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Timestamp: 2020-04-09 06:29:47+00:00

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Legge regionale per la somministrazione di alimenti e bevande – L.R. 21/2006 | Click Imprese
da admin | Nov 18, 2019 | Food & Beverage, Normativa, Somministrazione | 0 commenti
Questa legge è stata abrogata e sostituita dal Testo Unico del Commercio (L.R. 22 del 6 novembre 2019).
Capo II – Indirizzi ed iniziative della Regione, criteri dei comuni. Regolamenti
Art. 4 – Indirizzi e iniziative della Regione
Art. 5 – Criteri dei comuni
Art. 6 – Attività escluse dai criteri dei comuni
Capo III – Requisiti per lo svolgimento dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande e formazione professionale
Art. 8 – Requisiti per lo svolgimento dell’attività
Art. 9 – Corsi di aggiornamento e di riqualificazione
Capo IV – Esercizi di somministrazione di alimenti e bevande
Art. 10 – Tipologia di esercizi
Art. 11 – Esercizio dell’attività
Art. 12 – Esercizio temporaneo
Art. 13 – Affidamento della gestione di reparti
Art. 14 – Subingresso
Art. 15 – Sospensione e decadenza dell’autorizzazione
Art. 16 – Pubblicità dei prezzi
Art. 17 – Orario di apertura e chiusura degli esercizi
Art. 18 – Disposizioni per i distributori automatici
Art. 19 – Sussidiarietà
Art. 20 – Sanzioni pecuniarie
Art. 21 – Abrogazione della legge regionale 12 agosto 1978, n. 40
Art. 22 – Modifiche alla L. R. 14/1999 e successive modifiche
Art. 23 – Modifiche alla L. R. 33/1999 e successive modifiche
Art. 24 – Disapplicazione di norme statali
d) per organizzazioni dei pubblici esercizi maggiormente rappresentative a livello provinciale, le organizzazioni aderenti o facenti parte di quelle previste dalla lettera e);
l) in locali situati all’interno delle strutture di vendita di cui all’articolo 24, comma 1, lettere b), numero 2 e c) della l.r. 33/1999 e successive modifiche;
a) (abrogato)
b) ai criteri generali per l’adozione da parte dei comuni degli strumenti normativi e dei relativi piani finalizzati al rilascio o alla revoca delle concessioni di occupazione di suolo pubblico;
a) avere frequentato con esito positivo appositi percorsi formativi, denominati percorsi integrati assistiti, analoghi a quelli previsti dall’articolo 5 della l. r. 33/1999, come da ultimo modificato dall’articolo 111 della legge regionale 28 aprile 2006, n. 4, ovvero un corso professionale per la somministrazione di alimenti e bevande istituito o riconosciuto da un’altra regione o dalle Province autonome di Trento e Bolzano ovvero essere in possesso di un diploma di scuola alberghiera o attestato o titolo equipollente legalmente riconosciuto;
b) avere prestato la propria opera, per almeno due anni continuativi nell’ultimo quinquennio, presso imprese esercenti la somministrazione di alimenti e bevande, in qualità di dipendente qualificato addetto alla somministrazione o, se trattasi di coniuge, parente o affine entro il terzo grado dell’imprenditore, in qualità di coadiutore familiare comprovata dall’iscrizione all’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) o, nel caso di partecipazione a società in qualità di socio, aver prestato la propria opera, per almeno due anni continuativi nell’ultimo quinquennio, in ambito aziendale con carattere di abitualità e prevalenza;
2 bis. La realizzazione dei percorsi integrati assistiti (PIA) è affidata, sulla base di apposito bando regionale di validità triennale, in convenzione ai soggetti aggiudicatari.
b) i requisiti per la partecipazione al bando regionale di cui al comma 2 bis
4. Il requisito di cui al comma 1, lettere a), b) e c), è valido anche ai fini dell’attività commerciale nel settore alimentare.
5. Nel caso di società, associazioni o organismi collettivi, i requisiti di cui al comma 1 devono essere posseduti , al momento della presentazione dell’istanza di autorizzazione di cui all’articolo 11, dal legale rappresentante o da altra persona specificamente preposta all’attività di somministrazione.
1. Con la deliberazione della Giunta regionale di cui all’articolo 8, comma 3 sono stabiliti contenuti, periodicità e durata dei corsi finalizzati all’aggiornamento professionale e alla riqualificazione degli operatori del settore della somministrazione di alimenti e bevande e dei loro dipendenti. La realizzazione di tali corsi avviene con le modalità previste dall’articolo 8, comma 2bis.
2. Gli esercizi di cui al presente articolo, aperti al pubblico, hanno facoltà di vendita per asporto degli alimenti e bevande somministrati, ivi compresi i generi di pasticceria, gelateria, i pastigliaggi e ogni altro prodotto alimentare preconfezionato all’origine.
1. Il trasferimento della titolarità dell’esercizio di somministrazione è soggetto a comunicazione al comune in cui ha sede l’esercizio stesso, da effettuarsi, a pena di decadenza, entro sessanta giorni dalla stipula dell’atto e che determina, d’ufficio, la reintestazione, con efficacia immediata, dell’autorizzazione nei confronti del subentrante, a condizione che sia provato l’effettivo trasferimento, che il subentrante sia in possesso dei requisiti di cui all’articolo 8 e che il subentrato abbia effettivamente avviato l’attività per almeno sessanta giorni.
b) per un periodo non inferiore a cinque giorni e non superiore a dieci giorni, in caso di recidiva per il mancato rispetto dei limiti di orario di cui all’articolo 17, comma 2;
e) quando, nel caso di subingresso, non si avvii o non si prosegua l’attività secondo le modalità previste all’articolo 14 e nel termine di cui alla lettera a).
4. La proroga di cui al comma 2, lettere a) e d) non è concessa nel caso di mancato espletamento degli adempimenti in materia igienico-sanitaria, ovvero del mancato rilascio delle concessioni, autorizzazioni o abilitazioni edilizie, nonché in caso di ritardo colpevole nell’avvio o nella conclusione delle opere di sistemazione edilizia dei locali.
3. Il comune, ai sensi della normativa statale vigente, può prevedere limiti e condizioni agli orari di apertura e chiusura dei pubblici esercizi, anche in aree delimitate del territorio e per periodi determinati, per prevalenti motivi di interesse pubblico.
1. L’installazione di distributori automatici per la somministrazione di alimenti e bevande in locali esclusivamente destinati a tale attività e all’uopo attrezzati è soggetta alle disposizioni di cui all’articolo 11.
1. Chiunque svolge l’attività di somministrazione di alimenti e bevande senza i prescritti titoli abilitativi, o quando questi sono decaduti o sospesi ovvero viola le disposizioni di cui agli articoli 11, 12 e 18, comma 2, salvo quanto previsto dal comma 2 del presente articolo, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 3 mila euro a 10 mila euro.
2. L’articolo 9 della L.R. 33/1999 è sostituito dal seguente:
3. L’articolo 10 della L.R. 33/1999 è abrogato
2. Coloro che, alla data di entrata in vigore della presente legge, sono titolari di autorizzazioni o di altri titoli rilasciati ai sensi delle leggi e dei regolamenti statali per l’esercizio di somministrazione hanno diritto ad estendere la relativa attività. Il comune provvede alla conversione d’ufficio delle autorizzazioni senza obbligo di comunicazione da parte del titolare.
6. Fino alla definizione degli indirizzi della Regione di cui all’articolo 4 e alla determinazione dei criteri di cui all’articolo 5 non possono essere autorizzati nuovi esercizi di somministrazione nei comuni con popolazione residente superiore a cinquemila abitanti, ad eccezione dei casi di subingresso e di trasferimento di sede nonché di procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge.
Disciplina relativa al settore commercio – L.R. 33/1999 | Click Imprese - […] L’articolo 10 della L.R. 33/1999 è abrogato dall’articolo 23, comma 3 della Legge Regional…. […]

References: Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24