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Timestamp: 2019-11-17 07:12:29+00:00

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Artigiani, industrie, negozi, uffici e supermercati | Missione Rumore - Associazione italiana per la difesa dal rumore - Parte 4
Artigiani, industrie, negozi, uffici e supermercati
Impianto di vinificazione
Ultimamente la cantina di fronte alla mia abitazione si e’ ingrandita e ha montato una serie enorme di silos in acciaio inox che probabilmente sono alimentati o refrigerati da frigo compressori che producono rumori 24 ore su 24 sabato e domenica compresi che non ci permettono più di riposare o tenere aperte le finestre. Fino a un anno fa la mia via era un paradiso terrestre campestre ora sembra Porto Marghera. Vane sono state le mie lamentele in comune e con la direzione della cantina. Prego se si può fare qualcosa. Grazie e cordiali saluti. G.T.
Gentile Sig. G.T.,
è nel suo pieno diritto ricevere assistenza nell’accertamento del disturbo da rumore da lei lamentato, da parte sia del Comune che di A.R.P.A.V.
Da quanto letto non apprendo invece le modalità con cui lei si è lamentato; nel caso in cui lo avesse fatto solo verbalmente le consiglio di procedere con lettera raccomandata indirizzata al Comune e per conoscenza all’A.R.P.A.V., con la quale richiederà che vengano effettuate delle rilevazioni fonometriche presso la sua abitazione al fine di accertare il rispetto o meno dei limiti di legge. Le attività produttive infatti devono ottemperare al rispetto di limiti amministrativi (immissione, emissione e differenziale) ai sensi della Legge Quadro sull’Inquinamento Acustico n. 447/1995 e del suo decreto attuativo D.P.C.M. 14/11/1997.
Contestualmente potrà fare anche richiesta, mediante accesso agli atti da protocollare presso gli uffici competenti del Comune, di copia della Documentazione Previsionale di Impatto Acustico che, per le sopra esposte motivazioni, la cantina dovrebbe aver prodotto e, il Comune dovrebbe aver richiesto.
Nel caso in cui A.R.P.A.V., a seguito delle rilevazioni fonometriche, verificasse il non rispetto dei limiti di rumorosità che l’azienda produce, la stessa dovrà porre in essere opportune opere di mitigazione del rumore per le quali, sarà utile controllarne l’efficacia mediante nuove rilevazioni strumentali a fine lavori.
Altra strada percorribile è l’azione giudiziaria il quale limite giurisprudenziale, pari a non più di 3 decibel oltre il rumore di fondo (L95) – art. 844 Codice Civile -, è più protettivo per la persona disturbata da rumore.
Sarà suo onere incaricare un tecnico competente in acustica per eseguire le misurazioni fonometriche in casa sua, sia con sorgente accesa che spenta; il documento sarà così utile per il proseguo dell’iter e potrà consegnarlo ad un suo legale di fiducia, come titolo del disturbo subito. L’azione potrà essere intrapresa anche con un A.T.P. (Accertamento Tecnico Preventivo) da parte di un Tecnico del Tribunale assegnato dal Giudice, art. 696-bis Codice di Procedura Civile “Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite”. Con questo percorso lei avrà dei costi da sostenere, che saranno le parcelle dei professionisti ai quali lei si rivolgerà, quindi spese tecniche e legali.
Missione Rumore raccomanda sempre di accertare prima il disturbo da rumore mediante indagine fonometrica e poi affidare ad un legale il problema riscontrato per tutti gli aspetti giurisprudenziali da mettere in atto.
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Problema Palestra ” Crossfigting “
Sotto il nostro locale commerciale ha aperto una palestra da 6 mesi . Non e’ possibile svolgere normalmente il nostro lavoro di Ottici e fare misurazione della vista in relax . Vibrazioni continue provocate da utilizzo bilanceri fino a 100 kg e musica ad alto volume . Effettuato test ” sismografo ” dal padrone dei locali che ha ingiunto ai proprietari della palestra di spostare le ore di pesistica in altro locale attiguo ma non e’ successo nulla . Abbiamo richiesto di abbassare la musica ( decibel misurati con App del cellulare ….fino a 70 db) ma nulla …. non possiamo svolgere la ns attivita’ con regolarita’ perche’ , causa vibrazioni la clientela pensa ad un ” terremoto ” . Cosa dobbiamo fare ? Come conviene procedere ? Avete una vs filiale a Roma ? Grazie della vs cortese risposta . P.G. Roma
Lei ha tre tipi di azione, anche esperibili contemporanee l’una all’altra:
1- Il primo passo consiste nella richiesta di accesso agli atti in Comune (legge 241/90) al fine di prendere visione ed avere copia della relazione d’impatto acustico (art. 8 della legge quadro sull’inquinamento acustico 447/95) che la palestra deve aver depositato in Comune per ottenere l’autorizzazione di esercizio, con particolare riguardo alla presenza dell’impianto elettroacustico con diffusione di musica nelle sale della palestra. Qualora tale relazione sia mancante nel fascicolo in Comune, dovrete intanto contestare tale inadempienza per far sì che il Comune richieda alla Palestra tale documentazione.
2- Il secondo passo consiste nel richiedere al Comune di ordinare ad A.R.P.A. Lazio (Agenzia Regionale Protezione Ambiente del Lazio) sopralluoghi all’interno del vostro negozio per le misurazioni fonometriche. Il limite massimo del rumore in periodo diurno è la differenza di 5 decibel tra i livelli sonori medi (livello equivalente Leq) con l’attività (pesistica, musica, ecc.) e senza l’attività secondo l’art. 4 del D.P.C.M. 14/11/1997. Occorre assolutamente invitare il Comune a richiedere ad A.R.P.A. Lazio di effettuare sopralluoghi senza preavviso alla Palestra altrimenti il rumore e le vibrazioni dei bilanceri verrebbero artatamente ridotte ed il sopralluogo verrebbe vanificato.
3- La seconda azione possibile è l’azione giudiziaria civile contro il proprietario delle mura della palestra e del Gestore della Palestra, richiedendo al Giudice la nomina di un C.T.U. per controllare il superamento del limite della normale tollerabilità ex art. 844 del codice civile, eventualmente data la gravità anche con un ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c. (presso il Tribunale) oppure un A.T.P. (accertamento tecnico preventivo) ex art. 696 riformato c.p.c..
Prima dell’azione legale, dovrà incaricare un consulente tecnico acustico per eseguire le misurazioni fonometriche nel suo negozio e verificare il superamento della soglia della normale tollerabilità come stabilito dalla giurisprudenza, pari a non più di 3 dB sul rumore di fondo (L95 fast con le sorgenti di rumore spente). Si tratta di un’azione giudiziaria difficile perché spesso “quando arriva il CTU il rumore non c’è più”. La difficolta principale consiste nella soluzione del problema del C.T.U. che dovrà svolgere la sua azione peritale nel contraddittorio con le parti. Questo significa che il gestore della palestra è preavvisato della data e ora del sopralluogo e quindi, semplicemente non farà rumore. In alcuni Tribunali tra cui anche Roma, spesso il Giudice include nel quesito al CTU la esecuzione di sopralluoghi a sorpresa, senza preavviso alla parte che provoca la rumorosità, e questo spesso facilita il compito complessivo cui è onerato il Consulente
4-La terza azione è la denuncia ex art. 659 codice penale (Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone) da farsi presso la Stazione dell’Arma dei Carabinieri territorialmente competente. In pratica occorre che andiate — in almeno due persone o più, non familiari — muniti di carta d’identità per denunciare il gestore della Palestra (non il proprietario delle mura).
Ing. Stefano Cecchi
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References: art. 844
 art. 696
 art. 844
 art. 700
 art. 696
 art. 659