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Timestamp: 2018-06-21 02:58:35+00:00

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Art. 733 cod. proc. penale: Presupposti del riconoscimento
Codice proc. penale Art. 733 cod. proc. penale: Presupposti del riconoscimento
1-bis. Salvo quanto previsto dall’articolo 735-bis, la sentenza straniera non può essere riconosciuta ai fini dell’esecuzione di una confisca se questa ha per oggetto beni la cui confisca non sarebbe possibile secondo la legge italiana qualora per lo stesso fatto si procedesse nello Stato.
Ai fini dell'accoglibilità della richiesta di riconoscimento della sentenza estera, occorre verificare se sia stata rispettata la condizione di cui all'art. 733, comma 1, lett. c), c.p.p., e in particolare se le dichiarazioni rese dall'imputato, su cui in tutto o in parte si è fondata la condanna, siano state rilasciate in presenza di un difensore.
Cassazione penale sez. VI 06 dicembre 2012 n. 14459
È legittimo il riconoscimento della sentenza penale straniera di patteggiamento a pena detentiva pari ad anni sei, posto che essa, benché avente ad oggetto una pena superiore ai limiti edittali previsti per l'applicazione del corrispondente istituto disciplinato dalla normativa processuale interna, non contiene statuizioni radicalmente contrarie ai principi fondamentali dell'ordinamento giuridico dello Stato di cui all'art. 733, comma primo lett. b), cod. proc. pen. Rigetta, App. Palermo, 14/03/2011
Cassazione penale sez. IV 09 febbraio 2012 n. 10885
In tema di riconoscimento di sentenza straniera, la "disposizione contraria" ai principi fondamentali dell'ordinamento giuridico dello Stato di cui all'art. 733, comma 1, lett. b), c.p.p., quale elemento ostativo al riconoscimento predetto, deve riguardare una disposizione che esuli radicalmente dal contesto processuale, nel senso di rappresentare un "dictum" della sentenza straniera esorbitante dai principi regolatori dell'ordinamento italiano; ne consegue che un tale carattere non può rinvenirsi nella sentenza straniera di patteggiamento di pena (nella specie, di anni sei di reclusione) superiore ai limiti previsti dal codice di rito italiano per la sentenza di applicazione della pena, non potendosi far rientrare detti limiti nei principi fondamentali dell'ordinamento.
In tema di riconoscimento delle sentenze penali straniere, l'ambito del controllo sul requisito della non contrarietà ai principi fondamentali dell'ordinamento giuridico dello Stato non riguarda solo il dispositivo, ma deve investire anche la motivazione della sentenza straniera, attraverso la quale è possibile vagliare la sua conformità ai canoni del giusto processo. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto necessaria la traduzione integrale della sentenza straniera, censurando la pronuncia con cui la Corte territoriale ha ritenuto sufficiente ai fini della prescritta verifica la traduzione "per estratto" della sentenza straniera, contenuta nel bollettino ministeriale). Annulla senza rinvio, App. Napoli, 10 giugno 2010
Cassazione penale sez. VI 04 novembre 2011 n. 2442
Non sussistono i presupposti per il riconoscimento della sentenza penale straniera, ai sensi dell'art. 733, comma primo, lett. c), cod. proc. pen., quando nel relativo procedimento non siano state espletate le formalità necessarie per portare alla conoscenza effettiva dell'imputato l'atto di citazione a giudizio dinanzi all'autorità straniera. (Fattispecie in cui, pur risultando un domicilio dell'imputato in Italia, la sua citazione davanti all'autorità giudiziaria della Repubblica Ceca era stata effettuata esclusivamente mediante la formalità dell'affissione sulla porta del tribunale di un avviso redatto in lingua ceca). Annulla con rinvio, App. Napoli, 15 Novembre 2007
Cassazione penale sez. VI 26 settembre 2008 n. 40961
Ai fini del riconoscimento di una sentenza straniera ai sensi dell'art. 733 c.p.p., non è necessario che il reato riceva identico o analogo trattamento sanzionatorio nell'ordinamento italiano ed in quello straniero (fattispecie nella quale è stato deliberato il riconoscimento, per gli effetti di cui all'art. 12, comma 1, n. 1, c.p., di una sentenza emessa dal Tribunale distrettuale di New York, con la quale un cittadino italiano è stato condannato alla pena detentiva di anni venti, per il reato di trasporto interstatale di beni rubati e ricettazione - detenzione di beni rubati attraverso frontiere statali, in violazione del Titolo 18 del Codice degli Stati Uniti).
Cassazione penale sez. VI 17 ottobre 2007 n. 40883
In tema di riconoscimento di sentenze penali straniere ai fini della loro esecuzione nello Stato, in virtù degli artt. 10 e 117, comma 1, Cost., costituisce principio fondamentale nell'ordinamento giuridico italiano la garanzia del doppio grado di giurisdizione, riconosciuta dal Patto internazionale sui diritti civili e politici e dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, secondo cui ciascun condannato per fatti penalmente rilevanti ha diritto alla revisione, al riesame o alla rivalutazione da parte di un organo giurisdizionale di diversa od ulteriore istanza. Ne consegue che spetta alla corte d'appello, chiamata a valutare la riconoscibilità della sentenza penale straniera, verificare, con riferimento al limite posto dall'art. 733, lett. b), c.p.p., se siano stati concessi dall'ordinamento straniero al condannato mezzi ordinari di impugnazione o di revisione di qualsiasi portata (in applicazione di tale principio, la Corte ha annullato con rinvio la sentenza con la quale era stato deliberato il riconoscimento, ai fini dell'art. 731 c.p.p., di una sentenza penale emessa in Germania, divenuta irrevocabile nello stesso giorno della sua pronunzia).
Cassazione penale sez. VI 31 ottobre 2006 n. 38727
In tema di riconoscimento della sentenza straniera, il disposto di cui alla lett. c) dell'art. 733 c.p.p. - il quale prevede tra i presupposti che al condannato sia stato assicurato il diritto ad essere interrogato in una lingua per lui comprensibile ed il diritto ad essere assistito da un difensore - impone al giudice di verificare che il soggetto condannato sia stato consapevole dell'esistenza del procedimento a suo carico nello Stato estero e che sia stato assistito da un difensore. Quando risulta che l'autorità straniera ha svolto l'interrogatorio del soggetto con l'assistenza di un difensore, nessun rilievo ostativo può essere attribuito alla mancata conoscenza della lingua del condannato da parte del difensore presente al giudizio; infatti l'effettività della difesa tecnica non costituisce presupposto per il riconoscimento della sentenza, non essendo preclusa al soggetto la scelta di una più idonea difesa tecnica per la tutela dei propri diritti, in sede di giudizio dinnanzi alla competente autorità giudiziaria straniera.
Cassazione penale sez. VI 01 luglio 2003 n. 36778

References: Art. 733
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