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Timestamp: 2019-05-25 01:27:47+00:00

Document:
Corte di Giustizia CE, 10 aprile 1984, n. 79 - C-79/83 - Parità di trattamento tra uomini e donne: accesso al posto
SENTENZA DELLA CORTE DEL 10 APRILE 1984. - DORIT HARZ CONTRO DEUTSCHE TRADAX GMBH. - (DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE, PROPOSTA DALL'ARBEITSGERICHT DI AMBURGO). - PARITA'DI TRATTAMENTO TRA UOMINI E DONNE : ACCESSO AL POSTO. - CAUSA 79/83.
raccolta della giurisprudenza 1984 pagina 01921
1. ATTI DELLE ISTITUZIONI - DIRETTIVE - ADEMPIMENTO DA PARTE DEGLI STATI MEMBRI - NECESSITA DI GARANTIRE L' EFFICACIA DELLE DIRETTIVE - OBBLIGHI DEI GIUDICI NAZIONALI
( TRATTATO CEE, ARTT. 5 E 189, 3* COMMA )
2. POLITICA SOCIALE - LAVORATORI DI SESSO MASCHILE E DI SESSO FEMMINILE - ACCESSO AL LAVORO E CONDIZIONI DI LAVORO - PARITA DI TRATTAMENTO - DIRETTIVA N. 76/207 - DISCRIMINAZIONE NELL' ACCESSO AL LAVORO - MANCANZA DI SANZIONI CONTEMPLATE DALLA DIRETTIVA - EFFETTI - SCELTA DELLE SANZIONI DA PARTE DEGLI STATI MEMBRI - ATTRIBUZIONE DELL' INDENNITA - NECESSITA DI UN' INDENNITA ADEGUATA - OBBLIGHI DEI GIUDICI NAZIONALI
( DIRETTIVA DEL CONSIGLIO N. 76/207 )
1. BENCHE L' ART. 189, 3* COMMA DEL TRATTATO LASCI AGLI STATI MEMBRI LA LIBERTA DI SCEGLIERE IL MODO ED I MEZZI DESTINATI A GARANTIRE L' ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA, QUESTA LIBERTA NULLA TOGLIE ALL' OBBLIGO, PER CIASCUNO DEGLI STATI DESTINATARI, DI ADOTTARE, NELL' AMBITO DEL PROPRIO ORDINAMENTO GIURIDICO, TUTTI I PROVVEDIMENTI NECESSARI PER GARANTIRE LA PIENA EFFICACIA DELLA DIRETTIVA, CONFORMEMENTE ALLO SCOPO CH' ESSA PERSEGUE.
L' OBBLIGO DEGLI STATI MEMBRI, DERIVANTE DA UNA DIRETTIVA, DI CONSEGUIRE IL RISULTATO DA QUESTA CONTEMPLATO, COME PURE L' OBBLIGO LORO IMPOSTO DALL' ART. 5 DEL TRATTATO DI ADOTTARE TUTTI I PROVVEDIMENTI GENERALI O PARTICOLARI ATTI A GARANTIRE L' ADEMPIMENTO DI TALE OBBLIGO, VALGONO PER TUTTI GLI ORGANI DEGLI STATI MEMBRI, IVI COMPRESI, NELL' AMBITO DI LORO COMPETENZA, QUELLI GIURISDIZIONALI. NE CONSEGUE CHE, NELL' AP PLICARE IL DIRITTO NAZIONALE, E IN PARTICOLARE LA LEGGE ESPRESSAMENTE ADOTTATA PER L' ATTUAZIONE DI UNA DIRETTIVA, IL GIUDICE NAZIONALE DEVE INTERPRETARE IL PROPRIO DIRITTO ALLA LUCE DELLA LETTERA E DELLO SCOPO DELLA DIRETTIVA ONDE CONSEGUIRE IL RISULTATO CONTEMPLATO DALL' ART. 189, 3* COMMA.
2.LA DIRETTIVA N. 76/207 NON IMPONE CHE LA DISCRIMINAZIONE BASATA SUL SESSO IN OCCASIONE DELL' ACCESSO AL LAVORO SIA REPRESSA MEDIANTE L' OBBLIGO IMPOSTO AL DATORE DI LAVORO, AUTORE DELLA DISCRIMINAZIONE, DI STIPULARE UN CONTRATTO DI LAVORO COL CANDIDATO DISCRIMINATO.
LA DIRETTIVA NON IMPLICA, PER QUANTO RIGUARDA LE SANZIONI DELL' EVENTUALE DISCRIMINAZIONE, ALCUN OBBLIGO ASSOLUTO E SUFFICIENTEMENTE PRECISO CHE POSSA ESSERE FATTO VALERE, IN MANCANZA DI PROVVEDIMENTI D' ATTUAZIONE ADOTTATI ENTRO IL TERMINE, DAL SINGOLO ONDE OTTENERE UN DETERMINATO RISARCIMENTO IN FORZA DELLA DIRETTIVA, QUALORA UNA CONSEGUENZA DEL GENERE NON SIA CON TEMPLATA O CONSENTITA DAL DIRITTO NAZIONALE.
LA DIRETTIVA N. 76/207, BENCHE LASCI AGLI STATI MEMBRI, PER REPRIMERE LA TRASGRESSIONE DEL DIVIETO DI DISCRIMINAZIONE, LA LIBERTA DI SCEGLIERE FRA LE VARIE SOLUZIONI ATTE A CONSEGUIRE LO SCOPO, IMPLICA TUTTAVIA CHE SE UNO STATO MEMBRO DECIDE DI REPRIMERE LA TRASGRESSIONE DEL DIVIETO DI CUI TRATTASI MEDIANTE UN INDENNIZZO, QUESTO, PERCHE NE SIANO CERTI L' EFFICACIA E L' EFFETTO DISSUASIVO, DEVE COMUNQUE ESSERE ADEGUATO RISPETTO AL DANNO SUBITO E DEVE QUINDI ANDARE OLTRE IL RISARCIMENTO PURAMENTE SIMBOLICO QUALE, AD ESEMPIO, IL RIMBORSO DELLE SOLE SPESE CAUSATE DALLA CANDIDATURA. SPETTA AL GIUDICE NAZIONALE DARE ALLA LEGGE ADOTTATA PER L' ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA, IN TUTTI I CASI IN CUI IL DIRITTO NAZIONALE GLI ATTRIBUISCE UN MARGINE DISCREZIONALE, UN' INTERPRETAZIONE ED UN' APPLICAZIONE CONFORMI ALLE ESIGENZE DEL DIRITTO COMUNITARIO.
NEL PROCEDIMENTO 79/83,
AVENTE AD OGGETTO UNA DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE SOTTOPOSTA ALLA CORTE A NORMA DELL' ART. 177 DEL TRATTATO CEE DALL' ARBEITSGERICHT DI AMBURGO NEL LITIGIO DINANZI AD ESSO PENDENTE TRA
DORIT HARZ
DEUTSCHE TRADAX GMBH
DOMANDA VERTENTE SULL' INTERPRETAZIONE DELLA DIRETTIVA DEL CONSIGLIO 9 FEBBRAIO 1976, N. 76/207, RELATIVA ALL' ATTUAZIONE DEL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTA MENTO FRA GLI UOMINI E LE DONNE PER QUANTO RIGUARDA L' ACCESSO AL LAVORO, ALLA FORMAZIONE E ALLA PROMOZIONE PROFESSIONALI, E LE CONDIZIONI DI LAVORO ( GU L 39, PAG. 40 ),
1 CON ORDINANZA 5 LUGLIO 1982, PERVENUTA ALLA CORTE IL 3 MAGGIO 1983, L' ARBEITSGERICHT HAMBURG HA SOLLEVATO, IN FORZA DELL' ART. 177 DEL TRATTATO CEE, VARIE QUESTIONI PREGIUDIZIALI VERTENTI SULL' INTERPRETAZIONE DELLA DIRETTIVA DEL CONSIGLIO 9 FEBBRAIO 1976, N. 76/207, RELATIVA ALL' ATTUAZIONE DEL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO FRA GLI UOMINI E LE DONNE PER QUANTO RIGUARDA L' ACCESSO AL LAVORO, ALLA PREPARAZIONE E ALLA PROMOZIONE PROFESSIONALI E LE CONDIZIONI DI LAVORO ( GU L 39, PAG. 40 ).
2 DETTE QUESTIONI SONO STATE SOLLEVATE NELL' AMBITO DI UNA LITE FRA LA SIG.RA DORIT HARZ, INGEGNERE COMMERCIALE DIPLOMATO, E L' IMPRESA DEUTSCHE TRADAX GMBH. DALLA MOTIVAZIONE DELL' ORDINANZA DI RINVIO SI DESUME CHE L' ARBEITSGERICHT RITIENE CHE VI E STATA DISCRIMINAZIONE A CAUSA DEL SESSO DA PARTE DELL' IMPRESA, IN OCCASIONE DELL' ASSUNZIONE PER LA QUALE LA HARZ ERA CANDIDATA.
3 IL GIUDICE NAZIONALE HA RITENUTO CHE LA SOLA SANZIONE PER LA DISCRIMINAZIONE COMMESSA IN OCCASIONE DELL' INGAGGIO ERA, SECONDO IL DIRITTO TEDESCO, IL RISARCIMENTO DELL'' INTERESSE NEGATIVO' ( VERTRAUENSSCHADEN ), CIOE IL DANNO CAUSATO AI CANDIDATI DISCRIMINATI DAL FATTO DI AVER CREDUTO CHE IL RAPPORTO DI LAVORO SAREBBE STATO INSTAURATO SENZA ALCUNA DISCRIMINAZIONE. TALE INDENNIZZO E CONTEMPLATO DALL' ART. 611 BIS, N. 2, DEL BGB.
4 A NORMA DI QUESTA DISPOSIZIONE IL DATORE DI LAVORO, IN CASO DI DISCRIMINAZIONE NELL' ACCESSO AL LAVORO, E TENUTO' A RISARCIRE IL DANNO SUBITO DAL LAVORATORE PER AVER RITENUTO IN BUONA FEDE CHE TALE TRASGRESSIONE ( DEL PRINCIPIO DI PARITA DI TRATTAMENTO ) NON OSTERA ALL' INSTAURARSI DEL RAPPORTO DI LAVORO'. QUESTO ARTICOLO HA LO SCOPO DI TRASPORRE LA SOPRA MENZIONATA DIRETTIVA DEL CONSIGLIO N. 76/207.
5 L' ARBEITSGERICHT HA DI CONSEGUENZA RITENUTO CHE, IN FORZA DEL DIRITTO TEDESCO, EGLI POTEVA UNICAMENTE DISPORRE IL PAGAMENTO DI UN RISARCIMENTO MINIMO, PRECISAMENTE 2,31 DM, COME SPESE CAUSATE ALL' ATTRICE DALLA CANDIDATURA, IL CHE SAREBBE INSUFFICIENTE PER IMPORRE L' OSSERVANZA DELLA DIRETTIVA COMUNITARIA, GIACCHE UN RISARCIMENTO DEL GENERE NON CONSENTE DI OTTENERE DAI DATORI DI LAVORO CHE ESSI ADOTTINO UN COMPORTAMENTO CONFORME ALLA LEGGE.
6 AL FINE DI DETERMINARE LE NORME GIURIDICHE IN VIGORE SUL PIANO COMUNITARIO IN CASO DI DISCRIMINAZIONE NELL' ACCESSO AL LAVORO, IL GIUDICE NAZIONALE HA SOTTOPOSTO ALLA CORTE LE SEGUENTI QUESTIONI :
' 1. SE - IN CASO DI ACCERTATA DISCRIMINAZIONE - DAL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO FRA UOMINI E DONNE AI FINI DELL' ACCESSO AL LAVORO, PRINCIPIO POSTO NEGLI ARTT. 1, N. 2 E 2, NN. 2 E 3, DELLA'' DIRETTIVA DEL CONSIGLIO RELATIVA ALL' ATTUAZIONE DEL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO FRA GLI UOMINI E LE DONNE PER QUANTO RIGUARDA L' ACCESSO AL LAVORO, ALLA FORMAZIONE E ALLA PROMOZIONE PROFESSIONALI E LE CONDIZIONI DI LAVORO'' ( N. 76/207 / CEE - GU L 39, PAG. 40 ) DERIVI IL DIRITTO PER LA CANDIDATA DI OTTENERE LA STIPULAZIONE DI UN CONTRATTO DI LAVORO NEI CONFRONTI DEL DATORE DI LAVORO CHE HA RIFIUTATO LA SUA ASSUNZIONE A CAUSA DEL SESSO.
2.IN CASO DI SOLUZIONE AFFERMATIVA DELLA PRIMA QUESTIONE, SE CIO VALGA SOLO SE
A ) LA CANDIDATA DISCRIMINATA E LA PIU QUALIFICATA DI TUTTI I CANDIDATI DI AMBO I SESSI OVVERO
B)ANCHE SE, SEBBENE SIA STATA DISCRIMINATA NEL PROCEDIMENTO DI ASSUNZIONE, SIA STATO ASSUNTO UN CANDIDATO MASCHIO PIU QUALIFICATO.
3.QUALORA ALLA 1A E ALLA 2A QUESTIONE SIA DATA SOLUZIONE NEGATIVA, SE DAL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO FRA UOMINI E DONNE SECONDO LE DISPOSIZIONI DELLA DIRETTIVA N. 76/207/CEE CONSEGUA CHE,
- COME EFFETTO GIURIDICO, E NECESSARIO INFLIGGERE UNA CONSISTENTE SANZIONE PECUNIARIA, AD ESEMPIO IL RISARCIMENTO DEI DANNI DA DETERMINARE DI VOLTA IN VOLTA A FAVORE DELLA LAVORATRICE DANNEGGIATA SINO A CONCORRENZA DELLA SOMMA PARI ALLA RETRIBUZIONE SU CUI ESSA FACEVA AFFIDAMENTO, PER IL PERIODO DI SEI MESI, PERIODO NEL QUALE, SECONDO IL DIRITTO FEDERALE TEDESCO, I LAVORATORI NON POSSONO FAR VALERE L' ILLECEITA SOCIALE DEL LICENZIAMENTO,
E/O DEBBANO ESSERE INFLITTE DELLE PENE DA PARTE DELLO STATO.
4.IN CASO DI SOLUZIONE AFFERMATIVA DELLA TERZA QUESTIONE, SE CIO VALGA SOLO SE
A)LA CANDIDATA DISCRIMINATA E LA PIU QUALIFICATA DI TUTTI I CANDIDATI DI AMBO I SESSI OVVERO
B)ANCHE SE, SEBBENE SIA STATA DISCRIMINATA NEL PROCEDIMENTO D' ASSUNZIONE, SIA STATO ASSUNTO UN CANDIDATO MASCHIO PIU QUALIFICATO.
5.IN CASO DI SOLUZIONE AFFERMATIVA DELLA 1A, 2A, 3A O 4A QUESTIONE, SE GLI ARTT. 1, 2 E 3 DELLA DIRETTIVA N. 76/207/CEE ABBIANO EFFICACIA DIRETTA NEGLI STATI MEMBRI'.
7 TALI QUESTIONI MIRANO SOPRATTUTTO AD ACCERTARE SE LA DIRETTIVA N. 76/207 IMPONGA AGLI STATI MEMBRI DI CONTEMPLARE CONSEGUENZE GIURIDICHE O SANZIONI DETERMINATE IN CASO DI DISCRIMINAZIONE NELL' ACCESSO AL LAVORO ( QUESTIONI 1-4 ) E SE I SINGOLI POSSANO, EVENTUALMENTE, FAR VALERE DINANZI AI GIUDICI NAZIONALI LE DISPOSIZIONI DELLA DIRETTIVA, IN CASO DI MANCATA E TEMPESTIVA ATTUAZIONE DELLA STESSA NELL' ORDINAMENTO GIURIDICO NAZIONALE ( QUESTIONE N. 5 ).
A ) SULLA PRIMA QUESTIONE
8 CON LA PRIMA QUESTIONE IL GIUDICE NAZIONALE CHIEDE IN SOSTANZA SE LA DIRETTIVA N. 76/207 PRESCRIVA CHE LA DISCRIMINAZIONE BASATA SUL SESSO IN OCCASIONE DELL' ACCESSO AL LAVORO SIA PUNITA CON L' OBBLIGO PER IL DATORE DI LAVORO, AUTORE DELLA DISCRIMINAZIONE, DI STIPULARE UN CONTRATTO DI LAVORO COL CANDIDATO DISCRIMINATO.
9 SECONDO IL GIUDICE NAZIONALE, PER OTTENERE LA PARITA DI TRATTAMENTO FRA UOMINI E DONNE PER QUANTO RIGUARDA L' ACCESSO AL LAVORO, LE SANZIONI PROSPETTABILI SONO L' ASSUNZIONE D' UFFICIO O IL DIRITTO AL RISARCIMENTO, CHIAMATO IN DIRITTO TEDESCO COMPENSAZIONE DELL' INTERESSE POSITIVO. IL GIUDICE NAZIONALE RITIENE CHE LA DIRETTIVA N. 76/207 NON SIA STATA ANCORA ATTUATA NEL DIRITTO TEDESCO, DATO CHE LA SANZIONE COMMINATA DALL' ART. 611 BIS, N. 2, DEL BGB E A SUO PARERE INSUFFICIENTE ALL' UOPO.
10 SECONDO LE ATTRICI NELLA CAUSA PRINCIPALE, L' ART. 611 BIS, N. 2, DEL BGB, IL QUALE LIMITA IL DIRITTO AL RISARCIMENTO AL SOLO INTERESSE NEGATIVO, ESCLUDEREBBE LE POSSIBILITA DI RISARCIMENTO CONTEMPLATE DAL DIRITTO COMUNE. LA DIRETTIVA N. 76/207 OBBLIGHEREBBE GLI STATI MEMBRI AD ADOTTARE PROVVEDIMENTI ATTI AD EVITARE IN FUTURO QUALSIASI DISCRIMINAZIONE. SI DOVREBBE QUINDI RITENERE QUANTOMENO CHE L' ART. 611 BIS, N. 2, NON DEVE ESSERE PRESO IN CONSIDERAZIONE. CIO AVREBBE LA CONSEGUENZA DI OBBLIGARE IL DATORE DI LAVORO A STIPULARE UN CONTRATTO DI LAVORO CON IL CANDIDATO DISCRIMINATO OVVERO, SE CIO FOSSE IMPOSSIBILE O PRATICAMENTE IRREALIZZABILE, ALMENO VERSARGLI UN RISARCIMENTO CONSISTENTE.
11 IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, PUR RENDENDOSI CONTO DELLA NECESSITA CHE LA DIRETTIVA SIA TRASPOSTA IN MODO EFFICACE, INSISTE SUL FATTO CHE CIASCUNO STATO MEMBRO, A NORMA DELL' ART. 189, 3* COMMA, DEL TRATTATO CEE, DISPONE DI UN MARGINE DISCREZIONALE PER QUANTO RIGUARDA LE CONSEGUENZE GIURIDICHE DELLA TRASGRESSIONE DEL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO. ESSO SOSTIENE POI CHE I GIUDICI TEDESCHI HANNO LA POSSIBILITA DI ELABORARE, PARTENDO DAL DIRITTO PRIVATO NAZIONALE E ATTENENDOSI A QUANTO DISPONE LA DIRETTIVA, SOLUZIONI ADEGUATE CHE RISPONDANO TANTO AL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO QUANTO AGLI INTERESSI DI TUTTE LE PARTI. INFINE, DELLE CONSEGUENZE GIURIDICHE PERCETTIBILI SAREBBERO SUFFICIENTI PER FAR OSSERVARE IL PRINCIPIO DELLA PA RITA DI TRATTAMENTO, E DOVREBBERO ESSERE CONTEMPLATE SOLO PER IL CASO IN CUI IL CANDIDATO DISCRIMINATO E PIU IDONEO DI ALTRI AL POSTO DI CUI TRATTASI, NON GIA SE I CANDIDATI ERANO A PARI MERITO.
12 IL GOVERNO OLANDESE SOSTIENE CHE LA DIRETTIVA NON IMPONE UNA SANZIONE DETERMINATA, COME AD ESEMPIO L' ASSUNZIONE D' UFFICIO DI CHI ABBIA SUBITO LA DISCRIMINAZIONE. D' ALTRO CANTO, LA CONDANNA DEL DATORE DI LAVORO A PAGARE UNA SOMMA PURAMENTE SIMBOLICA NON BASTEREBBE A FAR SI CHE LA PERSONA DISCRIMINATA SIA IN GRADO DI FAR VALERE I PROPRI DIRITTI AI SENSI DELLA DIRETTIVA.
13 IL GOVERNO DEL REGNO UNITO E ANCH' ESSO DEL PARERE CHE SPETTA AGLI STATI MEMBRI SCEGLIERE I PROVVEDIMENTI CHE ESSI CONSIDERANO ATTI A GARANTIRE L' ADEMPIMENTO DEGLI OBBLIGHI LORO IMPOSTI DALLA DIRETTIVA. QUESTA NON FORNISCE ALCUNA INDICAZIONE CIRCA I PROVVEDIMENTI CHE GLI STATI MEMBRI DEVONO ADOTTARE E LE QUESTIONI SOTTOPOSTE ALLA CORTE DIMOSTRANO DI PER SE ED IN MODO EVIDENTE LE DIFFICOLTA CUI DA LUOGO LA DETERMINAZIONE DEI PROVVEDIMENTI OPPORTUNI.
14 LA COMMISSIONE RITIENE DAL CANTO SUO CHE, BENCHE LA DIRETTIVA INTENDA LASCIARE AGLI STATI MEMBRI LA SCELTA E LA DETERMINAZIONE DELLE SANZIONI, LA TRASPOSIZIONE DELLA DIRETTIVA STESSA DEVE CIONONDIMENO ESSERE EFFICACE PER QUANTO RIGUARDA IL RISULTATO. IL PRINCIPIO DELL' EFFICACE TRASPOSIZIONE DELLA DIRETTIVA ESIGE CHE LE SANZIONI SIANO CONCEPITE IN MODO DA COSTITUIRE, PER IL CANDIDATO DISCRIMINATO UN RISARCIMENTO ADEGUATO, E PER IL DATORE DI LAVORO UN MEZZO DI PRESSIONE DA PRENDERE IN SERIA CONSIDERAZIONE E CHE LO INDUCA AD OSSERVARE IL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO. LA NORMATIVA NAZIONALE CHE DIA DIRITTO UNICAMENTE AL RISARCIMENTO DELL' INTERESSE NEGATIVO NON BASTA PER GARANTIRE L' OSSERVANZA DI TALE PRINCIPIO.
15 A NORMA DELL' ART. 189, 3* COMMA,' LA DIRETTIVA VINCOLA LO STATO MEMBRO CUI E RIVOLTA PER QUANTO RIGUARDA IL RISULTATO DA RAGGIUNGERE, SALVA RESTANDO LA COMPETENZA DEGLI ORGANI NAZIONALI IN MERITO ALLA FORMA E AI MEZZI'. BENCHE QUESTA DISPOSIZIONE LASCI AGLI STATI MEMBRI LA LIBERTA DI SCEGLIERE IL MODO ED I MEZZI DESTINATI A GARANTIRE L' ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA, QUESTA LIBERTA NULLA TOGLIE ALL' OBBLIGO, PER CIASCUNO DEGLI STATI DESTINATARI, DI ADOTTARE, NELL' AMBITO DEL PROPRIO ORDINAMENTO GIURIDICO, TUTTI I PROVVEDIMENTI NECESSARI PER GARANTIRE LA PIENA EFFICACIA DELLA DIRETTIVA, CONFORMEMENTE ALLO SCOPO CHE ESSA PERSEGUE.
16 E QUINDI OPPORTUNO ESAMINARE LA DIRETTIVA N. 76/207 ONDE DETERMINARE SE ESSA IMPONGA AGLI STATI MEMBRI L' OBBLIGO DI CONTEMPLARE CONSEGUENZE GIURIDICHE O SANZIONI DETERMINATE IN CASO DI TRASGRESSIONE DEL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO NELL' ACCESSO AL LAVORO.
17 DETTA DIRETTIVA HA LO SCOPO DI ATTUARE, NEGLI STATI MEMBRI, IL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO FRA UOMINI E DONNE GARANTENDO IN PARTICOLARE, AI LAVORATORI DI ENTRAMBI I SESSI, LA PARITA EFFETTIVA DI POSSIBILITA DI ACCESSO AL LAVORO. A TALE SCOPO L' ART. 2 DEFINISCE IL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO ED I SUOI LIMITI, MENTRE L' ART. 3, N. 1, NE PRECISA LA PORTATA PER QUANTO RIGUARDA, APPUNTO, L' ACCESSO AL LAVORO. L' ART. 3, N. 2, LETT. A ), PRESCRIVE CHE GLI STATI MEMBRI ADOTTINO I PROVVEDIMENTI NECESSARI PERCHE SIANO ABOLITE LE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE, REGOLAMENTARI ED AMMINISTRATIVE IN CONTRASTO COL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO.
18 L' ART. 6 IMPONE AGLI STATI MEMBRI L' OBBLIGO DI ADOTTARE NEL LORO ORDINAMENTO GIURIDICO INTERNO I PROVVEDIMENTI NECESSARI PER CONSENTIRE A CHIUNQUE SI CONSIDERI LESO DA UNA DISCRIMINAZIONE' DI FAR VALERE I PROPRI DIRITTI PER VIA GIUDIZIARIA'. DA QUESTA DISPOSIZIONE DISCENDE CHE GLI STATI MEMBRI SONO OBBLIGATI AD ADOTTARE PROVVEDIMENTI CHE SIANO SUFFICIENTEMENTE EFFICACI PER CONSEGUIRE LO SCOPO DELLA DIRETTIVA ED A FAR SI CHE TALI PROVVEDIMENTI POSSANO ESSERE EFFETTIVAMENTE FATTI VALERE DINANZI AI GIUDICI NAZIONALI DAGLI INTERESSATI. DETTI PROVVEDIMENTI POSSONO, AD ESEMPIO, COMPRENDERE DISPOSIZIONI CHE PRESCRIVANO AL DATORE DI LAVORO DI ASSUMERE IL CANDIDATO DISCRIMINATO O CONTEMPLINO UN ADEGUATO RISARCIMENTO PECUNIARIO, IL TUTTO SANZIONATO DA UN SISTEMA DI AMMENDE. VA TUTTAVIA RILEVATO CHE LA DIRETTIVA NON IMPONE UNA SANZIONE DETERMINATA, BENSI LASCIA AGLI STATI MEMBRI LA LIBERTA DI SCEGLIERE FRA LE VARIE SOLUZIONI ATTE A CONSEGUIRE LO SCOPO.
19 LA PRIMA QUESTIONE VA DI CONSEGUENZA RISOLTA NEL SENSO CHE LA DIRETTIVA N. 76/207 NON IMPONE CHE LA DISCRIMINAZIONE BASATA SUL SESSO IN OCCASIONE DELL' ACCESSO AL LAVORO SIA REPRESSA MEDIANTE L' OBBLIGO IMPOSTO AL DATORE DI LAVORO, AUTORE DELLA DISCRIMINAZIONE, DI STIPULARE UN CONTRATTO DI LAVORO COL CANDIDATO DISCRIMINATO.
B ) SULLA SECONDA QUESTIONE
20 DATO CHE LA SECONDA QUESTIONE E STATA SOLLEVATA SOLO PER IL CASO IN CUI IL DATORE DI LAVORO FOSSE OBBLIGATO AD ASSUMERE IL CANDIDATO DISCRIMINATO, NON VI E PIU MOTIVO DI RISOLVERLA.
C ) SULLE QUESTIONI 3-5
21 CON LA TERZA E LA QUARTA QUESTIONE, IL GIUDICE NAZIONALE CHIEDE IN SOSTANZA ALLA CORTE SE SIA POSSIBILE INFERIRE DALLA DIRETTIVA LA NECESSITA DI UNA SANZIONE ECONOMICAMENTE CONSISTENTE. LA QUINTA QUESTIONE MIRA AD ACCERTARE SE LA DIRETTIVA, CORRETTAMENTE INTERPRETATA, POSSA ESSER FATTA VALERE DINANZI AI GIUDICI NAZIONALI DAI DANNEGGIATI.
22 SI DEVE OSSERVARE IN PROPOSITO CHE LA PARITA EFFETTIVA DI POSSIBILITA NON PUO ESSERE OTTENUTA SENZA UN SISTEMA ADEGUATO DI SANZIONI. QUESTA CONSEGUENZA DERIVA NON SOLO DALLO SCOPO STESSO DELLA DIRETTIVA, MA PIU PRECISAMENTE DALL' ART. 6 IL QUALE, ATTRIBUENDO UN' AZIONE GIURISDIZIONALE AI CANDIDATI CHE SIANO STATI DISCRIMINATI, ATTRIBUISCE LORO DEI DIRITTI CHE POSSONO ESSERE FATTI VALERE DINANZI AL GIUDICE.
23 L' ATTUAZIONE COMPLETA DELLA DIRETTIVA, BENCHE NON IMPONGA - COME SI E DETTO NEL RISOLVERE LA PRIMA QUESTIONE - UNA FORMA DETERMINATA DI SANZIONE IN CASO DI TRASGRESSIONE DEL DIVIETO DI DISCRIMINAZIONE, IMPLICA CIONONDIMENO CHE LA SANZIONE STESSA SIA TALE DA GARANTIRE LA TUTELA GIURISDIZIONALE EFFETTIVA ED EFFICACE. ESSA DEVE INOLTRE AVERE PER IL DATORE DI LAVORO UN EFFETTO DISSUASIVO REALE. NE CONSEGUE CHE, QUALORA LO STATO MEMBRO DECIDA DI REPRIMERE LA TRASGRESSIONE DEL DIVIETO DI DISCRIMINAZIONE MEDIANTE UN INDENNIZZO, QUESTO DEVE ESSERE IN OGNI CASO ADEGUATO AL DANNO SUBITO.
24 SI DEVE QUINDI RITENERE CHE LA LEGGE NAZIONALE LA QUALE LIMITI IL RISARCIMENTO DI COLORO CHE SIANO STATI DISCRIMINATI NELL' ACCESSO AL LAVORO AD UN INDENNIZZO PURAMENTE SIMBOLICO, COME AD ESEMPIO IL RIMBORSO DELLE SPESE CAUSATE DALLA CANDIDATURA, NON E CONFORME ALLE ESIGENZE DI EFFICACE TRASPOSIZIONE DELLA DIRETTIVA.
25 LA NATURA DELLE SANZIONI CONTEMPLATE NELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA IN CASO DI DISCRIMINAZIONE NELL' ACCESSO AL LAVORO, ED IN PARTICOLARE LA QUESTIONE SE L' ART. 611 BIS, N. 2, DEL BGB ESCLUDA LE POSSIBILITA DI RISARCIMENTO PROPRIE DEL DIRITTO COMUNE, E STATA LUNGAMENTE DISCUSSA DINANZI ALLA CORTE. IN PROPOSITO IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA HA SOSTENUTO ALL' UDIENZA CHE DETTO ARTICOLO NON ESCLUDE NECESSARIAMENTE L' APPLICAZIONE DEL DIRITTO COMUNE IN FATTO DI RISARCIMENTO. SPETTA UNICAMENTE AL GUIDICE NAZIONALE STATUIRE SU QUESTO PUNTO VERTENTE SULL' INTERPRETAZIONE DEL SUO DIRITTO NAZIONALE.
26 E TUTTAVIA OPPORTUNO PRECISARE CHE L' OBBLIGO DEGLI STATI MEMBRI, DERIVANTE DA UNA DIRETTIVA, DI CONSEGUIRE IL RISULTATO DA QUESTA CONTEMPLATO, COME PURE L' OBBLIGO LORO IMPOSTO DALL' ART. 5 DEL TRATTATO DI ADOTTARE TUTTI I PROVVEDIMENTI GENERALI O PARTICOLARI ATTI A GARANTIRE L' ADEMPIMENTO DI TALE OBBLIGO, VALGONO PER TUTTI GLI ORGANI DEGLI STATI MEMBRI IVI COMPRESI, NELL' AMBITO DI LORO COMPETENZA, QUELLI GIURISDIZIONALI. NE CONSEGUE CHE NELL' APPLICARE IL DIRITTO NAZIONALE, E IN PARTICOLARE LA LEGGE NAZIONALE ESPRESSAMENTE ADOTTATA PER L' ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA N. 76/207, IL GIUDICE NAZIONALE DEVE INTERPRETARE IL PROPRIO DIRITTO NAZIONALE ALLA LUCE DELLA LETTERA E DELLO SCOPO DELLA DIRETTIVA ONDE CONSEGUIRE IL RISULTATO CONTEMPLATO DALL' ART. 189, 3* COMMA.
27 VICEVERSA, COME SI DESUME DALLE CONSIDERAZIONI CHE PRECEDONO, LA DIRETTIVA NON IMPLICA - PER QUANTO RIGUARDA LE SANZIONI DELL' EVENTUALE DISCRIMINAZIONE - ALCUN OBBLIGO ASSOLUTO E SUFFICIENTEMENTE PRECISO CHE POSSA ESSERE FATTO VALERE, IN MANCANZA DI PROVVEDIMENTI D' ATTUAZIONE ADOTTATI ENTRO IL TERMINE, DAL SINGOLO ONDE OTTENERE UN DETERMINATO RISARCIMENTO IN FORZA DELLA DIRETTIVA, QUALORA UNA CONSEGUENZA DEL GENERE NON SIA CONTEMPLATA O CONSENTITA DAL DIRITTO NAZIONALE.
28 SI DEVE TUTTAVIA PRECISARE AL GIUDICE NAZIONALE CHE LA DIRETTIVA N. 76/207, BENCHE LASCI AGLI STATI MEMBRI, PER REPRIMERE LA TRASGRESSIONE DEL DIVIETO DI DISCRIMINAZIONE, LA LIBERTA DI SCEGLIERE FRA LE VARIE SOLUZIONI ATTE A CONSEGUIRE LO SCOPO, IMPLICA TUTTAVIA CHE SE UNO STATO MEMBRO DECIDE DI REPRIMERE LA TRASGRESSIONE DEL DIVIETO DI CUI TRATTASI MEDIANTE UN INDENNIZZO, QUESTO, PERCHE NE SIANO CERTI L' EFFICACIA E L' EFFETTO DISSUASIVO, DEVE COMUNQUE ESSERE ADEGUATO RISPETTO AL DANNO SUBITO E DEVE QUINDI ANDARE OLTRE IL RISARCIMENTO PURAMENTE SIMBOLICO QUALE, AD ESEMPIO, IL RIMBORSO DELLE SOLE SPESE CAUSATE DALLA CANDIDATURA. SPETTA AL GIUDICE NAZIONALE DARE ALLA LEGGE ADOTTATA PER L' ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA, IN TUTTI I CASI IN CUI IL DIRITTO NAZIONALE GLI ATTRIBUISCE UN MARGINE DISCREZIONALE, UN' INTERPRETAZIONE ED UN' APPLICAZIONE CONFORMI ALLE ESIGENZE DEL DIRITTO COMUNITARIO.
29 LE SPESE SOSTENUTE DAI GOVERNI DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, DEL REGNO UNITO E DEI PAESI BASSI E DALLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE, CHE HANNO SOTTOPOSTO OSSERVAZIONI ALLA CORTE, NON POSSONO DAR LUOGO A RIFUSIONE, IL PRESENTE PROCEDIMENTO, NEI CONFRONTI DELLE PARTI NELLA CAUSA PRINCIPALE, HA IL CARATTERE DI UN INCIDENTE SOLLEVATO DINANZI AL GIUDICE NAZIONALE, AL QUALE SPETTA QUINDI STATUIRE SULLE SPESE.
STATUENDO SULLE QUESTIONI SOTTOPOSTE DALL' ARBEITSGERICHT HAMBURG, CON ORDINANZA 5 LUGLIO 1982,
1* LA DIRETTIVA N. 76/207 NON IMPONE CHE LA DISCRIMINAZIONE BASATA SUL SESSO IN OCCASIONE DELL' ACCESSO AL LAVORO SIA REPRESSA MEDIANTE L' OBBLIGO IMPOSTO AL DATORE DI LAVORO, AUTORE DELLA DISCRIMINAZIONE, DI STIPULARE UN CONTRATTO DI LAVORO COL CANDIDATO DISCRIMINATO.
2*LA DIRETTIVA NON IMPLICA, PER QUANTO RIGUARDA LE SANZIONI DELL' EVENTUALE DISCRIMINAZIONE, ALCUN OBBLIGO ASSOLUTO E SUFFICIENTEMENTE PRECISO CHE POSSA ESSERE FATTO VALERE, IN MANCANZA DI PROVVEDIMENTI D' ATTUAZIONE ADOTTATI ENTRO IL TERMINE, DAL SINGOLO ONDE OTTENERE UN DETERMINATO RISARCIMENTO IN FORZA DELLA DIRETTIVA, QUALORA UNA CONSEGUENZA DEL GENERE NON SIA CONTEMPLATA O CONSENTITA DAL DIRITTO NAZIONALE.
3*LA DIRETTIVA N. 76/207, BENCHE LASCI AGLI STATI MEMBRI, PER REPRIMERE LA TRASGRESSIONE DEL DIVIETO DI DISCRIMINAZIONE, LA LIBERTA DI SCEGLIERE FRA LE VARIE SOLUZIONI ATTE A CONSEGUIRE LO SCOPO, IMPLICA TUTTAVIA CHE SE UNO STATO MEMBRO DECIDE DI REPRIMERE LA TRASGRESSIONE DEL DIVIETO DI CUI TRATTASI MEDIANTE UN INDENNIZZO, QUESTO, PERCHE NE SIANO CERTI L' EFFICACIA E L' EFFETTO DISSUASIVO, DEVE COMUNQUE ESSERE ADEGUATO RISPETTO AL DANNO SUBITO E DEVE QUINDI ANDARE OLTRE IL RISARCIMENTO PURAMENTE SIMBOLICO QUALE, AD ESEMPIO, IL RIMBORSO DELLE SOLE SPESE CAUSATE DALLA CANDIDATURA. SPETTA AL GIUDICE NAZIONALE DARE ALLA LEGGE ADOTTATA PER L' ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA, IN TUTTI I CASI IN CUI IL DIRITTO NAZIONALE GLI ATTRIBUISCE UN MARGINE DISCREZIONALE, UN' INTERPRETAZIONE ED UN' APPLICAZIONE CONFORMI ALLE ESIGENZE DEL DIRITTO COMUNITARIO.

References: SENTENZA 
 ART. 189
 ART. 5
 ART. 189
 ART. 177
 ART. 177
 ART. 611
 ART. 611
 ART. 611
 ART. 611
 ART. 189
 ART. 189
 ART. 2
 ART. 3
 ART. 3
 ART. 6
 ART. 6
 ART. 611
 ART. 5
 ART. 189