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Timestamp: 2019-06-20 09:45:07+00:00

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SENTENZE SUL DANNO NON PATRIMONIALE DEL TRIBUNALE DI TORINO Criteri di liquidazione dopo Cass. S.U. 26972/2008 - avvocato accossato
SENTENZE SUL DANNO NON PATRIMONIALE DEL TRIBUNALE DI TORINO Criteri di liquidazione dopo Cass. S.U. 26972/2008
TRIBUNALE TORINO, 17-03-2009 n. 2081 (Ciccarelli)
Danno non patrimoniale – Danno morale e lesioni micropermanenti – Risarcibilità - Criteri di liquidazione
La sentenza affronta il problema della risarcibilità del danno morale in caso di lesioni non superiori al 9% (c.d. micropermanenti), dopo la pronuncia della Cassazione a Sezioni Unite 11 novembre 2008 n. 26972. Il Tribunale approfondisce, alla luce delle indicazioni delle S.U., i rapporti fra danno biologico e danno morale e offre una lettura costituzionalmente orientata dell'art. 139 cod. assicurazioni, escludendo che tale norma esaurisca l'intero ambito dei danni non patrimoniali suscettibili di risarcimento. La sentenza si segnala anche perché segna un momento di discontinuità rispetto ad altre pronunce dello stesso Tribunale (rese dopo S.U. 26972/2008) che, in caso di micropermanenti, avevano escluso la risarcibilità del c.d. danno morale.
TRIBUNALE TORINO, 26-11-2008 (Salvetti)
Danno non patrimoniale - Danno morale e danno esistenziale - Criteri di liquidazione.
La sentenza è tra le prime ad affrontare il problema delle modalità di liquidazione del danno non patrimoniale dopo la pronuncia della Cassazione a Sezioni Unite 11 novembre 2008 n. 26972. Di poco successiva alla sentenza della 4^ sezione civile di Torino n. 7866/2008 (anch'essa pubblicata su questo sito), si segnala per l'adozione di un differente sistema di liquidazione del danno non patrimoniale, e per l'abbandono della liquidazione separata del danno morale, inteso come patema d'animo transeunte. Il danno non patrimoniale viene dunque liquidato tenendo conto, per un verso della lesione psicofisica "in sé considerata" e, per altro verso, dei suoi "riflessi oggettivi e soggettivi". La sentenza è indicativa di un evidente contrasto di giurisprudenza nell'ambito della sezione che, più di altre, si occupa della liquidazione dei danni alla persona.
TRIBUNALE TORINO, 27-11-2008 n. 7866 (Ciccarelli)
La sentenza è tra le prime ad affrontare il problema delle modalità di liquidazione del danno non patrimoniale dopo la pronuncia della Cassazione a Sezioni Unite 11 novembre 2008 n. 26972. Si segnala per il tentativo di delineare un sistema tendenzialmente uniforme e, al tempo stesso, in armonia con i principi indicati dalla Suprema Corte, per la liquidazione del danno "morale" (inteso in senso evolutivo e omnicomprensivo). Il criterio proposto individua tre possibili fattispecie: quelle in cui il patimento è normalmente momentaneo, strettamente legato a un certo evento di breve durata (p. es. un incidente stradale, lievi percosse, una rapina) e destinato ad attenuarsi e risolversi con rapidità; quelle in cui la sofferenza è conseguenza di una lesione fisica o psichica di una certa gravità, ed è normalmente destinata a durare a lungo, spesso per tutta la vita del danneggiato; quelle in cui il "patimento" da risarcire è completamente svincolato dal pregiudizio fisico, il quale può essere minimo o anche del tutto assente. Per ciascuno di questi tre gruppi viene individuato un diverso criterio per la liquidazione del c.d. "danno da sofferenza".
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