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Timestamp: 2020-03-31 20:42:45+00:00

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Camera.it - Europa e Estero - Osservatorio sulle sentenze della Corte EDU - Sentenze - Anno 2011
2555/03
Guadagnino contro Italia e Francia - in materia di equo processo - art. 6 CEDU. Viola il diritto a un equo processo - sotto il profilo del pieno accesso alla tutela giurisdizionale - di cui all'art. 6, comma 1, della Convenzione il rifiuto delle autorità giurisdizionali sia italiane sia francesi di prendere cognizione di domande giudiziarie loro rivolte da un dipendente di un istituto di cultura francese in Italia. In particolare, la prestatrice era dipendente dell'Ecole francaise a Roma e si era vista rigettare le domande giudiziali per carenza assoluta di giurisdizione sia dalla Cassazione italiana sia dal Consiglio di Stato francese.
Scoppola contro Italia n. 3 - in materia di diritto di elettorato attivo. Constata la violazione dell'art. 3 Prot. 1 - CEDU - relativo al diritto a libere elezioni per l'automatismo con cui la legislazione italiana applica la perdita dell'elettorato attivo ai condannati a determinate pene detentive
27036/03, 34885/03, 37903/03, 37905/03
Salvatore e altri - in materia di ragionevole durata del processo. Constata la violazione dell'art. 6, par. 1, CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata.
Quattrone - in materia di espropriazione. Liquida ai sensi dell'art. 41 CEDU l'equa soddisfazione per la violazione dell'art. 1 Prot. n. 1 CEDU, relativo alla protezione della proprietà, già constatata con sentenza dell'11.1.2007 per il contrasto dell'espropriazione indiretta con il principio di legalità. Determina altresì l'equa riparazione per la violazione dell'art. 6, par. 1, CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata, già constatata con sentenza dell'11.1.2007.
16041/02
Giacobbe e altri - in materia di espropriazione. Liquida ai sensi dell'art. 41 CEDU l'equa soddisfazione per la violazione dell'art. 1 Prot. n. 1 CEDU, relativo alla protezione della proprietà, già constatata con sentenza del 15.12.2005 per il contrasto dell'espropriazione indiretta con il principio di legalità.
Genovese e altri - in materia di espropriazione. Liquida ai sensi dell'art. 41 CEDU l'equa soddisfazione per la violazione dell'art. 1 Prot. n. 1 CEDU, relativo alla protezione della proprietà, già constatata con sentenza del 2.2.2006 per il contrasto dell'espropriazione indiretta con il principio di legalità.
12921/04
Seferovic - in materia di reclusione dello straniero ai fini dell'espulsione (ex articolo 5, comma 1, lett f), CEDU).
Constata la violazione dell'art. 5, comma 1, lett. f), della Convenzione nel caso di una donna rom, reclusa in un centro di permanenza temporanea, in vista della sua espulsione definitiva, prima che spirasse il termine di sei mesi dal parto. Ciò era avvenuto in violazione della stessa legge italiana, come anche verificato dal tribunale nazionale competente. Costituisce, inoltre, violazione dell'art. 5, comma 5, CEDU, l'assenza di disposizioni nazionali volte a garantire la proposizione delle domande di risarcimento, per l'ingiusta detenzione, dinanzi alle autorità interne per i casi d'illegittima detenzione nei centri per immigrati.
Plalam s.p.a. - in materia di sussidi pubblici alle imprese. Liquida ai sensi dell'art. 41 CEDU l'equa soddisfazione per la violazione dell'art. 1 Prot. n. 1 CEDU, relativo alla protezione della proprietà, già constatata con sentenza del 18.5.2010, in relazione alla applicazione di una normativa, sfavorevole alla società ricorrente, che escludeva la modifica al rialzo dei sussidi pubblici concessi a società che avevano investito nel Mezzogiorno in caso di aumento dell'entità degli investimenti in corso d'opera.
28169/06
Di Cecco - in materia di vita privata e familiare. Constata la violazione dell'art. 8 CEDU per l'errata applicazione delle disposizioni sul controllo della corrispondenza dei detenuti.
Ucci - in materia di espropriazione. Liquida ai sensi dell'art. 41 CEDU l'equa soddisfazione per la violazione dell'art. 1 Prot. n. 1 CEDU, relativo alla protezione della proprietà, già constatata con sentenza del 22.6.2006 per il contrasto dell'espropriazione indiretta con il principio di legalità.
G.N. ed altri - in materia di diritto alla vita. Di cancellazione della causa dal ruolo per intervenuto accordo tra le parti, giudicato equo dalla Corte, relativamente alla somma che il Governo italiano dovrà versare ai ricorrenti a titolo di risarcimento dei danni materiali per la violazione dell'art. 2 e dell'art. 14 CEDU, in combinato disposto con l'art. 2 CEDU, già constatate con sentenza del 1° dicembre 2009
Lautsi ed altri - in materia di libertà religiosa e diritto all'istruzione (ex art. 2 del Prot. 1, CEDU). Non contrasta con il diritto dei genitori di orientare i propri figli verso un'educazione conforme alle proprie convinzioni religiose (art. 2 del Protocollo n. 1) la scelta dello Stato di riservare maggiore visibilità alla religione prevalente del Paese attraverso la semplice esposizione di un simbolo religioso (quale il crocifisso) negli ambienti di scuola, sempre che tale scelta non conduca al vero e proprio indottrinamento. La sola affissione del crocifisso nelle aule scolastiche, non accompagnata da insegnamenti obbligatori del cristianesimo né da forme di intolleranza verso gli alunni di religione diversa, non viola il parametro invocato.
Giuliani e Gaggio - in materia di diritto alla vita (art. 2) CEDU. Con riferimento ai fatti avvenuti durante il vertice dei Capi di Stato e di Governo del G8 tenutosi a Genova dal 19 al 21 luglio 2001, in cui aveva perso la vita Carlo Giuliani, la Grande Chambre ha dichiarato non sussistente la violazione dell'articolo 2 sotto il profilo materiale, avendo ritenuto che il ricorso alla forza omicida è stato «assolutamente necessario» per «assicurare la difesa di ogni persona dalla violenza illegale» e che non vi è stata violazione degli obblighi positivi di tutelare la vita in ragione dell'organizzazione e della pianificazione delle operazioni di polizia. Parimenti, è stato affermato che non vi è stata violazione dell'articolo 2 della Convenzione sotto il profilo materiale quanto al quadro legislativo interno che disciplina l'uso della forza omicida o quanto alle armi in dotazione alle forze dell'ordine durante il G8. La Grande Chambre ha dichiarato non sussistente la violazione dell'articolo 2 anche sotto il profilo procedurale, avendo ritenuto che l'inchiesta condotta era stata sufficientemente efficace per permettere di determinare se il ricorso alla forza fosse giustificato nella fattispecie e se l'organizzazione e la pianificazione delle operazioni di polizia fossero conformi all'obbligo di tutelare la vita. È stata altresì constatata la non violazione dell'art. 13, relativo al diritto ad un ricorso effettivo, in quanto i ricorrenti hanno potuto esercitare tutte le facoltà riconosciute nel diritto italiano alla parte lesa, al fine di ottenere riparazione della loro doglianza relativa all'articolo 2 della Convenzione.
47357/08
Alikaj ed altri - in materia di diritto alla vita (art. 2) CEDU. Constata la violazione del diritto alla vita (art. 2) sotto l'aspetto sostanziale, nel caso di un agente della polizia stradale che ha cagionato la morte di un passeggero di un'automobile fermata per un controllo stradale, il quale era sceso di corsa e si era dato alla fuga. Constata altresì la violazione del diritto alla vita (art. 2) sotto l'aspetto procedurale, per il fatto che la conseguente inchiesta sia stata svolta - quanto meno in relazione ai primissimi accertamenti - dalla stessa autorità pubblica cui apparteneva l'agente di polizia che aveva dato luogo alla morte del passeggero. In questo contesto la Corte sottolinea altresì come siano in contrasto con un'efficace tutela della vita - sotto il profilo procedurale - istituti che frustrino la proficuità delle inchieste, come la grazia, l'indulto e la prescrizione.
14569/05
Sarigiannis - in materia di controlli sui viaggiatori da parte della polizia di frontiera. La Corte ha dichiarato non sussistente la violazione dell'art. 5, par. 1, CEDU relativo al diritto alla libertà ed alla sicurezza in riferimento ad un caso in cui due viaggiatori, in arrivo all'aeroporto di Fiumicino, erano stati trattenuti presso gli uffici della polizia per essersi rifiutati di rendere le proprie generalità. Dichiara invece sussistente la violazione dell'art. 3, relativo al divieto di trattamenti inumani o degradanti, avendo ritenuto sproporzionato l'uso della forza cui avevano fatto ricorso gli agenti di polizia in relazione alle circostanze di fatto.
Toumi - in materia di espulsione di stranieri. La messa in esecuzione di un ordine di espulsione di uno straniero verso il paese di appartenenza costituisce violazione dell'art. 3 CEDU, relativo al divieto di tortura, quando vi sono circostanze serie e comprovate che depongono per un rischio reale che lo straniero subisca in quel paese trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione; è violato anche l'art. 34 CEDU, relativo al diritto al ricorso individuale, se il Governo italiano non sospende in via cautelare l'espulsione richiesta dalla Corte in virtù dell'art. 39 del Regolamento della stessa.
Notarnicola - in materia di espropriazione. Liquida ai sensi dell'art. 41 CEDU l'equa soddisfazione per la violazione dell'art. 1 Prot. n. 1 CEDU, relativo alla protezione della proprietà, già constatata con sentenza del 5.10.2006 per il contrasto dell'espropriazione
Dedda e Fragassi - in materia di espropriazione. Liquida ai sensi dell'art. 41 CEDU l'equa soddisfazione per la violazione dell'art. 1 Prot. n. 1 CEDU, relativo alla protezione della proprietà, già constatata con sentenza del 21.9.2006 per il contrasto dell'espropriazione indiretta con il principio di legalità.
Di Marco - in materia di occupazione di terreno demaniale. Integra la violazione dell'art. 1, Protocollo n. 1, CEDU l'occupazione con insufficiente indennizzo da parte di un concessionario di opera pubblica di un terreno demaniale in precedenza locato a un imprenditore.
Ventorino - in materia di mancata esecuzione di un provvedimento giurisdizionale. La mancata esecuzione di un decreto ingiuntivo di pagamento viola il diritto di accesso ad un tribunale e il diritto al rispetto dei propri beni, tutelati rispettivamente dagli art. 6, par. 1 (diritto ad un processo equo) e 1, Prot. n. 1 CEDU (protezione della proprietà) .
65141/01
Santinelli e altri - in materia di espropriazione indiretta. Constata la violazione dell'art. 1 Prot. n. 1 CEDU relativo alla protezione della proprietà, poiché l'espropriazione indiretta si pone in contrasto con il principio di legalità, non assicurando un sufficiente grado di certezza giuridica.
67794/01
Fiorello e altri - in materia di espropriazione indiretta. Constata la violazione dell'art. 1 Prot. n. 1 CEDU relativo alla protezione della proprietà, poiché l'espropriazione indiretta si pone in contrasto con il principio di legalità, non assicurando un sufficiente grado di certezza giuridica.
75259/01
Farina - in materia di espropriazione indiretta. . Constata la violazione dell'art. 1 Prot. n. 1 CEDU relativo alla protezione della proprietà, poiché l'espropriazione indiretta si pone in contrasto con il principio di legalità, non assicurando un sufficiente grado di certezza giuridica
24920/07
Capitani e Campanella - in materia di pubblicità dei processi.Constata la violazione dell'art. 6, par. 1 CEDU, relativo al diritto ad un processo equo in relazione a procedimento svolto ai sensi dell'art. 4, comma sesto, della legge n. 1423 del 1956, in materia di applicazione di misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità, cui provvede il tribunale in camera di consiglio: ai fini di un equo processo, è essenziale che al soggetto interessato dal procedimento venga almeno offerta la possibilità di sollecitare una pubblica udienza.
26218/06
Onorato - in materia di immunità parlamentare. Constata la violazione dell'art. 6 CEDU, relativo al diritto ad un equo processo, poiché l'impossibilità di adire la giurisdizione ordinaria in conseguenza della deliberazione di immunità parlamentare costituisce un ostacolo sproporzionato rispetto agli scopi perseguiti dagli istituti immunitari.
46286/09, 52851/08, 53727/08, 54486/08, 56001/08
Maggio e altri - in materia di retroattività delle leggi di interpretazione autentica. La pronuncia è relativa ad alcune cause intentate da cittadini italiani, i quali avevano chiesto che il trattamento pensionistico ad essi spettante per gli anni di lavoro prestati in Svizzera fosse calcolato sulla base della retribuzione effettiva percepita, conformemente alla Convenzione Italo-Svizzera del 1962 ed alla giurisprudenza consolidata. Nelle more dei giudizi, il legislatore era intervenuto con una legge di interpretazione autentica, che recepiva il criterio di calcolo, meno favorevole per i ricorrenti, adottato dall'INPS. La Corte - dopo aver ricordato che il principio della preminenza del diritto e la nozione di processo equo consacrati dall'art. 6 si oppongono ad ogni ingerenza del potere legislativo nell'amministrazione della giustizia al fine di influire sulla conclusione giudiziaria di una lite - ha constatato la violazione da parte dello Stato italiano del diritto dei ricorrenti ad un processo equo, protetto dall'art. 6, par. 1 CEDU, essendo esso intervenuto con una norma ad hoc al fine di assicurarsi un esito favorevole nei giudizi in cui era convenuto.
Agrati e altri - in materia di retroattività delle leggi di interpretazione autentica. La pronuncia prende le mosse dai giudizi intentati da alcuni lavoratori appartenenti al personale scolastico ATA, volti ad ottenere il riconoscimento dell'anzianità di servizio maturata presso gli enti locali prima che, con la legge 124 del 1999, venisse disposto il loro trasferimento alle dipendenze dello Stato, nella specie del Ministero dell'Istruzione. Nelle more dei giudizi, il legislatore era intervenuto con una legge di interpretazione autentica dell'art. 8 della legge 124 del 1999, in forza della quale l'inquadramento del personale ATA nei ruoli statali sarebbe dovuto avvenire sulla base del trattamento salariale complessivo al momento del trasferimento, senza considerare la pregressa anzianità di servizio maturata. La Corte ha constatato la violazione del diritto dei ricorrenti ad un processo equo, protetto dall'art. 6, par. 1 CEDU, poiché l'intervento legislativo, regolando definitivamente e con efficacia retroattiva la materia del contendere nei giudizi pendenti tra lo Stato e i ricorrenti, non era giustificato da gravi motivi di interesse generale. I giudici di Strasburgo hanno altresì dichiarato la violazione dell'art. 1, Prot. n. 1, CEDU in quanto l'adozione della legge di interpretazione autentica, avendo privato in via definitiva i ricorrenti della possibilità di ottenere il riconoscimento dell'anzianità di servizio pregressa, costituiva un attentato sproporzionato ai loro beni, spezzando il giusto equilibrio tra le esigenze di interesse generale e la salvaguardia dei diritti fondamentali dell'individuo.
63869/00
Rivera e Di Bonaventura - in materia di espropriazione. Constata la violazione dell'art. 1 Prot. n. 1 CEDU relativo alla protezione della proprietà, poiché l'espropriazione indiretta si pone in contrasto con il principio di legalità, non assicurando un sufficiente grado di certezza giuridica.
72795/01
De Stefano e altri - in materia di espropriazione. Constata la violazione dell'art. 1 Prot. n. 1 CEDU relativo alla protezione della proprietà, poiché l'espropriazione indiretta si pone in contrasto con il principio di legalità, non assicurando un sufficiente grado di certezza giuridica.
37178/02
Casolaro Cammilletti - in materia di espropriazione. Constata la violazione dell'art. 1 Prot. n. 1 CEDU relativo alla protezione della proprietà, poiché l'espropriazione indiretta si pone in contrasto con il principio di legalità, non assicurando un sufficiente grado di certezza giuridica.
67992/01
Iandoli- in materia di espropriazione. Constata la violazione dell'art. 1 Prot. n. 1 CEDU relativo alla protezione della proprietà, poiché l'espropriazione indiretta si pone in contrasto con il principio di legalità, non assicurando un sufficiente grado di certezza giuridica.
65278/01
De Caterina e altri - in materia di espropriazione . Constata la violazione dell'art. 1 Prot. n. 1 CEDU relativo alla protezione della proprietà, poiché l'espropriazione indiretta si pone in contrasto con il principio di legalità, non assicurando un sufficiente grado di certezza giuridica.
Sneersone e Kampanella - in materia di affidamento di minore. La pronuncia ha ad oggetto il caso di un minore conteso dai genitori. Dopo la separazione dei due coniugi, il minore era stato affidato alla madre, cittadina lettone, la quale, adducendo di non ricevere dall'ex marito l'assegno di mantenimento, aveva lasciato l'Italia portando con sé il figlio in Lettonia. Il Tribunale di Roma, investito del caso, dapprima dispose l'affidamento esclusivo del figlio al padre e, successivamente al rifiuto delle autorità lettoni di autorizzarne il ritorno in Italia, ne ordinò il rientro. La madre e il figlio hanno quindi adito la Corte di Strasburgo lamentando che la decisione dei giudici italiani era contraria all'interesse del figlio e che essa aveva violato il diritto internazionale e quello lettone. La Corte ha dichiarato che vi è stata violazione del diritto alla vita privata e familiare, garantito dall'art. 8 CEDU, in quanto la decisione dei giudici italiani di far rientrare il minore in Italia, pur essendo stata legittimamente assunta nell'interesse del medesimo, non ha tenuto conto delle conseguenze sul piano psicologico derivanti dalla separazione del figlio dalla madre, evidenziate dalle autorità lettoni.
18290/02
Maioli - in materia di espropriazione. La lunga durata del procedimento di espropriazione, accompagnato dal divieto di costruire - in mancanza di indennizzo e di un ricorso interno effettivo - viola il diritto al rispetto dei beni, quale garantito dall'art. 1, Prot. n. 1, CEDU, in quanto spezza il giusto equilibrio che deve regnare tra la tutela del diritto di proprietà e le necessità di curare l'interesse generale.
14130/02
Macrì e altri - in materia di espropriazione. Constata la violazione dell'art. 1 Prot. n. 1 CEDU relativo alla protezione della proprietà, poiché l'espropriazione indiretta si pone in contrasto con il principio di legalità, non assicurando un sufficiente grado di certezza giuridica.
55743/08
Pozzi - in materia di pubblicità del processo. Constata la violazione dell'art. 6, par. 1 CEDU, relativo al diritto ad un processo equo in relazione a procedimento svolto ai sensi dell'art. 4, comma 6, della legge n. 1423 del 1956, in materia di applicazione di misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità, cui provvede il tribunale in camera di consiglio: ai fini di un equo processo, è essenziale che al soggetto interessato dal procedimento venga almeno offerta la possibilità di sollecitare una pubblica udienza.
55772/08
Paleari - in materia di pubblicità del processo. Constata la violazione dell'art. 6, par. 1 CEDU, relativo al diritto ad un processo equo in relazione a procedimento svolto ai sensi dell'art. 4, comma 6, della legge n. 1423 del 1956, in materia di applicazione di misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità, cui provvede il tribunale in camera di consiglio: ai fini di un equo processo, è essenziale che al soggetto interessato dal procedimento venga almeno offerta la possibilità di sollecitare una pubblica udienza.
41062/05
Capriati - in materia di ragionevole durata del processo. Constata la violazione dell'art. 6, par. 1, CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata.
23704/03, 23747/03, 23831/03, 23845/03, 23850/03, 23853/03, 24594/03, 24613/03, 24616/03, 24621/03, 24629/03, 24630/03, 24632/03, 24633/03, 24635/03, 24636/03, 25089/03, 25091/03, 26953/03, 26999/03 30835/03
Pascarella e altri - in materia di ragionevole durata del processo. Constata la violazione dell'art. 6, par. 1, CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata.
43509/08
A. Menarini Diagnostics s.r.l. - in materia di diritto ad un processo equo sotto il profilo del diritto di accesso ad un tribunale. La società ricorrente era stata condannata al pagamento di una sanzione pecuniaria di 6 milioni di euro, inflittale dall'Autorità Garante della concorrenza e del mercato all'esito di un'inchiesta per pratiche anticoncorrenziali nel mercato dei test per la diagnosi del diabete. I ricorsi promossi avverso il provvedimento sanzionatorio erano stati respinti: sia il Tar sia il Consiglio di Stato avevano rilevato che il controllo del giudice amministrativo sulle decisioni dell'AGCM era esclusivamente di legittimità e che il giudice in questi casi non ha il potere di sostituirsi all'autorità amministrativa indipendente, potendo tuttavia controllare se l'amministrazione abbia fatto un uso corretto dei suoi poteri. La Cassazione aveva dichiarato inammissibile il successivo ricorso promosso per motivi di giurisdizione, sostenendo che, relativamente alle decisioni dell'AGCM, il controllo esercitato dai giudici amministrativi era un controllo di piena giurisdizione poiché il giudice amministrativo può accertare la veridicità dei fatti che hanno motivato la sanzione.La ricorrente aveva quindi proposto ricorso alla Corte EDU, lamentando la mancanza di una «piena giurisdizione» del giudice amministrativo nel sistema nazionale, così ponendo un problema in termini di accesso alla giustizia. I giudici di Strasburgo, per 6 voti contro uno, hanno dichiarato che non vi è stata violazione dell'art. 6, par. 1 CEDU, avendo riconosciuto che il controllo effettuato sulla sanzione irrogata alla società ricorrente è stato di piena giurisdizione, posto che il TAR ed il Consiglio di Stato hanno potuto verificare l'adeguatezza della "pena" all'infrazione commessa e avrebbero potuto anche commutarla.
41107/02, 22405/03
CE.DI.SA Fortore s.n.c. Diagnostica medica chirurgica - in materia di ragionevole durata del processo. Constata la violazione dell'art. 6, par. 1, CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata.
20198/03, 40403/04
Violanda Truocchio - in materia di ragionevole durata del processo. Constata la violazione dell'art. 6, par. 1, CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata. Sussiste violazione anche per il ritardo nell'erogazione dell'equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine dalla data in cui la pronuncia che l'ha stabilita è diventata definitiva, tale da dar luogo ad una voce supplementare di danno in sede di applicazione dell'art. 41.
39432/03, 39438/03, 39440/03, 39442/03, 39445/03, 39449/03, 39452/03, 39453/03, 39454/03
Selvaggio e altri - in materia di ragionevole durata del processo. Constata la violazione dell'art. 6, par. 1, CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata.
13175/03
Giusti - in materia di ragionevole durata del processo. Constata la violazione dell'art. 6, par. 1, CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata.
Facchiano e Maio - in materia di ragionevole durata del processo. Constata la violazione dell'art. 6, par. 1, CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata.

References: art. 6
 sentenza 
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 sentenza 
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 articolo 5
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 art. 2
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 art. 6