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Timestamp: 2020-05-30 09:08:33+00:00

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Art. 2597 codice civile - Obbligo di contrattare nel caso di monopolio - Brocardi.it
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Articolo 2597 Codice civile
Obbligo di contrattare nel caso di monopolio
Dispositivo dell'art. 2597 Codice civile
Fonti → Codice civile → LIBRO QUINTO - Del lavoro → Titolo X - Della disciplina della concorrenza e dei consorzi → Capo I - Della disciplina della concorrenza → Sezione I - Disposizioni generali
Chi esercita un'impresa [2082] in condizione di monopolio legale ha l'obbligo di contrattare [2932] con chiunque richieda le prestazioni che formano oggetto dell'impresa, osservando la parità di trattamento [1679, 1680].
La norma è volta a tutelare l'impresa che lavora in condizione di monopolio di diritto e non è estensibile a chi opera in condizione di monopolio di fatto, ovvero a chi pur non avendo un'esclusiva, rivesta una posizione dominante all'interno del mercato.
Spiegazione dell'art. 2597 Codice civile
Nei contratti di somministrazione di servizi pubblici essenziali (ad esempio energia elettrica) l'inserimento di diritto di modifiche al regolamento contrattuale in forza dell'art. 1339 determina un nuovo momento genetico del rapporto dal quale discende l'obbligo per il contraente monopolista di applicare uniformemente, ove richiesto, le nuove condizioni generali di utenza anche ai rapporti già in essere, in forza dell'obbligo di parità di trattamento di cui alla norma in commento.
Nei contratti di fornitura attinenti a servizi pubblici essenziali, deve ritenersi consentita la previsione di un termine, con facoltà dell'ente fornitore di disdetta alla relativa scadenza, al fine di evitare la rinnovazione tacita del rapporto, senza che siffatta clausola sia soggetta ad autorizzazione od approvazione dell'autorità di vigilanza (posto che limiti alla libertà negoziale sono contemplati solo per le tariffe e gli altri corrispettivi). Peraltro, tenendo conto dell'obbligo di contrattare e di osservare parità di trattamento, di cui alla norma, l'esercizio di detta facoltà e legittimo solo se funzionale alla stipulazione di una nuova fornitura, secondo condizioni conformi a quelle praticate agli altri utenti, ed altresì obiettivamente ragionevoli ed eque.
L'obbligo di contrattare previsto dalla norma per colui che esercita un'impresa in condizione di monopolio, comportando un limite all'autonomia negoziale del privato ed una deroga al principio generale della libertà contrattuale, costituisce il naturale correttivo che assicura all'utente o al consumatore la possibilità del servizio. E, in caso di inadempimento dell'obbligo di contrarre, l'autorità giudiziaria può sostituirsi alla parte inadempiente e costituire fra le due parti il rapporto giuridico, mediante sentenza che produce gli effetti stessi del contratto non concluso.
In favore dell'imprenditore che somministri beni o presti servizi in regime di monopolio legale, trovano applicazione, in assenza di espressa deroga, non solo l'art. 1460, sull'eccezione di inadempimento, ma anche l'art. 1461, sulla facoltà di sospendere l'esecuzione della prestazione dovuta quando sussista un evidente pericolo di non ricevere il corrispettivo in ragione delle condizioni patrimoniali dell'altro contraente, trattandosi di previsioni compatibili con l'obbligo di contrattare e di osservare parità di trattamento. L'applicabilità di detto art. 1461, come delle altre disposizioni dettate a presidio del nesso di sinallagmaticità nella fase di esecuzione dei contratti a prestazioni corrispettive, comporta che il pagamento del debito liquido ed esigibile, ricevuto dal monopolista nell'anno che precede la dichiarazione di fallimento del somministrato o dell'utente, con la consapevolezza del suo stato d'insolvenza, resta soggetto alla revocatoria di cui all'art. 67, secondo comma, r.d. n. 267/1942 (l. fall.), non trovandosi il monopolista in una situazione differenziata rispetto agli altri creditori, e difettando di conseguenza i presupposti per cogliere nell'art. 2597 una implicita previsione di esenzione dalla revocatoria stessa (Cass.S.U., n. 1232/2004).
Massime relative all'art. 2597 Codice civile
Cass. civ. n. 18833/2008
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 18833 del 9 luglio 2008)
Cass. civ. n. 12196/1990
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 12196 del 28 dicembre 1990)
Cass. civ. n. 7159/1990
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 7159 del 6 luglio 1990)

References: Articolo 2597

Articolo 2597
 sentenza 
 art. 1461

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
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Cass. 
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