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Timestamp: 2020-04-06 22:37:45+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 1387 del 19/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1387 del 19/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 19/01/2017, (ud. 07/12/2016, dep.19/01/2017), n. 1387
sul ricorso 27805/2014 proposto da:
AUTOTRASPORTI E SPEDIZIONI FRATELLI M. S.R.L.;
avverso la sentenza n. 1853/11/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della LOMBARDIA, depositata il 09/04/2014;
1. L’Agenzia delle Entrate ricorre, su unico motivo, nei confronti dell’Autotrasporti e Spedizioni fratelli M. s.r.l. (che non resiste) avverso la sentenza, indicata in epigrafe, con la quale la C.T.R. della Lombardia – nella controversia concernente l’impugnazione da parte della Società di cartella di pagamento portante IVA per l’anno di imposta 2008 – ne aveva rigettato l’appello avverso la decisione di primo grado favorevole alla contribuente, ribadendo che, atteso il valore di mera esternazione di scienza e di giudizio della dichiarazione dei redditi, la stessa potesse essere sempre emendata anche attraverso l’impugnazione della cartella.
2. A seguito di deposito di relazione ex art. 380 bis c.p.c., è stata fissata l’adunanza della Corte in Camera di consiglio, con rituali comunicazioni.
3. Con l’unico motivo – rubricato: violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 322 del 1998, art. 2, comma 8 bis – la ricorrente, premesso che, in fatto, era pacifico l’errore commesso nella dichiarazione che aveva comportato l’indicazione di un maggior debito di imposta, deduce l’errore in diritto commesso dalla C.T.R. laddove aveva ritenuto che la dichiarazione integrativa proposta dalla contribuente potesse considerarsi tempestiva poichè, sebbene presentata oltre il termine prescritto per la dichiarazione dell’anno di imposta successivo, essa era stata comunque inviata entro il 31 dicembre del quarto anno successivo alla presentazione della dichiarazione dei redditi e che il decorso del termine previsto dal D.P.R. n. 322 del 1978, art. 2, comma 8 bis, rilevasse ai soli fini dell’applicazione delle sanzioni.
4. La censura è fondata alla luce del principio, di recente affermato dalle SS.UU. di questa Corte (sentenza n. 13378/2016), secondo cui in caso di errori od omissioni nella dichiarazione dei redditi, la dichiarazione integrativa può essere presentata non oltre i termini di cui al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 43, se diretta ad evitare un danno per la P.A. (D.P.R. n. 322 del 1998, art. 2, comma 8), mentre, se intesa, ai sensi del successivo comma 8 bis, ad emendare errori od omissioni in danno del contribuente, incontra il termine per la presentazione della dichiarazione per il periodo d’imposta successivo, con compensazione del credito eventualmente risultante, fermo restando che il contribuente può chiedere il rimborso entro quarantotto mesi dal versamento ed, in ogni caso, opporsi, in sede contenziosa, alla maggiore pretesa tributaria dell’Amministrazione finanziaria.
5. Ne consegue, in accoglimento del ricorso, la cassazione della sentenza impugnata ed il rinvio a diversa sezione della Commissione tributaria regionale della Lombardia la quale provvederà anche a regolare le spese processuali.
La Corte, in accoglimento del ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per il regolamento delle spese, alla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, in diversa composizione.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 380
 art. 2
 art. 2
 art. 43
 art. 2
 sentenza 
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