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Timestamp: 2020-06-03 13:19:15+00:00

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Diritto Bancario e Finanziario - Ultime Pubblicate
LCA bancaria, c.d. operazioni baciate e competenza della sezione specializzata in materia di impresa.
Banche popolari venete – Liquidazione coatta amministrativa – Acquisto di azioni c.d. baciate – Accertamento negativo del credito – Competenza sezione specializzata impresa – Procedibilità domanda.
Nel caso in cui i clienti di una banca popolare posta in liquidazione coatta amministrativa agiscano in giudizio per ottenere l’accertamento negativo del credito assunto al fine di acquistare azioni della banca in violazione dell’art. 2358 c.c. (c.d. operazioni baciate) e degli artt. 21, 30 e 32 T.U.F., sussiste la competenza della sezione specializzata in materia di impresa del tribunale e non quella del tribunale concorsuale ai sensi dell’art. 83 T.U.B. e la domanda risulta procedibile perché non è funzionale all’accertamento di un credito verso l’impresa in liquidazione. (Paolo Doria) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 27 May 2020.
Sottrazione di assegno spedito per posta ordinaria e responsabilità del mittente.
La spedizione per posta ordinaria di un assegno, ancorché munito di clausola di intrasferibilità, costituisce, in caso di sottrazione del titolo e riscossione da parte di un soggetto non legittimato, condotta idonea a giustificare un concorso di colpa del mittente, comportando, in relazione alle modalità di trasmissione e consegna previste dal servizio postale, l’esposizione volontaria del mittente a un rischio superiore a quello consentito dal rispetto delle regole di comune prudenza e dal dovere di agire per preservare gli interessi degli altri soggetti coinvolti nella vicenda e configurandosi, dunque, come antecedente necessario dell’evento dannoso, concorrente con il comportamento colposo eventualmente tenuto dalla banca nell’identificazione del presentatore. Cassazione Sez. Un. Civili, 26 May 2020, n. 9769.
Contratti bancari: interessi e spese.
Commissione di massimo scoperto – Ante L.2/2000 – Condizioni di validità – Specificità e determinatezza
Tasso soglia – Superamento – Effetti conto corrente di corrispondenza – Gratuità.
Per quanto concerne l'illegittimità della clausola di determinazione e di applicazione delle commissioni di massimo scoperto, proprio, alla luce della specificità della disciplina successiva al 2009, si deve ritenere che per il passato fosse valida solo ove pattuita per iscritto e calcolata come provvigione sul credito accordato, mentre risulta nulla se calcolata sul credito accordato al netto dell’utilizzato, oppure come commissione determinata sull’ammontare massimo dell’utilizzato nel periodo individuato in contratto, ovvero sulla misura massima dello sconfinamento.
Se risulta dalla CTU che vi è stato un superamento del tasso-soglia e delle CMS soglia dovrà applicarsi, anche per il contratto di apertura di credito utilizzato con scoperto sul conto corrente di corrispondenza, l’art. 1815 c.c., sotto il profilo sanzionatorio, e cioè che “se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi”. (Olga Tanza) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 05 May 2020.
Ai fini dell’eventuale superamento del tasso-soglia di usura bisogna tener conto della CMS secondo i criteri indicati da Cass.16303/2018.
Usura - Tasso soglia - Superamento - CMS.
Ai fini dell’eventuale superamento del tasso-soglia di usura bisogna tener conto della CMS secondo i criteri indicati da Cass. Sez. Un., Sentenza n. 16303 del 20/06/2018 (Rv. 649294 - 01) con riferimento alla frazione del rapporto svoltasi nel periodo anteriore all'entrata in vigore (il 1 gennaio 2010) delle disposizioni di cui all'art. 2 bis del d.l. n. 185 del 2008, inserito dalla legge di conversione n. 2 del 2009.
Ai fini della verifica del superamento del tasso soglia dell'usura presunta, come determinato in base alle disposizioni della legge n. 108 del 1996, va effettuata la separata comparazione del tasso effettivo globale (TEG) degli interessi praticati in concreto e della commissione di massimo scoperto (CMS) eventualmente applicata, rispettivamente con il "tasso soglia" - ricavato dal tasso effettivo globale medio (TEGM) indicato nei decreti ministeriali emanati ai sensi dell'art. 2, comma 1, della predetta l. n. 108 del 1996 - e con la "CMS soglia" - calcolata aumentando della metà la percentuale della CMS media pure registrata nei ridetti decreti ministeriali -, compensandosi, poi, l'importo dell'eccedenza della CMS applicata, rispetto a quello della CMS rientrante nella soglia, con l'eventuale "margine" residuo degli interessi, risultante dalla differenza tra l'importo degli stessi rientrante nella soglia di legge e quello degli interessi in concreto praticati.
Per il periodo successivo al 1° gennaio 2010 per la verifica del superamento del tasso soglia, deve essere inclusa la Commissione di Massimo Scoperto, secondo i criteri dettati dalle Istruzioni della Banca d’Italia.
Devono essere espunti gli addebiti a titolo di anatocismo non dovuto e di interesse per i periodi in cui sia verificato, in base ai criteri di cui ai punti che precedono, il superamento del tasso soglia. (Giampaolo Morini) (riproduzione riservata) Appello Genova, 05 May 2020.
Divieto per le società cooperative di prestare assistenza finanziaria per l’acquisto di azioni proprie.
Banche Venete – Nullità del contratto di assistenza finanziaria per acquisto azioni – Competenza del Tribunale ordinario – Procedibilità delle domande nei confronti della liquidazione coatta amministrativa – Insanabilità della nullità derivata e opponibilità al cessionario.
La competenza per materia va determinata sulla scorta della domanda specificamente proposta dall’attore, non rilevando gli effetti indiretti che essa sia destinata a produrre, ad esempio, su di un rapporto societario.
E’ applicabile anche alle società cooperative l’art. 2358 c.c. che vieta alle società di prestare assistenza finanziaria per l’acquisto di azioni proprie.
L’art. 83 TUB nulla osta ad una azione di nullità/annullamento o, comunque, ad una azione dichiarativa nei confronti delle Liquidazioni Coatte Amministrative, giacchè non può ledersi il diritto di azione garantito ex art. 24 Costituzione. (Lorenzo Zanella) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 04 May 2020.
Contratti bancari: condizioni di validità delle pattuizioni di interessi e spese.
Prescrizione nel rapporto di conto corrente – Prescrizione delle rimesse ripristinatorie e solutorie – Distinzione – Verifica ricalcolo a mezzo CTU
Prescrizione nel rapporto di conto corrente – Oggetto delle rimesse – Applicazione del principio analogico per CMS e altre voci di spesa
Commissione di massimo scoperto – Ante L.2/2000 – Condizioni di validità – Determinatezza
Giorni valuta – Invalidità – Utilizzo data contabile
Tasso soglia – Nozione TAN, TAE, TEG – Superamento.
In tema di prescrizione decennale i versamenti effettuati dal cliente alla banca per restituire gli importi utilizzati, ripristinando così la c.d. provvista, costituiscono normalmente pagamento solo al momento della chiusura del conto, e solo da questo momento comincerà a decorrere il relativo termine prescrizionale. Quando, invece, il versamento viene eseguito sul conto in presenza di un saldo negativo superiore al fido (c.d. sconfinamento), oppure in presenza di un conto privo di affidamento, allora questo movimento si configura come un pagamento specificamente finalizzato al rientro della maggiore esposizione non convenuta contrattualmente. Una volta che la banca abbia formulato tempestivamente l’eccezione di prescrizione, compete al giudice verificare tramite ctu quali rimesse per essere concretamente ripristinatorie o effettuate su conto attivo, siano irrilevanti ai fini della prescrizione, non potendosi considerare quali pagamenti solutori.
Il principio enunciato dalla Sentenza S.U. n.24418/2010 può essere applicato anche alla ripetizione degli addebiti a titolo di commissioni di massimo scoperto e, per analogia, a tutte le altre voci di spesa indebitamente versate alla banca, e dunque non solo alla ripetizione di interessi anatocistici. In definitiva, non sono ripetibili solo quelle competenze il cui addebito è avvenuto al di fuori del fido e per cui la successiva rimessa ha costituito un pagamento.
La CMS rappresenta il corrispettivo destinato a remunerare la specifica prestazione della banca, consistente nell’immediata ed integrale messa a disposizione dei fondi. Ad ogni modo, vale sempre quanto espressamente previsto dall’art. 117, T.U.B. in base al quale, in assenza di valida e specifica pattuizione scritta, nulla è dovuto. La genericità della previsione non consente di ritenerla specificamente approvata con la conseguenza che il CTU ha correttamente escluso, in tutte le ipotesi di ricalcolo analizzate, l’ammontare della suddetta commissione.
Tra le condizioni economiche la cui validità (ex art. 117 T.U.B.) richiede la previsione scritta in contratto, vi sono le condizioni di valuta, cd. “giorni valuta” associati ai versamenti e ai prelevamenti, a partire dai quali iniziano a decorrere gli interessi (attivi e passivi). In assenza di pattuizione scritta, deve essere considerata solo la data contabile.
Il tasso debitore viene generalmente indicato come TAN (Tasso Annuale Nominale) che, come noto, rappresenta il costo che si produrrebbe in conseguenza di un saldo a debito costante per un intero anno solare. Tuttavia, dal momento che la periodicità con cui si calcolano gli interessi non è annuale, ma trimestrale, il TAN è un tasso sottostimato rispetto a quello realmente applicato dall’istituto bancario (il Tasso Annuale Effettivo - TAE), poiché non tiene conto degli effetti della capitalizzazione. Il TEG fornisce elementi utili ad accertare se le condizioni di costo (spese, interessi e oneri di varia natura) delle operazioni creditizie praticate dalle banche e dagli intermediari finanziari presentano carattere usurario. Sulla base dei valori ottenuti, ed in conformità con il disposto della Legge 108/96, il CTU ha calcolato il T.E.G. a debito praticato dalla Banca, e dopo averlo confrontato con i Tassi Soglia determinati periodicamente dal Ministero del Tesoro, ha riscontrato per alcuni trimestri il superamento del limite di legge. (Olga Tanza) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 30 April 2020.
Provvedimenti cautelari in tema di cancellazione della pubblicazione del protesto su effetti cambiari e applicazione delle norme del modello cautelare uniforme.
Contratti bancari - Mandato di pagamento di cambiali - Esistenza di provvista sul conto corrente - Obbligo di pagamento da parte della Banca domiciliataria - Sussiste
Domanda cautelare per cancellazione pubblicazione protesto su effetti cambiari - Ammissibilità - Norme del modello cautelare uniforme - Applicabilità
Domanda cautelare per cancellazione pubblicazione protesto su effetti cambiari - Residualità - Sussiste - Norme del modello cautelare uniforme - Applicabilità - Procedura amministrativa insufficiente
Domanda cautelare per cancellazione pubblicazione protesto su effetti cambiari - Criterio strumentalità - Onere del ricorrente di indicare azione di merito cui tutela cautelare è strumentale - Sussiste - Norme del modello cautelare uniforme - Applicabilità.
In tema di prova dell'esistenza di un mandato di pagamento di cambiali conferito dal correntista alla banca, costituiscono circostanze rilevanti sia la domiciliazione presso l'istituto bancario, dovendosi presumere ai sensi dell'art. 4 legge cambiaria che il terzo domiciliatario fosse autorizzato a provvedere al pagamento, sia la predisposizione della provvista da parte del cliente.
Il provvedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c. ha natura strumentale e anticipatoria, mirando alla provvisoria realizzazione di una situazione giuridica attiva (del tipo del diritto soggettivo) già perfetta, attraverso il provvisorio mantenimento di uno stato di fatto esistente, cosicché la sentenza di merito, delibando tale situazione di fatto e la correlativa situazione giuridica, vale a consolidare in via definitiva l’effetto giuridico già prospettato in via prodromica.
Posto ciò, non vi sono ragioni per escludere che possa essere adottata con l’ordinanza de qua la cancellazione della pubblicazione dei protesti, in mancanza di una norma che espressamente consenta di conseguire tale risultato soltanto con la sentenza, come, ad esempio, è previsto per la cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale (art. 2668 c.c.).
La tutela in via d'urgenza non può trovare limitazioni nella previsione di una procedura amministrativa, ancorché celere.
Il rimedio cautelare, alla luce della nuova struttura del procedimento ex art. 700 c.p.c., e degli altri provvedimenti cautelari anticipatori, delineata nell'art. 669-octies, comma 6, c.p.c., aggiunto dal d.l. n. 35 del 2005, conv. con modif. nella l. n. 80 del 2005, che ha introdotto una previsione di attenuata strumentalità rispetto al giudizio di merito, la cui instaurazione è facoltativa, ha assunto, ad ogni effetto, le caratteristiche di un'autonoma azione in quanto potenzialmente atto a soddisfare l'interesse della parte anche in via definitiva pur senza attitudine al giudicato.
Tali considerazioni, condivise da questo giudice, non possono però indurre a ritenere che, a seguito della novella, sia venuto meno il rapporto di strumentalità tra procedimento cautelare ed azione di merito; la strumentalità tra le due azioni deve ritenersi soltanto attenuata, con la conseguenza che non è venuto meno l’onere posto in capo al ricorrente di individuare, nel ricorso cautelare, la domanda di merito a cui lo stesso è strumentale. (Alessandra Iacono) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 22 April 2020.
Contratto di finanziamento denominato '4you': causa in concreto non meritevole di tutela.
Contratto di finanziamento denominato “4you” - Nullità - Causa in concreto non meritevole di tutela - Inefficacia - Accoglimento dell'appello proposto dall’ex Cliente della Banca.
Il contratto di finanziamento atipico “4you”, all’esito del giudizio di meritevolezza, deve ritenersi inefficace fin dalla sua stipulazione, essendo inidoneo a vincolare le parti al rispetto delle sue regole a causa dell’enorme sproporzione tra le prestazioni delle parti. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Appello L'Aquila, 08 April 2020.
Contratti swap, causa del contratto e meritevolezza della scommessa.
Contratti swap - Causa del contratto e meritevolezza della scommessa -Rilevanza del mtm e sua omessa determinazione in contratto - Nullità del derivato per difetto in concreto della causa ex art 1418, co. 2 c.c. e non meritevolezza ex art 1322 c.c..
Nei derivati OTC l'oggetto è uno scambio di differenziali a determinare scadenze, ma la sua causa consiste in una scommessa che ambo le parti assumono. Nella scommessa legalmente autorizzata come quella meritevole di tutela da parte del legislatore finanziario, l'alea non può che essere razionale per entrambi gli scommettitori e ciò a prescindere dall'intento che ha determinato la conclusione del contratto; sia esso di mera copertura ovvero speculativo.
Il concetto di alea razionale implica e necessita che gli scenari probabilistici devono essere definiti e conosciuti ex ante con certezza, sicchè nel contratto devono essere esplicitati il valore del derivato, gli eventuali costi impliciti ed i criteri con cui determinare le penalità in caso di recesso, in quanto tutti elementi che incidono sull'alea che assume la parte contrattuale.
La causa sussiste se e nella misura in cui l'alea, cui lo strumento da luogo, sia il frutto di una valutazione razionale in termini di entità e natura.
Poiché nello swap le alee sono reciproche e bilaterali, non è ammissibile che la qualità e la quantità delle alee, oggetto del contratto, siano ignote a uno dei contraenti ed estranee all'oggetto dell'accordo. Ne deriva la nullità dei contratti di Interest Rate Swap per difetto, in concreto, della causa, ai sensi dell'art. 1418, secondo comma c.c. e per la non meritevolezza, in concreto, degli interessi perseguiti ai sensi dell'art. 1322 secondo comma c.c. laddove il contratto non contenga gli elementi sulla base dei quali misurare l'alea che si assume, in relazione all'alea che anche la controparte assume.
Nel contratto derivato lo strumento attraverso il quale valutare l'alea, all'ulteriore fine di contrarre "scommesse eque" è il mark to market che rappresenta il valore del contratto ad una certa data: il mark to market fornisce, dunque, l'informazione fondamentale tanto da essere il primo numero da guardare per decidere se prendere posizione in un derivato; tanto che in transazioni tra le banche queste entrano in derivati in cui il mark to market è nullo, proprio perché in questo caso la scommessa è equa.
La circostanza che nel contratto il mark to market non sia contemplato esclude, in radice, che la parte abbia concluso la "scommessa" conoscendo il grado di rischio assunto laddove, per conto, la Banca del proprio rischio ha perfetta conoscenza, addirittura nella sua precisa misurazione scientifica.
In tal senso, deve ritenersi che tutte le informazioni che attengono alla determinabilità del rischio, ivi inclusa l’asimmetria iniziale tra prestazioni, debbano essere, ex ante, ben definite e conosciute con certezza dal cliente, indipendentemente delle finalità di copertura o speculative del derivato. (Duilio Manella) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 31 March 2020.
Illegittima segnalazione CRIF/Centrale Rischi e ricorso ex art. 700 c.p.c..
Art. 700 c.p.c. – Illegittima segnalazione Centrale Rischi/CRIF – Provvedimento inaudita altera parte – Presupposti – Preavviso di segnalazione – Mancata notificazione/comunicazione – Fumus boni juris
Art. 700 c.p.c. – Illegittima segnalazione Centrale Rischi/CRIF – Provvedimento inaudita altera parte – Presupposti – Pregiudizio derivante dall’impossibilità d’ulteriore accesso al credito bancario – Periculum in mora.
La mancata comunicazione/notificazione del preavviso di segnalazione, come invece previsto dall’art. 125, III comma, TUB, dall’art. 4, VII comma, del Codice in materia di protezione dei dati personali e dalla circolare 139 dell’11/02/1991 della Banca d’Italia, legittima l’emissione di provvedimento ex art. 700 c.p.c. inaudita altera parte, recante intimazione alla Banca a provvedere all’immediata cancellazione/rettifica del nominativo della ricorrente alla Centrale Rischi della Banca d’Italia/CRIF, con efficacia retroattiva dalla segnalazione.
La presenza segnalazione di segnalazione in Centrale Rischi/CRIF illegittima è causa ostativa alla concessione dell’ulteriore credito bancario, nonché per il mantenimento degli accordati in essere, oltre che costituire indice d’inaffidabilità creditizia, sicchè legittima l’emissione di provvedimento ex art. 700 c.p.c. inaudita altera parte, recante intimazione alla Banca a provvedere all’immediata cancellazione/rettifica del nominativo della ricorrente alla Centrale Rischi della Banca d’Italia/CRIF, con efficacia retroattiva dalla segnalazione. (Daniel Polo Pardise) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 26 March 2020.
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References: Cass. Sez. 
 Sentenza 
 art. 24
 Sentenza 
 art. 117
 art. 700
 sentenza 
 art. 700
 art. 700

Art. 700

Art. 700
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