Source: http://www.emiliaromagnaimmigrazione.it/novita-diritto-del-lavoro/
Timestamp: 2020-05-31 01:56:11+00:00

Document:
Il commercialista iscritto all'Albo (ma non alla Cassa) deve comunque versare il contributo integrativo (Fri, 29 May 2020)
Quando sorge il diritto a percepire il compenso da attività incentivata? (Fri, 29 May 2020)
RASSEGNA DELLA SEZIONE LAVORO DELLA CASSAZIONE (Thu, 28 May 2020)
Istanza amministrativa per l'accompagnamento negativa. Valutabile comunque l'azione giudiziale contro l'INPS (Thu, 28 May 2020)
Il patto di prova può avere durata maggiore di quella prevista dal CCNL? (Wed, 27 May 2020)
Lavoratrice invalida con figlia disabile: sacrosanto il diritto allo smartworking (Mon, 25 May 2020)
Giudizio per la ripartizione della reversibilità tra prima e seconda moglie: l'INPS è litisconsorte necessario (Mon, 25 May 2020)
Spese di giudizio: l'efficacia della dichiarazione sostitutiva di certificazione delle condizioni reddituali (Fri, 22 May 2020)
Notifica avvenuta oltre il termine di 25 giorni, nullità sanabile (Thu, 21 May 2020)
CIGS Covid-19: gestione dei provvedimenti che modificano i Decreti di concessione (Wed, 20 May 2020)
Legittime le sospensioni dei trattamenti pensionistici di anzianità anticipati per risparmi di spesa (Fri, 29 May 2020)
La sanificazione dei posti di lavoro tra procedure amministrative e obblighi giuridici (Thu, 28 May 2020)
Gestione del rischio di contagio da COVID-19 in azienda: obblighi e responsabilità del datore di lavoro (Tue, 26 May 2020)
La dottrina giuslavorista alla prova del Covid-19: la nuova questione sociale (Mon, 25 May 2020)
Di seguito l’articolo del Prof. Garofalo, pubblicato su Il lavoro nella giurisprudenza n. 5/2020, Ipsoa, Milano. I riflessi della pandemia sul tessuto economico e produttivo del nostro Paese richiedono un ripensamento del diritto del lavoro chiamato a confrontarsi con la nuova questione sociale caratterizzata, a differenza di quella della fine del XIX secolo, dal coinvolgimento di più classi sociali. Urge avviare un dibattito che consenta di affrontare il prossimo futuro con un idoneo armamentario di valori e di norme.
Dal D.L. Cura Italia al D.L. Rilancio: come cambia il lavoro nella P.A. attraverso il lavoro agile (Mon, 25 May 2020)
L’efficacia e l’efficienza di una struttura pubblica dipende essenzialmente dalla dimensione dinamica della sua organizzazione, capace di affrontare le sfide che provengono dall’esterno, risolvere le criticità e i problemi attraverso la valorizzazione delle professionalità e delle competenze delle risorse umane presenti al suo interno. Per realizzare un modello organizzativo efficiente e resistente ai cambiamenti interni ed esterni, provocati dall’emergenza epidemiologica da Covid-19, è fondamentale creare sinergie e relazioni che rendano osmotico il passaggio di informazioni, competenze e know how tra interno ed esterno dell’organizzazione. L’attuale crisi economica e sociale indotta dall’emergenza sanitaria deve rappresentare l’occasione per ripensare all’istituto del lavoro agile quale strumento per contemperare l’esigenza di un’indifferibile modernizzazione del servizio pubblico e la valorizzazione del capitale umano presente nelle pubbliche amministrazioni, senza, tuttavia, dimenticare che la stretta connessione tra l’esecuzione della prestazione smart e il raggiungimento del risultato produttivo descrive lo scopo sotteso al lavoro agile, che consiste, quindi, in un risparmio dei costi di gestione degli spazi interni, in una diminuzione del tasso di assenteismo e in una più efficiente gestione del tempo di lavoro da parte del lavoratore.
I verbali degli ispettori del lavoro fanno piena prova (Fri, 22 May 2020)
I verbali ispettivi fanno piena prova fino a querela di falso, dei fatti che il pubblico ufficiale attesta avvenuti in sua presenza o da lui compiuti, ivi compresa l'esistenza e provenienza delle dichiarazioni raccolte a verbale, ma non anche delle valutazioni dell'ispettore o dei fatti non percepiti direttamente ma affermati dall'ispettore in base ad altri fatti; tale materiale probatorio è liberamente valutabile e apprezzabile dal giudice, il quale può anche considerarlo prova sufficiente, qualora il loro specifico contenuto probatorio o il concorso di altri elementi renda superfluo l'espletamento di ulteriori mezzi istruttori (Cass. Civ., Sez. Lav., 4.5.2020, n. 8445).
DL n. 34/2020 c.d. “Rilancio”: come cambiano ancora le misure per il lavoro e le imprese (Thu, 21 May 2020)
Breve sintesi delle principali previsioni giuslavoristiche e misure a sostegno delle imprese introdotte dal Decreto-legge 19 maggio 2020 (il c.d. "D.L. Rilancio") pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 19 maggio 2020, n. 128 – supplemento ordinario.
Trattamento straordinario integrazione salariale: legittimo il decorso degli effetti dopo 30 giorni dalla domanda tardiva (Wed, 20 May 2020)
Con la sentenza n. 90 del 2020 il Giudice delle leggi ha dichiarato la non fondatezza, in riferimento all’art. 3 Cost., della questione di legittimità costituzionale dell’art. 25, comma 3, del d.lgs. 14 settembre 2015, n. 148, nella parte in cui il trattamento straordinario di integrazione salariale, in caso di presentazione tardiva della domanda, decorre dal trentesimo giorno successivo alla presentazione della domanda medesima, poiché la specifica disposizione impugnata si colloca nel contesto del complessivo quadro del procedimento amministrativo ridisegnato e ridefinisce in termini più stringenti il collegamento “dinamico” fra data di presentazione della domanda e decorrenza del trattamento straordinario di integrazione salariale, cui consegue che l’entità del ritardo della domanda, rispetto al termine previsto dal comma 1 del medesimo articolo, comporta un corrispondente effetto sul decorso del trattamento richiesto, al fine di evitare che si determinino situazioni di incertezza, sia per i lavoratori e le organizzazioni sindacali interessate che per l’impresa.
Crediti contributivi: dal 1° gennaio 1996 la prescrizione è quinquennale (Tue, 19 May 2020)
Il commento ha ad oggetto la sentenza n. 284, pubblicata il 14 febbraio 2020 dal Tribunale di Messina, Sezione Lavoro, che ha dichiarato insussistente – nella sua quasi totale integrità – il credito asseritamente vantato da INPS nei confronti del ricorrente per un importo di oltre 380.000,00 euro, a titolo di contributi previdenziali aziende 1998 – 2009. Il Giudice del Lavoro, tenuto conto dell’intervenuta prescrizione quinquennale, ha accertato la sussistenza di un credito di gran lunga inferiore rispetto a quello preteso dall’Istituto previdenziale e dall’ente di riscossione - anch’esso parte resistente nel processo - pari a soli 1.668,96 euro.
Escludere una candidata per motivi di statura può essere discriminatorio (Mon, 18 May 2020)
In tema di requisiti per l'assunzione, qualora in una norma secondaria sia prevista una statura minima identica per uomini e donne, in contrasto con il principio di uguaglianza, perché presupponga erroneamente la non sussistenza della diversità di statura mediamente riscontrabile tra uomini e donne e comporti una discriminazione indiretta a sfavore di queste ultime, il giudice ordinario ne apprezza, incidentalmente, la legittimità ai fini della disapplicazione, valutando in concreto la funzionalità del requisito richiesto rispetto alle mansioni (Cassazione civile, sezione lavoro, ordinanza 24 aprile 2020, n. 8167).
Lo stabilisce la Cassazione con sentenza n. 12534/2019 a precise condizioni però. In buona sostanza per i supremi giudici è legittimo da parte del dipendente effettuare di nascosto sul posto di lavoro registrazioni audio col fine di cogliere in fallo il datore di lavoro, con l'esclusivo fine di precostituirsci una prova per un imminente giudizio. Le finalità di difesa prevalgono quindi su quelle della tutela della privacy a condizione però che le registrazioni siano esclusivamente pertinenti ai fatti di causa. Conseguenza ne è che il datore di lavoro non può licenziare per giusta causa il dipendente che abbia carpito di nascosto al sua voce in una registrazione audio. Avv. Mauro Franchi - info@jurismind.it VAI A TUTTI I CORSI AUDIO DI DIRITTO
Per la Cassazione (oridnanza n. 7584/2019) è di fondamentale importanza che, a tutela della salute del lavoratore, il datore non solo adotti le necessarie misure di sicurezza aziendale, secondo le prescrizioni generali di cui all'art. 2087 c.c. e specifiche previste dal D.lgs 81/2008, ma anche, in concreto adibisca il lavoratore a delle mansioni compatibili col suo stato di salute, in conformità alla prescrizioni mediche. In buona sostanza il datore di lavoro è chiamato ad effettuare una valutazione concreta, in ordine alle mansioni attribuibili, ritagliata nello specifico alle concrete esigenze di salute del dipendente, pena il dover risarcire l'eventuale danno biologico patito. Avv. Mauro Franchi - info@jurismind.it VAI A TUTTI I CORSI AUDIO DI DIRITTO
LICENZIAMENTO: è possibile licenziare la dipendente se la gravidanza inizia dopo che il datore di lavoro ha dato, legittimamente, il preavviso di cessazione del rapporto. (Cass. ord. 9268/2019). (29/04/2019). Contattaci su WhatsApp
DIRITTO DEL LAVORO SICUREZZA RIFIUTO PRESTAZIONE LAVORATIVA Non basta il mero inadempimento agli obblighi sulla sicurezza per astenersi dal lavoro. Lo stabilisce la Corte di Cassazione, con sentenza n. 8911/2019. In tema di violazione agli obblighi imposti ai datori di lavoro in tema di sicurezza dal D.Lgs 81/2008, per giustificare l'astensione dal lavoro da parte del dipendente, occorre che in concreto, gli inadempimenti siano effettivamente rilevanti. Per i supremi giudici non basta quindi, al fine di giustificare il rifiuto alla prestazione lavorativa, una qualsiasi infrazione datoriale in tema di sicurezza, ma è necessario che la stessa esponga il dipendente ad un effettivo pericolo. La prova di tale collegamento, infrazione - rischio, è a carico del dipendente. Un tema delicato ed aperto, certamente, qullo affrontato dai giudici di legittimità. VAI AL CORSO >>DIRITTO DEL LAVORO
DIRITTO DEL LAVORO LICENZIAMENTO - IMPUGNAZIONE Se il lavoratore non vuole decadere dalla possibilità di richiedere tutela avanti il giudice del lavoro, deve sempre impugnare il licenziamento entro 60 giorni dalla relativa initimazione. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con sentenza n. 8660/2019. I supremi giudici hanno in particolare posto in rilievo i seguenti principi: l'impugnazione nei 60 giorni ex art. 6 L. 604/1966 va sempre proposta se non si vuole perdere il diritto all'azione giudiziaria l'impugnazione va proposta anche a fronte del licenziamento dettato da giustificato motivo oggettivo il fatto che il datore di lavoro non abbia informato la DTL delle ragioni del licenziamento o non abbia adottato le misure atte alla ricollocazione del dipendente, non salvano quest'ultimo dalla decadenza in caso di mancata impugnazione VAI AL CORSO >>DIRITTO DEL LAVORO
DIRITTO DEL LAVORO LICENZIAMENTO Non può essere licenziato il dipendente se il fatto non è direttamente collegato all'attività lavorativa. Lo stabilisce la Corte di Cassazione con Ordinanza n. 8390 del 26 marzo 2019. In buona sostanza i giudici precisano che non è sufficiente essere condannati in sede penale per gravi minaccie se il fatto non è ricollegabile all'attività lavorativa. Per la Cassazione in tale ipotesi non viene turbata la serenità del datore di lavoro, non dovendosi ritenere leso, sempre secondo i giudici, l'astratto principio dell'intuitus personae.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 6