Source: https://fcel2008.wordpress.com/2017/04/08/3655/
Timestamp: 2017-06-24 06:57:33+00:00

Document:
JASP pareti in cemento armato | Un po' di tutto
← Seconda Guerra mondiale in sintesi
Debian QEMU – VGA passthrough – Virt-Manager →
JASP pareti in cemento armato	Pubblicato il 8 aprile 2017	di fcel2008 http://programmidicalcolo.forumcommunity.net/?t=51709986
[jasp] Criteri progettuali per le pareti
Inviato il: 16/7/2012, 12:26 Citazione Gruppo:
Vorrei approfittare di questa discussione per avere alcuni chiarimenti.
Abbiamo 4 elementi finiti piani CST (Constant Strain Triangle) lastra triangolare con 3 nodi e 6 gdl, RST (forse s’intendeva LSR) (Linear Strain Rectangle) lastra rettangolare con 4 nodi e 8 gdl, DKT (Discrete Kirchhoff Triangle) piastra triangolare con 3 nodi e 9 gdl (Batoz 1980-82) e ACM (elemento Adini-Clough-Melosh, 1961-1963) piastra rettangolare con 4 nodi e 12 gdl. In particolare l’utente impiega shell che combinano opportunamente i due tipi (CST+DKT o LSR+ACM).
Con questo l’utente modella solette / platee e PARETI. Queste pareti differiscono dalle altre per il semplice fatto che queste sono meshate, mentre le altre sono macroelementi a quattro nodi.
Investighiamo sulle solette / platee. La norma non dice nulla e quindi ci si affida all’EC2: in particolare “appendici F, I dell’EC2-1 e la LL dell’EC2-2”. In particolare, visto l’impiego del solo EC2 e non dell’EC8, le combinazioni sismiche sono implicitamente quelle con q=1. Chiedo conferma su questo.Investighiamo sulle pareti. La norma distingue diversi tipi di pareti: la parete base, ossia quella senza pretese progettata secondo il solo §4 (o EC2) e quindi con q=1;
la parete debolmente armata progettata nel rispetto dei vincoli del §7 (dimensioni / >20% di carico gravitazionale..) con la concessione di un q (basso), ma un adeguamento degli sforzi taglianti Ved=Vanalisi * (q+1) /2.
Diversamente abbiamo le pareti tozze o snelle (distinte solo per la CDA) con l’impiego di un q, con specifici dettagli costruttivi, ma con un adeguamento degli sforzi taglianti spesso meno invasivo (da un Ved=Vanalisi * 1.5 per la CDB ad un Ved=Vanalisi*formula dipendente da M per CDA).
Infine abbiamo le pareti accoppiate.La domanda quindi è semplice:
con le pareti duttili, quale parete è stata modellata? La tozza / la snella, la “normale valida per la cdb”? Va bene per tutte?
la parete shell a quale tipo appartiene? è una parete base? è una parete debolmente armata? è anche valida per una tipologia duttile? tiene conto anche delle casistiche che riguardano le pareti accoppiate?
Qualora fosse solo una parete base: devo inserire q=1 o il programma capisce da sè che il q>1 inserito è incoerente?
Qualora fosse solo una parete debolmente armata: il programma incrementa in automatico il taglio sismico?
Qualora fosse implementata più di una tipologia di pareti: come fa il programma a distinguere la volontà del progettista?
Inviato il: 16/7/2012, 13:31 Citazione Gruppo:
Utenti Jasp
CITAZIONE (Massimo.T @ 16/7/2012, 12:26) Vorrei approfittare di questa discussione per avere alcuni chiarimenti.
il progettista inserisce delle macroShel (che sono chiamate pareti o piastre ) tra 3 o 4 nodi e il programma le mesha
Investighiamo sulle solette / platee. La norma non dice nulla e quindi ci si affida all’EC2: in particolare “appendici F, I dell’EC2-1 e la LL dell’EC2-2”. In particolare, visto l’impiego del solo EC2 e non dell’EC8, le combinazioni sismiche sono implicitamente quelle con q=1. Chiedo conferma su questo.
A mio avviso si. Ma alcuni progettisti non sono d’accordo.
In Jasp 4.0 esiste un nuovo parametro in menu/archivio/criteri di progetto/opzioni verifiche chiamato kSisma. Questo è il coefficiente di amplificazione del sisma, in pratica il progettista può decidere di amplificare le azioni sismica in un singolo elemento o meglio in tutti gli elementi che hanno uno specifico criterio di progetto.
in questo modo, ponendo questo parametro pari a q, praticamente, è possibile progettare per lo spettro elastico un intero groppo di elementi .
Per esempio: le travi di fondazioni, le pareti del piano cantinato, i pilastrini del piano cantinato, i pilastrini del sottotetto.
In questo modo ogni progettista si cuce su misura la propria interpretazione delle norme.
Investighiamo sulle pareti. La norma distingue diversi tipi di pareti: la parete base, ossia quella senza pretese progettata secondo il solo §4 (o EC2) e quindi con q=1;
In Jasp 4 è possibile inserire anche le pareti modellate con WMCs (con dei grandi pilastri) come in Jasp 3.7.
Le pareti duttili di elevazione sono trattate come nella versione 3.7 www.ingegnerianet.it/esempi/parete_CDA.php www.ingegnerianet.it/esempi/parete_CDB.php
La pareti modellate con shell possono essere usate negli altri casi in cui il progettista le ritenga utili, ma in questo caso Jasp non effettua alcun calcolo di sollecitazioni di tipo globale (su tutta la parete), tranne ciò che è specificatamente scritto in questo esempio www.ingegnerianet.it/esempi/parete_di_taglio.php che resta opzionale.
Inviato il: 16/7/2012, 13:49 Citazione Gruppo:
CITAZIONE (Silvestro Giordano @ 16/7/2012, 13:31) In Jasp 4.0 esiste un nuovo parametro in menu/archivio/criteri di progetto/opzioni verifiche chiamato kSisma. Questo è il coefficiente di amplificazione del sisma, in pratica il progettista può decidere di amplificare le azioni sismica in un singolo elemento o meglio in tutti gli elementi che hanno uno specifico criterio di progetto.
è possibile distinguere due coefficienti in modo da poter incrementare le sollecitazioni distinguendo tra Momento e Taglio?
Per le pareti ad es. la necessità dell’adeguamento riguarda solo il taglio (per il momento è prevista solo una traslazione verticale), mentre per altre tipologie di elemento [per le solette il kSisma è q; per gli elementi piloty il kSisma è 1.4] tale coefficiente riguarda sia il taglio e sia il momento.
Inviato il: 16/7/2012, 16:15 Citazione Gruppo:
I parametri kNM, k Taglio, k Mt, se specificati, vanno a sostituite quelli utilizzati in automatico da Jasp. In particolare le sollecitazioni sono amplificate in automatico per le travi di Winkler e per il taglio delle pareti. Per specificare un coefficiente inserire un valore numerico.
il parametro k Sisma in automatico è posto pari a 1. Se specificato le azioni sismiche sono aumentate del fattore indicato.
Parto dal presupposto che kTaglio riguardi esclusivamente la componente sismica del taglio. (*)
Per elementi Piloty si suggerisce kSisma=1.4 (5° capoverso del §7.2.3.)
Per le solette si suggerisce kSisma=q
Per le pareti si suggerisce un kTaglio rispettivamente pari a:
parete “base”–>q
parete debolmente armata–>(q+1)/2
parete cdb–>1.5
parete cda tozza–>varia in funzione del Med della specifica combinazione sismica in esame.
parete cda snella–>varia in funzione del Med della specifica combinazione sismica in esame.
(*): questo perchè non vorrei che ad es. una parete snella/tozza ben dimensionata si riveli eccessivamente armata perchè una combo STATICA in cui Mrd (che comunque è elevato, anzi maggiormente elevato dato che N è maggiore) affiancato all’Med ben sotto la media porti a valori alti la parte sx della 7.4.14 o il primo membro della 7.4.13.
E’ pur vero che ogni combo ha il suo coefficiente d’amplificazione del taglio.. Ma questo vale limitatamente alle combo sismiche.
Inviato il: 16/7/2012, 16:37 Citazione Gruppo:
Se paliamo di pareti modellate con shell le tensioni di una lastra sono σx, σy, τxy
in questo caso sono trattate in modo unitario dal programma e le verifiche sono puntuali, a meno di voler decidere di far fare al programma la media su tutte le tensioni. Facendo la media della tensioni σx, σy potrebbero diventare essere prive di senso. Nella modellazione lastra non vi sono tensioni puntuali di momenti, ma solo σx, σy, τxySe parliamo di WMCs Jasp, già nella versione 3.7 amplifica la sollecitazione tagliante.
www.ingegnerianet.it/esempi/parete_CDB.php
www.ingegnerianet.it/esempi/parete_CDA.php
In questo caso i parametri su cui agire per amplificare le sollecitazioni sono 4
• kNM: Coefficiente di amplificazione delle sollecitazioni di progetto N, Mx e My (tutte sismiche e non)
• k Taglio: Coefficiente di amplificazione delle sollecitazioni di progetto Vx e Vy. (tutte sismiche e non)
• k Mt: Coefficiente di amplificazione del momento torcente di progetto. (tutte sismiche e non)
• k Sisma : Coefficiente di amplificazione delle azioni sismiche. In questo caso per il calcolo di una sollecitazione di progetto viene amplificata solo la componente sismica.
Agendo opportunamente su questi parametri credo si possano creare ottenere sempre il risultato desiderato, anche perché in genere per le pareti di taglio le sollecitazioni peggiori sono quelle SLV (cioè spesso quelle non sismiche sono poco significative)
Inviato il: 17/7/2012, 10:28 Citazione Gruppo:
Il mio invito è quello di postare questo esempio:
www.ingegnerianet.it/esempi/parete_di_taglio.php
con le opportune scelte dei criteri progettuali (attualmente vedo che non tutti i criteri sono in “auto”) al fine di ottenere il medesimo risultato in termini di armature per entrambe le pareti.
Inviato il: 17/7/2012, 10:53 Citazione Gruppo:
CITAZIONE (Massimo.T @ 17/7/2012, 10:28) Il mio invito è quello di postare questo esempio:
i parametri specifici per la verifica delle shell stanno in :
menu/archivio/criteri di progetto/opzioni progetto shell
www.ingegnerianet.it/manuale_jasp/archivio.php
in particolare è selezionata l’opzione: soll sism medie = SI
Inviato il: 17/7/2012, 12:20 Citazione Gruppo:
ora mi ritrovo con macroparete armata con pilastrini e ferri nel campo centrale equiparabili a una sorta di doppia rete elettrosaldata,
nella mesh ho invece solo la doppia rete elettrosaldata.essendo l’elemento “reale” identico, e visto che siamo di fronte alla scelta della CDB, m’immagino che ad entrambe debba essere riservato il medesimo trattamento salvo che una delle due sia intesa diversa dall’altra.
Leggo che V è pari a 700kN (PS: è da intendersi quello d’analisi o quello già moltiplicato per 1.5? Nel seguito lo considero come valore d’analisi ancora da moltiplicare)
In base al risultato finale (inserimento di pilastrini) deduco che essa è intesa come parete duttile (kTaglio=1.5).
V=700kN —> Ved=1050kN;
M=2100kNm–> Med=2100kNm
su questi valori m’immagino sia stata condotta le progettazione dei ferri, imponendo quantomeno i ferri minimali del criterio e avrei usato le formule richiamate dal §7.4.4.5.2.1.
Similmente m’immagino che la parete meshata abbia valori di sforzi integrali identici (salvo approssimazioni matematiche e di modello); sforzi che comunque non leggo nei tabulati.
Ora quì io ho un buco nella logica del mio ragionamento.
Al termine mi ritrovo che questa parete è armata con qualcosa in meno dell’altra.
Fosse stata intesa come parete duttile avrei dovuto incrementare gli sforzi integrali del taglio e applicare i medesimi criteri progettuali.
Diversamente, fosse stata intesa come parete debolmente armata avrei dovuto incrementare gli sforzi per (1+q)/2=(1+3.9)/2=2.45 (kTaglio) (PS: ho preso pari pari il dato contenuto nella schermata, immagino senza darci importanza anche in base al fatto che non è un dato cardine del test)
V=700kN —> Ved=1715kN;
ma mi sarei risparmiato i criteri progettuali del §7 e avrei semplicemente dovuto usare le formule richiamate dal §7.4.4.5.2.1. /.2
Per poterlo fare, io progettista, avrei dovuto controllare che tale struttura sia costruita solo da pareti debolmente armate (la presenza di pareti duttili fa sì che tutte lo siano) e gli altri requisiti..
Diversamente restava la scelta di impiegare pareti “base” (kSisma=q):
V=700kN —> Ved=2730kN;
M=2100kNm–> Med=8190kNm
ma mi sarei risparmiato i criteri progettuali del §7 e avrei semplicemente dovuto usare le formule del §4 che altro non sono che quelle richiamate dal §7.4.4.5.2.1. /.2 (salvo il limite sullo sforzo assiale).
E’ abbastanza chiaro che la parete meshata non segue le logiche del §7. Immagino che quindi si tratti della parete “base” a cui sia doveroso associare l’impiego del kSisma=q e che si associa l’uso della formulazione delle solette anzichè quella delle pareti.
Detto questo ricordo che Bilello ci ha mostrato come passare dalle tensioni puntuali nei vertici dei singoli elementi della mesh ai valori integrali. Questo è indispensabile per poter gestire completamente le pareti con la mesh.
A margine aggiungo solo che con poco sforzo in più è poi possibile aggiungere ulteriori sforzi provenienti da eventuali elementi “immersi” nel bidimensionale (penso alla volontà del progettista d’inserire pilastri fittizi che al piano successivo risulteranno pilastri “reali”). Questo può essere un aspetto che può apparire confusionario o inutile, ma è e resta un’appendice al discorso principale.
Pertanto penso che il salto che già ora Jasp ha fatto grazie al tuo impegno merita solo un breve saltino in avanti per ottenere grossi risultati.
Inviato il: 17/7/2012, 13:51 Citazione Gruppo:
L’obiettivo del test è dimostrare la sostanziale equivalenza tra la formula (F.4) EC2 per la verifica dell’armatura di una lastra e la formula (4.1.19) NTC08 .
Inoltre il caso di test vuole dimostrare l’affidabilità del programma nel calcolo della madia.
In questo test l’amplificazione della forza di taglio per il modello WMCs è posto ad 1.Il test non vuole dire nulla sul coefficiente di amplificazione del taglio sismico, infatti non riguarda una struttura, ma una sola parete.
Per quanto riguarda il calcolo delle tensioni su di una sezione di una parete modellata con shell, cioè l’integrazione delle tensioni, Jasp non effettua questa operazione, non tanto per la difficoltà di passare dalle tensioni alle sollecitazioni, ma per la difficoltà di gestire la l’operazione in casi generali (macropareti affiancate, macropareti affiancate che generano una sezione a C, ad L, a T , a doppio T ecc, pareti che con l’altezza cambiano sezione)
o la cosa va fatta per bene, contemplando tutti questi casi e ti posso assicurare con l’ultimo problema è calcolare le tensioni della sezione a partire da quelle della piastra, (ed il problema principale è cercare di capire cosa ha in testa il progettista quando inserisce i dati)
o è meglio lasciare il modello WMCs che è semplice e per singole pareti in grado di convergere al modello shell (vedere risultati del test www.ingegnerianet.it/esempi/lastra_mensola.php)
Per quanto riguarda i coefficienti di amplificazione del taglio, Jasp tratta in automatico solo el pareti duttili CDA e CDB, per gli altri casi si deve manualmente impostare il coefficiente di amplificazione nei criteri di progetto.
La procedura proposta in www.ingegnerianet.it/esempi/parete_di_taglio.php deve essere selezionata con particolare cautela, perché in caso di parete singola inflessa si andrebbero a mediale le tensioni di compressione, con quelle di trazione.
In pratica la procedura può avere senso solo in caso di pareti di un piano cantinato inserite perimetralmente al di sotto di un edificio, in questo caso infatto in ogni singila macroparete σx è sostanzialmente constante o poco rilevante.
Inviato il: 17/7/2012, 17:03 Citazione Gruppo:
sì ma io non mi ritrovo con questa ipotesi.
l’integrazione delle tensioni è vero che si complica per pareti a forma complessa (e mi riferisco a forme a L o a C o altre del genere), ma per esse la complessità è così elevata (riferendomi all’EC8 per una parete ad “L” 4x4metrixh3 di spessore 20cm occorre scindere la verifica in due: una parete 0.75x4metri x h3 in una direzione e 4×0.75xh3 nell’altra. Una complicazione così spinta è piuttosto lontana dalle richieste degli utenti. Non penso esista un programma così articolato, anche se il problema riguarda tutte le pareti dei piani cantinati, tutti i nuclei ascensore e tante altre situazioni.)riguardo invece il cambio di sezione c’è da dire che l’integrazione viene fatta su una linea posta ad una certa altezza e tiene conto dello spessore del singolo elemento della mesh interessato dalla linea.
ma quello che non riesco a capire è perchè non si considera l’elemento ingegneristico parete indipendentemente da come esso sia stato modellato.
una parete è un elemento sxlxh in cui s è <= l/4: sia esso modellato come monodimensionale, come bidimensionale o come mesh di elementi tridimensionali. il denominatore è comune l’unica cosa che cambia è il metodo di modellazione.
Inviato il: 17/7/2012, 17:48 Citazione Gruppo:
CITAZIONE (Massimo.T @ 17/7/2012, 17:03) sì ma io non mi ritrovo con questa ipotesi.
Nel caso di una sola parete duttile con sezione rettangolare, i risultati della modellazione shell convergono ai risultati della modellazione beam di Timoshenko.
Cioè per avere gli stessi spostamenti un beam di Timoshenko bisogna creare un modello con shell sufficientemente fitto.
In pratica per una sola parete i risultati della modellazione con shell sono sempre peggiori dei risultati ottenuti con Timoshenko.
www.ingegnerianet.it/esempi/lastra_mensola.php
Inviato il: 17/7/2012, 18:40 Citazione Gruppo:
sicuramente i risultati convergono, la stima è approssimata e converge infittendo.
fin quì ci siamo.
quello che però dico è che:
così come per le pareti (quelle modellate con macroelementi) intervieni sulle sollecitazioni per ottenere le azioni di calcolo da sottoporre a verifica e sottoponi a criteri progettuali.
anche per queste pareti (quelle modellate con mesh) bisognerebbe intervenire sulle sollecitazioni e applicando criteri progettuali.prendi ad es. questo test: http://www.ingegnerianet.it/esempi/mensola…_beam_fitto.jas
in esso paragoni sforzi/spostamenti. Benissimo! Illustri come valutare l’infittimento all’utente.
Una volta fatto questo hai di fronte la consapevolezza che i due modelli si equivalgono, con i pregi/difetti dell’uno e quelli dell’altro.
L’utente può quindi scegliere cosa che prima non poteva fare.
Ora però arriviamo in fondo.
Quella parete modellata con mesh che per la norma è una parete base (ahimè in questo 3d l’ho chiamata così e mi porto avanti questo brutto nome) / parete duttile / parete debolmente armata / parete snella / parete tozza, non cambia la sua natura in base a come è stata modellata.
Essa è duttile perchè scelgo di progettare in CDB e tale parete non è appartenente ad altre categorie.
Essa è tozza perchè scelgo di progettare in CDA e ha delle dimensioni ben precise.
Estremizzo dicendo che potevo anche modellarla con elementi brick o elementi biella o qualche altra diavoleria, ma la sostanza non cambia.
Il progettista è infatti chiamato a dimostrare che essa sia rispettosa della norma di riferimento.
La norma prevede aumenti sull’azione tagliante (azione che quindi va individuata), traslazioni verticali dell’azione flettente (azione che anch’essa va individuata) e un +/-50%­N per q>2.
Prevede infine specifiche formule di verifica. Questo nello standard.
Diversamente scatta la necessità di “analisi più accurate” basate sull’effettiva risposta della parete al sisma, ossia basate su azioni congrue agli spostamenti sismici. Ovvero è necessario porre kSisma=q.
Inviato il: 17/7/2012, 19:39 +1 Citazione Gruppo:
In verità Jasp per trattare le pareti, già della versione 3.7 ha a disposizione il modello WMCs.Modellare una parete duttile con shell è interessante, ma sviluppare il codice per permettere ciò e meno banale di quanto può apparire ed i vantaggi della possibilità del doppio modello non sono evidenti, se non per pareti di sezione strane (C, T , ecc)
Durante lo sviluppo di Jasp 4 ho preso in considerazione di inserire la possibilità della doppia modellazione, ma man mano che andavo avanti il rapporto costo/benefici sembrava sempre più altro, anche perché i benefici sembravano sempre più piccoli.
Ho deciso quindi di non inserire questa possibilità ma di concentrare le energie su altro.
Salvo casi particolari io utilizzerei comunque la modellazione WMCs, che è immediato e non inferiore, per le pareti semplici, alla modellazione shell.
Solo per le pareti del piano cantinato, che possono avere spinte dovute alla terra, ho pensato di dare la possibilità di calcolare la tau sismica media.
Come ti dicevo la maggior parte delle energie sono state spese per le piastre e per il punzonamento.
Nelle prossime versioni di Jasp, saranno aggiunte 2 funzionalità davvero indispensabili: il computo e gli esecutivi delle pilastrate (per adesso sono disegnate solo le sezioni dei pilastri).
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con analisi, armatura, calcestruzzo, cemento, fattore di struttura, jasp, pareti, progettazione, shell, sisma, wcm. Contrassegna il permalink.	← Seconda Guerra mondiale in sintesi

References: §4
 §7
 §4
 §7
 §7
 §7
 §7
 §7
 §4
 §7
 §7