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Timestamp: 2017-09-23 16:15:37+00:00

Document:
Testi regolamentari
52.16 AVVOCATI E RAPPRESENTANTI DELLE PARTI IN GIUSTIZIA
Ordinanza sull'esercizio di avvocato difensore e della professione di avvocato
(9 dicembre 1913)
(Modificata dalle ordinanze °3212 del 23 aprile 1946, °1107 del 25 marzo 1955, ° 3012 del 12 luglio 1963, dalla legge °795 del 17 febbraio 1966. - Abrogata dalla legge °1047 del 28 luglio 1982. Tuttavia le disposizioni dell'ordinanza del 9 dicembre 1913 riguardanti le condizioni di tirocinio e di nomina in quanto avvocato rimangono applicabili agli avvocati tirocinanti già iscritti alla sezione 3 della tabella dell'ordine in data 30 luglio 1982. - Vedi articolo 42 della legge ° 1047 del 28 luglio 1982.)
Legge n°1047 Sull'esercizio delle professioni di avvocato difensore e di avvocato (28 luglio 1982)
- LE CONDIZIONI PER ESSERE AMMESSO AD ESERCITARE
Art. 1 (Law n° 1116 del 27 giugno 1988). - Possono solo essere ammesse ad esercitare la professione di avvocato le persone che soddisfano le seguenti codizioni:
1° essere di nazionalità monegasca;
2° godere dei diritti civili;
3° essere di buona moralità;
4° essere titolare sia del diploma di studi giuridici determinato tramite ordinanza sovrana, sia di un diploma riconosciuto equivalente da una commissione di cui la composizione é fissata da un'ordinanza;
5° non essere iscritto ad un foro estero
6° aver compiuto il tirocinio previsto dalla legge presente.
Art. 2 - Sono dispensati dal tirocinio gli avocati difensori ed avvocati del foro di Monaco che hanno esercitato la professione da almeno cinque anni. Possono essere dispensati dal tirocinio tramite il direttore dei Servizi giudiziari, previo parere del consiglio dell'Ordine degli avvocati difensori ed avvocati, gli avvocati di un foro estero i quali hanno esercitato la professione per almeno dieci anni.
Art. 3 - Possono essere ammesse a compiere il tirocinio previsto all'articolo primo, cifra 6°, solo le persone che hanno superato con successo un esame riguardante l'abilitazione e le conoscenze necessarie per l'esercizio della professione di avvocato.
L'ammissione in qualità di avvocato tirocinante é pronunciata tramite decreto del direttore dei servizi giudiziari.
Art. 4 - Il tirocinio si svolge su un periodo di tre anni. Su decisione dei servizi giudiziari, la durata del tirocinio puo' essere:
1° sia prolungata di uno o di due periodi di un anno dopo il parere del consiglio dell'Ordine, l'interessato ascoltato o debitamente chiamato.
2° sia ridotta, a titolo eccezionale, a due anni o ad un anno dopo il parere del consiglio dell'Ordine, nel momento in cui il tirocinante ha piu' di trent'anni e giustifica di una pratica professionale del diritto superiore a dieci anni ed acquisita presso un avvocato difensore od un avvocato.
Art. 5 - Nel momento in cui risultano dai pareri richiesti in virtu' dell'articolo seguente che il tirocinio é stato compiuto in modo soddisfacente, l'avvocato tirocinante é ammesso ad esercitare in qualità di avvocato. Nel caso contrario, si pone fine al tirocinio tramite un decreto emesso dal direttore dell'Ordine.
Art. 6 - Gli avvocati ammessi ad esercitare sono nominati tramite decreto del direttore dei servizi giudiziari, dopo avere avuto il parere del primo presidente della Corte di Appello, del procuratore generale, del presidente del Tribunale di primo grado e del consiglio dell'Ordine.
Art.7 - L'avvocato che ha compiuto cinque anni di pratica al foro di Monaco puo', se ha almeno trent'anni compiuti, chiedere di essere ammesso ad esercitare la professione di avvocato difensore.
Questo termine di cinque anni é ridotto a due anni per l'avvocato dispensato di tirocinio come previsto all'articolo 2.
Se il numero degli avvocati difensori fosse inferiore a cinque, l'avvocato piu' anziano e, in caso di anzianità equivalente, il piu' vecchio, puo', se ha almeno trent'anni, chiedere di essere ammesso ad esercitare la professione di avvocato difensore, anche se non giustifica dei cinque anni di pratica al foro di Monaco. In ogni caso, l'avvocato non puo' essere ammesso ad esercitare se la pratica di cui lui si prevale non risulta sufficiente e soddisfacente dai rapporti e dai pareri richiesti in virtu' dell'articolo seguente.
Art. 8 - Gli avvocati difensori ammessi ad esercitare sono nominati tramite ordinanza sovrana, attraverso il rapporto del direttore generale dei servizi giudiziari stabilito previo parere del primo presidente del Tribunale di primo grado e del consiglio dell'Ordine.
Art. 9 - Nessuno puo' effettivamente esercitare se non ha prestato, davanti alla corte di appello, il giuramento seguente:
"Giuro fedeltà al Principe ed obbedienza alle leggi del Principato; giuro, nell'esercizio della mia professione, di non dire o scrivere il contrario delle leggi, della buona condotta, della pace pubblica e di rispettare in rapporto ai miei propositi, la dignità dei tribunali, dei magistrati e delle autorità stabilite."
- L'ORDINE DEGLI AVVOCATI DIFENSORI ED AVVOCATI
Art. 10 - Gli avvocati difensori, gli avvocati ed i tirocinanti formano l'Ordine degli avvocati difensori ed avvocati presso la corte di appello. Esso é munito di personaltà civile.
L'ordine si riunisce in assemblea generale almeno una volta all'anno. Art. 11 - L'Ordine é amministrato da un consiglio composto da un Presidente e da due avvocati difensori od avvocati eletti in assemblea generale.
Il presidente rappresenta l'Ordine in tutti gli atti della vita civile.
I mandati hanno una durata di un anno e sono rinnovabili; tuttavia il presidente non puo'esercitare le sue funzioni per piu' di due anni consecutivi.
Le elezioni hanno luogo con scrutinio segreto a maggioranza assoluta al primo turno ed alla maggioranza relativa al secondo turno; in caso di parità dei suffragi, il candidato piu' anziano é proclamato eletto.
Gli avvocati tirocinanti non sono né elettori né eletti. Art. 12 - Il consiglio dell'Ordine ha per missione:
1° di badare al mantenimento della disciplina tra i membri dell'Ordine cosi come all'esecuzione delle leggi, ordinanze e regolamenti che lo riguardano e, a questo titolo, di perseguire le infrazioni ed errori da loro commessi, e di pronunciare, se fosse il caso, le sanzioni disciplinari di avvertimento o correzione;
2° di prevenire o conciliare ogni discordanza tra i membri dell'Ordine, in particolare sulle comunicazioni, la consegna o la ritenzione dei documenti, le questioni di concorrenza o di clientela e, in caso di mancata conciliazione, emettere un parere su queste discordanze od argomenti ;
3° di prevenire ogni querela o reclamo da parte di terzi contro i membri dell'Ordine in merito alle loro funzioni; istruire e conciliare quelle per cui é stato adito, in mancanza di conciliazione, drizzare un verbale allo scopo di legge
4° dare il proprio parere alle autorità giudiziarie, sia sulle querele asserite contro i membri dell'Ordine, sia sulle difficoltà che si eleverebbero per quanto riguarda la tassa delle spese o su tutt'altra questione;
5° di assicurare la difesa delle professioni di avvocato difensore ed avvocato. Art. 13 - Una tabella dell'Ordine é drizzata, all'inizio di ogni anno giudiziario, dal primo presidente della corte d'appello e dal procuratore generale, sentito il presidente dell'Ordine.
Contiene solo, in ordine di data di accessione, i cognomi, i nomi e gli indirizzi dei suoi membri.
E' divisa in tre sezioni: gli avvocati difensori, gli avvocati e gli avvocati tirocinanti.
- I DIRITTI ED OBBLIGHI DEGLI AVVOCATI DIFENSORI ED AVVOCATI
Art. 14 - Gli avvocati difensori e gli avvocati sono gli ausiliari della giustizia. Eseguono liberamente il loro compito per la difesa degli interessi a loro confidati nel rispetto della verità.
Devono compiere la loro missione con dignità, coscienza e lealtà.
Art. 15 - Eccetto disposizioni contrarie alla legge, gli avvocati tirocinanti godono degli stessi diritti e sono sottomessi agli stessi obblighi degli avvocati.
Art. 16 - Le professioni di avvocato difensore e di avvocato sono incompatibili con:
1° l'esercizio di notaio, di ufficiale giudiziario e di amministratore fallimentare;
2° l'esercizio di amministratore, direttore, gestore o delegato di una società commerciale;
3° l'esercizio di direttore, redattore capo o gestore di un giornale o di uno scritto periodico;
4° un impiego remunerato;
5° un'attività di agente di affari;
6° tutt'altra professione liberale, artigianale o commerciale, eccetto l'esercizio nell'insegnamento
7° qualsiasi attività in grado di compromettere l'indipendenza dell'interessato od il carattere liberale della professione
L'avvocato difensore e l'avvocato possono, con l'autorizzazione del consiglio dell'Ordine, gestire degli interessi familiari ad eccezione tuttavia di qualsiasi esercizio anche se indiretto, di commercio nell'esecuzione di questa gestione.
Art. 17 - Gli avvocati difensori sono qualificati per rappresentare le parti e difendere davanti a tutte le giurisdizioni.
Gli avvocati sono qualificati per difendere davanti a tutte le giurisdizioni e per rappresentare le parti davanti alle giurisdizioni penali, l'ufficio del giudice di pace ed il tribunale del lavoro cosi' come nei casi previsti dalla legge.
Gli avvocati tirocinanti sono qualificati per difendere davanti a tutte le giurisdizioni ad eccezione del Tribunale supremo e la Corte di revisione. Non possono rapresentare le parti.
Rivestono, nell'esercizio delle loro funzioni, il ruolo della loro professione.
Art. 18 - Solo gli avvocati difensori, su riserva di giustificare di un mandato speciale nel caso in cui é esàtto, sono autorizzati nel momento in cui rappresentano od assistono terzi, a procedere ai pagamenti pecuniari direttamente collegati alle loro attività professionali.
Art. 19 - Le parti possono, in ogni caso, sottomettere la difesa della loro causa ad un avvocato di un foro estero. Questo avvocato deve essere stato autorizzato anticipatamente a difendere dal presidente della giurisdizione adita.
Questa autorizzazione resta comunque subordinata all'assistenza di un avvocato difensore per la procedura e le conclusioni, eccetto per quanto riguarda la difesa di un accusato o di un imputato.
Art.20 - Gli avvocati difensori devono seguire regolarmente le cause a loro affidate da un'udienza all'altra, secondo le riduzioni od i rinvii ordinati dalla giurisdizione adita, fino alla sentenza definitiva ed alla sua intera esecuzione.
Hanno il diritto di non costituirsi se lo giudicano necessario. In questo caso, la non costituzione interverrà solo dopo essere stati sostituiti da un altro avvocato difensore scelto dal cliente o, se nessun avvocato difensore accetta l'incarico, designato secondo le disposizioni dell'articolo seguente.
Art. 21 - Se, in materia civile, nessun avvocato difensore od avvocato accetta di costituirsi per una parte, il presidente della giurisdizione adita ne sceglie uno d'ufficio. Nell'intervallo delle sessioni del Tribunale supremo e della corte di revisione, questi poteri sono devoluti al primo presidente della corte di appello.
L'avvocato difensore o l'avvocato designato ha diritto di ricevere gli stessi onorari come se fosse stato scelto dalla parte.
Art. 22 - E' vietato agli avvocati difensori ed avvocati, nelle loro difese od i loro scritti prodotti in giustizia:
1° di dirigere attacchi contro i principi della sovranità e le leggi del Principato;
2° di mancare di rispetto o di riguardo legittimo che devono ai magistrati.
Art. 23 - Gli avvocati difensori ed avvocati non possono anticipare nessun fatto grave contro l'onore o la reputazione delle parti a meno che la causa non lo esiga e che abbiano ricevuto il mandato apposito per iscritto dai loro clienti.
La giurisdizione adita della causa puo' ordinare la soppressione degli scritti ingiuriosi o diffamatori.
Art. 24 - Le spese ed emolumenti dovuti agli avvocati difensori sono ricevuti secondo le tariffe in vigore.
Gli avvocati difensori che hanno ottenuto la distrazione delle spese possono farsi rilasciare dal cancelliere capo un estratto in forma esecutoria della decisione pronunciante la distrazione; les spese processuali sono liquidate sia dalla parte avversa che dal loro proprio cliente se quest'ultimo é stato condannato.
Art. 25 - Gli avvocati difensori hanno il diritto di reclamare, se necessario, onorari per pene e cure al di fuori degli emolumenti strettamente afferenti al postulato, cosi come onorari per consultazioni, difese, ed altre urgenze professionali non tarifficate. Ne fissano loro stessi l'importo. Gli avvocati fissano loro stessi l'importo dei loro onorari per le consultazioni e le difese.
Gli avvocati difensori ed avvocati non possono reclamare in ricompensa alle loro prestazioni una parte dell'oggetto del litigio o l'importo della condanna
Art. 26 - Gli avvocati difensori o gli avvocati chiamati in materia di patrocinio gratuito, conformemente alle disposizioni dell'articolo 48 del Codice di procedura civile, non possono chiedere degli onorari e neanche accettarli se questi gli sono offerti. Tuttavia, possono richiederne con l'autorizzazione del consiglio dell'Ordine al momento in cui la condanna pronunciata contro l'avversario ha procurato alla parte che loro assistono o rappresentano risorse tali che, se fossero esistite al momento in cui é stato richiesto il patrocinio gratuito, quest'ultimo non sarebbe stato accordato.
Art. 27 - In caso di contestazione della tariffa delle spese e degli emolumenti, sull'importo degli onorari o sull'applicazione delle disposizioni dell'articolo 26, un tentativo di conciliazione ha luogo davanti al presidente del consiglio dell'Ordine adito tramite semplice lettera.
In caso di non conciliazione, é statuito dal presidente della giurisdizione davanti alla quale la pratica é stata chiamata. Tuttavia il presidente del tribunale di primo grado é competente per statuire nel momento in cui la pratica é chiamata davanti al giudice di pace. E' anche competente se non vi é stato processo.
L'istanza é introdotta tramite richiesta della parte piu' affrettata.
Le parti sono convocate davanti al magistrato tramite lettera raccomandata con ricevuta di ritorno inviata urgentemente al cancelliere capo.
A partire dal momento in cui le parti sono ascoltate o debitamente convocate, il magistrato decide tramite ordinanza, quale fra loro non é sottoponibile a ricorso, eccetto l'opposizione in caso di contumacia. L'opposizione deve intervenire nel corso del mese della notifica eseguita per lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.
Tuttavia, al momento in cui l'istanza si trova davanti al presidente del Tribunale supremo o del primo presidente della corte di revisione le parti non sono ne convocate ne ascoltate ma possono comunque produrre le comparse che credono utili.
Art. 28 - Il presidente deve giustificare di:
1° un'assicurazione collettiva che garantisce le conseguenze pecuniarie della responsabilità civile che potrebbe incorrere ogni membro dell'Ordine per errori commessi durante l'esercizio o nel corso dell'esercizio della professione;
2° un'assicurazione collettiva in favore ad ogni avvocato che garantirà il rimborso dei fondi e la restituzione dei beni ed i valori ricevuti in occasione dell'esercizio della professione.
I premi di assicurazione inerenti a questi contratti, sottoscritti a nome del foro, sono sopportati dai membri dell'Ordine i quali sono tenuti a regolarizzare in tempo opportuno la loro quota dei premi di assicurazione.
Il presidente deve produrre i giustificativi di assicurazione al procuratore generale all'inizio di ogni anno giudiziario.
- LA DISCIPLINA DEGLI AVVOCATI DIFENSORI ED AVVOCATI
Art.29 - Gli avvocati difensori ed avvocati sono sotto la sorveglianza del procuratore generale. Lo stesso vale per gli avvocati tirocinanti.
Art.30 - In caso di inadempimento delle loro funzioni, gli interessati sono soggetti alle sanzioni disciplinari seguenti:
1° l'avvertimento
2° l'ammonizione
3° la sospensione che non potrà eccedere un termine di tre anni
4° la radiazione
La privazione del diritto di fare parte del consiglio dell'Ordine durante un periodo massimo di dieci anni puo', in oltre, essere pronunciata a titolo di sanzione complementare ai primi tre anni.
Al momento in cui la decisione colpisce un avvocato pronuncia l'ammonizione o la sospensione, colpirà, in oltre, un termine, che non eccederà i cinque anni, durante il quale l'avvocato non potrà essere nominato avvocato difensore.
L'avvocato difensore o l'avvocato ammonito o sospeso é iscritto per ultimo alla sezione sulla tabella dell'Ordine. Questa disposizione accessoria cessa di pieno diritto alla scadenza del termine di tre anni, se l'interessato non é stato soggetto a nessuna nuova sanzione disciplinare.
Art. 31 - Le sanzioni disciplinari sono pronunciate in camera del consiglio della Corte di appello, adita dal procuratore generale.
Tuttavia, in caso di infrazione d'udienza, l'avvertimento, l'ammonizione o la sospensione puo' essere pronunciata dalla giurisdizione adita, con la riserva della facoltà, per questa, di denunciare l'infrazione al procuratore generale. L'avvertimento o l'ammonizione puo' essere ugualmente pronunciata dal consiglio dell'Ordine, riunito in formazione disciplinare e adita dal procuratore generale, il presidente o la parte lesa.
Art. 32 - Al momento in cui le azioni giudiziarie sono portate davanti alla corte di appello il Procuratore generale , dopo aver richiesto il consiglio dell'Ordine, cita l'interessato a comparire, tramite lettera raccomandata con ricevuta di ritorno. La citazione deve precisare l'oggetto dell'azione giudiziaria. Un termine di quindici giorni almeno separerà l'invio della lettera dalla data dell'udienza.
L'interessato, che puo' farsi assistere da un avvocato difensore o da un avvocato di sua scelta, fornisce le sue spiegazioni. Il presidente dell'Ordine, presente ai dibattimenti, espone le sue osservazioni.
La sentenza é resa alla data fissata in camera del consiglio. Se l'interessato non si é presentato, questa data é, con l'iniziativa del procuratore generale, portata a sua conoscenza tramite lettera raccomandata con ricevuta di ritorno. Non é possibile fare opposizione alla sentenza.
Puo' essere oggetto di un rinvio per revisione il quale deve essere preparato in un termine di cinque giorni liberi a partire dalla decisione. Il rinvio ed il suo termine sono sospensivi. Il rinvio é considerato urgente ai sensi dell'articolo 458 del codice di procedura.
Art. 33 - Nel momento in cui le azioni giudiziarie sono portate davanti al consiglio dell'Ordine, la procedura é quella prevista dai comma 1 a 3 dell'articolo precedente. Tuttavia, la lettera raccomandata é inviata con l'iniziativa dell'amministratore relatore.
La decisione resa puo' essere sottoposta all'appello dal procuratore generale oppure dall'interessato sancito. L'appello deve essere interposto in un termine di dieci giorni liberi a partire dalla decisione e formulato tramite dichiarazione al cancelliere generale. Il cancelliere capo informa immediatamente il Presidente e, secondo i casi, il procuratore generale o l'interessato.
L'appello ed il suo termine sono sospensivi.
La Corte di appello statua in camera del consiglio conformemente alle disposizioni dell'articolo precedente.
Art. 34 - La decisione resa dalla giurisdizione adita, statuendo disciplinariamente in caso d'infrazione di udienza, é sottomessa ai mezzi di ricorso del diritto comune.
Art. 35 - Qualsiasi decisione resa in materia disciplinare deve essere immediatamente comunicata, sia dal presidente al procuratore generale, sia dal procuratore generale al direttore dei Servizi giudiziari.
A partire dal momento in cui é definitiva, é comunicata dal procuratore generale al presidente dell'Ordine, tramite applicazione delle disposizioni dell'articolo 30, comma 2.
Art. 36 - Quando la sanzione dell'avvertimento é divenuta definitiva, il membro dell'Ordine in questione é, a cura del procuratore generale, convocato davanti al primo presidente della corte d'appello la quale lo ingiunge ad essere più esatto e più circospetto in futuro.
Art. 37 - Nei casi in cui la sospensione o la radiazione é pronunciata, gli effetti della sanzione sono sospesi fino al momento in cui il Principe non ha deciso definitivamente, previo rapporto del direttore dei Servizi giudiziari.
Tuttavia, a partire dalla decisione della sanzione e fino alla decisione definitiva del Principe, l'interessato deve astenersi dall'esercitare le sue funzioni. Il presidente dell'Ordine, prende tutte le disposizioni utili per garantire la protezione degli interessi dei clienti dell'interessato fino a che il tribunale statui conformemente all'articolo 40.
Art. 38 - Se la sanzione della sospensione o della radiazione é stata mantenuta dal Principe, il membro dell'Ordine é convocato a cura del procuratore generale davanti alla camera del consiglio della corte d'appello, in presenza del presidente dell'Ordine. Il primo presidente gli notifica il provvedimento inflitto e gli e lo comunica secondo il caso, o deve astenersi di esercitare le sue funzioni durante un periodo definito, oppure cessarle definitivamente.
Art. 39 - L'azione disciplinare non é un ostacolo alle azioni giudiziarie che il membro dell'Ordine puo' incorrere in materia penale.
Al momento in cui l'azione pubblica é innoltrata, l'interessato puo' ricevere il divieto di esercitare le sue funzioni dalla corte d'appello la quale statua in camera del consiglio secondo le regole fissate all'articolo 32 e ordina la sua posizione nelle condizioni previste all'articolo 40.
Il presidente prende le disposizioni intese all'articolo 37 comma 2.
- LA SOSTITUZIONE DEGLI AVVOCATI DIFENSORI
Art. 40 - Quando un avvocato difensore non é, a causa d'incapacità fisica od in seguito ad un provvedimento disciplinare, in grado di esercitare le sue funzioni, il Tribunale di primo grado puo', in caso di urgenza e provvedimento provvisorio, ordinare la sua sostituzione da un avvocato difensore oppure a difetto, un avvocato designato a questo scopo.
Il Tribunale é adito su richiesta del procuratore generale e statua conformemente alle disposizioni dell'articolo 850 del codice di procedura civile in materia di volontariato.
La sentenza fissa la durata della sostituzione. Non é, né ritirata, né notificata e non é suscettibile di qualunque ricorso.
Il cancelliere capo la notifica via lettera raccomandata con ricevuta di ritorno all'avvocato difensore sostituito, al suo sostituto ed al presidente del consiglio dell'Ordine.
Il provvedimento ordinato puo' essere prorogato o prolungato da una sentenza resa con i medesimi mezzi.
Art. 41 - Dopo aver consultato il consiglio dell'Ordine tramite il direttore dei Servizi giudiziari, un'ordinanza sovrana fissa, il consiglio di Stato udito:
1° le modalità dell'esame di ammissione al tirocinio e le condizioni con le quali é compiuto;
2° le regole di funzionamento dell'Ordine;
3° le disposizioni complementari riguardanti i diritti e gli obblighi degli avvocati difensori ed avvocati;
4° le disposizioni relative alle assicurazioni sottoscritte dal presidente del consiglio dell'Ordine per conto di quest'ultimo.
Art. 42 - L'ordinanza del 9 dicembre 1913, la legge n° 795 del 17 febbraio 1966 e la legge n° 823 del 23 giugno 1967 cosi come tutte le disposizioni contrarie alla legge presente sono abrogate.
Tuttavia, le disposizioni dell'ordinanza del 9 dicembre 1913 modificata, riguardante le condizioni di tirocinio e di nomina come avvocato, rimarranno applicabili agli avvocati tirocinanti già iscritti alla sezione 3 della tabella dell'Ordine alla data della pubblicazione della legge presente.
Art. 43 - Il consiglio dell'Ordine in esercizio al momento della pubblicazione della legge presente rimane in funzione fino al rientro giudiziario piu' vicino.
Ordinanza n° 8089
Contenente le applicazioni della legge n° 1047 del 28 luglio 1982 sull'esercizio delle professioni di avvocato difensore ed avvocato
(17 settembre 1984)
Visto l'articolo della Costituzione del 17 dicembre 1962;
Visto la legge n° 1047 del 28 luglio 1982 sull'esercizio delle professioni di avvocato difensore ed avvocato particolarmente nei suoi articoli 1 e 41;
Art. 1 - Ogni candidato al tirocinio, esàtto dalla cifra 6 dell'articolo 1° della legge n° 1047 del 28 luglio 1982 per essere ammesso ad esercitare la professione di avvocato, deve riempire le condizioni previste alle cifre da 1 a 3 del suddetto articolo cosi come a quella prevista, eccetto dispensa accordata in virtù dell'articolo 2 della legge, dalla cifra 5 del suo articolo 1°; e deve inoltre, per l'applicazione della cifra 4, essere titolare, sia del diploma di studi giuridici della laurea in giurisprudenza rilasciata da una facoltà di diritto francese, sia di un diploma riconosciuto equivalente dalla commissione di cui la composizione é fissata dall'articolo 2 di seguito. I titolari di una licenza di diritto ottenuta prima del 1° giugno 1954 sono assimilati ai titolari della laurea. La stessa cosa vale per i licenziati aventi ottenuto questo titolo al momento in cui la licenza era suddivisa in quattro anni.
Art. 2 - Questa commissione comprende, oltre al direttore dei servizi giudiziari che la presiede: il primo presidente della corte di appello il procuratore generale il presidente del consiglio dell'Ordine il direttore del servizio contenzioso e degli studi legislativi il direttore dell'educazione nazionale, della gioventù e lo sport In caso di spartizione delle voci, quella del presidente é preponderante. Per quanto necessario, le modalità di funzionamento della commissione sono fissate tramite decreto del direttore dei servizi giudiziari.
Art. 3 - L'esame di ammissione al tirocinio previsto dall'articolo 3 della legge n°1047 del 28 luglio 1982 comporta delle prove scritte di ammissione e delle prove orali.
Art. 4 - Le prove scritte di ammissione consistono in: 1° una prova di cultura generale di una durata di tre ore riguardante un soggetto che sia in relazione con l'istituzione del Principato; 2° una prova giuridica di una durata di tre ore riguardante sia una domanda di diritto o di procedura civile monegasca sia un commento di una decisione di giustizia monegasca.
Art. 5 - Le prove orali di ammissione consistono in: 1° un'interrogazione riguardante la procedura civile e la procedura penale monegasca; 2° un'interrogazione riguardante il ruolo dell'avvocato a Monaco, la legislazione di questa professione e la morale professionale. 3° un esposto di dieci minuti circa, dopo una preparazione di un'ora, seguito da una discussione con la giuria su un soggetto che permette di apprezzare la cultura giuridica generale del candidato e la sua idoneità all'espressione orale.
Art. 6 - Ogni prova scritta o orale é votata da 0 a 20. Ogni voto inferiore a 5 é eliminatorio. L'esposto orale previsto al numero 3 dell'articolo 5 é votato in base al coefficiente 3. Il candidato non é considerato ammesso se non ha ottenuto, per le prove scritte, una media generale di 10. Questa ammissione é valida solo per l'esame nel corso del quale é stata aquisita. Il candidato é definitivamente ammesso solo se ha ottenuto, per le prove orali, un totale di 60 punti.
Art. 7 - L'esame di ammissione é organizzato nel corso dell'ultimo trimestre dell'anno civile. La data delle prove é fissata tramite decreto del direttore dei servizi giudiziari. Secondo le circostanze, un esame supplementare puo' essere organizzato nel corso del secondo trimestre dell'anno civile.
Art. 8 - La giuria, di cui i membri sono designati tramite decreto del direttore dei servizi giudiziari, é composta come segue: un magistrato della corte di appello, scelto secondo il parere del primo presidente un magistrato della procura, scelto secondo il parere del procuratore generale un magistrato del tribunale di primo grado, scelto secondo il parere del presidente di questa giurisdizione il presidente del consiglio dell'Ordine degli avvocati od il suo rappresentante un professore di Lettere designato su una lista di tre nomi presentata dal direttore dell'educazione nazionale Il presidente della giuria é garantito dal magistrato della corte di appello.
Art. 9 - Alla fine delle prove, la giuria, dopo aver constatato che il candidato ha superato l'esame di ammissione per il tirocinio alle condizioni previste al capitolo presente, stabilisce un verbale firmato da ogni membro e lo consegna al direttore dei servizi giudiziari.
Art. 10 - Il candidato che é stato ammesso in qualità di avvocato tirocinante conformemente al secondo comma dell'articolo 3 della legge n° 1047 del 28 luglio 1982 presta il giuramento previsto dall'articolo 9 di questa legge ed é iscritto alla sezione degli avvocati tirocinanti. Il giuramento deve essere prestato nei due mesi che seguono la pubblicazione del decreto del direttore dei servizi giudiziari.
OBBLIGHI INCOMBENTI AGLI AVVOCATI TIROCINANTI
Art. 11 - L'avvocato tirocinante é sottomesso agli obblighi seguenti:
1° deve assistere regolarmente alle udienze delle diverse giurisdizioni 2° deve difendere le cause di cui l'incarico gli é stato affidato a titolo di patrocinio gratuito
3° deve, eccetto impossibilità constatata tramite decreto del direttore dei servizi giudiziari, appoggiarsi allo studio di un avvocato difensore, il quale dovrà collaborare, senza che quest'obbligo influenzi un legame di natura giuridica.
4° deve seguire assiduamente le conferenze ed i tirocini nelle giurisdizioni, tali come definiti alle sezioni 1 e 2 del capitolo presente
SEZIONE I - Le conferenze del tirocinio
Art. 12 - Durante il periodo del tirocinio, delle conferenze sono organizzate con l'iniziativa e sotto la direzione:
del presidente del consiglio dell'Ordine od un suo rappresentante dei capi di giurisdizioni od il procuratore generale del direttore del servizio contenzioso e degli studi legislativi o dal suo rappresentante
Art. 13 - Le conferenze date dal presidente del consiglio dell'Ordine o dal suo rappresentante trattano argomenti sulle regole della professione di avvocato difensore o di avvocato, i principi di deontologia, la preparazione delle pratiche, la redazione delle conclusioni e la tecnica dei dibattimenti.
Art. 14 - Le conferenze date dal magistrato trattano argomenti di diritto privato Comportano degli esposti di ordine generale sulle regole riguardanti le principali materie di questo diritto e devono essenzialmente mettere in rilievo le specificità della legislazione e della giurisprudenza francese. I magistrati incaricati di queste conferenze sono designati dal direttore dei servizi giudiziari, dopo parere dei capi delle giurisdizioni o del procuratore generale secondo il caso. Si tiene conto della competenza particolare del magistrato designato per quanto riguarda la materia giuridica trattata.
Art. 15 - Le conferenze date dal direttore del contenzioso e degli studi legislativi, o dal suo rappresentante, trattano argomenti di diritto pubblico. Espongono in particolare i principi costituzionali cosi come le regole di competenza del Tribunale supremo, la procedura che gli é applicabile e le principali decisioni di giurisprudenza rese in materia costituzionale od amministrativa.
Art. 16 - Ogni responsabile dei tirocini designato all'articolo 12 ha la facoltà di trattare qualunque soggetto definito dagli articoli 13, 14 e 15, dopo l'accordo di colui che é incaricato di questi articoli.
Puo' ugualmente, con l'autorizzazione del direttore dei servizi giudiziari, essere assistito, supplito, o sostituto da qualsiasi persona qualificata.
Art. 17 - Un decreto del direttore dei servizi giudiziari fissa il numero delle conferenze che devono essere date ogni trimestre.
La data e l'ora delle conferenze sono fissate dalla persona incaricata e sono comunicate all'avvocato tirocinante.
Art. 18 - Alla fine del tirocinio, le condizioni alle quali l'avvocato tirocinante ha seguito queste conferenze, soprattutto per quanto riguarda l'assiduità, sono oggetto di pareri dati dalle persone concernenti, dal presidente del consiglio dell'Ordine, i capi delle giurisdizioni, il procuratore generale ed il direttore del contenzioso e degli studi legislativi.
I pareri sono trasmessi al direttore dei servizi giudiziari.
Art. 19 - Le conferenze citate agli articoli 14 e 15 possono, con l'autorizzazione del direttore dei servizi giudiziari, esserre seguite da funzionari dipendenti di questa direzione o, con l'autorizzazione del loro capo servizio, da funzionari dipendenti da altri servizi amministrativi.
Il direttore dei servizi giudiziari puo' ugualmente autorizzare a seguire queste conferenze, altre persone funzionarie, di cui l'attività ne giustifica questa misura.
Art. 20 - Durante gli ultimi sei trimestri del suo tirocinio, l'avvocato tirocinante é tenuto dal seguire i compiti delle diverse giurisdizioni e della Procura, per dei periodi che non superano i due mesi per ogni tirocinio, e secondo le modalità che saranno definite rispettivamente dai capi di queste giurisdizioni e dal procuratore generale.
Questi tirocini dovranno essere inoltre seguiti presso l'ufficio del giudice di pace, il tribunale di primo grado, la corte di appello, le commissioni arbitrali, la procura.
Art. 21 - Alla fine di ognuno di questi tirocini, l'avvocato tirocinante stabilisce un rapporto nel quale riassume la sua attività nella giurisdizione considerata.
Questo rapporto é consegnato al capo di quest'ultima.
Art. 22 - I capi delle giurisdizioni ed il procuratore generale danno al direttore dei servizi giudiziari il parere previsto all'articolo 18 e gli trasmettono con le loro osservazioni i rapporti del tirocinio.
SEZIONE III Fine del tirocinio
Art. 23 - Al momento in cui l'avvocato tirocinante é ammesso ad esercitare in qualità di avvocato, é iscritto alla tabella dell'Ordine degli avvocati difensori ed avvocati.
Nel caso contrario, l'interessato é cancellato dalla tabella dell'Ordine.
Art. 24 - Al momento in cui la durata del tirocinio é prolungata per un tempo di uno o due periodi di un anno dall'applicazione del numero 1 dell'articolo 4 della legge n° 1047 del 28 luglio 1982, la decisione del direttore puo' precisare la natura delle conferenze o dei tirocini nelle giurisdizioni che dovranno essere dinuovo seguiti dall'avvocato tirocinante.
LE REGOLE DI FUNZIONAMENTO DELL'ORDINE
Art. 25 - Il consiglio dell'Ordine comprende, oltre al presidente del consiglio che lo presiede, un amministratore relatore ed un segretario tesoriere. Sono eletti, al più tardi, nel mese che segue l'inizio del nuovo anno giudiziario, dagli avvocati difensori ed avvocati convocati a questo scopo dal presidente in esercizio e riuniti in assemblea generale nella sala dell'ordine del palazzo di giustizia.
Si procede innanzi tutto all'elezione del presidente il quale deve essere scelto tra gli avvocati difensori giustificanti dieci anni di esercizio a partire dalla loro iscrizione alla seconda sezione della tabella. L'amministratore relatore ed il segretario tesoriere sono in seguito eletti. Uno di loro deve essere un avvocato difensore.
Ogni membro dell'ordine appartenente a queste due prime sezioni é eleggibile se risponde alle condizioni previste al comma precedente.
L'elezione di ogni membro del consiglio dell'ordine é preceduto da una richiesta di candidatura, quest'ultime devono essere dichiarate prima dell'apertura dell'assemblea.
L'assemblea si pronuncia in base al nome dei candidati che si sono dichiarati. Se nessuna candidatura si é presentata, ogni membro dell'ordine appartenente a queste due prime sezioni puo' essere designato.
L'elezione ha luogo alle condizioni fissate dall'articolo 11 comma 4 e 5 della legge sopraccitata.
In caso di vacanze avvenute nel corso dell'anno, si procede, per la durata del mandato che rimane da effettuare, all'elezione del successore nel mese della data della vacanza alle condizioni previste dall'articolo presente.
Art. 26 - Il consiglio puo' deliberare con almeno due membri. In caso di pareggio dei voti, quella del presidente é preponderante. Il presidente del consiglio dell'ordine convoca qust'ultimo almeno una volta all'anno, ed inoltre, ogni volta che lo giudica necessario oppure su richiesta motivata di un membro del consiglio. Convoca e presiede le assemblee dell'ordine.
L'amministratore relatore é attore contro gli avvocati difensori ed avvocati deferiti al consiglio. E' anticipatamente chiaro a tutte le deliberazioni del consiglio chi é tenuto a deliberare sulle proprie requisizioni. Egli ha, come il presidente, ma solo dopo averlo avvertito, il diritto di convocare il consiglio. Garantisce l'esecuzione delle deliberazioni. In quanto relatore raccoglie ogni informazione utile sugli affari riguardanti gli avvocati difensori o gli avvocati e ne fa un rapporto al consiglio dell'ordine.
Il segretario tesoriere gestisce i fondi necessari al funzionamento dell'ordine. Scrive i verbali delle deliberazioni e conserva gli archivi.
Art. 27 - Tutte le deliberazioni del consiglio dell'ordine e delle assemblee generali sono motivate e firmate sull'atto originale del verbale da tutti i membri presenti. Le spedizioni certificate conformi sono firmate dal segretario.
I registri delle deliberazioni sono comunicati al procuratore generale.
DISPOSIZIONI RELATIVE AI DIRITTI ED OBBLIGHI DEGLI AVVOCATI DIFENSORI ED AVVOCATI
Art. 28 - Gli avvocati difensori e gli avvocati devono esercitare effettivamente la loro professione nel Principato. Sono tenuti di disporre di un locale per permettere loro di compiere la loro missione nella dignità che esige l'esercizio della professione.
Art. 29 - Gli avvocati difensori o, a difetto gli avvocati, devono completare le giurisdizioni o sostituire i magistrati nei casi previsti dalla legge.
Sono chiamati a far parte del foro del patrocinio gratuito.
Art. 30 - Gli avvocati difensori e gli avvocati portano alle udienze la toga di lana nera chiusa dal davanti, a maniche larghe e rimboccate, con banda di stoffa sulla spalla sinistra di lana nera, rifinita alle estremità con una striscia di pelliccia bianca, cravatta bianca, ricadente e pieghettata ed il tocco di lana nero, portato facoltativamente.
Art. 31 - Gli avvocati difensori ed avvocati si tengono in piedi quando discutono. Devono scoprirsi per leggere le conclusioni ed i referti del processo.
Devono stare in piedi e scoperti anche quando i magistrati pronunciano la loro decisione.
Art. 32 - Gli avvocati difensori e gli avvocati non possono, dopo aver cominciato a difendere una parte, incaricarsi, senza il consenso di quest'ultima, della difesa dell'altra parte o delle sue aventi in causa.
Art. 33 - Se, durante il processo, un avvocato difensore od un avvocato é malato od impedito, deve istruirne, per iscritto, il presidente della giurisdizione cosi come il suo cliente, in caso di urgenza, farsi sostituire da un altro avvocato difensore od avvocato, senza pregiudizio delle disposizioni dell'articolo 40 della legge sopraccitata.
Al momento in cui un sostituto é stato designato, deve difenderne la causa, eccetto la facoltà per la giurisdizione adita di rinviarla ad un'altra udienza.
Art. 34 - Se un avvocato difensore od un avvocato trascura la difesa del suo cliente, in particolare non trovandosi al richiamo della causa, e non tiene conto dell'ingiunzione del presidente della giurisdizione adita, é soggetto a sanzioni disciplinari, senza pregiudizio del rimborso delle spese che il suo ritardo ha occasionato.
La stessa cosa vale per l'avvocato difensore o l'avvocato che non diferisce ad un'ingiunzione del procuratore generale facendo seguito al reclamo di un cliente.
Art. 35 - L'avvocato deve seguire fino alla sentenza definitiva la causa per la quale é incaricato. Ha il diritto di liberarsi, se lo ritiene necessario, a condizione di avvertire il cliente sufficientemente in anticipo per permettergli di trovarsi un altro avvocato.
Art. 36 - Gli avvocati difensori e gli avvocati sono designati a turno conformemente alle disposizioni dei codici di procedura civile e di procedura penale per garantire la rappresentazione e la difesa delle parti beneficiando del patrocinio gratuito.
Possono rifiutare il loro incarico solo se giustificano di ragioni legittime. Se i motivi invocati sono ammessi, altri avvocati difensori od avvocati sono designati. Nel caso contrario, gli interessati devono garantire il loro lavoro.
Art. 37 - Il consiglio dell'ordine, durante le spettanze giudiziarie, veglierà in modo che, in materia penale, la difesa degli assicurati che hanno chiesto la designazione di un avvocato commesso d'ufficio possa essere garantita come previsto dalle disposizioni del Codice di procedura penale.
Art. 38 - Il titolo di avvocato difensore onorario o di avvocato onorario puo' essere conferito dal Principe, previo rapporto del direttore dei servizi giudiziari il quale prenderà e unirà a quest'ultimo i pareri del primo presidente e del procuratore generale, degli avvocati difensori ed avvocati aventi cessato le loro funzioni dopo vent'anni consecutivi di esercizio.
Gli avvocati difensori onorari od avvocati onorari hanno il diritto di assistere alle assemblee generali dell'ordine. Hanno voce consultativa.
LE GARANZIE IN MATERIA DI RESPONSABILITA' PROFESSIONALE
Art. 39 - I contratti di assicurazione previsti all'articolo 28 della legge sopraccitata devono comportare una garanzia di un importo almeno uguale a cinque milioni di franchi all'anno per ogni membro dell'ordine.
Questa cifra puo' tuttavia essere ridotta a 600.000 F per i rischi contro il furto ed a 240.000 contro la distruzione degli archivi.
La franchigia a carico di ogni membro dell'ordine beneficiario dell'assicurazione non deve superare il 10 % delle indennità dovute.
Art. 40 - La garanzia professionale di assicurazione menzionata all'articolo n°2, della legge sopraccitata, si applica nel momento in cui un avvocato difensore non versa i fondi o non rimette gli effetti ed i valori che ha ricevuto per altri in occasione dell'esercizio della sua professione. L'obbligo di assicurarlo diventa un'ingiunzione di pagamento o di restituzione al momento in cui questa ingiunzione é seguita da un rifiuto od é rimasta senza effetto durante un periodo di un mese a partire dalla sua notifica la quale ne certifica il credito, liquido ed esigibile.
L'autore dell'ingiunzione e l'avvocato difensore avvertono, senza termine, il presidente del consiglio dell'ordine di questa ingiunzione.
Art. 41 - Ogni avvocato difensore, avvocato od avvocato tirocinante che crea un'azione giudiziaria in rapporto alla sua attività professionale deve avvertire il presidente del consiglio dell'ordine.
Art. 42 - Le prove di assicurazione che devono essere prodotte dal presidente del consiglio dell'ordine in virtù dell'articolo 28 della legge sopraccitata devono essere presentate al procuratore generale per la prima volta, entro un termine di tre mesi a partire dalla pubblicazione dell'ordinanza presente.
Art. 43 - Sono abrogate le ordinanze sovrane n° 3212 del 23 aprile 1946, n°1107 del 25 marzo 1955, n° 3012 del 12 luglio 1963 e n° 3593 dell'8 giugno 1966 cosi come tutte le disposizioni contrarie all'ordinanza presente.
52.16 AVVOCATI E RAPPRESENTANTI DELLE PARTI IN GIUDIZIO
Ordinanza n° 15.617
Fissante le modalità di versamento delle indennità degli avvocati difensori, avvocati ed avvocati tirocinanti che concorrono al beneficio del patrocinio gratuito e delle commissioni d'ufficio.
Visto la Costituzione;
Visto il codice di procedura civile;
Visto il codice di procedura penale;
Visto il codice del commercio;
Visto la legge n°446 del 16 maggio 1946 che creo' il tribunale del lavoro;
Visto la legge n° 636 dell'11 gennaio 1958 che modifica e codifica la legislazione sulla dichiarazione, la riparazione e l'assicurazione degli incidenti di lavoro;
Art. 1 - Gli avvocati difensori, avvocati ed avvocati tirocinanti che concorrono al beneficio del patrocinio gratuito e delle commissioni d'ufficio percepiscono un'indennità versata dallo Stato;
Art. 2 - Questa indennità é determinata in funzione del prodotto di un'unità di valore (UV) e di coefficienti moltiplicatori. L'importo dell'unità di valore cosi come i coefficienti moltiplicatori sono fissati da un decreto del direttore dei servizi giudiziari.
Art. 3 - Al termine di ogni procedura, il cancelliere capo rilascia un attestato di missione compiuta, debitamente firmato dall'avvocato difensore, l'avvocato o l'avvocato tirocinante designato, il quale lo indirizza al tesoriere delle finanze per il pagamento.
Art. 4 - In caso di difficoltà si delibera come previsto, in caso di mancata conciliazione all'articolo 27 della legge n° 1407 del 28 luglio 1982 sull'esercizio delle professioni di avvocato difensore ed avvocato.
Art. 5 - Le disposizioni dell'ordinanza presente si applicheranno alle designazioni in materia di patrocinio gratuito e di commissioni d'ufficio intervenute tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre 2003.
Ordinanza n° 16.123
Visto la legge n°446 del 16 maggio 1946 che creo' il tribunale del lavoro; Visto la legge n° 636 dell'11 gennaio 1958 che tende a modificare e codificare la legislazione sulla dichiarazione, la riparazione e l'assicurazione degli incidenti di lavoro;
Visto la Nostra ordinanza n° 15.617 del 27 dicembre 2002 la quale fissa le modalità di versamento delle indennità agli avvocati difensori avvocati ed avvocati tirocinanti che concorrono al beneficio del gratuito patrocinio e delle commissioni d'ufficio;
Le disposizioni della Nostra ordinanza n° 15.617 del 27 dicembre 2002 la quale fissa le modalità di versamento delle indennità degli avvocati difensori avvocati ed avvocati tirocinanti che concorrono al beneficio del patrocinio gratuito e delle commissioni d'ufficio sono ricondotte per una durata di sei mesi, a partire dal 1 gennaio 2004.
Ordinanza n° 16.371
Fissante le modalità di versamento delle indennità degli avvocati difensori, avvocati ed avvocati tirocinanti che concorrono al beneficio del gratuito patrocinio e delle commissioni d'ufficio
Visto la legge n°446 del 16 maggio 1946 che creo' il tribunale del lavoro; Visto la legge n° 636 dell'11 gennaio 1958 che ha tendenza di modificare e codificare la legislazione sulla dichiarazione, la riparazione e l'assicurazione degli incidenti di lavoro;
Visto la Nostra ordinanza n° 15.617 del 27 dicembre 2002 la quale fissa le modalità di versamento delle indennità agli avvocati difensori avvocati ed avvocati tirocinanti che concorrono al beneficio del patrocinio gratuito e delle commissioni d'ufficio;
Visto la Nostra ordinanza n° 16.123 del gennaio 2004 la quale fissa le modalità di versamento delle indennità agli avvocati difensori avvocati ed avvocati tirocinanti che concorrono al beneficio del patrocinio gratuito e delle commissioni d'ufficio;
Le disposizioni della Nostra ordinanza n° 16.123 del 6 gennaio 2004 la quale fissa le modalità di versamento delle indennità agli avvocati difensori avvocati ed avvocati tirocinanti che concorrono al beneficio del patrocinio gratuito e delle commissioni d'ufficio sono ricondotte per una durata di sei mesi, a partire dal 1 luglio 2004.

References: articolo 42

Art. 1

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Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

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Art. 19

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Art.29

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Art. 32
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Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

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Art. 38

Art. 39

Art. 40
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Art. 41

Art. 42

Art. 43

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