Source: http://programma.votopirata.it/
Timestamp: 2017-07-28 17:02:53+00:00

Document:
programma.votopirata.it
Copia inufficiale del programma politico del Partito Pirata.Versione stampa.Versione ufficiale.
Questo programma non è stato sviluppato dalla classica segreteria di partito. Esso è il frutto dei lavori dell'assemblea permanente che il Partito Pirata ha eletto suo organo principe, composta da tutti i suoi membri, ospitata online, sempre a portata di mano di ogni pirata, grazie al software LiquidFeedback. Questo ci consente di massimizzare l'influenza esercitata da ognuno nel (poco) tempo a disposizione.
Il programma del Partito Pirata Italiano non pretende di essere esaustivo sulle questioni de la vita, l'universo e tutto quanto: quando un argomento non compare, potrebbe dipendere da cause plurime, fra le quali almeno una delle seguenti,
i Pirati non hanno ancora pensato a, o voluto mettere in discussione l'argomento;
Consideriamo questo programma un eterno lavoro in corso, a rilascio continuo. La sua modifica è aperta a tutti coloro vogliano entrare a far parte dell'assemblea permanente, sicchè gli argomenti mancanti andranno sempre via a scemare proporzionalmente all'ingrandimento della stessa.
Per noi sono probabilmente più preziose le persone che non sono d'accordo con quanto è scritto qui. Invitiamo loro più di ogni altro ad aderire per rendere questo programma sempre migliore, nel solco dello statuto e del manifesto pirata.
1. ECONOMIA & WELFARE
1.1 Economia sostenibile / Reddito di esistenza
Per millenni l'umanità ha apprezzato la crescita economica in quanto c'è sempre stato spazio per sempre più persone e sempre più consumo delle risorse naturali. Per la prima volta nella storia dell'uomo abbiamo oltrepassato il punto della saturazione con conseguenze drammatiche per tutti se non cambiamo profondamente il nostro approccio al capitalismo ed al nostro incrostato ed ingiusto apparato governativo e legislativo.
Nel contempo, stando ai dati del documentario BBC "The Super-Rich And Us", l'umanità è passata in soli quattro decenni dallo stato di maggiore equità economica tra gli individui allo stato di maggiore ingiustizia sociale nella storia dell'uomo. Attualmente sessantadue persone possiedono ricchezze equivalenti a quelle possedute dalla metà povera della popolazione umana.
1.2 Diritto di esistenza sicura e partecipazione sociale
Se un reddito può essere raggiunto solo attraverso il lavoro, dobbiamo assicurare la piena occupazione a proteggere la dignità di tutte le persone. Ecco perché la piena occupazione è stato l'obiettivo principale della politica economica del passato. Ci sono due percorsi da cui si è cercato di raggiungere questo obiettivo: attraverso provvedimenti economici che intendono creare posti di lavoro o attraverso lavori pubblici finanziati con l’obiettivo principale di assicurare sussistenza della gente. Entrambi percorsi richiedono notevoli finanziamenti pubblici e non portano direttamente al fine.
Noi Pirati siamo convinti che la stragrande maggioranza delle persone sfrutterà le opportunità fornite da un sicuro sostentamento per sviluppare il proprio pieno potenziale economico e sociale. Un'esistenza sicura crea spazio per l’autogestione dell’istruzione, della ricerca e dell’innovazione economica. Permette il volontariato, ad esempio avendo cura di parenti e bambini, il giornalismo indipendente, l’attività politica o la creazione di arte e software libero. Ne approfitta l'intera società.
Per questo motivo il Partito Pirata supporta soluzioni che garantiscano incondizionatamente un sicuro sostentamento e l'inclusione sociale pur sostenendo e favorendo la libertà economica. Vogliamo evitare la povertà, non la richezza.
1.3 Il Partito Pirata combatte l'evasione fiscale proteggendo la privacy dei cittadini
Si fa un continuo parlare di lotta all'evasione fiscale, che in Italia ha raggiunto cifre da record. Il più delle volte il dibattito si riduce al tema dell'utilizzo del denaro contante, e in particolare alla soglia massima per i pagamenti. In realtà le indagini statistiche (ad esempio questo report della CGIA di Mestre) dimostrano che non vi è un rapporto diretto tra la limitazione del contante è la diminuzione dell'evasione.
Gli strumenti più efficacia questo scopo (incrocio delle banche dati, anagrafe dei conti correnti etc.) sono stati introdotti in tempi relativamente recenti, ed è prevedibile che nel giro di alcuni anni daranno i frutti sperati in termini di recupero di cifre evase.
Un aspetto che invece non viene pressoché tenuto in considerazione è quello della privacy dei cittadini. Aumentano gli appelli ad incentivare forme di pagamento elettronico che risultano fortemente invasive per la privacy dei cittadini. I pirati sanno però essere a difesa della privacy pur contrastando il fenomeno dell'evasione fiscale!
Il Partito Pirata auspica la diffusione di forme di pagamento elettroniche (anche per micropagamenti) basate su tecnologie di criptazione in grado di garantire l'anonimato dell'acquirente e la tracciabilità del venditore. Queste tecnologie (come per esempio il Taler) esistono, sono free software, utilizzano protocolli aperti e non richiedono la creazione di nuove e costose infrastrutture.
Consentono ai governi di combattere l'evasione fiscale senza ledere la privacy dei cittadini.
1.4 Riforma del Brevetto
Il Partito Pirata intende promuovere una estesa azione di riforma della legislazione che riguarda il Brevetto (Patent), al fine di ripristinare l’equilibrio, ora perduto, tra gli interessi degli operatori economici, quelli dei consumatori, quelli degli inventori e quelli della società nel suo complesso.
L’elemento fondante di questa riforma dovrà essere il concetto che i materiali protetti da brevetto rappresentano una risorsa per tutti gli esseri umani e come tale possono essere sottoposti a vincoli di utilizzo solo per brevi periodi di tempo e solo per determinate applicazioni di carattere commerciale.
L’accesso ad alcuni tipi di queste conoscenze ed ai prodotti che ne derivano, in particolar modo nel campo della medicina, deve essere garantito anche per coloro che non possono permettersi l’accesso al mercato per ragioni economiche, ad esempio grazie ad opportune sovvenzioni o attraverso l’opera di pubbliche strutture.
Il Partito Pirata vuole garantire che le popolazioni locali non siano ingiustamente private dei materiali e delle tecniche (culinarie, mediche e di altro tipo) che fanno parte della loro tradizione a causa di un brevetto.
Il Partito Pirata vuole garantire che non sia possibile sottoporre a brevetto un qualunque elemento del nostro ecosistema, dal DNA all’essere vivente nel suo complesso. Il Partito Pirata vuole garantire che non sia possibile sottoporre a brevetto idee astratte, codice per computer, algoritmi e formule matematiche.
Il Partito Pirata vuole ottenere il riconoscimento del diritto di un governo sovrano ad espropriare un brevetto in caso di necessità. Il Partito Pirata intende chiedere che su queste questioni venga delegato a decidere unorganismo sovrannazionale e super partes di cristallina affidabilità, come potrebbe essere l’ONU od il Parlamento Europeo.
Il Partito Pirata vuole garantire che i brevetti non vengano utilizzati per impedire l’accesso dei cittadini ad una tecnologia, per impedire l’accesso al mercato ad aziende concorrenti o come strumento di scambio tra aziende. In tutti questi casi, riteniamo che sia necessario l’annullamento immediato del brevetto.
Il Partito Pirata vuole garantire che i brevetti siano validi solo nella misura in cui vengono effettivamente utilizzati per rendere disponibile una tecnologia sul mercato. Riteniamo che un brevetto che non viene utilizzato, per qualunque motivo, debba essere annullato dopo solo un breve periodo di attesa.
1.5 Riforma del Trademark
Il Partito Pirata intende promuovere una modesta azione di riforma della legislazione che riguarda i Marchi, i Disegni ed i Modelli, al fine di ripristinare l’equilibrio, ora perduto, tra gli interessi degli operatori economici (aziende) e quelli dei consumatori.
In particolare, il Partito Pirata vuole garantire che non sia possibile sottoporre alla registrazione di Marchio dei nomi e dei simboli che già caratterizzano delle realtà simboliche riconosciute ed utilizzate dalla popolazione ma ancora non consolidate (ad esempio, neologismi non ancora inseriti in nessun dizionario ma già ampiamente riconosciuti dalla popolazione).
Il Partito Pirata vuole garantire che le popolazioni locali non siano ingiustamente private delle denominazioni dei prodotti e delle tecniche che fanno parte della loro tradizione a causa di un marchi che viene registrato da una azienda o da un consorzio di aziende.
Il Partito Pirata vuole garantire che non sia possibile sottoporre a registrazione di Disegno o Modello idee astratte, o comunque vaghe, di un prodotto, ma solo una sua effettiva e ben definita implementazione stilistica. Lo scopo finale di questo intervento è quello di permettere una più ampia concorrenza sul mercato, tra operatori diversi, in settori in cui l’elemento predominante è di tipo stilistico (prodotti di moda) o di tipo produttivo (prodotti alimentari tipici).
1.6 Diritto di compensazione di crediti e debiti verso lo stato
Il Partito Pirata si impegna affinché venga immediatamente attuata la DIRETTIVA 2011/7/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 16 febbraio 2011 relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali,
in particolare per la parte che impegna gli enti pubblici a pagamenti delle prestazioni e delle forniture entro 30 gg. In una società moderna i pagamenti devono avere tempi certi. Lo stato italiano pretende di riscuotere i propri crediti in tempi certi ma talvolta ritarda scandalosamente nel pagamento dei propri, e questo non e' accettabile. I Pirati si battono affinché venga riconosciuto a tutte le persone, sia fisiche che giuridiche, un principio di buon senso, cioe' il diritto di compensare i propri debiti verso lo stato con i rispettivi crediti. Per stato si intende ogni livello della pubblica amministrazione, comprese le aziende a prevalente partecipazione pubblica.
1.7 Utilizzare la leva fiscale per colpire le aziende che producono senza rispetto per ambiente e diritti dei lavoratori
L'unione Europea ha deciso di applicare, spesso in maniera unilaterale, severe norme sia per la tutela dell'ambiente sia per la tutela dei diritti dei lavoratori. Il Partito Pirata Italiano ritiene ragionevole che siano colpiti da imposte, sociali o ambientali, quei prodotti che provengono da paesi che non adottano norme a tutela di lavoratori e ambiente paragonabili a quelle europee.
L'Europa si è data delle regole severe ma permette a terzi di diffondere nel proprio spazio economico prodotti realizzati nel totale disprezzo di misure anche minime di tutela ambientale o sicurezza sul lavoro. Questo atteggiamento non combatte l'inquinamento che viene semplicemente trasferito su altri suoli e non tutela i lavoratori dei paesi in via di sviluppo; in compenso sta distruggendo la nostra economia a tutti i livelli: industria, manifattura ed agricoltura. Attualmente si salva giusto l'alta tecnologia, i servizi, il lusso e qualche piccola nicchia di prodotti alta qualità, ma può una comunità di 500 milioni di individui prosperare basando tutto su qualche piccola nicchia di mercato? Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.
1.8 La speculazione nelle borse
Fu già durante gli anni ottanta che avvenne una rivoluzione digitale della quale nel mondo hacker poco si parla. Una rivoluzione iniziata a colpi di tabelle Excel e combattuta su sistemi Windows. Dove il mondo si manifestava nella latenza del LAN invece del WAN.
Con l'introduzione della speculazione automatica attraverso lo scripting dei computer, chiunque avesse il cavetto più corto verso il computer centrale della borsa era il primo a fare l'affare. Al giorno d'oggi la lunghezza dei cavi in borsa è normata e la durata media del possesso di un azione è di ventidue secondi. Prima della rivoluzione digitale era di quattro anni.¹
La speculazione in borsa è una forma di gioco d'azzardo – si punta sui minimi cambiamenti di valore delle azioni, acquistandole e vendendole in tempo reale in numeri esorbitanti, manipolandone la traiettoria. Ha ben poco a che vedere con i dati reali dell'economia e certamente non è un modo responsabile di interagire con l'assetto finanziario di grandi ditte del mondo reale.
In Inghilterra, all albore dell'introduzione del sistema di trading elettronico nel 1986, i legislatori hanno reagito immediatamente, introducendo una tassa sulle transazioni in borsa del 0,5% chiamata Stamp Duty Reserve Tax (SDRT). La modica percentuale è stato un modello di successo per l'Inghilterra mentre la formula usata in Svezia poco dopo portò il mercato svedese all'arresto cardiaco.² Sotto influenzamento liberal-economico Francoforte ha abolito le tasse sulle transazioni, speculando che la "maggiore liquidità" avrebbe attratto capitali privati più elevati. E così fu, ma con drammatici effetti collaterali.
La speculazione sul valore delle ditte può avere effetti immediati sugli impiegati di tali ditte e in caso di collasso del mercato conseguenze per intere nazioni o dell'economia mondiale. Responsabilizzare gli agenti bancari e speculanti non è possibile, anche dopo la crisi del 2008 il business continua come al solito, essendo tutti i giocatori in concorrenza economica fra di loro e non potendosi permettere di cambiare strategia. Il mercato non impara dagli errori. Le banche non imparano dal passato. Così ci racconta Rainer Voss, whistleblower del sistema bancario di Francoforte.¹ Solo un intervento regolativo da parte dei legislatori può fermare la spirale viziosa.
L'arte sta nell'introdurre una tassa sufficientemente alta per disincentivare la speculazione ma sufficientemente bassa da attrarre il capitale, essendo ogni mercato finanziario in concorrenza globale con altri mercati.
Per fermare l'abuso di tecnologie informatiche allo scopo della speculazione e limitare i potenziali danni alla società umana, i Pirati sono a favore di una modica tassa sulle transazioni in borsa orientata al successo della Stamp Duty Reserve Tax inglese.
¹) Rif. Master of the Universe, confessioni di un banchiere. Documentario girato a Francoforte nel 2013.
²) Rif. Campbell & Froot, 1994, „International Experiences with Securities Transaction Taxes“, National Bureau of Economic Research Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.
1.9 Legalizzare e normare la Sharing Economy
Il Partito Pirata ritiene necessario adattare le leggi sull'imprenditoria privata all'emergere di quei fenomeni -- comunemente riassunti con l'espressione "Sharing Economy" -- in cui si utilizza una piattaforma informatica in Rete per permettere ai privati cittadini di condividere spese e consumi con altri, ovvero di esercitare prestazioni a pagamento.
Affermare la legalità delle suddette attività
Individuare e distinguere le piattaforme che si pongono come esclusivo scopo la condivisione di beni (e relative spese) tra privati da quelle che puntano a favorire l'erogazione di prestazioni lavorative retribuite.
Superare il sistema delle licenze a pagamento e prevedere adeguate forme di rimborso/compensazione per chi le ha pagate
Normare le attività di Sharing Economy adeguando le leggi in materia di tutela dei consumatori e di tassazione (in particolare affermando che le entrate derivanti dall'esercizio di queste attività costituiscono a tutti gli effetti fonte di reddito, e dunque sono soggette a tassazione secondo le norme di legge).
2. ALIMENTAZIONE & SALUTE
2.1 Intossicazione e dipendenza
Da sempre, l'intossicazione e la dipendenza fanno parte della cultura umana. Tentativi di negare ciò e di puntare ad una società astinente sono falliti, hanno creato un immenso mercato nero, che non conosce tutela dei consumatori, in particolare dei più giovani, e ignora i diritti dei non-consumatori. Intanto ci sono droghe pericolose quotidianamente accettate nella società, l'alcool e il tabacco. La distinzione tra sostanze legali ed illegali non ha fondamento scientifico. I Pirati preferiscono una politica basata sulle realtà scientifiche:
Educazione onesta e approfondita sugli effetti delle droghe
Rispetto per delle scelte autodeterminate dei consumatori
Via libera all'uso pratico della canapa come alternativa ecologica al cotone
Via libera all'uso terapeutico di sostanze in accordanza tra medico e paziente
Via libera alla ricerca scientifica sull'uso migliore di queste sostanze
Legalizzazione delle droghe: l'acquisto in farmacia permette di
assicurarne la qualità di produzione
provvedere ad un foglio illustrativo su dosi ed effetti
possibilità di applicare tasse come lo si fa con le droghe attualmente legali
dare consulenza professionale da parte del farmacista
combattere il traffico e prosciugare il mercato mondiale della droga
Non tutti sono in grado di fare un uso responsabile di sostanze stimolanti. I dipendenti e le persone a rischio di dipendenza hanno bisogno della nostra comprensione e di una bassa soglia di accesso ai servizi di aiuto e prevenzione.
2.2 Alimentazione sana e sostenibile
Paradossalmente molti dei prodotti meno sani sono avvantaggiati sul mercato a causa dei loro ridotti costi di produzione; a ciò si somma il fatto che spesso i guadagni derivati dalla vendita di tali prodotti finiscono all'estero, mentre le spese sanitarie ce le sobbarchiamo noi.
Per ottenere un giusto equilibrio nel mercato dell'alimentazione, proponiamo una tassazione più alta sui prodotti meno salutari, che andrà direttamente a favorire il sistema sanitario. Tale tassazione è da applicare alla vendita al dettaglio dei prodotti finiti.
2.3 Controllo dei Farmaci e dei Prodotti Chimici
Per contrastare qualsiasi uso non benevolo di prodotti chimici (farmaci) il Partito Pirata propone che lo stato si munisca di apposita commissione di studiosi esperti e indipendenti (farmacisti, chimici, biologi, medici, veterinari, fisici) con incarichi annuali o al massimo biennali, i quali avranno libero accesso a qualsiasi informazione sui prodotti in vendita e ai quali dovranno dare parere favorevole o sfavorevole e relazionare. Notizie non veritiere sul foglietto informativo o comunque pubblicità ingannevole dovranno portare a multe salate. Tali proventi verranno devolute per ricerche scientifiche.
2.4 Etichettatura degli Organismi Geneticamente Modificati
2.5 Riforma del Trattamento Sanitario Obbligatorio
Il T.S.O. dovrebbe, per quanto possibile, limitare la libertà personale in modo non invasivo e senza l'utilizzo di psicofarmaci. La legislatura riguardante questo istituto dovrebbe essere modificata in modo da scoraggiare le degenze forzate e rendere gli attori coinvolti responsabili degli eventuali danni procurati, specialmente per quanto riguarda l'utilizzo di farmaci contro la volontà del paziente che rivelassero controindicazioni ed effetti deleteri per la psiche e il corpo del paziente.
Deve inoltre essere chiaro che questo strumento non può in nessun modo sostituire il reinserimento sociale delle persone, che passa anche e soprattutto il supporto che viene fornito a esse e ai loro parenti. I reparti psichiatrici degli ospedali pubblici e privati devono poter essere ispezionati da parte dei familiari dei ricoverati e degli altri soggetti interessati senza limiti di giorni e di orario.
La firma finale del T.S.O. non può essere mantenuta dal sindaco che può non avere la cultura necessaria per le problematiche del caso (mediche, psicologiche, sociali) ma occorre istituire una commissione di esperti formata da psichiatra, psicologo, assistente sociale, medico di medicina generale, infermiere che responsabilmente firmi il documento finale, rilasciando una sintetica relazione.
2.6 Perché promuovere una Sanità collaborativa?
L'attuale sistema sanitario nazionale provvede alla salute dei cittadini orientando i processi
dei servizi sanitari alla cura delle malattie, delle patologie o dei disagi.
In questa visione della sanità, l'ospedale si occupa dei cittadini e del loro benessere,
considerandoli come pazienti e prendendo in esame in forma esclusiva il disagio anche
quando si parla di prevenzione o di followup (ovvero di tutto ciò che consegue la cura).
La sanità collaborativa è l'azione per orientare i processi della sanità non piu' verso i pazienti
e le loro patologie, ma verso i cittadini ed il loro benessere. L'azione è quella di valorizzare
l'ospedale e l'attuale sistema di cura, inserendolo in un contesto territoriale, economico e
sociale, in cui tutti i cittadini sono partecipi, con il servizio sanitario, nella co-creazione del
Noi Pirati sappiamo bene che tale cambiamento, pur se necessario, non è di facile attuazione.
Come non sarà facile attuare un progetto ambizioso di una sanità aperta e che pensa al
benessere di tutti, sostenibile economicamente, socialmente e rispettosa dell'ambiente.
A tal proposito rileviamo tre ostacoli con cui dobbiamo fare i conti fin da subito: crisi economica,
analfabetismo digitale e non, avversione culturale verso nuove tecnologie e metodologie.
Rispetto a quanto si è fatto fino ad ora, tutti i dati economici devono essere resi pubblici a
chiunque, tramite internet ed in formati liberi ed aperti. Con tale azione è possibile realizzare
strumenti per rilevare l'efficienza e l'efficacia economica di qualsiasi azione intrapresa. A tal
fine ci sentiamo di promuovere le azioni provenienti dal movimento degli open data per la
trasparenza informatica dei bilanci pubblici.
Promozione della collaborazione e delle comunità di apprendimento.
Tutti gli attori coinvolti nella sanità collaborativa possono e devono essere liberi di scambiare
tra di loro, pur mantenendo il rispetto della privacy dei soggetti coinvolti, informazioni, idee,
pratiche. Gli strumenti collaborativi possono essere impiegati sia come strumenti consultivi
che decisionali, a seconda dei contesti.
Deve essere diritto di ogni paziente poter condividere l'esperienza di una patologia con altri
ammalati coinvolti dalla stessa malattia o che abbia qualche analogia. Deve essere diritto e
dovere di ogni medico poter condividere esperienze sulle patologie con altri medici, soprattutto
nel caso di malattie rare.
Deve essere diritto e dovere di ogni attore condividere i propri dati, informazioni ed esperienze
ai fini della ricerca pur salvaguardano la privacy.
I principi di condivisione e di collaborazione vanno promossi anche in ambito europeo ed
Deve essere diritto e dovere di ogni attore fare in modo che internet sia una risorsa per
diminure i costi imputabili ai trasporti.
A tal fine ci sentiamo di promuovere il web come strumento d'elezione per la gestione delle
comunità virtuali e non. Ci sentiamo di privilegiare sistemi che conservino i dati in forma digitale
elettronica ed in formati liberi ed aperti. Istruzione ed accesso degli attori, uso dei mediatori culturali.
Uno dei fattori fondanti della democrazia in Italia è stata la diffusione della lingua italiana e
la diminuzione drastica dell'analfabetismo. Oggi, l'analfabetismo digitale e l'insufficiente
accesso alla banda larga hanno lo stesso valore strategico dell'analfabetismo del secolo scorso.
Un cittadino che non ha accesso alla banda larga e non è in grado di navigare nel web e che per
giunta conosce poco o addirittura per niente l'inglese, è un soggetto che di fatto è escluso dallo
attuale sistema informativo nazionale o internazionale.
Per diversi fattori l'analfabetismo digitale in Italia è ancora un fenomeno largamente diffuso,
qualsiasi azione atta a promuovere la diffusione della cultura del web e la formazione continua
va considerata come favorevole per la sanità collaborativa.
Nonostante cio', è compito anche della sanità collaborativa considerare le persone analfabete
digitalmente e/o che non hanno accesso alla banda larga e fare in modo che queste non vengano
escluse piuttosto aiutate, ove necessario.
Gli ostacoli che non consentono la riduzione dell'analfabetismo digitale, sono tanti. Molte azioni
politiche nel passato si sono fermate soltanto alla propaganda o alla promozione di prodotti, non
alla promozione di una cultura. Molte iniziative virtuose non hanno mai avuto la possibilità di
diventare il fulcro dell'agenda digitale nazionale. Tra gli ostacoli va anche considerata la reticenza,
il rifiuto da parte degli individuo nel voler impiegare a priori le nuove tecnologie per le proprie attività.
Inoltre la mancanza di adozione di internet, alcune volte è dovuta a problemi sociali ed economici.
Infine non va mai dimenticato il fenomeno ancora attuale dell'analfabetismo della lingua parlata e
scritta, e a formule piu' subdole di analfabetismo parziale di esse.
Considerare l'analfabetismo digitale come non prioritario alla democrazia è una forma di ignoranza
da dover combattere. La sanità collaborativa potrà essere realizzata soltanto in presenza di cittadini
Il valore di internet va e deve essere riconosciuto da tutti e la cultura va promossa e deve essere
resa possibile con qualsiasi mezzo utilizzabile per la sua diffusione, comprese le trasmissioni
televisive come "non è mai troppo tardi".
A tal fine il Partito dei Pirati promuove la formazione culturale continua di qualsiasi attore e l'impiego
di mediatori culturali disponibili in rete in grado di poter gettare dei ponti linguistici ove è necessario.
L'accesso al ruolo di mediatore linguistico da parte degli immigrati italiani negli USA è stato fondamentale
per l'integrazione. Oggi il mediatore linguistico è il ponte oltre l'italiano e l'inglese, sia per l'integrazione
degli immigrati che per l'internazionalizzazione di un mondo sempre piu' globale.
3. INFRASTRUTTURE & AMBIENTE
3.1 Sostenibilità dell'Ambiente
3.2 Messa al Bando dell'Heavy Fuel Oil
3.3 Promuovere il cambiamento del modo in cui produciamo e consumiamo l'energia: Rete Elettrica Open Source
Ogni componente dei nostri apparati elettrici attuali, dai trasformatori, contatori, interruttori fino agli elettrodomestici che abbiamo in casa è stato progettato sulla base del presupposto che l'energia fluisca a senso unico, da una serie di generatori di larga scala al consumatore. Tale approccio è inefficiente.
Abbiamo semplicemente bisogno di una rete elettrica intelligente decentrata e trasparente, grazie a cui le persone e le apparecchiature sparse ovunque possano creare capacità e valore.
Sotto molti aspetti le argomentazioni a favore di Rete Elettrica Intelligente basata su standard aperti sono parallele a quelle dell'internet aperto.
Una gestione della rete energetica come piattaforma aperta consentirebbe , ad esempio agli sviluppatori software di creare applicazioni per aiutarci a ridurre i consumi, analizzare i dati relativi all'utilizzo di elettrodomestici o le abitudini inefficienti, suggerire sconti speciali per acquisto di apparecchi o elettrodomestici efficienti.
Per esempio alcuni progetti pilota avuti luogo in Europa mostrano fino a che punto possa spingersi l'idea della rete elettrica open source.
Nelle città di Manchester, Birmingham, Bristol (Inghilterra); Rise (Bulgaria); Cluj (Romania), alcune unità domestiche sono state equipaggiate con sofisticati contatori intelligenti e reti dotate di sensori che monitorano i consumi energetici, l'efficienza e le emissioni complessive per generare in tempo reale un'impronta carbonica.
Gli utenti aprono un'interfaccia online per analizzare le fonti delle loro emissioni, confrontare la loro abitazione con il resto del quartiere, effettuare proiezioni dei risparmi che possono accumulare o controllare l'utilizzo di energia in remoto.
Ogni unità domestica coinvolta ha ricevuto una Dotazione Carbonica Individuale e ha iniziato a partecipare ad un mercato di scambio delle emissioni domestiche.
La DCI fissa un limite relativo alle unità domestiche, e il mercato consente ai partecipanti di comprare e vendere quote a seconda del proprio bilancio carbonico.
Le autorità normative (UK) ipotizzano che tali meccanismi di scambio possano aprire la strada all'introduzione di un sistema Cap & Trade nazionale esaustivo applicato agli individui oltre che alle imprese.
Sarebbe più difficile ignorare le proprie responsabilità individuali - riguardo ai danni all'ambiente, alla biosfera e al cambiamento climatico - se il contatore intelligente in casa nostra non si limitasse a mostrare l'impronta carbonica in tempo reale ma confronta il punteggio ottenuto alla media del quartiere e ti fornisce una serie di suggerimenti per migliorare.
3.4 Case dell'acqua
Si stima che ogni singola "Casa" eroghi 2.500 litri ogni giorno, che equivalgono a circa 1.700 bottiglie in plastica da un litro e mezzo. In un anno, quindi, prelevando l'acqua dalle "Case dell'acqua' non si utilizzano circa 620 mila bottiglie. Dato che tradotto in numero di mezzi pesanti circolanti per il trasporto delle confezioni d'acqua significa 65 TIR in meno su strade e autostrade.
I vantaggi ambientali non si fermano qui: approvvigionandosi a una "Casa dell'acqua", ogni anno, si evita di produrre (e smaltire) 20 tonnellate di PET e, di conseguenza, si risparmiano 35 tonnellate di petrolio e 300 metri cubi di acqua. Trentacinque tonnellate di petrolio, tradotte in emissioni in atmosfera, corrispondono a 30 tonnellate di CO2 e 350 chilogrammi di monossido di carbonio.
In generale, le circa 50 Case dell'acqua realizzate dalle quattro società, consentono, ogni anno, di non produrre circa 30 milioni di bottiglie di plastica, non far viaggiare 3.200 TIR, non consumare 1.750 tonnellate di petrolio e 15 mila metri cubi d'’acqua, non immettere in atmosfera 1.500 tonnellate di CO2 e 17.500 chilogrammi di monossido di carbonio (CO).
Questi i vantaggi economici e ambientali del fenomeno "Casa dell'acqua". Ma la "Casa", si sa, ha altre esternalità positive: è diventata punto cittadino di aggregazione e di socializzazione, elemento del nuovo paesaggio urbano, luogo di diffusione della comunicazione tra Comune e cittadini, esempio concreto di promozione di comportamenti sostenibili dal punto di vista ambientale. La "Casa", infine, è anche l'occasione per ripristinare un rapporto fiduciario tra il pubblico (il gestore del servizio) e il cittadino (utente).
Incentivare la realizzazione delle Case dell'acqua a livello comunale.
3.5 Cancellare definitivamente l'Amianto
Il Partito Pirata Italiano propone e sostiene una politica ambientale di cancellazione definitiva dell'amianto.
Mappatura puntuale dell'amianto sull'intero territorio italiano.
Vale a dire iniziare con un censimento completo delle coperture/tetti d'amianto, da eseguire con tecnica aerofotogrammetrica e/o con autocensimento basato su obbligo di risposta (un esempio da imitare, al quale riferirsi/ispirarsi è il Comune di San Lazzaro di Savena, Bologna); e poi per pianificare un censimento dell'eternit friabile, con valutazione delle priorità (Scuole, Ospedali, Supermercati, ecc...).
La bonifica può avvenire tramite sostituzione del tetto d'amianto con materiale non nocivo o con pannelli fotovoltaici, così da avere anche un ritorno in energia alternativa, convertendo un problema in una risorsa, con sviluppo di occupazione e di investimenti.
Lo smaltimento dell'amianto tramite trattamenti di inertizzazione delle fibre (l'altro metodo è la discarica). E' preferibile inertizzare le fibre trasformandole in composti cristallini innocui (da riutilizzare poi, ad esempio, nell'edilizia o nell'industria della ceramica), senza consumare il territorio e senza lasciare pericolose eredità al "futuro nascituro".
E' bene sapere che l'inertizzazione presenta criticità riguardo il consumo energetico, l'impatto ambientale e l'effettiva capacità di eliminare le fibre, ma nonostante ciò, si sceglie di favorire tale metodologia di smaltimento (ovviamente pretendendo tutti i controlli necessari) al fine di rendere superata la necessità di ricorrere a discariche.
3.6 Key server PGP ufficiale di Stato
Istituzione di un key server PGP ufficiale di Stato, gestito con gli stessi criteri e possibilmente dagli stessi uffici che gestiscono le Carte d'Identità.
2. qualora lo stato o suoi enti debbano inviare a un cittadino mail contenenti dati sensibili, se questi è registrato a tale key server, gliela invieranno criptata con quella chiave a tale indirizzo.
3.7 Tutela del Territorio / Grandi Opere
Il Partito Pirata Italiano promuove la difesa del territorio e delle comunità locali sostenendo l'applicazione del principio di precauzione alle decisioni inerenti la costruzione di Grandi Opere.
Riteniamo essenziale la partecipazione delle comunità locali coinvolte nello sviluppo dei progetti e nel controllo dei lavori; questo anche al fine di favorire una rapida attuazione dei lavori una volta messi a cantiere. Per questo propone che la legislazione in materia recepisca le seguenti indicazioni:
alle istituzioni locali deve essere garantito il diritto di nominare esperti di loro fiducia che seguano lo svolgersi dei lavori. A questi esperti dovrà essere garantita piena collaborazione per svolgere la loro funzione, ad esempio fornendo loro pieno accesso ai cantieri e a tutta la documentazione, anche amministrativa, che riguarda le imprese coinvolte nella realizzazione
3.8 Rischio Sismico
istituire un Piano antisismico nazionale, con la finalità di controllare periodicamente la classificazione sismica del territorio, effettuare il censimento degli edifici residenziali, produttivi e infrastrutturali di interesse strategico, e ove necessario, svolgere gli opportuni interventi di consolidamento, nel miglioramento della qualità, in termini di resistenza al sisma, dell’edilizia pubblica e privata anche mediante piani di incentivazione e nell’attenzione progettuale alle condizioni degli impianti industriali, con speciale riferimento a quelli a rischio di incidente rilevante (RIR)
è necessaria una legge che obblighi le regioni ad attuare le politiche di gestione del territorio dando seguito alle informazioni contenute nella Mappa della Pericolosità sismica, e ad effettuare l'elaborazione delle mappe di rischio sismico locale, in modo da poter individuare le zone a più alto rischio e intervenire per ridurne la vulnerabilità sismica;
3.9 Dissesto idrogeologico
adeguare lo sviluppo territoriale alle mappe del rischio, troppo spesso non tenute in considerazione, per evitare la futura costruzione di edifici in aree a rischio e per garantire che le modalità di costruzione degli stessi tengano conto del livello e della tipologia di rischio presente sul territorio.
È necessario invertire la tendenza attuale e diminuire il consumo del suolo, utilizzando criteri stringenti per quanto riguarda l’uso prioritario di aree dimesse, per la non urbanizzazione delle aree agricole, per la perequazione ed i permessi di costruire. Deve essere fissato un limite quantitativo massimo di ettari edificabili, ponendosi come obbiettivo quello di ridurre questo numero gradualmente negli anni.
combattere l'abusivismo edilizio e demolire gli edifici costruiti in maniera illegale nelle zone a rischio;
contrastare illegalità come le captazioni abusive di acqua e l’estrazione illegale di inerti, attraverso maggiore attività di controllo del territorio
3.10 Gestione dei rifiuti - Strategia "Rifiuti Zero"
La salvaguardia dell'ambiente in cui viviamo passa anche da una corretta gestione dei rifiuti.
Il Partito Pirata individua pertanto nella strategia "Rifiuti Zero" -proposta dall'associazione Zero Waste e tradottasi in una Legge d'Iniziativa Popolare- la via da seguire nei Comuni d'Italia.
L'adozione della raccolta differenziata domiciliare Art.1
Una moratoria per l’incenerimento e la combustione di rifiuti art.4, evitando di considerare gli inceneritori come fonti di energia pulita
L'incompatibilità fra gestione della raccolta, gestione dello smaltimento e gestione del riciclaggio Art.13
L'introduzione della tariffa puntuale sui rifiuti (si paga in base a quanto rifiuto residuale si produce) Art.15
La definizione di un programma di riconversione impiantistica industriale (incoraggiare le pratiche del vuoto a rendere, disincentivare quelle del vuoto a perdere) Art.17
Creazione di centri per il riuso e il riciclo Art.24
Il fatto che oltre 200 comuni italiani abbiano già adottato tale strategia ne dimostra la fattibilità pratica. Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.
4. ISTRUZIONE & RICERCA
4.1 Inclusione, educazione al rispetto e alla diversità
Poiché, nella fase storica in cui viviamo, si assiste al dilagare di fenomeni sociali deleterii quali la violenza di genere, la discriminazione per motivi etnici, religiosi o di orientamento sessuale, il dileggio, l'ingiuria, la minaccia e il bullismo (sia esso tradizionale o in forma cibernetica), occorre innanzitutto ribadire che il ruolo primario della scuola è quello di educare i ragazzi alla civile e pacifica convivenza nella società e al rispetto reciproco. Vanno quindi incoraggiati tutti quei programmi mirati a sensibilizzare i giovani su questi temi.
4.2 Scuola Bene Comune: apertura pomeridiana, maggior coinvolgimento con altre realtà dei territori
L'apertura pomeridiana delle scuole e la realizzazione di attività educative -anche in collaborazione con Enti e associazioni del territorio- può essere un fattore decisivo per il contrasto alla dispersione scolastica e al miglioramento della percezione della scuola (intesa come istituzione) tra i ragazzi stessi e tra le famiglie.
Queste iniziative non dovranno sovrapporsi o sostituire -come spesso accade oggi- le ore di attività curricolare ordinaria.
La partecipazione a tali attività pomeridiane da parte dei ragazzi potrebbe essere incentivata attraverso il riconoscimento di crediti formativi.
Al fine di incoraggiare la creazione di dette iniziative, la burocrazia dovrà risultare minima ed in formato esclusivamente digitale: la proposta di una qualunque iniziativa da parte di un'associazione dovrebbe avvenire tramite la compilazione di un form online sul sito della scuola, e la risposta pervenire entro 30 giorni (trascorsi i quali la proposta può considerarsi respinta).
4.3 Comodato d'uso dei libri di testo, editoria autoprodotta
Le spese per l'acquisto di materiali didattici è ormai diventata gravosa per molte famiglie, e c'è il rischio concreto che lo diventi sempre di più nei prossimi anni.
I manuali di testo delle varie scuole di ordine e grado dovrebbero essere opere culturali libere consultabili e scaricabili online (su piattaforme tipo Wikibooks), redatte da un team di persone di comprovata competenza su incarico del Ministero della Pubblica Istruzione, e liberamente modificabili, riutilizzabili e condivisibili da chiunque. Tali testi potrebbero poi essere stampati e forniti in comodato d'uso agli studenti, con risparmio per le famiglie e a un costo modesto per lo Stato.
4.4 Utilizzo di hardware e software libero nelle scuole
Gli istituti di istruzione di ogni ordine e grado dovrebbero ricorrere ad hardware e software proprietario solo nel caso in cui non esistano alternative libere.
4.5 Ripensamento dei metodi didattici: learning by doing ed educazione al pensiero critico
"Dimmi e io dimentico, mostrami e io ricordo, coinvolgimi e io imparo" diceva Benjamin Franklin.
Il metodo didattico tradizionale, incentrato sulla lezione frontale seguita da esercizi per la comprensione e la relativa verifica con test scritti e orali, appare oggi sempre più inefficace.
Di contro, risulta sempre più evidente l'efficacia di approcci didattici diametralmente opposti, che trovano spesso applicazione in ambienti come FabLab, Makerspace, Hackerspace e simili, e basati sulla realizzazione di progetti concreti e sul lavoro di gruppo. Molti di questi metodi sono stati teorizzati e proposti nel secolo scorso (il Learning by doing, task-based-learning, peer education), e in parte già trovano applicazione nella glottodidattica.
Si propone quindi di estendere questi metodi al maggior numero di materie possibile, cercando di stimolare i discenti ad un atteggiamento critico nei confronti della conoscenza, nonché di abituarli all'idea di diventare essi stessi "produttori" di conoscenza libera.
In concreto, ciò può avvenire puntando sulle attività laboratoriali, sulla creazione di spazi come FabLab scolastici e affini.
4.6 Insegnamento della programmazione informatica fin dalle elementari
In un mondo in cui il software sarà sempre più presente, è verosimile prevedere che la capacità di maneggiarlo diventerà fondamentale non solo come prerequisito d'accesso al mondo del lavoro, ma in generale come elemento fondamentale per muoversi in maniera critica e consapevole nella società digitale.
Riteniamo quindi fondamentale che si introduca anche in Italia l'insegnamento del coding fin dalle elementari. 4.7 Insegnamento del diritto e delle Istituzioni della Repubblica
Riteniamo fondamentale che la storia e il funzionamento delle Istituzioni venga insegnato nella scuola dell'obbligo. Ciò è fondamentale per mettere i cittadini del domani nelle condizioni di seguire con piena cognizione di causa i dibattiti pubblici.
4.8 Storia delle religioni al posto della religione cattolica
4.9 Sburocratizzazione
E' necessario ed auspicabile un drastico snellimento delle pratiche burocratiche per l'amministrazione delle scuole. In particolare, occorre ridurre al minimo la mole di verbali e relazioni scritte che gravano sulle spalle dei docenti e dei dirigenti scolastici.
L'affissione pubblica delle pagelle finali degli studenti costituisce una violazione della privacy. Le pagelle dovrebbero essere consultabili in forma privata attraverso il portale della scuola.
4.11 Riforma del Segreto Industriale
Il Partito Pirata intende promuovere una estesa azione di riforma della legislazione che riguarda il Segreto Industriale, al fine di ripristinare l’equilibrio, ora perduto, tra gli interessi degli operatori economici (aziende), quelli dei consumatori, quelli dei ricercatori e quelli della società nel suo complesso.
L’elemento fondante di questa riforma dovrà essere il concetto che le informazioni raccolte durante il lavoro di ricerca all’interno delle aziende e delle università sono un bene di pubblica utilità, che deve entrare a far parte del pubblico dominio nel minor tempo possibile. A questo fine, il Partito Pirata intende riconoscere alle aziende il diritto ad un breve periodo di riservatezza, utile alla stesura di una richiesta di brevetto od alla conclusione di una parte sostanziale del processo di ricerca e sviluppo.
Il Partito Pirata intende anche chiedere che i ricercatori dell’industria siano liberi di rendere pubbliche le informazioni da loro raccolte in tempi brevi, dell’ordine di non più di 3 anni, dal momento della rivelazione delle informazioni al management aziendale.
Il Partito Pirata intende chiedere che il ricercatore sia tenuto per legge a divulgare immediatamente ogni informazione che possa contribuire a salvare vite umane o che possa evitare danni alla salute dei cittadini od all’ambiente in cui essi vivono.
4.12 Abolizione degli "Ordini Professionali"
Gli ordini professionali sono un retaggio di tempi antichi; oramai obsoleti, andrebbero aboliti, o almeno riformati profondamente. Alcuni non hanno alcun senso di esistere, come quello dei giornalisti, altri sono ridondanti, come quello dei medici.
Ordini professionali e albi sono di fatto un cartello che dunque va a sfavore dei clienti; il fatto che il cartello sia non solo legale ma addirittura obbligatorio è paradossale.
Per come sono organizzati adesso alcuni ti costringono a lunghi periodi di sfruttamento non retribuiti, o a esami con cadenza annuale dove passa un'infima percentuale dei partecipanti: ciò si presta tantissimo a corruzione diretta (ovvero raccomandazioni) e indiretta (far passare poca gente, così hanno meno concorrenza).
L'unico motivo per cui esistono è di assicurare il cliente che la persona a cui si stanno rivolgendo sia competente, ma questo può tranquillamente venire assicurato dai punti 2.b e 2.c, senza sottostare ai numerosi lati negativi di mantenere l'attuale sistema.
1. Abolizione dell'ordine dei giornalisti
2.a. Abolizione degli esami di stato per entrare negli ordini o albi di medici, avvocati, ingegneri
2.b. Assicurare che uno possa laurearsi in tale disciplina, solamente se possiede già tutti i requisiti per svolgere appieno la professione → dunque laureandoti automaticamente entri nell'ordine, a titolo gratuito
2.c. Ciò non toglie che tu ne possa essere espulso
4.13 Abolizione degli "Studi di Settore"
Gli "studi di settore" sono uno dei più grandi e ingiusti freni all'economia italiana: tengono costantemente sull'orlo del baratro tutte le piccole ditte e ancor più i professionisti, spesso costringendoli a dichiarare di più di quello che guadagnano, e nel mentre agevolando chi invece è agiato consentendogli dunque di passare inosservato in caso dichiari di meno.
In un periodo di crisi come questo, non tanto crisi economica quanto proprio crisi del lavoro, dovremmo fornire a chiunque abbia un minimo di spirito di iniziativa tutto l'aiuto possibile al fine di iniziare un'attività.
1. Eliminare gli studi di settore
1.a. Eliminare altresì tutti i costi fissi che non siano proporzionali all'effettivo guadagno, come per esempio il contributo minimo obbligatorio INPS
2. Non sostituirli con nulla: sono solo dannosi
2.a. La GdF è comunque libera di effettuare tutti i controlli previsti, non è che se rimuovi gli studi di settore non può farli, anzi, sarà più libera di controllare chi effettivamente è sospetto
3. Istituire una commissione di studio dedicata a esaminare, al fine di rimuoverli, tutti gli ostacoli verso l'avvio di un'attività
5. TRASPARENZA & GOVERNO
5.1 Privacy e Trasparenza
affermano la pubblicazione di tutti gli atti e i documenti relativi alle public-private partnerships: l'interesse pubblico è da prediligere all'interesse della ditta di riservare informazioni a scopo strategico sul mercato
combatte l'abuso del diritto d'autore allo scopo di nascondere informazioni di interesse pubblico
pratica la completa trasparenza al proprio interno, pubblicando online il proprio bilancio, mentre ogni decisione significativa passa dall'Assemblea Permanente ed è quindi una decisione collettiva di tutti gli iscritti, visibile a tutti
I Pirati sono però consapevoli che un'estensione ideologica ed eccessiva di questo giusto principio può portare al disconoscimento del diritto degli individui alla propria privacy, e anche a fenomeni di assoluta intrasparenza, ove le vere decisioni vengono prese in occasioni e con modalità segrete, nel mentre nei luoghi teoricamente deputati si recita la massima trasparenza pubblica. Se ad esempio si dovessero filmare e rendere pubbliche tutte le riunioni di gruppo parlamentare o di una commissione non sarebbe possibile litigare e dibattere apertamente. Sotto i riflettori diventa estremamente difficile riconoscere la bontà di un'idea che viene da un avversario, mettere in secondo piano l'affermazione della propria personalità, contribuire a migliorare le proposte altrui, la capacità di mediare fra esigenze contrapposte per arrivare ad un compromesso verrebbe spesso letta come debolezza, limitando fortemente la capacità operativa degli organi elettivi in favore di forti personalità carismatiche. La conseguenza più probabile è che il luogo reale delle decisione si sposterà in circoli chiusi e segreti, mentre le istituzioni democratiche si trasformeranno in teatri ove si recita un copione scritto altrove.
combatte contro il diritto alla privacy delle imprese, specialmente se legate all'offerta di servizi ai cittadini
I Pirati riconoscono la necessità che chi svolge compiti legati alla funzione pubblica, in particolare se soggetti ad elezione, sia soggetto ad una limitazione di questo diritto fondamentale, più è importante la funzione svolta e forte la necessità che i cittadini debbano valutare anche l'etica personale del soggetto, più il diritto alla Privacy cede terreno. Al massimo livello, per figure politiche quali parlamentari o che ricoprono incarichi di governo di grande rilevanza, sosteniamo il diritto alla pubblicazione dei loro redditi personali, alla conoscenza di eventuali contratti che li riguardino. Più in generale difendono il diritto della stampa a pubblicare notizie, anche personali, che li riguardino. Tale cessione dei loro diritti sarà in parte bilanciata dall'inasprimento della rilevanza che la pubblicazione di notizie false a loro riguardo comporta, sino a configurare, nei casi più gravi di dolo conclamato, un reato contro lo stato.
5.2 Accesso gratuito al database di Infocamere
5.3 Trasparenza delle società a partecipazione pubblica
Obbligo di pubblicazione sul proprio sito web dei bilanci aziendali per le società di capitale in cui è presente una partecipazione pubblica. L'obbligo si estende anche alle società in cui figurano partecipazioni pubbliche in via indiretta ovvero per tramite di altre società pubblicamente partecipate. Devono essere resi disponibili al pubblico: i bilanci, le note integrative al bilancio ed ogni altro documento per il quale vige l'obbligo di deposito in camera di commercio, con riferimento agli ultimi 10 esercizi.
5.4 Principio di Legalità
Il Partito Pirata promuove la modifica delle leggi esistenti al fine di salvaguardare i diritti delle persone, dei consumatori, degli autori e degli operatori economici in modo equilibrato e socialmente accettabile.
5.5 Identificazione delle Forze dell'Ordine
Vista l'incapacità con cui alcuni elementi delle forze dell'ordine svolgono il loro lavoro, visto il rischio di non poter identificare i colpevoli di reati gravi contro il cittadino, vista la responsabilità delle forze dell'ordine di assicurare la sicurezza del cittadino che manifesta e che assiste, visto il rischio che alcuni elementi delle forze dell'ordine, infiltrandosi nei cortei possano manipolare il comportamento dello stesso, il Partito Pirata si attiva in parlamento per introdurre l'identificazione delle forze dell'ordine.
5.6 La governance digitale potrebbe servire a salvare il mondo
La Governance della rete, del digitale e del "Cyberspace", ci apre una finestra di opportunità per riformare l'intero approccio alla democrazia, combattendo la corruzione e creando uno spiraglio di speranza riguardo ad una governance mondiale orientata agli interessi di tutti piuttosto che dei pochi che attualmente detengono il potere.
La governance digitale ha ripercussioni sulla democrazia, attualmente gravemente sotto attacco grazie al potere di manipolazione concesso a chi esercita la sorveglianza.
Ma allo stesso tempo in tema di governance digitale esiste una inusuale predisposizione degli apparati legislativi e governativi dell'occidente tendente ad evitare il solito decisionismo dall'alto (per esempio attraverso un organo delle Nazioni Unite) e ad aprirsi a modelli di partecipazione popolare, appunto resi possibile dalla tecnologia. Esiste davvero la possibilità di mettere da parte fallaci modelli "multi-stakeholder" e realizzare piattaforme di democrazia partecipata o liquida.
5.7 Riformare la prescrizione
Il Partito Pirata ritiene che sia necessario riformare le norme in materia di prescrizione dei reati, interrompendone il decorso con la sentenza di primo grado.
Negli ultimi anni, in Italia, molti governi (soprattutto di centro-destra) sono intervenuti su questa materia accorciando i tempi di prescrizione (ad esempio con la legge n° 251/2005, nota come Ex-Cirielli), col palese intento di agevolare parlamentari (e talvolta Ministri o lo stesso Presidente del Consiglio) coinvolti in procedimenti giudiziari. Ciò, unitamente al fatto che resistere in giudizio non comporta alcun onere in più a carico dell'imputato (neanche quando il ricorso si rivela infondato), fa sì che ad oggi la giustizia italiana risulti spesso inerme nei confronti dei cittadini più facoltosi, in grado di permettersi collegi difensivi che adottano strategie dilatorie al solo scopo di arrivare alla prescrizione.
Di questa situazione beneficiano soprattutto i cosiddetti "colletti bianchi", ovvero imputati per reati riguardanti la finanza, la corruzione, la pubblica amministrazione etc.
6. DIRITTI CIVILI
6.1 Diritto allo status di essere umano
Ogni individuo deve essere riconosciuto esclusivamente come essere umano. La divisione della specie umana sulla base di confini disegnati sulle mappe dall'uomo stesso non ha riscontro nella realtà oggettiva. Non sono di conseguenza riconosciute come lecite eventuali limitazione dei diritti civili o delle libertà individuali sancite sulla base della provenienza geografica dell'individuo. Il PPI s'impegna a superare le vigenti leggi contrarie a questi principi e a contrastarne attivamente l'attuazione. Nessun essere umano, in quanto tale, può considerarsi illegale.
6.2 Infanzia e Cittadinanza
6.3 Diritto di Accesso alla Cultura
6.4 Accesso libero e gratuito ai contenuti Pubblici
Il Partito Pirata richiede che i sistemi informativi (i dati) delle Pubbliche Amministrazioni siano "open by default", nel senso di:
in formati aperti
I dataset "speciali" che le amministrazioni non vogliono divulgare (es. motivi di sicurezza nazionale, militari, privacy, etc.) potranno rimanere "classificati" solo previa domanda approvata da apposita commissione appositamente creata.
Il Partito Pirata richiede inoltre che tutti i contenuti pubblici, collezionati e creati da autorità pubbliche o con sovvenzioni pubbliche siano liberamente accessibile al pubblico:
Per contenuti pubblici si intendono contenuti culturali e informativi (quali ad esempio programmi, interviste, documentari, notizie, spettacoli, approfondimenti della televisione e radio pubblica) creati da enti pubblici o con sovvenzioni pubbliche;
I contenuti eventualmente in formato non digitale verranno digitalizzati e resi accessibili negli stessi termini e condizioni;
L'accessibilità non deve essere ostacolata da licenze o diritti (devono essere automaticamente liberi da qualsiasi tipo di diritto di proprietà intellettuale) o limitazioni tecniche;
Il contenuto deve essere reso disponibile online in formati aperti e archiviato;.
La diffusione e lo sfruttamento commerciale sono espressamente consentiti;
Eccezioni al dovere di pubblicazione sono possibili solo per motivi importanti, che devono essere spiegati per iscritto per ogni singolo caso.
I cittadini devono avere il diritto di accedere, utilizzare e diffondere i contenuti creati e finanziati con denaro pubblico ogni volta che lo desiderano.
Come Pirati vogliamo usare la conoscenza liberamente trasmissibile per rendere il settore pubblico più efficiente, più trasparente e più gestibile. In particolare nel campo della scienza, il finanziamento deve essere subordinato alla pubblicazione gratuita della conoscenza raggiunta.
6.5 Ripudio della violenza e delle ideologie totalitarie
Il Partito Pirata ripudia ogni ideologia totalitaria, rifiuta l'utilizzo politico della violenza ed è contrario a qualsiasi metodo che opponga la forza fisica e/o la coercizione psicologica alla forza delle idee. Nessun iscritto, sia che operi nell'ambito della sfera dei propri diritti individuali sia che adempia ad un mandato dell'Assemblea, può attribuire al Partito Pirata atti o opinioni in contrasto con tali principi fondanti.
6.6 Rifiuto di ogni politica fondata su discriminazioni di "razza", "etnia" o "genere"
Il Partito Pirata rifiuta ogni ragionamento, discorso pubblico o azione politica che si fondi su, o comunque implichi, una discriminazione legata a presunte appartenenze razziali, etniche, al genere o all'orientamento sessuale. Nessun iscritto, sia che operi nell'ambito della sfera dei propri diritti individuali sia che adempia ad un mandato dell'Assemblea, può attribuire al Partito Pirata atti o opinioni in contrasto con tale principio fondante.
6.7 Rifiuto di ogni politica fondata su pregiudizi
Il Partito Pirata reputa inaccettabile classificare gli individui in base alla provenienza geografica o al genere e rifiuta ogni idea o azione politica che metta in relazione le azioni di singoli o gruppi con elementi costitutivi dei relativi patrimoni identitari culturali, sessuali o religiosi. Nessun iscritto, sia che operi nell'ambito della sfera dei propri diritti individuali sia che adempia ad un mandato dell'Assemblea, può attribuire al Partito Pirata atti o opinioni in contrasto con tale principio fondante.
6.8 Riforma del copyright
Il Partito Pirata intende promuovere una estesa e radicale azione di riforma della legislazione che riguarda ilDiritto d’Autore (Copyright), al fine di ripristinare l’equilibrio, ora perduto, tra gli interessi degli operatori economici, quelli dei consumatori, quelli degli autori e quelli della società nel suo complesso.
L’elemento fondante di questa riforma dovrà essere il concetto che i materiali protetti da copyright rappresentano un bene comune e come tale possono essere sottoposti a vincoli di utilizzo solo per brevi periodi di tempo e solo per determinate applicazioni di carattere commerciale.
L’accesso a questi materiali deve essere garantito anche per coloro che non possono permettersi l’accesso al mercato per ragioni economiche, ad esempio grazie ad opportune sovvenzioni o attraverso l’opera di pubbliche mediateche. In particolare, è nostra intenzione affrontare il tema del “corretto uso” dei materiali coperti da diritto d’autore (Fair Use), il tema della creazione e dell’uso di copie per uso personale ed il tema dell’uso di sistemi DRM per la protezione dei contenuti. Su tutti questi temi è nostra intenzione chiedere modifiche, anche estese e radicali, alla legislazione esistente.
6.9 Informazioni patrimonio dell'umanità
Elaborare informazioni è la principale attività umana; dall'uomo preistorico che correlava il fulmine all'albero che si incendiava, sino alla più avanzata scienza odierna. Per questo motivo, il Partito Pirata ritiene che non si debba in alcun modo restringere l'accesso alle fonti del sapere, ed esse vanno ritenute senza indugi patrimonio dell'umanità.
La cultura scritta è un sistema di codici, simboli e convenzioni (ideogrammi, pittogrammi, geroglifici, note musicali, numeri, lettere ecc..) fissate su un supporto (carta, papiro, legno, pietra ecc..) duraturo nel tempo affinchè le nozioni basilari di una civiltà (leggi, poesia, musica, trattati di medicina, progetti ecc..) possano essere trasmesse da una generazione ad un'altra. Unici due requisiti sono la durata del supporto e la comune "alfabetizzazione", ovvero la capacità di discernere tali informazioni.
La qualità di tali supporti è sempre stata definita in base alla sua capacità di durare nel tempo (ancora oggi possiamo leggere i codici di hammurrabi, i geroglifici egizi scritti su papiri o dipinti sulle mura dei templi, possiamo leggere le regole giuridiche di Giustiniano, gli studi di Leonardo e gli spartiti di Pierluigi da Palestrina).
La durata dei supporti è estremamente limitata nel tempo: nastri magnetici che si smagnetizzano, CD che dopo 15 anni circa perdono irrimediabilmente il loro contenuto, le modifiche dell'hardware, i differenti standard sono un ulteriore ostacolo.
Fra 5 o 6 anni non ci sarà più nessuno in grado di leggere le informazioni contenute su un floppy. L'utilizzo di sistemi proprietari e la non interoperabilità tra i vari supporti ed i vari produttori rende ancora più arduo questo passaggio — la mia enciclopedia Grolier su CD-i è ormai illeggibile, il formato non esiste più e non trovo emulatori.. le canzoni che avevo scritto e salvato sui floppy del mio Atari ST idem...
Solo chi condivide e quindi continua a salvare su supporti diversi e multipli tali opere consente alla civiltà umana di potere avere accesso all'arte ed alla cultura contemporanea.
Ecco perchè pretendo che ad esso venga riconosciuto quel valore di custode del sapere. Ecco perchè in una qualsiasi civiltà consapevole di se stessa il filesharer non solo non dovrebbe essere punito, ma onorato.
Il Partito Pirata intende promuovere una estesa e radicale opera di riforma delle regolamentazioni che attualmente limitano il libero flusso di informazioni: diritto d'autore, marchi, brevetti, segreto industriale, segreto di stato, ecc...
Riguardo il copyright riteniamo doveroso liberare ogni uso non commerciale delle opere dell'ingegno, primo passo verso l'agognato sogno di una società senza copyright, basata sul miscelamento continuo delle informazioni. Riteniamo però che non sia abbastanza il solo diritto di accesso, e vogliamo fornire una possibilità concreta di istruzione anche attraverso archivi pubblici e biblioteche.
I brevetti non devono essere concessi per le scoperte ma solo per la invenzioni. Io posso chiedere il brevetto se invento qualcosa, se la creo. Ma non posso brevettare quel fiorellino che io per primo ho registrato, ma la cui semenza esiste da chissa' quando...
Questa ovvieta' e' esplicitata anche dal punto di vista legale, insomma dovrebbe essere normale.
Il problema e' che da tempo in pratica si assegnano brevetti anche per le scoperte, Negando quindi a chi ha sempre fatto uso di certi prodotti naturali (siano essi alimentari, agricoli, terapeutici, biochimici ecc...) l'utilizzo delle proprie naturali risorse, costringendo all'acquisto del prodotto geneticamente mappato, brevettato e sintetizzato da chi detiene i diritti di sfruttamento del brevetto.
Il Partito Pirata esige che la assegnazione nazionale ed internazionale dei brevetti sia riconsiderata e propone di rivedere tutti i brevetti che non corrispondono al principio della invenzione, annullando quindi i brevetti ed i relativi diritti di sfruttamento relativamente a quelli di mera "scoperta" od "osservazione". Che vanno considerati patrimonio comune dell'umanita'...
6.10 Molestia sessuale un reato contro la persona
6.11 Spazi sottratti alla speculazione
Il Partito Pirata sostiene quanti intraprendano pratiche di riappropriazione e autodeterminazione di spazi urbani e rurali, sottratti alla speculazione, da destinarsi:
a finalità abitativa per quanti, italiani e migranti, non possano accedere al diritto alla casa in tutte le sue forme;
a percorsi con finalità socio-culturali, nel rispetto dei Diritti fondamentali, destinati all'intera cittadinanza senza alcuna distinzione.
6.12 Autodeterminazione individuale e genere
Gli individui hanno diritto di servirsi di tutti gli strumenti che la medicina e la ricerca offrono per la cura, la modificazione del corpo e la riproduzione. In particolare ogni individuo ha diritto modificare le proprie caratteristiche fisiche di genere.
6.13 Diritti civili alle coppie di fatto
Il Partito Pirata sostiene in tutte le sedi (locali, nazionali e internazionali) una nuova legislazione sulle coppie di fatto che tenga conto dell'evoluzione dei mutati rapporti tra individui e il nuovo quadro delle realtà familiari.
Si impegna pertanto per il riconoscimento di garanzie e tutele alle coppie di fatto, siano esse eterosessuali e omosessuali.
A queste coppie, che non possono, o non vogliono, accedere al matrimonio deve essere dato, partendo dalla costituzione, un riconoscimento giuridico con l'estensione loro e ai loro figli, tutte le tutele e garanzie previste dal matrimonio.
Il Partito Pirata sostiene che due persone maggiorenni e capaci, anche dello stesso sesso, unite da reciproci vincoli affettivi, che convivono stabilmente (comprovato da risultanza anagrafica) e si prestano assistenza e solidarietà materiale e morale, non legate da vincoli di matrimonio, parentela "stretta" devono essere titolari di diritti, doveri e facolta' quali "assistenza per malattia e ricovero", decisioni in "materia di salute e in caso di morte", "permesso di soggiorno per convivenza", assegnazione di posti nelle graduatorie di edilizia pubblica, agevolazione e tutele in materia di lavoro, trattamenti previdenziali e pensionistici, diritti sucessori e obbligo alimentare.
L'unione civile può inoltre cessare a tutti gli effetti mediante una dichiarazione consensuale di scioglimento che le parti (e/o una sola delle parti notificandolo all'altra parte) presentano all'ufficiale dello stato civile.
6.14 Matrimonio fenomeno religioso
L'etimologia della parola Matrimonio implica un assegnamento ad un particolare genere, la madre femmina. Chiediamo che tale parola sia in futuro solo usata in ambito religioso. Dal punto di vista civile, tutte quelle forme di convivenza fra due persone legate da vincoli affettivi ed economici sono da trattarsi come Unione civile e perciò la definizione legale di unione civile è da orientare a quella dell'odierno matrimonio. Non ci possono essere differenziazioni riguardo al genere di persone che scelgono di formare un' unione civile. Qualsiasi unione civile che si dimostri adatta, senza considerazione di genere, può prendere in adozione dei minorenni.
6.15 No al grande fratello fiscale, no alla presunzione di reddito
6.16 Contro il diritto all'oblio
Il Partito Pirata è contrario al diritto all'oblio per come formulato ad oggi a livello europeo, in quanto redatto in maniera opinabile e soprattutto in quanto facilmente si presta ad abusi.
Condividiamo le considerazioni in merito di Google e di Wikipedia, che sottolineano incongruenze e discrepanze e minacciano la libertà di espressione su Internet.
Un buon diritto all'oblio deve prevedere equità, giustizia, imparzialità.
6.17 Depenalizzazione della prostituzione
Il Partito Pirata sostiene la proposta politica del Comitato Diritti Civili delle Prostitute (CDCP) nel depenalizzare la prostituzione. Citiamo dal testo originale:
LA PROSTITUZIONE NON È UN REATO.
Non si considerino più reati l’addescamento e il favoreggiamento.
Va sottolineato con forza che prostituirsi non è un atto criminale. I ragionamenti approfonditi riguardo la sanità e molti altri aspetti sono
esplicati sul
sito della proposta.
6.18 Diritto ad una Fornitura Leale
Il Partito Pirata intende ottenere il riconoscimento legale del diritto del cittadino ad ottenere una fornitura di Beni e Servizi che sia caratterizzata dalla massima lealtà nei suoi confronti da parte del Fornitore.
6.19 Diritto alla Libertà di Scelta e di Azione
Il Partito Pirata intende ottenere il riconoscimento legale del diritto del cittadino ad avere la più totale liberta di scelta nell’acquisto di Beni e Servizi e nel loro uso dopo l’acquisto.
Il Diritto alla Libertà di Scelta e di Azione viene violato ogni volta che il cittadino/consumatore viene obbligato o condizionato ad un acquisto a causa della esistenza di vincoli imposti dai suoi fornitori. Consideriamo un esempio eclatante di violazione di questo diritto la politica di molte aziende che non forniscono strumenti adatti per l’interazione dei loro sistemi con sistemi prodotti dalla concorrenza o l’integrazione dei loro sistemi in sistemi di complessità superiore scarsa o nulla interoperabilità).
Il Diritto alla Libertà di Scelta e di Azione viene violato ogni volta che al cittadino/consumatore viene negato un particolare tipo di utilizzo di un bene regolarmente acquistato senza che questo utilizzo rappresenti un danno diretto per il fornitore. Consideriamo un esempio eclatante di violazione di questo diritto la negazione del diritto al Reverse Engineering dei sistemi quando questa attività non è rivolta al superamento dei sistemi di protezione del diritto d’autore (DRM) , bensì all’interazione con altri sistemi od all’integrazione in sistemi di complessità superiore.
6.20 Diritto alla Privacy
Il Partito Pirata intende anche richiedere l’esplicito riconoscimento del diritti del cittadino ad usare sistemi crittografici per garantire la riservatezza della proprie comunicazioni.
6.21 Posizione Pirata sulle Intercettazioni
In nessun caso abbiamo intenzione di incoraggiare l’uso di intercettazioni, le riteniamo
uno strumento limitante la libertà di comunicazione, ovvero il principio pirata della privacy e quello costituzionale di riservatezza della corrispondenza, al pari di quello che le manette rappresentano per la libertà meccanica di un individuo.
Ammettiamo però che possano esistere necessità investigative tali per cui si possano sospendere, per periodi limitati e sulla base di specifici sospetti (tizio ha rubato tale cosa, non un generico "è un ladro"), le libertà enunciate da tali principi, purché tale sospensione avvenga solo nel caso di gravi reati (arbitrario, pensiamo a reati la cui pena supera tre anni di reclusione) e sotto lo stretto controllo della magistratura; ci arrabbiamo tantissimo nel caso di abusi.
6.22 Parsimonia dei Dati
Il Partito Pirata è favorevole al principio fondamentale della Parsimonia dei Dati, cioè di evitare la raccolta di dati ove non è strettamente necessaria, perché la presenza di dati raccolti di per se implica sempre il pericolo di abuso.
6.23 Diritto alla Comunicazione
6.24 Diritto alla Espressione
Il Partito Pirata intende pretendere il riconoscimento concreto del diritto del cittadino alla libertà di espressione, già più volte enunciato nelle Costituzioni Italiana ed Europea ed ancora largamente negato proprio ad opera di quei Governi che dovrebbero garantirlo.
In particolare, il Partito Pirata intende chiedere la modifica della legislazione esistente in fatto di attività giornalistica in modo da liberare la figura emergente del blogger dai vincoli che erano stati pensati per i giornalisti professionisti. Chi parla a proprio nome, od a nome di una associazione di qualunque tipo, e non a nome di un giornale, deve essere libero di dire ciò che vuole, nel modo e nei tempi che ritiene più opportuni. L’unico limite accettabile a questo diritto è quello rappresentato dal reato di diffamazione e dall’offesa personale.
6.25 Abolizione dell'apologia di reato
Il Partito Pirata Italiano è favorevole all'abrogazione in toto degli articoli 414 e 414bis del Codice Penale, Libro II ("Dei delitti in particolare"), Titolo V ("Dei delitti contro l'ordine pubblico") e anche all'abrogazione dell'art. 4, comma 2 della legge Scelba (645/1952).
Il diritto alla libera espressione è un diritto superiore e questi reati sono contro le opinioni, non contro i fatti. I reati di opinione sono a nostro avviso non solo anticostituzionali, ma sono di gran lunga peggiori dei mali che vorrebbero combattere. La società si migliora con la cultura, col dialogo e anche con l'ascolto, non con la repressione.
7.1 Combattere le cause dell'immigrazione
Questo obiettivo richiede azioni da parte dell'Unione Europea che contrastino sia i Paesi che non rispettano i diritti umani che il commercio, per esempio, delle armi o del petrolio fautore di guerre e danni agli ecosistemi locali, a prescindere dagli effetti sul PIL.
Le azioni militari devono essere ridotte al minimo, in quanto contribuiscono all'instabilità nel Medio Oriente. L'ascesa dei gruppi terroristici è una delle dirette conseguenze degli abusi economici, degli indiretti danni climatici ed ecologici ai Paesi poveri, e delle azioni militari percepite come aggressioni da parte dell'Occidente.
7.2 Diritto di asilo ai rifugiati, secondo il Congresso Internazionale
Concedere l'asilo a chi cerca rifugio dalle persecuzioni razziste, religiose, politiche, a cause di altre discriminazioni sociali o per la guerra, è un obbligo del diritto internazionale stabilito nella Convenzione sui rifugiati del 1951. Questo impegno è comune a tutti i Paesi europei e a quasi tutti quelli del mondo.
Una reale integrazione tra i diversi popoli e le diverse etnie, è una difesa contro il terrorismo. I rifugiati non devono essere visti come un potenziale pericolo, distribuirli nel territorio in piccoli gruppi è un modo efficace per facilitare l'integrazione.
7.3 Ius soli e Ius culturae
L'integrazione è un'autentica difesa contro il terrorismo. Una drammatica mancanza di integrazione porta, per esempio, alla creazione di ghetti, uno sfondo ideale per la diffusione di fondamentalismi religiosi.
Gli Stati dell'UE che ancora basano la nazionalità sulla discendenza, dovrebbero introdurre lo Ius soli congiunto allo Ius culturae: la cittadinanza dovrebbe essere data a chi nasce in Italia e ha almeno uno dei due genitori con la cittadinanza italiana, oppure se risiede in Italia da almeno 6 anni non consecutivi se minorenne, oppure da almeno 10 anni non consecutivi se maggiorenne. La cittadinanza multipla deve essere accettata per almeno due generazioni, per facilitare l'integrazione degli immigrati nella vita politica e sociale del Paese ospitante. Il successo dei Paesi ospitanti sarà misurato dal numero di immigrati che rinunceranno alla cittadinanza straniera di loro spontanea volontà.
Gli Stati europei sono tenuti a dare agli immigrati e ai loro discendenti una concreta possibilità di formarsi e raggiungere il successo professionale. Ridurre la discriminazione e consentire a tutti gli abitanti di vivere insieme in modo benefico richiede un'azione politica mirata. Chi non ha la cittadinanza del Paese europeo in cui abita, deve comunque poter partecipare alle elezioni dei rappresentati comunali presso la residenza principale.
7.4 Regolare l'immigrazione
Lo sviluppo economico dell'Europa dipende dalla valorizzazione delle competenze e delle abilità di tutti i suoi abitanti. Purtroppo, in passato, non sono mancate forme di propaganda con l'intento di innalzare certe nazioni o etnie per screditarne altre. Lo sviluppo demografico, particolarmente contenuto nei Paesi benestanti rispetto ai Paesi disagiati, consente di ipotizzare scenari difficili per la sua gestione. Finché la volontà politica non rimedierà alle ingiustizie finanziarie e sociali, i Paesi europei dovranno regolare l'immigrazione dei poveri e distinguere questa dalla fuga a cause delle persecuzioni e dalla guerra, riconoscendo ai rifugiati il diritto di asilo.
Occorre ridurre i tempi di attesa per ottenere un permesso di soggiorno sicuro e la cittadinanza appena maturati i requisiti. Bisogna sostenere lo sforzo da parte degli immigrati nell'imparare la lingua e nel raggiungere l'integrazione professionale: non è accettabile la discriminazione che infierisce su queste difficoltà. Il reciproco riconoscimento di titoli, certificati e diplomi esteri dev'essere tutelato da accordi internazionali per facilitare l'integrazione professionale.
7.5 Uniti contro il razzismo
Il razzismo e la discriminazione culturale mettono in pericolo la pace sociale in una società multietnica. Violenze e intimidazioni a causa di discendenze, religioni, culture, sono inaccettabili. Pertanto, ci opponiamo al razzismo e alla xenofobia di qualsiasi forma, cosí come ogni altra ideologia dell'odio diretta contro particolari gruppi di persone. Le ideologie basate sul darwinismo sociale, che raffigurano certi popoli come superiori ad altri, sono state scientificamente confutate e sono incompatibili con i valori e gli obiettivi del Partito Pirata; cosí come quelle ideologie che giustificano uno "scontro tra culture", affermando che alcuni gruppi sociali hanno aspirazioni egemoniche collettive. Alcuni esempi sono l'antisemitismo, l'islamofobia o le guerre sante. La politica di estrema destra alimenta una concezione fuorviante di nazionalismo, ma il pregiudizio e l'intolleranza si ritrovano anche nel cuore della società.
8.1 Proseguire il percorso di integrazione dell'Unione Europea
Quella europea è prima di tutto una storia millenaria di conflitti armati tra nazioni, l'ultimo dei quali - è bene non dimenticarlo - si è concluso meno di un secolo fa. Il fatto di essere arrivati ad avere oggi istituzioni europee è, al netto di tutte le criticità, un risultato che sembrava utopico alle precedenti generazioni. La prosperità e il benessere raggiunti dall'ultimo dopoguerra ad oggi non hanno precedenti nella storia, e le cause primarie delle attuali crisi - a cominciare da quella economica - sono evidentemente riconducibili alla speculazione finanziaria, oltre che da altre congiunture globali.
Riteniamo importante lavorare soprattutto sul piano culturale con le future generazioni per arrivare a far sì che chi nasce in un determinato luogo dell'Unione si senta anche (se non proprio "prima di tutto") europeo, e consideri normale lo spostarsi da un Paese membro all'altro, così come ritiene naturale farlo all'interno della propria Nazione.
Al tempo stesso, il Partito Pirata è consapevole delle numerose criticità dell'UE così com'è attualmente strutturata, e si batte affinché vengano superate.
E' necessario ovviare ad un deficit democratico che è esistito fin dalla nascita, e che non è stato sufficientemente affrontato durante il processo di integrazione; uno degli obiettivi primari dei Pirati è quello di colmare questa lacuna e di rifondare l'Unione (e più in generale tutte le istituzioni internazionali) su solide fondamenta democratiche.
Al fine di raggiungere tale obiettivo è fondamentale garantire che i processi politici siano più orientati ai cittadini.
I Pirati che i cittadini siano in grado di avere un impatto più diretto ed ampio nel dibattito politico e nel processo decisionale, sia individualmente che collettivamente.
I Pirati la scrittura di un nuovo trattato dell'Unione europea destinato a chiarire e sostituire gli attuali trattati e affrontano la necessità di una riforma democratica in seno all'Unione, a condizione che sia accettata dai cittadini dell'Unione attraverso un referendum.
I cambiamenti alla legislazione primaria dell'UE (ad esempio un trattato commerciale) devono entrare in vigore solo se la maggioranza dei cittadini UE approva le modifiche in un voto simultaneo in tutta l'UE, in aggiunta al requisito corrente di un accordo a livello governativo. L'esecutivo UE deve fare in modo che queste votazioni possano essere attuate anche con breve preavviso.
L'attuale processo legislativo dell'UE è dominato dal ramo esecutivo (la Commissione europea) a discapito del ramo legislativo (il Parlamento europeo). I Pirati una rettifica dell'equilibrio dei poteri nelle istituzioni europee per favorire il ramo legislativo.
Chiediamo massima trasparenza nelle Istituzioni europee, come baluardo contro la corruzione e affinché i cittadini possano avere accesso a tutte le informazioni necessarie a maturare un'opinione basata su fatti oggettivi.
Occorre che la politica economica dell'Unione Europea si ispiri al principio del primato delle persone e dell'ambiente sui profitti, e che in nome di tale principio si rigetti ogni ipotesi di smantellamento del welfare in nome di dogmi ultra-liberisti, e che si continui a perseguire la transizione verso un'economia circolare ed eco-sostenibile. Che si rendano omogenee le norme relative ai diritti dei lavoratori, all'inclusione sociale, alla parità di genere, così come la normativa fiscale.
L'UE deve essere inoltre all'altezza dei propri principi di sussidiarietà. Le decisioni non devono essere prese a livello comunitario se possono essere meglio risolte a livello nazionale, regionale o locale. L'uguaglianza e la facilità di comunicazione e una cittadinanza informata sono requisiti basilari in un processo decisionale legittimo e democratico. Le decisioni politiche più rilevanti devono essere precedute da dibattito a livello europeo e consentire l'adeguata partecipazione di tutti.
Insieme dobbiamo incoraggiare lo sviluppo di uno spazio comune europeo per la cultura, la politica e la società, e proteggere le culture ricche e diverse presenti all'interno dell'Unione.
8.2 Bce prestatore di ultima istanza, Euro dei popoli
Il Partito Pirata si impegna a cercare in primo luogo soluzioni comunitarie ai problemi creati dai limiti di mandato imposti alla Banca Centrale Europea. Forte della sua vocazione internazionalista e della valorizzazione della rete che permette la partecipazione diretta dei cittadini all'elaborazione, il Partito Pirata si trova in una posizione privilegiata per avviare trattative sulla politica monetaria che partano dai popoli e non dai governi. Siamo molto preoccupati per le possibili conseguenze traumatiche di una dissoluzione dell'area europea dettata dall'emergenza, ci incamminiamo quindi in un percorso responsabile nei confronti dei popoli di tutto il mondo, i cui interessi sono oramai inestricabilmente legati alla risoluzione dei gravi problemi dell'economia globale.

References: Art.1
 art.4
 Art.13
 Art.15
 Art.17
 Art.24
 sentenza