Source: http://www.jus.unitn.it/cardozo/Obiter_Dictum/Dett1.htm
Timestamp: 2017-11-20 20:50:58+00:00

Document:
artic1.htm
IL DIRITTO ALLA PRIVACY NEGLI STATI UNITI:
EVOLUZIONE IN RELAZIONE AL CASO BOWERS VS HARDWICK
di Stefano Dettoni
1. LA DOTTRINA ED I PRECEDENTI GIURISPRUDENZIALI
Con la sentenza del 1986, Bowers v. Hardwick, la Corte ha voluto portare un significativo restringimento al concetto di privacy. Negli anni precedenti, ed in particolare nelle sentenze in materia di aborto e di contraccettivi, si aveva infatti avuta una graduale espansione di tale diritto che contrasta con la inversione di interpretazione giurisprudenziale contenuta nell'opinione del giudice White. Buona parte della dottrina non ha accolto con grande favore questa nuova linea della Corte Suprema americana; può in particolare essere interessante analizzare quella che avrebbe dovuto essere la naturale linea evolutiva se la Corte avesse proseguito l'indirizzo intrapreso nelle precedenti sentenze. Già nel 1940, nella sentenza Rotary International v. Rotary Club of Duarte, la Corte aveva incidentalmente affrontato l'argomento: in quell'occasione aveva infatti affermato che il I emendamento protegge le relazioni tra gli individui e che presupposto di queste relazioni sono gli stretti rapporti che il singolo è libero di instaurare con gli altri e che sono alla base dello sviluppo stesso della personalità dello stesso. Nel 1973, nella sentenza Paris Adult Theatre I v. Slaton, la Corte aveva incluso esplicitamente tra gli aspetti di questi rapporti interpersonali anche l'intimità sessuale, definendola una chiave fondamentale dell'esistenza umana, punto centrale della famiglia, dello sviluppo della società e della personalità umana. Secondo Tribe, seguendo questa tendenza interpretativa, nel 1986 la Corte avrebbe dovuto arrivare a delle conclusioni quali quelle che sono invece sostenute solamente nell'opinione dissenziente del giudice Blackmun. Si sarebbe cioè dovuto riaffermare che l'individuo è libero di esplicare la sua personalità anche con la scelta di una relazione sessuale e che ci sono, tuttavia, più modi giusti di intraprendere queste relazioni.
Nonostante ciò la Corte Suprema, nella sentenza Bowers v. Hardwick, non ha voluto seguire questa strada, ma, dichiarando costituzionale lo statute della Georgia, ha posto dei limiti al diritto di privacy del cittadino. Per fare questo la Corte ha inteso in modo estremamente limitativo il diritto in questione, affermando che per la soluzione del caso era necessario stabilire se fosse rintracciabile e quindi tutelabile nella Costituzione un diritto "to engage homosexual sodomy". Questa impostazione è opposta a quella data nell'opinione dissenziente dal giudice Blackmun, secondo cui il diritto in questione è il classico "right to be let alone". La scelta preliminare di una di queste due impostazioni, in quanto già di per sè scelta di valore, condiziona in modo determinante la decisione finale (cfr. per il problema del "livello di generalità" il § 4).
Secondo il giudice Blackmun il punto di diritto fondamentale in questo caso riguarda la protezione e la libertà dell'individuo di scegliere le relazioni intime che preferisce. Si può arrivare ad una tale conclusione dall'analisi dei risultati, almeno implicitamente, raggiunti nelle sentenze degli anni '60 e '70, in materia di contraccettivi ed aborto. In particolare si può notare che per affermare la libertà di utilizzo di diversi mezzi contraccettivi non è sufficiente affermare che si intende in questo modo tutelare i valori fondamentali della famiglia e della procreazione. Infatti per la tutela in special modo della libertà di procreazione sarebbe paradossalmente sufficiente la astinenza sessuale. E' chiaro allora che la Corte con queste sentenze ha anche voluto implicitamente affermare la libertà dell'individuo di organizzare la propria vita liberamente anche per quanto riguarda la sfera sessuale. Nel 1973, nella sentenza Carey v. Population Services Int' l, si è infatti esplicitamente affermata l'importamza dell' individual autonomy e della libertà non solo di procreazione ma di decidere sulla procreazione. L'opinione di maggioranza nel caso Hardwick ha invece dato una interpretazione molto restrittiva dei diritti alla base di queste precedenti decisioni: ha infatti considerato le sentenze sull'utilizzo dei contraccettivi come se riguardassero unicamente il diritto di comprare e usare particolari prodotti farmaceutici e non anche il diritto di scegliere come organizzare la propria attività sessuale. A questo proposito il giudice Blackmun sottolinea che qui non sono in discussione "demographic considerations or the Bible's command to be fruitful and multiply", ma bisogna invece ricordarsi che "we all depend om the emotional enrichment of close ties with others".L'essenza del diritto di associazione consiste quindi nel diritto di scegliere le persone con cui instaurare tali legami e un corollario necessario a tale libertà di scelta della condotta di vita è l'accettazione del fatto che diversi individui faranno scelte diverse.
Il grave errore commesso dalla Corte del caso Hardwick consiste quindi in una inversione dell'assioma della equal protection clause: si è cioè giustificata una discriminazione affermandone la legittimità solamente grazie alla sua preesistenza, invece di eliminarla una volta constatata la mancanza di una ragione che ne costituisca il fondamento.
La sentenza Bowers v. Hardwick è stata oggetto di studio da molta parte della dottrina e può essere interessante vedere l'analisi di essa fattane da una prestigiosa rivista quale la Harvard Law Review.
1) La Corte riconcettualizzando il diritto alla privacy ha rifiutato la linea giurisprudenziale precedente che sembrava garantire all'individuo il diritto di scegliere liberamente la propria condotta nelle relazioni intime. La limitazione della tutela nell'ambito di "famiglia, matrimonio e procreazione" comporta l'adozione di un formalistic approach, postulando in pratica la necessità di una preliminare lista tassativa dei diritti protetti.
La Corte inoltre compie una duplice scelta di valori: in primo luogo adotta una nozione tradizionale di famiglia, restringendo questa definizione alla sola famiglia eterosessuale; in secondo luogo ha selezionato la storia per scegliere su quale parte di essa basare la propria decisione: si sarebbe infatti potuto far riferimento anche alla storia più recente e, con particolare riferimento ai grandi sviluppi della società americana dagli anni '60 in poi, la condanna della omosessualità non sarebbe più stata così facilmente giustificabile sulla sola base della morale e sensibilità pubblica.
L'analisi della sentenza Bowers v. Hardwick comporta anche la risoluzione di uno dei problemi principali che la Corte Suprema, come anche tutte le altre Corti con un ruolo simile, deve affrontare per determinare se un diritto sia tutelabile: bisogna stabilire se ci si trova in presenza di un diritto fondamentale; inoltre, anche dopo che tale diritto sia stato riconosciuto come fondamentale, bisogna stabilire se lo stesso sia in questione nella fattispecie concreta. Il problema è quindi riassumibile nella domanda che lo stesso Tribe si pone: "at what level of generality should the right previously protected, and the right currently claimed, be described?". La scelta di un certo c.d. level of generality è infatti di per sè una scelta di valori, che influisce quindi in modo determinante sulla decisione di una Corte. La sentenza esaminata ne è un esempio: come già detto, l'opinione di maggioranza e l'opinione dissenziente hanno creduto di dover esaminare due differenti diritti: mentre per il giudice White era in questione un diritto alla sodomia omosessuale, per il giudice Blackmun al contrario si era in presenza di un più generale diritto alla privacy. Partendo da queste premesse la Corte ha potuto negare una tutela del diritto più specifico in quanto non erano riscontrabili precedenti a favore e poichè ha ritenuto tutelabile solo un diritto fondamentale di decidere se procreare o no. Nell'ottica del giudice B. lo Statute della Georgia sarebba stato invece incostituzionale in quanto contrario al diritto di essere lasciati da soli: nella fattispecie ci si troverebbe infatti di fronte ad una specificazione di tale diritto, determinabile nell'interesse fondamentale che tutti gli individui hanno nel controllo della natura delle loro relazioni intime con gli altri. E' importante capire che il concetto di level of generality è un concetto relativo: la definizione di un diritto più generale non comporta di per sè la tutela di un maggior numero di fattispecie concrete o, comunque, non implica necessariamente la tutela di alcuni diritti più specifici; anche per spiegare questa affermazione può essere utile fare riferimento alla sentenza Bowers v. Hardwick. Come visto, la Corte adotta una interpretazione più restrittiva, ma le premesse da cui parte potrebbero ad esempio tutelare il diritto di usare una banca del seme o una madre artificiale, in quanto si potrebbe invocare il valore superiore della procreazione; queste stesse situazioni non sarebbero invece tutelabili dalle premesse più generali da cui è partita l'opinione dissenziente, in quanto tali attività nulla hanno a che fare con le relazioni intime e il diritto di organizzare la propria vita sessuale. Il problema non è naturalmente risolvibile a priori in quanto implicante una scelta di valori , ma bisogna che i giudici ne siano consapevoli e cerchino, nella ricerca dei diritti tutelabili, di non limitarsi alla compilazione di un elenco, bensì si sforzino di trovare il continuum che lega l'intero Bill of Rights, che permetta, attraverso una interpretazione sistematica, di evitare connessioni arbitrarie e confliggenti fra loro.

References: sentenza 
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 § 4
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