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Timestamp: 2020-05-26 23:30:24+00:00

Document:
Quesiti tipo ai Ctu dei principali tribunali - Associazione Studi Bancari
Quesiti tipo ai Ctu dei principali tribunali
Si sono riassunti alcuni dei quesiti, riportati in calce, per argomento:
Milano: secondo istruzioni Banca Italia;
Roma: secondo istruzioni Banca Italia. In caso di usura sopravvenuta, ricondurre il tasso caclolato (solo interessi coorrispettivi) alle soglie;
Torino: secondo istruzioni Banca Italia, ma per cms si applica Cass S.U.16303/2018. Se trimestre usurario, eliminazione interessi e spese ex 1815 c.2 c.c. del trimestre; Interessi moratori nel calcolo del TEG.
Siena: richiamata L.108/96, ma espressamente esclusi dal calcolo le Cms, se previste contrattualmente, fino al 31/12/2009 e divieto di sommare interessi corrispettivi e moratori.
Bologna: secondo istruzioni Banca Italia;
Treviso: secondo istruzioni Banca Italia. Precisato che le cms vanno calcolate come da nota 1166966/2005 fin dal 1997;
Padova: secondo istruzioni B.Italia con CMS differenziale ex Cass.SSUU 16303/2018. Solo usura originaria, sia interessi corrispettivi che di mora. Per c/c ius variandi determina usura originaria. L’effetto dell’anatocismo illegittimo rileva ai fini dello sforamento della soglia usura;
Milano: in presenza di eccezione di prescrizione da parte convenuta (Banca) il CTU verifica sulla base dei documenti in atti, l’esistenza di una apertura di credito, anche a mezzo di prove quali tassi intra/extra fido, cms, persistenza nel tempo rapporto passivo. In caso di fido, le poste devono essere considerate ripristinatorie. Qualora vi siano versamenti in conto a pagamento di saldi debitori per importi superiori al fido concesso, o a saldi a debito in assenza di fido, tali versamenti azzereranno le poste pregresse a debito per interessi e spese indebiti;
Roma: in presenza di eccezione di prescrizione da parte convenuta (Banca) il CTU verifica sulla base dei documenti in atti le rimesse solutorie (oltre i dieci anni) e le espunge fino a concorrenza dei precedenti interessi ed addebiti indebiti. A tal fine va individuato il fido concesso tenendo conto dei contratti, le indicazioni di fuori fido negli scalari, dei dati della centrale rischi, se prodotti;
Torino: il Ctu consideri affidato il c/c quando risulti, dai documenti in atti, quali gli estratti conto, riassunti scvalari, centrale rischi, anche se la concessione del credito non risulti per contratto scritto. Non è affidato il c/c a cui accede un rapporto di anticipo fatture;
Siena: qualora il creditore abbia eccepito la prescrizione, per le operazioni svoltesi 10 anni prima della notifica della citazione o della mora del debitore, il Ctu ricostruisca le rimesse tenedo conto dei movimenti, non dei saldi disponibili calcolati dalla banca, verificando l’esistenza di affidamenti ed individuando quelle solutorie e ripristinatorie. Imputi le sole rimesse solutorie in pagamento delle competenze bancarie.
Bologna: in presenza di eccezione di prescrizione da parte convenuta (Banca), la prova circa la sussistenza di un’apertura di credito incombe su chi deduce la natura ripristinatoria e non solutoria della provvista (cliente);
Treviso: in presenza di eccezione di prescrizione da parte convenuta (Banca), Il CTU verifica le rimesse solutorie per il periodo aantecedente ai 10 anni. Il CTU individua l’affidamento sulla base della documentazione agli atti: contratti, indicazione di entro-fido fuori-fido negli estratti di c/c, dati dalla centrale rischi. Non rileva la presenza di Cms. I versamenti solutori vanno imputati agli oneri addebitati dalla banca;
Padova: verifica natura solutoria delle rimesse effettuate anteriormente ai 10 anni al fine di verificare la fondatezza della eccezione di prescrizione sollevata dalla banca. Nessun rilievo ha il mero passaggio da negativo a positivo del saldo in un conto affidato con utilizzo entro fido;
Principio saldo 0
Milano: (in presenza di azione della banca nda) il Ctu effettui il calcolo con decorrenza dall’e/c più risalente partendo dal saldo 0 ove sia debitorio;
Roma: se ad agire è il correntista, si parte dal saldo dell’estratto di c/c più risalente, se è la banca dal primo saldo disponibile, poratto a 0 se negativo. Se la documentazione è incompleta, con buchi negli estratti conto, si riporta il saldo del periodo precedente il buco. Se ad agire è la banca ed il saldo dopo il buco è negativo, questo si azzera.
Torino: (in presenza di azione del cliente nda) il Ctu mantenga il saldo iniziale del primo e/c disponibile. Se manca un e/c intermedio, mantenga il saldo iniziale del primo e/c successivo al buco.
Treviso: in caso di opposizione a decreto ingiuntivo della banca, se eccepita la mancata dimostrazione del saldo passivo, partendo dall’estratto di c/c più risalente e considerando il saldo negativo uguale a 0. In caso di documentazione incompleta in periodi intermedi, escuda il CTU il peggioramento del saldo formatosi nei periodi non documentati.
Milano: la pattuizione deve indicare le modalità di calcolo, in difetto la clausola è nulla;
Roma: sempre escluse tranne per quelle conformi al Decreto l.29/11/08 n.ro 185;
Torino: la cms può essere applicata purchè il contratto o una comunicazione di variazione ex art 118 Tub preveda i criteri per la sua esatta applicazione. In difetto, gli addebiti devono essere stornati;
Bologna: la cms è un autonomo corrispettivo dovuto alla banca, deve essere conteggiata solo se espressamente pattutita, nella misura convenuta, con esclusione della capitalizzazione trimestrale;
Treviso: in assenza di indicazione delle modalità di calcolo, escluso ogni addebito di cms. In presenza di pattuizione solo sul tasso, ricalcolo con periodicità annuale (escludere la capitalizzazione nda). In presenza di pattuizione sia sul tasso che sulla periodicità di addebito, si conteggia la commissione pattuita. Le commissioni regolate dall’art.2 bis Dl 185/2008 non conformi alla norma, vanno escluse;
Padova: scomputi quanto addebitato a titolo di Cms.
Torino: va eliminata ogni capitalizzazione sui contratti stipulati ante delibera CICR 9.2.2000 fino a nuovo contratto conforme alla delibera. Non è rilevante la semplice pubblicazione in GU della determina di adeguamento delle condizioni (art.7 c.2 delibera CICR). In ogni caso vanno effettuati 2 conteggi, eliminando nel primo la capitalizzazione dopo il 31.12.13 enel secondo dopo il 01.10.16;
Roma: esclusa la capitalizzazione fino al 30.6.2000 e, successivamente al 1.7.2000, in assenza di reciprocità tra le parti. In ogni caso esclusa la capitalizzazione dal 1.1.2014.
Bologna: la capitalizzazione degli interessi in epoca antecedente alla delibera CICR 9.2.2000 è possibile solo in conformità all’art.1283 c.c. Per il periodo successivo la capitalizzazione è regolata dall’art.2, nonché dall’art.7 per la fase transitoria.
Treviso: nessuna capitalizzazione fino al 30.6.2000. Successivamente capitalizzazione legittima se contratto/clausola approvato per iscritto dal cliente. In tal caso interessi rinviati al termine del rapporto.
Assenza di contratto/pattuizione scritta
Milano: dal conteggio va espunta la capitalizzazione trimestrale, agli scoperti si applica il tasso sostitutivo di cui all’art. 117 TUB, vale a dire il tasso minimo dei bot dei 12 mesi precedenti la conclusione del contratto ovvero, se più favorevole al cliente, nei 12 mesi precedenti lo svolgimento dell’operazione. Ove emergano, anche in base al ricalcolo richiesto, saldi attivi, si calcolano gli interessi creditori al tasso contrattuale e successive variazioni se più favorevoli al cliente;
Roma: in caso di mancata pattuizione del tasso di interesse passivo, si calcolino gli interessi: per i contratti ante 9.7.92 al tasso legale, per i contratti fino al 2.1.11 al tasso sostitutivo ex art.117 TUB, per quelli stipulati dopo il 2.1.11 al tasso ex art 117 TUB come modificato dal D.Lvo 141/10;
Torino: se manca un contratto scritto, gli interessi sono calcolati al tasso legale ex art,1284 c.c. fino al primo contratto, o successiva comunicazione, fatta per iscritto. Se il contratto è fatto per iscritto ma manca il tasso d’interesse si applichi il tasso sostitutivo ex art.117 Tub. Se per effetto del ricalcolo il c/c passa da debitore a creditore, vanno calcolati gli interessi attivi al tasso contrattuale o, in difetto, a quello sostitutivo. A quello legale in mancanza di contratto;
Bologna: per la costituzione dell’obbligo di corrispondere interessi extralegali è necessaria la forma scritta. Affinchè la clausola sia valida, deve avere un contenuto univoco e contenere la specificazione del tasso. Nel regime anteriore alla legge 154/92, può ritenersi soddisfatta per relationem. In caso di richiamo alle condizioni usualmente praticate su piazza, è soddisfatta dall’esistenza di discipline vincolanti fissate su scala nazionale con accordi di cartello. Ove il tasso sia variabile, è idoneo il riferimento a parametri fissati su scala nazionale alla stregua di accordi interbancari. Non sono sufficienti riferiemnti dai quali non emerga quale previsione le parti abbiano inteso richiamare;
Treviso: in mancanza di pattuizione si applica il tasso legale fino al 7.7.92, per le successive il tasso ex 117 TUB.
TRIBUNALE ORDINARIO DI MILANO - SEZ. VI CIVILE 3.7.2018
“Il CTU, sentite le parti e i loro eventuali CTP, effettuata ogni indagine necessaria ed opportuna, esaminata la documentazione prodotta, e quella eventualmente offerta dalle parti nel corso dell’indagine nei limiti di cui all’art. 198 c.p.c., proceda nei seguenti termini con riferimento al contratto di conto corrente per cui è causa ed oggetto del monitorio
1) effettui ogni conteggio con decorrenza dall’estratto di C/C più risalente prodotto partendo da saldo zero ove sia debitorio
2) espunga dal conteggio le commissioni di massimo scoperto e commissioni similari
3) espunga dal conteggio la capitalizzazione trimestrale degli interessi senza procedere ad alcuna capitalizzazione,
4) calcoli gli interessi passivi applicando agli scoperti di conto:
a) agli scoperti ultrafido il tasso debitore contrattuale e sue successive variazioni se più favorevoli al cliente,
b) agli scoperti intrafido il tasso sostitutivo di cui all’art.117 TUB determinato in relazione al tasso nominale minimo dei buoni ordinari del tesoro annuali emessi nei 12 mesi precedenti la conclusione del contratto, nei limiti del tasso soglia d'usura ovvero, se più favorevoli al cliente, nei 12 mesi precedenti lo svolgimento dell’operazione
5) ove emergano (anche in base al ricalcalo richiesto) saldi attivi, calcoli gli interessi creditori
al tasso contrattuale e successive variazioni se più favorevoli al cliente
6) all’esito dei conteggi richiesti determini il saldo finale alla chiusura del conto l’eventuale differenza rispetto al saldo evidenziato dalla banca nel ricorso monitorio e la differenza rispetto alla somma ingiunta
effettui un’ipotesi alternativa
7) verifichi, per il periodo anteriore al 6.6.2006 (data anteriore di 10 anni la notifica dell’atto di citazione), e sulla base delle originarie annotazioni contabili della Banca, se vi siano stati pagamenti solutori, ossia versamenti in conto a pagamento di saldi debitori (per conti correnti senza fido, ovvero per periodi in cui il correntista non beneficiava di aperture di credito), ovvero versamenti in conto a pagamento (con riferimento al saldo disponibile) di saldi debitori per importi superiori al fido concesso (per conti correnti con fido),
a) in tal caso individui, per ciascun pagamento solutorio riscontrato (ovvero per la parte solutoria di ciascuna rimessa in conto), in quale misura l’importo risultasse a detta data a pagamento di poste pregresse annotate a debito di cui sub 2 e 3 (nella misura non coperta da pagamenti solutori pregressi), defalcando quanto debba essere imputato a pagamento di interesse semplice (nei termini di cui sub 5) maturati sino a detta data
8) all’esito dei conteggi richiesti da 1 a 7, e tenendo conto che non potranno essere espunte le annotazioni a debito di cui sub 2 e 3 per la parte pagata nei termini di cui sub 7a), determini il saldo finale del conto e la differenza rispetto al saldo evidenziato dalla banca nel ricorso monitorio e la differenza rispetto alla somma ingiunta.
TRIBUNALE ORDINARIO DI ROMA - SEZIONE III CIVILE 23.5.2017
Giudice dr.ssa
letti gli atti, esaminati i documenti di causa;
viste le richieste istruttorie avanzate;
ritenuto opportuno disporre consulenza tecnica d’ufficio affinché il consulente risponda ai seguenti quesiti:
A) ANATOCISMO:
1) per i contratti stipulati anteriormente al 30.6.2000:
Ricalcoli il CTU l’esatto ammontare del rapporto dare/avere tra le parti, eliminando la capitalizzazione degli interessi:
-qualora dall’origine del rapporto e fino alla data del 30.6.2000 (relativa alla pubblicazione della delibera CICR) risulti essere stata applicata la capitalizzazione gli interessi;
-ed altresi` qualora dall’1.7.2000 risulti essere stata applicata la capitalizzazione degli interessi in assenza di reciprocita` tra le parti, e quindi in violazione dell’art. 120 TUB;
-ed in ogni caso esclusa ogni capitalizzazione degli interessi passivi dalla data dell’1.1.2014;
2) per i contratti stipulati nel periodo dall’1.7.2000 al 31.12.2013:
Ricalcoli il CTU l’esatto ammontare del rapporto dare/avere tra le parti, eliminando la capitalizzazione degli interessi, qualora risulti essere stata applicata la capitalizzazione degli interessi in assenza di reciprocita` tra le parti, e quindi in violazione dell’art. 120 TUB, ed in ogni caso esclusa ogni capitalizzazione degli interessi passivi dalla data dell’1.1.2014”.
3) per i contratti stipulati successivamente all’1.1.2014:
Ricalcoli il CTU l’esatto ammontare del rapporto dare/avere tra le parti eliminando la capitalizzazione degli interessi passivi dalla data dell’1.1.2014.”
B) TASSO DI INTERESSE PASSIVO:
Calcoli il CTU gli interessi passivi applicando agli scoperti di conto, in difetto di valida pattuizione scritta:
1) per i contratti stipulati prima del 9.7.92 (entrata in vigore L.154/92- vedi Corte Cost. ord. 18.12.09 n.338) il tasso legale;
2) per i contratti stipulati tra il 9.7.92 e il 2.1.2011, il tasso sostitutivo di cui all’art.117 TUB (nel testo antecedente il D.L.vo n.141/10);
3) per i contratti stipulati dopo il 2.1.2011, il tasso sostitutivo di cui all’art.117 TUB (così come modificato dal D.L.vo n.141/10).
C) VARIAZIONI DEL TASSO DI INTERESSE:
1) Predisponga il calcolo applicando il tasso di interesse pattuito tra le parti nel contratto nella misura numerica ivi indicata, ovvero il diverso tasso di interesse modificato dalla Banca secondo le variazioni via via intervenute e risultanti dagli estratti conto.
2) Nel caso in cui le variazioni del tasso di interesse non siano state comunicate, calcoli il CTU gli interessi passivi applicando agli scoperti di conto l’ultimo tasso di interesse pattuito o ritualmente comunicato.
D) USURA:
1) Usura originaria:
Accerti il CTU, secondo i D.M. via via intervenuti, se al momento della pattuizione degli interessi, o dell’esercizio dello ius variandi da parte della banca, si sia superato il tasso soglia.
2) Calcolo in caso di usura originaria:
Qualora risulti che il tasso di interesse effettivo globale (TEG) pattuito o successivamente modificato ai sensi dell’art. 118 TUB nei contratti oggetto di causa, in riferimento ai soli interessi corrispettivi, risulti superiore al tasso soglia rilevato dal Ministero del Tesoro con D.M. corrispondente al trimestre in cui vi è stata la pattuizione, ricalcoli il CTU l’esatto ammontare del rapporto dare/avere tra le parti, senza tenere conto di alcun interesse a qualsiasi titolo applicato;
3) Usura sopravvenuta:
Accerti il CTU, secondo i D.M. via via intervenuti, se il tasso di interesse pattuito, che al momento della stipulazione del contratto o al momento dell’esercizio dello ius variandi da parte della banca era inferiore al tasso soglia, abbia poi successivamente superato il tasso soglia nel corso del rapporto a seguito delle variazioni di quest’ultimo.
4) Calcolo in caso di usura sopravvenuta:
Ricalcoli il CTU l’esatto ammontare del rapporto dare/avere tra le parti, riducendo gli interessi nei limiti del tasso soglia previsto per il trimestre di riferimento dai D.M., qualora risulti che il tasso di interesse effettivo globale (TEG) applicato ai contratti oggetto di causa, in riferimento ai soli interessi corrispettivi, risulti nel corso del rapporto aver superato, per uno o più periodi, il tasso soglia rilevato dal Ministero del Tesoro e contenuto nel D.M. trimestrale di riferimento.
5) Parametri da confrontare con il tasso soglia ai fini della verifica dell’usura originaria e sopravvenuta:
A) periodo compreso tra l’entrata in vigore della L. 108/1996 ed il 31.12.2009: computi nella base di calcolo da confrontare con il tasso soglia ogni onere con funzione di remunerazione del credito, escluse le imposte, le tasse e le commissioni di massimo scoperto (in particolare, le somme addebitate a titolo di commissione di massimo scoperto andranno calcolate nelle somme dovute senza effettuare alcuna verifica di usurarietà, salvo nel caso in cui non se ne ravvisi la nullità in base ai criteri indicati al successivo punto E)
B) periodo successivo all’1.1.2010: computi nella base di calcolo da confrontare con il tasso soglia ogni onere con funzione di remunerazione del credito, ivi compresa la commissione di massimo scoperto, con esclusione delle sole imposte e tasse
6) Verifica dell’usurarietà degli interessi moratori:
Verifichi sulla base dei medesimi criteri anche la eventuale usurarietà del tasso pattuito con riferimento agli interessi moratori, ma preso separatamente e non cumulato con quello corrispettivo.
E) COMMISSIONE DI MASSIMO SCOPERTO:
1) escluda la c.m.s. nel caso di previsione ed applicazione della c.m.s. sull'utilizzato, salvo i seguenti casi A) e B):
A) se, nel periodo successivo alla data di entrata in vigore della legge di conversione 28 gennaio 2009 n. 2, la banca abbia stipulato clausole conformi o adeguato le clausole sulla c.m.s. alle previsioni dell'art. 2 bis del decreto legge 29 novembre 2008 n. 185;
B) se, nel periodo successivo alla data del 1° luglio 2012 (decreto CICR 20 giugno 2012, n. 644), la banca abbia stipulato o adeguato le clausole contrattuali alle previsioni dell’articolo 117-bis del testo unico bancario e del suddetto decreto CICR.
F) ESAME DELLA DOCUMENTAZIONE PRODOTTA:
Effettui il CTU ogni conteggio osservando i seguenti criteri:
A) Se sono stati prodotti tutti gli estratti conto a partire dall’inizio del rapporto:
con decorrenza dalla data di apertura del conto;
B) Se non sono stati prodotti gli estratti conto iniziali: dal saldo risultante alla data dell’estratto di C/C più risalente prodotto dal correntista;
C) Nel caso, invece, in cui, la documentazione sia incompleta nei periodi intermedi: effettuando i conteggi partendo dal saldo iniziale del primo periodo documentato, calcolando il saldo parziale finale del primo periodo documentato e detraendo la differenza fra il saldo così calcolato e quello risultante dall’ultimo estratto conto del detto primo periodo documentato dall’ammontare del saldo iniziale risultante dal primo estratto conto del secondo periodo documentato, ripetendo l’operazione per ciascuno dei successivi periodi documentati;
G) CONTEGGIO FINALE:
All’esito dei conteggi richiesti, determini il saldo finale del conto alla data di notifica dell’atto di citazione e l’eventuale differenza rispetto al saldo evidenziato dalla Banca, tenendo conto che, ove emergano saldi attivi, dovrà calcolare gli interessi creditori al tasso convenzionale.
DISPONE CTU per il fine di cui in premessa, nominando, quale consulente, la dott.ssa Franca Abate;
invita il ctu a rappresentare tempestivamente – anche a mezzo fax - eventuali cause ostative all’accettazione dell’incarico o alla partecipazione all’udienza di seguito fissata, nonché a fornire ogni utile indicazione in vista della fissazione della nuova udienza;
rinvia per il conferimento dell’incarico al ctu alla udienza del 26 settembre 2017 ore 11,30;
fissa altresi`, ai sensi dell’art. 81 bis disp. Att. C.p.c., tenuto conto della natura, dell’urgenza e della complessità della causa, il calendario del processo indicando:
- l’udienza del 27 marzo 2018 ore 10,30 per l’esame della ctu;
- l’udienza del 25 settembre 2018 ore 9,30 per la precisazione delle conclusioni.
Manda alla Cancelleria per la comunicazione integrale del presente provvedimento alle parti ed al ctu.
TRIBUNALE ORDINARIO DI ROMA - SEZ. XI CIVILE 12.6.2017
Esaminati gli atti di causa; rilevato, preliminarmente, che la domanda proposta dall'attrice, come precisata con memoria ex 183, 6°c.n.1 cpc, riguarda esclusivamente i contratti ... sicché le deduzioni difensive svolte dalle parti in ordine al contratto... non possono essere prese in esame; osservato che, in ragione delle contestazioni sollevate dalla parte attrice, la quale ha eccepito che i tassi d'interesse applicati in costanza dei rapporti oggetto del presente giudizio non sono stati approvati nelle loro variazioni, si rende necessario verificare se i tassi applicati corrispondano a quelli concordati dalle parti e se nel corso dei rapporti la Banca ha comunicato alla correntista eventuali variazioni contrattuali ad essa sfavorevoli nel rispetto dei requisiti di forma imposti dall'art. 118 TUB; considerato, altresì, che è necessario ai fini della decisione accertare se nel corso del rapporto è stata applicata la capitalizzazione degli interessi passivi con la stessa periodicità prevista per gli interessi attivi; ritenuto, quindi, che è indispensabile disporre una integrazione della consullenza tecnica d'ufficio sui seguenti quesiti:
a) dica il CTU, sulla base della documentazione in atti, se la Banca...ha applicato il tasso di interesse pattuito in contratto (risultante dai documenti di sintesi prodotti) e se nel corso dei rapporti, sono intervenute variazioni del tasso di interesse sfavorevoli alla correntista, verificando in tal caso se dette variazioni sono state preventivamente comunicate dalla banca nel rispetto dei requisiti dell'art.118 TUB;
b) verifichi il CTU se la Banca convenuta ha applicato nel corso del rapporto la capitalizzazione degli interessi passivi con la stessa periodicità prevista per gli interessi attivi;
c) nel caso in cui siano rilevate variazioni del tasso di interesse sfavorevoli al cliente e non comunicate e venga riscontrata una diversa periodicità della capitalizzazione degli interessi passivi ed attivi, proceda il CTU alla rideterminazione del saldo del conto corrente...previo scomputo di eventuali interessi calcolati a tassi superiori a quelli concordati e degli addebiti per interessi anatocistici applicati in violazione della delibera CICR del 9.2.00;
d) nel caso in cui siano rilevate variazioni del tasso di interesse sfavorevoli alla cliente e non comunicate e venga riscontrata una diversa periodicità della capitalizzazione degli interessi passivi ed attivi, proceda il CTU alla rideterminazione del saldo del conto corrente...previo scomputo di eventuali interessi calcolati a tassi superiori a quelli concordati, degli addebiti per interessi anatocistici applicati in violazione della delibera CICR 9.2.00 ed eliminando le somme addebitate dalla Banca a titolo di Comm.disp.immediata fondi.
TRIBUNALE ORDINARIO DI ROMA - SEZ. XVI CIVILE 22.9.2017
per i contratti stipulati anteriormente al 30.6.2000:
-ed altresì qualora dall’1.7.2000 risulti essere stata applicata la capitalizzazione degli interessi in assenza di reciprocita` tra le parti, e quindi in violazione dell’art. 120 TUB;
per i contratti stipulati nel periodo dall’1.7.2000 al 31.12.2013:
per i contratti stipulati successivamente all’1.1.2014:
Ricalcoli il CTU l’esatto ammontare del rapporto dare/avere tra le parti eliminando la capitalizzazione degli interessi passivi dalla data dell’1.1.2014.”.
B) Mancata pattuizione del tasso di interesse passivo:
in caso di mancata pattuizione per iscritto del tasso di interesse passivo, calcoli il CTU gli interessi passivi applicando agli scoperti di conto:1) per i contratti stipulati prima del 9.7.92 (entrata in vigore L.154/92- vedi Corte Cost. ord. 18.12.09 n.338) il tasso legale;
C) Nel caso, invece, in cui, la documentazione sia incompleta nei periodi intermedi: c1) e ad agire è il correntista: effettuando i conteggi partendo dal saldo iniziale del primo periodo documentato, calcolando il saldo parziale finale del primo periodo documentato e detraendo la differenza fra il saldo così calcolato e quello risultante dall’ultimo estratto conto del detto primo periodo documentato dall’ammontare del saldo iniziale risultante dal primo estratto conto del secondo periodo documentato, ripetendo l’operazione per ciascuno dei successivi periodi documentati; c2) e ad agire è la Banca: tenga conto esclusivamente dei periodi documentati e, qualora l'estratto conto iniziale del periodo documentato (preceduto da un periodo non documentato) rechi saldo negativo, applichi il saldo "0", escludendo quindi l'eventuale peggioramento del saldo formatisi nel periodo non documentato. Qualora, invece,
l'estratto conto iniziale del periodo documentato (preceduto da un periodo non documentato) rechi saldo positivo, mantenga il saldo indicato.
H) Valute:
Con rif. alle operazioni in cui è specificamente contestata l'applicazione di una valuta antergata/postergata: per i contratti antecedenti 2011: a) accerti il CTU se sussista una pattuizione contrattuale in tal senso e se la stessa sia stata rispettata; b) ove sussista pattuizione contrattuale e la stessa non sia stata rispettata, effettui il CTU il conteggio in base alle pattuizioni intercorse tra le parti; c) ove non sussista specifica pattuizione contrattuale, effettui il conteggio secondo data valuta (ovvero portando la valuta alla data contabile dell'operazione) con verifica progressiva; per i contratti successivi al 2011: a) verifichi il CTU se la clausola pattuita sia conforme a quanto previsto dall'art.120 TUB e se tale clausola sia stata in concreto rispettata dalla banca; b) nei casi contrari, effettui il CTU ogni conteggio, tenendo conto dei giorni di valuta così come previsti dall'art. 120 TUB.
I) Prescrizione, se eccepita:
1) verifichi per il periodo anteriore al decennio dalla ricezione dell'atto di messa in mora o dalla notifica dell'atto di citazione e sulla base delle originarie annotazioni contabili della Banca, se vi siano stati pagamenti solutori, ossia rimesse operate extra fido o in assenza di fido;
2) in tal caso, provveda a quantificare il saldo attraverso l'espunzione delle rimesse solutorie che siano state poste in essere nel periodo che precede i 10 anni dalla notifica della citazione (o altro atto interruttivo) ed abbiano, in quell'arco di tempo, abbattuto il debito conteggiato dalla banca per interessi anatocistici, tenendo conto che i pagamenti operati dal correntista devono essere imputati, in via prioritaria, agli interessi e alle spese, e quindi al capitale;
3) A tal fine, individui il CTU l'affidamento concesso sulla base della documentazione prodotta, tenendo conto non solo di eventuali contratti, ma anche di elementi presuntivi precisi, purché consentano di riscontrare la presenza di un affidamento (quali le indicazioni entro-fuori fido, interessi per sconfinamento, od altre espressioni simili anche di fonte unicamente bancaria denotanti in modo inequivocabile la presenza di un affidamento e non di meri scaglioni differenziati di tasso di interesse o di cms) e dei dati eventualmente risultanti dalla centrale rischi, se prodotti.
TRIBUNALE ORDINARIO DI TORINO - SEZ. I CIVILE 28.6.2018
Il CTU, letti gli atti ed esaminati i documenti prodotti, acquisito se del caso e nei limiti dell'art. 198 cpc ogni altro documento contabile utile ai fini della ricostruzione del conteggio dei rapporti di dare e avere tra le parti, ricalcoli il saldo per ogni conto corrente, ordinario e/o accessorio, richiamati in atti, attenendosi ai seguenti criteri:
01) ricognizione dei rapporti oggetto di indagine
il CTU predisponga: un prospetto riassuntivo per ciascun rapporto, nel quale dia atto dell'acquisizione (o meno) dei documenti elencati: contratto apertura conto (specificando la data), estratti conto dall'epoca di apertura a quella di chiusura (con indicazione di quelli eventualmente mancanti), contratti di apertura di credito, comunicazione variazione condizioni contrattuali e documentazione attestante l'avvenuta pubblicazione in gazzetta ufficiale, comunicazione della chiusura del conto (specificare data); un prospetto analitico, per ciascun rapporto, recante l'indicazione delle condizioni economiche applicate, specificando la misura delle competenze (interessi, commissioni, spese e remunerazioni a qualsiasi titolo) e il loro criterio di calcolo; dia atto della presenza - agli atti del giudizio - della relativa pattuizione scritta ovvero dei fogli informativi analitici mediante i quali le competenze sono state pubblicizzate (art.117, c.7, lett b TUB).
02) estratti incompleti: se il solo cliente agisce, per ripetizione di indebito o ricalcolo del saldo (Cass.7.5.2015 n.9201):
il CTU segnali in ogni caso gli e/c mancanti. Mantenga il saldo iniziale risultante dal primo e/c disponibile, sia a debito sia a credito del cliente. Se manca un e/c intermedio, mantenga il saldo iniziale del primo e/c successivo al buco, senza procedere a rettifiche.
03) fido non contrattualizzato: ai fini della risposta ai quesiti il CTU consideri affidato il c/c quando dalla documentazione in atti risulti l'esistenza di un fido in qualunque modo riconosciuto dalla banca (ad es. dagli estratti conto, dai riassunti scalari, dai report di centrale rischi agli atti), anche se la concessione del credito non risulti formalizzata per iscritto. Ai fini del quesito non si consideri affidato il c/c a cui accede un rapporto di anticipo fatture.
a1) Assenza di contratto scritto
Se manca un contratto scritto di c/c, gli interessi sono calcolati al tasso legale ex art.1284 c.c. fino al primo contratto fatto per iscritto di c/c. Se il contratto di c/c è fatto per iscritto ma: manca l'indicazione del tasso d'interesse o risulta provato in qualunque modo (vedi o.3) il riconoscimento di un fido, ma la concessione del credito non è stata formalizzata per iscritto, agli interessi pertinenti gli utilizzi entro il limite del fido il CTU applichi il tasso sostitutivo previsto dall'art.117 TUB.
a2) interesse ultralegale determinato per iscritto in contratto e/o in successiva comunicazione di variazione autorizzata per contratto
Gli interessi sugli addebiti sono calcolati al tasso d'interesse debitore previsto dal contratto e/o variazione vigente. Se il contratto prevede diversi tassi, in funzione delle diverse linee di credito regolate in c/c, o dall'utilizzo entro/oltre i limiti del fido, gli interessi devono essere calcolati in conformità alle previsioni contrattuali, distinguendo i numeri debitori pertinenti ciascuna linea.
a3) Interessi creditori
Se per effetto del ricalcolo dare avere il c/c passa a saldo attivo, gli interessi creditori sono liquidati a fine trimestre, al tasso contrattuale e in difetto a quello legale. NB: agli effetti della risposta al quesito a, il tasso sostitutivo BOT ex art. 117 c.7 TUB si applica nella misura minima alle operazioni attive, di impiego (int.debitori) e nella misura massima alle op.passive, di raccolta (int.creditori).
b) capitalizzazione trimestrale degli interessi
b1) su contratto anteriore alla delibera CICR 9.2.2000 elimini ogni forma di capitalizzazione degli interessi debitori, dall'accensione del c/c fino a nuovo contratto1 che preveda pari periodicità nelle chiusure e accredito/addebito di interessi, con clausola specificamente approvata per iscritto dal cliente. In difetto, elimini la capitalizzazione fino alla chiusura del conto (art.7 c.3 delibera CICR). In ogni caso effettui 2 conteggi, eliminando nel primo caso la capitalizzazione dopo il 31.12.2013 e nel secondo dopo il 1.10.2016 in attuazione della delibera CICR 3.8.2016, salvo per il periodo successivo l'applicazione della suddetta delibera.
b2) su contratto successivo alla delibera CICR 9.2.2000
Il CTU verifichi se il contratto prevede pari periodicità nelle chiusure e se la clausola è stata specificatamente approvata per iscritto dal cliente. In difetto, elimini la capitalizzazione fino alla chiusura del conto (art. 7 c.3 delibera CICR).
In ogni caso effettui 2 conteggi, eliminando nel primo caso la capitalizzazione dopo il 31.12.2013 e nel secondo dopo il 01.01.2016 in attuazione della delibera CICR 3.8.2016, salvo per il periodo successivo l'applicazione della suddetta delibera.
c) altri addebiti
c1) cms anteriore al d.l. 29.11.08 n.185 (art. 2-bis)
La cms può essere applicata (fino alla scadenza del termine di 150 gg. dall'entrata in vigore dell'art. 2 bis 28.6.2009) a incremento del saldo passivo del cliente purché il contratto (o una comunicazione di variazione autorizzata per contratto ex art. 6 l. 17.2.92 n. 154, 118 TUB) preveda la cms e determini in modo specifico i criteri per la sua esatta applicazione, ossia: 1) misura percentuale; 2) base di calcolo (ad es. sul picco di scopertura e/o massimo utilizzo del fido registrato nel trimestre chiuso; sulla media del trimestre, ecc.).
In difetto di queste condizioni, gli addebiti per cms devono essere stornati dal conteggio.
1 O comunicazione specificatamente approvata dal cliente. Non è rilevante la pubblicazione in GU della determina di adeguamento delle condizioni (art.7, c.2 delibera CICR)
c2) commissione di messa a disposizione fondi (art 2 bis dl 29.11.2008 n. 185)
- verifichi se la comm.messa a disp. fondi risulti: a) da contratto scritto; b) da comunicazione in atti di proposta di variazione delle condizioni contrattuali ex art. 118 TUB (variazione consentita dall'art. 2 bis cit; Cfr Abf Milano 172/2010)
- se la commissione è stata prevista per iscritto, verifichi se la stessa osservi le condizioni previste dall'art. 2-bis cit.(max 0,50%; proporzionalità all'ammontare e durata dell'affidamento);
- nel caso in cui non sia stata prevista per iscritto o non rispetti le condizioni elimini gli importi addebitati a tale titolo.
c3) spese e altre commissioni (art.118 c.4 Tub)
Le spese, qualora specificatamente contestate dal cliente, devono essere addebitate come da e/c, purché previste nel contratto o nei F.I.A. prodotti.
Il CTU determini per ciascun trimestre il TEG applicato dalla banca:
- seguendo i criteri stabiliti dalla l. 7.3.96 n.108 e le Istruzioni della Banca d'Italia vigenti pro tempore, tenendo conto di tutti i costi e le remunerazioni comunque collegate all'erogazione del credito (ad. es. premi di polizza e cms anche per il tratto anteriore all'agosto 20092, da qualificare come onere, ad eccezione di imposte e tasse e quindi:
- fino al 31/12/2009, sono considerati ai fini TEG e conteggiati anche le cms e i premi polizza esclusi dalla rilevazione del TEGM facendo il consulente applicazione, per le cms, di Sez.Unite n.16303/2018;
- a partire dall'1.1.2010, consideri ai fini del TEG cms, spese e remunerazioni a qualsiasi titolo (escluse tasse ed imposte) tenendo conto dell'annualizzazione deli oneri ricorrenti o non occasionali secondo le Istruzioni di Banca d'Italia;
- in ogni caso, consideri ai fini del TEG anche interessi remunerazioni e spese annotati in assenza di pattuizione o in base a pattuizione nulla, nonché gli interessi moratori ancorché esclusi dalla rilevazione del Tegm.
Verifichi a seguire che il TEG rientri nei limiti dei tassi soglia previsti dai DM trimestrali emessi in base alla l. 7.3.96 n.108.
Nel caso in cui il TEG applicato ecceda il tasso soglia applicabile ratione temporis, provveda al ricalcolo del debito, eliminando ex art. 1815 c.2 c.c. interessi, commissioni e ogni altra remunerazione collegata all'erogazione del credito per il solo trimestre interessato.
e) saldo finale
Determini il credito del cliente in misura pari alla differenza tra saldo di estinzione (su conto chiuso) o ultimo saldo risultante dall'e/c in atti e il saldo ricalcolato come sopra.
2 In ciò discostandosi dalle Istruzioni di banca d'Italia.
TRIBUNALE DI BOLOGNA, SEZ.III CIVILE 12.6.2018
Accerti il CTU, esaminati atti e documenti di causa, nonché eventualmente, previo consenso di tutte le parti, che potrà procurare di conciliare prima dell'inizio concreto delle operazioni, documenti non prodotti in giudizio ex art. 198, 2° c. cpc, quali siano le condizioni in concreto applicate dalla banca opposta ai rapporti oggetto della controversia ed indicati in atto introduttivo e se le stesse corrispondano o meno a quelle pattuite, provvedendo a quantificare l'ammontare delle somme eventualmente illegittimamente addebitate e/o riscosse a vario titolo dalla banca e a determinare conseguentemente il credito del correntista a titolo di ripetizione dell'indebito, operandone poi la compensazione con il controcredito della banca e determinando infine l'ammontare dell'eventuale credito residuo di una delle parti, alla stregua dei seguenti principi e criteri generali (ma tenendo conto soltanto delle specifiche doglianze prospettate):
1) per la costituzione dell'obbligo di corrispondere interessi in misura superiore a quella legale è necessaria la forma scritta ad substantiam, la cui mancanza comporta la nullità della clausola stessa;
affinché la convenzione relativa agli interessi possa intendersi validamente stipulata ai sensi dell'art. 1284, 3° c. c.c., che è norma imperativa, la stessa deve avere un contenuto assolutamente univoco e contenere la puntuale specificazione del tasso di interesse; tale condizione, che nel regime anteriore all'entrata in vigore della legge 154 del 1992 può ritenersi soddisfatta anche per relationem, attraverso il richiamo a criteri prestabiliti ed elementi estrinseci, purché obbiettivamente individuabili, funzionali alla concreta determinazione del saggio di interesse, postula, nel caso di rinvio alle condizioni usualmente praticate dalle aziende di credito su piazza, l'esistenza di discipline vincolanti fissate su scala nazionale con accordi di cartello, restando altrimenti impossibile stabilire a quale previsione le parti abbiano inteso riferirsi in presenza di diverse tipologie di interessi; ove il tasso convenuto sia variabile, è idoneo ai fini della sua precisa individuazione il riferimento a parametri fissati su scala nazionale alla stregua di accordi interbancari, mentre non sono sufficienti generici riferimenti, dai quali non emerga con chiarezza quale previsione le parti abbiano inteso richiamare con la loro pattuizione (Cass. nn 12276/2010, 2317/2007, 266/2006); in particolare, debbono considerarsi nulle e non apposte ai sensi dell'art. 117, c.6 TUB le clausole contrattuali di rinvio agli usi per la determinazione dei tassi d'interesse e di ogni altro prezzo o condizione praticati nonché quelli che prevedono tassi, prezzi e condizioni più favorevoli per i clienti di quelli pubblicizzati;
ai sensi dell'art. 117, c.7 TUB, in caso di inosservanza del c.4 (e cioè di mancata indicazione del tasso di interesse e di ogni altro prezzo e condizione praticati, inclusi, per i contratti di credito, gli eventuali maggiori oneri in caso di mora) e nelle ipotesi di nullità previste dal comma 6 sopra riportato si applicano:
a) il tasso nominale minimo e quello massimo dei bot annuali o altri titoli similari eventualmente indicati dal ministro dell'economia e delle finanze, emessi nei 12 mesi precedenti la conclusione del contratto, rispettivamente per le operazioni attive e per quelle passive (stante la natura sanzionatoria di tale norma nei confronti della banca, vanno qualificate come operazioni attive quelle di impiego (a credito della banca e a debito del cliente) e passive quelle di raccolta: alle prime si applicherà il tasso minimo Bot, alle seconde il tasso massimo;
b) gli altri prezzi e condizioni pubblicizzati nel corso della durata del rapporto per le corrispondenti cartegorie di operazioni e servizi; in mancanza di pubblicità nulla è dovuto;
3) la capitalizzazione degli interessi in epoca antecedente alla delibera CICR 9.2.2000 è possibile solo in conformità all'art. 1283 c.c., con conseguente disapplicazione di convenzioni che stabiliscano una capitalizzazione degli interessi contraria all'articolo citato (Cass. SS.UU. n.21095/04; C.Cost. 17.10.00, n.425), mentre dall'entrata in vigore della suddetta delibera CICR la capitalizzazione è possibile solo se conforme a quest'ultima;
4) nel caso di disapplicazione della capitalizzazione trimestrale, gli interessi vanno rideterminati senza operare capitalizzazione alcuna per il periodo antecedente al 22.4.2000, data di entrata in vigore della delibera CICR 9.2.2000, (SU n.24418/2010), mentre per il periodo successivo la capitalizzazione è regolata dall'art.2 di detta delibera, nonché dall'art.7 per la fase transitoria;
5) per il periodo antecedente all'entrata in vigore dell'art.2 bis della l. 28/1/2009 n.2 la cms - costituente non un accessorio che si aggiunge all'interesse passivo, bensì un autonomo corrispettivo dovuto alla Banca per aver posto e mantenuto a disposizione del cliente la somma da questo richiesta - deve essere conteggiata solo se espressamente pattuita, nella misura convenuta e per i periodi per i quali risulta pattuita, con esclusione della capitalizzazione trimestrale (Cass. n. 870/2006; n. 11772/2002);
per il periodo successivo all'entrata in vigore della suddetta normativa, la cms va riconosciuta soltanto in presenza delle condizioni indicate dalla norma, dovendo altrimenti essere considerata nulla e disapplicata (art 2 bis: 1. Sono nulle le clausole contrattuali aventi ad oggetto la cms se il saldo del cliente risulti a debito per un periodo continuativo inferiore a 30 gg. ovvero a fronte di utilizzi in assenza di fido. Sono altresì nulle le clausole, comunque denominate, che prevedono una remunerazione accordata alla banca per la messa a disposizione di fondi a favore del cliente titolare di c/c indipendentemente dal'effettivo prelevamento della somma, ovvero che prevedono una remunerazione accordata alla banca indipendentemente dall'effettiva durata dell'utilizzazione dei fondi da parte del cliente, salvo che il corrispettivo per il servizio di messa a disposizione delle somme sia predeterminato, unitamente al tasso debitore per le somme effettivamente utilizzate, con patto scritto non rinnovabile tacitamente, in misura omnicomprensiva e proporzionale all'importo e alla durata dell'affidamento richiesto dal cliente e sia specificamente evidenziato e rendicontato al cliente con cadenza massima annuale con l'indicazione dell'effettivo utilizzo avvenuto nello stesso periodo, fatta salva comunque la facoltà di recesso del cliente in ogni momento);
vanno infine applicate le disposizioni del testo attuale dell'art.117 bis TUB, introdotto dall'art. 6 bis c.1, del DL 6/12/11, n.201; "Art 117 bis (Remunerazione degli affidamenti e degli sconfinamenti) 1. I contratti di apertura di credito possono prevedere, quali unici oneri a carico del cliente, una commissione omnicomprensiva, calcolata in maniera proporzionale rispetto alla somma messa a disposizione del cliente e alla durata dell'affidamento, e un tasso di interesse debitore sulle somme prelevate. L'ammontare della commissione, determinata in coerenza con la delibera del CICR anche in relazione alle specifiche tipologie di apertura di credito e con particolare riguardo per i c/c, non può superare lo 0,5 per cento, per trimestre, della somma messa a disposizione del cliente. 2. A fronte di sconfinamenti in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido, i contratti di conto corrente e di apertura di credito possono prevedere, quali unici oneri a carico del cliente, una commissione di istruttoria veloce determinata in misura fissa, espressa in valore assoluto, commisurata ai costi e un tasso di interesse debitore sull'ammontare dello sconfinamento.
4. Il CICR adotta disposizioni applicative del presente articolo, ivi comprese quelle in materia di trasparenza e comparabilità, e può prevedere che esso si applichi ad altri contratti per i quali si pongano analoghe esigenze di tutela del cliente; il CICR prevede i casi in cui, in relazione all'entità e alla durata dello sconfinamento, non sia dovuta la commissione di istruttoria veloce di cui al comma 2". nonché del decreto d'urgenza emanato dal Ministro per l'Economia e le Finanze il 30/6/2012 n.644 recante l'adozione da parte del CICR della "Disciplina della remunerazione degli affidamenti e degli sconfinamenti in attuazione dell'art.117 bis TUB", che ha completamente individuato i requisiti e i presupposti delle remunerazioni previste dall'art.117 bis TUB, e che, all'art. 5 contenente le disposizioni finali e transitorie, ha previsto l'entrata in vigore del decreto al 1/7/2012 e l'adeguamento entro il 1/10/2012 dei contratti in corso a tale data, con l'introduzione di clausole conformi all'art. 117 bis TUB e al decreto CICR;
6) nel caso in cui la banca abbia eccepito la prescrizione dell'azione di ripetizione dell'indebito, il termine prescrizionale decennale decorre, qualora i versamenti eseguiti dal correntista in pendenza del rapporto abbiano avuto solo funzione ripristinatoria della provvista, dalla data in cui è stato estinto il saldo di chiusura del conto in cui gli interessi non dovuti sono stati registrati (Cass.SU n.24418/2010; C.Cost. n.78/2012); la prova circa la sussistenza di un'apertura di credito incombe, per regola generale (art. 2697 c.c.) su chi intende far valere l'esistenza di tale contratto, e quindi su chi deduce la natura ripristinatoria e non solutoria della provvista";
Faccia la doppia ipotesi di rimesse solutorie e/o ripristinatorie e la doppia ipotesi sulla base degli interessi di legge e delle condizioni contrattuali di cui al ... del fascicolo di parte convenuta...
TRIBUNALE DI PADOVA 6.11.2018
Verifichi il CTU, esaminati gli atti e i documenti di causa, eseguito ogni necessario accertamento, l'esatto valore dell'ISC (TAEG) applicato al finanziamento di cui al doc.3 di parte attrice;
- nel caso in cui quello applicato fosse superiore a quello concordato, riduca il tasso a quello pattutito;
- verifichi l'applicazione di usura originaria ai rapporti per cui è causa emettendo qualsiasi verifica sul punto per quanto riguarda il contratto di mutuo;
- rivolga la sua indagine sia agli interessi corrispettivi che a quelli di mora;
- al fine della predetta verifica utilizzi la formula di Banca d'Italia escludendo pertanto la cms ante 31.12.09, ma includendo nel calcolo la cd cms soglia differenziale per come illustrata da Cass. 12965/16 e confermata da Cass. SSUU 16303/18;
- qualora dovesse verificare il superamento del tasso soglia dei tassi di interessi pattuiti fin da contratto originario, piuttosto che unilateralmente modificato dalla banca nel corso del rapporto, dovrà procedere a scomputare tutto quanto addebitato a titolo di interessi-commissioni-spese, tenendo però a mente che il fenomeno dell'usura sopravvenuta non esiste;
- abbia a mente che l'effetto anatocistico dell'anatocismo legittimamente pattuito non rileva ai fini dell'usura, mentre l'effetto anatocistico collegato ad una illegittima applicazione rileva ai fini dello sforamento della soglia usura;
- poichè i rapporti sono sorti successivamente alla delibera CICR del 2000 e sono rispettosi di tale delibera, l'effetto anatocistico applicato è legittimo;
- per verificare l'usurarietà del tasso di mora svolga due ipotesi di calcolo: la prima aumentando il tasso medio rilevato dai DM di uno spread pari al 2,1% così da creare un tasso soglia di mora-usura per la verifica dello sforamento di quello pattuito: in caso di accertato superamento della soglia usura ricalcoli gli addebiti riducendo il tasso di interesse di mora applicato al saggio legale pro tempore vigente applicandosi il disposto dell'art.1815 c.c. esclusivamente agli interessi corrispettivi (Cass. Ord. 27442/2018), ovvero scomputando tutto quanto addebitato a titolo di interessi di mora ex art. 1815 c.c.; la seconda confrontando il tasso di mora applicato con la soglia usura rilevata nei DM pro tempore vigenti senza la maggiorazione del 2,1%: in caso di accertato superamento della soglia usura ricalcoli gli addebiti riducendo il tasso di interesse di mora applicato al saggio legale pro tempore vigente applicandosi il disposto dell'art.1815 c.c. esclusivamente agli interessi corrispettivi (Cass. Ord. 27442/2018), ovvero scomputando tutto quanto addebitato a titolo di interessi di mora ex art. 1815 c.c.;
- per le proprie verifiche utilizzerà i numeri banca per come esposti negli estratti conto prodotti in atti;
- verifichi la natura solutoria delle rimesse effettuate anteriormente al 17/12/2004 al fine di verificare la fondatezza della eccezione di prescrizione sollevata dalla convenuta;
- tenga a mente che una rimessa può dirsi solutoria laddove essa giunga su di un conto non affidato per ripianare il saldo negativo, mentre è solutoria la rimessa che giunga in un conto affidato per ripianare il saldo oltre fido all'interno dell'area affidata. Nessun rilievo ha il mero passaggio da negativo a positivo del saldo in un conto affidato con utilizzo entro fido;
- verifichi il derivato sottoscritto dall'attrice al fine di analizzare se lo stesso avesse una funzione astrattamente di copertura ovvero se lo stesso avesse una funzione esclusivamente speculativa;
- per il caso in cui il derivato sottoscritto non avesse natura protettiva neppure in astratto, quantifichi il costo complessivo che quello strumento finanziario è costato all'attrice dalla sua sottoscrizione;
- applichi ai rapporti le condizioni economiche pattuite tra le parti o unilateralmente modificate dalla banca scomputando eventuali spese o condizioni applicate di cui non trovi una pattuizione o variazione scritta;
- scomputi quanto addebitato a titolo di cms.
TRIBUNALE DI SIENA 9.6.2017
Esaminati gli atti di causa, presa visione della documentazione prodotta dalle parti entro i termini di cui all'art. 183 co. 6 cpc, e prescindendo totalmente da quella eventualmente allegata in prosieguo senza il consenso di tutti gli interessati od espressa rimessione in termini da parte del GU, il CTU:
1) ridetermini, previo accertamento dell'effettiva durata del c/c per cui è causa, il saldo finale dello stesso con esclusione delle somme addebitate per interessi anatocistici, per cms, provvigioni su fido, spese e ogni altra voce applicata in misura superiore a quella prevista contrattualmente, ivi inclusa la tardiva entrata in valuta delle somme a credito ove non conforme al contratto sottoscritto dal correntista;
Inoltre, dica il CTU, sa la cms sia stata addebitata, a partire dal 31.12.09, nel rispetto delle prescrizioni previste dal DL 29.11.08 n.185 conv. in L. 28.1.09 n.2 ed in caso di risposta negativa, ricalcoli l'esatto rapporto da dare/avere tra i contraenti, senza tenerne conto a partire da tale data;
In ordine alla verifica dell'anatocismo, il CTU dovrà eliminare (v. Cass.SU 2/12/2010 n.24418) la capitalizzazione degli interessi qualora dall'origine del rapporto e fino alla data della pubblicazione della delibera CICR nell'anno 2000 risulti essere stata applicata la capitalizzazione degli interessi, ed altresì qualora da tale momento risulti essere stata applicata la capitalizzazione degli interessi in assenza di reciprocità tra le parti, e quindi in violazione dell'art. 120 TUB; successivamente al 1° ottobre 2016, ovvero dopo lo spirare del termine transitorio di adeguamento previsto dalla delibera CICR del 3/8/2016 (cfr.legge n.49 del 2016), il computo terrà conto dell'eventuale specifica sopravvenuta pattuizione negoziale in deroga ovvero, in mancanza dei criteri normativi così attuati;
Il CTU ricalcolerà, in ogni caso, sulla base degli estratti conto in atti, il saldo dei rapporti senza alcuna capitalizzazione degli interessi e nessuna commissione, computando i tassi creditori e debitori ex art 117 TUB, con riferimento alla data di ogni singola operazione;
2) precisi se gli interessi previsti dal contratto di c/c, di mutuo o di finanziamento o di apertura di credito o di altro rapporto dedotto in causa, superino i limiti stabiliti dalla L.108/1996, indicando in caso affermativo l'importo da decurtare rispetto ai tassi soglia stessi; in tale computo non si considererà la cms (Cass.Civ., sez.I, Sent. 22.6.16 n.12965), qualora contrattualmente prevista ed applicata fino all'entrata in vigore del DL 182 del 2008 art 2 bis, nonché sino al termine del periodo transitorio fissato al 31/12/2009, posto che i decreti ministeriali che hanno rilevato il TEGM - dal 1997 al dicembre 2009 - sulla base delle istruzioni diramate da B.Italia, non ne hanno tenuto conto al fine di determinare il tasso soglia usurario, e dato atto che ciò è avvenuto solo dal 1 gennaio 2010, nelle rilevazioni trimestrali del TEGM - momento da cui, dunque, il CTU dovrà includere nel computo anche tale voce di addebito;
nella base di calcolo di cui sopra dovrà essere considerato ogni onere con funzione di remunertazione del credito (commissioni di altra natura, remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, escluse quelle per imposte e tasse);
inoltre, nel presente computo gli interessi corrispettivi non vanno sommati con gli interessi moratori;
3) in più, nelle cause attinenti a rapporti bancari almeno in parte svoltisi 10 anni prima della notifica della citazione o della ricezione (Cass. Sez. I, Sent. 3194 sdel 15.5.80 Rv. 406992, artt.1334 e 1335 cc) dell'atto che vale a costituire in mora il debitore e in cui sia stata eccepita la prescrizione:
a. in ordine alle singole rimesse su c/c, indicate per data di esecuzione e ricostruite tenendo conto delle singole annotazioni in dare e avere e dei relativi saldi disponibili, non dei saldi contabili di fine giornata nè delle ricostruzioni scalari dei saldi disponibili calcolati dalla Banca, verifichi il CTU l'esistenza di affidamenti bancari, indicandone limiti quantitativi e temporali;
quindi imputate le rimesse prima agli interessi per i debiti oltre fido, poi agli interessi per saldi passivi passivi entro fido, poi al debito in linea capitale oltre fido, da ultimo al debito in linea capitale entro fido, individui il CTU quali di tali rimesse abbiano avuto natura solutoria del debito oltre fido e quali natura ripristinatoria della provvista entro fido; imputi infine le sole rimesse solutorie in pagamento delle competenze bancarie.
b. effettui i conteggi di cui ai punti 1 e 2 applicando i principi ivi indicati alle competenze bancarie corrispondenti a tutte le rimesse ripristinatorie e alle sole rimesse solutorie eseguite nei 10 anni anteriori al giorno della ricezione, da parte della banca, della costituzione in mora/notifica dell'atto di citazione.
TRIBUNALE DI GENOVA 30.10.2018
Visti gli atti e i documenti prodotti in corso di causa, provveda il CTU:
1) a determinare il tasso complessivo per interessi corrispettivi, commissioni, remunerazioni e spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegati all'erogazione del credito con riferimento all'intera durata del finanziamento;
2) a determinare, sulla base di tale dato, il tasso effettivo globale del rapporto;
3) a indicare nel caso che il tasso così determinato risulti eccedere il tasso soglia vigente al momento della stipulazione del mutuo: A) in caso di azione di ripetizione dell'indebito, quale sia l'importo che dai documenti di causa risulti pagato dall'attore sino alla data della domanda, indicando quale sia la quota fino a tale data pagata in conto capitale e quella pagata in conto interessi corrispettivi; B) in caso di azione di accertamento negativo elimini tutti gli interessi corrispettivi e determini quale sia il capitale dovuto;
4) accerti se il tasso moratorio contrattuale al momento della pattuizione superi il tasso soglia e in caso di esito positivo riconduca il tasso moratorio al tasso legale. In caso di effettivo pagamento di interessi moratori, laddove sia stata proposta azione di ripetizione, determini la somma oggetto di restituzione a titolo di interessi moratori pagati in eccesso rispetto al tasso legale.
Nel determinare il TEG, il CTU dovrà tenere conto di tutti gli oneri assicurativi ed amministrativi posti a carico del mutuatario, escludendo peraltro la commissione di recesso anticipato.
TRIBUNALE DI MODENA 2018
Il CTU, sentite le parti e i loro eventuali CTP, effettuata ogni indagine necessaria ed opportuna, esaminata la documentazione prodotta, ed esaminati anche i registri e i documenti contabili non prodotti in causa purchè vi sia il consenso di tutte le parti nei limiti di cui all’art. 198 c.p.c., proceda nei seguenti termini con riferimento al contratto di conto corrente n…. intervenuto tra xx e Banca yy:
1) effettui ogni conteggio con verifica giorno per giorno e con decorrenza dalla data di apertura del conto, ovvero dal saldo risultante alla data del (l’estratto di C/C più risalente prodotto dal correntista, se attore), ovvero dalla data del … con saldo “0” (estratto di C/C più risalente prodotto dalla Banca, se attore in monitorio),
2) espunga dal conteggio spese e commissioni di massimo scoperto o commissione di messa a disposizione fondi, se non concordate,
3) sino alla data del 30.6.2000 espunga dal conteggio la capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi, senza procedere ad alcuna capitalizzazione,
4) successivamente alla data del 1.7.2000 conteggi la capitalizzazione degli interessi passivi (al tasso di cui sub 5) con la stessa periodicità della capitalizzazione degli interessi attivi quale effettuata dalla banca (alla data del 1.7.2000 il saldo sarà comprensivo degli interessi semplici maturati sino a detta data, come determinati sub 5), dopo IL 1-10-2016 ESPUNGA GLI INTERESSI CALCOLATI SUGLI INTERESSI CONTABILIZZATI SUL c\c in assenza di autorizzazione del cliente,
5) calcoli gli interessi passivi applicando agli scoperti di conto quelli convenzionalmente pattuiti per iscritto tra le parti o in mancanza:
a) il tasso legale (se contratto stipulato prima del 9.7.92 –entrata in vigore L.154/92- vedi Corte Cost. ord. 18.12.09 n.338)
b) il tasso sostitutivo di cui all’art.117 TUB (ante D.L.vo n.141/10) determinato in relazione al tasso nominale minimo dei buoni ordinari del tesoro annuali emessi nei 12 mesi precedenti la conclusione del contratto (se contratto stipulato dopo il 9.7.92 –ex art.11 preleggi e art.161 n.6 TUB) ovvero, se più favorevoli al cliente, nei 12 mesi precedenti lo svolgimento dell’operazione (ex art.117 TUB come modificato con D.Lvo n.141/10, per contratti successivi al 2.1.11 -non potrà mai esserci eccezione prescrizione),
6) ove emergano (anche in base al ricalcalo richiesto) saldi attivi, calcoli gli interessi creditori APPLICANDO QUELLI CONVENZIONALMENTE PATTUITI O IN MANCANZA DI PATTUIZIONE:
a) al tasso legale (se contratto stipulato prima del 9.7.92)
b) al tasso sostitutivo di cui all’art.117 TUB (ante D.L.vo n141/10) determinato in relazione al tasso nominale massimo dei buoni ordinari del tesoro annuali emessi nei 12 mesi precedenti la conclusione del contratto (se contratto stipulato dopo il 9.7.92) ovvero, se più favorevoli al cliente, nei 12 mesi precedenti lo svolgimento dell’operazione (ex art.117 TUB come modificato con D.Lvo n.141/10, per contratti successivi al 2.1.11),
7) verifichi, per il periodo anteriore al …(data che sarà anteriore di 10 anni la notifica dell’atto di citazione ovvero altro atto di messa in mora), e sulla base delle originarie annotazioni contabili della Banca, se vi siano stati pagamenti solutori, ossia versamenti in conto a pagamento (con riferimento al saldo disponibile) di saldi debitori (per conti correnti senza fido, ovvero per periodi –individuabili dal giudice o dal CTU sulla base della documentazione prodotta- in cui il correntista non beneficiava di aperture di credito), ovvero versamenti in conto a pagamento (con riferimento al saldo disponibile) di saldi debitori per importi superiori al fido concesso (per conti correnti con fido),
a) in tal caso individui, per ciascun pagamento solutorio riscontrato (ovvero per la parte solutoria di ciascuna rimessa in conto), in quale misura l’importo risultasse a detta data a pagamento di poste pregresse annotate a debito di cui sub 2 e 3 (nella misura non coperta da pagamenti solutori pregressi), defalcando quanto debba essere imputato a pagamento di interesse semplice (nei termini di cui sub 5) maturati sino a detta data (nonché a pagamento di c.m.s. –se le c.m.s., concordate nello specifico, non vengono espunte)
8) accerti il ctu se al momento della stipula del contratto o delle successive modifiche convenzionali sia stato superato il tasso soglia usura rispetto al tasso del periodo di cui ai decreti ministeriali emanati in relazione all’art. 2, comma II, l. 108/1996, comprendendo anche le commissioni, le remunerazioni a qualsiasi titolo e le spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione del credito. Tenga conto, ai fini dell’accertamento, anche degli interessi moratori in via autonoma previstia ovvero di quelli moratori sommati ad ogni altra remunerazione o onere ove tale sommatoria sia prevista nel contratto. Nel caso di superamento del tasso soglia, applichi la sanzione ex art. 1815, II comma, c.c. (nessun interesse è dovuto);
all’esito dei conteggi richiesti e tenendo conto che -con verifica giorno per giorno- non potranno essere espunte le annotazioni a debito di cui sub 2 e 3 per la parte pagata nei termini di cui sub 7a), determini il saldo finale del conto alla data di chiusura (ovvero alla data di notifica dell’atto di citazione –se conto ancora aperto) e l’eventuale differenza rispetto al saldo evidenziato dalla Banca.
TRIBUNALE DI GROSSETO 14.11.17
Viene sottoposto al ctu il seguente quesito:
“Determini il ctu i rapporti dare/avere tra le parti
“USURA: determini il CTU il Tasso di interesse Effettivo Globale per trimestre praticato durante tutta la durata del rapporto (calcolato secondo le Istruzioni della Banca d’Italia all’epoca vigenti, compresa la nota n. 1166966/2005 in tema di c.m.s. da applicarsi fin dal 1997), ponendolo a confronto con i tassi soglia previsti dalla legge 108/96, e riconducendo, nel caso di riscontrato sconfinamento -anche complessivo- il tasso di interesse nei limiti di soglia legale.-
TASSO ULTRALEGALE: applichi il tasso di interesse passivo determinato dal minore tra quello risultante dall’analisi sull’usurarietà e quello di seguito indicato:
-dalla data in cui risulti pattuito contrattualmente il tasso di interesse passivo, nella misura applicata dalla banca;
-nei periodi in cui eventualmente non sia presente alcuna pattuizione, nella misura del saggio legale di interesse di cui all’art. 1284 c.c. fino al 7.7.1992, per il periodo successivo, nella misura prevista dall’art. 5, c. 5a, L.154/1992 (poi art. 117, c. 7a, D.Lgs 385/1993), intendendosi per operazioni attive quelle a credito della banca e per conclusione del contratto ogni chiusura trimestrale del conto in cui risultino addebitati interessi.-
INTERESSI ATTIVI: ove emergano saldi attivi, calcoli gli interessi creditori:
-in presenza di pattuizione sul tasso creditore o in assenza di specifica allegazione attorea: al tasso attivo applicato dalla banca;
-in assenza di pattuizione (in caso di specifica allegazione attorea): nella misura del saggio legale di interesse ex art. 1284 c.c. fino al 7.7.1992, per il periodo successivo nella misura prevista dall’art. 5, c. 5a, L.154/1992 (poi art. 117, c. 7a, D.Lgs 385/1993), intendendosi per operazioni passive quelle a debito della banca e per conclusione del contratto ogni chiusura trimestrale del conto.
Gli interessi creditori dovranno essere calcolati sul saldo bancario via via depurato della sola eventuale componente illegittima degli oneri (interessi e commissioni), ove determinata, e unicamente in presenza, agli atti, di documentazione utile per la determinazione del saldo giornaliero.
CSM e COMMISSIONI SOSTITUTIVE:
-in presenza di pattuizione solo sul tasso, applichi la CSM con periodicità annuale e tasso adottato dalla Banca,
-in presenza di pattuizione sia sul tasso che sulla periodicità di addebito, applichi la CSM con il tasso e la periodicità convenzionalmente adottate dalla banca.
Per le Commissioni sostituitive, se pattuite, si applichino nella misura e con la periodicità convenzionalmente adottata dalla banca.-
ANATOCISMO: rilevato che il rapporto di c/c è stato acceso nel 2009 gli interessi passivi dovranno essere conteggiati applicando la capitalizzazione convenzionalmente adottata dalla banca ove risulti un’approvazione scritta del cliente della relativa clausola anatocistica ‘reciproca’ (art. 6 Del. CICR del 9.2.2000, art. 1341 c.c.); in tal caso, l’addebito dei precedenti interessi dovrà essere rinviato al termine del rapporto”.
TRIBUNALE DI PERUGIA 3/4/2019
“1. Accertamento delle condizioni contrattuali.
Voglia il consulente, previo esame della documentazione relativa al rapporto di conto corrente 913.23 presente agli atti del giudizio (contratto di apertura di conto corrente ed estratti conto dall’epoca di apertura del conto a quella di sua chiusura, conti scalari, ecc.), riassumere le condizioni contrattuali previste per il calcolo degli interessi, della commissione di massimo scoperto, delle valute, e per eventuali ulteriori oneri specificando per ognuno di esse la documentazione da cui risultano; a tale fine il CTU non terrà conto di eccezioni inerenti alla mancata sottoscrizione del contratto (ovvero del documento riassuntivo delle condizioni economiche e normative da applicare al conto comunque denominato) da parte della banca, dovendo verificare solamente la sottoscrizione da parte del correntista.
2. Proceda quindi a rideterminare ab origine – al fine di determinare il saldo di partenza riferito al periodo oggetto di esame - il saldo del conto corrente per cui è causa al fine di depurarlo dagli effetti dell’anatocismo e degli interessi ed altri oneri indebiti – ove riscontrati - secondo i criteri di seguito esposti.
Per l'individuazione degli interessi e degli altri oneri oggetto di rimesse solutorie, ed applicando i medesimi criteri per le rimesse che abbiano riportato il conto corrente a credito, procederà ad:
a. ordinare l'estratto conto secondo il criterio della disponibilità, individuandola secondo i criteri indicati dalla Cassazione per la revocatoria delle rimesse bancarie;
b. enucleare il saldo capitale (pagamenti/rimesse ed interessi a credito capitalizzati), risultante dalla separazione degli interessi a debito e delle altre competenze addebitate dalla banca; c. ricostruire un nuovo saldo capitale “rettificato”: in un processo iterativo, si emenderà, volta per volta, il saldo capitale (intra ed extra fido, secondo il successivo ordine) di quelle quote delle rimesse che, assumendo la veste di pagamento verranno rivolte a ripianare, ex art. 1194 C.C., gli interessi e gli oneri riferiti all’extrafido o allo scoperto maturati alla data delle rimesse stesse secondo le seguenti indicazioni:
- se intervenute nel periodo antecedente il decennio di prescrizione (computato dal 24.1.2017), dovranno essere riferite in primis a pagamento degli interessi anatocistici ed ultralegali nonché delle spese e degli altri oneri così come calcolati dalla stessa banca esclusivamente sull’extrafido o sullo scoperto in caso di conto non affidato, quindi a deconto dell’extrafido e successivamente a riduzione del capitale intra-fido;
- se intervenute successivamente dovranno essere riferite in primis a pagamento delle medesime voci specificate al punto precedente, ricalcolate sempre con riferimento all’extrafido o allo scoperto, ma con riferimento ai nuovi saldi capitale ricostruiti per valuta, seguendo le valute secondo quanto indicato nel successivo punto 4, quindi a deconto dell’extrafido e successivamente del capitale intra-fido;
Determinato così il nuovo andamento del conto in linea capitale (intra ed extra fido) procederà a rideterminare gli interessi riferiti al capitale entro il fido e i residui interessi sull'extra fido non “pagati” dalle rimesse intervenute - mantenendoli sempre separati dal capitale - procedendo:
con esclusione per il periodo fino al 30.6.2000 di ogni forma di capitalizzazione;
con applicazione per il periodo compreso tra il 1.7.2000 ed il 1.1.2014 del criterio della capitalizzazione periodica reciproca ove l’adeguamento risulti comunicato per iscritto al cliente (anche in calce ad uno degli estratti conto inviati e non contestati) entro il 31.12.2000;
anche con esclusione di ogni forma di capitalizzazione per il periodo successivo al 1.1.2014;
procedendo, solo in relazione alla CMS, ad effettuare il calcolo anche senza computo della commissione addebitata, con la precisazione:
1. che dovranno comunque essere addebitate per il periodo compreso tra il 29.11.2008 e il 27.12.2011, le c.m.s. che rispettano le condizioni di cui all’art. 2 bis DL 185/2008 conv. L. 2/09 (commissioni sull’utilizzato pattuite in relazione a rapporti affidati e per scoperti di durata non inferiore a 30 giorni; commissioni sull’accordato non utilizzato con corrispettivo predeterminato per iscritto in misura onnicomprensiva non superiore allo 0,5%, per trimestre) e sempre che l’adeguamento, per i rapporti in corso alla data del 29.11.2008, sia intervenuto entro il 28.6.2009 ai sensi dell’art. 118 t.u.b.;
2. che dovranno comunque essere addebitate dal 28.12.2011 le commissioni che rispettano i requisiti di cui all’art. 117 bis t.u.b. come modificato dal DL 201/2011, ossia
nei contratti di apertura di credito: le commissioni onnicomprensive proporzionali alla somma messa a disposizione del cliente e alla durata dell’affidamento e comunque pattuite in misura non superiore allo 0,5% per trimestre, dell’importo dell’affidamento
negli altri contratti (non affidati) o nelle aperture di credito in ipotesi di superamento di fido: le commissioni di istruttoria veloce pattuite in misura fissa, espressa in valore assoluto e commisurata ai costi
3. che dovrà tenersi conto dal 1.7.2012 delle esclusioni di cui ai commi 6 e 7 dell’art. 4 del decreto del comitato interministeriale per il credito ed il risparmio 30 giugno 2012;
4. che per i contratti in corso alle predette date dovrà tenersi conto degli adeguamenti operati, ai sensi dell’art. 118 t.u.b., entro il 1.10.2012;
accertando, ove il contratto sia successivo al 24.3.1996 , se i tassi di interesse pattuiti in contratto superino il cd. tasso soglia di cui alla legge n. 108/96, non calcolando nessun interesse in caso di riscontro positivo; si precisa a tal fine che:
o per il periodo successivo all’adozione delle nuove disposizioni di rilevazione del tasso effettivo globale medio di cui all’art. 2 bis del d.l. 185/2008 (convertito con l. 2/2009) dovrà tenersi conto anche della CMS pattuita;
accertando, sia per i contratti anteriori al 24.3.1996 sia per quelli successivi, se i tassi di interesse pattuiti abbiano superato nel corso del rapporto il cd. tasso soglia di cui alla legge n. 108/96 ed in caso di riscontro positivo, specificando se tale sforamento del tasso nel corso del rapporto sia stato determinato:
a) da un abbassamento dei tassi soglia;
b) dalla sopravvenienza di una nuova pattuizione, che ha innalzato i tassi contrattuali riportando il tasso di interesse entro i limiti del tasso soglia;
provvedendo: nel caso sub a) (superamento determinato da un abbassamento dei tassi soglia) a ricondurre i tassi nei limiti della soglia di legge; nel caso su b) (superamento determinato dalla sopravvenienza di una modifica delle clausole contrattuali) a escludere ogni addebito per interessi per il periodo successivo alla stipula della clausola modificativa;
o per il periodo antecedente dovrà aversi riguardo alle regole di rilevazione precedentemente applicate dalla banca d’Italia;
o in ogni caso dovranno sempre confrontarsi grandezze omogenee (considerando nel calcolo del tasso pattuito dall’istituto di credito convenuto le voci rilevate dalla banca d’Italia al fine del calcolo del tasso medio per la determinazione del tasso soglia).
TRIBUNALE DI BRESCIA 27/6/2019
Il Ctu, letti gli atti di causa, chiesti chiarimenti alle parti ed assunte, laddove ritenute utili all'incarico, informazioni da terzi, esaminata la documentazione prodotta o acquisita consensualmente dalle parti:
a) accertamento delle condizioni contrattuali: descriva la tipologia delle operazioni bancarie e/o finanziarie poste in essere tra le parti ed oggetto di causa:
indicando la data o le date di inizio e l'eventuale termine o termini del rapporto nonché le voci contrattuali previste per il calcolo degli interessi;
descrivendo lo sviluppo degli affidamenti concessi dalla banca nel corso del rapporto;
b)Tasso usura: accerti se al momento della pattuizione degli interessi (verifica cosiddetta "originaria") ovvero al momento dell'esercizio dello ius variandi da parte della banca (verifica cosiddetta sopravvenuta) sia stato superato il tasso soglia ex legge n.108/96;
b.1) per i contratti stipulati anteriormente alla data di entrata in vigore della legge n.108/96 fornisca, con riferimento alla data di pattuizione degli interessi, le seguenti informazioni: valore dei titoli di stato, tasso di inflazione in base agli indici Istat (costo della vita);
b.2) per i contratti stipulati successivamente all'entrata in vigore della legge n.108/1996, oppure in caso di variazione successiva del tasso convenzionale, verifichi se vi sia stata usurarietà del tasso applicato accertando sia l'eventuale superamento del tasso soglia al momento della stipula del tasso convenzionale convenuto (usurarietà originaria) sia del tasso convenzionale anche unilateralmente variato al momento della variazione stessa (usurarietà sopravvenuta). Nel caso di superamento del tasso soglia ex l. 108/96 nelle ipotesi:
- di usurarietà originaria, non saranno dovuti interessi per tutta la durata del rapporto;
- di usurarietà sopravvenuta, non saranno dovuti interessi nel solo trimestre in cui si è verificato il superamento;
(si precisa che non saranno considerati usurari gli interessi qualora il superamento del tasso soglia avvenga per effetto della sola diminuzione del tasso soglia: Cass.SU n.24675/2017).
c) Formula di calcolo: determini il TEG in conformità alla formula di calcolo indicata dalla Banca d'Italia nelle Istruzioni applicabili per la rilevazione trimestrale del TEGM nel periodo di riferimento;
d) Usura e cms: nell'accertare il superamento del tasso soglia, includa nel calcolo del TEG la cms tenendo, tuttavia, presente che il raffronto va condotto secondo un criterio omogeneo e cioè escludendo dal calcolo del TEG la cms sino al 31.12.2009 (ex art. 2 bis c.2 del dl 29.11.98 n.185 convertito con la legge 28/1/09 n.2 Istruzioni Banca d'Italia dell'agosto 2009);
e) Accertamento cms: verifichi se la cms è stata convenuta per iscritto e verifichi la determinatezza della stessa, applicandola esclusivamente nel caso di specifica pattuizione contrattuale dei criteri di calcolo della stessa;
f) Esclusione costi non dovuti: escluda qualsiasi altra remunerazione contabilizzata a carico del correntista ma non pattuita, ad eccezione delle imposte e tasse dovute ex lege;
g) Capitalizzazione trimestrale degli interessi: verifichi la periodicità di capitalizzazione degli interessi (attivi e passivi) applicata dalla banca nel corso del rapporto confrontandola con il criterio di capitalizzazione pattuito e quindi:
g.1) escluda ogni capitalizzazione fino al 30/6/2000;
g.2) applichi la capitalizzazione reciproca trimestrale per i periodi successivi al 30/6/2000 in presenza del rispetto dei due requisiti non alternativi stabiliti dalla delibera CICR 9/2/2000 e rappresentati dalla:
- pubblicazione in gazzetta ufficiale, entro il termine del 30/6/2000 (art.7 c.2, parte prima della delibera CICR), dalla clausola di reciprocità della capitalizzazione trimestrale:
- comunicazione per iscritto alla clientela (nell'estratto conto o altro documento di sintesi), entro il termine del 30/12/2000 (art.7 comma 2, parte seconda della delibera CICR) delle nuove condizioni contrattuali che non comportino un peggioramento delle condizioni precedentemente applicate;
in caso di mancato rispetto di anche di uno solo dei due requisiti di cui sopra non operando alcuna capitalizzazione;
h) versamenti e prelevamenti: verifichi se vi è stata la pattuizione per iscritto della valuta per versamenti e prelievi; dica se è in grado, dalla lettura dell'estratto conto, di ricostruire le valute applicate per ogni tipo di operazione e, in caso di richiamo alla valuta d'uso ovvero di mancata pattuizione per iscritto della valuta, dica se le valute applicate siano o meno corrispondenti alle condizioni pubblicizzate nel corso della durata del rapporto per le corrispondenti categorie di operazioni e servizi (art.117, comma 7 lettera b del TUB); in caso di mancata pubblicità consideri, quale data di valuta, sia per l'accredito che per l'addebito, la data dell'operazione risultante dall'estratto conto;
m) tenuto conto dell'eccezione di prescrizione formulata dalla banca, effettui un conteggio ulteriore ed alternativo:
assumendo sulla base degli estratti conto originari della banca la data valuta, quale criterio di ricostruzione dei saldi, considerando, altresì, che:
** il termine decorre dall'annotazione del versamento in caso di assenza di fido o nel caso in cui il pagamento sia imputabile all' extrafido e dalla chiusura del conto nel caso in cui i versamenti siano ripristinatori della provvista;
** vanno a tal fine equiparate la regolare concessione del fido e la concessione di un fido di fatto, condizione ultima che deve essere comprovata da chi ne abbia interesse ova la modalità di utilizzo del conto lo dimostri univocamente (i.e. sussistenza, nell'orrizzonte temporale oggetto d'indagine, di reiterati saldi debitori, indicazione nello scalare di tassi debitori diversificati in valore assoluto e/o per tipologia di utilizzo, addebito della cms ovvero di altre remunerazioni equivalenti).
Il Ctu effettui quindi il ricalcolo senza senza escludere gli atti di pagamento - come sopra definiti - anteriori di oltre 10 anni rispetto al primo atto interruttivo della prescrizione (cioè dalla prima richiesta di pagamento).

References: art.117
 art.117
 art.1284
 art. 117
 art. 6
 art. 118
 art. 1815
 art. 198
 Cass. 
 Cass. 
 art. 1815
 art. 1815
 art.11
 art.161
 art.117
 art.117
 art. 1815
 art. 117
 art. 1284
 art. 117
 art. 1341
 art. 1194
 art. 2