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Timestamp: 2018-10-19 21:02:23+00:00

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Home Ricerca Giuridica Codice Civile: Libro IV° Tit. III° (Artt. 1766 - 1881)
Codice Civile: Libro IV° Tit. III° (Artt. 1766 - 1881)
Art. 1766. Nozione. (codice civile)
Art. 1767. Presunzione di gratuità. (codice civile)
Art. 1768. Diligenza nella custodia. (codice civile)
Art. 1769. Responsabilità del depositario incapace. (codice civile)
Art. 1770. Modalità della custodia. (codice civile)
Il depositario non può servirsi della cosa depositata né darla in deposito ad altri, senza il consenso del depositante.
Se circostanze urgenti lo richiedono, il depositario può esercitare la custodia in modo diverso da quello convenuto, dandone avviso al depositante appena è possibile.
Art. 1771. Richiesta di restituzione e obbligo di ritirare la cosa. (codice civile)
Art. 1772. Pluralità di depositanti e di depositari. (codice civile)
Art. 1773. Terzo interessato nel deposito. (codice civile)
Art. 1774. Luogo di restituzione e spese relative. (codice civile)
Art. 1775. Restituzione dei frutti. (codice civile)
Il depositario è obbligato a restituire i frutti della cosa che egli abbia percepiti.
Art. 1776. Obblighi dell'erede del depositario. (codice civile)
Art. 1777. Persona a cui deve essere restituita la cosa. (codice civile)
Il depositario deve restituire la cosa al depositante o alla persona indicata per riceverla, e non può esigere che il depositante provi di esserne proprietario.
Se è convenuto in giudizio da chi rivendica la proprietà della cosa o pretende di avere diritti su di essa, deve, sotto pena del risarcimento del danno, denunziare la controversia al depositante, e può ottenere di essere estromesso dal giudizio indicando la persona del medesimo. In questo caso egli può anche liberarsi dall'obbligo di restituire la cosa, depositandola, nei modi stabiliti dal giudice, a spese del depositante.
Art. 1778. Cosa proveniente da reato. (codice civile)
Il depositario, se scopre che la cosa proviene da un reato e gli è nota la persona alla quale è stata sottratta, deve denunziare il deposito fatto presso di sé.
Il depositario è liberato se restituisce la cosa al depositante decorsi dieci giorni dalla denunzia senza che gli sia stata notificata opposizione.
Art. 1779. Cosa propria del depositario. (codice civile)
Il depositario è liberato da ogni obbligazione se risulta che la cosa gli appartiene e che il depositante non ha su di essa alcun diritto.
Art. 1780. Perdita non imputabile della detenzione della cosa. (codice civile)
Se la detenzione della cosa è tolta al depositario in conseguenza di un fatto a lui non imputabile, egli è liberato dall'obbligazione di restituire la cosa, ma deve, sotto pena di risarcimento del danno, denunziare immediatamente al depositante il fatto per cui ha perduto la detenzione.
Il depositante ha diritto di ricevere ciò che, in conseguenza del fatto stesso, il depositario abbia conseguito, e subentra nei diritti spettanti a quest'ultimo.
Art. 1781. Diritti del depositario. (codice civile)
Il depositante è obbligato a rimborsare il depositario delle spese fatte per conservare la cosa, a tenerlo indenne delle perdite cagionate dal deposito e a pagargli il compenso pattuito.
Art. 1782. Deposito irregolare. (codice civile)
Se il deposito ha per oggetto una quantità di danaro o di altre cose fungibili, con facoltà per il depositario di servirsene, questi ne acquista la proprietà ed è tenuto a restituire altrettante della stessa specie e qualità.
Art. 1783. Responsabilità per le cose portate in albergo. (codice civile)
Art. 1784. Responsabilità per le cose consegnate e obblighi dell'albergatore. (codice civile)
1) quando le cose gli sono state consegnate in custodia;
L'albergatore ha l'obbligo di accettare le carte-valori, il danaro contante e gli oggetti di valore; egli può rifiutarsi di riceverli soltanto se si tratti di oggetti pericolosi o che, tenuto conto della importanza e delle condizioni di gestione dell'albergo, abbiano valore eccessivo o natura ingombrante.
Art. 1785. Limiti di responsabilità. (codice civile)
L'albergatore non è responsabile quando il deterioramento, la distruzione o la sottrazione sono dovuti:
1) al cliente, alle persone che l'accompagnano, che sono al suo servizio o che gli rendono visita;
2) a forza maggiore;
3) alla natura della cosa.
Art. 1785-bis. Responsabilità per colpa dell'albergatore. (codice civile)
Art. 1785-ter. Obbligo di denuncia del danno. (codice civile)
Fuori del caso previsto dall'articolo 1785-bis, il cliente non potrà valersi delle precedenti disposizioni se, dopo aver constatato il deterioramento, la distruzione o la sottrazione, denunci il fatto all'albergatore con ritardo ingiustificato.
Art. 1785-quater.Nullità. (codice civile)
Sono nulli i patti o le dichiarazioni tendenti ad escludere o a limitare preventivamente la responsabilità dell'albergatore.
Art. 1785-quinquies. Limiti di applicazione. (codice civile)
Le disposizioni della presente sezione non si applicano ai veicoli, alle cose lasciate negli stessi, né gli animali vivi.
Art. 1786. Stabilimenti e locali assimilati agli alberghi. (codice civile)
Le norme di questa sezione si applicano anche agli imprenditori di case di cura, stabilimenti di pubblici spettacoli, stabilimenti balneari, pensioni, trattorie, carrozze letto e simili.
Art. 1787. Responsabilità dei magazzini generali. (codice civile)
I magazzini generali sono responsabili della conservazione delle merci depositate, a meno che si provi che la perdita, il calo o l'avaria è derivata da caso fortuito, dalla natura delle merci ovvero da vizi di esse o dell'imballaggio.
Art. 1788. Diritti del depositante. (codice civile)
Il depositante ha diritto d'ispezionare le merci depositate e di ritirare i campioni d'uso.
Art. 1789. Vendita delle cose depositate. (codice civile)
I magazzini generali, previo avviso al depositante, possono procedere alla vendita delle merci, quando, al termine del contratto, le merci non sono ritirate o non è rinnovato il deposito, ovvero, trattandosi di deposito a tempo indeterminato, quando è decorso un anno dalla data del deposito, e in ogni caso quando le merci sono minacciate di deperimento. Per la vendita si osservano le modalità stabilite dall'articolo 1515.
Il ricavato della vendita, dedotte le spese e quanto altro spetta ai magazzini generali, deve essere tenuto a disposizione degli aventi diritto.
Art. 1790. Fede di deposito. (codice civile)
Art. 1791. Nota di pegno. (codice civile)
Alla fede di deposito è unita la nota di pegno, sulla quale sono ripetute le indicazioni richieste dall'articolo precedente.
La fede di deposito e la nota di pegno devono essere staccate da un unico registro o matrice, da conservarsi presso i magazzini.
Art. 1792. Intestazione e circolazione dei titoli. (codice civile)
La fede di deposito e la nota di pegno possono intestarsi al nome del depositante o di un terzo da questo designato, e sono trasferibili, sia congiuntamente sia separatamente, mediante girata.
Art. 1793. Diritti del possessore. (codice civile)
Il possessore della fede di deposito unita alla nota di pegno ha diritto alla riconsegna delle cose depositate; egli ha altresì diritto di richiedere che, a sue spese, le cose depositate siano divise in più partite e che per ogni partita gli sia rilasciata una fede di deposito distinta con la nota di pegno in sostituzione del titolo complessivo.
Il possessore della sola nota di pegno ha diritto di pegno sulle cose depositate.
Il possessore della sola fede di deposito non ha diritto alla riconsegna delle cose depositate, se non osserva le condizioni indicate dall'articolo 1795; egli può valersi della facoltà concessa dall'articolo 1788.
Art. 1794. Prima girata della nota di pegno. (codice civile)
La prima girata della sola nota di pegno deve indicare l'ammontare del credito e degli interessi nonché la scadenza. La girata corredata delle dette indicazioni deve essere trascritta sulla fede di deposito e controfirmata dal giratario.
La girata della nota di pegno che non indica l'ammontare del credito vincola, a favore del possessore di buona fede, tutto il valore delle cose depositate. Rimane tuttavia salva al titolare o al terzo possessore della fede di deposito, che abbia pagato una somma non dovuta, l'azione di rivalsa nei confronti del diretto contraente e del possessore di mala fede della nota di pegno.
Art. 1795. Diritti del possessore della sola fede di deposito. (codice civile)
Art. 1796. Diritti del possessore della nota di pegno insoddisfatto. (codice civile)
Il possessore della nota di pegno, che non sia stato soddisfatto alla scadenza e che abbia levato il protesto a norma della legge cambiaria, può far vendere la cosa depositata in conformità dell'articolo 1515, decorsi otto giorni da quello della scadenza.
Art. 1797. Azione nei confronti dei giranti. (codice civile)
Il possessore della nota di pegno non può agire contro il girante, se prima non ha proceduto alla vendita del pegno.
I termini per esercitare l'azione di regresso contro i giranti sono quelli stabiliti dalla legge cambiaria e decorrono dal giorno in cui è avvenuta la vendita delle cose depositate.
Il possessore della nota di pegno decade dall'azione di regresso contro i giranti, se alla scadenza non leva il protesto o se, entro quindici giorni dal protesto, non fa istanza per la vendita delle cose depositate.
Egli conserva tuttavia l'azione contro i giranti della fede di deposito e contro il debitore. Quest'azione si prescrive in tre anni.
Art. 1798. Nozione. (codice civile)
Art. 1799. Obblighi, diritti e poteri del sequestratario. (codice civile)
Art. 1800.Conservazione e alienazione dell'oggetto del sequestro. (codice civile)
Art. 1801. Liberazione del sequestratario. (codice civile)
Art. 1802. Compenso e rimborso delle spese al sequestratario. (codice civile)
Il sequestratario ha diritto a compenso, se non si è pattuito diversamente. Egli ha pure diritto al rimborso delle spese e di ogni altra erogazione fatta per la conservazione e per l'amministrazione della cosa.
Art. 1803. Nozione. (codice civile)
Art. 1804. Obbligazioni del comodatario. (codice civile)
Art. 1805. Perimento della cosa. (codice civile)
Art. 1806. Stima. (codice civile)
Art. 1807. Deterioramento per effetto dell'uso. (codice civile)
Art. 1808. Spese per l'uso della cosa e spese straordinarie. (codice civile)
Art. 1809. Restituzione. (codice civile)
Art. 1810. Comodato senza determinazione di durata. (codice civile)
Art. 1811. Morte del comodatario. (codice civile)
Art. 1812. Danni al comodatario per vizi della cosa. (codice civile)
Art. 1813. Nozione. (codice civile)
Art. 1814. Trasferimento della proprietà. (codice civile)
Art. 1815. Interessi. (codice civile)
Art. 1816. Termine per la restituzione fissato dalle parti. (codice civile)
Art. 1817. Termine per la restituzione fissato dal giudice. (codice civile)
Art. 1818.Impossibilità o notevole difficoltà di restituzione. (codice civile)
Art. 1819. Restituzione rateale. (codice civile)
Art. 1820. Mancato pagamento degli interessi. (codice civile)
Art. 1821. Danni al mutuatario per vizi delle cose. (codice civile)
Art. 1822. Promessa di mutuo. (codice civile)
Art. 1823. Nozione. (codice civile)
Art. 1824. Crediti esclusi dal conto corrente. (codice civile)
Art. 1825.Interessi. (codice civile)
Art. 1826. Spese e diritti di commissione. (codice civile)
Art. 1827. Effetti dell'inclusione nel conto. (codice civile)
Se l'atto è dichiarato nullo, annullato, rescisso o risoluto, la relativa partita si elimina dal conto.
Art. 1828. Efficacia della garanzia dei crediti iscritti. (codice civile)
Art. 1829. Crediti verso terzi. (codice civile)
Se non risulta una diversa volontà delle parti, l'inclusione nel conto di un credito verso un terzo si presume fatta con la clausola «salvo incasso». In tal caso, se il credito non è soddisfatto, il ricevente ha la scelta di agire per la riscossione o di eliminare la partita dal conto reintegrando nelle sue ragioni colui che ha fatto la rimessa. Può eliminare la partita dal conto anche dopo avere infruttuosamente esercitato le azioni contro il debitore.
Art. 1830. Sequestro o pignoramento del saldo. (codice civile)
Se il creditore di un correntista ha sequestrato o pignorato l'eventuale saldo del conto spettante al suo debitore, l'altro correntista non può, con nuove rimesse, pregiudicare le ragioni del creditore. Non si considerano nuove rimesse quelle fatte in dipendenza di diritti sorti prima del sequestro o del pignoramento.
Il correntista presso cui è stato eseguito il sequestro o il pignoramento deve darne notizia all'altro. Ciascuno di essi può recedere dal contratto.
Art. 1831. Chiusura del conto. (codice civile)
La chiusura del conto con la liquidazione del saldo è fatta alle scadenze stabilite dal contratto o dagli usi e, in mancanza, al termine di ogni semestre, computabile dalla data del contratto.
Art. 1832. Approvazione del conto. (codice civile)
L'estratto conto trasmesso da un correntista all'altro s'intende approvato, se non è contestato nel termine pattuito o in quello usuale, o altrimenti nel termine che può ritenersi congruo secondo le circostanze.
L'approvazione del conto non preclude il diritto di impugnarlo per errori di scritturazione o di calcolo, per omissioni o per duplicazioni. L'impugnazione deve essere proposta, sotto pena di decadenza, entro sei mesi dalla data di ricezione, dell'estratto conto relativo alla liquidazione di chiusura, che deve essere spedito per mezzo di raccomandata.
Art. 1833. Recesso dal contratto. (codice civile)
Se il contratto è a tempo indeterminato, ciascuna delle parti può recedere dal contratto a ogni chiusura del conto, dandone preavviso almeno dieci giorni prima.
Lo scioglimento del contratto impedisce l'inclusione nel conto di nuove partite, ma il pagamento del saldo non può richiedersi che alla scadenza del periodo stabilito dall'articolo 1831.
Nei depositi di una somma di danaro presso una banca, questa ne acquista la proprietà, ed è obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria,, alla scadenza del termine convenuto ovvero a richiesta del depositante, con l'osservanza del periodo di preavviso stabilito dalle parti o dagli usi.
Art. 1835. Libretto di deposito a risparmio. (codice civile)
Art. 1836. Legittimazione del possessore. (codice civile)
Se il libretto di deposito è pagabile al portatore, la banca che senza dolo o colpa grave adempie la prestazione nei confronti del possessore è liberata anche se questi non è il depositante.
Art. 1837. Libretti in favore di minori. (codice civile) Articolo abrogato dall'art. 11, L. 8 marzo 1975, n. 39.
Art. 1838. Deposito di titoli in amministrazione. (codice civile)
La banca che assume il deposito di titoli in amministrazione deve custodire i titoli, esigerne gli interessi o i dividendi, verificare i sorteggi per l'attribuzione di premi o per rimborso di capitale, curare le riscossioni per conto del depositante, e in generale provvedere alla tutela dei diritti inerenti ai titoli. Le somme riscosse devono essere accreditate al depositante.
È nullo il patto col quale si esonera la banca dall'osservare, nell'amministrazione dei titoli, l'ordinaria diligenza.
Art. 1839. Cassette di sicurezza. (codice civile)
Nel servizio delle cassette di sicurezza, la banca risponde verso l'utente per l'idoneità e la custodia dei locali e per l'integrità della cassetta, salvo il caso fortuito.
Art. 1840. Apertura della cassetta. (codice civile)
Se la cassetta è intestata a più persone, l'apertura di essa è consentita singolarmente a ciascuno degli intestatari, salvo diversa pattuizione.
In caso di morte dell'intestatario o di uno degli intestatari, la banca che ne abbia ricevuto comunicazione non può consentire l'apertura della cassetta se non con l'accordo di tutti gli aventi diritto o secondo le modalità stabilite dall'autorità giudiziaria.
Art. 1841.Apertura forzata della cassetta. (codice civile)
Quando il contratto è scaduto, la banca, previa intimazione all'intestatario e decorsi sei mesi dalla data della medesima, può chiedere al tribunale l'autorizzazione ad aprire la cassetta. L'intimazione può farsi anche mediante raccomandata con avviso di ricevimento.
L'apertura si esegue con l'assistenza di un notaio all'uopo designato e con le cautele che il tribunale ritiene opportune.
Art. 1842. Nozione. (codice civile)
Art. 1843. Utilizzazione del credito. (codice civile)
Se non è convenuto altrimenti, l'accreditato può utilizzare in più volte il credito, secondo le forme di uso, e può con successivi versamenti ripristinare la sua disponibilità.
Art. 1844. Garanzia. (codice civile)
Se per l'apertura di credito è data una garanzia reale o personale, questa non si estingue prima della fine del rapporto per il solo fatto che l'accreditato cessa di essere debitore della banca.
Se la garanzia diviene insufficiente, la banca può chiedere un supplemento di garanzia o la sostituzione del garante. Se l'accreditato non ottempera alla richiesta, la banca può ridurre il credito proporzionalmente al diminuito valore della garanzia o recedere dal contratto.
Art. 1845. Recesso dal contratto. (codice civile)
Art. 1846. Disponibilità delle cose date in pegno. (codice civile)
Nell'anticipazione bancaria su pegno di titoli o di merci la banca non può disporre delle cose ricevute in pegno, se ha rilasciato un documento nel quale le cose stesse sono individuate. Il patto contrario deve essere provato per iscritto.
Art. 1847. Assicurazione delle merci. (codice civile)
Art. 1848. Spese di custodia. (codice civile)
La banca oltre al corrispettivo dovutole, ha diritto al rimborso delle spese occorse per la custodia delle merci e dei titoli, salvo che ne abbia acquistato la disponibilità.
Art. 1849. Ritiro dei titoli o delle merci. (codice civile)
Il contraente, anche prima della scadenza del contratto, può ritirare in parte i titoli o le merci dati in pegno, previo rimborso proporzionale delle somme anticipate e delle altre somme spettanti alla banca secondo la disposizione dell'articolo precedente, salvo che il credito residuo risulti insufficientemente garantito.
Art. 1850. Diminuzione della garanzia. (codice civile)
Se il valore della garanzia diminuisce almeno di un decimo rispetto a quello che era al tempo del contratto, la banca può chiedere al debitore un supplemento di garanzia nei termini d'uso, con la diffida che, in mancanza, si procederà alla vendita dei titoli o delle merci dati in pegno. Se il debitore non ottempera alla richiesta, la banca può procedere alla vendita a norma del secondo e quarto comma dell'articolo 2797.
Art. 1851. Pegno irregolare o garanzia di anticipazione. (codice civile)
Se, a garanzia di uno o più crediti, sono vincolati depositi di danaro, merci o titoli che non siano stati individuati o per i quali sia stata conferita alla banca la facoltà di disporre, la banca deve restituire solo la somma o la parte delle merci o dei titoli che eccedono l'ammontare dei crediti garantiti. L'eccedenza è determinata in relazione al valore delle merci o dei titoli al tempo della scadenza dei crediti.
Art. 1852. Disposizione da parte del correntista. (codice civile)
Qualora il deposito, l'apertura di credito o altre operazioni bancarie siano regolate in conto corrente, il correntista può disporre in qualsiasi momento delle somme risultanti a suo credito, salva l'osservanza del termine di preavviso eventualmente pattuito.
Art. 1853. Compensazione tra i saldi di più rapporti o più conti. (codice civile)
Se tra la banca e il correntista esistono più rapporti o più conti, ancorché in monete differenti, i saldi attivi e passivi si compensano reciprocamente, salvo patto contrario.
Art. 1854. Conto corrente intestato a più persone. (codice civile)
Art. 1855. Operazione a tempo indeterminato. (codice civile)
Art. 1856. Esecuzione d'incarichi. (codice civile)
Se l'incarico deve eseguirsi su una piazza dove non esistono filiali della banca, questa può incaricare dell'esecuzione un'altra banca o un suo corrispondente.
Art. 1857. Norme applicabili. (codice civile)
Art. 1858. Nozione. (codice civile)
Art. 1859. Sconto di cambiali. (codice civile)
Art. 1860. Sconto di tratte documentate. (codice civile)
La banca che ha scontato tratte documentate ha sulla merce lo stesso privilegio del mandatario finché il titolo rappresentativo è in suo possesso.
Art. 1861. Nozione. (codice civile)
Col contratto di rendita perpetua una parte conferisce all'altra il diritto di esigere in perpetuo la prestazione periodica di una somma di danaro o di una certa quantità di altre cose fungibili, quale corrispettivo dell'alienazione di un immobile o della cessione di un capitale.
La rendita perpetua può essere costituita anche quale onere dell'alienazione gratuita di un immobile o della cessione gratuita di un capitale.
Art. 1862. Norme applicabili. (codice civile)
L'alienazione dell'immobile, se fatta a titolo oneroso, è soggetta alle norme stabilite per la vendita.
L'alienazione o la cessione fatta a titolo gratuito è soggetta alle norme stabilite per la donazione.
Art. 1863. Rendita fondiaria e rendita semplice. (codice civile)
È fondiaria la rendita costituita mediante alienazione di un immobile. È semplice quella costituita mediante cessione di un capitale.
Art. 1864. Garanzia della rendita semplice. (codice civile)
La rendita semplice deve essere garantita con ipoteca sopra un immobile; altrimenti il capitale è ripetibile.
Art. 1865. Diritto di riscatto della rendita perpetua. (codice civile)
Può anche stipularsi che il debitore non esegua il riscatto senza averne dato preavviso al beneficiario. Il termine di preavviso non può eccedere l'anno.
Art. 1866. Esercizio del riscatto. (codice civile)
Art. 1867. Riscatto forzoso. (codice civile)
1) se è in mora nel pagamento di due annualità di rendita;
Art. 1868. Riscatto per insolvenza del debitore. (codice civile)
Art. 1869. Altre prestazioni perpetue. (codice civile)
Le disposizioni degli articoli 1864, 1865, 1866, 1867 e 1868 si applicano a ogni altra annua prestazione perpetua costituita a qualsiasi titolo, anche per atto di ultima volontà.
Art. 1870. Ricognizione. (codice civile)
Art. 1871. Rendite dello Stato. (codice civile)
Art. 1872. Modi di costituzione. (codice civile)
Art. 1873. Determinazione della durata. (codice civile)
Art. 1874. Costituzione a favore di più persone. (codice civile)
Se la rendita è costituita a favore di più persone, la parte spettante al creditore premorto si accresce a favore degli altri, salvo patto contrario.
Art. 1875. Costituzione a favore di un terzo. (codice civile)
Art. 1876. Rendita costituita su persone già defunte. (codice civile)
Art. 1877. Risoluzione del contratto di vitalizio oneroso. (codice civile)
Il creditore di una rendita vitalizia costituita a titolo oneroso può chiedere la risoluzione del contratto, se il promittente non gli dà o diminuisce le garanzie pattuite.
Art. 1878. Mancanza di pagamento delle rate scadute. (codice civile)
In caso di mancato pagamento delle rate di rendita scadute, il creditore della rendita, anche se è lo stesso stipulante, non può domandare la risoluzione del contratto, ma può far sequestrare e vendere i beni del suo debitore affinché col ricavato della vendita si faccia l'impiego di una somma sufficiente ad assicurare il pagamento della rendita.
Art. 1879. Divieto di riscatto e onerosità sopravvenuta. (codice civile)
Egli è tenuto a pagare la rendita per tutto il tempo per il quale è stata costituita, per quanto gravosa sia divenuta la sua prestazione.
Art. 1880. Modalità del pagamento della rendita. (codice civile)
Art. 1881. Sequestro o pignoramento della rendita. (codice civile)
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References: Art. 1766

Art. 1767

Art. 1768

Art. 1769

Art. 1770

Art. 1771

Art. 1772

Art. 1773

Art. 1774

Art. 1775

Art. 1776

Art. 1777

Art. 1778

Art. 1779

Art. 1780

Art. 1781

Art. 1782

Art. 1783

Art. 1784

Art. 1785

Art. 1785

Art. 1785

Art. 1785

Art. 1785

Art. 1786

Art. 1787

Art. 1788

Art. 1789

Art. 1790

Art. 1791

Art. 1792

Art. 1793

Art. 1794

Art. 1795

Art. 1796

Art. 1797

Art. 1798

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Art. 1830

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Art. 1838

Art. 1839

Art. 1840

Art. 1841

Art. 1842

Art. 1843

Art. 1844

Art. 1845

Art. 1846

Art. 1847

Art. 1848

Art. 1849

Art. 1850

Art. 1851

Art. 1852

Art. 1853

Art. 1854

Art. 1855

Art. 1856

Art. 1857

Art. 1858

Art. 1859

Art. 1860

Art. 1861

Art. 1862

Art. 1863

Art. 1864

Art. 1865

Art. 1866

Art. 1867

Art. 1868

Art. 1869

Art. 1870

Art. 1871

Art. 1872

Art. 1873

Art. 1874

Art. 1875

Art. 1876

Art. 1877

Art. 1878

Art. 1879

Art. 1880

Art. 1881