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19/5/2006 - REFERENDUM SULLA COSTITUZIONE
di Stefano Bindi
L’anno scorso all’indomani dell’approvazione in Parlamento delle riforme costituzionali del 15/10/2004 (senato federale; sulla durata della legislatura, l’iter legislativo, la devolution, l’elezione del presidente e del premier; la sfiducia costruttiva; la corte costituzionale, il consiglio superiore della magistratura. ecc.) su questa e altre riviste ho espresso il mio disaccordo con questo governo di centrodestra per le modalità con cui venivano fatti questi cambiamenti e sul mancato dibattito e coinvolgimento dei cittadini su questi strategici cambiamenti; riservandomi al futuro di entrare nel merito delle modifiche.
Oggi a distanza di un anno siamo giunti alla vigilia del Referendum confermativo per la Costituzione che si svolgerà nel giugno prossimo che rischia di passare in secondo piano visto la vicinanza con le elezioni Politiche.
Cercare di modificare la costituzione a colpi di maggioranza si rischia di ridimensionare i valori in essa contenuti e di perdere l’aspetto unitario di essa per il fatto che nel 1948 è stata fatta e condivisa da tutti i gruppi e schieramenti che a differenza di adesso, che le modifiche sono fatte solamente da una parte politica.
Questa volta è la prima volta nella storia della Repubblica che i cittadini sono chiamati ad esprimersi su modifiche costituzionali cosi ampie. Questo referendum serve per confermare o meno i cambiamenti apportati dalla maggioranza di Centrodestra e avrà validità indipendentemente dal raggiungimento del quorum. Sinteticamente questo Referendum serve per conoscere il parere dei cittadini: se ritengono di avvallare le scelte portate avanti dal centro destra o no!
La Costituzione Italiana del '48 fu scritta da 556 rappresentanti di tutte le matrici culturali, religiose, e politiche italiane, mentre le attuali modifiche sono state votate solamente dalla attuale maggioranza. Il nuovo testo cambia pesantemente la Costituzione: degli attuali 134 articoli ne modifica ben 50 e ne aggiunge 3.
Le modifiche interessano l' intero Ordinamento della Repubblica (tutti i sei Titoli della Parte II) compresa la Corte Costituzionale: Il Parlamento), Il Presidente della Repubblica, il Governo, la Magistratura, le Regioni, le Province, i Comuni, le Garanzie Costituzionali.
La modifiche apportate al testo mi trovano fortemente in disaccordo, ma è soprattutto, il fatto che si stravolge l’equilibrio istituzionale e democratico della Repubblica che mi preoccupa: con queste modifiche diventiamo una Repubblica Presidenziale (pallino di del governo Berlusconi.....adesso mi sfugge il motivo !) mancante però di quell'indispensabile bilanciamento di poteri che hanno tutte le altre Repubbliche Presidenziali. Queste modifiche tolgono importanza al voto dei cittadini e del Parlamento per conferire buona parte (per non dire tutta) del potere in mano al Premier. [collegandola anche con la riforma elettorale, fatta in questi ultimi mesi, il voto democratico dei cittadini è messo in forte crisi]. Alla tv abbiamo visto solo interviste dei leader del centrodestra, che cercano di far passare nell’opinione dei cittadini che le modifiche della costituzione sono importanti per la DEVOLUTION tralasciando che la riforma costituzionale si concentra
soprattutto nel dare al Primo Ministro un ruolo prevalente
ed assoluto a scapito di tutte le altre istituzioni. Infatti:
A.	il Senato diventa federale ma non ha voce negli affari politici;
B.	la Camera deve per forza approvare l' operato del Primo Ministro, pena la fine della legislatura (tranne nell' improbabile caso della sfiducia costruttiva);
C.	il Presidente della Repubblica non ha poteri reali e perde la possibilità di sciogliere la Camera di sua iniziativa, il Governo dipende dal Primo ministro poiché egli a suo insindacabile giudizio nomina e revoca i ministri;
D.	Aumenta il controllo del potere politico sulla Corte Costituzionale.
Le modifiche NON sono finalizzate alla devolution e al federalismo perché molte di queste modifiche sono state fatte con la riforma del 2001, infatti già oggi nell’art. 117 non le attribuisce alla competenza statale e aggiunge che "Spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento …..”
Le modifiche sono finalizzate all' aumento dei poteri del capo del Governo perchè:Il Primo Ministro è eletto direttamente dal popolo (art. 92) e NON necessita della fiducia della Camera per insediarsi (art. 94).
Il primo Ministro sceglie, nomina e revoca gli altri Ministri a suo insindacabile giudizio e determina la politica del Governo (art. 95) (fino ad oggi la dirige solamente).
Come ulteriori conseguenze della nuova Costituzione abbiamo che:
•	I deputati, non sono più "senza vincolo di mandato" poichè possono solo accordare la propria fiducia al Primo Ministro, pena il quasi certo scioglimento della Camera;
•	I deputati non sono più tutti uguali: quelli eletti nelle liste della maggioranza hanno un diritto che quelli eletti nelle liste della minoranza non hanno: la possibilità di proporre e votare una mozione di sfiducia costruttiva;
•	Aumenta il controllo del potere politico sulla Corte Costituzionale poichè su 15 componenti ben 11 saranno espressi dalla politica e solo i rimanenti 4 saranno espressione della magistratura;
•	Il Senato federale è eletto contestualmente ai consigli regionali e quindi può risultare di "segno" opposto a quello della Camera;
•	Avremo una polizia amministrativa regionale (art. 117 h) in aggiunta a quelli già esistenti (polizia comunale, polizia provinciale, Corpo Forestale dello Stato, Guardia di Finanza, Polizia di Stato e Carabinieri) ;
•	Ci sarà meno spazio per la rappresentanza in Parlamento degli Italiani all' estero poichè la circoscrizione estero viene eliminata dal Senato (ora federale) e rimane solo nella Camera;
•	Viene istituita l' Assemblea della Repubblica il cui unico scopo è di eleggere il Presidente della Repubblica.
Il primo Ministro verrà eletto direttamente dal Popolo sovrano, perfino negli USA il Presidente non è espressione diretta del Popolo, ma dei grandi elettori a loro volta espressione del Popolo sovrano! Quando scrissero la Costituzione decisero infatti che fosse meglio non attribuire al Presidente una legittimità popolare diretta proprio perchè essa è "insuperabile" esattamente come quella di Re ed Imperatori.
Il presidente della Repubblica nomina il Primo Ministro
art. 92, ma i Ministri sono nominati e revocati dal Primo ministro che determina la politica generale del Governo art. 95 (si noti il verbo "determinare" al posto del verbo "dirigere" presente nella Costituzione attuale). Nel Consiglio dei Ministri il Primo ministro non è più un primus inter pares, ma è il capo assoluto.
Per insediarsi il Primo ministro non ha bisogno di voti di fiducia della Camera: l' art. 94 recita "La Camera dei deputati si esprime con un voto sul programma" (ma non prevede cosa fare in caso di voto negativo).
Il Parlamento e la potestà legislativa rimane quella prevista dalla riforma del 2001:
A.	Esclusiva dello Stato (esercitata dalla Camera dei Deputati);
B.	Concorrente tra Stato e Regioni (esercitata dal Senato Federale);
C.	Esclusiva delle Regioni.
Ma vengono ristretti gli ambiti di competenza concorrente art. 117: passano infatti alla competenza esclusiva dello Stato,(cosa che può essere anche giusta da ribadire, ma che va proprio nella direzione opposta della devolution):
Le norme generali sulla tutela della salute; la sicurezza del lavoro; grandi reti strategiche di trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione; ordinamento delle professioni intellettuali; ordinamento sportivo nazionale; produzione strategica, trasporto e distribuzione nazionali dell'energia.
La Camera può essere sciolta dal Presidente della Repubblica art. 88 solo in caso di:
1.	Richiesta del Primo Ministro;
2.	Morte o grave impedimento del Primo Ministro;
3.	Dimissioni del Primo Ministro;
4.	Voto di sfiducia della Camera cui segue lo scioglimento della Camera stessa (suicidio della Camera!) e nuove elezioni politiche.
Il Senato invece non può dare ne togliere la fiducia al Governo (è compito della sola Camera).
Il Presidente della Repubblica ha il nuovo compito di "garante della Costituzione e dell'unità federale della Repubblica". Cosa vuol dire essere "garante della Costituzione"? Ma quali modalità e atti il Presidente potrà esercitare questa funzione?
Mentre ora il Presidente può di propria iniziativa sciogliere una o entrambe le Camere, con la riforma egli perde questa discrezionalità e sarà costretto a sciogliere la Camera (il Senato non si scioglie mai) su ordine altrui. Il Presidente infatti potrà sciogliere la Camera art. 88 solo in caso di: richiesta del Primo Ministro, morte o grave impedimento del Primo Ministro, dimissioni del Primo Ministro, voto si sfiducia della Camera.
Non ha più il potere di autorizzare la presentazione alle Camere dei disegni di legge del Governo art. 87.
I giudici della Corte Costituzionale di nomina parlamentare passano da 5 a 7 (su 15). Altri 4 sono di nomina del presidente della Repubblica e solo 4 sono nominati della Magistratura.
Come si può notare viene fuori una Costituzione completamente diversa. Per questo, a mio modesto parere, è necessario andare a votare e votare NO! al Referendum confermativo, per respingere questo assurdo disegno e per mantenere la Costituzione, nata dalla lotta di liberazione.

References: art. 92
 art. 95
 art. 94
 art. 117
 art. 88
 art. 88
 art. 87