Source: https://www.icsoftware.it/2020/02/07/determinazione-per-lanno-2020-del-limite-minimo-di-retribuzione-giornaliera/
Timestamp: 2020-08-05 02:44:15+00:00

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Determinazione per l'anno 2020 del limite minimo di retribuzione giornaliera - IC Software Srl
Per la generalità dei lavoratori la contribuzione previdenziale e assistenziale non può essere calcolata su imponibili giornalieri inferiori a quelli stabiliti dalla legge. Più precisamente, la retribuzione da assumere ai fini contributivi deve essere determinata nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di retribuzione minima imponibile (minimo contrattuale) e di minimale di retribuzione giornaliera stabilito dalla legge.
Con riguardo al cosiddetto minimo contrattuale si ricorda che, secondo quanto disposto dall’articolo 1, comma 1, del D.L. n. 338/1989, convertito dalla L. n. 389/1989, “la retribuzione da assumere come base per il calcolo dei contributi di previdenza ed assistenza sociale non può essere inferiore all’importo delle retribuzioni stabilito da leggi, regolamenti, contratti collettivi, stipulati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative su base nazionale, ovvero da accordi collettivi o contratti individuali, qualora ne derivi una retribuzione d’importo superiore a quello previsto dal contratto collettivo”.
Inoltre, si ribadisce che con norma di interpretazione autentica il legislatore ha precisato che “in caso di pluralità di contratti collettivi intervenuti per la medesima categoria, la retribuzione da assumere come base per il calcolo dei contributi previdenziali e assistenziali è quella stabilita dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative nella categoria” (art. 2, comma 25, L. n. 549/1995).
Infatti, il reddito da assoggettare a contribuzione, ivi compreso il minimale contrattuale di cui al citato articolo 1, comma 1, del D.L. n. 338/1989, deve essere adeguato, se inferiore, al limite minimo di retribuzione giornaliera, che ai sensi di quanto disposto dall’articolo 7, comma 1, secondo periodo, del D.L. n. 463/1983, convertito dalla L. n. 638/1983 (come modificato dall’art. 1, comma 2, del D.L. n. 338/1989, convertito dalla L. n. 389/1989) non può essere inferiore al 9,50% dell’importo del trattamento minimo mensile di pensione a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti in vigore al 1° gennaio di ciascun anno.
In applicazione delle previsioni di cui al predetto articolo 7 del D.L. n. 463/1983, anche i valori minimi di retribuzione giornaliera già stabiliti dal legislatore per diversi settori, rivalutati annualmente in relazione all’aumento dell’indice medio del costo della vita (cfr. D.L. n. 402/1981, convertito dalla L. n. 537/1981), devono essere adeguati al limite minimo di cui al predetto articolo 7, comma 1, del D.L. n. 463/1983, se inferiori al medesimo.
Considerato che, nell’anno 2019, la variazione percentuale ai fini della perequazione automatica delle pensioni, calcolata dall’Istat, è stata pari allo 0,5%[1], si riportano nelle tabelle A e B (cfr. Allegato n. 1) i limiti di retribuzione giornaliera rivalutati, a valere dal periodo di paga in corso al 1° gennaio 2020. Tali limiti, secondo quanto innanzi precisato, devono essere ragguagliati a € 48,98 (9,5% dell’importo del trattamento minimo mensile di pensione a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti in vigore al 1/1/2020, pari a € 515,58 mensili) se di importo inferiore.
Anno 2020 Euro
Trattamento minimo mensile di pensione a carico del FPLD 515,58
Minimale di retribuzione giornaliera (9,5%) 48,98
Si rammenta, da ultimo, che non sussiste l’obbligo di osservare il minimale di retribuzione ai fini contributivi in caso di erogazione da parte del datore di lavoro di trattamenti integrativi di prestazioni mutualistiche d’importo inferiore al predetto limite minimo[2].
Quanto innanzi precisato in generale in ordine alla retribuzione minima imponibile ai fini del versamento della contribuzione previdenziale IVS e assistenziale vale anche con riferimento ai lavoratori di società ed organismi cooperativi di cui al D.P.R. n. 602/1970[3] e ai lavoratori soci delle cooperative sociali (art. 1, comma 1, lett. a), della L. n. 381/1991)e di altre cooperative per le quali sono stati adottati i decreti ministeriali ai sensi dell’articolo 35 del D.P.R. n. 797/1955 (T.U. sugli assegni familiari) [4].
In virtù di quanto disposto dall’articolo 1, commi 1 e 10, del D.lgs n. 164/1997 e ss.mm.ii., per il personale di volo dipendente da aziende di navigazione aerea (Fondo Volo), la retribuzione imponibile ai fini contributivi deve essere determinata ai sensi dell’articolo 12 della L. n. 153/1969 e nel rispetto delle disposizioni in materia di minimo contrattuale di cui all’articolo 1, comma 1, del D.L. n. 338/1989, convertito dalla L. n. 389/1989.
Il predetto decreto legislativo prevede, inoltre, che in assenza di contratti collettivi nazionali di lavoro, i limiti minimi di retribuzione imponibile ai quali fare riferimento siano quelli stabiliti per ciascuna categoria professionale interessata con decreto del Ministro del Lavoro e che a tali limiti debbano essere, comunque, adeguate le retribuzioni contrattuali che risultino inferiori agli stessi. Detti limiti minimi, per ciascuna categoria professionale del personale iscritto al Fondo, sono stati stabiliti con D.M. 21/07/2000[5].
In ogni caso, la retribuzione imponibile ai fini contributivi del personale iscritto al Fondo Volo, determinata secondo i predetti criteri, non può essere inferiore al limite minimo di retribuzione giornaliera che, per l’anno 2020, è pari a € 48,98.
Ai fini dell’individuazione del limite minimo di retribuzione giornaliera per le retribuzioni in argomento, si deve fare riferimento a quanto disposto dall’articolo 1, comma 3, del D.L. n. 402/1981, convertito dalla L. n. 537/1981, con il quale il legislatore ha fissato per i salari medi convenzionali la misura di detta retribuzione minima, da rivalutare ai sensi di quanto disposto dall’articolo 22, comma 1, della L. n. 160/1975 in relazione all’aumento dell’indice medio del costo della vita. Tenuto conto della variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati calcolato dall’Istat, il limite minimo di retribuzione giornaliera per le retribuzioni convenzionali in genere[6] è pari, per l’anno 2020, a € 27,21.
Anno 2020: retribuzioni convenzionali in genere Euro
Retribuzione giornaliera minima 27,21
3.1. Retribuzioni convenzionali per gli equipaggi delle navi da pesca (L. n. 413/1984)
Per quanto attiene agli equipaggi delle navi da pesca disciplinati dalla L. n. 413/1984, si rammenta che, stante la natura convenzionale dei salari minimi garantiti, determinati ai sensi dell’articolo 13, comma 2, il limite minimo di retribuzione giornaliera al quale fare riferimento ai fini contributivi è quello di cui all’articolo 1, comma 3, del citato D.L. n. 402/1981, convertito dalla L. n. 537/1981, pari per l’anno 2020 a € 27,21, alla stessa stregua di quanto previsto per le altre categorie di lavoratori per le quali sono fissate retribuzioni convenzionali.
L’operatività di detto minimale non esclude, comunque, l’applicazione dei minimali di retribuzione, di cui alle tabelle A e B allegate al citato D.L. n. 402/1981, qualora questi risultino superiori al minimale sopra specificato per le retribuzioni convenzionali (cfr. circolari n. 66/2007 e n. 179/2013, par. 5.1, lett. a).
3.2. Retribuzione convenzionale per i pescatori della piccola pesca marittima e delle acque interne associati in cooperativa (L. n. 250/1958)
Per i soci delle cooperative della piccola pesca di cui alla L. n. 250/1958, il cui imponibile contributivo è il salario convenzionale mensile calcolato sulla base di 25 giornate fisse al mese, rivalutato annualmente a norma dell’articolo 22, comma 1, della L. n. 160/1975, si fa presente che, per l’anno 2020, detta retribuzione convenzionale è fissata in € 680,00 mensili (27,21 x 25 gg.).
Anno 2020: soci delle cooperative della piccola pesca Euro
Retribuzione convenzionale mensile 680,00
Anche per i lavoratori a domicilio, in applicazione dell’articolo 22 della legge n. 160/1975, il limite minimo di retribuzione giornaliera varia in relazione all’aumento dell’indice medio del costo della vita calcolato dall’Istat. Per l’anno 2020, tenuto conto della variazione del predetto indice Istat, il limite minimo di retribuzione giornaliera per i lavoratori in oggetto è pari a € 27,21[7]. Detto limite deve essere, comunque, ragguagliato a € 48,98[8].
4. Minimale ai fini contributivi per i rapporti di lavoro subordinato a tempo parziale
Anche per i rapporti di lavoro a tempo parziale trova applicazione, in materia di minimale ai fini contributivi, l’articolo 1, comma 1, del D.L. n. 338/1989, convertito dalla L. n. 389/1989. La retribuzione così determinata deve, peraltro, essere ragguagliata, se inferiore, a quella individuata dall’articolo 11 del D.lgs n. 81/2015 che, riproponendo le previsioni contenute nell’abrogato articolo 9 del D.lgs n. 61/2000, fissa il criterio per determinare un apposito minimale di retribuzione oraria applicabile ai fini contributivi per i rapporti di lavoro a tempo parziale[9].
€ 48,98 x 6 /40 = € 7,35.
€ 48,98 x 5 /36 = € 6,80.
5. Quota di retribuzione soggetta all’aliquota aggiuntiva dell’1%
L’articolo 3-ter del D.L. n. 384/1992, convertito dalla L. n. 438/1992, ha introdotto (a decorrere dall’1/1/1993), a favore dei regimi pensionistici ai quali sono iscritti i lavoratori dipendenti pubblici e privati, un’aliquota aggiuntiva a carico del lavoratore, nella misura di un punto percentuale, sulle quote eccedenti il limite della prima fascia di retribuzione pensionabile[10]. Detto contributo aggiuntivo è dovuto nei casi in cui il regime pensionistico di iscrizione preveda aliquote contributive a carico del lavoratore inferiori al 10%.
Posto che la prima fascia di retribuzione pensionabile è stata determinata per l’anno 2020 in € 47.379,00, l’aliquota aggiuntiva dell’1% deve essere applicata sulla quota di retribuzione eccedente il predetto tetto retributivo che, rapportato a dodici mesi, è pari a € 3.948,25, da arrotondare a € 3.948,00. Si rammenta, infatti, che ai fini del versamento del contributo aggiuntivo in questione deve essere osservato il criterio della mensilizzazione[11].
Prima fascia di retribuzione pensionabile annua € 47.379,00
Importo mensilizzato € 3.948,00
Si ricorda che la quota di retribuzione eccedente la predetta fascia e la relativa contribuzione aggiuntiva devono essere riportate dai datori di lavoro che utilizzano la sezione PosContributiva del flusso Uniemens, a livello individuale, nell’elemento <Denuncia Individuale>, <DatiRetributivi>, <ContribuzioneAggiuntiva>, <Contrib1PerCento>, <ImponibileCtrAgg>, <ContribAggCorrente>. L’imponibile della contribuzione aggiuntiva è una parte del valore indicato nell’elemento <Imponibile> di <Dati Retributivi>.
Il massimale annuo della base contributiva e pensionabile previsto dall’articolo 2, comma 18, secondo periodo, della L. n. 335/1995, per i lavoratori iscritti successivamente al 31/12/1995 a forme pensionistiche obbligatorie e per coloro che optano per la pensione con il sistema contributivo[12], in base all’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati calcolato dall’Istat, è pari, per l’anno 2020, a € 103.055,49, che arrotondato all’unità di euro è pari a € 103.055,00.
Massimale annuo della base contributiva 103.055,00
La quota di retribuzione eccedente il predetto massimale e le relative contribuzioni minori devono essere riportate dai datori di lavoro che utilizzano la sezione PosContributiva del flusso Uniemens, a livello individuale, nell’elemento <Denuncia Individuale>, <DatiRetributivi>, <DatiParticolari>, <EccedenzaMassimale>, <ImponibileEccMass>, <ContributoEccMass> (cfr. par. 10.3 e par. 11.3 della presente circolare per le modalità di esposizione degli elementi retributivi relativi all’eccedenza massimale dei soggetti iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo e al Fondo pensioni sportivi professionisti).
Il massimale opera anche ai fini dell’aliquota aggiuntiva dell’1% di cui all’articolo 3-ter del D.L. n. 384/1992.
7. Limite per l’accredito dei contributi obbligatori e figurativi
Il limite di retribuzione per l’accredito dei contributi obbligatori e figurativi è fissato nella misura del 40% del trattamento minimo di pensione in vigore al 1° gennaio dell’anno di riferimento (cfr. art. 7, comma 1, primo periodo, del D.L. n. 463/1983, convertito dalla L. n. 638/1983, modificato dall’art. 1, comma 2, del D.L. n. 338/1989, convertito dalla L. n. 389/1989).
Detto parametro, rapportato al trattamento minimo di pensione di € 515,58 per l’anno 2020, risulta, pertanto, pari ad una retribuzione settimanale di € 206,23.
Trattamento minimo di pensione 515,58
Limite annuale per l’accredito dei contributi, arrotondato all’unità di euro (*) 10.724,00
(*) Il limite annuo è pari a € 206,23 x 52
Si rammenta che, ai sensi del combinato disposto dell’articolo 69, comma 7, della L. n. 388/2000 e dell’articolo 43, comma 3, della L. n. 448/2001, le disposizioni di cui all’articolo 7 del D.L. n. 463/1983, modificato dall’articolo 1, comma 2, del D.L. n. 338/1989, convertito dalla L. n. 389/1989, non si applicano, a partire dal 1° gennaio 1984, ai lavoratori della piccola pesca marittima e delle acque interne soggetti alla L. n. 250/1958[13].
Si riportano, di seguito, per l’anno 2020 gli importi degli elementi retributivi che, sulla base di quanto previsto dal D.lgs n. 314/1997 e dall’articolo 51 del D.P.R. n. 917/1986 (TUIR)[14], non concorrono alla determinazione della retribuzione imponibile ai fini contributivi.
Valore delle prestazioni sostitutive delle somministrazioni di vitto
Indennità sostitutive delle somministrazioni di vitto ad addetti ai cantieri edili,
a strutture temporanee o ad unità produttive in zone prive di servizi di ristorazione
Con specifico riferimento ai benefit di cui al comma 3 dell’articolo 51 del TUIR, il cui tetto è fissato in € 258,23, si precisa che la legge di stabilità 2016 (L. n. 208/2015) ha previsto, al fine di rendere più agevole la fruizione dei medesimi, che l’erogazione di beni e servizi da parte del datore di lavoro possa avvenire mediante documenti di legittimazione, in formato cartaceo o elettronico, riportanti un valore nominale (cfr. art. 51, comma 3-bis, del D.P.R. n. 917/1986).
Per la disciplina vigente in materia di determinazione della retribuzione imponibile, si rinvia alla circolare n. 263/1997 e, con particolare riferimento al regime dell’azionariato dei dipendenti, alla circolare n. 123/2009, nonché per i soggetti iscritti alla Gestione pubblica alla circolare n. 6/2014.
Si ricorda, inoltre, che negli ultimi anni le leggi di finanza pubblica, attraverso un intervento sistematico nell’articolo 51 del TUIR, hanno ridefinito le erogazioni del datore di lavoro che configurano il cosiddetto “welfare aziendale”, ampliando le tipologie di prestazioni, le somme e i valori che non concorrono alla determinazione della retribuzione imponibile. Gli interventi citati hanno interessato anche le ipotesi in cui le medesime prestazioni, le somme e i valori siano percepiti o goduti dal dipendente, per sua scelta, in sostituzione delle retribuzioni premiali (e delle somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili) se riconducibili al particolare regime fiscale agevolato introdotto dall’articolo 1, comma 182 e seguenti, della legge n. 208/2015.
L’importo dell’indennità di maternità obbligatoria a carico del bilancio dello Stato, di cui all’articolo 78 del D.lgs n. 151/2001 (cfr. la circolare n. 181/2002), sulla base della variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di impiegati e operai calcolato dall’Istat, è pari, per l’anno 2020, a € 2.143,05.
Importo a carico del bilancio dello Stato per prestazioni di maternità obbligatoria 2.143,05
10. Lavoratori dello spettacolo: valori per il calcolo del contributo di solidarietà, dell’aliquota aggiuntiva dell’1% e massimali giornalieri
10.1. Lavoratori iscritti a forme pensionistiche obbligatorie dopo il 31/12/1995
Il contributo di solidarietà, ai sensi dell’articolo 1, comma 14, del D.lgs n. 182/1997 (nella misura del 5%, di cui 2,50% a carico del datore di lavoro e 2,50% a carico del lavoratore), si applica sulla parte di retribuzione annua eccedente l’importo del massimale annuo della base contributiva e pensionabile di cui all’articolo 2, comma 18, L. n. 335/1995, che sulla base dell’indice Istat è pari, per l’anno 2020, ad € 103.055,00 (cfr. precedente par. 6).
L’aliquota aggiuntiva, ai sensi dell’articolo 3-ter del D.L. n. 384/1992, convertito dalla L. n. 438/1992 (1% a carico del lavoratore), si applica sulla parte di retribuzione annua eccedente, per l’anno 2020, l’importo di € 47.379,00, che rapportato a dodici mesi è pari a € 3.948,00 (e sino al massimale annuo di retribuzione imponibile pari a € 103.055,00). Si fa presente, infatti, che ai fini del versamento del contributo aggiuntivo deve essere osservato il criterio della mensilizzazione (cfr. la circolare n. 7/2010, par. 3). Si precisa che l’applicazione di detto contributo aggiuntivo avverrà senza tenere conto del superamento del tetto minimo su base annua, pari, per l’anno 2020, a € 47.379,00, posto che a fine anno, in relazione al contributo versato in eccesso, sarà possibile effettuare il relativo conguaglio[15].
10.2. Lavoratori già iscritti a forme pensionistiche obbligatorie al 31/12/1995
Il massimale di retribuzione giornaliera imponibile è pari a € 751,00. Conseguentemente, le fasce di retribuzione giornaliera ed i relativi massimali di retribuzione giornaliera imponibile risultano i seguenti:
751,01 1.502,00 751,00 1
1.502,01 3.755,00 1.502,00 2
3.755,01 6.008,00 2.253,00 3
6.008,01 8.261,00 3.004,00 4
8.261,01 10.514,00 3.755,00 5
10.514,01 13.518,00 4.506,00 6
13.518,01 16.522,00 5.257,00 7
16.522,01 in poi 6.008,00 8
Il contributo di solidarietà, di cui all’articolo 1, comma 8, del D.lgs n. 182/1997 (nella misura del 5%, di cui 2,50% a carico del datore di lavoro e 2,50% a carico del lavoratore), si applica sulla parte di retribuzione giornaliera eccedente il massimale di retribuzione giornaliera imponibile relativo a ciascuna delle fasce precedentemente indicate.
L’aliquota aggiuntiva (1% a carico del lavoratore) si applica sulla parte di retribuzione giornaliera eccedente, per l’anno 2020, l’importo di € 152,00 e sino al massimale di retribuzione giornaliera imponibile relativo a ciascuna delle predette fasce. Si precisa che l’applicazione di detto contributo aggiuntivo avverrà senza tenere conto del superamento del tetto minimo su base annua, pari, per l’anno 2020, a € 47.379,00, posto che a fine anno, in relazione al contributo versato in eccesso, sarà possibile effettuare il relativo conguaglio[16].
10.3. Precisazioni
Nel rammentare che l’Istituto ha realizzato l’integrazione degli elementi della dichiarazione contributiva dei soggetti iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo nell’ambito della sezione PosContributiva del flusso Uniemens dedicato alle aziende con dipendenti (cfr. la circolare n. 154/2014 e il messaggio n. 5327/2015), si fa presente che gli elementi informativi relativi all’eccedenza dei massimali retributivi, giornalieri ovvero annui, dovranno essere valorizzati, a livello individuale, nell’elemento <EccMassSpet (recante a sua volta gli elementi <ImpEccMassSpet>, <ContrEccMassSpet> e <ContrSolidarietàSpet>).
10.4. Massimale giornaliero per i contributi di malattia e maternità dei lavoratori dello spettacolo con contratto a tempo determinato
Il massimale giornaliero, previsto dall’articolo 6, comma 15, del D.L. n. 536/1987, convertito dalla L. n. 48/1988, da prendere a riferimento ai fini del calcolo della contribuzione di finanziamento dell’indennità economica di malattia e di maternità per i lavoratori dello spettacolo con contratto a tempo determinato, è confermato, per l’anno 2020, in € 67,14.
11. Sportivi professionisti: valori per il calcolo del contributo di solidarietà, dell’aliquota aggiuntiva dell’1% e massimali giornalieri
11.1. Sportivi professionisti iscritti a forme pensionistiche obbligatorie dopo il 31/12/1995
Posto che il massimale annuo della base contributiva e pensionabile di cui all’articolo 2, comma 18, della L. n. 335/1995, è pari, per l’anno 2020, a € 103.055,00 (cfr. precedete par. 6), il contributo di solidarietà di cui all’articolo 1, comma 4, del D.lgs n. 166/1997, a decorrere dall’1/1/2020 è dovuto nella misura del 3,1% (di cui 1% a carico del datore di lavoro e 2,1% a carico del lavoratore) sulla parte di retribuzione annua eccedente l’importo di € 103.055,00 e fino all’importo annuo di € 751.278,00.
La legge 27 dicembre 2017, n. 205, all’articolo 1, comma 374, lett. b), ha infatti previsto un aumento graduale del predetto contributo di solidarietà, che a decorrere dall’1/1/2020 è stabilito nella misura del 3,1% (di cui 1% a carico del datore di lavoro e 2,1% a carico del lavoratore).
L’aliquota aggiuntiva, di cui all’articolo 3-ter del D.L. n. 384/1992, convertito dalla L. n. 438/1992 (1% a carico del lavoratore), si applica sulla parte di retribuzione annua eccedente, per l’anno 2020, l’importo di € 47.379,00, che rapportato a dodici mesi è pari a € 3.948,00 (e sino al massimale annuo di retribuzione imponibile pari a € 103.055,00). Si fa presente, infatti, che ai fini del versamento del contributo aggiuntivo deve essere osservato il criterio della mensilizzazione (cfr. la circolare n. 7/2010, par. 3). Si precisa che l’applicazione di detto contributo aggiuntivo avverrà senza tenere conto del superamento del tetto minimo su base annua, pari, per l’anno 2020, a € 47.379,00, posto che a fine anno in relazione al contributo versato in eccesso, sarà possibile effettuare il relativo conguaglio[17].
11.2. Sportivi professionisti già iscritti a forme pensionistiche obbligatorie al 31/12/1995
Posto che il massimale di retribuzione giornaliera imponibile, per l’anno 2020, è pari a € 330,00 (massimale annuo/312), il contributo di solidarietà di cui all’articolo 1, comma 4, del D.lgs n. 166/1997, a decorrere dall’1/1/2020 è dovuto nella misura del 3,1% (di cui 1% a carico del datore di lavoro e 2,1% a carico del lavoratore) sulla parte di retribuzione giornaliera eccedente l’importo di € 330,00 e fino all’importo giornaliero di € 2.408,00.
L’aliquota aggiuntiva di cui all’articolo 3-ter del D.L. n. 384/1992, convertito dalla L. n. 438/1992 (1% a carico del lavoratore), si applica sulla parte di retribuzione giornaliera eccedente, per l’anno 2020, l’importo di € 152,00 e sino al massimale di retribuzione giornaliera imponibile pari a € 330,00. Si precisa che l’applicazione di detto contributo aggiuntivo avverrà senza tenere conto del superamento del tetto minimo su base annua, pari, per l’anno 2020, a € € 47.379,00, posto che a fine anno in relazione al contributo versato in eccesso, sarà possibile effettuare il relativo conguaglio[18].
11.3. Precisazioni
Nel rammentare che l’Istituto ha realizzato l’integrazione degli elementi della dichiarazione contributiva dei soggetti iscritti al Fondo pensioni sportivi professionisti nell’ambito della sezione PosContributiva del flusso Uniemens dedicato alle aziende con dipendenti (cfr. la circolare n. 154/2014 e il messaggio n. 5327/2015), si fa presente che gli elementi informativi relativi all’eccedenza dei massimali retributivi, giornalieri ovvero annui, dovranno essere valorizzati, a livello individuale, nell’elemento <EccMassSport> (recante a sua volta gli elementi <ImpEccMass1Sport>, e <ContrEccMass2Sport>, <ContrSolidarietàSport>, <ImpEccMass2Sport> e <ContrEccMass2Sport>).
12.1. Precisazioni
Le disposizioni di carattere generale in materia di determinazione degli imponibili sono applicabili, fatte salve le peculiarità previste da specifiche norme legislative[19], anche ai lavoratori iscritti alla Gestione pubblica per le casse pensionistiche e/o alla gestione credito. In particolare, si rinvia a quanto indicato in precedenza ai seguenti paragrafi:
paragrafo 1, per quanto concerne il minimale di retribuzione giornaliera;
paragrafo 4, per la determinazione di detto minimale con riguardo ai rapporti di lavoro a tempo parziale;
paragrafo 5, per la determinazione della quota di retribuzione soggetta all’aliquota contributiva aggiuntiva dell’1% (di cui all’art. 3-ter del D.L. n. 384/1992, convertito dalla L. n. 438/1992);
paragrafo 6, per la definizione del massimale annuo della base contributiva e pensionabile di cui all’articolo 2, comma 18, della L. n. 335/1995, per i lavoratori iscritti a forme pensionistiche obbligatorie a partire dall’1/1/1996 e per coloro che optano per la pensione con il sistema contributivo;
paragrafo 7, per la definizione del minimale contributivo annuale (di cui all’art. 1 del D.L. n. 338/1989, convertito dalla L. n. 389/1989, e dell’art. 6, comma 8, del D.lgs n. 314/1997);
paragrafo 8, per gli importi che non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente.
12.2. Massimale contributivo previsto per i direttori generali, amministrativi e sanitari delle aziende sanitarie locali e delle aziende ospedaliere
Si rammenta che secondo il disposto di cui all’articolo 3-bis, comma 11, del D.lgs n. 502/1992, come integrato dal D.lgs n. 229/1999, la nomina a direttore generale, amministrativo e sanitario determina, per i lavoratori dipendenti, il collocamento in aspettativa senza assegni e il diritto al mantenimento del posto. L’aspettativa è concessa entro sessanta giorni dalla richiesta. Il periodo di aspettativa è utile ai fini del trattamento di quiescenza e di previdenza.
La struttura sanitaria è tenuta ad inviare la denuncia, tenendo conto dei massimali di cui all’articolo 3, comma 7, del D.lgs n. 181/1997, non solo ai fini pensionistici, ma anche ai fini della Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali (di seguito gestione credito) e, ove sussistano i presupposti di iscrizione, ai fini della gestione previdenziale[20], valorizzando la sezione <AltroEnteVersante> dell’elemento E0 nel caso in cui sia l’Ente di appartenenza ad effettuare il versamento. Si evidenzia che ai fini pensionistici e, conseguentemente, anche ai fini della gestione credito, il massimale non trova applicazione per i dipendenti privi di contribuzione per i periodi antecedenti al 1° gennaio 1996 per i quali deve essere applicato il massimale di cui all’articolo 2, comma 18, della legge n. 335/1995, di cui al precedente paragrafo 6.
Il citato articolo 3-bis, comma 11, del D.lgs n. 502/1992, considerata la sua connotazione di norma previdenziale a carattere speciale, si applica esclusivamente alle figure citate nel decreto stesso (direttori generali, direttori amministrativi e direttori sanitari) delle unità sanitarie locali, delle aziende ospedaliere, nonché degli enti per i quali norme statali contengono la medesima tutela previdenziale e non è suscettibile di interpretazione estensiva ad altri lavoratori.
L’importo del massimale contributivo in oggetto, previsto dal citato articolo 3, comma 7, del D.lgs n. 181/1997, rivalutato secondo l’indice relativo al costo medio della vita calcolato dall’Istat, è pari, per l’anno 2020, a € 187.853,72 che, arrotondato all’unità di euro, è pari a € 187.854,00.
Massimale ex art. 3-bis, comma 11, del D.lgs n. 502/1992 e ss.mm.ii € 187.854,00
Detto massimale trova applicazione ai fini della contribuzione pensionistica, ivi compresa l’aliquota aggiuntiva dell’1% di cui all’articolo 3-ter del D.L. n. 384/1992, della contribuzione per la gestione credito e della contribuzione previdenziale per le prestazioni di fine servizio (TFS/TFR).
12.3. Retribuzione annua concedibile riferita al congedo straordinario di cui all’articolo 42, comma 5, del D.lgs n. 151/2001
L’articolo 42, comma 5 e seguenti, del D.lgs n. 151/2001 riconosce il diritto a soggetti specificamente individuati di fruire, entro sessanta giorni dalla richiesta, del congedo di cui all’articolo 4, comma 2, della L. n. 53/2000, per assistenza di persone con handicap in situazione di gravità accertata ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della L. n. 104/1992.
In particolare il comma 5-ter prevede che “durante il periodo di congedo, il richiedente ha diritto a percepire un’indennità corrispondente all’ultima retribuzione, con riferimento alle voci fisse e continuative del trattamento, e il periodo medesimo è coperto da contribuzione figurativa; l’indennità e la contribuzione figurativa spettano fino a un importo complessivo massimo di euro 43.579,06 annui per il congedo di durata annuale. Detto importo è rivalutato annualmente, a decorrere dall’anno 2011, sulla base della variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati […]”.
A tale riguardo si comunica che, tenuto conto del predetto indice accertato dall’Istat, il tetto massimo complessivo della retribuzione per congedo straordinario e dei relativi contributi obbligatori a carico delle Amministrazioni pubbliche che erogano trattamenti economici in sostituzione delle indennità previste dal legislatore per la generalità dei lavoratori non può eccedere, per l’anno 2020, l’importo pari a € 48.737,86 che, arrotondato all’unità di euro, è pari a € 48.738,00.
Importo complessivo massimo retribuzione e contribuzione a carico del datore di lavoro annua congedo straordinario art. 42, co. 5, n. 151/2001 € 48.738,00.
13. Regolarizzazione relativa al mese di gennaio 2020
I datori di lavoro che per il versamento dei contributi relativi al mese di gennaio 2020 non abbiano potuto tenere conto dei valori contributivi aggiornati possono regolarizzare detto periodo ai sensi della deliberazione n. 5/1993 del Consiglio di amministrazione dell’Istituto approvata con D.M. 7 ottobre 1993.
Ai fini della regolarizzazione, i datori di lavoro che utilizzano la sezione PosContributiva del flusso Uniemens calcoleranno le differenze tra le retribuzioni imponibili in vigore all’1/1/2020 e quelle assoggettate a contribuzione per lo stesso mese per portarle in aumento delle retribuzioni imponibili individuali del mese in cui è effettuata la regolarizzazione (nell’elemento <Imponibile> di <Dati Retributivi> di <Denuncia Individuale>), calcolando i contributi dovuti sui totali ottenuti.
L’importo della differenza contributiva a credito dell’azienda relativa al versamento dell’aliquota aggiuntiva dell’1% (cfr. precedente par. 5), da restituire al lavoratore, sarà riportato nella denuncia Uniemens, nell’elemento <DatiRetributivi>, <Contribuzione Aggiuntiva>, <Regolarizz1PerCento>, <RecuperoAggRegolarizz>.
Minimale giornaliero INPS

References: articolo 1
 articolo 7
 articolo 7
 articolo 9
 art. 7
 art. 51
 articolo 3
 articolo 3
 art. 3
 art. 42