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Timestamp: 2016-12-08 18:04:36+00:00

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Art. 295 cod. proc. civile: Sospensione necessaria
Codice proc. civile agg. al 28 Gen 2015
RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	Il giudice dispone che il processo sia sospeso in ogni caso in cui egli stesso o altro giudice deve risolvere una controversia, dalla cui definizione dipende la decisione della causa.
CommentoSospensione: è l’arresto temporaneo dello svolgimento del processo, disposto dal giudice quando si verificano determinati eventi stabiliti dalla legge. Il processo riprenderà il suo corso quando sarà scaduto il termine fissato dal giudice o quando sarà cessato il motivo che ha determinato la sospensione. In talune ipotesi particolari, dette di sospensione impropria, la stasi del procedimento è soltanto parziale, in quanto il processo, sebbene fermo nel suo iter normale, prosegue in una sede particolare.
Lo scopo di tale istituto è di evitare giudicati contrastanti: la sospensione è necessaria e deve essere disposta dal giudice in qualunque fase del procedimento e in tutti i casi in cui è impossibile l’attrazione della causa dipendente al giudice di quella pregiudiziale, o la risoluzione incidentale di quest’ultima, per cui si hanno due processi autonomi e paralleli, dei quali uno va sospeso in attesa del giudicato sulla sentenza della causa pregiudiziale. La sospensione produce l’interruzione dei termini e la paralisi temporanea delle attività processuali.
Giurisprudenza annotataNesso di pregiudizialità-dipendenza
La sospensione del giudizio ex art. 295 c.p.c. è necessaria soltanto quando la previa definizione di altra controversia civile, penale o amministrativa, pendente davanti allo stesso o ad altro giudice, sia imposta da una espressa disposizione di legge ovvero quando, per il suo carattere pregiudiziale, costituisca l’indispensabile antecedente logico-giuridico dal quale dipenda la decisione della causa pregiudicata ed il cui accertamento sia richiesto con efficacia di giudicato. Al di fuori di tali presupposti, la sospensione cessa di essere necessaria e, quindi, obbligatoria per il giudice, ed è meramente facoltativa, con la conseguenza che il disporla o meno rientra nel potere discrezionale del giudice di merito, insindacabile in sede di legittimità.
Cass. 12 maggio 2003, n. 7195; conforme Cass. 27 luglio 2001, n. 10284; Cass., Sez. Un., 6 giugno 2000, n. 408.
In tema di sospensione del processo, non è ravvisabile alcun vincolo di pregiudizialità, agli effetti dell'art. 295 cod. proc. civ., tra la causa possessoria promossa da colui che, in qualità di erede legittimo, sia subentrato nel possesso dell'intero compendio, nei confronti dell'unico erede per testamento, il quale rifiuti la restituzione dei beni ereditari, e la causa, pendente tra le stesse parti, volta a fare valere la falsità del predetto titolo testamentario, atteso che l'oggetto della tutela possessoria è rappresentato dall'esercizio di fatto di un diritto e non dalla titolarità di esso. Regola sospensione
Cassazione civile sez. VI 23 marzo 2015 n. 5808 In tema di sospensione necessaria ex art. 295 c.p.c., sussiste il rapporto di pregiudizialità di una controversia rispetto ad un’altra solo nei casi in cui l’accertamento da compiere in un giudizio costituisca un necessario antecedente, non solo logico, ma anche giuridico, rispetto all’oggetto dell’altro; peraltro, nell’attuale sistema processuale, improntato al principio costituzionale della ragionevole durata del processo, deve escludersi ogni possibilità di disporre la sospensione per ragioni di mera opportunità, salvo i casi eccezionalmente previsti dalla legge.
Cass. 20 febbraio 2008, n. 4341.
La sospensione necessaria del processo, ai sensi dell’art. 295 c.p.c., presuppone la pendenza del processo dalla cui definizione dipenda la decisione della controversia nel procedimento pregiudicato; pertanto l’obbligo del giudice di disporre la sospensione non si configura nel caso in cui la causa pregiudiziale e quella dipendente, proposte nello stesso giudizio e proseguite in un unico procedimento, sono decise senza procedere alla loro separazione.
Cass. 25 maggio 2010, n. 12710.
Il periodo di sospensione (anche, eventualmente per pregiudiziale costituzionale) del processo non può essere in alcun modo escluso recisamente dal calcolo della durata ragionevole del processo stesso e della correlata eccedenza, posto che la predetta sospensione attesta inequivocabilmente l’esistenza di una particolare complessità del thema decidendi e in tale quadro può consentire di derogare ai parametri di durata indicati dalla Cedu (anni 3, 2 e 1, per i tre gradi del giudizio) pervenendo a incrementare la durata stessa.
Cass. 15 novembre 2010, n. 23055.
Presupposti processuali della sospensione
Non sussiste litispendenza fra due cause fra le stesse parti quando esse pendano in gradi diversi, potendo in tal caso ricorrere, eventualmente, un’ipotesi di sospensione del processo ex art. 295 c.p.c.
Cass. 18 giugno 2002, n. 8833.
In tema di continenza di cause, le norme dettate dall’art. 39 c.p.c. non operano con riguardo alla situazione di pendenza di una causa in primo grado e dell’altra in appello, ma l’esigenza di coordinamento sottesa alla disciplina dell’art. 39, comma 2, deve essere assicurata comunque ai sensi dell’art. 295 c.p.c., cioè per il tramite della sospensione della causa, che avrebbe dovuto subire l’attrazione all’altra se avesse potuto operare detta disciplina, in attesa della definizione con sentenza passata in giudicato della causa che avrebbe esercitato l’attrazione.
Cass. 21 settembre 2007, n. 19525.
Una volta che la causa preveniente sia passata in decisione non può più operare lo spostamento della causa successiva per ragioni di continenza, ma il giudice di questa può solo, ove ne ricorrano i presupposti, applicare l’art. 295 c.p.c. per ovviare al pericolo di contrasto di giudicati. Cass. 6 giugno 2003, n. 9141.
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References: sentenza 
 art. 295

Cass. 
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