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Timestamp: 2019-11-20 15:05:55+00:00

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Il dirigente che non esercita il potere di attrbuirsi le ferie non ha diritto all'indennità sostituva (Lavoro) - 101Professionisti.it
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Nel rapporto di impiego alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, il mero fatto del mancato godimento delle ferie non da titolo ad un corrispondente ristoro economico se l'interessato non prova che esso e' stato cagionato da eccezionali e motivate esigenze di servizio o da cause di forza maggiore. Con specifico riferimento poi alla posizione del dirigente, si e' affermato (Sez. L, Sentenza n. 13953 del 16/06/2009 e Sez. L, Sentenza n. 11786 del 07/06/2005) che il dirigente che, pur avendo il potere di attribuirsi il periodo di ferie senza alcuna ingerenza del datore di lavoro, non eserciti il potere medesimo e non usufruisca quindi del periodo di riposo annuale, non ha il diritto all'indennita' sostitutiva delle ferie non godute, a meno che non provi la ricorrenza di necessita' aziendali assolutamente eccezionali ed obiettive ostative alla suddetta fruizione.
sul ricorso 22080/2008 proposto da:
(OMISSIS) S.P.A. (ora (OMISSIS) s.p.a.) P.I. (OMISSIS), in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in (OMISSIS), presso lo studio dell'avvocato (OMISSIS), che lo rappresenta e difende unitamente all'avvocato (OMISSIS), giusta delega in atti;
avverso la sentenza n. 712/2008 della CORTE D'APPELLO di FIRENZE, depositata il 25/5/2008 R.G.N. 261/2006;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 03/02/2015 dal Consigliere Dott. FRANCESCO BUFFA;
1. Con sentenza 18/7/08, la Corte d'appello di Firenze, confermando la sentenza 26/9/05 del tribunale di Pistoia, rigettava la domanda volta al pagamento dell'indennita' sostitutiva delle ferie non godute, ritenendo che, in quanto dirigente in posizione apicale, vincolato per contratto solo a non fruire di ferie in agosto settembre ed ottobre, il lavoratore aveva autonomia nella determinazione del periodo feriale.
3. Con il primo motivo di ricorso si deduce (ex articolo 360 c.p.c., n. 3), violazione dell'articolo 2109 c.c., e articolo 36 Cost., per avere trascurato che l'esclusione ferie in un dato periodo e' ingerenza idonea a far sorgere diritto ad indennita' sostitutiva.
Con il secondo motivo di ricorso si deduce (ex articolo 360 c.p.c., nn. 3 e 5) violazione dell'articolo 2697 c.c. e vizio di motivazione, per non aver considerato il riconoscimento di un numero di ferie residue in busta paga e in documenti dell'azienda.
Con il terzo motivo di ricorso si deduce (ex articolo 360 c.p.c., nn. 3 e 5) vizio di motivazione e violazione degli articoli 2109 cc e 36 Cost., per aver richiesto l'eccezionalita' delle ragioni di esclusione della fruizione delle ferie e per aver escluso che tali eccezionali situazioni possono riguardare anche lo svolgimento quotidiano ordinario della prestazione qualora vi sia un enorme carico di impegni.
4. Il primo motivo di ricorso e' infondato.
La giurisprudenza di legittimita' ha chiarito (Sez. L, Sentenza n. 4855 del 28/02/2014) che, nel rapporto di impiego alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, il mero fatto del mancato godimento delle ferie non da titolo ad un corrispondente ristoro economico se l'interessato non prova che esso e' stato cagionato da eccezionali e motivate esigenze di servizio o da cause di forza maggiore. Con specifico riferimento poi alla posizione del dirigente, si e' affermato (Sez. L, Sentenza n. 13953 del 16/06/2009 e Sez. L, Sentenza n. 11786 del 07/06/2005) che il dirigente che, pur avendo il potere di attribuirsi il periodo di ferie senza alcuna ingerenza del datore di lavoro, non eserciti il potere medesimo e non usufruisca quindi del periodo di riposo annuale, non ha il diritto all'indennita' sostitutiva delle ferie non godute, a meno che non provi la ricorrenza di necessita' aziendali assolutamente eccezionali ed obiettive ostative alla suddetta fruizione.
5. La sentenza impugnata ha evidenziato che gli accordi tra le parti, precludendo il godimento di ferie nei soli mesi da agosto ad ottobre, intendevano lasciare la piu' ampia liberta' di scelta al direttore sanitario nell'individuazione del periodo di ferie nei restanti nove mesi dell'anno; per altro verso, la corte ha escluso la ricorrenza di un diniego di ferie in passato da parte del datore o di qualsiasi contrasto per la fruizione di ferie, escludendo anzi che il ricorrente dovesse far domanda scritta.
6. Deve dunque rilevarsi l'autonomia di cui disponeva il ricorrente quale dirigente nell'assegnarsi le ferie. Infatti, con la sola esclusione del periodo estivo, il ricorrente aveva potere di scegliere lui quando godere di ferie, salvo necessita' aziendali eccezionali ostative della fruizione.
7. Il secondo motivo e' infondato. Non e' in questione infatti la maturazione di un dato numero di giorni di ferie o il mancato pagamento della retribuzione per il periodo di ferie (problemi rispetto ai quali l'indicazione delle ferie da fruire in busta paga puo' assumere valenza probatoria), ma le conseguenze della mancata fruizione delle ferie, sicche' si rientra nella problematica di cui al precedente motivo di ricorso.
8. Il terzo motivo e' infondato. La corte ha infatti correttamente valutato che la mancata fruizione delle ferie da parte del ricorrente e' dipesa in larga misura dalla presenza di impegni extralavorativi del ricorrente, che venivano svolti nell'ambito della sua attivita' libero professionale, per quanto talora negli stessi locali aziendali.

References: Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
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 articolo 360
 articolo 36
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 Sentenza 
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