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Timestamp: 2020-05-30 05:54:53+00:00

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Art. 330 codice di procedura penale - Acquisizione delle notizie di reato - Brocardi.it
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Articolo 330 Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 330 Codice di procedura penale
1. Il pubblico ministero e la polizia giudiziaria(1) prendono notizia dei reati di propria iniziativa e ricevono le notizie di reato presentate o trasmesse a norma degli articoli seguenti.
(1) La polizia svolge tale attività di ricerca ai sensi dell'art. 55.
Tal norma trova la propria ratio in quanto in presenza di una notizia di reato il P.M. ha l'obbligo costituzionalmente garantito di esercitare l'azione penale.
Spiegazione dell'art. 330 Codice di procedura penale
Per notizia di reato, stante la mancanza di una definizione legislativa, si intende qualsiasi rappresentazione non manifestamente inverosimile di uno specifico accadimento storico, attribuito o meno a soggetti determinati, dalla quale emerga la possibile violazione di una disposizione incriminatrice penale. Non vi rientrano tutti gli atti e le informative prive di rilevanza penale (ad es. esposti in materia civile o amministrativa), che vanno invece annotati nel registro delle non-notizie di reato o modello 45.
La norma in commento affida al pubblico ministero ed alla polizia giudiziaria (cui la ricezione di notizie di reato è disciplinata anche dall'art. 55) l'attività di ricerca della notitia criminis, anche di propria iniziativa, al di là dunuq edella mera attesa di ricevere notizie di reato da altri soggetti (ad es. denunce, querele ecc.).
In pratica, ciò significa che il pubblico ministero può legittimamente impegnare le risorse del proprio ufficio in specifiche attività pre-investigative.
Tuttavia, tale disposizione ha suscitato non pochi dubbi dati dall'assenza di qualsiasi normativa in merito, lasciandosi dunque illimitata libertà agli organi inquirenti nell'utilizzo delle risorse (con conseguente dispendio di energie e di denaro), con una eccessiva discrezionalità nelle scelte da operare, prescindendo dall'iscrizione della notizia di reato nell'apposito registro.
Massime relative all'art. 330 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 3261/1999
Presupposto necessario perché possano essere iniziate le indagini preliminari è l'esistenza di una notitia criminis la quale per essere tale, deve avere per oggetto un fatto specifico idoneo ad integrare estremi di reato e deve essere dotata, per la fonte da cui proviene, di adeguata credibilità. Pertanto è da escludere che possano essere promosse indagini preliminari non già sulla base di una notizia di reato ma al fine di eventualmente acquisirla, come nel caso di indagini a tappeto ed in forma indiscriminata, dirette ad accertare se eventualmente ipotetici reati siano stati commessi, essendo una tale attività consentita soltanto agli organi di polizia nell'esercizio della propria attività amministrativa di prevenzione e repressione dei reati; attività che, in quanto svolta la di fuori delle norme del codice di rito, va effettuata nel pieno rispetto delle altrui libertà, fatti salvi, ovviamente, gli specifici poteri di accertamento attribuiti da specifiche disposizioni di legge.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 3261 del 26 gennaio 1999)
Cass. pen. n. 10654/1992
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 10654 del 3 novembre 1992)

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Cass. 
 sentenza 

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