Source: http://www.laltralombardia.it/public/docs/muro_traduz_apr03.html
Timestamp: 2019-04-19 18:40:22+00:00

Document:
IL MURO E IL DIRITTO INTERNAZIONALE traduzione Mariella Megna
CAMPAGNA CONTRO IL MURO DELL’APARTHEID
(traduzione Mariella Megna - Associazione L'altra Lombardia - SU LA TESTA, aprile 2003)
La costruzione del Muro nel West Bank da parte d’Israele costituisce una grave violazione dei diritti umani e del diritto internazionale. Il Muro viene costruito dentro il contesto dell’ occupazione illegale israeliana del West Bank e di Gaza che dal 1967 ha portato a numerose violazioni del diritto internazionale. Il tracciato del Muro è progettato per includere gli insediamenti israeliani – che sono essi stessi illegali – situati molto all’interno del West Bank, rendendoli così ‘de facto’ parte dello Stato d’ Israele. Israele ha ripetutamente mostrato il suo disprezzo per gli accordi internazionali, a cominciare dalla violazione del Piano di spartizione per la Palestina adottato dalle Nazioni Unite nel 1947.
Il Muro dell’Apartheid sarà alla fine la demarcazione unilaterale di un nuovo confine nel West Bank che annetterà di fatto dei territori occupati. Altre violazioni del diritto internazionale comprendono la punizione collettiva della popolazione civile, l’appropriarsi di proprietà privata da parte di una potenza occupante, la distruzione di case e beni e la violazione dei diritti umani fondamentali come il diritto al lavoro e alla libertà di movimento. In questo foglio informativo l’impatto del Muro sarà analizzato nel contesto del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani esposto nei seguenti atti: Convenzioni dell’Aia (1907), IV Convenzione di Ginevra (IV GC, 1949)1, Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (UDHR, 1948), il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici (ICCPR, 1966), Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali (ICESCR, 1966), Convenzione sui Diritti dell’ Infanzia (CRC, 1989), Convenzione sull’ Eliminazione della Discriminazione Razziale (1966), e Convenzione Internazionale sull’ Eliminazione e la Repressione del Crimine di Apartheid (1973). Le tabelle che seguono elencano le principali infrazioni d’ Israele ai suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale e forniscono esempi di violazioni conseguenti la costruzione del Muro dell’Apartheid.
1. LA COSTRUZIONE DEL MURO È UNA VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE
La costruzione del Muro è illegale ai sensi del diritto internazionale poiché costituisce una modifica permanente di accordi comuni in un territorio occupato, in violazione ai poteri amministrativi conferiti alla potenza occupante. La conseguenza più grave del Muro è l’annessione di territorio occupato, che è vietato dalle leggi di guerra (diritto umanitario). Un principio base delle leggi dell’occupazione belligerante è che non si acquisisce legalmente il diritto alla terra con l’occupazione militare. La decisione unilaterale di Israele di costruire il Muro nei Territori Occupati rappresenta la creazione di “fatti in concreto” ideati per ostacolare l’attuazione del diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese, impedendo la contiguità territoriale indispensabile per la costituzione di uno Stato palestinese indipendente.
Obblighi degli Stati ai sensi del Diritto Internazionale Umanitario Esempi di Violazioni
“La proprietà privata non può essere confiscata” 2. Questo divieto si applica senza eccezioni, neanche per motivi di sicurezza. In vari punti il Muro viene costruito 20 chilometri all’interno del West Bank. Questo comporta un’annessione estesa di territorio, diminuendo di oltre 1/10 l’estensione del West Bank. Nella “prima fase” di costruzione del Muro sono stati di fatto annessi 121,455 dunums 3 di terreno, il 2% del West Bank.
“E' vietato alla Potenza occupante di distruggere beni mobili o immobili appartenenti individualmente o collettivamente a persone private, allo Stato o a enti pubblici, a organizzazioni sociali o a cooperative.” 4 Nella “prima fase” della costruzione del Muro 14,680 dunums sono stati confiscati e spianati per far passare il Muro; oltre 102.000 alberi sradicati, decine di pozzi e chilometri di canali d’irrigazione distrutti, oltre 200 negozi e case abbattuti. 5
“Nessuna persona protetta può essere punita per un'infrazione che non ha commesso personalmente. Le pene collettive, come pure qualsiasi misura d'intimazione o di terrorismo, sono vietate. . .
Sono proibite le misure di rappresaglia nei confronti delle persone protette e dei loro beni” 6 Il Muro danneggerà in maniera diretta almeno 210.000 Palestinesi che abitano nei 67 villaggi, città grandi e piccole…I palestinesi tra il Muro e la Linea Verde saranno di fatto tagliati fuori dalle loro terre e dai loro luoghi di lavoro, dalle loro scuole, ospedali ed altri servizi sociali” 7
“La Potenza occupante non potrà procedere alla deportazione o al trasferimento di una parte della sua propria popolazione civile nel territorio da essa occupato” 8 Il Muro si addentra nel West Bank per poter includere le colonie che hanno ottenuto di far modificare il percorso del Muro secondo le “loro richieste”. Si stima che circa il 98% dei coloni verrà incorporato nella “parte israeliana” del Muro.
2. CONSEGUENZE DEL MURO: VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI DEI PALESTINESI
Il Muro sta già concretamente violando i diritti di centinaia di migliaia di civili palestinesi protetti, finché le sue conseguenze si estenderanno all’intera popolazione dei Territori Occupati Palestinesi (OPT). E’ chiaro che quando verranno costruite le prossime parti del Muro un numero maggiore di comunità verrà danneggiato direttamente. Le chiusure, gli assedi, i blackout e i checkpoint, tutti mezzi impiegati per limitare gravemente la libertà di movimento durante l’attuale intifada, hanno già negato alle comunità l’accesso alla salute, all’istruzione e al lavoro, oltre che il diritto alla libertà di movimento e alla proprietà. Il Muro sta istituzionalizzando la stretta mortale intorno a queste comunità e concretizzando la negazione dei diritti umani fondamentali.
Diritti Umani delle Persone Protette ai sensi del Diritto Internazionale
“Ogni individuo che si trovi legalmente nel territorio di uno Stato ha diritto alla libertà di movimento e alla libertà di scelta della residenza in quel territorio.” 9
“Trasferimenti fondati, in massa o individuali, come pure le deportazioni di persone protette, fuori del territorio occupato e a destinazione del territorio della Potenza occupante o di quello di qualsiasi altro Stato, occupato o no, sono vietati, qualunque ne sia il motivo” 10
In che modo il Muro viola questi Diritti
- I soldati israeliani decidono individualmente chi “ha il permesso” di passare i cancelli del Muro e se o quando i cancelli si apriranno. Ci sono stati già casi documentati di percosse, spari ed umiliazioni ai cancelli.
-Qalqiliya, una città di 40.000 abitanti, è completamente circondata dal Muro e i residenti possono entrare ed uscire solo da un unico checkpoint militare aperto dalle 7 di mattina alle 7 di sera.” 11
-Già il 10 % della popolazione di Qalqiliya è stata costretta a lasciare la città per cercare lavoro e/o mezzi di sussistenza.
“Ogni individuo ha il diritto di avere una proprietà sua personale o in comune con altri. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà”. 13 Contadini e famiglie di oltre 65 villaggi del West Bank settentrionale, vicini alla “prima fase” 14 del Muro, sono privati della loro terra perché tagliata fuori dal Muro e/o spianata dal tracciato del Muro
“La Potenza occupante ha il dovere di assicurare, nella piena misura dei suoi mezzi, e di mantenere, con il concorso delle autorità nazionali e locali, gli stabilimenti e i servizi sanitari e ospedalieri, come pure la salute e l'igiene pubbliche nel territorio occupato. Il personale sanitario d'ogni categoria sarà autorizzato a svolgere la sua missione”. 15 -A causa del Muro l’ospedale dell’Agenzia dei Soccorsi delle Nazioni Unite (UNWRA) a Qalqiliya è inaccessibile a tutti i rifugiati del West Bank settentrionale (tranne i residenti di Qalqiliya) per i quali era prevista l’assistenza medica.
-Numerosi villaggi e case di queste zone non sono raggiungibili dai dottori e sono isolati da ospedali o cliniche mediche.
“L'istruzione deve mirare al pieno sviluppo della personalità umana e del senso della sua dignità e rafforzare il rispetto per i diritti dell'uomo e le libertà fondamentali”. 16
“La Potenza occupante faciliterà, con il concorso delle autorità nazionali e locali, l'ordinato esercizio degli stabilimenti adibiti alle cure e all'educazione dei fanciulli.” 17 -Molti bambini ed insegnanti sono isolati dalle loro scuole a causa del Muro, per esempio gli studenti delle medie di Ad Dab’a non possono raggiungere la scuola che si trova nel villaggio vicino e che ora é tagliato fuori dal Muro.
-Una scuola elementare a Um Rehan corre il rischio dei essere demolita a causa della costruzione del Muro.
-Gli studenti che passano i “cancelli” del Muro, per esempio a Jubara e Wadi Rasha, sono spesso trattenuti; ci sono diversi casi documentati di soldati israeliani che non aprono i cancelli ai bambini per farli tornare a casa dopo la scuola se non dopo tante ore dopo la fine della scuola.
“Il diritto di ogni individuo di ottenere la possibilità di guadagnarsi la vita con un lavoro”. 18
“Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’ impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoc-cupazione.” 19 -“E’ documentato che già 600 negozi ed imprese di Qalqiliya hanno chiuso a causa del Muro”. 20
-La confisca delle terre, la distruzione e la restrizione di movimento significherà la perdita di almeno 6500 posti di lavoro.
-Le chiusure ed il Muro intorno alle comunità nel distretto di Tulkarem impedisce ai residenti di viaggiare per lavoro, e questo ha causato l’aumento della percentuale di disoccupati da 18% a 78% nella primavera del 2003.21
“ Il diritto di ogni individuo ad un livello di vita adeguato per sé e per la sua famiglia, che includa alimentazione, vestiario, ed alloggio adeguati, nonché al miglioramento continuo delle proprie condizioni di vita…Gli Stati parti del presente Patto, riconoscendo il diritto fondamentale di ogni individuo alla libertà dalla fame, adotteranno, individualmente e attraverso la cooperazione internazionale, tutte le misure, e fra queste anche i programmi concreti, che siano necessarie:
a) per migliorare i metodi di produzione, di conservazione e di distribuzione delle derrate alimentari”. 22 -Specialmente nel West Bank settentrionale, le terre di fatto annesse dal Muro sono terreni agricoli molto fertili che danno sostegno diretto e reddito alle famiglie.
-Circa 20.000 persone che vivono lungo il percorso della “prima fase” sono ad est del Muro, ma i loro terreni agricoli stanno ad ovest; questo significa che stanno perdendo la loro fonte primaria di sostentamento e di reddito.
-Almeno 34 pozzi di acqua sotterranea ed oltre 200 cisterne sono isolate dalle loro comunità di appartenenza a causa del Muro ed altri 14 pozzi sono a rischio di demolizione nella “zona tampone” del Muro.
“Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione.” 23
“La Potenza occupante permetterà ai ministri dei culti di provvedere all'assistenza spirituale dei loro correligionari.” 24 -Il Muro rende inaccessibile la tomba di Rachele ai Palestinesi di Betlemme mentre i fedeli ebrei possono entrare
-Il Muro sta isolando completamente Gerusalemme, la Città Santa con i suoi luoghi di preghiera come la Moschea di Al Aqsa e il Duomo della Roccia, da tutti i Palestinesi del West Bank.
Diritto del Bambino alla propria identità
“Gli Stati parti s'impegnano a rispettare il diritto del fanciullo di conservare la propria identità, nazionalità, nome e relazioni familiari, quali riconosciuti per legge, senza interferenze illegali”. 25
Nel villaggio di Ad Dab’a, annesso di fatto, i neonati non sono riconosciuti come nati lì se i loro genitori non sono originari del villaggio – non accadeva questo prima del Muro.
3. IL MURO IMPONE UN REGIME DI APARTHEID
Con il pretesto della sicurezza, Israele sta creando un regime di apartheid. La popolazione indigena palestinese è continuamente oppressa dai benefici dei non-Palestinesi, la maggior parte dei quali si sono insediati nella zona dal 1947-48. Le regole pensate per amministrare la zona che si trova tra il Muro e la Linea Verde creano, in pratica, due tipi di abitanti: (1) Gli “Israeliani”, che sono secondo la Dichiarazione di Territorio compreso nella Barriera Difensiva (Seam Zone) 26 i cittadini israeliani o residenti in Israele e chi ha ottenuto la cittadinanza grazie alla Legge del Ritorno, ai quali non si applicano prescrizioni restrittive e sono liberi di muoversi intorno a questa zona e liberamente entrare ed uscire da essa ; e (2) gli altri – in pratica Palestinesi, che hanno bisogno di ogni tipo di permesso per entrare ed uscire dalla zona. 27 La Barriera Difensiva (Seam Zone) è una zona militare chiusa per i Palestinesi che vivono lì da generazioni ed un’area libera senza alcuna restrizione della libertà di movimento per tutti gli ebrei, compresi quelli della Diaspora che nemmeno risiedono in Israele. Un struttura discriminatoria si è così stabilita in cui una comunità è un campo di detenzione per abitanti inermi vicino ad insediamenti abitati da gente libera i cui diritti civili e legali sono equiparati a quelli dei cittadini d’Israele. Tale segregazione e trattamento impari sulla base della nazionalità di origine si chiama apartheid perseguibile a termini di legge, che non solo é illegale ma anche immorale. Tale regime costituisce un crimine internazionale in sé. 28
4. IL MURO E’ UN CRIMINE DI GUERRA
Il Muro è chiaramente un crimine di guerra soggetto a sanzioni penali ai sensi del diritto internazionale umanitario che sancisce che “la distruzione e l'appropriazione di beni compiuti in grandi proporzioni” 29 deve essere considerata “una grave violazione” della IV Convenzione di Ginevra e quindi un crimine di guerra. Già il Muro ha comportato la distruzione di centinaia di edifici nel West Bank settentrionale come a Betlemme, Gerusalemme e, ultimamente, a Hebron. Inoltre alla popolazione di molti villaggi grandi e piccoli vicino al Muro è stato riferito che la maggior parte delle loro comunità verrà distrutta.
5. L’INTERVENTO INTERNAZIONALE PER FERMARE IL MURO DELL’APARTHEID
Tutte le Alte Parti Contraenti delle Convenzioni di Ginevra (1949), compreso Israele, hanno l’obbligo di assicurare l’applicazione del diritto internazionale umanitario secondo l’articolo 1 Comune che recita: “La Alte Parti Contraenti si impegnano a rispettare ed assicurare il rispetto della presente Convenzione in ogni circostanza.” Le informazioni ed i fatti presentati in questa pubblicazione dimostrano l’illegalità del Muro; quindi tutti gli Stati firmatari delle Convenzioni di Ginevra hanno la responsabilità di intervenire e chiedere che la costruzione sia fermata e revocata, che è l’unico modo per mettere fine alle interminabili violazioni del diritto internazionale che il Muro comporta.
1. .Si chiama Quarta Convenzione di Ginevra l’atto relativo ai diritti dei civili di territori occupati, i diritti fondamentali ivi enunciati si applicano immediatamente in caso di guerra.
2. .Art. 46, IV Convenzione, Rispetto delle Leggi ed Usi di Guerra sul Territorio (Aia, 1907)
3. .Un dunum=1000 metri quadrati=1/4 di acro
4. .Art. 53, IV GC. Anche tutelato dall’art 23 (g), IV Convenzione, Rispetto delle Leggi ed Usi di Guerra sul Territorio (Aia, 1907). Si ha un’eccezione se tale distruzione è “resa assolutamente necessaria dalle operazioni militari”, ma non per motivi politici. La necessità militare non si estende alla difesa dei civili della potenza occupante che vivono nel territorio occupato
5. .PENGON, Il Muro in Palestina: Fatti, Testimonianze, Analisi e Appello alla Mobilitazione, Palestina, Luglio 2003
6. .Art. 33, GC IV
7. .John Dugard: “Questione della violazione dei diritti umani nei territori arabi occupati, compresa la Palestina”. Relazione del Relatore speciale della Commissione sui Diritti Umani. E/CN.4/2004/6, 8 settembre 2003
8. .Art. 49, GC IV
9. .Art. 12, ICCPR. Anche tutelato da art. 13, UDHR
10. .Art. 49, GC IV
11. .Dugard. Ibidem
12. .PENGON, Ibidem
13. .Art. 17, UDHR. Anche tutelato da art. 1, ICESCR e art. 1, ICCPR
14. .Per maggiori informazioni vedi il Foglio Informativo della Campagna contro il Muro dell’Apartheid: La “Prima Fase” del Muro
15. .Art. 56, GC IV. Anche tutelato da art. 12, ICESCR
16. .Art. 13, ICESCR. Anche tutelato da art. 28, CRC, e art. 26, UDHR
17. .Art. 50, GC IV
18. .Art. 6, ICESCR
19. .Art. 23, UDHR
20. .Dugard, Ibidem
21. .PENGON, Ibidem
22. .Art. 11, ICESCR. Anche art. 25, UDHR
23. .Art. 18, ICCPR
24. .Art. 58, GC IV
25. .Art. 8, CRC
26. .No. S/2/03
27. .Secondo “Ordinanza per le Istruzioni di Sicurezza (Giudea e Samaria) (No. 378), 5730-1970, Permessi Generali per accedere e risiedere nella Barriera Difensiva (Seam Zone), i turisti di tutto il mondo sono autorizzati ad entrare e risiedere nella zona a loro piacimento, senza chiedere un permesso, mentre i Palestinesi che vivono lì da centinaia di anni devono andare all’Amministrazione civile e chiedere un permesso per risiedere sulla loro terra e nelle loro case.
28. .Convenzione Internazionale sull’ Eliminazione e la Repressione del Crimine di Apartheid del 30 novembre 1973, che definisce, nell’art 2 e (d) crimine dell’apartheid l’approvazione di varie misure legislative per differenti gruppi razziali a danno dei diritti di uno solo. Vedi anche la Convenzione sull’ Eliminazione della Discriminazione Razziale (1966)
29. . Art. 147, GC IV

References: art. 13
 art. 1
 art. 1
 art. 12
 art. 28
 art. 26
 art. 25
 Art. 147