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Energia elettrica, l'onere della prova in caso di dati differenti spetta sempre al gestore
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19 Marzo 2014 Raffaele de Chiara Luce e Gas 0
Spetta al gestore di energia elettrica dimostrare la corrispondenza tra il dato fornito dal contatore e quello trascritto nella fattura. Ciò a maggior ragione quando è la società stessa a non permettere all’utente di accertare la conformità delle fatture al contatore perché lo ha sostituito senza il suo consenso o la sua presenza. E’ quanto stabilito in una sentenza del giudice di Pace di Tivoli.
Emessa dal Giudice di Pace Dr. Giacomantonio Russo nella causa civile iscritta al R.G. n. 1284/06TRATIZIA, elettivamente domiciliata in Tivoli, via …, presso lo studio del Dr. …, che la rappresenta e difende giusta delega a margine dell’atto di citazione, – attrice – e ENEL DISTRIBUZIONE S.p.A., in persona del legale rappresentante p.t., elettivamente domiciliata in Guidonia, via …., presso lo studio dell’Avv. …, rappresentata e difesa dagli Avv.ti Prof.ri …, … e… , che la rappresentano e difendono in virtù di delega in calce della comparsa di costituzione e risposta; -convenuta-
Oggetto: inadempimento contrattuale
Con atto di citazione notificato in data 19.10.06, TIZIA conveniva in giudizio la ENEL DISTRIBUZIONE S.p.A., per sentire accertare l’illegittimità delle fatture n. ………031 del 26.10.2006 e n. ……..032 del 04.04.2006 e, per l’effetto, condannare la società convenuta alla restituzione della somma di € 41,28 versata per la fattura n. ……031, nonché al risarcimento del danno esistenziale valutato in complessivi € 500,00.
In analoga materia relativa a contratto di somministrazione di utenza telefonica la giurisprudenza ha stabilito che incombe al gestore dimostrare la corrispondenza tra il dato fornito dal contatore e il dato trascritto nella fattura (cfr., ex pluribus, Cassazione civile, sez. III, 2 dicembre 2002, n. 17041), principio che appare, nel caso di specie, anche piuttosto ovvio, non avendo il consumatore, in mancanza del contatore, alcun mezzo per misurare e quantificare il proprio pregresso consumo energetico.Pertanto, la società elettrica, che non ha permesso all’attrice-utente di accertare la conformità delle fatture al contatore per averlo sostituito, – senza il suo consenso e senza la sua presenza, – al momento stesso del rilevamento, deve dimostrare che gli importi indicati nelle fatture per cui è causa corrispondano ai dati del contatore.
Sulla base delle recenti pronuncie giurisprudenziali va senza dubbio riconosciuto il danno non patrimoniale sofferto da un utente a causa del disservizio generato dal proprio gestore, tenendo conto dell’arrecato stato di sofferenza in cui l’utente dei pubblici servizi versa, a fronte del comportamento non conforme alle regole dalla correttezza, dei gestori del servizio, pubblici o privati.La giurisprudenza, ormai maggioritaria, riconosce la risarcibilità di questa peculiare tipologia di danno ritenendo la immediata precettività dell’art. 2 della Costituzione. Dunque ogni proiezione della persona nella realtà sociale, che sia in connessione con i diritti inviolabili dell’uomo, assurge al rango di diritto soggettivo tutelabile in via risarcitoria.
Peraltro, la Cassazione ha affermato che il risarcimento del danno esistenziale va riconosciuto sulla base della stessa disposizione di cui all’articolo 2059 del codice civile. Infatti, la ritenuta natura immediatamente precettiva del citato articolo 2 della Costituzione, consente di rispettare il requisito richiesto dallo stesso articolo 2059 c.c. laddove prescrive la non risarcibilità del danno non patrimoniale salvo i casi previsti eccezionalmente dalla legge.
A seguito del segnalato orientamento giurisprudenziale non è più necessario ricorrere alla lettura forzata dell’articolo 2043 c.c. per aggirare l’ostacolo posto dall’articolo 2059 c.c. (cfr. Cass. Civ., Sez. I, 4 ottobre 2005, n. 19354; Cass. Civ., Sez. III, 12 febbraio 2004, n. 2698; Cass. Civ. Sez., III, 31 maggio 2003, n. 8827-8828).

References: sentenza 
 articolo 2
 articolo 2059
 Cass. 
 Cass. 
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