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Timestamp: 2019-08-21 11:14:20+00:00

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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 27 luglio 2015, n. 15763. Le disposizioni degli articoli 96 e 97 della legge 633/1941 affermano il principio della necessità del consenso della persona interessata ai fini dell'esposizione del suo ritratto (tale è sicuramente la pubblicazione continuativa su un sito internet accessibile da parte di un numero indeterminato di utenti) ed anche laddove si possa prescindere da tale consenso (come in relazione ad eventi svoltisi in pubblico) permane tuttavia il divieto di esposizione allorquando la stessa rechi pregiudizio all'onore, alla reputazione od anche al decoro della persona ritrattata - Renato D'Isa
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sentenza 27 luglio 2015, n. 15763
1. Compiute alcune considerazioni di carattere generale sul concetto di “diritto all’immagine”, il Tribunale esaurisce la motivazione affermando: “tanto premesso, e’ evidente che la domanda introduttiva del giudizio di primo grado e’ rimasta priva di ogni prova, richiesta, ovvero offerta. Ne’ prova puo’ considerarsi l’avvenuta produzione in giudizio di foto effettuate con l’espresso consenso della persona ritratta che, si badi bene, si stava esibendo in un pubblico spettacolo. Manca, in altri termini ogni concreta prova del disdoro derivato alla attrice e la entita’ del danno”.
2. Col primo motivo (“violazione e falsa applicazione della Legge n. 633 del 1941, articoli 96 e 97 e dell’articolo 10 c.c.”, nonche’ “omessa e/o insufficiente motivazione”), la (OMISSIS) si duole che il Tribunale non si sia pronunciato sulla questione “della insussistenza del diritto de (OMISSIS) a pubblicare e diffondere sul proprio sito internet le fotografie” e lamenta “un vuoto motivazionale che impedisce l’individuazione e la verifica dell’esattezza dell’iter logico seguito dal giudice d’appello”.
Col secondo motivo (che ripete la stessa rubrica del primo con l’aggiunta del riferimento all’articolo 2697 c.c. e del rilievo della contraddittorieta’ della motivazione), la ricorrente si duole specificamente della mancata considerazione degli elementi probatori che deponevano nel senso del difetto di qualunque autorizzazione all’effettuazione delle fotografie e alla loro pubblicazione; evidenzia che il Tribunale non ha considerato che gravava sulla parte convenuta l’onere di fornire la prova dell’avvenuto consenso e dell’esistenza delle condizioni di cui alla Legge n. 63 del 1941, articolo 97, tanto piu’ che le fotografie erano state scattate all’interno di un “locale da ballo privato” ed erano state utilizzate a fini promozionali e pubblicitari e, quindi, a scopo di lucro.
3. I motivi – che vanno esaminati congiuntamente per l’evidente connessione – sono fondati.
Premesso che – per quanto emerge dal ricorso – le due fotografie di cui si tratta ritraggono la (OMISSIS) (l’una) “in primissimo piano in ginocchio col viso all’altezza della zona pubica maschile” e (l’altra) mentre sembra “slacciare il copri perizoma della stessa figura maschile” e considerato che e’ pacifica la circostanza che tali foto rimasero pubblicate per alcuni mesi sul sito web del Club, deve ritenersi che l’affermazione categorica compiuta dal giudice di appello circa il fatto che la domanda introduttiva sia “rimasta priva di ogni prova” non risulti adeguatamente motivata.
In punto di diritto, va rimarcato come le disposizione della Legge n. 633 del 1941, articoli 96 e 97 affermino il principio della necessita’ del consenso della persona interessata ai fini dell’esposizione del suo ritratto (e’ tale e’ stata sicuramente la pubblicazione continuativa su un sito internet accessibile da parte di un numero indeterminato di utenti) e che anche laddove si possa prescindere da tale consenso (come in relazione ad eventi “svoltisi in pubblico”) permane tuttavia il divieto di esposizione allorquando la stessa “rechi pregiudizio all’onore, alla reputazione od anche al decoro della persona ritrattata” (Legge n. 633 del 1941, articolo 97).
4. All’accoglimento del ricorso consegue la cassazione della sentenza e il rinvio della causa al Tribunale di Bari, in persona di diverso magistrato.

References: sentenza 
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 articolo 97
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