Source: https://www.laleggepertutti.it/294728_pignoramento-quando-decade
Timestamp: 2020-01-29 11:59:31+00:00

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Il pignoramento nel nostro ordinamento può essere sostanzialmente di due tipologie: il pignoramento immobiliare ed il pignoramento mobiliare, del quale fa parte il pignoramento presso terzi. Ma quando decade il pignoramento?
Hai ricevuto la visita dell’ufficiale giudiziario che ti ha notificato, tuo malgrado, un atto di pignoramento? Sei creditore di un soggetto e hai provveduto a notificare il pignoramento, ma non hai posto in essere immediatamente gli atti immediatamente successivi per portare a termine la procedura? Pignoramento: quando decade? E’ molto importante che tu verifichi quali adempimenti è necessario porre in essere e compiere entro determinati termini perentori per evitare di cadere in spiacevoli sorprese.
1 Che cos’è il pignoramento?
2 Che cos’è il precetto?
3 Il precetto decade?
4 Cosa verifica l’ufficiale giudiziario?
5 Dopo la notifica del pignoramento cosa succede?
6 Cosa succede in caso di pignoramento immobiliare?
7 Cosa succede in caso di pignoramento di beni mobili?
8 Cosa succede in caso di pignoramento presso terzi?
9 Quali sono i termini di decadenza?
10 Scadenza dei termini: cosa succede?
11 Cosa accade se il creditore propone istanza di assegnazione o vendita dopo la scadenza?
12 Cosa succede se il creditore non iscrive a ruolo il pignoramento?
13 Ci sono altri strumenti per far decadere il pignoramento?
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Che cos’è il pignoramento?
Il pignoramento è uno strumento previsto dal nostro ordinamento attraverso il quale un creditore, il quale è titolare di un titolo esecutivo (come un decreto ingiuntivo, una sentenza, ecc.) munito di formula esecutiva e che abbia notificato l’atto di precetto può porre in essere per aggredire i beni, mobili ed immobili, del debitore per soddisfare le proprie pretese creditorie. Oltre alla sussistenza del titolo esecutivo, quindi, è necessario che il pignoramento sia preceduto dall’atto di precetto.
Che cos’è il precetto?
L’atto di precetto è un atto stragiudiziale con il quale il creditore, a fronte del mancato pagamento da parte del debitore, intima a quest’ultimo per l’ultima volta di provvedere al pagamento spontaneo dell’importo dovuto entro un termine generalmente non inferiore a dieci giorni. Il precetto deve contenere l’indicazione del titolo esecutivo, la data della sua notifica, la data dell’apposizione della formula esecutiva ed una serie di avvertimenti previsti dal codice [1].
Il precetto decade?
Il precetto ha una durata limitata nel tempo. Infatti, qualora entro novanta giorni dalla notifica non sia avviata l’esecuzione, esso perde efficacia.
In sintesi, il creditore, dopo aver notificato il precetto, deve attendere dieci giorni prima di procedere all’esecuzione forzata (se non è avvenuto il pagamento spontaneo) e deve avviare l’esecuzione entro i novanta giorni successivi.
Si tenga in considerazione che il precetto non viene considerato un atto processuale, quindi i termini perentori di cui sopra non sono soggetti alla sospensione feriale. Il precetto, quindi, continua a mantenere la sua efficacia anche in agosto.
Qualora il precetto sia perento, il creditore che intende procedere esecutivamente dovrà rinnovare l’atto.
Cosa verifica l’ufficiale giudiziario?
L’ufficiale giudiziario, unico soggetto autorizzato a notificare l’atto di pignoramento, è tenuto a verificare la sussistenza e regolarità del titolo esecutivo munito di formula esecutiva e del precetto. Verificata la correttezza di un tanto, può procedere alla notifica del pignoramento.
Dopo la notifica del pignoramento cosa succede?
Una volta notificato l’atto di pignoramento l’Unep provvede a comunicare al creditore, solitamente a mezzo pec, l’avvenuto deposito dell’atto presso il proprio ufficio, di modo che il creditore possa recarsi per ritirarlo e porre in essere gli adempimenti successivi, che principalemente constano nell’iscrizione del procedimento a ruolo dinanzi al tribunale competente.
Gli adempimenti, ed i relativi termini, si differenziano in base alla tipologia di pignoramento scelto dal creditore.
Cosa succede in caso di pignoramento immobiliare?
Una volta notificato l’atto di pignoramento, contenente gli estremi del bene che si intende sottoporre a procedura esecutiva, va necessariamente depositata l’istanza di vendita del bene immobile pignorato entro il termine massimo di 45 giorni dalla data di notifica del pignoramento [2].
Prima di tale incombente il creditore ha l’onere di trascrivere il pignoramento nei registri immobiliari entro il termine di 15 giorni dalla notifica e sempre nello stesso termine è tenuto ad iscrivere a ruolo la causa presso la cancelleria del Tribunale competente [3].
Il debitore viene solitamente indicato quale custode dell’immobile stesso e può venire autorizzato dal giudice a continuare ad abitare l’immobile durante la procedura esecutiva.
Cosa succede in caso di pignoramento di beni mobili?
Il pignoramento di beni mobili può riguardare beni mobili, denaro, titoli di credito. Esso viene eseguito dall’ufficiale giudiziario, il quale cerca i beni da pignorare presso l’abitazione del debitore o altri luoghi al medesimo appartenenti. La ricerca deve avere ad oggetto i beni che possano presumibilmente essere di maggior liquidazione, mentre non è necessario accertare che la proprietà degli stessi sia del debitore esecutato.
Decorsi 10 giorni dall’avvenuto pignoramento, il creditore può chiedere la vendita dei beni pignorati.
Il debitore solitamente rimane custode dei beni pignorati, mentre il creditore è tenuto ad iscrivere la causa a ruolo entro 15 giorni dal ritiro dell’atto presso l’Unep [4], tenendo comunque in considerazione che entro 45 giorni dall’avvenuto pignoramento (si badi bene, quindi non dal ritiro dell’atto all’Unep), dovrà essere depositata l’istanza di vendita o di assegnazione dei beni, quando possibile.
Cosa succede in caso di pignoramento presso terzi?
Il pignoramento presso terzi si caratterizza per il fatto che nella procedura viene coinvolto un soggetto terzo, estraneo al rapporto tra creditore-debitore, il quale diviene parte del procedimento esclusivamente in forza del fatto di essere a sua volta debitore del debitore.
In questo tipo di atto, vi è, infatti, la citazione del debitore ad una specifica udienza nella quale il giudice determinerà l’ammontare della somma da assegnare al creditore.
In questo caso, quindi, il creditore ha 30 giorni di tempo dalla data in cui ha ritirato l’atto di pignoramento presso l’Unep [5] per iscrivere a ruolo la procedura dinanzi al tribunale competente, ovvero sia quello di residenza del debitore.
Quali sono i termini di decadenza?
Riassumendo, in caso di pignoramento mobiliare ed immobiliare la causa va iscritta a ruolo decorsi 15 giorni dal ritiro degli atti all’Unep. In entrambi i casi, vi è l’ulteriore termine di 45 giorni dalla data del pignoramento per il deposito dell’istanza di vendita o assegnazione (quando possibile). In caso di pignoramento presso terzi l’iscrizione a ruolo va fatta entro e non oltre 30 giorni dal ritiro degli atti dall’Unep.
Scadenza dei termini: cosa succede?
Qualora decorrano i termini di cui sopra senza che il creditore ponga in essere gli adempimenti sopra descritti (iscrizione a ruolo e/o istanza di vendita/assegnazione) il pignoramento di fatto decade. Ciò significa che l’atto non produce più alcun effetto ed i beni tornano nella piena disponibilità del debitori.
Cosa accade se il creditore propone istanza di assegnazione o vendita dopo la scadenza?
Nel caso in cui il creditore, nonostante il decorso dei termini di cui sopra depositi istanza di assegnazione o di vendita, il debitore all’udienza fissata per procedere all’assegnazione o vendita potrà chiedere al giudice di dichiarare l’estinzione della procedura. Il giudice, verificata la fondatezza della richiesta, disporrà l’immediata estinzione della procedura.
Tizio, creditore di Caio, procede a notificare atto di pignoramento presso terzi del conto corrente di Caio presso la Banca Alfa. L’udienza di comparizione delle parti viene fissata per il giorno 10 luglio 2019. Tizio ritira gli atti all’Unep il 1 giugno, ma procede all’iscrizione a ruolo del pignoramento presso terzi solo in data 2 luglio, ovvero sia 32 giorni dopo il ritiro degli atti. All’udienza fissata per l’assegnazione della somma, Caio dovrà semplicemente limitarsi a segnalare al giudice la decadenza di Tizio dalla procedura esecutiva. Il giudice, quindi, procederà a dichiarare estinta la procedura esecutiva. Naturalmente, nulla vieterà a Tizio di incardinare una nuova procedura, ma un tanto comporterà la notifica di un nuovo pignoramento ed il pagamento di ulteriori spese per le notifiche e per l’iscrizione a ruolo della causa.
Cosa succede se il creditore non iscrive a ruolo il pignoramento?
L’iscrizione a ruolo è lo strumento con il quale una causa viene iscritta nella cancelleria del tribunale. In sostanza, dopo la notifica del pignoramento, il tribunale non è ancora “a conoscenza” dell’esistenza della procedura, la quale viene portata alla sua attenzione esclusivamente nel momento in cui viene iscritta a ruolo in cancelleria. Il cancelliere provvede così ad assegnarle un numero identificativo (in gergo tecnico definito numero RG).
Le legge in ogni caso prevede che il mancato deposito della nota di iscrizione a ruolo nel termine previsto per legge determina l’immediata inefficacia del pignoramento e, conseguentemente, degli obblighi del terzo e del debitore. Viene previsto un ulteriore onere al creditore il quale entro cinque giorni dalla scadenza del termine è tenuto a notificare al debitore e all’eventuale terzo la mancata iscrizione a ruolo del pignoramento [6]. Tuttavia tale norma non prevede sanzioni in caso di mancato ottemperamento di tale dovere al
Ci sono altri strumenti per far decadere il pignoramento?
La risposta è sì. Il debitore può richiedere al tribunale che al bene pignorato venga sostituita una somma di denaro [7]. Ciò avviene con il deposito di un’istanza accompagnata dal deposito di una somma pari ad almeno 1/5 del credito per il quale si procede a pena di inammissibilità.
Successivamente, il giudice fissa un’udienza nella quale stabilisce l’importo complessivo del credito vantato dal creditore (in quanto oltre all’importo capitale, vanno a sommarsi le spese della procedura, gli interessi, ecc.), ed è prevista la facoltà di concedere una rateizzazione dei pagamenti sino ad un massimo di 48 rate.
[1] Art. 480 cod. proc. civ.
[2] Art. 497 cod. proc. civ.
[3] Art. 557 cod. proc. civ..
[4] Art. 518 cod. proc. civ.
[5] Art. 543 cod. proc. civ.
[6]Art. 164 ter disp. att. cod. proc. civ.
[7] Art. 495 cod. proc. civ.

References: Art. 480
 Art. 497
 Art. 557
 Art. 518
 Art. 543
 Art. 495