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settore ambiente e verde urbano Regolamento..Comunale del..verde..pubblico..e..privato - PDF
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1 2 3 settore ambiente e verde urbano Regolamento..Comunale del..verde..pubblico..e..privato Marzo 20094 5 INDICE TITOLO I. PRINCIPI GENERALI PER LA TUTELA DEL VERDE PUBBLICO E PRIVATO... 1 Articolo 1. Finalità... 1 Articolo 2. Oggetto del Regolamento... 1 Articolo 3. Ambito di applicazione... 3 Articolo 4. Vigilanza... 4 TITOLO II. NORME GENERALI PER LA TUTELA DEL VERDE PUBBLICO E PRIVATO... 5 Capitolo I - Difesa delle alberature... 5 Articolo 5. Difesa Fitosanitaria... 5 Articolo 6. Norme per la difesa delle piante... 6 Articolo 7. Particolari disposizioni per la tutela degli alberi di grande rilevanza... 7 Articolo 8. Danneggiamenti... 9 Capitolo II- Abbattimenti in assenza di titoli edilizi abilitativi Articolo 9. Abbattimenti urgenti Articolo 10. Abbattimenti in assenza di titoli edilizi abilitativi Capitolo III - Sostituzioni Articolo 11. Sostituzione di esemplari abbattuti per motivi fitosanitari Articolo 12. Reimpianti coattivi Capitolo IV Potature Articolo 13. Potature e rimonde Articolo 14. Potatura di contenimento della chioma e di risanamento TITOLO III. NORME PER LA TUTELA DEL VERDE IN PRESENZA DI INTERVENTI EDILIZI Capitolo I - Abbattimenti in presenza di titoli edilizi abilitativi Articolo 15. Abbattimenti in presenza di titoli edilizi abilitativi Capitolo II - Aree di pertinenza: interventi ammessi Articolo 16. Interventi ammessi all interno delle aree di pertinenza Articolo 17. Pavimentazioni ammesse all interno delle aree di pertinenza Capitolo III - Prescrizioni e vincoli Articolo 18. Prescrizioni per la realizzazione di progetti edilizi e scelta delle specie vegetali TITOLO IV. NORME PER L'USO E L ORGANIZZAZIONE DEL VERDE PUBBLICO Articolo 19. Ambito di applicazione Capitolo I - Usi e limitazioni Articolo 20. Accesso a parchi, giardini e aree verdi Articolo 21. Limitazioni d uso ed attività consentite Articolo 22. Gioco libero e attrezzature specifiche Articolo 23 Uso del verde pubblico da parte di animali... 306 Articolo 24. Installazione di chioschi su aree a verde pubblico o all interno di aree di pertinenza di alberature Articolo 25. Occupazioni di suolo pubblico per cantieri, manifestazioni culturali e sportive, dello spettacolo viaggiante, di pubblico spettacolo e simili TITOLO V. SANZIONI Articolo 26. Sanzioni Articolo 27. Indennizzi per danni o reintegri del patrimonio arboreo e arbustivo pubblico e privato TITOLO VI. DISPOSIZIONI FINALI Art.28. Abrogazioni Art. 29. Entrata in vigore GLOSSARIO ALLEGATI ALLEGATO 1. Specie vegetali ALLEGATO 2. Classificazione degli alberi in base alla dimensione della chioma a maturità ALLEGATO 3. Determinazione degli indennizzi dovuti per danni o reintegri del patrimonio arboreo pubblico e privato... 497 Regolamento comunale del verde pubblico e privato 1 TITOLO I. PRINCIPI GENERALI PER LA TUTELA DEL VERDE PUBBLICO E PRIVATO Articolo 1. Finalità Il Comune di Bologna intende tutelare, in quanto bene pubblico, le specie vegetali arboree nelle aree sia pubbliche sia private, costituendo tale vegetazione una componente fondamentale del paesaggio, con valenza positiva per l ambiente e per le funzioni sociali, ricreative, didattiche ed estetiche ad essa collegate. L obiettivo è la salvaguardia e la riqualificazione del verde di proprietà pubblica e privata per conseguire evidenti miglioramenti ambientali ed arricchire il patrimonio floristico in senso qualitativo e quantitativo e, conseguentemente, la biodiversità sul territorio comunale. La tutela della vita vegetale presente sull intero territorio comunale si attiva quando questa assume una qualsiasi rilevanza ambientale, nell ambito patrimoniale pubblico e privato. La tutela del verde pubblico e privato si realizza definendo le modalità di intervento sulle aree verdi nonché le trasformazioni del territorio più consone al mantenimento e allo sviluppo della vegetazione esistente, incrementando le presenze arboree nel contesto urbano e le connessioni tra le aree verdi, finalizzando gli interventi ad una più agevole accessibilità e ad una maggiore facilitazione di collegamenti naturali, allo scopo di realizzare un sistema complesso di reti ecologiche urbane. Articolo 2. Oggetto del Regolamento 1. Sono tutelati tutti gli esemplari arborei, di cui all allegato 1 del presente regolamento, nonché le relative aree di pertinenza, ubicati sul territorio comunale e aventi diametro del tronco superiore a: > 15 cm (47 cm di circonferenza) appartenenti alle specie ascritte al gruppo A; > 20 cm (63 cm di circonferenza) appartenenti alle specie ascritte ai gruppi B, C e D; > 40 cm (126 cm di circonferenza) appartenenti alle specie ascritte al gruppo E. 2. Sono inoltre tutelati gli alberi di grande rilevanza definiti come esemplari arborei aventi il diametro del tronco superiore a: > 60 cm (189 cm di circonferenza) per genere e specie appartenente ai gruppi B, C e D; > 100 cm (315 cm di circonferenza) per genere e specie appartenenti al gruppo E.8 2 Regolamento comunale del verde pubblico e privato 3. Le alberature a portamento policormico sono tutelate qualora i fusti di diametro superiore a cm 10 costituiscano diametro complessivo maggiore di quello delle dimensioni citate ai precedenti capoversi. In questo caso il diametro del tronco corrisponderà al diametro equivalente ottenuto dall area di un cerchio derivante dalla somma delle singole aree appartenenti ai tronchi superiori ai 10 cm. 4. Le misure precitate dovranno essere rilevate a 1,30 m dal colletto. 5. Per area di pertinenza si intende l area definita dalla circonferenza tracciata sul terreno avente come punto di riferimento il centro del tronco dell'albero e raggio secondo la seguente articolazione: Diametro del tronco (cm) Raggio (m) Da 20 a 35 4 Da 35 a 50 5 Da 50 a 80 7 Maggiore di Per volume di pertinenza si intende il volume di un solido cilindrico ottenuto dalla proiezione dell area di pertinenza ad una quota sia inferiore che superiore al piano di campagna. La quota inferiore al piano di campagna (profondità) viene definita in: Diametro del tronco (cm) Profondità (m) Da 20 a 35 2 Da 35 a 50 2,5 Da 50 a 80 3,5 Maggiore di 80 5 La quota superiore al piano di campagna viene definita dall altezza dell esemplare arboreo rilevata dal colletto alla cima senza che quest ultima abbia subito negli ultimi anni riduzioni con interventi cesori difformi a quanto prescritto dai successivi artt. 13 e 14. Se sono state effettuate riduzioni difformi, l altezza considerata sarà quella tipica della specie di appartenenza dell esemplare arboreo a maturazione. 7. Sono esclusi dalla presente normativa gli interventi sulle alberature che possano considerarsi coltivazioni in atto nell ambito dell'esercizio della attività agricola e forestale (alberi da frutto in coltivazione intensiva, coltivazioni intensive di specie da legno, boschi cedui, pioppeti, vivai).9 Regolamento comunale del verde pubblico e privato 3 8. La tutela degli esemplari arborei di cui al comma 1 e 2 del presente articolo in ambito di interventi edilizi (opere edili private opere pubbliche o di pubblico interesse opere di urbanizzazione) è disciplinata nel successivo Titolo III. 9. Per quanto riguarda gli ambiti territoriali soggetti alle norme di polizia forestale si fa rinvio alle norme medesime. Articolo 3. Ambito di applicazione 1. Risultano compresi nell'ambito di applicazione del presente regolamento: a) esemplari arborei pubblici e privati insistenti sul territorio comunale; b) parchi e giardini comunali (storici, di interesse paesaggistico, estensivi, agricoli, specialistici, urbani); c) aree verdi e giardini annessi a strutture di servizio (edifici pubblici, impiantistica sportiva, scuole con esclusione delle aree di esclusiva pertinenza scolastica); d) aree verdi libere, sia attrezzate sia non attrezzate per il gioco; e) verde di arredo (alberate stradali, aiuole, verde spartitraffico e annesso alla viabilità). 2. La fruizione, da parte dei cittadini, dei giardini di proprietà privata, aperti al pubblico, è regolata da apposite convenzioni. L'Amministrazione Comunale si riserva di predisporre regolamentazioni specifiche per singoli parchi e di istituire Centri di Qualità per raccogliere proposte e valutazioni in merito allo stato di manutenzione ordinaria, straordinaria, all'uso e all'arredo dei parchi, al fine della valorizzazione del sistema del verde, dell incremento degli standard manutentivi, e per incentivare la qualità progettuale delle nuove realizzazioni. 3. L'Amministrazione Comunale, per la manutenzione ordinaria e straordinaria di parchi e giardini, può attivare convenzioni con soggetti pubblici e privati. 4. Gli interventi colturali sul verde pubblico e di manutenzione ordinaria e straordinaria sulle proprietà comunali, effettuati direttamente o tramite terzi dall'amministrazione Comunale stessa, devono rispettare i principi del presente regolamento. 5. Durante tali interventi sono ammesse deroghe al presente regolamento esclusivamente quando non sia possibile nessun'altra razionale soluzione tecnica o progettuale, quando le opere da realizzare abbiano la finalità di eliminare10 4 Regolamento comunale del verde pubblico e privato potenziali pericoli garantendo in questo modo la pubblica incolumità oppure di contenere eventuali disagi alla cittadinanza. 6. Relativamente alle alberate stradali l'amministrazione Comunale, tenuto conto delle specifiche caratteristiche di tale impianto, programma il rinnovo delle alberate in fase di irreversibile degrado o invecchiamento, tendendo, in ogni caso, ad un incremento complessivo del numero di esemplari arborei in alberata stradale, in tutte le situazioni nelle quali sussistano le condizione per una corretta messa a dimora. 7. Prima di procedere al rinnovo di un'alberata o parte di essa, l'amministrazione Comunale o il proprietario del bene, attua una capillare attività di informazione affinché i cittadini ne comprendano motivazioni e scopi. Articolo 4. Vigilanza 1. La vigilanza relativa all applicazione del presente regolamento è affidata al Corpo di Polizia Municipale del Comune di Bologna, agli Ufficiali ed Agenti di Polizia Giudiziaria, alle Guardie Ecologiche Volontarie o alle Guardie Zoofile nonché agli Agenti Giurati Volontari addetti alla vigilanza sulla caccia e sulla pesca e agli Agenti Giurati Volontari, secondo le varie discipline di riferimento. 2. Le violazioni al presente regolamento possono essere accertate e contravvenute anche da agenti e funzionari del Comune appositamente delegati dal Sindaco, secondo le modalità previste dal vigente ordinamento. 3. Il Comune di Bologna si riserva di stipulare convenzioni con organizzazioni di volontariato, purché iscritte nel registro regionale delle organizzazioni e all'albo comunale "Libere forme associative" al fine di migliorare la vigilanza e la tutela nelle aree verdi.11 Regolamento comunale del verde pubblico e privato 5 TITOLO II. NORME GENERALI PER LA TUTELA DEL VERDE PUBBLICO E PRIVATO Capitolo I - Difesa delle alberature Articolo 5. Difesa Fitosanitaria 1. Per la lotta contro i parassiti, allo scopo di salvaguardare il patrimonio verde, è fatto obbligo di prevenire 1 la diffusione delle principali malattie e dei parassiti animali e vegetali che possano diffondersi nell'ambiente e creare danni al verde pubblico e privato, nelle modalità previste dalla normativa vigente o dal Servizio Fitosanitario Regionale. 2. Tra le metodologie di lotta dovranno essere privilegiate le misure di tipo preventivo, volte a diminuire al minimo le condizioni di stress per le piante, migliorandone le condizioni di vita. 3. La prevenzione dovrà essere attuata attraverso: a) la scelta di specie adeguate e l impiego di piante sane; b) la difesa delle piante da danneggiamenti; c) l adeguata preparazione dei siti di impianto; d) il rispetto delle aree di pertinenza indicate dal presente regolamento e la protezione delle stesse da calpestio, ecc.; e) l eliminazione o la riduzione al minimo degli interventi di potatura. 4. Per mitigare i disagi provocati da insetti pericolosi e fastidiosi, quali tingide (Corythuca ciliata), metcalfa (Metcalfa pruinosa), limantria (Lymantria dispar), euproctis (Euproctis chrysorrhoea), ifantria americana (Hyphantria cunea), litosia (Litosia caneola), vespe e calabroni (Vespa spp.), betilide (Scleroderma domesticum), ecc., debbono essere rispettate le seguenti prescrizioni di carattere generale: a) evitare ogni contatto diretto con questi insetti (ad es. raccoglierli o toccarli con le mani), soprattutto nel caso dei bambini; b) le specie più pericolose (quali, ad esempio limantria, euproctis, vespe e calabroni) vivono in gruppi numerosi entro particolari strutture protettive (nidi), pertanto, una volta accertata la presenza di queste specie, sarà 1 in base alla normativa vigente per la lotta obbligatoria e all'art. 500 del Codice Penale.12 6 Regolamento comunale del verde pubblico e privato necessario provvedere in tempi brevi all'asportazione e alla distruzione dei nidi, che dovrà essere effettuata da personale specializzato. Articolo 6. Norme per la difesa delle piante 1. Fermo restando il rispetto dei divieti di cui all art. 8 comma 2, nelle aree di cantiere e nei casi di occupazione di suolo pubblico è fatto obbligo di adottare tutti gli accorgimenti utili ad evitare il danneggiamento della vegetazione esistente (lesioni alla corteccia e alle radici, rottura di rami, ecc.). 2. Il transito di mezzi pesanti all'interno delle aree di pertinenza delle alberature è consentito solo in caso di carenza di spazio e solo se saltuario e di breve durata. Nel caso di transito abituale e prolungato, l'area di pertinenza utilizzata per il transito di mezzi pesanti, dovrà essere adeguatamente protetta dall'eccessiva costipazione del terreno tramite apposizione di idoneo materiale cuscinetto (come per esempio trucioli di legno grossolani ricoperti da ghiaia). 3. Per la difesa contro i danni meccanici ai fusti, tutti gli alberi isolati devono essere singolarmente protetti mediante tavole di legno alte almeno 2 m, disposte contro il tronco in modo tale che questo sia protetto su tutti i lati prospicienti l'area di manovra degli automezzi. Le superfici boscate e cespugliate poste nell ambito di un cantiere devono essere protette da recinzioni solide che racchiudano le superfici di pertinenza delle piante. Tale protezione deve prevedere anche l interposizione di idoneo materiale cuscinetto e deve essere installata evitando di collocare direttamente le tavole sulle sporgenze delle radici e senza l inserimento nel tronco di chiodi, manufatti in ferro e simili. Al termine dei lavori tali dispositivi dovranno essere rimossi. 4. Per la difesa contro i danni agli apparati radicali, nell'apertura di scavi, oltre al rispetto delle distanze dalle piante esistenti, occorre porre la massima cura ed attenzione all'asportazione del terreno evitando lesioni che sfibrino le radici più grosse che andranno recise con un taglio netto, opportunamente disinfettato con prodotti fungostatici. Nel caso in cui l'apertura dello scavo si protragga nel tempo ed in condizioni di forte stress idrico della pianta, dovranno essere presi gli opportuni accorgimenti per mantenere umide le radici interessate dall'intervento (ad esempio il rivestimento con geojuta). In ogni caso, indipendentemente dalla durata dei lavori, gli scavi che hanno interessato apparati radicali andranno13 Regolamento comunale del verde pubblico e privato 7 riempiti, per almeno 50 cm di profondità rispetto al taglio effettuato sulle radici, con una miscela di terriccio composto da sabbia e torba umida. 5. Per gli scavi necessari alla posa in opera di nuova impiantistica tecnologica interrata (tubazioni gas, acqua, linee elettriche e telefoniche, fognature, ecc.) si devono osservare distanze minime o utilizzare per la posa di passacavi il sistema nodig (assenza di scavi) e adottare comunque precauzioni tali da non danneggiare le radici degli alberi e comprometterne la stabilità. Le distanze minime misurate dalla tangente al colletto, rilevata a 10 cm da terra sul tronco dell albero interessato, dovranno corrispondere a: > 1,5 m da alberi appartenenti al gruppo A (Allegato 1); > 3 m da alberi appartenenti ai gruppi B, C, D, E (Allegato 1); > 5 m da alberi di grande rilevanza appartenenti ai gruppi B, C, D, E (Art. 2 comma 2). 6. In casi eccezionali, a fronte di validi e documentati motivi, il Settore comunale competente potrà autorizzare deroghe alle distanze prescritte dal presente articolo a patto sia garantita, secondo le modalità espresse con Determinazione Dirigenziale, la salvaguardia dell'apparato radicale, o in contrapposizione potrà autorizzare l abbattimento e la successiva sostituzione delle alberature qualora, attraverso una perizia tecnica, venga accertata la mancanza dei requisiti di stabilità delle piante. 7. E' fatto obbligo agli Enti o Ditte promotrici degli scavi di presentare ai Settori Comunali competenti, almeno 30 giorni prima dell'inizio dei lavori il progetto esecutivo degli interventi e la planimetria in scala di dettaglio 1:500 delle aree interessate, comprensiva delle linee di utenza e della vegetazione esistente. 8. Nel caso che i lavori producano presumibile alterazione del normale regime idrico delle alberature, queste dovranno essere convenientemente e costantemente irrigate durante il periodo vegetativo. Articolo 7. Particolari disposizioni per la tutela degli alberi di grande rilevanza 1. Gli alberi di grande rilevanza, così come individuati all art. 2 comma 2 del presente regolamento, sono soggetti a particolari tutele e ai principi generali del regolamento stesso.14 8 Regolamento comunale del verde pubblico e privato 2. E' fatto obbligo ai proprietari di alberi di grande rilevanza di eliminare tempestivamente le cause di danno alla vitalità delle piante e di adottare i provvedimenti necessari per la protezione contro eventuali effetti nocivi. 3. Qualsiasi intervento sugli alberi di grande rilevanza riveste carattere di assoluta eccezionalità. Tutti gli interventi di abbattimento e modifica sostanziale della chioma e dell'apparato radicale devono essere autorizzati dal Comune. L'inottemperanza delle prescrizioni comporta l'automatico decadimento delle autorizzazioni. 4. Il proprietario di alberi di grande rilevanza, sia esso soggetto privato o Ente Pubblico, è tenuto, senza necessità alcuna di autorizzazioni da parte del Comune, ad eseguire periodicamente la rimonda del secco ed a conservare, negli esemplari allevati per anni secondo una forma obbligata per i quali una conversione al libero sviluppo vegetativo comporterebbe pericoli di sbrancamento o instabilità, la forma della chioma più consona a garantire le migliori condizioni fisiologiche dell'albero e l'incolumità delle persone. 5. Nel caso in cui l esemplare arboreo da abbattere o manutendere (sottoporre cioè a interventi cesori) appartenga al genere Platanus il proprietario o i soggetti formalmente delegati dovranno obbligatoriamente chiedere mediante comunicazione scritta l autorizzazione al Servizio Fitosanitario Regionale di Bologna. 6. Gli interventi dovranno essere eseguiti da Ditte specializzate nel settore regolarmente iscritte alla Camera di Commercio. 7. Nel caso di alberi monumentali tutelati ai sensi della LR 2/77 qualunque intervento di manutenzione deve essere preventivamente autorizzato dal Servizio Fitosanitario Regionale. Analoga autorizzazione deve essere richiesta per gli abbattimenti dei suddetti esemplari. 8. Gli abbattimenti abusivi e l inosservanza delle disposizioni contenute nei commi precedenti, così come i lavori eseguiti in difformità alle prescrizioni contenute nell atto autorizzativo rilasciato dal Dirigente formalmente delegato dal Sindaco, effettuati su ogni singola pianta, sono considerati abbattimenti non autorizzati o violazioni al presente regolamento.15 Regolamento comunale del verde pubblico e privato 9 Articolo 8. Danneggiamenti 1. Sono considerati danneggiamenti tutte le attività che, direttamente o indirettamente, possano compromettere l integrità fisica e lo sviluppo delle piante di proprietà pubblica e privata. 2. E vietato ogni tipo di danneggiamento alla vegetazione esistente, in particolare: a) provocare ferite con strumenti e mezzi di qualsiasi tipo alle piante situate in giardini, aree verdi, parchi, edifici scolastici e di uso pubblico o abitativo, viali e strade alberate, cimiteri; b) parcheggiare le automobili a ridosso di alberi in filari situati in aiuole stradali la cui copertura è costituita da manto erboso, da terreno nudo o da materiali inerti; c) versare sostanze fitotossiche (sali, acidi, oli, ecc.) nelle aree di pertinenza delle piante; nel caso in cui le sostanze versate provochino la morte o disseccamenti parziali della pianta verranno contabilizzati i danni secondo le modalità indicate nell allegato 3 del presente Regolamento; d) provocare la combustione di sostanze di qualsiasi natura all interno delle aree di pertinenza delle alberature; e) impermeabilizzare l area di pertinenza delle piante, senza la prevista autorizzazione così come al successivo articolo 17; f) affiggere direttamente alle alberature, con chiodi, filo di ferro o materiale non estensibile, cartelli, manifesti e simili; g) riportare, nelle aree di pertinenza delle piante, ricarichi superficiali di terreno o qualsivoglia materiale di spessore superiore a 20 cm, tali da comportare l interramento del colletto; h) asportare terriccio dalle aree di pertinenza degli alberi per uno spessore superiore a 15 cm. In ogni caso non devono essere danneggiate le appendici radicali; i) utilizzare aree a bosco, a parco, nonché le aree di pertinenza delle alberature, per depositi di materiali di qualsiasi tipo, per attività industriali o artigianali in genere; j) realizzare nuovi impianti di illuminazione, anche se provvisori, che producano calore tale da danneggiare la chioma dell alberatura; k) eseguire scavi di qualsiasi natura nell'area di pertinenza delle alberature, fatto salvo quelli di cui al precedente articolo 6 commi 5 e 6.16 10 Regolamento comunale del verde pubblico e privato 3. I danni procurati ad esemplari arborei o ad arbusti di proprietà comunale, contestati e verbalizzati, saranno quantificati e addebitati al responsabile sulla base delle modalità previste di cui all allegato 3 del presente regolamento. 4. Ogni intervento di recupero del danno sul patrimonio del Comune sarà effettuato a cura del Settore competente sia direttamente sia ricorrendo alle imprese di manutenzione appaltatrici dei lavori per conto dell Amministrazione Comunale. I costi dell intervento saranno sostenuti dal Comune con diritto di rivalsa nei confronti del soggetto responsabile. Capitolo II- Abbattimenti in assenza di titoli edilizi abilitativi Articolo 9. Abbattimenti urgenti 1. Al fine di eliminare un pericolo imminente a salvaguardia dell'incolumità delle persone o delle cose, il proprietario o il soggetto da esso formalmente delegato dovrà presentare presso il Settore competente una comunicazione relativa alla necessità di procedere in tempi ristretti all abbattimento di uno o più esemplari arborei tutelati; alla stessa dovrà essere allegata una esaustiva documentazione fotografica dalla quale risultino evidenti le cause che determinano l instabilità della pianta. 2. Nel caso in cui la pianta o le piante ritenuti instabili e quindi da abbattere non evidenziassero visivamente le cause che concorrono alla determinazione della loro instabilità, il proprietario o il soggetto da esso formalmente delegato dovrà allegare alla comunicazione una perizia statica strumentale redatta da un tecnico abilitato. 3. I lavori relativi all abbattimento o agli abbattimenti di alberature debitamente autorizzati dal Dirigente Responsabile, dovranno essere eseguiti da Ditte specializzate nel settore, regolarmente iscritte alla Camera di Commercio. Le Ditte esecutrici dei lavori sono tenute a conoscere le tecniche d esecuzione degli interventi colturali a regola d arte, la normativa vigente nazionale, regionale e comunale inerente la tutela del verde e dell ambiente, nonché l applicazione di quella vigente in materia di sicurezza sul lavoro. 4. Entro 30 giorni, successivi alla data di consegna della comunicazione di cui al comma 2, dovrà essere presentata l ulteriore documentazione analoga a quella prevista per i casi di cui al successivo articolo 10.17 Regolamento comunale del verde pubblico e privato Il proprietario o il soggetto da esso formalmente delegato ha l obbligo di accatastare in loco il materiale vegetale derivante dall abbattimento. Entro 10 giorni dalla data in cui sono stati eseguiti i lavori, l Amministrazione Comunale, tramite propri tecnici o con tecnici da essa eventualmente delegati, potrà effettuare un sopralluogo al fine di verificare la veridicità o meno delle cause addotte a giustificazione dell abbattimento effettuato con carattere d urgenza. Decorso tale termine il materiale di risulta potrà essere rimosso. 6. Qualora l Amministrazione Comunale, tramite propri tecnici o con tecnici da essa eventualmente delegati rilevi l inconsistenza delle motivazioni addotte per eseguire l abbattimento per motivi di urgenza, considererà l abbattimento stesso non autorizzato. Articolo 10. Abbattimenti in assenza di titoli edilizi abilitativi 1. L'abbattimento di uno o più esemplari arborei tutelati identificati secondo i criteri di cui al precedente art. 2, esclusi gli alberi definiti di grande rilevanza per i quali si rimanda al precedente art. 7, è consentito previa presentazione di un apposita istanza da parte del legittimo proprietario o dal soggetto da esso formalmente delegato e a seguito dell autorizzazione rilasciata, esclusivamente nei seguenti casi: a) in presenza di uno o più esemplari arborei non più vegeti; b) in presenza di uno o più esemplari arborei, che per ragioni inerenti al proprio stato vegetativo, fitosanitario e statico, potrebbero costituire un potenziale, ma non imminente, pericolo per l incolumità delle persone o delle cose; c) quando l abbattimento selettivo è in funzione del riassetto di aree verdi e, nel caso di giardini storico-testimoniali come previsti dal RUE vigente, della corretta ricostruzione filologica degli assetti sulla base di un apposito progetto redatto da un tecnico abilitato da sottoporre al parere della C.Q.A.P. (Commissione per la Qualità Architettonica ed il Paesaggio); d) quando l abbattimento selettivo è in funzione di una riduzione della eccessiva densità arborea che compromette il regolare sviluppo vegetativo tipico della specie di appartenenza dei singoli esemplari al fine di migliorare la vita vegetativa delle piante che si intendono conservare;18 12 Regolamento comunale del verde pubblico e privato e) in presenza di uno o più esemplari arborei ubicati a ridosso di edifici, di linee aeree elettriche o di telecomunicazione, sui quali è necessario intervenire con drastici interventi di potatura che, oltre ad alterare in modo irreversibile la naturale struttura della chioma, rappresentano una facile via d accesso per patogeni del legno responsabili di una rapida compromissione del vigore della pianta e della sua stabilità meccanica; f) quando l alberatura è causa principale di lesioni o danni a strutture murarie in elevazione o di fondazione, tali da compromettere la stabilità di fabbricati, muri divisori, ecc., nonché la funzionalità dei manufatti; g) quando l alberatura impedisce opere indispensabili per adeguamenti normativi e interventi di manutenzione ordinaria, solo nei casi in cui non siano possibili altri interventi sulle alberature (esempio interventi cesori) o soluzioni tecniche alternative. 2. Il Settore preposto alla gestione e manutenzione del verde comunale (come pure i soggetti da esso regolarmente incaricati), intervenendo sul patrimonio pubblico attraverso i propri uffici, previa verifica degli elementi di fatto, è esentato dal redigere le suddette richieste di autorizzazione. 3. Nel caso in cui l esemplare arboreo da abbattere appartenga al genere Platanus il proprietario o i soggetti formalmente delegati dovranno obbligatoriamente chiedere mediante comunicazione scritta l autorizzazione al Servizio Fitosanitario Regionale di Bologna. 4. I lavori relativi all abbattimento o agli abbattimenti di alberature debitamente autorizzati dal Dirigente Responsabile, dovranno essere eseguiti da ditte specializzate nel settore, regolarmente iscritte alla Camera di Commercio. 5. Le Ditte esecutrici dei lavori sono tenute a conoscere le tecniche d esecuzione degli interventi colturali a regola d arte, la normativa vigente nazionale, regionale e comunale inerente la tutela del verde e dell ambiente, nonché all applicazione di quella vigente in materia di sicurezza sul lavoro. 6. Gli abbattimenti abusivi e l inosservanza delle disposizioni contenute nei commi precedenti, così come i lavori eseguiti in difformità alle prescrizioni contenute nell atto autorizzativo rilasciato dal Dirigente formalmente delegato dal Sindaco, effettuati su ogni pianta, sono considerati singolarmente abbattimenti non autorizzati o singole violazioni al presente regolamento.19 Regolamento comunale del verde pubblico e privato 13 Capitolo III - Sostituzioni Articolo 11. Sostituzione di esemplari abbattuti per motivi fitosanitari 1. Gli alberi abbattuti, qualora sussistano le condizioni di cui al successivo comma 3, devono essere sostituiti da altrettanti esemplari posti all interno dell area di pertinenza delle piante eliminate e comunque secondo le prescrizioni indicate nella relativa autorizzazione, entro e non oltre 6 mesi dalla data di abbattimento dell esemplare da eliminare. 2. Le alberature messe a dimora in sostituzione di quelle abbattute sono comunque salvaguardate per tutto il tempo necessario al raggiungimento delle dimensioni minime di tutela. 3. Gli esemplari sostitutivi potranno essere messi a dimora nell area di pertinenza delle piante abbattute purché siano disponibili gli spazi sotto specificati e sia possibile il rispetto delle seguenti distanze: a) distanze dai confini: oltre a quanto indicato dal Codice Civile, dal nuovo Codice della Strada e Relativo Regolamento di attuazione, dalle norme ferroviarie, dai Regolamenti dei Consorzi di Bonifica e dalla normativa di polizia idraulica, nella messa a dimora di nuovi esemplari, salvo accordi tra le parti, devono essere rispettate le seguenti distanze minime: Tipologia di esemplare arboreo Distanza minima di rispetto (m) da frutto a sviluppo contenuto (altezza a maturità < 6 m) 1,5 di III grandezza (raggio della chioma a maturità < 3 m) 3 di II grandezza (raggio della chioma a maturità tra 3 e 6 m) 3,5 di I grandezza (raggio della chioma a maturità > 6 m) 4 b) distanze da edifici e manufatti: Tipologia di esemplare arboreo Distanza minima di rispetto (m) di III grandezza (raggio della chioma a maturità < 3 m) 3 di II grandezza (raggio della chioma a maturità tra 3 e 6 m) 3,5 di I grandezza (raggio della chioma a maturità > 6 m) 420 14 Regolamento comunale del verde pubblico e privato c) distanze da utenze aeree: Per le utenze aeree di telecomunicazione ed elettriche presenti in ambiente urbano in conformità alla normativa vigente dovrà essere rispettata la distanza minima di impianto per un raggio di 30 m dalla proiezione al suolo del cavo. d) distanze da utenze sotterranee: Per le utenze sotterranee devono essere rispettate le seguenti distanze minime per singolo albero indicate in funzione della classe di grandezza a cui questo appartiene: per tutte le alberature 3 m e) distanze da solai e/manufatti interrati; per tutte le alberature 3 m f) cercine a terreno nudo: qualora sia possibile il rispetto delle distanze di cui ai punti a), b), c), d) ed e) deve essere garantita la disponibilità di un cercine a terreno nudo o inerbito, circostante il tronco del nuovo esemplare arboreo, prevedendo anche l eventuale demolizione di pavimentazioni realizzate in modo improprio, avente una superficie complessiva non inferiore a 10 mq. La sostituzione è ammessa solo a condizione che, nella porzione di superficie permeabile interna al lotto così come definita dal RUE vigente, fatte salve le norme del Codice Civile sulle distanze degli alberi ed arbusti dai confini, sussistano per ogni singolo nuovo impianto i seguenti spazi non sovrapponibili atti ad ospitare le nuove alberature: Tipologia di esemplare arboreo Aree per nuove alberature (mq) a portamento piramidale 15 (raggio 2,10 m) a portamento naturalmente espanso di III grandezza (raggio della chioma a maturità < 3 m) a portamento naturalmente espanso di II grandezza (raggio della chioma a maturità tra 3 e 6 m) a portamento naturalmente espanso di I grandezza (raggio della chioma a maturità > 6 m) 25 (raggio 2,82 m) 35 (raggio 3,34 m) 50 (raggio 3,98 m) Vedere altro
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