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Timestamp: 2020-05-24 22:16:54+00:00

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Il giudice non è tenuto a pronunciarsi su domande ed eccezioni inammissibili • Lex & Formazione
di Mirco Minardi - 5 Ottobre 2019
Con il ricorso per cassazione non è possibile denunciare l’omessa pronuncia su una domanda o su una eccezione in senso stretto da parte del giudice di merito, qualora le stesse fossero inammissibili per tardività (o per altro motivo). In tal caso, infatti, il giudice è dispensato dal pronunciarsi e la sentenza non può essere considerata viziata.
Questo è quanto ribadito dalla recente Cass. 24600/2019:
Per completezza si impone un ulteriore rilievo. La curatela controricorrente ha rilevato che l’eccezione di decadenza di cui si dibatte (che è, all’evidenza, un’eccezione in senso stretto e che non era quindi proponibile in appello) non venne sollevata avanti al Tribunale; l’istante, per parte sua, non ha indicato, nel proprio ricorso, in quali atti del giudizio di primo grado essa fosse stata proposta e quale contenuto la medesima avesse specificamente assunto.
In ciò la censura di cui al primo motivo risulta carente di autosufficienza e tale difetto, ove si prescindesse da quanto in precedenza rilevato in punto di assorbimento, rivestirebbe portata decisiva.
Infatti, secondo la giurisprudenza di questa S.C., l’omessa pronuncia, qualora abbia ad oggetto una domanda inammissibile, non costituisce vizio della sentenza e non rileva nemmeno come motivo di 4, in quanto, alla proposizione di una tale domanda, non consegue l’obbligo del giudice di pronunciarsi nel merito di quella domanda (ad es.: Cass. 25 settembre 2018, n. 22784; Cass. 2 dicembre 2010, n. 24445): ma il medesimo principio deve trovare applicazione con riferimento al vizio di omessa pronuncia su di una eccezione (cfr. infatti, con riguardo al precedente regime dell’appello, Cass. 10 marzo 1979, n. 1493, secondo cui la sentenza di gravame che non prenda in esame un’eccezione tardivamente proposta non incorre nel vizio suddetto, né in quello di omessa motivazione).

References: sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 Cass. 
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