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Senato della Repubblica XVI LEGISLATURA RESOCONTO SOMMARIO RESOCONTO STENOGRAFICO ALLEGATI. 381ª seduta pubblica martedì 18 maggio PDF Download gratuito
Senato della Repubblica XVI LEGISLATURA RESOCONTO SOMMARIO RESOCONTO STENOGRAFICO ALLEGATI. 381ª seduta pubblica martedì 18 maggio 2010.
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1 Assemblea RESOCONTO SOMMARIO RESOCONTO STENOGRAFICO ALLEGATI ASSEMBLEA 381ª seduta pubblica martedì 18 maggio 2010 Presidenza del vice presidente Chiti, indi del presidente Schifani
2 ii 381ª Seduta Assemblea - Indice 18 maggio 2010 INDICE GENERALE RESOCONTO SOMMARIO... Pag. V-IX RESOCONTO STENOGRAFICO ALLEGATO B (contiene i testi eventualmente consegnati alla Presidenza dagli oratori, i prospetti delle votazioni qualificate, le comunicazioni all Assemblea non lette in Aula e gli atti di indirizzo e di controllo)
3 iii 381ª Seduta Assemblea - Indice 18 maggio 2010 INDICE RESOCONTO SOMMARIO RESOCONTO STENOGRAFICO PREANNUNZIO DI VOTAZIONI ME- DIANTE PROCEDIMENTO ELETTRO- NICO...Pag. 1 SUI LAVORI DEL SENATO Presidente... 1 SULL ATTENTATO AL CONTINGENTE MILITARE ITALIANO IN AFGHANI- STAN Presidente... 2 GOVERNO Informativa del Ministro della difesa sull attentato al contingente militare italiano in Afghanistan e conseguente discussione: La Russa, ministro della difesa... 3, 5, 8 e passim Pedica (IdV)...8, 9, 10 D Alia (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE).. 10, 11 Torri (LNP) Del Vecchio (PD) Cantoni (PdL) SUI LAVORI DEL SENATO. PARLA- MENTO IN SEDUTA COMUNE, CONVO- CAZIONE Presidente CALENDARIO DEI LAVORI DELL AS- SEMBLEA SULLA CONCOMITANZA DEI LAVORI NELLE COMMISSIONI Presidente Casson (PD)... 19, 20 SULL APPELLO LANCIATO IN OCCA- SIONE DELLA MARCIA PER LA PACE DI ASSISI Presidente... 20, 21 Granaiola (PD) ORDINE DEL GIORNO PER LE SEDUTE DI MERCOLEDÌ 19 MAGGIO ALLEGATO B INTERVENTI Testo integrale dell intervento del senatore Pedica nella discussione sull informativa del Ministro della difesa sull attentato al contingente militare italiano in Afghanistan...Pag. 23 Testo integrale dell intervento del senatore Del Vecchio nella discussione sull informativa del Ministro della difesa sull attentato al contingente militare italiano in Afghanistan. 26 Documento prodotto dalla Tavola della pace in occasione della Marcia per la pace Perugia-Assisi del 16 maggio 2010, allegato su richiesta della senatrice Granaiola CONGEDI E MISSIONI COMMISSIONI PERMANENTI Approvazione di documenti DOMANDE DI AUTORIZZAZIONE AI SENSI DELL ARTICOLO 68, SECONDO E TERZO COMMA, DELLA COSTITU- ZIONE Trasmissione e deferimento DISEGNI DI LEGGE Annunzio di presentazione Assegnazione Presentazione di relazioni INDAGINI CONOSCITIVE Annunzio GOVERNO Richieste di parere per nomine in enti pubblici Trasmissione di atti e documenti ATTI DEL GOVERNO Proroga del termine per l espressione del parere N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Italia dei Valori: IdV; Il Popolo della Libertà: PdL; Lega Nord Padania: LNP; Partito Democratico: PD; Unione di Centro, SVP e Autonomie (Union Valdôtaine, MAIE, Io Sud, Movimento Repubblicani Europei): UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-IS-MRE; Misto: Misto; Misto-Alleanza per l Italia: Misto-ApI; Misto-MPA-Movimento per le Autonomie-Alleati per il Sud: Misto-MPA-AS.
4 iv 381ª Seduta Assemblea - Indice 18 maggio 2010 CORTE DEI CONTI Trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti.....pag. 34 MOZIONI, INTERPELLANZE E INTER- ROGAZIONI Annunzio Apposizione di nuove firme a interrogazioni. 34 Mozioni.....Pag. 34 Interpellanze Interrogazioni Interrogazioni con carattere d urgenza ai sensi dell articolo 151 del Regolamento Interrogazioni da svolgere in Commissione.. 72
5 v 381ª Seduta Assemblea - Resoconto sommario 18 maggio 2010 RESOCONTO SOMMARIO Presidenza del vice presidente CHITI La seduta inizia alle ore 16,30. Il Senato approva il processo verbale della seduta pomeridiana del 13 maggio. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE. L elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all Assemblea saranno pubblicati nell allegato B al Resoconto della seduta odierna. Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 16,32 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico. Sui lavori del Senato PRESIDENTE. In attesa che termini la Conferenza dei Capigruppo, sospende brevemente la seduta. La seduta, sospesa alle ore 16,32, è ripresa alle ore 16,47.
6 vi 381ª Seduta Assemblea - Resoconto sommario 18 maggio 2010 Presidenza del presidente SCHIFANI Sull attentato al contingente militare italiano in Afghanistan PRESIDENTE. (Si leva in piedi e con lui l intera Assemblea). Ieri mattina l esplosione di un ordigno in provincia di Herat ha provocato la morte di due soldati italiani, il sergente Massimilano Ramadù e il primo caporal maggiore Luigi Pascazio, e il ferimento di altri due, il caporalmaggiore Gianfranco Scirè e il caporale Cristina Buonacucina, partecipanti alla missione di pace volta a debellare il terrorismo e a consolidare la democrazia in Afghanistan. Esprimendo sentimenti di profonda partecipazione al dolore delle famiglie dei soldati deceduti e di affettuosa vicinanza ai soldati feriti ed alle famiglie, invita l Assemblea a osservare in segno di lutto un minuto di silenzio. (L Assemblea osserva un minuto di silenzio). Informativa del Ministro della difesa sull attentato al contingente militare italiano in Afghanistan e conseguente discussione LA RUSSA, ministro della difesa. A nome del Governo esprime profondo cordoglio e commossa partecipazione al dolore delle famiglie dei soldati italiani uccisi, Massimiliano Ramadù e Luigi Pascazio, e feriti nell attentato avvenuto ieri mattina nella provincia di Herat al passaggio di un convoglio di rifornimento di uomini e mezzi. Il caporale Cristina Buonacucina, che ha riportato le lesioni più gravi ma non è in pericolo di vita, è stata trasferita nell ospedale americano di Ramstein in Germania per essere sottoposta ad un delicato intervento chirurgico. Il caporalmaggiore Gianfranco Scirè, ferito in modo più leggero, è rientrato in Italia in mattinata. L attentato di Herat non era specificatamente diretto contro i soldati italiani, ma si inquadra in una risposta degli insorgenti contro l intero contingente internazionale per cercare di contrastare la realizzazione del piano Mc Chrystal, che prevede un maggior controllo del territorio, un intensificazione dell opera di ricostruzione e un attività di promozione della cultura dei diritti per conquistare le menti e i cuori dei civili afgani. Gli attacchi terroristici, che si sono intensificati dopo la pausa invernale, mirano a fiaccare il morale del contingente internazionale, ma soprattutto a scuotere l opinione pubblica europea. Ogni indecisione può essere letta come un segno di debolezza: il ritiro del contingente italiano costituirebbe quindi una vittoria per i terroristi. Entro il 2013 il controllo militare del territorio e la lotta alla criminalità e al traffico di droga passeranno sotto il controllo del legittimo Governo afgano: fino a quella data l Italia ha il
7 vii 381ª Seduta Assemblea - Resoconto sommario 18 maggio 2010 dovere di sostenere una strategia che è volta a stabilizzare la regione. La partecipazione italiana alla missione ISAF, che è stata recentemente rifinanziata con un voto unanime del Parlamento, non è quindi in discussione: della sua importanza sono consapevoli gli stessi soldati che vi partecipano con impegno e dedizione, apprezzati per la loro competenza e professionalità. Compito del Governo è quello di garantire ai contingenti impegnati all estero, che rappresentano un motivo di orgoglio per il Paese, strumenti di protezione adeguati e dotazioni di sicurezza sempre più efficaci. (Prolungati applausi dai Gruppi PdL, LNP, UDC-SVP-Aut: UV- MAIE-IS-MRE e PD). PEDICA (IdV). Nell esprimere gratitudine e vicinanza ai militari italiani impegnati nelle missioni internazionali, rileva la necessità di avviare una riflessione politica sul senso e sul futuro delle missioni militari all estero, alcune delle quali, come quella in Afghanistan, si svolgono palesemente in un contesto di guerra e potrebbero configurare una violazione dell articolo 11 della Costituzione. Affinché il sacrificio dei militari italiani non sia inutile, è necessario ed auspicabile che da tale riflessione abbia origine un mutamento di paradigma della politica estera del Governo, finalizzato a trasformare progressivamente l impegno militare in Afghanistan in una missione civile, attraverso una seria exit strategy ed un aumento degli stanziamenti sul fronte della cooperazione allo sviluppo. (Applausi dal Gruppo IdV. Proteste dal Gruppo PdL e dai banchi del Governo). Allega il testo dell intervento ai resoconti della seduta (v. Allegato B). D ALIA (UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-IS-MRE). Si associa al cordoglio espresso dal ministro La Russa per la scomparsa dei due militari italiani e agli auguri di pronta guarigione nei confronti degli altri due militari feriti. Il modo migliore per esprimere solidarietà nei confronti dei militari impegnati in Afghanistan è ribadire con forza l opportunità e l importanza della partecipazione italiana alla missione ISAF, volta a stabilizzare il Paese e a migliorare le condizioni di vita della popolazione, ed impegnarsi concretamente per aumentare la sicurezza e l efficienza con cui i militari stessi operano. Annuncia pertanto il pieno sostegno all impegno del Governo in tale difficile scenario, nella convinzione che un eventuale disimpegno militare sarebbe interpretato come un successo da parte di coloro che muovono gli attacchi contro il contingente internazionale. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-IS-MRE e PdL e dai banchi del Governo). TORRI (LNP). Nell esprimere cordoglio alle famiglie delle vittime ed auguri di pronta guarigione ai feriti, rinnova il pieno sostegno della Lega Nord a tutti i militari italiani impegnati in missione all estero, in particolare a coloro che operano nel difficile contesto afgano. La Lega Nord conferma il proprio appoggio agli impegni assunti dal Governo nell ambito della partecipazione italiana alla missione ISAF, volta a sradicare il terrorismo internazionale e a restituire un futuro di speranza al popolo af-
8 viii 381ª Seduta Assemblea - Resoconto sommario 18 maggio 2010 gano, anche attraverso la ricostruzione delle infrastrutture civili. Un ritiro del contingente internazionale al momento è del tutto inopportuno e rappresenterebbe una fuga dagli esiti imprevedibili; ci sarà tempo e modo per discutere, insieme agli alleati, sul futuro della missione. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL e dei senatori Marini e Burgaretta Aparo). DEL VECCHIO (PD). Il Partito Democratico esprime cordoglio e vicinanza alle famiglie dei caduti ed augura una pronta guarigione ai feriti; ancora una volta i militari italiani hanno mostrato la dedizione con cui assolvono ai difficili compiti cui sono chiamati. È necessario tuttavia svolgere una riflessione serena ed oggettiva sul ruolo della missione internazionale in Afghanistan, la quale, dal 2002 ad oggi, ha contribuito al raggiungimento di importanti traguardi sul fronte della ricostruzione delle istituzioni democratiche e delle infrastrutture materiali. Se da un lato appare impensabile, al momento, l idea di un ritiro del contingente militare, che farebbe ritornare il Paese nelle stesse condizioni da cui si voleva trarlo, sarebbe dall altro auspicabile ed opportuno un ripensamento di tale missione sulla base delle innovazioni strategiche indicate dal Presidente degli Stati Uniti Obama, basate sulla necessità di evitare le vittime civili, su una maggiore attenzione alla ricostruzione e alla riconciliazione interna del Paese e su una progressiva cessione di responsabilità all esercito afgano. Su questi fronti l Italia può e deve fornire un importante contributo, continuando ad operare con equilibrio e professionalità. (Applausi dai Gruppi PD e PdL e del senatore Burgaretta Aparo). Allega il testo dell intervento ai Resoconti della seduta (v. Allegato B). CANTONI (PdL). Il ministro La Russa ha evidenziato con chiarezza qual è la missione dei soldati che onorano l Italia negli scenari internazionali. A seguito del drammatico evento che ha colpito il contingente militare ad Herat non bisogna pensare di porre fine alla missione in Afghanistan facendo rientrare i militari, perché anche solo ridimensionando, qualitativamente o quantitativamente, l impegno italiano in quel territorio si rischia di rendere vani gli sforzi fin qui compiuti. Bisogna invece onorare gli impegni presi con la comunità internazionale in Afghanistan, dove l Italia è presente per migliorare le condizioni di vita della popolazione, per contribuire ai processi di democratizzazione del Paese, ma anche per permettere la stabilizzazione di una vasta area dell Asia. Per tutte queste ragioni ritirarsi oggi sarebbe insensato. L Italia è orgogliosa dell impegno dei suoi militari ed il Gruppo Il Popolo della Libertà, onorando il coraggio dei soldati italiani caduti, esprime cordoglio e vicinanza alle Forze armate. (Applausi dai Gruppi PdL, LNP, UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-IS-MRE e PD).
9 ix 381ª Seduta Assemblea - Resoconto sommario 18 maggio 2010 Calendario dei lavori dell Assemblea Parlamento in seduta comune, convocazione PRESIDENTE. Comunica le determinazioni assunte dalla Conferenza dei Capigruppo in ordine al calendario dei lavori dell Assemblea per il periodo fino al 27 maggio. Il Parlamento in seduta comune è convocato per le ore 9 di giovedì 1º luglio, per l elezione di otto componenti del Consiglio superiore della magistratura. Sulla concomitanza dei lavori nelle Commissioni CASSON (PD). Poiché si sono verificati episodi di sovrapposizione delle sedute della Commissione giustizia, della Commissione bicamerale d inchiesta sul fenomeno della mafia e della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, chiede che la Presidenza del Senato solleciti un maggior coordinamento nell organizzazione dei lavori delle Commissioni. PRESIDENTE. La Presidenza si farà carico di intervenire per risolvere il problema. Sull appello lanciato in occasione della Marcia per la pace di Assisi GRANAIOLA (PD). Dà lettura del documento prodotto dalla Tavola della pace all indomani della Marcia della pace, svoltasi ad Assisi il 16 maggio, che chiede il ritiro del contingente italiano presente in Afghanistan, una seduta del Parlamento dedicata alla politica italiana sulla questione afgana ed un adeguata informazione ai cittadini sull argomento. (Applausi dal Gruppo PD). Consegna il testo alla Presidenza affinché venga pubblicato in Allegato ai Resoconti della seduta (v. Allegato B). PRESIDENTE. Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l ordine del giorno delle sedute del 19 maggio. La seduta termina alle ore 17,53.
10 x 381ª Seduta Assemblea - Resoconto sommario 18 maggio 2010
11 1 381ª Seduta Assemblea - Resoconto stenografico 18 maggio 2010 RESOCONTO STENOGRAFICO Presidenza del vice presidente CHITI PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 16,30). Si dia lettura del processo verbale. BONFRISCO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 13 maggio. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE. L elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all Assemblea saranno pubblicati nell allegato B al Resoconto della seduta odierna. Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico PRESIDENTE. Avverto che nel corso della seduta odierna potranno essere effettuate votazioni qualificate mediante il procedimento elettronico. Pertanto decorre da questo momento il termine di venti minuti dal preavviso previsto dall articolo 119, comma 1, del Regolamento (ore 16,32). Sui lavori del Senato PRESIDENTE. Colleghi, in attesa che abbia termine la Conferenza dei Capigruppo, sospendo la seduta; alla ripresa dei nostri lavori avrà luogo l informativa del Ministro della difesa in ordine al recente attentato che ha colpito il contingente italiano nella provincia di Herat in Afghanistan. (La seduta, sospesa alle ore 16,32, è ripresa alle ore 16,47).
12 2 381ª Seduta Assemblea - Resoconto stenografico 18 maggio 2010 Presidenza del presidente SCHIFANI (ore 16,47) Sull attentato al contingente militare italiano in Afghanistan PRESIDENTE. (Si leva in piedi e con lui tutta l Assemblea). Onorevoli colleghi, come è ormai tristemente noto a tutti voi, nella mattinata di ieri un ordigno fatto esplodere al passaggio di un convoglio militare nella provincia di Herat, in Afghanistan, ha provocato la morte di due soldati italiani, due alpini della Brigata Taurinense: il sergente Massimiliano Ramadù e il caporalmaggiore Luigi Pascazio. Ancora una volta l Italia piange due suoi giovani figli caduti per la pace, due soldati impegnati a consolidare la democrazia e la stabilità dell Afghanistan e, con esse, la sicurezza e la libertà di tutto il mondo dalla piaga oscura del terrorismo. Non dobbiamo dimenticare mai che è la difesa di questi irrinunciabili valori a motivare ogni giorno la permanenza in quella terra difficile, martoriata da anni di guerre e di violenze, di una Forza di pace internazionale in grado di accompagnare il popolo afgano nel difficile cammino verso il rafforzamento della democrazia, dell indipendenza e della sicurezza all interno dei propri confini. Sono certo di interpretare i sentimenti di tutta l Assemblea nel rivolgere un pensiero di profondo cordoglio e di commossa partecipazione al dolore delle famiglie e delle Forze armate, come ho già manifestato nella giornata di ieri in un messaggio inviato al capo di Stato maggiore della Difesa, generale Vincenzo Camporini. Voglio esprimere, inoltre, un sentimento di affettuosa vicinanza ai militari feriti nel corso dell agguato, il primo caporalmaggiore Gianfranco Scirè e il caporale Cristina Buonacucina, rivolgendo loro un sincero augurio di pronta guarigione. In segno di lutto, invito l Assemblea a osservare un minuto di silenzio. (L Assemblea osserva un minuto di silenzio). Informativa del Ministro della difesa sull attentato al contingente militare italiano in Afghanistan e conseguente discussione (ore 16,52) PRESIDENTE. Ringrazio il ministro della difesa, onorevole La Russa, per la sua immediata disponibilità a venire a riferire all Assemblea del Senato. Dopo l intervento del Ministro, ciascun Gruppo avrà a disposizione cinque minuti. Ha facoltà di parlare il ministro della difesa, onorevole La Russa.
13 3 381ª Seduta Assemblea - Resoconto stenografico 18 maggio 2010 LA RUSSA, ministro della difesa. Signor Presidente, la ringrazio di avermi dato la parola. Desidero ringraziare lei, signor Presidente, e gli onorevoli colleghi per l opportunità di poter riferire anche al Senato, come ho già fatto questa mattina alla Camera dei deputati, in ordine al gravissimo attentato avvenuto ieri mattina in località Mangan con la conseguente morte di due nostri soldati e il ferimento di altri due militari. In questa dolorosa circostanza voglio innanzitutto esprimere profondo e sincero cordoglio, non soltanto mio, ma, credo, di tutto il Governo e se posso permettermi, signor Presidente di tutta l Assemblea, di tutto il Senato, come, questa mattina, di tutta la Camera, per la scomparsa di altri due militari, che hanno pagato con la vita la loro dedizione al dovere, il loro impegno, la loro consapevolezza di partecipare a una missione destinata a dare la pace a quello sfortunato territorio e più sicurezza alle nostre città. Credo che il fatto sia già conosciuto, in quanto avete letto le agenzie, ma voglio ribadirlo. Ieri mattina, alle ore 6,45 (erano circa le 9 in Afghanistan), un convoglio si è mosso da Herat verso Bala Murghab per portare rinforzi alla base avanzata Columbus, dove è di stanza il 2º Reggimento Alpini di Cuneo. Questo convoglio, formato non solo da militari italiani ma molto corposo (129 mezzi e 389 uomini) e destinato, oltre che a portare rinforzi, a sostituire i mezzi Lince che da molto tempo erano in quella base con quelli recentemente migliorati con una protezione aggiuntiva alla ralla ed altre protezioni, è stato colpito da una bomba artigianale. Si è trattato di una bomba ad altissimo potenziale, che ha provocato lo scoppio sotto uno dei mezzi Lince italiani. Era esattamente il quarto mezzo della colonna dopo i primi tre (quindi, era in realtà il settimo mezzo), con equipaggio afgano in ossequio alla nuova strategia che vede progressivamente sempre più impegnati i militari afgani, certo supportati da quelli del contingente internazionale. In questo mezzo erano trasportati quattro guastatori del plotone ricognizione del Genio alpini, un plotone di ricognizione avanzato che aveva il compito di verificare il percorso e l esistenza di bombe di questo genere, a vantaggio di tutta la colonna. Come già sapete ma voglio ricordarlo perché i nomi restino scolpiti nella nostra memoria a seguito dell attentato sono deceduti due giovani alpini: il sergente Massimiliano Ramadù, di 33 anni, comandante del mezzo, nato a Velletri l 8 febbraio 1977, coniugato, e il caporalmaggiore Luigi Pascazio, di 25 anni, conduttore del mezzo, nato a Grumo Appula, in provincia di Bari, il 23 novembre Sono rimasti inoltre feriti il primo caporalmaggiore Gianfranco Scirè, di 28 anni, di Palermo, e il caporale Cristina Buonacucina, di 27 anni, una giovane radiofonista nata a Foligno, in provincia di Perugia, il 30 novembre In particolare, il primo caporalmaggiore Gianfranco Scirè ha riportato la frattura di una gamba, mentre più serie sono le ferite riportate dalla giovane radiofonista, che in questo momento è una notizia che non potevo dare questa mattina è sottoposta a un importante intervento chirurgico,
14 4 381ª Seduta Assemblea - Resoconto stenografico 18 maggio 2010 che durerà otto-dieci ore, a Ramstein, in Germania, dove è stata trasportata con un aereo-ospedale dall Afghanistan. Era già stata trasferita nel Role 3 dell aviazione americana, e da lì i medici hanno deciso di trasportarla nella base americana di Ramstein, in Germania. Noi non ci siamo opposti, perché erano loro che l avevano in cura: abbiamo quindi lasciato loro il compito di individuare la migliore soluzione per intervenire. Nell équipe che sta intervenendo partecipa un nostro medico che, a intervento avviato, si è mostrato ottimista, per quello che può valere in questo momento: ha detto che, come prima impressione, la condizione è migliore di quella che si potesse presumere. Speriamo vivamente che sia così, ma restiamo in attesa di ulteriori notizie. Il caporalmaggiore Cristina Buonacucina non è comunque in pericolo di vita. Tutti i militari coinvolti sono effettivi al 32º Reggimento genio guastatori della Brigata alpina Taurinense di stanza a Torino. Signor Presidente, mentre ribadisco che restiamo in attesa delle notizie da Ramstein per la giovane ferita, possiamo sin d ora dire che è molto profonda la commozione ed è sincero il dolore per la perdita dei due giovani alpini. È una commozione vera che non riguarda solo noi, ma la stragrande maggioranza della nostra comunità nazionale che si stringe attorno al dolore dei familiari, che è vicina alle Forze armate, che sente come perdita grave e irreparabile la perdita di due ragazzi che hanno dato lo ripeto la vita per assolvere a un compito a cui li ha destinati la loro scelta di servire in armi l Italia, ma anche la scelta della politica di contribuire a livello internazionale a una maggiore sicurezza e pace nel mondo e a un minore pericolo derivante dal terrorismo. Si è trattato nuovamente di un attentato compiuto con un ordigno cosiddetto improvvisato (IED), in questo caso di altissimo potenziale. Altre volte il Lince, il mezzo nel quale erano trasportati i quattro guastatori, utilizzato da altre sei Nazioni oltre all Italia, ha salvato la vita a molti militari. Si sa però che all aumento dell efficienza dei mezzi difensivi corrisponde spesso un accresciuta potenzialità della minaccia e dell offesa: è una gara. Chi, come noi, sa che non siamo in guerra non può e non vuole mettere in campo i criteri, gli strumenti e le potenzialità che invece sono consentite in una guerra, e deve soprattutto badare a svolgere il proprio compito anche con l uso della forza giusta, mettendo in campo tutte le difese possibili; a ciò però fra riscontro un aumento della potenzialità dell offesa. In questo contesto credo che sia assolutamente necessario e inderogabile considerare prioritario il continuo aggiornamento e la continua ricerca di tutti i mezzi di protezione e di sicurezza di cui deve e può essere dotato il nostro contingente. Nonostante il momento drammatico, sono in condizione di dirvi che finora nulla è stato lasciato al caso, e che noi siamo nella condizione di poter dire che quello che la politica (con la P maiuscola) poteva fare per mettere in condizione di massima sicurezza possibile (che non basta mai) i nostri soldati è stato fatto; ma non bisogna deflettere da questo compito.
15 5 381ª Seduta Assemblea - Resoconto stenografico 18 maggio 2010 È per questo che oggi alla Camera mi sono permesso di dire che è lecito riflettere - io mi interrogo tutti i giorni al riguardo se il gioco valga la candela. Tutti i giorni mi chiedo se i sacrifici che i nostri ragazzi fanno, fino a lasciare in quelle terre lontane addirittura il bene più prezioso, che è la vita, siano un gioco a cui valga la pena partecipare. La risposta che il Governo, io, voi con il vostro voto al rifinanziamento delle missioni abbiamo dato è che il compito è così importante da consentire di chiedere questo enorme sacrificio ai soldati, che sono assolutamente consapevoli di ciò: negli incontri che ho avuto con loro ho visto la consapevolezza del rischio, ma anche la consapevolezza della necessità del loro impegno. Per questo, il nostro livello di gratitudine è ancora più alto e più importante. Signor Presidente, credo che questa assoluta e inderogabile necessità debba però accompagnarsi ad una considerazione che riguarda il futuro. È possibile dicevo interrogarsi. (Brusìo). BASSOLI (PD). Perché non fate silenzio? Perché non li prega di stare zitti? LA RUSSA, ministro della difesa. Senatrice, non tocca a me, mancherei di rispetto se lo chiedessi. Questa inderogabile necessità deve accompagnarsi ad un convincimento che ne sono certo accomuna tutta quest Aula. Si può discutere sull entità delle nostre missioni e sul numero dei nostri militari che, comunque, di comune intesa abbiamo stabilito non debba e non possa superare i uomini, rimanendo anzi al di sotto (attualmente siamo intorno alle unità; entro l anno arriveremo sotto alle 4.000). Si può discutere di tutto. Sono fermamente convinto della bontà delle nostre scelte, ma di una cosa l ho detto alla Camera e lo ribadisco non si può discutere: la necessità che, una volta scelta la via della partecipazione alle missioni internazionali, non sia lesinata alcuna risorsa affinché i nostri soldati possano godere della massima protezione possibile e dei migliori mezzi di sicurezza esistenti nel mondo. Su questo vi è un mio impegno assoluto e inderogabile. In questo senso, nell ultimo anno abbiamo, ad esempio, provveduto a dotare il Lince (che vede esposti in maniera particolare coloro che stanno in ralla, cioè nella torretta) di un ulteriore prima protezione, in attesa che lo stesso mezzo posto che non si può certo andare al supermarket e comprare un mezzo già pronto venga dotato di un sistema di guida remota della mitragliera, che consentirà al soldato mitragliatore di stare all interno del mezzo. Per il momento, quindi, abbiamo munito 58 Lince di una protezione aggiuntiva. È una magra consolazione, lo ripeto, ma è comunque una consolazione che, accanto ai due militari deceduti e alla ragazza ferita seriamente, colui che questa volta ha subito meno ferite sia proprio il militare che stava in ralla, nella torretta. Questa mattina ho avuto l occasione di incontrare questo militare all aeroporto, prima che venisse trasportato al Celio: è stato lui che ha dato coraggio a me, e mi ha
16 6 381ª Seduta Assemblea - Resoconto stenografico 18 maggio 2010 detto di sentirsi un uomo fortunato, ma ancora convinto della bontà del proprio ruolo e del proprio impegno. Peraltro, ha già terminato il periodo di addestramento (oltre che prima di approvvigionamento) un altro mezzo che si chiama Freccia. Ne abbiamo parlato in altre occasioni: si tratta di un mezzo un po meno veloce e più voluminoso, ma che garantisce in determinate circostanze una sicurezza assai maggiore di quella del Lince, che pure continuerà ad essere utilizzato per gli usi tattici che i militari riterranno opportuni e necessari. Una domanda che ci siamo posti, che la stampa si è posta, che qualche politico si è posto è se l attentato fosse diretto a colpire i soldati italiani. La risposta, purtroppo, viene dai fatti: nella stessa giornata un altro attentato ha colpito un soldato americano; questa mattina a Kabul c è stato un altro attentato con molte perdite di vite umane; la colonna non era composta solo da italiani. La risposta dunque è molto semplice: l attacco era rivolto alla missione internazionale, al contingente internazionale. Perché vi è una recrudescenza in questo periodo? Innanzitutto, perché è finito l inverno, e noi sappiamo che questa attività è ciclica. Non bisogna poi dimenticare che vi è una volontà destabilizzante crescente. Ma il motivo che noi riteniamo più importante di tutti è connesso all avvio del piano McChrystal, che prevede un maggior controllo del territorio, anche attraverso proprio quello che stavamo facendo l arrivo di rinforzi nelle basi avanzate. È vero che larga parte del territorio fino a ieri è stata assolutamente fuori dal controllo costante del contingente, che lo controlla finché è presente, ma non più quando se ne va. Il piano McChrystal prevede proprio un forte aumento del controllo del territorio. Questo naturalmente sta mettendo gli insurgent, i talebani e i terroristi nella condizione di dover reagire, ed essi reagiscono attenzione né con uno scontro aperto né cercando di fermare, attraverso attentati terroristici, la colonna. Vi siete chiesti questo non l ho riferito questa mattina alla Camera quale fosse lo scopo di questo attentato? Normalmente noi portiamo rinforzi di materiale e di uomini. Lo scopo dei terroristi doveva essere quello di bloccare l arrivo di questi rinforzi. Non ci hanno neanche provato. Hanno cercato di incidere sul morale delle truppe? No: hanno cercato di incidere sul morale dei cittadini europei! Colpiscono con l arma vile, subdola e vigliacca del terrorismo non per fermare l azione militare, che pure è improntata al massimo rispetto dei compiti che ci hanno affidato gli organismi internazionali, ma per cercare di minare la volontà dei popoli e dei Governi che fanno parte di quella missione nell intento di bloccare il terrorismo. Ecco perché mi permetto di dire che ogni nostra indecisione, ogni nostro eccessivo turbamento, che c è, forte, interiore, che produce un dubbio che si traduce in debolezza, finisce con l aiutare i terroristi. Quegli esponenti politici, per fortuna fortemente minoritari nel Parlamento, che ieri e ancora oggi ho letto sui giornali le loro dichiarazioni hanno chiesto, in maniera per me strumentale e strana, di interrompere la nostra missione, non hanno fatto altro che dare una mano, oggettivamente, forse inconsa-
17 7 381ª Seduta Assemblea - Resoconto stenografico 18 maggio 2010 pevolmente, al terrorismo. Ma forse in realtà non vogliono far altro che strizzare l occhio ad un pacifismo unilaterale, che in Italia c è sempre stato, per una posizione che posso anche comprendere e rispettare, ma mai condividere: mai condividere! Il piano McChrystal, cui è ispirata la nostra azione, ha l obiettivo di rafforzare la presenza sul territorio e di conquistare il cuore e le menti degli afgani attraverso una maggiore azione di ricostruzione, una maggiore vicinanza, una forte sollecitazione al Governo afgano a far crescere il rispetto dei diritti umani in quella terra. Questo dà molto fastidio ai terroristi, perché è l opposto di ciò che vorrebbero. Noi italiani questa strategia l abbiamo sempre rivendicata, l abbiamo sempre pensata, oltre che, nel nostro piccolo, cercato di predicare. Oggi che diventa la strategia della missione internazionale, dobbiamo supportarla nel migliore dei modi e far sì che possa essere foriera di un risultato positivo secondo i tempi che ci siamo dati: 2011, inizio del rientro dei soldati aggiuntivi inviati; 2013, affidamento della questione afgana al legittimo Governo afgano, alla polizia afgana, alle forze armate afgane, cui progressivamente stiamo già dando un ruolo sempre maggiore. Nessuno s immagina che da qui al 2013 vengano meno le minacce in Afghanistan, ma possiamo ragionevolmente immaginare, e volere, che entro quella data la afganizzazione della questione sia stata compiuta, e tocchi al legittimo Governo afgano e alle sue forze militari e di polizia affrontare e contrastare il terrorismo, così come il traffico di droga e la criminalità organizzata. Il Governo, pertanto, conferma pienamente l impegno, nella consapevolezza della sua valenza, per la stabilizzazione dell Afghanistan e per la lotta al terrorismo internazionale. Un impegno voglio leggere le parole stesse che ho usato alla Camera che non sarà certo messo in discussione da questo vile attentato. Personalmente ho incontrato i militari in Afghanistan più volte, e ho visto che questo è anche il loro sentimento, quello di far sì che non sia vano l impegno di chi si è alternato in quella terra per ridare già risultati concreti: la democrazia che avanza, le scuole che si aprono, le donne che cominciano con molta fatica ad avere diritti; l impegno per arrivare ad una situazione ancora migliore; ma, soprattutto, l impegno lo ripeto perché siano minori i pericoli derivanti dal terrorismo nelle nostre case, nelle nostre città, nelle nostre Nazioni. Concludo, dando atto del meritorio comportamento dei nostri militari in Afghanistan, dove operano senza dubbio in un contesto difficile e complesso. Ma lo stanno facendo con grande equilibrio, competenza e professionalità e sono animati, come dicevo prima, dalla convinzione dell utilità del loro ruolo. Questa sicurezza la garantiscono migliaia di uomini che hanno scelto tale strada. Consentitemi di dirlo, e non mi si accusi di chissà quale spirito militaresco. Consentitemi di dire che oggi l apprezzamento che essi riscuotono in ogni parte del mondo fa sì che, accanto alle grandi eccellenze che l Italia ha sempre vantato (l arte, la cultura, più recentemente la moda, il design), vi sia oggi anche la consapevolezza che l Italia può vantare un altra eccellenza, quella delle nostre Forze Armate, della
18 8 381ª Seduta Assemblea - Resoconto stenografico 18 maggio 2010 loro efficienza, dedizione, capacità di svolgere al meglio i compiti che gli organismi internazionali affidano loro. Credo che oggi i nostri ragazzi e le nostre ragazze con le stellette siano veramente una eccellenza che ci deve e ci può far inorgoglire. Ed alle ragazze con le stellette, alle donne, oggi che una di loro, per la prima volta, viene ferita seriamente, credo si voglia tutti insieme riconoscere un plus di solidarietà, di gratitudine, di vicinanza, perché hanno dimostrato, al pari dei loro colleghi uomini, di essere in grado di svolgere al meglio il loro compito. A loro, credo, un plus di sicurezza e di gratitudine deve e può essere riconosciuto. (Applausi dal Gruppo PdL). Voglio concludere leggendo l ultima parte perché sia chiaro, e mi rivolgo certamente agli infami, vigliacchi aggressori che hanno colpito anche stavolta nella maniera più subdola, ma anche alle orecchie che hanno qui in Italia e che riferiscono ogni dettaglio di quello che la politica e le istituzioni dicono e fanno in ragione di quello che avviene in Afghanistan. Ed ho l orgoglio di dire che la politica con la «P» maiuscola quella che si è manifestata con il voto unanime di rifinanziamento delle missioni internazionali, una politica orgogliosa in questo caso della propria unità al di là degli schieramenti e le istituzioni mandano a dire (e se ci sono orecchie che ascoltano, e ce ne sono, riferiscano) che rimane più che mai saldo l intendimento del Parlamento e del Governo di mantenere l impegno italiano per la stabilizzazione dell Afghanistan. Ribadisco, pertanto, che anche questo drammatico episodio avrà come unico effetto il rafforzamento del nostro convincimento sulla presenza italiana in Afghanistan e sul nostro apporto alla missione ISAF. La nostra vicinanza ai soldati italiani è più forte che mai, il nostro convincimento del loro ruolo è più sicuro e doveroso che mai. (Prolungati applausi dai Gruppi PdL, LNP, UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE e PD). PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull informativa del Ministro della difesa. È iscritto a parlare il senatore Pedica. Ne ha facoltà. PEDICA (IdV). Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Ministro, ho ascoltato ciò che ha detto, ma in base alle parole da lei pronunciate non riesco a capire se lei rispetti ancora la nostra Costituzione oppure no. Le recito solo il contenuto dell articolo 11 della nostra Costituzione, che avrebbe dovuto obbligarla a parlare in un altro modo: «L Italia ripudia la guerra come strumento di offesa e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali»... LA RUSSA, ministro della difesa. Legga l altro comma! Legga l altro comma... PEDICA (IdV)....ed io non ho sentito niente in riferimento a ciò nelle parole del Ministro della difesa. (Vivaci commenti dal Gruppo PdL).
19 9 381ª Seduta Assemblea - Resoconto stenografico 18 maggio 2010 GRAMAZIO (PdL). Sei un buffone! Tu e gli altri! Vai a casa, buffone! GAMBA (PdL). Vergogna! Cialtrone! (Commenti del senatore Belisario). PEDICA (IdV). E se ieri, signor Ministro, era il giorno del lutto, del cordoglio, della sofferenza... (Vivaci commenti dal Gruppo PdL). PRESIDENTE. Vi invito a calmarvi, colleghi, altrimenti devo interrompere la seduta, e su un argomento del genere non vorrei essere costretto a farlo. La prego di continuare il suo intervento, senatore Pedica. LA RUSSA, ministro della difesa. Chiedo scusa. Chiedevo solo di leggere la seconda parte dell articolo. PEDICA (IdV). Come dicevo, se ieri era il giorno del lutto, del cordoglio, della sofferenza e del silenzio, oggi è il giorno della parola, della riflessione politica e anche della critica, perché da questa Aula non deve uscire solo un momento di dolore, assolutamente doveroso, ma non sufficiente, perché rivolto soltanto al passato, ma deve sortire anche un progetto che guardi al futuro. Ieri sono morti il sergente Massimiliano Ramadù ed il caporalmaggiore Luigi Pascazio. Sono morti ad Herat, mentre stavano portando avanti una missione che il Governo aveva loro detto essere di pace, mentre si adoperavano per la ricostruzione e portavano aiuto alla popolazione afgana che il Governo gli aveva garantito esserci grata e riconoscente, mentre onoravano la nostra Patria e la nostra Costituzione, che il Governo aveva loro assicurato essere una Costituzione pacifista, che all articolo 11 lo ripeto rinnega la guerra come strumento d offesa. Colleghi, questi giovani, a cui va il pensiero di gratitudine, di orgoglio e di amore dell Italia dei Valori e dell Italia intera, non si erano sbagliati indossando la divisa per servire l Italia, rischiando la loro vita per la sicurezza internazionale e per la difesa del nostro Paese. Chi si era sbagliato e chi sta sbagliando anche adesso, purtroppo, è il Governo. Ho sentito dalle sue parole, signor Ministro, che «il gioco vale la candela»; non so se sia così quando la «candela» si chiama guerra e non più pace. Questo stiamo dimostrando, e se da un anno e mezzo continuiamo a ribadirlo, anche astenendoci sul finanziamento delle missioni e votando contro l articolo che regola nello specifico la missione afgana, oggi ancor di più non possiamo tacere. Le famiglie dei caduti ci chiedono di fare in modo che la tragedia dei loro figli non sia inutile. A noi ciò che fa più paura è che invece l inutilità sarà assicurata se non avverrà un mutamento di paradigma nella politica estera del Governo. Sono 23 volte che i genitori dei nostri italiani morti chiedono questo; non un cambiamento nelle scelte di quanti uomini in-
20 10 381ª Seduta Assemblea - Resoconto stenografico 18 maggio 2010 viare o di che mezzi rifornire, ma nella strategia generale che si intende perseguire, in Afghanistan come in altri teatri, per contribuire lealmente agli sforzi della comunità internazionale e, allo stesso tempo, valorizzare quello che il nostro Paese sa e può fare meglio. Se non si passerà cioè da un gioco al rialzo militare ad un progetto di riconversione civile cominciando a ridurre le spese della Difesa, che anche il decreto incentivi aumenta, investendo in piattaforme militari multifunzione (nonostante fosse una norma presentata per aiutare le fasce più deboli del nostro Paese); se non cominciamo ad aumentare le risorse del Ministero degli esteri, rivalutando una cooperazione allo sviluppo ormai scaduta in qualità e quantità dell impegno; se non si arriverà ad ammettere che la sicurezza in Afghanistan non è né perfetta, né perfettibile, in uno scenario ormai completamente mutato dall inizio della missione; se non si esternerà fìnalmente la volontà di uscire dal pasticcio afgano con una seria e condivisa exit strategy che non mortifichi i partner NATO ed europei, ma nemmeno la vita dei nostri soldati; se non riusciremo a fare tutto ciò, l Italia dei Valori si ritroverà ancora una volta a fare la Cassandra in un Parlamento di ciechi e di sordi. Noi non vogliamo essere premonitori di tragedie annunciate: vogliamo contribuire alla politica estera italiana ed alla sicurezza internazionale, ma solo partendo da un onestà di fondo, che finora lei, signor Ministro, non ha dimostrato, Signor Presidente, poiché, per i tempi ristretti di cui dispongo, non posso far presente tutto quello che il mio partito intende evidenziare, mi limito alle conclusioni del mio intervento e le chiedo l autorizzazione a lasciare agli atti il testo integrale del mio intervento. PRESIDENTE. La Presidenza l autorizza in tal senso, senatore Pedica. PEDICA (IdV). Diciamo che di guerra e di disorganizzazione nella gestione di questa si muore, come di mancanza di onestà intellettuale nella valutazione del presente e del futuro. Ciò che chiediamo oggi, e concludo, signor Presidente, pur sapendo di essere i soli a farlo, è la stessa cosa che ripetiamo da più di un anno: ci si impegni quando il nostro sforzo è legittimo, costituzionale e utile, ma si convertano i nostri sforzi quando giornate come quella di ieri testimoniano tristemente all Italia un errore macrostrategico che i nostri più valorosi cittadini non devono pagare. Cambiamo pagina. solo così la commemorazione di oggi avrà un senso. (Applausi dal Gruppo IdV). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore D Alia. Ne ha facoltà. D ALIA (UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-IS-MRE). Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
21 11 381ª Seduta Assemblea - Resoconto stenografico 18 maggio 2010 D ALIA (UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-IS-MRE). Signor Presidente, signor Ministro della difesa, cari colleghi, ci associamo, e lo facciamo con profondo convincimento e con intima solidarietà, alle sue parole di cordoglio per la scomparsa del sergente Massimiliano Ramadù e del caporalmaggiore Luigi Pascazio, così come alle parole di augurio di pronta guarigione per Cristina Buonacucina e Gianfranco Scirè. Oggi non è la prima volta che in quest Aula siamo chiamati ad esprimere il dolore per la perdita di nostri militari impegnati in missioni internazionali di pace, e non è la prima volta che le istituzioni del nostro Paese sono chiamate a dimostrare, al di là della consuetudine e della formalità, l intima e sincera solidarietà umana, politica e istituzionale a tutti i militari che in questo momento si trovano impegnati in Afghanistan, così come in tutte le missioni internazionali che vedono il nostro Paese in prima fila. Io credo, signor Presidente, signor Ministro, che il modo migliore per essere utili in questo momento, al di là delle parole di circostanza, e per essere sinceramente vicini ai nostri militari sia dire con chiarezza due cose. La prima che noi ci sentiamo di dire, senza infingimenti, con determinazione e con responsabilità, è che riteniamo che sia giusto stare lì, continuando l impegno internazionale del nostro Paese e rafforzando in termini di risorse umane, economiche e militari lo sforzo che il nostro Paese sta facendo in Afghanistan, perché è uno sforzo utile. Noi, infatti, siamo lì per formare il personale della polizia, per far crescere una nuova società civile afgana, con istituzioni forti che siano in condizione di governare quel Paese, un Paese difficile, in uno scenario difficile, e per creare infrastrutture civili che concorrano al suo sviluppo economico e sociale. Queste sono le ragioni per le quali, tutte le volte che qui in Parlamento siamo stati chiamati a votare sulle missioni, il nostro Gruppo ha votato a favore della loro prosecuzione; siamo qui per ribadire con forza che sarebbe suicida e vile rinunciare alla nostra presenza in quel territorio. Allo stesso modo, con altrettanta sincerità e determinazione, diciamo che noi riteniamo sia giusto pensare questo è il ruolo del Parlamento e ci sarà occasione per farlo al modo di migliorare le condizioni e l efficienza del nostro impegno in Afghanistan e in tutte le missioni internazionali di pace. Questo è il tema di cui ci dobbiamo occupare e non la sterile, stucchevole e di pessimo gusto disputa sul ritiro o meno dei nostri militari in questo momento. Noi condividiamo, signor Ministro, la dichiarazione che lei ha fatto in quest Aula, relativa al fatto che l ipotesi di un disimpegno possa essere in qualche modo interpretata, da chi barbaramente attenta alla vita dei nostri militari in quel Paese, come una istigazione o un incentivo. Noi riteniamo che questo sia profondamente vero e per queste ragioni, oltre ad associarci al dolore dei familiari e a solidarizzare, «senza se e senza ma», con i nostri militari impegnati in quel territorio, le diciamo che non verrà mai meno il sostegno del nostro Gruppo parlamentare alle missioni e a ciò che il Governo intenderà fare nell interesse del Paese in quello scenario difficile che tutti noi abbiamo voluto cambiare insieme.
22 12 381ª Seduta Assemblea - Resoconto stenografico 18 maggio 2010 (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE e PdL e dai banchi del Governo). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Torri. Ne ha facoltà. TORRI (LNP). Signor Ministro, colleghi, l attentato che è costato la vita a due militari del Genio guastatori alpini uccisi ieri mattina nella provincia di Herat ci ricorda una volta di più le difficoltà ed i grandi costi umani della nostra missione in Afghanistan. Quanto accaduto costituisce per me un motivo di particolare dolore, avendo presenziato, unitamente al Ministro della difesa, al sottosegretario Crosetto e ad alcuni colleghi, come la senatrice Bonfrisco e il mio collega di Gruppo Vaccari, alla sfilata degli alpini di una settimana fa a Bergamo. Mentre ci inchiniamo davanti al sacrificio dei nostri ragazzi ed al dolore delle loro famiglie, vogliamo sottolineare in questa triste occasione come in Afghanistan i soldati del nostro Paese non siano soli. La Lega Nord li sosterrà sempre. Operiamo infatti nel contesto di una grande alleanza occidentale che è lì con l autorizzazione delle Nazioni Unite per sradicare il terrorismo internazionale e soprattutto per restituire la speranza di un futuro migliore ad un popolo, quello afgano, che da oltre trent anni non conosce altro che scenari di guerra. Il carattere condiviso e non meramente nazionale dell impresa spiega la posizione di responsabilità assunta dal nostro partito, che, pur richiamando le dichiarazioni rese in passato, conferma la necessità assoluta di rimanere fedeli agli impegni presi con il Governo e con i Paesi alleati in merito a questa che, lo sottolineo, è una missione di pace. Commentando a caldo questa notizia, il ministro Bossi ha affermato che lasciare l Afghanistan adesso equivarrebbe ad una fuga dagli esiti imprevedibili, sia nei rapporti con i nostri alleati, che non riuscirebbero a capirne il motivo, sia soprattutto dal punto di vista di ciò che potrebbe accadere ai nostri militari presenti negli scenari di guerra. È soprattutto per queste ragioni che la Lega Nord intende ribadire ulteriormente e pubblicamente il suo sostegno alla missione dei nostri soldati in Afghanistan, tanto più che questo impegno non ha comportato soltanto l uso delle armi, ma anche interventi importanti sulle infrastrutture e sui servizi di base che sono stati messi a disposizione del popolo afgano. Oggi dobbiamo ricordarci che in quel martoriato Paese ci sono più strade, ponti, scuole ed ospedali di quanti non ne esistessero quando c erano i talebani. Quindi, a nostro avviso, ci troviamo in un momento nel quale non si può assolutamente uscire dall Afghanistan con un ritiro; anzi, forse questo è il momento per confermare il nostro sostegno alle truppe, che fanno il loro dovere in circostanze veramente tanto difficili. In conclusione, signor Presidente, ci sarà tempo e modo per riflettere sui destini di questa missione, soprattutto insieme ai nostri alleati, che unanimemente sembrano privilegiare il 2013 come data per il ritiro di tutti i contingenti. Ritengo che il 2013 non sia così lontano come potrebbe apparire, ma non è neanche dietro l angolo. Noi, il Gruppo della Lega Nord
23 13 381ª Seduta Assemblea - Resoconto stenografico 18 maggio 2010 ed io personalmente, vorremmo unirci al cordoglio delle famiglie, ma anche esprimere un augurio immenso ai due militari feriti, soprattutto alla ragazza, per una pronta guarigione, dicendo loro che la Lega Nord non sarà mai lontana dai nostri militari. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL e dei senatori Marini e Burgaretta Aparo). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Del Vecchio. Ne ha facoltà. DEL VECCHIO (PD). Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi, il Partito Democratico, come tutti gli italiani, esprime grande cordoglio e forte vicinanza alle famiglie dei caduti, invia un affettuoso saluto ai feriti, con l auspicio di una loro pronta guarigione ed in particolare, dopo le sue parole, signor Ministro, al caporale che in questo momento è sottoposto ad intervento chirurgico. I nostri soldati ancora una volta hanno dimostrato la loro dedizione ad un difficile compito fino ad arrivare, purtroppo, all estremo sacrificio. Non è questo certamente il momento della retorica, ma dobbiamo rimanere e guardare a questa situazione da un punto di vista oggettivo per poter dare risposte a tutti gli interrogativi che in questi giorni abbiamo sentito rivolgerci dall opinione pubblica. Questi interrogativi devono avere una risposta che deve partire dalle ragioni dell impegno della comunità internazionale in Afghanistan. Va ricordato innanzitutto che sono 42 le Nazioni che operano in quel teatro, ma soprattutto che questa presenza è stata decisa nel 2001 e negli anni successivi dall Organizzazione delle Nazioni Unite, che è un organizzazione internazionale prevista nell articolo 11 della Costituzione, alla quale naturalmente l Italia, come tante altre Nazioni, ha ceduto e cede parte della propria sovranità internazionale. L operazione in Afghanistan ha raggiunto dei risultati positivi in questi anni e forse sarebbe ingeneroso non riconoscerlo oggi, anche per ricordare l impegno di quei soldati che purtroppo hanno perso la vita. Nel 2005 è stato eletto democraticamente il Parlamento afgano: erano 30 anni che questo non accadeva. È stata avviata una riforma della giustizia nella quale l Italia ha avuto un ruolo importante; si stanno costruendo le forze di sicurezza nazionali, in un Paese che prima era diviso tra una moltitudine di poteri locali; l istruzione dei giovani, che nel regime talebano non potevano accedere alla cultura o alla crescita sociale, è diventato un obiettivo primario; è stata anche avviata la ricostruzione delle istituzioni democratiche e delle infrastrutture. Certo, si tratta di riforme realizzate o avviate con grande difficoltà, ma che sarebbero state impensabili senza la presenza della comunità internazionale. Purtroppo, l aumento degli incidenti indica che il processo di stabilizzazione non è ancora concluso. Non si tratta di disconoscere a mio modo di vedere le ragioni che sono alla base della presenza in Afghanistan. Un abbandono dell Afghanistan in questo momento da parte della
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