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Timestamp: 2018-03-20 20:12:16+00:00

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La valutazione dei rischi e la definizione di politiche per la sicurezza nei luoghi di lavoro: Analisi teorica e applicazione a un caso reale
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1 Università degli studi di Siena Facoltà di Ingegneria Corso di Laurea specialistica di Ingegneria Gestionale La valutazione dei rischi e la definizione di politiche per la sicurezza nei luoghi di lavoro: Analisi teorica e applicazione a un caso reale Relatore: Prof. Gianluca Murgia Tesi di Laurea di: Serena Murrighile Anno Accademico
2 INDICE CAPITOLO Introduzione Quadro generale sulla sicurezza 6 CAPITOLO Storia normativa Decreto legislativo 9 Aprile 2008, N Differenze e innovazioni rispetto al decreto legislativo 626/ Decreto legislativo 106/09 17 CAPITOLO Società efm Valori: Innovazione, passione e eccellenza Visione Missione I risultati e i numeri Consulenza per la BANCA X e primi progetti Che cos è ARCHIBUS? Estensione ambiti utilizzo ARCHIBUS Consulenza piano sicurezza Realtà delle banche in materia di sicurezza Il rischio nella dimensione finanziaria: RISK MANAGEMENT e successiva evoluzione Classificazione rischi nelle banche 29 CAPITOLO Sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (S. G. S. S. L.) Linee guida per un S. G. S. S. L. : UNI-INAIL del 28 settembre 2001 e British Standard OHSAS :
3 4.2.1 Finalità Fasi costituzione S. G. S. S. L Best Practices & Linee Guida Standard OHSAS : Vantaggi e criticità del S. G. S. S. L Vantaggi Criticità S. G. S. S. L. nella realtà specifica della BANCA X Aspetti innovativi del S. G. S. S. L. della BANCA X 40 CAPITOLO La Valutazione dei rischi Servizio di prevenzione e protezione S. P. P Compiti del S. P. P Rapporti fra datore di lavoro e S. P. P S. P. P. della BANCA X Documento di Valutazione dei Rischi D. V. R Aspetti innovativi D. V. R. introdotti dal TESTO UNICO 46 CAPITOLO Inquadramento organizzativo della safety nella BANCA X Criteri procedurali utilizzati per la redazione del D.V. R Classificazione richieste Classificazione rischi Cause rischi Progetto di rating per la determinazione dell indice di rischio Indicatore livello di rischio Considerazioni rischio rapina Differenze con modello precedente Misure sicurezza e risultati Misure stress da lavoro correlato 122 2
4 6.4.2 Misure formazione Misure contro gli infortuni Misure rischio rapina Misure categorie particolari lavoratori Misure ambientali Misure contro le emissioni Scarichi idrici Produzione di rifiuti e misure smaltimento Sversamenti inquinanti Misure contro i rifiuti pericolosi Misure manutenzione impianti vari Misure organizzative Misure contro il rumore negli ambienti di lavoro Misure di prevenzione generiche D. V. R. della BANCA X Struttura Schede intervento fattori di rischio Allegati 154 Conclusioni 156 Materiale consultato per l elaborazione della tesi 158 3
5 CAPITOLO Introduzione Il presente lavoro di tesi tratta la gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro come imposto dalla normativa vigente costituita dal decreto legislativo 81/08. Nel lavoro è stato spiegato in che modo questa tematica viene trattata all interno degli istituti di credito in particolar modo citando la realtà di un gruppo bancario. Lo scopo principale è la formulazione di un D. V. R. (Documento di Valutazione dei Rischi), e in merito a questo è necessario partire dalle disposizioni giuridiche nella materia in oggetto, descritte dalla normativa vigente. L obiettivo esula da una descrizione analitica del decreto, ma risulta necessario esaminarlo per estrapolare dalla mole di informazioni in esso contenute, i passi più importanti che possono dare un contributo per arrivare al risultato finale. Il decreto costituisce il riferimento principale da cui si può attingere, ma esso deve essere affiancato da soluzioni organizzative e procedurali adottate volontariamente, e che non hanno carattere obbligatorio, ma che rappresentano le così dette linee guida e buone prassi, secondo la definizione che si ritrova nell art.2 del decreto, e che sono importanti per intraprendere azioni di miglioramento delle condizioni di lavoro attraverso la riduzione dei rischi. La tesi è strutturata in 6 capitoli organizzati in questo modo: nel primo si fa una premessa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Nel secondo capitolo si descrive l evoluzione della normativa che ha disciplinato tale materia e i cambiamenti che ne sono derivati. Dopo una descrizione esaustiva delle sezioni del decreto attuale si fa infine riferimento alle differenze fra le vecchie e nuove disposizioni legislative andando a concludere l evoluzione storica da un punto di vista giuridico con le integrazioni stabilite dal decreto legislativo 106/09. Procedendo, nel terzo capitolo si procede con la descrizione della società di consulenza che mi ha permesso di partecipare al progetto sicurezza: si tratta della società efm, una società che supporta il gruppo bancario su cui viene effettuata l analisi descritta nella tesi, e che è diventata leader nell offerta di soluzioni integrate per la gestione immobiliare. All interno di questa parte vengono descritti i settori di attività della società, dando spazio alla descrizione dei valori e della mission aziendale della stessa. Successivamente si continua con la descrizione dei progetti implementati a supporto del gruppo bancario. Si fa riferimento al software ARCHIBUS, un software di produzione americana che fornisce soluzioni di facility management, quindi di gestione delle strutture immobiliari, mettendo a disposizione tempestive informazioni da utilizzare nei piani strategici di ogni tipo di 4
6 organizzazione. Viene descritta l evoluzione della sua implementazione all interno delle filiali del Gruppo grazie alla sua caratteristica di multidimensionalità dal punto di vista gestionale, fino ad arrivare all esigenza di un nuovo piano sicurezza; per la società efm, è un campo di applicazione del tutto nuovo; infatti è la prima volta che affrontano l obiettivo di fornire una consulenza in merito. Il passo successivo è fare una panoramica della realtà delle banche in materia sicurezza. Come ogni realtà aziendale anche quella degli istituti di credito deve gestire i rischi in un ottica integrata: questa rappresenta l evoluzione della concezione del rischio, fino alla concretizzazione del rapporto fra la pianificazione strategica e il risk management. L ultima parte del terzo capitolo è dedicata alla classificazione dei rischi nelle banche e, in base ai differenti tipi di comportamento che le aziende decidono di adottare sulla gestione della sicurezza, dipende la competitività delle stesse. Nel quarto capitolo si procede con l analizzare il significato e l importanza di istituire in azienda un Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro (S. G. S. S. L.). Vengono descritte all interno di questa sezione le fasi che portano alla costituzione di un S. G. S. S. L. e viste le difficoltà riscontrate dalle aziende per tenere sotto controllo tale apparato organizzativo, non solo dal punto di vista formale ma anche sostanziale in quanto considerato dalla legge, sono state formulate delle linee guida come punto di riferimento per l implementazione. Tali linee guida sono rappresentate dalle UNI-INAIL e British Standard OHSAS 18001:2007. Nonostante in generale l adozione di un S. G. S. S. L. rappresenti un beneficio, ad esso sono legate anche delle criticità derivanti da diversi fattori e che vengono esaminate all interno del capitolo. Nella parte finale si contestualizza l adozione del S. G. S. S. L. all interno della realtà specifica del gruppo bancario analizzato. Tutti questi sistemi organizzativi descritti servono per avere un maggior contributo nella complessa operazione della valutazione dei rischi, trattata nel capitolo 5, in cui fondamentale risulta essere il supporto dato al datore di lavoro dal Servizio di Prevenzione e Protezione (S. P. P.). In questa sezione si continua a fare riferimento al decreto, che stabilisce tutta una serie di possibilità di strutturare il S. P. P. a seconda della particolare situazione aziendale, che poi verrà descritta in riferimento alla BANCA X. Lo step successivo trattato nella parte finale del quinto capitolo riguarda la stesura del documento di valutazione dei rischi; esso viene considerato dal decreto legislativo in maniera generale, arrivando poi alla realtà specifica della BANCA X, mettendo in evidenza i criteri procedurali utilizzati e descrivendo il modello che permette di calcolare la magnitudo di rischio 5
7 per ogni tipologia di fattori di rischio individuati. Infine si arriva a descrivere le misure di sicurezza implementate per fronteggiare le situazioni di pericolo che si possono presentare. Dopo questi capitoli basati sulle modalità di redazione del D. V. R. a norma di legge, viene riportato il Documento redatto per il gruppo bancario oggetto del lavoro di tesi; vengono descritte le schede operative per ogni rischio individuato e i programmi degli interventi stabiliti per diminuire il grado di rischio di ognuno. 1.2 Quadro generale sulla sicurezza Il tema sulla sicurezza nei luoghi di lavoro riveste sicuramente un importanza fondamentale come tematica sociale e politica. Si tratta di una sfida continua per un cambiamento culturale in materia di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, con l obiettivo di ottenere un miglioramento continuo per conseguire risultati specifici in termini di efficacia ed efficienza. Perché è necessario un cambiamento culturale? Sicuramente lo scopo è adempiere alla normativa vigente, che evolve continuamente, ma questo non deve costituire la priorità; essa va ricercata nell utilizzo di strumenti che possono prevenire e mitigare i rischi di danno alle persone. In questo senso risultati in materia, possono essere ottenuti attraverso un processo di sensibilizzazione che coinvolge tutti coloro che operano nei luoghi di lavoro e quindi non solo i datori di lavoro che devono ampliare il loro senso di responsabilità, abbandonando il binomio sicurezza = costo, ma anche percorsi di formazione e orientamento dei lavoratori, non più considerati soggetti passivi nell organizzazione della sicurezza, fino ad arrivare a procedure di controllo nei luoghi di lavoro. I motivi che possono e devono portare ad una nuova inversione di tendenza sono essenzialmente due: un motivo etico e un motivo economico (costituito da costi diretti e indiretti derivanti da scarse considerazioni). Tutto questo viene garantito da una normativa efficace, che cerca di diminuire le conseguenze della piramide di disagi provocata da una mancata considerazione della sicurezza. Quindi il parametro sicurezza è utile per valutare un azienda e il suo valore. 6
8 CAPITOLO Storia Normativa La normativa che si occupa della sicurezza nei luoghi di lavoro è vasta, quindi si può procedere a ripercorrere i passi che hanno portato alla versione finale di quest ultima. Ecco di seguito uno schema che li riassume: COSTITUZIONE Art.32 - Art Art.41 CODICE CIVILE Art CODICE PENALE Art. 437 Art. 451 DPR - 547/55-164/56-303/56 D. LGS. 626/94 D. LGS. 81/08 Le origini La prima produzione normativa in tema di sicurezza sul lavoro risale alla fine del secolo XIX quando si sentì l esigenza di tentare di diminuire il fenomeno infortunistico derivato dalla crescita senza regole del lavoro all interno delle fabbriche e dall uso sempre più diffuso di macchinari ed attrezzature, privi delle più elementari misure di sicurezza. In materia giuridica si fa riferimento all art del codice civile del 1942, secondo cui è imposto all imprenditore di adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e 7
9 la personalità morale dei prestatori di lavoro. Cioè l adempimento di tale obbligo non riguarda solo l utilizzo di particolari attrezzature e macchinari ma anche il luogo stesso in cui si svolge l attività; le cautele dello stesso imprenditore devono essere atte a prevenire tutti i rischi relativi a entrambi gli aspetti che pongono in essere l attività lavorativa. La norma è riconducibile alla particolare natura del contratto di lavoro in qualità di semplice scambio fra prestazione e retribuzione e non solo, in quanto implica anche l'insorgenza di obblighi di natura non patrimoniale, quale quello di tutela dell'integrità fisica e morale del lavoratore, supportato dall'art. 41 della Costituzione 2 comma. Comunque, nell art., non vige soltanto un generalissimo principio che fa obbligo al datore di lavoro di approntare e disporre i mezzi occorrenti all attuazione delle misure di sicurezza per tutelare l integrità fisica dei lavoratori, ma lo stesso datore è tenuto ad accertarsi che le disposizioni impartite abbiano concreta esecuzione, nel senso che deve vigilare sulla loro osservanza. Questa norma è considerata come il fulcro della tematica sicurezza sul lavoro, in quanto introduce il principio della massima sicurezza tecnicamente possibile. Con la Costituzione italiana promulgata nel 1948, possiamo trovare altre disposizioni contenute in questi articoli: ART. 32 Comma I La repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Art. 35 Comma I La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Art. 41 L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, libertà, alla dignità umana. Questa tematica è presa inoltre in considerazione, sempre dal punto di vista giuridico, sotto il profilo penale attraverso i seguenti articoli: Art. 437 : Rimozione o omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro; Art. 451 : Omissione colposa di cautele o difese contro i disastri o gli infortuni sul lavoro. 8
10 Dopo questi primi interventi legislativi, si arrivò ad una struttura un po più organica: siamo nella seconda metà degli anni 50, e attraverso una delega contenuta nella legge 12 febbraio 1955, n. 51, il Governo predispose una serie di decreti presidenziali: D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547, (norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro) ; D.P.R. 302/56 norme integrative del 547 per esplosivi e collaudi; D.P.R. 7 gennaio 1956, n. 164 (norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni); D.P.R. 19 marzo 1956, n (norme generali per l igiene del lavoro). In questi anni si potevano individuare 4 caratteristiche determinanti: realizzare l obiettivo della protezione, il principio di tassatività secondo cui le norme sono inderogabili e insostituibili, il criterio di presunzione assoluta di pericolo e il primato assoluto delle esigenze di sicurezza. Successivamente fu l inizio di un periodo di stasi, portato a termine negli anni 70 attraverso l art. 9, legge 20 maggio 1970, n. 300 che faceva riferimento alla tutela della salute e dell integrità fisica attraverso lo Statuto dei lavoratori, i quali attraverso i loro rappresentanti sono tenuti a controllare l'applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca, l'elaborazione e l'attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrità fisica. Il passo successivo deriva dall impulso comunitario che ha contribuito ad un ulteriore cambiamento, e le cui fonti di tale diritto sono contenute nell art. 249 del Trattato di Nizza. Le caratteristiche fondamentali che riguardano questo nuovo approccio si riferiscono a maggiori specifiche dell obbligo di sicurezza, l ampliamento dei soggetti interessati alla gestione della sicurezza, che si estende attraverso un partecipazione attiva anche ai lavoratori e ai loro rappresentanti. A tal proposito si introducono i meccanismi di formazione e informazione per fronteggiare i rischi individuali e collettivi, le misure e le procedure utilizzate per la prevenzione e per la risoluzione dei pericoli, e i nominativi dei soggetti di grado superiore a cui rivolgersi. E il decreto 626/94 in cui gli aspetti più innovativi riguardano in particolar modo i seguenti punti: Valutazione dei rischi: essa deve riguardare qualsiasi tipo di rischio alla quale sono esposti i lavoratori anche in riferimento a gruppi sottoposti a particolari categorie di rischio, nella sistemazione dei luoghi di lavoro, e nella scelta delle attrezzature o materiali contenenti sostanze chimiche particolari; essi devono essere resi partecipi 9
11 dell organizzazione della sicurezza, dei rischi presenti e delle misure messe in atto per ridurli. Si tratta di un diritto/dovere. La redazione del DVR (documento di valutazione dei rischi); La programmazione della prevenzione derivante dall integrazione delle condizioni organizzative dell azienda e dalla considerazione di tutti i fattori che hanno rilevanza sull ambiente lavorativo. Quindi si può affermare che la normativa contenuta nel decreto ha introdotto sostanziali modifiche strutturali e funzionali nella gestione della prevenzione e sicurezza sul lavoro. Questo nuovo modello di gestione si basava non solo sull introduzione di nuovi strumenti e nuove figure attive ma anche sulla considerazione di nuovi principi di tutela che prima erano del tutto assenti. Infatti ora la prevenzione da statica diventa dinamica, in quanto dipendente dall evoluzione tecnologica dei processi, garantendo continui aggiornamenti in materia di sicurezza. Si assiste inoltre al passaggio, da un ambiente lavorativo tecnologicamente sicuro quindi oggettivo, ad uno completamente nuovo che garantisce un ambiente in cui ciascuno è soggettivamente sicuro. Inoltre si configura una nuova visione d insieme, in cui la norma in materia di sicurezza, sicuramente è una condizione necessaria ma non è sufficiente. La legge stabilisce delle regole sulla valutazione del rischio e sul dovere di risolverlo conseguendo la sicurezza, ma non stabilisce le modalità con cui raggiungerla; le norme tecniche cambiano continuamente in base al progredire della scienza quindi l unica cosa da dire è che diventa obbligatorio tutto ciò che è necessario per raggiungere uno standard di sicurezza. Arriviamo all attuale normativa in materia di sicurezza: Il D.Lgs. 81/2008, corretto ed integrato dal successivo D.Lgs. 106/2009. Il presente decreto ha armonizzato, razionalizzato e coordinato le precedenti disposizioni legislative che si sono susseguite per mezzo secolo, e che comunque hanno apportato incerte applicazioni delle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro. Il nuovo provvedimento, che ha l ambizione di essere un testo unico sulla materia della sicurezza, abroga una parte della legislazione previgente sulla prevenzione degli infortuni e l igiene del lavoro, risalente agli anni cinquanta, e il famoso decreto 626/1994 di recepimento delle direttive comunitarie. Rappresenta il risultato, da un lato, di una visione più matura da parte della normativa e dall altro di una consapevolezza sociale più consolidata dell importanza del tema, in cui revisione e innovazione sono i punti fondamentali che lo contraddistinguono. Nonostante tutto, sarebbe errato considerare definitiva la presente normativa, a causa delle grandi evoluzioni che la caratterizzano, quindi al contrario questi cambiamenti costituiscono un decisivo punto di partenza innovativo sulla sicurezza. 10
12 2.2 Decreto legislativo 9 Aprile 2008, N 81 Nasce in attuazione dell art. 1 della legge 3 agosto 2007, numero 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, ed entra in vigore il 15 maggio Si compone di 306 articoli suddivisi in tredici titoli e 51 allegati. Da cosa deriva la denominazione TESTO UNICO? Deriva dall esigenza di effettuare un riassetto e la riforma delle norme vigenti in materia di salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro, mediante il riordino e il coordinamento delle medesime in un unico testo normativo. Prevede l abrogazione dei DPR 547/55, 303/56 e 164/56; inoltre per quanto riguarda il campo di applicazione ora è esteso a: tutti i settori di attività sia pubblici che privati e si applica a tutte le tipologie di rischio e a tutti i lavoratori e lavoratrici, subordinati, autonomi e imprese familiari; contratti di somministrazione (D. Lgs. 276/03) in cui tutti gli obblighi di prevenzione e protezione sono a carico degli utilizzatori; lavoratori a progetto se il lavoro si svolge nel luogo del committente; lavoratori a domicilio: solo formazione e utilizzo DPI conformi. Di seguito la sua struttura: 11
13 TITOLI DESCRIZIONE TITOLO I Principi comuni TITOLO II Luoghi di lavoro TITOLO III Uso delle attrezzature di lavoro e dei DPI TITOLO IV Cantieri temporanei e mobili TITOLO V Segnaletica di sicurezza TITOLO VI Movimentazione manuale dei carichi TITOLO VII Uso di attrezzature munite di video terminali TITOLO VIII Agenti fisici TITOLO IX Sostanze pericolose TITOLO X Esposizione da agenti biologici TITOLO XI Protezione da atmosfere esplosive TITOLO XII Disposizioni in materia penale e di procedura penale TITOLO XIII Disposizioni finali Procediamo ad esaminare dettagliatamente il decreto: Nell art. 1, vengono descritte le finalità: si propone di rispettare le normative comunitarie e le convenzioni internazionali in materia. Proseguendo nel Titolo I, Capo I (Disposizioni generali), troviamo gli articoli 2,3 e 4 che rispettivamente si riferiscono a definizioni, campo di applicazione e computo dei lavoratori. Chiaramente il decreto si dilunga particolarmente in merito, ma per il nostro campo di applicazione possiamo limitarci a fare riferimento a questi concetti: Azienda: il complesso della struttura organizzata dal datore di lavoro pubblico o privato; Lavoratore: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un attività lavorativa nell ambito dell organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato; Datore di lavoro: soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore, che ha la responsabilità dell organizzazione in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa; Dirigente: persona che attua le direttive del datore di lavoro organizzando l attività lavorativa e vigilando su di essa; 12
14 Preposto: persona che sovraintende all attività lavorativa e garantisce l attuazione delle direttive ricevute controllando la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa; Responsabile S. P. P.: persona rispondente della propria attività al datore di lavoro e che si occupa di coordinare il S. P. P. (Servizio Prevenzione e Protezione) dai rischi; Addetto S. P. P.: persona facente parte del precedente Servizio; Medico competente: persona nominata dal datore di lavoro col compito di effettuare l attività di sorveglianza sanitaria; Sorveglianza Sanitaria: insieme degli atti medici, finalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori, in relazione all ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alle modalità di svolgimento dell attività lavorativa; Prevenzione: complesso di disposizioni o misure commisurate all esperienza, alla tecnica e alla particolarità, per evitare o diminuire i rischi professionali; Valutazione dei rischi: valutazione globale e documentata di tutti i rischi finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza; Modello di organizzazione e di gestione: modello organizzativo e gestionale per la definizione e l attuazione di una politica aziendale per la salute e sicurezza; Linee guida: atti di indirizzo e coordinamento per l'applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza predisposti dai Ministeri, dalle regioni, dall'ispesl e dall'inail. Sono tutti concetti che hanno rilevanza per lo scopo della tesi, e che verranno trattati, in relazione al campo di applicazione, nei successivi capitoli. In particolar modo la parte iniziale del decreto si suddivide in 4 CAPI: Disposizioni generali; Sistema istituzionale; Gestione della prevenzione nei luoghi di lavoro (ulteriormente suddivisa in 8 Sezioni); Disposizioni penali (suddivise ulteriormente in due sezioni). Nelle Disposizioni generali si delineano i settori, i sistemi organizzativi e le figure che incideranno sulla valutazione dei rischi. I concetti fondamentali si ritrovano all interno delle 13
15 sezioni del III CAPO, infatti nella prima parte si descrivono le misure generali di tutela della salute e sicurezza sul lavoro che costituiscono la gestione della prevenzione, poi seguono i vari obblighi associati agli attori della sicurezza, dalle attività delegabili e non. Si arriva poi all articolo 28 e per i successivi tre articoli si fa riferimento alla valutazione dei rischi. L unità specialistica che collabora in questo è il Servizio Prevenzione e Protezione, trattata specificatamente nel capitolo 5 del lavoro di tesi. La quarta sezione della gestione della prevenzione è dedicata invece alla formazione, informazione e addestramento dei lavoratori; rispettivamente il datore di lavoro in maniera comprensibile deve informare i lavoratori dei rischi connessi in relazione all attività svolta e dell attività dell azienda in generale, dando comunicazione dei nominativi del Responsabile e degli Addetti del Servizio Prevenzione e Protezione, e del Medico Competente. Per quanto riguarda la formazione deve essere garantita, se è necessario, all atto dell assunzione o se incorrono particolari modifiche nelle mansioni svolte. Altra sezione importante è la sorveglianza sanitaria effettuata dal Medico Competente che deve possedere una serie di requisiti; tale condizione deve essere garantita secondo diverse modalità che considerano la visita preventiva per confermare l idoneità alla mansione a cui il lavoratore è destinato; visita periodica in cui la periodicità viene stabilita una volta all anno dal Medico Competente in funzione della Valutazione dei Rischi, ma possono essere proposte cadenze diverse dall organo di vigilanza con provvedimento motivato. E possibile anche la visita su richiesta del lavoratore se ritenuta dal Medico correlata ai rischi professionali, o in caso di cambio della mansione o di cessazione del rapporto di lavoro. Successivamente i giudizi espressi sullo stato di salute possono essere di idoneità, idoneità parziale, inidoneità temporanea o permanente di cui il datore di lavoro e il lavoratore devono esserne informati per iscritto. E infine possibile il ricorso per avversione al giudizio entro trenta giorni dalla data di comunicazione, dall'organo di vigilanza territorialmente competente che dispone, dopo eventuali ulteriori accertamenti, la conferma, la modifica o la revoca del giudizio stesso. La sezione successiva riguarda la gestione delle emergenze in cui il datore di lavoro deve organizzare e adottare i provvedimenti necessari a tal fine e, informare i lavoratori su tali misure adottate. Altra sezione importante è dedicata alla consultazione del Rappresentante dei Lavoratori che a seconda della specifica realtà aziendale presuppone tre possibili presenze: RLS aziendale, territoriale (RLS-T) o di sito (RLSS): RLS e RLS-T sono figure tra loro alternative mentre RLS- S è figura di norma aggiuntiva, in specifici ambiti. 14
16 Segue poi la modalità e gli obblighi di tenuta della documentazione: 1. Atto di nomina del responsabile servizio prevenzione e protezione (RSPP) e attestazione dei corsi di formazione per RSPP; 2. Atti di nomina degli addetti alla gestione delle emergenze (pronto soccorso antincendio) e attestazione corsi di formazione specifici; 3. Atto di nomina del medico competente (quando dovuta) e relazione sanitaria annuale redatta dal medico stesso; 4. Verbale di elezione/designazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) ed attestazione del corso di formazione con comunicazione del nominativo a INAIL; 5. Documento di Valutazione dei Rischi; 6. Documento unico di valutazione dei rischi per i lavori in appalto (DUVRI); 7. Attestazioni relative alle attività di informazione e formazione dei lavoratori sui rischi e la loro prevenzione; 8. Verbale della riunione periodica di prevenzione; 9. Registro infortuni; 10. Piano di emergenza. Infine le ultime due sezioni del CAPO IV relative alle varie disposizioni penali e sanzioni. Successivamente, dal Titolo II al Titolo XI, vengono dettagliatamente trattate le specifiche sezioni dal quale possono derivare i rischi durante l attività lavorativa, come per es. i luoghi di lavoro, l utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale, sostanze pericolose. Per ognuna di queste tematiche la struttura seguita è la stessa, infatti vengono indicati: le definizioni, i requisiti di sicurezza, obblighi a carico sia del datore di lavoro che dei lavoratori e le sanzioni previste per i mancati adempimenti; inoltre il tutto viene supportato da ulteriori specifiche descritte dettagliatamente nei vari allegati stabiliti per alcune categorie di Titoli. 2.3 Differenze e innovazioni rispetto al decreto legislativo 626/94 Dopo aver descritto la normativa vigente, è interessante sottolineare gli elementi di continuità e quelli principali di innovazione che si riscontrano fra le due impostazioni giuridiche in tema di sicurezza. Partendo dalla base, già si incontrano differenze nella struttura, infatti il decreto 626/94 (promulgato il 19 settembre 1994), è costituito da 98 articoli e 15 allegati. Fondamentalmente le figure introdotte dalla normativa precedente si ritrovano in quella attuale. 15
17 Quindi gli attori aziendali della sicurezza rimangono il Datore di lavoro, il Dirigente, il Preposto, il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, il Medico competente, il Rappresentante dei Lavoratori e i Lavoratori stessi. Nonostante le modifiche subite, il decreto 626/94 grazie anche all introduzione di queste nuove figure, ha gettato le basi per una considerazione rigorosa della sicurezza nei luoghi di lavoro dando origine ad una struttura più organica alla tematica trattata. Il passo fondamentale è dato dal coinvolgimento attivo di tutte le parti, interessate al miglioramento delle condizioni nei luoghi di lavoro cercando di attuare il superamento dell assenza di partecipazione, tipica delle precedenti disposizioni giuridiche. Prevale quindi una stretta correlazione fra la tutela della salute e l organizzazione del lavoro. A sua volta quest ultima ha avuto conseguenze sull organizzazione aziendale stessa, in quanto necessitava di definire un nuovo quadro nella catena degli obblighi e responsabilità per quanto riguardava la sicurezza: si trattava di effettuare un organizzazione nell organizzazione. Questo concetto viene esteso anche a tutto il sistema istituzionale attraverso il coordinamento su tutto il territorio nazionale delle attività e delle politiche di sicurezza, attraverso l istituzione di comitati a livello nazionale, regionale e provinciale. Viene istituito il SINP (Sistema informativo nazionale per la prevenzione), che garantisce la consultazione delle informazioni su rischi e sulla salute e sicurezza; infine viene effettuato il coordinamento tra gli enti pubblici: INAIL, ISPESL, IPSEMA. Questa nuova definizione dell organizzazione, rappresenta un elemento di continuità fra i due decreti, perché l obiettivo era già presente nel vecchio, ma di fatto viene realizzato nel nuovo. La nuova progettazione organizzativa deve basarsi su parametri quali la tutela dell efficienza e della sicurezza dei lavoratori, portando ad uno stato di soddisfazione generale. Una mancanza del decreto 626/94 riguarda il concetto di salute, intesa non soltanto come assenza di malattia o di infermità ma come stato di benessere fisico, mentale e sociale. Infatti ora viene preso in considerazione lo stress da lavoro correlato. Altro aspetto nuovo riguarda l introduzione della possibilità della delega delle funzioni ora disciplinate espressamente dall articolo 16. Un altro elemento di continuità riguarda il ruolo assunto dalla informazione e formazione dei lavoratori, introducendo però il nuovo concetto di addestramento come parte integrativa di tale processo, che sottolinea ancora maggiormente l ottica di prevenzione che deve prevalere all interno delle aziende. Sono previsti anche finanziamenti per le imprese che effettuano azioni promozionali in merito. La prima deve garantire l acquisizione della conoscenza per l identificazione, gestione e riduzione del rischio negli ambienti di lavoro. La seconda riguarda 16
18 invece, tutta una serie di percorsi educativi per l acquisizione di competenze per lo svolgimento delle attività in azienda in assoluta sicurezza. Un altra innovazione riguarda la revisione del sistema sanzionatorio, il quale prevede una semplificazione da quasi 1400 a 400 sanzioni, ma un inasprimento delle stesse, in cui l arresto non è più convertibile in pena pecuniaria, nel caso venga dimostrato che una violazione abbia causato un infortunio o se il datore di lavoro ha già subito altre condanne in precedenza per violazione. Di seguito le principali sanzioni per il datore di lavoro: VIOLAZIONE Omessa valutazione dei rischi Omessa redazione del Documento di valutazione dei Rischi (DVR) Mancato aggiornamento delle misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che hanno rilevanza ai fini della sicurezza e della salute sul lavoro Mancata nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione Omessa informazione dei lavoratori Omessa formazione dei lavoratori, dei preposti e del RLS Omessa nomina di svolgimento diretto dei compiti di RSPP da parte del datore di lavoro e mancata frequenza al corso di formazione in materia di sicurezza sul lavoro SANZIONE Arresto da 4 a 8 mesi o ammenda da a Arresto da 4 a 8 mesi o ammenda da a Arresto da 4 a 8 mesi o ammenda da a Arresto da 4 a 8 mesi o ammenda da a Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 800 a Arresto da 4 a 8 mesi o ammenda da a Arresto da 4 a 8 mesi o ammenda da a Decreto legislativo 106/09 Il 3 Agosto del 2009 sono state introdotte importanti modifiche al TESTO UNICO SULLA SICUREZZA, inerenti diverse tematiche; il decreto non ha carattere innovativo ma correttivo nei confronti di alcune disposizioni precedenti, con l obiettivo di superarne le criticità, le lacune e le 17
19 difficoltà operative. Queste modifiche hanno riguardato diverse sezioni: per esempio la delega delle funzioni del datore di lavoro, le quali possono essere sottoposte a vigilanza anche attraverso l adozione di un modello organizzativo e gestionale; è inoltre possibile la subdelega, ma in questo caso il delegante deve vigilare il rispetto delle funzioni trasferite; la subdelega è possibile una sola volta. Risulta quindi chiaro l intento di incentivare l adozione di tali Sistemi Organizzativi, introducendo per le piccole imprese delle procedure semplificate per l adozione e l efficace attuazione di tali modelli di organizzazione e gestione della sicurezza. Altra innovazione è il sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi attraverso l istituzione di una sorta di patente a punti in edilizia, terminati i quali non si è più in possesso dei requisiti tecnico professionali. Il meccanismo considera le sanzioni applicate per mancati adempimenti e la formazione effettuata. L azzeramento comporterà l impossibilità di operare nella legalità, quindi lo scopo è escludere dal mercato le aziende che non rispettano le norme. Altri elementi innovativi riguardano la Valutazione dei Rischi su diversi aspetti: Sulla data certa è stata introdotta una procedura semplificata che la dimostra solo se sono presenti le firme delle figure coinvolte dalla materia salute e sicurezza e che sono il Medico Competente, il RSPP, il RLS e il Datore di lavoro; pena il decadimento della procedura; Sui criteri adottati per la valutazione dei rischi i quali devono essere i criteri di semplicità, brevità e comprensibilità, in modo da garantirne la completezza e l idoneità quale strumento operativo di pianificazione degli interventi aziendali e di prevenzione ; Per le imprese di nuova costituzione che devono effettuare immediatamente la valutazione dei rischi entro 90 giorni dall inizio di attività; Aggiornamento della valutazione, in occasione di nuovi cambiamenti che interessano l organizzazione e che potrebbero avere ripercussioni sulla sicurezza. Inoltre è stata introdotta la visita medica preassuntiva anziché preventiva, ossia il medico competente verifica l idoneità del lavoratore alla mansione assegnata prima dell assunzione. Infine molto importante la revisione dell apparato sanzionatorio in questo modo: la sanzione più grave viene mantenuta e applicata al solo caso in cui il datore di lavoro non si occupa della valutazione dei rischi e della nomina del RSPP. Viene mantenuta la sanzione del solo arresto nelle aziende dove le violazioni causano rischio imminente di infortunio quindi per es. nel caso 18
20 non fossero forniti i Dispositivi di Protezione individuale (DPI) se necessari ai lavoratori. Viene utilizzato il principio di proporzionalità della pena applicando sanzioni penali alle violazioni di natura sostanziale e, sanzioni più lievi (es. applicazione solo ammenda) nel caso di irregolarità parziali del D. V. R. (Documento di Valutazione dei Rischi). 19
21 CAPITOLO Società efm efm è una società di consulenza immobiliare che nasce nel 2000 dall incontro di un gruppo di professionisti affermati nei settori del Real Estate e del Facility Management, con lo scopo di fornire servizi a 360 di Consulenza e outsourcing per gli Immobili ed i Servizi Ausiliari. Le professionalità estremamente qualificate, la ricerca costante dell innovazione, unite all esperienza accumulata nel corso degli anni nel Facility e Property Management, Asset Management e nella Finanza Immobiliare, ha reso efm Leader nell offerta di soluzioni integrate per la gestione immobiliare e punto di riferimento del settore. Vediamo in dettaglio i campi di applicazione, per aiutarci ad individuare l ottica di riferimento della società: Facility Management: è la scienza aziendale che controlla tutte le attività che non riguardano il core business di un azienda quindi per facility management si intende principalmente tutto ciò che afferisce alla gestione di edifici e loro impianti; Property Management: si propone di valorizzare il patrimonio immobiliare di un azienda; Asset Management: indica l insieme delle attività e dei servizi professionali mirati alla massimizzazione del valore e del reddito di una proprietà immobiliare ( asset ), dalla acquisizione alla rivendita ( con impostazione gestionale dinamica); Real Estate: il concetto si riferisce ai beni immobiliari derivanti dal sito naturale (terra), più i miglioramenti risultanti dal lavoro umano inclusi fabbricati, attrezzature e macchinari situati sul luogo, oltre a vari diritti di proprietà posti sugli stessi; Finanza immobiliare: è il mercato dei beni immobiliari Valori: Innovazione, passione e eccellenza. efm nel 2010 ha vinto il Premio Nazionale dell Innovazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è stata la prima classificata di Impresa per Innovazione di Confindustria per la categoria PMI.. Otteniamo successi perché ci obblighiamo al risultato del nostro Cliente, condividendone rischi e benefici. Riservatezza ed indipendenza fanno di noi un partner affidabile con cui stabilire rapporti di fiducia, saldi e duraturi. Investiamo in formazione e in ricerca e sviluppo, per continuare a crescere insieme, aggiornati e competitivi 20
22 3.1.2 Visione Essere riconosciuti, in cinque anni, prima azienda italiana per l integrazione dei processi di Real Estate e Facility Management Missione Contribuire al successo dei nostri clienti nel raggiungimento degli obiettivi condivisi di miglioramento dei livelli di servizio, di riduzione dei costi di esercizio e di creazione del valore patrimoniale. efm, per meglio soddisfare le esigenze dei propri Clienti, si è dotata di un Sistema di Gestione delle attività aziendali valutato e giudicato conforme ai requisiti della norma di Qualità ISO 9001:2008. La norma ISO 9001 è uno standard internazionale relativo alla gestione della Qualità per le Organizzazioni basate sulla gestione per processi, utilizzando 8 principi di gestione: 1. Focalizzazione sul Cliente: tutte le attività sono orientate alla soddisfazione delle esigenze del mercato; 2. Leadership: per fornire unità di intenti e di direzione; 3. Coinvolgimento del personale: efm crea un ambiente in cui le persone sono completamente coinvolte nel conseguimento degli obiettivi aziendali; 4. Approccio per processi: per poter raggiungere gli obiettivi aziendali, efm gestisce le risorse e le attività per processi, ovvero considerando le interazioni tra input e output di ogni attività; 5. Approccio sistemico alla gestione: l efficacia e l efficienza di efm dipendono da un approccio coerente alle attività lavorative; 6. Miglioramento continuo: l adozione di questo principio come parte della cultura aziendale è un obiettivo fondamentale per efm; 7. Decisioni basate su dati di fatto: le decisioni di efm si basano sull analisi logica e intuitiva di dati e informazioni reali per migliorare la loro efficacia; 8. Rapporti di reciproco beneficio con i fornitori: efm cura con attenzione i propri fornitori per migliorare la capacità di creare valore reciproco. 21
23 3.1.4 I risultati e i numeri Il mercato negli anni ha premiato la concretezza e i risultati fatti ottenere ai Clienti con i numeri in costante crescita, tanto da essere considerati partner affidabile con cui stabilire una partnership di fiducia e duratura: 3.2 Consulenza per la BANCA X e primi progetti Il rapporto fra la società e la BANCA X nasce inizialmente come richiesta di supporto per la gestione del patrimonio immobiliare. La peculiarità della società efm risiedeva nell utilizzo del software ARCHIBUS Che cos è ARCHIBUS? E un software di produzione americana che fornisce soluzioni di facility management, quindi di gestione delle strutture immobiliari, mettendo a disposizione tempestive informazioni da 22
24 utilizzare nei piani strategici di ogni tipo di organizzazione. Il suo vantaggio risiede in una singola soluzione integrata per prendere decisioni all interno di un unico software, ottimizzando le attività e permettendo un aumento della produttività e riduzione dei costi di gestione del 34%. E utilizzato da organizzazioni, comprendendo 4 milioni di utenti, aiuta nella gestione di 5 milioni di immobili ed è disponibile per 130 paesi e in 24 lingue. Tutte le applicazioni sono supportate da una rete globale comprendente specialisti di applicazioni e consulenti. Da qui l inizio di un rapporto lavorativo grazie a questo nuovo modo di gestione. Il vecchio sistema informativo (PGI), doveva subire un processo di re-ingegnerizzazione, con lo scopo di arrivare a costruire un Sistema Informativo Immobiliare Integrato di gruppo. L esigenza principale espressa dalla società ed individuata da efm era quella di sviluppare, attraverso un processo logico supportato da un valido sistema informativo: il governo dei processi gestionali/operativi inerenti le attività tecniche di valorizzazione e mantenimento in efficienza del patrimonio immobiliare gestito; il supporto alle decisioni attraverso la predisposizione di opportuni strumenti di monitoraggio e controllo. Il Sistema Informativo Immobiliare Integrato consente agli utenti di tenere sotto controllo tutte le informazioni legate agli immobili, a progetti e cantieri e alle richieste di manutenzione straordinaria attraverso l informatizzazione dei processi di gestione del patrimonio immobiliare all interno del Gruppo e attraverso la definizione di opportuni strumenti di supporto integrati per il monitoraggio e il controllo dei dati immobiliari. Il modello è stato progettato sulla base dell integrazione bidirezionale di ARCHIBUS con i sistemi informatici già in dotazione al Gruppo bancario ovvero: anagrafiche di gruppo (Centri di costo, Fornitori, Impiegati); database e applicativi dell anagrafica immobiliare (Auto Manager Meridian, GdP2000, IUGD); sistemi informativi contabili (SGG ed SGA); applicativo di Energy Management e flussi contabili provenienti dai fornitori delle utilities; sistema informativo per la gestione del Personale (People Soft); sistemi informativi per la gestione della manutenzione contrattualizzata (Remedy, Portale ABS); sistema informativo per la valutazione dei rischi. 23
25 E facendo riferimento al concetto di Spazio che rappresenta l elemento di congiunzione tra le diverse dimensioni della gestione degli immobili (persone, attrezzature, costi, ricavi). Grazie all utilizzo del Sistema Informativo Immobiliare Integrato, si può esercitare un controllo puntuale ed efficace dei processi e dei dati immobiliari, riducendo drasticamente i rischi operativi, essere a disposizione di una maggiore flessibilità grazie all aumento della capacità di programmazione ed esecuzione, attraverso un controllo puntuale delle richieste di attività e delle spese ordinarie e straordinarie e, beneficiare di un aumento della responsabilizzazione dei singoli attori sulla spesa, con notevoli riscontri in termini di efficacia. Una delle soluzioni proposte da efm riguardava il fascicolo immobile, una soluzione per tutte le funzioni coinvolte nei processi operativi e decisionali, che consente di avere immediato accesso alla storia e allo stato attuale dell immobile. Attraverso un unica interfaccia è possibile avere la piena visibilità di: Informazioni anagrafiche; Consistenze catastali; Contratti di locazione; Caratterizzazione spazi (planimetrie, destinazioni d uso e centri di costo occupanti); Superfici (lorda, netta, utilizzabile, ); Cantieri completati e in corso; Interventi di manutenzione straordinaria ed evolutiva; Consumi energetici. Questo strumento consente di condividere in modo efficiente informazioni che altrimenti solo gli owner dei vari processi potrebbero averne disponibilità: tutti gli attori dei processi interni ed esterni hanno immediata consapevolezza di tutti gli elementi che influenzano le decisioni operative (avvio attività tecniche, utilizzo spazi) e strategiche (acquisizione e alienazione spazi, distribuzione degli spazi ad aziende e strutture organizzative) Estensione ambiti utilizzo ARCHIBUS In ambito efm inizialmente ARCHIBUS venne usato per la gestione delle planimetrie, gestite fino ad allora con Autocad il quale produceva solo elaborazioni puramente grafiche, quindi per eventuali altri tipi di informazioni bisognava attingere da documenti strutturati in cartaceo e quindi in alcuni casi difficilmente recuperabili istantaneamente. Questa 24
26 problematica venne risolta con l utilizzo di ARCHIBUS che permetteva di avere dati informativi alfanumerici. Era possibile censire tutti i locali avendo visione di tutte le modifiche aggiornate, in base alle esigenze. Ossia il risultato è un intersezione delle due istanze, con relazione dinamica e quindi aggiornabile in tempo reale. E un database che permette un acceso multi informativo: relativamente ad un particolare locale gestito da Autocad, ARCHIBUS permetteva, in caso di necessità di accedere a tutte le informazioni di carattere amministrativo, con duplice corrispondenza delle modifiche effettuate rispettivamente e automaticamente dai due software. Oggi si è arrivati ad occuparsi di circa 2300 immobili analizzati multidimensionalmente dal punto di vista gestionale (persone, attrezzature, costi e ricavi). Questi rappresentano tutti i processi coinvolti dal Sistema Informativo Immobiliare con le macroattività che li rappresentano: Facciamo riferimento ad un macroprocesso, l Anagrafica Immobiliare: si tratta di un processo di gestione ed integrazione di tutte le informazioni caratterizzanti gli immobili in un database unico e certificato, garantendo univocità e completezza. Esso sta ad indicare l insieme delle unità immobiliari e spazi, costantemente aggiornata dai processi di acquisizione, gestione ed 25
27 alienazione dei beni immobili. Grazie a questo, PGI può usufruire di informazioni complete e costantemente aggiornate e ottimizzare il controllo dello space management garantendo una razionalizzazione degli spazi. Infatti come output del processo si ha la possibilità di accedere immediatamente alle planimetrie aggiornate direttamente dai tecnici sul territori, con immediata visibilità dei dati riferiti agli spazi: dati di proprietà, catastali e contrattuali, consistenza delle superfici, occupazioni dei centri di costo, consistenze contrattuali. Successivamente il suo utilizzo venne esteso per le tipologie degli interventi a richiesta nei cantieri dell area immobiliare ossia a tutte le banche del gruppo. Inizialmente potevano accedere 200 utenti tra tecnici specialisti che si occupavano di realizzare le richieste e richiedenti. Anche qui si è registrato un cambiamento, in quanto i diversi interventi di manutenzione derivante da determinate richieste, prima riguardavano solo due livelli di una piramide gerarchica, l organizzazione e le aree territoriali (costituite dalla suddivisione delle aree geografiche italiane es. zona Emilia Romagna), ora tutto questo si estende anche per le filiali. Ecco l evoluzione: prima tutte le richieste erano gestite da un call center e quindi da un passaparola generale per concludere una richiesta di manutenzione, ora è il sistema che gestisce tutto, mandando una semplice richiesta al manutentore, uno per ogni area territoriale. Si velocizzano quindi i processi, rendendo possibile la condivisione dello stato dei lavori per 3000 utenti in ARCHIBUS. Si può essere informati sulle date, le durate e lo stato di tutte le attività, monitorare l avanzamento contabile del cantiere, tenendo aggiornati i costi delle attività; inserire note e comunicazioni relative al cantiere, allegare disegni e documenti; gestire i rapporti con le risorse esterne che collaborano al cantiere (Professionisti). Il passo successivo fu l estensione dell utilizzo di ARCHIBUS anche per il così detto ciclo passivo relativo ai rapporti con i fornitori, gestendo simultaneamente l area contabile, operativa e amministrativa. Altro ambito riguardava la gestione masterplan che riguardava la definizione e pianificazione della spesa immobiliare del gruppo. Ora si è in grado di raccogliere le esigenze delle banche clienti, procedere alla stima delle stesse che portano alla costruzione del budget per singola voce di spesa prevista nel piano dei conti delle Banche. Quindi l importanza di ARCHIBUS sta nell aver migliorato la visibilità di un complesso di informazioni eterogenee, comprensive dei costi, ridurre i tempi di esecuzione dei processi monitorando i relativi work-flow, inoltre garantire un approccio versatile per far fronte alla complessità gestionale del Gruppo (aumento delle banche che entrano a farne parte). 26
28 3.3 Consulenza piano sicurezza In base a questo si può dire che si assiste ad una progressiva estensione di ARCHIBUS per diversi progetti, fino ad arrivare all esigenza di un nuovo piano sicurezza. Per la società efm, è un campo di applicazione del tutto nuovo; infatti è la prima volta che affrontano l obiettivo di fornire una consulenza in merito. Viste le peculiarità di ARCHIBUS si era pensato di modificare completamente le modalità di controllo sulla sicurezza, infatti prima ci si affidava all utilizzo di questionari, ma si trattava di qualcosa di inefficiente; da qui l esigenza di cambiare totalmente l approccio. ARCHIBUS per es. permette a chiunque interessato all evoluzione di una richiesta di intervento, di verificare lo stato di avanzamento del work-flow, chiaramente sempre nel rispetto dei criteri di accesso. Si trattava di investire su un nuovo modello di gestione, ma sfruttando il software che già per la sua struttura metteva a disposizione informazioni utili suddivise ordinatamente, e quindi già pronte e su cui poter lavorare ottimizzando i dati. 3.4 Realtà delle banche in materia di sicurezza La sicurezza nel settore finanziario è un aspetto strategico che incide in misura sempre maggiore sul business aziendale e che può costituire la differenza nello scenario competitivo. L obiettivo deve permettere di gestire i rischi, anche in un ottica integrata, quasi come se fosse un imposizione, affinché si possa raggiungere una visone globale nel campo della sicurezza, per effettuare le scelte più opportune. In questo modo è possibile gestire anche le situazioni più critiche, solamente se si procede nello sviluppo di adeguate azioni di prevenzione. Il management bancario necessita di ottimizzare il sistema di misura e di gestione del rischio, in modo da monitorare costantemente tutte le attività che sono indice di maggiore incertezza e instabilità. Tutti i processi direzionali devono intraprendere soluzioni specifiche nella gestione del rischio, perché questo sta alla base dell efficacia dell istituzione finanziaria. Per questi motivi, l attenzione del top management della finanza si è proprio concentrata sul miglioramento di tali processi, che sono alla base del raggiungimento dell efficacia. Finalmente si è riscoperto che all interno dei processi direzionali la cultura del rischio è assolutamente vitale nella finanza e nel credito. Cultura che deve essere intrapresa nelle modalità più tempestive e non approssimative. Si deve avere una visione olistica dell esposizione al rischio, considerando non solo i singoli rischi ma anche le correlazioni fra essi. Questo è uno dei cambiamenti 27
29 principali, in quanto prima si aveva una suddivisione dei vari rischi, ora si arriva invece ad una visione integrata tra rischio finanziario e operativo. Questa politica gestionale, basata sul collegamento di processi direzionali e gestione del rischio, è propria di ciascuna azienda, la quale in base al contesto normativo, decide in base alle proprie strategie e alla propria operatività, come portare avanti le attività di misurazione in maniera personalizzata. In questo contesto la figura del risk manager non è più una figura marginale, ma al contrario assume un ruolo centrale nei processi direzionali, partecipando attivamente alle attività di strategic decision making. Questo processo di evoluzione delle logiche finanziarie, dovrà pian piano concretizzarsi attraverso un maggiore rapporto fra la pianificazione strategica e il risk management. Ma per cercare di ottenere risultati in merito, un ruolo determinante è assunto dal fruire dell informazione e dalla disponibilità e qualità dei dati da esaminare provenienti da fonti interne ed esterne molto varie tra loro, che permettono l analisi del rischio a breve e lungo termine. Chiaramente questo non sempre è possibile, a causa della dispersione dei dati. In ogni caso, questo scenario sta alla base, delle scelte che vengono intraprese dagli istituti finanziari, scelte che prese singolarmente non hanno una logica, ma la vera logica risiede se considerano la gestione/ flessibilità operativa strettamente correlata con quella del rischio; solo così si potrà ottenere un vantaggio competitivo. 3.5 Il rischio nella dimensione finanziaria: RISK MANAGEMENT e successiva evoluzione Un passo fondamentale per le banche era rappresentato da una valutazione eterogenea dei rischi, con la misurazione di tutte le categorie di rischio correnti e preventive. Esso può essere considerato come la base della gestione integrata del rischio perché permette sia una stima analitica dei rischi ai vari livelli di attività di banca e business unit, ma nello stesso tempo una struttura dinamica in evoluzione con la situazione della banca stessa. Esistono tre tipologie di rischio: Rischio operativo: relativo a problematiche varie, di natura tecnica quali frode interna, frode esterna, metodologie di sicurezza; Rischio di credito: riguardante il grado di riflessione sulla credibilità e affidabilità dei clienti; Rischio di mercato: ossia la negoziazione di strumenti finanziari con risultati dipendenti dall andamento del mercato stesso (tassi, rischi di cambio). 28
30 La novità consiste nel considerarli non come delle categorie a se ma tra di loro interdipendenti. Le modalità possono essere proprie di ciascuna banca, non esiste un modello predefinito ma un principio comune sul trattamento. Il fatto di includere la gestione del rischio è sicuramente un onere informativo degli istituti finanziari nei confronti dei clienti, ma questo è anche avvalorato dalla normativa che spiega che i bilanci bancari devono essere affiancati dalla relazione sulla gestione, facendo riferimento ai principali rischi finanziari, quindi alle incertezze e alle politiche che la banca intende adottare in merito. Inoltre ci deve essere anche una sezione dettagliata delle metodologie quantitative e organizzative previste per i rischi di mercato e operativi. Infine un ultimo adempimento riguarda i siti internet delle banche in cui bisogna indicare tutti gli indicatori di rischio e le metodologie di stima. Questo nuovo approccio sicuramente presenta sia aspetti positivi che negativi: da un lato la maggiore trasparenza della reale situazione che caratterizza le banche, dall altro agisce come discriminante fra banche medio-piccole e grandi: chi ha più possibilità di fare analisi sui rischi sicuramente dovrà sostenere maggiori costi ma sarà in grado di tutelarsi rendendosi più competitiva rispetto alla posizione degli altri istituti di credito. 3.6 Classificazione rischi nelle banche Come detto precedentemente, la gestione del rischio ha subito una grande evoluzione, partendo da semplice attività di misurazione fino a ricoprire oggi, un ruolo centrale nella gestione. Il concetto di rischio è alla base dell operatività quotidiana delle banche: si occupano infatti di intermediare i rischi, diversificare i rischi, offrire consulenza in merito. Sicuramente esistono diverse tipologie di rischio, fronteggiabili con diverse strategie, ma la conseguenza è unica: causare un impatto negativo sul valore della banca anche in termini di immagine. Il rischio, quindi presentato in varie forme, costituisce in ogni caso, una minaccia per il valore dell azienda: esso fa riferimento al patrimonio di vigilanza e al capitale economico. Mentre il primo viene determinato in base alla definizione dei rischi e alla metodologia di calcolo delle problematiche in merito, quindi riguarda un interpretazione personalizzata della tematica del rischio da parte di ciascuna banca, il secondo è comunemente definito come l ammontare complessivo di patrimonio della banca a protezione di tutti quei rischi che generano probabilità di incorrere in perdite inattese; riguarda quindi la gestione del rischio generico degli istituti finanziari. Quindi relativamente a questa distinzione basata su un concetto generalizzato o specifico del rischio si possono individuare 2 macrocategorie con relative leve gestionali da utilizzare per fronteggiare i problemi: 29
31 CATEGORIE DI RISCHIO (*) LEVE GESTIONALI Rischi operativi Rischi caratteristici Leve per la prevenzione Controlli interni Dispositivi di sicurezza Sistemi informatici Adeguatezza del personale Comportamento vs il rischio Conoscenza del mercato Conoscenza dei clienti Diversificazione dei rischi Budget Compliance normativa Leve per la copertura Mezzi propri Mezzi propri (*) I rischi operativi sono tipici di un organizzazione, come il rischio di perdite derivanti dalla inadeguatezza di procedure interne; mentre i rischi caratteristici sono quelli tipici del business bancario e quindi rischi commerciali, di credito, finanziari, reputazione. Tra questi rischi rientra anche il rischio rapina, che è un rischio da non sottovalutare in quanto molto complesso; verrà trattato successivamente descrivendo le modalità di calcolo della magnitudo di rischio ad esso associata. Il rischio rapina va gestito con attività pianificate di prevenzione e protezione non solo dei danni patrimoniali ma anche con misure di prevenzione e di protezione volte a prevenire traumi e danni psicofisici per i lavoratori nel corso e a seguito di una rapina. Da qui la complessità di gestire un fenomeno che dipende da una molteplicità di fattori e dal quale possono scaturire una serie di conseguenze di varie gravità. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE In merito alla sicurezza esistono diversi approcci seguiti dalle banche per gestire i rischi, tanto che possono essere individuati diversi tipi di comportamento: le combattenti : denominate in questo modo perché avendo subito troppi problemi sono state costrette ad investire nella sicurezza (UniCredit); le dinamiche : per la sicurezza investono con strategie innovative (MPS); le prudenti : per la sicurezza investono gradualmente (BancaIntesa); le allineate : per la sicurezza si sono solo adeguate a degli standard minimi (VenetoBanca); 30
32 le statiche : non modificano gli standard di sicurezza in quanto sono metodi buoni e non necessitano di innovazione. L Osservatorio Finanziario ha anche redatto una classifica relativa agli standard di sicurezza relative alle operazioni online, questi sono i risultati: 1. Citibank Italia 2. Scrigno (Banca Pop. Sondrio) 3. BMPS Online (Monte dei Paschi di Siena) 4. BNL e-family (Gruppo BNP-Paribas) 5. UniCredit Banca (UniCredit) 31
33 CAPITOLO Sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (S. G. S. S. L.) In materia di salute e sicurezza sul lavoro riveste particolare importanza un sistema di gestione ideato proprio per la tematica sulla sicurezza. Esso viene infatti preso in considerazione anche dallo stesso decreto legislativo 81/08 nell art. 30, il quale si occupa proprio di definire dei modelli di organizzazione e gestione: deve essere attuato attraverso un idoneo sistema aziendale per conseguire l adempimento di tutta una serie di obblighi giuridici relativi ai seguenti punti: al rispetto degli standard tecnico-strutturali di legge relativi a attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici; alle attività di valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure di prevenzione e protezione conseguenti; alle attività di natura organizzativa, quali emergenze, primo soccorso, gestione degli appalti, riunioni periodiche di sicurezza, consultazioni dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; alle attività di sorveglianza sanitaria; alle attività di informazione e formazione dei lavoratori; alle attività di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e delle istruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei lavoratori; alla acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatorie di legge; alle periodiche verifiche dell applicazione e dell efficacia delle procedure adottate. Il modello organizzativo deve in ogni caso prevedere un articolazione di funzioni che assicuri le competenze tecniche e i poteri necessari per la verifica, valutazione, gestione e controllo del rischio, e nello stesso tempo un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello. Ecco la definizione: Sistema organizzativo per gestire in un ottica di prevenzione e di miglioramento continuo le problematiche relative alla salute e sicurezza dei lavoratori e di tutti i soggetti esposti ai rischi associati alle attività dell azienda 32
34 Chiaramente i principi ispiratori del S. G. S. S. L. sono in corrispindenza dei requisiti stabiliti dal decreto 81/08, come di seguito si può dimostrare: Requisiti d. lgs. 81/08 Principi S.G.S.S.L. Programmazione misure per il miglioramento dei livelli di sicurezza Valutazione rischi e definizione misure prevenzione e protezione Monitoraggio Nomina addetti sicurezza e responsabilità loro formazione e informazione D.V.R. Definizione politica Pianificazione Attuazione Definizione Documentazioni Registro infortuni, calendario manutenzioni ecc. Riunione periodica Registrazioni Riesame Viste le difficoltà riscontrate dalle aziende per tenere sotto controllo tale apparato organizzativo, non solo dal punto di vista formale ma anche sostanziale in quanto considerato dalla legge, sono state formulate delle linee guida come punto di riferimento per l implementazione. 4.2 Linee guida per un S. G. S. S. L.: UNI-INAIL del 28 settembre 2001 e British Standard OHSAS : 2007 Un S. G. S. S. L. è di fondamentale importanza per il raggiungimento degli obiettivi di salute e sicurezza aziendale, obiettivi che devono essere ottenuti cercando di trovare il giusto compromesso fra costi e benefici. Adottare un S. G. S. S. L. non è un obbligo di legge ma una scelta volontaria di chi sente la responsabilità della sicurezza propria e degli altri; è quindi uno strumento di gestione che può essere utilizzato per l adempimento di tutti gli obblighi giuridici in materia, consentendo di ridurre i costi della non sicurezza: 33
35 indiretti perché riduce la probabilità di accadimento degli infortuni e i costi che ne conseguono; diretti relativi alle perdite di produzione. In accordo con ISPESL e UNI, l INAIL ha pubblicato le Linee guida per un sistema di gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, un valido aiuto per le imprese che intendono volontariamente adottare un sistema di gestione della sicurezza. Le linee Guida UNI-INAIL hanno validità generale. La loro applicazione va modulata sulle caratteristiche complessive dell impresa (dimensioni, tipologie produttive, cicli tecnologici, struttura dell organizzazione, ecc.) che intende adottarle Finalità Tra le finalità che si propone il testo, oltre a quelle generali di miglioramento dell efficacia e dell efficienza dei livelli di sicurezza nelle aziende, sono compresi la riduzione dei costi complessivi della salute e sicurezza sul lavoro, (compresi quelli derivanti da incidenti, infortuni e malattie correlate al lavoro), minimizzando i rischi cui possono essere esposti i dipendenti o i terzi (clienti, fornitori, visitatori, ecc.), inoltre si propone di migliorare l immagine interna ed esterna dell azienda Fasi costituzione S. G. S. S. L Il S. G. S. S. L. opera sulla base della sequenza ciclica delle fasi di pianificazione, attuazione, monitoraggio e riesame del sistema, per mezzo di un processo dinamico. La capacità del sistema di raggiungere gli obiettivi pianificati deriva dall impegno e dal coinvolgimento di tutte le funzioni aziendali e soprattutto del livello più elevato. I contenuti delle fasi possono essere più o meno complessi in ogni singola azienda in funzione di: dimensione, natura, attività e relativa complessità dell organizzazione; significatività dei pericoli e rischi presenti, potenziali o reali; soggetti potenzialmente esposti. Ecco lo schema che spiega lo spirito di un S. G. S. S. L., basato sulla successione ciclica di Deming (PDCA): 34
36 Esame iniziale Riesame e miglioramento Politica Monitoraggio Pianificazione e organizzazione Sensibilizzazione azione Cioè esiste una vera e propria politica per la sicurezza sul lavoro definita dal vertice aziendale e correlata all ambito della politica gestionale dell azienda, che ha validità verso l interno e verso l esterno rispettivamente sia perché dimostra l impegno nei confronti dei lavoratori, sia perché si tende verso il miglioramento continuo e si privilegiano le azioni preventive. Una risorsa necessaria per lo sviluppo di un S. G. S. S. L. sta nel coinvolgimento del personale attraverso delle riunioni periodiche per la raccolta di osservazioni e commenti sulle misure preventive adottate, sulla organizzazione del S. G. S. S. L., sulle procedure ed i metodi di lavoro. Per sfruttare questo bisogna garantire la formazione del personale, affinché i lavoratori e i loro rappresentanti siano sufficientemente competenti per partecipare realmente al funzionamento del sistema su queste tematiche: sull importanza della conformità delle proprie azioni rispetto alla politica ed ai requisiti del S. G. S. S L., sulle conseguenze che la loro attività ha nei confronti della S. S. L. e sulle possibili conseguenze dovute ad uno scostamento da quanto fissato in materia di S. S. L. Poiché da questo, si intende favorire una partecipazione attiva di tutti, questo spirito collaborativo può essere garantito attraverso la realizzazione del flusso informativo; maggiore è la condivisione delle informazioni e la partecipazione attiva alla gestione del sistema, maggiore sarà la probabilità di prevenire tutte le problematiche correlate al lavoro. 35
37 Come ogni sistema di gestione è prevista anche la fase di monitoraggio, in quanto è fondamentale intendere le verifiche per il funzionamento del S. G. S. S. L., come una scelta razionale e programmata, nel quadro di un complesso di verifiche che mirano ad una sistematica ottimizzazione ed alla garanzia del buon andamento del processo. Essa dovrebbe articolarsi su due livelli: la verifica del raggiungimento degli obiettivi attuata dalle risorse interne della struttura, sia da parte dell operatore addetto sia da parte del preposto, ma può comportare, per aspetti specialistici il ricorso ad altre risorse interne o esterne all azienda. Per meglio effettuare le verifiche relative a talune misure di prevenzione e protezione, infatti, è essenziale una competenza specifica sulla conduzione delle attività, che ha anche avuto, presumibilmente, un ruolo partecipativo nella valutazione dei rischi. Si tratta di personale che ha ricevuto la formazione adeguata per raccogliere, analizzare e documentare tutte le situazioni. Il secondo livello riguarda la verifica sulle funzionalità del sistema stesso per verificare se tutto si svolge in base a quanto pianificato e se tutto è correttamente applicato, per consentire al vertice aziendale l adozione delle decisioni strategiche di propria competenza. In quest ottica si deve eseguire un vero e proprio piano di monitoraggio in cui si tiene conto della frequenza dei monitoraggi, l attribuzione delle responsabilità di chi li effettua, la descrizione delle metodologie, e le modalità di segnalazione delle non conformità. Un piano di monitoraggio efficace prende in considerazione la coerenza esistente fra il livello di rischio individuato e il piano dei monitoraggi. Infine non è detto che il S. G. S. S. L. sia unico e definitivo ma deve essere visto come un qualcosa soggetto ad un miglioramento progressivo con l intento di modificare la politica e le procedure del sistema; questo deriva dalla fase del riesame le cui necessità di modifiche possono scaturire dalle statistiche sugli infortuni, dai risultati dei monitoraggi interni, da una serie di report come quelli sulle emergenze (reali o simulate), del responsabile designato dalla direzione sulle prestazioni complessive del sistema, sull efficacia del sistema di gestione e sulla identificazione dei pericoli Best Practices & Linee Guida Per affrontare al meglio la S. S. L., l INAIL mette a disposizione un data base strutturato in diverse sezioni alle quali l utente può accedere 1. tipologia (Soluzioni aziendali, Buone tecniche, Linee guida, Materiale informativo); 2. settore produttivo; 3. area di rischio; 4. mansione; 5. agente materiale 36
38 e che si riferiscono a delle soluzioni organizzative procedurali implementate da alcune aziende e considerate come degli esempi da seguire in quanto sperimentate efficacemente in termini di riduzione dell esposizione ai rischi. L obiettivo è quello di costruire delle premesse per la costruzione di una base informativa, da arricchire nel tempo, che permetta la conoscenza, lo scambio, il confronto di idee, esperienze e progetti di aziende diverse. Requisiti Rispettare il quadro normativo esistente: direttive europee, leggi nazionali, regolamenti, orientamenti e norme già approvate; Affrontare problematiche già individuate da autorità competenti; Dimostrare le fasi o i metodi che si possono intraprendere all interno di un azienda e che possono essere considerate come azioni causali per la riduzione dei rischi; Essere efficaci ed eticamente accettabili; Essere attuali ossia essere consone alle prassi di lavoro vigenti nell UE. Per quanto riguarda le linee guida sono raccomandazioni di comportamento che devono essere aggiornate, flessibili, chiare e adattabili. Particolare importanza rivestono le buone pratiche che rispondono anche ai requisiti stabiliti dall Agenzia Europea per la salute e sicurezza sul lavoro (EU-OSHA), in cui un fattore determinante è costituito dall esame di esempi pratici di successo aventi come obiettivo una riduzione permanente e identificabile del rischio attraverso il miglioramento delle condizioni di lavoro, in cui i lavoratori hanno partecipato attivamente alla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro evidenziando quanto il loro coinvolgimento sia stato utile. Si può infine dire che esiste una gerarchia di buone prassi, ossia diverse modalità di affrontare un rischio in maniera corretta ma dipende dalle particolari situazioni in cui si trova l azienda: per es. il rischio per un lavoratore di essere a contatto con sostanze pericolose potrebbe essere risolto attraverso l utilizzo di sostanze alternative o con l utilizzo di dispositivi di protezione individuale; la seconda modalità è quella sbagliata se si ha disponibilità di sostanze alternative, viceversa rappresenterebbe quella giusta in caso di non disponibilità; ecco dimostrato che bisogna sempre fare riferimento alla particolare situazione. 37
39 4.2.4 Standard OHSAS : 2007 Si tratta di una norma che ha l obiettivo di affiancarsi agli standard internazionali ISO, affiancando norme per i sistemi di certificazione qualità (ISO 9000) e quelle dei sistemi di gestione ambientale (ISO 14000), molto simili per la struttura e contenuti. La norma OHSAS (Occupational Health & Safety Assessment Series) rappresenta un riferimento per la certificazione di un S. G. S. S. L., realizzata attraverso un insieme di procedimenti, mezzi, risorse ed attività che portano ad un effettivo controllo dei rischi ed alla attenzione da parte di tutti verso la prevenzione. Il tutto viene realizzato secondo una linea di condotta comune, aziendale e non più personale. La validità dell OHSAS è tale che costituisce un punto di incontro fra le attività sia degli organismi nazionali competenti sui temi della sicurezza (INAIL, ISPSEL, UNI), che quelli internazionali (ISO). E una certificazione aggiuntiva sulla S. S. L. oltre agli adempimenti normativi, per far capire che è un tema importante all interno dell organizzazione, rafforzando l immagine dell azienda in tema di S. S. L., e può essere richiesta da tutte le aziende che hanno interesse a eliminare o almeno ridurre i rischi rispettando la loro specifica politica in materia di S. S. L., migliorare continuamente il proprio S. G. S. S. L. e sottoporlo a certificazione da parte di un organismo competente che dichiari la conformità alla specifica di riferimento. Quindi esistono diversi sistemi di gestione in diversi ambiti ciascuno con i propri rischi e le proprie conseguenze, come successivamente illustrato: SISTEMA DI RISCHI CONSEGUENZE GESTIONE ISO 9000 (QUALITA ) Non conformità dei Insoddisfazione cliente, perdite prodotti ISO (AMBIENTE) Emissioni di sostanze Sanzioni per mancato rispetto dei pericolose requisiti ambientali OHSAS 18001:2007 Infortuni sul lavoro Sanzioni per mancato rispetto dei requisiti di S. S. L. 38
40 4.3 Vantaggi e criticità del S. G. S. S. L Vantaggi L implementazione di un S. G. S. S. L. all interno di un azienda presenta una serie di vantaggi che riguardano il miglioramento dell efficacia e dell efficienza dei processi aziendali, la qualità dei prodotti/servizi offerti, l ottimizzazione delle risorse investite in sicurezza, la riduzione dell impatto ambientale, il miglioramento delle condizioni di lavoro con conseguente riduzione degli infortuni, un maggiore attaccamento dei dipendenti all azienda grazie allo spirito collaborativo e di partecipazione attiva, la creazione di un immagine responsabile dell organizzazione, data dalla creazione di una cultura della sicurezza, la diminuzione dei rischi di incorrere a sanzioni amministrative migliorando anche i rapporti con gli organi preposti ai controlli. Da tutto ciò si può affermare che il Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro sia parte integrante e fondamentale del business delle organizzazioni Criticità Ma oltre a tutti questi fattori positivi si possono anche riscontrare delle criticità, infatti l efficacia del S. G. S. S. L. è legata allo spirito con il quale l alta direzione lo implementa, maggiore è la convinzione di ciò che si sta facendo migliori saranno i risultati, piuttosto che nel caso in cui il tutto sia imposto per il rispetto di normative e regolamenti. Purtroppo nella maggior parte dei casi l alta direzione è più attenta a ricercare soluzioni di minor costo, risorse e impegno possibile. Inoltre lo sbaglio più frequente è quello di considerare il sistema come uno strumento tecnico e non manageriale, tradendo lo spirito di tutto e con conseguente svalutazione del progetto dalle fasi iniziali. Le criticità si ritrovano in diverse fasi per esempio per il reclutamento di personale qualificato e il coordinamento ai diversi livelli dell organizzazione, oppure nel definire i ruoli e organizzare la formazione; nelle attività di monitoraggio si possono riscontrare problemi per quanto riguarda la scarsa o non aggiornata documentazione; in fase di riesame in certi casi, risulta invece difficile distinguere fra ciò che rappresenta una modifica temporanea o permanente. 4.4 S. G. S. S. L. nella realtà specifica della BANCA X La politica della sicurezza (safety policy) che segue la BANCA X si basa su quanto impartito dalla legislazione nazionale e comunitaria, ed è realizzata in conformità allo standard OHSAS
41 Il Gruppo è stato il primo Gruppo Bancario in Europa ad ottenere la certificazione di conformità allo standard internazionale OHSAS 18001, conseguito nel 2008 al termine di un periodo di monitoraggio iniziato nel Il Rina, ente accreditato da Sincert, ne ha riconosciuto la certificazione Aspetti innovativi del S. G. S. S. L. della BANCA X In materia di salute e sicurezza dei propri dipendenti la BANCA X ha da tempo creato, in aggiunta ai ruoli previsti dalla legge, figure aziendali qualificate sulla materia, come i referenti per l ambiente e la sicurezza (RAS), ed ha adottato strumenti organizzativi comuni a tutto il Gruppo realizzando presidi particolarmente efficaci. In questo senso, nell ambito delle scelte di responsabilità sociale, di cui il Gruppo ha sempre fatto un tratto distintivo e caratteristico della propria strategia di crescita, si giustifica l introduzione di fattori di innovazione nella gestione della sicurezza sul lavoro. Con l applicazione del nuovo sistema, si intende puntare a rispettare alcuni principi codificati nella Safety Policy: migliorare la qualità degli ambienti professionali, incidendo ad esempio sulla fruibilità degli spazi, sugli aspetti ergonomici, sull affidabilità di immobili, impianti e attrezzature; rafforzare l immagine aziendale in materia di salute e sicurezza sul posto di lavoro. Di seguito i principi fondamentali: Comunicare agli stakeholder i principi ispiratori di tale politica e gli obiettivi; Rispettare la legislazione italiana ed europea in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, considerando anche norme tecniche e standard internazionali; Svolgere attività di prevenzione nell ambito di una gestione della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro incentrata su metodi previsionali dei rischi aziendali al fine di evitare incidenti sul lavoro e l insorgenza di malattie professionali; Attuare costantemente l individuazione dei rischi residui presenti sui luoghi di lavoro, ponendo in essere le misure più adeguate per la loro riduzione ad un livello accettabile, innovando continuamente le metodologie ed i supporti informativi volti alla loro valutazione ed analisi, nonché adottando gli strumenti e gli assetti organizzativi più efficaci; Valorizzare le risorse umane attraverso l attività di formazione, obiettivo fondamentale della mission aziendale per rendere consapevoli i lavoratori delle 40
42 proprie responsabilità e della necessità di operare nel rispetto della vigente legislazione e delle norme operative interne; L informazione deve essere rivolta a tutti coloro che sono presenti negli ambienti aziendali (dipendenti, fornitori, clienti), e deve riguardare non solo i rischi presenti ma anche le misure di prevenzione e protezione adottate e l organizzazione preposta alla sicurezza e alla gestione dell emergenza; Selezionare i propri fornitori considerando anche aspetti relativi alla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e promuovere iniziative comuni per la gestione e la risoluzione di eventuali situazioni di rischio in un ottica di reciproca collaborazione; Promuovere il coinvolgimento dei lavoratori sugli obiettivi aziendali per la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, anche attraverso i loro Rappresentanti per la Sicurezza; Perseguire, attraverso l impiego delle necessarie risorse, il miglioramento continuo, supportando, monitorando e promuovendo attivamente il raggiungimento degli obiettivi fissati nel S. G. S. S. L.; Promuovere l integrazione dei principi della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro nella gestione di tutte le attività aziendali fra cui la progettazione e la manutenzione di immobili ed impianti; Orientare e indirizzare le Aziende del Gruppo ad operare in coerenza con i suddetti principi, richiedendo alle stesse di adottare la presente Safety Policy e di conformarsi al S. G. S. S. L. L obiettivo della safety aziendale è quello di costituire un punto di eccellenza tecnica e organizzativa attraverso l integrazione con tutti gli altri sistemi di gestione realizzati, promuovendo anche iniziative volte alla diffusione della cultura della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e l interazione fra le strutture aziendali per realizzare l efficienza nella gestione aziendale sotto il profilo della safety, garantendo una certa tracciabilità delle responsabilità. La Safety Policy, tiene conto anche delle ipotetiche modifiche che potrebbero intervenire nel contesto sociale, normativo e tecnico di riferimento, e attraverso un riesame periodico viene garantito che rimanga pertinente ed appropriata all organizzazione aziendale nonché alla natura ed alla dimensione dei rischi aziendali in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. La responsabilità di guidare l attuazione della Safety Policy è dell Alta Direzione e di tutto il Management della Banca; il suo successo dipende dal costante impegno e rispetto da parte di tutto il Personale. 41
43 CAPITOLO La valutazione dei rischi Arriviamo finalmente al fulcro della tesi: la valutazione dei rischi in azienda. Questa fase precede l applicazione delle buone prassi. La valutazione dei rischi è specificata nell art. 28 del decreto legislativo 81/08 il quale spiega che deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell accordo europeo dell 8 ottobre 2004, e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all età, alla provenienza da altri Paesi. Spetta al datore di lavoro occuparsi della valutazione dei rischi in collaborazione col medico competente e il RSPP, previa consultazione del RLS. Inoltre vengono coinvolti nel processo questi ruoli organizzativi: Preposto (in caso di filiale corrispondente al Direttore di filiale); Referente Ambiente e Sicurezza sul territorio (RAS); Dirigente; Addetto Servizio Prevenzione e Protezione (ASPP); Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP); Delegato del Datore di Lavoro (DDL); Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS). Sempre l articolo 28 fa obbligo al datore di lavoro di spiegare i criteri adottati ai fini della valutazione e, in base a quanto stabilito dall integrazione apportata dall articolo 106/09, stabilisce che devono essere criteri di semplicità, brevità e comprensibilità, in modo da garantirne la completezza e l idoneità quale strumento operativo di pianificazione degli interventi aziendali e di prevenzione. Lo stesso decreto fa obbligo per le imprese di nuova costituzione di effettuare immediatamente la valutazione dei rischi entro 90 giorni dall inizio di attività. Anche l articolo 29 ha subito delle integrazioni dalle nuove disposizioni, infatti bisogna aggiornare sempre la valutazione, in occasione di nuovi cambiamenti che interessano l organizzazione e che potrebbero avere ripercussioni sulla sicurezza; tali modifiche possono riguardare modifiche del processo produttivo o dell organizzazione in relazione al grado di 42
44 evoluzione della tecnica, della prevenzione e della protezione o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità. A seguito di tale rielaborazione, occorre aggiornare le misure di prevenzione nel termine di 30 giorni dalle rispettive causali. La valutazione del rischio va intesa come un insieme di operazioni, operative e conoscitive, che devono essere attuate per arrivare a determinare una stima di esposizione ai fattori di rischio. Tali operazioni possono essere individuate nel seguente ordine: L individuazione delle sorgenti di rischio all interno dei vari processi aziendali; L individuazione dei potenziali rischi in relazione ai diversi tipi di lavorazioni; La suddivisione dei rischi in categorie: salute sicurezza trasversali; La stima dell entità dei rischi individuati; L individuazione delle misure prevenzionistiche. Dopo questa prima analisi, i risultati che si ottengono permetteranno di classificare le situazioni in questo modo: Assenza di esposizione al rischio nelle lavorazioni; Presenza di esposizione al rischio controllata; Presenza di un rischio di esposizione. Nel primo caso non si rilevano problemi, nel secondo caso la situazione presenta dei livelli di esposizioni al rischio al di sotto dei limiti imposti dalla normativa ma che comunque devono essere sottoposti a controlli periodici per motivi di sicurezza, per individuare se si mantengono costanti o se si riscontrano delle modifiche tali da richiedere variazioni nelle attività di considerazione e conseguenti interventi che ne scaturiscono. Nel terzo caso sono necessarie delle misure di prevenzione e protezione seguendo una scala di priorità per gli interventi. 5.2 Servizio di prevenzione e protezione S. P. P. Come visto precedentemente per far fronte ai rischi non sono importanti solo le misure attuate ma anche le misure di prevenzione; da qui l importanza del S. P. P. Esso viene preso in considerazione dall articolo 31 del decreto legislativo 81/08 che spiega appunto i requisiti formativi che i membri di tale unità specialistica devono possedere per poter supportare l attività. 43
45 5.2.1 Compiti del S. P. P. Esso provvede: all individuazione dei fattori di rischio, alla valutazione dei rischi e all individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente sulla base della specifica conoscenza dell organizzazione aziendale; ad elaborare, per quanto di competenza, le misure preventive e protettive e i sistemi di controllo di tali misure; ad elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali; a proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori; a partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonché alla riunione periodica; a fornire ai lavoratori le informazioni sui rischi generali presenti in azienda e su quelli specifici a cui sono esposti in relazione all attività svolta; gestire e effettuare i sopralluoghi presso i luoghi di lavoro. I componenti del servizio di prevenzione e protezione sono tenuti al segreto in ordine ai processi lavorativi di cui vengono a conoscenza nell esercizio delle funzioni. In alcuni casi è obbligatorio istituire il S. P. P. all interno delle aziende (per es. nelle aziende industriali con più di 200 dipendenti, nelle aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni, nelle industrie estrattive con oltre 50 lavoratori, nelle strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori), ma è anche possibile che in altri, il datore di lavoro si faccia carico dei compiti di tale Unità dandone preventiva informazione al Rappresentante dei Lavoratori e solo se sono stati frequentati appositi corsi di formazione e aggiornamento in funzione dei rischi presenti nel luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative. E anche possibile che in alcuni casi si faccia ricorso a soggetti esterni con esperienza nel campo specifico Rapporti fra datore di lavoro e S. P. P. Nell articolo 17 il datore di lavoro è obbligato non solo alla valutazione dei rischi ma anche alla nomina del RSPP. Queste due figure collaborano per la valutazione dei rischi anche se chi effettivamente ha la responsabilità di incombere in sanzioni se non viene effettuata correttamente, spetta al datore di lavoro. Per questo il RSPP è comunque di supporto e di 44
46 consulenza al vertice e alla linea aziendale anche se spesso, per i compiti propri del servizio di cui è responsabile, interviene in modo specialistico, rischiando in tal modo di essere diviso tra due tipologie di attività molto differenti, una di carattere specifico della prevenzione, dall altro deve realizzare una serie di azioni propriamente tecniche (fondamentali ai fini della sicurezza e della salute dei lavoratori), che possono comunque essere collocate nel quadro generale dell attività gestionale. Il datore di lavoro deve fornire al S. P. P. le informazioni sull azienda necessarie per operare, comprese quelle relative alla natura dei rischi, organizzazione del lavoro, programmazione ed attuazione di misure preventive e protettive, descrizione degli impianti e dei processi produttivi, dati del registro degli infortuni e delle malattie professionali, prescrizioni degli organi di vigilanza. 5.3 S. P. P. della BANCA X Come già definito dal decreto legislativo 81/08 il S. P. P. rappresenta l insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all azienda finalizzati all attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori. Nella BANCA X il S. P. P. è costituito e strutturato come entità organizzativa e gestionale di coordinamento, di supporto e di controllo sulla materia in oggetto, per operare anche per le Aziende del Gruppo che hanno, a tale scopo, sottoscritto apposita convenzione con la Banca. Le figure facenti parte del Servizio, cioè il Responsabile e gli Addetti, sono tutti in possesso delle capacità e dei requisiti professionali come specificato nell art. 32. Per assicurare l efficacia degli interventi, il Servizio collabora con il Medico Competente e interagisce con i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza. Inoltre il Servizio, per le azioni di indirizzo, per gli interventi informativi e formativi, per le attività di consulenza e controllo, si rapporta con i Direttori Operativi delle Aree Territoriali e con i Responsabili delle Strutture Centrali (Dirigenti), con i Titolari delle Dipendenze e delle Unità Operative distaccate (Preposti), con i Referenti per l Ambiente e la Sicurezza e con gli Addetti alle emergenze. Queste figure, inoltre, partecipano con il Servizio, alla definizione delle procedure di sicurezza per le varie attività aziendali, all attuazione dei programmi di formazione dei lavoratori, alle consultazioni ed alle riunioni di prevenzione e protezione dai rischi, contribuendo alla stesura dei documenti valutativi. Le principali criticità che affronta il Servizio sono proprio relative alla gestione delle richieste di intervento e alla valutazione dei rischi. Nel primo caso si riscontrano difficoltà nel monitorare lo 45
47 stato di avanzamento delle richieste, nell effettuare le opportune comunicazioni alle altre parti, nella classificazione non esaustiva della tipologia di richieste con conseguente difficoltà di distinzione tra safety e security, nella presenza di richieste che raggruppano tipologie di intervento di diversa natura e quindi difficilmente monitorabili; nel mancato aggiornamento di abilitazione dei soggetti richiedenti; nella presenza di anomalie dati e gestione non coerente delle informazioni per singola richiesta. Le esigenze espresse dal Servizio riguardano quindi: Revisione delle tipologie delle richieste di intervento; Caratterizzazione della richiesta da parte del richiedente; Raggruppamento richieste di intervento per motivazione; Individuazione delle richieste in ambito Security; Individuazione delle richieste in ambito Safety; Reportistica che preveda analisi specifiche per monitorare lo stato di avanzamento degli interventi. Le criticità relative invece alla valutazione dei rischi riguardano le modalità con cui viene effettuata: la BANCA X per l individuazione dei pericoli adotta check - list (questionari predefiniti) che ricoprono tutti gli ambiti di interesse della valutazione. Questa attività quindi risulta bene lontana dall essere oggettiva e mirata alla prevenzione perché effettuata periodicamente. Quindi la rilevazione è statica proprio perché viene eseguita una tantum solo ai fini della redazione del Documento di Valutazione dei Rischi e non nell ottica di un processo di miglioramento continuo e, quindi, di mitigazione dei rischi derivanti da situazioni che possono presentarsi nel periodo che intercorre tra due rilevazioni successive. 5.4 Documento di Valutazione dei Rischi D. V. R. Dopo aver fatto la valutazione dei rischi in collaborazione col S. P. P. si procede con la stesura del Documento di Valutazione dei Rischi dove verranno indicate le schede operative relative ad ogni fattore di rischio che saranno costituite dall analisi della situazione attuale presente in azienda e derivante dalle attività di sopralluogo; successivamente, una volta catalogato il grado di rischio si procederà con la descrizione degli interventi da attuare Aspetti innovativi D. V. R. introdotti dal TESTO UNICO Rispetto al decreto legislativo 626 sono state introdotte alcune novità: 46
48 La prima riguarda il fatto di includere il rischio che tiene conto dello stress da lavoro correlato e dei rischi legati alle differenze di genere, all età e alla provenienza da altri Paesi. Inoltre deve essere indicata la data certa e deve contenere: l individuazione delle procedure per l attuazione delle misure da realizzare nonché dei ruoli dell organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri; l indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio; l individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento. Quindi queste integrazioni rappresentano la necessità di evidenziare nel documento come si intende realizzare quanto previsto dal Programma delle misure. Esso costituisce il risultato di un processo di esame analitico della realtà lavorativa che viene definita analizzando tutte le attività, muovendosi dalla visione generale al particolare, il tutto poi viene convogliato nel D. V. R. Redigere il D. V. R. non significa elencare tutti i rischi ma attuare un processo dinamico in cui partecipano diverse figure rappresentate da coloro che si occupano della prevenzione in cui è fondamentale la loro collaborazione, perché solo condividendo tali obiettivi si possono ottenere valutazioni efficaci. 47
49 CAPITOLO Inquadramento organizzativo della safety nella BANCA X Proseguiamo ora con un inquadramento generale del progetto di sicurezza del gruppo bancario considerato: Start up del progetto Uno degli obiettivi che si propone la BANCA X, è di promuovere e di migliorare la gestione della Safety in tutti i luoghi di lavoro e di riaffermare la centralità del tema della Salute e Sicurezza, dotandosi di processi efficienti ed efficaci supportati da una struttura snella e competente. In base a queste premesse ha avviato un processo riflessivo finalizzato all individuazione e alla rimozione delle criticità presenti. Sono state individuate le aree caratterizzate da criticità e per ognuna sono state formulati degli elementi di soluzione; queste le aree identificate: Supporto informatico; Organizzazione risorse; Pianificazione e programmazione; Rapporti con fornitori. Per quanto riguarda il supporto informatico le inefficienze riscontrate riguardano la non ottimale circolazione delle informazioni, per es. per quanto riguarda le rapine, gli infortuni ecc. Tra le soluzioni identificate, l implementazione di una gestione standardizzata attraverso l uso di un network informatico, permetterà l ottenimento di evidenti sinergie presenti tra le diverse funzioni preposte alla gestione della Safety, oltre che a ridurre l esposizione del Gruppo alle sanzioni connesse ad inadempienze formali. Riguardo all organizzazione delle risorse, manca una completa Pianificazione Strategica dei costi specifici di Safety, quindi l idea sarebbe quella di sviluppare una pianificazione strategica integrata. 48
50 Per quanto riguarda il terzo punto è necessaria la predisposizione di un indice sintetico di rischiosità che permetta di pianificare e programmare efficacemente le attività di valutazione e riduzione del rischio istituendo procedure operative che permettano una mappatura di tutti gli input/output che interessano gli attori della Sicurezza fino ad arrivare a valutare i feedback di chiusura degli interventi. Nei rapporti con i fornitori le maggiori difficoltà risiedono nell onere di un controllo di compliance degli stessi, non permettendo lo sviluppo di processi virtuosi di collaborazione e di standardizzazione. Quindi un alternativa dovrebbe essere quella di preferire fornitori unici per macrosettori di attività migliorando i rapporti. Implementando queste strategie di miglioramento è possibile ottenere una serie di benefici in ogni settore oggetto di cambiamento come illustrato di seguito: SUPPORTO INFORMATICO Razionalizzazione domande questionari Attivazione automatica richieste derivanti da non conformità Riduzione delle attività di elaborazione dati e maggiore controllo e visibilità delle informazioni Minore esposizione ai rischi operativi (maggior presidio = minor rischio) ORGANIZZAZIONE RISORSE Monitoraggio contabile attività aggiornando i costi effettivi e garantendo un controllo e una visibilità della spesa PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONE RAPPORTO FORNITORI Pianificazione e monitoraggio attività di safety con relativo controllo della tempistica Controllo e certificazione attività svolte dai fornitori Controllo qualità servizio fornito Diffusione cultura di safety aziendale a tutti livelli operativi (come specificato all'interno del Bilancio Responsabilità sociale del gruupo bancario analizzato) Queste misure intraprese permetteranno di ottenere dei benefici direttamente proporzionali al tempo. I costi, inizialmente condizionati da importanti investimenti necessari in termini di implementazione e sviluppo, saranno successivamente molto contenuti permettendo l ottenimento del break-even point stimato per la fine del prossimo anno. 49
51 6.2 Criteri procedurali utilizzati per la redazione del D. V. R. Per arrivare a una visione specifica delle tipologie di rischio, che costituiranno la base per la stesura del D. V. R. si procede con l esaminare tutte le richieste d intervento. Partendo da queste premesse, l obiettivo finale di redazione del D. V. R. può essere raggiunto attraverso una serie di step: Classificazione richieste/analisi questionari Classificazione rischi Cause Misure sicurezza Classificazione richieste Per quanto riguarda le richieste di intervento, il S. P. P. rileva una serie di criticità nel processo di gestione relativo ad esse: criticità nel monitorare lo stato di avanzamento delle richieste e quindi nel verificare il rispetto dei tempi concordati; impossibilità di effettuare le opportune comunicazioni alle controparti (RLS,ASL, ecc.); classificazione non esaustiva della tipologia di richieste e difficoltà di distinzione tra safety e security; 50
52 presenza di richieste che raggruppano tipologie di intervento di diversa natura e quindi difficilmente monitorabili; mancato aggiornamento di abilitazione dei soggetti richiedenti; Il problema principale è quello relativo alla distinzione fra richieste safety e security. I due termini Safety e Security, se pur spesso equiparati, hanno due significati ben distinti: in particolare, una richiesta di intervento può interessare soltanto la Safety, mentre ogni intervento che riguarda l ambito Security (ovvero attività per la sicurezza fisica/patrimoniale), rientra anche nella Safety. La Safety è obbligatoria e comporta responsabilità penali e civili; il termine viene associato ai rischi di cui è responsabile il Datore di Lavoro, relativamente a: salvaguardia della salute e della sicurezza dei lavoratori dell impresa; impatto ambientale dell impresa sul mondo circostante; impatto sociale dell impresa sul mondo esterno. Obiettivo della Safety è il raggiungimento ed il mantenimento nel tempo di un livello di sicurezza socialmente accettabile, per il quale l imprenditore ha come riferimenti le Direttive Comunitarie vigenti e le conseguenti leggi dello Stato italiano. La Security considera solo iniziative volontarie che non prevedono il coinvolgimento dei rappresentati dei lavoratori, RLS e RSA. Poiché in alcuni casi si riscontrano problemi nella classificazione delle richieste stesse, le esigenze del S. P. P. sono quelle di suddividere ulteriormente le macrocategorie di richieste, non solo in safety e security, dove queste ultime sono evidenziati in grassetto nella tabella seguente, ma in base al tipo di operazione: Tipo operazione RIPARAZIONE Oppure IMPLEMENTAZIONE Tipologia IMPIANTI TECNOLOGICI DI CLIMATIZZAZIONE ESTIVA ED INVERNALE IMPIANTI IDRICO-SANITARI IMPIANTI ELETTRICI E COMPLEMENTARI 51
53 Tipo operazione Oppure NUOVA INSTALLAZIONE Tipologia IMPIANTI DI SPEGNIMENTO INCENDI AUTOMATICI (SPRINKLER) E MANUALI (IDRANTI, NASPI) IMPIANTI SPECIALI: APPARECCHIATURE ELETTROMECCANICHE (CON ESCLUSIONE GENERATORI E TURBINE) IMPIANTI RETE DATI TELEFONIA OPERE EDILI LAVORI DI FALEGNAMERIA AREE ESTERNE, PIAZZALI ESTERNI ARREDI MONTASCALE IMPIANTO ELEVATORE VERDE ESTERNO ATM NUOVA FILIALE DELOCALIZZAZIONE FILIALE RISTRUTTURAZIONE TOTALE FILIALE ALTRI INTERVENTI RISTRUTTURAZIONE PARZIALE FILIALE ADEGUAMENTO FUNZIONALE LOCALI IN USO AMPLIAMENTO LOCALI IN USO NUOVI UFFICI ALLARME RIPARAZIONE Oppure IMPLEMENTAZIONE Oppure NUOVA INSTALLAZIONE ACCESSI (PORTE A CONSENSO) ACCESSI (USCITE DI EMERGENZA) ACCESSI (AREE SELF SERVICE) ACCESSI (BUSSOLE) MAZZETTA FUMOGENA MEZZI FORTI ANTIMALORE 52
54 Tipo operazione Tipologia METAL DETECTOR BIOMETRICO Per riparazione si intende una richiesta che si origina in seguito ad un guasto o comunque in seguito alla rilevazione di uno stato non conforme con gli standard definiti; Implementazione si intende l estensione dell impianto anche ad altre zone dell edificio non coperte dallo stesso; Nuova installazione si intende l installazione di un asset avente caratteristiche differenti rispetto al precedente. Mentre le richieste di riparazione anche in ambito security non necessitano di approvazione del DDL, per le richieste safety che riguardano nuove installazioni o implementazioni solo alcuni soggetti sono abilitati a far pervenire le richieste e cioè Responsabile del Dipartimento Operativo Rete dell Area Territoriale (RDOR), addetti allo Staff Sicurezze Fisiche (SSF), gli Addetti al Servizio Prevenzione e Protezione (ASPP), il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP), il Delegato del Datore di Lavoro (DDL), l Area Gestione Patrimonio Immobiliare (AGPI). La nuova necessità è quella di raggruppare le richieste in base alla motivazione che le ha generate e che quindi può riguardare un evento o un esigenza specifica considerando che a seconda del tipo di operazione richiesta può pervenire solo da determinati soggetti, come detto precedentemente. 53
55 1. Chiaramente se la tipologia di intervento indicata dal richiedente rientra tra quelle Security allora la richiesta di intervento è etichettata come Safety = SI; 2. La richiesta verrà etichettata come Safety se perviene dalle categorie di soggetti elencate prima; 3. Se la tipologia di intervento indicata dal richiedente non rientra tra quelle Security e la motivazione non è una tra M1, M2, M3, M4, e il richiedente è uno tra RDOR, ASPP, RSPP, SSF, DDL, AGPI lo stesso deve indicare uno o più tipi di problema rappresentativi della causa della richiesta che sta effettuando da cui deriva se la richiesta è Safety; questo accade quando la situazione analizzata ha impatto sulla salute e sicurezza dei lavoratori, per es. nell analisi del microclima che interessa l ambiente di lavoro. A seconda della classificazione delle richieste così ottenuta esse arriveranno a diversi settori dell Area Gestione Patrimonio Immobiliare, infatti le richieste Safety = Si sono quelle effettuate dai ruoli Rete Sicurezza e Direzione Sicurezza e vengono inoltrate al Settore Manutenzioni; le richieste Safety = No sono quelle effettuate dai ruoli Area Territoriale e Area Organizzazione e vengono inoltrate ai Dipartimenti Territoriali. Questo è il work-flow autorizzativo per le richieste in cui è prevista autorizzazione: 54
56 Inoltre: le richieste di RDOR e SSF sono visualizzate e possono essere rigettate con esplicitazione di motivazione da ASPP e RSPP; le richieste di ASPP sono visualizzate e possono essere rigettate con esplicitazione di motivazione da RSPP; le richieste di AGPI sono visualizzate e possono essere rigettate con esplicitazione di motivazione da ASPP e RSPP; il RDOR può delegare il RAS o la nuova figura sostitutiva per l inserimento delle richieste; il RSPP può delegare gli ASPP per la validazione delle richieste. Esistono richieste appartenenti a diversi ambiti, vediamone alcuni con la relativa classificazione: 55
57 Si parte dal tipo di problema relativo alle richieste per misure antirapina: TIPO PROBLEMA DESCRIZIONE CLASSIFICAZIONE TELECAMERE N. 2 telecamere TVCC (Bancomat accesso filiale) non garantiscono identificazione delle persone MISURE SICUREZZA METAL DETECTOR SISTEMA BIOMETRICO Si richiede di installare il metal detector sulla bussola di ingresso. Richiesta approvata dal DDL come integrazione delle misure di sicurezza antirapina in essere. La richiesta, approvata dal DDL come integrazione delle misure di sicurezza antirapina in essere (cfr. scheda rapina inviata via SISIFO), riveste carattere di urgenza. MISURE ANTIRAPINA MISURE ANTIRAPINA COLLEGAMENTO TELEFONICO INTERNO Richiesta scaturita da incontro con i sindacati su tema Rischio Rapina. Installazione di collegamento telefonico interno con caveau. MISURE ANTIRAPINA OPERE EDILI SELEZIONATORE IMMAGINI Sostituzione delle due fioriere collocate sul retro della filiale, a protezione antisfondamento delle vetrate, con ceppi di cemento. Guasto al selezionatore di immagini per il monitor della guardia in guardiola presso la Filiale di Palermo La guardia non riesce a fermare l immagine sulla telecamera che inquadra le casse. Intervento Urgente MISURE SICUREZZA MISURE SICUREZZA OPERE EDILI Allestimento paretina discrezionale per mascheramento cassaforte MISURE ANTIRAPINA OPERE EDILI TELECAMERE OPERE EDILI Gli uffici del centro non sono separati materialmente da quelli della filiale con rischio di ingressi sgraditi nelle ore notturne. In considerazione della poca sicurezza del portoncino si richiede l eliminazione di tale accesso tramite eliminazione della serratura e messa in sicurezza dello stesso con blindatura dall interno. Si richiede l installazione di 2 telecamere all esterno della filiale, la prima per riprendere l ATM per evitare manomissioni e la seconda per riprendere l uscita dalla porta di emergenza per evitare tentativi di scasso Per motivi di sicurezza si richiede la rimozione del ponteggio presente nel cortiletto interno della sede in S. Pietro all Orto, adiacente alle finestre del caveau. MISURE SICUREZZA MISURE ANTIRAPINA MISURE SICUREZZA OPERE EDILI Si chiede 1. Dotare le vetrine di idonee barriere antisfondamento; 2.Verificare la sicurezza antieffrazione MISURE ANTIRAPINA 56
58 Richieste relative agli accessi (uscite di emergenza): TIPO DI PROBLEMA DESCRIZIONE CLASSIFICAZIONE ACCESSI (USCITE DI EMERGENZA) ACCESSI (USCITE DI EMERGENZA) Si chiede ripristino urgente vie di esodo percorso fuga piano 2S con rimessa in funzione porte emergenza in quanto le stesse sono impraticabili Si richiede intervento di sistemazione Uscita di Emergenza facilmente forzabile dall esterno Richiesta approvata dal DDL a seguito di evento MODIFICHE STRUTTURALI MODIFICHE STRUTTURALI ACCESSI (USCITE DI EMERGENZA) Sostituzione del attuale maniglione di chiusura UE con uno a tre punti di chiusura MODIFICHE STRUTTURALI ACCESSI (USCITE DI EMERGENZA) ACCESSI (USCITE DI EMERGENZA) Sblocco magnete Uscita di Emergenza: a. Sostituire il pulsante attuale non più a norma posto a bordo porta; b. Installare pulsante di sblocco, e relativo cartello di individuazione, in postazione presidiata presso ODS; c. A lavoro completato, verificare che lo sblocco magnete avvenga senza ritardo alcuno e con segnalazione acustica da ogni punto di attivazione (anche con chiave da consolle); Si richiede la sostituzione del serramento dell uscita di emergenza con uno avente caratteristiche di resistenza e dotato di serrature MODIFICHE STRUTTURALI MODIFICHE STRUTTURALI ACCESSI (USCITE DI EMERGENZA) Necessario posizionare segnaletica per le vie di fuga SEGNALETICA Richieste relative agli scarichi idrici: TIPO PROBLEMA DESCRIZIONE CLASSIFICAZIONE IMPIANTI IDRICO SANITARI Ricerca guasto e riparazione scarico fognario SCARICHI IDRICI 57
59 Richieste relative a interventi sugli impianti elettrici: TIPO PROBLEMA DESCRIZIONE CLASSIFICAZIONE IMPIANTI ELETTRICI E COMPLEMENTARI IMPIANTI ELETTRICI E COMPLEMENTARI IMPIANTI ELETTRICI E COMPLEMENTARI IMPIANTI ELETTRICI E COMPLEMENTARI Si richiede revisione apparato elettrico sezionatore con chiavetta spegnimento serale con collegamento in privilegiata di prese postazioni informatiche Il 13/09/2011 durante la manutenzione periodica degli impianti elettrici è stato rilevato dal tecnico autorizzato che la torretta elettrica del pdl 7 è funzionante ma sprovvista della messa a terra. Chiediamo intervento per evitare eventuali problemi. Si richiede la sistemazione dei fili elettrici scoperti rinvenuti nel giardino, oltre alla pitturazione del cancello della filiale. Fissare sotto le scrivanie le prolunghe e le basette elettriche spostando le torrette elettriche che non consentono la movimentazione degli arti inferiore degli operatori seduti; sistemare l impianto elettrico ovvero richiudere i coperchi delle scatole di derivazione presenti nel locale archivio REVISIONE APPARATI ELETTRICI REVISIONE APPARATI ELETTRICI REVISIONE APPARATI ELETTRICI REVISIONE APPARATI ELETTRICI 58
60 Richieste relative agli Impianti di spegnimento incendi, automatici e manuali: TIPO PROBLEMA DESCRIZIONE CLASSIFICAZIONE IMPIANTI DI SPEGNIMENTO INCENDI AUTOMATICI (SPRINKLER) E MANUALI (IDRANTI) IMPIANTI DI SPEGNIMENTO INCENDI AUTOMATICI (SPRINKLER) E MANUALI (IDRANTI) IMPIANTI DI SPEGNIMENTO INCENDI AUTOMATICI (SPRINKLER) E MANUALI (IDRANTI) IMPIANTI DI SPEGNIMENTO INCENDI AUTOMATICI (SPRINKLER) E MANUALI (IDRANTI) Estintore e relativo cartello, posto in locale archivio, da riposizionare sulla parete opposta ora non è visibile e non utilizzabile in caso di emergenza. Provvedere alla sostituzione dell estintore a CO2 posizionato alle spalle della postazione che si trova alla sinistra delle casse con estintore a polvere con caratteristiche minime pari a 34A 233B-C. Installare ulteriore estintore a polvere posizionandolo comprensivo dell apposito cartello di segnalazione sulla sinistra della porta che dal salone retro cassa conduce al corridoio dove si trovano i servizi igienici Spostare estintore posizionato dietro alla porta del salone retro cassa posizionandolo, comprensivo del cartello di segnalazione, sulla sinistra della medesima porta in posizione più visibile. INTERVENTI ANTINCENDIO INTERVENTI ANTINCENDIO INTERVENTI ANTINCENDIO INTERVENTI ANTINCENDIO IMPIANTI DI SPEGNIMENTO INCENDI AUTOMATICI (SPRINKLER) E MANUALI (IDRANTI) Richieste specifiche per lavoratori diversamente abili: Si richiede Controllo Sensori Antincendio. INTERVENTI ANTINCENDIO TIPO PROBLEMA DESCRIZIONE CLASSIFICAZIONE SEGNALETICA Viene richiesta la tracciatura della segnaletica delle linee di parcheggio nel piazzale antistante la filiale, creando con l occasione, anche lo spazio riservato ai disabili MISURE LAVORATORI DIVERSAMENTE ABILI OPERE EDILI A seguito di sopraluogo tecnico, si chiede un intervento per l eliminazione della soglia di accesso ai locali della Filiale, la richiesta per permettere l accesso ai portatori d handicap. MISURE LAVORATORI DIVERSAMENTE ABILI OPERE EDILI Si richiede la sostituzione completa della vecchia pedana oleodinamica, che permette ai clienti diversamente abili di accedere all interno dei locali. La stessa attualmente, risulta inutilizzabile causa perdite di pressione, inoltre crea rischi di caduta alla clientela, poiché si abbassa costantemente anche senza essere comandata. MISURE LAVORATORI DIVERSAMENTE ABILI OPERE EDILI Si richiede sostituzione della pedana di accesso disabili, in quanto sfondata ed a rischio caduta. MISURE LAVORATORI DIVERSAMENTE ABILI 59
61 Richieste relative alle apparecchiature elettromeccaniche: TIPO PROBLEMA DESCRIZIONE CLASSIFICAZIONE IMPIANTI SPECIALI: APPARECCHIATURE ELETTROMECCANICHE Ascensore non funzionante. Allarme attivato APPARECCHIAURE ELETTROMECCANICHE IMPIANTI SPECIALI: APPARECCHIATURE ELETTROMECCANICHE IMPIANTI SPECIALI: APPARECCHIATURE ELETTROMECCANICHE IMPIANTI SPECIALI: APPARECCHIATURE ELETTROMECCANICHE IMPIANTI SPECIALI: APPARECCHIATURE ELETTROMECCANICHE IMPIANTI SPECIALI: APPARECCHIATURE ELETTROMECCANICHE URGENTISSIMO saracinesca a griglia ed elettrica si è sganciato un pezzo arrugginito dall alto (tipo gancio/braccio) DA EFFETTUARE IMMEDIATAMENTE Si tratta della fotocopiatrice/stampante marca Canon modello ir 2022i. All uscita dei fogli si rileva un rumore come di sfregamento meccanico Apparecchiatura elimina code privo di sonoro e display con lenta ed errato numerazione In modalità apertura automatica il metal detector suona di continuo anche quando non c è nessuno in bussola Abbiamo rilevato che il metal detector non funziona correttamente non individua la presenza di oggetti metallici APPARECCHIAURE ELETTROMECCANICHE APPARECCHIAURE ELETTROMECCANICHE APPARECCHIAURE ELETTROMECCANICHE APPARECCHIAURE ELETTROMECCANICHE APPARECCHIAURE ELETTROMECCANICHE 60
62 Ci sono poi richieste relative agli allarmi: TIPO PROBLEMA DESCRIZIONE CLASSIFICAZIONE ALLARME Al fine di evitare eventuali scassi (la filiale è già stata oggetto di tentativo di scasso in data 15 agosto) si chiede di allarmare infisso (vetrata) sul retro dell immobile fuori dalla viabilità ordinaria. SISTEMA SICUREZZA DI ALLARME Si richiede posizionamento di sensori di allarme con modalità h24 in prossimità delle due porte di emergenza, Piano Terra e Piano Primo. SISTEMA SICUREZZA DI ALLARME A completamento dell impianto di allarme, si richiede il montaggio di un avvisatore acustico - sonoro presso le postazioni di cassa per avvisare tempestivamente dell eventuale intrusione in atto, da abbinare all estensione h24 dei sensori volumetrici presenti nel piano interrato SISTEMA SICUREZZA DI ALLARME Sostituzione centrale Allarme obsoleta e guasta ed adeguamento allarme a standard SISTEMA SICUREZZA DI ALLARME Installare impianto di allarme volumetrico e perimetrale SISTEMA SICUREZZA DI ALLARME ripristinare il funzionamento delle sirene dell impianto di allarme evacuazione. Risultano non funzionanti la N 01 (piano Interrato), 01 (P3 locali DTM), 04 (P1 locali Aziende). Richiesta di intervento già concordata telefonicamente con ARMENTI del settore Manutenzioni del SGPIl SISTEMA SICUREZZA DI ALLARME Si richiede l installazione di un sistema di allarme a sensori da collegare sull uscita di emergenza. La filiale assume carattere di particolare urgenza in considerazione dell aumentato rischio della zona dopo la dismissione del policlinico, trasferito in altra zona SISTEMA SICUREZZA DI 61
63 Richieste relative ai servizi igienico sanitari: TIPO PROBLEMA DESCRIZIONE CLASSIFICAZIONE IMPIANTI IDRICO-SANITARI Il neo Capo Area Toscana Ovest, rileva che nei bagni dei locali della Direzione di Area con accesso da Via delle Trombe a Lucca i WC ed i sanitari sono fortemente usurati, le tubature arrugginite ed in alcuni casi con perdite di acqua che rendono scivoloso il pavimento. Si richiede sopralluogo PGI/Area per valutare la possibilità di intervenire sul sistema di tubazioni e sui sanitari IMPIANTI IDRICO-SANITARI Rifacimento locali servizi igienici INTERVENTI STRUTTURALI INTERVENTI STRUTTURALI IMPIANTI IDRICO-SANITARI IMPIANTI IDRICO-SANITARI a seguito dei lavori di ristrutturazione della nuova DTM di Brindisi 284, con la presente si richiedono n 3 schermi da applicare ai condizionatori, in quanto questi ultimi risultano troppo vicini alle postazioni lavorative. perdita di acqua da un tubo applicato sul tetto e probabilmente si innesta nell impianto idrico che serve il bagno del piano terra INTERVENTI STRUTTURALI INTERVENTI STRUTTURALI Richieste per il miglioramento delle condizioni igieniche: TIPO PROBLEMA DESCRIZIONE CLASSIFICAZIONE IMPIANTI IDRICO-SANITARI Verificare la conformità al Regolamento d Igiene dei due bagni che risultano privi di antibagno MIGLIORAMENTO IGIENICHE CONDIZIONI IMPIANTI IDRICO-SANITARI Si richiede intervento urgente per verifica servizi igienici al PT e al 1 piano causa cattivi odori per eventuale rifacimento o ristrutturazione - abbiamo ricevuto diverse sollecitazioni dall RLS e dai colleghi. MIGLIORAMENTO IGIENICHE CONDIZIONI 62
64 Richieste relative agli arredi: TIPO PROBLEMA DESCRIZIONE CLASSIFICAZIONE ARREDI ARREDI ARREDI ARREDI Sostituzione di sedie palesemente rotte e/o indecorose: N 5 sedie con braccioli e rotelle per gli operatori N 6 sedie senza braccioli e con i piedi e/o pattini per la clientela N 4 sedute per attesa clienti nel salone N 1 completo sedute per la stanza del Titolare (1 + 2 per la clientela) Vi inoltriamo richiesta di sostituzione di sedie per le filiali di seguito indicate in quanto rotte, e divenute pericolose per i clienti e dipendenti: Filiale di Bologna Ag. 6 Da sostituire 6 sedie per la clientela e 3 sedie per i dipendenti Da considerare l eventualità di un riassetto completo della filiale Auditorium - fornitura di 4 tavoli da tenere a disposizione per le varie occorrenze. ARREDI ROTTI ARREDI ROTTI NUOVO LAYOUT ARREDI PER VARIE OCCORRENZE ARREDI MODIFICA LAYOUT ARREDI Si richiede lo spostamento di un armadio all interno dell ufficio. SPOSTAMENTO ARREDI ARREDI La nostra agenzia 8 di Palermo, sita in una zona della città con elevata presenza di clientela upper, ci ha palesato un problema di privacy nella ricezione della clientela, ALLESTIMENTO SPAZI disponendo attualmente della sola stanza del titolare. DISPONIBILI PER VARIE Considerato che in linea con le casse c è una stanza ATTIVITA occupata da materiale vario riteniamo che con un intervento di portata limitata che valorizzi questa postazione si possa risolvere il problema ARREDI Allestimento di un ufficio al piano 1 (da tenere a disposizione) in sostituzione dell archivio. ALLESTIMENTO UFFICIO NUOVO ARREDI Vi preghiamo autorizzare la predisposizione di un box consulenza a seguito dell aumento di organico (da tre a quattro unità) della Filiale di Sperlonga. MANUTENZIONE CORRETTIVA LOCALI Come si può notare dalle richieste d intervento inoltrate, in alcuni casi riguardano situazioni importanti come gli eventi correlati alle rapine, che possono avere diversi impatti, non solo sull organizzazione in se, ma anche sulla salute stessa dei lavoratori considerando episodi di stress da lavoro correlato; in altri casi si tratta di richieste legate a particolari situazioni dei lavoratori, come il personale diversamente abile, che ha bisogno di misure più accurate e 63
65 tempestive viste le condizioni di operatività; infine si arriva a considerare modifiche strutturali o organizzative delle filiali, sicuramente che presentano un livello di priorità minore rispetto alle richieste precedenti, ma che in ogni caso non vanno sottovalutate in quanto per legge bisogna garantire sempre dei livelli di ergonomia. Oggetto di una analisi dell attività di monitoraggio, è stata la gestione delle richieste di intervento inoltrate all area immobiliare relativamente alla SICUREZZA durante l anno 2011; questi sono gli step e i risultati dell analisi: Richieste effettuate suddivise per stato Si evidenzia il numero di richieste rifiutate rispetto a quelle non rifiutate. Le richieste non rifiutate sono suddivise in: Richieste da assegnare Richieste in corso Richieste completate STATO Totale % STATO Totale % Da assegnare 92 30% Non rifiutati % In corso % Rifiutati 6 2% Completato 15 5% Totale % Totale % Richieste per Area di Interesse Si evidenzia il numero di richieste effettuate suddivise fra: Richieste SAFETY/SECURITY Richieste SAFETY Richieste SECURITY Richieste Non Rifiutate Anno % 36% 62% SAFETY/SECURITY SAFETY SECURITY 64

References: art.2
 Art.32
 Art.41
 Art. 437
 Art. 451
 ART. 32
 Art. 35
 Art. 41
 Art. 437
 Art. 451
 art. 9
 art. 249
 art. 1
 art. 1
 articolo 28
 articolo 16
 art. 30
 art. 28
 articolo 28
 articolo 106
 articolo 29
 articolo 31
 articolo 17
 art. 32