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Timestamp: 2017-07-28 07:06:33+00:00

Document:
Il Codice Deontologico Infermieristico by Giovanni Sicignano - issuu
Focus / Codice deontologicoIl Codice deontologico
Sono trascorsi quasi dieci anni dall’ultima revisione del Codice deontologico dell’infermiere, presentato a Rimini nel
1999 durante la celebrazione del XII Congresso nazionale
Ipasvi. In questi anni i cambiamenti che hanno coinvolto l’intera società, il mondo della sanità e la professione infermieristica sono stati profondi. Per questo al Comitato centrale
della Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi è sembrato opportuno procedere a una verifica e a una revisione del Codice deontologico degli infermieri italiani, strumento di fondamentale importanza ai fini dell’esercizio professionale. La
presidente e il Comitato centrale invitano, quindi, tutti gli infermieri a dare il proprio contributo alla riflessione e al dibattito sui principi e sui valori che costituiscono una guida e
un punto di riferimento costante dell’agire professionale.
Con l’incontro del 12 febbraio e la presentazione della bozza di revisione del Codice, si è aperta così la “stagione del confronto” su un documento che, in quanto “prima revisione”
del Codice, è aperto a modifiche, integrazioni ed arricchimenti.
L’invito è in particolare rivolto ai presidenti dei Collegi provinciali Ipasvi e ai presidenti delle Associazioni infermieristiche affinché si facciano carico di promuovere e sostenere questa importante “stagione del confronto” nella consapevolezza di essere parte di un ulteriore e importante momento di
crescita e maturazione della professione. Il documento, ancora in fieri nell’articolato, potrà essere così completato anche con il “preambolo” e con la strutturazione per “capi”.
Un ringraziamento particolare è rivolto agli esperti che hanno collaborato con il Comitato centrale: Giannantonio Barbieri, avvocato; Daniele Rodriguez, medico legale; Antonio
G. Spagnolo, bioeticista.
Presidente della Federazione nazionale dei Collegi IpasviL’infermiere 2/200817Focus / Codice deontologico dell’infermiere|ARTICOLO 1L’infermiere è il professionista sanitario responsabile dell’assistenza infermieristica.
ARTICOLO 2L’assistenza infermieristica è servizio alla persona e alla collettività. Si realizza attraverso interventi specifici, autonomi e complementari, di natura intellettuale, tecnico-scientifica, gestionale, relazionale ed educativa.
ARTICOLO 3La responsabilità dell’infermiere consiste nel curare e prendersi
cura della persona, nel rispetto della vita, della salute, della libertà e della dignità dell’individuo.ARTICOLO 10ARTICOLO 4ARTICOLO11L’infermiere orienta la sua azione al bene dell’assistito, di cui attiva le risorse sostenendolo nel raggiungimento della maggiore autonomia possibile anche quando vi sia disabilità, svantaggio, fragilità.L’infermiere fonda il proprio operato su conoscenze validate e aggiorna saperi e competenze attraverso la formazione permanente,
la riflessione critica sull’esperienza e la ricerca. Progetta e svolge
attività di formazione, promuove ed attiva la ricerca e cura la diffusione dei risultati.L’infermiere contribuisce a rendere eque le scelte allocative, anche attraverso l’uso ottimale delle risorse disponibili.ARTICOLO 5Il rispetto dei principi etici e dei diritti fondamentali dell’uomo è
condizione essenziale per l’esercizio della professione infermieristica.ARTICOLO 12ARTICOLO 6ARTICOLO 13L’infermiere riconosce la salute come bene fondamentale della persona e interesse della collettività e si impegna a tutelarla con attività di prevenzione, cura, palliazione e riabilitazione.L’infermiere assume responsabilità in base al proprio livello di competenza e ricorre, se necessario, all’intervento o alla consulenza di
infermieri esperti o specialisti. Presta consulenza ponendo le proprie conoscenze ed abilità a disposizione della comunità professionale.ARTICOLO 7L’infermiere presta assistenza secondo equità e giustizia, tenendo
conto dei valori etici, religiosi e culturali, nonché dell’etnia, del genere e delle condizioni sociali della persona.
ARTICOLO 8L’infermiere, nel caso di conflitti determinati da diverse visioni
etiche, si impegna a trovare la soluzione attraverso il dialogo.
L’infermiere, qualora vi fosse e persistesse una richiesta di attività in contrasto con i principi etici della professione e con i propri valori, si avvale dell’obiezione di coscienza, facendosi garante delle prestazioni necessarie per l’incolumità e la vita dell’assistito.L’infermiere chiede formazione e/o supervisione per pratiche nuove o sulle quali non ha esperienza.ARTICOLO 14L’infermiere riconosce che l’interazione fra professionisti e l’integrazione interprofessionale sono modalità fondamentali per rispondere ai problemi dell’assistito.
ARTICOLO 15L’infermiere riconosce il valore della sperimentazione clinica e assistenziale per l’evoluzione delle conoscenze e per i benefici sull’assistito. L’infermiere si astiene dal partecipare a sperimentazioni nelle quali l’interesse del singolo sia subordinato all’interesse
della società.ARTICOLO 9ARTICOLO 16L’infermiere, nell’agire professionale, si impegna ad operare con
prudenza anche al fine di non nuocere.L’infermiere si attiva per l’analisi dei dilemmi etici vissuti nell’operatività quotidiana e promuove il ricorso alla consulenza etica, an-18L’infermiere 2/2008| Focus / Codice deontologico dell’infermiereprofessionale e si adopera affinché l’assistito disponga di tutte le
informazioni necessarie ai suoi bisogni di vita.
ARTICOLO 24L’infermiere aiuta e sostiene l’assistito nelle scelte, fornendo informazioni di natura assistenziale in relazione ai progetti diagnosticoterapeutici e adeguando la comunicazione alla sua capacità di comprendere.
ARTICOLO 25che al fine di contribuire all’approfondimento della riflessione bioetica.L’infermiere rispetta la consapevole ed esplicita volontà della persona di non essere informata, purché la mancata informazione non
sia di pericolo per sé o per gli altri.
ARTICOLO 26ARTICOLO 17L’infermiere, nell’agire professionale è libero da condizionamenti derivanti da pressioni o interessi di persone assistite, altri operatori, imprese, associazioni, organismi.L’infermiere assicura e tutela la riservatezza nel trattamento dei dati relativi alla persona. Nella raccolta, nella gestione e nel passaggio di dati, si limita a ciò che è attinente all’assistenza.
ARTICOLO 27ARTICOLO 18L’infermiere, in situazioni di emergenza-urgenza, presta soccorso
e si attiva per garantire l’assistenza necessaria; in caso di calamità
si mette a disposizione dell’autorità competente.L’infermiere garantisce la continuità assistenziale anche contribuendo alla realizzazione di una rete di rapporti interprofessionali e di una efficace gestione degli strumenti informativi.
ARTICOLO 28ARTICOLO 19L’infermiere, attraverso l’informazione e l’educazione, promuove
stili di vita sani e la diffusione del valore e della cultura della salute; a tal fine attiva e sostiene la rete di rapporti tra servizi e operatori.
ARTICOLO 20L’infermiere ascolta, informa, coinvolge l’assistito e valuta con lui
i bisogni assistenziali, anche al fine di esplicitare il livello di assistenza garantito e facilitarlo nell’esprimere le proprie scelte.L’infermiere rispetta il segreto professionale non solo per obbligo
giuridico, ma per intima convinzione e come espressione concreta della reciproca fiducia con l’assistito.
ARTICOLO 29L’infermiere promuove le migliori condizioni possibili di sicurezza dell’assistito e dei familiari, concorrendo allo sviluppo della cultura dell’imparare dall’errore e partecipando alle iniziative per la
ARTICOLO 30ARTICOLO 21L’infermiere, rispettando le indicazioni espresse dall’assistito, ne
favorisce i rapporti con la comunità e le persone per lui significative, che coinvolge nel piano di assistenza, tenendo conto della dimensione interculturale.
ARTICOLO 22L’infermiere conosce il progetto diagnostico-terapeutico per le influenze che questo ha sul piano di assistenza e sulla relazione con
l’assistito.
ARTICOLO 23L’infermiere riconosce il valore dell’informazione integrata multi-L’infermiere si adopera affinché il ricorso alla contenzione sia evento straordinario, motivato da prescrizione terapeutica o da documentate valutazioni assistenziali.
ARTICOLO 31L’infermiere concorre alla sperimentazione clinico-assistenziale conoscendone il protocollo, anche per valutare le implicazioni per
l’assistenza e per l’assitito.
ARTICOLO 32L’infermiere si adopera affinché l’opinione del minore rispetto alle scelte terapeutiche e sperimentali sia presa in considerazione,
tenuto conto dell’età del minore e del suo grado di maturità.
L’infermiere 2/200819Focus / Codice deontologico dell’infermiere|ARTICOLO 33ARTICOLO 43L’infermiere si impegna a promuovere la tutela delle persone che
si trovano in condizioni che ne limitano lo sviluppo o l’espressione, quando la famiglia e il contesto non siano adeguati ai loro bisogni.L’infermiere tutela la dignità propria e dei colleghi, attraverso comportamenti ispirati al rispetto e alla solidarietà.ARTICOLO 34L’infermiere che rilevi maltrattamenti o privazioni a carico dell’assistito, deve mettere in opera tutti i mezzi per proteggerlo segnalando le circostanze, ove necessario, all’autorità competente.ARTICOLO 44L’infermiere segnala al proprio organismo di rappresentanza professionale ogni abuso o comportamento dei colleghi contrario alla deontologia.
ARTICOLO 45ARTICOLO 35L’infermiere tutela il decoro proprio e della professione ed esercita
l’attività con lealtà nei confronti dei colleghi e degli altri operatori.L’infermiere si attiva per alleviare la sofferenza, adoperandosi affinché l’assistito riceva tutti i trattamenti necessari.ARTICOLO 46ARTICOLO 36L’infermiere assiste la persona, qualunque sia la sua condizione clinica e fino al termine della vita, riconoscendo l’importanza della
palliazione e del conforto ambientale, fisico, psicologico, relazionale, spirituale.
ARTICOLO 37L’infermiere tutela la volontà dell’assistito di porre dei limiti
agli interventi che non siano proporzionati alla sua condizione
clinica e coerenti con la concezione da lui espressa della qualità di vita.
ARTICOLO 38L’infermiere, quando l’assistito non è in grado di manifestare la
propria volontà, tiene conto di quanto da lui chiaramente espresso in precedenza e documentato.
ARTICOLO 39L’infermiere sostiene i familiari e le persone di riferimento dell’assistito, in particolare nella evoluzione terminale della malattia e nel
momento della perdita e della elaborazione del lutto.L’infermiere si ispira a trasparenza e veridicità nei messaggi pubblicitari e nella divulgazione delle informazioni, nel rispetto delle
indicazioni fornite dal proprio organismo di rappresentanza professionale.
ARTICOLO 47L’infermiere, ai diversi livelli di responsabilità, contribuisce ad orientare le politiche e lo sviluppo del sistema sanitario, al fine di garantire il rispetto dei diritti degli assistiti, l’equo utilizzo delle risorse
e la valorizzazione del ruolo professionale.
ARTICOLO 48L’infermiere, ai diversi livelli di responsabilità, di fronte a carenze o
disservizi provvede a darne comunicazione ai responsabili professionali della struttura in cui opera o a cui afferisce il proprio assistito.
ARTICOLO 49L’infermiere compensa le carenze della struttura attraverso un comportamento ispirato alla cooperazione, nell’interesse dei cittadini e
dell’istituzione. L’infermiere, qualora vengano a mancare i caratteri
della eccezionalità o sia pregiudicato il suo prioritario mandato professionale, si oppone alla compensazione specificandone le ragioni,
pur impegnandosi per il superamento delle carenze o dei disservizi.ARTICOLO 40L’infermiere non partecipa a interventi finalizzati a provocare la
morte, anche se la richiesta proviene dall’assistito.
ARTICOLO 41L’infermiere favorisce l’informazione e l’educazione sulla donazione di sangue, tessuti ed organi e sostiene le persone coinvolte nel
donare e nel ricevere.
ARTICOLO 42L’infermiere collabora con i colleghi e gli altri operatori, di cui riconosce e valorizza lo specifico apporto all’interno dell’équipe.
20L’infermiere 2/2008ARTICOLO 50L’infermiere, a tutela della salute delle persone, segnala al proprio organismo di rappresentanza professionale le situazioni che
ARTICOLO 51L’infermiere segnala al proprio organismo di rappresentanza professionale le situazioni in cui sussistono circostanze o persistono
condizioni che limitano la qualità delle cure e dell’assistenza o il
decoro dell’esercizio professionaleAll pages:1234InfoSaveLikeShareDownloadMoreIl Codice Deontologico Infermieristico Published on May 27, 2008 Il nuovo codice dentologicobriwillyFollowRead moreRead moreSimilar toPopular nowJust for youGo explore

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