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Timestamp: 2020-08-15 20:57:35+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 28311 del 07/11/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28311 del 07/11/2018
Cassazione civile sez. VI, 07/11/2018, (ud. 25/09/2018, dep. 07/11/2018), n.28311
sul ricorso 3349/2017 proposto da:
R.A., elettivamente domiciliato in ROMA PIAZZA CAVOUR,
SABINA ROSSI;
avverso la sentenza n. 281/2016 della CORTE D’EPPELLO di ANCONA,
che, con sentenza depositata il 25.10.2016, la Corte d’appello di Ancona ha confermato la pronuncia di primo grado che aveva rigettato l’opposizione proposta da R.A. avverso la cartella esattoriale con cui gli era stato richiesto il pagamento di contributi omessi in danno di lavoratori dipendenti formalmente inquadrati con contratto a progetto;
che avverso tale pronuncia R.A. proposto ricorso per cassazione, deducendo un motivo di censura;
che parte ricorrente ha depositato memoria con allegato atto di rinuncia al ricorso per cassazione notificato all’INPS, per avere nelle more aderito alla definizione agevolata dei carichi rientranti nell’ambito di applicazione del D.L. n. 195 del 2016, art. 6 (conv. con L. n. 225 del 2016);
che la rinuncia al ricorso per cassazione produce l’estinzione del processo anche in assenza di accettazione, giacchè, determinando il passaggio in giudicato della sentenza impugnata, comporta il venir meno dell’interesse a contrastare l’impugnazione (cfr. da ult. Cass. n. 3971 del 2015);
che, dato atto della rinuncia del ricorrente, va senz’altro dichiarata l’estinzione del processo ex art. 391 c.p.c.;
che, in tema di definizione agevolata delle controversie ai sensi del cit. D.L. n. 193 del 2016, art. 6, ove il contribuente rinunci al ricorso durante il procedimento di legittimità, non trova applicazione la regola generale di cui all’art. 391 c.p.c., comma 2, poichè la condanna alle spese del medesimo contrasterebbe con la ratio della definizione agevolata, dissuadendolo ad aderire alla stessa, sicchè, anche se l’ente impositore non accetta la rinuncia, deve essere disposta la compensazione delle spese (Cass. n. 10198 del 2018);
che, in considerazione dell’esito del giudizio, non sussistono neanche i presupposti per condannare il ricorrente al raddoppio del contributo unificato, di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater (Cass. n. 19560 del 2015).
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della non sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 6
 sentenza 
 Cass. 
 art. 391
 art. 6
 art. 13
 art. 13
 art. 13