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Timestamp: 2018-06-22 09:16:59+00:00

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Rassegna sindacale e previdenziale del 21 maggio | Commercialista Telematico
Rassegna sindacale e previdenziale del 21 maggio
1) Carta di Qualificazione del Conducente (CQC) e apprendistato professionalizzante – Pronuncia recentemente emanata dal Ministero del Lavoro
2) Lavoratori sospesi dal lavoro impiegati in progetti di formazione o riqualificazione professionale – sussistenza dell’obbligo assicurativo e premio Inail
3) Definizione dei soggetti abilitati alla trasmissione, anche in via telematica della documentazione in materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale dei lavoratori dipendenti – Nota con precisazioni emanata dal Ministero del Lavoro
4) Autoliquidazione del premio assicurativo dovuto all’Inail per il periodo 2009/2010 – Rateizzazione ex articolo 59, comma 19, Legge n. 449/97 e successive modifiche
5) Agevolazioni previste per le assunzioni dei lavoratori portatori di handicap – Decreto Ministeriale 4 febbraio 2010 – Criteri e modalità per la ripartizione delle disponibilità attribuite al Fondo per il diritto al lavoro dei disabili
6) Responsabilità solidale in materia di appalto e rilascio del DURC – Precisazioni recentemente emanate ad opera dell’INPS
7) “Estratto Conto Elettronico” e “CUD previdenziale” – Istruzioni recentemente emanate dell’INPS
8) Flusso “UNIEMENS individuale” – Pubblicazione sul sito internet nuova versione della nuova versione del Documento tecnico
9) Dirigenti di aziende produttrici di beni e servizi – Gestione separata FASI – Pagamento del contributo annuale entro il 31 maggio 2010
10) Rivalutazione ad aprile 2010 del trattamento di fine rapporto
11) Festività del 2 giugno 2010 (Festa Nazionale della Repubblica
12) Lavoratori risultanti iscritti alla Gestione separata – Accredito della contribuzione figurativa nei casi di congedo di maternità/paternità e di congedo parentale – Istruzioni recenti emanate a cura dell’INPS
13) Proporzionalità necessaria fra mancanza addebitata al lavoratore e licenziamento disciplinare
14) Prestazioni economiche di maternità – Chiarimenti emanati dall’INPS – Circolare n. 62 del 29-4-2010
15) Parto prematuro ed interdizione prorogata dal lavoro disposta dal Servizio ispettivo della D.P.L.
16) Interruzione di gravidanza intervenuta prima del 180° giorno – Certificati medici redatti da medici convenzionati con il SSN
17) Indennità di trasferta – Precisazioni ministeriali – Note n. 6218 del 2-4-2010 e n. 7301 del 21-4-2010
18) Trattamento di trasferta e computo delle ore di viaggio – Chiarimenti emanati dal Ministero del Lavoro – Nota n. 6199 del 2-4-2010
Provvediamo comunicare che il Ministero del Lavoro ha avuto recentemente modo di pronunciarsi in merito alla problematica relativa alla compatibilità della Carta di Qualificazione del Conducente (CQC) con la qualifica di apprendista.
Come noto la Carta di Qualificazione del Conducente (CQC) è stata a suo tempo introdotta dalla Direttiva Comunitaria n. 2003/59/C. Successivamente è stata recepita dal legislatore italiano ed introdotta nel nostro ordinamento con il decreto legislativo n. 286/2005: essa prevede che per la guida di veicoli impegnati in operazioni di autotrasporto professionale, ove sia richiesta la patente C, C+E, D e D+E, il conducente debba essere titolare anche di una carta di qualificazione specifica (CQC) che attesti la sua particolare formazione professionale in funzione delle specifiche esigenze correlate alla delicata mansione cui è adibito.
Al riguardo, il Ministero ha ritenuto opportuno intervenire al fine di chiarire il fatto che non vi è incompatibilità tra il possesso della CQC ed il compimento del percorso formativo caratterizzante il contratto di apprendistato professionalizzante.
Alla base del pronunciamento ministeriale vi è l’argomentazione secondo cui la CQC è stata introdotta, in sostituzione dei certificati di abilitazione professionale, ma non allo scopo di limitare l’utilizzo di determinate tipologie contrattuali, bensì per migliorare la sicurezza stradale. Alla luce di questa asserzione ne consegue la logicità del fatto che l’autista di veicoli impegnati in operazioni di autotrasporto professionale, per poter svolgere il periodo di apprendistato, così come regolato dalla contrattazione collettiva, debba avere tutti i requisiti previsti dalla normativa di settore, compreso il possesso della CQC. L’acquisizione di un attestato formativo idoneo allo svolgimento di una determinata attività, nel caso di specie quella di autotrasporto, non preclude quindi il ricorso all’apprendistato, ma può, eventualmente, consentire alle parti sociali di definire le ipotesi per una modulazione ridotta del percorso formativo.
Il contratto di apprendistato professionalizzante – precisa il dicastero – ha una specifica finalità in quanto non è volto tanto all’acquisizione di una qualifica professionale ma al conseguimento di una qualificazione, ossia di una formazione teorica/pratica più completa, attinente non solo lo svolgimento della mansione assegnata al lavoratore, individuata dalla qualifica contrattuale, ma anche un’articolata conoscenza del contesto lavorativo e delle relative attività.
2) Lavoratori sospesi dal lavoro utilizzati in progetti di formazione o riqualificazione professionale – Sussistenza dell’obbligo assicurativo e premio Inail
Il Decreto interministeriale n. 49281/09 riconosce ai datori di lavoro la facoltà di utilizzare i lavoratori percettori di sostegno al reddito nei progetti di formazione o riqualificazione professionale. A tal proposito e per chiarire talune problematiche, l’Inail, con la nota n. 18/09, ha fornito alcune indicazioni relative agli obblighi assicurativi che debbono essere rispettati. In particolare l’Istituto ha ricordato che possono essere utilizzati nei citati progetti i lavoratori sospesi in Cigo, Cigs, contratti di solidarietà, cassa integrazione guadagni in deroga o sospesi ai sensi dell’art. 1 della L. n. 2/09 ed ha ribadito che i datori di lavoro sono in ogni caso tenuti a corrispondere ai suddetti lavoratori, utilizzati nei progetti di formazione o riqualificazione professionale, la differenza tra il trattamento di sostegno al reddito spettante e la retribuzione originaria.
Ai fini assicurativi, per i lavoratori sospesi ad orario ridotto, i datori di lavoro continueranno ad applicare il tasso previsto dalla normativa vigente per le ipotesi di riduzione dell’orario di lavoro, ossia continueranno ad applicare il tasso del premio calcolato in base alla voce di tariffa corrispondente alla lavorazione normalmente esercitata ed alla base imponibile rapportata alle ore complessive retribuibili dal datore di lavoro.
Nel caso dei lavoratori sospesi a zero ore, invece, il calcolo del premio assicurativo sarà effettuato in base alla retribuzione di ragguaglio pari al minimale di rendita ed al tasso di tariffa del 5 per mille, corrispondente al tasso relativo alla voce di tariffa 0611 compresa nell’ambito della Gestione Artigianato, ai sensi dell’art. 4, comma 4, del Decreto Interministeriale n. 49281/09.
In tale ultima circostanza i datori di lavoro sono tenuti ad effettuare la denuncia di variazione, nonché la comunicazione all’Inail dei dati relativi ai lavoratori, nome e cognome, codice fiscale e data del progetto, interessati dai progetti di formazione e riqualificazione.
3) Definizione dei soggetti abilitati alla trasmissione, anche in via telematica della documentazione in materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale dei lavoratori dipendenti- Nota con precisazioni emanata dal Ministero del Lavoro
Fanno parte del novero dei soggetti abilitati alla predisposizione e alla trasmissione, anche in via telematica, della documentazione relativa agli adempimenti in materia di lavoro, previdenza e assistenza sociale dei lavoratori dipendenti, esclusivamente i consulenti del lavoro e gli altri professionisti individuati dall’art. 1, comma 1, della legge n. 12/1979, nonché i servizi o centri di assistenza fiscale istituiti dalle associazioni di categoria delle imprese artigiane e delle altre piccole imprese secondo le modalità indicate nel Vademecum sul Libro Unico del Lavoro.
È quanto chiarito dal Ministero del Lavoro con la nota n. 25/2010 nella quale si sottolinea come tra i suddetti adempimenti rientrino l’invio della comunicazione obbligatoria, l’elaborazione e la trasmissione del LUL, dei prospetti informativi relativi ai disabili e della documentazione di natura contributiva (DM10, Emens o Uniemens e Com.Unica).
Il dicastero precisa, quindi, che non sono abilitati agli adempimenti di cui trattasi nè i centri di elaborazione dati (CED) che, secondo quanto previsto dalla richiamata legge n. 12/79, possono effettuare esclusivamente attività esecutive e di servizio quali le mere operazioni di calcolo e stampa dei dati retributivi, nonché le attività strumentali e accessorie, né quei soggetti che svolgono adempimenti di natura fiscale (tributaristi, consulenti fiscali, etc.) salvo si tratti di commercialisti o esperti contabili che abbiano informato preventivamente la Direzione Provinciale del Lavoro competente territorialmente dello svolgimento dell’attività di consulenza del lavoro, ai sensi della legge predetta.
4) Autoliquidazione del premio assicurativo dovuto all’Inail per il periodo 2009/2010 – Rateazione ex art. 59, co. 19, L. n. 449/97 e successive modifiche
L’Inail, a seguito del relativo provvedimento emanato a cura del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha diramato il nuovo tasso d’interesse che le aziende dovranno applicare al secondo, terzo e quarto rateo del premio relativo all’autoliquidazione per il periodo 2009/2010, ex art. 59, co.19, della L. n. 449/97 e successive modifiche.
La misura di detto tasso d’interesse, si legge nella nota n. 500/10, è pari al 2,18%.
Pertanto, le imprese che hanno optato per la rateizzazione del premio per l’autoliquidazione 2009/2010, in scadenza al 16 febbraio 2010, dovranno applicare i coefficienti relativi alle singole scadenze, come di seguito rappresentati.
16 maggio 2010 0,005315616
16 agosto 2010 0,010810411
16 novembre 2010 0,016305205
Per coloro che, invece, usufruiscano del pagamento rateale in scadenza al 16 giugno 2010, fermo restando che a tale data deve essere stato effettuato il versamento del 50% di quanto dovuto, i coefficienti da moltiplicare per gli importi della terza e quarta rata sono 0,003643288 e 0,009138082, rispettivamente con scadenza 16 agosto e 16 novembre 2010.
5) Agevolazioni previste per le assunzioni dei lavoratori portatori di handicap – Decreto Ministeriale 4 febbraio 2010 – Criteri e modalità previsti per la ripartizione delle disponibilità attribuite al Fondo per il diritto al lavoro dei disabili
Come noto, l’art. 13 della Legge 12 marzo 1999, n. 68, nella parte di testo che è stato sostituito dall’art. 1, comma 37, lettera c), della Legge 24 dicembre 2007, n. 247, al comma 1 stabilisce che, nel rispetto delle disposizioni del Regolamento (CE) n. 2204/2002 della Commissione del 5 dicembre 2002, e successive modifiche e integrazioni, concernente le modalità di applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato istitutivo della Comunità europea agli aiuti di Stato a favore dell’occupazione, le Regioni e le Province autonome possono concedere un contributo all’assunzione, a valere sulle risorse del Fondo per il diritto al lavoro dei disabili e nei limiti delle disponibilità del medesimo:
in misura non superiore al 60% del costo salariale, per ogni lavoratore disabile che, assunto tramite le convenzioni previste dall’art. 11 della Legge n. 68/1999 con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, abbia una riduzione della propria capacità lavorativa misurabile in una proporzione superiore al 79%, o minorazioni ascritte dalla prima alla terza categoria di cui alle Tabelle annesse al Testo Unico delle norme in materia di pensioni di guerra, ovvero un handicap intellettivo e psichico, a prescindere dalla percentuale di invalidità (lettera a);
in misura non superiore al 25% del costo salariale, per ogni lavoratore disabile che, assunto tramite le predette convenzioni con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, abbia una riduzione della propria capacità lavorativa misurabile in una proporzione compresa fra il 67% ed il 79%, ovvero minorazioni ascritte dalla quarta alla sesta categoria di cui alle Tabelle annesse al citato Testo Unico delle norme in materia di pensioni di guerra (lettera b).
In ogni caso, l’ammontare lordo del contributo erogabile deve essere calcolato sull’ammontare totale del costo salariale annuo da corrispondere al lavoratore. Alla lettera d), lo stesso comma 1 dell’art. 13 si dispone inoltre che le Amministrazioni regionali e le Province autonome hanno la possibilità di erogare un contributo finalizzato al rimborso forfetario parziale delle spese necessarie sostenute dal datore di lavoro per la trasformazione del posto di lavoro al fine di renderlo adeguato alle capacità fisiche e di gestione dei lavoratori disabili con riduzione della capacità lavorativa superiore al 50% o per l’apprestamento di tecnologie di telelavoro ovvero per la rimozione delle barriere architettoniche che limitano sul posto di lavoro in qualsiasi modo l’integrazione lavorativa del lavoratore disabile.
Hanno titolo di essere ammesse al contributo le assunzioni a tempo indeterminato che siano state realizzate nel corso dell’anno precedente l’emanazione del provvedimento ministeriale di riparto delle risorse finanziarie del Fondo per il diritto al lavoro dei disabili fra le Regioni e le Province autonome, previa verifica della permanenza del rapporto di lavoro, ovvero, se previsto, dell’esperimento del periodo di prova con esito positivo.
Tutto ciò premesso, si informa che, in attuazione di quanto disposto dal comma 5 dell’art. 13 in parola, nella Gazzetta Ufficiale n. 104 del 6 maggio 2010 è stato pubblicato il Decreto 4 febbraio 2010, del Ministero del Lavoro di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, recante “Criteri e modalità per la ripartizione delle disponibilità del Fondo per il diritto al lavoro dei disabili”.
Nel riprodurre in calce alla presente nota il testo di tale decreto, se ne evidenziano di seguito i principali contenuti, facendo riserva di tornare sull’argomento anche ad esito delle indicazioni che dovessero essere emanate dagli Enti competenti.
Il riparto delle risorse del Fondo per il diritto al lavoro dei disabili viene effettuato, entro il 30 aprile di ciascun anno, dal Ministero del Lavoro, proporzionalmente alle richieste di contributo presentate dai datori di lavoro privati che hanno effettuato assunzioni a tempo indeterminato ai sensi dell’art. 12-bis, comma 5, lettera b) (vedi nota n. 1), e del citato art. 13, comma 1, lettere a) e b), della Legge n. 68/1999, nell’anno antecedente al provvedimento di ripartizione, nonché quelle relative agli interventi di cui alla lettera d) del medesimo art. 13, comma 1.
Le Regioni e le Province autonome, per ciascuna richiesta di contributo ritenuta ammissibile, in quanto conforme alle disposizioni sopra richiamate, procedono ad assegnare un punteggio calcolato secondo le modalità definite dai commi 2 e 3 dell’art. 2 del decreto in esame, dandone la dovuta comunicazione al Ministero del Lavoro entro il 28 febbraio di ogni anno.
La somma dei punteggi comunicati al menzionato Dicastero viene successivamente rapportata alle risorse del Fondo stanziate annualmente; il valore economico di ciascun punto così quantificato, moltiplicato per il punteggio complessivo segnalato da ciascuna Regione e Provincia autonoma, determina l’importo finanziario spettante ad ognuna di esse.
Sulla base degli importi calcolati con tali modalità, il Ministero determina l’importo complessivo delle risorse del Fondo da trasferire annualmente con il provvedimento di riparto ad ogni singola Regione e Provincia autonoma.
Il riparto del Fondo, limitatamente alle richieste di contributo relative alle assunzioni effettuate nell’anno 2008 a valere sull’esercizio finanziario 2009 ed a quelle relative alle assunzioni effettuate nell’anno 2009 a valere sull’esercizio finanziario 2010, viene effettuato entro il 30 giugno 2010. A questo fine, le Regioni e le Province autonome, per ciascun anno di riferimento, erano tenute a trasmettere al Ministero del Lavoro le predette comunicazioni entro il 30 aprile 2010.
Il procedimento per la concessione dei contributi viene disciplinato dalle Regioni e dalle Province autonome, nel rispetto delle disposizioni introdotte dal Decreto in esame. Le stesse, nell’assegnazione delle risorse, devono soddisfare:
— con diritto di prelazione, le richieste di contributo relative alle assunzioni effettuate ai sensi dell’art. 12-bis, comma 5, lettera b), della Legge n. 68/1999;
— successivamente, le richieste di contributo relative alle assunzioni effettuate, ai sensi dell’art. 13, comma 1 e 3, della Legge n. 68/1999, dai datori di lavoro privati non soggetti agli obblighi di tale legge e quelle relative agli interventi di cui al medesimo art. 13, comma 1, lettere a), b) e d), nella misura e con le percentuali di invalidità che sono ivi indicate (vedi nota n. 2).
Il contributo concesso per ogni richiesta viene erogato dalle Regioni e Province autonome nell’ambito di tre annualità, ciascuna delle quali è subordinata alla verifica, da parte dei Servizi competenti, della permanenza del rapporto di lavoro instaurato con il soggetto disabile.
Nell’ipotesi di risoluzione del rapporto del lavoro per cause non imputabili al disabile, il contributo dovrà essere ridotto in proporzione alla durata del rapporto di lavoro, così come in caso di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.
Entro il 31 ottobre di ogni anno, le Regioni e le Province autonome trasmettono, ai sensi dell’art. 13, comma 9, della Legge n. 68/1999 ed ai fini degli adempimenti previsti dalla normativa comunitaria, una relazione al Ministero del Lavoro, che verrà dallo stesso trasmessa all’Unione Europea.
Vista la convenzione sui diritti delle persone con disabilità del 13 dicembre 2006, che favorisce l’esercizio del diritto al lavoro dei disabili, promuovendo l’adozione di misure ed incentivi rispondenti alle esigenze individuali ed eterogenee delle persone disabili, anche sui luoghi di lavoro;
Visto il Regolamento CE n. 800/2008 della Commissione che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il Mercato comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato (regolamento generale di esenzione per categoria);
Visto l’art. 13 della legge 12 marzo 1999, n. 68, così come sostituito dall’art. 1, comma 37, lettera c) della legge 24 dicembre 2007, n. 247, con il quale viene istituito presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, il Fondo per il diritto al lavoro dei disabili – di seguito denominato Fondo – ed in particolare:
il comma 1 che prevede che le regioni e le province autonome possono concedere un contributo all’assunzione, a valere sulle risorse del Fondo e nei limiti delle disponibilità del Fondo stesso, per ogni lavoratore disabile assunto a tempo indeterminato, attraverso le convenzioni di cui all’art. 11 della medesima legge n. 68/99. Il contributo è concesso non superando le misure percentuali individuate nel medesimo comma alle lettere a) e b) e sulla base della riduzione della capacità lavorativa o delle minorazioni ascritte ed individuate dal medesimo comma lettere a) e b). II contributo può essere concesso dalle regioni e province autonome, ai sensi della lettera d) del medesimo comma 1 per il rimborso forfettario parziale delle spese necessarie alla trasformazione del posto di lavoro per renderlo adeguato alle possibilità operative dei disabili con riduzione della capacità lavorativa superiore al 50 per cento, o per l’apprestamento di tecnologie di telelavoro, ovvero per la rimozione delle barriere architettoniche che limitano in qualsiasi modo l’integrazione lavorativa del disabile;
il comma 2 che prevede l’ammissibilità al contributo unicamente delle assunzioni a tempo indeterminato, realizzate nell’anno antecedente all’emanazione del provvedimento di riparto;
il comma 3 che estende gli incentivi di cui al comma 1 anche ai datori di lavoro privati, che pur non essendo soggetti agli obblighi della presente legge, hanno proceduto all’assunzione a tempo indeterminato di lavoratori disabili con le modalità di cui al comma 2;
il comma 5 che demanda ad un decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata, la definizione dei criteri e delle modalità per la ripartizione delle disponibilità del Fondo;
il comma 8 che attribuisce alle regioni e province autonome la disciplina, nel rispetto delle disposizioni introdotte con il decreto di cui al comma 5, dei procedimenti per la concessione dei contributi a valere sul Fondo;
Visto l’art. 12-bis della legge 12 marzo 1999, n. 68, che prevede la stipula tra gli uffici competenti, i datori di lavoro privati tenuti all’obbligo di assunzione di cui all’art. 3 comma 1, lettera a) della citata legge 68/99 (soggetti conferenti) ed i soggetti di cui al comma 4 del medesimo art. 12-bis (soggetti destinatari), di apposite convenzioni, con le modalità di cui al comma 2, finalizzate all’assunzione di soggetti disabili che presentino particolari
caratteristiche e difficoltà di inserimento nel ciclo lavorativo ordinario, a fronte del conferimento di commesse di lavoro e contestuale assunzione del soggetto disabile da parte del soggetto conferente;
Visto, in particolare il comma 5, lettera b), dell’art. 12-bis della citata legge n. 68/1999, che prevede la possibilità per il datore di lavoro committente, che allo scadere della convenzione assume il lavoratore disabile dedotto in convenzione, con contratto a tempo indeterminato, di accedere al Fondo con diritto di prelazione nell’assegnazione delle risorse;
Visto il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 ed in particolare l’art. 11, comma 1, il quale prevede che la trasparenza è intesa come accessibilità totale delle informazioni e dei dati inerenti l’utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell’attività svolta dagli organi competenti;
Considerate le priorità definite nella comunicazione della commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al comitato delle Regioni su «La situazione dei disabili nell’Unione europea: il piano di azione europeo 2008-2009» (COM-2007 – 738 def.);
Considerato che le disposizioni in esame hanno inteso incentivare prioritariamente, mediante contributo di natura economica diversificato a seconda della tipologia di disabilità, le assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato effettuate nell’anno antecedente all’emanazione del provvedimento annuale di riparto;
Ritenuto per quanto sopra di definire i criteri e le modalità per la ripartizione delle risorse del Fondo, così come previsto dal comma 5 dell’art. 13 della legge n. 68/1999;
Ritenuto, ai fini della concessione del contributo da parte delle regioni e province autonome, di adottare la definizione di costo salariale introdotta al punto 15) dell’art. 2 del Regolamento CE n. 800/2008;
Ritenuto, altresì, di dover individuare le disposizioni a cui le regioni e le province autonome devono attenersi nel disciplinare i procedimenti relativi alla concessione dei contributi per le assunzioni dei disabili;
Sentita la Conferenza Unificata di cui all’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, che ha espresso parere favorevole nella seduta del 26 novembre 2009;
1. Nel rispetto delle disposizioni del Regolamento CE n. 800/2008 della commissione, il presente decreto definisce i criteri e le modalità per la ripartizione fra le regioni e le province autonome delle disponibilità del Fondo per il diritto al lavoro dei disabili, di seguito denominato «Fondo», istituito dall’art. 13, comma 4, della legge 12 marzo 1999, n. 68, così come modificato dall’art. 1, comma 37, lettera c) della legge 24 dicembre 2007, n. 247.
1. Al riparto del Fondo è effettuato entro il 30 aprile di ciascun anno dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, proporzionalmente alle richieste di contributo presentate dai datori di lavoro privati che hanno effettuato assunzioni a tempo indeterminato ai sensi dell’art. 12-bis, comma 5, lettera b) e dell’art. 13, comma 1, lettera a), b) della legge n. 68/1999, nell’anno antecedente al provvedimento di riparto, e quelle relative agli interventi di cui alla lettera d) del citato art.13.
2. Le regioni e le province autonome, per ciascuna richiesta di contributo di cui agli articoli 12-bis, comma 5, lettera b) e 13, comma 1, lettera a), b) della citata legge n. 68/1999 ritenuta ammissibile in quanto conforme alle disposizioni dei citati articoli, assegnano un punteggio calcolato moltiplicando il costo salariale annuo sostenuto dal datore di lavoro per il lavoratore disabile assunto per:
punti 0,60 per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate ai sensi dell’art. 12-bis, comma 5, lettera b);
punti 0.60 per le assunzioni effettuate a tempo indeterminato, ai sensi dell’art. 13, comma 1 lettera a), tramite le convenzioni di cui all’art. 11 della legge n. 68/1999;
punti 0,25 per le assunzioni effettuate a tempo indeterminato, ai sensi dell’art. 13, comma 1 lettera b), tramite le convenzioni di cui all’art. 11 della legge n. 68/1999;
punti 0,60 per le assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori con handicap intellettivo e psichico indipendentemente dalle percentuali di invalidità effettuate ai sensi degli articoli 12-bis, comma 5, lettera b) e 13 tramite le convenzioni di cui all’art. 11 della legge n. 68/1999.
3. Le regioni e le province autonome, per ciascuna richiesta di contributo, ritenuta ammissibile in quanto conforme alle disposizioni del presente decreto, relativa agli interventi di cui all’art. 13 lettera d) connessi al lavoratore disabile assunto a tempo indeterminato ai sensi dell’art. 12-bis, comma 5, lettera b) e ai sensi dell’art. 13 della legge n. 68/1999, o connessi al lavoratore con riduzione della capacità lavorativa superiore al 50 per cento,
assegnano un punteggio come di seguito indicato:
punti 5.000 per interventi non superiori a 10.000 euro;
punti 10.000 per interventi superiori a 10.000 euro.
4. Le regioni e le province autonome comunicano entro il 28 febbraio di ogni anno, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali il punteggio assegnato per ciascuna richiesta ritenuta ammissibile, indicando altresì nella comunicazione:
· ragione sociale;
· partita IVA o codice fiscale del datore di lavoro privato;
· codice fiscale del disabile assunto;
· percentuale di riduzione della capacità lavorativa del disabile assunto o minorazione ascritta alle categorie di cui alla tabella del decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915 e successive modificazioni;
· presenza di handicap intellettivo e psichico, indipendentemente dalla
· percentuale di invalidità;
· tipologia di convenzione;
· ammontare del costo salariale annuo del disabile assunto.
5. La somma dei punteggi comunicati al Ministero del lavoro e delle politiche sociali è rapportata alle risorse del Fondo stanziate annualmente; il valore economico di ciascun punto così determinato, moltiplicato per il punteggio complessivo comunicato da ciascuna regione e provincia autonoma, determina l’importo finanziario spettante a ciascuna regione e provincia autonoma.
6. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sulla base degli importi calcolati come indicato al precedente comma 5, determina l’importo complessivo delle risorse finanziarie del Fondo da trasferire annualmente con il provvedimento di riparto ad ogni singola regione e provincia autonoma.
7. II riparto del Fondo da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, limitatamente alle richieste di contributo relative alle assunzioni effettuate nell’anno 2008 a valere sull’esercizio finanziario 2009 e quelle relative alle assunzioni effettuate nell’anno 2009 a valere sull’esercizio finanziario 2010, è effettuato entro il 30 giugno 2010, sulla base dei criteri e delle modalità contenute nei commi precedenti. A tal fine, le regioni e province autonome, per ciascun anno di riferimento, provvedono a trasmettere entro il 30 aprile 2010 al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, le comunicazioni previste ai precedenti commi 2 e 3.
8. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nell’ambito di quanto previsto dall’art. 13, comma 10, della citata legge n. 68/1999, procede anche ad una verifica degli effetti delle disposizioni del presente decreto con particolare riferimento agli incentivi previsti dall’art. 13 lettera d).
1. A valere sulle risorse del Fondo, ripartite secondo le modalità individuate all’art. 2 e trasferite alle regioni e province autonome, possono essere concessi contributi:
a) con diritto di prelazione, per le assunzioni a tempo indeterminato di cui all’art. 12-bis, comma 5, lettera b), della legge n. 68/1999;
b) nella misura e in base all’entità della riduzione della capacità lavorativa indicate all’art. 13, comma 1, lettera a) e b) della legge n. 68/1999, per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate tramite le convenzioni di cui all’art. 11 della legge n. 68/1999;
c) per le finalità di cui all’art. 13, comma 1, lettera d) della medesima legge n. 68/1999.
Procedimento per la concessione dei contributi
1. Le regioni e le province autonome disciplinano, nel rispetto delle disposizioni introdotte dal presente decreto, il procedimento per la concessione dei contributi di cui all’art. 13 della legge n. 68/1999 provvedendo ad assicurare la massima diffusione, con i mezzi ritenuti più adeguati, delle informazioni relative alle modalità di accesso agli incentivi alle assunzioni finanziate con le risorse del Fondo.
2. Il contributo può essere concesso per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate, ai sensi dell’art. 11 della citata legge n. 68/1999, nell’anno solare antecedente al provvedimento annuale di riparto delle risorse del Fondo.
3. Le regioni e le province autonome nell’assegnazione delle risorse soddisfano, con diritto di prelazione, le richieste di contributo relative alle assunzioni effettuate ai sensi dell’art. 12-bis, comma 5, lettera b) della legge n. 68/1999. Successivamente provvedono a soddisfare le richieste di contributo relative alle assunzioni effettuate ai sensi dell’art. 13, commi 1 e 3 e quelle
relative agli interventi di cui all’art. 13, comma 1, lettera a), b) e d) della citata legge n. 68/1999, nella misura e con le percentuali di invalidità ivi indicate.
4. I contributi concessi per le assunzioni effettuate ai sensi dell’art. 12-bis e 13, lettere a) e b) possono essere cumulati con quelli concessi per gli interventi di cui all’art. 13, comma 1, lettera d), della legge n. 68/1999, nel rispetto della disciplina prevista dal Regolamento Comunitario CE n. 800/2008 e Regolamento Comunitario CE n. 1125/2009.
5. Gli eventuali contributi di cui all’art. 13, comma 1, lett. d), possono essere concessi per il rimborso forfettario parziale delle spese necessarie alla trasformazione del posto di lavoro per renderlo adeguato alle possibilità operative dei disabili con riduzione della capacità lavorativa superiore al 50 per cento, o per l’apprestamento di tecnologie di telelavoro, ovvero per la rimozione delle barriere architettoniche che limitano in qualsiasi modo l’integrazione lavorativa del disabile.
Requisiti e modalità di erogazione dei contributi
1. Le regioni e le province autonome determinano l’entità del contributo concesso per ciascuna richiesta di cui agli articoli 12-bis e 13 della legge n. 68/1999 e lo erogano nell’ambito di tre annualità, assicurando la corrispondenza del contributo erogato al costo salariale realmente sostenuto dai datore di lavoro che ha effettuato l’assunzione e, relativamente agli incentivi di cui alla lettera d) del citato art. 13, assicurando la corrispondenza del contributo erogato al costo degli interventi attuati dal datore di lavoro.
2. L’erogazione di ciascuna annualità del contributo è subordinata alla verifica da parte dei Servizi competenti della permanenza del rapporto di lavoro instaurato con il soggetto disabile.
3. In caso di risoluzione del rapporto di lavoro per cause non imputabili al lavoratore disabile, il contributo dovrà essere ridotto in proporzione alla durata del rapporto lavoro così come in caso di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.
Monitoraggio. Relazione annuale
1. Le regioni e le province autonome trasmettono, entro il 31 ottobre di ogni anno, ai sensi del comma 9 dell’art. 13 della legge n. 68/1999 ed ai fini degli adempimenti previsti dalla normativa comunitaria, una relazione al Ministero del lavoro e delle politiche sociali che provvederà al successivo inoltro all’Unione europea.
2. La relazione deve contenere l’indicazione dei seguenti dati:
codice fiscale del lavoratore assunto, sesso, cittadinanza, titolo di
studio, percentuale di riduzione della capacità lavorativa o minorazione ascritta alle categorie di cui alla tabella del decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915 e successive modificazioni, ovvero presenza di handicap intellettivo e psichico, indipendentemente dalla percentuale di invalidità, data di assunzione, categoria professionale, data di eventuale cessazione del rapporto di lavoro, tipologia di contratto di lavoro, codice fiscale o partita IVA del datore di lavoro privato, ragione sociale, settore
economico di attività, dimensione aziendale, tipologia di convenzione ove stipulata, tipologia di contributo concesso, misura percentuale del costo salariale annuo del disabile assunto.
Nella relazione di cui al presente articolo, le regioni e le province autonome fanno riferimento, altresì, circa il contributo trasferito ma non erogato al datore di lavoro per le cause citate al comma 3 del precedente art. 5, e circa le economie realizzate per la mancata attuazione degli interventi di cui all’art. 13, comma 1, lettera d).
3. Agli adempimenti di cui al presente decreto si applica quanto previsto dall’art. 11, comma 1, del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n.150, il quale prevede che la trasparenza costituisce livello essenziale delle prestazioni erogate dalle amministrazioni pubbliche ai sensi dell’art. 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione.
1. Le risorse finanziarie sono trasferite dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali direttamente alle regioni e province autonome per le finalità di cui all’art. 13 della legge n. 68/1999, con obbligo di contabilità separata. Il presente decreto sarà trasmesso ai competenti organi di controllo e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Registrato alla Corte dei conti il 24 marzo 2010
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla persona e dei beni culturali, registro n. 3, foglio n. 351
Come si ricorderà, il Ministero del lavoro con l’interpello n. 3/2010 del 2 aprile 2010, ha fornito chiarimenti in riferimento alla sussistenza di una responsabilità solidale in materia di appalti e circa la sua rilevanza ai fini del rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC).
Nel citato interpello il Ministero ha rimarcato che fra appaltatore e subappaltatore sussiste un regime di solidarietà, che riguarda l’effettuazione ed il versamento delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente, nonché il versamento dei contributi previdenziali e dei contributi obbligatori per infortuni sul lavoro e malattie professionali. La responsabilità solidale si estende inoltre agli interessi sui debiti previdenziali e fiscali ed alle somme accessorie dovute a titolo di sanzioni civili.
Relativamente, invece, agli effetti che si producono sulla situazione di regolarità contributiva conseguente alla contestazione di un obbligo solidale, il Ministero del Lavoro ha precisato che le verifiche effettuate ai fini del rilascio del DURC sono riconducibili all’unicità del rapporto assicurativo e previdenziale instaurato fra l’impresa richiedente e l’Ente rilasciante, al quale vanno riferiti tutti gli adempimenti connessi.
Pertanto, la posizione debitoria nei confronti degli Istituti a carico di un soggetto non impedisce il rilascio del DURC a chi, con il medesimo soggetto, è solidamente responsabile.
Ciò premesso, si informa ora che, con messaggio n. 12091 del 4 maggio 2010, la Direzione Generale dell’INPS, tenendo conto del parere espresso dal Ministero del Lavoro, ha confermato che, nelle fattispecie in parola, sussistendo le condizioni richieste dall’art. 5 del Decreto Ministeriale 24 ottobre 2007 (nota n.3), deve essere sempre attestata la regolarità contributiva dell’impresa.
La predetta Direzione Generale ha peraltro segnalato che, al fine di tutelare il credito dell’Istituto, fra le annotazioni del certificato di regolarità contributiva dovrà essere indicato che esiste un obbligo solidale con un’altra azienda (specificandone la denominazione sociale ed il numero di posizione contributiva, laddove presente), nonché l’importo della somma contributiva dovuta a titolo di obbligazione solidale e le sanzioni civili maturate sino alla data di rilascio del DURC.
Con la propria circolare n. 63 emanata l’11 maggio 2010, la Direzione Generale dell’INPS ha dato notizia dell’avvio delle operazioni “Estratto Conto Elettronico” e “CUD previdenziale”. Nel riprodurre il testo della menzionata circolare, si provvede a riepilogarne in appresso i principali contenuti.
In via preliminare, l’INPS evidenzia che l’estratto conto elettronico individuale offre all’assicurato una visione dei dati di archivio che lo riguardano costantemente aggiornata e la possibilità di effettuare una pluralità di operazioni rivolte direttamente ai flussi di informazioni che compongono il conto individuale (quali, verificare in tempo reale la completezza e la correttezza dei dati di proprio interesse, eventualmente interagire con l’Istituto per la segnalazione di dati ritenuti errati o mancanti). Il “CUD previdenziale”, invece, contiene, peraltro in modo più analitico, tutti i dati presenti nel quadro C della certificazione unica CUD.
L’accesso all’“Estratto Conto Elettronico” ed al “CUD previdenziale” è consentito esclusivamente agli utenti muniti del codice di identificazione personale (PIN), rilasciato dall’INPS, ovvero di Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o Carta Regionale dei Servizi (CRS).
I soggetti destinatari dell’operazione sono:
i lavoratori iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria che raggiungono l’età pensionabile nel corso del 2010 o del 2011 ed i lavoratori dipendenti che hanno intrattenuto almeno un rapporto di lavoro nel periodo 1° gennaio 2005 – 31 dicembre 2009, a condizione che non siano titolari di pensione diretta INPS (eccetto assegno di invalidità, invalidità civile e pensione a carico della Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della Legge 8 agosto 1995, n. 335) o presso altro Ente, non abbiano in corso domanda di pensione diretta presso l’INPS, non abbiano in corso domanda per il rilascio dell’estratto conto certificativo, non abbiano presentato domanda di ricongiunzione di contributi ad altro Ente;
tutti i lavoratori iscritti alla predetta Gestione separata, per i quali, dopo il 31 dicembre 2004 (ultimo anno oggetto della precedente emissione generalizzata), si sia verificato uno dei seguenti eventi: contributi accreditati; denuncia mensile non abbinata; iscrizione alla Gestione separata in mancanza di denunce; modifica della situazione rappresentata dall’estratto conto inviato in occasione della precedente emissione generalizzata.
I soggetti destinatari dell’operazione riceveranno dall’INPS una lettera che illustra l’iniziativa e, per coloro che non siano già in possesso del PIN, comunica la prima metà del codice di identificazione personale che, su richiesta dell’assicurato, potrà essere completato ed attivato contattando il Call Center dell’Istituto.
Tali lettere verranno inviate: ai lavoratori iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria che compiono l’età pensionabile nel 2010 o nel 2011, entro la prima metà del mese di maggio; ai lavoratori dipendenti che hanno intrattenuto almeno un rapporto di lavoro nel periodo 1° gennaio 2005 – 31 dicembre 2009, nella seconda metà del mese di maggio; ai lavoratori iscritti alla Gestione separata, entro il 30 settembre 2010.
Al punto 4.1, la circolare di cui trattasi rende noto il rilascio di una nuova funzionalità dedicata in modo specifico all’inoltro tramite computer delle segnalazioni di variazione contributiva, in ordine alle anomalie eventualmente riscontrate sull’estratto conto individuale. Con riferimento alla gestione di tali richieste di variazione, l’INPS precisa che, qualora le stesse non possano essere definite allo stato delle informazioni e dei dati presenti negli archivi, la Sede dell’Istituto dovrà contattare l’assicurato per concordare uno specifico appuntamento, utilizzando l’applicazione “Agenda appuntamenti”.
Nel caso in cui l’assicurato trasmetta una segnalazione di denuncia per mancato versamento contributivo circa l’estratto conto visualizzato, la Sede INPS dovrà immediatamente convocarlo per acquisire tutta la documentazione (buste paga, libretto di lavoro, ecc.) e ogni altra informazione utile alla definizione di detta segnalazione. Sulla base degli esiti, l’Istituto provvederà, se necessario, ad attivare la verifica amministrativa per i relativi accertamenti, che potranno eventualmente richiedere una visita ispettiva.
Analogamente a quanto avviene per l’estratto conto, gli assicurati possono effettuare segnalazioni di informazioni errate o mancanti in relazione ai dati contenuti nel “CUD previdenziale” (quali, errori di inquadramento, di retribuzione, di copertura settimanale, ovvero di assenza parziale o totale di rapporto di lavoro).
Le segnalazioni, visualizzabili dalle Sedi INPS, verranno inviate direttamente all’azienda interessata, ovvero all’intermediario abilitato alla trattazione di dette problematiche per conto dell’azienda medesima.
Le segnalazioni afferenti all’assenza totale di un rapporto di lavoro dovranno essere istruite dalla Sede dell’Istituto per individuare l’azienda interessata e le eventuali cause della mancata denuncia. Al riguardo, la circolare in commento fa presente, tra l’altro, che:
nell’ipotesi di problematiche di natura amministrativa (come, per esempio, la mancata presentazione delle denunce EMens e la presenza di errori), le segnalazioni potranno essere indirizzate all’azienda interessata o all’intermediario abilitato;
laddove, invece, si prefiguri l’ipotesi di omissione di denuncia del rapporto di lavoro, la Sede INPS dovrà contattare il lavoratore per trasformare la segnalazione in denuncia che interrompa i termini prescrizionali.
OGGETTO: Estratto Conto Elettronico e CUD previdenziale
Con le operazioni in oggetto, l’Istituto si è posto l’obiettivo di fornire ai propri
assicurati un’ulteriore gamma di servizi per migliorare i canali di comunicazione tra l’Istituto stesso e gli utenti, nell’ottica di ampliare e quindi fornire un valore aggiunto alle modalità di svolgimento delle attività istituzionali.
· costituire un riferimento completo ed essenziale per garantire l’erogazione di servizi in tempo reale agli assicur

References: articolo 59
 art. 59
 art. 59
 art. 13
 art. 13
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 art. 12
 art.13
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 art. 5