Source: https://www.laleggepertutti.it/135956_prima-di-farmi-la-multa-il-vigile-deve-fermarmi-sempre
Timestamp: 2018-12-19 12:36:38+00:00

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Prima di farmi la multa il vigile deve fermarmi sempre?
La contestazione immediata all’automobilista è obbligatoria solo quando possibile e non costituisce pericolo o intralcio alla circolazione.
Non sempre, prima di elevare la multa, il poliziotto deve fermare il conducente. Quella che, in termini giuridici, viene chiamata «contestazione immediata della contravvenzione» è obbligatoria solo quando l’arresto dell’auto sia materialmente possibile, ossia non arrechi intralcio o non costituisca pericolo per la circolazione. Nelle altre ipotesi, invece, il conducente riceve la multa direttamente a casa propria (con raccomandata a.r. o a mezzo di notifica a mani), ma è necessario, affinché essa sia valida, che il verbale riporti le ragioni della mancata contestazione. Il giudice può poi verificare – su ricorso dell’automobilista – se tali motivazioni siano reali o solo di forma e, in quest’ultimo caso, è tenuto ad annullare la multa. È quanto ricorda la Cassazione con una recente sentenza [1].
1 Quando non è necessaria la contestazione immediata della multa?
2 Contestazione immediata
3 La comunicazione dei dati del conducente
Quando non è necessaria la contestazione immediata della multa?
Il codice della strada individua i casi in cui non è necessario fermare l’auto contravvenzionata. Li abbiamo elencati tutti qui; i principali sono:
se il veicolo andava così veloce da rendere difficile l’inseguimento;
passaggio col rosso;
utilizzo di autovelox che consente la determinazione della velocità solo in un momento successivo a quello in cui l’auto è ormai passata;
passaggio nelle Ztl.
Se nella generalità dei casi la contestazione immediata è necessaria perché consente all’automobilista l’esercizio del diritto alla difesa (potendo immediatamente contraddire il verbalizzare o addurre le proprie ragioni), laddove tale contestazione non sia possibile essa non è più obbligatoria, ma in tal caso devono essere indicate nel verbale le ragioni della mancata contestazione. Sulla validità di tali ragioni il giudice si può pronunciare, ferma l’impossibilità di sindacare comunque le modalità di organizzazione del servizio pubblico.
La contestazione immediata deve dunque essere effettuata se e quando sia possibile in relazione alle modalità di organizzazione del servizio predisposto dall’Amministrazione secondo il suo insindacabile giudizio; servizio il cui fine istituzionale è pur sempre quello di reprimere comportamenti pericolosi per la regolarità della circolazione e la vita degli utenti delle strade.
Ricordiamo che se la multa, per la quale sia prevista la decurtazione dei punti dalla patente, non viene contestata subito, ma spedita a casa dell’automobilista, questi, entro 60 giorni, deve inviare una comunicazione all’autorità con cui indica i dati della patente dell’effettivo conducente, in modo che solo a questi – in quanto responsabile – vengano tolti i punti. Se non lo fa riceve una seconda multa, ma non perde i punti.
[1] Cass. sent. n. 20595/16 del 2.10.2016.
Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, sentenza 26 maggio – 12 ottobre 2016, n. 20595
P.F. propone ricorso per cassazione, illustrato da memoria fuori termine, contro il Comune di Scandicci, che resiste con controricorso, avverso la sentenza del Tribunale di Firenze che ha rigettato l’appello confermando la sentenza del GP di rigetto di opposizione a verbale per violazione dell’art. 142 VIII cds richiamando i principi in tema di contestazione immediata e l’utilizzabilità del telelaser Ultralyte.
Il ricorrente denunzia 1) violazione degli artt. 201 cds e 384 reg cds sulla mancata contestazione immediata; 2)mancata dimostrazione della corretta funzionalità del dispositivo elettronico; 3) mancanza di visibilità degli agenti del traffico; 4)esclusione della condanna alle spese trattandosi di patrocinio da parte dell‘avvocatura comunale.
Quanto al primo motivo questa Corte, da tempo, ha affermato il principio che la contestazione immediata, ove possibile, costituisce elemento di legittimità del provvedimento, salvo tuttavia non sia possibile; nel qual caso devono essere indicate nel verbale le ragioni della mancata contestazione e su di esse è possibile il sindacato giurisdizionale, con il limite dell’insindacabilità delle modalità di organizzazione del servizio (Cass. 18.1.05 n. 944, 28.12.04 n. 24066, 21.6.01 n.8528, 25.5.01 n. 7103, 29.3.01 n. 4571, etc.).
Quanto alla seconda censura, non si ignora che, a seguito della ordinanza n 17766/2014 cd questa Corte che aveva sollevato d’ufficio la questione di legittimità costituzionale dell’art. 45 del d.lgs. 285/1992 sulla verifica periodica di funzionalità e taratura dell’apparecchio la Corte costituzionale, con sentenza n. 113/2015, ha dichiarato l’illegittimità della norma.
In applicazione di tale decisione, in situazioni analoghe è stata pronunziata la cassazione con rinvio per procedere alle relative verifiche (Cass. n. 0972/2016) né è sufficiente il riferimento del controricorrente ad un certificato di omologazione.
Donde il rigetto dei primo motivo e l’accoglimento del secondo mentre stano assorbiti i restanti motivi.
La Corte rimetta il primo motivo di ricorso, accoglie il secondo, dichiara assorbiti à altri, cassa la sentenza in relazione a quanto sopra e rinvia anche per le spese al Tribunale di Firenze, in persona di altro Magistrato.

References: sentenza 
 Cass. 
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