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Timestamp: 2019-12-14 01:57:45+00:00

Document:
Sentença que libertou Pizzolato cita Laudo 2828 e Inquérito 2474
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1. CORTE D ‘A PPELLO DI BOLOGNA UFFICIO: MABESTRADIZIONE —ROGA TO/ UE - RESTITUZIONE NEI TERMINI- LIQUIDAZIONI PENALE - GRA TU! T0 PA TROCINIO- RE VISIONI- ART. 600 CPP» INA MISS/ MUTA ’- ISTANZE VARIE PREDIBA ITIMENTALI Tel. 0511201472-201433 -20l472— Fax 051 i201 473 detenutixrrbnlognngòﬂrsiizimil N. 13/2014 ESTR. P-AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA D. G.G. P. - UFFICIO Il RO M A Email: ufﬁcio2.dggenaledagmgiustizìaj - (FAX 0668897528) DAL MINISTERO INTERNO ROMA DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA DIREZIONE CENTRALE DELLA POLIZIA CRIMINALE SERVIZIO PER LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE Dl POLIZIA lNTERPOL-UNITA’ NAZIONALE EUROPOL-SIRENE Email: scipsalasituazìone@dcgc. intemo. ì — (FAX 06/46542244-43) - b-ALLA PROCURA GENERALE DELLA REPUBBLICA - S E D E Email: giovannaderugeriis@giustizia. ì - barbaraﬁanceschiﬁbgîustîziajt FAX N. 0517201523 PAII’ Avv. Alessandro Sivclli del l'oro di Modena - email bAll‘ Aw. Fragasso Emanuele del Foro di Padova Te}. 0498759400 - Fax: 0498750390 >AlI’Avv. Michele Gentiloni Silveri del Foro di Roma Telefono/ i: 06.4820243 Fax 06/48 70359 Oggetto: Pizzolato Henrique nato il 09/09/1952 a Concordia (Brasile), arrestato il 05/02/2014 ore 12.30, detenuto presso la Casa Circondariale di Modena ai fini di estradizione Mandato d'arresto internazionale emesso in data 15/11/2013 dalla Corte Suprema Federale del Brasile, per i reati di corruzione e riciclaggio ( Legge Federale brasiliana n. 9613/1998 artt. 3112 e 317 c. p. Brasiliano), peri quali il soggetto è stato condannato alla pena di anni 12 e mesi 7 di reclusione 28110/2014 REVOCATA LA MISURA CAUTELARE Si comunica - a ciascuno per quanto di competenza — che questa Corte in data 28/10/2014 ha emesso Sentenza n. 11217 ex artt. 704 e 705 co 2 Iett c) cpp, art 5 comma I lett. b) Trattato estradizionale Italia Brasile CHE DICHIARA L’INSUSSISTENZA DELLE CONDIZIONI PER L’ACCOGL1MENTO DELLA DOMANDA DI ESTRADIZIONE . Sarà cura di questa cancelleria comunicare la data del passaggio in giudicato. Bol0gna,04/1 l/2014
2. SEZIONE TERZA PENALE Il Collegio composto dai seguenti Giudici: Dott. ssa Donatella Di Fiore Presidente Dott. ssa Marinella De simone Consigliere Dott. ssa Danila Indirli Consigliere rel. all'esito della camera di consiglio del giorno 28/10/2014 nel procedimento di estradizione per l'estero (Repubblica Federale del Brasile) iscritta al n. 13/2014 R. G. Estr. promossa nei confronti di: PIZZOLATO Henrique, nato il 09/09/1952 a Concordia (Brasile) sottoposto, a fini estradizionali, alla misura cautelare della custodia in carcere ha pronunciato la seguente SENTENZA Esaminati gli atti e i documenti del procedimento; sentiti, alle udienze svoltesi in camera di consiglio il 5/06/2014 e il 28/10/2014, il Procuratore Generale, il difensore dell' estradando, l'avvocato che rappresenta e difende la Repubblica Federativa del Brasile, alla presenza della persona della quale è richiesta l'estradizione: osserva la Repubblica Federale del Brasile chiede l'estradizione di PIZZOLATO Henrique, tratto in arresto dalla polizia giudiziaria, ai sensi dell'art. 716 c. p.p. , in quanto destinatario di Mandato d'arresto emesso nei suoi confronti in data 15/11/2013 dalla Corte Suprema Federale del Brasile, in seguito alla sentenza di condanna emessa nei confronti dello stesso dal Tribunale Federale supremo del Brasile il 17/12/12, passata in giudicato il 21/12/13, alla pena di anni 12 e mesi sette di reclusione per i reati di peculato, corruzione passiva, e riciclaggio. In particolare egli é stato condannato, per peculato : 'u per avere, in qualità di Direttore Marketing e Comunicazione “Banco do Brasil” favorito, nella conclusione dei contratti e nell'esecuzione degli stessi, l'agenzia di Pubblicità DNA, stornando, poi, in favore della società pubblicitaria, somme derivanti da sconti contrattuali e “bonus de volume” che, per pattuizioni negoziali, sarebbero spettati al “Banco do Brasil” per un importo pari a oltre RS 2.900.000 nel periodo
3. intercorso tra il 31 marzo 2003 ed il 14 giugno 2005; K» per essersi, in qualità di Direttore Marketing e Comunicazione “Banco do Brasil”, appropriato indebitamente tra il 2003 ed il 2004, dell'importo di Rs 73.851.000,00 provenienti dal “Fundo de Investimento da Companhia Brasileira de Meios de Pagamento”— Visanet. L'importo, costituito con i fondi del “Banco do Brasil”, è stato indebitamente trasferito a favore degli imputati Marcus Valerio, Cristiano Paz e Ramon Hollerbach della “DNA Propaganda”. Tale distrazione in favore del gruppo di imprenditori di Marcos Valerio è stata commessa PIZZOLATO Henrique in concorso con il Ministro della Comunicazione di Governo e gestione strategica della Presidenza della Repubblica LUIZ GUSHIKEN, esponente di prestigio del “Partito dei lavoratori”, col quale il Pizzolato era in collegamento. Le approprìazioni indebite si sono verificate, mediante le autorizzazioni date da PIZZOLATO Henrique per il trasferimento, a favore della “DNA Propaganda", a titolo di anticipo del suddetto importo di R3 73.851.000,00, nelle seguenti date: a) 19/05/03 — RS 23.300.000,00; b) 28/11/03- Rs 6.454.331,43: c) 12/03/04 — Rs 35.000.000,00: d) 1/06/04- Rs 9.097.024,75. Le somme di denaro sottratte all'ente pubblico sono state destinate al pagamento dei debiti contratti per la campagna elettorale di alcuni deputati della “base alada”, cioè della formazione di sinistra del Parlamento, nonché al versamento di tangenti a tali deputati, con cadenza mensile, per cui la vicenda in esame viene indicata, come “MENSALAO”. PIZZOLATO Henrique ha ricevuto il 15 gennaio 2004, in cambio di tali condotte, la somma di oltre Rs 326.000, da complici di Marcos Valerio, tramite un intermediario. Tale condotta integra, per il diritto brasiliano, sia il delitto di corruzione passiva (art. 317 c. p.) che il delitto di riciclaggio (art. 1, comi 5,6, 7 1. 9613/1998) o, meglio, auto- riciclaggio, visto che dagli atti si evince che il denaro riciclato è provento delle altre attività illecite poste in essere dallo stesso Pizzolato. All'udienza del 7/02/2014, Pizzolato Henrique é stato identificato da un Consigliere di questa Corte d'Appello, all'uopo delegato dal Presidente, che, all'esito dell'udienza stessa, ha convalidato l'arresto e disposto nei suoi confronti la misura cautelare della custodia in carcere. All'udienza del 7/02/2014, il Pizzolato, in presenza del difensore, ha dichiarato di non acconsentire all'estradizione. Si rende pertanto necessario accertare la sussistenza dei presupposti per la concessione de1l'estradizione (art. 701 c. p.p. ), all'esito della procedura di cui agli artt. 696 c. p.p. , nella quale la Repubblica Federativa del Brasile é intervenuta ai sensi dell'art. 702 c. p.p. .
4. su presupposti oggettivi di ammissibilità della domanda La Repubblica Federale del Brasile e l'Italia hanno sottoscritto il Trattato di estradizione il 17/10/1989, in vigore dal I agosto 1993, in seguito alla ratifica ed esecuzione dello stesso, avvenute con L. n. 144 del 23 aprile 1991. L'istanza di estradizione deve, pertanto, essere valutata in base alle norme contenute nella suddetta convenzione internazionale, nonché alle norme di diritto internazionale generalmente riconosciute‘ e, per quanto da esse non disposto, dalle norme del codice di procedura penale italiano. In relazione alla sussistenza delle condizioni richieste per l'accoglimento dell'estradizione, la difesa di PIZZOLATO Henrique ha dedotto diverse eccezioni, che la Corte ritiene tutte infondate, ad esclusione di quelle inerenti l'assenza delle doppia punibilità per il reato di auto-riciclaggio e quelle, assorbenti, relative alle condizioni delle carceri brasiliane, tali da rendere concreto il pericolo che l'estradando sia sottoposto ad un trattamento avente un obiettivo carattere inumano e degradante, in violazione dei diritti fondamentali. I motivi dedotti dalla difesa di PIZZOLATO Henrique per contrastare la richiesta del Procuratore Generale concernono specificamente: 1 . L' ILLEGITIMITA‘ ED INAMMISSIBILITA‘ DELLA DOMANDA DI ESTRADIZIONE (art. 6, c.1, art. 10, c.1, art.11, c.2, ,13, c.4, Trattato di Estradizione ITALIAHBRASILE) 1.a) La VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DI RECIPROCITA. ‘ 1.b) La MANCANZA DI UNA RICHIESTA DI ESTRADIZIONE mamma 1.6) ININCOMPLETEZZA DELLA DOCUMENTAZIONE ALLEGATA ALLA RICHIESTA DI ESTRADIZIONE ' 1.d) L‘ PRESCRIZIONE DEI REATI 2. Il MANCATO RISPETTO DEI DIRITTI FONDAMENTALE E DEI ‘DIRITTI MINIMI DI DIFESA NELLO SVOLGIMENTO DEL PROCESSO ex art. 5, lett. a), Trattato di Estradizione ITALIArBRAsILE) 2.3) LA VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DEL GIUDICE NATURALE e PRECOSTIUITO 2.1)) LA VIOLAZIONE DEL DIRITTO AD UN DOPPIO GRADO DI GIUDIZIO IN MATERIA PENALE 2.c) LA VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DI IMPARZIALITA‘ DELL'ORGANO GIUDICANTE 2.: !) LA VIOLAZIONE DEL DIRITTO DIFESA IN SENSO STRETTO 3. Il FONDATO MOTIVO CHE LA PERSONA RICHIESTA VERRA‘ SOTTOPOSTA A PENE O TRATTAMENTI CHE CONFIGURANO LA VIOLAZIONE DEI DIRITTI FONDAMENTALI (art.5, lett. b, Trattato di Estradizione ITALIA- ‘ Cfr. art. 10 della Costituzione della Repubblica italiana.
5. 4 BRASILE) 3.3) Le CONDIZIONI DELLE CARCERI BRASILIANE 3.1). ) La MANCATA APPLICAZIONE DELLA DISCIPLINA DEL REATO CONTINUANO (art. 81, comma 2 c. p. italiano: art. 71 c. p. Brasiliano) 4.1.3. NATURA POLITICA DEI REATI PER CUI LA PERSONA RICHIESTA E‘ STATA CONDANNATA ( art. 3, lette, Trattato di Estradizione ITALIA-BRASILE) S55 1.3) con riferimento alla VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DI RECIPROCITÀ, secondo cui la Corte dovrebbe rifiutare l'estradizione, in armonia con tale principio, generalmente riconosciuto nel diritto internazionale, poiché il Brasile non estrada i propri cittadini ed il Pizzolato ha anche la cittadinanza italiana dal 1994, si osserva che, ai sensi dell'art. 26 Cost, 13 comma 4, c. p. e 6 della legge di ratifica" 23 aprile 1991 n. 144 del Trattato di estradizione ITALIA-BRASILE, secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, é rimessa alla discrezionalità degli stati contraenti l'opzione, concernente il diniego della consegna, Infatti, la consegna stessa, essendo attinente alla dimensione politica della cooperazione tra Stati, può essere esercitata esclusivamente dal Ministero della Giustizia, e non dall'Autorità Giudiziaria (cfr. Cass. , Sez.6, Sent. n. 34870 dell'1l/ O6/07- dep. 14/09/07, Imp. Sanfilippo). _ 1.b) con riferimento alla MANCANZA DI UNA RICHIESTA DI ESTRADIZIONE LEGITTIMA, non essendovi negli atti allegati alla requisitoria del Procuratore Generale la richiesta di estradizione presentata dal Ministero della Giustizia brasiliano, che è l'organo competente a presentare tale tipo di atto, si osserva che la Procura Generale del Brasile è solo l'organo che istruisce la richiesta di estradizione ai sensi dell'art. 129. della Costituzione Federale, come è previsto nel nostro ordinamento dall'art. 720 c. p.p. . ; Nel caso in esame, con missiva datata 24/02/14, è stata inviata la relativa documentazione al Ministero della Giustizia per l'inoltro al Governo italiano di formale domanda di estradizione, poi presentata con Nota Verbale n. 63 in data 3.3.14, attraverso il canale diplomatico. si ritiene, pertanto, che la manifestazione di volontà nei confronti dello stato italiano é stata espressa dal Ministero della Giustizia brasiliano, tramite il portavoce diplomatico, conformemente a quanto stabilito dall'art. 10, comma 1 del Trattato di estradizione ITALIA-BRASILE (legge di ratifica 23 aprile 1991 n. 144) , tant'è che il Ministero della Giustizia italiano, con lettera datata 17/03/14, ha comunicato che la domanda di estradizione è stata presentata dal "Governo della Repubblica Federativa del Brasile". successivamente, con nota datata 17 narzo 2014, il Ministero della Giustizia italiano ha trasmesso alla Procura Generale presso la Corte d'Appello di
6. 5 Bologna la richiesta di estradizione avanzata dal "Governo della Repubblica Federativa del Brasile”. 1.c) con riferimento alla INCOMPLETEZZA DELLA DOCUMENTAZIONE ALLEGATA ALLA RICHIESTA DI ESTRADIZIONE, si rileva che l'eccezione è irrilevante, essendo intervenuta la richiesta per via diplomatica e che, inoltre, é stata integrata nell'intervallo di tempo intercorso tra l'udienza del 5/06/14 e quella del 28/10/14, come evidenziato anche dalla difesa del Pizzolato. 1.d) con riferimento alla INTERVENUTA PRESCRIZIONE DEI REATI, come causa ostative all'estradizione, ai sensi dell'art. 3 lett. b)Trattato di Estradizione ITALIA-BRASILE, si osserva che la procedura estradizionale in esame è esecutiva di una sentenza emessa in data 17/12/12, divenuta irrevocabile il 21/12/13, cioè da pochi mesi. L'unico termine prescrizionale rilevante in questo caso è quello della pena, non ancora maturato ex art. 172 c. p.. (cfr. Cass. Pen. , Sez. VI, Sent. n. 20/12/10 dep. 23/12/10, Pres. DE Robeto G. ; est. Paoloni). ' E’, invece, fondata l'istanza di detrarre dell' entità complessiva della pena inflitta, quella, pari ad anni tre di reclusione, irrogata per il reato di riciclaggio, che, nel caso in esame, si configura come auto-riciclaggio. In relazione a tale fattispecie, non sussiste il requisito della doppia incriminabilitàﬁ 2.3) con riferimento alla VIOLAZIONE DEL principio del GIUDICE NATURALE E PRECOSTITUITO, si premette che le regole di competenza non sono giudicabili da questa Corte, concernendo il diritto interno del Paese richiedente. L'art. 102 della Costituzione brasiliana prevede la competenza del Supremo Tribunale federale per i giudizi sulle infrazioni comuni che si assumono commesse dal Presidente della Repubblica, dal Vice—Presidente, dai Membri del Congresso Nazionale, dai Ministri e dal Procuratore Generale, nonché per le infrazioni penali comuni e per i reati di responsabilità che si assumono commessi dai Ministri di stato ed altri Pubblici Ufficiali che rivestono cariche pubbliche. Pizzolato é stato giudicato da tale organo, nonostante non rivestisse alcuna di queste cariche, perché imputato, per una delle ipotesi di peculato, in concorso col Ministro ‘per la Comunicazione e la propaganda LUIZ GUSHIKEN, che aveva diritto ad essere giudicato da tale organo ex ratione muneris. Peraltro, i giudici’ del supremo Tribunale federale, hanno ritenuto di essere competenti, pur non all' unanimità, anche per giudicare alcuni "laici", tra cui il Pizzolato, per la sussistenza di connessione facoltativa‘, con decisione assunta all'esito della discussione e delle dichiarazioni di voto’ in seno a tale organismo, come ’ Cﬁ: Corte d'Appello di Bologna, SenL17/01I12. KAMIAnna eslrad. ’ denominati “Minism” nella legislazione brasiliana. _ ‘ facoltativa e non obbligatoria. ai sensi degli aru. 76 e 80 codice penale di rito brasiliano. tant'è che quest'ultimo prevede la separazione dei processi; eﬁz Massima 2001 prodotta dal 11G. all'udienza del 28/ 10/ 14: Inq. 2601 QO/ RJ- RIO DE JANERIIRO-QUESTAO DE ORDEM NO INQUERITO 41:11:101‘. MÎILCELSO DE MELLO-Julgnmcnto : 20/10/l1-0rgao Julgador. Tribuna! Plano. ’ (cfr. contra Ministro Ricamo Lewandoski, memoria difensiva depositata per l'udienza del 5 giugno 2014, P88. 18 ed
7. 6 previsto dalla normativa in vigore. Peraltro, in Italia procedura analoga é prevista nel caso in cui il Presidente della Repubblica sia incriminato per altro ‘tradimento o per attentato alla Costituzione: egli, dopo essere messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, é giudicato dalla Corte Costituzionale. E, qualora un soggetto “non qualificato” sia imputato in concorso col Presidente, anch'egli sarà giudicato, per connessione, dalla Corte Costituzionale, ai sensi dell' art.13, comma l, c. p.p. , che individua, cosi , il Giudice naturale e precostituito per legge, secondo il dettato dell' art. 25 Costituzione. 2.h) con riferimento alla VIOLAZIONE DEL DIRITTO AD UN DOPPIO GRADO DI GIUDIZIO IN MATERIA PENALE, si osserva che "tale diritto può essere oggetto di eccezioni, quando l'interessato é stato giudicato in prima istanza da un Tribunale della giurisdizione più elevata", ai sensi dell'art. 2 del Protocollo n. 7 CEDU. La difesa eccepisce che tale norma deve essere interpretata restrittivamente, in forza del Patto internazionale dei diritti civili e politici di NEW YORK, in vigore dal 23/03/76, ma poiché il Protocollo n. 7 della CEDU del 1984 è in vigore dal 1990, deve ritenersi che tale principio convenzionale costituisca una deroga al Patto internazionale dei diritti civili. e politici di NEW YORK, giustificata dall'ecceziona1ità della situazione. Tant'è che anche l'ordinamento italiano nell'analoga fattispecie su esposta, concernente i reati di cui all'art. 90 della Costituzione commessi dal Presidente della Repubblica, prevede un unico grado di giudizio davanti alla Corte Costituzionaleî 2.c) con riferimento alla VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DI IMPARZIALITA' DELL'ORGANO GIUDICANTE, la difesa evidenzia che il processo davanti al Supremo Tribunale Federale si svolge in due fasi: una prima fase di indagini nel corso della quale viene nominato un giudice relatore ed una seconda fase processuale in senso stretto, nella quale lo stesso relatore "accompagna" il processo. La nomina del relatore nella fase delle indagini é casuale, perché il relatore viene estratto a sorte e nel corso del dibattimento viene nmntenuta la nomina del medesimo relatore. Pur essendo i poteri riconosciuti al relatore molto ampi sia nella fase delle indagini che al termine della fase della stessa’, è il "Plenaria" a deliberare sul ricevimento o rigetto della denuncia 0 dell'esposto. Pertanto, essendo la decisione rimessa ad organo collegiale e terzo non si ravvisa alcuna violazione delle norme internazionali in materia. 2.11) con riferimento alla VIOLAZIONE DEL DIRITTO DIFESA IN SENSO STRETTO, si osserva che il PIZZOLATO é stato presente durante il processo e si è avvalso di un avvocato di fiducia. La difesa, peraltro, sostiene che una perizia contabile‘ (Laudo all. 3 ). ‘ ca». art. 134 della Carta Costituzionale. ’ li relatore deve, intimi, presentare la relaﬁone ﬁnale e volare a favore o contro l'accettazione della denuncia, ipotesi nella quale l'indagine si trasforma in azione penale, ai sensi dell'art 234 regolamento interno STF ‘ Cﬁ: "Relazione di perizia contabile" 2828IO6-lNC redatta dall'istituto Nazionale di Cﬁminaliià, organo del
8. 7 2828) espletata nell'ambito del procedimento in esame e dalla quale risultava l'innocenza del Pizzolato’, è stata sottratta alle prove di tale procedimento principale (recante numero 2245) e fatta confluire in altro procedimento (iscritto con numero 2474, la cui indagine è stata coperta da segreto di giustizia). Ed é proprio la scansione delle date che, al contrario di quanto sostenuto della difesa, dimostra che trattasi di un atto inerente ad un'indagine successiva, risultando l'incarico peritale conferito il 25/10/06, quindi parecchi mesi dopo la presentazione dell'atto d'accusa (denuncia) redatto dal Procuratore Generale, il 30/03/06, atto che “segna la fine delle indagini”“. La Corte rileva, peraltro, come la presenza costante di un difensore di fiducia ha consentito al Pizzolato di svolgere una puntuale difesa tecnica, compresa la possibilità di produrre o chiedere l'acquisizione e/0 l'espletamento di altre prove, diverse ed ulteriori rispetto alla perizia su menzionata, a favore del proprio assistito. Non si ravvisa, pertanto, la dedotta violazione dei principi internazionali del diritto di difesa e del “giusto processo”. Tale violazione, infatti, si verifica, secondo l'interpretazione degli organismi giurisdizionali internazionali, qualora le Autorità Giudiziarie nazionali non intervengano per porre rimedio a lacune evidenti della difesa infruttuosa (principio affermato dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, provvedimento del 27/04/06, Camera, Sannino vs. Italia), lacune che, come detto, nel caso in esame non si sono verificate. 3.a) vedi pag. B e seguenti 3.1:) Sulla MANCATA APPLICAZIONE DELLA DISCIPLINA DEL REATO CONTINUATO (art. 81, comma 2 c. p. italiano; art. 71 c. p. Brasiliano), quale trattamento sanzionatorio più favorevole al condannato. Questa Corte rileva come, alla luce della giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo‘h si sia in presenza di trattamento inumano non già per l'applicazione del cumulo materiale delle pene, di per sé, bensì nel caso in cui la legislazione dello stato richiedente non contempli, in alternativa, il cumulo giuridico e la pena penale inflitta risulti sproporzionata e, quindi, disumana". La legislazione brasiliana prevede, come quella italiana, l'alternativa tra l'applicazione del cumulo materiale e di quello giuridico, rimettendo al giudice la decisione di applicare, in caso di condanna, l'uno o l'altro istituto. E, nel caso in esame, Dipartimento delle Polizia Federale Al]. i4 memoria difensiva depositata per l'udienza del 5 giugno 20l4 9 Secondo In difesa. tale perizia indica in Leo Batista Dos Smtos l'unica penona responsabile all'interno del BANCO do BRASII. " per la gestione del Fondo di incentivo nel periodo a cui risalgono i fatti peri quali e stato condannano Il Piaciuto '° eﬁ‘. memoria difensiva depositata per rudìenza del S giugno 2014 pus. 36 " ca». provvedimento dell'1 1110/1 l, seconda sezione, Schucler vs. 1mm "in assenza. altresì. di concreti temperamenti nel trattamento sanzionatorîo consistenti nella possibilità di usulhxire di periodici beneﬁci penitenziari o di misure alternative alla detenzione.
9. non si ravvisa alcuna sproporzione della pena inflitta, tale da apparire disumane. 4. sulla NATURA POLITICA DEI REATI PER CUI LA PERSONA RICHIESTA E’ STATA CONDANNATA. La Corte ritiene infondata anche tale deduzione, rilevando come 1 reati per i quali il Pizzolato é stato condannato, non sono reati di opinione, tipicamente “politici”, ma reati comuni, peraltro, non connotati da “politicità" della condotta illecita. Nè si ritiene, per i motivi su esposti, che 1' estradando sia stato sottoposto nello stato straniero richiedente ad un processo non equo“. 3.a) L'art. 5, lett. b) del Trattato prevede un divieto di estradizione “se vi é fbndato timore di ritenere che la persona richiesta verrà sottoposta a pene o trattamenti che comunque configurano violazione dei diritti fondamentali”. Questa norma é di contenuto analogo alla disciplina codicistica, nell'ambito della quale l'art. 705 c. p.p. , comma 2, lett. c), rinviando all'art. 698, coma 1, dello stesso codice, pone il divieto di estradizione se 1' estradando, in caso di consegna, può essere sottoposto a pene 0 trattamenti crudeli, disumani o degradanti 0 comunque ad atti che configurano violazione di uno dei diritti fondamentali della persona. Tale condizione ostativa all'estradizione deve derivare da una scelta normativa 0 di fatto dello stato richiedente, e non da mere iniziative estemporanee di privati o di apparati pubblici agenti a titolo personale ed estemporaneo, con la precisazione che, in quest'ultimo, caso sussiste la condizione ostativa anche quando il Paese di destinazione, non avendo posto in essere misure adeguate allo scopo di prevenirle, tolleri iniziative che comportano violazione di diritti fondamentali della persona (Cass. n. 46212 del 15.10.2013,- CEDU Sent. 02/05/1997, D. c. Regno Unito). . Secondo i consolidati principi espressi dalla Suprema Corte, per l'accertamento di questa situazione di fatto, l'Autorità Giudiziaria deputata a decidere su una domanda di estradizione, ben può attingere informazioni da documenti e rapporti elaborati da organizzazioni non governative, la cui affidabilità sia generalmente riconosciuta sul piano internazionale, tra le quali AMNESTY INTERNATIONAL e HUMAN RIGHTS WATCl-l. Ebbene, le notizie provenienti da tali organismi internazionali, "un tema di estradizione per l'estero, ai ﬁni dell'individuazione dell'ambito dì opcrativìà del divieto di estrndizione di cui agli artt. 10, comma quarto, e 26. comma secondo Cost, il reato va considerato politico anche quando, indipendtemente dal bene giuridico offeso dalla condotta illecita, vi sia fondata ragione di ritenete che, proprio per la "politieità" della condotta illecita, l' estrndando possa essere sottoposto nello stato straniero richiedente ad un processo non equo o all'esercizio di una pena discriminatoria ovvero ispirata da iniziative persecutorie per ragioni politiche che ledono i fondamentali dell'individuo qual il diritto al rispetto del principio di uguaglianza, il diritto ad un equo processo ed il divieto di trattamenti disumani o degradanti verso i detenuti. " (c6: Casa. Sez. 6. Sent. n. 5089 del 23- 31/01/14 , imp. Suljejmam‘).
10. 9 convergono nell'indicare la situazione carceraria del Brasile come drammatica e da tempo endemicamente caratterizzata, soprattutto in alcuni distretti, dalla pratica della violenza e della sopraffazione nei confronti dei detenuti ‘ad opera di bande criminali organizzate, note alle autorità carceraria, se non addirittura ad opera degli stessi agenti di custodia. Nonostante la ratifica da parte del Governo brasiliano del Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e lo sforzo delle autorità federali e di alcune autorità statali per prevenire le violenze su persone arrestate o detenute e per combattere la tortura, sforzo di cui si dà atto nel rapporto annuale di Amnesty International 2013, episodi recenti e gravissimi documentati dai media a livello internazionale (fra cui le decapitazioni di tre detenuti all'interno del penitenziario Pedrinhas a Sao Luis, al termine di uno scontro tra gang rivali“- episodio sul quale è intervenuto l'Alto commissariato delle Nazioni unite per i diritti umani con una nota divulgata l'8 gennaio 2014), il World Report del 2014 pubblicato dall'organizzazione non governativa HUMAN RIGHTS WATCH“ e l'organizzazione non governativa internazionale brasiliana Conectas Direitos Humanos, testimoniano come ad oggi la condizione nelle carceri brasiliane non sia ancora migliorata, ed il rischio che un detenuto possa essere sottoposto a umiliazioni, torture, violenze sia ancora concreto. Ciò è cosi vero che, nel caso in esame, il Procuratore Generale della Repubblica presso questa Corte d'Appello ha ritenuto necessario acquisire rassicurazioni dallo stato richiedente in merito alle condizioni del luogo di detenzione in Brasile in cui il condannato Pizzolato avrebbe scontato la pena. Il Governo Brasiliano ha, così, inviato una prima nota il 9 maggio 2014 indicando il Complesso Penitenziaria “Papuda” situato in Brasilia/ DE quale luogo di detenzione ai sensi dell'articolo 65 della Legge sulle Esecuzioni penali (in quanto struttura penitenziaria del territorio dove il condannato é stato giudicato), nonché due carceri nello stato di Santa Caterina, stato dove vive la famiglia di origine del condannato. E’ stata anche allegata documentazione fotografica. Inoltre, sono pervenute due altre note da parte del Ministro della Giustizia del Brasile Josè Eduardo Cardozo, datate rispettivamente 30 maggio 2014 e 3 luglio 2014, con le quali il Ministro ha rispettivamente espresso, la rassicurazione generica prima e l'impegno poi, da parte dello stato Brasiliano a garantire e far rispettare i diritti fondamentali del condannato Pizzolato, in conformità a quanto contemplato dalla Costituzione Federale brasiliana del 5 ottobre 1988 e dalla legislazione ordinaria in vigore. " Altre decapitazioni si erano veriﬁcate, sempre ad opera di detenuti, nei febbraio del 2012 , nello stato di Max-salmo, nel corso di una rivolta di reclusi nel penitenziario di Pedrinhns che protestavano contro il sovmﬂbllnmcnto. " “Unîvusal Pax-iodio Review ofBmil" redatto da tale organizzazione (cﬁ: all.37 c 38 memoria difensiva depositata per l'udienza del s giugno 2014).
11. 10 Documentazione supplementare e, poi, pervenuta in data 25.9.2014, consistente anche nella nota datata 28 agosto 2014 del Procuratore Generale del Brasile, con la quale si informa che la questione , carceraria è oggetto di attenzione da parte delle Commissioni del Consiglio Nazionale di Giustizia (CNJ) e del Consiglio Nazionale dei Pubblici Ministeri (CNMP)“ e si assicura che, in conformità ai poteri conferitigli dalla legislazione in materia di esecuzione della pena “il PM adotterà le misure necessarie giudiziali e stragiudiziali, perché lo stato brasiliano rispetti i diritti fondamentali dell'estradato Henrique Pizzolato, se egli sarà estradato dallo stato italiano”. La Corte ritiene che tali impegni assunti dall'Autorità richiedente nella presente procedura, pur significativi della volontà di assicurare il rispetto dei diritti fondamentali del detenuto PIZZOLATO, come riconosciuti dalla legislazione brasiliana, nulla esprimendo sul fenomeno anche più allarmante della carenza di sicurezza e di ordine all'interno dei penitenziari, per la grave situazione di illegalità non controllabile di cui si è detto, non consenta di ritenere attualmente tangibile l'efficacia delle intraprese iniziative governative: la situazione dalla quale si generano le violenze subite dai detenuti e delle loro famiglie non può, dunque, dirsi significativamente mutata e permane il rischio che, in attesa dell'apprezzabilità di risultati conseguenti al consolidamento dell'intervento dello stato, le condizioni di vita negli istituti - penitenziari siano irrispettose dei diritti fondamentali della persona. Nello specifico, poi, lo stesso complesso carcerario di Papuda risulta teatro di recenti episodi di incontenibile violenza", indicativi della estensione e diffusibilità del grave fenomeno di cui si è detto, qualità che rendono irrilevante che le aggressioni si siano verificate in settori diversi da quello cui sarebbe destinato il Pizzolato. In tale contesto questa Corte ritiene non sussistenti i presupposti per concedere la richiesta estradizione, considerando che “osta ad una pronuncia favorevole non solo la certezza, ma anche solo il pericolo concreto che l'estradando sia sottoposto ad un trattamento avente un obiettivo carattere inumano e degradante” (Cass. Pen Sez. VI, 12/07/04, n. 35892), Pericolo che si ritiene concreto per Henrique Pizzolato. A norma dell'art. 704 ult. comma, c. p.p. deve essere revocata la misura cautelare personale e disposta la restituzione di quanto in sequestro, come da dispositivo. " tali commissioni hanno rispettivamente la ﬁnzione di promuovere visite periodiche nelle carceri e monitorare le azioni dei Pubblici Ministeri inerenti la veriﬁca delle condizioni del sistema carcerario brasiliano. " il 13/07/2014 un detenuto é stato ucciso dopo essere stato aggredito all'interno di una cella nel cenno di detenzione provvisoria; il 22/08/14 aluo detenuto e stato ucciso nella zona deputata alla ricreazione. Tali eventi, dedotti dalla difesa del Pianista, non sono stati contestati dalle Parti.
12. 9.044. visti gli artt. 704 e 705 coma 2 lett. c) c. p.p, art.15 comma 1 lett. b Trattato estradizione Italia Brasile ; dichiara l'insussistenza delle condizioni per l'accoglimento della domanda di estradizione presentata dalla Repubblica Federale del BRASILE'nei confronti di PIZZOLATO HENRIQUE (n. 9.9.1952 Concordia BRASILE) . in relazione ai reati di cui alla sentenza della Corte Suprema Federale del Brasile n. AP 470/MG del 17.12.12 passata in giudicato il 21.12.2013 in quanto vi è motivo di ritenere che la persona sarebbe sottoposta a trattamenti di cui all'art. 698 comma 1 CPP. Revoca la misura custodiale carceraria a carico di rrzzonnmo HNRIQUE e ne ordina l'immediata scarcerazione se non detenuto per altra causa. Dispone la restituzione all'avente diritto di quanto in sequestro, ad eccezione dei beni attualmente interessati da procedura di rogatoria internazionale presso questa Corte. Motivi nei termini di legge. Bologna, 28.10.14 Consigl e est. P: sidente } Q0» LAoLÒmQ; l? É Î ÉÎ E Î° (i) a
Halley Barbosa
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References: ART. 600
 Sentenza 
 SENTENZA 
 sentenza 
 art. 10
 art.11
 art. 5
 art. 10
 art. 71
 art. 3
 Cass. 
 sentenza 
 art. 172
 Cass. 
 art.13
 art. 25
 art. 134
 art. 71
 art.15
 sentenza