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Timestamp: 2019-01-21 16:57:57+00:00

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CATRIANERONE-AMBIENTE - L.R. 3 Aprile 2013-n.5
DENUNCE INIZIO ATTIVITA'
L.R. 3 Aprile 2013-n.5
L.R. 22 Luglio 2003-n.16
DISPENSE ESAME TARTUFI
Misure Conservazione Bocca Serriola
Misure Conservazione Furlo
Misure Conservazione M.Catria-M.Acuto
Misure Conservazione M.Nerone-Gola Gorgo Corbara
Misure Conservazione Serre di Burano
( B.U.R. 11 aprile 2013, n. 24 )
Art. 14 (Autorizzazione alla cerca e raccolta di tartufi nelle foreste demaniali) Art. 15 (Ambiti di cerca e di raccolta dei tartufi)
2. La presente legge disciplina, in particolare, la cerca, la raccolta, il commercio e la coltivazione dei tartufi. Art. 2
a) alla conservazione, ripristino e potenziamento degli ecosistemi naturali nelle zone vocate anche mediante la messa
a dimora delle piante tartufigene;
b) alla valorizzazione delle associazioni dei tartufai, di quelle dei tartuficoltori e dei consorzi volontari per la tutela e lo
sviluppo del tartufo;
1. Ai fini della presente legge per “enti competenti” all’esercizio delle funzioni amministrative in materia di cerca e raccolta dei tartufi si intendono le Province e le Comunità montane per i territori di propria competenza.
1. Il Centro sperimentale di tartuficoltura della Regione, con sede a Sant’Angelo in Vado, svolge le seguenti funzioni: a) supporto tecnico-scientifico nelle fasi di produzione, controllo e certificazione delle piantine tartufigene micorrizate,
prodotte nei vivai regionali ed impiantate nella regione;
b) sperimentazione delle tecniche vivaistiche per la produzione di piantine tartufigene, delle pratiche colturali per la
tartuficoltura e delle operazioni funzionali alla tutela e alla salvaguardia degli habitat naturali; c) divulgazione, consulenza ed assistenza tecnica ad operatori e tartuficoltori;
1. I titolari di aziende agricole e forestali e coloro che a qualsiasi titolo conducono tartufaie, compresi i Comuni e le Comunità montane, possono costituire consorzi per la difesa e la valorizzazione del tartufo, per la raccolta e la
commercializzazione nonché per l’impianto di nuove tartufaie.
2. Per la raccolta del tartufo è impiegato esclusivamente il “vanghetto” o “vanghella”, entrambi di lunghezza compresa tra cinquanta e ottanta centimetri, e con lama inamovibile dal manico, di forma rettangolare o a lancia, non superiore a sette centimetri nella sua larghezza massima.
1. La cerca e la raccolta dei tartufi, anche per i proprietari e conduttori di tartufaie coltivate o controllate, sono consentite esclusivamente nei periodi indicati nella tabella allegata alla presente legge.
3. Con le variazioni non possono essere anticipate le date di inizio della cerca e della raccolta dei tartufi. Art. 10
a) la cerca o la raccolta dei tartufi durante le ore notturne e al di fuori degli orari stabiliti ai sensi dell’articolo 2, comma
3, lettera a);
e) la cerca o la raccolta dei tartufi con l’esclusivo utilizzo del cane senza l’ausilio dei mezzi di cui all’articolo 8, comma
f) la cerca o la raccolta dei tartufi esercitata senza l’abilitazione di cui all’articolo 12, o in mancanza del versamento
della tassa di cui all’articolo 13 o senza l’autorizzazione di cui all’articolo 14;
g) la detenzione, la commercializzazione o la somministrazione, sotto ogni forma, con la denominazione “tartufo”, di
specie di tartufo diverse da quelle elencate nell’articolo 2 della legge 16 dicembre 1985, n. 752 (Normativa quadro in materia di raccolta, coltivazione e commercio dei tartufi freschi o conservati destinati al consumo);
h) l’acquisto, la detenzione, l’utilizzo, la vendita e la somministrazione dei tartufi da parte di commercianti ed esercenti attività di somministrazione di alimenti e bevande ancorché di specie ammesse alla raccolta fuori dei periodi consentiti.
4. L’età minima per ottenere l’abilitazione di cui al comma 1 è stabilita in quattordici anni. I minori di anni quattordici
possono assistere alle fasi di cerca e di raccolta.
3. La ricevuta del versamento deve essere conservata unitamente al tesserino di idoneità ed esibita, su richiesta, agli organi preposti alla vigilanza. Sono esentati dal pagamento della tassa di concessione i raccoglitori di tartufi sui fondi di loro proprietà o comunque da essi condotti, ed i raccoglitori che, consorziati, ai sensi dell’articolo 4 della legge 752/1985 , esercitino la raccolta sui fondi di altri appartenenti al medesimo consorzio.
4. Il gettito della tassa riscosso dalla Regione è riversato agli enti competenti, per l’esercizio delle funzioni previste all’articolo 3, secondo criteri e modalità stabiliti dalla Giunta regionale ai sensi dell’articolo 2.
4. Per la specifica ricerca e raccolta del tartufo “albidum pico” o “bianchetto” nel periodo consentito e limitatamente all’intera foresta demaniale regionale “Le Cesane” sono rilasciati permessi non limitati ad un numero prestabilito per le specifiche caratteristiche riproduttive di questo tartufo.
4. Nei terreni gravati da uso civico la raccolta è riservata esclusivamente ai titolari di tale diritto. Art. 16
2. Per tartufaia naturale si intende qualsiasi formazione vegetale di origine naturale, ivi compresa la pianta singola, che
produce spontaneamente tartufi.
3. Per tartufaia controllata si intende una tartufaia naturale sottoposta a miglioramenti nei quali sono da ricomprendere anche eventuali operazioni di incremento.
1. La vigilanza sul rispetto delle norme contenute nella presente legge è esercitata dai soggetti di cui all’articolo 11 del d.p.r. 14 luglio 1995, n. 376 (Regolamento concernente la disciplina della raccolta e della commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati), nonché dalle guardie volontarie di vigilanza ecologica di cui alla l.r. 19 luglio 1992, n.
29 (Disciplina del servizio volontario di vigilanza ecologica).
4. Le modalità di comunicazione dei dati di cui al comma 3 sono stabilite dalla Giunta regionale ai sensi dell’articolo 2. Art. 20
1. La violazione delle norme della presente legge, fermo restando l’obbligo della denuncia all’autorità giudiziaria per i reati previsti dal codice penale ogni qualvolta ne ricorrano gli estremi, è punita con sanzione amministrativa pecuniaria e comporta la confisca del prodotto.
2. Le sanzioni amministrative pecuniarie sono applicate per ciascuna delle seguenti violazioni, nei limiti minimi e massimi indicati:
a) cerca o raccolta in periodo di divieto o senza abilitazione o autorizzazione o in mancanza del versamento della tassa regionale: da euro 516,00 a euro 2.582,00;
b) cerca o raccolta durante le ore notturne e al di fuori degli orari stabiliti ai sensi dell’articolo 2, comma 3, lettera a): da euro 516,00 a euro 2.582,00;
c) cerca o raccolta con modalità difformi da quelle previste dalla presente legge: da euro 516,00 a euro 2.582,00;
d) cerca o raccolta nelle zone controllate e coltivate: da euro 516,00 a euro 2.582,00;
e) raccolta o detenzione di tartufi non maturi: da euro 516,00 a euro 5.170,00;
f) apposizione o mantenimento di tabelle di riserva nelle tartufaie non riconosciute: da euro 516,00 a euro 5.170,00;
g) commercio di tartufi freschi fuori dal periodo di raccolta o appartenenti a specie non ammesse senza il rispetto delle
modalità prescritte dall’articolo 7 della legge 752/1985: da euro 2.582,00 a euro 10.340,00;
h) commercio e somministrazione dei tartufi non maturi conservati da parte di soggetti diversi da quelli di cui all’articolo
8 della legge 752/1985: da euro 516,00 a euro 2.582,00;
i) commercio dei tartufi conservati senza il rispetto delle modalità prescritte dagli articoli 9, 10, 11, 12, 13 e 14 della
legge 752/1985, salvo che il fatto non costituisca reato a norma degli articoli 515,516,517 bis e 517 quater del codice penale: da euro 516,00 a euro 5.170,00;
l) assenza o errata comunicazione annuale alla Regione delle quantità commercializzate secondo quanto previsto dall’articolo 19, comma 4: da euro 516,00 ad euro 2.582,00;
m) violazione del divieto di cui all’articolo 10, comma 1, lettera g): da euro 2.000,00 a euro 20.000,00; n) violazione del divieto di cui all’articolo 10, comma 1, lettera h): da euro 2.000,00 a euro 20.000,00.
7. Gli enti competenti esercitano le funzioni inerenti l’irrogazione delle sanzioni amministrative previste dalla presente legge e svolgono le procedure per la confisca e per lo smaltimento del prodotto, nonché per la custodia del tesserino.
8. Ferme restando le sanzioni previste per la violazione di norme tributarie, le sanzioni di cui al presente articolo sono disposte ed irrogate ai sensi della l.r. 10 agosto 1998, n. 33 (Disciplina generale e delega per l’applicazione delle sanzioni amministrative di competenza regionale).

References: Art. 14
 Art. 15
 Art. 2
 Art. 10
 Art. 16
 Art. 20