Source: https://www.foroeuropeo.it/codice-procedura-civile-2/677-del-procedimento-davanti-al-tribunale-163-310/4240-287-casi-di-correzione
Timestamp: 2019-07-16 06:31:41+00:00

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Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilità) - Decreto di omologa ex art. 445-bis c.p.c. - Difformità dalle conclusioni del c.t.u. in assenza di contestazioni - Procedura di correzione di errore materiale - Applicabilità - Conseguenze - Liquidazione sulle spese di lite - Violazione del principio di soccombenza - Ricorso ex art. 111 Cost. - procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 3668 del 07/02/2019 In tema di accertamento tecnico preventivo di cui all'art. 445 bis c.p.c., il decreto di omologa che, in assenza di contestazione delle parti, si discosti dalle conclusioni del consulente tecnico di ufficio, risulta viziato da una difformità che costituisce mero errore materiale emendabile con la procedura di correzione, mentre la statuizione sulle spese in violazione del principio di soccombenza - ancorché coerente con il "decisum" (erroneamente) adottato dal giudice di merito - è ricorribile per cassazione ex art. 111 Cost. anche in difetto di attivazione del procedimento di correzione, potendosi procedere al controllo sulla correttezza della decisione relativa alle spese in base alla lettura coordinata del decreto di omologa e della consulenza tecnica. Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 3668 del 07/02/2019 Cod_Proc_Civ_art_287, Cod_Proc_Civ_art_445_2...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - Errore di calcolo - Nozione – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 2486 del 29/01/2019 Erronea individuazione del termine di decorrenza per la proposizione dell'impugnazione - Riconducibilità al menzionato errore L'errore di calcolo, emendabile ai sensi dell'art. 287 c.p.c., consiste in un'erronea utilizzazione delle regole matematiche sulla base di presupposti numerici, individuazione ed ordine delle operazioni da compiere esattamente determinati e non contestati. Pertanto, non vi rientra la dedotta erronea individuazione del termine di decorrenza dell'impugnazione che abbia condotto alla dichiarazione di inammissibilità di un gravame, poiché tale ipotesi è riconducibile ad un possibile "error in iudicando", non emendabile con il procedimento di correzione ex art. 391 bis c.p.c. (Nella specie, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da una parte che aveva richiesto la correzione dell'errore di calcolo asseritamente consistente nell'inesatta individuazione del "dies a quo" per la proposizione del ricorso in cassazione contro una ordinanza emessa ex art. 348 bis c.p.c.). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 2486 del 29/01/2019 ...
Provvedimenti del giudice civile - sentenza – correzione - Condizioni di ammissibilità - Limiti - Conseguenze – Fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 572 del 11/01/2019 Il procedimento per la correzione degli errori materiali di cui all'art.287 c.p.c. è esperibile per ovviare ad un difetto di corrispondenza fra l'ideazione del giudice e la sua materiale rappresentazione grafica, chiaramente rilevabile dal testo stesso del provvedimento mediante il semplice confronto della parte del documento che ne è inficiata con le considerazioni contenute nella motivazione, senza che possa incidere sul contenuto concettuale e sostanziale della decisione. (Nella specie, la S.C. ha cassato senza rinvio la decisione nella parte corretta, ritenendo che si fosse fatto ricorso al procedimento di correzione al di fuori dei casi previsti dall'art. 287 c.p.c., in un caso in cui il testo originario del dispositivo dichiarava il diritto del ricorrente all'indennità di accompagnamento, condannando l'Inps al pagamento dei relativi ratei, e con il provvedimento di correzione si aggiungeva che il ricorrente era invalido al 100 per cento, con conseguente diritto alla pensione di inabilità ai sensi dell'art. 12 della l. n. 118 del 1971, senza che nella motivazione vi fosse alcun riferimento alla pensione di inabilità, né ai requisiti economici previsti per il riconoscimento del beneficio). Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 572 del 11/01/2019 ...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - in genere - spese giudiziali - omessa liquidazione in dispositivo - rimedio - correzione errore materiale - proponibilità come motivo di ricorso per cassazione - fondamento – limiti - provvedimenti del giudice civile - sentenza - correzione in genere - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 29029 del 13/11/2018 Nell'ipotesi in cui sia mancata la liquidazione delle spese nel dispositivo della sentenza (emessa anche ex articolo 429 c.p.c.), benché in motivazione si riscontri la statuizione che le pone a carico del soccombente, l'interessato deve esperire il procedimento di correzione ai sensi dell'art. 287 c.p.c. per ottenerne la quantificazione; ove però l'errore materiale di liquidazione venga denunciato col ricorso per cassazione fondato anche su altri motivi - che nulla abbiano a che fare con l'errore medesimo -, esso può essere vagliato dal giudice di legittimità in considerazione dei principi di economia processuale e di ragionevole durata del processo di cui all'art. 111, comma 2, Cost. senza che l'accoglimento del motivo e l'effettuazione della correzione materiale leda il diritto di difesa delle controparti, essendosi pienamente dispiegato il contraddittorio. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 29029 del 13/11/2018...
Provvedimenti del giudice civile - sentenza – interpretazione - contrasto tra dispositivo e motivazione - nullità - condizioni - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 26074 del 17/10/2018 >>> Il contrasto tra motivazione e dispositivo che determina la nullità della sentenza ricorre solo se ed in quanto esso incida sulla idoneità del provvedimento, nel suo complesso, a rendere conoscibile il contenuto della statuizione giudiziale, ricorrendo nelle altre ipotesi un mero errore materiale.(Nella specie, la S.C., in applicazione del principio, ha annullato la decisione impugnata non potendosi individuare con certezza la portata della decisione, in quanto in motivazione vi era un'affermazione che risultava coerente con il dispositivo, mentre nelle argomentazioni svolte non era chiara l'adesione da parte del giudice alle contrastanti tesi delle parti). Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 26074 del 17/10/2018...
Istanza di revoca di ordinanza di convalida resa ex art. 23 della l. n. 689 del 1981 - Idoneità ai fini della decorrenza del termine breve per l'impugnazione - Esclusione. In tema di impugnazione di un'ordinanza di convalida resa ai sensi dell'art. 23, comma 5, della l. n. 689 del 1981, la proposizione, da parte dell'intimato, di un'istanza di revoca di tale ordinanza e di prosecuzione del giudizio, ancorchè possa costituire dimostrazione della conoscenza del provvedimento da parte del medesimo, non è comunque idonea a farne decorrere, per l'intimato stesso, il termine breve di impugnazione. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 14201 del 07/06/2017 ...
Istanza di correzione di errore materiale - Notificazione - Inidoneità a far decorrere il termine breve di impugnazione - Ragioni. La notifica dell’istanza di correzione di errore materiale della sentenza è inidonea a far decorrere il termine breve ex art. 325 c.p.c., stante la natura amministrativa e non impugnatoria del procedimento di correzione, sicché non può trovare applicazione il principio per il quale, ai fini della decorrenza del detto termine, la notifica dell'impugnazione equivale, sul piano della "conoscenza legale" da parte dell'impugnante, alla notificazione della sentenza impugnata. Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 5053 del 28/02/2017 ...
Decreto di omologa ex art. 445 bis c.p.c. - Omessa liquidazione delle spese giudiziali - Procedura di correzione materiale ex art. 287 c.p.c. - Applicabilità - Esclusione. Il decreto di omologa di cui all'art. 445 bis, comma 5, c.p.c., che statuisca sulle spese nella parte motiva ma non contenga la loro liquidazione nel dispositivo, non è emendabile con la procedura di correzione degli errori materiali, attesa la necessità, ai fini della loro concreta determinazione e quantificazione, di una pronuncia del giudice. Sez. 6 - L, Ordinanza n. 22344 del 03/11/2016 ...
Contributo unificato atti giudiziari - Natura - Obbligazione gravante "ex lege" sul soccombente per effetto della condanna alle spese - Omessa menzione nel provvedimento giudiziale - Irrilevanza - Conseguenze. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 18828 del 23/09/2015 Il contributo unificato atti giudiziari costituisce un'obbligazione "ex lege" gravante sulla parte soccombente per effetto della condanna alle spese, sicché, anche in caso di mancata menzione da parte del giudice, la relativa statuizione include, implicitamente, l'imposizione della restituzione alla parte vittoriosa di quanto versato, senza che si renda necessaria alcun correzione, per errore materiale, del provvedimento giudiziale e restando il pagamento verificabile, anche in sede esecutiva, con la corrispondente ricevuta. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 18828 del 23/09/2015 ...
Dichiarazione di infondatezza dello stesso e riforma della sentenza impugnata - Vizio di contraddittorietà della motivazione - Esclusione - Errore materiale - Sussistenza. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13318 del 30/06/2015 Il vizio di contraddittorietà della motivazione ricorre solo in presenza di argomentazioni contrastanti e tali da non permettere di comprendere la "ratio decidendi" che sorregge il "decisum" adottato, sicché non incorre in tale vizio - ma in un semplice errore materiale - il giudice che affermi l'infondatezza dell'appello e poi lo accolga parzialmente, quando la lettura della sentenza non lasci incertezze sull'effettiva volontà del giudicante. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13318 del 30/06/2015 ...
Omessa quantificazione, in dispositivo, di un diritto riconosciuto anche in motivazione - "Error in procedendo" - Configurabilità - Conseguenza - Cassazione con decisione nel merito - Possibilità - Condizioni - "Ratio" - Fattispecie. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 7826 del 03/04/2014 Nelle cause soggette al rito del lavoro, nel caso in cui sia la motivazione che il dispositivo della sentenza contengano il riconoscimento di un diritto, in una misura tuttavia non quantificata in dispositivo, si profila un "error in procedendo" che, qualora non siano necessari ulteriori accertamenti in fatto, consente, in sede di legittimità, la decisione nel merito, ai sensi dell'art. 384, secondo comma, cod. proc. civ., dovendosi ritenere tale soluzione rispondente al principio di ragionevole durata del processo. (Nella specie, la sentenza impugnata aveva riconosciuto il diritto ad una maggiorazione pensionistica sulla base di una anzianità contributiva di 35 anni e nei limiti della decadenza triennale ex art. 47 del d.P.R. 30 aprile 1970, n. 639, omettendo tuttavia, in dispositivo, di quantificare le differenze spettanti sui ratei arretrati; in applicazione del suddetto principio, la S.C. ha cassato la sentenza di appello ed ha deciso la causa). Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 7826 del 03/04/2014 ...
Correzione di errore materiale nella sentenza di merito impugnata per cassazione - Istanza proposta nel controricorso - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 5727 del 23/03/2015 L'istanza di correzione dell'errore materiale deve essere proposta al giudice di merito che ha emesso la sentenza viziata e non alla Corte di legittimità, anche nel caso in cui avverso quella sentenza sia stato già proposto ricorso per cassazione, sicché è inammissibile l'istanza di correzione formulata dal resistente nel controricorso. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 5727 del 23/03/2015 ...
Errore e/o omissione emendabile mediante la procedura di correzione ex art. 287 cod. proc. civ. - Esclusione. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 21109 del 07/10/2014 La sentenza che, pur correttamente statuendo sulle spese in motivazione, ne ometta, poi, la loro totale o parziale liquidazione in dispositivo, non è emendabile con la procedura di correzione dell'errore materiale, attesa la necessità, ai fini della loro concreta determinazione e quantificazione, di una pronuncia del giudice.Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 21109 del 07/10/2014...
Errore e/o omissione emendabile mediante la procedura di correzione ex art. 287 cod. proc. civ. - provvedimenti del giudice civile - correzione Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 21109 del 07/10/2014 La sentenza che, pur correttamente statuendo sulle spese in motivazione, ne ometta, poi, la loro totale o parziale liquidazione in dispositivo, non è emendabile con la procedura di correzione dell'errore materiale, attesa la necessità, ai fini della loro concreta determinazione e quantificazione, di una pronuncia del giudice. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 21109 del 07/10/2014...
Sentenza - Omessa liquidazione delle spese giudiziali in dispositivo - Errore e/o omissione emendabile mediante la procedura di correzione ex art. 287 cod. proc. civ. - Esclusione. La sentenza che, pur correttamente statuendo sulle spese in motivazione, ne ometta, poi, la loro totale o parziale liquidazione in dispositivo, non è emendabile con la procedura di correzione dell'errore materiale, attesa la necessità, ai fini della loro concreta determinazione e quantificazione, di una pronuncia del giudice. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 21109 del 07/10/2014 ...
Appello - Istanza di correzione - Errore materiale contenuto nella sentenza di primo grado - Motivo di gravame - Esclusione. L'istanza di correzione di errore materiale non è mai oggetto di gravame in senso proprio, anche quando rivolta al giudice dell'impugnazione della sentenza contenente l'errore che si chiede di correggere. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19284 del 12/09/2014 ...
Dichiarazione di inammissibilità dell'impugnazione principale - Impugnazione incidentale tardiva - Perdita d'efficacia - Decisione su istanza di correzione materiale avanzata dall'appellante principale - Irrilevanza. L'appello incidentale tardivo perde ogni efficacia, ai sensi dell'art. 334, secondo comma, cod. proc. civ., quando quello principale è dichiarato inammissibile, ancorché il giudice d'appello esamini e decida una istanza di correzione di errore materiale, avanzata dall'appellante principale, esulando tale istanza dagli specifici motivi d'impugnazione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19284 del 12/09/2014 ...
Omessa liquidazione delle spese giudiziali in dispositivo - Errore o omissione emendabile mediante la procedura di correzione ex art. 287 cod. proc. civ. - Esclusione. La sentenza che contenga una corretta statuizione sulle spese nella parte motiva, conforme al principio della soccombenza, ma non contenga poi alcuna liquidazione di esse nel dispositivo, non è emendabile con la procedura di correzione dell'errore materiale, in quanto, ai fini della concreta determinazione e quantificazione delle spese, si rende necessaria la pronuncia del giudice. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 17221 del 29/07/2014 ...
Procedura di correzione di errore materiale - Esperimento per omessa liquidazione delle spese processuali in dispositivo - Ammissibilità - Condizioni. La procedura di correzione di errore materiale è esperibile per rimediare all'omessa liquidazione delle spese processuali nel dispositivo della sentenza, qualora l'omissione non evidenzi un contrasto tra motivazione e dispositivo, ma solo una dimenticanza dell'estensore. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 16959 del 24/07/2014 ...
Erronea indicazione ad opera della Corte di cassazione - Correzione ad istanza di parte - Ammissibilità - Fondamento - Condizioni. L'erronea indicazione del giudice di rinvio ad opera della Corte di cassazione, non potendo essere emendata dal giudice erroneamente indicato, né dare luogo a rinvio d'ufficio alla Corte stessa, può essere da quest'ultima corretta su istanza della parte interessata, se dai presupposti argomentativi del provvedimento da correggere discenda univocamente l'esatta identificazione del giudice di rinvio. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 6603 del 20/03/2014 ...
Procedimento di correzione di errori materiali - Pronuncia sulle spese processuali - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento. Nel procedimento di correzione degli errori materiali di cui agli artt. 287 e 391-bis cod. proc. civ. non è ammessa alcuna pronuncia sulle spese processuali in quanto non è possibile individuare una parte vittoriosa e una parte soccombente. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 21213 del 17/09/2013 ...
Mancata liquidazione delle spese generali - Natura - Errore materiale - Fondamento - Conseguenze. La mancata liquidazione in favore dell'avvocato della parte vittoriosa delle somme dovute per spese generali costituisce un errore materiale della sentenza, che può essere corretto con il procedimento di cui agli artt. 287 e seguenti cod. proc. civ., in quanto l'omissione riguarda una statuizione di natura accessoria e a contenuto normativamente obbligato, che richiede al giudice una mera operazione tecnico-esecutiva, da svolgersi sulla base di presupposti e parametri oggettivi. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 18518 del 02/08/2013 ...
Divergenza tra motivazione e dispositivo - Errore materiale - Deducibilità - Esclusione - Fondamento - Fattispecie. Non può dedursi con ricorso per cassazione l'errore materiale consistente nella mancata previsione in dispositivo di un diritto riconosciuto in motivazione in quanto, in caso di non coincidenza tra quanto riportato in dispositivo e quanto scritto in motivazione, deve prevalere quest'ultima. (Nella specie, relativa ad una azione di risarcimento per occupazione illecita di un terreno da parte dell'amministrazione, la decisione impugnata aveva affermato il diritto di rivalsa dell'ente comunale nei confronti della cooperativa edilizia esecutrice dell'opera nella sola parte motiva; la S.C., in applicazione dell'anzidetto principio, ha rigettato il ricorso inteso a far valere l'omissione come errore materiale). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10727 del 08/05/2013 ...
Indice Istat - Omessa indicazione del tipo o categoria relativi - Emendabilità ex art. 287 cod. proc. civ. - Esclusione - Fondamento. Non è emendabile con il procedimento di correzione di errore materiale l'omessa specificazione, nella motivazione e nel dispositivo di una sentenza di condanna al pagamento di una somma di denaro, del tipo e categoria di indice ISTAT da assumere in concreto a parametro della disposta rivalutazione della somma capitale, implicando simile individuazione un'integrazione del contenuto della decisione, attraverso l'esercizio di poteri cognitivi e di valutazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9796 del 04/05/2011 ...
Vizio della sentenza di primo grado - Nullità della sentenza - Rimessione della causa al primo giudice da parte del giudice d'appello - Esclusione - Decisione nel merito in secondo grado - Obbligatorietà - Mancata declaratoria della predetta nullità - Interesse al ricorso per cassazione su tale omissione - Insussistenza - Fattispecie. Nelle controversie in materia di lavoro, in virtù dell'effetto sostitutivo della pronuncia della sentenza d'appello e del principio secondo cui le nullità della sentenza soggetta ad appello si convertono in motivi di impugnazione, ove il giudice del gravame rilevi un vizio nella sentenza impugnata (nella specie, uno scostamento tra dispositivo e motivazione, con inserimento del nominativo di uno dei ricorrenti, rimasto pretermesso, e precisazione del limite temporale della quantificazione delle somme) non può rimettere la causa al primo giudice ma deve trattenerla per l'ulteriore decisione nel merito. Ne consegue che è inammissibile il ricorso per cassazione per carenza d'interesse qualora detto giudice, pur non avendo dichiarato la nullità della sentenza di primo grado prospettata in sede di gravame, abbia pronunciato nel merito. (Nella specie, la Corte d'appello, pur ritenendo che il dedotto vizio non incidesse sul contenuto sostanziale della decisione e, quindi, non determinasse la nullità della sentenza, ha ugualmente proceduto all'esame delle richieste dei ricorrenti, proposte in via incidentale condizionata, confermando nel merito la statuizione del primo giudice; la S.C., in applicazione dell'anzidetto principio, ha ritenuto inammissibile il ricorso avverso i dedotti vizi della sentenza di primo grado). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.7744 del 05/04/2011 ...
Omessa declaratoria di contumacia - Conseguenze - Vizio della sentenza o del perfezionamento della notificazione - Esclusione - Limiti - Mero errore materiale - Configurabilità - Sussistenza. L'omessa declaratoria di contumacia del convenuto non costituitosi non determina nullità della sentenza, né rappresenta elemento, da solo, sufficiente per dedurne la mancata prova del perfezionamento della notificazione dell'atto introduttivo del giudizio, trattandosi di mera irregolarità sanabile con il procedimento di correzione di errore materiale della sentenza. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25238 del 14/12/2010 ...
Omessa declaratoria di contumacia - Conseguenze - Vizio della sentenza o del perfezionamento della notificazione - Esclusione - Limiti - Mero errore materiale - Configurabilità - Sussistenza. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25238 del 14/12/2010 L'omessa declaratoria di contumacia del convenuto non costituitosi non determina nullità della sentenza, né rappresenta elemento, da solo, sufficiente per dedurne la mancata prova del perfezionamento della notificazione dell'atto introduttivo del giudizio, trattandosi di mera irregolarità sanabile con il procedimento di correzione di errore materiale della sentenza. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25238 del 14/12/2010 ...
Errore del giudice nella determinazione delle spese vive - Rimedi - Correzione o revocazione del provvedimento. L'errore del giudice nella determinazione della misura delle spese vive sostenute dalla parte vittoriosa può essere emendato o con il procedimento di correzione di cui all'art. 287 cod. proc. civ., ovvero per mezzo del procedimento di revocazione del provvedimento che le ha liquidate, ma non col ricorso per cassazione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21012 del 12/10/2010 ...
Sentenza - Dispositivo - Interlineatura del nome di uno dei componenti del collegio - Illegittimità - Esclusione - Errore materiale - Nozione - Conseguenza - Insussistenza. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 23198 del 03/11/2009 In tema di nullità della sentenza, l'interlineatura, nella parte dispositiva, del nome di uno dei componenti del collegio, astenutosi e sostituito da altro giudice, non comporta alcuna illegittimità della decisione (riconducibile ad una difettosa costituzione del collegio o a un contrasto tra dispositivo e motivazione) né può qualificarsi come errore materiale, posto che quest'ultimo si sostanzia in una mera svista che non incide sul contenuto concettuale della decisione, ma si concretizza in una divergenza fra l'ideazione e la sua materiale rappresentazione grafica. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 23198 del 03/11/2009 ...
Omessa indicazione nell'epigrafe della sentenza del nome del difensore di una delle parti - Nullità della sentenza - Esclusione - Procedura di correzione degli errori materiali - Applicabilità. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 18202 del 03/07/2008 L'omessa indicazione nell'epigrafe della sentenza del nome del difensore di una delle parti, nonostante la sua rituale costituzione in giudizio risultante dal contesto della decisione medesima, non costituisce motivo di nullità della sentenza stessa, ma mera irregolarità formale emendabile con la procedura della correzione degli errori materiali. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 18202 del 03/07/2008 ...
Indicazione nell'intestazione del nome di magistrato non componente il collegio - Nullità della sentenza - Configurabilità - Esclusione - Errore materiale - Sussistenza - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 26372 del 14/12/2007 L'indicazione, nell'intestazione della sentenza, del nome di magistrato diverso da quelli componenti il collegio dinanzi al quale la causa è stata discussa e che ha trattenuto la causa in decisione, va ascritta ad un mero errore materiale, come tale non comportante la nullità della sentenza, ma suscettibile di correzione ai sensi dell'art. 287 cod. proc. civ., considerato che detta intestazione è priva di autonoma efficacia probatoria, esaurendosi nella riproduzione dei dati del verbale di udienza, e che, in difetto di elementi contrari, si devono ritenere coincidenti i magistrati indicati in tale verbale come componenti del collegio giudicante con quelli che in concreto hanno partecipato alla deliberazione della sentenza stessa. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 26372 del 14/12/2007 ...
Qualificazione - Requisito essenziale - Omissione - Conseguenze - Procedimento di correzione degli errori materiali o rinnovazione della pubblicazione - Inammissibilità - Declaratoria di nullità assoluta ed insanabile rilevabile anche di ufficio - Configurabilità - Inesistenza - Equiparabilità - Effetto conseguenziale - Rilevazione del vizio nel giudizio di legittimità - Rimessione della causa in sede di impugnazione al medesimo giudice della sentenza priva della sottoscrizione - Necessità - provvedimenti del giudice civile - sentenza - nullità della sentenza - in genere - pronuncia sulla nullità - Sentenza di appello - Mancanza della sottoscrizione del presidente del collegio - Nullità insanabile della sentenza - Sussistenza - Relativo accertamento nel giudizio di legittimità - Conseguenze - Rinvio della causa al medesimo giudice - Necessità. La sottoscrizione della sentenza da parte del giudice - e, nel caso del giudice collegiale, del presidente e dell'estensore - costituisce un requisito essenziale del provvedimento, la cui ingiustificata mancanza, pur se involontaria, provocata, cioè, da errore o da dimenticanza, ne determina la nullità assoluta e insanabile, equiparabile all'inesistenza, senza che possa ovviarsi né con il procedimento di correzione degli errori materiali né con la rinnovazione della pubblicazione da parte dello stesso organo che - emessa la pronunzia - ha ormai esaurito la sua funzione giurisdizionale. Ne consegue che, pur in esito al giudizio di cassazione, la causa va rimessa al medesimo giudice che ha pronunciato la sentenza carente di sottoscrizione, a tenore degli artt. 354, primo comma, 360, n. 4, e 383, ultimo comma, cod. proc. civ., il quale, in sede di rinvio, risulta investito del potere-dovere di riesaminare il merito della controversia senza limitarsi alla semplice rinnovazione della pronunzia. Trattasi, invero, di rinvio improprio o restitutorio giustificato dal rilievo che il giudizio di gravame, siccome definito con sentenza radicalmente nulla, deve ritenersi come non avvenuto, per cui lo stesso non va "sostituito" con altro da svolgersi avanti a diverso giudice dello stesso grado, ma va "rinnovato" dallo stesso giudice funzionalmente competente a giudicare in grado di appello sulla sentenza di primo grado. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 21049 del 28/09/2006 ...
Indicazione nell'intestazione dei soggetti costituitisi quali eredi della parte- Omissione - Nullità - Esclusione - Mero errore materiale - Configurabilità - Condizioni. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 504 del 13/01/2006 La mancata indicazione, nella intestazione della sentenza, dei soggetti costituitisi in giudizio quali eredi della parte defunta non dà luogo a nullità della pronuncia, ma a mero errore materiale emendabile ai sensi dell'art.287 cod. proc. civ., ove il contraddittorio si sia regolarmente costituito e non sussistano incertezze circa i soggetti ai quali la decisione si riferisce. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 504 del 13/01/2006 ...
Qualificazione - Requisito essenziale - Omissione - Conseguenze - Procedimento di correzione degli errori materiali o rinnovazione della pubblicazione - Inammissibilità - Declaratoria di nullità assoluta ed insanabile rilevabile anche di ufficio - Effetto consequenziale - Rimessione della causa in sede di impugnazione al giudice della sentenza priva della sottoscrizione - Necessità. La sottoscrizione della sentenza da parte del giudice - e, nel caso del giudice collegiale, del presidente e dell'estensore (ovvero di uno dei due), secondo quanto disposto dall'art. 132, ultimo comma, cod. proc .civ. - costituisce un requisito essenziale del provvedimento, la cui mancanza ne determina la nullità assoluta e insanabile, senza che possa ovviarsi né con il procedimento di correzione degli errori materiali (che postula un provvedimento dal contenuto affetto da omissioni od errori, ma ormai completo nel suo procedimento di formazione), né tantomeno con la rinnovazione della pubblicazione da parte dello stesso organo che - emessa la pronunzia - ha ormai esaurito la sua funzione giurisdizionale. Il suddetto vizio di nullità, rilevabile anche d'ufficio, comporta la rimessione della causa al medesimo giudice che ha emesso la sentenza carente di sottoscrizione, il quale viene investito del potere dovere di riesaminare il merito della causa stessa e non può limitarsi ad una semplice rinnovazione della sentenza. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26040 del 29/11/2005 ...
Omessa sottoscrizione della sentenza da parte del giudice - Nullità insanabile - Rilevabilità d'ufficio - Conseguenze - Rinvio della causa al giudice che ha pronunciato la sentenza - Necessità - "Actio nullitatis" - Ammissibilità - Opposizione all'esecuzione - Ammissibilità - Rimedi - Integrazione della sentenza dopo la pubblicazione - Esclusione - Correzione dell'errore materiale - Esclusione - Rinnovazione della sentenza - Ammissibilità - Rapporti con il giudizio di nullità - Fattispecie in tema di omessa sottoscrizione di una sentenza pronunciata dalla Corte di Cassazione - Provvedimenti del giudice civile - sentenza - nullità della sentenza - in genere - pronuncia sulla nullità - Sentenza della Corte di Cassazione - Omessa sottoscrizione da parte del presidente - Nullità assoluta - Conseguenze - "Actio nullitatis" - Ammissibilità - Rimedi - Integrazione della sentenza dopo la pubblicazione - Esclusione - Correzione dell'errore materiale - Esclusione - Rinnovazione della decisione - Ammissibilità - Rapporti con il giudizio di nullità. L'omessa sottoscrizione della sentenza da parte del giudice (o, nell'ipotesi di sentenza emessa da un giudice collegiale, da parte di uno dei magistrati tenuti a sottoscriverla ai sensi dell'art. 132, terzo comma cod. proc. civ.) determina, qualora non risulti menzionato un impedimento del magistrato, la nullità assoluta ed insanabile della sentenza, equiparabile all'inesistenza del provvedimento, e quindi deducibile, ai sensi dell'art. 161, secondo comma cod. proc. civ., fuori dei limiti e delle regole dei mezzi d'impugnazione, nonché rilevabile d'ufficio, ove non venga allegata dalla parte, anche nel giudizio di cassazione, con la conseguente rimessione della causa al medesimo giudice che ha pronunciato la sentenza carente di sottoscrizione; la nullità in questione, in quanto non coperta dal giudicato formale, può essere fatta valere, anche al di fuori dell'impugnazione nello stesso processo, con un'autonoma azione di accertamento, non soggetta a termini di prescrizione o decadenza, ovvero in via di eccezione, ed altresì in sede di opposizione all'esecuzione; ad essa non può ovviarsi, dopo il deposito in cancelleria, attraverso l'integrazione dell'originale mediante le sottoscrizioni dei giudicanti, in quanto alla pubblicazione della sentenza fa riscontro la consumazione del potere - dovere del giudice adito di pronunciare sulla domanda oggetto della decisione, né attraverso il procedimento di correzione degli errori materiali, il quale postula un provvedimento dal contenuto affetto da omissioni od errori, ma ormai completo nel procedimento di formazione; tale incompletezza, peraltro, impedendo di ricollegare alla pubblicazione della sentenza l'effetto di concludere la fase decisoria del processo, non esclude l'integrale rinnovazione del provvedimento da parte dello stesso giudice che l'ha pronunciato, il quale, rilevata l'inesistenza dell'atto, può ben addivenire ad una nuova deliberazione e redazione della sentenza stessa, senza che assuma alcun rilievo l'avvenuta proposizione, "medio tempore", dell'azione di nullità, in quanto la rinnovazione non fa altro che anticipare, nell'ambito del principio di economia processuale, l'accertamento dell'invalidità della pregressa decisione. (Nella specie, trattandosi dell'omessa sottoscrizione di una sentenza da essa stessa pronunciata, la S.C. ha rilevato che la rinnovazione sarebbe valsa anche ad impedire che, per l'assenza di mezzi d'impugnazione...
Erronea indicazione nell'epigrafe e nel corpo della sentenza del nome di una delle parti - Svolgimento del processo nei confronti della parte affettiva - Nullità della sentenza - Esclusione - Errore emendabile ex art. 287 cod.proc.civ. - Configurabilità. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6399 del 24/03/2005 L'erronea indicazione del cognome di una delle parti nella intestazione e nel corpo della sentenza non comporta la nullità della decisione, sempre che si accerti che il contraddittorio si è instaurato e il processo si è svolto nei confronti la parte effettiva, ma dà luogo ad una mera irregolarità, emendabile con l'apposita procedura di correzione degli errori materiali. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6399 del 24/03/2005 ...
Effetti - Richiesta di correzione del lodo - Giudice dell'impugnazione - Competenza. . Una volta proposta l'impugnazione della sentenza arbitrale, la competenza a decidere sulla richiesta di correzione del lodo spetta al giudice dell'impugnazione e non al Pretore (fattispecie anteriore all'entrata in vigore dell'art. 18 legge n.25 del 1994). Corte Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 1553 del 11/02/1995 ...

References: art. 445
 art. 111
 art. 111
 art. 391
 art. 348
 sentenza 
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 articolo 429
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 art. 23
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 art. 325
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 art. 445
 art. 287
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 art. 47
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 art. 287
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 art. 287
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 art. 287
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