Source: https://opinioni.ilcaso.it/opinione/3976
Timestamp: 2020-06-04 21:26:43+00:00

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Pubblicato il 03/10/19 09:06 [Doc.3976]
Con la pronuncia in commento [1] la Consulta mette la parola fine alla “querelle” che ha, per anni, interessato, loro malgrado, i consulenti tecnici d’ufficio (C.T.U) e i consulenti di parte (C.T.P.) in giudizi civili con ammissione al gratuito patrocinio che, in applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 13 , punto 3, Testo Unico spese di giustizia non vedevano soddisfatto il proprio diritto al pagamento degli onorari.
Nel processo civile con parti ammesse al patrocinio a spese dello Stato la liquidazione dei compensi spettanti ai C.T.U e ai C.T.P., per la disciplina incorporata oggi nel testo unico spese di giustizia [2] è uguale a quella dei Periti e dei C.T.P. del processo penale relativamente alle sole spese che sono anticipate, quindi, a carico dell’Erario, mentre è diversa per gli onorari [3].
La normativa del Testo Unico spese di giustizia, infatti, opera, nel processo civile, con l’ articolo 131 Testo Unico spese di giustizia opera, ai fini del pagamento [4], una distinzione in relazione al quantum dovuto.
Relativamente agli onorari [5]:
Sono, invece, [6] anticipate dall’erario :
“ prenotazione a debito è l’annotazione a futura memoria di una voce di spesa, per la quale non vi è pagamento,ai fini dell’ eventuale successivo recupero”” si traduceva in una sostanziale gratuità della prestazione specie quando condannato alle spese processuali è la parte ammessa al patrocinio[7].
Nel caso di condanna dell’ammesso, infatti, neppure l’Ufficio giudiziario è legittimato al recupero di quanto eventualmente “prenotato a debito “ e/o “anticipato” [8] .
L’impossibilità di ripetizione dalle parti processuali nei casi considerati aveva sollevato non poche perplessità circa la conformità del 3° comma dell’articolo 131 Testo Unico spese di giustizia ai precetti costituzionali [9].
La Corte Costituzionale [10] investita della questione, ne aveva dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionali statuendo che :
Inoltre, la Corte Costituzionale , nella propria ordinanza n 408/2008 nello:
Il sopra citato indirizzo veniva riaffermato dalla Corte Costituzionale nella ordinanza n 12 del 6 febbraio 2013 [11] ai sensi della quale, in relazione agli onorari del consulente tecnico :
Le richiamate decisioni della Consulta sembravano, , aver sgombrato il campo dalla [reale] possibilità per il professionista, C.T.U. [12] e/o C.T.P., di prestare gratuitamente la propria opera, nel processo civile, per l’ oggettiva impossibilità nel recupero a carico della parte tenuta al pagamento o di parte ammessa al patrocinio rimasta soccombente nel giudizio.
Più volte, quindi, il Ministero della Giustizia era stato sollecitato [13] ad emanare una direttiva che uniformasse le attività degli Uffici e superasse le criticità in materia.
Con circolare 8 giugno 2016 [14] il Ministero della Giustizia ha affrontato la questione relativa al pagamento degli onorari a consulenti di parte e/o ausiliari del magistrato nel processo civile in caso di concessione, alla parte, del patrocinio a spese dello Stato.
“... precisando nell’ordinanza da ultimo citata (ndr= n 12 del 6 febbraio 2013) che il consulente non soddisfatto nelle sue pretese dalla parte soccombente nel processo possa chiedere la prenotazione a debito con successiva liquidazione a carico dell’Erario...” non ha fatto altro “ che ricordare che tale liquidazione segue necessariamente la prenotazione a debito da parte del consulente”
[1] Sentenza n. 217 del 15 giugno 2019 pubblicata il 1 ottobre 2019
[2] DPR 30 maggio 2002 n 115 (testo unico spese di giustizia)
[3] DPR 30 maggio 2002 n 115 articolo 131, punto 3 per il processo civile articolo 107 per il processo penale
[4] A differenza di quanto avviene ad esempio nelle liquidazioni dell’onorario del difensore.
[5] Articolo 131 punto 3 T.U. spese di giustizia
[6] Articolo 131 punto 4 lett. c) T.U. spese di giustizia
[7] Dalla relazione illustrativa del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia relativamente all’articolo 131 “ in generale l’ipotesi della prenotazione a debito successivamente all’infruttuosa esecuzione da parte del professionista, appare una ipotesi di scuola piuttosto che una concreta possibilità…”
[8] Per tutte circolare DAG.08/02/2011.0015318.U
[9] Tra le altre ordinanze: tribunale di Trapani, 20/12/2006, tribunale di Torino,12/11/2007,tribunale di Catania, 9/1/2008 e tribunale di Palermo 27/5/2008.
[10] Con ordinanze n. 408 del 3/12/2008 e n 195 del 26/6/2009 e sentenza n 287 del 18/7/2008
[11] Giudizio di legittimità costituzionale sollevato dal tribunale ordinario di Caltanissetta
[12] Da ricordare che il consulente tecnico d’ufficio non può rifiutare l’incarico: ai sensi dell’articolo 63 codice di procedura civile : “il consulente scelto tra gli iscritti in un albo ha l’obbligo di prestare il suo ufficio tranne che il giudice riconosca che ricorre un giusto motivo di astensione” e che l’articolo 366 del codice penale ( che richiama espressamente l’articolo 61 c.p.c.) punisce il rifiuto di uffici legalmente dovuti , con la reclusione fino a 6 mesi o con la multa da e € 30 ad € 516, tra i quali il rifiuto da parte di CTU con l’ulteriore aggravante che per il consulente ( e anche il perito) la condanna importa l’interdizione dalla professione …
[13] Da ultimo dallo scrivente nella funzione di Dirigente Procura Generale di Catanzaro prot. 9219 del 23.11.2015
[14] DAG 08/06/2016.0107514.U.

References: articolo 131
 Sentenza 
 articolo 131
 articolo 107
 Articolo 131
 Articolo 131
 sentenza