Source: http://espertocasaclima.com/2014/09/18/tetto-sottotetto-protezione-caldo-massa/comment-page-1/
Timestamp: 2019-02-17 10:08:33+00:00

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protezione caldo calore specifico | espertoCasaClima
Prezzo: EUR 422,29
Knauf Earthwool Loft isolamento roll | 100 mm (8.30 m2 per rotolo)
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28 pensieri su “La protezione dal caldo si ottiene con tanta massa ?”
Federico Sampaoli Autore articolo 31 Agosto 2018 alle 15:52
non le resta che scegliere un sistema a cappotto sul lato esterno cercando di progettare al meglio il dettaglio del foro finestra per cercare di non interrompere la coibentazione ad ogni foro.
se la quota dei gocciolatoi dei serramenti lo permette si potrà anche isolare il davanzale.
tra i materiali economici consigliabili c’è l’eps grigio con grafite, per stabilire lo spessore bisognerebbe calcolare la stratigrafia compreso il blocco esistente + intonaco esterno ed interno, in modo da conoscere lo sfasamento estivo che si può ottenere.
Daniele 31 Agosto 2018 alle 13:32
Il solaio è praticamente così http://www.ar3.it/public/news/20378.jpg
Per quanto riguarda serramenti impianti ecc i serramenti erano già stati sostituiti dal precedente proprietario e gli impianti avendo spostato la cucina e creato un bagno li abbiamo rifatti..Gli intonaci interni sono rifiniti a gesso..ma essendo sani e non volendo demolire metà casa abbiamo preferito lasciare com’era.. Volendo è possibile rasare argilla sopra o bisogna rimuovere tutto?
Una contromuratura mi ruberebbe troppo spazio sia dentro che fuori..
Un cappotto interno con i serramenti già posati e tutte le tinte in ordine sarebbe un suicidio da affrontare con la mia ragazza 😀
Direi che opteró per un cappotto esterno quasi sicuramente.. Facendo tutte le valutazioni del caso su materiali e applicazioni..
Federico Sampaoli Autore articolo 31 Agosto 2018 alle 10:28
un complimento fa sempre piacere, grazie.
l’estradosso del solaio potrebbe essere isolato almeno un po’
per attenuare i ponti termici della struttura solaio che probabilmente venne fatta così
per migliorare lo sfasamento e quindi la protezione estiva.
si può eseguire anche da sè svuotando sacchi di perlite sfusa, sono granuli che se poco agitati fanno poca polvere durante la posa. mascherina!
i fiocchi di cellulosa vanno insufflati da personale specializzato con attrezzatura.
le pareti sono un colabrodo, e ancora peggiore è la natura del blocco, che non è un bel laterizio… che è argilla cotta.
oltre al discomfort del materiale del blocco forse anche l’intonaco interno è di scarsa qualità.
l’intervento sulle murature mi sembra urgente ed è da progettare fino nei minimi particolari.
le vie sono infinite, dal sistema a cappotto alla seconda muratura in aderenza ecc fino all’isolamento interno che potrebbe sembrare un ripiego ma offre comunque una terza soluzione.
decidere… per me che non conosco nè lo spessore della muratura, nè la tipologia di blocco per definire uno stato di fatto, nè l’esigenza di eventuali nuovi serramenti o impianti ecc è impossibile.
sicuramente bisogna fare qualcosa sulle pareti, ma bisogna tenere conto dei serramenti, degli impianti, delle personali abitudini, dell’esposizione ecc.
non perda tempo a raccogliere preventivi di natura diversa che poi saranno inconfrontabili.
investa tutto il tempo che ha disponibile per cercare una soluzione idonea a tutte le sue aspettative e poi raccolga 2 offerte per decidere a chi assegnare i lavori.
Daniele 30 Agosto 2018 alle 20:38
Buonasera e complimenti per il blog..
É stata una delle prime cose in rete che mi ha mandato nella direzione del miglioramento del l’involucro..
Io e la mia ragazza abbiamo acquistato una casetta singola anni 60 costruita ahimè in blocchi di cls in zona climatica E.
Non il massimo della vita in termini energetici..
Abbiamo fatto dei lavoretti interni e adesso stiamo valutando vari preventivi per l’isolamento..
Il tetto è stato rifatto nel 2000..era in legno hanno rifatto tutto in cls creando un solaio di appoggio(5-12-5) con le predalles (se si scrive così) alleggerite con polistirolo e sopra ci poggiano I muricci e tavelloni per tetto a 4 falde..
In rete ho cercato la trasmittanza di un solaio simile e ho trovato valori U=<2w/mqk sebbene ci sia polistirolo(12cm) tra una giunta e l'altra è tutto cls quindi ponte termico.. Possibile?
Ho fatto delle misure lo scorso inverno e la temperatura superficie interna non era poi così bassa.. Può avere senso un isolamento con 30 cm di cellulosa?
La muratura esterna invece è palesemente un colabrodo.. Con fuori 0 gradi dentro il muro era a 13,5 con i termosifoni a 20 gradi..
Come leggevo in un suo articolo basterebbero 5 cm per avere comfort invernale..ma i preventivi con 5/10/20cm di spessore variano di poco..
Secondo lei quale tra i due interventi è prioritario?
Federico Sampaoli Autore articolo 24 Luglio 2018 alle 10:57
come motivare con il costruttore uno strato di isolante poliuretanico maggiore:
lei deve immaginare di avere una grande e utile massa nello strato interno della stratigrafia mentre sopra è posato l’isolante.
è assolutamente indispensabile proteggere questo strato (solaio in latero cemento) dal surriscaldamento perchè una volta innalzata la temperatura della massa difficilmente potrà diminuire prima del mese di settembre.
il nodo tetto parete è importante per progettare l’attenuazione dei ponti termici geometrici e strutturali che porterebbero a condense superficiali interne.
Alessio 24 Luglio 2018 alle 10:12
Sul capitolato non mi pare ci siano informazioni circa il perimetro del tetto, mi riservo di verificare meglio, unitamente alla composizione dei muri perimetrali (mi pare in mattoni forati).
Con i dati di sfasamento e attenuazione, perché ritiene solo accettabile l’isolamento estivo? Vorrei capire come motivare con il costruttore uno strato di isolante poliuretanico maggiore. Grazie ancora per la disponibilità e competenza.
Federico Sampaoli Autore articolo 24 Luglio 2018 alle 09:02
il pacchetto di stratigrafia del tetto piano è chiuso al passaggio del vapore dalla membrana barriera al vapore che poi sarà lo strato collante per la posa dei pannelli in Stiferite class B.
dunque il vapore che può accumularsi nel solaio è libero di asciugare d’estate verso l’ambiente interno dove l’intonaco svolge la funzione di tenuta all’aria e freno al vapore.
prevedere un intonaco interno privo di cemento e a base calce.
abbiamo parlato della stratigrafia dove è omogenea, ora io non conosco i dettagli del perimetro di questo tetto piano, nè conosco il materiale da costruzione delle pareti perimetrali, nè come è stato progettato il nodo tetto-parete.
circa la prestazione estiva del tetto piano con 12 cm di isolante poliuretanico è accettabile ma sicuramente aumenterei lo spessore se possibile
Alessio 23 Luglio 2018 alle 22:52
Salve, sto valutando l’acquisto di un attico con tetto piano. Il mio dubbio ovviamente è relativo all’isolamento, in particolare modo durante l’estate (vivo in zona E), in pianura padana l’umidità è elevata (sempre) ed il caldo pure.
La stratigrafia prevede:
1) Duraflex ardesiata (0.45 cm)
2) sottofondo di cemento magro (7cm)
3) Stiferite Class B (12cm)
4) Prominent ALU poliestere (0.4 cm)
5) Massetto in calcestruzzo con rete (4cm)
6) Soletta in laterizio (20 cm)
7) Intonaco (1 cm)
I parametri di sfasamento (15 h), attenuazione (0.080), trasmittanza periodica (0.015 W/mq K), massa (524 kg/mq) direi che siano buoni.
Come permeanza (0.033) sono sicuro di non avere problemi di condensa?
Federico Sampaoli Autore articolo 5 Maggio 2018 alle 14:31
l’idea di isolare dall’esterno con questo sistema a secco basato sulla costruzione di montanti in legno fissati alla parete grezza con fibra di legno come isolamento termico interposto e finitura esterna con pannelli in legnocemento.
è una tentazione che ho avuto anch’io nel momento di decidere il cappotto di casa: il mio sogno era evitare anche la rasatura armata esterna per la semplice diffidenza della durata senza crepe e cavillature della finitura esterna. in questo caso il pacchetto è chiuso da un telo impermeabile e traspirante sigillato da mascherare con una facciata ventilata a piacere.
il sistema da lei indicato sembra aver ottenuto la certificazione internazionale ETA (puoi approfondire qui http://espertocasaclima.com/2009/04/15/sistema-cappotto-certificato-etag-004-eta-etics/) quindi direi che la fiducia è ben riposta.
tornando a parlare della stratigrafia completa invece direi che la domanda più spinosa da farsi è: quale betoncino è stato impiegato sul lato interno, quella superficie che poi avremo dentro all’abitazione.
nella ipotesi fortunata avremo uno strato interno di 3cm di betoncino strutturale, antiritiro e ad alta resistenza meccanica, di calce idraulica naturale con inerti: miscela perfetta per le murature esistenti e manufatti storici che ha il pregio di essere esente da cemento (infatti compatibile con le murature storiche).
nell’ipotesi sfortunata avremo un intonaco armato con rete elettrosaldata e betoncino cementizio che porta un incremento delle rigidezze del fabbricato (fino al 2007 circa, è stato molto utilizzato e con molte problematiche).
gli intonaci cementizi armati con reti metalliche elettrosaldate danneggiano le costruzioni storiche proprio a causa della loro rigidezza (fessure distacchi ed espulsioni dovute alla incompatibilità chimico-fisica tra muratura esistente e il cemento.
prevedere un isolamento anche sul lato interno è di per sè valido solo nel caso che la casa non sia abitata in modo continuativo, ad esempio una casa per i fine settimana. se invece diventerà la residenza meglio concentrare l’isolamento sul lato esterno e godersi la massa sul lato interno.
naturalmente non abbiamo affrontato il tema dei ponti termici: per esempio il piede della muratura, pur se la parete sarà isolata sul lato esterno, avrà una temperatura bassa e a rischio condensa superficiale interna fino alla quota 60-100cm
Fabio 5 Maggio 2018 alle 13:39
Buongiorno Sampaoli,
approccio con estremo interesse i suoi articoli, ma con assoluta incapacità di approfondire “i numeri” che correttamente governano le stratigrafie.
Le sottopongo un’idea, perché mi suggerisca se ha senso.
Ho acquistato un rustico nella campagna toscana le cui pareti sono state consolidate con maglia elettrosaldata 10×10 sia all’interno che esterno e sono allo stato grezzissimo – le ho trovate così.
Spessori: circa 3 cm betoncino nei due lati, cm 35 muratura in mattoni pieni (misti a poca pietra).
Pensavo di finire l’esterno con un sistema a secco, senza realizzare alcun intonaco: sistema isolamento termo-acustico in BetonWood e FiberTherm su telaio in legno come specificato su questa scheda:
http://www.betonwood.com/pdf/sistemi-edili-parete-esterna/Scheda_tecnica_sistemi_parete_esterna_BTW-FTH-su-muratura.pdf
-10 cm fibra di legno (densità 160 kg/m3 | Conduttività termica dichiarata ?D[W/(m*k)] 0,039 | Calore specifico c 2.100 J/kg K)
– lastre cemento legno 2 cm ( 1350 kg/m3 | Conduttività termica dichiarata ?D[W/(m*k)] 0,26 | Calore specifico c 1.880 J/kg K)
– rasatura 4 mm con rete densità 360 g/m3
E sono ancora più dubbioso sull’interno: intonaco o pannelli in silicato di calcio su telaio in legno? E riempimento fra i pannelli ed il betoncino? E barriere al vapore?
Sono conscio di aver dato poche ed approssimative informazioni, ma le sarò grato se riuscirà a mettere ordine fra le sciocchezze che ho pensato e darmi qualche suggerimento.
Federico Sampaoli Autore articolo 27 Aprile 2017 alle 12:22
noto che specialmente al sud vengono proposti spesso questi isolanti sottili termoriflettenti multistrato.
tra i dati tecnici
– si legge che il materiale è stabile ai raggi UV per 48 ore, quindi attenzione al programma di cantiere! se il materiale non viene coperto subito rimarrà danneggiato.
– non si legge invece nulla sulla traspirabilità
– non sono riportati i valori di sfasamento estivo
– si legge che si comporta come un pannello lana minerale da 13cm di spessore (quindi contro il caldo estivo sarà analogamente molto scarso)
Non dimentichiamo che qualsiasi sia la stratigrafia definitiva si deve eseguire il progetto della tenuta all’aria del tetto in legno, compresi i particolari esecutivi.
Marco 27 Aprile 2017 alle 02:03
Avrei bisogno di un suo prezioso consiglio. Vivo in zona climatica B con 800 gradi giorno. Sono in procinto di ristrutturare la mia villetta. Ho incaricato un tecnico che si occuperà di realizzare un nuovo sottotetto abitabile con travi in legno; mentre perimetralmente sarà realizzato un cappotto (kerakoll klima expert con pannelli in eps da 6cm). E’ doveroso specificarle che alcuni anni fa è stato effettuato un isolamento nell’intercapedine dei muri con della schiuma isolante che ha migliorato notevolmente la coibentazione.
Stasera ho appreso il materiale “hi-tech” che il tecnico propone di farmi installare per il tetto.
Wurth Wutop multitermico 15. Qui la scheda tecnica: http://www.wuerth.it/products/0681_001_15.pdf
La stratigrafia del tecnico prevederebbe:
-Perlinato
-Isolante Wurth
-5cm di strato per la ventilazione
-Ondulina sottocoppo
-Tegola portoghese
Vorrei sapere gentilmente cosa pensa di questo tipo di isolanti e se fosse adatto per la mia zona climatica. Nel suo sito non sono riuscito a trovare un articolo che ne parli. Eventualmente potrei accoppiarlo ad altri tipi di isolante? In cantina posseggo 60mq di lana di roccia rockwool durock C da 10cm di spessore. Sono pannelli inutilizzati, mi piacerebbe sfruttarli. Potrei acquistare la differenza di mq per completare il tetto e aggiungere così 10cm di lana alla stratigrafia propostami dal tecnico?
Marco Amaldi
Federico Sampaoli Autore articolo 28 Gennaio 2017 alle 10:05
prevedere 12cm di xps e un ulteriore massetto per rendere pedonabile il ripostiglio / soffitta forse rispecchia le esigenze di un sottotetto in ordine e ben eseguito.
termicamente parlando invece si potrebbe fare qualcosa di più leggero e a secco ottenendo prestazioni estive anche doppie.
fibra di legno e cellulosa sono i migliori materiali per ottenere protezione dal surriscaldamento estivo grazie alla elevatissima capacità termica massica (dai 2100 J/(kgK) in su)
circa la sollecitazione a compressione al 10% di deformazione [kPa] si può arrivare anche a 150: basta scegliere il pannello per la sua funzione.
trattandosi di un ripostiglio è facile prevedere di ricoprire lo strato isolante con un pannello rigido, anche in OSB3 privo di formaldeide per spendere poco, e ottenere una superficie uniforme e calpestabile quanto si vuole.
Paolo 26 Gennaio 2017 alle 21:17
sto per realizzare una nuova costruzione in zona climatica E con sottotetto non abitabile adibito a ripostiglio, pertanto avremmo pensato di isolare l’abitazione a livello del solaio superiore.
Il tecnico mi ha proposto la seguente stratigrafia (trasmittanza 0,25; sfasamento 11,3h):
1-Massetto ripartitore in calcestruzzo con rete 5cm
2-Pannelli di XPS 12cm
3-Cls di sabbia e ghiaia 5cm
4-Soletta in laterizio 18cm
Da quel poco che ho imparato grazie ai suoi preziosissimi consigli, ho chiesto di sostituire l’XPS con dei pannelli il fibra di legno, per migliorare le prestazioni estive ed avere un ambiente più naturale.
Mi è stato però risposto che la fibra di legno, avendo resistenza alla pressione di circa 70KPa, non si addice molto come pavimentazione di un locale destinato a ricevere dei carichi come un ripostiglio. Ha qualche consiglio da darmi in merito? Un massetto sovrastante ripartitore di carico (come mi era stato proposto con XPS) non potrebbe andare ugualmente bene?
Federico Sampaoli Autore articolo 10 Febbraio 2016 alle 15:16
la più bella stratigrafia ha
– sul lato interno un intonaco di qualità posato su blocchi di laterizio che non sono altro che impasti di argilla che viene cotta
– sul lato esterno la coibentazione.
questa stratigrafia è ottimale in regime invernale e ottimale in regime estivo dove l’ambiente è circondato da tanta massa e materiali di qualità.
ora la sua ditta le sta proponendo di “guastare” questo buon progetto.
Legga l’articolo dedicato: http://espertocasaclima.com/2016/02/ditta-peggiora-stratigrafia-parete/
circa il tetto piano, per un commento professionale dovrei calcolare la stratigrafia e leggere i risultati.
provi a leggere le prestazioni termiche che le hanno prospettato per la copertura piana e legga se offre almeno sufficiente sfasamento estivo.
Luca 10 Febbraio 2016 alle 12:33
complimenti per il supporto che fornisce a tutti noi lettori.
Sono in procinto di realizzare una villa singola in zona E, provincia di BS.
La ditta mi ha proposto le seguenti stratigrafie:
– Perimetrali: Cappotto da 15cm/poroton da 20cm/ intercapedine da 6cm (ospitera’ impianti e canalizzazione vmc) verranno riempiti gli spazi vuoti con lana di roccia/ lastra di cartongesso da 1,25 / freno vapore / lastra di cartongesso da 1,25.
La copertura’ dell’abitazione sara’ con tetto piano rovescio in latero cemento e cosi costituito dall’interno: lastra di cartongesso/ intercapedine di 20cm che ospitera’ la canalizzazione vmc/ solaio in laterocemento / guaina impermeabilizzante / stifferite dal 15cm / guaina impermeabilizzate ardesiata / 20cm di ghiaia di fiume tonda lavata
Federico Sampaoli Autore articolo 31 Gennaio 2016 alle 11:08
indossando una mascherina e portando le confezioni nel sottotetto sarà facile la posa a mano libera.
ovviamente non si raggiungerà una densità molto alta, di solito sui 30kg per metrocubo.
questo dato può aiutare a capire la quantità di fiocchi da ordinare per l’intervento nel sottotetto e lo spessore che si intende raggoiungere per ottenere un buon sfasamento estivo.
marco 29 Gennaio 2016 alle 13:41
vorrei isolare da solo con i fiocchi di cellulosa il mio solaio che è al grezzo in cemento.
Posso fare il lavoro da solo? La cellulosa come va distribuita? Deve prima essere impastata o cosa?
Federico Sampaoli Autore articolo 1 Dicembre 2015 alle 21:19
è un progetto delicato.
l’isolamento interno un po’ spinto porta la struttura esistente a temperature veramente basse!
ripenserei alla possibilità di un intervento esterno prima di affrontare tutto il lavoro.
la vecchia guaina posata sul tavolato sarebbe da alzare per vedere lo stato di salute del legno prima di investirci dei soldi.
solitamente il legno coperto da una barriera al vapore e senza coibentazione ha una salute compromessa dalla migrazione del vapore che non riesce a sfogare verso l’esterno.
ora che le ho rovinato i sogni, aggiungo: gli interventi in oggetto non costano due soldi, val bene la pena rifletterci a lungo prima di lanciarsi.
christian 1 Dicembre 2015 alle 20:23
buonasera, intanto grazie per il suo tempo. volevo esporle la mia questione…sto ristrutturando casa e non potendo intervenire dall’esterno (bifamiliare) e per comodità (rifacimento impianti) opterò per un isolamento interno. i muri esterni sono così composti:
p. terra roccia calcarea cm 42 (compreso intonaco esterno)
1° piano mattone pieno in cotto cm 30 (intonaco compreso)
2° piano mattone pieno in cotto cm 15 (intonaco solo esterno)
stesso discorso per la copertura composta da tegole in cemento, guaina bituminosa e tavolato da 25mm
pensavo di addossare alle pareti 4 cm di fibra di legno da 160 kg/mc
in intercapedine della controparete lana di vetro da 60 mm con carta kraft
chiudere in doppia lastra di cartongesso
per il 2° piano aumentare lo spessore della lana di vetro almeno a 100 mm (i muri verranno rinforzati con 50 mm di betoncino armato solo sul lato interno)
in copertura pensavo a 80 mm di legno 160 kg/mc e 80/100 mm di lana di vetro con carta kraft e chiudere con un lastra singola di cartongesso mm 12,5
premesso che per far passare gli impianti mi risulta difficile usare isolanti ad alta densità come posso aumentare la capacità areica interna? potrebbe essere sufficiente una terza lastra di cartongesso? i valori si sommano avendo lo stesso materiale? o anche per più materiali? (scusi l’ignoranza)
per costi/benefici cosa mi consiglierebbe? zona climatica E, 2434 gradi giorno. s. lucia di piave (TV)
per la copertura è consigliabile solo fibra di legno e un tessuto freno vapore o meglio barriera vista la presenza di guaina? tenuto conto che non vorrei gravare troppo sulla struttura lignea del tetto, la casa ha 100 anni..
Federico Sampaoli Autore articolo 9 Maggio 2015 alle 20:34
qualsiasi pannello di fibre naturali
Valeria88 9 Maggio 2015 alle 19:59
Si, ci sono i vari teli e nastri che ho tralasciato nella descrizione della parete…
Al posto della lana di roccia cosa consiglia?
Ho controllato il valore delLa capacità termica areica interna della copertura che è di 32 kJ/mqk… Eh niente argilla qui…
Federico Sampaoli Autore articolo 29 Aprile 2015 alle 07:54
infatti non riuscirei a prendere sonno pensando a quelle fibre…
con tutti i bellissimi materiali che esistono su questo pianeta perchè mai dovrei imbottirmi la casa di lana di roccia?
nell’intercapedine impianti va posato un coibente flessibile.
mi sembra che manchi lo strato di tenuta all’aria e freno al vapore.
tornando al tema.., l’argilla spiega tutto: lei dimostrerà al suo amico quanto vale questa stratigrafia
Valeria88 28 Aprile 2015 alle 23:21
Il calcolo è stato fatto sia con il foglio di calcolo casaclima che con quello di Andrea Ursini Casalena (link trovato nei suoi preziosi articoli).
La stratigrafia da dentro a fuori è così composta:
– Intonaco in argilla 2 cm
– Pannello fibrogesso 1,25 cm
– Pannello celenit(intercapedine impianti) 4 cm
– Controventamento in compensato 1,5 cm
– Struttura portante/lana di roccia 16 cm
– Cappotto in lana di roccia 20 cm
– Finitura intonaco 1 cm
So che storcerà il naso sulla lana di roccia, e lo capisco, però mi da quella sicurezza di iputriscibilità che la fibra non riesce a darmi.
Per quanto riguarda la copertura non ho ancora verificato la capacità termica periodica lato interno ma il pacchetto mi permette di arrivare ad uno sfasamento di 24h un fattore di attenuazione pari a 0,024 una trasmittanza U di 0,109 W/m2K
ed una trasmittanza periodica di 0,003 W/m2K
Federico Sampaoli Autore articolo 28 Aprile 2015 alle 15:05
ahimè siamo tutti mortali.
i dati elencati come prestazioni della costruzione in legno a telaio mi sembrano eccellenti.
tanto da stupirmi nel valore Capacità termica periodica interno = 52 kJ/m2K
naturalmente è possibile ottenere un valore così buono in una costruzione leggera. lei come ha previsto gli strati più interni per avere quel bel valore?
il suo amico ovviamente ha piena ragione, ma forse non sapeva che lei avesse un valore di Capacità termica periodica interno = 52 kJ/m2K.
naturalmente questo valore sarebbe ottimale ritrovarlo anche nella stratigrafia di copertura.
Valeria88 27 Aprile 2015 alle 23:37
Buonasera, leggo i suoi articoli da molto tempo e le faccio i miei più sentiti complimenti per ciò che fà per noi poveri mortali…
Ho la possibilità di costruire l’abitazione per la mia famiglia nella provincia di Treviso in zona climatica E, irradianza 285 e gradi giorno 2337…
Sono/ero convinta per costruire in legno a telaio con una stratigrafia della parete che mi permette di ottenere i seguenti risultati:
Attenuazione = 0,024
Sfasamento = 21 ore
Trasmittanza termica periodica = 0,003
Capacità termica periodica interno = 52 kJ/m2K
Trasmittanza = 0,109 W/m2K
e una Massa superficiale di soli 160 kg/m2
Dico soli perché da qui nasce il mio dubbio insinuatomi da un amico che mi ha detto:
“attenta a costruire in legno, soprattutto a telaio, perché nn hai massa e soffri in estate. Costruisci piuttosto in laterizio e fai un bel cappotto”
Ora, dopo essermi dilungata tanto, secondo lei con quei dati dovrei seriamente preoccuparmi per l’estate e abbandonare l’idea del legno?
Il valore di Massa superficiale è così determinante?
Federico Sampaoli Autore articolo 28 Settembre 2014 alle 17:53
fibra di legno o eps? più silenzio o meno silenzio? più sfasamento meno sfasamento? più natura o più petrolio? più materiale compostabile o più scarti da discarica? più fieri del proprio cappotto o comunque soddisfatti?
la capacità areica interna è quasi identica, dipende sempre dai centimetri più interni.
Marco 27 Settembre 2014 alle 19:07
Grazie molte per la spiegazione semplice ed esaustiva…. Nella ristrutturazione di casa mia sto facendo anche un ampliamento, andando a chiudere un terrazzo e ricavando una camera. Il nuovo muro verrà costruito con i Poroton P800 TS Fornaci Danesi: 850 kg/mc calore specifico 1.000 J /(kg*K) – 0,278 W/h con conseguente capacità termica di 250 Wh/metrocubo. Ora mi domando: cosa cambia se cappotto con EPS ottenendo una capacità termica di 262 o con pannello in fibra di legno (110 kg/mc) ottenendo una capacità termica di 314? Una aumento del 20% della capacità termica è da ritenersi significativo? Non ho ancora calcolato le pareti esistenti composte alcune da blocco svizzero da 24+ polistirolo da 2 cm+forato da 8 cm e alcune da blocco svizzero da 24+ lana di roccia (o vetro) da 5 cm (quella a bassa densità in rotoli con carta alluminio su un lato)+forato da 8 cm, intonacate sulle due facce.

References: articolo 31
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