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E' oltraggio a magistrato se l'avvocato offende un giudice
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Posted on 8 ottobre 2014 by Avv. Giuseppe Tripodi
Sentenza 18 settembre– 1 ottobre 2014, n. 40596
Presidente Di Virginio– Relatore Rotundo
Tra magistrati ed avvocati non sempre corre buon sangue, ma arrivare agli insulti potrebbe costar caro infatti, con la sentenza che di seguito si riporta, la Cassazione ha riformato una sentenza d’Appello che assolveva un avvocato (condannato a 8 mesi in primo grado) per aver detto in udienza, rivolgendosi al giudice una frase lesiva dell’onore e del prestigio di quest’ultimo.
Per la Cassazione è chiaramente oltraggio a magistrato e, pertanto, deve ritenersi fondato il ricorso presentato dal Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Lecce che chiedeva l’annullamento della sentenza d’appello per manifesta illogicità e contraddittorietà della motivazione.
In effetti, precisa la Corte di Piazza Cavour, “è di tutta evidenza la manifesta illogicità e contraddittorietà della motivazione della sentenza impugnata”, infatti, proseguono i giudici, “la Corte di merito ha ritenuto che, contrariamente a quanto affermato dall’imputato, l’espressione “questa è pazza” era stata effettivamente pronunciata dall’avv. G. ed era stata da lui indirizzata al Giudice P. a motivo delle sue decisioni sulle richieste del medesimo legale e prima che avesse termine la redazione del verbale. La Corte di Appello ha, però, assolto l’imputato sul presupposto che egli non si sarebbe accorto che, nella foga, stava parlando a voce non adeguatamente bassa, in quanto le sue parole sarebbero state diverse se egli avesse voluto farsi sentire dal magistrato. Si tratta di conclusioni palesemente illogiche e contraddittorie, posto che in primo luogo lo stesso G. ha in realtà sempre negato di essersi rivolto al Giudice sostenendo di avere detto la frase “questo è pazzo” riferendosi al suo cliente Ippolito, e, in secondo luogo, tutte le risultanze processuali hanno dimostrato che il prevenuto, subito dopo avere detto “questa è pazza”, aveva battuto un colpo col pugno sul tavolo e si era allontanato dall’aula, in segno evidente di fastidio e dissenso, prima che il Giudice terminasse la verbalizzazione“.
La Cassazione comunque ha dichiarato l’estinzione dl reato per intervenuta prescrizione.
Articolo 343 Codice Penale
La pena è della reclusione da due a cinque anni, se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato [594 3].
Le pene sono aumentate [64] se il fatto è commesso con violenza o minaccia
magiustrato
P.A., terapie all’estero e giurisdizione del giudice ordinario

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Articolo 343