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Timestamp: 2019-01-18 06:30:20+00:00

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Amministratori, direttori generali, componenti degli organi di controllo, liquidatori e soci di società a responsabilità limitata (1)
I. Gli amministratori e i liquidatori della società sono tenuti agli obblighi imposti al fallito dall’articolo 49. Essi devono essere sentiti in tutti i casi in cui la legge richiede che sia sentito il fallito.
II. Sono esercitate dal curatore previa autorizzazione del giudice delegato, sentito il comitato dei creditori:
(1) Articolo sostituito dall’art. 130 del D. Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5. La modifica è entrata in vigore il 16 luglio 2006.
Fallimento – Società a responsabilità limitata – Applicabilità dell'art. 146 l.f..
L’art. 146 legge fall. è applicabile anche alle società a responsabilità limitata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Catanzaro, 08 Marzo 2017. Segue...
Fallimento - Azioni di responsabilità - Legittimazione unitaria del curatore.
Il curatore fallimentare ha legittimazione attiva unitaria, in sede penale come in sede civile, all’esercizio di qualsiasi azione di responsabilità sia ammessa contro gli amministratori di qualsiasi società, anche per i fatti di bancarotta preferenziale commessi mediante pagamenti eseguiti in violazione del pari concorso dei creditori. Cassazione Sez. Un. Civili, 23 Gennaio 2017, n. 1641. Segue...
Amministratore di società fallita – Responsabilità – Legittimazione attiva del curatore fallimentare in sede civile e penale – Danno da pagamento differenziale – Inclusione.
Va riconosciuta al curatore fallimentare la legittimazione attiva unitaria, in sede penale come in sede civile, all’esercizio di qualsiasi azione di responsabilità sia ammessa nei confronti degli amministratori di qualsivoglia società, anche per i fatti di bancarotta preferenziale commessi mediante pagamenti eseguiti in violazione del pari concorso dei creditori. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 23 Gennaio 2017, n. 1641. Segue...
Fallimento – Azione di responsabilità esercitata dal curatore ex art. 146 l.f. – Mancata (o irregolare) tenuta delle scritture contabili – Determinazione del danno – Differenza tra attivo e passivo – Condizioni – Limiti.
Nell'azione di responsabilità promossa dal curatore a norma dell'art. 146, comma 2, l. fall., la mancata (o irregolare) tenuta delle scritture contabili, pur se addebitabile all'amministratore convenuto, non giustifica la determinazione e liquidazione del danno risarcibile in misura corrispondente alla differenza tra il passivo accertato e l'attivo liquidato in sede fallimentare, potendo tale criterio essere utilizzato solo quale parametro per una liquidazione equitativa ove ne sussistano le condizioni, sempre che il ricorso ad esso sia, in ragione delle circostanze del caso concreto, logicamente plausibile e, comunque, l'attore abbia allegato un inadempimento almeno astrattamente idoneo a porsi come causa del danno lamentato, indicando le ragioni che gli hanno impedito l'accertamento degli specifici effetti dannosi concretamente riconducibili alla condotta dei predetti soggetti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 03 Gennaio 2017, n. 38. Segue...
Società – Fallimento – Prova dell’amministrazione 'di fatto' – Elementi indiziari.
Rappresentano un elemento rilevante al fine di poter qualificare un soggetto quale amministratore di fatto di una società le dichiarazioni rese al Curatore:
- da uno dei soci della fallita che ha individuato in altro soggetto il vero amministratore della fallita mentre non ricordava che l’amministratore di diritto avesse mai gestito la società;
- dal sindacalista della fallita che ha affermato che era un altro soggetto, diverso dall’amministratore di diritto, ad avere pieni poteri decisionali tanto che era questo a rassicurare i dipendenti circa le loro spettanze;
- da alcuni dipendenti della società fallita che hanno affermato di aver sempre preso ordini da altro soggetto - diverso dall’amministratore di diritto - il quale, gestiva i rapporti con i dipendenti e tentava di risolvere i problemi presentatisi, si poneva come punto riferimento della società che rassicurava i dipendenti sui pagamenti e deteneva finanche il libretto degli assegni già firmati dall’amministratore di diritto per i pagamenti relativi alla società fallita. (Lucia Paparo) (riproduzione riservata)
La circostanza che un soggetto provveda personalmente ai pagamenti ed ai rapporti con i dipendenti rassicurandoli in funzione del fondo anti usura a cui avrebbe personalmente acceduto fanno propendere per la sua qualità di amministratore di fatto. Ulteriori elementi sintomatici della amministrazione di fatto sono da considerarsi il rinvenimento delle scritture contabili, o di una loro parte, nel deposito cantinato di sua proprietà ed in prossimità della sua abitazione, nonché, la circostanza - per vero particolarmente rilevante - che lo stesso soggetto si è qualificato gestore della società fallita e abbia dichiarato fatti gravissimi compiuti da determinati soggetti nei suoi confronti, i quali, trovano giustificazione proprio in considerazione del ruolo di amministratore e non di mero preposto. (Lucia Paparo) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 14 Settembre 2016. Segue...
Concordato preventivo – Cessione dei beni – Liquidatore giudiziale – Azione sociale di responsabilità – Autorizzazione assembleare – Mancanza – Legittimazione ad agire – Esclusione.
In difetto di previa autorizzazione da parte dell’assemblea dei soci, l’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori della società ammessa alla procedura di concordato preventivo per cessione dei beni esorbita dai poteri attribuiti al liquidatore giudiziale, in quanto esercitati su un oggetto estraneo al perimetro dei beni ceduti ai creditori con la domanda di ammissione alla procedura concordataria, in tal senso deponendo sia la previsione degli artt. 2394-bis c.c. e 146 l.fall. che, nel dettare una disciplina speciale in ordine alla legittimazione degli organi delle procedure concorsuali al fine dell’esercizio dell’azione di responsabilità, non operano alcun riferimento al liquidatore giudiziale, sia la conservazione di un’autonoma legittimazione ad agire in capo ai creditori concorsuali, sia infine la mancata previsione di uno specifico procedimento autorizzativo da parte del giudice delegato. (Luca Andretto) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 16 Agosto 2016. Segue...
Azione di responsabilità sociale promossa dalla curatela – Cass. Civ. SS. UU. N. 9100/2015 – Persistente applicabilità criterio risarcimento danno correlato alla differenza tra attivo e passivo – Fattispecie.
Anche dopo la rimeditazione di cui alla sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione n. 9100 del 2015, continua a rendersi applicabile il criterio del risarcimento del danno correlato alla differenza tra attivo e passivo, ove ne sussistano, in concreto, i presupposti (nella specie, la Corte d’Appello Etnea ha ritenuto applicabile il suindicato principio tenuto conto delle seguenti circostanze: il mancato deposito dei bilanci e delle scritture contabili, l’omessa tenuta della contabilità per tutta la durata della società sino al fallimento; la specifica tipologia della maggior parte dei crediti ammessi al passivo, costituiti da debiti verso l’erario, gli istituti previdenziali ed i lavoratori, che depongono per la sussistenza di una completa spoliazione degli utili societari e dell’aggravarsi del passivo imputabile all’organo amministrativo, l’ammanco di merce e la chiusura della sede sociale). (Paolo Calabretta) (riproduzione riservata) Appello Catania, 30 Giugno 2015. Segue...
Azione responsabilità contro amministratori – Azione promossa dal curatore fallimentare – Prescrizione – Conoscibilità esteriore della incapienza patrimoniale – Successivamente alla dichiarazione di fallimento – Ammissibilità – Sussiste.
In tema di azione di responsabilità contro gli amministratori promossa dal curatore fallimentare ex art. 146 legge fallimentare, nel testo anteriforma applicabile ratione temporis, è jus receptum che il termine di prescrizione decorre dalla conoscibilità esteriore dell'incapienza patrimoniale, e quindi dell'insufficienza dell'attivo sociale a soddisfare i debiti. (Cass., sez. I, 22 aprile 2009 n. 9619; Cass., sez. I, 8 aprile 2009 n. 8516; Cass., sez. I, 25 luglio 2008 n. 20.476). Ne consegue che l'insufficienza patrimoniale può in concreto rendersi palese prima, dopo, o al momento del fallimento. Neppure l'insolvenza conclamata, presupposto della dichiarazione di fallimento, può essere automaticamente identificata, infatti, con l'insufficienza patrimoniale, requisito per l'esercizio dell'azione di responsabilità dei creditori (art. 2394 cod. civ.): e ciò, perché l'incapacità di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni non dipende prevalentemente dall'insufficienza della garanzia patrimoniale generica (art. 2740 cod. civ.), quanto piuttosto dall'impossibilità di ottenere ulteriore credito. L'onerosità della prova a carico del curatore ha indotto la giurisprudenza ad introdurre una presunzione iuris tantum di coincidenza del dies a quo con la dichiarazione di fallimento: salva la prova contraria, a carico dell'amministratore, della diversa data di insorgenza dello stato di incapienza patrimoniale (Cass., sez. I, 21 Luglio 2010 n.17121; Cass., sez. I 18 gennaio 2005 n. 941; Cass., sez. I, 28 maggio 1998 n. 5287). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12 Giugno 2014. Segue...
Società a responsabilità limitata - Legittimazione della società all'esercizio dell'azione di responsabilità di cui all'articolo 2476 c.c. - Sussistenza - Fondamento..
Nella società a responsabilità limitata, la legittimazione della società all'esercizio dell'azione di responsabilità di cui all'articolo 2476 c.c. deriva direttamente dal primo comma di quest'ultima norma, secondo il quale gli amministratori sono solidalmente responsabili verso la società dei danni derivanti dall'inosservanza dei doveri ad essi imposti dalla legge e dall'atto costitutivo; nonostante la mancata espressa previsione della facoltà di esercitare l'azione, si deve, infatti, ritenere che all'attribuzione del diritto sostanziale non possa che conseguire il riconoscimento dello strumento processuale dell'azione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 25 Luglio 2013. Segue...
Società a responsabilità limitata - Azione sociale di responsabilità - Esercizio da parte del curatore - Legittimazione del singolo socio - Intervento adesivo - Facoltà di proseguire l'azione rinunciata dal curatore - Esclusione..
La legittimazione a promuovere l'azione sociale di responsabilità che l'articolo 2476, comma 3, c.c. riconosce a ciascun socio, quale che sia l'entità della sua partecipazione al capitale sociale, ha natura derivativa rispetto a quella della società. Qualora, pertanto, detta azione venga esercitata dal curatore ai sensi dell'articolo 146, legge fallimentare, il singolo socio potrà tutt'al più svolgere nello stesso giudizio una domanda adesiva e non potrà subentrare nella posizione del curatore che abbia rinunciato a proseguire il giudizio in conseguenza di un intervenuto accordo transattivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 10 Febbraio 2012. Segue...
Fallimento - Cessione di quote di società a responsabilità limitata - Azione revocatoria ordinaria - Procedimento cautelare - Sequestro - Fattispecie..
Tribunale Brescia, 01 Marzo 2011. Segue...
Fallimento - Pagamenti preferenziali - Lesione della par condicio creditorum - Rilevanza per i singoli creditori - Danno alla massa - Esclusione..
La lesione della par condicio creditorum conseguente al pagamento preferenziale di un creditore al posto di un altro può tutt’al più generare una contesa tra le posizioni soggettive individuali dei singoli creditori ma non anche un pregiudizio per la massa creditoria considerata nel suo complesso, la quale mantiene comunque la medesima consistenza anche in caso di pagamento preferenziale, qualunque sia il creditore beneficiato dal pagamento lesivo della par condicio tra quelli aventi diritto di partecipare al concorso; ne consegue che il curatore non è legittimato ad agire per il ristoro del danno subito direttamente ed individualmente dal singolo creditore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 18 Gennaio 2011. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Società e consorzi - Organi - Società a responsabilità limitata - Azione di responsabilità nei confronti degli amministratori - Disciplina conseguente alla riforma del d.lgs. n. 6 del 2003 - Mancato richiamo alle norme in materia di società per azioni - Effetti sulla legittimazione del curatore - Irrilevanza - Ragioni - Interpretazione conforme alla riformulazione dell'art.146 legge fall. ex d.lgs. n. 5 del 2006..
In tema di responsabilità degli amministratori di società a responsabilità limitata, la riforma societaria di cui al d. lgs. n. 6 del 2003, che pur non prevede più il richiamo, negli artt. 2476 e 2487 cod. civ., agli artt. 2392, 2393 e 2394 cod. civ., e cioè alle norme in materia di società per azioni, non spiega alcuna rilevanza abrogativa sulla legittimazione del curatore della società a responsabilità limitata che sia fallita, all'esercizio della predetta azione ai sensi dell'art. 146 legge fall., in quanto per tale disposizione, riformulata dall'art.130 del d. lgs. n. 5 del 2006, tale organo è abilitato all'esercizio di qualsiasi azione di responsabilità contro amministratori, organi di controllo, direttori generali e liquidatori di società, così confermandosi l'interpretazione per cui, anche nel testo originario, si riconosceva la legittimazione del curatore all'esercizio delle azioni comunque esercitabili dai soci o dai creditori nei confronti degli amministratori, indipendentemente dallo specifico riferimento agli artt. 2393 e 2394 cod. civ.. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 21 Luglio 2010, n. 17121. Segue...
Fallimento – Abusivo ricorso al credito in concorso con la banca finanziatrice – Azione risarcitoria verso la banca – Legittimazione del curatore – Sussistenza – Mancato esercizio dell'azione verso l'amministrazione – Ininfluenza – Fondamento. (05/10/2010).
Società - Di capitali - Società per azioni - Organi sociali - Amministratori - Responsabilità - Azione del socio e del terzo danneggiato - Esercizio - Condizioni - Danno al patrimonio del terzo (o del socio) - Diretta incidenza - Necessità - Fondamento..
In tema di azioni nei confronti dell'amministratore di società, a norma dell'art. 2395 cod. civ., il terzo (o il socio) è legittimato, anche dopo il fallimento della società, all'esperimento dell'azione (di natura aquiliana) per ottenere il risarcimento dei danni subiti nella propria sfera individuale, in conseguenza di atti dolosi o colposi compiuti dall'amministratore, solo se questi siano conseguenza immediata e diretta del comportamento denunciato e non il mero riflesso del pregiudizio che abbia colpito l'ente, ovvero il ceto creditorio per effetto della cattiva gestione, essendo altrimenti proponibile la diversa azione (di natura contrattuale) prevista dall'art. 2394 cod. civ., esperibile, in caso di fallimento della società, dal curatore, ai sensi dell'art. 146 della legge fall. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 22 Marzo 2010, n. 6870. Segue...
Società a responsabilità limitata – Responsabilità degli amministratori – Prova del danno – Mancanza di elementi di contabilità – Liquidazione in via equitativa – Criterio della differenza tra attivo e passivo – Ammissibilità..
Quando ricorrono condizioni quali la totale mancanza di documentazione contabile relativa alla società ed alle convocazioni dell’assemblea, la mancata approvazione e deposito dei bilanci relativi a più anni ed il legale rappresentante della società abbia stipulato due contratti di cessione di azienda a prezzo irrisorio che hanno di fatto depauperato la società, è possibile ritenere provato il nesso di causalità tra la condotta degli amministratori ed altresì il danno da questi provocato per la liquidazione del quale è possibile far uso del criterio della differenza tra attivo e passivo fallimentare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 29 Ottobre 2009. Segue...
Società - Di capitali - Società per azioni - Organi sociali - Amministratori - Responsabilità - Versi i creditori sociali - Fallimento - Azione di responsabilità nei confronti degli amministratori - Prescrizione - Decorrenza - Condizioni - Oggettiva conoscibilità per i creditori dell'insufficienza patrimoniale - Fatti sintomatici - Fattispecie.
Azione di responsabilità esercitata dal curatore fallimentare - Presupposti - Insufficienza del patrimonio sociale - Prescrizione - Decorrenza - Oggettiva conoscibilità dell'inefficienza da parte dei creditori - Fatti sintomatici - Fattispecie..
In tema di azione di responsabilità contro gli amministratori, promossa dal curatore fallimentare ex art. 146 legge fall., nel testo "ratione temporis" vigente, la conoscibilità esteriore dell'incapienza patrimoniale, da cui dipende la decorrenza del termine di prescrizione dell'azione, va accertata, al di fuori dell'ipotesi in cui sia stata vanamente esercitata l'azione esecutiva, alla stregua di fatti sintomatici di assoluta evidenza, come la chiusura della sede, bilanci fortemente passivi, l'assenza di cespiti suscettibili di espropriazione forzata, mentre non assume rilievo l'eventuale impossibilità del conseguimento dell'oggetto sociale, ancorchè monotematico, la quale può presuntivamente ritenersi causa di scioglimento della società, ex art. 2448, primo comma, n. 2, cod. civ., ma non costituisce anche causa automatica di insolvenza o d'insufficienza della garanzia patrimoniale. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, nella parte in cui aveva escluso che, ai fini della decorrenza della prescrizione, assumesse rilievo la revoca di una convenzione per la vendita dei titoli di viaggio di un'azienda municipalizzata di trasporti, che costituiva la principale attività della società). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Aprile 2009, n. 8516. Segue...
Fallimento della società - Azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori ex art. 2393 e 2394 cod. civ. - Proposizione da parte del curatore - Effetti - Conformità dell'operato degli amministratori alla volontà dei soci - Irrilevanza.
Società di capitali - Bilancio - Valutazione dei crediti - Criteri e principi ispiratori - Scelta discrezionale degli amministratori - Insussistenza - Valutazione secondo principi di razionalità - Necessità - Fattispecie.
Società di capitali - Riduzione del capitale al di sotto del limite legale - Scioglimento della società - Divieto di compiere nuove operazioni - Violazione - Danni - Liquidazione - Criteri..
Il curatore del fallimento, quando agisce ai fini della reintegrazione del patrimonio del fallito, esercita un'azione di massa e svolge un'attività distinta ed autonoma rispetto a quella che avrebbe potuto svolgere il fallito stesso, ponendosi perciò necessariamente nella posizione di terzo. Allorché egli eserciti l'azione di responsabilità contro gli amministratori della società fallita (art. 146, secondo comma del r.d. 16 marzo 1942, n. 267), secondo le norme degli artt. 2392 e 2393 del cod. civ., il contenuto delle azioni contemplate dai detti articoli diventa inscindibile, onde è irrilevante la questione relativa all'asserita conformità dell'operato (anche se illegittimo) dell'amministratore della società fallita alla volontà espressa dai soci del tempo, non essendo tale volontà opponibile al curatore. (fonte: CED, Corte di Cassazione)
L'art. 2425 n. 6 cod. civ. (nella vecchia formulazione), disponendo che, ai fini dell'iscrizione nell'attivo del bilancio di società per azioni, i crediti "devono essere valutati secondo il presumibile valore di realizzazione", non attribuisce agli amministratori una discrezionalità assoluta, ma implica una valutazione fondata sulla situazione concreta, secondo principi di razionalità. (Nella fattispecie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che, nel valutare la responsabilità degli amministratori convenuti in giudizio ex art. 146 della legge fall. e 2449 cod. civ., aveva ritenuto che l'appostamento di un recupero crediti non era fondato su di una seria indagine sull'effettiva esperibilità di un'azione legale). (fonte: CED, Corte di Cassazione)
Nel caso in cui l'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori di una società trovi fondamento nella violazione del divieto di intraprendere nuove operazioni, a seguito dello scioglimento della società derivante dalla riduzione del capitale sociale al di sotto dei limiti previsti dall'art. 2447 cod. civ., non è giustificata, in mancanza di uno specifico accertamento in proposito, la liquidazione del danno in misura pari alla perdita incrementale derivante dalla prosecuzione dell'attività, poiché non tutta la perdita riscontrata dopo il verificarsi della causa di scioglimento può essere riferita alla prosecuzione dell'attività medesima, potendo in parte comunque prodursi anche in pendenza della liquidazione o durante il fallimento, per il solo fatto della svalutazione dei cespiti aziendali, in ragione del venir meno dell'efficienza produttiva e dell'operatività dell'impresa. (fonte: CED, Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 23 Maggio 2008, n. 17033. Segue...
Società a responsabilità limitata – Azione di responsabilità nei confronti degli amministratori – Fondamento – Legittimazione del curatore – Sussistenza..
Benché, dopo la riforma del diritto societario di cui al d. lgs. 6/03, non vi sia più una norma di carattere generale che disciplina l’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori di società a responsabilità limitata – prevista invece per le società per azioni dall’art. 2394 cod. civ. –, si deve ritenere che in virtù del divieto del neminem laedere disciplinato dall’art. 2043 c.c., i creditori sociali possano comunque agire nei confronti degli amministratori che con la loro condotta attiva o omissiva abbiano cagionato l’insufficienza del patrimonio sociale. In caso di fallimento della società, detta azione potrà essere pertanto esercitata dal curatore che, in forza dell’art. 146 legge fall., è legittimato a proporre un’azione unica ed inscindibile che cumula i presupposti di entrambe le azioni previste dagli artt. 2393 e 2394 cod. civ. ed è volta ad acquisire all’attivo fallimentare ciò che sia stato sottratto al patrimonio sociale per fatti imputabili agli amministratori. Tribunale Mantova, 20 Dicembre 2007, n. 0. Segue...
Responsabilità degli amministratori – Cessazione dalla carica – Opponibilità ai terzi – Iscrizione nel registro delle imprese – Necessità – Obbligo di vigilanza degli amministratori sull’iscrizione – Sussistenza..
In mancanza di iscrizione nel registro delle imprese, la cessazione degli amministratori – responsabili di non aver messo in liquidazione la società o, in alternativa, di non aver ricostituito il capitale sociale al minimo di legge – non è opponibile al curatore fallimentare e ciò anche se a tale iscrizione devono provvedere i sindaci, posto che gli amministratori hanno comunque l’onere di vigilare sul compimento dell’iscrizione medesima e di compierla in caso di omissione da parte dei sindaci. Tribunale Mantova, 20 Dicembre 2007, n. 0. Segue...
Responsabilità di amministratori e sindaci – Quantificazione del danno – Verifica del nesso di causalità tra condotta e danno – Necessità – Impossibilità di ricostruzione analitica degli effetti delle violazioni – Liquidazione equitativa – Imputazione causale dello sbilancio patrimoniale – Ammissibilità..
Poiché il pregiudizio derivante da specifici atti illegittimi imputabili ad amministratori e sindaci non può essere confuso con il risultato negativo della gestione della società divenuta poi insolvente, anche in tale ambito dovrà essere applicato il principio della necessaria individuazione di un preciso nesso di causalità tra comportamento illegittimo e danno. Ciò non toglie che possa essere utilizzato il criterio della liquidazione equitativa del danno ex art. 1226 cod. civ. ove venga accertata l’impossibilità di individuare in modo analitico gli specifici effetti pregiudizievoli procurati al patrimonio sociale dall’illegittimo comportamento degli organi della società e comunque la plausibilità logica nel caso concreto dell’imputazione causale dell’intero sbilancio patrimoniale al comportamento in questione. Tribunale Mantova, 20 Dicembre 2007, n. 0. Segue...
Società in amministrazione straordinaria - Azione di responsabilità promossa nei confronti dei "disciolti" organi sociali ex art. 72, quinto comma del d.lgs. n. 385 del 1993 dal commissario straordinario - Limitazione agli organi in carica al momento dell'assoggettamento ad amministrazione straordinaria - Esclusione - Estensione dell'azione agli organi sociali non più in carica - Ammissibilità
Liquidazione coatta amministrativa - Subentro del commissario liquidatore nel giudizio promosso ex art. 2393 cod. civ. dal commissario straordinario - Proposizione in prima udienza di trattazione di domanda ex art. 2394 cod. civ. - Domanda nuova - Inammissibilità
Istituto di credito sottoposto ad amministrazione straordinaria - Azione di responsabilità degli organi sociali promossa dal commissario liquidatore - Verifica della capacità processuale da parte del giudice del merito - Provvedimento motivato di autorizzazione rilasciato dalla Banca d'Italia - Sufficienza - Sindacabilità del merito dell'autorizzazione - Inammissibilità
Conferimento di azienda bancaria in società per azioni ex artt. 1 e 16 d.lgs. n. 356 del 1990 - Successione a titolo particolare della società conferitaria nei crediti dell'azienda conferita - Estensione ai diritti di natura risarcitoria esercitabili nei confronti degli organi amministrativi e di controllo dell'azienda trasferita - Configurabilità
Istituto di credito assoggettato ad amministrazione straordinaria - Autorizzazione da parte della Banca d'Italia all'esercizio dell'azione di responsabilità verso i disciolti organi sociali - Estensione anche ai direttori generali - Configurabilità
Istituto di credito in amministrazione straordinaria - Autorizzazione rilasciata dalla Banca d'Italia per l'esercizio dell'azione di responsabilità verso gli organi sociali - Contenuto - Definizione
In caso di sottoposizione di istituto di credito ad amministrazione straordinaria, l'esercizio dell'azione sociale di responsabilità promossa ai sensi dell'art. 72 quinto comma del d.lgs. n. 385 del 1993, contro i membri dei "disciolti" organi amministrativi e di controllo nonché dei direttori generali, dal commissario straordinario, previa autorizzazione della Banca d'Italia, può essere rivolta anche nei confronti di amministratori, sindaci e direttori generali già cessati dalle funzioni, non riferendosi il termine "disciolti" esclusivamente alle persone in carica al momento della sottoposizione ad amministrazione straordinaria, ma agli organi sociali nel loro complesso, analogamente a quanto accade nell'azione sociale di responsabilità regolata dal codice civile, indubitabilmente esercitabile anche nei confronti di chi non era più in carica al tempo della citazione in giudizio. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Il commissario liquidatore di un istituto bancario sottoposto a liquidazione coatta amministrativa che subentra all'amministrazione straordinaria del medesimo ente nel giudizio relativo all'azione di responsabilità nei confronti dei disciolti organi sociali promossa ex art. 2393 cod. civ., non può, in prima udienza di trattazione, richiedere che venga accertata la responsabilità degli amministratori anche ai sensi dell'art. 2394 cod. civ. a tutela dei creditori sociali, integrando tale domanda una "mutatio libelli" inammissibile, in considerazione della diversità delle due azioni di responsabilità, l'una regolata dall'art. 2393 cod. civ. di natura contrattuale, fondata sull'inadempimento dei doveri imposti agli organi sociali dalla legge o dall'atto costitutivo, l'altra, disciplinata dall'art. 2394 cod. civ. di natura extracontrattuale, priva di carattere surrogatorio e dotata di un autonomo regime giuridico dell'onere della prova e della prescrizione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
In caso di sottoposizione di istituto di credito ad amministrazione straordinaria a norma dell'art. 70 d.lgs. n. 385 del 1993, ai fini dell'accertamento della capacità processuale del commissario straordinario all'esercizio dell'azione di responsabilità nei confronti dei disciolti organi sociali, il giudice del merito deve verificare che la Banca d'Italia lo abbia preventivamente autorizzato nelle forme richieste dalla legge e che tale autorizzazione non sia priva di motivazione, dovendo in caso contrario disapplicare l'atto; non può, peraltro, sindacare il merito dell'atto medesimo, né valutare se la motivazione contenuta nel provvedimento autorizzatorio sia congrua, sufficiente, logica e non contraddittoria e tanto meno se siano condivisibili le ragioni di opportunità che la sostengono. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Il conferimento, ai sensi degli artt. 1 e 16 del d.lgs. n. 356 del 1990 di un'azienda bancaria (nella specie una Cassa di Risparmio) in una società per azioni determina la successione a titolo particolare della totalità dei crediti dell'azienda trasferita da parte della società conferitaria senza esclusione di quelli derivanti dal diritto al risarcimento dei danni provocato al patrimonio aziendale dalla "mala gestio" degli organi amministrativi e di controllo dell'ente conferente, in quanto componenti della "universitas" aziendale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
In caso di sottoposizione di istituto di credito ad amministrazione straordinaria, l'autorizzazione rilasciata dalla Banca d'Italia ai sensi dell'art. 72, quinto comma, d.lgs. n. 385 del 1993, al commissario straordinario per l'esercizio dell'azione di responsabilità nei confronti dei disciolti organi sociali deve ritenersi comprensiva anche dei direttori generali, in considerazione della vicinanza di tale figura a quella dell'organo amministrativo nell'organizzazione dell'impresa com'è testimoniato dall'applicazione, ex art. 2396 cod. civ., ai direttori generali della disciplina della responsabilità propria degli amministratori. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
In caso di sottoposizione di istituto di credito ad amministrazione straordinaria, l'autorizzazione rilasciata dalla Banca d'Italia al commissario straordinario ai sensi dell'art. 72, quinto comma, del d.lgs. n. 356/1990, per l'esercizio dell'azione di responsabilità dei disciolti organi sociali, copre tutte le pretese ed istanze strumentalmente pertinenti al conseguimento dell'obiettivo del giudizio cui il provvedimento si riferisce, anche se di natura accessoria e consequenziale, non essendo necessario che contenga nel dettaglio tutte le iniziative processuali da intraprendere ma esclusivamente l'enunciazione degli elementi essenziali, oggettivi e soggettivi, dell'azione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
In tema di prescrizione dell'azione di responsabilità degli amministratori, dei sindaci e dei direttori generali di società di capitali, l'art. 2941 n. 7 cod. civ., che stabilisce la sospensione del decorso della prescrizione finchè gli amministratori sono in carica, non si applica ai sindaci e ai direttori generali, trattandosi di previsione normativa di carattere eccezionale e tassativo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12 Giugno 2007, n. 13765. Segue...
Azione di responsabilità del curatore nei confronti di amministratori e sindaci – Nozione astratta di danno – Non perfetta coincidenza con differenza tra attivo e passivo – Sospensione del giudizio in attesa della definizione delle azioni recuperatorie della curatela – Esclusione.
Bilancio di esercizio – Criteri di redazione in mancanza della contabilità – Enunciazione dei criteri adottati – Necessità.
Rimborso di finanziamento soci in situazione di crisi – Responsabilità di amministratori e sindaci – Rilevanza.
Azione di responsabilità del curatore ex art. 146 l.f. – Inattendibilità dei dati contabili – Individuazione del danno e del nesso di causalità – Valutazione equitativa – Ricorso al criterio dell’aumento del passivo – Ammissibilità..
La nozione di danno correlata all’azione di responsabilità promossa dal curatore fallimentare ai sensi dell’art. 146 l.f. non coincide perfettamente né con il passivo concorsuale né con la mera differenza tra lo stesso e l’attivo liquidato e distribuito. Deve pertanto essere respinta la richiesta di sospensione del giudizio in attesa dell’esito delle altre azioni risarcitorie e recuperatorie promosse o promuovende dalla curatela. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Ai fini della redazione del bilancio di esercizio, la indisponibilità della contabilità e la precarietà delle altre fonti di informazione impongono una enunciazione di massima evidenza dei criteri adottati per la formazione delle varie poste e ciò anche nell’ipotesi di bilancio redatto in forma semplificata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Hanno l’effetto di diretto decremento del patrimonio sociale le operazioni di rimborso di finanziamenti soci effettuate in un periodo in cui è evidente lo stato di agonia finanziaria della società. Tali operazioni assumono quindi rilevanza ai fini dell’azione di responsabilità esercitata dal curatore ai sensi dell’art. 146 l.f. in quanto effettuate a creditori postergati a quelli concorsuali o comunque chirografari ed in ogni caso detentori di informazioni dirette e privilegiate sullo stato di insolvenza della società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Nell’ambito dell’azione di responsabilità esercitata dal curatore ai sensi dell’art. 146 l.f. la differenza tra attivo liquidato o liquidabile nella procedura concorsuale e attivo accertato può costituire un criterio utile cui ricorrere nella ricostruzione del danno che dovrà essere effettuata in via equitativa qualora la società abbia operato in condizioni di strutturale sottocapitalizzazione, rappresentando dati falsi nei bilanci e sia quindi impossibile individuare in modo specifico il nesso esistente tra le singole violazioni ed il danno. In tale ipotesi, l’espressione del danno alla società ed ai creditori provocato dalla prosecuzione colpevole dell’attività e dall’inerzia dei sindaci può essere individuato nell’aumento del passivo su un patrimonio sociale realizzabile se immutato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 22 Maggio 2007. Segue...
Riforma del diritto societario – Società a responsabilità limitata – Fallimento – Azione di responsabilità nei confronti degli amministratori – Legittimazione del curatore – Sussistenza..
E’ ammissibile l’azione promossa dal Curatore fallimentare ex art. 146 l.f. nei confronti degli amministratori di società a responsabilità limitata. Tribunale Mantova, 14 Settembre 2005. Segue...

References: art. 146
 Cass. 
 sentenza 
 art. 146
 art. 146
 art. 2448
 sentenza 
 art. 2393
 art. 146
 art. 1226
 art. 72
 art. 2393
 art. 2394
 art. 2393
 art. 2396
 art. 146
 art. 146