Source: http://www.bcommstudio.com/informativa-8-2019-definizione-delle-liti-pendenti/
Timestamp: 2020-07-05 10:48:18+00:00

Document:
Informativa 8/2019 Definizione delle liti pendenti - Studio di Umberto Bono & Partners
By contabile@bcommstudio.com 8 Marzo 2019 Circolare
(artt. 6 e 7 del DL 23.10.2018 n. 119
I processi che possono essere definiti sono quelli che rientrano nella giurisdizione tributaria in cui è controparte l’Agenzia delle Entrate. Sono escluse le liti che riguardano, anche solo in parte, le risorse proprie tradizionali dell’Unione europea (tipicamente i dazi doganali) nonché l’IVA all’impor­ta­zio­ne, così come gli atti sul recupero di aiuti di Stato dichiarati incompatibili con il mercato comunitario.
Tale inciso va però contestualizzato: non ci sono infatti dubbi sulla possibilità di definire cartelle di pa­ga­mento che, pur derivando da liquidazione automatica della dichiarazione, hanno natura in sostan­za impositiva (il caso classico è l’IRAP dichiarata ma non versata per mancanza di autonoma organizzazione, Cass. 28.10.2016 n. 21872), così come quelle scaturenti da controllo formale della dichiarazione in cui, ad esempio, la documentazione giustificativa delle detrazioni d’imposta non viene ritenuta significativa (Cass. 3.5.2005 n. 9148) o da mancato pagamento delle imposte liquidate sui redditi soggetti a tassazione separata (Cass. 14.10.2008 n. 25167).
Pertanto, se il contribuente, anche per errore, ha notificato il ricorso contro la cartella di pagamento (o altro atto di riscossione come la comunicazione preventiva di ipoteca o l’intimazione di pagamen­to) all’Agenzia delle Entrate per vizi imputabili all’Agente della Riscossione (esempio, decadenza dalla notifica della cartella), la lite è definibile.
se il processo è iscritto nel primo grado di giudizio, si paga il 90% delle imposte (in base al provv. Agenzia delle Entrate 18.2.2019 n. 39209, la costituzione in giudizio deve essere avvenuta entro il 24.10.2018);
se, al 24.10.2018, il processo pendeva in sede di rinvio a seguito di sentenza della Corte di Cassazione oppure erano pendenti i termini per la riassunzione, si paga il 90% delle imposte (provv. Agenzia delle Entrate 18.2.2019 n. 39209);
se il contribuente è stato vincitore in tutti i gradi di merito e, al 19.12.2018, il processo pende in Cassazione, si ha lo stralcio del 95% delle imposte (si potrebbe affermare che, per definire in questo modo, sia necessaria una totale vittoria del contribuente in ogni grado, con esclusione della soccombenza reciproca, ma allo stato attuale l’Agenzia delle Entrate non si è ancora pronunciata su questo aspetto).
Del pari, se il contribuente ha ottenuto, negli anni passati, una sentenza favorevole in appello (aven­do diritto quindi allo stralcio dell’85% delle imposte), non ha rilevanza che la sentenza di cassazione con rinvio (che farebbe riemergere il debito d’imposta) sia stata depositata, per ipotesi, il 26.10.2018.
il 15% delle sanzioni in caso di vittoria del contribuente (senza distinzione tra primo e secondo grado);
il 40% negli altri casi (anche quando il contribuente è risultato soccombente in giudizio, e non si è formato il giudicato).
Per le liti su atti irrogativi di sanzioni collegate al tributo, se questo è stato “definito” in altro modo, si ha il totale stralcio della sanzione. Potrebbe essere la fattispecie in cui il contribuente ha pagato tar­divamente l’imposta in autoliquidazione e, per questo motivo, è stato raggiunto da un atto di contestazione di sole sanzioni da tardivo versamento.
direttamente ad opera del contribuente;
recandosi presso un qualsiasi ufficio territoriale di una qualunque Direzione provinciale.
i dati del ricorrente/appellante e del resistente/appellato (per la Direzione provinciale, è necessario indicare il codice dell’ufficio legale);
il numero di RGR (registro generale ricorsi) o di RGA (registro generale appelli), rilasciato dalla segreteria al momento della costituzione in giudizio.
occorre indicare il “codice ufficio”, ricavabile nell’apposita sezione del sito internet dell’A­gen­zia delle Entrate (se si tratta di Direzione provinciale, il codice è quello dell’ufficio legale);
il campo “anno di riferimento” deve coincidere con quello riportato nella domanda di definizione.
il processo rimane sospeso sino al 10.6.2019;
se, entro il 10.6.2019, il contribuente deposita in giudizio la copia della domanda di definizione e dell’attestato di pagamento della prima rata o di tutte le somme dovute, la sospensione permane sino al 31.12.2020.
I termini di impugnazione delle sentenze (quindi i termini per l’appello e il ricorso per Cassazione, sia principali che incidentali) e per il controricorso in Cassazione, nonché per le riassunzioni (si al­lu­de alla riassunzione in rinvio dopo la sentenza della Cassazione ex art. 63 del DLgs. 546/92), sono sospesi per nove mesi, se spirano nel lasso temporale compreso tra il 24.10.2018 e il 31.7.2019.
entro sessanta giorni dinanzi all’organo giurisdizionale presso cui pende la lite;
ove la definizione sia chiesta in pendenza del termine per impugnare la sentenza, anche unitamente alla sentenza stessa entro sessanta giorni dalla notifica del diniego.
il 40% delle imposte e il 5% di sanzioni e interessi se la lite, al 24.10.2018, pende in primo grado senza che ancora ci sia stata la sentenza;
il 10% delle imposte e il 5% di sanzioni e interessi in caso di vittoria in giudizio del contribuente al 24.10.2018;
il 50% delle imposte e il 10% di sanzioni e interessi in caso di soccombenza in giudizio del contribuente al 24.10.2018.

References: Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 63
 sentenza