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Timestamp: 2018-01-20 03:09:52+00:00

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Legge 175/1975 – Riforma del diritto di famiglia | geom. Angelo Collura | Studio Immobiliare Bormio
Legge 175/1975 – Riforma del diritto di famiglia
art. 1755	- Provvigione
Home Legge 175/1975 – Riforma del diritto di famiglia
(in Gazz. Uff., 23 maggio, n. 135, edizione straordinaria).
Riforma del diritto di famiglia.
Art. 1 – L’art. 45 del codice civile, approvato con il regio decreto 16 marzo 1942, n. 262, è sostituito dal seguente:
Art. 2 – L’art. 51 del codice civile è sostituito dal seguente:
Art. 3 – Il primo comma dell’art. 81 del codice civile è sostituito dal seguente:
La promessa di matrimonio fatta vicendevolmente per atto pubblico o per scrittura privata da una persona maggiore di età o dal minore ammesso a contrarre matrimonio a norma dell’art. 84, oppure risultante dalla richiesta della pubblicazione, obbliga il promittente che senza giusto motivo ricusi di eseguirla a risarcire il danno cagionato all’altra parte per le spese fatte e per le obbligazioni contratte a causa di quella promessa. Il danno è risarcito entro il limite in cui le spese e le obbligazioni corrispondono alla condizione delle parti.
Art. 4 – L’art. 84 del codice civile è sostituito dal seguente:
Art. 5 – L’art. 87 del codice civile è sostituito dal seguente:
I divieti contenuti nei numeri 6), 7), 8) e 9) sono applicabili all’affiliazione.
Il tribunale, su ricorso degli interessati, con decreto emesso in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero, può autorizzare il matrimonio nei casi indicati dai numeri 3), 5), 6), 7), 8) e 9), anche se si tratti di affiliazione o di filiazione naturale. L’autorizzazione può essere accordata anche nel caso indicato dal n. 4), quando l’affinità deriva da matrimonio dichiarato nullo.
Il decreto è notificato agli interessati e al pubblico ministero. Si applicano le disposizioni dei commi quarto, quinto e sesto dell’art. 84.
Art. 6 – L’art. 89 del codice civile è sostituito dal seguente:
Non può contrarre matrimonio la donna, se non dopo trecento giorni dallo scioglimento, dall’annullamento o dalla cessazione degli effetti civili del precedente matrimonio, eccettuato il caso in cui il matrimonio è stato dichiarato nullo, ai sensi dell’art. 122, per l’impotenza, anche soltanto di generare, di uno dei coniugi.
Il tribunale con decreto emesso in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero, può autorizzare il matrimonio quando è inequivocabilmente escluso lo stato di gravidanza o se risulta da sentenza passata in giudicato che il marito non ha convissuto con la moglie nei trecento giorni precedenti lo scioglimento, l’annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio. Si applicano le disposizioni dei commi quarto, quinto e sesto dell’articolo 84 e del comma quinto dell’art. 87.
Art. 7 – L’art. 90 del codice civile è sostituito dal seguente:
Con il decreto di cui all’art. 84 il tribunale o la corte d’appello nominano, se le circostanze lo esigono, un curatore speciale che assista il minore nella stipulazione delle convenzioni matrimoniali.
Art. 8 – Il primo e il secondo comma dell’art. 97 del codice civile sono sostituiti dai seguenti:
Chi richiede la pubblicazione deve presentare all’ufficiale dello stato civile un estratto per riassunto dell’atto di nascita di entrambi gli sposi, nonchè ogni altro documento necessario a provare la libertà degli sposi.
Art. 9 – L’art. 100 del codice civile è sostituito dal seguente:
Quando è stata autorizzata l’omissione della pubblicazione, gli sposi, per essere ammessi alla celebrazione del matrimonio, devono presentare all’ufficiale dello stato civile, insieme col decreto di autorizzazione, gli atti previsti dall’art. 97.
Art. 10 – L’art. 107 del codice civile è sostituito dal seguente:
Art. 11 – L’art. 111 del codice civile è sostituito dal seguente:
La coabitazione, anche temporanea, dopo la celebrazione del matrimonio elimina gli effetti della revoca della procura, ignorata dall’altro coniuge al momento della celebrazione.
Art. 12 – L’art. 117 del codice civile è sostituito dal seguente:
Il matrimonio contratto dal coniuge dell’assente non può essere impugnato finchè dura l’assenza.
La disposizione del primo comma del presente articolo si applica anche nel caso di nullità di matrimonio previsto dall’art. 68.
Art. 13 – L’art. 118 del codice civile è abrogato.
Art. 14 – L’art. 119 del codice civile è sostituito dal seguente:
Art. 15 – L’art. 120 del codice civile è sostituito dal seguente:
Il matrimonio può essere impugnato da quello del coniugi che, quantunque non interdetto, provi di essere stato incapace di intendere o di volere, per qualunque causa, anche transitoria, al momento della celebrazione del matrimonio.
Art. 16 – L’art. 121 del codice civile è abrogato.
Art. 17 – L’art. 122 del codice civile è sostituito dal seguente:
5) lo stato di gravidanza causato da persona diversa dal soggetto caduto in errore, purchè vi sia stato disconoscimento ai sensi dell’art. 233, se la gravidanza è stata portata a termine.
Art. 18 – L’art. 123 del codice civile è sostituito dal seguente:
Art. 19 – L’art. 128 del codice civile è sostituito dal seguente:
Art. 20 – L’art. 129 del codice civile è sostituito dal seguente:
Art. 21 – Dopo l’art. 129 del codice civile è inserito il seguente:
Il coniuge al quale sia imputabile la nullità del matrimonio è tenuto a corrispondere all’altro coniuge in buona fede, qualora il matrimonio sia annullato, una congrua indennità, anche in mancanza di prova del danno sofferto. L’indennità deve comunque comprendere una somma corrispondente al mantenimento per tre anni. é tenuto altresì a prestare gli alimenti al coniuge in buona fede, sempre che non vi siano altri obbligati.
Art. 22 – L’art. 139 del codice civile è sostituito dal seguente:
Il coniuge il quale, conoscendo prima della celebrazione una causa di nullità del matrimonio, l’abbia lasciata ignorare all’altro, è punito, se il matrimonio è annullato, con l’ammenda da lire quarantamila a lire duecentomila.
Art. 23 – L’art. 140 del codice civile è sostituito dal seguente:
La donna che contrae matrimonio contro il divieto dell’art. 89, l’ufficiale che lo celebra e l’altro coniuge sono puniti con l’ammenda da lire ventimila a lire ottantamila.
Art. 24 – L’art. 143 del codice civile è sostituito dal seguente:
Art. 25 – Dopo l’art. 143 del codice civile sono inseriti i seguenti:
La moglie aggiunge al proprio cognome quello del marito e lo conserva durante lo stato vedovile, fino a che passi a nuove nozze>>.
Art. 143-ter — Cittadinanza della moglie.
La moglie conservava la cittadinanza italiana, salvo sua espressa rinunzia, anche se per effetto del matrimonio o del mutamento di cittadinanza da parte del marito assume una cittadinanza straniera.
Art. 26 – L’art. 144 del codice civile è sostituito dal seguente:
A ciascuno del coniugi spetta il potere di attuare l’indirizzo concordato.
Art. 27 – L’art. 145 del codice civile è sostituito dal seguente:
Art. 28 – L’art. 146 del codice civile è sostituito dal seguente:
Il diritto all’assistenza morale e materiale previsto dall’art. 143 è sospeso nei confronti del coniuge che, allontanatosi senza giusta causa dalla residenza familiare, rifiuta di tornarvi.
Art. 29 – L’art. 147 del codice civile è sostituito dal seguente:
Art. 30 – L’art. 148 del codice civile è sostituito dal seguente:
I coniugi devono adempiere l’obbligazione prevista nell’articolo precedente in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo. Quando i genitori non hanno mezzi sufficienti, gli altri ascendenti legittimi o naturali, in ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinchè possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli.
Art. 31 – L’art. 149 del codice civile è sostituito dal seguente:
Art. 32 – L’art. 150 del codice civile è sostituito dal seguente:
Art. 33 – L’art. 151 del codice civile è sostituito dal seguente:
Art. 34 – Gli articoli 152 e 153 del codice civile sono abrogati.
Art. 35 – L’art. 154 del codice civile è sostituito dal seguente:
Art. 36 – L’art. 155 del codice civile è sostituito dal seguente:
In particolare il giudice stabilisce la misura e il modo con cui l’altro coniuge deve contribuire al mantenimento, all’istruzione e all’educazione dei figli, nonchè le modalità di esercizio dei suoi diritti nei rapporti con essi.
Nell’emanare i provvedimenti relativi all’affidamento dei figli e al contributo al loro mantenimento, il giudice deve tener conto dell’accordo fra le parti: i provvedimenti possono essere diversi rispetto alle domande delle parti o al loro accordo, ed emessi dopo l’assunzione di mezzi di prova dedotti dalle parti o disposti d’ufficio dal giudice.
Art. 37 – L’art. 156 del codice civile è sostituito dal seguente:

References: art. 1755

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6
 sentenza 

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 143

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37