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Home » Civile » Cassazione, niente risarcimento per i danni estetici post-operatori, non si tratta di malattie
Posted on 14 dicembre 2012 by Avv. Giuseppe Tripodi
Corte di Cassazione – Sentenza n. 47265 / 2012
La Suprema Corte di Cassazione ha giudicato un caso particolare dove un paziente, rivoltosi al chirurgo estetico per migliorare il proprio aspetto, si è ritrovato, al termine dell’intervento, “peggio” di prima.
Il caso riguardava una signora 47enne che, fiduciosa dei miracoli della chirurgia estetica, si era messa nelle mani di un professionista del settore per migliorare alcune imperfezioni del proprio addome, del dorso, delle ginocchia, delle cosce e delle mammelle. In buona sostanza, la Signora era pronta per un accurato “restauro” ma le cose non sono andate nel modo in cui aveva immaginato.
Infatti, i risultati ottenuti dall’operazione chirurgica non hanno soddisfatto la paziente che guardandosi allo specchio non aveva esitato a denunciare il chirurgo.
La donna, che voleva abbellire il proprio aspetto, dopo l’intervento aveva notato un eccesso di tessuti e delle irregolarità sulla pancia che comunque erano la cosa minore rispetto al risultato ottenuto dalla mastoplastica additiva, (che la paziente non aveva neppure chiesto), dove le erano state inserite due protesi di “differente volume e peso”, nella parte “retro ghiandolare” invece che in quella “retro muscolare”.
Infine, i seni dopo l’operazione risultavano essere del tutto asimmetrici e innaturali.
Disagi e che avevano provocato seri problemi alla donna compromettendone anche la sfera sessuale non riuscendo più a mostrarsi senza gli abiti addosso.
La causa arriva a Piazza Cavour ma la Cassazione, indifferente dei disagi dalla donna, ha deciso di rigettare le sue richieste. Proprio così, la Corte non ha dato ragione alla donna perchè non può condannarsi per lesioni un chirurgo estetico per aver peggiorato l’aspetto di una paziente.
La Suprema Corte infatti basandosi sul fatto che gli inestetismi non sono una malattia ha escluso l’ipotesi di reato relativa agli interventi chierurgici non riusciti escludendo in questo modo anche la condanna del clinico al pagamento del conseguenziale maxirisarcimento.
Con la sentenza n. 47265/2012 la Corte ne ha approfittato anche per fare alcune precisazioni sull’argomento e, più in particolare, ha affermato che in vicende del genere ciò che deve essere preso in considerazione riguarda anche l’età e l’aspetto estetico che si ha prima di arrivare sul tavolo operatorio e, senza troppi giri di parole osserva che “non c’è dubbio che l’insulto estetico, tuttavia da rapportarsi all’età e alla pregeressa condizione estetica possa essere causa di responsabilità non patrimoniale da fonte contrattuale ex extracontrattuale, ove ne sussistano le condizioni. Esso però non può essere confuso con lo stato di malattia richiesto dalla legge penale, perché resti integrato il delitto di lesioni”.
Resta però “in gioco” (innanzi al giudice civile) il risarcimento per la mastoplastica additiva che la donna non aveva richiesto ma è stata comunque fatta per una libera iniziativa del chirurgo.
In definitiva, possiamo dire che la sentenza della corte cerca di far contenti tutti perchè non condanna il medico ma comuque invita i giudici del merito a rivedere la loro decisione riguardo alla scelta di escludere il reato di lesioni colpose relativamente ad una grave emorrargia che la paziente aveva avuto durante l’operazione all’addome che aveva portato ad un drastico abbassamento dell’emoglobina, cosa che poteva essere fatale per la paziente, seguita in una struttura privata di day surgery da un solo medico senza una equipe pronta ad intervenire.
La corte conclude dicendo però che un disastroso intervento estetico ben potrebbe essere fonte di una vera e propria depressione e quindi di malattia anche se, nel caso di specie, la paziente non aveva affermato di essere depressa.
danni estetici post-operatori
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