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Timestamp: 2017-10-18 12:58:21+00:00

Document:
Relazione al PdL “Provvedimenti atti a sostenere lo sviluppo economico”
RELAZIONE AL PROGETTO DI LEGGE “PROVVEDIMENTI ATTI A SOSTENERE LO SVILUPPO ECONOMICO”
Eccellentissimi Capitani Reggenti, Colleghi Consiglieri,
il presente Progetto di Legge, denominato “Provvedimenti atti a sostenere lo sviluppo economico”, rappresenta per il Gruppo Consiliare del Partito Democratico Cristiano un contributo propositivo che ha quale obiettivo il migliorare, sulla base di riscontri operativi, una serie di norme che nel loro insieme costituiscono una prima risposta per la semplificazione amministrativa e la riduzione del contenzioso interpretativo ed operativo, che genera incertezza e conseguentemente rallenta lo sviluppo e la crescita economica del Paese.
Il Progetto prende spunto dalla constatazione del particolare momento economico che sta vivendo San Marino e l’Europa. In questa fase di forte recessione economica, infatti, sarebbe sbagliato verificare, decontestualizzandoli, i risultati delle norme introdotte in questi ultimi anni per favorire lo sviluppo economico, per poi procedere con l’abrogazione o la sostituzione delle stesse. Si correrebbe il rischio di intervenire su norme che in fasi economiche normalizzate possono essere attrattive ed incentivanti per gli investimenti in Repubblica.
Per queste ragioni, il Gruppo Consiliare del Partito Democratico Cristiano ha inteso intervenire sulle norme vigenti con l’obbiettivo di conseguire la migliore sintesi per affinare, correggere ed introdurre quanto nella pratica quotidiana ci è stato segnalato come problematico dalle associazioni datoriali e sindacali.
Il Progetto di Legge intende, pertanto, rispondere a due direttive:
1. facilitare e favorire la realizzazione in territorio di nuovi investimenti;
2. facilitare e sostenere l’impresa sammarinese già presente che, in questi anni difficili, ha creduto nelle potenzialità del Paese ed ha dimostrato di essere la vera ossatura della nostra economia.
Il Progetto è strutturato in TITOLI.
Il TITOLO I tratta le modifiche alla Legge 16 dicembre 2013 n. 166 (Imposta Generale sui Redditi).
Art.1 – In questi anni, segnati dalla crisi economica, l’Esecutivo ha dovuto fronteggiare più di una volta situazioni di crisi aziendali che vedevano coinvolti molti lavoratori. A fronte dell’interessamento a rilevare l’azienda in crisi da parte di nuova imprenditoria, è emerso come i benefici previsti agli Artt. 72 e 73 della Legge 166/2013 non fossero applicabili perché riservati alle sole nuove imprese. Si ritiene che rilevare imprese, già esistenti in territorio, al fine di poterne rilanciare o consolidare lo sviluppo, mantenendo e garantendo l’occupazione esistente, debba essere considerato al pari della costituzione di nuova impresa e, conseguentemente, di poter usufruire dei medesimi incentivi. Al fine di contrastare un’eventuale abuso della norma, l’azienda rilevata deve avere alle proprie dipendenze almeno 20 unità lavorative.
Art. 2 – L’Art. 73 della Legge 166/2013 è stato oggetto di diverse modifiche nonostante la norma sia recente. Il punto che ha visto intervenire il legislatore più volte, è collegato alla possibilità per le società di capitali o le società cooperative di usufruire degli incentivi ivi previsti. Il disposto che, nella versione iniziale, non prevedeva vincoli occupazionali, aveva trovato un buon riscontro negli investitori. La modifica intervenuta nel 2016 che ha previsto per le società di capitali o le società cooperative di usufruire degli incentivi, con la condizione di provvedere all’assunzione di almeno un dipendente entro due mesi dal rilascio licenza e di ulteriori due dipendenti entro dodici mesi dal rilascio licenza, ha fatto desistere un numero importante di investimenti che si stavano interessando al nostro territorio, in particolare nel settore dell’informatica. Per recuperare il potenziale della norma, si propone di rivedere il limite occupazionale riducendolo da tre a due unità, di cui la prima da assumere entro sei mesi e la seconda entro diciotto mesi dal rilascio della licenza.
Art. 3 – L’Art. 100 della Legge 166/2013, che:
- introduce l’obbligatorietà della certificazione dei ricavi per tutti gli operatori economici ed il Decreto Delegato 176/2014;
- disciplina le modalità di certificazione dei ricavi mediante utilizzo di strumenti elettronici;
è l’elemento di novità che maggiormente caratterizza la riforma fiscale del 2013.
Non possiamo, però, non constatare che la scelta di vincolare alla Smac Card la certificazione dei ricavi per gli operatori economici che operano con i privati ha prodotto difficoltà organizzative nelle imprese e condizionato ad una doppia certificazione dei ricavi quelle aziende che emettono fatture anche verso i privati. La modifica proposta, pertanto, senza mettere in discussione in alcun modo la certificazione obbligatoria dei ricavi per tutti gli operatori economici, introduce, per l’operatore, la possibilità di scegliere la modalità di certificazione, autorizzata dall’Amministrazione, che più si adatta alla propria struttura aziendale.
Nello specifico l’operatore economico potrà optare per una delle seguenti modalità:
A. utilizzo di registratori di cassa o casse elettroniche collegate al portale SMaC autorizzate dall’Ufficio Tributario;
B. utilizzo di terminali o strumentazioni elettroniche collegati al portale SMAC;
C. emissione di fatture, parcelle o documenti analoghi e trasmissione dei dati al portale SMaC.
Per gli operatori che operano in locali aperti al pubblico, oppure, effettuino la somministrazione in pubblici esercizi di alimenti e bevande non è prevista la possibilità di opzione C., salvo eventuali deroghe, anche parziali, autorizzate dall’Ufficio Tributario in ragione di particolari caratteristiche di esercizio dell’attività. Inoltre, si prevede la possibilità di rilasciare ricevute elettroniche e non solo cartacee e la non punibilità per la mancata esibizione della ricevuta quando è comunque avvenuta la corretta registrazione della transazione.
Infine, per favorire l’utilizzo di registratori di cassa o casse elettroniche collegate al portale SMaC, autorizzate dall’Ufficio Tributario, anche nell’interesse dell’Amministrazione, si prevede che le spese sostenute dagli operatori economici per l’acquisto delle infrastrutture tecnologiche necessarie alla certificazione dei ricavi nelle modalità di cui al punto A., siano detraibili dall’imposta sui redditi dovuta entro il secondo esercizio successivo a quello dell’acquisito della stessa.
Art. 4 – Il settore artistico culturale in Repubblica ha buone potenzialità di crescita, a condizione di creare le condizioni normative necessarie. I Paesi che stanno cercando di attrarre le imprese del settore hanno puntato prevalentemente sulla concessione di vantaggi fiscali alle stesse e sulla destinazioni di ingenti risorse economico finanziarie da parte delle amministrazioni locali alle Film Commission. Questo ha generato ricadute positive nella promozione del territorio e conseguentemente nell’incremento turistico. Con la “Legge Sviluppo” anche in San Marino è stato avviato un percorso normativo per creare delle condizioni favorevoli, quantomeno a nicchie di questo settore, consapevoli che per la nostra Repubblica è impossibile destinare fondi al pari delle amministrazioni locali italiane. I Paesi maggiormente attrattivi per il settore hanno impostato politiche di forte riduzione, se non addirittura di azzeramento del carico fiscale, per chi offre prestazioni di rilevanza artistico culturale. La nostra normativa oggi prevede a carico di chi, non residente, offre ad aziende sammarinesi tali prestazioni, una ritenuta a titolo d’imposta del 7% che ha dimostrato di non essere competitiva rispetto ad altri Stati. Si propone, pertanto, di ridurre l’aliquota di ritenuta a titolo d’imposta al 3%; misura questa che garantisce allo Stato una entrata e nello stesso tempo diventa interessante per gli operatori del settore.
Il TITOLO II - IN MATERIA DI SOSTEGNO ALLO SVILUPPO ECONOMICO tratta le modifiche al Decreto Delegato 25 aprile 2014 n. 63 (Decreto in applicazione della Legge in materia di sostegno allo sviluppo economico) ed alla Legge 4 dicembre 2015 n. 178 (Legge a sostegno dei giovani imprenditori e delle nuove attività nei centri storici).
Come detto nelle premesse, sarebbe sbagliato oggi proporre soluzioni sostanzialmente diverse da quelle già vigenti in quanto la crisi economica è stata un forte deterrente alla crescita delle imprese, tanto in San Marino che in Europa. Nell’applicazione delle norme però è stato possibile verificare la necessità di alcuni aggiustamenti che, tuttavia, non cambiano la filosofia della legge previgente ma possono accrescerne l’utilizzo.
Art. 5 – Il settore che più ha retto l’impatto generato dalla crisi economica è stato quello produttivo. Ha salvaguardato il numero dei posti di lavoro e si sostanzia in uomini, e mezzi, che sono la garanzia di quella che definiamo “economia reale”. La normativa vigente, che ricade nella definizione della “Legge Sviluppo” (con particolare riferimento al regime semplificato per la concessione della residenza), prevede una disparità nei parametri occupazionali tra i progetti di attività industriale di produzione (8 unità) e tutti gli altri progetti (5 unità). Sicuramente, la maggior parte delle attività di servizio, soprattutto di quelle ad alto valore tecnologico che sono comunque interessanti per il nostro territorio, può raggiungere le 8 unità; tuttavia, anche un’impresa produttiva, che possa garantire 5 unità lavorative, è comunque interessante per il nostro territorio. Per altro, proprio l’impresa produttiva è quella che per sua natura può, più dell’impresa di servizi, garantire la crescita occupazionale nel tempo. Per le suddette considerazioni, con il progetto di legge si propone la parificazione dell’impegno occupazionale a tutti i settori a 5 unità, per qualsiasi impresa che intenda richiedere i benefici previsti dalla “Legge Sviluppo”.
Art. 6 – Prendendo atto che gli adempimenti amministrativi ed il sistema delle garanzie di fatto scoraggiano gli investitori all’utilizzo del regime semplificato per la concessione della residenza, previsto dall’art. 16 della Legge 71/2013, preferendo una valutazione “politica” ad una valutazione tecnica, la modifica di questo articolo ha la finalità di riportare le valutazioni della validità del progetto imprenditoriale nella sfera tecnica. Questo impone una riflessione sulle criticità segnalate ed in particolare sulla fidejussione laddove, comunque, la norma prevede l’obbligo di acquisto di un bene immobile e, nel caso di impossibilità ad assolvere gli impegni sottoscritti nel progetto imprenditoriale e l’imprenditore abbia spostato in Repubblica il suo centro di interessi, dispone esclusivamente la revoca della residenza. Si propone, pertanto, l’eliminazione della fidejussione bancaria e la possibilità, a discrezione dell’imprenditore, di prestare garanzia a favore dello Stato con la costituzione di privilegio sull’immobile od, in alternativa, con garanzia reale su deposito bancario. Infine, con l’introduzione del comma 5 si prevede che l’imprenditore, qualora sia impossibilitato ad assolvere gli impegni previsti dal progetto imprenditoriale, possa avanzare richiesta motivata di mantenimento di residenza alla Commissione Consiliare Permanente Affari Esteri, Emigrazione e Immigrazione.
Art. 7 – La Legge 178/2015 (Legge a sostegno dei giovani imprenditori e delle nuove attività nei centri storici), nel prevedere la non cumulabilità dei benefici ivi previsti con altre norme, ha di fatto escluso la possibilità di accedere ai benefici previsti dal Decreto Delegato 122/2010 (Incentivi per l’autoimprenditorialità). Le finalità della Legge 178/2010, volta a sostegno di chi intende mettersi in gioco avviando un’attività in proprio, non si contrappongono alle finalità del Decreto Delegato 122/2010, che intende promuovere maggiormente la possibilità di iniziativa imprenditoriale da parte di coloro che, in qualità di lavoratori dipendenti, stanno usufruendo di ammortizzatori sociali ai sensi delle disposizioni vigenti, anzi si integrano.
Il TITOLO III - IN MATERIA DI SOGGIORNI E RESIDENZE tratta modifiche alla Legge 118/2010 (Sull’ingresso e la permanenza degli stranieri in Repubblica).
Il processo di globalizzazione dell’economia e la conseguente delocalizzazione delle aziende hanno contribuito ad innalzare il contenzioso tra Stato e contribuenti, e tra Stato e Stato, sui temi della residenza fiscale e stabile organizzazione delle imprese. Uno degli elementi oggettivi utilizzati per contestare all’impresa la residenza fiscale, o la stabile organizzazione nello Stato, è il luogo di residenza fiscale dell’amministratore, sulla base del quale si presume che in quel luogo sia anche la sede decisionale dell’impresa. Per uno Stato di 61 kmq, enclave di un altro Stato, il contenzioso che può generarsi, per le proprie imprese, sui suddetti temi, è assolutamente rilevante. Peraltro, abbiamo il dovere di rilevare che nel concedere la residenza ad una persona fisica occorra valutare i costi sociali intrinsechi alla residenza stessa e come uno Stato moderno non possa normare differenti tipologie di residenza con differenti diritti. Altro tema su cui gli Stati stanno competendo tra loro è quello dell’attrazione di investitori capaci di dare maggiore valore al comparto finanziario e/o immobiliare. Al fine di rispondere con disposizioni adeguate alle suddette esigenze, si propone di normare due nuove forme di permessi di soggiorno che consentono di regolarizzare la presenza in territorio degli amministratori e degli investitori, con un impegno per lo Stato minore rispetto al rilascio di residenza.
Art. 8 – L’articolo norma il permesso di soggiorno per motivi imprenditoriali ed il permesso di soggiorno per residenza elettiva. Il permesso di soggiorno per motivi imprenditoriali si rivolge agli amministratori unici, o presidenti dei consigli di amministrazione di società, che investono in territorio sammarinese nei settori della produzione di beni o di servizi tecnologicamente avanzati, dell’economia verde, delle arti e della cultura, produttivi tradizionali con basso impatto ambientale, sanitario e farmaceutico, e che insediano in territorio attività di direzione, di sviluppo, di marketing, di relazioni internazionali, di formazione e di ricerca. Il permesso è estensibile anche ai familiari. Con questa tipologia di permesso l’imprenditore che soggiorna stabilmente più di 183 giorni nell’anno solare sul territorio sammarinese, diventa residente fiscale nel nostro Stato, come previsto dalle normative fiscali nazionali e dagli accordi contro le doppie imposizioni.
Il permesso di soggiorno per residenza elettiva è rivolto allo straniero che intenda investire in territorio sammarinese, soggiornare e che possieda risorse sufficienti a mantenersi autonomamente senza esercitare alcuna attività lavorativa subordinata. Condizione per la richiesta del permesso è l’acquisto di un immobile per un valore minimo di € 500.000 oppure, in alternativa, un deposito bancario presso un soggetto vigilato sammarinese ai sensi della Legge del 17 novembre 2005 n. 165, con una giacenza minima di pari valore, da mantenersi per tutta la durata del permesso. Per entrambe le tipologie di permesso, il richiedente deve obbligatoriamente stipulare una polizza assicurativa, da contrarre presso un’agenzia assicurativa sammarinese, a copertura delle eventuali spese socio-sanitarie, che non saranno pertanto a carico dell’Istituto Sicurezza Sociale.
Art. 9 – La tempistica per ricevere risposta dalla Commissione Affari Esteri per chi ha richiesto la residenza, ricorrendo al disposto dell’articolo 16, comma 3, della Legge n.118/2010, è di molti mesi. Questa lungaggine è imputabile ai tempi necessari, e non diminuibili, per ricevere il parere obbligatorio della Gendarmeria. Si evidenzia anche che le norme previste dalla Legge 71/2013 (Legge in materia di sostegno allo sviluppo) non prevedono il parere della Gendarmeria su chi richiede la residenza, sulla base di un progetto d’impresa al Comitato Tecnico. Si propone, pertanto, di abrogare il parere obbligatorio della Gendarmeria.
Il TITOLO IV - IN MATERIA DI LAVORO tratta modifiche alla Legge 42/1955 (Legge che istituisce un sistema obbligatorio di sicurezza sociale), al Decreto-Legge 61/2012 (Interventi urgenti a sostegno del sistema economico e disposizioni fiscali diverse) ed alla Legge 131/2005 (Legge per la promozione, il sostegno e lo sviluppo dell'occupazione e della formazione).
Regole certe e certezza del diritto sono condizioni essenziali per un sistema economico che intende mantenersi competitivo per le imprese già presenti in territorio, e ne vuole attrarre di nuove. In materia di lavoro, oltre a regole certe nella loro applicazione, è fondamentale verificare l’efficacia degli strumenti previsti dalla legge vigente, in ragione delle condizioni necessarie alle imprese per mantenere competitività nel mercato.
Art. 10 ed Art. 11 – Le regole sulle attività svolte dagli amministratori delle società, così come si sono stratificate nel tempo, stanno generando continui contenziosi, in materia di lavoro, tra le imprese e l’amministrazione. Per essere più chiari, vi sono norme che non consentono all’amministratore di essere dipendente della società in cui riveste la carica, se non nel caso in cui il rapporto di lavoro sia preesistente o nasca nel momento stesso dell’assunzione della carica. Vi sono, poi, norme che non consentono all’amministratore di svolgere compiti afferenti il ciclo produttivo ma hanno, da parte dell’amministrazione, un’interpretazione talmente ampia da negare allo stesso anche la possibilità di concludere le vendite per non incorrere in sanzioni. L’Art. 10, nel mantenere invariata la regola generale sulla base della quale l’amministratore non può essere considerato dipendente della società, apre alla possibilità della sua assunzione anche quale lavoratore subordinato. Per instaurare un regolare rapporto di lavoro è condizione necessaria che tale possibilità sia esplicitata, dai Soci, nello Statuto della società.
All’Art. 11 viene ridefinita la norma affinché non si presti, come quella vigente, ad interpretazioni che creino contenzioso inutile e costoso per l’azienda e per l’amministrazione. In particolare, agli amministratori non è consentito svolgere compiti riferiti esclusivamente al ciclo produttivo/artigianale aziendale. Pertanto, tutti i compiti legati all’amministrazione, alla conclusione delle vendite e degli acquisti, ecc. sono consentiti. Qualora, eccezionalmente, l’amministratore abbia la necessità di partecipare anche al ciclo produttivo/artigianale, potrà instaurare con la società, per tale mansione, regolare rapporto di lavoro subordinato in base alle disposizioni dell’Art. 10.
Art. 12 – Con la modifica del comma 5 e l’abrogazione del comma 6 dell’art. 17 della Legge 131/2005, che semplificano le procedure di richiesta di personale in forza alle imprese di fornitura di lavoro temporaneo, si ritiene che potranno esserci le condizioni perché questi servizi, ancor più importanti in questo particolare momento di congiuntura economica, possano essere offerti anche da aziende sammarinesi. L’esigenza di flessibilità della forza lavoro è cresciuta, in questi anni, quale conseguenza della crisi economica. Le imprese, purtroppo, non hanno più garantite commesse programmate e si trovano a gestire periodi di incrementi lavorativi che necessitano di nuova forza lavoro, e che si alternano a periodi di crollo delle commesse, per cui l’impresa deve ricorrere alla cassa integrazione. Con la Legge 131/2005 si è normata l’impresa di fornitura di lavoro temporaneo, così che le imprese potessero trovare risposte ad aumenti temporanei di lavoro. Constatiamo che, ad oggi, non si sono costituite attività che prestino questo servizio mentre ai nostri confini queste sono realtà ormai consolidate. La vigente normativa prevede che prima di poter ricorrere ai servizi offerti dalle imprese di fornitura di lavoro temporaneo occorra richiedere, all’Ufficio del Lavoro, gli iscritti disponibili a lavoro temporaneo. Questa procedura, tuttavia, comporta un allungamento dei tempi tale che, nel frattempo, viene superata la necessità dell’azienda richiedente.
Art. 13 – L’articolo 19 della Legge 131/2005 tratta del distacco di lavoratori tra imprese. L’interpretazione estensiva oggi applicata del comma 8, del suddetto articolo, limita, senza ragione, la possibilità di distacco di lavoratori tra imprese sammarinesi, che viene superata con la modifica proposta nel progetto di legge.
Art. 14 – Come già anticipato nell’illustrazione dell’art. 4 del presente progetto di legge, il settore artistico culturale in Repubblica ha buone potenzialità di crescita a condizione di creare le condizioni normative necessarie. Per le imprese del settore che necessitano di instaurare collaborazioni temporanee con artisti e/o operatori culturali le disposizioni in materia di lavoro sono limitative, in termini di contratto e modalità operativa. Con l’introduzione di questo articolo nel nostro ordinamento, si consente alle imprese del settore artistico culturale di poter regolarizzare rapporti di lavoro di rilevanza artistica o culturale usufruendo delle disposizioni già previste in materia di prestazioni di lavoro occasionale e accessorio, limitando la documentazione da produrre per l’iscrizione del prestatore a alla copia della carta d'identità in corso di validità, o certificato di residenza, e copia del cedolino bancario di avvenuto pagamento della quota di iscrizione.
Art. 15 – L’apprendistato è un utile istituto per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro di giovani e di coloro che, avendo perso il posto di lavoro, devono trovare una ricollocazione. Con questo articolo, che modifica alcuni commi degli articoli 3, 4 e 5 della Legge 71/2014 (Sistema di erogazione degli incentivi per l’occupazione e la formazione e tipologie contrattuali a contenuto formativo), si interviene su alcuni parametri e con un contributo sulla retribuzione contrattuale a carico della Cassa per gli Ammortizzatori Sociali. Nello specifico: al comma uno, per l’apprendistato per il conseguimento di una qualifica professionale, si propone di elevare l’età massima dai 25 ai 30 anni; per l’apprendistato formativo e applicativo/pratico, al comma due, si propone, per estendere i benefici previsti all’articolo 6 ultimo comma, di elevare la durata dell’apprendistato da due a tre anni ed al comma terzo si propone, per i primi due anni di apprendistato, di integrare la paga ai lavoratori per un 10% della retribuzione contrattuale a carico della Cassa per gli Ammortizzatori Sociali; infine, anche per l’apprendistato speciale di riconversione per reinserimento lavorativo e riqualificazione, al comma 4 si propone, per i primi due anni di apprendistato, di integrare la paga ai lavoratori per un 10% della retribuzione contrattuale a carico della Cassa per gli Ammortizzatori Sociali.
Il TITOLO V - IN MATERIA DI DISCIPLINA DELLE LICENZE tratta modifiche alla Legge 40/2014 (Disciplina delle licenze per l’esercizio delle attività industriali, di servizio, artigianali e commerciali) per semplificare alcune procedure amministrative e coordinare i disposti della Legge stessa con l’Art. 110 della Legge 47/2006.
Art. 16 – Negli incontri tenuti con le Associazioni di categoria è emerso, con particolare rilevanza per il settore produttivo, la necessità di semplificare le procedure per imprese sammarinesi ed estere, per i servizi di manutenzione ordinaria e straordinaria sui beni strumentali e accessori dell’impresa, in particolare nel caso di imprese estere che prestano servizi alle committenti sammarinesi oltre il periodo coperto dalla relativa garanzia. Nel dare risposta a questa condivisa esigenza, si converte altresì in un apposito articolo di Legge quello che oggi è regolato, per delega di legge, da una Delibera del Congresso di Stato, in materia di installazione montaggio collaudo e manutenzione o riparazione.
Art. 17 – Per le imprese che operano in “attività riservate”, può verificarsi un mancato coordinamento tra il disposto dell’Art. 110 della Legge 47/2006 (Legge sulle Società) ed il disposto del comma 6 dell’Art. 23 della Legge 40/2014 (Disciplina delle licenze per l’esercizio delle attività industriali, di servizio, artigianali e commerciali). Si può verificare, infatti, che queste società, mentre all’atto della loro costituzione avevano ottenuto il nulla osta dal Congresso di Stato, qualora dopo essere state poste in liquidazione volontaria dai soci, con conseguente cessazione della licenza, e intervenuta revoca della liquidazione dal Commissario della Legge, come previsto dalla Legge sulle Società, non abbiano il nulla osta rilasciato dal Congresso di Stato. In questo caso, si entra in un cortocircuito nel quale una società, che ha ottenuto la revoca dello Stato di liquidazione, non possa avviare la propria attività perché l’Ufficio Industria non può rilasciare la licenza operativa in mancanza del nulla osta del Congresso. Per scongiurare questa possibile ipotesi, che genera incertezza nel diritto di impresa, si propone che “solo” in caso di intervenuta revoca dello stato di liquidazione, ai sensi dell’art. 110 della Legge 47/2006, con Decreto del Commissario della Legge, non sia necessario, per svolgere la medesima attività riservata, la previa autorizzazione da parte del Congresso di Stato.
Il TITOLO VI - DISPOSIZIONI A TUTELA DEI RISPARMIATORI Nell’ambito delle disposizioni a tutela dei risparmiatori, è emerso come il nostro ordinamento sia intervenuto a tutela dei depositanti ma sia scoperto verso quei soggetti che hanno subìto perdite finanziarie a seguito di truffe o frodi operate da soggetti autorizzati, ai sensi della Legge 17 novembre 2005 n.165 accertate in sede giudiziaria in via definitiva. La norma che si propone, oltre a dare soluzione alle casistiche di cui sopra, potrà caratterizzare positivamente il nostro sistema finanziario con una importante garanzia di tutela del risparmio.
Art. 18 – Si prevede l’istituzione di un apposito fondo, denominato “Fondo straordinario di tutela dalle frodi e truffe finanziarie”, anche quale risposta ai cittadini sammarinesi che hanno presentato una apposita Istanza d’Arengo. Tale fondo sarà alimentato attingendo dalle maggiori entrate accertate sul cap. 412 “Confisca beni, fondi e valori”. Potrà essere indennizzato chi, a seguito di truffe o frodi operate da soggetti bancari vigilati, ha subìto una perdita finanziaria accertata nel suo ammontare in sede giudiziaria, ed ha formalizzato espressa rinuncia a qualunque credito, rimborso o indennizzo connesso con il danno subito a favore dell’Eccellentissima Camera.
Il TITOLO VII – IN MATERIA DI CERTIFICATO
Art. 19 – Le associazioni di categoria dei datori di lavoro evidenziano l’opportunità di estendere la validità minima, oggi di tre mesi, delle certificazioni rilasciate dalla Pubblica Amministrazione, dal Tribunale Unico, dagli enti Pubblici e dalla Camera di Commercio della Repubblica di San Marino. Si propone pertanto di elevare la validità minima dei certificati rilasciati dai suddetti uffici a sei mesi.
Il TITOLO VIII – IN MATERIA DI INTESTAZIONE DI IMMOBILI
Art. 20 – Da tempo si dibatte sulla necessità di rivalorizzare il settore immobiliare, settore tra i più colpiti dalla crisi economica e finanziaria ininterrotta dal 2009 ad oggi, oltre alla esigenza di favorire soluzioni alla gestione dei crediti non performanti del settore bancario e finanziario spesso con garanzia sottostante proprio immobiliare. Consapevoli della necessità di approfondimento su codesto tema, sensibile per la piccola realtà territoriale sammarinese, ma che ha urgenza di risposte, con l’articolo proposto si dà mandato al Consiglio dei XII di farsi carico delle migliori soluzioni rivedendo i criteri di indirizzo, sino ad oggi seguiti, per facilitare l’intestazione di immobili a persone fisiche forensi.
Fiduciosi di aver motivato gli interventi proposti nell’allegato Progetto di Legge ci auguriamo che lo stesso possa essere accolto con favore dal Consiglio Grande e Generale, ed essere approvato in tempi brevi, consapevoli che non saranno degli interventi normativi a rilanciare l’economia del Paese, ma potranno sicuramente migliorare le procedure e limitare il contenzioso tra impresa ed amministrazione Pubblica.
I Membri del Consiglio Grande e Generale:
Ultima modifica il Lunedì, 08 Maggio 2017
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