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Timestamp: 2020-04-05 18:34:12+00:00

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Studio Legale Vitelli. Compliance aziendale, Sicurezza delle Informazioni, Privacy, Famiglia, Tutela civile e penale. - Giustizia Europea
Il diritto all'oblio trova applicazione soltanto nell'ambito europeo e non ha una portata generale.
Questa la posizione dell'ultima sentenza della Corte Europea
QUI LA SENTENZA IN ITALIANO
I cookies di profilazione e la protezione dei dati personali degli utenti Il consenso all’utilizzo e il principio espresso dalla Corte di Giustizia Europea
QUI LA SENTENZA IN ITALIANO.
La pratica di richiedere il consenso degli utenti all’uso dei cookie tramite caselle di spunta preselezionate è da considerarsi definitivamente vietata. La Corte di Giustizia Ue l’ha infatti ritenuta contraria al GDPR.
L’art. 15 §.1 Direttiva 2002/58/CE, relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche deve essere interpretato nel senso che esso osta ad una normativa nazionale che prevede, per finalità di lotta contro la criminalità, una conservazione generalizzata e indifferenziata dell’insieme dei dati relativi al traffico e dei dati relativi all’ubicazione di tutti gli abbonati e utenti iscritti riguardante tutti i mezzi di comunicazione elettronica.
(Corte di Giustizia UE, Grande Sezione, sentenza 21 dicembre 2016, cause riunite C 203/15 e C 698/15)
Raccolta 2013 - 2015
Una raccolta delle sentenze della Corte Europea in materia di trattamento dei dati personali
16-03-15_Case_Law_Overview_2015_EN.pdf
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Corte di Strasburgo conferma i principi del Jobs Act
La Corte di Strasburgo con la sentenza n. 61496-08 ha stabilito che, in determinate condizioni, il datore di lavoro ha il diritto di monitorare il dipendente durante l’attività lavorativa quando questo utilizza strumenti per svolgere le proprie mansioni e nel caso in cui riscontri violazioni può utilizzare le informazioni raccolte ai fini del licenziamento.
CASE OF BARBULESCU v. ROMANIA.pdf
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La Corte di Giustizia torna sul concetto di "stabilimento"
La normativa di uno Stato membro sulla tutela dei dati può essere applicata a una
società straniera che svolge, in tale Stato, tramite un’organizzazione stabile,
un’attività reale ed effettiva
Sentenza nella causa C-23014.pdf
Illegittimo l'accordo Safe Harbor tra UE ed USA
La magistratura europea ha rimesso in discussione gli accordi tra Stati Uniti e Unione Europea nella gestione della privacy su Internet, definendo illegale l'intesa di 15 anni fa, Safe Harbour, che regolamenta il trasferimento di dati sui due lati dell'Atlantico. La sentenza, che segue di qualche giorno il punto di vista dell'avvocato generale Yves Bot, potrebbe permettere il blocco del trasferimento dei dati personali degli utenti di Facebook e di altri sociali network.
cp150117en.pdf
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La sentenza della Corte di Giustizia Europea sul caso Google ed il diritto all'oblio
Il gestore di un motore di ricerca su Internet è responsabile del trattamento da esso
effettuato dei dati personali che appaiono su pagine web pubblicate da terzi. Così, nel caso in cui, a seguito di una ricerca effettuata a partire dal nome di una persona, l’elenco di risultati mostra un link verso una pagina web che contiene informazioni sulla persona in questione, questa può rivolgersi direttamente al gestore oppure, qualora questi non dia seguito alla sua domanda, adire le autorità competenti per ottenere, in presenza di determinate condizioni, la soppressione di tale link dall’elenco di risultati.
Qui su è scaricabile il Comunicato stampa della Corte Europea
QUI il link alla sentenza
Corte di Giustizia Europea Sentenza nella cause riunite C-293/12 e C-594/12 - 8 aprile 2014
La direttiva sulla conservazione dei dati Direttiva 2006/24/CE comporta un’ingerenza di vasta portata e di particolare gravità nei diritti fondamentali al rispetto della vita privata e alla protezione dei dati di carattere personale, non limitata allo stretto necessario.
La direttiva, imponendo la conservazione di tali dati e consentendovi l’accesso alle autorità nazionali competenti, si ingerisca in modo particolarmente grave nei i diritti fondamentali al rispetto della vita privata e alla protezione dei dati di carattere personale.
La direttiva non prevede garanzie sufficienti ad assicurare una protezione efficace dei dati contro i rischi di abusi e contro qualsiasi accesso e utilizzo illeciti dei dati. Essa rileva, tra l’altro, che la direttiva autorizza i fornitori di servizi a tenere conto di considerazioni economiche in sede di determinazione del livello di sicurezza da applicare e non garantisce la distruzione irreversibile dei dati al termine della loro durata di conservazione.

References: sentenza 
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