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Timestamp: 2019-07-20 01:21:03+00:00

Document:
12 ottobre 2016 (*)
Nella causa C‑166/15,
avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’articolo 267 TFUE, dalla Rīgas apgabaltiesas Krimināllietu tiesu kolēģija (corte regionale di Riga, collegio speciale degli affari penali, Lettonia), con decisione del 18 marzo 2015, pervenuta in cancelleria il 13 aprile 2015, nel procedimento penale a carico di
composta da L. Bay Larsen, presidente di sezione, M. Vilaras (relatore), J. Malenovský , M. Safjan e, D. Šváby, giudici,
vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza del 16 marzo 2016,
– per A. Ranks e J. Vasiļevičs, da M. Krūmiņš, advokāts;
– per la Microsoft Corp., da I. Veikša, I. Krodere e N. Tuominen, advokātes;
– per la Commissione europea, da J. Samnadda e A. Sauka, in qualità di agenti,
sentite le conclusioni dell’avvocato generale, presentate all’udienza del 1° giugno 2016,
2. Il contratto non può impedire che una persona abilitata a usare il programma faccia una copia di riserva qualora tale uso lo richieda».
21 Si deve rammentare a tale proposito che, nell’ambito del procedimento ex articolo 267 TFUE, spetta soltanto al giudice nazionale, cui è stata sottoposta la controversia e che deve assumersi la responsabilità dell’emananda decisione giurisdizionale, valutare, alla luce delle particolari circostanze della causa, sia la necessità di una pronuncia pregiudiziale per essere in grado di emettere la propria sentenza, sia la rilevanza delle questioni che sottopone alla Corte. Di conseguenza, allorché le questioni sollevate riguardano l’interpretazione del diritto dell’Unione, la Corte, in via di principio, è tenuta a statuire (v., sentenza del 12 ottobre 2010, Rosenbladt, C‑45/09, EU:C:2010:601, punto 32 e giurisprudenza ivi citata).
22 Secondo costante giurisprudenza, le questioni relative all’interpretazione del diritto dell’Unione sollevate dal giudice nazionale nel contesto di diritto e di fatto che egli individua sotto la propria responsabilità, del quale non spetta alla Corte verificare l’esattezza, godono di una presunzione di rilevanza. Il rifiuto della Corte di statuire su una questione pregiudiziale sollevata da un giudice nazionale è possibile solo qualora risulti manifestamente che la richiesta interpretazione del diritto dell’Unione non ha alcuna relazione con la realtà o con l’oggetto del procedimento principale, qualora il problema sia di natura ipotetica oppure qualora la Corte non disponga degli elementi di fatto o di diritto necessari per fornire una soluzione utile alle questioni che le sono sottoposte (v. sentenza del 12 ottobre 2010, Rosenbladt, C‑45/09, EU:C:2010:601, punto 33 e giurisprudenza ivi citata).
27 Deriva da tale disposizione che l’esaurimento del diritto di distribuzione della copia di un programma per elaboratore è subordinato alla duplice condizione che essa sia stata immessa in commercio e, più precisamente, venduta dal titolare del diritto o con il suo consenso, e che tale commercializzazione abbia avuto luogo nell’Unione [v., per analogia, per quanto riguarda l’articolo 4 della direttiva 2001/29/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2001, sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione (GU 2001, L 167, pag. 10), sentenze del 12 settembre 2006, Laserdisken, C‑479/04, EU:C:2006:549, punto 21, nonché del 22 gennaio 2015, Art & Allposters International, C‑419/13, EU:C:2015:27, punto 31].
28 Orbene, la Corte ha già dichiarato che il termine «vendita» di cui a detta disposizione, che va inteso in senso ampio, comprende tutte le forme di commercializzazione della copia di un programma per elaboratore che sono caratterizzate dalla cessione di un diritto di usare tale copia, in modo permanente, a fronte del pagamento di un prezzo diretto a consentire al titolare del diritto d’autore su detto programma di ottenere una remunerazione corrispondente al valore economico di detta copia (v., in tal senso, sentenza del 3 luglio 2012, UsedSoft, C‑128/11, EU:C:2012:407, punto 49).
30 Risulta da quanto precede che, ai sensi dell’articolo 4, lettera c), di detta direttiva, il titolare del diritto d’autore su un programma per elaboratore che ha venduto, all’interno dell’Unione, la copia di tale programma su un supporto fisico, come un CD-ROM o un DVD-ROM, accompagnata da una licenza d’uso illimitata di detto programma, non può opporsi alle vendite successive da parte dell’acquirente iniziale o degli acquirenti successivi, malgrado l’esistenza di disposizioni contrattuali che vietano qualsiasi cessione successiva (v. in tal senso, sentenza del 3 luglio 2012, UsedSoft, C‑128/11, EU:C:2012:407, punto 77).
35 A tale proposito, risulta dalla giurisprudenza della Corte che l’articolo 4, paragrafo 2, della direttiva 2009/24, che riprende il contenuto dell’articolo 4, lettera c), della direttiva 91/250, si riferisce, senza altre precisazioni, alla «vendita di una copia di un programma per elaboratore» e non opera alcuna distinzione a seconda della forma tangibile o intangibile della copia medesima (v., in tal senso, sentenza del 3 luglio 2012 UsedSoft, C‑128/11, EU:C:2012:407, punto 55).
36 La Corte ne ha in particolare dedotto che l’esaurimento del diritto di distribuzione di cui all’articolo 4, paragrafo 2, della direttiva 2009/24, diviene efficace a seguito della prima vendita della copia di un programma per elaboratore nell’Unione da parte del titolare del diritto d’autore o con il suo consenso, indipendentemente dalla questione se la vendita riguardi una copia tangibile o intangibile del programma stesso (sentenza del 3 luglio 2012 UsedSoft, C‑128/11, EU:C:2012:407, punti 55 e 61).
39 I sigg. Ranks e Vasiļevičs nonché la Commissione sostengono nelle loro osservazioni che la regola dell’esaurimento del diritto di distribuzione consente la vendita di una copia di un programma per elaboratore, registrata su un supporto fisico non originale, nell’ipotesi in cui il supporto fisico originale sia stato deteriorato, purché siano rispettati i presupposti fissati dalla Corte nella sentenza del 3 luglio 2012, UsedSoft (C‑128/11, EU:C:2012:407). A tali condizioni, l’acquirente iniziale della copia di un programma registrato su un supporto fisico originale dovrebbe disporre di una licenza di uso illimitata di tale programma e rendere inutilizzabile ogni copia di detto programma rimanente in suo possesso al momento della vendita della stessa. In una ipotesi del genere, effettuare una copia di un programma per elaboratore su un supporto fisico non originale, sarebbe consentito ai sensi delle eccezioni al diritto esclusivo di riproduzione di cui all’articolo 5, paragrafi 1 e 2, della medesima direttiva.
42 Tale disposizione, che stabilisce un’eccezione al diritto esclusivo di riproduzione del titolare del diritto d’autore su un programma per elaboratore, deve, conformemente alla reiterata giurisprudenza della Corte, essere oggetto di interpretazione restrittiva (v., per analogia, sentenza del 1° dicembre 2011, Painer, C‑145/10, EU:C:2011:798, punto 109).
49 A tale proposito, risulta dalla giurisprudenza della Corte che la circostanza che l’acquirente di una copia di un programma per elaboratore acquisti e scarichi tale copia che si trova sul sito Internet del titolare del diritto costituisce una riproduzione autorizzata dall’articolo 5, paragrafo 1, di detta direttiva, poiché è necessaria per consentire un uso di detto programma conforme alla sua destinazione (v. in tal senso, sentenza del 3 luglio 2012, UsedSoft, C‑128/11, EU:C:2012:407, punto 75).
50 La Corte ha inoltre statuito che, in caso di vendita della copia di un programma per elaboratore acquistato e scaricato dal primo acquirente sul sito Internet del titolare del diritto, il subacquirente di tale copia, che è un acquirente legittimo ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 1, della direttiva 91/250, ha altresì il diritto, conformemente a tale disposizione, di scaricare sul suo computer tale copia, poiché tale atto costituisce una riproduzione necessaria di tale programma atta a consentirgli un uso dello stesso conforme alla sua destinazione (v. in tal senso, sentenza del 3 luglio 2012, UsedSoft, C‑128/11, EU:C:2012:407, punti 80 e 81).
51 Occorre tuttavia rilevare che le circostanze del procedimento principale sono diverse da quelle del procedimento che ha dato luogo alla sentenza del 3 luglio 2012, UsedSoft (C‑128/11, EU:C:2012:407). Dagli elementi del fascicolo di cui dispone la Corte risulta, infatti, che i sigg. Ranks e Vasiļevičs hanno commercializzato su Internet copie di programmi per elaboratore su supporti fisici non originali, rispetto ai quali nulla consente di presumere che essi siano stati inizialmente comprati e scaricati sul sito Internet del titolare del diritto.
53 L’acquirente legittimo di una copia di un programma per elaboratore, che detiene una licenza d’uso illimitata di tale programma, ma che non dispone più del supporto fisico originale sul quale tale copia era stata inizialmente consegnata, perché distrutto, deteriorato o smarrito, non può, per tale solo motivo, essere privato di ogni possibilità di vendere d’occasione detta copia a un terzo, a meno di non privare dell’effetto utile l’esaurimento del diritto di distribuzione previsto dall’articolo 4, lettera c), della direttiva 91/250 (v. in tal senso, sentenza del 3 luglio 2012, UsedSoft, C‑128/11, EU:C:2012:407, punto 83).
54 In tal modo, come ha riconosciuto la Microsoft nella sua risposta scritta ai quesiti della Corte, l’acquirente legittimo di una licenza d’uso illimitata della copia di un programma per elaboratore d’occasione deve poter scaricare tale programma dal sito Internet del titolare del diritto d’autore, poiché ciò costituisce una riproduzione necessaria di un programma per elaboratore che gli consente un uso conforme alla sua destinazione, come ha statuito la Corte nella sentenza del 3 luglio 2012, UsedSoft (C‑128/11, EU:C:2012:407, punto 85).
55 Occorre tuttavia ricordare che l’acquirente iniziale di una copia di un programma per elaboratore per la quale il diritto di distribuzione del titolare del diritto d’autore sia esaurito, ai sensi dell’articolo 4, lettera c), della direttiva 91/250, che proceda alla vendita d’occasione della copia stessa deve rendere inutilizzabile qualsiasi copia in suo possesso al momento della vendita, al fine di evitare la violazione del diritto esclusivo del titolare alla riproduzione del proprio programma per elaboratore, ai sensi dell’articolo 4, lettera a), di tale direttiva (v., per analogia, sentenza del 3 luglio 2012, UsedSoft C‑128/11, EU:C:2012:407, punti 70 e 78).

References: articolo 267
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