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Sentenza della Cassazione: va licenziato chi si addormenta sul posto di lavoro
Diritto e Giustizia: ROMA (7 dicembre) - La Terza sezione penale della Corte di Cassazione ha bocciato il ricorso di un lavoratore e, ha sottolineato che «l'addormentarsi costituisce abbandono del posto di servizio». Con la sentenza 43412 del 7 dicembre 2010, il giudice di legittimità ha così respinto il ricorso proposto da un agente della Polizia di Stato che la Corte d'Appello di Milano aveva condannato per abbandono del posto di lavoro poiché in servizio alla frontiera si era allontanato per recarsi a riposare nel gabbiotto.
Il collegio ha reso definitiva la condanna a quattro mesi di reclusione per abbandono di servizio nei confronti di Sabino G., 30enne agente di Polizia in servizio al valico di Zenna e addetto al controllo dei passaporti che, il 20 agosto del 2004, alle prime ore del mattino, era stato sorpreso addormentato nel gabbiotto di vigilanza. Per la Suprema Corte, «l'addormentamento, quando dipende da una libera scelta del soggetto e non da cause patologiche, è sempre un atto volontario» e, come tale costituisce abbandono del posto di lavoro. Sabino G. era gi... stato condannato a quattro mesi di reclusione dalla Corte d'appello di Milano, nel novembre 2009, in violazione della legge 121 del 1981 poich‚ alle 6.50 del 20 agosto di sei anni fa «era stato sorpreso addormentato nel proprio gabbiotto e non si era svegliato nonostante il rumore del passaggio dell' auto di servizio e nonostante che l'ispettore avesse aperto il vetro di separazione del gabbiotto».
Invano il lavoratore ha rivendicato una sanzione minore sostenendo di non avere di non avere «abbandonato il posto di lavoro» e cercando giustificare la propria condotta. Ma la Suprema Cassazione ha sancito che non solo un tale comportamento indicava il venir meno al dovere generale legato alla tenuta della divisa, ma che più in generale è da intendersi come «abbandono del servizio non solo quello di colui che materialmente si allontana dal luogo dove il servizio deve essere prestato, ma anche colui che, pur presente nel luogo in realtà non lo presta». Colui che, «preposto al controllo dei passaporti in una zona di frontiera, si addormenti nel relativo gabbiotto, certamente non presta il servizio che affidatogli».
Secondo Giovanni D'Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale Tutela del Consumatoree fondatore dello Sportello Dei Diritti, tale sentenza è certamente eccessiva anche perché‚ mentre nelle grandi aziende americane si creano spazi perché i dipendenti possano schiacciare un pisolino pomeridiano, in Italia i dipendenti sorpresi a fare la siesta vengono licenziati ed addirittura è «configurabile il reato d'abbandono del posto di lavoro».

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