Source: http://phi-science.com/sicurezza-sostanze-chimiche.html
Timestamp: 2017-07-23 04:35:18+00:00

Document:
clp-ghs - Incidenti Rilevanti - Rischi Industriali - Direttiva Seveso Per risch... - sostanze, art, HomeNewsPhi ScienceConsulenze ambientaliSicurezza ed Igiene del LavoroValutazione rischio chimico (CLP-GHS)ATEXIncidenti RilevantiRischio NanoparticelleRedazione Schede di SicurezzaREACHCLP - GHSServizi di IngegneriaRadioattivitàCertificazione EnergeticaHACCPCorsiApprofondimentiDownloadsMappa del sitoCollaborazioni e ReferenzeContatti	Rischi Industriali - Direttiva Seveso
Per rischio industriale si intende un potenziale effetto negativo derivato da un’attività industriale.
La valutazione del rischio e gli interventi necessari alla sua mitigazione sono oggetto della normativa SEVESO relativa al controllo dei pericoli di incidente rilevante connessi con determinate sostanze pericolose.
In Italia il rischio di incidente rilevante (RIR) è normato dal D.Lgs. 238 del 21 settembre 2005 (Attuazione della direttiva 2003/105/CE, che modifica la direttiva 96/82/CE, sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose). Il provvedimento modifica il preesistente D.Lgs. 334 del 17 agosto 1999.
Rientrano nel campo di applicazione della normativa sui rischi di incidenti rilevanti, gli stabilimenti per la produzione, la trasformazione o il trattamento di sostanze chimiche organiche o inorganiche in cui vengono utilizzati i procedimenti elencati in Tabella 1, ed un cui sosno presenti sostanze pericolose in quantità uguale o superiore e quelle riportate in Tabella 2. Si definiscono sostanze pericolose, “le sostanze, miscele o preparati elencati nell'allegato I, parte 1, o rispondenti ai criteri fissati nell'allegato I, parte 2, che sono presenti come materie prime, prodotti, sottoprodotti, residui, prodotti intermedi, ivi compresi quelli che possono ragionevolmente ritenersi generati in caso di incidente”.In particolare oltre alle sostanze esplicitamente elencate, sono considerate sostanze pericolose le sostanze classificate tossiche (R23, R24, R25) molto tossiche (R26, R27, R28), comburenti (R07, R08, R09), esplosive (R02, R03), infiammabili (R10), facilmente infiammabili (R11, R17), estremamente infiammabili (R12), pericolose per l’ambiente (R50, R51, R53), che reagiscono violentemente con l’acqua (R14) e che liberano gas tossici a contatto con l’acqua (R29). I rifiuti devono essere autoclassificati, per cui vanno conteggiati sia negli stabilimenti produttivi che negli impianti di trattamento, con l’eccezione delle discariche che sono esplicitamente escluse.
Il gestore dello stabilimento deve, in primo luogo, verificare l'assoggetabilità alla normativa RIR identificando i quantitativi massimi stoccati in accordo alle disposizioni normative. Gli scenari ipotizzabili sono riassunti in Tabella 3.
L'entrata in vigore del Regolamento 1272/08 (CLP-GHS), e la conseguente riclassificazione delle sostanze e dei preparati, introdurrà dei cambiamenti significativi nella normativa sui rischi di incidenti rilevanti. Una prima bozza di aggiornamento della Direttiva comunitaria al CLP, è disponibile nell'area download.
Tabella 1: Stablimenti di produzione assogettati alla normativa sui rischi di incendenti rilevanti
Amminazione con ammoniaca
Alogenazione e produzione di alogeni
Desolfonazione, fabbricazione e trasformazione di derivati solforati
Nitrazione e fabbricazione di derivati azotati
Fabbricazione di derivati fosforati
Formulazione di antiparassitari e di prodotti farmaceutici
Stabilimenti per la distillazione o raffinazione, ovvero altre sucessive trasformazioni del petrolio o dei prodotti petroliferi
Stabilimenti destinati all'eliminazione totale o parziale di sostanze solide o liquide mediante combustione o decomposizione chimica
Stabilimenti per la produzione, la trasformazione od il trattamento di gas energetici, per esempio gas di petrolio liquefatto, gas naturale liquefatto e gas naturale di sintesi
Stabilimenti per la distillazione a secco di carbon fossile e lignite
Stabilimenti per la produzione di metalli o metalloidi per via umida o mediante energia elettrica
Tabella 2 : Sostanze pericolose e relative soglie di quantità stoccate
Quantità limite (t) ai fini dell’applicazione
Art. 6 e 7
Nitrato di ammonio (cfr. nota 1)
Nitrato di ammonio (cfr. nota 2)
Nitrato di ammonio (cfr. nota 3)
Nitrato di ammonio (cfr. nota 4)
Nitrato di potassio (cfr. nota 5)
Nitrato di potassio (cfr. nota 6)
Anidride arsenica, acido (V) arsenico e/o suoi sali
Anidride arseniosa, acido (III) arsenico o suoi sali
Formaldeide (concentrazione ≥ 90%)
4,4-metilen-bis-(2-cloroanilina) e/o suoi sali in forma polverulenta
Cloruro di carbonile (fosgene)
Triiduro di arsenico (arsina)
Triiduro di fosforo (fosfina)
Poli-cloro-dibenzofurani e poli-cIoro-dibenzodiossine (compresa la TCDD), espressi come TCCD equivalente
Le seguenti sostanze CANCEROGENE in concentrazioni superiori al 5% in peso: 4-amminobifenile e/o suoi sali, benzotricloruro, benzidina e/o suoi sali, ossido di bis (clorometile), ossido di clorometile e di metile, 1,2-dibromoelano, solfato di dietile, solfato di dimetile, cloruro di dimetilcarbamoile, 1,2-dibromo-3-cloropropano, 1,2-dimetildrazina, dimetilnitrosammina, triammide esametilfosforica, idrazina, 2-naftilammina e/o suoi sali, 1,3-propansultone, 4-nitrodifenile.
c) gasoli (compresi i gasoli per autotrazione, i gasoli per riscaldamento e i distillati usati per produrre i gasoli
Sostanze pericolose classificate come
Quantità limite (t) della sostanza pericolosa ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 5 ai fini dell’applicazione
1. MOLTO TOSSICHE
2. TOSSICHE
3. COMBURENTI
4. ESPLOSIVE (cfr. nota 2) sostanze, preparati o articoli assegnati alla UN/ADR 1.4
5. ESPLOSIVE (cfr. nota 2) sostanze, preparati o articoli assegnati alle divisioni: UN/ADR: 1.1, 1.2, 1.3, 1.5, o 1.6, ovvero classificati con frasi di rischio R2 o R3
6. INFIAMMABILI [sostanze o preparati che rientrano nella definizione di cui alla nota 3. a) ].
7 a. FACILMENTE INFIAMMABILI, [sostanze o preparati che rientrano nella definizione di cui alla nota 3 b) 1)].
7 b. Liquidi FACILMENTE INFIAMMABILI [sostanze o preparati che rientrano nella definizione di cui alla nota 3 b) 2)].
8. ESTREMAMENTE INFIAMMABILI [sostanze o preparati che rientrano nella definizione di cui alla nota 3 c)].
9. SOSTANZE PERICOLOSE PER L’AMBIENTE in combinazione con le seguenti frasi che descrivono il rischio:
i) R50 : “Molto tossico per gli organismi acquatici” (compresa frase R50/53)
ii) R51/53 : “Tossico per gli organismi acquatici; può causare effetti negativi a lungo termine nell’ambiente acquatico”
i) R14: “Reagisce violentemente a contatto con l’acqua” (compresa frase R14/15)
ii) R29: “Libera gas tossici a contatto con l’acqua”
Tabella 3: Scenari di assoggetabilità
Stabilimenti che effettuano lavorazioni di cui Allegato A, in cui sono presenti sostanze pericolose in quantità inferiori a quelle indicate nell'Allegato I - colonna 2
Individuare i rischi di incidente rilevante
Provvedere all’informazione, formazione e addestramento come previsto dal D.M.10/03/98.
Stabilimenti in cui sono presenti sostanze pericolose in quantità uguali o superiori a quelle indicate nell'Allegato I - colonna 2, ma inferiori a quelle indicate in colonna 3
Art. 6 Art. 6.5
Art. 7 Art. 7.1 Art. 7.2
Art. 20.6 bis
Trasmettere la notifica, con le modalità dell’autocertificazione, a: Min. Amb., Regione, Provincia, Comune, Prefetto e CTR
Trasmettere la Scheda di Informazione di cui all’allegato V a: Min. Amb., Regione, Sindaco e Prefetto
Redigere e riesaminare ogni 2 anni il documento di Politica di prevenzione degli incidenti rilevanti di cui all’articolo 7
Attuare il SGS (Sistema di Gestione della Sicurezza) di cui allo stesso documento
Redigere il PEE (Piano di Emergenza Esterno)
Stabilimenti in cui sono presenti sostanze pericolose in quantità uguali o superiori a quelle indicate nell'allegato I, parti 1 e 2, colonna 3
Trasmettere il RdS (Rapporto di sicurezza) all’autorità competente
Riesaminare il rapporto di sicurezza: a) ogni 5 anni; b) ad ogni modifica che costituisca aggravio del preesistente livello di rischio; c) ogni volta che intervengano nuove conoscenze tecniche in materia di sicurezza
Predisporre il Piano di Emergenza Interno
Trasmettere al Prefetto e alla Provincia le informazioni per la stesura del Piano di Emergenza Esterno
Servizi Incidenti Rilevanti
Redazione della Notifica
Redazione della Scheda di Informazione
Redazione del Rapporto di Sicurezza
Redazione del Documento di Politica di prevenzione
Progettazione, implementazione e redazione del Sistema di Gestione della Sicurezza (SGS)
Valutazione dei rischi di incidente rilevante
Aggiornamento del Doducumento di Valutazione dei Rischi ex Art. 5 comma 2

References: Art. 6

Art. 6
 Art. 6

Art. 7
 Art. 7
 Art. 7

Art. 20
 Art. 5