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Timestamp: 2020-07-12 21:29:20+00:00

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Configura concorso nel reato di accesso abusivo la condotta di chi apra conti correnti postali sui quali affluiscono somme prelevate da conti correnti o da carte poste pay di soggetti terzi vittime di frode informatica – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
Si segnala ai lettori del blog la sentenza numero 17360.2020, depositata l’08 giugno 2020, resa dalla V Sezione penale della Corte di Cassazione, con la quale il Collegio del diritto, esprimendosi in merito ai reati informatici di accesso abusivo ad un sistema informatico e frode informatica, definisce gli elementi costitutivi delle fattispecie incriminatrici, soffermandosi sugli indici probatori dai quali è possibile ricavare la configurazione del concorso di persone.
Nel caso di specie, all’imputato erano contestati i delitti di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico ex art. 615 ter c.p. e frode informatica ai sensi dell’art. 640 ter c.p., in continuazione tra loro, per aver aperto, in concorso con soggetto ignoto, conti correnti postali sui quali affluivano somme prelevate da conti correnti o da carte poste pay di altri soggetti.
La Corte di appello di Milano riformava parzialmente, in punto di determinazione della pena, la sentenza di primo grado di condanna del prevenuto per i reati ascrittigli.
La difesa del giudicabile proponeva ricorso in cassazione avverso la decisione resa dalla Corte territoriale, articolando tre motivi di gravame.
In particolare, il ricorrente deduceva il vizio di motivazione in ordine alla ritenuta sussistenza del concorso nella commissione del reato di accesso abusivo ad un sistema informatico, nonché alla configurazione dell’elemento soggettivo del medesimo delitto.
La Suprema Corte, nel dichiarare inammissibile il ricorso, riconosce la correttezza dell’argomentazione dei giudici di merito in punto di riscontro degli estremi della partecipazione al delitto di accesso abusivo a sistema informatico e ripropone i consolidati orientamenti elaborati dalla giurisprudenza di legittimità in tema di concorso di persone nel reato.
<Sotto il profilo di diritto si sottolinea che la più recente giurisprudenza di legittimità è concorde nel ritenere che il delitto di accesso abusivo ad un sistema informatico possa concorrere con quello di frode informatica, diversi essendo i beni giuridici tutelati e le condotte sanzionate, in quanto il primo tutela il cosiddetto domicilio informatico sotto il profilo dello “ius excludendi alios”, anche in relazione alle modalità che regolano l’accesso dei soggetti eventualmente abilitati, mentre il secondo contempla e sanziona l’alterazione dei dati immagazzinati nel sistema al fine della percezione di ingiusto profitto. Sez. 2, Sentenza n. 26604 del 29/05/2019 Ud. (dep. 17/06/2019 ) Rv. 276427; Sez. 5, Sentenza n. 1727 del 30/09/2008 Cc. (dep. 16/01/2009 ) Rv. 242938.
In proposito è utile ricordare la consolidata giurisprudenza di questa Corte, secondo la quale per la configurabilità del concorso di persone nel reato è necessario che il concorrente abbia posto in essere un comportamento esteriore idoneo ad arrecare un contributo apprezzabile alla commissione dello stesso reato, mediante il rafforzamento del proposito criminoso o l’agevolazione dell’opera degli altri concorrenti e che il partecipe, per effetto della sua condotta, idonea a facilitarne l’esecuzione, abbia aumentato la possibilità della produzione del delitto. Ex multis la recente Sez. 5, Sentenza n. 43569 del 21/06/2019 Ud. (dep. 24/10/2019) Rv. 276990.
In armonia con il suindicato principio il Tribunale e la Corte territoriale hanno ritenuto che la partecipazione a titolo di concorso da parte dell’imputato potesse desumersi dalle modalità della condotta posta in essere; infatti questi aprì senza apparente motivo […]diversi conti correnti postali sui quali confluirono immediatamente dopo somme di denaro di provenienza sconosciuta, che, a loro volta, furono subito prelevate con uso di carte postali.
Se ne è ricavato logicamente l’esistenza di un accordo tra chi conosceva le credenziali di accesso dei soggetti truffati e si è inserito nel sistema di Poste italiane e l’imputato, che ha provveduto alla diversa fase della condotta, cioè all’apertura dei conti postali a suo nome ma necessariamente dovendo conoscere l’attività delittuosa realizzata dall’ignoto e concordato la realizzazione della complessiva iniziativa illecita.
Una simile attività – è stato correttamente opinato – non consente di ravvisare in capo al giudicabile solo una condotta integrante il reato di frode informatica, per il conseguimento dell’ingiusto profitto con altrui danno di cui alla fattispecie ex art. 640 ter c.p., ma integra, altresì, gli estremi di un concorso morale nel reato di accesso abusivo al sistema informatico ex ad 615 ter c.p. In tal modo, quindi, è stata enucleata anche la condotta di partecipazione al delitto di accesso abusivo al sistema informatico, essendo stato individuato un comportamento, la disponibilità all’uso dei propri documenti di identità, idoneo a rafforzare la volontà del concorrente nella fase ideativa e preparatoria di entrambi i delitti ed un contributo in rapporto di causalità efficiente non solo nel reato di frode informatica ma anche nell’accesso abusivo al sistema; a questo, invero, il concorrente non si sarebbe indotto senza preventivamente sapere di poter contare sull’apporto dato dall’attuale giudicabile>.
Le fattispecie di reato:
Il delitto è punibile a querela [120-126] della persona offesa, salvo che ricorra taluna delle circostanze di cui al secondo e terzo comma o taluna delle circostanze previste dall’articolo 61, primo comma, numero 5, limitatamente all’aver approfittato di circostanze di persona, anche in riferimento all’età, e numero 7.
Cassazione penale sez. V, 30/09/2008, n.1727
Il delitto di accesso abusivo ad un sistema informatico può concorrere con quello di frode informatica, diversi essendo i beni giuridici tutelati e le condotte sanzionate, in quanto il primo tutela il domicilio informatico sotto il profilo dello “ius excludendi alios”, anche in relazione alle modalità che regolano l’accesso dei soggetti eventualmente abilitati, mentre il secondo contempla l’alterazione dei dati immagazzinati nel sistema al fine della percezione di ingiusto profitto. (In applicazione di questo principio la S.C. ha ritenuto immune da censure la decisione con cui il giudice di appello ha ritenuto il concorso tra i due reati nei confronti dell’imputato che, in qualità di dipendente dell’Agenzia delle entrate, agendo in concorso con altri dipendenti nonché con commercialisti e consulenti tributari, si era abusivamente introdotto nel sistema informatico dell’amministrazione, inserendovi provvedimenti di sgravio fiscale illegittimi perché mai adottati, in relazione a tributi già iscritti a ruolo per la riscossione coattiva, così alterando i dati contenuti nel sistema in modo tale da fare apparire insussistente il credito tributario dell’Erario nei confronti di numerosi contribuenti).
Bancarotta fraudolenta patrimoniale: non costituisce distrazione la percezione... Nelle operazioni infragruppo per escludere la bancarotta fraudolenta per distrazione...

References: sentenza 
 art. 615
 sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 art. 640