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Timestamp: 2016-12-09 13:43:15+00:00

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⭐Texas Hold'em poker addio ai tavoli verdi?
Texas Hold'em poker addio ai tavoli verdi?
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1 Texas Hold'em poker addio ai tavoli verdi? Un pasticcio in salsa italiana. Il governo vara una nuova legge che disciplina le popolari partite dell'hold'em. Possono organizzarle solo i circoli convenzionati con un concessioniario. Ma il regolamento non c'è. "A Parma si gioca" dice Federica Guatteri, titolare del circolo Showdown di Raffaele Castagno Tempi duri in arrivo per giocatori e circoli del famoso Texas Hold e m poker. Così pare almeno. Il governo infatti, per colmare un vuoto legislativo, ha varato (legge n.88 del 7 luglio, in vigore dal 29) una serie di norme per disciplinare il settore. La più importante è senza dubbio quella che riguarda l organizzazione dei tornei di poker sportivi nei pubblici esercizi. Dal 29 luglio infatti non è più possibile organizzare i popolari tavoli da poker sportivo. Come spiega Eugenio Bernardi, consulente tecnico-giurdico di Parma, "i circoli devono operare solo sotto l egida di un concessionario autorizzato". Deve anche essere fissato un importo massimo (definito di "modico valore") per la quota di partecipazione ed infine non si possono fissare più tornei nella stessa giornata e nella medesima località. A Parma estate senza poker allora? Assolutamente no. Infatti al momento l intera vicenda pare sospesa in una sorta di limbo dantesco. Perché è stata sì varata la legge, ma non il regolamento, che forse, secondo Bernardi, potrebbe vedere la luce a settembre. Si gioca o no insomma? Un autentico dilemma. A Pisa la questura comunica che i locali che vorranno continuare a fare le partite dovranno adeguarsi alle nuove regole (che ancora non ci sono) e che presto scatteranno i controlli. Secondo Bernardi chi vorrà operare senza passare per il concessionario, potrà farlo soltanto acquistando tavoli per l Hold e m on-line, cosa assai meno emozionate e divertente, a giudicare dal web, del poker "terrestre", e per di più costosa. Una postazione da 4 costa 9mila euro spiega il consulente mentre una da 10 può arrivare fino a 30mila euro. Resta da capire cosa accadrà allora nei vari circoli parmensi che organizzano le partite. Secondo Federica Guatteri, titolare dello Showdown, con oltre 800 iscritti, almeno in questa fase transitoria e fin quando non apparirà un regolamento non muterà nulla, si continuerà a giocare. Naturalmente collaboreremo attivamente con la questura, come già facciamo da tempo e ci stiamo già organizzando per affiliarci a Lottomatica. Insomma per i giocatori di Parma pare proprio che il tavolo verde del poker ad agosto rimarrà aperto. (06 agosto 2009)2 ItaliaOggi Numero 185 pag. 27 del 6/8/2009 Niente poker sotto la Torre DIRITTO E IMPRESA Di Marilisa Bombi Iniziano le attività di verifica dopo lo stop (dal 29 luglio) ai tornei di Hold'em In provincia di Pisa il questore annuncia blitz I circoli del poker chiudono (non) per ferie. I primi ad abbassare le serrande sono quelli della provincia di Pisa tenuto conto che il Questore ha fatto sapere loro, senza tanti giri di parole, come informa l'agenzia Jamma, che presto farà scattare i controlli e chi non è in regola sarà sanzionato. Dal 29 luglio scorso, infatti, con l'entrata in vigore della legge comunitaria 2008, la l. 88/2009, sono scattate le nuove regole per i tornei di poker Hold'em (si veda ItaliaOggi del 30 luglio 2009). La parte del leone l'ha fatta nuovamente Aams e, fino a quando questa non darà il suo consenso, i tavoli verdi devono restare vuoti. Non ha colto nel segno l'azione svolta nelle scorse settimane da Federpoker che durante i lavori delle commissioni per l'approvazione della legge comunitaria 2008 aveva presentato alle camere e al Governo un documento nel quale si rilevava come le norme in esame fossero incostituzionali oltre che inattuabili. Inserita nel maxi-emendamento del Governo la disposizione anti-poker è, infatti, ormai legge dello Stato. «Si parla di esclusione di finalità di lucro per i tornei di poker live, cosa su cui concordiamo pienamente», affermava Giosuè Salomone, rappresentante di Federpoker, «e già questo deve fare escludere a priori l'idea di una concessione di Stato. Non è ipotizzabile che tornei no profit possano essere organizzati da soggetti con ovvie finalità di lucro». Ma, alla fine, la partita della diplomazia è stata, in parte, persa e l'articolo riguardante le concessioni che era stato presentato sotto forma di emendamento in seconda lettura alla Camera ha comunque visto la luce. Con la legge comunitaria 88/2009, la palla passa ora ai ministeri delle finanze e dell'interno che devono fissare le regole compresa la quota d'iscrizione al torneo non a distanza, ovvero quello che si gioca non on-line ma in pubblici esercizi, circoli o altre sale. Quelli on-line, infatti, sono stati già regolamentati con l'art. 38 del dl 223/2006 (decreto Bersani). In attesa delle regole lo stop è d'obbligo perché il legislatore, con l'art. 24 c. 28 della legge 88/2009, ha affermato che l'esercizio e la raccolta dei tornei di poker sportivo non a distanza sono consentiti ai soggetti titolari di concessione per l'esercizio e la raccolta del gioco o ai soggetti in possesso di particolari requisiti non morali ma di capacità economica che saranno autorizzati da Aams. Nessun altro, quindi, può farlo più. PISA. LA QUESTURA FA SCATTARE I CONTROLLI SUI TORNEI DI POKER. SENZA CONCESSIONE SI RISCHIA FINO A TRE ANNI DI CARCERE (Jamma) Dal 29 luglio l esercizio e la raccolta dei tornei di poker sportivo non a distanza sono consentiti solamente ai soggetti titolari di concessione per l esercizio e la raccolta di uno o più dei giochi previsti dal comma 11 della legge n. 88 del 7 luglio scorso, nonché ai soggetti che rispettino i requisiti e le condizioni di cui al comma 15, previa autorizzazione dell amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato. Pertanto - informa la questura di Pisa che presto farà scattare i controlli - i pubblici esercizi, i circoli privati, le associazioni e chiunque altro vorrà effettuare o continuare ad effettuare tornei di poker sportivo, dal 29 luglio, deve obbligatoriamente adeguarsi alle nuove regole. La normativa prevede che chiunque organizza, esercita o raccoglie, senza la concessione, qualsiasi gioco istituito o disciplinato dai Monopoli di Stato sarà punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.3 06/08/2009 POKER SPORTIVO: INDIETRO TUTTA di Marilisa Bombi (Jamma) Poker Holdem sotto il controllo dei concessionari dei Monopoli. Non ha colto nel segno l azione svolta nelle scorse settimane da Federpoker che durante i lavori delle commissioni per l approvazione della legge comunitaria 2008 aveva presentato alle camere e al Governo un documento nel quale si rilevava come le norme in esame fossero incostituzionali oltre che inattuabili. Inserita nel maxi emendamento del Governo la disposizione anti-poker è, infatti, oggi legge dello Stato. "Si parla di esclusione di finalità di lucro per i tornei di poker live, cosa su cui concordiamo pienamente - affermava Giosuè Salomone, rappresentante di Federpoker - e già questo deve fare escludere a priori l'idea di una concessione di Stato. Non e' ipotizzabile che tornei no profit possano essere organizzati da soggetti con ovvie finalità di lucro". Ma, alla fine, la partita della diplomazia è stata persa e l'articolo riguardante le concessioni che era stato presentato sotto forma di emendamento in seconda lettura alla Camera ha comunque visto la luce. Con la legge comunitaria, 88/2009, sono stati, in pratica, delegati i ministri delle finanze e dell interno a disciplinare con regolamento i tornei non a distanza di poker sportivo, ovvero quelli che si giocano non on line ma in pubblici esercizi, circoli o altre sale. Quelli on-line, infatti, sono stati già regolamentati con l art. 38 del d.l. 223/2006 (c.d.decreto Bersani). In sostanza, secondo quanto ha affermato il Consiglio di Stato nel parere n del 22 ottobre 2008, e diretto al Ministero dell interno, il legislatore con il d.l. n. 223/2006 ha introdotto alcune importanti novità nella disciplina del gioco lecito, istituendo i giochi di abilità a distanza con vincita in denaro gestiti dallo Stato, consentendo ai soggetti legittimati da Aams l'acquisizione di una concessione a gestire il mercato del gioco pubblico on-line con i c.d. skill game. Tuttavia, ha precisato il Consiglio di Stato, non si può ritenere che il citato decreto-legge 223/2006 abbia tacitamente abrogato le disposizioni codicistiche contenute negli artt. 718 e segg. del codice penale relative al gioco d'azzardo. Al contrario, ha sottolineato, la collocazione sistematica e la natura finanziaria della norma pare idonea a suffragare l'interpretazione per cui le "Misure di contrasto al gioco illegale" previste dall art. 38 riguardano la disciplina pubblicistica dei giochi on-line, rimanendo esclusi dalla regolamentazione i tornei di carte realizzati tra persone fisiche "dal vivo". L interpretazione del Tar Piemonte Altrettanto preciso è stato, recentissimamente, il Tar Piemonte che, in attesa delle nuove regole e per mettere le toppe al buco lasciato aperto dal Ministero dell interno che non ha ancora fatto un passo, con la sentenza 12 giugno 2009 n. 1693, ha affermato l incontestabile assioma: il gioco "d azzardo" è vietato mentre il gioco di abilità è lecito. Tuttavia ha precisato anche, che quando per la partecipazione ai giochi sia richiesto il pagamento "di una posta in denaro" e sia prevista la corresponsione ai vincitori di "una ricompensa di qualsiasi natura", l organizzazione e l esercizio dei giochi "sono riservati allo Stato", perché è questo quanto prescrive l art. 1 d.lgs. 14 aprile 1948, n.496, e, in particolare, al Ministero dell economia e delle finanze Aams in base ai diversi regolamenti successivamente emanati, che può esercitarli direttamente oppure tramite propri concessionari. Ed è proprio su questa linea, così ben tracciata dal giudice amministrativo che si è mosso il Governo nel proporre la disposizione che è stata, quindi, approvata dal Parlamento. I consigli della Fipe Insomma, basta tornei di poker dal vivo perché sono illegittimi è quanto afferma la Fipe nazionale in una nota diramata ai propri associati. Facendo seguito al contenzioso in atto sulla legittimità del tornei di Poker sportivo già illustrato con la circolare FIPE n. 90 del 4/12/ la legge comunitari, precisa la nota n. 47 del 23 luglio scorso, ha delegato i ministri delle Finanze e dell Interno a disciplinare con regolamento i tornei non a distanza di4 poker sportivo, cioè quelli che si giocano non on line in pubblici esercizi, circoli o altre sale. Con tale regolamento sono determinati inoltre: l importo massimo della quota di partecipazione al torneo, le modalità che escludono i fini di lucro, la ulteriore partecipazione al torneo una volta esaurita la quota acquistata e il divieto di prevedere più tornei nella stessa giornata e nella stessa località. Peraltro, sottolinea ancora la FIPE, l esercizio e la raccolta dei tornei di poker sportivo non a distanza saranno consentiti soltanto ai titolari di concessione per la raccolta di uno dei giochi elencati al comma 11 del medesimo articolo (scommesse, concorsi a pronostici sportivi ed ippici, giochi di ippica nazionale, giochi di abilità, scommesse a quota fissa con iterazione tra i giocatori, bingo, giochi numerici a totalizzatore nazionale, lotterie ad estrazione istantanea e differita) e ad altri soggetti autorizzati dalla Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato. La disposizione, conclude la Fipe, che è entrata in vigore il 29 luglio p.v., pertanto da un lato rafforza il divieto di organizzare tornei di poker sportivo fino a quando non sarà emanato il richiamato regolamento e dall altro impone il possesso di una specifica autorizzazione per l organizzazione degli stessi. L iniziativa della Fipe di sensibilizzare i propri associati è quanto mai rilevante oltre che opportuna tenuto conto che, prima ancora dell apertura dei circoli dei poker, i tornei venivano (e tuttora vengono) organizzati all interno degli esercizi pubblici. Com è noto, gli esercizi pubblici possono essere autorizzati al gioco delle carte, ed in tal caso l attività rientra nella fattispecie prevista dall articolo 110 Tulps, comma 1. In pratica, all interno del pubblico esercizio non possono essere effettuati i giochi espressamente individuati all interno della cosiddetta tabella dei giochi proibiti il cui contenuto è parte di origine ministeriale (ovvero valida per tutto il territorio nazionale) e parte decisa direttamente dal questore in base agli usi e tradizioni locali. Ma relativamente a questo aspetto, un fatto è certo: il poker è un gioco vietato in tutta Italia. Il primo comma dell art. 110 Tulps dispone espressamente che: 1. In tutte le sale da biliardo o da gioco e negli altri esercizi, compresi i circoli privati, autorizzati alla pratica del gioco o all installazione di apparecchi da gioco, è esposta in luogo visibile una tabella, predisposta ed approvata dal questore e vidimata dalle autorità competenti al rilascio della licenza, nella quale sono indicati, oltre ai giochi d azzardo, anche quelli che lo stesso questore ritenga di vietare nel pubblico interesse, nonché le prescrizioni ed i divieti specifici che ritenga di disporre. Nelle sale da biliardo deve essere, altresì, esposto in modo visibile il costo della singola partita ovvero quello orario. Non è superfluo sottolineare, a tale proposito, che dopo la pur ampia azione di depenalizzazione delle sanzioni a suo tempo previste per la violazione alle disposizioni del Tulps, il mancato rispetto dell art. 110 è considerato ancora reato. Infatti, il tuttora vigente art. 723 Esercizio abusivo di un giuoco non d'azzardo dispone che: Chiunque, essendo autorizzato a tenere sale da giuoco o da bigliardo, tollera che vi si facciano giuochi non d'azzardo, ma tuttavia vietati dall'autorità, è punito con l'ammenda da lire diecimila a duecentomila. Nei casi preveduti dai numeri 3 e 4 dell'articolo 719, si applica l'arresto fino a tre mesi o l'ammenda da lire centomila a un milione. Per chi sia colto mentre prende parte al giuoco, la pena è dell'ammenda fino a lire centomila. D obbligo a questo punto, precisare qual è il contenuto del collegato articolo 719 Circostanze aggravanti: La pena per il reato preveduto dall'articolo precedente è raddoppiata:5 1) se il colpevole ha istituito o tenuto una casa da giuoco; 2) se il fatto è commesso in un pubblico esercizio; 3) se sono impegnate nel giuoco poste rilevanti; 4) se fra coloro che partecipano al giuoco sono persone minori degli anni diciotto. Chiudere o non chiudere? Esaminata la posizione dei titolari dei pubblici esercizi, fortemente sconsigliati, dalla propria associazione di categoria, dal persistere nell organizzare o nell ospitare i tornei, si pone ora quanto mai attuale, il problema circa l apertura illegittima dei circoli diffusi un po in tutta Italia. In base a quanto il Tar Piemonte ha affermato con la sentenza 12 giugno 2009 n la questione non è particolarmente complessa. A prescindere dal fatto se il poker sportivo possa, o meno, essere considerato gioco d azzardo e su questo aspetto il giudice si è pronunciato in senso negativo se il gioco si sviluppa con predeterminate modalità, certamente è, in alternativa un gioco "di abilità". Ma in tal caso, ha precisato il tribunale piemontese, quando per la partecipazione a tali giochi sia richiesto il pagamento "di una posta in denaro" e sia prevista la corresponsione ai vincitori di "una ricompensa di qualsiasi natura", l organizzazione e l esercizio dei giochi medesimi "sono riservati allo Stato" (art. 1 D. Lgs , n.496), e, in particolare, al Ministero dell economia e delle finanze - Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (cfr. art. 1 D.P.R n. 33 e dell art. 4 D.L , n. 138 convertito con L , n. 178), che può esercitarli direttamente oppure tramite propri concessionari, ossia attraverso soggetti titolari di concessioni rilasciate periodicamente dalla stessa AAMS in esito a pubbliche gare. Del resto, l art. 24 della legge comunitaria, ai commi 27 e 28 non lascia dubbi interpretativi 27. Con regolamento emanato ai sensi dell'articolo 16, comma 1, della legge 13 maggio 1999, n. 133, adottato di concerto con il Ministro dell'interno, sono disciplinati i tornei non a distanza di poker sportivo; con il medesimo regolamento sono altresì determinati l'importo massimo della quota di modico valore di partecipazione al torneo e le modalità che escludono i fini di lucro e la ulteriore partecipazione al torneo una volta esaurita la predetta quota, nonché l'impossibilità per gli organizzatori di prevedere più tornei nella stessa giornata e nella stessa località. 28. Nel rispetto dell'articolo 1 del decreto legislativo 14 aprile 1948, n. 496, ratificato con legge 22 aprile 1953, n. 342, della direttiva 2005/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 2005, recepita con il decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, e degli articoli 43 e 49 del Trattato istitutivo della Comunità europea, l'esercizio e la raccolta dei tornei di poker sportivo non a distanza sono consentiti ai soggetti titolari di concessione per l'esercizio e la raccolta di uno o più dei giochi di cui al comma 11 attraverso rete fisica nonché ai soggetti che rispettino i requisiti e le condizioni di cui al comma 15 previa autorizzazione dell'amministrazione autonoma dei monopoli di Stato. Insomma, a questo punto si può anche affermare che se il legislatore ha ritenuto di dover disciplinare il gioco, lo stesso non può svolgersi al di fuori di quelle regole che il legislatore stesso riterrà di dettare e chi lo può fare è già da adesso stabilito. Nel frattempo si va in vacanza. Le sanzioni Forse, a tale proposito, varrebbe la pena evidenziare che dopo l intervento del legislatore, con la legge comunitaria 2008, persistere nell organizzazione dei tornei comporta non pochi rischi, in quanto la disposizione sanzionatoria contenuta all articolo 4 del l. 13 dicembre 1989, n. 401 Interventi nel settore del giuoco e delle scommesse clandestini e tutela della correttezza nello svolgimento di manifestazioni sportive è tassativa. Chiunque abusivamente esercita [..] giuochi di abilità è punito con l'arresto da tre mesi ad un anno6 e con l'ammenda non inferiore a lire un milione. Insomma, se davvero il poker sportivo è solo un divertimento, forse il rischio di una condanna e passare tre mesi al fresco non è molto allettante nemmeno in un estate particolarmente calda e afosa come quella che stiamo vivendo, e nemmeno per chi del rischio ha fatto la sua passione. Conclusioni Appar logico, alla fine di queste note, trarre alcune conclusioni, più in relazione alla già citata sentenza Tar Piemonte che alle novità contenute nella legge comunitaria. Conclusioni che non riguardano, tuttavia in questo caso, il gioco del poker sportivo ma un po tutti i tornei di carte che si svolgono in giro per l Italia e, molto spesso, all interno di sagre e manifestazioni locali. I tornei di briscola, burraco, canasta - che dir si voglia - organizzati da nord a sud, sono palesemente giochi di abilità che prevedono tornei con tassa di iscrizione. Anche questi sono illeciti? Ai posteri l ardua sentenza. *Marilisa Bombi è consulente e formatore EE.LL. in materia di attività economiche e funzionario presso il Servizio attività economiche del Comune di Gorizia TORNEI DI POKER. DA OGGI NESSUN TORNEO SE NON ORGANIZZATO DAI CONCESSIONARI 29/07/2009 (Jamma) A partire da oggi, con l'entrata in vigore delle nuove norme contenute nel testo di legge Comunitaria 2008 i tornei di poker sono di fatto illegali. Il testo in questione prevede infatti che l'aams e il Ministero degli Interni emanino un regolamento sulla disciplina dei tornei non a distanza di poker sportivo, determinandone le modalità che escludono i fini di lucro. Nel regolamento si dovrà fissare l'importo massimo della quota di partecipazione - che dovrà essere di "modico valore" - le modalità per l'acquisto di nuove quote una volta esaurita la prima, le modalità per escludere fini di lucro. Inoltre gli organizzatori non potranno fissare più tornei nella stessa giornata e nella stessa località. Il comma 28, invece, riserva la facoltà di organizzare tornei ai soggetti già in possesso di una concessione per la raccolta a terra di altri giochi, oppure a quelli in possesso di altri requisiti (sede legale o operativa nello Spazio Economico Europeo, costituzione come società di capitali, prestazione all'aams di una fideiussione bancaria per 1,5 milioni, etc). Ad oggi del regolamento non si ha alcuna notizia. ANCHE LA FIPE SUL POKER. STOP AI TORNEI NEI PUBBLICI ESERCIZI: SONO ILLEGALI (Jamma) Da ieri e' entrata in vigore la norma che vieta l'organizzazione di poker sportivi organizzati nei locali che, d'ora in poi, potranno essere autorizzati solo dopo l'emanazione di un regolamento. Lo ha ricordato anche la Federazione italiana pubblici esercizi con la circolare n. 47. La legge comunitaria 2008, n. 88/2009, è stata pubblicata sulla GU n. 161 del 14 luglio scorso ed è entrata in vigore il 29 luglio. Novità intanto per i diffusi tornei di poker sportivo organizzati in pubblici esercizi, circoli o altre sale. La legge 88/2009 ha delegato i ministri delle finanze e dell'interno a disciplinare questa materia. Saranno quindi abilitati all'esercizio dell'attività solo i soggetti concessionari. In attesa delle regole la Fipe sconsiglia l'attivazione di tornei da parte di qualunque7 esercente. POKER SPORTIVO GIOCATO NON A DISTANZA Facendo seguito al contenzioso in atto sulla legittimità del tornei di Poker sportivo già illustrato con la circolare FIPE n. 90 del 4/12/ la legge comunitaria ha delegato i ministri delle Finanze e dell Interno a disciplinare con regolamento i tornei non a distanza di poker sportivo, cioè quelli che si giocano non on line in pubblici esercizi, circoli o altre sale. Con tale regolamento sono determinati inoltre: l importo massimo della quota di partecipazione al torneo le modalità che escludono i fini di lucro la ulteriore partecipazione al torneo una volta esaurita la quota acquistata il divieto di prevedere più tornei nella stessa giornata e nella stessa località. L esercizio e la raccolta dei tornei di poker sportivo non a distanza saranno consentiti: ai titolari di concessione per la raccolta di uno dei giochi elencati al comma 11 del medesimo articolo (scommesse, concorsi a pronostici sportivi ed ippici, giochi di ippica nazionale, giochi di abilità, scommesse a quota fissa con iterazione tra i giocatori, bingo, giochi numerici a totalizzatore nazionale, lotterie ad estrazione istantanea e differita) ad altri soggetti autorizzati dalla Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato. La disposizione, che entra in vigore il 29 luglio p.v., pertanto da un lato rafforza il divieto di organizzare tornei di poker sportivo fino a quando non sarà emanato il richiamato regolamento e dall altro impone il possesso di una specifica autorizzazione per l organizzazione degli stessi. Legge 7/07/2009, n. 88, Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2008 Pubblicata in G.U del S.U n. 110/L Art. 24. (Adeguamento comunitario di disposizioni tributarie) Con regolamento emanato ai sensi dell articolo 16, comma 1, della legge 13 maggio 1999, n. 133, adottato di concerto con il Ministro dell interno, sono disciplinati i tornei non a distanza di poker sportivo; con il medesimo regolamento sono altresì determinati l importo massimo della quota di modico valore di partecipazione al torneo e le modalità che escludono i fini di lucro e la ulteriore partecipazione al torneo una volta esaurita la predetta quota, nonché l impossibilità per gli organizzatori di prevedere più tornei nella stessa giornata e nella stessa località. 28. Nel rispetto dell articolo 1 del decreto legislativo 14 aprile 1948, n. 496, ratificato con legge 22 aprile 1953, n. 342, della direttiva 2005/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 2005, recepita con il decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, e degli articoli 43 e 49 del Trattato istitutivo della Comunità europea, l esercizio e la raccolta dei tornei di poker sportivo non a distanza sono consentiti ai soggetti titolari di concessione per l esercizio e la raccolta di uno o più dei giochi di cui al comma 11 attraverso rete fisica nonché ai soggetti che rispettino i requisiti e le condizioni di cui al comma 15 previa autorizzazione dell Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato. Documenti analoghi
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 art. 110
 art. 110
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 art. 1
 art. 4
 art. 24
 articolo 4
 sentenza 
 Art. 24
 articolo 16
 articolo 1
 Art. 1
 Art. 1
 articolo 110
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 Art. 110
 Articolo 1
 Art.1
 Art.2
 Art.3
 Art.4
 Art.5
 Art.6
 Art.7
 Art.8
 Art.9
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 ART. 110
 Art. 1
 Art. 1
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