Source: https://www.fattorediprotezione-d.ch/risposta-6
Timestamp: 2018-12-13 10:09:07+00:00

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Risposta | Fattore di Protezione D
Diritti umani in Svizzera
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Esistono degli esempi che illustrano come la Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU) e le sentenze della Corte europea per i diritti dell'uomo (CrEDU) abbiano rafforzato i diritti umani in Svizzera?
I diritti umani garantiti dalla CEDU e dalla giurisprudenza della CrEDU hanno fortemente ispirato il catalogo dei diritti fondamentali e civili della Costituzione federale del 1999 (Titolo secondo: Diritti fondamentali, diritti civici e obiettivi sociali). Hanno inoltre avuto una grande influenza sulla legislazione e la giurisprudenza. Alcune sentenze di condanna della Corte nei confronti della Svizzera hanno inoltre permesso di rivedere leggi federali che non rispettavano i diritti umani coperti dalla CEDU.
Misure coercitive a fini di assistenza: stop alle reclusioni arbitrarie grazie alla CEDU
In Svizzera fino al 1981 qualsiasi persona poteva essere internata, fuori da ogni procedura giudiziaria e spesso senza nemmeno essere ascoltata, per motivi quali la "fannullaggine", il "modo di vita libertino", e addirittura, nel caso delle donne, semplicemente perché avevano avuto un bambino fuori dal matrimonio. Migliaia di persone ne subiscono ancora oggi le conseguenze. I luoghi di detenzione spesso erano normali prigioni, quindi i "reclusi a scopo assistenziale" diventavano semplici carcerati senza alcuna possibilità di difendersi. La CEDU prevede una verifica da parte di un tribunale in ogni caso di privazione della libertà. Grazie alle pressioni esercitate dalla CEDU, la Svizzera ha adattato il suo Codice civile in tal senso nel 1981. Da allora, non esistono più le "misure coercitive a scopo assistenziale". Le vittime di questo sistema vivono ancora e grazie alla "iniziativa per la riparazione", dal 2017 è in vigore una legge che prevede per loro un risarcimento.
Una sentenza di Strasburgo rafforza la separazione dei poteri
Fino al 1988 in molti cantoni non erano i tribunali bensì le autorità amministrative a decidere nelle procedure penali in casi di delitti lievi. Nel cantone di Vaud una donna venne condannata a una multa di 200 franchi per aver presumibilmente parte¬cipato a una manifestazione non autorizzata. L'imputata si è opposta a questa sentenza fino ad appellarsi alla CrEDU, argomentando che una commissione di polizia non è un tribunale indipendente. La Corte ha dato ragione alla donna. Da allora in Svizzera le decisioni di diritto civile e penale vengono sempre prese da tribunali e non più da autorità amministrative. Dopo questa sentenza l'allora consigliere di Stato Hans Danioth chiese la disdetta immediata della CEDU. Con esigua maggioranza il Consiglio degli Stati rifiutò questa proposta.
Procedure più veloci da parte dei giudici svizzeri grazie a una sentenza della CrEDU
Per sua fortuna la Svizzera è rimasta fedele alle regole della CEDU. Grazie a questa istituzione le procedure in Svizzera sono diventate più rapide. A seguito di un ricorso i giudici della CrEDU nel 2002 hanno deciso che una procedura per esproprio non possa durare undici anni e mezzo! Nello stesso senso, i giudici di Strasburgo hanno criticato una procedura penale che in Ticino era durata otto anni e mezzo fino alla sua archiviazione e nel canton Zugo undici anni e mezzo fino all'assoluzione.
Grazie alla CEDU, le procedure in Svizzera sono diventate più eque
Immaginatevi che per delibera di un giudice istruttore siate stati messi in carcere preventivo. Voi contestate questa misura, e il giudice responsabile per l'incarcerazione deve giudicare se questa misura sia adeguata. Ovviamente il giudice considera legittima la reclusione preventiva da lui stesso disposta. Questa procedura non sembra corretta, ma prima della sentenza nel caso Jutta Huber contro la Confederazione del 1990, in Svizzera questa era una procedura possibile. A seguito di questa sentenza, anche gli ultimi cantoni hanno istituito i cosiddetti giudici dell'arresto incaricati di decretare entro 48 ore il carcere preventivo.Anche la presunzione di innocenza viene rafforzata da certe sentenze di Strasburgo, proteggendo fra l'altro i contatti tra il sospettato e il suo avvocato difensore, chiedendo una istruttoria efficiente e indipendente nel caso che una persona sia deceduta mentre veniva arrestata.
La CEDU protegge la libertà dei media
Nell'anno 2000 la CrEDU ha dovuto ricordare al Tribunale federale che è parte integrante del lavoro di collaboratori dei media di porre delle domande. Per questo motivo una sentenza di condanna nei confronti del giornalista del "Blick" Viktor Dammann ha dovuto essere annullata. Egli aveva cercato di ottenere da una segretaria del procuratore generale l'informazione se i sospettati della rapina alla posta del Fraumünster (Zurigo) avevano precedenti penali. La CrEDU ha motivato la sua sentenza con l'argomento che lo Stato doveva organizzarsi meglio per evitare che dati confidenziali diventassero di dominio pubblico."Dobbiamo difendere la libertà dei media", titolava la Basler Zeitung all'inizio del 2014, e vedeva nella via di Strasburgo l'ultima chance per difendersi dalle sentenze del Tribunale federale. Quest'ultimo aveva obbligato una giornalista di fare il nome di un traffi¬cante di cannabis sul quale aveva scritto in un articolo per il giornale. Visto che la giornalista si era rifiutata di citare la sua fonte, la CrEDU deve decidere quale interesse pubblico primeggia: l'arresto di un piccolo trafficante di droga o la libertà dei media.
Protezione della libertà di matrimonio
In Svizzera, fino al 1987 vigeva un divieto di tre anni per un nuovo matrimonio dopo un divorzio. Soltanto dopo che la CrEDU aveva condannato la Svizzera per violazione del diritto di libertà di matrimonio, questo divieto è stato soppresso.
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