Source: http://www.consregsardegna.it/resoconti/resoconto.asp?idverbale=150139
Timestamp: 2017-09-24 06:49:40+00:00

Document:
Resoconto della seduta n.139 del 13/01/2016
Seduta n.139 del 13/01/2016
CXXXIX Seduta
La seduta è aperta alle ore 10 e 24.
FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 23 dicembre 2015 (135), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Anna Maria Busia e Roberto Desini hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 13 gennaio 2016.
PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, sull'ordine dei lavori, due questioni. La prima attiene all'articolo 1 che abbiamo esitato nella giornata di ieri. Io vorrei che venisse messo a disposizione da parte degli Uffici l'articolo così come risulta esitato a seguito anche degli emendamenti. La questione non è di lana caprina e di pura forma, perché l'articolo 1 individua oggetto e finalità ed è dunque una cornice entro la quale ritengo bisogna muoversi. Noi ne abbiamo assolutamente necessità perché abbiamo bisogno di rapportarci all'articolo 1 così come esitato a seguito degli emendamenti. Questa è una prima questione.
La seconda questione, Presidente, è capire esattamente quali sono gli strumenti all'interno di questo Consiglio perché si possa verificare il deposito degli emendamenti, perché ogni mattina ad inizio di seduta ci troviamo con emendamenti nuovi, questo non è il modo, noi riteniamo, di procedere. Noi questa questione la poniamo perché non possiamo rincorrere ogni volta e fare uno sforzo poi per subemendare e così via, perché qui viene stravolto - come lei ha evidenziato ieri nella conferenza stampa - il lavoro che i Gruppi fanno rispetto ad un testo e rispetto ad emendamenti presentati prima della conclusione della discussione finale. Anche stamattina vediamo altri emendamenti che sono poi di sostanza, discuteremo sul merito degli stessi, qui però, Presidente, bisogna individuare un sistema di conoscenza perché non si può procedere, altrimenti noi siamo costretti a chiedere la sospensione dei lavori per esaminare questi nuovi emendamenti. Questo noi lo poniamo come opposizione perché non possiamo arrivare trovandoci delle novità tra l'altro di sostanza. Qui si sta estendendo la possibilità per le città medie addirittura a comuni di 10.000 abitanti. Sono questioni di sostanza non di poco conto, vorremmo capire qual è la genesi anche di tutto questo modo di procedere.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, sul primo punto credo di non poterle dare risposta affermativa nel senso che non è prassi, dovremo interrompere per riscrivere l'articolo, si fa alla fine della legge, viene fatto in corso quindi non è possibile farlo, dovremo interrompere per ogni articolo per comporre il testo. Il testo è quello che è venuto fuori con gli emendamenti, lo vedremo poi alla fine insieme a tutti gli altri. Sugli emendamenti il Regolamento purtroppo è chiarissimo da questo punto di vista, sino a un'ora prima dell'inizio della seduta è possibile presentare emendamenti, gli Uffici ricevono emendamenti fino a un'ora prima. Gli emendamenti oggi sono stati presentati regolarmente, sono stati presentati sei emendamenti stamane intorno alle 8 e un quarto, quindi all'interno delle regole che il Consiglio ha. Io credo che in qualche maniera queste regole vadano riviste, l'ho detto anche ieri, perché si lavora male. Sono d'accordo con lei e credo che dobbiamo fare tutti quanti uno sforzo per evitare che la conoscenza sia all'ultimo momento quando siamo già in Aula e che ci sia il tempo per fare tutti quanti i ragionamenti. Non faccio che ripetere questo, credo che possiamo anche intervenire su queste parti del Regolamento in maniera rapida e forse è il caso che lo facciamo tutti insieme e in fretta.
Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo 2 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali numero 96 uguale al 1057, uguale al 1455 e il sostitutivo totale numero 1948. All'emendamento sostitutivo totale numero 1948 sono stati presentati emendamenti all'emendamento che sono i seguenti: dal 2355 al 2485. I soppressivi parziali numero 97, 98 uguale al 1139 e al 1457, il numero 100, 101, 102, 1140 uguale al 1458, 99, 103, 104, 141, 1141 uguale al 1459, 105, 106, 107, 1142 uguale al 1460, 108, 109, 110, 1143 uguale al 1461, uguale al 2113, 111, 112, 2042 che è uguale al 2080, 113, 1144 uguale al 1462, 52, 114, 115, 116, 1145 che è uguale al 1463. Inoltre stati presentati gli emendamenti sostitutivi parziali numero 117, 1895, 2041 che è uguale al 2082, 2064, 2112, 2044 uguale al 2083, 2043 uguale al 2081, 2256 e gli aggiuntivi numero 1811, 5 e 1465.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti:
a) per "ambito territoriale ottimale" la circoscrizione sovracomunale per l'esercizio in forma associata di funzioni e di servizi da parte delle unioni di comuni, in relazione alle caratteristiche geografiche, sociali ed economiche del territorio;
b) per "città metropolitana di Cagliari" l'ente territoriale, corrispondente ai comuni che hanno una stretta integrazione territoriale, sociale ed economica con il comune capoluogo della Regione.
c) per "unioni di comuni di area metropolitana" le unioni di comuni che al loro interno hanno uno o più comuni con sistemi di trasporto quali porti e aeroporti di interesse nazionale;
d) per "province soppresse", le province di Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra e Olbia-Tempio le cui leggi istitutive sono state abrogate dai referendum del 6 maggio 2012;
e) per "zone omogenee" le articolazioni territoriali della città metropolitana e delle province per le attività e i servizi decentrabili, che possono costituire ambito ottimale per l'organizzazione di servizi sovracomunali e per l'esercizio delegato di funzioni;
e bis) per "ambiti territoriali strategici" gli ambiti territoriali nei quali la Regione, a seguito della definitiva soppressione delle province, esercita direttamente o per il tramite di propri enti o agenzie, o con delega agli enti locali, le funzioni in materia di sviluppo economico e sociale e di pianificazione strategica;
f) per "commissari e amministratori straordinari", i commissari nominati ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge regionale 28 giugno 2013, n. 15 (Disposizioni transitorie in materia di riordino delle province), e dalla legge regionale 11 marzo 2015, n. 7 (Disposizioni urgenti in materia di enti locali e disposizioni varie).
Emendamento soppressivo totale Christian Solinas (96)
Emendamento soppressivo totale Tunis - Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Alessandra Zedda (1057)
Emendamento soppressivo totale Truzzu - Lampis (1455)
Emendamento all'emendamento numero 1948 soppressivo totale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda (2355)
Emendamento all'emendamento numero 1948 sostitutivo totale Dedoni - Cossa - Crisponi (2356)
L'articolo 2 è così sostituito:
a) per "ambito territoriale ottimale", la circoscrizione nella quale i comuni esercitano attraverso le unioni di comuni funzioni e servizi comunali, definito anche in base alle caratteristiche geografiche, sociali ed economiche del territorio;
b) per "città metropolitana di Cagliari" l'ente locale di Cui all'articolo 114 della Costituzione, corrispondente .ai comuni che hanno una stretta connessione funzionale territoriale, sociale ed economica con il comune capoluogo della Regione; .
c)per "ambiti territoriali strategici", gli ambiti di esercizio delle funzioni di area vasta nei quali la Regione, a seguito della definitiva soppressione delle province, esercitano direttamente o per il tramite di propri enti o agenzie, o con delega agli enti locali; le funzioni in materia di sviluppo economico e sociale e di pianificazione strategica;
d)per"zone omogenee", l'ambito operativo degli ex servizi provinciali e le circoscrizioni elettorali delle ex province;
e)per "province soppresse tutte, comprese quelle di Cagliari, Nuoro, Oristano e Sassari.
Emendamento all'emendamento numero 1948 soppressivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda (2357)
Il comma 1 dell'articolo 2 è soppresso.
Emendamento all'emendamento numero 1948 soppressivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda (2358)
Il comma 1. a) dell'articolo 2 è soppresso.
Emendamento all'emendamento numero 1948 soppressivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda (2359)
Il comma 1. b) dell'articolo 2 è soppresso.
Emendamento all'emendamento numero 1948 soppressivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda (2360)
Il comma 1. c) dell'articolo 2 è soppresso.
Emendamento all'emendamento numero 1948 soppressivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda (2361)
Il comma 1. d) dell'articolo 2 è soppresso.
Emendamento all'emendamento numero 1948 soppressivo parziale Truzzu - Lampis (2306)
Articolo 2 comma 1 lettera D
Alla lettera D del comma 1 dell'articolo 2 la parola "MEDIE" è soppressa.
Emendamento all'emendamento numero 1948 soppressivo parziale Truzzu - Lampis (2309)
Articolo 2 comma 1 lettera E
Alla lettera E del comma 1 dell'articolo 2 la parola "CONTERMINI" è soppressa.
Emendamento all'emendamento numero 1948 soppressivo parziale Truzzu - Lampis (2310)
Alla lettera E del comma 1 dell'articolo 2 le parole "e nel cui territorio siano presenti i sistemi di trasporto, quali porti e aeroporti, di interesse nazionale" sono soppresse.
Emendamento all'emendamento numero 1948 soppressivo parziale Truzzu - Lampis (2311)
Articolo 2 comma 1 lettera F
Alla lettera F del comma 1 dell'articolo 2 le parole "A SEGUITO DELLA DEFINITIVA SOPPRESSIONE DELLE PROVINCE" sono soppresse.
Emendamento all'emendamento numero 1948 soppressivo parziale Carta. (2362)
Nel comma, 1 alla lettera f) le parole "direttamente o per il tramite di propri enti o agenzia, o" sono soppresse.
Emendamento all'emendamento numero 1948 soppressivo parziale Truzzu - Lampis (2314)
Articolo 2 comma 1 lettera G
Alla lettera G del comma 1 dell'articolo 2 le parole "sino alla definitiva soppressione delle stesse" sono soppresse.
Emendamento all'emendamento numero 1948 sostitutivo parziale Tedde - Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda (2486)
L'articolo 2 comma 1 lett. B) è così modificato: "per "città metropolitana di Cagliari" i comuni compresi nelle province di Cagliari, Oristano, Carbonia-Iglesias e Medio campidano.
Emendamento all'emendamento numero 1948 sostitutivo parziale Lampis - Truzzu (2304)
Articolo 2 comma 1 lettera C
Alla lettera C del comma 1 dell'articolo 2 la parola "trentamila" è sostituita dalla parola "quarantamila".
Emendamento all'emendamento numero 1948 sostitutivo parziale Lampis - Truzzu (2305)
Alla lettera C del comma 1 dell'articolo 2 la parola "trentamila" è sostituita dalla parola "venticinquemila".
Emendamento all'emendamento numero 1948 sostitutivo parziale Congiu - Augusto Cherchi - Pier Mario Manca - Desini - Unali - Busia (2476)
Alla lettera C del comma 1 dell'articolo 2 la parola "trentamila" è sostituita dalla parola "diecimila".
Emendamento all'emendamento numero 1948 sostitutivo parziale Roberto Deriu - Agus (2501)
L'emendamento n. 1948, sostitutivo totale dell'articolo 2, è così modificato:
Emendamento all'emendamento numero 1948 sostitutivo parziale Roberto Deriu - Agus (2507)
La lettera d) del comma 1 è così sostituita: "d) per "rete urbana", l'unione di comuni costituita da un comune con più di trentamila abitanti e almeno un comune contermine, ovvero da due comuni contermini aventi complessivamente più di cinquantamila abitanti".
Emendamento all'emendamento numero 1948 sostitutivo parziale Truzzu - Lampis (2307)
Alla lettera D del comma 1 dell'articolo 2 la parola "cinquantamila" è sostituita dalla parola "sessantamila".
Emendamento all'emendamento numero 1948 sostitutivo parziale Congiu - Augusto Cherchi - Pier Mario Manca - Desini - Unali - Busia (2475)
Alla lettera d) del comma 1 dell'articolo 2 la parola "cinquantamila" è sostituita dalla parola "quarantamila".
Emendamento all'emendamento numero 1948 sostitutivo parziale Meloni - Zanchetta - Fasolino - Perra (2474)
La lettera e), comma 1 dell'articolo 2 è sostituita dalla seguente:
"e) per "rete metropolitana", l'unione dei comuni, che abbia al suo interno una o più città medie, la popolazione della quale sia superiore a 80 mila abitanti e nel cui territorio siano presenti sistemi di trasporto, quali porti e aeroporti, di interesse nazionale. Alla rete metropolitana possono aderire uno o più comuni contermini tra loro o con le città medie."
Emendamento all'emendamento numero 1948 sostitutivo parziale Tedde - Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda (2363)
La lettera e) comma 1 dell'articolo 2 è così modificata: "e) per rete metropolitana le Unioni dei Comuni nei quali siano presenti: ospedali, centri di ricerca o di istruzione universitaria, porti ed aeroporti".
Emendamento all'emendamento numero 1948 sostitutivo parziale Truzzu - Lampis (2308)
Alla lettera E del comma 1 dell'articolo 2 la parola "DUE" è sostituita dalla parola "TRE".
Emendamento all'emendamento numero 1948 sostitutivo parziale Truzzu - Lampis (2313)
Alla lettera F del comma 1 dell'articolo 2 la parola "esercitano" è sostituita dalla parola "esercita".
Emendamento all'emendamento numero 1948 sostitutivo parziale Roberto Deriu - Agus (2484)
Nella lettera g), comma 1 dell'articolo 2 le parole "circoscrizioni elettorali delle province" sono sostituite con le seguenti: "circoscrizioni per l'elezione dei consigli provinciali".
Emendamento all'emendamento numero 1948 sostitutivo parziale Tedde - Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda (2364)
Alla lettera g) comma 1 dell'articolo 2 dopo le parole "per zone omogenee" il periodo successivo è sostituito dalla seguente frase: "le articolazioni territoriali delle città metropolitane".
Emendamento all'emendamento numero 1948 sostitutivo parziale Truzzu - Lampis (2315)
Articolo 2 comma 1 lettera H
La lettera H del comma 1 dell'articolo 2 è così sostituita
"per. "province soppresse", le 8 province, sia quelle storiche di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano, sia quelle di Carbonia-Iglesias, Mediocampidano, Ogliastra e Olbia-Tempio, le cui leggi istitutive sono state abrogate dai referendum del 6 maggio 2012.
Emendamento all'emendamento numero 1948 sostitutivo parziale Tedde - Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda (2365)
La lettera h) comma 1 dell'articolo 2 è così modificata: "h) per "province soppresse" le otto province, sia quelle storiche di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano, sia quelle di Carbonia-lglesias, Medio Campidano, Ogliastra ed Olbia - Tempio".
Emendamento all'emendamento numero 1948 aggiuntivo Lampis - Truzzu (2303)
Alla lettera A del comma 1 dell'articolo 2 sono aggiunte le seguenti parole "storiche e".
Emendamento all'emendamento numero 1948 aggiuntivo Tedde - Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda (2485)
Dopo la lettera b) del comma 1 è aggiunta la seguente:
b) bis: Per "città metropolitana di Sassari" i comuni compresi nelle province di Sassari, Olbia-Tempio, Nuoro ed Ogliastra.
Emendamento sostitutivo totale Deriu - Agus (1948)
c) per "città media", il comune con popolazione superiore ai trentamila abitanti;
d) per "rete urbana", l'unione di comuni costituita da una o più città medie e da uno o più comuni, contermini tra loro ovvero da due comuni contermini che superino cinquantamila abitanti;
e) per "rete metropolitana", l'unione di comuni costituita da almeno due città medie contermini, la popolazione delle quali sia superiore a 150 mila abitanti e nel cui territorio siano presenti sistemi di trasporto, quali porti e aeroporti, di interesse nazionale. Alla rete metropolitana possono aderire uno o più comuni contermini tra loro o con le città medie;
f) per "ambiti territoriali strategici", gli ambiti di esercizio delle funzioni di area vasta nei quali la Regione, a seguito della definitiva soppressione delle province, esercitano direttamente o per il tramite di propri enti o agenzie, o con delega agli enti locali, le funzioni in materia di sviluppo economico e sociale e di pianificazione strategica;
g) per "zone omogenee", l'ambito operativo dei servizi provinciali e le circoscrizioni elettorali delle province, fino alla definitiva soppressione delle stesse;
per "province soppresse", le province di Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra e Olbia-Tempio le cui leggi istitutive sono state abrogate dai referendum del 6 maggio 2012; per "commissari e amministratori straordinari", i commissari nominati ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge regionale 28 giugno 2013, n. 15 (Disposizioni transitorie in materia di riordino delle province), e dalla legge regionale 11 marzo 2015, n. 7 (Disposizioni urgenti in materia di enti locali e disposizioni varie).".
Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas (97)
Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas (98)
La lettera a) del comma 1 dell'articolo 2 è soppressa.
Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda (1139)
Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Lampis (1457)
Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas (100)
Al comma 1 lettera a) sopprimere le parole: "di funzioni e".
Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas (101)
Al comma 1 lettera a) sopprimere le parole: "e di servizi".
Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas (102)
Al comma 1 lettera a) sopprimere le parole: "in relazione alle caratteristiche geografiche, sociali ed economiche del territorio".
Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda (1140)
La lettera b) del comma 1 dell'articolo 2 è soppressa.
Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Lampis (1458)
Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas (99)
Al comma 1 lettera b) sopprimere la parola: "territoriale".
Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas (103)
Al comma 1 lettera b) sopprimere le parole: "sociale ed".
Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas (104)
Al comma 1 lettera b) sopprimere le parole: "ed economica".
Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda (1141)
La lettera c) del comma 1 dell'articolo 2 è soppressa.
Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Lampis (1459)
Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas (105)
Al comma 1 lettera c) sopprimere le parole: "al loro interno".
Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas (106)
Al comma 1 lettera c) sopprimere le parole: "uno o".
Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas (107)
Al comma 1 lettera c) sopprimere le parole: "di interesse nazionale".
Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda (1142)
La lettera d) del comma 1 dell'articolo 2 è soppressa.
Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Lampis (1460)
Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas (108)
Al comma 1 lettera d) sopprimere le parole: "Carbonia-Iglesias".
Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas (109)
Al comma 1 lettera d) sopprimere le parole: "Medio Campidano".
Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas (110)
Al comma 1 lettera d) sopprimere le parole: "Olbia-Tempio".
Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda (1143)
La lettera e) del comma 1 dell'articolo 2 è soppressa.
Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Lampis (1461)
Emendamento soppressivo parziale Dedoni (2113)
All'articolo 2 comma 1 la lettera e) è soppressa.
Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas (111)
Al comma 1 lettera e) sopprimere le parole: "della Città metropolitana e".
Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas (112)
Al comma 1 lettera e) sopprimere le parole: "e delle province".
Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis (2042)
Alla lettera e) del comma 1 dell'articolo 2 sono soppresse le parole: "e delle province".
Emendamento soppressivo parziale Tedde - Peru - Pittalis - Cappellacci - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Randazzo - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda (2080)
Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas (113)
Al comma 1 lettera e) sopprimere le parole: "e per l'esercizio delegato di funzioni".
Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda (1144)
La lettera e bis) del comma 1 dell'articolo 2 è soppressa.
Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Lampis (1462)
Emendamento soppressivo parziale Carta - Orrù (52)
Alla lettera e bis) del comma 1 dell'articolo 2 sono soppresse le parole "direttamente o per il tramite di propri enti o agenzie".
Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas (114)
Al comma 1 lettera e bis) sopprimere le parole: "a seguito della definitiva soppressione delle province".
Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas (115)
Al comma 1 lettera e bis) sopprimere le parole: "o per il tramite di propri enti o agenzie".
Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas (116)
Al comma 1 lettera e bis) sopprimere le parole: "o con delega agli enti locali".
Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda (1145)
La lettera f) del comma 1 dell'articolo 2 è soppressa.
Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Lampis (1463)
Emendamento sostitutivo parziale Orrù - Carta (117)
Il comma 1 lettera b) è totalmente sostituito dal seguente:
per "città metropolitana" gli enti territoriali, corrispondenti ai comuni che hanno una stretta integrazione territoriale, sociale ed economica con i due comuni capoluogo di provincia di Cagliari e Sassari.
Emendamento sostitutivo parziale Rubiu - Oppi - Tatti - Pinna (1895)
Alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 2 intitolato "Definizioni", il periodo "per città metropolitana di Cagliari", sia sostituito in "per città metropolitana Nord-Sud".
Emendamento sostitutivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis (2041)
La lettera b del comma 1, dell'articolo 2 è sostituita dal seguente:
b) per "città metropolitana" l'ente territoriale intermedio previsto dall'articolo 114 della Costituzione e le cui funzioni sono indicate dalla legge 7 aprile 2014 n. 56 e dalla presente legge.
Emendamento sostitutivo parziale Tedde - Peru - Pittalis - Cappellacci - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Randazzo - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda (2082)
Emendamento sostitutivo parziale Tedde - Pittalis - Cappellacci - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda (2064)
All'articolo 2 (Definizioni), comma 1, sostituire la lettera b) come segue:
b) per "città metropolitana di Cagliari" e " città metropolitana di Sassari" gli enti territoriali istituiti secondo il modello di area metropolitana ristretta, rispettivamente corrispondenti alla circoscrizione territoriale risultante dall'aggregazione dei comuni contermini alla città capoluogo e alla circoscrizione territoriale risultante dall'aggregazione dei comuni di Sassari, Alghero, Porto Torres, Sorso, Sennori, Castelsardo e Stintino.
Emendamento sostitutivo parziale Dedoni (2112)
Al comma 1 dell'articolo 2 la lett. b) è sostituita dalla seguente:
"b) per "città metropolitana" l'ente territoriale, corrispondente ai comuni che hanno una stretta integrazione territoriale, sociale ed economica;".
Emendamento sostitutivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis (2044)
La lett. c del comma 1, dell'articolo 2 è sostituita dalla seguente:
c) per "unione di comuni di area metropolitana" le unioni di comuni, nelle quali siano presenti: ospedali, centri di ricerca o di istruzione universitaria, porti ed aeroporti.
Emendamento sostitutivo parziale Tedde - Peru - Pittalis - Cappellacci - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Randazzo - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda (2083)
La lettera c) comma 1, dell'articolo 2 è sostituita dalla seguente:
"c) per "unione di comuni di area metropolitana" le unioni di comuni, nelle quali siano presenti: ospedali, centri di ricerca o di istruzione universitaria, porti ed aeroporti.".
Emendamento sostitutivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis (2043)
La lettera d del comma 1, dell'articolo 2 è sostituita dalla seguente:
d) per "province soppresse" le otto province, quindi sia quelle storiche di Cagliari, Sassari, Nuoro ed Oristano, sia quelle di Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra ed Olbia-Tempio;
Emendamento sostitutivo parziale Tedde - Peru - Pittalis - Cappellacci - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Randazzo - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda (2081)
La lettera d), comma 1 dell'articolo 2 è sostituita dalla seguente: "d) per "province soppresse" le otto province, quindi sia quelle storiche di Cagliari, Sassari, Nuoro ed Oristano, sia quelle di Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra ed Olbia-Tempio;
Emendamento sostitutivo parziale Meloni (2256)
La lettera d), comma 1 dell'articolo 2 è sostituita dalla seguente: "d) per "Province soppresse", le Province di Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra e Olbia-Tempio, le cui leggi istitutive sono state abrogate dai referendum del 6 maggio 2012, nonché le Province di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano."
Emendamento aggiuntivo Oppi - Rubiu - Tatti - Pinna (1811)
Al comma 1, dopo la lettera b), è inserita la seguente lettera 2 bis):
"2 bis. Per "città metropolitana di Sassari" l'ente territoriale corrispondente ai comuni che attualmente fanno parte della provincia di Sassari".
Emendamento aggiuntivo Carta (5)
Alla fine del comma 1 lettera c), dopo la parola "nazionale", sono aggiunte le seguenti parole: ovvero, comuni con sede di Provincia da almeno 40 anni, o sedi, anche decentrate di Università.
Emendamento aggiuntivo Lampis - Truzzu (1465)
Al comma 1 dopo la lettera f) è aggiunta la seguente:
f bis) per cittadini i principali destinatari del raggiungimento dei parametri di efficienza ed efficacia dell'attività amministrativa svolta dalla Regione e dagli enti locali.
Al fine della verifica degli obiettivi di cui al comma precedente la Regione promuove la diffusione della cultura della legalità dell'attività amministrativa attribuendo un ruolo imprescindibile alla formazione dei pubblici dipendenti operanti nel sistema degli enti locali della Sardegna.)
DERIU ROBERTO (PD), relatore di maggioranza. Per gli emendamenti che riguardano l'articolo 2 io ho un ordine che spero sia quello corrispondente a quello della Presidenza. Inizio dall'emendamento numero 96 uguale al 1057 e al 1455 soppressivo totale il parere è contrario, emendamento numero 1057 parere contrario...
PRESIDENTE. L'emendamento numero 96, il 1057 e il 1455 sono uguali quindi c'è il parere contrario della Commissione.
DERIU ROBERTO (PD), relatore di maggioranza. Emendamento numero 1948 parere favorevole, 97 contrario.
PRESIDENTE. Un attimo però perché all'emendamento numero 1948 ci sono gli emendamenti all'emendamento, dal 2355.
DERIU ROBERTO (PD), relatore di maggioranza. Emendamento numero 2355 parere contrario, 2356 contrario, 2357 contrario, 2358 contrario, 2359 contrario, 2360 contrario, 2361 contrario, 2306 contrario, 2309 contrario, 2310 contrario, 2311 contrario, 2362 contrario, 2314 contrario, 2486 contrario, 2304 contrario, 2305 contrario, 2476 invito al ritiro, 2501 è uguale, 2507 parere favorevole, 2307 contrario, 2475 invito al ritiro, 2474 invito al ritiro, 2363 contrario, 2308 contrario, 2313 favorevole anche se si tratta di materia oggetto di coordinamento, 2484 favorevole, 2364 contrario, 2315 contrario, 2365 contrario, 2303 contrario, 2485 contrario.
(Interruzione del consigliere Pittalis Pietro)
PRESIDENTE. Sì però il problema nasce dal fatto che è stato richiesto di avere tutti gli emendamenti all'apertura delle sedute. Gli emendamenti sono stati distribuiti tutti insieme, quelli che avete, in ordine cronologico quindi non erano stati riordinati dagli Uffici evidentemente, quindi adesso non si può chiedere agli Uffici di riordinare tutte quante le cartelle ovviamente quindi procediamo, dall'articolo 3 in poi questo lavoro è stato fatto a posteriori però in questo momento procediamo con un po' di lentezza in maniera che tutti possano seguire però c'è questa difficoltà e quindi procediamo un po' più lentamente in maniera che si possa seguire. Credo che adesso ritornando agli emendamenti originali seguiamo la sequenza, erano soltanto gli emendamenti all'emendamento che non sono in ordine, gli altri dovrebbero essere in ordine, proviamo a verificare questo adesso. Ripartiamo quindi dall'emendamento numero 97 il primo soppressivo parziale.
DERIU ROBERTO (PD), relatore di maggioranza. Emendamento numero 97 parere contrario, 98 uguale al 1139 e al 1457 contrario, emendamento numero 100 contrario, emendamento numero 101 contrario, 102 contrario, 1140 uguale al 1458 contrario, 99 contrario, 103 contrario, 104 contrario, 1141 uguale al 1459 contrario, emendamento numero 105 contrario, 106 contrario, 107 contrario, 1142 uguale al 1460 contrario, emendamento numero 108 contrario, 109 contrario, 110 contrario, 1143 uguale al 1461 e 2113 contrario, 111 contrario, 112 uguale al 2042 e uguale al 2080 contrario; il parere è contrario sugli emendamenti numero 113, 1144 uguale al 1462, 52, 114, 115, 116, 1145 uguale al 1463, 117, 1895, 2041 uguale al 2082, 2064, 2112, 2044 uguale al 2083, 2043 uguale al 2081, 1811, 5, 1465; per l'emendamento numero 2256 l'invito è al ritiro.
ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Conforme a quello espresso dal presidente Deriu.
PINNA GIUSEPPINO (UDC Sardegna). Presidente, in tutta questa Babilonia non si riesce veramente a comprendere il motivo per il quale anziché di Regione metropolitana, come già abbiamo avuto modo di dire sul modello predisposto dalla Regione Friuli Venezia Giulia, si continui a parlare solo e sempre di città metropolitana di Cagliari, con questo non me vogliano i colleghi di Cagliari. Mi domando ulteriormente, a discapito di chi rimane fuori da questa cerchia, perché i benefici derivanti da questa istituzione non debbano essere equamente suddivisi in tutta la Sardegna. Detto questo, faccio un invito e un appello a tutti i consiglieri regionali presenti eletti fuori da Cagliari e dai paesi che comporranno la speriamo ancora ipotetica e unica città metropolitana, e mi riferisco al Sulcis Iglesiente, Medio-Campidano, Ogliastra, Nuorese, Baronia, Gallura, Logudoro, Anglona e per ultimo il Sassarese, a riflettere sul ruolo che ci hanno affidato i cittadini di questi territori. Ma siamo proprio sicuri che così facendo stiamo tutelando legittimamente le loro aspirazioni e i loro interessi? Io credo proprio di no. E questo mi amareggia tantissimo, soprattutto per il silenzio dei colleghi della maggioranza che rappresentano questi territori già fortemente marginalizzati e penalizzati. Domani a queste persone dobbiamo dare risposte vere e non virtuali promesse, e allora rivendichiamo a gran voce che tutta la Regione Sardegna diventi metropolitana, perché solo così potremo dire che i sardi sono tutti uguali, senza alcuna discriminazione. Vorrei anche porre un quesito all'assessore Erriu sul motivo per il quale questa ipotesi non viene presa minimamente in considerazione, nonostante esistano altri modelli, più o meno analoghi, e si continui invece a mettere in campo alchimie di ogni genere per la redistribuzione delle risorse. Chiudo con un'amara considerazione. In altri tempi la politica della sinistra si caratterizzava come il partito che spalmava la ricchezza, più o meno uniformemente, oggi invece tende unicamente a creare centri di potere che creano solo diseguaglianza e disparità. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marcello Orrù. Ne ha facoltà.
ORRU' MARCELLO (PSd'Az). Presidente, ma questo articolo che parla di definizioni insomma ci dà la possibilità, comunque mi dà la possibilità di chiedere ancora che Sassari abbia il riconoscimento di città metropolitana, io continuerò a insistere su questo punto, tant'è vero che ho presentato anche qualche emendamento con la speranza che possa essere anche votato e condiviso da tutti e in particolar modo dai consiglieri eletti nel mio stesso territorio. Però ciò che un po' mi dispiace è che Sassari, essendo la seconda città della Sardegna, essendo anche una città importante, non sia stata iscritta, non sia stata concepita, non sia stata fin dall'inizio presa in considerazione in questa legge che stiamo discutendo. Ora, si badi bene, io come ho già detto in altre occasioni, non sono contrario affinché Cagliari col suo territorio diventi città metropolitana, però i sassaresi chiedono a gran voce che questo status di città metropolitana lo possa avere anche Sassari col suo territorio. E quando leggo su qualche quotidiano che Sassari verrà premiata perché nella bozza di questa legge spunta la rete metropolitana cucita, si dice, addirittura su misura per i comuni del Nord Sardegna, io non sono né contento, né tantomeno d'accordo, perché la rete metropolitana non è città metropolitana, cioè sono due cose distanti e distinte. Perché "città metropolitana" significa poter accedere non solo ai finanziamenti ordinari, ma anche a finanziamenti straordinari, significa poter avere rapporti diretti e i finanziamenti diretti con l'Europa, significa in molti casi avere l'opportunità sempre attraverso appunto la città metropolitana di superare il dialogo con la Regione, ponendosi addirittura a pari dignità con la stessa, e ciò significa che su più livelli istituzionali anche la possibilità e la competenza per andare a decidere in piena autonomia, e questo vuol dire poter programmare lo sviluppo del territorio autonomamente e organicamente secondo le esigenze del territorio, e secondo le prospettive europee nella creazione delle macro regioni, e nelle opportunità che potrebbero essere colte nella internazionalizzazione territoriale. Pertanto dico con tutta sincerità, credo insomma che la città metropolitana non ruba risorse, anzi credo al contrario sia in grado di catalizzarne delle nuove. E non bisogna neanche dimenticare che per gli enti di aria vasta all'interno delle opportunità offerte dalla nuova programmazione europea, nazionale e regionale che per il periodo 2014 - 2016 assegna all'Italia circa 100 miliardi tra fondi strutturali e cofinanziamento nazionale e regionale, fondi che appunto serviranno per finanziare i POR, mentre 1 miliardo sarà destinato ai programmi di cooperazione territoriale. Per cui dico, cari colleghi, in particolar modo sempre mi riferisco ai colleghi che sono stati eletti nel collegio di Sassari, se ci sono queste opportunità, io le considero opportunità che sono imperdibili e che se a Sassari e il suo territorio non arriveranno queste risorse, se Sassari non diventerà città metropolitana, credo che succederà un disastro per il Nord Sardegna, anche perché tutte le altre forme che la Giunta ha intenzione di attribuire a Sassari, dalla rete metropolitana, ai comuni metropolitani, insomma chi più ne ha più ne metta, sono a mio modo di vedere tutte fesserie per distrarre i cittadini sassaresi dalla fregatura che stanno per prendersi se questa riforma dovesse passare, appunto attribuendo solo a Cagliari lo status di città metropolitana. Per cui io invito fortementetutti a votare a favore quando arriveranno gli emendamenti dove si chiede che anche Sassari diventi città metropolitana, perché come ho detto prima le conseguenze del nostro territorio saranno devastanti per Sassari che continuerà a soffrire in termini di occupazione, aumenterà il malessere in un territorio che comunque ha sempre prodotto e che la Giunta vuole affossare, non so per quale motivo, non riconoscendo a Sassari lo status di città metropolitana. Certo che la causa non sarà dei consiglieri che stanno fra i banchi dell'opposizione perché da tempo si sta dicendo e chiedendo che questo disegno di legge così com'è non va bene, da tempo si chiede di riportare il testo in Commissione non com'è successo l'ultima volta, ma per trovare insieme una soluzione valida che vada bene per tutti i territori, non che premi solo il sud Sardegna trascurando gli altri territori con soluzioni pasticciate che portano solo cause che sono prive di contenuto. Veramente io credo che la verità sia un'altra e che questa Giunta, come detto in altre occasioni, è a trazione cagliaricentrica che vuole solo lo status di città metropolitana per Cagliari.
LOCCI IGNAZIO (FI). Abbiamo come l'impressione che l'articolo 2 sia in realtà una importante arma di distrazione dei consiglieri, dei territori, dei sindaci, degli amministratori, perché al suo interno versa una mole di definizioni che francamente non trovano riscontro nella realtà della qualificazione degli enti locali, avevamo la speranza, non solo di discutere, ma avevamo la speranza che questo progetto di legge potesse essere l'occasione per armonizzare il sistema degli enti locali regionale. Questo, secondo noi, era un obiettivo che si poteva cogliere, lo si poteva cogliere insieme, al di là delle chiacchiere che avete voluto fare nella Commissione, dicendo ovviamente quali erano le tre grandi linee di discussione e di confronto, cioè ancora l'area metropolitana, la resuscitazione delle province e le unioni dei comuni, poi scopriamo invece che per risolvere problemi interni al centro sinistra si può discutere evidentemente della dimensione delle città medie, che il Presidente stesso dopo le prime polemiche di stampa aveva affermato che le città medie con 2 mila abitanti non sono assolutamente tollerabili, allora la moltiplicazione delle capitali sarde. Bene, con questa nuova proposta invece addirittura riportiamo il concetto e la definizione di città media a 10 mila, non solo le moltiplichiamo ma proprio polverizziamo questo concetto e ne facciamo una in ogni angolo della Sardegna, forse la necessità di salvaguardare l'esigenza particolare di qualcuno ha portato a triplicare e a quadruplicare non solo il concetto ma l'esistenza delle città medie, noi pensavamo di poter discutere di una semplificazione, voi invece avete voluto scaricare su questa proposta la modulazione di una serie di concetti che servono forse, non è detto perché questo lo vedremo sulla capacità di ciascuno di questi enti e la capacità anche dei sindaci di saper costruire nei fatti queste unioni, queste reti, per poter accedere a quello che era la vostra idea finale e costruire la possibilità che questi possono partecipare alla programmazione comunitaria e quindi ad accedere i fondi dell'Unione Europea e non lasciare la torta tutta nelle mani della città metropolitana di Cagliari e dell'area urbana cagliaritana. Noi vi abbiamo chiesto nel confronto, nel falso confronto che avete offerto alla nostra parte politica di poter discutere della seconda città metropolitana e abbiamo anche provato a convincervi che il superamento delle Province si potesse fare già in questa fase, non invece aspettare la riforma costituzionale perché questa sarà una norma transitoria che non avrà fine, questa è la vera riforma strutturale che voi state presentando alla Sardegna: la riedizione delle Province storiche, addirittura inventando quella del Sud Sardegna, e poi vedremo come questa si concilierà con la lettura del nostro Statuto regionale.
Queste sono le cose che abbiamo sotto gli occhi, sono questi gli emendamenti che avete presentato alle otto e un quarto stamattina, ma possiamo anche rilevare come lo gnomo della cartelletta ogni quindici giorni è in grado di scodellare proposte per far tornare i conti di una maggioranza sempre più sbrindellata, e lo conferma anche l'assenza importante dei valenti consiglieri del Centro Democratico che sono in congedo probabilmente per nascondere un disagio politico rispetto a questa proposta di legge. Perché una cosa è criticarla in piazza, altra cosa invece è venire qui, confrontarsi sulle idee e sul modello che forse nemmeno loro hanno. Noi abbiamo provato a cogliere la vostra offerta di dialogo, ovviamente ripeto falsa proposta di dialogo e di confronto, perché non avete proprio nemmeno voluto sforzarvi di provare a discutere la nostra visione di questa proposta. Quindi, questo è un ulteriore elemento di confusione che state ponendo alle amministrazioni sarde, forse qualcuno sarà contento di andare a casa propria e portare il risultato e la medaglia della città media, però poi vedremo esattamente a cosa serve e a che cosa serviranno.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, io mi aggancio proprio alle ultime considerazioni che faceva il collega Locci perché uno degli auspici che era legato all'approvazione di questa legge era che si giungesse finalmente ad una semplificazione e a una razionalizzazione del sistema. In questo senso deponevano i referendum del 2012, che hanno sancito l'abolizione delle Province ma era un messaggio fortissimo da parte di cittadini sardi verso una razionalizzazione e una semplificazione del sistema perché alla complicatezza, alla parcellizzazione, alla confusione è associato inestricabilmente spreco, duplicazioni, quando non anche occasioni per comportamenti poco commendevoli da parte della macchina amministrativa nel suo complesso. Cosa si è riusciti a fare adesso? Si è riusciti ad introdurre un sistema che definire articolato è un eufemismo, la parola giusta è confuso, si istituisce una inedita gerarchia tra i comuni, per cui avremo comuni, avremo naturalmente la città di Cagliari, avremo i comuni metropolitani che fanno parte della città metropolitana di Cagliari, avremo le città medie, che com'è stato giustamente osservato da diversi colleghi, ipotizzati prima con un limite di 30 mila abitanti, adesso se ne ipotizza addirittura la riduzione a 10 mila abitanti. Se noi facciamo dei raffronti, non soltanto con la scala europea ma anche soltanto con la scala nazionale, ci vogliono pochi secondi per rendersi conto che si sta scivolando veramente nel ridicolo per cui abbiamo la città metropolitana, abbiamo le città medie, quindi abbiamo i comuni gallonati da una parte, poi abbiamo la generalità degli altri comuni, i comuni normali, e questa promozione di alcuni comuni non fa altro che accentuare ulteriormente l'emarginazione degli altri, lo svilimento degli altri. Questo è il risultato a cui si vuole giungere? Bene, poi continueremo a parlare di zone interne, di ciambelle, continueremo a parlare di poli e di tutte queste belle cose, la verità è che chi riesce a strappare qualche risultato lo strappa, fregandosene altamente, mi perdoni il Presidente dell'espressione, di quello che poi diventa l'assetto complessivo del sistema e però intanto si è riusciti a strappare una medaglietta, si è salvato l'onore e si va a fare una legge devastante, devastante per il sistema nel suo complesso. Questo per quanto riguarda i Comuni. Poi abbiamo le aggregazioni dei comuni, abbiamo detto che c'è la città metropolitana poi c'è in subordine la rete metropolitana, poi c'è la rete urbana e poi ci sono le unioni di comuni. Un risultato splendido, veramente splendido, poi si introducono altri elementi perché non è che si fa riferimento alle unioni dei comuni per quanto riguarda la pianificazione per l'esercizio delle funzioni di area vasta, nelle quali la Regione in seguito alla definitiva definizione delle province eccetera eccetera. No non si fa riferimento all'unione dei comuni, si fa riferimento ad una ulteriore articolazione territoriale, sganciata dalle unioni dei comuni che sono gli ambiti territoriali strategici. Che vengono definiti, individuati, chiedo scusa, senza definire con riferimento alle funzioni di area vasta, senza però definire che cosa sono le funzioni di area vasta. Che cosa sono queste funzioni di area vasta? Stiamo parlando del turismo? Bene, per il turismo si introduce un elemento che è quanto di peggio si possa immaginare, cioè si ripartiscono le politiche turistiche, che già venivano svolte pessimamente dalle Province, vengono distribuite tra le unioni dei comuni e tra le varie altre articolazioni, di cui non si capisce bene che cosa si dovrà fare. Le politiche ambientali? Avevamo bisogno di altri soggetti che dicono la loro in materia di politica ambientale? È la programmazione della grande distribuzione commerciale? È la viabilità sovracomunale? Boh, non si capisce. Poi, visto che sta scadendo il tempo, ma naturalmente avremo molto tempo per discutere di queste cose, la ripartizione tra province soppresse e non soppresse, qui si doveva fare una cosa molto semplice, si sta andando verso una riforma costituzionale che cancellerà definitivamente le province, il premier Renzi si sta giocando tutto su questo, eppure si rinvia ad una ulteriore fase legislativa la disciplina di questo aspetto, anziché fare la cosa più naturale: individuare direttamente il punto di approdo e disegnare il sistema che sarà introdotto…
TEDDE MARCO (FI). Più ci portiamo avanti nei lavori dell'Aula e più è evidente che questo disegno di legge è un minestrone indigesto. Un folle minestrone indigesto. E in questo articolo che stiamo discutendo, all'articolo 2, ci sono ingredienti di questo minestrone, ingredienti fasulli, surrettizi, che non hanno un minimo di validità né intrinseca, né estrinseca. Servono solo per giustificare quello che è il fine vero di questa legge, cioè quello di prevedere una città metropolitana di Cagliari, con dei correttivi, con degli aggiustamenti, con delle compensazioni, con dei piccoli riconoscimenti, privi di significato e di sostanza, dati agli altri territori per tacitarli, questo è il fine vero di questo disegno di legge: disegnare una Sardegna a trazione cagliaritana. Ed ecco che vediamo questi elementi, queste definizioni che sono perlopiù incomprensibili o comunque prive di significato vero, sotto il profilo tecnico-legislativo. Parliamo di città medie, leggiamo di rete urbana, poi non so se ci sono emendamenti su emendamenti che modificheranno ulteriormente gli elementi di questo minestrone, parliamo di rete metropolitana che probabilmente verrà modificato ulteriormente da emendamenti su emendamenti, parliamo di ambiti territoriali strategici, una grande nebulosa, leggiamo di zone omogenee, leggiamo di province soppresse, leggiamo, come al solito, di commissari sui quali siete molto addestrati, soprattutto in tema di ASL. C'è stato detto da qualcuno che la città metropolitana è una definizione che non ha sostanza, questo per cercare di giustificare la mancata previsione della città metropolitana del Nord e Centro Sardegna, mentre invece tutti sappiamo che la città metropolitana non è soltanto la definizione, ma invece è un concetto di sostanza perché la città metropolitana è uno strumento formidabile per lo sviluppo dei territori che vengono così definiti. È uno strumento formidabile per accentrare funzioni, per erogare servizi, per captare finanziamenti, lo abbiamo imparato. Soltanto Pirri, per il fatto che c'era l'ipotesi che Cagliari potesse essere città metropolitana, nel grande progetto Italia sicura ha preso 29 milioni di euro, solo per l'ipotesi della città metropolitana di Cagliari. Che tra l'altro, apro e chiudo una parentesi, su Wikipedia, sino a qualche settimana fa, Cagliari veniva definita città metropolitana, come se fosse una decisione già assunta, consacrata e certificata. C'è stato detto di tutto e di più per cercare di giustificare questa scelta che secondo noi è folle, c'è stato detto che a Sassari ci sono troppi orti, c'è stato detto che Cagliari invece è un continuum di residenze, di infrastrutture, di servizi, dimenticando i servizi sassaresi che sono altrettanto importanti rispetto a quelli di Cagliari. Sassari vanta un'università, vanta tre aeroporti, sei porti, la camera di commercio, il tribunale e la Corte d'appello, finché non ce la portano via, parchi e aree marine protette, zone industriali, musei, teatri. Insomma ha uno o due elementi meno di Cagliari, probabilmente ne ha anche qualcuno in più visto secondo un'altra ottica, visto che gli unici due distretti industriali stanno nel Nord Sardegna. Allora, se questo è vero vuol dire che c'è in atto un grande bluff, un grandissimo bluff, perché non si può neppure appigliarsi al numero di abitanti, così come non ci si può appigliare alla densità abitativa. Siamo in un contesto europeo, nel quale ci sono città metropolitane di 10 o 15 milioni di abitanti non di 500 mila abitanti come Cagliari. La differenza tra Cagliari e le città del continente e dell'Europa non è mica come quella fra Cagliari e Sassari, e lo stesso dicasi in termini di densità abitativa, non si possono assolutamente dedurre osservazioni di questo tipo per giustificare l'ingiustificabile, non possiamo assolutamente svendere buona parte della Sardegna ad un'idea di una città metropolitana di Cagliari che deve essere il deus ex machina. Tra le altre cose ricordo a me, in primo luogo, che è stata proprio l'Unione Europea che fin dagli anni 2002 o 2003 ha iniziato a disegnare una Sardegna in cui lo sviluppo era basato su due colonne contrapposte: l'area metropolitana di Sassari e l'area metropolitana di Cagliari. E proprio in virtù di queste decisioni dell'Unione Europea, sempre ribadite, sia nell'area metropolitana di Cagliari, o nell'area vasta di Cagliari che…
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente, oggi noi sappiamo di quale ordinamento degli enti locali parliamo, sappiamo che abbiamo ancora ovviamente la Regione, le province e i comuni. Domani davvero non lo so, e soprattutto non lo so perché basta esaminare ciò che avete in mente di fare sia quando è stato scritto il primo articolo 2 e, soprattutto, dopo le varie rivisitazioni che andremo a vedere con gli emendamenti. Avete pensato però solo ai vostri malumori interni pur di far quadrare le diverse esigenze delle varie frange della maggioranza. Quindi questo è l'emblema della confusione e, giusto per stare in tema, vorrei dirvi che associo la parola confusione al labirinto che però a sua volta a vari sinonimi caos, imbroglio, garbuglio ma ce n'è uno in particolare che mi preoccupa molto che parla di inviluppo. Quell'inviluppo che noi troveremo nella nostra Regione proprio a seguito di un'ennesima proposta che poi diventa legge ma vi potrei ricordare ciò che avete fatto in materia di sanità, materia urbanistica insomma nella maggioranza delle leggi che siamo andati a discutere in questo Consiglio regionale che ad oggi non hanno fatto altro che creare tutti quei sinonimi che io finora ho nominato.
E allora veramente valeva la pena di parlare di semplificazione, di nuova riforma, sinceramente noi non vediamo niente di tutto ciò anzi con questa riforma e con questo caos siete più realisti del re; chi è il re? Il re è quella riforma nazionale che avrebbe dovuto dare dei nuovi indirizzi ma noi siamo in grado anche, anzi voi, siete in grado anche di peggiorarla a discapito di chi, purtroppo, è delle nostre comunità. Ma pensate davvero che domani i sindaci con questa Babilonia, come qualcuno l'ha definita, siano in grado di addivenire in tempi consueti, consoni a quello che deve essere veramente l'ordinamento degli enti locali? Io credo proprio davvero di no.
Basta anche esaminare tutte le parole, le definizioni che avete dato che vi preoccupate, appunto, di mettere in questa legge con l'articolo 2 per capire che veramente non si riuscirà proprio a cavarne un ragno dal buco. E allora io dico: perché vi siete chiusi nelle vostre stanze, avete fatto finta di voler trattare con noi una riforma così importante che poi vedrà tutti coinvolti. Avete scelto proprio un metodo che è andato solamente a salvaguardare le vostre esigenze interne. Ecco allora io credo davvero che al di là, poi lo vedremo nel prosieguo della trattazione di questa norma, città metropolitana, zone omogenee, vi siete addirittura anche preoccupati di andare a guardare proprio la ripartizione esatta pur di non scontentare nessuno. Vediamo emendamenti che sono paradossali si parla di 10 mila abitanti, vi contraddite anche in termini proprio nelle vostre proposte. Allora veramente siete, siamo ancora in tempo, perché la nostra disponibilità c'è ancora, per rivedere una riforma che poi dovrà vederci convinti, noi l'abbiamo sempre sostenuto, non era la riforma prioritaria perché dovevamo assolutamente prima di tutto parlare della riforma della legge statutaria, della riforma organica della Regione Sardegna e poi avremmo avuto anche uno schema, forse più chiaro, ma forse con le vostre proposte niente è chiaro in questo momento, però avremmo potuto avere di certo degli strumenti che potevano indirizzare anche la riforma degli enti locali. Ad oggi veramente ciò che lascerete ai sardi, se questa proposta passerà con anche i vostri emendamenti che sono ancora peggio della proposta, noi lo sosteniamo, addirittura della proposta iniziale che poteva essere invece una buona partenza quella dell'assessore Erriu, ma avete voluto invece continuare a rispettare le vostre esigenze, crediamo che verrà fuori veramente un grande pasticcio con quel labirinto che quando uno non riesce a uscire può non sapere dove si trova il baratro. Purtroppo quel baratro lo conosceranno i sardi.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis. Non è in Aula pertanto decade.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io pregherei colleghi della maggioranza di spogliarsi delle vesti di appartenenza e di guardare per un attimo la Sardegna. E quello che sta avvenendo e quello che è avvenuto, i ritardi che si sono accumulati sul fronte delle riforme istituzionali, la assoluta inconsistenza del rapporto tra Regione - Stato sul piano la riforma costituzionale in atto che, caro Fabrizio amico, limiterà fortemente l'Autonomia della Sardegna. Non possiamo dimenticare l'avvio di questa quindicesima legislatura: i punti programmatici del Presidente della Giunta, il calendario dei lavori proposti al suo insediamento da parte della prima Commissione Autonomia, l'avvio del confronto con le parti istituzionali, sociali ed economiche, la risoluzione numero 2 di questo Consiglio regionale, signor Presidente, del 23 luglio 2014.
Ecco siamo rimasti al palo, fermi su tutti i punti senza iniziative concrete e valide, senza una voce autorevole e forte, in pieno totale conformismo al centralismo statale romano. Quelli che stiamo trattando oggi sono solo pannicelli caldi che contrastano, se non offendono, i valori del significato della politica e dell'Autonomia come noi, e i padri della nostra specialità, l'abbiamo sempre professata e praticata. Nel calendario di questa Giunta regionale e del Presidente c'era un elenco messo nero su bianco, le riforme della Regione come tema prioritario ed essenziale ovvero, leggo testualmente, nuovo Statuto di autonomia, forma di governo, legge statutaria, ordinamento degli enti locali, organizzazione della Regione, organizzazione finale degli enti e delle agenzie regionali. Questo percorso, le diverse iniziative della riforma avevano trovato una sintesi nella risoluzione approvata da questo Consiglio un anno a mezzo fa con l'obiettivo di inserirlo all'interno di una cornice unitaria, così è scritto testualmente, anche attraverso il coordinamento delle attività del Consiglio e della Giunta e sinergia con i parlamentari sardi.
I documenti che vi ricordate sono stati presentati poi riportati in Commissione testimoniano invece un totale scollamento tra il Presidente, la Giunta e i parlamentari sardi non solo sui temi trattati dai due documenti, che erano all'esame del Consiglio, ma soprattutto sul rapporto complessivo Stato - Regione, sui problemi della crescita dello sviluppo più urgenti e qualificanti, direi anzi una Regione totalmente allineata, succube al potere centralista fino a non vedere il nemico in casa. La modifica dell'articolo 43 dello Statuto, che la Commissione ritiene utile proposta in prospettiva dell'imminente riforma che adegua al sistema degli enti locali alle riforme nazionali del 2014, questo in riferimento alla potestà legislativa in materia di ordinamento degli enti locali che invece, caro Assessore, con la riforma del Titolo V della Costituzione viene sottratta alle Regioni e attribuite allo Stato. Su questo tema non posso continuare a non denunciare che nessuna voce si è alzata da parte di nessuno sulle prerogative proprie della nostra specialità autonomistica. Vengono annientate tutte queste cose che stiamo facendo noi della riscrittura della lettera P dell'articolo 117 della Costituzione approvato dalla Camera e dal Senato nella legge di riforma della Costituzione nel contesto di riordino degli enti locali in Sardegna. Nella nuova formulazione del dettato costituzionale alla riserva di legislazione esclusiva da parte dello Stato sono state raggiunte quelle sull'ordinamento e le disposizioni di principio sulle forme associative dei comuni, sottraendole di fatto alle nostre competenze statutarie. Ma di che cosa stiamo parlando? Così come per citarne un'altra, la lettera S, vengono ascritte come competenza esclusiva quella della tutela della valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, lo accennavo ieri, che al momento sono nelle competenze concorrenti. Non ci siamo più. Su questi aspetti di fondo le proposte di modifica dello Statuto da parte dei parlamentari del PD non solo contrastano con il percorso e con i contenuti delle riforme della Costituzione, ma sarebbero parziali e non rispondenti alle esigenze di revisione complessiva del nostro Statuto di autonomia irrinunciabile nei suoi cardini ideali, culturali, politici, sociali ed economici. È evidente lo scollamento tra livello regionale e il livello nazionale, tra Stato e Regione. Non c'è stato e non c'è un serio e concreto confronto, anzi c'è questo garbo istituzionale di chi dice: "Io con lo Stato tratto", vanno lì, si siedono, gli danno una carezza e se ne vanno. Il garbo esiste se c'è una lealtà reciproca, la lealtà che ci deve essere fra le istituzioni. Lo scollamento su questi temi dell'autonomia e delle revisioni dello Statuto non può trovare un collante, e gli atti e i comportamenti di questi primi tempi di questa legislatura lo dimostrano a sufficienza, e questo è perché abbiamo una Giunta che di politica non sa neanche dove si trova la porta.
PERU ANTONELLO (FI). Già da ieri i colleghi, per scongiurare il proseguo di questo provvedimento che non fa bene alla Sardegna, hanno sviscerato, a partire dall'articolo 1, comma per comma, parola per parola, tutto ciò che era necessario dire, ripeto, per scongiurare il proseguo di un provvedimento che non fa bene sicuramente alla Sardegna, questo è stato ribadito e gridato in quest'Aula, un provvedimento che non semplifica, è stato detto che aumenta addirittura gli organi da rete metropolitana, città medie, reti urbane, unioni dei comuni e quant'altro, quindi non semplifica, ma aumenta gli organi, quindi aumenta i costi, un provvedimento che sicuramente non fa crescere i territori, ma crea lo spopolamento, questo è stato ribadito ieri, un provvedimento che sicuramente non unisce la Sardegna, ma divide la Sardegna, un provvedimento che divide la Sardegna in due. Allora, è stato detto anche in quest'Aula, ed è stata utilizzata la parola vergogna. Io utilizzo invece, vedo tra i visi dei colleghi della maggioranza, il sinonimo di vergogna, cioè l'imbarazzo, e lo intravedo nei visi, soprattutto in quelli che sono stati eletti nel collegio del nord Sardegna, in particolare del sassarese, l'imbarazzo è anche comprensibile, cari colleghi, è comprensibile perché a tutti è capitato, anche a noi, di fare gioco di squadra, è capitato a noi di essere coerenti col Partito, su dei provvedimenti sui quali sicuramente non si è d'accordo, ma quando si tratta di provvedimenti di questa natura, cioè di provvedimenti che segnano il futuro di un territorio, segnano il futuro della Sardegna e segnano il futuro in particolare della provincia e del nord Sardegna è necessario a questo punto fare una riflessione forte. Non c'è Pigliaru che tenga, non c'è Renzi che detta le condizioni che tenga, non c'è assolutamente nessuno di fronte a quello che è l'interesse del territorio che deve essere anticipato a quello che è l'interesse del Partito.
Allora, cari colleghi, io spero che voi abbiate uno scatto veramente di orgoglio per quanto riguarda questo provvedimento, e sapete benissimo, lo sapete, che città medie, reti metropolitane e tutto quello che si sta proponendo non serve a niente, sapete che sono compensazioni. Noi non dobbiamo assolutamente accettare compensazioni, questa è un'occasione per voi che non dovete assolutamente lasciarvi sfuggire, non sprecate quest'occasione. Io mi riferisco veramente ai colleghi del sassarese. Lo sapete benissimo perché l'avete gridato nelle piazze, l'avete gridato in tutte le assemblee pubbliche, l'avete gridato insieme agli imprenditori, ai sindacati, avete detto e avete chiesto la città metropolitana per la Provincia di Sassari, avete detto che era uno strumento economico che attraeva risorse, che attraeva i servizi, che era indispensabile per il territorio del nord-ovest della Sardegna. Allora, oggi invece c'è silenzio assoluto, oggi accettate veramente il niente perché le città medie, le città metropolitane, la rete metropolitana è il niente, quindi state accettando il niente, non possiamo accettare compensazioni. E se voi dite che la rete metropolitana è equiparata alla città metropolitana, chiediamo a questo punto che diventi Cagliari rete metropolitana e Sassari diventi città metropolitana, è uguale, è lo stesso identico strumento, cioè è lo strumento che ci può dare risorse europee, che ci può attrarre servizi, e quindi facciamo lo scambio se è uguale e identico. Cari colleghi del sassarese, dovete questa volta spogliarvi del colore politico e difendere, perché questa è un'occasione storica, il territorio, perché questa è una grande opportunità, perché se non si dà mai l'opportunità a un territorio non può crescere, come si è dato al sud della Sardegna, e noi ragioniamo veramente per una Sardegna intera, ragioniamo per la Sardegna non divisa e non come questo provvedimento che ci sta proponendo una Sardegna, due Sardegna, una del sud e una del nord. Allora io dico, non possiamo assolutamente migliorare una sola porzione della Sardegna e peggiorarne un'altra, riflettete, riflettete.
TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Io credo che questo articolo 2, nelle sue varie evoluzioni, così com'è stato presentato dalla Giunta nel testo poi elaborato dalla Commissione, e nel testo che poi deriva dall'emendamento sostitutivo, sia un'occasione persa e sia un po' anche l'emblema di questa legge, che fondamentalmente è un'occasione persa, perché penso che tutti noi, e non solo noi ma anche all'esterno di quest'Aula, ci sia la convinzione che questa sia una di quelle leggi fondamentali per il futuro dei nostri territori, per il futuro della nostra Isola, e però il risultato che ne sta venendo fuori è che da una riforma fondamentale, che doveva riordinare il sistema degli enti locali, che è una delle competenze primarie che noi abbiamo, e non solo porre una soluzione e rimedio al referendum che aboliva le province, e quindi anche rispondere a quella che è la volontà popolare, una riforma che avrebbe dovuto cambiare il destino e il futuro di questa terra, nella realtà l'impressione che tutti ne hanno è che si stia sfociando nel campanilismo fine a se stesso. Poco fa un amico, parlando di questa legge, un cittadino cagliaritano, mi ha detto: "Mi raccomando, pensa a Cagliari". Io gli ho risposto che non è mia intenzione pensare a Cagliari perché non devo pensare solo a Cagliari, ma è mia intenzione pensare a Cagliari e alla Sardegna, e penso che le due cose non siano assolutamente in antitesi, anzi che dobbiamo fare in modo di ricordarci che siamo consiglieri regionali che devono rispondere a tutti i sardi, a coloro che ci hanno votato e a coloro che non ci hanno votato. Allora, Assessore, colleghi, io faccio un invito, ritornate all'articolo originario, che è molto più serio, è molto più dignitoso del risultato che invece spunta fuori da questa continua rivisitazione della legge, che contiene alcuni spunti interessanti, perché sicuramente la definizione dell'ambito territoriale ottimale e anche dell'ambito territoriale strategico sono cose interessanti, e che poi si perde invece in un'estrema confusione quando andiamo a vedere l'emendamento numero 1948, dove c'è una produzione di termini che è frutto di una fantasia degli ultimi minuti probabilmente, o di un continuo ricorso a neologismi, a nuove locuzioni, o comunque alle mode del momento, perché questo continuo riferimento anche alla rete ricorda più magari il fatto che tutti noi oggi siamo immersi nel mondo dei social media, dei social network, per cui siamo immersi nel mondo delle reti e tutto diventa rete, anche quello che non lo è. O ancora con le definizioni di città media, di città metropolitana e ci si dimentica anche magari in questo emendamento di definire le Unioni dei comuni che sono invece profondamente riconosciute. Questa confusione però non è più un caso, è una confusione che ormai vi accompagna da un po' di tempo perché siete partiti con il richiamo continuo alle leggi di grande riforma economica e sociale, però poi proponete tutti questi termini che non hanno alcun riscontro nel rapporto con la legge Delrio e nemmeno alcun riscontro nel rapporto con la nostra Costituzione, non so che cosa se ne faranno i nostri comuni, i nostri cittadini, si potranno forse fregiare di appartenere a una città media, a una rete urbana, a una rete metropolitana che non avrà alcun riconoscimento giuridico? Questa confusione vi accompagna anche negli altri provvedimenti perché è di questi giorni quello che abbiamo visto in materia di tasse e di sanità. Parlate di vertenza entrate con la risoluzione di un problema storico e poi tutti questi soldi che arrivano non si riesce a capire dove sono finiti perché non ce n'è traccia nella finanziaria. Avete detto che avreste ridotto le tasse e l'Irap per sempre per i cittadini sardi e per le imprese sarde, la verità è che nel giro di un anno l'avete ripristinata. Ancora oggi il vostro coordinatore regionale (mi riferisco al coordinatore regionale del PD) mette in luce tutte le vostre contraddizioni, dove per sei mesi ci avete detto che le norme sui low cost erano illegittime, ci avete ricordato che non si potevano garantire ai sardi i trasferimenti corretti e giusti nel resto dell'Europa e nel resto dell'Italia, che non si potevano finanziare le soluzioni low cost, non mi interessa solo Ryanair, parlo di tutte, e poi oggi il vostro coordinatore regionale ci ricorda invece che l'Assessore ha sbagliato, che si può fare, che quella dell'Europa è una scusa. Allora, per il bene nostro, per il bene vostro e per il bene di tutti i sardi l'invito che vi facciamo è di uscire da questa confusione.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, l'articolo 2 (se ancora non viene cambiato con qualche altra introduzione ad horas, anzi a minuti, del testo perché c'è tutto da aspettarsi da questi piccoli blitz della Giunta o da parti della maggioranza, a seconda del tema trattato) fa un'elencazione enorme di tipologie legate a istituzioni ex novo che si vorrebbero introdurre in Sardegna. Io vorrei solo sommessamente ricordare che tutte le costruzioni di nuova istituzione sono avvenute quando bisognava promuovere la rinascita della Sardegna e veniva legata a quelli che erano i Piani di rinascita, ve l'ho detto altre volte, le zone omogenee, i comprensori e quant'altro, erano ben precise e legate a quelli che erano gli atti per uno sviluppo e le strutture per quello sviluppo consentivano che ci fosse sviluppo in tutti i territori della Sardegna.
Io, Presidente, capisco che la maggioranza può essere tediata dalle discussioni che questa minoranza pone in campo e capisco anche che è una sofferenza non poter parlare, solo ascoltare, manca un dialogo. Questa è la supponenza di chi pensa di avere in sé la verità. Siccome la verità data neanche dai teologi viene confermata, probabilmente ieri quando vi ho citato due cose in greco, che probabilmente qualche veloce e solerte personaggio è andato a guardarsi nel dizionario di greco antico e non ha trovato niente, è perché non ha capito quello che è stato detto. In poco parole, vi ho trattato da anticristo perché ve l'ho detto con chiarezza, voi siete la distruzione di questa povera Sardegna, state arrivando a un punto tale per cui voi qualunque cosa opporrete, ponete pure, ma voi non state facendo il bene della Sardegna, ancor di meno il bene del popolo sardo. Qualche volta fareste bene ad ascoltare quello che dice il vostro segretario regionale, parlo perlomeno per il PD. A me dispiace, forse è a piangere da qualche parte l'Assessore dei trasporti, farebbe bene a levarsi completamente fuori, anzi voglio ricordare, Presidente, che abbiamo una mozione su cui chiediamo la rimozione di questo Assessore, perché ha combinato guai per l'intera Sardegna, altro che l'aumentare di istituzioni, di punti di riferimento alla gente che non sa quello che deve fare! Perché questo state portando, state creando istituzioni per arrovellare, per far sì che una cosa non funzioni e non combini con l'altra e si riesca a creare una programmazione seria e una programmazione soprattutto per lo sviluppo per tutti i territori. Allora, se questa è la verità e qui richiamo Pittalis che ieri ha detto: "A futura memoria, affinché si veda, noi vogliamo dire le cose come stanno". E ho dato le spiegazioni e se vogliono do anche il libretto intero, perché è passato il tempo della commedia all'italiana per cui nel sedicesimo secolo c'erano dei girovaghi (soprattutto apprezzati in Francia), che portavano con i carri i loro trami dove c'era solo un canovaccio e ognuno andava a recitare a soggetto e specificava quella che era l'interpretazione di quel punto. Com'è passato però il pensiero di qualcuno dei trovatori o di altro genere di menestrelli che potevano raccontare cose belle e vissute qui; sono state chiuse quelle tende, non appare più un Dio nascosto che non esiste alla moltitudine e voi lo state dimostrando giorno per giorno e state dimostrando la vostra pochezza, la vostra miseria di comportamenti ponendo in essere, ripeto, strumenti istituzionali che dovrebbero essere salvaguardati e chiaramente imposti per tutto, al di là di quello che ciascuno di noi pensa, perché le istituzioni non sono vostre, non saranno vostre, anche perché ci sarà la giustizia vera che vi seguirà attorno a un popolo che vota e sarà libero di cacciarvi fuori da questa e dalle altre istituzioni. Questo non lo capite, le istituzioni sono di tutti e vanno salvaguardate! Siccome fino a oggi voi non avete fatto certamente questo, ma avete creato soltanto delle gabbiette dove incapsulare o l'uno o l'altro, sbagliate. Io apprezzo l'intelligenza dell'onorevole Deriu, ma lo invito a riflettere su quelli che saranno i danni che ne verranno fuori da tutte le elucubrazioni che sono state poste in essere in una settimana e passa, poi continuo.
RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, Assessore, colleghi e colleghe, la politica della Sardegna con questo disegno di legge ha in mano l'opportunità di decidere strategie amministrative future, le opportunità e l'organizzazione territoriale della Sardegna. È una partita imperdibile, un'occasione di discussione che può effettivamente stravolgere il vivere in Sardegna grazie al riordino dei servizi offerti dagli enti locali. Ovviamente la Giunta, questa Giunta, questa maggioranza, non poteva presentare un testo unitario su cui discutere, ma invece ha deciso e avete deciso di non sprecare la grande opportunità di fare un'altra immensa brutta figura, pessima figura dinanzi al popolo sardo. Presentare una miriade di testi normativi che modificano quello originario, che bloccano, che lo complicano e che lo rendono man mano sempre meno applicabile e non aderente alla realtà sarda, soprattutto irrealizzabile, siete fuori dai tempi, non avete assolutamente il concetto di quello che accade fuori da quest'Aula, non avete assolutamente idea di cosa sono i veri problemi dei sardi e della Sardegna. Stabilite infine con presunzione e arroganza le decisioni più importanti come la definizione di una città metropolitana e tutte le forme associative ad essa collegate. Anche noi ci uniamo in coro alla proposta della minoranza di individuare due città metropolitane della Sardegna, una al Sud Sardegna che potrebbe essere quella di Cagliari e l'altra al Nord o al centro Sardegna in cui si abbraccia anche Sassari. Ovviamente in subordine, come preannunciato già da ieri ma anche stamattina dal collega Pinna non rinunciamo ad una discussione su una unica città metropolitana della Sardegna che in qualche modo andrebbe a colmare questo vuoto. Questa è una scelta doverosa per garantire non solo parità nella distribuzione delle risorse finanziarie ma per dare possibilità ai due poli della Sardegna il Nord e il Sud per la distribuzione delle risorse finanziarie ma per dare possibilità ai due poli più importanti di poter operare con i medesimi benefici per la definizione dei servizi per l'accesso ai finanziamenti e per stabilire meglio le sorti produttive e sociali della nostra Regione. Le critiche più grandi che muovo a questo disegno di legge disordinato sono dovute alla nascita di città medie, di reti urbane, di reti metropolitane e tutte queste diciture fittizie che vanno in maniera troppo evidente ed inequivocabile a rallentare, complicare e rendere inefficace un testo normativo così importante, alla faccia della semplificazione. Queste forme devono essere soppresse a favore di un testo semplice, snello che rispetti in pieno le esigenze dei sardi. Due città metropolitane, unione dei comuni di aree metropolitane per quei territori che abbiano infrastrutture di interesse nazionale, unioni dei comuni a cui si affiancano unioni di comuni montani e ambiti territoriali ottimali, questi sono gli strumenti essenziali e su cui si deve decidere perché sono sufficienti a dare pari poteri decisionali a tutti i territori sardi senza creare inutili doppioni. Assessore, mi viene però da porre una domanda: Cosa intendete fare dei commissari delle province? Perché non possiamo procedere anche alle elezioni, quelle elezioni di secondo grado dove possono andare ad amministrare i sindaci, dove possono andare ad amministrare senza nessuna ulteriore spesa perché se è sì vero che per le province i sardi hanno deciso l'abrogazione, e invece voi state mantenendo inalterato lo status delle province, è anche vero che c'è la possibilità di andare a elezioni e di far amministrare le province da sindaci che non costerebbero nulla alla comunità.
PITTALIS PIETRO (FI). Meno male che il dibattito in Consiglio regionale mi dicono è seguito molto dei sardi in streaming, almeno qualcosa arriva ai sardi di quello che sta succedendo in quest'Aula, almeno si rendono conto dell'attività legislativa e sono in grado di distinguere anche le responsabilità. Perché questo è un dibattito surreale così come è surreale che non appaia nulla dei ritardi della Giunta sulla finanziaria, sul fatto che arriva un esercizio provvisorio, sul fatto che ieri abbiamo denunciato a più voci manchevolezze, ritardi che creano ulteriore problema al sistema produttivo economico e sociale già in crisi della Sardegna. Noi continueremo a fare la nostra battaglia in Aula ma la porteremo anche nelle piazze e, ha detto bene il collega Peru, lo diciamo a quei consiglieri regionali della maggioranza che hanno la presunzione e la pretesa di fare la maggioranza qui a Cagliari e di fare l'opposizione quando tornano nei loro territori. Lasciatela fare a noi l'opposizione, vi preghiamo, abbiate il pudore almeno sul piano del ruolo di lasciare fare a noi l'opposizione perché il livello della vergogna, vi comprendiamo, è tale ed è tanto che dovete camminare a testa bassa. Quando a Sassari, non tanto perché ve l'ha detto l'opposizione, Beppe Pisanu dice: "Sassari svegliati!"; quando l'onorevole Pietrino Soddu, già Presidente della Regione, vi ha richiamato con veemenza: "Fermatevi perché state tradendo l'autonomia!"; quando Arturo Parisi ha scritto le cose che ha scritto; quando per passare nel nuorese forse qualcuno dovrà ricordarsi gli insegnamenti se non altro da democristiano di un presidente autorevole che ha fatto grandi battaglie per l'autonomia come Angelo Rojch o come Mario Melis. Bene, questi insegnamenti sono caduti nel vuoto e cadono nel vuoto perché oggi è importante approvare una riforma quale che essa sia che nasce non dalla considerazione vera del nostro territorio, di quello che in questi anni c'è stato anche di cambiamento, di profondo cambiamento, dei problemi irrisolti che ci sono in certe aree, non si è tenuto conto di quello che è appunto accaduto. Allora si pretende di fare una riforma mettendosi sì questa volta la benda negli occhi, tappandosi il naso purché si arrivi ad un'approvazione senza tenere conto che è una riforma che invece di creare disequilibri deve dare risposte in termini di armonia, di equilibrio, dare risposte serie, non con quelle formulette che oggi voi proponete e che sanno davvero di una sonora presa in giro. E allora dove sono, posto che qui veramente vi hanno dato una buona dose forse di camomilla o non so di che cosa, per avervi così addormentato colleghi consiglieri regionali del sassarese, della Gallura, del nuorese, dell'oristanese per addirittura non dire neppure una parola in difesa di questo scempio che state proponendo in Aula. Ma dove sono i sindaci?
Dov'è il sindaco di Sassari, dov'è il sindaco di Olbia, dov'è il sindaco di Alghero, dove sono i sindaci dei territori che fino a qualche settimana fa denunciavano quello che si stava proponendo?
Dove sono? Allora questo è il problema vero il problema di un deficit democratico, forte, un deficit che si ripercuoterà sui cittadini, sulle amministrazioni, sui territori. In questo articolo 2, sul quale torneremo, c'è veramente l'esercizio della più bieca retorica, addirittura la presunzione di definire ambiti territoriali ottimali, città metropolitana, città media, rete urbana, rete metropolitana, zone omogenee, addirittura citate commissari, amministratori straordinari che vi stanno tanto a cuore perché da quando governate voi questa Regione sì è stata...
ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Rinuncio.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 96, uguale al 1057 e al 1455.
LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, l'emendamento numero 97 del collega Solinas, a pagina 56, io annuncio il voto favorevole all'emendamento perché questa miriade …
PRESIDENTE. Onorevole Locci, stiamo parlando dell'emendamento numero 96, uguale 1057 e al 1455, pagine 53, 53 e 54, sono i soppressivi totali.
LOCCI IGNAZIO (FI). Sì, sì, certo… sì però non cambia la sostanza delle cose, Presidente, posso continuare! Eh, sì, perché il succo sta proprio nella polverizzazione di definizioni come arma di distrazione, l'ho detto prima, quando in realtà con pochissime parole si sarebbe potuto definire come baciamano del governo Renzi, come appiattimento alle politiche nazionali, come rinuncia alle potestà primarie e alla nostra autonomia. L'avreste dovuta definire così perché sarebbe stato molto più serio. Non era necessario questo sforzo di filosofia del diritto, forse nella famosa farmacia politica ci voleva anche qualche altro farmaco da somministrare ai farmacisti qualche volta, perché probabilmente li avrebbe aiutati a trovare una strada molto più lineare nella costruzione di questa proposta. Ma soprattutto è un voto favorevole all'emendamento di soppressione perché questa è proprio la negazione del dialogo che avete professato sulla stampa e nelle strade, ma poi non l'avete voluto praticare, avete abbassato le saracinesche di orecchie e menti per evitare qualsiasi tipo di possibilità di confronto con le opposizioni. Non avete voluto costruire certamente un percorso condiviso, se non a parole.
TEDDE MARCO (FI). Presidente, per annunciare il voto favorevole a questi emendamenti soppressivi che sono evidentemente gli strumenti di giustizia nei confronti di questo minestrone. Minestrone che è rappresentato degnamente da questo articolo 2, che contiene tutti gli elementi di questo pasticciaccio brutto di via Merulana, così come mi suggeriva il collega. Un pasticciaccio brutto che se non fosse per i riverberi negativi che avrà sull'economia di buona parte della Sardegna, sulla società di buona parte di quest'isola, ecco se non avesse questi riverberi farebbe sorridere, purtroppo fa soltanto piangere. Ma fa piangere anche il metodo che è stato adottato per arrivare a confezionare questo minestrone, un metodo fatto di arroganza, un metodo fatto di prestidigitazione politica, con minacce incluse nei confronti dei sindaci, nei confronti della maggioranza, nei confronti delle categorie produttive che si sono ribellate, o che hanno cercato di ribellarsi nei confronti di questo disegno di legge, che fin dall'incipit dei lavori d'Aula si è rivelato un disegno di legge pasticciato e dannoso. E non possiamo assolutamente non ricordare, per l'ennesima volta, che in quel contesto di fonti che sono alla base di questo disegno di legge non viene ricordata, chissà per qual motivo la legge numero 56, la così detta legge Delrio, che pone dei principi di grande riforma economica e sociale, dei quali la Giunta si è fatto un baffo, cosa che ovviamente non sarà scevra di conseguenze, perché credo che il Governo sarà costretto in qualche modo ad intervenire per ristabilire un tantino d'ordine. Questa città metropolitana di Cagliari, che poi è il fulcro, il cuore, il cervello di questo disegno di legge è prevista in modo totalmente "distorico" rispetto ai principi di grande riforma economica e sociale. Non è possibile prevedere questa città metropolitana così strutturata, così come non è possibile prevedere la provincia del Sud, schiaffeggiando migliaia, decine di migliaia di sardi che hanno votato un referendum per l'abolizione delle province. Credo che queste scelte e queste decisioni non possano essere scevre di conseguenze, non soltanto politiche, ma anche conseguenze di altro tipo, perché il Governo sarà costretto a reagire, e allora siamo veramente curiosi di sapere che cosa ci direte, quali saranno le vostre reazioni, quali saranno…
SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Presidente, ma fino a non molto tempo fa andava per la maggiore una parola d'ordine in quasi tutti i programmi delle amministrazioni che si sono succedute che è "semplificazione". Davanti ad un approccio di semplificazione al panorama amministrativo - burocratico sicuramente l'articolo 2 rappresenta un monumento di segno inverso, perché sarei tentato, dovendo dare una definizione di questa lunga elencazione di definizioni, se optare per una nemesi delle province soppresse o se è un trionfo del nominalismo. Perché, di fatto, all'esigenza di semplificare il rapporto dei cittadini con la pubblica amministrazione, facendo venir meno un livello intermedio, lo sostituiamo con una pluralità, quasi che le province abbiano per sporogenesi generato reti metropolitane, città medie, associazioni di comuni, unioni, associazioni di unioni di comuni, veramente un intrico piuttosto complicato. E mi sovveniva anche l'antico dibattito tra nominalistici e reales, nel momento in cui Roscellino e Abelardo andavano a negare l'esistenza delle cose in sé, le cose esistono solo per il nome che gli si dà. Beh, io credo che in questo senso quest'articolo rappresenti proprio il trionfo del nominalismo, perché stiamo definendo cose che non esistono. Queste reti metropolitane, queste reti di città medie, signori, stiamo mutuando spesso e volentieri concetti che esistono giuridicamente nel resto dell'Europa e del mondo, ma che designano realtà completamente differenti. Perché la città media esiste a livello comunitario ed europeo, è definita, città media è Salisburgo, ma qui affidare i galloni di città medie ad alcuni centri della nostra Isola diventa veramente un esercizio sterile, perché non rappresenta l'esigenza dalla quale siamo partiti. E credo che anche quest'opera che stiamo portando avanti stia distogliendo da quell'alveo che comunque l'Assessore aveva tracciato nel disegno originale di riforma, l'esigenza di mediare eccessivamente sta portando ad un mostro talmente poliedrico da essere difficilmente definibile.
LAMPIS GIANNI (Gruppo Misto). Presidente, per dire che siamo assolutamente favorevoli alla soppressione dell'articolo 2, anche perché questi nuovi concetti che con vari escamotage oggi ci vengono sottoposti, tra cui questo di queste città medie che raggiungono addirittura un limite minimo di 10.000 abitanti, ci riportano, non so se mai nessuno di voi ne ha sentito parlare nella tradizione agropastorale sarda, alle cosiddette pecore medie. Le pecore medie sono quelle che rispetto al gregge si distaccano, perdono il senso dell'orientamento e non riescono a tornare all'ovile qui pare che ancora una volta la nostra storia, la nostra identità ci venga in aiuto, soccorra all'evidente stato di malessere che questa norma procura in quest'aula, ma evidentemente nell'intera società sarda. Qui c'è un escamotage per fare tutti fessi e contenti, per accontentare tutti, ma di fatto scontentare tutti, noi siamo contrari a questa spartizione di piccole paternità all'interno di questa riforma perché di questo si tratta, con questi emendamenti agli emendamenti di fatto ciascun gruppo politico della maggioranza sta cercando di marcare il territorio, sta cercando di assumersi un minimo di paternità, sta cercando di piantare una piccola bandierina per dire: ci siamo anche noi, ci siete anche voi, ma purtroppo ho state contribuendo in maniera nefasta alle sorti della nostra isola, in maniera nefasta alle sorti delle nuove generazioni di questa regione, ecco perché noi votiamo convintamente in maniera favorevole alla soppressione di questo emendamento, così come per i successivi non cambieremo la nostra strategia.
RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Innanzitutto per annunciare il voto favorevole all'emendamento chiedendo la soppressione dell'articolo 2, l'articolo 2 in realtà è il cuore di questa legge, le famose definizioni, l'elenco infinito della confusione, l'elenco infinito della cose irrealizzabili, l'elenco infinito di quello che andrà in qualche modo a rappresentare, per i nostri comuni, per le nostre stesse città, ma soprattutto la Sardegna intera, una confusione totale. Siete straordinari, bisogna riconoscere che questa maggioranza è straordinaria, in alcuni casi commoventi, in alcuni casi patetici perché la vostra idea di semplificazione in realtà rappresenta invece l'idea della confusione totale, diciamo che il tema che accomuna l'articolo 2, ma che accomuna l'intera legge è la spartizione, perché di spartizione si tratta, la spartizione significa la spartizione delle poltrone, perché avendo moltiplicato gli enti, alla faccia di Gesù Cristo dei pani e dei pesci, voi siete riusciti in qualche modo ad accontentare tutti, c'è la spartizione poi delle risorse che è funzionale chiaramente alla spartizione delle poltrone, perdendo il senso vero della riforma degli enti locali, questa grande sconosciuta, questo strumento, il decreto legislativo, è uno strumento in qualche modo di riorganizzazione o di organizzazione degli enti locali. Noi in realtà non finiremo mai di ringraziarvi perché ci date uno strumento nuovo, uno strumento infinito, ma non per migliorare questa legge, per vincere le elezioni perché così facendo voi state spianando la strada e ci consentirete di vincere le elezioni a mani basse, diventerà facilissimo,il nostro compito in questi tre anni che ci rimangono dalla conclusione del mandato non è quello di cercare di migliorare questa schifezza di legge che state mettendo in piedi, il nostro compito è quello di controllare per cercare di risolvere i problemi appena li vedremo noi, perché è questo il nostro vero compito limitare i danni, limitare i danni a queste porcate in modo da riuscire, nel minor tempo possibile, mi auguro di non dover attendere i tre anni.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Noi voteremo a favore dell'emendamento soppressivo dell'articolo 2 per i motivi che sono stati enunciati in sede di discussione generale, si introduce un sistema estremamente confuso che è tutto il contrario di quello che si auspicava, abbiamo già illustrato il quadro che ne verrà fuori, alcuni comuni che vengono premiati, altri che vengono automaticamente sviliti, una città metropolitana che negli emendamenti presentati passa da una concezione ristretta, che forse era anche maggiormente accettabile e anche più digeribile da parte degli altri comuni della Sardegna, ad un'area, ad una città più ampia che non ha fatto altro che accentuare contrapposizioni, divisioni e sospetti. Il problema grosso riguarda però le province. Le province vengono anch'esse ripartite in province soppresse e province non soppresse, attenendosi al dato formale anziché al dato sostanziale, mentre si deve arrivare alla sostanza dalla volontà espressa dai sardi nei referendum, cioè abolire tutte le province, c'è da rispettare ancora per qualche mese una norma costituzionale che le mantiene in vita, rispettiamola formalmente ma andiamo a dare all'assetto, al sistema degli enti locali sardi un assetto definitivo, diciamo quale sarà l'assetto che noi avremo dopo la soppressione delle province, fatto ormai ineluttabile, fatto ormai già scritto, e definiamo in maniera chiara, definitiva, razionale, il sistema degli enti locali che ci sarà con l'approvazione di questa legge, ne non stiamo facendo altro che rinviare le decisioni ad altre norme, ad altre leggi, ad altre discussioni, facendo oltre al danno che viene direttamente da questa legge anche un danno derivante dall'incertezza che si viene a creare dalla creazione di situazioni transitorie sine die che purtroppo come sappiamo tendono a diventare stabili e ad alimentare aspettative oltre che ad alimentare altre cose che sarebbe meglio non vedere e che vengono anche richiamate dalla stampa come la triste vicenda della Proservice di Cagliari che viene richiamata e riepilogata nella stampa di oggi in una vicenda che invito tutti i colleghi a leggere attentamente perché è paradigmatica come certi processi si sviluppino, degenerino e poi ci portano ad aumentare le tasse per poter pagare situazioni che sono state create.
TUNIS STEFANO (FI). Parafrasando un detto comune, "vorrei ma non posso", questo dovrebbe recare come titolo il "potrei ma non voglio" perché attiene esattamente all'errore di impostazione che c'è alla base di questo testo di legge e dell'articolazione che via via la Giunta e la maggioranza gli hanno voluto dare. Io annuncia anticipatamente il voto favorevole all'emendamento soppressivo, quando in realtà sarebbe molto più utile approvarlo perché peggio di questo c'è solamente il sostitutivo totale che poi saremo portati a votare tra qualche tempo. Perché ho detto l'articolo del "potrei ma non voglio", perché evidenzia in maniera chiara che questa Giunta regionale, che questa maggioranza ha rinunciato ad esercitare i poteri che via via avrebbe potuto esercitare dall'impugnativa della Delrio sino alla capacità di esercitare nella maniera più piena le proprie prerogative per arrivare a dire ciò che sogna di poter fare ma che di fatto non realizza, all'interno di questo articolo vengono recate una serie di definizioni che non rappresentano l'esercizio del potere legislativo e della competenza esclusiva di questa regione ma evidenziano esattamente il fatto che questa maggioranza ha scelto di nelle parole piuttosto che nei fatti, ha scelto di raccontare una storia che non esiste piuttosto che esercitare il potere che la sua autonomia le conferiva, ha scelto di perdere il tempo a descrivere una realtà inesistente, piuttosto che a creare i reali riequilibri di sussidiarietà che occorrerebbero nel momento in cui si crea un superente come la città metropolitana di Cagliari. Questo l'abbiamo detto, lo abbiamo ripetuto, credo abbiamo tenuto l'atteggiamento più collaborativo che si potesse tenere, in tutte le fasi propedeutiche alla presentazione di questa norma, nei fatti con questo articolo 2 celebriamo l'apoteosi del comportamento che questa maggioranza ha voluto tenere: chiacchiero, rinvio ad altra sede, rinvio ad altra data, cedo competenza, cedo potere, ma non mi assumo nessuna responsabilità. Comincio domani, questo è diventato il vostro slogan con questo iniziate molto al di là di domani.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Si è parlato di quello che è esercizio della democrazia e molti si riempiono la bocca della parola democrazia, poi è un po' più difficile praticarla e i luoghi ove essa si pratica, sono i luoghi del dibattito, della discussione, dove ciascuno apporta un contributo affinché una legge, un atto amministrativo, una qualunque anche linea di indirizzo porta a compimento il fatto che ci sia una amministrazione della cosa pubblica degna di tale nome compartecipata. Effettivamente non si può dire questo di questa proposta di legge. La soppressione dell'articolo 2, richiesta anche con mio voto attraverso questo emendamento in discussione, in termini anche non corretti oggettivamente parla di definizioni. Cosa vuol dire definizioni? Se qualcuno vuole va e si cerca il lemma, anche su quelli che sono i dizionari di buona italianità probabilmente capirà cosa vuol dire, ma certamente non credo ci sia motivo di spiegare cosa è ambito territoriale ottimale, città metropolitana di Cagliari, unione dei comuni di area metropolitana, province soppresse - con poi l'elencazione delle altre province -, per zone omogenee, per ambiti territoriali strategici, commissari e amministratori straordinari - non ho capito di che cosa di che e di come -, il tempo sta finendo ma lo riprenderò questo argomento, per far capire come si sta facendo calare all'interno di una norma che dovrebbe avere tempo, per essere esplicata nel migliore dei modi, cosa che necessariamente sarà ripresa, lo diceva prima Michele Cossa, da una abolizione totale delle province, credo che sia molto difficile capire quale è l'atteggiamento mentale che conduce questa maggioranza e questa Giunta a fare queste qualificazioni in specie…
CARTA ANGELO (PSd'Az). Diciamo che questi tre emendamenti soppressivi sono quelli che ci separano dal canguro, che la maggioranza ha predisposto, al fine di saltare un bel po' di cose per sopprimere quello che con questi emendamenti si chiede di sopprimere, quindi tra maggioranza e minoranza, stante l'emendamento numero 1948 sostitutivo totale sono d'accordo, perché il testo originale dell'articolo 2 è una cosa che va abolito. Che va tolto. Cosa si salva nell'emendamento della maggioranza di questo? Poco, perché in effetti riscrive un'altra cosa, prevede altre cose, dalle quali, facendo il combinato-disposto tra quello approvato ieri all'articolo 1 che quello che ci va a fare oggi, io che vengo da un territorio martoriato, da un territorio che sta morendo, credo che alla luce di quello che sta avvenendo in questa legge, a partire dall'articolo 1 e proseguendo oggi con l'articolo 2, a quel territorio parlo del nuorese, parlo delle zone interne, parlo di tutte quelle zone delle quali ogni tanto ci riempiono la bocca, ogni tanto andiamo anche a fare la presenza a Nuoro, a istituire dei tavoli. Bene, questa zona debole era, morta diventerà dopo questa legge. Perché questa legge doveva rappresentare il momento nel quale anche si danno gli strumenti al territorio e alla Regione per poter intervenire efficacemente. Ieri non ho avuto tempo per esprimere al meglio quello che è previsto nella bozza del piano di rilancio del nuorese, bozza del 17 dicembre 2015 e mi chiedo: la Giunta l'ha letto? la maggioranza lo conosce quello che è scaturito da 16 tavoli tematici coordinati dalla Presidenza della Giunta regionale? Da quello che si è visto ieri e quello che si sta vedendo oggi, a Nuoro la Regione fa una cosa e a Cagliari vota contro se stessa, a Nuoro scrive una cosa promette una cosa e a Cagliari boccia se stessa, perché questa legge è contro quello che ha detto a Nuoro, quello che ha scritto a Nuoro nei tavoli tematici, coordinati dalla Presidenza della Giunta regionale, quindi invito i consiglieri regionali della maggioranza, almeno quelli di Nuoro, a leggerselo! A conoscerlo! A capire e sapere cosa c'è scritto, cosa ne è venuto fuori. Perché qui si sta facendo esattamente il contrario. Si sta ammazzando definitivamente il nuorese. Quindi a favore degli emendamenti soppressivi di questo sconcio dell'articolo 2.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. Onorevole Lai! Grazie!
PITTALIS PIETRO (FI). Cari sardi, che ci ascoltate sul web, perché tanto ormai ci rivolgiamo direttamente lavori, visto che qui né la Giunta né i consiglieri della maggioranza partecipano a questo dibattito e dunque informiamo voi di cosa sta succedendo. Sapete si sta discutendo dell'articolo 2. L'articolo 2 che recita nella rubrica definizioni, manco fosse un corpus iuris, definizioni di che cosa? Ma quando mai una legge contiene in un articolo il capo con la dicitura definizioni? Io sono veramente guardate scandalizzato sul piano… qui è la tecnica legislativa non c'entra il contenuto. Se poi andiamo a vedere il contenuto vi siete dimenticati di quello che avete fatto ieri, perché ieri, cari cittadini sardi, all'articolo 1, comma 5, la Regione tutela e valorizza città e paesi. Dove sono andati a finire quei paesi che avete indicato all'articolo 1? Perché all'articolo 2 non c'era traccia. Vi siete dimenticati, li avete lasciati per strada, dove sono? Vi rendete conto che state costruendo un mostro sotto ogni punto di vista e soprattutto, tra le definizioni, voi che avete avuto sempre una sensibilità spiccata per i lavoratori, non vi siete neppure degnati non a definirli ma neppure a richiamare i dipendenti delle province soppresse, quelli che non sanno assolutamente di quale sorte li attenda. Perché in questa legge, cari sardi, cari dipendenti delle province soppresse…
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti soppressivi totali numero 96, 1057, 1455.
PRESIDENTE. Prendo atto che il consigliere Dedoni ha votato a favore e che il consigliere Gaia ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Alessandra Zedda.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Floris - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.
PITTALIS PIETRO (FI). Allora è in esame ora l'emendamento numero 1948 cioè gli emendamenti agli emendamenti. Rilevo che rispetto al testo la lettera I è la stessa, quindi richiamo ai fini del mantenimento degli emendamenti che riguardano la lettera I nel caso in cui si approvasse l'emendamento numero 1948. Perché su questo mi pare che si sia d'accordo che in questo caso non cambia assolutamente nulla rispetto al testo originario.
PRESIDENTE. Sì. È esattamente il caso della volta precedente su cui mi sono già espresso. L'emendamento è comunque un emendamento sostitutivo totale perché sostituisce integralmente il testo.
PITTALIS PIETRO (FI). Questo non è un emendamento sostitutivo totale ma è un emendamento sostitutivo parziale perché non sostituisce integralmente il testo.
PRESIDENTE. Sulla lettera I non c'è nessun emendamento. Quindi non cambia sostanzialmente niente la cosa, esattamente, anche se dovessimo accedere a considerarlo un emendamento soppressivo parziale sul punto I non c'è nessun emendamento presentato però dal punto di vista formale quindi non. Quindi possiamo procedere alla…
PITTALIS PIETRO (FI). Ci sono emendamenti al testo originario che riguardano la lettera F che è stata emendata come lettera I in maniera identica nell'emendamento numero 1948. Sono uguali anche le virgole.
Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna". (176/A)
PRESIDENTE. Va bene, mi riservo di decidere in merito. C'è un emendamento che è soppressivo del punto F. Va bene. Procediamo quindi con gli emendamenti all'emendamento. Metto in votazione l'emendamento numero 2355 soppressivo totale prima firma Pittalis.
TEDDE MARCO (FI). Grazie Presidente, purtroppo il tempo è tiranno e non ci consente di fare un intervento organico stiamo cercando di spezzettare gli interventi per tentare di dare una nostra visione dell'inutilità di questo grande minestrone, di questo grande indigesto minestrone. E fra i motivi che stanno alla base di questo emendamento soppressivo, che ovviamente voteremo perché fa giustizia di un articolo 2 che è una aberrazione, una vera e propria aberrazione, fra i motivi che ci spingono alla soppressione di questo articolo 2 ci sono quelli che privilegiano una città metropolitana di Sassari, che comprende tutto il nord e centro della Sardegna rispetto a quella di Cagliari. Ci sono tutta una serie di elementi, di dati, di numeri che propendono per questa tesi, ci fanno propendere per questa tesi. Numeri a confronto numeri e aree a confronto. Allora se a nord ci sono due aeroporti al sud ce n'è uno solo, a nord abbiamo Olbia e Alghero a sud abbiamo soltanto Cagliari. Se a sud c'è un solo porto a nord ne abbiamo tre Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres. Se al sud non c'è alcun distretto industriale al nord ne abbiamo due: distretto del granito della Gallura e distretto del sughero di Calangianus e Tempio, a Cagliari niente, non c'è un distretto industriale. Se a nord abbiamo due parchi nazionali al sud niente, mentre ne abbiamo uno al Gennargentu, quindi nel centro Sardegna che è un'area che dovrebbe essere ricompresa nella città metropolitana di Sassari. Ancora, se il traffico passeggeri nei porti pesa per il 92 per cento per il nord Sardegna, a Cagliari abbiamo le frattaglie che residuano, quindi 92 per cento del nord Sardegna, traffico passeggeri 92 per cento è nel nord Sardegna. Se al nord abbiamo il 67 per cento dei passeggeri internazionali sui voli aerei, abbiamo il 33 per cento a Cagliari. Se il totale dei passeggeri nazionali e internazionali al nord è del 51 per cento, è evidente che a Cagliari sono il 49 per cento, se al nord abbiamo una capacità recettiva…
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Anche dall'ultimo intervento dell'onorevole Tedde, capiamo quanto sia difficile sostanzialmente affrontare una riforma come quella degli enti locali che è veramente sostanziale per l'organizzazione del nostro territorio. Però, certamente, voi non avete usato dei criteri che sono andati a semplificare, e in questo senso nasce non solo l'emendamento dell'onorevole Pittalis, ovviamente al quale diamo il nostro consenso, però nascono anche tutte quelle proposte che vi abbiamo fatto per poter cercare di semplificare una norma che invece più andiamo avanti e più diventa ingarbugliata. Soprattutto, quando si deve parlare di sviluppo e alcuni dei criteri li ha ovviamente utilizzati nel suo intervento l'onorevole Tedde, poi è certo che come espressione anche del territorio cagliaritano io sono fermamente convinta che la città metropolitana di Cagliari, ma ovviamente al pari di quella di Sassari, possano essere volani di sviluppo, e quindi il territorio va visto in maniera omogenea e organica, però certamente alcuni degli elementi citati dal collega dovrebbero essere quei parametri che ci fanno proprio capire come davvero si possa andare in un'unica direzione e verso uno sviluppo unico della Sardegna, proprio anche in termini metropolitani. Quindi, noi siamo fermamente convinti che va fatto ancora il tentativo di migliorare questa norma, che deve andare a regole precise proprio in tutti i settori, che sono quelli della nostra terra, e certamente già abrogando questo articolo 2 che è una confusione assoluta anche in termini normativi, oltre che nei contenuti, noi crediamo che si possa iniziare col piede giusto per rivisitare questa norma che, a dire il vero, così come è stata impostata, è proprio inemendabile, però si potrebbe quanto meno dare qualche segnale di miglioramento.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Volevo avvertire i colleghi che questo argomento è un argomento importantissimo, e che non avendo potuto vedere qual è l'ente intermedio perché siamo sempre qui, si è creata una serie di norme, che hanno creato questi organismi che ho richiamato, per buttare fumo negli occhi, per dire: "Guardate che le prebende che arriveranno dalla Comunità europea non sono soltanto per la città metropolitana, ma sono per tutti i territori", ma non è così, e richiamare la Sardegna paragonandola ad altri territori è una cosa sbagliata, politicamente paradossale, la storia della Sardegna non è la storia degli altri. Quei sindaci che sono andati a chiedere i voti per amore della propria comunità stiano attenti a quello che stanno facendo, o si fa una sola isola metropolitana, o sennò le zone interne vengono tagliate fuori, vengono tagliate fuori insieme a tutti i benefici derivanti dalla condizione urbana moderna dei servizi moderni, dell'economia, della ricerca, di tutti quei settori che stanno venendo fuori. Io non credo, si può essere non d'accordo per le due città metropolitane, perché qualcuno dice che le due città metropolitane sono troppe, anche se la Sicilia ne ha tre e gli altri territori non è che non ne abbiano, stanno crescendo come funghi, ma essere contrari ad un'isola che è un'isola compatta, che è un'isola mediterranea, che è un'isola metropolitana, e quindi facendo in modo che tutto venga fatto attraverso il concorso e l'avallo della partecipazione popolare di tutte le comunità, questo io lo ritengo un errore madornale. Se io dovessi votare un sindaco che è andato a fare il consigliere regionale e che non riesce a spogliarsi delle funzioni di consigliere regionale, e ridiventare in quest'aula sindaco, perché la riforma è degli enti locali e i sindaci mi devono dire dove sono gli enti locali, qual è il potere che hanno in più gli enti locali, quali sono le prebende, che cosa ne ricavano gli enti locali da questa legge. Rispondete a questa domanda e poi siate conseguenti con il voto.
ORRU' MARCELLO (PSd'Az). Solo per dire che anche io voterò a favore di questo emendamento che va a sopprimere l'articolo 2, e lo farò con piacere perché è un articolo che va a parlare solo di Cagliari città metropolitana escludendo totalmente Sassari. Io non mi stancherò mai di dire e di chiedere, e lo farò ogni qualvolta prenderò la parola, che anche Sassari debba avere lo status di città metropolitana. Vedete, anche il ministro Delrio ha detto che le città metropolitane hanno un gran valore, e che dopo un'attesa durata trent'anni arriva l'istituzione delle città metropolitane che sono vocate alla competitività del paese, al coordinamento dei servizi in rete, e in più si sono dedicate alla promozione dello sviluppo economico. Ancora, dice Delrio, che nelle città metropolitane europee e mondiali si sviluppa il 70 per cento della ricerca e dell'innovazione, si sviluppa più del 30 per cento del PIL, e gli investimenti maggiormente legati allo sviluppo futuro e quelli relativi all'economia innovativa. Inoltre, in Italia quasi 20 milioni di persone vivono nelle grandi aree metropolitane che già oggi generano il 35 per cento del PIL. Ancora, sempre il ministro Delrio dice che con l'istituzione delle città metropolitane si dà loro modo di competere con quelle globali che hanno capacità organizzativa, governance leggera e poteri cooperativi e non competitivi, come invece purtroppo nella tradizione del sistema italiano, dove i poteri comunali, provinciali e regionali sono troppo spesso stati posti in competizione, se non addirittura in contrapposizione fra loro. Allora, Assessore, perché volete che Sassari non colga questa opportunità? Perché volete che Sassari non diventi città metropolitana? Perché volete che Sassari non abbia lo stesso sviluppo di Cagliari? Perché volete punire i sassaresi e tutto il nord Sardegna? E, credetemi, se Sassari non diventerà città metropolitana la colpa non sarà da attribuire al Governo centrale, per il quale io non nutro nessuna simpatia, ma sarà del Governo regionale, di questa Giunta e delle decisioni che prenderà la maggioranza di quest'Aula. Per cui, pensateci bene, prima di affossare Sassari, il suo territorio, soprattutto in questo momento che ha necessità di sviluppo. Per cui non sprechiamo veramente questa occasione, questa opportunità, anche perché, come tutti sappiamo, con la riforma del Titolo V del 2001, le città metropolitane saranno espressamente inserite nella Costituzione come soggetti costitutivi della Repubblica, e verranno riconosciuti come enti autonomi, con propri statuti, poteri e funzioni, verranno riconosciuti come soggetti dotati di autonomia finanziaria, di entrate di spese, e avranno come finalità istituzionali la cura dello sviluppo strategico…
LOCCI IGNAZIO (FI). Appare molto chiaro che in questo dibattito chi perde è la politica, la politica in questo caso poteva avere un grande ruolo, e cioè soprattutto quello di rendere possibile anche la modifica di questo testo di legge ovviamente attraverso il dialogo e attraverso il confronto. Qui invece si è scelto non solo di azzoppare, ma di eliminare dal principio la politica dalla discussione di questo testo di legge. Lo si è fatto in maniera proprio cosciente, si è voluto agire con una logica esclusivamente partigiana, con una visione unilaterale del riordino degli enti locali senza voler nemmeno provare a stare seduti sul banco del confronto e sul banco dell'esercizio delle potestà e facoltà di questa istituzione. Questa è una scelta di resa che fa questa maggioranza e questo Governo regionale che si piega evidentemente a logiche che nulla hanno a che vedere con la Regione sarda e nulla hanno a che vedere con l'armonizzazione degli enti locali della Regione Sardegna. Come ha detto molto bene il presidente Floris non ci guadagnerà niente nessuno, i cittadini sardi e l'organizzazione degli enti locali non guadagneranno nulla da questo disegno di legge quando questo entrerà in vigore. Avranno ottenuto esclusivamente una Regione ancora più divisa nei fatti e vedrete come presto o tardi avremo un acuirsi di tutte quelle lamentele e vertenze provenienti dai territori che voi volete provare a mettere insieme, ma che in realtà con questo sistema, allontanandoli dal controllo e soprattutto dal protagonismo della programmazione della propria vita assisteremo presto o tardi a un aumento e a un'escalation della conflittualità nei nostri...
TATTI IGNAZIO GIOVANNI BATTISTA (UDC Sardegna). Presidente, anzitutto per dichiarare il mio voto favorevole a questo emendamento e poi per ringraziare il Presidente del Consiglio per le dichiarazioni che sono apparse oggi nei giornali: ha detto alla Giunta che il Consiglio lavora, deve lavorare, deve ragionare e deve partecipare. Io speravo che anche qualcuno della maggioranza oggi facesse un ringraziamento al nostro Presidente che ci ha difeso in questo momento.
L'articolo 2: definizioni. Definizioni di che cosa? Definizioni di unioni di comuni, di città metropolitane, di quant'altro, per fare che cosa? Per suddividere la Sardegna in base a se una città ha un porto, un aeroporto, mi sembrano delle cose abbastanza assurde. Secondo me dovevano essere fatte altre interpretazioni delle definizioni per poi andare a portare tutti i cittadini della Sardegna ad avere veramente gli stessi servizi, sia che abitino vicino a un porto o vicino a un fiume. Mi rendo conto che forse è difficile affrontare questo discorso, soprattutto è difficile parlare con se stessi, una parte politica parla in un certo modo, l'altra non ascolta, io ritengo che tutte queste cose portino solo del male alla Sardegna. Stiamo dando adito a chi dice che la politica non serve più a niente per programmare lo sviluppo dei propri cittadini. Ritengo che qualcuno debba prendersi la responsabilità di quello che sta facendo, una responsabilità molto molto grave, che andrà a incidere sicuramente nel futuro della nostra Isola. Ritengo che sia indispensabile un confronto vero in Aula, un confronto vero, un confronto che non c'è, noi stiamo ragionando e ci stiamo confrontando oggi...
TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Presidente, per esprimere il mio voto favorevole all'emendamento all'emendamento del soppressivo numero 1948 perché mi sembra oggettivamente un esercizio di stile inutile. Vedete, una delle caratteristiche del mondo moderno è la capacità di sintesi, cioè riuscire a dire in poche parole l'essenziale, riconoscere ciò che è utile da ciò che non è utile e separare le due cose. A me sembra che invece con quest'articolo si faccia un minestrone, si cerca di risolvere tutta una serie di problemi che sono insiti agli equilibri interni della maggioranza che poi alla fine non avranno alcun vantaggio concreto e non avranno alcuna ripercussione sulla vita dei cittadini, sulla vita di tutti giorni. Quindi ipotizzare che cosa sia oggi una città media, che cosa sia una rete urbana, cosa sia una rete metropolitana al di là di quelle che sono le dichiarazioni terminologiche all'interno di quest'emendamento o al di là dei numeri dei cittadini non serve assolutamente a nulla. Mi viene quasi da immaginare anche una conversazione che si può avere in futuro tra chi è nato e si vanta magari e si fregia del titolo di essere nato in un capoluogo di provincia o di regione e chi potrà fregiarsi del fatto di essere nato in una città media. Ecco, stiamo parlando di cose che non aiutano i cittadini a vivere meglio. Per questo motivo, ripeto, il nostro voto è favorevole.
RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, per annunciare il voto favorevole alla soppressione dell'emendamento numero 1948 e probabilmente nella voce definizioni è stato dimenticato un termine, perché alla voce definizioni manca il termine definizione della lottizzazione del potere, perché l'elencazione dell'articolo 2 realtà è dove andremo e come faremo per utilizzare il potere della politica che governa la Regione sarda. L'idea di creare una sola città metropolitana in Sardegna non crea sicuramente quel bilanciamento economico, quel bilanciamento sociale, quel bilanciamento nelle competenze, ma soprattutto quel bilanciamento nel garantire i servizi veri ai sardi. Noi qui invece stiamo a perdere tempo, a discutere di come lottizzare il potere, quante nuove poltrone dobbiamo creare, a vantaggio di chi? A vantaggio dei sardi, a vantaggio dei paesi delle zone interne, a vantaggio di quei disoccupati, a vantaggio di quei lavoratori cassintegrati che a breve perderanno la cassa integrazione? Io tra l'altro stamattina ho avuto modo di incontrare sulla "130" i lavoratori della Alcoa che ancora una volta protestavano e ancora una volta tentavano di incontrare il presidente Pigliaru, cosa che ovviamente per una serie di coincidenze oggi non è andato a buon fine. Questa è l'idea di politica che il centrosinistra intende portare avanti? Questa è l'idea della riforma, la grande riforma degli enti locali? Beh, onestamente credo che non sia questo il motivo per cui siamo qui ma soprattutto perché siete qui, perché i vostri elettori vi hanno delegato a fare ben altro, vi hanno delegato a creare un benessere per la Sardegna e per i sardi. Dov'è finita la politica del dialogo? Dov'è finita la politica della mediazione? Noi siamo qui non a parlare da soli, per fortuna oggi le possibilità che i nostri concittadini ci vedano da casa e vedano bene chi ha interesse a migliorare la situazione della Sardegna e invece chi ha interesse a far finta di essere qui a perdere tempo, a far finta di essere qui della serie: "Lasciamoli sfogare", poi in ogni caso noi faremo come intendiamo fare alla faccia della democrazia e alla faccia del quieto vivere, questo è il dialogo...
TUNIS STEFANO (FI). Avevo già sentito, visto che stiamo cominciando a entrare nel merito, lo faremo meglio quando arriveremo sulla città metropolitana e soprattutto sulla mancata soppressione delle province, ho cominciato a sentir parlare di Sardegna metropolitana, di confini della città metropolitana estesi ai confini della Sardegna, chi ha lavorato in Commissione, chi ha buona memoria sa che è un tema che io tra gli altri ho sottoposto all'attenzione dei colleghi. Il tema tuttavia non era quello di realizzare un'autentica regione metropolitana quanto quello di evitare gli effetti perniciosi che la Delrio fa precipitare sul sistema degli enti locali della Sardegna. Quello che ancora non è chiaro è il fatto che la scelta errata da parte della Giunta regionale e di questa maggioranza di accettare supinamente il dettato della Delrio dalla sua non impugnazione ad una mancata concertazione con il governo rispetto ai punti sui quali si sarebbe potuto derogare, probabilmente la stessa convinzione ideologica che si fosse nel giusto applicando la Delrio al nostro sistema degli enti locali hanno prodotto gli effetti di cui stiamo ragionando in questo momento. Dobbiamo capire che rispetto agli effetti virtuosi che può avere (...) della città metropolitana di Cagliari rispetto a tutti quelli a cui si è rinunciato nel non esercitare la nostra autonomia, il grave difetto di questa norma sono tutti gli effetti che non si riescono ad evitare a partire dal fatto che ci si è dovuti buttare dietro le spalle un referendum popolare che comunque a torto o a ragione aveva dato un chiaro indirizzo politico e che parlava del fatto che le province in Sardegna non ci sarebbero più dovute essere. Noi abbiamo fatto una riforma degli enti locali a valle di un referendum consultivo rispetto al quale non abbiamo tenuto minimamente conto di quell'atto di indirizzo o a torto o a ragione bisognava tener conto di questo e di conseguenza con chiarezza andare nella direzione dell'abolizione delle province, voi questo non lo avete scientemente voluto fare. Questo è uno dei temi in ragione per cui voterò a favore di questo emendamento.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Voto favorevole. Volevo soltanto ricordare che si era messa fretta per poter discutere ed esitare questa proposta di legge per scadenze varie, questa scadenza è stata prorogata quindi non capisco la fretta e la fretta generalmente fa nascere anche i gattini ciechi. E alla fine della fiera io mi chiedo dopo che sarà esitata questa norma in questi modi che cosa racconterà la gente dopo il lavoro fatto dal Consiglio regionale. Certo che io parlavo di trovieri, di trovatori che andavano a raccontare quanto avveniva nelle varie corti e quello che si andava a proporre in termini storici raccontando quelle che erano le varie fasi della vita. Ma le chanson de geste che erano antecedenti avevano altri cantori e questi cantori andavano in giro a raccontare le prodi gesta dei vari re, Carlo Magno per primo e dicevo alla fine della fiera che cosa diranno quei cantori di Pigliaru e di questa Giunta? Che hanno fatto cose prodigiose? Che hanno realizzato il bene del loro popolo? Che si sono battuti contro un'atroce e puntuale malignità posta da un Governo centrale che vessa la Sardegna? O sarà ancora una volta considerato un quisque de populo chi governa e chi porta avanti la Giunta che non ha né nerbo né voglia né pensiero e idealità di dare una dritta vera alla nostra Sardegna.
SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Mi associo anch'io all'apprezzamento espresso dal consigliere Tatti nei suoi confronti per la presa di posizione che tutela il ruolo e la dignità di questo Consiglio rispetto ai propri lavori. Chiaramente io credo che il rispetto per noi stessi si costruisca principalmente non rinunciando al nostro ruolo e cioè credo di volermi e dovermi iscrivere tra coloro i quali non si rassegnano all'ineluttabilità dell'approvazione dei testi di legge tal quali essi vengono proposti. Ecco perché ci ostiniamo ancora di intervenire non per consumare minuti e tempo quanto piuttosto per cercare di proporre anche una visione di Sardegna e quindi stimolare un confronto, un dibattito su quest'idea che dovrebbe guidare il processo di riforma. Io credo, ed è emerso da più lati, che l'idea di pensare una Sardegna come una grande città i cui paesi siano dei quartieri non sia un estemporaneo concetto quanto piuttosto una elaborazione che ha radici profonde e che esiste già.
Peraltro non sarebbe neanche un'idea così estranea al dibattito politico, basti pensare che Torino fa città metropolitana con 322 comuni, quindi 50 comuni in meno rispetto alla Sardegna con un'estensione territoriale che è quella della precedente provincia tutto sommato abbastanza grande, con un'estensione che tiene al suo interno problematiche e tematiche molto differenti. Questa visione di Sardegna metropolitana consentirebbe peraltro il superamento d'amblè di tutta una serie di problematiche che sono quelle attinenti al nodo di tutta la vicenda di questa riforma e cioè le competenze da un lato che devono essere comunque ripartite soprattutto nei servizi associati e dall'altro i cittadini che stanno dietro queste competenze, da un lato cittadini fruitori di questi servizi, dall'altro cittadini che operano all'interno di queste amministrazioni. Quindi io credo che questa riforma non risolva di fatto il nodo centrale e cioè sulla viabilità ex viabilità provinciale sarà difficilissimo individuare un soggetto ed un livello istituzionale che possa far fronte in maniera organica all'esplicazione di quella funzione, sull'istruzione secondaria e sui relativi immobili sarà difficilissimo trovare un livello di governo che metta d'accordo tutti. Ecco allora che quell'idea che potrebbe apparire romantica di Sardegna metropolitana...
PITTALIS PIETRO (FI). L'emendamento soppressivo dell'emendamento numero 1948 si rende necessario perché riteniamo che si stia configurando un'articolazione nei territori che anziché come giustamente stamattina, mi pare l'onorevole Solinas metteva in evidenza il fare sintesi, si sta creando una moltiplicazione di sovrastrutture rispetto alle quali poi l'Assessore degli enti locali deve dare innanzitutto la risposta. Ma siete davvero convinti e certi che ci siano le risorse per fare tutto questo? Perché poi la rete urbana, la rete metropolitana, l'associazione dei comuni non è che debbano rimanere formule vuote, se le calate realmente nei territori. E allora la prima questione che noi poniamo è questa, se vi siete posti il problema di ordine finanziario, perché già il fondo unico per il sistema degli enti locali non è sufficiente, non è adeguato, e speriamo che nella proposta, che ancora non conosciamo, di bilancio e finanziaria che almeno quel fondo non abbia subito ulteriori tagli. Ma quel fondo, che deve essere semmai implementato rispetto alle anche cresciute esigenze, diventerà ancora più esiguo e non potrà soddisfare le richieste dei Comuni perché dovete anche provvedere su altri versanti. E ancora insisto su un aspetto, e veramente lo dico chiedendo su questo aspetto almeno un'attenzione speciale dei colleghi della maggioranza, dei dipendenti delle Province quando volete occuparvene? E tra tutte le definizioni, ancora insisto, che avete dato, che avete trovato, avete lavorato di fantasia, non c'è un riferimento ai dipendenti delle Province. E quando parlo di dipendenti parlo dei dipendenti a tempo indeterminato e mi riferisco anche e soprattutto…
PRESIDENTE. Grazie, non ho altri interventi per dichiarazione di voto. Metto in votazione l'emendamento all'emendamento numero 2355.
PITTALIS PIETRO (FI). Voto elettronico!
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2355.
Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Orru' - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Alessandra Zedda.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Floris - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.
Metto ora in votazione l'emendamento all'emendamento numero 2356.
LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, intanto annuncio voto favorevole all'emendamento, ma io ci tengo ancora a provare a fare un richiamo alla responsabilità politica del centrosinistra. Attraverso l'azione di responsabilità, ovviamente non in danno, quella ve la farà qualcun altro magari più avanti nel caso, ci potrebbe essere l'opportunità di migliorare questa norma, ma soprattutto di riequilibrarla tenendo conto anche delle proposte che abbiamo formulato attraverso gli emendamenti e tentare ancora in extremis di trovare una sintesi politica su questa riforma degli enti locali. Ci pare che non sia né più né meno di quello che avete in qualche modo provato a manifestare prima di Natale e durante anche, per tutti i consiglieri che anche durante le feste natalizie con senso del dovere hanno partecipato ai lavori della Commissione, con la speranza e con la buona fede di essere chiamati a tentare di costruire un testo che tenesse conto di tutte le sensibilità politiche di questo Consiglio. Dispiace molto dover prendere atto che invece erano forse dichiarazioni di facciata, e che addirittura non solo si è stati sordi al tentativo di collaborazione, ma c'è proprio oramai una disattenzione. E considerato il fatto che siamo solamente all'articolo 2, se questa è la genesi dell'inizio dei lavori di questo Consiglio su questo disegno di legge non oso pensare cosa può essere quando arriveremo verso l'articolo 40 o giù di lì. Quindi è veramente strano che tutti i pompieri e i pontieri che hanno provato a lavorare a questo disegno di legge non abbiano, come dire, trovato una…
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, ma attraverso questo emendamento abbiamo cercato di introdurre un elemento di semplificazione in questa legge così rococò che sta venendo fuori, perché siamo oltre il barocco, e allora abbiamo cercato di semplificare un attimino il quadro per quanto riguarda gli ambiti territoriali ottimali, per la città metropolitana, per gli ambiti territoriali strategici, ridefinendo le zone omogenee e stabilendo il principio che per "province soppresse" non si intendono solo quelle soppresse dal referendum, ma anche quelle storiche cosiddette. Perché? Perché noi pensiamo che uno degli elementi che ha scatenato la rivolta dei territori è la soppressione di alcune Province. Perché dico questo? Perché a suo tempo, dieci anni fa, quando vennero istituite le nuove Province esse venivano viste come elemento di riscatto di determinati territori, i sentimenti erano nobili da parte delle popolazioni e da parte degli amministratori, poi c'è stata la degenerazione. Però la Gallura vedeva nella Provincia l'elemento di affrancamento dalla Provincia di Sassari, e così anche per l'Ogliastra, meno nel Medio-Campidano che venne istituito solo per calcoli elettorali, e meno anche nel Sulcis, però rispetto all'Ogliastra e rispetto alla Gallura questo elemento fu fortissimo. Reistituire, far rivivere, ridare dignità alle cosiddette province storiche ci sembra che sia un elemento fortemente negativo, anche in ordine ripeto alle rivendicazioni territoriali che sono state rinfocolate durante il lungo iter di discussione di questa legge. Ecco perché questo emendamento vuole cercare di rimediare a questo danno che si sta creando. Grazie.
CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Presidente, giusto per annunciare il mio voto a favore di questo emendamento, che ha come ha detto poc'anzi il collega Cossa l'intento di semplificare, ma soprattutto di fare luce anche sulla incongruità di com'è stato presentato l'articolo 2, che allunga inevitabilmente i termini della governance isituzionale, crea confusione, crea disparità, crea tutte quelle condizioni che questa legge sta aggiungendo fin dal primo articolo. E quindi il tentativo con la presentazione di questo emendamento all'emendamento è proprio quello di dare un taglio e riportare soprattutto alla realtà delle cose, che inizia nel 2012. Nel 2012 oltre il 60 per cento degli elettori sassaresi che si sono recati alle urne per dare la propria opinione, per esprimere democraticamente le proprie valutazioni in merito ad una sequenza di quesiti sottoposti nei dieci referendum alla loro attenzione, ebbene il 60 per cento di quei cittadini hanno confermato l'abolizione di quelle Province. Quei cittadini che orgogliosamente e in modo nobile, quindi con spirito altamente democratico, libero, hanno voluto dare la propria opinione sulla scrittura istituzionale e dell'ordinamento del territorio hanno detto che quella Provincia andava abolita. Quindi proprio la provincia di Sassari. Oggi con questi sotterfugi, con questi tentativi davvero di bassa lega di poter far riemergere quel perimetro istituzionale, oramai dimenticato e obsoleto, soprattutto già evidentemente nelle maglie, nelle grinfie del Governo nazionale lo si vuole superare in modo beffardo. Allora ci vogliamo opporre, ma soprattutto vogliamo portare all'attenzione vostra, all'attenzione della maggioranza che anche qualunque intervento possa provenire dai banchi dell'opposizione non è un simbolo dell'opposizione, è soprattutto la realtà delle cose che vogliamo mostrare alla vostra attenzione o soprattutto disattenzione come accade oramai da due giorni a questa parte in quest'aula e quindi il nostro tentativo di richiamarvi un'attenzione, ad un approfondimento è anche un ascolto, che non vi costa granché, alle nostre proposte, soprattutto ai nostri emendamenti, per riportarvi sulla retta via, ho visto anche però per allargare i temi che qualche volta c'è anche un Segretario regionale di un importante partito della maggioranza che sottolinea, come diceva il giornalista, con una graffiata sulla lucida macchina regionale, a dirla tutta la macchina regionale non è affatto lucida è obsoleta, anzi è destinata ad essere fermata nei sotterranei della stessa Giunta e dice anche che avete sbagliato completamente nell'intendere una nuova continuità territoriale nell'atteggiamento verso il low cost, bene, se quello è un esempio in cui un signore si alza la mattinaè dia un'indicazione del proprio pensiero penso che sessanta consiglieri debbano ascoltare ciò che dice una piccola parte…
LAMPIS GIANNI (Gruppo Misto). Per riallacciarmi a quanto poc'anzi diceva il collega Cossa in merito alle province soppresse, pensate che c'è talmente la volontà di sopprimere le province che però nella provincia del Medio Campidano proprio in questi giorni è stato bandito il servizio di tesoreria dell'ente fino al 2021. Quindi da una parte quest'Aula in questi giorni discute sulla soppressione delle nuove province istituendone però una nuova, attenzione, non dimentichiamocelo, perché la provincia del sud Sardegna è una provincia regionale di nuova istituzione che si dovrà dotare di un nuovo statuto, di un nuovo ordinamento e organizzazione degli uffici e dei servizi, un nuovo ente territoriale a tutti gli effetti, quindi stiamo tornando alla situazione preesistente rispetto al 2005 dove le aree periferiche della ex provincia di Cagliari diventeranno di nuovo terre figlie di un dio minore, una provincia del sud Sardegna di cui non si conosce neanche il capoluogo di provincia potrebbe essere Carbonia perché è il comune più popoloso ma non si sa, non si sa questo, quale potrebbe essere, quindi un ulteriore disagio per i cittadini e per le popolazioni di questi territori che non sanno più quale sarà il centro o i centri in cui si dovranno recare per vedere garantiti i servizi di cui potrebbero essere beneficiari, ecco perché oggi occorre non portare avanti la disparità dei territori, quindi occorre avere il coraggio a questo punto di abolirle veramente tutte queste province. Noi abbiamo sempre sostenuto che l'abolizione di tutte le province della Sardegna dovesse essere accompagnata dall'istituzione di un'intera, di un'unica città metropolitana che ricomprendesse per l'appunto tutto il perimetro regionale e siamo ancora convinti che questa sia la soluzione migliore ed è per questo motivo che ci rivolgiamo ancora una volta all'Aula per chiedere un atto, un ravvedimento da questo punto di vista. Riflettiamo sul fatto che quest'Aula oggi potrebbe ancora una volta non garantire uno sviluppo armonico e solidale dell'intero territorio sardo, sta di fatto impedendo a interi territori di vedere garantiti quei servizi essenziali di cui pagando le tasse si ha diritto di beneficiare.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Credo che cercare di disarticolare un insieme, meglio un'accozzaglia di pensieri malmessi e mal distribuiti nel testo che abbiamo in esame a ben volere neanche i più grandi taumaturghi avrebbero la capacità di poterli mettere in grazia di Dio, questa è un'offesa a chi sa leggere, a chi sa scrivere, e a chi vuole interpretare un ruolo in maniera diversa da quello che generalmente si interpreta in questo Consiglio regionale. Non c'è una concezione che intraveda una strada dritta che porti a risolvere i problemi della nostra isola, non sono state individuate delle istituzioni locali che possano agevolare questo percorso, stiamo a sbarrare la strada, in tutti i modi a farci del male, certo può sembrare che lo dica in qualche circostanza in modo colorato riprendendo anche terminologie latine e greche, ma lo faccio anche per chi non l'avesse capito bene perché la nostra lingua sarda, trascurata e abbandonata anch'essa, ma significativamente presente anche in queste nuove istituzioni che dovrebbero dare un nuovo tipo di sviluppo e di statualità alla nostra regione. Non si conosce per esempio che molte parlate della regione contengano all'interno della lingua sarda per esempio quando uno dice cascai e in greco cascoè un verbo grecoche significa "stare a bocca aperta". Se poi dovessi dire fai meigamma in campidanese è raggi a metà, mésos gamma:"centrale"; potrei continuare nel citare il latino che attraversa tutte le parlate della Sardegna, ma noi tanto siamo diventati poco attenti, poco sensibili, men che meno nei valori che ci dovrebbero guidare che neanche la ragione che dovrebbe essere messa a frutto può dare testimonianza di disponibilità al dialogo, all'apertura mentale e a costruire cose buone…
TEDDE MARCO (FI). Annuncio il voto favorevole a questo emendamento che è un altro di quegli emendamenti che cerca di fare giustizia di una norma che può essere definita per certi versi barocca, poco estrosa, creativa, che però non menziona fra le definizioni, udite udite, la definizione di paese perché ricordo all'Aula che l'emendamento sostitutivo totale numero 1947 introduce nell'ordinamento regionale la distinzione fra comune e paese, quindi dà una qualificazione giuridica al paese che invece nel nostro vocabolario e nella comune accezione ricorda la nazione geografica e ricorda lo stato politico. Io credo che in questa norma quindi noi avremmo dovuto mettere fra le definizioni anche paese e credo che comunque quel termine paese non possa assolutamente essere espunto dalla legge, non deve essere espunto, perché non si può assolutamente modificare un termine che la maggioranza ha ritenuto di dover inserire in questa legge e allora i cittadini sardi sapranno che la norma regionale purtroppo per noi, ahimè per noi, prevede un termine che è bizantino, o meglio è barocco, è bizzarro, che è estroso, un termine che non poteva trovare ingresso in questa legge, ecco per quale motivo credo, ritengo e sono convinto del fatto che questo articolo 2 debba essere completamente soppresso, non ha ragione d'essere, non può essere introdotto nel nostro ordinamento, anche perché i sardi e non solo, quando leggeranno questa norma si ricorderanno di noi, ma soprattutto si ricorderanno di voi.
CARTA ANGELO (PSd'Az). Inizierei nel cambiare la rubrica di questo articolo, più che definizioni, io lo chiamerei i recinti, cioè con questo articolo si stabiliscono i recinti nei quali devono essere rinchiusi i sardi diversi fra loro. Quindi iniziamo col recinto dove c'è la vena aurifera, dove c'è la miniera d'oro, che deve essere ben chiuso e protetto da assalti di altro genere. Poi, dipende dalla forza degli indigeni difendere quelle che sono le loro prerogative e cercare di ottenere qualcosa rispetto alla prepotenza dell'uomo bianco. Mi ricorda molto il Far West, quando gli indiani vennero rinchiusi nelle riserve, quando pian piano vennero ristretti i territori nei quali andavano a caccia, quando pian piano vennero ristretti i territori nei quali abitavano, vivevano, serenamente e tranquillamente. Noi oggi ci troviamo davanti a una individuazione di recinti qui, in questo articolo, dal quale viene fuori che i sardi sono divisi per forza e debolezza. Quelli che sono forti continuano ad esserlo, e anzi a diventarlo sempre di più, quelli che sono deboli continuano a essere più deboli e probabilmente moriranno e periranno in questa loro battaglia di rivendicazione di un diritto, che gli viene negato con questa legge. Infatti, la griglia attraverso la quale io valuto il testo che propone la maggioranza è: sulla base di questi recinti, che vengono previsti, qual è quello nel quale dovranno essere rinchiusi i sardi che abitano nella zona interna, i sardi che abitano nel nuorese e nel centro Sardegna? Ed è chiaro che io non posso prescindere da questo, è per questo che credo che questo articolo debba essere modificato, debba essere aperto e debba dare a questa norma un'apertura che oggi non ha e debba dare, attraverso questa norma, un'opportunità ai sardi della Sardegna centrale che con questa norma gli viene letteralmente negata.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2356.
PRESIDENTE. Prendo atto che i consiglieri Cappellacci e Tunis hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Moriconi - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Alessandra Zedda.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Demontis - Deriu - Floris - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Perra - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.
Metto ora in votazione l'emendamento numero 2357.
TEDDE MARCO (FI). Annuncio il voto favorevole a questo emendamento che mira a modificare radicalmente l'emendamento numero 1948 che è uno dei baluardi di questo minestrone, diciamo che può essere un gambo di sedano di questo minestrone indigesto, di questo pasticciaccio brutto di via Merulana. Un pasticciaccio brutto, un minestrone con questo gambo di sedano che serve solo ed esclusivamente a discriminare le due aree della Sardegna: da una parte c'è l'area privilegiata, dall'altra c'è tutto il resto della Sardegna, a partire dalla sede centrale fino ad arrivare alla Gallura. Possiamo dire, ricordando Orwell, che tutti i sardi… Presidente, probabilmente sto disturbando qualcuno e non mi piace disturbare… Citandolo Orwell potremmo dire che tutti i sardi sono uguali, però i sardi del Sud sono più uguali, i sardi del sud sono più uguali nonostante abbiano le stesse caratteristiche isolane, nonostante abbiano le stesse potenzialità e nonostante non possano assolutamente essere privilegiati. Però noi con legge stiamo creando due categorie di sardi, con legge stiamo creando una categoria di sardi di serie A e una che di sardi di serie B e noi non ci stiamo, non ci stiamo perché una Sardegna che pesa di più al Sud costituisce sicuramente un problema anche per gli abitanti del Sud, perché se non c'è uno sviluppo armonico, equilibrato, di tutto il territorio regionale, va a soffrire anche il Sud, non si creda e non si pensi che la città metropolitana di Cagliari che attirerà risorse soltanto per il Sud poi riuscirà anche a sopperire alle deficienze, agli squilibri di tutto il resto della Sardegna. Non ce la farà, quindi le conseguenze negative di questa legge sconsiderata, le conseguenze negative che riverberano sul Nord e sul centro Sardegna andranno a ricadere al sud. Ed ecco che questa città metropolitana, che dovrebbe servire per attirare risorse, per accentrare istituzioni, per accentrare strumenti di sviluppo, sicuramente non riuscirà a svolgere il suo compito. Perché il suo compito verrà bloccato, paralizzato, frenato dai grandi problemi di tutto il resto della Sardegna. Noi non vogliamo questo, per questo motivo cerchiamo di perorare…
LOCCI IGNAZIO (FI). Certamente sono favorevole a questo emendamento ma ci sarebbe da fare un richiamo all'ambito territoriale strategico che sembra quasi più che altro la definizione della materia oscura, piuttosto che un ambito di azione delle unioni dei comuni all'interno del quale gli enti locali devono trovare, attraverso le caratteristiche del territorio, esercitano le loro funzioni… Insomma, qui in realtà stiamo davvero cercando di definire da una parte definire l'ovvio e dall'altra non si capisce con precisione dove si vuole arrivare. Dopo l'approvazione della legge sicuramente bisogna fare un corso ai sindaci e a tutti i funzionari pubblici, del sistema degli enti locali, che poi attraverso questa legge potranno transitare per una parte all'altra, a loro piacimento, nel sistema degli enti locali e nel sistema Regione. Come dire, per cercare di mettere un po' di ordine e tentare di spiegare loro esattamente che cosa significa governare gli enti locali dopo l'entrata in vigore di questa norma. Noi avremmo preferito un quadro molto più semplice, stando a discutere delle vostre famose tre direttrici che dovevano essere intoccabili e cioè l'unione dei comuni, la riedizione delle province, o la famosa resuscitazione delle province, attraverso una norma transitoria che è in realtà una norma strutturale, e poi la città metropolitana. In realtà, non vi siete presentati con questi menhir che poi richiamano altri menhir che sono qualche volta ben conficcati nella testa di chi governa questa Sardegna, oltre quel concetto diventa difficile ogni possibile dialogo, confronto perché non c'è mai la volontà. Ovviamente la sensazione è quella che non si debba disturbare il manovratore e che ci sia se mai invece qualcuno, qualche ancella che pian pianino tenta di dare ausilio al Governatore senza però creargli troppo disturbo e tutto sommato senza neanche porsi il problema che la politica impone anche la discussione, il confronto perché quella che qualche volta ci aiuta a risolvere i problemi ma quando questi non si vogliono superare, si vogliono risolvere allora è più semplice chiudersi…
RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Grazie Presidente, per annunciare il mio voto favorevole all'emendamento numero 2357 e per ribadire il concetto che la Sardegna non ha bisogno di due velocità, la Sardegna deve viaggiare ad un'unica velocità. Quindi ritengo che per evitare la marginalizzazione dei territori di quelle zone interne e di quelle aree periferiche della Sardegna, la Sardegna ha bisogno o di due città metropolitane oppure ribadiamo il concetto: la Sardegna ha bisogno di una città metropolitana unica, una città metropolitana della Sardegna dove i 377 comuni diventano quota parte di una città metropolitana. Questa è la nostra proposta, una proposta che avanziamo alla maggioranza, una proposta che in qualche modo andrebbe a riequilibrare anche i rapporti tra maggioranza e minoranza quindi una proposta collaborativa, una proposta realistica che in qualche modo andrebbe anche a creare quella sensibilizzazione e quell'interesse e quel coinvolgimento per quei piccoli comuni delle zone interne, quei piccoli comuni della Sardegna.
Assessore, io mi sono permesso, eventualmente lei è autorizzato anche a non riceverli ad acquistare due biglietti per il film Quo Vado, non so se la fila F è di suo gradimento, perché probabilmente il suggerimento di questo film è indubbiamente molto attuale, un film attualissimo che parla appunto della riforma Delrio dove le province, le città metropolitana la fanno da padrona e dove soprattutto il bravissimo attore Checco Zalone evidenzia questo che tutto cambia ma nulla cambia. Assessore, se non si offende dopo le consegno… L'ha già visto? Allora lo diamo a un altro collega.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, all'onorevole Locci devo dire che non ha azzeccato stavolta. Perché la materia oscura, i buchi neri sono studiabili e lo stanno facendo i fisici con la teoria dei quanti, la teoria delle stringhe e l'allargamento dell'universo, salvo la compressione di altri problemi. Quindi lo studiano ed è studiabile e ci sono delle modificazioni sostanziali in termini di raziocinio che riesce a dare un quid a quelle che sono le domande più profonde che attraversano l'universo e la sua costruzione e la sua essenza. Ma questa norma non è né studiabile né estensibile e né applicabile a qualunque teoria per poterla riportare sulla retta via di quelle leggi che possano dare uno spirito d'avventura, una costruzione per il futuro delle istituzioni serie, delle possibilità per il popolo sardo di potersi inoltrare in un futuro che certamente e naturalmente è più appagante di quello che viviamo oggi con la crisi. Così noi la deprimiamo.
Qualcuno ha citato anche effettivamente quali sono le spese che andranno a capo, ci saranno altri aumenti di IRPEF, di IRAP forse per poter applicare la norma che oggi voi state non discutendo. Ma avete riflettuto con serietà. E poi state attenti a quello che fate, veramente non è degno di un consesso come questo che ci si ritrovi a non trovare soluzioni condivise su quella che è la parte comune, le istituzioni. Voi state facendo pesare la vostra supponenza di maggioranza e arroganza ma non state costruendo per il popolo sardo e il popolo sardo prima o poi ve la farà pagare in tutti i sensi. E quando, tanto per chiarezza, siccome ho visto qualche glottologo che non coglieva bene l'aspetto volevo dire che misos gamma raggi a metà, perpendicolari vuol dire nell'orario di mezzogiorno meisos gamma (…) Cioè stare a riposare durante l'ora di pranzo. Questo soltanto cercare di far capire che quando voglio fare il glottologo in altra circostanza avevamo modo, occasione e tempo di capire che la lingua sarda nelle sue varianti, perché sono varianti e quindi dialetti ha una composizione tale che la qualifica come lingua e potremo parlare da Federico II in giù per quello che è il linguaggio italiano. Ma avremo tempo e occasione non certamente per queste cose. Lascio soltanto l'intuizione e l'immaginazione a chi dice di conoscere la linguistica.
CARTA ANGELO (Psd'Az). Quando diventa troppo dotta la discussione allora io mi ritraggo, perché naturalmente il liceo classico l'ho fatto tanti anni fa e poi non l'ho manco concluso e quindi mi manca sicuramente molto. Per quanto riguarda l'ambito territoriale ottimale è più terra terra in effetti il ragionamento e quindi ci consente di discendere dal greco al politichese e al burocratichese del quale è praticamente intrisa la norma della quale stiamo discutendo. L'ambito territoriale ottimale dovrebbe essere quell'ambito nel quale praticamente vengono riconosciuti i livelli di efficienza e di efficacia nella gestione delle funzioni degli enti locali. Cioè quindi si individuano come ambiti territoriali quei posti, dei paradisi, dei punti di eccellenza nei quali gli enti locali potranno trovare finalmente la loro dimensione, potranno trovare la loro capacità di esprimere appieno le loro funzioni in una maniera efficace e praticamente quindi in grado di rispondere meglio ai bisogni dei cittadini. Se così fosse sarebbe una cosa eccezionale, sarebbe veramente miracoloso l'ambito territoriale ottimale se non fosse che l'ambito territoriale ottimale ha e sconta al proprio interno tutte le debolezze alle quali i comuni dovranno sottostare a seguito di questa norma. Quindi l'ambito territoriale ottimale non potrà essere tale semplicemente perché i protagonisti dell'ambito territoriale ottimale non potranno esercitare assolutamente queste loro funzioni secondo i principi che in questo articolo 2 vengono definiti. Per cui sicuramente io sono d'accordo per la soppressione perché così come è non funziona sicuramente. Perché non è avulso da tutto il testo della legge ma fa parte di una legge, di un disegno di legge che nel suo complesso non consente ai comuni di svolgere nessuna funzione in maniera ottimale, anzi si torna indietro e chissà quali saranno le devastazioni alle quali dovremo assistere.
SOLINAS CHRISTIAN (P.S. d'Az.). Grazie Presidente, anche quest'emendamento di fatto mira a sopprimere questa architettura piuttosto articolata di sovrastrutture come è stato richiamato prima che proliferano nel luogo delle soppresse province ma anche per ribadire, perché ho visto alcuni volti corrucciati, alcune espressioni di assoluta contrarietà rispetto a quella visione della città metropolitana Sardegna. Ebbene a questi sacerdoti dell'impossibile, perché ormai questo Consiglio regionale da un lato fa degli slanci abbastanza importanti andando a prefigurare nominalmente le città medie che non ci sono, andando a prefigurare delle reti di città che non ci sono, rifiuta invece di ragionare su un'ipotesi, quella della città metropolitana Sardegna che invece esiste e continuo il ragionamento di prima. Torino ha una città metropolitana che ha 322 comuni, comprende una città con 890 mila abitanti, ed ha anche un paese che si chiama Agliè che ne ha 2.000 e un altro che si chiama Ala di Stura, che sta a 2.918 metri sopra il livello del mare e ha 468 abitanti. Anche questo approccio del non si può, non è consentito, bisognerebbe un attimino dismetterlo e confrontarsi sulla sostanza del tema e dei problemi. Io credo ancora una volta che una dimensione di quel tipo consentirebbe invece di risolvere largamente i problemi e i conflitti che nasceranno all'indomani dell'approvazione di questa legge, perché comunque il tema delle ripartizione delle competenze resterà, il chi fa che cosa resterà, il problema della viabilità provinciale, lo discutevamo anche con altri colleghi, resterà, è vero che lo si potrà ricondurre agli ambiti o ai bacini ottimali, cosa che peraltro la Regione ha già studiato in ambito del trasporto pubblico locale in altri tempi, però scopriremo che i bacini ottimali di traffico e anche di viabilità altro non sono che i territori delle vecchie province. Allora, davanti a questa ingegnerizzazione del gattopardo, a questa volontà di cambiare tutto per poi non cambiare nulla, forse è meglio porsi una volta per tutte davanti al problema con un approccio o molto più minimale, e cioè una norma ponte rispetto alla vera riforma da fare nell'ordine Regione-autonomie locali, oppure, se dobbiamo proprio disegnare, narrare un assetto diverso, porselo in maniera un po' più innovativa e in una maniera che risolva realmente i problemi. Il voto è a favore.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2357.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Floris - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.
Metto in votazione l'emendamento numero 2358.
LOCCI IGNAZIO (FI). Annuncio il voto favorevole all'emendamento e secondo il nostro punto di vista potrebbe essere anche arrivato il momento di riprovare a discutere delle tre direttrici che vi siete posti con questo disegno di legge. Francamente una di queste, e in particolare la questione dell'unione dei comuni, credo che possa aprire una sorta di incidente con gli enti locali anche perché questi, anche in sede di confronto con lo Stato, hanno ottenuto di spostare di un anno l'applicazione delle norme che obbligano alla gestione associata delle funzioni fondamentali degli enti locali. Quindi sarebbe stato più corretto in questa fase assolutamente non prevedere questo meccanismo che in buona sostanza obbliga i comuni alle gestioni associate delle loro funzioni fondamentali, da subito, e invece si sarebbe potuto forse non prevedere, questo anche per dare un segnale effettivo della volontà riformatrice di questa Regione del sistema degli enti locali, e si sarebbe potuto forse iniziare un'azione di sensibilizzazione a queste politiche di responsabilizzazione degli enti locali sotto questi aspetti. Noi pensiamo che, con questa imposizione invece, e mi limito per adesso a trattare solo la questione delle unioni dei comuni, non metteremo certo nella condizione i piccoli comuni di governare questo processo. Peraltro, laddove in qualche modo si sta tentando di farlo, abbiamo anche esempi oramai di tutta una serie di contenziosi che si sono scatenati proprio nella gestione delle funzioni associate, parlo di contenziosi sia in sede civile per quanto attiene il districarsi dei rapporti contrattuali, ma anche…
TEDDE MARCO (FI). Annuncio il voto favorevole all'emendamento numero 2358, primo firmatario l'onorevole Pittalis, che cerca di incidere su una delle parti più bizantine, fumose ed estrose di questo disegno di legge, e mi riferisco alla norma, lettera a), articolo 1, che fa uno sforzo sovrumano per definire questo fumoso ambito territoriale ottimale. Con alcune circonvoluzioni sintattiche e dialettiche di non scarsa rilevanza, lo definisce come la circoscrizione nella quale i comuni esercitano attraverso le unioni dei comuni funzioni e servizi comunali, e aggiunge definito anche in base alle caratteristiche geografiche, sociali ed economiche del territorio, indeterminatezza elevata al rango di norma. Questo Consiglio regionale riesce evidentemente a utilizzare tecniche barocche per produrre norme barocche, e anche questa norma mi ricorda quella famosa canzone di Giorgio Gaber, l'uomo che sto cercando, un uomo banale, che non sa cosa vuole, che non sa cosa certa, ma me la ricorda all'incontrario, perché invece questa norma, questo articolato sappiamo molto bene a cosa punta, sappiamo molto bene cosa cerca, e cerca di affermare questa tesi che non riusciamo a capire da dove provenga, non riusciamo a capire quali siano le origini, non riusciamo a capire quali siano le radici, questa tesi secondo la quale in Sardegna ci deve essere soltanto una città metropolitana, mentre invece per esempio in Sicilia ce ne sono tre. I siciliani sono diversi da noi, sono migliori di noi, sono peggiori di noi, sono più furbi, più scaltri, più attenti, non lo so, però ne stanno prevedendo tre, noi ne prevediamo una, schiaffeggiando quella programmazione di area vasta che il territorio della Provincia di Sassari ha svolto egregiamente, che ha prodotto risultati importantissimi, che ha prodotto ricadute economiche di grandissimo livello, programmazione di area vasta che andrà a farsi benedire. Io credo che probabilmente ci sia stato un deficit di focalizzazione del problema, ci sia stata una distrazione complessiva da parte di alcune…
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Noi voteremo a favore di quest'emendamento, perché mira a sopprimere la lettera a) che definisce gli ambiti territoriali ottimali delle unioni dei comuni, cioè l'ambito delle circoscrizioni nelle quali i comuni esercitano le proprie funzioni attraverso le unioni dei comuni. E voteremo a favore perché, rispetto alle unioni dei comuni, si è sviluppata tutta un'ampia discussione in questo quasi anno in cui parliamo della legge sugli enti locali. Tra l'altro, si tratta di un elemento che viene, ha fatto bene il collega Locci a sottolineare questo aspetto, gravemente toccato dal rinvio di un anno dei termini per le gestioni associate, perché il rischio di mettere in piedi una normativa che può andare in conflitto rispetto alla normativa nazionale, cioè noi ci troviamo ad adottare una norma che può essere diversa, anche profondamente diversa rispetto a quello che verrà fuori nei prossimi mesi o l'anno prossimo a livello nazionale, è un rischio reale. Primo aspetto.
L'altro aspetto che volevo sottolineare è questo: noi abbiamo parlato, in particolare l'Assessore ne ha parlato a lungo, delle unioni dei comuni agganciate alle regioni storiche della Sardegna e improvvisamente nel subemendamento che è stato presentato dalla maggioranza questo riferimento scompare. Si parla di caratteristiche geografiche, sociali ed economiche, si perde questo riferimento alle regioni storiche che pure aveva un suo significato rispetto alla definizione delle unioni dei comuni e rispetto al pericolo di eccessiva proliferazione delle unioni dei comuni. Noi non dimentichiamoci che corriamo il rischio reale di una proliferazione tale di unioni di comuni da rendere sostanzialmente inutile ogni possibilità di programmazione e di gestione di servizi di area vasta, che è una delle ragioni che sono alla base di questo disegno di legge.
PITTALIS PIETRO (FI). La lettera a) contiene in sé davvero una perla perché l'articolo 2 è l'articolo delle definizioni e poi quando si tenta di definire l'ambito territoriale ottimale si dice: "definito anche in base alle caratteristiche geografiche, sociali ed economiche del territorio". Che cosa vuol dire? Qui non si definisce un bel nulla. In base alle caratteristiche geografiche cosa vuol dire? Se c'è un comune limitrofo, uno sta sulla collina e l'altro invece è sul mare dà la soluzione alla questione delle caratteristiche geografiche? Cosa vuol dire caratteristiche sociali? Tra i comuni quali sono le caratteristiche sociali? Ce lo volete spiegare? Perché quando si scrivono in legge le cose, un senso devono averlo. Le caratteristiche sociali ed economiche del territorio, cosa vuol dire? Che se un comune è più ricco non può associarsi con uno più povero oppure devono essere comuni che devono avere la stessa ricchezza? A che cosa avete voluto riferirvi quando avete trovato queste aggettivazioni che davvero non riesco a capire proprio perché l'articolo si dice che contiene le definizioni, poi vi riferite a formule talmente generiche e astratte che non definiscono nulla, anzi, rimandate a una definizione che farà chi? In che termini? Sulla base di quali parametri? C'è qualcuno che ce lo può spiegare? Il Presidente della Commissione che è firmatario, il relatore di maggioranza, dateci almeno contezza di quello che stiamo discutendo e di quello che vi state approvando, perché noi non c'entriamo assolutamente nulla e prendiamo le distanze proprio per queste ragioni perché ci sono espressioni, termini che davvero non danno assolutamente contezza, anzi, creano semmai problemi di natura esegetica più di quanti ne volete con il testo risolvere.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2358, emendamento all'emendamento numero 1948.
Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Truzzu - Tunis.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Floris - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

References: Articolo 2

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e contrario
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