Source: http://alessandrobratti.blogspot.com/2008/06/
Timestamp: 2017-06-27 01:53:36+00:00

Document:
Alessandro Bratti : giugno 2008
Stern rifà i conti
Per contrastare i cambiamenti climatici ed impedire che essi devastino l'economia non è più sufficiente investire l'1% del prodotto interno lordo:Ora ci vorrebbe il 2%.Parola di Nicholas Stern, il 'banchiere illuminato', autore nel 2006 del 'Rapporto Stern' sui risvolti economici dei cambiamenti climatici.Stern disse che, in caso di inazione, entro il 2050 i cambiamenti climatici avrebbero fatto scendere il Pil del 5-20%. Ma è già ora di rifare i conti.
Tra pochi mal di pancia e una bella relazione introduttiva di Vigni, si è svolta oggi a Roma la Assemblea degli Ambientalisti per il Partito Democratico
Enviros.barackobama.comDa oggi Obama alle prese con l'ambiente.
Un grande pezzo......
Amministratori e scelte
Dopo una lunga maratona è stato approvato il decreto legge 90 e quindi convertito in legge. Il provvedimento tratta una serie di norme per porre fine all’emergenza rifiuti in Campania affidando di fatto un potere assoluto al Sottosegretario Bertolaso che ,oltre a capo della protezione civile, assume la piena responsabilità fino al 31 12. 2009 dello svolgimento delle azioni in Campania.Un provvedimento che nasce dalla necessità di risolvere delle inadempienze di un’ampia classe dirigente , dai sindaci al Presidente della Regione ai vari Commissari che si sono succeduti ai Ministri di centro sinistra e di centro destra. Un disastro dovuto certo ad una presenza cronica della malavita organizzata ma soprattutto ad un’incapacità delle istituzioni di scegliere. Scegliere una programmazione , scegliere la tipologia di impianti, scegliere le priorità.La mia esperienza di amministratore locale a Ferrara e poi di Direttore dell’Agenzia regionale mi ha consentito di dare un contributo ad una discussione complicata presentando emendamenti e soprattutto evitando, insieme ad altri, che dentro un decreto così importante venisse inserito in maniera surrettizia un articolo che in poche righe scioglieva e ricostituiva le commissioni di Valutazione di impatto ambientale e quella dell’Autorizzazione ambientale integrata ma soprattutto eliminava di fatto l’Agenzia ambientale nazionale trasformandola in una fantomatica struttura di ricerca. L’obiettivo era abbastanza evidente: “impossessarsi politicamente di tutto il sistema tecnico dei controlli ambientali nazionali “Spesso mi sono trovato nel nostro territorio ad affrontare discussioni rispetto al Piano dei rifiuti, all’inceneritore alla centrale turbogas. Il confronto con quello che succede in buona parte del Paese mi fa pensare che Ferrara, l’Emilia Romagna sia un’anomalia, un’anomalia europea. Si può essere d’accordo o meno con alcune scelte ma da noi intanto si discute su queste. Si discute su infrastrutture che poi vengono realizzate, si discute su programmi di raccolta differenziata e di recupero di materiali che vengono fatti. Si discute di controlli ambientali che vengono eseguiti. Questa è la differenza fondamentale che ho rilevato dalla prima esperienza parlamentare fra realtà come quelle regionali e il resto del Paese. Non si è discusso solo della Campania, si è parlato di tutto il sistema della gestione dei rifiuti in Italia. A Ferrara rispetto alle grandi questioni ambientali sono state fatte scelte lungimiranti: le amministrazioni in modo responsabile hanno proposto una strategia sui rifiuti che va nella direzione dell’eliminazione delle discariche e va verso percentuali elevate di raccolta differenziata e incenerimento con produzione di energia. Si è scelto, con un’ampia concertazione, di bonificare e rilanciare l’area produttiva del petrolchimico (indicazione che oggi vengono prefigurate per tutto il Paese come futuribili dall’attuale Ministro Prestigiacomo). Scelte non semplici passate attraverso anche un confronto duro con rappresentanze più o meno in buona fede di cittadini, fatte alla luce del sole.Se in altre parti del Paese si fosse fatto quello che si fa da noi non si considererebbe normale il fatto che il Capo della protezione civile sia diventato Sottosegretario per l’emergenza rifiuti.
DOMANI PAGOONOREVOLE COSIMO TROMBETTA, MA MI FACCIA IL PIACERE....value="http://www.youtube.com/v/v8zgoUO0Uf0&hl=it">E IO PAGO
Desde Cuba: blog-rivoluzione-narrazione
Non se avete letto l'inserto di R2 la Repubblica di ieri su Yoani Sanchez, la blogger che racconta i piccoli fatti quotidiani di Cuba e contro cui Fidel si è scatenato. Scrive: "Abito in una utopia che non è mia. Per essa i miei nonni si sacrificarono, i miei genitori persero i loro anni migliori. Voglio avvisare coloro che mi imposero, senza consultarmi, questo miraggio che non penso di lasciarlo in eredità ai miei figli. Alcuni, che non la vivono, tentano di convincermi da lontano che devo conservarla. Risulta alienante vivere una illusione estranea, accollarsi il peso di ciò che gli altri sognarono". E ancora, in risposta al TIME che inserendola tra i 100 più influenti della terra, la definisce eroina: "preferisco essere chiamata cittadina, non mi piacciono gli eroi, preferisco le persone normali, con i loro limiti". Non criticare, non insultare, non agitarsi, non attaccare, ma semplicemente raccontare: Desde Cuba
Intervento 7: emendamento Bratti 13.51.
Sed. n. 20 di giovedì 19 giugno 2008 Signor Presidente, rispetto allo stesso tema, che in questo caso è rivolto all'informazione, le numerose deroghe previste nel decreto-legge, ovviamente tutte nella logica dell'urgenza e dell'efficienza, non permettono, di fatto, ai cittadini di conoscere e seguire le vicende che riguardano la costruzione e, soprattutto nei primi tempi, la funzione degli impianti. All'articolo 13 si sottolinea la necessità di informare i cittadini.Per quanto riguarda questo aspetto, visto che il disposto legislativo non cita alcuna deroga, allo stato attuale è in vigore una normativa, la legge n. 195 del 2005, a firma del Governo Berlusconi, che recepisce la decisione 2005/370/CE del Consiglio dell'Unione europea. Tale decisione riprende la Convenzione di Árhus in materia di accesso all'informazione e partecipazione dei cittadini e accesso alla giustizia in materia ambientale.Al fine di raggiungere l'obiettivo, la Convenzione propone di intervenire in tre settori: assicurare l'accesso al pubblico all'informazione sull'ambiente detenuta dalle autorità pubbliche; favorire la partecipazione dei cittadini all'attività decisionale avente effetti sull'ambiente; estendere le condizioni per l'accesso alla giustizia in materia ambientale. Il secondo aspetto della Convenzione, pertanto, riguarda la partecipazione del pubblico al processo decisionale. Recita la Convenzione che tale partecipazione deve essere assicurata attraverso la procedura di autorizzazione di determinate attività, principalmente di tipo industriale, che vengono riportate nell'allegato 1, all'articolo 5: impianti di incenerimento, recupero e trattamento chimico discarica di rifiuti pericolosi, impianti di incenerimento di rifiuti urbani con capacità superiore a tre tonnellate l'ora; impianti per lo smaltimento di rifiuti non pericolosi e, in buona sostanza, anche gli impianti che qui sono citati.Poiché non ne è stata prevista la deroga, credo che tali norme debbano essere rispettate. Inoltre, chiediamo di sottolineare che l'informazione ambientale non debba essere a senso unico, cioè proveniente solo dal sottosegretario di Stato verso i cittadini, ma che a questi sia garantita - così come richiesto dalla normativa europea e così come recepito, lo ripeto, dalla legge n. 195 del 2005, approvata sotto il GovernoPag. 160Berlusconi - la possibilità di accedere agli atti e di conoscere tutte le questioni che riguardano pressioni ambientali sul proprio territorio.
Intervento 6: emendamento Bratti 13.1.
Sed. n. 20 di giovedì 19 giugno 2008 Signor Presidente, con questa richiesta di modifica del comma si riprende il ragionamento sull'articolo 13 che il Ministro ci aveva presentato in Commissione sul tema dell'informazione e della partecipazione dei cittadini e che sembrava molto caro.Nella proposta in esame (anche in questo caso, non si capisce perché non sia stato accettato), si chiedeva semplicemente di seguire le prassi politiche più comuni all'interno dell'Unione europea e, quindi, di seguire nei percorsi di informazione e, soprattutto, di coinvolgimento dei cittadini la metodologia dei processi di Agenda 21 locale che era, tra l'altro, una metodologia già richiamata dal decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, convertito in legge dalla legge 6 dicembre 2006, n. 290. Si chiedeva semplicemente di aggiungere tale annotazione, che ci sembrava potesse rappresentare un piccolo tassello per riportare alla situazione di normalità che, in parte, il decreto-legge al nostro esame mira a raggiungere."Type rest of the post here
Intervento 5: emendamento Bratti 12.1.
Sed. n. 20 di giovedì 19 giugno 2008 Signor Presidente, anche in questo caso sinceramente non si capisce la contrarietà della maggioranza sull'emendamento in esame, perché è stabilita nella relativa disposizione la possibilità per i capi missione, rispetto a tutta una serie di attività, di crediti, di costruire dei percorsi (ciò riguarda soprattutto quelle società private che hanno gestito gli impianti) per cercare di addivenire alle necessarie attività solutorie nei confronti di questi crediti.Mi risulta inoltre - ne sono testimone diretto perché prima dirigevo l'agenzia ambientale della regione Emilia Romagna - che vi sia un credito di oltre 300 mila euro rispetto a dei progetti di raccolta differenziata realizzati allora su richiesta dei commissari straordinari.Quindi, quanto si chiedeva con questo emendamento era di parificare il trattamento di queste società private con quello di eventuali amministrazioni pubbliche o di agenzie pubbliche che ad oggi ancora vantano questi crediti e che continuano a iscriverli in bilancio. Non si capisce perché per questi soggetti non si possano costruire gli stessi percorsi privilegiati delegati ai capi missione che, invece, si costruiscono nei confronti delle agenzie e delle società private."
Intervento 4: emendamento Bratti 11.40
Sed. n. 20 di giovedì 19 giugno 2008Signor Presidente, il senso dell'emendamento deriva dal fatto che non risulta che in Campania vi sia, attivo o in progettazione, un sistema continuo e affidabile di monitoraggio delle ricadute ambientali dei futuri impianti, siano essi inceneritori o discariche. Tale sistema di sorveglianza ambientale può essere finalizzato a conoscere aspetti ambientali e sanitari nelle aree circostanti gli impianti suddetti.In regioni quali la Lombardia, la Toscana e l'Emilia Romagna l'applicazione dell'autorizzazione integrata ambientale, che in parte è stata reintrodotta con il recepimento delle osservazioni dell'Unione europea, per gli inceneritori di rifiuti solidi urbani, ha portato alla messa a punto di linee guida che consentono di uniformare le metodologie per il controllo delle aree interne agli impianti. Inoltre, in numerose di queste regioni, si stanno impostando delle ricerche al fine di standardizzare dei sistemi di monitoraggio ambientale e sanitario nelle aree circostanti.In generale, la presenza di inceneritori in contesto geografico ambientale complesso, in prossimità di centri urbani industriali o di arterie stradali altamente trafficate, rende spesso difficile valutare il reale impatto di questi impianti sulla qualità dell'aria e dell'ambiente e, di conseguenza, sui possibili effetti sulla popolazione potenzialmente interessata (sia che si tratti dei lavoratori, sia che si tratti dei residenti). La motivazione a impostare un monitoraggio sugli aspetti ambientali e sanitari è ancor più significativa nel contesto di cui stiamo parlando, in quanto la situazione particolare ed emergenziale non consente - come abbiamo potuto vedere prima - l'applicazione nei modi e nei tempi necessari dei processi di valutazione di impatto ambientale e di autorizzazione ambientale integrata. Le esperienze in altri Paesi, ma anche in alcune zone italiane, hanno dimostrato che attraverso un confronto costante ed un'informazione adeguata i timori vengono a cadere ed aumenta progressivamente il clima di fiducia dei cittadini.Pur essendo assolutamente consapevoli che si sta operando in un contesto difficile e complicato, in cui si mescolano - come più volte è stato ricordato - aspetti legati alla malavita organizzata al senso di sfiducia dei cittadini, è necessario (come più volte abbiamo detto), nella logica del ritorno alla normalità, che anche quelle popolazioni si sentano rassicurate rispetto a ciò che viene realizzato. Di conseguenza, tutti quegli strumenti che possono far riacquistare fiducia nelle istituzioni devono essere messi in campo. Noi crediamo che questa proposta sia assolutamente in linea con il successivo articolo 13 del provvedimento in esame, e non è comprensibile il motivo per cui non possa essere accettata. Come ricordato, in numerosi contesti territoriali del nord oltre a far rispettare i limiti di legge e ad applicare correttamente la normativa europea si effettuano approfondimenti su richiesta delle comunità riguardo alla conoscenza degli effetti di questi impianti di smaltimento. Non si capisce perché le comunità campane, oltre ad essere esposte ai pericoli per la loro salute dovuti alla mancanza di idonei impianti di smaltimento e ad una gestione scellerata degli stessi, non abbiano il diritto di essere rassicurate rispetto ad eventuali pressioni ambientali esercitate da inceneritori e discariche.
Intervento 3: per farvi una idea....
Dagli interventi di oggi che trovate qui: Sed. n. 20 di giovedì 19 giugno 2008 , vi potete fare una idea di come sia il lavoro da parlamentare.Signor Presidente, il comma 1 dell'articolo 7 del decreto-legge in esame, insieme ai fini del contenimento della spesa pubblica e dell'incremento dell'efficienza procedimentale, si propone di ridurre da 60 a 50 i membri della commissione di verifica dell'impatto ambientale, di cui all'articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 90. Entro trenta giorni il Ministro dell'ambiente nomina i nuovi 50 commissari ed entro sessanta giorni lo stesso Ministro procede, con decreto, a definire il nuovo regolamento della commissione.Innanzitutto c'è da premettere che questa disposizione è assolutamente estranea ai motivi di necessità e urgenza che hanno portato all'emanazione del decreto-legge. Questo, è da notare, avviene nonostante la discussione che abbiamo svolto nei giorni scorsi e nonostante i numerosi richiami di esperti costituzionali, i quali chiedono un maggiore rigore nella definizione delle materie trattate nelle leggi e invitano a non abusare della decretazione d'urgenza.Anzi, andando nel concreto, si potrebbe anche aggiungere che la disposizione in questione, poiché prevede l'azzeramento della commissione e la messa a regime in ben tre mesi di una nuova commissione - in ordine alla quale, peraltro, concordiamo sul fatto che possa essere inadeguata - in realtà presenta degli elementi di aperta contraddizione con i motivi di necessità e di urgenza che hanno portato all'adozione del provvedimento. Tra l'altro, con un atto regolamentare a contenuto sostanzialmente normativo da poco promulgato, come il decreto del Presidente della Repubblica n. 90 del 2007, che reca appunto la firma del Presidente della Repubblica, era stato stabilito che, per garantire l'operatività della commissione VIA ordinaria e speciale per le infrastrutture e gli insediamenti strategici, nonché per la valutazione ambientale strategica, fosse congruo il numero di 60 membri. La disposizione appare logica, considerate le nuove incombenze in materia di VAS e il rilevante carico di lavoro generato dalla VIA speciale che - lo ricordo - si applica a tutte le grandi opere incluse nel Primo programma per le infrastrutture e gli insediamenti strategici che, secondo il servizio studi della Camera dei deputati, ad oggi ricomprende complessivamente 243 opere per 543 progetti, per un valore di circa 305 miliardi di euro. Quindi, non stiamo parlando di una commissione secondaria.In termini di efficienza e di razionalizzazione - se questa è la ratio del provvedimento -. sarebbe invece forse il caso di applicare ciò che è contenuto nel decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4, all'articolo 8, comma 2, laddove si prevede che «nel caso di progetti per i quali la valutazione d'impatto ambientale spetta allo Stato, e che ricadano nel campo di applicazione di cui all'allegato V del decreto legislativo 18 febbraio 2005 n. 59, il supporto tecnico-scientifico viene assicurato in coordinamento con la commissione istruttoria per l'autorizzazione ambientale integrata», quindi con l'altra commissione che era oggetto del primo emendamento del Governo. Dunque, ciò potrebbe anche prefigurare la possibilità, invece di avere due commissioni, di averne una sola e, quindi, di ridurre ulteriormente le spese.Pertanto, quello prefigurato dall'articolo 7, comma 1, del decreto-legge in esame, sembra essere nella sostanza nient'altro che l'applicazione di una sorta di spoil system esteso, impropriamente, oltre che agli incarichi apicali della pubblica amministrazione di nomina politica, anche ad una commissione tecnica. Spesso, come veniva ricordato, si è assistito anche in passato a forzature analoghe, ma ciò non significa che sia stata una pratica corretta. Noi crediamo che all'interno di questi organismi tecnici ci debbano essere delle professionalità consolidate, di comprovata esperienza, altamente qualificate e, soprattutto, che occorra garantire quella terzietà indispensabile per assicurare ai cittadini la massima tutela ambientale e sanitaria, e che non debba trattarsi di un organo di consulenza del Ministro dell'ambiente.
Approvato dalla maggioranza l'emendamento PD
La maggioranza ha votato l'emendamento del PD che richiedeva la soppressione di parte dell'articolo 7 del decreto sulla emergenza rifiuti, quella riguardante la riforma del sistema agenziale. In questo blog avevamo già spiegato perchè IRPA non andava bene. Trovate qui il resoconto stenografico della seduta n. 19 di mercoledì 18 giugno 2008 Pubblicato da
Ok dal Parlamento europeo al testo della direttiva quadro sui rifiuti
Ieri il Parlamento europeo ha approvato in seconda lettura il testo della direttiva quadro rifiuti. Le novità principali riguardano gli obiettivi di riciclaggio, che vengono portati ad almeno il 50% in peso al 2020 per i rifiuti di origine domestica (Rsu) e ad almeno il 70% in peso per la parte degli speciali relativa agli inerti da costruzione e demolizione alla stessa data. Per ottenere questi obiettivi (già praticamente raggiunti nel nostro Paese tranne che per i materiali in plastica e per gli inerti) si prevede che entro il 2015, come è stato chiesto dai deputati, gli Stati membri istituiscano regimi di raccolta differenziata «almeno» per la carta, il metallo, la plastica e il vetro.Via greenreport
NEW YORK non ha paura di sperimentare
Cosi il Sindaco Bloomberg annuncia la chiusura totale del traffico a favore dei ciclisti per tre sabati. A NEW YORK dal 9 agosto.
Nucleare: l'appello degli scienziati
1200 scienziati hanno sottoscritto l'appello lanciato da un gruppo coordinato dal Prof. Balzani della università di Bologna. Tra i principali motivi di questa presa di posizione riportiamo: - la necessità di ingenti finanziamenti pubblici necessaria ad una svolta italiana verso il nucleare - i problemi di insicurezza della filiera tecnologica, definiti dagli studiosi “intrinseci” al nucleare stesso -la difficoltà di localizzare siti per lo smaltimento delle sostanze radioattive - scarsità di combustibili nucleari - aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri i siti nucleari potrebbero rappresentare un facile bersaglio terroristico: il nucleare civile sarebbe dunque condannato a diventare nucleare militare, con un gran dispiegamento di mezzi e forze armate - il nucleare non rappresenta una risposta al problema dell’approvvigionamento energetico, e non risolverà l’attuale crisi E’ovvio che gli scienziati offrono un’alternativa valida al problema energetico, indicando come energia del futuro il sole.Il sole è infatti destinato a durare per almeno 4 miliardi di anni ed è reperibile in tutti i luoghi del mondo.Secondo le stime degli studiosi il sole invia sulla Terra una quantità di energia 10.000 volte superiore a quella di cui necessita l’intera umanità.L’unico modo per guardare lontano è investire nelle rinnovabili, in particolar modo nell’energia solare.
Sosteniamo il gaypride 2008
Ricordando, che la Costituzione italiana, all’articolo 3, proclama che «tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese», segnalo che IL CIRCOLO PDOBAMA DÀ IL SUO APPOGGIO AL GAY PRIDE 2008. Pubblicato da
Tutti currentisti?
Ho fatto un giretto sulla sezione Ambiente di Current, la nuova tv creata da Al Gore (che stanotte ha reso pubblico il suo supporto a Obama). Non la si vede solo sul 130 di Sky ma anche sul web.Ve la consiglio: è composta solo da documentari creati dal pubblico, di argomenti vari e di durata mai superiore ai sette minuti. Ricca sezione ambientale. Ciao
Sul web, ma ricordandoci che siamo fatti di carne...
Generazione web sott’accusa: «Stupidi e deconcentrati». E’ il titolo forte del Corriere della Sera di oggi che dà notizia dell’ultimo numero di The Atlantic, il mensile culturale più letto dalle elite progressiste Usa. Su Greenreport A. Farulli intervista il Prof.Buiatti che commenta l'articolo: "molti studenti sanno il nome delle cose ma non cosa sta dietro quel nome, ovvero non conoscono le cose. Un esempio: studenti di 21 anni circa e molti di loro non sanno che il pane e la pasta sono fatti entrambi con il grano e non sanno cos’è il grano. Oppure non sanno che differenze c’è tra un pollo maschio o un pollo femmina perché leggono le parole ma non conoscono la ‘bestia viva’. Una cosa molto preoccupante che fa parte di una tendenza a dimenticarci di essere vivi. Questo comporta discutere e accapigliarsi sulle parole e non sulle cose, come succede con la terribile discussione su Ogm sì o no, clonazione sì o no: il dibattito è sulle parole senza che praticamente nessuno sappia di cosa si sta pralando dal punto di vista scientifico.Guardare le cose e legare le parole alle cose ricordandoci, ed essendo sempre coscienti, che siamo fatti di carne".>
Nasce la Fondazione Scuola di Politica.A settembre già il primo appuntamento, il "Late Summer Seminar", in programma dal 1 al 6 a Bertinoro in provincia di Forlì, cui è possibile iscriversi, dal titolo “Un’Italia moderna. La political economy del ristagno e del rilancio". Ogni giorno un tema diverso: “Perché il centrosinistra perde in Europa o “Il ristagno economico dell’Italia. Come uscirne?”, o ancora "Per tornare a crescere. Politiche sociali e liberalizzazioni", solo per fare qualche esempio, con la partecipazione di docenti straordinari come Jonathan Hopkin della London School of Economics o Marc Lazar della Sciences PO di Parigi e Giuliano Amato. Sarà prevista la presenza di un membro del Governo Ombra del PD con cui confrontarsi sui temi in questione come Pierluigi Bersani che chiuderà i lavori del 3 settembre.
Lester Brown, la ricetta per salvare il pianeta dai cambiamenti climatici
Lester Brown è il fondatore del Worldwatch Institute, l'attuale presidente dell'Earth Policy Institute e sicuramente uno degli analisti ambientali più accreditati al mondo.In questi giorni si trova in Italia per presentare il suo nuovo libro, Piano B 3.0, pubblicato da Edizioni Ambiente.Ieri lo studioso americano è intervenuto presso l'Auditorium di Roma nell'ambito di una conferenza intitolata "Strategie per un pianeta sostenibile”.Lester Brown parte innanzitutto da un dato. Per evitare la catastrofe ambientale è necessario ridurre le emissioni di anidride carbonica dell'80% entro il 2020. Un obiettivo ambizioso, per realizzare il quale è necessario mettere in pratica una serie di dettami ineludibili.Secondo lo studioso americano bisogna convertire l'attuale modello di produzione energetico basato sul petrolio per passare alle energie rinnovabili, ma bisogna farlo in modo rapido e massiccio.In poche parole è necessario portare la quota di rinnovabili al 70-90%, di cui il 40% spetterebbe all'eolico, mentre la parte restante al solare - ha citato in modo particolare quello a concentrazione - alla geotermia e a tutte le altre forme di energia pulita.Sembra impossibile? Vista la lentezza degli attuali governi nel mettere in atto misure di taglio delle emissioni, ivi compreso l'accordo che va sotto il nome di Protocollo di Kyoto, verrebbe da rispondere nettamente: sì!Lester Brown ricorda come, dopo la disfatta americana del 7 dicembre 1941, l'allora presidente Roosevelt, promosse una massiccia conversione dell'industria automobilistica - il perno dell'economia americana di allora - ai fini bellici.A molti sembrava impossibile realizzare un progetto tanto ambizioso, ma gli americani dimostrarono il contrario. E in pochissimo tempo si preparano per affrontare un conflitto su scala mondiale, che poi vinsero. E' evidente che è solo un esempio per dire che di fronte a un'emergenza tutto è possibile, basta solo che ci sia la volontà di farlo. E visto che l'emergenza è agli occhi di tutti, se fu possibile allora, perché non può esserlo oggi? (via BlogEko)
Intervento2: le cose che non vanno del decreto emegenza rifiuti secondo il PD
Oggi ho presentato la relazione sul decreto emergenza rifiuti. Ecco il testo ridotto.Il D.L 90/2008 “Misure straordinarie per l’emergenza rifiuti nella Regione Campania e ulteriori disposizioni di Protezione civile” riprende un percorso straordinario nel tentativo, speriamo positivo, di uscire dalla cronica situazione emergenziale relativa alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti, perdurante dal 1994 nel territorio della regione Campania. Nella seconda relazione stralcio della bicamerale sui rifiuti (approvata nella seduta del 19 Dicembre 2007) veniva sottolineato che “ non era più differibile il rientro nel regime ordinario” per porre fine alle inefficienze della struttura commissariale ed organizzare la transizione. Nell’art 1 del Decreto 90 si introduce un nuovo modello per la gestione dell’emergenza campana che prevede un apposito Sottosegretario di Stato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Tale scelta ci vede favorevoli perché coerente con il percorso intrapreso dal Governo precedente.Il nostro Paese si è sempre caratterizzato per l’arretrato sistema di gestione dei rifiuti. E’ una realtà a tre velocità (Nord, Centro, Sud) ,in cui solo la prima area geografica è in linea con le indicazioni europee sia per quel che riguarda la percentuale di materia recuperata che per la dotazione impiantistica Sono ancora cinque le regioni in grave situazione gestionale rifiuti (Calabria, Campania, Lazio, Puglia e Sicilia). Ma anche in alcune Regioni del Nord è necessario al più presto realizzare una dotazione impiantistica idonea per evitare un’eventuale emergenza (Piemonte, Liguria, Trentino, Toscana).E’ estremamente preoccupante il quadro sulla gestione dei rifiuti speciali e pericolosi. Ben 26 milioni di tonnellate di questi sono scomparsi nel nulla nel 2004 mentre, al coinvolgimento delle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa da parte delle ecomafie, negli ultimi anni si è aggiunto il ruolo centrale del resto del Paese. “I reati accertati dalle forze dell’ordine nel 2007 per violazione alla normativa sui rifiuti sono oltre 4800, il 36% dei quali commessi nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa. Per illegalità nel ciclo dei rifiuti è sempre in testa la Campania, dove lo smaltimento illegale di rifiuti pericolosi, spesso di provenienza extraregionale, si è sommato alla catastrofica gestione commissariale di quelli urbani. Un balzo in avanti colloca, invece, il Veneto al secondo posto, confermando lo spostamento verso nord del baricentro di questi traffici, non solo come zona di procacciamento degli scarti industriali smaltiti illegalmente nelle regioni centrali e meridionali d’Italia ma anche come sito finale. Diminuisce però il giro d’affari relativo alla gestione illecita dei rifiuti, grazie all’attività di prevenzione e repressione messa in campo dalle forze dell’ordine, in particolare dal comando tutela ambiente dei Carabinieri e dal Corpo forestale e soprattutto, all’applicazione dell’articolo 260 del Codice dell’AmbienteA questi dati si deve aggiungere l’operato del sistema delle agenzie ambientali che hanno eseguito oltre 6000 controlli nel settore rifiuti registrando illeciti amministrativi e penali nel 20 per cento circa dei casi.In questo contesto si inserisce la triste vicenda oggetto del presente Decreto. Un Decreto che fin dall’inizio abbiamo condiviso nonostante numerose forzature sia di carattere normativo che tecnico. Abbiamo più volte ribadito l’uso improprio delle Forze Armate per compiti di ordine pubblico così come siamo preoccupati che concentrando tutta l’attività sulla procura di Napoli si assista ad una sorta di paralisi delle attività creando problemi di funzionalità del sistema.In alcuni casi le proposte successive alle deroghe sono assolutamente irrealizzabili e suscitano gravi perplessità : ad esempio una procedura di VIA per le discariche da attuarsi dalla Conferenza dei servizi in 7 giorni (che tra l’altro ha titolo solo se si pronuncia positivamente) oppure la richiesta di localizzare l’inceneritore di Napoli da parte del Sindaco in 30 giorni. Questa indicazione di tempi non si capisce da dove nasca dato che normalmente per localizzare un’area idonea a questa tipologia di impianti occorrono diversi mesi. Per cosa dire poi del fatto che non è esplicitata la dimensione degli impianti di incenerimento (si intuisce che siano i più grandi mai realizzati in Italia) né , derogando all’IPPC, se vi siano uno “straccio” di monitoraggi e controlli al fine di rassicurare la popolazione rispetto alle ricadute ambientali e sanitarie provocate da tali impianti. Nonostante questi evidenti grossolanità ,la condivisione della proposta del Decreto 90 nasce anche dal fatto che, almeno nei principi, c’è un tentativo per andare verso una condizione di normalità e di gestione ordinaria. Normalità che per il partito Democratico significa la gestione integrata dei rifiuti così come declinata nella Strategia tematica europea con una grande attenzione all’innovazione, al recupero della materia, attraverso la riduzione alla fonte e alla raccolta differenziata e alle nuove tecnologie.Ma ciò che ci preoccupa molto e che rischia di condizionare il nostro atteggiamento rispetto alla proposta del Decreto 90 è l’articolo 7 che così come riformulato dal Governo viene a riguardare le due Commissioni autorizzatorie per i più importanti impianti e infrastrutture di interesse nazionale (la Commissione VIA-VAS e la Commissione IPPC) ma soprattutto mette mano ad un pezzo importante del sistema dei controlli del nostro Paese. Si propone un Istituto di ricerca di protezione ambientale (caso unico in Europa) abolendo l’Agenzia ambientale (APAT) attraverso un accorpamento con ICRAM (Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare e l’Istituto nazionale per la fauna selvatica. Stiamo parlando di un sistema che coinvolge direttamente circa 2000 fra tecnici , amministrativi e ricercatori. Ma che tocca per i delicati rapporti legati al tema dei monitoraggi e dei controlli ambientali circa 10.000 tecnici nel Paese Che sia necessario e fondamentale , nella logica del efficienza e del risparmio, arrivare in tempi brevi a riorganizzare questi ed altri enti “tecnici” ci vede pienamente in accordo e consenzienti. Che questo si debba fare attraverso un Decreto legge con motivazioni d’urgenza senza una discussione ed un confronto di merito nelle Commissioni competenti e in aula mi sembra sinceramente incomprensibile, a meno che non vi sia l’idea, attraverso una centralizzazione del sistema e la nomina di “tecnici” di fiducia, di voler esercitare un forte condizionamento politico su gli apparati tecnici e gli organi di controllo o peggio di sistemare un po’ di amici attraverso uno spoil system mascherato. Risulta poi particolarmente disorientante il fatto che solo alcuni giorni fa il Governo, attraverso un’informativa alla Commissione riguardo l’incidente nucleare presso una centrale slovena, ha tessuto le lodi dell’Agenzia ambientale indicandola come esempio di grande efficienza e professionalità. Che vi sia un legame concettuale fra il Decreto 90 e il sistema dei controlli è certamente vero . Infatti , ritornando al tema della legalità ci si pone la domanda di come questa possa essere garantita. Le condizioni necessarie sono : educazione ambientale, coinvolgimento dei cittadini attraverso una corretta informazione e attivazione di percorsi partecipativi, una legislazione chiara e applicabile e soprattutto i controlli.Il controllo è un aspetto strategico che va inteso:- da un lato come uno strumento di informazione, promozione e rafforzamento della conformità degli impianti controllati, alla normativa ambientale;- dall'altro, in quanto percorso utile ad accertare il rispetto della normativa vigente e delle prescrizioni ambientali fissate negli atti autorizzativi rilasciati dalle Autorità competenti.Il controllo quindi non come atto punitivo né come balzello burocratico ma come un percorso dettato dalla conoscenza e dall’informazione per addivenire in un’ottica di collaborazione con le attività produttive ad un miglioramento continuo dell’ambiente garantendo la qualità delle imprese. In questo senso la presenza di un’ Agenzia ambientale nazionale che svolge un’attività di indirizzo all’interno del sistema delle Agenzie ambientali regionali è fondamentale.L’Agenzia che come PD vorremmo costruire, partendo dalla proposta di legge 1561 relatore Sergio Gentili riguardo alla “Istituzione del Sistema nazionale delle agenzie ambientali e dell’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente e per il territorio” , condivisa da molte Regioni governate dal Centro sinistra che dal centro destra, avrebbe quindi un chiaro mandato: assicurare su tutto il territorio nazionale una definita, efficace, diffusa ed omogenea azione di prevenzione, controllo e monitoraggio dell’inquinamento ambientale e fornire un’azione di supporto tecnico alla pubblica amministrazione. In questo modo non solo si tutela l’ambiente ma si creano per le imprese condizioni di omogeneità di trattamento , in tema di controlli, in tutto il territorio nazionale evitando fenomeni di dumping industriale e garantendo condizioni di legalità. Questo significa garantire dei livelli essenziali di tutela ambientale LETA (Livelli Essenziali di Tutela Ambientale) per il Paese così come realizzato per i Lea (Livelli essenziali di assistenza sanitaria) riguardo alla sanità. Altro aspetto fondamentale è la necessità improrogabile di costruire un sistema affidabile e terzo in grado di rassicurare i cittadini rispetto alle ricadute delle varie pressioni ambientali. Un sistema delle Agenzie cone noi pensiamo eviterebbe tante di quelle situazioni emergenziali di cui oggi siamo costretti ad occuparci. A ciò si aggiunga che il ripetersi di incidenti luttuosi nei luoghi di lavoro, dimostra come ci sia anche la necessità di una conoscenza integrata dei processi produttivi, della tipologia degli impianti e delle materie prime; è importante che accanto al personale delle aziende sanitarie, che esegue i controlli per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro, venga affiancato il personale delle Agenzie di protezione ambientale. La professionalità dei tecnici delle Agenzie, già ispettori nelle aziende soggette alla cosiddetta legge Seveso (334/99 e s.m.i) e che esercitano già per legge, le attività di controllo nelle Aziende complesse sottoposte alla AIA, garantirebbe una visione specialistica sul processo produttivo e sui rischi di incidente acuto all’impianto e si andrebbe ad integrare con quella dei tecnici delle Asl più specialisti sui rischi per i lavoratori di carattere cronico. Anche in questo caso il ruolo di coordinamento dell’Agenzia nazionale sarebbe essenziale.La costruzione di un sistema tecnicamente indipendente è fondamentale anche per realizzare quelle infrastrutture di cui il Paese ha bisogno.Per riassumere i princıpi ispiratori della nostra idea di agenzia sono i seguenti: il federalismo come modello organizzativo complessivo;la terzieta` rispetto al binomio pubblico-privato;la multireferenzialita` nei confronti dei diversi soggetti istituzionali afferenti il campo dei controlli e della tutela dell’ambiente de della salute;l’autonomia scientifica, di gestione e di programma.Il Partito democratico sostiene che l’ambiente non è un ostacolo allo sviluppo :una Regione come l’Emilia Romagna , ad esempio, fra le più sviluppate d’Italia , ha un sistema di controllo funzionante e presenta il maggior numero di imprese certificate ambientalmente. Ma potrei citare il Veneto che ha una fra le Agenzie ambientali più efficienti del Paese.L’argomento merita una discussione approfondita che non può essere relegata all’interno di un Decreto legge che parla di Misure straordinarie per l’emergenza rifiuti in Campania.Per quanto poi concerne l’ICRAM vi è la necessità di accorpare in Italia, tutti gli istituti di ricerca che si occupano di tematiche di grande interesse nazionale ed internazionale così come di livello locale, riguardanti l’implementazione dei traffici marittimi, i risanamenti ambientali costieri o la sfida energetica. La valorizzazione delle competenze e dell’esperienza delle oltre 200 unità di personale ICRAM, tra cui la stragrande maggioranza di giovani ricercatori ancora precari o in corso di stabilizzazione, dislocate nella sede centrale di Roma e nelle varie realtà periferiche del territorio nazionale, è sicuramente auspicabile, attraverso un maggiore collegamento ed integrazione con altre realtà scientifiche che hanno la medesima specificità in campo marino. A questo obiettivo è possibile arrivare solo aggregando istituti che possono effettivamente documentare una esperienza scientifica sul mare, come l’Istituto del CNR (ISMAR) o l’ENEA di S.Teresa o, ancora, la Stazione Zoologica Anthon Dorn di Napoli, costituendo un vero e proprio Istituto di Ricerca Nazionale sul Mare. Chiediamo quindi al Governo di stralciare l’articolo 7 al fine di consentire su tali argomenti una discussione trasparente che possa permettere di garantire al Paese il meglio delle soluzioni possibili ed evitare un pasticcio organizzativo che non trova nessuna legittimazione se non nel fatto di una ridondanza di Consigli di amministrazione , a meno che come ricordato, altri e poco nobili, siano i disegni del Governo. Sulla necessità di razionalizzazione , di riduzione e di efficientamento del sistema delle Agenzie tecniche, degli Enti di ricerca e degli Istituti di ricerca siamo pronti ad aprire un confronto serio e trasparente per semplificare e rendere meno costosa la Pubblica amministrazione. Crediamo anche che le professionalità all’interno degli organismi tecnici debbano essere di comprovata esperienza ed altamente qualificate e soprattutto garantire quella terzietà così indispensabile per assicurare ai cittadini la massima tutela ambientale e sanitaria.
Global CO2: il primato alla Cina
Per qualche tempo lo scomodo primato di Paese con più emissioni è stato conteso tra Stati Uniti e Cina. E'invece oggi ufficiale: ad occupare il primo posto è lo Stato orientale.I dati sulla quantità di biossido di carbonio emanato dai vari Paesi sono stati raccolti da un’analisi promossa dal governo olandese.Nel rapporto si legge che la Cina ha evidentemente superato gli USA, aumentando le emissioni di anidride carbonica dell’8% nel solo 2007.da Ecologiae: La Cina nel 2007 ha superato di ben il 14% il totale delle emissioni americane.Secondo gli esperti l’inquinamento cinese è destinato a non arrestarsi, bensì addirittura a crescere ulteriormente nei prossimi anni.La causa è l’industrializzazione a ritmi sbalorditivi che sta interessando il Paese.Come tutti i Paesi “civilizzati” che si rispettino anche questa nazione si sta dunque conformando ai canoni del mondo occidentale: per essere un Paese moderno è necessario inquinare e partecipare attivamente alla distruzione della Terra.E la Cina è entrata fin troppo bene in questo ruolo, superando in breve tempo persino il primo della classe: gli Stati Uniti.La causa principale della quantità abnorme di emissioni deriva dalla dipendenza cinese dal carbone.La Cina ha infatti investito nei settori industriali più inquinanti che esistano: cemento e alluminio.Il 20% delle emissioni provengono proprio dai forni per la produzione di cemento, necessario per garantire il boom di costruzioni.Per non parlare dell’ulteriore aumento dello sfruttamento dei forni in vista dei preparativi per le Olimpiadi "In 2007, global emissions of carbon dioxide (CO2) from fossil fuel use and cement production increased by 3.1%, which is less than the 3.5% increase in 2006. The emissions from China, with an emission increase of about 8%, accounted for two thirds of this global increase. Smaller contributions were made by India, the USA and the Russian Federation, in contrast to the European Union (EU-15), where a relatively warm winter and high fuel prices led to a 2% decrease in CO2 emissions. The increase in emissions, in 2007, of about 800 million metric tons of CO2, was mainly due to a 4.5% increase in global coal consumption, to which China contributed by more than 70%. At present, CO2 emissions per person from China, EU-15 and the USA come to about 5, 9 and 19 tonnes of CO2, respectively. In the 1990-2007 period, total CO2 emissions related to the use of global fossil fuel and cement production increased by about 34%."
Internazionale&Oroscopo
Come cambierà la politica estera degli Stati Uniti se Barack Obama diventerà il nuovo presidente. Ne parlano i giornalisti di sette paesi su Internazionale e come sempre c'è anche l'oroscopo del Toro:"Mentre guidavo in una zona residenziale ho notato un cartello in un giardino. Era la pubblicità di una ditta che stava facendo dei lavori: 'Incantate gli ospiti con il vostro giardino'. A giudicare dagli auspici, Toro, sei nelle condizioni ideali per raccogliere l'invito. Dovrai affascinare e incantare gli altri con il tuo 'giardino' metaforico, cucinando una cena speciale, organizzando una gita, cantando una canzone, scrivendo una relazione, dando prova in ogni modo possibile della tua bravura e del tuo talento."
Lavori in commissione: perchè IRPA non va bene
Il governo ha proposto un emendamento al testo del decreto legge misure straordinarie alla soluzione dell'emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania che rivoluziona il sistema delle agenzie ambientali. APAT, INFS (Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica) e ICRAM (Istituto per la Ricerca sull'Ambiente Marino) saranno accorpate in una nuova unica struttura chiamata IRPA (Istituto per la Ricerca e la Protezione Ambientale). Abbiamo criticato il provvedimento nella sostanza e nella forma, giudicando inopportuno inserire questa ristrutturazione (rispetto alla quale esiste una precedente discussione e un disegno di legge) nel testo di un decreto legge che nasceva con motivazioni specifiche: l'emergenza rifiuti.Trovate i verbali qui Camera dei Deputati,Resoconti della VIII Commissione Ambiente
Così inizia l'intervista a Jeremy Rifkin su Repubblica.In tutto il mondo ci sono 439 centrali che, tutte assieme, producono il 5% dell’energia elettrica totale. Nei prossimi 20 anni circa la metà di esse verranno rimpiazzate, quindi è incomprensibile questo andare contro corrente dell’Italia, che passa al nucleare mentre gli altri lo sostituiscono. La soluzione a tutti questi problemi è la cosiddetta “terza rivoluzione industriale“, un sistema dove tutti i cittadini sono in grado di autoprodursi l’energia sufficiente alla sussistenza, e ciò che avanza viene reimmesso nella rete comune, come avviene più o meno con le informazioni che circolano su internet. Il problema italiano, sostiene Rifkin, è solo generazionale, perchè una classe politica così anziana non può capire le innovazioni provenienti da una rete intelligente di scambio di energia, o di nuovi edifici costruiti direttamente con pannelli fotovoltaici, ma preferiscono produrre energia alla vecchia maniera, con il petrolio, il nucleare o con il carbone, come l’Inghilterra di 200 anni fa.
Nasce il Circolo Ecologisti democratici Ferrara
E' in via di costituzione il Circolo dell’associazione degli ecologisti democratici di Ferrara.In base al regolamento provvisorio, approvato nell’assemblea nazionale del 15 febbraio ogni Circolo, oltre ad eleggere un proprio coordinamento, dovrà anche indicare quattro delegati, assicurando la parità di genere, che parteciperanno Sabato 28 giugno a Roma alla 1° Assemblea nazionale della Associazione Ambientalisti per il Partito Democratico. Se siete interessati lasciate un commento o inviatemi una mail. Prossimamente maggiori dettagli. Ciao
Anche il basket...e non solo per motivi familiari
Bella vittoria del supergruppo allenato da Mario De Sisti e Andrea Fels nel Triangolare organizzato dalla Pallacanestro Marostica nella città degli scacchi viventi, alla Palestra Delle Laste. La formazione granata, che comprende un mix vincente delle tre annate '91-92, '93 e '94, ha affrontato prima,con una parte del gruppo, la Virtus Padova, già incontrata al Memorial Piffanelli organizzato dalla 4Torri nel maggio di quest'anno. Dopo la vittoria per 31-26, ha sconfitto anche i padroni di casa di Marostica col risultato di 38-34.Nonostante la formula a tempo ridotto, sono state tutte molto intense le tre gare disputatesi nel pomeriggio di ieri e hanno rapppresentato un'ottima occasione per mettere alla prova gli insegnamenti di coach De Sisti che sta seguendo questo gruppo di ragazzi promettenti, coadiuvato da Andrea Fels, ieri in panchina alla guida dei giovani granata.4Torri Ferrara-Virtus Pd 31-264Torri Ferrara-Pall.Marostica 38-344Torri: Mantovani 4,Fenati 2,Fabbri 4,Bratti 4,Zappaterra,Pusinanti 14,Conti,De Togni 8,Vaianella 2,Govoni n.e.(infortunato)All.Fels Pubblicato da
Di solito non posto mai le news sulle nuove tecnologie perchè sono spesso prototipi o curiosità, ma questa è bella: l’energia la ricaviamo dalle piante. I giapponesi hanno costruito una piantina che ha al posto delle foglie delle celle solari organiche ad alta efficienza, in grado di fornire energia solare.
Generazione IV e torio
Se siete interessati, questa intervista a Rubbia aiuta a capire cosa sono i reattori di generazione IV.
"È tempo di unire il mondo per combattere le minacce comuni del XXI secolo: il terrorismo e le armi nucleari, i cambiamenti climatici e la povertà, i genocidi e le malattie. Questo è il cambiamento". 54 battaglie, 5 mesi, il giovane avvocato dei diritti civili, figlio di padre keniano e madre statunitense, è il primo nero con realistiche chance di poter essere eletto alla Casa Bianca.Gli ultimi conteggi assegnano ormai ad Obama 2156 delegati (1762 elettivi e 394 superdelegati), contro 1923 di Hillary Clinton (1637 elettivi e 286 superdelegati), per la formale nomination il prossimo agosto a Denver, dopo la parziale reintegrazione delle delegazioni di Michigan e Florida, ne basteranno 2118.
World Environment Day 5 June 2008 by UNEP
Oggi è Giornata Mondiale dell'ambiente
I lavori della VIII Commissione
In VIII Commissione Ambiente, continua per tutta la prossima settimana il lavoro di esame del DL 90/08: Misure straordinarie per l’emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania . Dal 16 giugno il testo sarà in aula. Di seguito trovate il testo del mio intervento disponibile anche sul sito della Camera Resoconti della VIII Commissione AmbienteOsservazioni decreto Rifiuti CampaniaConsiderazioni generaliIl Decreto è assolutamente condivisibile perché mette in atto azioni concrete per l’emergenza e indica, come ha sottolineato il Ministro, anche una prospettiva verso la normalizzazione (vedi RD e informazione etc.). L’Art. 3 anche se non di competenza della Commissione Ambiente deroga alle disposizioni dell’Art. 321 del codice di procedura penale sottraendo ai PM la potestà di disporre in via di urgenza i sequestri degli impianti di gestione dei rifiuti. L’aspetto giudiziario è sicuramente molto delicato.E’ anche evidente che l’Art. 7 è assolutamente non pertinente in questo Decreto .Pur condividendo che la commissione VIA è troppo numerosa e che forse c’è bisogno di un coordinatore al Ministero dell’Ambiente, questa parte ritengo vada stralciata e discussa con un provvedimento ad hoc. La discussione si rende necessaria proprio perché è necessario, anche al fine di essere i più trasparenti possibile, chiarire che queste sono commissioni tecniche e che è un bene per tutti se agiscono in massima autonomia e non con una sovranità limitata.Vi sono altre questioni che riguardano gli organici del Dipartimento Protezione Civile (Art. 15 e 16 ) che andrebbero verificati.Un'altra situazione abbastanza curiosa e che in tutto il Decreto non vengono mai citate l’APAT (che è l’agenzia ambientale nazionale) e il sistema delle agenzie ambientali che presentano figure di assoluta competenza tecnica. Non si comprende perché tali professionalità sono state utilizzate addirittura per bonificare lo sversamento di oli causati dai bombardamenti di centrali elettriche in Libano e non possano essere impiegati per i rifiuti in Campania.Altre integrazioni sono più di dettaglio ma credo pertinenti.Ma vediamo in dettaglio:• Art. 5 Domanda: Quali sono le dimensioni degli impianti ?• Art. 7 da abrogare completamente E’ evidente come la diminuzione del numero dei componenti della Commissione Via Ministeriale diventi lo strumento per procedere all’azzeramento entro 30 giorni dell’attuale organismo , ed alla sostituzione con membri di fiducia del nuovo ministro. Nomina del segretario al Ministero Ambiente non c’entra nulla e anche questo si configura come un nuovo dirigente di fiducia del Ministro. Sarebbe opportuno un provvedimento separato per facilitare una discussione.• Art. 8 Si parla della realizzazione dell’inceneritore di Napoli. A meno che il sito non sia già stato soggetto a verifiche preliminari 30 giorni non sono sufficienti.• Art. 9 Tema della conferenza dei servizi per le discariche : La disposizione in questione deroga dal 152/06 e prevede un termine temporale assolutamente irrealistico (l’istruttoria dipende anche dal materiale che viene fornito alla conferenza di servizi). Ancora più criticabili sono i poteri attribuiti al CDM il quale diviene titolare del potere di esprimersi in ordine al rilascio della VIA non solo quando la Conferenza non si esprime (e questo è normale) ma anche quando la stessa esprime un parere negativo (e questo è paradossale perché è come dire che si riconosce il principio di separazione tra funzioni tecniche e politiche solo quando si giunge ad una valutazione positiva, mentre lo si disconosce in caso contrario• Art. 10 Impianti di depurazione. La deroga, così come suggerito dal centro studi temporalmente va al 31 Dicembre 2009• All’Art. 11 per la verifica delle percentuali di RD: è previsto un raggiungimento del 50% al 2010. La verifica va fatta dal sottosegretario che però scade il 31 dicembre 2009. Al comma 2, dopo di Stato inserire “avvalendosi di Apat e del sistema delle agenzie ambientali”. Al comma 11 Presso il Commissario esistono sicuramente Piani ancora validi per la RD. Al comma 12 sarebbe il caso di specificare cosa si intende per “compensazione ambientale”. Il Ministro nella sua relazione ha scritto che principalmente la compensazione è da intendersi come misura per l’attuazione delle bonifiche ambientali. Questo però non è specificato così come non è chiarissimo chi verifica l’attuazione di tali compensazioni (Viene utilizzata APAT e il sistema delle Agenzie ambientali ?)• Art. 11 bis Il ministero dell’Ambiente avvalendosi di APAT e del sistema delle Agenzie ambientali costituisce con proprio provvedimento un sistema di sorveglianza ambientale per monitorare l’effetto sull’ambiente degli impianti oggetto del presente Decreto (per i primi tre anni di funzionamento ?). Le modalità e i risultati dei monitoraggi saranno resi noti attrverso le indicazioni riportate nell’Art. 13.• Art. 12 Si preoccupa di costruire un percorso agevolato per la liquidazione dei crediti maturati nei confronti delle precedenti gestioni Commissariali dalle Società che hanno effettuato attività di gestione dei rifiuti . Sono escluse tutte le altre attività di studio e ricerca eseguite e mai pagate Quindi si propone questo emendamento :”I capi missione possono prevedere altresì alle necessarie attività solutorie nei confronti dei crediti, certi ed esigibili, vantati da altre Pubbliche Amministrazioni nei confronti della gestione Commissariale e relative all’esecuzione di attività di studio, ricerca e progettazione “• Art. 13 Al comma 1 dopo privati, aggiungere “attraverso percorsi di Agenda 21 locale e accordi volontari così come previsto dalla carta di Aalborg (DL 263/2006)”.
Dal 14 giugno al 14 settembre, a Saragoza parte Expo 2008
I numeri della illegalità ambientale
Il bilancio dell’anno appena trascorso descritto nel Rapporto Ecomafia 2008 di Legambiente, presentato a Roma oggi, è di 83 reati contro l’ambiente al giorno: oltre 3 reati all’ora. Aumentano i reati, le persone denunciate, i sequestri effettuati e i clan: nel 2007 tutti i numeri dell’illegalità ambientale in Italia crescono in maniera preoccupante. Crescono, in particolare, gli incendi boschivi dolosi e gli illeciti accertati nei cicli del cemento e dei rifiuti. Sparisce nel nulla una montagna di rifiuti speciali alta poco meno di 2000 metri.
Etica della responsabilità e limiti dello sviluppo
Veca intervistato in occasione del Festival Internazionale dell Ambiente a Milano, parla di etica della responsabilità, dei conservatori del no, di delocalizzazione delle decisioni e, soprattutto, di fiducia nella prassi politica
Amarcord l' Agenda 21 locale
Da venerdi a Rimini l'Assemblea Coordinamento AGENDE 21 Locali Italiane Pubblicato da
Gianni Silvestrini dimostra come si deve fare una seria politica energetica: eolico, biomasse e grande speranza nel solare. Risultati raggiungibili con un impegno straordinario sul lato della ricerca, incentivi adeguati e responsabilizzazione delle Regioni e degli EELL. Ogni giorno in Italia si rafforza il numero di progettisti, installatori, operatori e utenti delle rinnovabili. Definizione di tutto quanto: Potenza verde
Condivido e sostengo le argomentazioni contenute in articolo di sabato scorso sul ruolo dela scienza nella decisioni pubbliche: Rubbia sul Corriere della Sera
Metafore entomologhe
Un articolo di Sofri su Il Foglio sul dendroctonus ponderosae Hopkins che sta distruggendo le foreste di pino in Canada a causa, pare, dell'inverno mite
Prezzi delle materie prime agricole, cambiamenti climatici e biocarburanti: in diretta il vertice internazionale FAO sull'emergenza alimentare partito questa mattina a Roma Webcasting from Fao
Secondo la rivista Valori bocciato dalla UE il decreto rifiuti
Secondo la rivista di Banca Etica, Valori, le obiezioni dell'Ue riguarderebbero soprattutto gli articoli che contengono deroghe: alla Commissione non sono andati giù, in particolare, l'articolo 9 (relativo alle deroghe sulla valutazione di impatto ambientale per i siti che saranno adibiti a discariche) e l'articolo 18 (che prevede un lungo elenco di deroghe alla normativa vigente in materia ambientale, igienico-sanitaria, di prevenzione incendi, sicurezza sul lavoro, urbanistica, paesaggio e beni culturali). Rivista VALORI - Il mensile di Economia Sociale e Finanza etica. Va detto che il parere della Commissione europea non è vincolante per il governo di un paese membro. Naturalmente, però, qualora Berlusconi e suoi ministri decidessero di andare avanti e di non ascoltare i rilievi dell'Ue, si aprirebbe una procedura d'infrazione contro l'Italia. E sarebbe la seconda volta: il nostro Paese è già in procedura d'infrazione, e sempre per lo scandalo dei rifiuti

References: articolo 13
 Art. 5
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13