Source: https://francescosecli.com/2019/04/29/lavoro-e-contratti-le-ultime-novita-4/
Timestamp: 2020-03-31 23:18:30+00:00

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Lavoro e contratti: le ultime novità – FRANCESCO SECLÌ
29 aprile 2019 29 aprile 2019 Francesco Secli
In questo articolo cercheremo di fornire, costantemente, un quadro su quelle che sono leultime novità su lavoro e contratti, in modo da poter tenere costantemente informato il nostro lettore. Non dovrai quindi trovare altri link su Google: potrai mettere questa pagina tra le preferite del tuo browser in modo da richiamarla, di tanto in tanto, e scoprire cosa di nuovo è successo in materia di lavoro e contratti.
Ritardo nel versamento dei contributi: non serve accertare la colpa del datore di lavoro
La Cassazione Civile, con una nuova ordinanza [37], ha stabilito che il datore di lavoro è tenuto a versare le somme aggiuntive, in caso di omesso o ritardato pagamento dei contributi assicurativi, per il solo fatto dell’inadempimento o del ritardo.
Il danno causato dal ritardo o dall’inadempimento all’ente previdenziale è presunto per legge, quindi non è consentita alcuna indagine sull’imputabilità o sulla colpa, riguardo all’omissione o al ritardo del versamento della contribuzione, finalizzata a escludere il pagamento delle somme aggiuntive.
Uniemens: cambiano i codici contratto
L’Inps, con un nuovo messaggio [36], informa dell’introduzione di modifiche nel flusso UniEmens, a partire dal periodo di paga di maggio 2019:
sono istituiti 7 nuovi codici relativi al contratto collettivo applicato; la modifica riguarda l’elemento <CodiceContratto> di <DenunciaIndividuale>;
viene variata la descrizione di 4 codici contratto;
sono disattivati 14 codici contratto.
Prorogato, per il 2019, con un’apposita previsione inserita nella legge di Bilancio 2019 ed un successivo decreto emanato dall’Anpal [35], il cosiddetto bonus assunzione Sud, o incentivo occupazione Mezzogiorno: quest’agevolazione, che originariamente era valida per le assunzioni effettuate nel Mezzogiorno dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018, si chiama ” Incentivo occupazione Mezzogiorno” e si rivolge ai datori di lavoro privati che assumono in Abruzzo, Molise, Sardegna, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia lavoratori di età compresa tra i 16 anni e 34 anni, o con almeno 35 anni di età e privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi. Il decreto Anpal ha ribattezzato l’agevolazione “Incentivo occupazione sviluppo Sud”, l’ha estesa alle assunzioni dal 1° maggio al 31 dicembre 2019 e ha fissato il termine massimo di fruizione al 28 febbraio 2021.
L’incentivo dà diritto all’esonero totale dei contributi Inps per un anno, sino a un massimo di 8.060 euro, ed è cumulabile, sino al predetto limite massimo, con altre agevolazioni all’assunzione.
Per ottenere l’incentivo, bisogna però rispettare le condizioni valide per la generalità delle agevolazioni all’assunzione, come la regolarità contributiva e l’osservanza delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro. Inoltre, l’incentivo spetta soltanto nel caso in cui l’Inps riscontri la necessaria copertura finanziaria: a tal fine, bisogna inoltrare un’apposita richiesta di prenotazione nel portale web dell’istituto.
Per approfondire: Bonus assunzione Mezzogiorno 2019
Incentivo assunzione disoccupati Neet con Garanzia Giovani
È stato prorogato per il 2019, con un nuovo decreto dell’Anpal [33], e confermato da una recente circolare Inps [34], il bonus assunzione giovani Neet, previsto nell’ambito del programma operativo nazionale Iniziativa occupazione giovani: l’agevolazione all’assunzione, per la precisione, si chiama Incentivo occupazione Neet ed è dedicata ai giovani sino ai 29 anni che non studiano e non lavorano.
L’incentivo consiste in un esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (sono quindi esclusi premi e contributi Inail) per 12 mesi, e può essere cumulato col Bonus occupazione giovani under 35 riconosciuto dal decreto Dignità.
Nel dettaglio, l’incentivo è fruibile per un importo massimo di 8.060 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile per dodici mensilità. La soglia massima di esonero della contribuzione a carico del datore riferita al periodo di paga mensile è, pertanto, pari a 671,66 euro ( 8.060/12) e, per i rapporti di lavoro instaurati e risolti nel corso del mese, detta soglia va riproporzionata assumendo a riferimento la misura di 21,66 euro (671,66/31) per ogni giorno di fruizione dell’esonero contributivo.
In ipotesi di rapporti di lavoro a tempo parziale, il massimale dell’agevolazione deve essere proporzionalmente ridotto.
Per l’incentivo, che vale per le assunzioni effettuate sino al 31 dicembre 2019 e che deve essere fruito entro il 28 febbraio 2021, le risorse stanziate nel 2019 sono complessivamente pari a 160 milioni di euro: l’agevolazione si ottiene presentando un’apposita domanda all’Inps, nei limiti di disponibilità delle risorse.
Per approfondire: Incentivo occupazione giovani Neet.
Licenziamento collettivo: criteri di scelta
La Cassazione [32] ha stabilito che, nel caso in cui l’azienda proceda ad un licenziamento collettivo, in base alle esigenze tecnico-produttive e organizzative dell’attività, i criteri di scelta devono essere applicati all’azienda intera. La possibilità di applicare i criteri di scelta solo ad alcuni rami d’azienda è possibile soltanto se questi sono caratterizzati dalla specificità delle professionalità utilizzate.
Licenziamento disciplinare illegittimo: reintegra o indennità?
In caso di licenziamento disciplinare illegittimo, la Cassazione [31] ha chiarito che:
è prevista la reintegra nel posto di lavoro, nelle ipotesi in cui il fatto contestato sia insussistente, irrilevante sotto il profilo disciplinare oppure non imputabile al lavoratore, oppure se la sanzione disciplinare del licenziamento risulta sproporzionata in base alle previsioni dei contratti collettivi o dei codici disciplinari applicabili, che stabiliscono una sanzione conservativa;
nelle altre ipotesi è prevista la tutela indennitaria forte, per non ricorrenza del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa.
Licenziamento legittimo per utilizzo improprio dei permessi sindacali
La corte di Cassazione [30], ha chiarito che il dipendente può essere licenziato, se richiede un permesso per partecipare alle riunioni degli organismi direttivi sindacali di cui è membro, ma poi, di fatto, non si presenta alle riunioni e fa un uso personale del tempo concesso.
In questo caso, difatti, l’assenza dal lavoro si qualifica come mancato svolgimento dell’attività per fatto imputabile al dipendente. Inoltre, il datore di lavoro può svolgere indagini per verificare le modalità con le quali il lavoratore fruisce del permesso.
È stato recentemente pubblicato il decreto Flussi 2019 [28], contenente la “Programmazione transitoria dei flussi d’ingresso dei lavoratori non comunitari nel territorio dello Stato per l’anno 2019“.
In base al decreto, per il 2019 sono ammessi in Italia, per motivi di lavoro subordinato stagionale e non stagionale e di lavoro autonomo, i cittadini non comunitari, entro una quota complessiva massima di 30.850 unità.
I Ministeri dell’interno e del lavoro, con una nuova circolare congiunta [29], hanno illustrato i contenuti del decreto e indicato le modalità di presentazione delle istanze.
per i lavoratori subordinati non stagionali, autonomi e per le conversioni, dalle ore 9.00 del 16 aprile 2019 (precompilazione moduli disponibile dall’11 aprile 2019);
per i lavoratori subordinati stagionali nei settori agricolo e turistico-alberghiero, dalle ore 9.00 del 24 aprile 2019 (precompilazione moduli disponibile dall’11 aprile 2019).
L’Inail ha messo a disposizione delle aziende le istruzioni operative [27] e la nuova guida all’autoliquidazione dei premi e contributi associativi. Dal 1° gennaio 2019 si applicano le nuove tariffe dei premi delle Gestioni industria, artigianato, terziario e altre attività, la tariffa dei premi speciali unitari artigiani e la tariffa della gestione navigazione, recentemente approvate e pubblicate nel sito del Ministero del lavoro.
presentare la dichiarazione delle retribuzioni telematica, comprensiva dell’eventuale comunicazione del pagamento in 4 rate del premio di autoliquidazione, nonché della domanda di riduzione del premio artigiani in presenza dei requisiti previsti; per la presentazione della dichiarazione deve utilizzare i servizi telematici “Invio dichiarazione salari”, “Alpi online”;
pagare il premio di autoliquidazione indicando nel modello F24 il numero di riferimento 902019;
inviare la richiesta motivata di riduzione delle retribuzioni presunte, tramite il servizio online “Riduzione presunto”.
Per conoscere le tariffe da applicare, il datore può richiedere il modello “Basi di calcolo” (servizio Richiesta basi di calcolo, accessibile dalla sezione “My home” del sito dell’Inail), che tra l’altro è stato aggiornato, eliminando nella sezione Rata 2019 i dati non più necessari per il calcolo del premio.
Nuove modalità per giustificare l’assenza alla visita fiscale
Se il dipendente risulta assente alla visita fiscale, ed il motivo dell’assenza è di natura sanitaria, questi deve trasmettere all’Inps la documentazione a proprio supporto.
Quest’obbligo vale sia per i dipendenti pubblici, che per i lavoratori dipendenti dalle aziende del settore privato che non ricevono l’indennità di malattia dall’Inps, ma dal datore di lavoro: è difatti il datore di lavoro, in questi casi, a dover decidere se giustificare l’assenza durante le fasce di reperibilità. L’Inps, a seguito della ricezione della documentazione da parte del dipendente, fornisce invece soltanto un parere sull’opportunità di giustificare, o meno, l’assenza.
Gli esiti della valutazione dell’Inps sono messi a disposizione del datore di lavoro, che può ora consultarli attraverso la sezione del portale web dell’istituto: Richiesta visite mediche di controllo/ consulta verbale giustificabilità. Lo ha stabilito l’Inps di recente, con un nuovo messaggio [26].
Di conseguenza, il lavoratore non è più tenuto, come avveniva sino al mese di marzo 2019, a inviare al datore di lavoro la documentazione contenente le valutazioni dell’Inps in merito alla possibilità di giustificare l’assenza, in quanto gli esiti sono disponibili online. Ad ogni modo, l’ufficio medico-legale dell’Inps è sempre obbligato a consegnare al dipendente il parere sulla giustificabilità dell’assenza.
Conversione in legge del decreto welfare
Il decreto in materia di pensioni e reddito di cittadinanza ha ricevuto l’ok definitivo per la conversione in legge. Ecco le principali modifiche in tema di lavoro.
Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza:
sono stati specificati gli adempimenti e le procedure relativi alle misure di politiche attive del lavoro a favore dei percettori del reddito di cittadinanza;
sono stati modificati gli incentivi per chi assume beneficiari del RdC;
è stato stabilito l’obbligo per i Comuni di predisporre, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto, le procedure amministrative utili per l’istituzione dei progetti in cui impiegare i beneficiari del RdC (obbligati a prestare la propria opera gratuitamente a favore del Comune di residenza);
la situazione dei lavoratori con un reddito basso (sotto gli 8mila euro, se dipendenti o collaboratori, o sotto 4800 euro se autonomi) è stata parificata allo stato di disoccupazione, col diritto a fruire delle misure di politica attiva;
sono poi stati disposti dei rafforzamenti dei controlli “anti-furbetti”.
In materia di pensioni:
è stato eliminato il limite di 45 anni di età per fruire del riscatto agevolato degli anni di laurea (restano non riscattabili, comunque, i periodi antecedenti al 1996);
il costo del riscatto con “pace contributiva” può essere dilazionato sino a un massimo di 120 rate mensili, ossia in 10 anni;
sale, poi, a 45mila euro il tetto entro il quale può essere chiesto dai dipendenti pubblici l’anticipo alle banche del Tfs (trattamento di fine servizio).
Prorogata, inoltre, la cassa-integrazione straordinaria (Cigs) per il 2020, grazie alla previsione di nuovi fondi.
Agevolate, infine, le nuove assunzioni in diversi comparti pubblici, come la Sanità, per coprire i posti di chi andrà in pensione anticipata.
Assegni al nucleo familiare Anf: nuova domanda online
A decorrere dal 1° aprile 2019 le domande di assegno al nucleo familiare Anf, e le domande di variazione, devono essere presentate non più al datore di lavoro tramite il modello cartaceo “Anf/Dip” (SR16) ma direttamente all’Inps, esclusivamente in modalità telematica, o tramite patronato [25].
Il lavoratore può prendere visione dell’esito della domanda presentata accedendo con le proprie credenziali alla specifica sezione “Consultazione domanda”, disponibile nell’area riservata.
A seguito della nuova procedura, l’Inps calcola automaticamente l’importo teorico dell’assegno spettante al lavoratore, comunicandolo al datore di lavoro tramite una specifica utility, disponibile dal 1° aprile 2019 nel cassetto previdenziale aziendale.
Sulla base degli importi degli assegni teoricamente spettanti individuati dall’istituto, il datore di lavoro deve calcolare l’importo da corrispondere effettivamente al lavoratore, in relazione alla tipologia di contratto sottoscritto e alle giornate di lavoro svolte nel periodo di riferimento. La somma corrisposta mensilmente non può comunque eccedere quella mensile indicata dall’Inps.
Gli assegni continuano a essere corrisposti dal datore di lavoro, che deve anticipare le somme al lavoratore unitamente alla retribuzione mensile, per poi effettuare il conguaglio con l’Inps in occasione delle denunce mensili.
Nel periodo compreso fra il 1° aprile 2019 e il 30 giugno 2019, i datori di lavoro potranno erogare gli assegni familiari, e procedere al relativo conguaglio, sulla base sia di domande cartacee presentate dai lavoratori entro il 31 marzo 2019, sia di domande telematiche presentate all’Inps dal 1° aprile 2019.
Per le domande Anf presentate in modalità cartacea direttamente al datore di lavoro fino alla data del 31 marzo 2019, il datore deve calcolare l’importo dovuto sulla base delle dichiarazioni del lavoratore, liquidare gli assegni ed effettuare il relativo conguaglio al più tardi in occasione della denuncia Uniemens relativa al mese di giugno 2019. Dopo il 31 luglio 2019 non sarà più possibile effettuare conguagli per assegni per il nucleo familiare che non siano stati richiesti con le nuove modalità telematiche.
Ricezione dei modelli 730-4 da parte del datore di lavoro
L’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello “Comunicazione per la ricezione in via telematica dei dati relativi ai modelli 730-4”, individuando termini e modalità per la variazione, da parte dei datori di lavoro sostituti d’imposta, dell’indirizzo telematico presso cui ricevere i risultati dei modelli 730 dei propri dipendenti.
La comunicazione deve essere trasmessa dal mese di marzo 2019, per indicare la sede telematica nella quale ricevere dall’Agenzia delle Entrate il flusso contenente i risultati finali delle dichiarazioni 730 (modello 730-4), presentate nello stesso anno cui si riferisce la comunicazione, oppure per indicare la variazione dei dati già forniti.
L’Agenzia delle Entrate, nei casi di impossibilità a rendere disponibili i modelli 730-4, li restituisce a coloro che hanno prestato l’assistenza fiscale, che provvederanno autonomamente a trasmetterli ai datori di lavoro.
Uniemens: codici professione rimossi solo temporaneamente
L’Inps, con comunicato stampa del 19 marzo 2019, ha chiarito che il codice professione non dovrà essere riportato nel flusso Uniemens solo temporaneamente, per dare modo ai datori di lavoro di reperire i codici professione di tutti i dipendenti, da esporre nella dichiarazione quando tale elemento diverrà obbligatorio. Durante il periodo transitorio saranno processate sia le denunce contenenti la citata informazione, sia quelle sprovviste.
Nessuna qualifica da riportare nell’Uniemens
Il Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro, con comunicato stampa dell’11 marzo 2019, informa che le qualifiche professionali Istat, corrispondenti alle mansioni realmente esercitate dal lavoratore nel mese di riferimento, non dovranno più essere esposte nella denuncia Uniemens aziendale. L’Inps ha, difatti, accolto la richiesta dei consulenti, che hanno segnalato la poca utilità e la difficoltà di reperire il dato.
Cumulo di oltre 8 buoni pasto: tassazione
Considerando che la normativa prescrive che non possono essere cumulati oltre 8 buoni pasto, parte della dottrina riteneva che, cumulandone un numero superiore, l’esenzione dalla tassazione andasse a cadere.
L’Agenzia delle entrate, tuttavia, ha chiarito che non è così [26], specificando che il divieto di cumulo oltre il limite di 8 buoni pasto non incide, ai fini Irpef, sui limiti di esenzione dal reddito di lavoro dipendente, rispettivamente di 5,29 euro e 7 euro giornalieri per i buoni pasto elettronici, previsti dal Tuir.
L’esenzione dalla tassazione e dalla contribuzione opera dunque a prescindere dal numero di buoni utilizzati. Il datore di lavoro è tenuto di conseguenza alla verifica dei limiti di esenzione rispetto al valore nominale dei buoni erogati.
Per approfondire: Quando spettano i buoni pasto?
Incentivi all’assunzione per chi percepisce il reddito di cittadinanza
Fino a 18 mesi di reddito di cittadinanza per le aziende che assumeranno i disoccupati beneficiari della misura: in “soldoni”, assumere un disoccupato avente diritto al reddito di cittadinanza potrebbe fruttare all’impresa un risparmio sino a 14040 euro, cioè a 780 euro, l’importo massimo mensile del sussidio, per 18 mesi, il periodo massimo di godimento del reddito.
In particolare, in caso di assunzione a tempo pieno e indeterminato, è riconosciuto, sotto forma di esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a carico del lavoratore e del datore di lavoro, un importo pari alla differenza tra 18 mensilità di reddito di cittadinanza e l’importo del sussidio già goduto dal beneficiario assunto.
L’incentivo potrà essere poi accompagnato dagli sgravi contributivi per l’assunzione di disoccupati, come il bonus assunzione Mezzogiorno, che è recentemente stato prorogato, o il nuovo sgravio contributivo del 50% per l’assunzione di under 35 o, ancora, il nuovo bonus assunzione giovani eccellenze, rivolto ai datori di lavoro che assumeranno laureati con un voto pari a 100 e lode o dottori di ricerca.
Ma le agevolazioni non finiscono qui: le imprese che assumeranno disoccupati beneficiari del reddito di cittadinanza, difatti, potranno usufruire del bonus formazione, ossia di percorsi di formazione gratuiti per riqualificare i nuovi assunti.
Il tutto sarà accompagnato da una radicale riforma dei centri per l’impiego: tutti i centri, in particolare, saranno dotati di un nuovo sportello per le imprese, dedicato all’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Ciò che vuol fare il Governo, a questo proposito, è rilanciare il canale dei centri per l’impiego, cioè degli ex uffici di collocamento, perché tornino ad essere, come in origine, la corsia preferenziale per trovare un nuovo lavoro e perché smettano di rappresentare uno strumento inefficace e inutilizzato dalle imprese. Ad oggi, in effetti, sono veramente pochissimi i datori di lavoro che si rivolgono ai centri per l’impiego per trovare nuovi addetti, così come sono pochissimi i lavoratori che sperano di trovare un’occupazione grazie a queste strutture. Tutto, secondo quanto affermato dal Governo, cambierà con la riforma di questi centri, il cui organico sarà rafforzato e gli strumenti potenziati.
Proroga bonus occupazione giovani Neet
È stato appena prorogato, con un nuovo decreto dell’Anpal [23], il bonus assunzione giovani Neet, previsto nell’ambito del programma operativo nazionale Iniziativa occupazione giovani: l’agevolazione all’assunzione, per la precisione, si chiama Incentivo occupazione Neet ed è dedicata ai giovani sino ai 29 anni che non studiano e non lavorano.
Per conoscere tutti gli incentivi all’assunzione operativi nel 2019: Bonus assunzione 2019
Proroga Bonus occupazione Mezzogiorno
Confermati gli sgravi contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato per il 2019 e il 2020 di under 35, o di disoccupati da almeno sei mesi, nelle regioni del Mezzogiorno. L’agevolazione massima è di 8.060 euro all’anno per ogni lavoratore assunto.
Bonus assunzione giovani eccellenze
Stabilito un esonero contributivo fino a 12 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani laureati con il massimo dei voti. I beneficiari sono:
coloro che hanno ottenuto una laurea magistrale dal 1° gennaio 2018 al 30 giugno 2019, con voto di 110 e lode e prima dei 30 anni;
coloro che hanno conseguito un dottorato nello stesso periodo prima dei 34 anni.
Il tetto massimo degli sgravi contributivi è pari a 8mila euro annui.
Mobilità aggiuntiva
Spettano 12 mesi di mobilità in più ai lavoratori che hanno cessato o cessano la mobilità ordinaria o in deroga dal 22 novembre 2017 al 31 dicembre 2018, a condizione che siano applicate misure di politica attiva. Proroga anche per i lavoratori delle aree di Termini Imerese e di Gela
Mini Ires al 15% per incremento dell’occupazione
Agli utili reinvestiti in azienda destinati a incremento degli investimenti e ad incremento occupazionale si applica un’aliquota Ires agevolata al 15%. L’agevolazione vale anche per le imprese soggette a Irpef.
Dal 2019, torna la Cigs per le imprese che cessano l’attività produttiva, cancellata con il Jobs act nel 2016. La sua durata massima è di 12 mesi, e vale per un biennio, ossia per gli anni 2019 e 2020 [1] .
Cigs per riorganizzazione o crisi
Anche per l’anno 2019 è stata prorogata la Cigs per le imprese di rilevanza economica e strategica, anche a livello regionale, con una rilevante percentuale di lavoratori in esubero, a prescindere dal numero di occupati. La Cigs è applicabile anche in caso di contratto di solidarietà difensivo. Per le aziende che avevano in essere un programma in scadenza nel trimestre precedente il 29 ottobre 2018 possono essere richieste delle proroghe.
Inail: 370 milioni di contributi a fondo perduto per le imprese col bando Isi 2019
Anche per il 2019, l’Inail ha pubblicato il bando Isi, che offre alle aziende incentivi a fondo perduto per gli investimenti nel campo della salute e della sicurezza. Per quest’anno (è importante ricordare, per non fare confusione, che il bando Inail per il 2019 si chiama Isi 2018) sono stati messi a disposizione ben 370 milioni di euro: in totale, i contributi a fondo perduto erogati dall’Istituto alle aziende, dal 2010 ad oggi, sono pari a circa due miliardi di euro.
Una disponibilità di risorse notevole, che però risulta essere un investimento per l’Inail: difatti, i contributi sono destinati esclusivamente al miglioramento della salute e della sicurezza e la spesa per la prevenzione si rivela essere di gran lunga inferiore ai costi degli infortuni.
Per accedere alla misura, gli interessati dovranno presentare l’apposita domanda in modalità telematica, attraverso il sito web dell’Inail, dall’11 aprile 2019 fino alle ore 18 del 30 maggio 2019; il cosiddetto “click day”, cioè la giornata in cui sarà possibile l’inoltro delle domande, sarà reso noto sul sito dell’istituto a partire dal 6 giugno 2019. Se l’impresa si troverà collocata in graduatoria in una posizione utile per accedere al contributo, la domanda dovrà poi essere confermata tramite l’invio della documentazione indicata nell’avviso pubblico per la specifica tipologia di progetto.
Per saperne di più: Inail, bando Isi 2018 per il 2019.
Congedo straordinario Legge 104 per il figlio non convivente
La Corte Costituzionale, con una recente sentenza [22], consente anche al figlio non convivente al momento della domanda la possibilità di fruire del congedo straordinario legge 104, ossia del congedo, pari a un massimo di 2 anni nella vita lavorativa, per assistere familiari disabili .
In particolare, la Corte ha dichiarato la parziale incostituzionalità del testo unico maternità-paternità, nella parte in cui non elenca tra i beneficiari del congedo straordinario il figlio che, al momento della presentazione della richiesta, ancora non convive con il genitore con handicap grave, se instaura la convivenza successivamente, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente, del padre e della madre, anche adottivi, dei figli conviventi, dei fratelli e delle sorelle conviventi, dei parenti o affini entro il terzo grado conviventi, legittimati a richiedere il beneficio in via prioritaria secondo l’ordine determinato dalla legge.
Sconto dei contributi Inail
Il taglio del cuneo fiscale inizia dai premi Inail: in particolare, è in arrivo una rimodulazione in arrivo delle tariffe Inail.
Per i premi Inail, è previsto il 32,72% in meno rispetto al tasso medio tariffario in vigore dal 2000. Il risparmio previsto per le imprese è di 600 milioni di euro.
Reddito di cittadinanza: l’offerta di lavoro si può rifiutare se non è equa
Il reddito di cittadinanza spetta anche a chi rifiuta il lavoro? In base a quanto più volte annunciato dal Vicepremier Di Maio, per perderlo bisognerà rifiutare tre offerte di lavoro. Non solo: è anche necessario che l’offerta di lavoro rifiutata sia equa.
Che cosa si intende per offerta di lavoro equa? I parametri che rendono equa un’offerta lavorativa non sono stati ancora resi noti, ma si pensa che saranno molto simili agli attuali requisiti che definiscono un’offerta di lavoro come congrua (ad oggi chi rifiuta un impiego congruo perde l’indennità di disoccupazione Naspi). La congruità dell’offerta, ad oggi, è commisurata su parametri diversi, a seconda della durata del periodo di disoccupazione dell’interessato: ci si basa, comunque, sulla distanza del luogo di lavoro dall’abitazione, sullo stipendio e, per chi non è disoccupato da molto, sul settore di attività.
In ogni caso, è stato anticipato che si potranno rifiutare le offerte di lavoro, se la sede dell’azienda si trova al di fuori della propria città o della propria regione. Il tutto, tenendo presente, però, che il reddito di cittadinanza non avrà una durata illimitata, e che gli interessati saranno sottoposti a verifiche periodiche e dovranno effettuare dei lavori di pubblica utilità. La misura partirà a breve, dopo l’attuazione della riforma dei centri per l’impiego.
Per approfondire: Reddito di cittadinanza e rifiuto offerta di lavoro.
Reddito di cittadinanza: misura a tempo, niente spazio a chi non cerca lavoro
Il reddito di cittadinanza non sarà una misura a tempo indeterminato, ma avrà una durata limitata, come annunciato nei giorni scorsi dal Vicepremier Di Maio, per spronare i disoccupati alla ricerca attiva di un impiego; inoltre, anche prima della scadenza della misura, saranno disposte verifiche periodiche. Non ci sarà tempo per poltrire sul divano: il disoccupato sarà impegnato in lavori di pubblica utilità (8 ore settimanali a favore del proprio Comune) ed in percorsi di formazione e riqualificazione. Il sussidio, poi, non consisterà in un assegno per i furbetti che hanno intenzione di fare spese pazze, ma in una sorta di social card con la quale si potranno acquistare soltanto i beni essenziali: chi bara sulle condizioni per il diritto al sussidio con false dichiarazioni potrà subire sino a 6 anni di carcere.
Le stesse condizioni, eccezion fatta per la punibilità delle false dichiarazioni ovviamente, non dovrebbero riguardare la pensione di cittadinanza, ossia l’integrazione della pensione sino a 780 euro mensili, che sostituirà l’attuale trattamento minimo e le maggiorazioni, estendendosi però a tutte le pensioni. Non dovrebbe dunque essere prevista una durata massima per la pensione di cittadinanza, né l’erogazione su social card, anche se su quest’ultimo punto al momento nulla è stato chiarito.
Le due misure, in ogni caso, partiranno a breve: la pensione di cittadinanza dal 1° gennaio 2019, e il reddito di cittadinanza dal 1° aprile 2019, dopo l’attuazione della riforma dei centri per l’impiego. Per approfondire: Reddito di cittadinanza, quanto dura?
Licenziamento: illegittimo l’indennizzo basato sulla sola anzianità
Secondo la Corte Costituzionale è illegittimo, come criterio per determinare l’indennizzo in caso di licenziamento, basarsi sulla sola anzianità del lavoratore.
Facciamo un passo indietro per capire meglio la questione: il Jobs Act aveva previsto, come risarcimento per i licenziamenti illegittimi, un’indennità economica che partiva da un minimo di 4 mensilità fino ad arrivare a un massimo di 24 mensilità, sulla base di un meccanismo di calcolo che considera 2 mensilità di indennizzo per ogni anno di servizio.
Il decreto Dignità, in vigore dallo scorso 14 luglio, non ha modificato le previsioni del Jobs Act, ma si è limitato ad aumentare del 50% gli importi degli indennizzi, e a portare a 6 mensilità il risarcimento minimo, ed a 36 mensilità il risarcimento massimo.
La Consulta, sulla base dell’attuale normativa, ha confermato le tutele crescenti, cioè la limitazione della tutela reale (la reintegrazione nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo) per lasciar spazio alla tutela risarcitoria, cioè all’integrale monetizzazione della garanzia offerta al lavoratore licenziato, confermando anche gli importi degli indennizzi.
La Corte Costituzionale ha invece giudicato illegittimo il criterio di determinazione degli indennizzi stessi: la previsione di un’indennità crescente basata sulla sola anzianità di servizio del lavoratore è stata reputata, nel dettaglio, contraria ai principi di ragionevolezza e uguaglianza, e in contrasto con il diritto e la tutela del lavoro sanciti dalla Costituzione.
In altre parole, secondo la Consulta, utilizzare come criterio per il risarcimento in caso di licenziamento la sola anzianità lavorativa crea disuguaglianze, e va contro i principi fondamentali della Costituzione.
Bonus conciliazione vita-lavoro: domande in scadenza
Il Jobs Act ha previsto degli incentivi per le aziende che promuovono, attraverso la contrattazione di secondo livello, le misure di conciliazione vita-lavoro, come l’accesso al lavoro agile, alla flessibilità oraria, asili nido aziendali e voucher per i servizi di baby-sitting. Gli incentivi per i datori di lavoro che promuovono questo tipo di misure consistono in sgravi contributivi, cioè in una riduzione della quota di contributi a carico dell’azienda. Chi vuole accedere agli sgravi deve presentare la richiesta entro il 15 settembre 2018. Nella nostra guida abbiamo fatto il punto della situazione sul bonus conciliazione vita-lavoro: come funziona, chi può richiedere gli sgravi, quali sono le misure agevolate, come si calcolano gli incentivi, come si invia la domanda.
Visita fiscale: un furbetto su 4 riesce a farla franca
Lo stop al sistema Savio, il cosiddetto cervellone dell’Inps, finalizzato all’invio delle visite fiscali nei casi sospetti, sta creando dei danni non indifferenti, considerando che ogni anno l’istituto spende 2 milioni di euro d’indennità di malattia per i lavoratori del settore privato, mentre la malattia dei dipendenti pubblici vale 2,8 milioni di euro annui
Sino a quando il cosiddetto cervellone dell’Inps, cioè il sistema Savio, era attivo, erano più a rischio i dipendenti:
Questo, comunque, non significa che i “finti malati” possano festeggiare e dormire sonni tranquilli:
per quanto riguarda i dipendenti pubblici, i dirigenti delle amministrazioni hanno l’obbligo di inviare la visita fiscale sin dal primo giorno di malattia, se l’assenza si verifica prima o dopo una giornata non lavorativa; inoltre, in base alla recente riforma delle visite fiscali, i controlli dell’Inps possono avvenire più volte nell’arco della stessa malattia, e addirittura della stessa giornata;
per quanto riguarda i dipendenti del settore privato, anche senza il sistema “scova-furbetti” dell’Inps, permangono i controlli a campione; potrebbe poi essere il datore di lavoro stesso a richiedere, pagando di tasca l’importo, la visita fiscale.
Rapporto a termine senza causale con i contratti di prossimità
La previsione della causale obbligatoria, per i contratti a termine oltre i 12 mesi, e per i rinnovi e le proroghe che determinano il superamento di questa soglia, sta creando non pochi problemi nell’amministrazione del personale. Molti non sanno, però, che il decreto Dignità non ha abolito la normativa sui contratti di prossimità [21]: i contratti collettivi di secondo livello, che possono essere sia territoriali che aziendali, difatti, possono modificare la disciplina del contratto a tempo determinato, in deroga sia alla normativa che ai contratti collettivi nazionali, comprese le disposizioni che riguardano le causali.
I contratti di prossimità, per poter derogare alla legge, devono però prevedere una delle seguenti finalità: maggiore occupazione, qualità dei contratti di lavoro, adozione di forme di partecipazione dei lavoratori, emersione del lavoro nero, incrementi di competitività e di salario, gestione delle crisi aziendali e occupazionali, investimenti e avvio di nuove attività.
Possono essere previste dai contratti di prossimità, ad esempio, nuove causali, ossia ragioni più elastiche che giustifichino il ricorso al tempo determinato: l’importante è che non si perda di vista la finalità del contratto di secondo livello, e che questo non sia puramente volto a bypassare le nuove previsioni del decreto Dignità.
L’azienda può vietare WhatsApp?
Il datore di lavoro può vietare ai propri dipendenti di chattare via WhatsApp o postare messaggi sui social network, per evitare che il dipendente disperda le sue energie, che invece vanno indirizzate all’attività lavorativa. Per vietare WhatsApp durante l’orario di lavoro, peraltro, non è necessario che l’azienda consulti le associazioni sindacali: lo ha chiarito il Tribunale di Lecce, con una recente ordinanza [20] . Per saperne di più: WhatsApp al lavoro.
Nonostante perplessità e discussioni, è appena diventato legge il decreto Dignità. Ecco le principali novità in tema di lavoro:
reintroduzione delle causali per i contratti a termine la cui durata supera i 12 mesi, in caso di rinnovi, e di proroghe che determinano il superamento di 12 mesi di rapporto;
durata massima del contratto a termine pari a 24 mesi;
aumento di 0,5 punti dei contributi dovuti in caso di rinnovo del contratto a termine;
numero massimo di proroghe pari a 4;
applicazione, nel contratto di somministrazione, delle stesse limitazioni previste per il lavoro a termine, salvo diritto di precedenza, periodo di pausa tra un contratto e l’altro e numero massimo di lavoratori a tempo determinato (pari, nella somministrazione a termine, al 30% dei lavoratori dell’azienda);
proroga al 2020 del bonus assunzione under 35;
sanzioni contro la delocalizzazione delle aziende;
possibile ricorso ai nuovi voucher (contratto di prestazione occasionale) per le aziende del turismo sino a 8 dipendenti, e per le aziende agricole sino a 5 dipendenti.
Contratto a termine, come funziona il regime transitorio
Le nuove regole sul contratto a termine non sono uguali per tutti, ma dipendono dalla data di assunzione e dalle date in cui sono effettuate eventuali proroghe e rinnovi.
Nel dettaglio, sono previsti tre diversi regimi:
se il contratto era in corso al 14 luglio 2018, si può continuare ad applicare senza modifiche il regime precedentemente in vigore, sino al 31 ottobre; il vecchio regime continuerà ad essere applicato, fino alla stessa data, anche per proroghe e rinnovi;
se il contratto è stipulato dopo il 14 luglio, si applicano da subito le nuove regole su durata massima, limiti quantitativi e indicazione della causale nel primo contratto di durata superiore a 12 mesi, ma è previsto un periodo limitato di sopravvivenza (fino al 31 ottobre) del vecchio regime per le proroghe e i rinnovi; quest’interpretazione della norma non è, però, unanime e quindi risulta opportuno attendere maggiori chiarimenti;
se il contratto è stipulato dopo il 14 luglio e non è interessato da proroghe e rinnovi fino al 31 ottobre, le nuove regole valgono da subito.
Nuovi limiti alla somministrazione
Resta, per gli ordinari contratti a tempo determinato, il limite del 20% dei lavoratori a termine che un’azienda può assumere, ma arriva una seconda soglia per la somministrazione a termine: la nuova soglia, in particolare, è pari al 30% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza presso l’utilizzatore al 1° gennaio dell’anno di stipula dei contratti di somministrazione stessi. Nel computo della percentuale indicata, il legislatore ha incluso anche gli eventuali contratti a termine in forza presso il datore di lavoro.
Questi limiti possono però essere cambiati dalla contrattazione collettiva (di qualsiasi livello); inoltre, esiste una previsione che ne esclude l’applicazione per la somministrazione a termine dei lavoratori svantaggiati. Se si supera il numero massimo di lavoratori, per quanto riguarda la somministrazione a termine, scatta una sanzione da 250 a 1.250 euro per l’utilizzatore, ma il lavoratore può chiedere la costituzione di un rapporto di lavoro all’utilizzatore.
Le conseguenze sono diverse per gli ordinari contratti a termine: si applica infatti una sanzione dal 20 al 50% della retribuzione dei lavoratori assunti a tempo determinato oltre il limite massimo consentito (a seconda che il numero di questi ultimi sia pari o superiore a uno),
Niente causali sino al 31 ottobre per i rinnovi del contratto a termine
Per i contratti a termine in corso al 14 luglio, non sarà necessario inserire una causale per i rinnovi sino al 31 ottobre 2018: è quanto disposto da un recente emendamento al decreto Dignità, appena approvato.
Contratti di prestazione occasionale: nuovi voucher più elastici
Dopo il flop del contratto di prestazione occasionale e del libretto famiglia non saranno reintrodotti i tanto discussi voucher, cioè i buoni per le prestazioni di lavoro occasionale accessorio: i contratti di prestazione occasionale, ossia i cosiddetti nuovi voucher, saranno invece resi più elastici, ed estesi a un maggior numero di aziende che operano nei settori del turismo e dell’agricoltura. In particolare, la prestazione occasionale potrà avere una durata massima di 10 giorni anziché 3, ed i nuovi voucher potranno essere attivati anche dalle aziende agricole con non più di 5 dipendenti, e dalle aziende del settore turismo con non più di 8 dipendenti. I pagamenti delle prestazioni potranno avvenire anche alle poste, dopo 15 giorni dallo svolgimento dell’attività lavorativa.
Confermato il bonus assunzione under 35
Il bonus per l’assunzione di giovani under 35 è confermato anche per il 2019 ed il 2020: l’età del lavoratore da assumere non scenderà, sino al 2020, al tetto massimo di 29 anni.
Numero massimo dei lavoratori a termine
Un nuovo emendamento al decreto Dignità stabilisce che il numero massimo dei lavoratori a termine in azienda debba essere pari al 30% dell’organico, salvo che il contratto collettivo non disponga diversamente.
Chi vuole ottenere il rimborso delle somme versate per prestazioni di lavoro occasionale o libretto famiglia mai utilizzate, deve accedere alla Piattaforma delle prestazioni occasionalisul sito dell’Inps (con codice pin, Spid o carta nazionale dei servizi) e presentare un’apposita domanda on line.
Domandeassegno ordinario e assegno di solidarietà
Arriva finalmente il via libera dell’Inps, con due nuove circolari [11], ai cosiddetti bonus assunzione Garanzia giovani e bonus assunzione Sud, ossia all’Incentivo occupazione Neeted all’Incentivo occupazione Mezzogiorno. Si tratta, in entrambi i casi, di un esonero contributivo per l’assunzione di lavoratori giovani e disoccupati, che può arrivare, per un massimo di 12 mesi, al 100% della contribuzione a carico del datore di lavoro. Entrambi gli incentivi possono essere cumulati col nuovo esonero contributivo per l’assunzione di giovani previsto dalla legge di Bilancio 2018, e possono essere applicati ai contratti a tempo indeterminato ed ai contratti di apprendistato professionalizzante. Gli incentivi possono essere richiesti all’Inps, in via telematica, attraverso l’applicazione Diresco, dichiarazioni di responsabilità del contribuente.
Assunzione immediata di disabili per le aziende che hanno in organico almeno 15 dipendenti: dal 2018, infatti, non si applica più la norma [6] che prevedeva l’obbligo di assumere almeno un disabile a partire dalla sedicesima assunzione, così come cessa di applicarsi il regime transitorio [7], che fa decorrere quest’obbligo dopo 1 anno e 60 giornidalla sedicesima assunzione.
[2] Art. 119 DPR 361/57; Art. 11 L. 53/90; L. 69/92; Art. 1, c. 399, L. 147/2013.
[3] D.lgs. n.81/2015
[4] Min. Lavoro, Risp. Interpello n.5/2017.
[5] Art.1, Co. 910-913, L. 205/2017.
[6] Art.3, Co.2, L. 69/1999.
[7] Art.2, Co.2, Dpr 333/2000.
[8] Corte di Giustizia Europea, causa C-494/16 .
[9] Inl Circ. n. 3/2018.
[10] C. D’App. Venezia, sent. n.841/2018.
[11] Inps Circ. n.48 e 49/2018.
[12] Inps Mess. n.1403/2018.
[13] Art.4, L. 300/1970.
[14] D.lgs. 196/2003.
[15] Garante Privacy, provv. 139/2018.
[16] Anpal, Del. 14/2018.
[17] Inps Circ. n.68/2018.
[18] Inps Circ. n.69/2018.
[19] D.lgs.81/2017.
[20] Tribunale di Lecce, ordinanza n. 18452/2017.
[21] Art.8 L. 148/2011.
[22] C. Cost, sent. n. 232/2018.
[23] Anpal, Decreto n.581 del 28/12/2018.
[24] Principio di diritto n.6/2019.
[25] Inps Circ. n. 45/2019.
[26] Messaggio Inps 1270/2019.
[27] Istruzione operativa Inail del 03/04/2019.
[28] DPCM 12 marzo 2019.
[29] Circolare congiunta dei ministeri del Lavoro e dell’Interno 1257/2019.
[30] Cass. sent. n.4943/2019.
[31] Cass. sent. n. 5188/2019.
[32] Cass. sent. n. 5373/2019.
[33] Decreto direttoriale Anpal n. 58/2018
[34] Inps Circ. 54/2019.
[35] Decreto Anpal n.178.
[36] Inps messaggio n. 1552/2019.
[37] Cass. ord. n.5754 del 27/02/2019.
FONTE: https://bit.ly/2FxQwq5
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References: sentenza 
 Art. 119
 Art. 11
 Art. 1
 Art.1
 Art.3
 Art.2
 Art.4
 Art.8
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass.