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Timestamp: 2019-08-24 18:26:30+00:00

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﻿ Le Sezioni Unite fanno il punto sulle conseguenze derivanti dalla mancanza dell'attestazione di conformità | ilprocessotelematico.it
Mancanza dell'attestazione di conformità. In un contenzioso giunto innanzi alla Corte di Cassazione e inizialmente trattato ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c. dinanzi alla Sesta Sezione Civile, Sottosezione Terza, il ricorrente ha depositato copia analogica della sentenza impugnata con la relazione di notificazione, effettuata via PEC, non corredata dall’attestazione di conformità. In tale sede, il relatore ha proposto di pronunciare l'improcedibilità del ricorso in conformità con l'orientamento espresso dalla Cass. civ., n. 30765/2017.
Alla luce del dibattimento camerale, però, è emerso che le Sezioni Unite della Cassazione, con la pronuncia n. 22438/2018 del 24 settembre 2018, hanno escluso l’improcedibilità del ricorso per deposito tempestivo di copia analogica del ricorso per cassazione in originale telematico e inviato via PEC senza attestazione di conformità nel caso in cui il controricorrente depositi copia analogica del ricorso ritualmente autenticata o non disconosca la conformità della copia informale ricevuta.
Dubbi sulla portata interpretativa della pronucnia n. 22438/2018. Preso atto di questo revirement, la terza sottosezione della Sesta sezione della Cassazione Civile, con l’ordinanza interlocutoria n. 28844 del 9 novembre 2018, ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l’assegnazione alle Sezioni Unite, così da approfondire la portata interpretativa della pronuncia n. 22438/2018. Il ricorso è stato assegnato alle Sezioni Unite.
Infatti la Cass. civ., n. 30765/2017 si è espressa in relazione al deposito di copia analogica della decisione impugnata con la relata di notifica avvenuta in forma telematica senza attestazione di conformità; la Cass. n. 22438/2018, invece, ha affrontato la questione della procedibilità del ricorso per cassazione notificato come documento informatico nativo digitale.
I principi affermati. Le Sezioni Unite, con la pronuncia in esame, hanno affermato i seguenti principi di diritto: «1) il deposito in cancelleria, nel termine di venti giorni dall'ultima notifica, di copia analogica della decisione impugnata predisposta in originale telematico e notificata a mezzo PEC priva di attestazione di conformità del difensore ex art. 9, commi 1-bis e 1-ter, della legge n. 53/1994 oppure con attestazione priva di sottoscrizione autografa, non comporta l'applicazione della sanzione dell'improcedibilità ove l'unico controricorrente o uno dei controricorrenti (anche in caso di tardiva costituzione) depositi copia analogica della decisione stessa ritualmente notificata ovvero non abbia disconosciuto la conformità della copia informale all'originale notificatogli ex art. 23, comma 2, del d.lgs. n. 82/2005. Invece, per evitare di incorrere nella dichiarazione di improcedibilità, il ricorrente ha l'onere di depositare l'asseverazione di conformità all'originale della copia analogica sino all'udienza di discussione o all'adunanza in camera di consiglio nell'ipotesi in cui l'unico destinatario della notificazione del ricorso rimanga soltanto intimato (oppure tali rimangono alcuni o anche uno solo tra i molteplici destinatari della notifica del ricorso) oppure comunque il/i controricorrente/i disconosca/no la conformità all'originale della copia analogica non autenticata della decisione tempestivamente depositata;

References: sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 9
 art. 23