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Timestamp: 2019-10-17 10:56:05+00:00

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Art. 104 legge fallimentare - Esercizio provvisorio dell'impresa del fallito - Brocardi.it
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Articolo 104 Legge fallimentare
Dispositivo dell'art. 104 Legge fallimentare
Fonti → Legge fallimentare → Titolo II - Del fallimento → Capo VI - Dell'esercizio provvisorio e della liquidazione dell'attivo → Sezione I - Disposizioni generali
(1)Con la sentenza dichiarativa del fallimento(2), il tribunale può disporre l'esercizio provvisorio dell'impresa, anche limitatamente a specifici rami dell'azienda, se dalla interruzione può derivare un danno grave, purché non arrechi pregiudizio ai creditori(3).
Successivamente, su proposta del curatore, il giudice delegato, previo parere favorevole del comitato dei creditori, autorizza, con decreto motivato, la continuazione temporanea dell'esercizio dell'impresa(4), anche limitatamente a specifici rami dell'azienda, fissandone la durata.
Durante il periodo di esercizio provvisorio, il comitato dei creditori è convocato dal curatore, almeno ogni tre mesi, per essere informato sull'andamento della gestione e per pronunciarsi sull'opportunità di continuare l'esercizio(5).
Durante l'esercizio provvisorio i contratti pendenti proseguono, salvo che il curatore non intenda sospenderne l'esecuzione o scioglierli. È fatto salvo il disposto dell'articolo 110, comma 3, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50(6).
I crediti sorti nel corso dell'esercizio provvisorio sono soddisfatti in prededuzione(7) ai sensi dell'articolo 111, primo comma, n. 1).
Al momento della cessazione dell'esercizio provvisorio si applicano le disposizioni di cui alla sezione IV del capo III del titolo II [72-83 bis].
(2) In precedenza, non era consentito prevedere l'autorizzazione all'esercizio provvisorio dell'impresa già nella sentenza dichiarativa di fallimento.
(3) I presupposti del pericolo di danno grave e dell'assenza di pregiudizio per i creditori devono esistere contemporaneamente.
(4) Il secondo comma contempla il caso in cui l'esercizio provvisorio non è stato autorizzato con la sentenza dichiarativa del fallimento. In tal caso, esso può essere disposto dal g.d., anche allo scopo pubblicistico di conservare utilmente l'impresa.
Devono comunque sussistere i due presupposti previsti dal primo comma dell'articolo in commento.
(5) La norma risulta opportuna in ragione della necessità di monitorare l'attività imprenditoriale, soggetta a continui cambiamenti anche a causa della situazione economica nazionale e globale.
(6) Anche durante l'esercizio provvisorio, il curatore ha il potere di sciogliere i contratti che a suo giudizio non sono strumentali alla vita dell'azienda e che avrebbero solo l'effetto di aumentare i crediti prededucibili.
Tale comma 7 è stato modificato dall'art. 2 comma 4 lett. a) del D.L. 18 aprile 2019, n. 32.
(7) La ratio della disposizione è quella di agevolare i creditori dell'impresa provvisoriamente esercitata (ma non quelli successivi all'esercizio provvisorio), per indurli a continuare a collaborare con l'azienda fallita.
La norma muta l'istituto dell'esercizio provvisorio dell'impresa del fallito, consentendolo in modo più ampio per garantire la conservazione del valore aziendale dell'impresa.
Massime relative all'art. 104 Legge fallimentare
Cass. civ. n. 1925/1989
La vendita di cose, che il giudice delegato, con valutazione che non è sindacabile in sede di legittimità, ritiene deteriorabili o deprezzabili, ha una funzione meramente conservativa del valore del bene e quindi un carattere di urgenza che la sottrae al regime processuale dell'art. 104 legge fall., secondo cui si procede alla vendita solo dopo la pronuncia del decreto che dichiara esecutivo lo stato passivo; né alla vendita è di ostacolo l'eventuale pendenza del giudizio di opposizione alla sentenza dichiarativa di fallimento, giacché questo non reagisce sul corso della procedura fallimentare fino alla pronuncia, passata in giudicato, in merito all'istanza di revoca.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 1925 del 22 aprile 1989)

References: Articolo 104

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