Source: http://www2.agcom.it/L_com/ce93-263.htm
Timestamp: 2013-05-23 20:57:59+00:00

Document:
Modifica alla direttiva 90/388/CE Argomenti correlati
PROGETTO DI DIRETTIVA DELLA COMMISSIONE
che modifica la direttiva 90/388/CEE in relazione alla realizzazione della piena concorrenza nei mercati delle telecomunicazioni
La commissione delle Comunità Europee; visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 90, paragrafo 3, considerando quanto segue: Ai sensi della direttiva 90/388/CEE della Commissione, del 28 giugno 1990, relativa alla concorrenza nei mercati dei servizi di telecomunicazione, e servizi di telecomunicazione, ad eccezione della telefonia vocale al pubblico e dei servizi specificamente esclusi dal campo di applicazione della direttiva devono essere aperti alla concorrenza. A norma della direttiva, gli Stati membri devono prendere le misure necessarie per garantire che i gestori interessati siano autorizzati a prestare detti servizi .
In seguito alle consultazioni pubbliche organizzate dalla Commissione nel 1992 sulla situazione esistente nel settore dei servizi di telecomunicazione , il Consiglio ha chiesto all'unanimità la liberalizzazione di tutti i servizi di telefonia vocale al pubblico entro il 1º gennaio 1998, fatto salvo un periodo di transizione supplementare massimo di cinque anni per consentire agli Stati membri con reti meno sviluppate, quali la Spagna, l'Irlanda, la Grecia e il Portogallo, di predisporre l'adeguamento necessario, in particolare quello delle tariffe. Inoltre secondo il Consiglio, anche alle reti più piccole dovrebbe essere accordato, nei casi giustificati, un periodo di adeguamento massimo di due anni . Successivamente, il Consiglio ha riconosciuto all'unanimità il principio secondo cui anche la fornitura delle infrastrutture di telecomunicazione dovrebbe essere liberalizzata entro il 1º gennaio 1998, fatti salvi gli stessi periodi di transizione convenuti per la liberalizzazione della telefonia vocale . Inoltre il Consiglio ha definito gli orientamenti di base per il futuro quadro normativo .
La direttiva 90/388/CEE della Commissione, modificata dalla direttiva 94/46/CE, stabilisce che la concessione di diritti speciali o esclusivi agli organismi di telecomunicazioni per i servizi di telecomunicazione costituisce una violazione dell'articolo 90 in combinato disposto con l'articolo 59 del trattato, in quanto detti diritti limitano la fornitura di servizi transfrontalieri. A norma della direttiva, anche i diritti esclusivi concessi per la prestazione di tali servizi sono incompatibili con l'articolo 90, paragrafo 1, in combinato disposto con l'articolo 86 del trattato laddove siano concessi ad organismi di telecomunicazioni che già godono di diritti esclusivi o speciali per l'installazione e la fornitura di reti di telecomunicazioni, in quanto hanno l'effetto di rafforzare ed ampliare una posizione dominante o portano necessariamente ad altri abusi di posizione dominante.
Nel 1990 la Commissione ha comunque concesso una deroga temporanea ai sensi dell'articolo 90, paragrafo 2, nei confronti dei diritti esclusivi e/o speciali per la fornitura della telefonia vocale, in quanto i mezzi finanziari per lo sviluppo della rete provenivano ancora prevalentemente dall'esercizio del sevizio di telefonia e l'apertura di questo servizio alla concorrenza avrebbe potuto, a quel momento, minacciare l'equilibrio finanziario degli organismi di telecomunicazioni e costituire inoltre un ostacolo all'adempimento della missione loro affidata che consiste nell'installazione e nella gestione di una rete universale, vale a dire una rete avente una estensione geografica generale fornita, su richiesta ed entro un limite di tempo ragionevole, ad ogni prestatore di servizi o utente. Nel frattempo il Consiglio ha riconosciuto all'unanimità che esistono strumenti meno restrittivi della concessione di diritti speciali e/o esclusivi per garantire l'adempimento di detta missione di interesse economico generale ,
Inoltre, al momento dell'adozione della direttiva, tutti gli organismi di telecomunicazioni stavano procedendo alla numerizzazione delle loro reti onde poter aumentare la gamma dei servizi potenzialmente offerti all'utente finale. Attualmente la copertura e la numerizzazione sono già state conseguite in numerosi Stati membri. Tenendo conto dei progressi fatti nelle applicazioni delle radiofrequenze e dei consistenti programmi di investimento in corso, la copertura delle reti a fibre ottiche e la penetrazione delle reti stesse dovrebbero migliorare notevolmente in futuro anche negli altri paesi e regioni. Nel 1990 erano emerse anche preoccupazioni in merito all'introduzione immediata della concorrenza nella telefonia vocale, in quanto le strutture tariffarie degli organismi di telecomunicazioni erano sostanzialmente disgiunte dai costi, giacché i gestori concorrenti potevano mirare alla prestazione di servizi alquanto remunerativi quali la telefonia internazionale, ottenendo quote di mercato esclusivamente in funzione delle strutture tariffarie esistenti basate su distorsioni sostanziali. Nel frattempo sono stati fatti sforzi per compensare le differenze esistenti nella tariffazione e nelle strutture di costo in preparazione alla liberalizzazione. Per tali motivi e in conformità delle risoluzioni del Consiglio del 22 luglio 1993 e del 22 dicembre 1994, non risulta più giustificata la deroga concessa nei confronti della telefonia vocale. Sarebbe necessario porre fine alla deroga accordata dalla direttiva 90/388/CEE e modificare di conseguenza la direttiva stessa, ivi comprese le definizioni usate. Per poter consentire agli organismi di telecomunicazioni di completare la loro preparazione all'introduzione della concorrenza e provvedere in particolare al necessario riequilibrio delle tariffe, gli Stati membri possono garantire l'esercizio degli attuali diritti speciali e/o esclusivi per la fornitura della telefonia vocale fino al 10 gennaio 1998. Come precisato nelle risoluzioni del Consiglio del 22 luglio 1993 e del 22 dicembre 1994, gli Stati membri con reti meno sviluppate e con reti più piccole potranno beneficiare, su richiesta, rispettivamente di un periodo di transizione supplementare massimo di cinque e due anni al fine di realizzare gli adeguamenti strutturali necessari. Gli Stati membri che possono chiedere tale deroga sono la Spagna, l'Irlanda, la Grecia e il Portogallo per quanto riguarda le reti meno sviluppate e il Lussemburgo per le reti più piccole.
L'abolizione dei diritti esclusivi e/o speciali relativi alla fornitura di telefonia vocale consentirà in particolare agli attuali organismi di telecomunicazioni appartenenti a uno Stato membro di prestare direttamente i loro servizi in un altro Stato membro a partire dal 1° gennaio 1998. Tali organismi dispongono attualmente delle capacità e dell'esperienza richiesta per accedere ai mercati aperti alla concorrenza. Tuttavia in quasi tutti gli Stati membri saranno in concorrenza con gli organismi nazionali di telecomunicazioni che beneficiano del diritto esclusivo e/o speciale di fornire non soltanto servizi di telefonia vocale ma anche infrastrutture di base inclusa l'acquisizione di diritti incondizionati d'uso nei circuiti internazionali. La flessibilità e le economie di scala consentite porrebbero gli organismi nazionali di telecomunicazioni in una posizione concorrenziale molto favorevole sui mercati nazionali rispetto ai nuovi gestori in relazione al mercato della telefonia vocale,qualora questi ultimi non avessero la facoltà di godere degli stessi diritti ed obblighi. Il fatto che la restrizione in materia di installazione della propria infrastruttura verrebbe applicata apparentemente nello Stato membro interessato senza distinzione tra tutte le società che forniscono servizi di telefonia vocale diverse dagli organismi nazionali di telecomunicazioni non sarebbe sufficiente per eliminare il trattamento preferenziale di questi ultimi dal campo di applicazione dell'articolo 59 del trattato. Poiché è plausibile che la maggior parte dei nuovi gestori provenga da altri Stati membri, tale disposizione avrebbe in pratica maggiori ripercussioni sulle società straniere rispetto a quelle nazionali. D'altro canto, poiché non sembra esistere alcuna giustificazione per tali restrizioni, sarebbero comunque disponibili strumenti meno limitativi, quali le procedure di autorizzazione, per garantire interessi generali di natura non economica. Di conseguenza tali restrizioni rappresentano una violazione dell'articolo 90 in combinato disposto con l'articolo 59 del trattato.
Inoltre l'abolizione dei diritti esclusivi e/o speciali per la fornitura di telefonia vocale avrebbe poca o nessuna efficacia qualora i nuovi gestori fossero obbligati ad usare la rete pubblica degli organismi dominanti le telecomunicazioni con i quali sono in concorrenza sul mercato della telefonia vocale. Il fatto di riservare ad un'impresa che commercializza servizi di telecomunicazioni il compito di fornire la materia prima indispensabile, ossia la capacità di trasmissione, a tutti i suoi concorrenti equivarrebbe a conferirle la facoltà di determinare a suo piacimento dove e quando i servizi possono essere offerti dai suoi concorrenti, a quali costi, nonché. di controllare i clienti e il traffico prodotto dai concorrenti stessi, ponendo detta impresa in posizione tale da essere indotta ad abusare della propria posizione dominante. È vero che la direttiva 92/44/CEE del Consiglio, del 5 giugno 1992, sull'applicazione della fornitura di una rete aperta alle linee affittate armonizza i principi di base relativi alla fornitura di linee affittate, ma tale direttiva si limita esclusivamente alle condizioni di accesso ed uso delle linee affittate, giacché lo scopo della direttiva non è quello di ovviare al conflitto di. interessi degli organismi di telecomunicazioni in quanto fornitori di infrastrutture e servizi. Essa non impone una separazione strutturale agli organismi di telecomunicazioni in quanto fornitori di linee affittate e prestatori di servizi. Dalle denunce pervenute si rileva che anche negli Stati membri che hanno attuato tale direttiva gli organismi di telecomunicazioni si avvalgono comunque del loro controllo sulle condizioni di accesso alla rete a scapito dei loro concorrenti sul mercato dei servizi; si deduce altresì che gli organismi di telecomunicazioni applicano ancora tariffe troppo elevate. e utilizzano le informazioni acquisite nella loro veste di fornitori dell'infrastruttura in relazione a servizi previsti da loro concorrenti per mirare ad ottenere nuovi clienti sul mercato dei servizi. La direttiva 92/44/CEE prevede solo il principio di tariffe orientate a costi e non impedisce agli organismi di telecomunicazioni di avvalersi delle informazioni acquisite in quanto fornitori di capacità in relazione ai modelli di impiego degli abbonati, necessari per rivolgersi a gruppi specifici di utenti, ed all'elasticità tariffaria della domanda in ogni segmento del mercato dei servizi e in ogni regione del paese. L'attuale quadro regolamentare non risolve il conflitto d'interessi menzionato in precedenza. La soluzione più adeguata a tale conflitto di interessi consiste pertanto nel consentire a fornitori di servizi di usare la propria infrastruttura di telecomunicazioni o quella di terzi per la prestazione dei loro servizi agli utenti finali invece dell'infrastruttura del loro principale concorrente. Nella sua risoluzione del 22 dicembre 1994 il Consiglio ha approvato anche il principio della liberalizzazione in materia di fornitura delle infrastrutture.
Gli Stati membri dovrebbero pertanto abolire i diritti esclusivi vigenti per la fornitura e l'impiego dell'infrastruttura in quanto contrari all'articolo 90 in combinato disposto con gli articoli 59 e 86 e consentire ai fornitori di telefonia vocale l'impiego di infrastrutture proprie e/o infrastrutture alternative esistenti di loro scelta. Per quanto riguarda l'accesso di nuovi concorrenti ai mercati delle telecomunicazioni, solo le esigenze fondamentali possono giustificare restrizioni alle libertà di base previste dal trattato. Tali restrizioni dovrebbero essere limitate a quanto necessario per il conseguimento dell'obiettivo di natura non economica perseguito. Gli Stati membri possono pertanto introdurre esclusivamente procedure di autorizzazione o di dichiarazione ove indispensabile per garantire la conformità con le esigenze fondamentali applicabili e, per quanto riguarda la fornitura di telefonia vocale e dell'infrastruttura di base, stabilire requisiti sotto forma di regolamentazioni commerciali, ove richiesto, al fine di garantire, in conformità dell'articolo 90, paragrafo 2, l'adempimento in un contesto concorrenziale dei compiti specifici di servizio pubblico assegnati all'impresa interessata nel campo delle telecomunicazioni e/o fornire un contributo al finanziamento del servizio universale.
Nel quadro dell'adozione dei requisiti di autorizzazione ai sensi della direttiva 90/388/CEE, è risultato che alcuni Stati membri imponevano ai nuovi concorrenti obblighi che non erano proporzionati agli obiettivi di interesse generale perseguiti. Per escludere tali provvedimenti atti a ritardare l'accesso di nuovi concorrenti sui mercati della telefonia vocale e delle reti pubbliche di telecomunicazioni, rafforzando quindi la posizione dominante del gestore nazionale, è necessario che gli Stati membri notifichino alla Commissione i requisiti di autorizzazione o di dichiarazione prima della loro introduzione, per consentire a quest'ultima di valutare la compatibilità con il trattato e in particolare la proporzionalità degli obblighi imposti. In base al principio di proporzionalità, il numero delle licenze può essere limitato esclusivamente qualora ciò sia inevitabile per garantire il rispetto delle esigenze fondamentali relative all'impiego di risorse scarse. Come precisato dalla Commissione nella sua comunicazione sulla consultazione relativa a Libro verde sulla liberalizzazione delle infrastrutture di telecomunicazione e delle reti televisive via cavo, l'unica giustificazione a tale proposito dovrebbe essere l'esistenza di limitazioni fisiche imposte dalle carenze in materia di spettro delle frequenze richieste . Per contro l'autorizzazione non è giustificata qualora sia sufficiente una semplice procedura di dichiarazione per il conseguimento dell'obiettivo in questione.
Per quanto riguarda la fornitura della telefonia vocale, le reti pubbliche fisse di telecomunicazioni e le altre reti di telecomunicazioni che comportano l'impiego di radiofrequenze, le esigenze fondamentali giustificherebbero l'introduzione o il mantenimento di una procedura di autorizzazione individuale. In tutti gli altri casi sarebbe sufficiente una procedura di autorizzazione generale o di dichiarazione per garantire la conformità con le esigenze fondamentali. Per quanto riguarda la fornitura di servizi di trasmissione dati a commutazione di pacchetto o di circuito, la direttiva 90/388/CEE consentiva agli Stati membri di adottare un capitolato d'oneri di servizio pubblico sotto forma di regolamentazioni commerciali. Nel corso del 1994, la Commissione ha valutato gli effetti delle misure adottate in base a tale disposizione. I risultati sono stati pubblicati nella sua comunicazione sulla situazione attuale e attuazione della direttiva 90/388/CEE . Poiché la maggior parte degli Stati membri non ha ritenuto necessario adottare procedure specifiche per i servizi di trasmissione dati senza rischiare di provocare rilevanti effetti negativi in relazione agli obiettivi d'interesse pubblico perseguiti da dette procedure e sulla base della valutazione menzionata, non esiste alcuna giustificazione a norma dell'articolo 90, paragrafo 2, per il mantenimento di detto regime specifico e, di conseguenza, le procedure in corso dovrebbero essere abolite. Tuttavia gli Stati membri possono sostituirle con una procedura di dichiarazione o di autorizzazione generale. I nuovi fornitori autorizzati di telefonia vocale saranno in grado di competere efficacemente con gli organismi di telecomunicazioni esistenti soltanto se potranno disporre di un'adeguata numerazione da assegnare ai propri abbonati. Inoltre, qualora i numeri fossero attribuiti dagli organismi di telecomunicazioni, questi ultimi si riserverebbero con ogni probabilità i numeri migliori lasciando ai concorrenti numeri insufficienti o numeri non attraenti sotto il profilo commerciale, per esempio a causa della loro lunghezza. Mantenendo tale facoltà agli organismi di telecomunicazioni, gli Stati membri indurrebbero detti organismi ad abusare della loro posizione sul mercato della telefonia vocale, comportandosi quindi in maniera contraria all'articolo 90 in combinato disposto con l'articolo 86 del trattato.
Di conseguenza, la definizione e la gestione del piano nazionale di numerazione dovrebbero essere affidate ad un ente indipendente dall'organismo di telecomunicazioni e sarebbe necessario predisporre una procedura di assegnazione dei numeri, ove richiesto, basata su criteri di obiettività, trasparenza e senza effetti discriminatori. Il diritto dei nuovi fornitori di telefonia vocale, al fine del completamento delle chiamate, di collegare il loro servizio alle rete pubblica esistente di telecomunicazioni ai punti di interconnessione richiesti risulta di cruciale importanza nel periodo iniziale successivo all'abolizione dei diritti speciali e/o esclusivi relativi alla fornitura di telefonia vocale e di infrastruttura di telecomunicazioni. L'interconnessione dovrebbe, in linea di massima, essere oggetto di trattative tra le parti, fatta salva l'applicazione delle regole di concorrenza destinate alle imprese. Dato lo squilibrio esistente nel potere di contrattazione dei nuovi gestori rispetto agli organismi di telecomunicazioni, la cui posizione monopolistica deriva dai loro diritti speciali ed esclusivi, è probabile che, fino al momento in cui non sia stato posto in atto un quadro regolamentare armonizzato a cura del Parlamento europeo e del Consiglio, l'interconnessione sia ritardata da controversie in merito alle condizioni da applicare. Qualora gli Stati membri non riuscissero ad adottare le misure necessarie per impedire il verificarsi di tale situazione, verrebbe de facto proseguito l'esercizio dei diritti speciali e/o esclusivi vigenti che, come indicato in precedenza, sono considerati incompatibili con l'articolo 90 in combinato disposto con gli articoli 59 e 86 del trattato.
Tali misure in materia di concorrenza dovrebbero riguardare in primo luogo l'obbligo, da parte degli organismi di telecomunicazioni, di pubblicare condizioni uniformi di interconnessione alla loro telefonia vocale e alle reti a disposizione del pubblico, compresi i listini prezzi e i punti di accesso per l'interconnessione, entro i sei mesi precedenti l'effettiva data di liberalizzazione della telefonia vocale e della capacità di trasmissione per le telecomunicazioni. Tale offerta uniforme dovrebbe essere sufficientemente suddivisa in singole voci per consentire a nuovi gestori di acquistare soltanto quegli elementi dell'offerta di cui hanno effettivamente bisogno. Non dovrebbero inoltre esservi discriminazioni sulla base dell'origine delle chiamate e/o dellereti. Queste condizioni uniformi dovrebbero essere mantenute per il periodo di tempo necessario a consentire la comparsa di una concorrenza efficace. L'esperienza dimostra che può essere considerato ragionevole un periodo di tempo di almeno cinque anni dalla data di abolizione dei diritti speciali e/o esclusivi per la fornitura di telefonia vocale. Inoltre, per consentire il controllo degli obblighi di interconnessione a norma del diritto in materia di concorrenza, il sistema di contabilità applicato nei confronti della fornitura della telefonia vocale e delle reti pubbliche di telecomunicazioni dovrebbe identificare chiaramente gli elementi di costo relativi ai prezzi dell'interconnessione e in particolare, per ogni elemento dell'interconnessione offerta, la base di detto elemento di costo (costi diretti inclusi, costi marginai o costi autonomi). Tale contabilità dovrebbe consentire inoltre un adeguato controllo, in modo da impedire all'organismo di telecomunicazioni di calcolare oneri inferiori a quelli imputati a un concorrente anche qualora ciò dovesse essere giustificato da differenziali di costo oggettivi.
Gli Stati membri dovrebbero inoltre stabilire una procedura che renda possibile la rapida risoluzione delle controversie in materia di interconnessione, onde evitare ritardi nello svolgimento del servizio e nell'installazione della rete da parte dei nuovi gestori che chiedono l'interconnessione, fatti salvi altri mezzi di ricorso disponibili in virtù del dritto interno o della legislazione comunitaria vigente. L'obbligo di pubblicare costi e condizioni d'interconnessione uniformi non osta alla negoziazione di accordi speciali o personalizzati per un insieme specifico o per l'impiego di componenti separati della rete telefonica pubblica commutata e/o alla concessione di sconti per determinati fornitori di servizi o grandi abbonati, ove giustificato.
Un certo numero di Stati membri mantiene ancora attualmente i diritti esclusivi per la fornitura dei servizi in materia di elenchi telefonici. Questi diritti esclusivi sono concessi di norma agli organismi che già godono di una posizione dominante per la fornitura della telefonia vocale oppure a una delle loro controllate. In tale situazione detti diritti hanno l'effetto di ampliare la posizione dominante detenuta da questi organismi, provvedendo quindi a rafforzarla; secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia ciò rappresenta un abuso di posizione dominante contrario al disposto dell'articolo 86. I diritti esclusivi concessi nel settore dei servizi in materia di elenchi telefonici sono pertanto incompatibili con l'articolo 90 in combinato disposto con l'articolo 86 del trattato. Di conseguenza detti diritti esclusivi devono essere aboliti.
Le informazioni contenute negli elenchi rappresentano uno strumento essenziale per l'accesso ai servizi telefonici. Onde garantire la disponibilità di dette informazioni agli abbonati a tutti i servizi di telefonia vocale, gli Stati membri possono adottare una procedura di autorizzazione generale per la fornitura di tali informazioni al pubblico in genere. Questa procedura di autorizzazione non dovrebbe tuttavia limitare la fornitura delle informazioni in questione attraverso nuovi strumenti tecnologici né la preparazione di elenchi specializzati e/o regionali e locali.
Qualora il servizio universale possa essere prestato esclusivamente in perdita o a costi che non rientrano nelle normali condizioni commerciali, possono essere previsti diversi regimi di finanziamento per garantire detto servizio universale. L'introduzione di una concorrenza efficace alle date previste per la sua piena liberalizzazione sarebbe tuttavia notevolmente ritardata se gli Stati membri dovessero attuare un regime di finanziamento tale da assegnare una quota troppo elevata degli oneri ai nuovi gestori e dovessero determinare una partecipazione agli oneri superiore a quanto ritenuto necessario per finanziare il servizio universale.
I regimi di finanziamento gravanti in maniera sproporzionata sui nuovi gestori e in grado quindi di rafforzare la posizione dominante degli organismi di telecomunicazioni risulterebbero contrari all'articolo 90 in combinato disposto con l'articolo 86 del trattato. Indipendentemente dal regime di finanziamento che gli Stati membri decidano di attuare, essi devono garantire che solo i fornitori di servizi e reti pubbliche di telecomunicazioni contribuiscano alla prestazione e/o al finanziamento degli obblighi di servizio universale e che il metodo di ripartizione tra gli interessati sia basato su criteri di oggettività e non discriminazione e risulti conforme al principio di proporzionalità. In base a tale principio, potrebbe essere giustificato esonerare i nuovi gestori che non abbiano ancora ottenuto un importante presenza sul mercato. Inoltre i meccanismi di finanziamento adottati dovrebbero cercare soltanto di garantire che gli operatori di mercato contribuiscano al finanziamento del servizio universale e non alla fornitura di altre attività. Attualmente la struttura tariffaria della telefonia vocale prevista dagli organismi di telecomunicazioni in alcuni Stati membri è ancora disgiunta dai costi. Alcune categorie di chiamate sono eseguite in perdita e beneficiano di sovvenzioni interne derivanti dai proventi relativi ad altre categorie. I prezzi artificialmente bassi impediscono tuttavia la concorrenza, in quanto i concorrenti potenziali non sono motivati ad entrare nel segmento in questione del mercato della telefonia vocale e risultano pertanto contrari al disposto dell'articolo 86 del trattato a meno che non siano giustificati a norma dell'articolo 90, paragrafo 2, in relazione a utenti finali o gruppi di utenti finali specifici ed identificati. Gli Stati membri dovrebbero eliminare tutte le restrizioni ingiustificate in relazione al riequilibrio tariffario da parte degli organismi di telecomunicazioni e, in particolare, quelle che impediscono l'adeguamento delle tariffe non in linea con i costi, aumentando quindi l'onere della fornitura del servizio universale.
Qualora gli Stati membri affidino l'applicazione del regime di finanziamento degli obblighi di servizio universale ai propri organismi di telecomunicazioni con la facoltà di recuperare parte dei contributi dai propri concorrenti, essi devono garantire che l'importo in questione sia indicato separatamente ed esplicitamente rispetto agli oneri di interconnessione (allacciamento e trasmissione). Il meccanismo dovrebbe essere strettamente sorvegliato e si dovrebbero prevedere procedure efficaci di ricorso immediato ad un ente indipendente in grado di risolvere le controversie in merito all'importo da corrispondere, fatti salvi altri mezzi di ricorso disponibili in virtù del diritto interno e della legislazione comunitaria.
La Commissione esaminerà la situazione esistente negli Stati membri in cui venga applicato un sistema di oneri supplementari cinque anni dopo l'introduzione della piena concorrenza per accertare se questi regimi di finanziamento non creino situazioni incompatibili con la normativa comunitaria. I fornitori delle reti pubbliche di telecomunicazioni devono avere accesso alle strade che attraversano le proprietà pubbliche e private per poter installare le infrastrutture necessarie a raggiungere gli utenti finali. In molti Stati membri gli organismi di telecomunicazioni godono di privilegi a norma di legge che consentono loro di installare la propria rete su terreni pubblici o privati sia gratuitamente sia sulla base di oneri stabiliti esclusivamente per recuperare i costi sostenuti. Se gli Stati membri non concedono possibilità analoghe ai nuovi gestori autorizzati onde permettere l'installazione delle loro reti, ciò ne ritarderebbe la realizzazione e in alcuni casi corrisponderebbe al mantenimento dei diritti esclusivi a favore dell'organismo di telecomunicazioni.
Inoltre, l'articolo 90 in combinato disposto con l'articolo 59 impone agli Stati membri di non effettuare discriminazioni nei confronti dei nuovi gestori che in genere provengono da altri Stati membri rispetto ai propri organismi nazionali di telecomunicazioni e ad altre imprese nazionali alle quali sono stati accordati diritti di passaggio per facilitare l'installazione delle loro reti di telecomunicazioni. Qualora le esigenze fondamentali impedissero la concessione di tali diritti di passaggio a nuovi gestori, gli Stati membri dovrebbero almeno garantire a questi ultimi di accedere, ove possibile sotto il profilo tecnico e a condizioni ragionevoli, alle canalette o ai poli esistenti dell'organismo di telecomunicazioni laddove tali infrastrutture risultassero necessarie per l'installazione della loro rete. In assenza di tali disposizioni, gli organismi di telecomunicazioni sarebbero indotti a limitare l'accesso dei propri concorrenti a queste infrastrutture essenziali, abusando quindi della propria posizione dominante. La mancata adozione di tali disposizioni risulterebbe pertanto contraria all'articolo 90 in combinato disposto con l'articolo 86. L'abolizione dei diritti speciali e/o esclusivi sui mercati delle telecomunicazioni consentirà alle imprese che godono di diritti speciali e/o esclusivi in settori diversi da quelli delle telecomunicazioni di accedere ai mercati in questione È necessario consentire il controllo, a norma delle regole contenute nel trattato e nella legislazione nazionale, di eventuali sovvenzioni interne dei costi, contrarie alla concorrenza, tra i settori nei quali i fornitori di servizi o di infrastrutture di telecomunicazioni beneficiano di diritti speciali e/o esclusivi e la loro attività come fornitori di telecomunicazioni. Gli Stati membri dovrebbero prendere misure adeguate al fine di ottenere una certa trasparenza per quanto riguarda l'impiego di risorse provenienti da tali attività protette per poter accedere al mercato liberalizzato delle telecomunicazioni Gli Stati membri dovrebbero quanto meno chiedere a dette imprese, in presenza di un fatturato significativo nel mercato dei servizi di telecomunicazioni e/o della fornitura di infrastrutture, di mantenere registrazioni contabili separate onde fare distinzione, tra l'altro, tra i costi e i ricavi associati alla fornitura di servizi in base a diritti speciali e/o esclusivi e quelli prestati in condizioni di concorrenza. Attualmente potrebbe essere considerato significativo un fatturato superiore a 50 Mio di ECU.
La maggior parte degli Stati membri mantiene attualmente diritti esclusivi anche per la fornitura dell'infrastruttura di telecomunicazioni necessaria per la prestazione dei servizi di telecomunicazioni diversi dalla telefonia vocale.
A norma della direttiva 92/44/CEE, gli Stati membri devono garantire che gli organismi di telecomunicazioni mettano alcuni tipi di linee affittate a disposizione di tutti i fornitori dei servizi di telecomunicazioni. Tuttavia la direttiva del Consiglio prevede solo l'offerta di una serie armonizzata di linee affittate fino ad una certa larghezza di banda, Le società che necessitano di una più ampia larghezza di banda per fornire servizi basati sulle nuove tecnologie ad alta velocità quali la SDH (Synchronous Digital Hierarchy - gerarchia sincrona digitale) si sono lamentate del fatto che gli organismi di telecomunicazioni interessati non sono in grado di rispondere a tale domanda che, in assenza degli attuali diritti esclusivi, potrebbe invece essere soddisfatta dalle reti a fibre ottiche di altri fornitori potenziali di infrastrutture di telecomunicazioni. Di conseguenza detti diritti ritardano la comparsa di nuovi servizi avanzati di telecomunicazioni, limitando il progresso tecnico a danno dei consumatori, e risultano contrari all'articolo 90 in combinato disposto con l'articolo 86, lettera b) del trattato. Inoltre l'eliminazione delle restrizioniin questo settore ha dimostrato di essere essenziale per l'introduzione di una concorrenza non distorta nel casi comprendenti anche i mercati confinanti. Poiché l'abolizione di tali diritti riguarda essenzialmente servizi non ancora forniti e non si riferisce alla telefonia vocale che rappresenta oggi la fonte principale di reddito di detti organismi, essa non potrà minacciare l'equilibrio finanziario degli organismi di telecomunicazioni. Non esiste pertanto alcuna giustificazione per mantenere i diritti esclusivi per la fornitura dell'infrastruttura di rete per servizi diversi dalla telefonia vocale e tali diritti dovrebbero essere aboliti dagli Stati membri a partire dal 1º gennaio 1996.
Per tener conto della situazione specifica degli Stati membri con reti meno sviluppate e degli Stati membri con reti molto piccole la Commissione può concedere, su richiesta, periodi transitori supplementari come indicato in precedenza. L'abolizione dei diritti esclusivi e/o speciali per l'installazione di nuove reti di telecomunicazioni avrebbe conseguenze meno importanti qualora gli Stati membri non consentissero l'allacciamento degli apparecchi terminali a queste nuove reti. Se gli Stati membri decidessero di imporre l'omologazione a detti apparecchi terminali, dovrebbero notificare alla Commissione le specifiche elaborate in base alla direttiva 83/189/CEE del Consiglio. In tal caso, gli Stati membri dovrebbero prendere le misure necessarie per evitare che i ritardi registrati nell'adozione di queste nuove specifiche possano rinviare l'accesso al mercato. Come disposto dall'articolo 3 della direttiva 88/301/CEE per quanto riguarda gli apparecchi da collegare alle reti pubbliche esistenti, gli Stati membri non hanno la facoltà di limitare l'allacciamento di tali apparecchi alle nuove reti autorizzate, fatto salvo il caso in cui possano dimostrare che gli apparecchi in questione non rispondono a requisiti fondamentali precisati all'articolo 4 della direttiva 91/263/CEE.
La presente direttiva non osta a che vengano adottati provvedimenti relativi alle imprese non stabilite nell'Unione, nell'osservanza del diritto comunitario e di vigenti obblighi internazionali, onde garantire che i cittadini degli Stati membri ricevano un trattamento comparabile ed efficace nei paesi terzi.
La definizione a livello nazionale di procedure in materia di autorizzazione, interconnessione, servizio universale, numerazione e diritti di passaggio non osta all'armonizzazione di dette procedure mediante direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio, in particolare nel quadro della fornitura di una rete aperta (ONP).
Articolo 1 La direttiva 90/388/CEE è così modificata: (Definizioni) All'articolo 1:
il tredicesimo trattino del paragrafo 1 è sostituito dal seguente: "esigenze fondamentali'', i motivi di interesse pubblico e di natura non economica che possono indurre uno Stato membro ad imporre condizioni relative all'installazione e/o alla gestione di reti di telecomunicazioni o alla fornitura di servizi di telecomunicazioni. Tali motivi sono la sicurezza di funzionamento della rete, il mantenimento della sua integrità, e, nei casi in cui sono giustificati, l'interoperatività dei servizi, la protezione dei dati, la tutela dell'ambiente e gli obiettivi di pianificazione urbana e rurale nonché l'impiego effettivo dello spettro di frequenze e l'astensione da interferenze dannose fra i sistemi di telecomunicazioni via radio e altri sistemi basati sulla tecnologia delle trasmissioni spaziali o terrestri.
La protezione dei dati può comprendere la tutela dei dati personali, la riservatezza delle informazioni trasmesse o memorizzate nonché la tutela della sfera privata; Il quarto trattino del paragrafo 1 è sostituito dal seguente: "rete pubblica di telecomunicazioni", una rete di telecomunicazioni usata tra l'altro per la fornitura di servizi pubblici di telecomunicazioni;
dopo l'ultimo trattino del paragrafo 1, vengono inseriti i seguenti trattini: "rete di telecomunicazioni", le apparecchiature di trasmissione e, ove esistenti, le apparecchiature di commutazione e altre risorse che permettono la trasmissione di segnali tra punti terminali definiti mediante filo, radio, mezzi ottici o altri mezzi elettromagnetici;
"interconnessione", il collegamento fisico o logico delle infrastrutture degli organismi che forniscono reti e/o servizi di telecomunicazioni onde consentire agli utenti di un organismo di comunicare con gli utenti di un altro o di accedere ai servizi prestati da organismi terzi.
(Abolizione dei diritti speciali esclusivi) L'articolo 2 è sostituito dal seguente:
Articolo 2 Salvo il disposto dell'articolo 1, paragrafo 2, gli Stati membri aboliscono le misure atte a concedere:
diritti esclusivi per la prestazione di servizi di telecomunicazioni, compresa la fornitura delle reti di telecomunicazioni richieste per la prestazione di detti servizi, e
diritti speciali che limitano, a due o più, il numero di imprese autorizzate a fornire tali servizi o reti di telecomunicazioni, non conformandosi a criteri di obiettività, proporzionalità e non discriminazione, o
diritti speciali che designano, non conformandosi a tali criteri, numerose imprese concorrenti per la fornitura di detti servizi o reti di telecomunicazioni.
Essi adottano i provvedimenti necessari affinché a ciascuna impresa sia garantito il diritto di fornire tali servizi o reti di telecomunicazioni. Per quanto riguarda la telefonia vocale e la fornitura di reti pubbliche di telecomunicazioni per la telefonia vocale, gli Stati membri possono mantenere i diritti speciali e/o esclusivi fino al 1º gennaio 1998.
Gli Stati membri che subordinano la fornitura di servizi o reti di telecomunicazioni ad una procedura di concessione della licenza, di autorizzazione generale o di dichiarazione concernente il rispetto delle esigenze fondamentali provvedono affinché le condizioni relative siano basate su criteri di obiettività, proporzionalità, non discriminazione e trasparenza. Gli eventuali dinieghi devono essere debitamente motivati e deve essere prevista una procedura di ricorso avverso tali dinieghi.
La prestazione di servizi di telecomunicazioni diverse dalla telefonia vocale, la fornitura di reti pubbliche di telecomunicazioni e di altre reti di telecomunicazioni basate sull'impiego di radiofrequenze possono essere subordinate esclusivamente ad una procedura di autorizzazione generale o di dichiarazione. Gli Stati membri comunicano alla Commissione i criteri su cui sono basate le procedure di concessione di licenze e di autorizzazione generale e di dichiarazione unitamente alle condizioni associate.
Gli Stati membri continuano ad informare la Commissione di ogni progetto inteso ad istituire nuove procedure di concessione di licenze, di autorizzazione generale e di dichiarazione o a modificare le procedure vigenti. (Autorizzazioni per la telefonia vocale e le reti pubbliche di telecomunicazioni) L'articolo 3 è sostituito dal seguente:
Articolo 3 Per quanto riguarda la telefonia vocale e la fornitura di reti pubbliche di telecomunicazioni, gli Stati membri comunicano alla Commissione entro il 1º gennaio 1997, anteriormente alla loro introduzione, tutte le procedure di autorizzazione o di dichiarazione intese al rispetto: delle esigenze fondamentali,
dagli obblighi finanziari relativi al servizio universale, in conformità dei principi stabiliti dall'articolo 4 quater della presente direttiva.
Le condizioni riguardanti la disponibilità possono comprendere disposizioni atte a garantire l'accesso alla base degli utenti per poter fornire le informazioni in materia di elenchi telefonici universali. Tutte queste condizioni costituiscono un capitolato d'oneri di servizio pubblico e devono essere oggettive, non discriminatorie, proporzionali e trasparenti. Gli Stati membri possono limitare il numero delle licenze da rilasciare soltanto in conformità dei requisiti essenziali ed esclusivamente qualora ciò risulti connesso con la mancata disponibilità nell'ambito dello spettro delle frequenze e giustificato in base al principio di proporzionalità. Entro il 1º luglio 1997 gli Stati membri provvedono alla pubblicazione delle procedure di autorizzazione e di dichiarazione adottate per la fornitura della telefonia vocale e delle reti pubbliche di telecomunicazioni. Spetta alla Commissione vigilare sulla compatibilità di questi progetti con le disposizioni del trattato prima della loro entrata in vigore. Per quanto riguarda i servizi di trasmissione dati a commutazione di pacchetto o di circuito, gli Stati aboliscono il capitolato d'oneri di servizio pubblico adottato e possono sostituirlo con procedure di dichiarazione o di autorizzazione generale di cui all'articolo 2. (Numerazione) All'articolo 3 ter viene inserito il seguente comma dopo i terzo:
Entro il 1º luglio 1997, gli Stati membri garantiscono la disponibilità di numeri adeguati per tutti i servizi di telecomunicazioni ed assicurano che l'assegnazione dei numeri venga effettuata secondo criteri di oggettività, non discriminazione, proporzionalità e trasparenza. All'articolo 7, sono inserite prima di «vigilanza» le parole «dei numeri nonché la».
All'articolo 4, il primo comma è sostituito dal seguente:
Finché gli Stati membri mantengono diritti speciali e/o esclusivi per l'installazione e la gestione delle reti pubbliche fisse di telecomunicazioni, adottano le misure necessarie per rendere pubbliche, oggettive e non discriminatorie le condizioni in vigore per l'accesso alle reti. Dopo l'articolo 4 vengono inseriti i seguenti articoli:
(Interconnessione) Articolo 4 bis Fatta salva la futura armonizzazione dei sistemi nazionali di interconnessione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio nel quadro dell'ONP, gli Stati membri provvedono affinché gli organismi di telecomunicazioni garantiscono l'interconnessione con il proprio servizio di telefonia vocale e con la propria rete commutata di telecomunicazioni che altre imprese autorizzate alla fornitura del servizio o delle reti in questione in base a condizioni non discriminatorie, proporzionali e trasparenti secondo quanto stabilito in allegato ed in conformità di criteri oggettivi.
Entro il 1º luglio 1997, gli Stati membri provvedono in particolare affinché gli organismi di telecomunicazioni pubblichino le condizioni per l'interconnessione con i componenti funzionali di base del loro servizio di telefonia vocale e delle loro reti pubbliche commutate di telecomunicazioni, ivi compresi i punti di interconnessione e le interfacce offerte.
Qualora la Commissione la ritenga necessario, gli Stati membri le comunicano le informazioni di cui all'allegato, unitamente a tutte le informazioni di base necessarie, in particolare la metodologia usata. Gli Stati membri garantiscono che il sistema di contabilità adottato dagli organismi di telecomunicazioni per identificare gli elementi relativi ai prezzi dell'offerta di interconnessione sia tenuto a disposizione della Commissione per cinque anni a partire dalla fine di ogni esercizio finanziario.
Gli Stati membri garantiscono inoltre che gli organismi responsabili della fornitura di reti e/o servizi di telecomunicazioni possano, su loro richiesta, negoziare accordi di interconnessione per accedere alla rete pubblica commutata di telecomunicazioni in relazione all'accesso speciale alla rete e/o alle condizioni in grado di rispondere alle loro esigenze specifiche. Qualora le trattative commerciali non conducano ad un accordo entro un periodo di tempo ragionevole, gli Stati membri prendono, su richiesta di una delle parti ed entro un periodo di due mesi, una decisione motivata onde stabilire le necessarie condizioni finanziarie ed operative e le caratteristiche di tale interconnessione, lasciando impregiudicati altri mezzi di ricorso disponibili in virtù del diritto interno o della legislazione comunitaria vigente.
Le disposizioni di cui al presente articolo sono valide per un periodo di cinque anni dalla data di abolizione effettiva di questi diritti speciali e/o esclusivi concessi all'organismo di telecomunicazioni per la fornitura della telefonia vocale. La Commissione riesamina tuttavia il presente articolo qualora il Parlamento europeo o il Consiglio adottino una direttiva in materia di armonizzazione delle condizioni di interconnessione anteriormente alla fine di tale periodo.
(Elenchi telefonici) Articolo 4 ter Gli Stati membri provvedono affinché siano aboliti tutti i diritti esclusivi relativi alla prestazione di servizi in materia di elenchi telefonici. (Servizio universale) Articolo 4 quater Fatta salva l'armonizzazione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio nel quadro dell'ONP, qualsiasi regime nazionale necessario per ripartire il costo netto relativo all'obbligo di servizio universale affidata agli organismi di telecomunicazioni con altri organismi che forniscono reti e/o servizi di telecomunicazioni, sia esso basato o meno su un sistema di oneri supplementari a un fondo per il servizio universale, deve: riguardare esclusivamente le imprese fornitrici di telefonia vocale e di reti pubbliche di telecomunicazioni;
assegnare ad ogni impresa l'onere spettante in base a criteri di oggettività e non discriminazione e in conformità del principio di proporzionalità;
contenere incentivi per la fornitura di un servizio universale il più efficiente possibile e consentire in particolare ad ogni impresa interessata di candidarsi al fine di assolvere direttamente l'obbligo di servizio universale in cambio di un compenso uguale o inferiore al costo richiesto dall'organismo dominante di telecomunicazioni;
prevedere un'efficace procedura di appello per il regolamento delle controversie relative all'importo da corrispondere da parte degli operatori, lasciando impregiudicati altri mezzi di ricorso disponibili in virtù del diritto interno o della legislazione comunitaria vigenti.
Gli Stati membri comunicano tali regimi alla Commissione che ne deve verificare la compatibilità con le disposizioni del trattato. Gli Stati membri consentono ai propri organismi di telecomunicazioni di riequilibrare le tariffe ed in particolare di adeguare i prezzi non in linea con i costi che aumentano quindi l'onere della fornitura del servizio universale. Entro il 1º gennaio 2003, la Commissione riesamina la situazione esistente negli Stati membri il cui regime di finanziamento è basato su un sistema di oneri supplementari da corrispondere in aggiunta ai costi di allacciamento per l'interconnessione a punti specifici della rete pubblica commutata di telecomunicazioni e valuta in particolare se tali regimi limitano a meno l'accesso ai mercati in questione. In quest'ultimo caso la commissione verifica l'esistenza di altri metodi e presenta proposte adeguate. (Diritti di passaggio) Articolo 4quinques Gli Stati membri assicurano che non venga fatta alcuna discriminazione tra i fornitori di reti pubbliche di telecomunicazioni per quanto riguarda la concessione di diritti pubblici di passaggio per la fornitura di tali reti. Laddove non sia possibile concedere nuovi diritti di passaggio alle imprese che intendono fornire reti pubbliche di telecomunicazioni a causa delle esigenze fondamentali applicabili, gli Stati membri garantiscono l'accesso, a condizioni ragionevoli, alle infrastrutture esistenti installate in virtù dei diritti di passaggio e che non possono essere duplicate. (Proroga) Articolo 4sexies Per quanto riguarda le esigenze di cui all'articolo 2, paragrafo 3, all'articolo 3 e all'articolo 4bis, paragrafi da 1 a 3, gli Stati membri con reti meno sviluppate possono beneficiare, su richiesta, di un periodo di transizione supplementare massimo di cinque anni e gli Stati membri con reti molto piccole possono ottenere, su richiesta, un periodo di transizione supplementare massimo di due anni onde poter realizzare i necessari adeguamenti strutturali. Articolo 2 Nelle procedure di autorizzazione per la fornitura della telefonia vocale e delle reti pubbliche di telecomunicazioni, gli Stati membri garantiscono per lo meno laddove tale autorizzazione sia concessa a imprese che già beneficiano di diritti speciali e/o esclusivi in settori diversi dalle telecomunicazioni, dette imprese tengano una contabilità finanziaria separata per quanto riguarda le loro attività quali fornitori di telefonia vocale e/o reti e le altre attività, qualora raggiungano un fatturato superiore a 50 Mio di ECU nel mercato delle telecomunicazioni in questione. Articolo 3 Salvo il disposto dell'articolo 4 della direttiva 90/388/CEE, modificata dalla direttiva 95/�/CE (relativa all'eliminazione delle restrizioni riguardanti l'impiego di reti televisive via cavo per la fornitura di servizi di telecomunicazioni), gli Stati membri provvedono affinché, entro il 1º gennaio 1996, siano eliminate tutte le restrizioni relative alla fornitura di servizi di telecomunicazione diversi dalla telefonia vocale per quanto riguarda l'impiego delle reti installate dal fornitore del servizio di telecomunicazioni, l'uso delle infrastrutture messe a disposizione da terzi e la condivisione delle reti, di altre infrastrutture e dei siti.
Per quanto riguarda le esigenze di cui al paragrafo 1 del presente articolo, gli Stati membri con reti meno sviluppate possono beneficiare, su richiesta, di un periodo di transizione supplementare massimo di cinque anni e gli Stati membri con reti molto piccole possono ottenere, su richiesta, un periodo di transizione supplementare massimo di due anni onde poter realizzare i necessari adeguamenti strutturali.
Articolo 4 Qualora gli Stati membri decidano di adottare specifiche di omologazione per gli apparecchi terminali destinati al collegamento con le nuove reti pubbliche di telecomunicazioni autorizzate a norma della presente direttiva, essi notificano tali specifiche alla Commissione, sotto forma di progetto, in conformità della direttiva 83/189/CEE. In assenza di dette specifiche, gli Stati membri non rifiutano l'allacciamento degli apparecchi terminali con le nuove reti pubbliche né la loro successiva entrata in funzione, fatti salvi i casi in cui dimostrino che gli apparecchi terminali non rispondono a requisiti fondamentali di cui all'articolo 4 della direttiva 91/263/CEE. Articolo 5 Entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente direttiva, gli Stati membri trasmettono alla Commissione le informazioni atte a consentire di accertare l'osservanza degli articoli 1, 2, 3 e 4 della direttiva stessa La presente direttiva lascia impregiudicati gli obblighi esistenti a carico degli Stati membri di comunicare le misure adottate per adeguarsi alle direttive 90/388/CEE e 94/46/CE. Articolo 6 La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee. Articolo 7 Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva. ALLEGATO
La trasparenza di cui a primo paragrafo dell'articolo 4bis riguarda in particolare i seguenti costi di interconnessione: L'onere iniziale di allacciamento comprendente l'addebito una tantum ed i costi di noleggio per l'attivazione dell'interconnessione fisica (per es. apparecchiature specifiche, risorse di segnalazione, prove di compatibilità, mantenimento del collegamento. ecc.), nonché i costi variabili per servizi ausiliari e supplementari (per es. accesso al servizio degli elenchi telefonici, assistenza degli operatori, raccolta dati, addebiti, fatturazione, servizi avanzati e commutati, ecc.);
gli oneri di trasmissione (per es. costi di commutazione e trasmissione) volti ad identificare il principio di fatturazione applicato (sulla base delle singole chiamate e/o dell'ulteriore capacità di rete richiesta);
la quota dei costi sostenuti per consentire la parità di accesso (per es. il supporto alle procedure identiche di accesso per l'utente finale) e la portabilità della numerazione, nonché dei costi atti a garantire l'osservanza delle esigenze fondamentali (mantenimento dell'integrità della rete, sicurezza della rete nelle situazioni d'emergenza, interoperabilità dei servizi e protezione dei dati);
ove necessario, oneri supplementari destinati a ripartire il costo netto del servizio prestato ad utenti degli organismi di telecomunicazione dovrebbero rifiutare di servire in assenza dell'obbligo di servizio universale.

References: e contrario

Articolo 1

Articolo 2

Articolo 3
 Articolo 4
 Articolo 4
 Articolo 4
 Articolo 4
 Articolo 4
 Articolo 2
 Articolo 3

Articolo 4
 Articolo 5
 Articolo 6
 Articolo 7