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DIPARTIMENTO SANITA PUBBLICA REGGIO EMILIA SERVIZIO PREVENZIONE E SICUREZZA AMBIENTI DI LAVORO - PDF
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1 DIPARTIMENTO SANITA PUBBLICA REGGIO EMILIA SERVIZIO PREVENZIONE E SICUREZZA AMBIENTI DI LAVORO PROCEDURE SEMPLIFICATE PER L'ADOZIONE E L EFFICACE ATTUAZIONE DEI MODELLI DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DELLA SICUREZZA (MOGS) NELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE (PMI) (art.30 c. 5 bis D.Lgs.81/08) DECRETO MINISTERIALE 13/2/2014 Pubblicato su G.U. N. 45 del TdP Lia Gallinari Ing. Daniela Malvolti Reggio Emilia, Dicembre D. Lgs. 231/2001 RESPONSABILITA AMMINISTRATIVA DEGLI ENTI OBIETTIVO Contrastare la criminalità dell impresa e allineare la normativa italiana a quella internazionale L IMPRESA E RESPONSABILE. La responsabilità dell IMPRESA si AGGIUNGE a quella della PERSONA FISICA che ha commesso materialmente il REATO. Sono esclusi: STATO-REGIONI-PROVINCIE-COMUNI, altri ENTI PUBBLICI territoriali e ENTI PUBBLICI non economici. Impresa INDIVIDUALE
2 PRESUPPOSTI D. Lgs. 231/2001 RESPONSABILITA QUANDO? 1 Commissione di un REATO previsto dal D. Lgs. 231/01 e smi (ES: art. 25 septies - OMICIDIO COLPOSO e LESIONI GRAVE E GRAVISSIME - modificato dall art. 300 D. Lgs. 81/08). 2 Interesse o vantaggio dell ENTE (imprese, società, consorzi ecc ) derivante dalla commissione del reato. 3 Commissione del reato da parte di un soggetto in posizione apicale o subordinata. L ente non risponde se ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione atti a prevenire i reati della specie di quello verificatosi. 3 D. Lgs. 231/2001 RESPONSABILITA QUANDO? C è stato un interesse o vantaggio dell ente? NO SI L autore del reato è identificato? NO Carenza o inesistenza di un Modello organizzativo SI SI Reato compiuto da un subordinato SI Il giudice prova l inefficacia del modello? SI NO (apicale) NO L ente dimostra l efficacia del Modello? NO SI Responsabilità SI Responsabilità NO
3 RAPPORTO TRA D. Lgs. 81/08 e D. Lgs. 231/01 RESPONSABILITA APICALI E SUBORDINATI Da un APICALE, la COLPA dell IMPRESA E PRESUNTA - In quanto l organizzazione posta in essere dall APICALE è di sua DIRETTA RESPONSABILITA REATO COMMESSO Da un SUBORDINATO la COLPA dell IMPRESA VA PROVATA -In quanto occorre provare che prima del REATO, non era stato attuato alcun MOG, cioè non vi era una politica organizzativa idonea APICALI -Amministratori (AD, Unico, srl,...) -Presidente CDA -Delegati dell apicale -Legale rappresentante -Datore di Lavoro -Delegati con budget Ai sensi D. Lgs. 231/01 -Lavoratori tutti -Appaltatori -Consulenti Ai sensi D. Lgs. 81/08 SUBORDINATI - RSPP, ASPP, RLS - MC - PREPOSTI 5 COGENZA DESTINATARI 81/08 SI AZIENDA E SOGGETTI D. Lgs. 81/08 231/01 - MOG - RAPPORTO D. Lgs. 81/08 e D. Lgs. 231/01 AMBITO DI APPLICAZIONE NO VOLONTARIO TUTTI I SOGGETTI CHE POSSONO COMMETTERE UN REATO INFORTUNISTICO DA CUI L AZIENDA TRAE VANTAGGIO. SENTENZA Tribunale di Trani sezione Molfetta lavoratori deceduti Condannati tutti COMMITTENTE - APPALTATRICE - SUBAPPALTATRICE (es. Azienda appaltatrice che per trarre vantaggio economico per se stessa e per il committente, diminuisce i tempi di lavoro e le misure di sicurezza)
4 D. Lgs. 231/01 SANZIONI PER INFORTUNIO 7 SISTEMA DEFINZIONE Un sistema, è un insieme di entità connesse tra di loro tramite reciproche relazioni visibili o definite dal suo osservatore. La caratteristica di un sistema può essere l'equilibrio complessivo che si crea fra le singole parti che lo costituiscono. Ogni disciplina ha i suoi propri sistemi, sia a scopo funzionale, che a scopo strutturale/organizzativo, o con intenti di classificazione e ordinamento.
5 SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA SUL LAVORO (SGSL o SGS) Si parla di Sistema di Gestione della Sicurezza sul Lavoro (SGSL o SGS) quando è presente: la certificazione di parte terza (Enti di certificazione) secondo il British Standard OHSAS 18001:2007 OPPURE l asseverazione di parte terza (Organismi Paritetici, art. 51 D. Lgs. 81/08) secondo le Linee Guida ISPESL - UNI - INAIL. Linee guida e Certificazioni non hanno una capacità esimente della responsabilità amministrativa a priori SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA SUL LAVORO (SGSL o SGS) Art. 51, c. 3-bis, D. Lgs. 81/08 e s. m. i. «Gli organismi paritetici svolgono o promuovono attività di formazione,... nonché, su richiesta delle imprese, rilasciano una attestazione dello svolgimento delle attività e dei servizi di supporto al sistema delle imprese, tra cui l asseverazione della adozione e della efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione della sicurezza di cui all articolo 30, della quale gli organi di vigilanza possono tener conto ai fini della programmazione delle proprie attività».
6 PREMESSA - DEFINIZIONI MODELLO DI ORGANIZZAZIONE E DI GESTIONE DELLA SICUREZZA (MOGS o MOG) Si parla di Modelli di Organizzazione e di Gestione della Sicurezza (MOGS) con riferimento ai seguenti artt. Del D. Lgs. 81/08: art 2, c.1, lett. dd) Modello organizzativo e gestionale per la definizione e l attuazione di una politica aziendale per la salute e sicurezza ai sensi dell art. 6, c. 1, lett. a) del D. Lgs. 231/2001 idoneo a prevenire i reati di cui agli articoli 589 e 590 del codice penale, commessi in violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela della salute sul lavoro art. 30 Modello idoneo ad avere efficacia esimente della responsabilità amministrativa Art. 589 CP omicidio colposo; Art. 590 c3 CP - lesioni personali colpose D. LGS. 81/08 - art. 30 MODELLI DI ORGANIZZAZIONE E DI GESTIONE L art. 30 del D. Lgs 81/08 crea un collegamento tra la normativa tecnica relativa alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (SSL) e Modelli di Organizzazione e Gestione (MOG) previsti dal D. Lgs. 231/01, prevedendo che questi, se adeguati e idonei, costituiscano un esimente che permette alle aziende di non rispondere della responsabilità amministrativa nel caso dei reati previsti dagli artt. 589 e 590 CP
7 I modelli SGS : Linee guida UNI - INAIL ATTENZIONE OHSAS 18001:2007 devono essere integrati con il sistema disciplinare sanzionatorio per diventare dei MOG esimenti ai sensi dell art. 30 del D. Lgs. 81/08 La Circolare Min. Lav. del 11/07/2011 precisa che l unica parte non corrispondente tra le Linee Guida UNI INAIL, le BS OHSAS 18001:2007 e quanto richiesto dall art. 30 del D. Lgs. 81/08 è l adozione di un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello. NORMA OHSAS 18001/2007 MODELLO DEL SISTEMA DI GESTIONE PER LA TUTELA DELLA SALUTE E SICUREZZA DEI LAVORATORI MIGLIORAMENTO CONTINUO Politica di tutela Salute e Sicurezza dei lavoratori Riesame della Direzione Verifica e azioni correttive Pianificazione Attuazione e funzionamento P D C A
8 LINEE GUIDA PER UN SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO UNI INAIL RIESAME E MIGLIORAMENTO ESAME INIZIALE POLITICA MONITORAGGIO PIANIFICAZIONE PROGRAMMAZIONE INTERVENTI AZIONE SENSIBILIZZAZIONE ORGANIZZAZIONE SISTEMA DISCIPLINARE - SANZIONATORIO ESEMPI VIOLAZIONI elusione del sistema di controllo; mancato rispetto delle procedure e prescrizioni del MOG; mancato rispetto degli obblighi previsti dalla legislazione in materia di salute e sicurezza; commissione di reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro.
9 SISTEMA DISCIPLINARE - SANZIONATORIO ESEMPI SANZIONI CENSURA SCRITTA violazione in forma lieve di procedure interne del MOG adozione di comportamenti non gravi non conformi alle prescrizioni del MOG MULTA FINO A UN GIORNO DI RETRIBUZIONE violazione lieve reiterata o violazione non lieve di procedure interne del MOG adozione reiterata di comportamenti non gravi o adozione di comportamenti gravi non conformi alle prescrizioni del MOG SISTEMA DISCIPLINARE - SANZIONATORIO ESEMPI SANZIONI SOSPENSIONE FINO A 15 GIORNI violazione di procedure interne del MOG adozione di comportamento non conforme alle prescrizioni del MOG o compimento di atto contrario all interesse dell ente che comportano la violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro
10 D. LGS. 81/08 - art. 30 MODELLI DI ORGANIZZAZIONE E DI GESTIONE Il MOG idoneo ad avere efficacia esimente della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica di cui al D. Lgs. 231/01, deve essere adottato ed efficacemente attuato, assicurando un sistema aziendale per l adempimento di tutti gli obblighi giuridici relativi a: a) rispetto degli standard tecnico-strutturali di legge relativi ad attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici; b) alle attività di valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure di prevenzione e protezione conseguenti; continua D.LGS. 81/08 - art. 30 MODELLI DI ORGANIZZAZIONE E DI GESTIONE c) Alle attività di natura organizzativa, quali emergenze, primo soccorso, gestione appalti, riunioni periodiche di sicurezza, consultazioni dei RLS; d) Alle attività di sorveglianza sanitaria; e) Alle attività di informazione e formazione dei lavoratori; f) Alle attività di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e delle istruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei lavoratori; g) Alla acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatorie di legge; h) Alle periodiche verifiche dell applicazione e dell efficacia delle procedure adottate; continua
11 D.LGS. 81/08 - art. 30 MODELLI DI ORGANIZZAZIONE E DI GESTIONE 2. Il modello organizzativo e gestionale di cui al comma 1 deve prevedere idonei sistemi di registrazione dell avvenuta effettuazione delle attività. 3. Il modello organizzativo deve in ogni caso prevedere, per quanto richiesto dalla natura e dimensioni della organizzazione e dal tipo di attività svolta, un articolazione di funzioni che assicuri le competenze tecniche e i poteri necessari per la verifica, valutazione, gestione e controllo del rischio, nonché un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello. continua D.LGS. 81/08 - art. 30 MODELLI DI ORGANIZZAZIONE E DI GESTIONE 4. Il modello organizzativo deve altresì prevedere un idoneo sistema di controllo sull attuazione del medesimo modello e sul mantenimento nel tempo delle condizioni di idoneità delle misure adottate. Il riesame e l eventuale modifica del modello organizzativo devono essere adottati, quando siano scoperte violazioni significative delle norme relative alla prevenzione degli infortuni e all igiene sul lavoro, ovvero in occasione di mutamenti nell organizzazione e nell attività in relazione al progresso scientifico e tecnologico. continua
12 D.LGS. 81/08 - art. 30 MODELLI DI ORGANIZZAZIONE E DI GESTIONE 5. In sede di prima applicazione, i modelli di organizzazione aziendale definiti conformemente alle Linee guida UNI- INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) del 28 settembre 2001 o al British Standard OHSAS 18001:2007 si presumono conformi ai requisiti di cui al presente articolo per le parti corrispondenti. Agli stessi fini ulteriori modelli di organizzazione e gestione aziendale possono essere indicati dalla Commissione di cui all articolo 6. continua La Circolare Min. Lav. del 11/07/2011 precisa che l unica parte non corrispondente tra le Linee Guida UNI INAIL, le BS OHSAS 18001:2007 e quanto richiesto dall art. 30 del D. Lgs. 81/08 è l adozione di un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello. D.LGS. 81/08 - art. 30 MODELLI DI ORGANIZZAZIONE E DI GESTIONE 5-bis. La commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro elabora procedure semplificate per la adozione e la efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione della sicurezza nelle piccole e medie imprese. Tali procedure sono recepite con Decreto del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali. (D.M. 13/02/2014) 6. L adozione del modello di organizzazione e di gestione di cui al presente articolo nelle imprese fino a 50 lavoratori rientra tra le attività finanziabili ai sensi dell articolo 11.
13 D. LGS. 81/08 - art. 6 COMMISSIONE CONSULTIVA PERMANENTE STRUMENTO di GOVERNANCE Stato, Regioni, Organizzazioni di DL e Lavoratori finalizzato a: a) Esaminare i problemi applicativi della normativa di salute e sicurezza sul lavoro e formulare proposte per lo sviluppo e il perfezionamento della legislazione vigente; m) Indicare MODELLI DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE AZIENDALE ai fini di cui all art. 30 (DM 13/02/2014) DOCUMENTI APPROVATI SU CommissionePermanente/default 25 DECRETO MINISTERIALE 13/02/2014 SCHEMA DEL DECRETO (art. 1) Indicazioni organizzative semplificate di natura operativa (Documento approvato dalla Commissione consultiva permanente in data 27/11/2013, allegato al Decreto) Esempi di Schede attuative (modulistica in 18 allegati al Decreto) AMBITO DI APPLICAZIONE (art. 1) Piccole Medie Imprese (PMI) ENTRATA IN VIGORE
14 DEFINIZIONE DI PICCOLE E MEDIE IMPRESE Raccomandazione della Commissione Europea 361/2003/CE del Decreto Ministero Attività Produttive (G.U. N. 238 del ) Media impresa < 250 occupati fatturato annuo < 50 milioni, oppure un totale di bilancio annuo < 43 milioni Piccola impresa < 50 occupati fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo < 10 milioni Nell ambito della categoria delle PMI si definisce Micro impresa l impresa con: < 10 occupati fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo < 2 milioni DEFINIZIONE DI PICCOLE E MEDIE IMPRESE Raccomandazione della Commissione Europea 361/2003/CE del Decreto Ministero Attività Produttive (G.U. N. 238 del ) «Ai fini del Decreto (Min. Att. Prod. 18/04/2005): a)per fatturato, corrispondente alla voce A.1 del conto economico redatto secondo le vigenti norme del codice civile, s'intende l'importo netto del volume d'affari che comprende gli importi provenienti dalla vendita di prodotti e dalla prestazione di servizi rientranti nelle attività ordinarie della società, diminuiti degli sconti concessi sulle vendite nonché dell IVA e delle altre imposte direttamente connesse con il volume d'affari; b) per totale di bilancio si intende il totale dell'attivo patrimoniale; c) per occupati si intendono i dipendenti dell'impresa a tempo determinato o indeterminato, iscritti nel libro matricola dell'impresa e legati all'impresa da forme contrattuali che prevedono il vincolo di dipendenza, fatta eccezione di quelli posti in cassa integrazione straordinaria».
15 DECRETO MINISTERIALE 13/02/2014 ART.1 DM 13/02/ Le PMI che decidono di adottare un modello organizzativo gestionale della salute e sicurezza (MOG o MOGS) possono avvalersi delle indicazioni organizzative semplificate di natura operativa approvate in commissione consultiva permanente il , fermo restando l integrale applicazione dell art. 30 del D. Lgs. 81/08 e s.m.i. l applicazione delle procedure semplificate NON sostituisce l integrale applicazione dell art. 30 del D. Lgs. 81/08 e s.m.i., pena l incompletezza del MOG
16 ART. 1 DM 13/02/ Le procedure semplificate risultano utili per la predisposizione e l efficace attuazione di un sistema aziendale idoneo a prevenire i reati previsti dall art. 25 septies, D. Lgs. 231/01 (art. 300 D. Lgs. 81/08) (art. 589 CP omicidio colposo /art. 590, c3 CP lesioni personali colpose) 2 - INTRODUZIONE Termini diversi per dimensione ente e apicale: D. LGS. 81/08 D. LGS. 231/01 Linee Guida SGSL BS OHSAS 18001:07 Datore di lavoro (DL) Organo Dirigente (OD) Alta Direzione (AD) Piccole Medie Imprese (PMI) Ente di piccole dimensioni La semplificazione riguarda ALCUNI aspetti organizzativi e le relative modalità applicative per l adozione e l efficace attuazione dei MOG art. 30, D. Lgs. 81/08 nelle PMI idoneo ad avere efficacia esimente ai sensi del D. Lgs. 231/01. Le procedure semplificate tengono conto dell articolazione delle struttura organizzativa (AD-DL-OD possono coincidere, ), continua
17 2 - INTRODUZIONE Requisiti essenziali di costituzione del MOGS sono quelli previsti dall art. 30 c. 1, 2, 3, 4 del D. Lgs 81/08. L adozione e l efficace attuazione di un MOG dipendono dalla complessità dell organizzazione aziendale più che dalla dimensione. La realizzazione di un MOG anche con modalità semplificate è un IMPEGNO per le PMI con numero minimo di lavoratori e struttura organizzativa semplice: in questi casi l AD deve valutare l opportunità di implementare un MOG aziendale 3 - DEFINIZIONE POLITICA AZIENDALE DI SALUTE E SICUREZZA, OBIETTIVI E PIANO DI MIGLIORAMENTO L AD deve definire la politica aziendale La politica aziendale: definisce i principi e documenta l impegno dell azienda per il miglioramento delle condizioni di SSL indicando le linee di sviluppo per realizzarlo; è riportata in un documento firmato dall AD che è diffuso a: personale consulenti appaltatori parti terze interessate. Allegato 1: Scheda analisi iniziale continua
18 3- continua A fronte di quanto riportato nella politica aziendale sono definiti obiettivi di miglioramento 1. Piano di miglioramento Definisce obiettivi e pianificazione delle attività di miglioramento del sistema. Individua responsabilità, tempistiche, priorità interventi e risorse necessarie (umane strumentali -finanziarie) Il DL definisce le modalità di controllo del piano di miglioramento anche usando indicatori di sistema. La verifica complessiva degli obiettivi definiti nonché l individuazione di nuovi obiettivi si effettua in occasione del Riesame. Allegato 2: Piano di miglioramento - Pianificazione obiettivi e attuazione della politica Allegato 1 Scheda analisi iniziale
19 Allegato 2 Piano di Miglioramento Modulo pianificazione obiettivi e attuazione della Politica INDICATORE = parametro capace di misurare sinteticamente il grado di raggiungimento degli obiettivi aziendali (percentuali, rapporti, coefficienti, ). Gli indicatori contribuiscono alla valutazione dell AD sul MOG anche in fase di riesame ES. indicatori di: pianificazione (obiettivi realizzati/obiettivi pianificati), ecc. 4 - RISPETTO DEGLI STANDARD TECNICO STRUTTURALI DI LEGGE RELATIVI AD ATTREZZATURE, IMPIANTI, LUOGHI DI LAVORO, AGENTI CHIMICI, FISICI E BIOLOGICI (art. 30, c.1, lett. a) D. Lgs. 81/2008) L azienda deve predisporre modalità che garantiscano l aggiornamento alle prescrizioni legislative applicabili alla propria realtà aziendale secondo il seguente schema: Allegato 3: Elenco normativa applicabile continua
20 4 continua L AD deve successivamente: pianificare interventi necessari per verificare il rispetto degli standard tecnico - strutturali di legge (Allegato 13 piano di monitoraggio) individuare le funzioni aziendali competenti per: controlli periodici vigilanza mantenimento dispositivi di sicurezza interventi manutentivi a seguito di non conformità e guasti Allegato 4: Scheda manutenzione macchina Allegato 3 Elenco normativa applicabile
21 Allegato 4 Scheda manutenzione macchina 5 - ATTIVITA DI VALUTAZIONE DEI RISCHI E DI PREDISPOSIZIONE DELLE MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE CONSEGUENTI (art. 30, c.1, lett. b) D. Lgs. 81/2008) Responsabilità del DL non delegabile effettuata con la collaborazione di RSPP MC (ove presente) RLS/RLST altri soggetti aziendali (se opportuno) Fasi: identificazione dei pericoli, valutazione di TUTTI i rischi, identificazione di misure di prevenzione (All. 5 DPI), definizione di priorità e pianificazione interventi di miglioramento (All. 2 Piano di miglioramento), monitoraggio applicazione misure e valutazione di efficacia. Aggiornamento VDR: a seguito di analisi dei risultati del monitoraggio, cambiamenti produttivi/organizzativi o eventi (emergenze, infortuni, ) Allegato 5: Scheda consegna/gestione DPI
22 Allegato 5 Scheda consegna/gestione DPI ATTIVITA DI NATURA ORGANIZZATIVA QUALI* GESTIONE EMERGENZE E PRIMO SOCCORSO, GESTIONE APPALTI, RIUNIONI PERIODICHE E CONSULTAZIONE DEI RLS (art. 30, c.1, lett. c) D. Lgs. 81/2008) ATTENZIONE L art. 30 c. 1, lett c) propone un elenco esemplificativo ma non esaustivo di attività di natura organizzativa. In realtà TUTTE le attività di natura organizzativa che, se correttamente organizzate ed attuate, comportano la prevenzione/controllo di un rischio, devono essere inserite nel MOG almeno per quanto riguarda il rispetto degli obblighi normativi relativi in materia di SSL. continua
23 6-7-8 continua 6 - GESTIONE DELLE EMERGENZE E PRIMO SOCCORSO Il DL/incaricato del DL individua possibili emergenze e relative modalità di gestione in funzione di: VDR, caratteristiche e affollamento dei luoghi di lavoro, Il DL/incaricato del DL: pianifica la gestione delle emergenze designando addetti formati, addestrati e disponibili all occorrenza; definisce misure organizzative e gestionali in emergenza, le modalità di comunicazione con i servizi pubblici competenti e quelle di diramazione dell allarme,.; organizza esercitazioni con cadenza periodica il cui esito deve essere oggetto di attenta valutazione continua continua 7 - GESTIONE APPALTI Il DL/incaricato del DL seleziona gli appaltatori: verifica l idoneità tecnico professionale, redige il DUVRI o individua un Incaricato responsabile della cooperazione e coordinamento (art. 26 D. Lgs. 81/08), attiva le procedure di cui al Titolo IV D. Lgs. 81/08 (cantieri), comunica la propria politica aziendale SSL all appaltatore Per l efficace attuazione del MOG è necessario che il contratto preveda sanzioni in caso di inadempimenti, che il controllo sugli adempimenti sia affidato a un soggetto identificato e che sia assicurata l applicazione delle sanzioni. Il DL/incaricato del DL verifica la congruenza dell operato degli appaltatori rispetto a indicazioni contrattuali, Politica aziendale e DUVRI
24 6-7-8 continua 8 - RIUNIONI PERIODICHE SICUREZZA E CONSULT. RLS 1. Comunicazione e rapporto con l esterno Il DL/incaricato del DL gestisce le comunicazioni interne (bacheca, posta interna, , riunioni, opuscoli) ed esterne sui temi SSL coinvolgendo lavoratori e RLS/RLST e altri soggetti interessati (Enti pubblici, cittadini, ) raccogliendo commenti e proposte 2. Consultazione e partecipazione L efficace attuazione del MOG richiede la responsabilizzazione di tutti i soggetti presenti nel luogo di lavoro. La riunione periodica è uno specifico momento di consultazione 9 - ATTIVITA DI SORVEGLIANZA SANITARIA (art. 30, c.1, lett. d) D. Lgs. 81/2008) Il DL/incaricato del DL: nomina il MC vigila sul corretto operato del MC invia i lavoratori a visita medica secondo scadenze previste dal protocollo sanitario Il MC: collabora col DL nella VDR programma ed effettua la sorveglianza sanitaria attraverso protocolli sanitari definiti in funzione dei rischi specifici visita annualmente gli ambienti di lavoro e verbalizza il sopralluogo
25 10 - ATTIVITA DI INFORMAZIONE E FORMAZIONE DEI LAVORATORI (art. 30, c.1, lett. e) D. Lgs. 81/2008) In base alle risultanze della valutazione dei rischi il DL/ incaricato del DL pianifica, predispone ed attua il Programma annuale di formazione, informazione e addestramento I lavoratori devono essere informati anche sul MOG e sui ruoli - compiti - responsabilità di ciascuna figura coinvolta Allegato 6: Programma annuale di formazione, informazione e addestramento Allegato 7: Registro presenze partecipanti Allegato 8: Scheda formazione - informazione - addestramento lavoratore Allegato 9: Registro addestramento lavoratore Allegato 6 Programma annuale di formazione, informazione e addestramento
26 Allegato 7 Registro presenze partecipanti Allegato 8 Scheda formazione - informazione - addestramento lavoratore
27 Allegato 9 Registro addestramento lavoratore 11 - ATTIVITA DI VIGILANZA CON RIFERIMENTO AL RISPETTO DELLE PROCEDURE E DELLE ISTRUZIONI DI LAVORO IN SICUREZZA DA PARTE DEI LAVORATORI (art. 30, c.1, lett. f) D. Lgs. 81/2008) Il DL deve dare direttive per la realizzazione di un sistema di controllo sul rispetto da parte dei lavoratori delle procedure e delle istruzioni di lavoro e, con le modalità previste dal MOG, vigilare sulla loro corretta attuazione. La vigilanza sul rispetto delle disposizioni aziendali è distribuita tra DL, dirigente (ove presente) e preposto L obbligo di vigilanza si intende assolto in caso di adozione ed efficace attuazione del sistema di controllo di cui al 17 (audit interni e riesame). Le violazioni riscontrate dall attività di vigilanza saranno sanzionate secondo il sistema disciplinare del MOG ( 16).
28 12 - ACQUISIZIONE DI DOCUMENTAZIONE E CERTIFICAZIONI OBBLIGATORIE PER LEGGE (art. 30, c.1, lett. g) D. Lgs. 81/2008) Il DL/incaricato DL deve definire le modalità di gestione dei documenti Di seguito alcuni esempi, non esaustivi, di documentazione obbligatoria per legge, ove previsto: Valutazione e gestione del rischio (DVR, DUVRI, PSC, POS, PSS, ) Stato architettonico dell immobile (agibilità, certificazione energetica,...) Conformità impianti elettrici (messa a terra, scariche atmosferiche,...) Conformità di impianti produttivi, impianto elevatore, termico, di condizionamento, antincendio, nuove istallazioni, normative ATEX, PED,.. Macchine e attrezzature (certificazione CE, libretti uso e manutenzione, documentazione specifica per le attrezzature di allegato VII D. Lgs. 81/08,...) Appaltatori (autocertificazione possesso requisiti tecnico-professionali, iscrizione CCIA,.). Allegato 10: Elenco documentazione obbligatoria Allegato 10 Elenco documentazione obbligatoria
29 13 - PERIODICHE VERIFICHE DELL APPLICAZIONE E DELL EFFICACIA DELLE PROCEDURE ADOTTATE (art. 30, c.1, lett. h) D. Lgs. 81/2008) Sono un requisito importante e determinante del MOG 1. Sorveglianza/monitoraggio o misurazione della adozione delle procedure/modelli Le attività del monitoraggio devono essere registrate e i risultati confrontati con gli obiettivi prefissati Attività svolte in genere da risorse interne ma per aspetti specialistici si può ricorrere a risorse esterne Se si rilevano non conformità (NC), l azienda deve attivare il processo di gestione delle NC e di pianificazione e di attuazione delle azioni correttive Gli esiti del monitoraggio sono oggetto del Riesame ( 17.5) Allegato 13: Piano di monitoraggio continua 13 continua 2. Indagine su infortuni, incidenti e situazioni pericolose Il DL/incaricato del DL deve stabilire modalità di registrazione, indagine e analisi degli infortuni, incidenti e situazioni pericolose e attuare azioni correttive e preventive Allegato 11: Modulo rilevazione: situazione pericolosa - incidente - non conformità Allegato 12: Modulo rilevazione infortunio 3. Non conformità, azioni correttive e preventive Non conformità = un qualsiasi scostamento dai requisiti fissati dal MOG dell azienda: vanno registrate e analizzate Azione correttiva = azione posta in essere per eliminare le cause di non conformità
30 Allegato 11 Modulo rilevazione situazione pericolosa incidente non conformità continua Allegato 11 Modulo rilevazione situazione pericolosa incidente non conformità segue
31 Allegato 12 Modulo rilevazione infortunio continua segue Allegato 12 Modulo rilevazione infortunio
32 Allegato 13 Piano di monitoraggio 14 IL MOG DEVE PREVEDERE IDONEI SISTEMI DI REGISTRAZIONE DELL AVVENUTA EFFETTUAZIONE DELLE ATTIVITA DI CUI AL C. 1 (art. 30, c.2 D. Lgs. 81/2008) Il DL/incaricato del DL deve definire le modalità di gestione e custodia della documentazione per fornire l evidenza del funzionamento del MOG La documentazione potrà essere anche composta solo da moduli e registrazioni quali, ad esempio, quelli allegati al Decreto purché sufficienti e funzionali al rispetto dei requisiti definiti dal Decreto stesso in relazione alla necessità aziendali. Se ritenute opportune vanno predisposte Istruzioni Operative Manuale Procedure
33 15 PREVEDERE UN ARTICOLAZIONE DI FUNZIONI CHE ASSICURI LE COMPETENZE TECNICHE E POTERI NECESSARI PER: VERIFICA, VALUTAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO DEL RISCHIO (art. 30, c.3 D. Lgs. 81/2008) Il DL deve comunque assicurare una chiara attribuzione di compiti e funzioni nell ambito del proprio MOG Tale attribuzione deve essere nota a tutti ed effettivamente adottata Vanno individuati i ruoli e le responsabilità in materia di SSL di: DL preposti dirigenti RSPP - ASPP Addetti alle Emergenze ed al Primo Soccorso Lavoratori MC RLS/RLST UN SISTEMA DISCIPLINARE IDONEO A SANZIONARE IL MANCATO RISPETTO DELLE MISURE INDICATE NEL MOG (art. 30, c.3 D. Lgs. 81/2008) L azienda definisce e formalizza il sistema disciplinare (ove presente l AD è compito di questa formalizzare lo stesso) e lo comunica a tutti i soggetti interessati quali ad esempio: DL, Dirigenti, Preposti, Lavoratori, Auditor/gruppo di audit, Organismo di vigilanza (ove istituito) - RSPP L azienda dovrà inoltre, definire modalità per selezionare, controllare e, ove opportuno, sanzionare collaboratori esterni, appaltatori, fornitori e altri soggetti. Perché tali modalità siano applicabili l azienda deve prevedere che nei contratti siano inserite specifiche clausole con riferimento ai requisiti e comportamenti richiesti ed alle sanzioni previste per il mancato rispetto, fino a risoluzione del contratto.
34 17 IL MOG DEVE ALTRESI PREVDERE UN IDONEO SISTEMA DI CONTROLLO SULL ATTUAZIONE DELLO STESSO MOG E SUL MANTENIMENTO NEL TEMPO DELLE CONDIZIONI DI IDONEITA DELLE MISURE ADOTTATE. RIESAME ED EVENTUALE MODIFICA DEL MOG ADOTTATI IN CASO DI SIGNIFICATIVE VIOLAZIONI NORME ANTINFORTUNISTICHE O MUTAMENTI ORGANIZZATIVI (art. 30, c.4 D. Lgs. 81/2008) Un idoneo sistema di controllo sull attuazione del modello va effettuato attraverso la combinazione delle attività di due processi che sono strategici per l effettività e la conformità del MOG: gli audit interni di sicurezza ed il riesame. Sistema di Controllo... è stato sciolto un nodo fondamentale: il sistema di controllo non coincide con l Organismo di Vigilanza (OdV), e non ne richiede necessariamente l istituzione continua 17 continua Lettera circolare del Ministero del lavoro 11/07/2011: Si evidenzia come tali processi rappresentino un sistema di controllo idoneo ai fini di quanto previsto al comma 4 dell art. 30 del D. Lgs. 81/2008 solo qualora prevedano il ruolo attivo e documentato, oltre che di tutti i soggetti della struttura organizzativa aziendale per la sicurezza, dell AD (intesa come posizione organizzativa eventualmente sopra stante il DL) nella valutazione degli obiettivi raggiunti e dei risultati ottenuti, oltre che delle eventuali criticità riscontrate in termini di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.) Quando ricorrano tali condizioni si può ritenere soddisfatto l obbligo secondo il quale il compito di vigilare sul funzionamento e l osservanza dei modelli, di curare il loro aggiornamento è stato affidato ad un organismo dell ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo. Diversamente dalle condizioni sopra indicate, o per diversa scelta organizzativa, l AD deve individuare l OdV di cui all art. 6, c.1, lett. b) DLgs 231/01 secondo i criteri di indipendenza e professionalità. continua
35 17 continua 1. Audit interno di sicurezza Audit = esame sistematico, documentato e indipendente per determinare se quanto pianificato e predisposto dal MOG viene efficacemente attuato, è idoneo al conseguimento degli obiettivi ed è coerente con la politica in materia di SSL L audit deve anche verificare l effettiva applicazione del sistema disciplinare Indipendente non significa che l audit deve essere effettuato da personale esterno all azienda, ma significa che questo personale non è direttamente coinvolto nelle attività oggetto di audit. continua 17 continua 2. Programmazione dell audit Di norma annualmente il DL/incaricato del DL programma un audit completo Sono possibili audit straordinari L audit deve interessare tutti gli ambiti del MOG E necessario informare le funzioni aziendali e i lavoratori delle aree sottoposte a verifica. Essi devono essere disponibili e presenti all audit Allegato 14: Programma dell audit interno Allegato 15: Piano di audit (contenuti minimi) continua
36 17 continua 3. Identificazione degli auditor interni Soggetti indipendenti dalle attività oggetto di audit Nelle PMI è sufficiente un solo auditor interno Gli auditor devono essere informati sul MOG aziendale e formati su: MOGS modalità di svolgimento delle attività di audit interno di un MOG (utile riferimento è la ISO 19011) legislazione SSL applicabile all azienda Se l azienda si avvale di auditor esterni oltre ai requisiti di cui sopra: assenza di conflitto di interessi e riservatezza continua 17 continua 4. Conduzione dell audit (Responsabile audit/auditor) Eventuale riunione di apertura Esecuzione dell audit Verbale di audit Presentazione risultanze audit Per ogni NC rilevata è necessario attuare un azione correttiva I risultati dell audit sono oggetto del riesame per il miglioramento del sistema continua
37 5. Riesame 17 continua Il MOG deve essere periodicamente riesaminato dall AD e/o dal DL per verificarne l efficace attuazione, l idoneità, Il riesame dovrebbe essere effettuato annualmente e i risultati, verbalizzati, potrebbero portare a modificare il MOG Il DL può far coincidere il riesame con la riunione periodica Una esemplificazione non esaustiva degli argomenti da trattare nel riesame è contenuta nell allegato 17 RIUNIONE PERIODICA Art. 35 D. Lgs. 81/08 Nel corso della riunione il DL sottopone all esame dei partecipanti: a) DVR; b) andamento degli infortuni, malattie professionali e sorveglianza sanitaria; c) criteri di scelta, caratteristiche tecniche ed efficacia dei DPI; d) programmi di informazione e formazione di dirigenti, preposti e lavoratori Nel corso della riunione possono essere individuati: a) codici di comportamento e buone prassi per prevenire i rischi di infortuni e di malattie professionali; b) obiettivi di miglioramento della sicurezza complessiva sulla base delle linee guida per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro
38 Allegato 14 Programma degli/dell audit interno Allegato 15 Piano di audit continua
39 Allegato 15 Piano di audit segue Allegato 16 Verbale di audit
40 Allegato 17 Riesame periodico del MOG 1/3 continua Allegato 17 Riesame periodico del MOG 1/3 segue
41 Allegato 17 Riesame periodico del MOG 2/3 continua Allegato 17 Riesame periodico del MOG 2/3 segue
42 Allegato 17 Riesame periodico del MOG 3/3 Allegato 18 Riunione periodica
43 CRITICITA Il punto 4 si presenta carente per quanto concerne la documentazione di supporto alla manutenzione delle macchine: infatti è necessario inserire l inventario macchine, il piano di manutenzione e le lettere degli incarichi per il loro utilizzo. La gestione dei DPI (punto 6, allegato 5) è carente, ovvero è presente un esempio di scheda consegna/gestione DPI, mentre occorre integrare tale modulo anche con un modulo ordinato per data di sostituzione del singolo DPI. La gestione degli appalti (punto 7) è abbastanza limitata e andrebbe integrata con una modulistica ad hoc. Il sistema disciplinare (punto 16) avrebbe potuto essere implementato con un esempio o con più precise indicazioni relative al tipo e all entità delle sanzioni Art. 28, c. 2 D. Lgs. 81/08 CONSIDERAZIONI * a) La scelta dei criteri di redazione del DVR è rimessa al DL che vi provvede con criteri di semplicità, brevità e comprensibilità, in modo da garantirne la completezza e l idoneità quale strumento operativo di pianificazione degli interventi aziendali di prevenzione il DVR deve contenere c) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; d) l individuazione delle procedure per l attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dell organizzazione che vi devono provvedere, a cui devono essere assegnati soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri (Dott. Ivo Dagazzini Direttore SPISAL ULSS 4 Alto Vicentino, esperto per la Regione Veneto nella Commissione Consultiva Permanente, Comitato MOGS ex art. 30 D Lgs 81/08 continua
44 CONSIDERAZIONI * Il MOGS forse è già stato adottato... Requisiti previsti dall art. 30, c. 1, da lett. a) a lett. g): a) rispetto degli standard tecnico strutturali di legge b) valutazione dei rischi c) gestione emergenze (addetti antincendio e procedure), primo soccorso (addetti primo soccorso e procedure), appalti (art. 26 e titolo IV), d) sorveglianza sanitaria (attività del MC) e) informazione e formazione (Accordi Stato - Regioni del lavoratori, dirigenti, preposti e Accordo Stato Regioni del formazione per l utilizzo di attrezzature ) f) vigilanza (importanza dei preposti) g) dichiarazioni e certificazioni obbligatorie di legge continua CONSIDERAZIONI * Il MOGS formalizza l organizzazione aziendale in coerenza con il DVR. Il DVR può essere considerato come il Manuale del MOGS Il Datore di Lavoro, identificati i Rischi: pianifica gli interventi assegna i compiti definisce le procedure per attuare le misure di prevenzione e protezione controlla l andamento (audit/monitoraggio/verifiche ispettive interne) ed effettua un riesame (riunione periodica)... e prevede sanzioni disciplinari (MOGS) continua
45 CONSIDERAZIONI * ALCUNI CONSIGLI 1. Recuperare ciò che è già stato fatto e scritto, valorizzarlo rispetto alle novità legislative 2. Non aumentare il peso burocratico della sicurezza con documenti inutili ed ingestibili. usare bene la documentazione che c è già e se possibile semplificarla continua CONSIDERAZIONI * Per formalizzare il MOGS nel DVR è opportuno: 1. Nelle varie parti del DVR fare riferimento ai requisiti dell art. 30 del D. Lgs. 81/08, ad esempio: Organigramma: citare il c. 3, primo periodo (articolazione di funzioni) Registrazione attività: citare il c. 2 (sistema di registrazione) nella valutazione della sicurezza macchine citare il c. 1, lett. a) ( rispetto standard tecnico strutturali di legge ) nella predisposizione dei DPI citare la lett. b) ( predisposiz. delle misure di prevenzione e protezione ) 2. Prevedere la «sezione MOGS», dove viene richiamata la documentazione che attesta la conformità ai requisiti dell art. 30 del D. Lgs. 81/08 continua
46 CONSIDERAZIONI * Il MOGS deve essere adottato ed efficacemente attuato: Per l Evidenza di adozione i contenuti della VDR (art. 30, c. 1, lett. a) - lett. g) D. Lgs. 81/08 e punti 4-15 DM 13/02/2014 (il DVR PUO essere considerato come il manuale di organizzazione e gestione della sicurezza, l art 28, al c. 2 infatti fornisce indicazioni organizzative e gestionali) registrazione attività (art. 30, c. 2 D. Lgs. 81/08 ); articolazione di funzioni (art. 30, c. 3, primo periodo D. Lgs. 81/08 ). CONSIDERAZIONI * Per l Evidenza di efficace attuazione periodiche verifiche dell applicazione e dell efficacia delle procedure adottate (art., c. 1, lett. h) D. Lgs. 81/08) sistema di controllo (art. 30, c. 4) D. Lgs. 81/08 e punto 17 DM 13/02/2014 (piano di audit e riesame - riunione periodica) sistema disciplinare (c. 3, secondo periodo) vedi punto 16 del DM 13/02/2014
47 Dipartimento di Sanità Pubblica SERVIZI PREVENZIONE SICUREZZA AMBIENTI DI LAVORO Percorso : Servizi territoriali Sanità Pubblica Documenti Sanità Pubblica 81/08 Sicurezza Lavoro Mail:

References: art. 25
 art. 300
 SENTENZA 
 art. 51
 Art. 51
 articolo 30
 art. 6
 art. 30
 Art. 589
 Art. 590
 art. 30
 art. 30
 art. 30
 art. 30
 art. 30
 art. 30
 art. 30
 art. 30
 art. 30
 articolo 6
 art. 30
 art. 30
 articolo 11
 art. 6
 art. 30
 ART.1
 art. 30
 art. 30
 ART. 1
 art. 25
 art. 30
 art. 30
 art. 30
 art. 30
 art. 6
 Art. 35
 Art. 28
 art. 30
 art. 30
 art. 30
 art. 30