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Timestamp: 2019-03-26 02:42:57+00:00

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Avv. Raffaella Fossati
Tutela capacità patrimoniale
Aumento del capitale sociale con criptovalute: i criteri da rispettare
Le Sezioni Specializzate in materia di Impresa del Tribunale di Brescia con il decreto del 18 luglio 2018, in considerazione della funzione storica primaria del capitale sociale in chiave di garanzia nei confronti dei creditori, hanno indicato i criteri fondamentali da rispettare per poter effettuare un aumento di capitale sociale eseguito mediante l'esecuzione di conferimenti in criptovaluta, ossia: a) idoneità ad essere oggetto di valutazione in un dato momento storico; b) esistenza di un mercato del bene, presupposto di qualsivoglia attività valutativa, che impatta sul grado di liquidità dello stesso e sulla velocità di conversione in denaro; c) idoneità del bene ad essere bersaglio dell'aggressione da parte dei creditori sociali ossia l'idoneità ad essere oggetto di forme di esecuzione forzata.
Revoca del bancomat e segnalazione alla centrale rischi: la banca deve darne preavviso al cliente.
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 15500/2018 ha statuito che è illegittimo il comportamento tenuto dall'intermediario che non comunichi preventivamente al correntista l'intenzione di revocare la carta di debito e di farne segnalazione alla Centrale di Allarme Interbancaria.
Risponde di colpa lieve la banca che sbaglia a pagare l’assegno non trasferibile
La Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite con la recentissima sentenza n. 12477 del 21 maggio 2018 ha statuito che l'errore commesso nell'identificazione del legittimo portatore del titolo integra la responsabilità contrattuale della banca che è, dunque, tenuta al risarcimento del danno per colpa lieve, fino a prova contraria.
Contratto bancario: per ottenerne la nullità è necessario produrre il contratto di conto corrente
La Corte d’Appello di Brescia con la sentenza n. 534 del 27 marzo 2018 ha statuito che, in tema di contratti bancari, spetta al correntista l’onere di provare il contratto relativo al rapporto di conto corrente e non si può supplire alla mancata produzione né chiedendo alla banca un ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c. né chiedendo una consulenza tecnica d’ufficio.
Locazione: la proroga del contratto non si estende alla sublocazione
La Suprema Corte di Cassazione con la recente sentenza n. 6390 del 15 marzo 2018 ha sancito che: “nel caso in cui ad un contratto di locazione sia collegato, come contratto derivato, un contratto sublocazione avente ad oggetto, in quanto tale, totalmente o parzialmente, lo stesso bene oggetto del contratto principale, l'autonomia negoziale delle parti del contratto locatizio non si estende a disciplinare il regolamento negoziale del contratto derivato".
Sì al licenziamento via email durante il periodo di prova
La Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro con la sentenza n. 29753 del 2017 ha sancito che può bastare un messaggio di posta elettronica per licenziare il dipendente poiché il requisito della comunicazione per iscritto del licenziamento deve ritenersi assolto, in assenza della previsione di modalità specifiche, con qualunque modalità che comporti la trasmissione al destinatario del documento scritto nella sua materialità.
Cartella esattoriale: notifica via pec del file pdf è nulla!
La Commissione Tributaria Regionale della Campania con la sentenza n. 9464/2017 ha statuito che la notifica a mezzo pec necessita che il documento trasmesso rechi l’estensione .p7m. Infatti, solo in tal caso si sarebbe di fronte ad un vero e proprio documento informatico, immodificabile nel contenuto e certo della provenienza in quanto firmato digitalmente.
Qual è la rilevanza probatoria delle conversazioni Whatsapp? La Cassazione risponde!
La Corte di Cassazione, sez. penale, con la sentenza n. 49016/2017 ha statuito che: “le chat di whatsapp sono considerate affidabili e valide come prova all’interno del processo penale se viene acquisito anche il telefono”. Secondo gli ermellini, infatti, la registrazione delle conversazioni da parte degli interlocutori rappresenta effettivamente la memorizzazione di un fatto, cui si può disporre a fini probatori. L’unico accorgimento, al fine di controllare la paternità delle registrazioni e l’attendibilità di quanto documentato (essendo la chat di whatsapp una mera trascrizione), è quello di acquisire il supporto che la contiene e, dunque, il telefono.
Dipendente colto da malore: il datore di lavoro deve risarcire il danno se c’è stato ritardo nel prestare soccorso
La Suprema Corte di Cassazione con la recentissima sentenza n. 26751 del 13 novembre 2017 ha statuito che il ritardo determinato in parte dalla condotta del superiore gerarchico nel prestare soccorso ad un dipendente colto da malore è imputabile al datore di lavoro. Ed infatti, nel caso in cui ne consegua un danno al lavoratore, il datore di lavoro sarà tenuto al relativo risarcimento in solido con tutti i soggetti che hanno concorso a determinarlo.
Intervento operatorio ben eseguito ma inutile? Responsabilità sanitaria!
La Corte di Cassazione con la sentenza 12597/2017 ha statuito che, in tema di responsabilità per attività medico-chirurgica, in presenza di un intervento operatorio che - sebbene eseguito in conformità alle "leges artis" e non determinativo di alcun peggioramento della condizione patologica del paziente - non abbia prodotto alcun risultato di tipo terapeutico ricorre un inesatto adempimento della struttura per avere dato luogo ad una ingerenza priva di utilità nella sfera psico-fisica del paziente. Alla suddetta ingerenza consegue un danno di natura non patrimoniale ravvisabile sia nella limitazione del proprio agire, sofferta dal paziente per il tempo occorso per le fasi preparatorie, di esecuzione e postoperatorie dell'intervento, sia nella sofferenza derivante tanto da tale limitazione, quanto dalla successiva percezione della inutilità del trattamento subito.
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