Source: http://www.les-italy.org/pubblicazioni-les/news/it-cap04.html
Timestamp: 2018-01-18 17:58:16+00:00

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“LICENSES FOR EUROPE” STAKEHOLDER DIALOGUE
Lo scorso 4 febbraio è stata presentata l'iniziativa "Licenses for Europe", finalizzata a stimolare il dibattito sul copyright nell’ambiente digitale: “… Copyright protects cultural diversity, rewards creativity and fosters innovation, in the Internet era as well. It is the best guarantee of fair remuneration for creators and an important incentive for the cultural and creative sectors to continue producing content…. The knowledge society requires – and European citizens expect – wider and easier access to content, notably to Europe’s rich cultural heritage. They also need more clarity and transparency about both rights and obligations when using and reusing content…. As regards user-generated content, the fast development of digital creation tools and social networking and media sites enables users to generate and exchange new content…. At the same time, users are often unaware of their rights and obligations when creating and disseminating their creations, when sharing and reusing protected content, …. There is an urgent need to improve transparency on both rights and obligations of users, re-users and creators of digital content, … “License for Europe” … offers an opportunity to discuss amongst stakeholders possible “one-click” licensing initiatives for the granting of licenses, including for free. …” Estratto dei passi più significativi dal punto di vista del licensing del press release di Androulla Vassiliou, Member of the European Commission for Education, Culture, Multilinguism and Youth.
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LA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA SI ESPRIME, IN MATERIA DI DIRITTO D’AUTORE, IN ORDINE ALLA NOZIONE DI “COMUNICAZIONE AL PUBBLICO” EX ART. 3, C.1, DELLA DIRETTIVA 2001/29/CE
In data 7 marzo 2013, la Corte di Giustizia Europea, con sentenza nel caso C-607/11, si è pronunciata con riferimento all’interpretazione della nozione di “comunicazione al pubblico” ai sensi dell’art. 3, c.1, della Direttiva 2001/29/CE (“Gli Stati membri riconoscono agli autori il diritto esclusivo di autorizzare o vietare qualsiasi comunicazione al pubblico, su filo o senza filo, delle loro opere, compresa la messa a disposizione del pubblico delle loro opere in maniera tale che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente”). Secondo la Corte tale nozione comprende il caso in cui un organismo differente dall’emittente di opere incluse in una radiodiffusione televisiva, ritrasmetta su Internet le opere medesime. La ritrasmissione avviene mediante la messa a disposizione del flusso Internet agli abbonati dell’organismo, i quali possono ricevere detta ritrasmissione mediante connessione al server di quest’ultimo. Tuttavia, la Corte afferma che, sebbene gli abbonati dell’organismo si trovino nell’area di ricezione di detta radiodiffusione televisiva e, quindi, possano ricevere legalmente le opere in questione su un apparecchio televisivo, è necessaria una nuova autorizzazione da parte dei titolari dei diritti d’autore delle opere affinché i medesimi soggetti le possano ricevere anche tramite Internet.
LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO SI PRONUNCIA SU VIOLAZIONE DEI DIRITTI D’AUTORE E TUTELA DELLA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE
Con sentenza del 13 marzo 2013, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo si è pronunciata sul ricorso promosso da F. Neij e P.S. Kolmisoppi, co-fondatori del sito di file-sharing “The Pirate Bay”, i quali erano stati condannati dalle autorità giudiziarie svedesi per aver permesso la libera distribuzione e condivisione su internet di file protetti dal diritto d’autore. I ricorrenti adivano la Corte affinché fosse riconosciuto il loro diritto alla libertà di espressione ex art. 10 della Convenzione. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha mosso la propria analisi dall’interpretazione dell’art. 10, secondo comma, della Convenzione (“L’esercizio di queste libertà, poiché comporta doveri e responsabilità, può essere sottoposto alle formalità, condizioni, restrizioni o sanzioni che sono previste dalla legge e che costituiscono misure necessarie, in una società democratica, alla sicurezza nazionale, all’integrità territoriale o alla pubblica sicurezza, alla difesa dell’ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale, alla protezione della reputazione o dei diritti altrui, per impedire la divulgazione di informazioni riservate o per garantire l’autorità e l’imparzialità del potere giudiziario”). Secondo la Corte, per la valutazione della necessarietà delle misure restrittive della suddetta libertà di espressione, occorre operare un bilanciamento di interessi tra tutela della stessa libertà e la tutela del diritto d’autore, tenendo in considerazione non solo l’oggetto della violazione, ma anche la natura e la gravità della stessa. Nella fattispecie, la Corte ha ritenuto corretto il bilanciamento effettuato dalle autorità giudiziarie svedesi, non essendo la libertà di espressione con riferimento a materiali protetti dal diritto d’autore sufficiente a giustificare la violazione del diritto stesso. La Corte, dunque, ha rigettato il ricorso, ritenendolo manifestamente infondato.
IL TRIBUNALE DELL'UNIONE EUROPEA SI PRONUNCIA SUL RICORSO DELLA SIAE
In data 12 aprile 2013, nella causa T-433/08, il Tribunale dell'Unione Europea si è pronunciato con sentenza sul ricorso presentato dalla Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE), avente ad oggetto la domanda di annullamento parziale della decisione C (2008) 3435, del 16 luglio 2008, della Commissione europea. La decisione concerneva le condizioni di gestione dei diritti di esecuzione in pubblico, e di concessione delle relative licenze, con riferimento alle modalità di sfruttamento di opere musicali via Internet, satellite e cavo. Nell’ articolo 3 di tale decisione, la Commissione statuiva che le 24 Società di Gestione Collettiva (europee) - tra le quali figurava la ricorrente - destinatarie della decisione, essendosi coordinate “in materia di definizione di territori in modo tale da delimitare la validità delle licenze al territorio nazionale di ciascuna”, avevano violato gli articoli 81 [CE] e 53 dell'accordo SEE, relativi al divieto degli accordi e delle pratiche concordate che abbiano per oggetto e per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza. Il Tribunale, sulla base dei rilievi esposti dalla parte resistente, ha affermato che la Commissione non ha sufficientemente provato l'esistenza di una pratica concordata relativa alle limitazioni territoriali nazionali. Per questo motivo, il Tribunale ha annullato il citato articolo 3 della decisione C (2008) 3435 della Commissione, con esclusivo riguardo alla SIAE, quale parte ricorrente.
LA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA SI PRONUNCIA SULLE ECCEZIONI E LIMITAZIONI AL DIRITTO DI RIPRODUZIONE, IN MATERIA DI DIRITTO D’AUTORE
In data 27 giugno 2013, la Corte di Giustizia dell'Unione Europea si è pronunciata, con sentenza, sulle questioni pregiudiziali sollevate nell'ambito delle controversie tra VG Wort, da un lato, e Kyocera, Epson e Xerox, dall'altro, nella causa C-457/11, tra VG Wort e Canon nella causa C-458/11, tra Fujitsu nonché Hewlett-Packard da un lato e VG Wort dall'altro rispettivamente nelle cause C-459/11 e C-460/11. Tali cause vertevano sulla remunerazione che tali società dovrebbero corrispondere alla VG Wort a motivo della commercializzazione di stampanti e/o di plotter, nonché di personal computer. Oggetto delle domande pregiudiziali consisteva, inter alia, nell'interpretazione del dettato dell'articolo 5, paragrafo 2, lett. a) della direttiva 2001/29, sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione, in base al quale "Gli Stati membri hanno la facoltà di disporre eccezioni o limitazioni al diritto di riproduzione di cui all'articolo 2 per quanto riguarda: a) le riproduzioni su carta o supporto simile, mediante uso di qualsiasi tipo di tecnica fotografica o di altro procedimento avente effetti analoghi, fatta eccezione per gli spartiti sciolti, a condizione che i titolari dei diritti ricevano un equo compenso". In particolare, si chiedeva se la nozione di "riproduzione effettuata mediante uso di qualsiasi tipo di tecnica fotografica o di altro procedimento avente effetti analoghi", dovesse essere interpretata nel senso che ricomprende riproduzioni a mezzo di stampanti o personal computer, soprattutto nel caso in cui tali dispositivi siano collegati tra loro e, in siffatta ipotesi, quale fosse il soggetto che deve essere considerato debitore dell’equo compenso. La Corte ha affermato che l'eccezione prevista dalla citata disposizione ha ad oggetto esclusivamente le riproduzioni su supporto analogico, essendo escluse quelle su supporto digitale. Secondo la Corte, inoltre, una volta ottenuta la riproduzione su supporto cartaceo o simile, non rileva il numero di operazioni o la natura della tecnologia o delle tecnologie utilizzate nel procedimento di riproduzione in parola, a condizione, tuttavia, che i diversi elementi o le diverse tappe non autonome di tale unico procedimento agiscano o si svolgano sotto il controllo della medesima persona e siano tutte rivolte alla riproduzione dell’opera o di altro materiale protetto su carta o supporto simile. Di conseguenza, alla luce di tali considerazioni, la nozione di "riproduzione effettuata mediante uso di qualsiasi tipo di tecnica fotografica o di altro procedimento avente effetti analoghi", ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 2, lettera a), della direttiva 2001/29, deve essere interpretata nel senso che essa ricomprende riproduzioni a mezzo di una stampante e di un personal computer, qualora tali dispositivi siano collegati tra loro, dando così vita ad una riproduzione su supporto analogico.
LA FRANCIA RIDUCE LE SANZIONI CONTRO IL FILE-SHARING SU INTERNET DI MATERIALI PROTETTI DA COPYRIGHT
Con il decreto n. 2013-596, emanato in data 8 luglio 2013, il Ministro francese della Cultura e della Comunicazione Aurélie Filippetti ha eliminato la sanzione della disconnessione forzata da internet, prevista in capo all' HADOPI (Haute Autorité pour la diffusion des oeuvres et la protection des droits sur l'Internet) per contrastare la pratica di condivisione e download illegale su internet di file protetti dal diritto d'autore. La previgente sanzione era stata prevista dalla Loi Création et Internet n. 311 introdotta nel 2009 ed entrata in vigore nel 2010. Questa legge, oltre ad aver istituito la suddetta HADOPI, aveva introdotto la regola dei cosiddetti "tre colpi", in base alla quale all'utente che si fosse reso responsabile di una condotta illecita di riproduzione, rappresentazione, messa a disposizione o comunicazione al pubblico di materiali coperti dal diritto d’autore, venivano rivolti due avvertimenti scritti. Nel caso in cui la condotta illecita venisse reiterata, la legge prevedeva la multa fino a 1.500€, insieme alla sospensione forzata della linea internet fino ad un mese. Con l'eliminazione della predetta sanzione ad opera del decreto n. 2013-596, dopo i primi due avvertimenti, seguirà la sola pena pecuniaria fino a 1.500€. Il decreto rappresenta il primo passo indicativo di un cambio di strategia da parte del governo francese nella lotta alla "pirateria" su internet. L'attenzione delle autorità, infatti, si sposterà sempre più dagli utenti finali in direzione della pirateria "commerciale", andando a colpire, in primo luogo, i siti che permettono il file-sharing ed il download illegali di contenuti coperti dal diritto d'autore.
Il decreto è consultabile al seguente link
LA CORTE DI GIUSTIZIA SI PRONUNCIA IN MERITO ALLA GIURISDIZIONE IN UN CASO DI VIOLAZIONE DI DIRITTO D’AUTORE
Con sentenza del 3 ottobre 2013, la Corte di Giustizia si è pronunciata nella causa C-170/12, avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour de Cassation (Francia) nel procedimento tra Peter Pinckney, persona fisica residente in Francia, e KDG Mediatech AG, società con sede in Austria. La domanda verteva sull’interpretazione dell’articolo 5, punto 3, del regolamento (CE) n. 44/2001, del 22 dicembre 2000, in base al quale “[l]a persona domiciliata nel territorio di uno Stato membro può essere convenuta in un altro Stato membro: […] 3) in materia di illeciti civili dolosi o colposi, davanti al giudice del luogo in cui l'evento dannoso è avvenuto o può avvenire”. Il giudice del rinvio chiedeva, in sostanza, se la disposizione sopra citata dovesse essere interpretata nel senso che, in caso di asserita violazione dei diritti patrimoniali d’autore garantiti dallo Stato membro del giudice adito, quest’ultimo fosse competente a conoscere dell’azione per responsabilità presentata dall’autore di un’opera nei confronti di una società con sede in un altro Stato membro e che avesse ivi riprodotto la citata opera su un supporto materiale, in seguito venduto, da alcune società con sede in un terzo Stato membro, tramite un sito Internet accessibile anche nel distretto del giudice adito. La Corte ha statuito che l’articolo 5, punto 3, del regolamento (CE) n. 44/2001, deve essere interpretato nel senso che, in caso di asserita violazione dei diritti patrimoniali d’autore garantiti dallo Stato membro del giudice adito, quest’ultimo è competente a conoscere di un’azione per responsabilità presentata dall’autore di un’opera nei confronti di una società con sede in un altro Stato membro e che ha ivi riprodotto la citata opera su un supporto materiale che è stato poi venduto, da alcune società con sede in un terzo Stato membro, tramite un sito Internet accessibile anche nel distretto del giudice adito. Secondo la Corte, inoltre, tale giudice è competente a conoscere del solo danno cagionato nel territorio dello Stato membro in cui esso ha sede, definendo pertanto una competenza parziale in merito al risarcimento dei danni.
MODIFICATO L'ART. 15 DELLA LEGGE SUL DIRITTO D'AUTORE A SEGUITO DI CONVERSIONE IN LEGGE DEL D.L. n. 91/2013
Con la legge n.112 del 7 ottobre 2013, pubblicata in G.U. n. 236, ed entrata in vigore il 9 ottobre scorso, è stato convertito in legge, con modificazioni, il D.L. 8 agosto 2013, n. 91, recante disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo. Il decreto, nel testo risultante dalla conversione, ha stabilito, all'articolo 4, la modifica dell'articolo 15 della legge sul diritto d'autore (L. 22 aprile 1941, n. 633), disponendo l'aggiunta del seguente comma: "Non è considerata pubblica la recitazione di opere letterarie effettuata, senza scopo di lucro, all'interno di musei, archivi e biblioteche pubblici ai fini esclusivi di promozione culturale e di valorizzazione delle opere stesse individuati in base a protocolli di intesa tra la SIAE e il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo". Conseguentemente il testo dell'art 15, l. aut., in vigore dal 9 ottobre 2013, è il seguente: "[1]Il diritto esclusivo di eseguire, rappresentare o recitare in pubblico ha per oggetto la esecuzione, la rappresentazione o la recitazione, comunque effettuate, sia gratuitamente che a pagamento, dell'opera musicale, dell'opera drammatica, dell'opera cinematografica, di qualsiasi altra opera di pubblico spettacolo e dell'opera orale. [2]Non è considerata pubblica la esecuzione, rappresentazione o recitazione dell'opera entro la cerchia ordinaria della famiglia, del convitto, della scuola o dell'istituto di ricovero, purché non effettuata a scopo di lucro. [3]Non è considerata pubblica la recitazione di opere letterarie effettuata, senza scopo di lucro, all'interno di musei, archivi e biblioteche pubblici ai fini esclusivi di promozione culturale e di valorizzazione delle opere stesse individuati in base a protocolli di intesa tra la SIAE e il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo".
Il testo della legge n. 112 del 7 ottobre 2013 è consultabile al seguente link
LA CORTE DI CASSAZIONE SI PRONUNCIA IN TEMA DI RIPRODUZIONE DELL'IMMAGINE
La Corte di Cassazione, con sentenza del 24 ottobre 2013, n. 24110, ha rigettato il ricorso proposto da una persona fisica (il nome è stato oscurato secondo disposizione del Collegio) contro RAI Radiotelevisione Italiana S.p.a., avverso la sentenza di appello n. 3396/2007 della Corte d'Appello di Roma, per ottenere il risarcimento del danno subito per essere stato ripreso, a sua insaputa, dalla televisione durante un servizioRAI sul "Gay Pride", mentre si trovava casualmente alla stazione ferroviaria di Milano, luogo di partenza di molti manifestanti. Tra i motivi di ricorso, il ricorrente lamentava la violazione e falsa applicazione dell'art. 97, comma 1, della legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d'autore, in base al quale "non occorre il consenso della persona ritratta quando la riproduzione dell'immagine è giustificata dalla notorietà o dall'ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici o culturali, o quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico". Secondo il ricorrente, infatti, la previsione del citato art. 97 presuppone il collegamento tra l'interesse pubblico e la vicenda oggetto di divulgazione, caratteristica che non poteva riguardare, invece, il semplice radunarsi di una folla di persone in partenza da Milano per Roma. La Suprema Corte al riguardo, ha affermato, confermando il proprio orientamento giurisprudenziale, che l'esposizione o la pubblicazione dell'immagine altrui non può considerarsi abusiva quando si ricolleghi a fatti, avvenimenti o cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico, in conformità a quanto disposto dalla menzionata L. n. 633 del 1941, art. 97, comma 1. La Corte di Cassazione, inoltre, ha proseguito statuendo che il concetto di avvenimento o cerimonia di interesse pubblico non può essere inteso in senso così restrittivo da escludere tutto ciò che non attiene in via immediata e diretta con l'evento stesso; in altre parole, la cerimonia o l'avvenimento non sono soltanto l'evento assunto nella sua limitata dimensione spazio-temporale, dovendosi ritenere ricompresi nella previsione legislativa anche quegli episodi che, pur non integrando in sé l'evento, al medesimo si ricolleghino in modo inequivocabile. Nel caso di specie, pur svolgendosi la manifestazione nella città di Roma, il radunarsi nella stazione centrale di Milano di una folla di persone pronte a partire per Roma allo scopo di partecipare all'evento indicato costituisce, data l'evidenza e l'immediatezza del collegamento, un fatto di rilevanza mediatica che integra gli estremi di cui alla L. n. 633 del 1941, art. 97, comma 1, legittimando la riproduzione dell'immagine anche in assenza del consenso della persona interessata. Sulla base del rilievo sopra esposto, inter alia, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso.
L'AGCOM APPROVA IL REGOLAMENTO PER LA TUTELA DEL DIRITTO D'AUTORE ONLINE
In data 12 dicembre 2013, l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha adottato il "Regolamento in materia di tutela del diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica e procedure attuative ai sensi del Decreto Legislativo 9 aprile 2003, n. 70". Il Regolamento, come spiega l'Autorità nel proprio comunicato stampa emesso in pari data, si concentra sulle violazioni massive del diritto d'autore e non riguarda gli utenti finali. L'Autorità precisa, inoltre, che il procedimento è caratterizzato dal pieno rispetto del principio del contraddittorio. Per avviarlo, sarà richiesta la presentazione di un’istanza da parte del titolare del diritto. Pertanto, l’Autorità non agirà d’ufficio, con la diretta conseguenza che i provider non saranno chiamati a svolgere un’attività di monitoraggio della rete. Per quanto concerne, infine, le misure inibitorie, consisteranno nella rimozione selettiva delle opere digitali in violazione del diritto d'autore o dei diritti connessi, o, in caso di violazione massiva, nella disabilitazione dell'accesso alle suddette opere digitali. Tali misure, afferma l'Autorità, saranno improntate a criteri di adeguatezza, gradualità e proporzionalità. Il Regolamento entrerà in vigore a partire dal 31 marzo 2014.
Il testo del Regolamento è disponibile al seguente link

References: ART. 3
 sentenza 
 sentenza 
 art. 10
 sentenza 
 articolo 3
 articolo 3
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 97
 art. 97
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