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Timestamp: 2020-05-29 04:30:53+00:00

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Art. 649 codice civile - Acquisto del legato - Brocardi.it
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Articolo 649 Codice civile
Acquisto del legato
Dispositivo dell'art. 649 Codice civile
Il legato(1) si acquista [17, 483 c.c.] senza bisogno di accettazione [459, 2648 c.c.](2), salva la facoltà di rinunziare(3) [519, 650 c.c.].
Quando oggetto del legato è la proprietà di una cosa determinata [654] o altro diritto appartenente al testatore [651 c.c.], la proprietà o il diritto si trasmette dal testatore al legatario al momento della morte del testatore [2648 c.c.](4).
Il legatario però deve domandare all'onerato il possesso [1140 c.c.] della cosa legata, anche quando ne è stato espressamente dispensato dal testatore [499 c. 3, 622, 672 c.c.].
(1) Il legato è una disposizione mortis causa a titolo particolare mediante la quale il testatore (c.d. disponente) attribuisce ad un altro soggetto (detto legatario) un bene del patrimonio ereditario o una parte di esso. Si distingue dall'istituzione di erede in quanto attraverso questa il testatore dispone di tutto il proprio patrimonio o di una quota di esso in favore dell'erede.
(2) Un'eventuale accettazione del legato avrebbe l'effetto di precludere una successiva rinuncia.
(3) La rinuncia è una dichiarazione unilaterale non recettizia che può essere espressa o tacita. Per essere valida deve avvenire successivamente all'apertura della successione. Se ha ad oggetto beni immobili deve rivestire, a pena di nullità, la forma scritta (in quanto atto di dismissione della proprietà), non è però richiesta la trascrizione.
(4) Si parla in questo caso di legato traslativo o reale: la trasmissione del diritto oggetto del legato avviene automaticamente. L'unico obbligo che grava sull'onerato ha ad oggetto la consegna del bene (v. art. 649 c. 3 del c.c.).
Si contrappone a tale tipologia di legato quello c.d. obbligatorio (v. art. 653 del c.c.).
Non è prevista l'accettazione del legato in quanto il legatario risponde dei debiti e dei pesi ereditari solo intra vires.
“ Legatum per vindicationem ”
Legato per rivendicazione
“ Neminem oportet plus legati nomine praestare quam ad eum ex hereditate pervenit ”
Non è giusto che qualcuno paghi, per rispettare un legato, più di quanto a lui sia pervenuto dall'eredità
“ Supervacua scriptura non nocet legato ”
Una scrittura del tutto inutile non è di impedimento alla validità di un legato
Spiegazione dell'art. 649 Codice civile
L’art. #862# del codice del 1865, pur con tutti i difetti facilmente rilevabili di formulazione, lasciava dedurre la regola fondamentale relativa all’acquisto del legato; una regola negativa, rispetto a quella concernente l’acquisto dell’eredità: quest’ultima non si acquista se non intervenga l’accettazione, mentre il legato si acquista senza bisogno di accettazione. Tali regole risultano ora formulate nettamente: dall’art. 459, per l’acquisto dell’eredità; dal primo comma dell’art. 649, per l’acquisto del legato.
Occorre, però, chiarire che le regole che si sono enunciate riguardano i presupposti, non il momento dell’acquisto, perché di solito si confondono i due aspetti; e a torto, come si può facilmente dimostrare.
Per esempio, l’accettazione (dell’eredità) è un atto (negozio giuridico) che presuppone come antecedente logico e cronologico la delazione, la quale, cronologicamente coincide con l’apertura della successione. Il distacco cronologico tra l’apertura della successione e l’accettazione può essere anche considerevole, tanto che la legge dichiara il diritto di accettare l’eredità soggetto alla prescrizione ordinaria (art. 480). Dunque, tenendo presente che l’acquisto dell’eredità non può aver luogo se non intervenga l’accettazione, e che questa può intervenire in epoca successiva, anche assai lontana rispetto all’apertura della successione, se ne deduce che la fattispecie acquisitiva può perfezionarsi, anch’essa, in epoca lontana da quella in cui la successione si è aperta. Ma il momento in cui si perfeziona la fattispecie acquisitiva non segna il momento dell’acquisto dell’eredità, che è unico e costante, poiché l’effetto dell’accettazione ereditaria risale al momento nel quale si è aperta la successione (art. 459).
Analoghe riflessioni possono farsi - sebbene sotto diverso profilo - a proposito dell’acquisto del legato. Normalmente, non richiedendosi il compimento di un atto da parte del legatario, può ritenersi che il momento in cui si perfeziona la fattispecie acquisitiva e il momento in cui può ritenersi acquistato il legato dal legatario coincidano: entrambi coincidenti con quello dell’apertura della successione.
Non è da ritenere però che tale coincidenza sia immancabile e necessaria; basta il riferimento all’ipotesi di legato sottoposto a condizione sospensiva per darne la prova più decisiva. L’art. #862# del codice del 1865, mostrava, proprio su questo punto, una deplorevole confusione, poiché era formulato in maniera tale da lasciar dedurre che la regola dell’acquisto del legato dovesse valere solo nel caso in cui questo fosse puro e semplice; e ciò perché in quel tempo la regola in parola era considerata non già in sé medesima, come determinatrice delle condizioni dell’acquisto, ma piuttosto con esplicito riferimento al momento dell’acquisto. Senza insistere nel censurare i difetti del codice precedente, è necessario rilevare che, ove il legato sia sottoposto a condizione sospensiva, la fattispecie acquisitiva non si può dire perfetta al momento dell’apertura della successione, poiché nel suo schema comprende (il verificarsi di) un evento (oltre che incerto anche) futuro. Anche qui, perciò, il perfezionarsi della fattispecie acquisitiva (che è eventuale, poiché si subordina al verificarsi dell’evento) cade in un momento che è successivo e può essere lontano da quello dell’apertura della successione. Ma proprio qui questo momento è diverso dal momento dell’acquisto, che coincide, invece, con quello dell'apertura della successione: e ciò si deduce sia dal fatto che la regola generale dell’art. 649 non subisce eccezione, sia dal fatto che il verificarsi della condizione sospensiva ha effetto retroattivo (art. 646).
La nuova legge fa espressamente salva la facoltà del legatario di rinunciare, con una disposizione che, se da un punto di vista di rigorosa tecnica legislativa può considerarsi superflua, non può, peraltro, ritenersi nella pratica inopportuna, al fine di risolvere alcune serie questioni pratiche, già affiorate e dibattute sotto la vigenza del codice precedente.
Innanzitutto, bisogna chiarire qualche altro punto essenziale relativo all’acquisto, sulla precisa scorta del testo della legge. Il secondo comma dell’art. 649 contiene una disposizione che conferma e chiarisce la regola fondamentale dell’acquisto del legato. Per intenderne bene la portata, bisogna tener presente che il legato, per quanto riguarda l’oggetto, ha un ambito molto esteso, sì che talvolta se n’è data una delimitazione negativa, rispetto all’istituzione di erede; si è, cioè, considerato l’ambito del legato come comprensivo di qualsiasi disposizione patrimoniale a causa di morte, esclusa l’istituzione di erede. Oggetto del legato è, genericamente, la costituzione, modificazione o scioglimento di un qualsiasi rapporto giuridico avente riflessi patrimoniali. Il regime legislativo che fa capo all’art. 649 comma 1 si concreta nell’acquisto immediato da parte del legatario, e, come pure si dice, nell’acquisto con efficacia reale e non (semplicemente) obbligatoria. Avuto riguardo all’ampiezza oggettiva che si è sopra delineata, ciò si traduce nell’immediata attrazione del legatario entro l’orbita del rapporto giuridico che si costituisce, si modifica o si scioglie.
Nel secondo comma dell’art. 649 è contenuta la disposizione che concerne il legato avente per oggetto la proprietà di una cosa determinata o altro diritto appartenente al testatore. Essa non fa che applicare la regola dell’acquisto con efficacia reale all’ipotesi prevista: infatti, si stabilisce che il diritto oggetto del legato trapassa direttamente dal testatore al legatario, senza bisogno di alcun atto di trasferimento da parte dell’onerato. È pure stabilito che l’acquisto ha luogo al momento della morte del testatore: ciò è perfettamente superfluo. Si sottintende che anche in quest’ipotesi l’acquisto ha luogo senza bisogno di accettazione da parte del legatario.
La rinuncia alla quale allude l’art. 649 comma 1, è una rinuncia in senso tecnico: abdicativa, dunque, e non traslativa. Quanto alla struttura, un negozio giuridico unilaterale; quanto agli effetti, non un negozio traslativo (dal legatario che ha acquistato, all’onerato), ma piuttosto un negozio risolutivo (dell’acquisto verificatosi a favore del legatario). Il testo legislativo non contiene limitazione di sorta: e quindi, in astratto, dovrebbe ritenersi efficace tanto la rinuncia espressa, quanto quella tacita. Per la stessa ragione, deve escludersi che per la validità ed efficacia della rinuncia al legato si richiedano forme speciali, e in particolare le forme richieste per la rinuncia ereditaria. Trattandosi di un legato avente per oggetto il trasferimento di un bene immobile o di altro bene o diritto capace d’ipoteca, il negozio di rinunzia deve farsi per iscritto, a pena di nullità (art. #1314#, n. 3 del codice del 1865).
Pur avendo instaurato il sistema dell’acquisto immediato del legato con effetti reali, il legislatore ha voluto confermare il principio tradizionale (ricavato dall’art. #863# del codice del 1865) secondo il quale il legatario deve domandare il possesso della cosa legata all’onerato. L’art. #863# del codice del 1865 si esprimeva nel senso che il legatario dovesse chiedere il possesso all’erede; l’art. 649, al comma 3, dice che il legatario deve richiedere il possesso all’onerato: ma se l’ultimo onerato è un legatario, questi deve a sua volta domandare il possesso, finché si risalga all’erede, sì che il sistema risulta più complicato. L’onerato ha, dunque, l’obbligo di consegnare la cosa al legatario, ma per l’adempimento di tale obbligo non è tenuto ad assumere alcuna iniziativa. Di conseguenza, l’onerato non sarà mai in mora senza un'interpellazione del legatario.
Un’opportuna innovazione, introdotta dalla nuova legge, è da mettere in rilievo: mentre, sotto la vigenza del codice precedente, si discuteva, senza il sussidio di un appiglio testuale, sull’efficacia della dispensa che il testatore avesse accordato al legatario, in merito alla necessità di richiedere il possesso all’onerato, l’art. 649, al comma 3, dichiara espressamente l’inefficacia della dispensa del testatore, dando il carattere di norma di interesse pubblico a quella che disciplina la richiesta del possesso.
317 Poche osservazioni sono state fatte sugli articoli di questa sezione (artt. 649-673). Un primo rilievo riguarda la norma introduttiva sull'acquisto del legato (art. 649 del c.c.). Si è proposto di sostituire ai primi due commi di questo articolo un comma unico così formulato: «Il diritto al legato si acquista dal legatario senza bisogno di accettazione se non sia precisata la cosa legata; se, invece, la cosa sia precisata, il passaggio della stessa al legatario avviene di diritto». Ma la formulazione proposta presenta il difetto di porre quasi in antitesi, agli effetti dell'accettazione, l'ipotesi del legato di quantità di fronte a quella del legato di specie, quasi che nella prima ipotesi il legato si acquisti senza bisogno di accettazione o nella seconda l'accettazione sia invece necessaria. Accogliendo, peraltro, nella sostanza la proposta, ho formulato in maniera più chiara e precisa il secondo comma dell'articolo, ponendo il principio che, se oggetto del legato sia la proprietà di una cosa determinata o altro diritto appartenente al testatore, la proprietà o il diritto passa direttamente dal testatore al legatario senza intermediazione dell'erede. In tal modo risulta chiaro che il principio posto nel primo comma si riferisce a qualunque specie di legato e che la regola del secondo comma si applica al legato di cosa determinata appartenente al testatore.
Massime relative all'art. 649 Codice civile
Cass. civ. n. 14503/2017
La volontà di rinunziare al legato di beni immobili, per cui è necessaria la forma scritta "ad substantiam", ai sensi dell'art. 1350 c.c., avendo natura meramente abdicativa può essere dichiarata pure con l'atto di citazione - per sua natura recettizio con effetti anche sostanziali - il quale, provenendo dalla parte che, con il rilascio della procura a margine o in calce, ne ha fatto proprio il contenuto, soddisfa altresì il requisito della sottoscrizione, sicché l'atto risponde al requisito formale, senza che assuma rilievo la sua trascrizione, in quanto volta soltanto a renderlo opponibile ai terzi.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 14503 del 9 giugno 2017)
Cass. civ. n. 10803/2015
La disposizione testamentaria che preveda la corresponsione di una rendita ad un soggetto determinato ha natura di legato e non di onere, o "modus", poiché il legato è un'autonoma e diretta attribuzione patrimoniale a favore del legatario, il quale è un avente causa del "de cuius", mentre il secondo integra una liberalità indiretta a vantaggio di soggetti solo genericamente indicati, che si consegue attraverso un'obbligazione imposta all'onerato, sicchè il beneficiario della liberalità è un avente causa da quest'ultimo e non dal testatore.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 10803 del 26 maggio 2015)
Cass. civ. n. 20711/2013
La facoltà di rinunziare al legato, ai sensi dell'art. 649 cod. civ., è preclusa quando il legatario abbia compiuto atti di esercizio del diritto oggetto del legato, manifestando una volontà incompatibile con la volontà dismissiva, come nel caso in cui il legatario di usufrutto, godendo del bene e consumandone i frutti, abbia esercitato le facoltà spettanti all'usufruttuario a norma dell'art. 981 cod. civ.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 20711 del 10 settembre 2013)
Cass. civ. n. 14358/2013
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 14358 del 6 giugno 2013)
Cass. civ. n. 4269/2013
Nella successione testamentaria, si configura il sublegato quando onerato è un legatario o un prelegatario e onorato è un terzo o un erede, anche se prelegatario. (Nella specie, il testatore aveva lasciato un fondo a titolo di prelegato a un figlio, con l'obbligo di corrispondere all'altro figlio la metà del valore di detto fondo, sempre a titolo di prelegato; in base all'enunciato principio, la S.C. ha confermato la qualificazione operata dal giudice di merito, nel senso del sublegato e non dell'onere, con conseguente inapplicabilità della risoluzione ex art. 648 c.c.).
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 4269 del 20 febbraio 2013)
Cass. civ. n. 7068/2009
A differenza dell'erede - il quale succede di diritto nella situazione possessoria del "de cuius", pur essendo tenuto all'accettazione dell'eredità - il legatario, che acquista il legato senza bisogno di accettazione, dipende dall'erede per conseguire il possesso del bene legato; ne consegue che la sentenza la quale accerti il diritto del legatario alla consegna della cosa, ai sensi dell'art. 649, comma terzo, c.c., una volta passata in giudicato, rende incontestabile anche la proprietà della cosa in capo al legatario stesso.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 7068 del 24 marzo 2009)
Cass. civ. n. 5485/2002
Il legato di specie deve avere ad oggetto bene determinato di cui il testatore fosse esclusivo proprietario. (Nel caso, la S.C. ha confermato, in quanto esente da vizi logici ed errori di diritto, la pronunzia del giudice del merito di nullità del legato avente ad oggetto porzione immobiliare (due stanze) non appartenente in via esclusiva alla testatrice, in quanto facente parte di un fabbricato in comproprietà per quote uguali tra la medesima e le sorelle senza che fosse stata tra loro effettuata alcuna divisione).
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 5485 del 17 aprile 2002)
Cass. civ. n. 8878/2000
L'art. 649 c.c. non prescrive alcuna forma particolare per la rinuncia al legato. Tuttavia la libertà di forma deve intendersi derogata in virtù del disposto dell'art. 1350 n. 5 c.c. qualora il legato abbia ad oggetto beni immobili, giacché in tal caso la rinuncia risolvendosi in un atto di dismissione della proprietà su beni già acquisiti al patrimonio del rinunciante per i quali non è richiesta l'accettazione, deve essere redatta espressamente per iscritto, a pena di nullità, deducibile per la prima volta anche in sede di Cassazione.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 8878 del 3 luglio 2000)
Cass. civ. n. 4883/1996
Il legato in sostituzione di legittima, al pari di ogni altro legato, ai sensi dell'art. 649, primo comma, c.c., si acquista ipso iure senza bisogno di accettazione. Peraltro, il comportamento del beneficiario di tale legato suscettibile di evidenziare la volontà, espressa o tacita, di conservare il lascito testamentario, assume, per un verso, valore confermativo della già realizzata acquisizione patrimoniale, e comporta, per l'altro, l'immediata perdita ope legis del diritto di chiedere la legittima a norma dell'art. 551 c.c.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 4883 del 27 maggio 1996)
Cass. civ. n. 5982/1993
Poiché il legato si acquista senza bisogno di accettazione (art. 649 c.c.), non viene a crearsi rispetto alla condizione giuridica del bene o del diritto che ne è oggetto quella situazione di incertezza o, comunque, di pendenza che caratterizza l'eredità fino all'accettazione del chiamato e per far cessare la quale il legislatore ha previsto la prescrizione del diritto di accettazione, nonché l'astio interrogatoria ex art. 481 c.c. Né è configurabile, alla stregua dell'art. 649 comma 3 c.c., un diritto autonomo soggetto a prescrizione, a richiedere il possesso della cosa legata, configurandosi tale richiesta come un onere del beneficato, rispetto al quale è estranea la prescrizione, che colpisce, a norma dell'art. 2934 c.c., i diritti soggettivi. Ne consegue che nel caso in cui il legato abbia per oggetto un diritto non soggetto a prescrizione, come il diritto di proprietà su di un bene, il beneficato non perde la (non esercitata) facoltà di chiederne la consegna nei confronti del detentore, sia esso o no l'erede, fino a quando non abbia perso il diritto di proprietà in conseguenza del suo acquisto da parte di un terzo secondo uno dei modi stabiliti dalla legge.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 5982 del 28 maggio 1993)
Cass. civ. n. 1989/1969
Nel legato di specie, il cui oggetto è costituito da una cosa determinata, l'acquisto del diritto è immediato, sì che il passaggio della proprietà avviene nel momento dell'apertura della successione, immediatamente e [i][recta via/i], indipendentemente dalle vicende della trasmissione ereditaria. Acquistandosi il legato [i][pso iure/i]i salva la facoltà del legatario di rinunciare, il diritto di accettare non è soggetto a prescrizione; ma può estinguersi solo per l'usucapione della cosa legata da parte di un terzo.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 1989 del 6 giugno 1969)
Il convivente è punibile per furto? - 23/05/2016
relative all'articolo 649 Codice civile
Norma di riferimento: Articolo 649 Codice civile - Acquisto del legato | Quesito Q201410591
Umberto P. chiede
lunedì 16/06/2014 - Lazio
“Sono affittuario di un immobile la cui proprieta' è stata destinata con testamento olografo attualmente oggetto di ATP calligrafica d un terzo legatario. I canoni nel frattempo decorsi devono essere versati da subito al legatario?”
Consulenza legale i 19/06/2014
Il legato è la disposizione mortis causa a titolo particolare, in base alla quale un soggetto, legatario, succede al de cuius in uno o più determinati diritti reali o in uno o più rapporti determinati, che non vengono considerati come quota dell'intero patrimonio del defunto. Ai sensi dell'art. 649 del c.c., il legato si acquista automaticamente alla morte del de cuius.
Il titolare del lascito deve però domandare all'onerato il possesso (ultimo comma dell'art. 649).
Quindi, si devono distinguere due ipotesi.
1. Il legatario è già nel possesso del bene
In questo caso i canoni di locazione gli vanno corrisposti. Difatti, se il testamento olografo è stato correttamente pubblicato (art. 620 del c.c.), esso è efficace nei confronti dei terzi (come il conduttore di un immobile che era di proprietà del de cuius). L'esperimento di un accertamento tecnico preventivo non può intaccare tale efficacia, posto che si tratta di un procedimento di c.d. istruzione preventiva probatoria, destinato alla semplice produzione di un elaborato peritale e privo di ogni vincolatività nel merito, addirittura nemmeno per le parti stesse.
2. Il legatario non è ancora nel possesso del bene
Nel tempo che precede la richiesta del possesso il legatario, a meno che non possa disporre ad altro titolo della cosa oggetto del lascito (ad esempio, perché era già usufruttuario) non può legittimamente fruire di quanto disposto a suo favore. In questa fase intermedia, il legatario può ancora potenzialmente rinunciare al suo diritto. Pertanto, il conduttore dovrà corrispondere il canone all'erede del de cuius (il c.d. "onerato") sino a che il legatario non ottenga il possesso del bene. Sarà poi una questione tra il legatario e l'erede quella circa la spettanza all'uno o all'altro del canone versato in precedenza dall'inquilino.

References: Articolo 649

Articolo 649
 art. 649
 art. 653

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
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Cass. 
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Cass. 
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Cass. 
 art. 648
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Cass. 
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Cass. 
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Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 art. 481
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 
 Articolo 649