Source: https://www.sacs.it/tesi/c004.htm
Timestamp: 2018-12-11 16:41:54+00:00

Document:
Il progetto di recupero e di riuso dell'area dell'ex macello.
Il rilievo, l'analisi, il progetto.
4.1 Il rilievo: com'era, com'è
Il progetto del 1905: il capitolato speciale d'appalto
4.2 L'analisi della struttura
La scheda dello stato di fatto
4.1 Il rilievo: com'era, com'è.
A testimonianza delle metodologie costruttive e dei materiali utilizzati nella realizzazione del complesso edilizio, viene di seguito riportata parte dell'originale capitolato speciale d'appalto.
Art.13 La muratura in fondazione sarà fatta con sasso trachitico di Montemerlo a mezzogiorno e malta di calce eminentemente idraulica di Palazzolo e sabbia silica o porfirica scevra affatto da sostanze terrose nelle proporzioni seguenti:
sabbia metri cubi uno, calce idraulica quintali quattro.
La muratura sarà lavorata a corsi regolari dell'altezza massima di cent. 80 regolarmente pianati. I sassi saranno posti in opera sopra un generoso strato di malta e in tal modo che ogni sasso si trovi dalla malta completamente imprigionato.
La stazione appaltante potrà prescrivere che ai vari corsi della muratura di sasso sieno interposti due o più corsi di muratura di cotto e così pure che gli spigoli sieno lavorati con muratura di cotto.
Art.14 Si useranno tre specie di calcestruzzo, cioè:
a) calcestruzzo di calce idraulica [...]
b) calcestruzzo di malta bastarda [...]
c) calcestruzzo di cemento [...]
Il calcestruzzo composto come è detto alla lettera a [...] si userà principalmente per i cementi armati. Ogni genere di calcestruzzo dovrà sempre essere posto in opera prima di ogni interruzione di lavoro.
Art.21 Si useranno due generi di pietra artificiale e cioè la pietra artificiale e la pietra cementizia.
a) la pietra artificiale sarà lavorata con un nucleo di conglomerato di cemento e una parte esterna dello spessore minimo di centimetri cinque di conglomerato formato di frammenti di pietra naturale e cemento [...] fatto così da simulare il colore della pietra [...].
b) la pietra cementizia sarà lavorata con un unico impasto avendo cura però che la superficie esterna riesca liscia e senza mancanze [...]
Tanto la pietra artificiale che quella cementizia potranno avere sagome di qualsiasi genere [...].
Art.22 I pilastri del macello bovini [...]. Nel prezzo s'intende compresa la posa in opera avvertendo che i pilastri saranno fatti in tre pezzi al massimo.
Art.23 Le lastre di marmo per rivestimenti di muri o pianerottoli [...]
Art.24 Il pavimento in cemento comune [...] Art.26 I pavimenti in asfalto avranno due prezzi a seconda che devono essere resistenti al carreggio o meno. [...]
Art.32 Il manto del coperto comune comprende gli archerecci, i morali le pianelle e le tegole. Il resto costituirà la grossa armatura del coperto. [...] Sopra gli archerecci poggeranno i morali di sezione di cm. 7x7. Sopra i morali i quali saranno disposti ala distanza relativa saranno poste le tavelle comuni oppure a volontà dell'impresa le tavelle forate da tetti di spessore di cent. 3. [...] Sopra le pianelle saranno disposte le tegole comuni in file rettilinee [...]
Le modifiche della seconda metà degli anni '70.
Sono di questi anni i primi interventi di ristrutturazione che vedono interessare soprattutto le strutture di copertura.
L'operazione di recupero degli edifici ricevette impulso grazie soprattutto all'accordo tra C.L.A.C., Comune e Istituto Edile Professionale di Camin (Padova), che utilizzandolo come "palestra per l'addestramento dei propri giovani, avviò progressivamente, al solo costo del materiale, il recupero dell'ex sala di macellazione ovini, dell'ex stalla bovini e del cosiddetto corpo a T. Se nell'ex stalla bovini gli interventi sono stati di sola sistemazione esterna, negli altri due corpi di fabbrica l'intervento fu più radicale.
Nel corpo a T venne realizzata una nuova copertura, con demolizione totale degli abbaini presenti, riposizionando nuove capriate e tutto il sistema di orditura primaria e secondaria con l'esecuzione di un nuovo cordolo in c.a.. Le ristrutturazioni dell'ex stalla bovini hanno visto la risistemazione dell'intonaco esterno nelle sole parti mancanti. Intonaco che a distanza di vent'anni è andato degradando, sia per la scarsa manutenzione, sia per il grave problema dell'umidità di risalita , sia per le numerose piante infestanti che "devastano", in qualche caso quasi totalmente, le superfici murarie.
Quasi completamente modificato nella sua distruibuzione interna fu l'edificio ex celle frigorifere, che ora ospita il centro iperbarico del gruppo sommozzatori. I macchinari di notevoli dimensioni qui installati, hanno reso necessario l'abbattimento di gran parte delle ripartizioni interne e l'apertura di nuovi ingressi in corrispondenza delle finestre preesistenti.
Negli anni '80 si è visto il risanamento delle strutture di copertura in ferro della sala ex macellazione bovini, che è consistito essenzialmente nel rendere sicuri i modelli statici per avere margini di sicurezza corretti. A questo scopo sono state progettate delle strutture di consolidamento che sono state applicate a mezzo bulloni alle vecchie strutture.
è riportata la scheda "tipo" dello stato di fatto; viene preso come esempio l'edificio della direzione posto all'ingresso del macello.
Unità edilizia: DIREZIONE
m. 17x26
tot. mq.
m. 12.5
mq per piano
p.t. mq. 311; 1°p. mq. 243
p.t. m. 4.8; 1°p. m. 4.3
p.t. m. 1.15; 1°p. m. 1.3
p.t. 12; 1°p. 10
n° vani scala
Il sistema Hennebique.
Il sistema Hennebique permetteva la costruzione completa di una ossatura portante monolitica in c.c.a. che prevedeva plinti di fondazione (o travi rovesce o platee), pilastri, travi principali, travi secondarie e solette.
Nei pilastri, in genere a sezione quadrata, rettangolare o poligonale, erano previste armature metalliche longitudinali in barre a sezione circolare, tenute a posto sia da legature trasversali in filo di ferro, sia da fasce metalliche.
Le travi collegate monoliticamente alle solette formavano in pratica delle strutture resistenti con sezione a "T", Sviluppate spesso nei due sensi ortogonali del solaio: La loro armatura era costituita da una serie di barre tonde, alcune diritte, dislocate in prossimità della faccia inferiore della trave, altre, parallele alle prime, erano ripiegate alle due estremità verso l'alto, in modo da assicurare nelle zone di incastro la presenza di armature metalliche sia al lembo inferiore che a quello superiore della struttura.
La ripartizione dei ferri diritti e dei ferri piegati era generalmente in parti uguali: Tutti i ganci dovevano terminare con ganci e grande curva posta negli ancoraggi sul perimetro del solaio.
Inoltre il sistema prevedeva, come caratteristica precipua, la presenza di staffe, elementi a bracci verticali, in piattina di ferro (sezione 20x2 mm, 30x2 mm) che contrastavano gli sforzi di taglio presenti nell'elemento inflesso.
Caratteristico il collegamento tra pilastri e travi che spesso presentava mensole di raccordo inclinate in prossimità dell'appoggio.
I dimensionamenti ottenuti con le formule empiriche di Hennebique sono abbastanza simili a quelli ottenuti con gli usuali metodi di progetto (tensioni ammissibili) e l'ottimo comportamento statico nel tempo delle opere, ne ha confermato indirettamente la validità nel contesto delle applicazioni svolte.
La diffusione del sistema Hennebique:
l'arrivo in Italia e localizzazione degli interventi.
La diffusione del sistema costruttivo Hennebique certamente ebbe notevole impulso dall'audace organizzazione creata dallo stesso Hennebique e basata su una rete di agenti e concessionari dislocati in tutto il mondo. Dal 1892 al 1908 egli crea 42 agenti all'estero operanti in Europa, Africa, America ed Asia.
Egli cercò di pubblicizzare al massimo l'organizzazione e i lavori eseguiti.
Accettò lo slogan "Plus d'incendies desastreux - Betons Armes Systeme Hennebique a l'epreuve du feu, brevetè" (basta incendi disastrosi - il calcestruzzo armato del sistema Hennebique brevettato a prova di fuoco) che compariva sulla carta intestata, sugli opuscoli, sui disegni dei suoi uffici di progettazione.
Organizzò congressi annuali tra i suoi agenti e concessionari per scambiare esperienze.
Pubblicò la rivista "Le Beton Armè", il cui primo numero è datato giugno 1898.
Il sistema Hennebique giunge in Italia nel 1894 quando viene aperto a Torino lo "Studio Tecnico degli ingg. Ferrero e Porcheddu". E' proprio a quest'ultimo che si deve non solo la diffusione del sistema Hennebique in alta Italia, ma anche la realizzazione di alcune opere che hanno raggiunto il primato nel mondo come: i Silos Granari del porto di Genova, il Ponte Risorgimento a Roma, la Fiat Lingotto a Torino.

References: Art.13

Art.14

Art.21

Art.22

Art.23

Art.24
 Art.26

Art.32