Source: https://www.scribd.com/document/51079767/Comune-Arezzo-Sintesi-Decentramento-in-Altri-Comuni
Timestamp: 2016-12-10 15:35:01+00:00

Document:
Comune Arezzo - Sintesi Decentramento in Altri Comuni
BrowseInterestsBiography & MemoirBusiness & LeadershipFiction & LiteraturePolitics & EconomyHealth & WellnessSociety & CultureHappiness & Self-HelpMystery, Thriller & CrimeHistoryYoung AdultBrowse byBooksAudiobooksArticlesSheet MusicBrowse allUploadSign inJoinIl futuro del decentramento e della partecipazione ad Arezzo Misure in materia di decentramento e partecipazione
Sintesi preliminare delle esperienze di alcuni comuni Italiani
Ricerca e sintesi a cura di Daniela Righeschi Segretaria della Circoscrizione 5 Rigutino Agosto 2009 Comune di Arezzo Assessorato al Decentramento e alla Partecipazione popolare Con il contributo della Presidenza del Consiglio Comunale Il futuro del decentramento e della partecipazione ad Arezzo
Introduzione La finanziaria del 2008 (Legge 244 del 24 dicembre 2007) introduce mutamenti in materia di decentramento comunale in particolare per i Comuni che hanno una popolazione compresa tra i 30.000 ed i 100.000 abitanti. La finanziaria del 2008 ha modificato l' art. 17 comma 3 del Testo Unico degli Enti locali relativo alle circoscrizioni di decentramento Comunale. Prima di questa modifica, i comuni con popolazione compresa tra 30.000 e 100.000 abitanti potevano istituire le circoscrizioni di decentramento mentre quelli con popolazione superiore a 100.000 erano tenuti a farlo. Adesso i Comuni che necessariamente dovranno articolare le circoscrizioni di decentramento sono quelli con popolazione superiore a 250.000 abitanti; mentre quelli che potranno farlo, se lo riterranno opportuno, sono quelli con popolazione compresa tra 100.000 e 250.000 abitanti. Alla scadenza del mandato amministrativo 2009, molti comuni hanno introdotto nuove misure in materia di decentramento e partecipazione. In particolar modo queste comprendono: 1 ‐ esperienze di bilancio partecipativo (direttiva promossa e disciplinata dal Dipartimento Funzione Pubblica con direttiva del 17 febbraio 2006); 2 ‐ implementazione di servizi al cittadino all' interno dei centri civici; 3 ‐ istituzione di organismi di rappresentanza del territorio, quali forum, consigli di quartiere, consulte. Obbiettivo di questo lavoro è reperire dati ed esperienze in via di sperimentazione e attivazione sul territorio nazionale utili a produrre un progetto di partecipazione e decentramento adeguato al l’identità territoriale del Comune di Arezzo. Sono stati contattati pressoché tutti i comuni e le città con una popolazione residente al dato Istat 2001 compresa tra i 30.000 ed i 100.000 abitanti. Per questo si è utilizzato il sistema informatico di cui al sito “Lista Provincie Italiane” e “Principali Città” per ogni singola Regione. Sono stati presi contatti telefonici con politici, responsabili di settore e funzionari comunali e sono stati raccolti documenti e informazioni sulle varie esperienze in corso. * Per semplicità di esposizione si è deciso di comprendere i Comuni nelle Regioni di appartenenza territoriale. Le Regioni presenti all' interno di questo lavoro sono: Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Puglia e Basilicata. Alla fine è dettagliata la documentazione raccolta presso l’Ufficio Partecipazione e Decentramento. La documentazione raccolta,elencata in appendice a questo documento, è consultabile sui siti internet dei diversi Comuni o presso l’Ufficio Partecipazione e Decentramento del Comune di Arezzo. *
Misure in materia di decentramento e partecipazione – Sintesi delle esperienze
Il futuro del decentramento e della partecipazione ad Arezzo Piemonte
Il Comune di Asti (ab.71276) . Fortemente interessato a mantenere le circoscrizioni (scadenza mandato 2012) pensano di istituire dei forum e delle consulte con caratteristiche di prestazione gratuita, di mantenere le 10 circoscrizioni extraurbane chiudendo le 4 del centro città, nominare uno o due referenti per circoscrizione. Comune di Biella (ab.45740), abolite le circoscrizioni (2009) ed istituito l' “Ufficio partecipazione e pace”. L'“Ufficio partecipazione e pace” si occupa di coordinare e promuovere iniziative legate alla ricerca di un ruolo attivo della cittadinanza nei processi decisionali legati alla città. La presenza sul territorio di numerose associazioni e gruppi portatori d' interesse trova nell' assessorato alla partecipazione il punto di raccordo per lo sviluppo e l' attività dell' Ente pubblico. Si stanno sviluppando percorsi di pratiche di bilancio partecipativo. Lombardia
Comune di Varese (ab.80511). Il mandato scade nel 2011. Nessuna intenzione di mantenerle. Sul governo del territorio è attivo il VAS (valutazione ambientale). E' attivo un “Ufficio Partecipazione” (formato anche da tecnici) che pubblicizzano e presentano temi importanti di discussione rilevanti per il territorio. Comune di Cremona (ab. 70887). Le circoscrizioni sono state abolite nel 2009. E' stata apportata modifica allo statuto. Titolo III “Istituti di Partecipazione” “Capo I” “La partecipazione in generale” art. 19 Principio della partecipazione, “Capo II” “La partecipazione Popolare” art. 20 Associazionismo e volontariato, art. 21 Consultazione della popolazione, art. 22 Istanze,petizioni e proposte, art. 23 Referendum. Comune di Vigevano (ab.57450). Il Comune ha predisposto nel proprio sito uno spazio denominato “sito progetto di partecipazione digitale”. Un “City Map”, uno spazio on line dedicato all' ascolto dei cittadini, la discussione e l' elaborazione di proposte per la città. E' possibile partecipare alle discussioni già avviate o proporne delle nuove localizzandole sulla cartina della città. Comune di Legnano (ab. 53797). Non hanno un decentramento amministrativo. Hanno un “Regolamento delle consulte territoriali cittadine” (2003). Comune di Paderno Dugnano (ab. 45444). Mandato scaduto nel 2009. Degno di attenzione “Regolamento per la partecipazione popolare”. All' interno del regolamento sono disciplinati i “Consigli di Quartiere” le associazione e le consulte ed altre forme di partecipazione (istanze, petizioni, assemblee, referendum). E' stato istituito un “Ufficio di partecipazione”. Effettuano bilancio partecipativo dal 2006. I consiglieri di Quartiere non percepiscono entrate finanziarie. Comune di Lodi (ab. 40805). Sono istituiti i consigli di zona. Hanno predisposto un “Regolamento comunale per la partecipazione all' Amministrazione comunale dei singoli cittadini e delle loro libere forme associative” (art. 14 dello Statuto comunale). Il regolamento disciplina le forme di partecipazione d' iniziativa dell' amministrazione, modalità delle forme di partecipazione e l' istituzione delle consulte. Misure in materia di decentramento e partecipazione – Sintesi delle esperienze
Il futuro del decentramento e della partecipazione ad Arezzo Friuli Venezia Giulia
Comune di Udine (ab. 95030). Con l' entrata in vigore della finanziaria 2008 sono stati soppressi gli organi circoscrizionali. Hanno istituito i “Consiglieri Delegati di Quartieri”. Rinnovati i C.C. sono stati scelti i consiglieri delegati. Non hanno diritto di voto. Hanno un Ufficio denominato Unità Operativa Decentramento. I servizi ai cittadini nei centri civici sono stati potenziati. Unità Operativa di decentramento: è la struttura di coordinamento degli uffici amministrativi che operano sul territorio delle sette circoscrizioni di decentramento comunale. Il decentramento ha lo scopo di promuovere la partecipazione e la consultazione della comunità locale, di agevolare la fruizione di servizi di base nell' ambito delle attività ricreative, culturali e sportive. Svolgono funzioni di “sportello periferico” e punto di riferimento per il cittadino. Consiglieri delegati di Quartiere: ai sensi dell' art. 36 dello Statuto comunale, il Sindaco ha nominato 10 consiglieri comunali quali Consiglieri Delegati di Quartiere per altrettante aree territoriali di Udine. Emilia Romagna
Comune di Reggio Emilia (ab. 141.877). Nonostante la popolazione residente superiore a 100.000 abitanti, si è ritenuto interessante porre all' attenzione la politica della partecipazione nel Comune di Reggio Emilia. Il Comune di Reggio Emilia è stato uno dei primi enti locali italiani ad attivare, insieme alla Provincia, un processo di Agenda 21 Locale, cioè un processo finalizzato a condividere tra tutti i settori e gli attori della comunità locale obbiettivi e azioni per la sostenibilità ambientale, sociale ed economica a livello locale sullo schema di quanto proposto dalle conferenze ONU sullo sviluppo sostenibile. Il processo è stato avviato nel 2000 attivando un Forum e numerosi gruppi di lavoro intersettoriali sui temi ambientali, territoriali, sociali ed economici. Il Forum ha così elaborato nel 2001 un “Piano d' azione per Agenda 21 Locale”. Nel 2002 sono passati “dalle idee ai fatti” iniziando a realizzare gli interventi indicati nel Piano d' azione. Il Comune e la Provincia hanno redatto dei propri Piani Operativi. Inoltre sono nati numerosi progetti in patnership pubblico‐ privato su diversi temi (mobilità, qualità dell' aria...). Il Comune di Reggio Emilia, oltre al processo Agenda 21 locale, ha voluto avviare negli ultimi anni diverse esperienze partecipative sia a scala cittadina sia a scala di “quartiere” nell' ottica di un maggior avvicinamento ai cittadini e di un loro coinvolgimento attivo nella definizione ma anche nell' attuazione di progetti per migliorare la qualità e la vivibilità della città. Tra queste: Agende 21 di quartiere, numerosi progetti di urbanistica partecipata, partecipazione su progetti di riqualificazione di zone degradate, Bilancio Partecipativo.. Recentemente il Consiglio C. ha approvato un “Regolamento delle Circoscrizioni” che prevede che le stesse, attraverso l' esercizio di significativi poteri delegati e mediante la pratica di nuovi modelli e forme di partecipazione (che coinvolgono istituzioni, formazioni sociali e singoli cittadini nei processi decisionali), operino in sinergia con altre istituzioni della rappresentanza democratica. Tutte queste azioni testimoniano la volontà concreta dell' Amministrazione di “dare gambe” ad una concreta politica della partecipazione che da alcuni anni l' Amministrazione si è data , politica volta a rifondare il rapporto di fiducia e collaborazione tra cittadini ed amministrazione comunale che sempre l' ha caratterizzata nell' ottica di fare in modo che Reggio sia “Città delle Persone”. Tale politica ruota attorno a tre obbiettivi principali:  potenziare e diversificare i canali e le modalità di ascolto‐dialogo con i cittadini al fine di rilevare in modo capillare e sistematico i loro bisogni ed esigenze, anche, e sopratutto attraverso le circoscrizioni; Misure in materia di decentramento e partecipazione – Sintesi delle esperienze 4
Il futuro del decentramento e della partecipazione ad Arezzo
favorire la partecipazione dei cittadini alla progettazione del futuro della città per una condivisa partecipazione democratica, facendo sì che le istanze emerse siano incluse all' interno del processo decisionale degli organi politici e tecnici;  avviare un processo di potenziamento delle Circoscrizioni per rifare di esse, secondo l' ispirazione originaria, un “Governo di prossimità”, ovvero luoghi e strumenti di decisione partecipata in grado di rafforzare la dimensione comunitaria della città e valorizzare e potenziare l' integrazione e la coesione sociale tra tutti i cittadini. Il sito web, dedicato specificatamente alla partecipazione risponde quindi alle nuove esigenze ed alla specifica volontà dell' ente. Questo non vuole essere una “vetrina” che dà una panoramica completa dei processi partecipativi attuati, ma uno “strumento di partecipazione e trasparenza” volto ad incrementare la partecipazione attiva dei cittadini e a fornire informazioni sui risultati dei percorsi partecipativi e su quanto realizzato rispetto agli impegni assunti. Il sito della partecipazione del Comune di Reggio, è gestito dall' Ufficio “ReggioSostenibile”, nato nel 2001 per gestire il processo di Agenda 21 locale. Nel 2005 l' ufficio è stato assegnato al Servizio “Decentramento, Partecipazione e Processi Deliberativi”. L' attività dell' Ufficio è strutturata su tre principali aree tematiche:  La partecipazione  L' accountability  I progetti speciali per lo sviluppo sostenibile Come già evidenziato, nel 2007 è stato approvato un nuovo “Regolamento delle Circoscrizioni”. Il 2008 è stato l' anno della messa a punto delle nuove deleghe. In questo nuovo “Governo di prossimità” si vanno predisponendo nuovi strumenti di ascolto e partecipazione, quali le consulte ed i forum territoriali. Comune di Piacenza (ab. 95594). L' Ufficio Partecipazione è indipendente dall' Ufficio Decentramento. L' Ufficio Partecipazione dipende direttamente dal Sindaco. La circoscrizione eroga soprattutto servizi al cittadino. Dà solo una collaborazione alla partecipazione (uso dei locali). Piacenza ha un servizio on line per la partecipazione dei cittadini. La partecipazione dei cittadini alle scelte della città si articolata in: democrazia rappresentativa, partecipazione attiva dei soggetti organizzati e partecipazione attiva dei singoli cittadini. Hanno un “Regolamento delle Consulte” Comune di Cesena (ab. 90948). Elezioni nel 2009. Hanno un “Regolamento dei Quartieri” approvato in data 23.04.2009 senza funzioni delegate. Hanno 12 Quartieri. Il quartiere, quale organismo di partecipazione a base territoriale, è l' espressione dei cittadini che vi risiedono, di organizzazioni di volontariato e di realtà sociali, sportive e culturali ivi operanti. Il Quartiere agisce al fine di rendere partecipe la cittadinanza alle scelte amministrative e sociali e a farsi interprete e promotore degli interessi dei residenti nel quartiere. Gli organi sono: Consiglio di Quartiere, il Presidente, il Collegio dei Presidenti. L' elezione è a suffragio diretto con sistema proporzionale. Rimane in carica quanto il Consiglio C.. Il responsabile del procedimento è il Dirigente del servizio preposto alla partecipazione con facoltà di delega. E' istituita una commissione tecnica per l' elezione dei consigli di quartiere così composta: Segretario Generale, Dirigente del settore, responsabile del servizio elettorale, un Segretario scelto tra il personale preposto alla partecipazione e 2 rappresentanti nominati dal Consiglio C.. Il personale del seggio è costituito da volontari di quartiere e personale dell' ufficio partecipazione..I verbali dei consigli sono a cura del presidente di quartiere. Le attribuzioni al consiglio di Quartiere: il consiglio di quartiere opera con funzioni propositive e poteri d' iniziativa, sui problemi connessi al territorio, alla popolazione ed ai servizi comunali sollevati da cittadini, associazioni, imprese, organizzazioni di categoria o da altri Misure in materia di decentramento e partecipazione – Sintesi delle esperienze 
enti pubblici. Il consiglio collabora quale interlocutore privilegiato con l' amministrazione comunale agli atti connessi ad un' efficace e partecipata amministrazione. A poteri di iniziativa ed informazione. L' attività dei componenti del consiglio è gratuita. Non sono ammesse forme di compenso. La Partecipazione è prevista nello Statuto e nel Regolamento dei Quartieri. Sul sito del Comune è stato creato uno spazio “Libertà e Partecipazione”. Hanno un ufficio partecipazione. Il servizio sociale sta lavorando ad un regolamento per la consulta delle associazioni: al momento hanno un Regolamento del Volontariato “Coordinamento del Volontariato. Statuto”. Comune di Carpi (ab.61476). Consulte e FAV (Forme Associative di Volontari). A Carpi sono previste 4 Consulte Comunali: 1 ‐ Tutela e valorizzazione delle risorse ambientali, territoriali, naturalistiche, artistiche ed archeologiche. 2 ‐ Attività culturali, celebrative ed educative. 3 ‐ Attività umanitarie e socio assistenziali, diritti dei cittadini e degli stranieri. 4 ‐ Sport e benessere. Le Consulte di partecipazione sono previste nello Statuto. Hanno un ruolo importante nella partecipazione, nelle proposte e nelle iniziative ed interventi e di verifica periodica degli atti dell' amministrazione. E' in vigore dal 1999 il “Regolamento della partecipazione politica”. Comune di Imola (ab. 64.348) Sono stati istituiti tramite regolamento 12 Forum Territoriali quali principali organismi consultivi di partecipazione dei cittadini alle scelte dell’Amministrazione Comunale. Dei Forum Territoriali fanno parte un’Assemblea Territoriale composta da tutti gli aventi diritto al voto residenti all’interno dell’ambito territoriale del Forum e un Consiglio, i cui consiglieri sono eletti dalla popolazione tra candidati provenienti dalla società civile (i candidati non devono ricoprire cariche pubbliche elettive o far parte di organi esecutivi di enti locali o territoriali). I forum possono esprimere pareri, proposte o richiedere incontri con l’amministrazione comunale e organizzar e iniziative ed eventi per coinvolgere la cittadinanza del territorio. Comune di Lugo (ab. 31603). Il mandato è scaduto nel 2009. Hanno le “Consulte di Decentramento”. Contano 16 consulte di cui 5 corrispondenti ai 5 quartieri del capoluogo e 11 corrispondenti a centri o nuclei abitati. Attraverso le Consulte di Decentramento promuove e sostiene la partecipazione dei cittadini alla, formazione delle scelte, della gestione dei servizi ed al controllo sulle attività dell' amministrazione pubblica. Organi di ogni consulta sono: il Comitato della Consulta (organismo di partecipazione, con funzioni consultive, propositive e di gestione) ed il Presidente della Consulta (organo di Governo della Consulta; rappresenta il comitato nei rapporti istituzionali con gli organi comunali e con i terzi . Hanno un “Regolamento per la nomina ed il funzionamento delle Consulte di Decentramento e dei Centri Civici” Sin dal 1960 nominati dei presidenti su varie zone del territorio. Le valli bonificate nel 700 diventarono frazioni. Le frazioni distano fino a 20 km dal centro di Lugo. Sono attive forme di partecipazione già dal 1965 (“Cittadinanza Attiva”). Hanno servizi decentrati: Trasferiti poteri, competenze e fondi per la soluzione di problematiche. Il trasferimento di fondi sulla carta anche se questi sono gestiti poi centralmente. (“Fare Comunità”). Sono attive sul territorio 246 associazioni. Non hanno un regolamento sulle associazioni. Misure in materia di decentramento e partecipazione – Sintesi delle esperienze
Il futuro del decentramento e della partecipazione ad Arezzo Toscana Comune di Pisa (ab. 89694). Hanno un “Regolamento per l' esercizio del diritto di partecipazione”. I consigli di circoscrizione sono decaduti nel 2008, ma nel mese di Febbraio del 2009 il consiglio ha approvato una modifica dello statuto comunale istituendo i Consigli territoriali di partecipazione, con funzione di consultazione e partecipazione. Il consiglio territoriale di partecipazione è composto da venti consiglieri nominati dal Consiglio Comunale con propria deliberazione. Ai Presidenti ed ai Consiglieri dei consigli territoriali di partecipazione non spetta alcuna indennità o gettone di presenza, nemmeno sotto forma di rimborso spese. Comune di Pistoia (ab. 84274). Il mandato scade nel 2012. Sono attive 3 circoscrizioni. La partecipazione è curata direttamente dall' ufficio del Sindaco e dai presidenti delle circoscrizioni. Le circoscrizioni non vengono coinvolte direttamente. Pensano a fine mandato di nominare un rappresentante di circoscrizione in C.C. senza diritto di voto. Verranno mantenuti i servizi al cittadino ed i segretari verranno probabilmente recuperati come responsabili delle unità operative. I servizi decentrati nelle circoscrizioni sono numerosi: polizia municipale, assistenti sociali, anagrafe, servizio isee, segnalazioni e richieste d' intervento, diritto allo studio, punto integrato comune inps, tariffe rifiuti, agevolazioni, permesso raccolta funghi, esenzioni tiket per reddito... Hanno un “Regolamento dell Consulte di Volontariato” Comune di Lucca (ab. 81862). La scadenza di mandato è nel 2012. Attualmente hanno istituiti 12 consigli. Hanno un regolamento di decentramento. Si occupa della partecipazione l' “Unità operativa assistenza agli Organi”. Vista la normativa che vede la chiusura delle circoscrizioni dal punto di vista istituzionale, è stata istituita un' apposita commissione consiliare (presidente dott. Luca Lucchesi). Hanno un rapporto strutturato con l' associazionismo “Regolamento rapporti con le associazioni e forme di sostegno” in cui sono stabilite le finalità, ambiti di applicazione, indirizzi, criteri e procedimenti per la concessione dei benefici. Comune di Grosseto (ab. 71263). Sono ad oggi costituite 8 circoscrizioni ed è operativo un ufficio decentramento. La partecipazione fa capo direttamente all' ufficio del Sindaco. Nel sito ufficiale del comune è stato creato un canale di comunicazione del cittadino grossetano. Hanno creato un “Filo diretto” con vari forum di interesse: forum amministrativi, forum di quartiere, forum ad iniziativa popolare. Il servizio sociale è l' ufficio competente per materia di associazionismo. Comune di Massa (ab. 66769). Le circoscrizioni sono state abolite nel 2008. Comune di Carrara (ab. 65034). Il mandato scade nel 2012. Attualmente sono istituite 5 circoscrizioni. Servizi erogati: segnalazioni e rilascio di alcuni tipi di certificati anagrafici (solo per volontà dei singoli segretari). Organo soprattutto politico. Intenzione di chiudere le circoscrizioni. Intenzione di curare la partecipazione. Hanno il bilancio partecipativo in atto. Di quest' ultimo se ne occupa l' URP. Comune di Viareggio (ab. 61109). I consigli di circoscrizione sono decaduti nel 2008. Ad oggi nelle sedi delle circoscrizione vengono erogati numerosi servizi al cittadino. Es: circoscrizione 1 Torre del Lago: servizi demografici e di stato civile, caccia, servizio parcheggi, servizi sociali, occupazione di suolo pubblico, servizi scolastici, organizzazione di manifestazioni, gestione del mercato, ricezione di segnalazioni, sez. polizia municipale. Misure in materia di decentramento e partecipazione – Sintesi delle esperienze
Comune di Siena (ab. 52625). Ad oggi sono istituite 5 circoscrizioni di decentramento. Il mandato scade nel 2011. Hanno una commissione di C.C. che riguarda il decentramento. Sono attivi dal punto di vista della partecipazione. Hanno aperto la “Casa della Città” nel cuore del centro storico. Hanno così voluto rispondere ad una esigenza diffusa tra amministratori, forze economiche e sociali e cittadini di disporre di uno spazio specializzato di informazione, di dialogo e progettazione condivisa sulla città ed il territorio senese.. La “Casa della Città” intende favorire il coinvolgimento attivo della comunità urbana nel governo del territorio, sviluppando una molteplicità di iniziative che spaziano dalla comunicazione e documentazione dei principali strumenti di pianificazione già varati dall' amministrazione alla organizzazione di forum tematici, dibattiti e workshop su politiche, piani, programmi e progetti ancora in formazione, per finire con la “messa in rete” dei rappresentati delle istituzioni, dei portatori di interessi e, più in generale, dei cittadini, al fine di pervenire a visioni condivise sul futuro della città e su specifiche soluzioni progettuali.. La “Casa dell Città” ha una sala riunioni che permette di ospitare esposizioni periodicamente aggiornate di elaborati cartografici sulle trasformazioni urbane e sui programmi dell' amministrazione comunale ed una dimensione virtuale che permetterà la consultazione con un' alta tecnologia di risoluzione d' immagini. La “Casa della città” intende coniugare i processi partecipativi con un sistema di relazione costituito da operatori economici, studiosi o semplici “curiosi” che potranno correggere e aggiornare l' immagine di una città medioevale impegnata in mutamenti necessari ed inevitabili. Comune di Sesto Fiorentino (ab. 46054). L' art. 12 del nuovo regolamento degli Istituti di Partecipazione (29.09.2007) prevede la possibilità, per la Giunta Comunale, di istituire nuove forme di partecipazione e coinvolgimento dei cittadini, singoli o associati, definite Consulte Comunali. Ai sensi dell' art. 12, la G.C., ha predisposto le “Linee Guida per l' Istituzione delle Consulte Comunali” che indicano i criteri fondamentali a cui dovranno ispirarsi gli atti istituiti delle singole Consulte, che dovranno essere a loro volta approvati con delibere della Giunta Comunale Comune di Campi Bisenzio (ab. 37249). Si occupa della partecipazione e associazionismo direttamente lo staff del sindaco (Gabinetto del Sindaco). Hanno un “Regolamento sulla Partecipazione Consultazione Popolare Referendum” del 2002 ed un “Regolamento per il riconoscimento, la promozione e la valorizzazione delle libere forme associative e delle organizzazioni di volontariato”. Comune di Piombino (ab. 33925). Il comune di Piombino ha attualmente 4 circoscrizioni (Statuto Comunale del 12.09.97 art. 39‐47) . Sono dotati di un ufficio di decentramento e hanno svolto alcuni processi partecipativi per la riqualificazione di aree della città. Il Servizio Gabinetto del Sindaco e Comunicazione hanno istituito l' “House Organ” nel sistema di comunicazione locale. Alla luce delle riforme che hanno profondamente modificato gli assetti istituzionali ed i rapporti tra pubblica amministrazione e cittadini, questo servizio ha una funzione di trasparenza e visibilità dell' azione amministrativa, ma soprattutto di comprensione e partecipazione all' attività pubblica. Queste finalità (Legge 150/2000) vogliono promuovere dibattiti intorno a questioni rilevanti della vita pubblica, valorizzare il pluralismo e la partecipazione, rendere i propri interlocutori protagonisti attivi e non passive destinatari dell' informazione locale. Misure in materia di decentramento e partecipazione – Sintesi delle esperienze
Il futuro del decentramento e della partecipazione ad Arezzo Marche Comune di Pesaro (ab. 91086). Rinnovato il mandato nel giugno 2009. Hanno un “Regolamento degli Organismi di Rappresentanza del Territorio” (30.03.2009). Il Comune di Pesaro promuove lo sviluppo democratico della città attraverso una maggiore e più diretta partecipazione dei cittadini alle scelte ed alle decisioni. A questo fine ripartisce il proprio territorio e riconosce l' Associazione Consiglio dei Quartieri costituita in rappresentanza di ogni porzione di esso. Nelle finalità statutarie i Consigli dei Quartieri sono le associazioni costituite dagli eletti individuati dalla consultazione. Le finalità, il funzionamento e le norme statutarie sono indicate nel regolamento. Comune di Jesi (ab. 39224). In attuazione dello Statuto il Comune si è dotato di un “Regolamento sugli Istituti di Partecipazione e Consultazione dei Cittadini” che al Capo II disciplina i Forum civici.. L' art. 12 dello Statuto individua come titolari del diritto di partecipazione all' attività amministrativa tutti coloro che sono residenti sul territorio comunale e coloro che con esso abbiano un rapporto riconosciuto di lavoro, di studio o di utenza dei servizi. L' art. 13 dello Statuto commi 1° e 2° così recita: “il Comune partecipa alla vita democratica della città unitamente agli altri soggetti della comunità locale”. Il Comune, quale rappresentante degli interessi generali della collettività, ha un rapporto diretto con i cittadini singoli o associati. A tal fine si dota di regole, strutture ed Istituti di partecipazione e democrazia diretta che permettano di compiere democraticamente le scelte, consentendo, altresì, di decidere e governare.” Comune di Civitanova Marche (ab.38299). Hanno un assessorato alla Partecipazione e Decentramento. Hanno 7 Comitati di Quartiere. Sono istituiti in applicazione dello Statuto Comunale e costituiscono le circoscrizioni di decentramento previste all' art. 2,3,4 del Testo Unico sull' ordinamento degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000 e successive modifiche ed integrazioni). Funzione fondamentale dei comitati è promuovere e sostenere la partecipazione di base all' amministrazione locale. I consiglieri di Quartiere sono eletti dal Consiglio C. e rimangono in carica per la durata dello stesso; ai sensi dell' art. 38 dello Statuto Comunale, l' Assemblea dei Comitati è disciplinata da apposito Regolamento. Umbria Comune di Foligno (ab. 51130). Le circoscrizioni sono state abolite come organo istituzionale con le elezioni 2009. Hanno deliberato un “Regolamento per il Funzionamento delle Consulte di Quartiere” (2009). Le “Consulte di Quartiere” concorrono a rappresentare le esigenze della popolazione alla partecipazione ed alla consultazione degli organi comunali. Valorizzano le organizzazioni di volontariato, le associazioni ed altre formazioni sociali. In ambito di decentramento non sono mai stati erogati servizi ai cittadini. Comune di Spoleto (ab. 37889). Hanno un “Regolamento delle Funzioni e del Ruolo delle Consulte Comunali” già dal 1999 ultima revisione 2007. La Consulta Comunale, quale strumento di consultazione degli organi comunali, è chiamata in materia di programmazione e sviluppo economico, marketing territoriale, attività culturali, gestione delle risorse finanziarie. L' obbiettivo della Consulta Comunale è quello di individuare i nodi da sciogliere nel rapporto tra amministrazione e cittadini, facendo in modo di giungere a scelte il più possibile condivise e partecipate. Misure in materia di decentramento e partecipazione – Sintesi delle esperienze 9
Comune di Città di Castello (ab. 34889). Il Comune favorisce la partecipazione istituzionale delle Associazioni. Istituisce Consulte di settore ai sensi dello Statuto. Le Consulte assicurano la partecipazione diretta della comunità locale organizzata alla vita amministrativa, avanzando proposte ed esprimendo pareri. Le Consulte garantiscono agli organi del Comune l' ausilio delle competenze e delle conoscenze tecniche presenti nelle varie associazioni che operano nei singoli settori di attività. Ogni Consulta ha un' assemblea generale, formata dai rappresentanti delle Associazioni iscritte all' Albo. L' Assemblea generale elegge un Presidente ed un Direttivo. L' attività svolta ed i pareri espressi dalle Consulte di Settore sono coordinati dal Servizio Rapporti Istituzionali del Comune di Città di Castello. Basilicata Comune di Potenza (ab. 69060). Diritti e Partecipazione‐Comitati di Quartiere. Hanno rinnovato il mandato nel 2009. Hanno un “Regolamento dei Comitati di Quartiere” approvato 5.08.2008. Dei 21 comitati di quartiere ad oggi ne sono stati rinnovati 12. I comitati si fondano sull' attività resa volontariamente dai cittadini ed operano nel rispetto della normativa degli enti locali e dello statuto. Sono organismi territoriali, senza scopo di lucro, di partecipazione democratica di cittadini, che svolgono un ruolo consultivo e propositivo. Organi del Comitato di Quartiere: Assemblea Generale: cittadini residenti nel quartiere e cittadini regolarmente soggiornanti, cittadini che hanno attività o che rappresentano organizzazioni con sede nel quartiere; Direttivo: esprime la volontà collettiva dei cittadini, assicura la partecipazione Presidente: Rappresenta il Quartiere. Cura i rapporti con il Sindaco, la Giunta Comunale, Il Consiglio Comunale e i direttivi degli altri Comitati La prima seduta è convocata dal Dirigente comunale competente in materia di decentramento. Puglia
Comune di Lecce (ab. 89081). Allo scopo di favorire la partecipazione dei cittadini alle attività dell' Amministrazione locale il Comune di Lecce ha istituito le Consulte Comunali. “Regolamento delle Consulte” (5.1.2007). Misure in materia di decentramento e partecipazione – Sintesi delle esperienze
Comune di Campi Bisenzio: “Regolamento sulla Partecipazione Consultazione Popolare Referendum”; Comune di Carpi: “Regolamento della Partecipazione Politica”; Comune di Cesena: “Regolamento dei Quartieri” (Servizio Partecipazione), “Coordinamento del Volontariato. Statuto” (Settore Servizi Sociali); “Regolamento dei Quartieri” delibera n. 113 del C.C. Del 23.4.2009; Comune di Città di Castello: “Regolamento Istituti e Strumenti della Partecipazione Consultazione”, “Regolamento Associazionismo e Consulte di Settore” Comune di Civitanova Marche: “Regolamento dei Comitati di Quartiere” Comune di Cremona: Statuto Comunale, modificato nel 2009; Comune di Foligno: “Regolamento Consulte di Quartiere” 2009; Comune di Forlì (superiore a 100.000 ab) “Regolamento del Decentramento Comunale” delibera C.C. n. 66 del 6.4.2009; Comune di Imola: “Regolamento comunale dei Forum Territoriali” Comune di Jesi: “Regolamenti sugli Istituti di Partecipazione e Consultazione dei Cittadini”; Comune di Lecce: “Regolamento delle Consulte” Comune di Legnano: “Regolamento delle Consulte Territoriali Cittadine”; Comune di Lodi: “Regolamento Comunale per la Partecipazione all' Amministrazione Comunale dei Singoli Cittadini e delle loro Libere Forme Associative” Comune di Lucca: “Regolamento “Rapporti con le Associazioni e Forme di Sostegno”; Comune di Lugo: “Regolamento per la Nomina ed il Funzionamento delle Consulte di Decentramento e dei Centri Civici” Comune di Paderno Dugnano: “Statuto del Comune”, “Regolamento della Partecipazione Popolare”; Comune di Pesaro: “Regolamento sugli Organismi di Rappresentanza Territoriale”, “Modalità per lo svolgimento delle consultazioni per elezioni degli organismi di rappresentanza del territorio”; Comune di Piacenza: “Regolamento delle Consulte”; Comune di Pisa: “Regolamento per l' Esercizio del Diritto di Partecipazione”; “Consigli Territoriali di Partecipazione – Modifiche ed Integrazioni al Vigente Statuto Comunale”, Delibera del Consiglio Comunale del 26/02/2009 Comune di Pistoia: “Regolamento della Consulta del Volontariato”; Comune di Piombino: Appunti su “House Organ” Comune di Potenza: “Regolamento dei Comitati di Quartiere” Comune di Potenza: “Regolamento Comitati di Quartiere” delibera C.C. n. 88 del 5.8.2008 Comune di Reggio Emilia: “Politiche per il Decentramento e la Partecipazione”; Comune di Sesto Fiorentino: “Regolamento degli Istituti di Partecipazione”; “Linee Guida Istituzione delle Consulte Comunali” delibera di G.C. n. 1 del 2008; Comune di Spoleto: “Regolamento delle Funzioni e del Ruolo delle Consulte Comunali”; Comune di Udine: Decreto 126 del Sindaco del 6.11.2008 “Consiglieri Delegati di Quartiere”. Legautonomie, “Organismi di decentramento e legge finanziaria 2008: un primo bilancio della “riforma” delle circoscrizioni.” Indagine condotta nel 2009 e presentata al Convegno Nazionale su Decentramento e Partecipazione (Pesaro, 20 Marzo 2009) Misure in materia di decentramento e partecipazione – Sintesi delle esperienze
Comune Arezzo - Sintesi Decentramento in Altri Comuni by Domenico Bevilacqua21 viewsEmbedDownloadRead on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.Copyright: Attribution Non-Commercial (BY-NC)Download as PDF, TXT or read online from ScribdFlag for inappropriate contentMore informationShow less

References: art. 17
 art. 19
 art. 20
 art. 21
 art. 22
 art. 23
 art. 36
 art. 12
 art. 12
 art. 39
 art. 12
 art. 13
 art. 2
 art. 38