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Timestamp: 2020-06-06 01:44:36+00:00

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La querelle Moggi – Facchetti jr.
Pubblicato 8 luglio 2015 9 novembre 2016 da felixarpino
“Quello che emerge dal processo di Napoli e che emergerà ancora: le telefonate del tuo ex presidente che riguardano le griglie e la richiesta ad un arbitro di vincere la partita di Coppa Italia con il Cagliari, e l’arbitro era Bertini. Ci sono le telefonate intercettate sue, le telefonate di Moratti e la telefonata di imbarazzo di Bertini, i pedinamenti, le intercettazioni illegali e anche i passaporti falsi e quindi sta zitto Zanetti, è meglio per te ed è meglio per l’Inter”.
A causa di questa dichiarazione, rilasciata rivolgendosi a Javier Zanetti nel corso della trasmissione Notti Magiche andata in onda il 25 ottobre 2010, Luciano Moggi è stato rinviato a giudizio per diffamazione nei confronti dell’ex presidente interista Giacinto Facchetti, deceduto nel 2006. Secondo il pm Elio Ramondini queste parole hanno lasciato “falsamente intendere che lo stesso Giacinto Facchetti avesse commesso quei reati quali quelli da lui (Moggi, ndr) commessi” e per i quali è sopraggiunta la prescrizione. Parole, quelle di Moggi, che avevano portato Gianfelice Facchetti, figlio dell’allora presidente dell’Inter, a sporgere querela.
Per difendersi dall’accusa, la difesa Moggi ha citato come testimoni il presidente onorario dell’Inter Massimo Moratti, l’ex capitano interista Javier Zanetti, gli ex designatori degli arbitri e degli assistenti Pierluigi Pairetto e Gennaro Mazzei e gli ex arbitri De Santis e Bertini. Inoltre tra le prove presentate dai legali di Moggi ci sono le trascrizioni delle telefonate di Facchetti con l’allora designatore Paolo Bergamo (per esempio quella del 4-4-4), quella dell’arbitro Bertini in cui lo stesso raccontava il colloquio avuto con Facchetti prima della partita di Coppa Italia contro il Cagliari, tutta la documentazione relativa al processo Telecom nel quale Tavaroli ha ammesso di aver effettuato indagini illegali su De Santis e sui dirigenti della Juventus e, infine, la famosa relazione Palazzi, documento con il quale il procuratore federale aveva ritenuto che alcuni comportamenti assunti da Facchetti avessero violato l’art. 6 del Codice di giustizia sportiva. Il legale di Moggi, l’avvocato Maurilio Prioreschi, ha inoltre depositato al giudice il testo di un’intervista in cui l’ex procuratore capo di Napoli, Giandomenico Lepore, ha detto: “Noi abbiamo accertato le responsabilità penali di una squadra di serie A e stavamo arrivando ad un’altra squadra milanese… tolto il Milan, resta l’Inter, no? Molti verbali tuttavia vennero rubati e pubblicati in un volume, e questo rovinò l’indagine”.
Quindi Palazzi ha già affrontato, nella sua relazione del luglio 2011, alcuni dei temi che riguardano in parte questo procedimento penale e che sono emersi durante il dibattimento del processo Calciopoli. L’intenzione del pool di Moggi, nel processo napoletano, era probabilmente duplice: in primis smontare le accuse sull’esclusività di rapporti tra i vertici juventini e i vertici della CAN (tesi su cui si reggono in gran parte le sentenze sportive del 2006); in secondo luogo si voleva dimostrare che il mondo calcistico – come si può immaginare – non era un mondo ideale ma era caratterizzato da contatti, da interessi di vario tipo, da indebite intromissioni (individuazione delle griglie arbitrali), da continue richieste di maggiore attenzione, di lamentele più o meno fondate, etc… tutte cose che si possono serenamene osservare leggendo la relazione Palazzi (che non riguarda solo l’Inter) e che erano (e probabilmente sono tuttora) all’ordine del giorno.
Nella relazione Palazzi sono state quindi analizzate diverse telefonate tra quelle emerse “in ritardo” tra cui soprattutto quelle di Giacinto Facchetti, ma non solo: si aggiungono a lui e ai protagonisti già accusati nel 2006 altri personaggi: Cellino (Cagliari), Campedelli (Chievo), Foschi (Palermo), Spalletti (Udinese), Gasparin (Vicenza), Governato (Brescia), Corsi (Empoli), Spinelli (Livorno) e Moratti (Inter). Secondo il procuratore federale, molte delle telefonate di Facchetti erano tali da integrare gli estremi della slealtà sportiva, soprattutto le due telefonate con cui insisteva – più con Mazzei, meno con Bergamo – per “mettere il n. 1”, ossia Collina, nel match tra Inter e Juve, arrivando addirittura a proporre una manomissione del sorteggio per realizzare lo scopo.
Non solo. Sempre secondo Palazzi – opinione che converge con quella degli avvocati di Moggi – se non fosse intervenuta la prescrizione (e se fosse stato ancora in vita) Facchetti avrebbe dovuto essere deferito per aver violato l’art. 6 (illecito sportivo) del Codice di giustizia sportiva quando, prima della partita di andata di Coppa Italia tra Inter e Cagliari, scese negli spogliatoi per salutare e parlare con Bertini, che da testimone racconta direttamente l’avvenuto: “Prima della gara che stavo per arbitrare mi disse che avevo arbitrato 12 volte l’Inter con 4 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte e mi fece una battuta ricordandomi il mio score e di correggere la casella delle vittorie” aggiungendo che “non fu una battuta felice”.
Queste erano le parole con le quali Bertini ha risposto alle domande della difesa Moggi e del legale Corrado Limentani, che rappresenta il figlio di Giacinto Facchetti come parte civile, ma interessantissimo è valutare la reazione che Bertini ebbe “a caldo” dopo il colloquio con Facchetti, riscontrabile nell’intercettazione (che risale al 2005) tra lo stesso arbitro e il solito Paolo Bergamo, nella quale Bertini racconta del comportamento imbarazzante tenuto da Facchetti pochi minuti prima dell’inizio della partita.
È doveroso ricordare che in precedenza c’era stata una telefonata tra Facchetti e Bergamo, nella quale i due interlocutori parlarono, scherzosamente, della stessa questione, ossia dello score di Bertini che deve essere aggiustato.
Quella di Facchetti fu una richiesta di vincere la partita – opinione che di fatto ha lasciato intendere lo stesso Palazzi dato che, come già accennato, nella sua relazione del luglio 2011 aveva ipotizzato per l’Inter e per Facchetti anche l’accusa di illecito sportivo – oppure fu semplicemente una “battuta infelice”, come da testimonianza del diretto interessato Bertini? La sensazione è che la condanna a risarcire Facchetti jr. si gioca tutta su questo punto e sull’interpretazione che ne darà il giudice Oscar Magi.
Pairetto, convocato in aula, ha sostanzialmente confermato quello che lui e Bergamo dicono da tempo e cioè: “Facchetti mi chiamava per sapere chi avevamo intenzione di inserire nelle griglie arbitrali per i sorteggi. Erano colloqui sereni, tranquilli, senza malizia”.
De Santis ha affermato: “Facchetti mi chiamava al telefono come gli altri dirigenti, ma non mi ha mai chiesto di fargli vincere una partita, così come non l’hanno mai fatto gli altri. Sono stato l’unico arbitro su quaranta intercettato e sono stato accusato di aver fatto parte della “combriccola romana” legata a Moggi, anche se c’erano mie telefonate con tutti tranne che con la dirigenza della Juventus”.
Ha parlato anche Javier Zanetti che ha detto di non ricordare di aver partecipato alla trasmissione televisiva nel 2010 e che se in alcune interviste in passato ha parlato di Calciopoli lo ha fatto con rispetto.
Il pm Elio Ramondini ha chiesto per Moggi il pagamento di 10.000 euro: “L’ex dg bianconero ha portato avanti negli anni una strategia difensiva, anche mediatica, per coinvolgere anche Facchetti “nel così fan tutti” con un tono di sufficienza e provocatorio. Se questo fosse un processo per omicidio ci sarebbe chiaramente la premeditazione da parte di Moggi”. La sentenza è attesa per il 15 luglio.
Categorie Calciopoli reloaded•Tags bergamo, bertini, Calciopoli, de santis, diffamazione, facchetti, illecito sportivo, intercettazioni, mazzei, Moggi, pairetto, prescrizione, relazione palazzi, tavaroli, zanetti
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83 pensieri riguardo “La querelle Moggi – Facchetti jr.”
14 luglio 2015 alle 9:23
Ha scocciato anche la scusante che il giudice applica la legge a chi gli portano davanti perché sono centinaia e centinaia i casi in cui i giudici emettono sentenze demenziali e soprattutto io o scritto anche pm e quelli non hanno neanche quella scusante. Ovvio che non sia colpa tua o mia come ovvio che negare il fatto che una giustizia parziale è una non giustizia dipende da cosa si intende per giustizia. Il famoso esempio del tale che pescato a passare col rosso non può lamentarsi del fatto che abbiano preso solo lui è emblematico di cosa intendiamo per giustizia. Per te va bene così, per me il tale va fermato con ritiro patente ma il vigile che chiude gli occhi sapendo che ad un semaforo specifico molti passano col rosso va licenziato in tronco. Nello specifico, le zemanchiacchere son state approfondite solo da un pm. Gli altri per quel che mi riguarda son gente che io mantengo a suon di tasse e che farei volentieri a meno di mantenere.
14 luglio 2015 alle 9:32
Ps. La lista delle sostanze trovate al torino calcio pone un secondo problema. Ogni pm decide in base a sue personalissime convinzioni come del resto fanno i giudici e non essendo giudici di nuoto sincronizzato o arbitri di calcio tale discrezionalità va eliminata o assai ridotta ed è semplicissimo farlo, basta evolvere la legge ma si sa che i giudici sono restii ad evolverla se ciò comporta grane al loro operato.
felixarp ha detto:
14 luglio 2015 alle 13:14
È vero, @bjh. La legge è uguale per tutti (o almeno dovrebbe), il giudice (e il pm) invece non è uguale per tutti. E la cosa più divertente, e fa davvero scassare dalle risate, è quando un imputato è condannato in primo grado e in appello e poi, in Cassazione, il pg ne chiede l’assoluzione (Dattilo e Bertini). Qui sfioriamo livelli tragicomici.
14 luglio 2015 alle 13:59
Amministrare la giustizia non é mai facile
ne per chi indaga ne per chi giudica troppe leggi che si accavallano
negli anni si sono fatte aggiunte su aggiunte ed é diventao une giungla per tutti
un vostro parere su quanto scritto dal giudice De Biase su calciopoli
come mai lui ha capito subito di cosa si trattava e invece a Napoli ne hanno fatto uno scempio
durato quasi 10 anni
14 luglio 2015 alle 18:07
non so chi sia e neanche cosa abbia detto
14 luglio 2015 alle 19:28
A proposito di Zamparini mi pare proprio che il suo ds Foschi venisse contattato da un arbitro con una delle schede svizzere… sicuramente la posizione di Zamparini è la stessa posizione di tutti quelli che l’hanno sfangata in Calciopoli… è un gioco delle parti.
Per quanto riguarda l’amministrazione della giustizia, io posso anche accettare che diversi pm abbiano interpretazioni diverse della legge. Il processo doping alla Juve si è fatto perché Guariniello a Torino ha una particolare sensibilità sul tema della tutela della salute dei lavoratori, altrove c’è meno sensibilità… la cosa buffa è che Moggi è stato costantemente sotto le grinfie di Guariniello, un magistrato considerato iperattivo e inflessibile (e che ha avviato diverse indagini sul mondo arbitrale nel tempo) e poi invece è stato incastrato da quelli di Napoli.
Quello che volevo dire, comunque, è che quello che non posso accettare è che gli stessi pm e gli stessi investigatori usino due pesi e due misure nel corso della stessa inchiesta. Questo è il vero scandalo di Calciopoli.
in risposta al video di Zamparini sempre molto simpatico
e cosa ne pensava un giudice nel 2006 con le poche cose che si sapevano a quel tempo
archivio di calciomercato.com e ju29ro
È morto ieri nella sua Firenze, all’età di 90 anni, Corrado De Biase, ex magistrato.
Salì alla ribalta come capo dell’Ufficio Indagini della Federcalcio negli anni Ottanta, inventò la figura degli «007 federali», uomini di propria fiducia che inviava sui campi o faceva mimetizzare negli ambienti dei calciatori per scoprire gli intrighi del calcioscommesse. Condusse l’accusa negli storici processi sportivi del «Totonero» sia nel 1980 che nel 1986. In seguito, lasciata la Federazione Italiana, divenne stimato giudice della Corte di Cassazione. (Fonte GdS, 28-06-2013)
Ecco le dichiarazioni di De Biase, datate 2006, in merito a Farsopoli:
“Non posso sapere perchè la proprietà della Juventus si sia mossa in un certo modo, ma mi sento di dire, al 99%, che la vicenda è stata abilmente pilotata dai vertici della squadra torinese, a cominciare dalla richiesta di Zaccone, che ha lasciato tutti di stucco. Zaccone non è un incompetente, come molti credono, ma è stato solo un attore di questa vicenda.
Bisogna avere, innanzitutto, il coraggio di affermare una realtà: il procedimento di questa estate ha partorito un autentico aborto giuridico. Quando parlo di “aborto giuridico” mi prendo la piena responsabilità di ciò che dico. Quando si vuole espletare in due settimane un procedimento che richiederebbe almeno 6 mesi solo per un corretto iter investigativo, non può che venir fuori un aborto giuridico.
Quando si cassa, per motivi di tempo, un grado di giudizio, quando si impedisce agli imputati di portare testimoni, dossier e filmati in loro discolpa, ma gli si concede solo 15 minuti per una arringa difensiva, non si può che parlare di aborto giuridico.
Quando non si concedono agli avvocati difensori degli imputati i testi integrali delle intercettazioni, adducendo che non sono pertinenti, si può solo parlare di aborto giuridico. Quando, infine, si disassegna un titolo ad una squadra, la Juventus, per assegnarlo ad un’altra, l’Internazionale, prima che sia pronunciato il verdetto del primo iter istruttorio, allora siamo ben oltre l’aborto giuridico. Non è un problema di giustizia ordinaria o sportiva: in ogni paese che si definisca civile eventuali pene e sanzioni devono essere comminate dopo che sia stato verbalizzato un verdetto di colpevolezza, mai prima. E non venitemi a parlare di normative UEFA o di liste da dare alla stessa per le coppe europee: i diritti degli imputati, tra cui quello di potersi difendere con i mezzi che l’ordinamento mette loro a disposizione, vengono prima di una partita di calcio. Il punto che mi fa pensare che Zaccone abbia agito su input della proprietà è un altro, e cioè il modo in cui si sono mossi i vertici dirigenziali della Juventus, con quel finto ricorso al TAR. Come, mi chiedo, tu allontani i dirigenti, praticamente dichiarandoti colpevole, poi assisti inerte ed impassibile ad uno scempio mediatico e giudiziario ai danni della tua squadra e poi minacci di ricorrere al TAR? E’ il concetto di chiudere la stalla quando i buoi sono fuggiti, se ci pensate bene. Prima ti fai massacrare senza muovere un dito, ti fai disassegnare il titolo, fai stilare i calendari per i campionati e le coppe europee e poi minacci di andare al TAR, strombazzando il tutto sui giornali? Sa tanto di mossa politica per placare l’ira dei tifosi, mi pare. Se Zaccone, che è uomo di valore ed esperienza, avesse avuto il mandato di evitare il disastro si sarebbe mosso in maniera diversa, nel senso che avrebbe fatto notare queste “anomalie” nel tempo intercorso tra la fine del dibattimento e l’annuncio dei verdetti. Quello, infatti, era il momento buono per minacciare di ricorrere al TAR, quando le sentenze non erano ancora state scritte, ma andava fatto in camera caritatis, chiedendo un incontro con Ruperto, Sandulli e Palazzi, e non di fronte ai giornalisti della Gazzetta. Vi prego di notare che non sto discettando di alta strategia dell’arte forense, ma dei principi basici, dell’ABC della professione, di cose che si insegnano ai ragazzi che vengono in studio a fare praticantato: se tu, avvocato difensore, ritieni di avere delle armi da giocare, chiedi un incontro con il giudice e il PM, nel periodo che intercorre tra il processo ed il verdetto, e gli fai notare che, se il responso sarà giudicato troppo severo, le userai. E qua di armi ce ne erano in quantità industriale. Poi, di fronte al fatto compiuto, chi si prende la responsabilità di fermare una macchina che macina miliardi di euro, tanto da essere la sesta industria del paese? Io, per conto mio, posso solo ribadire il concetto già espresso:
Cosi’ per discutere un po’
15 luglio 2015 alle 6:46
http://www.facebook.com/ruggiero.distaso/media_set?set=a.785264148186939.1073741826.100001100847391&type=3
Amos95 ha detto:
15 luglio 2015 alle 12:33
Moggi è stato assolto perché il fatto non sussiste…. sentenza arrivata da pochissimo
15 luglio 2015 alle 13:19
Hai visto? ciò significa che ciò che è emerso nel dibattimento di calciopoli fa comunque stato. Vedremo le motivazioni.
Moggi assolto perché il fatto non costituisce reato, a quanto ho letto. Sentenza molto interessante, mi pare. Aspetteremo come dice Rug le motivazioni.
15 luglio 2015 alle 14:19
Quindi dire, come ha detto Moggi, che Facchetti ha chiesto a Bertini di vincere la partita di Coppa Italia contro il Cagliari non lede l’onore della persona?
15 luglio 2015 alle 14:37
Rug il tuo post con Facebook non l’ho capito
beh certo che fa testo 9 anni di dibattimento con prove e controprove.
come fa testo che dopo 9 anni solo De santis é stato condannato
il resto é finito in prescrizione che per me é come un assoluzione
visto le gravissime accuse mosse. Moggiopoli .Calciopoli .il piu’ grande scandalo del calcio italiano
e chi piu’ ne he piu’ ne metta
alla fine il risultato é piutosto miserello
e secondo me Moggi non ha ancora detto l’ultima parola
dov’é la differenza tra “il fatto non sussiste ” e ” il fatto non costituisce reato????
15 luglio 2015 alle 14:42
Oltre tutto non provoca nemmeno il minimo imbarazzo a nessuno delle centinaia dei tifosi interisti con i quali ho avuto il piacere di interloquire dal 2010, in rete o meno. Personalmente la telefonata “della grigliata” di Moggi mi diede molto fastidio, anche se non fu “efficace” in funzione della successiva composizione delle terne.
Le motivazioni, in questo caso come per Calciopoli, saranno comunque interessanti.
Stefano OssimoroJu29ro ha detto:
15 luglio 2015 alle 16:23
Ciao ragazzi. Volevo chiedere a Rug se poteva confermarmi ‘sta cosa della diffamazione. Io nella mia ignoranza giuridica pensavo che diffamare una persona fosse attribuirgli un fatto sconveniente e falso, ma se invece dicevo la verità, nulla avevo da temere.
Invece dopo aver letto la spiegazione di Rug, mi sono venuti un sacco di dubbi. Però magari ho capito male.
“Il concetto è uno e uno solo, io posso attribuire ad una persona un determinato reato solo se questa mia tesi è suffragata da una sentenza penale definitiva che per Moggi c’è e per Facchetti no.” Ok. Chiaro, limpido ed inequivocabile.
“che lui dimostri che ciò che ha detto è vero non interessa a nessuno”. Ok. Questo è chiaro. Vale solo se c’è una sentenza, altrimenti non ha nessuna importanza che io abbia detto il vero.
“adesso vedremo che valore ha la Relazione Palazzi per i giudici penali italiani. Perché se invece verrà considerata un giudicato a tutti gli effetti Moggi sarà assolto.” Dal che deduco che la relazione di Palazzi sarebbe un giudicato a tutti gli effetti? Quindi Inter colpevole, meritevole della serie B e revoca dello scudetto SUBITO?
“Io posso scrivere tranquillamente che Moggi è un delinquente prescritto perché così risulta dai tribunali italiani in maniera definitiva. Per Facchetti è la stessa cosa perché così risulta dalla Relazione Palazzi?” Visto che abbiamo una sentenza della Cassazione che assolve Moggi, seguendo il tuo ragionamento, è così.
“La mia non è un opinione, la mia è legge, ho postato gli articoli del codice penale, sono al primo commento, il resto chiacchiere da Bar. Ho già emesso la sentenza: Moggi colpevole di diffamazione.” Solo perché non consideravi la relazione di Palazzi quale “sentenza penale definitiva”. Ci può stare; anch’io non pensavo, e invece…
“per quanto riguarda Moggi non ci sono sentenze e quindi c’è diffamazione”. Se Moggi è stato assolto dalla diffamazione, è perché quindi una “sentenza” ci sarebbe. Quindi di nuovo dobbiamo considerare la relazione di Palazzi alla stregua di una sentenza penale definitiva? O almeno, così l’hanno considerata i giudici?
In buona sostanza, riepilogando: Moggi si è salvato da una condanna per diffamazione perché i giudici hanno considerato la relazione di Palazzi alla stregua di un giudicato?
Rug, ti prego, dimmi che ho capito bene la tua spiegazione!!!!
Ovviamente sto scherzando, e volevo buttarla un po’ sul ridere. Moggi ha semplicemente detto il vero, con buona pace di chi si ostina a nascondersi dietro cavilli giuridici per giustificare il mostro partorito da Calciopoli. La semplice verità è che se qualcuno non avesse occultato quelle telefonate (evidenziate coi baffi rossi, ad indicare l’estrema gravità del contenuto, ricordiamolo), calciopoli non sarebbe esistita, o avrebbe avuto ben altra forma.
Ed oggi parleremmo solo di calcio.
Saluti a tutti e non prendetevela, ormai è acqua passata.
PS I vaffa e le macumbe se le becca Felix, sia chiaro ;D
Facchetti junior l’ha combinata grossa. Senza processo sarebbe finito tutto nel dimenticatoio. Così non solo moggi la passa liscia ma facchetti senior ritorna nella melma per un eccesso d’orgoglio del figlio
Vabbè, scherzi a parte, interessa anche a me capire perché c’è stata assoluzione, letti gli articoli postati da Rug. Ovviamente la relazione Palazzi non è un giudicato. Quindi le strade sono due: (1) il giudice valuta se quanto detto dall’imputato corrisponde al vero e in caso contrario, se l’affermazione lede l’onore della persona, condanna; (2) la spiegazione di Rug è corretta ma il giudice ha sostenuto che Moggi non abbia leso l’onore di Facchetti dicendo che ha chiesto a Bertini di vincere la partita. Ditemi voi. Anch’io, come Stefano, ero e sono convinto che per essere condannati per diffamazione si dovesse affermare qualcosa di falso e al tempo stesso lesivo per chi è stato offeso.
concordo con bhj
se non sbaglio lo avevo detto in qualche post sopra prima della sentenza
a felixietorix
Moggi quel giorno si é difeso da Zanetti il primo ad attaccare era stato lui
e Moggi gli ha semplicemente ricordato cose che erano fatti accertati durante il processo a Napoli
Anche Lepore lo aveva detto ma meno esplicitamente ma il senso era uguale
Zeman vs Moggi 0-1
Facchetti jr vs moggi 0-1
procura caso Gea vs moggi 0-1
Auricchio vs Moggi 0-0 palla a centro fine primo tempo
FGC vs Moggi 50-0 partita vinta a tavolino causa impedimento alle difese di entrare allo stadio
15 luglio 2015 alle 23:10
@Dimitri Questa cosa la ripetono in tanti, ma la grigliata non fu mica diversa da quella concordata! Moggi dice: “Io ho messo Bertini, Paparesta, Trefoloni, Racalbuto e Tombolini”. Bergamo: “E Rodomonti al posto di Tombolini?”. Moggi: “Rodomonti al posto di Tombolini va pure bene”. Bergamo: “E allora si era fatta uguale”. Questi cinque furono poi quelli inseriti nella griglia.
16 luglio 2015 alle 0:21
Vedremo dalla sentenza che non è della cassazione ma di primo grado se hanno considerati un giudicato la Relazione Palazzi ma non credo o forse hanno comunque ritenuto ciò che è emerso dal processo calciopoli inerente l’operato di Facchetti comunque pari ad un giudicato, per quanto invece riguarda lo spionaggio quello è effettivamente coperto da un giudicato che lo avvalora quindi nulla quaestio.
16 luglio 2015 alle 9:59
Il giudicato sullo spionaggio ha però assolto l’inter in merito allo spionaggio ad arbitri e concorrenti dirette. Gli 007 indagavano per passare il tempo nelle ore libere.
16 luglio 2015 alle 10:42
Vorrei mettere in evidenza un punto: come è evidente dalle citazioni che Felix ha inserito in questo pezzo, il pm Remondini aveva impostato questo processo come un giudizio complessivo sulla strategia difensiva di Moggi e sul “così fan tutti”. Quindi, è vero, come dice Rug che questa è una causa di diffamazione ed è ancora al primo grado, ma sicuramente ha delle implicazioni che vanno al di là del semplice giudizio sulla diffamazione.
Evidentemente a Gianfelice Facchetti non bastavano le telefonate di suo padre ignorate dagli investigatori, e lo scudetto che l’Inter ha ottenuto da questa storia. Ha voluto stravincere, e gli è andata male. Clamoroso autogol del figlio di Facchetti, dunque. Adesso, con una sentenza che dice che non è diffamazione affermare che Facchetti chiese a un arbitro di vincere una partita, e che parlava delle griglie con i designatori, come si può ancora tollerare che lo scudetto 2006 sia assegnato all’Inter?
16 luglio 2015 alle 10:49
Per quello non i voleva la sentenza, ti ripeto, gli unici che potrebbero agire per togliere lo scudetto all’Inter sono:
1) La FIGC
2) La Roma.
16 luglio 2015 alle 10:50
In verità l’Inter si è salvata dallo spionaggio perché non esistono prove “certe” che l’attività fu commissionata dall’Inter stessa, bensì è stata ricondotta alle attività che la Security Telecom svolgeva per conto del “privato” Tronchetti Provera. Come la sorveglianza di Afef insomma.
In buona sostanza, siccome questa attività è stata fatturata a Pirelli, siccome le dichiarazioni di Tavaroli che dicono “fu fatto così perché l’Inter non doveva risultare” non hanno trovato altro riscontro esterno, né ovviamente potevano trovarlo, l’Inter non è stata coinvolta (diversamente dal caso Vieri).
E poi, nel caso, come dichiarato da Moratti, sarebbero state commissionate da Facchetti “a sua insaputa”. Siccome Facchetti è defunto, non c’era comunque interesse nell’approfondire.
Ovviamente, è il solito cavillare giuridico che a certuni piace tanto ma che io ritengo un insulto all’intelligenza delle persone. A me piace la logica…
16 luglio 2015 alle 17:20
Stefano, la mia era una considerazione sarcastica. Ne avevo parlato su tsn o da Francesco. Quando si vuol assolvere o condannare per forza, si trova sempre una fantasiosa interpretazione della legge che risolve il problema di rendere ovvio l’assurdo.
16 luglio 2015 alle 18:42
17 luglio 2015 alle 10:22
quindi Facchetti jr e il Pm Ramondini potrebbero fare appello ??
anche se il primo grado assolve con ” il fatto non costituisce reato
Ho letto ilncomunicato della famiglia Facchetti dopo l’assoluzione di Moggi. Hanno combinato un pasticcio e aggiungono pasticcio a pasticcio.
17 luglio 2015 alle 15:50
SI potrebbero fare appello e a questo punto Moggi si potrebbe coprire con la prescrizione. Non capisco questa titubanza sulla differenza fra il fatto non sussiste e il fatto non costituisce reato.
1) Il fatto non sussiste, vuol dire che quel determinato reato per cui l’imputato è accusato non è mai successo
2) Il fatto non costituisce reato vuol dire che il fatto è successo ma non ricade nella fattispecie di reato.
Certo che si può appellare.
17 luglio 2015 alle 16:49
RUG VIELEN DANKE per la spiegazione
ma non credo che lo faranno
rischiano di esporre ancror piu’ il defunto e fare un favore a Moggi
il quale ha interesse che se ne parli e non finisca nel dimenticatoio
Rug piu’ se ne parla e meglio é cosi’ i sopravvissuti di calciopoil cioé quelli che se la sono scafata e sono ancora li terranno un attegiamento piu’ ragionevole
pero” devi ammettere che il mefistofele sa battersi fino in fondo
ed ha anche un po di ragione
n’est pas ????
comunque un plauso a l’ avvocato Prioreschi bisogna darlo
l’ha presa veramente a cuore (certo il suo portafoglio, non piange)
strano per un avvocato
face book non so che cosa sia e mai mi vedrà
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