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Timestamp: 2018-12-12 12:31:56+00:00

Document:
IL PRESIDIO Centro Studi: I - Publicações da Associação IL Presidio - Centro Studi
SAGGIO ERMENEUTICO SU LUCA 20, 37-38
Status quaestionis sul problema ermeneutico
posto dal testo di Luca e paralleli sinottici
§ 2. L'interpretazione nella tradizione (cenni)
§ 3. Bilancio conclusivo
§ 4. Accostamento al testo
S e z i o n e Iª
Il V. 37
Configurazione strutturale soggiacente
IL ROVETO E MOSE' [v. 37a]
§ 1. 'Il roveto' quale tema centrale e fondamento
alla rivelazione del mistero di morte-resurrezione
§ 2. Mosè interprete della rivelazione 'sul roveto'
«DIRE SIGNORE IL DIO D'ABRAMO..»
LA 'corrispondenza' enunciata da Mosè' e il suo significato
dal punto di vista dei Nomi divini veterotestamentari [v. 37b]
§ 1. Le due estensioni logiche parallele
- sulla corrispondenza stabilita da hōs e
- sul fondamento del 'roveto
§ 2. Significato del 'divenire' enunciato nel v. 37b
e sua lettura alla luce dei nomi divini veterotestamentari
LA DENOMINAZIONE «DIO DI ABRAMO E DIO DI ISACCO
E DIO DI GIACOB­BE» IN RAPPORTO AL CONTESTO
§ 1. Abramo, Isacco, Giacobbe: un'elezione 'nel nome'
I. Il Nome ed il suo significato biblico
II. Il mutamento / imposizione di nome ad un eletto
da parte di Dio nella Scrittura: ricerca di significato
III. Economia 'organica' e non democratica dell'alleanza
§ 2. Il mutamento di nome di Abramo e il valore di fondazione
ad esso associato, in prospettiva escatologica
§ 3. L' imposizione di nome di Isacco
§ 4. Il mutamento di nome di Giacobbe e il valore di fondazione
ad esso associato
§ 5. Il mutamento di nome alla 'città' oggetto della promessa di
eredità per la 'triade': fondazione di rigenerazione per tutti i
popoli (segnatamente) pagani
Capitolo IVº
IL 'DIO D'ABRAMO' NEL V.T.:
ELOHÎM 'MORTIFICATORE-VIVIFICATORE'
§ 1. La dialettica della 'mortificazione-vivificazione'
§ 2. ELOHÎM 'spirito dei morti'
LA DENOMINAZIONE 'KYRIOS' IN RAPPORTO AL CONTE­STO
E CON­CLUSIONI SUL V. 37 B
§ 1. KYRIOS: titolo di resurrezione
§ 2. Conclusioni sintetiche sul v. 37 78
§ 3. Spunti ermeneutici particolarmente significativi
S e z i o n e IIª
Il V. 38
LA DEFINIZIONE «DIO NON E' DI MORTI MA DI VIVENTI»
quale riespressione e sviluppo ermeneutico del Nome divino 'sul roveto' rivelato
§ 1. La definizione quale 'clef-sentence' in rapporto al 'roveto'
§ 2. Caratteristiche della definizione in rapporto al Nome divino
§ 3. Corrispondenza della definizione alla radice-‘ELŌHÎM
espressa nella categoria dell'Essere
TITOLI E ATTIVITA'
DEL NOME DIVINO 'SUL ROVETO' RIVELATO
desumibili dalla definizione «Dio non e' di morti ma di viventi»
§ 1. Il Vivente: ’EL HAJ
§ 2. Il Vivificante
IL 'VIVENTE' = ’EHJEH ’AŠER ‘EHJEH
FONDAMENTO DI 'RESURREZIONE DI VITA'
§ 1. 'Vita' senza attributi
§ 2. Il Risorto = «Il Vivente»: HO ZŌN
e la 'resurrezione' = 'resurrezione di vita'
§ 3. La struttura del v. 38
§ 4. Il riferimento ai nomi divini
§ 5. La 'resurrezione di vita'
come nominazione nel nome divino IO SONO
I NOMI DIVINI ’ELŌHÎM (Theos Abraam..) E JHWH (Kyrios)
IN RAPPORTO AL NOME DIVINO 'SUL ROVETO' RIVE­LA­TO: ’EHJEH ’AŠER ‘EHJEH
IL NOME DIVINO ’ELŌHÎM
E IL SUO VALORE TEOFANICO LIMITE
Il testo di Esodo 3, 13-15
LA 'DOMANDA DI NOME' RIVOLTA DA MOSE' AD ’ELŌHÎM
§ 1. Il limite ermeneutico della sua giustificazione
con la sola fonte redazionale
§ 2. La domanda di Mosè e il suo valore teologico e assoluto:
’ELŌHÎM, nome ... insoddisfacente
IL NOME DIVINO ’ELŌHÎM E GLI ELEMENTI
DI STRUTTU­RA DELLA SUA MANIFE­STAZIO­NE
la struttura duale complem. associa­ta all' impron­ta divisoria
§ 1. L'impronta di creazione di ’ELŌHÎM a livello antropolo­gico
§ 2. L'impronta di creazione di ’EL / 'Hypsistos' in 'tutte le sue opere'
§ 3. L'impronta di creazione di ’ELŌHÎM in base a Gn 1,1-8
§ 4. La risposta 'di ’ELŌHÎM all'enigma dei sogni del Faraone
§ 5. L'impronta divisoria di ’ELŌHÎM nel 'segno' dell'allean­za:
§ 6. Bilancio conclusivo sul nome divino ’ELŌHÎM e giustificazione
'teologica' della domanda di Mosè di un nome ad esso ulteriore
IL NOME DIVINO 'SUL ROVETO' RIVELATO
’EHJEH ’AŠER ‘EHJEH
§ 1. L'espressione informata dalla 'sillessi'
§ 2. Il Nome biblico di Dio e la sua recezione nell'ambiente culturale
greco-ellenistico e giudaico
DELLE PRINCIPALI PROPOSTE INTERPRETATIVE
§ 1. La Iª proposta interpretativa
§ 2. La IIª proposta interpretativa
§ 3. La IIIª proposta interpretativa
S e z i o n e IIIª
JHWH E ’EHJEH ’AŠER ‘EHJEH
JHWH E L' ORDINARIA ASSIMILAZIONE-RIDUZIONE
A ’EHJEH ’AŠER ‘EHJEH
§ 1. Significato di JHWH
§ 2. L'ordinaria assimilazione di ’EHJEH ’AŠER ‘EHJEH a JHWH
IL NECESSARIO DISCERNIMENTO
TRA ’EHJEH ’AŠER ‘EHJEH E JHWH
§ 1. Il proprio della rivelazione del Nome
concerne la prima persona del verbo hajah
§ 2. La prima e la terza persona dal punto di vista dell'analisi linguistica
§ 3. La temûnah di JHWH ossia l'aspetto visivo-obiettivo
proprio della sua manifestazione a Mosè
§ 4. La conoscenza del Nome in prima persona
quale evento di relazione tra ’ELŌHÎM e Mosè
§ 5. La formula ’ANÎ’ - HÛ e la sua corrispondenza
con i nomi divini ’EHJEH ’AŠER ‘EHJEH e JHWH
§ 6. Le due riprese del Nome divino e l'investitura di Mosè
IL DISCERNIMENTO IMPOSTO DAL TESTO DI Es 6, 2ss
§ 1. JHWH nome già noto
§ 2. Il testo di Es 6, 2ss
§ 3. La nostra proposta interpretativa sul testo di Es 6, 2 ss
§ 4. Bilancio conclusivo e raccordo con il testo di Luca
IL NOME DIVINO ’EHJEH ’AŠER ‘EHJEH FONDAMENTO
AL MISTERO DI MORTE-RESURREZIONE
LA RAGIONE ERMENEUTICA RADICALE
SECONDO LA NOSTRA PROPOSTA INTERPRETATIVA
LA LETTURA INTERPRETATIVA DA NOI PROPOSTA
§ 1. Premesse
§ 2. I termini della nostra proposta interpretativa
§ 3. Sul concetto di 'Voce'; la Voce e la sua risonanza
§ 4. La Voce e il medium di risonanza
§ 5. Assimilazione litica del medium: s_meion antilegome­non
§ 6. Il radicamento del mistero di 'morte-resurrezione'
nel Nome divino 'sul roveto' rivelato
§ 7. Aspetti significativi dell'espressione ’EHJEH ’AŠER ‘EHJEH
punto di vista strutturale-formale
IL MISTERO DI MORTE-RESURREZIONE
ALLA LUCE DEL CONCETTO DI 'VOCE'
§ 1. La 'Voce' quale termine essenziale di identificazione
del Risorto-IO SONO
§ 2. L'emissione della 'voce grande' (phōn¢ megal¢) connessa
al mistero di morte, natura divina (di Cristo) e resurrezione
§ 3. La manifestazione dello Spirito Santo alla Pentecoste quale
manifestazione della 'Voce' di cui il Risorto è soggetto di effusio­ne
§ 4. La prerogativa ecumenica della Voce di richiamo e
unificazione delle genti in associazione al momento 'ex-statico'
§ 5. La resurrezione dei morti conseguente all''audizione di Voce'
§ 6. Parola e Voce
IL NOME DIVINO NELL''AUTOESEGESI' DI GESU'
GESU'- EGŌ EIMI (IO SONO)
§ 1. L' EGŌ EIMI allusivo ed inclusivo del mistero
di morte-resurrezio­ne
§ 2. Altri testi relativi all'identificazione di Gesù nell'IO SONO
§ 3. Le identificazioni di Gesù nell'EGŌ EIMI in forma predicati­va
RACCORDO CONCLUSIVO
CON IL TESTO DI LC 20, 3­7-38
§ 1. Rilettura in chiave cristologica
§ 2. Conclusione
LA CRISTOLOGIA ALLA LUCE DELL''IO SONO'
Saggi di applicazione ermeneutica
I. LA MANIFESTAZIONE DEL RISORTO-IO SONO
SULLA 'SPONDA' (AIGHIALOS)
II. LA MANIFESTAZIONE DEL RISORTO-IO SONO
NELL'­«ALTRA FORMA» [EN ETERA(I) MORPHĒ (I)]
III. LA KENOSIS E IL DONO DEL NOME, «QUELLO STESSO CHE
E' AL DI SOPRA DI OGNI ALTRO NOME»
1. E' un tema arduo quello che ci apprestiamo ad accostare e un testo 'difficile' - Lc 20, 37-38 - quello che ci disponiamo a considerare come punto di partenza, d'arrivo, e di costante riferimento nella elaborazione concettuale e nella definizione della nostra proposta interpretativa concernente, fondamentalmente, il Nome divino. Su tal testo, infatti, non avremmo soffermato il nostro sguardo con particolare attenzione, se non perché, prima di esso, già da tempo dediti ad una riflessione di carattere ermeneutico sul tema del Nome divino, in base alla pericope del 'roveto'.
Un senso di discreto e rinnovato stupore - possiamo dichiarare - ha accompagnato in tutto il suo arco la nostra riflessione, specialmente alla considerazione che le linee interpretative che venivamo lentamente elaborando a riguardo di Es 3, 14, con un senso di trepida cautela per aspetti inusuali rispetto all'esegesi tradizionale, venivano a trovare nel testo di Luca (e paralleli sinottici) progressiva conferma ed ampio arricchimento. Prendeva forza conseguentemente in noi l'opinione che detto testo, nonostante le generali perplessità dell'esegesi e le sorprendenti denunce di 'ambiguità' da parte di pur autorevolissimi autori (come S. Girolamo) potesse rappresentare la vera, diretta ripresa ermeneutica della rivelazione veterotestamentaria sul Nome divino, da parte di Gesù.
A compimento della ricerca sin qui prodotta, nella costante rielaborazione dei contenuti e nella verifica delle 'aperture' ermeneutiche - di cui si darà un pur piccolo saggio - dovremmo dire che tale opinione si è in noi ampiamente confermata e corroborata.
2. L'impegno principale della presente ricerca - come dalla esplicitazione del sottotitolo - sarebbe pertanto di carattere ermeneutico sul tema posto dal testo di Luca e relativo alla connessione del mistero di resurrezione con il 'roveto' e alla sua giustificazione.
La caratterizzazione ermeneutica, più che strettamente 'esegetica', appartiene al progetto proprio della presente dissertazione, con evidenti conseguenze per la Metodologia. Tale caratterizzazione - specie in rapporto al testo di Lc 20, 37-38 - passerà tuttavia, necessariamente, per l'esegesi testuale. La ricerca, poi, di giustificazioni logico-interne al testo, comporterà una costante attenzione rivolta all'unità semantica e semiotica rappresentata dal 'roveto' nel suo aspetto di centralità in rapporto alle argomentazioni logiche e di fondamento in rapporto alle possibili estensioni ermeneutiche.
3. Spirituali moderni si sono soffermati sul rilievo di un pratico regime di separazione ovvero di 'divorzio' tra esegesi e spiritualità', nella facile ... ‘egestas’ esegetico-critica degli spirituali, non meno che nella (meno prevedibile) ‘egestas’ ermeneutica degli esegeti, spesso paradossalmente marcata in proporzione dell'iperspecializzazione critico-testuale. (Un'eccellente esegesi testuale - come è stato detto - può benissimo essere “metodologicamente atea”: J. Borella).
Nel pensiero e nel progetto di tale ricerca, abbiamo tenuto presente tale possibile (e talvolta effettuale) dilemma, proponendoci, per quanto a noi possibile, il costante raccordo, il diretto - e peraltro dovuto - ordinamento dei risultati dell'esegesi del testo a tutto vantaggio di una 'ermeneutica della Parola'. Il mutuo arricchimento, la complementarietà', se non addirittura il connaturale connubio tra esegesi e spiritualità', non dovrebbero peraltro essere impossibili nei presupposti di un' ermeneutica della Parola informata ... dall' ermeneutica del Nome.
4. L' impostazione metodologica - possiamo facilmente presumere - potrà rappresentare l'aspetto più atipico della presente ricerca, specie se posto in diretto raffronto con i canoni della metodologia esegetica in senso stretto. Sarà evidente, infatti, per l'esegeta, il netto prevalere di una metodologia di tipo sincronico nell' accostamento e nella interpretazione dei testi biblici, congiunta ad una costante attenzione di tipo semiotico senza entrare, d'altra parte, in problematiche di tipo testuale - spesso assai spinose - relative all'esatta collocazione storica dei testi e alla loro composizione letteraria.
Tale il limite della presente ricerca; limite previsto e preconcepito, e consequenziale a quel progetto che, come struttura profonda, ne sottende da un capo all'altro la tessitura: l'intento, o quanto meno lo sforzo, di mantenere la nostra esegesi sensibile e costitutivamente aperta sul fronte della spiritualità, intento di salvaguardare e promuovere costantemente armonia e reciproca osmosi tra Bibbia e Teologia Spirituale, di rendere omaggio ... e giustizia, al loro dovuto, connaturale connubio.
5. Per quanto concerne la struttura interna, l'opera è stata concepita come un tutto organico in progressivo accrescimento e in costante raccordo interno sui livelli nuovi, via via conseguiti.
Le tre sezioni principali, più la sezione supplementare, si sono intese informare, pertanto, non solo di un ordine di successione logica lineare, ma pure di un movimento circolatorio ad evoluzione ascensionale, tale da consentire facilmente, da un lato, il ritorno su stadi di sviluppo antecedenti e la verifica di quei presupposti alla luce delle nuove aperture di campo; d'altro lato, la ripresa dei motivi precedentemente ed embrionalmente enunciati, in un moto di spinta verso accrescimenti e sviluppi più maturi, pur sempre in intima integrazione e osmosi con gli spunti precedenti. In tal senso si dispongono i frequenti rimandi interni, tali da significare le interne, reciproche connessioni.
6. In modo sintetico e programmatico, diremo che il nostro itinerario di riflessione, sarà relativo
- al testo di Luca, innanzitutto: Parte Ia;
- in connessione con il testo di Es 3, 14: Parte IIa;
in una confluenza sintetica e, ad un tempo estensiva rispetto alle pri-me due Parti, che ci introdurrà ad una
- riconsiderazione della Cristologia alla luce del Nome divino 'sul roveto' rivelato e al riconoscimento del testo di Luca quale forma propria, seppure velata, di autoesegesi da parte di Gesù: Parte IIIa.
Farà seguito una 'Sezione supplementare' nella quale si porranno a frutto i risultati precedentemente conseguiti.
Pubblicato da Presidio Centro Studi a giovedì, dicembre 11, 2014

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