Source: https://www.calamusiuris.org/2020/05/15/per-la-bancarotta-patrimoniale-non-serve-il-nesso-causale-tra-condotta-e-dissesto/
Timestamp: 2020-08-04 10:13:43+00:00

Document:
𝐋𝐚 𝐩𝐢𝐥𝐥𝐨𝐥𝐚 𝐝𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝟏𝟓 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟎: Per la bancarotta patrimoniale non serve il nesso causale tra condotta e dissesto - Calamus Iuris
Per la bancarotta patrimoniale non serve il nesso causale tra condotta e dissesto
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Cassazione penale, sez. V penale, Sentenza n. 12499 del 20.04.2020
Condannato per bancarotta fraudolenta patrimoniale, l’amministratore di una società contesta che la propria condotta sia ricollegabile al fallimento.
La Corte rigetta l’argomento aderendo all’orientamento per cui la sentenza dichiarativa di fallimento costituisce una condizione obiettiva di punibilità del reato di cui all’art. 216 R.D. n.267/1942 in quanto si pone come evento estraneo all’offesa tipica e alla sfera di volizione dell’agente (v. art. 44 codice penale: quando, per la punibilità del reato, la legge richiede il verificarsi di una condizione, il colpevole risponde del reato, anche se l’evento, da cui dipende il verificarsi della condizione, non è da lui voluto).
La sentenza dichiarativa di fallimento non aggiunge, secondo l’impostazione seguita nella Sentenza in commento, nulla a un fatto-reato già perfetto di cui influenzerebbesolo la punibilità.Si ricorda che le condizioni di punibilità si fondano su ragioni di politica criminale che conducono a non sanzionare determinate condotte a meno che non si produca un determinato evento a essa successivo. Nel caso di specie, appunto, tali ragioni conducono a sanzionare penalmente la condotta solo una volta che il dissesto economico sia accertato in sede giudiziale (appunto con la Sentenza di fallimento).
Va osservato che la giurisprudenza non è univoca sul punto: negli ultimi anni, più Sentenze hanno affermato che la dichiarazione di fallimento sia un elemento costitutivo del reato e non una condizione oggettiva di punibilità; il reato si perfezionerebbe in tutti i suoi elementi costitutivi solo nel caso in cui il soggetto, che abbia commesso anche in precedenza attività di sottrazione dei beni aziendali, sia dichiarato fallito (v. tra le altre, Corte di Cassazione, sez. V penale n. 40477/2018).
Coerentemente con la qualificazione data, la Corte conclude che non sia necessario il nesso causale fra la condotta e il dissesto per la configurabilità del reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale: è sufficiente che il soggetto agente abbia cagionato il depauperamento dell’impresa, poi fallita, destinandone le risorse ad impieghi estranei all’attività della stessa.
Sulla bancarotta fraudolenta documentale, vedi l’articolo “Quando l’extraneus non è un intruso: il dolo nella bancarotta fraudolenta” di Federica Scariato sul numero 5 della rivista.
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References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 44
 sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza