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Timestamp: 2020-06-01 04:09:18+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 28298 del 04/11/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28298 del 04/11/2019
Cassazione civile sez. VI, 04/11/2019, (ud. 24/09/2019, dep. 04/11/2019), n.28298
sul ricorso 24377-2018 proposto da:
TRUCCO LORENZO;
avverso la sentenza n. 220/2018 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
– che viene proposto ricorso avverso la sentenza della Corte d’appello di Torino del 01.02.2018 la quale, in riforma della decisione di primo grado, ha negato il riconoscimento della protezione umanitaria all’odierno ricorrente;
– che sono stati ritenuti sussistenti i presupposti ex art. 380-bis c.p.c., nè il ricorrente ha formulato al riguardo censure.
– che l’unico motivo di ricorso deduce la violazione del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 6, e art. 19 e dell’art. 10 Cost., comma 3, per avere il giudice di merito ritenuto non idoneo a fondare il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi umanitari il procedimento di integrazione intrapreso dall’odierno ricorrente nel territorio italiano;
– che il ricorso è manifestamente infondato, avendo questa Corte chiarito che “non può essere riconosciuto al cittadino straniero il diritto al permesso di soggiorno per motivi umanitari, di cui al D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 6, considerando, isolatamente ed astrattamente, il suo livello di integrazione in Italia, nè il diritto può essere affermato in considerazione del contesto di generale e non soecifica compromissione dei diritti umani accertato in relazione al Paese di provenielT1 atteso che il rispetto del diritto alla vita privata di cui all’art. 8 CEDU, può soffrire ingerenze legittime da parte di pubblici poteri finalizzate al raggiungimento d’interessi pubblici contrapposti quali quelli relativi al rispetto delle leggi sull’immigrazione (..) (Sentenza CEDU 8/4/2008 Rh:. 21878 del 2006 Caso Nyianzi e. Regno Unito)” (Cass. n. 17072/2018);
– che, nel caso di specie, l’odierno ricorrente si duole, invece, del mancato riconoscimento del permesso di soggiorno proprio lamentando la mancata attribuzione di decisività, ad opera della corte di merito, del suo livello di integrazione; inoltre, lo stesso deduce una non specifica compromissione dei diritti umani nel Paese d’origine (il Gambia), senza circoscrivere o individualizzare tale rilievo;
– che, dunque, il ricorso è da rigettare;
La Corte rigetta il ricorso e condanna parte ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio, liquidate in Euro 2.100, oltre spese prenotate a debito.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 380
 art. 5
 art. 19
 art. 5