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Timestamp: 2020-05-30 17:50:24+00:00

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Il Tribunale Arbitrale | arbitratogiudiziario
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Chi può ricorrere al Tribunale Arbitrale Giudiziario
Tutti possono ricorrere all'Arbitrato del Tribunale dell'ENAAC
La cosa più semplice da fare per poter accedere all'arbitrato è l'inserimento di una paricolare clausola (la clausola cosiddetta "compromissoria") nei contratti che si vanno a sottoscrivere. Con essa, le parti convengono di ricorrere all'Arbitro o al Collegio arbitrale in caso di eventuali future controversie, rinunciando in via preventiva a ricorrere alla giustizia ordinaria. Il ricorso all'arbitrato è possibile anche successivamente alla conclusione degli accordi contrattuali, con formalizzazione della mutata volontà fra i contraenti mediante la sottoscrizione di un Atto di compromesso.
Ma finanche nel corso di un giudizio ordinario le parti possono decidere di affidarsi all'arbitrato, rinunciando per iscritto agli atti già in essere e proponendo Domanda di Arbitrato Giudiziale, previo un accordo sull'attribuzione delle spese sostenute e degli onorari eventualmente maturati.
Nella pagina dedicata alla "Modulistica" vengono proposti vari modelli da utilizzare in riferimento ai diversi servizi giudiziari ricollegabili all'esercizio dell'Arbitrato.
Per ulteriori informazioni via e-mail:
enaac.segreteria@gmail.com
Cosa fare per usufruire dell'Arbitrato Giudiziario
La decisione di utilizzare il procedimento arbitrale nasce solitamente con una libera scelta di due o più soggetti (tecnicamente definita "atto negoziale"), formalizzata sotto forma di clausola inserita in un contratto (cosiddetta "clausola compromissoria") oppure con un accordo scritto a parte ("Atto di compromesso"), fra contraenti che dichiarano in piena autonomia di voler risolvere eventuali future controversie attraverso il procedimento arbitrale, in sostituzione del processo ordinario.
Tuttavia, anche quando la controversia sia ormai insorta senza che le parti abbiano sottoscritto un accordo del genere (pure nell'ipotesi che il processo ordinario sia già incominciato), i contendenti possono in qualsiasi momento - ma sempre prima dell'emanazione della sentenza - rinunciarvi in favore del procedimento arbitrale, sottoscrivendo entrambi la loro decisione di risolvere la lite con l'Arbitrato (artt. 806 e seguenti c.p.c.).
In questo sito, nella pagina dedicata alla "Modulistica", è illustrata una serie di fac-simile utili per agevolare la scelta del procedimento arbitrale negli aspetti che più si adattano alle esigenze di ciascun caso specifico.
Una volta che alla Segreteria del Tribunale Arbitrale sia pervenuta la Domanda di arbitrato, essa la trasmette alla Controparte entro cinque giorni lavorativi dalla data del deposito. Su richiesta della Parte Istante, la Segreteria esegue la trasmissione mediante notificazione a mezzo di Ufficiale Giudiziario, ma la Parte Istante può anche trasmettere direttamente la Domanda di arbitrato al convenuto, fermo restando il deposito della domanda stessa presso la Segreteria.
Altre notizie sulla procedura arbitrale, così come statuita dall'ENAAC, sono rinvenibili negli artt. 50 e 51 del suo Statuto, pubblicato in questo sito alla pagina dedicata.
Ricordiamo per tutti i Sigg. Utenti che il "Giudice Arbitro" - detto anche "Giudice Arbitrale" - lavora in base alle stesse regole di imparzialità e di obbiettività normalmente seguite dal "Giudice Ordinario", nel pieno rispetto del nostro ordinamento giuridico, con la differenza che nell'Arbitrato Giudiziario non sussistono gli stessi vincoli burocratici né gli stessi tempi biblici del sistema giudiziario statuale: vecchio, lentissimo e farraginoso!
La decisione del Giudice, che in pochi mesi conclude il procedimento arbitrale, è chiamata "lodo": essa funziona da un punto di vista legale esattamente come una sentenza del processo civile ordinario, e la sua validità è riconosciuta da tutti i Tribunali dello Stato.
Le controversie risolvibili con l'Arbitrato Giudiziario
In quali casi può farsi ricorso
all'Arbitrato Giudiziario?
L'istituto dell'Arbitrato Giudiziario è previsto dal nostro codice di procedura civile come procedimento per risolvere le controversie, in alternativa al processo ordinario, relativamente alla materia civile e a quella commerciale, con espressa esclusione delle controversie che riguardano il diritto di famiglia e quelle inerenti ai diritti non disponibili, cioè a quei diritti per i quali in ogni caso la legge non consente all'individuo di compiere atti negoziali legalmente validi. Dunque, è possibile ricorrere all'arbitrato giudiziario per la massima parte delle controversie.
- le controversie relative a risarcimento danni o a restituzioni da reati (Cass. 26.1.1988, n. 664);
- le controversie relative a rapporti commerciali;
- le controversie in materia di eredità;
- le controversie in materia condominiale (Cass. 5.6.1984, n. 6406 – Cass. 10.1.1986, n. 73 – Cass. 29.1.1993, n. 1142), purché la clausola arbitrale sia contenuta nel regolamento condominiale approvato all'unanimità o accettato da tutti i condomini;
- le impugnazioni di delibere assembleari (Cass. 19.9.1968, n. 2960);
- le controversie di lavoro (Legge n. 183 del 2010 - cosiddetto "Collegato Lavoro"), tranne i casi di licenziamento;
- le controversie societarie (sia di cooperative che di capitali) relativamente ai diritti del singolo socio, con esclusione di quelle che concernono interessi collettivi, non compromettibili (Cass. 12.9.2000, n. 12412));
- le controversie a cognizione ordinaria in materia di locazione di immobili urbani (Cass. 11.5.1999, n. 4652), ad eccezione delle controversie previste dagli art. 657 e 658 c.p.c. (procedimenti per convalida di sfratto, o di licenza), per i quali sussiste la competenza giudiziale ed inderogabile del Tribunale (Cass. 16.1.1991, n. 387) “limitatamente peraltro alla prima fase a cognizione sommaria” (Cass. 23.6.1995, n. 7127), mentre si reputa "compromettibile" la fase successiva, di opposizione, a cognizione piena (Cass. Civ. 387/91);
- le controversie in materia di locazione ai sensi della Legge 431/1998 (Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo), la cui essenza innovativa , in tema di arbitrato, è contenuta nell'art. 14 comma 4 che abroga, tra gli altri, l'art. 54 della legge 392/78 e, dunque, permette il ricorso all'arbitrato in tema di determinazione del canone;
- le controversie in materia di opere pubbliche.
Finalità del Tribunale Arbitrale dell'ENAAC
Le attività del Tribunale Arbitrale Giudiziario Internazionale dell’ENAAC
Diffondere la cultura dell'Arbitrato Giudiziale e il ricorso alla procedura arbitrale;
Studiare i problemi pratici, tecnici e teorici dell’arbitrato, dell’arbitraggio, della conciliazione e della perizia contrattuale;
Organizzare il servizio di arbitrato (rituale o irrituale) a norma degli artt.806 e seguenti del c.p.c;
Organizzare arbitraggi aventi per oggetto la determinazione di quantità, prezzo o di altri elementi contrattuali incerti o ignoti, o comunque non determinati;
Fornire perizie contrattuali ad altissimo contenuto professionale, finalizzate ad accertamenti di natura tecnica;
Prendere contatti ed eventuali accordi con organismi arbitrali già esistenti, con enti pubblici, con organizzazioni ed associazioni interessate a queste problematiche - o con analoghe finalità - onde promuovere iniziative, eventualmente congiunte, intese a studiare, diffondere ed utilizzare l’arbitrato commerciale come metodo di risoluzione nelle controversie;
Fare ciò che è opportuno e/o necessario per il miglioramento delle relazioni commerciali attraverso la pacificazione dei rapporti mediante “composizioni amichevoli”.
Il tariffario dei servizi del Tribunale Arbitrale dell'ENAAC
TARIFFARIO dei servizi arbitrali dell’ENAC
(art. 18 del Regolamento - Art. 77 dello Statuto: valore della controversia)
in vigore dal 1° gennaio 2015
DIRITTI DI REGISTRAZIONE = € 500,00
DIRITTI DI INTERVENTO = € 2.000,00
DIRITTI DI NOMINA = € 1.000,00
IMPORTO DEI DIRITTI AMMINISTRATIVI IN RELAZIONE AL VALORE DELLA LITE IN RELAZIONE
fino a € 50.000,00 di valore della lite / diritti amministrativi € 400,00
da € 50.000,01 a € 100.000,00 / diritti amministrativi € 400,00
da € 100.000,01 a € 200.000,00 / diritti amministrativi € 1.500,00
da € 200.000,01 a € 500.000,00/ diritti amministrativi € 3.000,00
da € 500.000,01 a € 1.000.000,00/ diritti amministrativi € 4.800,00
da € 1.000.000,01 a € 2.500.000,00/ diritti amministrativi € 7.050,00
da € 2.500.000,01 a € 5.000.000,00/ diritti amministrativi € 11.550,00
da € 5.000.000,01 a € 10.000.000,00/ diritti amministrativi € 16.550,00
da € 10.000.000,01 a € 25.000.000,00/ diritti amministrativi € 23.050,00
da € 25.000.000,01 a € 50.000.000,00/ diritti amministrativi € 30.550,00
da € 50.000.000,01 a € 100.000.000,00/ diritti amministrativi € 43.050,00
da € 100.000.000,01/ diritti amministrativi € 53.050,00
Tetto massimo/ diritti amministrativi € 100.000,00
MINIMI E MASSIMI DI ONORARI E SPESE DEL PROCEDIMENTO ARBITRALE IN RELAZIONE AL VALORE DELLA LITE
(Art. 77 dello Statuto: valore della controversia)
fino a € 50.000,00 di valori della lite/ onorari e spese da € 700,00 a max € 2.500,00
da € 50.000,01 a € 100.000,00/ onorari e spese da € 700,00 a max € 2.500,00
da € 100.000,01 a € 200.000,00/ onorari e spese da € 2.450,00 a max € 4.500,00
da € 200.000,01 a € 500.000,00/ onorari e spese da € 4.450,00 a max € 8.400,00
da € 500.000,01 a € 1.000.000,00/ onorari e spese da € 9.850,00 a max € 18.900,00
da € 1.000.000,01 a € 2.500.000,00/ onorari e spese da € 17.350,00 a max € 28.900,00
da € 2.500.000,01 a € 5.000.000,00/onorari e spese da € 32.350,00 a max € 52.900,00
da € 5.000.000,01 a € 10.000.000,00/onorari e spese da € 54.850,00 a max € 77.900,00
da € 10.000.000,01 a € 25.000.000,00/onorari e spese da € 84.850,00 a max € 107.900,00
da € 25.000.000,01 a € 50.000.000,00/onorari e spese da € 99.850,00 a max € 137.900,00
da € 50.000.000,01 a € 100.000.000,00/ onorari e spese da € 122.350,00 a max € 175.400,00
da € 100.000.000,01 in su/onorari e spese € 225.400,00
Per ulteriori informazioni via e-mail: enaac.segreteria@gmail.com
Il Tribunale Arbitrale dell'ENAAC
Il "Tribunale Arbitrale Giudiziario Internazionale dell'ENAAC" mette a disposizione del cittadino vere e proprie "aule di giustizia" che gli forniscono servizi giudiziari altamente competitivi - sotto qualsiasi profilo - rispetto a quelli erogati dai Tribunali Ordinari.
Più valore al nostro tempo!
L'Arbitrato Giudiziario consente di ridurre al minimo i tempi processuali, permettendo l'ottenimento di una decisione giudiziale nel giro di pochi mesi, e garantendo - in definitiva - meno burocrazia, minori spese, più giustizia!
Più valore ai nostri soldi!
Con l'Arbitrato Giudiziario si realizza un grande risparmio in termini di spese processuali e legali.
La tutela dei diritti del Cittadino è il punto centrale intorno al quale è costruito il metodo di lavoro all'interno dell'ENAAC. Tutti gli Utenti possono scrivere per avere informazioni e chiarimenti oltre che per avere assistenza in caso di eventuali reclami a difesa dei propri interessi.
I Giudici Arbitri Giudiziari
I Giudici dell'Arbitrato Giudiziario operanti sotto il marchio dell'ENAAC, proprio come i Giudici ordinari, lavorano con assoluta imparzialità, nel massimo rispetto delle leggi dello Stato e di un rigido Codice Deontologico.
ENAAC: sinonimo di Alta Qualità Professionale
I Professionisti in possesso di "Qualificazione ENAAC" provengono da una severa selezione in fatto di preparazione teorico-pratica nelle materie giuridiche, e sono tenuti al superamento di un esame complesso, indispensabile per il conseguimento della predetta qualificazione. Al fine di mantenere le loro attestazioni, debbono inoltre frequentare periodici corsi di aggiornamento professionale finalizzati al costante accrescimento delle loro competenze e all'adeguamento normativo nel campo dell'Arbitrato Giudiziario.
L'ENAAC organizza Corsi di Alta Formazione per "Giudici Arbitri Giudiziari", ed è sinonimo di preparazione tecnica e prestigio per questa moderna figura professionale.
Il Sindacato dell'ENAAC
L'ENAAC persegue la tutela degli interessi e dell'immagine professionale della categoria dei Giudici Arbitri attraverso un proprio Sindacato.
Il Codice Deontologico dell'ENAAC è, per gli Utenti dei nostri servizi giudiziari, una garanzia di serietà, correttezza e rispetto dell'etica professionale.
Lo Statuto dell'ENAAC
In questo sito, alla pagina dedicata, è pubblicato lo Statuto dell'ENAAC.
Il Regolamento dell'ENAAC
A disposizione degli Utenti che desiderino prenderne visione viene qui reso pubblico il Regolamento d'uso dello Statuto dell'ENAAC.
L'ENAAC ha previsto diverse tipologie di moduli, riferite ai vari servizi offerti al pubblico. I modelli sono pronti per essere copiati o scaricati dagli Utenti.
Le risposte alle domande più frequenti sono sintetizzate nella pagina dedicata per offrire ai lettori una facile e pronta consultazione, così da sciogliere dubbi e prospettare soluzioni agli interrogativi più comuni in tempo reale.
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