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Timestamp: 2020-06-07 05:59:06+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 7254 del 22/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7254 del 22/03/2017
Cassazione civile, sez. trib., 22/03/2017, (ud. 16/11/2016, dep.22/03/2017), n. 7254
sul ricorso 30379-2011 proposto da:
P.M., elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI GRACCHI
avverso il provvedimento n. 161/2011 della COMM. TRIB. REG. del LAZIO
2.7.10, depositata il 19/07/2011;
P.M. impugnò dinanzi alla C.T.P. di Viterbo il diniego di rimborso delle trattenute IRPEF relative al trattamento pensionistico percepito nei mesi di luglio e agosto 2005, per un importo complessivo di Euro 1.207,50, deducendo di beneficiare, dal 1 luglio 2005, della completa esenzione IRPEF per effetto della L. n. 206 del 2004, art. 3, comma 2.
Proposto appello dall’Ufficio, la C.T.R. del Lazio, con sentenza del 19 luglio 2011, in riforma della sentenza impugnata, ha negato il diritto al rimborso del contribuente, sul rilievo che, nell’anno di imposta in questione, il reddito imponibile era risultato negativo e che ciò non aveva comportato alcuna concreta conseguenza in termini economici. Avverso detta pronuncia, il contribuente propone ricorso per cassazione, affidato a due motivi.
1. Con il primo motivo si denuncia “Omessa motivazione circa un fatto decisivo per la controversia (art. 360 c.p.c., n. 5)”. Sostiene il ricorrente che la C.T.R. aveva omesso qualsivoglia argomentazione in merito alla dedotta inammissibilità dell’appello, con il quale, in violazione del D.Lgs. n. 456 del 1992, art. 57, comma 2, l’Ufficio aveva ampliato il thema decidendum, ritenendo che la richiesta del contribuente non concerneva un rimborso di imposta, bensì una restituzione di imponibile.
Va richiamato, al riguardo, l’orientamento espresso da questa Corte, cui il Collegio intende dare continuità, secondo cui il contribuente che impugni il rigetto dell’istanza di rimborso di un tributo riveste la qualità di attore in senso sostanziale, con la duplice conseguenza che grava su di lui l’onere di allegare e provare i fatti a cui la legge ricollega il trattamento impositivo rivendicato nella domanda e che le argomentazioni con cui l’Ufficio nega la sussistenza di detti fatti, o la qualificazione ad essi attribuita dal contribuente, costituiscono mere difese, come tali non soggette ad alcuna preclusione processuale, salva la formazione del giudicato interno (in termini, Cass. civ., sez. trib., 02-07-2014, n. 15026; Cass. civ., sez. trib., 29-12-2011, n. 29613; Cass. civ., sez. trib., 05-05-2010, n. 10797).
2. Con il secondo motivo si denuncia “Violazione e falsa applicazione di norme di diritto (art. 360 c.p.c., n. 3). Omessa motivazione circa un fatto decisivo per la controversia (art. 360 c.p.c., n. 5)”. Sostiene il ricorrente che l’Amministrazione finanziaria aveva erroneamente operato la ritenuta di Euro 1.207,50, nonostante il contribuente beneficiasse della completa esenzione IRPEF ai sensi della L. n. 206 del 2004, art. 3, comma 2.
Il ricorrente pone a fondamento del preteso rimborso la nota del 6.2.2006 dell’INPDAP, senza tuttavia trascrivere o riassumere nel ricorso il contenuto del documento, non essendo sufficiente, al fine di integrare il requisito dell’autosufficienza, l’indicazione della collocazione dell’atto nel fascicolo di merito.
Va, peraltro, rilevato come la C.T.R., sul presupposto della diversa natura delle somme chieste in restituzione rispetto a quella prospettata dal contribuente, sia correttamente pervenuta ad escludere che, risultando nel periodo d’imposta in considerazione un reddito negativo, spettasse al contribuente il rimborso richiesto.
La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in Euro 900,00, oltre spese prenotate a debito.

References: Sentenza 
 provvedimento n. 
 art. 3
 sentenza 
 sentenza 
 art. 57
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 3