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DELIBERA N. 538/13/CONS REGOLAMENTAZIONE SIMMETRICA IN MATERIA DI ACCESSO ALLE INFRASTRUTTURE FISICHE DI RETE - PDF
DELIBERA N. 538/13/CONS REGOLAMENTAZIONE SIMMETRICA IN MATERIA DI ACCESSO ALLE INFRASTRUTTURE FISICHE DI RETE
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1 DELIBERA N. 538/13/CONS REGOLAMENTAZIONE SIMMETRICA IN MATERIA DI ACCESSO ALLE INFRASTRUTTURE FISICHE DI RETE L AUTORITA' NELLA sua riunione di Consiglio del 30 settembre 2013; VISTA la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante Istituzione dell Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 31 luglio 1997, n.177 supplemento ordinario n. 154; VISTA la legge 14 novembre 1995, n. 481, recante Norme per la concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica utilità. Istituzione delle Autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 18 novembre 1995, n. 270 d supplemento ordinario n.136; VISTO il nuovo Regolamento concernente l organizzazione e il funzionamento dell Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, approvato con delibera n. 223/12/CONS del 27 aprile 2012, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 15 giugno 2012, n. 138 e successive modificazioni; VISTE le direttive n. 2002/19/CE ( direttiva accesso ), 2002/20/CE ( direttiva autorizzazioni ), 2002/21/CE ( direttiva quadro ), 2002/22/CE ( direttiva servizio universale ) pubblicate nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee L 108/7 del 24 aprile 2002, così come modificate dalle direttive n. 2009/136/CE e n. 2009/140/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 25 novembre 2009, pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell Unione europea del 18 dicembre 2009 L 337/11; VISTI, in particolare, l articolo 12 della direttiva quadro e l articolo 5 della direttiva accesso così come modificati dalla direttiva n. 2009/140/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 25 novembre 2009; VISTO il decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259, recante Codice delle comunicazioni elettroniche nel testo consolidato aggiornato con le modifiche introdotte con il decreto legislativo 28 maggio 2012, n. 70 recante Modifiche al decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259, recante codice delle comunicazioni elettroniche in attuazione delle direttive 2009/140/CE, in materia di reti e servizi di comunicazione elettronica, e 2009/136/CE in materia di trattamento dei dati personali e tutela della vita privata, pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana del 31 maggio 2012, n. 126 (il Codice ); VISTA la Raccomandazione della Commissione del 15 ottobre 2008 relativa alle notificazioni, ai termini e alle consultazioni di cui all articolo 7 della direttiva 538/13/CONS 12 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro normativo comune per le reti e i servizi di comunicazione elettronica, pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 301 del 12 novembre 2008; VISTA la delibera n. 217/01/CONS del 24 maggio 2001 recante Regolamento concernente l accesso ai documenti, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 20 giugno 2001, n. 141 e s.m.i.; VISTA la delibera n. 453/03/CONS del 23 dicembre 2003 recante Regolamento concernente la procedura di consultazione di cui all articolo 11 del decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 28 gennaio 2004, n. 22; VISTA la delibera n. 118/04/CONS del 5 maggio 2004 recante Disciplina dei procedimenti istruttori di cui al nuovo quadro regolamentare delle comunicazioni elettroniche, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 19 maggio 2004, n. 116 e s.m.i.; VISTA la delibera n. 401/10/CONS del 22 luglio 2010 recante Disciplina dei tempi dei procedimenti, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 6 settembre 2010 n. 208; VISTA la Raccomandazione della Commissione relativa all accesso regolamentato alle reti di nuova generazione del 20 settembre 2010 pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 251 del 25 settembre 2010 (Raccomandazione NGA); VISTA la delibera n. 314/09/CONS del 10 giugno 2009 recante Identificazione e analisi dei mercati dell accesso alla rete fissa (mercati nn. 1, 4 e 5 fra quelli individuati dalla Raccomandazione 2007/879/CE), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 14 luglio 2009, n Supplemento Ordinario n. 111; VISTA la delibera n. 731/09/CONS del 16 dicembre 2009 recante Individuazione degli obblighi regolamentari cui sono soggette le imprese che detengono un significativo potere di mercato nei mercati dell accesso alla rete fissa (mercati n. 1, 4 e 5 fra quelli individuati dalla Raccomandazione 2007/879/CE), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 20 gennaio 2010, n Supplemento Ordinario n. 13; VISTA la Proposta non vincolante di Linee guida per la disciplina della transizione verso le reti NGN formulata nell ambito del Comitato NGN Italia in ottemperanza all art. 73, comma 6, della delibera n. 731/09/CONS; VISTA la delibera n. 622/11/CONS del 22 novembre 2011 recante Regolamento in materia di diritti di installazione di reti di comunicazione elettronica per collegamenti dorsali e coubicazione e condivisione di infrastrutture, pubblicata sul sito web dell Autorità il 17 gennaio 2012; VISTA la delibera n. 1/12/CONS dell 11 gennaio 2012 recante Individuazione degli obblighi regolamentari relativi ai servizi di accesso alle reti di nuova generazione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 25 gennaio 2012, n. 20; 538/13/CONS 23 VISTA la delibera n. 43/12/CONS del 25 gennaio 2012 recante Avvio del procedimento volto a valutare la sussistenza delle condizioni per l imposizione di obblighi simmetrici di accesso alle infrastrutture fisiche di rete pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 17 febbraio 2012, n. 40; VISTA la delibera n. 390/12/CONS del 4 settembre 2012 recante Avvio del procedimento Identificazione ed analisi dei mercati dei servizi di accesso alla rete fissa (mercati nn. 1, 4 e 5 fra quelli individuati dalla Raccomandazione 2007/879/CE), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 12 settembre 2012 n. 213; VISTA la delibera n. 91/13/CONS del 6 febbraio 2013 recante Riunione dei procedimenti avviati con delibere nn. 41/12/CONS e 42/12/CONS al procedimento avviato con delibera n. 390/12/CONS recante Identificazione ed analisi dei mercati dei servizi di accesso alla rete fissa (mercati nn. 1, 4 e 5 fra quelli individuati dalla Raccomandazione 2007/879/CE), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 19 febbraio 2013, n. 42; VISTA la delibera n. 238/13/CONS del 21 marzo 2013 recante Consultazione pubblica concernente l identificazione ed analisi dei mercati dei servizi di accesso alla rete fissa (mercati nn. 1, 4 e 5 fra quelli individuati dalla Raccomandazione 2007/879/CE), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 16 aprile 2013, n. 89; VISTA la delibera n. 239/13/CONS del 21 marzo 2013 recante Consultazione pubblica concernente la regolamentazione simmetrica in materia di accesso alle infrastrutture fisiche di rete, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 15 aprile 2013, n. 88; VISTE le istanze di audizione pervenute da parte dall Associazione Italiana Internet Providers (AIIP) e dalle società Fastweb S.p.A., Metroweb S.p.A., Telecom Italia S.p.A. e Wind Telecomunicazioni S.p.A.; SENTITE, rispettivamente in data 7, 13 e 15 maggio 2013, le società Fastweb S.p.A., Metroweb S.p.A. e Wind Telecomunicazioni S.p.A, e, in data 14 maggio 2013, separatamente, Telecom Italia S.p.A. ed AIIP; VISTI i contributi scritti presentati da AIIP, BT Italia S.p.A., Colt Technology Services S.p.A., Fastweb S.p.A., Metroweb S.p.A., Telecom Italia S.p.A., Tiscali Italia S.p.A., Trentino Network S.r.l., Vodafone Omnitel N.V., Welcome Italia S.p.A. e Wind Telecomunicazioni S.p.A.; CONSIDERATO inoltre quanto segue: 538/13/CONS 34 SOMMARIO 1. Introduzione Quadro regolamentare e normativo Le esperienze europee Attività di interlocuzione con i soggetti interessati Individuazione delle infrastrutture che presentano caratteristiche di bottleneck Obblighi simmetrici Destinatari degli obblighi Obblighi di accesso alla rete Obblighi di trasparenza e non discriminazione Obblighi concernenti i prezzi /13/CONS 45 1. Introduzione 1. Considerata la necessità di conseguire gli obiettivi previsti dall Agenda Digitale Europea per lo sviluppo di reti di nuova generazione (Next Generation Access Networks NGAN) e le iniziative di investimento in reti NGAN con architettura Fiber to the home (FTTH), in corso di realizzazione o di pianificazione da parte di alcuni operatori di rete fissa, 1 l Autorità intende assicurare un azione volta a promuovere l innovazione e l efficienza degli investimenti ed a garantire uno sviluppo coerente di tali reti sull intero territorio nazionale. 2. La realizzazione di reti di tipo FTTH da parte sia dell incumbent sia degli altri operatori può essere intralciata infatti da una serie di problematiche e/o vincoli di natura amministrativa, tecnica ed economica che potrebbero richiedere la condivisione di alcune parti dell infrastruttura di accesso realizzata. Tali infrastrutture di accesso, infatti, soprattutto nel loro tratto terminale, potrebbero configurarsi come veri e propri colli di bottiglia (bottleneck) ai fini della fornitura dei servizi di connettività a banda larga al cliente finale, rappresentando infrastrutture la cui duplicazione risulta economicamente inefficiente o fisicamente impraticabile. La condivisione di queste infrastrutture di rete si rivela dunque, in presenza di determinate condizioni, necessaria per lo sviluppo della concorrenza e per la riduzione dei costi sostenuti per la realizzazione delle reti di accesso. 3. In ragione di ciò, ed alla luce dei nuovi poteri attribuiti alle autorità nazionali di regolamentazione (nel seguito anche ANR ) in materia di condivisione di infrastrutture di rete dall articolo 12 della Direttiva Quadro, così come modificata dalla Direttiva 2009/140/CE, recepito a livello nazionale dall art. 89 del Codice delle comunicazioni elettroniche (di seguito anche il Codice ), l Autorità ha avviato, con la delibera n. 43/12/CONS, un procedimento finalizzato a valutare la sussistenza delle condizioni per l imposizione di obblighi simmetrici ossia non gravanti unicamente sull operatore detentore di significativo potere di mercato 2 di accesso alle infrastrutture fisiche di rete che si configurano come bottleneck. 4. L attività istruttoria, caratterizzata da un intensa interazione con i terzi interessati e con le istituzioni comunitarie, ai sensi del quadro regolamentare vigente, mira dunque ad individuare la sussistenza di infrastrutture di rete fissa (soprattutto fra quelle collocate all interno o in prossimità degli edifici degli utenti) che rivestono effettivamente 1 L architettura Fiber To The Home prevede la realizzazione di una rete di accesso interamente in fibra ottica, a partire dalla centrale locale fino alla sede dell utente. Nelle risposte alle richieste di informazioni alcuni operatori hanno dichiarato di avere investito o di volere investire in reti FTTH, fornendo alcuni dettagli sui propri piani e sull attuazione degli stessi. 2 Symmetric obligations would differ from asymmetric obligations in that they would not be imposed as a result of a regulator s finding of significant market power, but rather apply to all undertakings active on a given market irrespective of their individual market position. Cfr. Nota n. 38, p. 28 del Commission staff working document - accompanying document to the Commission Recommendation on regulated access to Next Generation Access Networks (NGA) [C(2010) 6223]. 538/13/CONS 56 caratteristiche di bottleneck e, conseguentemente, gli obblighi applicabili a tutti gli operatori che ne detengano il controllo. 5. La regolamentazione simmetrica, oggetto del presente provvedimento, è volta dunque ad incoraggiare investimenti efficienti nella realizzazione di reti FTTH ed a garantire a tutti gli operatori l accesso alle nuove reti a condizioni trasparenti e non discriminatorie, al fine di potere assicurare l offerta di servizi di connettività a banda larga all utenza finale. 6. L intervento dell Autorità in materia di obblighi simmetrici si pone a complemento della regolamentazione asimmetrica derivante dalle analisi di mercato, che individua gli obblighi regolamentari a carico degli operatori dotati di significativo potere di mercato, e dunque dell attuale disciplina dell accesso regolamentato alla rete in fibra di Telecom Italia definita nella delibera n. 1/12/CONS, al momento in corso di revisione. 3 Tale disciplina assicura l accesso fisico all ingrosso all infrastruttura di rete in fibra ottica di Telecom Italia, in tutti i suoi segmenti, incluso il tratto finale della rete che collega l utente finale. 7. A completamento di tale disciplina dunque, con il presente provvedimento, l Autorità si propone di regolare altresì l accesso alle infrastrutture di rete dei soggetti terzi che presentino caratteristiche di bottleneck in modo da assicurare una totale apertura delle reti di nuova generazione che si svilupperanno sul territorio nazionale. 2. Quadro regolamentare e normativo Le Direttive europee ed il Codice delle comunicazioni elettroniche 8. Ai sensi del vigente quadro normativo 4 l Autorità oltre a definire, a seguito delle analisi di mercato, gli obblighi regolamentari in capo all operatore identificato come detentore di un significativo potere di mercato (di seguito operatore SMP ) è altresì competente ad imporre, in presenza di determinate circostanze, obblighi di accesso simmetrici, ossia rivolti anche ad operatori non detentori di SMP. 9. In particolare, l art. 12 della Direttiva Quadro, così come novellato dalla Direttiva 2009/140/CE, conferisce alle Autorità di regolamentazione il potere di imporre obblighi simmetrici di condivisione delle infrastrutture di rete e, in particolare, la condivisione del cablaggio all interno degli edifici. 3 Cfr. Delibera n. 390/12/CONS e delibera n. 238/13/CONS. 4 Si tratta principalmente delle direttive n. 2002/19/CE ( direttiva accesso ), 2002/20/CE ( direttiva autorizzazioni ), 2002/21/CE ( direttiva quadro ), 2002/22/CE ( direttiva servizio universale ), così come modificate dalle direttive n. 2009/136/CE e n. 2009/140/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 25 novembre Il quadro normativo comunitario è stato recepito a livello nazionale nel Codice delle comunicazioni elettroniche (decreto legislativo del 1 agosto 2003 n. 259, testo consolidato aggiornato con le modifiche introdotte con il decreto legislativo 28 maggio 2012, n. 70.) 538/13/CONS 67 10. Tale norma è stata recepita a livello nazionale nel nuovo testo dell art. 89 del Codice delle comunicazioni elettroniche (di seguito anche il Codice ), che conferisce all Autorità il potere di imporre, anche mediante l adozione di specifici regolamenti, agli operatori che forniscono reti di comunicazione elettronica e che abbiano il diritto di installare infrastrutture su proprietà pubbliche o private ovvero al di sopra o al di sotto di esse, oppure che possano avvalersi di disposizioni in materia di limitazioni legali della proprietà, servitù ed espropriazione, la condivisione di tali infrastrutture o proprietà, nel pieno rispetto del principio di proporzionalità, ivi compresi tra l altro edifici o accesso a edifici, cablaggio degli edifici, piloni, antenne, torri e altre strutture di supporto, condotti, guaine, pozzetti e armadi di distribuzione (cfr. art. 89, comma 1). 11. La citata norma specifica inoltre che L Autorità, previo adeguato periodo di consultazione pubblica nel corso del quale tutte le parti interessate hanno la possibilità di esprimere le proprie opinioni, può imporre obblighi in relazione alla condivisione del cablaggio all interno degli edifici o fino al primo punto di concentrazione o di distribuzione, qualora esso si trovi al di fuori dell edificio, ai titolari dei diritti di cui al comma 1 o al proprietario di tale cablaggio, se ciò è giustificato dal fatto che la duplicazione di tale infrastruttura sarebbe economicamente inefficiente o fisicamente impraticabile. Tra queste disposizioni in materia di condivisione o coordinamento possono rientrare norme sulla ripartizione dei costi della condivisione delle strutture o delle proprietà, adattate se del caso in funzione dei rischi (cfr. art. 89, comma 5bis). 12. I poteri summenzionati mirano attraverso l imposizione di obblighi di condivisione delle infrastrutture a facilitare lo sviluppo della concorrenza ed a ridurre i costi che le imprese sono chiamate a sostenere per la realizzazione delle reti NGA, incoraggiando dunque investimenti efficienti nelle infrastrutture e promuovendo l innovazione Alla luce dei summenzionati poteri, l Autorità, con delibera n. 43/12/CONS del 25 gennaio 2012, ha avviato il procedimento istruttorio volto a verificare la sussistenza delle condizioni per l imposizione di obblighi simmetrici di accesso alle infrastrutture fisiche di rete che si configurano come bottleneck ed a definire le condizioni per l accesso a tali infrastrutture. 14. Per quanto concerne le procedure applicabili nell ambito del procedimento, l Autorità, si conforma a quanto previsto dall articolo 5 della Direttiva Accesso (recepito a livello nazionale dall articolo 42 del Codice), che richiede la procedura di consultazione pubblica nazionale e comunitaria, come specificato anche al punto 7 della Raccomandazione NGA. 6 5 Cfr. considerando 43 della Direttiva 2009/140/CE. 6 Nell applicare le misure simmetriche di cui all articolo 12 della direttiva 2002/21/CE che concedono accesso alle strutture di ingegneria civile e al segmento di terminazione di un impresa, le ANR dovrebbero adottare le misure di attuazione previste all articolo 5 della direttiva 2002/19/CE. 538/13/CONS 78 La Raccomandazione NGA e la posizione del BEREC 15. Il 20 settembre 2010 la Commissione Europea ha adottato la Raccomandazione relativa all accesso regolamentato alle reti di accesso di nuova generazione (di seguito anche la Raccomandazione NGA ), volta a promuovere l applicazione uniforme da parte delle ANR delle misure correttive in ambito NGA. 16. L ambito di applicazione della Raccomandazione NGA riguarda principalmente le misure correttive da imporre agli operatori che, sulla base di una procedura per l analisi del mercato effettuata ai sensi dell articolo 16 della direttiva 2002/21/CE, risultano disporre di un significativo potere di mercato nei mercati n. 4 e n. 5 della Raccomandazione 2007/879/CE. Tuttavia la Commissione fa presente che [ ] se giustificato dal fatto che una duplicazione delle infrastrutture è economicamente inefficiente o materialmente impossibile, gli Stati membri, in conformità all articolo 12 della direttiva citata, possono anche imporre alle imprese che gestiscono una rete di comunicazione elettronica gli obblighi di condivisione delle infrastrutture che risultino adeguati per evitare strozzature nelle infrastrutture di ingegneria civile e nei segmenti terminali In merito al mercato dell accesso all ingrosso alle infrastrutture fisiche di rete (mercato n. 4) la Commissione in caso di installazione da parte dell operatore SMP di una rete FTTH raccomanda l imposizione, oltre che dell accesso alle infrastrutture civili, anche dell accesso al segmento di terminazione della rete di accesso dell operatore SMP, compreso il cablaggio all interno degli edifici. Questa forma di accesso dovrebbe essere fornita in conformità al principio di equivalenza ed a prezzi orientati ai costi. La Commissione raccomanda altresì, in seguito ad una specifica richiesta, la pubblicazione tempestiva di un offerta di riferimento per l accesso al predetto segmento di terminazione. 18. La Commissione europea, nello staff working document che accompagna la Raccomandazione NGA 8 ha chiaramente condiviso il principio per cui for specific physical bottlenecks symmetric access obligations imposed on all undertakings could complement asymmetric obligations. La Commissione si è espressa nel senso che in un contesto di sviluppo simultaneo di reti da parte di più operatori l imposizione di obblighi simmetrici di condivisione del c.d. segmento di terminazione (unitamente alla regolamentazione asimmetrica imposta all operatore SMP concernente soprattutto l accesso ai cavidotti) potrebbe essere considerata la migliore risposta del regolatore al fine di porre rimedio un bottleneck di rete persistente con forti caratteristiche di monopolio. 9 7 Cfr. Considerando n. 4 della Raccomandazione NGA. 8 Commission staff working document - accompanying document to the Commission Recommendation on regulated access to Next Generation Access Networks (NGA) [C(2010) 6223]. 9 Cfr. Commission staff working document p. 20 e 28, cit. 538/13/CONS 89 19. Il BEREC (The Body of European Regulators for Electronic Communications), nel Report on implementation of NGA recommendation, pubblicato nell ottobre 2011, ha condiviso l approccio della Commissione circa la necessità di imporre obblighi di accesso al segmento di terminazione in capo all operatore detentore di SMP ed eventuali obblighi simmetrici ai sensi dell art. 12 della Direttiva Quadro al fine di superare la barriera all accesso rappresentata dal segmento di terminazione. 10 Anche nella recente Berec common position on best practice in remedies on the market for wholesale (physical) network infrastructure access (including shared or fully unbundled access) at a fixed location imposed as a consequence of a position of significant market power in the relevant market, 11 il BEREC sottolinea la necessità di rendere possibile l accesso al segmento di terminazione attraverso l imposizione di obblighi simmetrici da parte del regolatore o del legislatore. La delibera n. 1/12/CONS: gli obblighi imposti a Telecom Italia 20. Con l approvazione della delibera n. 1/12/CONS, l Autorità ha definito le regole da applicare ai servizi di accesso alle reti NGA dell operatore SMP. In particolare, la delibera n. 1/12/CONS prevede una combinazione di rimedi volti a stimolare la concorrenza fra infrastrutture (rimedi passivi) ed a promuovere la concorrenza fra servizi (rimedi attivi) al fine di garantire un elevato livello di apertura della rete. Tale regolamentazione si configura come tecnologicamente neutrale in quanto indipendente dalle scelte tecnologiche adottate dall operatore incumbent (soluzioni punto-punto, punto-multipunto o miste). 21. Con riferimento ai rimedi concernenti i servizi passivi, Telecom Italia deve garantire la fornitura dei servizi di accesso alle infrastrutture civili ed alla fibra spenta sia a livello disaggregato, in tutte le sue componenti e tratte, sia in maniera aggregata. 22. In particolare, Telecom Italia deve offrire, sia in maniera disaggregata sia congiuntamente, i seguenti servizi di: i) accesso ai cavidotti disponibili nelle tratte di accesso alla centrale, primaria, secondaria e di adduzione; ii) accesso alla fibra spenta posata nelle precedenti tratte presso la centrale, il punto di giunzione tra primaria e secondaria ed il punto di terminazione di edificio; iii) accesso al segmento di terminazione; iv) co-locazione ed altri servizi accessori. Telecom Italia è tenuta altresì a fornire un servizio di accesso disaggregato alla propria rete in fibra a livello di centrale ove tecnicamente possibile. La delibera prevede altresì una nuova modalità di fornitura dell accesso disaggregato a livello di centrale locale, il c.d. servizio end to end, che consiste nella fornitura congiunta e coordinata di tutti i servizi passivi necessari a garantire all operatore alternativo l offerta di un servizio di connettività a banda ultralarga al cliente finale. Tale servizio consente già oggi, agli operatori alternativi di avere accesso alla rete in fibra, qualunque sia l architettura e la topologia di rete utilizzata da Telecom Italia. 10 Report on implementation of NGA recommendation (BoR (11) 43), p BoR(12) /13/CONS 910 23. Con particolare riferimento ai servizi di accesso che interessano il tratto finale della rete in fibra (tratta di adduzione e segmento di terminazione), Telecom Italia deve offrire tali servizi in modo trasparente e non discriminatorio a prezzi orientati al costo che saranno individuati sulla base di un modello a costi incrementali di lungo periodo di tipo Bottom-up 12 e che includano un premio di rischio (unicamente per le infrastrutture di nuova realizzazione). Per tali servizi Telecom Italia è altresì soggetta ad obblighi di separazione contabile e di contabilità dei costi. 24. Con riguardo alle modalità di accesso al segmento di terminazione in fibra, Telecom Italia è tenuta ad installare un idoneo ripartitore nel punto di terminazione di edificio (PTE), che è il punto di distribuzione generalmente posto alla base dell edificio, o appena fuori dallo stesso, da cui inizia il segmento di terminazione. 25. Con delibere n. 9/13/CIR, n. 10/13/CIR e 15/13/CIR l Autorità ha approvato le offerte di riferimento presentate da Telecom Italia per l anno 2012 relative, rispettivamente, i) ai servizi di accesso alle infrastrutture di posa locali, tratte di adduzione, fibre ottiche primarie e secondarie, segmenti di terminazione in fibra ottica, ii) ai servizi bitstream, VULA e relativi servizi accessori e iii) al servizio end-to-end. 26. L Autorità, nell ambito del terzo ciclo di analisi di mercato dell accesso alla rete fissa, avviato con delibera n. 390/12/CONS, sta valutando se modificare gli obblighi imposti a Telecom Italia con delibera n. 1/12/CONS (lo schema di provvedimento è stato sottoposto a consultazione pubblica nazionale con delibera n. 238/13/CONS). 3. Le esperienze europee 27. La transizione verso le reti NGA ha visto le ANR adottare differenti approcci nel regolare le nuove reti. Alcune ANR anche con il supporto di norme legislative hanno introdotto una combinazione di obblighi di accesso simmetrici (imposti dunque a prescindere dal SMP) con i tradizionali obblighi asimmetrici (imposti all operatore SMP), altre invece hanno definito una regolamentazione basata unicamente su obblighi asimmetrici. 28. Ad oggi, solo in Spagna, Francia e Portogallo sono stati imposti attraverso misure di carattere regolamentare e/o legislativo obblighi simmetrici di accesso al segmento di terminazione (incluso il cablaggio verticale) in fibra ottica. Nel seguito si riporta una descrizione sintetica delle misure adottate in tali Paesi. Spagna 29. In Spagna l autorità nazionale di regolamentazione (CMT), ha imposto, nel febbraio 2009, misure simmetriche volte a promuovere e facilitare la condivisione della fibra 12 Il suddetto modello di costo è oggetto del procedimento avviato con delibera n. 41/12/CONS e riunito con delibera n. 91/13/CONS al procedimento di analisi di mercato avviato con delibera n. 390/12/CONS. Lo schema di provvedimento è stato sottoposto a consultazione pubblica nazionale con delibera n. 238/13/CONS. 538/13/CONS 1011 posata nei pressi e all interno degli edifici fino all utente finale. Queste misure prevedono che il primo operatore che cabla l edificio debba dare seguito a ragionevoli richieste di accesso da parte di terzi. In particolare, CMT ha individuato specifici obblighi di siglare accordi bilaterali entro quattro mesi dalla richiesta, obblighi inerenti ai permessi ed alla gestione centralizzata del cablaggio dell edificio, alla disponibilità degli elementi di rete e delle attrezzature. 30. CMT individua come punto di accesso un terminal box ubicato all interno o all esterno dell edificio (nel caso in cui la densità della popolazione induce a creare un terminal box di dimensioni sufficienti per servire più case al fine di rispettare i criteri di efficienza e economicità). L operatore deve altresì fornire sufficienti informazioni ai terzi interessati per facilitare la pianificazione e l evasione delle loro richieste e deve fornire i servizi di accesso a prezzi ragionevoli. 13 Francia 31. In Francia vi è stata negli ultimi anni un intensa attività legislativa e regolamentare in materia di reti NGA, stimolata, oltre che dalla crescente domanda di servizi a banda ultralarga, anche dai numerosi piani di investimento sviluppati dagli operatori del settore. 14 Il percorso seguito per la definizione del quadro normativo e regolamentare delle reti NGA ha visto alternativamente impegnati il Governo centrale e l Autorità di regolamentazione (ARCEP), attraverso l adozione di leggi e provvedimenti regolamentari integrati fra loro. Nel perseguire l obiettivo di sostenere lo sviluppo delle reti in fibra ottica, incoraggiando gli investimenti e l innovazione, ARCEP, in linea con il programma nazionale di sviluppo e con il relativo schema di investimenti definito dal Governo, ha adottato un modello regolamentare volto principalmente al raggiungimento di condizioni concorrenziali sulle infrastrutture, piuttosto che sui servizi. In particolare, nel luglio 2008, il regolatore francese, a seguito dell analisi del mercato dell accesso fisico all ingrosso, ha imposto a France Telecom, quale operatore SMP, l obbligo di accesso alle infrastrutture di ingegneria civile (cavidotti che si estendono dalla centrale fino al confine della proprietà privata) ed i relativi obblighi di trasparenza sullo stato delle infrastrutture civili e di desaturazione dei cavidotti. 32. A completamento di questa disciplina è poi intervenuto il Governo attraverso la Legge per la modernizzazione dell Economia (Legge n. 776/08) e tre decreti attuativi del gennaio 2009 riguardanti, rispettivamente, l installazione delle reti in fibra ottica all interno degli edifici di nuova costruzione, il diritto alla banda ultra-larga e l accordo 13 Fonti: Resolución por la que se aprueba la imposición de obligaciones simétricas de acceso a los operadores de comunicaciones electrónicas en relación con las redes de fibra de su titularidad que desplieguen en el interior de los edificios y se acuerda su notificación a la comisión europea approvata da CMT il 12/2/2009 (MTZ 2008/965); BEREC Report on implementation of NGA recommendation e sito web Cullen International. 14 Sebbene i primi lavori di posa della fibra, che hanno riguardato Parigi e la maggior parte delle aree metropolitane francesi, abbiano avuto inizio diversi anni or sono, non vi è stato però un corrispondente ampliamento dei servizi offerti. È da tenere in conto, tuttavia, che in Francia esiste un infrastruttura di rete via cavo che permette la fornitura di servizi a banda ultralarga. 538/13/CONS 1112 tra operatori e proprietari relativo all installazione, la gestione, la manutenzione e la sostituzione di linee a banda ultra-larga in fibra ottica in un immobile In particolare, la Legge n. 776/08 prevede l imposizione in capo al soggetto che cabla per primo l edificio (c.d. operatore di immobile ) 16 di un obbligo di condivisione del segmento di terminazione a condizioni economiche e tecniche ragionevoli, trasparenti e non discriminatorie, al c.d. punto di mutualizzazione situato fuori dalla proprietà privata, salvo nei casi in cui sia diversamente previsto da ARCEP. 34. ARCEP ha implementato la legge attraverso le decisioni n. 1106/2009 e n. 1312/2010 imponendo all operatore di immobile l obbligo di fornire accesso al segmento di terminazione a tutti coloro che avanzano ragionevoli richieste in tal senso. Tale accesso può essere fornito tramite una linea dedicata (per un accesso permanente) o tramite una linea condivisa (per un accesso temporaneo, secondo i contratti stipulati con i clienti finali). 35. Nel definire i termini e le condizioni dell accesso al segmento terminale, ARCEP ha distinto tra aree densamente popolate ed aree non densamente popolate. 36. Nelle aree densamente popolate ciascun operatore può anche richiedere all operatore di immobile di i) installare una fibra addizionale dedicata dal punto di distribuzione (punto di mutualizzazione) alla borchia di utente, sempre che il soggetto richiedente si faccia carico sia dei costi della linea addizionale, sia di parte dei costi comuni di installazione della rete, ii) garantire, se necessario, l installazione di un quadro di distribuzione nei pressi del punto di accesso secondo i bisogni del richiedente. 37. Il punto di mutualizzazione deve essere localizzato al di fuori della proprietà privata. Tuttavia esso può essere localizzato all interno del palazzo (dunque entro i limiti della proprietà privata) se quest ultimo si compone almeno di 12 appartamenti o è servito da una rete fognaria cui è possibile ottenere accesso. 38. I prezzi del servizio devono essere fissati dagli operatori di immobile in base ai principi di ragionevolezza, non discriminazione, obiettività, pertinenza ed efficienza dell investimento. Un risk premium è riconosciuto all operatore di palazzo solo nel caso in cui altri operatori richiedano la linea successivamente al cablaggio dell immobile. 39. L operatore di immobile fornisce le informazioni sui costi sottostanti agli investimenti realizzati con un grado di dettaglio sufficiente a consentire ad ARCEP di esercitare il proprio potere di controllo. ARCEP ha inoltre imposto all operatore di immobile obblighi di trasparenza e non discriminazione. 15 Decreti n. 52, n. 53 e n. 54 del L operatore di immobile è definito il soggetto che ha posato o prevede di posare la fibra all interno degli edifici (non ci si riferisce solamente ad operatori di telecomunicazioni, ma a qualunque altro soggetto che ha il controllo dell accesso al segmento terminale della rete di accesso). L operatore di immobile è responsabile unico nei confronti del proprietario dell immobile con cui stipula un accordo impegnandosi ad installare e gestire le linee in fibra ottica che consentono agli utilizzatori finali di avere accesso ai servizi a banda ultra larga all interno del palazzo. 538/13/CONS 1213 40. Nelle aree non densamente popolate, gli obblighi si concentrano principalmente sulla localizzazione del punto di mutualizzazione e sul suo dimensionamento. I punti di accesso (situati sempre al di fuori della proprietà privata) devono essere localizzati nelle immediate vicinanze della rete di trasporto di France Telecom o di una infrastruttura alternativa equivalente. 41. Al fine di ridurre i costi di installazione, ARCEP ha considerato che, in normali circostanze, il segmento terminale della rete di accesso dovrebbe coprire non meno di 300 linee e che, solo in casi eccezionali, il punto di mutualizzazione può essere localizzato in un punto più alto della rete. Quando il punto di concentrazione copre meno di linee ARCEP impone all operatore di immobile l obbligo di fornire fibra spenta per il backhaul tra il punto di concentrazione e il punto di presenza degli operatori. 42. L operatore di immobile deve predisporre un offerta di coinvestimento, ab initio e a posteriori, e un offerta di accesso passivo alla linea (in locazione). 43. I prezzi del servizio devono essere fissati dall operatore di immobile in base ai principi di ragionevolezza, non discriminazione, obiettività, pertinenza ed efficienza dell investimento (costi giustificati ed efficienti). Un risk premium è riconosciuto all operatore di palazzo solo per le tariffe applicate a chi ha richiesto la linea successivamente al cablaggio dell immobile. Questo premio può essere diverso rispetto a quello relativo alle aree densamente popolate. In aggiunta l operatore di immobile può applicare anche sconti sui volumi. 17 Portogallo 44. In Portogallo, il decreto legge n. 123 del 2009 ha imposto l obbligo di installazione di fibre ottiche per la condivisione di infrastrutture nuove (o rinnovate) all interno degli edifici. In particolare, il primo operatore che raggiunge o ha già raggiunto un edificio esistente deve installare almeno due fibre per appartamento unitamente alle infrastrutture accessorie da condividere con gli altri operatori (es. infrastruttura verticale) Attività di interlocuzione con i soggetti interessati 45. Gli uffici dell Autorità hanno inviato alcune richieste di informazioni ai principali operatori di telecomunicazioni. 46. In data 14 marzo 2012, è stata inviata una prima richiesta di informazioni riguardante: i) il quadro di sviluppo infrastrutturale delle reti NGA nel Paese; ii) il livello concorrenziale dei mercati dell accesso su rame e su fibra; iii) l estensione delle infrastrutture civili e della fibra spenta attualmente presenti in rete di accesso. Il 24 ottobre 2012 è stato poi richiesto un aggiornamento dei dati forniti. 17 Fonti: Delibere di ARCEP n. 1106/2009 e n. 1312/2010, sito web di ARCEP, BEREC Report on implementation of NGA recommendation di ottobre 2011 (BoR (11) 43) e sito web Cullen International. 18 Fonti: BEREC Report on implementation of NGA recommendation e sito web Cullen International. 538/13/CONS 1314 47. Il 24 aprile 2012 è stata inviata una seconda richiesta di informazioni riguardante, nello specifico, gli investimenti nel cablaggio degli edifici, l individuazione delle infrastrutture di rete che possono costituire un bottleneck, l ubicazione del punto di concentrazione, la tipologia degli eventuali obblighi di accesso, le garanzie di trasparenza ed i prezzi dei servizi. Hanno risposto alla richiesta di informazioni 19 operatori Altre richieste di informazioni o di chiarimenti sono state successivamente inoltrate a specifici operatori. Nei mesi di marzo, luglio ed ottobre 2012 si sono inoltre svolte, su apposita richiesta, alcune audizioni di carattere preliminare delle società Metroweb S.p.A., Wind Telecomunicazioni S.p.A., Infracom S.p.A. e dell Associazione Italiana Internet Provider (AIIP), nel corso delle quali le società/associazioni hanno illustrato la propria posizione sui temi oggetto del procedimento. 5. Individuazione delle infrastrutture che presentano caratteristiche di bottleneck 49. Le infrastrutture fisiche di rete che si configurano come bottleneck presentano carattere di unicità in quanto lo svolgimento delle attività di prestazione di beni o servizi nei mercati a valle può aver luogo solo attraverso l accesso all infrastruttura in questione (essential facility). In tale circostanza si rileva, inoltre, il carattere di non duplicabilità dell essential facility e pertanto l impossibilità, per le imprese concorrenti nel mercato a valle, di replicare l infrastruttura a causa di ostacoli di natura tecnica, normativa o anche economica. Un impresa detentrice di un infrastruttura essenziale, il cui accesso da parte di terzi è indispensabile per lo svolgimento di attività economiche in un mercato a valle, può negare l accesso all infrastruttura o anche concederlo ma a condizioni inique. Il diniego di accesso all infrastruttura da parte dell impresa detentrice dell infrastruttura essenziale o anche la concessione dello stesso a condizioni discriminatorie spesso non risulta supportato da una legittima ed obiettiva giustificazione. 50. La presenza dunque di un impresa che controlla un input essenziale per altre imprese precluderebbe alle sole forze di mercato la capacità di dar luogo ad una concorrenza effettiva. Di conseguenza la necessità di garantire l accesso alle infrastrutture essenziali, ossia ad un infrastruttura che risulti necessaria per raggiungere gli utenti finali e/o consentire ai concorrenti di svolgere la propria attività e che non possa essere duplicata in modo adeguato, può richiedere anche un intervento regolamentare. 51. L'Autorità, ai sensi della normativa comunitaria e nazionale menzionata nei paragrafi precedenti, può imporre alle imprese che forniscono reti di comunicazione elettronica la condivisione di strutture installate dalle stesse o di proprietà ivi compresi tra l altro edifici o accesso a edifici, cablaggio degli edifici, piloni, antenne, torri e altre strutture di supporto, condotti, guaine, pozzetti e armadi di distribuzione. Inoltre, con particolare 19 AIIP, BIG Tlc S.r.l., Brennercom S.p.A., BT Italia S.p.A., Colt Telecom S.p.A., Fastweb S.p.A., Finlombarda S.p.A., Infracom Italia S.p.A., Metroweb S.p.A., Poste Mobile S.p.A., Retelit S.p.A., Telecom Italia S.p.A., TeleTu S.p.A., Tiscali Italia S.p.A., Trentino Network S.r.l., Unidata S.p.A., Vodafone Omnitel N.V., Welcome Italia S.p.A. e Wind Telecomunicazioni S.p.A. 538/13/CONS 1415 riferimento al cablaggio degli edifici, l Autorità ha la facoltà di imporre, alle suddette imprese o ai proprietari del cablaggio, obblighi di condivisione del cablaggio all interno degli edifici o fino al primo punto di concentrazione o di distribuzione qualora esso si trovi al di fuori dell edificio se ciò è giustificato dal fatto che la duplicazione di tale infrastruttura sarebbe economicamente inefficiente o fisicamente impraticabile, ossia nel caso in cui tale infrastruttura presenti le caratteristiche di un bottleneck. 20 L imposizione di obblighi di condivisione di infrastrutture di rete essenziali risulta, pertanto, una condizione indispensabile per promuovere lo sviluppo della concorrenza nei mercati a valle dell infrastruttura. 52. In particolare, con riferimento ai mercati dell accesso alla rete fissa, in uno scenario di sviluppo delle reti di nuova generazione, potrebbe accadere che sia l incumbent sia gli operatori alternativi decidano di investire simultaneamente in reti in fibra ottica al fine di competere tra loro, cercando di investire e perseguire vantaggi da first mover. Al fine di promuovere una concorrenza effettiva e favorire la realizzazione di reti NGA è fondamentale dunque che le infrastrutture di rete che presentino caratteristiche di bottleneck siano rese accessibili a tutti gli operatori. 53. Con il presente provvedimento, l Autorità intende dunque individuare gli elementi della rete di accesso in fibra ottica che presentano caratteristiche di bottleneck in relazione ai quali risulta necessario imporre obblighi simmetrici di condivisione di tali infrastrutture. 54. L Autorità rileva preliminarmente che Telecom Italia detiene il controllo di infrastrutture di posa in rete di accesso capillarmente diffuse a livello nazionale a cui qualunque operatore, in virtù della regolamentazione vigente, può accedere a condizioni non discriminatorie per posare la propria fibra ottica. 21 Tale regolamentazione elimina dunque gli ostacoli all accesso all infrastruttura di rete fissa nel tratto compreso tra la centrale ed il punto terminale della rete ottica secondaria, 22 che pur configurandosi come bottleneck non costituisce più un limite ai fini della fornitura dei servizi di connettività a banda larga ai clienti finali da parte degli operatori alternativi. 55. Anche con riferimento all accesso alle infrastrutture di posa di proprietà pubblica, non sembrano sussistere forti ostacoli allo sviluppo dell offerta dei servizi di connettività a banda larga ai clienti finali. L articolo 40 della legge n. 166/02 stabilisce, infatti, che i soggetti pubblici sono tenuti, nel caso di realizzazione di opere civili, a prevedere la predisposizione di cavedi e cavidotti di adeguate dimensioni atti alla posa di fibra ottica (anche con riferimento alle nuove costruzioni civili a sviluppo verticale) e ad offrire l accesso a questi sino al limite della capacità di contenimento, con modalità eque e non 20 Cfr. art. 12 Direttiva Quadro. 21 Cfr. Delibera n. 731/09/CONS e n. 1/12/CONS, attualmente in fase di revisione nell ambito del procedimento di analisi di mercato avviato con delibera n. 390/12/CONS. 22 Si prende come riferimento la struttura di rete di Telecom Italia descritta nella delibera n. 1/12/CONS. 538/13/CONS 1516 discriminatorie, a tutti i titolari di licenze individuali rilasciate ai sensi della normativa di settore vigente. 56. Alla luce di ciò, l Autorità rileva come la disciplina normativa e regolamentare in vigore abbia rimosso gli ostacoli all accesso a buona parte delle infrastrutture di rete fissa consentendo a qualsiasi operatore voglia realizzare una propria rete in fibra ottica per offrire servizi a banda larga e ultralarga al cliente finale di servirsi dei cavidotti o della fibra spenta di Telecom Italia (almeno fino alla fine della rete secondaria) nonché dei cavidotti pubblici. 57. Considerata dunque la generale accessibilità dell infrastruttura situata a monte del pozzetto più prossimo all edificio, l Autorità intende focalizzarsi, nell ambito di questo provvedimento, sull accesso alle infrastrutture di rete più prossime al cliente finale, quali il segmento di terminazione e la tratta di adduzione, che sono o potranno essere realizzate non solo da Telecom Italia ma anche dagli operatori alternativi. La porzione di rete ottica che qui rileva, comprendente dunque il segmento di terminazione e la tratta di adduzione, è illustrata schematicamente in Figura 1. Figura 1. Schema della rete di accesso comprendente la tratta di adduzione ed il segmento di terminazione 58. Il segmento di terminazione in fibra può essere definito come il segmento di una rete NGA che collega la borchia localizzata all interno dell abitazione dell utente finale al primo punto di distribuzione/concentrazione. Tale segmento di terminazione comprende il cablaggio verticale all interno dell edificio ed, eventualmente, il cablaggio orizzontale fino a un divisore ottico ubicato all interno dell edificio o in prossimità dello stesso, posizionato su suolo pubblico o su suolo privato. Per tratta di adduzione si intende la porzione di infrastruttura di posa che ospita i cavi di raccordo tra il primo pozzetto o cameretta della rete di accesso ubicato/a su suolo pubblico in prossimità dell edificio ed il punto dove comincia il cablaggio verticale dell edificio. 538/13/CONS 1617 59. Come sopra richiamato, la presenza di bottleneck è legata all impossibilità, da parte di imprese concorrenti, di duplicare l essential facility a causa di ostacoli di natura tecnica, normativa e/o economica. L Autorità ha dunque analizzato la presenza di tali condizioni al fine di decidere se imporre obblighi simmetrici di accesso alle summenzionate infrastrutture fisiche di rete. 60. Innanzitutto, l Autorità rileva anche sulla base dell analisi dei contributi forniti dagli operatori in risposta alle richieste di informazioni acquisite nel corso del procedimento che un operatore che intenda cablare un edificio deve affrontare una serie di difficoltà di carattere amministrativo. Si tratta principalmente di difficoltà legate all ottenimento delle autorizzazioni condominiali necessarie per realizzare i lavori all interno dell edificio, derivanti dalla normativa di settore e, soprattutto, dalla reticenza dei proprietari e delle amministrazioni di condominio a concedere tali permessi. Sono state riscontrate, altresì, difficoltà concernenti la gestione dei rapporti sia con i proprietari di immobili e le amministrazioni condominiali sia con le pubbliche amministrazioni e gli enti locali. 61. A tale riguardo, si fa presente che il legislatore ha adottato alcune misure volte a semplificare le procedure per l accesso alle infrastrutture. In particolare, la Legge 18 giugno 2009, n. 69 stabilisce che le opere condominiali relative ai lavori di ammodernamento necessari al passaggio dei cavi in fibra ottica rappresentano innovazioni necessarie ai sensi dell articolo 1120 del codice civile e pertanto comportano la riduzione del quorum deliberativo necessario ai fini dell autorizzazione dei lavori richiesti per il passaggio di cavi nelle parti comuni. Si evidenzia, altresì, il D.L. 112/08, come convertito dalla legge 6 agosto 2008 n. 133, che introduce l iter amministrativo semplificato e la facoltà dell operatore di utilizzare, senza oneri, infrastrutture civili già esistenti di proprietà a qualsiasi titolo pubblica o comunque in titolarità di concessionari pubblici per la posa della fibra. Tali interventi, secondo quanto affermato dagli operatori interpellati, non sembrano tuttavia essere sufficienti a risolvere le difficoltà connesse all accesso agli edifici. 62. Anche dal punto di vista tecnico, gli operatori che intendono realizzare il cablaggio di un edificio si trovano ad affrontare una serie di ostacoli dovuti, in particolare, alla gestione, soprattutto negli edifici già esistenti, di spazi ridotti per la posa di nuovi cavi e la congestione delle canalizzazioni esistenti a causa della condivisione degli spazi con cavi dedicati ad altri servizi. Nel caso di edifici di nuova costruzione, invece, i problemi sopra evidenziati potrebbero essere evitati a monte attraverso la predisposizione, nel progetto dell edificio, della cablatura dell edificio e di un dimensionamento appropriato delle infrastrutture dedicate al cablaggio in conformità alla normativa nazionale. Si rammenta, a tale riguardo, il già citato articolo 40 della legge n. 166/02 che obbliga i soggetti pubblici che realizzino opere civili a prevedere la predisposizione di cavedi e cavidotti di adeguate dimensioni atti alla posa di fibra ottica anche con riferimento alle nuove costruzioni civili a sviluppo verticale e ad offrire agli operatori l accesso a queste 538/13/CONS 1718 infrastrutture fino al limite della capacità di contenimento e con modalità eque e non discriminatorie Per quanto concerne l aspetto economico, la realizzazione del cablaggio, come anche la tratta di adduzione, richiede ingenti risorse che potrebbero rendere l investimento difficilmente sostenibile soprattutto in aree con bassa densità abitativa e considerata altresì l incertezza della domanda di servizi a banda ultralarga Considerate le difficoltà illustrate evidenziate in gran parte dagli operatori nei contributi trasmessi in risposta alle richieste di informazioni dell Autorità la realizzazione del cablaggio degli edifici si rivela un attività decisamente impegnativa. 65. Alla luce di ciò, l Autorità rileva che, in presenza di un edificio già cablato, gli operatori che intendano acquisire clienti attestati sulla rete dell operatore che ha realizzato il cablaggio non troverebbero, comunque, per gli ostacoli sopra riscontrati, tecnicamente fattibile o comunque economicamente efficiente duplicare l infrastruttura già esistente, ma piuttosto richiederebbero l accesso all infrastruttura già disponibile. 25 Si evidenzia inoltre che la soluzione più efficiente per il cablaggio delle infrastrutture e, in particolare, per la realizzazione della tratta verticale dell edificio, sarebbe quella di ridurre al minimo gli interventi in modo che questo sia realizzato una sola volta da un solo operatore. 66. In tale circostanza, tuttavia gli operatori che intendono fornire servizi di connettività a banda larga ai clienti finali potrebbero dover affrontare il rischio di diniego da parte dell operatore che detiene l essential facility all utilizzo delle proprie infrastrutture o alla concessione delle stesse a condizioni ragionevoli e non discriminatorie. L eventuale rifiuto di accesso alla rete da parte di chi per primo ha realizzato il cablaggio dell edificio potrebbe derivare dalla sua posizione di operatore verticalmente integrato che attua comportamenti volti ad escludere la concorrenza a livello retail. In assenza di integrazione verticale, l operatore potrebbe essere indotto ad offrire il servizio di accesso alla propria infrastruttura a condizioni non ragionevoli e discriminatorie al fine di realizzare margini di profitto eccessivi rispetto ai costi sostenuti. In entrambi i casi, gli operatori si troverebbero nell impossibilità di acquisire un servizio all ingrosso necessario per concorrere nel mercato al dettaglio dell accesso a banda larga. 67. Il segmento di terminazione verrebbe in questo caso a configurarsi come una barriera strutturale per tutti gli operatori del mercato, incluso l incumbent, nel momento in cui il 23 Nelle nuove costruzioni civili a sviluppo verticale devono essere parimenti previsti cavedi multiservizi o, comunque, cavidotti di adeguate dimensioni per rendere agevoli i collegamenti delle singole unità immobiliari, art. 40, comma I costi per la realizzazione della tratta di adduzione e del segmento terminale costituiscono una parte molto rilevante degli investimenti complessivi per realizzare l intera catena impiantistica FTTH. 25 Nell ambito di una rete FTTH (fibra ottica fino all abitazione Fibre to the Home) la duplicazione del segmento di terminazione della rete in fibra sarà di norma costosa e inefficiente, cfr. Raccomandazione NGA considerando /13/CONS 1819 primo soggetto che cabla potrebbe sfruttare i vantaggi del first mover per ostacolare l accesso dei concorrenti all infrastruttura realizzata In considerazione di quanto sopra, l Autorità ritiene che il segmento di terminazione costituisca un collo di bottiglia per lo sviluppo di reti in fibra ottica ai fini della fornitura dei servizi di connettività a banda larga ai clienti finali. 69. Considerazioni analoghe valgono anche per l accesso alla tratta di adduzione in merito alla quale occorre altresì rilevare che Telecom Italia non sembra disporre al momento, in tale segmento di rete, di cavidotti capillarmente diffusi a livello nazionale che gli operatori alternativi possono utilizzare per la posa della fibra. Infatti, secondo le informazioni fornite da Telecom Italia, la tratta di adduzione in rame già presente negli edifici è, nella maggior parte dei casi, inutilizzabile per la rete in fibra, in quanto di norma consiste in un cavo direttamente interrato e quindi inutilizzabile per la posa dei cavi in fibra ottica. Ciò rende di fatto necessario realizzare una nuova infrastruttura (consistente in un insieme di minitubi che dall ultimo pozzetto stradale arrivano all interno dell edificio), che comporta onerose opere di scavo, oltre che richieste di permessi. 27 Gli operatori potranno dunque ottenere, ai sensi della delibera n. 1/12/CONS, l accesso ai cavidotti di adduzione di Telecom Italia solo in prossimità degli edifici in cui l incumbent realizza queste nuove infrastrutture. Resta dunque la necessità di assicurare che, laddove Telecom Italia non abbia realizzato l infrastruttura di adduzione, l accesso all edificio sia comunque assicurato da parte degli altri operatori che controllano il bottleneck. 28 D1. Si condividono gli orientamenti dell Autorità in merito all individuazione delle infrastrutture che presentano caratteristiche di bottleneck? 26 Il BEREC afferma che [ ]on the basis that, typically, only one optical in-house wiring could be rolled out, the terminating segment may represent a structural barrier for all competitors, incumbent included, insofar as there would be a risk that the (incumbent and/or the) first operator who reaches a building preempts this facility, thus preventing its competitors from having access to the end-users in that building. Moreover, several in-house wiring deployments may lead to significant annoyance to building s inhabitants. In connection with the above a competitive problem could arise in areas where the terminating segment has not yet been fully built. If the deploying operator has established a fibre network to the street level but the drop cable from the street to the customer s property still needs to be built, the deploying operator could gain a first-mover advantage on the alternative operators. As the deploying operator decides when to install the drop cable, the deploying operator would in these areas always be the first operator to offer retail broadband products based on the access to the terminating segment. Thus, the only way alternative operators could acquire retail customers in these areas is to persuade them to switch from the deploying operator. Cfr. Report on implementation of NGA recommendation p.32, cit. 27 Documento di risposta di Telecom Italia alla richiesta di informazioni del 24 aprile Si fa presente comunque che TI offre servizi di accesso alla tratta di adduzione in presenza di infrastrutture equipaggiate con minitubi (che costituiscono collegamento tra un ambito pubblico ed un ambito privato) anche in aree non NGAN FTTH. 538/13/CONS 1920 Le osservazioni dei soggetti intervenuti D1.1. Tutti i partecipanti alla consultazione condividono gli orientamenti dell Autorità secondo cui il segmento di terminazione e la tratta di adduzione, per le motivazioni riportate nel provvedimento, presentano caratteristiche di bottleneck. Metroweb tuttavia ravvisa l opportunità di considerare l ipotesi in cui un secondo operatore, pur in presenza di un cablaggio già esistente, decida di duplicarlo. Ad avviso dell operatore, in tal caso, la duplicazione dimostrerebbe l inesistenza dei presupposti che definiscono un bottleneck e pertanto non si giustificherebbe alcuna imposizione di obblighi di accesso. Trentino Network (di seguito TNNET) esorta l Autorità a non imporre alcun obbligo simmetrico nel caso in cui sia disponibile l infrastruttura di accesso di Telecom Italia. D1.2. Fastweb precisa che nella definizione di infrastrutture che presentano caratteristiche di bottleneck devono essere esplicitamente esclusi gli elementi di rete destinati in maniera esclusiva alla clientela business, in quanto la fornitura di servizi ultrabroadband a tale clientela è in genere basata su progetti modellati sulle specifiche esigenze di connettività dei clienti e prevedono nella maggior parte dei casi la realizzazione di reti end-to-end dedicate. Inoltre la società fa presente che, nella maggior parte dei casi, i clienti business hanno sedi in edifici a loro dedicati o godono in ogni caso di rapporti con i proprietari degli immobili che prevedono la possibilità di interventi tecnici, rimuovendo eventuali ostacoli di natura amministrativa. D1.3. Anche BT Italia e Colt, pur rilevando che le infrastrutture di accesso, soprattutto nel loro tratto terminale, potrebbero rappresentare teoricamente dei colli di bottiglia ai fini della fornitura di servizi di connettività ai clienti finali, affermano che nel caso di cablaggi realizzati per utenti business, per ragioni analoghe a quelle evidenziate da Fastweb e riportate al punto precedente, le criticità riscontrate dall Autorità non sussistono. D1.4. AIIP ritiene che l Autorità dovrebbe considerare come bottleneck anche la tratta di collegamento tra il punto di concentrazione delle fibre dell edificio ed il punto di presenza più vicino degli operatori e dovrebbe quindi imporre all operatore di adduzione di fornire, non solo l accesso all infrastruttura, ma su richiesta anche la fibra spenta per il segmento di backhaul tra il punto di concentrazione e quello di presenza degli operatori. Le valutazioni dell Autorità D1.5. Con riferimento alle osservazioni di Metroweb in merito al caso in cui un operatore duplichi le infrastrutture di accesso all edificio già esistenti, si osserva quanto segue. D1.6. Il fatto che sono stati imposti obblighi di accesso al segmento di terminazione ed alla tratta di adduzione in capo al primo operatore che cabla l edificio, non implica che il secondo o i successivi operatori possano comunque decidere evidentemente nel caso in cui sussistano specifiche ragioni di opportunità di non accedere all infrastruttura già esistente ma di replicarla. 538/13/CONS 20 Vedere altro
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 articolo 7
 articolo 11
 art. 73
 articolo 12
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 art. 12
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 art. 89
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