10.
2. Ai fini di cui al comma 1 i termini procedurali definiti dalla legge regionale 26 marzo 1999, n. 10 sono ridotti alla metï¿½.
Art. 24 - Localizzazione delle opere pubbliche in difformitï¿½ dagli strumenti urbanistici e territoriali.
1. Lï¿½approvazione da parte del consiglio comunale del progetto preliminare o definitivo di opere pubbliche non conformi agli strumenti urbanistici comunali costituisce adozione della variante dello strumento urbanistico stesso. Se lï¿½opera pubblica non ï¿½ di competenza del comune, lï¿½atto di approvazione del progetto preliminare o definitivo da parte dellï¿½autoritï¿½ competente ï¿½ trasmesso al consiglio comunale che puï¿½ disporre lï¿½adozione della corrispondente variante allo strumento urbanistico.
2. Qualora, al fine della realizzazione dellï¿½opera pubblica, il consiglio comunale abbia deliberato lï¿½adozione della variante allo strumento urbanistico, la variante si intende approvata qualora lï¿½ente competente alla sua approvazione, ove diverso dal comune, non manifesti il proprio motivato dissenso entro il termine perentorio di novanta giorni dalla ricezione della deliberazione comunale e della documentazione completa ad essa relativa. In tal caso il consiglio comunale, in una seduta successiva alla scadenza del suddetto termine, dichiara efficace la propria deliberazione. Si applicano in ogni caso le procedure di deposito e pubblicazione previste dalla vigente normativa in materia di urbanistica. (comma sostituito dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
2 bis. Il consiglio comunale puï¿½ motivatamente approvare o autorizzare, su aree destinate a servizi pubblici, opere pubbliche o di pubblica utilitï¿½ diverse da quelle previste nello strumento urbanistico comunale. Il provvedimento costituisce variante allo strumento urbanistico medesimo, senza necessitï¿½ di approvazione superiore. (comma inserito dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
2 ter. I progetti di lavori pubblici di cui allï¿½articolo 2, comma 2, lettera a) , non conformi allo strumento urbanistico comunale, possono in ogni caso essere approvati secondo le disposizioni di cui allï¿½articolo 25, comma 1, in deroga allo strumento urbanistico medesimo, acquisito il parere favorevole del consiglio comunale da rendersi nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della richiesta. Qualora il richiesto parere non sia favorevole o non sia reso nel termine previsto, il Presidente della Regione puï¿½ comunque disporre lï¿½approvazione di quel progetto, se ciï¿½ corrisponda a rilevante interesse pubblico regionale. (comma inserito dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
2 quater. Nelle fattispecie di cui al comma 2 ter i provvedimenti di approvazione dei progetti di lavori pubblici costituiscono, ove espressamente se ne dia atto, apposizione del vincolo preordinato allï¿½esproprio. Si applicano in ogni caso le procedure di cui agli articoli 11, comma 1, lettera b) , e 16 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, ï¿½Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilitï¿½. (comma inserito dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
3. Qualora la realizzazione di lavori pubblici di interesse regionale richieda lï¿½azione integrata di una pluralitï¿½ di amministrazioni pubbliche, in quanto difforme tanto rispetto alle disposizioni degli strumenti urbanistici comunali quanto ai piani territoriali operanti nella Regione, compresi i piani di tutela delle aree naturali protette, il Presidente della Regione o il Presidente della Provincia o il Sindaco, in relazione alla competenza primaria o prevalente sullï¿½opera, anche su richiesta di uno o piï¿½ soggetti interessati, puï¿½ promuovere tra gli enti a diverso titolo competenti la procedura dellï¿½accordo di programma di cui allï¿½articolo 34 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 ï¿½Testo unico delle leggi sullï¿½ordinamento degli enti localiï¿½, dalla cui conclusione conseguono le varianti degli strumenti urbanistici e dei piani territoriali necessarie ai fini dellï¿½approvazione dei progetti dei lavori pubblici stessi; qualora la difformitï¿½ interessi gli strumenti della pianificazione territoriale regionale, il consenso del Presidente della Regione allï¿½accordo di programma ï¿½ subordinato allï¿½acquisizione del parere favorevole del Consiglio regionale.
Art. 25 ï¿½ Approvazione dei progetti ed utilizzo delle opere pubbliche.
1. Lï¿½approvazione del progetto definitivo ed esecutivo dei lavori pubblici di competenza regionale, purchï¿½ realizzati con risorse totalmente o parzialmente a carico del bilancio regionale, spetta al dirigente della struttura regionale competente per materia, salvi i casi in cui la relativa competenza sia attribuita alla Giunta regionale da specifiche disposizioni di legge, acquisito, ove necessario, il parere dellï¿½organo tecnico consultivo regionale competente nonchï¿½ la determinazione conclusiva favorevole della conferenza dei servizi, quando convocata. (comma sostituito dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
2. 2. Lï¿½approvazione dei progetti di cui al comma 1, ovvero lï¿½approvazione dei progetti disposta dai soggetti di cui allï¿½articolo 2, comma 2, lettera b) , numero 1) , costituisce titolo abilitativo sotto il profilo edilizio, urbanistico, e paesaggistico-ambientale per la realizzazione dellï¿½opera, ferma restante la necessitï¿½ di acquisizione preventiva dei pareri previsti dalle specifiche disposizioni di legge. (comma sostituito dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
3. Fatte salve le disposizioni di cui allï¿½articolo 24, lï¿½approvazione dei progetti di cui ai commi 1 e 2 ï¿½ subordinata, con esclusione dei lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione, allï¿½accertamento della conformitï¿½ del progetto agli strumenti urbanistici, attestata dal comune interessato. (comma sostituito dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
3 bis. Possono essere approvati progetti di lavori pubblici di competenza regionale riguardanti opere che, ancorchï¿½ non espressamente previste dallo strumento urbanistico comunale, sono compatibili con lo stesso, in quanto:
a) non precludano lï¿½attuazione delle previsioni dello strumento urbanistico comunale;
b) non siano in contrasto con le norme tecniche di attuazione dello strumento urbanistico.
(comma 3-bis inserito dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
3 ter. Nei casi di cui al comma 3 bis il provvedimento di approvazione dei progetti di lavori pubblici di competenza regionale costituisce, ove espressamente se ne dia atto, apposizione del vincolo preordinato allï¿½esproprio. Si applicano in ogni caso le procedure di cui agli articoli 11, comma 1, lettera b) , e 16 del DPR n. 327 del 2001. (comma inserito dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
4. Lï¿½agibilitï¿½ delle opere pubbliche d'interesse regionale ï¿½ attestata dal responsabile del procedimento acquisito il parere dellï¿½organo di collaudo, qualora previsto, ovvero il parere del direttore dei lavori.
CAPO VI - QUALIFICAZIONE DELLE IMPRESE - MODALITï¿½ DI ESECUZIONE DEI LAVORI
Art. 26 ï¿½ Qualificazione delle imprese.
1. La Giunta regionale approva, con proprio regolamento, il sistema regionale di qualificazione dei soggetti che eseguono i lavori pubblici di interesse regionale di cui allï¿½articolo 2, comma 2.
2. Al fine di promuovere e favorire l'aggregazione tra le imprese, la Giunta regionale individua con proprio regolamento forme di incentivazione per la costituzione e la partecipazione alle gare di consorzi stabili dei consorzi di natura ed origine della piccola impresa artigiana ai sensi della legge 8 agosto 1985, n. 443 ï¿½Legge Quadro per lï¿½Artigianatoï¿½ e successive modificazioni e della legge nonchï¿½ dei consorzi di cooperative di produzione e lavoro di cui alla legge 25 giugno 1909, n. 422 ï¿½Costituzione di consorzi di cooperative per appalti di lavori pubbliciï¿½ e successive modificazioni. In ogni caso detti consorzi partecipano alla gara senza lï¿½obbligo di prestare la cauzione provvisoria di cui allï¿½articolo 30, comma 1, della presente legge. (comma modificato dalla LR 26/11/2004, n. 23 e successivamente dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
Art. 27 ï¿½ Appalti e concessioni.
c) trattativa privata;
d) appalto - concorso.
2. Lï¿½affidamento di lavori pubblici mediante appalto concorso ha luogo senza necessitï¿½ di acquisire pareri di organi statali.
3. Il contratto di concessione di lavori pubblici ï¿½ affidato mediante licitazione privata e lï¿½aggiudicazione ha luogo secondo il criterio dellï¿½offerta economicamente piï¿½ vantaggiosa. Il concorrente puï¿½, se previsto dal bando, proporre modifiche al progetto preliminare dirette a migliorare gli aspetti funzionali, singoli elementi tecnologici o componenti del progetto che non comportino riduzione delle prestazioni qualitative e quantitative stabilite nel progetto stesso e che mantengano inalterate il tempo di esecuzione dei lavori e le condizioni di sicurezza dei lavoratori.
4. Lï¿½amministrazione concedente puï¿½, in sede di gara, stabilire un prezzo a favore del concessionario. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
5. La Giunta regionale, al fine di semplificare e uniformare le procedure di aggiudicazione, sentite le organizzazioni di categoria piï¿½ rappresentative nel territorio regionale, con proprio provvedimento approva schemi di bando di gara corredati da modulistica diretta a facilitare la partecipazione alle gare delle imprese concorrenti, nonchï¿½ da disposizioni di indirizzo e coordinamento dell'azione delle amministrazioni aggiudicatrici.
6. Gli schemi di bando di gara si applicano ai lavori pubblici di competenza regionale e costituiscono riferimento obbligatorio per i lavori pubblici di interesse regionale di cui allï¿½articolo 2, comma 2, lettera b) .
7. I soggetti che realizzano lavori pubblici di interesse regionale, di cui allï¿½articolo 2, comma 2, lettera b) , possono avvalersi degli uffici dellï¿½amministrazione regionale o delle amministrazioni provinciali, sulla base di apposito disciplinare.
Art. 28 ï¿½ Forme di pubblicitï¿½.
1. Per gli appalti dei lavori di importo pari o superiore a 500.000,00 euro e inferiore alla soglia comunitaria, gli avvisi e i bandi di gara sono pubblicati sul sito internet appositamente individuato dalla Giunta regionale e, per estratto, sul almeno due quotidiani regionali a maggior diffusione.
2. Se lï¿½importo dei lavori a base dï¿½asta ï¿½ inferiore a 500.000,00 euro, la pubblicazione ï¿½ effettuata nellï¿½albo pretorio del comune ove si eseguono i lavori e nellï¿½albo della stazione appaltante, nonchï¿½ sul sito Internet di cui al comma 1.
Art. 29 ï¿½ Lavori in economia.
1. I lavori pubblici di interesse regionale possono essere eseguiti in economia con il sistema dell'amministrazione diretta, per importi pari o inferiori a 50.000,00 euro, o per cottimi a mezzo di trattativa privata preceduta da gara informale, per importi pari o inferiori a 200.000,00 euro. Per i lavori di importo inferiore alla soglia individuata dalla vigente normativa statale si puï¿½ procedere ad affidamento diretto. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
2. ï¿½ comunque fatto salvo quanto disposto dalla legislazione regionale vigente in materia di opere di natura forestale.
3. La Giunta regionale, con proprio provvedimento, individua i lavori che possono essere realizzati in economia e le modalitï¿½ semplificate per la contabilizzazione e liquidazione degli stessi.
4. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche alle aziende speciali di cui all'articolo 114 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni, e alle societï¿½ a capitale pubblico prevalente o minoritario di cui allï¿½articolo 113 dello stesso decreto legislativo.
Art. 30 ï¿½ Garanzie.
1. La cauzione provvisoria prestata per lï¿½affidamento e lï¿½esecuzione di lavori pubblici di interesse regionale dal soggetto aggiudicatario resta vincolata fino alla sottoscrizione del contratto; le cauzioni provvisorie prestate dai soggetti non aggiudicatari sono restituite alla conclusione della procedura di scelta del contraente.
2. La cauzione definitiva ï¿½ costituita, a scelta dellï¿½offerente, mediante una delle garanzie fideiussorie di cui al comma 6.
3. Per i lavori pubblici di interesse regionale il cui valore sia di importo inferiore alla soglia comunitaria, il valore della cauzione definitiva ï¿½ pari al dieci per cento dell'importo del contratto. In caso di aggiudicazione con ribasso dï¿½asta superiore al dieci per cento, la garanzia fideiussoria ï¿½ aumentata di tanti punti percentuali quanti sono quelli eccedenti il dieci per cento; ove il ribasso sia superiore al venti per cento, lï¿½aumento ï¿½ di due punti percentuali per ogni punto di ribasso superiore al venti per cento.
4. Per i lavori pubblici di interesse regionale il cui valore sia di importo pari o superiore alla soglia comunitaria, il valore della cauzione definitiva ï¿½ pari al venti per cento dell'importo del contratto. In caso di aggiudicazione con ribasso dï¿½asta superiore al dieci per cento, la garanzia fideiussoria ï¿½ aumentata di tanti punti percentuali quanti sono quelli eccedenti il dieci per cento; ove il ribasso sia superiore al venti per cento, lï¿½aumento ï¿½ di due punti percentuali per ogni punto di ribasso superiore al venti per cento.
5. Il valore delle garanzie di cui ai commi 1 e 2 ï¿½ ridotto del cinquanta per cento per le imprese certificate UNI EN ISO 9000 e del venticinque per cento per le imprese in possesso della dichiarazione della presenza di elementi significativi e tra loro correlati di tale sistema, rilasciata da organismi accreditati ai sensi delle norme europee della serie UNI CEI EN 45000. Il beneficio della riduzione correlato alla presenza di elementi significativi del sistema qualitï¿½ si applica per due anni dall'entrata in vigore della presente legge.
6. Tanto la cauzione provvisoria quanto la cauzione definitiva sono costituite oltre che in numerario mediante fideiussione bancaria o polizza fideiussoria assicurativa o fideiussione rilasciata dagli intermediari finanziari iscritti nellï¿½elenco speciale di cui allï¿½articolo 107 del decreto legislativo 1ï¿½ settembre 1993, n. 385 ï¿½Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditiziaï¿½ e successive modificazioni, che svolgono in via esclusiva o prevalente lï¿½attivitï¿½ di rilascio di garanzie. Conformemente alle disposizioni di cui alla legge n. 109 del 1994 la garanzia fideiussoria dovrï¿½ prevedere espressamente la rinuncia al beneficio della preventiva escussione del debitore principale e la sua operativitï¿½ entro quindici giorni a semplice richiesta scritta della stazione appaltante. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
7. Lï¿½inutile decorso del termine di quindici giorni di cui al comma 6 ne comporta lï¿½automatica segnalazione da parte della stazione appaltante allï¿½Osservatorio regionale degli appalti di cui al Capo X e la preclusione al soggetto fideiussore inottemperante rispetto al termine stesso di offrire garanzie per le ulteriori gare di affidamento di lavori pubblici di interesse regionale per sei mesi dalla data della segnalazione stessa. A tal fine lï¿½Osservatorio regionale degli appalti provvede a pubblicare sullï¿½apposito sito internet lï¿½elenco dei soggetti fideiussori inottemperanti.
Art. 31 ï¿½ Affidamento e criteri di aggiudicazione dei lavori.
1. L'aggiudicazione degli appalti di lavori pubblici di interesse regionale ï¿½ effettuata secondo uno dei criteri che seguono:
a) prezzo piï¿½ basso inferiore a quello posto a base di gara;
b) offerta economicamente piï¿½ vantaggiosa, in base ad una pluralitï¿½ di elementi di valutazione inerenti l'oggetto del contratto d'appalto, fra i quali la qualitï¿½, il prezzo, il pregio tecnico, le caratteristiche estetiche e funzionali, le caratteristiche ambientali, il costo di utilizzazione, l'economicitï¿½, il servizio successivo alla vendita, l'assistenza tecnica, il termine di consegna o di esecuzione.
1 bis. In caso di affidamento di appalti di lavori pubblici di interesse regionale e di servizi di cui agli articoli 6, 8, 10 e 48 della legge con il criterio dellï¿½offerta economicamente piï¿½ vantaggiosa, oltre alle categorie individuate dallï¿½articolo 84, comma 8, del decreto legislativo n. 163/2006, i commissari possono essere scelti fra funzionari pubblici iscritti allï¿½elenco regionale di cui allï¿½articolo 47 in relazione alla specifica professionalitï¿½. (comma inserito dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
2. A compensazione totale o parziale delle somme di denaro costituenti il corrispettivo del contratto d'appalto, il bando di gara puï¿½ prevedere a favore dellï¿½appaltatore il trasferimento della proprietï¿½ di beni immobili dell'amministrazione aggiudicatrice e/o consentire allï¿½appaltatore lï¿½utilizzazione di materiale di scavo recuperato dallï¿½attivitï¿½ di realizzazione delle opere pubbliche.
3. Per lï¿½affidamento degli appalti di lavori pubblici di interesse regionale di importo inferiore alla soglia comunitaria mediante licitazione privata, il bando di gara puï¿½ disporre un numero minimo e un numero massimo di concorrenti da invitare, comunque non inferiore a dieci e non superiore a trenta.
4. Per lï¿½affidamento di appalti di lavori pubblici di interesse regionale mediante licitazione privata le amministrazioni aggiudicatrici predispongono i criteri per lï¿½individuazione del numero di imprese da invitare, tenendo conto della tipologia delle opere pubbliche da realizzare, delle caratteristiche dimensionali e della specifica esperienza operativa delle imprese stesse. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
5. La Giunta regionale definisce con regolamento le linee guida per la determinazione dei criteri di cui al comma 4.
Art. 31 bis - Offerte anomale.
1. Nelle procedure aperte e nelle procedure ristrette, ivi comprese quelle semplificate di cui allï¿½articolo 32, in caso di aggiudicazione di contratti di lavori pubblici di interesse regionale con il criterio del prezzo piï¿½ basso, di importo inferiore alla soglia comunitaria, le offerte che presentano una percentuale di ribasso pari o superiore alla soglia di anomalia, individuata ai sensi dellï¿½articolo 86 del decreto legislativo n. 163/2006 e successive modifiche e integrazioni, sono sempre sottoposte a verifica di congruitï¿½ in contraddittorio con lï¿½interessato, secondo i criteri e le procedure di cui agli articoli 87 e 88 del medesimo decreto legislativo n. 163/2006, salvo quanto previsto dai commi 2 e 3 e dallï¿½articolo 31 ter.
2. Le giustificazioni sono fornite esclusivamente su richiesta della stazione appaltante ai concorrenti le cui offerte sono individuate come anomale.
3. In sede di verifica delle offerte anormalmente basse ai sensi dellï¿½articolo 87 del decreto legislativo n. 163/2006, per la valutazione delle giustificazioni le stazioni appaltanti si avvalgono anche del prezziario regionale dei lavori pubblici e dellï¿½incidenza minima della manodopera per ogni singola categoria di lavoro, di cui allï¿½articolo 12, comma 2.
(articolo inserito dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
Art. 31 ter - Comitati provinciali per la valutazione della congruitï¿½ delle offerte.
1. Per le finalitï¿½ di cui allï¿½articolo 31 bis, presso le province sono istituiti i comitati per la valutazione di congruitï¿½ delle offerte con compiti di supporto alle stazioni appaltanti che ne facciano richiesta per la verifica delle offerte anormalmente basse.
2. I comitati di cui al comma 1 sono nominati dalla provincia interessata nella seguente composizione:
a) un funzionario tecnico della provincia con funzioni di presidente;
b) un funzionario tecnico designato dalla Giunta regionale;
c) due funzionari tecnici comunali designati dallï¿½associazione nazionale dei comuni dï¿½Italia (ANCI) sezione del Veneto;
d) un esperto nella materia dei lavori pubblici indicato dallï¿½associazione nazionale dei costruttori edili (ANCE) del Veneto.
3. Ai lavori del comitato ï¿½ sempre invitato il responsabile del procedimento, il quale vi partecipa senza diritto di voto.
4. I soggetti di cui alla lettera d) del comma 2 non devono aver svolto nï¿½ possono svolgere alcun incarico tecnico relativamente al contratto del cui affidamento si tratta. Si applicano le cause di astensione previste dallï¿½articolo 51 del codice di procedura civile.
5. Con provvedimento della Giunta regionale sono definite lï¿½organizzazione e le modalitï¿½ di funzionamento dei comitati provinciali per la valutazione di congruitï¿½ delle offerte, nonchï¿½ i criteri cui gli stessi debbano attenersi ai fini della verifica di cui allï¿½articolo 31 bis, nel rispetto dei principi di imparzialitï¿½, trasparenza, economicitï¿½ ed efficacia dellï¿½azione amministrativa.
6. Sino allï¿½approvazione del provvedimento di cui al comma 5, le stazioni appaltanti provvedono alla verifica delle offerte anormalmente basse mediante lï¿½organo competente in base alla normativa vigente
Art. 32 ï¿½ Licitazione privata semplificata.
1. Per lï¿½affidamento di contratti di lavori pubblici di interesse regionale di importo inferiore a 1. .000,00 euro, le amministrazioni aggiudicatrici possono avvalersi della licitazione privata semplificata con le modalitï¿½ previste dalla vigente legislazione statale. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
2. Alla specifica individuazione dei contratti di appalto di lavori pubblici da realizzarsi da parte delle strutture regionali competenti per materia e da affidare mediante licitazione privata semplificata provvede la Giunta regionale con proprio provvedimento, individuando:
a) un elenco dei lavori da affidarsi da parte delle strutture centrali;
b) sette elenchi provinciali per i lavori da realizzarsi da parte delle strutture decentrate.
[3. La Giunta regionale con proprio provvedimento determina le modalitï¿½ di svolgimento delle procedure di affidamento dei lavori pubblici di interesse regionale mediante licitazione privata semplificata, secondo i seguenti principi:
a) formazione degli elenchi delle imprese da invitare alle singole gare, determinando anche lï¿½incidenza percentuale dei concorrenti aventi sede in ambito regionale;
b) aggiudicazione al massimo ribasso, senza esclusione automatica delle offerte anomale, a seguito dellï¿½approvazione del prezziario regionale dei lavori pubblici e allï¿½individuazione dellï¿½incidenza minima della manodopera per ogni singola categoria di lavoro, di cui allï¿½articolo 12, comma 2.]
(comma 3 abrogato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
Art. 33 ï¿½ Procedura negoziata.
a) interventi di importo inferiore a 500.000,00 euro. In tal caso, qualora il valore dellï¿½importo dei lavori pubblici da affidare sia superiore a 150.000,00 euro si procede allï¿½affidamento previa gara informale tra almeno tre soggetti; (lettera modificata dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
b) per lï¿½affidamento di lavori complementari a quelli che costituiscono oggetto del contratto principale, anche nei casi di esecuzione di opere per stralci o di esecuzione anticipata di lavori previsti come oggetto di stralci successivi ma funzionali a quelli oggetto dello stralcio in esecuzione a condizione che detti interventi e lavori complementari:
2) non possano essere tecnicamente o economicamente separati dallï¿½appalto principale senza gravi inconvenienti per le amministrazioni aggiudicatrici oppure, quantunque separabili siano strettamente necessari al perfezionamento dellï¿½appalto iniziale;
3) vengano affidati al medesimo soggetto che sta eseguendo il contratto principale;
4) non superino complessivamente, anche se affidati in piï¿½ volte, il cinquanta per cento dellï¿½importo dellï¿½appalto principale.
(lettera b) modificata dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
2. Nei casi in cui si rendano necessari interventi di somma urgenza dovuti a situazione di pericolo per la pubblica incolumitï¿½ ovvero ad esigenze di salvaguardia della salute pubblica, il responsabile della struttura tecnica dellï¿½ente competente agli stessi interventi puï¿½ ricorrere allï¿½affidamento diretto delle opere strettamente necessarie a rimuovere dette cause di pericolo, dandone conto mediante motivato verbale, sempre che il valore di tali opere non sia superiore a 200.000,00 euro. In detta ipotesi lï¿½ente competente alla realizzazione degli interventi puï¿½ successivamente autorizzare la prosecuzione dei lavori pubblici, sempre che il valore complessivo dei medesimi non sia superiore a 400.000,00 euro qualora permanga lï¿½urgenza di intervenire a tutela della pubblica incolumitï¿½ o a salvaguardia della salute pubblica. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
3. I contratti di appalto di lavori pubblici di importo compreso tra 500.000,00 e 1.000.000,00 di euro sono affidati a trattativa privata, previa gara informale tra almeno cinque soggetti, nei seguenti casi:
a) quando gli incanti e le licitazioni siano andati deserti;
b) per la realizzazione di lavori che richiedano la fornitura e la posa di beni la cui produzione ï¿½ garantita da privativa industriale;
c) quando, fatta salva lï¿½ipotesi di cui al comma 2, lï¿½urgenza non prevedibile da parte dellï¿½amministrazione procedente, nï¿½ addebitabile alla stessa non ï¿½ compatibile con lï¿½espletamento delle procedure di gara;
d) [quando il contratto sia stato rescisso in danno al soggetto appaltatore; ] (soppressa dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
e) per lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria nel settore sanitario o della sicurezza dettati da esigenze di tutela della pubblica incolumitï¿½ o di salvaguardia della salute pubblica e nel restauro di beni vincolati quando la peculiaritï¿½ dei manufatti renda necessario affidarne lï¿½esecuzione unicamente ad operatori economici determinati;
[f) in genere, in ogni altro caso in cui ricorrono speciali ed eccezionali circostanze per le quali non possono essere utilmente utilizzate le altre procedure di scelta del contraente. ] (soppressa dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
(comma 3 modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
3 bis. Nellï¿½elenco dei lavori pubblicato annualmente ï¿½ specificato che i lavori il cui importo ï¿½ compreso tra la soglia di valori di cui al comma 3, sono affidabili con trattativa privata qualora ricorrano i casi di cui al medesimo comma 3. I soggetti, pari almeno a tre, di cui al comma 1, lettera a) , e i soggetti, pari almeno a cinque, di cui al comma 3, partecipanti alla gara informale, sono individuati fra coloro che hanno chiesto di essere invitati sulla base del predetto Elenco annuale dei lavori e lï¿½aggiudicazione ï¿½ effettuata con il criterio di cui allï¿½articolo 31, comma 1, lettera a) . (comma inserito dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
4. Qualora la realizzazione di un lotto funzionale appartenente ad unï¿½opera pubblica sia stata affidata a trattativa privata, non puï¿½ essere affidata secondo la medesima procedura la realizzazione di ulteriori lotti della medesima opera.
5. Possono essere conclusi a trattativa privata i contratti di acquisto di macchine, strumenti ed oggetti di precisione qualora le caratteristiche tecniche ed i requisiti specifici del bene da acquistare siano tali per cui il bene stesso possa essere fornito da un unico soggetto.
6. Per lavori di importo complessivo superiore a 1.000.000,00 di euro, lï¿½affidamento a trattativa privata ï¿½ consentito esclusivamente nel caso di ripristino di opere giï¿½ esistenti e funzionanti, danneggiate e rese inutilizzabili da eventi di natura calamitosa, qualora motivi di imperiosa urgenza rendano non esperibili le altre procedure di affidamento. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
7. Il provvedimento con cui lï¿½amministrazione aggiudicatrice affida la realizzazione di lavori pubblici di interesse regionale a trattativa privata deve contenere lï¿½illustrazione completa delle motivazioni del ricorso a detto criterio di scelta del contraente.
7 bis. Nei casi di ricorso alla procedura negoziata preceduta da gara informale, a prescindere dal numero delle imprese concorrenti, la valutazione della congruitï¿½ delle offerte ritenute anormalmente basse ï¿½ sempre fatta in contraddittorio, ai sensi dellï¿½articolo 31 bis. (comma 3 modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
Art. 33 bis Sponsorizzazione di lavori pubblici di interesse regionale.
1. La Giunta regionale, con apposito provvedimento, disciplina le modalitï¿½ di stipulazione di contratti di sponsorizzazione per la realizzazione di lavori pubblici di interesse regionale. A tal fine la Giunta si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi:
b) individuazione di cause di incompatibilitï¿½ con le finalitï¿½ istituzionali;
c) conseguimento del migliore vantaggio economico e patrimoniale;
d) obbligo di qualificazione, ai sensi della vigente normativa, per i progettisti e per gli esecutori dei lavori.
2. Sono fatte salve le disposizioni speciali in tema di sponsorizzazioni nel settore dei beni culturali ed ambientali, nonchï¿½ ogni altra disposizione speciale in materia.
Art. 34 ï¿½ Contratti e capitolati.
1. La Giunta regionale approva, con uno o piï¿½ provvedimenti un capitolato generale, uno schema tipo di contratto e schemi di capitolato speciale d'appalto.
2. Il capitolato generale si applica ai lavori pubblici di interesse regionale; lo schema tipo di contratto e gli schemi di capitolato speciale dï¿½appalto si applicano ai lavori pubblici di competenza regionale di cui allï¿½articolo 2, comma 2, lettera a) e costituiscono riferimento obbligatorio per i lavori pubblici di interesse regionale di cui allï¿½articolo 2, comma 2, lettera b) . Eventuali variazioni ai documenti predetti devono essere motivate dalle stazioni appaltanti. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
3. Nei lavori pubblici che comprendono lï¿½utilizzo di materiale di cava il progettista ï¿½ tenuto a prevedere nel progetto, e conseguentemente lï¿½appaltatore ï¿½ tenuto ad impiegare, una quota parte di materiali di recupero industriale o riciclati provenienti da una delle operazioni di recupero di cui allï¿½allegato C del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 ï¿½Attuazione delle direttive 91/156 CEE sui rifiuti, 91/689 CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62 CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio. ï¿½. Lï¿½omessa osservanza di tale disposizione deve essere adeguatamente giustificata dalla stazione appaltante.
4. I contratti dï¿½appalto per la realizzazione dei lavori pubblici di cui allï¿½articolo 2, comma 2, lettera a) , possono essere stipulati nella forma della scrittura privata.
4 bis. I capitolati ed i contratti contengono una clausola che assoggetta il corrispettivo dï¿½appalto al regime del prezzo chiuso, consistente nel prezzo dei lavori al netto del ribasso dï¿½asta, aumentato della percentuale pari alla differenza tra il tasso dï¿½inflazione reale, riferito alla dinamica dei costi di costruzione accertata dallï¿½ISTAT con riferimento alla Regione del Veneto, ed il tasso dï¿½inflazione programmato aumentato di due punti percentuali. La percentuale di aumento va applicata allï¿½importo dei lavori ancora da eseguire per ogni anno intero previsto per lï¿½ultimazione degli stessi. La differenza viene annualmente accertata dalla Giunta regionale con apposito provvedimento. (comma inserito dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
4 ter. Fermo restando quanto disposto dai commi 4, 5, 6, 7 ed 8 dellï¿½articolo 133 del decreto legislativo n. 163/2006, i contratti e i capitolati contengono una clausola di adeguamento del corrispettivo dellï¿½appalto, con riferimento ai prodotti e alle materie prime destinati alle costruzioni, che abbiano subito variazioni di prezzo superiori al 10 per cento rispetto alla data di presentazione dellï¿½offerta. (comma inserito dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
4 quater. Lï¿½adeguamento di cui al comma 4 ter ï¿½ riconosciuto per lï¿½eccedenza rispetto allï¿½eventuale compensazione dovuta, per lo stesso prodotto o materia prima, ai sensi dellï¿½articolo 133 del decreto legislativo n. 163/2006. (comma inserito dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
4 quinquies. Con provvedimento della Giunta regionale sono definite le modalitï¿½ operative di determinazione dellï¿½adeguamento di cui al comma 4 ter. (comma inserito dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
Art. 35 ï¿½ Ulteriore garanzia contrattuale.
1. Le stazioni appaltanti prevedono nel bando di gara la facoltï¿½, in caso di fallimento dell'appaltatore o di risoluzione del contratto per grave inadempimento del medesimo, di interpellare progressivamente i soggetti che hanno partecipato allï¿½originaria procedura di gara, risultanti dalla relativa graduatoria, al fine di stipulare un nuovo contratto per l'affidamento del completamento dei lavori. Si procede allï¿½interpello a partire dal soggetto che ha formulato la prima migliore offerta, escluso l'originario aggiudicatario. Lï¿½affidamento avviene alle medesime condizioni economiche giï¿½ proposte in sede di offerta dal soggetto progressivamente interpellato, sino al quinto migliore offerente in sede di gara. (comma sostituito dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
2. Ai fini di quanto previsto dal comma 1, lï¿½aggiudicatario originario ï¿½ obbligato, allï¿½atto della sottoscrizione del contratto, a costituire una garanzia fideiussoria il cui importo ï¿½ pari alla differenza tra lï¿½importo contrattuale dei lavori affidati e lï¿½offerta economica proposta in sede di gara dal secondo classificato. La garanzia fideiussoria non ï¿½ dovuta qualora la differenza tra lï¿½importo contrattuale dei lavori affidati e lï¿½offerta economica del secondo classificato sia di importo inferiore a 200,00 euro. La garanzia ï¿½ svincolata automaticamente alla data di emissione del certificato di collaudo provvisorio o del certificato di regolare esecuzione. Allï¿½avveramento delle cause interruttive del contratto di cui al comma 1, lï¿½importo ï¿½ incamerato dallï¿½amministrazione aggiudicatrice solamente nel caso in cui sia stipulato il nuovo contratto per il completamento dei lavori con il concorrente secondo classificato, ed andrï¿½ a coprire la differenza tra lï¿½offerta economica di questi e lï¿½importo contrattuale dei lavori affidati allï¿½originario appaltatore. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
Art. 36 ï¿½ Contabilitï¿½ dei lavori e documenti contabili.
1. La contabilitï¿½ dei lavori di importo inferiore a 25.000,00 euro ï¿½ redatta, in forma semplificata, sulla base di fatture vistate dalla direzione lavori, secondo modalitï¿½ approvate dalla Giunta regionale con lo stesso provvedimento di cui allï¿½articolo 29, comma 3.
2. Il registro di contabilitï¿½ ï¿½ vidimato, prima dellï¿½effettuazione delle iscrizioni contabili, dal responsabile del procedimento e dallï¿½appaltatore senza necessitï¿½ di ulteriori obblighi formali.
Art. 37 ï¿½ Varianti in corso dï¿½opera.
1. Le varianti in corso dï¿½opera sono ammesse, oltre che nei casi previsti dalla legislazione statale, nei seguenti casi:
b) prescrizioni imposte in corso dï¿½opera dagli organi competenti in materia di sicurezza, di tutela della salute, dellï¿½ambiente, dei beni storici, artistici e paesaggistici;
c) modifiche finalizzate al miglioramento dellï¿½opera e alla sua funzionalitï¿½, sulla base delle seguenti condizioni:
1) siano disposte nellï¿½interesse dellï¿½amministrazione aggiudicatrice;
2) lï¿½importo aggiuntivo non sia superiore al venti per cento dellï¿½importo del contratto;
3) la maggiore spesa trovi copertura nellï¿½ambito dellï¿½importo del progetto finanziato;
3 bis) le opere si rendano necessarie a seguito di circostanze sopravvenute di carattere eccezionale. (inserito dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
[d) modifiche relative ad interventi di edilizia ospedaliera motivate da esigenze derivanti dalla necessitï¿½ di adeguamento allï¿½evoluzione tecnologica delle attrezzature sanitarie. ] (lettera d) soppressa dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
Art. 38 ï¿½ Subappalti.
1. Fatte salve le disposizioni in materia di subappalto di cui alla legge 19 marzo 1990, n. 55 ï¿½Nuove disposizioni per la prevenzione della delinquenza di tipo mafioso e di altre gravi forme di manifestazione di pericolositï¿½ sociale. ï¿½, la percentuale di lavori della categoria prevalente subappaltabile ï¿½ stabilita nella misura del cinquanta per cento dellï¿½importo della categoria.
2. La Giunta regionale, con proprio provvedimento definisce le lavorazioni rientranti nella categoria prevalente subappaltabili per esigenze specifiche in misura superiore al limite di cui al comma 1.
3. Lï¿½appaltatore deve trasmettere alla stazione appaltante, entro venti giorni dalla data di ciascun pagamento a suo favore, copia delle fatture quietanzate relative ai pagamenti a sua volta corrisposti al subappaltatore o cottimista, con l'indicazione delle ritenute di garanzia. Nel caso di mancata trasmissione delle fatture quietanziate, la stazione appaltante sospende il successivo pagamento a favore dell'appaltatore, limitatamente alla somma non corrisposta al subappaltatore risultante dalla fattura non quietanzata. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
4. Per lavori di importo inferiore a 150.000,00 euro, possono essere affidati in subappalto le parti di notevole contenuto tecnologico o rilevante complessitï¿½ tecnica, quali strutture, impianti ed opere speciali, anche se ciascuna di tali parti superi il valore del quindici per cento dellï¿½importo complessivo dei lavori.
Art. 39 ï¿½ Interessi per ritardato pagamento.
1. Lï¿½importo degli interessi per ritardato pagamento dovuti in base a norme di legge, di capitolato generale e speciale o di contratto, ï¿½ corrisposto in occasione del primo pagamento utile, in acconto o a saldo, su apposita richiesta dellï¿½esecutore dei lavori.
2. Per i lavori pubblici di interesse regionale, i termini per lï¿½emissione dei certificati di pagamento relativi agli acconti e al saldo ed i termini per il successivo pagamento, non possono superare i novanta giorni dalla presentazione dello stato di avanzamento dei lavori.
Art. 40 ï¿½ Avviso ai creditori.
1. Lï¿½avviso contenente lï¿½invito per coloro i quali vantino crediti verso lï¿½appaltatore per indebite occupazioni di aree o stabili, nonchï¿½ per danni arrecati nellï¿½esecuzione dei lavori, nel caso di lavori pubblici di interesse regionale, ï¿½ pubblicato nellï¿½albo pretorio del comune territorialmente interessato nonchï¿½ nellï¿½apposito sito internet, curato dallï¿½Osservatorio regionale degli appalti.
Art. 41 ï¿½ Disposizioni in materia di tutela e trattamento dei lavoratori.
1. Ferme restando le vigenti disposizioni normative statali di tutela dei lavoratori, le amministrazioni aggiudicatrici, i concessionari di opere pubbliche e qualunque soggetto, pubblico o privato, che realizzi opere pubbliche nel territorio della Regione del Veneto, sono tenuti a prevedere nel bando di gara, nel contratto, nel capitolato speciale dï¿½appalto nonchï¿½ nelle convenzioni, le seguenti clausole a tutela dei lavoratori:
a) obbligo dellï¿½appaltatore di applicare e far applicare integralmente nei confronti di tutti i lavoratori dipendenti impiegati nellï¿½esecuzione dellï¿½appalto, anche se assunti al di fuori della Regione del Veneto, le condizioni economiche e normative previste dai contratti collettivi di lavoro nazionali ed integrativi territoriali vigenti nel Veneto durante lo svolgimento di lavori, ivi compresa lï¿½iscrizione delle imprese e dei lavoratori stessi alle Casse Edili presenti sul territorio regionale e agli organismi paritetici previsti dai contratti di appartenenza;
b) obbligo per lï¿½appaltatore e per lï¿½eventuale subappaltatore di rispondere dellï¿½osservanza delle condizioni economiche e normative dei lavoratori previste dai contratti collettivi nazionali ed integrativi regionali o provinciali vigenti, ciascuno in ragione delle disposizioni contenute nel contratto collettivo della categoria di appartenenza;
c) assoggettamento del pagamento dei corrispettivi a titolo di acconto e di saldo, da parte dellï¿½ente appaltante o concedente per le prestazioni oggetto del contratto o della convenzione, alla previa acquisizione del documento unico di regolaritï¿½ contributiva, da richiedersi a cura dellï¿½ente appaltante o concedente relativamente a tutte le imprese coinvolte nellï¿½esecuzione dei lavori cui si riferisce il singolo pagamento a titolo di acconto o di saldo. Il documento unico di regolaritï¿½ contributiva acquisito produce i suoi effetti ai fini dellï¿½acconto successivo. Qualora, anche su istanza delle organizzazioni sindacali, siano accertate irregolaritï¿½ retributive e/o contributive, da parte dellï¿½impresa appaltatrice o concessionaria, lï¿½ente appaltante o concedente provvede al pagamento delle somme dovute, utilizzando gli importi dovuti allï¿½impresa, a titolo di pagamento dei lavori eseguiti, anche incamerando la cauzione definitiva; (lettera sostituita dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
2. Al fine di contrastare il lavoro abusivo e irregolare, nonchï¿½ la concorrenza sleale, la regolaritï¿½ delle imprese affidatarie ed esecutrici di lavori pubblici di interesse regionale ï¿½ attestata mediante il documento unico di regolaritï¿½ contributiva, da richiedersi a cura dellï¿½ente appaltante o concedente, conformemente alle previsioni della vigente normativa statale e secondo le modalitï¿½ definite dalle conseguenti istruzioni operative. Il documento unico attestante la regolaritï¿½ contributiva e retributiva del rapporto di lavoro relativamente alle imprese esecutrici di lavori pubblici certifica, in occasione di ogni pagamento ed alla conclusione dei lavori, l'adempimento da parte delle imprese degli obblighi relativi ai versamenti contributivi, previdenziali ed assicurativi dovuti all'INPS, allï¿½INAIL e alle Casse Edili di riferimento competenti. Il documento unico non sostituisce le altre dichiarazioni obbligatorie per l'impresa, ai sensi della normativa vigente, a favore di altri soggetti pubblici e privati. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
3. Per i fini di cui al comma 2, ï¿½ istituito un collegamento informatizzato tra lï¿½Osservatorio regionale e tutte le Casse Edili presenti sul territorio regionale, le cui modalitï¿½ di attivazione e procedure operative sono determinate dalla Giunta regionale con proprio provvedimento.
4. La garanzia fideiussoria di cui allï¿½articolo 30, comma 2, ï¿½ incrementata di ulteriori cinque punti percentuali rispetto allï¿½importo base, per le imprese per le quali risultino irregolaritï¿½ riguardo agli obblighi di cui al comma 1 in materia di tutela dei lavoratori.
Art. 42 ï¿½ Disposizioni in materia di sicurezza.
2. La garanzia fideiussoria di cui allï¿½articolo 30, comma 2, ï¿½ incrementata di ulteriori cinque punti percentuali rispetto allï¿½importo base, per le imprese che hanno subito contravvenzioni in materia di sicurezza nei tre anni antecedenti a quello relativo allï¿½effettuazione dellï¿½appalto ovvero di dieci punti per le imprese che nello stesso periodo hanno subito condanne nella stessa materia della sicurezza.
3. La Giunta regionale con proprio provvedimento approva schemi di piani di sicurezza e di coordinamento, relativi alla diverse categorie di lavori di interesse regionale, che si applicano ai lavori di competenza regionale e costituiscono riferimento obbligatorio per altri lavori pubblici di interesse regionale da realizzare sul territorio regionale.
Art. 43 ï¿½ Disposizioni in materia di contenzioso.
1. La Giunta regionale, con proprio provvedimento, stabilisce i criteri di remunerazione dei tre componenti della commissione per le proposte degli accordi bonari di cui all'articolo 31 bis della legge n. 109/1994.
2. Per i lavori pubblici di interesse regionale, il terzo componente, presidente della commissione di cui al comma 1, ï¿½ nominato di comune accordo dai due componenti designati dalle parti, ovvero, in caso di disaccordo, dal Difensore civico regionale, su istanza della parte piï¿½ diligente.
3. Il Difensore civico regionale provvede alla nomina di cui al comma 2 scegliendo il presidente fra i soggetti che non incorrono nelle incompatibilitï¿½ di cui al comma 4 dell'articolo 48.
Art. 44 ï¿½ Procedure di realizzazione.
1. Oltre ai casi previsti dalla vigente legislazione in materia di promotore, per le opere disciplinate dallï¿½articolo 2, comma 2, lettere a) e b) , i soggetti che intendono promuovere interventi realizzabili con il concorso di capitali privati, quandï¿½anche non previsti negli strumenti di programmazione, possono presentare uno studio sintetico di fattibilitï¿½ finalizzato ad illustrare le linee generali dellï¿½intervento, senzï¿½alcun diritto al compenso per la prestazione eseguita o alla realizzazione dellï¿½intervento proposto. (comma sostituito dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
2. 2. Qualora lï¿½amministrazione ritenga di pubblico interesse lo studio di cui al comma 1, sulla base dello stesso ha facoltï¿½ di ricercare mediante procedura ad evidenza pubblica i soggetti che intendano concorrere al ruolo di promotore, modificando conseguentemente gli atti di programmazione allï¿½avvenuto positivo espletamento della procedura. (comma sostituito dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
3. Per lï¿½esame dei progetti preliminari relativi alle proposte di interventi di cui ai commi 1 e 2 la conferenza di servizi di cui allï¿½articolo 14 bis della legge 7 agosto 1990, n. 241 ï¿½ indetta a discrezione dellï¿½amministrazione aggiudicatrice.
4. Qualora le tipologie progettuali oggetto degli interventi di cui ai commi 1 e 2 siano soggette a valutazione di impatto ambientale (VIA) alle proposte di realizzazione i soggetti promotori devono allegare lo studio di impatto ambientale (SIA) e qualora il giudizio di VIA sia regionale o provinciale, fatte salve le disposizioni di cui allï¿½articolo 23, si applica ai fini della pronuncia del giudizio di VIA la disciplina di cui alla legge regionale 26 marzo 1999, n. 10.
5. La realizzazione delle opere ha luogo attraverso il contratto di concessione di lavori pubblici, con risorse parzialmente o totalmente a carico dei soggetti promotori, preceduta da bando con il criterio dellï¿½offerta economicamente piï¿½ vantaggiosa. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
6. La Giunta regionale, con proprio regolamento, determina le prescrizioni che regolano il rapporto con il soggetto promotore, disciplinando in particolare:
a) la durata della concessione e il valore della controprestazione;
b) le varianti in corso dï¿½opera;
[c) le ipotesi di proroga della concessione; ] (lettera c) soppressa dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
d) la revoca e la risoluzione del rapporto di concessione;
e) le tariffe da applicare.
e bis) lï¿½analisi dei rischi. (lettera c) inserita dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
7. Lï¿½amministrazione aggiudicatrice, nel bando di gara, puï¿½ imporre al concessionario di affidare a terzi appalti di lavori corrispondenti ad una percentuale minima del trenta per cento del valore globale dei lavori oggetto della concessione, prevedendo la facoltï¿½ per i candidati affidatari di aumentare tale percentuale. Lï¿½amministrazione aggiudicatrice puï¿½ chiedere ai candidati affidatari di dichiarare nella propria offerta la percentuale del valore dei lavori oggetto della concessione da affidare a terzi.
Art. 45 ï¿½ Competenze del Nucleo regionale di valutazione e verifica degli investimenti pubblici (NUVV) .
1. Al fine di valutare la fattibilitï¿½ e la convenienza economica delle opere pubbliche di competenza regionale promosse mediante il ricorso al capitale privato, la Giunta regionale si avvale delle competenze del Nucleo regionale di valutazione e verifica degli investimenti (NUVV) , istituito ai sensi della legge regionale 29 novembre 2001, n. 35.
2. Il NUVV promuove la diffusione delle metodologie, l'utilizzo di tecniche di finanziamento e fornisce, su richiesta delle amministrazioni interessate, assistenza nell'applicazione della disciplina della finanza di progetto.
Art. 46 ï¿½ Misure incentivanti.
1. Per le finalitï¿½ di cui allï¿½articolo 44, comma 2, la Giunta regionale puï¿½ predisporre studi di fattibilitï¿½ tecnica e finanziaria relativi agli interventi da realizzare e inseriti nel Programma triennale di cui allï¿½articolo 4, al fine di consentirne la valutazione da parte degli aspiranti promotori.
2. La Regione puï¿½ garantire gli oneri di realizzazione delle opere di iniziativa privata fino ad un terzo del valore dei lavori da eseguire, e comunque entro lï¿½importo massimo di 15 milioni di euro.
3. Gli interventi e lï¿½ammontare della garanzia di cui al comma 2 sono autorizzati con la legge finanziaria.
4. Le garanzie di cui al comma 2 sono concesse a fronte dellï¿½applicazione di tariffe agevolate nei confronti dellï¿½utenza per i servizi prestati nellï¿½ambito dellï¿½attivitï¿½ di gestione delle opere realizzate.
(CAPO INSERITO DALLA LR N. 17 DEL 20/07/2007 IN VIGORE DAL 08/08/2007)
Art. 46 bis Procedure di realizzazione
1. Qualora i soggetti di cui allï¿½articolo 2 della presente legge intendano acquisire immobili da costruire o ristrutturare con il ricorso a contratti di locazione finanziaria, si osservano le disposizioni di cui al presente Capo, particolarmente con riguardo alla realizzazione dei lavori necessari alla fruizione degli immobili da parte del committente.
2. Il contratto di locazione finanziaria di cui al comma 1 ï¿½ stipulato con soggetti iscritti nell'elenco degli intermediari finanziari previsto dal Testo unico di cui al decreto legislativo 10 settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni e al decreto del Ministro del tesoro 6 luglio 1994 e successive modificazioni, individuati a seguito dellï¿½espletamento della procedura ad evidenza pubblica, ai sensi della vigente normativa in materia di appalti di servizi.
3. La progettazione definitiva dei lavori pubblici da realizzare con ricorso a contratto di locazione finanziaria resta a carico delle stazioni appaltanti, che vi provvedono secondo le modalitï¿½ previste dalla vigente normativa regionale e statale in materia di servizi di progettazione.
4. Il contratto di locazione finanziaria ha ad oggetto la realizzazione dei lavori, nonchï¿½ la progettazione esecutiva, da espletarsi secondo il progetto preliminare e definitivo ed i capitolati prestazionali approvati dalla stazione appaltante.
5. Qualora la societï¿½ partecipante alla gara non sia in possesso dei requisiti di qualificazione prescritti dalle vigenti norme in materia di lavori pubblici, ï¿½ tenuta ad associarsi con una o piï¿½ imprese in possesso dei predetti requisiti. I requisiti di qualificazione degli esecutori dei lavori devono essere indicati nel bando di gara.
6. I subappalti sono autorizzati dalla stazione appaltante con la medesima disciplina prevista dalle norme statali in materia di subappalto, integrata dallï¿½articolo 38 della presente legge. I subappaltatori debbono essere in possesso dei requisiti di qualificazione prescritti dalle vigenti norme in materia di lavori pubblici in relazione alla natura e allï¿½importo dei lavori loro affidati. Il mancato rispetto della presente prescrizione costituisce grave inadempimento nel rapporto tra amministrazione aggiudicatrice e affidatario del contratto di leasing immobiliare.
7. La direzione lavori e il collaudo dellï¿½opera sono effettuati in conformitï¿½ alle vigenti disposizioni regionali e statali in materia di lavori pubblici. I relativi oneri sono a carico del soggetto finanziatore.
Art. 47 ï¿½ Elenco regionale dei collaudatori.
1. ï¿½ istituito presso la Giunta regionale, l'elenco regionale dei collaudatori che si articola nelle seguenti quattro sezioni:
2. La sezione dei collaudatori tecnici ï¿½ ripartita in categorie, individuate col regolamento di cui al comma 8.
a) ingegneri, architetti, dottori agronomi, dottori forestali e geologi, con almeno dieci anni di servizio negli uffici tecnici dellï¿½Amministrazione dello Stato, della Regione o di altri enti pubblici, anche se in quiescenza, purchï¿½ iscritti, in quest'ultimo caso, nel relativo albo professionale;
b) ingegneri, architetti, dottori agronomi, dottori forestali e geologi, liberi professionisti, che siano iscritti all'albo professionale da almeno dieci anni ed abbiano progettato o diretto lavori per conto di enti pubblici;
c) ingegneri, architetti, dottori agronomi, dottori forestali e geologi, purchï¿½ il periodo prestato nell'amministrazione dello Stato, della Regione o di altro ente pubblico, aggiunto al periodo svolto nella libera professione, con iscrizione all'albo professionale, avendo progettato o diretto opere pubbliche, non sia inferiore a dieci anni, ivi compreso l'eventuale servizio svolto alle dipendenze di imprese pubbliche o private che operino nel settore dei lavori pubblici.
4. Nella sezione dei collaudatori amministrativi possono essere iscritti laureati in discipline giuridiche ed economiche con almeno dieci anni di servizio nellï¿½amministrazione dello Stato, della Regione o di altri enti pubblici.
5. Nella sezione dei collaudatori consulenti possono essere iscritti:
a) laureati in scienze biologiche, chimiche, fisiche e ambientali, con almeno dieci anni di servizio nella amministrazione dello Stato, della Regione o di altri enti pubblici, anche se in quiescenza, purchï¿½ iscritti, in quest'ultimo caso, nel relativo albo professionale, ove esistente;
b) laureati in scienze biologiche, chimiche, fisiche e ambientali, liberi professionisti iscritti all'albo professionale da almeno 10 anni, ove esistente;
c) laureati in scienze biologiche, chimiche, fisiche e ambientali, purchï¿½ il periodo prestato nell'amministrazione dello Stato, della Regione o di altri enti pubblici, aggiunto al periodo svolto nella libera professione, con iscrizione all'albo professionale, ove esistente, non sia inferiore a dieci anni, ivi compreso il servizio svolto alle dipendenze di imprese pubbliche o private che operino nel settore delle opere pubbliche.
6. Nella sezione dei collaudatori docenti universitari possono essere iscritti professori universitari di ruolo nelle materie tecniche e giuridiche attinenti alla materia dei lavori pubblici.
7. Nellï¿½elenco regionale dei collaudatori possono essere inseriti esclusivamente soggetti con comprovata esperienza professionale utile alla collaudazione di lavori pubblici.
8. La Giunta regionale con proprio regolamento individua:
a) le categorie nelle quali si ripartisce l'elenco dei collaudatori tecnici, in analogia a quelle previste per le imprese esecutrici di lavori pubblici;
b) i criteri e le modalitï¿½ per lï¿½iscrizione allï¿½elenco regionale dei collaudatori;
c) i compensi da corrispondere ai singoli collaudatori e alle commissioni di collaudo sulla base delle tariffe professionali stabilite per gli ingegneri ed architetti e in relazione alla funzione svolta;
d) uno schema di disciplinare regolante le modalitï¿½ di espletamento dellï¿½incarico.
9. ï¿½ istituita, presso la segreteria regionale competente in materia di lavori pubblici, la Commissione per la formazione e la tenuta dell'elenco regionale dei collaudatori, nominata con provvedimento della Giunta regionale, i cui componenti sono:
a) l'assessore regionale competente in materia di lavori pubblici, quale Presidente;
b) il segretario regionale competente in materia di lavori pubblici, quale vice presidente;
c) il dirigente della struttura regionale competente in materia di lavori pubblici;
d) un rappresentante della Federazione regionale dellï¿½Ordine degli Architetti;
e) un rappresentante della Federazione regionale dellï¿½Ordine degli Ingegneri;
f) un rappresentante dellï¿½Ordine dei Geologi del Veneto;
g) un rappresentante della Federazione regionale dellï¿½Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali;
h) un esperto in materia amministrativa, appartenente all'amministrazione, designato dalla Giunta regionale.
10. Con il provvedimento di cui al comma 9 la Giunta regionale nomina il segretario della Commissione, scelto tra i funzionari amministrativi della struttura competente in materia di lavori pubblici.
11. L'elenco regionale dei collaudatori ï¿½ aggiornato entro il 31 dicembre di ogni anno dalla Giunta regionale, su proposta della Commissione di cui al comma 9.
12. I soggetti inclusi, alla data di entrata in vigore della presente legge, nellï¿½elenco regionale dei collaudatori di cui alla legge regionale 16 luglio 1976, n. 30 ï¿½Formazione dellï¿½elenco regionale dei collaudatoriï¿½ sono iscritti d'ufficio nelle sezioni corrispondenti dell'elenco di cui alla presente legge.
Art. 48 ï¿½ Nomina dei collaudatori.
1. Fatti salvi gli incarichi di collaudo che determinino un compenso di importo pari o superiore alla soglia comunitaria per lï¿½affidamento dei servizi, per i quali si procede secondo quanto previsto dalla vigente normativa nazionale di recepimento delle direttive comunitarie in materia, gli incarichi di collaudo sono affidati ai soggetti iscritti nellï¿½elenco regionale dei collaudatori:
2) per i lavori fruenti di finanziamento regionale non inferiore al cinquanta per cento dell'importo ammesso a contributo;
3) per lavori strumentali allo svolgimento di attivitï¿½ esercitate sul mercato, a prezzi o tariffe amministrati, contrattati o predeterminati i cui progetti sono approvati dalla Regione, dalla provincia o dall'Autoritï¿½ di cui alla legge regionale 27 marzo 1998, n. 5;
b) dallï¿½amministrazione aggiudicatrice, in caso di lavori pubblici (ndr: come previsto dalla lettera c) comma 1 dellï¿½art. 33 della LR n. 17 del 20/07/2007 la parola ï¿½pubbliciï¿½ dovrebbe sostituirsi con ï¿½regionaliï¿½ ma non sembra applicabile in questo caso) fruenti di contributo regionale inferiore al cinquanta per cento, ovvero in caso di lavori non fruenti di contributi regionali.
(comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
1 bis. Per gli incarichi di collaudo disciplinati dalla presente legge si applicano i criteri di affidamento e le condizioni di pubblicitï¿½ previsti dallï¿½articolo 9, commi 1 e 2. (comma inserito dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
2. Per opere di particolare rilevanza tecnica o amministrativa ï¿½ nominata una commissione di collaudo, costituita da due o tre componenti, con carattere di collegio perfetto e presieduta da un ingegnere od architetto iscritto nella sezione dei collaudatori tecnici.
3. I collaudatori sono nominati entro sessanta giorni dalla data di consegna dei lavori, sulla base dei seguenti criteri:
a) professionalitï¿½ ed esperienza acquisita in relazione alla tipologia di opera da collaudare;
b) importo e complessitï¿½ dei lavori;
c) rotazione degli incarichi.
4. Non possono essere nominati collaudatori i soggetti che hanno svolto attivitï¿½ di progettazione, direzione, vigilanza, controllo e esecuzione dei lavori da collaudare, o che hanno avuto nellï¿½ultimo triennio rapporti di lavoro o di consulenza con lï¿½esecutore dei lavori, anche in qualitï¿½ di subappaltatore.
5. Con cadenza annuale sono rese pubbliche le liste degli incarichi di collaudo.
6. Al fine di garantire la trasparenza dei procedimenti, la Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, stabilisce con proprio provvedimento, fatti salvi i criteri di cui al comma 3, ulteriori criteri e modalitï¿½ per il conferimento degli incarichi di collaudo. La commissione esprime il parere entro sessanta giorni dal ricevimento del provvedimento, trascorso inutilmente tale termine si prescinde dal parere.
7. Fino allï¿½approvazione del provvedimento di cui al comma precedente non possono essere nominati collaudatori coloro che a vario titolo, o in sede istruttoria o in sede di espressione di parere hanno preso parte al procedimento di approvazione dellï¿½opera.
Art. 49 ï¿½ Modalitï¿½ e termini.
1. Il collaudo ï¿½ sempre affidato in corso dï¿½opera. Nel caso di lavori di importo inferiore o uguale a 500.000,00 euro il certificato di collaudo puï¿½ essere sostituito da quello di regolare esecuzione redatto e sottoscritto dal direttore dei lavori.
2. La nomina del collaudatore ï¿½ obbligatoria quando siano iscritte riserve sui documenti contabili per un ammontare superiore al dieci per cento dell'importo contrattuale e deve essere disposta entro trenta giorni dalla iscrizione delle riserve.
3. Nel certificato di collaudo si attesta lï¿½avvenuta verifica dei livelli di prestazione prescritti dal capitolato speciale dï¿½appalto e dalle normative tecniche di settore.
4. Allï¿½organo di collaudo sono altresï¿½ affidate le verifiche tecnico - contabili inerenti lï¿½erogazione degli acconti e dei saldi dei contributi regionali di cui allï¿½articolo 54, commi 2 e3.
5. Gli atti di contabilitï¿½ finale sono trasmessi dal responsabile del procedimento al collaudatore entro due mesi dall'ultimazione dei lavori. Il certificato di collaudo ï¿½ rilasciato entro i successivi quattro mesi ed approvato dall'amministrazione aggiudicatrice non oltre i successivi due mesi.
Art. 50 ï¿½ Oggetto e caratteristiche dellï¿½intervento regionale.
a) in conto capitale; (lettera modificata dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
b) a rimborso, senza interessi, mediante la formazione di un fondo di rotazione. (lettera modificata dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
2. Il finanziamento in conto capitale puï¿½ coprire le spese riconosciute ammissibili e necessarie per la realizzazione dellï¿½opera fino alla misura del cento per cento.
Art. 51 ï¿½ Spese ammissibili a contributo.
1. Sono ammissibili al contributo di cui allï¿½articolo 50 le spese riferite a:
a) lavori, servizi e forniture per la realizzazione e lï¿½attivazione dellï¿½opera;
b) acquisizione di immobili e relativi oneri accessori;
c) indennitï¿½ connesse alla realizzazione dellï¿½opera;
d) imprevisti fino ad un massimo del dieci per cento dellï¿½importo di cui alla lettera a) ;
e) documentate spese tecniche per la progettazione, la direzione lavori, la redazione del piano di sicurezza, la contabilizzazione, lï¿½assistenza lavori, il collaudo dei lavori, il coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, nonchï¿½ attivitï¿½ propedeutiche allï¿½espropriazione per pubblica utilitï¿½, rilievi, consulenze specialistiche, indagini preliminari e per gli studi ambientali strettamente necessari alla redazione ed allï¿½approvazione del progetto, nonchï¿½ le spese indispensabili per le comunicazioni dirette alla cittadinanza in merito allï¿½attuazione dei lavori;
f) IVA, nella misura prevista dalla legge ove costituisca effettivo onere per il soggetto beneficiario.
Art. 52 ï¿½ Requisiti di ammissibilitï¿½ a contributo.
1. Per lï¿½ammissione al contributo di cui allï¿½articolo 50 gli interventi devono rispettare le seguenti condizioni minime:
a) progettazione almeno preliminare;
b) funzionalitï¿½ dellï¿½opera o dello stralcio oggetto di finanziamento;
d) assenza di ulteriori contributi regonali sul medesimo intervento o stralcio funzionale. (lettera modificata dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
2. Il contributo di cui allï¿½articolo 50 puï¿½ essere concesso anche nel caso in cui le opere siano giï¿½ iniziate, ove necessario, per assicurare il completamento delle stesse.
Art. 53 ï¿½ Modalitï¿½ dellï¿½intervento regionale.
1. La Giunta regionale tenuto conto degli indirizzi espressi dai Piani di attuazione e spesa di cui allï¿½articolo 13, legge regionale n. 29 novembre 2001, n. 35, definisce i programmi di riparto dei finanziamenti previsti da leggi di settore, secondo graduatorie di prioritï¿½ formate sulla base di parametri prefissati, ovvero tramite procedure concordate tra Regione e soggetto attuatore, e in particolare:
a) il soggetto gestore del programma, ovvero la struttura regionale competente; (lettera modificata dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
b) i criteri di ammissibilitï¿½;
c) le prioritï¿½;
d) il procedimento per il riparto delle risorse disponibili;
e) i tempi di realizzazione delle opere e di rendicontazione della spesa;
f) le forme di convenzionamento con i beneficiari del finanziamento.
2. La Giunta regionale acquisisce sui programmi di cui al comma 1 il parere della commissione consiliare competente, da rendersi entro il termine di trenta giorni decorso il quale si prescinde dal medesimo.
3. La Giunta regionale concede i contributi relativi ai finanziamenti di cui al comma 1 sulla base delle risorse previste nel bilancio regionale relativo allï¿½esercizio finanziario successivo a quello di presentazione delle domande.
4. Le domande per la concessione dei contributi alla Giunta regionale in caso di gestione diretta, ovvero al comune, o alla provincia competenti per territorio, ai quali ï¿½ attribuita la gestione del programma. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
5. Entro il 31 marzo dellï¿½anno successivo a quello di presentazione delle domande, la Giunta regionale approva, sulla base della documentazione trasmessa dai soggetti interessati, ovvero dal soggetto gestore di cui al comma 1 lettera a) , il programma di riparto dei contributi relativo agli interventi da finanziare secondo la disponibilitï¿½ del bilancio di previsione ed impegna a favore dei beneficiari, ovvero del soggetto gestore le relative somme. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
6. Entro il successivo 31 ottobre, il soggetto gestore del programma di cui al comma 1 lettera a) , qualora individuato, comunica alla Giunta regionale le economie di spesa accertate ai fini della eventuale ridestinazione di risorse rese disponibili. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
7. Lï¿½elenco degli interventi finanziati puï¿½ comprendere anche iniziative che la Giunta regionale riconosce necessarie a seguito di proprie indagini ricognitive, nonchï¿½ per opere di particolare interesse od urgenza.
Art. 54 ï¿½ Erogazione dei contributi, verifica e monitoraggio degli interventi.
1. Lï¿½erogazione del contributo regionale al soggetto gestore del programma di cui all'articolo 53, comma 1, lettera a) , qualora individuato, ï¿½ disposta con le seguenti modalitï¿½:
c) a saldo, sulla base della certificazione da parte del soggetto gestore del programma dell'avvenuta erogazione della somma di cui alle lettere a) e b) .
(comma sostituito dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
2. Lï¿½erogazione del contributo regionale ï¿½ disposta dalla Giunta regionale, ovvero dal soggetto gestore del programma di cui allï¿½articolo 53, comma 1, lettera a) , su richiesta del beneficiario, mediante:
a) anticipazione del 15 per cento previa sottoscrizione, nel caso di soggetti privati, di polizza fidejussoria per pari importo;
b) fino al 90 per cento del contributo concesso, previa attestazione dellï¿½avvenuta esecuzione dei lavori o lï¿½acquisizione di forniture e servizi per pari importo. Nel caso di cui alla lettera a) lï¿½anticipazione ï¿½ recuperata sugli stati di avanzamento applicando alla quota di contributo spettante sugli stessi una detrazione corrispondente allï¿½incidenza percentuale dellï¿½anticipazione.
3. La documentazione di spesa ï¿½ trasmessa dal beneficiario all'organo di collaudo, ove previsto, ovvero al soggetto gestore del programma di cui all'articolo 53, comma 1, lett. a) per le verifiche da effettuarsi secondo tempi e modalitï¿½ stabiliti dalla Giunta regionale. L'avvenuta contestuale trasmissione della documentazione di spesa ï¿½ attestata dal beneficiario nella richiesta di erogazione delle anticipazioni del contributo.
4. L'erogazione del contributo ï¿½ disposta dalla Giunta regionale al soggetto gestore del programma di cui all'articolo 53, comma 1, lettera a) , qualora individuato, nel caso in cui lo stesso sia beneficiario di contributo, con le modalitï¿½ di cui al comma 2. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
5. Il saldo del contributo definitivo, determinato in misura proporzionale allï¿½incidenza della spesa effettivamente sostenuta rispetto allï¿½importo considerato ammissibile, ï¿½ disposto previa acquisizione della seguente documentazione:
a) per i soggetti che realizzano lavori pubblici di interesse regionale di cui alle lettere a) , b) e d bis) del comma 2 dell'articolo 2:
1) deliberazione esecutiva con la quale il beneficiario ha approvato gli atti di contabilitï¿½ finale, il certificato di collaudo, o di regolare esecuzione, e la spesa effettivamente sostenuta;
(lettera a) modificata dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
b) per i soggetti che realizzano lavori di cui alle lettere c) e d) del comma 2 dell'articolo 2:
1) certificato di collaudo, ove previsto, ovvero certificazione della spesa sostenuta, a firma di professionista abilitato ed iscritto al relativo ordine o collegio professionale, che va documentata da fatturazione esibita a richiesta del soggetto gestore;
2) autocertificazione del beneficiario, redatta ai sensi della vigente normativa, per contributi inferiori a euro 100.000,00, in ordine alla spesa sostenuta documentata da fatturazione esibita a richiesta del soggetto gestore.
6. Il termine ultimo per la presentazione della documentazione di cui al comma 5 ï¿½ stabilito in cinque anni, a partire dalla data del provvedimento dellï¿½impegno di spesa, con il quale la Giunta regionale ha approvato il programma degli interventi da finanziare e ha impegnato le relative somme. Lï¿½inosservanza del predetto termine comporta la decadenza dal contributo e la conseguente revoca del medesimo per la parte non ancora erogata, da accertarsi alla scadenza del termine stabilito, e con riferimento ai lavori eseguiti.
7. Per lavori di particolare complessitï¿½ ovvero che comportino tempi di realizzazione superiori al termine di cui al comma 6, il dirigente della struttura regionale competente puï¿½ determinare termini di rendicontazione superiore.
8. Il saldo del contributo definitivo puï¿½ essere disposto prima dellï¿½accertamento delle condizioni di cui al comma 5, previa richiesta motivata e presentazione di polizza fideiussoria di importo pari al saldo del contributo.
9. Il soggetto gestore, qualora individuato, attua il monitoraggio degli interventi, verificando la funzionalitï¿½ degli stessi e presenta, entro il 30 giugno di ogni anno, alla Giunta regionale il rendiconto delle somme utilizzate. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
10. La Giunta regionale con proprio provvedimento:
a) approva uno schema di convenzione regolante i rapporti con i beneficiari dei finanziamenti regionali;
b) individua le modalitï¿½ per le verifiche a campione sullï¿½attuazione degli interventi oggetto di contributo.
11. Per l'esercizio delle funzioni di cui al presente Capo, la Giunta regionale ripartisce fra i soggetti gestori dei programmi di finanziamento un fondo, la cui entitï¿½ ï¿½ stabilita con legge finanziaria.
Art. 55 ï¿½ Istituzione dell'Osservatorio regionale.
1. ï¿½ istituito presso la struttura regionale competente in materia di lavori pubblici lï¿½Osservatorio regionale degli appalti e delle concessioni di lavori, forniture e servizi, di seguito chiamato Osservatorio regionale al fine di garantire:
a) la trasparenza dei procedimenti amministrativi;
b) la raccolta, accesso, diffusione e scambio di informazioni e procedure tra le amministrazioni aggiudicatrici che operano sul territorio regionale;
c) i rapporti con le autoritï¿½ nazionali per la concorrenza e la statistica;
d) l'assistenza alle amministrazioni aggiudicatrici per le attivitï¿½ di predisposizione dei bandi e di aggiudicazione dei lavori.
2. Lï¿½Osservatorio regionale opera in collaborazione con la struttura competente in materia di statistica.
3. La Giunta regionale determina con proprio provvedimento la struttura organizzativa, la disciplina delle attivitï¿½ e la dotazione organica dellï¿½Osservatorio regionale.
Art. 56 ï¿½ Compiti dellï¿½Osservatorio regionale.
1. Spetta allï¿½Osservatorio regionale:
a) attivare, per le opere e attivitï¿½ di interesse regionale, un sistema di raccolta dei dati inerenti alla programmazione e alle procedure di affidamento degli appalti e delle concessioni nonchï¿½ allï¿½esecuzione dei relativi contratti;
b) elaborare e diffondere atti di indirizzo o documenti orientativi per favorire la trasparenza e la semplificazione degli atti amministrativi in materia di appalti;
c) garantire la pubblicitï¿½, attraverso la pubblicazione su apposito sito Internet, degli avvisi e dei bandi di gara per contratti di appalto e concessione di lavori pubblici, pubblici servizi e forniture;
d) formulare pareri sullï¿½applicazione della normativa in materia di appalti;
e) collaborare con le strutture regionali e gli enti locali, mediante lï¿½elaborazione e diffusione di dati statistici relativi alla programmazione degli appalti e delle concessioni;
f) utilizzare e pubblicare, in conformitï¿½ alle leggi comunitarie, nazionali e regionali, i dati raccolti per lï¿½attivitï¿½ di cui alla lettera a) , con le modalitï¿½ previste dal Sistema informativo regionale veneto (SIRV) ;
g) garantire, in conformitï¿½ alle leggi comunitarie, nazionali e regionali, lï¿½accesso informatico ai dati statistici elaborati;
h) collaborare, mediante la sottoscrizione di specifici protocolli dï¿½intesa con i soggetti istituzionali e, in particolare, con lï¿½Autoritï¿½ per la Vigilanza sui lavori pubblici;
i) predisporre una relazione annuale per la Giunta regionale, da trasmettere anche alla competente commissione consiliare, sullï¿½andamento degli appalti pubblici in ambito regionale.
Art. 57 ï¿½ Commissione regionale degli appalti.
1. Presso lï¿½Osservatorio Regionale ï¿½ istituita con provvedimento della Giunta regionale la Commissione regionale degli appalti, con funzioni di supporto delle attivitï¿½ dellï¿½Osservatorio, definite dallï¿½articolo 56.
2. La Commissione ï¿½ cosï¿½ composta:
a) assessore competente in materia di lavori pubblici, in qualitï¿½ di presidente;
b) segretario regionale competente in materia di lavori pubblici, con funzioni di vice presidente;
c) segretario regionale competente in materia di affari generali;
d) dirigente regionale competente in materia di lavori pubblici;
e) responsabile dellï¿½Osservatorio regionale;
f) un rappresentante delle province designato dallï¿½Unione regionale delle province del Veneto (URPV) ;
g) un rappresentante designato dallï¿½Associazione nazionale comuni del Veneto (ANCI) ;
h) un rappresentante designato dallï¿½Associazione nazionale costruttori del Veneto (ANCE) ;
i) un rappresentante designato dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello regionale;
j) un rappresentante designato dalle associazioni artigiane maggiormente rappresentative a livello regionale;
k) un rappresentante designato dalla Federazione regionale dellï¿½Ordine degli Architetti del Veneto;
l) un rappresentante designato dalla Federazione regionale dellï¿½Ordine degli Ingegneri del Veneto;
m) un rappresentante dellï¿½Ordine dei Geologi del Veneto;
n) un rappresentante della Federazione dei dottori Agronomi e Forestali del Veneto;
o) due esperti nella materia dei lavori pubblici designati dal Presidente della commissione.
3. Il Presidente della commissione puï¿½ convocare, in relazione agli argomenti trattati, anche rappresentanti di altri enti, istituti e associazioni, nonchï¿½ esperti del settore.
4. Per lo svolgimento dei lavori della commissione ï¿½ istituita, col provvedimento di cui al comma 1, una segreteria tecnica coordinata dal dirigente della struttura competente in materia di lavori pubblici.
Art. 58 ï¿½ Compiti della Commissione regionale degli appalti.
a) predispone schemi per lï¿½acquisizione di dati inerenti gli appalti di lavori pubblici di interesse regionale, nonchï¿½ gli appalti di pubblici servizi e forniture;
b) valuta i monitoraggi disposti dallï¿½Osservatorio regionale;
c) propone schemi di convenzione per acquisire la collaborazione con i soggetti di cui allï¿½articolo 56, comma 1, lettera h) ;
d) esprime parere sulla relazione annuale di cui allï¿½articolo 56, comma 1, lettera i) ;
e) formula note ed osservazioni in merito alla disciplina degli appalti e delle concessioni di lavori pubblici, forniture e servizi, anche ai fini delle proposte di novellazione della normativa regionale.
Art. 59 ï¿½ Comunicazioni allï¿½Osservatorio regionale.
1. I soggetti che appaltano o concedono lavori, servizi o forniture da realizzarsi in ambito regionale sono tenuti ad inviare esclusivamente allï¿½Osservatorio regionale le comunicazioni previste dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale vigente per fini statistici o informativi. La Giunta regionale puï¿½ richiedere alle amministrazioni aggiudicatrici informazioni e dati sullï¿½appalto esperito o sullï¿½esecuzione del contratto.
2. Nessuna comunicazione ï¿½ dovuta in relazione a:
a) lavori eseguiti in economia, per importi inferiori o uguali a 200.000,00 euro;
b) lavori eseguiti in appalto, per importi inferiori o uguali a 150.000,00 euro.
3. I dati inerenti al bando di gara e allï¿½aggiudicazione di lavori sono trasmessi entro trenta giorni dalla data di aggiudicazione definitiva; gli ulteriori dati relativi allï¿½esecuzione dei contratti e delle concessioni sono trasmessi entro il mese di marzo dellï¿½anno successivo.
4. Il Programma triennale e lï¿½Elenco annuale dei lavori e i documenti programmatici di servizi e forniture sono trasmessi allï¿½Osservatorio regionale, da parte delle stazioni appaltanti, secondo le modalitï¿½ previste dalla Giunta regionale con il provvedimento di cui allï¿½articolo 55, comma 3.
5. Le comunicazioni previste nel presente Capo sono dovute dalla data di pubblicazione del provvedimento di cui allï¿½articolo 55, comma 3.
6. Nelle intese, per la realizzazione nel territorio regionale di appalti di competenza statale, ï¿½ inserita la clausola che prevede lï¿½obbligo di invio allï¿½Osservatorio regionale delle informazioni e dei dati di cui al presente articolo.
7. Le autoritï¿½ e gli organismi nazionali provvedono ad acquisire dati ed informazioni sullï¿½attivitï¿½ delle amministrazioni aggiudicatrici esclusivamente attraverso lï¿½Osservatorio regionale e, nel caso in cui le suddette rilevazioni assumano carattere permanente e sistematico, i rapporti tra gli organismi nazionali e le strutture regionali saranno regolati, in base allï¿½istituto dellï¿½avvalimento, da prevedersi con apposita convenzione.
8. Lï¿½invio delle informazioni e dei dati richiesti, dal presente articolo, costituisce requisito per la liquidazione dei contributi, a qualsiasi titolo concessi dalla Giunta regionale ai soggetti beneficiari.
Art. 60ï¿½ Definizione di interventi strategici di interesse regionale.
1. Il Programma triennale di cui allï¿½articolo 4 puï¿½ includere interventi relativi a lavori pubblici di competenza regionale o degli altri soggetti di cui allï¿½articolo 2, comma 2, lettera b) , ivi dichiarati strategici ai fini della modernizzazione della Regione, in quanto rispondenti a finalitï¿½ di riequilibrio socio ï¿½ economico, anche in ragione dei contenuti della programmazione regionale.
2. Gli interventi di lavori pubblici di competenza dei soggetti di cui allï¿½articolo 2, comma 2, lettera b) , una volta inclusi nel Programma triennale di cui allï¿½articolo 4, in quanto dichiarati strategici, si considerano di competenza regionale e vengono realizzati dalla Giunta regionale; qualora gli stessi non siano conformi agli strumenti di programmazione e pianificazione territoriale, ne determinano lï¿½automatica variazione.
Art. 61 ï¿½ Procedure di approvazione dei progetti di interventi strategici di interesse regionale.
1. La conferenza di servizi ï¿½ sempre indetta quando, ai fini dell'approvazione dei progetti di interventi strategici di interesse regionale, l'amministrazione procedente debba acquisire intese, concerti, nullaosta o assensi comunque denominati.
2. Si applica alla conferenza di servizi di cui al comma 1 la disciplina prevista dalla legge n. 241 del 1990 fatte salve, per l'approvazione di progetti di interventi strategici per i quali sia prevista la VIA regionale o provinciale ai sensi della legge regionale 26 marzo 1999, n. 10, le disposizioni dell'articolo 23 della presente legge.
Art. 62 ï¿½ Realizzazione affidata al contraente generale o concessionario.
1. La progettazione, lï¿½appalto e la realizzazione degli interventi di cui allï¿½articolo 60 possono essere affidati ad un unico soggetto contraente generale o concessionario, esecutore dellï¿½opera secondo i criteri e gli obiettivi individuati dal soggetto aggiudicatore, scelto secondo le procedure dell'asta pubblica, della licitazione privata e dell'appalto concorso. Il contraente generale o concessionario sono vincolati prevalentemente da obbligazione di risultato ed assunzione in proprio del rischio, rispetto al soggetto aggiudicatore. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
2. Il contraente generale ï¿½ qualificato come tale specificamente dai seguenti requisiti:
a) ï¿½ incaricato della sola progettazione, appalto e realizzazione dellï¿½opera pubblica, non anche della sua gestione;
b) ï¿½ dotato di specifici connotati di capacitï¿½ organizzativa e tecnica;
c) assume lï¿½onere relativo allï¿½anticipazione temporale del finanziamento necessario alla realizzazione dellï¿½opera;
d) si obbliga a prestare adeguate garanzie.
3. Nel caso di opere pubbliche realizzate prevalentemente con fondi pubblici il contraente generale o concessionario sono vincolati alle procedure di evidenza pubblica per la scelta dei contraenti fornitori di beni e servizi, imposte dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale.
4. La Giunta regionale individua con proprio provvedimento le ulteriori disposizioni per la disciplina del rapporto con il contraente generale nel rispetto dei seguenti principi.
a) predisposizione e misure di verifica dellï¿½osservanza degli obblighi assunti dal contraente generale o dal concessionario;
b) previsione della facoltï¿½ di affidamento in gestione dellï¿½opera a concessionario, successivamente alla sua realizzazione da parte del contraente generale.
Art. 63 ï¿½ Accordo quadro. (articolo abrogato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
[1. Ai fini della presente legge per accordo quadro si intende un accordo stipulato tra diversi operatori economici e un'amministrazione aggiudicatrice secondo il quale quest'ultima, previo espletamento delle procedure previste dalla presente legge, in tutte le fasi, ad eccezione di quella relativa all'aggiudicazione, sceglie le parti contraenti di tale accordo sulla scorta delle offerte da queste presentate, tenendo conto di criteri obiettivi, come la qualitï¿½, la quantitï¿½, il pregio tecnico, i termini di consegna o di esecuzione e i prezzi; mediante tale accordo gli operatori economici si impegnano su talune modalitï¿½, fissate dalle amministrazioni aggiudicatrici, degli appalti che saranno aggiudicati in applicazione dell'accordo.
2. Le amministrazioni aggiudicatrici, che hanno stipulato un accordo quadro ai sensi del comma 1, rilanciano il confronto competitivo tra le parti dell'accordo secondo la seguente procedura:
a) per ogni appalto da aggiudicare le amministrazioni aggiudicatrici consultano per iscritto tutti gli operatori economici parti dell'accordo quadro;
b) le amministrazioni aggiudicatrici fissano un termine sufficiente per presentare le offerte relative a ciascun appalto specifico, tenuto conto di elementi quali la complessitï¿½ dell'oggetto dell'appalto e il tempo necessario per la trasmissione delle offerte;
d) le amministrazioni aggiudicatrici aggiudicano ogni appalto all'offerente che ha presentato l'offerta migliore sulla base dei criteri di aggiudicazione fissati.
3. La procedura di cui al comma 2 si applica esclusivamente tra l'amministrazione aggiudicatrice e gli operatori economici originariamente parti dell'accordo quadro.
4. Le amministrazioni aggiudicatrici stipulano gli accordi quadro con un numero minimo di tre contraenti, a condizione che il numero di operatori economici ottemperanti ai criteri di selezione sia sufficiente.
5. La durata dellï¿½accordo quadro non puï¿½ essere superiore a tre anni o, in casi eccezionali debitamente giustificati, a cinque anni. ï¿½ fatto divieto alle amministrazioni aggiudicatrici di fare un uso improprio degli accordi quadro, o di avvalersene in modo da limitare o da falsare la concorrenza. ]
Art. 64 ï¿½ Dialogo competitivo. (articolo abrogato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
[1. In caso di progettazione, affidamento e realizzazione di interventi particolarmente complessi, ï¿½ ammesso il ricorso alla procedura di aggiudicazione dellï¿½appalto attraverso il dialogo competitivo, a condizione che il criterio di assegnazione del relativo contratto sia quello dellï¿½offerta economicamente piï¿½ vantaggiosa.
2. Ai fini di cui al comma 1 un intervento ï¿½ considerato particolarmente complesso allorchï¿½ rispetto al medesimo lï¿½amministrazione aggiudicatrice non ï¿½ oggettivamente nelle condizioni di definire i mezzi tecnici o finanziari necessari alla sua realizzazione.
3. Per lï¿½espletamento della procedura di aggiudicazione dellï¿½appalto attraverso il dialogo competitivo le amministrazioni aggiudicatrici indicono una gara per la selezione dei candidati con i quali individuare i mezzi e le soluzioni idonee alla realizzazione dellï¿½intervento. Le amministrazioni aggiudicatrici, sulla base degli elementi informativi acquisiti allï¿½esito della gara, invitano tutti i partecipanti candidati o un numero ristretto di questi a presentare unï¿½offerta al fine di determinare quella economicamente piï¿½ vantaggiosa.
4. La Giunta regionale con proprio regolamento definisce le regole ed i criteri per lï¿½espletamento della procedura di aggiudicazione dellï¿½appalto attraverso dialogo competitivo. ]
Art. 65 ï¿½ Individuazione delle zone classificate sismiche.
1. Ai sensi dellï¿½articolo 88, comma 1, lettera d) della legge regionale 13 aprile 2001, n. 11 ï¿½Conferimento di funzioni e compiti amministrativi alle autonomie locali in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112. ï¿½, la Giunta regionale provvede, sentita la competente Commissione consiliare, allï¿½individuazione delle zone sismiche nonchï¿½ alla formazione ed aggiornamento degli elenchi delle stesse, in base ai criteri stabiliti dallo Stato conformemente al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 ï¿½Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del Capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59. ï¿½. Il provvedimento di individuazione delle zone sismiche contiene inoltre disposizioni per:
a) la corretta applicazione delle norme tecniche statali in materia;
b) la verifica degli edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali la cui funzionalitï¿½ durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalitï¿½ di protezione civile o che possano assumere rilevanza in ragione alle conseguenze di un eventuale collasso;
c) la predisposizione di un programma temporale per le verifiche di cui alla lettera b) con il quale si definiscano i livelli di adeguatezza, rispetto alle prescrizioni contenute nelle norme tecniche statali, per le singole tipologie di edifici ed opere;
d) la promozione di programmi di formazione professionale che assicurino unï¿½efficace applicazione delle norme tecniche statali in materia.
Art. 66 ï¿½ Procedure per la realizzazione degli interventi.
1. Nelle zone classificate sismiche e nei territori regionali interessati da opere di consolidamento degli abitati, ai sensi della legge regionale 12 aprile 1999 n. 17 ï¿½Nuove disposizioni in materia di interventi per il trasferimento ed il consolidamento degli abitati. ï¿½, chiunque intenda procedere a costruzioni, riparazioni e sopraelevazioni, fermo restando lï¿½obbligo di concessione edilizia, ï¿½ tenuto a depositare presso il comune competente per territorio il progetto e la documentazione previsti dallï¿½articolo 17 della legge 2 febbraio 1974, n. 64 ï¿½Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche. ï¿½.
2. Il comune competente per territorio rilascia lï¿½attestazione dellï¿½avvenuto deposito di cui al comma 1 e restituisce copia vistata degli elaborati.
3. Lï¿½attestazione dellï¿½avvenuto deposito costituisce autorizzazione allï¿½inizio dei lavori, ai sensi dellï¿½articolo 18 della legge n. 64/1974.
4. Il deposito del progetto di cui al comma 1 costituisce altresï¿½ denuncia delle opere in conglomerato cementizio armato e a struttura metallica.
5. Il comune trasmette mensilmente alla struttura regionale decentrata competente in materia di lavori pubblici e difesa del suolo lï¿½elenco dei progetti ricevuti.
6. Le strutture regionali decentrate competenti in materia di lavori pubblici e difesa del suolo provvedono ad effettuare il controllo dei progetti con il metodo a campione secondo i criteri e le modalitï¿½ stabiliti dalla Giunta regionale.
7. Il certificato di collaudo statico ovvero, qualora non sia richiesta lï¿½effettuazione del collaudo statico, la specifica dichiarazione di conformitï¿½ sottoscritta dal direttore dei lavori, con il visto comunale di attestazione dellï¿½avvenuto deposito costituiscono, a tutti gli effetti, la certificazione di rispondenza alle norme sismiche di cui allï¿½articolo 28 della legge n. 64/1974.
8. Per eventuali violazioni riscontrate dalle strutture regionali decentrate competenti in materia di lavori pubblici e difesa del suolo ai sensi dellï¿½articolo 24 della legge n. 64/1974, si applicano le procedure di cui al titolo terzo della legge stessa.
Art. 67 ï¿½ Commissione sismica regionale.
1. Presso la segreteria regionale competente in materia di lavori pubblici ï¿½ istituita la Commissione sismica regionale composta da:
b) il dirigente della struttura competente in materia di lavori pubblici;
c) il dirigente della struttura competente in materia di urbanistica
d) i dirigenti delle strutture regionali decentrate competenti in materia di lavori pubblici e difesa del suolo;
e) il dirigente della struttura competente in materia di geologia;
f) il dirigente della struttura competente in materia di protezione civile;
g) sei esperti nominati dalla Giunta regionale sulla base di terne di nominativi segnalati dagli Ordini professionali e dalle Universitï¿½ del Veneto, aventi competenza in materia, di cui uno della Federazione degli Ingegneri, uno della Federazione degli Architetti, uno dellï¿½Ordine dei Geologi, uno del Collegio dei Geometri, due dellï¿½Universitï¿½.
2. La Commissione sismica regionale ha compiti di consulenza, supporto e coordinamento rispetto allï¿½istruttoria ai fini dellï¿½attivitï¿½ edilizia in zone sismiche svolta dalle strutture regionali decentrate competenti in materia di lavori pubblici e difesa del suolo.
3. La Commissione sismica regionale provvede allo studio delle problematiche relative al rischio sismico ed allï¿½elaborazione di proposte di disposizioni tecniche per la prevenzione.
CAPO XIII ï¿½ DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI.
Art. 68 ï¿½ Incarichi per la redazione dei provvedimenti attuativi.
1. La Giunta regionale ï¿½ autorizzata ad affidare a soggetti qualificati nel settore, scelti in base ai criteri di cui agli articoli 184 e seguenti della legge regionale 10 giugno 1991, n. 12, incarichi di redazione dei provvedimenti attuativi previsti dalla presente legge, di seguito individuati:
2) regolamento relativo alla disciplina del funzionamento degli organi consultivi regionali di cui all'articolo 19, comma 5;
3) regolamento per il sistema regionale di qualificazione di cui allï¿½articolo 26, comma 1;
4) regolamento di individuazione delle forme di incentivazione per la costituzione e la partecipazione alle gare di consorzi stabili, di cui all'articolo 26 comma 2;
5) regolamento riguardante i criteri di individuazione del numero di imprese da invitare alla licitazione privata, di cui all'articolo 31, comma 5;
[6) regolamento contenente le prescrizioni che disciplinano il rapporto con i promotori di iniziative di finanza di progetto, di cui all'articolo 44, comma 6; ] (abrogato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
7) regolamento riguardante le attivitï¿½ degli organi di collaudo, di cui all'articolo 47, comma 8;
8) regolamento per la definizione delle regole e dei criteri per lï¿½espletamento della procedura di aggiudicazione dellï¿½appalto attraverso il dialogo competitivo di cui allï¿½articolo 64, comma 4.
b) quanto ai provvedimenti amministrativi:
1) provvedimento per l'individuazione dei lavori da realizzarsi in economia e per le modalitï¿½ semplificate per la contabilizzazione e liquidazione degli stessi, di cui all'articolo 29, comma 3;
2) provvedimento di individuazione delle modalitï¿½ attuative per l'espletamento delle procedure di licitazione privata semplificata, di cui all'articolo 32, comma 3;
2 bis) provvedimento per la disciplina delle modalitï¿½ di stipulazione dei contratti di sponsorizzazione di cui allï¿½articolo 33 bis, comma 1; (inserito dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
[3) provvedimento riguardante le modalitï¿½ di redazione della contabilitï¿½ in forma semplificata per i lavori di importo inferiore a 25.000,00 euro, di cui all'articolo 36, comma 1; ] (abrogato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
4) provvedimento per la definizione delle lavorazioni subappaltabili rientranti nella categoria prevalente, di cui all'articolo 38, comma 2;
5) provvedimento riguardante le modalitï¿½ di remunerazione di cui all'articolo 43, comma 1;
6) provvedimento di individuazione delle zone sismiche di cui allï¿½articolo 65, comma 1.
c) quanto ai documenti tecnici:
1) prezziari dei lavori pubblici di interesse regionale e parametri per l'incidenza minima e il costo unitario della manodopera di cui all'articolo 12 comma 2;
2) documenti interpretativi della normativa tecnica statale in materia di edilizia civile, difesa del suolo, infrastrutture, di cui all'articolo 12, comma 3;
[3) documento unico di regolaritï¿½ contributiva, di cui all'articolo 41, comma 2; ] (abrogato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
4) documento di attivazione e delle procedure operative per il collegamento informatizzato di cui all'articolo 41, comma 3;
5) schemi tipo di piani di sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo 42, comma 3;
6) studi di fattibilitï¿½ tecnici e finanziari per la valutazione dei promotori, di cui all'articolo 46, comma 1;
7) documento per la predisposizione di un sistema di raccolta dati e pubblicazione di bandi d'appalto su apposito sito internet, per la pubblicazione di pareri in materia di lavori pubblici, per l'elaborazione e pubblicazione di dati statistici, per la realizzazione di collegamenti informatici, per la relazione annuale e le ulteriori attivitï¿½ di supporto all'Osservatorio regionale, di cui all'articolo 56, comma 1;
d) quanto agli schemi di contratto:
1) schemi di bando di gara e di convenzione per l'affidamento dei servizi relativi all'architettura ed all'ingegneria, di cui all'articolo 9, comma 3;
2) schemi di bandi di gara per l'appalto di lavori pubblici di cui all'articolo 27, comma 5;
3) capitolato generale d'appalto, schema tipo di contratto e schemi di capitolato speciale d'appalto di opere pubbliche di interesse regionale, di cui all'articolo 34, comma 1;
4) schema di convenzione con i beneficiari di finanziamenti regionali e modalitï¿½ di controllo a campione, di cui all'articolo 54, comma 10;
5) provvedimento di regolazione dei rapporti con il contraente generale per la realizzazione di interventi strategici di interesse regionale, di cui all'articolo 62, comma 4;
2. La Giunta regionale, previo parere della Commissione consiliare competente da rilasciarsi entro trenta giorni dalla richiesta, emana i regolamenti ed i provvedimenti attuativi della presente legge entro un anno dallï¿½entrata in vigore della medesima.
Art. 69 ï¿½ Norme di attuazione.
1. Restano salve le disposizioni di cui alla legge regionale 9 agosto 2002, n. 15 ï¿½Norme per la realizzazione di infrastrutture di trasporto, per la progettazione, realizzazione e gestione di autostrade e strade a pedaggio regionali e relative disposizioni in materia di finanza di progetto e conferenza di servizi. ï¿½, nonchï¿½ le altre disposizioni speciali di settore per le opere pubbliche di interesse regionale di cui alla vigente legislazione.
2. Ad intervenuta emanazione dei regolamenti e provvedimenti attuativi previsti dalla presente legge si provvederï¿½ alla ripubblicazione dei medesimi nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto, unitamente al testo della legge.
Art. 70 ï¿½ Disposizioni transitorie in materia di espropriazione.
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, ï¿½Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilitï¿½ e fino alla data di entrata in vigore della legge regionale in materia di espropriazione per pubblica utilitï¿½, si applicano le disposizioni di cui ai commi 2, 3, 4, 5, 6 e7.
2. Salvo quanto disposto al comma 5, le province esercitano le funzioni relative alle attivitï¿½ di autoritï¿½ espropriante e di promotore dell'espropriazione di cui al DPR n. 327/2001, riferite all'esecuzione:
b) di lavori la cui pubblica utilitï¿½ sia dichiarata dalla Regione
3. Qualora la provincia individuata come autoritï¿½ espropriante non provveda entro il termine stabilito nel provvedimento assunto a tal fine dalla Giunta regionale, la Giunta stessa esercita direttamente tale funzione.
4. Lï¿½esercizio delle funzioni di cui al comma 2 ï¿½ riferito anche allï¿½esecuzione di opere pubbliche di competenza regionale da realizzare attraverso enti o societï¿½ partecipate dalla Regione.
5. La Regione, attraverso le proprie strutture competenti svolge le seguenti attivitï¿½:
a) deposito del progetto e della documentazione di cui al DPR n. 327/2001 presso lï¿½ufficio provinciale per le espropriazioni;
b) operazioni relative al pagamento dellï¿½indennitï¿½ di espropriazione.
6. Nellï¿½ipotesi di concessione di lavori pubblici di competenza regionale le funzioni di autoritï¿½ espropriante sono in tutto o in parte delegabili al concessionario, definendo lï¿½ambito della delega nellï¿½atto di concessione, i cui estremi debbono essere specificati in ogni atto del procedimento espropriativo.
7. Per lï¿½esercizio delle funzioni di cui ai commi 2 e 4 la Giunta regionale ripartisce fra le province un fondo, la cui entitï¿½ ï¿½ stabilita annualmente dalla legge finanziaria.
8. Le disposizioni di cui alla legge regionale 2 aprile 1981, n. 11 , ï¿½Delega delle funzioni amministrative in materia di espropriazione per pubblica utilitï¿½. ï¿½, abrogata ai sensi dellï¿½articolo 74 della presente legge, continuano a trovare applicazione per i procedimenti di cui alla medesima legge regionale 2 aprile 1981, n. 11 , per i quali sia giï¿½ intervenuta la dichiarazione di pubblica utilitï¿½, indifferibilitï¿½ ed urgenza alla data di entrata in vigore del DPR n. 327/2001.
8 bis. I procedimenti relativi alla determinazione urgente dellï¿½indennitï¿½ provvisoria e allï¿½occupazione dï¿½urgenza preordinata allï¿½espropriazione, rispettivamente previsti dagli articoli 22, comma 2, lettera b) , e 22 bis, comma 2, lettera b) , del DPR n. 327 del 2001 e successive modificazioni, per i lavori pubblici disciplinati dalla presente legge sono applicabili allorchï¿½ il numero dei destinatari delle procedure espropriative sia superiore a 20. (comma inserito dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
Art. 70 bis Verifica preventiva dellï¿½interesse archeologico per i lavori pubblici di competenza regionale
1. Qualora le indagini geologiche e archeologiche preliminari di cui agli articoli 95 e 96 del decreto legislativo n. 163/2006, siano relative a lavori pubblici di competenza regionale, queste vengono eseguite da soggetti qualificati ai sensi dellï¿½articolo 95 del decreto legislativo n. 163/2006, individuati, per gli incarichi comportanti un compenso inferiore alla soglia comunitaria, con i criteri di affidamento e le condizioni di pubblicitï¿½ previsti dagli articoli 8, comma 1, e 9, commi 1 e 2.
2. Sono comunque esclusi dalle procedure di cui agli articoli 95 e 96 del decreto legislativo n. 163/2006, fatti salvi i casi di cui allï¿½articolo 95, comma 1, i lavori pubblici di competenza regionale:
a) di importo inferiore a 200.000,00 euro;
b) attinenti interventi di manutenzione idraulica non comportanti attivitï¿½ di escavazione, fatta eccezione per lï¿½asportazione di depositi alluvionali di recente formazione;
c) relativi ad interventi in regime di somma urgenza.
3. La Giunta regionale ï¿½ autorizzata a sottoscrivere con la soprintendenza territorialmente competente appositi protocolli di intesa, al fine di individuare ambiti territoriali da escludere dalle procedure di cui agli articoli 95 e 96 del decreto legislativo n. 163/2006, nonchï¿½ dalle prescrizioni del presente articolo.
Art. 71 ï¿½ Disposizioni transitorie in materia di Organi consultivi.
1. La sezione opere pubbliche della Commissione tecnica regionale di cui all'articolo 23 della legge regionale 16 agosto 1984, n. 42 ï¿½Norme in materia di opere pubbliche di interesse regionale e per le costruzioni in zone classificate sismiche. ï¿½ e le Commissioni consultive di cui all'articolo 28 della medesima legge, giï¿½ insediate alla data di entrata in vigore della presente legge, continuano ad esercitare le proprie funzioni fino a costituzione degli organi consultivi di cui al Capo IV, per effetto del regolamento di cui al comma 5 dell'articolo 19.
2. Fino alla data di emanazione del regolamento di cui al comma 5 dell'articolo 19 si applicano le disposizioni di cui all'articolo 30 della legge regionale 16 agosto 1984, n. 42.
3. Fino alla data di emanazione del provvedimento di cui al comma 1 lettera a) dell'articolo 14, le competenze degli organi consultivi di cui al Capo IV sui progetti di opere pubbliche restano definite dall'articolo 25, comma primo, secondo, terzo, quarto e quinto della legge regionale 16 agosto 1984, n. 42.
Art. 72 ï¿½ Ulteriori disposizioni transitorie.
1. Le disposizioni di cui alla presente legge trovano applicazione anche per i lavori pubblici di interesse regionale il cui bando di gara ï¿½ pubblicato o le cui procedure di affidamento dei lavori o dei servizi sono avviate successivamente alla data di entrata in vigore della stessa.
2. Fino alla data di emanazione dei provvedimenti attuativi della presente legge, di seguito indicati, trovano applicazione le disposizioni di cui alla legge 11 febbraio 1994, n. 109, del DPR 21 dicembre 1999, n. 554 e del DPR 25 gennaio 2000, n. 34:
a) schemi di bando e di convenzione per lï¿½affidamento dei servizi relativi allï¿½architettura ed allï¿½ingegneria, di cui allï¿½articolo 9, comma 3;
b) regolamento per la determinazione dei contenuti dei livelli di progettazione preliminare, definitiva, esecutiva di cui allï¿½articolo 12, comma 1;
c) regolamento per il sistema regionale di qualificazione di cui allï¿½articolo 26, comma 1.
3. Fino alla data di emanazione del provvedimento di cui al comma 1 dellï¿½articolo 43, si applicano le tariffe professionali previste per le procedure arbitrali dal DM 5 ottobre 1994, n. 585.
Art. 73 ï¿½ Abrogazione di disposizioni della legge regionale 16 agosto 1984, n. 42.
a) gli articoli da 1 a 22;
b) i comma secondo terzo e quarto dellï¿½articolo 23;
c) lï¿½espressione ï¿½Il segretario regionale competente in materia di lavori pubblici ï¿½ vicepresidente della Commissione tecnica regionale sezione opere pubblicheï¿½ del penultimo comma dellï¿½articolo 23;
d) a decorrere dalla data di emanazione del provvedimento di cui allï¿½articolo 14, comma 1, lettera a) della presente legge, i commi primo, secondo, terzo, quarto e quinto dellï¿½articolo 25;
e) il comma sesto dellï¿½articolo 25;
f) gli articoli da 27 a 29;
g) a decorrere dalla data di emanazione del regolamento di cui al comma 5 dellï¿½articolo 19 della presente legge, lï¿½articolo 30;
h) gli articoli da 35 a 70.
Art. 74 ï¿½ Abrogazioni.
a) a decorrere dalla data di emanazione del regolamento di cui allï¿½articolo 47, comma 8, la legge regionale 16 luglio 1976, n. 30 e successive modificazioni ed integrazioni;
b) la legge regionale 2 aprile 1981, n. 11 e successive modificazioni ed integrazioni;
c) i comma quarto, quinto e sesto dellï¿½articolo 77 della legge regionale 27 giugno 1985, n. 61 ï¿½Norme per lï¿½assetto e lï¿½uso del territorio. ï¿½ e successive modificazioni.
Art. 75 ï¿½ Entrata in vigore.
1. La presente legge entra in vigore nel sessantesimo giorno successivo alla data della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto.
Art. 76 ï¿½ Norma finanziaria.
1. Alle spese per compensi di cui allï¿½articolo 21, per gli esercizi 2003-2005, si fa fronte con lo stanziamento iscritto nel bilancio per lï¿½esercizio 2003 e pluriennale 2003-2005 allï¿½u. p. b. U0023 ï¿½Spese generali di funzionamentoï¿½.
2. Alle spese concernenti lï¿½esercizio delle funzioni attribuite alla province ai sensi dellï¿½articolo 70, si provvede con lo stanziamento iscritto nel bilancio per lï¿½esercizio 2003 e pluriennale 2003-2005 allï¿½u. p. b. U0006 ï¿½Trasferimenti generali per funzioni delegate agli enti localiï¿½. (comma modificato dalla LR n. 17 del 20/07/2007 in vigore dal 08/08/2007)
3. Agli ulteriori oneri derivanti dall'applicazione della presente legge, quantificati complessivamente in 1. 240.000,00 euro per ciascuno degli esercizi 2003, 2004 e 2005, si fa fronte mediante prelevamento di pari importo dallï¿½u. p. b. U0185 ï¿½Fondo speciale per le spese correntiï¿½, partita n. 7 "Interventi in materia di lavori pubblici", iscritta nello stato di previsione della spesa del bilancio 2003 e pluriennale 2003-2005, in termini di competenza e di cassa per lï¿½esercizio 2003 e di sola competenza per gli esercizi 2004 e 2005.
4. Nello stato di previsione della spesa del bilancio per l'anno 2003 e nel bilancio pluriennale 2003-2005 ï¿½ iscritta lï¿½u. p. b. U0214 ï¿½Attivitï¿½ a supporto della progettazione e qualificazione in materia di lavori pubbliciï¿½, da allocarsi nella funzione obiettivo F0028, Area omogenea A0067, con lo stanziamento di 1. 240.000,00 euro in termini di competenza e di cassa, quanto allï¿½esercizio 2003, e di sola competenza per gli esercizi 2004 e 2005, per far fronte alle spese di cui agli articoli 11, 43 comma 1, 46 comma 1, 54 comma 11 e articolo 68.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10
 articolo 9

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

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Art. 28

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Art. 32

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Art. 36

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Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 45

Art. 46

Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 50

Art. 51

Art. 52

Art. 53

Art. 54

Art. 55

Art. 56

Art. 57

Art. 58

Art. 59

Art. 60

Art. 61

Art. 62

Art. 63

Art. 64

Art. 65

Art. 66

Art. 67

Art. 68

Art. 69

Art. 70

Art. 70

Art. 71

Art. 72

Art. 73

Art. 74

Art. 75

Art. 76
 articolo 68