Source: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=16&id=00446210&part=doc_dc-allegatoa_aa&parse=no&aj=no
Timestamp: 2013-05-26 07:58:10+00:00

Document:
DISEGNO DI LEGGE Delega al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, nonché misure contro il lavoro sommerso e norme in tema di lavoro pubblico, di controversie di lavoro e di ammortizzatori sociali (1167) PROPOSTA DI QUESTIONE PREGIUDIZIALE QP1 LI GOTTI, PARDI, CARLINO, BELISARIO, GIAMBRONE, BUGNANO, CAFORIO, DI NARDO, DE TONI, MASCITELLI, LANNUTTI, PEDICA, RUSSO
l'A.S. 1167-A concerne la Delega al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, nonché misure contro il lavoro sommerso e norme in tema di lavoro pubblico, di controversie di lavoro e di ammortizzatori sociali;
tale provvedimento, collegato alla legge di bilancio per l'anno 2010, come già per l'anno 2009 è stato assegnato, in sede referente, alle Commissioni riunite 1ª (Affari costituzionali) e 11ª (Lavoro, previdenza sociale) il 30 ottobre 2008; oltretutto, esso è provvedimento risultante dallo stralcio degli articoli 23, 24, 32, da 37 a 39, da 65 67 del A.C. 1441 deliberato nella seduta della Camera dei deputati n. 48, del 5 agosto 2008;
la risoluzione di approvazione del Documento di programmazione economico-finanziaria 2009-2013 (approvata lo scorso anno) considera tale provvedimento come un �collegato� alla manovra finanziaria. Tuttavia, molte delle norme in essa previste possono considerarsi del tutto avulse ed estravaganti rispetto al contenuto proprio del cosiddetto �Collegato lavoro�. Ne consegue, inevitabilmente, che il provvedimento rechi un contenuto alquanto disomogeneo, che spazia dai lavori usuranti alla disciplina dei direttori scientifici degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, dalle Disposizioni per la produzione di farmaci emoderivati al diritto allo studio, agli eventi alluvionali nella regione Piemonte. Un contenuto, dunque, che finisce con l'incidere su ambiti normativi differenziati e che, soprattutto, offre una produzione legislativa in contrasto con il principio della semplificazione della legislazione;
in riferimento al procedimento legislativo si rileva, inoltre, come siano da considerarsi assolutamente deprecabili le modalità con le quali le commissioni riunite 1ª (Affari costituzionali) e 11ª (Lavoro, previdenza sociale) hanno esaminato il provvedimento. È sufficiente, a tal proposito, evidenziare come dopo un esame nelle Commissioni riunite lungo ben 13 mesi, si sia fissata la scadenza per la presentazione di emendamenti per l'Assemblea nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo di martedì 17 novembre 2009 per il giovedì successivo, poi posticipato al venerdì. In altre parole, dopo 15 mesi di lavoro in Commissione, i Gruppi Parlamentari hanno avuto a disposizione soltanto 3 giorni per emendare un testo assai prolisso e confuso;
la particolare natura dei disegni di legge �collegati� risulta intimamente funzionale alla realizzazione della manovra finanziaria e in tale ottica oggetto di una specifica disciplina in ordine al contenuto proprio nonché relativamente al regime della ammissibilità dei relativi emendamenti. Si indicano, infatti, come �collegati� i disegni di legge che contengono interventi connessi alla realizzazione della manovra finanziaria; di fatto essi sono stati introdotti con la legge n. 362 del 1988 che ha riformato la legge di contabilità, ovvero la legge n. 468 del 1978. Inoltre, i regolamenti parlamentari di Camera e Senato dettano una specifica disciplina dello status procedimentale dei provvedimenti collegati: in particolare viene precisato che tali provvedimenti devono essere indicati nel DPEF, così come approvato dalla risoluzione parlamentare. È pertanto palese che, nel caso in oggetto, abbiamo di fronte a noi un provvedimento collegato i cui contenuti vanno ben al di là di quanto previsto dalla risoluzione parlamentare di approvazione del DPEF votata nel luglio 2008. Pertanto i contenuti estremamente eterogenei del presente �disegno di legge collegato�, lo pongono ben lontano dal configurare qualsiasi politica di settore equilibrata, sul piano finanziario, nell'ambito delle risorse spettanti al settore medesimo. Dunque, i disegni di legge collegati devono attenere a settori di intervento precedentemente indicati nel DPEF e devono avere contenuto omogeneo. Peraltro, alcuni articoli del provvedimento originario - atti a tipizzarne il suo contenuto prettamente di carattere finanziario - come la �proroga degli strumenti per il sostegno del reddito dei lavoratori e ammortizzatori sociali� ovvero alcune �disposizioni in materia di stabilizzazione� sono stati da esso espunti e trasposti in diversi provvedimenti già approvati dal Parlamento. Ciò a dimostrazione ulteriore dello snaturamento finanziario. del (fittizio) collegato alla manovra di bilancio in oggetto;
il provvedimento in discussione si sostanzia in una enorme ambiguità di fondo, tradotta in un testo prolisso e confuso, assai anomalo anche quanto a drafting legislativo. Esso, presenta in alcuni articoli - con particolare riferimento all'articolo 1 �Delega al Governo per la revisione della disciplina in tema dì lavori usuranti� - una delega �in bianco� e, soprattutto, senza oggetto, che contrasta dunque l'articolo 76 Cost. che recita: �l'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti�. Il problema risulta aggravato nel caso in cui si ammetta, con una dubbia interpretazione parlamentare, la possibilità di �collegati� omnibus come risulta essere il presente provvedimento. L'eterogeneità del suo contenuto è tale che risulta impossibile, nei termini ristretti previsti dal Regolamento, un esame appropriato dei singoli contenuti. Questo modo di procedere determina l'impossibilità per il Parlamento di esaminare, in modo consapevole, anche il contenuto delle disposizioni di delega (ovvero quei vincoli che, nell'ottica del modello ex articolo 76 Cost., dovrebbero costituire limiti all'esercizio della funzione legislativa da parte del Governo), Questo significa, con ogni evidenza, che oltre all'articolo 76 della Costituzione risulta vulnerato lo stesso articolo 72 sul procedimento legislativo ed, in particolare, la riserva di assemblea che caratterizza le leggi di delega. A meno di non voler dare un'interpretazione meramente formale di quella riserva, si deve rilevare che un esame delle deleghe con le caratteristiche appena descritte si configura come una palese elusione di quel principio;
il corso di questa legislatura, oltre che per la proliferazione dei decreti-legge, si sta caratterizzando per una vera e propria esplosione del fenomeno della delegazione legislativa: un'esplosione non solo quantitativa ma anche qualitativa e quindi ancora più pericolosa perchè caratterizzata da una sorta di clandestinità del fenomeno. La quantità di deleghe che il Governo si auto-attribuisce (o che la maggioranza parlamentare riserva all'esecutivo) è esponenzialmente più alta: deleghe sono contenute pressoché in tutti i provvedimenti di rilievo approvati dalle Camere, persino in decreti-legge (che pure dovrebbero contenere norme urgenti ed immediatamente applicabili). Per fare alcuni esempi: nel �collegato energia�, approvato lo scorso luglio figuravano almeno 10 deleghe; nel �collegato sulla giustizia civile�, approvato lo scorso giugno ne risultavano altre 11. Il trasferimento del potere legislativo dal Parlamento al Governo, oltre ad avere luogo ex ante attraverso la decretazione d'urgenza, si caratterizza ex post con questo uso subdolo ma abnorme della delega legislativa. lo svuota mento di potere normativa al Parlamento avviene, peraltro, in modo assai meno eclatante rispetto alla decretazione d'urgenza: ha luogo attraverso piccoli articoli - o anche piccoli commi - inseriti, spesso sotto forma dì emendamenti governativi, in disegni di legge assolutamente eterogenei. Dunque, la sotterranea erosione della funzione legislativa parlamentare si realizza nella quasi generale indifferenza del Parlamento stesso oltre che dei mezzi informativi. Oltre al merito, l'aspetto decisamente più preoccupante risiede, poi, nel metodo. Dall'analisi normativa recente emerge non solo la conferma di alcune costanti già messe in luce dalla dottrina (la determinazione generica dei principi e criteri direttivi e dell'oggetto delle deleghe, il ricorso a leggi di conversione dei decreti legge per la proroga dei termini di delega, l'utilizzo distorto dell'istituto dei decreti legislativi �correttivi�): che configurano una chiara elusione del modello contenuto nell'articolo 76 della Costituzione. Quello che più preoccupa nell'esperienza attuale è la tecnica sotterranea, quasi �clandestina� di produzione delle deleghe. Il problema risulta aggravato nel caso in cui si ammetta, con una dubbia interpretazione parlamentare, la possibilità di �collegati� omnibus al di fuori della sessione di bilancio di riferimento. L'eterogeneità del contenuto di questi provvedimenti è tale che risulta impossibile, nei termini ristretti previsti dal Regolamento, un esame appropriato dei singoli contenuti. Questo modo di procedere determina l'impossibilità per il Parlamento e per i parlamentari di approvare in modo consapevole il contenuto delle disposizioni di delega (ovvero quei vincoli che, nell'ottica del modello ex articolo 76 Cost., dovrebbero costituire limiti all'esercizio della funzione legislativa da parte del Governo). Questo significa con ogni evidenza che, oltre all'articolo 76 della Costituzione, risulta vulnerato lo stesso articolo 72 sul procedimento legislativo ed in particolare la riserva di assemblea che caratterizza le leggi di delega;
l'articolo 28 del provvedimento in esame prevede il differimento di termini per l'esercizio di deleghe in materia di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, incentivi all'occupazione e apprendistato e di occupazione femminile. Segnatamente è differita una delega legislativa, già prevista dalla legge 24 dicembre 2007, n. 247 �Norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitività per favorire l'equità e la crescita sostenibili, nonché ulteriori norme in materia di lavoro e previdenza sociale�. In tale articolo si prevede, cioè, una riattribuzione di una delega ex novo riferita ad oggetto già delegato da norma del 2007: ciò equivale, pertanto, ad una spoliazione del Parlamento, per oltre 2 anni, di materia già oggetto di delega legislativa;
l'articolo 24 ridisegna la sezione del codice di procedura civile recante le disposizioni generali in materia di controversie individuali di lavoro, trasformando il tentativo di conciliazione - attualmente obbligatorio - in una fase meramente eventuale. L'articolo 25 inoltre, modifica le disposizioni relative alle modalità e ai termini per l'impugnazione dei licenziamenti individuali. Anche sotto tale profilo emerge, dunque, un inopportuno intervento legislativo, considerato che altri provvedimenti concernenti la modifica del processo del lavoro sono assegnati ad altre commissioni parlamentari competenti per materia e che in tale sede propria andrebbe esaminata la questione avendo, oltretutto, il Parlamento licenziato la riforma del processo civile nel giugno 2009, con la legge n. 69;
delibera, ai sensi dell'articolo 93 del Regolamento, di non procedere all'esame dell'Atto Senato n. 1167-A. ORDINI DEL GIORNO G100 CARLINO, PARDI, BELISARIO, GIAMBRONE, CAFORIO, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PEDICA
in sede di approvazione del disegno di legge recante delega al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, nonché misure contro il lavoro sommerso e norme in tema di lavoro pubblico, di controversie di lavoro e di ammortizzatori sociali,
il disegno di legge in esame, oltre a contenere modifiche alla normativa vigente in materia di lavoro nel settore pubblico, delega il Governo ad emanare ulteriori provvedimenti di riordino e coordinamento della stessa disciplina;
in base a quanto stabilito dal disegno di legge Finanziaria 2010 attualmente in discussione, ai fini dei rinnovi contrattuali del triennio 2010-2012, in applicazione dell'articolo 48, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e di quanto previsto dall'articolo 2, comma 35, della legge 22 dicembre 2008, n. 203, gli oneri posti a carico del bilancio statale per la contrattazione collettiva nazionale, sono quantificati complessivamente in 215 milioni di euro per l'anno 2010, 370 milioni di euro per l'anno 2011 e 585 milioni di euro a decorrere dall'anno 2012.
per il triennio 2010-2012, le risorse per i miglioramenti economici del rimanente personale statale in regime di diritto pubblico sono determinate complessivamente in 135 milioni di euro per l'anno 2010, 201 milioni di euro per l'anno 2011 e 307 milioni di euro a decorrere dall'anno 2012, con specifica destinazione, rispettivamente, di 79, 135 e 214 milioni di euro per il personale delle Forze armate e dei corpi di polizia di cui al decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195.
le risorse stanziate risultano di fatto appena sufficienti ad assicurare ai lavoratori il godimento dell'indennità di vacanza contrattuale;
non vi è alcuna certezza circa i tempi e i modi del reperimento di ulteriori risorse e, di conseguenza, del rinnovo dei contratti collettivi nazionali del pubblico impiego in quanto, in base al comma 16 del medesimo articolo 3 dell'atto Senato 1790, tutto ciò viene rinviato successivamente alla �definizione del nuovo assetto contrattuale delle amministrazioni pubbliche�, processo tuttora in corso ma di cui ancora non si conoscono né i tempi né i modi di attuazione;
la generale situazione di grave incertezza causata dall'attuale grave crisi economica rende urgente la definizione in tempi certi dei livelli retributivi di ciascuna categoria di lavoratori e dunque il rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro attualmente scaduti;
a provvedere ad un aumento delle risorse stanziate ai fini dei rinnovi contrattuali del triennio 2010-2012 per il settore del pubblico impiego;
a procedere entro tempi certi all'avvio delle apposite procedure di concertazione e di contrattazione per i rispettivi comparti del pubblico impiego al fine di pervenire alla definizione dei nuovi contratti collettivi nazionali per il triennio 2010-2012. ________________
(*) Accolto dal Governo come raccomandazione G101 CARLINO, PARDI, BELISARIO, GIAMBRONE, CAFORIO, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PEDICA
le tensioni attraversano il mercato del lavoro sono riconducibili al riacutizzarsi della questione retributiva e alle persistenti questioni del precariato e della fiscalità;
allentare tali tensioni è fondamentale per affermare la dignità del lavoro e contenere le occasioni di diffusione di una latente conflittualità sociale;
negli ultimi anni la distribuzione del reddito si è caratterizzata per una progressiva riduzione della quota dei redditi da lavoro, in particolare per quanto concerne il reddito da lavoro dipendente che ha subito una profonda erosione anche a causa dei lunghi periodi di stallo nelle procedure per il rinnovo dei contratti collettivi;
molti contratti collettivi risultano tuttora in attesa di rinnovo in particolare per quanto concerne il settore del pubblico impiego;
resta tuttora elevato il numero dei lavoratori precari (dipendenti a tempo determinato, lavoratori a progetto, lavoratori occasionali) e dei lavoratori cosiddetti �ascritti� all'area del lavoro autonomo ma in realtà titolari di contratti di collaborazione costretti all'apertura di partita IV A su richiesta del datore di lavoro;
in Italia il livello del prelievo fiscale sui redditi da lavoro è tra i più elevati dell'Unione Europea;
ad operare per:
- la definizione di un trattamento fiscale agevolato di una quota della retribuzione da lavoro dipendente attraverso la detassazione degli incrementi retributivi derivanti da rinnovi contrattuali fermo restando la valenza ai fini contributivi;
- la definizione di un trattamento agevolato per i lavoratori precari attraverso l'estensione dell'area di esenzione fiscale (IRPEF e relative addizionali, con esclusione dei contributi), determinando una extraretribuzione che dovrebbe essere loro riconosciuta come �premio a rischio� della condizione di precarietà. G102 CARLINO, PARDI, BELISARIO, GIAMBRONE, CAFORIO, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PEDICA
l'attuale situazione di crisi economica che sta colpendo duramente le imprese e 1 lavoratori rende necessaria l'assunzione di misure urgenti al fine di ridurre la pressione fiscale nei confronti dei lavoratori dipendenti e favorire la competitività e la crescita della produttività delle imprese;
a riconoscere, tramite l'adozione di opportuni strumenti normativi:
a) una detrazione nella misura del 23 per cento dall'imposta lorda sulla quota di retribuzione imponibile di cui all'articolo 12, terzo comma, della legge 30 aprile 1969, n. 153, costituita dagli aumenti salariali previsti dai contratti collettivi nazionali stipulati a partire dal 1 Gennaio 2009 a decorrere dal periodo di imposta 2010;
b) una detrazione nella misura del 100 per cento dall'imposta lorda sulla quota di retribuzione imponibile di cui all'articolo 12, terzo comma, della legge 30 aprile 1969, n. 153, costituita dalla tredicesima mensilità a decorrere dal periodo di imposta 2010. G103 CARLINO, PARDI, BELISARIO, GIAMBRONE, CAFORIO, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PEDICA
quanto stabilito dall'articolo l, comma 19 della Legge 27 Dicembre 2006, n. 296, dall'articolo 2, commi 366 e 367, e dall'articolo 3, commi 90 e 92, della Legge 24 Dicembre 2007 n. 244, nonché dall'articolo 18 della Legge. 18 Giugno 2009 n. 69;
è tuttora assai elevato il numero di dipendenti dell'Ente Croce Rossa Italiana titolari di contratti a tempo determinato più volte rinnovato negli anni;
a provvedere nel più breve tempo possibile attraverso opportuni strumenti legislativi alla stabilizzazione dei dipendenti dell'Ente Croce Rossa Italiana attualmente titolari di contratti di lavoro a tempo determinato;
a salvaguardare il mantenimento del carattere pubblico dell'Ente Croce Rossa Italiana. ________________
(*) Accolto dal Governo come raccomandazione ARTICOLO 1 NEL TESTO PROPOSTO DALLE COMMISSIONI RIUNITE Art. 1. Approvato (Delega al Governo per la revisione della disciplina in tema di lavori usuranti)
1. Il Governo è delegato ad adottare, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi di riassetto normativo, al fine di concedere ai lavoratori dipendenti impegnati in particolari lavori o attività e che maturano i requisiti per l'accesso al pensionamento a decorrere dal 1º gennaio 2008 la possibilità di conseguire, su domanda, il diritto al pensionamento anticipato con requisiti inferiori a quelli previsti per la generalità dei lavoratori dipendenti, secondo i princìpi e criteri direttivi di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 24 dicembre 2007, n. 247. Restano ferme le modalità procedurali per l'emanazione dei predetti decreti legislativi indicate nei commi 90 e 91 e le norme di copertura finanziaria di cui al comma 92 del citato articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 247.
1-bis. I princìpi e criteri direttivi di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, nel cui rispetto il Governo è delegato ad adottare la revisione della disciplina in tema di lavori usuranti di cui al comma 1, sono integrati da una clausola di salvaguardia idonea a garantire un meccanismo di priorità nella decorrenza dei trattamenti pensionistici qualora, nell'ambito della funzione di accertamento del diritto al beneficio, emergano scostamenti tra il numero di domande accolte e la copertura finanziaria a disposizione. EMENDAMENTI 1.2 TREU, ROILO, ADRAGNA, BIONDELLI, BLAZINA, GHEDINI, ICHINO, NEROZZI, PASSONI
Inammissibile Sopprimere il comma 1-bis. ARTICOLO 2 NEL TESTO PROPOSTO DALLE COMMISSIONI RIUNITE Art. 2. Approvato nel testo emendato (Delega al Governo per la riorganizzazione degli enti vigilati dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali)
1. Il Governo e delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o piu decreti legislativi finalizzati alla riorganizzazione degli enti, istituti e società vigilati dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali nonché alla ridefinizione del rapporto di vigilanza del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali sugli stessi enti, istituti e societa, ferme restando la loro autonomia di ricerca e le funzioni loro attribuite, in base ai seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) semplificazione e snellimento dell'organizzazione e della struttura amministrativa degli enti, istituti e societa vigilati, adeguando le stesse ai princìpi di efficacia, efficienza ed economicità dell'attività amministrativa e all'organizzazione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, prevedendo, ferme restando le specifiche disposizioni vigenti per il relativo personale in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge, il riordino delle competenze dell'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori, dell'Istituto per gli affari sociali e della società Italia Lavoro Spa, nonché il riordino del sistema degli enti e delle amministrazioni e degli enti statali aventi compiti di vigilanza e controllo in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, prevedendo l'unificazione delle attuali attività, sottoposte ad un unico coordinamento;
c) ridefinizione del rapporto di vigilanza tra il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e gli enti e istituti vigilati, prevedendo, in particolare, per il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali la possibilita di emanare indirizzi e direttive nei confronti degli enti o istituti sottoposti alla sua vigilanza e per l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) la possibilità di emanare, nel quadro dei predetti indirizzi e direttive del Ministero, specifiche direttive all'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL) sulla materia della sicurezza dei luoghi di lavoro, al fine di assicurare, anche attraverso la previsione di appositi modelli organizzativi a tale scopo finalizzati e della individuazione dell'ISPESL quale ente strumentale dell'INAIL, l'effettivo coordinamento in materia previsto dall'articolo 9 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e la funzionalità delle attività di ricerca svolte dall'ISPESL rispetto agli obiettivi definiti a livello nazionale;
2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono emanati su proposta del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, con il Ministro dello sviluppo economico, nonché con il Ministro della difesa limitatamente al decreto legislativo relativo alla riorganizzazione della Croce rossa italiana, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative e previo parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, che si esprime entro trenta giorni dalla data di trasmissione dei relativi schemi; decorso tale termine, il Governo può comunque procedere. Successivamente, gli schemi sono trasmessi alle Camere per l'acquisizione del parere delle competenti Commissioni parlamentari, che si esprimono entro quaranta giorni dall'assegnazione; decorso tale termine i decreti legislativi possono essere comunque emanati. Qualora il termine per l'espressione del parere parlamentare di cui al presente comma scada nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine per l'adozione dei decreti legislativi di cui al comma 1, quest'ultimo è prorogato di due mesi.
d) diminuzione del numero dei componenti degli organismi. EMENDAMENTI 2.1 PARDI, CARLINO, BELISARIO, GIAMBRONE, CAFORIO, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PEDICA
Respinto Al comma 1, alinea, sostituire le parole: �finalizzati alla riorganizzazione� con le seguenti: �finalizzati a conseguire complessivamente minori spese mediante la riorganizzazione�. 2.4 GHEDINI, ROILO, TREU, ADRAGNA, BIONDELLI, BLAZINA, ICHINO, NEROZZI, PASSONI
Respinto Al comma 1, alinea, sopprimere le parole: �nonché alla ridefinizione del rapporto di vigilanza del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali sugli stessi enti, istituti e società�.
Conseguentemente, al medesimo comma, sopprimere la lettera c). 2.6 GHEDINI, ROILO, TREU, ADRAGNA, BIONDELLI, BLAZINA, ICHINO, NEROZZI, PASSONI
Respinto Al comma 1, lettera a), sopprimere le parole: �e all'organizzazione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali,�. 2.7 GHEDINI, ROILO, TREU, ADRAGNA, BIONDELLI, BLAZINA, ICHINO, NEROZZI, PASSONI
Respinto Al comma 1, lettera a), dopo le parole: �della presente legge� inserire le seguenti: �garantendo la distribuzione delle risorse umane attraverso la coordinata attuazione dei processi di mobilità,�. 2.10 BLAZINA, GHEDINI, ROILO, TREU, ADRAGNA, BIONDELLI, ICHINO, NEROZZI, PASSONI, INCOSTANTE
Respinto Al comma 1, lettera b), dopo le parole: �valore strategico� inserire le seguenti: �, l'autonomia, il ruolo e le funzioni�. 2.11 GHEDINI, ROILO, TREU, ADRAGNA, BIONDELLI, BLAZINA, ICHINO, NEROZZI, PASSONI
Respinto Al comma 1, lettera b), aggiungere, in fine, le seguenti parole: �e salvaguardando, in particolare, l'autonomia dell'Istituto superiore di sanità e dell'Agenzia italiana del farmaco e dell'Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro�. 2.200 NEROZZI, ROILO
Respinto Al comma 1, lettera c), sostituire le parole da: �e per l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) la possibilità di emanare� fino alla fine della lettera con le seguenti: �e per l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) la possibilità di fornire all'ISPESL specifiche indicazioni per l'elaborazione del piano triennale di attività al fine di assicurare la funzionalità delle attività di ricerca svolte dall'ISPESL in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro, rispetto agli obiettivi definiti a livello nazionale, e garantire l'effettivo coordinamento previsto dall'articolo 9 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni�. 2.201 VIZZINI, NEROZZI (*)
Approvato Al comma l, lettera c), sopprimere le parole: �e della individuazione dell'ISPESL quale ente strumentale dell'INAIL�. ________________
(*) Firma aggiunta in corso di seduta 2.13 CARLINO, PARDI, BELISARIO, GIAMBRONE, CAFORIO, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PEDICA
�e) istituzione, a decorrere dall'anno 2009, nello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di un Fondo a favore dei lavoratori con familiari gravemente disabili, nel quale confluiscano i risparmi derivanti dalla riorganizzazione degli enti di cui all'alinea, e definizione delle modalità di gestione del Fondo nonché la possibilità per le lavoratrici ed i lavoratori che si dedicano al lavoro di cura e di assistenza di familiari disabili aventi una percentuale di invalidità uguale al 100 per cento, che assume connotazione di gravità ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e che necessitano di assistenza continua poiché non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, ai sensi di quanto previsto dalla tabella di cui al decreto del Ministro della sanità 5 febbraio 1992, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio 1992, di ottenere su richiesta e fino ad esaurimento delle risorse del Fondo, un rimborso rapportato alla mancata retribuzione delle ore e delle giornate impiegate nell'assistenza al familiare gravemente disabile.�. 2.16 BLAZINA, GHEDINI, ROILO, TREU, ADAMO, ADRAGNA, BIONDELLI, ICHINO, NEROZZI, PASSONI, INCOSTANTE
Respinto Al comma 2, primo periodo, sostituire le parole: �previo parere della Conferenza unificata� con le seguenti: �d'intesa con la Conferenza unificata�. ARTICOLO 2-BIS NEL TESTO PROPOSTO DALLE COMMISSIONI RIUNITE Art. 2-bis. Approvato nel testo emendato (Direttori scientifici degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico)
�3-bis. Il rapporto di lavoro del direttore scientifico può essere a carattere esclusivo o non esclusivo delle prestazioni ed è regolato da un contratto di diritto privato, nell'ambito delle risorse di cui all'autorizzazione di spesa relativa al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di cui all'articolo 1, comma 43, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, come determinata dalla Tabella C allegata alla legge finanziaria, specificamente destinate agli Istituti. Qualora il direttore scientifico sia lavoratore dipendente, l'assunzione dell'incarico in regime di rapporto esclusivo determina il suo collocamento in aspettativa senza assegni e il diritto al mantenimento del posto. In caso di rapporto non esclusivo, l'assunzione avviene nel rispetto dell'ordinamento giuridico dell'amministrazione di appartenenza�. EMENDAMENTI E ORDINE DEL GIORNO 2-bis.200 CARLINO, PARDI, BELISARIO, GIAMBRONE, CAFORIO, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PEDICA
(*) Accolto dal Governo ARTICOLO 2-TER NEL TESTO PROPOSTO DALLE COMMISSIONI RIUNITE Art. 2-ter. Approvato (Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive)
�2-bis. La Commissione è composta da:
2. Il comma 2 dell'articolo 2 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 86, è abrogato. EMENDAMENTO 2-ter.200 CARLINO, PARDI, BELISARIO, GIAMBRONE, CAFORIO, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PEDICA
Respinto Al comma 1, capoverso �2-bis� apportare le seguenti modifiche:
a) alle lettere a) e b) sostituire la parola: �cinque� con la parola: �tre�;
b) alla lettera c) sostituire la parola: �tre� con la parola �due�;
c) alla lettera d) sostituire le parole: �un componente designato� con le parole: �due componenti designati�; ARTICOLO 2-QUATER NEL TESTO PROPOSTO DALLE COMMISSIONI RIUNITE Art. 2-quater. Inammissibile (Disposizioni per la produzione di farmaci emoderivati)
1. All'articolo 15 della legge 21 ottobre 2005, n. 219, il comma 2 è sostituito dal seguente:
�2. Ai fini della stipula delle convenzioni di cui al comma 1, i centri e le aziende di frazionamento e di produzione di emoderivati devono essere dotati di adeguate dimensioni, essere ad avanzata tecnologia, nonché, in attuazione del diritto comunitario, avere gli stabilimenti idonei ad effettuare il processo di frazionamento ubicati nei Paesi dell'Unione europea in cui il plasma raccolto non è oggetto di cessione a fini di lucro. I suddetti centri ed aziende devono produrre, in regime di libero mercato, i farmaci emoderivati oggetto delle convenzioni di cui al comma 1, dotati dell'autorizzazione all'immissione in commercio in Italia�.
2. Trascorsi trentasei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge la disciplina di cui al comma 2 dell'articolo 15 della legge 21 ottobre 2005, n. 219, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, è rivista alla luce delle evidenze emerse dall'applicazione delle convenzioni di cui al comma 1 dello stesso articolo 15.
3. Il decreto ministeriale di cui all'articolo 15, comma 5, della legge 21 ottobre 2005, n. 219, è adottato entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
4. L'ultimo periodo del comma 5 dell'articolo 15 della legge 21 ottobre 2005, n. 219, è soppresso.
5. All'articolo 26 del decreto legislativo 20 dicembre 2007, n 261, il comma 1 è sostituito dal seguente:
�1. Alla raccolta e al controllo del sangue e del plasma umani da utilizzare per la produzione di medicinali si applica quanto disposto dal presente decreto. Il plasma raccolto in Paesi esteri ed i relativi intermedi, destinati alla produzione di medicinali emoderivati, devono rispondere ai requisiti previsti dalla vigente Farmacopea europea ed alle direttive europee applicabili, anche in considerazione di quanto previsto dall'articolo 135, comma 2, del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219. Con modalità da individuare con il decreto di cui all'articolo 16, comma 1, della legge 21 ottobre 2005, n. 219, sono comunque ammessi alla lavorazione per la produzione di medicinali emoderivati da commercializzare al di fuori dell'Unione europea il plasma ed i relativi intermedi provenienti dai centri di raccolta e produzione di Paesi terzi. Il decreto di cui al periodo precedente è adottato entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione�. EMENDAMENTI 2-quater.200 CARLINO, PARDI, BELISARIO, GIAMBRONE, CAFORIO, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PEDICA
Decaduto Sopprimere l'articolo. 2-quater.300 (già 2.0.1000/1) COSENTINO, GHEDINI, ROILO, TREU, ADRAGNA, BLAZINA, ICHINO, NEROZZI, PASSONI
Decaduto Al comma 2, sostituire le parole: �trentasei mesi�, con le seguenti: �quarantotto mesi�. ARTICOLO SOPPRESSO DALLE COMMISSIONI RIUNITE Art. 3. (Modifiche all'allegato A annesso al decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133)
b) la voce n. 1381, relativa al decreto del Presidente della Repubblica 16 ottobre 1954, n. 1183. ARTICOLO 4 NEL TESTO PROPOSTO DALLE COMMISSIONI RIUNITE Art. 4. Accantonato (Misure contro il lavoro sommerso)
�5. All'irrogazione delle sanzioni amministrative di cui al comma 3 provvedono gli organi di vigilanza che effettuano accertamenti in materia di lavoro, fisco e previdenza. Autorità competente a ricevere il rapporto ai sensi dell'articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, è la Direzione provinciale del lavoro territorialmente competente. Le relative controversie sono rimesse alla giurisdizione del giudice ordinario ai sensi dell'articolo 23 della legge 24 novembre 1981, n. 689�.
2. Al comma 7-bis dell'articolo 36-bis del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, introdotto dall'articolo 1, comma 54, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, la parola: �constatate� è sostituita dalla seguente: �commesse�. EMENDAMENTI 4.1 CARLINO, PARDI, BELISARIO, GIAMBRONE, CAFORIO, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PEDICA
�1-bis. Non si applica la maxisanzione in tutti i casi di regolarizzazione spontanea del lavoratore registrato in ritardo, tenendo conto che tale periodo di ritardo non può eccedere l'arco temporale di quindici giorni di calendario, fermo restando l'applicazione delle normali sanzioni dovute alla tardiva comunicazione di assunzione al Centro per l'Impiego.�. EMENDAMENTI TENDENTI AD INSERIRE ARTICOLI AGGIUNTIVI DOPO L'ARTICOLO 4 4.0.1 (testo 2) DELLA MONICA, GHEDINI, ROILO, TREU, ADRAGNA, BIONDELLI, BLAZINA, ICHINO, NEROZZI, PASSONI, ADAMO
Respinto Dopo l'articolo 4, inserire il seguente:
"Art. 603-bis. - (Grave sfruttamento del lavoro). - Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque induce taluno, mediante violenza, minaccia o intimidazione ovvero approfittamento di una situazione di inferiorità o di necessità, a prestare attività lavorativa caratterizzata da grave sfruttamento, connesso a violazioni di norme contrattuali o di legge ovvero a un trattamento personale degradante, è punito con la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da 1.000 a 2.000 euro per ogni lavoratore.
La pena per il fatto di cui al primo comma è della reclusione da due a sei anni e della multa da 1.500 a 3.000 euro per ogni lavoratore se tra le persone soggette a grave sfruttamento vi sono minori in età non lavorative o cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea o apolidi irregolarmente soggiornanti nel territorio dello Stato, in numero superiore a quattro.
Art. 603-ter. - (Pene accessorie). - La condanna per i delitti di cui agli articoli 600, limitatamente ai casi in cui lo sfruttamento ha ad oggetto prestazioni lavorative, e 603-bis, importa l'interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche o delle imprese, nonché il divieto di concludere contratti di appalto, di cottimo fiduciario, di fornitura di opere, beni o servizi riguardanti la pubblica amministrazione, e relativi subcontratti.
"12. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, il datore di lavoro che occupa alle proprie dipendenze lavoratori stranieri irregolarmente soggiornanti è punito con l'arresto da tre mesi ad un anno, nonché con l'ammenda di 5.000 euro per ogni lavoratore impiegato. Al datore di lavoro domestico non organizzato in forma di impresa, nei casi di cui al primo periodo, si applica la sola ammenda da 3.000 a 5.000 euro, qualora siano impiegati contestualmente non più di due lavoratori";
"12-bis. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, il datore di lavoro che occupa alle proprie dipendenze lavoratori stranieri irregolarmente soggiornanti, usufruendo dell'intermediazione non autorizzata di cui agli articoli 4, lettera c) e 18, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa di 7.000 euro per ogni lavoratore impiegato".
3. La condanna per il delitto di cui all'articolo 22, comma 12-bis, del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni, comporta le pene accessorie di cui all'articolo 603-bis, commi quarto e quinto, del codice penale.
5. All'articolo 18, comma 1, del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni, dopo le parole: "legge 20 febbraio 1958, n. 75," sono inserite le seguenti: "603-bis, terzo comma, del codice penale".
6. All'onere derivante dall'attuazione del comma 5, si provvede mediante l'incremento uniforme, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge delle aliquote di base dell'imposta di consumo tabacchi lavorati prevista dal comma 1 dell'articolo 28 del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, al fine di assicurare maggiori entrate in misura non inferiore a 5 milioni di euro a decorrere dall'anno 2009.�. 4.0.3 (testo 2) GHEDINI, DELLA MONICA, ROILO, TREU, ADRAGNA, BIONDELLI, BLAZINA, ICHINO, NEROZZI, PASSONI
Respinto Dopo l'articolo 4, aggiungere il seguente:
1. All'articolo 18 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni, dopo il comma 1 è inserito il seguente:
"1-bis. Oltre ai casi di cui al comma 1, il permesso di soggiorno di cui al presente articolo è rilasciato anche quando siano accertate situazioni di grave sfruttamento dell'attività lavorativa dello straniero, attuate mediante violenza, minaccia o intimidazione, anche non continuative, o quando lo stesso sia sottoposto a condizioni lavorative caratterizzate da violazioni di norme contrattuali o di legge.".
2. All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo, si provvede mediante l'incremento uniforme, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge delle aliquote di base dell'imposta di consumo tabacchi lavorati prevista dal comma 1 dell'articolo 28 del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, al fine di assicurare maggiori entrate in misura non inferiore a 5 milioni di euro a decorrere dall'anno 2009.�. ARTICOLO 4-BIS NEL TESTO PROPOSTO DALLE COMMISSIONI RIUNITE Art. 4-bis. Approvato (Adempimenti formali relativi alle pubbliche amministrazioni)
2. Avverso le deliberazioni di controllo sulla gestione di particolare rilevanza per il sistema di finanza pubblica gli organi politici di vertice dei soggetti pubblici interessati possono proporre ricorso motivato, nel termine perentorio di sessanta giorni dalla formale comunicazione delle deliberazioni medesime, innanzi alla Corte dei conti a sezioni riunite, nella composizione di cui all'articolo 4, comma 2, del regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214, e nelle forme di cui all'articolo 40 del medesimo regio decreto, che, sentito il magistrato estensore della deliberazione impugnata, decide in via definitiva entro centottanta giorni dal deposito del ricorso�. ARTICOLO 4-TER NEL TESTO PROPOSTO DALLE COMMISSIONI RIUNITE Art. 4-ter. Approvato (Disposizioni riguardanti i medici e altri professionisti sanitari extracomunitari)
�1-quinquies. I medici e gli altri professionisti sanitari al seguito di delegazioni sportive, in occasione di manifestazioni agonistiche organizzate dal Comitato olimpico internazionale, dalle Federazioni sportive internazionali, dal Comitato olimpico nazionale italiano o da organismi, società ed associazioni sportive da essi riconosciuti o, nei casi individuati con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro degli affari esteri e con il Ministro dell'interno, al seguito di gruppi organizzati, sono autorizzati a svolgere la pertinente attività, in deroga alle norme sul riconoscimento dei titoli esteri, nei confronti dei componenti della rispettiva delegazione o gruppo organizzato e limitatamente al periodo di permanenza della delegazione o del gruppo. I professionisti sanitari cittadini di uno Stato membro dell'Unione europea godono del medesimo trattamento, ove più favorevole� .

References: articolo 76
 articolo 72
 articolo 76
 articolo 72
 articolo 3
 ARTICOLO 1
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 ARTICOLO 2
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in fine
 ARTICOLO 2
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 ARTICOLO 2
 Art. 2
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 articolo 15
 Art. 3
 ARTICOLO 4
 Art. 4

Art. 603
 ARTICOLO 4
 Art. 4
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