Source: http://www.edizionieuropee.it/LAW/HTML/205/zn2_05_019.html
Timestamp: 2020-07-12 20:20:56+00:00

Document:
ï»¿ Â§ 2.5.19 - L. 18 agosto 2015, n. 141. Disposizioni in materia di agricoltura sociale.
Â§ 2.5.19 - L. 18 agosto 2015, n. 141.
Materia: 2. Agricoltura
Capitolo: 2.5 lavoro agricolo
Art. 1. FinalitÃ
Art. 3. Riconoscimento degli operatori
Art. 4. Disposizioni in materia di organizzazioni di produttori
Art. 5. Locali per l'esercizio delle attivitÃ di agricoltura sociale
Art. 6. Interventi di sostegno
Art. 7. Istituzione dell'Osservatorio sull'agricoltura sociale
(G.U. 8 settembre 2015, n. 208)
Â Â Â Â 1. La presente legge, nel rispetto dei principi previsti dall'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione e delle competenze regionali, promuove l'agricoltura sociale, quale aspetto della multifunzionalitÃ delle imprese agricole finalizzato allo sviluppo di interventi e di servizi sociali, socio-sanitari, educativi e di inserimento socio-lavorativo, allo scopo di facilitare l'accesso adeguato e uniforme alle prestazioni essenziali da garantire alle persone, alle famiglie e alle comunitÃ locali in tutto il territorio nazionale e in particolare nelle zone rurali o svantaggiate.
Â Â Â Â 1. Ai fini della presente legge, per agricoltura sociale si intendono le attivitÃ esercitate dagli imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del codice civile, in forma singola o associata, e dalle cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381, nei limiti fissati dal comma 4 del presente articolo, dirette a realizzare:
Â Â Â Â a) inserimento socio-lavorativo di lavoratori con disabilitÃ e di lavoratori svantaggiati, definiti ai sensi dell'articolo 2, numeri 3) e 4), del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, di persone svantaggiate di cui all'articolo 4 della legge 8 novembre 1991, n. 381, e successive modificazioni, e di minori in etÃ lavorativa inseriti in progetti di riabilitazione e sostegno sociale;
Â Â Â Â b) prestazioni e attivitÃ sociali e di servizio per le comunitÃ locali mediante l'utilizzazione delle risorse materiali e immateriali dell'agricoltura per promuovere, accompagnare e realizzare azioni volte allo sviluppo di abilitÃ e di capacitÃ , di inclusione sociale e lavorativa, di ricreazione e di servizi utili per la vita quotidiana;
Â Â Â Â c) prestazioni e servizi che affiancano e supportano le terapie mediche, psicologiche e riabilitative finalizzate a migliorare le condizioni di salute e le funzioni sociali, emotive e cognitive dei soggetti interessati anche attraverso l'ausilio di animali allevati e la coltivazione delle piante;
Â Â Â Â d) progetti finalizzati all'educazione ambientale e alimentare, alla salvaguardia della biodiversitÃ nonchÃ¨ alla diffusione della conoscenza del territorio attraverso l'organizzazione di fattorie sociali e didattiche riconosciute a livello regionale, quali iniziative di accoglienza e soggiorno di bambini in etÃ prescolare e di persone in difficoltÃ sociale, fisica e psichica.
Â Â Â Â 2. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, da adottare entro il termine di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, sono definiti i requisiti minimi e le modalitÃ relativi alle attivitÃ di cui al comma 1.
Â Â Â Â 3. Le attivitÃ di cui alle lettere b), c) e d) del comma 1, esercitate dall'imprenditore agricolo, costituiscono attivitÃ connesse ai sensi dell'articolo 2135 del codice civile.
Â Â Â Â 4. Le attivitÃ di cui al comma 1 sono esercitate altresÃ¬ dalle cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381, il cui fatturato derivante dall'esercizio delle attivitÃ agricole svolte sia prevalente; nel caso in cui il suddetto fatturato sia superiore al 30 per cento di quello complessivo, le medesime cooperative sociali sono considerate operatori dell'agricoltura sociale, ai fini della presente legge, in misura corrispondente al fatturato agricolo.
Â Â Â Â 5. Le attivitÃ di cui al comma 1 possono essere svolte in associazione con le cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381, con le imprese sociali di cui al decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155, con le associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale previsto dalla legge 7 dicembre 2000, n. 383, nonchÃ¨ con i soggetti di cui all'articolo 1, comma 5, della legge 8 novembre 2000, n. 328, ferme restando la disciplina e le agevolazioni applicabili a ciascuno dei soggetti richiamati in base alla normativa vigente.
Â Â Â Â 6. Le attivitÃ di cui al comma 1 sono realizzate, ove previsto dalla normativa di settore, in collaborazione con i servizi socio-sanitari e con gli enti pubblici competenti per territorio. Gli enti pubblici competenti per territorio, nel quadro della programmazione delle proprie funzioni inerenti alle attivitÃ agricole e sociali, promuovono, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, politiche integrate tra imprese, produttori agricoli e istituzioni locali al fine di sviluppare l'agricoltura sociale.
Â Â Â Â 1. Al fine di favorire l'integrazione delle attivitÃ di agricoltura sociale nella programmazione della rete locale delle prestazioni e dei servizi di cui all'articolo 2, comma 1, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nell'ambito delle proprie attribuzioni, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, adeguano, qualora necessario, le proprie disposizioni in materia al fine di consentire il riconoscimento degli operatori dell'agricoltura sociale da parte degli enti preposti alla gestione dei servizi e delle prestazioni di cui al medesimo articolo 2, comma 1, e di rendere pubblici i nominativi degli operatori riconosciuti. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano stabiliscono altresÃ¬ le modalitÃ per il riconoscimento provvisorio degli operatori che alla data di entrata in vigore della presente legge giÃ svolgono attivitÃ di agricoltura sociale da almeno due anni, fissando un termine non inferiore a un anno per l'adeguamento ai prescritti requisiti. Il monitoraggio e la valutazione dei servizi e delle prestazioni avvengono secondo le disposizioni previste dal soggetto competente per il riconoscimento, in coerenza con le linee guida definite ai sensi dell'articolo 7. Dal riconoscimento degli operatori di cui al primo e al secondo periodo del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Â Â Â Â 1. Gli operatori dell'agricoltura sociale possono costituire organizzazioni di produttori di cui al decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102, per prodotti dell'agricoltura sociale, in coerenza con il regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, e con le norme nazionali di applicazione.
Â Â Â Â 1. I fabbricati o le porzioni di fabbricati rurali giÃ esistenti nel fondo, destinati dagli imprenditori agricoli all'esercizio delle attivitÃ di cui all'articolo 2, mantengono il riconoscimento della ruralitÃ a tutti gli effetti, nel rispetto delle previsioni degli strumenti urbanistici.
Â Â Â Â 2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono promuovere il recupero del patrimonio edilizio esistente ad uso degli imprenditori agricoli ai fini dell'esercizio di attivitÃ di agricoltura sociale, nel rispetto delle specifiche caratteristiche tipologiche e architettoniche, nonchÃ¨ delle caratteristiche paesaggistico-ambientali dei luoghi.
Â Â Â Â 1. Le istituzioni pubbliche che gestiscono mense scolastiche e ospedaliere possono prevedere, nel rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 1, quarto periodo, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e successive modificazioni, nelle gare concernenti i relativi servizi di fornitura, criteri di prioritÃ per l'inserimento di prodotti agroalimentari provenienti da operatori dell'agricoltura sociale.
Â Â Â Â 2. I comuni definiscono modalitÃ idonee di presenza e di valorizzazione dei prodotti provenienti dall'agricoltura sociale nelle aree pubbliche ai sensi dell'articolo 28 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, e successive modificazioni.
Â Â Â Â 3. Nell'ambito delle operazioni di alienazione e locazione dei terreni demaniali agricoli e di quelli appartenenti agli enti pubblici territoriali e non territoriali, di cui all'articolo 66 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, e successive modificazioni, sono previsti criteri di prioritÃ per favorire l'insediamento e lo sviluppo delle attivitÃ di agricoltura sociale, anche utilizzando i beni e i terreni confiscati ai sensi del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159.
Â Â Â Â 4. All'articolo 48, comma 3, lettera c), del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, dopo le parole: Â«della legge 8 luglio 1986, n. 349, e successive modificazioniÂ» sono inserite le seguenti: Â«, e agli operatori dell'agricoltura sociale riconosciuti ai sensi delle disposizioni vigentiÂ».
Â Â Â Â 5. Con apposito decreto, il Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, definisce requisiti e criteri per l'accesso ad ulteriori agevolazioni e interventi di sostegno per le attivitÃ di cui all'articolo 2, nell'ambito delle risorse previste dalla legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Â Â Â Â 6. Nella predisposizione dei piani regionali di sviluppo rurale, le regioni possono promuovere la realizzazione di programmi finalizzati allo sviluppo della multifunzionalitÃ delle imprese agricole e basati su pratiche di progettazione integrata territoriale e di sviluppo dell'agricoltura sociale. A tale fine le regioni promuovono tavoli regionali e distrettuali di partenariato tra i soggetti interessati alla realizzazione di programmi di agricoltura sociale.
Â Â Â Â 1. Presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali Ã¨ istituito l'Osservatorio sull'agricoltura sociale, di seguito denominato Â«OsservatorioÂ», al quale sono attribuiti i seguenti compiti:
Â Â Â Â a) definizione di linee guida per l'attivitÃ delle istituzioni pubbliche in materia di agricoltura sociale, con particolare riferimento a criteri omogenei per il riconoscimento delle imprese e per il monitoraggio e la valutazione delle attivitÃ di agricoltura sociale, alla semplificazione delle procedure amministrative, alla predisposizione di strumenti di assistenza tecnica, di formazione e di sostegno per le imprese, alla definizione di percorsi formativi riconosciuti, all'inquadramento di modelli efficaci, alla messa a punto di contratti tipo tra imprese e pubblica amministrazione;
Â Â Â Â b) monitoraggio ed elaborazione delle informazioni sulla presenza e sullo sviluppo delle attivitÃ di agricoltura sociale nel territorio nazionale, anche al fine di facilitare la diffusione delle buone pratiche;
Â Â Â Â c) raccolta e valutazione coordinata delle ricerche concernenti l'efficacia delle pratiche di agricoltura sociale e loro inserimento nella rete dei servizi territoriali;
Â Â Â Â d) proposta di iniziative finalizzate al coordinamento e alla migliore integrazione dell'agricoltura sociale nelle politiche di coesione e di sviluppo rurale;
Â Â Â Â e) proposta di azioni di comunicazione e di animazione territoriale finalizzate al supporto delle iniziative delle regioni e degli enti locali.
Â Â Â Â 2. L'Osservatorio cura il coordinamento della sua attivitÃ con quella degli analoghi organismi istituiti presso le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in materia di agricoltura sociale.
Â Â Â Â 3. L'Osservatorio Ã¨ nominato con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali ed Ã¨ composto da:
Â Â Â Â a) cinque rappresentanti delle amministrazioni dello Stato, designati rispettivamente dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, dal Ministro dell'istruzione, dell'universitÃ e della ricerca, dal Ministro della salute e dal Ministro della giustizia;
Â Â Â Â b) cinque rappresentanti delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, designati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;
Â Â Â Â c) due rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative a livello nazionale, designati dalle organizzazioni medesime;
Â Â Â Â d) due rappresentanti delle reti nazionali di agricoltura sociale, designati dalle reti medesime;
Â Â Â Â e) due rappresentanti delle organizzazioni del terzo settore maggiormente rappresentative a livello nazionale, designati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e individuati nell'ambito degli operatori giÃ attivi nel territorio nel settore dell'agricoltura sociale;
Â Â Â Â f) due rappresentanti delle associazioni di promozione sociale con riferimenti statutari all'ambito agricolo iscritte nel registro nazionale previsto dalla legge 7 dicembre 2000, n. 383, designati dall'Osservatorio nazionale dell'associazionismo di cui all'articolo 11 della medesima legge n. 383 del 2000;
Â Â Â Â g) due rappresentanti delle organizzazioni della
Â Â Â Â cooperazione, designati dalle associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo maggiormente rappresentative.
Â Â Â Â 4. Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali provvede, con proprio decreto da adottare entro il termine di centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, alla definizione delle modalitÃ di organizzazione e di funzionamento dell'Osservatorio. Al funzionamento dell'Osservatorio si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. La partecipazione all'Osservatorio non dÃ luogo alla corresponsione di compensi, gettoni, emolumenti, indennitÃ o rimborsi di spese comunque denominati.

References: Art. 1

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7
 articolo 2