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Timestamp: 2020-08-11 13:59:14+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 19853 del 09/08/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19853 del 09/08/2017
Cassazione civile, sez. trib., 09/08/2017, (ud. 19/06/2017, dep.09/08/2017), n. 19853
sul ricorso iscritto al n. 16922/2010 R.G. proposto da:
Puglia n. 63/7/09, depositata il 20 giugno 2009;
– l’Agenzia delle entrate impugna per cassazione la decisione della CTR della Puglia che, confermando la decisione di primo grado, aveva ritenuto sufficiente il tempestivo pagamento della prima rata per perfezionare il condono L. n. 289 del 2000, ex art. 9-bis e, quindi, dichiarato non legittimo l’atto di diniego per l’omesso versamento delle successive rate;
– assume, con un motivo, la violazione e falsa applicazione della L. n. 289 del 2002, art. 9 bis, D.L. n. 223 del 2006, art. 37, comma 44, conv. in L. n. 248 del 2006, e del D.L. n. 185 del 2008, art. 32, comma 7, conv. in L. n. 2 del 2009, per aver escluso la decadenza del beneficio clemenziale nonostante il mancato integrale pagamento di tutte le rate.
-l’incompatibilità delle misure con cui lo Stato membro rinuncia ad una corretta applicazione e/o riscossione di quanto dovuto per Iva va rilevata a prescindere da specifiche deduzioni di parte poichè il principio di effettività contenuto nell’art. 10 del Trattato CE comporta, come affermato sempre da questa Corte sulla base della giurisprudenza comunitaria, l’obbligo del giudice nazionale di applicare d’ufficio il diritto comunitario, senza che possano ostarvi preclusioni procedimentali o processuali, o, nella specie, il carattere chiuso del giudizio di cassazione;
– ne deriva che la L. n. 289 del 2002, art. 32, comma 7, nella presente controversia avente ad oggetto atto di diniego di condono relativo, tra l’altro, all’IVA, va disapplicato limitatamente a tale imposta;
– con riferimento all’Irpef ed all’Irap, invece, il motivo è fondato, avendo la Corte affermato, con dictum da cui non vi è ragione di discostarsi, che “Il condono fiscale L. n. 289 del 2002, ex art. 9-bis che costituisce una forma di condono clemenziale, è condizionato all’integrale versamento di quanto dovuto, sicchè il pagamento parziale delle somme indicate nella dichiarazione integrativa ne comporta il mancato perfezionamento e non fa venir meno l’illiceità della condotta, neppure limitatamente alle somme parzialmente corrisposte, ma, al contrario, porta ad emersione il definitivo ed originario inadempimento dell’obbligazione tributaria, legittimando la pretesa sanzionatoria dell’Amministrazione finanziaria commisurata all’intero importo dell’imposta non versata nei termini di legge” (Cass. n. 20745 del 2010, Rv. 614457; Cass. n. 26683 del 2016, Rv. 642366; con riguardo alla non estensibilità delle regole degli altri tipi di condono v. Cass. n. 25238 del 2013, Rv. 629201; Cass. n. 379 del 2016, Rv. 638820);
La Corte in accoglimento del ricorso cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso introduttivo del contribuente. Condanna la parte soccombente al pagamento delle spese del presente giudizio di legittimità che liquida in Euro 4.000,00 per compensi, oltre accessori di legge e spese prenotate a debito. Compensa le spese dei gradi di merito.

References: Sentenza 
 art. 9
 art. 9
 art. 37
 art. 32
 art. 32
 art. 9
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza