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Timestamp: 2019-04-18 22:49:36+00:00

Document:
PROTOCOLLO DI INTESA SPERIMENTALE
PREFETTURE DI ALESSANDRIA, ASTI, BIELLA, CUNEO, NOVARA, TORINO, VERCELLI, VERBANO-CUSIO OSSOLA
DIL - DIREZIONE INTERREGIONALE DEL LAVORO DI MILANO
INPS - DIREZIONE REGIONALE PIEMONTE
LEGA COOP PIEMONTE
CGIL e FLAI PIEMONTE
CISL e FAI PIEMONTE
UIL e UILA PIEMONTE
ARCIDIOCESI DI TORINO (Caritas Diocesana - Ufficio Pastorale della Salute - Ufficio Pastorale
Migranti - Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro)
LA PROMOZIONE DEL LAVORO REGOLARE IN AGRICOLTURA, FACILITARE L'INCONTRO TRA DOMANDA E OFFERTA DI LAVORO STAGIONALE E DARE SOLUZIONE AI PROBLEMI DI TRASPORTO DEI LAVORATORI
- Il presente Protocollo si muove nell'ambito del nuovo quadro normativo disegnato dalla Legge n. 199 del 29 ottobre 2016 "Disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo", dal Decreto Legislativo 29 ottobre 2016, n. 203, recante “Attuazione della direttiva 2014/36/UE sulle condizioni di ingresso e soggiorno dei cittadini dei paesi terzi per motivi di impiego in qualità di lavoratori stagionali”, e, in ambito pattizio, dal “Protocollo sperimentale contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura” del 27 maggio 2016, sottoscritto, tra l'altro, dai Ministri del Lavoro e delle Politiche sociali, dell'Interno, delle Politiche agricole, alimentari e forestali, dalle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, dall'Ispettorato nazionale del lavoro e dalle organizzazioni rappresentative dei datori di lavoro e dei lavoratori e mira allo sviluppo ed al potenziamento della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità in Piemonte.
- Il tema della garanzia di trasparenza e regolarità dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro stagionale in tale settore produttivo è centrale nella politica della Regione Piemonte e delle Parti sociali ed esso richiede la collaborazione di tutti i livelli istituzionali, con interventi di breve, medio e lungo periodo che affrontino in modo efficace le problematiche della sicurezza, della salute, della legalità, del trasporto, dell'insediamento sociale e abitativo dei lavoratori;
- Il rischio cui sono potenzialmente esposti i lavoratori - in maggioranza stranieri - rappresenta una fonte di possibile allarme sociale;
- Ciò rende opportuno l'immediato e preventivo rafforzamento delle attività di presidio, con particolare riguardo a quei territori in cui tali tensioni si sono evidenziate in modo più significativo;
- Il ruolo dei servizi ispettivi del lavoro è cruciale per la promozione del circuito della legalità del lavoro nei campi, per contrastare l'intermediazione illegale di manodopera ed anche al fine di evitare l'uso scorretto dei contratti di lavoro e dei tirocini, e che ciò implica un lavoro decentrato e capillare capace di incidere più efficacemente per migliorare le condizioni dei lavoratori agricoli stagionali;
- Il raccordo tra i Servizi ispettivi del lavoro, le Forze di polizia e le Parti sociali risulta centrale per garantire una risposta immediata ed efficace a potenziali situazioni di rischio, anche attraverso un capillare controllo del territorio, evitando sovrapposizioni di controlli in più giornate presso le stesse aziende in attesa della piena attivazione del registro unico dei controlli;
- Al fine di velocizzare ed aumentare gli effetti è opportuno il coinvolgimento delle Prefetture, anche attraverso il coordinamento delle Forze di polizia, e degli Enti Locali, valorizzando la collaborazione con le organizzazioni della società civile;
- È essenziale sostenere la promozione di un tessuto di aziende agricole fondate su presupposti etici ed organizzativi che garantendo la qualità dei processi e dei prodotti, valorizzino appieno il proprio potenziale economico e promuovano la crescita e il benessere dei diversi territori in cui operano;
- È di fondamentale importanza l'impegno delle rappresentanze sindacali e delle imprese, attraverso la contrattazione e la bilateralità, nel mettere in campo servizi alle imprese e ai lavoratori capaci di contribuire alla promozione della regolarità nelle relazioni di lavoro, promuovendo condizioni di vantaggio per le imprese che scelgano la strada della legalità e della buona economia;
- L'integrazione è un valore irrinunciabile e non può che essere il fondamento di ogni strategia che miri a contrastare i fenomeni devianti, come lo sfruttamento del lavoro in agricoltura e che pertanto debbano essere sostenute le attività di quanti operano nel settore dell'educazione e della promozione socio-culturale;
- Per perseguire tali finalità nel rispetto dei ruoli istituzionali ricoperti da ciascun attore del Protocollo e delle differenti realtà territoriali, è necessario attivare concreti sostegni a favore di quanti già operano nel campo con funzioni di cura, tutela e promozione dei diritti nonché di quanti si adoperano per l'integrazione delle popolazioni migranti con quelle locali;
- Per prevenire eventuali fenomeni di sfruttamento del lavoro stagionale, si ritiene necessario, attraverso specifiche azioni, anche nei confronti dei consumatori, agire sulle leve economiche e sulle pratiche commerciali scorrette per eliminare le distorsioni lungo la filiera, così da garantire che dietro gli alimenti in vendita, sia italiani che provenienti da Paesi terzi, sia assicurato un percorso di qualità che riguarda l'ambiente, la salute ed il lavoro, con un'equa distribuzione del valore;
- Che la Regione Piemonte intende confermare il suo impegno per la promozione del lavoro regolare in agricoltura e facilitare condizioni di vita agevoli e dignitose a tutti i lavoratori agricoli che operano in Piemonte;
- l'attivazione da parte del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali in collaborazione con l'INPS, della Rete del lavoro agricolo di qualità, l'organismo autonomo nato per rafforzare le iniziative di contrasto ai fenomeni di irregolarità e delle criticità che caratterizzano le condizioni di lavoro nel settore agricolo.
- Le esperienze territoriali pregresse ed in corso - in particolare sul territorio saluzzese
- da parte di alcune organizzazioni ed enti sottoscrittori del presente protocollo, anche in collaborazione con soggetti portatori di interessi diffusi e collettivi di comprovata esperienza e competenza in materia di assistenza umanitaria e sanitaria, volte ad armonizzare e favorire l'integrazione lavorativa e sociale delle popolazioni migranti con le comunità locali:
- Il D.lgs 23 aprile 2004 n. 124 recante la Razionalizzazione delle funzioni ispettive in materia di lavoro e previdenza sociale, a norma dell'art. 8 della legge 14 febbraio 2003 n. 30;
- Il D. lgs 16 luglio 2012, n. 109 di attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare;
- Il D.lgs. 14 settembre 2015 n. 149 recante Disposizioni per la razionalizzazione e la semplificazione dell'attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale, in attuazione della legge 10 dicembre 2014 n. 183;
- Il D.lgs 19 agosto 2016, n. 177 recante “Disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato, ai sensi dell’articolo 8, comma 1, lettera a), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di organizzazione delle amministrazioni pubbliche”;
- La legge n. 199 del 29 ottobre 2016, “Disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo.” recante norme in materia di prevenzione e repressione del reato di caporalato e dello sfruttamento del lavoro agricolo.
- La “Direttiva sui comparti delle specialità delle Forze di Polizia e sulla razionalizzazione dei presidi di Polizia” del Ministro dell’Interno, datata 15 agosto 2017.
Per quanto sopra premesso, le parti convengono quanto segue:
2. Le parti firmatarie del Protocollo si impegnano a sostenere e rafforzare interventi volti a:
- Garantire ai lavoratori ed alle lavoratrici del settore agricolo il rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro ed a prevenire situazioni di grave rischio sanitario e di illegalità.
- Attivare servizi di informazione e di tutela finalizzati a promuovere legalità e sicurezza nei rapporti di lavoro con la presenza sul campo di personale ispettivo in collaborazione con le parti sociali sottoscrittrici del presente protocollo, anche valorizzando il ruolo degli enti bilaterali;
- Negoziare e concludere accordi che promuovano concrete azioni in grado di assicurare ai rapporti di lavoro condizioni di sicurezza e legalità, anche mediante l’intervento del sistema della bilateralità affrontando in particolare le problematiche del trasporto della manodopera da e verso i luoghi di lavoro;
- Garantire, ciascuno secondo le proprie competenze e responsabilità, nei rapporti di lavoro anche stagionali, l’applicazione dei contratti collettivi di cui all’articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81
- Individuare e diffondere pratiche che, anche mediante il ruolo della contrattazione decentrata territoriale e misure di semplificazione amministrativa, comunque valorizzino ed incentivino le attività agricole e i prodotti d'eccellenza del Made in Italy, delle imprese che scelgono legalità e sicurezza superando ogni forma di sfruttamento della manodopera;
- Contrastare la diffusione di pratiche commerciali scorrette con finalità di salvaguardia e tutela del lavoro e della salute dei lavoratori.
- Attivare percorsi di integrazione ed animazione socio-culturale che diffondano il rispetto tra le popolazioni migranti e quelle locali consentendo di combattere anche sul piano culturale la segregazione e la creazione dei ghetti adiacenti e limitrofi al luogo di lavoro.
3. Per il conseguimento delle suddette finalità, il Protocollo regola gli ambiti, gli impegni e le attività dei sottoscrittori per il raggiungimento degli obiettivi sopra indicati.
Art. 2 Istituzioni coinvolte
1. Per favorire la massima compatibilità dei procedimenti di loro competenza con gli obiettivi e i tempi di attuazione dell'intervento di promozione del lavoro regolare e di prevenzione e contrasto al caporalato ed allo sfruttamento del lavoro in agricoltura, partecipano al Protocollo:
a. Prefetture di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Vercelli, Verbano- Cusio-Ossola;
b. DIL - DIREZIONE INTERREGIONALE DEL LAVORO DI MILANO che coordina l'attività di vigilanza e la eserciterà sul territorio piemontese attraverso le sue sedi territoriali;
c. INPS - Direzione regionale Piemonte
d. INAIL - Direzione Regionale Piemonte
e. Regione Piemonte.
f. Agenzia Piemonte Lavoro
g. ANCI Piemonte
Art. 3 Organizzazione coinvolte
La Regione Piemonte, anche tramite l’Agenzia Piemonte Lavoro - suo ente strumentale, nello stipulare gli accordi per il raggiungimento e la messa in pratica degli obiettivi di cui all'art. 4 del Protocollo - collaborerà con soggetti in possesso dei requisiti soggettivi e tecnici previsti dalla legge, con le OO.SS. dei lavoratori e le Associazioni di rappresentanza delle imprese comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e regionale, che applicano il CCNL operai agricoli e florovivaisti sottoscritto il 19 giugno 2018 e i contratti integrativi provinciali; con soggetti portatori di interessi diffusi e collettivi di comprovata esperienza e competenza in materia di assistenza umanitaria e sanitaria quali l'Arcidiocesi di Torino (Caritas Diocesana - Ufficio Pastorale della Salute - Ufficio Pastorale Migranti - Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro), la Diaconia Valdese; con enti, come la Fondazione “Osservatorio sulla criminalità nell'agricoltura e sul sistema agroalimentare”, aventi quale scopo quello di diffondere e divulgare una cultura volta alla difesa e valorizzazione della filiera agroalimentare italiana, nonché della legalità; con la Federdistribuzione e le rappresentanze dell'industria alimentare. Potranno aderire al presente Protocollo, successivamente alla sua sottoscrizione, altri soggetti che ne condividano le finalità e i contenuti, previa apposita motivata istanza alla Regione Piemonte e nulla osta da parte dei sottoscrittori.
Art. 4 Attività promosse
Al fine di raggiungere gli obiettivi oggetto del Protocollo di cui all'art. 1,
- le Prefetture si impegnano a promuovere attività di coordinamento delle Forze di Polizia nella prevenzione e nel contrasto di ogni forma di illegalità nel processo produttivo;
- la Regione Piemonte, anche per il tramite di APL, d'intesa con la Prefettura competente, si impegna ad attivare sul territorio tavoli permanenti di coordinamento, a cui parteciperà anche personale delle Direzioni Territoriali del Lavoro (DTL) competenti e i rappresentanti territoriali delle Organizzazioni firmatarie del presente protocollo.
Saranno prioritariamente sostenute le seguenti attività:
1. stipula di specifiche convenzioni, per favorire il servizio di trasporto gratuito per le lavoratrici e i lavoratori stagionali agricoli che copra l'itinerario casa/lavoro;
2. istituzione di presidi medici-sanitari mobili per assicurare interventi di prevenzione e di primo soccorso, anche in accordo con il Comitato Regionale sicurezza sui luoghi di lavoro, ex art. 7 D.lgs. 81/08, presieduto dalla Regione Piemonte, Settore Sanità;
3. destinazione d'utilizzo di beni immobili disponibili ovvero confiscati alla criminalità organizzata ai fini dell'istituzione di centri di servizio, collocazione abitativa temporanea e di assistenza socio-sanitari organizzati dalle competenti istituzioni anche in collaborazione con le organizzazioni del terzo settore e con le parti sociali, compatibilmente con la tempistica dell'implementazione della procedura da mettere in atto sulla presente questione e previa possibilità di coinvolgere gli Enti Locali nell'ambito della destinazione dei seguenti beni a finalità sociali ai sensi dell'art. 48, Dlgs. 6 settembre 2011 n. 159;
4. potenziamento delle attività di informazione, da realizzarsi, anche in forma decentrata ed eventualmente in partenariato con le organizzazioni sindacali e datoriali, dal personale dei Centri per l'impiego;
5. organizzazione di iniziative di animazione culturale e ricreative finalizzate alla conoscenza reciproca, all'integrazione culturale sociale per le persone destinatarie degli interventi previsti dal presente protocollo e per i cittadini residenti;
6. sperimentazione di sportelli di informazioni per l'incontro domanda e offerta di servizi abitativi, anche valorizzando le esperienze promosse dalle parti sociali;
7. attivazione di eventuali servizi di orientamento al lavoro in prossimità del luogo di stazionamento dei migranti per consentire un facile accesso ai servizi forniti;
8. attivazione di sportelli informativi, promossi dalle parti sociali e dai soggetti firmatari del presente protocollo, oltre che dagli Enti bilaterali, eventualmente anche attraverso unità mobili provviste di operatori quali mediatori linguistico culturali, psicologi e personale competente al fine di favorire la conoscenza e la consapevolezza nei lavoratori dei loro diritti in ambito lavorativo, sindacale, sociale e sanitario;
9. attività volte a dar luogo a forme di intervento nel collocamento della manodopera per mezzo dei Centri per l'impiego, con il supporto dell'Agenzia Piemonte Lavoro, promuovendo anche la realizzazione degli Sportelli di Collocamento Pubblico con specifiche liste, dei lavoratori stagionali disponibili, a disposizione delle aziende del territorio, ove possibile anche mediante l’utilizzo di banche dati online finalizzate a favorire l’incrocio domanda-offerta di lavoro, prevenire i viaggi della speranza e scongiurare lo strutturarsi di sistemi illeciti di intermediazione di manodopera;
10. attività volte a dar luogo a forme di intervento per favorire il trasporto dei lavoratori agricoli stagionali nel tragitto casa/lavoro;
11. sperimentazione dell’impiego temporaneo di immobili demaniali in caso di urgente ed indifferibili necessità di gestione delle emergenze connesse all’accoglienza dei lavoratori stagionali;
12. attivazione di corsi di formazione su: lingua italiana, sicurezza nei luoghi di lavoro (tali da essere riconoscibili ai fini dell’assolvimento dell’obbligo di cui all’art.36 e dell’art. 37 del D.Lgs. n. 81/2008), e percorsi formativi anche brevi da proporre ai lavoratori, mirati alla loro collocazione lavorativa nei periodi precedenti o successivi l’instaurazione del rapporto di lavoro agricolo;
13. sperimentazione di bandi per promuovere l’ospitalità dei lavoratori stagionali in condizioni dignitose e salubri, anche con riferimento ai soggetti che non trovano una immediata collocazione lavorativa, ciò al fine di prevenire ed evitare accampamenti improvvisati nei luoghi pubblici o nei fabbricati abbandonati, con conseguenti situazioni di emergenza sia in termini igienico-sanitari che di pubblica sicurezza;
14. creazione di centri di ascolto e supporto anche tramite la presenza di mediatori culturali e psicologi.
Art. 5 Fondi
Le azioni previste dal Protocollo, ad esclusione di quelle già a carico delle Istituzioni per l’adempimento dei rispettivi compiti e finalità, potranno essere sostenute attivando fondi eventualmente disponibili, destinati ad incrementare la legalità nel settore agricolo, anche attraverso la presentazione di progetti o componenti di azioni progettuali, in risposta a bandi o concorsi, per iniziativa singola o congiunta delle parti sottoscriventi il presente accordo.
Art. 6 Gruppo di coordinamento e controllo
La Regione Piemonte assicura le attività di coordinamento tecnico ed amministrativo per l'attuazione del Protocollo, coerentemente alla nuova normativa disegnata dalla Legge n. 199/2016. A tal fine è costituito un Gruppo di coordinamento e controllo, presieduto dalla Regione Piemonte e composto da un membro per ogni organizzazione/Ente sottoscrittrice del Protocollo.
Il Gruppo di cui al comma 1 svolge in particolare, compiti di monitoraggio tecnico-amministrativo delle attività svolte dagli organismi interessati dal presente accordo e delle attività svolte da soggetti beneficiari di finanziamento o agevolazioni conseguenti il Protocollo.
Il Gruppo si riunisce presso la Regione Piemonte e nel corso della prima riunione sono definiti le linee guida ed il calendario dei lavori e delle attività, rispetto ai quali saranno verificati gli adempimenti via via assunti dalle parti.
Il Gruppo di coordinamento e controllo svolge compiti di verifica dell'attuazione del protocollo. Sono escluse, per la loro natura, le attività di prevenzione e controllo svolte dalle Forze dell'Ordine con il coordinamento delle Prefetture. Le eventuali inadempienze o i ritardi da parte dei soggetti sottoscrittori per il raggiungimento e la messa in pratica degli obiettivi di cui all'art. 4 del Protocollo, potranno formare oggetto di informativa nell'ambito della relazione tecnica di cui al comma 5 da parte del Gruppo a tutti gli enti sottoscrittori del Protocollo.
Il Gruppo di coordinamento e controllo alla data del 31 dicembre di ogni anno predispone una relazione tecnica finale sullo stato di attuazione degli interventi. La relazione è trasmessa a tutti i soggetti firmatari del Protocollo, nonché alla Commissione centrale di coordinamento dell'attività di vigilanza degli organi impegnati nelle azioni di contrasto del lavoro sommerso e irregolare, di cui all'art. 3 del D.lgs. 23 aprile 2004, n. 124.
Art. 7 I Gruppi locali
I Gruppi Locali, in coerenza con la Legge n. 199/2016 e sulla base dei principi di efficacia organizzativa e funzionale, sono promossi a livello di bacino del CPI o distretto e composti da rappresentanti dei sottoscrittori del Protocollo a livello locale. Essi si costituiscono presso i competenti Centri per l'impiego e la loro composizione può essere integrata, per specifici progetti o tematiche, dai rappresentanti di associazioni, imprese o organizzazioni culturali e sociali operanti nel territorio.
I Gruppi locali assicurano le attività di coordinamento tecnico ed amministrativo per l'attuazione del Protocollo nell'ambito territoriale di competenza, propongono progetti al Gruppo di coordinamento e controllo regionale, gestiscono progetti locali, anche a carattere sperimentale, con compiti di monitoraggio tecnico-amministrativo, curano le relazioni con il territorio, verificano l'attuazione del protocollo. le eventuali inadempienze o i ritardi da parte dei soggetti sottoscrittori per il raggiungimento e la messa in pratica degli obiettivi generali e locali, relazionandosi con il Gruppo di coordinamento e controllo regionale secondo le modalità da esso stabilite.
Art. 8 Sperimentazione sportello collocamento pubblico in agricoltura nell'area del Saluzzese
In attesa della definizione di un compiuto programma di lavoro in applicazione del presente protocollo, allo scopo di intervenire su una situazione particolare sul territorio del saluzzese, nel quale si verifica da parecchi anni una significativa concentrazione di lavoratori, prevalentemente di origine straniera, disponibile al lavoro stagionale nella raccolta della frutta, le parti concordano nell'attivazione di una sperimentazione volta alla creazione di una lista pubblica di collocamento gestita dal Centro per l'impiego competente, per detti lavoratori. Lo scopo di tale iniziativa è quello di conoscere e definire il fabbisogno di manodopera, di snellire le procedure per l'attivazione dei contratti di lavoro, di prevenire fenomeni di irregolarità.
L'Agenzia Piemonte Lavoro, nel suo ruolo di coordinamento dei Centri per l'impiego regionali, anche attraverso l'utilizzo di servizi specialistici, si impegna a:
a) attivare il Centro o i Centri per l'impiego competenti per la predisposizione di elenchi di lavoratori agricoli stagionali durante il periodo maggio - novembre, accertandone competenze e disponibilità;
b) garantire con gli altri attori coinvolti azioni di informazione verso i lavoratori, le imprese e il territorio;
c) attivare uno sportello dedicato, presso il Centro o i Centri per l'impiego competenti, per registrare la disponibilità al lavoro dei lavoratori agricoli e i fabbisogni occupazionali delle aziende e/o delle cooperative agricole, gestire l'instaurazione e la cessazione dei rapporti di lavoro e la dichiarazione di manodopera occupata;
d) costituire, fatto salvo quanto previsto dall'art. 20 del CCNL 19 giugno 2018, una specifica lista dei lavoratori disponibili, a disposizione delle aziende del territorio, con possibilità di evidenziare le precedenti esperienze lavorative svolte presso le aziende del saluzzese per l'esercizio del diritto di precedenza che sarà regolamentato nell'apposito allegato attuativo.
CGIL CISL e UIL di Cuneo, in supporto ai Centri per l'impiego, anche alla luce della convenzione stipulata tra ANPAL e i rispettivi patronati, regolarmente accreditati, garantiranno presso le proprie sedi l'accoglienza e l'inoltro della “dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro” (DID) ai lavoratori che ne faranno richiesta.
CONFAGRICOLTURA, COLDIRETTI, CIA e CONFCOOPERATIVE ritenendo necessario rendere funzionale il mercato del lavoro agricolo locale alle esigenze del sistema produttivo, valorizzandone contestualmente l'economicità e la qualità, si adopereranno per informare e supportare i loro associati nella conoscenza e utilizzo delle modalità di avviamento al lavoro previste dalla sperimentazione e favoriranno il loro coinvolgimento negli organismi partecipativi previsti dalla Legge 199/2016, nonché si impegneranno ad attingere per quanto possibile dalle liste di disponibili al lavoro redatte dai CPI locali.
La Regione Piemonte, in collaborazione con ANCI, si attiverà per estendere tale iniziativa e coinvolgere nella gestione tutte le ASL e le amministrazioni locali che insistono sul territorio del saluzzese.
Le modalità operative per la gestione dello sportello saranno definite dal Gruppo Locale di cui all'art. 7 del presente protocollo, appositamente costituito presso il Centro per l'impiego competente per il coordinamento della sperimentazione.
La sperimentazione si svolgerà durante tutta la durata del presente accordo, a partire dall'anno 2019.
Art. 8 bis Condizioni di vantaggio per le imprese
Le Parti sociali, attraverso il confronto e la contrattazione, promuoveranno azioni utili a creare condizioni di vantaggio per le imprese virtuose che valorizzano i contenuti del presente protocollo e prevengono l'insorgenza di fenomeni di irregolarità e illegalità.
Il Protocollo sarà valido dalla data di sottoscrizione fino al 31-12-2019 e potrà essere prorogato previa verifica dei risultati.
In caso di proroga o riproposizione del Protocollo anche per gli anni seguenti sarà valutata ogni eventuale modifica che, sulla base dell'esperienza maturata, si rendesse necessaria per migliorarne l'efficacia.
Fermo restando quanto regolato dal Protocollo, nonché nel rispetto delle norme e dei regolamenti di settore vigenti, i soggetti sottoscrittori sono reciprocamente impegnati in ogni caso ad assolvere alle attività di propria competenza e quelle scaturenti dalle esigenze di coordinamento con la massima diligenza e tempestività, al fine di assicurare efficienza del procedimento concordato per la compiuta realizzazione dell'oggetto indicato all'art.1. In tal senso i soggetti sottoscrittori si impegnano ove occorra e su specifica richiesta del Gruppo di coordinamento a dare alle strutture di propria competenza le opportune disposizioni e direttive, nel rispetto delle tempistiche e degli obiettivi dettati dal Protocollo sottoscritto.
Letto, confermato e sottoscritto in Torino il 13 marzo 2019
PREFETTURE DI ALESSANDRIA, ASTI, BIELLA, CUNEO, NOVARA, TORINO, VERCELLI, VERBANO-CUSIO-OSSOLA
INPS - DIREZIONE REGIONALE PIEMONTE E VALLE D’AOSTA

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4
 art. 7

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 8