Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-7788-del-27-03-2017
Timestamp: 2020-06-04 21:05:39+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 7788 del 27/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7788 del 27/03/2017
Cassazione civile, sez. lav., 27/03/2017, (ud. 13/12/2016, dep.27/03/2017), n. 7788
sul ricorso 16903-2015 proposto da:
S.G. c.f. (OMISSIS), D.M. c.f. (OMISSIS), domiciliati
CASSAZIONE, rappresentati e difesi dall’avvocato ANTONIO CARBONELLI,
avverso la sentenza n. 182/2015 della CORTE D’APPELLO di BRESCIA,
depositata il 20/05/2015 R.G.N. 501/2014;
Con sentenza depositata il 20.5.2015 la Corte d’appello di Brescia rigettava il gravame di S.G. e di D.M. avverso la sentenza del Tribunale della stessa sede che ne aveva respinto, per intervenuta decadenza L. n. 183 del 2010, ex art. 32, comma 4, la domanda volta ad ottenere la declaratoria di illegittimità dei contratti di somministrazione in forza dei quali i lavoratori avevano prestato attività presso Cromodora Wheels s.p.a. nei periodi, rispettivamente, dal 27.5.2010 al 3.8.2012 e dal 4.5.2006 al 6.7.2012, contratti che i lavoratori avevano impugnato solo in data 12.12.2012.
Per la cassazione della sentenza ricorrono i lavoratori affidandosi a un motivo. La società resiste con controricorso, illustrato da memoria ex art. 378 c.p.c.
3. In ordine al termine di operatività nei confronti dei contratti di somministrazione delle decadenze previste dalla L. n. 183 del 2010, art. 32, comma 4, questa Corte ha recentemente espresso un orientamento (sentenza n. 2420/2016) in base al quale ha ritenuto che sia le suddette decadenze sia la conseguente proroga di cui al comma 1 bis del medesimo articolo (introdotto dal D.L. n. 225 del 2010, art. 2, comma 54 convertito con modificazioni dalla L. n. 10 del 2011, c.d. decreto “mille proroghe”), si applicano anche ai contratti a termine in somministrazione scaduti alla data di entrata in vigore della legge stessa (24 novembre 2010), senza la necessità di una specifica previsione di deroga all’art. 11 preleggi, atteso che la nuova norma non ha modificato la disciplina del fatto generatore del diritto ma solo il suo contenuto di poteri e facoltà, suscettibili di nuova regolamentazione perchè ontologicamente e funzionalmente distinti da esso e non ancora consumati, dovendosi pertanto escludere ogni profilo di retroattività”.
Tale pronuncia si è posta in consapevole contrasto con altra decisione di questa Corte (Sez. 6, ordinanza n. 21916/2015, successivamente ribadita dalla medesima Sezione con ord. n. 2462/2016) che, invece, ha sostenuto che – in tema di somministrazione di lavoro – il regime della decadenza di cui al novellato L. n. 604 del 1966, art. 6 (esteso dalla L. n. 183 del 2010, art. 32, comma 4) e la conseguente proroga di cui al comma 1 bis del medesimo articolo si applicano ai soli contratti a termine in somministrazione in corso alla data di entrata in vigore della legge stessa (24 novembre 2010), e non anche a quelli già scaduti a tale data, in assenza di una previsione analoga a quella dettata per i contratti a termine in senso stretto. Queste decisioni hanno richiamato la sentenza della Corte costituzionale n. 155 del 2014, che ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale della L. n. 183 del 2010, art. 32, comma 4, lett. b), sollevata, in riferimento all’art. 3 Cost., evidenziando come un contratto di lavoro subordinato, con una clausola appositiva del termine viziata, non può essere assimilato ad altre figure illecite, per cui non è irragionevole la scelta legislativa di applicare retroattivamente un più rigoroso e gravoso regime della decadenza alla sola categoria dei contratti a termine già conclusi, lasciando immutato per il passato un più favorevole regime per altre forme contrattuali o atti datoriali, come il recesso del committente nei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, il trasferimento del lavoratore, la cessione del contratto di lavoro in caso di trasferimento d’azienda e la somministrazione di lavoro irregolare.
– non può giovare il richiamo alla sentenza della Corte cost. n. 155 del 2014 che non prende autonoma posizione sulla correttezza dell’interpretazione proposta dal giudice remittente, ma si limita ad effettuare lo scrutinio di legittimità costituzionale della norma, come interpretata dall’ordinanza di rimessione in cui si ipotizzava un’irragionevole disparità di trattamento fra l’ipotesi del contratto a termine di cui alla L. n. 183 del 2010, art. 32, comma 4, lett. b e le altre disciplinate dallo stesso articolo;
– un’apposita previsione sarebbe stata necessaria per derogare alla regola dell’art. 11 preleggi e munire di retroattività la norma, mentre nel caso in esame non si è in presenza di una retroattività propriamente detta, ma solo dell’assoggettamento d’un diritto, già acquisito, ad un termine di decadenza per il suo esercizio;
Invero, la disposizione della Legge Fornero invocata dal ricorrente si correla strettamente con la previsione, in forza della medesima legge (comma 38, dell’art. 1), dell’introduzione di un termine più breve per la proposizione dell’azione giudiziaria (o per la richiesta di arbitrato) e, dunque, si è resa necessaria proprio per derogare al principio generale, desumibile dall’art. 11 preleggi, che avrebbe reso applicabile (con decorrenza dall’entrata in vigore della legge, e quindi, dal 18.7.2012) il nuovo termine anche ai licenziamenti precedentemente irrogati. Nello stesso senso, va altresì notato che analoga disposizione è stata dettata dalla medesima Legge Fornero, art. 1, comma 12, con riguardo alla novellata sequenza temporale decadenziale introdotta per i contratti a termine, in modo da dilazionare nel tempo l’applicazione di detti termini (120 giorni per l’impugnazione stragiudiziale e 180 giorni per la proposizione del ricorso giudiziale o l’arbitrato) e circoscriverla alle cessazioni di contratti intervenute in data successiva all’1.1.2013.
7. D’altra parte, questa Corte (ex multis, sentenze nn. 9203/2014, 15434/2014; 24233/2014; 13563/2015; 14406/2015; 22824/2015; 17467/2016; 18312/2016; 18579/2016; 19920/2016 cfr. anche S.U. n. 4913 del 2016) – ritenendo applicabile il differimento (previsto dalla Legge di conversione n. 10 del 2011del D.L. n. 225 del 2010) al 31.12.2011 dell’operatività del regime decadenziale del novellato L. n. 604 del 1966, art. 6 a tutte le ipotesi contemplate dalla L. n. 183 del 2010, art. 32, commi 3 e 4, – ha già implicitamente ritenuto che il termine (decadenziale) di 270 giorni si applichi non solo ai licenziamenti intimati prima del 24.11.2010 (data di entrata in vigore della L. n. 183 del 2010) ma anche a tutte le ipotesi precedentemente non assoggettate all’onere di impugnativa stragiudiziale (tra cui i contratti di somministrazione, di cui alla L. n. 183 del 2010, art. 32, comma 4, lett. d)).

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 32
 sentenza 
 art. 378
 art. 32
 art. 2
 art. 6
 art. 32
 sentenza 
 art. 32
 sentenza 
 art. 32
 art. 1
 art. 6
 art. 32
 art. 32