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I principi generali del bilancio di esercizio civilistico. Prof. Francesco Ranalli CLEM A.A. 2015/16 - PDF
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Italo Piva
1 I principi generali del bilancio di esercizio civilistico Prof. Francesco Ranalli CLEM A.A. 2015/16 1
2 IL BILANCIO DI ESERCIZIO: clausole generali, principi di redazione e criteri di valutazione CLAUSOLE GENERALI PRINCIPI DI REDAZIONE CRITERI DI VALUTAZIONE 2
3 IL BILANCIO DI ESERCIZIO: clausole generali, principi di redazione e criteri di valutazione Clausole Generali (Chiarezza; rappresentazione veritiera e corretta c.c.) Principi generali di bilancio (prudenza, continuità, prevalenza della sostanza sulla forma, competenza, valutazione separata, costanza criteri valutativi bis) Criteri specifici di valutazione (2426 c.c.) BILANCIO
4 Art Postulati di bilancio Nell attuale normativa trovano esplicita menzione i seguenti principi Art bis Prudenza Prevalenza della sostanza sulla forma Chiarezza Rappresentazione veritiera e corretta Prospettiva di funzionamento Competenza Separatezza valutativa Continuità dei criteri di valutazione 4
5 Chiarezza La rappresentazione chiara costituisce la prima Clausola Generale Art. 2423: Il bilancio deve essere redatto con chiarezza Art. 2217: il bilancio deve dimostrare con evidenza [ ] gli utili conseguiti e le perdite subite 5
6 Chiarezza Tale postulato trova conferma nell art.2423 ter e viene inteso nel seguente modo: obbligo di rispettare gli schemi di bilancio (previsti dagli art e 2425 C.C.); obbligo di rispettare il contenuto minimo della Nota integrativa (previsto dall art C.C.) divieto di raggruppamenti di voci; le voci possono essere raggruppate soltanto quando ciò sia irrilevante ai fini della comprensione o quando favorisca la chiarezza del bilancio; divieto di compensi di partite: non vanno effettuate compensazioni tra valori di bilancio di segno opposto. (N.B.: compensi in senso giuridico e non in senso contabile) 6
7 Rappresentazione Veritiera e Corretta Art. 2423: Il bilancio deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell esercizio Art. 2217: il bilancio deve dimostrare con [ ] verità gli utili conseguiti e le perdite subite Quantità oggettive e soggettive (stime e congetture) Deve essere intesa come una prescrizione di coerenza Non esiste una verità assoluta!!! Verificabilità dell informazione 7
8 Rappresentazione Veritiera e Corretta La rappresentazione veritiera e corretta costituisce una seconda Clausola Generale Art 2423: Obbligo di fornire le informazioni complementari necessarie alla rappresentazione veritiera e corretta Rilevanza delle informazioni (Materiality) In casi eccezionali, non applicazione di disposizioni incompatibili con rappresentazione veritiera e corretta Eventuali utili che derivano dalla deroga devono essere iscritti in una riserva non distribuibile 8
9 Rappresentazione Veritiera e Corretta La rilevanza delle informazioni o Materiality Art. 2423, comma 4: Non occorre rispettare gli obblighi in tema di rilevazione, valutazione, presentazione e informativa quando la loro osservanza abbia effetti irrilevanti al fine di dare una rappresentazione veritiera e corretta. Rimangono fermi gli obblighi in tema di regolare tenuta delle scritture contabili. Le società illustrano nella nota integrativa i criteri con i quali hanno dato attuazione alla presente disposizione. 9
10 Prospettiva di funzionamento Art bis, 1 c., n.1): la valutazione delle voci deve essere fatta ( ) nella prospettiva della continuazione dell attività A differenza degli altri postulati non costituisce una regola comportamentale Connaturata alla stessa nozione di impresa Capacità dell impresa di produrre risultati tali da assicurarne la sopravvivenza Rende applicabili determinate modalità di valutazione 10
11 Prevalenza della sostanza sulla forma Art bis c. 1, n.1 bis: la rilevazione e la presentazione delle voci è effettuata tenendo conto della sostanza dell operazione o del contratto. La sostanza delle operazioni e degli altri eventi di gestione non è sempre coerente con ciò che appare dalla rispettiva forma legale La sostanza rappresenta l essenza necessaria dell evento, ossia la vera natura dello stesso È fondamentale per assicurare una rappresentazione veritiera e corretta 11
12 Operazioni di pronti contro termine ( continua) Due casi rilevanti: n Le operazioni di pronti contro termine (rinvio) n Il leasing finanziario 12
13 Esempio di contabilizzazione del leasing In data 1 luglio x si stipula un contratto alle seguenti condizioni: contratto di leasing per beni del valore di ,00 (aliquota di ammortamento del 20%); canone trimestrale di leasing ,00 (canone determinato come da tabella 1 che segue ); durata 54 mesi (18 canoni trimestrali) 13
14 Tab. 1 - Piano di leasing Canone n. Canone trimestrale Quota interessi Quota capitale
15 METODO FINANZIARIO Stato Patrimoniale Immobilizzazioni Debiti (*) Meno F.do amm.to (47.250) (*)Debito residuo= (valore iniziale del debito) (quota già rimborsata) Conto economico Valore della produzione Costi della produzione Ammortamenti (47.250) Differenza (A-B) Proventi e oneri finanziari - interessi passivi (87.500) 15
16 METODO PATRIMONIALE Stato Patrimoniale - - Conti d ordine Conti d ordine Beni in Leasing Canoni corrispondere da Fornitori c/ beni Leasing Società di leasing c/canoni Conto economico Valore della produzione Costi della produzione Canoni di leasing ( ) Differenza (A-B) Proventi e oneri finanziari - interessi passivi 16
17 Competenza Art bis, 1 c., n. 3): Si deve tener conto dei proventi e degli oneri di competenza dell'esercizio, indipendentemente dalla data dell'incasso o del pagamento n.4): si deve tener conto dei rischi e delle perdite di competenza dell esercizio, anche se conosciuti dopo la chiusura di questo Il C.c. non fornisce una definizione in positivo del principio di competenza economica Prevede di assegnare a ciascun esercizio l effetto delle operazioni avvenute nel periodo Presenta aspetti significativi ogni qualvolta è necessario misurare processi in corso di svolgimento 17
18 Competenza Per determinare il reddito occorre rilevare sistematicamente, in termini di valori, tutte le operazioni sia di interna sia di esterna gestione n Dalla operazioni di esterna gestione nascono valori: n Incontrovertibili: nascendo da negoziazioni con terze economie non vi è alcuna necessità di effettuare stime o presunzioni n Sulle operazioni di esterna gestione si riflettono, presto o tardi, tutte le operazioni di interna gestione 18
19 Competenza t0 tk tk+1 tn n n Durante il periodo rilevare i valori derivanti dalle operazioni scambio Alla fine del periodo completare o rettificare i valori precedenti mediante le valutazioni delle operazioni e dei processi in corso (elementi del capitale che concorrono al processo produttivo) 19
20 Competenza Riconoscimento dei componenti di reddito n Ricavi: n n Deve essere avvenuto uno scambio Il processo da cui scaturisce il risultato economico deve essere completato, o virtualmente completato n Costi: la correlazione con i ricavi d esercizio si realizza: n n n n Per associazioni di causa-effetto Per ripartizione dell utilità pluriennale dei costi Per costi associati al trascorrere del tempo Per il venire meno della funzionalità del bene 20
21 Prudenza Art bis, 1 c., n. 1: «la valutazione delle voci deve essere fatta secondo prudenza ( ) n. 2): si possono indicare esclusivamente gli utili realizzati alla data di chiusura dell esercizio n. 4): si deve tener conto dei rischi e delle perdite di competenza dell esercizio, anche se conosciuti dopo la chiusura di questo E un principio posto a salvaguardia della funzione informativa del bilancio Si sostanzia nel cosiddetto principio di disparità Devono essere evitati eccessi nella sua applicazione La prudenza finisce con il comprimere il dispiegarsi degli effetti del principio di competenza 21
22 Continuità dei criteri di valutazione Art bis, 1 c., n.6): i criteri di valutazione non possono essere modificati da un esercizio all altro Politiche contabili, cioè i metodi di valutazione Stime contabili, cioè le ipotesi adottate in applicazione di un metodo di valutazione La norma vieta solo i cambiamenti di politiche contabili e non anche delle stime contabili 22
23 Continuità dei criteri di valutazione Art bis, 2 c.: deroghe al principio enunciato nel n. 6) sono consentite in casi eccezionali. La nota integrativa deve motivare la deroga e indicarne l influenza sulla rappresentazione veritiera e corretta Aspetti da approfondire: Condizioni che rendono possibile la modifica Le situazioni che potrebbero costituire caso eccezionale Le modalità di contabilizzazione delle eventuali modifiche 23
24 Separata valutazione Art bis, 1 c., n.5): gli elementi eterogenei ricompresi nelle singole voci devono essere valutati separatamente Da non confondersi con il divieto di compensi di partite (inteso in senso giuridico) Serve ad evitare un impropria applicazione del principio di prudenza nelle poste composte da tipi diversi di beni 24
25 Separata valutazione Esempio Le rimanenze finali di un impresa sono costituite da due tipi di merci, i cui costi di acquisto e valori di realizzazione desunti dall andamento del mercato sono i seguenti: Costo di acquisto Valore di realizzazione Merce A Merce B Totale rimanenze La valutazione separata delle due categorie porta ad un diverso risultato. Le rimanenze assumono, correttamente, un valore complessivo di
Il Bilancio d esercizio Principi e postulati
IL BILANCIO DESTINATO A PUBBLICAZIONE: SCHEMI E PRINCIPI DI VALUTAZIONE
IL BILANCIO DESTINATO A PUBBLICAZIONE: SCHEMI E PRINCIPI DI VALUTAZIONE Il bilancio d esercizio destinato a pubblicazione L ESISTENZA DI INTERESSI DA PARTE DI TERZI RICHIEDE LA GARANZIA DI UNA LORO TUTELA
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S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Direttiva 2013/34/UE: impatti attesi sulle norme civilistiche sul bilancio IL PRINCIPIO DELLA RILEVANZA E LE MODIFICHE AI PRINCIPI DI REDAZIONE DEL BILANCIO

References: Art. 2423
 Art. 2217
 art.2423
 Art. 2423
 Art. 2217
 Art. 2423