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Timestamp: 2020-08-09 07:55:49+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 34322 del 23/12/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 34322 del 23/12/2019
Cassazione civile sez. trib., 23/12/2019, (ud. 24/10/2019, dep. 23/12/2019), n.34322
sul ricorso iscritto al n. 15288/2017 R.G. proposto da:
C.M. ed S.E., rappresentati e difesi dall’Avv.
Daniela Lorenzo ed elettivamente domiciliati in Roma, via Paraguay
Ca.An., E.A. e E.G..
Sez. dist. Lecce, n. 3338/23/16, depositata il 23 dicembre 2016.
2019 dal relatore Dott. Cavallari Dario.
C.M., S.E., Ca.An., E.A. e E.G. hanno impugnato, davanti alla CTP di Lecce, degli avvisi di accertamento concernenti estimi catastali relativi ad unità immobiliari incluse nelle microzone 1 e 2 del Comune di Lecce.
Si è costituita L’Agenzia delle Entrate – Ufficio provinciale di Lecce Territorio, che ha chiesto il rigetto del ricorso. La CTP di Lecce, con le sentenze n. 1621/2014, n. 1643/2014 e n. 2412/2014, ha accolto il ricorso.
L’Agenzia delle Entrate di Lecce ha impugnato le citate decisioni.
Si sono costituiti i soli Ca.An., E.A. e E.G..
La CTR di Bari, Sez. dist. di Lecce, con sentenza n. 3338/23/2016, ha respinto gli appelli.
I soli C.M. ed S.E. si sono difesi con controricorso.
Gli altri contribuenti non hanno svolto difese.
1. Con il primo motivo l’Agenzia delle Entrate lamenta la violazione e falsa applicazione dell’art. 295 c.p.c. e del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 39, non avendo il giudice di appello disposto la sospensione del giudizio in attesa della decisione del giudice amministrativo sulla legittimità degli atti amministrativi generali relativi alle microzone comunali.
2. Con il secondo motivo parte ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335 e della L. n. 212 del 2000, art. 7 poichè il giudice di appello non avrebbe tenuto conto che la normativa in questione regolava una procedura massiva di revisione parziale dei classamenti delle unità immobiliari urbane, concernente microzone anomale, e non una revisione puntuale del detto classamento.
Il procedimento di revisione parziale del classamento di cui alla L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, non essendo diversamente disciplinato se non in relazione al suo presupposto fattuale, e cioè l’esistenza di uno scostamento significativo del rapporto tra i valori medi della zona considerata e nell’insieme delle microzone comunali, resta soggetto alle medesime regole dettate ai fini della revisione del classamento dal D.P.R. n. 138 del 1998, art. 9, così da sottrarne l’attuazione alla piena discrezionalità della P.A.
Ne deriva che non può ritenersi congruamente motivato il provvedimento di riclassamento che faccia esclusivamente riferimento al rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale nella microzona considerata rispetto all’analogo rapporto sussistente nell’insieme delle microzone comunali, e al relativo scosta mento ed ai provvedimenti amministrativi a fondamento del riclassamento, ove da questi ultimi non risultino gli elementi (come la qualità urbana del contesto nel quale l’immobile è inserito, la qualità ambientale della zona di mercato in cui l’unità è situata, le caratteristiche edilizie del fabbricato) incidenti, in concreto, sul diverso classamento (Cass. n. 3156 del 17 febbraio 2015; Cass. n. 22900 del 29 settembre 2017).
In particolare, il mutamento di rendita ai sensi della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335 non può essere giustificato dalla mera evoluzione del mercato immobiliare o dalla richiesta del Comune, dovendosi accertare la modifica del valore degli immobili presenti nella microzona, attraverso le procedure regolate dal successivo comma 339.
Infatti, l’art. 1, comma 335, autorizza la revisione catastale degli immobili de quibus in presenza del presupposto summenzionato, ma, una vol accertato ciò e che, perciò, vi è una disomogeneità del classamento tra le microzone, non consente di eliminarlo per mezzo dell’incremento generalizzato ed indifferenziato delle rendite catastali.
La stessa Corte costituzionale ha affermato, con decisione n. 249 del 2017, che “la natura e le modalità dell’operazione enfatizzano l’obbligo di motivazione in merito agli elementi che hanno, in concreto, interessato una determinata microzona, così incidendo sul diverso classamento della singola unità immobiliare; obbligo che, proprio in considerazione del carattere “diffuso” dell’operazione, deve essere assolto in maniera rigorosa in modo tale da porre il contribuente porre il contribuente in condizione di conoscere le concrete ragioni che giustificano il provvedimento”, ribadendo la necessità di una provvedimento specifico e puntuale in capo all’Amministrazione, non potendo darsi seguito al difforme orientamento espresso da Cass., n. 21176 del 19 ottobre 2016, rimasto isolato, cui si sono contrapposte le recenti Cass., n. 20574 del 31 luglio 2019, Cass., n. 19275 del 17 luglio 2019, Cass., n. 12604 del 10 maggio 2019, Cass., n. 5049 del 21 febbraio 2019.
Pertanto, la CTR ha correttamente rilevato la genericità della motivazione, che si limitava a rinviare ad interventi di riqualificazione della viabilità interna e di arredo urbano nel centro storico ed a menzionare fatti notori o massime di esperienza.
4. Le spese di lite sono compensate ex art. 92 c.p.c., nei confronti dei controricorrenti, essendosi l’indirizzo giurisprudenziale qui seguito consolidatosi solo dopo la proposizione del ricorso.
Alcuna statuizione deve essere assunta, invece, con riguardo ai contribuenti rimasti intimati.
– compensa le spese fra parte ricorrente ed i controricorrenti.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 39
 art. 1
 art. 7
 art. 1
 art. 9
 Cass. 
 art. 1
 art. 92