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⭐Provvedimento 16 aprile 2014 del responsabile per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia
Provvedimento 16 aprile 2014 del responsabile per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia
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1 Provvedimento 16 aprile 2014 del responsabile per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia recante «Specifiche tecniche previste dall'articolo 34, comma 1 del decreto del Ministro della giustizia in data 21 febbraio 2011 n. 44, recante regolamento concernente le regole tecniche per l'adozione, nel processo civile e nel processo penale, delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, in attuazione dei principi previsti dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, ai sensi dell'articolo 4, commi 1 e 2 del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito nella legge 22 febbraio 2010, n. 24.» Pagina 1 di 4602 Ministero della Giustizia Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati Il responsabile per i sistemi informativi automatizzati Visto il decreto del Ministro della giustizia in data 21 febbraio 2011, n. 44 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 89 del 18 aprile 2011), recante Regolamento concernente le regole tecniche per l'adozione nel processo civile e nel processo penale delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, in attuazione dei principi previsti dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, ai sensi dell articolo 4, commi 1 e 2, del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito nella legge 22 febbraio 2010 n.24, come modificato dal decreto ministeriale 15 ottobre 2012 n. 209 e dal decreto ministeriale 3 aprile 2013 n. 48; Visto il decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni nella legge 17 dicembre 2012, n. 221 e successivamente modificato dalla legge 24 dicembre 2012, n. 228; Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni; Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante «Codice in materia di protezione dei dati personali» e successive modificazioni; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, recante «Regolamento recante disposizioni per l'utilizzo della posta elettronica certificata, a norma dell'articolo 27 della L. 16 gennaio 2003, n. 3»; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 febbraio 2013; Visto il decreto ministeriale 27 aprile 2009, recante «Nuove regole procedurali relative alla tenuta dei registri informatizzati dell'amministrazione della giustizia»; Rilevata la necessità di aggiornare le specifiche tecniche previste dall articolo 34, comma 1, del citato decreto ministeriale 21 febbraio 2011, n. 44; Acquisito il parere espresso in data 23 dicembre 2013 dal Garante per la protezione dei dati personali; Acquisito il parere espresso in data 4 febbraio 2014 dall Agenzia per l Italia Digitale; EMANA IL SEGUENTE PROVVEDIMENTO: Pagina 2 di 4603 CAPO I PRINCIPI GENERALI ART. 1 (Ambito di applicazione) 1. Il presente provvedimento stabilisce le specifiche tecniche previste dall articolo 34, comma 1, del regolamento concernente le regole tecniche per l'adozione nel processo civile e nel processo penale delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, in attuazione dei principi previsti dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, ai sensi dell articolo 4, commi 1 e 2, del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito nella legge 22 febbraio 2010 n.24. ART. 2 (Definizioni) 1. Ai fini del presente provvedimento, oltre alle definizioni contenute nell articolo 2 del regolamento, si intende: a) regolamento: il decreto del Ministro della giustizia in data 21 febbraio 2011, n. 44, portante Regolamento concernente le regole tecniche per l'adozione nel processo civile e nel processo penale delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, in attuazione dei principi previsti dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, ai sensi dell articolo 4, commi 1 e 2, del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito nella legge 22 febbraio 2010 n.24 e successive modificazioni; b) CAD: codice dell amministrazione digitale (decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante Codice dell'amministrazione digitale e successive modificazioni); c) CNS: Carta Nazionale dei Servizi; d) CSV: Comma-separated values; e) DTD: Document Type Definition; f) DGSIA: Direzione Generale per i Sistemi Informativi Automatizzati del Ministero della Giustizia; g) GSU: Sistema di gestione informatizzata dei registri per gli uffici notifiche e protesti; h) HSM: Hardware Security Module; i) HTTPS: HyperText Transfer Protocol over Secure Socket Layer; j) IMAP: Internet Message Access Protocol; k) PdA: Punto di Accesso, come definito all art. 23 del regolamento; l) PEC: Posta Elettronica Certificata; m) POP: Post Office Protocol; n) PP.AA.: Pubbliche Amministrazioni; o) RdA: Ricevuta di Accettazione della Posta Elettronica Certificata; p) RdAC: Ricevuta di Avvenuta Consegna della Posta Elettronica Certificata; q) ReGIndE: Registro Generale degli Indirizzi Elettronici, come definito all art. 7 del regolamento; r) SMTP: Simple Mail Transfer Protocol; s) UU.GG.: Uffici Giudiziari; t) WSDL: Web Services Definition Language; u) XML; extensible Markup Language; v) XSD: XML Schema Definition; w) SPC: Sistema Pubblico di Connettività; Pagina 3 di 4604 x) PKCS#11: interfaccia di programmazione che consente di accedere alle funzionalità crittografiche del token; tramite apposita sequenza di chiamate al token per mezzo dell interfaccia PKCS#11 è possibile implementare la procedura di identificazione; y) CAdES (CMS Advanced Electronic Signature): formato di busta crittografica definito nella norma ETSI TS V1.7.4 e basata a sua volta sulle specifiche RFC 3852 e RFC 2634 e successive modificazioni; z) PAdES (PDF Advanced Electronic Signature): formato di busta crittografica definito nella norma ETSI TS basata a sua volta sullo standard ISO/IEC e successive modificazioni; aa) OID (Object IDentifier): codice univoco basato su una sequenza ordinata di numeri per l identificazione di evidenze informatiche utilizzate per la rappresentazione di oggetti come estensioni, attributi, documenti e strutture di dati in genere nell ambito degli standard internazionali relativi alla interconnessione dei sistemi aperti che richiedono un identificazione univoca in ambito mondiale; bb) Autenticazione a due fattori: metodo di autenticazione che si basa sull'utilizzo congiunto di due metodi di autenticazione individuale, ossia che combina un'informazione nota (ad esempio un nome utente e una password) con un oggetto a disposizione (ad esempio, una carta di credito, token o telefono cellulare). CAPO II SISTEMI INFORMATICI DEL DOMINIO GIUSTIZIA ART. 3 (Infrastrutture informatiche art. 3 del regolamento) 1) Il sistema informatico del Ministero della giustizia è articolato, salvo le infrastrutture unitarie e comuni, a livello nazionale, interdistrettuale e distrettuale. In fase transitoria e quando ragioni tecniche lo rendono assolutamente necessario, possono essere mantenute strutture a livello locale (di circondario). 2) Fermo quanto previsto da altre disposizioni, costituiscono infrastrutture unitarie e comuni le banche dati e i sistemi informatici indicati nell allegato 1. 3) Il sistema di posta elettronica certificata è gestito dal fornitore presso la propria sala server, collegata ad SPC secondo le relative regole di interoperabilità e sicurezza, oppure presso una sala server del Ministero della giustizia. 4) Il dispiegamento di detti sistemi rispetta le disposizioni di cui al decreto del Ministro della giustizia in data 27 aprile 2009, recante Nuove regole procedurali relative alla tenuta dei registri informatizzati dell'amministrazione della giustizia. 5) Il Direttore Generale S.I.A. emana ed aggiorna periodicamente, con proprio decreto, le linee guida per la organizzazione e gestione del sistema informatico, sentito il Garante per la protezione dei dati personali. Le linee guida sono rese note con gli opportuni strumenti di comunicazione ed in ogni caso sul sito internet dell Amministrazione. 6) Le strutture elaborative serventi ed i dati sono allocati in corrispondenza delle componenti di cui ai commi precedenti. Pagina 4 di 4605 ART. 4 (Gestore della posta elettronica certificata del Ministero della giustizia art. 4 del regolamento) 1. Il Ministero della giustizia si avvale del proprio gestore di posta elettronica certificata, che rilascia e gestisce apposite caselle di PEC degli uffici giudiziari e degli UNEP da utilizzare esclusivamente per i servizi previsti dal regolamento, nel rispetto delle specifiche tecniche riportate nel presente provvedimento. 2. Le caselle appartengono ad apposito sotto-dominio (civile.ptel.giustiziacert.it e penale.ptel.giustiziacert.it) e possono ricevere unicamente messaggi di posta elettronica certificata. I messaggi di posta elettronica ordinaria vengono automaticamente scartati. 3. Il gestore dei servizi telematici utilizza i protocolli POP3, POP3S, IMAP, IMAPS e SMTP per collegarsi al gestore di posta elettronica certificata del Ministero. 4. La codifica dei singoli uffici, comprensiva del relativo indirizzo di PEC, è contenuta nel catalogo dei servizi telematici di cui all articolo 5, comma Non possono essere utilizzate caselle di PEC diverse da quelle di cui ai commi precedenti per la trasmissione e il deposito di atti processuali. 6. Il Ministero della giustizia conserva il log dei messaggi, transitati attraverso il proprio gestore di posta elettronica certificata, per cinque anni. A tal fine, il gestore di PEC del Ministero invia giornalmente, a una casella di posta di sistema, il log in formato CSV. Il log, sottoscritto con firma digitale o firma elettronica qualificata, è relativo a tutti gli indirizzi del sotto-dominio delle caselle del processo telematico e contiene tutti gli eventi relativi ai messaggi pervenuti, conservando le seguenti informazioni: a) il codice identificativo univoco assegnato al messaggio originale; b) la data e l ora dell evento; c) il mittente del messaggio originale; d) i destinatari del messaggio originale; e) l oggetto del messaggio originale; f) il tipo di evento (accettazione, ricezione, consegna, emissione ricevute, errore, ecc.); g) il codice identificativo dei messaggi correlati generati (ricevute, errori, ecc.); h) il gestore mittente. 7. Un apposito modulo nell ambito del portale dei servizi telematici comprende i componenti funzionali necessari per l acquisizione, il salvataggio e l interrogazione dei log prodotti dal servizio di PEC. 8. I web service d interrogazione dei log PEC sono disponibili ai sistemi interni al dominio Giustizia. 9. Le comunicazioni di atti e documenti tra l ufficio del pubblico ministero e gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria nella fase delle indagini preliminari, avvengono mediante i gestori di posta elettronica certificata delle forze di polizia, le cui caselle sono rese disponibili unicamente agli utenti abilitati; in questo caso il gestore dei servizi telematici utilizza un canale sicuro protetto da un meccanismo di crittografia ai sensi di quanto previsto dall articolo 20. Pagina 5 di 4606 ART. 5 (Portale dei servizi telematici art. 6 del regolamento) 1. Il portale dei servizi telematici è accessibile all indirizzo ed è composto di una area pubblica e di una area riservata. 2. L area pubblica, denominata Servizi online Uffici Giudiziari, è composta da tutte le pagine web e i servizi del portale disponibili ad accesso senza l impiego di apposite credenziali, sistemi di identificazione e requisiti di legittimazione; in essa sono disponibili le seguenti tipologie d informazione: a) Informazioni e documentazione sui servizi telematici del dominio giustizia; b) Raccolte giurisprudenziali; c) Informazioni essenziali sullo stato dei procedimenti pendenti, rese disponibili in forma anonima; in questo caso, i parametri e i risultati di ricerca riportano unicamente i dati identificativi dei procedimenti (numero di ruolo, numero di sentenza, ecc.), senza riferimenti in chiaro ai nomi o ai dati personali delle parti e tali per cui non sia possibile risalire all identità dell interessato. Il canale di comunicazione per l accesso a tali informazioni è cifrato (HTTPS). 3. Nell area pubblica è consultabile il catalogo dei servizi telematici, che si compone di una serie di file aventi lo scopo di censire, in forma strutturata, tutte le informazioni relative ai servizi telematici, secondo gli XSD di cui all Allegato Per area riservata s intende il contenitore di tutte le pagine e i servizi del portale disponibili previa identificazione informatica, come disciplinata dall articolo Nell area riservata sono disponibili informazioni, dati e provvedimenti giudiziari in formato elettronico, secondo quanto previsto all art. 27 del regolamento, nonché i servizi di pagamento telematico e di richiesta copie. ART. 6 (Identificazione informatica art. 6 del regolamento) 1. L identificazione informatica per i soggetti abilitati esterni e gli utenti privati avviene sul portale dei servizi telematici mediante carta d'identità elettronica o carta nazionale dei servizi e sul punto di accesso mediante autenticazione a due fattori oppure tramite token crittografico (smart card, chiavetta USB o altro dispositivo sicuro) in conformità all'articolo 64 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82; in caso si utilizzi il token crittografico, l identificazione avviene nel rispetto dei seguenti requisiti: a) Il certificato deve essere rilasciato da un certificatore accreditato dall Agenzia per l Italia Digitale ai sensi dell'art 29 del CAD, che si fa garante dell identità del soggetto. b) Il certificato deve rispettare il profilo del certificato previsto dalla Carta Nazionale dei Servizi (CNS), facendo riferimento all Appendice 1 del documento rilasciato dal CNIPA: Linee guida per l emissione e l utilizzo della Carta Nazionale dei Servizi. L estensione Certificate Policy ( ) può essere valorizzata con un Object Identifier (OID) definito dalla CA. c) In termini di sicurezza, i dispositivi ammessi sono i dispositivi personali consentiti per la firma elettronica qualificata e quindi smart card e token USB, secondo quanto previsto dalla normativa vigente. I dispositivi si- Pagina 6 di 4607 curi devono essere certificati Common Criteria EAL4+ con traguardo di sicurezza o profilo di protezione conforme alle disposizioni comunitarie. d) In termini d interoperabilità, sono ammissibili dispositivi che consentano la disponibilità di entrambe le interfacce PKCS#11 e CSP; in particolare, entrambe le interfacce devono consentire l accesso alla procedura d identificazione forte mediante digitazione del PIN da parte dell utente; il dispositivo deve inoltre rispettare la strutturazione del file system come da specifiche CNS. 2. In fase di identificazione tramite token crittografico, il punto di accesso o il portale dei servizi telematici verifica la validità del certificato presente nel token crittografico utilizzato dall utente che accede; prima di consentire qualunque operazione, inoltre, il punto di accesso verifica che il token crittografico sia collegato alla postazione; in caso contrario, invalida e termina la sessione. 3. Il Ministero della giustizia verifica, anche attraverso opportune visite ispettive, che i punti di accesso rispettino i predetti requisiti. 4. La violazione di queste regole di sicurezza comporta per il punto di accesso la sospensione dell autorizzazione a erogare i servizi, fino al definitivo rispetto dei requisiti. 5. L identificazione informatica per i soggetti abilitati interni avviene ai sensi dell articolo 10. ART. 7 (Registro generale degli indirizzi elettronici art. 7 del regolamento) 1. Il Registro Generale degli Indirizzi Elettronici (ReGIndE) è gestito dal Ministero della giustizia e contiene i dati identificativi nonché l indirizzo di PEC dei soggetti abilitati esterni. 2. Il ReGIndE censisce i soggetti abilitati esterni che intendono fruire dei servizi telematici di cui al presente regolamento. 3. I sistemi di gestione informatizzata dei registri di cancelleria utilizzano il ReGIndE al fine di evitare l inserimento manuale dei dati. 4. Le categorie di soggetti (nel prosieguo anche enti) il cui profilo anagrafico alimenta il ReGIndE sono: a) soggetti appartenenti ad un ente pubblico che svolgano uno specifico ruolo nell ambito di procedimenti (ad esempio avvocati e funzionari dell INPS e dell Avvocatura dello Stato, avvocati e funzionari delle PP.AA.); b) professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge (ad esempio Consiglio dell ordine degli avvocati o Consiglio nazionale del Notariato); c) professionisti non iscritti ad alcun albo: tutti i soggetti nominati dal giudice come consulenti tecnici d ufficio o più in generale ausiliari del giudice non appartenenti ad un ordine di categoria o che appartengono ad ente/ordine professionale che non abbia ancora inviato l albo al Ministero della giustizia (ad eccezione degli avvocati). 5. Il ReGIndE non gestisce informazioni già presenti in registri disponibili alle PP.AA., qualora questi siano accessibili in via telematica ai sensi dell articolo 16 del decreto-legge 29 novembre 2008 n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009 n. 2, il cui contenuto occorre ai sistemi del dominio Giustizia; da tali registri tra cui il registro delle imprese, l'indice nazionale delle imprese e dei professionisti (INI-PEC), l'anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR) e il domicilio digitale del Pagina 7 di 4608 cittadino di cui all'art 3-bis del CAD sono recuperati gli indirizzi di PEC dei professionisti e delle imprese, nonché gli indirizzi dei cittadini ivi censiti. 6. Il ReGIndE è direttamente accessibile dai sistemi interni al dominio giustizia, attraverso un apposito web service. 7. Il ReGIndE è consultabile dai soggetti abilitati esterni tramite il proprio punto di accesso o tramite il Portale dei Servizi Telematici, su connessioni sicure (SSL v3), attraverso un apposito web service; i relativi WSDL sono pubblicati nell area pubblica del portale dei servizi telematici. ART. 8 (Alimentazione del registro generale degli indirizzi elettronici art. 7 del regolamento) 1. L alimentazione del ReGIndE avviene previo invio al responsabile per i sistemi informativi automatizzati di un documento di censimento contenente le informazioni necessarie ad identificare: a) l ente stesso attraverso: codice ente, descrizione, codice fiscale/partita iva; b) il nominativo e il codice fiscale del delegato all invio dell albo, che dovrà sottoscrivere con firma digitale o firma elettronica qualificata l albo in trasmissione; c) la casella di PEC utilizzata per l invio dell albo. 2. Il documento di censimento di cui al comma precedente aderisce al modello reperibile nell area pubblica del portale e viene inviato all indirizzo di posta elettronica certificata del responsabile per i sistemi informativi automatizzati: 3. Terminate le operazioni di censimento da parte del responsabile per i sistemi informativi automatizzati, l ente mittente del documento di censimento riceve una risposta; in caso di esito positivo, l ente può procedere all invio dell albo secondo le seguenti specifiche: a) il messaggio deve essere di posta elettronica certificata; non sono considerati i messaggi di posta ordinaria; b) non vi sono vincoli sull oggetto né sul corpo del messaggio; c) l indirizzo di PEC mittente deve essere censito tra quelli delegati all invio e riportati nel documento di censimento; d) deve essere allegato un solo file (ComunicazioniSoggetti.xml o, per le Pubbliche Amministrazioni, ComunicazioneSoggettiPPAA.xml), sottoscritto con firma digitale o firma elettronica qualificata; e) la firma digitale o firma elettronica qualificata deve appartenere al soggetto delegato di cui al comma 1, lettera b, sulla base del codice fiscale censito; f) il file ComunicazioniSoggetti.xml o il file ComunicazioneSoggettiPP.AA.xml deve essere conforme all XML-Schema di cui all Allegato 2; g) il codice ente specificato nel file deve essere tra quelli censiti. 4. Il mancato rispetto di uno o più dei vincoli di cui all articolo precedente comporta un messaggio automatico di esito negativo; in questo caso l allegato ComunicazioniSoggetti.xml viene scartato. 5. A ogni invio corrisponde una risposta tramite PEC; il messaggio ha come oggetto la medesima descrizione del messaggio originale con il suffisso Esito e riporta in allegato l esito dell elaborazione del messaggio con le Pagina 8 di 4609 eventuali eccezioni; il formato del messaggio di esito, inviato come allegato al messaggio di PEC, è descritto nell Allegato L esito si riferisce sia ad errori presenti sui dati e, quindi riconducibili alle informazioni dei singoli soggetti (come ad esempio codice fiscale inesistente), sia ad errori legati a vincoli e prerequisiti che presuppongono la validità dell invio di un albo (ad esempio: censimento dell ente richiedente e dei soggetti abilitati all invio dell albo). 7. Ad ogni nuovo indirizzo di PEC registrato nelle anagrafiche a seguito dell inserimento di un nuovo soggetto o di modifica di uno esistente, viene inviato un messaggio di PEC di cortesia in cui si attesta l avvenuta registrazione. ART. 9 (Professionisti non iscritti in albi art. 7 del regolamento) 1. I professionisti non iscritti all albo, oppure per i quali il proprio ordine di appartenenza non abbia provveduto all invio di copia dell albo (ad eccezione degli avvocati), si registrano al ReGIndE attraverso un Punto di Accesso (PdA) o attraverso il Portale dei Servizi Telematici, previa identificazione, effettuando altresì l inserimento (upload) del file che contiene copia informatica, in formato PDF, dell incarico di nomina da parte del giudice; tale file è sottoscritto con firma digitale o firma elettronica qualificata dal soggetto che intende iscriversi. 2. Il PdA provvede a trasmettere l avvenuta registrazione con le medesime modalità di cui all articolo precedente, con la differenza che il file ComunicazioniSoggetti.xml è digitalmente sottoscritto con firma digitale o firma elettronica qualificata dal PdA. 3. Qualora il professionista di cui al comma 1 s iscriva ad un albo, oppure pervenga copia dell albo da parte dell ordine di appartenenza, prevalgono i dati trasmessi dall ordine stesso; in questo caso il sistema cancella la prima iscrizione e invia un messaggio PEC di cortesia al professionista. ART. 9 bis (Indirizzi di posta elettronica certificata delle pubbliche amministrazioni) 1. La pubblica amministrazione che deve comunicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata per la ricezione delle comunicazioni e notificazioni, ai sensi dell articolo 16, comma 12, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni nella legge 17 dicembre 2012, n. 221, procede inserendo tale indirizzo sul portale dei servizi telematici. 2. Ai fini di cui al comma precedente, la pubblica amministrazione invia all indirizzo di posta elettronica certificata del responsabile per i sistemi informativi automatizzati un documento contenente le seguenti informazioni: a) descrizione e codice fiscale della pubblica amministrazione; b) nominativo, codice fiscale e recapiti del soggetto incaricato di inserire o modificare gli indirizzi di PEC della pubblica amministrazione sul portale dei servizi telematici; 3. Il soggetto incaricato di cui al comma precedente accede ad un apposita area riservata del portale dei servizi telematici, previa identificazione informatica, secondo le specifiche di cui all articolo 6, e inserisce o modifica: a) l indirizzo di PEC della pubblica amministrazione; Pagina 9 di 46010 b) il nominativo, il codice fiscale e l indirizzo di PEC di eventuali dipendenti tramite i quali la pubblica amministrazione sta in giudizio personalmente; tali soggetti alimentano il Registro Generale degli Indirizzi Elettronici. 4. L elenco degli indirizzi di PEC delle pubbliche amministrazioni è consultabile dagli uffici giudiziari e dagli uffici NEP attraverso i sistemi informatici a disposizione dei soggetti abilitati interni. 5. L elenco degli indirizzi di PEC di cui al comma 3, lettera a, è consultabile dagli avvocati tramite il proprio punto di accesso o tramite il portale dei servizi telematici (area riservata), su connessioni sicure (SSL v3), attraverso un apposito web service, che verifica la presenza dell avvocato sul ReGIndE; i relativi WSDL sono pubblicati nell area pubblica del portale dei servizi telematici. L accesso è tracciato in appositi log, che il Ministero della giustizia conserva per cinque anni, recanti: il punto di accesso attraverso cui è stato effettuato l accesso, la data e l ora dell accesso. ART. 10 (Sistemi informatici per i soggetti abilitati interni art. 8 del regolamento) 1. I sistemi informatici a disposizione dei soggetti abilitati interni sono conformi alle regole di cui al D.M. 27 aprile 2009 e mettono a disposizione le funzioni relative a: a) ricezione, accettazione e trasmissione dei dati e dei documenti informatici; b) consultazione e gestione del fascicolo informatico. 2. Per l accesso ai sistemi di cui al comma precedente dall interno degli uffici giudiziari, l identificazione è effettuata mediante coppia di credenziali nome utente/password oppure mediante autenticazione a due fattori. 3. Per l accesso ai sistemi di cui al comma 1 dall esterno della Rete Giustizia, l identificazione è effettuata dal portale dei servizi telematici sulla base del sistema Active Directory Nazionale (ADN) tramite autenticazione a due fattori; ai soli fini del recupero dall esterno delle informazioni di registro da parte dei sistemi a disposizione dei magistrati in ambito civile, è sufficiente l identificazione sulla base del sistema ADN purché l interrogazione dei dati finalizzati al recupero preveda l indicazione del numero di ruolo generale nonché del codice fiscale dell attore principale e del convenuto principale del procedimento. ART. 11 (Fascicolo informatico art. 9 del regolamento) 1. Il fascicolo informatico raccoglie i documenti (atti, allegati, ricevute di posta elettronica certificata) da chiunque formati, nonché le copie informatiche dei documenti; raccoglie altresì le copie informatiche dei medesimi atti quando siano stati depositati su supporto cartaceo. 2. Il sistema di gestione del fascicolo informatico, realizzato secondo quanto previsto all articolo 41 del CAD, è la parte del sistema documentale del Ministero della giustizia che si occupa di archiviare e reperire tutti i documenti informatici, prodotti sia all'interno che all esterno; fornisce pertanto ai sistemi fruitori (sistemi di gestione dei registri di cancelleria, gestore dei servizi telematici e strumenti a disposizione dei magistrati) tutti i metodi esposti attraverso appositi web service necessari per il recupero, l archiviazione e la conservazione dei documenti informatici, secondo la Pagina 10 di 46011 normativa in vigore; l accesso al sistema di gestione documentale avviene soltanto per il tramite dei sistemi fruitori, che gestiscono le logiche di profilazione e autorizzazione. 3. Le operazioni di accesso al fascicolo informatico sono registrate in un apposito file di log che contiene le seguenti informazioni: a) il codice fiscale del soggetto che ha effettuato l accesso; b) il riferimento al documento prelevato o consultato (codice identificativo del documento nell ambito del sistema documentale); c) la data e l ora dell accesso. Il suddetto file di log è sottoposto a procedura di conservazione, sempre nell ambito del sistema documentale, per cinque anni. CAPO III TRASMISSIONE DI ATTI E DOCUMENTI INFORMATICI ART. 12 (Formato dell atto del processo in forma di documento informatico art. 11 del regolamento) 1. L atto del processo in forma di documento informatico, da depositare telematicamente all ufficio giudiziario, rispetta i seguenti requisiti: a) è in formato PDF; b) è privo di elementi attivi; c) è ottenuto da una trasformazione di un documento testuale, senza restrizioni per le operazioni di selezione e copia di parti; non è pertanto ammessa la scansione di immagini; d) è sottoscritto con firma digitale o firma elettronica qualificata esterna secondo la struttura riportata ai commi seguenti; e) è corredato da un file in formato XML, che contiene le informazioni strutturate nonché tutte le informazioni della nota di iscrizione a ruolo, e che rispetta gli XSD riportati nell Allegato 5; esso è denominato DatiAtto.xml ed è sottoscritto con firma digitale o firma elettronica qualificata. 2. La struttura del documento firmato è PAdES-BES (o PAdES Part 3) o CAdES-BES; il certificato di firma è inserito nella busta crittografica; è fatto divieto di inserire nella busta crittografica le informazioni di revoca riguardanti il certificato del firmatario. La modalità di apposizione della firma digitale o della firma elettronica qualificata è del tipo firme multiple indipendenti o parallele, e prevede che uno o più soggetti firmino, ognuno con la propria chiave privata, lo stesso documento (o contenuto della busta). L ordine di apposizione delle firme dei firmatari non è significativo e un alterazione dell ordinamento delle firme non pregiudica la validità della busta crittografica; nel caso del formato CAdES il file generato si presenta con un unica estensione p7m. Il meccanismo qui descritto è valido sia per l apposizione di una firma singola che per l apposizione di firme multiple. 3. Le applicazioni di generazione della firma digitale o qualificata per la sottoscrizione dei documenti informatici devono utilizzare la funzione di hash di cui all'art 4, comma 2, del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 febbraio Pagina 11 di 46012 ART. 13 (Formato dei documenti informatici allegati art. 12 del regolamento) 1. I documenti informatici allegati sono privi di elementi attivi, tra cui macro e campi variabili, e sono consentiti nei seguenti formati: a).pdf b).rtf c).txt d).jpg e).gif f).tiff g).xml h).eml, purché contenenti file nei formati di cui alle lettere precedenti. i).msg, purché contenenti file nei formati di cui alle lettere da a ad h. 2. È consentito l utilizzo dei seguenti formati compressi purché contenenti file nei formati previsti al comma precedente: a).zip b).rar c).arj. 3. Gli allegati possono essere sottoscritti con firma digitale o firma elettronica qualificata; nel caso di formati compressi la firma digitale, se presente, deve essere applicata dopo la compressione. ART. 14 (Trasmissione dei documenti da parte dei soggetti abilitati esterni e degli utenti privati art. 13 del regolamento) 1. L atto e gli allegati sono contenuti nella cosiddetta busta telematica, ossia un file in formato MIME che riporta tutti i dati necessari per l elaborazione da parte del sistema ricevente (gestore dei servizi telematici); in particolare la busta contiene il file Atto.enc, ottenuto dalla cifratura del file Atto.msg, il quale contiene a sua volta: a) IndiceBusta.xml: il DTD è riportato nell Allegato 4. Tale file deve essere omesso qualora il suo contenuto sia presente nella sezione apposita del file DatiAtto.xml, come da XSD di cui al successivo punto b). b) DatiAtto.xml: gli XSD sono riportati nell Allegato 5. c) <nome file (libero)>: atto vero e proprio, in formato PDF, sottoscritto con firma digitale o firma elettronica qualificata secondo la struttura dell articolo 12 comma 2. d) AllegatoX.xxx: uno o più allegati nei formati di file di cui all articolo 13, eventualmente sottoscritti con firma digitale o firma elettronica qualificata; il nome del file può essere scelto liberamente. 2. La cifratura di Atto.msg è eseguita con la chiave di sessione (ChiaveSessione) cifrata con il certificato del destinatario; IssuerDname è il Distinguished Name della CA che ha emesso il certificato dell ufficio giudiziario o dell UNEP destinatario, SerialNumber è il numero seriale del certificato dell ufficio giudiziario o dell UNEP destinatario; l algoritmo utilizzato per l operazione di cifratura simmetrica del file è il 3DES e le chiavi simmetriche di sessione sono cifrate utilizzando la chiave pubblica contenuta nel certificato del destinatario; le chiavi di cifratura degli uffici giudiziari sono Pagina 12 di 46013 disponibili nell area pubblica del portale dei servizi telematici (il relativo percorso e nome file è indicato nel catalogo dei servizi telematici). 3. La dimensione massima consentita per la busta telematica è pari a 30 Megabyte. 4. La busta telematica viene trasmessa all ufficio giudiziario destinatario in allegato ad un messaggio di posta elettronica certificata che rispetta le specifiche su mittente, destinatario, oggetto, corpo e allegati come riportate nell Allegato Il gestore dei servizi telematici scarica il messaggio dal gestore della posta elettronica certificata del Ministero della giustizia ed effettua le verifiche formali sul messaggio; le eccezioni gestite sono le seguenti: a) T001: l indirizzo del mittente non è censito in ReGIndE; b) T002: Il formato del messaggio non è aderente alle specifiche; c) T003: la dimensione del messaggio eccede la dimensione massima consentita. 6. Il gestore dei servizi telematici, nel caso in cui il mittente sia un avvocato, effettua l operazione di certificazione, ossia recupera lo status del difensore da ReGIndE; nel caso in cui lo status non sia attivo, viene segnalato alla cancelleria. 7. Il gestore dei servizi telematici effettua i controlli automatici (formali) sulla busta telematica; le possibili anomalie all esito dell elaborazione della busta telematica sono codificate secondo le seguenti tipologie: a) WARN (WARNING): anomalia non bloccante; si tratta in sostanza di segnalazioni, tipicamente di carattere giuridico (ad esempio manca la procura alle liti allegata all atto introduttivo); b) ERROR: anomalia bloccante, ma lasciata alla determinazione dell ufficio ricevente, che può decidere di intervenire forzando l accettazione o rifiutando il deposito (esempio: certificato di firma non valido o mittente non firmatario dell atto); c) FATAL: eccezione non gestita o non gestibile (esempio: impossibile decifrare la busta depositata o elementi della busta mancanti ma fondamentali per l elaborazione). 8. La codifica puntuale degli errori indicati al comma precedente è pubblicata e aggiornata nell area pubblica del portale dei servizi telematici. 9. All esito dei controlli di cui ai commi precedenti, il gestore dei servizi telematici invia al depositante un messaggio di posta elettronica certificata riportante eventuali eccezioni riscontrate. 10. Il gestore dei servizi telematici, all esito dell intervento dell ufficio, invia al depositante un messaggio di posta elettronica certificata contenente l esito dell intervento di accettazione operato dalla cancelleria o dalla segreteria dell ufficio giudiziario destinatario. ART. 15 (Documenti probatori e allegati non informatici art. 14 del regolamento) 1. I documenti probatori e gli allegati depositati in formato analogico, sono identificati e descritti in un apposita sezione dell atto del processo in forma di documento informatico e comprendono, per l individuazione dell atto di riferimento, i seguenti dati: a) numero di ruolo della causa; b) progressivo dell allegato; Pagina 13 di 46014 c) indicazione della prima udienza successiva al deposito. ART. 16 (Deposito dell atto del processo da parte dei soggetti abilitati interni art. 15 del regolamento) 1. I soggetti abilitati interni utilizzano appositi strumenti per la redazione degli atti del processo in forma di documento informatico e per la loro trasmissione alla cancelleria o alla segreteria dell ufficio giudiziario. 2. L atto è inserito nella medesima busta telematica di cui all articolo 14 e viene trasmesso su canale sicuro (SSL v3) al gestore dei servizi telematici, tramite collegamento sincrono (http/soap); si applicano le disposizioni di cui all articolo 10, comma Se il provvedimento del magistrato è in formato cartaceo, il cancelliere o il segretario dell ufficio giudiziario ne estrae copia per immagine in formato PDF, e lo sottoscrive con firma digitale o firma elettronica qualificata. ART. 17 (Comunicazioni e notificazioni per via telematica art. 16 del regolamento) 1. Il gestore dei servizi telematici provvede ad inviare le comunicazioni o le notificazioni per via telematica, provenienti dall ufficio giudiziario, alla casella di posta elettronica certificata del soggetto abilitato esterno o dell utente privato destinatario, recuperando il relativo indirizzo dai pubblici elenchi ai sensi dell'art 16-ter del decreto legge del 30 ottobre 2012, n. 179 oppure ai sensi dell'art 16 comma 7 del medesimo decreto; il formato del messaggio è riportato nell Allegato 8; la comunicazione o notificazione è riportata nel corpo del messaggio nonché nel file allegato Comunicazione.xml (il relativo DTD è riportato nell Allegato 4). 2. La cancelleria o la segreteria dell ufficio giudiziario, attraverso apposite funzioni messe a disposizione dai sistemi informatici di cui all articolo 10, provvede ad effettuare una copia per immagine in formato PDF di eventuali documenti cartacei da comunicare; la copia informatica è conservata nel fascicolo informatico. 3. Il gestore dei servizi telematici recupera le ricevute della posta elettronica certificata e gli avvisi di mancata consegna dal gestore di PEC del Ministero e li conserva nel fascicolo informatico; la ricevuta di avvenuta consegna è di tipo breve per le comunicazioni e di tipo completo per le notificazioni. ART. 18 (Comunicazioni e notificazioni contenenti dati sensibili art. 16 del regolamento) 1. La comunicazione o la notificazione che contiene dati sensibili è effettuata per estratto: in questo caso al destinatario viene recapitato l avviso di disponibilità, secondo il formato riportato nell Allegato 8; il destinatario effettua il prelievo dell atto integrale accedendo all indirizzo (URL) contenuto nel suddetto messaggio di PEC di avviso. 2. Il prelievo di cui al comma precedente avviene attraverso l apposito servizio proxy del portale dei servizi telematici, su canale sicuro (protocollo SSL); tale servizio effettua l identificazione informatica dell utente, ai sensi dell articolo 6; il prelievo è consentito unicamente se l utente è registrato nel ReGIndE. Pagina 14 di 46015 3. Il prelievo di cui al comma precedente avviene da un apposita area di download del gestore dei servizi telematici, dove viene gestita e mantenuta un apposita tabella recante le seguenti informazioni: a) il codice fiscale del soggetto che ha effettuato il prelievo o la consultazione; b) il riferimento al documento prelevato o consultato (codice univoco inserito nell URL inviato nell avviso di cui al comma 4); c) la data e l ora di invio dell avviso; d) la data e l ora del prelievo o della consultazione. 4. Le informazioni di cui al comma precedente vengono conservate per cinque anni. 5. Nel caso in cui il destinatario sia un impresa iscritta nel relativo registro o una Pubblica Amministrazione, la comunicazione o la notificazione che contiene dati sensibili è effettuata ai sensi del comma 1; l'utente che accede all indirizzo (URL) contenuto nel messaggio di PEC di avviso, su canale sicuro (protocollo SSL), viene identificato ai sensi dell'art 6 ed è abilitato ad accedere all'atto integrale solo se appartiene all'impresa destinataria come risultante dal registro delle imprese o se è un dipendente della Pubblica Amministrazione autorizzato. ART. 19 (Notificazioni per via telematica a cura degli uffici NEP art. 17 del regolamento) 1. Le richieste telematiche di un'attività di notificazione da parte di un ufficio giudiziario sono inoltrate al sistema informatico dell'unep in formato XML, attraverso un colloquio diretto, via web service, tra i rispettivi gestori dei servizi telematici, su canale sicuro (SSL v3), oppure tramite posta elettronica certificata. 2. Le richieste di notifica effettuate dai soggetti abilitati esterni sono inoltrate all'unep tramite posta elettronica certificata, nel rispetto dei requisiti tecnici di cui agli articoli 12, 13 e 14; all interno della busta telematica è inserito il file RichiestaParte.xml, il cui XML-Schema è riportato nell Allegato All UNEP può essere inviata, sempre all interno della busta telematica, la richiesta di pignoramento il cui XML-Schema è riportato nell Allegato Alla notificazione per via telematica da parte dell UNEP si applicano le specifiche della comunicazione per via telematica di cui all articolo 17; il formato del messaggio di posta elettronica certificata è riportato nell Allegato Ai fini della notificazione per via telematica, il sistema informatico dell UNEP recupera l indirizzo di posta elettronica del destinatario a seconda della sua tipologia: a) soggetti abilitati esterni e professionisti iscritti in albi o elenchi costituiti ai sensi dell articolo 16 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185 convertito con legge del 28 gennaio 2009, n. 2: dal registro generale degli indirizzi elettronici, ai sensi dell articolo 7, comma 6, nonché dall'indice nazionale delle imprese e dei professionisti (INI-PEC), sezione professionisti; b) imprese iscritte nel relativo registro: ai sensi dell articolo 7, comma 5; c) cittadini: ai sensi dell articolo 7, comma Il sistema informatico dell'unep, eseguita la notificazione, trasmette - per via telematica a chi ha richiesto il servizio - il documento informatico con la relazione di notificazione sottoscritta mediante firma digitale o firma elet- Pagina 15 di 46016 tronica qualificata e congiunta all'atto cui si riferisce, nonché le ricevute di posta elettronica certificata. La relazione di notificazione è in formato XML e rispetta l XML-Schema riportato nell Allegato 5; se il richiedente è un soggetto abilitato esterno, la trasmissione avviene via posta elettronica certificata; il formato del messaggio è riportato nell Allegato 7. ART. 19 bis (Notificazioni per via telematica eseguite dagli avvocati art. 18 del regolamento) 1. Qualora l atto da notificarsi sia un documento originale informatico, esso deve essere in formato PDF e ottenuto da una trasformazione di un documento testuale, senza restrizioni per le operazioni di selezione e copia di parti; non è ammessa la scansione di immagini. Il documento informatico così ottenuto è allegato al messaggio di posta elettronica certificata. 2. Nei casi diversi dal comma 1, i documenti informatici o copie informatiche, anche per immagine, di documenti analogici, allegati al messaggio di posta elettronica certificata, sono privi di elementi attivi, tra cui macro e campi variabili, e sono consentiti in formato PDF. 3. Nei casi in cui l'atto da notificarsi sia l'atto del processo da trasmettere telematicamente all ufficio giudiziario (esempio: atto di citazione), si procede ai sensi del precedente comma Qualora il documento informatico, di cui ai commi precedenti, sia sottoscritto con firma digitale o firma elettronica qualificata, si applica quanto previsto all articolo 12, comma La trasmissione in via telematica all ufficio giudiziario delle ricevute previste dall articolo 3-bis, comma 3, della legge 21 gennaio 1994, n. 53, nonché della copia dell atto notificato ai sensi dell articolo 9, comma 1, della medesima legge, è effettuata inserendo l'atto notificato all'interno della busta telematica di cui all'art 14 e, come allegati, la ricevuta di accettazione e la ricevuta di avvenuta consegna relativa ad ogni destinatario della notificazione; i dati identificativi relativi alle ricevute sono inseriti nel file DatiAtto.xml di cui all articolo 12, comma 1, lettera e. ART. 20 (Disposizioni particolari per la fase delle indagini preliminari art. 19 del regolamento) 1. Nelle indagini preliminari le comunicazioni tra l ufficio del pubblico ministero e gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria avvengono su canale sicuro protetto da un meccanismo di crittografia (SSL v3). 2. Il sistema di gestione del registro e il sistema documentale garantiscono la tracciabilità delle attività, attraverso appositi file di log, conservati nel sistema documentale stesso. 3. L atto del processo rispetta le specifiche di cui agli articoli 12 e La comunicazione di atti e documenti nella fase di indagini preliminari avviene tramite posta elettronica certificata, secondo le specifiche di cui all articolo 17; le caselle di PEC dell ufficio del pubblico ministero sono attivate presso i gestori di posta elettronica certificata della forze di polizia. 5. Il gestore dei servizi telematici si collega alle caselle di cui al comma precedente su canale sicuro, utilizzando i protocolli POP3Ss o HTTPS, al fine di evitare la trasmissione in chiaro delle credenziali di accesso e dei messaggi. 6. La comunicazione degli atti del processo alle forze di polizia è effettuata per estratto, secondo le specifiche di cui all articolo 18; l atto è protetto da mec- Pagina 16 di 46017 canismo di crittografia a chiavi asimmetriche, con le medesime specifiche di cui all articolo 14 comma Gli atti contenuti nel fascicolo informatico, relativi alle indagini preliminari, sono custoditi in una sezione distinta del sistema documentale; ciascun atto potrà essere protetto da un meccanismo di crittografia basato su chiavi asimmetriche, custodite e gestite nell ambito di un sistema HSM (hardware security module) appositamente dedicato alle operazioni di cifratura e decifratura, invocato dalle applicazioni di gestione dei registri. Ogni istanza della piattaforma di gestione documentale è dotata di apparati HSM dedicati. 8. La trasmissione telematica delle informazioni relative alle notizie di reato avviene tramite cooperazione applicativa tra il sistema di gestione informatizzata dei registri presso l ufficio del pubblico ministero e il Sistema Informativo Interforze del Ministero dell Interno, secondo le specifiche del Sistema Pubblico di Cooperazione (SPCoop), su canale cifrato attraverso l uso di certificati server. Le informazioni contenute nella busta di e-government prevista dalle specifiche SPCoop sono in formato XML. ART. 21 (Requisiti della casella di PEC del soggetto abilitato esterno art. 20 del regolamento) 1. La casella di posta elettronica certificata di un soggetto abilitato esterno deve disporre di uno spazio disco minimo pari a 1 Gigabyte. ART. 22 (Richiesta delle copie di atti e documenti art. 21 del regolamento) 1. Per la richiesta telematica di copie di atti e documenti relativi al procedimento è disponibile, sul punto di accesso e sul portale dei servizi telematici, un servizio sincrono attraverso il quale individuare i documenti di cui richiedere copia e, in seguito al perfezionamento del pagamento, inoltrare la richiesta effettiva della copia stessa. 2. Il soggetto che ne ha diritto può richiedere: a) copia semplice in formato digitale; b) copia semplice per l avvocato non costituito in formato digitale; c) copia autentica in formato digitale; d) copia esecutiva in formato digitale; e) copia semplice in formato cartaceo; f) copia autentica in formato cartaceo; g) copia esecutiva in formato cartaceo. 3. I dati relativi alla richiesta sono inoltrati all ufficio giudiziario attraverso l invocazione di un apposito web service; al richiedente è restituito l identificativo univoco della richiesta inoltrata. Tale identificativo univoco è associato all intero flusso di gestione della richiesta e di rilascio della copia. 4. Nel caso in cui la copia non possa essere rilasciata il sistema, in maniera automatica, comunica al richiedente l impossibilità di evadere la richiesta. ART. 23 (Rilascio delle copie di atti e documenti art. 21 del regolamento) 1. Il rilascio della copia informatica di atti e documenti viene eseguito secondo le specifiche di cui all articolo 16 del regolamento e dell art. 23-bis del CAD; Pagina 17 di 46018 la copia è inviata al richiedente in allegato ad un messaggio di posta elettronica certificata, secondo il formato riportato nell Allegato Nel caso di copia di documenti contenenti dati sensibili o nel caso di copia di documenti che eccedono il massimo consentito dalla posta elettronica certificata, il messaggio di cui al comma precedente contiene l avviso di disponibilità della copia, secondo il formato riportato nell Allegato 9; il prelievo avviene secondo le specifiche di cui all articolo 18, commi 2, 3 e 4. CAPO IV CONSULTAZIONE DELLE INFORMAZIONI DEL DOMINIO GIUSTIZIA ART. 24 (Requisiti di sicurezza art. 26 del regolamento) 1. L architettura dei servizi di consultazione aderisce al modello MVC (Model View Controller) e prevede il disaccoppiamento del front-end, localizzato sul punto di accesso o sul portale dei servizi telematici, dal back-end, localizzato sul gestore dei servizi telematici, incaricato di esporre i servizi sottoforma di web service (http/soap). 2. Il portale dei servizi telematici espone, attraverso un apposito servizio proxy, i web service forniti dal gestore dei servizi telematici, a beneficio dei punti di accesso e di applicazioni esterne. 3. I punti di accesso realizzano autonomamente la parte di front-end, che deve essere localizzata all interno della intranet del PdA stesso e non deve essere accessibile direttamente dall esterno. 4. I punti di accesso possono a loro volta esporre i web service forniti dal gestore dei servizi telematici, a beneficio di applicazioni esterne. 5. Il protocollo di trasporto tra il punto di accesso e il proxy è HTTPS; la serializzazione dei messaggi è nel formato XML/SOAP. 6. Le funzionalità fornite dai web service realizzati, nonché le relative regole di invocazione, sono descritte tramite i WSDL pubblicati sull area pubblica del portale dei servizi telematici. 7. L accesso ai servizi di consultazione avviene su canale sicuro (protocollo SSL) previa identificazione informatica su di un punto di accesso o sul portale dei servizi telematici, secondo le specifiche di cui all articolo 6; a seguito di tale identificazione, il punto di accesso o il portale dei servizi telematici attribuiscono all utente un ruolo di consultazione, a seconda del registro di cancelleria; eseguita tale operazione, viene trasmesso al proxy di cui al comma 2 il codice fiscale del soggetto che effettua l accesso (nell header http) e il ruolo di consultazione stesso (nel messaggio SOAP); il proxy trasmette la richiesta al web service del gestore dei servizi telematici. 8. In base al ruolo di consultazione di cui al comma precedente, il sistema fornisce le autorizzazioni all accesso rispetto alle informazioni anagrafiche contenute nei sistemi di gestione dei registri o sulla base dell atto di delega previsto dal regolamento. 9. In fase di richiesta di attivazione, il punto di accesso può adottare meccanismi di identificazione basati sulla gestione federata delle identità digitali (modello GFID), secondo le specifiche dell Agenzia per l Italia Digitale; in questo caso, il Direttore Generale S.I.A., valutata la soluzione proposta e opportunamente descritta nel piano della sicurezza, approva il meccanismo di identificazione che soddisfa il livello di sicurezza richiesto. Pagina 18 di 46019 10. Il punto di accesso può consentire l accesso a soggetti delegati da un utente registrato (soggetto delegante), con le stesse modalità di cui ai commi 7, 8 e 9, purchè il soggetto delegante abbia predisposto un atto di delega, sottoscritto con firma digitale, che il punto di accesso conserva per cinque anni unitamente alla tracciatura di ogni accesso effettuato su delega; le informazioni e gli atti di cui sopra sono forniti su richiesta al Ministero della giustizia. 11. Fuori dai casi previsti ai commi 1 e 10, l architettura dei servizi di consultazione prevede in via residuale che il punto di accesso o il portale dei servizi telematici effettuino, a seguito dell identificazione di cui al comma 7, un link diretto dalle proprie pagine alla pagina principale del sito web che rende disponibili i servizi su canale sicuro (HTTPS); in questo caso i dati identificativi del soggetto vengono inseriti nell header HTTP della richiesta. 12. I servizi di consultazione attivi sono elencati, per singolo ufficio, nel catalogo dei servizi telematici, di cui all articolo 5, comma L elenco dei punti di accesso autorizzati è pubblicato nell area pubblica del portale dei servizi telematici e nel catalogo dei servizi telematici, di cui all articolo 5, comma Il punto di accesso si dota di un piano della sicurezza, depositato al responsabile per i sistemi informativi automatizzati unitamente all istanza di iscrizione all elenco pubblico dei punti di accesso, che prevede la trattazione, esaustiva e dettagliata, dei seguenti argomenti: a) struttura logistica e operativa dell organizzazione; b) ripartizione e definizione delle responsabilità del personale addetto; c) descrizione dei dispositivi installati; d) descrizione dell infrastruttura di protezione, per ciascun immobile interessato (e rilevante ai fini della sicurezza); e) descrizione delle procedure di registrazione delle utenze; f) descrizione relativa all implementazione dei meccanismi di identificazione informatica; g) qualora il PdA integri la gestione delle caselle di PEC dei propri utenti, descrizione delle modalità di integrazione; h) procedura di gestione delle copie di sicurezza dei dati; i) procedura di gestione dei disastri; j) analisi dei rischi e contromisure previste; k) descrizione dell eventuale processo di delega di cui al comma 10 nonché delle modalità di conservazione dell elenco dei soggetti delegati e delle eventuali revoche delle deleghe; l) descrizione della modalità di verifica dell effettiva funzionalità e adeguatezza del sistema di sicurezza del punto di accesso. 15. Ai fini dell iscrizione nel suddetto elenco, il responsabile per i sistemi informativi automatizzati verifica il piano della sicurezza di cui al comma precedente e può disporre apposite verifiche in loco, in particolare per accertare il rispetto delle prescrizioni di sicurezza riportate nel presente provvedimento. 16. Il punto di accesso abilita i propri iscritti unicamente a usufruire dei servizi esplicitamente autorizzati dal responsabile per i sistemi informativi automatizzati e riportati nel catalogo dei servizi telematici. 17. Il punto di accesso si dota di una casella di posta elettronica certificata, che comunica al responsabile per i sistemi informativi automatizzati, da Pagina 19 di 46020 utilizzarsi per inviare e ricevere comunicazioni con il Ministero della giustizia. 18. Il punto di accesso fornisce al Ministero della giustizia, su richiesta, i dati di censimento sul ReGIndE di cui articolo 8 comma 1 per i casi di iscrizione dei professionisti non iscritti in albi di cui articolo 9 comma Il punto di accesso verifica l effettiva funzionalità e adeguatezza del sistema di sicurezza almeno una volta l anno e provvede ad inviare l esito delle stesse, unitamente ad eventuali variazioni nei contenuti del piano, all indirizzo di posta elettronica certificata del responsabile per i sistemi informativi automatizzati: ART. 25 (Registrazione dei soggetti abilitati esterni e degli utenti privati art. 28 del regolamento) 1. L utente accede ai servizi di consultazione previa registrazione presso un punto di accesso autorizzato o presso il portale dei servizi telematici. 2. Il punto di accesso o il portale dei servizi telematici effettuano la registrazione del soggetto abilitato esterno o dell utente privato, prelevando il codice fiscale dal token crittografico dell utente; attraverso un apposita maschera web, l utente (senza poter modificare il codice fiscale) completa i propri dati, inserendo almeno le seguenti informazioni: a) nome e cognome b) luogo e data di nascita c) residenza d) domicilio e) ruolo f) consiglio dell ordine o ente di appartenenza. 3. I dati di cui al comma precedente, unitamente alla data in cui è avvenuta la registrazione, sono archiviati e conservati per cinque anni. 4. Gli esperti e gli ausiliari del giudice, non iscritti ad alcun albo professionale o per i quali il proprio ordine non abbia provveduto all invio dell albo, presentano, all'atto della registrazione, copia elettronica in formato PDF dell incarico di nomina da parte del giudice; tale copia è sottoscritta con firma digitale o firma elettronica qualificata dal soggetto che s iscrive. 5. Qualora il professionista sia iscritto ad un albo dei consulenti tecnici, istituito presso un tribunale (ai sensi del Capo II, sezione 1, delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile), al PdA viene presentata copia elettronica in formato PDF del provvedimento di iscrizione all albo stesso da parte del comitato; tale copia è sottoscritta con firma digitale o firma elettronica qualificata dal soggetto che s iscrive. 6. Il punto di accesso è tenuto a conservare i documenti informatici di cui ai commi precedenti, e a renderli disponibili, su richiesta, al Ministero della giustizia. 7. I punti di accesso trasmettono al Ministero della giustizia le informazioni relative ai propri utenti registrati secondo le modalità di cui all allegato 11. Pagina 20 di 460 View more
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