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Timestamp: 2019-08-20 02:54:27+00:00

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0873. Distanze nelle costruzioni
Codice Civile Libro Terzo: DELLA PROPRIETA' Titolo II: DELLA PROPRIETA' Capo II: DELLA PROPRIETA' FONDIARIA Sezione I: DISPOSIZIONI GENERALI Sezione II: DEL RIORDINAMENTO DELLA PROPRIETA' RURALE Sezione III: DELLA BONOFICA INTEGRALE Sezione IV: DEI VINCOLI IDROGEOLOGICI E DELLE DIFESE FLUVIALI Sezione V: DELLA PROPRIETA' EDILIZIA Sezione VI: DELLE DISTANZE NELLE COSTRUZIONI, PIANTAGIONI E SCAVI, E DEI MURI, FOSSI E SIEPI INTERPOSTI TRA I FONDI Art.873. Distanze nelle costruzioni.
1. Le costruzioni su fondi finitimi, se non sono unite o aderenti, devono essere tenute a distanza non minore di tre metri. Nei regolamenti locali può essere stabilita una distanza maggiore.
Limitazioni legali della proprieta' - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - norme integrative e non del cod. Civ. - Corte di Cassazione, Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5605 del 26/02/2019
Proprieta' - limitazioni legali della proprieta' - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - norme integrative e non del cod. Civ. -Distinzione fra norme su distanze legali e regole di edilizia - Conseguenze sulla tutela del privato - Azione ripristinatoria e risarcitoria - Rilevanza dell'avvenuto rilascio della concessione edilizia e del carattere abusivo dell'opera - Esclusione. Le norme relative alle distanze tra costruzioni previste dall'art. 873 c.c. e dai regolamenti locali devono essere tenute distinte dalle regole di edilizia contenute in leggi speciali e nei regolamenti comunali (artt. 871 e 872 c.c.) poiché, in caso di loro violazione, esclusivamente le prime, che incidono sui rapporti di vicinato, consentono al privato l'esercizio delle azioni di riduzione in pristino e di risarcimento del danno, mentre le seconde, essendo dirette al soddisfacimento di interessi di ordine generale, ne limitano la tutela alla sola azione risarcitoria. Pertanto, da un lato, la regolarità urbanistica del fabbricato non rileva ai fini della proposizione dell'azione ripristinatoria atteso che, in ipotesi di mancato rispetto delle distanze, il provvedimento autorizzatorio può essere disapplicato dal giudice ordinario, previo accertamento incidentale della sua illegittimità, dall'altro, se le distanze sono state osservate, il vicino non ha diritto di chiedere la riduzione in pristino anche se l'immobile è abusivo. Corte di Cassazione, Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5605 del 26/02/2019 Cod_Civ_art_0871, Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873...
Limitazioni legali della proprieta' - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - nelle costruzioni - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5607 del 26/02/2019
Proprieta' - limitazioni legali della proprieta' - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - nelle costruzioni - in genere - Calcolo delle distanze legali - Fondamenta di un fabbricato - Rilevanza - Esclusione. In tema di calcolo delle distanze legali, non deve tenersi conto delle fondamenta del fabbricato poiché, per definizione, totalmente interrate e, perciò, irrilevanti. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5607 del 26/02/2019 Cod_Civ_art_0873...
Procedimento civile - litisconsorzio - Opere edilizie illegittime eseguite su immobile concesso in usufrutto - Domanda di riduzione in pristino - Legittimazione passiva - Spettanza al solo nudo proprietario - Posizione dell'usufruttuario - Conseguenze in tema di chiamata in giudizio. proprieta' - limitazioni legali della proprieta' - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - azione giudiziaria per il rispetto delle - legittimazione In tema di riduzione in pristino di opere illegittime per violazione delle distanze legali, la domanda di arretramento della costruzione realizzata dall'usufruttuario dell'immobile deve essere proposta nei soli confronti del nudo proprietario, potendo il titolare del diritto reale di godimento, al più, intervenire in giudizio, in via adesiva, ai sensi dell'art. 105, comma 2, c.p.c. Pertanto, l'attore, rimasto soccombente per avere agito contro l'usufruttuario, non può dolersi della mancata chiamata in causa del nudo proprietario da parte del giudice, poiché, da un lato, non sussiste litisconsorzio necessario tra l'usufruttuario e il nudo proprietario e, dall'altro, l'ordine di intervento ex art. 107 c.p.c. è espressione di un potere discrezionale, incensurabile sia in appello sia in sede di legittimità. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5147 del 21/02/2019 Cod_Civ_art_0873, Cod_Proc_Civ_art_101, Cod_Proc_Civ_art_102, Cod_Proc_Civ_art_107, Cod_Proc_Civ_art_105...
Proprieta' - limitazioni legali della proprieta' - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - nelle costruzioni - costruzioni (nozione, caratteri, distinzioni) - Manufatto privo di pareti - Costruzione - Configurabilità - Sussistenza - Condizioni - Fattispecie. Costituisce "costruzione", ai sensi dell'art. 873 c.c., anche un manufatto che, seppure privo di pareti, realizzi una determinata volumetria ed abbia i caratteri della stabilità, della consistenza e dell'immobilizzazione al suolo. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva qualificato come costruzione una tettoia aperta su un lato e saldamente fissata con la copertura al muro di confine, i cui montanti, pur essendo dei cavalletti mobili, erano cementati al suolo). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5145 del 21/02/2019 Cod_Civ_art_0873...
Proprieta' - limitazioni legali della proprieta' - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - norme integrative e non del cod. Civ. -Disposizioni dei regolamenti locali che determinano la distanza tra i fabbricati in rapporto all'altezza e norme che riguardano l'altezza degli edifici senza riferimento alle distanze - Violazione - Conseguenze - Differenziazione - Fondamento. In tema di distanze legali, sono da ritenere integrative del codice civile le disposizioni dei regolamenti edilizi locali relative alla determinazione della distanza tra i fabbricati in rapporto all'altezza e che regolino, con qualsiasi criterio o modalità, la misura dello spazio che deve essere osservato tra le costruzioni, mentre le norme che, avendo come scopo principale la tutela d'interessi generali urbanistici, disciplinano solo l'altezza in sé degli edifici, senza nessuna relazione con le distanze intercorrenti tra gli stessi, proteggono, nell'ambito degli interessi privati, esclusivamente il valore economico della proprietà dei vicini. Ne consegue che, nel primo caso, sussiste, in favore del danneggiato, il diritto alla riduzione in pristino, nel secondo, invece, è ammessa unicamente la tutela risarcitoria. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5142 del 21/02/2019 Cod_Civ_art_0871, Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - nelle costruzioni - Osservanza delle distanze minime - Assenza di concessione edilizia - Rilevanza - Limiti. In tema di distanze minime tra costruzioni, la rilevanza giuridica della licenza o concessione edilizia si esaurisce nell'ambito del rapporto pubblicistico tra P.A. e privato, senza estendersi a quelli tra privati e, pertanto, il conflitto tra proprietari interessati in senso opposto alla costruzione deve essere risolto in base al diretto raffronto tra le caratteristiche oggettive dell'opera e le norme edilizie che disciplinano le distanze legali, tra le quali non possono comprendersi anche quelle concernenti la licenza e la concessione edilizia, perché queste riguardano solo l'aspetto formale dell'attività edificatoria. Di conseguenza, così come è irrilevante la mancanza di licenza o concessione edilizia, allorquando l'opera risponda oggettivamente a tutte le prescrizioni del codice civile e delle norme speciali e non leda alcun diritto del vicino, allo stesso modo, l'avere eseguito la costruzione in conformità dell'ottenuta licenza o concessione, non esclude, di per sé, la violazione di dette prescrizioni e, quindi, il diritto del vicino, a seconda dei casi, alla riduzione in pristino o al risarcimento dei danni. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. . 4833 del 19/02/2019 Cod_Civ_art_0873...
"Inspectio et prospectio in alienum" - Veduta illegittima - Eliminazione - Giudice - Poteri - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. . 4834 del 19/02/2019
Proprietà - "inspectio et prospectio in alienum" - Veduta illegittima - Eliminazione - Giudice - Poteri - Applicazione ai soli casi di specifica violazione delle distanze delle vedute e non di quelle tra costruzioni - Fondamento. Il principio per cui l'eliminazione delle vedute abusive può essere realizzata non solo con la demolizione delle porzioni immobiliari con le quali si verifica la violazione di legge lamentata, ma anche attraverso idonei accorgimenti che impediscano di esercitare la veduta sul fondo altrui, come l'arretramento del parapetto o l'apposizione di idonei pannelli che rendano impossibili il "prospicere" e l'"inspicere in alienum", opera esclusivamente nei casi di violazione delle distanze delle vedute e non pure di quelle tra costruzioni, per le quali la presenza delle vedute è mero presupposto fattuale per l'applicazione della disciplina più restrittiva prevista dall'art. 9 del d.m. n. 1444 del 1968. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. . 4834 del 19/02/2019 Cod_Civ_art_0905, Cod_Civ_art_0873 eliminazione delle vedute abusive...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - costruzioni in località sismiche - Costruzioni in aderenza realizzate in violazione dell'art. 9 della l. n. 1684 del 1962 - Azione volta alla eliminazione dello stato di pericolo mediante idonei interventi o con riduzione in pristino - Esperibilità - Riparto dell'onere della prova In materia di edilizia nelle zone sismiche, qualora sia eseguita una costruzione in aderenza senza rispettare le prescrizioni dettate dall'art. 9, della l. n. 1684 del 1962, il proprietario dell'edificio contiguo ha diritto di chiedere l'eliminazione dello stato di pericolo derivante dalla presumibile instabilità del suo immobile mediante idonei interventi o, se ciò non sia tecnicamente possibile, con la riduzione in pristino, gravando sulla parte interessata a evitare la demolizione l'onere di provare l'esistenza degli accorgimenti tecnici che consentano la messa in sicurezza della costruzione, scongiurandone l'abbattimento. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto inadeguata la manifestazione generica di disponibilità alla realizzazione di un muro di tamponamento e di un giunto tecnico al posto di soluzioni in grado di eliminare la situazione di pericolo senza dar luogo alla demolizione). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. . 4454 del 14/02/2019 Cod_Civ_art_0871, Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873, Cod_Civ_art_2697...
Possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie (nozione, differenza con le azioni di nunciazione, distinzioni) – Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 2988 del 31/01/2019 Giudizio possessorio e petitorio (rapporto) - divieto di cumulo - in genere - Inosservanza delle distanze legali - Dedotto esercizio del diritto di prevenzione - Conseguenze. Allorquando il convenuto in azione possessoria - per turbativa del possesso derivante dall'inosservanza della distanza legale rispetto a una preesistente costruzione dell'attore - prospetti la legittimità del proprio operato come conseguenza delle modalità di esercizio del diritto di prevenzione da parte dell'attore stesso, è indispensabile, sia pure ai soli effetti possessori, accertare l'esistenza e i limiti di tale diritto, sicché non comporta violazione del divieto del cumulo del petitorio con il possessorio l'indagine del giudice su detta prevenzione, volta unicamente a stabilire l'estensione delle facoltà rispetto alle quali il possessore può ricevere tutela. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 2988 del 31/01/2019 &nbsp...
Obblighi di fare e di non fare - procedimento esecutivo - ricorso al pretore per la determinazione delle modalità di esecuzione
Esecuzione forzata - obblighi di fare e di non fare - procedimento esecutivo - ricorso al pretore per la determinazione delle modalità di esecuzione - mancato rispetto delle distanze o dei confini - necessità di demolizione delle sole parti dell'opera che superano i limiti di legge - omessa specificazione della misura della violazione - soggetto competente al relativo accertamento - giudice dell'esecuzione - proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - azione giudiziaria per il rispetto delle - poteri del giudice - riduzione in pristino (demolizione) - limiti - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 30761 del 28/11/2018 Ove sia realizzata una costruzione in violazione delle distanze o dei confini, la riconosciuta illegittimità della stessa non ne comporta necessariamente la demolizione integrale, ma, unicamente, la riduzione entro i limiti di legge, con demolizione delle sole parti che superano tali limiti. Ne consegue che, nell'ipotesi in cui venga ordinata la demolizione della costruzione illegittima, senza specificare l'esatta misura della inosservanza di distanze o confini, il relativo accertamento può essere effettuato esclusivamente dal giudice dell'esecuzione, nell'esercizio dei poteri previsti dall'art. 612 c.p.c. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 30761 del 28/11/2018 &nbsp...
Limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione)
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - nelle costruzioni - in genere volume tecnico - nozione - vano scala – esclusione - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 30708 del 27/11/2018 In tema di distanze legali tra edifici, costituisce volume tecnico, non computabile nella volumetria della costruzione, solo l'opera edilizia priva di autonomia funzionale, anche potenziale, perché destinata a contenere impianti serventi di un edificio principale, per esigenze tecnico funzionali dell'abitazione, che non possono essere ubicati nello stessa (come quelli connessi alla condotta idrica e termica). Pertanto, non rientra in tale nozione il vano scale, il quale è parte integrante del fabbricato, ossia corpo di fabbrica. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 30708 del 27/11/2018 &nbsp...
Deroghe alla disciplina sulle distanze
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - nelle costruzioni - in genere - deroghe contenute in normativa regionale alla disciplina sulle distanze stabilita da disposizioni statali - ammissibilità - limiti - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 27638 del 30/10/2018 >>> In tema di distanze tra costruzioni, la deroga alla disciplina stabilita dalla normativa statale realizzata dagli strumenti urbanistici regionali deve ritenersi legittima quando faccia riferimento ad una pluralità di fabbricati ("gruppi di edifici") che siano oggetto di piani particolareggiati o lottizzazioni convenzionate con previsioni planovolumetriche che evidenzino una capacità progettuale tale da definire i rapporti spazio-dimensionali e architettonici delle varie costruzioni, considerate come fossero un edificio unitario, e siano finalizzate a conformare un assetto complessivo di determinate zone, poiché la legittimità di tale deroga è strettamente connessa al governo del territorio e non, invece, ai rapporti fra edifici confinanti isolatamente intesi. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 27638 del 30/10/2018...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - nelle costruzioni - edifici non soggetti all'obbligo delle distanze - edifici in confine con piazze o vie pubbliche (nozione di piazza o via pubblica) - strade vicinali o soggette ad uso pubblico art. 879, comma 2, c.c. - rinvio a "le leggi e i regolamenti" - interpretazione - deroga alla inapplicabilità delle norme relative alle distanze - esclusione. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27364 del 29/10/2018 >>> Il rinvio, contenuto nell'art. 879, comma 2, c.c., alle leggi e ai regolamenti che riguardano le costruzioni "che si fanno in confine con le piazze e le vie pubbliche" non va interpretato come deroga all'inapplicabilità, prevista dal medesimo art. 879, comma 2, c.c., delle norme sulle distanze alle pubbliche strade e piazze, concernendo, invece, la disciplina in tema non già di "distanze", bensì di "fabbricati". Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27364 del 29/10/2018 &nbsp...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - azione giudiziaria per il rispetto delle - poteri del giudice - riduzione in pristino (demolizione) - limiti - in genere - interposizione di strade pubbliche tra i fabbricati - riduzione in pristino - inammissibilità - norma edilizia prescrivente l'osservanza della distanza minima anche nel caso di tale interposizione - influenza - esclusione - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27364 del 29/10/2018 >>> Per l'accoglimento della domanda di riduzione in pristino proposta dal proprietario danneggiato dalla violazione delle norme sulle distanze fra costruzioni contenute in leggi speciali e regolamenti edilizi locali è necessario che le norme violate abbiano carattere integrativo delle disposizioni del codice civile sui rapporti di vicinato, siccome disciplinanti la stessa materia e da esse (artt. 872 e 873 c.c.) richiamate, e che si tratti di costruzioni soggette all'obbligo delle distanze e, quindi, non confinanti con vie o piazze pubbliche (art. 879, comma 2, c.c.); resta esclusa, pertanto, la riduzione in pristino se tra i fabbricati siano interposte strade pubbliche, benché la norma edilizia locale applicabile (integrativa di quelle del codice civile) prescriva che la distanza minima prevista debba essere osservata pure qualora tra i fabbricati siano interposte aree pubbliche. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27364 del 29/10/2018 &nbsp...
Estensione dell'esonero dal rispetto delle distanze legali
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - nelle costruzioni - edifici non soggetti all'obbligo delle distanze - edifici in confine con piazze o vie pubbliche (nozione di piazza o via pubblica) - in genere - costruzione a confine di strade di proprietà privata gravate da servitù pubbliche di passaggio - estensione dell'esonero dal rispetto delle distanze legali. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27364 del 29/10/2018 >>> L'esonero dal rispetto delle distanze legali, previsto dall'art. 879, comma 2, c.c., per le costruzioni a confine con piazze e vie pubbliche, va riferito anche alle costruzioni a confine delle strade di proprietà privata gravate da servitù pubbliche di passaggio, giacché il carattere pubblico della strada, rilevante ai fini dell'applicazione della norma citata, attiene, più che alla proprietà del bene, all'uso concreto di esso da parte della collettività. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27364 del 29/10/2018 &nbsp...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - in genere - costruzioni a distanza inferiore alla legale - rispetto della distanza legale - onere della prova. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 26783 del 23/10/2018 >>> Quando due edifici su fondi finitimi si trovano a distanza inferiore a quella legale, quello dei due frontisti che per primo sopraelevi, ove non provi il diritto a ottenere l'arretramento del fabbricato dell'altro, deve osservare nella sopraelevazione la distanza legale (art 873 c.c.), arretrandosi sul proprio edificio quanto necessario per rispettarla, essendo irrilevante che la sopraelevazione risulti ad altezza maggiore dell'edificio vicino. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 26783 del 23/10/2018...
Fonti del diritto - legge regionale - limiti - in genere - distanze legali fra costruzioni nei rapporti fra privati – disciplina - competenza legislativa esclusiva dello stato – derogabilità mediante legge regionale – limiti – regolamento attuativo della legge regionale – estensione – fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 26518 del 19/10/2018 >>> La condizioni di legittimità delle deroghe alla disciplina statale delle distanze fra costruzioni nei rapporti tra privati introdotte dalle Regioni nell'ambito della propria competenza legislativa concorrente - da individuarsi nell'inserimento della prescrizione derogatoria in strumenti urbanistici e nella funzionalità della stessa rispetto alla conformazione dell'assetto urbanistico, complessivo ed unitario, di determinate zone del territorio - operano anche per i regolamenti attuativi della legge regionale, i quali solo entro tali limiti possono dettare una disciplina direttamente incidente sulla materia delle distanze in deroga a quanto previsto dagli artt. 873 e ss. c.c. e dal d.m. n. 1444/1968. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che dovesse essere disapplicata la disposizione di cui all'art. 24, lett. a), del regolamento n. 9 del 2008 di attuazione della legge regionale dell'Umbria n. 1 del 2004 che, al di fuori di uno strumento urbanistico, aveva disposto che non fossero previste distanze minime dai confini per la realizzazione dei muri di contenimento). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 26518 del 19/10/2018...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - aperture (finestre) - veduta (nozione, caratteri,distinzioni) - distanze legali - delle costruzioni dalle vedute - in genere - divieto di costruire a distanza inferiore a tre metri - riferibilità a muri di cinta – condizioni - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 26263 del 18/10/2018 >>> Il divieto di costruire a distanza inferiore a tre metri da una preesistente veduta, stabilito dall'art. 907 c.c. a salvaguardia di tale diritto, riguarda in genere una "fabbrica" realizzata a distanza inferiore da quella prevista dalla legge, di qualsiasi materiale e forma, idonea ad ostacolare stabilmente l'esercizio della "inspectio" e della "prospectio" e, quindi, anche i muri di cinta, i quali - secondo la previsione di cui all'art. 878, comma 1, c.c. - sono soltanto esentati dal computo della distanza tra costruzioni su fondi finitimi di cui all'art. 873 c.c. e non anche dall'osservanza delle distanze stabilite a tutela delle vedute. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata nella parte in cui la corte di merito aveva negato che una vetrata fosse «di impedimento alle vedute attoree», argomentando, fra l'altro, in base all'art. 878 c.c. che non è invece applicabile in materia di distanza dalle vedute). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 26263 del 18/10/2018...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - piani regolatori – distacchi tra le costruzioni - in genere - distanze previste dagli strumenti urbanistici - deroghe convenzionali - ammissibilità - esclusione - atto di concessione derogatorio rispetto allo strumento urbanistico - rilevanza - esclusione. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 26270 del 18/10/2018 >>> In tema di distanze legali nelle costruzioni, le prescrizioni contenute nei piani regolatori e nei regolamenti edilizi comunali, essendo dettate, contrariamente a quelle del codice civile, a tutela dell'interesse generale a un prefigurato modello urbanistico,non tollerano deroghe convenzionali da parte dei privati; tali deroghe, se concordate, sono invalide, né tale invalidità può venire meno per l'avvenuto rilascio di concessione edilizia, poiché il singolo atto non può consentire la violazione dei principi generali dettati, una volta per tutte, con gli indicati strumenti urbanistici. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 26270 del 18/10/2018...
Sopravvenienza nuova regolamentazione su distanze fra edifici
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - piani regolatori – distacchi tra le costruzioni - in genere - licenza edilizia – sopravvenienza nuova regolamentazione su distanze fra edifici – avvenuto esercizio dello “ius aedificandi” - disciplina applicabile - disposizioni vigenti al momento dell'inizio dei lavori - rilevanza - limiti - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 24206 del 04/10/2018 >>> Le disposizioni in materia edilizia, nell'ipotesi di successione di norme nel tempo, sono di immediata applicazione poiché i piani regolatori, come i regolamenti edilizi comunali, essendo essenzialmente diretti alla tutela dell'interesse generale nel campo urbanistico, prescindono dall'interesse del privato. Ne deriva che se, dopo la concessione della licenza edilizia, sopravviene una diversa regolamentazione sulle distanze fra edifici, le costruzioni devono adeguarsi alla disciplina vigente al momento della loro realizzazione, a nulla rilevando la legittimità della precedente autorizzazione a costruire, mentre, qualora l'esercizio dello "ius aedificandi" abbia già avuto inizio e concreta attuazione alla data di entrata in vigore della normativa sopravvenuta, ha rilievo l'epoca dell'inizio dell'opera e, quindi, la disposizione edilizia che stabilisce distanze maggiori, sopraggiunta nel corso della costruzione anteriormente iniziata, è inapplicabile, non potendo avere efficacia retroattiva ed incidere su situazioni pregresse, neppure ove l'esecuzione dei lavori si sia protratta oltre il termine previsto dalla suddetta licenza edilizia. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 24206 del 04/10/2018...
Distanza minima tra le costruzioni
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - nelle costruzioni - in genere - distanza minima di dieci metri stabilita dall'art. 9 del d.m. n. 1444 del 1968 - osservanza necessaria - fondamento – applicazione - irrilevanza dell'altezza degli edifici antistanti e dell'andamento parallelo delle pareti - limiti. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 24076 del 03/10/2018 >>> La distanza minima di dieci metri tra le costruzioni stabilita dall'art. 9 del d.m. n. 1444 del 1968 deve osservarsi in modo assoluto, essendo "ratio" della norma non la tutela della riservatezza, bensì quella della salubrità e sicurezza. Detta norma va, pertanto, applicata indipendentemente dall'altezza degli edifici antistanti e dall'andamento parallelo delle loro pareti, purché sussista almeno un segmento di esse tale che l'avanzamento di una o di entrambe le facciate porti al loro incontro, sia pure per quel limitato segmento. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 24076 del 03/10/2018...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - nelle costruzioni -in genere - costruzione - nozione - identificazione con la nozione di edificio - esclusione - requisiti - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 23856 del 02/10/2018 >>> In tema di distanze legali, la nozione di costruzione non si identifica con quella di edificio, ma si estende a qualsiasi manufatto non completamente interrato avente i caratteri della solidità, stabilità ed immobilizzazione al suolo, anche mediante appoggio o incorporazione o collegamento fisso ad un corpo di fabbrica contestualmente realizzato o preesistente, e ciò indipendentemente dal livello di posa ed elevazione dell'opera stessa. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva escluso di potere ravvisare una costruzione nell'opera costituita da un basamento in calcestruzzo, posizionato 20 cm al di sotto del circostante piazzale, sul quale erano stati installati nove profilati in acciaio dell'altezza di 1.50 m. circa e delle pareti lignee, senza valutarla nella sua interezza né considerare la sua parziale sporgenza dal suolo e il livello del fondo contiguo). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 23856 del 02/10/2018...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - nelle costruzioni -in genere - costruzione - nozione - natura unitaria - possibilità di deroga da parte dei regolamenti locali - esclusione - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 23843 del 02/10/2018 >>> In tema di distanze legali, esiste, ai sensi dell'art. 873 c.c., una nozione unica di costruzione, consistente in qualsiasi opera non completamente interrata avente i caratteri della solidità ed immobilizzazione rispetto al suolo, indipendentemente dalla tecnica costruttiva adoperata. I regolamenti comunali, pertanto, essendo norme secondarie, non possono modificare tale nozione codicistica, sia pure al limitato fine del computo delle distanze legali, poiché il rinvio contenuto nella seconda parte dell'art. 873 c.c. ai regolamenti locali è circoscritto alla sola facoltà di stabilire una distanza maggiore. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza della corte d'appello che aveva interpretato le norme del regolamento edilizio del Comune di Cogollo del Cengio in materia di distanze - laddove sembravano presupporre un concetto di costruzione più restrittivo di quello stabilito dal codice civile - come formulate in via esemplificativa e, quindi, riferite ad ogni tipo di volume riconducibile al modello di cui all'art. 873 c.c., dovendo, altrimenti, essere disapplicate per contrasto con l'art. 9 del d.m. n. 1444del 1968). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 23843 del 02/10/2018...
Costruzione - nozione definita dalla normativa statale
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - nelle costruzioni -in genere - costruzione - nozione definita dalla normativa statale - inderogabilità da parte dei regolamenti locali - fondamento – sporgenze esterne con funzione solo ornamentale - incidenza sulle distanze legali – esclusione - elementi aggettanti valutabili per il calcolo delle distanze legali – caratteristiche - proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - nelle costruzioni -calcolo - punti di riferimento - sporti - in genere. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 23845 del 02/10/2018 >>> La nozione di costruzione è unica, ai sensi dell'art. 873 c.c., e non può subire deroghe da parte di fonti secondarie, sia pure al limitato fine del computo delle distanze legali, atteso che il rinvio a norme integrative contenuto nell'ultima parte dell'art. 873 c.c. riguarda la sola possibilità, per tali norme, di stabilire un distacco maggiore di quello codicistico. In particolare, non sono computabili per la misurazione delle dette distanze esclusivamente le sporgenze esterne del fabbricato con funzione meramente ornamentale, mentre costituiscono corpo di fabbrica quelle aventi particolari proporzioni, come gli aggetti, anche se scoperti, ove siano di apprezzabile profondità ed ampiezza, poiché, pur non corrispondendo a volumi abitativi coperti, rientrano nel concetto civilistico di costruzione, essendo destinati ad estendere ed ampliare la consistenza dei fabbricati. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 23845 del 02/10/2018...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - in genere - Norme urbanistiche non ancora approvate dall'organo preposto - Distanza dal confine - Rilevanza delle misure di salvaguardia, anteriormente alla loro approvazione, nei rapporti tra privati - Esclusione - Fondamento. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. 2, ORDINANZA N. 22374 DEL 13/09/2018 >>> Poiché le norme urbanistiche acquistano efficacia vincolante non alla data della loro adozione da parte dei competenti enti pubblici territoriali, ma solo quando, compiuto l'"iter" previsto dalla legge, vengano approvate dall'organo a ciò preposto, prima di tale approvazione, le disposizioni in esse contenute, essendo prive dell'efficacia propria delle norme giuridiche, non valgono a integrare sostitutivamente la disposizione fondamentale dettata dall'art. 873 c.c. in tema di rapporti di vicinato, con la conseguenza che, fino a detta approvazione conclusiva, tali rapporti restano regolati dalle precedenti norme locali tuttora in vigore o, in mancanza, dal codice civile o da leggi speciali, non rilevando l'obbligatoria applicazione delle misure di salvaguardia di cui agli artt. 1 della l. n. 1902 del 1952 e 3 della l. n. 675 del 1967 (che ha integrato l'art. 10 della l. n. 1150 del 1942), atteso che tali misure sono rivolte ai Sindaci ed ai Prefetti per fini di interesse pubblico e non interferiscono, quindi, sulla disciplina dei rapporti privati. &nbsp...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - norme integrative e non del cod. Civ. - Norme dei regolamenti edilizi sulle distanze - Finalità - Conseguenze. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. 2, ORDINANZA N. 22054 DEL 11/09/2018 Le norme dei regolamenti edilizi che impongono distanze tra le costruzioni maggiori rispetto a quelle previste dal codice civile o stabiliscono un determinato distacco tra le costruzioni e il confine sono volte non solo a regolare i rapporti di vicinato evitando la formazione di intercapedini dannose, ma anche a soddisfare esigenze di carattere generale, come quella della tutela dell'assetto urbanistico, così che, ai fini del rispetto di tali norme, rileva la distanza in sé, a prescindere dal fatto che gli edifici si fronteggino. &nbsp...
Disciplina urbanistica - Dell'attività costruttiva edilizia - Licenza di costruzione - Art. 28 della legge regionale siciliana n. 21 del 1973 - Deroga alle prescrizioni dell'art. 9, n. 2, del d.m. 2 aprile 1968 per gli edifici separati da una strada pubblica dalle preesistenti costruzioni - Ambito. L'art. 28 della legge regionale siciliana n. 21 del 1973 - secondo cui, nei comuni con popolazione non superiore ai cinquantamila abitanti e nelle frazioni degli altri comuni con popolazione non superiore ai diecimila abitanti, l'edificazione, in presenza di strumenti urbanistici già adottati ma non ancora approvati, è consentita, nel preesistente allineamento stradale, anche in deroga al disposto del punto n. 2 dell'art. 9 del d.m. 2 aprile 1968 n. 2519, che prescrive una distanza minima assoluta di dieci metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti - non può essere interpretato restrittivamente nel senso della possibilità della licenza in deroga soltanto per la costruzione di edifici che una strada pubblica separi dai preesistenti fabbricati. Detta norma, infatti, pur esigendo il rispetto del preesistente allineamento stradale, non prescrive che la deroga debba necessariamente riguardare la distanza tra l'edificio da costruire e quello antistante posto sull'altro lato della via pubblica, per cui deve ritenersi che la licenza in deroga possa essere concessa anche quando l'immobile preesistente e quello da costruire vengano entrambi a trovarsi allineati sullo stesso lato della via pubblica e siano separati tra loro da uno spazio di natura privata. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20959 del 22/08/2018 &nbsp...
Costruzione realizzate in Sicilia prima dell'entrata in vigore delle leggi regionali nn. 19 del 1972 e 21 del 1973 - In comuni sprovvisti di Piani o programmi di fabbricazione - Art. 17 della l. n. 765 del 1967 - Applicabilità - Conseguenze - Incidenza dell'altezza degli edifici sulle distanze legali - Affermazione - Fondamento - Norma integrativa dell'art. 873 c.c. In materia di distanze legali relative a costruzioni realizzate prima dell'entrata in vigore del Programma di fabbricazione del Comune della Regione Sicilia interessato al fenomeno edilizio, e prima dell'entrata in vigore delle leggi regionali siciliane nn. 19 del 1972 e 21 del 1973, si applica la disciplina contenuta nell'art. 17 della l. n. 765 del 1967 (cosiddetta "legge - ponte"), che ha introdotto l'art. 41 "quinquies" della l. n. 1160 del 1942, nella parte in cui stabilisce che la distanza fra edifici vicini non può essere inferiore all'altezza di ciascun fronte degli edifici da costruire, avendo natura di norma integrativa dell'art. 873 c.c. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20959 del 22/08/2018 &nbsp...
Azione per il rispetto delle distanze legali - Accertamento del confine in via incidentale - Mancanza di autonoma domanda di regolamento dei confini - Irrilevanza - Applicazione dell'art. 950, u.c., c.c. - Necessità. La regola stabilita dall'art. 950, ultimo comma, c.c. trova applicazione anche nel caso in cui all'accertamento del confine si proceda in via incidentale, ai fini della verifica del rispetto delle distanze, fuori del tipico processo di regolamento di confini previsto nel citato articolo, sicchè il giudice deve rilevare la sussistenza di una eventuale difformità tra il confine catastale e quello risultante dallo stato dei luoghi, da privilegiarsi rispetto alle mere risultanze delle mappe catastali, anche in mancanza di una domanda di regolamento dei confini. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20691 del 09/08/2018 &nbsp...
Art. 905 c.c. - Distanze per l'apertura di vedute - Correlazione con l'art. 873 c.c. - Esclusione - Fondamento - Conseguenze - Integrazione dell'art. 905 c.c. mediante regolamenti locali in tema di distanze nelle costruzioni - Esclusione. L'art. 905 c.c., che salvaguarda il fondo finitimo dalle indiscrezioni attuabili mediante l'apertura di vedute negli edifici vicini al fine di proteggere interessi esclusivamente privati, non ha correlazione alcuna con l'art. 873 c.c. che, diretto a tutelare, evitando la formazione di intercapedini dannose, interessi generali di igiene, decoro e sicurezza negli abitati, consente agli enti locali di stabilire distanze maggiori secondo una valutazione particolare dei detti interessi collettivi. Ne consegue che non vi è spazio per una integrazione della previsione dell'art. 905 c.c. con quelle eventuali più restrittive in tema di distanze tra costruzioni contenute nei regolamenti locali, deponendo in tal senso anche l'assenza nel testo della norma di un rinvio – che è, invece, contemplato nell'art. 873 c.c. – ai regolamenti in questione. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 15070 del 11/06/2018 &nbsp...
Decorrenza termine per usucapione - Ricostruzione di fabbricato preesistente - Identità fra precedente e nuova struttura - Onere della prova - Ripartizione fra le parti - Fattispecie. In tema di violazioni delle distanze legali, il proprietario che lamenti la realizzazione di un manufatto su un fondo limitrofo a distanza non regolamentare deve dare prova solo del fatto della costruzione e di quello della dedotta violazione, mentre il convenuto, che affermi di avere acquisito per usucapione il diritto di mantenere il suo fabbricato a distanza inferiore a quella legale per avere ricostruito un edificio preesistente "in loco", deve dimostrare la sussistenza degli elementi costitutivi dell'acquisto a titolo originario, vale a dire la presenza per il tempo indicato dalla legge del manufatto nella stessa posizione e l'assoluta identità fra la nuova e la vecchia struttura. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 15041 del 11/06/2018 &nbsp...
Nuova costruzione realizzata in sostituzione di precedente - Differenza dalla semplice ricostruzione - Entità della modifica di volume e superficie - Irrilevanza - Conseguenze in tema di rispetto delle distanze legali - Fattispecie. Nell'ambito delle opere edilizie - anche alla luce dei criteri di cui all'art. 31, comma 1, lettera d), della legge n. 457 del 1978 (oggi art. 3 del d.P.R. n. 380 del 2001) - la semplice "ristrutturazione" si verifica ove gli interventi, comportando modificazioni esclusivamente interne, abbiano interessato un edificio del quale sussistano e rimangano inalterate le componenti essenziali, quali i muri perimetrali, le strutture orizzontali, la copertura, mentre è ravvisabile la "ricostruzione" allorché dell'edificio preesistente siano venute meno, per evento naturale o per volontaria demolizione, dette componenti, e l'intervento si traduca nell'esatto ripristino delle stesse operato senza alcuna variazione rispetto alle originarie dimensioni dell'edificio, e, in particolare, senza aumenti della volumetria. In presenza di tali aumenti, si verte, invece, in ipotesi di "nuova costruzione", come tale sottoposta alla disciplina in tema di distanze vigente al momento della medesima. (Nella specie, la S.C. ha qualificato come nuova costruzione un edificio che presentava, rispetto a quello preesistente, un lieve incremento della superficie ed un possibile modesto aumento del volume). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 15041 del 11/06/2018 &nbsp...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - azione giudiziaria per il rispetto delle - poteri del giudice - risarcimento del danno - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 14294 del 04/06/2018
Liquidazione del danno in caso di demolizione dell'opera - Riferimento al pregiudizio transitorio e non al diminuito valore di mercato - Necessità - Fondamento. In tema di violazione delle distanze legali, ove sia disposta la demolizione dell'opera illecita, il risarcimento del danno va computato tenendo conto della temporaneità della lesione del bene protetto dalle norme non rispettate e non del valore di mercato dell'immobile, diminuito per effetto della detta violazione, poiché tale pregiudizio è suscettibile di eliminazione. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 14294 del 04/06/2018...
Criterio della prevenzione (costruzione sul confine o con distacco) - regolamenti edilizi (incidenza) - Deroga al principio della prevenzione - Condizioni - Limiti. In materia di distanze tra costruzioni, la pur consentita deroga convenzionale al diritto di prevenzione non può validamente attuarsi mediante espressa o implicita disapplicazione delle distanze prescritte dai regolamenti locali, al riguardo imprescindibilmente vincolanti, onde colui che rinuncia alla facoltà di fabbricare in appoggio o in aderenza ad una preesistente costruzione resta per ciò stesso obbligato ad arretrare il proprio fabbricato sino alle anzidette distanze. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 12134 del 17/05/2018 &nbsp...
Esistenza di un fabbricato sul confine avente il muro perimetrale finestrato - Realizzazione di costruzione da parte del proprietario confinante sul proprio terreno - Obbligo di rispettare la distanza di dieci metri - Sussistenza - Facoltà di costruire in aderenza - Esclusione. Ai sensi dell'art. 9 del d.m. n. 1444 del 1968, nel caso di esistenza, sul confine tra due fondi, di un fabbricato avente il muro perimetrale finestrato, il proprietario dell'area confinante che voglia, a sua volta, realizzare una costruzione sul suo terreno deve mantenere il proprio edificio ad almeno dieci metri dal muro altrui, con esclusione, nel caso considerato, della possibilità di esercizio della facoltà di costruire in aderenza. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 11685 del 14/05/2018 &nbsp...
Criterio della prevenzione (costruzione sul confine o con distacco) - regolamenti edilizi (incidenza) - Deroga dello strumento urbanistico al criterio della prevenzione - Condizioni - Costruzioni in aderenza o in appoggio - Portata. Il criterio della prevenzione, previsto dagli artt. 873 e 875 c.c., è derogato dal regolamento comunale edilizio allorché questo fissi la distanza non solo tra le costruzioni, ma anche delle stesse dal confine, salvo che lo stesso consenta ugualmente le costruzioni in aderenza o in appoggio, nel qual caso il primo costruttore ha la scelta tra l'edificare a distanza regolamentare e l'erigere la propria fabbrica fino ad occupare l'estremo limite del confine medesimo, ma non anche quella di costruire a distanza inferiore dal confine, poiché detta prescrizione ha lo scopo di ripartire tra i proprietari confinanti l'onere della creazione della zona di distacco. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 11664 del 14/05/2018 &nbsp...
Distanze ex art. 9 D.M. n. 1444 del 1968 - Deroga prevista dal piano regolatore per le lottizzazioni convenzionate - Appartenenza alla lottizzazione di entrambe le costruzioni - Necessità. La deroga, contemplata all'art. 9, ultimo comma, del d.m. 4 aprile 1968 n. 1444, che consente ai Comuni di prescrivere distanze tra costruzioni inferiori a quelle previste dalla normativa statale riguarda esclusivamente le distanze su fondi che siano inclusi in un medesimo piano particolareggiato o per costruzioni facenti parte della medesima lottizzazione convenzionata. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 26354 del 07/11/2017 &nbsp...
Distanze tra costruzioni - Appartenenza dello spazio intermedio a soggetto terzo - Irrilevanza. Le norme sulle distanze tra le costruzioni, integrative di quelle contenute nel codice civile, devono essere applicate indipendentemente dalla destinazione dello spazio intermedio che ne risulti e prescindendo dall'appartenenza di tale spazio a terzi. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 25890 del 31/10/2017 &nbsp...
Violazione delle norme sulle distanze tra edifici - Spostamento della costruzione a distanza legale - Limiti all'esecuzione forzata ex art. 2933, comma 2, c.c. - Esclusione - Fondamento. L'art. 2933, comma 2, c.c., che limita l'esecuzione forzata degli obblighi di non fare, vietando la distruzione della cosa che sia di pregiudizio all'economia nazionale, va riferito alle sole fonti di produzione o distribuzione della ricchezza dell'intero paese e, pertanto, non è invocabile per evitare lo spostamento di una costruzione alla distanza prescritta dalle norme in materia, comportando la persistenza di detta costruzione, al contrario, una lesione di pur rilevanti interessi individuali. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 25890 del 31/10/2017 &nbsp...
Proprieta' - limitazioni legali della proprieta' - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - norme integrative e non del cod. Civ. - Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 20357 del 24/08/2017
Regolamenti edilizi – Natura normativa - Interpretazione – Applicazione delle regole dell’ermeneutica legislativa in luogo di quelle di interpretazione del contratto – Persistente incertezza sul significato del regolamento – Applicazione dell’art. 1367 c.c. – Esclusione. I regolamenti edilizi sono espressione di una potestà normativa secondaria in quanto disciplinano tipi di rapporti giuridici mediante una regolazione attuativa od integrativa della legge, ma ugualmente innovativa rispetto all'ordinamento giuridico esistente. Ne consegue che la relativa interpretazione non va condotta secondo i criteri di ermeneutica contrattuale, ma secondo quelli dettati dall'art. 12 delle preleggi, dovendosi escludere, in particolare, che in caso di ulteriori incertezze possa farsi ricorso alla regola interpretativa dettata in ambito contrattuale dall'art. 1367 c. c.. Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 20357 del 24/08/2017 &nbsp...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - norme integrative e non del cod. Civ. - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 20357 del 24/08/2017
Regolamenti edilizi – Natura normativa - Interpretazione – Applicazione delle regole dell’ermeneutica legislativa in luogo di quelle di interpretazione del contratto – Persistente incertezza sul significato del regolamento – Applicazione dell’art. 1367 c.c. – Esclusione. I regolamenti edilizi sono espressione di una potestà normativa secondaria in quanto disciplinano tipi di rapporti giuridici mediante una regolazione attuativa od integrativa della legge, ma ugualmente innovativa rispetto all'ordinamento giuridico esistente. Ne consegue che la relativa interpretazione non va condotta secondo i criteri di ermeneutica contrattuale, ma secondo quelli dettati dall'art. 12 delle preleggi, dovendosi escludere, in particolare, che in caso di ulteriori incertezze possa farsi ricorso alla regola interpretativa dettata in ambito contrattuale dall'art. 1367 c. c.. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 20357 del 24/08/2017 &nbsp...
Muro sopraelevato su fabbricato a delimitazione della terrazza di copertura - Natura - Muro di cinta - Esclusione - Fondamento. Il muro di cinta, da non considerare per il computo delle distanze nelle costruzioni, ai sensi dell'art. 878 c.c., è solo quello con facce emergenti dal suolo che, essendo destinato alla demarcazione della linea di confine ed alla separazione dei fondi, si presenti separato da ogni altra costruzione e, pertanto, esula da tale nozione il muro eretto in sopraelevazione di un fabbricato, a delimitazione di una terrazza di copertura di questo, posto che un simile manufatto non si configura separato dall'edificio cui inerisce e resta nel medesimo incorporato. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8922 del 06/04/2017 &nbsp...
Distanze tra le costruzioni – Previsione dell’area di distacco – “Ratio” – Conseguenze. Nella disciplina sulle distanze legali la previsione di un'area di distacco mira ad assicurare il rispetto delle distanze tra fabbricati edificati su fondi finitimi appartenenti a diversi proprietari, sicché è legittima, dal punto di vista privatistico, la realizzazione di costruzioni ad una distanza inferiore a quella legale o regolamentare sul fondo di un unico proprietario. Corte di Cassazione Sez. 2 , Sentenza n. 6855 del 16/03/2017 &nbsp...
Azione volta al rispetto della normativa sulle distanze da costruzioni - Memorie ex art. 183, comma 5 c.p.c. (applicabile "ratione temporis") - Domanda volta alla tutela dei diritti di veduta - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento. Nel giudizio avente ad oggetto la demolizione di un fabbricato, siccome costruito in violazione delle distanze tra costruzioni, è inammissibile, in quanto nuova, la domanda, proposta con le memorie di cui all'art. 183, comma 5, c.p.c. (nel testo applicabile "ratione temporis"), concernente la violazione della distanza da veduta, trattandosi di domande diverse, l’una diretta ad evitare la formazione di intercapedini dannose (art. 873 c.c), l’altra a tutelare il proprietario del bene dall'indiscrezione del vicino (art. 907 c.c.). Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 10622 del 28/04/2017 &nbsp...
Terreni separati da un fosso - Erezione di un muro sulla relativa linea di mezzeria - "Actio negatoria servitutis" - Inapplicabilità della normativa sulle distanze, stante la natura demaniale del fosso - Rilevabilità di ufficio - Fondamento - Conseguenze. In tema di “negatoria servitutis” avente ad oggetto la violazione delle disposizioni in materia di distanze tra fondi finitimi, conseguente all’erezione di un muro sulla linea di mezzeria di un fosso che separa due terreni, la deduzione concernente la natura demaniale del fosso stesso integra una mera difesa, rilevabile d’ufficio, inerendo alla sussistenza degli elementi costitutivi del diritto azionato, sicché, ove sollevata in appello, la relativa eccezione non è tardiva, ostando l’art. 345, comma 2, c.p.c. alla proposizione delle sole eccezioni in senso stretto. Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 9913 del 19/04/2017 &nbsp...
Terreni separati da un fosso - Erezione di un muro sulla relativa linea di mezzeria - "Actio negatoria servitutis" - Inapplicabilità della normativa sulle distanze, stante la natura demaniale del fosso - Rilevabilità di ufficio - Fondamento - Conseguenze. Proprieta' - azioni a difesa della proprieta' - negatoria (nozioni, distinzioni) - prova In genere. Proprieta' - limitazioni legali della proprieta' - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - nelle costruzioni - costruzioni (nozione, caratteri, distinzioni) - su terreni non finitimi In genere. In tema di “negatoria servitutis” avente ad oggetto la violazione delle disposizioni in materia di distanze tra fondi finitimi, conseguente all’erezione di un muro sulla linea di mezzeria di un fosso che separa due terreni, la deduzione concernente la natura demaniale del fosso stesso integra una mera difesa, rilevabile d’ufficio, inerendo alla sussistenza degli elementi costitutivi del diritto azionato, sicché, ove sollevata in appello, la relativa eccezione non è tardiva, ostando l’art. 345, comma 2, c.p.c. alla proposizione delle sole eccezioni in senso stretto. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9913 del 19/04/2017 &nbsp...
Proprieta' - limitazioni legali della proprieta' - rapporti di vicinato - muro - muro di cinta - distanze - Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 8922 del 06/04/2017
Muro sopraelevato su fabbricato a delimitazione della terrazza di copertura - Natura - Muro di cinta - Esclusione - Fondamento. Il muro di cinta, da non considerare per il computo delle distanze nelle costruzioni, ai sensi dell'art. 878 c.c., è solo quello con facce emergenti dal suolo che, essendo destinato alla demarcazione della linea di confine ed alla separazione dei fondi, si presenti separato da ogni altra costruzione e, pertanto, esula da tale nozione il muro eretto in sopraelevazione di un fabbricato, a delimitazione di una terrazza di copertura di questo, posto che un simile manufatto non si configura separato dall'edificio cui inerisce e resta nel medesimo incorporato. Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 8922 del 06/04/2017 &nbsp...
Distanze tra le costruzioni - Predeterminazione generale ed astratta - Carattere cogente - Violazione - Conseguenze. Le distanze fra le costruzioni sono predeterminate con carattere cogente in via generale ed astratta, in considerazione delle esigenze collettive connesse ai bisogni di igiene e di sicurezza, di guisa che al giudice non è lasciato alcun margine di discrezionalità nell'applicazione della disciplina in materia per equo contemperamento degli appositi interessi. Pertanto, in caso di costruzione realizzata senza l'osservanza delle distanze legali o regolamentari, il giudice deve ordinare incondizionatamente la riduzione in pristino, ancorché questa possa incidere sulle parti dell'edificio regolari. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8691 del 04/04/2017 &nbsp...
Proprieta' - limitazioni legali della proprieta' - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - nelle costruzioni - in genere - Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 6855 del 16/03/2017
Distanze tra le costruzioni – Previsione dell’area di distacco – “Ratio” – Conseguenze. Nella disciplina sulle distanze legali la previsione di un'area di distacco mira ad assicurare il rispetto delle distanze tra fabbricati edificati su fondi finitimi appartenenti a diversi proprietari, sicché è legittima, dal punto di vista privatistico, la realizzazione di costruzioni ad una distanza inferiore a quella legale o regolamentare sul fondo di un unico proprietario. Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 6855 del 16/03/2017 &nbsp...
Proprieta' - limitazioni legali della proprieta' - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - nelle costruzioni - criterio della prevenzione (costruzione sul confine o con distacco) - in genere - Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 5874 del
Fondi separati da una striscia di terreno appartenente a terzi - Principio della prevenzione - Applicabilità - Esclusione – Fondamento. Nell'ipotesi di fondi non confinanti, perché separati da una striscia di terreno di proprietà di un terzo e di larghezza inferiore alla distanza minima legale, non opera il principio della prevenzione, non essendo oggettivamente configurabile l'ipotesi di una costruzione "sul confine”, giacché quella eretta sulla demarcazione tra ciascun fondo e lo spazio intermedio si presenta, rispetto all'altro fondo, come distaccata dal confine medesimo, e trova piuttosto applicazione la disciplina delle costruzioni "con distacco". Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 5874 del 08/03/2017 &nbsp...
Proprieta' - limitazioni legali della proprieta' - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - nelle costruzioni - in genere - Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 4190 del 16/02/2017
Costruzioni preesistenti - Nozione – Conseguenze. In virtù della "ratio" dell'art. 873 c.c., volto ad evitare la formazione di intercapedini dannose, nella nozione di "costruzione", rispetto alle quali il secondo costruttore può edificare in aderenza o a distanza legale, rientra ogni opera edilizia che, oltre a presentare carattere di consistenza e stabilità, emerga in modo sensibile al di sopra del livello del suolo, sicché la mancanza di destinazione o di utilità economica di un manufatto (nella specie: rudere di un fabbricato) non esonera dall'osservanza, rispetto ad esso, della distanza suddetta. Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 4190 del 16/02/2017 &nbsp...
Azione di manutenzione – “Animus turbandi” – Configurabilità. L'"animus turbandi", per l'esperibilità dell'azione di manutenzione del possesso di un edificio molestato dalla violazione delle distanze legali, non è escluso dall'ottenimento della concessione edilizia da parte dell'autore della turbativa, rilasciata con salvezza dei diritti dei terzi; tale elemento psicologico, inoltre, deve presumersi ogni volta che si dimostrino gli estremi della turbativa, restando irrilevante anche l'eventuale convincimento dell'autore del fatto di esercitare un proprio diritto. Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 3901 del 14/02/2017 &nbsp...
Proprietà - Limitazioni legali della proprietà - Rapporti di vicinato - Norme di edilizia - Violazione - Effetti - Demolizione ed ordine di riduzione in pristino - Domanda di riduzione in pristino - Compiti del giudice - Accertamento della violazione sotto ogni profilo - Obbligatorietà - Portata - Mancata specificazione nella domanda di tutte le conseguenze derivanti dalla violazione lamentata - Applicazione d'ufficio di tutte le sanzioni previste - Ultrapetizioni – Esclusione. In tema di distanze legali nelle costruzioni, il giudice, di fronte ad una domanda di riduzione in pristino di opere eseguite in contrasto con le prescrizioni vigenti, deve verificare la sussistenza delle lamentate violazioni sotto ogni profilo, alla stregua di criteri normativi identificabili ed applicabili d'ufficio, e, pertanto, non incorre nel vizio di ultrapetizione ove applichi integralmente la disciplina sanzionatoria delle violazioni accertate, ancorché la domanda non abbia fatto specifico riferimento a tutte le conseguenze derivanti dalla violazione delle prescrizioni predette Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 3889 del 14/02/2017 &nbsp...
Mantenimento di una costruzione a distanza inferiore a quella legale - Acquisto della relativa servitù per usucapione - Ammissibilità - Abusività della costruzione - Rilevanza - Esclusione - Fondamento. È ammissibile l'acquisto per usucapione di una servitù avente ad oggetto il mantenimento di una costruzione a distanza inferiore a quella fissata dal codice civile o dai regolamenti e dagli strumenti urbanistici, anche nel caso in cui la costruzione sia abusiva, atteso che il difetto della concessione edilizia esaurisce la sua rilevanza nell'ambito del rapporto pubblicistico, senza incidere sui requisiti del possesso "ad usucapionem". Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 1395 del 19/01/2017...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - costruzioni in località sismiche – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 23231 del 15/11/2016
Costruzioni in aderenza realizzate in violazione dell'art. 9 della l. n. 1684 del 1962 - Azione volta alla eliminazione dello stato di pericolo mediante idonei interventi o con riduzione in pristino - Esperibilità - Riparto dell'onere della prova. In materia di edilizia nelle zone sismiche, qualora sia eseguita una costruzione in aderenza senza rispettare le prescrizioni dettate dall'art. 9, della l. n. 1684 del 1962, il proprietario dell'edificio contiguo ha diritto di chiedere l'eliminazione dello stato di pericolo derivante dalla presumibile instabilità del suo immobile, mediante idonei interventi o, se ciò non sia tecnicamente possibile, con la riduzione in pristino, gravando sulla parte interessata ad evitare la demolizione l'onere di provare l'esistenza degli accorgimenti tecnici che consentano la messa in sicurezza della costruzione, scongiurandone l'abbattimento. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 23231 del 15/11/2016 &nbsp...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - norme integrative e non del cod. Civ. – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 21755 del 27/10/2016
Programma di fabbricazione - Natura - Efficacia integrativa del regolamento edilizio - Sussistenza - Effetti sul piano di lottizzazione. Il programma di fabbricazione ha natura di atto normativo regolatore a carattere generale, integrativo del regolamento edilizio a decorrere dalla sua pubblicazione mediante affissione nell'albo pretorio, e, fino all'approvazione del piano regolatore generale, rappresenta lo strumento tipico e normale di sistemazione urbanistica e del territorio, sicchè i vincoli imposti dallo stesso perimetrano il piano di lottizzazione che, ove se ne discosti, risulta adottato in deroga del primo, senza il rispetto delle modalità di approvazione cui quest'ultimo soggiace. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 21755 del 27/10/2016 &nbsp...
Contraddittorio integro, in primo grado, solo rispetto alla domanda riconvenzionale e non anche a quella principale - Autonomia delle domande - Rimessione al primo giudice di entrambe le domande - Esclusione - Fattispecie. In presenza di due domande autonome tra loro, una soltanto delle quali decisa in primo grado in violazione del principio del contraddittorio, per essere stato pretermesso un litisconsorte necessario, il giudice d'appello deve disporre la separazione delle cause e rimettere al giudice di primo grado unicamente quella rispetto alla quale si è verificato il detto vizio. (Nella specie, la S.C. ha annullato la decisione di merito che, in presenza di due domande, principale e riconvenzionale, volte alla demolizione di fabbricati eretti a distanza non legale, aveva rimesso entrambe al giudice di primo grado, nonostante solo la prima fosse stata esaminata a contraddittorio non integro, perché proposta nei confronti di uno solo dei comproprietari dell'immobile e difettasse, al contempo, la prova che le distanze tra gli edifici fossero reciprocamente condizionate). Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 19210 del 28/09/2016 &nbsp...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - nelle costruzioni - calcolo - punti di riferimento - sporti - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 18282 del 19/09/2016
Sporti - Definizione - Elementi a funzione esclusivamente ornamentale - Incidenza sulle distanze legali - Esclusione - Sporgenze a carattere non ornamentale - Corpi di fabbrica - Incidenza sulle distanze legali - Sussistenza - Condizioni. In tema di distanze legali fra edifici, rientrano nella categoria degli sporti, non computabili ai fini delle distanze, soltanto quegli elementi con funzione meramente ornamentale, di rifinitura od accessoria (come le mensole, le lesene, i cornicioni, le canalizzazioni di gronda e simili), mentre costituiscono corpi di fabbrica, computabili ai predetti fini, le sporgenze degli edifici aventi particolari proporzioni, come i balconi, costituite da solette aggettanti anche se scoperte, di apprezzabile profondità ed ampiezza. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 18282 del 19/09/2016 &nbsp...
Domanda per violazione della distanza da costruzione e domanda per violazione della distanza da veduta - Diversità - Fondamento - Conseguenze. La disciplina sulle distanze delle costruzioni dalle vedute, di cui all'art. 907 c.c., ha natura giuridica, presupposti di fatto e contenuto precettivo diversi da quella delle distanze tra costruzioni, di cui all'art. 873 c.c., poiché la prima mira a tutelare il proprietario del bene dall'indiscrezione del vicino, mentre la seconda è volta ad evitare la formazione di intercapedini dannose, sicché incorre nel vizio di extrapetizione il giudice che, a fronte di una domanda che denuncia la violazione delle distanze tra le costruzioni, condanni il convenuto per la violazione dell'art. 873 c.c. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 16808 del 09/08/2016 &nbsp...
"Ius superveniens" - Più favorevole al costruttore - Idoneità a precludere l'esecuzione fondata su titolo giudiziale costituito da provvedimento passato in giudicato - Esclusione - Ragioni. In materia di distanze nelle costruzioni, il principio secondo il quale lo "ius superveniens" più favorevole per il costruttore rende legittimo l'edificio sorto in violazione della normativa in vigore al momento della sua ultimazione, fermo il diritto del vicino al risarcimento del danno, non si applica in presenza di una sentenza passata in giudicato che abbia accertato la violazione, giacché la nuova normativa - a meno che non affermi espressamente di voler incidere sui giudicati - non può avere effetto sulla statuizione demolitoria che deve essere eseguita in forza del giudicato. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 12987 del 23/06/2016 &nbsp...
Limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali nelle costruzioni - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 11052 del 27/05/2016
Servitù costituita dal mantenimento di una opera a distanza illegale - Usucapione - Possesso utile - Decorrenza - Criteri. Al fine della determinazione del "dies a quo" per l'usucapione del diritto di servitù costituito dal mantenimento di una determinata opera a distanza illegale deve farsi riferimento non al momento di inizio della costruzione bensì a quello nel quale questa sia venuta ad esistenza, mercé la realizzazione di elementi strutturali ed essenziali, idonei a rivelare anche al titolare del fondo servente l'esistenza di uno stato di fatto coincidente con l'esercizio di un diritto reale di servitù. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 11052 del 27/05/2016 &nbsp...
Limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - nelle costruzioni - costruzioni - in genere (nozione, caratteri, distinzioni) – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 11049 del 27/05/2016
Ristrutturazione - Sopraelevazione - Nuova costruzione - Altezza dell'edificio - Modalità di verifica. Ai fini del computo delle distanze, nell'ipotesi di ristrutturazione con sopraelevazione di un fabbricato preesistente, l'altezza del nuovo edificio va calcolata considerando non la linea di gronda, ma quella di colmo (data dalla retta d'intersezione tra le due falde piane di un tetto inclinato), salvo l'ipotesi in cui il rialzo del sottotetto sia funzionale alla sola allocazione d'impianti tecnici non altrimenti situabili, trattandosi in questo caso di un mero volume tecnico non rilevante. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 11049 del 27/05/2016 &nbsp...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - nelle costruzioni - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 11052 del 27/05/2016
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - nelle costruzioni - costruzioni - in genere (nozione, caratteri, distinzioni) – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 11049 del 27/05/2016
proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - in genere – Corte di Cassazione Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10005 del 15/05/2015
Domanda diretta al rispetto delle distanze legali - Natura di "negatoria servitutis" - Assoggettabilità a trascrizione - Sussistenza. Corte di Cassazione Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10005 del 15/05/2015 La domanda diretta a denunziare la violazione della distanza legale da parte del proprietario del fondo vicino e ad ottenere l'arretramento della sua costruzione, tendendo a salvaguardare il diritto di proprietà dell'attore dalla costituzione di una servitù di contenuto contrario al limite violato e ad impedirne tanto l'esercizio attuale, quanto il suo acquisto per usucapione, ha natura di "actio negatoria servitutis" ed è, pertanto, soggetta a trascrizione ai sensi sia dell'art. 2653 n. 1 cod. civ., che, essendo suscettibile di interpretazione estensiva, è applicabile anche alle domande dirette all'accertamento negativo dell'esistenza di diritti reali di godimento, sia del successivo n. 5, che dichiara trascrivibili le domande che interrompono il corso dell'usucapione su beni immobili. Corte di Cassazione Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10005 del 15/05/2015 &nbsp...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - nelle costruzioni - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10873 del 25/05/2016
Trasformazione di finestra in porta finestra - Nuova costruzione - Esclusione - Conseguenza - Art. 873 c.c. - Inapplicabilità. La ristrutturazione edilizia, consistente nella trasformazione di una finestra in porta finestra per l'accesso ad un preesistente lastrico solare, non comporta aumenti di superficie o di volume e, dunque, non configura una nuova costruzione, sicché è inapplicabile la disciplina in tema di distanze ex art. 873 c.c. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10873 del 25/05/2016 &nbsp...
Limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - nelle costruzioni - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10873 del 25/05/2016
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - regolamenti edilizi comunali - distacchi tra le costruzioni - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10872 del 25/05/2016
Determinazione delle distanze tra fabbricati in relazione alle altezze - Estensione in elevazione - Parti escluse - Individuazione. In tema di limiti legali della proprietà, qualora la concreta determinazione della distanza tra costruzioni sia riferita all'altezza dei fabbricati, il relativo computo concerne l'intera estensione, in elevazione, della costruzione, sì da ricomprendere ogni parte che concorra a realizzare un maggior volume concretamente abitabile ed una conseguente compressione di quei beni (luminosità, salubrità, igiene) che le norme dei regolamenti edilizi intendono tutelare, restando sottratte all'osservanza di tale distanza le sole parti aventi natura ornamentale ovvero meramente funzionale rispetto alla struttura dell'immobile. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10872 del 25/05/2016 &nbsp...
Limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - regolamenti edilizi comunali - distacchi tra le costruzioni - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10872 del 25/05/2016
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - regolamenti edilizi comunali - distacchi tra le costruzioni - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10872 del 25/05/2016
proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - nelle costruzioni - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 17692 del 29/07/2009
Piani regolatori generali - Regolamenti edilizi con annessi programmi di fabbricazione - Momento determinante della loro efficacia di fonti integrative del codice civile - Pubblicazione mediante affissione all'albo pretorio dopo l'approvazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 17692 del 29/07/2009 I piani regolatori generali e i regolamenti edilizi con annessi programmi di fabbricazione, per diventare esecutivi ed acquistare efficacia normativa, devono, dopo l'approvazione, essere portati a conoscenza dei destinatari nei modi di legge, ossia mediante pubblicazione da eseguirsi con affissione all'albo pretorio, essendo tale pubblicazione condizione necessaria per l'efficacia e l'obbligatorietà dello strumento urbanistico. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 17692 del 29/07/2009 &nbsp...
Successione nel tempo di norme edilizie - Norme successive più restrittive - Costruzioni già sorte all'epoca della loro entrata in vigore - Inapplicabilità - Sopravvenienza di nuove norme meno restrittive - Immediata applicabilità - Limiti - Effetti. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14446 del 15/06/2010 I regolamenti edilizi in materia di distanze tra costruzioni contengono norme di immediata applicazione, salvo il limite, nel caso di norme più restrittive, dei cosiddetti "diritti quesiti" (per cui la disciplina più restrittiva non si applica alle costruzioni che, alla data dell'entrata in vigore della normativa, possano considerarsi "già sorte"), e, nel caso di norme più favorevoli, dell'eventuale giudicato formatosi sulla legittimità o meno della costruzione. Ne consegue la inammissibilità dell'ordine di demolizione di costruzioni che, illegittime secondo le norme vigenti al momento della loro realizzazione, tali non siano più alla stregua delle norme vigenti al momento della decisione, salvo, ove ne ricorrano le condizioni, il diritto al risarcimento dei danni prodottisi "medio tempore", ossia di quelli conseguenti alla illegittimità della costruzione nel periodo compreso tra la sua costruzione e l'avvento della nuova disciplina. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14446 del 15/06/2010 &nbsp...
Norme di salvaguardia della regione in attuazione dell'art. 17 della l. n. 765 del 1967 - Inderogabilità con riferimento al limite minimo - Art. 1 del d.p.g.r. Sardegna n. 9743-271 del 1977. In tema di distacchi tra costruzioni, le norme di salvaguardia dettate dalla Regione, in attuazione del disposto dell'art. 17 della l. n. 765 del 1967, sono inderogabili e cogenti unicamente in ordine al limite minimo di distanza tra edifici e sostituiscono le previsioni degli strumenti urbanistici locali solo se queste siano meno restrittive, mentre non comportano modificazione delle norme regolamentari edilizie preesistenti che impongono distacchi tra costruzioni maggiori e più ampi di quel limite, sicché, l'art. 1 del d.p.g.r. Sardegna n. 9743-271 del 1977, avendo carattere cogente solo in ordine all'osservanza del limite minimo di distanza tra costruzioni, comporta modificazioni alla corrispondente norma del regolamento locale preesistente solo quando quest'ultima si ponga in contrasto con tale limite fissando criteri meno restrittivi. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10271 del 18/05/2016 &nbsp...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - nelle costruzioni - criterio della prevenzione (costruzione sul confine o con distacco) - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 9646 del 11/05/2016
Sopraelevazione sopravvenuta d edificio preesistente - Qualificazione - Nuova costruzione - Conseguenze - Diritto di prevenzione caratterizzante le costruzioni originarie - Inapplicabilità - Obbligo di rispettare la normativa sulle distanze vigente al momento della sopraelevazione - Sussistenza. In tema di rispetto delle distanze legali tra costruzioni, la sopraelevazione di un edificio preesistente, determinando un incremento della volumetria del fabbricato, va qualificata come nuova costruzione, sicché deve rispettare la normativa sulle distanze vigente al momento della sua realizzazione, non potendosi automaticamente giovare del diritto di prevenzione caratterizzante la costruzione originaria, che si esaurisce con il completamento, strutturale e funzionale, di quest'ultima. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 9646 del 11/05/2016 &nbsp...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - nelle costruzioni - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9649 del 11/05/2016
Presupposti - Immobili fronteggianti - Necessità - Misurazioni in modo lineare e non radiale - Necessità. In tema di limitazioni legali alla proprietà, l'art. 873 c.c., la cui finalità consiste nell'evitare intercapedini dannose, si applica solo all'ipotesi di fabbricati che, sorgendo da bande opposte rispetto alla linea di confine, si fronteggiano, anche solo in minima parte, onde la distanza tra gli stessi va misurata in modo lineare e non, come invece previsto in materia di vedute, in modo radiale. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9649 del 11/05/2016 &nbsp...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - nelle costruzioni - criterio della prevenzione (costruzione sul confine o con distacco) - in genere - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9646 del 11/05/
Sopraelevazione sopravvenuta d edificio preesistente - Qualificazione - Nuova costruzione - Conseguenze - Diritto di prevenzione caratterizzante le costruzioni originarie - Inapplicabilità - Obbligo di rispettare la normativa sulle distanze vigente al momento della sopraelevazione - Sussistenza. In tema di rispetto delle distanze legali tra costruzioni, la sopraelevazione di un edificio preesistente, determinando un incremento della volumetria del fabbricato, va qualificata come nuova costruzione, sicché deve rispettare la normativa sulle distanze vigente al momento della sua realizzazione, non potendosi automaticamente giovare del diritto di prevenzione caratterizzante la costruzione originaria, che si esaurisce con il completamento, strutturale e funzionale, di quest'ultima. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9646 del 11/05/2016 &nbsp...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - nelle costruzioni - criterio della prevenzione (costruzione sul confine o con distacco) - in genere - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9646 del 11/05/2016
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - nelle costruzioni - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9649 del 11/05/2016
proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - nelle costruzioni - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 19530 del 07/10/2005
Costruzione - Nozione - Esclusiva desumibilità della legge statale - Possibilità di deroga da parte dei regolamenti locali - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 19530 del 07/10/2005 La nozione di costruzione, agli effetti dell'art.873 cod. civ., è unica e non può subire deroghe, sia pure al limitato fine del computo delle distanze legali, da parte delle norme secondarie, in quanto il rinvio contenuto nella seconda parte del suddetto articolo ai regolamenti locali è circoscritto alla sola facoltà di stabilire una " distanza maggiore " (in applicazione di questo principio, è stata cassata la sentenza del giudice di merito che, sulla base di una disposizione del regolamento edilizio comunale, aveva negato la qualità di costruzione ad un determinato manufatto). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 19530 del 07/10/2005 &nbsp...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - nelle costruzioni - edifici non soggetti all'obbligo delle distanze - costruzioni della p.a. – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 2863 del 12/02/2016
Costruzioni sul suolo pubblico - Piano comunale di localizzazione derogatorio del d.m. n. 1444 del 1968 - Legittimità - Fondamento - Fattispecie in tema di edicola realizzata su marciapiede. In tema di distanze legali, è legittimo un piano comunale di localizzazione che, relativamente alle rivendite di giornali poste sulla via pubblica, deroghi, in riduzione, alle prescrizioni dell'art. 9, del d.m. n. 1444 del 1968, giacché le costruzioni erette su suolo pubblico (nella specie, edicola realizzata su di un marciapiede), in confine con i fondi dei proprietari frontisti, sono soggette solo alle disposizioni delle leggi e dei regolamenti che specificamente le riguardano, ex art. 879, comma 2, c.c., non trovando applicazione la disciplina di cui all'art 873 c.c. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 2863 del 12/02/2016 &nbsp...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - nelle costruzioni - criterio della prevenzione (costruzione sul confine o con distacco) - in genere - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 11448 del 03/06/2015
Mutamento di soluzione costruttiva - Rilevanza - Condizioni e limiti. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 11448 del 03/06/2015 In tema di distanze nelle costruzioni, il principio che la soluzione costruttiva - a distanza legale, in aderenza o in appoggio - può essere mutata ove la situazione lo consenta opera incondizionatamente quando la soluzione originaria sia legittima e non quando il preveniente abbia agito in giudizio per eliminare una situazione illegittima; in tale ultimo caso, l'eccezione riconvenzionale con la quale il convenuto deduca l'intenzione di modificare la costruzione in modo da realizzare una tra le soluzioni legittime nell'ambito del meccanismo della prevenzione non è sufficiente a paralizzare la domanda di demolizione, occorrendo accertare che il proposito del prevenuto sia serio e concretamente realizzabile. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 11448 del 03/06/2015 &nbsp...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10005 del 15/05/2015
Domanda diretta al rispetto delle distanze legali - Natura di "negatoria servitutis" - Assoggettabilità a trascrizione - Sussistenza. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10005 del 15/05/2015 La domanda diretta a denunziare la violazione della distanza legale da parte del proprietario del fondo vicino e ad ottenere l'arretramento della sua costruzione, tendendo a salvaguardare il diritto di proprietà dell'attore dalla costituzione di una servitù di contenuto contrario al limite violato e ad impedirne tanto l'esercizio attuale, quanto il suo acquisto per usucapione, ha natura di "actio negatoria servitutis" ed è, pertanto, soggetta a trascrizione ai sensi sia dell'art. 2653 n. 1 cod. civ., che, essendo suscettibile di interpretazione estensiva, è applicabile anche alle domande dirette all'accertamento negativo dell'esistenza di diritti reali di godimento, sia del successivo n. 5, che dichiara trascrivibili le domande che interrompono il corso dell'usucapione su beni immobili. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10005 del 15/05/2015 &nbsp...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - azione giudiziaria per il rispetto delle - poteri del giudice - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 8935 del 05/05/2015
Potere d'indagine sulla nocività dell'intercapedine - Sussistenza - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 8935 del 05/05/2015 Qualora sia accertata la violazione delle distanze tra costruzioni, è preclusa al giudice ogni indagine sull'idoneità dell'intercapedine ad arrecare il pregiudizio per l'igiene e la salubrità dell'ambiente che le norme sulle distanze intendono impedire, in quanto la legge, imponendo l'osservanza di determinate distanze, ha ritenuto che soltanto queste valgano presuntivamente a soddisfare le esigenze di sicurezza ed igiene. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 8935 del 05/05/2015 &nbsp...
Limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - nelle costruzioni Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 144 del 08/01/2016
Costruzione - Nozione - Esclusiva desumibilità dalla legge statale - Possibilità di deroga da parte dei regolamenti locali - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 144 del 08/01/2016 La nozione di costruzione, agli effetti dell'art. 873 c.c., è unica e non può subire deroghe da parte delle norme secondarie, sia pure al limitato fine del computo delle distanze legali, in quanto il rinvio ivi contenuto ai regolamenti locali è circoscritto alla sola facoltà di stabilire una "distanza maggiore". Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 144 del 08/01/2016 &nbsp...
Limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 144 del 08/01/2016
Distanze legali nelle costruzioni - criterio della prevenzione (costruzione sul confine o con distacco) - in genere - onere della prova. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 144 del 08/01/2016 In tema di distanze fra le costruzioni, incombe a colui che chiede l'arretramento del fabbricato altrui, sul presupposto della preesistenza della propria costruzione, l'onere della prova di avere costruito per primo. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 144 del 08/01/2016 &nbsp...

References: Art.873
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 art. 107
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 art. 879
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 Art. 28
 Art. 17

Art. 905
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 art. 3
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 art. 9
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 art. 2933
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 Sentenza 
 art. 183
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 Sentenza 
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 Sentenza 
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 sentenza 
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 Art. 873
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 Art. 1
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 art. 879
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