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Timestamp: 2020-08-11 09:31:21+00:00

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Il rimborso delle anticipazioni fatte dal condomino. Solo se sussite l'urgenza. Cass. Civ., n. 23244/2017.
Con la sentenza n. 23244/20147 del 5.10.2017 gli ermellini in continuità con la giurisprudenza della stessa Corte (cass. civ., 20151/2013 e cass. civ., 9177/2017) affermano il diritto del condomino ad ottenere il rimborso delle somme, anticipate per la gestione delle parti comuni senza una preventiva autorizzazione dell'amministratore o dell'assemblea, solo in caso di effettiva dimostrazione dei motivi d'urgenza. La Corte, chiamata a pronunciarsi sulla corretta applicazione
La prova della convocazione dell'assemblea condominiale.
Con ordinanza n. 21311 del 14.9.2017 la Corte di legittimità ha confermato l'orientamento già espresso dalla giurisprudenza in materia di onere della prova avuto riguardo l'invito della convocazione d'assemblea. Il caso in commento trae origine dall'impugnazione della delibera assembleare proposta da un condomino e fondata sulla tardiva ricezione dell'avviso di convocazione.
Un caso particolare di ripartizione delle spese, il cortile condominiale. Ord. Cass. civ., 14.9.2017, n. 21337.
Qualora si debba procedere alla riparazione del cortile o del viale di accesso all'edificio condominiale, che funga anche da copertura per i locali sotterranei di proprietà esclusiva di un singolo condomino, ai fini della ripartizione delle relative spese non si può ricorrere al criterio previsto dall'art. 1126 c.c.
A chi spetta la riparazione dei frontalini e delle fioriere dei balconi e dei terrazzi? Cass. civ. del 19 settembre 2017, n. 21641.
La Corte di Cassazione, con la sentenza in commento, è tornata sul tema della ripartizione delle spese della parte frontale ed inferiore dei balconi condominiali ma anche di altri elementi decorativi quali fioriere di balconi e terazzi. Il ricorrente che aveva dato impulso all'azione giudiziale sostenendo la nullità di una delibera condominiale, con la quale l'assemblea aveva deciso di ripartire dette spese secondo la tabella di proprietà di ciascun condomino, si era visto rigettare la domanda nei primi due gradi di giudizio. A seguito di impugnazione in cassazione proprosta avverso la sentenza di appello, la Corte con la
Il singolo condomino può agire in giudizio a difesa degli interessi condominiali? Cass. civ. sentenza 8 settembre 2017, n. 20941.
Il Condominio si configura come un Ente di gestione che opera in rappresentanza e nell'interesse comune dei partecipanti. Pertanto, l'esistenza di un organo rappresentativo unitario quale appunto l'amministratore, non priva i singoli partecipanti della facoltà di adoperarsi a difesa dei diritti comuni, afferenti l'edificio condominiale. Sul piano pratico, ciò
Legittimazione processuale dell'amministratore.
Con ordinanza n. 20965 pubblicata in data 04/09/2017 la Corte di Cassazione ha confermato un principio già espresso dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 18331/2010 secondo cui l'amministratore di condominio può costitursi in giudizio e impugnare la sentenza sfavorevole senza la preventiva autorizzazione dell'assemblea, ma deve, in tale ipotesi,
La prova degli esborsi anticipati dall'amministratore uscente. Cass. Civ., 17/08/2017, n. 20137.
Con sentenza 17 agosto 2017, n. 20137, la Corte di Cassazione ha affrontato ancora una volta il delicato tema del recupero, da parte dell'amministartore uscente, delle somme anticipate nel corso della sua gestione. In particolare, la Corte di legittimità ha avuto modo di confermare chè è proprio l'amministratore anticipatario che deve offrire la prova degli gli esborsi effettuati, mentre i condomini e quindi il Condominio, sono tenuti quali mandanti, a rimborsargli le anticipazioni da lui effettuate con gli interessi legali dal giorno in cui sono state fatte, ed a pagargli il compenso oltre al risarcimento dell'eventuale danno. Nel caso affronatato dalla sentenza si è accertato in effetti che l'amministratore uscente non avesse dimostrato la propria pretesa non essendo stata rendicontata a bilancio alcuna voce rappresentativa di effettive anticipazioni.
Somme anticipate dall'ex amministratore? Per i giudici non è sufficiente il verbale di passaggio di consegne accettato dal nuovo amministratore.
In un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore del 10/08/2017, è stato affrontato il tema della restituzione delle anticipazioni fatte dall'amministratore in favore del Condominio nel corso del suo mandato. In particolare, nel citato articolo, si è riportato il pensiero di una sentenza del Tribunale Ordinario di Torino emessa in data 16/06/2017, con la quale il giudice adito ha stabilito che il verbale di passaggio di consegne tra amministratori non può qualificarsi quale promessa di pagamento o riconoscimento del debito ai sensi dell'art. 1118 cod. civ. anche qualora in detto verbale l'amministratore uscente abbia fatto riferimento a presunti crediti.
Le maggioranze necessarie per l'adozione dei criteri di ripartizione delle spese comuni e per le tabelle millesimali. Sentenza della Corte di Cassazione 04/08/2017 n. 19651.
Con la sentenza n. 19651 del 04/08/2017 la Corte di Cassazione ripercorrendo l'insegnamento della sentenza n. 18477/2010 emessa a Sezioni Unite e della più recente n. 6128 del 09/03/2017, ha avuto modo di affermare, da una parte, la necessità dell'unanimità dei consensi al fine di approvare i criteri di ripartizione delle spese comuni in deroga ai criteri normativi o regolamentari e, d'altra parte, la sufficienza della maggioranza di cui all'art. 1136, 2° comma per l'approvazione delle tabelle millesimali applicative dei criteri normativi o regolamentari.
Nullità della cartella esattoriale per mancata indicazione del calcolo degli interessi. Cass. Civ, 19/04/2017 n. 9799.
La Corte di Cassazione con la sentenza del 19/04/2017 n. 9799 torna a parlare sulla legittimità della richiesta degli interessi avanzata dall'esattore con una cartella esattoriale. Con tale sentenza il Giudice di legittimità afferma un principio, già noto alla stessa Corte (Cass. Civ., n. 24933/2016 e n. 4516/2012) ma anche nella giurisprudenza di merito (CTR Torino 92/36/12 del 01/10/2012 - CTP Genova 229/10/2013) secondo il quale una cartella esattoriale, quando non sia stata precedeuta da un avviso di accertamento deve essere motivata in modo congruo, sufficiente ed intellegibile, tale obbligo derivando dai principi di carattere generale indicati, per ogni provvedimento amministrativo, dall'art. 3 della legge n. 241 del 1990 e, recepiti per la materia tributaria, dall'art. 78 della legge n. 212 del 2000 (Cass.26330 del 16/12/2009).
Cartella esattoriale e opposizione a pignoramento. Giudice Tributario o Ordinario? Cass. Civ., Sez. Unite, 5 Giugno 2017, n. 13913.
L'individuazione del giudice competente in materia di esecuzione forzata tributaria è tutt'altro che cosa semplice ed è stata spesso oggetto di rivisitazione da parte del giudice delle leggi il quale è tornato sull'argomento con la sentenza a Sezioni Unite del 5 Giugno 2017 n. 13913. La Corte di legittimità è stata chiamata a pronunciarsi in ordine alla individuazione del Giudice (ordinario o tributario) cui è devoluta la cognizione del giudizio proposta avverso un atto di pignoramento effettuato in forza di crediti tributari e basata sulla dedotta mancata o invalida notificazione dell'atto presupposto nel caso specifico la cartella di pagamento. Tracciati e delimitati i confini normativi della questione, la Corte ha affermato che: 1) le cause concernenti il titolo esecutivo, in relazione al diritto di procedere ad esecuzione forzata tributaria, si propongono davanti al Giudice Tributario (art. 2 secondo periodo del comma 1 del d.lgs. 546/1992); 2) le opposizione all'esecuzione di cui all'art. 615 c.p.c. che concernono la pignorabilità dei beni si propongono davanto al giudice ordinario (art. 9 secondo comma c.p.c.); 3) le opposizioni agli atti esecutivi di cui all'art 617 c.p.c. ove siano diverse da quelle concernenti la regolarità formale e la notificazione del titolo esecutivo si propongono davanti al giudice ordinario (art. 9 secondo comma c.p.c.);
Prescrizione breve delle cartelle esattoriali e degli atti di riscossione.
In materia di prescrizione di cartelle esattoriali e degli atti riscossione in genere, la Cassazione con ordinanza del 16/03/2017 n. 6884 ha dato continuità al principio, precedentemente affermato dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione con sentenza del 17/11/2016 n. 23397, secondo il quale la scadenza del termine perentorio stabilito per opporsi o impugnare un atto mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva produce soltanto l'effetto dell'irretrattabilità del credito, ma non determina anche l'effetto della c.d. conversione del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale, ai sensi dell'art. 2953 c.c.

References: Cass. 
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