Source: http://spazioagiad.blogspot.it/
Timestamp: 2017-07-20 16:45:06+00:00

Document:
AGIAD Associazione Genitori, Insegnanti e amici della Dislessia
Dobbiamo trovare un'altra parola, al posto del termine DISLESSIA, una parola che siamo orgogliosi di dire..
Intervista alla scrittrice Sally Gardner - di Viviana Mazza - Corriere Tv
http://video.corriere.it/dislessia-opportunita-non-problema/d72cf458-303a-11e3-8faf-8c5138a2071d
Lettera di un ragazzino di prima media alla sua insegnante di italiano e storia. Pubblichiamo, con l'autorizzazione della mamma, la lettera che uno studente della scuola secondaria di primo grado ha scritto alla sua insegnante.Riteniamo possa essere uno spunto di riflessione per tutti noi.
A volte noi genitori ci sentiamo dire dagli insegnanti che i nostri figli "ci marciano", che non si impegnano abbastanza e potrebbero fare di piu', che sono poco inclini allo studio o non sono responsabili e seri...a volte puo' essere vero, ma spesso il loro impegno ed il loro investimento personale e' talmente alto che, di fronte a risultati negativi, smettono di crederci e di provarci di nuovo. Di fronte all'insegnante che non crede in loro, preferiscono assumere un atteggiamenti passivo e rinunciatario, si identificano come il giudizio che e' stato loro affibbiato, cosi' come vengono valutati: stupidi e incapaci. Per loro diventa un pesante giudizio sulla persona e da qui ne scaturiscono tutti quegli atteggiamenti di poca autostima, che a volte portano all'abbandono scolastico o alla scelta di un percorso scolastico più facile, come ripiego.
Ringraziamo questo ragazzino, per la sua sensibilità e il suo coraggio.
Buona lettura, Cristina Milazzo
Lettera di un ragazzino di prima media alla sua insegnante di italiano e storia. "Cara Prof, gli scrivo perché non cho il coraggio di parlargli. Io ero fuori dalla porta della classe quando ha fatto il colloquio con mia mamma e ho sentito tutto.Mia mamma non è vero che mi tratta come uno scemo e non è vero che io non ho voglia di studiare e allora prendo voti brutti. E non è vero che voglio tutto facile, ma a me le mie mappe servono perche non mi ricordo bene le cose e se mi interroga il giorno che non c'è italiano ma storia io non dico niente non perché non lo so ma perche melo sono scordato, perché devo sempre ripassare tutto. Mia mamma sta fino a tardi a studiare con me e lei deve capire che anche lei ha tante cose da fare.Ho sentito che gli diceva che lei non può programmare le interrogazioni perché le fa quando ha tempo e di tempo cene ha poco perché in classe ha tanti ragazzi problematici. Io però con lei sono bravo e non sono uno problematico e se lei mi dasse le mie mappe io sarei più tranquillo che neanche le guardo tanto mahari, ma mi fanno stare tranquillo. Lo so che in classe mia ci sono quelli che fanno casino però io e Alex che colpa abbiamo? Siamo dislessici no casinisti. Però se lei ci dice bene quando ci interroga noi non gli diamo più fastidio a chiederglielo e a mandare le nostre mamme a insistere. Lo sappiamo che il suo lavoro non e facile ma neanche il nostro e neanche quello di fare la mamma che lo so anche che sono un peso per voi, ma non ci posso fare nulla.Vorrei che non tratterebbe più male mia mamma perché non selo merita e io ci sto male. Se lei viene in contro a me noi veniamo in contro a lei prof perché sono dislessico ma no cieco che non vedo la fatica che fa e anche mia mamma melo dice a volte, che non farebbe a cambio col suo lavoro. Vedi mia mamma non è cattiva e solo che mi vuole bene."
Dislessici, si nasce. Vi consigliamo di guardare questo video molto interessante e formativo.
Dislessici si nasce
Di Enrico Pasotti, trasmesso giovedì 10 aprile 2014 - Temi: Educazione | Giovani | Medicina e salute | Salute |Società - Regioni: Italia | Svizzera italiana
Dislessia, disortografia, discalculia, disprassia e chi più ne ha più ne metta. Negli ultimi anni se n’è parlato molto, ma cosa saranno mai? Malattie contagiose dalle quali stare alla larga? Oppure disturbi dell’apprendimento ormai conosciuti? Per rispondere a queste domande Falò ha incontrato due dislessici che frequentano la Scuola media e con l’aiuto di alcuni specialisti tenta di capire il loro problema. Perché dislessici si nasce, nella Svizzera italiana si stima siano 15 mila, ma è possibile conviverci alla grande.
A volte succede....quanti genitori si rivedono nelle difficoltà scolastiche dei propri figli?
L'esperienza di tanti genitori ci porta ad affermare che, quando invece si giunge a porre in atto una modalità di relazione collaborativa tra scuola e famiglia, si assiste ad uno scambio di informazioni utili, alla condivisione di conoscenze, che rendono il percorso che conduce all’individuazione del problema e alla ricerca di adeguate modalità di lavoro, più sereno e maggiormente improntato alla fiducia.
Ci volete raccontare la vostra esperienza o le vostre riflessioni in merito a questo aspetto? Quanto rivedete la vostra esperienza, fatica o insuccessi scolastici in quelli dei vostri figli?
Quanto questo condiziona il vostro modo di valutare e affrontare le cose nell'intento di aiutare vostro figlio?
Possiamo capire se si tratta di mancanza di studio o di difficolta' specifiche?
CONCORSO A.G.I.A.D. DI ARTI VARIE: "LA MIA DISLESSIA"
E’ indetto il primo CONCORSO A.G.I.A.D. DI ARTI VARIE, il concorso ha per tema “La mia dislessia”.
Ognuno può esprimere con disegni, musica, canzoni, racconti, poesia, pasta di mais, fotografia e quanto altro viene in mente, ciò che rappresenta per ognuno la dislessia.
E’ un concorso-gioco e tutti gli elaborati saranno esposti nel nostro fantastico Blog, inoltre verrà realizzata una pubblicazione con tutte le vostre creazioni.
Partecipate numerosi e mandate gli elaborati a: info@agiad.it
Non ci sarà una giuria specifica ma semplicemente il voto di tutti i simpatizzanti del gruppo A.G.I.A.D. su facebook.
Termine ultimo 30 settembre 2010.
L’ Associazione A.G.I.A.D. bandisce la PRIMA EDIZIONE del Concorso Nazionale di Arti Varie dal tema “LA MIA DISLESSIA”:
Art. 1 La manifestazione non ha fine di lucro.
Art. 2 Per partecipare al Concorso occorrerà inviare le proprie opere dal 15 FEBBRAIO 2010 fino alla scadenza del 30 SETTEMBRE 2010.
Art.3 Sono previste 3 categorie con le seguenti caratteristiche :
- Under 14 (ragazzini dagli 0 ai 13 anni compiuti) I partecipanti dovranno far pervenire oltre all’opera in concorso anche una liberatoria firmata dai genitori o dai legali rappresentanti.
- Under 18 (ragazzi dai 14 ai 18 anni compiuti) I partecipanti dovranno far pervenire oltre all’opera in concorso anche una liberatoria firmata dai genitori o dai legali rappresentanti.
- Over 18 (dai 19 anni in su)
Art.4 Le opere devono essere inviate tramite Mail a info@agiad.it insieme alla scheda d'iscrizione che per i minori dovrà pervenire anche via posta con firma di almeno uno dei genitori o rappresentante legale. I manufatti vanno fotografati e inviati per posta.
Le schede di iscrizione per i minori devono pervenire entro e non oltre il 30 settembre 2010:
Via Strauss 10/a
Farà fede il timbro postale , le opere inviate via mail e non corredate di autorizzazione saranno cestinate.
Art.5 Per partecipare al Concorso sono state fissate le seguenti quote :
- Associati A.G.I.A.D. gratuito
- Non associati Euro 10
Le quote o le offerte potranno pervenire in contanti unitamente alle schede di iscrizione o tramite bonifico bancario al Credito Artigiano Ag. di Vimodrone codice IBAN:IT74B0351234080000000004517 codice Swift per i bonifici esteri:ARTIITM conto corrente 000000004517
- Art.6 Il Comitato organizzatore non risponde per eventuali perdite o manomissioni delle iscrizioni inviate dovute alla spedizione.
- Art.7 Le valutazioni della Giuria sono insindacabili e inappellabili.
- Art.8 Le composizioni inviate non verranno restituite.
- Art.9 La partecipazione al Concorso costituisce espressa autorizzazione ad una eventuale pubblicazione e non darà diritto ad alcun compenso per i diritti di autore.
- Art.10 Le selezioni del concorso verranno fatte nella sede dell’ A.G.I.A.D e per ogni categoria saranno premiati 3 vincitori.
- Art.11 Tra i Finalisti , I VINCITORI che non potranno ritirare il PREMIO ASSEGNATO potranno delegare un familiare o ritirare il premio successivamente a mezzo delega o di persona.
- Art.12 Il Comitato organizzatore potrà apportare, al presente regolamento, le opportune modifiche per il buon esito della manifestazione.
- TARGA GRANDE + Attestato di partecipazione al primo classificato di ogni categoria.
- TARGA MEDIA + Attestato di partecipazione al secondo classificato di ogni categoria.
- MEDAGLIA RICORDO e Attestato di partecipazione al terzo classificato di ogni categoria.
Tutte le opere saranno pubblicate in internet e verrà realizzata anche una pubblicazione cartacea.
DATE MANIFESTAZIONI:
La premiazione avrà luogo durante la prima manifestazione pubblica organizzata dall’associazione. Pubblicato da
Anche il MIUR gia' nel 1964 nella circolare n.92 parlava di questo argomento, successivamente ha richiamato l'attenzione di Dirigenti e insegnanti attraverso altre circolari per sensibilizzarli sulla necessita' di non sottoporre gli alunni ad un carico eccessivo di lavoro per compiti scolastici da svolgere a casa.
Nella Circolare Ministeriale del 14 maggio 1969 n. 177 il Ministero precisa: "Inoltre va considerato che nelle giornate festive, e in genere , anche nel pomeriggio del sabato, moltissime famiglie italiane, in cui entrambi i genitori svolgono un'attività lavorativa, trovano l'unica occasione di un incontro dei propri membri piu' disteso nel tempo e, quando possibile, in ambiente diverso da quello dell'abituale dimora cittadina, più sereno nel riposo dal lavoro, di un incontro nel quale trovano alimento il rafforzarsi dei rapporti affettivi, lo scambio delle esperienze, il confronto dei comportamenti tra adulti e giovani; in una parola, si ricompone l'unità della famiglia, e questa attua la pienezza della sua essenza di primo e fondamentale nucleo sociale e della sua primaria funzione educativa."
" (...) nel giorno successivo a quello festivo non abbiano luogo, in linea di massima, interrogazioni degli alunni, almeno che non si tratti ovviamente, di materia, il cui orario cada soltanto in detto giorno."
"(...) le disposizioni impartite si propongono di dare possibilità di maggiore impegno agli alunni nei giorni feriali e di rendere più completa e integrata l'azione educativa della scuola con gli apporti dell'azione formativa della comunità familiare e dei contatti che questa può favorire in sede extrascolastica con il mondo della natura, dell'arte, dello sport e con le libere attivita' di gruppi giovanili organizzati."
Anche l'attuale Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza: meno compiti, più letture. “Non oberare gli studenti di lavoro con compiti che diventano dei veri e propri fardelli per loro e per i genitori” – ha dichiarato il Ministro – “ma sostituire con i libri, cibo per la mente, strumenti di crescita divertenti ed appassionanti”
Insegnanti, genitori, cosa ne pensate?
Scarica qui le circolari ministeriali in pdf
Molti insegnanti non ricevono una formazione specifica e non si rendono conto che più compiti non vuol dire più risultato. Alcuni studi dellaDuke University dimostrano che assegnare una quantità eccessiva di esercizi sia, in realtà, controproducente. «Soprattutto per i più piccoli è meglio concentrarsi su compiti che migliorino le competenze con un impegno breve, semplice, aperto al coinvolgimento delle famiglie e degli stessi alunni che possono esprimere i loro interessi» spiega Clifford.
I paesi che assegnano più compiti a casa non sono i migliori. Anzi.Uno studio di Stanford ha svelato che gli studenti giapponesi, danesi e cechi hanno performance ben più alte rispetto ai colleghi greci tailandesi e iraniani che passano molte ore sui libri anche nel doposcuola. In Giappone, addirittura, i compiti a casa sono stati aboliti per dare più tempo per la famiglia e gli interessi personali. E la Danimarca, leader nelle graduatorie internazionali, ha limitato i compiti a casa a un impegno massimo di mezz’ora al giorno.
Basta compiti a casaFanno male ai bambinie creano disparità
Io, ammetto, trovo esagerata la mole di compiti assegnata giornalmente. Controproducente, anche: durante gli anni di scuola media della figlia maggiore ho visto ragazzi abbandonare promettenti carriere agonistiche, ridurre le attività sportive e famiglie rimanere in ostaggio dei compiti assegnati per il fine settimana. I compiti pomeridiani – soprattutto la loro quantità – facevano si che le giornate ruotassero attorno ad essi, eliminando quanto poteva essere di intralcio al loro svolgimento. Una vita organizzata per sottrazione, dunque una vita più povera. Ma tra tutti gli aspetti negativi che riconoscevo all’eccesso di compiti non ero ancora arrivata a pensare che potessero diventare un elemento di disgregazione sociale e vanificare il lavoro paziente di tante Maestre Fabrizie. Così ho consultato il mio dirigente scolastico e pedagogo preferito: Maurizio Parodi, autore di saggi dal titolo esemplificativo: Basta compiti! Non è così che si impara (ed. Sonda, 2012) eGli adulti sono bambini andati a male (ed. Sonda, 2013).
Si può affermare che i compiti a casa emarginino i ragazzi di classi svantaggiate?«Credo proprio di di si» ha risposto Maurizio Parodi «I ragazzi con famiglie culturalmente attrezzate possono affrontare l’impegno domestico con serenità, ma per chi non trova sostegno nelle figure parentali – e magari ne debba subire la latitanza – le difficoltà derivanti dallo svolgimento dei compiti assumono ben altra consistenza. La fatica che questi ragazzi impiegano nello svolgimento dei compiti è talvolta incomprensibile alle stesse famiglie, spesso frustrante e dolorosa. Gli studenti che non hanno particolari difficoltà e che svolgono regolarmente i compiti loro assegnati vengono premiati dalla scuola mentre quelli che hanno problemi personali o familiari – che non fanno i compiti, li sbagliano, li fanno male – indispongono i docenti che perciò li biasimano e redarguiscono. Eppure sono proprio questi i ragazzi che avrebbero più bisogno della scuola e che potrebbero trovare in questa un’opportunità di affermazione, affrancamento e promozione»
Quale potrebbe essere un’alternativa ai compiti a casa, quindi?«Girando in Internet ho trovato una risposta. A darla, lo stesso Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza: meno compiti, più letture. “Non oberare gli studenti di lavoro con compiti che diventano dei veri e propri fardelli per loro e per i genitori” – ha dichiarato il Ministro – “ma sostituire con i libri, cibo per la mente, strumenti di crescita divertenti ed appassionanti”».
Facebook --> Le iniziative che sosteniamo:

References: Art. 1

Art. 2

Art.3

Art.4

Art.5
 Art.6
 Art.7
 Art.8
 Art.9
 Art.10
 Art.11
 Art.12