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Timestamp: 2018-07-16 22:05:23+00:00

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Fuori dal coro - Il blog di Simona Mammano: 2009
Mi piace condividere questa testimonianza di una bella persona che ha conosciuto Pasquale Juliano, grazie Carlo!
Oggetto: Pasquale Juliano
Cara Simona, non so se mi ha identificato, ma ci siamo sfiorati da lontano sabato scorso a Casalecchio, alla serata per Sciascia. Lei ha letto un brano e io ero quello della fisarmonica. Detto questo, ecco perché le scrivo. Non avendo avuto modo di presenziare alle conferenze di Politicamente scorretto, mi sono messo ad ascoltarle in streaming e ho appreso del libro che avete scritto assieme ad Antonella Beccaria su Pasquale Juliano. Fossi stato presente, mi sarebbe piaciuto raccontare questa storia. Nel febbraio 1969, tra le tante cose politicamente incredibili che accaddero in Italia, ci fu la rivolta e la contestazione dei giovani non vedenti che studiavano negli appositi istituti. Erano quasi tutti istituzioni chiuse, "istituzioni totali", come si diceva allora. Ma c'era la falla. Qui a Bologna, all'istituto Cavazza di via Castiglione, erano ospitati anche studenti universitari. Io ero fra loro. Dunque noi, come si dice, facemmo il sessantotto. E nel '69, cogliemmo certi spunti occasionali per far partire anche là dentro una forma di contestazione. Ci seguirono i ragazzi dell'istituto Configliachi di Padova. Quello era un vero e proprio lager e gli ospiti non erano così attrezzati politicamente, come eravamo noi di Bologna. Per cui partimmo in loro aiuto. Accadde che un giorno arrivò la polizia, entrò, prese i nostri compagni presenti in quel momento, li schedò e li rimandò a Bologna. Il giorno dopo ritornammo in forze assieme ad altri studenti nostri amici vedenti. L'istituto era circondato dalle forze dell'ordine. Ma si vede che nemmeno loro ci credevano poi tanto. Sta di fatto che noi riuscimmo ugualmente ad aggirare il blocco e ad entrare. Da dentro cominciammo ad allertare stampa, partiti, universitari del movimento. Se non ci crede, guardi i giornali del tempo. L'istituto fu circondato dal II Celere. Entrarono, ci prelevarono e ci portarono tutti in questura per inhterrogarci. Io fui interrogato da un poliziotto, poi da un altro che mi chiese le stesse cose. Poi arrivò un terzo e ricominciò daccapo. Quando gli dissi il nome del paese di nascita e l'indirizzo, lui mi chiese se per caso non fosse la piazza vicino al teatro, ecc ecc. Insomma, viene fuori che era un mio compaesano e mi disse anche il suo nome: era Pasquale Juliano. Simpatico a tutta prima, ma io ero un ventenne ubriaco di rivoluzione e diffidavo. Quando lui mi disse che, personalmente, lui poteva anche essere d'accordo con le nostre ragioni, però il modo... ecc ecc, ricordo che io gli dissi una cosa perfida che adesso non direi più. Gli dissi, sarcasticamente: "Che fa? Si mette a pensare? Una polizia che pensa?" Ero scemo, lo so. E so anche, adesso, che se non mi ridussero come Aldrovandi o Cucchi, fu perché - ora lo so - contro dei ciechi non si sarebbero messi a fare certe cose... Tornato a casa, raccontavo in giro questa mia fanfaronata, fino a che, un paio di mesi dopo, imparo dai giornali dell'arresto di Freda e Ventura; e dell'autore di quegli arresti. Fra l'altro, nel gruppo degli arrestati c'era anche un certo Marco Pozzan, che faceva il bidello proprio nell'istituto Configliachi che avevamo occupato! Allora fui orgoglioso della mano che Juliano mi aveva stretto salutandomi. E m'incazzai come una vipera quando seppi che quelle merde di neofascisti erano riusciti ad incastrarlo nel modo che sappiamo. Non ne ho più saputo niente. Ma quell'episodio è stato un mattone importante nella costruzione della mia visione politica. Oggi ho idee mie sulla polizia e non sono di sostegno incondizionato. Credo che in democrazia ogni potere deve avere necessari contrappesi. ecc ecc.
La ringrazio per la pazienza nel leggermi e anche per la sua collaborazione alla riuscita della serata di sabato. Penso che presto comprerò "Attentato imminente".
Pubblicato da Simoma Mammano a 09:30 1 commento: Link a questo post
Pubblicato da Simoma Mammano a 10:43 Nessun commento: Link a questo post
Oggi ricorre il quarantesimo anniversario della strage di Piazza Fontana e proprio per questo Antonella Beccaria e io abbiamo deciso di raccontare una storia importante, ma sconosciuta: quella del commissario di Pubblica Sicurezza Pasquale Juliano, l'uomo che con le sue indagini avrebbe potuto evitare la strage.
Pasquale Juliano, l’entusiasta
Juliano si trova nei guai dopo che gli ordinovisti su cui stava indagando - che lo avevano condotto ad un passo da Freda e Ventura – al termine di un’incredibile notte assieme in cella iniziano a raccontare all’unisono la stessa versione dei fatti, mai sentita fino al giorno prima. Il lavoro di ricerca alla base di “Attentato Imminente” è consistente. Avete provato, tu e Simona Mammano, a scoprire chi consentì, o diciamo chi si “distrasse” e non notò che un gruppo di neo-arrestati stava finendo nella stessa camera di detenzione?
Di certo sì. Giustamente parli di un partito che nemmeno doveva stare sulla scheda eppure la XII disposizione transitoria della Costituzione è sempre stata quasi un’opinione. Si contano sulle dita i casi di scioglimento di una formazione politica per apologia del fascismo. Questo vorrà pur dire qualcosa, per un Paese che ha pagato un prezzo altissimo per la dittatura che l’ha governato per un ventennio. Come in ogni nazione che passa da un regime dispotico a uno democratico – o sedicente tale - si indulge sul ricambio nella pubblica amministrazione, nell’assetto industriale privato e nei partiti. L’anomalia diventa esplicita proprio con le elezioni del 1948.
Sì. L’”essere diversi”, espressione molto cara alla sinistra, è già stato sfatato ed è diventato quasi un leitmotif per rimanere all’interno della propria trincea. Pensa alle eterogenee reazioni della sinistra “istituzionale” dopo il G8 di Genova, quando - al di là delle violenze consumatesi in quell’occasione, ma questo è un altro discorso - c’era un fermento culturale e politico che lasciava presagire un ricambio, un rinnovamento delle istanze della sinistra. I vertici DS ne sembravano infastiditi, chi si dichiarava disponibile a un dialogo, e parlo di Sergio Cofferati, è diventato sindaco di una città importante come Bologna affossando la propria esperienza politica. Una parte dei movimenti non ha saputo trasformare in proposta la propria vivacità, i partiti non hanno saputo dialogare con loro. Risultato? Nemmeno il nulla, ma l’involuzione di cui sopra.
Il booktrailer è stato realizzato da Luigi Milani.
(Questa intervista è stata pubblicata sul blog Yesterday’s papers
Attentato imminente - Piazza Fontana, una strage che si poteva evitare di Antonella Beccaria e Simona Mammano
ISBN: 978-88-6222-106-
Pubblicato da Simoma Mammano a 01:30 Nessun commento: Link a questo post
Scritto da Simona Mammano il 15 settembre 2009 per Fuori dal coro
Oggi è l'ultimo giorno di sospensione feriale e da domani riprendono i grandi processi di mafia. Domenica 13 Antonio Ingroia, ha parlato di mafia (intesa in senso ampio del termine). Il magistrato sta seguendo per l'accusa i più importanti processi di mafia.
Riporto l'articolo di uscito oggi su Libera Informazione, ripreso da Antimafia Duemila
di Roberto Rossi* - 15 settembre 2009
Antonio Ingroia sull’ultima intervista al magistrato Paolo Borsellino.
*Ossigeno per l'informazione
Pubblicato da Simoma Mammano a 15:19 Nessun commento: Link a questo post
Scritto da Simona Mammano il 19 luglio 2009 per Fuori dal coro
Serviranno a qualcosa le dichiarazioni fatte ieri, attraverso il suo avvocato, da Totò Riina agli italiani? Perchè di questo si tratta, dichiarazioni per l'opinione pubblica, non per i tribunali con la funzione di collaborare e ottenere uno sconto di pena. Riina dice "Non guardate sempre e solo me, guardatevi dentro". Riporto di seguito l'articolo di Repubblica:
Vale però la pena di leggere anche l'articolo del Corriere, per poi porci una domanda: "cos'altro serve agli italiani per dare sfogo alla loro indignazione?". No, non capisco...
I «messaggi» del boss accusato di decine di omicidi che parla in carcere con l'avvocato: «Non ho scritto io il papello. Nesso tra bombe e Tangentopoli»
Pubblicato da Simoma Mammano a 01:08 Nessun commento: Link a questo post
Scritto da Simona Mammano il 16 luglio 2009
La richiesta di pizzo è una piaga che tocca imprenditori e commercianti di tutte le zone d'Italia.
Tre anni fa sono stata a Palermo e nei locali pubblici ho notato dei ciclostilati con la scritta "Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità". Ai miei commenti di apprezzamento alcuni palermitani hanno asserito che quella era una delle tante idee pubblicitarie. In realtà era un'iniziativa di un comitato che si era costituito da poco, formato da ragazzi sotto i trent'anni. Quel comitato ha fatto tanta strada e l'ultima delle sue iniziative è stata quella di costituirsi parte civile nel processo "Addio pizzo" contro i Lo Piccolo. Riporto il comunicato stampa sull'esito di un troncone del processo, dove 43 dei 59 imputati hanno scelto il rito abbraviato. La sentenza di oggi da parte del gip di Palermo Anania è veramente storica. L'altra parte del processo (Bonanno+16) sta procedendo con rito ordinario e lo si può seguire qui.
Questo è il comunicato stampa che si può leggere sul sito di Addiopizzo:
Palermo, giovedì 16 luglio 2009
Sentenza Processo Addiopizzo: è storia
Comunicato stampa Sentenza storica: Addiopizzo c’è Palermo 16 luglio 2009: Oggi è stata emessa la sentenza di primo grado del troncone del processo “Addio pizzo” celebrato con rito abbreviato. Questo procedimento, avviato a gennaio di quest’anno, ha visto coinvolti 43 soggetti imputati del reato di mafia ed estorsione aggravata (nel rito ordinario, che ancora si deve concludere, gli imputati sono altri 15). Di fatto è il processo contro l’intero clan dei LO PICCOLO, ma ha interessato anche 18 operatori economici che, per aver tentato di aiutare i propri estorsori mafiosi ad eludere le investigazioni a loro carico, sono stati imputati e quindi condannati di favoreggiamento. La decisione del Gup di Palermo, Dott. Vittorio Anania, oltre alle durissime condanne inflitte, per quanto attiene agli imprenditori che si sono costituiti parte civile e alle nostre associazioni che li hanno assistiti, sancisce nelle aule della Giustizia il valore di una svolta che potrebbe essere storica: si è avviata una proiezione socioculturale della lotta repressiva al racket delle estorsioni mafiose. Questa sentenza scandisce la tappa di un processo sociale duro, difficile, ma molto promettente. Ed è arrivata in un breve lasso di tempo. Il 5 novembre 2007 i Lo Piccolo vengono arrestati insieme ad Adamo e Pulizzi. Il 10 dello stesso mese il Comitato Addiopizzo e la Fai presentano al teatro Biondo il frutto di un lavoro senza eguali nel territorio palermitano: l’associazione antiracket Libero Futuro. Nei primi mesi del 2009, grazie anche alle collaborazioni di Pulizzi e Nuccio, vengono arrestati i mafiosi che a luglio saranno oggetto di un riconoscimento storico: 18 dei 20 operatori economici che hanno collaborato con gli inquirenti hanno partecipato all’incidente probatorio, nel quale sono uno delle persone offese ha poi ritrattato le accuse. Oggi, 14 di questi imprenditori, 13 dei quali assistiti dalle nostre associazioni, sono costituite parte civile nel presente procedimento penale che ha complessivamente inflitto quasi 400 anni di carcere al clan dei Lo Piccolo. Le parte civili di questo processo sono state numerose, alcune hanno avuto anche un alto valore simbolico, come la presidenza del consiglio dei ministri, il commissario straordinario antiracket, il ministro dell’interno, il Comune e la Provincia di Palermo. C’è però un dato al quale noi diamo una lettura importante: il giudice Anania, riconoscendoci il diritto al risarcimento del danno con una quantificazione superiore alle associazioni di categoria ha attribuito un valore alla metodologia e al lavoro svolto da noi nel territorio. I risultati, per quanto sudati e sofferti, ci sono ma il metodo di lavoro è replicabile anche da altri. Se ciò avvenisse siamo sicuri che le denunce aumenterebbero.
Pubblicato da Simoma Mammano a 14:34 1 commento: Link a questo post
Scritto da Simona Mammano per Fuori dal coro il 27 giugno 2009
Martedì, mercoledì e giovedì è in agenda al Senato la discussione sul Ddl che modifica le norme in materia di intercettazioni telefoniche e ambientali. Già approvato alla Camera, si è in attesa della decisione del Senato, se dovesse essere positiva il Ddl andrebbe al Presidente della Repubblica per la promulgazione. Qui c'è l'ordine del giorno della Commissione Giustizia.
Pubblicato da Simoma Mammano a 06:17 1 commento: Link a questo post
Pubblicato da Simoma Mammano a 13:04 Nessun commento: Link a questo post
Scritto da Simona Mammano per Fuori dal coro il 19 giugno 2009
Riporto un'agenzia Ansa che penso si commenti da sola
SICUREZZA: RONDE NERE; SIAMO TREMILA, PIU' AL SUD E OVER 30 (V. 'SICUREZZA: RONDE NERE; MSI,...' DELLE 17.25 CIRCA) (ANSA) - MILANO, 19 GIU - E' un uomo piu' che trentenne, residente prevalentemente al Sud e solo per una piccolissima parte con esperienze da agente di polizia o militare. E' questo il ritratto dell'attivista tipo delle cosiddette 'ronde nere', presentate sabato scorso a Milano tra le polemiche. ''Siamo arrivati a quota tremila - ha detto il presidente dell'Msi-Dn, Maria Antonietta Cannizzaro -. Le polemiche suscitate hanno spinto tanta gente verso di noi''. ''Per il 70% si tratta di gente che vive al Sud - ha spiegato il vicario dell'Msi-Dn, Maurizio Monti -. Molti hanno piu' di 30 anni e in tanti ne hanno anche piu' di 40. Solo una piccola parte, forse il 2%, ha avuto esperienze in polizia o carabinieri''. In realta', secondo quanto emerso stamani in una conferenza stampa, si tratta di iscritti virtuali, dato che si tratta di persone che hanno compilato una semplice scheda d'iscrizione su Internet ma che al momento non sarebbero nemmeno state ricontattate. (ANSA). CSN 19-GIU-09 18:01 NNNN
Scritto da Simona Mammano per Fuori dal coro il 14 giugno 2009
Maroni, ministro dell'Interno, da cui dipendono la polizia di stato e, per l'ordine pubblico, anche carabinieri e guardia di finanza, vuole le ronde. Quasi a voler dire che le polizie statali non sono sufficienti, quelle polizie a cui toglie fondi e che sono in sottorganico.
Ecco a questo proposito l'articolo di oggi sul sito di Repubblica:
Maroni ha anche annunciato che è già pronto il regolamento che permetterà ai cittadini di affiancare le forze dell'ordine: "Il resto sono solo chiacchiere, noi non ci fermeremo anche se ci dicono di tutto e che vogliamo le camice nere, noi andremo fino in fondo per avere più sicurezza nelle città", ha concluso il ministro. Maroni ha anche difeso la politica sull'immigrazione coi respingimenti."Da un mese non arriva più nessuno. A Lampedusa mi dispiace solo per le 30-40 persone - ha osservato - che si occupano del centro e hanno perso il lavoro perché non c'è più un clandestino.
Pubblicato da Simoma Mammano a 08:09 Nessun commento: Link a questo post
Segnalato da Simona Mammano per Fuori dal coro il 13 giugno 2009
Intercettazioni: non basta l'indignazione, serve grande iniziativa nazionale unitaria
Quello che è accaduto ieri, l'approvazione della Legge Bavaglio sulle intercettazioni imposta al parlamento dall'ennesimo voto di fiducia, ha rappresentato e rappresenta una grave ferita ai valori costituzionali, di fronte alla quale non è sufficiente limitarsi alla critica a Berlusconi e della sua corte. E' giunto il momento di promuovere una grande iniziativa nazionale che metta assieme quanti (forze politiche associazioni, sindacati e perfino singole personalità della destra) che non si riconoscono in uno schema autoritario e populista e facciano sentire alle massime autorità istituzionali in Europa e in Italia l'indignazione di chi si vede sottratto il diritto alla legalità e all'informazione. Che si tratti di un vero e proprio scandalo lo dimostrano non solo le proteste unitarie dei magistrati ma addirittura, per la prima volta, il clamoroso documento unitario siglato dalla Federazione degli Editori (Fieg) e dal sindacato dei giornalisti (Fnsi). Un atto senza precedenti e che da solo segnala la gravità di quanto è accaduto. E non a caso 100mila cittadini in pochissime ore hanno aderito all'appello lanciato dal quotidiano Repubblica. Per queste ragioni Art.21, l'associazione presieduta da Federico Orlando attraverso il suo sito chiederà a tutte le forze politiche e associative di promuovere, in occasione della discussione al Senato, una manifestazione nazionale dedicata alla tutela dei valori costituzionali e all'affermazione dell'autonomia dei poteri di controllo, e proporrà che si tenga un'iniziativa nazionale affidando, se lo vorrà, al presidente emerito Oscar Luigi Scalfaro l'intervento cocnlusivo a nome di tutti.
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Scritto da Simona Mammano il 3 giugno 2009 per Fuori dal coro
Brunetta sembra essere in guerra con tutti e sta cercando di completare il lavoro già iniziato dal governo, spezzare il fronte sindacale. Uil e Cisl accondiscendono, mentre l'unica a opporsi sembra essere la Cgil. Ecco l'ultima dichiarazione del ministro della Funzione pubblica, il cui blog potete vedere qui.
Un'agenzia delle 18.46 riporta le sue dichiarazioni:
Sindacato: Brunetta. "Non riconosco più l'esistenza della Cgil"
03 Giugno 2009 18:46 POLITICA
MILANO - Attacco di Renato Brunetta alla Cgil. "E' ridotta ai minimi termini, non ne riconosco piu' l'esistenza'', ha detto il ministro dell'Innovazione a Milano a un appuntamento elettorale a sostegno della candidatura alla Provincia di Guido Podesta'. Brunetta ha citato la bassa adesione agli utlimi scioperi indetti dalla Cgil. (Agr)
La Cgil risponde:
Sindacato: Cgil, "Brunetta si distingue per insulti e toni provocatori"
03 Giugno 2009 20:08 ECONOMIA
ROMA - Arriva la replica della Cgil al ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, che ha detto di "non riconoscere l'esistenza" del sindacato guidato da Guglielmo Epifani. "Ancora una volta - si legge in una nota - il ministro Brunetta riesce a superare se stesso nell'insulto e nei toni provocatori. Non si e' mai visto un ministro della Repubblica esprimersi in questo modo nel riferirsi a un'organizzazione che rappresenta milioni di lavoratori e pensionati". "Comunque - prosegue il comunicato - dispiace per il ministro, ma avra' ancora molte occasioni per accorgersi dell'esistenza della Cgil". (Agr)
Pubblicato da Simoma Mammano a 11:40 Nessun commento: Link a questo post
scritto da Simona Mammano per Fuori dal coro il 2 giugno 2009
Esiste una legge (n. 28/2000) che regola l'accesso ai mezzi di informazione durante la campagna elettorale. Berlusconi l'ha violata l'1 giugno durante un suo intervento in una trasmissione di Telelombardia. Le sue dichiarazioni sono riportate immediatamente dal sito del quotidiano Libero, che riprende un lancio di agenzia dell'Adnkronos che scrive:
Milano 1 giu. (Adnkronos) - "Gli ultimi sondaggi ci danno tra il 43 e il 45%. Se saranno confermati il Pdl sarà il più grande gruppo all'interno del Ppe e questo potrà anche portare Mario Mauro alla presidenza del parlamento europeo." A dirlo è il capo del governo Silvio Berlusconi che è intervenuto telefonicamente alla trasmissione Iceberg di Telelombardia.
La notizia è stata diffusa dal giornalista Andrea Atzori, che nel suo blog Fuorionda news si domanda perchè non ci siano state reazioni a questa grave violazione nè sugli organi di stampa, nè da parte della politica.
Si consiglia di leggere quanto Atzori ha scritto nel suo blog in proposito, perchè approfondisce l'argomento.
Pubblicato da Simoma Mammano a 06:39 Nessun commento: Link a questo post
I dieci minuti di giornalismo meno trasmessi d'Ita...

References: sentenza 

Sentenza 
 Sentenza 
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 Art.21