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Timestamp: 2020-07-12 19:30:54+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 1862 del 25/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1862 del 25/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 25/01/2017, (ud. 14/12/2016, dep.25/01/2017), n. 1862
sul ricorso 14687-2015 proposto da:
presso la CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato MASSIMO
FASANO giusta procura speciale in calce al ricorso;
avverso la sentenza n. 2309/23/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di BARI SEZIONE DISTACCATA di LECCE del 7/11/2014,
partecipata del 14/12/2016 dal Consigliere Relatore Dott. CIRILLO
Il Dott. F.A. ricorre per la cassazione della sentenza della CTR – Puglia, sez. Lecce, del 14 novembre 2014 laddove nega al contribuente, medico di base convenzionato col SSN, il rimborso dell’IRAP versata per gli anni d’imposta dal 2004 al 2007.
Col ricorso si censura – per violazioni di norme di diritto sostanziali (D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 2 e 3) e collegati vizi motivazionali – la sentenza d’appello laddove stima l’attività del contribuente fornita del requisito dell’autonoma organizzazione. L’Agenzia spiega difese con controricorso.
In effetti, la decisione del giudice regionale si discosta, in punto di diritto, dai principi regolativi ora definitivamente certificati da Cass. Sez. U, Sentenza n. 9451 del 10/05/2016 (Rv. 639529) laddove si afferma che, in tema di imposta regionale sulle attività produttive, il presupposto dell’autonoma organizzazione richiesto dal D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 2, non ricorre quando il contribuente responsabile dell’organizzazione impieghi beni strumentali non eccedenti il minimo indispensabile all’esercizio dell’attività e si avvalga di lavoro altrui non eccedente l’impiego di un dipendente con mansioni esecutive.
Dunque, il ricorso è globalmente fondato in entrambi i motivi. Erra il giudice di merito allorquando, pur in pacifica assenza di dipendenti (accertata in sentenza) e in presenza di un solo studio medico (di cui v’è traccia sempre in sentenza), ritiene di non dovere esaminare le risultanze del “registro dei beni ammortizzabili”. Esso, obbligatorio per legge, costituisce indubbio indice rivelatore, sotto il profilo dell’entità dei beni strumentali impiegati nell’attività professionale, dell’esistenza o meno di quell’autonoma organizzazione nei termini delineati dalle sezioni unite.
Conseguentemente il ricorso può essere deciso in camera di consiglio ai sensi dell’art. 375 c.p.c., comma 1, con ordinanza (in forma semplificata) che, in accoglimento di entrambi i motivi, cassi con rinvio la sentenza d’appello per nuovo e motivato esame sulla scorta del superiore principio di diritto (Rv. 639529).
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza d’appello e rinvia, anche per le spese, alla CTR – Puglia (sez. Lecce) in diversa composizione.

References: Sentenza 
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 Cass. Sez. 
 Sentenza 
 art. 2
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