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Timestamp: 2016-08-30 05:04:59+00:00

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BrowseUploadSign inJoinBooksAudiobooksComicsSheet MusicWelcome to Scribd! Start your free trial and access books, documents and more.Find out moreDIRITTO COMMERCIALE (BUONOCORE-LIBONATI) PARTE PRIMA L’IMPRENDITORE IMPRENDITORE INDIVIDUALE Caposaldi dell'imprenditore sono: • Artt.2082 e ss. c.c.; • azienda; • segni distintivi; • scritture contabili. L'IMPRENDITORE (ART. 2082 C.C.) L'articolo 2082 c.c. disciplina non l'imprenditore commerciale o individuale, ma l'imprenditore "tout court": "l'imprenditore è colui il quale esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o scambio di beni e servizi". Requisiti dell'impresa sono: • ATTIVITÀ ECONOMICA: produzione o scambio di beni o servizi. Per attività si intende una serie di atti finalizzati ad uno scopo, e scopo degli atti dell'imprenditore è l'esercizio dell'impresa cioè della produzione o scambio di beni o servizi. È economica ogni attività diretta ad utilizzare tutti i mezzi produzione - capitale e lavoro - allo scopo di produrre o scambiare beni o servizi a vantaggio di tutti cioè occorre che l'attività stessa sia naturalmente destinata al mercato (destinazione dell'attività economica al mercato). L'articolo 41 Cost. stabilisce che "l'iniziativa economica è libera (nel senso di "libera concorrenza" tra le imprese) e che non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale", nonché il terzo comma stabilisce che "la legge dispone gli opportuni controlli perché l'attività economica possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali". Possiamo notare che a
caratterizzare un attività come attività economica sono due concetti: utilità sociale e funzione sociale, inscindibili perché un attività diretta al mero godimento di un unico soggetto (ad esempio, il proprietario) non è un attività economica. È necessario che abbia anche una utilità economica e che dunque torni a vantaggio anche di altri soggetti, perché la ricchezza creata dall'impresa (occupazione, investimento) torni a vantaggio della comunità. Apparentemente l'articolo contiene un pleonasma, un quid pluris. Infatti attività economica vuol dire già di per sé "attività diretta alla produzione o scambio di beni o servizi". In realtà il codice del 1942 contiene un'innovazione data dalla distinzione tra atto e attività: atto inteso nel senso di fatto naturale definito a posteriore giuridico, perché produce effetti giuridici; attività come complesso di atti giuridici distinti tra loro da un punto di vista concettuale, temporale, ecc., il cui unico comune denominatore è dato dall'elemento teleologico o finalistico, dallo scopo cioè l'esercizio dell'attività economica e dunque la produzione di beni o servizi. La distinzione tra atto e attività è maggiormente evidenziata dal fatto che l'attività può essere lecita e ricomprendere in sé atti illeciti o viceversa. Esempio: nell'ambito di un attività illecita, come il contrabbando di armi, è plausibile il compimento di atti perfettamente illeciti, come la stipulazione del contratto di locazione della sede dell'attività. • ORGANIZZAZIONE: coordinamento dei mezzi di produzione. È requisito fondamentale per distinguere l'attività economica dall'attività d'impresa. Mentre l'attività d'impresa è sempre attività economica, l'attività economica è attività di impresa solo quando il soggetto esercente organizza i fattori di produzione. Infatti, un attività produttiva non organizzata non assume il carattere di impresa, nonostante sia diretta alla produzione o scambio di beni o servizi (es. lavoro autonomo). L'importanza del concetto di organizzazione per il nostro legislatore la si deduce dal fatto che è utilizzato in altre due norme: articolo 2555 c.c. definisce l'azienda come "un complesso di beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa"; articolo 1155 c.c. definisce l'appalto come "il contratto con il quale una parte, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione proprio rischio, assume il compimento di un'opera o un servizio verso un determinato corrispettivo".
PROFESSIONALITÀ: abituale e stabile. Si fa riferimento ad un attività esercitata in modo abituale e stabile sebbene non continuativo (es. stabilimento balneare), dunque ad un attività data dal ripetersi di atti relativi a quella professione senza che ciò implichi permanenza o continuità. È sufficiente che non sia occasionale. • SCOPO DI LUCRO: la destinazione del profitto nell'imprenditore non è essenziale. È una componente della "professionalità". Secondo la dottrina lo scopo di lucro non connota l'imprenditore. L'importante è è che il lucro non si è escluso e che si eserciti un attività in grado di produrre un lucro, uno scopo astrattamente lucrativo. Non è un elemento indefettibile per l'imprenditore individuale, ma lo è per la società. Infatti, l'articolo 2247 c.c. definisce il contratto di società come "il contratto con il quale due o più persone conferiscono beni o servizi per l'esercizio in comune dell'attività economica, allo scopo di dividerne gli utili". In questo caso lo scopo di lucro rientra nella causa del contratto. È vero che l'imprenditore esercita un attività allo scopo di trarne un sostentamento, ma è anche vero che esistono ipotesi in cui si esula da tale scopo. Esempio: società cooperative e mutue assicuratrici, il loro scopo è di offrire beni, servizi e lavoro ai soci a condizioni molto più vantaggiosa di quelle che riscontrerebbero nel mercato. Scopo dei soci è dunque un "risparmio di spesa".
LA SPENDITA DEL NOME La spendita del nome è, invece, un elemento necessario per l'imputazione ad un soggetto di un atto che adesso è collegato il rischio di impresa. Ma dato che l'attività è un fatto e non un atto, ci si è chiesti se fosse necessario per l'imputazione di un attività la "spendita del nome". La maggioranza della dottrina dice di sì, ma si pone il problema dell'imprenditore occulto. L'IMPRENDITORE OCCULTO È colui il quale è il vero dominus dell'impresa, ma chi agisce è un prestanome. Un soggetto può ricorrere all'imprenditore occulto perché
Nella ricostruzione del Bigiavi le norme fondamentali sono l'art. ma di fatto non lo è? L'articolo 2082 c. 2. In questo caso il principio della spendita del nome viene di derogato. Bigiavi. l'attività imprenditoriale non è compatibile con il proprio status (esempio: minore senza autorizzazione). 2208 cc e l'art. ma che attengono all'esercizio dell'impresa. Ci si è chiesto come riversare gli effetti negativi di un attività sfociata in un fallimento sull'imprenditore occulto. Dunque per coinvolgere anche l'imprenditore occulto è necessario: • dimostrare che esiste un rapporto sociale tra l'occulto e il palese. il creditore può aggredire le 2 posizioni: l'imprenditore palese secondo il criterio della spendita del nome. facendo apparire o un imprenditore nullatenente. civ. Secondo Ferri. arriva a configurare l'imprenditore occulto come imprenditore senza parlare di responsabilità così come Ferri. per cui con il quale è l'effettivo titolare di certi atti risponde che gli effetti negativi e positivi. cioè "la tutela dei terzi". invece. l'imprenditore occulto secondo il principio esistente in tema di responsabilità civile. Colui il quale ha combattuto per l'affermazione della responsabilità e il coinvolgimento del fallimento dell'imprenditore occulto è stato il Bigiavi. Questo principio di responsabilità è filtrato da un altro principio importante. anche senza spendere il nome dell'imprenditore. per evitare che i terzi creditori possano far valere le proprie pretese sul patrimonio del reale imprenditore. che è il soggetto che agisce in nome proprio..1. stabilisce che gli atti compiuti dall'institore. L'articolo 2208 cod. ma pure l'imprenditore. Secondo il Bigiavi bisogna capire se il soggetto è imprenditore in relazione al criterio della "spendita del nome" o in relazione all' "esercizio dell'attività". 147 l. coinvolgono la responsabilità non solo dell'institore.c. A chi si rivolge il terzo creditore che ha contrattato con un soggetto che appariva imprenditore. stabilisce che "è imprenditore che esercita un attività economica". invece. fall. Nel nostro ordinamento giuridico vige il principio secondo il quale la responsabilità del compimento di determinati atti rileva nei confronti di colui il quale gli atti sono imputati.
far fallire la società ed applicare l'articolo 147 L. fall. secondo il quale ".... se risulta l'esistenza di altri soci, il tribunale dichiara il fallimento dei medesimi". In questo caso non si sovvertono il principio della spendita del nome, perché il fallimento dell'imprenditore occulto, una volta scoperto, avviene in estensione e non autonomamente come imprenditore.
LA SOCIETÀ APPARENTE Non è da confondere l'imprenditore occulto come la società apparente che è un'invenzione della giurisprudenza che si ha quando più soggetti agiscono ingenerando dei terzi la convinzione di agire uti soci (come soci).
CAPACITÀ ALL'ESERCIZIO DELL'IMPRESA. Per l'esercizio dell'impresa è richiesta la capacità d'agire. Esistono una serie di deroghe (riguardanti le imprese commerciali e non anche quelle agricole) alle regole esistenti per la legittimazione al compimento degli atti giuridici. L'incapace (minore o interdetto) e l'inabilitato possono essere autorizzati solo a continuare, ma non ad iniziare, l'esercizio di un’attività commerciale. Solo il minore emancipato può iniziare ex novo l'esercizio dell'impresa commerciale, su autorizzazione del tribunale. EMANCIPAZIONE L’emancipato, nei casi in cui sia eccezionalmente consentito ad un minore di 16 anni il matrimonio su autorizzazione del tribunale, acquista limitata capacità d’agire ipso iure col matrimonio e non durante il matrimonio. Effetti dell’emancipazione sono: Cessazione della potestà genitoria, sostituita dalla curatela (il curatore non rappresenta, ma assiste l’incapace, integrando la sua volontà.); Acquisto di capacità d’agire limitata agli atti di ordinaria amministrazione, non piena in quanto per gli atti eccedenti l’ordinaria amministrazione è richiesto il consenso del curatore e del giudice tutelare. Ma qualora l’emancipato è autorizzato dal tribunale all’esercizio di un’impresa commerciale può compiere da solo, senza l’assistenza del curatore e previo parere del giudice tutelare e del curatore, anche gli atti eccedenti l’ordinaria amministrazione, compresi quelli estranei all’esercizio dell’impresa: in altre parole, acquista la piena capacità di agire nell’ambito patrimoniale, con esclusione però della capacità a donare.
LE CATEGORIE IMPRENDITORIALI L'imprenditore individuale si distingue relazione: • alla dimensione  piccolo imprenditore • all'attività  imprenditore agricolo e imprenditore commerciale. PICCOLO IMPRENDITORE. La dottrina economica ed aziendalistica distingue l'imprenditore in piccolo, medio e grande, in base al diverso criterio strategico da applicare, perché una cosa è la conduzione di una impresa di sole 15 persone, altra di 5000, poiché cambia del tutto la filosofia di gestione. A noi la distinzione interessa solo per il differente statuto applicabile al piccolo imprenditore. L'articolo 2083 cod. civ. indica come il piccolo imprenditore "i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro i quali esercitano un attività professionale organizzata prevalentemente con il proprio lavoro e dei componenti della propria famiglia". L'avverbio prevalentemente si riferisce all'elemento lavoro. Nel tempo è avvenuta una progressiva erosione da parte della legislazione speciale attraverso l'interpretazione quantitativa dell'avverbio "prevalentemente". Infatti, il coltivatore diretto è colui il quale "coltiva il fondo con il lavoro proprio e della propria famiglia, sempre che tale forza lavoro costituisca almeno 1/3 di quell'occorrente per le normali necessità di coltivazione del fondo, tenuto conto anche dell'impiego delle macchine agricole". Il coltivatore diretto deve avere un personale estraneo non superiore a 1/3 dell'intera forza lavoro. Oggi, in seguito ad una direttiva comunitaria, s'intende piccolo imprenditore colui il quale ha un fatturato non superiore ai 3,5 milioni €. Piccolo commerciante è colui il quale svolge un’attività d’intermediazione nella circolazione dei beni.
personalmente e in qualità di titolare l'impresa svolgendo il proprio lavoro prevalentemente senza introdurre meccanizzazione". ma quella che produce beni di natura artistica o usuale. una del 1956.
. perché oggi non è un'impresa artigiana quell'impresa che ha più di tot operai. Assistiamo con tali legge al passaggio della classificazione dell'artigiano dal profilo quantitativo a quello qualitativo. L'artigiano è regolato da due leggi. È colui il quale "esercita professionalmente.L'artigiano. l'altra del 1985.
Adottando il termine animali il legislatore ha voluto mettere fine a tale polemica. che utilizzano o possono utilizzare il fondo. 228/01: "L'imprenditore agricolo è chi esercita un'attività diretta alla coltivazione del fondo. da lavoro. conservazione.L'IMPRENDITORE AGRICOLO L'articolo 2135 c. Per coltivazione diretta del fondo. ricomprendendovi ogni specie di animale senza alcuna altra specificazione. nonché le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l'utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attività agricola esercitata. silvicoltura e allevamento di animali devono intendersi attività dirette alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso. LGS. salmastre o marine. silvicoltura e allevamento di animali. trasformazione. oppure in senso ampio includendovi anche gli animali da pelliccia o da allevamento (cani e cavalli) e le attività di itticoltura e di apicoltura. ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge. di carattere vegetale o animale. commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti prevalentemente ottenuti dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali. all'allevamento di animali e attività connesse. esercitate dal medesimo imprenditore agricolo.c. e si è sempre discusso se tale locuzione dovesse essere interpretata in senso restrittivo ricomprendendovi il bestiame da carne. da latte e da lana. il bosco o le acque dolci. La parola bestiame ha sempre contraddistinto le sole specie animali legate al fondo." NOVITA’: Il termine bestiame è stato sostituito dalla locuzione animali. Si intendono connesse le attività.
. comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e il forestale. alla silvicoltura. è stato così modificato dalla D. Si distinguono le attività agricole in: • ATTIVITÀ AGRICOLE PRINCIPALI: coltivazione del fondo. dirette alla manipolazione.
• ATTIVITÀ AGRICOLE PER CONNESSIONE: sono quelle connesse ad una attività agricola principale o da questa dipendenti.  La silvicoltura costituisce una species della coltivazione del fondo ed è un'attività diretta alla produzione del legname.
. commercializzazione e valorizzazione avente ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali. nonché quelli acquistati al mercato. poiché la sostituzione del termine bestiame con animali fa rientrare le attività normalmente connesse. nell'attività agricole principali. La nuova legge sancisce che non rientra nell'attività silvicolturale l'attività meramente estrattiva del legname (attività tipicamente industriale) si è disgiunta dalla coltivazione del bosco. Con la nuova legge non esiste più la distinzione tra attività agricole atipiche e tipiche. Sono state create due categorie di ATTIVITÀ CONNESSE TIPICHE:  la prima è un'attività diretta alla manipolazione.). L'introduzione di questa categoria di attività connesse è avvenuta per legittimare l'inquadramento nella categoria dell’imprenditore agricolo delle attività agrituristiche. trasformazione. da corsa. ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale il forestale ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge. di qualsiasi tipo e genere (da pelliccia. Scompare il criterio della normalità per essere sostituito dal CRITERIO DELLA PREVALENZA: si parla di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali. cioè l'imprenditore può trasformare sia prodotti provenienti dal proprio fondo. ecc. anche dette atipiche. sia i prodotti provenienti da altri fondi. la qualifica di impresa agricola è riconosciuta a tutti gli allevamenti di animali. conservazione.  Per quanto riguarda l'allevamento di animali. abbandonato il principio secondo il quale l'allevamento di animali per essere qualificato come agricolo non doveva essere disgiunto dal fondo.Nella coltivazione del fondo. il fondo assume il ruolo di fattore produttivo e non di un mero strumento per la conservazione delle piante.  La seconda attività è diretta alla fornitura di beni o servizi mediante l'utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attività agricola esercitata.
L'impresa agricola può svolgersi anche in forma associata e societaria. società in accomandita. Tale iscrizione ha. ovvero forniscono ai soci beni e servizi diretti alla cura e allo sviluppo del ciclo biologico. LO STATUTO DELL'IMPRENDITORE AGRICOLO: • l'imprenditore agricolo non è soggetto le procedure concorsuali. In deroga al principio della connessione soggettiva. nel senso che vi deve essere identità tra la persona che esercita l'attività agricola principale e la persona che esercita l'attività connessa. viene meno con la sostituzione del criterio della normalità come il criterio della prevalenza.CARATTERI DELLA CONNESSIONE: La connessione deve essere soggettiva.c. • nelle società di capitali il 50% del capitale sociale deve essere sottoscritto da imprenditori agricoli a titolo principale. società cooperative almeno la metà dei soci deve essere in possesso della qualifica di imprenditore agricolo a titolo principale. prevalentemente prodotti dei soci. si considerano imprenditori agricoli le cooperative di imprenditori agricoli e di loro consorzi quando utilizzano per lo svolgimento delle attività di cui all'articolo 2135 c. in forza del quale i prodotti da trasformare dovevano comunque provenire dal fondo dell'imprenditore principale. • deve iscriversi nella sezione speciale del Registro delle imprese.
. • non è obbligato a tenere le scritture contabili. per cui. anche efficacia dichiarativa. Le società sono considerate di imprenditori agricoli a titolo principale qualora: • lo statuto prevede quale oggetto sociale l'esercizio esclusivo delle attività agricola. non è imprenditore agricolo chi trasforma in olio le olive prodotte da altri. ad esempio. oltre che una funzione di certificazione anagrafica. Il criterio oggettivo. • per le società di persone.
commercializzazione al dettaglio all'ingrosso dei prodotti del mare. consistente nell'imbarco di persone su navi da pesca a scopo turistico.  le attività di ittiturismo.L'IMPRENDITORE ITTICO. Il legislatore in un'apposita legge equipara l'imprenditore ittico all'imprenditore agricolo. attività culturali finalizzate alla corretta fruizione degli ecosistemi acquatici ed esercitate da pescatori professionisti attraverso l'utilizzo della propria abitazione. trasformazione. ristorazione. consistente in ospitalità. fornitura di servizi.  le attività di lavorazione.
. definendo come attività connesse a quelle di pesca:  l'attività di pescaturismo.
Questa collaborazione si attua mediante la prestazione di opera sia da parte di persone estranee all’organiz-zazione (ausiliari autonomi). all’imprenditore da un contratto di prestazione d’opera. Gli ausiliari autonomi sono legati. rispetto all’imprenditore. invece. • Procuratori. • Subordinazione. in posizione di subordinazione (ausiliari subordinati). di 3 specie: • Institori. Gli ausiliari subordinati sono. • Mediatori. invece. sono: • Aiuto. Tra i poteri dell'institore vi sono:  la rappresentanza dell'imprenditore. il cui contenuto tipico consente loro di svolgere un’attività complementare all’attività d’impresa. Il fondamento della rappresentanza sta nel fatto stesso della preposizione.
. • Commissionari. l’imprenditore agricolo ha un solo ausiliare che è il Fattore. L’INSTITORE L’institore è la persona preposta dal titolare all’esercizio di un’impresa commerciale. La disciplina degli ausiliari subordinati attiene solo all’imprenditore commerciale. Secondo una parte della dottrina gli ausiliari autonomi sono 4 categorie: • Agenti. I caratteri degli ausiliari subordinati. legati all’imprenditore da un rapporto di lavoro subordinato.GLI AUSILIARI DELL’IMPRENDITORE COMMERCIALE. La rappresentanza institoria è per sua natura generale. • Potere di rappresentanza. All’attività imprenditoriale partecipano diversi soggetti. • Commessi. o di una sede secondaria o di un ramo particolare dell’impresa. sia da parte di persone che agiscono nell’ambito dell’impresa e che si pongono. • Spedizionieri.
 il procuratore è incaricato di specifiche mansioni che si possono concretare solo in una serie di atti particolari relativi all’esercizio dell’impresa e ha un limitato potere decisionale. neppure per gli atti da lui posti in essere. contemplatio domini. L’institore è l’unico che abbia una predeterminazione legale di poteri rappresentativi. Ciò che varia per ciascuna categoria è il CONTENUTO DEL POTERE RAPPRESENTATIVO.  la c.la corresponsabilità con l'imprenditore per l'osservanza delle disposizioni riguardanti l'iscrizione nel Registro delle imprese e la tenuta delle scritture contabili. Infatti il potere di rappresentanza deriva da un potere gerarchico nell’organizzazione dell’impresa. in virtù della quale l'institore che omette di fare conoscere che tratta per il preponente risponde personalmente (principio della spendita del nome). art. 2209. Egli – al pari dell’institore – è un rappresentante generale dell’imprenditore a questi legato da un rapporto di lavoro subordinato. consistente nel fatto che l’institore può compiere
. possono compiere per l’imprenditore gli atti pertinenti all’esercizio dell’impresa. pur non essendovi preposti. se non per effetto di un apposito conferimento di potere. in quanto i suoi poteri si estendono alla sola gestione dell’attività cui è preposto. in base ad un rapporto continuativo.d.
I PROCURATORI Sono procuratori coloro i quali. Il codice prevede un sistema speciale di rappresentanza che non si fonda sulla presenza di una procura. ma costituisce un effetto naturale di una determinata collocazione nell’impresa.  né compete ad esso la rappresentanza processuale dell’imprenditore.  non può nominare altri institori. La DIFFERENZA TRA INSTITORE E PROCURATORE sta nel fatto che  l’institore svolge un’attività generale e complessa di gestione e può porre in essere multiformi atti.  Non gravano sul procuratore gli obblighi di iscrizione nel registro delle imprese e di tenuta delle scritture contabili. ma lo stesso non vale per i procuratori.  non può essere preposto ad una piccola impresa.
sono quelli per i quali il contenuto del potere rappresentativo è dato dalla visibilità delle mansioni. ad esclusione di quelli relativi all’alienazione o ipoteca di beni immobili. • incaricati della vendita da piazza a piazza (commessi viaggiatori). I COMMESSI I commessi sono coloro che esercitano attività subordinata di concetto o di ordine. I loro poteri rappresentativi sono strettamente collegati alle mansioni svolte potendo compiere solo gli atti che ordinariamente comporta la specie delle operazioni di cui sono incaricati.tutti gli atti. cioè senza atto scritto. purché pertinenti all’esercizio dell’impresa. I commessi. estranea però a funzioni direttive. Essi possono essere: • preposti alla vendita nei locali dell’impresa (commessi di negozio). a meno che anche queste due funzioni non siano comprese.
sia il secondo. 3. Il marchio è il segno idoneo a distinguere i prodotti o i servizi dell’impresa da altri dello stesso genere. “Pura lana vergine” o “Prosciutto di Parma”). il marchio può essere utilizzato anche da imprese che producono servizi. che non può comunque sopprimere il marchio del produttore. Da notare che non può invece essere considerata una funzione del marchio quella di garanzia della qualità dei prodotti: nessuna norma può infatti vietare al produttore variazioni qualitative della propria produzione.  In relazione ai soggetti che la utilizzano: 1.
. disegni. cifre. 2. 2. lettere.IL MARCHIO. 3. Marchio denominativo. composto da combinazione di parole e altri simboli. CLASSIFICAZIONE DEL MARCHIO:  in relazione alla forma: 1. è indicatore di provenienza da una fonte unitaria di produzione. Marchio collettivo. quando titolare del marchio è un soggetto o un ente che svolge la funzione di “garantire l’origine. la natura o la qualità di determinati prodotti o servizi”. composto solo da parole. attrarre i consumatori. Marchio di fabbrica: apposto dal fabbricante. 3. FUNZIONI DEL MARCHIO: 1. marchio misto. apposto dal rivenditore. che lo concede in uso a produttori o commercianti consociati (es. marchio di servizio. anche se dopo la riforma del 1992 è possibile anche la licenza non esclusiva del marchio. 2.  in relazione all’oggetto: 1. composto esclusivamente da figure. marchio di commercio: apposto dal rivenditore. marchio figurativo. Su uno stesso prodotto possono coesistere sia il primo. apposto dal fabbricante. la differenziazione del prodotto da quelli concorrenti.
che attribuisce al titolare del marchio il diritto all’uso esclusivo dello stesso su tutto il territorio nazionale. E’ il caso di marchi registrati ma privi di capacità distintiva (come parole generiche. Il diritto all’uso può acquisirsi:  Con la registrazione del marchio presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi. Ai fini dell’originalità.  Novità. bastano poche modifiche per imitarlo(es. lesivi di diritto d’autore o di proprietà industriale. La novità riguarda l’uguaglianza o la somiglianza con altri marchi. tipo “Bambolina”).  Originalità. a seguito dell’uso che ne è stato fatto e della notorietà che ha acquistato presso il pubblico. e quindi validi. o Marchi forti sono invece quelli dotati di forte capacità distintiva e quindi in genere i marchi di pura fantasia. è importante parlare del “secondary meaning”. Il difetto dei requisiti di validità comporta la nullità del marchio. che possono diventare marchi “forti”. in genere grazie ad un’accorta pubblicità.REQUISITI DI VALIDITÀ:  Liceità. Il diritto di
. il buon costume. NULLITÀ E CONVALIDA. la nullità del marchio per difetto di novità non può più essere dichiarata quando chi lo ha richiesto non era in mala fede ed il titolare del marchio anteriore ne abbia tollerato l’uso per cinque anni (è questa la convalida del marchio). Il marchio deve cioè essere composto in modo da consentire l’individuazione sul mercato dei prodotti contrassegnati. l’ordine pubblico.  Verità (o non ingannevolezza del marchio). non deve contenere segni protetti da convenzioni internazionali. “Amplifon” -“Udifon”). la nullità del marchio per difetto di originalità non può più essere dichiarata quando il marchio ha acquisito capacità distintiva grazie al secondary meaning. USO DEL MARCHIO. Nel marchio non possono essere inseriti segni idonei ad ingannare il pubblico. Si distinguono in questo caso i marchi deboli da quelli forti: o marchio debole. 2. Il marchio non deve andare contro la legge. Due eccezioni sono previste: 1.
2. e dal 1992 può essere trasferito o concesso in licenza anche senza trasferimento dell’azienda. non deve essere ingannevole nei confronti dei terzi. parziale.M. La cessione a titolo definitivo può aversi: 1. Dopo il deposito del marchio. Il marchio registrato è tutelabile civilmente e penalmente: il titolare del marchio leso nel diritto di esclusiva. La registrazione del marchio dura 10 anni. 2571 c. Il marchio può essere trasferito a titolo sia temporaneo sia definitivo. salvo che l’inerzia del titolare non sia dovuta a motivo legittimo. che consente a colui che ha fatto uso di un marchio non registrato di continuare ad utilizzarlo. può promuovere azione di contraffazione. Aspirina).  Con l’uso di fatto. es. e la rimozione degli effetti degli stessi. verifica solo i requisiti di non ingannevolezza e liceità.  mancata utilizzazione entro cinque anni dalla registrazione. DECADENZA.
. art. o se l’utilizzazione è stata sospesa per uguale periodo. mentre riguardo all’originalità e alla novità possono sorgere problemi e controlli solo in caso di controversie.c. salvo che non sia dichiarata nullità o decadenza del marchio. (e non dalla registrazione!). TRASFERIMENTO DEL MARCHIO. per ottenere l’inibitoria della continuazione di atti lesivi. nonostante la registrazione da altri ottenuta. l’Ufficio B. ma è rinnovabile un numero infinito di volte (tutela pressoché perpetua). indipendentemente dalla cessione di altri elementi dell’azienda.  sopravvenuta ingannevolezza dello stesso. LICENZA: è una concessione in godimento temporaneo anche non esclusiva. 3. sempre che sia poi arrivata la successiva conferma. Un marchio decade per:  volgarizzazione (marchio diventato denominazione generica.esclusiva decorre in maniera retroattiva dalla data di presentazione della domanda all’Ufficio B.M. [ma] nei limiti in cui anteriormente se ne è avvalso.
.MERCHANDISING: è la concessione in uso a terzi di un marchio celebre.
 il divieto di concorrenza imposto a chi aliena l'azienda (articolo 2557 c. Gli "incentivi" falsano la concorrenza. imporre leggi. nel porre restrizioni pattizie fissa limiti temporali (non possono durare più di cinque anni).). direttamente o indirettamente. • Limiti contrattuali. è basata. Esistono particolari limitazioni alla libera concorrenza: • limiti legali. territoriali (sono validi solo se circoscritti ad una determinata zona) e merceologici (sono validi solo se circoscritti ad una determinata attività). trovano la loro fonte nella legge per fini di utilità sociale.  i divieti di concorrenza in materia societaria (articoli 2301. L'articolo 2595 c. e se così non fosse sarebbe monopolio. Vi rientrano:  il patto di esclusiva.c. comportamenti. dignità umana".c. La libertà di concorrenza è tale se ognuno può esercitare la propria attività senza condizionamenti né esterni né interni.  il divieto imposto al lavoratore di trattare affari in concorrenza con l'imprenditore (articolo 2105 c.). libertà.c. stabilisce che "la concorrenza delle svolgersi nei limiti stabiliti dalle leggi".LA CONCORRENZA FRA IMPRESE La disciplina della concorrenza tra imprenditori.c. Vi rientrano:  l'obbligo di svolgere la concorrenza in modo da non ledere gli interessi dell'economia nazionale (articolo 2595 c.
. intesa come libera competizione per l'acquisizione e la conservazione della clientela. trovano la loro fonte nell'esercizio dell'autonomia privata. sulla "libertà della concorrenza" stessa. strumenti che impediscono il libero gioco della concorrenza. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da arrecare danno alla sicurezza. Il gioco della concorrenza è falsato dal potere di imporre prezzi.).c. in linea di principio. Necessitano della forma scritta ad probationem. che rappresenta un corollario del principio della libertà dell' iniziativa economica contenuta nel primo comma dell'articolo 41 Cost.c. "Libertà di concorrenza" significa che nessuno può. 2318. L'articolo 2596 c.).: "l'iniziativa economica privata è libera. 2390 c.
boicottaggio.  
i patti di preferenza. che di solito è identico. i patti di non concorrenza. ecc. monopolio per cui un imprenditore o un gruppo di imprenditori possano. La concorrenza sleale è quella di un imprenditore che violando le norme di correttezza professionale (denigrando gli altrui prodotti.c. individua tre categorie di atti di concorrenza sleale: • atti per confusione: li commette chi usa nomi o segni distintivi idonei a produrre confusione con quelli usati da altro imprenditore o per imitazione servile dei prodotti altrui. gli sbocchi o gli accessi al mercato. controllare il mercato in un determinato settore merceologico. tenta di sviare a proprio vantaggio la clientela di altre imprese. L'articolo 2598 c.
CONCORRENZA SLEALE. ma dalla natura dei mezzi adoperati. in forza di intese o accordi.). • atti per denigrazione: li commette chi diffonde notizie o apprezzamenti idonei a determinare il discredito di prodotti altrui o per vanteria. appropriandosi dei pregi dei prodotti di un concorrente. o a non vendere se non a un dato prezzo. i cartelli. o vantando fuori misura in prodotti. • atti non conformi ai principi della correttezza professionale: devono farsi rientrare tutti gli atti che siano giudicati scorretti dal ceto commerciale (pubblicità menzognera. A falsare il gioco della concorrenza è il cosiddetto monopolio di fatto. La differenza tra concorrenza leale e sleale non è data dallo scopo da esse perseguito. I cartelli sono accordi con i quali gli imprenditori si obbligano a non vendere i loro prodotti nelle zone riservate a taluni concorrenti. o rivelando ai terzi informazioni aziendali segrete). storno dei dipendenti.
. gli investimenti o il progresso tecnologico. cioè fissare direttamente o indirettamente i prezzi di acquisto e di vendita. o a non vendere a condizioni contrattuali diverse da quelle d'accordo stabilite. impedire o rendere più difficile la produzione.
Trattato di Parigi 1951 (istitutivo della CECA).  se commesso con dolo o con colpa. cioè accordi tra imprese che abbiano per oggetto o per effetto di impedire. che è un organo collegiale al quale è affidato un compito di vigilanza e di irrogazione di sanzioni per la violazione dei divieti imposti dalla legge. La normativa statale è ispirata ai principi della normativa comunitaria: Trattato di Roma 1957 (istitutivo della CEE). ecc.SANZIONI: La concorrenza sleale è repressa attraverso:  l'inibizione della continuazione. La normativa statale sancisce:  il divieto di intese fra imprese.  il divieto di concentrazioni fra imprese (quando due o più imprese procedono alla loro fusione. LA NORMATIVA ANTITRUST.) che diano luogo a gravi alterazioni del regime concorrenziale.
. è previsto per l'autore l'obbligo di risarcire il danno. restringere o falsare la libera concorrenza all'interno del mercato nazionale.  divieto di abuso di posizione dominante  divieto di concentrazione di imprese finalizzati a falsare alla libera concorrenza.  rimozione degli effetti già prodottosi. e cioè:  divieto di intese. oppure quando due o più persone che detengono il controllo di un'impresa acquisiscono il controllo di altre imprese. cioè il monopolio) è stata introdotta con la legge 287/90 che costituisce un complesso di norme volte alla tutela della concorrenza e del mercato. La legge 287/90 ha istituito L'AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO. Regolamento CEE 1989. La Normativa antitrust (anti-trust = contro i "cartelli".
LE ASSOCIAZIONI E SOCIETA' CONSORTILI La regolamentazione dei consorzi per il coordinamento della produzione e degli scambi è contenuta negli artt. ma uno scopo d’integrazione delle economie dei singoli soci cioè di organizzare i mezzi dei singoli imprenditori consorziati per il raggiungimento di un fine comune di produzione senza concorrenza.c. operanti anche nei confronti dei terzi ed aventi un fondo comune dotato di autonomia patrimoniale. fissata dalle parti non oltre i 10 anni. sia esso ad attività esterna od interna. Il consorzio non ha uno scopo lucrativo.  un atto della pubblica autorità (consorzi obbligatori)  la legge (consorzi coattivi). 2602. secondo le norme sul mandato. sotto pena di nullità.. Con il contratto di consorzio. disciplina solo i rapporti fra i consorziati. • consorzi con attività esterna. Fondamentale è la distinzione tra: consorzi con attività interna.  Ha una durata limitata.
IL CONSORZIO VOLONTARIO CARATTERI:  Il contratto di consorzio. e nella legge BASEVI 1577/47 e in altre leggi successive.
. chi opera per il consorzio è responsabile verso i membri dello stesso. Fonte dell’organizzazione consortile può essere:  un contratto (consorzio volontario) art. dice l'art. 2602 e segg. deve essere redatto per iscritto. 2602 c. c.c. "più imprenditori istituiscono un'organizzazione comune per la disciplina o per lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese".
Dal consorzio si esce per recesso ed esclusione non per cessione della quota. Per la durata del consorzio i consorziati non possono chiedere la divisione del fondo.  Possibilità di ingresso di nuovi consorziati nel rispetto delle condizioni fissate dal contratto. i creditori del consorzio possono far valere i loro diritti
. in assenza delle quali è richiesto il consenso unanime dei consorziati. approvvigionamenti). Mentre i creditori particolari dei consorziati non possono far valere i loro diritti sul fondo. se non è diversamente convenuto. 2609 prevede che nei casi di recesso ed esclusione "la quota di partecipazione del consorziato receduto od escluso si accresca proporzionalmente a quelle degli altri". • i contributi dei consorziati ed i beni con essi acquistati costituiscono il fondo consortile. per l’iscrizione.La legge non prevede espressamente per il consorzio l'esistenza di un consiglio di amministrazione e di un collegio sindacale. non può essere modificato senza il consenso di tutti i consociati.  Il consorzio è inoltre caratterizzato dall'autonomia delle imprese consorziate. appalti. È infatti prevista:  la possibilità per le singole imprese di sciogliersi dal contratto consortile o di essere esclusa dagli altri consorziati.  Il trasferimento dell'azienda consorziata comporta l'automatico subingresso dell'acquirente nel contratto. L'art. CONSORZIO CON ATTIVITÀ ESTERNA Il contratto per un consorzio ad attività esterna deve prevedere: • l'istituzione di un ufficio destinato a svolgere un'attività con i terzi (es. Le cause di recesso ed esclusione sono previste dal contratto. L'art. • un estratto del contratto medesimo deve essere depositato. che rappresenta il patrimonio del consorzio: tale patrimonio è autonomo.
Il contratto consortile. mentre le deliberazioni relative all’attuazione dell’oggetto consortile sono adottate con voto favorevole della maggioranza. presso l’ufficio del registro delle imprese del luogo ove tale ufficio ha sede. vendite. 2602 parla però di "un'organizzazione comune".
• il consorzio può essere convenuto in giudizio nella persona di coloro ai quali il contratto attribuisce la presidenza o la direzione. LE SOCIETÀ CONSORTILI Afferma la cassazione che il consorzio costituito tra imprenditori sotto forma di società a responsabilità limitata è disciplinato dalle norme tipiche previste per i consorzi. 2602. Sono le società che hanno come oggetto sociale gli scopi indicati nell’art.
. Per le obbligazioni assunte dagli organi del consorzio per conto dei singoli consorziati è prevista responsabilità solidale di questi ultimi col fondo consortile • coloro cui è affidata la direzione del consorzio hanno l’obbligo di redigere annualmente e depositare una situazione consortile patrimoniale.esclusivamente sul fondo consortile.
PARTE SECONDA LE SOCIETÀ
la società risponde delle obbligazioni sociali con il proprio patrimonio (e non con il capitale). capitale e bilancio Il patrimonio Il patrimonio è l'insieme dei rapporti giuridici attivi e passivi facenti capo alla società. che sono i soci di diritto amministratori. laddove il patrimonio è inteso come oggetto di una gestione produttiva. prima dell'iscrizione nel registro delle imprese della cessazione dall'ufficio. Dal punto di vista contabile è rappresentato nel passivo (ideale) dello Stato patrimoniale del bilancio di esercizio (vedi tabella 1). cioè volta ad incrementare il proprio valore. gli accomandatari. Ed è confrontando il patrimonio netto con quanto apportato in origine dai soci che è possibile conoscere il risultato della gestione sociale conseguente all'esercizio dell'attività economica da parte della
. Infatti. nella società in accomandita per azioni. il quale a sua volta va ai soci e non alla società titolare il patrimonio. tenendo presente le dovute eccezioni: nella società per azioni e nella società a responsabilità limitata costituite da un unico socio. Il patrimonio netto è il saldo tra le attività e le passività. laddove il patrimonio è inteso come un complesso di beni destinato a garantire i debiti. risponde anche questi delle obbligazioni sociali insieme alla società laddove dovesse essere insolvente e abbia violato gli obblighi di legge in materia di esecuzione dei conferimenti e attuazione della pubblicità. Il patrimonio è composto delle seguenti voci: • capitale sociale • riserve • utile / perdite. Esso svolge una duplice funzione: • funzione di garanzia. • Funzione produttiva. rispondono delle obbligazioni sociali insieme alla società qualora siano sorte dopo l'accettazione della nomina. invece.Capitolo I Patrimonio.
il risultato di esercizio. al fine di individuare il risultato di gestione conseguito in quell'arco di tempo. L'aumento del capitale si distingue in: • aumento a pagamento. aumentandolo o riducendolo. infatti. Al termine di ogni esercizio sono divisi tra i soci gli utili / perdite di bilancio e non di esercizio. in base alle valutazioni compiute nel contratto sociale. eccezione fatta per l'ipotesi in cui la società è costituita da un unico socio). In questo caso aumenta l'attivo e dunque abbiamo una variazione in aumento anche del patrimonio netto. che sono indicati nel conto economico. È definito capitale nominale il valore complessivo assegnato ai conferimenti che i soci promettono di effettuare (ricordiamo. Cosa diversa è invece il risultato di bilancio. cioè in periodi di tempo predeterminati e uguali tra loro (di solito di durata annuale. Il capitale sociale Il capitale sociale è il valore in danaro dei conferimenti dei soci. che è possibile versare solo una quota dei conferimenti. è possibile dividere idealmente la durata della gestione in esercizi. termine che i soci possono ridurre ma non aumentare. la sua redditività. Esso svolge la funzione di determinare l'andamento della società e.società. si ha in caso di imputazione a capitale di riserve disponibili (accantonamenti aventi una
. comma 2). Laddove una gestione dovesse essere di lunga durata. vedi articolo 2364. che sono indicati dello Stato patrimoniale. cioè il risultato complessivo dell'intera gestione dato dalla somma algebrica di ciascun esercizio con quelli precedenti. dunque. • Aumento gratuito. comprende utile / perdite di bilancio. Il risultato di esercizio comprende utile / perdite di esercizio (costi e ricavi). Mentre i soci possono modificare il capitale. Il capitale nominale è indicato nel passivo dello Stato patrimoniale (vedi tabella 1) ed è posto il divieto per gli amministratori di distribuire ai soci quella parte del patrimonio netto che corrisponde attualmente al capitale nominale (indisponibile). e se dunque essa abbia prodotto un aumento o una diminuzione del valore del patrimonio. si ha in caso di ulteriori conferimenti rispetto agli originali.
ai soci.destinazione diversa dall'utile distribuito tra i soci). Si verifica. recesso del socio. invece.si verifica in caso di variazione del patrimonio netto attuale o potenziale. al termine della gestione verrà restituito un importo inferiore al conferimento iniziale. La riduzione del capitale sociale si distingue in: • riduzione per perdite . in caso di: mora. perché (vedi tabella 3) le riserve perdono il proprio status giuridico (disponibile) e seguono quello del capitale (indisponibile). di riduzione / permuta tra il capitale sociale e le riserve statutarie / disponibili. In caso di restituzione ai soci di parte dei conferimenti iniziali (ad esempio. invece. A differenza degli altri due tipi di riduzione che avvengono in modo proporzionale fra tutti i soci. non vi è nessuna variazione del patrimonio netto. ma l'imputazione delle perdite al capitale sociale incidere sulla distribuzione degli utili. e limitatamente alle società per azioni. poiché un eventuale incremento del patrimonio netto. abbiamo una variazione del patrimonio netto potenziale che è contraltare dell'aumento gratuito. nell'esercizio successivo. qualora l'ammontare del capitale sia superiore rispetto alle esigenze-scopo della società) già effettuati oppure di annullamento dei conferimenti ancora dovuti. È definito potenziale perché quella parte di capitale sociale imputata a riserve disponibili il proprio status giuridico e da indisponibile può essere distribuito tra i soci (variazione della disciplina). assistiamo ad un consolidamento / allineamento tra capitale e perdite (vedi tabella 2). non solo. Facendo parte ambedue le voci (capitale. perdite) del patrimonio netto.qualora l'entità del patrimonio netto sia inferiore rispetto a quella del capitale nominale. in quest'ultimo caso la riduzione coinvolge esclusivamente il titolare della partecipazione annullata. • Riduzione senza perdite . una variazione della disciplina giuridica. • Riduzione per annullamento della partecipazione sociale di uno o più soci. quest'ultimo non muta. si avrà variazione del patrimonio netto attuale che è contraltare degli aumenti a pagamento del capitale sociale. Poiché sia il capitale che le riserve disponibili fanno parte del patrimonio netto (vedi tabella 1). in caso di sopravvalutazione dei conferimenti in natura. non sarà destinato a reintegrare la perdita ma finirà per essere un utile.
. In caso.
il conferimento iniziale ha un valore maggiore per l'avviamento e le successive attività). • Riserve facoltative.. Esse si distinguono in: • riserve legali. invece. pur essendo pari a 1/5 del capitale. cioè accantonamenti degli incrementi delle attività che hanno una destinazione diversa dall'utile distribuito tra i soci. • Riserve da sovrapprezzo. • Riserve per l'acquisto di azioni proprie. La riserva da sovrapprezzo non è distribuibile perché non è relativa ad un utile ma deriva da apporti dei soci analoghi ai conferimenti effettuati in a diverso titolo. entrata di un nuovo socio in una società già costituita). Se le azioni proprie possono essere acquistate solo mediante l'ammontare degli
. sono imposte dalla legge e sono indistribuibili nel momento in cui sono state completate. In caso di perdite che superano la somma tra il capitale e la riserva legale (vedi tabella 4). sono disponibili e date degli utili di esercizi precedenti non distribuiti a causa della mancata approvazione del bilancio di esercizio. Nelle società di capitali. Possono essere modificate con una delibera assembleare che modifichi lo statuto e dunque la destinazione di tale riserve. sono previste nello statuto e sono indisponibili. In questo caso la società può prevedere l'obbligo di versare una somma aggiuntiva a titolo di sovrapprezzo (nel es. si costituiscono in caso di conferimento ulteriore rispetto agli originali (es. quest'ultima. • Riserve da rivalutazione. siamo soltanto qualora sia espressamente previsto dalla legge che l'incremento delle attività da una loro libera rivalutazione monetaria. Esse sono pari al 5% dell'utile maturato nell'esercizio e va accantonata fin quando il suo ammontare non è pari 1/5 del capitale sociale. va comunque accantonata. È indistribuibile. costituisce un vincolo alla distribuzione del patrimonio netto anche le cosiddette riserve. • Riserve statutarie.Le riserve Nelle società di persone non può essere distribuita tra i soci sotto forma di utile quella parte del patrimonio netto corrispondente al capitale nominale.
c'è l'obbligo per i soci di restituire ciò che è stato indebitamente ricevuto. acconti sui dividendi. sarà necessario la formazione di una riserva di pari ammontare (utile + riserve). nella società semplice) dal quale risulti che un utile.utili e delle riserve disponibili (vedi tabella 5). nelle società di persone. • che l'utile sia stato realmente conseguito. nel corso dell'esercizio. Bilancio di esercizio
. Gli utili sono il risultato della gestione sociale. si aggiunge a tali condizioni una terza: • approvazione di una delibera assembleare che disponga la distribuzione dell'utile. cioè il diritto alla quota di utile spettante in proporzione alla quota di capitale apportata. Nelle società di capitali. Sono illimitati perché non determinabili a priori variando in base alla gestione societaria. A questo punto sorge in capo a ciascun socio il diritto al dividendo. e che sarà indisponibile finché le azioni proprie resteranno di proprietà della società. nelle società di persone. il conseguimento di utili fittizi non ne comporta la restituzione laddove vi è: • buona fede dei soci. sono: • l'approvazione del bilancio di esercizio (o rendiconto. nelle società di capitali. invece. Il fatto che esista un utile non vuol dire che esso sia distribuibile tra i soci. ma affinché ciò sia possibile è necessario l'esistenza di determinate condizioni. invece. • gli utili risultano da un bilancio regolarmente approvato. che. Le società quotate in borsa possono prevedere nello statuto la possibilità di distribuire. Qualora l'utile non sia stato effettivamente conseguito. al fine di evitare l'effetto annacquamento del capitale. Utile e dividendo. ciò che produce lo svolgimento di un attività economica da parte della società (incremento / riduzione del patrimonio netto).
Anche la redazione del bilancio è fondata su precisi principi (articolo 2423 c. Il bilancio di esercizio è fondato su determinati principi: • chiarezza. il documento contabile nel quale è indicato il risultato economico dell'esercizio e indicata.c. che svolgono una duplice funzione: • informativa. • proventi / oneri straordinari (acquisto / vendita di beni estranei all'attività svolta dalla società. Nelle società di capitali. • principio della continuità nel tempo dei criteri sulla valutazione delle voci del bilancio. il conto economico (nel quale sono indicati i costi e i ricavi) e la nota integrativa. la situazione patrimoniale della società è il bilancio di esercizio (vedi tabella 6). costituito dallo Stato patrimoniale (nel quale sono indicate le attività e passività).
. Sottraendo i costi dai ricavi otteniamo utile / perdita di esercizio. • verità e correttezza. • principio della continuità della gestione. Nel particolare.correttezza. che si riferisce alla redazione ed esposizione del bilancio in modo tale che sia comprensibile anche ai terzi. • proventi / oneri finanziari (acquisto / vendita azioni). infine è corredato (nel senso che è estraneo al suo contenuto) da una relazione sulla gestione. esempio: casa).I documenti nei quali risultano i risultati della gestione sono le scritture contabili. le componenti del conto economico sono: • ricavi / costi della produzione (bene prodotto). • documentativa. indipendenti dall'aspetto finanziario. nel senso che quanto rappresentato contabilmente non dev'essere né falso né ingannevole. Il conto economico indica i ricavi e i costi di competenza dell'esercizio. • principio della verità. con chiarezza verità . Lo stato patrimoniale svolge una funzione statica di fotografare le attività e passività della società in un determinato momento. Il conto economico svolge una funzione dinamica di rappresentare la gestione della società nell'arco dell'esercizio.): • principio della prudenza.
È punito gravemente chi.
. sono indicati: • i debiti della società che costituiscono il cosiddetto passivo reale e sono di breve o lungo periodo. e sono: • immobilizzazioni.
Nello stato patrimoniale è rappresentato il valore complessivo del patrimonio sociale. rispettivamente. Essa deve corredare il bilancio. immateriali (marchio. poiché attraverso l'informazione sulle attività della società è possibile influenzare il prezzo di strumenti finanziari. ed è composto dal capitale nominale. fabbricati. ma è estranea al suo contenuto.•
imposte / tasse. che a loro volta si distinguono in materiali (beni come terreni. invece. • il patrimonio netto. bene o male). La nota integrativa contiene informazioni relative al contenuto dei due documenti sopra esaminati. utili / perdite. rimanenze finali di merci. del conto economico e dello stato patrimoniale. riserve. i crediti verso i clienti). macchinari). idonee ad influenzare il prezzo degli strumenti finanziari (per acquistare/vendere azioni quando la società va. di cui viene conoscenza per lo svolgimento di un attività o professione nell'ambito della società. Le società quotate in borsa hanno l'obbligo di redigere una relazione semestrale o trimestrale sull'andamento della gestione ed è possibile che debbano fornire informazioni supplementari su richiesta della Consob. invece. che costituisce il cosiddetto passivo ideale. • attivo circolante. cioè le attività che producono un utile per più anni. e dunque le attività e le passività dalle quali è possibile evincere l'utile o la perdita di bilancio. Nel passivo. crediti a breve (ad esempio. che si distingue in denaro. brevetto) e finanziari (partecipazioni societarie). La relazione sulla gestione fornisce informazioni ulteriori sulla situazione della società e l'andamento della gestione. abusa di informazioni privilegiate / segrete (Insider trading). Nell'attivo gli elementi patrimoniali sono classificati secondo la loro funzione.
Il legislatore. ma solo uguale o superiore nel caso in cui sia stato previsto un sovrapprezzo al fine di ottenere l'assegnazione delle azioni. precisa che il valore complessivo di conferimenti non può essere inferiore al valore del capitale sociale. in cambio di azioni a favore del socio. • Gli strumenti finanziari partecipativi. Sono stati introdotti con la recente riforma del 2003. A sua volta. La causa del conferimento è l'attribuzione di capitale di rischio alla società. emesse a fronte del conferimento di capitale di rischio.Azioni I conferimenti. hanno come causa il compimento di un'operazione di finanziamento con il diritto alla restituzione della somma mutuata più il remunerazione pattuita (interessi). al valore nominale delle azioni emesse a fronte del conferimento. infatti. La causa di tali apporti può essere tanto il compimento di un'operazione di finanziamento
. inoltre. salvo diversa disposizione dell'atto costitutivo.Capitolo II Conferimenti . il capitale sociale è suddiviso in azioni. che è una voce del patrimonio netto e dunque è posto al passivo dello Stato patrimoniale. sovrapprezzo poi imputato alle riserve da sovrapprezzo. o meglio. sul quale il socio non ha alcun diritto di restituzione o rimborso (ad eccezione per caso di recesso del socio. Mentre il valore in danaro attribuito ai conferimenti è imputato al capitale nominale. prevede la restituzione di una somma di denaro pari al valore del conferimento. a differenza delle azioni la cui causa è l'attribuzione di capitale di rischio alle società senza obbligo di rimborso. in seguito a revisione di stima il conferimento). Di norma vige il principio di proporzionalità tra conferimenti e azioni. Dunque il conferimento partecipa alla formazione del patrimonio effettivo della società e da un punto di vista contabile è posto nell'attivo dello Stato patrimoniale. Il conferimento è la prestazione patrimoniale promessa o eseguita dai soci o al momento della costituzione della società o in caso di aumento del capitale a pagamento. Oltre alle azioni esistono altri tipi di apporti: • le obbligazioni che. neppure al termine della liquidazione che.
il legislatore prevede che sia effettuata una valutazione ad opera di un esperto. dei soli azionisti. invece. L'esperto redige una relazione giurata di stima nella quale sono indicati: • la descrizione dei beni o dei crediti conferiti. Per i conferimenti di beni in natura e di crediti. promessa di pagamento. ecc. • l'attestazione del loro valore è almeno pari a quello del capitale sociale e dell'eventuale sovrapprezzo. non sono ammessi. Qualora. vi sia un unico azionista il versamento dell'avvenire per intero momento della costituzione della società o della sottoscrizione dell'aumento di capitale. mezzi di pagamento che subordinano il trasferimento del danaro alla società al compimento di un attività da parte del socio (es. i versamenti ancora dovuti dovranno essere effettuati entro 90 giorni. sede della società. • i crediti. qualora la società sia composta di due o più soci è possibile versare soltanto un quarto dei conferimenti al momento della stipulazione dell'atto costitutivo oppure della sottoscrizione di nuove azioni in caso di aumento del capitale a pagamento. • i criteri di valutazione seguiti dall'esperto. a tutela dei terzi. estraneo alla società. • i beni in natura.
. la legge prevede che siano utilizzati mezzi di pagamento che comportino il trasferimento del danaro dal socio alla società immediatamente e definitivamente. cambiale. Per quanto riguarda le modalità di esecuzione di conferimenti in danaro. sia amministrativi che patrimoniali (eccezione fatta del diritto di voto nell'assemblea degli azionisti). nominato dal presidente del tribunale competente per territorio. Possono formare oggetto di conferimento: • il denaro. pertanto. Infatti.quanto l'effettuare un apporto a titolo di associazione in partecipazione.). prerogativa questa. I tempi di esecuzione dei conferimenti in danaro variano in relazione alla compagine sociale. Ma la peculiarità di tali strumenti sta nel fatto che attribuiscono diritti partecipativi. fino a qualche tempo fa. Qualora la pluralità dei soci dovesse venir meno successivamente. Restano pertanto escluse le prestazione di opera e servizi.
gli amministratori devono controllare le valutazioni contenute nella relazione e. • L'indivisibilità. emesse a fronte del conferimento di capitale di rischio. ma possono trattarsi di prestazione d'opera o di servizi (ad esempio. le eventuali
. Nel caso di comproprietà dell'azione. articolo 2347. È posto un limite alla circolazione delle azioni di emesse a fronte di conferimenti in natura o di crediti finché non sia stata effettuata la verifica della stima dagli amministratori. Le azioni. che è espressamente sancita dalla legge. Se il rappresentante comune non è stato nominato. i soci debbano eseguire prestazioni accessorie non consistenti in danaro. non vuol dire che le società per azioni non posso ottenerle a un titolo diverso dal conferimento. nel senso che ciascuna azione è una frazione uguale a tutte le altre del capitale. Entro 180 giorni dall'iscrizione della società. di uguale valore. i relativi diritti sono esercitati da un rappresentante comune. l'erogazione di energia elettrica a favore dell'attività industriale esercitata dalla società). Gli elementi che distinguono le azioni da tutti gli altri tipi di partecipazioni sociali sono: • incorporazione dell'azione in titoli documentali. Le azioni alle quali è connesso l'obbligo delle prestazioni accessorie devono essere nominative e non possono essere trasferite senza il consenso di amministratori. Il fatto che le prestazione d'opere di servizi non possono formare oggetto di conferimento. Il capitale sociale è suddiviso in azioni. • l'autonomia delle azioni consistente nella spersonalizzazione dell'azione rispetto al suo titolare e nella sua standardizzazione. in aggiunta all'obbligo dei conferimenti. procedere alla revisione della stima. Ciò avviene mediante le azioni con prestazioni accessorie.Ciò vuol dire che la stima costituisce un limite massimo circa l'ammontare del valore nominale delle azioni e del capitale sociale. l'atto costitutivo può prevedere che. se sussistono fondati motivi. Infatti. l'attività professionale più socio nell'ambito della società) oppure di prestazioni di dare continuative o periodiche (ad esempio.
Le azioni che hanno i medesimi diritti costituiscono una categoria e la tutela degli interessi comuni è affidata all'assemblea speciale composta dai titolari delle stesse azioni di categoria. il diritto di intervento in assemblea). • a prescindere dal numero di azioni possedute (ad esempio. la cui funzione è di indicare la parte di capitale sociale rappresentata. il diritto di voto a Caio). • L'inscindibilità delle azioni. Le azioni conferiscono uguali diritti. Il rapporto tra l'ammontare del capitale sociale e il numero delle azioni ci dà il valore nominale delle azioni che uguale per tutte.
. • L'uguaglianza. ogni azione attribuisce un voto nell'assemblea dei soci). il diritto di chiedere la convocazione dell'assemblea). Diritti che spettano • o in proporzione al numero di azioni possedute da ciascun socio (ad esempio. La legge o lo statuto possono limitare la circolazione delle azioni ma non disporne la totale intrasferibilità. e fa riferimento al fatto che il suo contenuto non può essere attribuito a soggetti diversi (ad esempio. I comproprietari delle azioni rispondono solidamente delle obbligazioni da essa derivanti. che fa riferimento sia al fatto che le azioni devono essere di uguale valore sia il fatto che le azioni conferiscono uguali diritti. • Libera trasferibilità delle azioni al fine di favorire l'investimento azionario. senza eccezioni. Il valore reale. il diritto gli utili) e di natura amministrativa (ad esempio.comunicazioni o dichiarazioni fatte ad uno dei comproprietari produce i propri effetti anche nei confronti degli altri. che non è espressamente prevista. di natura patrimoniale (ad esempio. effettivo delle azioni è dato dal rapporto tra il patrimonio effettivo e il numero di azioni. il diritto di voto). Il valore contabile delle azioni è dato dal rapporto tra capitale + riserve e numero delle azioni. il diritto gli utili a Tizio. • o a uno o più azionisti che raggiungano una certa percentuale del capitale sociale (ad esempio.
Per cui tali azioni attribuiscono un diritto agli utili soltanto laddove sia stato raggiunto un utile nel settore di riferimento (anche se in altri settori c'è stata una perdita). Conferiscono il diritto ad un dividendo nella ripartizione degli utili subordinatamente a tutti gli altri azionisti pari all'interesse legale. in caso di riduzione del capitale per perdite. allo scopo di tutelare l'azionista rimborsato rispetto alla differenza tra il valore nominale e il valore reale.
. nel limite dell'esistenza di un utile nel bilancio di esercizio della società. maggiorata. • Le azioni postergate. Non hanno diritto di voto perché sono relative ad azioni già rimborsate. Le azioni di risparmio possono essere anche al portatore. Infatti. il principio generale è l’atipicità delle categorie speciali di azioni. l'articolo 2348 stabilisce che le società può liberamente determinare il contenuto delle azioni delle varie categorie. partecipano alla suddivisione del residuo attivo di liquidazione solo subordinatamente al rimborso di tutte le altre azioni. che conferiscono un privilegio nell'attribuzione della percentuale di dividendo. Sono categorie speciali di azioni: • le azioni privilegiate. che sono emesse. In questo caso non è vietato il divieto del patto Leonino poiché anche esse partecipano alle perdite. ma subordinatamente all'estinzione di tutte le altre azioni. effettivo delle azioni. In caso di liquidazione. • Le azioni di godimento. le quali.Ma società può emettere anche categorie speciali di azioni sia al momento della costituzione che in caso di modifica dell'atto costitutivo. nei limiti stabiliti dalla legge (cioè la distribuzione degli utili e il rispetto il divieto del patto leonino). un privilegio di essere soddisfatti prima di tutte le altre categorie di azioni. fino ad una determinata percentuale. un privilegio di ricevere il diritto al dividendo in automatico senza la deliberazione dell'assemblea ordinaria. sono ridotte dopo tutte le altre categorie di azioni. • Le azioni correlate sono fornite di diritti correlati ai risultati dell'attività sociale in un determinato settore. • Le azioni di risparmio sono emesse dalle società quotate in borsa e hanno diritto di voto limitato. in caso di riduzione del capitale per rimborso di azioni al valore nominale.
Le azioni a favore dei dipendenti sono emesse su delibera dell'assemblea straordinaria mediante un aumento gratuito del capitale sociale.
Le azioni possono essere incorporate in titoli di credito cartacei la cui funzione è di semplificare l'individuazione del soggetto legittimato all'esercizio di diritti sociali e la circolazione delle azioni, nonché l'investimento in borsa. I titoli azionari possono essere nominativi o al portatore, a scelta del socio, salvo che lo statuto o la legge non stabilisca diversamente. Nelle società per azioni in titoli azionari sono tutti nominativi, ad eccezione delle azioni di risparmio che possono essere anche al portatore. I titoli al portatore si trasferiscono con la consegna del titolo; il possessore del titolo, mediante la presentazione del titolo, è legittimato all'esercizio del solo diritto in esso indicato. I titoli nominativi possono circolare sulla base di due metodi: • il metodo del cosiddetto transfert, in forza del quale il titolo è trasferito mediante l'annotazione del nome dell'acquirente sul titolo e nel registro dell'emittente oppure mediante il rilascio di un nuovo titolo intestato all'acquirente. • Il metodo della girata, in forza del quale il giratario che dimostra di essere possessore in base ad una serie continua di girare ha diritto di ottenere l'annotazione del trasferimento del libro dei soci (dalla quale dipende la legittimazione) ed è anche legittimato ad esercitare tutti i diritti sociali. È possibile che la legge o lo statuto deroghi all'incorporazione delle azioni in titoli cartacei. Infatti, lo statuto può non emettere titoli azionari e in tal caso il trasferimento delle azioni avviene mediante l'iscrizione nel libro dei soci (così come per le quote delle società responsabilità limitata). Altra deroga è la dematerializzazione delle azioni che è obbligatoria per tutte le società quotate in borsa, mentre è facoltativa per tutte le altre società per azioni. Le differenza sta nel fatto che • la dematerializzazione obbligatoria riguarda non solo le azioni ma tutti gli strumenti finanziari, • le azioni e gli altri strumenti finanziari non possono essere mai incorporati in titoli cartacei.
• Nella dematerializzazione facoltativa le azioni possono essere rappresentate da titoli di credito cartacei che sono custodite presso la società di gestione e sono girate dal titolare mediante un contratto di deposito regolare. La dematerializzazione obbligatoria prevede una gestione accentrata delle azioni in forza della quale la società emittente conferisce il compito di gestire gli strumenti finanziari ad un intermediario (banca, S.I.M.) che a sua volta lo trasferisce ad una società di gestione, la Monte Titoli s.p.a.. In questo caso le azioni sono trasferite mediante scritturazioni sul conto della società di gestione e degli intermediari. Tali scritturazioni equivalgono dunque alla girata e l'acquirente è legittimato all'esercizio dei diritti sociali in forza di una serie continua di scritturazioni. I diritti amministrativi sono esercitati dell'azionista, mentre i diritti patrimoniali dall'intermediario, per conto dell'azionista. Le azioni sono liberamente trasferibili, ma possibile che siano possibili limiti legali o convenzionali. Un esempio di limite legale è dato dalle azioni emesse a fronte di conferimenti di beni in natura o di crediti la cui trasferibilità è limitata finché non è effettuata la verifica della stima da parte degli amministratori. Limiti convenzionali possono essere posti dai patti parasociali, i quali produrranno i propri effetti solo fra gli aderenti al patto; oppure da clausole statutarie, in questo caso produrranno i propri effetti anche nei confronti dei terzi, in forza della pubblicità mediante l'iscrizione nel registro delle imprese. Sono clausole statutarie limitative della circolazione delle azioni: • la clausola di prelazione, in base alla quale il socio che intende alienare le azioni deve preventivamente offrirle, alle medesime condizioni, agli altri soci in proporzione alle azioni da questi possedute; • la clausola di prelazione impropria, in forza della quale il socio che intende alienare le azioni deve preventivamente offrirle agli altri soci ma a condizioni particolari stabilite sulla base di criteri oggettivi oppure da un arbitratore appositamente nominato; • la clausola di gradimento, in base alla quale il trasferimento delle azioni produce i propri effetti nei confronti
della società subordinatamente al consenso di un organo sociale o dei soci o dei terzi; • la clausola del tetto massimo, in base alla quale un socio non può acquistare azioni oltre una certa percentuale stabilita dallo statuto. Le clausole limitative della circolazione delle azioni possono essere introdotte o rimosse nello statuto mediante una deliberazione dell'assemblea straordinaria. In questo caso ai soci che non hanno concorso all'approvazione della relativa deliberazione assembleare hanno diritto di recesso. Il legislatore, inoltre, pone 3 vincoli all'autonomia statutaria di limitare la trasferibilità delle azioni: • divieto di alienazione delle azioni nei 5 anni successivi alla costituzione della società o all'introduzione del divieto; • qualora siano previste clausole che subordinano il trasferimento delle azioni al mero gradimento degli organi sociali o dei soci, è previsto in capo questi l'obbligo di acquisto o il riconoscimento del diritto di recesso all'alienante; • sono inefficaci le clausole che sottopongono a particolari condizioni il trasferimento a causa di morte. La società può acquistare azioni proprie. Mentre è vietata la sottoscrizione di azioni di nuova emissione, il che si verifica sia in sede di costituzione della società sia in caso di aumento del capitale a pagamento. Infatti, in questo caso la società non potrebbe fare il conferimento a liberazione delle azioni, perché si troverebbe contemporaneamente nella posizione di creditrice e debitrice. L'eventuale sottoscrizione di azioni proprie non è nulla, ma produce i propri effetti nei confronti dei soci fondatori (in sede di costituzione della società) o degli amministratori (in sede di aumento del capitale) che sono ritenuti personalmente responsabili delle azioni acquistate in nome e per conto della società e come tali obbligati ad effettuare il conferimento necessario per la liberazione delle azioni emesse. È, invece, valido l'acquisto di azioni proprie già emesse (ad esempio, acquisto di azioni di un socio uscente da parte della società stessa) mediante un contratto collettivo (ad esempio, vendita). Il legislatore subordina la legittimità dell'acquisto a determinate condizioni, la cui violazione comporta sanzioni penali per gli
Ad esempio la società A acquistare azioni della società B. nonché l'iscrizione al patrimonio netto di una riserva indisponibile pari alla riserva di azioni proprie.
. articolo 2357. Il che è possibile. Partecipazioni reciproche. Sono dunque estesi le condizioni poste alle azioni proprie. • il diritto di voto spettante alle azioni proprie è sospeso. • il prezzo di acquisto delle azioni non deve essere superiore alla somma tra riserve disponibili e utili in bilancio. verrà applicata la medesima disciplina delle azioni proprie. • le azioni devono essere interamente liberate dai precedenti titolari. e dunque non sono alienate o trasferite. • è formata e conservata una riserva di azioni proprie di ammontare pari alla somma necessaria per acquistare le azioni proprie (riserve + utile) finalizzata ad evitare il cosiddetto effetto annacquamento del capitale sociale (e dunque l'esistenza di capitale fittizio). • l'acquisto è subordinato ad un’autorizzazione dell'assemblea ordinaria. e allo stesso tempo la società B acquista azioni della società A. • Infine. nulla da dire. le azioni proprie non possono formare oggetto di altre operazioni da parte della società (articolo 2358). È possibile che due società acquistino partecipazioni azionarie reciproche. Finché è la controllante ad acquistare azioni della controllata. Durante tutto il periodo in cui le azioni proprie sono di proprietà della società.amministratori e l'obbligo di alienare le azioni illegittimamente acquistate: • il valore nominale delle azioni non deve essere superiore a 1/10 del capitale sociale. • il diritto gli utili e il diritto di opzione sono attribuiti proporzionalmente alle altre azioni. Ma qualora sia la controllata ad acquistare azioni della controllante. Il problema sorge qualora esista un rapporto di controllo tra le due società.
• qualora l'emissione di obbligazioni è garantita da ipoteca su proprietà sociale. riserva legale e al netto delle perdite risultanti dall'ultimo bilancio regolarmente approvato. che variano sulla base della situazione economica della società. mentre gli interessi sono indeterminati. dal punto di vista della società.Patrimoni destinati Le obbligazioni L'obbligazione consiste in uno strumento finanziario finalizzato compiere un finanziamento. banche. tipica del prestito obbligazionario. invece. e depositata presso registro delle imprese. Le obbligazioni possono essere emesse da società per azioni e società in accomandita per azioni.M. essa rappresenta un debito. perché andrebbe contro la causa di mutuo. Pertanto. Il capitale. e questo caso la società potrà emettere obbligazioni oltre il limite previsto solo su autorizzazione del governo. • qualora esistano interessi attinenti l'economia nazionale. non potrà mai essere indeterminato e dunque oggetto di una clausola parametrica. Le obbligazioni dunque costituiscono il valore minimo assicurato. soggetta al controllo di legittimità da parte del notaio. La differenza tra le obbligazioni e gli altri strumenti finanziari sta nel fatto che per le obbligazioni è previsto il rimborso del capitale prestato. S. L'equilibrio tra il patrimonio e il prestito obbligazionario è garantito dal divieto di distribuzione e riduzione del capitale. I limiti posti in materia di emissione delle obbligazioni possono essere superati: • per le società quotate.Capitolo III Le obbligazioni . • qualora le obbligazioni emesse in eccedenza siano destinate a investitori professionali (ad esempio. proprio in funzione del diritto di rimborso del capitale.).I. un prestito per la società. Le obbligazioni sono emesse dagli amministratori e la relativa deliberazione deve essere redatta per atto pubblico. riserve disponibili. per un valore non superiore al doppio della somma tra capitale sociale. in virtù della cosiddetta clausola parametrica.
• è vietata la riduzione del capitale e la modifica dell'atto costitutivo in materia di distribuzione degli utili. con l'offerta delle obbligazioni convertibili in opzione ad essi. È possibile l'emissione di obbligazioni convertibili in azioni e dunque la trasformazione di un rapporto di mutuo (o di finanziamento) in un rapporto di partecipazione societaria.
. Patrimoni destinati ad uno specifico affare. una deliberazione di aumento del capitale di un ammontare pari al valore nominale delle obbligazioni convertibili.L'organizzazione degli obbligazionisti si articola in due organi: • l'assemblea degli obbligazionisti. ma non può tutelare gli interessi degli obbligazionisti individualmente considerati parte. • tutela dei vecchi azionisti di mantenere inalterata la percentuale di partecipazione in società. segue la disciplina dell'assemblea straordinaria dei soci. nella quale è indicato il rapporto di cambio. Alla base dell'emissione delle obbligazioni convertibili in azioni esistono essenzialmente quattro principi: • il capitale sociale deve essere interamente versato. In sede di conversione. • il rappresentante comune. il periodo e le modalità della conversione. • contestualmente. • il rapporto di cambio varia in proporzione all'aumento o riduzione del capitale qualora si dovessero verificare tali operazioni in pendenza della conversione. il quale svolge in generale una funzione di tutela di interessi collettivi degli obbligazionisti nei rapporti con la società. ma non potrà mai verificarsi il contrario a tutela della effettività del capitale sociale. la quale svolge in generale una funzione di tutela degli interessi collettivi degli obbligazionisti. agli obbligazionisti è possibile che siano attribuite azioni di un valore inferiore rispetto alla somma versata la società. Al fine dell'emissione di obbligazioni convertibili sono necessarie due deliberazioni: • una deliberazione di emissione.
.È possibile che le società di capitali costituiscano uno o più patrimoni destinati ad un affare che sia specifico e sufficientemente indicato nella deliberazione di costituzione del patrimonio. il cui valore non può essere superiore al 10% del patrimonio netto della società. Possono finanziare l'affare anche i terzi apportando capitali. opere o servizi.
vedi tabella 1-cap. alla quale intervengono tutti soci. Assemblea. azioni privilegiate). • assemblee speciali. laddove pregiudicano i diritti dei titolari di azioni appartenenti a categorie speciali. come ad esempio l'approvazione del bilancio.. sistema dualistico.Capitolo IV Assemblea dei soci. In base all'oggetto delle deliberazioni l'assemblea si riunisce in sede: • ordinaria • straordinaria. la cui esistenza dipende dall'emissione di azioni appartenenti a categorie speciali (ad esempio.IV). In questo caso le deliberazioni dell'assemblea generale. non producono i propri effetti (condizione sospensiva) finché non sono approvate dall'assemblea speciale composta da coloro che fanno parte della categoria pregiudicata. l'esercizio dell'azione di responsabilità in caso di cattiva gestione . L'assemblea è un organo collegiale che rappresenta la riunione dei soci. La differenza sta nelle diverse regole cui sarà soggetta l'assemblea.. Qualora vi sia contrasto tra lo statuto e il regolamento approvato dall'assemblea ordinaria prevale sempre lo statuto e l'inosservanza del regolamento non comporta l'invalidità delle
. la nomina dei componenti degli altri organi sociali. Patti parasociali. L'assemblea può dettare un codice di autoregolamentazione dell'organo. ma si distingue in base alla composizione in: • assemblea generale. che avviene laddove sia necessario prendere le decisioni in materie ad essi attribuite dalla legge. Laddove si è in presenza del consiglio di sorveglianza (sistema dualistico) sono conferite a quest'ultimo competenze di norma spettanti all'assemblea ordinaria. come ad esempio la modifica dello statuto. L'assemblea è unica. Le competenze dell'assemblea ordinaria variano in relazione al fatto se sia previsto o meno il consiglio di sorveglianza (in quest'ultimo caso. Le competenze dell'assemblea straordinaria sono determinate dalla legge.
o del consiglio di gestione se ci troviamo nell'ambito del sistema dualistico.deliberazioni. Lo svolgimento dell'assemblea si distingue in quattro fasi: • la convocazione dei soci. il comitato per il controllo della gestione.. qualora ne faccia richiesta una minoranza qualificata dei soci che rappresenti il 10% del capitale. il consiglio di sorveglianza. l'assemblea dovrà essere convocata dagli organi di controllo di ciascun sistema. • essi ritengano che esistano fatti gravi ai quali vi sia necessità urgente di provvedere. per formare le decisioni. Se. fusione. • quando la prima convocazione sia andata deserta. contenente l'ordine del giorno. La convocazione dell'assemblea avviene ad opera degli amministratori. per cui dovrà essere convocata entro trenta giorni. non vi provvedessero gli amministratori o il consiglio di gestione. per documentare la riunione. in questi casi. scissione della società). • verbalizzazione. qualora vi sia contrasto tra lo statuto e il regolamento approvato dall'assemblea straordinaria prevale l'ultima disposizione approvata che modifichi la precedente e l'inosservanza del regolamento comporta l'invalidità delle deliberazioni. Esistono delle ipotesi tassativamente previsto dalla legge in cui la convocazione dell'assemblea è obbligatoria. cioè collegio sindacale. • voto. L'assemblea deve essere obbligatoriamente convocata nelle seguenti ipotesi: • una volta all'anno per l'approvazione del bilancio di esercizio entro un termine non superiore ai 120 giorni dalla chiusura del bilancio stesso. termine che può essere modificato dello statuto. la quale per produrre i propri effetti è necessario che diventano deliberazioni. eccezione fatta l'ipotesi in cui l'assemblea delibera su proposta di amministratori (es. • senza ritardo. • intervento e discussione. I sindaci dovranno convocare l'assemblea con urgenza quando: • cessano dalla carica tutti gli amministratori. La convocazione ovviamente dovrà essere rispettosa delle regole legali e statutarie. sia in materia di avviso. che dovrà essere pubblicato nella gazzetta ufficiale oppure nel
se si tratta di prima o seconda convocazione. sia per quanto riguarda la sede cioè il luogo di convocazione dell'assemblea. come ad esempio l'usufruttuario. Se la convocazione non è effettuata in conformità della legge o dello statuto si ritiene comunque regolare qualora l'assemblea sia totalitaria.quotidiano indicato nello statuto. in questo caso il quorum deliberativo è implicitamente uguale al quorum costitutivo. se si tratta di società quotata o meno (vedi tabella 2cap. Ovviamente il quorum variano in relazione al fatto se l'assemblea è in sede ordinaria o straordinaria. come ad esempio che via Internet). l'assemblea totalitaria è stata regolarmente convocata. indipendentemente dal fatto se sono o meno soci. Se. Esiste pertanto una stretta relazione tra diritto di voto e diritto di intervento.
. invece. cioè nel caso di voto per corrispondenza. dato da un certo numero di soci titolari di azioni che attribuiscono il diritto di voto in assemblea. il creditore pignoratizio. i soci che rappresentano un terzo del capitale possono chiedere un rinvio non superiore ai 5 giorni. essi possono opporsi alla discussione stessa. Lo statuto può aumentare il quorum (mai fino all'unanimità dei soci). cioè vi partecipano: • anche per delega. le deliberazioni possono dirsi regolarmente approvate se è stato raggiunto un quorum deliberativo. Il diritto di intervento e di voto è riconosciuto agli azionisti cui spetta il diritto di voto. • la maggioranza dei componenti degli organi di gestione e di controllo. così come è possibile che il diritto di voto prescinda dal diritto di intervento (ciò si verifica in un'unica ipotesi. Mentre. tutti gli azionisti ed è dunque rappresentato l'intero capitale sociale. ma è possibile che il diritto di intervento prescinda dal diritto di voto (quando il socio si astiene o gli è vietato l'esercizio del diritto di voto).IV). L'assemblea si ritiene regolarmente costituita qualora sia stato raggiunto il cosiddetto quorum costitutivo. ma non diminuirli. Se l'assemblea totalitaria non è stata regolarmente convocata e i soci non hanno sufficienti informazioni sull'oggetto della discussione. Se è chiesto come quorum deliberativo una maggioranza che corrisponde ad una data percentuale del capitale.
A tutela dell'interesse del socio e della società. sempre con la stessa percentuale di azioni. con poteri di rappresentanza in forza di una procura o una delega. Un'azionista. La stessa operazione può essere effettuata da associazioni di azionisti. Delega ordinaria. socio o meno. Delega sollecitata. detto committente. • indicazione del nome del procuratore. il quale sollecita i soci a rilasciare deleghe di voto in suo favore. che rappresenti l'1% delle azioni con diritto di voto e sia iscritto nel libro dei soci. la quale raccoglie le deleghe di voto tra i propri associati e esercita il diritto di voto per mezzo dei propri
. Il conflitto di interessi è causa d'annullabilità della deliberazione soltanto laddove esistono due condizioni: • il voto sia stato determinante. ma ciò non vuol dire che il socio sia privato del proprio diritto di voto. l'esercizio dei relativi diritti. composte da almeno 50 soci titolari di azioni corrispondenti almeno all'1 per 1000 del capitale. Il titolare del diritto di intervento e di voto può delegare un terzo. Limiti generali sono: • forma scritta della procura. Delega raccolta. essendo esso attribuito al socio nel proprio interesse personale. sono posti dalla legge e dello statuto limiti generali e speciali. • la deliberazione arreca un effettivo danno alla società. • divieto di delegare i componenti degli organi di gestione e di controllo. Un limite speciale è imposto per le sole società quotate: • divieto di rilasciare una delega per più di un'assemblea. • divieto di rappresentare più di venti soci. nonché i dipendenti della società e di società controllate. può sollecitare gli altri azionisti a votare favorevolmente o meno una determinata proposta di deliberazione. cioè senza di esso non si sarebbe conseguito il quorum deliberativo. Allo scopo delega un intermediario autorizzato. e che legittimato all'impugnazione di una libera invalida sia soci non consenzienti. al fine di controllare che il soggetto che ha esercitato il diritto di voto sia a ciò legittimato. È possibile che esista un conflitto di interessi tra la società e il socio. da almeno sei mesi.È vietato il voto segreto.
Una deliberazione è inesistente qualora delimitano assemblea mai tenutasi oppure a qualora non sia stata mai votata in un'assemblea realmente tenutasi. Nel verbale deve essere redatto non contestualmente ma tempestivamente allo scopo di consentire l'esecuzione dell'obbligo di trascrizione nel libro delle adunanze e delle deliberazioni assembleari e. Una deliberazione è invalida qualora non siano state rispettate le regole legali e statutarie sul procedimento assembleare. Ma è possibile che la legge o lo statuto subordinano l'efficacia delle deliberazioni a un termine iniziale o a una condizione sospensiva. Esso svolge una triplice funzione: • di prova. di deposito nel registro delle imprese. il rappresentante nella dichiarazione di voto dovrà indicare anche il numero di azioni corrispondente. se previsto. Una deliberazione può essere nulla. Invalidità La deliberazione produce i propri effetti dal giorno in cui l'assemblea si è tenuta. Verbale. • impossibilità e illiceità dell'oggetto. annullabile. In caso di divergenza tra gli associati. inesistente. Nel verbale è documentato lo svolgimento dell'assemblea nonché le relative deliberazioni. • di informazione per i soci assenti e per i terzi interessati. Una deliberazione è nulla quando: • manca la convocazione dell'assemblea.
. La nullità può essere rilevata d'ufficio dal giudice.rappresentanti. • manca il verbale. e in questo caso non è legittimato ad agire il socio ha prestato il proprio assenso allo svolgimento dell'assemblea. • di controllo della regolarità del procedimento e delle deliberazioni. e in questo caso è prevista una sanatoria della nullità mediante la redazione di un verbale tardivo prima che si svolga l'assemblea successiva.
). se è nulla. In caso di deliberazione annullabile: • i soci non consenzienti. Patti parasociali. titolari di azioni con diritto di voto che rappresentano l'un per 1000 del capitale oppure il 5% del capitale in caso di società quotate. l'autore della violazione di legge o di statuto è tenuto a risarcire i danni causati alla società e ai terzi che hanno confidato nella validità della deliberazione. se è annullabile. al trasferimento delle azioni . Legittimati ad agire in caso di deliberazione nulla: • chiunque abbia interesse. • Il giudice può sospendere l'esecuzione su richiesta di chi agisce. ed eventuali terzi. • il collegio sindacale. • Nel caso in cui sia accertata l'invalidità della deliberazione. • il consiglio di sorveglianza. • gli amministratori. il cui inadempimento comporta il sorgere della responsabilità per i danni e la risoluzione del rapporto. dissenzienti e astenuti.. regolano l'esercizio dei loro diritti sociali (di voto. Esso vincola esclusivamente con i quali aderiscono al patto.
. Da essi nascono obbligazioni di fare o di non fare. agli utili. • tre anni dalla trascrizione della deliberazione. sia o meno un socio.. I patti parasociali sono posti al di fuori dello statuto e con essi i soci. Termine per l'impugnazione è di • 90 giorni dalla data della deliberazione. nonché in caso di inosservanza dei principi di buona fede e di parità di trattamento dei soci.Una deliberazione è annullabile in tutti gli altri casi di violazioni di legge e statuto. Il procedimento di impugnazione è regolato dall'articolo 2378: • si svolge innanzi al tribunale del luogo in cui la società ha la sede. cioè assenti. • Il giudice dovrà accertare che per tutto il periodo del procedimento i soci opponenti siano in possesso della percentuale di azioni richiesta dalla legge ai fini dell'impugnazione.
I patti possono essere a tempo determinato: cinque anni per le società non quotate e tre per le quotate.Un patto parasociale importante è il sindacato di voto. Il sistema di pubblicità adottato si distingue in relazione al tipo di società: • nelle società quotate. i patti sono comunicati in apertura di ogni assemblea dai soci aderenti. si aggiunge il patto che stabilisce l'obbligo di consultarsi prima di esercitare il vuoto. dichiarazione trascritta nel verbale assembleare. mediante il quale i soci vincolati si obbligano a votare in base a quanto stabilito di comune accordo. • nelle società per azioni diffuse. ma un semplice obbligo di reciproca informazione tra i soci. Sono previsti dalla legge altri patti che consentono di raggiungere una maggioranza. • nelle società per azioni chiuse non c'è alcun obbligo di pubblicità. I patti che pongono limiti al trasferimento delle partecipazioni sociali sono definiti sindacati di blocco. i patti sono comunicati alla Consob. e ad esso. nelle società quotate. o a tempo indeterminato: ogni parte può recedere liberamente con preavviso di sei mesi.
essi non sono opponibile ai terzi. cioè il potere di rappresentare la società e di manifestare le sue decisioni ai terzi. a meno che la società non dimostri che il terzo a abbia agito con l'intenzione di arrecare un danno alla società.
.Capitolo V Amministrazione e controlli. • effettuare il controllo contabile. cioè verificare che il corretto funzionamento del sistema organizzativo. cioè controllare la regolare tenuta delle scritture contabili da parte di amministratori (attività riservata ai revisori esterni in un sistema diverso da quello tradizionale). alla struttura azionaria della società) tale da consentire di gestire la società secondo i canoni di corretta amministrazione. il presidente e i consiglieri delegati). nel sistema tradizionale. La gestione della società. al tipo di attività esercitata. Strettamente connesso con il potere di gestione è il potere di rappresentanza. la cui attività consiste nel tutelare la regolarità gestionale e l'integrità del patrimonio sociale. Ciò non vuol dire che la rappresentanza è attribuita tutti gli amministratori. • garantire il rispetto dei principi di corretta amministrazione. Oggetto dell'attività di gestione è il compimento di operazioni necessarie per l'attuazione dell'oggetto sociale. ma solo a quelli indicati dello statuto (di norma. Ciò nonostante. Quindi l'amministratore dovrà adoperarsi affinché la società raggiunga lo scopo prefisso e affinché siano adempiuti tutti gli obblighi che la legge impone alla società. Il potere di rappresentanza e i suoi limiti devono essere pubblicizzati mediante iscrizione nel registro delle imprese. Organo di controllo. L'attività di gestione della società può essere esercitato esclusivamente dagli amministratori. amministrativo e contabile adottato dalla società (che varia in relazione alle dimensioni dell'impresa. Le funzioni di governo della società sono gestione e controllo. è il collegio sindacale. Nel particolare l'organo di controllo dovrà • verificare l'osservanza della legge e dello statuto da parte di amministratori .
per cui qualora dovesse venir meno l'assemblea è legittimata a revocare l'amministratore dall'incarico. al suo interno. Il rapporto tra gli amministratori della società è regolato da un contratto a tempo determinato e oneroso. Nel sistema monistico l'assemblea nomina il consiglio degli amministratori e. senza possibilità di interferire nell'attività di amministratori. tant'è che possono essere nominati anche i non soci. Infatti il rapporto tra l'assemblea e l'amministratore è basato essenzialmente sulla fiducia. Le norme dettate in materia di amministrazione e controlli sono. • per revoca dell'assemblea. L'organo amministrativo nel sistema tradizionale. Lo statuto può prevedere un sistema di amministrazione e controllo diverso da quello tradizionale. Il rapporto cessa: • per morte dell'amministratore. e si distingue a proposito il sistema dualistico dal sistema monistico. al quale sono conferite competenze che di norma spetterebbero all'assemblea (come ad esempio l'approvazione del bilancio). Gli amministratori sono nominati dall'assemblea e non sono richiesti particolari requisiti. contratto di amministrazione. Se la revoca è
.Così come le deliberazione assembleare sulle scelte gestionali hanno carattere autorizzatorio. Nel sistema dualistico l'assemblea nomina il consiglio di sorveglianza. lo statuto può attribuire la gestione della società tanto all'amministratore unico quanto al consiglio di amministrazione. coloro i quali sono stati condannati ad una pena che prevede l'interdizione dai pubblici uffici o l'incapacità ad esercitare uffici direttivi. professionalità ed indipendenza. il comitato per il controllo della gestione (vedi tabella 1 . salvo che lo statuto non richiede requisiti di onorabilità. salvo diversa disposizione. estese anche alle società quotate. Non possono essere nominati gli interdetti. gli inabilitati. il consiglio di sorveglianza sua volta nomina il consiglio di gestione. La durata della carica è di tre esercizi. Nel sistema tradizionale. allo stesso modo l'organo di controllo non può interferire nelle scelte decisionali poste in essere dagli amministratori. i falliti.capitolo IV).
il progetto di fusione e di scissione. Il consiglio di amministrazione può delegare un comitato esecutivo e/o uno o più dei suoi componenti (amministratore delegato) all'esercizio del potere di gestione. • Per rinunzia dell'amministratore (dimissioni). definita cooptazione. • riferire al consiglio di amministrazione e al collegio sindacale le operazioni di maggior rilievo e l'andamento della gestione che sarà poi valutato dal consiglio di amministrazione. Il risarcimento del danno.immotivata. invece. amministrativo. contabile. Il legislatore ha previsto alcune materie non delegabili tra le quali l'aumento di capitale. o ricoprire la carica di amministratore in una società concorrente. che renda impossibile la prosecuzione del rapporto seppure provvisoriamente. cioè l'amministratore viola il divieto di divenire socio illimitatamente responsabile di una società concorrente. Se. che sarà poi valutato dal consiglio di amministrazione. la redazione del progetto di bilancio. o di esercitare un attività concorrente per conto proprio o di terzi. la sua sostituzione può avvenire soltanto con una deliberazione del consiglio di amministrazione. e gli dovranno soltanto informare
. non è dovuto qualora la revoca derivi da giusta causa. È possibile che esista un conflitto di interessi tra l'amministratore ed una determinata operazione della società. invece. È possibile che lo statuto prevede una clausola che subordini lo scioglimento del consiglio amministrazione alla cessazione di alcuni amministratori (cosiddetta clausola simul stabunt simul cadent). Un esempio di giusta causa potrebbe essere la violazione del divieto di concorrenza. In questo caso. il conflitto di interessi è tra l'amministratore delegato e la società. l'amministratore ha l'obbligo di trarne informazione al consiglio di amministrazione e laddove il consiglio adottasse la deliberazione che approva l'operazione. • per scadenza del termine. la quale presuppone la maggioranza degli amministratori. Competenze degli organi delegati sono: • curare l'assetto organizzativo. dovrà spiegare il vantaggio che è stato arrecato la società da quell'operazione. Quando la cessazione dell'amministratore si verifica in costanza del rapporto e non alla scadenza del termine. sorge l'obbligo del risarcimento del danno.
gli amministratori. segue la revoca automatica dell'amministratore. L'assemblea può deliberare una rinunzia o una transazione avente ad oggetto l'azione di responsabilità. purché non intervenga un voto contrario superiore a 1/5 del capitale sociale. In caso di delega. Presupposti necessari affinché i creditori possono esercitare la relativa azione sono: • insufficienza del patrimonio sociale per soddisfare le obbligazioni sociali. Il legislatore esonera da ogni responsabilità l'amministratore che. • riduzione del patrimonio per violazione dei propri obblighi. Laddove le deliberazione sia stata approvata con voto favorevole di almeno 1/5 del capitale. • i creditori sociali. al tipo di attività esercitata e alle qualità individuali dell'amministratore. abbia fatto annotare nel libro delle adunanze il proprio dissenso. quando hanno compiuto il loro dovere. non sono responsabili dell'eventuale inadempimento dell'amministratore delegato. Gli amministratori sono responsabili verso tre soggetti: • la società. Il procedimento per l'azione contrattuale di responsabilità prevede che l'azione sia deliberata dell'assemblea su proposta della società o dei soci (nell'interesse della società) che rappresentano 1/5 del capitale.
. Responsabilità degli amministratori. • i soci o i terzi. esente da colpa. Al fine dunque di valutare la responsabilità dell'amministratore bisogna fare riferimento alla diligenza del buon amministratore che varia in relazione alle dimensioni della società. avendo fatto tutto ciò che è proprio potere. Gli amministratori sono responsabili verso i creditori per mancata conservazione dell'integrità del patrimonio sociale. al fine di evitare di incorrere in una responsabilità. Responsabilità degli amministratori verso la società è una responsabilità contrattuale per mancato adempimento degli amministratori degli obblighi ad essi imposti dalla legge e dallo statuto che essi sono tenuti ad eseguire con la diligenza richiesta dalla natura dell'incarico e dalle loro competenze.il consiglio ma anche tenersi dal compiere qualunque atto. in caso contrario sarà necessaria una separata deliberazione di revoca.
Nel primo caso il creditore avrebbe l'onere di trovare l'inadempimento. tribunale. Si discute circa la natura della responsabilità di amministratori verso i creditori sociali. consiglio di sorveglianza. perché gli amministratori non sono chiamati a far fronte alle perdite. altri la natura extracontrattuale. L'attività di controllo è esercitata da organi interni (collegio sindacale. subordinato soltanto all'amministratore di cui esegue gli ordini. Legittimata ad agire sono i creditori. comitato per il controllo della gestione) e da organi esterni (revisore esterno o società di revisione. Isvap. mentre non lo è l'apertura di una procedura concorsuale. derivante da un inadempimento.Non si tratta di una eccezione al principio della responsabilità limitata dei soci. Banca d'Italia. C'è chi afferma la natura contrattuale della responsabilità. ma sono tenuti a risarcire i creditori per non aver adempiuto i propri doveri causando questo modo un danno alla società e indirettamente anche ai creditori sociali. ma nella pratica l'azione risulterebbe per i creditori molto onerosa.
. nella quale è possibile dividere gli eventuali costi con gli altri creditori. nel secondo caso il creditore dovrà dimostrare sia il fatto illecito sia la colpevolezza. commissario liquidatore e straordinario). ma direttamente al patrimonio del socio o del terzo. La responsabilità degli amministratori verso i soci e i terzi è una responsabilità extracontrattuale derivante da fatto illecito dell'amministratore che arreca un danno. Se. all'amministratore di essere esente da colpa. il danno non sarebbe arrecato alla società. ad esempio. derivante da un'illecita lesione del diritto di credito. Il direttore generale è un lavoratore dipendente con il grado più elevato. per cui spesso agiscono nel loro interesse gli organi della procedura (curatore fallimentare. ma al socio il quale può agire entro cinque anni del compimento dell'altro illecito. Il direttore generale. Il controllo della società. Consob. l'amministratore redige un bilancio falso dal quale risulta una situazione patrimoniale molto più florida di quella reale e un terzo acquista le azioni della società ad un prezzo superiore. non al patrimonio sociale.
i quali andranno a sostituire i sindaci effettivi che dovessero venir meno nel corso del mandato. Obblighi del collegio sindacale sono: • convocare il collegio almeno ogni 90 giorni. Doveri del collegio sindacale sono: • verifica l'osservanza degli obblighi imposti agli amministratori dalla legge e dallo statuto. sono nominati dall'assemblea per tre esercizi. • diritto di chiedere informazioni agli amministratori sull'andamento della gestione.
. Organo di controllo nel sistema tradizionale è il collegio sindacale composto di tre o cinque membri effettivi e di due supplenti. esclusivamente nelle società chiuse e in quelle che non sono tenute alla redazione del bilancio consolidato. • revoca per giusta causa. • decadenza per cause di ineleggibilità (interdizione. • indipendenza rispetto all'organo di gestione. Cause di cessazione dell'ufficio di sindaco sono: • morte. Poteri del collegio sindacale sono: • compiere atti di ispezione e di controllo.Organo di controllo nel sistema tradizionale. Requisiti richiesti sono: • professionalità. • svolgere la funzione di controllo contabile. rivista da una deliberazione assembleare che dovrà essere approvata con decreto del tribunale. mentre tutti gli altri sono scelti fra gli iscritti agli albi di avvocati e commercialisti o fra i professori universitari in materie giuridiche ed economiche. • scadenza del termine. Essi possono essere soci o non soci. cioè almeno un membro effettivo e uno supplente deve essere iscritto nell'albo dei revisori contabili. • rinunzia o dimissioni. condanna a pene che comportano l'interdizione dai pubblici uffici). fallimento. inabilitazione. • verifica l'osservanza del principio di corretta amministrazione.
indipendenza.• partecipare alle riunioni dell'assemblea. L'assemblea nomina e revoca dei componenti del consiglio. Organo di controllo. Il consiglio di sorveglianza ha le medesime competenze del collegio sindacale: • controllare la gestione della società. Organo di gestione. Esso è regolato dalle norme dettate per il consiglio di amministrazione nel sistema tradizionale. • la nomina. revoca. • in solido con gli amministratori. • denunciare il tribunale il compimento di gravi irregolarità da parte del consiglio di gestione. per il danno arrecato nel compiere o omettere un fatto è che non si sarebbe prodotto se avessero vigilato in conformità ai propri obblighi. comitato esecutivo (sanzione prevista in caso di mancato rispetto di tale obbligo è il decadimento). sostituzione dei componenti del consiglio di gestione spetta al consiglio di sorveglianza (l'organo di controllo nel sistema dualistico) e non all'assemblea. dunque. avendo il potere di gestire le società. Il sistema dualistico. consiglio di amministrazione. Organo di controllo nel sistema dualistico è il consiglio di sorveglianza. professionalità. l'amministratore unico). Organo di gestione nel sistema dualistico è il consiglio di gestione il quale. ma presenta determinate particolarità: • è necessariamente un organo collegiale (non è ammissibile. può compiere tutti gli atti necessari per l'attuazione dell'oggetto sociale. i quali devono presentare il requisito della onorabilità. • per il mancato rispetto dell'obbligo di riservatezza. I sindaci sono responsabili: • per le valutazioni effettuate. La particolarità del consiglio di sorveglianza sta nel fatto che ad esso aspettano competenze che di norma sarebbero dell'assemblea e sono:
dal consiglio di sorveglianza e se la deliberazione è stata approvata con il voto favorevole dei 2/3 dei componenti i consiglieri sono revocati automaticamente. Il sistema monistico. L'organo di gestione. l'approvazione spetta all'assemblea. L'organo di controllo. revoca. ma presenta determinate particolarità: • è necessariamente un organo collegiale. allo scopo di migliorare la circolazione delle informazioni e la trasparenza tra gli organi di amministrazione e di controllo. • devono avere requisiti di onorabilità. in mancanza del quale o se lo chiede 1/3 del consiglio di gestione o 1/3 del consiglio di sorveglianza. • Anche l'azione di responsabilità può essere esercitata. Esso è caratterizzato da fatto che l'organo di controllo non è separato dall'organo di gestione. • 1/3 dei membri deve presentare il requisito di indipendenza. Organo di gestione nel sistema monistico è il consiglio di amministrazione. professionalità. esercizio dell'azione di responsabilità dei membri del consiglio di gestione. Competenze del comitato sono:
. ma è costituito al suo interno.• nomina. • non devono ricoprire cariche o svolgere funzioni attinenti alla gestione della società. oltre che dall'assemblea e dai soci di minoranza. i cui componenti devono presentare i seguenti requisiti: • devono essere scelti tra gli amministratori indipendenti. il quale segue la disciplina del consiglio di amministrazione nel sistema tradizionale. • approvazione del bilancio. Il consiglio di amministrazione nomina al suo interno il comitato per il controllo sulla gestione.
• oltre il dovere di vigilanza. Infatti. contabile a rappresentare la gestione della società. Organi di controllo esterni. • eleggere il proprio presidente. qualora il bilancio sia impreciso. qualora il bilancio sia conforme a leggere. ma implicito in quanto organo di controllo. Nel sistema tradizionale il controllo contabile è affidato al collegio sindacale.. non espressamente previsto dalla legge. qualora
. detta una particolare disciplina nell'espressione del giudizio.F. • con rilievi. • vigilare sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo. • altri compiti ad esso affidati dal consiglio di amministrazione. Funzione dell'organo di controllo esterno sono: • verificare la regolare tenuta delle scritture contabili e della contabilità sociale. Il controllo contabile. amministrativo. inoltre. nelle società quotate il giudizio può essere: • senza rilievi. mentre nelle società quotate esso è affidato obbligatoriamente ad una società di revisione. • il giudizio. Per le società quotate il T. in caso di violazione di norme dettate per la redazione del bilancio. decreto legislativo 58/98. e nelle altre società (diverse dalle società chiuse e dalle società non soggette alla redazione del bilancio consolidato) e prevista la facoltà di scelta tra un revisore contabile esterno o una società di revisione. può consistere in una dichiarazione di impossibilità di esprimere un giudizio. • negativo. • verificare la conformità del bilancio di esercizio e del bilancio consolidato alle scritture contabili. • redigere una relazione nella quale esprimere un giudizio sul bilancio di esercizio e consolidato.U.
m. ecc. le s. cioè le banche. • le società emittenti (cioè che emettono azioni quotate). come ad esempio la Borsa Italiana s. dei soci e dei terzi per i danni derivanti dall'inadempimento dei propri doveri..p. può impugnare la deliberazione assembleare di approvazione del bilancio. Infatti. • gli intermediari. Il controllo della Consob. L'attività di controllo della Consob è esercitata in due momenti: • appello al pubblico risparmio. L'incarico è conferito dell'assemblea per un periodo di tre esercizi che può essere da essa revocato per giusta causa in seguito ad approvazione del tribunale della deliberazione. La Consob vigila su: • le società di gestione dei mercati. nonché nei confronti della società...i. Esistono due tipi di appello al pubblico risparmio: offerta pubblico di acquisto (offerta finalizzata all'acquisto di strumenti finanziari). di parità di trattamento dei portatori degli strumenti stessi. • Informazione societaria. In questi ultimi due casi la società deve informare la Consob. in questo caso la Consob controlla che il prezzo di acquisto di strumenti finanziari sia conforme a realtà.a. come ad esempio le società di revisione. e loro effetto sarà che qualsiasi socio. Commissione nazionale per le società e la borsa. Il controllo dell'intero mercato mobiliare è affidato alla Consob. il valore di un'azione di
. Il revisore esterno è soggetto alla responsabilità dei sindaci (per le valutazioni effettuate e per il mancato rispetto dell'obbligo di riservatezza). poiché esso varia in relazione alle informazioni immesse sul mercato. in questo caso la cosa sotto controlla che l'offerta degli strumenti finanziari quotati rispetti i principi di correttezza. sollecitazione l'investimento (offerta finalizzata alla vendita). • i soggetti ausiliari. trasparenza.le violazioni delle norme relative al bilancio siano talmente gravi da rendere il bilancio inaffidabile. individualmente considerato.
nelle società aperte.  allora.c. il tribunale ordina l'ispezione degli atti amministrativi. Il procedimento giudiziario (articolo 2409 c. Il controllo nel settore bancario e assicurativo.
. Fasi del procedimento sono: • il tribunale convoca in Camera di Consiglio gli amministratori e sindaci.una società varia in relazione a diversi fattori. del pubblico ministero. Il controllo nel settore assicurato è attribuito all'Isvap (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo). • sia stato arrecato un danno alla società. In tutte le società per azioni è previsto un controllo di legalità sull'attività degli amministratori. • esista un fondato sospetto (provato dai soci). e non un controllo di merito. Presupposti richiesti sono che: • gli amministratori violano i propri doveri.  a questo punto. Il controllo nel settore bancario è attribuito alla Banca d'Italia. come ad esempio il valore del patrimonio della società. cioè se l'atto sia giusto o meno. e i nuovi organi devono: o accertare l'esistenza delle violazioni. la capacità della società di produrre reddito. il tribunale non ordina l'ispezione e sospende il procedimento.) inizia con una denunzia al tribunale ad opera dei soci che rappresentano 1/10 del capitale sociale o dell'organo di controllo o. ecc. l'assemblea può neutralizzare il procedimento sostituendo gli amministratori e i sindaci con organi dotati di professionalità. Il controllo giudiziario.. • esista una grave irregolarità nella gestione. • se il sospetto sussiste.
revocare gli amministratori e sindaci per nominare un amministratore giudiziario. Disporre di opportuni provvedimenti provvisori. • convocare l'assemblea per la nomina dei nuovi organi sociali. 2. Convocare l'assemblea per adottare le dovute deliberazioni.
. 3.  Se i nuovi organi non riescono a eliminare le violazioni e • se dall'ispezione risulta l'irregolarità. • rendere al tribunale il conto della gestione. L'amministratore giudiziario è un pubblico ufficiale che ha il compito di sanare la società.o eliminarle. il tribunale può: 1.  oppure proporre l'apertura di una procedura concorsuale. Nei casi più gravi.  oppure proporre la messa in liquidazione della società. Sue competenze sono: • esercitare l'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori e dei sindaci.
Infatti. Qualora al momento della sostituzione di accomandatari che abbiano cessato dal loro ufficio. mentre nella società in accomandita semplice non tutti gli accomandatari sono amministratori e nella società per azioni amministratori possono essere anche non soci. delle funzioni amministrative. la nomina dei nuovi amministratori dovrà essere approvata da questi all'unanimità. in quanto soci azionisti. sono rimasti in carica altri amministratori. La nomina. Poiché si diventa accomandatario con la nomina di amministratore. Gli accomandatari non hanno diritto di voto nelle deliberazioni relative all'esercizio dell'azione di responsabilità e alla nomina o revoca dei sindaci e dei componenti del consiglio di sorveglianza. così come il trasferimento delle sue partecipazioni sociali non comporta l'acquisto della qualità di accomandatario in capo al nuovo titolare. L'accomandatario-amministratore è responsabile solidamente. ma non fanno parte dell'organo di gestione e sono responsabili limitatamente alla quota sottoscritta. la revoca (anche senza giusta causa) e la sostituzione degli accomandatari-amministratori devono essere deliberate con le maggioranze richieste per l'assemblea straordinaria. la cessazione della carica comporta il "degrado" ad accomandante.Capitolo VI Società in accomandita per azioni Alle società in accomandita per azioni è estesa parte della disciplina delle società per azioni. La qualità di accomandatario si acquista con il conferimento. Anche nella società in accomandita tutti i soci sono azionisti. pertanto. del beneficio di escussione) delle obbligazioni sociali sorte nel periodo in cui ha rivestito tale carica. ma la qualità di accomandante. il conferimento). devono adempiere agli obblighi scaturenti (per esempio. mentre non sono responsabili delle obbligazioni sociali sorte successivamente all'iscrizione nel registro delle imprese della cessazione della carica. illimitatamente e sussidiaramente (godono. ma si distingue dalle altre società di capitali per la distinzioni degli stessi in accomandatari e accomandanti. gli accomandatari sono amministratori di diritto a tempo indeterminato. Gli accomandanti. da parte dell'assemblea in seduta straordinaria.
. con la particolarità che gli accomandatari-amministratori sono comunque nominati dall'assemblea in sede straordinaria e non dall'organo di controllo.Il fatto che il codice faccia riferimento al consiglio di sorveglianza lascia intendere che anche nella società in accomandita per azione è possibile adottare il modello dualistico. Una delle cause di scioglimento della società della cessazione dalla carica di tutti gli amministratori della società non abbia provveduto nei sei mesi successivi alla loro sostituzione. così come dovrebbe essere nell'ambito di tale modello. Le modificazioni dell'atto costitutivo devono essere approvate dall'assemblea straordinaria nonché da tutti i soci accomandatari.
sono quindi soci limitatamente responsabili.
. L’unico socio. l’unico socio ha responsabilità limitata. Atto costitutivo L’atto costitutivo deve essere redatto in forma di atto pubblico. Tuttavia il versamento può essere sostituito da una polizza di assicurazione o da una fideiussione bancaria di pari importo. Se nell’atto costitutivo non è stabilito diversamente i conferimenti sono in denaro. In tale caso il socio può in ogni momento sostituire la polizza o la fideiussione con un corrispondente versamento in denaro. nonché prestazioni d’opera o di servizio. facendola apparire come un ibrido tra società di persone e società di capitali. In tale caso all’atto della costituzione deve essere versato presso una banca almeno il 25% del capitale (o del conferimento) e le ulteriori parti quando è richiesto dagli amministratori. infatti. in due ipotesi: 1) quando non abbia liberato integralmente i conferimenti all’atto della sottoscrizione.l.l.r. Possono. risponde illimitatamente in caso di insolvenza della società.r.l.r. Il capitale sociale minimo è pari a 10.l. essere conferiti tutti gli elementi suscettibili di valutazione economica. tuttavia. 2) quando non sia stata data pubblicità sul registro delle imprese della circostanza che la società è unipersonale. cioè denaro. Nella S. i soci rispondono nei limiti della quota conferita.r. unipersonale. Anche nel caso di S. nonché una maggiore autonomia negoziale. beni in natura. Conferimenti Ad evidenziare maggiormente il carattere personale di questo tipo di società sono i conferimenti.Capitolo VII Società a responsabilità limitata (S.000 Euro.) La riforma del 2003 attribuisce una maggiore rilevanza la persona del socio nella S..
La vendita viene effettuata per il valore risultante dall’ultimo bilancio approvato. La relazione deve contenere le seguenti indicazioni:  escrizione dei beni conferiti. Il conferimento di beni in natura deve essere accompagnato da una relazione giurata di un esperto. che sono stati concessi in un momento di eccessivo squilibrio finanziario. Finanziamenti dei soci È prevista una disciplina particolare per i finanziamenti dei soci a favore della società. la quota viene venduta all’incanto. la polizza o la fideiussione possono essere sostituite con il versamento di un importo corrispondente a titolo di cauzione. trattenendo le somme riscosse e riducono il capitale in misura corrispondente. è necessario che la prestazione sia garantita da una polizza di assicurazione o da una fideiussione bancaria. se l’atto costitutivo lo consente. Promuovere un’azione giudiziale per l’esecuzione del conferimento. Se in tale termine il socio non esegue il conferimento. In mancanza di offerte.Nel caso di conferimento di beni in natura. In tale caso. Il socio moroso non può partecipare alle decisioni dei soci. questi diffidano il socio moroso ad eseguirlo nel termine di 30 giorni. Vendere agli altri soci la quota del socio moroso in proporzione alle rispettive partecipazioni.
. D Illustrazione dei criteri di valutazione adottati. Se non vi sono compratori gli amministratori escludono il socio. Attestazione che il loro valore è almeno pari a quello attribuito  nell’atto costitutivo. Infine se viene conferita la prestazione d’opera o di servizio. 2. gli amministratori possono seguire due strade: 1. a tutela dell'integrità del capitale sociale. Mancata esecuzione dei conferimenti Se il socio non esegue il conferimento nel termine stabilito dagli amministratori. se l’atto costitutivo lo prevede. questi devono essere integralmente liberati al momento della sottoscrizione.
e dunque legittima l’acquirente all'esercizio dei diritti sociali. Il trasferimento della partecipazione deve avvenire con scrittura privata autenticata e deve essere depositato. le partecipazioni sono liberamente trasmissibili per atto tra vivi e per successione a causa di morte. L’atto costitutivo può stabilire un termine non superiore a due anni dalla costituzione della società o dalla sottoscrizione. Successivamente il trasferimento deve essere iscritto nel libro dei soci. prima del quale il recesso non può essere esercitato. Se l’atto costitutivo prevede l’intrasferibilità delle partecipazioni o contempla una clausola di mero gradimento o ponga condizioni o limiti che impediscono il trasferimento a causa di morte. Le partecipazioni. presso il registro delle imprese. entro 30 giorni. su richiesta dell’alienante o dell’acquirente. Il numero delle quote è pari al numero dei soci e non possono essere rappresentate da titoli di credito. Si parla di quote e non più di azioni. Quote di partecipazioni Le partecipazioni sociali non possono essere rappresentate da azioni. deve essere restituito. Inoltre se il rimborso avviene nell’anno precedente la dichiarazione di fallimento della società. a cura del notaio. né possono costituire oggetto di sollecitazione all'investimento (e dunque non possono essere quotate in borsa). Soltanto in questo momento il trasferimento ha effetto di fronte alla società. Trasferimento delle partecipazioni Il trasferimento delle quote di partecipazione avviene per effetto del consenso delle parti.Il rimborso di tali finanziamenti è postergato rispetto al soddisfacimento degli altri creditori. il socio o i suoi eredi possono recedere dalla società. Salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo. sono proporzionali ai conferimenti.
. salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo. cioè ogni quota varia in relazione alla misura del conferimento e non sono di pari ammontare così come le azioni.
gli amministratori devono depositare presso il registro delle imprese un’apposita dichiarazione. Nel caso in cui la società sia unipersonale. Questo deposito è rilevante per la limitazione della responsabilità. Titoli di debito Con la riforma del 2003 è stato previsto un ulteriore strumento finanziario rispetto alle risorse personali dei soci e alla fideiussione bancaria.r.l. banche. che la società può modificare con il consenso della maggioranza dei possessori dei titoli.L’iscrizione nel registro delle imprese ha efficacia dichiarativa. per i versamenti ancora dovuti è responsabile con l’acquirente anche l’alienante solidalmente e sussidiariamente (solo se la richiesta al socio moroso è risultata infruttuosa) per il periodo di 3 anni dall’iscrizione del trasferimento nel libro dei soci. la S.
. modalità e maggioranze  necessarie per la decisione. nel senso che è opponibile ai terzi. dalla costituzione o successivamente. è nel caso in cui si ricostituisca la pluralità dei soci. ecc.: SIM. Nel caso di trasferimento della partecipazione. oltre che essere trasferita.. I titoli di debito possono essere sottoscritti solo da investitori qualificati (es.) che risponde ex lege della solvenza della società. deve prevedere quanto segue: Attribuire la relativa competenza ai soci o agli amministratori. può formare oggetto di espropriazione. a condizione che l’atto costitutivo lo consenta. Essa deve inoltre essere iscritta presso il registro delle imprese a cura degli amministratori.  Determinare gli eventuali limiti. avrebbe priorità quella che ha effettuato per prima l’iscrizione nel registro delle imprese in buona fede. La partecipazione. in tale caso. quindi se la quota fosse alienata a più persone. può emettere titoli di debito. La decisione di emissione dei titoli deve prevedere le condizioni del prestito e le modalità del rimborso. anche successivamente il loro trasferimento. Infatti. L’atto costitutivo.
il socio dissenziente può recedere. 3) Nomina del collegio sindacale o del revisore. 2) Nomina degli amministratori. nel rispetto del divieto del patto Leonino. Tali diritti particolari possono essere modificati solo all'unanimità.l. esse si intenderanno sottoscritte dai soci fondatori o. I soci decidono in ogni caso. sempre salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo. la decisione dei soci. In caso di acquisto o sottoscrizione diretta o indiretta delle proprie quote. né accordare prestiti o fornire garanzia per il loro acquisto o la loro sottoscrizione. in caso di aumento di capitale. sottopongono alla loro approvazione.
. o una rilevante modificazione dei diritti dei soci. dagli amministratori personalmente. sulle seguenti materie: 1) Approvazione del bilancio e distribuzione utili. salvo diversa disposizione dell'atto costitutivo. • o con il metodo assembleare. nonché sugli argomenti che uno o più amministratori. I diritti del socio sono proporzionali alla partecipazione. o tanti soci che rappresentano almeno un terzo del capitale sociale. cioè se non è richiesta l'unanimità.Operazioni sulle proprie quote Non è consentito alla S. Il legislatore prevede la possibilità che i soci siano titolari di diritti particolari riguardanti l'amministrazione o la distribuzione degli utili. LE DECISIONI DEI SOCI. Inoltre i soci decidono sulle materie riservate alla loro competenza dall’atto costitutivo. 4) Modificazioni dell’atto costitutivo. La formazione della volontà sociale avviene: • o con un metodo extra-assembleare. In quest'ultimo caso. acquistare o accettare in garanzia proprie quote. I diritti sociali. 5) Decisione di compiere operazioni che comportano una sostanziale modificazione dell’oggetto sociale. per legge.r.
Tali modalità devono assicurare la tempestiva informazione sugli argomenti da trattare. dai soci e dagli amministratori. Anche in assenza di convocazione. Le decisioni dei soci devono essere adottate mediante deliberazione assembleare quando l’atto costitutivo non preveda nulla a riguardo. l’acquisto deve essere autorizzato con decisione dei soci e deve essere accompagnato da una relazione giurata di un esperto. le decisioni extraassembleari richiedono il voto favorevole dei soci che rappresentano almeno la metà del capitale sociale. L’atto costitutivo può prevedere che le decisioni dei soci siano adottate mediante consultazione scritta o sulla base del consenso espresso per iscritto. l'approvazione di operazioni che comportano una modifica dell'oggetto sociale o dei diritti dei soci. lo scioglimento anticipato della società. la deliberazione si intende adottata in caso di assemblea totalitaria. In ogni caso anche se l’atto costitutivo prevede che le decisioni dei soci siano adottate mediante consultazione scritta o consenso espresso per iscritto. Salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo. peraltro se nulla è previsto nell’atto costitutivo. nei 2 anni successivi all’iscrizione della società nel registro delle imprese. ASSEMBLEA DEI SOCI L’atto costitutivo deve determinare le modalità di convocazione dell’assemblea. ecc. 2) Quando lo richiedono 1 o più amministratori o tanti soci che rappresentino almeno 1/3 del capitale sociale. è necessaria una apposita deliberazione assembleare 1) in alcune importanti decisioni che possono alterare la struttura della società o la posizione dei soci come ad esempio la modifica dell'atto costitutivo. e tutti gli amministratori e sindaci siano presenti o informati e
. la convocazione è effettuata mediante lettera raccomandata spedita ai soci almeno 8 giorni prima dell’adunanza.Anche nel caso di acquisti pericolosi dai soci fondatori. cioè quando abbia partecipato all’assemblea l’intero capitale sociale. Metodo assembleare. per un corrispettivo pari o superiore al decimo del capitale sociale.
È possibile una sostituzione delle decisioni invalide.nessuno si opponga alla trattazione dell’argomento posto all’ordine del giorno. su richiesta della società o di chi ha proposto l'impugnativa. Sono anche annullabili le decisioni in conflitto di interessi.  siano assunte con il voto determinante del socio in conflitto di interessi. nonché per la modifica dell'atto costitutivo. Possono invece essere impugnate senza limiti di tempo le deliberazioni che modificano l’oggetto sociale prevedendo attività impossibili o illecite. 2) prese in assenza assoluta di informazione. il tribunale può assegnare un termine non superiore a 6 mesi per l’adozione di una nuova decisione idonea ad eliminare la causa di invalidità. Invalidità delle decisioni dei soci Sono annullabili le decisioni che non sono prese in conformità della legge o dell’atto costitutivo. a condizione che  siano potenzialmente dannose per la società. per cui. entro 3 mesi dalla loro trascrizione nel libro delle decisioni dei soci. e non l’organo collegiale. Il quorum costitutivo è fissato nella metà del capitale sociale e il quorum deliberativo è pari alla maggioranza assoluta dei presenti.
. Sono invece nulle le decisioni: 1) che hanno oggetto illecito od impossibile. Le decisioni nulle possono essere impugnate da chiunque vi abbia interesse entro 3 anni dalla loro trascrizione nel libro delle decisioni dei soci.  da ciascun amministratore. È richiesto il consenso di tutti i soci in caso di attribuzione ai singoli soci di particolari diritti riguardanti l'amministrazione della società o la distribuzione degli utili. non consenziente. Le decisioni annullabili possono essere impugnate  dai soci che non vi hanno consentito.  dal collegio sindacale.
la legge impone agli amministratori di deliberare in sede consiliare • la redazione del progetto di bilancio. • dettare le regole di funzionamento del consiglio di amministrazione. • creare eventualmente organi delegati (comitato esecutivo e amministratori delegati). Su espressa disposizione dell'atto costitutivo è possibile adottare uno dei seguenti regimi di amministrazione: • amministratore unico. L'atto costitutivo può anche riconoscere i soci. che sono indicati nell'atto costitutivo e successivamente nominati con decisione dei soci in sede assembleare o. che decide senza riunirsi mediante una consultazione scritta oppure con un consenso espresso per iscritto (collegialità attenuata). l'amministrazione della società a responsabilità limitata è affidata ad uno o più soci. come titolari di alcuni diritti di amministrazione della società. in assenza di un espressa disposizione dell'atto costitutivo. Invece. • consiglio di amministrazione. • indicare gli eventuali presupposti della revoca e sostituzione degli amministratori. • pluralità di amministratori che operano congiuntamente o disgiuntamente (riprendendo il regime di amministrazione adottato nelle società di persone). • le decisioni di aumento del capitale.L'AMMINISTRAZIONE. Indipendentemente dal regime di amministrazione prescelto nell'atto costitutivo. laddove lo prevede allo statuto. Salvo diversa disposizione dell'atto costitutivo. o alcuni di essi. extra-assembleare. All'atto costitutivo è demandato il compito di: • indicare le persone cui è affidata l'amministrazione. gli amministratori costituiscono il consiglio di amministrazione che opera collegialmente (collegialità piena). Non è possibile adottare in una società a responsabilità limitata il sistema dualistico perché incompatibile con la rilevanza centrale che
. • il progetto di fusione o scissione.
Sono posti al potere di rappresentanza limiti sia statutari sia legali. Altri amministratori è riconosciuta la rappresentanza generale per tutti gli atti compiuti in nome della società. Ai fini dell'impugnativa è richiesto che: • il voto dell'amministratore in conflitto di interesse sia stato determinante. In questo caso la società è legittimata a far valere il difetto di potere rappresentativo e impugnare i relativi contratti. Rappresentanza. • contratti aventi ad oggetto operazioni che comportano una modifica dell'atto costitutivo o dei diritti dei soci.
. nonché con il fatto che le decisioni amministrative che incidono sull'oggetto sociale e sui diritti dei soci. • il contratto arrechi un danno effettivo (e non potenziale) al patrimonio sociale. • il rappresentante non può stipulare contratti in assenza del potere di amministrazione per vizi della nomina. I limiti statutari sono: • l'amministratore-rappresentante non può compiere atti in contrasto con l'oggetto sociale. Mentre nei rapporti interni tali atti costituiscono giusta causa di revoca. la nomina degli amministratori. I limiti legali sono dati del fatto che gli amministratori non possono stipulare senza decisioni dei soci • contratti aventi ad oggetto acquisti pericolosi. l'approvazione del bilancio sono rimesse alla decisione dei soci. nei rapporti esterni la società è responsabile di tali atti. La società può impugnare anche i contratti conclusi da amministratori-rappresentanti portatore di un interesse in conflitto con quello della società (e non della semplice operazione). cioè qualora il terzo abbia agito con l'intenzione di arrecare un danno alla società. salvo exceptio doli. perché si caratterizzano come inadempimento degli obblighi imposti dagli amministratori dall'atto costitutivo.assumono i soci in questo tipo di società. dunque in violazione dei limiti posti dell'atto costitutivo (atti ultra vires).
espressamente prevista dalla legge. Gli amministratori sono responsabili (responsabilità extracontrattuale) verso i soci e i terzi laddove esistano i seguenti presupposti: • gli amministratori abbiano compiuto un atto doloso colposo nell'esercizio delle loro mansioni. Si ritiene comunque che essi siano responsabili in caso di mancata
.l. ciascun socio può ottenere un provvedimento cautelare. Gli amministratori sono responsabili: • verso la società. Gli amministratori sono responsabili (responsabilità contrattuale e solidale) verso la società laddove non adempiano agli obblighi ad essi imposti dalla legge e dall'atto costitutivo o per violazione del dovere di diligenza ad essi richiesto nella gestione della società. il giudice può subordinare il provvedimento alla prestazione di una cauzione. Legittimati ad agire sono: • ciascun socio. individualmente considerato. espressamente disciplinata la responsabilità degli amministratori verso i creditori sociali se non in caso di liquidazione. Non è. • la società stessa. chiedendo al tribunale la revoca dalla carica degli amministratori convenuti in giudizio.r.Si tratta questa dell'unica ipotesi di impugnativa delle decisioni degli amministratori di s. Gli amministratori sono esonerati da ogni responsabilità qualora esenti da colpa. conoscendo l'atto che si andava a compiere. • verso i creditori sociali (anche se non espressamente previsto dalla legge se non nell'ipotesi di liquidazione). lesive del patrimonio sociale. abbiano fatto constare il proprio dissenso. Responsabilità degli amministratori. • sia stato arrecato un danno diretto al patrimonio del socio o del terzo. invece. In questo caso la società può agire nei confronti di amministratori per ottenere il risarcimento del danno derivante dalla male gestio. In caso di gravi irregolarità nella gestione della società. • verso i soci e i terzi.
cioè sia insufficiente a soddisfare creditori sociali. CONTROLLO SULLA GESTIONE E SULLA CONTABILITÀ.conservazione dell'integrità del patrimonio sociale. • Ciascun socio amministratore ha il diritto di chiedere informazioni sulle intenzioni di propositi degli altri amministratori. • l'amministratore di fatto. Presupposto necessario per esercitare l'azione di responsabilità nei confronti di amministratori è l'incapienza del patrimonio sociale. questi ha il diritto di  ricevere dagli amministratori notizie sullo svolgimento degli affari sociali  e di consultare i libri sociali e i documenti relativi all'amministrazione. è esercitata da: • ciascun socio non amministratore individualmente considerato e indipendentemente dalla presenza del collegio sindacale.r. ha esercitato in modo continuativo i poteri di gestione. per decidere se appoggiarli o opporsi. i soci o i terzi. infatti.l. Sono responsabili in solido con gli amministratori: • i soci. • Collegio sindacale. che nella s. che godrà di un diritto di rivalsa sugli amministratori. È obbligatorio se o il capitale sociale non è inferiore a quello minimo delle società per azioni oppure se per due esercizi consecutivi sono superati due dei
. ai quali sono state attribuite competenze amministrative dall'atto costitutivo.l. è facoltativo. l'atto costitutivo può prevedere un collegio sindacale o un revisore contabile. L'attività di controllo nella s. i cui componenti sono nominati con decisione dei soci. in base all'informazione ricevuta il socio può  chiedere la revoca giudiziaria  o promuovere l'azione di responsabilità nei confronti di amministratori. • la società. abbiano autorizzato o concorso a decidere gli atti dannosi per la società.r. cioè colui il quale pur non rivestendo la carica di amministratore.
l. • esercizio dell'azione di responsabilità dei sindaci su richiesta della maggioranza sociale. tenute alla redazione del bilancio consolidato. o nelle s. • rispetto del principio di corretta amministrazione. poiché ammesso solo nelle società per azioni non aperte o non tenute alla redazione del bilancio consolidato.limiti dimensionali dell'impresa previsti ai fini della redazione del bilancio in forma abbreviata.r.l. o meglio controllo legale dei conti (riprendendo la definizione del nostro codice): cosa solo eventuale nelle altre società di capitali.r. Nel caso la s. • controllo contabile. sia controllata da società quotate la revisione è obbligatoria ed è rimessa a società di revisione esterne. o nelle società sportive professionistiche. Al collegio sindacale si estendono i poteri e le funzioni previste per le società per azioni: • verifica dell'osservanza della legge e dell'atto costitutivo da parte degli amministratori.
• iscrizione nel registro delle imprese del documento così come redatto. e contiene le norme relative al funzionamento della società.  lo statuto. 2. La costituzione per pubblica sottoscrizione prevede un procedimento composto di quattro fasi: 1. La costituzione delle società di capitali è il risultato di una fattispecie a formazione successiva composta di due fasi: • stipulazione dell'atto costitutivo (previo controllo del notaio rogante). sebbene formi oggetto di atto separato.r. prevista esclusivamente per le società azionarie.
. contenente i dati e le norme essenziali dell'atto costitutivo e dello statuto. 3. • costituzione per pubblica sottoscrizione. depositato presso un notaio e pubblicato. Le modalità di stipulazione dell'atto costitutivo sono due: • costituzione simultanea. nonché le sottoscrizione autenticate dei promotori. convocazione dell'assemblea dei sottoscrittori per deliberare sulla esistenza dei requisiti richiesti per la costituzione della società. sulla nomina di amministratori. (articolo 2335 c. con la quale l'atto è stipulato e il capitale sottoscritto direttamente dei soci fondatori. con la quale l'atto è stipulato e sottoscritto da soggetti diversi dai soci fondatori. raccolta presso il pubblico delle sottoscrizione delle azioni ad opera dei promotori che si adoperano affinché i sottoscrittori versino almeno il 25% dei conferimenti in danaro presso una banca.  l'atto costitutivo contiene la manifestazione di volontà dei soci fondatori di costituire la società.). vogliamo evidenziare la differenza tra atto costitutivo e statuto. • Prima di trattare della prima fase. è parte integrante dell'atto costitutivo. i promotori.l. Nella s. redazione di un programma. non si fa riferimento allo statuto. ecc.c. nonché le regole di organizzazione dell'attività sociale.Capitolo VIII
Presupposti richiesti affinché sia possibile apporre clausole compromissorie sono:
4. • capitale sottoscritto e capitale versato. ai soci è riconosciuto il diritto di recedere ad nutum dalla società con un preavviso di almeno sei mesi). • spese per la costituzione.l. il soggetto eventualmente addetto al controllo contabile. • numero degli amministratori.stipulazione dell'atto costitutivo da parte degli intervenuti in assemblea. domicilio. modalità di emissione e circolazione. fra soci e società. Nelle s. e nelle società azionarie chiuse l'atto costitutivo può contenere clausole compromissorie con le quali è deferito ad arbitri. o la quota di partecipazione per le s.
. • sede. la costituzione. in deroga all'ordinaria competenza dell'autorità giudiziaria.. nonché componenti degli organi previsti nel sistema dualistico o nel sistema monistico.l. ma anche persone giuridiche). • numero e il valore nominale delle azioni.r.r. la sede. sindaci. • denominazione sociale e il tipo di società (spa.r. a tempo indeterminato. la cui indicazione è facoltativa in quanto il nostro codice prevede la possibilità di costituire società di capitali come società a tempo indeterminato (nelle società azionarie non quotate e nelle s. Il contenuto dell'atto costitutivo è il seguente: • nome e cognome.l. cittadinanza dei soci (con la riforma 2003 sono stati introdotti anche la denominazione. • oggetto sociale (cioè tipo di attività economica che sarà svolta dalla società). primi amministratori e primi sindaci. nonché quelle promosse da o contro i componenti dell'organo amministrativo o di controllo. • durata della società.. srl). • valore attribuito ai crediti e ai beni in natura. lasciando così intendere che i soci possono essere non soltanto persone fisiche. luogo e data di nascita. la risoluzione di controversie fra soci. sapa.
costituite per atto unilaterale. • versamento del 25% dei conferimenti in danaro presso una banca o di tutti i conferimenti di beni in natura e di crediti. per cui la banca non può consegnare di amministratori tali somme. sotto pena di nullità della società. • autorizzazioni di legge per le società aventi un particolare oggetto. le quali sono: • sottoscrizione integrale del capitale sociale. Prima ancora di procedere alla stipulazione dell'atto costitutivo è previsto un controllo di legalità (e non di merito) ad opera del notaio rogante volto ad accertare la regolarità del procedimento costitutivo prima dell'iscrizione nel registro dell'impresa nonché l'esistenza delle condizioni necessarie per la costituzione della società. e dunque redatto da un notaio. e di s. in caso contrario l'atto stesso perde efficacia. Seconda fase. Entro 90 giorni dalla stipula dell'atto costitutivo si deve procedere all'iscrizione della società nel registro dell'impresa. L'atto costitutivo delle società di capitali è costituito per atto pubblico. inoltre. Prima fase. • stima dei conferimenti di beni in natura e di crediti. a meno che essi non provano l'avvenuta iscrizione nel registro dell'impresa.• oggetto delle controversie siano diritti disponibili relativi al rapporto sociale. • versamento dell'intero ammontare dei conferimenti in danaro in caso di s. Il notaio.p. • la legge non prevede l'intervento obbligatorio del pubblico ministero.a. dovrà accertare l'inesistenza di clausole statutarie contrarie a norme imperative. Ulteriori effetti della stipula dell'atto costitutivo sono: • indisponibilità dei conferimenti in danaro già versati dai soci presso una banca al momento della sottoscrizione.l. né tantomeno possono
contestualmente all'iscrizione. l'organo amministrativo. • Il notaio deve provvedere entro venti giorni al deposito. Finché le valutazioni non sono state controllate. o in caso di omissione. a differenza dell'efficacia costitutiva che è immediata. le azioni corrispondenti ai conferimenti di beni in natura e di crediti sono inalienabili. la violazione della disciplina non
. nel registro delle imprese dell'atto costitutivo e del documento che accerta l'esistenza delle condizioni per la costituzione della società. Lo stesso procedimento di revisione di stima è previsto in caso di acquisti pericolosi. Entro 180 giorni all'iscrizione nel registro delle imprese. • il socio può. L'iscrizione ha efficacia costitutiva. versare in danaro la differenza • oppure può recedere dalla società. in alternativa. In questo caso. mediante l'annullamento delle azioni eccedenti. se sussistono fondati motivi. per cui per effetto dell'iscrizione la società acquista personalità giuridica e viene ad esistenza. L'effetto costitutivo sta ad indicare che con l'iscrizione è possibile l'applicazione della disciplina organizzativa e funzionale dettata dallo statuto per il tipo di società previsto nell'atto costitutivo. Se dalla revisione risulta che il valore dei beni dei crediti è inferiore di oltre 1/5 rispetto al valore delle azioni liberate • la società deve proporzionalmente ridurre il capitale sociale. si produce decorsi quindici giorni dalla data dell'iscrizione. Efficacia dichiarativa. deve procedere alla revisione della stima. l'organo amministrativo è tenuto a controllare le valutazioni contenute nella relazione di stima dei conferimenti di beni in natura e di crediti redatta dall'esperto nominato dal presidente del tribunale e. possono farlo ciascun socio a spese della società. in forza della quale è possibile opporre ai terzi le regole dell'atto costitutivo che siano integrative o derogatorie della disciplina legale. L'iscrizione ha anche un effetto dichiarativo positivo. con diritto alla restituzione del conferimento in natura effettuato. a meno che l'atto costruttivo non perda efficacia decorsi 90 giorni dalla stipula senza che abbia luogo l'iscrizione della società. Qualora non vi provvede il notaio. tipica della pubblicità commerciale.restituirle ai sottoscrittori.
Delle obbligazioni sono illimitatamente e solidalmente responsabili: • necessariamente. solidalmente con coloro i quali hanno agito. È posto il divieto di emettere azioni prima dell'iscrizione della società. se la società dovesse procedere con l'iscrizione dell'atto costitutivo nel registro dell'impresa. Successivamente all'iscrizione nel registro delle imprese. ha adottato un principio di conservazione. La nullità della società. indipendentemente dal fatto che abbia deciso.comporta l'invalidità dell'acquisto pericoloso. successivamente all'iscrizione. autorizzato o consentito l'operazione. Durante il procedimento di costituzione è possibile che si verificano vizi o anomalie. in questo caso. autorizzato o consentito l'operazione. i diritti scaturenti sono imputati automaticamente alla società. ma la responsabilità solidale dell'alienante e degli amministratori per i danni causati alla società. abbia approvato l'operazione e risponde:  nei rapporti esterni. mentre nelle società costituite per atto unilaterale.  nei rapporti interni. è obbligata a tutelare coloro i quali hanno agito nel caso in cui sono costretti a pagare. coloro i quali hanno agito in nome e per conto della società. i soci che hanno deciso. • eventualmente. Il legislatore. una volta costituita. sono previste dalla legge 3 ipotesi tassative di nullità della società iscritta. Ma. Per quanto riguarda gli atti compiuti in nome della società prima dell'iscrizione nel registro dell'impresa. essa viene ad esistenza ed esercita la propria attività di impresa. l'unico socio fondatore risponde necessariamente in solido con coloro che hanno agito. nonostante sia invalidamente costituita. • la società. nonché di effettuare operazioni di sollecitazione all'investimento. senza che sia necessaria alcuna approvazione da parte degli organi sociali.
. laddove. soci e terzi.
2332 c.c. conferimenti. la società nulla è esistente non solo per il passato ma anche per il futuro fino al termine del procedimento di liquidazione. La sentenza dichiarativa di nullità della società iscritta non produce i propri effetti retroattivamente.Per cui con l'iscrizione le regole ordinarie della nullità contrattuale sono sostituite dalle specifiche regole della nullità della società. Dunque. capitale. oggetto sociale. Causa di nullità della società iscritta: • mancata stipulazione dell'atto costitutivo nella forma dell'atto pubblico. Le cause di nullità possono essere eliminate prima che intervenga la sentenza dichiarativa della nullità.
. pubblicizzando l’eliminazione nel registro dell'impresa. Infatti la sentenza di nullità della società non pregiudica l'efficacia degli atti compiuti in nome della società dopo l'iscrizione nel registro dell'impresa. ma provoca solo lo scioglimento della società e dunque l'apertura del procedimento di liquidazione ("la sentenza che dichiara la nullità nomina liquidatori" art.). • mancata indicazione nell'atto costitutivo della denominazione. né i soci sono liberati dall'obbligo di conferimento finché non sono soddisfatti i creditori sociali. • illiceità dell'oggetto sociale.
i quali entro 30 giorni hanno la facoltà di scegliere tra una nuova convocazione dell'assemblea. Il decreto può essere impugnato entro 30 giorni con reclamo alla corte d'appello. con la conseguenza che non è necessaria una modifica in caso di mutamento delle persone di soci. possono chiedere al tribunale l'iscrizione della deliberazione nel registro dell'impresa. dando luogo a un controllo giudiziario.a. il codice fa riferimento unicamente allo statuto e non anche all'atto costitutivo. circa l'adempimento delle condizioni previste dalla legge per la modifica dello statuto.p. si parla ancora di atto costitutivo.Capitolo IX Modificazioni statutarie. oggetto sociale. Infatti. capitale. Il capitale sociale è aumentato su delibera dell'assemblea oppure
.l. il notaio deve darne tempestiva comunicazione agli amministratori. E infine. lo statuto è modificato su delibera dell'assemblea straordinaria. e un ricorso al tribunale per ottenere l'iscrizione. ma unicamente in caso di mutamento della denominazione sociale. provvede all'iscrizione nel registro dell'impresa della deliberazione affinché possa produrre i propri effetti. così come modificato.p. regole organizzative.r.a. deve essere depositato nel registro delle imprese affinché sia portato a conoscenza dei terzi.a e nella s. su decisione dell'assemblea dei soci. sede. è il tribunale a esercitare il controllo.r. Successivamente il notaio redige un verbale assembleare avente ad oggetto quanto deliberato dall'assemblea. Nella s. qualora gli amministratori non siano d'accordo con l'opinione del notaio. Nella s. In questo caso. L'aumento. mentre nella s.a. Segue un controllo. È possibile una modifica dell'atto costitutivo soltanto laddove essa abbia carattere oggettivo. Le operazioni sul capitale sociale. sempre da parte del notaio. mentre nella s.l. Il testo integrale dello statuto.p. al fine di adottare gli opportuni provvedimenti. Se il controllo dovesse avere esito negativo.
la legge attribuisce ai soci il diritto di opzione sulle azioni e quote di nuova emissione. L'aumento a pagamento ha come scopo quello di fornire nuovi strumenti finanziari alla società. • aumento del valore nominale delle azioni già in circolazione. in quanto le riserve perdono il proprio status giuridico disponibile e seguono quello del capitale che è indisponibile).dagli amministratori (delega) per un ammontare determinato e per un periodo massimo di 5 anni dell'iscrizione del società nel registro delle imprese. i soci verrebbero danneggiati sia nei diritti amministrativi (venendo meno il proprio peso percentuale nella compagine azionaria) sia nei diritti patrimoniali (perché le nuove azioni potrebbero essere emesse per un prezzo inferiore rispetto al loro valore reale). non è possibile eseguire l'aumento del capitale finché non sono state interamente liberate le azioni precedentemente emesse. Diritto d'opzione (art. In questo caso. Al fine di evitare il cosiddetto annacquamento delle partecipazioni sociali. L'aumento avviene mediante: • emissione di nuove azioni che sono assegnate gratuitamente ai soci in proporzione a quelle già possedute. ma una variazione della disciplina. Con il diritto d'opzione i soci hanno la possibilità di scegliere tra: • sottoscrivere le azioni riservate in opzione. 2441 c. L'aumento gratuito il capitale sociale si ha mediante imputazione delle riserve disponibili al capitale.). (Ricordiamo che in questo caso non si ha una modifica del patrimonio netto. • oppure vendere il proprio diritto di opzione (trasferibile separatamente delle azioni). compensando in
. in proporzione alle azioni già possedute. cioè il diritto di essere preferiti rispetto dei terzi nella sottoscrizione delle azioni. Si distingue l'aumento gratuito dall'aumento a pagamento. Se non fosse previsto il diritto di opzione. e cioè che in seguito all'aumento del capitale sociale venga meno l'equilibrio tra le partecipazioni sociali e l'ammontare del capitale sociale. essendosi sia le riserve disponibili che il capitale voci del patrimonio stesso.c.
In seguito alla delibera dell'aumento di capitale.a. • Quando l'interesse della società lo esige e a condizione che la deliberazione sia approvata dai soci che rappresentano più della metà del capitale sociale. quotata. Per cui se i soci vogliono rafforzare la propria partecipazione devono acquistare i diritti sul mercato. per conto della società. Anzi. i soci non hanno diritto di prelazione. Nella s. gli amministratori hanno il compito di offrire in borsa. e gli aventi diritto entro 30 giorni devono esercitare l'opzione. non quotata. i soci hanno diritto di prelazione sull'inoptato soltanto se al momento dell'esercizio del diritto di opzione hanno contestualmente manifestato la volontà di sottoscrivere anche le azioni non optate. La legge prevede ipotesi nelle quali il diritto di opzione può essere escluso oppure limitato ad una parte dell'aumento del capitale sociale. il collocamento delle quote inoptate deve essere deciso dai soci. Nella s. se le azioni di nuova emissione sono liberate mediante conferimenti in natura.a.r. e il titolare di tale bene e disposto a cederlo soltanto diventando in cambio socio). Infatti.
. Nella s. Nella s. In questo caso si ritiene che l'interesse della società prevalga su quello dei soci (ad esempio.questo modo l'eventuale diminuzione del valore reale delle vecchie azioni. La disciplina varia in relazione al tipo di società. il diritto di prelazione deve essere espressamente previsto nella decisione di soci di aumento del capitale. Qualora il diritto d'opzione non sia esercitato da tutti i soci. se l'esclusione supera 1/4 delle azioni di nuova emissione è richiesto nuovamente il voto favorevole di oltre la metà del capitale sociale. In questo caso. la società ha interesse ad acquistare un bene. gli amministratori devono depositare presso il registro delle imprese l'offerta d'opzione.p. si pone il problema del collocamento delle azioni inoptate. • Quando la società offre in sottoscrizione1/4 delle azioni di nuova emissione ai propri dipendenti.a.p.p. La disciplina varia in relazione al tipo di società.l. i diritti di opzione non esercitati. non quotata l'esclusione del diritto di opzione sia nelle seguenti ipotesi: • ex lege.
perché quando il diritto di opzione è obbligatorio il soprapprezzo delle azioni.
. nonché il prezzo di emissione delle azioni.Nei primi 2 casi gli amministratori devono redigere una relazione nella quale siano indicate le motivazioni dell'esclusione del diritto di opzione.
PARTE TERZA ACCENNI SUI I TITOLI DI CREDITO
c. può essere fatta valere solo sull’ultimo prenditore del titolo. questo perché chi riceve un titolo lo acquista in modo originario. L’autonomia significa che (art. sono:  ncorporazione I Letteralità Autonomia  L’incorporazione significa che il diritto di credito è incorporato nel documento (titolo di credito). Non è possibile quindi che il debitore rifiuti di pagare un titolo per motivi legati ai vecchi possessori del medesimo.Le caratteristiche dei titoli di credito Le caratteristiche dei t. 1993 del CC: Il debitore può opporre al possessore del titolo le eccezioni fondate sul contenuto letterale del titolo.c. è documento costitutivo del diritto cartolare o Il diritto è esercitabile solo dal legittimo possessore del documento(creditore o beneficiario) o Il documento è necessario per l’esercizio del diritto da parte del creditore La letteralità significa che il debitore deve eseguire la prestazione così come indicata dalla lettera del t. prescindendo dai rapporti intercosi tra il debitore ed i vecchi possessori.d. Queste sono le conseguenze dell’incorporazione: o Il diritto di credito si costituisce al momento dell’emissione del documento.d. In questa ipotesi (che equivale a dire che il titolo non ha circolato) il debitore può opporre al creditore le eccezioni fondate sul rapporto sottostante (il contratto) e rifiutarsi di pagare il titolo. Di conseguenza il debitore non può essere chiamato ad una prestazione (pagamento) maggiore di quella indicata nel titolo. Art. cioè il t. Credito e titolo si vengono così ad identificare.c.
.d.. C’è un’unica eccezione a questa regola e riguarda il caso in cui le parti del diritto cartolare (creditore e debitore del titolo) sono le stesse del rapporto fondamentale (creditore e debitore del contratto dal quale è stato originato il titolo).d. ma non può neanche rifiutarsi di eseguire il pagamento della somma risultante dal titolo adducendo accordi stipulati con la controparte del rapporto fondamentale o con i precedenti possessori del titolo. 1993 del CC) il debitore può opporre al possessore del titolo soltanto le eccezioni a questo personali. L’eventuale mancanza di legittimazione del possessore del t. Il diritto di credito di ciascun possessore è indipendente ed autonomo rispetto al diritto degli altri.c.
es. Questi titoli attribuiscono il  diritto alla consegna delle merci indicate nel documento.es. Sono quelli che sono emessi come strumenti  d’investimento e per la mobilizzazione della ricchezza (p.es. Sono tali i titoli che si trasferiscono con la  girata e con l’annotazione del nuovo beneficiario-creditore sui registri dell’emittente (p.es. Sono titoli di massa e  attribuiscono al loro possessore la partecipazione ad un prestito emesso da una società o un ente (p.es. Rappresentano promesse di pagamento e sono  emessi nell’ambito di una transazione commerciale (p. es. le azioni) Secondo la causa dell’emissione si distinguono in: Titoli causali. fede di deposito. gli assegni e le cambiali) Rispetto alla loro funzione economica possiamo avere: Titoli individuali. gli assegni girati in bianco ed i titoli di investimento per i quali si è richiesto questa caratteristica) Titoli all’ordine. gli assegni e le cambiali) Titoli nominativi. Sono quelli sui quali non appare il rapporto che  ha dato vita al titolo (p.es.c. le azioni) Titoli rappresentativi di merci. Sono i titoli che si trasferiscono mediante  girata (p. Sono quelli che si trasferiscono con la  semplice consegna (p. i B. cambiali ed assegni) Titoli obbligazionari o di prestito. i titoli rappresentativi di merci) Titoli astratti.O. nota di pegno e polizza di carico)
. Sono quelli che menzionano il rapporto  fondamentale (p. Sono i titoli che fungono da mezzo di  pagamento (assegni) o di credito (cambiali) e che servono ad agevolare lo smobilizzo del credito o la sua esecutività. es.d. e quasi tutti i titoli pubblici) Titoli di partecipazione. le obbligazioni. Titoli di massa. abbiamo: Titoli al portatore. Sono quei titoli che attribuiscono al  loro possessore una quota di partecipazione al capitale di una società o ente (p.Le classificazioni dei titoli di credito Rispetto all’importante funzione circolatoria dei t.es.T.es. le azioni e le obbligazioni) Secondo il contenuto della dichiarazione cartolare si distinguono in: Titoli cambiari. nonché il potere di disporne (p.
Titoli atipici. Nel mondo commerciale e dell’alta finanza  nascono sempre nuovi tipi di titoli che generalmente attribuiscono una partecipazione a qualche operazione di investimento. diversa dalle azioni o dalle obbligazioni
ACCENNI SUL FALLIMENTO
che spinge il singolo creditore a chiedere al Tribunale il Fall. 3) L’iniziativa del PM si ha in tutti i casi in cui risulta. Inoltre i creditori hanno paura che l’imprenditore soddisfi solo alcuni di essi. da una parte cercano di evitare i futuri trafugamenti di capitale ad opera del debitore e dall’altra sperano che la procedura fall. sotto forma di ricorso. Egli infatti. Alla richiesta di F.. al fine di non aggravare ulteriormente la sua già delicata situazione finanziaria. in sede penale.. attraverso la revocatoria fall. Naturalmente nella realtà non è così.. chiusura
.L’iniziativa per la dichiarazione di Fallimento Il Tribunale nella cui circoscrizione territoriale c’è la sede principale dell’impresa pronuncerà la sentenza dichiarativa di Fallimento d’ufficio o su istanza di parte. reintegri. invocando il F. il patrimonio già andato perduto. quasi di “ricatto”. Essi. il debitore deve allegare: a) le scritture contabili b) il Bilancio d’esercizio dei 2 anni precedenti c) l’inventario dettagliato delle attività patrimoniali d) l’elenco nominativo dei creditori con l’ammontare del loro credito e) l’elenco di coloro che vantano diritti reali sui beni in possesso dell’impresa 2) La richiesta di F. a danno degli altri. così facendo. in tutti i casi di insolvenza della sua impresa. costringe il debitore a pagare il debito per evitare le gravi conseguenze a suo carico derivanti dal F.. lo stato d’insolvenza: fuga o latitanza dell’imprenditore. da parte dei creditori è il caso più frequente. C’è anche un motivo. L’iniziativa può dunque legittimamente provenire da uno dei seguenti soggetti: 1) Il debitore stesso 2) Uno o più creditori 3) Il PM 4) Il Tribunale fallimentare 1) L’imprenditore commerciale “dovrebbe” chiedere il F.
assegni non postdatati.)
Presupposti del Fallimento Sono 2 le condizioni che devono necessariamente sussistere affinché il Tribunale dichiari il Fallimento: 1. ecc. per il Tribunale. indica alcuni avvenimenti. alle regolari scadenze e con i normali mezzi di pagamento (cassa. Infatti. Presupposto oggettivo – lo stato d’insolvenza dell’imprenditore L’insolvenza può essere definita come l’incapacità momentanea. Innanzitutto potrebbero
. da parte dell’imprenditore.. segretari comunali. ecc. Presupposto soggettivo – fallisce esclusivamente l’imprenditore commerciale (v. cambiali. l’esistenza effettiva dell’insolvenza.) Altri fatti esteriori (chiusura dei locali. La legge Fall. beni patrimoniali. quale presupposto (oggettivo) necessario per il F. nella fattispecie concreta. 4) Il Tribunale fall. dichiara il Fallimento d’ufficio: a) se nel corso di un giudizio civile viene accertata l’insolvenza dell’imprenditore b) se non va a buon fine il concordato preventivo (v. Essi possono essere di aiuto al Tribunale per giudicare. non sempre gli inadempimenti delle obbligazioni pecuniarie sono un valido indice di insolvenza.) Per concludere questo discorso sull’insolvenza. lezione n. lezione precedente) 2.dei locali dell’impresa. pagamenti effettuati con strumenti non tradizionali. come ass. pagamenti effettuati con ritardo. ricorso all’usura. di far fronte ai propri impegni finanziari (pagamenti). da coloro che levano i protesti cambiari (notai. trafugamento dei beni.). ecc. occultamento dell’attivo e in tutti i casi di azione penale contro il debitore insolvente. ecc. quali indici della manifestazione dello stato d’insolvenza. per es. c’è da dire che nella realtà pratica è molto difficile valutare. postdatati. 28) c) se viene comunque a conoscenza dello stato d’insolvenza. latitanza dell’imprenditore. svendita della merce  sottocosto. sull’esistenza o meno dell’insolvenza stessa e sono i seguenti: Inadempimenti ripetuti (mancato pagamento di debiti.
Per cui in questa situazione il F. ma una forte solidità dal punto di vista economico (costi e ricavi) e patrimoniale (attività e passività). anche avvalendosi dell’aiuto di periti ed esperti contabili. delegato è l’organo deputato a dirigere le operazioni del F. Il giudice delegato Il g. E’ competente a conoscere di tutte le azioni che riguardano il F. la quale è spesso destinata a risolversi facilmente. magari con l’ottenimento di un semplice finanziamento. Inoltre. non dovrebbe essere dichiarato. per ogni situazione. è l’organo di indirizzo e coordinamento di tutta la procedura. In particolare. e provvede sulle controversie della procedura che non sono di competenza del g. Gli organi fallimentari Gli organi che compongono l’Ufficio fallimentare sono: Il Tribunale fallimentare Il giudice delegato Il curatore Il comitato dei creditori
Il Tribunale fallimentare Il Tribunale che dichiara il F. perché i creditori non hanno motivo di temere la perdita del loro credito. delegato. ed a vigilare sul curatore. perché l’impresa potrebbe avere uno squilibrio finanziario (tra entrate ed uscite). delegato. necessari per la conservazione del patrimonio Autorizza il curatore a compiere atti di straordinaria amm. Di fatto il Tribunale dovrà valutare.zione 
. tutti gli elementi a sua disposizione per accertare o meno l’esistenza dello stato d’insolvenza. tra le tante. per disorganizzazione o incapacità dell’imprenditore. si sottolineano le seguenti competenze: Riferisce al Tribunale su ogni affare sul quale esso deve pronunciarsi Emette i provvedimenti urgenti. anche la difficoltà duratura ad adempiere i pagamenti non necessariamente presuppone lo stato d’insolvenza. Decide sui reclami contro i provvedimenti del g.essere frutto di una temporanea difficoltà dell’impresa.
zione – non gli occorre nessuna  autorizzazione Atti di straordinaria amm.. In seguito all’accettazione dell’incarico assume la qualità di pubblico ufficiale.zione – sono atti particolari  (come la riduzione dei crediti.. ecc. a volte (per operazioni superiori alle 200. Sarà il nuovo curatore ad esercitare l’azione di responsabilità. L’azione di responsabilità può essere esperita solo dopo la revoca del curatore.
Il curatore Il curatore è il vero organo esecutivo della procedura fall. delegato.000 lire!!).) che richiedono. le transazioni.zione – gli occorre l’autorizzazione del  g.Decide sui reclami contro gli atti del curatore  Provvede. l’autorizzazione dello stesso Tribunale. ecc. determinato in genere facendo riferimento alle tariffe professionali. delegato e comitato dei creditori). Gli atti del curatore sono così classificabili: Atti di ordinaria amm. dalla comunicazione del decreto. Il curatore è responsabile degli atti compiuti in danno della procedura fall. il parere del comitato dei creditori e. Sul reclamo decide il g. Egli ha l’amm. In via sommaria. Ragionieri. tra gli iscritti negli Albi professionali (Dottori Commercialisti.). delegato. delegato hanno la forma di decreti e contro di essi è ammesso reclamo al Tribunale. Avvocati. i principali compiti del curatore sono:
. oltre la consueta approvazione del g. in quanto diventa organo del Fallimento. delegato con decreto motivato. delegato Atti specifici di straordinaria amm. la quale è disposta dal Tribunale. E’ nominato con la sentenza dichiarativa di F. d’ufficio o su proposta degli altri organi (g. all’esame preliminare dei crediti I provvedimenti del g. entro 3 gg. su autorizzazione del g.zione dei beni del fallito ed opera sotto la direzione del g.. Ha diritto ad un compenso per la sua opera. Anche contro gli atti del curatore è possibile proporre reclamo da parte degli interessati. delegato. insieme al curatore. cioè è colui che svolge tutte le fasi del procedimento.
L’unico caso di parere vincolante del comitato riguarda l’esercizio provvisorio dell’impresa. indicando le eventuali responsabilità. ecc. delegato. In via residuale. del fallito o degli amm.
. essi possono essere: consultivi – quando non c’è l’obbligo di tener conto del parere vincolanti – quando invece obbligano a tenere un certo comportamento. il conto della sua gestione. una volta ultimata la liquidazione dell’attivo e prima del riparto finale. delegato
Il comitato dei creditori Il comitato dei creditori è un organo con funzioni soprattutto consultive. entro 10 gg. entro il 5 di ogni mese.tori della società fallita Redigere.Redigere. I pareri espressi dal comitato possono essere: facoltativi – se gli altri organi sono liberi di richiederli obbligatori – se invece c’è l’obbligo di ricevere il parere del comitato Inoltre. delegato Tenere un registro. entro 5 gg. dal decreto che rende esecutivo lo stato passivo.. da sottoporre all’approvazione del g. entro un mese dal F.  dedotte le spese da sostenere o sostenute su autorizzazione del g. dove annotare tutte le operazioni contabili compiute nell’esercizio delle sue funzioni Compiere tutti gli atti necessari per cercare di reintegrare il patrimonio del fallito (come la revocatoria fallimentare. anche penali.. In questo caso il parere sfavorevole del comitato vincola il curatore a non proseguire (o a non riprendere) l’attività imprenditoriale. cioè il parere sull’opportunità di continuare o meno l’esercizio temporaneo dell’impresa fallita. E’ composto da 3 a 5 membri scelti fra i creditori dal g. delegato. una relazione sull’andamento della gestione nel mese precedente Depositare.) Presentare. quando controlla le scritture contabili o chiede informazioni al curatore. quella ordinaria. le somme riscosse a qualunque titolo. ha anche funzioni ispettive e di informazione. una relazione dettagliata sulle cause che hanno portato al F.. vidimato dal g.
il Tribunale. La sentenza dichiarativa del F. qualora egli si sia macchiato di reati fallimentari L’assegnazione ai creditori di un termine massimo di 30 gg. viene revocato. dalla notifica.. Prima di pronunciarla..La sentenza dichiarativa di Fallimento La sentenza dichiarativa di F. tranne i creditori istanti Le eccezioni che gli oppositori possono sollevare si concretizzano nelle seguenti fattispecie: Incompetenza territoriale Mancata audizione del debitore Mancanza di uno dei 2 presupposti (impresa commerciale o insolvenza) L’opposizione può essere respinta o accolta. il Tribunale può respingere l’istanza o dichiarare il Fallimento. dalla notificazione: Il debitore Chiunque vi abbia interesse. Terminati gli accertamenti preliminari. nell’ambito delle quali ha l’obbligo di ascoltare in camera di consiglio il debitore. per l’insinuazione nel passivo L’indicazione del giorno per l’adunanza dei creditori (entro 20 gg. apre la procedura fall. può esperire delle indagini preliminari. entro 15 gg. ma contro di essa possono opporsi. con sentenza. L’eventuale omissione di tale obbligo comporta la nullità della sentenza dichiarativa di F.
. Ciò perché non si può limitare il diritto alla difesa di quest’ultimo. dal termine indicato al punto precedente). al fine di verificare la sussistenza dei presupposti (oggettivi e soggettivi). In quest’ultimo caso il F. La sentenza è provvisoriamente esecutiva. La sentenza che respinge o accoglie l’opposizione è appellabile entro 15 gg. contiene: La nomina del giudice delegato e del curatore L’ordine al fallito di depositare entro 24 ore i libri contabili ed il Bilancio L’ordine per la cattura del fallito.
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References: articolo 2555
 articolo 1155
 art. 2209
 articolo 2364
 articolo 2347
 articolo 2357
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