Source: http://notimaz.blog.kataweb.it/2006/05/03/
Timestamp: 2018-11-16 13:55:55+00:00

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Kataweb.it - Blog - Notizie » 2006 » maggio » 03
Mi sono sempre chiesto come venissero scritti gli articoli pubblicati su Libero, sempre così ricchi di spunti di discussione e promotori di liberta' civili e sociali. Per fortuna, grazie ai Ninja Assassini (di Kaos), siamo entrati in possesso del programma ufficiale utilizzato dai redattori per redigere i loro pezzi, e la stima è cresciuta ancora di più.
INAIL: AUMENTANO INFORTUNI TRA LAVORATORI PRECARI
Nel 2005 i lavoratori parasubordinati assicurati all'Inail sono stati oltre il milione, in aumento del 10% rispetto al 2003. Gli interinali, invece, sono stati oltre 430.000, con una crescita del 20% rispetto allo steso arco temporale. Il dato è contenuto nella ricerca sull'andamento degli infortuni sul lavoro, presentata oggi dall'Inail. L'incremento della base occupazionale ha riflessi anche sugli infortuni, in aumento sia per i parasubordinati (+8%) che per gli interinali (+3%).
AMBIENTE, CGIL: MATTEOLI INAFFIDABILE FINO ALLA FINE
“Malgrado sia cambiato il Parlamento e malgrado il Governo di cui fa parte sia dimissionario l’ex ministro all’ambiente Matteoli nelle ultime ore ha firmato ben 9 decreti attuativi della Delega Ambientale”. Lo afferma Paola Agnello Modica, segretaria confederale Cgil, che aggiunge: “Da tempo si era capita l’inutilità di fare appello alla sua sensibilità istituzionale ed a quella del suo capo di gabinetto. Rimaneva solo da fare affidamento al vincolo, da essi stessi inserito nel testo del Decreto legislativo di riordino della normativa ambientale, di consultare le parti sociali in merito ai singoli decreti attuativi, nell’ambito del Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali. Contravvenendo in modo plateale persino a questo vincolo normativo l’ex Ministro conferma fino all’ultimo la sua inaffidabilità”.
I danni della Moratti
La Moratti non e’ stata un ministro ma un razionalizzatore, peccato che la scuola produca futuro, non dividendi! Peccato che ogni suo taglio sia stato fatto sul futuro dei nostri figli e non abbia arricchito lo stato ma lo abbia distrutto!
Che al Primo Maggio, festa dei lavoratori e festa della sinistra, Letizia Moratti fosse come uno spino nell’occhio era fisiologico.
Il lavoro e’ strettamente collegato alla scuola. Chi affossa la scuola distrugge il lavoro ed e’ nemico del paese. La festa dei lavoratori puo’ solo rifiutare chi ha distrutto capziosamente scuola e lavoro come ha fatto la Moratti. Fischiare e’ poco. Si chiama autodifesa.
Grazie alla Moratti, l’Italia oggi ha il piu’ basso livello di istruzione europea, una dispersione scolastica del 30%, carenze nelle discipline matematiche e scientifiche, il minor numero di laureati e ricercatori, il minor livello di investimenti dedicati ai sistemi formativi, il maggior numero di intelligenze respinte all’estero e di eccellenze della scienza penalizzate per motivi politici e si pregia anche di una Enea diretta da un elettricista mentre un premio Nobel, punta di spicco delle energie alternative, e’ costretto ad andarsene e oggi lavora per Spagna e Cina.
Questo risultato e’ opera di una signora chiamata Moratti, l’Attila della scuola italiana, che non ha riformato la scuola ma l’ha deformata.
Il suo programma e’ stato: smontare, liquidare e annichilire la scuola pubblica, incentivando quella privata, favorendo la Chiesa di Roma e deviando fondi pubblici verso interessi privati.
All’aumento di alunni (107.000), di problemi e di richieste da parte della scuola, lei ha risposto con: meno insegnanti, piu’ tagli e piu’ precari.
Nel 2005 taglia 1,068 miliardi di € sulla scuola
Il 28% delle supplenze brevi
Il 75,1 milioni per le universita’.
6 milioni di € per la ricerca
60 milioni per l’edilizia universitaria
764 dirigenze scolastiche e 15.700 cattedre
chiude quasi il 10% delle scuole di primo grado e 226 edifici scolastici,
mentre 600.000 alunni devono andare in scuole private per mancanza di scuole pubbliche di zona e 50.000 allievi restano nelle liste di attesa vedi asili e materne).
Nel 2006 dai 3 miliardi di € stanziati passa a 2. In 5 anni taglia la spesa per la scuola di un terzo, -27% .
Con l’ultima finanziaria:
porta il capitolo di spesa da 166 a 99 milioni
taglia il 40% dei fondi dell’edilizia universitaria
il 15% alla ricerca di base
il 40,60% delle spese amministrative
mette a rischio le paghe di supplenti, docenti e ricercatori, bloccando ogni assunzione di personale e condannando a migliaia di persone a precariato a vita.
Taglia le supplenze lunghe, 21,25%, poi quelle brevi, che passano da 766 a 565 milioni di €, rendendo piu’ arduo l’accesso al lavoro a decine di migliaia di supplenti. Neanche pensa che, non sostituendo il personale di ruolo che va in pensione (46.000 persone), saranno i supplenti a farne le veci, cosi’ che essi aumentano vertiginosamente raggiungendo la cifra record di 130.000, il 12,9% del totale dei docenti italiani. Senza di loro la scuola italiana nemmeno andrebbe avanti. Non c’e’ bisogno di scovare complotti per giustificare i fischi che le sono stati tributati.
Se quei 130.000 precari fossero stati tutti a Milano l’avrebbero fatta sorda. Giustamente Bertinotti, nel suo discorso, si è rivolto particolarmente agli insegnanti, come categoria messa a rischio e vilipesa.
E poi naturalmente la tanto cattolica Moratti ha tagliato gli insegnanti di sostegno, i fondi per i diversamente abili (che sono ben 161.000 ), i fondi per l’inserimento di bambini non italiani (che sono ormai un terzo del totale e in molte classi superano per numero gli stessi bambini italiani).
Nel 2006 la scuola italiana si e’ trovata a dover economizzare su tutto: cartucce per stampanti, attrezzature di laboratorio, registri… Ci sono alunni che devono portarsi a scuola anche la carta igienica e il gesso. In molte scuole si è tagliato il riscaldamento. Ci sono famiglie costrette a fare collette per ridipingere i muri e comprare materiale scolastico. Non esiste piu’ la manutenzione delle scuole e il 57% delle scuole italiane non ha un certificato di agibilita’ statica e igienico-sanitaria ed e’ a rischio come la scuola di San Giuliano (11 morti), il 73% non ha certificato prevenzione incendi, il 37% e’ senza scale di sicurezza (ma si pensa al Ponte di Messina!). le scuole italiane stanno diventando pian piano come le scuole del terzo mondo! B fece un gran parlare delle tre famose I, di cui la prima era Informatica, ma di pc e’ meglio non parlare, sono 3 anni che non arriva nemmeno un € per la famosa informatizzazione, anzi gia’ il primo anno la Moratti taglio’ il 30% delle nuove tecnologie.
Grazie alla Moratti, il capitolo spesa per le private cattoliche ha potuto crescere di 1 milione di € in Lombardia, 572.000 € in Veneto, 680.000 in Campania…Mentre le classi meno abbienti tirano la cinghia e cresce il carovita, mentre si amplia la forbice tra troppo ricchi e appena sopravviventi, lei ha dato allegramente sovvenzioni ai ricchi per le scuole private, i famosi diplomifici per studenti ricchi ma somari. E, cosa magnifica, queste scuole non solo riscuotono laute quote dai privati per le iscrizioni ma restano senza alcun controllo di merito e hanno pure esami interni parificati! Tanto poi, se il rampollo resta somaro, il posto di comando glielo trova papa’ e un ruolo in politica non lo si nega a nessuno.
Si precisa anzi che il figlio dell’operaio non si deve mettere in testa di competere col figlio del ricco. Meglio spiazzarlo in partenza, sull’imperativo di Berlusconi. “La sinistra, e in particolare quella massimalista propone di rendere uguali il figlio del professionista e il figlio dell’operaio. Vuole togliere al ceto medio e dare alla classe operaia». Non sia mai! Avremo le caste come in India, il figlio dell’operaio faccia l’operaio, il figlio del politico faccia il politico.
E la Moratti si premura di realizzare questo bell’obiettivo democratico con percorsi scolastici differenziati con tutto il contorno che segue, mentre Tremonti preannunciava la privatizzazione delle universita’, facendone un privilegio per classi abbienti, visto che arrivare a una laurea in una universita’ privata costerebbe 2- 300.000 € e si potra’ abolire anche quell’articolo della Costituzione che parla di pari opportunita’ per tutti.
Per l’intera ricerca universitaria Moratti stanzia 100 miserevoli milioni di €, che non bastano nemmeno per la bolletta elettrica, ma concede 125 milioni di € al solo Tremonti per il suo istituto privato di economia (il quale peraltro con bella mossa economica, assume 700 funzionari solo per il suo ministero terminale), poi la Mroatti dà altre regalìe come quei 3 milioni l’anno di € al l’IMT di Pera, scuola di dottorato privata che la Moratti trasforma istantaneamente in universita’, senza nemmeno appurare se ne ha i titoli ma in virtu’ di spartizione politica. Devia anche denaro pubblico per finanziare ogni sorta di istituto privato cattolico, anche universita’ mai aperte o online!
Crea una miriade di lauree brevi trasformando i corsi di 5 anni in 3+2, dove spesso i 2 non ci sono, lasciando a meta’ gli iscritti con abbassamento grottesco del livello di formazione; volendo strafare introduce anche l’1+2+2, l’universita’ spezzatino.. il tutto con edifici cadenti e attrezzature di laboratorio inadeguate e crollo della competivita’ sul mercato del lavoro.
L’Italia aveva una delle migliori scuole pubbliche del mondo. Lei ne abbassa il livello, mentre, per esempio, paesi come l’India lo aumentano portando l’economia al 7% di crescita.
Cosi’ ora l’Italia sara’ pure al 7° posto al mondo per produzione di armi e 2° per armi leggere ma cade al 79° per liberta’ di informazione e 47° per competivita’ (sopra il Bottswana). Berlusconi addirittura ci ha fatto perdere 14 posti nella graduatoria delle liberta’ economiche! Mentre scendiamo al 40° posto per la libertà di stampa, dietro il Cile e la Namibia!
Ovviamente da una scuola in cui si tenta di introdurre la Genesi come testo scientifico (Creazionismo!) radiando Darwin, e si varia i testi di storia in nome di un revisionismo storico che riabilita il fascismo non ci si puo’ aspettare molto.
Lettera aperta ai parlamentari del Centrosinistra sulla pace
Il movimento contro la guerra di questi anni ha lottato per ottenere una vera svolta della politica estera italiana, chiedendo con mille iniziative che l'Italia si dissoci dalla guerra preventiva imposta dagli USA, per dare finalmente un segno di discontinuità, con un rinnovato ruolo di pace e ripudio della guerra. Per questi motivi, tener fede all'immediato e incondizionato ritiro delle truppe militari italiane dall'Iraq è l'unanime richiesta del grande popolo della pace.
Dopo l'ennesima strage a Nassirya, la propaganda patriottica tende a confondere l'opinione pubblica e a nascondere la verità. Perciò faccio appello alla responsabilità di voi donne e uomini, rappresentanti della volontà popolare, per fare una scelta di verità e coraggio.
Vorrei tanto che il dibattito in Parlamento vanificasse la retorica patriottica e militarista e ricordasse all'opinione pubblica il vero significato politico e morale di questa reiterata richiesta di ritiro delle nostre truppe:
-non perchè "cediamo al ricatto dei terroristi" ma perchè vogliamo compiere un atto di giustizia riparatrice. Infatti, fintanto che stiamo lì al
seguito della occupazione militare USA dello Stato sovrano dell' Iraq, siamo complici di un crimine internazionale, stiamo dalla parte del torto. Noi siamo gli invasori, i complici degli aggressori, per la repressione degli insorti, per la copertura complice di atroci crimini come le torture e le sparatorie sui civili. Noi siamo alleati di chi ha incenerito donne e bambini a Falluja con le armi al fosforo. Noi siamo sotto il comando di chi con la menzogna ha invaso e devastato un paese sovrano che vede in noi dei nemici.
-non perchè "vogliamo abbandonare il popolo dell'Iraq "senza aiuti umanitari, ma perchè siamo consapevoli che la nostra missione non ha senso fintantochè continua l'occupazione militare USA e non può espletare un vero compito umanitario di pace e ricostruzione. Infatti siamo consapevoli che, essendo solo il 10% delle spese totali della missione devoluto ad aiuti umanitari- mentre il 90% del budget serve al mantenimento delle truppe- l'aspetto umanitario è solo il paravento che copre il vero scopo della missione. Potevamo inviare aiuti direttamente alle ong irachene, anzichè dissiparli nel dispiegamento di mezzi militari, ma in questo modo non avremmo avuto sul posto il presidio militare dei pozzi di petrolio di Nassirya, la custodia dei convogli petroliferi e dei nostri contratti dell'ENI. Guerra per il petrolio mascherata da missione di pace: questa vergogna deve finire non perchè siamo "vigliacchi e non vogliamo mantenere le promesse", ma perchè ci sembra atroce continuare la litania dei morti dei nostri carabinieri , non certo sacrificati per la difesa della nostra patria, ma invece mandati al macello per una finta missione di pace in un territorio di guerra.
Il ritiro immediato e unilaterale delle truppe italiane dall'Iraq come è stato quello delle truppe spagnole avrà un doppio effetto positivo:
- farci identificare finalmente come un paese amico che vuole la pace;
- isolare ancora di più la politica di Bush e Rumsfeld della guerra
preventiva, sottraendogli la nostra alleanza servile e complice, per
influire sulla politica della Comunità internazionale e indurre un cambiamento di rotta. Qualunque aiuto umanitario e di ricostruzione del paese potrà essere offerto solo dopo una scelta di discontinuità come questa e solo dopo la fine della illegale occupazione USA dell'Iraq con la restituzione della sovranità piena al popolo iracheno.
Per questo CHIEDIAMO CHE LA MISSIONE NON SIA RIFINANZIATA
ALLA SUA PROSSIMA SCADENZA A GIUGNO,
MA VADA CHIUSA E ABOLITA PERCHE' STA DALLA PARTE DEL TORTO.
Quando saremo dalla parte della ragione studieremo altre possibili forme di intervento. Ma oggi basta, basta con i morti, basta con le menzogne e le ipocrisie.
Vi chiediamo di unirvi strettamente, con una grande battaglia morale e politica al movimento per la pace, di votare contro il rifinanziamento della missione in Iraq, di pretendere e imporre una svolta concreta, senza cambiare nome alla missione o casacca ai nostri carabinieri, senza persistere in una presenza in Iraq dal sapore comunque neo-coloniale ( le truppe umanitarie al seguito degli invasori occupanti).
I Comuni elimino le “Strisce blu” sulle carreggiate: il Codice della Strada le vieta
Lo “SPORTELLO DEI DIRITTI” della Provincia di Lecce, la cui delega è stata assegnata all’Assessore Carlo Madaro, interviene sulla tanto discussa regolamentazione delle cosiddette strisce blu, ossia delle aree adibite a parcheggio a pagamento da parte dei Comuni. E’ giurisprudenza costante da parte di numerosi uffici del Giudice di Pace in particolare Giudice di pace di Roma e di Bari (si vedano sul punto le sentenze emesse da diversi Giudici di Pace di Bari e rispettivamente rubricate ai n. 1824/01, 27015/03, 16353/03, 30229/03 e 14338/04) che considerano illegittima l’adibizione ad area a pagamento quei parcheggi situati al margine delle carreggiate. La lettera del Codice della Strada sembra confermare questa interpretazione, infatti il CdS all’art. 7 1° comma lettera f concede ai sindaci alle giunte Comunali la possibilità di stabilire “aree destinate al parcheggio sulle quali la sosta dei veicoli e’ subordinata al pagamento di una somma da riscuotere mediante dispositivi di controllo di durata della sosta...” e comunque continua lo stesso art. 7 al 6° comma “Le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori della carreggiata...”. Non sarebbero quindi illegittime tutte quelle strisce blu situate in aree appositamente dedicate a parcheggio a pagamento e che non fossero posizionate all’interno delle carreggiate, al contrario tutte le delibere delle Giunte Comunali che avessero stabilito parcheggi a pagamento sulle carreggiate sarebbero viziate dal cosiddetto eccesso di potere. Lo Sportello dei Diritti invita dunque tutti i Comuni che abbiano predisposto parcheggi a pagamento ai margini delle carreggiate a rimuovere questa situazione d’irregolarità. Lecce, 02 maggio 2006 L’Assessore al “Mediterraneo” con delega allo “Sportello dei Diritti” Carlo Madaro
Genova, luglio 2001: io non dimentico
1° Concorso letterario "Genova, luglio 2001: io non dimentico"
Per tenere vivo il ricordo di quei giorni, per non dimenticare Genova, Carlo e perché quanto successo in quei giorni non debba più accadere, abbiamo indetto questo concorso letterario. Un concorso per artisti di ogni età, genere o provenienza, che abbiano voglia di scrivere come hanno vissuto Genova, luglio 2001. Dunque invitiamo tutti quelli che amano scrivere o che abbiano la necessità di raccontare "Genova per noi" a recapitarci il loro racconto, saggio o la loro poesia su "Genova, luglio 2001: io non dimentico".
Regolamento Art. 1 - I comitati Verità e Giustizia per Genova e Piazza Carlo Giuliani indicono la prima edizione del Concorso Letterario "Genova, luglio 2001: io non dimentico" aperto a tutti e diviso in tre sezioni:
* Racconti (massimo 6 cartelle da 30 righe per 60 battute ovvero 10.800 caratteri, spazi compresi) * Saggi (massimo 10 cartelle da 30 righe per 60 battute ovvero 18.000 caratteri, spazi compresi) * Poesie (non più di due cartelle)
Art. 2 - Tutti i lavori dovranno essere spediti entro e non oltre il 15 Giugno 2006:
a - via mail all’indirizzo: concorso@veritagiustizia.it riportando: il titolo, nome e cognome dell’autore o degli autori, la sezione alla quale si intende partecipare, indirizzo completo, numero di telefono, indirizzo e-mail
b - in due copie, a mezzo posta celere o prioritaria, al seguente indirizzo:
Premio "Genova, luglio 2001: io non dimentico". c/o Casa della Pace e della Nonviolenza Piazza Palermo, 10/B 16129 Genova
Ognuna delle copie dovrà contenere il titolo, nome e cognome dell’autore o degli autori, la sezione alla quale si intende partecipare, indirizzo completo, numero di telefono, indirizzo e-mail.
Art. 3 - La giuria sarà costituita da scrittori, giornalisti, docenti universitari, rappresentanti dei comitati Verità e Giustizia per Genova e Piazza Carlo Giuliani. La composizione definitiva verrà pubblicata sul sito www.veritagiustizia.it - Gli elaborati migliori verranno raccolti in un’unica pubblicazione.
Art. 5 - La partecipazione al concorso E’ gratuita. La partecipazione implica l’accettazione, senza alcuna riserva o condizione, di tutte le norme del presente regolamento.
Art. 6 - Il comitato organizzatore si riserva il diritto di pubblicare le opere presentate, gli eventuali proventi derivanti dalla vendita delle opere saranno interamente destinati alle spese legali per i processi in corso a Genova.
I partecipanti dovranno fornire una dichiarazione con la quale autorizzano gli organizzatori alla eventuale pubblicazione dei propri elaborati, rinunciando a qualsiasi compenso per i diritti d’autore. Per i minori di 16 anni la dichiarazione dovrà essere effettuata da un genitore o da chi esercita la patria potestà.
Art. 7 - Le opere selezionate verranno pubblicate sul sito internet www.veritagiustizia.it dal quale E’ possibile scaricare il bando del concorso http://www.veritagiustizia.it/comunicati_stampa/1_concorso_letterario.php
La premiazione del Concorso avverrà in data 22 Luglio 2006 a Genova in sede da stabilire che verrà pubblicata sul sito.
ll Comitato Organizzatore
www.veritagiustizia.it www.piazzacarlogiuliani.org
Germania. Accordi assegno-figli e tassa sui ricchi
Al termine di una riunione durata più di 5 ore, i conservatori della Cdu/Csu e i socialdemocratici della Spd hanno trovato un accordo su due punti del programma di riforme: l'assegno per la nascita di un figlio (Elterngeld) e la tassa per i ricchi (Reichensteuer). Niente di fatto invece per quanto riguarda la sanità. Sull'assegno in denaro per i neonati, la Grosse Koalition ha stabilito che in caso di congedo da lavoro del genitore per la nascita di un figlio verra' dato per 12 mesi il 67% dell'ultima paga (comunque non superiore a 1800 euro), con deroghe per eventuali congedi dei padri. La 'tassa per i ricchi' sara' del 3% per i redditi sopra 250mila euro (single) e 500mila annui (coppie), imprese escluse. Le riforme saranno in vigore a partire dal prossimo anno. Sulla riforma sanitaria si continua a discutere. Sembra comunque certo un aggravio dell'imposta sull'assistenza sanitaria.

References: art. 7
 Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 5

Art. 6

Art. 7