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Timestamp: 2020-08-13 20:38:29+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 192 del 05/01/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 192 del 05/01/2011
Cassazione civile sez. lav., 05/01/2011, (ud. 24/11/2010, dep. 05/01/2011), n.192
sul ricorso 31049-2007 proposto da:
ALESSANDRO, BIONDI GIOVANNA, VALENTE NICOLA, giusta delega in atti;
G.T., elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA MARTIRI DI
BELFIORE 2, presso lo studio dell’avvocato CONCETTI DOMENICO, che la
rappresenta e difende, giusta delega in calce alla copia notificata
avverso la sentenza n. 1476/2007 della CORTE D’APPELLO di CATANZARO,
depositata il 30/08/2007 R.G.N. 2620/05;
24/11/2013 dal Consigliere Dott. COLETTI DE CESARE Gabriella;
Il Tribunale di Catanzaro rigettava la domanda di G.T. volta ad ottenere il riconoscimento della pensione di inabilità civile.
La Corte d’appello, con la sentenza indicata in epigrafe, ha riconosciuto il diritto alla prestazione assistenziale con decorrenza 1 maggio 1998 (primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda amministrativa) sul rilievo che la competente commissione medica non aveva fornito specifiche indicazioni circa l’epoca di insorgenza dello stato invalidante e che al detto riconoscimento non era di ostacolo la circostanza che, proprio il 1 maggio 1998, l’inabile avesse compiuto 65 anni, dovendosi costei considerare ultrasessantacinquenne solo dopo la mezzanotte di quel giorno, ossia a decorrere dal 2 maggio 1998, data da cui alla medesima competeva l’assegno sociale L. n. 118 del 1971, ex art. 19.
Per la cassazione di questa sentenza ricorre l’INPS con un solo motivo.
Hanno depositato procura speciale, rilasciata in calce alla copia del ricorso, notificato dall’INPS a G.T., cinque soggetti non meglio qualificati, il cui difensore, avv. Domenico Concetti, ha poi partecipato all’udienza di discussione.
Il Ministero dell’Economia e Finanze, anch’esso intimato, non sì è costituito.
1. Preliminarmente la Corte deve rilevare la nullità della procura speciale all’avv. Domenico Concetti in difetto di ogni indicazione e prova, da parte dei soggetti che l’hanno rilasciata, della qualità in cui partecipano al presente giudizio. Ne consegue che priva di rilievo, ad ogni effetto, va considerata la presenza del detto difensore all’udienza di discussione.
2. Con l’unico motivo l’INPS, denunciando violazione del D.Lgs. n. 509 del 1988, art. 8, della L. n. 118 del 1971, artt. 12, 13 e 19, della L. n. 335 del 1995, art. 3, commi 6 e 7, nonchè dell’art. 2963 c.c., sostiene che il D.Lgs. n. 509 del 1988, art. 8 impone di corrispondere la pensione sociale (oggi assegno sociale), in sostituzione delle provvidenze previste, per gli invalidi civili, dalla L. n. 118 del 1971 “al compimento del sessantacinquesimo anno di età” dell’invalido; età che la G. aveva, incontestatamente, raggiunto in data 1 maggio 1998.
3. Il ricorso non è fondato condividendo il Collegio il principio, ripetutamente enunciato dalla giurisprudenza di questa Corte, per cui “La pensione e l’assegno di inabilità civile di cui alla L. 30 marzo 1971, n. 118, artt. 12 e 13 non possono essere riconosciuti a favore dei soggetti il cui stato di invalidità, a norma di legge, si sia perfezionato con decorrenza successiva al compimento dei sessantacinque anni (o che, comunque, ne abbiano fatto domanda dopo il raggiungimento di tale età), come si evince dal complessivo sistema normativo che per gli ultrasessantacinquenni prevede l’alternativo beneficio della pensione sociale anche in sostituzione delle provvidenze per inabilità già in godimento e come è stato espressamente confermato dal D.Lgs. 23 novembre 1988, n. 509, art. 8” (cfr. Cass. n. 5640 del 2006; n. 2011 del 1996).
4. Alla stregua del suddetto principio occorre, dunque, per negare il diritto alle prestazioni assistenziali previste dalla L. n. 118 del 1971, che lo stato di invalidità si sia perfezionato con decorrenza successiva al compimento dei sessantacinque anni, mentre, nel caso in esame, secondo l’accertamento del giudice di merito, la situazione invalidante si era perfezionata in coincidenza con il giorno del compimento del sessantacinquesimo anno di età da parte della richiedente.
6. Nulla per le spese del giudizio di cassazione in difetto di valida costituzione dei soggetti che hanno rilasciato procura in luogo dell’intimata G.T..

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 19
 sentenza 
 art. 8
 art. 3
 art. 8
 art. 8
 Cass.