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Timestamp: 2020-01-26 00:23:23+00:00

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Intervento del Dott Giovanni Rossi "L'applicazione della normativa nazionale e comunitaria in materia alimentare"
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L’applicazione della normativa nazionale e comunitaria in materia alimentare
Relatore Dr. Giovanni Rossi T.d.P. RAQ SIAN Parma
Stiamo assistendo ad un
ispettiva sugli alimenti varia
comprendere i testi normativi (alcuni
risalgano addirittura all’inizio
Novecento) è necessario
Lo sviluppo del S.S.N.
1888: Legge n. 5849 “Sulla tutela della igiene e della sanità pubblica”, nota come legge Crispi-Pagliani;
Istituzione dei Medici Comunali e Provinciali Istituzione della Direzione Generale Sanità (MINISTERO DEGLI INTERNI)
Francesco Crispi (1818 –1901) Luigi Pagliani (1847- 1932)
1907: Il primo T.U. delle leggi sanitarie, che coordinava l’intera materia, fu approvato con R.D. 1907, n. 603.
1934: In seguito fu emanato, con R.D. 27 luglio 1934, n. 1265, il nuovo T.U. delle leggi sanitarie che, fino alla riforma sanitaria del 1978, ha fissato le specifiche funzioni dei singoli organi dell’amministrazione sanitaria.
Repubblica Italiana (1948) art. 32
1958: Legge 296/1958 Istituzione del Ministero della Salute
1974: Lo Stato trasferisce alle Regioni le competenze in campo sanitario 1978: Legge 833/1978 Istituzione del S.S.N (sopressione delle mutue principi: unitario, globale, territoriale –istituzione delle USL ) 1992: D.lgvo 502/1992 Seconda Riforma Sanitaria (De Lorenzo) (aziendalizzazione da USl a Azienda USL) 1999: D.lgvo 229/199 Terza Riforma Sanitaria (Bindi) (aziendalizzazione e regionalizzazione )
I°°°° FASE (136 anni)
II°°°° FASE
III°°°° FASE
TTULS
D.Lvo
del Novecento la vigilanza riguardava il
alimentari erano abbastanza
posto, come
ntrollo
potabili, la
di profilassi delle malattie sociali.
Con il Regno d’Italia queste diverse funzioni verranno disciplinate da appositi regolamenti che definirono tre principali figure dell’agente di vigilanza:
- Vigile Sanitario Comunale (1890);
- Guardie di Sanità (1907) ;
-Vigile Sanitario Provinciale (1934).
I compiti dei Vigili Sanitari
Lotta alla Pellagra e
alla Malaria
Stato igienico delle case
e ispezione” sancita dal Testo Unico delle
- R.D. 1934, n. 1265)
a vigilanza,
gli agenti comunali e provinciali
Sessanta a causa del clamore e degli scandali
(frodi)
emanata la Legge n. 283 del 1962,
L.283/1962)
( Gli
247, 250 e 262 T.U. Leggi Sanitarie furono
viene istituito
283 del 1962 è ancora tuttoggi
2 concernente
dal D.lgs 193/2007 in attuazione dell’art. 2 della
41/2004 .
“Vigilanza e Ispezione e prelievo campioni”
Art. 1 L.283/1962
soggette a vigilanza per la tutela della pubblica
commercio delle sostanze destinate
sanitaria può procedere, in qua
competenti organi ed uffici, ad
stabilimenti ed esercizi pubblici…”
dall'autorità sanitaria
ricato,
d’attuazione (d.p.r n. 327/1980) fu emanato ben diciotto anni dopo.
1962 fu riconosciuta all’epoca la
europeo, ma che fu però osteggiata da alcune forze
applicazione fu alquanto travagliata, infatti, il regolamento
alimenti era quindi condotto dagli organi
ispettiv
esclusivamente la presenza o l'assenza
dalle norme nel campo igienico-sanitario
era quindi indirizzato
di ispezioni e
controllo che avveniva prevalentemente
valle” della filiera alimentare
impedito il ripetersi dell'irregolarità.
fossero rilevate.
D.L. 18 giugno 1986, n. 282 Misure urgenti in materia di prevenzione e repressione delle sofisticazioni alimentari.
La sfiducia verso il SSN e la richiesta di maggiori controlli da parte dei cittadini, porterà al proliferare di altri organi di controllo; tutti si cimenteranno più o meno legittimamente in questo settore, la gran parte senza le dovute conoscenze tecniche. Oltre alle Forze di Polizia altri organi sioccuperanno a vario titolo del controllo sugli alimenti.
“Vigilanza e Ispezione
( Legge 30 Aprile 1962, n. 283)
Ufficiale”
Marzo 1993, n. 123
“Attuazione della Direttiva 89/397/CEE relativo
controllo ufficiale dei prodotti alimentari”.
“Controllo Ufficiale”
D.lgs 3 Marzo 1993, n. 123
Articolo 1. Definizioni e finalità.
recepito della direttiva 93/43/CEE
155/1997, nonché attraverso
direttive Ce verticali
origine animale (D.lgvo
D.lgvo
537/92,
530/92
autocontrollo”.
DECRETO LEGISLATIVO 26 maggio 1997, n. 156 Attuazione della direttiva 93/99/CEE concernente misure supplementari in merito al controllo ufficiale dei prodotti alimentari
mercato se si ravvisa un rischio immediato per
dell’OSA di ritirare il prodotto
Le Criticità del D.lgvo 155/1997
-La Normativa precedente NON VENNE ABROGATA;
-Il Termine per le prescrizioni minimo di 120 giorni dalla data dell’ispezione;
dell’OSA;
-Assenza dell’obbligo della rintracciabilità
sanzionatorio DPR 327/1980 e D.lgvo 155/97
immediato?)
ITX (IsopropilThioxantone)
Archiviazione dell’inchiesta giudiziaria nel 2007 per richiesta della stessa Procura della Repubblica di Milano in ragione della non tossicità, e dunque non pericolosità, della sostanza in questione, aspetto sul quale si era pronunciato il Prof. Garattini, Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, incaricato dalla stessa Autorità Giudiziaria a svolgere tutti gli accertamenti del caso. La non nocività dei prodotti contaminati da ITX era stata già dichiarata nel 2005 dalla stessa E.F.S.A.
Assenza di coordinamento e comunicazione tra gli organismi preposti a vigilare sulla salute pubblica corto circuito informativo.
sistemicosistemicosistemicosistemico
N°°°° Ispezioni / AUDIT (categorizzazione del rischio) = Sicurezza Alimentare
(mucca
diossine nei mangimi) è stata
• 10/02/2000
• 01/02/2002
• 30/04/2004 Pubblicazione “Pacchetto Igiene”
• 01/01/2006 Entrata in vigore “Pacchetto Igiene”
Pubblicazione “Libro Bianco
Pubblicazione Reg. 178
•una strategia globale, integrata, che si applica a tutta la catena alimentare;
•una definizione chiara dei ruoli di tutte le parti coinvolte nella catena alimentare (produttori di alimenti per animali, operatori agricoli e operatori del settore alimentare, gli Stati membri, la Commissione, i consumatori);
•la rintracciabilità degli alimenti destinati agli esseri umani e agli animali e dei loro ingredienti;
•la coerenza, l'efficacia e il dinamismo della politica alimentare;
•l'analisi dei rischi (compresa la valutazione, la gestione e la comunicazione dei rischi);
•l'indipendenza, l'eccellenza e la trasparenza dei pareri scientifici;
•l'applicazione del principio di precauzione nella gestione dei rischi.
Secondo un approccio globale e integrato concerne tutti i seguenti aspetti:
L'alimentazione e la salute degli animali, la protezione e il benessere degli animali, i controlli veterinari, le misure di polizia sanitaria, i controlli fitosanitari, la preparazione e l'igiene dei prodotti alimentari.
Il Libro bianco ribadisce anche la necessità di instaurare un dialogo permanente con i consumatori a fini di informazione, educazione e ascolto
Cinque principi generali fondamentali:
●l'affermazione del carattere integrato della filiera alimentare ●l'analisi del rischio quale fondamento essenziale di tale politica ●l'impegno della responsabilità degli operatori del settore ●la definizione della rintracciabilità dei prodotti in tutte le fasi della filiera alimentari ●il diritto dei cittadini a un'informazione chiara e precisa
Quando l’ordinamento della Comunità europea e l’ordinamento interno regolano lo stesso fatto, l’ordinamento nazionale deve cedere , nel senso che, pur restando i due ordinamenti separati e autonomi, la norma interna non viene abrogata, ma disapplicata.
Il diritto comunitario è formato da regolamenti, immediatamente applicabili e vincolanti per tutti I cittadini comunitari, e dalle direttive che devono invece essere recepite dai singoli Stati.
Le precedenti direttive comunitarie verticali (carni, ittici, latte e uova), che regolamentavano la produzione nei singoli settori, sono state abrogate con la Direttiva CE/41/2004.
(Direttiva Killer)
Recepita in Italia dal D.lgvo 193/2007
Modifica Titolo V Costituzione leggi costituzionali n. 1 del 1999 e n. 3 del 2001 e il succ. referendum confermativo del 7 ottobre 2001
La sanità è materia concorrente
Lo Stato non ha più potestà legislativa in tutte le materie
Le Regioni possono avere potestà legislativa
Stato e Regione hanno autonomia ma devono collaborare per realizzare sistemi efficienti a tutela di un interesse pubblico
Regolamenti “Pacchetto igiene”
Regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
28 gennaio 2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della
legislazione alimentare, istituisce l'autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare
● Regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 sull'igiene dei prodotti alimentari
● Regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale
● Regolamento (CE) n. 854/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del
29 aprile 2004 che stabilisce norme specifiche per l'organizzazione di
controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo
● Regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali
I principi generali introdotti da questi Regolamenti sono i seguenti:
- La responsabilità principale della sicurezza dei prodotti alimentari è
in capo all’operatore del settore alimentare (OSA);
- l’OSA deve garantire la sicurezza dei propri prodotti che vengono immessi sul mercato, anche predisponendo ed attuando procedure operative predefinite, verificandone l’efficacia mediante controlli e monitoraggi sulle stesse;
- l’OSA deve assicurare un sistema per la tracciabilità e la rintracciabilità dei prodotti alimentari;
- l’OSA ha l’obbligo di provvedere al blocco, al ritiro o al richiamo dei prodotti usciti dallo stabilimento di produzione qualora si ipotizzino o si evidenzino pericoli per la salute dei consumatori, derivabili dal consumo
di tali prodotti alimentari.
Il Regolamento U.E 178/02
Raccoglie i principi cardini del diritto alimentare UE e introduce:
●Rapid Alert System (RAS) ●Rete europea di analisi del rischio ●Istituisce l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ●Rintracciabilità
( IGIENE DEI PRODOTTI ALIMENTARI )
Questo reg. ha abrogato e sostituito la direttiva 93/43 (D.lgs 155/1997) e prevale sulle leggi nazionali già emanate in questa materia (Legge 283/1962 e D.P.R. 327/1980) E’ molto simile al D.lgvo 155/97 obbliga l’OSA di disporre di:
PROCEDURE DI AUTOCONTROLLO AZIENDALE
Sistema HACCP del Codex Alimentarius
MISURE IGIENICHE SPECIFICHE
rispetto dei criteri microbiologici (basati sul Reg. 2073 del 2005 succ. mod e int), mantenimento delle corrette temperature
Rispetto dell’allegato II (attrezzature, formazione personale ecc.)
-Le principali novità riguardano:
la produzione primaria (allegato I) che ora rientra nella catena della sicurezza alimentare
-La registrazione di tutte le imprese che producono, trasformano, manipolano o distribuiscono prodotti alimentari
(art. 2 Legge 283/1962 abrogata “Autorizzazione sanitaria”)
ALLEGATI a CONFRONTO
requisiti igienici generali
requisiti igienici specifici
requisiti igienici per locali mobili o temporanei
requisiti per l’apparecchiatura
requisiti applicabili alle strutture mobili e/o temporanee
disposizioni applicabili prodotti alimentari
formazione(cap.X)
( Norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale )
Vengono definite le condizioni di lavorazione, stoccaggio, trasporto dei diversi tipi di prodotti di origine animale.
Le carni fresche possono essere immesse sul mercato solo se contrassegnate da un bollo sanitario. I prodotti animali primari, non trasformati, trasformati e composti possono essere immessi sul mercato solo se contrassegnati da un marchio di identificazione.
882/2004 del 29/4/2004
ufficiali intesi a verificare
materia di mangimi
nformità
CE/854/2004, che stabilisce
l’organizzazione di controlli ufficiali
animale destinati al consumo umano,
Art.1 Reg 882/2004
Il presente regolamento fissa le regole generali per l’esecuzione dei controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alle normative, volte segnatamente, a:
a) prevenire, eliminare o ridurre a livelli
accettabili i rischi per gli esseri umani e
gli animali, siano essi rischi diretti o
veicolati dall’ambiente; e
Garantire pratiche commerciali leali per i mangimi e gli alimenti e tutelare gli interessi dei consumatori, comprese l’etichettatura dei mangimi e degli alimenti e altre forme di informazione ai consumatori.
Art.2 Reg 882/2004 - Definizioni
“autorità competente”:
l’autorità centrale di uno stato membro competente per l’organizzazione di controlli ufficiali o qualsiasi altra autorità cui è conferita tale competenza o anche, secondo i casi, l’autorità omologa di un paese terzo;
Ministero della Salute – Regioni – Aziende S. L.
… nell’ambito delle rispettive competenze.
(art. 2 del d.lgs n. 197/2007)
Art.10 Reg 882/2004 – Attività, metodi e tecniche di controllo
Le attività di controllo riguardano:
- alimenti (materie prime, ingredienti, additivi e coadiuvanti, semilavorati, ecc.);
- stabilimenti (strutturali, impiantistici, materiali a contatto -
condizioni igieniche, ecc.);
- processo/sistemi di controllo [art.4 reg CE n.852/04]
valutazione delle procedure di: GMP, GHP, HACCP, controllo infestanti, ecc.).
Esame documentale, Interviste, lettura strumenti dell’OSA,
misurazioni strumentali, qualsiasi altra attività richiesta per
assicurare l’attuazione del presente regolamento.
“Categorizzazione del rischio”
L’autorità competente deve garantire che i controlli ufficiali siano eseguiti periodicamente, in base ad una valutazione dei rischi e con frequenza appropriata, per raggiungere gli obiettivi prefissati dai Regolamenti medesimi, tenendo conto:
a) dei rischi identificati associati con gli alimenti, con le aziende del settore, con l’uso degli alimenti o con qualsiasi trasformazione, materiale, sostanza, attività o operazione che possa influire sulla loro sicurezza;
b) dei dati precedenti relativi agli OSA per quanto riguarda la conformità
alla normativa in materia di alimenti;
dell’affidabilità dei propri controlli già eseguiti;
informazione che possa indicare un’eventuale non
generale, usando metodi e tecniche di controllo appropriati quali:
Monitoraggio, sorveglianza, verifica, audit,
ispezione, campionamento e analisi.
Definizione del regolamento 882/2004:
“ Esame sistematico e indipendente per accertare se determinate attività e i risultati correlati siano conformi alle disposizioni previste, se tali disposizioni siano attuate in modo efficace e siano adeguate per raggiungere determinati obiettivi”.
Definizione secondo la norma UNI EN ISO 19011
“L’Audit o verifica ispettiva è uno strumento di misura d usare con sistematicità e indipendenza allo scopo di valutare la conformità e l’efficacia di una organizzazione rispetto a una norma di riferimento”
processo ben definito di verifica,
sistematico e documentato, che serve per conoscere e valutare, con evidenze oggettiva, se quanto avviene in un’organizzazione o all’interno di un impianto di produzione di. alimenti è conforme ai regolamenti comunitari.
Lo stesso regolamento impone agli Stati membri di garantire l’effettivo coordinamento di tutti gli enti incaricati dei controlli uffici (statali-regionali- locali), attraverso resoconti annuali e programmi pluriennali da quelli da eseguire, che i Paesi membri dovranno notificare alla commissione.
Autorità competenti competenze
-Autorità competenti ASL-
Se, nell’ambito di un’A. C., vi sono più unità competenti a effettuare i controlli ufficiali, si deve assicurare il coordinamento e la cooperazione efficaci ed efficienti tra queste diverse unità.
Aziende U S L
Art.4 Reg 882/2004 Autorità competenti e Autorità di controllo
Ministero Pol. Agr. F.
organiorganiorganiorgani didididi
controllocontrollocontrollocontrollo regionaliregionaliregionaliregionali
ForzeForzeForzeForze didididi PoliziaPoliziaPoliziaPolizia
PoliziaPoliziaPoliziaPolizia LocaleLocaleLocaleLocale eeee
ProvincialeProvincialeProvincialeProvinciale
● Regolamento (CE) n. 2074/2005 della Commissione del 5 dicembre 2005 recante modalità di attuazione relative a taluni prodotti di cui al Regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio e all'organizzazione di controlli ufficiali a norma dei Regolamenti del Parlamento europeo e del Consiglio (CE) n. 854/2004 e (CE) n. 882/2004, deroga al regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio e modifica dei Regolamenti (CE) n. 853/2004 e (CE) n. 854/2004
● Regolamento (CE) n. 2075/2005 della Commissione del 5 dicembre 2005 che definisce norme specifiche applicabili ai controlli ufficiali relativi alla presenza di trichine nelle carni
● Regolamento (CE) n. 2076/2005 della Commissione del 5 dicembre 2005 che fissa disposizioni transitorie per l'attuazione dei regolamenti del Parlamento europeo e del Consiglio (CE) n. 853/2004, (CE) n. 854/2004 e (CE) n. 882/2004 e che modifica i Regolamenti (CE) n. 853/2004 e (CE) n. 854/2004
Norme specifiche nazionali
Esempi di normative specifiche nazionali:
Pane e sfarinati:
Legge 4 Luglio 1967, N. 580 “Disciplina per la lavorazione e commercio dei cereali, degli sfarinati, del pane e delle paste alimentari” succ. modifiche e integrazioni;
ADAP: alimenti prima infanzia:
Funghi Selvatici:
Legge 352/1993 – DPR 376/1995
Decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 169: Attuazione della direttiva 2002/46/CE relativa agli integratori alimentari Decreto del Ministero della salute 17 febbraio 2005 (deroghe nazionali), come modificato da Decreto del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali 23 luglio 2008 (ritiro della deroga per il vanadio) modificato da:
Decreto del Ministro della salute 31 luglio 2007: Norme per l’attuazione della direttiva 2006/37/CE, che modifica l’allegato II della direttiva 2002/46/CE per quanto concerne l’inclusione di alcune sostanze
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References: art. 32

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