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Timestamp: 2019-04-19 11:30:28+00:00

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disegno di legge S. 2911 / Testo DDL 2911 - OpenParlamento
Testo DDL 2911
N. 2911
d'iniziativa dei senatori MARCUCCI, COCIANCICH, COLLINA, MIRABELLI, PAGLIARI e BUEMI
COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 21 SETTEMBRE 2017
Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, in materia di elezione della Camera dei deputati,
e al testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, in materia di elezione del Senato della Repubblica, nonchÃ© delega al Governo per la determinazione dei collegi uninominali e plurinominali
Onorevoli Senatori. -- Il 17 maggio 2017, l'onorevole Fiano, relatore delle proposte di legge di modifica della legge elettorale, ha depositato presso la Commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati una proposta di testo unificato, il cosiddetto Â«RosatellumÂ», dal nome dell'onorevole Rosato, capogruppo del Partito democratico alla Camera.
Il 23 maggio 2017, il testo unificato del relatore Ã¨ stato adottato come testo base.
Il sistema elettorale proposto dal suddetto testo prevedeva l'assegnazione di metÃ dei seggi nel territorio nazionale in collegi uninominali, con la vittoria del candidato piÃ¹ votato, e di metÃ dei seggi con metodo proporzionale in collegi plurinominali di limitate dimensioni.
Nei giorni seguenti il 23 maggio, a seguito di un serrato dibattito e dell'approvazione di numerose proposte emendative sia della maggioranza che dell'opposizione, la Commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati ha approvato un testo condiviso dalle maggiori forze politiche del Paese, noto come Â«sistema tedescoÂ».
Un punto di convergenza, frutto del confronto parlamentare, era stato faticosamente trovato per consentire al legislatore di approvare una nuova legge elettorale. Si ricorda, infatti, che nel corso della legislatura, Ã¨ intervenuta dapprima la sentenza della Corte costituzionale n. 1 del 2014 che ha dichiarato l'illegittimitÃ costituzionale delle disposizioni della legge 21 dicembre 2005, n. 270 (cosiddetto Â«PorcellumÂ»), relative ai seguenti aspetti: a) attribuzione di un rilevante premio di maggioranza, senza la previsione di una soglia minima, per cui il meccanismo premiale sarebbe risultato Â«foriero di una eccessiva sovra-rappresentazione della lista di maggioranza relativaÂ»; b) liste Â«bloccateÂ» con un numero di candidati tale da non garantire Â«l'effettiva conoscibilitÃ degli stessi e con essa l'effettivitÃ della scelta e la libertÃ del votoÂ».
Alla sentenza della Corte costituzionale n. 1 del 2014 Ã¨ seguita l'approvazione della legge 6 maggio 2015, n. 52 (cosiddetto Â«ItalicumÂ»), che ha disciplinato un nuovo sistema elettorale per la Camera dei deputati. Successivamente, la sentenza n. 35 del 2017 della Corte costituzionale Ã¨ intervenuta sulla legge n. 52 del 2015, dichiarando l'illegittimitÃ costituzionale delle disposizioni relative ai seguenti aspetti: le modalitÃ di attribuzione del premio di maggioranza attraverso il turno di ballottaggio e la possibilitÃ per il capolista eletto in piÃ¹ collegi di scegliere a sua discrezione il proprio collegio d'elezione.
PoichÃ© il cosiddetto Â«ItalicumÂ» non Ã¨ intervenuto sul sistema elettorale del Senato, per l'elezione dello stesso trovano attualmente applicazione le norme contenute nel decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533 (testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione del Senato della Repubblica), come modificate dalla legge n. 270 del 2005 e come risultanti a seguito della richiamata sentenza n. 1 del 2014.
Quindi, il Â«ConsultellumÂ», ovvero il sistema elettorale risultante dalla sentenza della Corte costituzionale n. 1 del 2014 Ã¨, per il Senato, la legge n. 270 del 2005, senza il premio di maggioranza e senza le liste Â«bloccateÂ», ma con l'espressione di un voto di preferenza, mentre il Â«ConsultellumÂ» per la Camera dei deputati Ã¨ la legge n. 52 del 2015, senza il turno di ballottaggio e senza la facoltÃ di opzione da parte del pluri-candidato pluri-eletto.
CiÃ² premesso, la discussione generale nell'Assemblea della Camera dei deputati sul testo approvato dalla Commissione Affari costituzionali ha avuto inizio il 6 giugno 2017. Nella seduta dell'8 giugno 2017, dopo l'approvazione, con votazione segreta, degli identici emendamenti 1.512 dell'onorevole Fraccaro e 1.535 dell'onorevole Biancofiore, volti a superare la disciplina speciale per il Trentino-Alto Adige, Ã¨ stato richiesto il rinvio del testo in Commissione del provvedimento su cui l'Assemblea ha deliberato favorevolmente.
Il percorso di mediazione faticosamente intrapreso si Ã¨ interrotto quel giorno. Oggi Ã¨ necessario riprendere quel percorso per approvare una nuova legge elettorale.
Proponiamo di ripartire dalla proposta nota come Â«Rosatellum-bisÂ», depositata dall'onorevole Fiano presso la Commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati e adottata come testo base.
Il disegno di legge delinea un sistema elettorale misto, in cui l'assegnazione di 231 seggi alla Camera e 102 seggi al Senato Ã¨ effettuata in collegi uninominali con formula maggioritaria, dove vince il candidato piÃ¹ votato, mentre l'assegnazione dei restanti seggi avviene con metodo proporzionale, nell'ambito di collegi plurinominali.
Alla Camera, il territorio nazionale Ã¨ ripartito in 28 circoscrizioni. Ciascuna circoscrizione Ã¨ ripartita in collegi uninominali ed in uno o piÃ¹ collegi plurinominali.
Sono complessivamente costituiti 231 collegi uninominali ripartiti in ciascuna circoscrizione sulla base della popolazione (cui si aggiunge il collegio uninominale della Valle d'Aosta). In Trentino-Alto Adige sono costituiti 6 collegi uninominali. Per l'assegnazione del restante numero di seggi, con metodo proporzionale, ciascuna circoscrizione Ã¨ ripartita in collegi plurinominali costituiti dalla aggregazione del territorio di collegi uninominali contigui e tali che a ciascuno di essi sia assegnato, di norma, un numero di seggi non inferiore a tre e non superiore a sei.
I partiti possono presentarsi da soli o in coalizione. La coalizione Ã¨ unica a livello nazionale. I partiti in coalizione presentano candidati unitari nei collegi uninominali.
In ogni collegio plurinominale, ciascuna lista Ã¨ composta da un elenco di candidati, presentati secondo un determinato ordine numerico. Il numero dei candidati non puÃ² essere inferiore a due nÃ© superiore a quattro.
Nessun candidato puÃ² essere incluso in liste con lo stesso contrassegno in piÃ¹ di tre collegi plurinominali, a pena di nullitÃ dell'elezione. La candidatura della stessa persona in piÃ¹ di un collegio uninominale Ã¨ nulla. Il candidato in un collegio uninominale puÃ² essere candidato altresÃ¬ nei collegi plurinominali, fermo restando il limite di tre.
Per quanto riguarda l'espressione del voto, ogni elettore dispone di un unico voto da esprimere su una scheda recante il nome del candidato nel collegio uninominale ed il contrassegno della lista o delle liste collegate, corredate dei nomi dei candidati nel collegio plurinominale.
L'elettore vota il contrassegno della lista prescelta ed il voto Ã¨ attribuito anche al candidato.
Nei collegi uninominali il seggio Ã¨ assegnato al candidato che consegue il maggior numero dei voti. Per i seggi da assegnare alle liste nei collegi plurinominali, il riparto avviene a livello nazionale, con metodo proporzionale, tra le coalizioni di liste e le liste che abbiano superato le soglie di sbarramento. Le soglie di sbarramento sono del 3 per cento per le liste singole e del 10 per cento per le coalizioni. Sono ammesse alla ripartizione dei seggi le liste che superano la soglia del 3 per cento, pur laddove non superino, da coalizzate, la soglia del 10 per cento prevista per la coalizione. Specifiche disposizioni garantiscono le minoranze linguistiche.
Il deputato eletto in piÃ¹ collegi plurinominali Ã¨ proclamato nel collegio nel quale la lista cui appartiene ha ottenuto la minore percentuale di voti validi rispetto al totale dei voti validi del collegio. Il deputato eletto in un collegio uninominale e in uno o piÃ¹ collegi plurinominali si intende eletto nel collegio uninominale.
Al Senato, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero e fatta eccezione per la Valle d'Aosta, il territorio nazionale Ã¨ suddiviso in 102 collegi uninominali. I collegi uninominali sono ripartiti tra le regioni in numero proporzionale alla rispettiva popolazione determinata sulla base della popolazione. Nella regione Molise Ã¨ costituito un collegio uninominale.
Per l'assegnazione del restante numero di seggi, ciascuna regione Ã¨ ripartita in uno o piÃ¹ collegi plurinominali costituiti dall'aggregazione del territorio di collegi uninominali contigui, tali che a ciascuno di essi sia assegnato un numero di seggi non inferiore a tre e non superiore a sei.
Le modalitÃ di espressione del voto e la presentazione delle liste e delle coalizioni di liste e dei candidati nei collegi uninominali sono analoghe a quelle previste per la Camera.
L'assegnazione dei seggi alle liste con metodo proporzionale avviene a livello regionale. Accedono peraltro al riparto le coalizioni di liste che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 10 per cento dei voti validi espressi (con esclusione delle liste al di sotto dell'1 per cento) e le liste che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 3 per cento dei voti validi espressi, nonchÃ© le liste che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi espressi nella regione.
Il testo reca una delega al Governo -- da esercitare entro 30 giorni dall'entrata in vigore della legge -- per la determinazione dei collegi uninominali e dei collegi plurinominali della Camera e del Senato, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari.
Ã tempo di restituire la parola al Parlamento, rivendicandone il ruolo nel legiferare su questa delicata materia a conferma di quanto detto nella sentenza n. 1 del 2014: Â«la determinazione delle formule e dei sistemi elettorali costituisce un ambito nel quale si esprime con un massimo di evidenza la politicitÃ della scelta legislativaÂ».
1. L'articolo 1 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto della Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, di seguito denominato Â«decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957Â», Ã¨ sostituito dal seguente:
2. Il territorio nazionale Ã¨ diviso nelle circoscrizioni elettorali indicate nella tabella A allegata al presente testo unico. Salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero e fermo restando quanto disposto dall'articolo 2, nelle circoscrizioni del territorio nazionale sono costituiti 231 collegi uninominali ripartiti in ciascuna circoscrizione sulla base della popolazione; le circoscrizioni Trentino-Alto Adige/SÃ¼dtirol e Molise sono ripartite, rispettivamente, in sei e in due collegi uninominali indicati nella tabella A.1.
3. Per la assegnazione degli altri seggi ciascuna circoscrizione Ã¨ ripartita in collegi plurinominali costituiti, di norma, dalla aggregazione del territorio di collegi uninominali contigui e tali che a ciascuno di essi sia assegnato, di norma, un numero di seggi non inferiore a tre e non superiore a sei.
4. Salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero e fermo restando quanto disposto dall'articolo 2, i seggi sono ripartiti tra le liste e le coalizioni di liste attribuendo 231 seggi ai candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti validi in ciascun collegio uninominale e proclamati eletti ai sensi dell'articolo 77. Gli altri seggi sono assegnati nei collegi plurinominali e sono attribuiti, con metodo proporzionale, ai sensi degli articoli 83 e 83-bis, alle liste e alle coalizioni di listeÂ».
3. Contestualmente al deposito del contrassegno di cui all'articolo 14, i partiti o i gruppi politici organizzati depositano il programma elettorale, nel quale dichiarano il nome e il cognome della persona da loro indicata come capo della forza politica. Restano ferme le prerogative spettanti al Presidente della Repubblica previste dall'articolo 92, secondo comma, della Costituzione.
Â«1-bis. Nel caso di liste collegate tra loro ai sensi dell'articolo 14-bis, queste presentano, salvo quanto stabilito dal comma 2 del presente articolo il medesimo candidato nei collegi uninominali. A tal fine, l'indicazione dei candidati nei collegi uninominali deve essere sottoscritta dall'accettazione dei rappresentanti, di cui all'articolo 17, di tutte le liste tra loro collegate. Nelle liste di candidati presentate in un collegio plurinominale in cui partiti o gruppi politici organizzati rappresentativi di minoranze linguistiche riconosciute presentano separatamente proprie candidature nei collegi uninominali ai sensi dell'articolo 14-bis, comma 2, queste sono indicate separatamente e sono specificamente sottoscritte dall'accettazione dei rappresentanti, di cui all'articolo 17, di tutte le liste tra loro collegateÂ»;
Â«2-bis. I candidati nei singoli collegi uninominali aderiscono alla candidatura con l'accettazione della stessa; ciascuna lista Ã¨ tenuta a presentare candidati in tutti i collegi uninominali del collegio plurinominale, a pena di inammissibilitÃ . Nel caso di liste collegate in coalizione queste presentano il medesimo candidato nei collegi uninominali e l'indicazione dei candidati nei collegi uninominali deve essere sottoscritta dall'accettazione dei rappresentanti, di cui all'articolo 17, delle liste che presentano il candidato. Per ogni candidato nei collegi uninominali devono essere indicati il cognome, il nome, il luogo e la data di nascita, il codice fiscale e il collegio uninominale per il quale viene presentatoÂ»;
Â«3. In ogni collegio plurinominale ciascuna lista, all'atto della presentazione, Ã¨ composta da un elenco di candidati, presentati secondo un ordine numerico. Il numero dei candidati non puÃ² essere inferiore alla metÃ , con arrotondamento all'unitÃ superiore, dei seggi assegnati al collegio plurinominale e non puÃ² essere superiore al limite massimo di seggi assegnati al collegio plurinominale; in ogni caso, il numero dei candidati non puÃ² essere inferiore a due nÃ© superiore a quattro. A pena di inammissibilitÃ , nella successione interna delle liste nei collegi plurinominali, i candidati sono collocati secondo un ordine alternato di genereÂ»;
2. Nessun candidato puÃ² essere incluso in liste con lo stesso contrassegno in piÃ¹ di tre collegi plurinominali, a pena di nullitÃ .
4. Il candidato in un collegio uninominale puÃ² essere candidato, con il medesimo contrassegno, in collegi plurinominali, fino ad un massimo di tre.
11. All'articolo 20, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, dopo le parole: Â«collegi plurinominaliÂ» sono inserite le seguenti: Â«e i nomi dei candidati nei collegi uninominaliÂ» e la parola: Â«presentateÂ» Ã¨ sostituita dalla seguente: Â«presentatiÂ».
a) al numero 3) le parole: Â«e al quartoÂ» sono soppresse;
d) al numero 6-bis):
1.1) dopo le parole: Â«comunica i nomi dei candidati di ciascuna listaÂ» sono inserite le seguenti: Â«e dei candidati di ciascun collegio uninominaleÂ»;
1.2) le parole: Â«all'articolo 19Â» sono sostituite dalle seguenti: Â«agli articoli 18-bis, comma 3.1, e 19Â».
Â«Nel caso in cui sia dichiarata non valida la candidatura in un collegio uninominale resta valida la presentazione della lista negli altri collegi uninominali della circoscrizioneÂ».
15. All'articolo 24, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, il numero 2) Ã¨ sostituito dal seguente:
Â«2) stabilisce, mediante un unico sorteggio da effettuarsi alla presenza dei delegati di lista, il numero d'ordine da assegnare, in tutti i collegi plurinominali della circoscrizione, alle coalizioni e alle liste non collegate e ai relativi contrassegni di lista, nonchÃ©, per ciascuna coalizione, l'ordine dei contrassegni delle liste della coalizione. I contrassegni di ciascuna lista sono riportati, unitamente ai nominativi dei candidati nell'ordine numerico di cui all'articolo 18-bis, comma 3, e ai nominativi dei candidati nei collegi uninominali, sulle schede di votazione e sui manifesti secondo l'ordine progressivo risultato dal suddetto sorteggioÂ».
16. All'articolo 30, primo comma, numero 4), del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, dopo le parole: Â«collegio plurinominaleÂ» sono inserite le seguenti: Â«e i nominativi dei candidati nei collegi uninominaliÂ».
2. La scheda reca i nomi e i cognomi dei candidati nel collegio uninominale, scritti entro un apposito rettangolo, sotto il quale Ã¨ riportato, entro un altro apposito rettangolo, il contrassegno della lista cui il candidato Ã¨ collegato. A fianco del contrassegno sono elencati i nomi e i cognomi dei candidati nel collegio plurinominale secondo il rispettivo ordine di presentazione.
18. All'articolo 58 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, sono apportate le seguenti modificazioni:
Â«Nei casi in cui il segno sia tracciato solo sul nome del candidato nel collegio uninominale, i voti sono validi a favore della lista e ai fini dell'elezione del candidato nel collegio uninominale. Nel caso di piÃ¹ liste collegate in coalizione, i voti sono ripartiti tra le liste della coalizione in proporzione ai voti ottenuti da ciascuna nel collegio plurinominaleÂ».
Â«Art. 59. - 1. Ai fini del computo dei voti validi non sono considerate, oltre alle schede nulle, le schede biancheÂ».
20. All'articolo 59-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 sono apportate le seguenti modificazioni:
c) determina la cifra elettorale di collegio plurinominale di ciascuna lista. Tale cifra Ã¨ data dalla somma dei voti validi conseguiti dalla lista stessa nelle singole sezioni elettorali del collegio plurinominale e dai voti espressi a favore del solo candidato nel collegio uninominale collegato a piÃ¹ liste in coalizione di cui all'articolo 58, terzo comma, ultimo periodo, attribuiti alla lista a seguito delle seguenti operazioni: l'Ufficio divide il totale dei voti validi conseguiti da tutte le liste della coalizione nel collegio plurinominale per il numero di voti espressi a favore del solo candidato nel collegio uninominale, ottenendo il quoziente di ripartizione. Divide poi il totale dei voti validi conseguiti da ciascuna lista per tale quoziente. La parte intera del quoziente cosÃ¬ ottenuta rappresenta il numero dei voti da assegnare a ciascuna lista; i voti che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alle liste per le quali queste ultime divisioni abbiano dato i maggiori resti, secondo l'ordine decrescente dei resti medesimi; nella ripartizione dei voti espressi in favore del solo candidato nel collegio uninominale collegato a piÃ¹ liste in coalizione esclude dal computo di tale ripartizione i voti espressi nei collegi uninominali in favore della lista rappresentativa di minoranze linguistiche riconosciute dove questa ha presentato proprie candidature ai sensi dell'articolo 18-bis, comma 1-bis;
f) determina il totale dei voti validi della circoscrizione. Tale totale Ã¨ dato dalla somma delle cifre elettorali circoscrizionali di tutte le liste;
g) comunica all'Ufficio centrale nazionale, a mezzo di estratto del verbale, la cifra elettorale circoscrizionale di ciascuna lista nonchÃ© il totale dei voti validi della circoscrizioneÂ».
c) determina la cifra elettorale nazionale di ciascuna coalizione di liste. Tale cifra Ã¨ data dalla somma delle cifre elettorali nazionali delle liste collegate in coalizione. Non concorrono alla determinazione della cifra elettorale nazionale di coalizione i voti espressi a favore delle liste collegate che abbiano conseguito sul piano nazionale un totale di voti validi inferiore all'1 per cento;
1) le coalizioni di liste che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 10 per cento dei voti validi espressi e che contengano almeno una lista collegata che abbia conseguito sul piano nazionale almeno il 3 per cento dei voti validi espressi ovvero una lista collegata rappresentativa di minoranze linguistiche riconosciute, presentata esclusivamente in una regione ad autonomia speciale il cui statuto o le relative norme di attuazione prevedano una particolare tutela di tali minoranze linguistiche, che abbia conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi espressi nella regione medesima o i cui candidati siano stati proclamati eletti in almeno due collegi uninominali della circoscrizione ai sensi dell'articolo 77;
2) le singole liste non collegate che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 3 per cento dei voti validi espressi e le singole liste non collegate rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute, presentate esclusivamente in una regione ad autonomia speciale il cui statuto o le relative norme di attuazione prevedano una particolare tutela di tali minoranze linguistiche, che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi espressi nella regione medesima o i cui candidati siano stati proclamati eletti in almeno due collegi uninominali della circoscrizione ai sensi dell'articolo 77;
f) procede al riparto di 617 seggi; a tal fine, detrae i 231 seggi giÃ attribuiti ai candidati proclamati eletti nei collegi uninominali ai sensi dell'articolo 77, comma 1, lettera b), e procede al riparto dei restanti seggi tra le coalizioni di liste e le singole liste di cui alla lettera e) del presente comma in base alla cifra elettorale nazionale di ciascuna di esse, fatto salvo quanto previsto all'articolo 92, primo comma. A tal fine divide il totale delle cifre elettorali nazionali di ciascuna coalizione di liste o singola lista di cui alla lettera e) del presente comma per il numero dei seggi da attribuire, ottenendo cosÃ¬ il quoziente elettorale nazionale. Nell'effettuare tale divisione non tiene conto dell'eventuale parte frazionaria del quoziente. Divide poi la cifra elettorale nazionale di ciascuna coalizione di liste o singola lista per tale quoziente. La parte intera del quoziente cosÃ¬ ottenuta rappresenta il numero dei seggi da assegnare a ciascuna coalizione di liste o singola lista. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alle coalizioni di liste o singole liste per le quali queste ultime divisioni abbiano dato i maggiori resti, secondo l'ordine decrescente dei resti medesimi, e, in caso di paritÃ di resti, a quelle che abbiano conseguito la maggiore cifra elettorale nazionale; a paritÃ di quest'ultima si procede a sorteggio;
g) procede, per ciascuna coalizione di liste, al riparto dei seggi fra le liste collegate che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 3 per cento dei voti validi espressi, nonchÃ© le liste collegate rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute, presentate esclusivamente in una regione ad autonomia speciale il cui statuto o le relative norme di attuazione prevedano una particolare tutela di tali minoranze linguistiche, che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi espressi nella regione medesima o i cui candidati siano stati proclamati eletti in almeno due collegi uninominali della circoscrizione ai sensi dell'articolo 77. A tale fine, divide la somma delle cifre elettorali delle liste ammesse al riparto per il numero di seggi giÃ individuato ai sensi della lettera f) del presente comma. Nell'effettuare tale divisione non tiene conto dell'eventuale parte frazionaria del quoziente cosÃ¬ ottenuto. Divide poi la cifra elettorale nazionale di ciascuna lista ammessa al riparto per tale quoziente. La parte intera del quoziente cosÃ¬ ottenuta rappresenta il numero dei seggi da assegnare a ciascuna lista. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alle liste per le quali queste ultime divisioni abbiano dato i maggiori resti e, in caso di paritÃ di resti, alle liste che abbiano conseguito la maggiore cifra elettorale nazionale; a paritÃ di quest'ultima si procede a sorteggio;
h) procede quindi alla distribuzione nelle singole circoscrizioni dei seggi assegnati alle coalizioni di liste o singole liste di cui alla lettera e). A tale fine determina il numero di seggi da attribuire in ciascuna circoscrizione sottraendo dal numero di seggi spettante alla circoscrizione stessa ai sensi dell'articolo 3, comma 1, il numero di collegi uninominali costituiti nella circoscrizione. Divide quindi la somma delle cifre elettorali circoscrizionali delle coalizioni di liste e singole liste ammesse al riparto per il numero di seggi da attribuire nella circoscrizione, ottenendo cosÃ¬ il quoziente elettorale circoscrizionale. Nell'effettuare tale divisione non tiene conto dell'eventuale parte frazionaria del quoziente cosÃ¬ ottenuto. Divide poi la cifra elettorale circoscrizionale di ciascuna coalizione di liste o singola lista per il quoziente elettorale circoscrizionale, ottenendo cosÃ¬ il quoziente di attribuzione. La parte intera del quoziente di attribuzione rappresenta il numero dei seggi da assegnare a ciascuna coalizione di liste o singola lista. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alle coalizioni di liste o singole liste per le quali queste ultime divisioni hanno dato le maggiori parti decimali e, in caso di paritÃ , alle coalizioni di liste o singole liste che hanno conseguito la maggiore cifra elettorale nazionale; a paritÃ di quest'ultima si procede a sorteggio. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alle coalizioni di liste o singole liste per le quali le parti decimali dei quozienti di attribuzione siano maggiori e, in caso di paritÃ , alle coalizioni di liste o singole liste che abbiano conseguito la maggiore cifra elettorale circoscrizionale; a paritÃ di quest'ultima si procede a sorteggio. Esclude dall'attribuzione di cui al periodo precedente le coalizioni di liste o singole liste alle quali Ã¨ stato giÃ attribuito il numero di seggi ad esse assegnato a seguito delle operazioni di cui alla lettera f). Successivamente l'Ufficio accerta se il numero dei seggi assegnati in tutte le circoscrizioni a ciascuna coalizione di liste o singola lista corrisponda al numero dei seggi determinato ai sensi della lettera f). In caso negativo, procede alle seguenti operazioni, iniziando dalla coalizione di liste o singola lista che abbia il maggior numero di seggi eccedenti e, in caso di paritÃ di seggi eccedenti da parte di piÃ¹ coalizioni di liste o singole liste, da quella che abbia ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale, proseguendo poi con le altre coalizioni di liste o singole liste, in ordine decrescente di seggi eccedenti: sottrae i seggi eccedenti alla coalizione di liste o singola lista in quelle circoscrizioni nelle quali essa li ha ottenuti con le parti decimali dei quozienti di attribuzione, secondo il loro ordine crescente, e nelle quali inoltre le coalizioni di liste o singole liste, che non abbiano ottenuto il numero di seggi spettanti, abbiano parti decimali dei quozienti non utilizzate. Conseguentemente, assegna i seggi a tali coalizioni di liste o singole liste. Qualora nella medesima circoscrizione due o piÃ¹ coalizioni di liste o singole liste abbiano le parti decimali dei quozienti non utilizzate, il seggio Ã¨ attribuito alla coalizione di liste o alla singola lista con la piÃ¹ alta parte decimale del quoziente non utilizzata. Nel caso in cui non sia possibile fare riferimento alla medesima circoscrizione ai fini del completamento delle operazioni precedenti, fino a concorrenza dei seggi ancora da cedere, alla coalizione di liste o lista singola eccedentaria vengono sottratti i seggi in quelle circoscrizioni nelle quali li ha ottenuti con le minori parti decimali del quoziente di attribuzione e alla coalizione di liste o lista singola deficitaria sono conseguentemente attribuiti seggi nelle altre circoscrizioni nelle quali abbiano le maggiori parti decimali del quoziente di attribuzione non utilizzate;
i) procede quindi all'attribuzione nelle singole circoscrizioni dei seggi spettanti alle liste di ciascuna coalizione. A tale fine, determina il quoziente circoscrizionale di ciascuna coalizione di liste dividendo il totale delle cifre elettorali circoscrizionali delle liste ammesse alla ripartizione ai sensi della lettera g), primo periodo, per il numero dei seggi assegnati alla coalizione nella circoscrizione ai sensi della lettera h). Nell'effettuare la divisione di cui al periodo precedente non tiene conto dell'eventuale parte frazionaria del quoziente. Divide quindi la cifra elettorale circoscrizionale di ciascuna lista della coalizione per tale quoziente circoscrizionale. La parte intera del quoziente cosÃ¬ ottenuta rappresenta il numero dei seggi da assegnare a ciascuna lista. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono assegnati alle liste seguendo la graduatoria decrescente delle parti decimali dei quozienti cosÃ¬ ottenuti; in caso di paritÃ , sono attribuiti alle liste con la maggiore cifra elettorale circoscrizionale; a paritÃ di quest'ultima, si procede a sorteggio. Esclude dall'attribuzione di cui al periodo precedente le liste alle quali Ã¨ stato attribuito il numero di seggi ad esse assegnato a seguito delle operazioni di cui alla lettera h). Successivamente l'Ufficio accerta se il numero dei seggi assegnati in tutte le circoscrizioni a ciascuna lista corrisponda al numero dei seggi ad essa attribuito ai sensi della lettera h). In caso negativo, procede alle seguenti operazioni, iniziando dalla lista che abbia il maggior numero di seggi eccedenti, e, in caso di paritÃ di seggi eccedenti da parte di piÃ¹ liste, da quella che abbia ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale, proseguendo poi con le altre liste, in ordine decrescente di seggi eccedenti: sottrae i seggi eccedenti alla lista in quelle circoscrizioni nelle quali essa li ha ottenuti con le parti decimali dei quozienti, secondo il loro ordine crescente e nelle quali inoltre le liste, che non abbiano ottenuto il numero di seggi spettanti, abbiano parti decimali dei quozienti non utilizzate. Conseguentemente, assegna i seggi a tali liste. Qualora nella medesima circoscrizione due o piÃ¹ liste abbiano le parti decimali dei quozienti non utilizzate, il seggio Ã¨ attribuito alla lista con la piÃ¹ alta parte decimale del quoziente non utilizzata. Nel caso in cui non sia possibile fare riferimento alla medesima circoscrizione ai fini del completamento delle operazioni precedenti, fino a concorrenza dei seggi ancora da cedere, alla lista eccedentaria vengono sottratti i seggi in quelle circoscrizioni nelle quali li ha ottenuti con le minori parti decimali del quoziente di attribuzione e alle liste deficitarie sono conseguentemente attribuiti seggi nelle altre circoscrizioni nelle quali abbiano le maggiori parti decimali del quoziente di attribuzione non utilizzate.
3. Di tutte le operazioni dell'Ufficio centrale nazionale Ã¨ redatto, in duplice esemplare, un apposito verbale: un esemplare Ã¨ rimesso alla Segreteria generale della Camera dei deputati, la quale ne rilascia ricevuta, un altro esemplare Ã¨ depositato presso la cancelleria della Corte di cassazioneÂ».
Â«1. L'Ufficio centrale circoscrizionale, ricevute da parte dell'Ufficio elettorale centrale nazionale le comunicazioni di cui all'articolo 83, comma 2, procede all'attribuzione nei singoli collegi plurinominali dei seggi spettanti alle liste. A tal fine l'Ufficio determina il quoziente elettorale di collegio dividendo la somma delle cifre elettorali di collegio di tutte le liste per il numero dei seggi da attribuire nel collegio stesso. Nell'effettuare tale divisione non tiene conto dell'eventuale parte frazionaria del quoziente. Divide quindi la cifra elettorale di collegio di ciascuna lista per tale quoziente di collegio. La parte intera del quoziente cosÃ¬ ottenuto rappresenta il numero dei seggi da assegnare a ciascuna lista. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono assegnati alle liste seguendo la graduatoria decrescente delle parti decimali dei quozienti cosÃ¬ ottenuti; in caso di paritÃ , sono attribuiti alle liste con la maggiore cifra elettorale circoscrizionale; a paritÃ di quest'ultima, si procede a sorteggio. Esclude dall'attribuzione di cui al periodo precedente le liste alle quali Ã¨ stato attribuito il numero di seggi ad esse assegnato nella circoscrizione secondo la comunicazione di cui all'articolo 83, comma 2. Successivamente l'Ufficio accerta se il numero dei seggi assegnati in tutti i collegi a ciascuna lista corrisponda al numero di seggi ad essa attribuito nella circoscrizione dall'Ufficio elettorale centrale nazionale. In caso negativo, determina la lista che ha il maggior numero di seggi eccedentari e, a paritÃ di questi, la lista che tra queste ha ottenuto il seggio eccedentario con la minore parte decimale del quoziente; sottrae quindi il seggio a tale lista nel collegio in cui Ã¨ stato ottenuto con la minore parte decimale dei quozienti di attribuzione e lo assegna alla lista deficitaria che ha il maggior numero di seggi deficitari e, a paritÃ di questi, alla lista che tra queste ha la maggiore parte decimale del quoziente che non ha dato luogo alla assegnazione di seggio; il seggio Ã¨ assegnato alla lista deficitaria nel collegio plurinominale in cui essa ha la maggiore parte decimale del quoziente di attribuzione non utilizzata; ripete quindi, in successione, tali operazioni sino alla assegnazione di tutti i seggi eccedentari alle liste deficitarieÂ».
4. Qualora al termine delle operazioni di cui al comma 3, residuino ancora seggi da assegnare ad una lista in un collegio plurinominale, questi sono attribuiti, nell'ambito del collegio plurinominale originario, alla lista facente parte della medesima coalizione della lista deficitaria che abbia la maggiore parte decimale del quoziente non utilizzata, procedendo secondo l'ordine decrescente; esaurite le liste con la parte decimale del quoziente non utilizzata, si procede con le liste facenti parte della medesima coalizione, sulla base delle parti decimali del quoziente giÃ utilizzate, secondo l'ordine decrescente. Qualora al termine delle operazioni di cui al primo periodo residuino ancora seggi da assegnare alla lista, questi sono attribuiti alle liste facenti parte della medesima coalizione negli altri collegi plurinominali della circoscrizione, partendo da quello in cui la coalizione abbia la maggiore parte decimale del quoziente non utilizzata e procedendo secondo quanto previsto dal primo periodo; si procede successivamente nei collegi plurinominali in cui la coalizione abbia la maggiore parte decimale del quoziente giÃ utilizzata, secondo l'ordine decrescente.
5. Nell'effettuare le operazioni di cui ai commi 2, 3 e 4, in caso di paritÃ della parte decimale del quoziente, si procede mediante sorteggio.
a) il comma 1 Ã¨ sostituito dal seguente: Â«1. Il deputato eletto in piÃ¹ collegi plurinominali Ã¨ proclamato nel collegio nel quale la lista cui appartiene ha ottenuto la minore cifra elettorale percentuale di collegio plurinominale, determinata ai sensi dell'articolo 77, comma 1, lettera d)Â»;
Â«L'elettore, per votare, traccia un segno, con la matita copiativa, sul contrassegno del candidato da lui prescelto o comunque nel rettangolo che lo contiene. Una scheda valida rappresenta un voto individualeÂ».
Â«Art. 93-bis. - 1.Il Tribunale di Aosta, costituito ai sensi dell'articolo 13, con l'intervento di tre magistrati, ha le funzioni di Ufficio centrale elettorale.
3. In caso di paritÃ Ã¨ proclamato eletto il candidato piÃ¹ anziano di etÃ Â».
Â«2. Il territorio nazionale, con eccezione della Valle d'Aosta/VallÃ©e d'Aoste e del Trentino-Alto Adige/SÃ¼dtirol, Ã¨ suddiviso in 102 collegi uninominali nell'ambito delle circoscrizioni regionali. Nella regione Molise Ã¨ costituito un collegio uninominale. I restanti collegi uninominali sono ripartiti nelle altre regioni proporzionalmente alla rispettiva popolazione. In tali collegi uninominali risulta eletto il candidato che ha riportato il maggior numero di voti validi.
2-bis. Per la assegnazione degli altri seggi ciascuna circoscrizione regionale Ã¨ ripartita in collegi plurinominali costituiti, di norma, dalla aggregazione del territorio di collegi uninominali contigui e tali che a ciascuno di essi sia assegnato, di norma, un numero di seggi non inferiore a tre e non superiore a sei. L'assegnazione dei seggi alle liste ed alle coalizioni di liste nei collegi plurinominali si effettua con metodo proporzionale, ai sensi dell'articolo 17.
2-ter. Con il medesimo decreto del Presidente della Repubblica di cui al comma 1, sulla base dei risultati dell'ultimo censimento generale della popolazione, riportati dalla piÃ¹ recente pubblicazione ufficiale dell'Istituto nazionale di statistica, Ã¨ determinato il numero complessivo di seggi da attribuire in ciascuna circoscrizione regionale nei collegi plurinominali, inclusi i seggi spettanti ai collegi uninominaliÂ».
Â«2. La presentazione delle liste di candidati per l'attribuzione dei seggi nei collegi plurinominali, con l'indicazione dei candidati della lista nei collegi uninominali compresi nel collegio plurinominale, Ã¨ disciplinata dalle disposizioni contenute nell'articolo 18-bis del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioniÂ»;
Â«4. In ogni collegio plurinominale ciascuna lista, all'atto della presentazione, Ã¨ composta da un elenco di candidati, presentati secondo un ordine numerico. Il numero dei candidati non puÃ² essere inferiore alla metÃ , con arrotondamento all'unitÃ superiore, dei seggi assegnati al collegio plurinominale e non puÃ² essere superiore al limite massimo di seggi assegnati al collegio plurinominale. In ogni caso il numero dei candidati non puÃ² essere inferiore a due nÃ© superiore a quattro; nei collegi plurinominali in cui Ã¨ assegnato un solo seggio la lista Ã¨ composta da un solo candidato. A pena di inammissibilitÃ , nella successione interna delle liste nei collegi plurinominali i candidati sono collocati secondo un ordine alternato di genere.
4-bis. Nel complesso delle candidature presentate da ogni lista o coalizione di liste nei collegi uninominali a livello nazionale nessuno dei due generi puÃ² essere rappresentato in misura superiore al 60 per cento, con arrotondamento all'unitÃ piÃ¹ prossima. Nel complesso delle liste nei collegi plurinominali presentate da ciascuna lista a livello nazionale, nessuno dei due generi puÃ² essere rappresentato nella posizione di capolista in misura superiore al 60 per cento, con arrotondamento all'unitÃ piÃ¹ prossima. L'Ufficio centrale nazionale assicura il rispetto di quanto previsto dal presente comma, in sede di verifica dei requisiti di cui all'articolo 22, primo comma, numero 6-bis), del testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361Â».
2. Nei casi in cui il segno sia tracciato solo sul nome del candidato nel collegio uninominale, i voti sono validi a favore della lista e ai fini dell'elezione del candidato nel collegio uninominale. Nel caso di piÃ¹ liste collegate in coalizione, i voti sono ripartiti tra le liste della coalizione in proporzione ai voti ottenuti da ciascuna nel collegio plurinominale.
Â«Art. 16. -- 1. L'Ufficio elettorale regionale, compiute le operazioni previste dall'articolo 76 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, facendosi assistere, ove lo ritenga opportuno, da uno o piÃ¹ esperti scelti dal presidente:
c) determina la cifra elettorale di collegio plurinominale di ciascuna lista. Tale cifra Ã¨ data dalla somma dei voti validi conseguiti dalla lista stessa nelle singole sezioni elettorali del collegio plurinominale e dai voti espressi a favore del solo candidato nel collegio uninominale collegato a piÃ¹ liste in coalizione di cui all'articolo 14, attribuiti alla lista a seguito delle seguenti operazioni: l'Ufficio divide il totale dei voti validi conseguiti da tutte le liste della coalizione nel collegio plurinominale per il numero di voti espressi a favore del solo candidato nel collegio uninominale, ottenendo il quoziente di ripartizione. Divide poi il totale dei voti validi conseguiti da ciascuna lista per tale quoziente. La parte intera del quoziente cosÃ¬ ottenuta rappresenta il numero dei voti da assegnare a ciascuna lista; i voti che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alle liste per le quali queste ultime divisioni abbiano dato i maggiori resti, secondo l'ordine decrescente dei resti medesimi; nella ripartizione dei voti espressi in favore del solo candidato nel collegio uninominale collegato a piÃ¹ liste in coalizione esclude dal computo di tale ripartizione i voti espressi nei collegi uninominali in favore della lista rappresentativa di minoranze linguistiche riconosciute dove questa abbia presentato proprie candidature ai sensi dell'articolo 18-bis, comma 1-bis, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361;
f) determina il totale dei voti validi della regione. Tale totale Ã¨ dato dalla somma delle cifre elettorali regionali di tutte le liste;
g) comunica all'Ufficio elettorale centrale nazionale di cui all'articolo 12 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, a mezzo di estratto del verbale, la cifra elettorale regionale di ciascuna lista nonchÃ© il totale dei voti validi della regione.
Art. 16-bis. -- L'Ufficio elettorale centrale nazionale, ricevuti gli estratti dei verbali da tutti gli Uffici centrali regionali, facendosi assistere, ove lo ritenga opportuno, da uno o piÃ¹ esperti scelti dal presidente:
c) determina la cifra elettorale nazionale di ciascuna coalizione di liste. Tale cifra Ã¨ data dalla somma delle cifre elettorali nazionali delle liste collegate in coalizione. Non concorrono alla determinazione della cifra elettorale nazionale di coalizione i voti espressi a favore delle liste collegate che abbiano conseguito sul piano nazionale un totale di voti validi inferiore all'1 per cento, tranne il caso in cui tali liste abbiano conseguito almeno in una regione un numero di voti validi pari almeno al 20 per cento dei voti validi espressi nella regione medesima ovvero, per le liste collegate rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute, presentate esclusivamente in una regione ad autonomia speciale il cui statuto o le relative norme di attuazione prevedano una particolare tutela di tali minoranze linguistiche, i cui candidati siano stati proclamati eletti in almeno due collegi uninominali della circoscrizione ai sensi dell'articolo 16;
1) le coalizioni di liste che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 10 per cento dei voti validi espressi e che contengano almeno una lista collegata che abbia conseguito sul piano nazionale almeno il 3 per cento dei voti validi espressi ovvero una lista collegata che abbia conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi espressi almeno in una regione ovvero una lista collegata rappresentativa di minoranze linguistiche riconosciute, presentata esclusivamente in una regione ad autonomia speciale, il cui statuto o le relative norme di attuazione prevedano una particolare tutela di tali minoranze linguistiche, i cui candidati siano stati proclamati eletti in almeno due collegi uninominali della circoscrizione ai sensi dell'articolo 16;
2) le singole liste non collegate che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 3 per cento dei voti validi espressi e le singole liste non collegate che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi espressi almeno in una regione ovvero una lista collegata rappresentativa di minoranze linguistiche riconosciute, presentata esclusivamente in una regione ad autonomia speciale il cui statuto o le relative nome di attuazione prevedano una particolare tutela di tali minoranze linguistiche, i cui candidati siano stati proclamati eletti in almeno due collegi uninominali della circoscrizione ai sensi dell'articolo 16;
f) comunica agli Uffici elettorali regionali, a mezzo di estratto del verbale, l'elenco delle liste e coalizioni di liste individuate ai sensi della lettera e), numeri 1) e 2)Â».
Â«Art. 17. -- 1. L'Ufficio elettorale regionale procede quindi all'assegnazione dei seggi spettanti nei collegi plurinominali della regione fra le liste singole e le coalizioni di liste individuate dall'Ufficio elettorale centrale nazionale ai sensi dell'articolo 16-bis, lettera e), numeri 1) e 2), e incluse nell'elenco di cui all'articolo 16-bis, lettera f). A tal fine l'Ufficio procede alle seguenti operazioni:
2. Qualora una lista abbia esaurito il numero dei candidati presentati in un collegio plurinominale e non sia quindi possibile attribuire tutti i seggi a essa spettanti in quel collegio, si applica quanto previsto dall'articolo 84 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361.
3. Il senatore eletto in un collegio uninominale e in uno o piÃ¹ collegi plurinominali si intende eletto nel collegio uninominaleÂ».
2. Nel caso in cui rimanga vacante, per qualsiasi causa anche sopravvenuta, un seggio nel collegio plurinominale si applica quanto previsto dall'articolo 86 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361Â».
10. La rubrica del titolo VII del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, Ã¨ sostituita dalla seguente: Â«Disposizioni speciali per le circoscrizioni Valle d'Aosta/VallÃ©e d'Aoste e Trentino-Alto Adige/SÃ¼dtirolÂ».
1. Per l'elezione della Camera dei deputati, il Governo Ã¨ delegato ad adottare, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, un decreto legislativo per la determinazione dei collegi uninominali e dei collegi plurinominali nell'ambito di ciascuna circoscrizione di cui alla tabella A allegata al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, come sostituita dalla presente legge, sulla base dei seguenti princÃ¬pi e criteri direttivi:
a) fatto salvo quanto stabilito per la circoscrizione Valle d'Aosta/VallÃ¨e d'Aoste, nelle restanti circoscrizioni del territorio nazionale per l'elezione della Camera dei deputati sono costituiti 231 collegi uninominali. Nelle circoscrizioni Trentino-Alto Adige/SÃ¼dtirol e Molise sono costituiti, rispettivamente, sei e due collegi uninominali quali territorialmente definiti dal decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 535, recante determinazione dei collegi uninominali del Senato della Repubblica; nelle altre circoscrizioni del territorio nazionale, di cui alla tabella A allegata al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, come sostituita dalla presente legge, i collegi uninominali sono ripartiti in numero proporzionale alla rispettiva popolazione determinata sulla base dei risultati dell'ultimo censimento generale della popolazione, come riportati dalla piÃ¹ recente pubblicazione ufficiale dell'Istituto nazionale di statistica;
b) con esclusione della circoscrizione Valle d'Aosta/VallÃ©e d'Aoste in ciascuna delle altre circoscrizioni del territorio nazionale sono costituiti collegi plurinominali formati dalla aggregazione di collegi uninominali contigui; il numero dei collegi plurinominali costituiti in ciascuna circoscrizione ed il territorio di ciascuno di essi sono determinati in modo che in ciascun collegio plurinominale, sulla base della popolazione residente calcolata ai sensi della lettera a), sia assegnato un numero di seggi determinato dalla somma del numero di collegi uninominali che lo costituiscono e di un ulteriore numero di seggi, di norma, non inferiore a tre e non superiore a sei; al Molise Ã¨ assegnato un seggio da attribuire con metodo proporzionale ai sensi degli articoli 83 e 83-bis del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957. Ciascun collegio uninominale della circoscrizione Ã¨ compreso in un collegio plurinominale. Nelle circoscrizioni Trentino-Alto Adige/SÃ¼dtirol, Umbria, Molise e Basilicata Ã¨ costituito un unico collegio plurinominale comprensivo di tutti i collegi uninominali della circoscrizione;
2. Con il medesimo decreto legislativo di cui al comma 1, il Governo Ã¨ delegato a determinare i collegi uninominali e i collegi plurinominali ai fini dell'elezione del Senato della Repubblica, nell'ambito di ciascuna regione, sulla base dei seguenti princÃ¬pi e criteri direttivi:
b) con esclusione delle regioni Valle d'Aosta/VallÃ©e d'Aoste, Trentino-Alto Adige/SÃ¼dtirol e Molise in ciascuna delle regioni sono costituiti collegi plurinominali formati dalla aggregazione di collegi uninominali contigui; il numero dei collegi plurinominali costituiti in ciascuna regione ed il territorio di ciascuno di essi sono determinati in modo che in ciascun collegio plurinominale, sulla base della popolazione residente con il metodo di cui alla lettera a), sia assegnato un numero di seggi determinato dalla somma del numero di collegi uninominali che lo costituiscono e di un ulteriore numero di seggi, di norma, non inferiore a tre e non superiore a sei. Ciascun collegio uninominale della regione Ã¨ compreso in un collegio plurinominale;
4. Lo schema del decreto legislativo di cui ai commi 1 e 2 Ã¨ successivamente trasmesso alle Camere per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia, che si pronunciano nel termine di quindici giorni dalla data di trasmissione. Qualora il decreto legislativo non sia conforme al parere parlamentare, il Governo, contemporaneamente alla pubblicazione del decreto, deve inviare alle Camere una relazione contenente adeguata motivazione.
1. All'articolo 2, comma 36, della legge 6 maggio 2015, n. 52, dopo le parole: Â«e successive modificazioni,Â» sono inserite le seguenti Â«, per la Camera dei deputati e per il Senato della Repubblica,Â» e le parole: Â«1Âº gennaio 2014Â» sono sostituite dalle seguenti: Â«1Âº gennaio 2017Â».
I numeri della seconda colonna corrispondono a quelli dei collegi uninominali previsti dal decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 535, recante Â«Determinazione dei collegi uninominali del Senato della RepubblicaÂ»
TRENTINO-ALTO ADIGE/SÃDTIROL CAMERA 6 â Trentino-Alto Adige/SÃ¼dtirol 6 (*).

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Art. 16