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Timestamp: 2020-04-02 04:35:10+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 15289 del 20/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15289 del 20/06/2017
Cassazione civile, sez. VI, 20/06/2017, (ud. 19/04/2017, dep.20/06/2017), n. 15289
sul ricorso 11159-2013 proposto da:
9, presso lo studio dell’avvocato ENRICO LUBERTO, che lo rappresenta
e difende unitamente all’avvocato ALESSIO ARIOTTO;
avverso la sentenza n. 127/2013 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
depositata il 08/02/2013;
partecipata del 19/04/2017 dal Consigliere Dott. ANTONELLA PAGETTA;
che la Corte di Appello di Torino ha confermato la sentenza di primo grado la quale, in parziale accoglimento della domanda di Marco Torcila – docente alle dipendenze del MIUR in forza di plurimi contratti a tempo determinato -, aveva condannato il Ministero convenuto al pagamento della somma di Euro 270, 27, oltre interessi legali, con riferimento al diritto alla progressione stipendiale;
che la statuizione di conferma è stata fondata sul principio di non discriminazione sancito dalla clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato, trasfuso nella Direttiva 99/70/CE del 28 giugno 1999 e recepito nel nostro ordinamento dal D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 6 ribadendo i principi espressi dalla CGUE ed escludendo la rilevanza della specialità del sistema del reclutamento scolastico per giustificare la diversità del trattamento economico riservato agli assunti a tempo determinato precisando altresì l’incidenza dell’obbligo di disapplicazione delle norme in contrasto con la clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a t. d. trasfuso nella indicata Direttiva;
2. che viene denunziata violazione e falsa applicazione: del D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 6, del D.L. 13 maggio 2011, n. 790, art. 9, comma 18 come convertito con modificazioni dalla L. 12 luglio 2011, n. 106, art. 1, comma 2, della L. 3 maggio 1999, n. 124, art. 4, del D.Lgs. 16 aprile 1994, n. 297 e violazione della direttiva 99/70/CE, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, assumendosi che i rapporti di lavoro a tempo determinato del settore scolastico sono assoggettati ad una normativa speciale di settore, sicchè agli stessi non si applica la disciplina generale dettata dal D.Lgs. n. 368 del 2001 e che il principio di non discriminazione è correlato all’abuso del contratto a termine, che nella specie deve essere escluso in quanto il ricorso alla supplenza e alla stipula di contratti a termine del personale scolastico trova giustificazione in ragioni oggettive e non è maliziosamente finalizzato a consentire al datore di lavoro un risparmio di spesa;
5. che, pertanto, essendo da condividere la proposta del relatore, il ricorso va rigettato con ordinanza, ai sensi dell’art. 375 c.p.c., n. 5.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 6
 CGUE 
 art. 6
 art. 9
 art. 1
 art. 4