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Timestamp: 2018-02-24 15:41:06+00:00

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Corte di Cassazione, sezione VI civile, sentenza 15 dicembre 2016, n. 25870 - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, sezione VI civile, sentenza 15 dicembre 2016, n. 25870
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La sospensione provvisoria della patente di guida è misura cautelare di esclusiva spettanza prefettizia, necessariamente preventiva, strumentalmente e teleologicamente tesa a tutelare con immediatezza l’incolumità e l’ordine pubblico, e, per ciò stesso, oggetto di un particolare e celere “iter” procedimentale che riconosce all’Amministrazione la facoltà di adottare provvedimenti cautelari, anche prima dell’effettuazione della comunicazione dell’avvio del procedimento agli interessati, così escludendo anche la necessità di dare ingresso (e risposta) alle eventuali osservazioni di costoro, che altrimenti ricorrerebbe alla stregua delle regole generali
Pertanto, la sospensione provvisoria della patente, per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, resta anche qualora l’interessato venga assolto nel procedimento penale
sentenza 15 dicembre 2016, n. 25870
Il prefetto di Bologna propone ricorso per cassazione contro G.F. , che non resiste con controricorso, avverso la sentenza del Tribunale di Bologna del 17.5.2014 che ha accolto l’appello della G. a sentenza del GP, sul rilievo che la stessa era stata assolta in procedimento penale perché la positività alla cocaina riscontrata con l’esame delle urine poteva essere riconducibile ad assunzioni pregresse anche di alcuni giorni per cui non vi erano elementi certi di uno stato di alterazione psico-fisica.
Il ricorso denunzia: 1) violazione degli artt. 223, 187, 189 cds perché il giudizio civile aveva ad oggetto soltanto la legittimità del provvedimento cautelare.
Resta fermo, però, il principio che la sospensione provvisoria della patente di guida è misura cautelare di esclusiva spettanza prefettizia, necessariamente preventiva, strumentalmente e teleologicamente tesa a tutelare con immediatezza l’incolumità e l’ordine pubblico, e, per ciò stesso, oggetto di un particolare e celere “iter” procedimentale che riconosce all’Amministrazione la facoltà di adottare provvedimenti cautelari, anche prima dell’effettuazione della comunicazione dell’avvio del procedimento agli interessati, così escludendo anche la necessità di dare ingresso (e risposta) alle eventuali osservazioni di costoro, che altrimenti ricorrerebbe alla stregua delle regole generali (artt. 3, 7, comma 1, 8 e 10 legge n. 241/90, art. 204 nuovo codice della strada, art. 18, legge n. 689/81).
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa| 2016-12-29T08:48:42+00:00	29 dicembre 2016|Cassazione civile 2016, Codice della strada, Corte di Cassazione, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti

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