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Newsletter - 27 marzo 2014
Rassegna stampa Asmel – Speciale Contratti e Appalti n.51 del 27/03/2014
CONVENZIONE QUADRO MULTIFORNITORE PER IL SERVIZIO DI TESORERIA
ASMEL indice una procedura di gara europea “modello Consip” che consente agli Enti di sottoscrivere una Convenzione Quadro Multifornitore per il servizio di Tesoreria con condizioni contrattuali innovative e vantaggiose per i Comuni e per gli utenti. Il servizio di tesoreria comunale, come è noto, non è più redditizio per gli Istituti di credito con la conseguenza che il servizio, laddove erogato, ha per il Comune costi elevati in termini di compenso e di tasso applicato alle anticipazioni o ancor peggio con tantissime gare che si chiudono con procedura deserta. L’esperienza quotidiana degli Enti, tuttavia, dimostra che il processo di smaterializzazione ha modificato profondamente anche i rapporti tra Ente e Tesoreria, con la gestione in via telematica della maggior parte del flusso informativo. La procedura è strutturata per un servizio online, che sopperisce alla eventuale assenza di uno sportello territoriale attraverso la diversificazione dei servizi all’utenza e la possibilità di attivare mediante carte prepagate e POS, strumenti di pagamento e di incasso aperti a tutti i cittadini, sia per l’erogazione di contributi per gli “utenti più deboli” che per facilitare il pagamento di servizi a domanda individuale, come la mensa scolastica o il trasporto scolastico, con l’utilizzo di carte di credito e bancomat. Qui la circolare informativa e lo schema di delibera di segnalazione.
REGIONE CAMPANIA E ASMEL: IMPEGNO COMUNE PER ACCELERARE LA SPESA DEI FONDI UE
Mercoledì 26 marzo presso la sede della Regione Campania si è svolto l’incontro operativo tra il team dell’Autorità di Gestione POR Campania FESR 2007-2013 e gli esperti della Centrale di Committenza ASMEL per dare concreta attuazione agli interventi di accelerazione della spesa. L’Autorità ha garantito una rapida istruttoria per l’integrazione documentale dei progetti presentati, chiedendo in particolare entro il prossimo 7 aprile la trasmissione del CUP, della Dichiarazione di coerenza a firma del RUP, l’indicazione del conto dedicato e degli elaborati costituendi il progetto. L’Autorità ha peraltro ribadito la legittimità dell’immediata indizione di gara per i progetti «completi e cantierabili». Dal canto suo ASMEL ha evidenziato il proprio supporto operativo a tutti i Comuni aderenti, attraverso l’attività di consulenza, la predisposizione di appositi Bandi-Tipo e l’uso della piattaforma telematica ASMECOMM. «L’interesse comune è fare presto e fare bene» ha commentato al termine dell’incontro la dott.ssa Formisano «l’uso della piattaforma telematica, infatti, può essere un valido strumento di accelerazione e di tracciabilità, utile anche in funzione della verifica documentale propedeutica alla rendicontazione».
PRONTO IL BANDO-TIPO AVCP ANCHE PER LA PIATTAFORMA ASMECOMM
Come noto, l’AVCP il 26 febbraio scorso ha emanato il primo Bando-Tipo per l’affidamento dei servizi di pulizia e igiene ambientale degli immobili nei settori ordinari predisposto ai sensi dell’ articolo 64, comma 4-bis, del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163. Il modello costituisce il quadro giuridico di riferimento sulla base del quale le stazioni appaltanti sono tenute a redigere la documentazione di gara per l’affidamento dei servizi di pulizia quanto alle parti individuate come vincolanti, nelle quali sono ricomprese le cause tassative di esclusione, salvo deroghe motivate puntualmente individuate. Sebbene la documentazione elaborata sia stata sottoposta a consultazione nel periodo luglio –ottobre 2013, non sono mancate le segnalazioni da parte delle Stazioni Appaltanti rispetto a talune previsioni dello stesso. Asmel Consortile in un’ottica di supporto operativo agli Enti aderenti e in sintonia con quanto stabilito dall’AVCP ha già provveduto a rendere tale modello immediatamente utilizzabile anche per le procedure di gara interamente telematiche. Per tutti gli Enti che operano attraverso la piattaforma ASMECOMM è quindi possibile avere a disposizione un Bando-Tipo per i “Servizi di Pulizia e Igiene Ambientale” validato tanto dall’AVCP che da ASMEL, verrebbe da dire quasi un doppio “bollino blu”.
AVCP: SEMPLIFICARE LA NORMATIVA SULLE AUTOCERTIFICAZIONI PER LA PARTECIPAZIONE A GARE PER APPALTI PUBBLICI
L'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture ha inviato a Governo e Parlamento un atto di segnalazione con il quale suggerisce di modificare il codice dei contratti per quanto riguarda l'obbligo di dichiarazioni relative all'assenza delle cause di esclusione di cui all’art. 38 comma 1 lett. b), c) ed m-ter) e al loro ambito di applicazione soggettivo. L’Avcp si è mossa anche in considerazione del fatto che occorre tener conto che nelle società spesso si riscontra la presenza di procuratori che assumono un ruolo centrale nell’organizzazione aziendale, muniti di poteri decisionali di particolare ampiezza, tali da potersi ritenere analoghi a quelli che lo statuto assegna agli amministratori. Si tratta di institori o procuratori dotati, tra gli altri, di poteri relativi alla partecipazione alle gare per l’affidamento di appalti pubblici. Qui l’Atto di segnalazione n.1/2014 sugli obblighi dichiarativi dei soggetti dotati di potere di rappresentanza ex art. 38 comma 1 con particolare riguardo ai procuratori ad negotia.
LINEE GUIDA PER L’INDENNIZZO DA RITARDO DELLA PA
Pubblicata nella Gazzetta ufficiale del 12 marzo la direttiva 9 gennaio 2014 della Funzione Pubblica contenente le linee guida per l’applicazione dell’art. 28 D.L. 69/2013 in materia di indennizzo da ritardo nella conclusione dei procedimento ad istanza di parte. La disposizione prevede il diritto dell'interessato ad ottenere un indennizzo da ritardo, ovvero, il pagamento di una somma pari a 30 euro per ogni giorno di ritardo fino ad un massimo di 2.000 euro; l’importo è calcolato a partire dal giorno successivo alla data in cui il procedimento avrebbe dovuto essere concluso. La fattispecie di indennizzo da ritardo va tenuta ben distinta da quella da danno da ritardo di cui al comma 1 dell'art. 2-bis della L. 241/1990. Quest’ultima, infatti, presuppone, l'avvenuta prova dell'esistenza stessa del danno, del comportamento colposo o doloso dell'Amministrazione e, ancor di più, della dimostrazione dell'esistenza di un nesso di causalità tra il danno lamentato e la condotta posta in essere dalla Pubblica Amministrazione. Qui la direttiva della Funzione Pubblica.
CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA: QUANDO RICORRE IL CONTROLLO ANALOGO
Appaiono interessanti le conclusioni dell’Avvocato Generale della Corte di Giustizia europea secondo cui l’affidamento «in house» non può trovare applicazione qualora il soggetto aggiudicatario cui l’amministrazione aggiudicatrice intende affidare direttamente l’appalto sia un ente di diritto privato tra i cui membri vi siano, ancorché in misura minoritaria, soggetti portatori di interessi privati. Nella causa all’esame della Corte quindi la stessa è chiamata a definire la portata della sua giurisprudenza secondo cui la presenza di interessi privati nel soggetto aggiudicatario esclude la possibilità che l’amministrazione aggiudicatrice eserciti su tale soggetto un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi, più specificamente anche nel caso in cui il soggetto aggiudicatario sia un’associazione senza scopo di lucro tra i cui membri vi siano, oltre alle amministrazioni aggiudicatrici, anche associazioni che perseguono finalità caritatevoli e di beneficienza. In tale caso, l’esistenza di disposizioni nello statuto del soggetto aggiudicatario che attribuiscono particolari poteri di controllo o di tutela ai suoi restanti membri pubblici o al membro del governo competente non permettono di configurare l’esistenza di un controllo analogo su tale soggetto che possa giustificare l’applicazione dell’eccezione «in house». La dimensione importante e la struttura complessa di un ente possono costituire elementi indiziari che, nell’ambito di una valutazione complessiva di tutte le circostanze del caso concreto, possono contribuire a giungere alla conclusione che tale ente gode di un margine di autonomia tale da escludere la sussistenza del controllo analogo. L’eccezione «in house» non può essere applicata qualora un soggetto aggiudicatario possa, conformemente al suo statuto, prestare servizi in regime di concorrenza in favore di enti pubblici non associati e di privati fino ad una quota che rappresenta il 20% del suo fatturato globale annuale accertato nell’esercizio precedente. Qui le conclusioni dell’Avvocato Generale della Corte di Giustizia europea.
LE CONDIZIONI MIGLIORATIVE DI CONSIP NON PERMETTONO IL RECESSO DELLA PA IN VIA AUTORITATIVA.
Con Sentenza n. 1312 del 17 marzo 2014, il Consiglio d Stato si è espresso sul potere delle amministrazioni di sciogliere in via autoritativa contratti di appalti di servizi e forniture, nel caso in cui intendano sostituire gli stessi con una Convenzione Consip nella medesima fattispecie che preveda parametri migliorativi. Il Supremo Consesso ricorda che l’Amministrazione può agire non solo in veste autoritativa, ma anche attraverso un diritto potestativo di natura civilistica. La conclusione di un contratto con la Pubblica amministrazione, infatti, può comportare l’applicazione sia della normativa comune che di quella privata: la prima regola la fase della scelta dell’altro contraente, la seconda la fase successiva relativa all’esecuzione del rapporto. Sulla base di queste premesse «il Collegio non ritiene che il citato art. 1, comma 13, del d.l. n. 135 del 2012 possa corrispondere all’attribuzione di una potestà, che consenta all’Amministrazione, già parte di un rapporto contrattuale a regolazione civilistica, di intervenire ab extra sul rapporto stesso in forma e modalità autoritativa, in modo tale da svincolarsi dagli obblighi contrattuali assunti per affermate esigenze di interesse pubblico.» Il Consiglio di Stato, quindi, ritenendo che l’esercizio del diritto di recesso da parte dell’Amministrazione non costituisca esercizio di una potestà pubblica, ma di un potere contrattuale, ha dichiarato la materia rientrante nella giurisdizione del giudice ordinario in quanto attenente alla fase esecutiva del contratto. Qui la sentenza del Consiglio di Stato.
DISCREZIONALITÀ DEL COMUNE NELL’AGGIUDICARE LA GARA NEL CASO DI UNA SOLA OFFERTA VALIDA
La previsione, nella lex specialis di gara, della non aggiudicazione in presenza di una sola offerta o di sue sole offerte valide, non determina in capo alla stazione appaltante un obbligo di non aggiudicazione, in quanto spetta a quest’ultima la scelta discrezionale in merito alla possibilità di aggiudicare o meno sulla base di criteri tecnici ed economici. Questo è quanto ha puntualmente precisato il TAR per il Piemonte (Sezione Seconda), in merito al ricorso presentato dal Comune di Livorno Ferraris. La previsione della Lex Specialis riproduce del resto la disposizione dell’art. 5, quarto comma, del Codice dei contratti pubblici, per il quale “il bando di gara può prevedere che non si procederà ad aggiudicazione nel caso di una sola offerta valida, ovvero nel caso di due sole offerte valide, che non verranno aperte.” Inoltre, anche laddove il bando non contenga tale previsione, resta aperta la disciplina di cui all’articolo 81, comma 3 secondo cui “le stazioni appaltanti possono decidere di non procedere all’aggiudicazione se nessuna offerta risulti conveniente o idonea in relazione all’oggetto del contratto”. Qui la sentenza del TAR nr. 449 del 14 marzo 2014
CONSIGLIO DI STATO: LA DIA SI PUÒ ESTINGUERE DOPO I 30 GIORNI SOLO IN PRESENZA DI UN INTERESSE PUBBLICO
Il Consiglio di Stato fissa i paletti entro cui la pubblica amministrazione deve muoversi se vuole annullare una Dia. Superato il decorso del termine di 30 giorni il potere di estinguere la DIA non è più vincolato, ma discrezionale ed è attuabile soltanto se ricorrono i presupposti per l’esercizio del potere di autotutela ex artt. 21 quinquies e 21 nonies L. n. 241/1990 (annullamento e/o della revoca d’ufficio), cioè soltanto in presenza di un interesse pubblico prevalente (diverso dal mero ripristino della legalità violata), entro un termine ragionevole e previa ponderazione del predetto interesse pubblico con quello del privato richiedente la DIA e dei controinteressati. La ratio del suddetto art. 19, comma 3, secondo periodo, L. n. 241/1990, è quella di non esporre il soggetto privato all’alea permanente del potere autoritativo dell’Amministrazione. Qui la sentenza nr. 175/2014.
JOBS ACT: IL DURC SOLO PER VIA TELEMATICA
Con la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale n. 66 del 20 marzo del decreto legge n. 34 prende il via la riforma del lavoro del Governo Renzi, il cosiddetto Jobs act, che tra le diverse misure tese alla semplificazione, contiene anche una disposizione riguardante il documento di regolarità contributiva. Il decreto legge, infatti, prevede che chiunque abbia interesse verifica con modalità esclusivamente telematiche ed in tempo reale la regolarità contributiva nei confronti dell'INPS, dell'INAIL e, per le imprese operanti nell’ambito del CCNL edizia, delle Casse edili, con una validità della interrogazione di 120 giorni. Con successivo decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da emanarsi entro sessanta giorni, verranno definiti i requisiti di regolarità, i contenuti e le modalità della verifica. Qui il decreto legge n. 34 del 20 marzo 2014.
ABUSI SU AREA DEMANIALE: LEGITTIMAZIONE A RICHIEDERE ISTANZA DI SANATORIA
Il Tar della Puglia si è espresso in materia di concessione di beni demaniali, ritenendo che vada ritenuta l’ammissibilità astratta per il titolare di concessione demaniale di un’istanza in sanatoria ex art.36 D.P.R.380/2001 in relazione ad opere abusive realizzate sull’area demaniale concessa. A fronte di un’istanza di sanatoria, l’interessato può esigere che l’Amministrazione tenga conto dell'eventuale sanabilità dell'occupazione prima di ingiungere lo sgombero del demanio. Anche la giurisprudenza penale implicitamente riconosce l’ammissibilità della sanatoria per le concessioni demaniali, allorché vi lega l’effetto di rendere il reato non più configurabile. Allorquando una determinata attività sia assoggettata al previo assenso dell’autorità amministrativa, spetta alla Pubblica Amministrazione (pur in assenza di una specifica disciplina) valutare la ricorrenza delle condizioni che possano rendere legittima la sanatoria, autorizzandola in via postuma. Qui la sentenza nr. 710/2014.
CONSIGLIO DI STATO. IL POTERE DELLA PA DI NON APPROVARE LA PROPOSTA DI PROJECT FINANCING
Il Consiglio di Stato ribadisce che in materia di finanza di progetto, la procedura di scelta del promotore presenta caratteri peculiari, in quanto è volta alla ricerca non solo di un 'contraente' ma di una 'proposta', che integri l'individuazione e la specificazione dell'interesse pubblico. In materia di "project financing", l'amministrazione, una volta individuato il promotore e ritenuto di pubblico interesse il progetto dallo stesso presentato, non era tenuta a dare corso alla procedura di gara, essendo libera di scegliere - attraverso valutazioni attinenti al merito amministrativo e non sindacabili in sede giurisdizionale - se, per la tutela dell'interesse pubblico, fosse più opportuno affidare il progetto per la sua esecuzione ovvero rinviare la sua realizzazione ovvero non procedere affatto. L'amministrazione è titolare del potere, riconosciuto dall'art. 21-quinquies della legge n. 241 del 1990, di revocare, per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto o di una nuova valutazione dell'interesse pubblico originario, un proprio precedente provvedimento amministrativo quando ciò avvenga prima del consolidarsi delle posizioni delle parti. Qui la sentenza nr. 1365/2014.
GOVERNO. PUBBLICATA LA TOP TEN DELLE COMPLICAZIONI BUROCRATICHE
Nella top ten delle complicazioni burocratiche secondo i risultati della consultazione pubblica sulle “100 procedure da semplificare” lanciata dal Ministro per la PA e la Semplificazione per snellire il carico burocratico che pesa sui cittadini e le imprese figurano gli adempimenti fiscali, ritenuti un costo insopportabile per tutte le imprese e, soprattutto, per le più piccole. In particolare vengono segnalati il numero eccessivo di adempimenti (dichiarazioni, comunicazioni e pagamenti) che si sovrappongono con scadenze diverse nell’anno e l’estrema difficoltà incontrata nel calcolare le differenti imposte. La top ten è stata predisposta sulla base delle quasi 2000 segnalazioni pervenute. Qui la top ten con al primo posto adempimenti fiscali ed al secondo posto gli adempimenti e procedure in materia edilizia.

References: articolo 64
 art. 38
 Sentenza 
 art. 1
 sentenza 
 sentenza 
 art. 19
 sentenza 
 art.36
 sentenza 
 sentenza