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Timestamp: 2019-06-19 17:53:33+00:00

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2230. Prestazione d'opera intellettuale. - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online
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2230. Prestazione d'opera intellettuale.
Codice Civile Libro Quinto: DEL LAVORO Titolo III: DEL LAVORO AUTONOMO Capo II: DELLE PROFESSIONI INTELLETTUALI Art.2230. Prestazione d'opera intellettuale.
1. Il contratto che ha per oggetto una prestazione d'opera intellettuale è regolato dalle norme seguenti e, in quanto compatibili con queste e con la natura del rapporto, dalle disposizioni del capo precedente.
Competenza civile - competenza per territorio - diritti di obbligazione - foro facoltativo - luogo in cui l'obbligazione e' sorta - Compenso dovuto al professionista - Obbligazione dedotta in giudizio - "Forum contractus" facoltativo - Determinazione - Criteri. Quando l'obbligazione dedotta in giudizio è il compenso dovuto al professionista (nella specie, avvocato), per la determinazione del "forum contractus" facoltativo, ai sensi dell'art. 20 c.p.c., deve farsi riferimento al luogo in cui il contratto è stato concluso e, quindi, a norma dell'art. 1326 c.c., a quello ove il proponente ha avuto conoscenza dell'accettazione dell'altra parte. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 7674 del 19/03/2019 Cod_Civ_art_2230, Cod_Proc_Civ_art_233, Cod_Civ_art_1326, Cod_Proc_Civ_art_020...
Contratto di prestazione d'opera intellettuale - Natura - Conseguenze sul riparto degli oneri probatori tra le parti. Nel contratto di prestazione d'opera intellettuale, come nelle altre ipotesi di lavoro autonomo, l'onerosità è elemento normale, anche se non essenziale, sicché, per esigere il pagamento, il professionista deve provare il conferimento dell'incarico e l'adempimento dello stesso, e non anche la pattuizione di un corrispettivo, mentre è onere del committente dimostrare l'eventuale accordo sulla gratuità della prestazione. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 23893 del 23/11/2016 ...
Appalto (contratto di) - responsabilità - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8700 del 03/05/2016
Direttore dei lavori - Obbligazioni relative - Contenuto - Violazione - Conseguente responsabilità - Sussistenza. In materia di appalto, il principio dell'esclusione di responsabilità per danni in caso di soggetto ridotto a mero esecutore di ordini ("nudus minister") non si applica al direttore dei lavori che, per le sue peculiari capacità tecniche, assume nei confronti del committente precisi doveri di vigilanza, correlati alla particolare diligenza richiestagli, gravando su di lui l'obbligazione di accertare la conformità sia della progressiva realizzazione dell'opera appaltata al progetto sia delle modalità dell'esecuzione di essa al capitolato e/o alle regole della tecnica, sicché non è esclusa la sua responsabilità nel caso ometta di vigilare e di impartire le opportune disposizioni al riguardo nonché di controllarne l'ottemperanza da parte dell'appaltatore e, in difetto, di riferirne al committente. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8700 del 03/05/2016 ...
Appalto (contratto di) - responsabilità - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8700 del 03/05/2016
Credito professionale - Prova del mandato per lo svolgimento di attività di consulenza o stragiudiziale - Conferimento in forma scritta - Necessità - Esclusione - Conseguenze - Prova con testimoni - Ammissibilità - Mancanza di data certa della scrittura prodotta - Effetto - Mera inopponibilità del documento - Ulteriore rilevanza per la prova del negozio - Esclusione - Fattispecie. Il mandato professionale per l'espletamento di attività di consulenza e, comunque, di attività stragiudiziale non deve essere provato necessariamente con la forma scritta, "ad substantiam" ovvero "ad probationem", poiché può essere conferito in qualsiasi forma idonea a manifestare il consenso delle parti e il giudice (nella specie, in sede di accertamento del relativo credito nel passivo fallimentare), tenuto conto della qualità delle parti, della natura del contratto e di ogni altra circostanza, può ammettere l'interessato a provare, anche con testimoni, sia il contratto che il suo contenuto; inoltre, l'inopponibilità, per difetto di data certa ex art. 2704 c.c., non riguarda il negozio, ma la data della scrittura prodotta, sicché il negozio e la sua stipulazione in data anteriore al fallimento possono essere oggetto di prova, prescindendo dal documento, con tutti gli altri mezzi consentiti dall'ordinamento, salve le limitazioni derivanti dalla natura e dall'oggetto del negozio stesso. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2319 del 05/02/2016 ...
Revoca di compensi professionali - Presupposto - Consapevolezza dello stato di insolvenza - Sufficienza - Natura del compenso - Irrilevanza - Conseguenze in tema di assicurazione per responsabilità professionale. Il positivo esito dell'azione revocatoria fallimentare relativa a compensi professionali postula l'accertamento della consapevolezza del professionista dello stato di insolvenza del cliente al momento del loro pagamento, mentre è irrilevante la natura della prestazione remunerata, sicché l'assicurazione contro il rischio della responsabilità civile stipulata dal professionista non opera per l'obbligazione restitutoria, che non costituisce esercizio dell'attività professionale. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 17346 del 31/08/2015 ...
obbligazioni in genere - adempimento in genere - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18230 del 26/08/2014
Prestazione volontaria e gratuita - Dovere di correttezza e diligenza - Sussistenza - Fattispecie in tema di attività medico-chirurgica. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18230 del 26/08/2014 Colui il quale assume volontariamente un obbligo, ovvero inizia volontariamente l'esecuzione di una prestazione, ha il dovere di adempiere il primo o di eseguire la seconda con la correttezza e la diligenza prescritte dagli artt. 1175 e 1176 cod. civ., a nulla rilevando che la prestazione sia eseguita volontariamente ed a titolo gratuito.(Principio enunciato con riferimento alla responsabilità di un medico anestesista, fattosi carico volontariamente anche della gestione di un paziente nella fase del ricovero e della sua assistenza a domicilio nella fase post-operatoria). Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18230 del 26/08/2014 ...
Consulente di parte - Attività - Natura - Conseguenze - compenso - Determinazione - Tariffe professionali - Applicabilità - Criterio di liquidazione del compenso del consulente tecnico d'ufficio - Esclusione - Ragioni - Fattispecie. Il consulente di parte svolge, nell'ambito del processo, attività di natura squisitamente difensiva, ancorchè di carattere tecnico, mirando a sottoporre al giudicante rilievi a sostegno della tesi difensiva della parte assistita; pertanto, il suo espletamento è riconducibile al contratto d'opera professionale; ne consegue che il relativo compenso deve essere determinato sulla base delle relative tariffe professionali, mentre non è possibile ricorrere ai criteri seguiti per la determinazione delle spettanze del consulente tecnico d'ufficio, la cui attività non si ricollega ad un rapporto contrattuale. (Applicando detto principio, la S.C. ha cassato il decreto del tribunale, che aveva confermato quello del giudice delegato al fallimento, con il quale, al consulente di parte nominato dalla procedura nell'ambito di un giudizio di revocatoria da essa promosso, era stato liquidato il compenso in base alla tariffa di cui al D.M. 30 maggio 2002, applicabile agli ausiliari del curatore). Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 19399 del 22/09/2011 ...
Lavoro - lavoro autonomo - contratto d'opera - professioni intellettuali - prestazione d'opera intellettuale - in genere – Corte Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 4460 del 21/08/1985
Compimento di attività contrarie alla legge, all'etica o alla deontologia professionale - divieto - patto relativo - irrilevanza - prestazione di consulenza di parte in un giudizio - obbligo di ingannare o di tentare d'ingannare il giudice - insussistenza - fattispecie.* Nel caso di Esercizio di attività professionale, la valutazione circa la sussistenza o meno di un inadempimento del professionista per Mancanza di diligenza dev'essere compiuta avendo riguardo alla natura dell'attività esercitata e tenendo conto che la diligenza richiesta al professionista non può comprendere il compimento di attività contrarie alla legge o all'etica, e, in particolare, alla cosiddetta deontologia professionale, neppure se in questo senso egli abbia stipulato espresso patto con il cliente, il quale non può mai pretendere che il professionista agisca contro scienza e coscienza. In ispecie la prestazione di opera intellettuale, ove attenga a consulenza di parte in un giudizio, non comporta l'Obbligo di ingannare o tentare di ingannare il giudice, salvo sempre, in caso di divergenza dalla pretesa del cliente, l'Obbligo del professionista di rendere edotto quest'ultimo. (nella specie, il consulente di parte in un giudizio civile volto ad ottenere l'annullamento di un testamento aveva espresso il parere che la de cuius, della quale aveva esaminato la documentazione clinica, fosse affetta da demenza senile, convincendosi poi, nel corso del giudizio, dell'esattezza della diversa diagnosi di vasculopatia diabetica formulata dal consulente d'ufficio. La C.S., enunciando il principio che precede, ha confermato la decisione del merito che aveva riconosciuto al detto consulente il compenso per l'opera prestata). ( V 2998/73, mass n 366683; ( V 2294/66, mass n 324465; ( V 2065/65, mass n 313919; ( V 375/65, mass n 310635).* Corte Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 4460 del 21/08/1985 ...

References: Art.2230
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 art. 2704
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