Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_fallimentare/18
Timestamp: 2019-02-16 20:06:57+00:00

Document:
I. Contro la sentenza che dichiara il fallimento può essere proposto reclamo dal debitore e da qualunque interessato con ricorso da depositarsi nella cancelleria della corte d’appello nel termine perentorio di trenta giorni.
II. Il ricorso deve contenere:
1) l'indicazione della corte d’appello competente;
2) le generalità dell'impugnante e l'elezione del domicilio nel comune in cui ha sede la corte d’appello;
3) l'esposizione dei fatti e degli elementi di diritto su cui si basa l’impugnazione, con le relative conclusioni;
III. Il reclamo non sospende gli effetti della sentenza impugnata, salvo quanto previsto dall'articolo 19, primo comma.
IV. Il termine per il reclamo decorre per il debitore dalla data della notificazione della sentenza a norma dell'articolo 17 e per tutti gli altri interessati dalla data della iscrizione nel registro delle imprese ai sensi del medesimo articolo. In ogni caso, si applica la disposizione di cui all'articolo 327, primo comma, del codice di procedura civile.
V. Il presidente, nei cinque giorni successivi al deposito del ricorso, designa il relatore, e fissa con decreto l'udienza di comparizione entro sessanta giorni dal deposito del ricorso.
VI. Il ricorso, unitamente al decreto di fissazione dell’udienza, deve essere notificato, a cura del reclamante, al curatore e alle altre parti entro dieci giorni dalla comunicazione del decreto.
VII. Tra la data della notificazione e quella dell’udienza deve intercorrere un termine non minore di trenta giorni. Le parti resistenti devono costituirsi almeno dieci giorni prima della udienza, eleggendo il domicilio nel comune in cui ha sede la corte d’appello.
IX. L’intervento di qualunque interessato non può avere luogo oltre il termine stabilito per la costituzione delle parti resistenti con le modalità per queste previste.
X. All'udienza, il collegio, sentite le parti, assume, anche d’ufficio, nel rispetto del contraddittorio, tutti i mezzi di prova che ritiene necessari, eventualmente delegando un suo componente.
XI. La corte provvede sul ricorso con sentenza.
XII. La sentenza che revoca il fallimento è notificata, a cura della cancelleria, al curatore, al creditore che ha chiesto il fallimento e al debitore, se non reclamante, e deve essere pubblicata a norma dell'articolo 17.
XIII. La sentenza che rigetta il reclamo è notificata al reclamante a cura della cancelleria.
XIV. Il termine per proporre il ricorso per cassazione è di trenta giorni dalla notificazione.
XV. Se il fallimento è revocato, restano salvi gli effetti degli atti legalmente compiuti dagli organi della procedura.
XVI. Le spese della procedura ed il compenso al curatore sono liquidati dal tribunale, su relazione del giudice delegato, con decreto reclamabile ai sensi dell’articolo 26.
(1) Articolo sostituito dall’art. 2 del D. Lgs. 12 settembre 2007, n. 169. La norma è entrata in vigore il 1 gennaio 2008 e si applica ai procedimenti per dichiarazione di fallimento pendenti alla data della sua entrata in vigore, nonché alle procedure concorsuali e di concordato aperte successivamente (art. 22 d.lgs. cit.).
Concordato preventivo – Omologazione – Reclamo – Termine – Decorrenza – Notifica alla parte – Iscrizione della stessa nel registro delle imprese ex art. 18 l.f. – Esclusione – Omessa notifica – Termine lungo di cui all'art. 327 c.p.c..
Il termine di trenta giorni per la proposizione del reclamo avverso il decreto di omologazione del concordato preventivo decorre dalla notificazione del decreto medesimo secondo le regole generali, essendo la parte che si oppone all'omologazione soggettivamente individuata; ne consegue che alla fattispecie non può trovare applicazione analogica la L. Fall., art. 18 nella parte in cui individua il dies a quo per la proposizione del reclamo contro la sentenza dichiarativa di fallimento nella data dell'iscrizione della stessa nel registro delle imprese (v. Cass. n. 3463-17, nonchè, seppure implicitamente, la stessa Cass. n. 4304-12 cit.);
In mancanza di notificazione, il reclamo può essere proposto nel termine lungo di cui all'art. 327 c.p.c., in base al principio desumibile da tale norma ed estensibile all'impugnazione di ogni provvedimento al riguardo non diversamente disciplinata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 24 Settembre 2018, n. 22473. Segue...
Fallimento - Sentenza dichiarativa - Opposizione - Reclamo ex art. 18 l.fall. - Interrogatorio libero del curatore - Sua costituzione in giudizio - Necessità - Esclusione.
Reclamo - Parte reclamata pienamente vittoriosa in primo grado - Eccezioni e difese non accolte nella decisione perché assorbite - Richiesta di esame - Obbligo di proporre impugnazione incidentale - Esclusione - Onere di riproposizione - Sussistenza.
Fallimento - Dichiarazione di fallimento - Reclamo - Natura di evolutiva - Facoltà del debitore di indicare per la prima volta fatti e mezzi di prova a difesa - Tutela del diritto di difesa.
Appello avverso la dichiarazione di fallimento – Inammissibilità concordato preventivo – Norme sull’applicazione della prelazione insistente sui beni di un terzo coobligato del debitore concordatario – Regole in tema di legittimità informativa e fattibilità giuridica del piano – Mancata efficacia di giudicato della mera reiezione del concordato preventivo.
Concordato preventivo - Atti in frode - Revoca del concordato - Reclamo avverso la dichiarazione di fallimento - Contestazione nell'ambito del giudizio di reclamo di atti in frode non contestati nell'ambito del procedimento ex articolo 173 l.f. - Esclusione.
Concordato preventivo - Provvedimento che decide sull'omologazione - Impugnazione - Termine.
Dichiarazione di fallimento - Impugnazione - Deduzione di soli vizi di rito - Ammissibilità - Limiti.
Fallimento - Apertura (Dichiarazione) di fallimento - Sentenza dichiarativa - Opposizione - Chiusura del fallimento - Rilevanza - Esclusione - Contraddittorio con il curatore - Necessità.
Ricorso per cassazione - Termine per il ricorso - Sospensione durante il periodo feriale - Sentenza d'appello reiettiva dell'impugnazione della dichiarazione di fallimento - Applicabilità - Esclusione - Fondamento.
Dichiarazione di fallimento - Notificazione telematica - Perfezionamento - Annotazioni effettuate dal cancelliere - Irrilevanza.
Dichiarazione di fallimento - Procedimento - Rigetto della domanda di fallimento - Decreto di rigetto del reclamo avverso il provvedimento che ha respinto l'istanza - Ricorso per cassazione - Esclusione.
Dichiarazione di fallimento - Iniziativa - Accertamento definitivo del credito e della esecutività del titolo - Esclusione - Accertamento incidentale al fine di verificare la legittimazione del creditore istante.
Dichiarazione di fallimento - Insolvenza - Accertamento al momento della sentenza - Ammissibilità - Accertamento basato su fatti anteriori alla dichiarazione di fallimento.
Dichiarazione di fallimento - Garanzia ipotecaria a favore del creditore istante - Incapacità di soddisfare le proprie obbligazioni valutate nel loro complesso.
FALLIMENTO - SENTENZA DICHIARATIVA - OPPOSIZIONE - Appello ex art. 18 l.fall., nel testo, applicabile "ratione temporis", modificato dal d.lgs. n. 5 del 2006 - Omessa notifica del ricorso e del decreto presidenziale nel termine ivi previsto - Richiesta di un nuovo termine successivamente alla scadenza del primo - Inammissibilità - Fondamento..
Concordato preventivo - Reclamo alla corte d'appello ex articolo 18 L.F. - Termine per l'impugnazione.
Fallimento – Dichiarazione – Requisiti – Accertamento dello stato di insolvenza – Irreperibilità dell’imprenditore all’indirizzo risultante dal Registro Imprese e mancato deposito dei bilanci d’esercizio – Sussistenza
Fallimento – Dichiarazione – Requisiti – Accertamento dello stato di insolvenza – Sussistenza di pignoramenti e protesti – Necessità – Esclusione
Sentenza – Motivazione – Valutazione di tutte le risultanze da parte del giudice – Necessità – Esclusione – Indicazione dei soli elementi a fondamento del proprio convincimento – Legittimità – Implicito rigetto di quelli logicamente incompatibili – Sussistenza.
Quando una società è in liquidazione, la valutazione del giudice, ai fini dell’applicazione dell’art. 5 L.F., deve essere diretta unicamente ad accertare se gli elementi attivi del patrimonio sociale consentano di assicurare il pagamento dei debiti societari e ciò in quanto – non proponendosi l’impresa in liquidazione di restare sul mercato, ma avendo come esclusivo obiettivo quello di provvedere al soddisfacimento dei creditori sociali, previa realizzazione delle proprie attività ed alla distribuzione dell’eventuale residuo tra i soci – non è più richiesto che essa disponga di liquidità necessaria per soddisfare le obbligazioni contratte. (Eugenio Gabbianelli) (riproduzione riservata)
L’irreperibilità dell’imprenditore presso la sede di cui al Registro delle Imprese e il mancato deposito dei bilanci di esercizio, dimostrano la sussistenza dello stato di decozione dell’impresa fallita. (Eugenio Gabbianelli) (riproduzione riservata)
Lo stato di insolvenza dell’imprenditore è configurabile anche in assenza di riscontri circa la sussistenza di protesti e di pignoramenti, i quali non costituiscono un parametro esclusivo del giudizio sul dissesto. (Eugenio Gabbianelli) (riproduzione riservata)
Ai fini di una corretta decisione, il giudice non è tenuto a valutare analiticamente tutte le risultanze, né a confutare singolarmente le argomentazioni prospettate, essendo sufficiente che egli dopo averle vagliate nel loro complesso, indichi gli elementi sui quali intende fondare il proprio convincimento e l’iter seguito nella valutazione degli stessi e per le proprie conclusioni, implicitamente disattendendo quelle logicamente incompatibili con la decisione adottata. (Eugenio Gabbianelli) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 11 Dicembre 2014. Segue...
Concordato preventivo – Decreto di omologazione – Reclamo – Termine dell’art. 18 l.f. – Applicabilità – Fondamento.
Concordato preventivo – Reclamo ex art. 183 l.f. – Proposto da soggetto interessato, diverso dal debitore, avverso il decreto che omologa il concordato preventivo – Decorrenza del termine – Mancanza di espressa previsione da parte dell’art. 183 l.f. – Dall’iscrizione nel registro delle imprese.
Il termine per le proposizione del reclamo ex art. 183 l.f. proposto da un interessato diverso dal debitore, anche nell’ipotesi d’impugnazione del provvedimento di omologazione del concordato, decorre dalla data dell’iscrizione nel registro delle imprese. (Carlo Trentini) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 02 Dicembre 2014. Segue...
Procedimento per la dichiarazione di fallimento – Notifica a mezzo PEC del ricorso e del decreto di convocazione ex art. 15 L.F. – Indirizzi PEC “duplicati” assegnati contemporaneamente a più imprese – Mancata costituzione del debitore nel procedimento – Violazione del diritto di difesa e del principio del contradditorio – Nullità della sentenza di fallimento.
Il meccanismo vigente delle notifiche a mezzo PEC consente una verifica del loro esito di natura meramente “virtuale”, poiché il cancelliere individua l’indirizzo PEC – cui va notificato il ricorso ed il decreto di convocazione prefallimentare – ricavandolo automaticamente dal sistema, attraverso l’inserimento del solo codice fiscale del debitore. (Carlo-Enrico Salodini) (riproduzione riservata)
È pacifica l’eventualità che presso l’Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata (INIPEC) si trovino iscritte più imprese con il medesimo indirizzo PEC, anche se per una sola di esse tale indirizzo, risulta poi attivo. (Carlo-Enrico Salodini) (riproduzione riservata)
Alcun controllo successivo è previsto, ai fini della verifica circa la reale corrispondenza tra il titolare dell’indirizzo PEC – cui si intendeva far pervenire quella notifica – e l’elemento identificativo (codice fiscale/partita IVA) del soggetto al quale essa risulta poi effettivamente recapitata. (Carlo-Enrico Salodini) (riproduzione riservata)
Malgrado l’apparente “buon fine” della notifica ex art. 15 L.F. – pur documentata come “regolare”, attraverso la cd. attestazione di consegna pervenuta alla cancelleria – essa non può ritenersi validamente ed utilmente perfezionata, ai fini del suo scopo essenziale di instaurare il contradditorio nei confronti della società poi dichiarata fallita qualora la notifica a mezzo PEC abbia effettivamente raggiunto una società diversa da quella che ne doveva essere la destinataria, con conseguente nullità della notifica. (Carlo-Enrico Salodini) (riproduzione riservata)
La notifica ex art. 15 L.F. pervenuta ad una società diversa da quella che ne doveva essere la destinataria e titolare del medesimo indirizzo PEC è nulla e non inesistente in presenza di chiarissime e rilevanti relazioni tra la notifica del ricorso-decreto ed il soggetto cui essa doveva pervenire come effettivo destinatario, insite nella corrispondenza letterale fra la PEC e la sua denominazione societaria, nell’iscrizione alla CCIAA su apposita iniziativa e nella relativa domanda per conseguire l’indirizzo PEC utilizzato ai fini della notifica. (Carlo-Enrico Salodini) (riproduzione riservata)
Gli unici strumenti utili ai fini della sanatoria del vizio di nullità della notifica sono la rinnovazione dell’atto invalido, oppure la costituzione del debitore in giudizio. Il mero intervento di terzi estranei al contradditorio non può ottenere tale risultato sanante. (Carlo-Enrico Salodini) (riproduzione riservata)
La notifica non può ritenersi avverata, né può ritenersi precluso al debitore avvalersi della nullità della notifica, anche nel caso in cui il debitore si sia sottratto alla notifica volontariamente o per colpevole negligenza, rendendosi irreperibile. (Carlo-Enrico Salodini) (riproduzione riservata)
La nullità della notifica ex art. 15 L.F. determina la nullità della sentenza dichiarativa di fallimento, con conseguente rimessione degli atti al Tribunale ai sensi dell’art. 354 c.p.c.. (Carlo-Enrico Salodini) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 20 Ottobre 2014. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Procedimento - Reclamo - Rinunzia all’istanza da parte dell’unico creditore richiedente - Revoca della dichiarazione di fallimento.
Fallimento - Apertura (dichiarazione) di fallimento - Sentenza dichiarativa - Opposizione - Reclamo - Art. 327, secondo comma, cod. proc. civ. - Applicabilità - Fondamento.
Fallimento - Concordato preventivo - Ammissione - Reclamo avverso la sentenza di fallimento - Richiesta di concessione di termine ex art. 161, decimo comma, legge fall. - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento.
L'art. 161, decimo comma, legge fall. consente la concessione di un termine per il deposito del piano e della documentazione richiesti per l'ammissione al concordato preventivo "quando pende il procedimento per la dichiarazione di fallimento", requisito che non ricorre quando sia in corso il giudizio di reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, che presuppone la già avvenuta dichiarazione del fallimento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Giugno 2014. Segue...
Fallimento - Apertura (dichiarazione) - Sentenza dichiarativa - Opposizione - Reclamo - Effetto devolutivo - Limiti - Nuovi motivi - Inammissibilità - Fattispecie.
Dichiarazione di fallimento - Reclamo - Interesse ad agire - Interesse concreto giuridicamente rilevante - Interesse al reclamo dei dipendenti per il pregiudizio causato dal diverso trattamento previdenziale e assistenziale - Esclusione.
Fallimento - Iniziativa - Procedimento prefallimentare - Domanda di parte - Necessità - Desistenza dell'unico creditore istante anteriore alla pubblicazione della sentenza di fallimento ma prodotta solo in sede di reclamo avverso quest'ultima - Rilevanza - Conseguenze - Revoca del fallimento.
Dichiarazione di fallimento - Reclamo avverso il provvedimento che respinge l'istanza - Poteri officiosi della corte d'appello - Verifica dei presupposti dello stato di insolvenza e del superamento del limite di cui all'articolo 15, comma 9, L.F...
Impugnazione sentenza dichiarativa di fallimento – Reclamo ex art. 18 l. fall. – Interpretazione – Sussistenza..
Impugnazione sentenza dichiarativa di fallimento – Reclamo ex art. 18 l. fall. – Poteri del collegio – Verifica d’ufficio ex art. 3 d. lgs. n. 270/99 dei requisiti dimensionali ex art. 2 d. lgs. n. 270/99..
Fallimento - Revoca del fallimento - Art. 18 legge fall. - Produzione degli effetti della sentenza di revoca solo dal passaggio in giudicato di tale sentenza - Questione di legittimità costituzionale - Manifesta infondatezza - Fondamento..
Concordato preventivo e dichiarazione di fallimento – Contemporanea pendenza dei due procedimenti – Preclusione alla dichiarazione di fallimento..
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Apertura (dichiarazione) di fallimento - Sentenza dichiarativa - Opposizione - In genere - Dichiarazione di fallimento - Interesse ad impugnare - Nozione - Interesse morale - Sufficienza - Fondamento.
Secondo l'ampia dizione dell'art. 18 legge fall., è legittimato ad impugnare la dichiarazione di fallimento "qualunque interessato" e, perciò, ogni soggetto che ne abbia ricevuto o possa riceverne un pregiudizio specifico, di qualsiasi natura, anche solo morale. Pertanto, seppure il fallimento sia stato chiuso per mancanza di domande di ammissione al passivo o per avvenuto pagamento dei creditori e delle spese di procedura, l'imprenditore fallito resta legittimato ad impugnare la dichiarazione di fallimento, essendo "in re ipsa" il pregiudizio che questa infligge alla sua reputazione commerciale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 04 Dicembre 2012, n. 21681. Segue...
Fallimento – Disposizioni concernenti il Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell'usura – Parere del Prefetto – Superfluità ai fini della concessione del beneficio della sospensione della procedura..
Fallimento – Revoca della procedura – Effetti – Riduzione in pristino – Salvezza degli effetti degli atti legalmente compiuti dagli organi della procedura..
Fallimento – Revoca del fallimento – Atti legalmente compiuti – Assenza di contestazione dalle parti costituite – Validità..
Quando le parti costituite non eccepiscono il difetto di legalità degli atti compiuti dagli organi della procedura, questi ultimi vanno ritenuti validi e legittimamente posti in essere in assenza di specifica contestazione a norma e per gli effetti dell’art. 115 c.p.c.. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Sulmona, 12 Maggio 2011. Segue...
Fallimento – Revoca del fallimento – Effetti nei confronti dell’ex fallito – Restituzione del patrimonio alla data del passaggio in giudicato della sentenza di revoca..
Con la revoca del fallimento vengono meno le limitazioni sostanziali e processuali conseguenti allo status del fallito: il debitore rientra nella piena disponibilità del suo patrimonio, anche se la salvezza degli atti di amministrazione legalmente compiuti dagli organi della procedura, comprese le alienazioni effettuate e le obbligazioni assunte, comporta che lo stesso si vedrà restituito il patrimonio nello stato in cui questo si trova al momento del passaggio in giudicato della sentenza dl revoca. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Sulmona, 12 Maggio 2011. Segue...
Fallimento – Revoca – Effetti nei confronti dell’ex fallito – Atti e pagamenti successivi alla dichiarazione di fallimento..
In seguito alla revoca del fallimento acquistano efficacia gli atti ed i negozi i quali, compiuti dal debitore dopo la dichiarazione di fallimento, erano inefficaci al sensi dell‘articolo 44 l.f.. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Sulmona, 12 Maggio 2011. Segue...
Fallimento – Revoca – Effetti nei confronti dei creditori – Divieto di azioni individuali..
In caso di revoca del fallimento, viene meno il divieto di azioni esecutive individuali del cui all'art. 51 l.f., cosicché i creditori, successivamente alla revoca, possono aggredire i beni residui del debitore per vedere soddisfatte le loro ragioni. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Sulmona, 12 Maggio 2011. Segue...
Fallimento – Revoca – Effetti sugli atti pregiudizievoli ai creditori – Azione revocatoria – Sorte del bene oggetto dell’atto di revoca..
In seguito alla revoca della sentenza di fallimento, qualora il bene oggetto dell'atto revocato sia ancora presente nel patrimonio del debitore questi deve restituirlo al terzo; se, al contrario, il bene sia stato venduto dal Curatore, il terzo diviene creditore del prezzo, rimanendo preclusa la possibilità di recuperare il bene dall'acquirente, in ragione della necessità di rispettare l’alienazione fatta dal curatore ai sensi dell'articolo 18, comma 15, l.f.. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Sulmona, 12 Maggio 2011. Segue...
Fallimento – Revoca – Effetti sui rapporti in corso – Modificazioni non riconducibili alla sentenza di fallimento..
Ai sensi del comma 15, art. 18, l.f., rimangono ferme le modificazioni dei rapporti contrattuali preesistenti che non siano direttamente riconducibili alla sentenza di fallimento, ma ad atti legalmente compiuti dal curatore durante la procedura. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Sulmona, 12 Maggio 2011. Segue...
Fallimento – Revoca – Azioni che derivano dal fallimento – Improcedibilità..
Dopo la revoca del fallimento i giudizi che presuppongono l'apertura della procedura fallimentare divengono improcedibili, e possono proseguire soltanto per addivenire alla dichiarazione di improcedibilità o alla decisione sulle spese. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Sulmona, 12 Maggio 2011. Segue...
Fallimento – Revoca – Effetti – Debitore – Curatore – Inventario congiunto – Strumentalità rispetto alla ricostruzione del patrimonio..
A causa della restituzione all’ex fallito dell’intero patrimonio in seguito al passaggio in giudicato della sentenza di revoca del fallimento, salvi gli effetti degli atti legalmente compiuti dagli organi della procedura, l'ex curatore ed il debitore devono redigere insieme un inventario, in modo che risulti con sufficiente chiarezza ciò che viene restituito al debitore ed il momento in cui quest'ultimo prende in consegna i singoli beni, in maniera tale da permettergli di proporre un giudizio di cognizione ordinario per richiedere provvedimenti cautelari del caso, per poter concretamente rientrare nel possesso nella disponibilità del suo patrimonio residuo, oppure per impartire ogni disposizione utile affinché i beni gli siano concretamente restituiti. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Sulmona, 12 Maggio 2011. Segue...
Fallimento – Revoca – Effetti del passaggio in giudicato del provvedimento di revoca – Curatore – Obblighi..
In seguito al passaggio in giudicato del provvedimento che revoca il fallimento e contestualmente alla restituzione dei beni al debitore, il curatore deve rendere al giudice delegato il conto della propria gestione, ai sensi dell’ articolo 116 l.f.. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Sulmona, 12 Maggio 2011. Segue...
Fallimento – Revoca – Procedimento di esdebitazione – Società – Inapplicabilità..
Nel caso di revoca del fallimento di una società, non è applicabile il procedimento di esdebitazione, poiché il presupposto dello stesso é che vi sia una persona fisica dichiarata fallita. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Sulmona, 12 Maggio 2011. Segue...
Fallimento – Revoca – Responsabilità aggravata – Competenza inderogabile..
Nell’ipotesi di revoca del fallimento, il tribunale competente, in maniera funzionale, esclusiva ed inderogabile, a conoscere di una eventuale domanda di risarcimento dei danni a titolo di responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c. proposta dal debitore nei confronti del creditore, è la Corte d’Appello adita con il reclamo. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Sulmona, 12 Maggio 2011. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Reclamo - Legittimazione del socio di società di capitali - Sussiste..
Dichiarazione di fallimento - Impugnazione - Litisconsorti necessari - Fallito - Esclusione..
Fallimento - Procedimento per dichiarazione - Reclamo - Poteri istruttori del giudice del reclamo - Assunzione d'ufficio dei mezzi di prova - Limiti - Principio dispositivo - Onere di allegazione a carico delle parti..
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Apertura (dichiarazione) di fallimento - Sentenza dichiarativa - Opposizione - In genere - Sentenza di accoglimento dell'appello - Deposito in data successiva all'entrata in vigore del d.lgs. n. 169 del 2007 - Impugnazione - Disposizioni riformate - Applicabilità - Conseguenze - Ricorso per cassazione - Termine previsto dall'art. 18 legge fall. - Decorrenza - Dalla notifica o dalla comunicazione della sentenza impugnata. .
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Apertura (dichiarazione) di fallimento - Sentenza dichiarativa - Opposizione - In genere - Sentenza dichiarativa di fallimento emessa dopo l'entrata in vigore del d.lgs. n. 169 del 2007 - Ricorso depositato anteriormente - Disciplina transitoria - Art. 22 del d.lgs. predetto - Applicabilità delle disposizioni riformate - Ricorso per cassazione - Termine per impugnazione - Art. 18 legge fall. riformata - Applicabilità - Conseguenze..
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Apertura (dichiarazione) di fallimento - Sentenza dichiarativa - Opposizione - In genere - Debitore non costituito avanti al tribunale - Dichiarazione di fallimento disciplinata dal d.lgs. n. 169 del 2007 - Impugnazione avanti alla corte d'appello - Effetti devolutivi del reclamo - Configurabiltà - Conseguenze - Nuove prove - Ammissibilità..
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Apertura (dichiarazione) di fallimento - Sentenza dichiarativa - Opposizione - In genere - Giudizio di impugnazione promosso con reclamo nel regime conseguente al d.lgs. n. 169 del 2007 - Effetto devolutivo - Limiti - Fondamento - Revoca della sentenza di fallimento per ragioni ed in base a circostanze di fatto diverse da quelle oggetto del reclamo - Ammissibilità - Esclusione - Fattispecie. .
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Apertura (dichiarazione) di fallimento - Procedimento - In genere - Istruzione probatoria - Poteri d'indagine officiosa spettanti al tribunale - Discrezionalità - Oggetto - Limitazione ai fatti dedotti dalle parti quali allegazioni difensive - Necessità - Fondamento - Condizioni - Fattispecie regolata dal d.lgs. n. 169 del 2007..
Fallimento – Reclamo avverso sentenza dichiarativa di fallimento – Applicabilità delle norme del processo di cognizione – Ammissibilità..
Fallimento – Reclamo ex art. 18 l. fall. – Mancata comparizione della parte reclamante – Dichiarazione del non luogo a procedere – Esclusione..
Dichiarazione di fallimento - Procedimento - In genere - Onere della prova a carico del creditore - Limiti - Poteri officiosi di indagine del tribunale - Sussistenza - Fondamento.
Fallimento – Sentenza di fallimento – Reclamo – Intervento di terzi – Intervento di soggetti diversi dalle parti del giudizio di primo grado – Esclusione. (03/06/2010).
Fallimento – Dichiarazione in estensione al socio illimitatamente responsabile – Testimonianza degli altri soci – Irrilevanza. (03/06/2010).
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Apertura (dichiarazione) di fallimento - Revoca del fallimento - Responsabilità - Responsabilità aggravata ex art. 96 cod. proc. civ. - Opposizione a fallimento - Inscindibilità tra le due domande - Conseguenze - Cognizione congiunta e competenza funzionale del giudice dell'opposizione - Configurabilità - Termini di impugnazione - Coincidenza - Applicazione del termine previsto per l'opposizione a fallimento - Fattispecie..
L'opposizione alla dichiarazione di fallimento e l'azione di responsabilità aggravata, introdotta ai sensi dell'art. 96 cod. proc. civ., con riguardo all'iniziativa assunta con l'istanza di fallimento, sono legate da un nesso d'interdipendenza da cui consegue la competenza funzionale, esclusiva ed inderogabile del giudice della predetta opposizione su entrambe e l'improponibilità in separato giudizio dell'azione risarcitoria. (Nella specie, la S.C. ha confermato la pronuncia di secondo grado che aveva dichiarato inammissibile, in ordine ad entrambe le domande, l'impugnazione proposta oltre i termini, più ristretti, previsti per l'opposizione alla dichiarazione di fallimento). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Aprile 2010, n. 10230. Segue...
Fallimento – Istanza depositata anteriormente all’entrata in vigore del D.lgs. n.5/2006 – Sentenza dichiarativa depositata in data successiva – Impugnazione – Disciplina applicabile. (03/08/2010).
Fallimento della società pregresso – Fallimento in estensione ai soci illimitatamente responsabili – Procedura autonoma – Disciplina del regime di impugnazione applicabile. (03/08/2010).
Fallimento – Rigetto del reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento – Condanna alle spese di giudizio – Irrilevanza di una statuizione sulle spese giudiziali. .
Fallimento – Sentenza dichiarativa – Estensione al socio illimitatamente responsabile – Reclamo – Litisconsorzio necessario dei creditori istanti – Sussistenza. (01/06/2010).
Fallimento – Sentenza dichiarativa – Sentenze già notificate al 31 dicembre 2007 – Impugnazione – Ricorso per cassazione – Proposizione in data successiva al 31 dicembre 2007 – Termine ex art. 18, quattordicesimo comma, della legge fall. – Applicabilità – Decorrenza dal 1° gennaio 2008 – Condizioni – Fondamento. (29/06/2010).
Fallimento - Procedimento per dichiarazione - Mancata partecipazione del fallito a procedimento avanti al tribunale - Facoltà di contestare in sede di reclamo la sentenza dichiarativa - Sussistenza - Riesame d'ufficio le proposte del fallimento che non abbiano formato oggetto di censura da parte del reclamante - Inammissibilità..
Fallimento – Accertamento del passivo – Opposizione allo stato passivo – Acquisizione di ufficio del fascicolo della procedura fallimentare – Esclusione – Fondamento – Autorizzazione a stare in giudizio – Produzione da parte del curatore – Necessità – Omissione – Inefficacia della costituzione in giudizio – Configurablità. (07/05/2010).
Fallimento – Sentenza dichiarativa – Opposizione – Giudizio di impugnazione pendente alla data di entrata in vigore del d.lgs. n. 169 del 2007 – Disciplina transitoria – Art. 22 del d.lgs. predetto – Disposizioni riformate – Applicabilità – Conseguenze – Ricorso per cassazione contro sentenza d'appello – Termine previsto dall'art. 18 della legge fall. – Operatività. (10/05/2010).
Fallimento – Sentenza dichiarativa di fallimento – Appello – Notificazione al procuratore della Repubblica presso il tribunale – Necessità – Costituzione in giudizio – Legittimazione del P.G. – Sussistenza – Conseguenze – Costituzione in appello del procuratore della Repubblica – Nullità della sentenza di appello – Esclusione – Nullità della costituzione del P.M. – Configurabilità – Legittimazione dell'appellante a far valere il vizio – Esclusione. (12/05/2010).
L'appello avverso la sentenza dichiarativa di fallimento va notificato al procuratore della Repubblica presso il tribunale, al quale spetta la legittimazione all'impugnazione, in qualità di ufficio del P.M. funzionante presso il giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata, mentre l'esercizio delle funzioni di P.M. nel giudizio di appello spetta al P.G., ai sensi dell'art. 70 del r.d. n. 12 del 1941. Peraltro, la costituzione in appello del procuratore della Repubblica, in luogo del P.G., non determina la nullità della sentenza di secondo grado, ma soltanto la nullità della costituzione del P.M., della quale può dolersi esclusivamente il soggetto che avrebbe dovuto presenziare al giudizio, con la conseguente carenza di interesse dell'appellante a far valere il predetto vizio. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 04 Settembre 2009, n. 19214. Segue...
Fallimento – Sentenza dichiarativa – Reclamo – Giudizio avanti alla corte d'appello ex art. 18 legge fall. – Costituzione della parte resistente – Termine – Perentorietà – Sussistenza – Omesso rispetto – Conseguenze – Diritto di intervenire nel procedimento – Configurabilità – Limiti. (13/05/2010).
Giudizio di reclamo avverso la dichiarazione di fallimento – Utilizzabilità di nuovi elementi di valutazione – Ammissibilità..
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Apertura (dichiarazione) di fallimento - Sentenza dichiarativa - Opposizione - In genere - Erede del debitore - Decorrenza del termine per l'opposizione - Dalla comunicazione della sentenza di fallimento - Fondamento..
Revoca del fallimento per il difetto dei presupposti di diritto sostanziale o per violazione di norme processuali - Danno "in re ipsa" - Sussistenza - Liquidazione - Onere probatorio della parte - Portata - Fattispecie - Responsabilità aggravata ex art. 96 cod. proc. civ. - Condizioni. , Dichiarazione di fallimento - Revoca - Presupposti - Inesistenza dei requisiti sostanziali o inosservanza di norme processuali - Conseguenze - Danno da privazione della disponibilità dell'azienda - Sussistenza - Natura e contenuto - Esistenza in "re ipsa" - Configurabilità..
Fallimento – Impugnazione della sentenza di fallimento – Istruttoria prefallimentare instaurata prima della riforma – Regime transitorio – Competenza della corte d’appello – Sussistenza..
Fallimento - Procedimento - Audizione dell'imprenditore - Desistenza del creditore istante - Iniziativa istruttoria officiosa del tribunale - Rinnovazione dell'audizione - Necessità - Esclusione - Limiti - Fattispecie anteriore all'entrata in vigore del d.lgs. n. 5 del 2006.
In tema di procedimento officioso per la dichiarazione di fallimento, allorchè il debitore sia stato già sentito dal tribunale a norma dell'art. 15 legge fall., ove alla desistenza dal ricorso dell'unico creditore ricorrente segua un'iniziativa istruttoria del tribunale volta alla ricerca di prove sugli elementi della fallibilità, non occorre rinnovare la convocazione nè comunicare tali provvedimenti, essendo sufficiente, ai fini della tutela del diritto di difesa, che il debitore sia già stato posto nella condizione di chiarire tempestivamente al giudice ogni elemento utile per valutare la sua situazione e restando a suo carico l'onere di seguire gli sviluppi del procedimento; ne consegue che, in una fattispecie regolata dall'art. 6 legge fall. ed anteriore al d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5 (con il quale è venuto meno il potere d'ufficio del tribunale nell'iniziare il predetto procedimento), va confermata la sentenza che non ha disposto l'ulteriore convocazione del debitore per una nuova emergenza processuale, non avendo essa evidenziato fatti significativi, in relazione ai presupposti della fallibilità soggettivi ed oggettivi, positivi e negativi, posteriori all'inizio dell'unica istruttoria e sconosciuti al debitore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 07 Marzo 2008, n. 6191. Segue...
Fallimento – Impugnazione della sentenza dichiarativa – Regime transitorio – Ricorso depositato prima del 16 luglio 2006 – Appello – Inammissibilità..
Il mezzo di impugnazione della sentenza dichiarativa di fallimento pronunciata a seguito di ricorso per fallimento depositato prima del 16 luglio 2006 è l’opposizione avanti il tribunale che l’ha pronunciata e non l’appello, dovendosi, nella specie, applicare la norma transitoria di cui all’art. 150 d. lgs. n. 5/2006, secondo la quale i ricorsi per dichiarazione di fallimento pronunciati prima della data sopra indicata sono definiti secondo la legge anteriore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Potenza, 17 Ottobre 2007. Segue...
Opposizione a sentenza di fallimento – Mezzi di impugnazione – Regime transitorio – Disciplina..
Opposizione a sentenza di fallimento – Regime transitorio – Competenza..
Fallimento – Procedimenti iniziati prima del 16 luglio 2006 – Rito applicabile – Gravame contro la sentenza – Giudice competente..
Fallimento del socio illimitatamente responsabile – Accertamento della qualità di socio e opposizione alla dichiarazione di fallimento – Nuovo processo societario – Applicabilità..
Fallimento - Sentenza dichiarativa - Opposizione - Carattere officioso del giudizio - Poteri del giudice - Accertamento dello stato di insolvenza - Risultanze dello stato passivo - Utilizzabilità.
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Apertura (dichiarazione) di fallimento - Revoca del fallimento - In genere - Giudizio di opposizione - Fatti successivi alla dichiarazione di fallimento - Rilevanza - Esclusione - Fattispecie in tema di sopravvenuta estinzione delle passività ad opera di terzi.
Nel giudizio di opposizione alla sentenza dichiarativa di fallimento hanno rilievo esclusivamente i fatti esistenti al momento della stessa (ancorché scoperti successivamente), non i fatti sopravvenuti, perché la pronuncia di revoca del fallimento, cui l'opposizione tende, presuppone l'acquisizione della prova che non sussistevano i presupposti, soggettivo ed oggettivo, per l'apertura della procedura, alla stregua della situazione di fatto esistente al momento in cui essa venne aperta. Ne consegue che l'estinzione delle passività ad opera di terzi, sopraggiunta nel corso della procedura, rileva ai fini della chiusura, ma non della revoca del fallimento. (Nella fattispecie, la S.C. ha altresì escluso che la sopravvenuta estinzione delle passività, ad opera di terzi, potesse valere a dimostrare la sussistenza di credito sufficiente, da parte della società fallita, all'epoca del fallimento, in quanto si trattava di società posta in liquidazione e dunque destinata a non operare più sul mercato e a non spendere la sua reputazione, verso banche, fornitori o altri creditori qualificati, utile, nel normale ciclo produttivo, a sostenere il prosieguo dell'attività anche in situazione di momentanea carenza di liquidità). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Novembre 2002, n. 16658. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Apertura (dichiarazione) di fallimento - Sentenza dichiarativa - Opposizione - In genere - Sopravvenienza della riabilitazione civile del fallito nelle more del giudizio di opposizione - Cessazione della materia del contendere - Configurabilità - Esclusione .
Nel giudizio di opposizione avverso la dichiarazione di fallimento, diretto a contestare la ricorrenza dei presupposti per lo assoggettamento del debitore alla procedura concorsuale, la materia del contendere non puo ritenersi cessata per il solo fatto della sopravvenuta riabilitazione civile del fallito, ai sensi degli artt 142 e 143 del RD 16 marzo 1942 n 267, atteso che tale riabilitazione integra una mera rimozione delle incapacita personali che colpiscono il debitore per effetto di un fallimento giustamente subito. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 04 Ottobre 1979, n. 5111. Segue...

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 18
 art. 18
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 Sentenza 
 art. 18
 articolo 173
 Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 SENTENZA 
 art. 18
 articolo 18

Sentenza 
 art. 183
 art. 183
 art. 15
 sentenza 
 art. 15
 art. 15
 art. 15
 sentenza 
 Sentenza 
 Art. 327
 sentenza 
 art. 161
 sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 18
 sentenza 
 art. 18
 art. 3
 art. 2
 Art. 18
 sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 18
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 116
 art. 96
 Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Art. 22
 Art. 18
 Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 18
 Sentenza 
 art. 96
 Sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 art. 18
 sentenza 
 Sentenza 
 Art. 22
 sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 art. 18
 Sentenza 
 sentenza 
 art. 96
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 Sentenza