Source: http://www.fibrosicisticalazio.it/legge-8-mar-2000.html
Timestamp: 2018-02-24 17:58:10+00:00

Document:
Legge 8 marzo 2000 n53
Home Legge 8 mar 2000
Attenzione, si vedano anche:
- la circolare INPS - 6 giugno 2000, n. 109
- la circolare INPS - 17 luglio 2000, n. 133
- "Benefici a favore delle persone handicappate. Legge 8 marzo 2000, n. 53.
- Art. 33, commi 1, 2, 3 e 6 della legge n. 104/92"
CAPO I PRINCÍPI GENERALI
Art. 2. (Campagne informative)
Art. 3. (Congedi dei genitori)
"Il diritto di astenersi dal lavoro di cui all'articolo 7, ed il relativo trattamento economico, sono riconosciuti anche se l'altro genitore non ne ha diritto. Le disposizioni di cui al comma 1 dell'articolo 7 e al comma 2 dell'articolo 15 sono estese alle lavoratrici di cui alla legge 29 dicembre 1987, n. 546, madri di bambini nati a decorrere dal 1º gennaio 2000.
"Art. 7. - 1. Nei primi otto anni di vita del bambino ciascun genitore ha diritto di astenersi dal lavoro secondo le modalità stabilite dal presente articolo. Le astensioni dal lavoro dei genitori non possono complessivamente eccedere il limite di dieci mesi, fatto salvo il disposto del comma 2 del presente articolo. Nell'ambito del predetto limite, il diritto di astenersi dal lavoro compete:
"Art. 15. - 1. Le lavoratrici hanno diritto ad un'indennità giornaliera pari all'80 per cento della retribuzione per tutto il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro stabilita dagli articoli 4 e 5 della presente legge. Tale indennità è comprensiva di ogni altra indennità spettante per malattia.
Art. 4. (Congedi per eventi e cause particolari)
4.bis. La lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre, anche adottivi, o, dopo la loro scomparsa, uno dei fratelli o delle sorelle conviventi di soggetto con handicap in situazione di gravità di cui all’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 accertata ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della legge medesima da almeno cinque anni e che abbiano titolo a fruire dei benefici di cui all’articolo 33, commi 1, 2 e 3, della predetta legge n. 104 del 1992 per l’assistenza del figlio, hanno diritto a fruire del congedo di cui al comma 2 del presente articolo entro sessanta giorni dalla richiesta. Durante il periodo di congedo, il richiedente ha diritto a percepire un’indennità corrispondente all’ultima retribuzione e il periodo medesimo è coperto da contribuzione figurativa; l’indennità e la contribuzione figurativa spettano fino ad un importo complessivo massimo di lire 70 milioni annue per il congedo di durata annuale. Detto importo è rivalutato annualmente, a decorrere dall’anno 2002, sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. L’indennità è corrisposta dal datore di lavoro secondo le modalità previste per la corresponsione dei trattamenti economici di maternità. I datori di lavoro privati, nella denuncia contributiva, detraggono l’importo dell’indennità dall’ammontare dei contributi previdenziali dovuti all’ente previdenziale competente. Per i dipendenti dei predetti datori di lavoro privati, compresi quelli per i quali non è prevista l’assicurazione per le prestazioni di maternità, l’indennità di cui al presente comma è corrisposta con le modalità di cui all’articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre 1979, n. 663, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33. Il congedo fruito ai sensi del presente comma alternativamente da entrambi i genitori, anche adottivi, non può superare la durata complessiva di due anni; durante il periodo di congedo entrambi i genitori non possono fruire dei benefici di cui all’articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, fatte salve le disposizioni di cui ai commi 5 e 6 del medesimo articolo. (1 bis)
(1 bis) Comma aggiunto dall'articolo 80 comma 2 della Legge 23 dicembre 2000, n. 388
Art. 5. (Congedi per la formazione)
3. Durante il periodo di congedo per la formazione il dipendente conserva il posto di lavoro e non ha diritto alla retribuzione. Tale periodo non è computabile nell'anzianità di servizio e non è cumulabile con le ferie, con la malattia e con altri congedi. Una grave e documentata infermità, individuata sulla base dei criteri stabiliti dal medesimo decreto di cui all'articolo 4, comma 4, intervenuta durante il periodo di congedo, di cui sia data
comunicazione scritta al datore di lavoro, dà luogo ad interruzione del congedo medesimo.
Art. 6. (Congedi per la formazione continua)
1. I lavoratori, occupati e non occupati, hanno diritto di proseguire i percorsi di formazione per tutto l'arco della vita, per accrescere conoscenze e competenze professionali. Lo Stato, le regioni e gli enti locali assicurano un'offerta formativa articolata sul territorio e, ove necessario, integrata, accreditata secondo le disposizioni dell'articolo 17 della legge 24 giugno 1997, n. 196, e successive modificazioni, e del relativo regolamento di attuazione. L'offerta formativa deve consentire percorsi personalizzati, certificati e riconosciuti come crediti formativi in ambito nazionale ed europeo. La formazione può corrispondere ad autonoma scelta del lavoratore ovvero essere predisposta dall’azienda, attraverso i piani formativi aziendali o territoriali concordati tra le parti sociali in coerenza con quanto previsto dal citato articolo 17 della legge n. 196 del 1997, e successive modificazioni.
Art. 7. (Anticipazione del trattamento di fine rapporto)
Art. 8. (Prolungamento dell'età pensionabile)
CAPO III FLESSIBILITÁ DI ORARIO
Art. 9. (Misure a sostegno della flessibilità di orario)
CAPO IV ULTERIORI DISPOSIZIONI A SOSTEGNO DELLA MATERNITÁ E DELLA PATERNITÁ
Art. 10. (Sostituzione di lavoratori in astensione)
Art. 11. (Parti prematuri)
1. All'articolo 4 della legge 30 dicembre 1971, n. 1204 sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
Art. 12. (Flessibilità dell'astensione obbligatoria)
Art. 13. (Astensione dal lavoro del padre lavoratore)
a) nel caso in cui i figli siano affidati al solo padre; b) in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non se ne avvalga; c) nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente".
Art. 14. (Estensione di norme a specifiche categorie di lavoratrici madri)
Art. 15. (Testo unico)
a) puntuale individuazione del testo vigente delle norme; b) esplicita indicazione delle norme abrogate, anche implicitamente, da successive disposizioni; c) coordinamento formale del testo delle disposizioni vigenti, apportando, nei limiti di detto coordinamento, le modifiche necessarie per garantire la coerenza logica e sistematica della normativa, anche al fine di adeguare e semplificare il linguaggio normativo; d) esplicita indicazione delle disposizioni, non inserite nel testo unico, che restano comunque in vigore;
Art. 16. (Statistiche ufficiali sui tempi di vita)
Art. 17. (Disposizioni diverse)
Art. 18. (Disposizioni in materia di recesso)
Art. 19. (Permessi per l'assistenza a portatori di handicap)
a) al comma 3, dopo le parole: "permesso mensile" sono inserite le seguenti: "coperti da contribuzione figurativa"; b) al comma 5, le parole ", con lui convivente," sono soppresse; c) al comma 6, dopo le parole: "può usufruire " è inserita la seguente: "alternativamente". (1)
Art. 20. (Estensione delle agevolazioni per l'assistenza a portatori di handicap)
1. Le disposizioni dell'articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104 come modificato dall'articolo 19 della presente legge, si applicano anche qualora l'altro genitore non ne abbia diritto nonché ai genitori ed ai familiari lavoratori, con rapporto di lavoro pubblico o privato, che assistono con continuità e in via esclusiva un parente o un affine entro il terzo grado portatore di handicap, ancorché non convivente. (1)
Art. 21. (Copertura finanziaria)
CAPO VII TEMPI DELLE CITTÁ
Art. 22. (Compiti delle regioni)
Art. 23. (Compiti dei comuni)
Art. 24. (Piano territoriale degli orari)
Art. 25. (Tavolo di concertazione)
a) il sindaco stesso o, per suo incarico, il responsabile di cui all’articolo 24, comma 2; b) il prefetto o un suo rappresentante; c) il presidente della provincia o un suo rappresentante; d) i presidenti delle comunità montane o loro rappresentanti; e) un dirigente per ciascuna delle pubbliche amministrazioni non statali coinvolte nel piano; f) rappresentanti sindacali degli imprenditori della grande, media e piccola impresa, del commercio, dei servizi, dell'artigianato e dell'agricoltura; g) rappresentanti sindacali dei lavoratori; h) il provveditore agli studi ed i rappresentanti delle università presenti nel territorio; i) i presidenti delle aziende dei trasporti urbani ed extraurbani, nonché i rappresentanti delle aziende ferroviarie.
Art. 26. (Orari della pubblica amministrazione)
Art. 28. (Fondo per l'armonizzazione dei tempi delle città)
b) progetti presentati da comuni che abbiano attivato forme di coordinamento e cooperazione con altri enti locali per l'attuazione di specifici piani di armonizzazione degli orari dei servizi con vasti bacini d i utenza; c) interventi attuativi degli accordi di cui all'articolo 25, comma 2.
7. All'onere derivante dall'istituzione del Fondo di cui al comma 2 si provvede mediante utilizzazione delle risorse di cui all'articolo 8, comma 10, lettera f), della legge 23 dicembre 1998, n. 448

References: Art. 33

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6
 articolo 17

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11
in fine

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 28