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Timestamp: 2018-03-23 22:49:36+00:00

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REGOLAMENTO SULLA CONTRIBUZIONE ALLA CASSA GEOMETRI
EDIZIONE AGGIORNATA CON LE MODIFICHE E LE INTEGRAZIONI (EVIDENZIATE IN NERETTO) DELIBERATE DAL COMITATO DEI DELEGATI NELLE SEDUTE DEL 22 MAGGIO E 27 NOVEMBRE 2002, ED APPROVATE DAI MINISTERI VIGILANTI.
regolamento aggiornato scaricabile in formato pdf
ART. 1 - Contributo soggettivo
1.1 Il contributo soggettivo obbligatorio a carico di ogni iscritto alla Cassa è pari alle seguenti percentuali del reddito professionale netto prodotto nell'anno precedente, quale risulta dalla relativa dichiarazione ai fini dell'IRPEF:
a) reddito sino ad Euro 74.350,00: 10 per cento;
b) reddito eccedente Euro 74.350,00: 3,5 per cento.
1.2 È in ogni caso dovuto un contributo minimo di Euro 1.395,00.
1.3 Il contributo di cui al primo comma è dovuto anche dagli iscritti soci di società di ingegneria ex lege n. 415/98 o comunque società di capitali che svolgono attività tecnico-ingegneristiche da calcolarsi sugli utili percepiti.
1.4 Il contributo di cui al comma 1 è dovuto anche dai pensionati che godano di pensione a carico della Cassa e che proseguano nell'esercizio della professione. In questo caso il contributo minimo di cui al comma 2 del presente articolo è ridotto ad 1/3.
1.5 Per i geometri che iniziano la professione e che si iscrivono per la prima volta alla Cassa il contributo di cui sopra è ridotto ad 1/3 per i primi due anni di iscrizione e a 2/3 per i successivi tre anni. Tale beneficio è riconosciuto fino al compimento del trentesimo anno di età. Per i geometri praticanti iscritti alla Cassa è dovuto il solo contributo minimo determinato nella misura di 1/3 della contribuzione soggettiva obbligatoria minima.
1.6 Il contributo soggettivo è deducibile dal reddito complessivo ai fini IRPEF alle condizioni previste dall'art. 10, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 597 e successive modificazioni.
1.7 Tutti gli importi previsti dal presente articolo sono riferiti all'anno 2002; per gli anni successivi si applicano le disposizioni di cui agli art. 4 e 5.
ART. 2 - Contributo integrativo
2.1 Gli iscritti all'Albo dei geometri devono applicare una maggiorazione percentuale su tutti i corrispettivi rientranti nel volume annuale d'affari ai fini dell'IVA, ripetibile sul committente, e versarne alla Cassa l'ammontare indipendentemente dall'effettivo pagamento da parte di quest'ultimo.
2.2 Le associazioni o società di professionisti e similari devono applicare la maggiorazione per la quota di competenza di ogni associato iscritto all'Albo dei geometri. L'ammontare complessivo annuo delle maggiorazioni obbligatorie dovute alla Cassa dal singolo professionista è calcolato sulla quota del volume d'affari dell'associazione o società corrispondente pari alla percentuale sugli utili spettanti al professionista stesso.
2.3 Le società di ingegneria ex lege n. 415/98 o comunque le società di capitali di cui facciano parte i geometri che svolgono attività tecnico-ingegneristiche sono tenute ad applicare la maggiorazione di cui al comma 1 sull'attività professionale svolta e a versarne il relativo ammontare alla Cassa.
2.4 Gli iscritti alla Cassa sono annualmente tenuti a versare, per il titolo di cui al comma 1, un importo minimo corrispondente a quello risultante dall'applicazione della percentuale ad un volume d'affari pari a otto volte il contributo minimo di cui all'art. 1, comma 2, dovuto per l'anno stesso.
2.5 Salvo quanto disposto dall'art. 4, comma 5, la maggiorazione percentuale è stabilita nella misura del 4 per cento.
2.6 La maggiorazione percentuale ed il volume di affari di cui al comma 1 si riferiscono esclusivamente ai corrispettivi relativi all'esercizio dell'attività professionale. Il contributo integrativo, che non è soggetto ad IRPEF e che non concorre alla formazione del reddito professionale è disciplinato, ai fini dell'applicazione dell'IVA, dall'art. 16 del D.L. 23 febbraio 1995, n. 41, convertito in legge 22 marzo 1995, n. 85
ART. 3 - Agevolazioni per i nuovi diplomati
3.1 L'importo minimo di cui alle disposizioni dell'art. 2, comma 4, non si applica nei confronti dei geometri che iniziano la professione e che beneficiano della riduzione prevista dall'art. 1, comma 5.
ART. 4 - Variabilità dei contributi
4.1 Le percentuali e il contributo minimo di cui all'art. 1, commi 1 e 2, devono essere aumentati quando la misura delle entrate annue complessive non è sufficiente, in relazione all'ultimo bilancio consuntivo, a coprire tutte le uscite e alla integrazione della riserva legale.
4.2 Le percentuali possono essere diminuite, se le risultanze del bilancio tecnico di cui al successivo comma 3 lo consentono, quando le entrate complessive superano del 10 per cento la somma delle uscite e degli accantonamenti per la riserva legale, oppure quando la riserva legale ha raggiunto almeno l'ammontare di cinque annualità delle pensioni erogate.
4.3 Le suddette percentuali ed il contributo minimo possono essere variati altresì in relazione alle risultanze del bilancio tecnico che dovrà essere redatto nei termini previsti dal comma 4 dell'art. 20 dello Statuto, tenendo conto anche della riserva legale.
4.4 La percentuale ed il contributo minimo di cui all'art. 1, commi 1 e 2, possono essere variati annualmente con la procedura prevista dall'art. 3, comma 2, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, con effetto dalla data stabilita dalla delibera.
4.5 La percentuale di cui all'art. 2 non può eccedere il 5 per cento e può essere variata annualmente con la procedura prevista dall'art. 3, comma 2, del D. lgs. 30 giugno 1994, n. 509, con effetto dal 1° gennaio dell'anno successivo.
4.6 I provvedimenti di cui ai commi precedenti sono adottati su proposta del Consiglio di Amministrazione della Cassa e sono resi noti tramite la stampa di categoria, oltre che pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.
4.7 Ai fini dell'equilibrio della gestione rimane fermo quanto disposto dal presente articolo.
ART. 5 - Rivalutazione dei redditi e dei contributi
5.1 Con la procedura prevista dall'art. 3, comma 2, del D. lgs. 30 giugno 1994, n. 509, con la stessa decorrenza e nella stessa misura di cui all'art. 25, commi 1 e 3 del Regolamento per l'attuazione delle attività di previdenza ed assistenza, sono adeguati i limiti di reddito di cui all'art. 1, comma 1, nonché il volume di affari professionale di cui all'art. 3, comma 8, del Regolamento di Previdenza con arrotondamento ai 50 Euro più vicini e il contributo minimo di cui all'art. 1, comma 2 con arrotondamento dei relativi importi ai 5 Euro più vicini.
ART. 6 - Comunicazioni obbligatorie alla Cassa
6.1 Gli iscritti agli Albi dei geometri devono comunicare, nei termini e con le modalità di cui ai successivi artt. 10 e 15, l'ammontare del reddito professionale di cui all'art. 1 dichiarato ai fini dell'IRPEF per l'anno precedente nonché il volume complessivo di affari di cui all'art. 2 dichiarato ai fini dell'IVA per il medesimo anno. La comunicazione deve essere inoltrata anche se le dichiarazioni fiscali non sono state presentate o sono negative, e deve contenere gli elementi previsti ai successivi artt. 13 e 14.
6.2 Relativamente al volume di affari dei partecipanti a società o ad associazioni di professionisti e similari, si applicano i criteri di cui all'art. 2, comma 2. Le società di ingegneria ex lege n. 415/98 o comunque le società di capitali che svolgono attività tecnico-ingegneristiche di cui facciano parte i geometri devono comunicare alla Cassa, nei termini e con le modalità di cui al comma 1, il volume di affari complessivo della società stessa, nonché la quota parte derivante dall'attività professionale svolta.
6.3 In caso di morte, la denuncia di cui al comma 1, ove non sia stata presentata dall'iscritto, deve essere prodotta dai superstiti, così come definiti dall'art. 1 del Regolamento per l'attuazione delle attività di previdenza ed assistenza, o dagli eredi, entro due mesi dalla data in cui ne ricevono la richiesta da parte della Cassa, salvo maggiori termini di legge.
6.4 Chi non ottemperi all'obbligo di comunicazione di cui ai precedenti commi o effettui una comunicazione infedele è tenuto a versare alla Cassa, oltre ai contributi evasi, una sanzione pari ai contributi stessi. La sanzione per omessa denuncia o infedele dichiarazione non potrà comunque essere inferiore al 40 per cento dell'importo del contributo minimo di cui all'art. 1, comma 2.
6.5 Le sanzioni di cui al precedente comma sono ridotte a :
- 1% se la dichiarazione viene inoltrata o rettificata entro i primi tre giorni;
- 5% se la dichiarazione viene inoltrata o rettificata tra il quarto e il trentesimo giorno;
- 25% se la comunicazione o la rettifica è inoltrata entro novanta giorni dalla scadenza del termine, fermo il disposto di cui all'art. 7, comma 1.
6.6 L'omissione, il ritardo superiore a novanta giorni e l'infedeltà della comunicazione, non seguita da rettifica nel termine di cui sopra, costituiscono grave infrazione disciplinare, che comporta in caso di recidiva la cancellazione dall'Albo.
6.7 Il Consiglio del Collegio professionale competente, su richiesta della Cassa, è tenuto ad adottare provvedimento di cancellazione dall'Albo con i termini e la procedura previsti dall'art. 12 del regio decreto 11 febbraio 1929, n. 274.
6.8 L'interessato può interrompere la procedura, in ogni momento prima dell'adozione della deliberazione collegiale di cancellazione, presentando la denuncia anche se oltre i termini.
6.9 Si intende ritardata la denuncia presentata o spedita a mezzo lettera raccomandata entro il novantesimo giorno della data fissata dal comma 1 per la presentazione.
6.10 Trascorso il termine di cui al precedente comma, la denuncia si intende omessa a tutti gli effetti.
6.11 Si intende infedele la denuncia resa alla Cassa in difformità con quanto dichiarato ai competenti uffici ai fini IRPEF o ai fini IVA.
6.12 Il Consiglio di Amministrazione della Cassa predispone il modulo col quale deve essere inoltrata la comunicazione e devono essere autoliquidati i contributi, e stabilisce con Regolamento le modalità per l'applicazione del presente articolo e dell'art. 8.
6.13 Entro il mese di gennaio di ciascun anno i Consigli dei Collegi devono comunicare alla Cassa l'elenco delle variazioni degli iscritti agli Albi. Il Consiglio di Amministrazione della Cassa determina le modalità e i termini per le comunicazioni di cui al presente comma.
6.14 La Cassa ha diritto in ogni momento di ottenere dai competenti uffici delle imposte dirette e dell'IVA informazioni concernenti gli iscritti all'Albo ed i pensionati a carico della Cassa.
6.15 Se il diritto a pensione matura prima della scadenza della dichiarazione annuale dei redditi, è consentito presentare una dichiarazione provvisoria del reddito soggetto ad IRPEF percepito nell'ultimo anno, con l'obbligo di presentare la dichiarazione definitiva nei termini, nelle forme e con gli effetti previsti nel presente articolo.
6.16 Termini e modalità di compilazione e inoltro delle comunicazioni di cui al comma 1 possono essere modificati per motivate esigenze con deliberazione del Consiglio di Amministrazione della Cassa.
ART. 7 - Riduzione delle sanzioni
7.1 Le sanzioni previste dall'art. 6, comma 4, per le dichiarazioni infedeli sono ridotte della metà, anche se applicate nella forma minima, in caso di rettifica spontanea o di adesione, entro 60 gg. dalla notifica, alla rettifica d'ufficio dei redditi dichiarati ai fini IRPEF ed IVA nel mod. 17, accompagnata dal contestuale pagamento delle somme dovute per contributi evasi e sanzioni, maggiorate di interessi ed oneri in conformità all'art. 8, comma 4.
7.2 Tale riduzione è applicabile inoltre nei confronti dell'iscritto all'Albo inadempiente per impossibilità o impedimento derivante da malattia, calamità naturali od altre cause riconosciute dal Consiglio di Amministrazione della Cassa.
7.3 L'entità della riduzione potrà essere maggiorata, nei casi di cui al comma 3, tenendo conto della recidività nelle infrazioni nonché in relazione alla entità del ritardo nella presentazione della comunicazione.
7.4 Le sanzioni di cui all'art. 6, comma 4, relative alla omessa, tardiva od infedele comunicazione alla Cassa, non si applicano nei confronti degli eredi degli iscritti deceduti, anche se notificate alla data di entrata in vigore delle presenti modifiche. Si escludono le situazioni debitorie, a tale titolo già definite, i cui pagamenti non sono ripetibili.
ART. 8 - Pagamento dei contributi
8.1 I contributi minimi di cui all'art. 1, comma 2 e all'art. 2, comma 4, sono riscossi in due rate scadenti il 31 maggio e 31 luglio dell'anno di riferimento, mediante ruoli, bollettini postali e/o bancari o con qualsiasi altra modalità di riscossione idonea a garantire anche le procedure di riscossione coattiva delle morosità.
8.2 Le eventuali eccedenze rispetto al contributo minimo di cui all'art. 1, commi 1 e 4 e art. 2, comma 4, dovute dagli iscritti alla Cassa e l'intera contribuzione integrativa dovuta dalla società di ingegneria ex lege n. 415/98 o comunque società di capitali tecnico-ingegneristiche sono versate contestualmente alla comunicazione di cui all' art. 6, comma 4, entro il 15 settembre di ogni anno e comunque non prima di trenta giorni dal termine per la dichiarazioni annuali IRPEF per il contributo soggettivo ed IVA per il contributo integrativo.
8.3 I pagamenti di cui ai commi precedenti, possono prevedere anche la possibilità di rateizzazione delle somme dovute con applicazione di interessi, la cui misura è stabilita dal Consiglio di Amministrazione.
8.4 Il ritardo nei pagamenti di cui ai commi precedenti comporta la maggiorazione di cui all'art. 31 su quanto dovuto per ciascuna scadenza e l'obbligo del pagamento degli interessi di mora, nella stessa misura prevista per le imposte dirette.
8.5 Nei casi di omessa, ritardata o infedele comunicazione alla Cassa, gli interessi di mora decorrono dal 1° gennaio dell'anno in cui deve essere eseguita la comunicazione, e sono dovuti anche sulle somme di cui all'art. 6, comma 4.
8.6 La Cassa può provvedere alla riscossione dei contributi insoluti, e in genere delle somme e degli interessi di cui al presente articolo e all'art. 6 a mezzo di ruoli da essa compilati, resi esecutivi in conformità alle vigenti disposizioni di legge e da porre in riscossione secondo le norme previste per la riscossione delle imposte dirette.
8.7 Ai fini della riscossione la Cassa può in ogni tempo giovarsi della conoscenza degli imponibili legittimamente acquisita.
8.8 Date e modalità di pagamento e di riscossione possono essere modificate per motivate esigenze con deliberazione del Consiglio di Amministrazione della Cassa.
ART. 9 - Soggetti obbligati alla comunicazione
9.1 La comunicazione di cui all' art. 6 deve essere resa da tutti coloro che nell'anno di competenza risultano iscritti agli Albi professionali dei geometri.
9.2 La comunicazione di cui all'art. 6, comma 2, deve essere presentata dalle società di ingegneria ex lege n. 415/98 o comunque dalle società di capitali tecnico ingegneristiche costituite da soci geometri iscritti all'Albo nell'anno di competenza.
ART. 10 - Termine per l’invio della comunicazione
10.1 Il termine per l'invio o la presentazione della comunicazione di cui all'art. 6 è fissato per il 15 settembre di ogni anno e comunque non prima di trenta giorni dal termine fissato per la presentazione della dichiarazione dei redditi ai fini dell'IRPEF.
10.2 Per qualsiasi modifica o slittamento della data iniziale o finale si applicano direttamente od in via analogica le disposizioni riguardanti le dichiarazioni annuali IRPEF.
10.3 Ove disposizioni di carattere particolare stabiliscano scadenze differenziate in riferimento alle denunce ai fini IRPEF, il Consiglio di Amministrazione potrà adottare specifiche norme di applicazione ed unificazione dei termini per le comunicazioni alla Cassa.
ART. 11 - Pubblicità delle modalità di comunicazione
11.1 La Cassa può dare pubblicità dei termini e delle modalità per le comunicazioni con l'utilizzo dei quotidiani a diffusione nazionale ovvero disporre la pubblicazione sulla propria rivista o sulla stampa di categoria di avvisi riportanti i suddetti termini e le modalità di comunicazione, nonché sul sito Internet.
ART. 12 - Modulo per la comunicazione
12.1 La comunicazione di cui all'art. 6 deve essere redatta sull'apposito modulo predisposto dal Consiglio di Amministrazione della Cassa sia per gli iscritti che per le società di ingegneria.
12.2 La Cassa provvede a spedire, in tempo utile, prima della scadenza del termine, il modulo per la compilazione della comunicazione ad ogni iscritto agli Albi dei geometri ed alle società di ingegneria, secondo i dati in possesso della Cassa oltre ad attivare la possibilità che il modello sia reperibile direttamente dall'apposito sito internet.
12.3 La Cassa provvede inoltre a spedire a ciascun Collegio dei geometri un certo quantitativo di moduli rapportato al numero degli iscritti.
12.4 Qualora i moduli non siano ancora pervenuti al Collegio venti giorni prima della scadenza del termine di cui al precedente art. 10, lo stesso Collegio dovrà richiedere immediatamente, per telegramma, una nuova spedizione e la Cassa provvederà a rispedirne il quantitativo necessario.
12.5 L'iscritto, che non abbia ricevuto il modulo, è tenuto a ritirarlo tempestivamente anche presso il Collegio dei geometri o presso la Cassa.
12.6 La mancata o intempestiva ricezione del modulo inviato dalla Cassa al singolo iscritto all'Albo od alla società di ingegneria non esonera comunque questi ultimi dall'obbligo di effettuare la prescritta comunicazione. La Giunta Esecutiva potrà ritenere valida la comunicazione non redatta sul modulo regolamentare, purché spedita o consegnata nei termini di legge e contenente tutti gli elementi essenziali di cui al successivo art. 13.
ART. 13 - Elementi essenziali della comunicazione
13.1 Sono elementi essenziali della comunicazione:
- la sufficiente identificazione del dichiarante;
- l'ammontare del reddito denunciato ai fini dell'IRPEF e del volume di affari ai fini IVA.
13.2 Nel caso di omissione della sottoscrizione, di compilazione incompleta del modulo o di errore scusabile nella redazione dello stesso, nonché di invio telematico della denuncia non accompagnata dal documento originale su supporto cartaceo il dichiarante, su eventuale richiesta della Cassa a mezzo raccomandata A.R., è tenuto ad integrare la suddetta dichiarazione a mezzo raccomandata da spedirsi nel termine perentorio di trenta giorni dalla data di ricevimento della richiesta stessa.
13.3 Nel caso di mancato riscontro con i chiarimenti richiesti, la dichiarazione incompleta, errata o non sottoscritta verrà ritenuta omessa a tutti gli effetti di legge.
ART. 14 - Contenuto della comunicazione
14.1 Il modulo, oltre ai dati essenziali previsti al precedente art. 13 e in conformità con le indicazioni dei successivi articoli, può contenere anche la richiesta dei seguenti dati:
a) sede del domicilio fiscale;
c) partita IVA;
d) data di iscrizione all'Albo professionale;
e) data di iscrizione alla Cassa;
g) indicazioni di eventuali altre attività di lavoro autonomo o subordinato, imprenditoriale o commerciale svolte dal dichiarante;
h) iscrizione ad altre forme di previdenza obbligatoria;
i) eventuali ulteriori elementi necessari alla Cassa anche in conformità a quanto previsto dall'art. 46.
ART. 15 - Modalità di inoltro della comunicazione
15.1 I modelli debbono essere inviati alla Cassa a mezzo posta con raccomandata semplice, oppure consegnati alla Cassa stessa o al Collegio dei geometri di appartenenza che ne rilasciano ricevuta nominativa, numerata progressivamente e datata. I modelli relativi alle società di ingegneria dovranno essere inviati alla Cassa a mezzo posta con raccomandata semplice.
La Cassa può disporre che l'invio della comunicazione possa avvenire tramite Internet senza la trasmissione della documentazione cartacea e fatto salvo quanto previsto dal precedente art. 13, comma 2.
15.2 Ai fini dell'accertamento della tempestività dell'invio o della consegna, fa fede la data attestata dall'ufficio postale o riportata nella ricevuta rilasciata dalla Cassa o dal Collegio.
15.3 I Collegi nella gestione delle comunicazioni dei redditi alla Cassa si atterranno ai seguenti criteri:
a) all'atto del ricevimento delle comunicazioni dovranno effettuare le verifiche delle stesse, utilizzando i programmi predisposti e trasmessi dalla Cassa;
b) in caso di errata o incompleta compilazione avviseranno il presentatore, fermo restando l'obbligo del ricevimento della comunicazione anche se non rettificata o non completata;
c) alla presentazione della comunicazione i Collegi emetteranno ricevuta in triplice copia, nominativa, numerata progressivamente, datata e sottoscritta dal ricevente, annotando sul frontespizio della comunicazione la medesima numerazione progressiva riportata nella ricevuta. Una copia delle ricevute sarà consegnata al presentatore, una copia sarà inviata alla Cassa come alla successiva lettera e) e la terza copia sarà conservata agli atti dei Collegi;
d) i Collegi provvederanno a fotocopiare il frontespizio delle comunicazioni ricevute, conservando la copia degli atti;
e) nei dieci giorni successivi al termine legale di scadenza per la presentazione della comunicazione, i Collegi invieranno alla Cassa con plico raccomandato o assicurato:
- gli originali delle comunicazioni presentate dagli iscritti;
- le copie delle ricevute rilasciate come alla precedente lettera c);
- l'elenco numerato dei nominativi dei presentatori in duplice copia;
l'eventuale supporto (dischetto) in cui sono riportati i dati delle comunicazioni (vedi precedente lettera a));
f) la Cassa, a stretto giro di posta, restituirà ai Collegi una copia dell'elenco numerato dei nominativi dei presentatori, timbrato e sottoscritto per ricevuta;
g) salvo quanto previsto all'art. 40, commi 7 e 8 del presente Regolamento, le comunicazioni non presentate nel termine regolare, precisato nel precedente art. 6, non possono essere ricevute dai Collegi. Esse vanno spedite direttamente dall'interessato alla Cassa a mezzo raccomandata semplice.
ART. 16 - Reddito da comunicare
16.1 La comunicazione deve riguardare i redditi professionali imponibili relativi all'anno precedente e dichiarati ai fini dell'IRPEF nell'anno in corso per le prestazioni relative all'esercizio della libera professione.
16.2 Se il reddito dichiarato ai fini IRPEF è stato negativo, il dichiarante deve indicare "zero".
16.3 Per i professionisti associati o partecipanti a società professionali comunque costituite, nonché per i professionisti soci di società di ingegneria il reddito da dichiarare è quello di partecipazione, imputato al singolo professionista nella dichiarazione dei redditi presentata dall'associazione o dalla società, afferente le medesime, depurato dell'importo di altre eventuali quote di partecipazione relative ad attività diverse dall'esercizio della libera professione.
16.4 Nella ipotesi di redditi professionali prodotti, sia partecipando ad associazioni o società, sia in modo autonomo, il reddito da dichiarare è costituito dalla somma dei redditi dichiarati come reddito di partecipazione e di quelli dichiarati come reddito individuale.
ART. 17 - Volume d'affari da comunicare
17.1 La comunicazione di cui all'art. 6 deve contenere anche:
a) il volume d'affari relativo all'esercizio della libera professione denunciato ai fini dell'IVA con l'apposita dichiarazione annuale nell'anno in corso;
b) l'ammontare delle cessioni di beni ammortizzabili e delle operazioni di cui all'art. 17, comma 3, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 e successive modificazioni;
c) il volume d'affari non imponibile ai sensi dell'art. 2, ultimo comma per le fatture emesse (ai sensi dell'art. 5 del D.P.R. n. 633/72 nel testo modificato dal D.P.R. n. 24/79) per attività diverse dalle prestazioni professionali;
d) il volume annuale d'affari imponibile ai sensi dell'art. 2. L'importo da dichiarare è pari alla differenza fra il volume d'affari totale e quello non imponibile a - ( b+ c));
e) la sommatoria degli importi delle ricevute e fatture non assoggettate all'IVA purché concernenti attività professionali.
17.2 Per le società di ingegneria ex lege n. 415/98 o comunque società di capitali tecnico-ingegneristiche la comunicazione deve contenere l'indicazione del volume di affari di cui al precedente art. 6, comma 2.
ART. 18 - Determinazione dei contributi
18.1 La comunicazione annuale obbligatoria, ai sensi dell'art. 6, deve contenere anche la determinazione dei contributi dovuti nonché gli estremi dei versamenti effettuati.
18.2 A tale scopo, con il modulo vengono fornite opportune istruzioni per l'autoliquidazione dei contributi.
18.3 In apposita tabella viene indicato il modo di calcolare i contributi ed il modo con cui questi devono essere pagati.
18.4 In mancanza di espressa esenzione dagli oneri previdenziali stabilita per legge, la maggiorazione di cui all'art. 2, comma 1, deve essere applicata su tutte le parcelle, ricevute o fatture emesse dagli iscritti all'Albo dei geometri per prestazioni professionali comprese quelle occasionali anche se il professionista non è detentore di partita IVA o se la prestazione per cui viene chiesto il compenso non è assoggettabile all'IVA. Quanto sopra vale altresì per le parcelle, ricevute o fatture emesse da associazioni o società professionali e similari cui appartengano geometri iscritti all'Albo.
ART. 19 - Associazioni e società di professionisti
19.1 Coloro che esercitano la professione, partecipando ad associazioni di professionisti o società professionali comunque costituite, devono provvedere anche alla presentazione di una comunicazione relativa alla entità dei redditi ed al volume d'affari dell'intera associazione.
19.2 La Cassa predispone il modulo per le comunicazioni da parte delle associazioni fra professionisti o di altre forme di società esercenti l'attività professionale, anche di concerto con le altre Casse di Previdenza; il modulo va richiesto dai dichiaranti alla Cassa stessa o al Collegio di appartenenza.
19.3 Le comunicazioni devono essere inviate con le medesime modalità previste dall'art. 15.
ART. 20 - Contenuto del modulo associazioni o società di professionisti e delle società di ingegneria
20.1 Il modulo per le associazioni o società di professionisti e similari deve contenere:
a) la denominazione sociale (se esistente);
b) il cognome e nome di tutti gli associati con l'indicazione degli Albi professionali di iscrizione;
c) la sede dell'associazione o società di professionisti e similari;
d) il numero di partita IVA dell'associazione o società di professionisti e similari;
e) il numero di codice fiscale individuale, e matricola Cassa, dei singoli associati o soci iscritti all'Albo dei geometri.
20.2 Il modulo deve inoltre contenere la specificazione:
a) del volume d'affari dell'intera società o associazione;
b) del reddito netto imponibile complessivo della società o associazione;
c) della quota di competenza di ogni professionista iscritto all'Albo dei geometri.
20.3 Per le società di ingegneria ex lege n. 415/98 o comunque società di capitali tecnico-ingegneristiche il modulo deve contenere:
a) la denominazione sociale;
b) la sede della società;
c) il numero di partita IVA della società;
d) nominativo dei soci geometri con l'indicazione della matricola della Cassa.
20.4 Il modulo deve inoltre contenere:
a) l'indicazione dell'intero volume di affari della società;
b) del volume di affari complessivo dell'attività professionale dei soci geometri;
c) della quota di partecipazione del singolo socio geometra.
ART. 21 - Comunicazione tardiva
21.1 Si ha comunicazione "tardiva" ai sensi dell'art. 6:
a) se la comunicazione, non presentata né inviata nel termine di cui al precedente art. 10, viene resa in conformità al presente Regolamento entro e non oltre i successivi novanta giorni;
b) se la comunicazione presentata nei termini, ma da considerarsi "omessa" perché mancante di uno degli elementi essenziali di cui all'art. 13, viene sostituita da altra, resa in conformità al presente Regolamento, entro e non oltre i novanta giorni successivi al termine di cui all'art. 10;
c) se la comunicazione presentata nei termini, ma da considerarsi "infedele" ai sensi del successivo art. 23, viene sostituita da altra veritiera, resa in conformità al presente Regolamento, entro e non oltre i novanta giorni successivi al termine di cui all'art. 10.
21.2 Nella ipotesi di cui ai precedenti punti a) o b) si intende per "evasione" la sommatoria delle differenze fra i contributi dovuti in base alla comunicazione "tardiva" e quelli minimi iscritti a ruolo come contributo soggettivo e integrativo.
21.3 Nella ipotesi di cui al precedente punto c), si intende per evasione la sommatoria delle differenze fra i contributi dovuti in base alla comunicazione veritiera ma "tardiva" e quelli dovuti come contributo soggettivo e integrativo in relazione alla comunicazione resa nei termini.
ART. 22 - Comunicazione omessa
22.1 Si ha comunicazione "omessa" ai sensi dell'art. 6:
a) se la comunicazione non è stata presentata o inviata alla Cassa entro e non oltre i novanta giorni successivi al termine di regolare inoltro, anche se resa successivamente dall'iscritto spontaneamente, ai sensi dell'art. 6, comma 8;
b)se la comunicazione è resa nei termini regolari, ma priva di almeno uno degli elementi essenziali ai sensi del precedente art. 13.
22.2 In caso di comunicazione "omessa", ai sensi dei precedenti punti a) o b), si intende per "evasione" la sommatoria delle differenze fra i contributi dovuti in base alla dichiarazione "omessa" e quelli minimi iscritti a ruolo come contributo soggettivo e integrativo.
22.3 In caso di comunicazione omessa, si assume a tutti gli effetti, in via provvisoria, reddito pari a zero. Tale reddito, se non rettificato entro i termini di prescrizione di cui all'art. 45, con le modalità di cui all'art. 7, comma 1, sarà reso definitivo.
ART. 23 - Comunicazione infedele
23.1 Si ha comunicazione "infedele" ai sensi dell'art. 6 allorché sussistano entrambe le seguenti condizioni:
a) la denuncia resa alla Cassa sia difforme, per natura od entità del reddito professionale, da quanto dichiarato allo stesso titolo ai competenti uffici IRPEF o IVA o, comunque, non corrisponda al titolo di denuncia da effettuare ai sensi di legge;
b) la difformità nella dichiarazione possa determinare un vantaggio per l'iscritto e/o un danno reale (attuale, effettivo) o potenziale (futuro o possibile) alla Cassa.
23.2 In assenza di concomitanza delle condizioni di cui ai precedenti punti a) e b) non si ha "infedele" comunicazione.
23.3 In caso di comunicazione "infedele" si intende per "evasione" la sommatoria delle differenze fra i contributi dovuti in base alla dichiarazione veritiera, resa fuori termini o che doveva essere resa, e quelli dovuti come contributo soggettivo e integrativo in relazione alla comunicazione non veritiera.
23.4 Ove la comunicazione "infedele" sia sostituita da altra veritiera ai sensi del precedente art. 21, punto c), l'entità dell'evasione è determinata come dall'ultimo comma del citato art. 21.
ART. 24 - Sanzioni per comunicazione tardiva
24.1 In caso di comunicazione "tardiva", ai sensi del precedente art. 21 si applica una sanzione pari a:
a) 25% del contributo evaso con un minimo corrispondente al 10% dell'importo di cui all'art. 1, comma 2, relativo all'anno di comunicazione, più:
b) interessi sulla somma di cui sopra, calcolati in conformità all'art. 8, comma 4 e norme richiamate.
ART. 25 - Sanzioni per comunicazione omessa
25.1 In caso di comunicazione "omessa" ai sensi del precedente art. 22 la Cassa, in via provvisoria, applica una sanzione pari a:
a) 40% dell'importo di cui all'art. 1, comma 2, relativo all'anno in cui doveva essere resa la comunicazione, più:
b) interessi sulla somma di cui sopra calcolati in conformità all'art. 8, comma 4 e norme richiamate.
25.2 Allorché la Cassa, entro i termini di prescrizione di cui all'art. 45, verrà in possesso degli esatti dati fiscali reddituali legittimamente acquisiti, provvederà all'applicazione, in via definitiva, della ulteriore sanzione pari a:
a) differenza fra il contributo evaso (determinato come al precedente art. 22, comma 2) e l'importo di cui al precedente punto a), più:
b) interessi sulla somma di cui sopra calcolati in conformità all'art. 8, comma 4, e norme richiamate.
25.3 In caso di recidiva nella omissione della comunicazione non seguita da presentazione della stessa, anche fuori termini, la Cassa, oltre ad applicare le sanzioni di cui sopra, chiederà al Consiglio del Collegio al quale è iscritto il geometra l'adozione dei provvedimenti di cui all'art. 6, comma 5 e successivi.
ART. 26 - Sanzioni per comunicazione infedele
26.1 In caso di comunicazione "infedele" ai sensi del precedente art. 23 si applica una sanzione così determinata:
a) importo pari alla sommatoria dei contributi evasi come individuati al comma 3 del precedente art. 23 con minimo 40% del contributo di cui all'art. 1, comma 2, più:
b) interessi sulla somma di cui sopra calcolati in conformità all'art. 8, comma 4, e norme richiamate;
c) importo pari alla sommatoria delle maggiori somme versate in conseguenza della infedele dichiarazione.
26.2 In caso di recidiva nella infedele comunicazione, non seguita da rettifica, anche fuori termini, la Cassa, oltre ad applicare le sanzioni di cui sopra, chiederà al Consiglio del Collegio al quale è iscritto il geometra l'adozione dei provvedimenti di cui all'art. 6, comma 5 e successivi.
ART. 27 - Contributi minimi
27.1 I contributi minimi, previsti dall'art. 1, commi 1 e 2 e art. 2, sono dovuti dagli iscritti all'Albo nell'anno di competenza, indipendentemente dalla durata del periodo di iscrizione.
ART. 28 - Versamenti diretti del contributo integrativoi
28.1 Le eccedenze sul contributo integrativo minimo, dovuto dagli iscritti alla Cassa con esclusione dei neo-diplomati e l'intero importo per contributo integrativo, dovuto dagli iscritti alla Cassa neo-diplomati e dalle società di ingegneria o di capitali tecnico-ingegneristiche, relativo all'anno precedente devono essere versate, entro il 15 settembre di ogni anno e comunque non prima di trenta giorni dal termine per la dichiarazione annuale IVA, direttamente tramite c/c postale o forme equivalenti stabilite dal Consiglio di Amministrazione.
28.2 Tali importi devono essere versati anche da coloro che per qualsiasi causa si siano cancellati dall'Albo nell'anno in corso o precedente, o dai loro superstiti o eredi salvo quanto previsto dai successivi artt. 41 e 42.
28.3 Nel caso di appartenenza a società o associazioni di professionisti e similari, il pagamento del contributo integrativo deve essere effettuato da ogni singolo socio od associato, per l'importo di sua spettanza.
28.4 Il contributo integrativo è calcolato sul volume di affari prodotto nell'anno precedente a quello in cui deve essere eseguito il versamento diretto di cui al presente articolo.
ART. 29 - Versamenti diretti dei contributi soggettivi
29.1 Le eccedenze sui contributi minimi soggettivi devono essere interamente versate, entro il 15 settembre di ogni anno e comunque non prima di trenta giorni dal termine per la dichiarazione annuale IRPEF, direttamente tramite c/c postale o forme equivalenti stabilite dal Consiglio di Amministrazione, da tutti gli iscritti agli Albi dei geometri al 1° gennaio dell'anno della comunicazione; gli estremi del versamento devono essere riportati nella comunicazione stessa.
ART. 30 - Diverse modalità di versamenti diretti
30.1 Il Consiglio di Amministrazione della Cassa può stabilire differenti modalità di versamento dei contributi integrativi e soggettivi, con le modalità previste dal precedente art. 11.
ART. 31 - Maggiorazioni per irregolari versamenti diretti
31.1 Nel caso di omesso o incompleto versamento diretto, nei termini, di quanto dovuto in base ai precedenti artt. 28 e 29, l'interessato può spontaneamente sanare la propria posizione debitoria versando alla Cassa, prima della iscrizione a ruolo di cui al successivo art. 32, un importo pari a:
a) contributi dovuti e non versati, più:
b) maggiorazione fissa sui contributi dovuti in ragione del:
- 1% se il versamento è effettuato entro i primi tre giorni;
- 5% se il versamento è effettuato tra il quarto e il trentesimo giorno;
- 15% se il versamento è effettuato oltre i trenta giorni dal termine di scadenza, più:
c) interessi in conformità all'art. 8, comma 4, e norme richiamate calcolati sull'importo di cui alla lettera a) dal trentesimo giorno successivo alla scadenza delle relative dichiarazioni annuali IRPEF.
31.2 Gli importi di cui al presente articolo devono essere versati tramite c/c postale o altra forma stabilita dal Consiglio di Amministrazione con modulistica reperibile presso i Collegi o presso la Cassa.
31.3 Dell'avvenuto pagamento come da presente articolo deve essere data immediata informazione direttamente alla Cassa, a mezzo raccomandata, o tramite Collegio, allegando copia della ricevuta del versamento.
ART. 32 - Omesso od incompleto versamento dei contributi dovuti
32.1 Nel caso di omesso od incompleto versamento degli importi dovuti in base ai precedenti artt. 27, 28 e 29, salvo quanto previsto dal precedente art. 31, la Cassa procede alla riscossione di un importo pari a:
a) contributo integrativo dovuto e non versato, più:
b) contributo soggettivo dovuto e non versato, più:
c) maggiorazione fissa in ragione del 15% (quindici per cento) sulla sommatoria dei precedenti contributi (a) + b)), più:
d) interessi in conformità all'art. 8, comma 4 e norme richiamate, calcolati sull'importo di cui alla lettera a) dal trentesimo giorno successivo al termine per la presentazione della dichiarazione annuale IVA, fino alla data di scadenza della prima rata del ruolo o di altra forma di riscossione in cui è iscritta la somma da versare, più:
e) interessi in conformità all'art. 8, comma 4 e norme richiamate, calcolati sull'importo di cui alla lettera b) dal trentesimo giorno successivo al termine per la presentazione della dichiarazione annuale IRPEF, fino alla data di scadenza della prima rata del ruolo o di altra forma di riscossione in cui è iscritta la somma da versare.
32.2 In caso di versamenti diretti incompleti e/o tardivi, entro i termini di prescrizione, la Cassa procede al recupero a conguaglio di quanto dovuto per contributi, interessi e sanzioni con le modalità di cui all'art. 8, comma 6.
32.3 In caso di omesso versamento della intera contribuzione dovuta, oltre il termine di prescrizione di cui al successivo articolo 45, il relativo periodo sarà considerato come mancanza od interruzione della iscrizione e contribuzione anche ai fini previdenziali.
32.4 In caso di incompleto versamento della contribuzione dovuta oltre il termine di prescrizione di cui sopra, l'interessato potrà presentare, anche contestualmente alla domanda di pensione, richiesta di regolarizzazione dietro versamento della riserva matematica ai sensi della legge n. 1338/62.
ART. 33 - Restituzione dei contributi non dovuti
33.1 L'iscritto, previa documentazione dei versamenti effettuati, potrà ottenere, su domanda, il rimborso di quanto versato o riscosso dalla Cassa e non dovuto, purché la domanda sia presentata entro il termine di prescrizione di dieci anni.
ART. 34 - Tardata iscrizione a ruolo
34.1 In caso di riscossione di contributi effettuata tramite ruoli emessi in ritardo, per cause non imputabili a colpa o negligenza dell'iscritto, si applicano i soli interessi calcolati in conformità all'art. 8, comma 4 e norme richiamate, riferiti al periodo compreso tra il 1° gennaio dell'anno successivo a quello in cui dovevano essere emessi i ruoli e la data di consegna all'esattore dei ruoli nei quali è stata effettuata l'iscrizione.
ART. 35 - Riscossione delle sanzioni
35.1 Le sanzioni per tardiva, omessa o infedele comunicazione nella misura prevista dai precedenti artt. 24, 25 e 26, possono essere riscosse tramite ruoli esattoriali, o con le stesse modalità previste per la riscossione dei contributi minimi.
ART. 36 - Cumulabilità fra sanzioni
36.1 Le sanzioni per eventuali irregolarità nelle comunicazioni previste dai precedenti artt. 24, 25 e 26 sono cumulabili con le maggiorazioni di cui agli artt. 31 e 32 per eventuali omessi o incompleti versamenti diretti.
ART. 37 - Compilazione ed entità dei ruoli
37.1 Tutte le somme dovute alla Cassa, e non versate in conformità alle presenti disposizioni, possono essere riscosse mediante ruoli esattoriali frazionati in più rate, compilati dalla Cassa stessa, resi esecutivi in conformità alle vigenti disposizioni di legge e posti in riscossione secondo le norme in vigore per la riscossione delle imposte dirette.
37.2 Tutte le somme riscosse tramite ruoli sono maggiorate degli aggi esattoriali.
37.3 Alle iscrizioni nei ruoli verrà data distinta codificazione che ne consentirà l'individuazione; salvo quanto previsto dal successivo art. 44 non è ammesso il pagamento di contributi, maggiorazioni o sanzioni in forma diversa da quelle prescritte.
ART. 38 - Variazione degli albi professionali
38.1 Entro e non oltre il 20 gennaio, il 20 aprile, il 20 luglio e il 20 ottobre di ogni anno ogni Collegio dei geometri trasmette a mezzo plico raccomandato le variazioni intervenute nel trimestre precedente - scadente rispettivamente il 31 dicembre, il 31 marzo, il 30 giugno ed il 30 settembre - tramite appositi moduli o supporti informatici predisposti dalla Cassa.
a) Con i predetti moduli devono essere comunicate alla Cassa le seguenti variazioni con relativi dati di dettaglio:
- iscrizioni o reiscrizioni all'Albo per qualsiasi causa;
- cancellazioni dall'Albo per qualsiasi causa;
- variazione o rettifica di dati anagrafici degli iscritti all'Albo.
Viceversa non devono essere comunicati alla Cassa eventuali provvedimenti di sospensione dall'esercizio professionale o altre analoghe deliberazioni adottate su istanza del geometra o d'ufficio.
b) Ogni variazione, riguardante il singolo geometra, deve essere riportata su autonomo modulo; i moduli devono essere numerati progressivamente, ogni anno, al momento dell'invio da parte dei Collegi.
c) I Collegi conserveranno agli atti copia dei moduli inviati alla Cassa.
38.2 Unitamente ai moduli di cui al comma precedente devono essere inviati i relativi fogli riepilogativi di accompagnamento che devono contenere in ogni riga:
- numero progressivo dei moduli;
- il cognome, nome e codice fiscale del geometra interessato.
I modelli di cui sopra devono riportare l'indicazione del Collegio di provenienza, dei dati dell'iscritto, del periodo di riferimento, e devono essere completi di timbro e sottoscrizione del Presidente o del Segretario del Collegio.
38.3 La Cassa può inviare ai Collegi i dati riepilogativi sugli iscritti in proprio possesso in riferimento ad una data prefissata.
38.4 I Collegi, entro trenta giorni dal ricevimento, sono tenuti, previo riscontro ed indicazione delle eventuali rettifiche, a restituire tali elenchi, debitamente sottoscritti.
ART. 39 - Invio dati ai Collegi
39.1 La Cassa può inviare ai Collegi, almeno una volta all'anno, i dati in proprio possesso - relativi agli iscritti al Collegio stesso, ivi compresi i dati reddituali professionali - sia ai fini della eventuale verifica della esattezza dei dati stessi sia per la regolare tenuta dell'Albo nel rispetto dei princìpi delle norme vigenti in materia di privacy.
ART. 40 - Procedimenti disciplinari
40.1 La Cassa trasmette annualmente ad ogni Collegio dei geometri, a mezzo raccomandata, l'elenco degli iscritti che hanno omesso di presentare la comunicazione annuale ai sensi dell'art. 6.
40.2 Il Collegio può invitare gli interessati a presentare la comunicazione direttamente alla Cassa (ferma restando giuridicamente la omissione) documentando l'adempimento.
40.3 Il Collegio può altresì adottare i conseguenti provvedimenti in relazione all'eventuale infrazione disciplinare commessa.
40.4 La Cassa trasmette annualmente ad ogni Collegio dei geometri, a mezzo raccomandata, l'elenco degli iscritti che sono incorsi nella recidiva della omissione, ai sensi dell'art. 6, comma 9, non seguita da presentazione della comunicazione.
40.5 Il Collegio può invitare o diffidare l'iscritto a presentare le comunicazioni omesse alla Cassa, tramite il Collegio stesso, oppure, qualora la comunicazione sia stata precedentemente resa, anche fuori dei termini, a fornire la idonea documentazione.
40.6 Trascorsi novanta giorni dalla data del ricevimento dell'elenco di cui al precedente comma 4 il Collegio dei geometri, in caso di mancata presentazione della comunicazione, è tenuto ad iniziare la procedura per la cancellazione dall'Albo con i termini e le modalità previsti dall'art. 12 del R.D. 11 febbraio 1929, n. 274.
40.7 Ferma restando la eventuale infrazione disciplinare commessa, l'iscritto può interrompere in ogni momento - prima della adozione della relativa definitiva deliberazione consiliare - la procedura di cancellazione presentando al Collegio le comunicazioni omesse, compilate in conformità al presente Regolamento.
40.8 Il Collegio trasmette alla Cassa a mezzo raccomandata le comunicazioni ricevute dagli iscritti, interrompendo la procedura relativa alla cancellazione dall'Albo.
ART. 41 - Comunicazione in caso di decesso
41.1 In caso di morte del geometra tenuto alla comunicazione - ove la comunicazione relativa all'anno in cui è avvenuto il decesso non sia stata resa regolarmente nei termini dall'interessato - la Cassa, a mezzo lettera raccomandata A.R., inviata per conoscenza anche al Collegio di appartenenza, invita in solido i superstiti, così come definiti dall'art. 18 del Regolamento per l'attuazione delle attività di previdenza ed assistenza, o gli eredi a provvedere alla comunicazione stessa.
41.2 In questa ipotesi la comunicazione deve essere resa su apposito modulo deliberato dal Consiglio riportante, oltre che gli elementi previsti dagli artt. 13 e 14, anche il volume d'affari IVA, relativo alle fatture emesse nell'anno del decesso.
41.3 Tale comunicazione deve essere consegnata o spedita alla Cassa, a mezzo raccomandata, da parte di uno qualsiasi dei superstiti maggiorenne o dal tutore di minorenne, entro due mesi dalla data di ricezione della richiesta di cui al comma 1.
ART. 42 - Pagamento dei contributi in caso di decesso
42.1 In presenza di regolari comunicazioni rese alla Cassa nei termini previsti dal presente Regolamento, quanto dovuto e non pagato in base alle comunicazioni stesse potrà a richiesta degli interessati essere trattenuto dagli eventuali importi previdenziali già maturati spettanti ai superstiti o agli eredi a qualsiasi titolo (pensione, restituzione dei contributi, assistenza, etc.).
42.2 Le eventuali maggiorazioni per irregolare versamento o sanzioni per irregolare comunicazione alla Cassa nell'anno del decesso, se iscritte a ruolo, saranno oggetto di sgravio esattoriale o, se già pagate, i relativi importi introitati dalla Cassa saranno restituiti ai superstiti o agli eredi.
42.3 Per gli anni in cui le comunicazioni non siano state regolarmente rese alla Cassa nei termini di Regolamento si procederà, in via provvisoria, al conguaglio tra le somme dovute alla Cassa e le previdenze spettanti ai superstiti o agli eredi, calcolate tenendo conto di quanto disposto dall'art. 22, comma 3 e riscosse con le stesse modalità di cui al comma 1. Non appena reperiti i dati definitivi si procederà con le stesse modalità al conguaglio delle somme dovute alla Cassa.
42.4 Il Consiglio di Amministrazione, in casi particolari, può prevedere forme diverse di pagamento o recupero delle somme dovute alla Cassa.
ART. 43 - Comunicazione provvisoria
43.1 La dichiarazione di cui all'art. 6, comma 15, è redatta utilizzando il modulo che, a richiesta degli interessati, sarà fornito dalla Cassa.
43.2 Essa deve essere ripetuta nei termini e nelle forme previste per le comunicazioni annuali ordinarie.
ART. 44 - Pagamento dei contributi dovuti dai pensionandi
44.1 L'iscritto alla Cassa, congiuntamente alla domanda di trattamento previdenziale pensionistico, può chiedere, qualora non siano già stati compilati i ruoli, che l'intera contribuzione dovuta - relativa all'anno in corso ed all'anno precedente - sia interamente trattenuta dai ratei della pensione che andranno a maturare.
ART. 45 - Prescrizione dei contributi
45.1 Con il decorso di cinque anni si compiono le seguenti prescrizioni:
a) dei contributi dovuti alla Cassa e di ogni relativo accessorio ai sensi dell'art. 3, comma 9, della legge 8 agosto 1995, n. 335;
b) del diritto a richiedere la rettifica delle dichiarazioni presentate o ad effettuare quelle omesse.
45.2 Le prescrizioni di cui sopra decorrono dal termine previsto per la presentazione delle comunicazioni di cui all'art. 6, o dal momento in cui la Cassa ha ottenuto dai competenti uffici, come previsto dall'art. 6, comma 14, i dati definitivi da comunicare all'interessato
ART. 46 - Controllo delle comunicazioni
46.1 La Cassa ha facoltà di esigere dall'iscritto e dagli aventi diritto a pensione indiretta, all'atto della domanda di pensione o delle successive revisioni, la documentazione necessaria a comprovare la corrispondenza tra le comunicazioni inviate alla Cassa e le dichiarazioni annuali dei redditi ed IVA, limitatamente agli ultimi dieci anni. La Cassa può altresì inviare questionari con richiesta di conoscere elementi attinenti all'iscrizione e alla contribuzione.
46.2 In caso di mancata risposta si applica il disposto di cui all'art. 6, comma 4, ed è sospesa la corresponsione del trattamento fino alla comunicazione della risposta.
ART. 47 - Ricongiunzione dei contributi
47.1 Coloro che prima del compimento del sessantacinquesimo anno di età cessano dall'iscrizione alla Cassa possono chiedere il trasferimento dei contributi di cui all'art. 1, commi 1 e 2, delle somme eventualmente versate per riscatto di periodi pregressi ai sensi dell'art. 23 della legge 20 ottobre 1982, n. 773 e dell'art. 7 della legge 4 agosto 1990, n. 236, nonché dell'indennità una tantum prevista dall'art. 20 della legge 4 febbraio 1967, n. 37, esclusivamente ai fini della ricongiunzione dei periodi assicurativi presso diverso istituto di assicurazione obbligatoria.
47.2 Tali importi, su cui sono dovuti gli interessi con decorrenza dal 1° gennaio dell'anno successivo alla data dei relativi pagamenti, sono versati direttamente all'istituto presso il quale l'interessato ha richiesto il ricongiungimento dei periodi contributivi.
ART. 48 - Riscatto periodo iscrizione registro dei praticanti
48.1 La domanda per il riscatto del periodo di iscrizione al registro dei praticanti deve essere debitamente documentata e presentata comunque prima della liquidazione del trattamento previdenziale.
48.2 Il riscatto si compie con il versamento di un onere pari, per ciascun anno, alla riserva matematica da calcolarsi in conformità del principio di cui all'art. 13 della legge 1338/62 rapportata alla contribuzione dell'anno di riferimento prevista per i neodiplomati.
48.3 Il pagamento deve essere effettuato entro 60 giorni decorrenti dalla comunicazione da parte della Cassa dell'onere da pagare.
48.4 E' prevista la possibilità di rateizzare il pagamento dell'onere dovuto con la maggiorazione degli interessi nella misura stabilita per le imposte dirette.
ART. 49 - Disposizioni transitorie in materia di inefficace iscrizione per difetto continuità professionale
49.1 Il regolamento sui criteri di identificazione dei requisiti di continuità professionale per gli iscritti alla Cassa rimane in vigore fino al 31.12.2002.
49.2 Coloro nei cui confronti l'iscrizione alla Cassa è stata dichiarata inefficace a seguito della verifica del requisito della continuità professionale prima del 31 dicembre 2002, possono chiedere la restituzione dei contributi soggettivi versati, come previsto dalla precedente normativa, entro e non oltre sei mesi dalla approvazione della presente modifica regolamentare.
49.3 Per la successiva verifica relativa al periodo 1997-2001 e per l'anno 2002 il termine di cui al comma 2 decorre dalla notifica del provvedimento amministrativo definitivo dichiarativo dell'inefficacia.
49.4 In caso di mancata richiesta di restituzione, gli anni in questione verranno considerati validi solo per il conseguimento del diritto a pensione di vecchiaia, di inabilità e di invalidità.
49.5 La Cassa notificherà agli interessati le disposizioni di cui al precedente comma con raccomandata con ricevuta di ritorno inviata per conoscenza anche al Collegio di appartenenza dell'iscritto.
ART. 50 - Disposizioni finali
50.1 Le norme del Presente Regolamento possono essere modificate con la procedura prevista dall'art. 3 del D. lgs. 30 giugno 1994, n. 509.
50.2 Coloro che al 31 dicembre 2002 erano legittimamente iscritti al solo Albo e non alla Cassa in quanto non tenuti alla iscrizione ed in regola con il versamento dei relativi contributi di solidarietà, possono chiedere di riscattare gli anni pregressi versando sulla differenza, per ogni anno, la corrispondente riserva matematica da calcolarsi in conformità del principio di cui alla legge n. 1338/62. Per tali versamenti potranno essere concesse rateizzazioni con la maggiorazione degli interessi nella misura stabilita per le imposte dirette.
50.3 Per gli anni riscattati si applica, ai fini della continuità professionale e del trattamento previdenziale, la normativa vigente nell'anno di riferimento.
50.4 Gli iscritti di cui al precedente comma 2 che si cancellano dall'Albo entro novanta giorni dall'approvazione della delibera di cui all'art. 5, comma 1, dello Statuto non sono tenuti al versamento del contributo soggettivo minimo relativo a tale anno.
50.5 Le presenti modifiche entrano in vigore dal 1° gennaio 2003 fatta eccezione per l'art. 2, commi 4 e 5, la cui decorrenza è fissata al 1°/1/2004.
50.6 Sono abrogate tutte le disposizioni contrarie o incompatibili con il presente Regolamento.
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REGOLAMENTO PER L’ATTUAZIONE DELLE ATTIVITA' DI PREVIDENZA ED ASSISTENZA A FAVORE DEGLI ISCRITTI E DEI LORO FAMILIARI
ART. 1 - Prestazioni
1.1 La Cassa corrisponde le seguenti pensioni:
a) di vecchiaia;
b) di anzianità;
c) di inabilità e invalidità;
d) ai superstiti, di reversibilità o indirette.
1.2 Essa, inoltre, corrisponde provvidenze straordinarie ed indennità di maternità, nonché trattamenti di tutela sanitaria integrativa su base volontaria.
1.3 Tutte le pensioni sono corrisposte su domanda degli aventi diritto.
1.4 I trattamenti pensionistici decorrono dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è avvenuta la presentazione della domanda per le pensioni indicate alla lettera c) e dal primo giorno del mese successivo al verificarsi dell'evento da cui nasce il diritto, per le pensioni indicate alle lettere a) e d).
1.5 La pensione di anzianità decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. Costituisce comunque presupposto necessario per l'accesso al suddetto trattamento di anzianità la cancellazione dall'Albo professionale; se questa avviene dopo la presentazione della relativa istanza, la decorrenza è fissata dal primo giorno del mese successivo all'avvenuta cancellazione.
ART. 2 - Pensioni di vecchiaia
2.1 La pensione di vecchiaia è corrisposta a coloro che abbiano compiuto almeno sessantacinque anni di età, dopo almeno trenta anni di effettiva contribuzione alla Cassa in relazione a regolare iscrizione all'Albo.
2.2 La pensione annua è pari, per ogni anno di effettiva iscrizione e contribuzione, al 2 per cento della media dei più elevati venticinque redditi annuali professionali rivalutati, dichiarati dall'iscritto ai fini del reddito sulle persone fisiche, risultanti dalle dichiarazioni relative ai trenta anni solari anteriori alla maturazione del diritto a pensione. Ai fini del raggiungimento dei 25 anni si applica la seguente tabella riferita all'anno di maturazione del diritto a pensione:
per il 1998 15 su 20 anni
per il 1999 16 su 21 anni
per il 2000 17 su 22 anni
per il 2001 18 su 23 anni
per il 2002 19 su 24 anni
per il 2003 20 su 25 anni
per il 2004 21 su 26 anni
per il 2005 22 su 27 anni
per il 2006 23 su 28 anni
per il 2007 24 su 29 anni
per il 2008 25 su 30 anni
2.3 Per il calcolo della media di cui sopra si considera solo la parte di reddito professionale soggetta al contributo di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a) del Regolamento sulla contribuzione. I redditi annuali dichiarati, escluso l'ultimo, sono rivalutati a norma del successivo articolo 24.
2.4 La misura della pensione non potrà comunque essere di importo inferiore a Euro 6750,00 da rivalutarsi ai sensi dell'art. 5 del Regolamento sulla contribuzione.
2.5 Fermo restando l'adeguamento previsto da disposizioni vigenti, se la media dei redditi calcolata per l'anno 2002 è superiore a 16.700,00 Euro, la percentuale del 2 per cento di cui al comma 2 è così ridotta:
a) all'1,75 per cento per lo scaglione di reddito da 16.701,00 Euro a 37.200,00 Euro;
b) all'1,50 per cento per lo scaglione di reddito da 37.201,00 Euro a 55.700,00 Euro;
c) all'1,10 per cento per lo scaglione di reddito da 55.701,00 Euro a 65.150,00 Euro;
d) allo 0,70 per cento per lo scaglione di reddito da 65.151,00 Euro a 74.350,00 Euro.
2.6 Dal 1°.1. 2003 la percentuale del 2 per cento di cui al comma 2 è ridotta al 1,75 per cento con l'abbattimento del primo scaglione di reddito
2.7 Sono comunque fatti salvi i trattamenti in atto alla data del 27 ottobre 1982.
2.8 Coloro che dopo la maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia continuano l'esercizio della professione e i loro superstiti hanno diritto a supplementi di pensione, da erogarsi ogni quadriennio, dopo il conseguimento del diritto a pensione nonché all'atto della cancellazione dall'Albo. Ciascun supplemento è calcolato in conformità alle disposizioni di cui al secondo, terzo e quinto comma, sulla base delle dichiarazioni dei redditi professionali rese negli anni successivi a quello di maturazione del diritto alla pensione o di maturazione del diritto al precedente supplemento.
ART. 3 - Pensione di anzianità
3.1 La pensione di anzianità è corrisposta:
a) a coloro che abbiano maturato almeno quaranta anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa indipendentemente dall'età anagrafica ed un pari periodo utile ai sensi del successivo comma 8;
b) a coloro che abbiano maturato almeno trentacinque anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa ed un pari periodo utile ai sensi del successivo comma 8 e abbiano i requisiti di età anagrafica previsti dalla legge n. 335/95, così come modificata dalla L. 449/97. Alla pensione, determinata ai sensi dell'art. 2, commi 2, 3, 4 e 5, si applica la sommatoria dei coefficienti di riduzione correlati all'età anagrafica (tab. 1) e all'anzianità contributiva (tab. 2) di seguito riportati:
Età anagrafica Coefficiente di riduzione
61 10%
Anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa Coefficiente di riduzione
40 e oltre 0%
3.2 Anche i trattamenti minimi sono assoggettati alle medesime percentuali di riduzione.
3.3 Alla pensione come sopra determinata vengono applicati esclusivamente gli adeguamenti ISTAT nella misura dovuta.
3.4 La pensione di anzianità è incompatibile con qualsiasi altra iscrizione ad Albi professionali, elenchi o associazioni professionali e con qualsiasi attività di lavoro dipendente o autonomo, anche di natura occasionale, fatte salve le deroghe di legge.
3.5 Verificandosi uno dei casi di incompatibilità di cui al comma 4, l'erogazione della pensione di anzianità è sospesa con effetto dal momento in cui si è verificata l'incompatibilità. La sospensione cessa col venir meno dell'incompatibilità.
3.6 In caso di reiscrizione all'Albo professionale è obbligatoria l'iscrizione alla Cassa, con applicazione della sospensione della erogazione della pensione di anzianità come al comma precedente.
3.7 Nei casi di cui ai precedenti commi 4 e 5 il ripristino della pensione avviene nella misura in pagamento al momento della sospensione con esclusione di qualsiasi perequazione, fatto salvo l'eventuale supplemento di cui all'art. 2, comma 8, da erogarsi una volta sola all'atto della definitiva cancellazione dall'Albo.
3.8 Ai fini del riconoscimento della pensione di anzianità risultano utili gli anni per i quali è stato raggiunto un limite di volume di affari professionale non inferiore a euro 7000,00. Detto limite dovrà essere rivalutato ai sensi dell'art. 5 del Regolamento sulla contribuzione.
3.9 Periodicamente la Cassa provvederà ad inviare agli assicurati un estratto conto, in cui saranno indicate le annualità considerate utili ai sensi del presente articolo, al fine della concessione del trattamento di anzianità.
ART. 4 - Pensione di inabilità
4.1 La pensione di inabilità spetta all'iscritto qualora concorrano le seguenti condizioni:
a) la capacità dell'iscritto all'esercizio della professione sia esclusa, a causa di malattia od infortunio sopravvenuti alla iscrizione, in modo permanente e totale tale da comportare un'assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi lavoro;
b) l'iscritto abbia compiuto almeno dieci anni, o cinque anni se l'inabilità è causata da infortunio, di effettiva iscrizione e contribuzione e l'iscrizione sia in atto continuativamente da una data anteriore al compimento del quarantesimo anno di età dell'iscritto medesimo o, in caso di reiscrizione successiva, le interruzioni nell'iscrizione alla Cassa non superino il periodo complessivo di cinque anni.
4.2 Per il calcolo della pensione si applicano le disposizioni di cui all'art. 2.
4.3 Nel caso di infortunio, quando l'anzianità di iscrizione sia inferiore a dieci anni, la pensione viene liquidata in base alla media dei redditi obbligatoriamente dichiarati alla Cassa fino all'anno di pensionamento.
4.4 Gli anni ai quali va commisurata la pensione sono aumentati di dieci, sino a raggiungere il massimo complessivo di trentacinque, salvo che l'iscritto disponga di altri redditi, imponibili o esenti da imposte, in misura complessivamente superiore ad Euro 22.300,00 annui; si considera a tale fine la media del triennio precedente alla domanda di pensione di inabilità.
4.5 Successivamente alla concessione della pensione, quando il titolare fruisca del beneficio di cui al comma precedente, questi deve dimostrare l'entità dei propri redditi ogni tre anni, con riferimento al triennio trascorso, pena la perdita del beneficio stesso.
4.6 La corresponsione della pensione è subordinata alla cancellazione dagli Albi professionali. In caso di nuova iscrizione agli Albi viene revocata la concessione della pensione.
4.7 Entro i dieci anni successivi alla concessione della pensione, la Cassa può in qualsiasi momento assoggettare a revisione la permanenza delle condizioni di inabilità.
4.8 La erogazione della pensione è sospesa nei confronti del pensionato che non si presti alla revisione. Trascorsi sei mesi dalla data di sospensione senza che il pensionato si sia sottoposto a revisione, la pensione è revocata d'ufficio.
4.9 Le cancellazioni previste dal comma 6 devono essere richieste al competente collegio e ordine professionale, a pena di decadenza dal diritto alla pensione, dopo la presentazione della domanda di inabilità ma non oltre il sessantesimo giorno successivo al ricevimento, da parte della Cassa, della comunicazione di riconoscimento del diritto alla pensione stessa con l'espressa indicazione della norma che prescrive la cancellazione dagli Albi professionali.
ART. 6 - Norme comuni alle pensioni di inabilità e di invalidità
6.1 In caso di infortunio, le pensioni di inabilità e di invalidità non sono concesse o, se concesse, sono revocate qualora il danno sia stato risarcito ed il risarcimento ecceda la somma corrispondente alla capitalizzazione al tasso del 5 per cento della pensione annua dovuta; sono invece proporzionalmente ridotte nel caso che il risarcimento sia inferiore.
6.2 Agli effetti del comma precedente non si tiene conto del risarcimento derivante da assicurazione per infortuni stipulata dall'iscritto.
6.3 In caso di inabilità o invalidità dovute ad infortunio, la Cassa è surrogata nel diritto al risarcimento ai sensi e nei limiti dell'articolo 1916 del codice civile, in concorso con l'assicuratore di cui al comma precedente ove questi abbia diritto alla surroga.
6.4 Nell'ipotesi di cui al comma 2 la pensione, nell'entità stabilita dall'art. 2, comma 2, verrà liquidata solo al raggiungimento del sessantacinquesimo anno di età.
ART. 7 - Pensione di inabilità - Forma della domanda
7.1 La domanda di pensione di inabilità deve documentare nelle forme dell'autodichiarazione:
b) l'ammontare di tutti i redditi imponibili ai fini dell'IRPEF, o esenti da imposte, con esclusione di quelli derivanti dall'esercizio della libera professione, con riferimento al triennio precedente all'anno di presentazione della domanda;
c) nel caso di infortunio: tutti gli elementi necessari per l'esercizio del diritto di surroga della Cassa nei confronti del responsabile del danno o dell'eventuale assicuratore.
7.2 Alla domanda deve essere allegata la seguente documentazione:
1) certificato medico rilasciato dall'ufficiale sanitario attestante la incapacità totale e permanente all'esercizio della professione; tale certificato dovrà essere integrato da documentazione sanitaria dalla quale risulti l'indicazione della causa e l'epoca dell'insorgere dell'evento inabilitante;
2) nell'ipotesi di infortunio: documentazione comprovante l'eventuale azione giudiziaria promossa contro il responsabile o i suoi aventi causa; ovvero la prova dell'ammontare dell'indennizzo ricevuto dall'istituto assicuratore o dal responsabile del danno, escluso in ogni caso il risarcimento derivante da assicurazione per infortuni stipulata dall'iscritto.
ART. 8 - Pensione di inabilità - Modalità di accertamento
8.1 L'accertamento dello stato di inabilità è effettuato da una apposita commissione, entro e non oltre giorni novanta dalla data di completamento della documentazione sanitaria o perfezionamento della domanda, nominata dalla Giunta Esecutiva e composta da tre sanitari di fiducia della Cassa che, dopo apposita visita medica, redigono relativo verbale in merito alla situazione fisica del richiedente.
8.2 Nel caso in cui questi sia, per oggettivi motivi di salute, impossibilitato a presentarsi nei locali della Cassa potrà, dietro presentazione di idonea certificazione sanitaria, chiedere che la visita medica sia effettuata al proprio domicilio da parte di un sanitario di fiducia della Cassa, appositamente nominato di volta in volta dalla Giunta Esecutiva tra i membri della commissione di cui al primo comma, con preavviso della visita, a mezzo telegramma con almeno cinque giorni di anticipo.
8.3 Il medico dovrà quindi redigere e sottoscrivere un apposito verbale, il quale verrà poi esaminato dalla commissione medica che stabilirà collegialmente l'esistenza o meno della inabilità.
8.4 Si provvederà, infine, all'istruttoria del fascicolo per la successiva delibera della Giunta Esecutiva. Gli uffici provvederanno in seguito alla comunicazione dell'esito della domanda.
ART. 9 - Pensione di inabilità - Rigetto della domanda e ricorso
9.1 Il provvedimento di rigetto della domanda di pensione di inabilità da parte della Giunta Esecutiva deve essere motivato ed è comunicato al richiedente con raccomandata con ricevuta di ritorno con esplicita menzione della facoltà di proporre ricorso amministrativo.
9.2 Entro sessanta giorni dalla data di ricezione della notifica del provvedimento, l'interessato può richiedere che l'accertamento venga deferito ad un collegio composto da un medico designato dalla Giunta Esecutiva della Cassa, da un sanitario nominato all'uopo dal ricorrente e da un terzo medico nominato dal presidente dell'ordine dei medici della provincia ove avviene la visita, nel caso di dimostrato impedimento alla stessa nella sede dell'Ente.
9.3 In caso di riconoscimento dell'inabilità, le spese del sanitario di fiducia del ricorrente sono a carico della Cassa e la decorrenza della pensione è fissata al primo giorno del mese seguente a quello in cui è stata riconosciuta l'insorgenza della inabilità da parte del citato collegio medico.
ART. 10 - Pensione di inabilità - Cancellazione dall’albo
10.1 Dopo il riconoscimento della inabilità da parte della Giunta Esecutiva, per la corresponsione della pensione, il geometra è tenuto alla cancellazione dall'albo professionale entro novanta giorni dalla data di notifica del provvedimento, pena la revoca della pensione.
10.2 In caso di reiscrizione agli Albi professionali viene revocata la concessione della pensione.
ART. 11 - Pensione di inabilità - Verifica dello stato inabilitante
11.1 La Cassa può accertare in qualsiasi momento la persistenza dei requisiti danti causa all'inabilità. Comunque la Cassa procede ogni sei anni a detta verifica al fine di accertare la persistenza dello stato inabilitante, confermando o revocando la concessione della pensione con apposito provvedimento di Giunta Esecutiva.
11.2 Tale accertamento è effettuato da una commissione formata da tre sanitari di fiducia dell'Ente, diversi da quelli che hanno proceduto all'accertamento dello stato di inabilità, nominati dalla Giunta Esecutiva che, dopo apposita visita medica, redigono verbale in merito alla persistenza o meno dello stato inabilitante.
11.3 Nel caso in cui il beneficiario di pensione sia impossibilitato a presentarsi nei locali della Cassa, per oggettivi e documentati motivi di salute, potrà chiedere che la visita medica sia effettuata al proprio domicilio, da parte di un sanitario di fiducia della Cassa, all'uopo nominato di volta in volta dalla Giunta Esecutiva tra i membri della Commissione di cui al comma 2, con un preavviso della visita, a mezzo telegramma, con almeno cinque giorni di anticipo.
11.4 Il medico dovrà quindi redigere e sottoscrivere un apposito verbale, il quale verrà poi esaminato dalla commissione medica che verificherà la persistenza o meno dello stato inabilitante.
11.5 Si procederà quindi all'istruttoria del fascicolo per la successiva delibera della Giunta Esecutiva e, qualora l'inabilità non sia più riscontrata, si provvederà alla revoca della pensione.
11.6 Nel caso in cui il pensionato, convocato nelle forme di legge, non si presti, senza giusto motivo, alla revisione, l'ufficio procederà alla sospensione della pensione.
11.7 Trascorsi infruttuosamente sei mesi dalla data della sospensione stessa, la Giunta Esecutiva procederà d'ufficio alla revoca della pensione.
11.8 Entro sessanta giorni dalla data di ricezione della notifica del motivato provvedimento, l'interessato può richiedere che l'accertamento venga deferito ad un collegio composto da un medico designato dalla Giunta Esecutiva della Cassa, da un sanitario nominato all'uopo dal ricorrente e da un terzo medico nominato dal Presidente dell'Ordine dei medici della provincia di Roma nel caso di dimostrato impedimento alla stessa nella sede della Cassa.
11.9 In caso di accertamento della persistenza dei requisiti danti causa all'inabilità, le spese del sanitario di fiducia del ricorrente sono a carico della Cassa.
ART. 12 - Pensione di inabilità - Decesso dei richiedente
12.1 Qualora si verifichi il decesso del richiedente prima che abbiano avuto luogo i prescritti accertamenti clinici, ma la inabilità possa essere accertata inequivocabilmente attraverso adeguata documentazione medica, il provvedimento di ammissione alla pensione di inabilità a favore del de cuius potrà essere adottato "a posteriori", anche ai fini della reversibilità della pensione stessa a favore dei superstiti aventi diritto.
12.1 La Giunta Esecutiva vi provvederà sentita la commissione medica di cui all'art. 8.
ART.14 - Pensione invalidità - Modalità di accertamento
14.1 L'accertamento dello stato di invalidità è effettuato da un'apposita commissione, entro e non oltre novanta giorni dalla data di completamento della documentazione sanitaria o perfezionamento della domanda, nominata dalla Giunta Esecutiva e composta da tre sanitari di fiducia della Cassa che, dopo apposita visita medica, redigono relativo verbale in merito alla condizione fisica del richiedente.
14.2 Nel caso in cui questi sia, per motivi di salute, impossibilitato a presentarsi nei locali della Cassa, potrà, dietro presentazione di idonea certificazione sanitaria, chiedere che la visita medica venga effettuata al proprio domicilio da parte di un sanitario di fiducia della Cassa appositamente nominato di volta in volta dalla Giunta Esecutiva tra i membri della commissione di cui al comma 1, con preavviso della visita, a mezzo telegramma con almeno cinque giorni di anticipo.
14.3 Il medico dovrà quindi redigere e sottoscrivere un apposito verbale, il quale verrà poi esaminato dalla commissione medica che stabilirà collegialmente l'esistenza o meno dell'invalidità.
14.4 Si procederà quindi all'istruttoria del fascicolo per la successiva delibera della Giunta Esecutiva. Gli uffici provvederanno in seguito alla comunicazione dell'esito della domanda.
ART. 15 - Pensione invalidità - Rigetto della domanda e ricorso
15.1 Il provvedimento di rigetto della domanda di pensione da parte della Giunta Esecutiva deve essere motivato ed è comunicato al richiedente con raccomandata con ricevuta di ritorno con esplicita menzione della facoltà di proporre ricorso amministrativo.
15.2 Entro sessanta giorni dalla data di ricezione della notifica del provvedimento, l'interessato può richiedere che l'accertamento venga deferito ad un collegio composto da un medico designato dalla Giunta Esecutiva della Cassa, da un sanitario nominato all'uopo dal ricorrente, e da un terzo medico nominato dal presidente dell'ordine dei medici della Provincia ove avviene la visita, nel caso di dimostrato impedimento della stessa nella sede dell'Ente.
15.3 In caso di riconoscimento dell'invalidità le spese del sanitario di fiducia del ricorrente sono a carico della Cassa e la decorrenza della pensione è fissata al primo giorno del mese seguente a quello in cui è stata riconosciuta l'insorgenza della invalidità da parte del citato collegio.
ART. 16 - Pensione di invalidità - Verifica ed eventuale revoca
16.1 La Cassa può accertare in qualsiasi momento, anche su domanda dell'interessato, la persistenza dello stato invalidante. Comunque la Cassa ogni sei anni procede a detta verifica al fine di accertare la persistenza dello stato invalidante e della diminuita capacità lavorativa in occupazioni confacenti alle specifiche attitudini e, tenuto conto anche dell'attività professionale effettivamente svolta dall'iscritto nel periodo successivo alla erogazione della pensione, conferma o revoca la concessione della pensione con apposito provvedimento di Giunta Esecutiva.
16.2 Gli uffici predispongono gli elenchi delle pensioni da sottoporre a verifica, trasmettendone i relativi fascicoli all'esame dell'apposita commissione, di composizione diversa da quella che ha proceduto all'accertamento dello stato invalidante e costituita ai sensi del precedente articolo 14, la quale, sottoposti i pensionati a visita medica, redige apposito verbale in merito alla persistenza o meno dello stato invalidante, anche tenendo conto dell'esercizio professionale svolto dal pensionato.
16.3 Nel caso in cui il beneficiario della pensione sia impossibilitato a presentarsi nei locali della Cassa per documentati motivi di salute, si provvede alla nomina di un sanitario di fiducia della Cassa stessa secondo le modalità di cui al citato articolo 14.
16.4 Si procederà quindi all'istruttoria del fascicolo per la successiva delibera della Giunta Esecutiva che, qualora l'invalidità non sia più riscontrata, provvederà alla revoca della pensione.
16.5 Nel caso in cui il pensionato, convocato nelle forme di legge, non si presti senza giustificato motivo alla verifica, l'ufficio procederà alla sospensione della pensione.
16.6 Trascorsi infruttuosamente sei mesi dalla data della sospensione stessa, la Giunta Esecutiva procederà d'ufficio alla revoca della pensione.
16.7 Entro sessanta giorni dalla data di ricezione della notifica del motivato provvedimento, l'interessato può richiedere che l'accertamento venga deferito ad un collegio composto da un medico designato dalla Giunta Esecutiva della Cassa, da un sanitario nominato all'uopo dal ricorrente e da un terzo medico nominato dal Presidente dell'Ordine dei medici della provincia di Roma nel caso di dimostrato impedimento alla stessa nella sede della Cassa.
16.8 In caso di accertamento della persistenza dello stato invalidante dante causa al pensionamento, le spese del sanitario di fiducia del ricorrente sono a carico della Cassa.
ART. 17 - Pensione di invalidità - Necessità di nuova domanda
17.1 Qualora non sussista lo stato di inabilità, il richiedente la relativa pensione può inoltrare una nuova istanza tendente ad ottenere il conferimento di altra pensione per la quale sia in possesso dei necessari requisiti.
ART. 18 - Pensioni di reversibilità ed indirette
18.1 Le pensioni di cui agli articoli 2 e 3 sono reversibili ai superstiti, nei casi ed alle condizioni stabilite per gli impiegati dello Stato, secondo le disposizioni seguenti:
a) al coniuge, nella misura e con l'aggiunta, per ogni figlio minorenne o maggiorenne inabile a proficuo lavoro, prevista dal comma 2 del presente articolo;
b) in mancanza del coniuge o alla sua morte, ai figli minorenni e ai maggiorenni inabili a proficuo lavoro.
18.2 La misura della pensione è pari al 60 per cento della pensione diretta percepita dal defunto o che sarebbe spettata al medesimo.
18.3 Il titolare della pensione ha diritto ad un'aggiunta del 20 per cento per ogni altro superstite fino ad un massimo complessivo pari al 100 per cento della pensione diretta.
18.4 Le pensioni di cui agli articoli 4, 5 e 6, comma 3, sono reversibili ai superstiti alle condizioni e nelle misure di cui ai comma 1 e 2 del presente articolo.
18.5 Qualora la pensione originaria sia stata concessa prima del compimento del decennio di cui al comma 6 del presente articolo, la pensione di reversibilità così calcolata è ridotta di un decimo per ogni anno o frazione di anno superiore a sei mesi.
18.6 La pensione indiretta spetta ai superstiti dell'iscritto defunto senza diritto a pensione sempre che quest'ultimo avesse maturato dieci anni di iscrizione e contribuzione alla Cassa e l'iscrizione o reiscrizione sia in atto in conformità al dettato dell'articolo 4, comma 1, lettera b). Essa è calcolata come la pensione di vecchiaia, senza tenere conto delle annualità riscattate ai sensi dell'articolo 23 della legge 20 ottobre 1982, n. 773 e spetta nelle percentuali di cui al comma 2 del presente articolo.
18.7 In caso di decesso del titolare della pensione di invalidità che ha continuato l'esercizio della professione, i superstiti hanno diritto alla pensione di reversibilità calcolata sul trattamento in atto maggiorato come previsto dall'art. 2, comma 8, o, se a loro più favorevole, alla riliquidazione della pensione indiretta.
18.8 Ai figli minori sono equiparati i figli che seguono corsi di studio, sino al compimento della durata minima legale del corso di studio seguito e, comunque, nel caso di studi universitari, non oltre il compimento del ventiseiesimo anno di età.
18.9 L'importo delle pensioni di cui al presente articolo è ridotto qualora il titolare possieda altri redditi da lavoro autonomo o dipendente o da impresa, secondo le percentuali previste per le pensioni facenti carico all'Inps.
18.10 Se titolari della pensione sono anche i figli minori studenti o inabili, l'importo può essere cumulato con qualsiasi reddito.
ART. 19 - Pensioni di inabilità e indirette
19.1 Fermo restando il rispetto degli altri requisiti di legge, ove non sussistano le condizioni di età di iscrizione o reiscrizione alla Cassa previste dall'articolo 4, comma 1, lettera b), la pensione di inabilità o indiretta spetta con la riduzione di un quindicesimo per ogni anno o frazione di anno di iscrizione o reiscrizione alla Cassa a decorrere dal compimento del quarantesimo anno di età
19.2 La riduzione di cui al presente articolo è cumulabile con le altre previste dalla legge 20 ottobre 1982, n. 773.
19.3 Il trattamento previsto dal presente articolo viene corrisposto nei confronti di coloro che non siano beneficiari di altra pensione, in conseguenza di diversa attività da loro svolta anche precedentemente alla iscrizione all'albo professionale, e loro superstiti, che matureranno il diritto a pensione di inabilità o indiretta o che lo abbiano maturato successivamente ai termini di cui all'articolo 26, commi 2 e 3, della legge 20 ottobre 1982, n. 773.
ART. 20 - Adeguamento importo pensioni
20.1 I trattamenti pensionistici di vecchiaia e di inabilità corrisposti dalla Cassa, per coloro che non beneficiano di altri trattamenti previdenziali in dipendenza di altra attività esercitata, non possono essere di importo inferiore a quello minimo a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, con le modalità ed alle condizioni previste dall'art. 7 della legge 29/12/1988, n. 544.
ART. 21 - Maggiorazione del trattamento pensionistico per gli ex combattenti
21.1 Gli iscritti appartenenti alle categorie previste dalla legge 24 maggio 1970, n. 336, e successive modificazioni e integrazioni, esclusi quelli che abbiano usufruito o abbiano titolo a fruire, anche in parte, dei benefici previsti dalla legge stessa, e successive modificazioni e integrazioni, hanno diritto, a domanda, ad una maggiorazione reversibile del rispettivo trattamento di pensione determinato secondo le norme ordinarie, alle condizioni e con le modalità stabilite dagli articoli 6 della legge 15 aprile 1985, n. 140 e della legge 29/12/1988, n. 544.
21.2 Ai sensi dell'art. 6, comma 5, della legge 15 aprile 1985, n. 140, l'onere derivante dall'applicazione del presente articolo è a totale carico del bilancio dello Stato.
ART. 22 - Pagamento delle pensioni
22.1 Le pensioni sono pagate in tredici mensilità di eguale importo. La tredicesima mensilità è pagata nel mese di dicembre.
ART. 23 - Provvidenze straordinarie
23.1 Le provvidenze straordinarie previste dall'art. 21 della legge 4 febbraio 1967, n. 37, possono essere erogate a favore degli iscritti, dei superstiti e dei pensionati, che vengano a trovarsi in particolari condizioni di bisogno determinate da circostanze o situazioni eccezionali.
23.2 Al finanziamento si provvede, ogni anno, con il 2 per cento delle entrate derivanti dal contributo integrativo di cui all'art. 2 del Regolamento sulla contribuzione, accertate nell'esercizio precedente.
23.3 Le somme non erogate nell'esercizio sono destinate ad incrementare il fondo di previdenza.
23.4 Le somme già accantonate in conformità della predetta norma sono trasferite al fondo di previdenza e la Cassa non è più obbligata alla tenuta delle gestioni separate previste dall'art. 29, comma 2, della legge 4 febbraio 1967, n. 37.
ART. 24 - Rivalutazione dei redditi
24.1 Le entità dei redditi da assumere per il calcolo delle medie di riferimento delle pensioni di cui agli articoli 2,3,4,5 e 18, sono rivalutate secondo l'andamento dell'indice ISTAT di cui al successivo articolo 25.
24.2 A tal fine il Consiglio di Amministrazione della Cassa redige ed aggiorna entro il 31 maggio di ciascun anno, sulla base dei dati pubblicati dall'ISTAT, apposita tabella dei coefficienti di rivalutazione relativa ad ogni anno, e la comunica al Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale per l'approvazione.
24.3 Ai fini della rivalutazione si considera il 100 per cento degli aumenti fra gli indici ISTAT relativi all'anno di produzione dei redditi e quelli dell'ultimo anno anteriore alla maturazione del diritto a pensione.
24.4 La percentuale di cui sopra può essere variata con la procedura di cui all'articolo 4, commi 4 e 5, del Regolamento sulla contribuzione, tenuto conto dell'andamento finanziario della Cassa
ART. 25 - Rivalutazione delle pensioni
25.1 Gli importi delle pensioni erogate dalla Cassa sono perequati in proporzione alle variazioni dell'indice nazionale generale annuo dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati calcolato dall'ISTAT.
25.2 La perequazione nei confronti dei pensionati e superstiti che si trovino nelle condizioni di cui all'articolo 19 della legge 21 dicembre 1978, n. 843, è operata solo nella misura del 30 per cento dell'indice ISTAT. La perequazione si applica tuttavia in misura intera in presenza di altra pensione, a carico di diversa gestione, di importo pari o inferiore ai trattamenti minimi Inps.
25.3 La variazione percentuale delle pensioni erogate è disposta con delibera del Consiglio di Amministrazione della Cassa approvata dal Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale di concerto con il Ministro del Tesoro e si applica a decorrere dal 1° gennaio del secondo anno successivo a quello preso a riferimento per la determinazione della variazione percentuale. L'approvazione delle delibere avverrà con la procedura prevista dall'art. 3, comma 2, del D. lgs. 30 giugno 1994, n. 509.
25.4 Con la stessa procedura e con la stessa decorrenza sono adeguati nella stessa misura di cui al primo comma i limiti di reddito di cui all'articolo 2, comma 5 e all'articolo 4, comma 4, arrotondando i relativi importi ai 50 Euro più vicini.
ART. 26 - Indennità di maternità - Misura
I26.1 In applicazione della legge 11 dicembre 1990, n. 379, agli iscritti di sesso femminile è corrisposta una indennità di maternità per l'astensione dall'attività durante i periodi di gravidanza e puerperio comprendenti i due mesi antecedenti la data presunta del parto e i tre mesi successivi alla data effettiva del parto.
26.2 L'indennità di cui al comma 1 viene corrisposta in misura pari all'80 per cento di cinque dodicesimi del reddito professionale percepito e denunciato ai fini fiscali dall'iscritto nel secondo anno precedente a quello della domanda.
26.3 In ogni caso l'indennità di cui al comma 1 non può essere inferiore a cinque mensilità di retribuzione calcolata nella misura pari all'80 per cento del salario minimo giornaliero stabilito dall'articolo 1 del decreto legge 29 luglio 1981, n. 402, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 settembre 1981, n. 537, e successive modificazioni, nella misura risultante, per la qualifica di impiegato, dalla tabella A e dai successivi decreti ministeriali di cui al comma 2 del medesimo articolo.
26.4 Non si dà luogo alla corresponsione della indennità qualora all'iscritto spetti l'indennità stessa ai sensi delle leggi 30 dicembre 1971, n. 1204 e successive modificazioni e 29 dicembre 1987, n. 546 e successive modificazioni.
ART. 27 - Indennità di maternità - Termini e modalità della domanda
27.1 La domanda per la corresponsione dell'indennità deve essere presentata a partire dal compimento del sesto mese di gravidanza e, comunque, entro il termine perentorio di centottanta giorni dal parto.
27.2 La domanda deve essere corredata di:
1) - certificato medico comprovante la data di inizio della gravidanza e quella presunta del parto, oppure
- certificato di assistenza al parto, soltanto qualora la domanda sia presentata dopo l'evento;
2) - dichiarazione redatta ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15 e successive modificazioni, attestante l'inesistenza del diritto alle indennità di maternità di cui al comma 3 dell'articolo 26.
ART. 28 - Indennità di maternità - Indennità in caso di aborto
28.1 In caso di aborto, spontaneo o terapeutico, verificatosi non prima del terzo mese di gravidanza, l'indennità di cui all'art. 26 è corrisposta nella misura pari all'80 per cento di una mensilità del reddito o della retribuzione determinati ai sensi dei commi 2 e 3 del citato articolo 26.
28.2 La domanda deve essere corredata da certificato medico, rilasciato dalla USL che ha fornito le prestazioni sanitarie, comprovante il giorno dell'avvenuto aborto spontaneo o terapeutico e deve essere presentata alla Cassa entro il termine perentorio di centottanta giorni dalla data dell'aborto.
ART. 29 - Indennità di maternità: Indennità in caso di adozione o di affidamento preadottivo
29.1 L'indennità di cui all'art. 26 spetta altresì per l'ingresso del bambino adottato o affidato in preadozione, a condizione che non abbia superato i sei anni di età.
29.2 La domanda, in carta libera, deve essere presentata dalla madre iscritta alla Cassa entro il termine perentorio di centottanta giorni dall'ingresso del bambino e deve essere corredata da idonee dichiarazioni, ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15 e successive modificazioni, attestanti l'inesistenza del diritto a indennità di maternità per qualsiasi altro titolo e la data di effettivo ingresso del bambino nella famiglia.
29.3 Alla domanda di cui al comma 2 va allegata copia autenticata del provvedimento di adozione o di affidamento preadottivo.
ART. 30 - Indennità di maternità - Copertura degli oneri
30.1 Per la copertura degli oneri per la corresponsione dell'indennità di cui agli articoli 26 e seguenti, si provvede ai sensi dell'articolo 5 della legge 11 dicembre 1990, n. 379.
ART. 31 - Ricorsi
31.1 Contro le deliberazioni della Giunta Esecutiva è ammesso ricorso al Consiglio di Amministrazione nel termine di trenta giorni decorrenti dalla relativa comunicazione.
31.2 La decisione del Consiglio di Amministrazione è definitiva; essa può essere impugnata innanzi all'autorità giudiziaria competente.
ART. 32 - Dichiarazioni sostitutive di certificazioni
32.1 In tutti i casi in cui per legge, per Regolamento o per altra disposizione normativa, le istanze comunque dirette alla Cassa debbano essere corredate da certificati rilasciati dalla Pubblica Amministrazione, i fatti e le qualità indicati all'articolo 2 della legge 4 gennaio 1968 n. 15, possono essere comprovati, in sostituzione dei certificati suddetti, da dichiarazioni, anche contestuali all'istanza cui si riferiscono, sottoscritte ed autenticate a norma della citata disposizione.
ART. 33 - Disposizioni finali
33.1 Coloro che al raggiungimento del 65° anno di età non abbiano maturato il requisito della anzianità contributiva minima e non abbiano fatto richiesta di ricongiunzione, né possono usufruire della totalizzazione ai sensi dell'art. 71 della legge n. 388/2000, possono chiedere - in presenza di una effettiva anzianità di iscrizione e contribuzione non inferiore a dieci anni - di ottenere un trattamento previdenziale determinato ai sensi dei successivi commi.
33.2 L'importo della pensione - per coloro che si trovano nelle condizioni di cui al comma precedente - è determinato secondo il sistema di calcolo contributivo, previsto dall'art. 1 della legge 8.8.1995, n. 335.
33.3 La Cassa provvede ogni tre anni a verificare l'applicazione di detti criteri di calcolo sulla base delle risultanze gestionali.
33.4 Le norme del presente Regolamento possono essere modificate con la procedura prevista dall'art. 3 del D. lgs. 30 giugno 1994, n. 509.
33.5 Le presenti modifiche entrano in vigore dal 1° gennaio 2003 e relativamente al calcolo delle pensioni nel rispetto del criterio del pro rata di cui all'art. 3, comma 12, L. 335/95.
33.6 Sono abrogate tutte le disposizioni contrarie o incompatibili con il presente Regolamento.
ART. 34 - Disposizione transitoria
34.1 Per coloro che all'entrata in vigore delle presenti modifiche risultano avere un'età pari o superiore a 55 anni il requisito dell'effettiva anzianità di iscrizione e contribuzione di cui al primo comma dell'art. 33 è ridotto a cinque anni.
Regolamento di attuazione norme statutarie (3)
TITOLO DI PROVA NUMERO 1
TITOLO DI PROVA NUMERO 2
TITOLO DI PROVA NUMERO 3
REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELLE NORME STATUTARIE DELLA CASSA ITALIANA DI PREVIDENZA ED ASSISTENZA A FAVORE DEI GEOMETRI LIBERI PROFESSIONISTI
TITOLO II – GESTIONE FINANZIARIA E PATRIMONIALE
ART. 2 - Investimenti della Cassa
2.1 1 Il patrimonio è investito con l'obiettivo di
- massimizzare nel lungo periodo il rendimento ponderato per il rischio;
- mantenere nel breve periodo il rischio finanziario prospettico entro una soglia massima stabilita dal Comitato dei Delegati e comunque coerente con le disposizioni del D. lgs. del 30.6.1994, n. 509 e sue modifiche ed integrazioni;
- conservare nel lungo periodo il valore del patrimonio stesso al lordo delle contribuzioni e del reddito degli investimenti ed al netto delle prestazioni e delle spese.
Il Comitato dei Delegati delibera gli indirizzi strategici degli investimenti, che devono essere predisposti utilizzando comprovate metodologie finanziarie ed attuariali ("asset-liability management" secondo la terminologia finanziaria corrente).
2.2 La Cassa investe il patrimonio immobiliare sia direttamente sia attraverso l'acquisto di quote di società immobiliari, di fondi comuni immobiliari o di strumenti equivalenti, anche promossi dalla Cassa stessa.
2.3 La Cassa può erogare mutui immobiliari, debitamente garantiti da ipoteca di primo grado, ai suoi iscritti, agli iscritti agli albi professionali dei geometri ed ai dipendenti della Cassa e dei collegi dei geometri, per una somma che non ecceda il limite di legge sul valore, debitamente accertato, degli immobili stessi. La Cassa può altresì acquistare cartelle fondiarie o altri certificati rappresentativi di mutui immobiliari e può procedere ad operazioni di cartolarizzazione dei mutui immobiliari da essa erogati, nel rispetto delle norme di legge in vigore.
2.4 La Cassa può investire direttamente la liquidità necessaria per gli impegni correnti secondo i criteri generali stabiliti dal Comitato dei Delegati.
2.5 La Cassa investe il proprio patrimonio mobiliare in coerenza con i criteri stabiliti dal Comitato dei Delegati.
2.6 Per gli impieghi mobiliari la Cassa delega ad intermediari specializzati la gestione del patrimonio mobiliare e ne affida la custodia ad una banca. I soggetti di cui sopra debbono essere a ciò abilitati, come previsto dalla legge italiana e dalla normativa comunitaria. I gestori finanziari e la banca custode debbono soddisfare criteri di eccellenza e l'affidamento degli incarichi deve avvenire in base a procedure trasparenti ed imparziali. I rapporti con i gestori finanziari e la banca custode sono regolati da apposite convenzioni.
2.7 Le convenzioni con i gestori finanziari devono prevedere che il patrimonio mobiliare della Cassa sia investito tenuto conto dei criteri, dei limiti e delle metodologie deliberati dal Comitato dei Delegati.
2.8 La convenzione con la banca custode deve prevedere che questa operi secondo i criteri posti dal Comitato dei Delegati ed esegua le istruzioni dei gestori finanziari coerenti con la legge, con lo Statuto, con i regolamenti della Cassa e nel rispetto delle convenzioni con i gestori e dei criteri di cui ai commi precedenti.
2.9 Il Consiglio di Amministrazione verifica periodicamente la coerenza fra le modalità di investimento del patrimonio e gli indirizzi strategici di cui all'art. 2, comma 1, in base all'impiego di indici trasparenti ed oggettivi ("benchmark" secondo la terminologia finanziaria corrente) e verifica periodicamente la coerenza fra obiettivi ed indirizzi strategici in base all'impiego delle metodologie finanziarie ed attuariali di cui all'art. 2, comma 1.
2.10 Il Comitato dei Delegati può autorizzare, tenendo conto della liquidità, della sicurezza e della redditività dell'investimento, impieghi non rispondenti alle prescrizioni ed ai limiti sopra individuati.
TITOLO III - ISCRITTI
ART. 3 - Iscrizione alla Cassa
3.1 Sono obbligatoriamente iscritti alla Cassa i geometri e geometri laureati iscritti all'Albo professionale dei Geometri che esercitano, anche senza carattere di continuità ed esclusività, la libera professione. L'esercizio della libera professione si presume per tutti gli iscritti all'Albo salvo prova contraria che l'iscritto può dare secondo le modalità che verranno stabilite dal Consiglio di Amministrazione con delibera da sottoporre all'approvazione dei Ministeri vigilanti ai sensi dell'art. 3, comma 2, del D. lgs. 30/6/1994 n. 509.
3.2 A domanda possono essere iscritti alla Cassa i praticanti geometri iscritti negli appositi registri istituiti a norma dell'art. 2 della legge n. 75/85.
3.3 Gli iscritti alla Cassa che abbiano conseguito l'abilitazione all'esercizio della professione a seguito dell'entrata in vigore della legge 7.3.1985 n. 75 (16.3.1985) possono chiedere il riscatto del periodo di iscrizione al registro dei praticanti per le annualità previste, con le modalità e i termini di cui all'art. 48 del Regolamento sulla contribuzione.
3.4 È inefficace a tutti gli effetti l'iscrizione alla Cassa di coloro che siano o siano stati illegittimamente iscritti all'Albo professionale in violazione delle disposizioni di cui all'art. 7 del regio decreto 11 febbraio 1929, n. 274. In tal caso i contributi versati ai sensi dell'art. 1 del Regolamento dei contributi devono essere restituiti dalla Cassa, senza interessi. La dichiarazione di inefficacia dell'iscrizione alla Cassa compete alla Giunta Esecutiva che può esperire, in materia anche i controlli di cui all'art. 46 del Regolamento sulla contribuzione.
3.5 Gli iscritti alla Cassa che siano o siano stati membri del Parlamento nazionale o europeo, dei consigli regionali, o presidenti delle province, o sindaci dei comuni capoluoghi di provincia sono esonerati, durante il periodo di carica, dal requisito di cui all'art. 3, comma 8, del Regolamento per l'attuazione della attività di previdenza ed assistenza. Essi, per il medesimo periodo, possono supplire alle deficienze di reddito, rispetto a quello massimo conseguito prima della carica, rivalutato a norma dell'articolo 24 del Regolamento per l'attuazione della attività di previdenza ed assistenza in misura pari al 75 per cento, versando volontariamente il contributo di cui all'articolo 1 del Regolamento sulla contribuzione, rapportato al reddito stesso, nonché il contributo di cui all'articolo 2 dello stesso Regolamento rapportato ad un volume d'affari pari a otto volte il contributo soggettivo complessivamente versato.
Restano comunque fermi i contributi minimi di cui agli articoli 1 e 2 del Regolamento sulla contribuzione.
3.6 Le disposizioni del presente articolo si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2003 fatta eccezione per il precedente comma 5 limitatamente alla quantificazione della contribuzione integrativa la cui decorrenza è fissata al 1° gennaio 2004.
ART. 4 - Iscritti in più Albi professionali
4.1 L'iscritto alla Cassa, iscritto o che si iscriva anche in albi relativi ad altre professioni, può optare per una delle casse di previdenza delle professioni nel cui albo è iscritto.
4.2 Il reddito professionale denunciato ai fini dell'IRPEF si considera comunque interamente conseguito nell'ambito della professione nella cui Cassa il geometra permane iscritto.
4.3 In deroga alle norme di qualsiasi Cassa di previdenza relative a libere professioni, ogni contribuzione soggettiva ed oggettiva è dovuta esclusivamente alla Cassa per cui il professionista ha optato e nella misura stabilita dalle norme relative alla Cassa stessa.
TITOLO IV – SEDE E STRUTTURA
5.1 La Cassa ha sede legale in Roma. Gli uffici centrali che sovrintendono all'organizzazione funzionale della Cassa per ciascun ambito di attività sono anch'essi in Roma.
ART. 7 - Il Direttore Generale
7.1Il Direttore generale, scelto sulla base di criteri di comprovata competenza dirigenziale, è nominato dal Consiglio di Amministrazione, su proposta del Presidente.
7.2 Il Direttore generale è assunto con contratto a termine della durata non superiore a cinque anni, rinnovabile.
7.3 Il Direttore generale soprintende e coordina gli uffici e i servizi della Cassa con gli specifici incarichi, funzioni e responsabilità conferitigli dal Consiglio di Amministrazione.
7.4 Il Direttore generale viene coadiuvato da dirigenti responsabili dei singoli servizi contemplati dalla pianta organica della Cassa per assicurare l'ottimale assolvimento delle funzioni cui è preposto.
7.5 I predetti dirigenti avranno funzioni direttive nei rispettivi specifici ambiti funzionali.
ART. 8 - Funzioni ed attività dei Collegi
8.1 Ai collegi provinciali e circondariali dei geometri vengono demandate le seguenti funzioni ed attività:
a) assolvono alle mansioni demandate dalla Cassa per lo svolgimento delle assemblee per la elezione dei delegati;
b) su richiesta della Cassa, adottano i provvedimenti disciplinari, fino alla cancellazione dall'Albo, conformemente ai termini, alle condizioni e alla procedura previsti dall'art. 12 del R.D. 11 febbraio 1929, n. 274 nonché dell'articolo 17 della legge 20 ottobre 1982 n. 773;
c) trasmettono l'elenco degli iscritti agli Albi con l'indicazione del domicilio fiscale e del codice fiscale, comunicando le variazioni periodicamente ed entro il mese di gennaio di ogni anno;
d) svolgono altre funzioni demandate dalla Cassa.
ART. 9 - Delegazioni
9.1 La Cassa, con la delibera del Consiglio di Amministrazione, può istituire delegazioni temporanee anche all'estero.
9.2 Tali delegazioni avranno funzione di rappresentanza per eventuali specifiche attività ed iniziative di volta in volta promosse dalla Cassa.
9.3 All'atto della istituzione di ciascuna delegazione il Consiglio di Amministrazione della Cassa ne determinerà le competenze, l'ambito di attività e l'eventuale organizzazione; procederà altresì alla nomina di un addetto.
9.4 L'operato delle delegazioni è sottoposto al controllo del Consiglio di Amministrazione della Cassa e non può in ogni caso derogare alle direttive da questo impartite.
TITOLO V - CONTABILITA’ E BILANCIO
ART. 10 - Norme generali e documenti contabili
10.1 La Cassa tiene la contabilità finanziaria articolata nei cicli delle entrate e delle uscite, redige i bilanci finanziari annuali, preventivi e consuntivi, conformemente ai principi di competenza e di cassa.
10.2 Presso la Cassa sono istituite separate gestioni contabili per la previdenza, l'assistenza di cui all'art. 2, comma 2, dello Statuto e per ciascuna ulteriore attività, configurabile come autonoma.
10.3 Al fine di assicurare la trasparenza nei rapporti con gli iscritti, fermo restando gli obblighi contabili e di bilancio connessi al tipo societario ed all'attività svolta dalle partecipate della Cassa, le società controllate ai sensi dell'articolo 2359 codice civile devono redigere un bilancio previsionale, nonché un bilancio consuntivo, quest'ultimo conforme alle norme vigenti in materia per ciascuna società nei termini e secondo le modalità qui di seguito indicati.
10.4 I documenti contabili di cui al punto precedente devono pervenire alla Cassa rispettivamente:
- entro il 15 aprile il bilancio consuntivo, la nota integrativa e la relazione sulla gestione dell'anno precedente;
- entro il 15 ottobre il bilancio previsionale con relazione esplicativa degli indirizzi gestionali dell'anno successivo.
10.5 La Cassa è tenuta annualmente alla redazione del bilancio consolidato dei conti consuntivi delle società partecipate.
10.6 Le società partecipate, nella redazione dei documenti contabili di cui al presente articolo, si uniformino agli indirizzi e agli schemi di sintesi stabiliti dal Consiglio di Amministrazione della Cassa.
ART. 11 - Riserva legale
11.1 Al fine di garantire la continuità dell'erogazione delle prestazioni il patrimonio della Cassa, come costituito dall'art. 7 dello Statuto, deve assicurare ai sensi dell'art. 1, comma 4, lettera "c" del D. lgs. 30 giugno 1994, n. 509, l'esistenza di una riserva legale in misura non inferiore a cinque annualità delle pensioni in essere. Qualora durante la vita dell'Ente, l'ammontare della riserva legale risultasse inferiore alla misura indicata, si provvederà al suo adeguamento mediante accantonamenti pari almeno ad una annualità per ogni biennio.
TITOLO VI - REVISIONE E CERTIFICAZIONE DEL BILANCIO
ART. 12 - Conferimento e revoca dell’incarico
12.1 L'incarico di revisione e certificazione del bilancio deve essere conferito ai soggetti in possesso dei requisiti per l'iscrizione al registro dei Revisori contabili, di cui all'articolo 1 del D. lgs. n. 88/92 qui di seguito indicati come Revisori.
12.2 Il conferimento dell'incarico ai Revisori è deliberato dal Comitato dei delegati, se del caso appositamente convocato, almeno tre mesi prima della scadenza dell'incarico in corso.
12.3 L'incarico ha la durata di tre esercizi, può essere rinnovato per non più di due volte e può essere nuovamente conferito ai Revisori precedentemente incaricati solo dopo il decorso di cinque esercizi.
12.4 Il Comitato dei delegati, nel conferire l'incarico, determina il corrispettivo spettante ai Revisori.
12.5 Anche prima della scadenza del triennio il Comitato dei Delegati può revocare l'incarico ai Revisori quando ricorra una giusta causa, provvedendo con la stessa deliberazione a conferire l'incarico ad altri Revisori.
12.6 Le funzioni di controllo continuano ad essere esercitate dai Revisori revocati fino a quando la deliberazione del Comitato dei delegati non sia divenuta efficace.
ART. 13 - Cause di incompatibilità
13.1 L'incarico di Revisore non può essere conferito a soggetti che:
1 - siano parenti o affini entro il quarto grado degli Amministratori, Sindaci, Direttori Generali della Cassa;
2 - siano legati alla Cassa da rapporti di lavoro autonomo o subordinato, ovvero lo siano stati nel triennio antecedente al conferimento dell'incarico;
3 - siano Amministratori o Sindaci della Cassa, ovvero lo siano stati nel triennio antecedente al conferimento dell'incarico;
4 - si trovino in altra situazione che ne comprometta comunque la indipendenza nei confronti della Cassa.
Nel caso che l'incarico sia conferito a società di revisione, le predette situazioni di incompatibilità si devono intendere riferite ai soci, Amministratori, Sindaci o Direttori generali della società stessa.
ART. 14 - Controllo contabile e valutazione del patrimonio sociale
14.1 Le funzioni di controllo della regolare tenuta della contabilità della Cassa, della corrispondenza del bilancio alle risultanze delle scritture contabili e dell'osservanza delle norme stabilite per la redazione dello stesso e per la valutazione del patrimonio della Cassa sono attribuite ai Revisori incaricati ai sensi del precedente articolo 12 alla revisione ed alla certificazione del bilancio.
14.2 I Revisori provvedono altresì alla certificazione del bilancio secondo la procedura sotto indicata. Restano ferme le attribuzioni spettanti al Collegio dei Sindaci e agli altri organi di vigilanza, a norma del codice civile, del D. lgs. n. 509/94 e dello Statuto.
14.3 I Revisori hanno diritto di ottenere dalla Cassa, documenti e notizie utili alla revisione e possono procedere ad accertamenti, ispezioni e controlli, informando il Collegio dei Sindaci dei fatti che ritengono censurabili, gli adempimenti di competenza del Collegio stesso a norma del secondo comma dell'articolo 2408 del codice civile.
14.4 Le relazioni di certificazione, i pareri espressi, gli accertamenti eseguiti dai Revisori devono risultare da apposito libro, da tenersi a cura degli stessi nella sede della Cassa.
14.5 Si applicano le disposizioni dell'ultimo comma dell'articolo 2421 del codice civile.
14.6 Ai Revisori si applicano le disposizioni del primo comma dell'articolo 2407 del codice civile.
ART. 15 - Altre procedure della revisione e certificazione
15.1 Il bilancio della Cassa deve essere trasmesso ai Revisori almeno 45 giorni prima di quello fissato per il Comitato dei delegati che deve discuterlo, insieme con la relazione del Consiglio di Amministrazione, con le copie integrali dell'ultimo bilancio delle società controllate ed un prospetto riepilogativo dei dati essenziali delle società collegate.
15.2 I Revisori, se i fatti di gestione sono esattamente rilevati nelle scritture contabili, se il bilancio corrisponde alle risultanze di tali scritture e degli accertamenti eseguiti e se il bilancio è conforme alle norme di legge, di Statuto e di Regolamento che lo disciplinano, ne rilasciano certificazione con apposita relazione da loro sottoscritta o, se trattasi di società di revisione, sottoscritta da uno degli Amministratori o dei soci che ne abbiano la rappresentanza, iscritti nel registro dei Revisori contabili.
15.3 L'esposizione dei controlli eseguiti, l'indicazione delle persone che li hanno effettuati e di quelle che li hanno diretti, nonché del compenso percepito dai Revisori, devono risultare dal libro previsto all'articolo 14, comma 4, del presente Regolamento.
15.4 Se i Revisori non ritengono di rilasciare la certificazione devono esporne analiticamente i motivi nella relazione di certificazione e devono darne immediata comunicazione al Consiglio di Amministrazione il quale ha l'obbligo di portare la relazione a conoscenza del Comitato dei delegati della Cassa.
CASSA ITALIANA DI PREVIDENZA ED ASSISTENZA A FAVORE DEI GEOMETRI LIBERI PROFESSIONISTI
EDIZIONE AGGIORNATA CON LE MODIFICHE E LE INTEGRAZIONI (EVIDENZIATE IN NERETTO) DELIBERATE DAL COMITATO DEI DELEGATI NELLE SEDUTE DEL 22 MAGGIO E 27 NOVEMBRE 2002, APPROVATA DAI MINISTERI VIGILANTI.
statuto aggiornato scaricabile in formato pdf
CAPO I - Istituzione ed ordinamento
1.1 La "Cassa ITALIANA DI PREVIDENZA ED ASSISTENZA DEI GEOMETRI LIBERI PROFESSIONISTI" è Ente di diritto privato a base associativa, ai sensi e per gli effetti del D. lgs. n. 509 del 30 giugno 1994 e della delibera assunta in data 17 novembre 1994 dal Comitato dei delegati.
2.1 La Cassa ha lo scopo di attuare trattamenti di previdenza obbligatori ed assistenza a favore degli iscritti e loro superstiti, attraverso le forme e le modalità previste dalla normativa vigente, trasfusa in appositi Regolamenti, in accordanza con quanto disposto dal D. lgs. n. 509 del 30 giugno 1994 e del presente Statuto.
2.2 La Cassa può altresì attuare trattamenti volontari di previdenza e di assistenza sanitaria integrativa, mediante apposite gestioni autonome, nei limiti di legge. La Cassa può altresì attuare trattamenti,nei limiti di legge, di forme di tutela sanitaria anche mediante la stipulazione di polizza assicurativa su base volontariaa favore degli iscritti e dei pensionati.
2.3 La Cassa non ha fine di lucro e non usufruisce di finanziamenti pubblici o altri ausili pubblici di carattere finanziario, in conformità con quanto disposto dal D. lgs.n. 509 del 30 giugno 1994.
ART. 3 - Forme di attuazione dello scopo
3.1 Per il perseguimento degli scopi indicati nel precedente articolo 2, comma 2, la Cassa potrà anche avvalersi di società collegate e/o controllate o coordinarsi sotto qualsiasi forma con altri soggetti nei limiti di legge, del presente Statuto e del Regolamento.
4.1 La Cassa ha sede in Roma, Lungotevere Arnaldo da Brescia n. 4.
4.2 Fermo quanto disposto al successivo articolo 18, la Cassa potrà eventualmente istituire delegazioni con uffici di rappresentanza.
CAPO II - Patrimonio e mezzi finanziari
ART. 6 - Contributi e prestazioni
6.1 I contributi e le prestazioni sono regolamentati dalle normative vigenti e dagli appositi Regolamenti.
6.2 L'obbligo della contribuzione è disciplinato dall'apposita normativa vigente in materia e dagli appositi Regolamenti nell'ambito dell'autonomia gestionale riconosciuta alla Cassa dalle disposizioni di legge.
6.3 Il diritto a ricevere le prestazioni previdenziali ed assistenziali, anche indirette, è regolato dallo specifico ordinamento vigente in materia e dagli appositi Regolamenti.
7.1 Il patrimonio della Cassa è costituito:
a) dai beni costituenti il patrimonio della ex Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza a favore dei Geometri;
b) dai beni immobili e mobili, da titoli, partecipazioni e cointeressenze di qualunque genere e specie che per acquisto, lasciti, donazioni, eredità e per qualsiasi altro titolo pervengono alla Cassa;
c) dalle somme in danaro, dalle altre attività finanziarie e di immobilizzi;
d) dall'avanzo netto di gestione.
ART. 8 - Mezzi finanziari
8.1 La Cassa ricava i mezzi finanziari necessari al raggiungimento dei suoi scopi attraverso la contribuzione diretta ed indiretta dei soggetti obbligati, nonché attraverso i frutti della gestione del suo patrimonio ed ogni altra eventuale entrata finanziaria.
CAPO III - Organi della Cassa
ART. 9 - Organi della Cassa
9.1 Sono organi della Cassa:
- le Assemblee degli iscritti;
- l'Assemblea rappresentativa costituita dal Comitato dei delegati degli iscritti;
- la Giunta Esecutiva;
ART. 10 - Assemblee degli iscritti
10.1 Le Assemblee sono formate dagli iscritti alla Cassa appartenenti a ciascun collegio dei geometri, nonché dai pensionati diretti della Cassa nell'ambito del collegio di residenza. Esse hanno competenza ad eleggere, con voto segreto, i delegati in ragione di uno ogni 500 iscritti alla Cassa o frazione non inferiore a 250 compresi nelle circoscrizioni regionali.
10.2 Il numero di delegati per circoscrizione regionale non può essere inferiore al numero dei collegi compresi nella circoscrizione stessa. In ogni caso gli eletti sono ripartiti garantendo la rappresentanza di ogni collegio.
10.3 Le assemblee degli iscritti sono costituite dai seguenti soggetti:
a) gli iscritti all'albo dei geometri e geometri laureati dei collegi provinciali e circondariali iscritti entro il 31 dicembre dell'anno precedente.
b) i pensionati diretti della Cassa.
c) i praticanti iscritti alla Cassa.
10.4 Le assemblee sono indette dal Presidente della Cassa almeno trenta giorni prima dalla data di scadenza del Comitato dei delegati uscente. La data delle elezioni deve essere comunicata ai Presidenti dei collegi almeno trenta giorni prima della data stessa e da costoro resa nota agli iscritti almeno 10 giorni prima della data fissata per l'inizio delle votazioni.
10.5 Le elezioni avvengono presso la sede di ciascun collegio. Il seggio elettorale è presieduto dal Presidente del collegio medesimo assistito da due scrutatori scelti tra gli iscritti e nominati dal Consiglio del collegio. Non èammesso il voto per delega. Il Presidente del collegio comunica immediatamente alla Cassa il risultato della votazione mediante fax od e-mail e lo conferma successivamente con lettera raccomandata,con avviso di ricevimento.
10.6 Il Presidente della Cassa, assistito dal Collegio dei Sindaci, somma i risultati parziali, procede alla verifica della insussistenza delle cause di ineleggibilità e della sussistenza dei requisiti di professionalità ed onorabilità di cui al successivo articolo 11, e proclama eletti i delegati che nell'ambito della circoscrizione hanno ricevuto il maggior numero di voti, purché sia garantita la appartenenza ad ogni collegio di almeno un eletto. In caso di parità di voti è eletto il più anziano d'iscrizione alla Cassa e, in caso di parità di anzianità d'iscrizione alla Cassa, il più anziano di età.
ART. 11 - Requisiti di onorabilità e professionalità
11.1 La nomina a componente degli organi della Cassa è subordinata al possesso dei requisiti di onorabilità e professionalità.
11.2 Sono considerati requisiti di onorabilità:
a) non aver riportato condanne definitive, ivi comprese le sanzioni sostitutive di cui alla legge n. 689 del 24 novembre 1981, per delitti contro il patrimonio, la Pubblica Amministrazione, per delitti contro la fede pubblica o contro l'economia pubblica, o per delitti non colposi per i quali la legge commini la pena della reclusione non inferiore, nel massimo, a cinque anni;
b) non essere stati sottoposti alle misure di prevenzione disposte ai sensi della legge n. 1423 del 27 dicembre 1956, o della legge n. 575 del 31 maggio 1965, e successive modificazioni ed integrazioni.
11.3 In merito ai requisiti di cui alle lettere a) e b) del precedente comma sono in ogni caso fatti salvi gli effetti della riabilitazione.
11.4 Ferme restando le disposizioni di cui all'art. 1, comma 14, nn. 4 e 5, della legge n. 236/90, la professionalità, per quanto riguarda l'appartenenza agli organi collegiali, è considerata esistente se è conforme al requisito previsto dall'art. 3, comma 8, del Regolamento di attuazione delle attività di previdenza ed assistenza a favore degli iscritti e dei loro familiari per ogni anno del quinquennio precedente all'elezione.
ART. 12 - Comitato dei Delegati
12.1 Il Comitato dei delegati è costituito dai rappresentanti degli iscritti, eletti dalle assemblee degli iscritti conformemente a quanto disposto dal precedente articolo 10.
12.2 Il Comitato dei delegati dura in carica 4 anni ed i suoi componenti possono essere rieletti.
12.3 Il Comitato dei delegati, ferme le competenze previste dalla legge e dal presente Statuto per gli altri organi, ha generale potere deliberativo ed assolve in particolare le seguenti funzioni:
a) stabilisce le direttive ed i criteri generali cui deve uniformarsi l'amministrazione della Cassa, anche in relazione agli investimenti patrimoniali;
b) approva, modifica ed integra lo Statuto ed i Regolamenti della Cassa;
c) elegge i componenti del Consiglio di Amministrazione della Cassa ed i membri del Collegio dei Sindaci di sua pertinenza, nonché procede alla nomina dello stesso;
d) approva i bilanci preventivi e le relative variazioni, i bilanci consuntivi, nonché i piani d'impiego e l'esame del bilancio tecnico;
e) stabilisce i compensi, i rimborsi e le indennità da attribuire ai componenti degli organi della Cassa;
f) può demandare particolari funzioni al Consiglio di Amministrazione;
g) fissa l'entità e le modalità di corresponsione degli oneri da riconoscere ai collegi per le funzioni agli stessi demandate dalla Cassa;
h) nomina commissioni ristrette di studio a tempo determinato;
i) delibera circa l'istituzione di trattamenti volontari di previdenza e di assistenza sanitaria integrativa, nei limiti di legge;
l) adempie a tutte le altre funzioni assegnategli dalla legge, dallo Statuto e dai Regolamenti.
12.4 Il Comitato dei delegati è regolarmente costituito con la presenza della maggioranza dei componenti il Comitato stesso. Il Comitato dei delegati delibera a maggioranza assoluta dei presenti. Non è ammesso il voto per delega.
12.5 Le deliberazioni riguardanti materie di cui alle precedenti lettere a) e b) devono approvarsi con maggioranza di almeno due terzi dei presenti.
12.6 Le deliberazioni indicate alla lettera b) del precedentecomma 3, sono sottoposte all'approvazione degli organi di vigilanza.
12.7 Il Comitato dei delegati deve riunirsi ordinariamente almeno due volte all'anno, nonché ogni qualvolta sia richiesto dal Consiglio di Amministrazione, o da almeno un quarto di componenti il Comitato dei delegati o dal Collegio dei Sindaci.
12.8 L'avviso di convocazione deve essere inviato per mezzo di lettera raccomandata, spedita almeno 15 giorni prima della data fissata per la seduta, e deve contenere l'indicazione del luogo, del giorno e dell'ora della seduta stessa, l'elenco degli argomenti da trattare, nonché l'ora fissata per la seconda convocazione.
13.1 Il Presidente è eletto dal Consiglio di Amministrazione tra i suoi componenti.
13.2 Il Presidente rappresenta la Cassa, convoca e presiede il Comitato dei delegati, il Consiglio di Amministrazione e la Giunta Esecutiva.
13.3 Il Presidente rimane in carica fino all'elezione del nuovo Presidente e può essere rieletto.
13.4 Il Presidente uscente convoca e presiede le riunioni del nuovo Comitato dei delegati ed insedia il nuovo Consiglio di Amministrazione.
13.5 Il Presidente è coadiuvato, e nel caso di impedimento o di assenza è sostituito, dal vicepresidente che viene eletto, per la stessa durata, dal Consiglio di Amministrazione fra i suoi componenti.
13.6 Il Presidente è investito altresì delle altre funzioni demandategli dal presente Statuto, dalle leggi vigenti e dai Regolamenti.
14.1 Il Consiglio di Amministrazione è composto di undici membri eletti a scrutinio segreto dal Comitato dei delegati tra gli iscritti alla Cassa.
14.2 Si considerano eletti coloro che abbiano riportato il maggior numero di voti; in caso di parità di voti è eletto il candidato con maggiore anzianità di iscrizione all'albo professionale e, fra coloro che abbiano pari anzianità di iscrizione all'albo, il più anziano di età.
14.3 Il Consiglio di Amministrazione deve essere riunito, in unica convocazione, almeno ogni tre mesi dal Presidente nella sede della Cassa, con le modalità stabilite dal comma 8 del precedente articolo 12, salvo riduzione del preavviso ad almeno sette giorni.
14.4 il Presidente convoca, altresì, il Consiglio di Amministrazione ove ne sia richiesto da almeno un terzo dei componenti in carica.
14.5 Per la validità delle sedute del Consiglio di Amministrazione è necessaria la presenza di almeno sei componenti.
14.6 Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei presenti; in caso di parità prevale il voto di chi presiede la seduta.
14.7 I componenti del Consiglio di Amministrazione durano in carica quattro anni e possono essere rieletti.
14.8 I componenti del Consiglio di Amministrazione decaduti, dimissionari o deceduti sono sostituiti, mediante elezione, dal Comitato dei delegati, nella sua prima seduta successiva alla vacanza.
14.9 Nel caso in cui vengano meno, per qualsiasi motivo, almeno sei membri, si procede entro trenta giorni a nuova elezione del Consiglio di Amministrazione.
14.10 Il Consiglio di Amministrazione ha le seguenti attribuzioni:
a) elegge il Presidente della Cassa, il vicepresidente e gli altri membri della Giunta Esecutiva;
b) predispone i bilanci preventivi, le variazioni di bilancio, i consuntivi, i piani d'impiego e fa redigere i bilanci tecnici, tenendo conto dei termini di cui ai commi 3 e 4 del successivo art. 20;
c) delibera sugli investimenti patrimoniali, tenendo conto dei piani d'impiego di cui al successivo art. 20, predisposti dal Consiglio stesso;
d) delibera in materia di personale e provvede alle assunzioni;
e) nomina il Direttore generale su proposta del Presidente;
f) decide sui ricorsi contro le deliberazioni della Giunta Esecutiva;
g) dichiara decaduti i delegati nei casi previsti dal Regolamento;
h) fissa le funzioni demandate ai collegi professionali e le relative modalità di svolgimento;
i) può nominare commissioni ristrette di studio a tempo determinato;
l) adempie alle altre funzioni assegnategli dalle leggi, dallo Statuto, dai Regolamenti e dal Comitato dei delegati.
ART. 15 - Giunta Esecutiva
15.1 La Giunta Esecutiva è composta dal Presidente, dal vicepresidente e da tre membri eletti, fra i propri componenti, dal Consiglio di Amministrazione.
15.2 Per la validità delle sedute della Giunta è necessaria la presenza di almeno tre componenti.
15.3 Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei presenti e, in caso di parità, prevale il voto di chi presiede la seduta.
15. 4 La Giunta Esecutiva ha le seguenti attribuzioni:
a) dà esecuzione alle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione;
b) autorizza, anche preventivamente, le spese ordinarie di bilancio;
c) autorizza le spese straordinarie ed urgenti sottoponendole a ratifica del Consiglio di Amministrazione;
d) liquida le prestazioni della Cassa;
e) amministra il personale della Cassa;
f) dichiara inefficace l'iscrizione alla Cassa di coloro che siano o siano stati illegittimamente iscritti negli albi professionali dei geometri;
g) adempie alle altre funzioni assegnategli dalle leggi, dal presente Statuto e dai Regolamenti.
15.5 Contro le deliberazioni della Giunta di cui alle precedenti lettere d) e f)gli interessati possono presentare ricorso al Consiglio di Amministrazione.
ART. 16 - Collegio dei Sindaci
16.1 Il Collegio dei Sindaci è composto da sette membri effettivi e cinque supplenti, dei quali:
- un membro effettivo ed uno supplente, quest'ultimo appartenente anche solo alla carriera direttiva, sono designati tra dirigenti in servizio alle dipendenze del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale;
- un membro effettivo ed uno supplente, quest'ultimo appartenente anche solo alla carriera direttiva, sono designati tra i dirigenti in servizio alle dipendenze del Ministero del Tesoro;
- un membro effettivo ed uno supplente, quest'ultimo appartenente anche solo alla carriera direttiva, sono designati tra magistrati o dirigenti in servizio presso il Ministero della Giustizia;
- tre membri effettivi e due supplenti nell'ambito degli iscritti obbligatori alla Cassa, da eleggersi dal Comitato dei delegati, con esclusione dei delegati stessi e dei membri del Consiglio di Amministrazione;
- un membro effettivo, con funzioni di Presidente, da eleggersi dal Comitato dei delegati, preferibilmente scelto tra Magistrati di cassazione o equiparati con la qualifica di Revisore Contabile prevista dall'art. 2397 del codice civile.
Se viene meno il Presidente, fino alla sua sostituzione, le relative funzioni sono svolte dal Sindaco effettivo più anziano tra quelli eletti in rappresentanza degli iscritti alla Cassa.
16.2 Il Collegio dei Sindaci è nominato con deliberazione del Comitato dei delegati al quale rassegna una relazione annuale sui risultati del controllo eseguito sull'andamento della gestione.
16.3 Il Collegio dei Sindaci esamina i bilanci preventivi e le relative variazioni, e consuntivi annuali sui quali formula, in apposita Relazione, le proprie osservazioni e conclusioni; interviene alle sedute del Consiglio di Amministrazione ed assiste il Presidente della Cassa nelle operazioni di scrutinio dei risultati elettorali come previsto dal precedente articolo 10, ultimo comma; svolge le sue funzioni in conformità con le disposizioni del codice civile, in quanto applicabili.
16.4 I Sindaci durano in carica quattro anni e possono essere riconfermati.
CAPO IV - COMMISSIONI E RAPPORTI CON I COLLEGI PROFESSIONALI
ART. 17 - Commissioni
17.1 Il Comitato dei delegati ed il Consiglio di Amministrazione della CASSA, per l'esame di particolari problematiche di rispettiva competenza, possono nominare Commissioni ristrette di studio a tempo determinato.
17.2 Di tali Commissioni possono essere chiamati a far parte, in qualità di consulenti o esperti, anche componenti esterni alla CASSA.
ART. 18 - Collegi Professionali
18.1 Ai Collegi professionali dei geometri possono essere demandate dalla CASSA speciali funzioni allo scopo di un migliore raggiungimento dei fini istituzionali.
CAPO V - GESTIONE AMMINISTRATIVA E FINANZIARIA
ART. 19 - Esercizio finanziario
19.1 L'esercizio finanziario inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno.
ART. 20 - Bilanci ed altri documenti di gestione
20.1 Per ciascun esercizio il Consiglio di Amministrazione predispone il bilancio consuntivo e lo presenta per l'approvazione al Comitato dei delegati che delibera entro il mese di maggio.
20.2 Il Consiglio di Amministrazione predispone, altresì, il bilancio preventivo annuale, le variazioni di bilancio e li presenta per l'approvazione al Comitato dei delegati entro il mese di novembre.
20.3 Il Consiglio di Amministrazione, inoltre, anche ai sensi dell'art. 3. comma 3, del DLGS n. 509 del 30 giugno 1994, predispone, per l'approvazione da parte del Comitato dei delegati, con cadenza annuale, il piano d'impiego dei fondi disponibili. Per fondi disponibili s'intendono le somme eccedenti la normale liquidità di gestione.
20.4 Il Consiglio di Amministrazione, infine, fa predisporre almeno ogni tre anni il bilancio tecnico dei trattamenti previdenziali e lo presenta, con eventuali proposte, al Comitato dei delegati.
ART. 21 - Equilibrio di bilancio e riserva legale
21.1 La gestione economico-finanziaria della CASSA deve essere protesa ad assicurare il principio dell'equilibrio del bilancio, coerentemente alle indicazioni risultanti dal bilancio tecnico.
21.2 Dal bilancio della CASSA deve risultare la riserva legale nella misura e secondo le modalità previste dall'art. 1, comma 4, lettera c) del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509.
CAPO VI - CONTROLLO ESTERNO
ART. 22 - Revisione
22.1 I bilanci consuntivi annuali della CASSA sono sottoposti a revisione contabile indipendente ed a certificazione da parte dei soggetti in possesso dei requisiti per l'iscrizione al registro di cui all'art. 1 del DLGS del 27 gennaio 1992, n. 88.
ART. 23 - Trasparenza con gli iscritti
23.1 Con apposito Regolamento sarà data attuazione al principio della trasparenza nei rapporti con gli iscritti, ai sensi dell'art. 1, comma 4, lett. a) del DLGS N. 509/94.
CAP VII - ALTRE DISPOSIZIONI
ART. 24 - Norme di rinvio
24.1 Per tutto quanto non disciplinato dal presente Statuto e dai Regolamenti, si fa rinvio alle norme del codice civile ed a tutte le leggi vigenti.

References: ART. 1
 art. 4

ART. 2

ART. 3

ART. 4

ART. 5

ART. 6

ART. 7

ART. 8
 art. 2
 art. 6

ART. 9
 art. 6

ART. 10

ART. 11

ART. 12
 art. 10
 art. 13

ART. 13

ART. 14
 art. 13

ART. 15
 art. 13
 art. 6

ART. 16

ART. 17
 art. 6

ART. 18

ART. 19

ART. 20

ART. 21
 art. 10
 art. 23

ART. 22
 art. 13

ART. 23
 art. 21
 art. 21

ART. 24
 art. 21

ART. 25
 art. 22
 art. 22

ART. 26
 art. 23
 art. 23

ART. 27
 art. 2

ART. 28

ART. 29

ART. 30
 art. 11

ART. 31
 art. 32

ART. 32
 art. 31
 articolo 45

ART. 33

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ART. 43

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ART. 1

ART. 2
 articolo 24

ART. 3

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ART. 7

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ART. 12

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ART. 15

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ART. 19

ART. 20

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ART. 23

ART. 24
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ART. 27

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ART. 29

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ART. 34

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ART. 11

ART. 12

ART. 13

ART. 14
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ART. 15

ART. 3
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ART. 6

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ART. 9

ART. 10
 articolo 11

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ART. 12
 articolo 10
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 art. 20
 art. 20

ART. 15

ART. 16
 articolo 10

ART. 17

ART. 18

ART. 19

ART. 20

ART. 21

ART. 22

ART. 23

ART. 24