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Timestamp: 2017-01-17 12:51:56+00:00

Document:
Circolare Agenzia Entrate n. 1 del 15.01.2010
Controllo preventivo delle compensazioni dei crediti relativi all'imposta
sul valore aggiunto - art. 10 del decreto legge 1 luglio 2009, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102
2. La nuova disciplina sull'utilizzo in compensazione di crediti IVA di
importo superiore a 10.000 euro
2.1. Crediti IVA annuali
2.2. Crediti IVA infrannuali
3. Modifiche alle procedure ed agli adempimenti dichiarativi
4. Utilizzo in compensazione dei crediti IVA maturati in capo ad altri
5. Ulteriori semplificazioni e modifiche normative
L'articolo 10 del decreto legge 1 luglio 2009, n. 78 (convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n.
102), prevede alcune importanti
novità in merito alla cosiddetta "compensazione orizzontale" dei crediti
IVA, disciplinata dall'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.
241, ossia sull'uso dei crediti IVA (annuali e trimestrali) per il
pagamento, mediante modello F24, di imposte, contributi INPS, premi INAIL, e
delle altre somme dovute allo Stato, alle regioni e ad altri enti
In particolare, l'articolo 10, comma 1, lettera a), numero 1, introduce
il principio secondo cui l'utilizzo in compensazione orizzontale dei crediti
IVA di importo superiore a 10.000 euro, può avvenire solo successivamente
alla presentazione della dichiarazione o dell'istanza da cui gli stessi
risultano, e può essere operato esclusivamente attraverso i servizi
telematici resi disponibili dall'Agenzia delle Entrate (secondo le modalità tecniche definite dal provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate
del 21 dicembre 2009), consentendo in tal modo all'Amministrazione
finanziaria il controllo tempestivo tra i crediti indicati in dichiarazione
e quelli utilizzati in compensazione nel modello F24.
Inoltre, l'articolo 10, comma 1, lettera a), numero 7, dispone che i
contribuenti i quali intendono utilizzare in compensazione crediti IVA per importi superiori a 15.000 euro annui, hanno l'obbligo di richiedere
l'apposizione del visto di conformità di cui all'articolo 35, comma 1, lettera a), del d.lgs. 9 luglio 1997, n. 241, relativamente alle
dichiarazioni dalle quali emerge il credito. In alternativa, la dichiarazione può essere sottoscritta anche da parte dei soggetti che
compilano la relazione di revisione per i contribuenti soggetti al controllo
contabile ex articolo 2409-bis del codice civile (cfr. circolare n. 57/E del 23 dicembre 2009).
Lo scopo delle modifiche normative sopra richiamate - espressamente
dichiarato dal legislatore - è quello di contrastare gli abusi dello
strumento della compensazione orizzontale di crediti IVA che non risultano
dalla dichiarazione annuale e dalle istanze trimestrali, ossia di crediti artatamente "creati" per essere utilizzati in compensazione nel solo modello
La norma in commento si colloca, quindi, nel quadro del contrasto
all'indebito utilizzo in compensazione nel modello F24 di crediti
inesistenti, e completa le disposizioni contenute nell'articolo 27, commi da
16 a 20, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185 (convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2).
Tali disposizioni, si
ricorda, hanno allungato i termini per la riscossione dei crediti inesistenti (consentendo che l'atto di recupero di cui all'articolo 1, comma
421, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, sia notificato entro il 31
dicembre dell'ottavo anno successivo a quello dell'indebito utilizzo), ed
hanno previsto la sanzione nella misura dal 100 al 200 per cento del loro
Al riguardo si evidenzia che l'articolo 7, comma 2, del decreto legge
n. 5 del 2009, inasprisce la predetta sanzione, fissandola al 200 per cento
nell'ipotesi di utilizzo in compensazione di crediti inesistenti per un
ammontare superiore a cinquantamila euro, mentre l'articolo 10, comma 1, lettera a), numero 8 del decreto legge n. 78 del 2009 esclude, in generale,
la definizione agevolata di cui agli articoli 16, comma 3, e 17, comma 2, del d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 472 (pagamento di un quarto della sanzione
irrogata).
Resta inteso che, nel caso di utilizzo in compensazione di crediti, di
cui sia constatata l'esistenza, in misura superiore al limite di 10.000 euro
in data precedente a quella di presentazione della dichiarazione annuale,
ovvero in misura superiore al limite di 15.000 euro senza che sia stato apposto sulla dichiarazione il prescritto visto di
conformità, continua ad
applicarsi la sanzione di cui all'articolo 13 del d.lgs. n. 471 del 1997, ossia quella prevista nel caso di omesso versamento (pari al 30 per cento
del credito indebitamente utilizzato in compensazione).
Si rileva, infine, che a fronte dell'introduzione di un sistema
rigoroso per effettuare la compensazione dei crediti IVA di importo
superiore a 10.000 euro, il legislatore ha previsto la possibilità di
innalzare il limite massimo dei crediti compensabili (attualmente fissato a
516.456,90 euro) con decreto del Ministro dell'economia e finanze.
Le nuove disposizioni si applicano a decorrere dal 1 gennaio 2010 e
riguardano i crediti esposti nelle dichiarazioni e nelle istanze presentate
a partire da tale data.
Tanto premesso, si esaminano di seguito le novità principali
introdotte dalla norma in commento.
Come già premesso, l'articolo 10, comma 1, lett. a), numero 1, del
decreto legge, modifica l'articolo 17, comma 1, del citato decreto legislativo n. 241 del 1997, prevedendo che il credito IVA annuale ed
infrannuale di importo superiore a 10.000 euro possa essere utilizzato in compensazione - solo tramite i servizi telematici messi a disposizione
dall'Agenzia delle Entrate(1) - a decorrere dal sedicesimo giorno del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione annuale IVA o
dell'istanza di rimborso/compensazione trimestrale (modello IVA TR) di cui all'articolo 8, comma 2, del d.P.R. n. 542 del 1999.
Pertanto, per l'utilizzo in compensazione dei crediti IVA il
legislatore introduce una sorta di "doppio binario", distinguendo tra
crediti IVA eccedenti l'importo di 10.000 euro, cui si applica la nuova
disciplina, rispetto a quelli di importo pari o inferiore, cui continuano ad applicarsi le "vecchie regole".
Il "tetto" di 10.000 euro è riferito all'anno di maturazione del
credito e non all'anno solare di utilizzo in compensazione, ed è calcolato distintamente per ciascuna tipologia di credito IVA (annuale o
infrannuale).
I contribuenti che possono compensare sia i crediti IVA annuali sia
quelli maturati trimestralmente, nello stesso anno solare hanno, quindi, a
disposizione crediti IVA relativi a due anni di imposta, ossia due distinti
plafond cui fare riferimento, il primo relativo al credito IVA annuale, il secondo relativo alla sommatoria dei crediti IVA trimestrali.
Così, ad esempio, il contribuente che nel 2010 presenta:
1. la dichiarazione IVA relativa all'anno d'imposta 2009 da cui emerge un
credito Iva da utilizzare in compensazione pari a 80.000 euro;
2. due modelli IVA TR (secondo e terzo trimestre) relativi all'anno 2010
con richiesta di compensazione di crediti pari rispettivamente a 20.000
e 30.000 euro;
disporrà di un plafond riferito al credito annuale pari a 80.000 euro,
spendibile in F24 con codice tributo 6099 (anno di riferimento 2009), nonché di un plafond riferito alla somma dei crediti trimestrali pari a
50.000 euro spendibile rispettivamente con i codici tributo 6037 e 6038
(anno di riferimento 2010).
Come già anticipato nella premessa, le nuove disposizioni si applicano
al credito IVA annuale relativo all'anno 2009 (che emerge dalla
dichiarazione mod. IVA 2010) ed ai crediti IVA trimestrali relativi all'anno
2010 (che emergono dalle istanze mod. IVA TR presentate nel corso del 2010).
Ciò significa che il credito IVA annuale del 2008 (che
è emerso dalla
dichiarazione mod. IVA 2009), nonché i crediti trimestrali relativi
all'anno 2009 (che sono emersi dalle istanze mod. IVA TR presentate nel
corso del 2009), potranno continuare ad essere utilizzati in compensazione anche nel corso dell'anno 2010, senza scontare i vincoli della disposizione
In particolare, il credito IVA del 2008 potrà essere liberamente
compensato fino a quando non sarà presentata la dichiarazione annuale IVA
per il 2009, all'interno della quale il credito dell'anno precedente sarà -
per così dire - "rigenerato" andandosi a sommare al credito IVA maturato
Si osserva, inoltre, che la nuova disciplina sulla compensazione dei
crediti IVA riguarda soltanto la compensazione "orizzontale" o "esterna" dei
crediti IVA, e non anche la compensazione cosiddetta "verticale" o
"interna", ossia la compensazione dei predetti crediti con l'IVA dovuta a
titolo di acconto, di saldo o di versamento periodico (2). Ciò in quanto
l'esposizione nel mod. F24 di tale tipo di compensazioni configura, di
fatto, solo una diversa modalità di esercitare la detrazione dell'eccedenza
IVA a credito ammessa, senza condizioni, dall'articolo 30 del d.P.R. n. 633
In altri termini, l'utilizzo del credito IVA in compensazione in F24
con debiti IVA scaturenti dalle liquidazioni periodiche non concorre al "tetto" dei 10.000 euro,
né a quello dei 15.000 euro ai fini
dell'apposizione del visto di conformità. Detta compensazione sarà, comunque, oggetto di controllo al fine di verificare il corretto utilizzo
dei crediti IVA disponibili emergenti dalla dichiarazione annuale e/o
dall'istanza trimestrale.
Si precisa che, se nella medesima delega di pagamento il contribuente
utilizza in compensazione crediti IVA, anche maturati in anni diversi, con
debiti relativi ad IVA e ad altre imposte, premi o contributi, la
compensazione sarà prioritariamente attribuita a copertura dei debiti IVA, a partire dai crediti esposti di
più remota formazione.
Si ricorda, infine, che il provvedimento del Direttore dell'Agenzia
delle Entrate del 21 dicembre 2009, al fine di consentire la corretta
esecuzione dei controlli, ha stabilito che la trasmissione telematica delle
deleghe di pagamento recanti compensazioni di crediti IVA che superano l'importo annuo di 10.000 euro,
può essere effettuata non prima che siano
trascorsi dieci giorni dalla presentazione della dichiarazione o dell'istanza da cui il credito emerge, indipendentemente dalla data di
addebito indicata che, in ogni caso, non può essere inferiore al sedicesimo giorno del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione e/o
In seguito alla trasmissione telematica di una delega di pagamento,
infatti, il contribuente (o l'intermediario preposto) riceve una prima
comunicazione attestante l'avvenuta acquisizione del file da parte dei
servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate. Nel caso di utilizzo di un credito IVA, la delega
è successivamente sottoposta ad ulteriori controlli
finalizzati alla verifica del rispetto dei requisiti previsti dall'articolo
10 del decreto legge n. 78 del 2009, a fronte dei quali è prodotta una seconda comunicazione attestante l'esito di accettazione o di
scarto (3).
E' pertanto prudente procedere alla trasmissione delle deleghe contenenti
compensazioni IVA con alcuni giorni di anticipo rispetto alla scadenza dei
termini di versamento, così da avere la possibilità, in caso di scarto
della delega, di ritrasmetterla previa rimozione dell'errore che ne ha
determinato la mancata accettazione, evitando di incorrere nelle conseguenti
Da gennaio 2010, quindi, in base alle nuove regole, il credito IVA
annuale maturato nell'anno 2009, se superiore a 10.000 euro (ad esempio
50.000 euro) comporta determinati adempimenti propedeutici al suo utilizzo
in compensazione orizzontale. In particolare, tale credito fino all'ammontare di 10.000 euro
può essere utilizzato in compensazione
orizzontale senza attendere la presentazione della dichiarazione; raggiunto il predetto limite, ogni ulteriore compensazione (anche se d'importo
inferiore a 10.000 euro) può avvenire dal sedicesimo giorno del mese
successivo a quello di presentazione della dichiarazione annuale IVA 2010.
Peraltro, se il contribuente intende destinare alla compensazione somme
superiori a 15.000 euro, la dichiarazione deve, altresì, essere dotata del
visto di conformità di cui all'articolo 35, comma 1, lettera a) del d.lgs.
n. 241 del 1997 o della firma dei soggetti che compilano la relazione di
revisione per i contribuenti soggetti al controllo contabile ex articolo
2409-bis del codice civile (cfr. circolare n. 57/E del 23 dicembre 2009).
Si evidenzia che, al fine di non condizionare il contribuente nella
scelta dell'utilizzo del credito sin dal momento della presentazione della
dichiarazione, continua ad essere presente nei quadri VX e VY del mod. IVA
2010 e nel quadro RX del mod. UNICO 2010 un unico campo in cui indicare la parte di credito che si intende utilizzare in detrazione o compensazione.
Ovviamente, la presentazione anticipata della dichiarazione ovvero
l'apposizione del visto di conformità saranno indici dell'intenzione del
Qualora il contribuente presenti più dichiarazioni annuali (correttive
o integrative di quella originariamente presentata), il plafond di
riferimento per l'esecuzione dei controlli sarà quello emergente
dall'ultima dichiarazione presentata.
Il contribuente che presenta la propria dichiarazione senza visto di
conformità (intendendo, in tal modo utilizzare il credito in compensazione
non oltre il limite di 15.000 euro), può modificare la propria scelta
mediante presentazione di una dichiarazione correttiva/integrativa, completa
di visto, al più tardi entro 90 giorni dalla scadenza del termine di
presentazione (30 settembre dell'anno successivo a quello di riferimento),
ai sensi dell'articolo 2, comma 7, del d.P.R. n. 322 del 1998. A tal
riguardo, si evidenzia che non saranno applicate sanzioni al contribuente
che presenti la dichiarazione correttiva entro il termine di scadenza ordinario, mentre
sarà applicabile la sanzione amministrativa per la
tardiva presentazione nel caso in cui il contribuente presenti la
dichiarazione sostitutiva/integrativa entro i 90 giorni successivi al
termine di scadenza (si veda risoluzione n. 325/E del 14 ottobre 2002).
Come è noto, ai sensi dell'articolo 8, comma 3, del dPR n. 542 del
1999, "i contribuenti in possesso dei requisiti indicati dal secondo comma
1972, n. 633, per la richiesta dei rimborsi di imposta relativi a periodi
inferiori all'anno, possono, in alternativa, effettuare la compensazione
prevista dall'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, per l'ammontare massimo corrispondente all'eccedenza detraibile del trimestre di
riferimento, presentando all'ufficio competente, in via telematica entro l'ultimo giorno del mese di riferimento l'istanza di cui al comma 2"
(modello IVA TR). Il medesimo comma 3, secondo periodo, prevede che "Gli
enti e le società controllanti che si avvalgono delle disposizioni di cui
all'articolo 73, ultimo comma, del decreto del Presidente della Repubblica
26 ottobre 1972, n. 633, possono, in alternativa alla richiesta di rimborso infrannuale delle eccedenze detraibili risultanti dalle annotazioni
periodiche riepilogative di gruppo, effettuare la compensazione prevista dal
citato articolo 17 del decreto legislativo n. 241 del 1997".
Ciò posto, l'articolo 10, comma 1, lettera a), numero 5, integra il
comma 3 del richiamato articolo 8, con un ulteriore periodo secondo cui
"Tali compensazioni possono essere effettuate solo successivamente alla
presentazione dell'istanza di cui al comma 2".
La richiamata disposizione va, peraltro, coordinata con quelle
contenute nell'articolo 17, comma 1, del d.lgs. n. 241 del 1997, come
modificate dall'articolo 10, comma 1, lett. a), numero 1, del decreto legge,
secondo cui "la compensazione del credito ... relativo a periodi inferiori
all'anno dell'imposta sul valore aggiunto, per importi superiori a 10.000
euro annui, può essere effettuata a partire dal giorno sedici del mese successivo a quello di presentazione ... dell'istanza da cui il credito
Da una lettura congiunta delle richiamate disposizioni si ricava che -
fermo restando l'obbligo di presentazione all'ufficio competente, in via
telematica entro l'ultimo giorno del mese di riferimento, dell'istanza
(modello IVA TR) -, il contribuente può utilizzare in compensazione i crediti IVA infrannuali di importo inferiore al "tetto" di 10.000 euro senza
attendere il sedicesimo giorno del mese successivo a quello di presentazione
dell'istanza; la condizione innanzi richiamata deve, invece, essere
rispettata per compensare gli importi che superano il limite di 10.000 euro
Come già in precedenza anticipato, i contribuenti hanno due "tetti" di
10.000 euro, uno riferito al credito IVA annuale maturato nell'anno
precedente, ed uno riferito all'ammontare complessivo dei crediti dei tre
Così, ad esempio, ai fini del calcolo del limite di 10.000 euro, il
credito IVA maturato nel 2009 va distinto dai crediti IVA maturati nei tre
trimestri del 2010, ancorché gli importi di entrambe le tipologie di
credito possano essere utilizzati in compensazione nel corso del 2010.
Peraltro, per i crediti trimestrali il rispetto del limite di 10.000
euro deve essere verificato con riferimento alla sommatoria degli importi
maturati nei tre trimestri.
Così, ad esempio, un contribuente con un credito IVA infrannuale
relativo al primo trimestre 2009 di 5.000 euro, può utilizzare in
compensazione detta somma senza dover attendere il sedicesimo giorno del
mese successivo a quello di presentazione dell'istanza.
Qualora nel successivo trimestre il contribuente abbia maturato un
credito di 8000 euro, può utilizzare in compensazione tale somma, fino
all'importo di 5000 euro, senza dover attendere il sedicesimo giorno del
mese successivo a quello di presentazione dell'istanza, mentre può
compensare l'ulteriore credito IVA di 3000 euro solo a decorrere dal
predetto sedicesimo giorno, ed esclusivamente mediante i servizi telematici di pagamento dell'Agenzia delle Entrate.
Nell'ipotesi in cui il credito IVA trimestrale compensabile sia
superiore a 15.000 euro, non ricorre l'obbligo di apposizione del visto di
conformità sull'istanza trimestrale (modello IVA TR), atteso che il dato
letterale della norma prevede l'apposizione del visto di conformità di cui
all'articolo 35, comma 1, lettera a), del d.lgs. n. 241 del 1997,
"relativamente alle dichiarazioni dalle quali emerge il credito".
Al fine di consentire l'applicazione delle nuove disposizioni,
l'articolo 10 è intervenuto anche sulle procedure e gli adempimenti
"formali" propedeutici all'utilizzo dei crediti IVA, modificando le
disposizioni che disciplinano la presentazione della dichiarazione annuale
IVA e dell'istanza di rimborso/compensazione trimestrale (modello IVA TR)
(cfr. d.lgs. n. 241 del 1997, d.P.R. n. 322 del 1998, d.P.R. n. 633 del
1972, d.P.R. n. 542 del 1999).
In particolare, per consentire ai contribuenti di anticipare la
compensazione del credito IVA risultante dalla dichiarazione annuale IVA, se
di importo superiore a 10.000 euro, è stato in parte modificato il
regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322.
L'articolo 10, comma 1, lettera a) numero 2.1, infatti, prevede che i
contribuenti che intendono utilizzare in compensazione ovvero chiedere a
rimborso il credito IVA emergente dalla dichiarazione annuale IVA, possono
anticipare tale dichiarazione presentandola in forma autonoma, anziché unificata (all'interno del modello UNICO), dal
1° febbraio al 30 settembre
Si evidenzia che in base al tenore letterale della norma, tale nuova
ipotesi di esonero dalla presentazione della dichiarazione IVA all'interno
del modello UNICO riguarda tutti i contribuenti che intendono utilizzare in
compensazione ovvero chiedere a rimborso il credito IVA annuale, anche se di importo inferiore o pari a 10.000 euro.
Ciò non toglie che i contribuenti possano continuare a presentare la
dichiarazione annuale IVA all'interno del modello UNICO, fermo restando l'obbligo di dover attendere la presentazione prima di poter utilizzare in
compensazione crediti IVA se superiori a 10.000 euro.
In conclusione, gli unici soggetti obbligati a presentare la
dichiarazione IVA all'interno del modello UNICO restano i contribuenti che
determinano un saldo IVA a debito.
La previsione di una dichiarazione annuale IVA autonoma va coordinata
con le disposizioni recate dall'articolo 38-bis del d.P.R. n. 633 del 1972 in materia di richiesta dei rimborsi dell'eccedenza IVA detraibile previsti
dall'articolo 30 del d.P.R. n. 633 del 1972.
In particolare, deve essere rivista l'attuale modalità di richiesta di
rimborso - effettuata tramite l'apposita dichiarazione (modello di rimborso
"VR") - da presentare ai competenti agenti della riscossione a decorrere dal 1° febbraio dell'anno successivo a quello di riferimento.
A tal fine, l'articolo 10, comma 1, lettera a), numero 3.1, ha
sostituito l'ottavo e nono periodo del primo comma del citato articolo 38-bis, prevedendo che con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle
Entrate siano definite "le ulteriori modalità ed i termini per l'esecuzione dei rimborsi" previsti dal citato articolo 38-bis.
Tuttavia, ai sensi del successivo numero 4, fino all'emanazione di tale
provvedimento, continuano ad applicarsi "le disposizioni vigenti prima
dell'entrata in vigore del presente decreto", ossia le disposizioni di cui
all'ottavo e nono periodo del primo comma dell'articolo 38-bis del d.P.R. n. 633 del 1972, sopra citati. Ne deriva che, nelle more del provvedimento, i
rimborsi dell'IVA annuale continueranno ad essere richiesti tramite il modello VR nei modi ordinari.
In alcuni casi le norme tributarie consentono che il credito IVA possa
essere utilizzato in compensazione da un soggetto diverso rispetto a quello in capo a cui il credito
è maturato. Tale circostanza si verifica per i
soggetti coinvolti in operazioni straordinarie (fusioni, scissioni), per i soggetti aderenti al regime di tassazione di gruppo di cui agli artt. 117 e
ss. del TUIR (c.d. consolidato fiscale), ovvero per i soggetti che si
avvalgono della procedura di liquidazione IVA di gruppo di cui all'articolo 73, ultimo comma, del d.P.R. n. 633 del 1972.
Con riferimento alle prime due fattispecie, sono stati previsti
specifici codici identificativi da utilizzare nel modello F24, che
consentono di individuare i casi in cui il contribuente utilizza un credito
IVA emergente dalla dichiarazione di un altro soggetto. Tali codici sono stati istituiti con la risoluzione n. 286/E del 22 dicembre 2009.
Con riguardo ai crediti IVA disponibili in seguito ad operazioni
straordinarie si precisa che, i crediti maturati in capo a più soggetti
(diversi dall'utilizzatore) costituiscono ciascuno un autonomo plafond a
disposizione del soggetto risultante dall'operazione, che potrà disporne utilizzando modelli F24 distinti, in ciascuno dei quali
anche il codice fiscale del soggetto in capo a cui il credito si è originariamente generato.
Inoltre, ai fini di una corretta gestione dei crediti IVA attribuiti al
consolidato, sono stati previsti appositi campi all'interno dei quadri VX e
VY del modello di dichiarazione annuale IVA in cui indicare il codice
fiscale del soggetto consolidante che potrà disporre del credito
complessivamente attribuito, che andrà a costituire un unico autonomo
Qualora il soggetto consolidante intenda utilizzare in compensazione
importi superiori a 10.000 euro, costituiti da crediti IVA maturati in capo
a più soggetti aderenti alla tassazione di gruppo, per poter correttamente
fruire della compensazione è necessaria la preventiva presentazione delle
dichiarazioni IVA dei soggetti cedenti, anche se l'importo del credito
emergente dalla singola dichiarazione è inferiore a 10.000 euro.
Al fine di semplificare gli adempimenti IVA, l'articolo 10, comma 1,
lettera a), numero 2.4, modificando l'articolo 8-bis, comma 2, del d.P.R.
n. 322 del 1998, dispone che coloro che presentano la dichiarazione annuale
IVA in via autonoma entro l'ultimo giorno del mese di febbraio dell'anno
successivo al periodo d'imposta di riferimento (anche al fine di utilizzare
in compensazione il credito di importo superiore a 10.000 euro a decorrere
dal giorno 16 del mese di marzo) sono esonerati dal presentare la
"comunicazione dati IVA", che normalmente, ai sensi dell'articolo 8-bis, comma 1, deve essere presentata entro il mese di febbraio di ciascun anno.
Sempre in un'ottica di semplificazione, il numero 2.2 del comma 1,
lettera a), dell'articolo 10 in commento, modificando l'articolo 8, comma
4, ultimo periodo, del d.P.R. n. 322 del 1998, estende al curatore
fallimentare o al commissario liquidatore, l'obbligo di presentare in via
telematica, anziché in formato cartaceo, la dichiarazione per le operazioni
registrate nella parte dell'anno solare anteriore alla dichiarazione di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa, ai fini dell'eventuale
insinuazione al passivo della procedura concorsuale.
L'articolo 10 contiene, infine, alcune modifiche alle attuali norme
vigenti che mirano a coordinare le predette disposizioni con quelle dettate
in materia di compensazione.
A tal fine l'articolo 10, comma 1, lettera a), numero 3.2 estende alle
indebite compensazioni la previsione contenuta nel sesto comma dell'articolo
38-bis del d.P.R. n. 633 del 1972, secondo cui, in caso di notifica di un
avviso di rettifica o di un atto di accertamento conseguenti all'esecuzione di un rimborso indebito, il contribuente, entro sessanta giorni,
versare le somme indebitamente rimborsate, insieme agli interessi del 2 per cento annuo(4), salvo prestazione della garanzia prevista nell'articolo
38-bis,secondo comma, del d.P.R. n. 633 del 1972.
Le modifiche recate dal numero 2.3, infine, sono volte ad un
coordinamento di tipo formale. In particolare, nell'articolo 8-bis, comma 2,
del d.P.R. n. 322 del 1998 - laddove viene previsto l'esonero dall'obbligo
della comunicazione annuale IVA per lo Stato e gli enti pubblici - viene sostituito il riferimento all'articolo 88 del TUIR con quello aggiornato
all'articolo 74 (cfr. modifiche introdotte dal d.lgs. n. 344 del 2003 -
riforma delle imposte sulle società). Viene inoltre, adeguato all'euro
l'importo del volume d'affari in riferimento al quale le persone fisiche
beneficiano del richiamato esonero (da 50 milioni di lire a 25 mila euro).
Le Direzioni Regionali vigileranno affinché le istruzioni e i principi
enunciati nella presente circolare vengano puntualmente osservati dagli
(1) Si precisa che, in tutti casi in cui il contribuente intende destinare
alla compensazione crediti Iva di importo superiore a 10.000 euro annui, è opportuno utilizzare i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia
delle Entrate anche per la trasmissione di deleghe contenenti singolarmente compensazioni Iva inferiori ai 10.000 euro ovvero la cui somma non ha ancora
raggiunto il limite dei 10.000 euro.
(2) I codici tributo interessati sono i seguenti: 6001, 6002, 6003, 6004,
6005, 6006, 6007, 6008, 6009, 6010, 6011, 6012, 6013, 6031, 6032, 6033, 6034, 6035, 6099, 6720, 6721, 6722, 6723, 6724, 6725, 6726, 6727.
(3) Si ricorda che, secondo quanto previsto dal provvedimento del Direttore
dell'Agenzia delle Entrate del 21 dicembre
2009, le deleghe contenenti compensazioni di crediti IVA possono essere scartate per i seguenti motivi: 1) l'importo compensato sia superiore a 10.000 euro annui e non sia stata
preventivamente presentata la dichiarazione ovvero l'istanza da cui emerge
il credito stesso;
2) l'importo compensato sia superiore a 15.000 euro annui e la
dichiarazione da cui emerge il credito non sia corredata del visto di conformità o della sottoscrizione richiesti dalla norma;
3) l'importo compensato superi l'importo del credito risultante dalla
dichiarazione o istanza presentata, decurtato di quanto eventualmente già
utilizzato in compensazione.
(4) Misura degli interessi così rideterminata, a decorrere dal 1 gennaio
2010, dall'articolo 1, comma 2, del decreto del Ministro dell'economia e
delle finanze 21 maggio 2009.
- Carmagnola, 8 minuti fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
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- Soverato, 1 ora e 6 minuti fa	Analisi convenienza tra Regime Ordinario, dei Minimi e Forfetario 2017
- Ferrara, 1 ora e 17 minuti fa	Analisi convenienza tra Regime Ordinario, dei Minimi e Forfetario 2017
- Casteggio, 1 ora e 24 minuti fa	Analisi convenienza tra Regime Ordinario, dei Minimi e Forfetario 2017
- Galliera Veneta, 1 ora e 54 minuti fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016

References: art. 10
 articolo 2409
 articolo
2409
 articolo 17
 articolo 8
 articolo 38
 articolo 38