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Timestamp: 2018-06-23 13:56:58+00:00

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Statuto Sociale | Palazzo dei Mutilati
Il simbolo dell’Associazione è costituito dalla bandiera nazionale, con nastro azzurro e nel bianco lo stemma associativo. Ne sono in possesso il comitato centrale, il comitato regionale, le sezioni, le sottosezioni, i fiduciariati.
Sono altresì ammessi a soci effettivi:
i figli, i nipoti e i pronipoti, discendenti in linea diretta dei soggetti di cui alle precedenti lettere da a) a d).
Art. 5. – La qualità di socio effettivo si perde per dimissioni, per cancellazione, per radiazione, per espulsione ai sensi e con le modalità di cui al titolo IV, capo VII.
Art. 6. – Il titolo di socio d’onore può essere conferito dal comitato centrale a chi, non essendo socio effettivo, con servigi di eccezionale importanza per l’Associazione, si sia reso altamente benemerito.
Le sezioni hanno organi propri e sono collegate da organi provinciali e regionali. L’attività degli organi sezionali provinciali e regionali è coordinata dagli organi centrali.
Al fine di garantire la continuità e la funzionalità dell’ANMIG il congresso nazionale attribuisce al comitato centrale il potere di apportare eventuali modifiche allo statuto sociale.
Tali modifiche, pur essendo immediatamente operative, devono essere ratificate dal congresso nazionale alla sua prima riunione in via ordinaria.
Art 14.- Il congresso si riunisce in via ordinaria ogni tre anni per le nomine di cui alle lettere a), b) e c) dell’articolo precedente.
La riunione è indetta almeno due mesi prima della scadenza del triennio dal comitato centrale il quale sceglie la sede in cui il congresso deve svolgersi e fissa l’ordine del giorno.
Art. 15. – La convocazione del congresso è a cura del presidente dell’Associazione comunicata, unitamente all’ordine del giorno, almeno due mesi prima per lettera raccomandata a tutte le sezioni regolarmente costituite, con l’invito a far designare dalle rispettive assemblee i propri delegati e i delegati supplenti che possano sostituirli in caso di impossibilità a raggiungere la sede del congresso.
Le sezioni trasmettono al presidente dell’Associazione, almeno trenta giorni prima della data in cui è convocato il congresso, copia autentica dell’elenco dei soci regolarmente iscritti alla data del 31 dicembre dell’anno precedente ed in regola con il pagamento della quota associativa e copia del verbale di nomina dei delegati.
Art. 18. – Il congresso dichiarato aperto dal presidente dell’Associazione elegge tra tutti gli aventi diritto alla partecipazione al congresso l’ufficio di presidenza, il quale sarà composto di un presidente, di due vice presidenti, di tre scrutatori, di due segretari e di due questori, nonché la commissione di verifica dei poteri composta di cinque membri; nomina inoltre, nel corso dei suoi lavori, i componenti dei seggi elettorali.
Le liste dei candidati del comitato centrale debbono comprendere 32 nominativi.Per le eventuali surroghe le liste conterranno inoltre 9 nominativi.
Art. 19. – Il congresso, su proposta dell’ufficio di presidenza, può,
prima dell’inizio delle discussioni, approvare un regolamento per lo svolgimento dei propri lavori.
Art. 20. – Le votazioni hanno luogo di regola a scrutinio palese. A richiesta di almeno 50 delegati si procede alla votazione per appello nominale.
Art. 21. – Il congresso è validamente costituito in prima convocazione se sia rappresentata almeno la metà dei soci: in seconda convocazione, che resta fissata per il pomeriggio dello stesso giorno, il congresso è validamente costituito quale che sia il numero dei soci rappresentati.
Le deliberazioni sono validamente approvate secondo i criteri di cui al terzo comma del precedente articolo 20.
Art. 22. – Il comitato centrale si compone di 32 rappresentanti eletti dal congresso e dei presidenti regionali. I membri del comitato centrale durano in carica da un congresso all’altro.
I membri del comitato centrale possono, previa autorizzazione dell’ufficio di presidenza, intervenire a tutte le riunioni ed assemblee degli organi regionali, provinciali e sezionali. Presenziano altresì, su designazione dell’ufficio di presidenza, alle assemblee annuali delle sezioni.
b)l’applicazione e la gestione delle linee di politica associativa stabilite dal congresso;
Gli avvisi di convocazione, con la indicazione dell’ordine del giorno, debbono essere inviati a cura del presidente dell’Associazione almeno dieci giorni prima, a mezzo di lettera raccomandata.
Art. 25. – Le sedute del comitato centrale non sono valide se non intervengano almeno la metà più uno dei membri in carica.
Per l’approvazione delle modifiche allo statuto sociale occorre la presenza di almeno tre quarti dei membri in carica.
Art. 26. – Sia le deliberazioni che le modifiche allo statuto sociale si intendono approvate se riportano il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti.
Art. 30. – Il comitato centrale, qualora ritenga di non poter da solo assumere la responsabilità di decisioni particolarmente gravi ed importanti per la vita dell’Associazione e, d’altra parte, non ravvisi opportuna l’anticipata convocazione del congresso, può rimettere le decisioni medesime al giudizio dei soci tutti dell’Associazione mediante “referendum”.
Con la deliberazione che indice il “referendum” saranno fissate le modalità di esso.
Si riterranno approvate le decisioni che nel “referendum” riporteranno il maggior numero di voti.
Art. 31. – Ogni socio può proporre attraverso la propria sezione questioni di ordine generale associativo che, su conforme voto del consiglio sezionale, possono essere prese in esame dal comitato centrale.
Art. 32. – La direzione nazionale è composta dal presidente dell’Associazione, dai tre vice presidenti e da altri 7 membri eletti nel proprio seno dal comitato centrale nella sua prima riunione, a scrutinio segreto.
Alle sedute della direzione nazionale assiste il presidente del collegio centrale dei sindaci o un componente del collegio stesso da lui delegato.
Art. 33. – La direzione nazionale attua le deliberazioni del comitato centrale e adotta le deliberazioni di ordinaria amministrazione.
Art. 34. – Le sezioni e i comitati regionali sono tenuti a seguire le direttive e ad eseguire le deliberazioni della direzione nazionale salva la facoltà, quando non si tratti di provvedimenti definitivi, di ricorrere al comitato centrale.
Prima di adottare i provvedimenti disciplinari di cui alle lettere c) ed f) dell’articolo 33 la direzione nazionale invita gli interessati a presentare le difese per iscritto, assegnando un termine di venti giorni.
Art. 35. – La direzione nazionale può annullare, anche d’ufficio, in qualsiasi momento, gli atti e le deliberazioni degli organi periferici contrari alla legge, allo statuto, ai regolamenti dell’Associazione od alle direttive del congresso.
Art. 36. – La direzione nazionale è convocata dal presidente dell’Associazione, di regola, una volta al mese.
Gli avvisi di convocazione sono inviati per lettera raccomandata almeno 5 giorni prima ed in caso di urgenza per telegramma almeno 2 giorni prima.
Per la validità delle deliberazioni è necessario l’intervento di almeno 6 membri oltre il presidente o uno dei vice presidenti.
Art. 37. – La direzione nazionale, per il migliore esercizio della sua opera di sorveglianza e di controllo, può far eseguire ispezioni periodiche o saltuarie agli organi periferici.
Art. 38. – Il membro della direzione nazionale che per tre volte consecutive, senza giustificato motivo, non interviene alle sedute verrà considerato dimissionario e sostituito dal comitato centrale.
Il presidente propone altresì, alla prima seduta del comitato stesso, la sostituzione dei membri deceduti o che a qualsiasi titolo abbiano cessato di far parte dell’Associazione.
Art. 39. – L’ufficio di presidenza è composto dal presidente e da tre vice presidenti.
Art. 40. – Il titolo di presidente onorario dell’Associazione può essere conferito dal comitato centrale al socio effettivo che abbia acquisito per lungo tempo eccezionali meriti nella tutela e nella rappresentanza degli interessi morali e materiali dei mutilati ed invalidi di guerra.
Art. 41. – Il presidente dell’Associazione, nominato ai sensi dell’art. 23 nel proprio seno dal comitato centrale nella sua prima seduta, ha la rappresentanza dell’Associazione, presiede e coordina l’attività del comitato centrale, della direzione nazionale e dell’ufficio di presidenza; vigila perché siano osservate le norme dello statuto e dei regolamenti e siano eseguite le deliberazioni del comitato centrale, della direzione nazionale e dell’ufficio di presidenza; vigila sui servizi della sede centrale e provvede alla riscossione delle entrate ed all’erogazione delle spese secondo il regolamento amministrativo-contabile.
Il presidente dell’Associazione può intervenire, ma senza voto deliberativo, a tutte le riunioni ed assemblee degli organi regionali, provinciali e sezionali.
Art. 42. – Per la instaurazione di giudizi nell’interesse dell’Associazione occorre la preventiva autorizzazione della direzione nazionale, a meno che non si tratti di procedimenti conservativi, cautelativi o possessori. In questi ultimi casi, e per i giudizi intentati contro l’Associazione, il presidente è tenuto ad informare al più presto la direzione nazionale la quale adotterà le definitive determinazioni.
Art. 43. – I vice presidenti dell’Associazione, nominati dal comitato centrale nella sua prima seduta, coadiuvano il presidente e lo sostituiscono, in caso di assenza o di impedimento, secondo la designazione dell’ufficio di presidenza.
Art. 44. – La carica di presidente dell’Associazione è incompatibile con ogni altra carica associativa.
Art. 45. – Il collegio centrale dei sindaci è composto di cinque membri effettivi e tre supplenti nominati dal congresso.
Art. 46. – Il collegio centrale dei sindaci ha il controllo della gestione economica e finanziaria dell’Associazione. I suoi componenti, perciò, debbono collegialmente e, volendo, anche singolarmente, ispezionare i libri, i documenti contabili e lo stato della cassa.
Art. 47. – Il sindaco o i sindaci che abbiano riscontrato irregolarità contabili od amministrative ne informeranno immediatamente il presidente del collegio centrale dei sindaci ed il presidente dell’Associazione per l’adozione degli opportuni provvedimenti.
Art. 48. – Per l’amministrazione finanziaria e contabile si osservano le disposizioni del relativo regolamento da approvarsi dal comitato centrale.
Art. 49. – Il coordinatore è il responsabile dell’andamento amministrativo e del funzionamento degli uffici della sede centrale.
Art. 50. – Il collegio dei probiviri è composto di tre membri effettivi e due supplenti.
Art. 51. – Il collegio dei probiviri ha il compito di esprimere il proprio parere su quei casi che gli sono di volta in volta demandati dalla direzione nazionale o dal comitato centrale e sugli altri casi previsti dallo statuto.
I probiviri intervengono alle sedute di comitato centrale.
DEI PRESIDENTI REGIONALI E PROVINCIALI
Art. 52. – In ogni regione è costituito un comitato regionale di cui fanno parte i presidenti delle sezioni della regione; fa eccezione la regione autonoma della Valle d’Aosta ove esiste la sola sezione di Aosta che fa capo al comitato regionale del Piemonte.
In caso di impedimento il componente del comitato regionale può delegare a rappresentarlo il vice presidente della propria sezione.
Art. 53. – Il comitato regionale ha sede di regola nella città capoluogo della regione, salva sua diversa determinazione da approvarsi dalla direzione nazionale.
Art. 54. – Il comitato regionale ha il compito di coordinare, in relazione all’attività regionale, l’azione delle varie sezioni; di segnalare agli organi centrali i mezzi più idonei per il soddisfacimento delle necessità degli organi periferici; di proporre allo studio problemi e provvedimenti di carattere regionale.
Art. 55. – Il comitato regionale è convocato dal presidente regionale, sempre che questi o gli organi centrali ne ravvisino l’opportunità, ovvero quando almeno un terzo dei suoi componenti ne faccia richiesta.
Il comitato regionale è convocato di norma ogni quattro mesi.
Si osservano le disposizioni di cui ai commi secondo, quinto, settimo ed ottavo dell’art. 36.
Copia del verbale di ciascuna seduta è, a cura del presidente regionale, trasmessa alla direzione nazionale e a tutte le sezioni della regione.
Art. 56. – Il presidente regionale ha la rappresentanza del comitato regionale e lo presiede; in caso di assenza o impedimento il presidente regionale è sostituito dal vice presidente regionale.
Art. 57. – I presidenti regionali sono eletti in sede di comitato regionale almeno 15 giorni prima del congresso nazionale.
Le votazioni avranno luogo a scrutinio segreto ed ogni membro votante ha diritto ad un voto per ogni cento soci della propria sezione o frazione di cento superiore a cinquanta. Sarà eletto colui che riporterà la maggioranza dei voti rappresentati nel comitato regionale.
Art. 58. – I presidenti regionali non possono rivestire la carica di sindaco.
Art. 59. – Le spese di funzionamento degli organi regionali, comprese quelle per gli eventuali oneri del personale, saranno sostenute con i fondi stanziati dal comitato centrale.
Gli organi regionali usufruiranno, ove possibile, dei locali e dei servizi della sezione della città ove risiedono.
Art. 60. – Con deliberazione presa con maggioranza semplice calcolata secondo i criteri di cui al quarto comma dell’art. 55, e con la presenza di tanti membri che rappresentano almeno i due terzi della regione, il comitato regionale può, sostituire il presidente regionale.
Il presidente regionale che cessa comunque dalla carica è sostituito, fino alla convocazione del congresso,con votazione a scrutinio segreto del comitato regionale.
Art. 61. – A carico dei membri del comitato regionale che non intervengono, senza giustificato motivo, alle riunioni regolarmente indette, la direzione nazionale può, su richiesta del presidente regionale, procedere in via sanzionatoria.
Art. 62. – Il comitato regionale, nella stessa seduta in cui nomina il presidente regionale, nomina una commissione esecutiva regionale per l’esecuzione delle deliberazioni degli organi centrali e del comitato regionale. Essa è composta dal presidente, da un vice presidente e da tre componenti tutti eletti, di norma, dal comitato stesso nel suo seno.
La commissione esecutiva regionale si riunisce di norma una volta ogni due mesi. Il comitato regionale può nominare il presidente regionale onorario.
Art. 63. – La commissione esecutiva regionale coordina l’attività del comitato regionale e coadiuva il presidente regionale nello svolgimento dei compiti ad esso demandati dagli organi centrali e dallo statuto.
e) giudica in prima istanza sui ricorsi che i soci interessati possono proporre entro trenta giorni avverso le deliberazioni dei consigli direttivi delle sezioni in tema di provvedimenti disciplinari, di ammissione, di cancellazione e di radiazione – nei casi di cui all’art. 115 – dei soci.
Art. 64. – In ogni provincia è costituito un comitato provinciale di cui fanno parte i presidenti delle sezioni.
Il comitato è presieduto dal presidente della sezione del capoluogo di provincia.
Art. 65. – Il comitato provinciale svolge e coordina i compiti previsti dall’art. 54 limitatamente all’ambito territoriale della provincia, per quanto concerne i compiti di tutela, di rappresentanza e di protezione e, particolarmente, per quanto concerne le unità sanitarie locali previste dalla L. 833/1978.
Art. 66. – Il comitato provinciale designa, quando ciò sia previsto dalle disposizioni legislative vigenti, i rappresentanti dell’Associazione presso gli uffici, gli enti, i comitati provinciali e le commissioni.
Le riunioni del comitato, per l’espletamento dei compiti ad esso affidati nonché per la trattazione di argomenti di interesse comune e per le segnalazioni e le proposte del caso agli organi regionali e centrali, avvengono quando se ne ravvisi la necessità. Di tali riunioni è data tempestiva comunicazione al presidente regionale perché, volendo, possa esercitare la facoltà di intervenirvi od inviarvi un rappresentante della commissione esecutiva regionale.
Le riunioni debbono comunque essere indette ogni qual volta siano richieste dal presidente regionale, dalla commissione esecutiva regionale o da almeno la metà dei presidenti di sezione della provincia.
Art. 67. – La sezione è il nucleo organizzativo fondamentale dell’Associazione e, nei limiti dello statuto, ne attua i fini svolgendo la sua attività a contatto dei soci col soccorrerli nelle loro necessità, tutelarli nei loro diritti e indirizzarli ai loro doveri.
Art. 68. – Le sezioni debbono avere sede sociale oppure sede d’ufficio, orario d’ufficio almeno due volte la settimana, sufficienti possibilità economiche e giustificate ragioni di utilità organizzativa e amministrativa.
Art. 69. – Alla costituzione di ciascuna sezione si procede mediante verbale dal quale risulti il numero degli aderenti e l’accettazione da parte di essi dello statuto.
Art. 70. – La sezione costituisce di regola, nella propria circoscrizione, sottosezioni o fiduciariati, previa, per la costituzione delle sottosezioni, deliberazione favorevole di apposita assemblea degli aderenti.
L’atto costitutivo della sottosezione, da deliberarsi dal consiglio direttivo della sezione, verrà sottoposto alla ratifica della direzione nazionale, previo parere della commissione esecutiva regionale.
Art. 71. – La quota annua di contribuzione associativa è, in modo uniforme per tutte le sezioni, fissata dal comitato centrale.
Art. 72. – L’Assemblea dei soci è convocata di norma ogni tre anni, per l’elezione delle cariche sociali. E’ convocata, altresì, ogni anno per l’approvazione dei bilanci preventivo e consuntivo.
L’assemblea è convocata a cura del presidente della sezione mediante avviso personale scritto a tutti i soci, esclusi i soci delle sottosezioni e dei fiduciariati che in regolare assemblea, secondo quanto disposto dall’articolo 82, si siano fatti già rappresentare alla assemblea della sezione da altri soci mediante delega scritta. In tal caso l’avviso verrà dato personalmente ai predetti delegati.
Possono partecipare all’assemblea tutti i soci in regola col pagamento della quota annuale sociale anche se effettuata lo stesso giorno dell’assemblea prima dell’inizio dei lavori.
Art. 73. – L’assemblea è valida in prima convocazione quando sia presente almeno la metà dei soci e in seconda convocazione qualunque sia il numero degli intervenuti.
Art. 74. – L’assemblea dichiarata aperta dal presidente della sezione, nomina l’ufficio di presidenza composto di un presidente, di un segretario, di uno o più scrutatori e di un questore, e procede con le norme previste per il congresso, salvo quanto è disposto negli articoli seguenti.
Art. 75. – Per la nomina del consiglio direttivo, dei sindaci e dei delegati al congresso si procede a scrutinio segreto. A tali nomine non possono essere eletti che soci effettivi della sezione. Per quanto riguarda la presentazione delle liste e lo svolgimento delle operazioni elettorali si applicano le disposizioni di competenza del comitato centrale ai sensi dell’art. 125 dello statuto.
Art. 76. – Si intendono approvate le deliberazioni che riportino la maggioranza dei voti dei soci partecipanti alla votazione.
Per le nomine delle cariche sociali è dichiarato eletto chi riporta il maggior numero di voti, ed a parità di voti colui che è socio da maggior tempo.
Art. 77. – I soci possono farsi rappresentare all’assemblea mediante delega scritta.
Art. 78.- Di ogni adunanza deve essere redatto verbale che sarà firmato dal presidente e dal segretario dell’assemblea.
I verbali nei quali siano consacrati i risultati di votazione a scrutinio segreto devono altresì essere firmati dagli scrutatori che hanno partecipato alle operazioni di scrutinio.
Art. 79. – Sono di esclusiva competenza dell’assemblea:
Art. 80. – Oltre che nel caso previsto nell’art. 56, quinto comma, l’assemblea può essere convocata in seduta straordinaria sempre che il consiglio direttivo ne ravvisi la necessità o la direzione nazionale lo richieda.
Art. 81. – La direzione nazionale può richiedere che siano inseriti nell’ordine del giorno delle assemblee ordinarie e straordinarie tutti quegli argomenti che essa ritiene utile di sottoporre al giudizio dei soci.
Art. 82. – I soci delle sottosezioni e dei fiduciariati possono farsi rappresentare alle assemblee della sezione da altri soci muniti di delega ai termini dell’art. 77.
Art. 83. – Il consiglio direttivo si compone di almeno cinque membri effettivi e di un minimo di due supplenti.
Art. 84. – Il consiglio direttivo dirige ed amministra la sezione secondo le direttive degli organi centrali e nei limiti del bilancio preventivo ed è sottoposto ai controlli di cui al regolamento amministrativo-contabile.
Art. 85. – Il consiglio direttivo provvede alla esecuzione, oltre che delle deliberazioni dell’assemblea dei soci, di quelle della direzione nazionale e del comitato centrale, determina le opere di assistenza e di tutela da svolgere a favore dei soci osservando in ogni caso le direttive stabilite dal comitato centrale, dalla direzione nazionale e dal comitato regionale, vigila che nella circoscrizione della sezione siano applicate le disposizioni legislative a favore dei mutilati ed invalidi di guerra. Esso inoltre delibera sulle domande di ammissione dei soci, sorveglia sull’osservanza da parte delle sottosezioni e dei fiduciariati e dei soci dei doveri derivanti dal presente statuto e dalla disciplina associativa, adottando, ove del caso, i provvedimenti disciplinari previsti dallo statuto.
Art. 86. – Il consiglio direttivo è convocato dal presidente della sezione tutte le volte che questi lo ritenga necessario o quando un terzo dei membri ne faccia richiesta scritta; in questo secondo caso la convocazione deve aver luogo entro otto giorni dalla richiesta.
L’avviso di convocazione, insieme all’ordine del giorno dei lavori, sarà dal presidente trasmesso ai singoli membri, per lettera raccomandata, almeno tre giorni prima della data stabilita. Nei casi di assoluta urgenza l’avviso può essere recapitato anche nella stessa giornata della convocazione, purché sei ore prima dell’inizio della seduta.
Art. 87. – Per la validità delle sedute del consiglio direttivo occorre, in ogni caso, l’intervento della maggioranza dei suoi componenti.
Si osservano le disposizioni dell’art. 36, quarto, quinto, sesto, settimo e ultimo comma.
Copia integrale del verbale del consiglio direttivo deve, nel termine di quindici giorni, essere inviato al presidente regionale.
Art. 88. – I membri del consiglio direttivo durano in carica da un’assemblea congressuale all’altra.
Art. 89. – Sulle dimissioni dei singoli membri del consiglio direttivo della sezione delibera il consiglio stesso; su quelle dell’intero consiglio delibera l’assemblea dei soci all’uopo convocata entro un mese.
La stessa assemblea, se accetta le dimissioni, procede alla nomina del nuovo consiglio direttivo. Il consiglio dimissionario rimane in carica fino all’insediamento dei successori. Questi, in qualunque tempo eletti, rimangono in carica solo per il triennio in corso.
Art. 90. – Se per dimissioni od altre cause ed esauriti i consiglieri supplenti, il consiglio direttivo sezionale venga a ridursi a meno della metà dei suoi componenti effettivi la direzione nazionale, sentita la commissione esecutiva regionale, nomina uno o più reggenti, con l’incarico di convocare entro sei mesi l’assemblea per la rinnovazione totale del consiglio direttivo.
Art. 91. – Contro ogni deliberazione del consiglio direttivo i soci che la ritengono lesiva degli interessi della sezione, dell’Associazione o dei singoli, hanno diritto di ricorrere, entro quindici giorni, alla direzione nazionale.
Art. 92 .- Il consiglio direttivo può, ove lo creda opportuno, farsi coadiuvare da apposite commissioni composte di soci da esso scelti e presiedute dal presidente della sezione o da altro membro del consiglio stesso.
Art. 93. – Il consiglio direttivo, nella sua prima adunanza, nomina nel proprio seno, con votazione separata ed a scrutinio segreto, il presidente, il vice presidente, il segretario e l’economo della sezione. In caso di necessità le cariche di segretario ed economo possono essere assunte da una sola persona.
Art. 94. – Il presidente ha la rappresentanza della sezione.
Art. 95. – Il presidente esegue le deliberazioni del consiglio direttivo e degli organi centrali e regionali dell’Associazione e vigila sul buon andamento di tutti gli uffici e servizi della sezione.
Art. 96. – Il vice presidente sostituisce il presidente in caso di assenza o di impedimento e lo coadiuva nella trattazione degli affari ad esso delegati.
Art. 97. – Il segretario vigila sul regolare svolgimento di tutti i servizi di segreteria.
Art. 98. – L’economo ha la responsabilità del servizio di cassa e di economato, della regolare tenuta dei libri di contabilità e della documentazione delle entrate e delle spese della sezione.
Art. 99. – Il consiglio direttivo può, in ogni tempo, con deliberazione motivata, presa con l’intervento di almeno due terzi dei consiglieri in carica e con la maggioranza di almeno la metà di essi, rinnovare le nomine di cui all’art. 93.
In caso di negata ratifica si applicano le disposizioni di cui alla seconda parte dell’art. 90 dello statuto.
Art. 100. – Il collegio dei sindaci della sezione è composto di tre membri effettivi, che eleggono nel loro seno il presidente, e di due membri supplenti.
Essi sono eletti dall’assemblea contemporaneamente alla elezione del consiglio direttivo, durano anch’essi in carica da un’assemblea congressuale all’altra e rimangono in carica anche nel caso in cui si verificassero le ipotesi previste dagli articoli 89 e 90.
Art. 101. – Il collegio dei sindaci ha il controllo sulla gestione economico-finanziaria della sezione secondo il regolamento amministrativo-contabile.
Art. 102. – Nel caso di gravi ed eccezionali situazioni amministrative i sindaci devono informare il presidente del collegio centrale dei sindaci, il presidente regionale e la direzione nazionale.
Art. 103. – Sulle dimissioni dei singoli membri del collegio delibera il collegio stesso, su quelle dell’intero collegio delibera l’assemblea dei soci all’uopo convocata.
Art. 104. – Le sottosezioni sono costituite, ai sensi e con la procedura di cui all’art. 70, quando abbiano recapito fisso per i soci, orario d’ufficio almeno una volta alla settimana, giustificate ragioni di utilità organizzativa.
Le sottosezioni, pur essendo parte integrante della sezione, sono rette da un proprio consiglio direttivo composto da almeno tre membri effettivi e a un supplente eletti dall’assemblea dei soci della sottosezione a scrutinio segreto.
Il consiglio elegge nel suo seno un presidente, un vice presidente e un segretario-economo.
Per l’assemblea e per il consiglio direttivo delle sottosezioni, valgono, in quanto applicabili, le stesse disposizioni fissate per l’assemblea e il consiglio direttivo della sezione.
Le sottosezioni hanno una propria contabilità ma i risultati della loro gestione economico-finanziaria rientrano nel bilancio della sezione secondo il regolamento amministrativo-contabile.
Gli organi di controllo amministrativo e contabile della sezione esercitano le loro funzioni anche nei confronti delle sottosezioni.
Art. 105. – La sottosezione ha lo scopo di facilitare i rapporti dei soci con la sezione, curando l’attuazione dei fini a questa assegnati dallo statuto. Per l’ammissione dei soci e per ogni provvedimento di carattere amministrativo e disciplinare la sottosezione dovrà fare le opportune proposte al consiglio direttivo della sezione il quale delibererà in merito.
Art. 106. – Le deliberazioni del consiglio direttivo sezionale sono obbligatorie anche per le sottosezioni; le deliberazioni del consiglio direttivo sottosezionale che non siano di mera esecuzione vanno sottoposte alla ratifica del consiglio direttivo sezionale.
Art. 107. – La sottosezione quando abbia i requisiti di cui all’art. 68 può essere elevata a sezione, con deliberazione della direzione nazionale, su richiesta del proprio consiglio direttivo, sentito il parere del consiglio direttivo della sezione da cui dipende e quello della commissione esecutiva regionale.
Essa può, dalla direzione nazionale e sentito il parere del consiglio direttivo della sezione e quello della commissione esecutiva regionale, essere trasformata a fiduciariato, o sciolta, quando vengano a mancare le condizioni che ne determinarono la costituzione.
Art. 108. – Le attività delle sezioni sciolte, con l’eventuale trasformazione in sottosezione o fiduciariato, passano alla sezione cui è attribuita la circoscrizione territoriale della sezione disciolta, ovvero sono ripartite tra sezioni viciniori tra le quali è divisa la circoscrizione medesima. In tale ultimo caso la ripartizione è fatta dalla direzione nazionale sentito il parere della commissione esecutiva regionale.
Art. 109. – Le sezioni nomineranno di regola, nei comuni della propria circoscrizione e in quelli di circoscrizione delle proprie sottosezioni, dei fiduciari, sentita la designazione dei soci interessati. I fiduciari hanno il compito di mantenere il contatto con i soci e con le sezioni e sottosezioni, di attuare i fini associativi rendendosi interpreti delle esigenze dei soci e trasmettendo a questi le istruzioni e i provvedimenti della sezione o della sottosezione.
Art. 110. – I fiduciari hanno un compito di collegamento con i soci; essi non hanno alcun potere disciplinare e solo possono segnalare al consiglio direttivo della sezione o della sottosezione i soci che vengono meno ai fini e alla disciplina dell’Associazione.
Art. 111. – Il consiglio della sezione può sempre revocare la nomina del fiduciario qualora questo non esplichi il suo mandato, ne superi i limiti o in qualunque modo venga meno alla disciplina associativa.
La sottosezione potrà proporre la nomina o la revoca dei fiduciari al consiglio della sezione che delibera in merito.
Art. 112. – I soci facenti capo ai fiduciariati, per l’intervento all’assemblea della sottosezione, possono ai sensi dell’art. 82 delegare altri soci.
Dell’ammissione, della radiazione, delle dimissioni,
Art. 113.- La domanda di ammissione a socio può essere presentata da coloro che rientrano nel primo comma dell’art. 3 ad ogni sezione esistente nell’ambito della propria provincia di residenza.
Coloro che rientrano nel secondo comma dell’art. 3 possono presentare domanda di ammissione a socio a qualunque sezione.
Avverso le deliberazioni dei consigli direttivi che rigettino domande di ammissione, gli interessati possono proporre ricorsi in prima istanza alla commissione esecutiva regionale ai sensi del comma e) dell’art. 63 e in seconda istanza alla direzione nazionale ai sensi del comma c) dell’art. 33.
Art. 114. – Qualora un socio cambi sezione la relativa iscrizione viene trasmessa d’ufficio dalla sezione di provenienza alla nuova sezione.
Art. 115. – Sono radiati i soci i quali per un periodo di un anno non abbiano versato la quota di contribuzione associativa o firmata la delega. Prima di procedere alla radiazione il consiglio direttivo diffiderà il socio, a mezzo di lettera raccomandata, dandogli almeno 30 giorni di tempo per mettersi in regola.
Il socio radiato può essere riammesso purché presenti nuova domanda di ammissione e paghi le quote arretrate.
Art. 116. – Perdono la qualifica di socio coloro che non risultano più in possesso dei requisiti di cui al primo comma dell’art. 3 del presente statuto a seguito di revoca del provvedimento concessivo del trattamento pensionistico nei casi previsti dalla legge.
Art. 117. – Sulle dimissioni del socio delibera il consiglio direttivo.
Art. 118. – Ai soci responsabili di violazione dei doveri di cui all’art. 4, o di atti di indisciplina associativa, possono applicarsi a seconda della gravità del caso le seguenti misure disciplinari:
Art. 119. – Il socio sottoposto a procedimento disciplinare può, con deliberazione dell’organo competente per il giudizio disciplinare, essere in via cautelare sospeso dalle cariche eventualmente coperte ed anche da qualsiasi attività sociale.
Art. 120. – La radiazione nel caso di cui all’art. 115, la cancellazione e le sanzioni disciplinari sono adottate, salvo i casi in cui è stabilita la competenza degli organi centrali, con deliberazione del consiglio direttivo, avverso la quale gli interessati possono proporre ricorso in prima istanza alla commissione esecutiva regionale ai sensi del comma e) dell’art. 63 e in seconda istanza alla direzione nazionale ai sensi del comma c) dell’art. 33. I ricorsi non hanno effetto sospensivo.
Art. 121. – Ai sensi dell’art. 33 lettera f), la competenza ad adottare provvedimenti disciplinari a carico degli iscritti che rivestano cariche sociali o le abbiano rivestite nell’ultimo triennio, appartiene alla direzione nazionale.
Sulla decisione del ricorso, che non ha effetto sospensivo, non hanno diritto a voto nè i componenti la direzione nazionale nè i componenti il comitato centrale che fanno parte del consiglio direttivo della sezione di appartenenza del ricorrente.
Art. 122. – Il socio espulso non potrà essere riammesso almeno per un periodo di tre anni salvo che fatti nuovi non vengano a modificare la sua posizione. La deliberazione del consiglio direttivo che disponga una riammissione è soggetta alla ratifica della direzione nazionale.
Art. 123. – Le sezioni e le sottosezioni sono tenute all’osservanza, oltre che dello statuto e dei regolamenti, delle direttive e delle disposizioni impartite dagli organi centrali e regionali dell’Associazione e debbono ispirare sempre la loro attività ed il loro indirizzo ad una solidale e fraterna collaborazione con le altre sezioni e con gli altri organi onde mantenere all’organizzazione unità e compattezza.
Art. 124. – Le sezioni e sottosezioni che vengono meno ai doveri di cui all’articolo precedente o che comunque con atti o fatti di indisciplina recano danno al prestigio e al buon andamento dell’Associazione sono passibili a seconda della gravità del caso:
a) di richiamo al consiglio direttivo della sezione o della sottosezione;
b) di scioglimento del consiglio direttivo della sezione o della sottosezione.
La direzione nazionale prima di adottare le sanzioni di cui sopra deve contestare, con lettera raccomandata, al consiglio direttivo della sezione o della sottosezione, gli addebiti, assegnando un termine, non inferiore a trenta giorni, per la presentazione di difese e giustificazioni e per consentire, ove ciò sia richiesto, l’audizione personale del presidente o di altro componente, all’uopo delegato, del consiglio direttivo della sezione o della sottosezione.
Art. 125. – Sino all’emanazione da parte del comitato centrale del regolamento di esecuzione del presente statuto e degli altri regolamenti, restano ferme le disposizioni regolamentari attualmente vigenti per la parte che non sia in contrasto con il vigente statuto.
Art. 126. – La direzione nazionale predispone il regolamento per l’attuazione dello statuto da sottoporre alla approvazione del comitato centrale.
Art.127. – Per ogni controversia di cui dovesse essere investita la magistratura ordinaria o amministrativa è competente esclusivamente il Foro di Roma.
Art.128. – E’ costituita una Consulta Nazionale dei figli, nipoti e pronipoti dei soci di cui al primo comma dell’art. 3,appartenenti alla Fondazione e dei soci di cui al secondo comma dell’art.3.
Detta Consulta, composta da ventinove membri, verrà eletta al Congresso dai delegati degli aderenti alla Fondazione e dai delegati dei soci di cui al secondo comma dell’art.3.
Art.129. – Presso ogni regione è costituita una Consulta composta da un massimo di dieci elementi eletti in ambito regionale tra i figli, nipoti e pronipoti dei soci di cui al primo comma dell’art.3, appartenenti alla Fondazione e tra i soci di cui al secondo comma dell’art.3.
Art.130 – E’ fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonchè fondi,riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, in favore di amministratori, soci, partecipanti, lavoratori o collaboratori, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge, ovvero siano effettuate a favore di enti che per legge, statuto o regolamento, fanno parte della medesima e unitaria struttura e svolgono la stessa attività ovvero altre attività istituzionali direttamente e specificamente previste dalla normativa vigente.
Art.131 – E’ fatto obbligo di reinvestire gli eventuali utili e avanzi di gestione esclusivamente per lo sviluppo delle attività funzionali al perseguimento dello scopo istituzionale di solidarietà sociale.
Art.132 – E’ fatto obbligo di devolvere il patrimonio dell’Associazione in casa di suo scioglimento per qualunque causa, ad altro ente non commerciale che svolga un’analoga attività istituzionale,salvo diversa destinazioneimposta dalla legge.

References: Art. 5

Art. 6

Art. 15

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21
 articolo 20

Art. 22

Art. 25

Art. 26

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 45

Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 50

Art. 51

Art. 52

Art. 53

Art. 54

Art. 55

Art. 56

Art. 57

Art. 58

Art. 59

Art. 60

Art. 61

Art. 62

Art. 63

Art. 64

Art. 65

Art. 66

Art. 67

Art. 68

Art. 69

Art. 70

Art. 71

Art. 72

Art. 73

Art. 74

Art. 75

Art. 76

Art. 77

Art. 78

Art. 79

Art. 80

Art. 81

Art. 82

Art. 83

Art. 84

Art. 85

Art. 86

Art. 87

Art. 88

Art. 89

Art. 90

Art. 91

Art. 92

Art. 93

Art. 94

Art. 95

Art. 96

Art. 97

Art. 98

Art. 99

Art. 100

Art. 101

Art. 102

Art. 103

Art. 104

Art. 105

Art. 106

Art. 107

Art. 108

Art. 109

Art. 110

Art. 111

Art. 112

Art. 113

Art. 114

Art. 115

Art. 116

Art. 117

Art. 118

Art. 119

Art. 120

Art. 121

Art. 122

Art. 123

Art. 124

Art. 125

Art. 126

Art.127

Art.128

Art.129

Art.130

Art.131

Art.132