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Timestamp: 2019-07-16 16:25:35+00:00

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ï»¿ Â§ 10.11.1 - L. 11 agosto 1991, n. 266. Legge-quadro sul volontariato.
Â§ 10.11.1 - L. 11 agosto 1991, n. 266.
Capitolo: 10.11 volontariato
Art. 1. FinalitÃ e oggetto della legge.
Art. 2. AttivitÃ di volontariato.
Art. 4. Assicurazione degli aderenti ad organizzazioni di volontariato.
Art. 5. Risorse economiche.
Art. 6. Registri delle organizzazioni di volontariato istituiti dalle regioni e dalle province autonome.
Art. 7. Convenzioni.
Art. 8. Agevolazioni fiscali.
Art. 9. Valutazione dell'imponibile.
Art. 10. Norme regionali e delle province autonome.
Art. 11. Diritto all'informazione ed accesso ai documenti amministrativi.
Art. 12. Osservatorio nazionale per il volontariato.
Art. 13. Limiti di applicabilitÃ .
Art. 14. Autorizzazione di spesa e copertura finanziaria.
Art. 15. Fondi speciali presso le regioni.
Art. 16. Norme transitorie e finali.
Art. 17. FlessibilitÃ nell'orario di lavoro.
Â§ 10.11.1 - L. 11 agosto 1991, n. 266. [1]
(G.U. 22 agosto 1991, n. 196).
Â Â Â Â 1. La Repubblica italiana riconosce il valore sociale e la funzione dell'attivitÃ di volontariato come espressione di partecipazione, solidarietÃ e pluralismo, ne promuove lo sviluppo salvaguardandone l'autonomia e ne favorisce l'apporto originale per il conseguimento delle finalitÃ di carattere sociale, civile e culturale individuate dallo Stato, dalle regioni, dalle province autonome di Trento e di Bolzano e dagli enti locali.
Â Â Â Â 2. La presente legge stabilisce i principi cui le regioni e le province autonome devono attenersi nel disciplinare i rapporti fra le istituzioni pubbliche e le organizzazioni di volontariato nonchÃ© i criteri cui debbono uniformarsi le amministrazioni statali e gli enti locali nei medesimi rapporti.
Â Â Â Â 1. Ai fini della presente legge per attivitÃ di volontariato deve intendersi quella prestata in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l'organizzazione di cui il volontario fa parte, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietÃ .
Â Â Â Â 2. L'attivitÃ del volontario non puÃ² essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario. Al volontario possono essere soltanto rimborsate dall'organizzazione di appartenenza le spese effettivamente sostenute per l'attivitÃ prestata, entro limiti preventivamente stabiliti dalle organizzazioni stesse.
Â Â Â Â 3. La qualitÃ di volontario Ã¨ incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di contenuto patrimoniale con l'organizzazione di cui fa parte.
Â Â Â Â 1. E' considerato organizzazione di volontariato ogni organismo liberamente costituito al fine di svolgere l'attivitÃ di cui all'articolo 2, che si avvalga in modo determinante e prevalente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri aderenti.
Â Â Â Â 2. Le organizzazioni di volontariato possono assumere la forma giuridica che ritengono piÃ¹ adeguata al perseguimento dei loro fini, salvo il limite di compatibilitÃ con lo scopo solidaristico.
Â Â Â Â 3. Negli accordi degli aderenti, nell'atto costitutivo o nello statuto, oltre a quanto disposto dal codice civile per le diverse forme giuridiche che l'organizzazione assume, devono essere espressamente previsti l'assenza di fini di lucro, la democraticitÃ della struttura, l'elettivitÃ e la gratuitÃ delle cariche associative nonchÃ© la gratuitÃ delle prestazioni fornite dagli aderenti, i criteri di ammissione e di esclusione di questi ultimi, i loro obblighi e diritti. Devono essere altresÃ¬ stabiliti l'obbligo di formazione del bilancio, dal quale devono risultare i beni, i contributi o i lasciti ricevuti, nonchÃ© le modalitÃ di approvazione dello stesso da parte dell'assemblea degli aderenti.
Â Â Â Â 4. Le organizzazioni di volontariato possono assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo esclusivamente nei limiti necessari al loro regolare funzionamento oppure occorrenti a qualificare o specializzare l'attivitÃ da esse svolta.
Â Â Â Â 5. Le organizzazioni svolgono le attivitÃ di volontariato mediante strutture proprie o, nelle forme e nei modi previsti dalla legge, nell'ambito di strutture pubbliche o con queste convenzionate.
Â Â Â Â 1. Le organizzazioni di volontariato debbono assicurare i propri aderenti, che prestano attivitÃ di volontariato, contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell'attivitÃ stessa, nonchÃ© per la responsabilitÃ civile verso i terzi.
Â Â Â Â 2. Con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, da emanarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuati meccanismi assicurativi semplificati, con polizze anche numeriche o collettive, e sono disciplinati i relativi controlli.
Â Â Â Â 1. Le organizzazioni di volontariato traggono le risorse economiche per il loro funzionamento e per lo svolgimento della propria attivitÃ da:
Â Â Â Â a) contributi degli aderenti;
Â Â Â Â b) contributi di privati;
Â Â Â Â c) contributi dello Stato, di enti o di istituzioni pubbliche finalizzati esclusivamente al sostegno di specifiche e documentate attivitÃ o progetti;
Â Â Â Â d) contributi di organismi internazionali;
Â Â Â Â e) donazioni e lasciti testamentari;
Â Â Â Â f) rimborsi derivanti da convenzioni;
Â Â Â Â g) entrate derivanti da attivitÃ commerciali e produttive marginali.
Â Â Â Â 2. Le organizzazioni di volontariato, prive di personalitÃ giuridica, iscritte nei registri di cui all'articolo 6, possono acquistare beni mobili registrati e beni immobili occorrenti per lo svolgimento della propria attivitÃ . Possono inoltre, in deroga agli articoli 600 e 786 del codice civile, accettare donazioni e, con beneficio d'inventario, lasciti testamentari, destinando i beni ricevuti e le loro rendite esclusivamente al conseguimento delle finalitÃ previste dagli accordi, dall'atto costitutivo e dallo statuto.
Â Â Â Â 3. I beni di cui al comma 2 sono intestati alle organizzazioni. Ai fini della trascrizione dei relativi acquisti si applicano gli articoli 2659 e 2660 del codice civile.
Â Â Â Â 4. In caso di scioglimento, cessazione ovvero estinzione delle organizzazioni di volontariato, ed indipendentemente dalla loro forma giuridica, i beni che residuano dopo l'esaurimento della liquidazione sono devoluti ad altre organizzazioni di volontariato operanti in identico o analogo settore, secondo le indicazioni contenute nello statuto o negli accordi degli aderenti, o, in mancanza, secondo le disposizioni del codice civile.
Â Â Â Â 1. Le regioni e le province autonome disciplinano l'istituzione e la tenuta dei registri generali delle organizzazioni di volontariato.
Â Â Â Â 2. L'iscrizione ai registri Ã¨ condizione necessaria per accedere ai contributi pubblici nonchÃ© per stipulare le convenzioni e per beneficiare delle agevolazioni fiscali, secondo le disposizioni di cui, rispettivamente, agli articoli 7 e 8.
Â Â Â Â 3. Hanno diritto ad essere iscritte nei registri le organizzazioni di volontariato che abbiano i requisiti di cui all'articolo 3 e che alleghino alla richiesta copia dell'atto costitutivo e dello statuto o degli accordi degli aderenti.
Â Â Â Â 4. Le regioni e le province autonome determinano i criteri per la revisione periodica dei registri, al fine di verificare il permanere dei requisiti e l'effettivo svolgimento dell'attivitÃ di volontariato da parte delle organizzazioni iscritte. Le regioni e le province autonome dispongono la cancellazione dal registro con provvedimento motivato.
Â Â Â Â 5. [Contro il provvedimento di diniego dell'iscrizione o contro il provvedimento di cancellazione Ã¨ ammesso ricorso, nel termine di trenta giorni dalla comunicazione, al tribunale amministrativo regionale, il quale decide in camera di consiglio, entro trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso, uditi i difensori delle parti che ne abbiano fatto richiesta. La decisione del tribunale Ã¨ appellabile, entro trenta giorni dalla notifica della stessa, al Consiglio di Stato, il quale decide con le medesime modalitÃ e negli stessi termini] [2].
Â Â Â Â 6. Le regioni e le province autonome inviano ogni anno copia aggiornata dei registri all'Osservatorio nazionale per il volontariato, previsto dall'articolo 12.
Â Â Â Â 7. Le organizzazioni iscritte nei registri sono tenute alla conservazione della documentazione relativa alle entrate di cui all'articolo 5, comma 1, con l'indicazione nominativa dei soggetti eroganti.
Â Â Â Â 1. Lo Stato, le regioni, le province autonome, gli enti locali e gli altri enti pubblici possono stipulare convenzioni con le organizzazioni di volontariato iscritte da almeno sei mesi nei registri di cui all'articolo 6 e che dimostrino attitudine e capacitÃ operativa.
Â Â Â Â 2. Le convenzioni devono contenere disposizioni dirette a garantire l'esistenza delle condizioni necessarie a svolgere con continuitÃ le attivitÃ oggetto della convenzione, nonchÃ© il rispetto dei diritti e della dignitÃ degli utenti. Devono inoltre prevedere forme di verifica delle prestazioni e di controllo della loro qualitÃ nonchÃ© le modalitÃ di rimborso delle spese.
Â Â Â Â 3. La copertura assicurativa di cui all'articolo 4 Ã¨ elemento essenziale della convenzione e gli oneri relativi sono a carico dell'ente con il quale viene stipulata la convenzione medesima.
Â Â Â Â 1. Gli atti costitutivi delle organizzazioni di volontariato di cui all'articolo 3, costituite esclusivamente per fini di solidarietÃ , e quelli connessi allo svolgimento delle loro attivitÃ sono esenti dall'imposta di bollo e dall'imposta di registro.
Â Â Â Â 2. Le operazioni effettuate dalle organizzazioni di volontariato di cui all'articolo 3, costituite esclusivamente per fini di solidarietÃ , non si considerano cessioni di beni, nÃ© prestazioni di servizi ai fini dell'imposta sul valore aggiunto; le donazioni e le attribuzioni di ereditÃ o di legato sono esenti da ogni imposta a carico delle organizzazioni che perseguono esclusivamente i fini suindicati.
Â Â Â Â 3. All'articolo 17 della legge 29 dicembre 1990, n. 408, come modificato dall'articolo 1 della legge 25 marzo 1991, n. 102, dopo il comma 1 bis Ã¨ aggiunto il seguente:
Â Â Â Â Â«1 ter. Con i decreti legislativi di cui al comma 1, e secondo i medesimi princÃ¬pi e criteri direttivi, saranno introdotte misure volte a favorire le erogazioni liberali in denaro a favore delle organizzazioni di volontariato costituite esclusivamente ai fini di solidarietÃ , purchÃ© le attivitÃ siano destinate a finalitÃ di volontariato, riconosciute idonee in base alla normativa vigente in materia e che risultano iscritte senza interruzione da almeno due anni negli appositi registri. A tal fine, in deroga alla disposizione di cui alla lettera a) del comma 1, dovrÃ essere prevista la deducibilitÃ delle predette erogazioni, ai sensi degli articoli 10, 65 e 110 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni e integrazioni, per un ammontare non superiore a lire 2 milioni ovvero, ai fini del reddito di impresa, nella misura del 50 per cento della somma erogata entro il limite del 2 per cento degli utili dichiarati e fino ad un massimo di lire 100 milioniÂ».
Â Â Â Â 4. I proventi derivanti da attivitÃ commerciali e produttive marginali non costituiscono redditi imponibili ai fini dell'imposta sul reddito delle persone giuridiche (IRPEG) e dell'imposta locale sui redditi (ILOR), qualora sia documentato il loro totale impiego per i fini istituzionali dell'organizzazione di volontariato. I criteri relativi al concetto di marginalitÃ di cui al periodo precedente, sono fissati dal Ministro delle finanze con proprio decreto, di concerto con il Ministro per gli affari sociali [3].
Â Â Â Â 1. Alle organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui all'articolo 6 si applicano le disposizioni di cui all'articolo 20, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 598, come sostituito dall'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1982, n. 954.
Â Â Â Â 1. Le leggi regionali e provinciali devono salvaguardare l'autonomia di organizzazione e di iniziativa del volontariato e favorirne lo sviluppo.
Â Â Â Â 2. In particolare, disciplinano:
Â Â Â Â a) le modalitÃ cui dovranno attenersi le organizzazioni per lo svolgimento delle prestazioni che formano oggetto dell'attivitÃ di volontariato, all'interno delle strutture pubbliche e di strutture convenzionate con le regioni e le province autonome;
Â Â Â Â b) le forme di partecipazione consultiva delle organizzazioni iscritte nei registri di cui all'articolo 6 alla programmazione degli interventi nei settori in cui esse operano;
Â Â Â Â c) i requisiti ed i criteri che danno titolo di prioritÃ nella scelta delle organizzazioni per la stipulazione delle convenzioni, anche in relazione ai diversi settori di intervento;
Â Â Â Â d) gli organi e le forme di controllo, secondo quanto previsto dall'articolo 6;
Â Â Â Â e) le condizioni e le forme di finanziamento e di sostegno delle attivitÃ di volontariato;
Â Â Â Â f) la partecipazione dei volontari aderenti alle organizzazioni iscritte nei registri di cui all'articolo 6 ai corsi di formazione, qualificazione e aggiornamento professionale svolti o promossi dalle regioni, dalle province autonome e dagli enti locali nei settori di diretto intervento delle organizzazioni stesse.
Â Â Â Â 1. Alle organizzazioni di volontariato, iscritte nei registri di cui all'articolo 6, si applicano le disposizioni di cui al capo V della legge 7 agosto 1990, n. 241.
Â Â Â Â 2. Ai fini di cui al comma 1 sono considerate situazioni giuridicamente rilevanti quelle attinenti al perseguimento degli scopi statutari delle organizzazioni.
Â Â Â Â 1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari sociali, Ã¨ istituito l'Osservatorio nazionale per il volontariato, presieduto dal Ministro per gli affari sociali o da un suo delegato e composto da dieci rappresentanti delle organizzazioni e delle federazioni di volontariato operanti in almeno sei regioni, da due esperti e da tre rappresentanti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. L'Osservatorio, che si avvale del personale, dei mezzi e dei servizi messi a disposizione dal Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha i seguenti compiti:
Â Â Â Â a) provvedere al censimento delle organizzazioni di volontariato ed alla diffusione della conoscenza delle attivitÃ da esse svolte;
Â Â Â Â b) promuovere ricerche e studi in Italia e all'estero;
Â Â Â Â c) fornire ogni utile elemento per la promozione e lo sviluppo del volontariato;
Â Â Â Â d) approvare progetti sperimentali elaborati, anche in collaborazione con gli enti locali, da organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui all'articolo 6 per far fronte ad emergenze sociali e per favorire l'applicazione di metodologie di intervento particolarmente avanzate;
Â Â Â Â e) offrire sostegno e consulenza per progetti di informatizzazione e di banche-dati nei settori di competenza della presente legge;
Â Â Â Â f) pubblicare un rapporto biennale sull'andamento del fenomeno e sullo stato di attuazione delle normative nazionali e regionali;
Â Â Â Â g) sostenere, anche con la collaborazione delle regioni, iniziative di formazione ed aggiornamento per la prestazione dei servizi;
Â Â Â Â h) pubblicare un bollettino periodico di informazione e promuovere altre iniziative finalizzate alla circolazione delle notizie attinenti l'attivitÃ di volontariato;
Â Â Â Â i) promuovere, con cadenza triennale, una Conferenza nazionale del volontariato, alla quale partecipano tutti i soggetti istituzionali, i gruppi e gli operatori interessati.
Â Â Â Â 2. E' istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per gli affari sociali, il Fondo per il volontariato, finalizzato a sostenere finanziariamente i progetti di cui alla lettera d) del comma 1.
Â Â Â Â 1. E' fatta salva la normativa vigente per le attivitÃ di volontariato non contemplate nella presente legge, con particolare riferimento alle attivitÃ di cooperazione internazionale allo sviluppo, di protezione civile e a quelle connesse con il servizio civile sostitutivo di cui alla legge 15 dicembre 1972, n. 772.
Â Â Â Â 1. Per il funzionamento dell'Osservatorio nazionale per il volontariato, per la dotazione del Fondo di cui al comma 2 dell'articolo 12 e per l'organizzazione della Conferenza nazionale del volontariato di cui al comma 1, lettera i), dello stesso articolo 12, Ã¨ autorizzata una spesa di due miliardi di lire per ciascuno degli anni 1991, 1992 e 1993.
Â Â Â Â 2. All'onere di cui al comma 1 si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991- 1993, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l'anno finanziario 1991, all'uopo utilizzando parzialmente l'accantonamento: Â«Legge-quadro sulle organizzazioni di volontariatoÂ».
Â Â Â Â 3. Le minori entrate derivanti dall'applicazione dei commi 1 e 2 dell'articolo 8 sono valutate complessivamente in lire 1 miliardo per ciascuno degli anni 1991, 1992 e 1993. Al relativo onere si fa fronte mediante utilizzazione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991-1993, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l'anno finanziario 1991, all'uopo utilizzando parzialmente l'accantonamento: Â«Legge-quadro sulle organizzazioni di volontariatoÂ».
Â Â Â Â 1. Gli enti di cui all'articolo 12, comma 1, del decreto legislativo 20 novembre 1990, n. 356, devono prevedere nei propri statuti che una quota non inferiore ad un quindicesimo dei propri proventi, al netto delle spese di funzionamento e dell'accantonamento di cui alla lettera d) del comma 1 dello stesso articolo 12, venga destinata alla costituzione di fondi speciali presso le regioni al fine di istituire, per il tramite degli enti locali, centri di servizio a disposizione delle organizzazioni di volontariato, e da queste gestiti, con la funzione di sostenerne e qualificarne l'attivitÃ .
Â Â Â Â 2. Le casse di risparmio, fino a quando non abbiano proceduto alle operazioni di ristrutturazione di cui all'articolo 1 del citato decreto legislativo n. 356 del 1990, devono destinare alle medesime finalitÃ di cui al comma 1 del presente articolo una quota pari ad un decimo delle somme destinate ad opere di beneficienza e di pubblica utilitÃ ai sensi dell'articolo 35, terzo comma, del regio decreto 25 aprile 1929, n. 967, e successive modificazioni.
Â Â Â Â 3. Le modalitÃ di attuazione delle norme di cui ai commi 1 e 2, saranno stabilite con decreto del Ministro del tesoro, di concerto con il Ministro per gli affari sociali, entro tre mesi dalla data di pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale.
Â Â Â Â 1. Fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, le regioni provvedono ad emanare o adeguare le norme per l'attuazione dei principi contenuti nella presente legge entro un anno dalla data della sua entrata in vigore.
Â Â Â Â 1. I lavoratori che facciano parte di organizzazioni iscritte nei registri di cui all'articolo 6, per poter espletare attivitÃ di volontariato, hanno diritto di usufruire delle forme di flessibilitÃ di orario di lavoro o delle turnazioni previste dai contratti o dagli accordi collettivi, compatibilmente con l'organizzazione aziendale.
Â Â Â Â 2. All'articolo 3 della legge 29 marzo 1983, n. 93, Ã¨ aggiunto, in fine, il seguente comma:
Â Â Â Â Â«Gli accordi sindacali disciplinano i criteri per consentire ai lavoratori, che prestino nell'ambito del comune di abituale dimora la loro opera volontaria e gratuita in favore di organizzazioni di volontariato riconosciute idonee dalla normativa in materia, di usufruire di particolari forme di flessibilitÃ degli orari di lavoro o di turnazioni, compatibilmente con l'organizzazione dell'amministrazione di appartenenzaÂ».
[1] Abrogata dall'art. 102 del D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117, con la decorrenza ivi prevista.
[2] Comma abrogato dall'art. 4 dell'Allegato 4 al D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104.
[3] Periodo cosÃ¬ sostituito dall'art. 18 del D.L. 29 aprile 1994, n. 260. Con D.M. 25 maggio 1995, sono stati fissati i criteri per l'individuazione delle attivitÃ commerciali e produttive marginali svolte dalle organizzazioni di volontariato.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17
 articolo 12
 articolo 12
in fine