Source: https://www.comilva.org/una-nuova-caccia-alle-streghe-dei-provaccino/
Timestamp: 2020-02-25 17:49:23+00:00

Document:
UNA NUOVA CACCIA ALLE STREGHE DEI PROVACCINO | Comilva
PAROLE D’ORDINE: DITTATURA E DISCRIMINAZIONE
L’Articolo 50 della Costituzione Italiana permette ad ogni cittadino di raccogliere firme e indire una petizione per presentare alle Camere temi di particolare interesse.
Questo diritto ha permesso ad una mamma di Cesena di proporre una petizione per impedire l’accesso alle comunità scolastiche dei bambini non vaccinati.
Una petizione quindi volta alla discriminazione, ancor peggio alla discriminazione dei minori: che genere di persona firma e diffonde un tale proposito?
Privati cittadini, giornali e TV, il Ministro Lorenzin stesso avranno verificato le motivazioni in essa contenute? O avranno come al solito seguito la massa, abbassando la testa e continuando a ruminare?
Crediamo fermamente che nessuno si sia soffermato a pensare, altrimenti non avrebbero appoggiato una simile iniziativa, che definire RAZZISTA è poco, che chiede all’Italia di tornare indietro di decenni, che calpesta e fa a pezzi il DPR 355/99 (peraltro voluto dagli stessi padri politici dell’attuale Ministro della Salute), che si propone di togliere il diritto/dovere costituzionale all’istruzione pubblica dei minori, tutti.
La cosa al limite del paradossale è che esponenti di un noto partito politico che lotta da sempre (apparentemente) contro il razzismo e la discriminazione, abbiano in mente di appoggiare petizioni o promulghino disegni di legge che hanno il macabro respiro delle leggi RAZZIALI.
Tuttavia, a quanto si legge dalle cronache, queste misure servirebbero per arginare i casi di Pertosse? Volete la risposta? Certamente NO!
– NO PERCHÈ se il ministro e la Mamma di Cesena si fossero prese la briga di approfondire la materia, invece di lasciar libero sfogo alla rabbia e all’odio avrebbero scoperto che, alla fine di agosto, l’OMS ha pubblicato nel Weekly Epidemiological Record il nuovo “position paper” sulla pertosse. Queste linee guida vengono aggiornate via via, quando ci sono nuove evidenze. [1]
Sul ritorno della pertosse negli Stati Uniti e in altri paesi si è parlato molto negli ultimi anni. Alcuni hanno dato la colpa ai genitori che si sono rifiutati di vaccinare i propri figli. Il CDC però spiega già da qualche anno, in una FAQ (Frequently Asked Questions – domande frequenti), che le persone che decidono di non vaccinare i propri figli contro la pertosse non sono i responsabili principali dell’aumento dei casi di pertosse. Espongono comunque i propri figli a un certo rischio di ammalarsi e di infettare poi anche altri nella comunità. Nello stesso documento avevano anche spiegato che per la pertosse – a causa delle caratteristiche di questa malattia e anche del vaccino antipertosse – non si può fare affidamento all’immunità del gregge per proteggere tutti. [2]
– NO PERCHÈ il vaccino ha breve durata, 2-4 anni, infatti i casi si presentano nella fascia di età degli adolescenti e adulti (nel 50% dei casi è la madre stessa ad infettare il neonato) e quindi non basterebbe escludere i bambini non vaccinati dalle scuole, ma dovremmo radiare anche tutte le insegnanti che non effettuano i richiami, e tutto il personale scolastico, tutti i padri che vanno a lavorare … insomma bisognerebbe mettere in ginocchio l’intera società.
– NO PERCHÈ non si tiene conto dei NON RESPONDER: vogliamo cavalcare l’onda emotiva del proteggere gli immunodepressi e imporre la vaccinazione come se fosse un TSO? Bene, facciamolo, ma allora per essere sicuri di proteggere gli immunodepressi oltre a pretendere il libretto vaccinale di tutto il personale scolastico, bisognerà effettuare a tappeto esami post vaccinali, per verificare l’avvenuta produzione di anticorpi, in modo da poter mettere nei campi di concentramento anche i bambini e gli adulti che nonostante il vaccino non hanno prodotto immunità, MALEDETTI LORO ….
– NO PERCHÈ il vaccino antipertosse è uno dei più scarsamente efficaci, raggiunge una protezione del 85% circa solo dopo la 3° dose, per cui un bambino vaccinato regolarmente ha comunque la possibilità di contrarre e diffondere l’infezione.
– NO PERCHÈ un recente studio sui babbuini [3] dimostra che un soggetto regolarmente vaccinato, può contrarre ugualmente l’infezione (in modo asintomatico) e diffonderla agli altri, né più ne meno di quanto farebbero i non vaccinati.
– NO PERCHÈ sempre nello stesso studio, avrebbero appreso che l’infezione sarebbe addirittura maggiormente diffusa fra le persone vaccinate.
– NO PERCHÉ la teoria della rete di risposta immunitaria, nella sua forma più semplice, è basata sul concetto che “la risposta ad un vaccino è il risultato cumulativo di interazioni guidato da una serie di geni e dalle loro interazioni, e che questo fenomeno è teoricamente prevedibile”. I principali ostacoli che compromettono la nostra capacità di prevedere una risposta e di sviluppare vaccini o trattamenti efficaci sono la variabilità genetica nella popolazione umana e la costante evoluzione dei patogeni[4]. Questi due effetti producono una vasta gamma di possibili interazioni ospite-patogeno che rendono complessa la messa a punto di “vaccini personalizzati”. Per contro, quindi, l’utilizzo delle vaccinazioni di massa risulta in una sorta di approccio approssimativo e incontrollabile sia in termini di efficacia che di sicurezza.
E’ CORRETTO e POSSIBILE, quindi, obbligare un libero cittadino ad un trattamento sanitario che comporta già di per sè dei rischi? Rispondete a questo!!!
Se poi si dovesse verificare un evento avverso, gli amministratori di questo stato saranno pronti a rivalutare consapevolmente i danni da vaccino? O si continuerà come si sta facendo ora a negare, al limite della truffa, qualsiasi nesso causale esclusivamente in base al paradigma dell’efficacia e della sicurezza dei vaccini?
Le Reazioni avverse ai farmaci (ADR in inglese), che includerebbero le reazioni avverse ai vaccini (VAE), sono indicate come la quinta principale causa di morte nell’Unione europea[5], ma questo dato potrebbe essere addirittura superiore in quanto vi è la colossale sotto-segnalazione di questi eventi, come riconosciuto da David Kessler, capo della FDA per quasi tutti gli anni ’90[6], e nel caso dei vaccini, il mancato riconoscimento di un nesso di causalità è considerato un ulteriore grave problema. Nessuna ricerca significativa è stata ancora condotta per confrontare la salute dei bambini vaccinati rispetto quella dei non vaccinati, ma ci sono un numero crescente di studi che suggeriscono che i bambini non vaccinati godono di un migliore stato di salute rispetto ai loro coetanei vaccinati[7].
Speriamo infine, che la paura, la rabbia, comprensibile, di questa mamma che ha vissuto una brutta esperienza nei primi mesi della figlia, (ma poi il contagiante l’avrà trovato? Era un bambino non vaccinato?) venga convogliata verso iniziative più nobili che non siano l’esclusione di altri bambini dalle comunità infantili o l’accanimento verso la libertà di scelta di altri genitori che, come lei, cercano – con grande senso di responsabilità – di tutelare la salute dei propri figli.
– Convenzione internazionale dell’UNESCO contro la discriminazione nel campo dell’educazione, artt. 4 e 5 (14.12.1960).
Questo per quanto concerne il Diritto Internazionale, senza nemmeno prendere in considerazione le Convenzioni, le Sentenze e le Dichiarazioni da parte degli organi dell’Unione Europea. In merito alla legislazione nazionale, ricordiamo che la Costituzione Italiana afferma quanto segue:
– Art. 2 – La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
– Art. 3 – Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
– Art. 10 – L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
– Art. 32. – La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
– Art. 34. – La scuola è aperta a tutti.
ARTICOLO 28 DELLA CONVENZIONE SUI DIRITTI DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA:
Art. 28 Gli Stati riconoscono che tutti i bambini hanno il diritto di ricevere un’istruzione, Per garantire tale diritto, l’istruzione primaria deve essere obbligatoria e gratuita per tutti. Gli Stati quindi devono controllare che tutti i bambini frequentino la scuola e devono aiutare le famiglie per permettere ai bambini di continuare gli studi anche dopo la scuola primaria
[1]//www.who.int/entity/wer/2015/wer9035.pdf?ua=1
[2]//www.cdc.gov/pertussis/about/faqs.html
[3]//www.pnas.org/content/111/2/787.abstract
[4] http://eu.wiley.com/WileyCDA/WileyTitle/productCd-1118663438,subjectCd-MD17.html
[5] Arlett, Dr. Peter, Setting the Scene: New European Union Pharmacovigilance Legislation, November 2012, slide 6 – //www.ema.europa.eu/docs/en_GB/document_library/Presentation/2013/01/WC500137839.pdf ed anche http://who-umc.org/DynPage.aspx?id=105196&mn1=7347&mn2=7489&mn3=7248&newsid=11241
[6] //www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16689555
[7] //www.vaxchoicevt.com/science/studies-comparing-vaccinated-to-unvaccinated-populations/, //www.efi-online.de/wp-content/uploads/2014/10/VaccineFreeChildrenHealthier.pdf e //www.vaccinationcouncil.org/quick-compare-2/

References: Art. 2
 Art. 3
 Art. 10
 Art. 32
 Art. 34

ARTICOLO 28

Art. 28