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LUOGHI DI LAVORO Modulo base: dott. M. Puccini - PDF
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Agnello Gustavo Gioia
1 LUOGHI DI LAVORO Modulo base: dott. M. Puccini PRESCRIZIONI DI SICUREZZA E SALUTE SECONDO LA LEGISLAZIONE PREVENZIONISTICA DEL LAVORO 1 Presupposto fondamentale: la normativa prevenzionistica del lavoro, anche per ciò che concerne i luoghi di lavoro, si applica alle attività con presenza di lavoratori subordinati o ad essi equiparati (soci lavoratori, allievi degli istituti d istruzione superiore ed universitari che svolgano attività manuali, lavoratori somministrati, lavoratori parasubordinati, associato in partecipazione, i volontari -L. n. 266/91- ecc). Si applica in misura ridotta nelle attività gestite dal solo titolare e nelle imprese familiari (vedasi art. 21 del D. Lgs. n. 81/08). Rif. art. 2 del D. Lgs. n 81/2 La previgente normativa in materia di igiene e sicurezza del luogo di lavoro (rif. principali): - D.P.R , n. 303 (Norme generali per l igiene del lavoro): artt. da 6 a 17 per i requisiti igienistici degli ambienti di lavoro; artt. da 36 a 47 per i requisiti dei servizi igienico-assistenziali; art. 48, notifiche dei nuovi insediamenti produttivi. - D.P.R , n. 547 (Norme per la prevenzione degli infortuni): artt. da 8 a 17, da 26 a 32, 371, 374, 1 c. - D. Lgs. n. 626/94, artt. da 30 a 33 per l adeguamento dei luoghi di lavoro e novelle alle norme precedenti; allegato II, prescrizioni di sicurezza e salute per i luoghi di lavoro E stata sostituita dalle disposizioni contenute nel Titolo II e nell allegato IV del D. Lgs. n. 81/2008 (L. delega n. 123/2007). 3 Permane la validità del D.M. Interno , Criteri generali di sicurezza antincendio per la gestione dell emergenza nei luoghi di lavoro Il campo di applicazione del nuovo D. Lgs. n. 81/2008 (art. 3) ricomprende tutti i settori di attività pubblici e privati e tutte le tipologie di rischio Nei confronti di alcuni soggetti pubblici le disposizioni del decreto si applicano tenendo conto delle effettive particolari esigenze connesse al servizio espletato o alle peculiarità organizzative, individuate entro e non oltre 12 mesi dalla data della sua entrata in vigore 4 23 Il campo di applicazione di ogni normativa elenca, con il criterio dell esclusione, le tipologie di attività ove non si applica la normativa stessa. Vengono superate alcune esclusioni contenute nei vecchi DD.P.R. Vengono inclusi nella tutela prevenzionistica anche i lavoratori autonomi, sebbene solo ove vi siano specifici richiami in tal senso. Si chiarisce chi deve fare cosa e chi riceve tutela in termini prevenzionistici nelle ipotesi di somministrazione di lavoro, nel distacco, nelle collaborazioni (CO.CO.CO. e CO.CO.PRO), nelle prestazioni di lavoro accessorio, nel lavoro a domicilio, nel telelavoro, nell impresa familiare. 5 Per LUOGO DI LAVORO (definizione all art. 62 del D. Lgs. n. 81/2008) si intendono i luoghi destinati a contenere i posti di lavoro, ubicati all interno dell azienda ovvero dell unità produttiva, nonché ogni altro luogo nell area della medesima azienda ovvero unità produttiva comunque accessibile per il lavoro. Esclusioni all applicazione delle disposizioni del Titolo II : - mezzi di trasporto - cantieri temporanei o mobili - industrie estrattive - pescherecci - campi, boschi ed altri terreni facenti parte di un impresa agricola o forestale, ma situati fuori dall area edificata dell azienda 6 34 L applicazione delle norme prevenzionistiche in combinato disposto con altre fonti normative Ciò accade soprattutto con riferimento ai luoghi di lavoro. Si tratta di: regolamenti di igiene tipo, regolamenti d igiene locali, norme di edilizia scolastica o sanitaria, normativa speciale sulle barriere architettoniche, ecc). 7 Queste fonti giuridiche parallele forniscono sovente i parametri di progetto ed i requisiti strutturali ai fini della salute, della sicurezza e del benessere degli occupanti i luoghi di lavoro. Lo stato dell arte è rappresentato, soprattutto per gli impianti e le attrezzature di lavoro, ma anche per le strutture contenenti il luogo di lavoro, dalla normativa di buona tecnica. Le norme di buona tecnica sono dei documenti di applicazione volontaria che stabiliscono le caratteristiche (dimensionali, prestazionali, ambientali, di sicurezza, di organizzazione, ecc.) di un prodotto, di un processo o di un servizio, le quali vengono poi assunte dagli operatori come standard di riferimento nello specifico campo di interesse. 8 45 Le norme di BUONA TECNICA rappresentano il frutto del lavoro di migliaia di esperti, alle dipendenze di organismi riconosciuti (ISO, UNI, CEI, ecc.) pubblicamente da apposite leggi e un prezioso riferimento in numerosi campi dell attività umana poiché esprimono il punto di arrivo del progresso scientifico e tecnologico. La normazione rappresenta la traduzione dell esigenza dell uomo di dotarsi di consuetudini codificate, di regole cui attenersi nella sua attività; è un esigenza che ha origini antiche (es., regole nell antico Egitto e nell antica Roma sulle caratteristiche dimensionali di alcuni materiali da costruzione. 9 I LOCALI DI LAVORO E LE LORO CARATTERISTICHE Sintesi di alcune disposizioni più rilevanti 63.1 I luoghi di lavoro devono essere conformi ai requisiti indicati nell allegato IV del D. Lgs. N. 81/ La strutturazione dovrà tener conto dell eventuale impiego di manodopera con handicap (disabili), con particolare riferimento a scale e loro accessi, porte, servizi igienici, ascensori e pulsantiere, ecc Possibilità, in presenza di vincoli urbanistici ed architettonici che ostino alla realizzazione degli interventi strutturali richiesti dalla normativa, di adottare misure alternative che garantiscano un livello di sicurezza equivalente b) Vie di circolazione ed uscite di sicurezza: necessità che siano mantenute sgombre allo scopo di consentirne l utilizzazione in caso di evenienza c)manutenzione tecnica tesa a scongiurare i rischi derivanti dall uso di luoghi di lavoro, impianti ed attrezzature d) Pulizia periodica di luoghi di lavoro, impianti e dispositivi ai fini dell igiene del lavoro. 10 56 Art. 65 Disciplina dei locali interrati e seminterrati: non è sostanzialmente variata rispetto a quanto prevedeva l art. 8 del DPR n. 303/56. Permane il divieto di adibire questi locali al lavoro con manodopera dipendente od equiparata, salvo sussistano particolari esigenze tecniche e si provveda comunque ad assicurare la salubrità degli ambienti. L organo di vigilanza può autorizzare l uso dei predetti locali anche laddove non sussistano particolari esigenze tecniche, sempre che non vi siano emissioni nocive. 11 Art. 67 Notifica dei nuovi insediamenti produttivi Il precetto non è sostanzialmente variato rispetto a quanto prevedeva l art. 48 del DPR n. 303/56 E dovuta nel caso di costruzione ex novo, ampliamenti e ristrutturazioni di edifici e locali da adibire ad uso artigianale ed industriale con impiego di più di tre lavoratori La norma specifica i contenuti della notifica (descrizione dei locali e degli impianti, delle lavorazioni, ecc.) Si presenta all organo di vigilanza territorialmente competente a mezzo di apposito modello N.I.P., allegando copia dei disegni in pianta ed in sezione dei locali interessati. 12 67 Progettisti dei luoghi di lavoro Permangono gli obblighi previsti dall ex art. 6, comma 1 del D. Lgs. n. 626/94 I progettisti dei luoghi e dei posti di lavoro e degli impianti rispettano i principi generali di prevenzione in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro al momento delle scelte progettuali e tecniche e scelgono attrezzature, componenti e dispositivi rispondenti alle disposizioni legislative e regolamentari in materia. 13 Allegato IV del D. Lgs. N. 81/2008 Sintesi delle disposizioni principali 1.1. Stabilità e solidità dell edificio, in relazione all impiego ed alle caratteristiche ambientali, da garantire nel tempo con adeguate manutenzioni. - Solai e soppalchi devono riportare la chiara indicazione del carico massimo ammissibile - L accesso ai luoghi di lavoro per operazioni di manutenzione e riparazione deve potersi effettuare in piena sicurezza a mezzo scale, andatoie, passerelle ed in genere attrezzatura appropriata al caso specifico - Obbligo di mantenere puliti gli ambienti di lavoro (pulizie possibilmente fuori dell orario di lavoro) e divieto di accumulo di rifiuti e scarti capaci di svolgere emanazioni insalubri. 14 78 a) IGIENE DEL LAVORO 1.2 Altezze, cubature e superfici dei luoghi di lavoro Per locali con lavorazioni artigianali e industriali con più di 5 lavoratori ed in quelle che richiedano la sorveglianza sanitaria: altezza non < a m. 3, cubatura non < a 10 m 3 per persona, superficie disponibile per lavoratore m 2 2 (valori lordi). Possibilità di deroghe sulle altezze rilasciate dall organo di vigilanza. Per gli uffici e per i locali delle aziende commerciali, i limiti di altezza sono individuati dalla normativa urbanistica vigente Lo spazio destinato al lavoratore nel posto di lavoro deve essere tale da consentire il normale movimento della persona in relazione al lavoro da compiere Coibentazione, superfici di aeroilluminazione naturale e microclima: i luoghi di lavoro continuativi chiusi devono essere ben difesi contro gli agenti atmosferici, provvisti di un isolamento termico ed acustico sufficiente in rapporto al tipo di impresa ed all attività dei lavoratori (non solo ai fini della loro salute ma anche del loro benessere). Devono avere aperture sufficienti per un rapido ricambio dell aria (quindi, non sono ammessi che in casi eccezionali, locali di lavoro privi di finestrature apribili) ed essere ben asciutti e difesi contro l umidità (in conformità alla normativa urbanistica). Gli impianti di aerazione sono solo sussidiari e non sostitutivi delle aperture naturali. Obbligo di utilizzare e mantenere gli impianti di condizionamento o di ventilazione meccanica in condizioni ottimali (controllo, regolazione, pulizia, sanificazione) 89 Temperatura dei locali: dev essere adeguata all organismo umano, tenuto conto dei metodi di lavoro applicati e degli sforzi fisici imposti ai lavoratori (non vi è in assoluto un valore minimo o massimo stabilito dalle norme d igiene, dipende dalla situazione specifica, per la quale si prenderanno in considerazione gli indici di comfort termico - PMV e PPD, se ambienti moderati, o altri indici se ambienti severi freddi o caldi. Nel caso di uffici ed esercizi commerciali vi sono vari riferimenti nei regolamenti di igiene tipo e locali. Per gli insediamenti industriali si fa ancora riferimento alla norma UNI 8852/87 Impianti di climatizzazione invernale per edifici adibiti ad attività industriale ed artigianale. Regole per l ordinazione, l offerta ed il collaudo ) Nel giudizio sulla temperatura adeguata si deve tener conto dell influenza esercitata dall umidità relativa e dal movimento d aria concomitanti Le superfici vetrate devono essere tali da evitare un soleggiamento eccessivo dei luoghi di lavoro, in funzione del tipo di attività e del luogo di lavoro Possibilità di intraprendere misure tecniche alternative o dotazione di DPI in luogo del riscaldamento dell intero ambiente di lavoro Illuminazione naturale ed artificiale dei luoghi di lavoro Salvo che non sia richiesto dalla particolarità delle lavorazioni, i luoghi di lavoro devono disporre di sufficiente illuminazione naturale e, all occorrenza, artificiale (rif. UNI 12464/). - gli impianti di illuminazione dei locali di lavoro e delle vie di circolazione devono essere installati in modo che il tipo di illuminazione non rappresenti un rischio d infortunio per i lavoratori. - i luoghi di lavoro nei quali i lavoratori sono particolarmente esposti a rischi in caso di guasto dell illuminazione artificiale, devono disporre di un illuminazione di sicurezza di sufficiente intensità. - le superfici vetrate illuminanti ed i mezzi di illuminazione artificiale devono essere tenuti costantemente in buone condizioni di pulizia ed efficienza. - le zone di azione delle macchine operatrici e quelle dei lavori manuali ( ) con pericolo d infortunio o esigenze di particolare sorveglianza, devono essere illuminati in modo diretto con mezzi particolari (v. UNI 1837/2001). 18 910 I servizi igienico-assistenziali (artt. da 1.11 a 1.14) : requisiti dei locali di riposo e di refezione, spogliatoi, gabinetti e lavabi, docce, dormitori. indicazioni principali: Docce: obbligatorie in presenza di lavorazioni insudicianti e comunque quando esigenze di salute e di salubrità lo esigono (di regola, 1 doccia ogni 5-6 lavoratori smontanti per turno), dotate di acqua corrente calda e fredda e di mezzi per detergersi. Le docce devono comunicare direttamente con il locale spogliatoio. Gabinetti e lavabi: in numero di ca. 1 ogni 10 lavoratori, divisi per sesso, dotati di lavabi con acqua corrente calda e fredda e di mezzi per detergersi ed asciugarsi, mantenuti in stato di scrupolosa pulizia a cura del datore di lavoro. Devono essere collocati in prossimità del posto di lavoro. Spogliatoi ed armadietti: di dimensioni sufficienti al personale esistente per cambiarsi con comodità (si calcola ca. 1,2 m 2 per persona al lordo degli arredi), riscaldati nella stagione fredda, posti in diretta comunicazione con le docce. Gli armadietti devono essere chiudibili a chiave e, se vengono svolte lavorazioni insudicianti, devono essere del tipo a doppio scomparto. 19 I servizi igienico-assistenziali (artt. da 1.11 a 1.14) : Locali di riposo (od altri locali equivalenti se il lavoro è interrotto regolarmente e frequentemente e non vi siano locali di riposo): di dimensioni sufficienti e muniti di arredi, da mettersi a disposizione dei lavoratori se il tipo di attività lo richiede ai fini della salute e della sicurezza dei lavoratori. Refettorio: obbligo del locale ad uso refettorio se più di 30 lavoratori rimangono in azienda durante l intervallo di lavoro requisiti riportati alla norma Ai lavoratori deve essere data la possibilità di consewrvare in adatti posti fissi le loro vivande, di riscaldarle e di lavare i relativi recipienti. Di massima, è vietato ai lavoratori di consumare i pasti nei locali di lavoro. Dormitori: quelli stabili devono possedere i requisiti di abitabilità prescritti per le case di abitazione della località requisiti alla norma11 B) SICUREZZA DEL LUOGO DI LAVORO 1.3 Pavimenti, marciapiedi, lucernari, banchine, rampe di carico: - i pavimenti dei locali di lavoro devono essere esenti da protuberanze, cavità o piani inclinati pericolosi, devono essere fissi, stabili, antisdrucciolevoli. - I pavimenti che si mantengono bagnati devono essere muniti in permanenza di palchetti o graticolato se i lavoratori non sono forniti di calzature impermeabili. - Obbligo di segnalare le pareti vetrate che devono essere costituite da materiali di sicurezza fino all altezza di 1 m dal pavimento, ovvero barrierate in modo da evitare la possibile collisione con esse. - L apertura, la regolazione, la pulizia e la manutenzione di finestre e lucernari devono compiersi in modo che tali operazioni non comportino rischi per i lavoratori. - Rampe e banchine di carico strutturate in modo da evitare che i lavoratori possano cadere Vie di circolazione, zone di pericolo, pavimenti e passaggi: - Le vie di circolazione, comprese scale, scale fisse, banchine e rampe devono essere situate e calcolate in modo che i pedoni ed i veicoli possano utilizzarle in piena sicurezza. - Se sulle vie di circolazione sono utilizzati mezzi di trasporto, dovrà essere prevista per i pedoni una distanza di sicurezza sufficiente (ex franco 70 cm). Dette vie devono passare ad una distanza sufficiente da porte, corridoi, scale. Il loro tracciato dev essere evidenziato. - I pavimenti ed i passaggi devono essere esenti da buchi e sporgenze, nonché da ostacoli. Se questi ultimi sono inamovibili dovranno essere opportunamente segnalati (es. colonne, ecc). - Le zone che presentano rischi particolari in funzione dell attività svolta, o rischio di caduta dei lavoratori o di oggetti devono essere interdette ai non autorizzati e debitamente segnalate. - Il rischio di caduta dall alto dev essere eliminato a mezzo appositi parapetti. In luogo di essi possono essere installate barriere mobili nei luoghi ove si fa lo scarico ed il carico di materiali12 1.7 Scale: -le scale fisse a gradini debbono essere robuste, con alzata e pedata idonee (rif. 2 alzate + 1 pedata = cm, con alzata massima di cm 17). -Protezione sui lati aperti, previsione di almeno 1 corrimano se delimitate da due pareti, pavimentazione antisdrucciolevole, larghezza sufficiente a permettere una rapida evacuazione. Non idonee, in genere, le scale a chiocciola causa mancato rispetto dimensioni minime di alzata e pedata. - Le scale fisse a pioli di altezza superiore a 5 m, fissate su pareti o incastellature verticali o con inclinazione superiore a 75, devono essere provvista a partire da m 2,50 dal pavimento di idonea gabbia metallica di protezione (.). Possibilità di misure alternative in luogo della gabbia se questa è d intralcio Caratteristiche del parapetto normale: altezza minima di m 1, adeguatamente robusto in relazione alle condizioni di impiego, costituito da almeno due correnti, eventualmente corredato di fascia di arresto al piede alta min. 15 cm. Non è richiesto per i piani di caricamento di altezza inferiore ai 2 m Vie ed uscite di emergenza (deflusso ed uscita verso un luogo sicuro): - Le vie e le uscite di emergenza devono rimanere sgombre da ostacoli. Il loro numero, dimensioni e distribuzione devono essere valutati in funzione delle caratteristiche del luogo di lavoro, dell attività ivi svolta, nonché del numero massimo di persone potenzialmente presenti in detti luoghi. - L altezza minima delle vie e delle uscite è di m 2, la larghezza dev essere conforme alla normativa antincendio. Devono essere dotate di illuminazione di sicurezza. - Apertura delle porte di emergenza (evidenziate e facilmente ed immediatamente apribili da ognuno in caso di necessità) nel verso dell esodo, salvo che ciò non determini pericolo per il passaggio di mezzi o per altre cause. Non ammesse le porte girevoli, quelle scorrevoli verticalmente, con saracinesca a rullo. - Qualsiasi apertura esistente nel suolo o nell ambiente di lavoro che possa comportare il rischio di caduta deve essere dotata di solida copertura o di parapetto normale. Se ciò non è possibile si dovranno segnalare con indicazioni apposite13 Sicurezza nei lavori all interno di vasche, silos, canalizzazioni, cisterne, ecc Art. 18 del D. Lgs. n. 81/ affidamento del lavoro a lavoratori capaci ed in buone condizioni psico-fisiche -fornitura di adeguati D.P.I. - prendere le misure appropriate affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni e specifico addestramento accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico; Allegato IV del D. Lgs. n. 81/ Le tubazioni, le canalizzazioni e i recipienti,., devono essere provvisti di aperture di accesso aventi dimensioni tali da poter consentire l agevole recupero di un lavoratore privo di sensi Prima di disporre l entrata di lavoratori in tali luoghi, chi sovraintende ai lavori deve assicurarsi che nell interno non esistano gas o vapori nocivi o una temperatura dannosa e deve, qualora vi sia pericolo, disporre efficienti lavaggi, ventilazione o altre misure idonee I lavoratori che prestano la loro opera all interno dei luoghi predetti devono essere assistiti da altro lavoratore, situato all esterno presso l apertura di accesso Quando la presenza di gas o vapori nocivi non possa escludersi in modo assoluto o quando l accesso al fondo dei luoghi predetti è disagevole, i lavoratori che vi entrano devono essere muniti di cintura di sicurezza con corda di adeguata lunghezza e, se necessario, di apparecchi idonei a consentire la normale respirazione Qualora non possa escludersi la presenza anche di gas, vapori o polveri infiammabili od esplosivi, oltre alle misure indicate nell articolo precedente, si devono adottare cautele atte ad evitare il pericolo di incendio o di esplosione, quali la esclusione di fiamme libere, di corpi incandescenti, di attrezzi di materiale ferroso e di calzature con chiodi. Qualora sia necessario l impiego di lampade, queste devono essere di sicurezza Nei serbatoi, tini, vasche e simili che abbiano una profondità di oltre 2 metri e che non siano provvisti di aperture di accesso al fondo, qualora non sia possibile predisporre la scala fissa per l accesso al fondo dei suddetti recipienti devono essere usate scale trasportabili, purché provviste di ganci di trattenuta. 25 Sicurezza nei lavori all interno di vasche, silos, canalizzazioni, cisterne, ecc Ulteriori misure di tutela stabilite dal DPR n. 177 del 14 settembre 2011 G.U. 8 novembre 2011 disciplina inerente alla qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi destinati a operare nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati - Le disposizioni operano nel caso di appalti di lavoro e servizi sono fatte salve le disposizioni in materia di verifica dell idoneità tecnico professionale delle ditte appaltatrici - La qualificazione delle ditte operanti in questo settore prevede il possesso di numerosi requisiti (integrale applicazione della normativa prevenzionistica, presenza di personale con esperienza almeno triennale nel settore in misura non inferiore al 30%, informazione, formazione, addestramento specifico anche con riferimento alle procedure di emergenza) - Procedure di sicurezza a partire da una riunione di coordinamento con il committente di durata non inferiore a 1 giorno, presenza di un referente del committente specificamente formato e addestrato con funzioni di vigilanza e coordinamento - Il decreto non prevede sanzioni, integra quanto disposto agli artt. 66 e 121 del D. Lgs. n. 81/14 Appendice: 1) INDUSTRIE E LABORATORI SPECIFICITA IN RELAZIONE AL LUOGO DI LAVORO STOCCAGGIO E DEPOSITO BOMBOLE E PRODOTTI CHIMICI REGOLE PRUDENZIALI Detenere negli ambienti di lavoro la quantità strettamente indispensabile di prodotti chimici e gas in bombole I locali di deposito devono essere asciutti, freschi, ben ventilati e privi di sorgenti di calore, quali tubazioni di vapore, radiatori, ecc. La collocazione dei locali deposito: devono essere posti preferibilmente all esterno del luogo di lavoro, adeguatamente compartimentati, dotati di dispositivi automatici antincendio. Per evitare, in caso di perdite, reazioni pericolose, quali esplosioni ed incendi, è vietato immagazzinare in uno stesso locale contenitori di gas e/ prodotti tra loro incompatibili (es. gpl, idrogeno, acetilene con ossigeno ed aria; ammoniaca e acido cloridrico, acidi e basi forti, ecc) Posizionare idonea cartellonistica di sicurezza. Accesso consentito al solo personale autorizzato 27 Deposito dei rifiuti chimici Anche per i rifiuti del ciclo produttivo devono essere approntati locali idonei separati dal luogo di lavoro Quando possibile il deposito dei rifiuti deve essere predisposto all esterno dei luoghi di lavoro 28 1415 2) Case di riposo e di cura Per un ottimizzazione ergonomica della movimentazione manuale e per favorire il deflusso in caso di emergenza è necessario predisporre: Ampie aperture delle vie d accesso (ai bagni, ai servizi igienici, alle camere, agli ascensori, ecc) che consentano il passaggio agevole di barelle, carrozzine, ausili meccanici del tipo sollevatori, ecc. Rampe adeguate (pendenza max 8%) o impianti idonei (del tipo saliscale, ecc) per superare gradini e dislivelli. Qualsiasi ostacolo e dislivello sulla pavimentazione dev essere eliminato. Corridoi con larghezza adeguata alle esigenze di transito (es tale da consentire l affiancamento di due carrozzine o barelle) Pavimenti antisdrucciolo 29 Spazi adeguati nelle camere, nei bagni e servizi igienici (es. almeno 90 cm tra un letto e l altro e 120 cm liberi al fondo del letto spazio libero attorno ai sanitari di almeno 90 cm e spazio centrale di 150 cm che consenta la rotazione della carrozzina) Distribuzione dei sanitari nello spazio del locale bagno che consenta la massima ergonomia di movimento e agibilità, sia da parte dell operatore che dell ospite 30 1516 PAVIMENTAZIONE DEVE ESSERE UNITA, IMPERMEABILE ED ANTISCIVOLO Riff. normativi: D. Lgs.. N. 81/2008 (art. 63 e p.to All. IV e DPR n. 503/88 ( Regolamento recante norme per l eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici ) Per pavimentazione antiscivolo s intende una pavimentazione realizzata con materiali il cui coefficiente d attrito, misurato secondo il metodo B.C.R.A. sia superiore ai seguenti valori: 0,40 per elemento scivolante cuoio su sup. asciutta 0,40 per elemento scivolante gomma dura standard su pavimentazione bagnata 31 Microclima, aerazione ed illuminazione nei luoghi di lavoro Linee guida Ispesl Coord. Tecnico Regioni e Provv. Autonome vers. giugno 2006 Tabella (pag. 105) requisiti standard di areazione, microclimatici ed illuminotecnici negli edifici adibiti ad attività sanitarie, ospedaliere e veterinarie (parametri: aerazione naturale e ventilazione forzata rinnovi-, classe dei filtri ricircolo permesso o vietato-, temperatura, Ur, velocità dell aria nella stagione invernale ed in quella estiva, illuminazione naturale ed artificiale)17 Altri riferimenti reperibili sulla rete Internet : 33 17 Documenti analoghi
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 art. 2
 art. 48
 art. 62
 Art. 65
 art. 8
 Art. 67
 art. 48
 art. 6
 Art. 18
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