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Timestamp: 2018-09-24 17:18:19+00:00

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dicembre | 2010 | raffaele boccia
Dal 1° gennaio 2011 interesse legale all’1,5%
Roma, 7 dicembre 2010.
Posted in varie and tagged interesse legale on 21 dicembre 2010 by Raffaele Boccia. Lascia un commento
Posted in Diritto del lavoro, Standard format and tagged art.22 del CCNL Regioni autonomie locali 01/04/1999, art.38 CCNL Regioni ed autonomie locali, autorizzazione, cartellino marcatempo, dirigente, lavoro straordinario, Polizia Municipale, sezione Lavoro e previdenza, Tribunale di Nola, Vigili Urbani on 7 dicembre 2010 by Raffaele Boccia. Lascia un commento
Cassazione: commette evasione fiscale chi non dichiara i proventi da attività illecita
Il soggetto che non dichiara i proventi dell’attività illecita risponde di evasione fiscale.
È con la sentenza n. 42160 depositata il 29 novembre 2010 che la Corte di Cassazione ha condannato una donna che nell’anno 2003 non aveva dichiarato più di 196 mila euro guadagnati dall’attività di sfruttamento della prostituzione, attività provata sulla base della sentenza irrevocabile della Corte di Appello di Trento. I giudici della terza sezione penale, hanno motivato la sentenza spiegando che “i giudici di merito hanno ritenuto assoggettabili a tassazione i redditi provenienti da attività illecita con riferimento all’art. 14 comma 4 l. 537/1993, secondo cui “nelle categorie di reddito di cui all’art. 6 comma 1 del testo unico della imposte sui redditi, approvato con DPR 22.12.1986 n. 917 devono intendersi ricompresi se in esse classificabili, i proventi derivanti da fatti, atti o attività qualificabili come illecito civile, penale o amministrativo se non già sottoposti a sequestro”.
Anche di recente questa Corte ha ribadito che “…secondo l’interpretazione autentica fornita dall’art. 14 comma quarto della legge n. 537 del 1993 con riguardo al testo unico sulle imposte dei redditi n. 917 del 1986, tra le categorie dei redditi tassabili classificate nell’art. 6, comma primo, devono intendersi ricompresi anche i proventi derivanti da fatti, atti o attività qualificabili come illecito civile, penale o amministrativo (cfr Cass. Sez. V, n. 7411 del 19.11.2009, conf. N. 3124 del 1996 rv 204967; n. 220 del 1997 rv. 207201)”.
La Corte, infine, afferma (sulla base dell’eccezione sollevata dalla difesa secondo cui con la denuncia di quei redditi la donna si sarebbe automaticamente autodenunciata) che “l’essere i redditi considerati come redditi tassabili non toglie, ai proventi in questione, il carattere di illiceità loro proprio e non esclude la punibilità dell’attività illecita che li ha generati; né infine col principio dell’obbligo di concorso nelle spese pubbliche in ragione della capacità contributiva di ciascuno, perché la tassazione dei proventi illeciti tale principio rafforza e riafferma” (cfr. Cass. pen. se. 3 n. 220 del 24.1.1997).
Posted in Imposte e tasse, Standard format and tagged art. 6 comma 1 del testo unico della imposte sui redditi, denuncia dei redditi, evasione fiscale, prostituzione, proventi illeciti, sfruttamento della prostituzione, tasse on 6 dicembre 2010 by Raffaele Boccia. Lascia un commento
Se mi aumenta il premio per un sinistro che non ho fatto
Gentile avvocato, nel recarmi a pagare il premio dell’auto, ho trovato, con mio grande sconcerto, un aumento rilevante ed un doppio declassamento. Ho chiesto spiegazioni e l’agente mi riferisce che risulterebbe un sinistro a mio carico che non mi risulta e che è stato anche liquidato alla controparte. E’ una profonda ingiustizia. In vita mia non ho fatto mai incidenti. Mi dà un consiglio? (Carmela)
Gentile signora, lei può richiedere alla sua Assicurazione copia degli atti relativi al procedimento di valutazione, constatazione e liquidazione dei danni del sinistro che le risulta addebitato. Quindi, invii subito una lettera raccomandata alla sede legale della Compagnia, chiedendo chiarimenti in merito al sinistro liquidato ed evidenziando di non aver mai ricevuto comunicazione alcuna di apertura di un sinistro in suo danno.
Infatti, le Compagnie assicuratrici, in caso di ricezione di una richiesta di risarcimento danni, sono tenute a notiziarne per iscritto il proprio assicurato chiedendo conferma o smentita del fatto. Solo in caso di ammissione di responsabilità del proprio assicurato (o di suo silenzio), infatti, possono provvedere a pagare. Laddove manchino comunicazioni scritte dell’Assicurazione, il sinistro addebitatole andrà senz’altro cancellato.
E’ il caso della cd. “mala gestio“, che ricorre quando la compagnia ha gestito in maniera non corretta la procedura di apertura e liquidazione del sinistro. In ipotesi, il sinistro non può essere addebitato neppure quando lo stesso è effettivamente avvenuto, e la compagnia ha risarcito i danni alla controparte omettendo di richiedere informazioni al suo assicurato. Si consideri, comunque, che l’assicurato ha sempre il dovere di denunciare ogni sinistro alla Compagnia entro tre giorni (termine previsto dal codice civile, ma non ritenuto perentorio).
Tornando alla nostra richiesta, se non riceve risposta entro 60 giorni (di solito così capita), oltre a segnalare il comportamento all’ISVAP per l’applicazione delle sanzioni del caso, può richiedere il ripristino della classe di merito esistente prima del sinistro e del relativo premio, nonchè il rimborso delle somme indebitamente corrisposte in seguito all’illegittimo declassamento.
Posted in Assicurazioni, Circolazione stradale, Contratti and tagged accesso agli atti, assicurazione, ISVAP, liquidazione, mala gestio, premio, sanzioni, sinistro on 3 dicembre 2010 by Raffaele Boccia. Lascia un commento

References: art.22
 art.38
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. Sez. 
 Cass. 
 art. 6