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Gastone Gattini
1 AREA TEMATICA: FISCO CENTRO STUDI
2 INDICE DEI DOCUMENTI PRESENTI NELL AREA TEMATICA 1. Considerazioni sulla circolare n. 31 dell 11 ottobre 2010 Assonime: Dott. Francesco delli Falconi e Avv. Giuseppe Marianetti - 2. Considerazioni su: Corte di Cassazione, ordinanze nn e del 2010 e Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 130 del 14 dicembre Dott. Francesco delli Falconi e Avv. Giuseppe Marianetti 3. OGGETTO: SEGNALAZIONE MARZO Dott. Francesco delli Falconi e Avv. Giuseppe Marianetti
3 Considerazioni sulla circolare n. 31 dell 11 ottobre 2010 Assonime: Dott. Francesco delli Falconi e Avv. Giuseppe Marianetti L Assonime ha illustrato i chiarimenti forniti dall Agenzia delle Entrate in merito al trattamento fiscale applicabile alle componenti retributive legate alla produttività delle imprese. Ricordiamo che il regime fiscale agevolato in commento, è stato introdotto dall art. 2 del D.L. n. 93 del 27 maggio 2008, convertito con modificazioni nella legge n. 126 del 24 luglio La norma ha previsto, limitatamente all anno 2008, l applicazione di un imposta sostitutiva del 10 per cento sulle componenti della retribuzione connesse al lavoro straordinario ed agli incrementi di produttività; detta previsione si rendeva applicabile nel limite di euro lordi per tutti i dipendenti del settore privato che avessero conseguito nel 2007 redditi da lavoro non superiori complessivamente a 30 mila euro lordi. L agevolazione fiscale è stata, con successivi provvedimenti, prorogata per gli anni 2009 e 2010 (con modifiche circa condizioni e limiti per usufruire del trattamento di favore), ma limitatamente agli emolumenti connessi all incremento della produttività. Dopo le circolari nn. 49 e 59 del 2008, di commento alla novità normativa, l Agenzia delle entrate è tornata ad occuparsi delle misure di agevolazione per i premi di produttività, con i seguenti provvedimenti: - risoluzione n. 83 del 17 agosto 2010 Retribuzioni erogate ai dipendenti per lavoro notturno e straordinario ; - circolare n. 47 del 27 settembre 2010 Imposta sostitutiva del 10 per cento su retribuzioni erogate ai dipendenti per lavoro straordinario ; - circolare n. 48 del 27 settembre 2010 Compensi per incrementi di produttività: lavoro notturno e straordinario e sgravio contributivo. Oggetto dell agevolazione fiscale Con la risoluzione n. 83 del 2010 l Agenzia delle entrate ha chiarito che possono essere oggetto di tassazione agevolata: - lavoro notturno, l intero compenso percepito, composto dalla retribuzione ordinaria più la maggiorazione; - lavoro articolato su turni, la sola maggiorazione retributiva; - lavoro straordinario, l intero compenso percepito, composto dalla retribuzione ordinaria più la maggiorazione; Con la successiva circolare n. 47 del 2010, l Agenzia ha precisato che risulta agevolabile il lavoro straordinario se subordinato al perseguimento di un incremento di produttività che possa trovare riscontro in una dichiarazione dell impresa. Dunque, è necessario che all adozione dell imposta sostitutiva corrisponda un effetto positivo per l impresa in termini di produttività o redditività. L Agenzia precisa, infine, che anche l agevolazione delle retribuzioni relative al lavoro notturno e di lavoro organizzato su turni deve ritenersi subordinata al perseguimento di un incremento di produttività, riscontrabile in una dichiarazione dell impresa. In ultimo, con la circolare n. 48 del 2010, è stata stabilita la procedura applicabile per poter recuperare le somme sulle quali non è stata applicata la tassazione sostitutiva per i periodi d imposta 2008 e Con maggiore dettaglio, il datore di lavoro dovrà indicare nel CUD/2011 (dovrebbe essere il CUD 2011) le somme erogate negli anni 2008 e 2009 per il conseguimento di elementi di produttività e redditività, ovvero per lavoro straordinario assoggettabili a imposta sostitutiva. Il dipendente potrà in tal modo recuperare il proprio credito mediante la dichiarazione dei redditi per il Con la circolare n. 31 del 2010 l Assonime delinea il quadro del regime fiscale in commento, riassumendo le linee guida fornite dall Amministrazione e evidenziando le aree di maggiore difficoltà interpretativa. Il commento
4 Alla luce di quanto detto, occorre soffermarsi brevemente sulla prova, che deve essere documentata dall impresa, dell effettiva correlazione tra l erogazione e l incremento di produttività. In merito a tale aspetto, l Agenzia, ribadendo quanto precedentemente affermato nella circolare n. 49 del 2008, ha chiarito che il nesso di causalità deve essere documentato dall impresa, attraverso, ad esempio, la comunicazione scritta al lavoratore della motivazione della somma corrisposta. E, dunque, necessaria una dichiarazione da parte del datore di lavoro con la quale si attesti che la corresponsione di una somma a titolo di straordinario, lavoro notturno ovvero lavoro su turni è riferibile ad una prestazione lavorativa che abbia determinato un risultato utile per il conseguimento di elementi di competitività e redditività legati all andamento economico dell impresa. Questo risultato utile per l impresa, inoltre, non deve necessariamente consistere nella produzione di un maggior utile (o di una maggiore redditività), in quanto, anche secondo la ricostruzione proposta dall Assonime, deve ritenersi sganciato da logiche meramente economiche e finanziarie. Rimangono ancora dei dubbi sulla natura di tale dichiarazione; non è chiaro, in altri termini, se la stessa debba essere indirizzata a ciascun dipendente ovvero se possa limitarsi ad una comunicazione generale. Ci si chiede, inoltre, se possa essere considerata utile allo scopo un apposita indicazione nelle annotazioni al CUD. Sugli aspetti connessi alla prova ed alla natura della dichiarazione sarebbero opportune ulteriori specificazioni da parte dell Amministrazione. Torna al sommario
5 Considerazioni su: Corte di Cassazione, ordinanze nn e del 2010 e Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 130 del 14 dicembre Dott. Francesco delli Falconi e Avv. Giuseppe Marianetti Corte di Cassazione, ordinanze nn e del Il fatto La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla nozione di residenza fiscale, evidenziando come la circostanza che il contribuente abbia dei figli minorenni affidati con obbligo di dimora degli stessi in Italia, non sia condizione di per sé sufficiente a far acquisire al contribuente lo status di soggetto fiscalmente residente in Italia. Oggetto della controversia era la definizione della residenza fiscale e, nello specifico, gli indizi utili alla corretta individuazione della stessa. In merito, l Amministrazione aveva ritenuto la ricorrente fiscalmente domiciliata in Italia in quanto affidataria dei figli minorenni tenuti a non lasciare il Paese. La Cassazione ha rigettato il ricorso dell Agenzia delle entrate ritenendo giusto quanto affermato dai giudici d appello, ossia che, in primo luogo, l affidamento dei figli non deve comportare necessariamente la costante presenza del genitore affidatario in Italia, e, in secondo luogo, anche fuori dall Italia la ricorrente aveva importanti relazioni personali. A fronte di ciò il ricorso è stato respinto. Quadro normativo Secondo l art. 3 del T.U.I.R. l imposta si applica sul reddito complessivo del soggetto, formato per i residenti da tutti i redditi posseduti ( ), e per i non residenti soltanto da quelli prodotti nel territorio dello Stato. Relativamente alla determinazione della residenza fiscale, l art. 2, comma 2, del T.U.I.R. stabilisce che ai fini delle imposte sui redditi si considerano residenti le persone che per la maggior parte del periodo d imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del Codice Civile. I suesposti requisiti devono sussistere in capo al soggetto per la maggior parte del periodo d imposta, ossia per più di 183 giorni nell arco dell anno solare (184 nel caso di anno bisestile). Il commento Un principio ormai pacifico tende a dare prevalenza agli interessi personali e familiari rispetto a quelli economici ed è proprio con riferimento a quest ultimo aspetto che emerge la peculiarità dei pronunciamenti in commento, posto che, nel caso di specie, si è in presenza di due differenti interessi di natura sentimentale: l interesse nei confronti dei figli fisicamente presenti in Italia e l interesse nei riguardi del convivente residente nell altro Stato. Dunque, il giudice di legittimità, confermando la sentenza di merito, sembra dare prevalenza ad un legame non ufficiale a scapito di quello con dei figli minorenni. Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 130 del 14 dicembre Il fatto L istante ha chiesto, con riferimento alla risoluzione n. 83/E del 17 agosto 2010 (si veda nostra segnalazione di novembre), se il regime di tassazione agevolata, previsto per i premi di produttività, sia applicabile alle quote base e alle maggiorazioni relative alle seguenti ipotesi di attività lavorative:
6 prestazioni di lavoro svolte nei turni promiscui (diurno/notturno) e notturni, previste dal C.C.N.L. per operai e impiegati di aziende editrici e stampatrici di giornali quotidiani e agenzie di stampa (c.d. contratto poligrafico); prestazioni di lavoro notturno svolte oltre le ore da giornalisti, previste dal C.C.N.L. giornalistico. Il parere dell agenzia Con la risoluzione n. 130 del 2010, è stato ribadito che la disciplina agevolativa che prevede l applicazione dell imposta sostitutiva del 10% alle somme erogate in relazione ad incrementi di produttività ed efficienza organizzativa ed altri elementi di competitività e redditività legati all andamento economico dell impresa, si applica anche al lavoro notturno, al lavoro articolato su turni ed al lavoro straordinario. In particolare, il regime,che agevola sia il compenso ordinario che la maggiorazione, è stato riferito anche a quei lavoratori non turnisti che prestano il loro lavoro giornaliero normale nel periodo notturno e a coloro che, occasionalmente, si trovino a rendere prestazioni rientranti nella nozione di lavoro notturno, così come definito dalla contrattazione collettiva. Dunque, il lavoro a turni deve ritenersi in linea di principio riconducibile nel regime di tassazione agevolato, così come vi rientra, se correlato ad incrementi di produttività, competitività e redditività, il lavoro notturno, compreso quello reso da lavoratori non turnisti. In tutti i casi (lavoro straordinario, notturno, a turni, premi di produttività), come precisato anche con la circolare n. 47 del 2010, la disciplina agevolativa si rende applicabile a condizione che il perseguimento della finalità di incremento di produttività trovi riscontro in un attestazione del datore di lavoro. Questa deve essere effettuata con un esplicita dichiarazione da apporre nello spazio riservato alle annotazioni della certificazione CUD. Tale attestazione, secondo il parere dell Agenzia, è condizione di per sé sufficiente a provare l esistenza della finalità di incremento della produttività richiesta dalla norma. Il commento La risoluzione si presenta di particolare interesse in quanto esplicitamente afferma la possibilità di usufruire dell agevolazione fiscale indicando nelle annotazioni al CUD che l erogazione agevolata è connessa alla produttività. Secondo quanto stabilito dall Amministrazione, dunque, non è necessaria altra specifica dichiarazione da parte del datore di lavoro. Torna al sommario
7 OGGETTO: SEGNALAZIONE MARZO Dott. Francesco delli Falconi e Avv. Giuseppe Marianetti 1. Agenzia delle Entrate, circolare n. 4 del L art. 33 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, ha introdotto 1 per i dirigenti e i collaboratori 2 di imprese che operano nel settore finanziario 3 un prelievo, aggiuntivo rispetto alla normale imposizione fiscale, con aliquota del 10 per cento su specifici compensi di natura variabile quali bonus e stock options. La base imponibile della suddetta addizionale è stabilita nella quota della retribuzione variabile che eccede il triplo di quella fissa annua; al fine della determinazione dell importo soggetto all ulteriore aliquota del 10 per cento, dunque, devono essere individuate le componenti retributive fisse previste dal contratto di lavoro o di collaborazione (al lordo quindi delle ritenute fiscali e previdenziali) e confrontarle con la retribuzione variabile maturata per il medesimo anno. Per quanto concerne le stock options, l Amministrazione ritiene che tra queste ultime, attesa la formulazione generica della norma, rientrino tutte le forme di incentivazione realizzate con azioni; per la determinazione del valore si deve far riferimento al concetto di valore normale, individuato dall art. 9 del T.U.I.R., al netto delle somme corrisposte dal beneficiario. L Amministrazione ha chiarito, inoltre, che sono soggetti alla normativa anche i dirigenti del settore bancario e finanziario che prestano la loro attività lavorativa all estero. Per tali soggetti, ai fini dell applicazione dell aliquota addizionale del 10 per cento, occorrerà tener conto della retribuzione effettiva prevista dal contratto di lavoro, a prescindere dai criteri convenzionali di determinazione del relativo reddito da lavoro dipendente dettati dall art. 51, comma 8-bis, del T.U.I.R.. Infine, ai sensi dell art. 33 del decreto-legge n.78 del 2010, l addizionale è trattenuta dal sostituto d imposta al momento di erogazione dei bonus e delle stock options ed è successivamente versata utilizzando i codici tributo istituiti con risoluzione n. 1 del 4 gennaio In merito, con la risoluzione n. 31 dell l Agenzia ha ritenuto che i sostituti d imposta, che non abbiano operato le ritenute a titolo di addizionale al momento dell erogazione dei suddetti compensi, possano provvedervi in sede di conguaglio senza applicazione di sanzioni, in ossequio al principio sancito dallo Statuto del contribuente (art. 10, comma 3 della legge n. 212 del 2000) 4. 1 L articolo 56, comma 1 del decreto legge n. 78, prevede che lo stesso entri in vigore il giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale avvenuta il 31 maggio Pertanto, il maggior prelievo troverà applicazione sui compensi variabili corrisposti a partire dalla predetta data, anche se maturati in anni precedenti. 2 L addizionale trova applicazione nei confronti dei titolari di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, nel presupposto che anche a tali figure possa essere attribuito un elevato grado di autonomia e potere decisionale come si evince dalla relazione illustrativa al decreto che menziona tra i destinatari della norma gli amministratori di società. 3 Per ciò che concerne l ambito di applicazione, in mancanza di una espressa definizione di settore finanziario da parte della norma in esame, l Amministrazione finanziaria ritiene che questo vada individuato nelle banche e negli altri enti finanziari, nonché negli enti e nelle altre società la cui attività consista in via esclusiva o prevalente nell assunzione di partecipazioni. 4 Articolo 10, comma 3, legge n. 212/2000: Le sanzioni non sono comunque irrogate quando la violazione dipende da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull'ambito di applicazione della norma tributaria o quando si traduce in una mera violazione formale senza alcun debito di imposta. Le violazioni di disposizioni di rilievo esclusivamente tributario non possono essere causa di nullità del contratto.
8 2. Agenzia delle Entrate, circolare n. 14 del Come ogni anno, l Agenzia ha emanato una circolare che definisce gli adempimenti dei sostituti d imposta, dei Centri di assistenza fiscale per lavoratori dipendenti e dei professionisti abilitati nelle varie fasi dell assistenza fiscale prestata. Per quanto riguarda le principali novità contenute nella circolare, in questa sede si segnalano le modalità per quantificare il rimborso relativo alle somme erogate negli anni 2008 e 2009 a titolo di incremento della produttività ed assoggettate a tassazione ordinaria (si vedano nostre precedenti segnalazioni). In tal caso, infatti, il contribuente può recuperare le maggiori imposte versate utilizzando il modello 730/2011 a condizione che nel CUD/2011 sia certificata, nelle annotazioni, la natura delle somme erogate. Al riguardo, se il modello 730/2011 è presentato al proprio sostituto d imposta il rimborso può essere effettuato solo se lo stesso sostituto ha fornito l assistenza fiscale per l anno o gli anni cui si riferiscono le somme erogate per incremento della produttività o se per gli stessi anni il dipendente non ha presentato dichiarazione perché esonerato ed ha un solo CUD rilasciato dallo stesso sostituto. Stessa modalità può essere utilizzata qualora si sia verificato il passaggio di dipendenti da un datore di lavoro ad un altro senza interruzione del rapporto di lavoro ovvero di dipendenti all interno dello stesso gruppo. Il Caf o il professionista, con l apposizione del visto di conformità sul modello 730/2011, certifica la sussistenza del rimborso calcolato a seguito della/e liquidazione/i della/e dichiarazione/i precedente/i avendo esaminando la documentazione necessaria per tale operazione. In presenza di certificazione rilasciata dal datore di lavoro diversa dal CUD non è possibile utilizzare il 730/2011 per ottenere il rimborso. In questo caso, il contribuente può presentare il Modello Unico 2011 o un apposita istanza di rimborso ai sensi dell articolo 38 del DPR n. 602 del Se il CUD originario presenta errori od omissioni non può essere utilizzato il modello 730/2011 per richiedere il rimborso della maggiore imposta versata sui premi di produttività. Pertanto il contribuente può presentare esclusivamente istanza di rimborso 5. In ugual modo, se il contribuente intende correggere la dichiarazione per il 2008 contenente errori od omissioni che hanno determinato un maggior debito o un minor credito, non essendo più consentito presentare una dichiarazione integrativa con esito favorevole essendo decorso il termine per il recupero delle imposte pagate sulle somme per incremento della produttività riferite a tale anno, non può essere utilizzato il modello 730/2011 ma è necessario presentare una istanza di rimborso. Infine, si precisa che le detrazioni legate al reddito, devono essere nuovamente calcolate mantenendo inalterati i dati già dichiarati (giorni di spettanza, percentuali) che ne hanno determinato la fruizione nell anno della dichiarazione originaria. Anche per i soggetti che non hanno presentato la dichiarazione per gli anni 2008 e 2009, in quanto esonerati, si deve procedere alla nuova liquidazione delle imposte dovute partendo dai dati indicati nei CUD relativi a tali anni. 5 Ai sensi dell articolo 38 del DPR n. 602 del 1973.
9 3. Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, interpello n. 14 dell Il Consiglio Nazionale dell Ordine dei Consulenti del Lavoro ha presentato istanza di interpello al fine di conoscere la corretta applicazione delle norme concernenti il regime contributivo e fiscale relativo alle somme versate a Casse di assistenza aventi esclusivamente fine assistenziale 6. In particolare l istante ha chiesto se sia possibile escludere le suddette somme dalla base imponibile contributiva, nel caso in cui le stesse siano versate ad una Cassa che, pur erogando prestazioni assistenziali in virtù di accordi collettivi, non operi negli specifici ambiti di intervento previsti dal Decreto del Ministro della Salute di cui all art. 51, comma 2, lett. a) del T.U.I.R.. In via preliminare il Ministero ricorda che nel nostro ordinamento vige il principio di armonizzazione delle basi contributiva e fiscale. In virtù di tale principio, l assoggettamento a prelievo contributivo dei redditi di lavoro dipendente è disposto sulla medesima base imponibile individuata ai fini fiscali, fatte salve alcune eccezioni dettate dalla diversa tipologia di prelievo o ispirate da considerazioni di ordine generale in materia di politica previdenziale. Ai sensi, poi, dell art. 51, comma 2, lett. a) del T.U.I.R., non concorrono a formare il reddito da lavoro dipendente ( ) i contributi di assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro o dal lavoratore ad enti o cassa aventi esclusivamente fine assistenziale in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, che operino negli ambiti di intervento stabiliti con il decreto del Ministro della Salute di cui all art. 10, comma 1, lett. e-ter), per un importo non superiore complessivamente ad euro 3.615,20. La norma in esame, dunque, specifica e determina l ambito di applicazione della non concorrenza riferendosi, nel dettaglio, ad enti e casse aventi esclusivamente fine assistenziale che operino negli ambiti di intervento stabiliti con decreto del Ministro della Salute. Ne consegue che ai fini della fruizione del regime di esenzione fiscale non risulta sufficiente la semplice erogazione di somme alle casse in questione, ma tale agevolazione può trovare applicazione solo nella misura in cui ricorra l ulteriore condizione limitativa specificata nel contenuto e nelle modalità con decreto ministeriale all uopo emanato. Dunque, i contributi versati ad una cassa che eroga prestazioni assistenziali, non operante negli specifici settori d intervento di cui all art. 51 T.U.I.R., non possono beneficiare dell esenzione rilevante sul versante fiscale, trovando invece applicazione la sola esclusione dall imponibile contributivo di cui all art. 12, della legge n. 153/69. Torna al sommario 6 Di cui agli articoli 6, D.Lgs. n. 314/1997 e 51, comma 2, lett. a) del T.U.I.R..
2. SEGNALAZIONE N. 2/2013: a cura del Dott. Francesco delli Falconi e dell Avv. Giuseppe Marianetti
AREA TEMATICA FISCO L'area tratta delle problematiche legate alla gestione fiscale e tributaria del rapporto di lavoro: le ritenute fiscali, le detrazioni, i fringe benefit, il modello CUD, il il modello

References: art. 2
 art. 3
 art. 2
 sentenza 
 art. 33
 art. 9
 art. 51
 art. 33
 articolo 56
 Articolo 10
 articolo 38
 articolo 38
 art. 51
 art. 51
 art. 10
 art. 51
 art. 12