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Timestamp: 2019-02-16 13:10:40+00:00

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D. P.G.R. Toscana 30/07/2013, n. 41/R | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NR30001
B.U. R. Toscana P. I 10/10/2018, n. 45
- D.P.G.R. 20/06/2014, n. 33/R
- D.P.G.R. 26/06/2018, n. 31/R
- D.P.G.R. 02/10/2018, n. 55/R
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Visto l’articolo 117, comma sesto, della Costituzione;
Vista la legge regionale 26 luglio 2002, n. 32 (Testo unico della normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro) e in particolare l’articolo 4 bis;
Visto il parere del Comitato tecnico di direzione espresso nella seduta del 30 maggio 2013;
Visto il parere della competente struttura di cui all’articolo 17, comma 4 d
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Titolo I - OGGETTO E DISPOSIZIONI GENERALI
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1. Il presente regolamento, in attuazione dell’
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Capo II - Caratteristiche generali del sistema integrato dei servizi educativi
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Art. 2 - Classificazione dei servizi
1. I servizi educativi di cui all’articolo 4 della l.r. 32/2002 costituiscono un sistema integrato e consistono in:
a) nido d’infanzi
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Art. 3 - Forme di gestione dei servizi
1. Al fine di realizzare un’offerta qualificata e diversificata basata sull’integrazione fra pubblico e privato, s
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Art. 4 - Partecipazione delle famiglie
1. I titolari dei servizi educativi garantiscono la costituzione di organismi di part
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Art. 5 - Progetto pedagogico e progetto educativo del servizio
2. Il progetto pedagogico è il documento generale in cui vengono esplicitati i valori, gli o
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Art. 6 - Funzioni di coordinamento gestionale e pedagogico dei servizi
1. I soggetti titolari o gestori pubblici e privati dei servizi educativi garantiscono per gli stessi le funzioni di direzione gestionale e di coordinamento pedagogico al fine di assicurare la qualità, la coerenza e la continuità degli interventi sul piano educativo, nonché l’omogeneità e l’efficienza sul piano organizzativo e
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Art. 7 - Funzioni di coordinamento gestionale e pedagogico comunali
1. I comuni realizzano il coordinamento gestionale e pedagogico dei servizi educativi al fine di garantire il necessario raccordo tra i servizi pubblici e privati presenti sul territorio e la qualificazione del sistema integrato.
2. Le funzioni di coordinamento pedagogico sono svolte da soggetti in possesso dei titoli di studio di cui all’articolo 15.
3. Le funzioni di coordinamento pedagogico e gestionale si realizzano con il concorso d
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Art. 8 - Organismi di coordinamento gestionale e pedagogico zonali
1. Al fine di garantire al contempo coerenza e dinamismo progettuale nell’ambito del sistema integrato territoriale dei servizi educativi, le Conferenze zonali per l’istruzione costituiscono, al proprio interno, organismi di coordinamento gestionale e pedagogico dei servizi educativi.
2. Negli organismi di cui al comma 1 le funzioni di coord
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Art. 9 - Funzioni delle aziende unità sanitarie locali
1. D’intesa con i comuni, le aziende USL, ai sensi della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato “Legge finanziaria 2001”), vigilano sul funzionamento dei servizi educa
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Art. 10 - Criteri di accesso ai servizi educativi e sistemi tariffari
1. I servizi educativi che rientrano nel sistema pubblico dell’offerta, composto dai servizi a titolarità pubblica e da quelli a titolarità privata accreditati e convenzionati ai sensi degli articoli
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Capo III - Personale
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Art. 11 - Personale dei servizi
1. Il funzionamento dei servizi educativi è garantito dagli educatori e dal personale ausiliario, che operano secondo il principio della collegialità e nel quadro degli indirizzi del coordinamento gestionale e pedagogico per l&r
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Art. 12 - Formazione
1. La formazione degli educatori e del personale ausiliario è svolta in ogni servizio educativo nell’ambito di una programma
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Art. 13 - Titoli di studio degli educatori
1. Per ricoprire il ruolo di educatore è necessario il possesso di uno dei seguenti titoli di studio:
a) laurea o laurea magistrale conseguita in corsi afferenti alle classi pedagogiche o psicologiche;
b) master di primo o secondo livello avente ad oggetto la prima infanzia per coloro che sono in possesso di laurea in discipline umanistiche o
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Art. 14 - Titoli di studio del personale ausiliario
1. Il personale addetto alla cucina con funzione di cuoco possiede l’attestato
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Art. 15 - Titoli di studio per lo svolgimento delle funzioni di coordinamento pedagogico
1. I soggetti che svolgono le funzioni di coordinamento pedagogico sono in possesso di laurea o laurea magistrale conseguita in corsi afferenti alle classi pedagogiche o psicologiche, o di titoli equipollenti riconosciuti dal Ministero dell’istruzione, dell’universit&agra
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Art. 16 - Requisiti di onorabilità del personale e contrattualistica di riferimento
1. Costituisce requisito per l’esercizio delle funzioni di coordinamento pedago
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Capo IV - Strumenti a sostegno della scelta educativa delle famiglie
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Art. 17 - Carta dei servizi
1. I soggetti titolari pubblici e privati dei servizi educativi adottano la carta dei servizi quale strumento che rende trasparente ed esigibile il livello qualitativo dei servizi erogati e che regola i rapporti tra i se
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Art. 18 - Elenco comunale degli educatori
1. I comuni possono istituire elenchi degli educatori al fine di mettere a disposizione delle famiglie personale qualificato per lo sv
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Capo IV - Standard e caratteristiche strutturali comuni ai servizi educativi
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Art. 19 - Standard di base e funzionalità degli spazi
1. Il servizio educativo è collocato, di norma, in un edificio con destinazione esclusiva. Qualora la destinazione non sia esclusiva è comunque assicurata autonomia funzionale.
2. I comuni individuano, in relazione alle caratteristiche dell’edificio, i casi in cui alcuni spazi di quest’ultimo possono essere
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Art. 20 - Caratteristiche degli spazi esterni
1. L’area esterna del servizio educativo è recintata, attrezzata a verde e di uso esclusivo dei bambini durante l’orario di apertura del servizio stesso e non è inferiore alla superficie interna messa a disposizione dei bambini.
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Titolo II - NIDO D’INFANZIA
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Capo I - Definizione e requisiti strutturali
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Art. 21 - Nido d’infanzia
1. Il nido d’infanzia è un servizio educativo di interesse pubblico rivo
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Art. 22 - Caratteristiche degli spazi interni
1. Nel nido d’infanzia gli spazi interni destinati ai bambini e quelli a disposizione degli adulti possiedono caratteristiche in grado di consentirne un utilizzo flessibile. Tali spazi sono organizzati in modo tale da favorire i bambini nell’usufruirne in modo libero e autonomo, secondo quanto previsto nel progetto pedagogico ed educativo, nonché garantendo un facile collegamento con l’area esterna.
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Art. 23 - Standard dimensionali per gli spazi interni
1. Gli spazi del nido d’infanzia destinati a ingresso, unità funzionali e spazi comuni hanno, complessivamente, una superficie minima di 5 metri quadrati per bambino.
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Art. 24 - Organizzazione degli spazi destinati ai bambini
1. Gli ambienti del nido d’infanzia destinati ad accogliere esperienze e attività dei bambini, anche in piccolo gru
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Art. 25 - Ricettività e dimensionamento
1. La ricettività minima e massima del nido d’infanzia è fissata rispettivamente in sette e sessanta posti.
2. Possono accedere al nido d’infanzia bambini che abbiano compiuto tre mesi e che non abbiano compiuto i tre anni di età entro il 31 dicembre dell’anno ed
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Capo II - Requisiti organizzativi
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Art. 26 - Modalità di offerta del servizio
1. Il calendario annuale di funzionamento del nido d’infanzia prevede l’apertura per almeno quarantadue settimane, con attività svolta almeno dal lunedì al venerdì compresi.
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Art. 27 - Rapporto numerico tra educatori e bambini
1. “Il rapporto numerico tra educatori e bambini è riferito a non meno dell’80 per cento dei bambini complessivamente iscritti al nido d’infanzia ed è” N4 calcolato per le diverse fasce di età nel modo seguente:
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Titolo III - SERVIZI INTEGRATIVI
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Capo I - Spazio gioco
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Sezione I - Definizione e requisiti strutturali
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Art. 28 - Spazio gioco
1. Lo spazio gioco è un servizio educativo dove i bambini sono accolti al matt
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Art. 29 - Caratteristiche degli spazi interni
1. Nello spazio gioco gli spazi interni destinati ai bambini e quelli a disposizione degli adulti possiedono caratteristiche in grado di consentirne un utilizzo flessibile. Tali spazi sono organizzati in modo tale da favorire i bambini nell’usufruirne in modo libero e autonomo, secondo quanto previsto nel progetto pedagogico ed educativo, nonché garantendo un facile collegamento con l’area esterna.
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Art. 30 - Standard dimensionali per gli spazi interni
1. Gli spazi dello spazio gioco destinati a ingresso, unità funzionali e spazi comuni hanno, complessivamente, una superficie minima di 4 metri quadrati per bambino.
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Art. 31 - Organizzazione degli spazi destinati ai bambini
1. Gli ambienti dello spazio gioco destinati ad accogliere esperienze e attività dei bambini anche in piccolo gruppo, conte
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Art. 32 - Ricettività e dimensionamento
1. La ricettività minima e massima dello spazio gioco è fissata rispettivamente in sei e cinquanta posti.
2. Possono accedere allo spazio gioco bambini che hanno compiuto diciotto mesi di età e che non hanno compiuto tre anni di età entro il 31 dicembre dell’anno ed
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Sezione II - Requisiti organizzativi
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Art. 33 - Modalità di offerta del servizio
1. Il calendario annuale di funzionamento dello spazio gioco prevede l’apertura per almeno tre mesi.
2. L’orario quotidian
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Art. 34 - Rapporto numerico tra educatori e bambini
1. “Il rapporto numerico tra educatori e bambini è riferito a non meno dell’80 per cento dei bambini complessivamente iscritti allo spazio gioco ed è”
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Capo II - Centro per bambini e famiglie
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Art. 35 - Centro per bambini e famiglie
1. Il centro per bambini e famiglie è un servizio nel quale si accolgono i bam
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Art. 36 - Caratteristiche degli spazi interni
1. Nel centro bambini e famiglie gli spazi interni destinati ai bambini e quelli a disposizione degli adulti possiedono caratteristiche in grado di consentirne un utilizzo flessibile. Tali spazi sono organizzati in modo ta
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Art. 37 - Standard dimensionali per gli spazi interni
1. Gli spazi destinati a ingresso e ambienti per il gioco del centro per bambini e famiglie hanno, complessivamente, una superficie minima di 5 metri quadrati per bambino.
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Art. 38 - Organizzazione degli spazi destinati ai bambini e ai genitori
1. Gli ambienti del centro per bambini e famiglie destinati ad accogliere esperienze e attività dei bambini anche in piccolo gruppo
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Art. 39 - Ricettività e dimensionamento
1. La ricettività minima e massima del centro per bambini e famiglie è fissata rispettivamente in sei e quaranta posti.
2. In considerazione della non corrispondenza tra bambini iscritti e freq
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Art. 40 - Modalità di offerta del servizio
1. Il calendario annuale di funzionamento del centro per bambini e famiglie prevede l’apertura per almeno tre mesi, con attività svolta almeno due giorni al
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Art. 41 - Rapporto numerico tra educatori e bambini
1. “Il rapporto numerico tra educatori e bambini del centro bambini e famiglie è di non più di dieci bambini per educatore ed è rife
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Capo III - Servizio educativo in contesto domiciliare
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Art. 42 - Servizio educativo in contesto domiciliare
1. Il servizio educativo in contesto domiciliare è un servizio educativo per piccoli gruppi di bambini, realizzato con personale educativo presso un’abitazione.
2. Il servizio educativo in contesto domiciliare può accogliere fino a sei bambini contemporaneamente e può essere attivato
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Art. 43 - Spazi interni ed esterni
1. Gli ambienti e gli spazi del servizio educativo in contesto domiciliare, interni ed esterni, nonché gli impianti degli stessi possiedono i requisiti previsti dalla normativa in materia di sicurezza, igiene e sanità, per la salvaguardia della salute e del benessere dei bambini e del personale addetto.
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Art. 44 - Modalità di offerta del servizio
1. Il calendario annuale di funzionamento del servizio educativo in contesto domiciliare prevede l’apertura per almeno otto mesi, con attività svolta almeno dal lunedì al venerd&igra
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Art. 45 - Disposizioni di carattere organizzativo
1. In caso di apertura quotidiana di sei o più ore, la gestione del servizio non può essere affidata ad un solo educatore.
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Titolo IV - CONTINUITÀ VERTICALE
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Capo I - Continuità verticale
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Art. 46 - Centri educativi integrati zerosei
1. Per la realizzazione della continuità verticale, di cui all’articolo
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Art. 47 - Standard generali
1. Il centro zerosei accoglie bambini da tre mesi a sei anni in un’unica struttura in cui si svolgono, in modo inte
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Art. 48 - Progetto pedagogico ed educativo
1. Il progetto pedagogico e il progetto educativo, di cui all’articolo 5, preve
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Titolo V - AUTORIZZAZIONE AL FUNZIONAMENTO, ACCREDITAMENTO E FUNZIONI DI VIGILANZA E CONTROLLO
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Capo I - Autorizzazione al funzionamento e accreditamento
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Art. 49 - Autorizzazione al funzionamento e accreditamento
1. Per i servizi educativi a titolarità di soggetti privati l’autorizzazione al funzionamento costituisce condizione per l’accesso del servizio edu
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Art. 50 - Requisiti e procedimento di autorizzazione
1. Il soggetto titolare di un servizio educativo presenta domanda di autorizzazione allo sportello unico per le attività produttive (SUAP) del comune in cui intende esercitare l’attività.
2. La richiesta di autorizzazione al funzionamento contiene l’attestazione del possesso dei requisiti previsti dal presente regolamento, nonché dai regolamenti comunali, con particolare riferimento a:
a) standard dimensionali e caratteristiche della struttura;
b) ricettività della struttura e rapporti numerici fra operatori e bambini;
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Art. 51 - Requisiti e procedimento per l’accreditamento
1. Il soggetto titolare di un servizio educativo presenta domanda di accreditamento al SUAP del comune in cui intende esercitare l’attività oppure, in caso di servizi già autorizzati, in cui il servizio ha sede.
2. La richiesta di accreditamento contiene l’attestazione del possesso dell’autorizzazione al funzionamento o dei relativi requisiti.
3. Il soggetto richiedente l’accreditamento assicura altresì:
a) un programma annuale di formazione degli educatori per un minimo di venti ore di cui sia possibile documentare l’effettiva realizzazione e che trovi riscontro all’interno dei contrat
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1. I comuni possono convenzionarsi con le strutture accreditate per ampliare la propr
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Capo II - Obblighi informativi e funzioni di vigilanza e controllo
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Art. 53 - Obblighi informativi dei soggetti titolari e gestori dei servizi educativi
1. I soggetti titolari dei servizi educativi autorizzati inseriscono nel sistema informativo regionale i dati riferiti alle proprie unità di offerta entro il termine stabilito dal comune. Il comune inserisce i dati di propria competenza e valida
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Art. 54 - Vigilanza sui servizi educativi
1. I comuni vigilano sul funzionamento dei servizi educativi presenti sul loro territorio mediante almeno due ispezioni annuali senza preavviso, al fine di verificare il benessere dei bambini e l’attuazione del progetto pedagogico ed educativo del servizio. Le modalità di effettuazione delle ispezioni sono definite dai regolamenti comunali.
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Capo III - Finanziamenti per gli edifici adibiti a servizi educativi
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Art. 55 - Destinazione degli edifici adibiti a servizi educativi
1. Gli edifici adibiti a servizi educativi gestiti dai comuni o da altri soggetti pubblici, che hanno usufruito di finanziamenti regionali in conto capitale, non possono essere destinati per cinque anni ad uso diverso da quello per il quale è
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Capo I - Disposizioni transitorie e finali
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Art. 56 - Disposizioni transitorie relative ai servizi educativi già autorizzati
1. Le disposizioni di cui al titolo II e al titolo III, capi I e II si applicano ai servizi educativi già autorizzati
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Art. 57 - Disposizioni transitorie relative agli spazi esterni
1. I servizi educativi già autorizzati alla data di entrata in vigore del presente regolamento che non dispongono di una zona coperta e pavimentata nell’area esterna, come previsto all’articolo 20, comma 2, provvedono all’adeguamento dell’area stessa in occasione dei primi lavori di ristr
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Art. 58 - Abrogazioni
1. Il titolo III del regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 8 agosto 2003, n. 47/R (Regolamento di esecuzione della legge regionale 26 luglio 2002, n. 32 “Testo unico dell
D. P.G.R. Toscana 02/10/2018, n. 55/R
Modalità organizzative dei servizi educativi per la prima infanzia. Modifiche al regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 30 luglio 2013, n. 41/R (Regolamento di attuazione dell'articolo 4 bis della legge regionale 26 luglio 2002, n. 32 "Testo unico della normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro" in materia di servizi educativi per la prima infanzia).
Articolo 26, comma 2 bis; articolo 33, comma 3 bis; articolo 44, comma 3 bis.
Le disposizioni del regolamento si applicano ai servizi educativi già autorizzati e a titolarità comunale a decorrere dal 01/01/2019.
D. P.G.R. Toscana 26/06/2018, n. 31/R
Ricettività dei servizi educativi in contesto domiciliare. Modifiche al regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 30 luglio 2013, n. 41/R (Regolamento di attuazione dell'articolo 4 bis della legge regionale 26 luglio 2002, n. 32 "Testo unico della normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro" in materia di servizi educativi per la prima infanzia).
Articolo 42, comma 2 bis.
Con la modifica approvata si prevede la possibilità di iscrizione di un bambino in più, oltre i sei già previsti, se le caratteristiche strutturali e organizzative del servizio consentono un’adeguata fruizione degli spazi da parte degli utenti.
D. P.G.R. Toscana 20/06/2014, n. 33/R
Modifiche al regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 30 luglio 2013, n. 41/R (Regolamento di attuazione dell’articolo 4 bis della legge regionale 26 luglio 2002, n. 32 “Testo unico della normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro” in materia di servizi educativi per la prima infanzia) in materia di titoli di studio, requisiti organizzativi e strutturali dei servizi educativi e semplificazione.
Articoli 13, comma 1, lett. e); 42, comma 6
Articoli 13, comma 1, lett. d); 15, comma 3; 20, comma 3; 27, comma 1; 34, comma 1; 41, comma 1; 43, commi 3, 4; 45, comma 3; 50, commi 2, lett. e), 6, 8; 51 commi 5, 7; 54, comma 6
Scuole, 10 miliardi per la sicurezza da Il Sole 24 Ore
Sicilia, stanziati 17 milioni di euro per i nidi d'infanzia da Italia Oggi
Edilizia, corsa contro il tempo da Italia Oggi

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 45

Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 50

Art. 51

Art. 53

Art. 54

Art. 55

Art. 56

Art. 57

Art. 58

Articolo 26
 articolo 33
 articolo 44

Articolo 42