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Timestamp: 2020-05-31 16:09:00+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 26015 del 20/11/2013 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26015 del 20/11/2013
Civile Sent. Sez. 5 Num. 26015 Anno 2013
sul ricorso iscritto al numero 16760 del ruolo generale dell’anno 2012, proposto
difeso toze~,2gpdall’avvocatura dello Stato, presso gli uffici della quale in
Liguria, sezione 4°, depositata in data 24 maggio 2011, n. 50;
RG n. 16760/2012
errino estensore
Angelina-Maria frtno estensore
b) ed al conseguente esonero da responsabilità per il pagamento dei dazi evasi —
preferenziale —quarto motivo.
Commissione rimarca che <<...sono stati rilevati errori ... a carico dell'autorità RG n. 16760/2012Angelina-Mo estensore3Pagina 4 di 8del Paese esportatore che non ha verificato la reale esistenza della società commerciale dichiaratasi esportatore... >>; e l’errore implica che la situazione
3. /.-Per beneficiare delle misure tariffarie preferenziali stabilite dall’articolo
Comunità, beneficiare delle preferenze tariffarie di cui all’articolo 61F- su
Angelina-Mari Perni o estensore
<<...allorché il controllo non consente di confermare l'origine delle merci indicate in un certificato d'origine "modulo A", si deve concludere che tali merci sono d'origine ignota e che, pertanto, il certificato d'origine e l'aliquota preferenziale sono stati concessi indebitamente» (punto 18 della medesima sentenza).4.-Nell'ipotesi in esame, allora, in considerazione dello svolgimento e degli esiti dell'indagine di cui si è dato dinanzi conto, <<<<...al momento dell'accettazione della dichiarazione in dogana, l'autorità suddetta non si pronuncia sull'esattezza delle informazioni fornite dal dichiarante, di cui quest'ultimo si assume la responsabilità>> (Corte di giustizia, 15 settembre
2011, C-138110, DP Group EOOD, punto 39).
<<...lapresentazione in un ufficio doganale di una dichiarazione firmata dal dichiarante o dal suo rappresentante è impegnativa, conformemente alle disposizioni vigenti, per quanto riguarda: -l'esattezza delle indicazioni riportate nella dichiarazione, RG n. 16760/2012Angelina- aria r.estensore5Pagina 6 di 8-l'autenticità dei documenti acclusi e - l'osservanza di tutti gli obblighi inerenti al vincolo delle merci in causa al regime considerato». 5. Tanto comporta ineludibilmente l'inoperatività dell'esimente della buona fede.Comunità Europea non può essere tenuta a sopportare le conseguenze di comportamenti scorretti dei fornitori dei suoi cittadini rientranti nel rischio dell'attività commerciale, e contro i quali gli operatori economici ben possono premunirsi nell'ambito dei loro rapporti negoziali (Corte giustizia 17 luglio 1997, causa C-97/95; Cass. 6 settembre 2006, n. 19195; Cass. 3 febbraio 2012, n. 1583; Cass. 19 settembre 2012, n. 15758). 5.2.- A tanto va aggiunto che in relazione alla società contribuente, che ha assunto la qualità di dichiarante in sede d'importazione, è irrilevante lo stato soggettivo di consapevolezza delle inesattezze e delle irregolarità che hanno accompagnato l'introduzione della merce, in considerazione dell'obbligo che grava sull'importatore di vigilare <>
comunque da responsabilità, <<...l 'importatore sarebbe indotto a non verificare più l'esattezza dell'informazione fornita alle autorità dello Stato di esportazione da parte dell'esportatore, né la buona fede di quest'ultimo, il che darebbe luogo ad abusi>>.
paragrafo b) dell’articolo 220 del codice doganale comunitario, secondo cui <>. Si tratta, in questo caso, di una diligenza
qualificata, da ragguagliare, giusta l’articolo 1176, 2° comma, del codice civile,
alla <>,in particolare, l’esercizio professionale
dell’attività d’importatore da parte della società contribuente comporta
ineludibilmente che lo sforzo diligente ad essa richiesto si estenda al controllo
esigibile dell’esattezza delle informazioni fornite dall’esportatore allo Stato di
esportazione. D’altronde, anche con riguardo alla posizione dell’intermediario, la
Corte di giustizia ha ammonito che il codice doganale comunitario ha pur sempre
riguardo ad un <>(Corte giust. 17 novembre
2011, C-454/10, Jestel, punto 22; in termini, nella giurisprudenza interna, Cass.
15 marzo 2013, n. 6637).
6.- Il ricorso va in conseguenza accolto, la sentenza va cassata e, non
occorrendo ulteriori accertamenti in fatto, il giudizio va deciso nel merito, col
rigetto dell’originaria impugnazione proposta dalla società contribuente.
Le peculiarità della controversia comportano la compensazione delle spese
inerenti alle fasi di merito.
Le spese concernenti questa fase seguono, invece, la soccombenza, giusta la
liquidazione in dispositivo.
-accoglie il ricorso principale;
-decidendo nel merito, respinge l’impugnazione originariamente proposta dalla
società contribuente;
-compensa le spese inerenti alle fasi di merito;
-condanna la società alle spese concernenti questa fase, liquidate in Euro
2000,00, oltre spese prenotate a debito.

References: Sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass.

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