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Timestamp: 2019-10-23 03:33:12+00:00

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Cassazione Civile, sentenza numero 18916 del 08/08/2013 – Semaforo verde
Cassazione Civile, sentenza numero 18916 del 08/08/2013
Cassazione Civile, Sezione terza, sentenza n. 18916 del 8 agosto 2013
1.- Alle ore (OMISSIS) (e non 2004, come erroneamente scritto nella sentenza impugnata), a (OMISSIS), L. F. (proveniente da (OMISSIS)) impegnò alla guida della propria vettura un crocevia urbano mentre il semaforo che lo regolava segnalava per lui luce verde e si scontrò con la vettura di I. M., che proveniva da sinistra (v.le (OMISSIS)) ma dal cui lato il semaforo non dava alcun segnale perché guasto dal pomeriggio del giorno precedente.
Nel 2002 lo I. convenne in giudizio il L., l’assicuratrice per la r.c.a. F. Sai ed il Comune (OMISSIS), chiedendone la condanna al risarcimento dei danni subiti.
Resistette la sola F..
Con sentenza n. 361/04 il Giudice di pace (OMISSIS) accolse la domanda nei confronti del Comune, che condannò al pagamento di Euro 8.210,00 (di cui Euro 340,00 per danni da lesioni personali), oltre agli accessori; la rigettò nei confronti del L. e condannò l’attore I. a rimborsare alla Fondiaria le spese processuali.
2- Il Tribunale (OMISSIS), parzialmente accogliendo con sentenza n. 83/07 il gravame principale del Comune e quello incidentale dello I. (dolutosi dell’entità della liquidazione e della propria condanna alle spese in favore di F.), ha condannato solidalmente Comune, F. e L. a pagare allo I. la somma di Euro 2.623,33, corrispondente ad un terzo del danno patito. Tanto sul rilievo che, in difetto di elementi idonei ad una sicura quantificazione della colpa di ognuno, andava riconosciuta la responsabilità concorrente del Comune e dei due conducenti coinvolti nell’incidente. Ha respinto ogni altra domanda e compensato tra le parti le spese del doppio grado.
3.- Avverso detta sentenza ricorre per cassazione I. M., affidandosi a cinque motivi.
Resiste con controricorso la F. Sai s.p.a., che propone ricorso incidentale basato su due motivi.
A) Il ricorso principale di I. M..
a) col primo motivo per violazione dell’art. 1227 c.c. e per contraddittorietà della motivazione laddove il Tribunale, dopo aver ritenuto che ciascuno (Comune, L. e I.) aveva pariteticamente concorso a cagionare l’evento, affermato subito dopo che Comune e L. andavano solidalmente condannati a risarcire allo I. un terzo dei danni, anziché i due terzi, come sarebbe stato consequenziale;
a) l’evidente fondatezza del primo motivo è correlata al disposto dell’art. 1227 c.c., comma 1, sicché, sulla base degli accertamenti in fatto operati, il risarcimento da porre a carico degli altri due concorrenti si sarebbe potuto diminuire di un terzo e non certo di due terzi;
b) quella del secondo discende dall’assorbente rilievo che è del tutto omessa qualsiasi considerazione dell’incidenza causale del malfunzionamento dell’impianto, in se’ ipoteticamente suscettibile di essere addirittura apprezzato come causa esclusiva dell’accadimento (come consta essere stato ritenuto dal giudice di primo grado), segnatamente se si consideri che per il L. il semaforo segnalava pur sempre luce verde;
B) Il ricorso incidentale della F. s.p.a.
Correttamente la ricorrente incidentale rileva che, Cass. n. 9915/1998, citata anche dal Giudice di pace (e costituente pure un precedente edito) ha enunciato il principio secondo il quale “costituisce insidia o trabocchetto per gli utenti della strada, tale da rendere la P.A. – cui ne spetta la gestione e la manutenzione – responsabile dei fatti lesivi, quella costituita da segnali erronei o contraddittori nel caso ponga gli utenti nella impossibilità di discernere tempestivamente il segnale valido, e di regolare, di conseguenza, la propria condotta di guida. Il funzionamento di un impianto semaforico può – pertanto – dare luogo a responsabilità dell’amministrazione tutte le volte che tale funzionamento sia difettoso per erroneità o contraddittorietà dei segnali, e così viene a realizzarsi una situazione di insidia nel caso in cui il semaforo segni verde per i veicoli provenienti da una direzione di marcia, e proietti luce intermittente o non proietti alcuna luce – perché spenta – per i veicoli provenienti da altra direzione di marcia”.
E richiama inoltre Cass. n. 803/1991 che, in fattispecie sostanzialmente identica, ha affermato che “ricorre una situazione di insidia nel caso di impianto semaforico che, ad un incrocio stradale, segni verde per i veicoli provenienti da una data direzione di marcia e proietti luce intermittente ovvero nessuna luce per i veicoli provenienti dalla direzione di marcia perpendicolare rispetto alla prima, sussistendo entrambi gli elementi che detta situazione presuppone, cioè quello oggettivo della non visibilità del pericolo e quello soggettivo della non prevedibilità di esso. Deve pertanto affermarsi la responsabilità dell’ente cui spetta la manutenzione e gestione della strada per la collisione fra i veicoli verificatasi ad un incrocio munito di semaforo ove ne risulti il difettoso funzionamento, nel senso sopra indicato, con la conseguenza di aver impedito al conducente del veicolo, nella cui direzione non era proiettato alcun segnale luminoso, di discernere nell’approssimarsi all’incrocio, il segnale semaforico verde esistente nella direzione di marcia percorsa dall’altro veicolo e di regolare la sua condotta di guida in conformità”.
a) “non v’è alcuna prova che L. F. avesse impegnato il crocevia quando il semaforo era sul verde ed è certo che la velocità da egli (n.d.e.: ma, recte, da “lui”) tenuta era superiore a quella consentita, ossia ad una velocità a seguito della quale lo scontro comporti il reciproco arresto delle traiettorie dei due veicoli coinvolti, senza apprezzabile trascinamento di uno ad opera dell’altro”;
b) poiché anche il veicolo dell’attore I. M. aveva proseguito la marcia oltre il punto d’urto, per questo “anch’egli viaggiava a velocità superiore a quella conforme a prudenza ed (è) sicuramente falso che – come da egli (n.d.e.: ma, recte, da lui) affermato in citazione – si fosse arrestato davanti al semaforo spento per verificare se sopraggiungessero veicoli da destra”;
c) “è pertanto certo che a produrre l’evento dannoso abbiano contribuito il malfunzionamento del semaforo, la velocità tenuta da L. F., la velocità tenuta da I. M. e l’imprudenza dello stesso nell’affrontare il crocevia”.
Non è dato cogliere perché due veicoli che si scontrino lateralmente debbano immediatamente arrestarsi per potersi affermare che procedessero a velocità conforme a prudenza; manca ogni riferimento alla circostanza che per lo I. il semaforo era spento e che, a semaforo spento, egli sapeva che chi fosse provenuto dalla direzione di marcia del L. era tenuto a dare la precedenza; non si comprende sulla scorta di quali elementi sia stato ritenuto che il L. non abbia impegnato l’incrocio a luce per lui verde, così è normale che accada quando un semaforo funziona emettendo, alternatamente, luce verde o rossa.
Ne discende la fondatezza del secondo motivo, con assorbimento del primo, giacché la correttezza della sussunzione del fatto nell’ambito applicativo di una norma presuppone che il fatto sia, appunto, accertato con motivazione adeguata.
5.- Conclusivamente, accolti i primi quattro motivi del ricorso principale ed il secondo del ricorso incidentale ed assorbiti l’ultimo motivo del ricorso principale ed il primo di quello incidentale, la sentenza va cassata con rinvio allo stesso Tribunale in diversa composizione perché si pronunci nuovamente sugli appelli principale ed incidentale.
[La Corte] Accoglie i primi quattro motivi del ricorso principale ed il secondo del ricorso incidentale, dichiara assorbiti il quinto motivo del ricorso principale ed il primo del ricorso incidentale, cassa in relazione alle censure accolte e rinvia, anche per le spese, al Tribunale (OMISSIS) in diversa composizione.
Depositato in Cancelleria il 8 agosto 2013.
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