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Timestamp: 2015-04-18 19:19:04+00:00

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Art. 43 codice civile - Domicilio e residenza - Brocardi.it
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LIBRO PRIMO - Delle persone e della famiglia >
Titolo III - Del domicilio e della residenza (artt. 43-47) >
Articolo 43 Codice Civile
Il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi [14 Cost., artt. 45 e 46 c.c.] (1).
La residenza è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale [144] (2).
Quali diritti reali sorgono in capo a chi trasferisca la residenza in un immobile altrui?
Non nasce alcun diritto reale.
Domicilio e residenza possono essere diversi?
Nel domicilio (luogo in cui la persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi) non è necessaria la presenza, quindi si potrà stabilire la propria residenza (dimora abituale) in un luogo diverso.
Va presentata una istanza all'ufficio anagrafe del Comune. Si tratta di una richiesta gratuita. Nei 45 giorni successivi il Comune effettua, solitamente tramite la polizia locale, il controllo dell'"abitualità della dimora".
Cosa si intende per "famiglia anagrafica"?
Per lo Stato italiano la “famiglia anagrafica” è un gruppo di persone legate da vincoli di matrimonio, di parentela, di adozione o di tutela, ma anche, semplicemente, un insieme di persone legate da vincoli di affinità o di affetto, che coabitino o abbiano dimora abituale (cioè residenza) nello stesso Comune. Una famiglia anagrafica può essere costituita anche da più nuclei famigliari.
E' possibile fissare la propria residenza in un immobile a destinazione commerciale?
Non è possibile, senza previa richiesta ed ottenimento da parte delle competenti autorità del cambio di destinazione da uso commerciale a uso abitativo dell'unità immobiliare.
Dove è fissato il domicilio fiscale?
Ai sensi dell’art. 58 dpr 600/73, il domicilio fiscale per le persone fisiche coincide, generalmente, con la residenza anagrafica.
Le persone giuridiche, invece, hanno il domicilio fiscale nel comune in cui si trova la loro sede legale o, in mancanza, la sede amministrativa.
(1) Il domicilio, situato nel luogo ove la persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi, secondo l'insegnamento classico consta di due elementi: quello oggettivo, in riferimento ai rapporti economici, morali, sociali e familiari; quello soggettivo, derivante dall'intenzione del soggetto stesso di fissare in un determinato luogo il centro dei propri affari o interessi. In alcuni casi il domicilio è conseguenza della legge (nel caso del minore, generalmente domiciliato presso i genitori esercenti la potestà, v. 47).
(2) La residenza coincide con la dimora abituale del soggetto in un dato luogo, ed è anch'essa connotata dai suddetti requisiti oggettivo e soggettivo. Può quindi essere diversa dal luogo eletto quale domicilio, poichè sovente capita (es. lavoratori autonomi/professionisti) che come domicilio venga scelto lo studio professionale, mantenendo la residenza presso la casa familiare.
La dimora, invece, coincide con il luogo in cui la persona abita o permane, in un dato momento ed in modo non abituale. Ha scarso rilievo giuridico, ed emerge solo allorquando non sia nota la residenza (come nel caso di cui all'art. 139 c.p.c.).
Le persone devono poter essere rintracciate per i più disparati motivi, e rilevano quindi i luoghi ove esse si trovano.
I criteri di collegamento tra persone e luoghi sono tre, e comprendono domicilio, residenza e dimora. La norma va letta in relazione con l'art. 14 Cost. che sancisce, tra le libertà fondamentali, la libertà di domicilio da intendersi in senso lato quale abitazione (residenza), ma anche luogo dove il soggetto ha la sede dei suoi affari ed interessi, come l'attività lavorativa (domicilio in senso stretto) e quale dimora occasionale (ove il soggetto permane in modo non abituale).
Domicilium est ubi quis degit rerumque suarum summam constituit eo consilio, ut ibi maneat
Nihil est impedimento quominus quis ubi velit, habeat domicilium, quod ei interdictum non sit
Sola domus possessio, quae in aliena civitate comparatur, domicilium non facit
Cass. n. 19544/2003
In tema di sottrazione internazionale del minore da parte di uno dei genitori, il procedimento monitorio previsto dalla Convenzione de L'Aja, ratificata con la legge n. 64 del 1994, per il ritorno del minorenne presso l'affidatario al quale � stato sottratto, la nozione di �residenza abituale� posta dalla succitata Convenzione non coincide con quella di �domicilio� (art. 43, primo comma, c.c.), n� con quella, di carattere formale, di residenza scelta d'accordo tra coniugi (art. 144, c.c.), in quanto corrisponde ad una situazione di fatto, dovendo per essa intendersi il luogo in cui il minore, in virt� di una durevole e stabile permanenza, anche di fatto, ha il centro dei propri legami affettivi, non solo parentali, derivanti dallo svolgersi in detta localit� la sua quotidiana vita di relazione, il cui accertamento � riservato all'apprezzamento del giudice del merito, incensurabile in sede di legittimit�, se congruamente e logicamente motivato.
Cass. n. 8554/1996
La presunzione di corrispondenza delle risultanze anagrafiche alla realt� effettiva riguardo alla residenza di una persona fisica (luogo in cui essa ha la dimora abituale), basandosi sul particolare meccanismo approntato dal legislatore al fine di garantire che il dato reale continui a corrispondere a quello formale (artt. 43, 44 c.c. e 31 disp. att.; artt. 2 e 11 L. 24 dicembre 1954, n. 1228; artt. 5, 11 e 13 D.P.R. 31 gennaio 1958, n. 136; D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223), bench� non abbia valore assoluto (iuris et de iure), deve considerarsi munita di una particolare resistenza, nel senso che, nel caso in cui ai fini del suo superamento non si adducano prove tipiche, di tenore univocamente concludente, ma elementi a loro volta presuntivi, i requisiti di gravit�, precisione e concordanza di questi ultimi vanno apprezzati dal giudice del merito con particolare rigore. (Nella specie la S.C. ha annullato la sentenza impugnata che, ai fini della verifica del rispetto delle regole di cui all'art. 139 c.p.c., aveva disatteso le risultanze anagrafiche sulla base di elementi indiziari non univocamente concludenti � quali la positiva esecuzione di talune notifiche in un certo luogo, in realt� compatibile con l'ipotesi della occasionale dimora nello stesso � trascurando la valutazione di elementi di segno contrario, potenzialmente decisivi, e l'ammissione di specifica prova orale).
Cass. n. 6078/1987
La dichiarazione di residenza anagrafica in una certa abitazione, nello stesso od in un diverso comune, fa piena prova, ai fini della effettivit� della residenza, contro il dichiarante, sicch� il giudice non pu� non tenerne conto, salvo che il dichiarante stesso non fornisca la prova della non rispondenza al vero della dichiarazione da lui fatta al funzionario comunale.
Cass. n. 1738/1986
La residenza di una persona � determinata dalla sua abituale e volontaria dimora in un determinato luogo, cio� dall'elemento obiettivo della permanenza in tale luogo e dall'elemento soggettivo dell'intenzione di abitarvi stabilmente, rivelata dalle consuetudini di vita e dallo svolgimento delle normali relazioni sociali. Questa stabile permanenza sussiste anche quando la persona si rechi a lavorare o a svolgere altra attivit� fuori del comune di residenza, sempre che conservi in esso l'abitazione, vi ritorni quando possibile e vi mantenga il centro delle proprie relazioni familiari e sociali.
Cass. n. 8205/1974
Allorquando un soggetto, contratto matrimonio, va ad abitare in un luogo diverso da quello in cui si trovava con la famiglia di origine, pur se omette di segnalare all'ufficio anagrafico il cambiamento di abitazione, � nel luogo prescelto che stabilisce il proprio domicilio reale.
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Quesito n. 12160/2015
Nicla O. chiede
Ho la mamma che ha ereditato la casa dei genitori e che si trova a circa 10 km da dove abitiamo. Quindi per lei risulta seconda casa

References: Articolo 43

Cass. 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 

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