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Possono obbligarmi a fare le ferie? | Bravi Bimbi
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Scritto da barbapapa, il 13/05/2010
(sia ben chiaro) si tratti di ferie maturate nell’anno precedente e che non siano state ancora interamente godute in quello successivo. E ciò tenuto conto del fatto che le ferie devono essere godute entro il termine di sei mesi dal 31 dicembre dell’anno precedente di maturazione del diritto alle ferie stesse.
Quanto al fatto di godere dei permessi giornalieri di allattamento (due ore al giorno), tale circostanza non incide per nulla sul godimento delle ferie, considerato che, trattandosi appunto di permessi, essi sono accordati per legge sul presupposto della sussistenza di un orario lavorativo giornaliero di otto ore.
Fonte: Avvvocato M.Battaglia
La legislazione a tutela della donna in gravidanza
I permessi di allattamento
11 commenti a “Possono obbligarmi a fare le ferie?”
15 Maggio, 2010 alle 8:46 am
Attenzione barbapapà, le aziende scalano 8 ore, ma è un errore.
Ne devono scalare 6, perchè l’allattamento vale anche durante le giornate in cui non si lavora!
Te lo dico perchè una mia collega ha girato mezzo mondo tra patronati ed inps ed alla fine le hanno dato ragione, quando si sta in ferie durante il primo anno di vita del bambino, comunque le ore da scalare sono 6, se serve trovo anche tutta la documentazione trovata dalla mia collega.
Adesso a me infatti stanno scalando 6 ore di ferie per le giornate in cui sono a casa.
E l’azienda è stata costretta a “restituire” le ore di ferie erroneamente tolte ad altre colleghe. E c’è stato anche un rimborso economico, perchè le ore di allattamento sono pagate di più.
15 Maggio, 2010 alle 9:27 am
Non ci risulta proprio Elisa. A meno che la tua amica non sia pagata “a ore” ma sarebbe alquanto bizzarro. Che contratto ha la tua collega?
15 Maggio, 2010 alle 2:38 pm
cavolo elisa, sono mamma da 6 mesi ed anch’io ho fatto 47 giorni di ferie e rientrerò in ufficio lunedì, ma anche a me hanno scalato le 8 ore giornaliere e non 6… devo quindi farmi rimborsare??????
15 Maggio, 2010 alle 2:43 pm
Vi giro la comunicazione che ci hanno mandato dall’inps:
OGGETTO: riposi giornalieri “per allattamento” di cui agli artt. 39 e ss. del D.Lgs. 151/2001 (già art. 10 della L. 1204/1971)
Riguardo al quesito posto si precisa quanto segue.
Premesso che la durata dei periodi di riposo per allattamento è determinata sulla base dell’orario giornaliero contrattuale di lavoro – in analogia a quanto previsto nella circ. 95 bis/2006, punto 7.1, si ritiene che, nell’arco della medesima giornata, la lavoratrice possa cumulare i riposi giornalieri (2 ore) con le ferie orarie (4 ore), anche laddove ciò comporti l’assenza totale dal lavoro per l’intera giornata.
Ad ogni buon conto si rinvia, per ogni ulteriore ed eventuale approfondimento, oltre che alla citata circolare n. 95bis/2006, alla circolare n. 48 del 7.03.1989 attuativa dell’orientamento interpretativo espresso in materia dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (vedi nota allegata alla circolare n.4256 del 16.05.1988).
19 Settembre, 2010 alle 9:18 pm
Grazie Elisa mi sa che devono rimborsare anche me! Grazie infinite
mammafaby ha detto:
27 Ottobre, 2010 alle 11:20 am
Gentile Elisa, anche a me stanno scalando 8 ore al giorno, ho chiamato il numero verde dell’inps ma non mi hanno saputo rispondere, l’operatrice ha detto di non avere sufficiente normativa in merito. Mi consigli di scrivere un quesito ? oppure mi dai qualche dritta tu (quale documentazione ha trovato la tua collega oltre alle già citate circolari la cui interpretazione lascia qualche margine di dubbio?). Grazie in anticipo
27 Ottobre, 2010 alle 3:18 pm
Se volete posso girarvi l’e-mail che la mia collega ha ricevuto dall’inps di cesena, oltre a quanto già scritto sopra, c’era l’allegato che magari copio e incollo qui di seguito, se ancora non dovesse essere sufficiente posso appunto girare l’e-mail completa.
SERVIZIO PRESTAZIONI ECONOMICHE DI
MALATTIA E MATERNITA’ E CONTROLLI
AI PRESIDENTI DEI COMITATI REG.LI
Articolo 10 della legge 1204/1971 – Riposi giornalieri.
ROMA, 7 marzo 1989 AI DIRIGENTI CENTRALI E PERIFERICI
CIRCOLARE N. 48 e, per conoscenza:
OGGETTO: Articolo 10 della legge 1204/1971 – Riposi giornalieri.
Come e’ noto, con circolare n. 134378 AGO del 31 agosto 1981 vennero
formite precisazioni circa la interpretazione e pratica applicazione
dell’art. 10 della legge 30 dicembre 1971, n. 1204, il quale, nel
prescrivere che “il datore di lavoro deve consentire alla lavoratrice
madre, durante il primo anno di vita del bambino, due periodi di riposo
anche cumulabili durante la giornata” precisa che “il riposo e’ uno solo
quanto l’orario giornaliero di lavoro e’ inferiore a sei ore”.
In tale occasione, veniva reso noto che, ai fini della determinazione
della durata del riposo da riconoscersi alla lavoratrice madre nell’ipotesi
in cui l’orario giornaliero di lavoro risultasse inferiore alle sei ore a
causa di eventi particolari e occasionali – quali ad esempio uno sciopero o
un breve permesso retribuito o meno – pur essendo contrattualmente previsto
un orario giornaliero superiore alle sei ore, occorreva aver riguardo al
lavoro effettivamente prestato e non, astrattamente, a quello
contrattualmente stabilito.
Con le predette istruzioni veniva, quindi, ulteriormente sottolineato
che, esclusa la fruibilita’ di alcun riposo nei casi di assenza per l’intera
giornata, il trattamento di maggior favore (e cioe’ la concessione di due
periodi di riposo giornaliero) non poteva essere riconosciuto, a
prescindere dalla causa determinante la riduzione dell’orario contrattuale
di lavoro, allorquando non fosse stata effettivamente espletata la prevista
durata della attivita’ lavorativa.
Corre, peraltro, l’obbligo di informare che la Suprema Corte di
Cassazione, con sentenze n. 7800 del 20 dicembre 1986 e n. 3187 del 2
aprile 1987, ha sancito che i riposi di cui trattasi, come convenuto tra le
parti, “non possono subire spostamenti o soppressioni in relazione a
particolari evenienze che in determinati giorni riducono la durata
dell’orario di lavoro. Pertanto il diritto a tali riposi, mentre non e’ ne’
escluso ne’ limitato quantitativamente dal fatto che la lavoratrice madre
abbia partecipato ad uno sciopero effettuato in ore diverse da quelle
stabilite per i riposi stessi, viene, invece, meno allorche’ queste
coincidono con lo sciopero, cui abbia aderito detta lavoratrice”.
Il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, sollecitato da
diversi Organismi sindacali (dei lavoratori e datoriali) ha reso noto, con
lettera n. 4256/1204/10 del 16 maggio 1988, che ad ogni buon fine si allega
in copia, di condividere tale orientamento, invitando gli Ispettorati del
lavoro ad attenersi all’orientamento stesso nel corso della loro azione di
Piu’ precisamente il Ministero medesimo ha testualmente articolato le
proprie disposizioni secondo i seguenti punti:
a) I riposi vengono concessi alla madre per salvaguardare la salute del
bambino: a questi fini essi devono essere fissati tassativamente in base
ad un accordo tra la lavoratrice e datore di lavoro o mediante
l’intervento dell’Ispettorato del Lavoro volto a contemperare le
esigenze proprie del regime biologico del bambino e quella della
b) In caso di sciopero che comporti l’astensione dal lavoro per l’intera
giornata non spettano alla lavoratrice i riposi giornalieri e nemmeno la
relativa indennita’;
c) In caso di sciopero parziale al quale partecipi la lavoratrice
interessata e che comprenda un orario in cui siano inclusi i periodi di
riposo, in precedenza fissati, i riposi non spetteranno e neanche la
relativa indennita’ da parte dell’INPS;
d) In caso di sciopero parziale che si svolga in un orario non coincidente
con quello fissato per il godimento dei riposi, la lavoratrice avra’
diritto ad usufruire dei riposi medesimi e beninteso della relativa
indennita’ da parte dell’INPS;
e) In caso di sciopero parziale, concernente un orario che coincida
parzialmente con quello fissato per il godimento dei riposi, la
lavoratrice avra’ diritto ad usufruire ad uno solo dei riposi medesimi ed
alla relativa indennita’;
f) I suddetti orientamenti sono applicabili anche in tutti gli altri casi
per i quali si verifichi la sospensione temporanea (totale o parziale)
della prestazione lavorativa e della retribuzione.
Tutto cio’ premesso, appare, quindi, chiaro che, secondo tale
orientamento, ai fini gia’ esplicitati in premessa deve prendersi a
riferimento l’orario contrattuale e non quello effettivamente svolto,
considerando pertanto, in via estensiva, utili (compresi, cioe’, nell’orario
giornaliero contrattuale), anche i permessi, retribuiti o meno, i permessi
sindacali, le ore di riposo per mensa, e simili.
Poiche’ l’orientamento di cui trattasi e’ praticamente diventato
operativo nei confronti delle aziende e degli Ispettorati del Lavoro, al
fine di evitare conflitti di competenze o difformita’ di applicazione della
legge, si dispone che nei songoli casi di specie le SAP dell’Istituto si
adeguino ai suesposti criteri, considerando superate, per quanto
incompatibili, le disposizioni precedentemente impartite in materia da
parte di questa Direzione Generale.
MINISTERO DEL LAVORO E DELLA Roma, 16.5.1988
DIREZIONE GENERALE DEI RAPPORTI Al FISAC-CGIL – Coordinamento CGIL
DI LAVORO – DIVISIONE VI di Roma e del Lazio
Prot.n. 4256/1204/10 Via del Corso n.307
(Riferimento 7/3/1988)
Via.le dell’Astronomia n.30
(Rif.1/8/1985)
e, p.c.: Agli ISPETTORI REGIONALI DEL LAVORO
Area Prestazioni di Maternita’
OGGETTO: Art.10 legge 1204/71. Riposi giornalieri in occasioni di scioperi
o altri eventi che comportino l’assenza dal lavoro per tutto o
parte dell’orario di lavoro
La FISAC-CGIL – Coordinamento donne di Roma e del Lazio – e la
Confindustria, hanno posto sotto differenti angolature il quesito relativo
al trattamento spettante alle lavoratrici aventi diritto ai riposi
giornalieri di cui all’articolo 10 L. 1204/71, in caso di partecipazione a
sciopero, in particolare a sciopero di durata inferiore all’intera giornata
L’articolo citato, come e’ noto, stabilisce che le lavoratrici, durante
il primo anno di vita del bambino, hanno diritto a due riposi giornalieri
di un’ora ciascuno, anche cumulabili durante la giornata, il riposo e’ unico
quando l’orario giornaliero e’ inferiore alle sei ore.
Cio’ premesso, la soluzione del quesito proposto, comporta l’esigenza di
determinare a quale orario di lavoro debba farsi riferimento per stabilire
la ricorrenza o meno del diritto ai riposi, ad entrambi o ad un solo: se
all’orario “tabellare” vale a dire quello normalmente praticato
dall’impresa, ovvero a quello “effettivo”, cioe’ le ore di lavoro realmente
prestate nella giornata di riferimento.
Questo secondo orientamento e’ suffragato da numerose sentenze della
giurisprudenza di merito che prevedono il diritto ai riposi e la
corresponsione dell’indennita’ in rapporto al lavoro prestato.
Peraltro con alcune recenti sentenze la Corte di Cassazione ha
consolidato, in contrasto con la giurisprudenza di merito, un differente
orientamento che riconosce alla lavoratrice il diritto a riposo ex art.10
in relazione all’orario giornaliero normale e non gia’ al numero di ore di
lavoro effettivamente prestato nelle singole giornate. La Suprema Corte
rileva che i riposi di cui all’art.10 sono fissati con accordo tra la
lavoratrice ed il datore di lavoro, ovvero, in mancanza d’intesa,
dall’Ispettorato del Lavoro.
Tali riposi cosi’ determinati non devono subire spostamenti o
soppressioni in relazione ad evenienze particolari che modifichino o
riducano la durata dell’orario normale. La Cassazione afferma dunque in
modo incontestabile il principio secondo cui i riposi sono deputati alla
cura del bambino, e pertanto una volta fissati, determinano fasce orarie
rigide che non possono subire modifiche pena la compromissione
dell’equilibrio alimentare del bambino. La modulazione temporale dei
permessi deve quindi prescindere dalle concrete evenienze attinenti
all’orario giornaliero di lavoro.
Consegue che in caso di sciopero per alcune ore dell’orario giornaliero
normale la lavoratrice ha diritto a godere del riposo e della relativa
indennita’ qualora questi non coincidono in concreto con il periodo di
volontaria astensione dal lavoro (Cass.Sez. Lav. 20.12.1986, n.7800).
Con la piu’ recente sentenza n.3187 del 2.1.1987 la Cassazione Sez.Lav.
ha ribadito integralmente quanto precedentemente affermato, stabilendo
altresi’ che spetta all’INPS provare il fatto estintivo della propria
obbligazione assistenziale in casi in cui le lavoratrici abbiano
partecipato ad uno sciopero svoltosi nell’orario comprendente i riposi.
Per concludere si ritiene di poter esprimere i seguenti orientamenti.
ad un accordo tra lavoratrici e datori di lavoro o mediante l’intervento
dell’Ispettorato del Lavoro volto a contemperare le esigenze proprie del
regime biologico del bambino e quello della produzione;
lavoratrice avra’ diritto ad usufruire ad uno solo dei riposi medesimi e
della relativa indennita’;
per i quali si verifica la sospensione temporanea (totale o parziale)
Si invitano gli Ispettori del Lavoro, cui la presente e’ diretta per
conoscenza, ad attenersi all’orientamento suesposto nel corso della loro
azione di vigilanza.
3 Gennaio, 2011 alle 6:09 pm
Ciao Elisa, sono alla mia seconda gravidanza e già sto pensando al mio rientro al lavoro.. Sono entrata per caso in questo blog ed ora vorrei chiederti maggiori informazioni sulla storia delle ore di allattamento. Con il primo bimbo mi vennero scalate sempre otto ore, nonostante i permessi di legge. Vorrei arrivare preparata a questo secondo rientro. Puoi darmi un aiuto e dirmi come tu e la tua collega vi siete mosse? Vorrei evitare le lunghe ed inconcludenti sedute all’inps. Vorrei quanto meno andare preparata. Grazie mille!
Mapya ha detto:
4 Dicembre, 2012 alle 10:05 pm
sono madre di due gemelli nati in febbraio 2012,sono stata prima in maternità arischio poi obbligatoria e infine in facoltativa. Avrei dovuto rientrare a lavorare i primi di dicembre facendo 4 ore di lavoro e 4 di allattamento (2 ogni bimbo) ma il mio simpatico datore dilavoro mi sta obbligando a fare tutte le ferie residue sia quelle del 2011 che quelle maturate nel 2012 ..possono farlo?io nn sono d’accordo perchè poi mi troverei in grosse difficoltà quando mi serviranno dei permessi per i miei bimbi..e poi sinceramente mi sta davvero su sta cosa che nn posso usufruire dell’allattamento..mi aiutate per favore? mi possono obbligare a fare le ferie ole devo chiedere io?
16 Giugno, 2014 alle 12:34 pm
qualcuno ha notizie aggiornate in merito ?

References: art. 10

Articolo 10
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