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Timestamp: 2016-12-08 22:02:28+00:00

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RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	Al di fuori dei casi di cui al precedente articolo, qualora emergano gravi e fondati dubbi sulla trascrivibilità di un atto o sulla iscrivibilità di una ipoteca, il conservatore, su istanza della parte richiedente, esegue la formalità con riserva (1).
La parte a favore della quale è stata eseguita la formalità con riserva deve proporre reclamo all’autorità giudiziaria (2).
CommentoTrascrizione: [v. Libro VI, Titolo I]; Iscrizione: [v. 2808].
(1) La trascrizione con riserva assicura alla parte un effetto di prenotazione rispetto al numero d’ordine.
(2) Il reclamo si propone con ricorso, entro trenta giorni dall’esecuzione della formalità, davanti al tribunale nella cui circoscrizione è situata la conservatoria [v. 2658].
Giurisprudenza annotataImposta ipotecaria
Cassazione civile sez. trib. 05 maggio 2011 n. 9862 Trascrizione
È inammissibile la q.l.c. degli art. 155 quater, 2652 e 2653 c.c., sollevata, in riferimento agli art. 3, 24, 29, 30 e 31 cost., nel corso del procedimento di reclamo proposto al tribunale a seguito della trascrizione con riserva per conservare gli effetti della formalità, ai sensi degli art. 2674 bis c.c. e 113 ter disp. att. c.c.: tale procedimento, infatti, pur svolgendosi avanti a un giudice, ha natura amministrativa, atteso che si svolge a contraddittorio non pieno (nel quale le parti interessate vengono semplicemente sentite), è diretto a far sì che l'interessato possa ottenere, in via provvisoria, l'attuazione della pubblicità immobiliare, ha ad oggetto il regolamento, secondo legge, dell'interesse pubblico alla pubblicità immobiliare attraverso un controllo sull'operato del conservatore (in particolare, l'accertamento della gravità e fondatezza dei dubbi in questione, essendo la definitiva pronuncia sulla sussistenza del diritto e sull'effettuazione della pubblicità rimessa a un eventuale giudizio contenzioso) e si conclude con un provvedimento non suscettibile di passare in giudicato.
Corte Costituzionale 11 febbraio 2011 n. 47 La responsabilità del Ministero delle finanze (ora dell'Economia e finanze) per i danni cagionati dal conservatore dei registri immobiliari, prevista dalla l. 21 gennaio 1983 n. 22, non può ritenersi esclusa per il semplice fatto che il conservatore abbia trascritto un atto al di fuori delle ipotesi, nelle quali l'art. 2674 c.c. prevede che egli possa rifiutare l'atto del proprio ufficio, poiché l'art. 2674 bis c.c. prevede che il conservatore, al di fuori dei casi di cui all'articolo precedente, qualora emergano gravi e fondati dubbi sulla trascrivibilità dell'atto o sulla iscrivibilità di un'ipoteca, iscriva l'atto con riserva su istanza della parte richiedente, in tal modo onerando il conservatore che abbia i gravi e fondati dubbi - che in lui non possono non sorgere in presenza di richiesta relativa ad atto non trascrivibile, poiché inerisce alle sue funzioni il riscontro della riconducibilità dell'atto a quelli trascrivibili - di esternarli previamente alla parte e di procedere all'iscrizione solo se essa non desista. Ne consegue che, allorquando il conservatore non abbia proceduto in questi termini ed abbia iscritto l'atto senza avvalersi del procedimento di cui all'art. 2674 bis, sussiste una sua negligenza, della quale il Ministero deve rispondere. (Principio affermato dalla S.C. in riferimento ad un caso in cui era stata trascritta una citazione introduttiva di una causa mobiliare per la restituzione di caparra, non riconducibile all'art. 2674) .
Cassazione civile sez. III 18 aprile 2007 n. 9297 In tema di ricorso straordinario per Cassazione, il provvedimento della Corte d'Appello, con il quale si conclude, a norma dell'art. 2674 bis c.c. e 113 ter disp. att. stesso codice, il procedimento sul reclamo proposto avverso la trascrizione o l'iscrizione con riserva al fine di conservare gli effetti della formalità, non è impugnabile ai sensi dell'art. 111 cost., trattandosi di un procedimento "lato sensu" cautelare, a contraddittorio non pieno, nel quale le parti interessate, ai sensi del cit. art. 113 ter, vengono semplicemente sentite, diretto a far sì che, nel caso in cui sorgano gravi e fondati dubbi sulla trascrivibilità o iscrivibilità di un determinato atto, l'interessato possa ottenere, in via provvisoria, l'attuazione della pubblicità immobiliare, ed il cui oggetto è il solo accertamento della gravità e fondatezza dei dubbi in questione, essendo la definitiva pronuncia sulla sussistenza del diritto e sull'effettuazione della pubblicità rimessa ad un eventuale giudizio contenzioso.
Cassazione civile sez. II 30 marzo 2005 n. 6675 Alla luce della ratifica da parte del legislatore italiano con la l. n. 364 del 1989 della convenzione dell'Aja dell'1 luglio 1985 non si ravvisano ostacoli alla possibilità di dare vita a "trust" interni, privi cioè di qualsiasi carattere di internazionalità. Da tale ammissibilità discende altresì ai sensi dell'art. 12 della citata convenzione, che il "trust" ove abbia ad oggetto beni immobili sia passibile di trascrizione, con la conseguenza che appare illegittima la riserva apposta dal Conservatore alla richiesta di trascrizione di un "trust" interno. Un notaio propone reclamo ai sensi dell'art. 2674 bis c.c. avverso l'apposizione della riserva da parte del Conservatore alla trascrizione di un "trust" di diritto inglese denominato "Pasquale".
Tribunale Napoli 14 luglio 2004
In presenza di note e titoli redatti con carattere intelligibile, il Conservatore è tenuto a verificare esclusivamente la sussistenza dei requisiti formali ed estrinseci elencati dall'art. 2674 comma 1 c.c., e deve, all'esito di tale indagine, optare tra il ricevimento degli atti e la conseguente esecuzione della formalità richiesta, o il loro rifiuto, salvo ricorrere alla trascrizione con riserva, ai sensi dell'art. 2674 bis c.c., solo quando emergano gravi e fondati dubbi in ordine alla sussistenza dei requisiti in questione, e non sia possibile optare per una delle soluzioni alternativamente proposte dall'art. 2674 c.c.
È inammissibile - per difetto di legittimazione del giudice rimettente - la q.l.c. degli art. 155 quater, 2652 e 2653 c.c., sollevata in riferimento agli art. 3, 24, 29, 30 e 31, cost., nella parte in cui tali norme non contemplano la trascrivibilità della domanda giudiziale di assegnazione della casa familiare contenuta in un ricorso per separazione giudiziale; le questioni incidentali di legittimità costituzionale, infatti, possono essere sollevate dal giudice esclusivamente nel corso di un procedimento avente carattere giurisdizionale, mentre nella specie la questione è stata sollevata nel corso del procedimento (di cui agli art. 2674 bis c.c. e 113 ter disp. att. c.c.) originato dal "reclamo" proposto al tribunale, a seguito della trascrizione con riserva, per conservare gli effetti della formalità, procedimento di natura amministrativa, che non comporta esplicazione di attività giurisdizionale e il cui provvedimento conclusivo non è idoneo a passare in giudicato.
Corte Costituzionale 11 febbraio 2011 n. 47 In tema di pubblicità dei registri immobiliari e di responsabilità dei conservatori, l'art. 2674 bis c.c. non si limita a conferire al conservatore un sindacato e un controllo meramente formale ed estrinseco dei titoli che gli vengono sottoposti, cosa già prevista dall'art. 2674 c.c., ma gli attribuisce un vero e proprio potere-dovere di sindacare l'intrinseca trascrivibilità di un atto, non potendo, i dubbi che danno luogo alla trascrizione con riserva, riguardare vizi di validità del titolo
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References: art. 155
 art. 3
 art. 2674
 art. 113
 art. 155
 art. 3
 art. 2674