Source: http://documenti.camera.it/leg18/resoconti/commissioni/bollettini/html/2019/05/15/12/comunic.htm
Timestamp: 2019-08-25 09:34:32+00:00

Document:
﻿XII Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - mercoledì 15 maggio 2019
Mercoledì 15 maggio 2019. — Presidenza della presidente Marialucia LOREFICE. – Intervengono i sottosegretari di Stato per la salute, Armando Bartolazzi e Luca Coletto.
C. 1816 Governo.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 14 maggio 2019.
Marialucia LOREFICE, presidente, ricorda che alle ore 10 di oggi è scaduto il termine per la presentazione dei subemendamenti agli emendamenti della relatrice 3.40, 5.01, 6.50, 11.16, 11.17 e 13.50. Avverte che sono stati presentati sette subemendamenti.
Ricorda, quindi, che nella seduta di ieri sono state accantonate le seguenti proposte emendative: gli emendamenti Viscomi 1.7 e 1.8, l'articolo aggiuntivo Ferro 2.01, gli emendamenti Viscomi 3.38 e Ferro 3.19, l'articolo aggiuntivo Misiti 3.01, l'emendamento Carnevali 3.31, gli identici emendamenti Rostan 3.2, Santelli 3.9 e Bruno Bossio 3.30, l'emendamento Ferro 3.21, gli identici emendamenti Santelli 3.10, Ferro 3.24 e Viscomi 3.32 e gli emendamenti Ferro 3.25, 3.26 e 3.27.
Ricorda, altresì, che nella medesima seduta sono stati respinti, da ultimo, gli identici emendamenti Rostan 3.3, Maria Tripodi 3.5 e Ferro 3.22.
Avverte, quindi, che l'esame riprenderà dall'emendamento Viscomi 1.7.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, propone una riformulazione dell'emendamento Viscomi 1.7, nel senso di aggiungere, dopo il comma 1, il comma 1-bis, volto a prevedere che il Ministro della salute presenti alle Camere, alla scadenza del termine di Pag. 72cui all'articolo 15, comma 1, una relazione in merito alle attività svolte in attuazione del Capo I del decreto in oggetto. Evidenzia come la riformulazione sia stata presentata cogliendo la ratio dell'emendamento, volta a prevedere un'azione di controllo del Parlamento sull'operato del Governo, stabilendo un termine diverso e più efficace per la presentazione della relazione alle Camere, in modo da rendere l'analisi dell'attuazione delle misure contenute nel decreto-legge più concreta e puntuale.
Antonio VISCOMI (PD) non ritiene soddisfacente la riformulazione proposta dalla relatrice che, prevedendo una sola relazione finale, non realizza gli obiettivi del proprio emendamento, di sottoporre l'operato dell'Esecutivo ad un puntuale controllo da parte del Parlamento. Riterrebbe accoglibile una riformulazione che prevedesse la presentazione di almeno due relazioni, una allo scadere dei primi nove mesi previsti dall'articolo 15, comma 1, e una seconda al termine di detto periodo.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, anche in ragione del fatto che i livelli essenziali di assistenza vengono valutati annualmente, non ritiene opportuna un'analisi effettuata bimestralmente. Ricorda, inoltre, che il Parlamento dispone di altri strumenti per il controllo dell'operato del Governo, come ad esempio quelli del sindacato ispettivo.
Vito DE FILIPPO (PD) interviene a supporto della richiesta del collega Viscomi. Ricorda che nella passata legislatura i parlamentari appartenenti al gruppo di riferimento della relatrice hanno più volte insistito sulla necessità di introdurre norme che prevedessero relazioni alle Camere e che tali loro richieste sono state accolte, come dimostrano le numerose disposizioni che impongono l'obbligo di riferire al Parlamento. Ritiene la proposta del collega Viscomi di buon senso e invita pertanto la relatrice ad accogliere l'emendamento 1.7 nel suo testo originario.
Il sottosegretario Armando BARTOLAZZI, con riferimento alle considerazioni svolte, evidenzia la difficoltà, anche in condizioni fisiologiche, di riferire in tempi brevi come quelli indicati sul livello conseguito dei livelli essenziali di assistenza. Sulla base di tali difficoltà, si domanda su cosa dovrebbero vertere le relazioni a cadenza bimestrale richieste dall'emendamento Viscomi 1.7.
Antonio VISCOMI (PD), nel precisare che l'emendamento a sua prima firma fa riferimento «agli atti assunti ed alle attività svolte» quale contenuto delle relazioni bimestrali proposte, sottolinea che l'obiettivo è quello di tenere informato il Parlamento circa l'uso del potere sostitutivo da parte dello Stato. Ribadisce che la relazione bimestrale ha la funzione di consentire la verifica dell'attività svolta e non tanto la valutazione dei livelli essenziali di assistenza conseguiti. Chiede pertanto alla relatrice di considerare un'ulteriore riformulazione del suo emendamento 1.7.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, ritiene di non dover riformulare ulteriormente l'emendamento Viscomi 1.7.
Antonio VISCOMI (PD) ribadisce di non accettare la riformulazione del suo emendamento 1.7, di cui chiede la votazione nel testo originario.
La Commissione respinge l'emendamento Viscomi 1.7.
Marialucia LOREFICE, presidente, fa presente che restano accantonati, ai fini di un'ulteriore valutazione, gli emendamenti Viscomi 3.38 e Ferro 3.19, nonché l'articolo aggiuntivo Misiti 3.01, vertenti su analogo argomento.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, relativamente all'emendamento Carnevali 3.31, agli identici emendamenti Rostan 3.2, Santelli 3.9 e Bruno Bossio 3.30, all'emendamento Ferro 3.21, agli identici emendamenti Santelli 3.10, Ferro 3.24 e Viscomi 3.32, nonché agli emendamenti Ferro 3.25, Pag. 733.26 e 3.27, precedentemente accantonati, conferma i pareri già espressi.
Elena CARNEVALI (PD) esprime il proprio rammarico per l'indisponibilità della relatrice e del Governo a rivalutare la questione relativa ai criteri di scelta del Commissario straordinario.
Stigmatizza il fatto che il provvedimento in esame contenga tante deroghe e norme specifiche introdotte per ragioni di urgenza che hanno l'unica funzione di lasciare ampia discrezionalità al Ministero della salute. Si stupisce, in particolare, del fatto che il Movimento 5 Stelle, che ha fatto della trasparenza la propria bandiera, possa adottare disposizioni tanto opache e arbitrarie. Preannuncia l'intenzione di riproporre la questione anche nel corso dell'esame in Assemblea.
Vincenza BRUNO BOSSIO (PD), nel manifestare il proprio rammarico per il fatto che non ci sia stato alcun ripensamento sulla questione in oggetto, ricorda che nella seduta di ieri il sottosegretario aveva giustificato la disposizione contenuta nel comma 2 dell'articolo 3 con il fatto che nessuno, nemmeno coloro che appartengono alle Forze dell'Ordine, intendono ricoprire gli incarichi previsti dal decreto in oggetto. Ritiene che la scelta adottata dal Governo e dalla maggioranza vada contro ogni regola di trasparenza e appaia piuttosto come un arbitrio a vantaggio degli «amici».
Nicola STUMPO (LeU) rileva preliminarmente che, pur con tutti i problemi della sanità calabrese, la scelta del Governo di operare un supercommissariamento con tali caratteristiche appare forzata sotto molti punti di vista, compreso quello costituzionale. Ritiene in ogni caso che, volendo essere coerenti con l'impostazione iniziale, si sarebbe dovuto dare più forza allo Stato, imponendo la scelta del Commissario straordinario solo nell'ambito dell'elenco nazionale e prevedendo una sospensione quinquennale per chi eventualmente rifiutasse di ricoprire l'incarico. Esprime inoltre la convinzione che, in caso di commissariamento, le deroghe dovrebbero andare nella direzione di restringere e non di ampliare le maglie delle disposizioni normative.
La Commissione respinge l'emendamento Carnevali 3.31.
Nicola STUMPO (LeU), intervenendo sull'emendamento Rostan 3.2, di cui è cofirmatario, stigmatizza nuovamente la scelta del Governo di adottare un meccanismo assolutamente al di fuori di ogni regola per la scelta del Commissario straordinario.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI), pur comprendendo le difficoltà di reperire persone competenti cui attribuire l'incarico di Commissario straordinario in Calabria, evidenziate dal sottosegretario nella seduta di ieri, ribadisce la necessità di svolgere un'attenta riflessione sulla questione. Ritiene infatti che si sarebbe potuto modificare la disposizione in oggetto mantenendo la scelta del candidato anche al di fuori dell'elenco nazionale ma richiedendo comunque il possesso dei requisiti che sono richiesti per l'iscrizione. Evidenzia, infatti, come in tal modo non si riduca comunque l'ambito di discrezionalità del Governo.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli identici emendamenti Rostan 3.2, Santelli 3.9 e Bruno Bossio 3.30, l'emendamento Ferro 3.21 e gli identici emendamenti Santelli 3.10, Ferro 3.24 e Viscomi 3.32.
Wanda FERRO (FdI), non accedendo all'invito al ritiro degli emendamenti a sua prima firma 3.25, 3.26 e 3.27, insiste per la loro votazione.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Ferro 3.25, 3.26 e 3.27.
Marialucia LOREFICE, presidente, avverte che restano accantonati l'emendamento Viscomi 1.8, nonché l'articolo aggiuntivo Ferro 2.01, che verranno esaminati insieme all'articolo aggiuntivo 5.01 della relatrice e agli identici emendamenti Rostan 6.1 e Bruno Bossio 6.19, vertendo su analoga materia. Avverte altresì che l'esame riprenderà dall'emendamento Santelli 3.12.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Santelli 3.12, Viscomi 3.33, Santelli 3.13 e 3.6, Ferro 3.23, Rostan 3.1 e Ferro 3.28.
Vito DE FILIPPO (PD), intervenendo sul suo emendamento 3.34, sottolinea come, con la disposizione contenuta al comma 5 dell'articolo 3, il Movimento 5 Stelle, dopo aver costantemente stigmatizzato gli alti stipendi dei burocrati, abbia introdotto un'incredibile innovazione, attribuendo al Commissario straordinario somme aggiuntive e rimborsi delle spese ad integrazione del compenso già previsto. Nel rilevare che persino i militari che operano in zone di guerra ricevono un incentivo inferiore a quello dei futuri Commissari straordinari in Calabria, preannuncia che anche nel corso dell'esame in Assemblea verrà stigmatizzata l'incomprensibile scelta del Movimento 5 Stelle.
Michela ROSTAN (LeU), intervenendo sul suo emendamento 3.4, nell'esprimere preliminarmente il proprio accordo sul compenso del Commissario straordinario previsto dal primo periodo del comma 5, evidenzia che i successivi periodi introducono una stortura, attribuendo al medesimo Commissario un compenso aggiuntivo consistente nonché un rimborso delle spese documentate per i residenti al di fuori del territorio regionale. Nel ritenere che tali risorse dovrebbero più opportunamente essere destinate alle necessità della sanità calabrese, invita la relatrice ad un supplemento di riflessione.
Wanda FERRO (FdI) auspica un'ulteriore riflessione da parte della relatrice sulla questione posta dai colleghi, considerato che le risorse finanziarie destinate ai Commissari straordinari dovrebbero più opportunamente essere destinate a risolvere le emergenze sanitarie della Calabria che, come evidenziato anche di recente, rappresenta «il più grande ospedale del Nord» in considerazione del gran numero di persone che sono costrette ad emigrare verso le regioni settentrionali per poter essere curate.
Marialucia LOREFICE, presidente, avverte che è stato richiesto che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sia assicurata anche attraverso la trasmissione mediante l'impianto audiovisivo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione.
Nicola STUMPO (LeU), ad integrazione delle considerazioni svolte dai colleghi, evidenzia l'aspetto paradossale per cui si incide sulla spesa di una regione commissariata da nove anni per integrare i compensi dei Commissari straordinari, sottraendo risorse ai cittadini calabresi. A tale proposito si domanda se la Corte dei conti chiederà indietro i soldi spesi male nel caso in cui al termine dei diciotto mesi di commissariamento la situazione dovesse rivelarsi identica o peggiore rispetto a quella attuale. Chiede pertanto che ai Commissari straordinari venga corrisposto il solo compenso stabilito per i direttori generali, come previsto dal primo periodo del comma 5 dell'articolo 3.
Elena CARNEVALI (PD) intervenendo sull'emendamento De Filippo 3.34, di cui è cofirmataria, richiama l'entità degli oneri finanziari previsti per i compensi aggiuntivi dei Commissari straordinari delle aziende sanitarie della regione Calabria, per sottolineare come sarebbe stato più opportuno destinare maggiori risorse all'attivazione di servizi e prestazioni aggiuntive.
Ferma restando la necessità che ai professionisti qualificati che assumono l'incarico di Commissario straordinario sia corrisposto un compenso adeguato, tenuto Pag. 75conto del contesto regionale nel quale il provvedimento interviene, che impone sobrietà, reputa non opportuna la previsione di compensi aggiuntivi.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, rispondendo alle osservazioni svolte dai colleghi, rammenta che il provvedimento d'urgenza nasce dalla necessità di intervenire sulla disastrosa situazione della sanità calabrese e che, pertanto, esso prevede misure straordinarie e temporanee. Rimarcata, in tale contesto, la scarsa appetibilità dell'incarico di Commissario straordinario in Calabria, evidenzia, quindi, che la previsione del compenso aggiuntivo non può essere configurata come un privilegio, essendo, peraltro, lo stesso parametrato sulla base degli standard applicati in altre regioni. Si dichiara, pertanto, stupita per talune affermazioni rese da colleghi che hanno ricoperto incarichi di governo nel settore della sanità.
Vincenza BRUNO BOSSIO (PD) ritiene che si sia in presenza di un rovesciamento della realtà da parte della maggioranza in merito all'individuazione dei soggetti responsabili dell'attuale situazione.
Ricordando che il disastro della sanità calabrese è frutto dei dieci anni di commissariamento, reputa che la «cura» prevista con il decreto-legge in esame – ossia l'attribuzione di maggiori poteri al Commissario straordinario – sia peggiore della «malattia».
Sollecita pertanto la maggioranza, qualora intendesse persistere in tale scelta, a suo avviso sbagliata, di accogliere le proposte emendative delle opposizioni, volte a rendere almeno più trasparenti le modalità di nomina dei Commissari straordinari. Sottolinea, inoltre, che i costi dei compensi aggiuntivi, che reputa ingiustificati, saranno un ulteriore aggravio per i cittadini calabresi.
Vito DE FILIPPO (PD), in relazione alle osservazioni svolte dalla relatrice, rileva che, se davvero quanto dalla stessa affermato rispondesse al vero, nel determinare l'entità del compenso aggiuntivo attribuito al Commissario straordinario la formulazione del comma 5 dell'articolo 3 avrebbe dovuto fare riferimento all'attuale normativa in vigore in altre regioni. Reputa, poi, che la previsione di un'indennità aggiuntiva per Commissari straordinari residenti al di fuori del territorio calabrese rappresenti una novità normativa, rispetto alla quale si dichiara sbalordito.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Rostan 3.4 e De Filippo 3.34.
Antonio VISCOMI (PD), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 3.35, evidenzia che la finalità di tale proposta emendativa è quella di sopprimere le disposizioni relative alle indennità aggiuntive, che configurano deroghe non giustificate alla normativa vigente. Rilevato lo stretto collegamento tra l'emendamento in esame e il successivo 3.36, sempre a sua prima firma, sottolinea che tale ultima proposta emendativa mira a condizionare l'erogazione del compenso aggiuntivo all'esito della valutazione positiva sui risultati raggiunti in relazione all'incremento dei livelli essenziali di assistenza. Osserva, a tale proposito, che, mentre in base all'articolo 1 l'impianto complessivo del decreto-legge si fonda sulla logica del raggiungimento di risultati, tale logica scompare, invece, in maniera contraddittoria, nelle disposizioni relative ai compensi dei Commissari straordinari.
Roberto BAGNASCO (FI) condivide la finalità dell'emendamento Viscomi 3.35, di legare l'erogazione di emolumenti aggiuntivi al raggiungimento di determinati risultati.
La Commissione respinge l'emendamento Viscomi 3.35.
Antonio VISCOMI (PD) chiede alla relatrice le ragioni per le quali ha formulato un invito al ritiro dell'emendamento 3.36 a sua prima firma.
Vito DE FILIPPO (PD) domanda quale sia la differenza tra l'espressione di un parere contrario e l'invito al ritiro di un emendamento.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, richiamando quanto espresso nel motivare la sua proposta di riformulazione dell'emendamento Viscomi 1.7, sottolinea l'impossibilità di parametrare il compenso aggiuntivo al conseguimento dell'incremento dei livelli essenziali di assistenza nel lasso di tempo di diciotto mesi. Ritiene comunque che l'emendamento Viscomi 3.36 non sia coerente con l'impianto del decreto-legge.
Nicola STUMPO (LeU) riterrebbe opportuno che la relatrice fornisse ulteriori chiarimenti sul parere espresso sull'emendamento in esame, da lui condiviso. Reputa infatti necessario che l'attribuzione di un compenso aggiuntivo per i Commissari straordinari residenti al di fuori del territorio regionale sia legata al raggiungimento dei risultati con riferimento ai livelli essenziali di assistenza.
Elena CARNEVALI (PD) sottolinea che la previsione del compenso aggiuntivo da erogare al Commissario straordinario che non risiede nel territorio della Calabria non trova riscontro in nessun'altra regione, come può testimoniare, per esperienza diretta, il sottosegretario Coletto. Giudica, peraltro, ancor più singolare che non sia stato previsto di collegare l'erogazione di tale compenso all'esito di una valutazione positiva sui risultati raggiunti in relazione all'incremento dei livelli essenziali di assistenza.
Claudio PEDRAZZINI (FI) ritiene che si debba mutuare la disciplina prevista per i compensi dei direttori generali delle regioni, che prevede la corresponsione di un'indennità fissa e di un'indennità variabile sulla base della valutazione del raggiungimento degli obiettivi definiti all'inizio di ciascun anno. Non ritiene congruente l'osservazione svolta dalla relatrice Nesci in merito al fatto che all'introduzione di tale valutazione sui risultati raggiunti osterebbe il lasso di tempo di diciotto mesi previsto dal decreto.
Antonio VISCOMI (PD), in relazione a quanto osservato dalla relatrice, richiama la previsione di cui al comma 7 dell'articolo 3, il quale dispone che entro sei mesi dalla nomina e, successivamente almeno ogni sei mesi, il Commissario ad acta provveda alla verifica delle attività svolte dal Commissario straordinario. Evidenziato che l'emendamento 3.36 a sua prima firma risponde alla stessa logica della disposizione testé richiamata, non comprende le ragioni dell'invito al ritiro formulato dalla relatrice.
Vincenza BRUNO BOSSIO (PD) dichiara di non comprendere le ragioni per le quali è stato espresso un invito al ritiro dell'emendamento Viscomi 3.36 e reputa che l'atteggiamento della maggioranza sia indice della volontà di nominare i Commissari straordinari al di fuori delle regole, sulla base di criteri di selezione non obiettivi, con l'aggravante di attribuire loro compensi aggiuntivi non legati alla verifica dei risultati raggiunti.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Viscomi 3.36, Santelli 3.16, gli identici emendamenti Santelli 3.15 e Ferro 3.29, nonché gli emendamenti Cannizzaro 3.14 e Maria Tripodi 3.7.
Elena CARNEVALI (PD), illustrando il suo emendamento 3.37, fa notare che esso, di carattere tecnico, è volto a coordinare il termine previsto dal comma 6 dell'articolo 3 con quello previsto al comma 7.
Ritiene infatti incongruo che il Commissario straordinario, in base al comma 6, adotti l'atto aziendale – di cui all'articolo 3, comma 1-bis, del decreto legislativo n. 502 del 1992 – entro nove mesi dalla nomina, tenuto conto che in base al comma 7 il Commissario ad acta provvede alla verifica delle attività svolte dal Commissario straordinario entro sei mesi dalla nomina. Osserva, in linea generale, che il provvedimento impone dei termini assolutamente Pag. 77irragionevoli, non consentendo una gestione commissariale adeguata.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, fa notare che il comma 6 dell'articolo 3 prevede che il Commissario straordinario adotti l'atto aziendale entro nove mesi dalla nomina, non precludendo così la possibilità di agire anche prima.
La Commissione respinge l'emendamento Carnevali 3.37.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, invita al ritiro i presentatori del subemendamento D'Ettore 0.3.40.1 e raccomanda l'approvazione del proprio emendamento 3.40.
Il sottosegretario Armando BARTOLAZZI esprime parere conforme a quello espresso dalla relatrice sul subemendamento D'Ettore 0.3.40.1 e parere favorevole sull'emendamento 3.40 della relatrice.
La Commissione respinge il subemendamento D'Ettore 0.3.40.1.
Vito DE FILIPPO (PD) ritiene che l'emendamento 3.40 della relatrice rechi un contenuto che sfiora il ridicolo, dal momento che prevede una serie paradossale di commissariamenti da parte di diversi soggetti, a sua volta controllati da altri.
La Commissione approva l'emendamento 3.40 della relatrice (vedi allegato 2).
Marialucia LOREFICE, presidente, fa presente che, se non vi sono obiezioni, i lavori della Commissione termineranno alle 14.15, per poi riprendere alle 15.30.
La Commissione concorda e, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Santelli 3.17 e gli identici emendamenti Santelli 3.18 e Ferro 3.20.
Procede, quindi, all'esame delle proposte emendative riferite agli articoli 4 e 5.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, esprime parere contrario sull'unica proposta emendativa riferita all'articolo 4, l'emendamento Ferro 4.1.
Per quanto riguarda le proposte emendative riferite all'articolo 5, esprime parere contrario sugli identici emendamenti Ferro 5.3 e Carnevali 5.6 e sugli emendamenti Viscomi 5.7, Carnevali 5.8 e Ferro 5.5, nonché sugli identici emendamenti Santelli 5.1 e Viscomi 5.9 e sull'emendamento Santelli 5.2.
Esprime quindi parere favorevole sull'emendamento Ferro 5.4, a condizione che sia riformulato nei termini indicati in allegato (vedi allegato 2). Propone, quindi, un breve accantonamento del proprio articolo aggiuntivo 5.01 e dei relativi subemendamenti.
Il sottosegretario Armando BARTOLAZZI esprime parere conforme a quello espresso dalla relatrice.
Marialucia LOREFICE, presidente, dispone un breve accantonamento dell'articolo aggiuntivo della relatrice 5.01 e dei relativi subemendamenti ad esso presentati.
La Commissione respinge l'emendamento Ferro 4.1.
Elena CARNEVALI (PD), illustrando il proprio emendamento 5.6, identico all'emendamento Ferro 5.3, ritiene inopportuno estendere la disciplina prevista per il dissesto finanziario degli enti locali alle aziende sanitarie della regione. Fa presente, infatti, che mentre gli enti territoriali vantano ampi margini di manovra per risanare i propri debiti, potendo utilizzare le leve fiscali, nel caso di specie ciò non può avvenire, considerato che il Commissario straordinario di liquidazione sembra essere privo di autonomia operativa. Chiede pertanto alla relatrice e al Governo delucidazioni in ordine all'ambito di azione del Commissario straordinario di liquidazione.
Antonio VISCOMI (PD), pur riconoscendo che la questione del dissesto finanziario è seria e va affrontata, fa notare Pag. 78che il provvedimento in esame non prevede regole tecniche rigorose per farvi fronte, alimentando dunque il rischio di contenziosi futuri. Osserva, infatti, che il provvedimento, al comma 1 dell'articolo 5, rimette a valutazioni discrezionali del Commissario straordinario le misure da assumere, senza indicare oggettivi indici di parametrazione del dissesto. Facendo riferimento al comma 2 dell'articolo 5, esprime forti perplessità circa i criteri di selezione del Commissario straordinario di liquidazione, nonché circa le modalità di determinazione del suo compenso, paventando il rischio che si venga a creare una vera casta di soggetti in quiescenza. Soffermandosi, infine, sul comma 6 dell'articolo 5, si chiede se tale disposizione, così come formulata, consenta di abbattere i debiti a carico dell'azienda sanitaria, al fine di evitare il dissesto. Evidenzia che il provvedimento non prevede alcuna soluzione sistematica ai problemi della regione Calabria.
Vincenza BRUNO BOSSIO (PD) fa notare che il provvedimento in esame, in nome del commissariamento, sembra avere come unico obiettivo quello di attribuire risorse economiche e compensi elevati a un certo numero di soggetti.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, ribadisce la propria contrarietà sugli identici emendamenti Ferro 5.3 e Carnevali 5.6, facendo notare che la soppressione dell'articolo 5 equivarrebbe a colpire il cuore del provvedimento, depotenziandone l'efficacia. Ritiene che il provvedimento in esame affronti con coraggio e responsabilità problemi atavici della gestione sanitaria in Calabria – caratterizzata negli ultimi anni da una cattiva gestione contabile oltre che da contaminazioni della criminalità organizzata – prevedendo, attraverso misure straordinarie, strumenti adeguati a riportare i livelli di assistenza sanitaria alla normalità. Osserva che il provvedimento, da un lato, consente alle aziende sanitarie di ripartire, avviando una nuova gestione contabile, dall'altro intende fare i conti con il passato, tentando di porre rimedio ai gravi errori commessi durante le gestioni commissariali guidate sia dagli schieramenti di centrodestra che da quelli di centrosinistra. Rispetto alla questione del compenso del Commissario straordinario di liquidazione, fa notare che esso sarà stabilito con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, rilevando, peraltro, che il relativo onere sarà posto a carico della massa passiva dell'ente per il quale sia stata disposta la gestione straordinaria.
Elena CARNEVALI (PD) chiede al Governo delucidazioni circa gli oneri recati dall'articolo 5, non comprendendo quali soggetti saranno chiamati a coprirli.
Il sottosegretario Armando BARTOLAZZI, nel ricordare che alla regione Calabria spetta comunque una quota che corrisponde al pagamento degli importi relativi al cosiddetto payback della spesa farmaceutica, fa presente che, allo stato, non potendosi valutare a priori l'entità dei debiti, non è possibile determinare una ripartizione precisa degli oneri.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Ferro 5.3 e Carnevali 5.6.
Antonio VISCOMI (PD) illustra l'emendamento 5.7 a propria firma, con il quale s'intende individuare elementi precisi per la configurazione del dissesto finanziario. Osserva infatti che le «gravi e reiterate irregolarità nella gestione dei bilanci» e la «manifesta e reiterata incapacità di gestione» presenti nel testo del decreto-legge costituiscono due fattispecie diverse, la prima identificando una incapacità contabile, la seconda una incapacità manageriale. Pur apprezzando la finalità di far emergere le irregolarità contabili, come le fatture pagate più volte dalle aziende sanitarie o, al contrario, l'aggressione dei beni alle aziende sanitarie calabresi attraverso pignoramenti mal eseguiti, sottolinea la confusione normativa dell'articolo 5, che contravviene al principio cardine del Pag. 79diritto di trasformare il disordine in ordine.
Carmelo Massimo MISITI (M5S) evidenzia la difficoltà, in campo sanitario, di predisporre un bilancio preventivo, non essendo possibile stimare i costi annuali delle malattie che in quell'anno potrebbero insorgere. Al Commissario straordinario vengono pertanto dati fondi per il percorso sanitario, permane il Programma Nazionale Esiti (PNE) come strumento di controllo, ma la pluralità di elementi che caratterizzano il bilancio sanitario impediscono la precisione millimetrica delle valutazioni finanziarie, auspicata dai colleghi.
La Commissione respinge l'emendamento Viscomi 5.7.
Elena CARNEVALI (PD) illustra l'emendamento a propria firma 5.8. A suo giudizio il compito di Commissario liquidatore dovrebbe spettare a un soggetto appartenente al Ministero dell'economia e delle finanze, che avrà la responsabilità ultima del procedimento, piuttosto che a soggetti appartenenti ai ruoli in quiescenza di altre amministrazioni dello Stato. Ritiene che la «foga» della maggioranza di fare tabula rasa rispetto al passato porti a compiere scelte disattente, dal momento che non è chiaro chi liquidi, cosa e con quali risorse. Non sono previste leve fiscali per la copertura degli oneri e la due diligence che si chiede al Commissario non è supportata da adeguate risorse, non potendosi utilizzare il payback della spesa farmaceutica, già destinato ad altre finalità.
Osserva, infine, che compito della maggioranza non dovrebbe essere quello di attribuire colpe ai Governi passati bensì di dare risposte ai dubbi generati dalle misure messe in campo per il futuro.
La Commissione respinge l'emendamento Carnevali 5.8.
Maria Teresa BELLUCCI (FdI), nell'illustrare l'emendamento Ferro 5.5, ribadisce le perplessità già espresse riguardo alla scelta di attingere al personale in quiescenza di amministrazioni pubbliche diverse dal Ministero dell'economia e delle finanze per individuare il Commissario liquidatore, non ritenendo che questo meccanismo garantisca di trovare il soggetto migliore in termini di competenza bensì chi sia disponibile in un determinato momento.
La Commissione respinge l'emendamento Ferro 5.5.
La seduta, sospesa alle 14.15, è ripresa alle 15.55.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli identici emendamenti Santelli 5.1 e Viscomi 5.9 nonché l'emendamento Santelli 5.2.
Claudio PEDRAZZINI (FI) sottoscrive l'emendamento Ferro 5.4 e accetta la riformulazione proposta dalla relatrice.
La Commissione approva l'emendamento Ferro 5.4, nel testo riformulato (vedi allegato 2).
Marialucia LOREFICE, presidente, avverte che, per analogia di materia, si procederà a una discussione complessiva sulle seguenti proposte emendative: Viscomi 1.8, Ferro 2.01, 5.01 della relatrice e relativi subemendamenti, Bruno Bossio 6.19 e Rostan 6.1, tutte riguardanti la questione dell'assunzione di personale per il servizio sanitario regionale della Calabria.
Antonio VISCOMI (PD) rileva come il conseguimento dell'obiettivo del provvedimento in esame, vale a dire quello di Pag. 80garantire i livelli essenziali di assistenza, non sia possibile senza prevedere una deroga al blocco delle assunzioni previsto in via generale dalla disciplina in materia di piani di rientro, anche in considerazione della necessità di sostituire il personale cessato dal servizio per effetto delle misure in materia previdenziale sulla cosiddetta «Quota 100». Evidenzia come su tale esigenza sussista una generale condivisione, testimoniata dalla presentazione di proposte emendative in tal senso, seppure con alcune differenze, da parte di tutti i gruppi nonché della relatrice.
Vincenza BRUNO BOSSIO (PD), pur manifestando una certa soddisfazione per lo sforzo compiuto dalla relatrice in vista dello sblocco delle assunzioni del personale sanitario, richiama l'esigenza di garantire l'effettività di tali interventi, considerata la breve vigenza del provvedimento e la farraginosità di alcune procedure contemplate in esso.
Nicola STUMPO (LeU) auspica che sul tema dello sblocco del turn over in ambito sanitario possa registrarsi la convergenza di tutti i gruppi parlamentari, nella prospettiva di garantire, attraverso norme chiare, livelli di assistenza adeguati nella regione Calabria.
Elena CARNEVALI (PD) raccomanda l'approvazione del suo subemendamento 0.5.01.2, facendo notare che l'articolo aggiuntivo 5.01 della relatrice reca in sé una contraddizione, dal momento che, fermo restando quanto previsto dall'articolo 11 del provvedimento, fa salvo il rispetto dei vincoli stabiliti dalla normativa vigente, compreso il vincolo di spesa di cui all'articolo 2, comma 71, della legge 23 dicembre 2009, n. 191.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI) ritiene opportuno prendere in considerazione seriamente tutte le proposte di modifica presentate sul tema dello sblocco delle assunzioni del personale sanitario nella regione Calabria, prendendo atto che su tale punto si registra una unità d'intenti delle forze politiche.
Auspica, pertanto, che in tale ambito siano introdotte misure realmente attuabili, che garantiscano l'effettività dei livelli di assistenza.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, illustra il suo articolo aggiuntivo 5.01, facendo notare che esso, in accordo con il Governo, garantisce lo sblocco del turn over, alla base del quale sussistono motivazioni serie, non potendosi certo parlare né di allentamento dei vincoli economici né di elargizioni in favore di qualche soggetto specifico. Rilevando che il suo articolo aggiuntivo 5.01 assorbe gli interventi proposti nelle altre proposte emendative presentate sul tema, invita i rispettivi presentatori a ritirare l'emendamento Viscomi 1.8, l'articolo aggiuntivo Ferro 2.01, i subemendamenti Panizzut 0.5.01.1 e Carnevali 0.5.01.2, nonché gli identici emendamenti Bruno Bossio 6.19 e Rostan 6.1. Fa notare che il suo articolo aggiuntivo 5.01, prendendo atto della situazione di disavanzo esistente nella regione Calabria, mira a superare il blocco tecnico delle assunzioni emerso a seguito delle verifiche tecniche svolte dagli organismi competenti. Fa notare che tale proposta emendativa non reca in sé alcuna contraddizione, dal momento che il riferimento al rispetto dei vincoli previsti dalla normativa vigente non entra in conflitto con le norme previste all'articolo 11 del provvedimento, la cui applicazione è prevista per tutte le regioni. Ritiene dunque che si sia dinanzi ad un risultato importante che rappresenta, allo stato, il massimo obiettivo concretamente raggiungibile.
Il sottosegretario Armando BARTOLAZZI esprime parere conforme a quello della relatrice sull'emendamento Viscomi 1.8, sull'articolo aggiuntivo Ferro 2.01, sui subemendamenti Panizzut 0.5.01.1 e Carnevali 0.5.01.2, nonché sugli identici emendamenti Bruno Bossio 6.19 e Rostan 6.1, e parere favorevole sull'articolo aggiuntivo 5.01 della relatrice.
Alessandra LOCATELLI (Lega) ritira il subemendamento Panizzut 0.5.01.1, di cui è cofirmataria, pur auspicando che quanto previsto dall'articolo aggiuntivo 5.01 della relatrice, in materia di sblocco del turn over, possa essere esteso anche alle altre regioni.
Vito DE FILIPPO (PD) fa notare che l'articolo aggiuntivo 5.01 rischia di non risolvere il problema della carenza del personale, dal momento che prevede per la regione Calabria, in tal modo equiparata alle altre regioni, sostanzialmente gli stessi limiti di spesa previsti nel 2004, che determinarono un blocco totale delle assunzioni.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, non condivide quanto testé affermato dal deputato De Filippo, facendo notare che il comma 3 dell'articolo 5-bis, introdotto nel testo dalla sua proposta emendativa, garantisce l'applicazione dell'articolo 11 del provvedimento, che è proprio volto ad arginare la cronica carenza di personale del servizio sanitario regionale della Calabria.
Elena CARNEVALI (PD), nel ritirare il subemendamento a sua firma 0.5.01.2, chiede al Governo la presentazione di una relazione tecnica al fine di quantificare gli oneri derivanti dalle norme contenute nell'articolo 5-bis, che sarebbe introdotto dall'articolo aggiuntivo 5.01 della relatrice.
Ricorda, peraltro, che il rappresentante del Governo ha già fornito alcuni dati riguardanti gli impatti finanziari determinati dagli interventi previsti dal provvedimento in esame, dati che risultano, tuttavia, a suo avviso, parziali, mancando, ad esempio, le stime riferite al 2019.
Antonio VISCOMI (PD) fa notare che l'articolo aggiuntivo 5.01 della relatrice non prevede alcun termine per la predisposizione del piano straordinario, non garantendosi dunque certezza circa i tempi di attuazione di quanto previsto.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, fa notare che il comma 2 dell'articolo 5-bis, introdotto dalla sua proposta emendativa, prevedendo che il piano straordinario sia sottoposto, entro trenta giorni dalla sua predisposizione, alla valutazione congiunta del Tavolo di verifica degli adempimenti e del Comitato permanente per la verifica dell'erogazione dei LEA, garantisce la piena attuazione degli interventi.
Antonio VISCOMI (PD) evidenzia la necessità di fissare un termine per la predisposizione di tale piano, non essendo sufficiente quello contemplato al comma 2 del nuovo articolo 5-bis.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, ribadisce che il suo articolo aggiuntivo 5.01, rappresentando una fotografia dello stato di disavanzo esistente e richiamando l'esigenza di superare il blocco tecnico nel frattempo registratosi, prevede la predisposizione di un piano straordinario concernente il fabbisogno di personale per il triennio 2019-2021, che rappresenta, allo stato, il massimo sforzo possibile.
Nicola STUMPO (LeU) fa notare che il comma 2 dell'articolo 5-bis, introdotto dall'articolo aggiuntivo 5.01 della relatrice, si limita a fare riferimento ad un termine decorrente dalla predisposizione del piano, nulla disponendo circa i tempi necessari per la predisposizione di tale piano.
Vito DE FILIPPO (PD), con riferimento alle considerazioni svolte dalla relatrice sull'articolo aggiuntivo a sua firma 5.01, ritiene che si debba più propriamente parlare di «adozione» e non di «predisposizione» del piano straordinario sul fabbisogno di personale.
Antonio VISCOMI (PD) evidenzia che, sulla base della ricostruzione fornita dalla relatrice, essendo stato già predisposto dal Commissario uscente, ingegner Scura, il citato piano sul fabbisogno di personale, al commissario entrante non resterà che adottarlo in deroga alle disposizioni di legge sul turn over. Ribadisce pertanto che, se così stanno le cose, sarebbe preferibile riformulare il primo comma dell'articolo Pag. 82aggiuntivo 5.01 della relatrice, precisando che il Commissario ad acta «adotta» e non «predispone» il piano.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, con riferimento alle considerazioni svolte dal collega Viscomi, precisa che il Commissario entrante non si limiterà ad adottare il piano dell'ingegner Scura ma vi apporterà i necessari aggiornamenti per adeguarlo alla situazione attuale. Ricorda peraltro che la passata gestione commissariale della sanità calabrese è oggetto di molte contestazioni, anche con riguardo a pratiche clientelari di assunzione. Con riferimento all'eventuale termine temporale di predisposizione del piano straordinario sul fabbisogno, nel ricordare che le disposizioni del decreto-legge si applicano per diciotto mesi, precisa che è nell'interesse di tutti acquisire al più presto il personale necessario.
Vincenza BRUNO BOSSIO (PD) stigmatizza il fatto che la relatrice abbia fatto delle affermazioni, sostenendo che il piano straordinario sarebbe già pronto, per poi sconfessarle nell'intervento successivo, quando ha dichiarato che il medesimo piano necessita di essere rivisto. Nel ricordare di aver presentato una proposta emendativa volta a sospendere la disposizione in questione, ritiene che, volendo acconsentire alla proposta di mediazione avanzata dalla relatrice, sarebbe necessario riformulare l'articolo aggiuntivo 5.01, sostituendo il verbo «predispone» con il verbo «adotta» o, in alternativa, stabilendo un termine temporale per la predisposizione del piano.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, sulla base delle considerazioni svolte nel corso dei numerosi interventi che hanno avuto luogo in relazione ai temi oggetto dell'emendamento Viscomi 1.8, dell'articolo aggiuntivo Ferro 2.01, degli identici emendamenti Bruno Bossio 6.19 e Rostan 6.1, nonché dell'articolo aggiuntivo a sua firma 5.01, chiede una breve sospensione della seduta, al fine di poter svolgere alcuni approfondimenti.
Marialucia LOREFICE, presidente, ritenendo di poter accogliere la richiesta avanzata dalla relatrice, prima di sospendere la seduta invita quest'ultima e il rappresentante del Governo ad esprimere i rispettivi pareri sulle proposte emendative riferite agli articoli 6 e 8.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, in relazione alle proposte emendative riferite all'articolo 6 esprime parere contrario sugli identici emendamenti Rostan 6.2 e Bruno Bossio 6.16 e sugli emendamenti Ferro 6.11 e 6.10, Bond 6.20, Santelli 6.5, Cannizzaro 6.4, Ferro 6.13, Viscomi 6.17, Santelli 6.6 e 6.7, Rizzo Nervo 6.18 e Ferro 6.12. Invita al ritiro, precisando che altrimenti il parere è da considerarsi contrario, i presentatori dell'emendamento Ferro 6.14 e raccomanda l'approvazione dell'emendamento a sua firma 6.50. Esprime poi parere contrario sull'emendamento Santelli 6.8 e invita al ritiro i presentatori degli emendamenti Ferro 6.15 e Santelli 6.3, precisando che altrimenti il parere è da considerarsi contrario. Propone infine l'accantonamento dell'emendamento Cannizzaro 6.9.
In relazione all'unica proposta emendativa riferita all'articolo 8, esprime parere contrario sull'emendamento Viscomi 8.1.
Il sottosegretario Armando BARTOLAZZI esprime parere conforme a quello della relatrice su tutte le proposte emendative riferite agli articoli 6 e 8, esprimendo parere favorevole sull'emendamento 6.50 della relatrice.
Marialucia LOREFICE, presidente, nell'accogliere la richiesta della relatrice, dispone l'accantonamento dell'emendamento Cannizzaro 6.9. Sospende, quindi, brevemente la seduta.
La seduta, sospesa alle 16.35, è ripresa alle 17.25.
Marialucia LOREFICE, presidente, comunica che la relatrice ha presentato i nuovi emendamenti 11.50 e 14.50 (vedi allegato 2).
Dalila NESCI (M5S), relatrice, esprime la propria soddisfazione per il contenuto dell'emendamento 11.50, appena presentato, che prevede misure di maggior favore per quanto riguarda lo sblocco del turn over per favorire l'assunzione di personale non solo per la regione Calabria ma, in generale, per tutte le regioni. Ritiene che tale proposta emendativa recepisca sostanzialmente le istanze emerse attraverso i numerosi emendamenti presentati sul tema da tutti i gruppi parlamentari.
Pertanto, ritira il suo articolo aggiuntivo 5.01, in considerazione del fatto che l'emendamento 11.50 reca disposizioni più favorevoli per le regioni. Chiede, quindi, a tutti i commissari di votare a favore dei suoi nuovi emendamenti 11.50 e 14.50, ritenendo che essi, per il loro contenuto, siano condivisibili al di là dei diversi orientamenti politici.
Elena CARNEVALI (PD) chiede, a nome del proprio gruppo, di poter disporre di un breve lasso di tempo per approfondire il contenuto degli emendamenti 11.50 e 14.50 della relatrice, anche in considerazione della possibilità di rinunciare al termine per la presentazione di subemendamenti.
Marialucia LOREFICE, presidente, ritiene che la richiesta formulata dalla deputata Carnevali possa essere accolta, essendo condivisa anche dagli altri gruppi. Avverte, pertanto, che la Commissione procederà all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 3 precedentemente accantonati e, quindi, delle proposte emendative riferite all'articolo 6.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, propone una identica riformulazione degli emendamenti Viscomi 3.38 e Ferro 3.19 e dell'articolo aggiuntivo Misiti 3.01 (vedi allegato 2).
Antonio VISCOMI (PD) accetta la riformulazione del suo emendamento 3.38 proposta dalla relatrice.
Carmelo Massimo MISITI (M5S) accetta la riformulazione del suo articolo aggiuntivo 3.01 proposta dalla relatrice.
Wanda FERRO (FdI) accetta la riformulazione del suo emendamento 3.19 proposta dalla relatrice, ritenendo tuttavia che la formulazione originaria fosse corretta.
Il sottosegretario Armando BARTOLAZZI esprime parere favorevole sulle identiche proposte emendative Viscomi 3.38, Ferro 3.19 e Misiti 3.01, come riformulate dai rispettivi presentatori.
La Commissione approva le identiche proposte emendative Viscomi 3.38, Ferro 3.19 e Misiti 3.41 (ex articolo aggiuntivo 3.01), nel testo riformulato (vedi allegato 2).
Vincenza BRUNO BOSSIO (PD), intervenendo sugli identici emendamenti Rostan 6.2 e 6.16 a sua prima firma, sottolinea come essi siano volti a sopprimere il comma 1 dell'articolo 6. Rileva come la formulazione della norma renda problematici gli acquisti non riconducibili alla CONSIP.
Ritiene che la normativa attuale soddisfi in modo adeguato le esigenze di trasparenza e che la previsione di cui al comma 1 dell'articolo 6 rischi di aggravare le procedure e di aumentare i costi.
Nicola STUMPO (LeU) rileva come il comma 1 dell'articolo 6 non risponda ad esigenze di chiarezza, in quanto non è precisata la disciplina degli acquisti non riconducibili alla CONSIP e ritiene, pertanto, opportuno che continui ad applicarsi la normativa vigente.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli identici emendamenti Rostan 6.2 e Bruno Bossio 6.16 e gli emendamenti Ferro 6.11 e 6.10 e Bond 6.20.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI), intervenendo sull'emendamento Santelli 6.5, rileva come esso, al pari dell'emendamento Cannizzaro 6.4, sia volto a consentire di avvalersi della Stazione unica appaltante Pag. 84della regione Calabria. Ritiene, infatti, che il ricorso alla CONSIP comporterebbe tempi maggiori e costi più elevati e che il sistema proposto dall'emendamento in esame sia maggiormente concorrenziale e celere, soprattutto per quanto concerne le forniture agli ospedali per lo svolgimento dell'ordinaria attività. Richiama l'attenzione sul fatto che la norma prevista dal provvedimento in esame rischia di determinare l'interruzione dell'erogazione dei servizi fondamentali da parte dei presidi ospedalieri e sottolinea come tale rischio possa essere evitato consentendo il ricorso alla Stazione unica appaltante.
Claudio PEDRAZZINI (FI) sottolinea l'importanza della possibilità per le centrali di committenza di stipulare convenzioni anche con enti di altre regioni e richiama al riguardo l'esperienza della regione Lombardia. Rileva come il risparmio non possa certo andare a discapito della qualità dei servizi erogati e ritiene necessario un meccanismo più flessibile rispetto a quello che fa capo alla CONSIP.
Wanda FERRO (FdI) auspica una riflessione sull'emendamento in esame e rileva come il ricorso alla Stazione unica appaltante possa consentire di raggiungere gli obiettivi che a suo avviso non sono stati conseguiti dalla CONSIP.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, richiama il contenuto del comma 1 dell'articolo 6, rilevando come esso, da un lato, preveda l'obbligo di avvalersi della CONSIP, ma dall'altro mantenga ferma la facoltà di ricorrere al Provveditorato interregionale per le opere pubbliche per la Sicilia-Calabria.
Rileva, inoltre, come il comma 2 preveda che l'affidamento di appalti, servizi e forniture inferiori alle soglie di rilevanza comunitarie possa avvenire sulla base di un protocollo stipulato con l'Autorità nazionale anticorruzione. Ritiene, pertanto, che il testo del provvedimento risponda alle esigenze richiamate dal deputato D'Ettore e, nel contempo, assicuri adeguate garanzie sotto il profilo della tutela della trasparenza.
La Commissione respinge l'emendamento Santelli 6.5.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI), intervenendo sull'emendamento Cannizzaro 6.4, rileva come esso preveda la sottoscrizione di una previa convenzione e come in tal modo siano soddisfatte le condivisibili esigenze sottolineate dalla relatrice per quanto concerne la trasparenza. Ritiene che la facoltà, prevista dal comma 1 dell'articolo 6, di avvalersi del Provveditorato interregionale per le opere pubbliche costituisca una forzatura in quanto esso non ha alcuna competenza nella materia sanitaria.
Comprende le esigenze che sono alla base della norma in esame, ma ribadisce come rendere obbligatorio il ricorso alla CONSIP, oltre a comportare ricadute occupazionali nei comparti aziendali interessati, rischierebbe di determinare l'interruzione dei servizi sanitari.
Chiede di valutare, al fine di compiere un'ulteriore riflessione, l'accantonamento dell'emendamento Cannizzaro 6.4.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Cannizzaro 6.4 e Ferro 6.13.
Antonio VISCOMI (PD), intervenendo sull'emendamento a propria prima firma 6.17, ritiene che serva a poco spostare le gare da una regione ad un'altra, dal momento che la differenza nell'esecuzione delle gare la fanno l'onestà dei commissari, la trasparenza delle procedure e la serietà dei controlli. La Stazione unica appaltante della Calabria, vista come il fumo negli occhi da questa maggioranza, ha ricevuto una valutazione positiva dall'Anas che, in una verifica ispettiva operata negli anni in cui lui stesso era vice presidente della regione, ha evidenziato l'efficienza del suo operato e l'opportunità di un incremento del suo personale. Ritiene pertanto che si dovrebbe suggerire al Commissario ad acta di sostenere le strutture esistenti supportandole nel loro lavoro, piuttosto che esautorarle. Richiama il contenuto dell'emendamento 6.20 presentato Pag. 85dal collega Bond, che induce ad una corretta riflessione sulla aggregazione delle gare, che potrebbe essere una chiave con cui affrontare la questione.
La Commissione respinge l'emendamento Viscomi 6.17.
Marialucia LOREFICE, presidente, comunica che alle 18.30 sarà convocato un Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, volto a determinare le modalità con cui la Commissione proseguirà nell'esame del provvedimento. Chiede preliminarmente a tutti i gruppi di esprimersi riguardo alla rinuncia del termine per la presentazione di subemendamenti agli emendamenti 11.50 e 14.50 da ultimo presentati dalla relatrice.
Vito DE FILIPPO (PD) comunica l'intenzione del proprio gruppo di rinunciare alla presentazione di subemendamenti all'emendamento 11.50 della relatrice. Si riserva di effettuare un ulteriore approfondimento riguardo alla presentazione di subemendamenti all'emendamento 14.50.
Marialucia LOREFICE, presidente, avverte che gli altri gruppi hanno rinunciato al termine per la presentazione di subemendamenti agli emendamenti 11.50 e 14.50 della relatrice.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Santelli 6.6 e 6.7.
Luca RIZZO NERVO (PD), intervenendo sull'emendamento a propria prima firma 6.18, sottolinea l'esigenza di prevedere un meccanismo di intesa con la regione riguardo al piano triennale straordinario di edilizia sanitaria e di adeguamento tecnologico della rete di emergenza, nello spirito richiamato dal collega Viscomi, di voler accompagnare il territorio nelle sue scelte, senza imporre soluzioni d'imperio.
Elena CARNEVALI (PD) ritiene l'emendamento Rizzo Nervo 6.18 coerente con quanto più volte emerso dalle audizioni che si sono svolte sul provvedimento in oggetto. Rimarca la forte lesione delle prerogative della regione, che di fatto viene completamente esautorata per diciotto mesi. Osserva, infatti, che il decreto non prevede mai l'intesa con la regione Calabria, del tutto estromessa dalla programmazione di quanto attiene all'ambito sanitario e paventa l'insorgere di criticità al termine dell'incarico del Commissario straordinario, qualora le sue scelte non siano condivise dalla regione.
Chiede pertanto alla relatrice di accantonare l'emendamento, ai fini di un doveroso approfondimento.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Rizzo Nervo 6.18 e Ferro 6.12 e 6.14.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, raccomanda l'approvazione del proprio emendamento 6.50, con il quale si chiarisce un dubbio che potrebbe insorgere dalla lettura del testo, precisando che la disciplina del comma 4 dell'articolo 6 si riferisce anche all'attuazione degli interventi già inseriti negli accordi di programma.
Il sottosegretario Armando BARTOLAZZI esprime parere favorevole sull'emendamento 6.50 della relatrice.
La Commissione, con distinte votazioni, approva l'emendamento 6.50 della relatrice (vedi allegato 2) e respinge gli emendamenti Santelli 6.8, Ferro 6.15 e Santelli 6.3.
Marialucia LOREFICE, presidente, ricorda che gli identici emendamenti Bruno Bossio 6.19 e Rostan 6.1, insieme all'emendamento Viscomi 1.8 e all'articolo aggiuntivo Ferro 2.01, sono stati discussi insieme all'articolo aggiuntivo 5.01 della relatrice e agli emendamenti ad esso riferiti. Essendo stata quest'ultima proposta emendativa ritirata dalla relatrice a seguito della presentazione, da parte della stessa, dell'emendamento 11.50, chiede ai presentatori delle predette proposte emendative Pag. 86se intendano ritirarle alla luce del contenuto dell'emendamento 11.50.
Vito DE FILIPPO (PD), intervenendo sull'emendamento Bruno Bossio 6.19, saluta con favore la presentazione da parte della relatrice dell'emendamento 11.50, che raccoglie l'indirizzo da lui stesso indicato nel corso del dibattito, di intervenire sulla legge n. 311 del 2004, per rendere più efficace lo sblocco del turn over, anche in Calabria. Si tratta di un risultato importante, frutto dell'atteggiamento collaborativo messo in atto dal Partito democratico.
Chiede tuttavia alla relatrice di verificare la coerenza tra il comma 4-bis, introdotto dall'emendamento 11.50, e gli altri commi dell'articolo 11 del decreto-legge.
Antonio VISCOMI (PD) osserva che l'emendamento 11.50 della relatrice dimostra l'opportunità che si ragioni in termini di modelli di rapporto tra Stato e regione, per costruire una regola in termini generali, piuttosto che prevedere norme specifiche per una singola regione. Evidenzia inoltre che le risorse umane costituiscono un presupposto necessario per la risoluzione dei problemi sanitari da parte di tutte le regioni. Ritira, quindi, il suo emendamento 1.8.
Vincenza BRUNO BOSSIO (PD) ritira l'emendamento a propria prima firma 6.19. Apprezza lo spirito con il quale la relatrice ha inteso valutare la questione del turn over, in un'ottica generale che vale per tutte le regioni, diversamente dall'atteggiamento dimostrato nei confronti di altre proposte emendative concernenti le disposizioni contenute nel Capo I del provvedimento in esame.
Marialucia LOREFICE, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Rostan 6.1: s'intende che vi abbiano rinunciato.
Elena CARNEVALI (PD) valuta favorevolmente il cambio di direzione che le opposizioni hanno impresso al decreto-legge, testimoniato dall'emendamento 11.50 della relatrice. Chiede che la Commissione esamini tale emendamento congiuntamente all'emendamento Ubaldo Pagano 11.11, che ha l'obiettivo di incrementare i limiti della spesa sanitaria.
Marialucia LOREFICE, presidente, si riserva di valutare la richiesta dell'onorevole Carnevali nel momento in cui la Commissione esaminerà gli emendamenti riferiti all'articolo 11.
Wanda FERRO (FdI) ritira l'articolo aggiuntivo a propria firma 2.01.
Marialucia LOREFICE, presidente, avverte che rimane accantonato l'emendamento Cannizzaro 6.9.
La Commissione respinge l'emendamento Viscomi 8.1 e procede all'esame delle proposte emendative riferite agli articoli 10 e 11.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, in relazione alle proposte emendative riferite all'articolo 10, esprime parere contrario sugli emendamenti Carnevali 10.3, Maria Tripodi 10.2 e 10.1, nonché Viscomi 10.4. Invita al ritiro il presentatore dell'articolo aggiuntivo Sapia 10.01, in quanto sostanzialmente assorbito dal proprio emendamento 11.50.
Per quanto concerne l'articolo 11, invita il presentatore a ritirare l'emendamento Ubaldo Pagano 11.12, esprimendo altrimenti parere contrario. Propone l'accantonamento degli emendamenti Panizzut 11.5 e degli identici emendamenti Emanuela Rossini 11.1 e Elisa Tripodi 11.3. Invita i presentatori al ritiro, precisando che altrimenti il parere è da considerarsi contrario, dell'emendamento Ubaldo Pagano 11.9, nonché degli identici emendamenti Carnevali 11.14 e Mugnai 11.2. Esprime parere contrario sull'emendamento Ubaldo Pagano 11.13 ed invita il presentatore al ritiro, precisando che altrimenti il parere sarà da considerarsi contrario, degli emendamenti Ubaldo Pagano Pag. 8711.11 e 11.10. Esprime, quindi, parere contrario sugli emendamenti Santelli 11.18 e Schirò 11.15. Raccomanda infine l'approvazione dei propri emendamenti 11.50, 11.17 e 11.16.
Il sottosegretario Armando BARTOLAZZI esprime parere favorevole sugli emendamenti 11.50, 11.17 e 11.16 della relatrice e parere conforme alla relatrice sui restanti emendamenti.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Carnevali 10.3, Maria Tripodi 10.2 e 10.1 e Viscomi 10.4.
Francesco SAPIA (M5S) ritira l'articolo aggiuntivo 10.01, di cui è primo firmatario.
Elena CARNEVALI (PD), in merito all'invito al ritiro dell'emendamento Ubaldo Pagano 11.12, di cui è cofirmataria, chiede se, in caso di ritiro, rimarrebbe una traccia dell'abbinamento del contenuto di tale proposta emendativa all'emendamento 11.50 della relatrice.
Marialucia LOREFICE, presidente, fa presente che l'emendamento della relatrice, come da quest'ultima evidenziato, rappresenta una sintesi di varie proposte emendative relative al personale nel settore sanitario e, pertanto, non sarebbe possibile riformulare tali proposte in modo identico al suddetto emendamento 11.50 della relatrice.
Andrea CECCONI (Misto-MAIE) ritiene che l'emendamento Ubaldo Pagano 11.12, come altri emendamenti vertenti sullo stesso argomento, possano essere ritirati dai presentatori in quanto, a suo avviso, sostanzialmente assorbiti.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, conferma che si tratta di un assorbimento tecnico.
Vito DE FILIPPO (PD), in qualità di cofirmatario, ritira l'emendamento Ubaldo Pagano 11.12 e il successivo emendamento Ubaldo Pagano 11.9.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, propone una riformulazione dell'emendamento Panizzut 11.5 nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).
Massimiliano PANIZZUT (Lega) si riserva di valutare la riformulazione proposta dalla relatrice.
Marialucia LOREFICE, presidente, avverte che l'emendamento Panizzut 11.5 rimane accantonato, analogamente agli identici emendamenti Emanuela Rossini 11.1 e Elisa Tripodi 11.3.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli identici emendamenti Carnevali 11.14 e Mugnai 11.2, gli emendamenti Ubaldo Pagano 11.13, 11.11 e 11.10, Santelli 11.18 e Schirò 11.15 e approva gli emendamenti 11.50 e 11.17 della relatrice (vedi allegato 2).
Dalila NESCI (M5S), relatrice, passando all'espressione dei pareri sui subemendamenti riferiti al proprio emendamento 11.16, esprime parere favorevole sul subemendamento Panizzut 0.11.16.1 se riformulato dai presentatori, limitandolo alla sola parte consequenziale. Esprime parere contrario sul subemendamento Bagnasco 0.11.16.2.
Il sottosegretario Armando BARTOLAZZI esprime parere conforme alla relatrice sui subemendamenti riferiti all'emendamento 11.16 della relatrice e parere favorevole su quest'ultimo.
Rossana BOLDI (Lega) non accetta la riformulazione proposta dalla relatrice e preannuncia la posizione di astensione del suo gruppo sull'emendamento 11.16 della relatrice. Osserva che il subemendamento di cui è prima firmataria offre l'opportunità di limitare la portata dell'emendamento alle sole regioni commissariate. Richiama a proposito la giurisprudenza costituzionale e, in particolare, la sentenza n. 251 del 2016 della Corte costituzionale in merito ad un ricorso della regione Veneto avverso le disposizioni della legge Pag. 88Madia su identica tematica. Per questi motivi ritiene che l'emendamento 11.16 sia palesemente incostituzionale e sottolinea che il giudizio del suo gruppo è di merito e non politico, al fine di evitare qualsiasi strumentalizzazione. Ricorda che al Senato è in discussione un disegno di legge di riforma organica del sistema delle nomine in sanità e sarebbe opportuno aspettare la conclusione del suo iter parlamentare. L'emendamento 11.16 è a suo avviso illegittimo in base agli articoli 3, 32, 97 e 117, terzo comma della Costituzione. Osserva inoltre che anche l'elettorato si è espresso due volte in senso contrario a quello dell'emendamento: la prima con il referendum costituzionale con il quale è stata respinta la riforma del Governo Renzi, la seconda limitatamente alle regioni Lombardia e Veneto, con il referendum sull'autonomia di quelle regioni.
Sottolinea infine come l'emendamento in discussione, ove tradotto in norma di legge, si presti a ricorsi che, in base alla richiamata giurisprudenza costituzionale, sarebbero sicuramente accolti.
Elena CARNEVALI (PD) ribadisce ciò che ha già espresso nelle passate sedute in merito alla criticità costituzionale del decreto. Concorda infatti con quanto affermato dalla deputata Boldi sull'incostituzionalità dell'emendamento 11.16. Sottolinea, inoltre, il paradosso che prima nel decreto si prevede un commissariamento al di fuori della legge n. 171 del 2016, poi con questo emendamento si deroga alla medesima legge senza che ne sia chiaro il motivo. Ritiene, quindi, che tale emendamento rappresenti solo uno strumento propagandistico in periodo di campagna elettorale. Chiede ai deputati della Lega un sussulto di orgoglio in quanto non è accettabile l'astensione su un emendamento di questo genere.
Alessandra LOCATELLI (Lega) fa presente alla deputata Carnevali che la Lega non ha bisogno di consigli, in quanto si muove nel solo interesse e per la tutela delle regioni che rappresenta.
Ritiene invece che debba essere il Partito Democratico a fare un esame di coscienza in merito alla mancata autonomia delle regioni governate. Concorda con quanto affermato dalla deputata Boldi, in quanto le regioni non possono essere esautorate dalle proprie responsabilità in materie attribuite alla loro competenza.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI) osserva come l'emendamento della relatrice non soddisfi parte della maggioranza che sostiene il Governo. Non si comprende quale sia la portata della norma e quale significato, ad esempio, abbia il richiamo a requisiti maggiormente coerenti. Non è chiara neanche la volontà della proposta, in quanto o è un mero spot elettorale o è inaccettabile sul piano tecnico e legislativo. Il subemendamento della Lega, invece, appare coerente e di buon senso. Chiede, pertanto, alla relatrice di valutare l'opportunità di un accantonamento del suo emendamento 11.16.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, si dichiara non favorevole alla richiesta di accantonamento. Ricorda che nel decreto-legge sono presenti misure urgenti per la Calabria, ma anche altre disposizioni in materia sanitaria, applicabili su tutto il territorio nazionale. Con il suo emendamento 11.16 s'intende dare un segnale concreto a fronte di recenti episodi di corruzione che hanno evidenziato come in alcuni casi non ci siano differenze tra regioni virtuose e regioni in piano di rientro. Tale emendamento, inoltre, non lede i principi dell'articolo 117, terzo comma, della Costituzione, in quanto viene lasciata al Presidente della regione la scelta del primo in graduatoria. Concorda sul fatto che una mediazione politica avverrà attraverso l'esame di un disegno di legge organico sulla materia.
Vito DE FILIPPO (PD), intervenendo sull'ordine dei lavori, richiama un'agenzia di stampa nella quale si dà conto dell'approvazione dell'emendamento della relatrice sul personale in ambito sanitario, senza citare il contributo degli altri gruppi.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, ricorda che esiste il circuito chiuso attraverso il quale i giornalisti assumono informazioni sui lavori delle Commissioni.
Rossana BOLDI (Lega) richiama un'agenzia di stampa che riporta una dichiarazione della relatrice in cui si afferma che la Lega vuole limitare alle sole regioni commissariate l'applicazione di una norma che renda trasparenti le nomine in ambito sanitario, palesando una presunta contrarietà al rispetto del merito e alla lotta alla corruzione nelle altre regioni. Osserva che questo comportamento da parte della relatrice non è accettabile, precisando che la Lega non vuole trascurare alcun episodio di corruzione, essendo favorevole all'assoluta trasparenza.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge i subemendamenti Panizzut 0.11.16.1 e Bagnasco 0.11.16.2 e approva l'emendamento 11.16 della relatrice (vedi allegato 2).
Celeste D'ARRANDO (M5S) ritira l'articolo aggiuntivo 11.01 di cui è prima firmataria.
Marialucia LOREFICE, presidente, sospende brevemente la seduta per consentire lo svolgimento della riunione dell'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi.
La seduta, sospesa alle 19, è ripresa alle 19.10.
Marialucia LOREFICE, presidente, avverte che è stato presentato l'emendamento 14.51 della relatrice, che riveste carattere esclusivamente tecnico, essendo volto a recepire un'osservazione contenuta nel parere espresso dalla V Commissione (Bilancio) (vedi allegato 2).
Massimiliano PANIZZUT (Lega) accetta la proposta di riformulazione del suo emendamento 11.5, avanzata dalla relatrice.
La Commissione approva l'emendamento Panizzut 11.5 nel testo riformulato (vedi allegato 2).
Marialucia LOREFICE, presidente, avverte che gli identici emendamenti Emanuela Rossini 11.1 ed Elisa Tripodi 11.3 sono sostanzialmente assorbiti dall'approvazione dell'emendamento Panizzut 11.5, nel testo riformulato. Avverte, quindi, che secondo quanto si è convenuto in sede di Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, della Commissione, si procederà all'esame delle restanti proposte emendative, fino alla conclusione dell'esame del decreto.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, con riferimento alle proposte emendative riferite all'articolo 12, esprime parere contrario sugli emendamenti Carnevali 12.20 e Ubaldo Pagano 12.10. Formula un invito al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, sugli identici emendamenti Pedrazzini 12.3, Boldi 12.16 e De Filippo 12.21. Esprime parere contrario sugli identici emendamenti Pedrazzini 12.4 e De Filippo 12.23 e sugli emendamenti De Filippo 12.24, Carnevali 12.22 e 12.25, sugli identici emendamenti Pedrazzini 12.5 e De Filippo 12.26 e sull'emendamento Ubaldo Pagano 12.11. Esprime parere favorevole sull'emendamento Schullian 12.1. Formula un invito al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, sull'emendamento Massimo Enrico Baroni 12.12.
Esprime, altresì, parere contrario sugli emendamenti Bond 12.2 e De Filippo 12.27 e sugli identici emendamenti Bagnasco 12.9 e De Filippo 12.28. Esprime parere favorevole sugli identici emendamenti Bologna 12.14 e De Filippo 12.29, parere contrario sugli emendamenti Carnevali 12.30, De Filippo 12.33, limitatamente alla parte ammissibile, De Filippo 12.35 e Novelli 12.8 e sugli identici emendamenti Novelli 12.7 e De Filippo 12.32. Esprime, poi, parere favorevole sugli identici emendamenti Boldi 12.17, Novelli 12.6 e De Filippo 12.31. Esprime, inoltre, parere contrario sull'emendamento Carnevali 12.34, parere favorevole sull'emendamento Pag. 90Menga 12.15, parere contrario sugli emendamenti Santelli 12.19, limitatamente alla parte ammissibile, Ubaldo Pagano 12.38, Rizzo Nervo 12.36 e Schirò 12.37.
Con riferimento alle proposte emendative riferite all'articolo 13, esprime parere favorevole sull'emendamento Leda Volpi 13.6. Propone l'accantonamento dell'emendamento Locatelli 13.5.
Esprime parere favorevole sull'emendamento Carnevali 13.2 e sui subemendamenti Carnevali 0.13.50.1 e 0.13.50.2 e raccomanda l'approvazione del suo emendamento 13.50. Formula un invito al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, sull'emendamento Locatelli 13.12. Raccomanda l'approvazione dei suoi emendamenti 14.50 e 14.51 ed esprime parere contrario sull'emendamento Santelli 15.1 e sull'articolo aggiuntivo Schullian 15.01.
Il sottosegretario Armando BARTOLAZZI esprime parere conforme a quello della relatrice su tutte le proposte emendative, esprimendo altresì parere favorevole sugli emendamenti 13.50, 14.50 e 14.51 della relatrice.
Marialucia LOREFICE, presidente, come richiesto dalla relatrice, dispone l'accantonamento dell'emendamento Locatelli 13.5.
Rossana BOLDI (Lega) ritira il suo emendamento 12.16.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Carnevali 12.20, Ubaldo Pagano 12.10, gli identici emendamenti Pedrazzini 12.3 e De Filippo 12.21, gli identici emendamenti Pedrazzini 12.4 e De Filippo 12.23, gli emendamenti De Filippo 12.24, Carnevali 12.22 e 12.25, gli identici emendamenti Pedrazzini 12.5 e De Filippo 12.26 e l'emendamento Ubaldo Pagano 12.11.
La Commissione approva, quindi, l'emendamento Schullian 12.1 (vedi allegato 2).
Massimo Enrico BARONI (M5S) ritira l'emendamento 12.12 di cui è primo firmatario.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Bond 12.2, De Filippo 12.27 e gli identici emendamenti Bagnasco 12.9 e De Filippo 12.28; approva gli identici emendamenti Bologna 12.14 e De Filippo 12.29 (vedi allegato 2).
La Commissione, con distinte votazioni, respinge, quindi, gli emendamenti Carnevali 12.30, De Filippo 12.33, limitatamente alla parte ammissibile, De Filippo 12.35, Novelli 12.8 e gli identici emendamenti Novelli 12.7 e De Filippo 12.32; approva gli identici emendamenti Boldi 12.17, Novelli 12.6 e De Filippo 12.31 (vedi allegato 2).
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Carnevali 12.34; approva l'emendamento Menga 12.15 (vedi allegato 2); respinge gli emendamenti Santelli 12.19, limitatamente alla parte ammissibile, e Ubaldo Pagano 12.38.
Luca RIZZO NERVO (PD), illustrando il suo emendamento 12.36, rileva come esso sia volto a garantire la continuità dei livelli essenziali di assistenza nell'ambito del sistema di emergenza-urgenza, in cui lo svolgimento della prestazione lavorativa avviene in condizioni particolarmente disagiate. Sottolinea come la proposta emendativa in esame preveda, in via eccezionale e fino al 31 dicembre 2019, la possibilità di accedere alle procedure concorsuali per la disciplina di «medicina e chirurgia d'accettazione e d'urgenza» anche per il personale che non sia in possesso di specializzazione e che abbia maturato almeno cinque anni di servizio presso i servizi di emergenza-urgenza. Rileva come si tratti di una soluzione provvisoria, volta a fare fronte ad una situazione contingente.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Rizzo Nervo 12.36 e Schirò 12.37 e approva gli emendamenti Pag. 91Leda Volpi 13.6 e Carnevali 13.2 (vedi allegato 2).
La Commissione, con distinte votazioni, respinge i subemendamenti Carnevali 0.13.50.1 e 0.13.50.2 e approva l'emendamento 13.50 della relatrice (vedi allegato 2).
Alessandra LOCATELLI (Lega) ritira l'emendamento a sua prima firma 13.12.
La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti 14.50 e 14.51 della relatrice (vedi allegato 2).
Dalila NESCI (M5S), relatrice, modifica in senso favorevole il parere precedentemente espresso in relazione all'articolo aggiuntivo Schullian 15.01.
Il sottosegretario Armando BARTOLAZZI esprime parere conforme a quella della relatrice sull'articolo aggiuntivo Schullian 15.01.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Santelli 15.1 e approva l'articolo aggiuntivo Schullian 15.01 (vedi allegato 2).
Marialucia LOREFICE, presidente, ricorda che restano accantonati gli emendamenti Cannizzaro 6.9 e Locatelli 13.5.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, osserva che le finalità dell'emendamento Cannizzaro 6.9 appaiono condivisibili ma occorre un ulteriore approfondimento rispetto alla sua formulazione. Invita pertanto a ritirarlo al fine di ripresentarlo eventualmente nel corso dell'esame del provvedimento in Assemblea.
Claudio PEDRAZZINI (FI) ritira l'emendamento Cannizzaro 6.9.
Dalila NESCI (M5S), relatrice, segnalando che l'emendamento Locatelli 13.5 restringe il campo di applicazione delle sanzioni previste dall'articolo 13 del decreto-legge, invita la presentatrice a ritirare tale proposta emendativa.
Alessandra LOCATELLI (Lega) dichiara di aver presentato l'emendamento 13.5 in conseguenza di alcune dichiarazioni rilasciate dalla Ministra Grillo, nell'ambito della risposta a un atto di sindacato ispettivo, in merito all'intenzione di introdurre nel decreto in oggetto disposizioni volte a sanzionare l'indisponibilità di alcuni medicinali. Ritira, quindi, l'emendamento 13.5 a sua prima firma, pur rilevando che il tema appare meritevole di un approfondimento.
Marialucia LOREFICE, presidente, avendo la Commissione terminato l'esame delle proposte emendative presentate, comunica che sono pervenuti i pareri favorevoli delle Commissioni I, II, IV, VII, VIII, XI e XIV, il parere favorevole, con un'osservazione, della V Commissione, nonché il parere favorevole, con osservazioni, della Commissione per le questioni regionali. Avverte, altresì, che è pervenuto il parere del Comitato per la legislazione.
Andrea CECCONI (Misto-MAIE), in sede di dichiarazione di voto sul conferimento del mandato alla relatrice, ribadisce le proprie perplessità sulla tenuta delle disposizioni introdotte con il decreto-legge in oggetto nel caso di ricorso presso la Corte costituzionale. Riconosce che la Ministra Grillo, attraverso l'invio in Calabria di una serie di soggetti che effettueranno la gestione commissariale con la collaborazione di organismi quali l'Agenas, l'Anac e la Guardia di finanza, effettua un tentativo di modificare una situazione insostenibile. Nell'osservare che, a suo giudizio, anche le regioni dovrebbero essere sottoposte alle regole previste per i comuni e, quindi, essere considerate fallite in caso di dissesto finanziario, con la conseguente individuazione delle responsabilità politiche, rileva che, stante l'attuale assetto costituzionale, i provvedimenti adottati rischiano di non produrre gli effetti auspicati.
Marialucia LOREFICE, presidente, prima di procedere alla votazione sul conferimento del mandato alla relatrice a riferire all'Assemblea, avverte che la presidenza si riserva di apportare al testo del decreto-legge, come modificato nel corso dell'esame in sede referente, le correzioni di forma che si renderanno necessarie ai fini di un corretto coordinamento normativo.
Ricorda, altresì, che il provvedimento in oggetto è calendarizzato per l'esame in Assemblea a partire da lunedì 27 maggio.
La Commissione prende atto. Delibera, quindi, di conferire alla relatrice il mandato a riferire in senso favorevole in Assemblea e di richiedere all'Assemblea l'autorizzazione a riferire oralmente.
Marialucia LOREFICE, presidente, si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle designazioni dei gruppi.
La seduta termina alle 19.45.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 19 alle 19.10.

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 articolo 5
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 sentenza 
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