Source: https://www.euclidea.com/informativa-al-pubblico-pillar-3/
Timestamp: 2018-10-21 05:35:32+00:00

Document:
Informativa al pubblico Pillar 3| Euclidea ")}}return a.proceed()});scriptParent=document.getElementsByTagName("script")[0].parentNode;if(scriptParent.tagName.toLowerCase!=="head"){head=document.getElementsByTagName("head")[0];aop_around(head,"insertBefore");aop_around(head,"appendChild")}aop_around(scriptParent,"insertBefore");aop_around(scriptParent,"appendChild");var a2a_config=a2a_config||{};a2a_config.no_3p=1;var addthis_config={data_use_cookies:false};var _gaq=_gaq||[];_gaq.push(["_gat._anonymizeIp"])}
ai sensi delle disposizioni contenute nel Regolamento (UE) n. 575/2013 – approvata dal Consiglio di Amministrazione in data 26 luglio 2018
Dal 1 gennaio 2014 trova applicazione la disciplina armonizzata per le banche e le imprese di investimento contenuta nel Regolamento (UE) n. 575/2013 (di seguito anche “CRR”) e nella Direttiva 2013/36/UE del 26 giugno 2013 (di seguito anche “CRD IV”), che hanno trasposto nell’Unione Europea gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (c.d. framework Basilea III).
Per dare attuazione e agevolare l’applicazione della normativa comunitaria nonché realizzare una complessiva revisione e semplificazione della disciplina di vigilanza delle banche, il 17 dicembre 2013 la Banca d’Italia ha emanato la Circolare n. 285 “Disposizioni di vigilanza per le banche” (di seguito, anche “Circolare n. 285/2013”).
La materia dell’Informativa al Pubblico è direttamente disciplinata dal CRR, Parte Otto “Informativa da parte degli enti”.
La Circolare n. 285/2013 non detta specifiche regole in merito alla predisposizione e pubblicazione dell’Informativa in discorso, in quanto nel capitolo 13 della Parte Seconda, ai fini dell’identificazione delle informazioni da includere, fa sostanzialmente rinvio alla Parte Otto (artt. 431 – 455) e alla Parte Dieci, Titolo I, Capo 3 (art. 49, paragrafo 2, “Informativa su fondi propri”) del CRR. Con Delibera della CONSOB n. 19779 del 17 novembre 2016, Euclidea SIM S.p.A. (di seguito, anche la “Società” o la “SIM”) è stata autorizzata alla prestazione del servizio di gestione portafogli.
In tale ottica con il presente documento Euclidea SIM S.p.A. adempie agli obblighi di informativa nei confronti del pubblico attinenti all’adeguatezza patrimoniale, all’esposizione ai rischi e alle caratteristiche generali dei sistemi di gestione e controllo degli stessi previsti dal cosiddetto “Terzo Pilastro” della disciplina di vigilanza prudenziale riferita alle SIM.
Nello specifico, la Società è un’impresa di investimento ad “autorizzazione limitata” ex art. 95, par. 1, del CRR a cui si applica il seguente regime prudenziale:
Requisiti patrimoniali e importo complessivo dell’esposizione al rischio: art. 92, par. 1 e 2, e art. 95, del CRR;
Informativa al Pubblico: in conformità di quanto previsto dall’art. 6, par. 1 e 3, del CRR
L’Informativa al Pubblico deve essere pubblicata attraverso il sito internet della Società, con frequenza almeno annuale e comunque in occasione della pubblicazione del Bilancio d’esercizio.
Ulteriori informazioni in tema di rischi e adeguatezza patrimoniale sono riportate nella Relazione sulla Gestione e nella Nota integrativa (Parte D) al Bilancio al 31 dicembre 2017.
Euclidea SIM S.p.A. pubblica la presente informativa sul proprio sito internet www.euclidea.com.
In data 17 novembre 2016 Euclidea SIM S.p.A. è stata autorizzata alla prestazione del servizio di gestione portafogli; il 2 gennaio 2017, contemporaneamente all’entrata in funzione della piattaforma web, ha avviato la propria operatività, registrando l’apertura dei primi rapporti di investimento.
La Società offre un servizio di gestione di portafogli basato su una piattaforma tecnologica evoluta il cui contenuto è veicolato principalmente, ma non esclusivamente, tramite internet.
Il servizio di gestione di portafogli costituisce il fulcro dell’operatività e di conseguenza la gestione dei rischi relativi alla Società è prevalentemente riconducibile ai rischi operativi. In particolare, la componente più caratterizzante per la Società è costituita dai rischi tecnologici e di outsourcing, mentre quella legata all’errore umano e ai rischi di compliance e legale è ritenuta di minore rilevanza.
In proposito, la Società, con il supporto della Funzione di Compliance e Operational Risk Management, è stata formalizzata una mappatura dei rischi, nel rispetto del seguente iter operativo:
identificazione dei potenziali fattori di rischio;
valutazione dell’impatto e della probabilità di accadimento di ciascun rischio;
stima del “rischio lordo”;
rilevazione delle procedure di controllo e dei presidi in essere per la mitigazione dei rischi e valutazione del loro grado di efficacia (“Qualità dei controlli”);
stima del “rischio netto”.
L’approccio utilizzato è quello del “rischio lordo/rischio netto”, che prevede di quantificare per ogni fattore di rischio il livello di “rischio lordo”, inteso come il rischio dell’attività senza tener conto dei presidi attuati dalla società e il livello di “rischio netto”, ossia il rischio dell’attività mitigato dai controlli. A fronte di un rischio netto elevato vengono fornite delle proposte di mitigazione, ossia dei suggerimenti volti alla ridefinizione/integrazione di procedure e presidi aziendali.
Affinché, oltre ad essere uno strumento di rilevazione, la “mappatura dei rischi” possa rappresentare un efficace strumento a supporto della gestione dei rischi, è previsto che la stessa sia aggiornata con periodicità almeno annuale ovvero al verificarsi di fatti di particolare rilievo quali, a titolo di esempio, sviluppi nell’attività prestata, riassetti di tipo organizzativo, procedurale e/o operativo.
Ai fini di tale aggiornamento, la Funzione di Compliance e Operational Risk Manager è tenuta a:
verificare la coerenza delle stime dei valori attribuiti e eventualmente rivedere le stesse;
rilevare eventuali nuove criticità;
verificare l’adeguatezza e l’efficacia delle misure adottate per rimediare alle carenze riscontrate nel sistema di gestione del rischio;
formulare proposte per la definizione delle priorità di intervento delle politiche di controllo o di mitigazione dei rischi
Il lavoro svolto seguendo la metodologia illustrata ha condotto alla rilevazione di 182 fattispecie di rischio e alla descrizione dei relativi presidi/controlli in essere, sulla base delle informazioni acquisite per via documentale e/o dei colloqui tenuti con i referenti coinvolti.
I dati di sintesi hanno evidenziano un grado di esposizione generale ai rischi lordi in prevalenza alta.
Tale esposizione è risultata tuttavia ampiamente ridimensionata nel momento in cui si considera l’effetto di mitigazione attuato tramite i presidi e i controlli in essere, che sono allo stato reputati generalmente di qualità ed efficacia idonee ad abbattere significativamente la rilevanza dei rischi.
Il grado di esposizione ai rischi netti si è attestato, in termini aggregati, su un livello in prevalenza basso.
La Società ha istituito un proprio sistema dei controlli interni, inteso come insieme di regole, procedure e strutture organizzative, che mirano ad assicurare il rispetto delle strategie aziendali e il conseguimento dell’efficacia e dell’efficienza dei processi aziendali.
La gestione dei rischi operativi, ai quali come anticipato la Società attribuisce una particolare rilevanza, è demandata alla Funzione di Compliance e Operational Risk Management che riporta gerarchicamente al Consiglio di Amministrazione della Società e che, inter alia, fornisce il proprio contributo alla gestione del processo di valutazione di adeguatezza del capitale interno (di seguito anche “ICAAP” o “Internal Capital Adequacy Assessment Process”).
In particolare, nell’ambito della propria politica di gestione del rischio, la Società ha disegnato un processo per l’identificazione, la misurazione e la gestione dei rischi, al fine di detenere nel tempo un capitale adeguato, in termini attuali e prospettici, a fronteggiare tutti i rischi giudicati rilevanti.
L’ICAAP rappresenta il momento in cui si realizza la massima assunzione di consapevolezza da parte degli Organi di Governo e Controllo e delle strutture direzionali in ordine all’adeguatezza dei presidi necessari a fronteggiare il rischio aziendale.
La verifica del livello aggregato di rischio è condotta periodicamente dal Consiglio di Amministrazione della Società, attraverso i flussi informativi sui rischi di cui è destinatario, in particolare quelli riguardanti il processo di valutazione dell’adeguatezza patrimoniale (Resoconto ICAAP) e quello periodico di mappatura dei rischi.
Il processo ICAAP coinvolge la direzione, gli organi amministrativi e di controllo, il personale e gli outsourcer della Società.
Segue una sintesi del ruolo attribuito a ciascun organo e funzione coinvolto.
Nell’ambito della governance dei rischi, il Consiglio di Amministrazione è responsabile della definizione, approvazione e revisione degli orientamenti strategici e delle linee guida di gestione dei rischi medesimi, nonché degli indirizzi per la loro applicazione e supervisione e approva l’assetto dei controlli interni (strutture organizzative, regole e procedure) in modo coerente con la propensione al rischio stabilita, anche con riferimento all’indipendenza e all’adeguatezza delle funzioni di controllo dei rischi.
Il Consiglio di Amministrazione valuta l’adeguatezza del capitale interno, delibera eventuali misure correttive straordinarie volte ad incrementare i fondi propri e il patrimonio netto complessivo della Società, qualora emerga un’insufficienza del capitale complessivo e, in generale, approva annualmente il Resoconto ICAAP.
L’Amministratore Delegato attua gli orientamenti strategici e le linee guida definiti dal Consiglio di Amministrazione cui riporta direttamente. È responsabile della definizione, implementazione e supervisione di un efficace sistema di gestione e controllo dei rischi, coadiuvato in tale attività dalla Funzione di Compliance e Operational Risk Management e dalla Direzione Operations.
Nell’abito del processo ICAAP, l’Amministratore Delegato:
definisce e migliora, con il supporto del gruppo di lavoro, le metodologie e gli strumenti finalizzati all’identificazione, misurazione, valutazione e controllo dei rischi;
istituisce e mantiene, sempre con il supporto del gruppo di lavoro, un sistema di gestione e controllo dei rischi e verificare l’efficienza e l’efficacia complessiva dello stesso;
determina il fabbisogno prospettico di capitale, in relazione ai piani strategici e ai budget annuali approvati dal Consiglio di Amministrazione;
sovraintende alla predisposizione e circolazione dei flussi informativi volti ad assicurare agli organi aziendali e alle funzioni di controllo la piena conoscenza e governabilità dei fattori di rischio;
assicura la piena integrazione del sistema di misurazione e valutazione dei rischi nei processi decisionali e nella gestione dell’operatività aziendale;
assicura, con il supporto del gruppo di lavoro, la redazione del Resoconto ICAAP.
Nell’ambito del proprio ruolo istituzionale, il Collegio Sindacale vigila sull’adeguatezza e sulla rispondenza dell’intero processo ICAAP e del sistema di gestione e controllo dei rischi ai requisiti stabiliti dalla normativa, valutando, in particolare, le eventuali anomalie sintomatiche di disfunzioni degli organi responsabili.
Nello svolgimento delle proprie funzioni, il Collegio Sindacale si avvale della collaborazione della Funzione di Compliance e Operational Risk Management, e della Funzione di Internal Audit, considera tutte le evidenze e segnalazioni provenienti dalle funzioni di controllo e predispone osservazioni e proposte agli organi competenti, qualora emergano dei rilievi nel processo ICAAP.
Funzione di Compliance e Operational Risk Management
Al Responsabile della Funzione di Compliance e Operational Risk Management sono stati attribuiti i seguenti compiti:
supportare l’Amministratore Delegato nella definizione delle metodologie e degli strumenti finalizzati all’identificazione, misurazione, valutazione e controllo dei rischi;
supportare l’Amministratore Delegato nell’istituzione e mantenimento del sistema di gestione e controllo dei rischi e nella verifica dell’efficienza ed efficacia complessiva dello stesso;
verificare la piena integrazione del sistema di misurazione e valutazione dei rischi nei processi decisionali e nella gestione dell’operatività aziendale;
fornire il proprio contributo, nell’ambito del gruppo di lavoro, alla redazione del Resoconto ICAAP.
Si precisa che la SIM ha altresì istituito una Funzione di Risk Management che, con specifico riferimento ai rischi assunti dai portafogli gestiti, si occupa di verificare che le scelte assunte nell’ambito dell’attività di gestione non esorbitino rispetto ai limiti del mandato e/o di legge.
Il Chief Operating Officer è chiamato a presidiare tutte le attività inerenti all’amministrazione, alla contabilità e all’organizzazione della SIM.
Il Chief Operating Officer collabora con la Funzione di Compliance e Operational Risk Management ai fini della verifica dell’esposizione della SIM al rischio operativo, dell’individuazione di altri tipi di rischi operativi cui la SIM potrebbe essere esposta nell’ambito della propria operatività nonché dei sistemi di controllo di primo e secondo livello da implementare al fine di attenuare i rischi in discorso.
Il Chief Operating Officer supporta inoltre l’Amministratore Delegato e il Consiglio di Amministrazione nella definizione dei piani strategici e dei budget annuali della Società e l’Amministratore Delegato nella determinazione del fabbisogno prospettico di capitale.
Il Chief Operating Officer è altresì incaricato di coordinare e monitorare la corretta esecuzione da parte degli outsourcer delle attività delegate, in collaborazione con le singole funzioni della Società e sulla base dei rilievi eventualmente effettuati da parte delle funzioni di controllo.
La supervisione sugli outsourcer è svolta con il supporto del Chief Information Officer in relazione alle tematiche connotate da una significativa componente tecnologica-informatica.
Il Chief Operating Officer e il Chief Information Officer verificano che le prestazioni dei soggetti esterni siano coerenti agli standard, alle tempistiche e alle modalità di prestazione stabilite nei relativi contratti di prestazione di servizio. Gli esiti dei monitoraggi condotti sono rappresentati almeno una volta all’anno al Consiglio di Amministrazione.
La Funzione di Internal Audit, cui è affidata la revisione dell’intero processo ICAAP:
propone interventi correttivi a fronte delle anomalie riscontrate e informa gli organi aziendali in merito alle evidenze emerse nel corso della propria attività;
svolge periodicamente la sua attività di revisione presso la SIM sulla base del piano di audit approvato dal Consiglio di Amministrazione.
In ottemperanza alle vigenti disposizioni di vigilanza prudenziale, la SIM si è dotata di un processo per determinare il capitale complessivo adeguato – in termini attuali e prospettici – a fronteggiare tutti i rischi rilevanti cui è o potrebbe essere esposta, in base alla propria operatività (ICAAP).
Nella tabella che segue è sintetizzata la posizione di Euclidea SIM rispetto ai rischi di Primo Pilastro e di Secondo Pilastro e la rilevanza dei rischi in funzione dell’operatività della Società.
Si evidenzia innanzi tutto che alcuni dei rischi previsti nell’Allegato A (Parte Prima, Titolo III, Capitolo I) di cui alla Circolare n. 285/2013 risultano non essere applicabili.
Considerato che, al 31 dicembre 2017, la SIM non detiene alcuno strumento finanziario, non risulta esposta al rischio di mercato e conseguentemente neanche al rischio base.
La Società non risulta esposta al rischio di cartolarizzazione e, non applicando le metodologie previste per l’attenuazione del rischio di credito, non risulta esposta nemmeno al rischio residuo.
Euclidea SIM non risulta esposta né al rischio di trasferimento (il rischio che la Società, esposta nei confronti di un soggetto che si finanzia in una valuta diversa da quella in cui percepisce e sue principali fonti di reddito, realizzi delle perdite dovute alle difficoltà del debitore di convertire la propria valuta nella valuta in cui è denominata l’esposizione) né al rischio paese (vale a dire il rischio di perdite causate da eventi che si verificano in un paese diverso dall’Italia).
Non è esposta al rischio di leva finanziaria eccessiva e comunque, essendo ad “autorizzazione limitata”, la Società non è tenuta a monitorare tale rischio (art. 6, par. 5, del CRR).
Si anticipa inoltre che i rischi strategici e reputazionali sono stati valutati come rilevanti in considerazione della fase di start-up in cui si trova la Società.
Di seguito, per ciascuna categoria di rischio a cui la SIM risulta esposta vengono specificate le relative politiche di gestione.
Rischio di credito Rischio di credito (inclusivo del rischio di controparte)
Il rischio di credito esprime il rischio di subire perdite derivanti dall’insolvenza o dal deterioramento del merito creditizio delle controparti affidate.
La Società non possiede portafoglio immobilizzato e pertanto il predetto rischio è prevalentemente connesso alle disponibilità depositate presso primarie istituzioni bancarie (cd. “esposizioni verso intermediari vigilati”) e da attività fiscali per crediti verso l’Erario.
La Società detiene inoltre disponibilità liquide depositate presso terzi senza prestare garanzia a favore dei clienti in caso d’insolvenza del depositario.
Tale rischio viene monitorato nel continuo tramite l’analisi delle voci relative alle esposizioni e ai crediti, desumibili dall’informativa destinata all’Amministratore Delegato e concernente i flussi di cassa.
Tra le attività di rischio soggette alla copertura patrimoniale per il rischio di credito al 31 dicembre 2017 rientra la liquidità depositata presso un unico intermediario (2.566Euro/migliaia).
Ai fini della misurazione dell’esposizione al rischio di credito e della quantificazione del capitale interno a fronte dello stesso, la Società utilizza la “metodologia standardizzata” che prevede l’applicazione a ciascuna esposizione creditizia di uno specifico coefficiente di ponderazione, definito in base alla categoria di controparte.
Informazione quantitativa
Al 31 dicembre 2017, il requisito patrimoniale minimo a fronte dei rischi di credito risulta pari a Euro 2.619.055 mentre il capitale interno a fronte del rischio di credito è di Euro 209.524
Tipologia di esposizione
31/12/2017 (esposizioni ponderate)
Esposizioni verso intermediari vigilati
2.565.506
Crediti per servizi (dep. cauzionali, risconti attivi, altri crediti)
Crediti verso la clientela (commissioni di gestione)
Esposizione ponderata complessiva
E’ definito come il rischio di subire perdite derivanti dall’inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni. Rientrano in tale tipologia, tra l’altro, le perdite derivanti da frodi, errori umani, interruzioni dell’operatività, indisponibilità dei sistemi, inadempienze contrattuali, catastrofi naturali. E’ compreso, inoltre, il rischio legale (il rischio di perdite derivanti da violazioni di leggi o regolamenti, da responsabilità contrattuale o extra-contrattuale ovvero da altre controversie).
Il rischio operativo costituisce, come anticipato, la principale tipologia di rischio a cui la Società è esposta. In generale, le principali fonti di manifestazione del rischio operativo sono riconducibili alle frodi interne e esterne, ai rapporti di impiego e sicurezza sul lavoro, agli obblighi professionali verso i clienti, ai danni da eventi esterni, alla disfunzione dei sistemi informatici ai rischi connessi alle attività rilevanti in outsourcing.
La metodologia di calcolo utilizzata dalla Società per la quantificazione del capitale interno relativamente al rischio operativo è il “metodo base” che è lo stesso utilizzato dalla Società per la determinazione del requisito patrimoniale (I pilastro).
Seguendo il disposto di cui all’art. 97 del CRR, la SIM calcola il rischio operativo basandosi sull’ammontare delle spese fisse generali.
Ad integrazione del metodo di calcolo quantitativo, la Società sta formalizzando, con il supporto della Funzione di Compliance e Operational Risk Management, un’attività di rilevazione e valutazione (risk assessment) dei rischi della SIM.
La mappatura dei rischi procederà di pari passo con la definizione dei processi operativi nell’ambito del Manuale delle Procedure Interne.
Per quanto concerne il rischio operativo, la Società, in quanto sottoposta al regime dell’art. 95 del CRR, calcola il requisito patrimoniale a fronte del rischio in discorso come l’importo dei fondi propri basati sul 25% delle spese fisse generali (ex art. 97 del CRR) moltiplicato per 12,5
Il requisito dei Fondi Propri basato sulle spese fisse generali è di Euro 2.746.087.
878.748
Requisito di fondi propri moltiplicato per 12,5 (ex art. 92 CRR)
2.746.087
Requisito di fondi propri (¼ delle spese amministrative, ex art. 97 CRR)
Rischi di Secondo Pilastro
Di seguito viene riportata, per le tipologie di rischio appartenenti al Secondo Pilastro concretamente applicabili alla SIM, la descrizione dei relativi presidi di controllo attivati dalla Società.
E’ il rischio derivante da esposizioni verso controparti o gruppi di controparti connesse e controparti appartenenti al medesimo settore economico o alla medesima area geografica o che esercitano la stessa attività. Tale tipologia di rischio è finalizzata ad allocare capitale aggiuntivo, rispetto al requisito a fronte del rischio di credito, per tener conto della concentrazione del portafoglio crediti.
Come anticipato, la SIM rientra nella categoria delle imprese di investimento ad “autorizzazione limitata” (ex art. 95 del CRR) e pertanto non è tenuta a vigilare e controllare le grandi esposizioni (ex art. 388 del CRR).
Considerata l’inapplicabilità del Granularity Adjustment la Società ha provveduto a valutare tale rischio solo su base qualitativa. Si precisa che sostanzialmente il rischio di concentrazione al 31 dicembre 2017 è quasi esclusivamente derivante dal deposito delle dotazioni patrimoniali su di un intermediario bancario.
Alla luce del recente avvio dell’operatività con conseguente riduzione del deposito in oggetto e dell’aumento del numero dei depositari utilizzati, il rischio in discorso risulta progressivamente mitigato.
E’ il rischio derivante da variazioni potenziali dei tassi di interesse. Tale rischio, seppur presente, appare di entità trascurabile in considerazione del fatto che:
la Società non detiene posizioni debitorie, ad eccezione della voce “Trattamento di fine rapporto del personale” di importo modesto stante la recente costituzione della Società;
gli strumenti dell’attivo sottoposti alle variazioni di tasso sono comunque di importo contenuto essendo gli stessi esclusivamente depositati su conti correnti.
E’ il rischio di non essere in grado di far fronte ai propri impegni di pagamento per l’incapacità sia di reperire fondi sul mercato (funding liquidity risk) sia di smobilizzare i propri attivi (market liquidity risk).
Pur non essendo tenuta, la SIM monitora la composizione e la durata delle proprie poste attive e passive al fine di prevenire situazioni di tensione di liquidità e quindi di considerare la componente di funding risk; la componente di market liquidity risk assume valori di entità ancora più trascurabili atteso che le poste attive della SIM sono rappresentate prevalentemente dalle disponibilità detenute in conto corrente presso banche. La Società non ha pertanto ritenuto necessario allocare capitale ai fini della copertura del rischio in discorso.
In considerazione di quanto sopraesposto, la Società ha ritenuto che il rischio, seppur applicabile, non sia rilevante. Inoltre, essendo ad “autorizzazione limitata”, la Società non è comunque tenuta a monitorare tale rischio (art. 6, par. 4, del CRR).
E’ il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante da cambiamenti del contesto operativo, da decisioni aziendali errate, da un’attuazione inadeguata delle decisioni aziendali e da una scarsa reattività a variazioni del contesto competitivo.
La recente autorizzazione da parte della Consob della Società ha posto la valutazione del rischio strategico al centro di una serie di considerazioni, anche tenuto conto dei possibili scenari futuri.
Il controllo dell’efficacia degli interventi e della validità dei piani posti in essere costituisce elemento essenziale nell’ambito delle valutazioni degli organismi di governance della Società e dell’azionista.
In una fase quale l’attuale, il rischio strategico, soprattutto con riferimento all’efficacia delle azioni poste in essere per la realizzazione dei piani della Società, è ritenuto rilevante.
A presidio di tale rischio vi è e vi sarà il continuativo monitoraggio da parte del Consiglio di Amministrazione della progressiva evoluzione della Società soprattutto con riferimento alle modalità di prestazione del servizio di gestione di portafogli, ancora in fase di implementazione.
Tenuto conto della ridotta complessità dell’attività svolta e, soprattutto, della snellezza della struttura organizzativa della Società, le decisioni strategiche adottate non presentano un elevato livello di complessità e possono essere realizzate in tempi brevi.
Anche i presidi e i controlli posti in essere dalla Società, sulla base di quanto sopraesposto, vengono realizzati in via continuativa. In caso di improvvisi ed imprevisti mutamenti di mercato, la Società è in grado di porre in essere le necessarie azioni correttive, mentre nel caso in cui vengano intraprese strategie errate, attraverso strumenti di monitoraggio (budget e report intermedi di scostamento) la Società può intervenire prontamente identificando le necessarie strategie di uscita.
Il rischio strategico risulta pertanto presidiato attraverso la definizione di obiettivi coerenti e sostenibili rispetto agli assorbimenti patrimoniali generati dall’operatività attuale e prospettica e il monitoraggio dell’andamento dell’operatività effettuato nell’ambito del processo di pianificazione e controllo, con particolare riferimento ai risultati economico-patrimoniali ed agli indicatori gestionali prodotti.
Il rischio reputazionale è il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante da una percezione negativa dell’immagine dell’intermediario da parte di clienti, controparti, soci, investitori o Autorità di Vigilanza.
Il rischio reputazionale per la SIM è strettamente connesso ai rischi operativi, in particolare quelli legati a disfunzioni dei sistemi informativi.
Ulteriore rischio, connesso a quello reputazionale, è quello di non conformità alla normativa. In tale ottica, al fine di garantire un adeguato presidio del rischio di non conformità e del rischio reputazionale, la SIM ha istituito la Funzione di Compliance che verifica costantemente che i processi e le procedure aziendali siano coerenti con il contesto normativo e non violino le norme di autoregolamentazione.
Il rischio in oggetto è altresì legato all’immagine della Società soprattutto nei confronti degli investitori in essere e dei potenziali clienti, nonché dell’Autorità di Vigilanza. Un’immagine negativa della Società potrebbe allontanare gli investitori in essere e non incrementare il numero di potenziali nuovi clienti, nonché intensificare i controlli da parte dell’Autorità di Vigilanza.
Data l’attuale fase di progressiva strutturazione che caratterizza la Società, la valutazione del rischio di reputazione è al centro di una serie di considerazioni che tengono conto anche dei possibili scenari futuri. La Società non ha comunque ritenuto di procedere ad alcuna valutazione quantitativa.
A seguito della rappresentazione dei rischi a cui la Società è esposta, si riporta una sintetica descrizione del sistema di governance che la caratterizza.
Il Consiglio di Amministrazione svolge la propria funzione nel rispetto del ruolo e dei poteri fissati dalle normative di riferimento, nonché dallo statuto della Società.
L’organo amministrativo della SIM è composto da sette membri, individuati tra soggetti dotati di caratteristiche morali e professionali tali da garantire alla stessa elevate competenze, sia di tipo tecnico, sia di tipo strategico.
Tutti i membri del Consiglio di Amministrazione sono in possesso dei requisiti di onorabilità e professionalità richiesti dalla normativa vigente per l’assunzione della carica (tali requisiti sono stati comprovati dal Consiglio di Amministrazione del 18 maggio 2018). Un consigliere è in possesso dei requisiti di indipendenza.
Si riporta la composizione dell’attuale Consiglio di Amministrazione, nominato dagli azionisti in data 24 aprile 2018.
Numero di mandati di amministratore
n 3 c/o altre società
n. 1 c/o altre società
n. 3 c/o altre società
All’interno del Consiglio di Amministrazione non è stato istituito un comitato di rischio distinto.
Il Consiglio di Amministrazione è destinatario dei necessari flussi informativi in materia di rischi; in particolare allo stesso sono indirizzati i seguenti documenti:
Compliance e Operational Risk Management
Aggiornamento mappatura dei rischi
Relazioni sulle singole attività svolte
E’ inoltre resa informativa ad hoc da parte delle funzioni di controllo qualora le circostanze o gli esiti delle verifiche svolte lo richiedano.
I Fondi Propri sono calcolati come somma algebrica di una serie di elementi positivi e negativi, la cui computabilità viene ammessa – con o senza limitazioni – in relazione alla relativa “qualità”” patrimoniale.
Le componenti positive dei Fondi Propri devono essere nella piena disponibilità dell’intermediario, così da poter essere utilizzate senza restrizioni per la copertura dei rischi cui l’intermediario è esposto.
Gli elementi principali dei Fondi Propri sono:
Capitale di classe 1, di cui:
Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 – CET1);
Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 – AT1);
Capitale di classe 2 (Tier 2 – T2).
Di seguito viene rappresentata la composizione dei Fondi Propri, con il dettaglio dei singoli elementi che lo costituiscono. Si anticipa che non essendo presenti elementi ricompresi nell’AT1 e nel T2, i Fondi Propri nel caso di Euclidea sono costituiti esclusivamente dal Capitale primario di classe 1.
In particolare, il CET1 della Società risulta composto dal capitale sociale versato e dalla riserva da sovrapprezzo. Dal Capitale primario di classe 1 sono inoltre dedotte le attività immateriali, le perdite dell’esercizio precedente e di quello appena concluso.
Capitale primario di Classe 1 (CET 1) – elementi positivi
3.253.383
Capitale primario di Classe 1 (CET 1) – elementi negativi
539.265
(782.129)
Perdite di rilevante entità dell’esercizio in corso
(1.573.651)
Totale Fondi Propri (CET 1)
2.456.952
Esposizione complessiva al rischio
Per tenere conto delle peculiarità dei rischi assunti in relazione all’operatività svolta, il CRR prevede specifiche regole prudenziali per diverse “categorie” di intermediari. In particolare, come già anticipato, le SIM autorizzate alla prestazione del servizio di gestione di portafogli applicano le regole previste per le imprese di investimento ad “autorizzazione limitata” (ex art. 95 del CRR).
Ai fini della misurazione dell’esposizione ai rischi del primo pilastro (quantificazione del capitale interno), si precisa che la Società risulta esposta al rischio di credito e al rischio operativo.
Per gli altri rischi individuati e valutati qualitativamente, la Società non ha previsto l’allocazione di specifico capitale interno e procede a implementare le misure di attenuazione dei rischi precedentemente descritte.
Per determinare l’importo complessivo dell’esposizione al rischio, Euclidea deve calcolare l’importo più elevato tra:
la somma degli elementi dell’art. 92 del CRR (ad eccezione del requisito per il rischio operativo e dopo aver applicato le previsioni del paragrafo 4 dello stesso articolo);
l’importo dei fondi propri basato sul 25% delle spese fisse generali ex art. 97 del CRR moltiplicato per 12,5.
Al 31 dicembre 2017, il requisito patrimoniale da considerare è quello relativo alle spese fisse generali (pari a Euro 2.746.088) – in quanto maggiore a quello basato sul rischio di credito (pari a Euro 2.619.055).
Requisito spese fisse generali
Requisito per il rischio di credito
2.746.088
Ai sensi dell’art. 92 del CRR, gli enti soddisfano sempre i seguenti requisiti in materia di Fondi Propri:
coefficiente di Capitale primario di classe 1 del 4,5%, calcolato come Capitale primario di classe 1 espresso in percentuale dell’importo complessivo dell’esposizione al rischio;
coefficiente di capitale di classe 1 del 6%, calcolato come capitale di classe 1 espresso in percentuale dell’importo complessivo dell’esposizione al rischio;
coefficiente di capitale totale dell’8%, calcolato come fondi propri dell’ente espressi in percentuale dell’importo complessivo dell’esposizione al rischio.
Il capitale interno complessivo è determinato attraverso la quantificazione del capitale interno relativo a tutti i singoli rischi individuati dalla SIM come rilevanti (Pillar I e Pillar II).
Raccordo tra capitale interno complessivo e requisiti regolamentari
8% del capitale complessivo interno
Eccedenza / Deficienza Fondi Propri
Coefficiente di capitale totale
Come si evince dalla tabella precedente, i coefficienti patrimoniali minimi previsti dalla normativa di riferimento risultano ampiamente soddisfatti al 31 dicembre 2017.
Gli adempimenti normativi di cui alla presente sezione riguardano gli obblighi che la SIM è chiamata ad assolvere in materia di politiche e prassi di remunerazione e incentivazione.
La CRD IV, come la precedente CRD III, reca principi e criteri specifici a cui gli intermediari devono attenersi al fine di garantire la corretta elaborazione e attuazione dei sistemi di remunerazione, gestire efficacemente i possibili conflitti di interesse, assicurare che il sistema di remunerazione tenga opportunamente conto dei rischi, attuali e prospettici, del grado di patrimonializzazione e dei livelli di liquidità di ciascun intermediario, accrescere il grado di trasparenza verso il mercato e rafforzare l’azione di controllo da parte delle autorità di vigilanza.
L’obiettivo è pervenire – nell’interesse di tutti gli azionisti – a sistemi di remunerazione, in linea con i valori, le strategie e gli obiettivi aziendali di lungo periodo, collegati con i risultati aziendali, opportunamente corretti per tener conto di tutti i rischi, coerenti con i livelli di capitale e di liquidità necessari a fronteggiare le attività intraprese e, in ogni caso, tali da evitare incentivi distorti che possano indurre a violazioni normative o a un’eccessiva assunzione di rischi per la banca e il sistema finanziario nel suo complesso.
La Circolare n. 285/2013 ha dato concreta attuazione alla CRD IV per quanto in particolare riguarda le previsioni in essa contenute in materia di politiche e prassi di remunerazione e incentivazione.
In applicazione della normativa vigente, la SIM ha adottato la Procedura “Politica di Remunerazione e Incentivazione” in materia di politiche e prassi di remunerazione e incentivazione aggiornata da ultimo a giugno 2018.
In considerazione del fatto che (i) il primo periodo di attuazione della Politica di Remunerazione è coincidente con il periodo di avvio dell’operatività (dall’anno 2017), tipicamente caratterizzato da risultati negativi di esercizio e che (ii) la componente variabile della remunerazione deve tenere conto – tra l’altro – dei risultati conseguiti e, più in generale, del principio di sana e prudente gestione, l’attribuzione della Quota Variabile della remunerazione è valutata tenendo conto degli obiettivi di sostenibilità aziendale. Ne consegue che la SIM riconoscerà la Quota Variabile una volta raggiunto il punto di break-even.
Personale più Rilevante
La Politica di Remunerazione adottata si applica a tutto il personale salvo alcune regole di seguito meglio dettagliate che si applicano solo al “Personale più Rilevante”.
Per “Personale più Rilevante” si intendono le categorie di soggetti la cui attività professionale ha o può avere un impatto rilevante sul profilo di rischio della SIM.
In applicazione dei criteri indicati nel Regolamento delegato (UE) n. 604/2014, Euclidea SIM ha individuato, quali appartenenti alla categoria Personale più Rilevante:
il Managing Director Euclidea for Business (amministratore esecutivo);
il Chief Investment Officer (amministratore esecutivo);
il Managing Director Euclidea Digital;
l’Operations and Administration Director;
il Chief Information Officer;
il responsabile della Funzione di Risk Management (ove identificato internamente);
Allo stato attuale la SIM, ha affidato in regime di esternalizzazione lo svolgimento della funzione di Risk Management ad un soggetto esterno; il Responsabile della Funzione di Risk Management è stato pertanto escluso dalla presente informativa.
Sono altresì considerati appartenenti alla categoria Personale Rilevante della SIM i consulenti abilitati all’offerta fuori sede (di seguito “Consulenti Finanziari”) (cfr. art. 19).
Si precisa che non sono previsti meccanismi di incentivazione nei riguardi dei consiglieri non esecutivi, ivi incluso il Presidente del Consiglio di Amministrazione la cui remunerazione è determinato in linea con quanto per lo stesso richiesto dalla normativa.
Si ricorda infine che, così come richiesto dalle disposizioni normative in materia, non è prevista alcuna forma di remunerazione variabile o incentivazione per i membri del Collegio Sindacale.
Processo decisionale seguito per definizione della politica di remunerazione
La predisposizione, approvazione e corretta attuazione della Politica di Remunerazione e Incentivazione coinvolge diversi organi e soggetti. In particolare:
l’Assemblea della SIM approva la Politica di Remunerazione e le eventuali modifiche, con le maggioranze previste dallo statuto sociale di volta in volta vigente;
il Consiglio di Amministrazione adotta e riesamina la Politica di Remunerazione con periodicità almeno annuale ed è responsabile della sua corretta implementazione. Il Consiglio di Amministrazione, nella persona dell’Amministratore Delegato, fornisce all’Assemblea:
il processo decisionale seguito per definire la Politica di Remunerazione;
le modalità attraverso cui è assicurato il collegamento tra la remunerazione e la performance;
le caratteristiche di maggior rilievo del sistema di remunerazione, tra cui i criteri utilizzati per la valutazione delle performance, l’adeguamento ai rischi, le politiche di differimento ed i criteri di attribuzione, i meccanismi di correzione ex post per i rischi;
i rapporti tra la componente fissa e variabile della remunerazione;
gli indicatori di performance presi come riferimento per la remunerazione variabile, inclusi i piani basati su azioni, opzioni, o altri strumenti finanziari;
le ragioni sottostanti le scelte dei sistemi di remunerazione variabile e ogni altra prestazione non monetaria e i principali parametri utilizzati;
informazioni quantitative aggregate sulle remunerazioni riconosciute;
L’ammontare complessivo della Quota Variabile da attribuire a tutto il personale (“bonus pool”), con separata indicazione della parte destinata al Personale Più Rilevante, è definita annualmente da parte del Consiglio di Amministrazione. Ai fini della definizione del bonus pool, l’Amministratore Delegato sottopone al Consiglio di Amministrazione una proposta di bonus pool, tenendo conto dell’andamento economico della SIM nell’esercizio di riferimento nonché delle esigenze di patrimonializzazione e finanziarie della SIM. In particolare, il bonus pool definito annualmente dal Consiglio di Amministrazione deve essere sostenibile rispetto alla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della SIM.
la Funzione di Compliance rilascia un parere preventivo, non vincolante, in merito alla rispondenza della politica al quadro normativo di riferimento, in occasione dell’adozione della Politica di Remunerazione e Incentivazione, della relativa revisione o ancora dell’adozione di modifiche della stessa;
la Funzione di Revisione Interna verifica, con frequenza almeno annuale, la rispondenza delle prassi di remunerazione della SIM alla Politica di Remunerazione approvata e alla normativa.
Collegamento tra Remunerazione e performance
La Quota Variabile è determinata, per ciascuna delle categorie di Personale più Rilevante, su base annua, alla fine di ciascun esercizio, a partire da:
indicatori di performance, relativi allo specifico contenuto dell’attività svolta dal singolo soggetto e misurati al netto dei rischi legati all’attività;
indicatori qualitativi che, in linea generale, valorizzano la disponibilità delle risorse sul lavoro, l’agire nel migliore interesse dei clienti e nel rispetto della disciplina normativa e regolamentare applicabile.
La Quota Variabile del personale restante è determinata dalla SIM secondo principi analoghi a quelli stabiliti nella Politica di Remunerazione e Incentivazione.
Struttura del sistema di remunerazione
Si evidenzia preliminarmente che la Politica di Remunerazione e Incentivazione adottata è ispirata ai seguenti principi:
la Quota Fissa è sufficientemente elevata da consentire una remunerazione adeguata anche in caso di sensibili contrazioni della Quota Variabile tali da condurre, eventualmente, al suo azzeramento;
per il personale la cui attività non incide sul profilo di rischio della SIM, la remunerazione può essere interamente fissa;
la Quota Variabile, determinata in base ai risultati dell’esercizio, è soggetta a specifici limiti rispetto alla remunerazione fissa;
l’attribuzione della Quota Variabile è coerente con l’andamento economico della SIM e la necessità di garantire la sua continuità nel tempo e tiene conto dei rischi e degli obiettivi della SIM;
l’ammontare complessivo della Quota Variabile da attribuire al Personale Più Rilevante (“bonus pool“) è definito annualmente dal Consiglio di Amministrazione su proposta dell’Amministratore Delegato, a partire da risultati effettivi e duraturi della SIM e tenendo conto anche di obiettivi qualitativi; è sostenibile rispetto alla situazione finanziaria della SIM e non limita la sua capacità di mantenere o raggiungere un livello di patrimonializzazione adeguato ai rischi assunti. Il Consiglio di Amministrazione, nella determinazione del bonus pool, individua e valuta i parametri a cui rapportarne l’ammontare; in ogni caso, l’intero processo decisionale è opportunamente esplicitato e documentato.
A seguito della determinazione da parte del Consiglio di Amministrazione del bonus pool complessivo, l’Amministratore Delegato, sentiti i responsabili delle varie aree, ne determina l’allocazione fra le aree aziendali e tra le categorie professionali qualificabili come Personale più Rilevante, sulla base dei criteri previsti dalla Politica di Remunerazione.
Segue l’illustrazione degli specifici criteri da seguire per l’erogazione al personale dei compensi variabili.
(i) indicatori di quantitativi di performance quali: (a) risultati di raccolta della SIM nel periodo di riferimento, da valutarsi rispetto agli obiettivi fissati e all’andamento del mercato di riferimento; (b) crescita del numero dei clienti, in relazione al budget; (c) risultati economici della SIM nel periodo di riferimento, misurati facendo principalmente riferimento al MOL, e scostamento rispetto ai risultati previsti a budget;
(ii) indicatori qualitativi di performance quali: (a) capacità organizzativa e di coordinamento delle diverse aree della SIM; (b) capacità dimostrata nella selezione, gestione e nella motivazione delle risorse umane; (c) individuazione e sviluppo di iniziative che favoriscono la crescita della società.
Managing Director Euclidea for Business
L’importo della Quota Variabile da riconoscere al Managing Director Euclidea for Business è determinato sulla base di:
(i) indicatori quantitativi di performance quali: (a) risultati di raccolta netta della SIM nel canale B2B nel periodo di riferimento, da valutarsi rispetto agli obiettivi fissati e all’andamento del mercato di riferimento; (b) risultati economici della SIM nel periodo di riferimento, misurati principalmente mediante MOL, e scostamento rispetto ai risultati previsti a budget; (c) numero di incontri con partner e con potenziali partner nel segmento B2B;
(ii) indicatori qualitativi di performance: (a) capacità organizzativa e di coordinamento con le diverse aree della SIM; (b) visibilità commerciale della SIM; (c) affidabilità e capacità di portare a compimento quanto richiesto dall’Amministratore Delegato.
L’importo della Quota Variabile da riconoscere al Chief Investment Officer è determinato sulla base di:
(i) indicatori di quantitativi di performance quali: (a) risultati economici della SIM nel periodo di riferimento, misurata principalmente mediante MOL, e scostamento rispetto ai risultati previsti a budget; (b) performance delle linee di gestione rispetto ai parametri di riferimento; (c) performance aggiustata per il rischio delle linee di gestione rispetto alla concorrenza e rispetto ad alternative gestionali di tipo puramente passivo;
(ii) indicatori qualitativi di performance quali: (a) capacità organizzativa e di coordinamento con le diverse aree della SIM; (b) qualità, quantità e puntualità del supporto informativo sui mercati e sull’attività gestionale forniti al Consiglio di Amministrazione, al Comitato Investimenti e ai diversi canali distributivi; (c) affidabilità e capacità di portare a compimento quanto richiesto dall’Amministratore Delegato.
Managing Director Euclidea Digital
L’importo della Quota Variabile da riconoscere al Managing Director Euclidea Digital è determinato sulla base di:
(i) indicatori di quantitativi di performance quali: (a) risultati di raccolta netta della SIM nel canale digitale nel periodo di riferimento, da valutarsi rispetto agli obiettivi fissati e all’andamento del mercato di riferimento; (b) crescita del numero dei clienti, in relazione al budget; (c) costo di acquisizione cliente, in relazione al budget, nel rigoroso rispetto delle prescrizioni della normativa;
(ii) indicatori qualitativi di performance quali: (a) capacità organizzativa e di coordinamento con le diverse aree della SIM; (b) efficacia delle attività di Customer Care; (c) affidabilità e capacità di portare a compimento quanto richiesto dall’Amministratore Delegato.
L’importo della Quota Variabile da riconoscere all’Operations and Administration Director è determinato sulla base di indicatori di qualitativi di performance quali: (a) capacità organizzativa e di coordinamento con le diverse aree della SIM; (b) supporto fornito all’Amministratore Delegato e al Presidente nella gestione degli adempimenti legati al Consiglio di Amministrazione e ai Soci (ad esempio predisposizione della reportistica, gestione scadenze, verbalizzazioni, ecc.); (c) qualità del presidio alle funzioni e alle attività assegnate in outsourcing; (d) puntualità e qualità dell’informativa e dell’assistenza fornita alle funzioni di controllo; (e) controlli di primo livello volti al monitoraggio degli adempimenti previsti dalla normativa primaria e regolamentare; (f) affidabilità e capacità di portare a compimento quanto richiesto dall’Amministratore Delegato.
L’importo della Quota Variabile da riconoscere al Chief Information Officer è determinato sulla base di indicatori di qualitativi di performance quali: (a) capacità organizzativa e di coordinamento con le diverse aree della SIM; (b) capacità di coordinamento del lavoro del Team Tecnologia; (c) capacità di gestione dei progetti di tecnologia e rispetto delle scadenze condivise; (d) livello di presidio sulle tematiche legate alla Cyber Security e, per quanto di propria competenza, sulle tematiche legate alla Privacy; (e) identificazione e implementazione delle soluzioni tecnologiche più adatte alla società, tenuto conto dello stato dell’arte dell’industria e del rapporto costi/benefici; (f) affidabilità e capacità di portare a compimento quanto richiesto dall’Amministratore Delegato.
In generale, l’importo della Quota Variabile da riconoscere al Personale più Rilevante è soggetto a meccanismi di correzione ex-post volti a riflettere il livello di performance al netto dei rischi effettivamente assunti e/o conseguiti. In particolare, l’importo della Quota Variabile potrà essere ridotto o sospeso al verificarsi di almeno uno degli eventi specificati nella Politica di Remunerazione.
La Quota Variabile riconosciuta a ciascun soggetto, nel suo complesso, non potrà in ogni caso eccedere l’importo massimo stabilito nella Politica di Remunerazione e Incentivazione.
Si precisa inoltre che la SIM non ricorre a piani di remunerazione in forma di stock option e che non sono tantomeno previsti incentivi pluriennali.
Differimento di parte della Quota Variabile del Personale più Rilevante
In generale, la Quota Variabile del Personale più Rilevante, determinata in base a criteri e metodologie contenuti nella Politica di Remunerazione e Incentivazione, sarà corrisposta up-front in misura pari al 50% (prima tranche) a seguito dell’approvazione del bilancio dell’esercizio corrispondente al periodo di valutazione o “accrual period” (coincidente a sua volta con l’anno solare) e sarà differita per la rimanente parte (50% – seconda tranche) per non meno di 12 mesi dal pagamento della prima tranche e comunque non oltre i 15 mesi. In entrambi i casi la corresponsione avrà luogo solo nel caso di permanenza in azienda alla data del pagamento.
Compensi per conclusione/cessazione anticipata (golden parachute)
Per l’eventuale attribuzione in favore del Personale più Rilevante di compensi in vista o in occasione della conclusione anticipata del rapporto di lavoro o per la cessazione anticipata dalla carica (“golden parachute”), la SIM si atterrà alle disposizioni vigenti in materia, ivi compresa la disposizione secondo la quale i criteri per la determinazione del compenso sono approvati dall’Assemblea della SIM.

References: art. 95
 art. 92
 art. 95
 art. 97
 art. 92
 art. 97
 art. 95
 art. 388
 art. 95
 art. 97
 art. 19