Source: http://www.rivistagiuridica.aci.it/documento/uso-dellautovelox-sulle-strade-urbane.html
Timestamp: 2018-06-21 16:22:43+00:00

Document:
Uso dell'Autovelox sulle strade urbane
3 giugno 2009, n. 12843
Infrazioni al Codice della Strada – Eccesso di velocità – Art. 142 c.s., comma 8 – Accertamento a mezzo autovelox – Strade urbane di scorrimento – Omessa contestazione immediata – Mancanza di documentazione fotografica – Legittimità accertamento.
È legittimo l’accertamento dell’infrazione di cui all’art. 142, comma 8, c.s. (eccesso di velocità) effettuato a mezzo autovelox anche se l’infrazione, commessa su strada urbana di scorrimento, non è stata contestata immediatamente e nonostante l’apparecchio impiegato per la rilevazione della velocità non abbia rilasciato alcuna documentazione fotografica, salvo dimostrare il difetto di funzionamento o di omologazione del dispositivo utilizzato.
Infatti, il rilevamento della velocità a mezzo di apparecchiature elettroniche può aver luogo su ogni tipo di strada e, quale che sia l’apparecchiatura utilizzata per l’accertamento della violazione, la contestazione immediata deve essere effettuata solo quando possibile, in relazione alle modalità di organizzazione del servizio predisposto dall’Amministrazione secondo il suo insindacabile giudizio.
sul ricorso 9950-2005 proposto da:
COMUNE DI VICOPISANO in persona del Sindaco pro tempore Sig.ra (omissis) elettivamente domiciliata in Roma, Via (omissis) presso lo studio dell’avvocato I. A., rappresentata e difesa dagli avvocati P.F. , P.M.
nonché contro (omissis) intimato
sul ricorso 14015-2005 proposto da (omissis) elettivamente domiciliata in Roma, PIAZZA CAVOUR, presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato C.L.
nonché contro COMUNE DI VICOPISANO in persona del Sindaco pro tempore; intimato
avverso la sentenza n. 40/2005 della GIUDICE DI PACE di CASCINA, depositata il 09/02/2005;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 23/04/2009 dal Consigliere Dott. VINCENZO CORRENTI;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. COSTANTINO FUCCI che ha concluso per l’accoglimento del ricorso principale, rigetto del ricorso incidentale.
il Comune di Vicopisano propone ricorso per cassazione contro (omissis) che resiste proponendo ricorso incidentale, avverso la sentenza del GP di Cascina n. 40/05 che ha accolto l’opposizione annullando il verbale n. 1035/P/04 di euro 147,05 per violazione dell’art. 142 comma 8 cds perché l’accertamento non è avvenuto in modo conforme alle direttive ministeriali posto che nelle strade di tipo C, all’interno dei centri abitati non è ammesso l’utilizzo di dispositivi per l’accertamento della velocità tramite postazione fissa.
Il ricorrente lamenta: 1) violazione degli artt. 201 cds e 112 c.p.c. circa la contestazione immediata e la mancata omologazione non contestata dall’opponente;
2) omessa, insufficiente motivazione.
Col ricorso incidentale si censura la statuizione sulle spese (“nulla sulle spese”).
Osserva la Corte che, rispetto alla affermazione dell’odierno ricorrente di prima opposizione per mancata contestazione immediata ed assenza dell’agente preposto alla vigilanza, (con la precisazione in verbale “che la contestazione non è potuta avvenire perché la rilevazione della velocità è stata effettuata con autovelox in postazione fissa per strada inclusa nel decreto del Prefetto di Pisa n. 178/02 di cui all’art. 4 DL 121/02, conv. in L. 128/02. L’ubicazione della postazione fissa di rilevazione di velocità è adeguatamente segnalata mediante segnaletica orizzontale e verticale”), la sentenza riferisce di strada provinciale extraurbana secondaria e di centro abitato dove non è ammessa l’installazione di sistemi di rilevamento automatico senza procedere a immediata contestazione.
Quanto alla contestazione immediata, questa Corte ha ripetutamente affermato il principio secondo il quale, a norma dell’art. 200 CdS, in materia di violazioni delle norme sulla circolazione stradale la contestazione immediata dell’infrazione, ove possibile, costituisce un elemento di legittimità del procedimento d’irrogazione della sanzione, salvo, tuttavia, che detta contestazione non sia possibile, nel qual caso, a norma dell’art. 201 CdS, le ragioni della mancata contestazione debbono essere indicate nel verbale, che dovrà essere notificato nel termine stabilitovi, e su di esse è possibile il sindacato giurisdizionale ma con il limite dell’insindacabilità delle modalità d’organizzazione del servizio di vigilanza da parte dell’autorità amministrativa preposta. (recentemente, Cass. 18.1.05 n. 944, 28.12.04 n. 24066, ma già Cass. 22.6.01 n. 8528, 25.5.01 n. 7103, 29.3.01 n. 4571).
In terna di autovelox, poi, non vi è dubbio che il rilevamento della velocità a mezzo di apparecchiature elettroniche possa aver luogo su ogni tipo di strada.
La speciale disciplina di cui all’art. 4 del DL. 20.6.02 n. 121, come modificato dalla L. di conversione 1.8.02 n. 168, ha stabilito che:
e - l’utilizzazione di dispositivi che consentano il rilevamento automatico della violazione senza la presenza o il diretto intervento degli agenti preposti è subordinata all’approvazione od omologazione dei dispositivi stessi ai sensi dell’art. 45/VI CdS;
f - in caso di utilizzazione dei dispositivi in questione secondo quanto stabilito nei precedenti punti, non sussiste l’obbligo di contestazione immediata di cui all’art. 200 CdS.
Nella specie, il giudice a quo ha escluso la conformità alle direttive ministeriali ed ai modi prescritti dalla legge 168/2002 ha fatto riferimento ad un elenco di strade pubblicato dalla provincia di Pisa, ente proprietario, ha dedotto che nei centri urbani vi è l’obbligo della contestazione immediata perché la velocità è sempre contenuta ed ha incidentalmente affermato la necessità della omologazione.
Quanto a quest’ultima, per il disposto dell’art. 142. comma 6, c.d.s. per la determinazione del limiti di velocità, sono considerate fonti di prova le risultanze delle apparecchiature debitamente omologate, onde non è sufficiente che l’opponente si limiti a contestare la validità del rilievo, essendo necessario che sia dimostrato ed accertato, nel caso concreto, un difetto di costruzione, di installazione o di funzionamento del dispositivo di rilevazione della velocità (Cass. 25 maggio 2001 n. 7106, Cass. 5 novembre 1999 a 12324, Cass. 21 giugno 1999 n. 6242);
in tema di accertamento delle violazioni dei limiti di velocità a mezzo apparecchiature elettroniche, poiché l’art. 142 c.d.s. si limita a prevedere che possono esser considerate fonti di prova le apparecchiature debitamente omologate e l’art. 345 del regolamento di esecuzione, approvato con D.P.R. n. 495 del 1992, dispone che le suddette apparecchiature, la cui gestione è affidata direttamente agli organi di polizia stradale, devono esser costruite in modo tale da raggiungere detto scopo, fissando la velocità in un dato momento in modo chiaro ed accertabile, tutelando la riservatezza dell’utente, senza prevedere che detta rilevazione debba necessariamente ed esclusivamente essere attestata da documentazione fotografica, è legittima la rilevazione della velocità di un veicolo a mezzo apparecchiatura elettronica, che non rilascia documentazione fotografica ma consente unicamente l’accertamento della velocità in un determinato momento, restando affidata all’attestazione dell’organo di polizia stradale addetto alla rilevazione la riferibilità al veicolo dal medesimo organo individuato, in quanto l’attestazione dell’organo di polizia ben può integrare , con quanto accertato direttamente, la rilevazione elettronica attribuendo la stessa ad uno specifico veicolo, risultando tale attestazione assistita da efficacia probatoria fino a querela di falso ed essendo suscettibile di prova contraria unicamente il difetto di omologazione o di funzionamento dell’apparecchiatura elettronica ( Cass. 20 aprile 2005 n. 8232, Cass. 24 marzo 2004 n. 5873).
Nella specie il giudice di pace non si è attenuto a detti principi.
L’opponente non ha fornito né risulta che abbia chiesto di fornire idonea prova del difetto di omologazione o di costruzione, di installazione o di funzionamento del dispositivo di rilevazione della velocità utilizzato e costituente fonte di prova, in definitiva va accolto il ricorso principale e rigettato l’incidentale, con la conseguente condanna alle spese.
P.Q.M. La Corte, riuniti i ricorsi, accoglie il ricorso principale, rigetta l’incidentale, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta l’opposizione e condanna l’opponente alle spese del giudizio di opposizione liquidate in euro 500,00 ed a quelle del giudizio di legittimità in euro 500,00 oltre accessori.
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References: Art. 142
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