Source: http://www.articolo29.it/2015/le-unioni-civili-in-mare-aperto-ecco-il-progetto-di-legge-che-andra-in-aula-in-senato/
Timestamp: 2017-06-22 16:40:05+00:00

Document:
Le Unioni civili in mare aperto: ecco il progetto di legge che andrà in Aula in Senato | ARTICOLO29
» OPINIONI	» Le Unioni civili in mare aperto: ecco il progetto di legge che andrà in Aula in Senato	Le Unioni civili in mare aperto: ecco il progetto di legge che andrà in Aula in Senato
OPINIONI	1 commento
In seguito all’ostruzionismo in Commissione Giustizia di alcuni senatori (di Ncd e Forza Italia) che hanno presentato, come noto, migliaia di emendamenti (ne ha dato conto ARTICOLO29 in maggio), è stato depositato ieri un nuovo progetto di legge (prima firmataria sempre la sen. Cirinnà, relatrice per il Testo unificato) che sarà oggetto della discussione che dovrebbe aprirsi in Senato a breve, il 13 o il 14 ottobre.
La discussione che si apre riguarderà formalmente anche tutti gli altri progetti di legge, ma di fatto è questo il testo che sarà oggetto del dibattito parlamentare e che sarà sottoposto, infine, alla votazione dell’Aula. Un testo, dunque, che affronta le intemperie dell’Aula senza relatrice.
Cercheremo di esporre qui in estrema sintesi i principi che informano la disciplina di cui al Titolo I della legge, relativo al nuovo istituto dell’Unione civile tra persone dello stesso sesso.
ART. 1: le “specifiche formazioni sociali”
Il nuovo testo mantiene, all’art. 1, il riferimento, che ha suscitato tante polemiche, alle “specifiche formazioni sociali”. Contrariamente a quanto equivocato da più parti, non si tratta di una nuova definizione dell’istituto giuridico, che resta denominato come “Unione civile fra persone dello stesso sesso”. Si tratta, invero, di una mera qualificazione giuridica del nuovo istituto ai sensi dell’art. 2 della Costituzione. Allo stesso modo delle famiglie di fatto, etero e omosessuali, che rappresentano specifiche formazioni sociali ex art. 2 e delle coppie coniugate, che rappresentano altrettante specifiche formazioni sociali protette dagli artt. 2 e 29, anche le unioni fra persone delo stesso sesso che accedono al nuovo istituto sono infatti in tutta evidenza specifiche formazioni sociali ex art. 2.
La sottolineatura di cui all’articolo 1 è dunque sostanzialmente priva di qualsiasi contenuto giuridico, essendo tesa a rimarcare quanto é evidente a tutti, ossia che la legge in discussione non sta estendendo l’istituto del matrimonio.
Con questo provvedimento, infatti, il Parlamento italiano non è chiamato a cessare la tradizionale discriminazione matrimoniale delle persone omosessuali, come avvenuto negli ultimi anni in tanti Paesi a civiltà giuridica a noi affine (fra cui, Francia, Spagna, Inghilterra, Stati Uniti d’America, Canada, Argentina..), ma si sta avviando verso l’introduzione di un nuovo istituto di diritto di famiglia, distinto dal matrimonio ma ad esso equivalente, così seguendo la strada già percorsa da altri ordinamenti in un numero limitato di Paesi (come, fra altri, la Germania, l’Austria e la Svizzera).
Si tratta di una scelta che non è scontata, è assai opinabile ed è invisa alla stragrande maggioranza della comunità gay e lesbica, che chiede con forza uguaglianza. E’ una scelta per nulla obbligata (chi sostiene che sia imposta dalla nostra Costituzione ha un’idea davvero ristretta della funzione della nostra Carta costituzionale e fraintende la ratio garantista dell’art. 29, imputando allo stesso proprie aspirazioni e visioni ideologiche). Tale scelta tradisce, invero, l’evidente arretratezza del nostro sistema politico. Basti pensare che in Europa e nel mondo la fine della discriminazione matrimoniale è stata la bandiera di partiti e leader politici tanto di sinistra che di destra e che l’apertura del matrimonio si è già imposta al centro del dibattito politico persino in Germania, dove la maggioranza assoluta delle forze parlamentari (tutte, tranne la cdu-csu) propone oggi l’apertura del matrimonio. Insomma, quel che oggi è chiamato il “modello tedesco” non è scontato che lo resti anche in un prossimo futuro. Come dire che, se vuole, il Legislatore italiano si affretti, perché il modello tedesco, tra non molto, potrebbe non essere più disponibile.
In ogni caso, l’indicazione che le unioni omosessuali si qualificano come formazioni sociali ex art. 2 e non ex art. 29 non aggiunge e non toglie nulla alla scelta di fondo (unione civile e non matrimonio).
Art. 2: la costituzione della Unione
All’art. 2 viene prevista la costituzione dell’Unione civile avanti all’ufficiale dello stato civile (in conformità con quanto accade già da qualche anno in tutti i Laender tedeschi). Vengono previsti, inoltre, i cd. “impedimenti” (situazioni che impediscono la conclusione della Unione civile) che vengono ricalcati pedissequamente da quelli del matrimonio. Viene prevista, infine, la possibilità di scegliere un “cognome comune”, esattamente come accade per l’analogo istituto tedesco che, come detto, funge da dichiarato modello per il nuovo istituto italiano.
È prevista la registrazione della Unione civile fra persone dello stesso sesso fra gli altri atti dello stato civile (nascita, matrimonio, morte), senza istituire un improbabile registro ad hoc.
Nonostante sia previsto un necessario adeguamento delle norme dello stato civile, la legge sottolinea che questa norma, come il resto della Legge, entra in vigore immediatamente (art. 10, primo comma). E’ previsto espressamente, inoltre, che le disposizioni transitorie necessarie per la tenuta dei registri nell’archivio dello stato civile siano emanate entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge.
Come già anticipato (vedi ARTICOLO29, 17 marzo 2015), non sono state riprodotte alcune norme che sono strettamente connesse con la tradizione e la storia dell’istituto matrimoniale, di valore simbolico ma della cui utilità pratica può dubitarsi, quali ad es. le pubblicazioni. Ciò non toglie che l’ufficiale di stato civile non possa (e debba) vagliare, prima della costituzione della Unione civile, l’insussistenza degli impedimenti previsti dalla legge.
Per il procedimento di costituzione della Unione civile, l’art. 2 ricalca, dunque, quanto già previsto in Germania, creando un istituto parallelo al matrimonio, che resta riservato alle coppie di sesso opposto, ma con modalità di costituzione in larga misura analoghe (come si rammenterà, la Corte costituzionale austriaca, con sentenza del 12 dicembre 2012, è già intervenuta sul corrispondente istituto, sancendo che il pubblico ufficiale non possa rifiutare di utilizzare per le unioni civili le procedure cerimoniali previste per il matrimonio).
Articolo 3 (4 e 6): il cuore della legge
All’art. 3 si ha la vera e propria disciplina giuridica delle Unioni civili fra persone dello stesso sesso. Lo statuto dei rapporti personali fra le parti della Unione civile è ricalcata da quella prevista per il matrimonio, prevedendo l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale ed alla coabitazione.
Fra le norme che interessano i rapporti personali, non vengono richiamati gli articoli 147 e 148 del codice civile che attengono al rapporto fra genitori e figli. Si deve tuttavia rilevare come i diritti dei figli verso i genitori, e viceversa, siano comunque identici al di là dello status dei coniugi e siano comunque normati dagli art. 315 bis e seguenti del codice civile. Come noto, infatti, dopo la riforma del 2012 (Legge n. 219/2012) non v’è più alcuna sostanziale distinzione di disciplina fra figli nati dentro e fuori dal matrimonio. Dunque, una volta riconosciuta la genitorialità (biologica, adottiva) i rapporti verticali tra figli e genitori sono indifferenti rispetto alla sussistenza di vincoli formali nei rapporti orizzontali fra genitori.
Peraltro il mancato richiamo dell’art. 147 c.c. segue e si adegua a quanto rilevato dalla Commissione affari costituzionali (di cui ha dato notizia ARTICOLO29, 12 maggio 2015) in ordine alla specificità della Unione civile che, come noto, non prevede una “presunzione di concepimento” per i figli nati in costanza di unione (la Commissione aveva parlato di «profili di oggettiva specificità che essa presenta e che potrebbero rendere complessa un’applicazione immediata e diretta della disposizione codicistica»).
Il secondo comma prevede che «le parti concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare e fissano la residenza comune; a ciascuna delle parti spetta il potere di attuare l’indirizzo concordato». Il richiamo alla «vita familiare» non rappresenta una inedita scelta del Parlamento ma deriva direttamente (ed è, anzi, imposta) dalla normativa sovranazionale che pone precisi vincoli per il Legislatore italiano. Com’è noto, infatti, le unioni registrate fra persone dello stesso sesso (così come le famiglie di fatto, etero ed omosessuali, e le coppie coniugate) non ricevono protezione soltanto come specifiche formazioni sociali ai sensi dell’art. 2 (e 29 nel caso delle coppie sposate) della Costituzione, ma altresì come specifiche forme di “famiglia” a norma dell’art. 9 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea ed ai sensi dell’art. 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, atti entrambi vincolanti per il Legislatore nazionale (nel primo caso per le materie di competenza dell’Unione). Tant’é che l’Italia é stata condannata dalla Corte europea dei diritti umani proprio per violazione della “vita familiare” delle coppie omosessuali.
Gli artt. 3 e 4 estendono, quindi, alla Unione civile fra persone dello stesso sesso pressoché tutte le norme del matrimonio che regolano i rapporti patrimoniali, la materia successoria, la tutela della parte debole ecc.. Dunque le parti di una Unione civile fra persone dello stesso sesso avranno esattamente la stessa posizione dei coniugi per quanto concerne, ad es., i rapporti patrimoniali (l’unica eccezione è il mancato richiamo dell’art. 161 c.c., norma di scarsa applicazione) e le successioni in caso di morte.
L’art. 6 regola lo scioglimento dell’unione civile in base alla normativa vigente per il matrimonio civile. Dunque anche in questo caso sarà necessaria la separazione e, quindi, il divorzio.
Art. 3, quarto comma: la norma di chiusura
Norma centrale, di fondamentale importanza, di tutta la disciplina è comunque quella contenuta nell’art. 3, quarto comma, per il quale tutte «le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole “coniuge”, “coniugi” o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche alla parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso». In base a questa norma, dunque, sarà possibile assicurare tutti i diritti (ed i doveri) di natura sociale: accesso alla pensione di reversibilità, sgravi fiscali, accesso alle graduatorie per gli alloggi pubblici, permessi lavorativi per ragioni familiari, trasferimenti per motivi di famiglia, congedi matrimoniali, decisioni in materia sanitaria e funeraria, permessi penitenziari, astensione dal testimoniare nel processo penale ecc. ecc…
Molto opportunamente, la legge evita di riprodurre un infinito elenco di disposizioni che oggi richiamano il matrimonio o termini come coniuge, sposo, marito, moglie ecc.., contenute non solo nelle leggi (si pensi al codice penale e di procedura penale) ma anche in migliaia di atti ammnistrativi e persino nei contratti collettivi.
Come per la legge tedesca, dunque, anche il Legislatore italiano sta adottando una tecnica mista, che prevede cioè un rinvio al matrimonio per alcune questioni ed una regolamentazione ad hoc per altre. Il Legislatore italiano, inoltre, sembra volere tenere evidentemente in debito conto l’esperienza di questi 14 anni di applicazione della legge tedesca, posto che la Corte di Giustizia dell’Unione Europea in più occasioni ha ritenuto illegittime le disparità di trattamento fra l’unione civile riservata alla coppie dello stesso sesso prevista in Germania ed il matrimonio riservato in quel Paese alle coppie di sesso diverso. La Corte, in particolare, ha già statuito con riguardo: al trattamento dei lavoratori (sussidio di malattia, v. sentenza del 6 dicembre 2012); al trattamento pensionistico generale (v. sentenza del 10 maggio 2011, Grande Sezione) e in particolare all’accesso alla pensione di reversibilità (v. sentenza del 1 aprile 2008, Grande sezione), rammentando per quest’ultima come la mancata previsione del beneficio previsto per il coniuge superstite costituisca una discriminazione fondata sull’orientamento sessuale in violazione del diritto comunitario, in particolare della direttiva n. 2000/78.
L’art. 3 comma quarto prevede, infine, che «la disposizione di cui al periodo precedente non si applica alle norme del codice civile non richiamate espressamente nella presente legge», posto che le disposizioni del codice civile – che “si riferiscono al matrimonio” o contengono “le parole coniuge, coniugi o equivalenti” -, direttamente applicabili sono state già individuate dalla legge. È bene tenere a mente che in questo modo non si è affatto esclusa l’applicazione delle norme di cui agli art. 315 bis e seguenti c.c., che si occupano del rapporto fra genitori e figli, poiché le stesse tecnicamente non «si riferiscono al matrimonio» e non contengono «le parole coniuge, coniugi o termini equivalenti».
Articolo 5: adozione del figlio del partner
La legge dispone che ogni parte possa adottare il figlio del partner, estendendo all’Unione civile la disposizione di cui all’art. 44 lettera b) della legge 4 maggio 1983, n. 184.
Questa disposizione, in conformità con quanto già avviene in Germania, permette dunque alla parte dell’Unione civile di ricorrere all’adozione non legittimante nei confronti del figlio “legittimo” dell’altra parte (sia “biologico” che adottivo), al fine di assicurare tutela al supremo interesse del bambino alla continuità affettiva con il genitore intenzionale o sociale ed al fine di assicurare che quest’ultimo non venga meno agli obblighi di assistenza ed alle proprie responsabilità, anche patrimoniali, nei confronti del bambino.
Sul punto il progetto di legge tiene conto della giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che ha riconosciuto come anche la relazione fra i bambini ed i due membri della coppia omosessuale rientri nella protezione assicurata dall’art. 8 della Convenzione alla «vita familiare» (decisioni del 15 marzo 2012 e del 19 febbraio 2013) e delle diverse recenti decisioni, assunte dopo un’iniziale indirizzo restrittivo, nelle quali ha escluso che siano giustificate disparità di trattamento fra eterosessuali ed omosessuali sotto il profilo dell’accesso alla genitorialità (decisioni in materia di affidamento dei minori, del 21 dicembre 1999, ed in materia di accesso all’adozione quando è consentita alle persone singole o alle coppie di fatto, decisioni del 22 gennaio 2008 e del 19 febbraio 2013).
Nel progetto di legge (ancora all’art. 3, quarto comma, ultima parte) viene espressamente esclusa, invece, l’applicabilità dell’istituto dell’adozione legittimante. Per le coppie dello stesso sesso unite civilmente non sarà possibile, dunque, adottare congiuntamente bambini in stato di abbandono, né italiani né stranieri.
Inoltre, nulla si dice con riguardo al persistente divieto di ricorso alla fecondazione eterologa per le coppie dello stesso sesso. Contrariamemte a quanto inopinatamente affermato da alcuni, la legge invero nulla dice con riguardo ad alcuna pratica di fecondazione artificiale (compresa la gestazione per altri, cd. surrogazione di maternità), lasciando dunque intatti i divieti della Legge 40 del 2004 superstiti dopo i ripetuti interventi demolitori della Corte costituzionale.
La permanenza del divieto di cui alla legge 40 continua, peraltro, a condizionare il profilo della tutela del superiore interesse del minore, posto che il bambino dovrà essere “adottato” anche in quei numerosissimi casi in cui la sua venuta al mondo è frutto di una scelta comune ai due genitori. Inoltre permane una differenza di trattamento fra la relazione giuridica instaurata dal bambino con il genitore cd. biologico e quello cd. sociale, poiché l’adozione ex art. 44 l. 184/1983 non è piena ma contempla qualche differenza di trattamento. La legge, inoltre, non risolve, in tutta evidenza, le situazioni in cui la coppia di genitori si sia già separata prima dell’entrata in vigore della Legge (e dell’emanazione di un provvedimento di adozione). In questi casi sarà ancora necessario ricorrere all’applicazione dell’art. 44 lettera d) della legge 4 maggio 1983, n. 184, sulla scorta della giurisprudenza inaugurata nel 2014 dal tribunale per i minorenni di Roma (sentenza del 30 luglio 2014). In ultima analisi, la legge compie un primo passo avanti, peraltro in parte anticipato dalla giurisprudenza minorile, ma non mette ancora il Paese in linea con altre realtà giuridiche occidentali.
Art. 6 ultimo comma e art. 7: mutamento di sesso
La legge stabilisce che in ipotesi di mutamento di sesso di una delle parti, l’Unione civile si sciolga automaticamente.
Il progetto di legge prevede, quindi, che in ipotesi di mutamento di sesso di un coniuge, il matrimonio si sciolga automaticamente e, nel caso la coppia manifesti la volontà di restare unita, si instauri l’unione civile tra persone dello stesso sesso. Si tratta in questo caso di una scelta imposta dalla sentenza n. 170/2014 della Corte Costituzionale.
Artt. 8, 9, 10: le deleghe al Governo e le disposizioni finali
La legge ha, ovviamente, efficacia immediata al momento della sua entrata in vigore.
Prevede alcune deleghe al Governo che riguardano tre settori specifici che, per il loro livello di complessità tecnica, non sono stati affrontati in sede legislativa, se non dettando i principi generali.
La prima delega riguarda l’adeguamento delle disposizioni dell’ordinamento dello stato civile in materia di iscrizioni, trascrizioni e annotazioni. L’adeguamento, come già detto, dovrà tenere conto delle «previsioni della presente legge» le quali «hanno efficacia a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge». L’art. 10, inoltre, prevede espressamente che «con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da emanarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le disposizioni transitorie necessarie per la tenuta dei registri nell’archivio dello stato civile nelle more dell’entrata in vigore delle disposizioni delegate di cui all’articolo 7, comma 1, lettera a)».
La seconda delega riguarda la modifica ed il riordino delle norme in materia di diritto internazionale privato. In questo caso viene esplicitato il principio per cui si dovrà prevedere «l’applicazione della disciplina della unione civile tra persone dello stesso sesso regolata dalle leggi italiane alle coppie formate da persone dello stesso sesso che abbiano contratto all’estero matrimonio, unione civile o altro istituto analogo». Si tratta di una norma controversa, che sembra tuttavia riportare ordine in una materia che oggi appare assai confusa (basti pensare al contenzioso in materia di trascrizione dei matrimoni).
La terza delega, residuale, consente «modificazioni ed integrazioni normative per il necessario coordinamento con la presente legge delle disposizioni contenute nelle leggi, nei decreti e nei regolamenti».
Scontata è, infine, la previsione che «entro due anni dalla data di entrata in vigore di ciascun decreto legislativo adottato ai sensi del comma 1, il Governo può adottare disposizioni integrative e correttive dei decreti medesimi, nel rispetto dei principi e criteri direttivi di cui al citato comma 1, con la procedura prevista nei commi 2 e 3» (correzione dei decreti attuativi, dunque, e non certo della legge come inopinatamente anticipato da un giornale).
Il Parlamento italiano è oggi chiamato a legiferare, in tempi stretti, anche in ragione della recente condanna del nostro Paese da parte della Corte Europea dei Diritti Umani che con la nota sentenza del 21 luglio 2015, caso Oliari e altri c. Italia, è giunta infine a sanzionare, con risarcimento, il nostro Paese per la violazione della «vita privata» e della «vita familiare» delle unioni omosessuali, protetti dall’Articolo 8 della Convenzione. Al monito giunto dalla Consulta per la definizione “con la massima sollecitudine” (sentenza n. 170 del 2014) di una “disciplina di carattere generale” (sentenza n. 138 del 2010) che dia protezione alle unioni fra persone dello stesso sesso, si è oggi sommata, dunque, anche la condanna del nostro Paese da parte della Corte di Strasburgo in ragione della perdurante violazione della “vita familiare” delle coppie omosessuali.
L’Italia è oggi l’unica nazione del mondo occidentale (insieme alla Grecia, che è stata anch’essa già condannata per questo dalla Corte europea dei diritti umani) ad essere ancora totalmente priva di leggi ed è, dunque, come un vaso d’argilla ormai ingestibile: in una Europa ove vige il principio della libertà di circolazione, i matrimoni same-sex respinti alla porta, rientrano ogni giorno dalla finestra, come insegna la vicenda delle trascrizioni che ha strascichi civili, amministrativi e financo penali. L’insostenibilità di una pretesa impermeabilità del nostro ordinamento giuridico rispetto non solo alle vicende esterne e transfrontaliere, ma persino alla stessa mutevole realtà sociale interna ha conferma in fattispecie disparate, dalle menzionate trascrizioni dei matrimoni (e dei certificati di nascita, degli atti di adozione..), al riconoscimento della carta e permesso di soggiorno a chi è coniugato all’estero con persona dello stesso sesso, alla stessa vicenda dell’illegittimità dello scioglimento automatico del matrimonio in caso di mutamento di sesso, a centinaia di diverse istanze promosse da coppie e da singoli. Con ogni probabilità, altri problemi emergeranno nella casistica futura, incoraggiati anche dalla recente condanna di Strasburgo.
Con questo scenario deve fare i conti il progetto di legge che scende adesso in Aula senza relatrice ed entra, così, in mare aperto.
Condividi One Response to Le Unioni civili in mare aperto: ecco il progetto di legge che andrà in Aula in Senato
Osservazioni a prima lettura sulla legge sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso, nella prospettiva internazionalprivatistica | SIDIBlog16 maggio, 2016 alle 09:37 […] ordinamento di rimanere “permeabile” rispetto alle vicende esterne e transfrontaliere (M. Gattuso, Le Unioni civili in mare aperto: ecco il progetto di legge che andrà in Aula in Senato, G. Casaburi, Il Sillabo delle Unioni Civili: giudici, etica di stato, obblighi internazionali […]
« Il primo passo delle Unioni civili in Aula
Ecco il progetto di legge »
GenIUSRivista di studi giuridici sull’orientamento sessuale e l’identità di genereDOWNLOAD GRATUITO
Tribunale minori Milano 17 ottobre 2016: no alla stepchild adoption
Cassazione 26 maggio 2016: sì alla stepchild adoption
Tribunale Napoli 11 novembre 2016: trascrizione di atto di nascita con due mamme
TAR Veneto 7 dicembre 2016: sospeso provvedimento comunale che differenzia rito fra unione civile e matrimonio
TAR Lombardia 29 dicembre 2016: stesso rito per unione civile e matrimonio
Cassazione 19599/2016: trascrizione di atto di nascita con due mamme
Corte costituzionale n. 221/2015: non è necessario l'intervento chirurgico per la rettificazione anagrafica di sesso
Tribunale minorenni Roma, sentenza 22/10/2015: sì alla adozione da parte della mamma non biologica
Corte d'appello di Roma 23/12/15: sì alla stepadoption da parte della co-mamma
Corte d'appello di Milano 16/10/2015: trascrizione della adozione piena da parte della co-madre
Il testo della legge sulle Unioni civili e le convivenze di fatto approvato dal Senato
Tribunale per i minorenni di Roma, 23 dicembre 2015 (definitiva): adozione coparentale per il co-padre
Corte appello Torino 27 maggio 2016: sì alla adozione coparentale nell'ambito di coppie dello stesso sesso
Unioni civili e convivenze, precedente testo (del 12 marzo 2015)
Consiglio di Stato: il prefetto può annullare la trascrizione di matrimoni celebrati all'estero
DECISIONI (per materia):ORIENTAMENTO SESSUALE: Nozione
RICORSI ATTUALMENTE PENDENTI AVANTI ALLA CORTE DI STRASBURGO
MATERIALI:Norme
DIRITTO STRANIERO:Diritto straniero/matrimonio
BIBLIOGRAFIA:Libri
Orientamento sessuale – A-Z
Identità di genere A – Z
bibliografia/orientamento sessuale/Corte europea dei diritti dell’uomo
bibliografia/orientamento sessuale/Diritto straniero
bibliografia/orientamento sessuale/Diritto di famiglia
bibliografia/orientamento sessuale/Diritto internazionale privato
bibliografia/orientamento sessuale/Diritto penale
bibliografia/orientamento sessuale/Famiglia di fatto
bibliografia/orientamento sessuale/Genitorialità
bibliografia/orientamento sessuale/Lavoro e discriminazione
bibliografia/orientamento sessuale/Leggi regionali ed enti locali
bibliografia/orientamento sessuale/Matrimonio tra persone dello stesso sesso
bibliografia/orientamento sessuale/Proposte di legge
bibliografia/orientamento sessuale/Tutela dello straniero
bibliografia/orientamento sessuale/Unione europea
BIBLIOGRAFIA/lavoro (2)
cedu (19)
discriminazione (18)
GenIUS 2014/02 (1)
identità di genere (22)
intersezioni (4)
omo-transfobia (1)
OPINIONI (99)
orientamento sessuale (125)
stranieri/e (11)
trascrizione (3)
Unioni civili (48)
CASABURI: Il nome della rosa (la disciplina italiana delle unioni civili)
CASABURI: Il Sillabo delle Unioni Civili: giudici, etica di stato, obblighi internazionali dell’Italia
Per restare aggiornato scrivi il tuo indirizzo email: riceverai una email: non dimenticare di dare conferma l’iscrizione è gratuita; verranno inviate e-mail in numero assolutamente limitato e senza spam; è sempre possibile cancellarsiDelivered by FeedBurner
NEWS:	La Corte Suprema delle Bermude disapplica la definizione eterosessuale del matrimonio di common law in nome del principio di non discriminazione ... See MoreSee LessLandmark same-sex ruling | The Royal Gazette:Bermuda Newswww.royalgazette.comA gay couple have wo... La Corte Suprema dell'Alabama rovescia la propria precedente decisione con cui aveva rifiutato riconoscere la stepchild adoption in una coppia lesbica separata ... See MoreSee LessAlabama Supreme Court now recognizes lesbian adoption after SCOTUS opinional.comOn Sept.18 the Alaba... La piccola isola di Nauru (Micronesia) decriminalizza l'omosessualità ... See MoreSee LessNauru decriminalises homosexuality and suicidetheguardian.comNew laws replace tho... Corea del Sud, corte respinge la richiesta di registrazione del matrimonio del regista Kim Jho Gwang-Soo col proprio compagno: é il primo caso giudiziario nel paese ... See MoreSee LessSouth Korea: Court rejects film director Kim Jho Gwang-so’s gay marriage lawsuitasiancorrespondent.comA LAWSUIT filed by o... Il Vermont vieta le terapie riparative ... See MoreSee LessVermont governor signs conversion therapy banwashingtonblade.comVermont Gov. Peter S... Undici Stati impugnano la circolare Obama che assicura il diritto delle persone transgender ad accedere a bagni corrispondenti alla loro identità di genere ... See MoreSee LessToilette per transgender, 11 Stati contro Obamaagi.itRicorsi dopo la circ... Il Parlamento europeo vota un rapporto in favore del congedo parentale nell'ambito di coppie dello stesso sesso ... See MoreSee LessParliament speaks out for equal parental leave rights same-sex couples with children | The...lgbt-ep.euHome > News > Pr... Circolare dell'Amministrazione Obama impone alle scuole di assicurare il diritto degli studenti di accedere ai bagni corrispondenti alla loro attuale identità di genere ... See MoreSee LessW.H. issues guidance on transgender bathroomscnn.comThe Obama administra... La Danimarca sarà il primo paese al mondo a cancellare il "transessualismo" dall'elenco delle malattie mentali ... See MoreSee LessDenmark to no longer define transgender as mental illnessthelocal.dkDenmark is set to of... Regno Unito: corte rifiuta diritto d'asilo a coppia di donne indiana sposata ... See MoreSee LessCourt rejects request by same-sex Indian couple to remain in UKtheguardian.comWomen lose case desp... Il ministro della giustizia tedesco annuncia piano per riabilitare chi ha subito in passato condanne penali per condotte omosessuali, eliminandone ogni traccia nei certificati penali ... See MoreSee LessGermany to overturn convictions of thousands of gay mentelegraph.co.ukGermany is to overtu... Risoluzione del Parlamento europeo per il riconoscimento reciproco delle adozioni nazionali ... See MoreSee LessParliament speaks out for mutual recognition domestic adoptions | The European Parliament...lgbt-ep.euIn a resolution addr... Rapporto del Parlamento europeo contro i discorsi omofobi e d'odio sul web ... See MoreSee LessEuropean Parliament speaks out against online homo- and transphobic hate speech | The European...lgbt-ep.euHome > News > Pr... Tunisi, il governo sospende per trenta giorni associazione per la decriminalizzazione dell'omosessualità ... See MoreSee LessTunisia:associazione Shams per diritti Lgbt sospesa 30 gg - Politica - ANSAMed.itwww.ansamed.infoTunisia:associazione... Siria: esecuzione capitale a mano dell'Isis di un quindicenne accusato di essere gay ... See MoreSee LessISIS extremists throw Syrian teenage boy off a roof for being gay - ARA Newsaranews.netARA News DUHOK – ... Tokyo, due municipalità riconoscono le unioni same-sex: è la prima volta in Giappone ... See MoreSee LessTokyo wards issue first certificates recognizing gay couples - AJW by The Asahi Shimbunajw.asahi.comShibuya and Setagaya... Istanbul: tribunale condanna la Turkish Football Federation per il licenziamento di un omosessuale ... See MoreSee LessTurkish Football Federation fined for sacking gay referee - BBC Newswww.bbc.comTurkey's first openl... Senegal: arrestati undici gay per la celebrazione di un matrimonio ... See MoreSee LessArrestation des 11 présumés homosexuels à Kaolack : Les autres membres du réseau en passe d’être...www.dakaractu.comLa police de Kaolack... La Grecia approva le unioni civili per le coppie dello stesso sesso ... See MoreSee LessGreece allows civil partnerships for gay coupleswww.cbc.caGreece enacted in th... Londra: Corte respinge l'estradizione di un omosessuale verso gli Emirati Arabi ... See MoreSee LessGay British man avoids extradition to Dubaiwww.theguardian.comCourt finds the Unit... ARTICOLO29 powered by WordPress and The Clear Line Theme

References: ARTICOLO29
 ARTICOLO29

ART. 1
 art. 2
 art. 2
 art. 2
 art. 29

Art. 2
 ARTICOLO29
 sentenza 

Articolo 3
 art. 315
 ARTICOLO29

Art. 3
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 315

Articolo 5
 art. 44

Art. 6
 art. 7
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 ARTICOLO29