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Timestamp: 2019-09-17 05:14:48+00:00

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Cassazione III civile, Ordinanza n.5820 del 28/02/2019 - testo integrale Sentenza
Cassazione III civile, Ordinanza n.5820 del 28/02/2019
la norma denunciata non è chiusa, come paventano i remittenti, alla risarcibilità anche del danno morale: ricorrendo in concreto i presupposti del quale, ù giudice può avvalersi della possibilità di incremento dell'ammontare del danno biologico, secondo la previsione e nei limiti di cui alla disposizione del comma 3 (aumento del 20%)".
La Corte prosegue, poi, significativamente, sottolineando come "l'introdotto meccanismo standard di quantificazione del danno - attinente al solo, specifico e limitato settore delle lesioni di lieve entità e coerentemente riferito alle conseguenze pregiudizievoli registrate dalla scienza medica in relazione ai primi nove gradi della tabella - lascia comunque spazio al giudice per personalizzare l'importo risarcitorio risultante dall';applicazione delle suddette predisposte tabelle eventualmente maggiorandolo fino a un quinto in considerazione delle condizioni soggettive del danneggiato".La motivazione della Consulta non sembra prestarsi ad equivoci.
1.11 Tribunale di Bologna con sentenza n. 20045/2017 - accogliendo parzialmente l'appello proposto da Tizia Tizia nei confronti di Allianz Assicurazioni s.p.a., nonché accogliendo integralmente l'appello proposto dalla compagnia convenuta - ha parzialmente riformato la sentenza n. 3342/2015 del Giudice di Pace di Bologna e, per l'effetto, ha condannato Allianz al pagamento in favore della Tizia dell'ulteriore importo di euro 261, 81 ed ha nel contempo condannato la Tizia a restituire la somma già percepita dalla compagnia a titolo di risarcimento del danno da invalidità permanente. 2.Era accaduto che in data 11/12/2012 si era verificato un sinistro stradale in Bologna, all'intersezione tra Via due Madonne e Via lozza, tra l'autovettura Nissan Micra tg. ..., condotta dalla Tizia, e l'auto Fiat Punto tg. ..., di proprietà e condotta da Sempronio Sempronio. Fu così che nel febbraio 2014 la Tizia aveva convenuto in giudizio dinanzi al Giudice di Pace di Bologna, l'A,mendolagine e l'Allianz Assicurazioni sp.a., per ivi sentir condannare quest'ultima al risarcimento di tutti danni fisici, patrimoniali e non, subiti in conseguenza del suddetto incidente stradale, deducendo in fatto che la propria autovettura era stata investita da quella condotta dall'; Sempronio e che questi aveva omesso di darle la dovuta precedenza.
In particolare la Tizia aveva richiesto a titolo risarcitorio una somma di giustizia, detratti C 727,65 corrisposti dalla Società assicuratrice Allianz e trattenuta in acconto. Si era costituita la compagnia assicuratrice convenuta, contestando la domanda attorea esclusivamente in punto di quantum, affermando in particolare che, sulla base della recente normativa, le lesioni di lieve entità non possono essere risarcite ove non suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo.Il Giudice di pace, acquisita la documentazione prodotta dalle parti ed espletata la ctu, aveva accertato la totale responsabilità del sinistro in capo al convenuto Sempronio, e aderendo alle risultanze del ctu (ITP al 75% gg. 6; ITP al 50% gg. 20; ITP al 25% gg.; IP 2% per lesioni muscolari a carico del rachide cervico- lombare; valutazione spese mediche) aveva condannato Allianz al pagamento in favore dell'attrice dell'ulteriore somma di C 1.769,82 per danni fisici e di C 603,63 per alcune spese mediche. Avverso la sentenza del giudice di primo grado aveva proposto appello la Tizia, lamentando che non erano state liquidate altre spese mediche (e precisamente le spese sostenute per due visite ortopediche e per la risonanza magnetica successivamente al periodo di malattia; nonché le spese per la consulenza di parte), pur ritenute dal ctu, le cui risultanze non erano state contestate; e che era stato sottostimato il danno non patrimoniale (per non essere stata considerata a dovere la sofferenza morale, desumibile dall';astratta configurabilità nella specie del reato di lesioni colpose e dalla complessiva documentazione prodotta). Aveva altresì evocato alcune pronunce di questa Corte (precisamente la sent. n. 10524 del 2014 e la sent. n. 22585 del 2013), nonché la sent. N. 235 del 2014 della Corte Costituzionale per dedur-e l'autonomia ontologica del danno morale rispetto al danno biologico contemplato dagli artt. 138 e 139 cod. ass. priv.. Si era costituita l'Impresa assicurativa, che - oltre a contestare il gravame, del quale aveva chiesto il rigetto - aveva proposto appello incidentale, deducendo che il Giudice di primo grado aveva erroneamente riconosciuto la percentuale d'invalidità permanente del 2% sulla base dei riscontri clirici operati dal nominato ctu, pur in difetto di riscontri strumentali, come invece richiesto dal testo riformato dell'art. 139 del codice delle assicurazioni private.
In definitiva, secondo la Compagnia appellante in via incidentale, avrebbe dovuto escludersi la risarcibilità del danno biologico permanente, difettando un accertamento strumentale significativo. E il Tribunale di Bologna, quale giudice di appello, con la impugnata sentenza, come sopra precisato, ha riconosciuto maggiori spese mediche alla Tizia, ma, in accoglimento dell'appello incidentale, ha rigettato la domanda di ristoro del danno biologico permanente. 3.Avverso la sentenza della Corte territoriale propone ricorso la Tizia. Resiste con controricorso la compagnia. Nessuna attività difensiva viene svolta dall';Sempronio.
1.1.1. In particolare, la ricorrente, in via principale, sostiene (pp. 6-8) che il danno biologico permanente, per lesioni di lieve entità derivate da sinistro stradale, ove accertato in sede di visita medico legale, va risarcito, anche in assenza di esami strumentali. Rileva che vi sono malattie e menomazioni che - pur prestandosi ad un riscontro clinico, obiettivato dall';esperto medico legale - non si prestano per loro natura ad un riscontro strumentale, ragion per cui una interpretazione letterale delle norme sopra richiamate porterebbe ad escludere il risarcimento di numerosi danni biologici. Osserva che, come già ritenuto da questa Corte con sentenza n. 18773 del 26/9/2016, i commi 3-ter e 3-quater pongono in rilievo i criteri e la metodologia tipici della medicina legale (ossia il visivo- clinico-strumentale, non gerarchicamente ordinati tra loro, né unitariamente intesi, ma da utilizzare secondo le leges artis), che, in quanto tali, conducono all'obiettività dell'accertamento, sia rispetto alle lesioni che agli eventuali postumi. Pertanto, secondo la ricorrente, detti articol vanno letti congiuntamente nel senso che il danno biologico in esame, per essere risarcibile, deve essere suscettibile di accertamento medico-legale. E tanto era avvenuto nel caso di specie nel quale il c.t.u. dr. Crapulli aveva accertato le lesioni alla struttura muscolare, anche se queste non erano accertabili con un vero e proprio riscontro strumentale.
Rilevato che il tipo di menomazione venuto in essere (e cioè la distrazione delle strutture miofasciali del comparto cervico-lombare) è suscettibile di essere acclarata con riscontro clinico-visivo e dall';altro aveva messo in evidenza le risultanze del carteggio medico comprendente anche esami ed accertamenti strumentai - avvenuti durante il corso della malattia;
1.2. La ricorrente denuncia poi con il secondo motivo (articolato in relazione all'art. 360 1 comma n. 3 c.p.c.): violazione e falsa applicazione dell'art. 2043, 2059, 2056 e 1223 c.c., nonché art. 139 comma 3 decreto Igs. n. 209/2005 nella parte in cui il Tribunale (motivando il rigetto del motivo di appello, avente ad oggetto il riconoscimento del danno morale, come conseguenza dell'accoglimento dell'appello incidentale) sembra far dipendere la risarcibilità del danno morale, inteso come sofferenza soggettiva, in presenza di lesioni alla persona, esclusivamente dall';esistenza del pregiudizio biologico permanente.Al riguardo la ricorrente sostiene (p. 21 e ss.) che, ancorché non possa parlarsi di danno in re ipsa, la sofferenza morale, fisica o psichica, viene di norma a verificarsi secondo il principio dell'id quod plerumque accidit, in caso di lesione all'integrità fisica e così del bene della salute, per cui occorrerà tenerne conto anche alla luce dell'art. 2 Cost. che tutela l'integrità e la dignità morale della persona, nel risarcimento del danno biologico anche se solo, pertanto, di natura temporanea, e quando peraltro l'anzidetto principio a fortiori è invocabile per la sofferenza transeunte.
- tali criteri inoltre non sono "non gerarchicamente ordinati tra loro, né unitariamente intesi, ma da utilizzarsi secondo le leges artis, siccome conducenti ad una "obiettività" dell'accertamento stesso, che riguardi sia le lesioni, che i relativi postumi (se esistenti)". Alla citata pronuncia questa Sezione ha dato continuità con l'ancor più recente sentenza n. 1272 del 19/01/2018 (Rv. 647581- 01) con la quale - dopo aver ribadito che «in materia di risarcimento del danno da c. d. micro-permanente, l'art. 139, comma 2, del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, nel testo modificato dall';art. 32, comma 3 - ter, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, inserito dalla legge di conversione 24 marzo 2012, n. 27, va interpretato nel senso che l'accertamento della sussistenza della lesione temporanea o permanente dell'integrità psico-fisica deve avvenire con rigorosi ed oggettivi criteri medico- legali» - ha precisato che: "l'accertamento clinico strumentale obiettivo non potrà in ogni caso ritenersi l'unico mezzo probatorio che consenta di riconoscere tale lesione a fini risarcitori, a meno che non si tratti di una patologia, difficilmente verificabile sulla base della sola visita ciel medico legale, che sia suscettibile di riscontro oggettivo soltanto attraverso l'esame clinico strumentale».
Il danno biologico da micro permanenti, definito dall';art. 139 CdA come "lesione temporanea o permanente all'integrità psicofisica della persona suscettibile di accertamento medico -legale che esplica un incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato", può essere "aumentato in misura non superiore ad un quinto, con equo e motivato apprezzamento delle condizioni soggettive del danneggiato" secondo la testuale disposizione della norma.
Danno biologico Quantificazione Assicurativo Liquidazione

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