Source: http://www.unitademocraticagiudicidipace.it/2017/10/07/rubrica-csm-delibere-del-plenum-del-5-ottobre-u-s-relative-alla-magistratura-onoraria/
Timestamp: 2018-04-24 00:55:59+00:00

Document:
Rubrica CSM: Delibere del Plenum del 5 ottobre u.s relative alla magistratura onoraria - UDgdpo - Unità' Democratica giudici di pace onorari (motto: "uno per tutti e tutti per uno")-email:udgdpo@gmail.com ; Facebook:Ud gdp; Twitter: @UDGDP UDgdpo – Unità' Democratica giudici di pace onorari (motto: "uno per tutti e tutti per uno")-email:udgdpo@gmail.com ; Facebook:Ud gdp; Twitter: @UDGDP
« Coordinamento Democrazia Costituzionale: Assemblea del 2 ottobre 2017-I Documenti
Catanzaro – Il Congresso dell’Associazione Italiana dei Magistrati Minori e Famiglia »
1) – 37/VA/2017 – Organizzazione di un incontro con le Sezioni autonome per i magistrati onorari dei Consigli giudiziari con riguardo ai problemi applicativi della riforma organica della magistratura onoraria di cui al decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116.
(Pratica aperta su richiesta della Ottava Commissione del 5 settembre 2017 ed autorizzata dal Comitato di Presidenza dell’8 settembre 2017)
Completato il quadro della riforma della magistratura onoraria con la pubblicazione del principale decreto attuativo (decreto legislativo n. 116 del 13 luglio 2017, entrato in vigore il 15 agosto 2017), avverte l’esigenza di un confronto sulle questioni di immediata rilevanza applicativa e sulle prospettive che una riforma organica e strutturale, come quella appena emanata, comporterà per l’organizzazione degli uffici giudiziari.
A tal fine si ritiene opportuno organizzare una giornata di studi che si ponga in ideale continuità con quella tenutasi il 6 luglio 2015, in vista dell’approvazione della legge delega: ora come allora la principale finalità è quella di fornire ai dirigenti degli uffici ed ai componenti dei Consigli giudiziari un panorama delle principali problematiche in discussione e, rispetto ad esse, delle soluzioni normative che il Consiglio intende adottare nonché delle buoni prassi organizzative già sperimentate nelle realtà locali.
La giornata verrà articolata in tre sessioni, ciascuna delle quali prevede una breve introduzione seguita da una tavola rotonda, che sarà moderata da un componente dell’Ottava Commissione (nell’attuale composizione o in quella che interverrà alla data dell’incontro) ed alla quale parteciperanno dirigenti degli uffici giudicanti e requirenti, nonché componenti della magistratura onoraria noti per la competenza nella materia.
Entrando più in dettaglio, la prima sessione sarà riservata al tema dell’impiego a regime della magistratura onoraria nel nuovo assetto ordinamentale, che ne prevede quale prevalente utilizzo quello all’interno dell’ufficio per il processo e dell’ufficio di collaborazione del procuratore della Repubblica, strutture che al momento stentano ad avere una realizzazione diffusa. Preliminare a tale tematica, e perciò da affrontare unitamente ad essa, è quella relativa alle modalità ed alle possibilità di nuovo reclutamento; sul punto, stanti le competenze delineate dalla legge, verrà acquisito il contributo della competente struttura ministeriale.
Nella seconda sessione si discuterà del coordinamento degli uffici del Giudice di Pace. Ad un anno e mezzo di distanza dall’entrata in vigore della norma che ha attribuito tale funzione ai presidenti dei Tribunali (art. 5 della legge n. 57/2016), vi sarà l’occasione per verificare le varie soluzioni e le criticità riscontrate, anche alla luce dei dati raccolti all’esito di un monitoraggio disposto dall’Ottava Commissione.
La terza sessione sarà, infine, dedicata alle problematiche poste dal decreto legislativo in ordine allo status dei nuovi giudici onorari di pace e vice procuratori onorari, a partire dal nuovo regime delle incompatibilità, per passare alle questioni di immediata ricaduta sul versante tabellare, soprattutto in considerazione dell’articolato regime transitorio incidente con effetto immediatamente precettivo sull’assegnazione degli affari; questioni in ordine alle quali già sono stati formulati vari quesiti da parte dei dirigenti degli uffici.
– di organizzare una giornata di approfondimento presso la Sala Conferenza del Consiglio Superiore della Magistratura per il giorno 9 novembre 2017, secondo il programma in allegato (All. A);
– di ammettere a partecipare all’incontro n. 140 magistrati, togati ed onorari, come di seguito indicati:
• n. 1 rappresentante togato di ciascuna Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio Giudiziario;
• n. 1 rappresentante onorario di ciascuna Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio Giudiziario;
delegando i Presidenti delle Corti di Appello, quali Presidenti delle Sezioni autonome per i magistrati onorari dei Consigli Giudiziari, per l’individuazione dei relativi nominativi, da comunicare entro il 27 ottobre 2017 all’indirizzo di posta elettronica: “seminariomagistraturaonoraria2017@csm.it”;
• i Presidenti dei Tribunali distrettuali o loro delegati;
• i Procuratori distrettuali o loro delegati.
L’Ottava commissione è, inoltre, delegata ad individuare il numero residuo di partecipanti, tra i dirigenti degli uffici giudicanti e requirenti non distrettuali, attenendosi ad un’equa distribuzione territoriale;
– di approvare l’allegato preventivo di spesa (All. B), comprensivo di un rinfresco di benvenuto e di un pranzo per n. 150 partecipanti, precisando che i costi ivi esposti risultano già previsti nel bilancio di previsione per l’anno 2017.»
« Problematiche applicative ed organizzative derivanti dall’entrata
in vigore della riforma della magistratura onoraria »
Sala conferenze del Consiglio Superiore della Magistratura
Ore 10.30 Rinfresco di benvenuto
Ore 10.45 Saluti introduttivi
Ore 11.00 I SESSIONE
Nuove modalità di reclutamento dei magistrati onorari – L’ufficio per il processo e l’ufficio di collaborazione del Procuratore della Repubblica: moduli organizzativi nei quali valorizzare l’apporto della magistratura onoraria.
Ore 14.30 II SESSIONE
Il coordinamento degli uffici del giudice di pace da parte dei presidenti di Tribunale: esperienze a confronto.
Ore 16.00 III SESSIONE
Prime questioni applicative poste dal decreto legislativo n. 116/2017: nuovo regime delle incompatibilità e diritto transitorio.
All. B Omissis
1) – 121/VP/2017 – Avv. Giuseppe SCARPA, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale di ORISTANO.
Nota in data 22 marzo 2017 con la quale chiede «di poter conoscere l’interpretazione del Consiglio sulla normativa attualmente in vigore circa la candidabilità di un Magistrato Onorario alla carica di consigliere comunale e/o assessore comunale».
– letta la nota in data 22 marzo 2017 con la quale l’avv. Giuseppe SCARPA, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Oristano, chiede “di poter conoscere l’interpretazione del Consiglio sulla normativa attualmente in vigore circa la candidabilità di un Magistrato Onorario alla carica di consigliere comunale e/o assessore comunale”;
– visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali);
– visto l’art. 5, comma 1, lett. a), del decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116 il quale stabilisce che non possono esercitare le funzioni di magistrato onorario “i membri del Parlamento nazionale e del Parlamento europeo spettanti all’Italia, i membri del Governo e quelli delle giunte degli enti territoriali, nonché i deputati e i consiglieri regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali”;
– viste le delibere consiliari prot. CSM n. P-9144/2009, n. P-12648/2013 e n. P-5245/2014 con le quali è stato disposto che il magistrato onorario non può candidarsi ed essere eletto in un comune compreso nel territorio in cui esercita le funzioni tranne nel caso in cui cessi dalle stesse entro e non oltre il giorno fissato per la presentazione della candidatura, chiarendo altresì che non vi sono, invece, ragioni per ritenere che non possa coesistere lo status di magistrato onorario con quello di candidato alle elezioni amministrative purché la candidatura sia presentata per un Comune non ricompreso nel circondario del Tribunale presso il quale si svolgono le funzioni onorarie;
– ritenuto preliminarmente che il Consiglio Superiore della Magistratura non è legittimato a sindacare la sussistenza o meno delle condizioni di eleggibilità alla carica politico amministrativa;
Si deve ritenere che non vi sono spazi per affermare la compatibilità tra l’esercizio delle funzioni di magistrato onorario e quello di una carica politica pubblica (nel caso di specie la carica di Consigliere Comunale e/o Assessore Comunale), a prescindere dal circondario in cui queste vengano espletate.
Quanto, infatti, al ruolo di magistrato onorario, sia giudice onorario di pace che vice procuratore onorario, va richiamato il già riportato art. 5 comma 1, lett. a), del decreto legislativo n. 117/2017.
L’art. 60 del decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, rubricato “Ineleggibilità”, al comma 1, n. 6, dispone a sua volta che “Non sono eleggibili a sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale e circoscrizionale: … nel territorio, nel quale esercitano le loro funzioni, i magistrati addetti alle corti di appello, ai tribunali, ai tribunali amministrativi regionali, nonché i giudici di pace”. Il successivo comma 3 afferma che tale causa di ineleggibilità non ha effetto “se l’interessato cessa dalle funzioni per dimissioni, trasferimento, revoca dell’incarico o del comando, collocamento in aspettativa non retribuita non oltre il giorno fissato per la presentazione delle candidature”. L’art. 63 dello stesso decreto legislativo, rubricato “Incompatibilità”, recita, al comma 1, n. 7, che “Non può ricoprire la carica di sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale o circoscrizionale … colui che, nel corso del mandato, viene a trovarsi in una condizione di ineleggibilità prevista nei precedenti articoli”.
Il combinato disposto degli artt. 60 e 63 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 prevede, quindi, cause di incompatibilità ed ineleggibilità per i magistrati “addetti” alle corti di appello, ai tribunali, ai tribunali amministrativi regionali e per i giudici di pace in relazione alla carica di consigliere comunale, ma con espressa limitazione al territorio nel quale dette figure esercitano le loro funzioni. Dette norme, dunque, da un lato non menzionano espressamente l’incarico di assessore, dall’altro non fanno esplicito richiamo alla figura dei giudici onorari, dall’altro ancora limitano l’incompatibilità al medesimo territorio.
L’art. 5 comma 1, lett. a), del decreto legislativo n. 117/2017, tuttavia, esclude categoricamente e generalmente che possano esercitare le funzioni di giudice onorario di tribunale i membri delle giunte degli enti territoriali: non sono operate, quindi, distinzioni di sorta tra componenti elettivi, e dunque già consiglieri comunali, e componenti esterni. Inoltre, senza dubbio, è prospettata una impostazione assoluta dell’incompatibilità, senza limitazioni territoriali.
Non può sostenersi, poi, la prevalenza della norma del decreto legislativo n. 267/2000, muovendo dalla considerazione che, argomentando in senso diverso, si determinerebbe una palese disparità di trattamento tra i giudici onorari, per i quali vi sarebbe incompatibilità assoluta a ricoprire la carica di membri delle giunte comunali, e magistrati in carriera, per i quali invece detta incompatibilità sarebbe meramente territoriale.
Come ricordato dalla Corte Costituzionale (sentenza n. 60 del 2006) “la posizione dei magistrati che svolgono professionalmente ed in via esclusiva funzioni giurisdizionali non è raffrontabile a quella di coloro che svolgono funzioni onorarie, ai fini della valutazione del rispetto del principio di eguaglianza… Situazioni diverse devono essere disciplinate in modo diverso, per evitare che un giudizio di forzata parificazione possa produrre, a sua volta, nuove e più gravi disparità di trattamento giuridico. Per tale ragione, non è possibile procedere ad una comparazione tra le cause di incompatibilità dettate dalla legge sull’ordinamento giudiziario per i magistrati ordinari e quelle previste dalla normativa speciale. Lo status del magistrato ordinario comprende, peraltro, una serie di guarentigie che rende meno stringente l’esigenza di tutelare la sua indipendenza con lo strumento delle incompatibilità.”.
Del resto, l’art. 5 comma 1, lett. a), del decreto legislativo n. 117/2017 costituisce norma speciale rispetto alla citata norma generale del decreto legislativo n. 267/2000.
Il riferimento del divieto, inoltre, ai “membri delle giunte degli enti territoriali” fuga ogni dubbio, che possa a questo punto eventualmente residuare, circa la possibilità che l’attività dell’assessore esterno rientri tra quelle incompatibili, atteso che l’espressione utilizzata dalla norma non sembra giustificare distinzioni di sorta tra componenti elettivi e componenti di altra natura degli organi di gestione dei comuni.
Si verte, in sostanza, in una ipotesi di incompatibilità assoluta, più rigida di quella prevista per i magistrati ordinari. La ragione del maggior rigore è certamente ricollegabile alla durata limitata nel tempo dell’ufficio di magistrato onorario che rende inattuabile il collocamento d’ufficio in aspettativa, tra l’altro non previsto dalla normativa, per la durata del mandato, così come previsto per i magistrati professionali (art. 88 d.p.r. 30 marzo 1957, n. 361 e art. 2, comma 6, legge n. 154 del 1981).
Si pone, quindi, il problema del rapporto tra il citato art. 60 e la norma sulle incompatibilità del vice procuratore onorario: il primo stabilisce, come si è visto, che il magistrato onorario non può essere eletto quale sindaco o consigliere in un Comune ricompreso nel territorio in cui lo stesso esercita le funzioni di vice procuratore onorario ed il citato art. 5 , comma 1, lett. a).
Il rapporto tra le due disposizioni concreta un’antinomia soltanto apparente, la quale trova spiegazione nella distinzione stessa tra le nozioni di ineleggibilità e di incompatibilità, in quanto mentre quest’ultima attiene all’esercizio della funzione, cioè al momento funzionale del rapporto di ufficio, l’ineleggibilità interessa il momento genetico della investitura, ritenendosi che la posizione ricoperta dal soggetto al momento della candidatura possa influenzare la libera scelta degli elettori, minando la genuinità della manifestazione del voto.
Inoltre, il Consiglio superiore della magistratura con precedenti delibere (prot. CSM n. P-5245/2014; CSM n. P-12648/2013 e CSM n. P-9144/2009) ha espressamente stabilito che il magistrato onorario non può candidarsi ed essere eletto in un Comune compreso nel territorio in cui esercita le funzioni, tranne nel caso in cui cessi dalle stesse entro e non oltre il giorno fissato per la presentazione della candidatura chiarendo altresì, che non vi sono invece ragioni per ritenere che non possa coesistere lo status di magistrato onorario con quello di candidato alle elezioni amministrative purché la candidatura sia fatta per un Comune non ricompreso nel circondario del Tribunale presso il quale si svolgono le funzioni onorarie;
di rispondere che:
a) le funzioni di vice procuratore onorario sono incompatibili con l’incarico di consigliere comunale e/o assessore comunale a prescindere dal territorio presso il quale quest’ultime vengano svolte;
b) il vice procuratore onorario non può candidarsi alle elezioni amministrative in un comune compreso nel territorio in cui esercita le funzioni onorarie, tranne nel caso in cui cessi dalle stesse entro e non oltre il giorno fissato per la presentazione della candidatura;
c) non si rilevano ragioni per ritenere che non possa coesistere lo status di vice procuratore onorario con quello di candidato alle elezioni amministrative purché la candidatura sia fatta per un comune non ricompreso nel circondario del Tribunale presso il quale si svolgono le funzioni onorarie.»
2) – 87/CV/2016 – Nomina e conferma dei giudici onorari del Tribunale per i minorenni di TORINO, per il triennio 2017-2019, ai sensi della Circolare consiliare prot. P-19415/2015 del 26 ottobre 2015.
– premesso che con delibere del 6 dicembre 2016 e 22 febbraio 2017 si è provveduto alla conferma e nomina dei giudici onorari del Tribunale per i minorenni di Torino;
– viste le note in data 10 febbraio 2017 e 9 marzo 2017 del Presidente del Tribunale per i minorenni di Torino con le quali si chiede la copertura di due posti di giudice onorario minorile resisi vacanti;
– visti gli artt. 4, 49 e 50 del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12 (Ordinamento giudiziario);
– visti gli artt. 2 e 6 del R. D. L. 20 luglio 1934, n. 1404, recante “Istituzione e funzionamento del Tribunale per i minorenni”;
– vista la Circolare consiliare P-19415/2015 del 26 ottobre 2015 e l’allegato bando relativi ai criteri per la nomina e conferma dei giudici onorari minorili per il triennio 2017-2019;
– vista la proposta formulata dalla Commissione per la valutazione degli aspiranti alla conferma e nomina di giudice onorario del Tribunale per i minorenni di Torino per il triennio 2017-2019 di cui ai verbali delle riunioni tenute in data 14 e 26 gennaio, 9, 15, 19 e 23 febbraio e 14 dicembre 2016;
– visti i pareri formulati in data 31 maggio e 27 settembre 2016 dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Torino;
– visto l’art. 6, punto 8, della citata circolare P-19415/2015 il quale stabilisce che “Nel caso di venir meno per qualunque causa, in corso di triennio, di un giudice onorario, il Consiglio superiore della magistratura, su segnalazione del presidente interessato ed utilizzando le graduatorie già formulate in conformità ai criteri sopra richiamati, nomina in sostituzione, per la restante parte del triennio, l’aspirante che meglio risponde all’esigenza di appropriata distribuzione delle competenze professionali”;
– rilevato che la domanda dell’aspirante CESARETTI Luca non può essere presa in considerazione in quanto l’istante è già stato nominato in altra sede;
– ritenuto che i candidati SCOVAZZO Matteo e RAFFA Michele vantano un profilo professionale ed una esperienza adeguata all’incarico da ricoprire, in termini di attualità e concretezza, rispetto agli altri candidati che presentano una minor esperienza professionale;
di nominare giudice onorario del Tribunale per i minorenni di TORINO, per il triennio 2017-2019, i seguenti aspiranti:
1. SCOVAZZO Matteo;
2. RAFFA Michele.»
3) – 166/GP/2017 – Dott.ssa Daniela BADINI, giudice di pace nella sede di CREMONA.
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 27 giugno 2016 dalla dott.ssa Daniela BADINI, giudice di pace nella sede di CREMONA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– visto il rapporto negativo sull’attività svolta dal giudice di pace, redatto in data 14 ottobre 2016 dal Presidente del Tribunale ordinario di Cremona;
– visto il parere favorevole alla conferma, formulato in data 25 novembre 2016 dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cremona;
– visto il giudizio negativo ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice di pace, espresso in data 1° marzo 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Brescia;
– rilevato che la Ottava Commissione in data 9 maggio 2017 disponeva di comunicare alla dott.ssa Daniela BADINI, ai sensi dell’art. 10-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241: “a) che, nell’ambito del procedimento per la conferma nell’incarico di giudice di pace, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, sono emersi elementi che giustificano un giudizio di inidoneità, desumibili dalla valenza negativa dei fatti e dei comportamenti di cui al giudizio espresso nella seduta del 1° marzo 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Brescia ed al rapporto del Presidente del Tribunale di Cremona redatto in data 14 ottobre 2016, e relativi allegati, nonché dall’incidenza degli stessi sui requisiti previsti dall’art. 2, comma 5, del decreto legislativo n. 92/2016 e dall’art. 5, comma 3, della legge 21 novembre 1991 n. 374, e successive modificazioni, rappresentando che ha il diritto di avere copia degli atti nonché la facoltà, entro il termine di dieci giorni dal ricevimento della presente comunicazione o della copia degli atti se richiesta, di produrre per iscritto le proprie osservazioni, eventualmente corredate da documenti;
b) che la Ottava Commissione ha deliberato di fissare, per la trattazione della pratica relativa al suddetto procedimento di conferma, la seduta del 20 giugno 2017, ore 11,30 che si terrà presso i locali del Consiglio Superiore della Magistratura … alla quale potrà partecipare per essere sentita personalmente eventualmente anche con l’assistenza di un difensore…”;
– rilevato che con nota in data 31 maggio 2017, ed allegata documentazione, la dott.ssa BADINI ha prodotto una memoria difensiva con cui ha controdedotto ai rilievi contenuti nel rapporto negativo redatto dal Presidente del Tribunale di Cremona e nel giudizio di inidoneità alla conferma espresso dalla Sezione Autonoma per i magistrati onorari del Consiglio Giudiziario di Brescia;
– rilevato che in sede di audizione, tenutasi in data 20 giugno 2017, la dott.ssa BADINI è comparsa personalmente ed ha ribadito le deduzioni svolte nella memoria difensiva già prodotta;
– ritenuto di non condividere, all’esito dell’attività istruttoria espletata, i suddetti pareri contrari formulati dal Presidente del Tribunale di Cremona e dal Consiglio Giudiziario di Brescia;
– osservato infatti che già nel rapporto del Consiglio giudiziario si evidenzia che in relazione alla laboriosità del magistrato “… la dott.ssa Badini ha sempre avuto una produttività elevata, anche in relazione ai colleghi di ufficio. Dalla statistica del periodo dal 1.7.2014 al 30.6.2016 si evince che in materia civile la dott.ssa Badini ha definito 580 procedimenti, contro una media di circa 650 ed in materia penale ha definito 218 procedimenti contro una media di circa 180…” per quanto attiene al profilo della diligenza ed in particolare all’entità dei ritardi si precisa “il funzionario di cancelleria con nota del 21.7.2016 ha inoltrato l’elenco di sentenze andate in decisione in materia civile e non ancora depositate, nonostante la scadenza dei termini (2 relative all’anno 2013, 5 al 2014 e 11 al 2015”;
– ritenuto pertanto, alla luce dell’istruttoria svolta, che l’esiguità dei ritardi ancora attuali, l’ottima produttività del magistrato unita all’assenza di rilievi in ordine alla chiarezza e completezza espositiva dei provvedimenti giudiziari redatti; la concomitanza di gravi eventi personali relativi alla propria salute ed a quella della figlia e della madre, siano idonei a giustificare i ritardi in precedenza accumulati dal magistrato;
– ne consegue che, tenuto altresì conto delle valutazioni positive riguardanti altri aspetti della professionalità, il magistrato possa reputarsi idoneo a continuare a svolgere le funzioni giudiziarie onorarie,
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Daniela BADINI nell’incarico di giudice di pace nella sede di CREMONA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.175
4) – 711/GT/2017 – Dott.ssa Vittoria UGGENTI, giudice onorario di pace già in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di BRINDISI.
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 15 giugno 2016 dalla dott.ssa Vittoria UGGENTI, giudice onorario di pace già in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di BRINDISI, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal giudice onorario, redatto in data 25 ottobre 2016 dal Presidente del Tribunale ordinario di Brindisi;
– visto il parere contrario alla conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario, espresso in data 28 febbraio 2017 dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Brindisi;
– vista la delibera adotta nella seduta del 26 giugno 2017 con cui la Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Lecce, a seguito della istruttoria disposta nella seduta del 20 aprile 2017, ha espresso giudizio di idoneità alla conferma del giudice onorario, disattendendo il parere negativo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Brindisi in quanto, relativamente agli addebiti mossi e le segnalazioni evidenziate, “attengono a questioni di merito non connotate da tale abnormità da incidere negativamente sui parametri di indipendenza, imparzialità ed equilibrio del magistrato onorario” e che le stesse segnalazioni “non risultano tali da determinare un giudizio di inadeguatezza con riferimento ai parametri di capacità, laboriosità, diligenza e impegno”;
– ritenuto pertanto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Presidente del Tribunale sull’attività svolta dal giudice onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Vittoria UGGENTI nell’incarico di giudice onorario di pace già in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di BRINDISI, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.»
5) – 398/GP/2017 – Dott.ssa C. B., giudice di pace nella sede di xxx xxx.
(relatore Consigliere FORCINITI)
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 23 giugno 2016 dalla dott.ssa C. B., giudice di pace nella sede di NOCERA INFERIORE, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– visto il rapporto negativo sull’attività svolta dal giudice di pace redatto in data 7 dicembre 2016 dal Presidente del Tribunale ordinario di Nocera Inferiore;
– visto il parere contrario alla conferma, formulato in data 1 ottobre 2016 dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nocera Inferiore;
– visto il giudizio negativo ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice di pace, espresso in data 12 aprile 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Salerno;
– rilevato che in data 30 maggio 2017 la Ottava Commissione disponeva di comunicare alla dott.ssa C. B., ai sensi dell’art. 10-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241: “a) che, nell’ambito del procedimento per la conferma nell’incarico di giudice di pace, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, sono emersi elementi che giustificano un giudizio di inidoneità, desumibili dalla valenza negativa dei fatti e dei comportamenti di cui al giudizio espresso nella seduta del 12 aprile 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Salerno, al rapporto del Presidente del Tribunale di Nocera Inferiore redatto in data 7 aprile 2017 ed al parere del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nocera Inferiore formulato in data 1° ottobre 2016, e relativi allegati, nonché dall’incidenza degli stessi sui requisiti previsti dall’art. 2, comma 5, del decreto legislativo n. 92/2016 e dall’art. 5, comma 3, della legge 21 novembre 1991 n. 374, e successive modificazioni, rappresentando che ha il diritto di avere copia degli atti nonché la facoltà, entro il termine di dieci giorni dal ricevimento della presente comunicazione o della copia degli atti se richiesta, di produrre per iscritto le proprie osservazioni, eventualmente corredate da documenti;
b) che la Ottava Commissione ha deliberato di fissare, per la trattazione della pratica relativa al suddetto procedimento di conferma, la seduta dell’11 luglio 2017, ore 11,30 che si terrà presso i locali del Consiglio Superiore della Magistratura … alla quale potrà partecipare per essere sentita personalmente eventualmente anche con l’assistenza di un difensore…”;
– rilevato che con nota pervenuta in data 3 luglio 2017 la dott.ssa C. B. ha prodotto una memoria difensiva, ed allegata documentazione, con cui ha controdedotto in merito ai rilievi contenuti nei giudizi sopraindicati;
– rilevato che in sede di audizione, tenutasi in data 11 luglio 2017, la dott.ssa B. è comparsa personalmente ed ha ribadito le deduzioni svolte nella memoria difensiva già prodotta;
Le valutazioni contenute nel rapporto del Presidente del Tribunale, nel parere del Consiglio dell’Ordine degli avvocati e nel giudizio della Sezione autonoma del Consiglio Giudiziario sono pienamente condivisibili.
Al riguardo costituiscono elementi sintomatici dell’assenza dei requisiti necessari per continuare a svolgere il delicato incarico di giudice onorario:
a) la massiccia presenza di ritardi nel deposito dei provvedimenti, in particolare per 656 decisioni si registra un ritardo di oltre 150 giorni;
b) l’omesso deposito di un numero elevato di sentenze, pari a
253, relative a procedimenti di cui alla legge 689/1981 per i quali si applica il rito
del lavoro e quindi il deposito immediato del dispositivo e successivo deposito della motivazione;
c) l’omesso deposito di provvedimenti con un ritardo sicuramente irragionevole: in particolare alcuni i difensori hanno lamentato di non avere notizie in
ordine all’esito di processi passati in decisione, ad esempio, all’udienza dei 20
marzo 2008 (proc. n. 1106/2004 RGN), oppure relativi ad incidenti stradali: introitati
a sentenza all’udienza del 27 novembre 2005 (proc. n. 9076/2003 RG);
d) le riscontrate e negligenti carenze nell’organizzazione del ruolo, come evidenziate nella nota del 15 aprile 2016 della d.ssa Tudino (all’epoca coordinatore dell’ufficio in esame) in relazione all’abitudine della dott.ssa B. di fissare nelle singole udienze penali un numero esorbitante di fascicoli certamente superiore al numero massimo di 25, individuato in sede di organizzazione dell’ufficio, creando malcontento tra gli avvocati di quel Foro, come sottolineato dal Presidente della Camera penale di Nocera Inferiore;
e) l’assenza di convincenti giustificazioni da parte del magistrato: ed infatti l’affermata ascrivibilità di detti ritardi alla cancelleria nella pubblicazione delle sentenze non si sono riverberati in termini negativi su altri giudici di pace, con ciò dimostrando che si tratta di una problema che ha riguardo esclusivamente la dott.ssa B.
Ne consegue che il ritardato ed omesso deposito dei provvedimenti giudiziari per il carattere sistematico e diffuso denota una evidente incapacità strutturale di organizzare il proprio lavoro, incapacità che ha caratterizzato da anni l’esercizio della attività giurisdizionale della dott.ssa B. anche in violazione delle direttive organizzative funzionali del coordinatore, causando un notevole disservizio all’utenza tutta, come documentato dai numerosi esposti ricevuti dal Presidente del Tribunale, oltre che all’immagine dell’ufficio.
Le condotte commesse determinano, pertanto, per la loro natura e le loro caratteristiche il venir meno in capo alla dott.ssa C. B. del requisito previsto dall’art. 5, comma 3, della legge 21 novembre 1991, n. 374 ovvero la capacità “di assolvere degnamente per indipendenza, equilibrio prestigio acquisito e per esperienza giuridica e culturale le funzioni di magistrato onorario”, principi questi che sono applicabili non soltanto a coloro che aspirano ad essere nominati giudici di pace ma, evidentemente, anche a coloro che devono essere confermati nell’incarico.
Il Consiglio, pertanto,
di non confermare la dott.ssa C. B. nell’incarico di giudice di pace nella sede di NOCERA INFERIORE.»
6) – 450/GP/2017 – Dott. F. S. D. R., giudice di pace nella sede di B. (circondario di Salerno).
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata dal dott. F. S. D. R., giudice di pace nella sede di BUCCINO (circondario di Salerno), ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– visto il rapporto negativo sull’attività svolta dal giudice di pace, redatto in data 10 novembre 2016 dal Presidente del Tribunale di Salerno;
– visto il giudizio negativo ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice di pace, espresso in data 26 aprile 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Salerno;
– rilevato che in data 7 giugno 2017 la Ottava Commissione disponeva di comunicare al dott. F. S. D. R., ai sensi dell’art. 10-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241: “a) che, nell’ambito del procedimento per la conferma nell’incarico di giudice di pace, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, sono emersi elementi che giustificano un giudizio di inidoneità, desumibili dalla valenza negativa dei fatti e dei comportamenti di cui al giudizio espresso nella seduta del 26 aprile 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Salerno, al rapporto del Presidente del Tribunale di Salerno redatto in data 10 novembre 2017 e dagli atti di cui ai procedimenti promossi ai sensi dell’art. 9 della legge 21 novembre 1991, n. 374, e successive modificazioni, definiti con delibere consiliari del 17 settembre 2014, 8 luglio 2015 e 12 ottobre 2016, nonché dall’incidenza degli stessi sui requisiti previsti dall’art. 2, comma 5, del decreto legislativo n. 92/2016 e dall’art. 5, comma 3, della legge 21 novembre 1991 n. 374, e successive modificazioni, rappresentando che ha il diritto di avere copia degli atti nonché la facoltà, entro il termine di dieci giorni dal ricevimento della presente comunicazione o della copia degli atti se richiesta, di produrre per iscritto le proprie osservazioni, eventualmente corredate da documenti;
b) che la Ottava Commissione ha deliberato di fissare, per la trattazione della pratica relativa al suddetto procedimento di conferma, la seduta del 18 luglio 2017, ore 11,30 che si terrà presso i locali del Consiglio Superiore della Magistratura … alla quale potrà partecipare per essere sentito personalmente eventualmente anche con l’assistenza di un difensore…”;
– rilevato che con nota pervenuta in data 27 giugno 2017 il dott. F. S. D. R. ha prodotto una memoria difensiva, ed allegata documentazione, con cui ha controdedotto in merito ai rilievi contenuti nei giudizi sopraindicati;
– rilevato che in sede di audizione, tenutasi in data 18 luglio 2017 davanti la Ottava Commissione, il dott. F. S. D. R. è comparso personalmente, assistito dall’avv. V. del foro di Salerno, ribadendo le deduzioni svolte nella memoria difensiva già prodotta;
Questo Consiglio ritiene di condividere il rapporto negativo del Presidente del Tribunale di Salerno ed il parere negativo della Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Salerno, nei quali si evidenziato le carenza di professionalità risultanti dalle condotte accertate in precedenti procedimenti disciplinari a carico del dott. D. R., conclusisi, entrambi, con condanna. In particolare, il dott. D.R.:
1) con delibera del Consiglio Superiore della Magistratura del 17 settembre 2014, è stato condannato alla sanzione dell’ammonimento per violazione del dovere di diligenza, consistente nel non aver dichiarato la propria incompetenza per territorio in un giudizio di opposizione per il quale era competente il Giudice di Pace di Modena;
2) con delibera del Consiglio Superiore della Magistratura del 12 ottobre 2016 è stato condannato alla sanzione della censura perché, nella sua qualità di Coordinatore e quindi di responsabile dell’ufficio del Giudice di Pace di Buccino, ha violato: 1) l’art. 10 della legge 24 novembre 1999 n. 468 in relazione all’art. 2, primo comma, lettera n), del Decreto Legislativo 23 febbraio 2006 n. 109, avendo omesso di vigilare sul rispetto del criterio tabellare in materia di assegnazione automatica dei procedimenti civili relativi all’infortunistica stradale nell’anno 2015; 2) l’art. 23 disp.att. c.p.c. perché, negli anni 2014 e 2015 conferiva, rispettivamente, al dott. Orazio Giannella ed al perito assicurativo Orazio Vietri, un numero di incarichi di CTU superiore al 10% di quelli a lui complessivamente conferiti nelle sette materie professionali e, comunque, senza garantire un’effettiva rotazione dei destinatari degli incarichi di CTU.
Le condotte sopra riportate oggetto di condanna disciplinare incidono negativamente anche sul profilo professionale del magistrato: sia sulla diligenza, attesa la grave violazione di legge accertata, sia sui requisiti di imparzialità ed indipendenza, in relazione alle accertate condotte di violazione dei criteri tabellari sull’assegnazione degli affari civili e di violazione dell’art. 23 disp.att. c.p.c., commesse utilizzando strumentalmente il proprio ruolo di coordinatore dell’Ufficio di giudice di pace e quindi causando un pregiudizio alla sua immagine di magistrato.
Tali elementi manifestano pertanto gravi carenze del dott. D. R. sia in ordine alla sua preparazione tecnico-professionale, sia in ordine alla sua capacità di assolvere con indipendenza ed imparzialità le funzioni di giudice di pace e determinano per la loro natura e le loro caratteristiche il venir meno in capo al magistrato del requisito previsto dall’art. 5, comma 3, della legge 21 novembre 1991, n. 374 ovvero la capacità “di assolvere degnamente per indipendenza, equilibrio prestigio acquisito e per esperienza giuridica e culturale le funzioni di magistrato onorario”, principi questi che sono applicabili non soltanto a coloro che aspirano ad essere nominati giudici di pace ma, evidentemente, anche a coloro che devono essere confermati nell’incarico.
di non confermare il dott. Francesco Saverio DE ROBERTO nell’incarico di giudice di pace nella sede di BUCCINO (circondario di Salerno).»
Questo articolo è stato pubblicato il sabato, 7 ottobre 2017 alle 19:23 e classificato in Comunicati.	È possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Sia i commenti che i ping sono attualmente chiusi.

References: art. 5
 art. 2
 art. 60
 art. 5
e contrario
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