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Timestamp: 2020-01-17 16:38:24+00:00

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7 Ottobre 2019 | Autore: Simona Grossi
Autocertificazione stato di disoccupazione: in cosa consiste e come farla; modulo per presentarla.
Sei disoccupato e per presentare la domanda per usufruire delle agevolazioni previste dalla legge per i disoccupati ti viene chiesto di dichiarare questa tua condizione? Ciò ti viene richiesto, ad esempio, per ottenere gli assegni familiari, il bonus gas, luce, acqua o telefono, l’esenzione dal ticket sanitario, il reddito di cittadinanza o le altre prestazioni a sostegno del reddito etc. Cosa devi fare in questi casi? Devi farti rilasciare il certificato di disoccupazione o puoi fare diversamente?
Ebbene, devi sapere che lo stato di disoccupazione può essere attestato in due diversi modi, a seconda del tipo di ente o di organo che riceve la dichiarazione e dell’attività che esso svolge. Proviamo a vedere come funziona.
Alla fine di questo articolo (nell’apposito box), ti presentiamo anche un modello generico, il modulo autocertificazione stato di disoccupazione, che potrai compilare e usare in tutti quei casi in cui è possibile autocertificare il proprio stato di disoccupazione. Ma procediamo con ordine.
Autocertificazione stato di disoccupazione: in cosa consiste
L’autocertificazione dello stato di disoccupazione è una dichiarazione, resa per iscritto e firmata dall’interessato, con la quale egli attesta di essere disoccupato, ossia di non svolgere alcuna attività lavorativa. Si tratta di una dichiarazione sostitutiva di certificazione [1], cioè di una di quelle dichiarazioni che il cittadino può presentare al posto dei certificati rilasciati dalla PA (Pubblica Amministrazione), risparmiando tempo e denaro. Ma che cosa è il certificato? Esso è un documento pubblico che attesta fatti, stati e qualità personali, che hanno la caratteristica di essere certi perché presenti in pubblici registri, elenchi, albi e così via.
Quando gli organi della PA e i privati gestori di pubblici servizi debbono acquisire queste informazioni (ad esempio, perché il cittadino deve presentare una domanda per una pratica), poiché si tratta di dati di cui la PA è già in possesso, essi possono farlo contattando direttamente gli uffici che detengono le informazioni oppure accettando le dichiarazioni sostitutive presentate dal cittadino.
Non esistono altre strade, tanto è vero che il certificato originale rilasciato dalla PA può essere utilizzato solo nei rapporti tra privati e deve avere una dicitura che specifichi che lo stesso non può essere prodotto agli organi della PA o ai privati gestori di pubblici servizi; questo è quanto prevede la legge [2], in un’ottica di semplificazione dell’azione amministrativa.
La semplificazione dell’azione amministrativa è diretta a garantire che l’attività pubblica sia efficace ed efficiente e che, dunque, essa sia in grado di migliorare (e non di peggiorare, come spesso accade) le situazioni di vita del cittadino, creando il così detto valore pubblico.
Tieni presente anche che se gli organi e gli enti predetti non accettano l’autocertificazione e chiedono il certificato originale, per i responsabili si può configurare la violazione dei doveri d’ufficio [3], con le relative conseguenze previste dalla legge. Le informazioni che possono essere contenute nel certificato e che possono, pertanto, essere autocertificate dal cittadino, sono quelle previste – espressamente e tassativamente – dalla legge [4], tra le quali troviamo anche quella inerente allo stato di disoccupazione [5].
Tizio è disoccupato e vuole presentare la domanda per ottenere il reddito di cittadinanza. Ebbene, all’atto della presentazione della domanda Tizio può autocertificare di essere disoccupato, senza consegnare il certificato di disoccupazione.
L’autocertificazione dello stato di disoccupazione è uno dei due modi con i quali puoi attestare di essere disoccupato; l’altro, invece, consiste nella presentazione del certificato originale rilasciato dagli uffici competenti. Abbiamo già detto che gli organi della PA e i privati gestori di pubblici servizi sono obbligati ad accettare le autocertificazioni (per le informazioni previste dalla legge) e che il certificato, conseguentemente, può essere usato solo nei rapporti tra privati. Questi ultimi, appunto, hanno la facoltà e non l’obbligo di ricevere le autocertificazioni, per cui se ti viene richiesto di presentare il certificato di disoccupazione sei tenuto a farlo.
Bada bene. Se è vero che – nei casi previsti per legge – puoi direttamente dichiarare tu stesso di essere disoccupato (senza farti rilasciare il certificato dagli uffici a ciò preposti), è anche vero che la PA può eseguire dei controlli per verificare che quanto da te affermato sia vero [6]. Se rilasci dichiarazioni mendaci, utilizzi o formi atti falsi, sarai punito secondo quanto previsto dal Codice penale e dalle leggi speciali in materia [7].
L’autocertificazione dello stato di disoccupazione consente di dichiarare, senza procurarsi il certificato, di essere disoccupati. Ma cosa si intende per stato di disoccupazione? Si trova in condizione di disoccupazione la persona che [8]:
è stata licenziata o si è dimessa e che, pertanto, non svolge alcuna attività lavorativa (né autonoma né subordinata);
è inoccupata (non ha mai lavorato oppure è alla ricerca di un lavoro da più di 12 mesi o da più di 6 mesi se, in quest’ultimo caso, ha un’età compresa tra i 18 e i 25 anni oppure, se è in possesso di un titolo universitario, tra i 18 e i 29 anni);
ha un reddito da lavoro autonomo o dipendente inferiore ad una certa soglia (€. 8.000 per i lavoratori dipendenti ed €. 4.800 per i lavoratori autonomi).
Come puoi notare, lo stato di disoccupazione non è riconosciuto solo a quei soggetti che non hanno un lavoro, ma anche a coloro che svolgono un’attività lavorativa (autonoma o subordinata) dalla quale, però, percepiscono un reddito basso.
Caio è un lavoratore dipendente, ma il suo reddito annuo non supera gli 8.000 euro. Sempronio è stato licenziato ed è in cerca di una nuova occupazione. Ebbene, entrambi si trovano in condizione di disoccupazione e possono, quindi, usufruire dei benefici e delle agevolazioni previste dalla legge a favore dei soggetti che si trovano in tale situazione.
Lo stato di disoccupazione viene riconosciuto dopo aver presentato – tramite i Patronati, i Centri per l’impiego o direttamente sul sito dell’Anpal (Agenzia nazionale politiche attive del lavoro) – per via telematica, la così detta Did (Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro).
Autocertificazione stato di disoccupazione: come farla
L’autocertificazione dello stato di disoccupazione può essere redatta, in carta semplice, direttamente dall’interessato, che dovrà anche sottoscriverla; non è prevista, quindi, l’osservanza di particolari formalità, né il pagamento dell’imposta di bollo [9]. Generalmente, il cittadino si avvale dei modelli predisposti dai vari organi ed enti della PA, i quali hanno l’obbligo di metterli a disposizione dell’utenza [10], che può anche non avvalersene.
L’autocertificazione dello stato di disoccupazione (come tutte le autocertificazioni) puoi anche trasmetterla all’ufficio competente via fax ovvero utilizzando i moderni mezzi di comunicazione quali, ad esempio, la carta d’identità elettronica, la carta nazionale dei servizi (Cns), il sistema pubblico di identità digitale (Spid), la firma digitale etc. [11]; il tutto, dunque, senza doverti recare di persona presso gli uffici preposti. Ricorda che in questi casi devi allegare alla dichiarazione sostitutiva di certificazione la fotocopia del tuo documento d’identità (carta d’identità, passaporto o patente di guida).
Che succede se hai un problema di salute che ti impedisce di fare l’autocertificazione? La dichiarazione può essere rilasciata, al tuo posto, da queste persone (andando per esclusione se assenti) [12]:
parente fino al terzo grado.
Questi soggetti debbono rendere la dichiarazione ad un pubblico ufficiale, il quale la raccoglie previo accertamento dell’identità del dichiarante.
Cosa devi fare, invece, se non sai o non puoi firmare l’autocertificazione? Puoi rendere la dichiarazione ad un pubblico ufficiale, il quale accerterà la tua identità e attesterà di aver raccolto la tua dichiarazione in presenza di un impedimento a sottoscriverla [13].
Nota bene. Non puoi fare l’autocertificazione nei due modi appena descritti solo se si tratta di dichiarazioni in materia fiscale [14].
Se sei un minorenne oppure hai un tutore o un curatore, allora la dichiarazione può essere firmata, rispettivamente [15]:
dai tuoi genitori;
dal tuo tutore;
da te stesso con l’assistenza del tuo curatore.
Autocertificazione stato di disoccupazione: modulo per presentarla
Dichiarazione sostitutiva di certificazione dello stato di disoccupazione
(Articolo 46 co. 1 lettera r) D.P.R. n. 445 del 2000)
Il/la sottoscritta (nome) (cognome), nato/a a (luogo di nascita) (provincia), il (giorno, mese e anno di nascita), residente in (via, numero), (Cap, città, provincia), codice fiscale e/o partita Iva, indirizzo e-mail (indicare il proprio indirizzo e-mail) e/o indirizzo di posta elettronica certificata (indicare il proprio indirizzo Pec)
consapevole delle sanzioni penali di cui agli articoli 75 e 76 del D.P.R. n. 445 del 2000, previste in caso di dichiarazioni mendaci o non veritiere
– di essere disoccupato dal (giorno, mese, anno);
– di aver presentato la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro al Centro per l’impiego di (indicare la regione, la provincia e il comune) in data (giorno, mese, anno);
– di essere, pertanto, regolarmente in cerca di occupazione.
Dichiara altresì di essere stato/a informato/a – ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. n. 196 del 2003 – che i dati personali saranno trattati, eventualmente anche con strumenti informatici, solo nell’ambito del procedimento a cui la presente dichiarazione si riferisce.
La presente dichiarazione è esente dall’imposta di bollo ai sensi dell’art. 37 D.P.R. n. 445 del 2000, non necessita di autenticazione della firma e sostituisce, ad ogni effetto, le certificazioni destinate agli organi della Pubblica Amministrazione, ai privati gestori di pubblici servizi nonché ai privati che vi consentono.
La mancata accettazione della presente dichiarazione costituisce violazione dei doveri d’ufficio ex art. 74 D.P.R. n. 445 del 2000.
[1] Artt. 1 co. 1 lettera g) e 46 co. 1 lettera r) D.P.R. n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).
[2] Artt. 40 e 43 D.P.R. n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).
[3] Art. 74 D.P.R. n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).
[4] Art. 46 D.P.R. n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).
[5] Art. 46 co. 1 lettera r) D.P.R. n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).
[6] Art. 71 D.P.R. n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).
[7] Art. 76 D.P.R. n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).
[8] Art. 4 co. 15-quater D.L. n. 4 del 2019 (convertito nella legge n. 26 del 2019) e Circolare Anpal (Agenzia nazionale politiche attive del lavoro) n. 1 del 2019.
[9] Art. 37 co. 1 D.P.R. n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).
[10] Art. 48 co. 2 D.P.R. n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).
[11] Artt. 38 D.P.R. n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa) e 65 D.Lgs. n. 82 del 2005 (Codice dell’amministrazione digitale).
[12] Art. 4 co. 2 D.P.R. n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).
[13] Art. 4 co. 1 D.P.R. n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).
[14] Art. 4 co. 3 D.P.R. n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).
[15] Art. 5 D.P.R. n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).

References: art. 74
 Art. 74
 Art. 46
 Art. 46
 Art. 71
 Art. 76
 Art. 4
 Art. 37
 Art. 48
 Art. 4
 Art. 4
 Art. 4
 Art. 5