Source: http://www.fondazioneematologia.it/statuto/
Timestamp: 2017-09-22 17:12:56+00:00

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Statuto : Fondazione Progetto Ematologia
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1. Su iniziativa dell’Unità’ Locale Socio Sanitaria N. 6 “Vicenza”, delle associazioni ”Associazione per la Lotta alla Trombosi – Onlus”, A.Vi.L.L.- A.I.L. Associazione Vicentina per le Leucemie e i Linfomi” e “Associazione Veneta per l’Emofilia e le Coagulopatie” e i Signori Ciman Lucia, Caoduro Paolo, Rodeghiero Francesco, Bertacche Giovanni, Corato Adelfina, Serafini Rino e Pivetti Aldo, è costituita la Fondazione per l’assistenza e per la ricerca nel settore ematologico denominata
“PROGETTO EMATOLOGIA”,
organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS) di seguito chiamata Fondazione, che è persona giuridica privata, con piena autonomia statutaria e gestionale, regolata dal Codice Civile, dalla disciplina legislativa e dal presente Statuto.
2. La Fondazione ha durata illimitata; la sua sede legale ed operativa è in Vicenza, C.trà S. Francesco, 41.
1. La Fondazione non ha scopo di lucro e persegue esclusivamente fini di solidarietà sociale e di pubblica utilità (ONLUS).
2. La Fondazione promuove ed incrementa l’assistenza sanitaria e la ricerca scientifica nel campo dell’ematologia clinica, delle terapie cellulari e geniche, dell’ematologia sperimentale e della biologia vascolare, con particolare riguardo alla prevenzione, diagnosi e terapia delle emopatie neoplastiche del sangue quali leucemie, linfomi, mielomi, dell’emostasi e della trombosi. A tale fine opera in modo che le conoscenze scientifiche possano tradursi in un progresso nella cura e nell’assistenza dei malati, rendendo disponibili i risultati della ricerca attraverso le pubblicazioni scientifiche. Inoltre, per rendere la propria azione più efficace, organica e programmata in relazione alle esigenze della ricerca avanzata e dell’assistenza, promuove iniziative scientifiche, assistenziali, sociali, culturali e formative, sostenendo l’attività e la formazione del personale addetto all’assistenza e dei ricercatori. Ad ogni modo è fatto divieto alla Fondazione di svolgere attività diverse da quelle indicate nel presente articolo, ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse.
3. La Fondazione può istituire propri Centri di ricerca, di studio, di didattica, di cura e di erogazione di servizi sanitari. Inoltre può sostenere in qualità di promotore lo svolgimento di studi clinici sperimentali secondo le specifiche normative che regolano il settore.
4. La Fondazione favorisce e sviluppa, oltre a propri progetti di ricerca scientifica e assistenziali, anche progetti in collaborazione con Enti Pubblici e Privati. In particolare, essa continua in forma autonoma il Progetto VI.T.A. (Vicenza Trombofilia e Arteriosclerosi), sorto nel 1992.
Articolo 3 – Modalità per il raggiungimento degli scopi istituzionali
1. Nell’ambito di quanto previsto dal D. Lgs. n° 460 del 4 /12/97 e dalla Circolare n° 168/E del 26/6/98, la Fondazione ispira la propria attività a criteri di programmazione annuale, sulla base di piani e progetti di intervento distinti tra di loro, anche riferiti a più esercizi.
2. La Fondazione intende favorire l’aggiornamento della strumentazione scientifica e l’adeguamento delle metodologie operative interne. Intende inoltre promuovere e partecipare assieme ad altri Enti, sulla base di adeguate convenzioni, a progetti e strutture di formazione, studio, didattica e consulenza, finalizzati all’accrescimento attivo ed alla qualificazione del personale già occupato, in formazione e volontario. Può organizzare, autonomamente o in collaborazione con altri soggetti, convegni, corsi di formazione o altri eventi culturali utili al raggiungimento degli scopi istituzionali.
3. La Fondazione assegna premi e borse di studio per attività di ricerca o assistenziali presso i propri centri o altre istituzioni non-profit, e per la partecipazione a corsi inerenti ai propri scopi istituzionali. Gli assegnatari saranno scelti dal Consiglio di Amministrazione sulla base di modalità e criteri da definirsi con regolamento.
4. Gli avanzi di gestione devono essere impegnati per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse. E’ vietata la distribuzione, anche in modo indiretto, di avanzi di gestione nonché di fondi, riserve o capitali durante la vita della Fondazione, a meno che la destinazione e la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS direttamente collegate alla Fondazione.
5. Nei limiti di legge e del presente Statuto, la Fondazione può compiere tutte le operazioni finanziarie, commerciali, mobiliari, immobiliari, ed esercitare imprese strumentali, utili per il raggiungimento dei propri fini, sulla base di principi di sana e prudente gestione non lucrativa.
6. L’attività della Fondazione, per l’indipendente perseguimento degli scopi istituzionali, è eventualmente disciplinata con specifico regolamento, predisposto dal Consiglio di Amministrazione, che, nel rispetto della legge e in attuazione dei principi del presente Statuto, indica le modalità procedurali di selezione delle iniziative scientifiche ed operative più idonee ad assicurare la trasparenza delle scelte, l’efficienza nell’impiego delle risorse e l’efficacia nel conseguimento degli obiettivi. A tale scopo può cooperare con altre istituzioni non-profit, anche con liberalità economiche.
Articolo 4 – Mezzi per il raggiungimento degli scopi istituzionali
1. La Fondazione amministra il proprio patrimonio per il perseguimento delle finalità previste dalle leggi in vigore e dal presente Statuto, operando nel rispetto dei principi di economicità della gestione, secondo criteri prudenziali di rischio, in modo da conservarne il valore economico.
2. Il patrimonio della Fondazione è costituito:
a. dalle somme, beni e strumenti donati dai Soci Fondatori;
b. da una dotazione di attrezzature e beni strumentali;
c. dai beni mobili e immobili che perverranno alla Fondazione.
3. Per l’adempimento degli scopi la Fondazione dispone dei seguenti mezzi finanziari e strumentali:
a. proventi e rendite derivanti dall’amministrazione del proprio patrimonio destinate per almeno il 50% a riserve patrimoniali per il mantenimento del valore economico, ed il rimanente al finanziamento dell’attività;
b. rimborsi derivanti da contratti, collaborazioni e commesse di ricerca eseguite per conto dello Stato, delle Regioni, di Enti pubblici e privati, imprese industriali, singoli privati ed altri nel rispetto delle leggi in vigore;
c. entrate provenienti a qualsiasi titolo dalle attività svolte;
d. contributi, donazioni, eredità, legati, lasciti testamentari, liberalità di terzi ed introiti di qualsiasi genere non destinati a patrimonio. Una quota dei proventi può essere accantonata a fondi non aventi natura di patrimonio e destinati a future esigenze gestionali, nella misura stabilita dal Consiglio di Amministrazione.
4. La Fondazione riconosce il contributo insostituibile delle Associazioni e degli Enti pubblici o privati non-profit che operano in favore della ricerca scientifica, dell’assistenza sanitaria nel settore dell’Ematologia, dell’Emostasi e della Trombosi, del dono del sangue e del midollo osseo. A tal fine, promuove una stretta collaborazione con le stesse per favorire il raggiungimento degli scopi comuni.
c. il Direttore Scientifico;
e. il Collegio dei Revisori dei Conti o il Revisore Unico.
2. La prima nomina delle cariche sociali viene effettuata alla stesura dell’Atto Costitutivo della Fondazione.
3. Per le funzioni svolte a qualsiasi titolo dal Presidente e dai componenti del Consiglio di Amministrazione non sono corrisposti emolumenti, fatto salvo il rimborso delle spese.
Articolo 6 – Consiglio di Amministrazione : composizione e nomina
1. All’atto della costituzione della Fondazione, i Fondatori nominano i membri del Consiglio di Amministrazione.
2. Il Consiglio di Amministrazione è composto da 4 (quattro) a 11 (undici) membri, compreso il Presidente. Sono membri di diritto i Presidenti pro-tempore delle Associazioni o Enti Fondatori o comunque le persone da essi delegate. Con la presenza e il voto favorevole di almeno due terzi dei componenti del Consiglio di Amministrazione, possono essere cooptate persone, fisiche o giuridiche, private o pubbliche, che condividano le finalità della Fondazione e intendano contribuire alla realizzazione dei suoi scopi con apporti patrimoniali o di particolare rilevanza sociale o valore ideale.
3. Il Consiglio di Amministrazione rimane in carica per quattro anni e può essere riconfermato. Nel caso i Consiglieri siano Presidenti o Rappresentanti pro-tempore di Associazioni o Enti Fondatori cessano con il cessare della loro carica mantenendo le Associazioni e gli Enti il diritto di nominare il successore. Per gli amministratori valgono le cause di ineleggibilità e di decadenza sancite dall’articolo 2382 del C.C.
Articolo 7 – Consiglio di Amministrazione : poteri
1. Il Consiglio di Amministrazione è l’organo responsabile della gestione della Fondazione.
2. Sono di competenza del Consiglio di Amministrazione le deliberazioni concernenti:
a. la cooptazione di altre persone, fisiche o giuridiche, private o pubbliche, subordinatamente alla presenza ed al voto favorevole di almeno due terzi dei suoi componenti;
b. l’approvazione del bilancio preventivo, delle sue eventuali variazioni e del bilancio consuntivo
c. la redazione ed approvazione del documento programmatico annuale;
d. l’approvazione dell’eventuale regolamento interno della Fondazione;
e. l’amministrazione del patrimonio della Fondazione e la gestione delle attività economiche necessarie per la realizzazione del programma di attuazione delle iniziative rispondenti agli scopi istituzionali;
f. l’approvazione dei programmi annuali relativi alle attività e alle iniziative della Fondazione
g. le deliberazioni di eventuali modifiche dello statuto;
h. gli atti di straordinaria amministrazione;
i. l’assunzione di dipendenti e collaboratori;
j. l’acquisto, la vendita e l’accettazione di beni strumentali o immobili, nel rispetto del bilancio di previsione;
k. l’accettazione di eredità, lasciti, donazioni.
3. Il Consiglio di Amministrazione può:
a. delegare al Presidente, ad altri membri del Consiglio, al Segretario Generale, al Direttore Scientifico, per incarichi specifici e stabilendo i limiti della delega, poteri attribuiti allo stesso Consiglio di Amministrazione;
b. costituire, nell’ambito delle proprie attribuzioni e per specifiche finalità, Commissioni consultive temporanee chiamando a farne parte, accanto ai propri componenti, anche elementi esterni alla Fondazione particolarmente qualificati per le loro competenze.
Articolo 8 – Consiglio di Amministrazione: convocazioni e riunioni
1. Il Consiglio di Amministrazione si riunisce una volta ogni tre mesi, e ogni qualvolta il Presidente lo ritenga necessario o quando ne venga fatta richiesta da almeno un terzo dei componenti. Le riunioni si tengono di norma presso la sede della Fondazione. Il Consiglio di Amministrazione può comunque riunirsi anche in altro luogo indicato dal Presidente.
2. Per la validità delle riunioni del Consiglio di Amministrazione è necessaria la presenza della maggioranza dei componenti in carica. Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei presenti.
3. Le funzioni di Segretario del Consiglio di Amministrazione sono esercitate dal Segretario Generale, che redige i verbali delle adunanze e li firma congiuntamente a chi svolge le funzioni di presidenza.
4. Alle riunioni del Consiglio di Amministrazione partecipano il Segretario Generale e il Direttore Scientifico, inoltre possono assistere terzi che il Consiglio ritenga opportuno far partecipare.
5. L’avviso di convocazione deve contenere l’ordine del giorno ed essere inviato al domicilio dei membri del Consiglio di Amministrazione, del Segretario Generale, del Direttore Scientifico e dei Revisori dei Conti almeno otto giorni liberi prima della riunione.
Articolo 9 – Presidente della Fondazione
1. Il Presidente è nominato dai componenti del Consiglio di Amministrazione, con la presenza e la maggioranza dei due terzi.
2. Il Presidente ha la legale rappresentanza della Fondazione con i poteri attinenti l’ordinaria e straordinaria amministrazione della stessa, salva l’autorizzazione del Consiglio di Amministrazione per quanto di competenza dello stesso ai sensi del vigente statuto sociale. Il Presidente ha altresì la rappresentanza in giudizio della Fondazione. Il Presidente convoca e presiede il Consiglio di Amministrazione. Il Presidente dura in carica quattro anni dall’accettazione dell’incarico e comunque fino alla nomina del successore.
3. Il Presidente sovrintende al buon andamento della Fondazione. Cura i rapporti con le autorità, le pubbliche amministrazioni, le istituzioni scientifiche e sociali ed i centri di studio e ricerca analoghi o complementari alla Fondazione.
4. Il Presidente, su proposta del Consiglio di Amministrazione, provvede alla nomina o assunzione dei collaboratori e del personale della Fondazione. Stipula i contratti e le convenzioni. Nei casi d’urgenza adotta anche determinazioni di competenza del Consiglio di Amministrazione, salvo ratifica di questo entro trenta giorni;
5. In caso di assenza o impedimento del Presidente le funzioni di presidenza della Fondazione sono svolte dal consigliere del Consiglio di Amministrazione anagraficamente più anziano. Di fronte a terzi la firma di chi sostituisce il Presidente costituisce prova dell’assenza o dell’impedimento dello stesso.
Articolo 10 – Collegio dei Revisori dei Conti o Revisore Unico
1. Il Collegio dei Revisori dei Conti si compone di tre membri effettivi e di due Revisori supplenti nominati dal Consiglio di Amministrazione, nel caso in cui l’ammontare complessivo delle entrate risultante dall’ultimo bilancio dovesse superare € 1.000.000,00 (un milione virgola zero zero). Il Presidente del Collegio sarà scelto tra i tre membri effettivi eletti. Il Collegio dei revisori dei Conti può essere sostituito da un Revisore Unico. I componenti del Collegio o il Revisore unico devono essere iscritti nel registro dei Revisori Contabili.
2. I Revisori o il Revisore Unico durano in carica quattro anni dalla data di insediamento dell’organo e possono essere riconfermati. Alla scadenza essi rimangono in carica fino alla ricostituzione dell’organo da effettuarsi entro trenta giorni.
3. I Revisori o il Revisore Unico intervengono alle riunioni del Consiglio di Amministrazione senza diritto di voto.
4. Il compenso dei Revisori o del Revisore Unico non è superiore al minimo delle tariffe professionali.
Articolo 11 – Direzione
1. La Direzione della Fondazione è affidata al Segretario Generale, responsabile amministrativo, e al Direttore Scientifico, responsabile tecnico-professionale.
Entrambi sono nominati dal Consiglio di Amministrazione su proposta del Presidente. Durano in carica per quattro anni e possono essere riconfermati.
Il Segretario Generale ed il Direttore Scientifico sono scelti tra liberi professionisti o dipendenti, in servizio o in quiescenza, con almeno dieci anni di anzianità professionale rispettivamente nel settore amministrativo o tecnico-scientifico. Nel caso che i designati siano dipendenti di un ente pubblico o privato, la loro nomina è condizionata dal previo assenso dell’ente da cui dipendono. I due Responsabili intervengono con funzioni consultive e propositive alle riunioni del Consiglio di Amministrazione, nonché alle riunioni delle Commissioni Consultive per i settori di competenza.
2. Il Segretario Generale è responsabile della legalità e dell’efficienza della gestione della Fondazione, e ne risponde al Consiglio di Amministrazione. Egli collabora con il Presidente e con il Direttore Scientifico:
a. alla preparazione dei programmi di attività della Fondazione ed alla loro presentazione al Consiglio di Amministrazione nonché al successivo controllo dei risultati;
b. all’attuazione delle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione;
c. alla predisposizione del bilancio preventivo e del bilancio consuntivo. Il Segretario Generale attua inoltre le disposizioni del Direttore Scientifico.
3. Il Direttore Scientifico è scelto tra persone laureate in medicina e chirurgia, con diploma universitario di specializzazione in Ematologia:
a. coadiuva il Presidente e il Segretario Generale nel disporre eventuali regolamenti ed i programmi di attività e di valutazione tecnico-scientifica da sottoporre all’approvazione del Consiglio di Amministrazione.
b. Nel rispetto dei limiti finanziari previsti dal bilancio, il Direttore Scientifico cura, con ampia autonomia gestionale e scelte tecnico-professionali, l’efficace realizzazione del programma di attività approvato dal Consiglio di Amministrazione. Egli sovrintende il lavoro di ricerca, di studio e di assistenza svolto dal personale della Fondazione e dal personale non dipendente dalla Fondazione, sulla base dei protocolli d’intesa o di convenzione con gli enti di appartenenza degli stessi. La scelta o la revoca del personale con compito tecnico-professionale è subordinata anche al parere del Direttore Scientifico.
c. Il Direttore Scientifico é anche il responsabile dei Centri e Istituti di Ricerca previsti dall’art. 2 comma 3 del presente Statuto. Ove abbia i requisiti previsti dalla legge, egli opera con compiti di ricerca, diagnosi e cura, salvo il caso di espressa rinuncia dello stesso.
d. Il Direttore Scientifico presiede il Comitato Scientifico della Fondazione, ove costituito, acquisendone il parere in merito alla programmazione dell’attività tecnico-scientifica.
Articolo 12 – Rapporti economici e giuridici con i collaboratori
1. Allo scopo di rendere continuativa ed efficace l’operatività della Fondazione, il Consiglio di Amministrazione, su proposta del Segretario Generale o del Direttore Scientifico, può assumere dipendenti e collaboratori esterni da adibire a compiti amministrativi e tecnici, determinandone funzioni e collaborazioni con la definizione del compenso economico.
2. Le attività del Segretario Generale e del Direttore Scientifico e dei loro collaboratori potranno essere remunerate secondo modalità stabilite dal Consiglio di Amministrazione in ottemperanza alle norme di legge; Qualora la remunerazione sia prevista per soggetti dipendenti da Enti pubblici o privati, il Consiglio di Amministrazione ne acquisirà il preventivo parere favorevole, possibilmente con una convenzione con l’Ente, nel rispetto della trasparenza retributiva.
3. Il personale dipendente da Enti pubblici, può svolgere in Fondazione attività di ricerca tecnica nel campo biomedico e nei settori assistenziali e della comunicazione scientifica, operando a titolo gratuito qualora l’attività si svolga durante l’orario di servizio dell’Ente dal quale dipende, previo consenso dell’Ente di appartenenza.
Articolo 13 – Durata dell’esercizio e criteri per la sicurezza dei bilanci
1. L’esercizio inizia il primo gennaio e termina il 31 (trentuno) dicembre.
2. Entro il mese di ottobre di ciascun anno il Consiglio di Amministrazione provvede all’adozione del conto preventivo relativo all’esercizio successivo.
3. Entro i quattro mesi successivi al termine dell’esercizio, il Consiglio di Amministrazione predispone un progetto di bilancio consuntivo dell’esercizio chiuso e lo sottopone al Collegio dei Revisori dei Conti o al Revisore Unico per essere trasmesso al Consiglio di Amministrazione per l’approvazione finale entro il termine di sei mesi dalla chiusura dell’esercizio.
Articolo 14 – Gruppi e Comitati
1. Il Consiglio di Amministrazione potrà promuovere la costituzione di un gruppo di volontariato “Amici della Fondazione Progetto Ematologia” allo scopo di supportare l’attività della Fondazione.
2. Il Consiglio di Amministrazione con apposito regolamento interno individuerà la composizione, il funzionamento ed i compiti del Comitato Scientifico della Fondazione.
3. Formano il Comitato d’Onore della Fondazione, in numero imprecisato, eminenti personalità italiane e straniere designate dal presidente, su indicazione del Consiglio di Amministrazione, per il maggior prestigio scientifico ed accademico della Fondazione.
Per quanto non previsto dal presente Statuto si applicano le disposizioni delle leggi vigenti, in particolare le disposizioni in materia di ONLUS, i principi generali dell’ordinamento giuridico e delle norme costituzionali.
In caso di esaurimento degli scopi della Fondazione o impossibilità di attuarli, nonché di estinzione della Fondazione da qualsiasi causa determinata, i beni della Fondazione saranno devoluti dall’Autorità Tutoria ad altri enti che perseguano i medesimi fini della Fondazione, o ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, sentito l’organismo di controllo di cui all’Art. 3 della Legge 23/12/1996, n° 662. Rimane salva la possibilità di trasformazione ai sensi dell’art. 28 del C.C. .
Scarica lo Statuto della Fondazione Progetto Ematologia

References: Articolo 3

Articolo 4

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 14