Source: http://noiradiomobile.org/nessun-reato-bucare-il-pallone-ai-bambini-corte-di-cassazione-sezione-v-penale-sentenza-16-gennaio-2017-n-1786/
Timestamp: 2018-06-24 22:11:46+00:00

Document:
Nessun reato bucare il pallone ai bambini (Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 16 gennaio 2017, n. 1786). – Noi Radiomobile™
Home »News»Leggi dello Stato»Nessun reato bucare il pallone ai bambini (Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 16 gennaio 2017, n. 1786).
Nessun reato bucare il pallone ai bambini (Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 16 gennaio 2017, n. 1786).
Posted on 22 maggio 2018 26 maggio 2018 AuthorNoi RadiomobileLeave a comment
1. Con sentenza del 10 maggio 2012, il Tribunale di Salerno condannava P.M. alla pena di quattro mesi di reclusione per il delitto di atti persecutori, perché reiteratamente minacciava, aggrediva ed ingiuriava alcuni minorenni che facevano rumori nel cortile condominiale giocando con un pallone, intimando loro di non arrecare disturbo ed altresì tagliando con un coltello i palloni con i quali i bambini giocavano.
1.1 Preso atto che non è in discussione lo sviluppo degli accadimenti, mette conto soffermare l’attenzione sulla idoneità della minaccia, o violenza, spiegata, nella specie, dall’imputato per la determinazione dell’evento contemplato dall’art. 610 c.p..
1.2 È noto che l’oggetto di tutela del reato in questione è dato dalla libertà individuale, intesa come possibilità di determinarsi spontaneamente, secondo motivi propri.
1.3. Secondo la giurisprudenza di questa Corte, infatti, l’obiettività giuridica del delitto di violenza privata consiste nella tutela della libertà individuale come libertà di autodeterminazione e di azione (Sez. 5, n. 2283 del 11/11/2014 – dep. 16/01/2015, C, Rv. 26272701); perché attinga la soglia del penalmente rilevante, però, la violenza o la minaccia deve determinare una perdita o riduzione sensibile, da parte del soggetto passivo, della capacità di determinarsi ed agire secondo la propria volontà (Sez. 5, n. 3562 del 09/12/2014. – dep. 26/01/2015, Lillia, Rv. 262848).
Non ogni forma di violenza o minaccia, quindi, riconduce alla fattispecie dell’art. 610 c.p., ma solo quella idonea – in base alla circostanze concrete a limitare la libertà di movimento della vittima o influenzare significativamente il processo di formazione della volontà, incidendo su interessi sensibili del coartato.
A tanto conduce sia il principio di offensività, sia l’esigenza di confinare nel “giuridicamente indifferente” i comportamenti costituenti violazioni di regole deontologiche, etiche o sociali, inidonei – pur tuttavia – a rappresentare un reale elemento di turbamento per il soggetto passivo.
1.4 Alla luce di tali criteri, deve escludersi nella fattispecie concreta la sussistenza del reato contestato, poiché la condotta del P. era motivata, secondo lo stesso capo di imputazione, dal rispetto delle regole condominiali e se anche temporaneamente faceva allontanare i minori, non impediva loro di riprendere i giochi che disturbavano la quiete del P. .
← Previous Previous post: Niente licenziamento durante il primo anno del bambino (Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, Sentenza 11 gennaio 2017, n. 475).
Next → Next post: Alla condanna alla sola pena dell’ammenda non è ammesso il ricorso in appello ma bensì in Cassazione (Corte di Cassazione, Sezione I Penale, Sentenza 18 aprile 2018, n. 17442).

References: Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza