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Timestamp: 2017-09-20 21:49:17+00:00

Document:
Sicurezza d lgs 81 2008: Responsabilità del Datore di Lavoro
Pubblicato da Lilino Albanese | 17:33
datore di lavoro, Pubbliche Amministrazioni
Il “datore di lavoro” è “il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa.
Nelle pubbliche amministrazioni di cui all‘articolo 1, c. 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest’ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale; esso è individuato dall‘organo di vertice delle singole amministrazioni tenendo conta dell’ubicazione e dell’ambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta l’attività, e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa.
In caso di omessa individuazione, o di individuazione non conforme ai criteri sopra indicati, il datore di lavoro coincide con l’organo di vertice medesimo.”
Il Legale Rappresentante di una società, azienda, inteso come la persona che ricopre le funzioni di rappresentanza, si configura come il Datore di Lavoro , per quanto concerne le tematiche di salute e di sicurezza negli ambienti di lavoro.
Il D.Lgs. 81/2008 s.m. e i. ,testo unico in materia di salute e sicurezza in ambito lavorativo, definisce univocamente la figura del Datore di Lavoro all’art.2 com.1 lett. b) «datore di lavoro»: il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa.
A tale figura competono molteplici obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008 s.m. e i. riportati nell’art. 18:
r) comunicare in via telematica all’INAIL e all’IPSEMA, nonché per loro tramite, al sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro di cui all’articolo 8, entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico, a fini statistici e informativi, i dati e le informazioni relativi agli infortuni sul lavoro che comportino l’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento e, a fini assicurativi, quelli relativi agli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza al lavoro superiore a tre giorni; l’obbligo di comunicazione degli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza dal lavoro superiore a tre giorni si considera comunque assolto per mezzo della denuncia di cui all’articolo 53 del testo unico delle disposizioni
per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124;
u) nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto e di subappalto, munire i lavoratori di apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro11;
Qualora il Datore di Lavoro non ottemperi ai suoi doveri in materia di salute e di sicurezza negli ambienti di lavoro, commette sempre un reato di tipo amministrativo e penale.
• Art. 18, co. 1, lett. a), d) e z) prima parte: arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.500 a 6.000 euro [Art. 55, co. 5, lett. d)]
• Art. 18, co. 1, lett. c), e), f) e q): arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.200 a 5.200 euro [Art. 55, co. 5, lett. c)]
• Art. 18, co. 1, lett. g), n), p) seconda parte, s) e v): ammenda da 2.000 a 4.000 euro [Art. 55, co. 5, lett. e)]
• Art. 18, co. 1, lett. o): arresto da due a quattro mesi o ammenda da 750 a 4.000 euro [Art. 55 co. 5 lett. a)]
• Art. 18, co. 1, lett. g-bis): sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro [Art. 55, co. 5 lett. h)]
• Art. 18, co. 1, lett. r), per gli infortuni superiori ai tre giorni: sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 4.500 euro [Art. 55, co. 5, lett. g)]
esclude l’applicazione delle sanzioni conseguenti alla violazione dell’articolo 53 del D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 [Art. 55, co. 6)]
• Art. 18, co. 1, lett. r), per gli infortuni superiori ad un giorno: sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro [Art. 55, co. 5 lett. h)];
• Art. 18, co. 1, lett. aa): sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 300 euro [Art. 55, co. 5, lett. l)]
• Art. 18, co.1, lett. bb): sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 4.500 euro [Art. 55, co. 5, lett. g)]
• Art. 18, co. 2: sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 4.500 euro [Art. 55, co. 5, lett. g)]
I compiti in materia di tutela della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro sono molteplici ed articolati e per ogni aspetto ne risponde il Legale Rappresentante, salvo i casi in cui siano state messe in atto le seguenti azioni da parte dello stesso:
delega di funzioni in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro, prevista dall ‘art. 16 del D.Lgs. 81/2008 s.m. e i. La delega di funzioni non esclude l’obbligo di vigilanza in capo al datore di lavoro in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite;
adozione di un modello di organizzazione e di gestione idoneo ad avere efficacia esimente della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica di cui al Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231., previsto dall’art. 30 del D.Lgs. 81/2008 s.m. e i.
Relativamente alla delega di funzioni, questa si attua attraverso una procura speciale in materia di gestione della sicurezza in ambito lavorativo, nei confronti di un soggetto il quale dovrà avere un autonomo potere di spesa per fronteggiare le varie esigenze.
Il datore di lavoro non può però delegare le seguenti attività, come previsto dall’art.17 del D.Lgs. 81/08 s.m. e i.:
a) la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall’articolo 28 del D.Lgs. 81/2008 s.m. e i. (Documento di Valutazione dei Rischi) ;
b) la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi (RSPP).
Per quanto concerne l’ adozione di un modello di organizzazione e di gestione, l’art. 27 della Costituzione sancisce che la responsabilità penale è personale, con il D.Lgs. 231/2001, il Legislatore ha introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento la responsabilità amministrativa/penale delle persone giuridiche per i reati commessi dai soggetti che operano nel contesto operativo delle stesse. Secondo questa legge rispondono della commissione di alcuni reati, sia il soggetto che li ha commessi, sia l’ente presso il quale questo soggetto presta l’attività lavorativa, sempre che tali reati siano stati compiuti a vantaggio e comunque nell’interesse dell’ente stesso. L’ente sarà ritenuto non imputabile del reato commesso dal proprio lavoratore solo nel caso in cui all’interno dell’organizzazione aziendale siano stati predisposti dei modelli di organizzazione e gestione idonei a prevenire i reati.
I reati per i quali è prevista la responsabilità penale degli enti sono analiticamente previsti e, essenzialmente, sono quelli contro la Pubblica Amministrazione: l'indebita percezione di erogazioni pubbliche, la concussione e la corruzione, la truffa e la frode informatica in danno dello Stato o di un Ente pubblico, oltre ad alcuni reati societari tra i quali il falso in bilancio, il falso prospetto e le false comunicazioni sociali, e a reati quali la falsità in monete e carte di credito.
Affinché operi l’esimente della responsabilità amministrativa e penale del Datore di Lavoro/Legale Rappresentante per i reati commessi dai soggetti che si trovano all'interno dell'azienda, devono ricorrere le seguenti condizioni:
1. l'ente deve aver predisposto, prima della commissione del fatto reato, modelli di organizzazione e gestione idonei a prevenire i reati appartenenti alla specie di quelli verificatesi;
2. l’ente abbia creato un organismo (autonomo per poteri d'iniziativa e controllo) con compito di vigilare sul funzionamento e sull'osservanza dei modelli e di curare il loro aggiornamento;
3. la persona ha commesso il reato eludendo fraudolentemente i modelli di organizzazione e gestione;
4. non c'è stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell'organismo di controllo.
Nel caso in cui tali reati sono commessi da soggetti in posizione subordinata, invece, l’ente non risponde se tali soggetti non osservano gli obblighi di direzione e di vigilanza e l’ente stesso ha adottato ed attuato, prima della commissione del reato, un modello di organizzazione, gestione e controllo, idoneo a prevenire i reati appartenenti alla specie di quelli verificatesi

References: Art. 18
 Art. 18
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