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CONSIGLIO DI STATO Sez. V, 30 marzo 2005 (C.c. 21.12.2004), Sentenza n. 133. | Edilone.it
<T.A.R. VENETO, Sez. III – 10 marzo 2005, n. 850
L’attività commerciale non può essere autorizzata in immobili difformi dalla disciplina urbanistica, parallelamente non può essere rilasciata quell’autorizzazione sanitaria che renderebbe i locali stessi agibili, sebbene non conformi, alla disciplina urba>
CONSIGLIO DI STATO Sez. V, 30 marzo 2005 (C.c. 21.12.2004), Sentenza n. 133.
Redazione 6 aprile 2005
CONSIGLIO DI STATO Sez. V, 30 marzo 2005 (C.c. 21.12.2004), Sentenza n. 1331
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Quinta ANNO 1999 ha pronunciato la seguente
sul ricorso in appello proposto dal sig. Ezio ALIMENTI, rappresentato e difeso dagli avv.ti Giuseppe La Spina e Maria Anna Sciabola ed elettivamente domiciliato presso lo studio del primo dei detti patroni, in Roma, via G. Nicotera, n. 29 (studio avv. Domenico Arlini), giusto mandato a margine del ricorso;
il Comune di Spoleto, in persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso dall’avv. Antonio Campagnola, domiciliatario, in Roma, viale Carso, n. 71, giusto mandato in calce al ricorso avversario,
della sentenza del tribunale amministrativo regionale per l’Umbria n. 1146 del 2 dicembre 1998;
Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’appellato Comune di Spoleto con i relativi allegati;
Viste le memorie prodotte dalle parti ed i relativi allegati;
Vista l’ordinanza istruttoria di questa Sezione n. 3807/2004, pubblicata il 14 giugno 2004, alla quale il Comune di Spoleto ha prestato esecuzione con la nota documentata depositata il 20 novembre 2004;
Alla pubblica udienza del 21 dicembre 2004, nominata relatrice cons. Rosalia Maria Pietronilla Bellavia e udito l’avv. Arlini per delega dell’avv. La Spina;
Ritenuto e considerato, in fatto e in diritto quanto appresso.
Con l’appellata sentenza, il T.A.R. Umbria ha congiuntamente deciso due ricorsi proposti dal sig. Ezio Alimenti, dichiarando inammissibile il primo (n. 152/1997), diretto contro il provvedimento del Comune di Spoleto 11 dicembre 1996, n. 382, con il quale era stato ordinato al predetto di sospendere i lavori abusivi di costruzione di un fabbricato e di demolire quanto già realizzato, e respingendo il secondo (n. 659/1997), rivolto contro il provvedimento del medesimo Comune 12 giugno 1997, n. 3318/1997, contenente il diniego di concessione edilizia in sanatoria del detto fabbricato.
Dopo la proposizione del ricorso in appello, il sig. Alimenti, con memoria depositata il 15 marzo 2004, ha fatto presente che il fabbricato in questione sarebbe stato suscettibile di concessione edilizia in sanatoria ex art. 32, comma 25, della L. 24 novembre 2003, n. 326.
Questa Sezione, con l’ordinanza 14 giugno 2004, n. 3807, ha disposto incombenti istruttori a carico del Comune di Spoleto, il quale, a riscontro, in data 20 novembre 2004, ha depositato gli atti di un procedimento concernente la domanda di concessione edilizia in sanatoria per il manufatto abusivo di cui trattasi avanzata dal sig. Ezio Alimenti il 19 aprile 2002, antecedentemente all’entrata in vigore del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito nella L. 24 novembre 2003, n. 326, e definito con provvedimento di diniego n. 11198 del 2002.
L’appellante, a sua volta, in data 19 novembre 2004 ha prodotto la copia della domanda di concessione edilizia in sanatoria avanzata ex art. 32, comma 25, della L. 24 novembre 2003, n. 326, presentata al Comune in data 25 marzo 2004.
Da quanto esposto in fatto risulta che l’appellante sig. Ezio Alimenti, per il manufatto abusivo oggetto dei provvedimenti dallo stesso impugnati in primo grado, ha avanzato domanda di concessione edilizia in sanatoria ex art. 32, comma 25, della L. 24 novembre 2003, n. 326, non ancora definita dal Comune di Spoleto.
La citata norma ha disposto che per le opere edilizie abusive che risultino ultimate entro il 31 marzo 2003 ed aventi determinate caratteristiche si applicano le disposizioni di cui ai capi IV e V della L. 28 febbraio 1985, n. 47, le quali consentono la sanatoria degli abusi edilizi.
In questa sede non si deve verificare se, in astratto, l’opera per la quale si controverte con il ricorso in appello sia riconducibili tra quelle sanabili, atteso che l’art. 44 contenuto nel capo IV della L. 28 febbraio 1985, n. 47, dispone la sospensione di tutti i procedimenti attinenti al capo medesimo e cioè ad opere edilizie suscettibili o non suscettibili di sanatoria.
Il procedimento attivato con il ricorso in appello deve, pertanto, essere sospeso.
Il Comune di Spoleto resta tenuto a comunicare l’esito della detta ultima domanda di concessione edilizia in sanatoria prodotta dal sig. Ezio Alimenti, allorchè sarà stata definita, allegando il relativo provvedimento decisorio.
il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione quinta), con riserva di ogni ulteriore pronuncia in rito, nel merito e sulle spese, sospende il procedimento attivato con il ricorso in appello specificato in epigrafe e ordina al Comune di Spoleto di fornire, documentandole, le notizie di cui in motivazione.
Così deciso, in Roma, nella camera di consiglio del 21 dicembre 2004, dal Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione quinta), con l’intervento dei seguenti magistrati:
Rosalia Maria Pietronilla Bellavia Consigliere redattrice
Nicolina Pullano Consigliere
f.to Rosalia Maria Pietronilla Bellavia
f.to Raffaele Carboni
Il 30 marzo 2005
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CONSIGLIO DI STATO Sez. V, 30 marzo 2005 (C.c. 21.12.2004), Sentenza n. 133. redazione redazione 2015-06-11T18:28:48+00:00 Edilone.it

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 art. 32
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