Source: http://docplayer.it/64237974-Repubblica-italiana-in-nome-del-popolo-italiano-il-tribunale-amministrativo-regionale-della-campania-sezione-sesta-sentenza.html
Timestamp: 2018-12-18 15:42:38+00:00

Document:
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania. (Sezione Sesta) SENTENZA - PDF
Download "REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania. (Sezione Sesta) SENTENZA"
1 N /2016 REG.PROV.COLL. N /2015 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Sesta) ha pronunciato la presente SENTENZA ex art. 60 cod. proc. amm.; sul ricorso numero di registro generale 4032 del 2015, proposto da: ***, rappresentato e difeso dall'avv. Anna Nunziante, presso il cui studio domicilia in Napoli, Via S.Lucia n.36; contro Ministero dell Interno, in persona del Ministro p.t. (U.T.G. - Prefettura di Napoli), rappresentato e difeso per legge dall'avvocatura Dello Stato, domiciliata in Napoli, alla Via Diaz, n.11; per l'annullamento del provvedimento del Prefetto di Napoli n del
2 , di revoca delle misure di accoglienza disposte nei confronti del ricorrente. Visti il ricorso ed i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero dell Interno; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nella camera di consiglio del giorno 27 gennaio 2016 la dott.ssa Renata Emma Ianigro e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.; VISTO l art. 60 cod. proc. amm.di cui al d.lgs. 104/2010 che consente al Giudice amministrativo, chiamato a pronunciarsi sulla domanda cautelare, di decidere il merito della causa con "sentenza in forma semplificata, purchè siano trascorsi almeno venti giorni dall ultima notificazione del ricorso; DATO AVVISO alle parti costituite come da verbale di udienza; PREMESSO che con il presente ricorso, parte ricorrente quale profugo dal Mali, ha impugnato, chiedendone l annullamento, il decreto n del con cui l U.t.g. di Napoli revocava la misura di accoglienza disposta presso il Centro Hotel Il
3 Rosone, deducendo, quali motivi di censura, la violazione dell art. 7 della legge n. 241/1990, nonché difetto di istruttoria e di motivazione stante e l inconfigurabilità nella condotta ascrittagli di alcun comportamento grave in ragione anche dell unicità dell episodio accertato; CONSIDERATO che l art 12 del d.lgs n. 140 del 2005, di attuazione della direttiva 2003/9/CE che stabilisce norme minime relative all'accoglienza dei richiedenti asilo negli Stati membri, prevede la revoca delle misure di accoglienza da parte del Prefetto con proprio motivato decreto, in una serie di ipotesi, tra cui, alla lettera e), per il caso di violazione grave o ripetuta delle regole del centro di accoglienza da parte del richiedente asilo, ivi ospitato, ovvero comportamenti gravemente violenti ; che il decreto impugnato è motivato in relazione ad un solo episodio rinveniente dall annotazione di p.g. dell da cui risulterebbe che il ricorrente, in pari data, presso la struttura di accoglienza Hotel il Rosone s.r.l. sita in Trecase alla via Colonna n. 2, avrebbe: impedito materialmente il normale svolgersi delle operazioni di distribuzione dei pasti creando disordini all interno della struttura, costringendo il proprietario della struttura a rimanere all interno della Direzione senza che lo stesso potesse uscire nonché per aver inveito durante la somministrazione del pranzo contro il
4 proprietario ed il personale della struttura agitandosi e rompendo piatti e bicchieri, trascinando violentemente sedie e tavoli ;; che all esito dell istruttoria espletata da questo T.a.r. con ordinanza n del reiterata con altra n del , non emerge a carico del ricorrente alcuno specifico riferimento alla condotta contestatagli con riferimento all aver: inveito contro il proprietario della struttura agitandosi e rompendo piatti e bicchieri e trascinando violentemente i tavoli bensì la sola sua individuazione, in concorso con altri, quale fautore di una protesta motivata dalla mancata erogazione del pocket money, nonché da disservizi nella struttura, culminata i culminata nella occupazione dell ufficio del responsabile della struttura; che la discrasia rilevata tra la motivazione del provvedimento e gli accertamenti documentati in atti non consente di affermare se la residua condotta effettivamente documentata a carico dell istante rientri o meno nella fattispecie di comportamenti gravemente violenti contestati ai sensi dell art. 12 lett e) cit. stante l unicità dell episodio accertato, né una siffatta valutazione può essere demandata al Collegio pena un inammissibile sostituzione in un ambito di valutazione riservato alla discrezionalità dell amministrazione procedente; che pertanto il Collegio ritiene che il provvedimento non risulti sufficientemente motivato con riferimento alla gravità dei comportamenti effettivamente posti in essere dal ricorrente come
5 documentati in atti, e dovendo l amministrazione esplicitare in quale misura la partecipazione del ricorrente ad una protesta, con le modalità descritte in atti, possa integrare la fattispecie contestata; che la natura sanzionatoria del provvedimento, nei casi nei quali il presupposto di fatto sia costituito dalle gravi violazioni delle regole dei centri di accoglienza o dalla gravità dei comportamenti violenti, rafforza, infatti, l obbligo di motivazione con riferimento alle circostanze individuali rilevanti quali presupposto per l adozione di una tale misura (cfr. T.A.R. Lazio, sez. II quater, n /2015); che pertanto il ricorso merita accoglimento nei limiti di cui in motivazione; che le spese processuali seguono la soccombenza e per effetto dell intervenuta ammissione del ricorrente al gratuito patrocinio con delibera n.230/2015, l amministrazione intimata va condannata al pagamento in favore dell amministrazione erariale di euro 1000,00 (mille/00), oltre accessori se dovuti, ed al rimborso del contributo unificato ove anticipato. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Sesta) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie per quanto di ragione e per l effetto annulla il provvedimento impugnato;
6 conferma l ammissione del ricorrente al gratuito patrocinio e per l effetto condanna l amministrazione intimata al pagamento in favore dell amministrazione erariale delle spese processuali nella misura di 1000,00 (mille), oltre accessori come per legge, ed all importo del contributo unificato ove anticipato. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 27 gennaio 2016 con l'intervento dei magistrati: Bruno Lelli, Presidente Renata Emma Ianigro, Consigliere, Estensore Paola Palmarini, Primo Referendario L'ESTENSORE IL PRESIDENTE DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 18/02/2016 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

References: SENTENZA 
 SENTENZA 
 art. 60
 art. 60
 art. 7
 art. 12
 sentenza