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Sentenze interessanti N.28/2012 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana. (Sezione Seconda) SENTENZA. - PDF
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1 N /2012 REG.PROV.COLL. N /2012 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA ex art. 60 cod. proc. amm.; sul ricorso numero di registro generale 1654 del 2012, proposto da: rappresentato e difeso dagli avv. Gabriella Cinquepalmi, Nicola Baruffi, con domicilio eletto presso Manuela Aiazzi in Firenze, via dei della Robbia 65; contro Questura di Massa Carrara in persona del Questore pro tempore, Ministero dell'interno in persona del Ministro pro tempore, rappresentati e difesi per legge dall'avvocatura Distrettuale Firenze, domiciliata in Firenze, via degli Arazzieri 4; per l'annullamento del Decreto della Questura di Massa Carrara, Ufficio Immigrazione, Prot. n. A12/2011/nr.11/2011, del e notificato in data , con il quale veniva disposto il rigetto dell'istanza di rinnovo di permesso di soggiorno presentata in data dal Sig. e comunque di ogni altro atto annesso, conseguente e/o antecedente. 115/151
2 Visti il ricorso e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio di Questura di Massa Carrara e di Ministero dell'interno; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nella camera di consiglio del giorno 20 novembre 2012 il dott. Luigi Viola e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.; Con provvedimento 15 ottobre 2011 prot. A12/2011 nr 11/2011 (notificato all interessato in data 24 agosto 2012), il Questore di Massa Carrara disponeva il rigetto della richiesta di permesso di soggiorno presentata dal ricorrente in data 4 agosto 2010; a base del rigetto era posta la rilevazione di un precedente penale ostativo, costituito dalla sentenza 16 novembre 2010 del Tribunale di La Spezia per il reato previsto dall art. 73 del d.p.r. 9 ottobre 1990 n Il provvedimento era impugnato dal ricorrente per: 1) violazione art. 2 l. 241 del 1990 e dei termini del procedimento, tardività ed illegittimità del provvedimento impugnato; 2) violazione e/o falsa applicazione artt. 4 e comma e 5 d.lgs. 286 del 1998 eccesso di potere per carenza del presupposto, difetto di motivazione. Si costituivano in giudizio le Amministrazioni intimate. Il ricorso è infondato e deve pertanto essere respinto. La previsione dell art. 4, 3 comma del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (come, da ultimo, modificato dall art. 1 della l. 15 luglio 2009 n. 94) impedisce, infatti, che possa essere rilasciato un permesso di soggiorno allo straniero <<che risulti condannato, anche con sentenza non definitiva, compresa quella adottata a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per reati previsti dall'articolo 380, commi 1 e 2, del codice di 116/151
3 procedura penale ovvero per reati inerenti gli stupefacenti, la libertà sessuale, il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina verso l'italia e dell'emigrazione clandestina dall'italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite>>. Del tutto esattamente, la giurisprudenza assolutamente incontroversa ha rilevato come, in questo caso, la valutazione di pericolosità sociale sia stata già operata dal legislatore che ha del tutto escluso ogni possibilità di ammettere sul territorio nazionale e di rilasciare un permesso di soggiorno agli extracomunitari che abbiano riportato una sentenza di condanna anche non definitiva (o una sentenza ex art. 444 c.p.p.) per uno dei reati previsti dalla norma: <<a fronte di una condanna per uno dei reati previsti nell'art. 4 comma 3, T.U. n. 286 del 1998, l'amministrazione può legittimamente limitarsi all'accertamento di tale presupposto per negare il rinnovo del permesso di soggiorno, perché la valutazione della pericolosità sociale è stata fatta direttamente ed insindacabilmente dal legislatore. La preclusione in esame non rappresenta un effetto penale, ovvero una sanzione accessoria della condanna, ma un effetto di natura amministrativa che la legge fa derivare dalla semplice circostanza di aver riportato una condanna per determinati reati, quale indice presuntivo di pericolosità sociale, o, quanto meno, di riprovevolezza (cioè, di non meritevolezza alla permanenza in Italia) del comportamento tenuto dallo straniero nel nostro Paese>> (T.A.R. Trentino Alto Adige, 31 ottobre 2011 n. 268; T.A.R. Lombardia, Brescia sez. I, 24 ottobre 2011, n. 1474; T.A.R. Valle d Aosta, 7 marzo 2011 n. 21). Con tutta evidenza, si tratta pertanto di una causa di esclusione del rilascio del permesso di soggiorno caratterizzata dal carattere vincolato ed << in cui i margini di discrezionalità (sono) stati interamente consumati dal legislatore>> (T.A.R. Toscana, sez. II, 22 giugno 2010, n. 2030). 117/151
4 Nel caso di specie, l Amministrazione resistente ha rilevato la sussistenza di una sentenza penale di condanna del ricorrente (in particolare, la sentenza 16 novembre 2010 del Tribunale di La Spezia) per il reato previsto all art. 73, d.p.r. 9 ottobre 1990 n. 309 e, quindi, per un reato in materia di stupefacenti ostativo al rilascio del permesso di soggiorno ex art. 4, 3 comma del d.lgs. 25 luglio 1998, n In presenza di una causa di esclusione del rilascio del permesso di soggiorno di questo tipo, nessuna rilevanza può pertanto assumere il riferimento al superamento dei termini del procedimento (comunque caratterizzati dalla natura ordinatoria e, quindi, non suscettibili di determinare, in ipotesi di superamento, una qualche consumazione del potere di provvedere dell Amministrazione) o al provvedimento (ord. 30 settembre 2011 n del Tribunale di sorveglianza di Genova) di affidamento in prova al servizio sociale intervenuto nei confronti del ricorrente (che esplica effetti in ambito penalistico e non può precludere l applicabilità di una causa di diniego del permesso di soggiorno, come già visto, caratterizzata dal carattere vincolato). Il ricorso deve pertanto essere respinto; le spese di giudizio delle Amministrazioni resistenti devono essere poste a carico del ricorrente e liquidate, in mancanza di nota spese, in complessivi 3.000,00 (tremila/00). P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Seconda) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge, come da motivazione. Condanna il ricorrente alla corresponsione, in favore delle Amministrazioni resistenti, della somma di 3.000,00 (tremila/00), a titolo di spese del giudizio. Così deciso in Firenze nella camera di consiglio del giorno 20 novembre 2012 con l'intervento dei magistrati: 118/151
5 Angela Radesi, Presidente Luigi Viola, Consigliere, Estensore Bernardo Massari, Consigliere L'ESTENSORE IL PRESIDENTE DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 20/11/2012 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.) 119/151
1 CLASSIFICAZIONE IN MASSIMARIO FORUM CLASSIFICAZIONE GIURISPRUDENZA GIUDICE AMMININISTRATIVO MATERIA: RILASCIO PDS CE LUNGO SOGGIORNANTI N^ ricorso: 741/2011 Provvedimento decreto del gg(mm/aaaa emesso

References: SENTENZA 
 art. 60
 sentenza 
 art. 73
 art. 2
 art. 4
 art. 1
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 444
 sentenza 
 sentenza 
 art. 73
 art. 4