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Timestamp: 2018-04-21 15:02:36+00:00

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N. 353 SENTENZA 10 - 17 luglio 2002. Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Giurisdizioni speciali - Tribunali regionali delle acque pubbliche - Composizione - Partecipazione al collegio giudicante di uno dei tre tecnici, gia' funzionari del genio civile, designati quali giudici aggregati - Lesione del principio di indipendenza e terzieta' del giudice - Illegittimita' costituzionale in parte qua. - R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775, art. 138. | Periti.info
N. 353 SENTENZA 10 – 17 luglio 2002. Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Giurisdizioni speciali – Tribunali regionali delle acque pubbliche – Composizione – Partecipazione al collegio giudicante di uno dei tre tecnici, gia’ funzionari del genio civile, designati quali giudici aggregati – Lesione del principio di indipendenza e terzieta’ del giudice – Illegittimita’ costituzionale in parte qua. – R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775, art. 138.
N. 353 SENTENZA 10 - 17 luglio 2002. Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Giurisdizioni speciali - Tribunali regionali delle acque pubbliche - Composizione - Partecipazione al collegio giudicante di uno dei tre tecnici, gia' funzionari del genio civile, designati quali giudici aggregati - Lesione del principio di indipendenza e terzieta' del giudice - Illegittimita' costituzionale in parte qua. - R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775, art. 138. - Costituzione, artt. 108, secondo comma, 102, secondo comma, 111; legge costituzionale 23 novembre 1999, n. 2. (GU n. 29 del 24-7-2002)
N.  353 SENTENZA 10 – 17 luglio 2002.
Giurisdizioni  speciali – Tribunali regionali delle acque pubbliche –
Composizione – Partecipazione al collegio giudicante di uno dei tre
tecnici,  gia’ funzionari del genio civile, designati quali giudici
aggregati  –  Lesione del principio di indipendenza e terzieta’ del
giudice – Illegittimita’ costituzionale in parte qua.
– R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775, art. 138.
– Costituzione,  artt.  108,  secondo comma, 102, secondo comma, 111;
legge costituzionale 23 novembre 1999, n. 2.
nel  giudizio  di legittimita’ costituzionale dell’art. 138 del regio
decreto  11 dicembre 1933, n. 1775 (Testo unico delle disposizioni di
legge  sulle  acque  e  impianti  elettrici),  promosso con ordinanza
emessa   il  19 aprile  2000  dal  Tribunale  regionale  delle  acque
pubbliche  di  Firenze  nel  procedimento  civile  vertente tra Nardi
Claudio  ed  altra  e la Regione Toscana ed altri, iscritta al n. 791
del  registro  ordinanze  2000  e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica n. 51, 1a serie speciale, dell’anno 2000.
1. – Il Tribunale regionale delle acque pubbliche di Firenze, nel
corso  di  un  procedimento  civile  avente  ad oggetto il diniego di
un’autorizzazione  alla  perforazione  di  un  pozzo  in  prossimita’
dell’Arno,  con ordinanza del 19 aprile 2000, depositata il 24 agosto
2000  (r.o.  n. 791  del  2000),  ha  sollevato,  in riferimento agli
artt. 108  e  97,  primo  comma,  della  Costituzione,  questione  di
legittimita’   costituzionale   dell’art. 138   del   regio   decreto
11 dicembre  1933,  n. 1775  (Testo unico delle disposizioni di legge
sulle  acque  e  impianti elettrici), limitatamente all’ultima parte:
“alla  quale sono aggregati tre funzionari del Genio civile designati
dal Presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici e nominati
guardasigilli.  Essi  durano  in  carica cinque anni e possono essere
riconfermati…  I  Tribunali  delle  acque  pubbliche  decidono  con
intervento  di tre votanti, uno dei quali deve essere funzionario del
Genio civile”.
Il Collegio rimettente, prima di procedere ad esaminare il merito
della controversia sottoposta al suo esame, ha ritenuto di verificare
la  correttezza  della  propria  costituzione,  avvenuta  peraltro in
conformita’  al  disposto dell’art. 138 del regio decreto 11 dicembre
Il giudice a quo si riporta, dapprima, a precedenti del Tribunale
superiore  delle  acque  pubbliche  e  della Corte di cassazione, che
concludevano  per  la  manifesta  infondatezza di questioni analoghe,
sulla  considerazione  che  i  tecnici  sono  chiamati  dagli  organi
giudicanti  al  fine  di  portare  un  contributo  di  conoscenza  ed
esperienza  e  che  gli  stessi  sono  liberi  da  vincoli  di ordine
gerarchico  che  possano  far  pensare  ad una limitazione della loro
autonomia  di decisione. Tuttavia tali argomentazioni sono apparse al
Collegio   rimettente   insufficienti  a  contrastare  il  dubbio  di
legittimita’  costituzionale  della  norma,  che  regola  la  propria
costituzione,    soprattutto    alla    luce   della   giurisprudenza
costituzionale relativa all’art. 108 della Costituzione.
In  sintesi  il  contrasto  con  il  dettato costituzionale viene
rilevato  dal  tribunale  in  relazione ad alcune caratteristiche dei
componenti tecnici del Tribunale regionale acque pubbliche:
essi,  una volta nominati, non solo rimangono nei ruoli degli
Uffici  statali  (ora Provveditorati regionali alle opere pubbliche),
ma  continuano inoltre a prestare servizio con vincolo gerarchico nei
confronti dei loro superiori;
la  loro scelta, pur essendo la nomina riservata al Consiglio
superiore della magistratura, e’ tuttavia ristretta all’esiguo numero
dei funzionari idonei del Provveditorato, che prestino servizio nella
sede del tribunale;
possono essere riconfermati nell’incarico giurisdizionale;
l’amministrazione  ha  il  potere  di  farli  cessare in ogni
momento  dalle  funzioni  a seguito di provvedimenti discrezionali di
trasferimento in altra sede;
sono  di  fatto  “giudici  in  causa propria”, in quanto sono
chiamati  a  pronunciarsi  su  atti  emanati  dal  proprio ufficio di
appartenenza e nel quale continuano a prestare servizio, con evidente
lesione del principio di indipendenza del giudice.
La  norma  de  qua  recherebbe  inoltre vulnus all’art. 97, primo
comma, della Costituzione, in quanto comporterebbe una diminuzione di
credibilita’ dell’istituzione stessa.
2.  – Nel giudizio avanti alla Corte e’ intervenuto il Presidente
del   Consiglio  dei  ministri,  con  il  patrocinio  dell’Avvocatura
generale  dello  Stato,  che  ha  concluso  per la infondatezza della
Al  riguardo  l’Avvocatura  generale  dello Stato ha sottolineato
come   sia   assolutamente  indispensabile  l’apporto  di  conoscenze
tecniche  fornito dai membri non togati del Tribunale regionale delle
acque pubbliche.
Ha   inoltre  contestato  i  rilievi  mossi  dal  giudice  a  quo
che  nell’espletamento della funzione giudicante i componenti
tecnici non sono sottoposti ad alcun vincolo gerarchico nei confronti
dell’amministrazione in cui prestano servizio;
la  loro indipendenza e’ garantita dall’art. 10, primo comma,
della  legge  24 marzo  1958,  n. 195,  che  prevede la loro nomina e
revoca   nell’incarico   da   parte  del  Consiglio  superiore  della
per  quanto concerne la possibilita’ del reincarico, la norma
contestata  non  prevede alcuna preliminare valutazione discrezionale
da parte del potere esecutivo;
infine, gli istituti dell’astensione e della ricusazione sono
adeguati  a garantire il rispetto del principio di indipendenza, come
peraltro affermato dalla giurisprudenza della Corte di cassazione.
L’Avvocatura  sottolinea  infine  che  con  il  completamento del
trasferimento  alle  regioni  di  tutte  le  funzioni  amministrative
concernenti la gestione del demanio idrico, prevista dall’art. 89 del
decreto  legislativo n. 112 del 1998, la questione proposta assumera’
un rilievo del tutto marginale.
3.  –  La  Corte, con ordinanza istruttoria 4 luglio 2000, tenuto
conto  dei  profili  dedotti  dal  giudice  a  quo e dalla difesa del
Presidente  del  Consiglio  dei  ministri, ha disposto che il giudice
relatore  svolgesse  tutti  gli opportuni accertamenti in ordine alle
modalita’  di  designazione  ed  alla nomina dei componenti laici dei
Tribunali regionali delle acque pubbliche.
4. – Il giudice per l’istruzione, ai sensi del combinato disposto
dell’art. 13  della  legge  11 marzo 1953, n. 87 e dell’art. 12 delle
norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, ha
disposto  il  6 luglio 2000 l’acquisizione di una serie di elementi e
dati,  assegnando  il  termine  di 90 giorni, dalla comunicazione del
provvedimento istruttorio, per la trasmissione alla cancelleria della
Corte,  ponendo  l’onere  a  carico  del  Consiglio  superiore  della
magistratura,  della  Presidenza  del  Consiglio  dei  ministri,  del
Ministero  della  giustizia, del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti   e   del   Ministero  dell’ambiente  e  della  tutela  del
territorio, a seconda delle rispettive disponibilita’ e competenze.
I  dati  richiesti  sono  riferiti,  tra  l’altro,  al numero dei
funzionari  addetti  (posti  di organico e posti attualmente coperti,
con  eventuale  distinzione  di  ruoli) presso ciascun Provveditorato
regionale  delle  opere  pubbliche,  da  cui sono tratti i componenti
laici  dei  Tribunali  regionali  delle acque pubbliche; la eventuale
documentazione  sulle  difficolta’  di  funzionamento o di scelta nel
caso  di numero esiguo di funzionari addetti, anche in relazione alla
astensione  o  ricusazione  dei  membri  laici,  per  avere  comunque
trattato  ovvero  partecipato  alla trattazione di affari ai quali si
riferisce  la  controversia avanti ai Tribunali regionali delle acque
pubbliche; il concreto sistema attualmente seguito nella designazione
e nomina per i predetti componenti laici; la indicazione di eventuale
delega dal Consiglio superiore della magistratura ai Presidenti delle
Corti  d’appello  ai  sensi  dell’art. 10  della legge 24 marzo 1958,
n. 195;  le  qualifiche  e  il  ruolo  dei  tre  funzionari  nominati
componenti   laici,  per  ciascun  Tribunale  regionale  delle  acque
pubbliche,  con  indicazione  della  sede  e  dell’ufficio  ricoperto
nell’amministrazione di appartenenza.
5.  –  All’ordinanza  istruttoria,  cui ha fatto seguito, in data
19 novembre  2001,  un  sollecito  a  completare  i  dati ed elementi
inviati,  e’  stato  dato  adempimento,  peraltro  non  completo, non
essendo  stata  fornita,  in  particolare,  alcuna risposta sul punto
relativo   al   numero   dei   funzionari   addetti   presso  ciascun
Provveditorato  alle  opere pubbliche da cui sono tratti i componenti
laici.  In  ordine  alle  eventuali difficolta’ di funzionamento o di
scelta  dei  funzionari,  sono  stati  segnalati  solo  rari  casi di
astensione  o ricusazione dei membri lai…
N. 353 SENTENZA 10 – 17 luglio 2002. Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Giurisdizioni speciali – Tribunali regionali delle acque pubbliche – Composizione – Partecipazione al collegio giudicante di uno dei tre tecnici, gia’ funzionari del genio civile, designati quali giudici aggregati – Lesione del principio di indipendenza e terzieta’ del giudice – Illegittimita’ costituzionale in parte qua. – R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775, art. 138. redazione redazione 2015-05-06T10:48:43+00:00

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