Source: https://www.ilcommercialistainrete.com/2018/01/
Timestamp: 2020-02-20 20:13:02+00:00

Document:
01/2018 - Il Commercialista in Rete
Quesito: Ecobonus invio documentazione Enea
Ho eseguito dei lavori di riqualificazione energetica nel mio appartamento. Il termine di 90 giorni per inviare la documentazione all’Enea decorre dalla chiusura del cantiere o dalla data di effettuazione del pagamento?
Per usufruire della detrazione Irpef relativa agli interventi di riqualificazione energetica, entro 90 giorni dalla fine dei lavori è necessario trasmettere all’Enea la copia dell’attestato di certificazione o di qualificazione energetica (prodotto da un tecnico abilitato) e la scheda informativa relativa agli interventi realizzati. I 90 giorni di tempo per l’invio della documentazione decorrono dal giorno del collaudo dei lavori, a nulla rilevando il momento (o i momenti) di effettuazione dei pagamenti (risoluzione n.244/E dell’11 settembre 2007, paragrafo 3). Nell’ipotesi in cui, in virtù del tipo di intervento, non sia richiesto il collaudo, il contribuente può provare la data di fine lavori anche con altra documentazione emessa dal soggetto che ha eseguito i lavori (o dal tecnico che compila la scheda informativa). Invece, non è ritenuta valida, a tal fine, una dichiarazione del contribuente resa in sede di autocertificazione (circolare n. 21/E del 23 aprile 2010, paragrafo 3.1). Si ricorda, infine, che la trasmissione della documentazione deve avvenire in via telematica, attraverso l’applicazione web dell’Enea raggiungibile dal sito www.acs.enea.it.
Ho eseguito dei lavori di riqualificazione energetica nel mio appartamento. Il termine di 90 giorni per inviare la documentazione all’Enea ...
Etichette: Ecobonus
alle mercoledì, gennaio 31, 2018
Canone tv: entro il 31 gennaio il modello per l’esenzione 2018
I cittadini che sono titolari di un’utenza elettrica intestata, ma non possiedono una televisione in casa, hanno tempo fino a mercoledì 31 gennaio per inviare all’Agenzia la dichiarazione sostitutiva di non detenzione ed essere, così, esonerati dal pagamento dell’abbonamento televisivo per il 2018.
Stessa scadenza nel caso in cui nessun componente della famiglia anagrafica, tenuta al versamento del canone, è titolare di un contratto elettrico di tipo domestico residenziale: il canone deve essere versato, tramite modello F24, entro il 31 gennaio di ogni anno.
Come chiedere l’esonero
La dichiarazione di non detenzione deve essere presentata, utilizzando il modello di dichiarazione sostitutiva (quadro A), direttamente online dal contribuente mediante la specifica applicazione web disponibile sul sito dell’Agenzia delle entrate (attraverso le credenziali Fisconline o Entratel) oppure tramite un intermediario abilitato.
Il modulo dichiarativo, inoltre, può essere inviato anche per posta al seguente indirizzo: Agenzia delle Entrate - Ufficio di Torino 1, S.A.T. - Sportello abbonamenti tv - Casella postale 22 – 10121 Torino. In questo caso il modello deve essere presentato insieme alla copia di un documento di riconoscimento.
È possibile anche avvalersi della Pec e trasmettere la dichiarazione, sottoscritta mediante firma digitale, all’indirizzo cp22.sat@postacertificata.rai.it.
La validità dell’esenzione dura 12 mesi, per cui se persistono i necessari requisiti, la dichiarazione deve essere presentata ogni anno a partire dal 1° luglio dell’anno precedente ed entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento.
Invece, la dichiarazione presentata dal 1° febbraio ed entro il 30 giugno dell’anno di riferimento esonera dal pagamento del canone solo per il semestre luglio-dicembre.
Quindi, le dichiarazioni inviate dopo il 31 gennaio 2018, cioè, dal 1° febbraio al 30 giugno 2018, esentano i contribuenti dal pagamento dell’abbonamento tv del secondo semestre (da luglio a dicembre 2018).
Quando pagare con F24
Quando nessun familiare tenuto al versamento è titolare di un utenza elettrica di tipo domestico residenziale, il pagamento del canone tv avviene mediante F24. Il modello di pagamento è utilizzato anche dai cittadini per i quali la fornitura di energia avviene nell’ambito delle reti non interconnesse con la rete di trasmissione nazionale.
In tali casi, il rinnovo del canone può essere eseguito:
in quattro rate trimestrali, rispettivamente entro il 31 gennaio, il 30 aprile, il 31 luglio e il 31 ottobre (23,93 a rata).
Apparecchio Tv dopo il modello di esenzione
Se, successivamente alla dichiarazione di non detenzione, il contribuente viene in possesso di una televisione, deve presentare una nuova dichiarazione, avendo cura di compilare la sezione “Dichiarazione di variazione dei presupposti” contenuta nel Quadro C del modello.
Esenzione degli over 75
I cittadini che hanno compiuto 75 anni, con reddito annuo familiare non superiore a 6.713 euro, possono essere esonerati dal pagamento del canone Tv inviando all’Agenzia una dichiarazione sostitutiva accompagnata da un documento di identità valido.
La dichiarazione sostitutiva di esonero e l’istanza di rimborso dal pagamento del canone Tv può essere spedita per raccomandata, senza busta, all’indirizzo: Agenzia delle Entrate – Ufficio Torino 1 Sat – Sportello abbonamenti tv – Casella Postale 22 - 10121 – Torino, oppure essere consegnata dall’interessato presso un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia.
La richiesta va presentata entro il 30 aprile per essere esonerati per l’intero anno. Coloro che intendono, invece, beneficiare dell’esonero a partire dal secondo semestre, devono presentare la richiesta entro il 31 luglio.
Se le condizioni per l’esonero sussistono anche negli anni successivi, non è necessario presentare ulteriori dichiarazioni. Al contrario, se si perde il possesso dei requisiti di esonero, è necessario versare il canone.
Pagamento con addebito sulle fatture elettriche dal 2016
È stata la legge di stabilità 2016 ad aver introdotto la presunzione di detenzione dell’apparecchio tv nel caso in cui esista un’utenza elettrica nel luogo in cui una persona ha la propria residenza anagrafica.
Da allora il pagamento avviene mediante addebito sulla bolletta elettrica, in 10 rate mensili, da gennaio a ottobre di ogni anno. La dichiarazione di non detenzione, di prossima scadenza, è l’adempimento cui sono tenuti i cittadini proprio per superare questa presunzione.
I cittadini che sono titolari di un’utenza elettrica intestata, ma non possiedono una televisione in casa, hanno tempo fino a mercoledì ...
alle martedì, gennaio 30, 2018
Quesito: agevolazioni per disabili nel settore auto
Chi ha diritto alle agevolazioni previste nel settore auto per le persone con disabilità?
La normativa tributaria prevede una serie di agevolazioni fiscali a favore delle persone con disabilità nel settore auto. In sintesi, i benefici sono i seguenti: detrazione Irpef del 19% della spesa sostenuta per l’acquisto; Iva agevolata al 4% sull’acquisto; esenzione dal pagamento del bollo auto e dell’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà. Tali agevolazioni spettano, a seconda dei casi e al ricorrere dei requisiti e delle condizioni specificamente previste dalla legge con riguardo a ciascuna tipologia di beneficio e di disabilità, ai non vedenti e ai sordi, ai disabili con handicap psichico o mentale titolari dell’indennità di accompagnamento, ai disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni, ai disabili con ridotte o impedite capacità motorie.
Chi ha diritto alle agevolazioni previste nel settore auto per le persone con disabilità? La normativa tributaria prevede una serie...
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alle lunedì, gennaio 29, 2018
Indagini bancarie: prova analitica per smontare la pretesa del Fisco
Qualora l’accertamento delle imposte sui redditi effettuato dall’ufficio finanziario si fondi su verifiche di conti correnti bancari, l’onere probatorio dell’Amministrazione è soddisfatto, secondo l’art. 32 del DPR n. 600 del 1973, attraverso i dati e gli elementi risultanti dai conti predetti, mentre si determina un’inversione dell’onere della prova a carico del contribuente, il quale deve dimostrare che gli elementi desumibili dalla movimentazione bancaria non sono riferibili ad operazioni imponibili, fornendo, a tal fine, una prova non generica, ma analitica, con indicazione specifica della riferibilità di ogni versamento bancario, in modo da dimostrare come ciascuna delle operazioni effettuate sia estranea a fatti imponibili (Cfr., ex multis, Cass. 18081/2010 e 15857/2016).
Sentenza n. 441 dell’11 gennaio 2018 (udienza 25 gennaio 2017)
Cassazione civile, sezione V
Accertamento imposte sui redditi – Verifiche sui conti correnti bancari – Il contribuente deve dimostrare che i movimenti bancari non sono riferibili ad operazioni imponibili – La prova deve essere analitica con indicazione specifica della riferibilità di ogni versamento bancario
Qualora l’accertamento delle imposte sui redditi effettuato dall’ufficio finanziario si fondi su verifiche di conti correnti bancari, l’on...
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alle sabato, gennaio 27, 2018
Quesito:termine per proporre appello
Quali sono i termini per proporre appello avverso una sentenza della Commissione tributaria provinciale?
Le impugnazioni rappresentato gli strumenti che l’ordinamento mette a disposizione delle parti per ottenere una revisione della sentenza emessa dal giudice di prima istanza. Il termine per impugnare la sentenza della Commissione tributaria provinciale è di sessanta giorni (termine breve), che decorre dalla notificazione della sentenza. Se la sentenza di primo grado non è stata notificata, il termine per l’impugnazione è di sei mesi (termine lungo) dalla pubblicazione della sentenza (articolo 51, comma 1, Dlgs. 546/1992).
Quali sono i termini per proporre appello avverso una sentenza della Commissione tributaria provinciale? Le impugnazioni rapprese...
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alle venerdì, gennaio 26, 2018
Quesito:tassazione plusvalenza immobile all'estero
Ho intenzione di vendere un appartamento situato in Francia. Per la tassazione della plusvalenza posso beneficiare del regime dell’imposta sostitutiva?
In linea generale, le plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di beni immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni sono redditi diversi, se non costituiscono redditi di capitale ovvero se non sono conseguiti nell’esercizio di arti e professioni o di imprese commerciali o da società in nome collettivo e in accomandita semplice, nè in relazione alla qualità di lavoratore dipendente (articolo 67, comma 1, lettera b, Tuir). La norma non limita l’imponibilità al solo caso di immobile situato in Italia. Pertanto, anche la cessione di quelli situati all’estero può generare plusvalenze tassabili in capo al venditore residente in Italia. La legge finanziaria 2006 ha introdotto una modalità di tassazione delle plusvalenze in esame alternativa rispetto a quella ordinaria. Infatti, è prevista la possibilità, all’atto della cessione e su richiesta della parte venditrice resa al notaio, di assoggettare la plusvalenza realizzata a un’imposta sostituiva del 20%. A seguito della richiesta, il notaio provvede anche all’applicazione e al versamento dell’imposta sostitutiva, ricevendo la provvista dal cedente. Il notaio, inoltre, comunica all’Agenzia delle entrate i dati relativi alle cessioni, utilizzando il modello approvato con il provvedimento del 12 gennaio 2007 (articolo 1 comma 496, legge 266/2005). Dalla lettura della disposizione si evince che il legislatore ha voluto far convergere in un preciso momento, quello della cessione dell’immobile, non solo la scelta del regime sostitutivo, ma anche l’applicazione e il versamento della relativa imposta. La cessione, quindi, segna il momento impositivo e comporta l’obbligo del deposito della provvista nelle mani del notaio. Ne deriva che, nel caso di vendita di un immobile situato all’estero, alla plusvalenza è applicabile l’imposta sostitutiva solo se l’atto di cessione è stipulato da un notaio italiano (al quale il venditore residente in Italia abbia richiesto l’applicazione del regime sostitutivo). Al contrario, nell’ipotesi in cui l’atto di trasferimento sia formato all’estero, il contribuente italiano non può usufruire dell’imposta sostitutiva, in considerazione del fatto che, in tal caso, la cessione è realizzata senza l’intervento del notaio italiano, che, come sopra detto, è indispensabile per l’applicazione della norma. La possibilità di applicare l’imposta sostitutiva è esclusa anche nel caso in cui il notaio italiano provveda a legalizzare l’atto formato all’estero per il suo riconoscimento in Italia (risoluzione n. 143/e del 21 giugno 2007).
Ho intenzione di vendere un appartamento situato in Francia. Per la tassazione della plusvalenza posso beneficiare del regime dell’imposta ...
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alle giovedì, gennaio 25, 2018
Presentazione tardiva dichiarazioni: il ravvedimento entro il 29 gennaio
Ancora pochi giorni a disposizione dei contribuenti che non hanno presentato, nel termine del 31 ottobre 2017, le dichiarazioni dei redditi di loro competenza, la dichiarazione Irap, il modello Cnm e, per quanto riguarda i sostituti d’imposta, il modello 770, per effettuare la presentazione tardiva di tali dichiarazioni.
Il termine ordinario per la presentazione delle dichiarazioni relative all’anno d’imposta 2016 era il 30 settembre 2017, ma con il Dpcm 26 luglio 2017 è stato prorogato al 31 ottobre 2017.
Coloro che non hanno rispettato tale termine hanno la possibilità di rimediare con il ravvedimento operoso, presentando la dichiarazione entro 90 giorni dalla scadenza, in via telematica, direttamente o tramite intermediari abilitati, attraverso i canali Fisconline o Entratel dell’Agenzia delle entrate; i 90 giorni scadono lunedì 29 gennaio.
Quali le dichiarazioni interessate
Vediamo nello specifico quali sono i soggetti interessati e di quali dichiarazioni si tratta:
-contribuenti obbligati alla presentazione telematica della dichiarazione dei redditi e coloro che, pur non obbligati, hanno scelto tale modalità per presentare il modello Redditi Pf 2017
-eredi delle persone decedute nel 2016, o entro il 31 maggio 2017, che devono presentare il modello Redditi Pf 2017
-società di persone ed enti equiparati, che devono presentare il modello Redditi Sp 2017
-soggetti Ires con esercizio coincidente con l’anno solare, che devono presentare il modello Redditi Sc 2017
-enti pubblici e privati diversi dalle società, compresi i trust, soggetti all’Ires, nonché società ed enti non residenti soggetti all’Ires, che devono presentare il modello Redditi Enc 2017
-soggetti ammessi alla tassazione di gruppo di imprese controllate residenti e soggetti ammessi alla determinazione dell’unica base imponibile per il gruppo di imprese non residenti, con esercizio coincidente con l’anno solare, che devono presentare il modello Cnm 2017
-soggetti obbligati alla presentazione della dichiarazione Irap 2017, con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare
-sostituti d’imposta che nel 2016 hanno corrisposto somme o valori soggetti a ritenuta alla fonte e che devono presentare il modello 770/2017.
Sanzione ridotta per chi si “ravvede”
L’Agenzia delle entrate, con la circolare 42/2016, anche alla luce delle ulteriori modifiche alla disciplina del ravvedimento contenute nel Dlgs.158/2015, è intervenuta, tra l’altro, anche in merito alla tardiva presentazione delle dichiarazioni annuali allo scolpo di agevolare i contribuenti che si ravvedono entro 90 giorni.
Nel caso in cui il contribuente che non ha presentato entro il termine ordinario la dichiarazione vi provveda entro 90 giorni dalla scadenza (dichiarazione tardiva), è prevista una sanzione di 250 euro che, in base all’ articolo 13 comma 1, lettera c, Dlgs 472/1997, è ridotta a 1/10, quindi a 25 euro. Nell'F24 va indicato il codice tributo 8911.
Se dalla dichiarazione tardiva emerge un debito d’imposta, il contribuente può rimediare alla violazione versando il tributo, gli interessi (con decorrenza dalla scadenza saltata) e la sanzione per omesso versamento, ridotta in funzione del momento in cui avviene la regolarizzazione.
Ancora pochi giorni a disposizione dei contribuenti che non hanno presentato, nel termine del 31 ottobre 2017, le dichiarazioni dei redditi...
alle mercoledì, gennaio 24, 2018
Tax credit riqualificazione: click day dal 26 febbraio
Con un avviso pubblicato sul proprio sito internet, il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) - Direzione Generale Turismo - ha comunicato termini, tempi e modalità per la presentazione delle nuove domande per poter accedere al credito d’imposta connesso agli interventi di riqualificazione e miglioramento delle strutture ricettive turistico-alberghiere (tax creditriqualificazione –articolo 10, Dl 83/2014 e articolo 1, commi da 4 a 7, legge 232/2016).
Per poter essere ammessi al beneficio, le imprese interessate devono presentare l’istanza, esclusivamente online, insieme all’attestazione di effettività delle spese sostenute, attraverso il portale dei procedimenti del Mibact.
A tale scopo, se non ancora iscritto, il legale rappresentante dell’impresa deve registrarsi sul portale.
I tempi per la compilazione
La compilazione dell’istanza deve essere effettuata esclusivamente dalle ore 10 del 25 gennaio alle 16 del 19 febbraio 2018.
I tempi per l’invio
Le domande si possono inviare esclusivamente dalle ore 10 del 26 febbraio alle 16 del 27 febbraio 2018.
Tutte le informazioni relative al tax credit sono disponibili nell’apposita sezione del sito del Mibact.
Con un avviso pubblicato sul proprio sito internet, il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) - Direzione Gen...
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alle martedì, gennaio 23, 2018
Spese veterinarie: detrazione massima
Il limite di spesa previsto per la detrazione delle spese veterinarie è riferito a ogni animale posseduto o è un limite complessivo?
Per le spese veterinarie spetta una detrazione Irpef del 19%, fino a un importo massimo di 387,40 euro, per la parte che eccede la franchigia di 129,11 euro (articolo 15, comma 1, lettera c-bis, Tuir). Pertanto, la detrazione massima spettante è pari al 19% di 258 euro, cioè 49 euro. Il limite deve essere riferito alle spese veterinarie complessivamente sostenute da chi intende usufruire della detrazione, indipendentemente dal numero di animali posseduti (circolare 55/E del 14 giugno 2001, paragrafo 1.4.2)
Il limite di spesa previsto per la detrazione delle spese veterinarie è riferito a ogni animale posseduto o è un limite complessivo? ...
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alle lunedì, gennaio 22, 2018
Tra le numerose novità introdotte dalla legge di bilancio 2018 vi è un nuova agevolazione fiscale connessa agli interventi di “sistemazione a verde” degli immobili (cfrarticolo 1, commi da 12 a 15, legge 205/2017).
Più in particolare, per il 2018, viene prevista una detrazione dall’Irpef lorda pari al 36% delle spese sostenute (nel limite massimo di 5mila euro) per le seguenti tipologie di interventi eseguiti su unità immobiliari a uso abitativo:
- sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi
Hanno diritto alla detrazione i contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi e che hanno sostenuto le relative spese.
Limite temporale
Il legislatore ha limitato il bonus al solo 2018.
Ulteriori spese agevolabili
Ripartizione temporale della detrazione
La detrazione, che va effettuata dall’Irpef lorda, è ripartita in dieci quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi.
Il legislatore ha stabilito che al “bonus verde” vengano applicate alcune delle disposizioni specificamente previste per la detrazione delle spese relative agli interventi di recupero del patrimonio edilizio (in particolare, si tratta di quelle contenute nei commi 5, 6 e 8, articolo 16-bis Tuir).
Pertanto, anche con riferimento al nuovo bonus fiscale:
se gli interventi che danno diritto all’agevolazione vengono realizzati su unità immobiliari residenziali adibite promiscuamente all’esercizio dell’arte o della professione ovvero all’esercizio dell’attività commerciale, la detrazione spettante è ridotta del 50%
la detrazione è cumulabile con le agevolazioni già previste sugli immobili oggetto di vincolo da parte del Codice dei beni culturali e del paesaggio (cfr Dlgs 42/2004), ridotte nella misura del 50%
Tra le numerose novità introdotte dalla legge di bilancio 2018 vi è un nuova agevolazione fiscale connessa agli interventi di “ sistemazion...
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alle sabato, gennaio 20, 2018
Reclamo e mediazione tributaria: dal 1° gennaio 2018 le nuove soglie
Allo scopo di ampliare la funzione deflativa del contenzioso, infatti, l’articolo 10, comma 1, del Dl 50/2017 ha modificato l’articolo 17-bis, comma 1, del Dlgs 546/1992, innalzando da “ventimila euro” a “cinquantamila euro” la soglia di valore delle controversie interessate dal reclamo/mediazione. La modifica si applica agli atti impugnabili notificati a decorrere dal 1° gennaio 2018.
Fra le modifiche ricordate, il valore della controversia, costituito dall’importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l’atto impugnato, la responsabilità per danno erariale dei rappresentanti dell’agente della riscossione che concludono accordi di mediazione limitatamente alle ipotesi di dolo, infine, il principio dell’indisponibilità dei tributi costituenti risorse proprie comunitarie, già recepito in altre discipline nazionali: il reclamo-mediazione non si applica alle controversie relative alle risorse proprie tradizionali comunitarie.
Allo scopo di ampliare la funzione deflativa del contenzioso, infatti, l’articolo 10, comma 1, del Dl 50/2017 ha modificato l’articolo 17- b...
alle venerdì, gennaio 19, 2018
Arrivano gli attesi chiarimenti sulla nuova disciplina del diritto alla detrazione dell’Iva introdotta dal Dl 50/2017. L’Agenzia delle entrate, infatti, con la circolare 1/e del 17 gennaio 2018, analizza le diverse questioni emerse dal confronto degli ultimi mesi con le associazioni di categoria ed evidenziate dalla dottrina.
Le novità del Dl 50/2017
La disciplina della detrazione Iva è stata modificata dal “decreto conti pubblici” dello scorso anno. Quest’ultimo, in particolare, è intervenuto sul termine di decadenza relativo all’esercizio del diritto alla detrazione.
In base alle nuove disposizioni, il diritto alla detrazione sorge nel momento in cui l’imposta diviene esigibile ed è esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa all’anno in cui è sorto (articolo 19, comma 1, ultimo periodo, Dpr 633/1972, come modificato dall’articolo 2, comma 1, Dl 50/2017).
Il termine, quindi, è stato ridotto poiché in base alla disciplina previgente, il diritto alla detrazione poteva essere esercitato, al più tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui lo stesso era sorto.
Il Dl 50/2017 ha modificato anche la tempistica relativa all’effettuazione della registrazione delle fatture relative agli acquisti di beni e di servizi e alle importazioni di beni, stabilendo che l’annotazione di fatture e bollette doganali nell’apposito registro debba essere effettuata “anteriormente alla liquidazione periodica nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all’anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno” (nuova versione dell’ articolo 25, comma 1, ultimo periodo, Dpr 633/1972).
La circolare 1/E
L’entrata in vigore delle modifiche sopra descritte ha fatto emergere una serie di problematiche, messe in luce sia dalla dottrina sia dai contribuenti interessati. Con la circolare pubblicata oggi, quindi, l’Agenzia ha fornito i necessari chiarimenti interpretativi.
Disallineamento dei termini
La prima questione affrontata è quella del disallineamento tra il termine per la registrazione delle fatture passive e il termine entro il quale esercitare il diritto alla detrazione.
Infatti, applicando letteralmente le nuove norme si rischierebbe di escludere la detrazione dell’imposta relativa a fatture correttamente registrate entro il termine massimo previsto dall’articolo 25, comma 1, ma oltre quello (più breve) indicato dall’articolo 19.
Sul punto, l’Agenzia ha seguito le indicazioni provenienti dalla giurisprudenza europea, che valorizzano, ai fini dell’esercizio del diritto alla detrazione dell’Iva, oltre al requisito dell’esigibilità dell’imposta, anche quello formale (ma necessario) del possesso della fattura d’acquisto.
Pertanto, con la circolare è stato chiarito che il diritto alla detrazione può essere esercitato quando in capo al soggetto passivo siano verificati entrambi i presupposti.
Con specifico riferimento all’esercizio del diritto alla detrazione, la circolare affronta due ipotesi:
Iva risultante da fatture ricevute nel 2017, relativa a operazioni effettuate (e la cui imposta sia divenuta esigibile) in tale anno
Iva risultante da fatture ricevute nel 2018, ma relative a operazioni effettuate (e la cui imposta è divenuta esigibile) nel 2017.
Nel primo caso, l’imposta può essere detratta, alternativamente:
previa registrazione, entro il 31 dicembre 2017, secondo le modalità ordinarie, al più tardi nella liquidazione del 16 gennaio 2018
previa registrazione (tra il 1° gennaio 2018 e il 30 aprile 2018) in un’apposita sezione del registro Iva degli acquisti relativo a tutte le fatture ricevute nel 2017, facendo concorrere l’imposta medesima alla formazione del saldo Iva della dichiarazione relativa al 2017, presentata entro il 30 aprile 2018.
Nel secondo caso, invece, l’imposta può essere detratta, alternativamente:
previa registrazione nel 2018, secondo le modalità ordinarie, in una delle liquidazioni periodiche di tale anno
previa registrazione tra il 1° gennaio 2019 e il 30 aprile 2019 in un’apposita sezione del registro Iva degli acquisti relativo a tutte le fatture ricevute nel 2018, facendo concorrere l’imposta medesima alla formazione del saldo Iva della dichiarazione relativa al 2018, da presentare entro il 30 aprile 2019.
È stata inoltre prevista un’apposita clausola di salvaguardia in virtù della quale non saranno sanzionabili i comportamenti (adottati dai contribuenti in sede liquidazione periodica relativa al mese di dicembre 2017) difformi rispetto alle indicazioni della circolare.
La clausola è giustificata dalla circostanza che la circolare è stata emanata dopo il termine del 16 gennaio 2018 previsto per la liquidazione periodica dell’Iva relativa al mese di dicembre 2017.
Nuove termine per l’esercizio della detrazione e note di variazione
La circolare precisa che il nuovo termine per l’esercizio del diritto alla detrazione non comporta alcuna criticità in relazione alla disciplina delle note di variazione (articolo 26 Dpr 633/1972) poiché queste ultime devono essere emesse (e la maggiore imposta a suo tempo versata può essere detratta), al più tardi, entro il termine di presentazione della dichiarazione Iva relativa all’anno in cui si è verificato il presupposto per operare la variazione in diminuzione.
Detrazione della maggiore imposta accertata
Le nuove disposizioni, inoltre, non determinano difficoltà operative rispetto alla disciplina della detrazione della maggiore imposta accertata (articolo 60, settimo comma, Dpr 633/1972) in quanto quest’ultima rappresenta un’ipotesi speciale nell’ambito della normativa Iva.
Di conseguenza, chiarisce la circolare, rimane invariato, per questa particolare fattispecie, la possibilità di esercitare il diritto alla detrazione dell’Iva (addebitata in seguito ad accertamento) entro il termine previsto dall’articolo 60.
In altri termini, in questo caso, il cessionario (o il committente) continua a esercitare il diritto alla detrazione, al più tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui ha corrisposto l’imposta o la maggiore imposta addebitata in via di rivalsa e alle condizioni esistenti al momento di effettuazione dell’originaria operazione.
Esercizio del diritto alla detrazione e split payment
Per le operazioni assoggettate al meccanismo della scissione dei pagamenti, la circolare precisa che l’esercizio del diritto alla detrazione dell’imposta è, in ogni caso, condizionato sia al possesso della fattura da parte del soggetto passivo sia all’esigibilità dell’imposta che, nel caso specifico, è differita al pagamento del corrispettivo ovvero, su opzione del soggetto passivo, alla ricezione della fattura o alla registrazione della stessa.
Esercizio del diritto alla detrazione e regime Iva per cassa
Per le operazioni rientranti nell’ambito del regime dell’Iva per cassa, il dies a quo, da cui decorre il termine per l’esercizio della detrazione relativa agli acquisti, è costituito dal momento in cui in capo al cessionario/committente (che ha esercitato l’opzione per l’applicazione del regime in parola) si verifica la duplice condizione del pagamento del relativo corrispettivo (ossia dell’avvenuta esigibilità dell’imposta) e del possesso della relativa fattura.
Il documento di prassi precisa, ricordando quanto previsto dalla norma, che il nuovo termine entro il quale può essere esercitato il diritto alla detrazione si applica alle fatture e alle bollette doganali emesse dal 1° gennaio 2017, purché esse siano relative ad acquisti di beni e di servizi e importazioni di beni effettuati (e la cui relativa imposta sia divenuta esigibile) a decorrere dalla medesima data.
Le vecchie disposizioni, invece, continuano a trovare applicazione per la detrazione dell’Iva relativa ad acquisti di beni e di servizi (e per le importazioni di beni) effettuati (e per i quali l’imposta sia divenuta esigibile) prima del 1° gennaio 2017.
Esercizio del diritto alla detrazione mediante dichiarazione integrativa a favore
Infine, la circolare chiarisce che il soggetto passivo, che non abbia provveduto ad annotare tempestivamente le fatture nel registro degli acquisti e che, quindi, sia decaduto dal diritto all’esercizio della detrazione, può ricorre allo strumento della dichiarazione integrativa “a favore” per esercitare il proprio diritto.
Arrivano gli attesi chiarimenti sulla nuova disciplina del diritto alla detrazione dell’Iva introdotta dal Dl 50/2017. L’Agenzia delle entra...
Etichette: Detrazione IVA
alle giovedì, gennaio 18, 2018
Costi chilometrici di auto e moto: in Gazzetta le tariffe per il 2018
L’Agenzia delle entrate, con il comunicato pubblicato nel supplemento ordinario n. 63 alla Gazzetta n. 302 del 29 dicembre 2017, “assegna” un fringe benefit per ogni veicolo, valido per tutto il 2018.
Dal ciclomotore all’auto elettrica, ognuno ha il suo. Le tabelle, elaborate dall’Aci, tengono conto dei costi di esercizio del mezzo e della sua progressiva usura, come previsto dalla normativa vigente (articolo 3, comma 1, Dlgs 314/1997).
Nove tabelle in tutto, che si riferiscono alle seguenti categorie di autovetture e motocicli:
autoveicoli a benzina-gpl, benzina-metano o metano esclusivo in produzione
autoveicoli elettrici, ibridi e ibridi plug-in in produzione
autoveicoli a benzina fuori produzione
autoveicoli a benzina-gpl, benzina-metano o metano esclusivo fuori produzione
autoveicoli elettrici, ibridi e ibridi plug-in fuori produzione
motoveicoli.
I valori espressi nelle tabelle vanno utilizzati per quantificare forfetariamente l’importo della remunerazione aggiuntiva derivante al dipendente dalla possibilità di utilizzare il veicolo aziendale anche per fini privati. Infatti, l’articolo 51, comma 4, lettera a), del Tuir, dispone che, per gli autoveicoli, i motocicli e i ciclomotori concessi in uso promiscuo, il valore del “beneficio marginale” è uguale al 30% dell’importo corrispondente a una percorrenza convenzionale di 15mila chilometri calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalle tabelle nazionali elaborate dall’Aci, al netto delle somme eventualmente trattenute al dipendente.
Per ciascun veicolo è possibile rintracciare nell’ultima colonna dei prospetti, il valore del fringe benefitannuale da riportare nella dichiarazione.
Le tabelle dei costi chilometrici di esercizio dei mezzi di trasporto, sono quindi indispensabili per quantificare l’importo del fringe benefit nel caso di vettura aziendale data in uso al dipendente, ma possono essere utili a chiunque utilizzi il proprio mezzo a favore dell’azienda per calcolare il costo d’esercizio annuo della propria macchina per una percorrenza standard di 15mila km l’anno.
Se l’auto è assegnata al lavoratore in uso promiscuo soltanto per un periodo, il calcolo dell’imponibile va fatto esclusivamente per quei giorni.
Nel caso in cui il datore di lavoro trattenga dallo stipendio o riceva direttamente dal lavoratore una somma in cambio dell’uso del mezzo anche a scopo personale, quell’importo deve essere scalato dal reddito imponibile del fringe benefit.
Per il veicolo fornito dall’azienda ma utilizzato solo a uso personale, invece, non può essere applicata la determinazione forfetaria, ma piuttosto la regola generale disciplinata dall’articolo 9 del Tuir, che definisce il criterio del valore normale riferito, in questo caso, al valore di mercato del noleggio del tipo di automezzo utilizzato.
Valutazione dell’imponibile separata, infine, per il box o gli eventuali altri beni o servizi accessori concessi al dipendente e connessi all’uso del mezzo.
L’Agenzia delle entrate, con il comunicato pubblicato nel supplemento ordinario n. 63 alla Gazzetta n. 302 del 29 dicembre 2017, “assegna” ...
Etichette: Tariffe Aci
alle mercoledì, gennaio 17, 2018
In aggiunta alla riscrittura del calendario fiscale, nella legge di bilancio sono tante le disposizioni tributarie di interesse diffuso, che possono riguardare tutte le tipologie di contribuenti. Tra queste: l’innalzamento del limite reddituale per considerare i figli a carico; i nuovi sconti per gli abbonamenti ai mezzi pubblici e per gli studenti con disturbi dell’apprendimento; la conferma del “bonus Stradivari”; lo stop agli aumenti delle aliquote Iva, delle accise e dei tributi locali; un’ulteriore chance per rideterminare il valore di acquisto di terreni e partecipazioni. Per i lavoratori dipendenti, poi, ci sono: l’innalzamento della soglia di accesso al “bonus 80 euro”; riguardo alle forme pensionistiche complementari, l’estensione della più favorevole tassazione prevista per i dipendenti privati; la definizione del regime applicabile alle plusvalenze derivanti dalla vendita delle azioni ricevute al posto dei premi di risultato.
Introdotti nuovi termini per alcuni importanti appuntamenti dichiarativi:
per la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute (spesometro) relative al secondo trimestre (ovvero al primo semestre per chi sceglie la periodicità semestrale, facoltà riconosciuta dal “collegato fiscale”), la data ultima è spostata dal 16 al 30 settembre
per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi e dell’Irap, il termine del 30 settembre è spostato al 31 ottobre (fino a quando resterà in vigore l’adempimento dello spesometro)
slitta dal 31 luglio al 31 ottobre il termine per presentare la dichiarazione dei sostituti d’imposta modello 770 e per trasmettere in via telematica le Certificazioni uniche contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili mediante la dichiarazione precompilata
passa dal 7 luglio al 23 luglio il termine per presentare il modello 730 a un Caf-dipendenti.
I Caf dipendenti e i professionisti abilitati, fermo restando il termine del 10 novembre per la trasmissione delle dichiarazioni integrative, devono concludere le proprie attività (comunicare all’Agenzia delle entrate il risultato finale delle dichiarazioni e trasmetterle le dichiarazioni predisposte, consegnare al contribuente copia della dichiarazione e il prospetto di liquidazione) entro il:
29 giugno, per le dichiarazioni presentate dal contribuente entro il 22 giugno
7 luglio, per le dichiarazioni presentate dal contribuente dal 23 al 30 giugno
23 luglio, per le dichiarazioni presentate dal contribuente dal 1° al 23 luglio.
A partire dal 1° gennaio 2019, per i figli di età non superiore a 24 anni, il limite di reddito complessivo per essere considerati fiscalmente a carico è elevato a 4mila euro.
Viene estesa al 2018 la riduzione del canone tv per uso privato da 100 a 90 euro, già applicata nel 2017.
Abbonamenti al trasporto pubblico
Torna, a regime, la detrazione Irpef del 19% per le spese, fino a un massimo di 250 euro, sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale.
Inoltre, viene stabilito che le somme erogate o rimborsate alla generalità o a categorie di dipendenti dal datore di lavoro o le spese da quest’ultimo direttamente sostenute, volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto, di accordo o di regolamento aziendale, per l’acquisto degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale del dipendente e dei suoi familiari non concorrono a formare reddito di lavoro.
Studenti con disturbo specifico di apprendimento
Introdotta una detrazione Irpef del 19% per le spese sostenute (anche nell’interesse di familiari a carico) a favore di minori o di maggiorenni, con diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento (Dsa) fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado. Le spese agevolabili sono quelle sostenute, a partire dal 2018, per l’acquisto di strumenti e sussidi tecnici e informatici necessari all’apprendimento, nonché di strumenti che favoriscano la comunicazione verbale e assicurino l’apprendimento delle lingue straniere. Occorre un certificato medico che attesti il collegamento funzionale tra i beni acquistati e il tipo di disturbo dell’apprendimento diagnosticato.
Acquisto di uno strumento musicale
Esteso al 2018 il contributo una tantum pari al 65% del prezzo finale, per un massimo di 2.500 euro, per l’acquisto di uno strumento musicale nuovo, coerente con il corso di studi, riconosciuto agli studenti iscritti ai licei musicali e agli studenti iscritti ai corsi preaccademici, ai corsi del precedente ordinamento e ai corsi di diploma di I e di II livello dei conservatori di musica, degli istituti superiori di studi musicali e delle istituzioni di formazione musicale e coreutica autorizzate a rilasciare titoli di alta formazione artistica, musicale e coreutica.
A decorrere dal 1° marzo 2018 si riduce da 10mila a 5mila euro la soglia oltre la quale le amministrazioni pubbliche e le società a prevalente partecipazione pubblica, prima di effettuare pagamenti a qualunque titolo, devono verificare se il beneficiario è inadempiente all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari almeno a quell’importo.
Compensazioni “sospette”
Si stabilisce che l’Agenzia delle entrate può sospendere, fino a trenta giorni, l’esecuzione delle deleghe di pagamento contenenti compensazioni che presentano profili di rischio, per controllare l’utilizzo del credito.
Completata la sterilizzazione degli aumenti delle aliquote Iva per il 2018 e delle accise per il 2019, già parzialmente operata dal Dl 148/2017. Rimodulati gli aumenti Iva e accise per gli anni successivi.
Tributi regionali e locali
Anche per il 2018:
viene sospesa l’efficacia delle leggi regionali e delle deliberazioni degli enti locali nella parte in cui prevedono aumenti dei tributi e delle addizionali attribuiti alle regioni e agli enti locali con legge dello Stato rispetto ai livelli di aliquote o tariffe applicabili per il 2015. La sospensione non si applica: ai Comuni istituiti a seguito di fusione e a quelli in predissesto o dissesto finanziario; nelle Regioni in situazione di disavanzo sanitario; in riferimento alla Tari e alle tariffe di natura patrimoniale
i Comuni possono confermare la stessa maggiorazione Tasi già prevista per il 2016 e il 2017.
Prorogata al 2018 la modalità di commisurazione della Tari da parte dei comuni fondato su un criterio medio-ordinario (cioè in base alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte) e non sull’effettiva quantità di rifiuti prodotti.
Proventi da peer to peer lending
Tra i redditi di capitali sono inclusi i proventi derivanti da prestiti erogati tramite piattaforme di prestiti per soggetti finanziatori non professionali (piattaforme di peer to peer lending), gestite da società finanziarie o dagli istituti di pagamento autorizzati dalla Banca d’Italia.
I gestori delle piattaforme devono operare una ritenuta alla fonte a titolo di imposta sui redditi corrisposti a persone fisiche con l’aliquota del 26%.
Disciplina fiscale della rendita integrativa temporanea anticipata
Nell’introdurre una disciplina a regime della Rita, si interviene anche sul relativo trattamento tributario prevedendo che:
la parte imponibile della Rita sia assoggettata alla ritenuta a titolo d’imposta con l’aliquota del 15%, ridotta di una quota pari a 0,30 punti percentuali per ogni anno eccedente il quindicesimo anno di partecipazione a forme pensionistiche complementari con un limite massimo di riduzione di 6 punti percentuali. Se la data di iscrizione alla forma di previdenza complementare è anteriore al 1º gennaio 2007, gli anni di iscrizione prima del 2007 sono computati fino a un massimo di 15. Al percettore della rendita è comunque riconosciuta la facoltà di non avvalersi della tassazione sostitutiva e di assoggettare la Rita a tassazione ordinaria
le somme erogate a titolo di Rita siano imputate, ai fini della determinazione del relativo imponibile, prioritariamente agli importi della prestazione maturati fino al 31 dicembre 2000 e, per la parte eccedente, prima a quelli maturati dal 1º gennaio 2001 al 31 dicembre 2006 e, successivamente, a quelli maturati dal 1º gennaio 2007.
Modificata la disciplina in materia di interpretazione degli atti. Si chiarisce che, per individuare la tassazione da applicare all’atto presentato per la registrazione, non devono essere considerati elementi interpretativi esterni all’atto stesso o contenuti in altri negozi giuridici collegati a quello da registrare (fatte salve le disposizioni in materia di abuso del diritto).
Viene poi stabilito che tutti gli atti preordinati alla trasformazione del territorio posti in essere mediante accordi o convenzioni tra privati ed enti pubblici, nonché tutti i relativi atti esecutivi, sono assoggettati all’imposta di registro in misura fissa e sono esenti dalle imposte ipotecarie e catastali.
È possibile rideterminare il costo di acquisto dei terreni e delle partecipazioni posseduti al 1° gennaio 2018. Il termine di versamento dell’imposta sostitutiva all’8% è fissato al 30 giugno 2018, con possibilità, comunque, di pagare in tre rate annuali di pari importo. La perizia di stima dovrà essere redatta e asseverata entro la stessa data.
Redditi di capitale e redditi diversi derivanti da partecipazioni qualificate
I redditi di capitale e i redditi diversi conseguiti da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, per effetto del possesso e della cessione di partecipazioni societarie qualificate vanno assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta del 26% (la medesima aliquota prevista per le partecipazioni non qualificate).
Utili provenienti da paradisi fiscali
Introdotte significative modifiche al regime impositivo degli utili da partecipazione in società residenti in Stati o territori a regime fiscale privilegiato. Le nuove disposizioni prevedono che:
non si considerano provenienti da società residenti o localizzati in Stati o territori a regime fiscale privilegiato (e, quindi, non concorrono integralmente alla formazione del reddito imponibile) gli utili percepiti dal periodo di imposta successivo al 31 dicembre 2014 e maturati in periodi di imposta precedenti nei quali le società partecipate erano residenti o localizzate in Stati o territori non inclusi nella black list relativa alle società controllate estere (Cfc)
non si considerano provenienti da società residenti o localizzati in Stati o territori a regime fiscale privilegiato gli utili maturati successivamente al 2014 in Stati o territori non a regime privilegiato e in seguito percepiti in periodi d’imposta in cui risultano soddisfatte le condizioni previste dal Tuir, in base alle quali si stabilisce che i regimi fiscali, anche speciali, di Stati o territori si considerano privilegiati laddove il livello nominale di tassazione risulti inferiore al 50% di quello applicabile in Italia
gli utili distribuiti dai soggetti non residenti si presumono non provenienti da Stati o territori a regime fiscale privilegiato
gli utili provenienti da società residenti in Stati o territori a regime fiscale privilegiato e le remunerazioni derivanti da contratti di associazione in partecipazione, stipulati con tali soggetti, non concorrono a formare il reddito dell’esercizio in cui sono percepiti, in quanto esclusi dalla formazione dei reddito della società o dell’ente ricevente per il 50% del loro ammontare, a condizione che sia dimostrato, anche a seguito di interpello, l’effettivo svolgimento, da parte del soggetto non residente, di un’attività industriale o commerciale come sua principale attività, nel mercato della Stato o territorio di insediamento. In tal caso, al soggetto controllante residente nel territorio dello Stato, ovvero alle sue controllate residenti percipienti gli utili, è riconosciuto un credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero in ragione delle imposte assolte dalla società partecipata sugli utili maturati durante il periodo di possesso della partecipazione, in proporzione alla quota imponibile degli utili conseguiti e nei limiti dell’imposta italiana relativa a tali utili.
Pir e società immobiliari
Nel novero delle imprese nelle quali è possibile effettuare investimenti fiscalmente agevolati attraverso i piani individuali di risparmio sono incluse anche quelle che svolgono un’attività immobiliare.
Copie assegni in forma elettronica
Le copie degli assegni in forma elettronica (e la relativa documentazione) sono esenti dall’imposta di bollo.
Compensi da attività musicali e attività sportive dilettantistiche
Viene elevato da 7.500 a 10mila euro il limite dell’importo che non concorre a formare il reddito imponibile delle indennità, dei rimborsi forfettari, dei premi e dei compensi erogati ai direttori artistici e ai collaboratori tecnici per prestazioni di natura non professionale, nonché di quelli erogati nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche.
Ampliata la platea dei beneficiari del bonus 80 euro attraverso l’aumento della soglia reddituale prevista per l’accesso all’agevolazione: si passa da 24mila a 24.600 euro; il bonus, poi, si annulla a fronte di un reddito complessivo almeno pari a 26.600 euro (in luogo dei previgenti 26.000 euro).
Previdenza complementare dipendenti pubblici
Per favorire l’accesso dei dipendenti pubblici alla previdenza complementare, a partire dal 1° gennaio 2018 viene esteso ai dipendenti pubblici il regime tributario previsto per i lavoratori dipendenti privati (deducibilità dei premi e dei contributi versati). L’equiparazione si applica anche ai dipendenti pubblici già iscritti a forme pensionistiche complementari alla data di entrata in vigore della legge. Ne sono invece esclusi i premi e i contributi inerenti gli anni precedenti il 2018 e i montanti delle prestazioni accumulate fino al 31 dicembre 2017, per i quali continua a operare la disciplina previgente.
Plusvalenze derivanti da vendita di azioni in sostituzione di premi di produttività
Definito il regime fiscale delle plusvalenze derivanti dalla vendita delle azioni conferite ai dipendenti in luogo, in tutto o in parte, della retribuzione di risultato. Viene prevista l’applicazione dell’aliquota del 26% sulla differenza tra il prezzo della vendita e l’importo delle somme (premi di risultato) oggetto della sostituzione con le azioni.
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References: Cass. 

Sentenza 
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 articolo 16
 articolo 25