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Timestamp: 2016-10-24 20:33:05+00:00

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1 SITUAZIONE ALLOGGIATIVA DEGLI INQUILINI DEGLI ENTI PREVIDENZIALI, DEI FONDI IMMOBILIARI PENSIONE ASSICURATIVI, DELLA REGIONE LAZIO E DELL EDILIZIA AGEVOLATA. PREMESSA. Le proposte di rinnovo a condizioni economiche e normative inique ed esorbitanti dei contratti di locazione scaduti, nonché il processo di dismissione dei patrimoni immobiliari da parte sia di alcuni Enti previdenziali cosiddetti privati (Enasarco, Enpaia, Enpam, Enpaf, Enpav, Casse nazionali di previdenza avvocati e procuratori legali, dottori commercialisti, geometri, ingegneri ed architetti liberi professionisti, del notariato, ragionieri e periti commerciali, Inpgi, etc), di Fondi pensione (Unicredit, etc) e di Fondi immobiliari (Fimit, etc), delle FFSS, dei VV.F. a Santa Barbara, sia di società assicurative come la SARA (la cui proprietà è riconducibile per il 54% all Automobile Club d Italia), degli Istituti assistenziali come il S. Alessio, stanno creando - ormai da lungo tempo - grandi preoccupazioni per le possibili devastanti ricadute sui bilanci familiari degli inquilini che, non potendo molti far fronte alle condizioni proposte (vendita degli alloggi a prezzi di mercato senza tenere conto dello stato reale degli immobili, incrementi non inferiori al 80% con punte anche del 300% con conseguenti nuovi canoni in alcuni casi di gran lunga superiori agli attuali livelli di mercato libero), corrono il serio rischio di perdere l attuale abitazione. In prima fila si distinguono i cosiddetti enti privatizzati sopra citati i quali sono stati definitivamente certificati come enti pubblici a tutti gli effetti da una sentenza del Consiglio di Stato del 28 novembre 2012 (la loro privatizzazione è stata solo strumentale e gestionale, come ha ribadito anche la sentenza del Tar del Lazio a Maggio 2013) e nonostante questo continuano a gestire il proprio patrimonio solo per fare cassa, utilizzando gli inquilini come bancomat, al fine di ripianare gli ingenti investimenti fallimentari fatti negli anni in strumenti mobiliari considerati da tutti a forte rischio. Se consideriamo la grave situazione economica in cui versa il nostro paese e conseguentemente la difficoltà per i settori sociali più deboli di pagare gli affitti richiesti o di accedere ai mutui per l acquisto della casa, a molti negati o concessi con clausole sempre più stringenti da parte delle banche, l emergenza abitativa sta divenendo progressivamente sempre di più drammatica ed emergenziale. Non dorme sonni tranquilli neanche chi è stato costretto ad acquistare un alloggio e all orizzonte si ritrova da pagare la tassa IMU sulla prima casa, ora rimodulata a fatta pagare in parte anche gli inquilini. Sono più di le famiglie coinvolte a Roma (Enti previdenziali, Regione Lazio, Ater, FFSS, Demanio, Fondi pensione e Assicurativi, ecc.) questa nuova emergenza dagli enti e dai fondi, per lo più appartenenti al ceto medio (o di quello che rimane di questa categoria sociale). Di fronte a questo precipitare della crisi abitativa nella nostra città assistiamo alla totale assenza della politica e delle Istituzioni preposte. A nulla sono valse fino ad oggi la presentazione in parlamento nei primi mesi del 2013 di tre mozioni (PD, M5S, SEL), le prese di posizione all unanimità da parte di alcune Commissioni parlamentari, del Consiglio Regionale del Lazio, dei Sindaci (prima Alemanno, poi Marino) e del Consiglio di Roma Capitale, del Presidente della Regione Zingaretti, del Presidente dell ANCI Fassino per una moratoria, per l apertura di un Tavolo Inte-Istituzionale per attivare tutti gli strumenti (molti già esistenti a livello regionale) per mettere in azione le tutele necessarie. Proprio il 9 dicembre scorso la Camera ha votato a maggioranza una mozione, presentata dal PD e dagli altri partiti che sostengono il governo Letta, che impegna lo stesso governo ad affrontare il tema degli sfratti e della gestione del patrimonio immobiliare degli enti previdenziali.2 Descrizione della situazione abitativa: ENASARCO ALLOGGI A ROMA (Zone: presenza in tutti i municipi). La stragrande maggioranza degli alloggi sono ubicati nella periferia e semi-periferia. E partito da circa due anni il piano di dismissione degli immobili. Questi vengono offerti agli inquilini a prezzi di mercato, al valore medio dell alloggio come se fosse nuovo, senza tenere conto del reale stato, applicando lo sconto del %. Infatti si è sistematicamente omesso di individuare e considerare una indispensabile serie di parametri oggettivi e misurabili per la corretta valutazione delle caratteristiche degli immobili (ubicazione, stato manutentivo, tipologia edilizia, qualità edilizia, funzionalità e servizi accessori, regime giuridico, etc), non rispettando, oltre al valore oggettivo, lo stesso accordo sindacale. La Fondazione sostiene che tutto va per il verso giusto e che oltre l 80% dell inquilinato sta aderendo alle proposte di vendita. Le manifestazioni di protesta degli ultimi due anni, le petizioni sottoscritte, le numerose interrogazioni parlamentari e regionali, le continue assemblee, i ricorsi al Tar e le centinaia di opposizioni legali ci danno un altro quadro. La gran parte degli inquilini sono consapevoli che stanno subendo un ingiustizia ed hanno una reale difficoltà ad accettare le condizioni imposte: malgrado questo sono costretti ad esercitare il diritto di prelazione per non perdere l alloggio dove spesso hanno abitato per 30/40 anni. Gli stessi Comitati che si riferiscono all ASIA-USB esercitano il diritto di prelazione e iniziano un contenzioso legale. La Fondazione omette la reale situazione: la BNP-Paribas non rispetta la convenzione seguita ad una gara d appalto vinta, ha unilateralmente rinegoziato la stessa a condizioni economiche peggiorative senza rifare la gara, e la stragrande maggioranza degli inquilini non hanno i mutui. Non concede quelli quarantennali, come invece propagandato, ma neanche quelli trentennali. Esempi: a via Flavio Stilicone 247 al momento ne hanno concessi 16 su 72 richiesti e gli inquilini sono costretti a cercare verso altri istituti bancari, ovviamente a condizioni peggiorative; a via Costantini sono stati concessi in gran parte mutui a 25 anni con rate mensili di 920,00 di partenza (ma già soggette ad aumenti perché legati all andamento dello spread) per un prestito di ,00 euro. Altri per un prestito di euro stanno pagando rate mensili del solo mutuo di 1.100,00. Parliamo di inquilini con redditi medio bassi, molti pensionati, che hanno dovuto avere la garanzia da parenti per avere la concessione del mutuo. Gli inquilini di cui facciamo l esempio hanno avuto i mutui perché facevano parte della prima tranche, ora alle stesse condizioni i mutui non gli vengono concessi. La vendita avviene a prezzi già scontati di 2100/2300 euro a metro quadro per alloggi ultrapopolari, mai manutenuti, con impianti non a norma, dove spesso è presente l amianto, ma arrivano anche a 3000/3500 al mq anche in periferia (vedi zona Torrino o Prati Fiscali). Molti di questi fabbricati sono stati edificati in terreni 167/62 e sono in regime di convenzione, che l ente ignora completamente. Sempre in Via Costantini, e 73-77: grazie ad una perizia richiesta dagli inquilini (con relativi oneri a carico dei medesimi) è stato acclarata l inabitabilità di un vano qualificato dalla proprietà camera ed adibito invece in sede di progetto edificatorio definitivo a ripostiglio : tale difformità ha costretto la Fondazione a sospendere il procedimento di dismissione per gli accertamenti e verifiche del caso dopo che la stessa Fondazione ha tentato di sottoporre alla firma di ciascun inquilino tramite il supporto di alcuni notai in loco - una liberatoria preventiva per3 eventuali vizi occulti ; la difformità è emersa dopo che alcuni inquilini non hanno voluto firmare questa liberatoria. Ma i casi citati sono diffusi e gli inquilini hanno in molte occasioni predisposto perizie tecniche di parte per svelare questi veri e propri atti di imposizione attuati con la complicità dei sindacati firmatari, bramosi di concludere più rogiti possibili per i quali ricavano un contributo dagli inquilini di 250/300 ciascuno. E in corso un mercanteggiamento scandaloso, registrato anche da alcuni giornalisti, sulla dismissione di questo importante patrimonio: ExitOne s.p.a. (notizie di questi ultimi giorni ci dicono di una rottura avvenuta con la Fondazione), società vincitrice dell appalto per lo svolgimento dei Servizi di supporto alla vendita dell unità immobiliari, offre agli inquilini che non possono comprare acquirenti esterni con promessa di congrue buone uscite in denaro; lo stesso fanno alcuni sindacalisti. In queste operazioni speculative si è affacciata anche l ombra della camorra. Pur di dimostrare che stanno vendendo il patrimonio l Enasarco fa finta di non vedere. L invenduto dovrebbe andare al Fondo Immobiliare che ha vinto la gara d appalto. Molte società distribuiscono attraverso volantini le stesse proposte: il risultato è che già si trovano su Porta Portese inserzioni che offrono gli appartamenti appena venduti dall Enasarco. Che cosa si cela dietro queste dismissioni? Questa è una domanda a cui troviamo sempre meno motivate e esaurienti risposte. Sicuramente è in corso una gara della speculazione dove a pagare saranno i più deboli, coloro che vivono dentro queste case da anni e che per loro è l unica abitazione possibile. Sono tutti coloro che hanno avuto l assegnazione attraverso le commissioni prefettizie di graduazione degli sfratti che funzionavano negli anni passati, quei lavoratori dipendenti e pensionati con redditi insufficienti a sopportare gli aumenti degli affitti e i mutui. Prima dell invio delle lettere di prelazione l Enasarco sta chiamando i propri inquilini al rinnovo dei contratti di affitto, scaduti da 2 o 3 anni, richiedendo aumenti anche dell 80% e ingenti somme di arretrati (anche euro), con il ricatto che se l inquilino non accetta il rinnovo a queste condizioni non gli viene inviata la lettera di prelazione. La dismissione del patrimonio Enasarco trascina con se anche il problema occupazionale dei portieri e dei pulitori. In base ad un accorso con Cisl, Uil e Ugl (contrari gli altri sindacati) sono state avviate procedure di liquidazione del personale che aveva con la Fondazione un contratto di lavoro a tempo indeterminato: 110 lavoratori hanno scelto l esodo dietro forme di incentivi; 156 sono stati trasferiti agli inquilini per cinque anni, con l opposizione degli stessi condomini che si trovano ad avere un costo in più; 42 lavoratori precari, in servizio da oltre sei anni, sono stati licenziati il 31 dicembre Ai lavoratori che hanno scelto l esodo viene oggi negata la possibilità dell acquisto dell alloggio e l esercizio del diritto di prelazione che al momento della scelta per l opzione gli era stato garantito. Ovviamente questa nuova regola non vale per alcuni iscritti ai sindacati firmatari. ENPAIA Circa 600 ALLOGGI SOLO A ROMA (Zone Nuovo Salario, Nomentano, Grotta Perfetta, Torrino, Casilino, ecc.) A partire dal 2010, in pochissimo tempo, un gran numero di inquilini-conduttori si sono trovati a dover instaurare una fase di contenzioso che per moltissimi ha determinato l inizio di procedimenti legali e giudiziari per finita locazione intentati dall Enpaia. Con riferimento alla stima complessiva di cui al punto precedente, i soli inquilini-conduttori che, con il supporto congiunto di AS.I.A.-USB e della Studio Legale Perticaro stanno cercando di far valere le proprie ragioni sotto il profilo sia sindacale sia legale, sono circa 200 unità (su 400 rinnovi contrattuali): tale quadro risulta ben diverso e di molto peggiorativo rispetto sia al4 dimensionamento (70 casi complessivi di contenzioso) dichiarato dai vertici Enpaia nel corso dell audizione alla Bicamerale del 21 marzo 2012 sia a quanto comunicato (148 casi) dalla Fondazione in occasione dell incontro in Prefettura del 17/11/2011. Con riferimento ai soli inquilini-conduttori patrocinati dallo Studio Legale Perticaro (esistono altri contenziosi seguiti da altri legali), su circa 160 conduttori patrocinati ad oggi risultano emesse più o meno n. 80 ordinanze di rilascio immobili con inevitabile incremento nel breve termine vista la persistenza dell atteggiamento intimidatorio ed incurante delle obiettive ragioni addotte dagli inquilini che a tutela dei propri diritti non hanno accettato le condizioni di rinnovo a suo tempo proposte dalla Fondazione (ndr i predetti dimensionamenti, inclusi quelli di cui al punto precedente, non includono ulteriori iniziative in corso con diverso patrocinio legale e sindacale). Da mese di settembre 2012 l Enpaia sta puntualmente presenziando ogni sfratto richiedendo l uso della forza pubblica. Ha incaricato 18 avvocati per perseguitare gli inquilini mettendo in bilancio per questo in due anni due milioni di euro. Alcuni degli stabili della Fondazione ricadono in aree 167/62 (vedere scheda su Enpaia allegata) Molti sono gli alloggi che si stanno liberando perché non tutti gli inquilini hanno la forza di opporsi a queste richieste di aumenti e buona parte degli alloggi rimangono vuoti. La stragrande maggioranza degli sfratti già esecutivi (in molti casi già superano la cifra di 10 gli accessi degli Ufficiali Giudiziari) sono per finita locazione, ma visto che l inquilinato che abita questi alloggi ha un reddito (o pensione) che supera - anche di poco - quello stabilito per la proroga degli sfrati, non sono coperti da questo provvedimento. Nuclei familiari con redditi di 1500,00 euro mensili ricevono proposte di rinnovi contrattuali a 1000,00/1100,00 mensili più i servizi. CASSA RAGIONIERI 1600 ALLOGGI, A ROMA 972 Zone: Ostia, Torrino, Nomentano, Monteverde-Marconi, Portuense. La Cassa Ragionieri a dicembre 2011 ha conferito il patrimonio immobiliare alla SGR BNP Paribas per dismettere l intero patrimonio immobiliare. Contrariamente ad altri Enti non ha voluto concordare nulla con le parti sociali, non riconosce il diritto di prelazione agli attuali inquilini e non ha voluto vendere direttamente agli inquilini. La BNP Paribas ha creato il Fondo Immobiliare Scoiattolo dai primi mesi del 2013 ha iniziato la vendita delle case, proponendole prima agli inquilini, in regime di libero mercato. Al momento non sono state rese pubbliche eventuali tutele nei confronti di particolari categorie sociali (redditi bassi, portatori di handicap, anziani). Con le lettere arrivate agli inquilini nel 2013 sono state avanzate da parte del Fondo immobiliare richieste di acquisto degli alloggi agli inquilini a prezzi impossibili (oltre euro al mq al Torrino e al mq in zone più centrali, già scontati). Su 280 proposte avanzate dal Fondo ci risulta abbiano accettato solo un quindicina di inquilini. In tutti i caseggiati, attraverso l avv. Perticaro e non solo, sono iniziati centinaia di contenziosi. Queste dismissioni coinvolgono 1600 famiglie nel territorio nazionale, 972 solo a Roma, famiglie molto spesso composte da pensionati e lavoratori dipendenti, con un età media di oltre 60 anni, spesso monoreddito e con figli disoccupati, precari o in mobilità. Moltissimi di questi inquilini vivono in queste case da decenni e ora si trovano improvvisamente di fronte alla drammatica prospettiva di perdere gli appartamenti in cui abitano da una vita.5 I canoni sono stati già costantemente aumentati con l introduzione del libero mercato. Con l applicazione di quest ultimo i canoni sono aumentati in modo spropositato (dal 70% al 300%), hanno raggiunto la cifre che vanno dai 1600/1800 al mese più i servizi per alloggi di 70/90 mq, situati anche in zone periferiche. Allo stato attuale, dai dati in nostro possesso che sicuramente sono dati per difetto, si rileva che 150 sono le disdette per finita locazione e 57 gli sfratti e che molti inquilini hanno lasciato l appartamento per collocazioni più disagiate perché non sono in grado di pagare un canone elevato come quello che viene richiesto, né tantomeno i costi per l acquisto della casa. Emblematica è la situazione che stanno vivendo gli inquilini di viale Somalia, 214 (immobile sempre di un ente, acquistato dalla CNPR nel 2004): la CNPR a febbraio 2012 ha, improvvisamente, comunicato agli inquilini che sarebbero state riscontrate a seguito di una perizia di parte, non supportata dalle autorità competenti in materia (VVFF o Uffici tecnici comunali) - carenze strutturali che potrebbero mettere a repentaglio la sicurezza di persone e cose, seppur al verificarsi di particolari condizioni di sollecitazioni dovute ad eventi straordinari prospettando lo sgombero immediato dello stabile (equivale a dire che tutta via Somalia va buttata giù e ricostruita) ed in una fase immediatamente successiva l abbattimento dello stesso. Per poi procedere a una successiva ricostruzione, proponendo agli stessi inquilini l acquisto degli appartamenti nuovi a prezzi di mercato, escludendo quelli che non sono in regola con gli affitti. Questa operazione si comprende meglio alla luce del fatto che in questo fabbricato sono molti gli anziani che non hanno potuto rinnovare i canoni richiesti (dagli attuali 700/800 ai 1400/1600 mensili più i servizi) e contro i quali sono in corso provvedimenti di sfratto per finita locazione. L invito ad abbandonare l immobile riguarda tutti, inquilini e negozianti (il portiere è stato già trasferito), anche per coloro che hanno speso decine di migliaia di euro (50-60 mila) per ristrutturare le case a proprie spese, visto che non è stata mai garantita la minima manutenzione del palazzo. Sorge, piuttosto, il sospetto che si voglia, alla luce delle opportunità fornite dai recenti piani casa varati dalle Regioni, fare una operazione speculativa, tanto più che i tecnici chiamati non hanno confermato questo pericolo e il Comune di Roma li ha diffidati. E lecito ed etico che chi gestisce forme di previdenza obbligatoria e che con decreto 16/2012, già convertito in legge, viene finalmente considerato a tutti gli effetti Ente pubblico, si cimenta a fare queste operazioni? CASSA GEOMETRI Zone Appio, Quartiere Africano, Garbatella Allo stato attuale la situazione risulta essere la seguente: Parte del patrimonio immobiliare è stato ceduto al fondo Immobiliare Polaris nei mesi di giugno/luglio Una parte degli immobili conferiti al fondo immobiliare Polaris molto probabilmente verranno posti in vendita a prezzi di mercato, senza alcun diritto di prelazione. Attualmente per i contratti di affitto scaduti ed in scadenza vengono proposti rinnovi dei canoni del 80/100% (dagli attuali 600/900 a 1.000/1.800 più i servizi, secondo le zone). A seguito delle esose richieste dei canoni molti alloggi rimangono vuoti perché non trovano locatari, molti inquilini non hanno rinnovato i canoni e stanno arrivando ai locatari della Cassa Geometri e del Fondo decine di sfratti per finita locazione, molti già esecutivi. Anche in questo caso l inquilinato che abita in questi alloggi ha un reddito che supera di poco quello stabilito per la proroga degli sfrati e quindi non sono coperti dal provvedimento del governo.6 ENPAM 6000 ALLOGGI, 4500 A ROMA Zone: Nomentano, Cinecittà, Torrino, Tiburtino, ecc. Anche l Enpam ha dato il via alle dismissioni degli immobili (6.000 alloggi, circa a Roma) siglando un accordo con le solite organizzazioni sindacali interessate all operazione acquisto. Queste accordo, che ancora non sta divenendo operativo proprio in questi ultimi mesi, prevede la vendita in blocco dei caseggiati in base ai valori di mercato (OMI) a società costituite dagli inquilini. Questo è un ulteriore regalo ai sindacati che con la CONIT, sono già pronti a svolgere il ruolo di agenti immobiliari, a comprarsi l invenduto e a richiedere agli inquilini il 2% del valore di ogni alloggio. Prima a settembre 2012, poi in questi ad aprile 2013, la Fondazione aveva inviato ai propri inquilini proposte di rinnovo contrattuale con canoni aumentati del 100% (es: Cinecittà est da 600 euro a 1200 euro più i servizi); questo grazie all accordo con i sindacati concertativi. Questo ha determinato l intenzione da parte della maggioranza degli inquilini, che hanno sconfessato l accorso sindacale, di dar vita ad un diffuso contenzioso legale. La protesta degli inquilini, che hanno rivendicato le sentenze del Consiglio di Stato e del Tar del Lazio che chiarivano la figura giuridica pubblica degli enti e fondazioni, ha costretto l Enpam a moderare le assurde pretese: è stato firmato il 22 maggio 2013 un accordo integrativo che ha abbassato i canoni, tenendo conto dei redditi familiari, e ha abolito i canoni stipulati a libero mercato, rivedendo anche quei contratti già rinnovati. Questo accordo viene tenuto nascosto e non rivendicato neanche dai sindacati che lo hanno sottoscritto perché potrebbe essere da esempio per tutti gli altri Enti previdenziali privatizzati. Cassa Notariato La Cassa Notariato ha già conferito gran parte del patrimonio a fondi immobiliari (IDeA FIMIT, Theta Immobiliare, ecc.) che lo hanno venduto a sua volta - a prezzi insostenibili - agli inquilini che hanno potuto acquistare e a terzi quello di chi non ha potuto farlo. Ci sono al momento alcune decine di inquilini che hanno lo sfratto e molte altre hanno intrapreso contenziosi legali. Numerosi sono gli alloggi vuoti. SARA ASSICURAZIONI CIRCA 1500 Zone: Tiburtino, Tuscolano, ecc. Una parte degli immobili di proprietà di SARA ASSICURAZIONI (Assicuratrice ufficiale dell ACI, ente pubblico, che ne è l azionista di maggioranza), circa 600 alloggi del Tiburtino (via Borsa) e del Tuscolano (via Filomusi Guelfi), sono stati conferiti al fondo Investire Immobiliare SGR che li ha proposti agli inquilini a prezzi di mercato con accordo con il SUNIA (accordo simile a quello dell Enasarco). I prezzi con lo sconto vanno dai ,00 euro ai ,00 per via Borza e ,00/ ,00 per via F.Guelfi (costano di più rispetto a quelli del Tiburtino ma sono di taglio più piccolo).7 A Tiburtino la vendita dei 126 alloggi è terminata, 15 famiglie non hanno attenuto il mutuo, 20 non hanno potuto optare per l acquisto. Alcuni di coloro che hanno acquistato hanno già difficoltà con il pagamento dei mutui. Al Tuscolano (circa 450 alloggi) l operazione di dismissione è anch essa terminata: 180 inquilini avevano richiesto il mutuo alla banca convenzionata, non si conosce il numero di quanti lo hanno effettivamente ottenuto; 270 inquilini non sono nelle condizioni di farne richiesta. Molti sono anziani, l età media è di settanta anni, quindi non hanno le condizioni per avere i mutui, se non hanno parenti che li sostengono. Hanno rinnovato i contratti (dal 2012) per quattro anni e iniziato le operazioni di vendita a terzi attraverso la Gabetti. Il problema degli sfratti è solamente rinviato. CASSA FORENSE Anche questo ente, sicuramente in modo più timido, sta cercando di valorizzare il proprio patrimonio con aumenti dei canoni. Nonostante abbia abbassato le iniziali richieste di aumento degli affitti ad alcuni inquilini non è stato riconosciuto questo privilegio e sono in corso esecuzioni di sfratto per finita locazione (zona Magliana, ecc.) INARCASSA anche questo ente sta mettendo in moto iniziative che stanno fortemente preoccupando i sonni degli inquilini che come nelle altre situazioni sono molti quelli anziani. CI SONO ALMENO ALTRI 12 ENTI PREVIDENZIALI DI CUI NON CONOSCIAMO IL DATO: TUTTI GLI ENTI PREVIDENZIALI COSIDDETTI PRIVATIZZATI HANNO UN PATRIMONIO (dati del Ministero Infrastrutture) di alloggi a Roma. VANNO AGGIUNTI A QUESTE CIFRE GLI ALLOGGI DEGLI ENTI RIMASTI PUBBLICI, QUELLI DEI FONDI IMMOBILIARI/PENSIONE E DI QUELLI ASSICURATIVI. DAI DATI CHE ABBIAMO CONFRONTATO ANCHE IN PARLAMENTO DURANTE LE AUDIZIONI SI PARLA DI ALLOGGI A LIVENNO NAZIONALE DI CUI CIRCA L 80% SONO A ROMA. FONDO PENSIONE DELLA BANCA DI ROMA. Ha già completato il piano di dismissione, alcune decine di inquilini sono rimasti tagliati fuori dalla vendita, altri (a cui è stato già venduto a terzi l alloggio) hanno già subito lo sfratto. Alcune decine stanno ancora in attesa della definizione del contenzioso legale. ENTI PREVIDENZIALI PUBBLICI (OGGI TUTTI RIUNITI ALL INPS) Circa alloggi degli Enti previdenziali pubblici (ora Inps, ex-inpdap, ex-inpdai, ex-inail) sono rimasti invenduti e alcuni vengono messi all asta; se acquistati da terzi provocano immediatamente richieste di sfratto. Tra questi alloggi rimane senza soluzione il problema delle circa famiglie che non hanno potuto acquistare gli alloggi durante le vecchie cartolarizzazioni (SCIP) che ora rischiano di essere sfrattate perché sono scaduti gli otto anni di rinnovo dei contratti. Questi alloggi sono stati in parte già ceduti a terze persone che stanno procedendo a richieste di sfratto.8 Circa un migliaio di questi alloggi sono invece abitati da anni da inquilini considerati senza titolo, i cui alloggi vengono venduti all asta e soggetti a continue azioni di sgombero. La mozione approvata il 9 dicembre scorso impegna il governo per ridare il via al processo di dismissione e richiede la regolarizzazione degli inquilini sine titulo. REGIONE LAZIO E PROVINCIA DI ROMA L ASIA-USB insieme agli inquilini e ai loro comitati sta richiedendo con forza l intervento delle istituzioni locali per garantire le tutele necessarie a tutti gli affittuari travolti da questi processi speculativi. La Regione Lazio dovrebbe essere la prima istituzione per importanza ad attivare queste tutele, come è stato fatto dalla Giunta regionale nel 2009 ( sensibilizzata dall intervento del Prefetto Mosca prima e successivamente - in modo risoluto - dal Prefetto Pecoraro) per i casi di via Colli Portuensi 187 e via Pincherle. Invece ha avviato anch essa un piano di dismissione di centinaia di alloggi a prezzi di mercato (con uno sconto inferiore a quello che pratica lo stesso Enasarco) non riconoscendo la funzione sociale di questo patrimonio e lo stato reale degli alloggi, molti dei quali con caratteristiche ultra-popolari. Per portare a termine questa operazione ha cambiato la dirigenza e tutto l ufficio che da anni era preposto alle valutazioni. Ecco che sono riapparsi dirigenti che non hanno brillato in precedenza in trasparenza. Ma per non farci mancare nulla, ecco che è entrato in campo anche l ATER di Roma che sta mettendo in vendita a prezzi di mercato i alloggi avuti dal Demanio dello Stato. Tra questi ci sono gli alloggi finanziati con il Piano Marshall per la ricostruzione di S. Lorenzo distrutta dai bombardamenti dell ultima guerra. Ci chiediamo con forza: perché la Regione Lazio vuole rinunciare al suo ruolo istituzionale di tutela dei più deboli? Chi dovrebbe svolgere la funzione di calmierazione del mercato della casa e di tutela degli inquilini tagliati fuori da una politica fatta fino ad oggi tutta a vantaggio della rendita immobiliare? Chi dovrebbe tutelare le decine di migliaia di famiglie colpite dagli sfratti e dalla mancanza di alloggi a prezzi calmierati ed accessibili, che è l unico segmento del mercato di cui il paese e Roma necessita? Perché la Regione Lazio continua ad utilizzare illegalmente da oltre un decennio i fondi ex-gescal (almeno 460 mln di euro) per coprire i buchi di bilancio? Che fine ha fatto il piano decennale di finanziamento per la casa dei 100 milioni di euro annui approvato dalla giunta regionale nel 2009? Queste sono le prime domande che abbiamo fatto alla nuove giunta Zingaretti Grazie alle nostre ferme proteste, palesate durante i primi tavoli, sia la Regione che l ATER sembra si siano per il momento fermati. EDILIZIA AGEVOLATA (HOUSING SOCIALE?) A dicembre 2012, a seguito della denuncia presentata dall ASIA-USB, sono stati sequestrati dalla magistratura i primi 326 alloggi costruiti da alcune soc., consorzi e coop. in aree ricevute gratis dal comune di Roma (P.d.Z. II PEEP), con il contributo finanziario della Regione Lazio (contributo che ha coperto dal 40% fino al 100% dei costi di costruzione, fondi erogati interamente o per metà a fondo perduto) e affittati agli inquilini a canoni superiori - in alcuni casi - al libero mercato. E stato accertato un sistema truffaldino che faceva si che i fondi pubblici finivano nelle tasche delle9 soc.-coop.-consorzi, invece di favorire le famiglie in emergenza abitativa, le vere destinatarie del contributo. Infatti nella determinazione dei prezzi massimi di cessione non venivano sottratti i contributi regionali. Questo sistema riguarda, in proporzioni diverse a secondo dei casi, tutti i piani di costruzione che riguardano Roma e la Regione Lazio (anche gli art. 18 L. 203/91), migliaia di inquilini hanno dovuto accettare queste condizioni pur di vedere risolto il proprio problema abitativo. In questo modo sono stati impegnati in tutta la regione 140 milioni di euro della ex-gescal in questi ultimi dieci anni. Per gli art. 18 il finanziamento è stato effettuato dal Ministero delle Infrastrutture. Bisogna che le istituzioni coinvolte facciano chiarezza su questa vicenda e soprattutto si apra un discussione su questi interventi e sulla funzione dell Housing sociale in un momento di forte crisi economica, che sta trascinando nell emergenza abitativa sempre più ampi settori sociali (anche il cosiddetto ceto medio). Si pone il problema di un intervento che freni la corsa della speculazione edilizia, immaginando di rilanciare l edilizia pubblica e di sostituire la funzione calmieratrice svolta negli anni passati dagli enti e dai fondi, con uno strumento che riproponga un affitto proporzionato al reddito delle famiglie, dei single, dei giovani, degli pensionati e non della rendita. Roma, 11 gennaio 2014 ASIA-USB COORDINAMENTO DEI COMITATI DEGLI INQUILINI RESISTENTI. Documenti analoghi
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References: sentenza 
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 art. 18
 ART. 47
 art. 2