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Timestamp: 2017-09-25 07:49:33+00:00

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Statuto Regionale - SIAF Lombardia
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Statuto Regionale SIAF Lombardia
Art. 1 DELLA COSTITUZIONE E DELLE NORME
FONDAMENTALI DELL’ASSOCIAZIONE
1. E’ costituita l’Associazione “S.I.A.F. Società Italiana Armonizzatori Familiari, Counselor, Counselor Olistici e Operatori Olistici – Regione Lombardia”.
L’associazione si intende costituita conformemente agli scopi ed alle direttive dell’Associazione Nazionale “S.I.A.F. Società Italiana Armonizzatori Familiari, Counselor, Counselor Olistici e Operatori Olistici” di cui riconosce la giurisdizione e la prevalenza degli Statuti e Regolamenti Nazionali rappresentandone la filiazione su base territoriale Regionale.
2. La sede dell’Associazione è stabilita in
È facoltà del Presidente pro-tempore, con motivata richiesta, trasferire la sede dell’Associazione all’interno del territorio regionale dandone idonea pubblicità ai terzi al fine di non comprometterne la reperibilità.
3. L’attività dell’Associazione è regolata dalle norme del presente statuto – d’ora in poi definito “Statuto”- nonché dagli altri documenti indicati dallo stesso e dalle deliberazioni degli organi associativi adottate in conformità a tali norme.
4. L’Associazione non ha scopo di lucro ed ha carattere apolitico e aconfessionale. Tutti i proventi sono destinati all’attività associativa.
5. L’Associazione può essere sciolta solo dall’Assemblea dei soci, con maggioranza degli almeno tre quarti degli associati. In caso di scioglimento, l’Assemblea designerà uno o più liquidatori determinandone i poteri. Il netto risultante dalla liquidazione sarà devoluto a S.I.A.F. Nazionale oppure ad altri enti aventi finalità simili a quelle indicate all’art. 3 del presente statuto.
6. L’anno di attività e di rendiconto dell’Associazione ha inizio il 1° gennaio e termina il 31(trentuno) dicembre di ogni anno.
7. La durata dell’Associazione è illimitata.
Art. 2 DEGLI SCOPI DELL’ASSOCIAZIONE
a) coadiuvare assieme a SIAF Italia in merito alla qualità dell’utenza dei servizi professionali offerti dagli associati della propria area territoriale affinché operino con indiscussa e provata professionalità nel campo specialistico di loro competenza;
b) tutelare i consumatori utenti in merito alla specifica attività specialistica svolta dagli associati professionisti in ogni sede provinciale;
c) vigilare sui principi etici e morali e norme di comportamento degli associati attraverso l’adozione del Codice Deontologico Nazionale e del Regolamento Disciplinare Nazionale;
d) promuovere la formazione e l’aggiornamento professionale annuale obbligatorio degli associati anche mediante il ricorso a soggetti terzi, nelle materie di competenza, nonché il tirocinio dei propri soci secondo quanto previsto dal Regolamento nazionale per stage di formazione e orientamento e dei propri soci in formazione;
e) promuovere e stipulare accordi per i tirocini professionali dei nostri professionisti;
f) promuovere e stipulare convenzioni sul territorio con altre associazioni e enti;
g) collaborare e stipulare accordi con altre associazioni similari, anche nell’ambito extraterritoriale;
h) promuovere convegni, conferenze, seminari, eventi ed altre analoghe iniziative;
i) promuovere la formazione di gruppi di studio e la pubblicazione di opere sulle materie professionali.
Art. 3 DEI TIROCINI PROFESSIONALI
La S.I.A.F. Regionale promuove l’attività di tirocinio per i propri soci in formazione attraverso la stipula di apposite convenzioni con Enti Pubblici o Privati. In questo caso il socio in formazione è tenuto a munirsi di adeguate Polizze Assicurative. L’attività di tirocinio deve essere supervisionata da un Professionista che abbia raggiunto il Livello di Trainer o Supervisore.
Il tirocinio sarà approvato dal Consiglio Direttivo Regionale in accordo con il Consiglio Direttivo Nazionale. Le Convenzioni dovranno essere stipulate a cura del Consiglio Direttivo Regionale qualora non siano espresse specifiche deleghe ad altri organi o commissioni associative. In ogni caso il periodo massimo di tirocinio non potrà mai superare i 12 mesi di durata.
Art. 4 DEI PROVENTI DELL’ASSOCIAZIONE
1. I proventi dell’Associazione sono rappresentati dalle quote che i soci dovranno pagare per la formazione ECP Deontologica Obbligatoria (Educazione Continua Professionale) ed anche da:
– contributi volontari dei soci; – contributi volontari di privati; – finanziamento di progetti da parte della SIAF nazionale; – contributi dello Stato e/o delle Regioni, di Enti o di Istituzioni pubbliche anche finalizzati al sostegno di specifiche e documentate attività o progetti; – contributi di organismi Internazionali; – lasciti e donazioni; – rimborsi o corrispettivi derivanti da convenzioni per l’esercizio delle attività istituzionali; – qualsiasi altra entrata derivante dalle attività istituzionali e/o connesse, nei limiti di cui al D.Lgs. 460/1997. I versamenti associativi sono a fondo perduto; in nessun caso, e quindi nemmeno in caso di scioglimento dell’Associazione, né in caso di estinzione di recesso o di esclusione dall’Associazione, può pertanto farsi luogo alla ripetizione di quanto versato all’Associazione. I versamenti non creano altri diritti di partecipazione, segnatamente, non creano quote indivise di partecipazione trasmissibili a terzi, né per successione a titolo particolare, né per successione a titolo universale.
2. L’importo delle quote, relative la Formazione ECP deontologica, sarà stabilito dal Consiglio Direttivo Regionale di anno in anno in accordo con il Consiglio Direttivo Nazionale SIAF.
Art. 5 REQUISITI DI AMMISSIONE ALL’ASSOCIAZIONE
E DI PERMANENZA NELLA STESSA
1. L’accoglimento all’Associazione, in qualsiasi categoria, è subordinata all’avere ottenuto l’Attestazione di Competenza Professionale da parte di SIAF Nazionale.
2. L’ammissione a socio avviene d’ufficio come previsto nella domanda di ammissione nei Registri di Competenza Nazionale di SIAF Nazionale controfirmata da parte del socio professionista.
3. La mancata accettazione da parte di SIAF Regionale dovrà essere immediatamente comunicata a SIAF Nazionale e comunque non oltre dieci giorni dalla ricezione dell’elenco dei soci trasmesso da parte della Direzione Amministrativa Nazionale di SIAF.
4. Il mancato accoglimento da parte di SIAF Regionale dovrà essere dettagliatamente motivato e fondato.
5. L’approvazione del mancato accoglimento da parte di SIAF Regionale comporta automaticamente l’esclusione da parte del socio da SIAF Nazionale.
6. L’adesione all’Associazione è a tempo indeterminato, salvo recesso volontario del socio o esclusione per gravi motivi con delibera del Consiglio Direttivo Regionale.
Art. 6 DEI REQUISITI PROFESSIONALI DEGLI ASSOCIATI ORDINARI
Possono presentare domanda di Trasferimento all’Associazione S.I.A.F Regione Lombardia i soci professionisti che sebbene immatricolati in altre regioni italiane, esercitano la professione nella sede di competenza regionale della Lombardia (in questo caso dovranno formulare apposita richiesta di trasferimento al Presidente della Regione di accettazione specificando la sede di appartenenza). Il Presidente SIAF Regione Lombardia dovrà esprimere parere favorevole e comunicare entro 30 giorni dalla data di accettazione il transito avvenuto sia alla Direzione Amministrativa Nazionale sia al Presidente della Regione di provenienza del socio trasferito.
L’attività degli associati è svolta in relazione alle professioni regolamentate definite ai sensi dell’art. 4, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 9 novembre 2007, n° 206, e per le quali non sono istituiti ordini, albi o collegi e ai sensi della legge 14 gennaio 2013 n. 4 che, in attuazione dell’art. 17, terzo comma, della Costituzione e nel rispetto dei principi dell’Unione Europea in materia di concorrenza e di libertà di circolazione, disciplina le professioni non organizzate in ordini o collegi. L’attività professionale può essere anche svolta nell’ambito dei servizi non intellettuali o in relazione a professioni non regolamentate che non rientrano tra quelle di cui all’art. 4, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 9 novembre 2007, n° 206.
Art. 7 DEI DOVERI DEGLI ASSOCIATI
1. Tutti gli associati sono tenuti a conformarsi allo Statuto e alle deliberazioni degli Organi dell’Associazione.
2. Tutti gli associati sono tenuti a comportarsi nello svolgimento della loro vita professionale con la massima perizia, correttezza e onestà e ad osservare scrupolosamente tutti i dettami previsti dalla deontologia professionale, in particolar modo, rispettare il codice deontologico.
3. E’ dovere di tutti i Soci Professionisti:
a) versare nelle casse dell’Associazione, entro il termine fissato dal Consiglio Direttivo, la quota di iscrizione alla Formazione Continua Professionale ECP deontologica obbligatoria;
b) partecipare con assiduità all’attività associativa;
d) rispettare il segreto professionale su tutti gli atti o fatti riguardanti le attività e gli interessi dei clienti;
e) rispettare il Codice Deontologico predisposto dal Consiglio Direttivo Nazionale ed approvato dall’Assemblea dei Soci professionisti regionale;
f) provvedere a dotarsi di adeguata copertura assicurativa per i rischi professionali di studio;
g) promuovere e divulgare gli ideali dell’Associazione e sostenere in ogni sede il principio della libera concorrenza nel mercato delle libere professioni.
4. I doveri professionali degli associati sono più particolarmente specificati e regolamentati nel Codice Deontologico Nazionale.
Art. 8 DELLA PERDITA DELLA QUALITA’ DI ASSOCIATO
a) per dimissioni da comunicarsi per iscritto, dimissioni che hanno effetto con lo scadere dell’anno in corso purché presentate almeno tre mesi prima;
b) per delibera del collegio regionale dei probiviri (qualora non venga presentata richiesta di secondo appello ai probiviri nazionali) a seguito di gravi ed accertati motivi di incompatibilità o per aver violato le norme e gli obblighi del presente statuto, dello statuto della S.I.A.F. nazionale o del regolamento interno nazionale;
c) per ritardato pagamento dei contributi di cui all’art. 4 del presente Statuto; Lo Statuto garantisce il rispetto delle norme relative al trattamento dei dati personali.
Art. 9 DEI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI E CAUTELARI
I provvedimenti disciplinari che intenderà adottare il Consiglio Direttivo Regionale devono essere preventivamente comunicati alla Sede Nazionale dell’associazione.
a. Sono provvedimenti disciplinari l’espulsione, la sospensione disciplinare, la sospensione cautelare.
b. Costituisce motivo di espulsione dall’Associazione regionale la violazione in forma grave di uno o più doveri stabiliti dall’art. 7 o la presentazione di documenti o dichiarazioni false.
c. disatteso il richiamo formale, costituisce motivo di sospensione disciplinare di un socio dall’Associazione regionale la violazione in forma reiterata di uno o più doveri stabiliti dall’art. 7 del presente statuto.
d. La sospensione ha la durata massima di sei mesi.
e. La sospensione cautelare può essere comminata nel caso in cui l’associato venga indagato dalla Magistratura.
f. La radiazione del socio dall’associazione Regionale deve essere comunicata all’associazione Nazionale nel più breve tempo possibile.
g. La sospensione cautelare può essere comminata a tempo determinato.
Art. 10 DEGLI ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE
Sono organi dell’Associazione: a) l’Assemblea dei soci Professionisti Regionali Associati; b) il Presidente Regionale; c) il Consiglio Direttivo Regionale; d) il Collegio Regionale dei Probiviri; e) il Collegio Regionale dei Revisori dei Conti; f) il Comitato Scientifico Regionale.
Art. 11 DELL’ASSEMBLEA DEGLI ASSOCIATI
1. L’Assemblea degli associati è composta da tutti i soci della regione che siano in regola con il pagamento delle quote associative nazionali ed iscritti nel registro regionale dei soci da almeno trenta giorni precedenti la data di svolgimento dell’Assemblea.
2. Non hanno diritto di voto all’Assemblea gli associati sottoposti a provvedimento disciplinare di sospensione cautelare, anche se alla data dell’Assemblea non sia stato ancora emesso il relativo provvedimento, non hanno altresì diritto di voto i soci in formazione.
3. La convocazione dell’Assemblea è effettuata dal Presidente, con avviso scritto a tutti gli associati, da inviarsi almeno trenta giorni prima dell’adunanza, mediante lettera raccomandata spedita al domicilio risultante dal libro degli associati La convocazione potrà avvenire – in alternativa alla lettera raccomandata, a mezzo fax o posta elettronica qualora sul libro degli associati risultino i relativi recapiti dell’associato e/o pubblicato sulla bacheca del sito dell’Associazione.
4. “L’Assemblea delibera in prima convocazione, sia in seduta ordinaria che straordinaria, con la presenza in proprio e per delega della maggioranza degli associati in regola col pagamento delle quote annuali; in seconda convocazione l’Assemblea in seduta ordinaria delibera qualunque sia il numero dei presenti; quella in seduta straordinaria con la presenza di almeno la metà più uno degli associati.”
5. Le deliberazioni sono valide se i voti favorevoli rappresentano la metà più uno di quelli espressi.
6. L’Assemblea nomina i componenti del Consiglio Direttivo determinandone il numero nei limiti di cui all’art. 13, del Collegio dei Probiviri e del Collegio dei Revisori dei Conti. Delibera l’approvazione del Regolamento interno, le modifiche dello Statuto del regolamento regionale, lo scioglimento dell’Associazione Regionale e su qualunque argomento proposto dal Consiglio Direttivo o da almeno 1/10 degli associati.
7. L’Assemblea degli associati si riunisce almeno una volta l’anno dopo la chiusura dell’esercizio per approvare il bilancio preventivo e il bilancio consuntivo annuale, accompagnato dalle relazioni del Consiglio Direttivo e del Collegio dei Revisori dei conti, nonché per approvare il programma di attività.
8. L’Assemblea è presieduta da un Presidente nominato dall’Assemblea stessa su proposta del Consiglio Direttivo. Il Presidente organizza e dirige i lavori dell’Assemblea, verifica la sussistenza del diritto di voto degli Associati partecipanti e nomina un segretario verbalizzante.
9. Ogni associato può essere presente in Assemblea sia di persona sia per delega. Ogni delegato potrà essere titolare di non più di cinque deleghe. Egli potrà pertanto esprimere un massimo di sei voti congiunti ed univoci.
Art. 12 DEL PRESIDENTE
1. II Presidente viene eletto a maggioranza semplice dai componenti del Consiglio Direttivo Regionale.
2. Egli dura in carica tre anni ed è rieleggibile fino ad un massimo di due incarichi consecutivi.
3. Il Presidente ha la rappresentanza dell’Associazione di fronte a terzi ed in giudizio, e cura l’esecuzione dei deliberati dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo.
4. In caso di inerzia del Presidente nell’adempimento dei suoi doveri, o di sua sottoposizione ad un provvedimento disciplinare o cautelare, questo viene sostituito ad interim dal Vicepresidente. solo nel caso di inerzia o provvedimento disciplinare che colpisca l’intero Direttivo, è facoltà del Consiglio Direttivo Nazionale procedere alla sua revoca, nominando contestualmente un nuovo Presidente in attesa di nuove elezioni.
5. In caso di impedimento temporaneo del Presidente, le sue funzioni sono esercitate dal Vice- Presidente.
6. In caso di impedimento permanente, di dimissioni o di morte del Presidente, le sue funzioni sono svolte dal Vice-Presidente fino a quando il Consiglio Direttivo non avrà provveduto a nominare il Presidente successore.
7. Nel caso in cui la carica di Presidente dovesse rimanere vacante per più di due mesi, il Consiglio Direttivo provvederà ad eleggere un nuovo Presidente.
8. La carica di Presidente è incompatibile con quella di coordinatore di macro-area nazionale. Qualora il presidente nel corso del suo mandato sia eletto coordinatore d’area, il Consiglio Direttivo Regionale verrà integrato dal primo dei non eletti. Il Consiglio Direttivo Regionale così composto nominerà un nuovo Presidente.
9. Salvi i casi consentiti o l’autorizzazione esplicita, i Presidenti regionali SIAF hanno l’obbligo di non comunicare o divulgare a terzi le informazioni e i dati personali dei soci, comunque riservati e confidenziali di proprietà o esclusiva dell’Associazione o dei singoli soci, qualunque sia lo scopo. L’inadempimento del suddetto obbligo è passibile di essere sanzionato ai sensi del Regolamento dell’Associazione nazionale e a norma di legge. Si rinvia alla liberatoria parte integrante del presente Statuto.
Art. 13 DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
1. Il Consiglio Direttivo Regionale è composto da tre o da cinque membri eletti dall’Assemblea tra gli Associati Professionisti rispettando il principio di rappresentatività dei registri professionali cui i medesimi sono iscritti. In base a tale principio laddove possibile, nel caso di Consiglio Direttivo Regionale composto da tre membri, 2 dovranno appartenere ai registri di Counselor, Counselor olistico e Armonizzatore Familiare ed uno a quello degli Operatori olistici. Nel caso di Consiglio Direttivo Regionale composto da 5 membri, 3 dovranno appartenere ai suddetti registri di Counselor, Counselor Olistico e Armonizzatore familiare e due a quello degli Operatori Olistici. L’elezione avviene con voto segreto su liste aperte e ciascun elettore esprime un numero di preferenze non superiore ai Consiglieri da eleggere. Sono eletti gli associati Professionisti che hanno ottenuto il maggior numero di voti. In caso di parità, è eletto l’associato risultante da più tempo iscritto al Libro degli associati.
2. Il Consiglio Direttivo Regionale, composto da cinque membri, elegge al proprio interno il Presidente, due Vice-Presidenti, il Segretario ed il Tesoriere, durante la prima riunione, che deve tenersi al termine dell’Assemblea degli associati. Il Consiglio Direttivo Regionale, composto da tre membri elegge al proprio interno il Presidente, il Vicepresidente e il Segretario/Tesoriere durante la prima riunione, tenuta al termine dell’assemblea regionale.
3. Il Consiglio Direttivo dura in carica tre anni.
4. Nel caso di dimissioni, di impedimento permanente o morte di un Consigliere, entrerà a far parte del Consiglio Direttivo il primo dei non eletti, seguendo la regola del primo comma.
5. Il Consiglio Direttivo cura la gestione corrente dell’Associazione, delibera su quanto di sua competenza per Statuto, su quanto a lui delegato dall’Assemblea degli associati, e sul programma di attività da proporre all’Assemblea degli associati, nonché su quanto non espressamente attribuito ad altro organo dell’Associazione, cura inoltre l’attività di raccordo con l’Associazione Nazionale.
6. Il Consiglio Direttivo Regionale ha inoltre competenza sull’organizzazione dell’Associazione, sull’attribuzione di incarichi e mansioni.
7. Su tutte le materie di sua competenza, il Consiglio Direttivo delibera a maggioranza semplice. In caso di parità tra favorevoli e contrari, il voto del Presidente avrà valore doppio.
8. La convocazione del Consiglio Direttivo Regionale è effettuata dal Presidente con avviso scritto da far pervenire ai Consiglieri almeno sette giorni prima della data della riunione, con indicazione degli argomenti all’ordine del giorno. In caso di particolare urgenza, il preavviso è ridotto a tre giorni. La convocazione potrà avvenire – in alternativa alla lettera raccomandata – a mezzo fax o posta elettronica, qualora sul libro degli associati risultino i relativi recapiti.
9. Il Presidente convoca il Consiglio Direttivo Regionale di propria iniziativa o su richiesta scritta contenente gli argomenti che si intendono porre all’ordine del giorno, da parte di almeno tre Consiglieri, ovvero del Collegio dei Revisori o del Collegio dei Probiviri. In tali ultimi casi, la data di riunione deve avvenire nei trenta giorni successivi alla data di ricevimento della richiesta.
10. Sono prorogati i poteri del Consiglio Direttivo inerenti l’ordinaria amministrazione nell’eventuale periodo intercorrente fra la data di decadenza della carica dei Consiglieri e la data dell’Assemblea competente a deliberare la nomina dei nuovi Consiglieri.
11. II Consigliere che per tre sedute consecutive del Consiglio Direttivo sia risultato assente ingiustificato decadrà automaticamente dalla carica e verrà sostituito dal primo dei non eletti.
Art. 14 DEL COLLEGIO DEI PROBIVIRI E DEI PROCEDIMENTI RELATIVI ALLA COMUNICAZIONE DEI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI O CAUTELARI
1. Il Collegio Regionale dei Probiviri, è composto da tre membri effettivi e due supplenti eletti dall’Assemblea Regionale degli Associati tra gli associati onorari e gli associati ordinari. Il Collegio dei Probiviri è in carica con le stesse modalità del Consiglio Direttivo e nomina fra i suoi componenti il proprio Presidente, nel corso della prima riunione.
2. E’ dovere del Presidente del Consiglio Direttivo Regionale, convocare la prima riunione del Collegio Regionale dei Probiviri, immediatamente dopo l’Assemblea che ha nominato i suoi componenti e comunque non oltre trenta giorni dalla nomina.
3. E’ rimessa al collegio Regionale dei Probiviri la deliberazione sui provvedimenti disciplinari e cautelari da comminare agli associati.
4. Il Collegio regionale dei Probiviri deve iniziare il Procedimento relativo alla comminazione dei provvedimenti disciplinari o cautelari su delibera del Consiglio Direttivo Regionale, ovvero su istanza scritta, motivata e debitamente firmata, di almeno due associati ordinari. L’istanza deve essere indirizzata al Presidente del Collegio regionale dei Probiviri.
5. L’avvio del procedimento di comminazione dei provvedimenti disciplinari o cautelari avrà inizio dopo l’avvenuta comunicazione all’associato, nei confronti del quale è stata avanzata la richiesta, di tutti gli addebiti a lui contestati. Sia l’associato sia coloro che hanno avanzato la richiesta di provvedimento possono presentare le proprie motivazioni o deduzioni nel corso dell’iter procedurale, sia verbalmente che per iscritto.
6. Le deliberazioni del Collegio Regionale dei Probiviri vengono prese a maggioranza. Di ogni seduta deve essere redatto apposito verbale.
7. Il provvedimento della sospensione cautelare comporta automaticamente la sospensione dell’associato dall’esercizio delle cariche associative eventualmente ricoperte in qualsivoglia organo dell’Associazione.
8. E’ facoltà del Collegio Regionale dei Probiviri revocare la sospensione cautelare, nel caso siano venute a cessare le motivazioni che hanno portato alla sua comminazione. L’annullamento della sospensione cautelare comporta automaticamente il reintegro dell’associato in tutte le cariche negli organismi dell’Associazione.
9. Nessun componente del Collegio regionale dei Probiviri può partecipare alla discussione e decisione di un provvedimento disciplinare o cautelare promosso nei suoi confronti, o nel caso vi sia fondato motivo di dubitare che egli possa presenziare alla procedura con la necessaria serenità e equanimità.
10. Qualora, come nel caso descritto dal comma precedente, venga a mancare il numero legale del collegio regionale dei Probiviri, il Presidente convocherà il primo dei supplenti.
11. Sono prorogati tutti i poteri dei componenti il Collegio Regionale dei Probiviri nel periodo intercorrente fra la data della loro decadenza dalla carica e la data dell’Assemblea degli associati competente a deliberare la nomina dei nuovi componenti.
12. Le decisioni del Collegio Regionale dei Probiviri sono impugnabili dinanzi al Collegio dei Probiviri Nazionale entro sessanta giorni dalla loro emanazione.
Art. 15 DEL COLLEGIO REGIONALE DEI REVISORI DEI CONTI
1. II collegio regionale dei Revisori dei Conti, è composto da tre membri effettivi e due supplenti che siano in possesso della qualifica di associato ordinario, scelti di preferenza tra gli iscritti al Registro dei Revisori Regionali Contabili. I tre componenti del Collegio Regionale dei Revisori dei Conti che hanno riportato il maggior numero di preferenze sono eletti membri effettivi e restano in carica con le stesse modalità dei componenti il Consiglio Direttivo regionale e nominano al loro interno il proprio Presidente nella prima riunione da tenersi non oltre trenta giorni dalla nomina stessa e su convocazione da parte del Presidente del Consiglio Direttivo regionale. I due membri supplenti saranno convocati, seguendo l’ordine delle preferenze ricevute, solo in caso di impedimento motivato di uno o più membri effettivi.
2. Il Collegio regionale dei Revisori dei Conti ha il compito di esaminare periodicamente o comunque ogni volta lo ritenga opportuno la contabilità dell’Associazione Regionale.
3. I componenti del Collegio regionale dei Revisori dei Conti hanno facoltà di presenziare alle sedute del Consiglio Direttivo.
4. E’ compito del Collegio regionale dei Revisori dei Conti redigere la relazione sul rendiconto consuntivo da presentare all’Assemblea degli associati per l’approvazione.
5. E’ dovere del Collegio Regionale dei Revisori dei Conti convocare l’Assemblea degli associati, nel caso che questa sia obbligatoria a norma di Statuto o Legge e si constati l’inerzia del Presidente regionale, del Vice-Presidente regionale.
6. Sono prorogati tutti i poteri dei componenti il Collegio Regionale dei Revisori dei Conti nel periodo intercorrente tra la data della loro decadenza dalla carica e la data dell’Assemblea degli associati competente a deliberare la nomina dei nuovi componenti.
Art. 16 COMITATO SCIENTIFICO REGIONALE
Il Comitato Scientifico regionale, si compone di cinque membri: ricercatori, docenti universitari e non e professionisti con specifiche competenze nei campi d’interesse dell’Associazione proposti dal presidente con approvazione da parte del Consiglio Direttivo regionale che ha la facoltà di allargare la propria composizione per specifici progetti.
Art. 17 INCOMPATIBILITA’
Non sono cumulabili le cariche di Consigliere regionale, Probiviro regionale e Revisore dei Conti regionale, Consigliere Nazionale, Coordinatore di Macro Area. È fatto divieto a chi detiene cariche associative nell’Associazione d’iscriversi in altre Associazioni di categoria analoghe. Ugualmente non possono aderire all’Associazione soggetti che detengono cariche associative in altre Associazioni di categoria analoghe.
Art. 18 RAPPORTO CON L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE
Il rapporto con l’Associazione Nazionale sarà disciplinato dal Regolamento nazionale interno che verrà controfirmato dai Presidenti delle Associazioni previa delibera del Consiglio Direttivo nazionale e del Consiglio Direttivo regionale.
Per tutto quanto non è previsto dal presente statuto si fa rinvio alle norme del Codice Civile e alle leggi vigenti in materia.
Art. 20 INQUADRAMENTO GIURIDICO
Agli effetti di legge si precisa che “S.I.A.F. Società Italiana Armonizzatori Familiari, Counselor, Counselor Olistici e Operatori Olistici – Regione Lombardia” si configura come Associazione prevista dagli artt. 36 e segg. c.c., è rappresentata giuridicamente dal suo Presidente pro-tempore ed è assimilabile agli enti di tipo associativo non commerciale di cui all’art.148 del Testo Unico Decreto Legislativo 12.12.03 n.344 ed a tal fine anche agli effetti di cui al Decreto Legislativo 4/12/97 n.460 si ribadisce che:
non è consentito distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione;
in caso di scioglimento l’eventuale patrimonio sarà devoluto a finalità benefiche come riportato all’art.16 2° c.;
vi è disciplina uniforme del rapporto e delle modalità associative con esclusione della preordinata temporaneità della partecipazione alla vita associativa, prevedendo per gli associati il diritto di voto per l’approvazione e le modificazioni dello statuto, dei regolamenti e degli organi direttivi dell’Associazione;
vi è l’obbligo di redigere ed approvare annualmente un rendiconto economico e finanziario;
che vi è libera eleggibilità degli organi amministrativi e che è operante il principio del voto singolo, che vi è sovranità dell’assemblea dei soci con criteri di loro ammissione ed esclusione e che sono attuate idonee forme di comunicazione delle convocazioni assembleari, delle relative deliberazioni, dei bilanci e dei rendiconti;
che vige il principio della intrasmissibilità della quota associativa e che essa non è rivalutabile.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 20