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Timestamp: 2019-03-22 02:26:41+00:00

Document:
Statuto e regolamenti - Il Comune - Città di Cannobio
COMUNE >> Statuto e regolamenti
DEL COMUNE DI CANNOBIO
P R I N C I P I G E N E R A L I
E I S P I R A T O R I
COMUNITA’ LOCALE, STATUTO, COMUNE
Il Comune è ente autonomo che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi, ne promuove lo sviluppo e ne tutela il patrimonio storico, artistico, culturale ed ambientale secondo i principi della Costituzione Repubblicana e delle leggi dello Stato.
Lo Statuto è:
a) l’espressione della sovranità della Comunita’ nel territorio;
b) costituisce l’assetto giuridico della comunità locale uniformando le sue regole alle peculiari esigenze che la caratterizzano;
individua le funzioni che il Comune esercita unitamente a quelle attribuite o delegate dalle Leggi Statali e Regionali.
Il Comune cura gli interessi della propria comunità, ne promuove lo sviluppo ed il progresso civile, culturale, sociale ed economico e garantisce la partecipazione dei cittadini, singoli o associati, alle scelte politiche della comunità.
Il Comune di Cannobio si fregia del titolo di CITTA’ concesso con Decreto del Presidente della Repubblica Italiana del 5 aprile 2006 in riconoscimento dell’importante tradizione storica e dell’attuale importanza turistica dell’abitato, porta d’accesso fra Italia e Svizzera sul Lago Maggiore.
Il Comune esercita le funzioni amministrative che riguardano la popolazione e il territorio comunale, precipuamente nei settori organici di servizi sociali, dell’assetto ed utilizzazione del territorio, della tutela e valorizzazione dei beni culturali e dell’ambiente, dello sviluppo economico e della polizia amministrativa, salvo quanto non sia espressamente attribuito dalle leggi ad altri soggetti.
PROMOZIONE DELLE DIFFERENZE PARI OPPORTUNITA’
Il Comune riconosce nella differenza delle persone ed i sessi un valore, la considera una risorsa in grado di produrre forma di convivenza sociale in cui possono esprimersi i contributi dei singoli e rimuove tutti quegli ostacoli che impediscono la realizzazione delle pari opportunità.
Promuove azioni positive al fine di favorire la presenza e l’impegno delle donne in tutti gli ambiti della vita sociale.
Il Comune per favorire l’efficienza e la “prossimità” dei servizi attua idonee forme di cooperazione con altri Comuni, la Comunità Montana, la Provincia e la Regione.
Il Comune inoltre dialoga, collabora e si confronta altresi’ con la Regio Insubrica e con i Comuni del Canton Ticino su tematiche condivise.
I cittadini hanno il diritto di conoscere il presente Statuto ed il dovere di osservarlo.
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, onestà e responsabilità.
Tutti i cittadini hanno il diritto di accedere ai servizi del Comune
E’ interesse del cittadino, singolo o associato di esercitare il diritto di partecipazione all’attività amministrativa.
Il Comune garantisce e regola la partecipazione popolare, l’accesso alle informazioni, l’accesso ai procedimenti amministrativi.
Il Comune concorre ad assicurare a tutti i cittadini uguali condizioni sociali, formative, culturali, di espressione delle idee, dei valori, della pratica religiosa e di accesso al lavoro; opera per rimuovere ogni discriminazione e forma di emarginazione al fine di garantire il pieno esercizio dei diritti individuali e collettivi.
IDENTITA’ CITTADINA E SOCIALE
Il Comune, nel promuovere la specificità e l’identità locale, rispetta le culture civili e religiose, individuali e collettive, nel rispetto delle tradizioni storiche locali.
Fa proprio il contributo che le diverse culture possono dare alla promozione del bene comune.
Riconosce ai cittadini, alle famiglie, alle organizzazioni quelle attività che sono dirette al bene della comunità.
Il Comune riconosce e tutela la specificità del suo territorio e collocazione oro-geografica privilegiando le proprie peculiarità legate al lago ed alla montagna.
Il Comune ispira la propria azione al rispetto degli equilibri ecologici capaci di garantire la vita presente e futura .
La comunità locale ha il dovere di favorire e concorrere alla realizzazione di iniziative e interventi finalizzati alla valorizzazione del territorio e ad uno sviluppo sostenibile.
Spetta al Comune, nell’ambito delle proprie competenze, promuovere ed attuare un organico assetto del territorio, nel quadro di un programmato sviluppo al fine di prevenire la lesione ambientale nell’interesse della collettività.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale.
Il Comune concorre a tutelare la vita umana promuovendo e sviluppando a tale fine adeguati servizi sociali e sanitari.
Riconosce i diritti del minore e tutela l’infanzia promuovendo politiche socio-educative.
Afferma la parità uomo-donna.
Recepisce la carta dei diritti del malato.
Promuove la valorizzazione delle risorse dell’anziano.
TRADIZIONI DEMOCRATICHE
Il Comune ispira la propria azione al rispetto delle tradizioni civili e democratiche della sua comunità, ne recepisce gli ideali di pace e i valori di giustizia, di solidarietà e di cooperazione umana, espressione delle radici cristiane.
Favorisce l’incontro e la comprensione fra i popoli ed i singoli nel rispetto della persona umana e delle differenti tradizioni culturali, storiche e religiose.
Segni distintivi della Città di Cannobio sono lo Stemma ed il Gonfalone del Comune.
Lo stemma è costituito da uno scudo con croce rossa in campo bianco. Viene altresì richiamato il simbolo di origine di Cannobio: il canneto con l’inserimento di quattro rami di canna disposti nei quattro spazi bianchi.
Il Gonfalone ripropone lo stemma del Comune sovrastato dalla scritta dorata “Città di Cannobio” ed incastonato da un ramo di castagno a sinistra ed uno di alloro a destra. Il tutto su di un drappo di colore bianco a sinistra e rosso a destra ( i colori del Comune sono stati concessi nel sec. XIII da Ottone Visconti al borgo a seguito dell’aiuto ricevuto dai Cannobiesi nel 1276).
I bordi del gonfalone e le scritte sono dorate.
Il Comune di Cannobio è una comunità organica ed integrata fra il capoluogo e le sue frazioni.
Il territorio comunale è delimitato dalla legislazione vigente.
Il Comune di Cannobio adotta il metodo e gli strumenti della programmazione anche in cooperazione con gli altri comuni che insieme costituiscono un riferimento territoriale provinciale della regione.
Il Comune di Cannobio si attiene al principio della leale collaborazione assumendo quale criterio quello della consultazione con i Comuni vicini, la Comunità Montana e con gli altri Enti locali attori sul territorio d’interesse.
Il Comune di Cannobio considera il proprio territorio bene primario da valorizzare e tutelare.
Definisce ed attua, attraverso gli strumenti urbanistici, un organico assetto del territorio, avuto riguardo alla tutela dell’ambiente, nel quadro di un programmato sviluppo degli insediamenti umani, delle infrastrutture sociali e delle attività artigianali, turistiche, commerciali ed agricole di cui assicura il rispetto.
Definisce ed attua piani di difesa del suolo, del sottosuolo e del patrimonio naturale finalizzati a prevenire ed eliminare ogni forma di degrado e di inquinamento atmosferico, idrico ed acustico.
Tutela e valorizza il patrimonio storico, artistico ed archeologico predisponendo piani e strumenti idonei alla sua difesa, garantendo il godimento da parte della collettività.
Attua interventi che favoriscano il diritto all’abitazione.
Predispone la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria, secondo le esigenze e le priorità definite da piani pluriennali di attuazione.
Assicura il rispetto delle prescrizioni e delle istituzioni per l’abbattimento delle barriere architettoniche.
Attua un sistema coordinato di traffico e di circolazione, adeguato ai fabbisogni di mobilità della popolazione residente e fluttuante, con particolare riguardo alle esigenze lavorative, scolastiche e turistiche, coordinando lo sviluppo dei servizi pubblici a favore della popolazione residente nel capoluogo e nelle frazioni per favorire lo sviluppo della comunità integrata ed organica.
Valorizza il proprio territorio come centro per attività di protezione civile, di sicurezza e tutela ambientale predisponendo idonei strumenti di pronto intervento da prestare al verificarsi di pubbliche calamità sostenendo altresi’ la formazione di gruppi di volontariato inseriti nella struttura locale di Protezione civile.
Il Comune indirizza e favorisce l’organizzazione dell’apparato distributivo commerciale al fine di garantire la funzionalità, la produttività del servizio e la tutela del consumatore
Promuove lo sviluppo dell’agricoltura e dell’artigianato.
Adotta iniziative per stimolare le attività e promuove il rinnovamento e l’ordinata espansione delle attrezzature e dei servizi turistici e recettivi.
TUTELA DELLA SALUTE E SERVIZI SOCIALI
Il Comune di Cannobio concorre a garantire, nell’ambito delle sue competenze, il diritto alla salute e tutela il benessere psicofisico dei cittadini per la salute e la sicurezza dell’ambiente e dell’abitazione.
Attua programmi e promuove interventi sociali perseguendo la prevenzione dell’emarginazione e la tutela degli anziani, della maternità oltre alla prima infanzia dei soggetti deboli.
A tal fine realizza strumenti organizzativi in grado di assicurare la conoscenza delle situazioni di rischio sociale e di assicurare il massimo recepimento delle istanze.
Vigila affinché i cittadini abbiano servizi sia sanitari, sia sociali sempre piu’ funzionali ai bisogni al fine di limitare le situazioni di rischio e di disagio.
FORMAZIONI ASSOCIATIVE
Le formazioni associative hanno rapporti con il Comune e con i suoi enti strumentali improntati al rispetto della reciproca autonomia e possono iscriversi in un apposito albo comunale.
I rapporti con il Comune e l’ istituzione dell’Albo sono disciplinati dal regolamento.
PROMOZIONE DEI BENI CULTURALI E DELLO SPORT
Incoraggia e favorisce lo sport.
Sostiene e promuove pubblicazioni relative al territorio ed alla sua conoscenza.
Per il raggiungimento di tali finalità favorisce l'istituzione di enti, organismi ed associazioni culturali, ricreative e sportive, promuove la creazione di idonee strutture, servizi ed impianti e ne assicura l'accesso ai cittadini come singoli ed associazioni. Predispone gli strumenti per agevolare i disabili nell’esercizio del diritto all’attività motoria, alla pratica degli sports e al godimento del tempo libero.
Collabora con enti di promozione sportiva, riconosce e sostiene l’associazionismo ricreativo e sportivo con particolare riguardo alla terza età.
Il Comune affida ai giovani il compito di rinnovare e perpetuare i principi posti alla base dello Statuto e della vita della comunità consegnando loro copia dello statuto nel compimento del 18° anno in una manifestazione da tenersi presso la residenza municipale.
Ne promuove la formazione nel rispetto dello sviluppo della persona ed auspica che l’inserimento nel mondo del lavoro avvenga sulla base delle capacità, del merito e del bisogno individuale.
Opera per il superamento delle emarginazioni di ordine economico, sociale e culturale e promuove adeguate iniziative per eliminare ogni causa; in particolare modo opera per impedire la diffusione della tossicodipendenza.
Promuove gli scambi culturali e di esperienze fra i giovani della città e di altre realtà nazionali ed estere, le attività culturali dei singoli e delle associazioni giovanili.
Realizza e rende funzionali spazi associativi per il raggiungimento della migliore espressione individuale e collettiva.
PARTECIPAZIONE POPOLARE E LIBERE FORME ASSOCIATIVE
Il Comune di Cannobio ispira la propria attività ai principi della partecipazione dei cittadini, sia singoli che associati, garantendone
l’effettivo esercizio.
Riconosce il valore delle libere forme di organizzazione dei cittadini e vede nella cittadinanza attiva uno strumento essenziale per mettere al centro della vita della comunità locale la tutela dei diritti e per estendere l’efficacia della democrazia.
Favorisce perciò la formazione di organismi a base associativa a sostegno di gestione dei servizi comunali a domanda individuale, quali scuole materne, impianti sportivi, culturali, ricreativi e simili.
Il Comune di Cannobio favorisce la consultazione dei cittadini sugli indirizzi politici e programmatici, attraverso il referendum nonché mediante strumenti idonei a conoscere l’orientamento dei cittadini anche per specifiche categorie o settori di esse come disciplinato dall’apposito regolamento.
Il Consiglio Comunale, le Commissioni consiliari e la Giunta possono disporre audizioni delle forze economiche, produttive, di soggetti singoli e associati che possono contribuire, con il loro apporto conoscitivo e con la loro esperienza, alla formazione delle decisioni.
ISTANZE – PETIZIONI - PROPOSTE
I cittadini singoli e associati possono presentare agli organi comunali istanze, petizioni e proposte dirette a promuovere interventi per la tutela di interessi collettivi.
Alle istanze, petizioni proposte deve essere data risposta entro 60 giorni.
Il Regolamento disciplina le modalità per l’acquisizione delle stesse, nonché l’iter procedurale e la comunicazione degli atti adottati e dei motivati dinieghi.
Il referendum consultivo è strumento di partecipazione del cittadino.
È ammesso referendum consultivo su questioni a rilevanza generale, interessanti l'intera collettività comunale.
Il referendum è indetto dal Sindaco e deliberato dal Consiglio Comunale sotto forma di quesito esposto in termini chiari ed intelligibili ed è svolto secondo i principi della massima semplicità delle forme entro quattro mesi dalla richiesta il relativo procedimento è disciplinato dall’apposito regolamento.
Il Comune nel procedimento che incide su situazioni giuridiche soggettive o interessi diffusi dei cittadini attraverso i propri rappresentanti deve favorire la partecipazione degli interessati mediante la divulgazione pubblica dei propri intenti e la conoscenza.
Prevede la partecipazione degli interessati attraverso la visione degli atti e la presentazione di memorie scritte e documenti che l’Amministrazione ha l’obbligo di valutare, nell’osservanza dei diritti stabiliti dalla Legge.
In attuazione delle leggi statali, il Regolamento disciplina il diritto di accesso dei cittadini singoli o associati e il rilascio di copie degli atti, individua i responsabili di procedimenti, detta norme per assicurare ai cittadini l’informazione sullo stato degli atti, delle procedure e sull’ordine di esame delle domande; assicura il diritto dei cittadini di accedere alle informazioni nel rispetto delle normative vigenti.
Il Comune garantisce e promuove il diritto ad un’informazione completa sull’attività dell’Amministrazione.
Tutti gli atti dell’Amministrazione comunale sono pubblici ad eccezione di quelli riservati per legge o per effetto di motivata dichiarazione del Sindaco che ne vieti temporaneamente l’esibizione in quanto la loro diffusione possa pregiudicare il diritto di riservatezza delle persone, dei gruppi o delle imprese.
Al fine di assicurare la trasparenza e l’imparzialità dell’attività amministrativa, è garantito ai cittadini singoli o associati il diritto di prendere in visione gli atti stessi dell’Amministrazione e dei soggetti che gestiscono servizi pubblici comunali secondo le modalità definite dal Regolamento.
I L D I F E N S O R E C I V I C O
Il Comune di Cannobio istituisce l’Ufficio del Difensore Civico al fine di concorrere a garantire il buon andamento, l’imparzialità, la tempestività, la correttezza dell’attività amministrativa.
Apposito regolamento dovrà prevedere i requisiti soggettivi, i casi di ineleggibilità ed incompatibilità alla carica, la durata in carica e le modalità di esercizio della funzione.
Il Consiglio Comunale potrà in alternativa approvare l’istituzione di un difensore civico eletto a livello di Comunità Montana o in forma convenzionata con altri Comuni.
Il difensore civico sarà dotato di un proprio ufficio, di personale ausiliario e avrà, accesso a tutte le informazioni necessarie per l’espletamento del suo mandato. Relazionerà annualmente al Consiglio Comunale sull’andamento dell’attività svolta.
O R G A N I D E L C O M U N E
A r t . 2 6
Sono organi elettivi del Comune il Consiglio Comunale, la Giunta comunale ed il Sindaco
Il Consiglio Comunale è l’organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo.
Il Consiglio Comunale ha autonomia organizzativa e funzionale in conformità alla legge.
La Giunta è l’organo esecutivo che collabora con il Sindaco nell’amministrazione del Comune e concorre all’attuazione dell’indirizzo politico e amministrativo.
Ai membri di Giunta il Sindaco può conferire, con proprio decreto
deleghe ed attribuzioni e poteri relativi a materie, mezzi, funzioni, settori di attività e progetti.
La delega può essere in qualunque momento revocata con un decreto anche per il venir meno del rapporto di fiducia.
Il Sindaco è il rappresentante legale dell’Ente.
Il Consiglio Comunale esercita le funzioni di indirizzo politico-amministrativo, di programmazione e promuove le attività di controllo necessarie per la corretta attuazione delle linee programmatiche.
Nel regolamento sono definite le modalità per l’esercizio delle attribuzioni di indirizzo politico-amministrativo e di controllo, nonché quelle relative al funzionamento degli organi consiliari.
L’elezione del Consiglio Comunale, la sua durata in carica, il numero dei consiglieri e la loro posizione giuridica sono disciplinati dalla legge.
I consiglieri entrano in carica all’atto della proclamazione ovvero, in caso di surrogazione, non appena adottata dal Consiglio Comunale la relativa deliberazione.
La prima seduta del Consiglio Comunale deve essere convocata e presieduta dal Sindaco neoeletto entro il termine perentorio di dieci giorni dalla proclamazione degli eletti e deve tenersi entro il termine di dieci giorni dalla convocazione.
La prima adunanza del nuovo Consiglio Comunale comprende le trattande riservate alla convalida degli eletti, al giuramento del Sindaco, alla comunicazione al Consiglio Comunale da parte del Sindaco della Giunta da esso nominata unitamente alla proposta degli indirizzi generali e di governo.
Le sedute successive alla prima sono convocate e presiedute dal Sindaco sentita la Conferenza dei capi gruppo consiliari.
In caso di assenza o impedimento del Sindaco le sedute sono convocate dal Vice Sindaco, cui compete in questi casi, altresì, la fissazione del giorno dell’adunanza.
I1 Consiglio Comunale può essere convocato in via straordinaria: per iniziativa del Sindaco della Giunta e di un quarto dei consiglieri in carica.
L’ordine del giorno viene proposto dal Sindaco alla conferenza dei Capi gruppo consiliari.
LAVORI CONSILIARI E VOTAZIONI
Il Consiglio Comunale si riunisce validamente con la presenza della metà piu’ uno dei consiglieri assegnati, salvo i casi in cui è richiesta una maggioranza qualificata.
Per quanto riguarda il funzionamento del Consiglio Comunale si rinvia al regolamento comunale.
Le votazioni hanno luogo con voto palese; il regolamento stabilisce i casi in cui si vota a scrutinio segreto.
Si computano per determinare la maggioranza dei votati coloro che si astengono.
Le sedute del Consiglio Comunale sono pubbliche di regola avvengono nella sala consiliare sita nella residenza municipale ma è fatta salva la possibilità di convocare anche il Consiglio Comunale in altre sale presenti nel territorio.
Il regolamento stabilisce i casi in cui il Consiglio Comunale si riunisce in seduta segreta.
CONFERENZA DEI CAPOGRUPPI
La Conferenze è composta dal Sindaco e dai Capigruppo del Consiglio Comunale.
Le funzioni e le competenze della conferenza sono stabilite dal regolamento del Consiglio Comunale.
Il Consiglio Comunale istituisce le commissioni consiliari.
La composizione, il numero, le competenze e le modalità di funzionamento delle Commissioni consiliari sono disciplinate dal regolamento.
Nell'ambito delle rispettive competenze le commissioni consiliari riferiscono periodicamente al Consiglio Comunale, sull'attività amministrativa del Comune e dei suoi uffici, sull'attuazione del programma e sull'attività delle istituzioni, consorzi, aziende e società appartenenti al Comune.
Gli osservatori e le consulte possono essere istituiti secondo le modalita’ stabilite dal regolamento, per svolgere studi su materie di particolare interesse per il Comune.
Le Commissioni Consiliari hanno un gettone di partecipazione per i membri pari a quello di una normale sessione del Consiglio Comunale.
I consiglieri rappresentano l'intero Comune ed esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato.
Ogni consigliere, secondo le procedure stabilite dal regolamento, e nell'ambito del potere di vigilanza inerente al mandato, ha diritto di:
a) esercitare l'iniziativa per gli atti di competenza del Consiglio Comunale;
b) formulare interrogazioni, interpellanze, mozioni;
c) ottenere informazioni e copie di atti e documenti utili all'espletamento del mandato senza che possa essere opposto il segreto d'ufficio.
I consiglieri comunali che, senza giustificato motivo, non intervengano a tre sedute ordinarie consecutive del Consiglio Comunale sono dichiarati decaduti. La decadenza è pronunciata dal Consiglio Comunale.
Le dimissioni dalla carica di consigliere comunale devono essere indirizzate al Sindaco, presentate per iscritto al protocollo dell’Ente ed immediatamente protocollate secondo l’ordine di presentazione. Esse sono irrevocabili, non necessitano di presa d’atto e sono immediatamente efficaci.
Il Consiglio Comunale, entro e non oltre dieci giorni deve procedere alla surroga dei dimissionari con separate deliberazioni.
I consiglieri si costituiscono in gruppi secondo le modalità stabilite dal regolamento.
Ciascun gruppo consiliare è composto da almeno due consiglieri.
In deroga a quanto previsto dal precedente comma, è ammessa la costituzione in gruppo anche di un solo consigliere, quando risulti l'unico eletto di una lista.
I consiglieri che non aderiscono ad alcun gruppo consiliare confluiscono nel gruppo misto che ha rilevanza esclusivamente ai fini della partecipazione alla conferenza dei capigruppo.
Il Sindaco e’ eletto dai cittadini a suffragio universale e diretto secondo le disposizioni dettate dalla legge.
Il Sindaco nomina i componenti della Giunta, tra cui un Vice Sindaco, e ne dà comunicazione al Consiglio nella prima seduta, unitamente alla proposta degli indirizzi generali e di governo e al giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana.
Le cause di ineleggibilità, incompatibilità ed incandidabilità sono disciplinate dalla legge.
Il Sindaco assume tutte le proprie funzioni al momento della proclamazione che avviene immediatamente al termine delle operazioni di voto.
Il Sindaco resta in carica cinque anni dall’avvenuta proclamazione.
Gli adempimenti, la cessazione e la rimozione del Sindaco, sono disciplinati dalla legge.
Il Sindaco è il responsabile del Comune ed è rappresentante dell’Ente locale verso l’esterno.
Il Sindaco nomina la Giunta, i Capi-settore ed il Segretario Comunale.
Il Sindaco sovraintende, dando i necessari impulsi, l’attività gestionale del Comune.
Il Sindaco convoca e preside la Giunta ed il Consiglio Comunale.
II Sindaco nomina, delega e revoca, i rappresentanti del Comune in seno ad enti, aziende ed Istituzioni.
Il Sindaco svolge le attribuzioni di cui all’art. 50 del T.U. e quelle riservate dalle leggi, dallo Statuto e dai Regolamenti.
COMPOSIZIONE E ATTRIBUZIONI DELLA GIUNTA
La Giunta è composta dal Sindaco, che la presiede, e da un numero minimo di 4 Assessori ad un massimo di 6.
Non vi è incompatibilità tra la carica di Assessore e quella di Consigliere nel caso in cui gli Assessori vengano scelti tra Consiglieri.
Le cause di ineleggibilita’ e di incompatibilità alla carica di Sindaco e di Assessore sono stabilite dalla legge.
Le variazioni nella composizione numerica e nominativa dei componenti, sono altresì rese note nella prima seduta consiliare utile e successiva alle variazioni intervenute.
Possono essere eletti alla carica di Assessore, anche cittadini non facenti parte del Consiglio, in possesso dei requisiti di compatibilità e di eleggibilità alla carica di consigliere.
Può essere comunque nominato all’interno della Giunta un solo Assessore esterno.
La Giunta Comunale ha competenze residuali che la legge non attribuisce espressamente al Consiglio Comunale, al Sindaco, al Segretario o ai Funzionari Dirigenti, ha inoltre le competenze esclusive che la legge gli attribuisce in materia finanziaria, di programmazione di opere pubbliche, e personale: esercita inoltre attivita’ propositiva e di impulso nei confronti dell’attività consiliare.
La Giunta rimane in carica sino all’insediamento dei successori nei modi e nei tempi stabiliti dalla legge.
ORDINAMENTO DEGLI UFFICI COMUNALI
CRITERI GENERALI DI ORGANIZZAZIONE
La struttura organizzativa dell’Ente è impostata in settori, uffici e servizi.
CONTENUTI DELLA RESPONSABILITÀ DI GESTIONE AMMINISTRATIVA
Il Segretario collabora con il Sindaco e sovrintende allo svolgimento delle funzioni dei responsabili di settore ne coordina l'attività garantendone la sfera di autonomia gestionale, al fine del conseguimento degli obiettivi determinati dagli organi di direzione politica;
Il Segretario, in conformità alle attribuzioni di Legge e dello Statuto, oltre a garantire la legittimità dell’azione amministrativa e svolgere le funzioni di consulenza, esercita le funzioni e attribuzioni di cui all’art.97 del DLGS 267/00;
Il Sindaco può conferire al Segretario le funzioni di Direttore Generale con le attribuzioni di legge, ai sensi dell’art. 108 del DLGS 267/00.
Un funzionario direttivo, in possesso del diploma di laurea, oltre alle attribuzioni specifiche per il posto ricoperto, può essere incaricato dal Sindaco a svolgere funzioni vicarie o ausiliarie del Segretario Comunale, da assolvere unicamente in caso di assenza ed impedimento per motivi di fatto e di diritto del titolare dell’ufficio.
I responsabili di settore sono nominati dal Sindaco.
assume la responsabilità dei procedimenti di competenza del Settore;
assume gli impegni di spesa;
adotta le determine a contrattare;
stipula i contratti in rappresentanza dell’Ente;
adotta i provvedimenti di autorizzazione, concessione o analoghi, il cui rilascio presupponga accertamenti e valutazioni, anche di natura discrezionale, nel rispetto dei criteri predeterminati dalla legge, dai regolamenti e da atti generali di indirizzo;
emette i provvedimenti restrittivi (ordinanze, sanzioni) privi di discrezionalità politica, fatta eccezione per i casi riservati dall’ordinamento al Sindaco in veste di Ufficiale di Governo.
Le modificazioni del presente Statuto sono deliberate dal Consiglio Comunale con la procedura prevista dal Testo Unico per gli Enti Locali.
Il presente Statuto è pubblicato nel BUR ed affisso all’Albo Pretorio Comunale per trenta giorni consecutivi.
Il Sindaco invia lo Statuto, munito della certificazione delle avvenute pubblicazioni di cui al precedente comma, al Ministero dell’Interno per essere inserito nella raccolta ufficiale degli Statuti.
Il presente Statuto entra in vigore il trentunesimo giorno successivo alla sua pubblicazione all’Albo Pretorio dell’Ente.
.108-Regolamento accesso civico (Pubblicato il: 22.12.2017)
07 - Fognature (Pubblicato il: 10.05.2011)
00 - Statuto Città di Cannobio (Pubblicato il: 10.05.2011)
03 - Punto vendita prezzi controll. (Pubblicato il: 10.05.2011)
05 - Organico Personale (Pubblicato il: 10.05.2011)
09 - Biblioteca Civica (Pubblicato il: 10.05.2011)
10 - Segnaletica attiv. produttive (Pubblicato il: 10.05.2011)
11 - Disciplina Igiene Urbana (Pubblicato il: 10.05.2011)
12 - Contabilità (Pubblicato il: 10.05.2011)
16 - Polizia Urbana (Pubblicato il: 10.05.2011 10:05:48)
18 - Mestieri Viaggianti (Pubblicato il: 10.05.2011 10:11:34)
22 - Scarichi insediamenti civili (Pubblicato il: 10.05.2011)
25 - Uso palestre comunali (Pubblicato il: 10.05.2011 10:39:25)
28 - Disciplina dei contratti (Pubblicato il: 10.05.2011 10:47:59)
30 - Conferimento incarichi prog. (Pubblicato il: 10.05.2011)
35 - Procedimenti Disciplinari (Pubblicato il: 10.05.2011 11:09:54)
38 - Doc. Amm. e Leg. Firme (Pubblicato il: 10.05.2011 11:17:23)
39 - Imposta sulla Pubblicità (Pubblicato il: 10.05.2011 11:20:02)
43 - Pubblicità impianti sportivi (Pubblicato il: 10.05.2011 11:47:29)
44 - Disciplina raccolta rifiuti (Pubblicato il: 10.05.2011 11:51:12)
46 - Vendita beni immobili (Pubblicato il: 10.05.2011 11:55:10)
49 - Iscrizione libere Associazioni (Pubblicato il: 10.05.2011)
50 - Reg Entrate Comunali (Pubblicato il: 10.05.2011)
52 - Piano localizzazione edicole (Pubblicato il: 10.05.2011 12:26:50)
13 - Uso e distrib. acqua potabile (Pubblicato il: 10.05.2011)
14 - Parcheggi pubbl. non custod. (Pubblicato il: 10.05.2011)
17 - Concorsi e selezioni (Pubblicato il: 10.05.2011)
24 - Consulte Comunali (Pubblicato il: 10.05.2011 10:36:51)
32 - Sanzioni Amministrative (Pubblicato il: 10.05.2011 11:02:43)
41 - Dati Sensibili (Pubblicato il: 10.05.2011 11:31:45)
60 - Servizi Cimiteriali (Pubblicato il: 10.05.2011 14:41:04)
65 - Disciplina attività rumorose (Pubblicato il: 10.05.2011)
66 - Occup. P.zza V.Emanuele III (Pubblicato il: 10.05.2011)
67 - Aree Mercatali (Pubblicato il: 10.05.2011 15:37:29)
72 - Noleggio con Conducente (Pubblicato il: 10.05.2011 15:56:54)
78 - Beni e Servizi (Pubblicato il: 10.05.2011 16:15:13)
81 - Difensore Civico (Pubblicato il: 10.05.2011 16:20:14)
82 - Incarichi e Consulenze (Pubblicato il: 10.05.2011 16:38:32)
84 - Campi di Bocce (Pubblicato il: 10.05.2011 16:46:18)
19 - Organizzazione degli uffici (Pubblicato il: 10.05.2011)
ADEGUAMENTO REGOLAMENTO PER L'ORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI E ORDINAMENTO DEL PERSONALE AL D.LGS N.75-2017 approvato con deliberazione G:C n. 11 del 25/01/2018
21 - Interventi sul verde pubblico (Pubblicato il: 10.05.2011 10:20:14)
23 - Barbieri Parrucchieri (Pubblicato il: 10.05.2011 10:28:05)
36 - Utilizzo Impianti Sportivi (Pubblicato il: 10.05.2011)
27 - Utilizzo ex scuole Traffiume (Pubblicato il: 10.05.2011)
48 - Tetti in piode (Pubblicato il: 10.05.2011 12:01:26)
57 - Utilizzo ex M. Maddalena (Pubblicato il: 10.05.2011 14:19:07)
59 - Edifici di Culto (Pubblicato il: 10.05.2011 14:23:38)
63 - Condono Fiscale trib. com. (Pubblicato il: 10.05.2011)
33 - Ripartizione fondo progettaz. (Pubblicato il: 10.05.2011)
47 - Albo Ditte di Fiducia (Pubblicato il: 10.05.2011 11:58:59)
69 - Utilizzo Parcheggi Pubblici (Pubblicato il: 10.05.2011 15:47:31)
83 - Commissione Paesaggio (Pubblicato il: 10.05.2011 16:40:33)
04 - Tarsu, regolamento (Pubblicato il: 01.01.2011)
.104 - Nuovi Proc.disciplinari (Pubblicato il: 28.02.2011)
NUOVO REGOLAMENTO PROCEDIMENTI DISCIPLINARI DEL PERSONALE DIPENDENTE" aproovato con deli. GC n. 12 del 25/01/2018 1 REGOLAMENTO SULL’ORDINAMENTO DEGLI UFFICI E DEI SERVIZI TITOLO I PRINCIPI GENERALI ART. 1. OGGETTO DEL REGOLAMENTO 1. Il presente regolamento disciplina le modalità di gestione di servizi e funzioni direttamente svolte dall’Ente, anche in relazione al controllo di attività svolte da terzi senza legami istituzionali con il Comune o svolte da società partecipate o enti e organismi e strumentali. ART. 2. CONTENUTO DEL REGOLAMENTO 1. Il regolamento di organizzazione quale strumento di politica dell’organizzazione e delle risorse umane assolve a 3 funzioni: a) individuazione delle strategie di fondo sottese al modello organizzativo; b) chiarificazione organizzativa sulla struttura, le competenze decisionali, i ruoli, l’attribuzione delle responsabilita’; c) completamento ed integrazione delle fonti normative superiori con particolare riferimento a quanto disciplinato nel D.lgs. 165/2001 e D.lgs. 150/2009. 2. Gli atti di indirizzo e di gestione, che scaturiscono dall’applicazione di norme contenute nel regolamento, sono costituiti da altri conseguenti atti di organizzazione. ART. 3. RIFERIMENTO DEL REGOLAMENTO 1. Il presente regolamento e’ formulato nel rispetto: a) della legge; b) dello statuto; c) dei criteri generali stabiliti dal Consiglio Comunale; d) dell’ambito riservato ai contratti collettivi di lavoro. 2. Le norme del presente regolamento si integrano e costituiscono punto di riferimento per gli altri regolamenti comunali, i quali dovranno ad esso conformarsi relativamente alle parti inerenti alle materie di ordinamento degli uffici e dei servizi. ART. 4. RIFERIMENTI PER LA DEFINIZIONE DELL’ORGANIZZAZIONE DELL’ENTE 1. L’organizzazione dell’Ente deve perseguire le finalità e gli obiettivi stabiliti dagli organi politici, così come indicati negli strumenti di programmazione adottati. 2. La funzionalità organizzativa deve realizzarsi mediante uno stretto collegamento e coordinamento delle attività, attraverso l’attivazione di idonei flussi di comunicazione interni ed esterni. In particolare sono curati i flussi informativi con i cittadini per quanto riguarda le modalità di: a) accesso ai servizi; b) svolgimento dei procedimenti amministrativi; 2 c) conoscenza dello stato dei procedimenti; d) organizzazione e svolgimento dell’azione amministrativa ai fini della valutazione e misurazione dei risultati raggiunti dall’Ente. 3. Lo schema strutturale dell’Ente specifica la suddivisione delle responsabilità fra tutte le strutture organizzative in cui e’ suddiviso. A ciascuna struttura organizzativa sono assegnate risorse umane, strumentali ed economico finanziarie e ognuna di esse partecipa alla realizzazione di uno o più risultati amministrativi. 4. L’Ente persegue un modello organizzativo per procedimenti attraverso fasi affinché si affermi una logica di direzione per obiettivi ove tutte le strutture organizzative sono impegnate nella realizzazione di uno specifico risultato amministrativo nell’ambito delle disposizioni di legge, dei contratti di lavoro, dello statuto, dei regolamenti, degli atti di indirizzo del Consiglio e della Giunta. TITOLO II ORGANIZZAZIONE STRUTTURALE DELL’ENTE ART. 5. SCHEMA STRUTTURALE DELL’ENTE 1. Lo schema strutturale stabilisce, per tutto l’Ente, la tipologia delle strutture organizzative da attivare, selezionate fra quelle ammesse dal presente regolamento, la loro denominazione e le loro responsabilità. 2. Lo schema strutturale dell’Ente e’ approvato nel rispetto del riparto di competenze fra organi politici (Sindaco, Giunta Comunale e Consiglio Comunale) ed organi gestionali (Segretario Comunale con carica di Direttore, Settori e personale), ai sensi e per gli effetti del D.lgs. 165/2001 e D.lgs. 150/2009. A tale fine tutte le decisioni inerenti la dotazione organica complessiva e la definizione della macrostruttura sono di competenza della Giunta Comunale, mentre quelle inerenti l’articolazione interna ed articolazione della dotazione del singolo settore (c.d. microstruttura) e’ di competenza degli organi preposti alla gestione (Segretario Comunale e Capi Settore). 3. In linea generale le scelte strutturali, nell’ambito del presente regolamento, dovranno contenere almeno una specificazione organizzativa in settori. Inoltre, dovrà essere assicurato il necessario coordinamento fra l’apparato politico-amministrativo e quello gestionale. 4. Sono altresì riservati alla macrorganizzazione secondo il D.lgs. 150/09, con competenza della Giunta Comunale: · le modalità di conformazione del rapporto di lavoro necessarie a dare attuazione al ciclo di gestione della performance organizzativa ed individuale. A tal fine la Giunta Comunale definisce i sistemi di incentivazione del personale sulla base dei programmi di incremento della produttività e miglioramento della qualità dei servizi nonché le metodologie di valutazione e/o misurazione basate su indici e standard di valutazione (artt. 7 e 8 D.lgs. 150/2009). · Le conformazione delle fasce di valorizzazione individuale e loro percentuale di finanziamento; · I programmi annuali e pluriennali di formazione; · Tutte le materie che la legge non riservi a sé, al contratto collettivo, al potere datoriale. 3 5. Le scelte di macrorganizzazione, in quanto afferenti alla potestà regolamentare trovano collocazione nel presente regolamento o in atti organizzativi successivi e collegati. ART. 6. STRUTTURE BASE 1. La struttura organizzativa dell’Ente – ispirata al modello dipartimentale-funzionale si compone della seguente tipologica di strutture stabiliti o temporanee: A. settori; B. servizi; C. unità operative; D. strutture di progetto; E. Conferenze Capi-Settore. ART. 7 SETTORI, SERVIZI, UNITA’ OPERATIVE 1. Il settore e’ la struttura di massima dimensione dell’Ente atta a garantire aree omogenee di funzioni, nonché punto di riferimento per le politiche di pianificazione, controllo strategico, l’ innovazioni organizzative di servizio, di prodotto, di processo. Il settore: a) persegue finalità di sviluppo di ampie aree del contesto economico sociale comunale o e’ di supporto alla realizzazione di tale finalità attraverso la gestione delle risorse interne; b) utilizza un budget di risorse umane, strumentali e finanziarie per raggiungere obiettivi nell’ambito delle competenze assegnate; c) gestisce le attività attraverso formali e periodiche sessioni di programmazione e controllo dei risultati. 2. Il settore, per governare adeguatamente ambiti di particolare complessità organizzativa, sono suddivisi in servizi, secondo criteri di razionale suddivisione dei compiti. 3. I servizi, per curare nel loro specifico ambito, lo svolgimento di attività di significativa complessità, sono suddivisi in ulteriori strutture denominate unità operative. 4. La responsabilità di settore e’ assegnata a personale almeno inserito nella categoria D (di norma con minimo D1 giuridico) del sistema di classificazione professionale. 5. La responsabilità di servizio e’ assegnata a personale inserito nella categoria D del sistema di classificazione professionale, in mancanza a personale di categoria C. 6. La responsabilità di unità operativa e’ assegnata a personale almeno inserito nella categoria C del sistema di classificazione professionale. ART. 8. STRUTTURE DI PROGETTO 1. Le strutture di progetto sono strutture temporanee istituite per il raggiungimento di obiettivi per cui e’ necessario lo svolgimento fortemente coordinato di attività che richiedono il contributo di personale appartenente a diverse strutture organizzative. 2. La struttura di progetto deve essere costituita formalmente con un atto del Segretario Comunale che indichi: a) l’obiettivo da raggiungere; b) le risorse finanziarie, umane e strumentali necessarie; c) le scadenze e i tempi di realizzazione dell’iniziativa; d) i componenti del gruppo, di lavoro tra cui il Responsabile e le rispettive competenze. 3. La responsabilita’ della struttura di progetto e’ assegnata a personale inserito almeno nella categoria C del sistema di classificazione professionale. 4 ART. 9. - CONFERENZA CAPI – SETTORE 1. E’ costituita la Conferenza dei Capi-Settore. 2. Spetta alla Conferenza dei Capi-Settore: a. proporre le semplificazioni procedurali di rilevanza generale; b. b) proporre innovazioni tecnologiche e organizzative per determinare, in particolare, una maggiore efficienza e qualità delle prestazioni realizzate dall’Ente; c. c) collabora alla elaborazione di proposte relative alle scelte di indirizzo definite dagli organi politici e di valutazione dei risultati ottenuti; d. d) coordinare, in attuazione delle direttive del Segretario Comunale, la realizzazione dei piani di intervento con valenza generale, definendo anche le linee guida per la costituzione di strutture di progetto; e. e) realizzare il confronto e lo scambio di valutazioni sull’andamento dell’Ente; f. f) individuare orientamenti comuni per risolvere quei problemi organizzativi e gestionali che richiedono integrazione di comportamenti; g. g) discutere di proposte relative alla definizione delle politiche del personale in termini di definizione dei piani formativi, del piano triennale delle assunzioni, del piano delle carriere, dei sistemi di erogazione di fondi incentivanti. 3. La Conferenza dei Capi-Settore e’ composta dal Segretario Comunale, che la Presiede, e dai Responsabili di settore. 4. Per l’esame di specifiche questioni, il Presidente può invitare i Responsabili dei servizi e/o unità operative interessate. 5. Il Presidente della Conferenza, sulla base degli orientamenti della Giunta e delle proposte dei Responsabili di settore, predispone una prima bozza del P.E.G., ne coordina la discussione, lo presenta in Giunta e si assume la responsabilità di attuare tutte le più opportune misure per garantire l’apporto dei responsabili organizzativi all’elaborazione finale del Piano stesso. 6. La Conferenza dei Capi-Settore e’ convocata di norma una volta alla settimana dal Presidente o, motivatamente, su richiesta di uno dei componenti o del Sindaco. Alle riunioni, qualora sia necessario in relazione agli argomenti trattati, e’ invitato, dal Presidente, il Sindaco, che puo’ intervenire direttamente o delegando gli Assessori interessati. 5 Titolo III SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA ED INDIVIDUALE PRINCIPI E FINALITÀ ART. 10. - FINALITA’ 1. Il Comune di Cannobio misura e valuta la performance con riferimento alla Amministrazione nel suo complesso, alle unità organizzative in cui si articola e ai singoli dipendenti al fine di migliorare la qualità dei servizi offerti nonché la crescita delle competenze professionali attraverso la valorizzazione del merito e l’erogazione dei premi per i risultati perseguiti dai singoli e dalle unità organizzative, in un quadro di pari opportunità di diritti e doveri, trasparenza dei risultati e delle risorse impiegate per il loro perseguimento. 2. Il rispetto dei principi generali in materia di misurazione e valutazione della performance è condizione necessaria per l’erogazione di premi e componenti del trattamento retributivo legati alla performance e rileva ai fini del riconoscimento delle progressioni economiche, dell’attribuzione degli incarichi di responsabilità al personale ART. 11 - DEFINIZIONE DI PERFORMANCE ORGANIZZATIVA 1. 1.La performance organizzativa fa riferimento ai seguenti aspetti: a. l’impatto dell'attuazione delle politiche attivate sulla soddisfazione finale dei bisogni della collettività; b. l'attuazione di piani e programmi, ovvero la misurazione dell'effettivo grado di attuazione dei medesimi, nel rispetto delle fasi e dei tempi previsti, degli standard qualitativi e quantitativi definiti, del livello previsto di assorbimento delle risorse; c. la rilevazione del grado di soddisfazione dei destinatari delle attività e dei servizi anche attraverso modalità interattive; d. la modernizzazione e il miglioramento qualitativo dell'organizzazione e delle competenze professionali e la capacità di attuazione di piani e programmi; e. lo sviluppo qualitativo e quantitativo delle relazioni con i cittadini, i soggetti interessati, gli utenti i destinatari dei servizi, anche attraverso lo sviluppo di forme di partecipazione e collaborazione; f. l'efficienza nell'impiego delle risorse, con particolare riferimento al contenimento ed alla riduzione dei costi, nonché all'ottimizzazione dei tempi dei procedimenti amministrativi; g. la qualità e la quantità delle prestazioni e dei servizi erogati; h. il raggiungimento degli obiettivi di promozione delle pari opportunità. ART. 12. - DEFINIZIONE DI PERFORMANCE INDIVIDUALE 1. La misurazione e la valutazione della performance individuale delle Posizioni organizzative del personale responsabile di unità organizzativa in posizione di autonomia e responsabilità è collegata: a. agli indicatori di performance relativi all’ambito organizzativo di diretta responsabilità; 6 b. al raggiungimento di specifici obiettivi individuali; c. alla qualità del contributo assicurato alla performance generale della struttura, alle competenze professionali e manageriali dimostrate; d. alla capacità di valutazione dei propri collaboratori, dimostrata tramite una significativa differenziazione delle valutazioni. 2. La misurazione e la valutazione svolte dalle Posizioni organizzative sulla performance individuale del personale sono effettuate sulla base del sistema di misurazione e valutazione della performance e collegate: a. al raggiungimento di specifici obiettivi di gruppo o individuali; b) alla qualità del contributo assicurato alla performance dell’unità organizzativa di appartenenza; c) alle competenze dimostrate ed ai comportamenti professionali e organizzativi. SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE ART. 13 – DEFINIZIONE 1. La performance organizzativa e la performance individuale sono valutate annualmente; a tal fine, viene adottato dalla Giunta Comunale ed aggiornato annualmente il Sistema di misurazione e valutazione della performance, previo parere vincolante del Nucleo di valutazione). ART. 14. – SOGGETTI 1. La funzione di misurazione e valutazione della performance è svolta: dal Nucleo di valutazione), come disciplinato dal successivo art. 15; · dalle Posizioni organizzative, che valutano la performance organizzativa ed individuale del personale assegnato, compresa quella dei titolari di posizione organizzativa, tenuto conto degli ambiti di misurazione e valutazione previsti dalle vigenti disposizioni; · dai cittadini o dagli utenti finali in rapporto alla qualità dei servizi resi dall’amministrazione, come risultante dal sistema di rilevazione del rispettivo grado di soddisfazione, partecipando alla performance organizzativa secondo le modalità stabilite dal Nucleo di valutazione. ART. 15 - NUCLEO DI VALUTAZIONE 1. Al sensi del vigente articolo 147 del D.lgs. n. 267/2000 e con riferimento alla non applicabilità diretta dell'articolo 14 del D.lgs. n. 150 /2009 alle autonomie territoriali, è individuato un Nucleo di Valutazione con le seguenti finalità: · valutazione diretta delle prestazioni dei responsabili dei servizi al sensi del presente regolamento; · valutazione delle prestazioni e dei risultati dei dipendenti incaricati di posizione organizzativa ai sensi dell'articolo 8 e seguenti del C.C.N.L. 31/3/1999; · verifica sull'adozione e attuazione del sistema di valutazione permanente dei responsabili dei servizi e del personale dipendente nel rispetto dei principi contrattuali e del D.lgs. 150/2009; · verifica dell'esistenza e dell'attuazione dei sistemi di controllo interno di cui all'articolo 147 del D.lgs. n. 267/200 e dell'articolo … del presente regolamento; 7 · collaborazione con l'amministrazione e con i responsabili dei servizi per il miglioramento organizzativo e gestionale dell'ente locale; · certificazione della possibilità di incremento del fondo delle risorse decentrate di cui all'articolo 15 del C.C.N.L. 1/4/1999 ai sensi dell'articolo 15 comma 2 e comma 4 del medesimo contratto. 2. Il Nucleo di Valutazione è un organo monocratico, nominato dal Sindaco sulla base della presentazione del curriculum e dell'esperienza maturata nel campo della valutazione. Non si applicano le disposizioni di cui all'articolo 7 comma 6 del D.lgs. n. 165/2001. 3. Per essere nominato nel nucleo di valutazione occorre essere in possesso dei seguenti requisiti: - non possono essere nominati tra soggetti che rivestano incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali svolti sul territorio dell’Ente negli ultimi tre anni ovvero che abbiano rapporti continuativi di collaborazione o di consulenza con le predette organizzazioni, ovvero che abbiano rivestito simili incarichi o cariche o che abbiano avuto simili rapporti nei tre anni precedenti la designazione; - esperienza, rinvenibile nel curriculum vitae dei candidati a ricoprire il ruolo di membro del nucleo di valutazione, nell’ambito delle materie correlate al lavoro pubblico, agli aspetti giuridici ed economici del personale degli enti locali e agli aspetti organizzativi e gestionali; - vista la ridotta dimensione dell’ente e della relativa misurazione e valutazione delle attività, possono far parte del nucleo di valutazione di questo ente, anche soggetti che partecipano ad altri nuclei o organismi indipendenti di valutazione in diverse amministrazioni. 4. L'importo da corrispondere al titolare del nucleo di valutazione è stabilito dal Sindaco nel decreto di nomina e viene impegnato sul bilancio dell'ente con apposita determina dirigenziale. 5. La durata del nucleo è pari ad anni tre (3), salvo revoca. 6. Il responsabile dell’area amministrativa/risorse umane assicura le risorse umane ed organizzative necessarie al funzionamento del nucleo di valutazione. 7. E’ facoltà dell'amministrazione adottare uno specifico regolamento per il funzionamento del nucleo di valutazione ad integrazione del regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi. CICLO DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE ART. 16 – FASI DEL CICLO DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE 1. Il ciclo di gestione della performance si sviluppa nelle seguenti fasi: a. definizione e assegnazione degli obiettivi che si intendono raggiungere, dei valori attesi di risultato e dei rispettivi indicatori, tenendo conto anche dei risultati conseguiti nell’anno precedente, come documentati e validati nella relazione annuale sulla performance; b. collegamento tra gli obiettivi e l'allocazione delle risorse; c. monitoraggio in corso di esercizio e attivazione di eventuali interventi correttivi; d. misurazione e valutazione della performance organizzativa e individuale; e. utilizzo dei sistemi premianti, secondo criteri di valorizzazione del merito; f. rendicontazione dei risultati agli organi di indirizzo politico-amministrativo, ai vertici delle amministrazioni, nonché ai competenti organi di controllo interni ed esterni, ai cittadini, ai soggetti interessati, agli utenti e ai destinatari dei servizi. ART. 17– IL PIANO DELLA PERFORMANCE 8 1. La definizione e assegnazione degli obiettivi che si intendono raggiungere, dei valori attesi di risultato e dei rispettivi indicatori ed il collegamento tra gli obiettivi e l’allocazione delle risorse si realizza attraverso il Piano della Performance, che è unificato organicamente al Piano Esecutivo di Gestione (PEG), il quale viene deliberato annualmente in coerenza con il bilancio di previsione e con il documento unico di programmazione. 2. Il Piano della Performance viene pubblicato sul sito istituzionale dell’ente, nell’apposita sezione dedicata alla trasparenza. ART. 18. – MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE 1. La misurazione della perfomance si realizza attraverso le strutture dedicate al controllo di gestione nelle modalità definite dall’ente. 2. La validazione della performance dell’ente, dei settori e dei dirigenti è effettuata dal Nucleo di valutazione secondo quanto previsto dal Sistema di valutazione della performance di cui all’art. 13 e segg. 3. La valutazione della performance individuale dei responsabili di unità organizzativa in posizione di autonomia e responsabilità, secondo le modalità definite nel Sistema di valutazione di cui all’art. 13 e segg., è collegata: a. agli indicatori di performance relativi all'ambito organizzativo di diretta responsabilità, ai quali è attribuito un peso prevalente nella valutazione complessiva; b. al raggiungimento di specifici obiettivi individuali; c. alla qualità del contributo assicurato alla performance generale della struttura, alle competenze professionali e manageriali dimostrate, nonché ai comportamenti organizzativi richiesti per il più efficace svolgimento delle funzioni assegnate; d. alla capacità di valutazione dei propri collaboratori, dimostrata tramite una significativa differenziazione dei giudizi. 4. La misurazione e valutazione della performance individuale dei titolari di Posizioni organizzative è collegata altresì al raggiungimento degli obiettivi individuati nella direttiva generale per l'azione amministrativa e la gestione e nel Piano della performance, nonché di quelli specifici definiti nel contratto individuale. 5. La misurazione e la valutazione svolte dai titolari di Posizioni organizzative sulla performance individuale del personale sono effettuate sulla base del Sistema di misurazione e valutazione della performance di cui all’art….. e collegate: a) al raggiungimento di specifici obiettivi di gruppo o individuali; b) alla qualità del contributo assicurato alla performance dell'unità organizzativa di appartenenza, alle competenze dimostrate ed ai comportamenti professionali e organizzativi. 6. Nella valutazione di performance individuale, non sono considerati i periodi di congedo di maternità, di paternità e parentale. ART. 19 – SISTEMA PREMIANTE 1. Al fine di migliorare la performance individuale ed organizzativa e valorizzare il merito, l’Ente introduce sistemi premianti selettivi secondo logiche meritocratiche e valorizza i dipendenti che conseguono le migliori performance attraverso l’attribuzione selettiva di riconoscimenti sia monetari che non monetari, e di carriera. 2. Il sistema premiante dell’ente è definito, secondo l’ambito di rispettiva competenza, dal contratto integrativo e dalle norme interne in materia. ART. 20 – RENDICONTAZIONE DEI RISULTATI 9 1. La rendicontazione dei risultati avviene attraverso la redazione di una relazione sulla performance finalizzato alla presentazione dei risultati conseguiti agli organi di indirizzo politico-amministrativo, ai vertici delle amministrazioni, nonché ai competenti organi esterni, ai cittadini, ai soggetti interessati, agli utenti e ai destinatari dei servizi anche in adempimento di quanto previsto dalla legislazione vigente. 2. La Relazione sulla performance di cui al comma 1 può essere unificata al Rendiconto di gestione. 3. Il Rapporto sulla performance viene pubblicato sul sito istituzionale dell’ente, nell’apposita sezione dedicata alla trasparenza. PREMIALITÀ E VALORIZZAZIONE DEL MERITO CRITERI E MODALITÀ DI VALORIZZAZIONE DEL MERITO ART. 21 – PRINCIPI GENERALI 1. Il Comune di Cannobio. promuove il merito anche attraverso l’utilizzo di sistemi premianti selettivi e valorizza i dipendenti che conseguono le migliori performance attraverso l’attribuzione selettiva di riconoscimenti sia monetari che non monetari sia di carriera. 2. La distribuzione di incentivi al personale del comune non può essere effettuata in maniera indifferenziata o sulla base di automatismi. ART. 22. – ONERI 1. Dall’applicazione delle disposizioni del presente titolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per il bilancio dell’Ente. L’Amministrazione utilizza a tale fine le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. IL SISTEMA DI INCENTIVAZIONE ART. 23– DEFINIZIONE 1. Il sistema di incentivazione dell’ente comprende l’insieme degli strumenti monetari e non monetari finalizzati a valorizzare il personale e a far crescere la motivazione interna. ART. 24 . – STRUMENTI DI INCENTIVAZIONE MONETARIA 1. Per premiare il merito, il Comune di Cannobio può utilizzare i seguenti strumenti di incentivazione monetaria: a. premi annuali individuali e/o collettivi da distribuire sulla base dei risultati della valutazione delle performance annuale; b. bonus annuale delle eccellenze; c. premio annuale per l’innovazione; d. d) progressioni economiche. 2. Gli incentivi del presente articolo sono assegnati utilizzando le risorse disponibili a tal fine destinate nell’ambito della contrattazione collettiva integrativa. ART. 25 – PREMI ANNUALI SUI RISULTATI DELLA PERFORMANCE 10 1. Sulla base dei risultati annuali della valutazione della performance organizzativa ed individuale, i dipendenti dell’ente sono valutati secondo criteri idonei a garantire che alla significativa differenziazione dei giudizi corrisponda un’effettiva diversificazione dei trattamenti economici. 2. Tali criteri, unitamente alla quota delle risorse del trattamento economico accessorio collegato alla performance individuale e collettiva, sono definiti dal contratto collettivo nazionale. ART. 26 – BONUS ANNUALE DELLE ECCELLENZE 1. Il Comune di Cannobio può istituire annualmente il bonus annuale delle eccellenze al quale concorre il personale che si è collocato nella fascia di merito alta. 2. Il bonus delle eccellenze può essere assegnato a non più del 5% del personale individuato nella fascia di merito alta ed è erogato entro il mese di aprile dell’anno successivo a quello di riferimento. 3. Le risorse da destinare al bonus delle eccellenze sono individuate tra quelle appositamente destinate a premiare il merito e il miglioramento della performance nell’ambito di quelle previste per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro ai sensi dell’art. 45 del D.Lgs. 165/2001. 4. Il personale premiato con il bonus annuale delle eccellenze può accedere al premio annuale per l’innovazione e ai percorsi di alta formazione solo se rinuncia al bonus stesso. ART. 27 – PREMIO ANNUALE PER L’INNOVAZIONE 1. 1.Al fine di premiare annualmente il miglior progetto realizzato in grado di produrre un significativo miglioramento dei servizi offerti o dei processi interni di lavoro con un elevato impatto sulla performance organizzativa, il Comune di Cannobio può istituire il premio annuale per l’innovazione. 2. Il premio per l’innovazione assegnato individualmente non può essere superiore di quello del bonus annuale di eccellenza. 3. L’assegnazione del premio annuale per l’innovazione compete all’organismo indipendente di valutazione della performance di cui all’art. 13, sulla base di una valutazione comparativa delle candidature presentate da singoli dirigenti e dipendenti o da gruppi di lavoro. ART. 28. – PROGRESSIONI ECONOMICHE 1. Al fine di premiare il merito, attraverso aumenti retributivi irreversibili, possono essere riconosciute le progressioni economiche orizzontali. 2. Le progressioni economiche sono attribuite in modo selettivo, ad una quota limitata di dipendenti, in relazione allo sviluppo delle competenze professionali ed ai risultati individuali e collettivi rilevati dal sistema di valutazione della performance dell’Ente. 3. Le progressioni economiche sono riconosciute sulla base di quanto previsto dai contratti collettivi nazionali ed integrativi di lavoro e nei limiti delle risorse disponibili. ART. 29 . – STRUMENTI DI INCENTIVAZIONE ORGANIZZATIVA 1. 1.Per valorizzare il personale, il Comune di Cannobio. può anche utilizzare i seguenti strumenti di incentivazione organizzativa: a. progressioni di carriera; b. attribuzione di incarichi e responsabilità; c. accesso a percorsi di alta formazione e di crescita professionale. 2. Gli incarichi e le responsabilità possono essere assegnati attraverso l’utilizzo delle risorse decentrate destinate a tal fine nell’ambito della contrattazione decentrata integrativa. ART. 30 – PROGRESSIONI DI CARRIERA 11 1. 1.Nell’ambito della programmazione del personale, al fine di riconoscere e valorizzare le competenze professionali sviluppate dai dipendenti, il comune di Cannobio può prevedere la selezione del personale programmato attraverso concorsi pubblici con riserva a favore del personale dipendente. 2. La riserva di cui al punto 1, non può comunque essere superiore al 50% dei posti da coprire e può essere utilizzata dal personale in possesso del titolo di studio per l’accesso alla categoria selezionata. ART. 31 – ATTRIBUZIONE DI INCARICHI E RESPONSABILITÀ 1. Per far fronte ad esigenze organizzative e al fine di favorire la crescita professionale, il Comune assegna incarichi e responsabilità. 2. Tra gli incarichi di cui al punto 1 sono inclusi quelli di posizione organizzativa disciplinati dal presente regolamento. ART. 32 – ACCESSO A PERCORSI DI ALTA FORMAZIONE E DI CRESCITA PROFESSIONALE 1. Per valorizzare i contributi individuali e le professionalità sviluppate dai dipendenti, il comune promuove e finanzia annualmente, nell’ambito delle risorse assegnate alla formazione, percorsi formativi tra cui quelli di alta formazione presso istituzioni universitarie o altre istituzioni educative nazionali ed internazionali. 2. Per favorire la crescita professionale e lo scambio di esperienze e competenze con altre amministrazioni, il comune promuove periodi di lavoro presso primarie istituzioni pubbliche e private, nazionali ed internazionali. LE RISORSE PER PREMIARE ART 33 – DEFINIZIONE ANNUALE DELLE RISORSE 1. L’ammontare complessivo annuo delle risorse per premiare sono individuate nel rispetto di quanto previsto dal CCNL e sono destinate alle varie tipologie di incentivo nell’ambito della contrattazione decentrata. 2. Nel rispetto dei vincoli di bilancio e di quanto previsto dai CCNL, l’amministrazione definisce eventuali risorse decentrate aggiuntive finalizzate all’incentivazione di particolari obiettivi di sviluppo relativi all’attivazione di nuovi servizi o di potenziamento quali-quantitativo di quelli esistenti. 3. Le risorse decentrate destinate all’incentivazione prevedono quindi una combinazione di premi da destinare in modo differenziato ai meritevoli su obiettivi di ente o di struttura, e di premi da destinare ad obiettivi ad elevato valore strategico da assegnare solo al personale che partecipa a quegli specifici obiettivi. ART. 34 – PREMIO DI EFFICIENZA 1. Le risorse annuali sono annualmente incrementate delle risorse necessarie per attivare i premi di efficienza. 2. Nel rispetto di quanto previsto dall’art. 27 del decreto 150/2009, una quota fino al 30% dei risparmi sui costi di funzionamento derivanti da processi di ristrutturazione, riorganizzazione e innovazione all’interno delle pubbliche amministrazioni è destinata, in misura fino a due terzi, a premiare il personale direttamente e proficuamente coinvolto e per la parte residua ad incrementare le somme disponibili per la contrattazione stessa. 3. I criteri generali per l’attribuzione del premio di efficienza sono stabiliti nell’ambito 4. della contrattazione collettiva integrativa. 12 5. Le risorse di cui al comma 2 possono essere utilizzate solo a seguito di apposita validazione da parte dell’organismo indipendente di valutazione di cui all’art. 13. TITOLO IV RESPONSABILITA’ ORGANIZZATIVE ART. 35 PRINCIPI GENERALI 1. Le scelte riguardanti le modalità di svolgimento delle attività, secondo quanto previsto dalle disposizioni di legge in materia, si basano sulla distinzione tra i poteri di indirizzo, che spettano agli organi politici, e quelli di gestione, che spettano ai responsabili organizzativi. Agli organi politici spetta, l’emanazione delle direttive di indirizzo politico atte ad indicare scale di priorità, obiettivi gestionali, criteri generali; ai responsabili di struttura compete la definizione degli strumenti e dei percorsi utili al conseguimento degli obiettivi. 2. Ad ogni struttura organizzativa e’ assegnato un Responsabile. 3. I Responsabili organizzativi di ogni livello rispondono della gestione delle risorse assegnate e dei risultati ottenuti (responsabilità di risultato). 4. I Responsabili organizzativi che si trovano in posizione gerarchica di più elevato livello (settore) rispetto al personale inserito nella struttura organizzativa di riferimento hanno l’autorità’ di: a. assegnare al personale gli obiettivi operativi e di valutare le loro prestazioni; b. impartire direttive e ordini relativamente alle più idonee modalità di svolgimento delle attività, in termini di sequenza, distribuzione delle responsabilità e delle risorse e relativamente ai più adeguati sistemi di coordinamento delle attività stesse. ART. 36 IL SEGRETARIO COMUNALE 1. Il Segretario comunale svolge le funzioni previste dalla normativa vigente, dallo Statuto e dai Regolamenti, in particolare: a) svolge compiti di collaborazione e assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi politici e delle strutture dell’Ente in ordine alla conformità dell’azione amministrativa alle Leggi, allo Statuto e ai Regolamenti; b) partecipa con funzioni consultive, referenti e di assistenza alle riunioni del Consiglio e della Giunta Comunale e ne cura la verbalizzazione; c) roga i contratti nei quali l’Ente e’ parte e autentica le scritture private e atti unilaterali nell’interesse dell’Ente; d) svolge un ruolo di sovrintendenza negli ambiti eventualmente assegnati dal Sindaco; e) svolge ogni altra funzione attribuita dallo Statuto o dai regolamenti o conferitagli dal Sindaco; f) nomina i componenti della Commissione esaminatrice nel caso di concorso inerente l’assunzione di profili professionali ascrivibili alla categoria D; g) presiede (salvo diversa determinazione) le commissioni di concorso inerenti all’assunzione dei profili professionali ascrivibili alla categoria D; h) appone, se incaricato dal Sindaco, il visto di sovrintendenza e coordinamento sulle determinazioni; 13 i) appone il visto di regolarità tecnica sullo Statuto e relative modifiche, sui regolamenti a carattere interdisciplinare, sul regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi e in tutti gli altri casi previsti dall’art. 49 Tuel e s.m.; l) stipula il contratto individuale di lavoro di tutti i dipendenti; m) sostituisce in caso di assenza o impedimento temporaneo (non superiore a 30 giorni) i Responsabili di settore nei casi in cui occorra emettere atti a rilevanza esterna e/o non sia stato individuato un sostituto; n) presiede la Conferenza dei Capi Settore. ART. 37 VICE SEGRETARIO COMUNALE 1. Il Vice Segretario coadiuva il Segretario comunale e lo sostituisce in caso di assenza o impedimento in base ad apposito decreto sindacale di conferimento; 2. Le funzioni di Vice segretario sono attribuite temporaneamente ed occasionalmente dal Sindaco a dipendente appartenente alla categoria D (di regola titolare del Settore Servizi Amministrativi) in possesso del titolo di studio richiesto per l’accesso in carriera del Segretario comunale e delle relative competenze professionali. 3. L’incarico puo’ essere revocato dal Sindaco per gravi inadempienze o violazioni di legge o dei doveri d’ufficio. 4. L’incarico di Vice segretario e’ cumulabile con quello di Responsabile di settore. ART. 38 IL RESPONSABILE DI SETTORE 1. Il Responsabile di Settore e’ il Funzionario (incaricato di posizione organizzativa) che, nell’ambito degli atti di programmazione e nel rispetto degli atti organizzativi: a) vigila sull’evoluzione del quadro istituzionale e ambientale di competenza del settore, sul mutare delle esigenze e l’affacciarsi di nuovi bisogni, di rischi e opportunità rilevanti per l’esercizio delle funzioni dell’Ente, b) partecipa attivamente alla definizione di indirizzi e obiettivi programmatici, sviluppando proposte di intervento nei momenti di impostazione delle politiche. In particolare concorre alla formulazione degli obiettivi PEG, da intendersi come obiettivi attesi particolarmente qualificanti e significativi orientati alla generazione di valore per l’utenza interna o esterna ovvero per la collettività nel suo complesso; c) risponde agli organi politici competenti dell’efficacia, dell’efficienza e della qualità dell’azione amministrativa riconducibile all’are e del pronto adeguamento delle prestazioni amministrative alle esigenze che si manifestano nell’interazione con i destinatari delle prestazioni stesse; d) ha un ruolo di orientamento, programmazione, coordinamento, controllo e vigilanza sulle attività assegnate al settore, delegando lo svolgimento di compiti operativi e gestionali ad altri responsabili organizzativi e disponendo i provvedimenti necessari alla gestione del personale e delle risorse economico finanziarie e strumentali assegnate; e) assegna a sé o ad altri, con poteri di revoca e avocazione, la responsabilità di evasione dei procedimenti amministrativi assegnati al settore, secondo le indicazioni di legge, di quelle contenute nel regolamento per la disciplina del procedimento amministrativo ai sensi della Legge 241/90 e coerentemente con la professionalità del personale destinatario dell’assegnazione 14 La delega procedimentale, sia essa occasionale o continuativa – non e’ attuabile per i principali provvedimenti a rilevanza esterna che restano inderogabilmente di competenza del responsabile di settore; f) adotta, nel rispetto degli indirizzi espressi dagli organi politici, determinazione che impegnano l’Ente verso l’esterno, compresi gli atti di gestione finanziaria nelle modalità specificate dal regolamento di contabilità; g) esprime i pareri previsti dall’art. 49 del D.Lgs. 18.08.2000, n. 267 e s.m., risponde dell’attuazione dei provvedimenti deliberativi di competenza del proprio settore; h) svolge tutti i compiti e adotta tutti gli atti attribuiti al Dirigente dalla legge, dallo Statuto, dai Regolamenti o, in base a questi, delegati dal Sindaco; i) adotta tutti gli atti che costituiscono esercizio dei poteri di gestione e organizzazione previsti dal presente regolamento e dal CCNL (regolamentazione degli orari nel rispetto degli indirizzi dell’Ente, definizione e concretezza delle mansioni assegnate ai suoi collaboratori, mobilita’ all’interno del settore, affidamento incarichi di consulenza nel rispetto degli indirizzi PEG); l) e’ componente delle Conferenze dei Capi Settore; m) nomina preventivamente in caso di necessità proprio dipendente (di regola Responsabile di servizio) per sostituzioni temporanee in determinate materie nel rispetto dei limiti previsti dalla lettera e). In particolare, con riferimento all’adozione di atti che impegnano l’Ente verso l’esterno: a) e’ responsabile delle procedure di appalto e di concorso assegnate e dei provvedimenti di autorizzazione, concessione o analoghi, comprese le autorizzazioni e permessi edilizi; b) adotta tutti i provvedimenti di sospensione dei lavori, abbattimento e rimessione in pristino di competenza comunale, nonché esercita i poteri di vigilanza edilizia e di irrogazione delle sanzioni amministrative previste dalla vigente legislazione statale e regionale in materia di prevenzione e repressione dell’abusivismo edilizio e paesaggistico-ambientale; c) presiede le commissioni di gara e di concorso di competenza (salvo riserva attribuita ad altri soggetti), nomina i membri della commissione per le selezioni di personale attribuite alla sua competenza; d) promuove e resiste alle liti ed ha il potere di conciliare e di transigere relativamente ai fatti che riguardano la correttezza amministrativa e l’efficienza della gestione; e) emana attestazioni, certificazioni, comunicazioni, diffide, verbali, autenticazioni, legalizzazioni, ordinanze ed ogni altro atto costituente manifestazione di giudizio e di conoscenza; f) adotta tutti gli atti che costituiscono esercizio di poteri di gestione e di organizzazione previsti dal presente regolamento, dalla legge, dal CCNL (regolamentazione orari dei singoli collaboratori nel rispetto direttive generali del Sindaco e dei criteri operativi del Segretario Direttore generale, mobilità interne al settore, affidamento incarichi consulenze nel rispetto indirizzi PEG etc..); g) assolve a tutti i compiti e le funzioni che vengono individuate nel decreto sindacale o atto successivo di attribuzioni delle funzioni avendo altresì disponibilità economica e finanziaria per detti fini. ART. 38 VICARIO DEL RESPONSABILE DI SETTORE 1. La sostituzione temporanea del Responsabile di settore e’ ammessa nei limiti e con le modalità di cui agli articoli 14 e 15. Nelle ipotesi in cui si assente o non sia stato nominato il sostituto e siano assenti sia il Segretario Comunale quanto il Vice Segretario e si debba senza indugio o procedere al compimento di un atto/provvedimento, la sostituzione spetta al Responsabile di settore presente più anziano professionalmente. Di tali funzioni espletate dovrà tenersi conto in sede di corresponsione del Premio di produttività. 2. La delega permanente di funzioni afferenti ai Responsabili di settore non e’ consentita da parte del medesimo soggetto incaricato di posizione organizzativa in quanto postula problemi di carattere giuridico e di qualificazione del personale da investire. 15 3. Fuori dalle ipotesi di sostituzione temporanea previsti dal comma 1, la sostituzione può essere disposta dal Sindaco con decreto sindacale in favore del Segretario comunale o di altro incaricato di posizione organizzativa (professionalmente il più anziano e/o avente competenze acquisite nel campo del responsabile da sostituire) ferma l’attribuzione di una indennità per le mansioni svolte. ART. 39 IL RESPONSABILE DI SERVIZIO 1. Il Responsabile di servizio: a) analizza i problemi di funzionamento organizzativo, l’evoluzione del contesto normativo e dei bisogni esterni propri del proprio settore di competenza, rapportandosi in modo attivo e propositivo con il Responsabile dell’area e partecipando alla programmazione e al controllo delle attività; b) risponde al Responsabile di servizio dell’efficacia, dell’efficienza e della qualità dell’azione amministrativa riconducibile alla propria unità organizzativa, intervenendo con proposte e operativamente sul pronto adeguamento delle prestazioni amministrative alle esigenze che si manifestano nell’interazione con i destinatari delle prestazioni stesse; c) gestisce l’organizzazione interna del servizio; d) assume, quando gli venga esplicitamente attribuita dal responsabile di settore, la responsabilità dello svolgimento dei compiti, compresa l’evasione dei procedimenti, di competenza del medesimo settore: La delega deve essere coerente con i poteri di gestione del delegatorio, indi comportare la possibilità di attuare i progetti gestionali previsti dal Peg coerenti con il suo ruolo nonché la possibilità di controllare ed indirizzare coerentemente l’attività’ degli uffici, la possibilità di esercitare poteri di spesa e/o acquisizione delle entrate (necessità di definire contenuto della delega). e) sostituisce il Responsabile di settore, in caso di congedo ordinario o di assenza non superiore ai trenta giorni, nello svolgimento di specifici compiti di competenza del Responsabile di settore. f) svolge tutti i compiti e adotta gli atti che siano meramente esecutivi di quanto disposto dal Responsabile di settore o costituiscano espressione della competenza affidatagli. ART. 40 IL RESPONSABILE DI UNITA’ OPERATIVA 1. Il Responsabile di unità operativa: a) analizza i problemi di funzionamento organizzativo, l’evoluzione del contesto normativo e dei bisogni esterni propri della propria area di competenza, rapportandosi in modo attivo e propositivo con il Responsabile di servizio e di settore e partecipando alla programmazione e al controllo delle attivita’; b) risponde al Responsabile di servizio dell’efficacia, dell’efficienza e della qualita’ dell’azione amministrativa riconducibile alla propria unita’ organizzativa, intervenendo con proposte e operativamente sul pronto adeguamento delle prestazioni amministrative alle esigenze che si manifestano nell’interazione con i destinatari delle prestazioni stesse; c) gestisce l’organizzazione interna dell’unita’ operativa. ART. 41 IL RESPONSABILE DELLE STRUTTURE DI PROGETTO 1. Il Responsabile delle strutture di progetto ha il compito di perseguire gli obiettivi assegnati attraverso la gestione del personale che, per la totalità del tempo di lavoro o una sua parte, partecipa alle attività progettuali, e di un budget di risorse finanziarie e tecniche definite in sede di attivazione dell’iniziativa. Effettua inoltre il rendiconto sull’andamento delle attività progettuali. 2. Al Responsabile di struttura di progetto puo’ essere affidata, dal Segretario Comunale, la responsabilità di evasione di procedimenti amministrativi, secondo i termini stabiliti dal regolamento del procedimento amministrativo ai sensi della Legge 241/90. 16 ART. 42 ISTITUZIONE DELL’AREA DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE 1. La Giunta Comunale, in corrispondenza dell’approvazione del PEG, definisce la consistenza dell’area delle posizioni organizzative. 2. Per la definizione della consistenza dell’area delle posizioni organizzative la Giunta Comunale considera la configurazione dello schema strutturale dell’Ente e valuta le proposte formulate dal Segretario Comunale, sentiti i Resposabili di settore. ART. 43 CONFERIMENTO E REVOCA DEGLI INCARICHI DI RESPONSABILE ORGANIZZATIVO, COMPRESI QUELLI RELATIVI ALL’AREA DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE. 1. L’inquadramento nell’ordinamento professionale vigente riconosce un livello di professionalità, ma non determina automaticamente l’assegnazione di responsabilità organizzativa e l’inserimento nei posti appartenenti all’area delle posizioni organizzative. 2. Il Sindaco conferisce gli incarichi di Responsabile di settore. Il Segretario Comunale conferisce gli incarichi di responsabile delle strutture di progetto. Il Responsabile di settore conferisce gli incarichi di Responsabile di servizio e unità operativa. 3. Il conferimento degli incarichi di responsabile organizzativo, a tutti i livelli, deve considerare: a) i requisiti culturali posseduti; b) le effettive attitudini e capacità professionale dimostrate; c) la valutazione dei risultati ottenuti; d) la natura dei programmi da realizzare. 4. Il conferimento dell’incarico di Responsabile organizzativo, a tutti i livelli, e’ annuale ed e’ disposto: a) contestualmente all’approvazione del PEG., per i Responsabili di settore; b) entro quindici giorni dall’approvazione del PEG., per i responsabili di servizio, di unità operativa, e per le unita’ poste alle dirette dipendenze del Sindaco. Alla scadenza gli incarichi sono prorogati fino a nuova incarico. Tutti gli incarichi di responsabili di struttura, a qualsiasi livello, non possono eccedere il mandato del Sindaco e in ogni caso non possono essere prorogati oltre trenta (30) giorni dall’insediamento del successore. 5. Il conferimento di un incarico di Responsabile organizzativo può essere revocato prima della scadenza nel caso di grave inosservanza delle direttive impartite, per responsabilità grave, per compimento di atti che compromettano il regolare e intervenuti mutamenti organizzativi, in conseguenza di specifico accertamento di risultati negativi. La comunicazione della revoca avvenuta prima della scadenza con le relative motivazioni, deve essere consegnata all’interessato, il quale entro sette giorni deve far pervenire eventuali considerazioni contrarie al provvedimento di un confronto fra l’interessato e il soggetto responsabile del procedimento di revoca. Tale confronto deve concludersi entro quindici (15) giorni dall’acquisizione delle considerazioni contrarie al provvedimento di revoca stesso. 6. Ciò determina l’avviamento in caso di necessità di copertura di un posto di responsabile organizzativo per vacanza o assenza del responsabile organizzativo titolare,il soggetto responsabile della sua nomina potrà attribuire transitoriamente le funzioni connesse a tale ruolo ad altro responsabile di pari struttura, qualora ciò non sia possibile, anche a un responsabile di struttura di livello inferiore, limitatamente al tempo necessario 17 per l’individuazione del nuovo responsabile organizzativo. Dalle assenze considerate nel presente comma sono esclusi i periodi di congedo ordinario e le assenze con diritto di conservazione de posto inferiori a trenta (30) giorni. 7. Le modalità di conferimento dell’incarico e di revoca sono rette da procedure di tipo negozionale; ad esse si applicano, in quanto compatibili i principi desunti dal D. Lgs. 165/2001 come aggiornato dal D. Lgs 150/2009 (articolo 19-21). ART. 44 DIRETTIVE DELLA GIUNTA E RESPONSABILITA’ SULL’EMANAZIONE DELLE DETERMINAZIONI. 1. Le direttive emanate dalla Giunta Comunale stabiliscono i criteri e le modalità generali a cui dovranno attenersi il Segretario Comunale ed i Responsabili organizzativi nell’esercizio delle rispettive competenze gestionali inerenti all’utilizzo delle risorse umane, strumentali e finanziarie assegnate. 2, Il Sindaco o l’Assessore delegato possono formalmente eccepire sugli atti emessi dai Responsabili di settore, o dai Responsabili da questi ultimi delegati, qualora li ritengano inopportuni in relazione al buon andamento dell’attività’ amministrativa dell’ente o inadeguati a realizzare i programmi dell’amministrazione. Sentito il Segretario Comunale, i Responsabili coinvolti direttamente o indirettamente attraverso l’azione dei propri collaboratori, debbono rispondere il più presto alle eccezioni prospettate. 3. Per eccezionali ragioni di necessità, determinate dalla grave inosservanza degli indirizzi degli organi politici competenti, dallo svolgimento di atti che determinino pregiudizio per l’interesse pubblico e dall’urgenza, derivata dal mancato rispetto di tempi preventivamente concordati, il Sindaco può individuare un termine entro i quale i Responsabile deve adottare adeguate determinazioni. Nel caso permangano le ragioni di necessità, il Sindaco investe del problema il Segretario Comunale. 4. Per quanto riguarda le risorse finanziarie, il regolamento di contabilità specifica le modalità’ di emissione delle determinazioni per la gestione del budget di risorse finanziarie assegnato ai responsabili di settore. TITOLO IV DISPOSIZIONI RIGUARDANTI IL PERSONALE ART. 45 GESTIONE DELLE RISORSE UMANE La gestione delle risorse umane e’ improntata ai seguenti principi: a) pari opportunità fra uomini e donne e parità di trattamento di lavoro; b) cura costante della formazione, dell’aggiornamento e della qualificazione del personale; c) valorizzazione dell’impegno, delle capacità, dello spirito di iniziativa di ciascun dipendente; d) individuazione di tecnologie idonee per utilizzare al maggior livello di produttività le capacità umane; e) favorire l’utilizzazione di locali e attrezzature che, tutelando sicurezza e igiene, garantiscano condizioni di lavoro agevoli; f) approntare un sistema di lavoro che favorisca il benessere organizzativo; g) individuare criteri di priorità nell’impiego flessibile del personale, purché compatibile con l’organizzazione degli uffici e del lavoro, a favore dei dipendenti in situazioni di svantaggio personale, sociale e familiare e dei dipendenti impegnati in attività di volontariato ai sensi della normativa vigente. ART. 46 RAPPORTI DI LAVORO. 18 1. Il rapporto di lavoro e’ costituito e regolato da contratti individuali, secondo le disposizioni di legge, la normativa comunitaria e i contratti collettivi di lavoro. 2. Il rapporto di lavoro può essere: a) a tempo indeterminato o a tempo determinato; b) a tempo pieno o a tempo parziale; c) nell’ambito o al di fuori della dotazione organica prevista. ART. 47 PROFILI PROFESSIONALI. 1. I profili professionali descrivono il contenuto professionale delle attribuzioni proprie della categoria nella quale sono classificati. 2. Il cambiamento di profilo professionale, nel rispetto delle norme contrattuali sulla classificazione professionale, per uno o più operatori, e’ attuabile mediante accertamento della relativa professionalità combinato, eventualmente, con idonei percorsi di formazione. I relativi provvedimenti sono adottati con determinazione del responsabile dell’unita’ organizzativa a cui sono assegnate le competenze inerenti al trattamento giuridico ed economico del personale. ART. 48 PROGRAMMI DI LAVORO E VALUTAZIONE DEL PERSONALE. Fermo quanto previsto al Titolo III in merito al sistema di gestione delle performance si ribadisce quanto segue: 1. Per ciascuna posizione di lavoro sono determinati gli obiettivi da perseguire e i criteri di misurazione obiettiva delle prestazioni. 2. Il programma di lavoro del Segretario Comunale, per quanto riguarda gli aspetti connessi alla realizzazione delle strategie dell’Amministrazione, e’ stabilito dal Sindaco. La valutazione delle prestazioni del Segretario Comunale viene effettuata dal Sindaco. 3. I programmi individuali e pluriennale dei Responsabili di settore sono definiti nei loro termini generali dalla Giunta Comunale e tradotti coerentemente in termini operativi da Segretario Comunale. La valutazione delle prestazioni e dei risultati ottenuti e della corretta ed economica gestione delle risorse pubbliche da parte dei Responsabili di settore e’ formulata dal nucleo di valutazione ed e’ presentata al Sindaco che assume la responsabilità di definire le determinazioni finali. 4. Le valutazioni riferite ai responsabili di strutture di progetto dovranno essere espresse dal Segretario Comunale. 5. Le valutazioni riferite alle prestazioni ed ai risultati del restante personale dipendente dell’Ente, dovranno essere espresse dal Responsabile di settore competente, secondo la metodologia permanente di valutazione definita dalla Giunta. Le valutazioni sono effettuate annualmente e sono tempestivamente comunicate ai dipendenti interessati. 6. Ai fini della progressione economica all’interno delle categorie professionali le valutazioni del personale vengono effettuate da una Commissione composta dal Segretario Comunale e da tutti i responsabili di settore al fine di assicurare criteri e metodologie uniformi per tutti i dipendenti. Le valutazioni del personale in posizione organizzativa e’ effettuata dal nucleo di valutazione. 19 7. Le valutazioni di cui sopra sono raccolte nel fascicolo personale degli interessati. 8. I trattamenti economici accessori debbono corrispondere a prestazioni effettivamente rese. I Responsabili apicali gestiscono le modalità di erogazione della remunerazione variabile individuale e collettiva, riferita al miglioramento della produttività e della qualità dei servizi per tutto il restante personale, secondo criteri/indirizzi stabiliti dalla Giunta e previo confronto con le Organizzazioni sindacali, nel rispetto delle norme contrattuali e di legge. ART. 49 COINVOLGIMENTO DEL PERSONALE NELLA GESTIONE. 1. La partecipazione del personale alle scelte di gestione ha lo scopo di: a) realizzare la programmazione operativa delle attività; b) ricercare soluzioni organizzative innovative, in ambito locale o generale, attraverso il sistematico sviluppo di attività di diagnosi, progettazione e sperimentazione organizzativa, per determinare incrementi di funzionalità dei processi di lavoro esistenti e miglioramento della qualità dei risultati. 2. La partecipazione si attua attraverso periodiche riunioni del personale appartenente ad una o più strutture organizzative coinvolte in medesimi processi organizzativi. Le riunioni nell’ambito di uno specifico settore sono convocate dal Responsabile di settore, mentre quelle di carattere generale sono convocate secondo un calendario stabilito dal Segretario Comunale. ART. 50 DOTAZIONE ORGANICA. 1. La dotazione organica dell’Ente consiste nell’elenco di posti di ruolo classificati in base all’ordinamento professionale in vigore (c.d. dotazione organica complessiva). 2. La dotazione organica e le sue variazioni sono deliberate dalla Giunta Comunale nell’ambito del presente regolamento. 3. In relazione a quanto disposto dai commi 1 e 2 dell’art. 110 del D.Lgs. 267/2000, nonché delle altre normative vigenti in materia, l’amministrazione, per esigenze funzionali ed organizzative, può stipulare – per la copertura di posti vacanti in dotazione organica o al di fuori della dotazione organica ed in assenza di professionalita’ analoghe all’interno dell’Ente – contratti a tempo determinato per posti di direzione di strutture organizzative o alta specializzazione. L’incarico e’ conferito con provvedimento del Sindaco (previa motivata delibera della Giunta) a persona dotata di adeguata professionalità ed in possesso di idonei requisiti relativi al titolo di studio ed eventuale abilitazione per l’accesso alla qualifica, e previa selezione stabilita dal vigente Regolamento per lo svolgimento delle relative prove. Per garantire una maggiore trasparenza del procedimento, il conferimento dell’incarico e’ disposto previa procedura selettiva nel rispetto delle seguenti condizioni: a) esperienza matura in ordine all’attività’ da affidare rilevabile dal curriculum professionale; b) altri incarichi con la medesima formula. Il numero e la spesa annua per tali incarichi dovrà previamente essere stabilita in via di programmazione dal Consiglio Comunale e trovare collocazione nel Bilancio di Previsione dell’anno di riferimento. Nell’avviso pubblico devono essere precisati i criteri di selezione con i relativi punteggi attribuibili, analoghi a quelli previsti nel regolamento comunale per il reclutamento del personale e per soli titoli, le attività riferite all’incarico, i casi di esclusione e le condizioni economiche dello stesso nel rispetto degli ambiti lasciati liberi dalla legge o dalla contrattazione collettiva. 20 In caso di incarichi a dipendenti di altre amministrazioni occorre rispettare quanto sopra disposto, oltre ad acquisire l’autorizzazione dall’Amministrazione di appartenenza. 4. I contratti di cui al comma precedente non possono avere durata superiore all’anno solare. 5. La ricerca di professionalità esterna e gli incarichi conferiti dovranno essere debitamente pubblicizzati sul sito web del Comune. ART. 51 PROGRAMMA TRIENNALE SUL FABBISOGNO DI PERSONALE. 1. Per le finalità indicate al comma 1 dell’art. 39 della legge 27.11.1997, n. 449 e s.m., la Giunta, su proposta del Segretario Comunale, approva il programma sul fabbisogno del personale dell’Ente, sulla base delle risorse rese disponibili e quantificate negli strumenti di programmazione del bilancio. 2. Il programma ha validità triennale può essere modificato con la stessa procedura di cui al precedente comma. 3. Nel programma sono indicate le unità di personale dipendente, comprese nella dotazione organica o in aggiunta ad essa, necessarie per il funzionamento dei servizi in atto o che si intendono attivare nel triennio di validità del programma ed i relativi costi. ART. 52 L’ACCESSO AL RAPPORTO DI LAVORO. L’accesso al rapporto di lavoro subordinato presso l’Amministrazione ed il suo sviluppo interno, sono regolati da norme legislative contrattuali e regolamentari in materia. ART. 53 INQUADRAMENTO E MANSIONI. 1. Il personale è collocato nella struttura secondo criteri di funzionalità e flessibilità operativa; 2. L’inquadramento contrattuale mediante sottoscrizione del contratto individuale conferisce la titolarità del rapporto di lavoro, ma non la titolarità di una specifica posizione all’interno dell’organizzazione dell’Ente. 3. Il personale comunale può essere adibito a svolgere compiti specifici non prevalenti propri della condizione contrattuale superiore o di quella inferiore, se necessario (art. 97/98 cost.) e, ove possibile, con criteri di rotazione senza che ciò comporti variazione del trattamento economico. 4. Nel rispetto dei principi fissati dal sistema di classificazione del personale, tutte le mansioni appartenenti alla medesima categoria e considerate equivalenti a quelle del profilo professionale rivestito, sono esigibili. ART. 54 MOBILITA’ INTERNA. 1. Il trasferimento dei dipendenti all’interno di ciascun settore viene attuato con determinazione del Responsabile di settore competente. 2. Il trasferimento dei dipendenti ad altro settore e’ attuato, in coerenza con il quadro di assegnazione del personale, dal Segretario Comunale, sentito il parere dei Responsabili dei settori interessati e dell’Amministrazione Comunale. ART. 55 ATTRIBUZIONI TEMPORANEA MANSIONI SUPERIORI. 21 1. L’espletamento di mansioni superiori in modo permanente e’ subordinato ad un formale provvedimento di attribuzione della qualifica propria delle mansioni superiori da emettersi dal soggetto deputato all’attribuzione secondo il livello da conferire; 2. Il dipendente puo’ essere adibito a mansioni superiori nel rispetto delle norme e dei contratti vigenti. ART. 56 DIRITTO ALLO STUDIO. 1. Al fine di garantire il diritto allo studio al personale, possono essere concessi permessi retribuiti fino ad un massimo di 150 ore annue individuali, secondo i criteri stabiliti dalle disposizioni contrattuali e normative vigenti nel tempo. I permessi per motivi di studio sono concessi al personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, al fine di consentire un significativo accrescimento della professionalità del lavoratore e finalizzati al conseguimento di titoli di studio in corsi universitari, post-universitari, di scuola di istruzione secondaria e di qualificazione professionale, statali, pareggiate o legalmente riconosciute o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali o attestati professionali riconosciuti dall’ordinamento giuridico. 2. La domanda per la concessione dei permessi studio deve essere presentata presso l’ufficio personale entro il 15.12 dell’anno precedente a quello a cui si riferisce. Tale domanda dovrà essere corredata dal visto per presa visione del Responsabile del Settore di appartenenza. Alla domanda dovranno allegarsi il certificato (anche in copia conforme o autocertificazione) di iscrizione al successivo anno in corso, il certificato (anche in copia conforme o autocertificazione) degli esami sostenuti e il certificato (anche in copia conforme o autocertificazione) degli esami sostenuti e il certificato anche in copia conforme o autocertificazione) attestante la frequenza (se rilasciabile dalla competente autorità scolastica) all’anno precedente. I certificati di frequenza ai corsi non sono richiesti, invece, quando si tratti di studenti fuori corso. Per il personale che frequenti corsi di studio (universitari, parauniversitari ecc.) per i quali non e’ richiesto l’obbligo di frequenza, la concessione dei permessi retribuiti e’ subordinata alla frequenza dei corsi, che dovrà essere opportunamente documentata di volta in volta. 3. Sulla base delle domande presentate e dei criteri previsti dal contratto collettivo nazionale o da eventuali disposizioni normative vigenti nel tempo, verrà formata una graduatoria. Potranno fruire dei permessi studio un numero massimo di dipendenti pari al 3% del personale in servizio a tempo indeterminato all’inizio di ogni anno con arrotondamento all’unita’superiore, individuati in ordine di collocazione nella graduatoria di cui sopra. 4. Il periodo al quale i permessi si riferiscono e’ l’anno solare. 5. Nella durata complessiva dei permessi (150 ore) e’ compreso anche il tempo necessario per raggiungere la sede di svolgimento dei corsi. 6. In caso di rapporto di lavoro di durata inferiore all’anno solare, a causa di cessazione dal servizio stesso (per dimissioni, trasferimenti, ecc.) i permessi retribuiti di cui sopra sono ridotti proporzionalmente alla porzione d’anno durante il quale il rapporto di lavoro si e’ estrinsecato. In tali casi le eventuali economie potranno essere utilizzate a favore di altri richiedenti, prossimi in graduatoria che siano stati esclusi per esubero delle richieste. Lo stesso vale nel caso in cui il dipendente cui siano stati riconosciuti i permessi per il diritto allo studio rinunci agli stessi in corso d’anno. 7. Nell’ambito delle 150 ore i permessi verranno autorizzati dal Responsabile del settore, compatibilmente con le esigenze di servizio, e previa comunicazione del dipendente interessato, il quale dovra’ fornire di volta in volta, un attestato di frequenza dei corsi per cui e’ richiesto il permesso. 22 8. Il dipendente che sia stato ammesso ai benefici dei permessi studio potrà cumulare al monte ore stabilito (150 ore), i permessi retribuiti per sostenere concorsi ed esami previsti dai contratti collettivi nazionali vigenti nel tempo. 9. Le ore di permesso studio disponibili, ma non utilizzate nell’anno di competenza, non sono cumulabili a quelle concedibili per l’anno successivo. TITOLO V DISPOSIZIONI FINALI ART. 57 ALLEGATI. A norma dell’art. 2 del presente regolamento si richiamano quali allegati parte integrante e sostanziale del presente regolamento i seguenti atti: 1. Assetto organizzativo dell’Ente; 2. Declaratorie profili professionali e requisiti di accesso; 3. Regolamento comunale per i procedimenti concorsuali e le selezioni; 4. Regolamento per il conferimento di incarichi a soggetti esterni all’Amministrazione approvato con deliberazione. ART. 58 EFFICACIA. 1. Il presente regolamento entra in vigore trascorsi 15 giorni dalla pubblicazione all’Albo Pretorio. 2. Con l’entrata in vigore del presente regolamento vengono abrogate tutte le disposizioni in contrasto eventualmente contenute in altri provvedimenti o atti organizzativi, e/o regolamentari restando salve le disposizioni di essi ancora applicabili in quanto compatibili. ***************************
37 - Discarica Comunale (Pubblicato il: 10.05.2011 11:15:31)
01 - Oneri di urbanizzazione (Pubblicato il: 10.05.2011)
06 - Consiglio Comunale (Pubblicato il: 10.05.2011)
90 - C.O.S.A.P. (Pubblicato il: 16.03.2012)
C.O.S.A.P. A PARTIRE DALL'ESERCIZIO 2012 - SUL TERRITORIO COMUNALE - SI APPLICANO: - IL CANONE OCCUPAZIONE SPAZI ED AREE PUBBLICHE SUI PASSI CARRABILI - IL CANONE OCCUPAZIONE SPAZI ED AREE PUBBLICHE RELATIVO ALLE OCCUPAZIONI TEMPORANEE E PERMANENTI IN ALLEGATO NUOVI REGOLAMENTI E TARIFFE
15 - Edilizio (Pubblicato il: 10.05.2011 10:02:57)
20 - Privacy (Pubblicato il: 10.05.2011)
31 - Accesso Atti (Pubblicato il: 10.05.2011 11:00:37)
29 - Contributi (Pubblicato il: 10.05.2011 10:52:11)
42 - Ex Torcitura (Pubblicato il: 10.05.2011 11:34:19)
53 - Igiene (Pubblicato il: 10.05.2011 12:35:28)
54 - IMU - Reg.comunale (Pubblicato il: 27.04.2012)
26 - Plateatico (Pubblicato il: 10.05.2011 10:42:51)
34 - Acquedotto (Pubblicato il: 10.05.2011 11:07:20)
77 - Edicole (Pubblicato il: 10.05.2011 16:11:22)
.107-Cart Servizio Idrico Int. (Pubblicato il: 15.07.2017)
45 - Segnaletica attiv. turistiche (Pubblicato il: 10.05.2011 11:53:03)
51 - Uso Palazzo Mandamentale (Pubblicato il: 10.05.2011 12:21:31)
58 - Servizio Pubblico Natanti (Pubblicato il: 10.05.2011)
68 - Area Ecologica (Pubblicato il: 10.05.2011 15:41:04)
70 - Attività Interesse Pubblico (Pubblicato il: 10.05.2011 15:52:54)
88 - Consulta Giovanile (Pubblicato il: 10.05.2011 16:52:47)
89 - Trasporto Natanti (Pubblicato il: 10.05.2011 16:56:25)
55 - Reg. istituzione Telesoccorso (Pubblicato il: 07.11.2012)
58 - regolamento cani randagi (Pubblicato il: 07.11.2012 12:18:09)
61 - Costo di costr. L. 10/77 (Pubblicato il: 07.11.2012)
62 - regolamento sui referendum (Pubblicato il: 07.11.2012 12:21:56)
64 - Ormeggio Porti (Pubblicato il: 07.11.2012)
.103 - Trasferte dipendenti com. (Pubblicato il: 25.10.2012)
Regolamento per trasferte dipendenti comunali
40 _ Regolamento Tosap (Pubblicato il: 07.11.2012)
92 - Reg. tassa soggiorno (2017) (Pubblicato il: 01.01.2016)
FAQ - Inserisci una domanda 167

References: ART. 1
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 ART. 3
 ART. 4
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 ART. 9
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 ART. 12
 ART. 13
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