Source: https://www.anptes.org/cedu/sentenza/?id=1438&termini1=&termini2=
Timestamp: 2020-08-05 05:29:29+00:00

Document:
CASO: AFFAIRE MILAZZO c. ITALIE
NUMERO: 77156/01/2012
(RequÃªte no 77156/01)
En lâ€™affaire Milazzo c. Italie,
AprÃ¨s en avoir dÃ©libÃ©rÃ© en chambre du conseil le 5 juin 2012,
1. A lâ€™origine de lâ€™affaire se trouve une requÃªte (no 77156/01) dirigÃ©e contre la RÃ©publique italienne et dont un ressortissant de cet Etat, OMISSIS (Â« le requÃ©rant Â»), a saisi la Cour le 16 octobre 2001 en vertu de lâ€™article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de lâ€™Homme et des LibertÃ©s fondamentales (Â« la Convention Â»).
2. Par un arrÃªt du 2 novembre 2006 (Â« lâ€™arrÃªt au principal Â»), la Cour a jugÃ© que la perte de toute disponibilitÃ© du terrain, combinÃ©e avec lâ€™impossibilitÃ© de remÃ©dier Ã la situation incriminÃ©e, avait engendrÃ© des consÃ©quences assez graves pour que le requÃ©rant ait subi une expropriation de fait, incompatible avec son droit au respect de ses biens (Milazzo c. Italie, no 77156/01, Â§ 51, 2 novembre 2006).
3. En sâ€™appuyant sur lâ€™article 41 de la Convention, le requÃ©rant rÃ©clamait une satisfaction Ã©quitable de 521 516 EUR, Ã savoir la somme correspondant Ã la diffÃ©rence entre la valeur vÃ©nale du terrain, rÃ©Ã©valuÃ©e et augmentÃ©e de la plus-value dÃ©rivant de la rÃ©alisation de lâ€™ouvrage public, et le montant obtenu suite au jugement du tribunal de Caltagirone. Il demandait Ã©galement un dÃ©dommagement Ã titre de prÃ©judice moral, ainsi quâ€™une somme Ã titre de remboursement des frais encourus devant la Cour.
4. La question de lâ€™application de lâ€™article 41 de la Convention ne se trouvant pas en Ã©tat, la Cour lâ€™a rÃ©servÃ©e et a invitÃ© le Gouvernement et le requÃ©rant Ã lui soumettre par Ã©crit, dans les trois mois, leurs observations sur ladite question et notamment Ã lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir (ibidem, point 4 b) du dispositif).
9. Par un arrÃªt du 30 mai 2006, la cour dâ€™appel de Catane condamna la ville de Rome Ã verser au requÃ©rant et aux autres copropriÃ©taires la somme la somme de 101 355,96 EUR, au titre de dÃ©dommagement calculÃ© aux termes de la loi no 662 de 1996 plus intÃ©rÃªts et rÃ©Ã©valuation.
8. Pour prÃ©judice matÃ©riel, le requÃ©rant sollicite la restitution du terrain. A titre subsidiaire, dans lâ€™hypothÃ¨se oÃ¹ la restitutio in integrum ne serait pas possible en lâ€™espÃ¨ce, le requÃ©rant rÃ©clame 521 516 EUR, Ã savoir la somme correspondant Ã la diffÃ©rence entre la valeur vÃ©nale du terrain, rÃ©Ã©valuÃ©e et augmentÃ©e de la plus-value dÃ©rivant de la rÃ©alisation de lâ€™ouvrage public, et le montant obtenu suite Ã lâ€™arrÃªt de la cour dâ€™appel de Catane.
9. Le Gouvernement sâ€™y oppose et estime que la somme due au requÃ©rant ne doit pas dÃ©passer 87 457,40 EUR.
13. En lâ€™espÃ¨ce, le requÃ©rant a perdu la propriÃ©tÃ© du terrain en 1983 (Â§ 24 de lâ€™arrÃªt au principal). Il ressort de lâ€™expertise dÃ©posÃ©e devant les juridictions internes que la valeur du bien Ã cette derniÃ¨re date Ã©tait de 356 809 968 ITL (environ 184 277 EUR). Par ailleurs, la Cour doit prendre en compte le fait quâ€™en plus du requÃ©rant, des tierces personnes peuvent Ã©galement revendiquer des droits par rapport au terrain objet de la cause (Â§ 6 de lâ€™arrÃªt au principal). En lâ€™absence dâ€™indications contraires, la Cour estime que le requÃ©rant nâ€™est fondÃ© Ã recevoir une satisfaction Ã©quitable quâ€™Ã concurrence de 25 % par rapport Ã la valeur de ce terrain.
14. Compte tenu de ces Ã©lÃ©ments et statuant en Ã©quitÃ©, la Cour estime raisonnable dâ€™accorder au requÃ©rant 110 000 EUR pour le prÃ©judice matÃ©riel, plus tout montant pouvant Ãªtre dÃ» Ã titre dâ€™impÃ´t sur cette somme.
15. Le requÃ©rant demande 70 000 EUR pour le prÃ©judice moral.
16. Le Gouvernement sâ€™y oppose et estime quâ€™aucune somme nâ€™est due au titre du prÃ©judice moral, puisque ce type de prÃ©judice a dÃ©jÃ Ã©tÃ© rÃ©parÃ© par la satisfaction Ã©quitable accordÃ© lors du constat de violation de lâ€™article 6 Â§ 1 dan lâ€™arrÃªt au principal (Â§ 80 de lâ€™arrÃªt au principal).
17. La Cour rappelle tout dâ€™abord que la somme accordÃ©e Ã titre de dommage moral dans lâ€™arrÃªt au principal se rapportait uniquement au grief tirÃ© de la durÃ©e de la procÃ©dure. En lâ€™espÃ¨ce, elle estime que le sentiment dâ€™impuissance et de frustration face Ã la dÃ©possession illÃ©gale de son bien a causÃ© au requÃ©rant un prÃ©judice moral important, quâ€™il y a lieu de rÃ©parer de maniÃ¨re adÃ©quate.
C.	Frais et dÃ©pens
19. Justificatifs Ã lâ€™appui, le requÃ©rant demande le remboursement des frais encourus devant la Cour, soit 43 122,13 EUR.
a) que lâ€™Etat dÃ©fendeur doit verser au requÃ©rant, dans les trois mois Ã compter du jour oÃ¹ lâ€™arrÃªt sera devenu dÃ©finitif conformÃ©ment Ã lâ€™article 44 Â§ 2 de la Convention, les sommes:
i. 110 000 EUR (cent dix mille euros), plus tout montant pouvant Ãªtre dÃ» Ã titre dâ€™impÃ´t, pour dommage matÃ©riel ;
Fait en franÃ§ais, puis communiquÃ© par Ã©crit le 26 juin 2012, en application de lâ€™article 77 Â§Â§ 2 et 3 du rÃ¨glement.
CAUSA MILAZZO C. ITALIA
( Richiesta no 77156/01)
Nella causa Milazzo c. Italia,
da Francesca Elens-Passos, greffiÃ¨re collaboratrice di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 5 giugno 2012,
1. All'origine della causa si trova una richiesta (no 77156/01) diretta contro la Repubblica italiana e in cui un cittadino di questo Stato, OMISSIS ("il richiedente"), ha investito la Corte il 16 ottobre 2001 in virtÃ¹ dell'articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell'uomo e delle LibertÃ fondamentali ("la Convenzione").
2. Con una sentenza del 2 novembre 2006 ("la sentenza al principale"), la Corte ha giudicato che la perdita di ogni disponibilitÃ del terreno, combinato con l'impossibilitÃ di ovviare alla situazione incriminata, aveva generato delle conseguenze abbastanza gravi affinchÃ© il richiedente subisse un'espropriazione di fatto, incompatibile col suo diritto al rispetto dei suoi beni, Milazzo c. Italia, no 77156/01, Â§ 51, 2 novembre 2006.
3. Appellandosi all'articolo 41 della Convenzione, il richiedente richiedeva una soddisfazione equa di 521 516 EUR, a sapere la somma che corrisponde alla differenza tra i valori venali del terreno, rivalutata ed aumentata del plusvalore che deriva della realizzazione del lavoro pubblico, e l'importo ottenuto in seguito al giudizio del tribunale di Caltagirone. Chiedeva anche un risarcimento a titolo di danno morale, cosÃ¬ come una somma a titolo di rimborso degli oneri incorsi dinnanzi alla Corte.
4. La questione dell'applicazione dell'articolo 41 della Convenzione non essendo matura, la Corte l'ha riservata e ha invitato il Governo ed il richiedente a sottoporle per iscritto, entro tre mesi, le loro osservazioni su suddetta questione ed in particolare a darle cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare (ibidem, punto 4 b, del dispositivo).
9. Con una sentenza del 30 maggio 2006, la corte di appello di Catania condannÃ² la cittÃ di Roma a versare al richiedente ed agli altri comproprietari la somma la somma di 101 355,96 EUR, a titolo di risarcimento calcolato ai termini della legge no 662 di 1996 piÃ¹ interessi e rivalutazione.
8. Per danno patrimoniale, il richiedente sollecita la restituzione del terreno. A titolo accessorio, nell'ipotesi dove la restitutio in integrum non fosse possibile nello specifico, il richiedente richiede 521 516 EUR, a sapere la somma che corrisponde alla differenza tra il valore venale del terreno, rivalutata ed aumentata del plusvalore che deriva dalla realizzazione del lavoro pubblico, e l'importo ottenuto seguito alla sentenza della corte di appello di Catania.
9. Il Governo si oppone e stima che la somma dovuta al richiedente non deve superare 87 457,40 EUR.
11. Ricorda che nella causa Guiso-Gallisay c. Italia (soddisfazione equa) [GC], no 58858/00, 22 dicembre 2009, la Grande Camera ha modificato la giurisprudenza della Corte concernente i criteri di indennizzo nelle cause di espropriazione indiretta. In particolare, la Grande Camera ha deciso di allontanare le pretese dei richiedenti nella misura in cui sono fondate sul valore dei terreni in data della sentenza della Corte e di non tenere piÃ¹ conto, per valutare il danno patrimoniale, del costo di costruzione degli immobili costruiti dallo stato sui terreni.
12. Secondo i nuovi criteri fissati dalla Grande Camera, l'indennizzo deve corrispondere al valore pieno ed intero del terreno al momento della perdita della proprietÃ , come stabilita dalla perizia ordinata dalla giurisdizione competente durante il procedimento interno. Poi, una volta dedotta la somma eventualmente concessa a livello nazionale, questo importo deve essere attualizzato per compensare gli effetti dell'inflazione. Conviene anche abbinarlo ad interessi suscettibili di compensare, almeno partito, il lungo lasso di tempo trascorso dallo spodestamento dei terreni. Questi interessi devono corrispondere all'interesse legale semplice applicato al capitale progressivamente rivalutato.
13. Nello specifico, il richiedente ha perso la proprietÃ terreno nel 1983 (Â§ 24 della sentenza al principale). Risulta dalla perizia depositata dinnanzi alle giurisdizioni interne che il valore del bene a questa ultima data era di 356 809 968 ITL, circa 184 277 EUR. Quindi la Corte deve prendere in conto il fatto che oltre il richiedente delle terze persone possono ugualmente rivendicare dei diritti in rapporto al terreno oggetto della causa (Â§ 6 della sentenza al principale ). In mancanza di indicazioni contrarie, la Corte stima che il richiedente Ã¨ abilitato a ricevere una soddisfazione equa solo a concorrenza del 25% rispetto al valore di questo terreno.
14. Tenuto conto di questi elementi e deliberando in equitÃ , la Corte stima ragionevole accordare al richiedente 110 000 EUR per il danno patrimoniale, piÃ¹ ogni importo che puÃ² essere dovuto a titolo di imposta su questa somma.
15. Il richiedente chiede 70 000 EUR per il danno morale.
16. Il Governo si oppone e stimi che nessuna somma Ã¨ dovuta a titolo del danno morale, poichÃ© questo tipo di danno Ã¨ stato giÃ riparato dalla soddisfazione equa accordata all'epoca della constatazione di violazione dell'articolo 6 Â§ 1 della sentenza al principale (Â§ 80 della sentenza al principale).
17. La Corte ricorda innanzitutto che la somma accordata a titolo di danno morale nella sentenza al principale si riferiva unicamente al motivo di appello derivato dalla durata del procedimento. Nello specifico, stima che il sentimento di impotenza e di frustrazione di fronte allo spodestamento illegale del suo bene ha causato al richiedente un danno morale importante, che c'Ã¨ luogo di riparare in modo adeguato.
C.	Oneri e spese
19. Giustificativi in appoggio, il richiedente chiede il rimborso degli oneri incorsi dinnanzi alla Corte, o 43 122,13 EUR.
21. La Corte ricorda che il sussidio degli oneri e spese a titolo dell'articolo 41 presuppone che si stabilisca la loro realtÃ , la loro necessitÃ e, in piÃ¹, il carattere ragionevole del loro tasso, Iatridis c. Grecia (soddisfazione equa) [GC], no 31107/96, Â§ 54, CEDH 2000-XI. Inoltre, gli oneri di giustizia sono recuperabili solamente nella misura in cui si riferiscono alla violazione constatata (vedere, per esempio, Beyeler c. Italia (soddisfazione equa) [GC], no 33202/96, Â§ 27, 28 maggio 2002; Sahin c. Germania [GC], no 30943/96, Â§ 105, CEDH 2003-VIII.
22. La Corte non dubita della necessitÃ di impegnare degli oneri, ma trova eccessive le parcelle totali rivendicati a questo titolo. Considera quindi che c'Ã¨ luogo di rimborsare ne partirli solamente. Tenuto conto delle circostanze della causa, la Corte giudica ragionevole di assegnare un importo di 15 000 EUR per l'insieme degli oneri esposti.
23. La Corte giudica appropriato di ricalcare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilitÃ di prestito marginale della Banca centrale europea aumentato di tre punti percentuale.
i. 110 000 EUR, cento diecimila euro, piÃ¹ ogni importo che puÃ² essere dovuto a titolo di imposta, per danno patrimoniale,;
iii. 15 000 EUR, quindicimila euro, piÃ¹ ogni importo che puÃ² essere dovuto a titolo di imposta al richiedente, per oneri e spese,;
Fatto in francese, poi comunicato per iscritto il 26 giugno 2012, in applicazione dell'articolo 77 Â§Â§ 2 e 3 dell'ordinamento.

References: sentenza 
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