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Timestamp: 2019-04-24 22:22:57+00:00

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Seminari Federalberghi - Taormina
Novembre 20, 2017 Non categorizzato
Seminari Federalberghi
L’ENTE BILATERALE REGIONALE PER IL TURISMO SICILIANO, LA FEDERALBERGHI URAS E LA SOCIETA’ DI FORMAZIONE E CONSULENZA DES SRL ORGANIZZANO IL SEMINARIO FORMATIVO PER L’AVVIAMENTO E LA CONDUZIONE DI STRUTTURE TURISTICO RICETTIVE APERTE AL PUBBLICO E LOCAZIONI TURISTICHE: ALBERGHI – BED & BREAKFAST – CASE PER VACANZE – AFFITTACAMERE – LOCAZIONI TURISTICHE – ALLA LUCE […]
L’ENTE BILATERALE REGIONALE PER IL TURISMO SICILIANO, LA FEDERALBERGHI URAS E LA SOCIETA’ DI FORMAZIONE E CONSULENZA DES SRL
SEMINARIO FORMATIVO PER L’AVVIAMENTO E LA CONDUZIONE DI STRUTTURE TURISTICO RICETTIVE APERTE AL PUBBLICO E LOCAZIONI TURISTICHE:
ALBERGHI – BED & BREAKFAST – CASE PER VACANZE – AFFITTACAMERE – LOCAZIONI TURISTICHE – ALLA LUCE DEL NUOVO QUADRO NORMATIVO DETERMINATO DALL’ART. 4 DEL D.L. N. 50/2017
Nell’ambito del seminario verranno illustrate le proposte di: consulenza e formazione della DES S.r.l.
DES S.r.l. Palermo– Piazza Don Bosco n. 6 – Tel: 091546010 info@dessrl.it
Saverio Panzica: saveriopanzica@gmail.com – cell. 3286645339
ENTE BILATERALE REGIONALE DEL TURISMO SICILIANO – Via Liberta’ 37/i – 90139 Palermo info@ebrts.it – Tel. 091332766
A San Vito Lo Capo per l’Associazione Albergatori San Vito Lo Capo il Presidente Melchiorre Miceli
A Taormina per l’Associazione Albergatori di Taormina il Presidente Mario Italo Mennella
RELATORE – Saverio Panzica
la normativa per le locazioni turistiche: art. 1571 del c.c.; art. 53 del codice del turismo; legge n. 392/1978 e legge n. 431/1998;
i diritti costituzionali per la proprietà privata;
il potere di accesso in un luogo, da parte di un organo di polizia: poteri e limiti nell’accesso a proprieta’ privata per l’accertamento di reati ed illeciti amministrativi e penali
La Differenza tra il contratto d’albergo e la locazione privata;
Modalità di notifica degli alloggiati nelle locazioni turistiche;
L’imposta di soggiorno;
Attività saltuaria e attività d’impresa per le locazioni turistiche.
Referenti istituzionali (ai vari livelli di Governo, Regione siciliana, liberi consorzi comunali e città metropolitane) che si occupano del settore del turismo e del suo indotto.
Le imprese e le associazioni di categoria del settore turismo e dell’indotto.
Consulenti e liberi professionisti che assistono il settore turistico ricettivo.
Università e scuole di secondo grado con indirizzo turistico.
Mission del seminario formativo.
Il seminario si pone come strumento di intermediazione per stabilire un rapporto di leale concorrenza tra le strutture turistico ricettive aperte al pubblico, (disciplinate dalle leggi regionali) e le locazioni turistiche, (regolamentate dal codice civile), nel rispetto della legalità e della libera concorrenza nel mercato turistico globale.
Le discipline di riferimento per le strutture turistico- ricettive sono: a) le norme emanate dalle regioni, ai sensi dell’art. 117 comma 4 della Costituzione, (competenze residuali o innominate delle regioni); b) l’art. 1 comma 2 lettera c della legge 9 dicembre 1998, n. 431 “Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo” e dall’art. 53 del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79 (Codice del turismo).
Per quanto riguarda le norme emanate dalle regioni, ai sensi dell’art. 117 comma 4 della Costituzione, si fa presente che il titolare dell’attività turistico ricettiva deve avviare e gestire l’impresa, nel caso specifico la stessa viene definita “ricettività turistica aperta al pubblico”, tramite Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) da presentare allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP), competente territorialmente. In questo caso sono obbligatori “i servizi turistici o servizi alle persone” (cambio biancheria da bagno e lenzuola, pulizia e sistemazione delle camere, durante il periodo di presenza degli ospiti).
L’altra tipologia di gestione di immobili turistici riguarda la “locazione turistica privata” disciplinata dall’art. 1 comma 2 lettera c della legge 9 dicembre 1998, n. 431 “Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo” e dall’art. 53 del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79 (Codice del turismo). Dette norme prevedono la predisposizione di contratti per finalità turistica, redatti in forma scritta ai sensi dell’art. 1 comma 4, della citata legge n. 431/1998. La durata del contratto deve essere determinata computando tutti i rapporti di locazione anche di durata inferiore a trenta giorni intercorsi nell’anno con il medesimo locatario (cfr. circolare Agenzia delle Entrate n. 12 del 16 gennaio 1998).
Nel caso in cui un gestore decidesse di essere titolare di contratto di locazione, non parzialmente, ma esclusivamente, dovrebbe ottenere la “disponibilità dei locali” ai sensi dell’art. 27 della legge 27 luglio 1978 n. 392 “Disciplina delle locazioni di immobili urbani”, novellato dall’art. 52 del decreto legislativo n. 79/2011 Codice del turismo” che così dispone:
“Se la locazione ha carattere stagionale, il locatore e’ obbligato a locare l’immobile, per la medesima stagione dell’anno successivo, allo stesso conduttore che gliene abbia fatta richiesta con lettera raccomandata prima della scadenza del contratto. L’obbligo del locatore ha la durata massima di sei anni consecutivi o di nove se si tratta di utilizzazione alberghiera”.
Altro tema riguarda la “sublocazione”, la cui disciplina rientra nell’ambito della legge 27 luglio 1978, n. 392 – Art. 2. Disciplina della sublocazione.
“Il conduttore non può sublocare totalmente l’immobile, né può cedere ad altri il contratto senza il consenso del locatore. Salvo patto contrario il conduttore ha la facoltà di sublocare parzialmente l’immobile, previa comunicazione al locatore con lettera raccomandata che indichi la persona del subconduttore, la durata del contratto ed i vani sublocati”. Ciò significa che quando un affittuario concede in sublocazione un immobile per finalità turistiche, deve darne comunicazione a colui che gli ha affidato la locazione tramite raccomandata, che può essere sostituita da una PEC ai sensi del principio “base” sul valore legale della trasmissione dei documenti per via telematica è contenuto in una norma ora di rango primario, ovvero nell’art. 45, comma 2 del D. Lgs 82/2005 (c.d. Codice dell’Amministrazione digitale) il quale testualmente recita: “Il documento informatico trasmesso per via telematica si intende spedito dal mittente se inviato al proprio gestore, e si intende consegnato al destinatario se reso disponibile all’indirizzo elettronico da questi dichiarato, nella casella di posta elettronica del destinatario messa a disposizione dal gestore”. L’art. 48 del D. Lgs. 82 cit. generalizza l’utilizzo della PEC in tutti i casi di comunicazioni che necessitano di una ricevuta di invio e di una ricevuta di consegna; equipara la posta elettronica certificata, nei casi consentiti dalla legge, alla notificazione per mezzo della posta; rende opponibile ai terzi la data e l’ora di trasmissione e di ricezione di un documento informatico trasmesso mediante posta elettronica certificata. Pertanto, è possibile desumere che tale strumento di comunicazione sia stato parificato, quanto al valore giuridico, alla posta cartacea raccomandata.
Inoltre, il seminario intende offrire un quadro comparativo tra la precedente disciplina normativa relativa alla ricettività diffusa e le novità apportate dall’art. 4 del D.L. n. 50/2017 che si è posto l’obiettivo di adeguare gli affitti brevi alle regole del mercato turistico ricettivo. L’art. 4 del D.L.n. 50/2017 intende regolare i rapporti tra persone in cerca di un alloggio con chi dispone di un immobile da affittare per periodi brevi. La manovra correttiva 2017 (Art. 4 del Decreto legge n. 50/2017) ha infatti previsto che i soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, anche attraverso la gestione di portali online, devono comunicare al Fisco i dati sui contratti e trattenere una somma pari al 21% se intervengono nel pagamento o incassano i corrispettivi. Con detto provvedimento le Entrate illustrano come comunicare e conservare le informazioni e come versare la ritenuta.
Il seminario rappresenta un valido strumento per analizzare il contesto della ricettività diffusa aperta al pubblico e privata e un valido accompagnamento per tutti gli adempimenti burocratici e fiscali e tecnico edilizi indispensabili per avviare e gestire un’attività che, ormai, a pieno titolo rappresenta una nuova opportunità di lavoro nel comparto del turismo.
L’art. 4 del D.L. n. 50/2017 ha previsto alcuni adempimenti in capo agli intermediari che intervengono nella stipula dei contratti di locazione breve, sia tramite i canali tradizionali che attraverso la gestione di portali online.
Premesso che: “Con riferimento all’attività esercitata dal locatario e all’utilizzo dell’immobile locato, il regime della cedolare non può essere applicato ai contratti di locazione conclusi con locatari che agiscono nell’esercizio di attività di impresa o di lavoro autonomo, indipendentemente dal successivo utilizzo dell’immobile per finalità abitative di collaboratori e dipendenti. In pratica, la cedolare secca può essere scelta solo se entrambe le parti agiscono da “privati” (Agenzia delle Entrate – FISCO E CASA: LE LOCAZIONI – pag. 8).
Di fatto, i gestori di “locazioni turistiche” (locazioni brevi) dovranno pagare, come opzione se più vantaggiosa, la cedolare secca del 21% (L’articolo 3 del decreto legislativo n. 23 del 2011, istitutivo del regime della cedolare secca, stabilisce al comma 2 che “… La cedolare secca può essere applicata anche ai contratti di locazione per i quali non sussiste l’obbligo di registrazione”. Si tratta dei contratti di locazione di immobili, non formati per atto pubblico o scrittura privata autentica, di durata non superiore a trenta giorni 14 complessivi nell’anno. Con circolare n. 26 del 2011 è stato chiarito che il limite di durata dei trenta giorni deve essere determinato computando tutti i rapporti di locazione di durata anche inferiore a trenta giorni intercorsi nell’anno con il medesimo locatario).
A questo punto, nell’ambito del seminario si faranno un po’ di conti per capire se conviene operare: in qualità di gestore di locazione turistica, per mezzo del servizio di intermediazione, mantenendo lo status di privati, o svolgere attività d’impresa con l’apertura della partita IVA.
SEMINARIO FORMATIVO: LA DISCIPLINA PER LE STRUTTURE TURISTICO RICETTIVE IN UN QUADRO COMPARATIVO TRA LA NORMATIVA TURISTICA – IL TULPS (TESTO UNICO LEGGI DI PUBBLICA SICUREZZA) – IL CODICE CIVILE E LA PRIVACY
La normativa turistica dello Stato italiano;
La normativa turistica regionale;
La classifica regionale per l’assegnazione della categoria in stelle per le strutture turistico ricettive;
L’imposta di soggiorno.
I contratti nel turismo;
Il codice civile, il TULPS e la privacy nel contesto dell’attività turistico ricettiva.
Il seminario si pone lo scopo di illustrare, nel contesto di un quadro comparativo:
L’approccio al variegato contesto normativo che coinvolge il turismo deve porsi dei campi d’azione ben definiti. Una prima analisi individua alcuni contesti preliminari che impegnano gli operatori e la pubblica
amministrazione in un rapporto di tutela dell’attività d’impresa che non può e non deve prescindere dal rispettare i diritti del turista consumatore.
La Corte Costituzionale, con sentenza n. 80 del 5 aprile 2012, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di alcuni articoli del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79 (Codice del turismo), a seguito di ricorsi promossi dalle Regioni Toscana, Puglia, Umbria e Veneto, notificati il 29 luglio-3 agosto 2011, il 4-12 agosto 2011 e il 5 agosto 2011, depositati in cancelleria il 5, il 9 e l’11 agosto 2011, ed iscritti, rispettivamente, ai nn. 75, 76, 80 e 82 del registro ricorsi 2011.
La predetta sentenza ha ribadito le competenze residuali o innominate delle regioni e delle province autonome nel settore del turismo, come del resto disposto dall’articolo 117 della Costituzione. Il “Codice del turismo”, secondo la Consulta, nel tentativo di armonizzare la normativa turistica ha prevaricato i compiti assegnati alle regioni e alle province autonome.
Si può asserire che, all’interno del settore turistico, esistono una molteplicità di norme di natura diversa che impediscono di definire in modo preciso la disciplina: sia del settore turistico che delle professionalità operanti in tale ambito.
Inoltre, si può affermare che sono presenti nel nostro ordinamento: il diritto privato del turismo e il diritto pubblico del turismo.
La Corte Costituzionale con la sentenza 5 novembre 2001 n. 352 ha ribadito una competenza esclusiva dello Stato nel diritto privato per ragioni di carattere storico, economico e politico, in forza di esigenze di uguaglianza e unità, che spesso si traduce in deroghe specifiche del “diritto comune” del codice civile, basta pensare al “DANNO DA VACANZA ROVINATA”, previsto dagli articoli 2043 e 2059 del codice civile e dall’articolo 47 del “Codice del turismo”. Fanno parte del diritto privato del turismo, anche, i “CONTRATTI DEL TURISMO ORGANIZZATO” contenuti nel “Codice del turismo” (decreto legislativo n. 79 del 2011 dall’articolo 32 all’articolo 51).
Rientrano nel diritto pubblico le norme che disciplinano le competenze della P.A. La connessione diretta tra turismo e interesse generale spiega la predisposizione di regole: di apparati pubblici e di poteri volti: a supportare e coordinare l’attività dei privati; a tutelare diritti ed a perseguire obiettivi della collettività. Nel diritto pubblico, pertanto, assumeranno rilievo tanto le posizioni dei singoli, poste in diretta connessione con l’interesse generale, quanto il complesso di soggetti, poteri e funzioni che agiscono per il sostegno e la promozione di quell’interesse.
I pubblici poteri nel turismo esercitano le seguenti funzioni:
1) programmazione, indirizzo e coordinamento;
2) promozione in Italia e all’estero;
3) vigilanza e controllo del comparto.
In merito alla regolamentazione normativa del turismo (cfr. Corte Costituzionale, sentenza n. 282 del 2002) “Non tutti gli ambiti materiali specificati nel secondo comma dell’art. 117 Cost. nel testo modificato dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, possono, in quanto tali, configurarsi come “materie” in senso stretto, poiché, in alcuni casi, si tratta più esattamente di competenze del legislatore statale idonee ad investire una pluralità di materie.
A seguito della riforma costituzionale del 2001 i compiti amministrativi vanno allocati a livello locale, in qualsiasi materia (in linea di principio) ma specialmente nelle materie in cui la competenza legislativa regionale, di tipo “primario o esclusivo”, come in materia di turismo. L’art. 118 della Cost. riformato, accredita infatti, all’amministrazione locale le funzioni amministrative. Infatti, sotto la responsabilità politico-amministrativa degli enti territoriali, vanno favorite le iniziative private, in attuazione del principio di sussidiarietà, declinata in senso orizzontale (4° comma). Pertanto, le regioni sono indotte a conferire in materia di turismo compiti amministrativi agli enti locali.
Il diritto del turismo deve essere inteso come diritto interdisciplinare, in quanto, viene profondamente influenzato dall’impulso comunitario. Gli interventi comunitari suscitano l’interesse dei privatisti, così come l’attribuzione di competenze alle Regioni, prima, e la riforma costituzionale, dopo, susciteranno l’interesse dei costituzionalisti. Il diritto del turismo diventa così un diritto a forte contenuto interdisciplinare.
Per quanto detto, il turismo va analizzato da due prospettive giuridiche: il diritto pubblico e il diritto privato:
• Strutture ricettive e agenzie di viaggi – Materia innominata o di competenza residuale delle regioni articolo 117 della Costituzione comma 4°;
• Professioni turistiche, Agriturismo – turismo rurale – Materia concorrente Stato/Regioni articolo 117 della
Costituzione comma 3°. Le professioni turistiche in relazione alla tutela dei consumatori possono anche essere inserite tra le competenze esclusive dello Stato articolo 117 della Costituzione comma 2. L’agriturismo e il turismo rurale, secondo i principi del diritto dell’Unione Europea che considerano l’agricoltura come materia unica possono essere inquadrati, nell’ambito della competenza esclusiva dello Stato ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione comma 2, ma nell’ordinamento italiano con la legge n. 96 del 2006 (legge quadro sull’agriturismo), sono state indicate le linee di intervento comune per le regioni da parte dello stato italiano, ciò rappresenta un inquadramento di tale materia tra le materie concorrenti di cui all’articolo 117 della Costituzione comma 3.
• Trattati internazionali, principi comunitari – Ordinamento Statale – Ordinamento delle Regioni e degli Enti Locali
– Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza – Norme sul demanio marittimo ad uso turistico.
• Il Decreto legislativo del 23 maggio 2011 n. 79 –
DIRITTO PRIVATO DEL TURISMO
Il diritto del turismo offre un rilevante contributo all’evoluzione del diritto privato italiano. Il diritto del turismo in senso moderno, nasce e si sviluppo in modo interdisciplinare. Staccatosi dalle origini prevalentemente pubblicistiche ha progressivamente lasciato spazio all’autonomia privata penetrando in istituti privatistici e creandone di nuovi.
Il codice civile per: contratti/prenotazioni nelle strutture ricettive; contratti di viaggio organizzati (inseriti nel decreto legislativo 23 maggio 2011 n. 79 (codice del turismo), dall’articolo 32 al 51); le responsabilità dell’albergatore, al quale sono stati assimilati gli altri gestori delle strutture ricettive (artt. 1783-1786 c.c.); i contratti di locazioni private a finalità turistica (anche art. 1 lettera c legge 9 dicembre 1991 n. 431); il diritto dei trasporti; la tutela del turista consumatore d.lgs 206/2005 (codice del consumo).
G7 Pari Opportunità: 15 e 16 novembre a Taormina

References: art. 1571
 art. 53
 Art. 2
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 117
 articolo 117
 articolo 117
 art. 1