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Timestamp: 2020-01-21 12:30:01+00:00

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Art. 505 codice penale - Serrata o sciopero a scopo di solidarietà o di protesta - Brocardi.it
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Articolo 505 Codice penale
Dispositivo dell'art. 505 Codice penale
Il datore di lavoro o i lavoratori, che, fuori dei casi indicati nei due articoli precedenti, commettono uno dei fatti preveduti dall'articolo 502 soltanto per solidarietà con altri datori di lavoro o con altri lavoratori ovvero soltanto per protesta, soggiacciono alle pene ivi stabilite [510-512] (1).
(1) La Corte Costituzionale con sen. 28 dicembre 1968, n. 123 ha precisato che sono inapplicabili le sanzioni previste a carico dei lavoratori che scioperano per solidarietà con altri enti lavoratori scioperanti ove l'affinità delle esigenze che motivano l'agitazione degli uni e degli altri sia tale da far ritenere fondatamente che senza l'associazione di tutti in uno sforzo comune esse rischino di rimanere insoddisfatte.
L'intento originario del legislatore fu quello di reprimere condotte solidali di sciopero.
Spiegazione dell'art. 505 Codice penale
La scelta del legislatore fu quella di reprimere penalmente condotte dissenzienti nei confronti del potere politico. L'anacronismo dei reati di sciopero si è rivelato tale non solamente per il successivo mutamento del quadro sociale politico, ma anche e soprattutto per l'avvento della Costituzione.
Il diritto di sciopero è infatti espressamente riconosciuto dall'articolo 40 Cost., il quale ha di fatto reso inapplicabili i delitti di serrata e di sciopero, nonostante l'unico articolo effettivamente dichiarato incostituzionale sia il 502.
Massime relative all'art. 505 Codice penale
Cass. pen. n. 7595/1975
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 7595 del 12 luglio 1975)
Cass. pen. n. 7588/1975
Nell'intento di rendere compatto e, quindi, efficace uno sciopero, è lecito compiere opera di propaganda e persuasione verso gli incerti o i dissidenti disposti ad essere informati sui motivi che inducono il lavoratore ad astenersi dal lavoro. Ma è evidente che, in difetto di una regolamentazione, demandata dalla Costituzione al legislatore, del diritto di sciopero, spetta all'interprete di determinarne i limiti; e tali limiti ovviamente, non possono che derivare dall'obbligo imposto dall'ordinamento giuridico di non violare le norme dettate a tutela di altri beni o interessi, nel senso che le cosiddette azioni sussidiarie ritenute necessarie per la riuscita dell'astensione dal lavoro sono legittime a condizione che non siano poste in essere modalità lesive di altri interessi primari penalmente tutelati. Sussistono gli estremi del reato di violenza privata nel caso in cui gli scioperanti sollevino l'autoveicolo guidato dall'operaio dissenziente nel tentativo di farlo retrocedere mentre si avvicina al cancello di ingresso dello stabilimento
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 7588 del 12 luglio 1975)

References: Articolo 505

Articolo 505

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
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