Source: https://clericetti.blogautore.repubblica.it/2020/05/05/la-germania-puo-rompere-leuro/
Timestamp: 2020-07-06 09:59:00+00:00

Document:
La Germania può rompere l’euro - SOLDI E POTERE - Blog - Repubblica.it
vincesko5 6 maggio 2020 alle 01:06
Non se ne può più dell'arroganza dei furbi-intelligenti Tedeschi. Essi vogliono solo i vantaggi dell'attuale assetto monco UE/Euro. Che è una pretesa non solo egoistica ma anche insostenibile a lungo nelle congiunture economiche negative. Figuriamoci in questa, che in Italia, tra alti e bassi, dura da 12 anni e che ha fatto crescere abnormemente il debito pubblico e il rapporto debito/Pil. Che, com'è noto, è la bestia nera dei Tedeschi.
I quali, a differenza nostra, fanno gioco di squadra, con una sola stella polare: l'interesse dell'apparato industriale-finanziario-commerciale tedesco. E, con qualche eccezione (vedi da ultimo il sorprendente Der Spiegel), furbescamente additano l'Italia spendacciona (una BUFALA cosmica) come capro espiatorio delle loro colpe. Imitati dai furbi-intelligenti Olandesi.
Soluzione? Sono due, da realizzare in parallelo.
1. Contare sulla forza della legge UE, che a differenza del passato è a sfavore della Germania, perché il rischio del suicidio paventato da Carlo Clericetti fa ora parte della consapevolezza dell'intera struttura europea.
2. Poiché, a differenza del passato (sentenza della CGUE del dicembre 2018), se la Corte Cost. tedesca riterrà la risposta della BCE insoddisfacente, si determinerà l'autoesclusione della Bundesbank dal QE, prima di chiedere soldi ai tirchi Tedeschi e Olandesi, dovremmo chiederli ai tirchi ricchi italiani, che sono più ricchi dei ricchi tedeschi.
vincesko5 6 maggio 2020 alle 21:29
Riporto il comunicato stampa della BCE:
Comunicato stampa della BCE sulla sentenza della Corte costituzionale federale tedesca
https://www.bancaditalia.it/media/notizia/comunicato-stampa-della-bce-sulla-sentenza-della-corte-costituzionale-federale-tedesca
vincesko5 6 maggio 2020 alle 21:36
In calce a questo articolo, riportai la sentenza del dicembre 2018 della BCE che diede torto alla Germania sul QE:
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2018/12/09/i-dazi-non-ci-sono-il-dumping-si/
jeantine01 6 maggio 2020 alle 22:43
Qualcuno ha notato l'incoerenza logica degli argomenti della Corte Suprema tedesca. Da un lato la sentenza richiama la BCE a limitare strettamente il proprio operato alla politica monetaria, e che il superamento da parte BCE di questi limiti è in contrasto con alcuni diritti solennemente sanciti dalla Costituzione tedesca. Dall'altro, la Corte rimprovera alla BCE di attenersi alla sola politica monetaria, senza,considerare gli effetti generali sulla politica economica delle sue decisioni, ad es. nei confronti dei risparmiatori tedeschi in seguito agli interessi nulli e all'aumento dei prezzi immobiliari. In altre parole, qualunque siano le decisioni della BCE, la Corte potrà criticarle, per i loro effetti troppo e troppo poco estesi, a seconda della convenienza.
Vedremo se l'ufficio legale della BCE (o la Corte di Giustizia Europea) vorranno rilevare questa incoerenza per mostrare la strumentalità della sentenza.
Ieri scrivevo della nomina politica di tutti i componenti della Corte Suprema di Karlsruhe. Qui si può trovare la vicinanza partitica di ciascuno dei giudici (quello che si è espresso sulla BCE è il secondo Senato):
https://en.wikipedia.org/wiki/Federal_Constitutional_Court#Current_members
Da notare che il presidente è in scadenza di mandato.
salvum 6 maggio 2020 alle 23:57
Il QE deve rivestire un ruolo che tocchi anche la parte fiscale.
In tal modo nessuno dei membri è immune dai risvolti.
Se non raggiunge tale forma, è del tutto inutile, e non può essere paragonato soltanto a una delle nazioni.
In tal senso è ubiquitario nella sua distribuzione di risorse.
Come si fa ad affermare che debba essere commisurato alle nazioni che ne farebbero anche a meno?
E' il contrario: tutti debbono farsene un uso.
E sarà certamente così, anche secondo distribuzioni diverse negli ambiti nazionali.
Ogni campanilismo è fuori luogo, per l'uso che ognuno farà delle nuove risorse.
Sarebbero solo supposizioni teoriche.
Ma nessuno decide, se non la Bce.
E comunque: il Qe è solo comprare titoli del debito pubblico. Anche altro, ma è una misura di stimolo all'economia e alla produttività. Nella prospettiva di espansione successiva delle economia.
Se non c'è possibilità di effettuare tali espansioni, non c'è motivo di far esistere la UE. Anzi la Ue sarebbe deleteria per le nazioni più fragili. Anzi sarebbe il fallimento incondizionato delle medesime, ad opera di chi si oppone al Qe e ad ogni strumento che si usa in tutte le nazioni del Mondo.
C'è solo da cercare un accordo opportuno, oppure no.
Senza far intervenire le Corti in modo improprio.
Ma il danno sarebbe enorme. E oggi con la crisi del covid, nessuno degli europei si rialzerebbe da un conflitto istituzionale e finanziario.
Anche volendo far decidere Solo la Germania (nella dimensione Qe) sarebbe una delusione senza fine per tutti. Forse cosa truce.
vincesko5 8 maggio 2020 alle 17:54
Scrivevo: contare sulla forza della legge UE. L’azione esagerata della Corte Costituzionale tedesca provoca la reazione eccezionale della Corte di Giustizia UE.
Presa di posizione contro i giudici costituzionali della Germania: "Solo una istituzione europea può giudicare se un atto è contrario al diritto dell'Unione"
https://www.repubblica.it/economia/2020/05/08/news/corte_di_giustizia_ue_bce_germania_conflitto_di_competenze-256051899/
jeantine01 8 maggio 2020 alle 22:13
Oggi in un’intervista Schauble afferma di temere per la sopravvivenza dell’Euro dopo la sentenza della Corte Suprema tedesca. Sulla sincerità del timore di Schauble si può obiettare, non però sulla sua fondatezza. Questo sia per il contesto in Germania da cui la sentenza trae origine (l’insofferenza sempre più diffusa nella classe dirigente verso le pressioni solidaristiche che arrivano da certi paesi), sia per le conseguenze della sentenza, che crea un precedente di un membro dell'Unione che si contrappone alla giustizia europea e ne rigetta la sovranità, e spinge così qualsivoglia paese UE a fare altrettanto.
Vorrei quindi promuovere una specie di sondaggio, cui inviterei un po’ tutti qui, a cominciare da Clericetti, con idee anche molto diverse (ad es. dalle mie). Il tema è: date le mutate condizioni degli ultimi anni, e all’accelerazione dovuta alla crisi pandemica, conviene ancora alla Germania rimanere nell’Euro? (che in fondo è la domanda delle domande, parlando di Europa).
Provo a buttare giù qualche argomento, pro e contro la permanenza tedesca nell’Euro (mantenendo però almeno inizialmente la presenza nell’UE).
a) Con la rottura dell’area Euro, i paesi periferici potrebbero soffrire una grande crisi che si ripercuoterebbe sulla Germania, che ha questi paesi tra i principali importatori dei suoi prodotti e servizi.
b) Aziende europee appartenenti alla filiera potrebbero fallire, con riflessi sulla catena produttiva in Germania.
c) Il livello della competizione in Europa si alzerebbe drasticamente, con il molto probabile arrivo di grandi capitali di potenze esterne, che verrebbero a minacciare la supremazia economica e industriale tedesca in Europa.
d) Il “nuovo Marco” risulterebbe sopravvalutato, danneggiando il suo export.
e) La UE ne uscirebbe indebolita e potrebbe a sua volta decomporsi.
f) In questo caso, la Germania si troverebbe a fronteggiare da sola le potenze planetarie, rischiando di finire come vaso di coccio, non avendo più tra l’altro un ombrello nucleare (attualmente dato dalla sola Francia).
a) La Germania potrebbe riappropriarsi della politica monetaria e rialzare i tassi, soddisfacendo gli ambienti finanziari e tranquillizzando la piccola-media borghesia preoccupata per i suoi risparmi.
b) Non avrebbe più alcun obbligo verso i paesi periferici (ammesso che ne abbia qualcuno, e che lo rispetti, al di fuori delle decisioni della BCE di cui sopra).
c) E’ ormai venuto meno e non è prevedibile che si riproponga il vantaggio derivante dal differenziale d’inflazione tedesco con Italia e Francia, che ha permesso alla Germania di guadagnare quasi il 25% in termini competitivi (anzi negli ultimi anni è avvenuto il contrario, sebbene in misura molto limitata).
d) Il ridimensionamento della competitività dell’economia italiana, tra gli obiettivi dell’adesione tedesca all’Euro, è ormai compiuto (nell’arco di poco più di 20 anni il rapporto tra i PIL delle due economie è passato da 1,5 a circa 2).
e) L’uscita del Regno Unito ha reso meno attraente la permanenza nella UE.
f) La Germania potrebbe avere maggiore dl libertà di manovra nel negoziare accordi commerciali con il mondo anglosassone.
cclericetti 9 maggio 2020 alle 00:53
La tesi che la Germania non troverebbe più tanto attraente restare nell'euro ha alcuni sostenitori. C'è per esempio chi sostiene che l'export tedesco è sempre più extra europeo e questo fatto ridurrebbe l'interesse a conservare la situazione attuale. E' una tesi che non mi convince, non solo perché siamo in una fase di guerre (anche se soft) commerciali, ma perché con un marco fortemente rivalutato non sarebbe più tanto facile mantenere quel saldo commerciale. Che ne sarebbe, poi, del legame politico con la Francia? Infine, perché abbandonare una posizione di egemonia, dove, a parte la Bce che si rifiuta (finora) di seguire fino in fondo le follie tedesche, non si muove foglia che Berlino non voglia? Questa è una guerra interna alla Germania in cui la Corte ha preso le parti della minoranza che vorrebbe la fine dell'euro. Io alle preoccupazioni di Schäuble ci credo.
salvum 9 maggio 2020 alle 15:23
Una volta per l'Italia era una fortuna entrare in affari con la restante Europa.
Ma in realtà c'erano motivazioni ben valide e solide.
Oggi gli ostacoli non mancherebbero per farne a meno (per noi).
Infatti abbiamo una certa quantità di denaro da investire nel debito, o se si vuole nello sviluppo.
Ossia abbiamo avuto il tempo di accumulare anche di più rispetto ad altri.
Ci fermerebbe la quotazione della nostra futura moneta.
E anche la protezione delle nostre borse dei nostri titoli azionari, obbligazionari e di debito pubblico.
In Italia non si dovrebbe venire a spaccare sacchi ovunque.
Dovrebbe essere messo in evidenza tale comportamento e impedito.
Molte ditte italiane infatti pretendono che certi titolo non vadano in mano agli stranieri.
Siamo ben lontani dalle agenzie di rating, con tale ragionamento.
Noi ci sovvenzioniamo.
Nessuno potrebbe speculare.
Molte ditte straniere resterebbero deluse...
Ma da noi chi ci metterebbe i soldi sarebbe sempre premiato. Ma certamente non defraudato nel capitale.
Ma la politica non può fare qualunque cosa.
E mettere ogni risorsa sul piatto della democrazia è comunque funesto per tutti.
Far aumentare il debito a dismisura è l'esplosione della nazione, anche se ricca.
Non si potrà risanare una nazione che sceglie i default.
Ma chi è in grado di scoraggiare chi lo chiede?
Chi oggi non costruisce il partito del default ?
Qualunque sistema per abbassare il debito, poi diventa un boomerang. Perchè ci sarà gente che userà quei soldi a scopo elettorale.
In realtà, tutte le nazioni vorrebbero rasentare sempre quello strato..
In tal caso ci sarà un destino ovunque che si chiama miseria.
Poichè solo in quel caso non ci saranno partiti del default.
Essendo già in tale stato.
Quindi oggi ci vuole una nuova Costituzione.
PS. Ma la gente non capisce neanche che le super potenze possono permettersi una situazione simile e continua senza pagarne le conseguenze.
E tutti vorrebbero una tale situazione in casa loro..
Ma il disastro è puntuale, se uno lo chiede.
jeantine01 9 maggio 2020 alle 15:47
Sul primo suo punto (la convenienza o meno tedesca ad appartenere all'UE per massimizzare il suo export), mi sembra che il cambiamento avvenuto negli ultimi anni riguardi soprattutto il modello di contrattazione, che si è spostato da un quadro globale di libertà di scambi sotto l'egida WTO a uno basato sulla negoziazione bilaterale, che richiede soluzioni flessibili e ad hoc. Se, anche in conseguenza della crisi attuale, questo modello tendesse a imporsi in modo generale ("la deglobalizzazione"), effettivamente la Germania potrebbe trovare nella UE un ostacolo alla sua libertà di manovra. Sono però d'accordo che al momento siamo ancora lontani da una vera svolta in questo senso (mentre Trump identifica nella Cina il nemico per salvare la sua rielezione, l'implementazione dell'accordo commerciale bilaterale di gennaio va avanti, seppure a rilento).
Il rapporto privilegiato con la Francia è funzionale agli equilibri europei e potrebbe venire meno nel momento in cui questi fossero rotti. Certo in questo caso rimarrebbe il problema della dipendenza dal blocco anglosassone nella difesa, a cominciare dalla copertura nucleare. (Del resto, come abbiamo visto, non a caso i personaggi che spingono contro l'Euro sono vicini a questo blocco).
Su Schauble penso abbia ragione. Potrebbe cominciare a pensare che il giocattolo antisolidale che lui stesso ha contribuito a costruire potrebbe sfuggire di mano. La Germania non manca certo di esperienze di giocattoli sfuggiti di mano.

References: CGUE 
 sentenza 
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