Source: http://www.dirittoprivatoinrete.it/elementi_accidentalitestamento.htm
Timestamp: 2017-05-27 00:31:00+00:00

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Anche al testamento, come accade per gli altri negozi giuridici, si possono apporre la condizione il termine e il modo con particolari regole dovute alla natura dell'atto; cominciamo dalla condizione.
o risolutiva è possibile apporre tali condizioni, sia all'intero testamento sia a singole disposizioni ( art. 633 c.c.). È ammessa anche la condizione sospensiva potestativa; in tal caso l'acquisto della qualità di erede o del legato dipendono dalla volontà di questi ultimi. Tuttavia non si potrà aspettare all'infinito che tali soggetti facciano avverare, o meno, la condizione, e se il testatore non ha dato loro un termine, gli interessati potranno rivolgersi al giudice affinché fissi loro detto termine (art. 645 c.c.)
condizioni illecite
si considerano come non apposte ( vitiatur sed non vitiat) a meno che non siano state l'unico motivo che hanno spinto il testatore a disporre; in tal caso sarà nulla l'intera disposizione testamentaria ( art. 634 c.c.).
Caso specifico di condizione illecita è quello previsto dall'art.
636. Secondo questo articolo è illecita la condizione che impedisce le prime o le nuove nozze, anche se si riconosce validità a questa condizione per il legatario di usufrutto o di uso, di abitazione o di pensione, o di altra prestazione periodica
condizioni di reciprocità è il caso in cui ci si accordi con un altra persona per avvantaggiarla nel proprio testamento a condizione che si sia avvantaggiati nel testamento del beneficiario (condizione captatoria). Se è apposta la condizione, sarà nulla la relativa disposizione ( art. 635 c.c.) È quindi possibile apporre condizioni al testamento con i limiti che abbiamo visto in tabella, ma cosa accade se le condizioni si avverano? E cosa accade nel periodo di pendenza?Cominciamo dall'ipotesi di avveramento della condizione; Secondo l'art. 646 c.c. l'adempimento della condizione ha efficacia retroattiva, (e questo è normale), ma se la condizione è risolutiva se è pur vero che il beneficiario della disposizione sarà tenuto a restituire quanto ha ricevuto, sarà anche vero che dovrà restituire i frutti dal giorno in cui si è verificata la condizione e non dal giorno in cui li ha percepiti; in tal modo si è limitata la retroattività della condizione.
Durante il periodo di pendenza bisogna distinguere tra condizione sospensiva e risolutiva.
pendenza della condizione risolutiva
l'autorità giudiziaria può imporre all’erede o al legatario di prestare idonea garanzia a favore di coloro ai quali l’eredità o il legato dovrebbe devolversi nel caso che la condizione si avverasse ( art. 639 c.c.)
Non è specificato che cosa s'intende per "idonea garanzia", ma è chiaro che questa è lasciata alla discrezionalità del magistrato in relazione alle circostanze e all'uso che viene fatto del bene sottoposto a condizione.
pendenza della condizione sospensiva
nel caso di legato, l’onerato può essere costretto a dare idonea garanzia al legatario, salvo che il testatore abbia diversamente disposto ( art. 640 c.c.)
nel caso di erede istituito sotto condizione sospensiva finché questa condizione non si verifica o non è certo che non si può più verificare, è dato all’eredità un amministratore ( art.
641 c.c.)
L'amministratore può essere nominato anche quando non si sia prestata la garanzia in tutti casi indicati nella tabella o quando si sia indicato come erede un non concepito di una persona vivente (art. 643 c.c.).
Passiamo, ora, al termine.
nella disposizione a titolo universale il termine si considera non apposto, sia esso finale (perché non è consentito che sia abbiano eredi a termine, semel heres semper heres) o iniziale perché interromperebbe la continuità della titolarità art. 637 c.c.)
è possibile il legato a termine Concludiamo parlando del modo o onere.
Come sappiamo questo è un peso imposto dall'autore di un atto liberalità sul beneficiario dell'atto stesso e consiste, in questo caso, in una prestazione di fare o di non fare posta a carico dell'erede o del legatario che limita il valore della disposizione testamentaria.
Anche il modo può essere illecito o impossibile e si considera non apposto; se, tuttavia, è stato il solo motivo che ha spinto il testatore a disporre, rende nulla l'intera disposizione testamentaria ( art.
647 c.c.). L'inadempimento del modo può spingere qualsiasi interessato ad agire per costringere l'onerato ad adempiere. L'autorità giudiziaria può giungere anche alla risoluzione della disposizione testamentaria se questa è stata prevista dal testatore, o se l’adempimento dell’onere ha costituito il solo motivo determinante della disposizione ( art. 648 c.c.).

References: art. 633
 art. 634
 art. 635
 art. 639
 art. 640
 art.
641
 art. 637
 art.
647
 art. 648