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Timestamp: 2018-05-23 22:13:43+00:00

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In Gazzetta Ufficiale gli ultimi 5 Decreti della Delega Fiscale (Decreto Legislativo 24 settembre 2015, n. 159).
In vigore dal 22 ottobre 2015. Il d.lgs. n. 159/2015 semplifica e razionalizza le norme in materia di riscossione al fine di favorire l’adempimento spontaneo da parte dei contribuenti, anche attraverso forme di rateizzazione più ampie e vantaggiose. Il provvedimento elimina la norma che prevedeva, in caso di rateizzazione delle somme iscritte a ruolo, il pagamento.
Decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 159; G.U. 7 ottobre 2015, n. 233 (S.O. n. 55)
Misure per la semplificazione e razionalizzazione delle norme in
materia di riscossione, in attuazione dell’articolo 3, comma 1,
Vista la legge 11 marzo 2014, n. 23, recante delega al Governo per
un sistema fiscale piu’ equo, trasparente ed orientato alla crescita;
articolo 1, comma 1, lettera d), ai sensi del quale il Governo
e’ delegato ad adottare decreti legislativi recanti la revisione del
sistema fiscale, avendo cura di attuare il principio della
tendenziale generalizzazione del meccanismo della compensazione tra
crediti d’imposta spettanti al contribuente e debiti tributari a suo carico;
articolo 3, comma 1, lettera a), ai sensi del quale il Governo
e’ delegato ad introdurre, in funzione del raggiungimento degli
obiettivi di semplificazione e riduzione degli adempimenti, di
certezza del diritto nonche’ di uniformita’ e chiarezza nella
definizione delle situazioni giuridiche soggettive attive e passive
dei contribuenti e delle funzioni e dei procedimenti amministrativi,
norme dirette ad attuare una complessiva razionalizzazione e
sistematizzazione della disciplina dell’attuazione e
dell’accertamento relativa alla generalita’ dei tributi;
articolo 6, comma 5, ai sensi del quale il Governo e’ delegato
ad introdurre, disposizioni volte ad ampliare l’ambito applicativo
dell’istituto della rateizzazione dei debiti tributari, in coerenza
con la finalita’ della lotta all’evasione fiscale e contributiva e
con quella di garantire la certezza, l’efficienza e l’efficacia
dell’attivita’ di riscossione, in particolare:
a) semplificando gli adempimenti amministrativi e patrimoniali
a carico dei contribuenti che intendono avvalersi del predetto istituto;
b) consentendo al contribuente, anche ove la riscossione del
debito sia concentrata nell’atto di accertamento, di attivare
meccanismi automatici previsti dalla legge per la concessione della
dilazione del pagamento prima dell’affidamento in carico all’agente
della riscossione, ove ricorrano specifiche evidenze che dimostrino
una temporanea situazione di obiettiva difficolta’, eliminando le
differenze tra la rateizzazione conseguente all’utilizzo di istituti
la rateizzazione delle somme richieste in conseguenza di
comunicazioni di irregolarita’ inviate ai contribuenti a seguito
c) procedendo ad una complessiva armonizzazione e
omogeneizzazione delle norme in materia di rateizzazione dei debiti
tributari, a tal fine anche riducendo il divario, comunque a favore
del contribuente, tra il numero delle rate concesse a seguito di
riscossione sui carichi di ruolo e numero delle rate previste nel
d) procedendo ad una revisione della disciplina sanzionatoria,
a tal fine prevedendo che ritardi di breve durata nel pagamento di
una rata, ovvero errori di limitata entita’ nel versamento delle
rate, non comportino l’automatica decadenza dal beneficio della rateizzazione;
articolo 9, comma 1, lettera l), che, al fine del rafforzamento
dei controlli, delega il Governo ad introdurre norme per rafforzare
il controllo e gli indirizzi strategico-programmatici del Ministero
dell’economia e delle finanze sulla societa’ Equitalia;
articolo 10, comma 1, lettera e), ai sensi del quale il Governo
e’ delegato, fra l’altro, ad introdurre, norme per l’accrescimento
dell’efficienza nell’esercizio dei poteri di riscossione delle
entrate, secondo il principio del contemperamento delle esigenze di
Visti i pareri delle Commissioni VI Finanze della Camera dei
deputati e 6ª Finanze e tesoro del Senato della Repubblica del 4
agosto 2015, delle Commissioni V Bilancio, tesoro e programmazione
della Camera dei deputati e 5ª Bilancio del Senato della Repubblica del 5 agosto 2015;
Visto l’articolo 1, comma 7, della citata legge n. 23 del 2014,
parlamentari ai sensi dell’articolo 1, comma 7, della citata legge n. 23 del 2014;
1. All’articolo l della legge 24 dicembre 2012, n. 228, sono
1) nel primo periodo, le parole: “entro novanta” sono
sostituite dalle seguenti: “a pena di decadenza entro sessanta”;
2) la lettera f) e’ soppressa;
1) il secondo periodo e’ sostituito dal seguente: “L’ente
creditore, tramite apposito canale telematico, a mezzo posta
elettronica certificata oppure a mezzo raccomandata con ricevuta di
ritorno, comunica al debitore l’esito dell’esame della dichiarazione,
dando altresi’ comunicazione al concessionario del provvedimento di
sospensione o sgravio ovvero conferma della legittimita’ del debito
iscritto a ruolo.”;
2) dopo il secondo periodo e’ aggiunto il seguente: “Fino a tale momento resta sospeso il termine di cui all’articolo 53, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.”;
c) dopo il comma 539 e’ inserito il seguente: “539-bis. La
reiterazione della dichiarazione di cui al comma 538 non e’ ammessa
e, in ogni caso, non comporta la sospensione delle iniziative
finalizzate alla riscossione.”;
d) al comma 540, dopo l’ultimo periodo e’ inserito il seguente:
“L’annullamento non opera in presenza di motivi diversi da quelli
elencati al comma 538 ovvero nei casi di sospensione giudiziale o
amministrativa o di sentenza non definitiva di annullamento del
credito,”.
2. All’articolo 49 del decreto del Presidente della Repubblica 29
a) al comma 1, le parole: “, fatto salvo il diritto del debitore
di dimostrare, con apposita documentazione rilasciata ai sensi del
comma 1-bis, l’avvenuto pagamento delle somme dovute ovvero lo
sgravio totale riconosciuto dall’ente creditore” sono soppresse;
b) i commi 1-bis, secondo periodo, 1-ter e 1-quater sono
Rateazione delle somme dovute a seguito dell’attivita’ di controllo e
1. L’articolo 3-bis del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n.
462, e’ sostituto dal seguente:
“Art. 3-bis (Rateazione delle somme dovute). – 1. Le somme dovute
ai sensi dell’articolo 2, comma 2, e dell’articolo 3, comma 1,
possono essere versate in un numero massimo di otto rate trimestrali
2. L’importo della prima rata deve essere versato entro il termine
di trenta giorni dal ricevimento della comunicazione. Sull’importo
delle rate successive sono dovuti gli interessi, calcolati dal primo
giorno del secondo mese successivo a quello di elaborazione della
comunicazione. Le rate trimestrali nelle quali il pagamento e’
dilazionato scadono l’ultimo giorno di ciascun trimestre.
3. In caso di inadempimento nei pagamenti rateali si applicano le
disposizioni di cui all’articolo 15-ter del decreto del Presidente
somme da versare a seguito del ricevimento della comunicazione
prevista dall’articolo 1, comma 412, della legge 30 dicembre 2004, n.
311, relativamente ai redditi soggetti a tassazione separata.”.
2. L’articolo 8 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, e’
“Art. 8 (Adempimenti successivi). – 1. Il versamento delle somme
dovute per effetto dell’accertamento con adesione e’ eseguito entro
venti giorni dalla redazione dell’atto di cui all’articolo 7.
2. Le somme dovute possono essere versate anche ratealmente in un
massimo di otto rate trimestrali di pari importo o in un massimo di
sedici rate trimestrali se le somme dovute superano i cinquantamila
euro. L’importo della prima rata e’ versato entro il termine indicato
nel comma 1. Le rate successive alla prima devono essere versate
entro l’ultimo giorno di ciascun trimestre. Sull’importo delle rate
successive alla prima sono dovuti gli interessi calcolati dal giorno
3. Entro dieci giorni dal versamento dell’intero importo o di
quello della prima rata il contribuente fa pervenire all’ufficio la
quietanza dell’avvenuto pagamento. L’ufficio rilascia al contribuente
copia dell’atto di accertamento con adesione.
4. Per le modalita’ di versamento delle somme dovute si applicano
le disposizioni di cui all’articolo 15-bis. In caso di inadempimento
nei pagamenti rateali si applicano le disposizioni di cui
all’articolo 15-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 602.”.
3. All’articolo 15 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218,
1) le parole: “nell’articolo 71” sono sostituite dalle
seguenti: “negli articoli 71 e 72”;
2) le parole: “nell’articolo 50” sono sostituite dalle
seguenti: “negli articoli 50 e 51”;
b) il comma 2 e’ sostituito dal seguente: “2. Si applicano le
disposizioni degli articoli 2, commi 3, 4 e 5, ultimo periodo, e 8,
commi 2, 3 e 4.”;
c) dopo il comma 2 e’ aggiunto il seguente: “2-bis.1 Le
il contribuente rinunci a impugnare l’avviso di liquidazione emesso a
seguito della decadenza dalle agevolazioni indicate nella Nota II
bis) dell’articolo 1, della Parte I, della Tariffa I allegata al
decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, e
nell’articolo 2, comma 4-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n.
25.”.
4. Dopo l’articolo 15 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n.
218, e’ inserito il seguente:
“Art. 15-bis (Modalita’ di pagamento). – 1. Il pagamento delle
somme dovute ai sensi degli articoli 8 e 15 si esegue mediante
versamento unitario di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9
luglio 1997, n. 241, secondo le modalita’ stabilite dall’articolo 19
del medesimo decreto, fatte salve le ipotesi in cui siano previste
altre modalita’ di pagamento in ragione della tipologia di tributo.
2. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze possono
essere stabilite ulteriori modalita’ di versamento.”.
Inadempimenti nei pagamenti delle somme dovute a seguito
dell’attivita’ di controllo dell’Agenzia delle entrate
1. Dopo l’articolo 15-bis del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e’ inserito il seguente:
“Art. 15-ter (Inadempimenti nei pagamenti delle somme dovute a
seguito dell’attivita’ di controllo dell’Agenzia delle entrate). – 1.
In caso di rateazione ai sensi dell’articolo 3-bis del decreto
legislativo 18 dicembre 1997, n. 462, il mancato pagamento della
prima rata entro il termine di trenta giorni dal ricevimento della
comunicazione, ovvero di una delle rate diverse dalla prima entro il
beneficio della rateazione e l’iscrizione a ruolo dei residui importi
2. In caso di rateazione ai sensi dell’articolo 8 del decreto
rate diverse dalla prima entro il termine di pagamento della rata
successiva comporta la decadenza dal beneficio della rateazione e
l’iscrizione a ruolo dei residui importi dovuti a titolo di imposta,
interessi e sanzioni, nonche’ della sanzione di cui all’articolo 13
del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, aumentata della
meta’ e applicata sul residuo importo dovuto a titolo di imposta.
3. E’ esclusa la decadenza in caso di lieve inadempimento dovuto a:
a) insufficiente versamento della rata, per una frazione non
b) tardivo versamento della prima rata, non superiore a sette
4. La disposizione di cui al comma 3 si applica anche con riguardo
a) versamento in unica soluzione delle somme dovute ai sensi
dell’articolo 2, comma 2, e dell’articolo 3, comma 1, del decreto
b) versamento in unica soluzione o della prima rata delle somme
dovute ai sensi dell’articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 19
5. Nei casi previsti dal comma 3, nonche’ in caso di tardivo
pagamento di una rata diversa dalla prima entro il termine di
pagamento della rata successiva, si procede all’iscrizione a ruolo
dell’eventuale frazione non pagata, della sanzione di cui
all’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471,
commisurata all’importo non pagato o pagato in ritardo, e dei
6. L’iscrizione a ruolo di cui al comma 5 non e’ eseguita se il
contribuente si avvale del ravvedimento di cui all’articolo 13 del
decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, entro il termine di
pagamento della rata successiva ovvero, in caso di ultima rata o di
versamento in unica soluzione, entro 90 giorni dalla scadenza.”.
1. All’articolo 25 del decreto del Presidente della Repubblica 29
a) al comma 1, dopo la lettera c) e’ aggiunta la seguente:
“c-bis) del terzo anno successivo a quello di scadenza dell’ultima
rata del piano di rateazione per le somme dovute a seguito degli
inadempimenti di cui all’articolo 15-ter.”;
“1-bis. In deroga alle disposizioni del comma 1, il
a) per i crediti anteriori alla data di pubblicazione del
ricorso per l’ammissione al concordato preventivo nel registro delle
imprese, non ancora iscritti a ruolo, entro il 31 dicembre del terzo
1) alla pubblicazione del decreto che revoca l’ammissione
al concordato preventivo ovvero ne dichiara la mancata approvazione
2) alla pubblicazione della sentenza che dichiara la
risoluzione o l’annullamento del concordato preventivo ai sensi del
b) per i crediti rientranti nell’accordo di ristrutturazione
1942, n. 267, non ancora iscritti a ruolo alla data di presentazione
della proposta di transazione fiscale di cui all’articolo 182-ter,
sesto comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, entro il 31
dicembre del terzo anno successivo alla scadenza del termine di cui
al settimo comma dell’articolo 182-ter del regio decreto 16 marzo
1942, n. 267, ovvero alla pubblicazione della sentenza che dichiara
l’annullamento dell’accordo;
c) per i crediti non ancora iscritti a ruolo, anteriori alla
crisi da sovraindebitamento o della proposta di piano del
1) alla pubblicazione del decreto che dichiara la
risoluzione o l’annullamento dell’accordo di composizione della crisi
da sovraindebitamento, ai sensi dell’articolo 14 della legge 27
gennaio 2012, n. 3, ovvero la cessazione degli effetti dell’accordo,
ai sensi dell’articolo 11, comma 5, o dell’articolo 12, comma 4,
2) alla pubblicazione del decreto che revoca o dichiara la
cessazione degli effetti del piano del consumatore, ai sensi
dell’articolo 11, comma 5, e dell’articolo 12-ter, comma 4, della
1-ter. Se successivamente alla chiusura delle procedure di cui
alle lettere a) e b) del comma 1-bis viene dichiarato il fallimento
del debitore, il concessionario procede all’insinuazione al passivo
ai sensi dell’articolo 87, comma 2, senza necessita’ di notificare la
cartella di pagamento.”.
1. All’articolo 29 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
a) al comma 1, lettera b), primo periodo, le parole: “decorsi
sessanta giorni dalla notifica” sono sostituite dalle seguenti:
“decorso il termine utile per la proposizione del ricorso”;
b) al comma 1, lettera b), secondo periodo, dopo le parole: “ogni
altra azione prevista dalle norme ordinarie a tutela del creditore.”,
e’ inserito il seguente periodo: “La predetta sospensione non opera
in caso di accertamenti definitivi, anche in seguito a giudicato,
nonche’ in caso di recupero di somme derivanti da decadenza dalla
rateazione.”;
c) al comma 1, lettera b), ultimo periodo, le parole: “con
raccomandata semplice spedita all’indirizzo presso il quale e’ stato
notificato l’atto di cui alla lettera a)” sono sostituite dalle
seguenti: “con raccomandata semplice o posta elettronica”;
d) al comma 1, lettera e), l’ultimo periodo: “L’espropriazione
forzata, in ogni caso, e’ avviata, a pena di decadenza, entro il 31
dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento e’
divenuto definitivo;” e’ soppresso.
Sospensione della riscossione – Sgravio –
Commutazione dell’atto di irrogazione
1. L’articolo 1 della legge 11 ottobre 1995, n. 423, e’ sostituito
“Art. 1. – 1. La riscossione delle sanzioni pecuniarie previste
dalle leggi d’imposta in caso di omesso, ritardato o insufficiente
versamento e’ sospesa nei confronti del contribuente e del sostituto
d’imposta qualora la violazione consegua alla condotta illecita,
penalmente rilevante, di dottori commercialisti, ragionieri,
consulenti del lavoro, avvocati, notai e altri professionisti, in
2. La sospensione e’ disposta dall’ufficio dell’Agenzia delle
entrate territorialmente competente in base al domicilio fiscale del
contribuente o del sostituto d’imposta, che provvede su istanza degli
stessi, da presentare unitamente alla copia della denuncia del fatto
illecito all’autorita’ giudiziaria o ad un ufficiale di polizia
giudiziaria e sempre che il contribuente dimostri di aver provvisto
il professionista delle somme necessarie al versamento omesso,
3. Se il giudizio penale si conclude con un provvedimento
definitivo di condanna o di applicazione della pena su richiesta
delle parti, l’ufficio di cui al comma 2 annulla le sanzioni a carico
del contribuente e provvede ad irrogarle a carico del professionista
ai sensi dell’articolo 17, comma 3, del decreto legislativo 18
4. Se il giudizio penale si conclude con un provvedimento
definitivo di non luogo a procedere ai sensi dell’articolo 425 del
codice di procedura penale per motivi di natura processuale o per
intervenuta estinzione del reato ovvero con un provvedimento
definitivo di non doversi procedere ai sensi dell’articolo 529 del
il contribuente dimostra di aver promosso azione civile entro tre
mesi dal deposito del provvedimento, fornendone prova all’ufficio di
cui al comma 2. In tale ipotesi, se il giudizio civile si conclude
con un provvedimento definitivo di condanna, l’ufficio annulla le
sanzioni a carico del contribuente e provvede all’irrogazione a
carico del professionista ai sensi dell’articolo 17, comma 3, del
5. Se il giudizio penale si conclude con un provvedimento
definitivo di assoluzione ovvero, nei casi di cui al comma 4, il
contribuente non promuove l’azione civile nei confronti del
professionista o, laddove promossa, il giudizio civile si conclude
con un provvedimento definitivo di rigetto, l’ufficio revoca la
sospensione e procede alla riscossione delle sanzioni a carico del
6. I termini di prescrizione e di decadenza previsti per la
irrogazione delle sanzioni e per la loro riscossione sono sospesi
fino al 31 dicembre dell’anno successivo alla data in cui e’ divenuto
definitivo il provvedimento che conclude il giudizio penale a carico
del professionista o il giudizio civile promosso nei suoi confronti
ai sensi del comma 4. La parte che vi ha interesse ne da’ notizia
all’ufficio di cui al comma 2 entro sessanta giorni dalla suddetta
contribuenti e dei sostituti d’imposta per i quali sussistono
comprovate difficolta’ di ordine economico, l’ufficio competente per
territorio puo’ disporre la sospensione della riscossione del tributo
il cui versamento risulta omesso, ritardato o insufficiente e dei
relativi interessi per i due anni successivi alla scadenza del
pagamento, nonche’, alla fine del biennio, la dilazione in dieci rate
dello stesso carico. La sospensione e la rateazione sono disposte
previo rilascio di apposita garanzia nelle forme di cui all’articolo
38-bis, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, e di durata
corrispondente al periodo dell’agevolazione concessa. Sono dovuti gli
interessi indicati dall’articolo 21 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni.”.
1. L’articolo 38 del decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346,
“Art. 38 (Dilazione del pagamento). – 1. Il contribuente puo’
eseguire il pagamento nella misura non inferiore al venti per cento
dell’imposta liquidata ai sensi dell’articolo 33, nel termine di
sessanta giorni da quello in cui e’ stato notificato l’avviso di
liquidazione, e per il rimanente importo in un numero di otto rate
trimestrali, ovvero, per importi superiori a ventimila euro, in un
numero massimo di dodici rate trimestrali. La dilazione non e’
2. Sugli importi dilazionati sono dovuti gli interessi, calcolati
dal primo giorno successivo al pagamento del venti per cento
dell’imposta liquidata ai sensi dell’articolo 33. Le rate trimestrali
nelle quali il pagamento e’ dilazionato scadono l’ultimo giorno di
3. Il mancato pagamento della somma pari al venti per cento
dell’imposta liquidata, entro il termine di cui al comma 1, ovvero di
una delle rate entro il termine di pagamento della rata successiva,
comporta la decadenza dalla rateazione e l’importo dovuto, dedotto
quanto versato, e’ iscritto a ruolo con relative sanzioni e
4. E’ esclusa la decadenza in caso di lieve inadempimento dovuto a:
b) tardivo versamento della somma pari al venti per cento, non
5. La disposizione di cui al comma 4 si applica anche con riguardo
6. Si applicano i commi 5 e 6 dell’articolo 15-ter del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.”.
1. Al comma 1 dell’articolo 31 del decreto-legge 31 maggio 2010, n.
78, alla fine del quarto periodo, dopo le parole: “da emanare entro
180 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto.” e’ inserito
il seguente: “I crediti oggetto di compensazione in misura eccedente
l’importo del debito erariale iscritto a ruolo sono oggetto di
dalle singole leggi d’imposta.”.
1. L’articolo 17 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, e’
“Art. 17 (Oneri di funzionamento del servizio nazionale della
riscossione). – 1. Al fine di assicurare il funzionamento del
servizio nazionale della riscossione, per il presidio della funzione
di deterrenza e contrasto dell’evasione e per il progressivo
agli agenti della riscossione sono riconosciuti gli oneri di
del servizio. Entro il 31 gennaio di ciascun anno, Equitalia S.p.A.,
previa verifica del Ministero dell’economia e delle finanze,
determina, approva e pubblica sul proprio sito web i costi da
sostenere per il servizio nazionale di riscossione che, tenuto conto
dell’andamento della riscossione, possono includere una quota
incentivante destinata al miglioramento delle condizioni di
funzionamento della struttura e dei risultati complessivi della
gestione, misurabile sulla base di parametri, attinenti
all’incremento della qualita’ e della produttivita’ dell’attivita’,
nonche’ della finalita’ di efficientamento e razionalizzazione del
servizio. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze sono
quelli in relazione ai quali si possono modificare in diminuzione le
quote percentuali di cui al comma 2, all’esito della verifica sulla
qualita’ e produttivita’ dell’attivita’, nonche’ dei risultati
raggiunti in termini di efficientamento e razionalizzazione del
servizio, anche rimodulando le quote di cui alle lettere b), c) e d)
dello stesso comma 2 in funzione dell’attivita’ effettivamente
2. Gli oneri di riscossione e di esecuzione previsti dal comma 1
a) una quota, denominata oneri di riscossione a carico del
1) all’uno per cento, in caso di riscossione spontanea
effettuata ai sensi dell’articolo 32 del decreto legislativo 26
2) al tre per cento delle somme iscritte a ruolo riscosse, in
caso di pagamento entro il sessantesimo giorno dalla notifica della
b) una quota, denominata spese esecutive, correlata
all’attivazione di procedure esecutive e cautelari da parte degli
con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, che individua
c) una quota, a carico del debitore, correlata alla notifica
della cartella di pagamento e degli altri atti della riscossione, da
d) una quota, a carico dell’ente che si avvale degli agenti della
riscossione, in caso di emanazione da parte dell’ente medesimo di un
provvedimento che riconosce in tutto o in parte non dovute le somme
e) una quota, a carico degli enti che si avvalgono degli agenti
della riscossione, pari al 3 per cento delle somme riscosse entro il
3. Il rimborso della quota denominata spese esecutive di cui al
comma 2, lettera b), maturate nel corso di ciascun anno solare, se
richiesto agli Enti creditori entro il 30 marzo dell’anno successivo,
e’ erogato entro il 30 giugno dello stesso anno. Il diniego, a titolo
definitivo, del discarico della quota per il cui recupero sono state
svolte le procedure, obbliga l’Agente della riscossione a restituire
all’Ente creditore, entro il decimo giorno successivo ad apposita
richiesta, l’importo anticipato, maggiorato degli interessi legali.
L’ammontare dei rimborsi spese riscossi dopo l’erogazione, maggiorato
degli interessi legali, e’ riversato entro il 30 novembre di ciascun
4. Restano a carico degli Enti che si avvalgono degli Agenti della
a) il cinquanta per cento della quota di cui al comma 2, lettera
a), numeri 2 e 3, in caso di mancata ammissione al passivo della
procedura concorsuale, ovvero di mancata riscossione nell’ambito
annullato per effetto di provvedimento di sgravio o in caso di
definitiva inesigibilita’.”.
2. In caso di mancata erogazione del rimborso previsto
dall’articolo 17, comma 3, del decreto legislativo 13 aprile 1999, n.
112, come modificato dal presente decreto, resta fermo quanto
disposto dal comma 6-bis dello stesso articolo 17, vigente alla data
3. Il primo decreto previsto dall’articolo 17, comma 2, lettere b),
c) e d), del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, come
modificato dal presente decreto e’ emanato entro il 30 ottobre 2015.
4. Per i carichi affidati all’Agente della riscossione sino al 31
dicembre 2015, resta fermo l’aggio, nella misura e secondo la
ripartizione previste dall’articolo 17, del decreto legislativo 13
aprile 1999, n. 112, nel testo vigente, ai sensi dell’articolo 10,
comma 13-sexies, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
5. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 17 del decreto
legislativo 13 aprile 1999, n. 112 e tenuto conto dell’esigenza di
garantire l’equilibrio gestionale del servizio nazionale di
riscossione, anche in considerazione dei possibili effetti
sull’andamento della riscossione derivanti da eventi congiunturali,
l’Agenzia delle entrate, in qualita’ di titolare, ai sensi
dell’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 30 settembre 2005, n.
248, della funzione della riscossione, esercitata mediante le
societa’ del Gruppo Equitalia, eroga, per il triennio 2016-2018, alla
societa’ Equitalia S.p.A., in base all’andamento dei proventi
risultanti dal bilancio annuale consolidato di Gruppo, una quota, a
titolo di contributo, non superiore a 40 milioni di euro per l’anno
2016, a 45 milioni di euro per l’anno 2017, e a 40 milioni di euro
per l’anno 2018, a valere sulle risorse iscritte in bilancio sul
capitolo della medesima Agenzia. Tale erogazione e’ effettuata entro
il secondo mese successivo all’approvazione del bilancio.
6. All’articolo 10 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
il comma 13-quinquies e’ abrogato.
7. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi
1) il comma 1 e’ sostituito dal seguente: “1. L’agente della
temporanea situazione di obiettiva difficolta’, concede la
ripartizione del pagamento delle somme iscritte a ruolo, con
rate mensili. Nel caso in cui le somme iscritte a ruolo sono di
importo superiore a cinquantamila euro, la dilazione puo’ essere
concessa se il contribuente documenta la temporanea situazione di
obiettiva difficolta’.”;
2) il comma 1-quater e’ sostituito dal seguente: “l-quater.
Ricevuta la richiesta di rateazione, l’agente della riscossione puo’
iscrivere l’ipoteca di cui all’articolo 77 o il fermo di cui
all’articolo 86, solo nel caso di mancato accoglimento della
richiesta, ovvero di decadenza ai sensi del comma 3. Sono fatti
comunque salvi i fermi e le ipoteche gia’ iscritti alla data di
concessione della rateazione. A seguito della presentazione di tale
richiesta, fatta eccezione per le somme oggetto di verifica ai sensi
dell’articolo 48-bis, per le quali non puo’ essere concessa la
dilazione, non possono essere avviate nuove azioni esecutive sino
all’eventuale rigetto della stessa e, in caso di relativo
accoglimento, il pagamento della prima rata determina
l’impossibilita’ di proseguire le procedure di recupero coattivo
precedentemente avviate, a condizione che non si sia ancora tenuto
l’incanto con esito positivo o non sia stata presentata istanza di
non sia stato gia’ emesso provvedimento di assegnazione dei crediti
pignorati.”;
3) al comma 3, la parola: “otto” e’ sostituita dalla seguente:
“cinque” e la lettera c) e’ sostituita dalla seguente: “c) il carico
puo’ essere nuovamente rateizzato se, all’atto della presentazione
della richiesta, le rate scadute alla stessa data sono integralmente
saldate. In tal caso, il nuovo piano di dilazione puo’ essere
data. Resta comunque fermo quanto disposto dal comma 1-quater.”;
4) dopo il comma 3, e’ inserito il seguente: “3-bis. In caso di
provvedimento amministrativo o giudiziale di sospensione totale o
parziale della riscossione, emesso in relazione alle somme che
costituiscono oggetto della dilazione, il debitore e’ autorizzato a
non versare, limitatamente alle stesse, le successive rate del piano
concesso. Allo scadere della sospensione, il debitore puo’ richiedere
il pagamento dilazionato del debito residuo, comprensivo degli
interessi fissati dalla legge per il periodo di sospensione, nello
stesso numero di rate non versate del piano originario, ovvero in
altro numero, fino a un massimo di settantadue.”;
5) al comma 4, dopo la parola: “dilazione” sono aggiunte le
seguenti: “ed il relativo pagamento puo’ essere effettuato anche
mediante domiciliazione sul conto corrente indicato dal debitore”;
b) all’articolo 39, comma 2, le parole: “; tali interessi sono
riscossi mediante ruolo formato dall’ufficio che ha emesso il
provvedimento di sospensione” sono soppresse.
1. All’articolo 2-quater del decreto-legge 30 settembre 1994, n.
564, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 novembre 1994, n.
“1-sexies. Nei casi di annullamento o revoca parziali dell’atto
il contribuente puo’ avvalersi degli istituti di definizione
agevolata delle sanzioni previsti per l’atto oggetto di annullamento
o revoca alle medesime condizioni esistenti alla data di notifica
dell’atto purche’ rinunci al ricorso. In tale ultimo caso le spese
1-septies. Le disposizioni del comma 1-sexies non si applicano
alla definizione agevolata prevista dall’articolo 17, comma 2, del
1-octies. L’annullamento o la revoca parziali non sono
impugnabili autonomamente.”.
1. Le disposizioni in materia di sospensione dei termini di
versamento dei tributi, dei contributi previdenziali e assistenziali
e dei premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e
le malattie professionali, a favore dei soggetti interessati da
eventi eccezionali, comportano altresi’, per un corrispondente
periodo di tempo, relativamente alle stesse entrate, la sospensione
dei termini previsti per gli adempimenti anche processuali, nonche’
la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza in materia di
liquidazione, controllo, accertamento, contenzioso e riscossione a
favore degli enti impositori, degli enti previdenziali e
assistenziali e degli agenti della riscossione, in deroga alle
disposizioni dell’articolo 3, comma 3, della legge 27 luglio 2000, n.
2. I termini di prescrizione e decadenza relativi all’attivita’
degli uffici degli enti impositori, degli enti previdenziali e
assistenziali e degli agenti della riscossione aventi sede nei
territori dei Comuni colpiti dagli eventi eccezionali, ovvero aventi
sede nei territori di Comuni diversi ma riguardanti debitori aventi
eventi eccezionali e per i quali e’ stata disposta la sospensione
dicembre dell’anno o degli anni durante i quali si verifica la
sospensione, sono prorogati, in deroga alle disposizioni
dell’articolo 3, comma 3, della legge 27 luglio 2000, n. 212, fino al
31 dicembre del secondo anno successivo alla fine del periodo di
3. L’Agente della riscossione non procede alla notifica delle
cartelle di pagamento durante il periodo di sospensione di cui al
1. Il tasso di interesse per il versamento, la riscossione e i
dall’articolo 13 del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557,
e’ determinato possibilmente in una misura unica, nel rispetto degli
equilibri di finanza pubblica, compresa nell’intervallo tra lo 0,5
dell’economia e delle finanze di cui al comma 2.
2. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da
presente decreto, viene stabilita la misura e la decorrenza
dell’applicazione del tasso di cui al comma 1.
3. Fino all’emanazione del decreto di cui al comma 2, continuano ad
applicarsi le disposizioni di cui alle singole leggi d’imposta e il
decreto ministeriale del 21 maggio 2009, pubblicato nella Gazzetta
all’articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 602, si applica il tasso individuato annualmente
con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate.
4. La misura del tasso di interesse di cui al comma 1 puo’ essere
rideterminata annualmente con decreto del Ministro dell’economia e
5. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo
1. Al fine di potenziare la diffusione dell’utilizzo della posta
elettronica certificata nell’ambito delle procedure di notifica,
nell’ottica del massimo efficientamento operativo, della riduzione
dei costi amministrativi e della tempestiva conoscibilita’ degli atti
da parte del contribuente, all’articolo 26 del decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, il secondo comma e’
sostituito dal seguente: “La notifica della cartella puo’ essere
eseguita, con le modalita’ di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, a mezzo posta elettronica
certificata, all’indirizzo risultante dagli elenchi a tal fine
forma societaria, nonche’ di professionisti iscritti in albi o
elenchi, la notifica avviene esclusivamente con tali modalita’,
all’indirizzo risultante dall’indice nazionale degli indirizzi di
posta elettronica certificata (INI-PEC). All’Agente della riscossione
e’ consentita la consultazione telematica e l’estrazione, anche in
forma massiva, di tali indirizzi. Non si applica l’articolo 149-bis
del codice di procedura civile. Se l’indirizzo di posta elettronica
del destinatario non risulta valido e attivo, la notificazione deve
eseguirsi, mediante deposito dell’atto presso gli uffici della Camera
di Commercio competente per territorio e pubblicazione del relativo
avviso sul sito informatico della medesima, dandone notizia allo
ulteriori adempimenti a carico dell’agente della riscossione.
Analogamente si procede, quando la casella di posta elettronica
risulta satura anche dopo un secondo tentativo di notifica, da
effettuarsi decorsi almeno quindici giorni dal primo invio. Per le
persone fisiche intestatarie di una casella di posta elettronica
certificata, che ne facciano comunque richiesta, la notifica e’
eseguita esclusivamente con tali modalita’ all’indirizzo dichiarato
all’atto della richiesta stessa, ovvero a quello successivamente
comunicato all’Agente della riscossione all’indirizzo di posta
elettronica risultante dall’indice degli indirizzi delle pubbliche
amministrazioni istituito ai sensi dell’articolo 57-bis del decreto
legislativo 7 marzo 2005 n. 82.”.
2. Per assicurare alle Camere di Commercio i tempi tecnici
necessari per l’adeguamento alle nuove previsioni, le disposizioni
modificative di cui al comma 1, si applicano alle notifiche
effettuate a decorrere dal 1° giugno 2016. Fino a tale data resta
ferma la disciplina vigente alla data di entrata in vigore della
1. Le disposizioni dell’articolo l, commi da 538 a 540, della legge
24 dicembre 2012, n. 228, nel testo modificato dall’articolo l del
presente decreto, si applicano alle dichiarazioni presentate
successivamente alla data di relativa entrata in vigore del presente
decreto. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate
sono disciplinate le modalita’ telematiche di presentazione della
dichiarazione e di invio della risposta al debitore. Fino alla data
fissata da tale provvedimento resta fermo quanto disposto dalle
stesse disposizioni nella versione in vigore antecedente alle
2. Le disposizioni di cui all’articolo 2, comma 1, si applicano a
decorrere dalle dichiarazioni relative al periodo d’imposta in corso:
a) al 31 dicembre 2014, per le somme dovute ai sensi
dell’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997,
b) al 31 dicembre 2013, per le somme dovute ai sensi
dell’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997,
c) al 31 dicembre 2012, per le somme dovute ai sensi
dell’articolo 1, comma 412, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, a
seguito della liquidazione dell’imposta dovuta sui redditi di cui
all’articolo 17 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al
salvo che per le somme dovute relativamente ai redditi di cui
all’articolo 21 del medesimo testo unico, per le quali le
periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013.
3. Le disposizioni di cui all’articolo 2, commi da 2 a 4, non si
applicano agli atti di adesione, agli atti definiti ai sensi
dell’articolo 15 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, alle
conciliazioni giudiziali e alle mediazioni tributarie gia’
4. Le disposizioni di cui all’articolo 3 comma 1, si applicano:
a) per le rateazioni di cui all’articolo 3-bis del decreto
relative al periodo d’imposta in corso:
1) al 31 dicembre 2014; per le somme dovute ai sensi
2) al 31 dicembre 2013, per le somme dovute ai sensi
dell’articolo 3, comma 1; del decreto legislativo 18 dicembre 1997,
3) al 31 dicembre 2012, per le somme dovute ai sensi
periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013;
b) per le rateazioni disciplinate ai sensi dell’articolo 8 del
decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, agli atti di adesione,
agli atti definiti ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo
19 giugno 1997, n. 218, alle conciliazioni giudiziali e alle
mediazioni tributarie perfezionati a decorrere dalla data di entrata
5. Le disposizioni di cui all’articolo 19, commi 1, 1-quater e 3,
602, come modificate dallo stesso articolo 10, comma 1, lettera a),
si applicano alle dilazioni concesse a decorrere dalla data di
6. Le disposizioni di cui all’articolo 19, comma 3-bis, del decreto
dall’articolo 10, comma 1, lettera a), n. 4), si applicano alle
dilazioni concesse a decorrere dalla data di entrata in vigore del
7. Le somme iscritte a ruolo non ancora versate, oggetto di piani
di rateazione concessi dagli agenti della riscossione e decaduti nei
24 mesi antecedenti l’entrata in vigore del presente decreto,
possono, a semplice richiesta del contribuente, da presentarsi
inderogabilmente entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, essere ripartite fino a un massimo di 72 rate
mensili. In tal caso, ferma restando l’applicazione delle
disposizioni di cui all’articolo 19, comma 1-quater in quanto
compatibile, lettere b) e c) del comma 3, e comma 4 del decreto del
modificato dal presente decreto, il mancato pagamento di due rate
anche non consecutive, determina la decadenza automatica dal
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References: articolo 1

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articolo 10
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 articolo 17
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