Source: https://energiecomeusarle.wordpress.com/2016/04/27/dietro-ogni-grande-ragionamento-ce-una-grande-intuizione/
Timestamp: 2017-06-28 10:26:59+00:00

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Quello che più volte ho definito a pelle, sovente riguarda i nostri cinque sensi. Questi, anche se non così sviluppati, come lo sono per gli animali (vedi l’olfatto per i cani o l’udito per i delfini) ci aiutano a orientarci nella vita, affiancando intelligenza e spirito d’adattamento.
Questo articolo è stato pubblicato in Energie personali, Esercizi, Intuizione, Presenza mentale il 27 aprile 2016 da Nick Murdaca.	Navigazione articolo
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41 pensieri su “Dietro ogni grande ragionamento, c’è una grande intuizione”	monicadalessandropozzi 27 aprile 2016 alle 18:17	L’ha ribloggato su trafantasiapensieroazionee ha commentato:
Rispondi ↓	Nick Murdaca Autore articolo27 aprile 2016 alle 19:16	Sei molto gentile a ribloggare il post. Grazie, Monica!
Rispondi ↓	monicadalessandropozzi 27 aprile 2016 alle 19:30	Di nulla Nick, le buone cose hanno il “dovere” di espandersi, dunque il mio è un piccolo contributo a fare in modo che ciò avvenga.
Rispondi ↓	Enig Mamma 28 aprile 2016 alle 10:25	Molto bello l’articolo, e interessantissimo l’esperimento finale…Proprio in questi giorni sto frequentando un corso di musicoterapia col mio piccolo di due anni e mezzo: nell’ora di attività, siamo invitati a non comunicare verbalmente verso i bimbi (loro invece, possono anche parlare). E ovviamente, ci sono molti esercizi con strumenti e suoni di ogni tipo.
Rispondi ↓	Nick Murdaca Autore articolo28 aprile 2016 alle 11:05	Grazie Emma! In effetti, l’esperimento può essere riproposto attraverso altre varianti, come quella di svolgerlo in un ambiente interno. Mi fa molto piacere sapere che con il tuo piccolo state facendo questa bellissima esperienza. Sì, è una questione di abitudine. Forse perché parliamo troppo, e forse anche perché abbiamo assopito quelle sensazioni uniche a cui fai, entusiasticamente, riferimento!
Rispondi ↓	Silvia moto39ilblog 28 aprile 2016 alle 10:42	Ciao Nick, sicuramente interessante. Considera che vivo con mio marito che ha intuizioni da maghetto, un giorno si e l’altro pure. non fare quella strada, quella cosa non va bene, senza un perché apparente. Ho imparato a dare seguito alle sue affermazioni perché dopo 25 anni sono stufa di sentirmi dire “te l’avevo detto”, per cui faccio quello che mi suggerisce e basta. Potrebbe ricollegarsi al discorso degli spiriti guida, in cui non si parla in effetti di veri e propri spiriti o angeli custodi, ma di una parte del nostro cervello, che è rimasta inconscia e che lavora da sola, una parte che sa quello che noi non sappiamo e ci dice incosciamente cosa dire e fare, intuizioni, sensazioni, un mondo inesplorato.
Rispondi ↓	Nick Murdaca Autore articolo28 aprile 2016 alle 11:31	Ciao Silvia! Hai colto in pieno l’essenza del post, e questo perché penso che tu sia una persona sensibile (o sensitiva, chissà?). Noto con piacere che conosci molto bene l’argomento, che ammetto, ho partorito mettendoci più del previsto. Grazie per aver atteso! Avere un maghetto come marito, fa sempre comodo. :)
Rispondi ↓	gloriavanni 28 aprile 2016 alle 13:11	Molto, interessante, Nick e con grande piacere ti ri-leggo, forse un po’ lungo è l’unico difetto che trovo a un post che sei stato bravissimo a sintetizzare perché all’istinto non basta un libro o un e-book: idea? Anche io sono una piuttosto intuitiva, ho imparato ad ascoltare la voce che arriva dalla pancia e raramente mi ha messa su una strada sbagliata! L’esperimento va fatto in due, questa sera forse ne ho l’occasione!
Rispondi ↓	Nick Murdaca Autore articolo28 aprile 2016 alle 13:32	Ti ringrazio, Gloria. Lo sai, ad un certo punto è venuto in mente anche a me di farci un e-book, per il motivo che avevo ancora tanto da condividere. La pancia è la nostra migliore alleata, e ha sempre un gran da fare con la mente, che tende ad imporsi. Fai bene a darle retta.
Rispondi ↓	Mr.Loto 28 aprile 2016 alle 18:06	Si dice che gli aborigeni australiani siano in grado di comunicare tra loro, anche a grandi distanze, attraverso il pensiero. Io non credo che riescano a leggersi nel pensiero ma sono convinto che riescano a percepire molto bene attraverso l’istinto, l’intuizione, quello che sentono i loro compagni. Credo che questa forma di “percezione”, chiamiamola così, sia propria di tutti gli esseri umani solo che ormai, nelle società che abbiamo creato, queste percezioni vengono seppellite dalla razionalità, dai rumori, dalla vita frenetica e dalla perdita di coscienza delle proprie capacità… e così ci meravigliamo quando qualcuna di queste intuizioni fa capolino nella nostra quotidianità.
Rispondi ↓	Nick Murdaca Autore articolo28 aprile 2016 alle 20:24	Non conoscevo questa presunta telepatia attribuita agli aborigeni. Sono d’accordo con te sul fatto che la loro condizione, per noi primitiva, gli permetta di comunicare ancora attraverso canali regolati dall’istinto e da sensi primordiali, ai quali l’uomo “industrializzato”, passami il termine, è difficile accedervi. Malgrado ciò, è possibile risvegliarli, come ho accennato nel post.
Rispondi ↓	Pingback: Parlare con consapevolezza: una questione di ritmo | Energie come usarle alessialia 29 aprile 2016 alle 14:08	belle e quasi sempre vere le sensazioni a pelle…. quelle scelte di pancia a volte sono quelle che risultano le vincenti… bisogna saper ascoltare benissimo se stessi e capire cosa ci diciamo da dentro…. spogliarci di frasi fatte e pregiudizi…!
Rispondi ↓	Nick Murdaca Autore articolo29 aprile 2016 alle 17:10	Diciamo che le sensazioni sono tutte autentiche. Viceversa è come le codifichiamo che le potrebbe sfalsare. Saper ascoltare è una qualità della parte non razionale del nostro cervello. Alla luce di quest’ultima considerazione, quando compiamo lo sforzo di spogliarci di convinzioni, pregiudizi e di altri atteggiamenti mentali consolidati nel tempo, significa che stiamo utilizzando la parte razionale. Quando lo facciamo, abbiamo imboccato la strada sbagliata. Ne consegue che anche lo sforzo è sbagliato.
Rispondi ↓	alessialia 30 aprile 2016 alle 6:42	Ciao!
Rispondi ↓	Nick Murdaca Autore articolo30 aprile 2016 alle 10:03	No, non proprio così. Come ben saprai Istinto, percezioni, intuito e le emozioni tutte, sono da rapportare alla sfera irrazionale. Non credo si possa dire altrettanto dei pregiudizi e delle convinzioni (magari solo in minima parte, e in partenza); spesso sono frutto di elucubrazioni mentali, rapportate alla sfera razionale. Quindi, in merito alla tua domanda, non è possibile agire d’istinto in seguito a dei ragionamenti. È una questione di velocità. Sarebbe come voler controllare una reazione spontanea nel momento in cui si presenta, è impossibile. Nemmeno un vecchio monaco tibetano ne sarebbe capace! Riguardo le impressioni, ne ho parlato nel post, quando ho usato la metafora dell’ascensore, solo che ho usato il termine percezioni. Se sono giuste o sbagliate lo si saprà a posteriori, grazie ai fatti.
Rispondi ↓	alessialia 30 aprile 2016 alle 15:14	Ahhhhh! Ecco….. Ora ho capito! Si si penso anche io la stessa cosa……. Non riuscivo a spiegarmi come liberarsi dei pregiudizi prima di agire d’istinto…. Sei stato molto chiaro! Leggerti mette serenitä e fa pensare a cose a cui a volte non ci si fa caso!
Rispondi ↓	Nick Murdaca Autore articolo30 aprile 2016 alle 18:05	Ma certo, accetto più che volentieri. Ci si legge su Facebook.
Rispondi ↓	chiediloamanu 1 maggio 2016 alle 7:41	L intuizione è la profonda connessione con la parte più vera di noi stessi. Quella libera dalle sovrastrutture che abbiamo costruito per vivere, sopravvivere e difenderci. Imparare a seguirla vuol dire imparare ad essere aderenti al proprio destino, e alla propria felicità. Felice domenica nick. Bello averti ritrovato. Sempre interessanti le tue letture. E qst cosi in sintonia. Abbraccio forte.
Rispondi ↓	Nick Murdaca Autore articolo1 maggio 2016 alle 10:17	Sono d’accordo con te, Manu. Bisogna imparare a seguirla, o meglio, ri-imparare dato che è una qualità che abbiamo fin dalla nascita. Grazie dell’apprezzamento. È sempre un piacere averti mia ospite. Un abbraccio forte anche a te.
Rispondi ↓	chiediloamanu 1 maggio 2016 alle 10:46	Già mio caro. E ti aspetto con il prox post. Abbraccio 😀😀😀
Rispondi ↓	Grazia Gironella 2 maggio 2016 alle 16:54	Eccomi qui, Nick, felice di risentirti. :) Ho convissuto per tanti anni con le “sensazioni” (in realtà intuizioni) che mi dicevano di fare o non fare qualcosa in un determinato modo, e ho constatato di persona come il non ascoltarle mi creasse sempre danno. Ora per me le intuizioni hanno anche una connotazione diversa, e cerco di non ignorarle mai, anzi, cerco di essere sempre più sintonizzata sulla loro lunghezza d’onda, che secondo me appartiene a un livello superiore. Quanto a Einstein, mi sta già arrivando la sua biografia, perché alcune sue affermazioni mi hanno molto colpita (è un gran periodo di incontri, con i saggi e le biografie!).
Rispondi ↓	Nick Murdaca Autore articolo2 maggio 2016 alle 20:23	Che piacere, Grazia! Non ascoltare le proprie intuizioni è un vero peccato, perché ci limita molto nell’agire; sono un contributo prezioso. Sono felice di sapere che ti sei ri-sintonizzata. Sono d’accordo: il livello al quale appartengono le sensazioni è superiore (nel post, ho definito questo livello “dimensione sottile”). Devo decidermi anch’io di procurarmi la sua biografia: deve avere un posto nella mia libreria, perché è un vero maestro!
Rispondi ↓	favolazione 23 maggio 2016 alle 20:26	La lettura di questo tuo bel post mi ha fatto tornare in mente quando all’università mi parlarono del “marcatore somatico”, di come le sensazioni fisiche e le emozioni giochino un ruolo importante nei processi cognitivi.. ascoltare il corpo pare sia utile oltre che quasi imprescindibile.
Rispondi ↓	Nick Murdaca Autore articolo24 maggio 2016 alle 9:20	Sono contento ti sia piaciuto, Tiziana. E ti ringrazio, perché la tua esperienza diretta arricchisce moltissimo l’articolo. “Lasciarmi guidare” è cosa rara e bella, che non tutti riescono a fare, spesso a causa dell’eccessiva razionalità, e dello scetticismo riguardo questi nostri “poteri” naturali.
Rispondi ↓	Sonia Bertinat 5 luglio 2016 alle 18:28	Adotto questo post per il tuo bicompleanno! Cara vecchia intuizione :)
Rispondi ↓	Nick Murdaca Autore articolo5 luglio 2016 alle 18:36	Sonia, grazie per gli auguri e per l’intuizione…Ops! Per l’adozione :)
Rispondi ↓	Fabio Pandiscia 14 ottobre 2016 alle 15:47	bellissimo post. i miei complimenti
Rispondi ↓	Nick Murdaca Autore articolo14 ottobre 2016 alle 19:39	Sono onorato, grazie Fabio!
Rispondi ↓	gigifaggella 14 novembre 2016 alle 13:02	Oh Nick! Passare da te e leggere le tue meraviglie mi fa sentire a casa. Un pò alla volta leggo anche gli arretrati come facevo da ragazzino con i numeri di “Topolino” che avevo saltato :) Sai che siamo in sintonia in quanto a idee e quoto tutto ciò che hai scritto. Volendo aggiungere un mio personale contributo, credo che l’intuito, come ogni altra cosa che ci riguarda in quanto esseri umani è qualcosa che va “allenato”, ma non come si fa per i muscoli, bensì “ascoltato”, bisogna imparare la sua lingua mettendo a tacere la mente razionale urlante. Io ho trovato un incredibile aiuto in questo imparando a meditare. Complimenti vecchio mio, un grande abbraccio!
Rispondi ↓	Nick Murdaca Autore articolo14 novembre 2016 alle 13:34	Gigi, prima di tutto desidero dirti che è sempre un vero piacere quando passi a trovarmi e leggere che ti senti a casa è il commento più bello che abbia mai ricevuto! Grazie di cuore.
Credo anch’io che le idee in comune sintonizzino le persone, e noi due lo siamo fin dalla prima volta in cui ci siamo conosciuti attraverso i nostri post. Il tuo contributo personale, sull’intuito, arricchisce di molto un articolo che mi ha impegnato parecchio. È vero: l’allenamento muscolare è un lavoro fisico, “grossolano” ben diverso da quello “sottile” dato dall’ascolto. È una lezione che si impara con l’esperienza e con il tempo ma soprattutto con l’attenzione. Ma tu, di tutto questo, intuisco chiaramente che ne sei portatore e maestro. Grazie ancora, amico mio, a presto!
Rispondi ↓	gigifaggella 14 novembre 2016 alle 13:41	quando si leggono certe cose caro Nick è come se scoprissi di parlare la stessa “lingua”. Cosa che non accade quando si leggono i giornali, certi libri o peggio ancora quando si guarda la TV. Quello è un linguaggio che proprio non capisco… e parlare di certi argomenti poi affina l’intuito e fa bene alla salute della mente…sembra uno spot pubblicitario ma è così… ;) A presto!
Rispondi ↓	maury1305 24 novembre 2016 alle 7:02	Grazie Nick. Hai completato la mia riflessione in modo esemplare. Mi piaceLiked by 1 persona
Rispondi ↓	Nick Murdaca Autore articolo24 novembre 2016 alle 9:45	Grazie a te Maury per essere passato e l’apprezzamento. E complimenti per la tua tenacia, dedizione e passione! Mi piaceLiked by 1 persona
Rispondi ↓	Pingback: Come fare il pieno di energia: dalla A alla Z | Energie come usarle 65luna 9 gennaio 2017 alle 19:56	Bella scoperta il tuo blog! Grazie e buona serata,65Luna
Rispondi ↓	Nick Murdaca Autore articolo9 gennaio 2017 alle 20:09	Grazie, davvero! Buona serata anche a te Mi piaceLiked by 1 persona
Rispondi ↓	Pingback: I tre pilastri del genio creativo: semplicità, semplicità e semplicità | Energie come usarle Agostino Famlonga 29 aprile 2017 alle 8:26	Ciao Nick, ho letto il tuo articolo cercando di seguire il filo logico. Se ho compreso bene associ l’intuito al sentire, tanto che arrivi a proporre alla fine un esercizio di “risveglio sensoriale”.
Rispondi ↓	Nick Murdaca Autore articolo29 aprile 2017 alle 9:34	Ciao Agostino, è un piacere leggerti anche qui! Se ho capito, in qualche modo associ l’intuizione alla sintesi. È così? Se lo è, mi trovi d’accordissimo. Un po’ meno sul fatto che sia unicamente un effetto cognitivo. Edison, come Einstein, possedeva il talento vivissimo e fulgido dei grandi: l’immaginazione. Il vecchio Albert, lo andava ammettendo lui stesso, tanto che la riteneva più importante della conoscenza. Continuando sul filo logico, cos’è l’immaginazione se non il punto di contatto tra l’intelletto e i sensi, e l’intuizione la scintilla provocata da questo contatto? Perciò, posso essere d’accordo quando affermi che l’intuizione arriva quando “ci si ritira nello spazio neutro della consapevolezza”, ma non me la sento di tagliare fuori i sensi, come scrivi.
Rispondi ↓	Agostino Famlonga 29 aprile 2017 alle 10:32	Ho compreso meglio ora il tuo punto di vista, grazie.

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