Source: https://news.avvocatoandreani.it/articoli/reati-tributari-presupposti-per-patteggiamento-104984.html
Timestamp: 2019-10-20 05:56:53+00:00

Document:
Decisione: Sentenza n. 55498/2018 Cassazione Penale - Sezione III
Per i reati tributari in materia di imposte dirette e IVA, patteggiamento escluso salvo che ricorra una circostanza attenuante speciale collegata alla riparazione dell'offesa causata dal reato (art. 13 bis del Decreto legislativo n. 74/2000), cioè solo se prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, i debiti tributari relativi ai fatti costitutivi dei delitti considerati siano stati estinti mediante pagamento.
Per i reati tributari in materia di imposte dirette e IVA, patteggiamento escluso salvo che ricorra una circostanza attenuante speciale collegata alla riparazione dell'offesa causata dal reato, ex art. 13 bis del Decreto legislativo n. 74/2000, vale a dire solo se, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, i debiti tributari relativi ai fatti costitutivi dei delitti considerati siano stati "estinti mediante pagamento, anche a seguito delle speciali procedure conciliative o di adesione all'accertamento previste dalle norme tributarie".
Il caso oggetto di ricorso riguardava una condanna - a seguito di patteggiamento - per il delitto di cui all'art. 2 del Decreto legislativo n. 74/2000 "Art. 2 - Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti".
Il Procuratore Generale ricorreva in Cassazione lamentando la non accessibilità al rito del patteggiamento in difetto delle condizioni previste dall'art. 13-bis del decreto legislativo citato, cioè del pagamento dei tributi.
La Suprema Corte ha accolto il ricorso annullando la sentenza del Giudice per le indagini preliminari, sottolineando che il caso di specie non è paragonabile a quello oggetto di altra precedente decisione, con la quale il pagamento non costituiva presupposto di legititmità del patteggiamento: «non può estendersi al caso in esame quanto recentemente affermato da questa Corte a proposito del delitto di omesso versamento dell'IVA, laddove si è invece affermato che l'estinzione dei debiti tributari mediante integrale pagamento, da effettuarsi prima dell'apertura del dibattimento, non costituisce presupposto di legittimità del patteggiamento ai sensi dell'art. 13-bis del d.lgs. n. 74 del 2000 (Sez. 3, n. 38684 del 12/04/2018 - dep. 21/08/2018, P.G. in proc. Incerti, Rv. 273607), essendo il caso in esame diverso da quello esaminato con la predetta decisione. In quel caso, infatti, questa Corte aveva escluso che l'integrale pagamento del debito tributario costituisse condizione ostativa al patteggiamento in base al rilievo che l'art. 13, comma 1 configura detto comportamento come causa di non punibilità dei delitti previsti dagli articoli 10-bis, 10-ter e 10-quater del medesimo decreto e il patteggiamento non potrebbe certamente riguardare reati non punibili; nel caso sottoposto all'esame di questo Collegio, invece, l'art. 13, né al comma 1 né al comma 2 configura detto comportamento come causa di non punibilità del delitto di cui all'art. 2, d. Igs. n. 74/2000 (v. anche, Sez. 7, n. 25227 del 10/03/2017 - dep. 19/05/2017, Rocchi e altro, Rv. 270668), con la conseguenza che tale principio non può trovare applicazione al caso di specie».
Nel caso precedente si trattava, infatti, di delitto diverso per omessi versamenti.
Cass. 38684/2018
Art. 444 - Applicazione della pena su richiesta
1-bis. Sono esclusi dall'applicazione del comma 1 i procedimenti per i delitti di cui all'articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, i procedimenti per i delitti di cui agli articoli 600-bis, 600-ter, primo, secondo, terzo e quinto comma, 600-quater, secondo comma, 600-quater.1, relativamente alla condotta di produzione o commercio di materiale pornografico, 600-quinquies, nonché 609-bis, 609-ter, 609-quater e 609-octies del codice penale, nonché quelli contro coloro che siano stati dichiarati delinquenti abituali, professionali e per tendenza, o recidivi ai sensi dell'articolo 99, quarto comma, del codice penale, qualora la pena superi due anni soli o congiunti a pena pecuniaria.
AGGIORNAMENTI: La Corte costituzionale, con sentenza 26 giugno - 2 luglio 1990, n. 313 (in G.U. 1°a s.s. 04/07/1990, n. 27), ha dichiarato "l'illegittimità costituzionale dell'art. 444, secondo comma, del codice di procedura penale 1988, nella parte in cui non prevede che, ai fini e nei limiti di cui all'art. 27, terzo comma, della Costituzione, il giudice possa valutare la congruità della pena indicata dalle parti, rigettando la richiesta in ipotesi di sfavorevole valutazione".
La Corte costituzionale, con sentenza 26 settembre - 12 ottobre 1990, n. 443 (in G.U. 1a s.s. 17/10/1990, n. 41), ha dichiarato "l'illegittimità costituzionale dell'art. 444, secondo comma, secondo periodo, del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede che il giudice condanni l'imputato al pagamento delle spese processuali in favore della parte civile, salvo che ritenga di disporne, per giusti motivi, la compensazione totale o parziale".
Art. 13 - Causa di non punibilità. Pagamento del debito tributario
2. I reati di cui agli articoli 4 e 5 non sono punibili se i debiti tributari, comprese sanzioni e interessi, sono stati estinti mediante integrale pagamento degli importi dovuti, a seguito del ravvedimento operoso o della presentazione della dichiarazione omessa entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d'imposta successivo, semprechè il ravvedimento o la presentazione siano intervenuti prima che l'autore del reato abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell'inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali.
3. Qualora, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, il debito tributario sia in fase di estinzione mediante rateizzazione, anche ai fini dell'applicabilità dell'articolo 13-bis, è dato un termine di tre mesi per il pagamento del debito residuo. In tal caso la prescrizione è sospesa. Il Giudice ha facoltà di prorogare tale termine una sola volta per non oltre tre mesi, qualora lo ritenga necessario, ferma restando la sospensione della prescrizione.
Art. 13-bis - Circostanze del reato
3. Le pene stabilite per i delitti di cui al titolo II sono aumentate della metà se il reato è commesso dal concorrente nell'esercizio dell'attività di consulenza fiscale svolta da un professionista o da un intermediario finanziario o bancario attraverso l'elaborazione o la commercializzazione di modelli di evasione fiscale.
Cassazione penale Sez. III Sentenza n. 55498 del 12/12/2018
Diritto del legale al compenso per difesa d'ufficio e onere della prova. Insufficienza del quadro sintomatico e del responso positivo del test per la rilevanza penale
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References: Sentenza 
 art. 13
 sentenza 

Cass. 

Art. 444
 sentenza 
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Art. 13

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