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Possesso ad usucapionem? A quali condizioni? (Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza 4 febbraio 2015, n. 2043). – Noi Radiomobile™
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Possesso ad usucapionem? A quali condizioni? (Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza 4 febbraio 2015, n. 2043).
Posted on 16 settembre 2015 AuthorNoi RadiomobileLeave a comment
La corte di appello di Trento, sezione di Bolzano ha respinto la domanda di usucapione dei sigg. H.h e quella del Comune per il pagamento di un canone di occupazione, ritenendo non provato, per quanto ancora interessa, un possesso ad usucapionem.
L’odierno ricorso con unico motivo lamenta la violazione dell’art. 1158 cc ma la censura è infondata.
Per la configurabilità del possesso “ad usucapionem”, è necessaria la sussistenza di un comportamento continuo, e non interrotto, inteso inequivocabili ernte ad esercitare sulla cosa, per tutto il tempo all’uopo previsto dalla legge, un potere corrispondente a quello del proprietario o del titolare di uno “ius in re aliena” ( “ex plurimis” Cass. 9 agosto 2001 n.11000), un potere di fatto, corrispondente al diritto reale posseduto, manifestato con il compimento puntuale di atti di possesso conformi alla qualità e alla destinazione della cosa e tali da rilevare, anche esternamente, una indiscussa e piena signoria sulla cosa stessa contrapposta all’inerzia del titolare del diritto (Cass. 11 maggio 1996 n. 4436. Cass. 1 3 dicembre 1994 n. 10652).
Nè è denunciabile, in sede di legittimità, l’apprezzamento del giudice di merito in ordine alla validità degli eventi dedotti dalla parte, al fine di accertare se, nella concreta fattispecie, ricorrano o meno gli estremi di un possesso legittimo. idoneo a condurre all’usucapione (Cass. 1 agosto 1980 n. 4903, Cass. 5 ottobre 1978 n. 4454), ove, come nel caso, sia congruamente logica e giuridicamente corretta.
Alla cassazione della sentenza si può giungere solo quando la motivazione sia incompleta, incoerente ed illogica e non quando il giudice del merito abbia valutato i fatti in modo difforme dalle aspettative e dalle deduzioni di parte (Cass. 14 febbraio 2003 n. 2222).
Il ricorso tenta una rilettura delle emergenze processuali senza intaccare la ratio decidendi della decisione impugnata.
Propone di rigettare il ricorso.
Roma, 23 ottobre 2014. Il consigliere delegato
Il Collegio condivide e fa propria la relazione osservando che la sentenza fa riferimento al permesso ottenuto dall’amministrazione per l’insediamento ed alla concessione di baracche ad alcune famiglie zingare per cui non si ravvisa l’asserita decisione della questione di diritto in modo difforme dalla consolidata giurisprudenza di questa Corte.
La Corte rigetta il ricorso e condanna i ricorrenti alle spese liquidate in euro 1700 di cui 1500 per compensi oltre accessori.
Dà atto ai sensi dell’art. 13 comma 1 quater del dpr 115/2002 della sussistenza dei presupposti per il versamento dell’ulteriore contributo unificato.
← Previous Previous post: Il magistrato che deposita con grave ritardo provvedimenti giurisdizionali va censurato trattandosi di denegata giustizia (Corte di Cassazione, sez. Unite Civili, sentenza 13 febbraio 2015, n. 2889).
Next → Next post: La parte civile non può ricorrere in cassazione, nella richiesta di riesame ex art. 318 c.p.p. avverso l’ordinanza che nega o annulla il sequestro conservativo già emesso (Corte di Cassazione, sez. Unite Penali, sentenza 20 novembre 2014, n. 47999).
L’atto osceno in luogo pubblico non è depenalizzato solo nell’ipotesi in cui questo si svolga in un luogo frequentato da minori (Corte di Cassazione, Sezione III Penale, Sentenza 25 marzo 2017, n. 10025). 18 gennaio 2018
Il conduttore puo’ agire per la determinazione dell’indennità e la condanna al suo pagamento, ancorché non abbia rilasciato l’immobile perché essa non gli sia stata corrisposta (Corte di Cassazione, Sezione III Civile, Sentenza 7 marzo 2017, n. 5603). 18 gennaio 2018
La sentenza di fallimento non può essere sindacata davanti al giudice penale neppure per eventuali errori commessi nel procedimento che ha portato alla sua emanazione (Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 1 marzo 2017, n. 10033). 18 gennaio 2018
Particolare tenuità applicabile all’omissione di soccorso stradale (Corte di Cassazione Penale, Sez. IV, sentenza 6 dicembre 2017, n. 54809). 17 gennaio 2018
Illecita sottrazione di minori, prevista dalla convenzione dell’Aja del 25 ottobre 1980. Irrilevanza della valutazione di rischi connessi al rientro del minore, secondo quanto stabilito dal provvedimento di affidamento. 17 gennaio 2018

References: Cass. 
 Cass. 
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 sentenza 
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 art. 318
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