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Timestamp: 2018-01-18 19:48:51+00:00

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3 SEGRETI PER CREARE UN BRAND DA MEDIATORE | Mediazione tra pari
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Una risposta a “3 SEGRETI PER CREARE UN BRAND DA MEDIATORE”
giuseppe.corsi.fi@gmail.com | maggio 17, 2012 alle 2:17 pm | Rispondi
da altalex.com (non sono proprio d’accordo, in base a successione delle norme nel tempo ) :
Sinistri stradali: GdP di Napoli ”aggira” la mediazione obbligatoria
Giudice di Pace Napoli, sez. II, sentenza 23.03.2012 (Vittorio Raeli)
L’interessante sentenza 23 marzo 2012 del GdP di Napoli aggira il problema della mediazione obbligatoria per quanto riguarda le cause rientranti nella competenza del Giudice di Pace.
Il GdP di Napoli rigetta l’eccezione, sostenendo che il procedimento dinanzi al Giudice di Pace già prevede sia la conciliazione in sede contenziosa, in virtù dell’art. 320 comma 1 c.p.c, che in sede non contenziosa ai sensi dell’art. 322 c.p.c.
Per cui, non avendo il D.Lgs. 28/2010 previsto alcuna abrogazione delle suddette norme del codice di procedura civile, “nel procedimento dinanzi al giudice di pace vanno applicate le disposizioni di cui al libro II, titolo II, dall’art. 11 al 322 c.p.c.”.
“Una diversa interpretazione”, continua il giudice, “non solo sarebbe in contrasto con il delineato quadro sistemico ma si rivelerebbe manifestamente illogica. Ed invero l’intento deflattivo che si è proposto il legislatore è stato assecondato proprio dall’istituto del giudice di pace che è nato (nomen omen) con lo scopo di favorire la conciliazione delle controversie che può avvenire nella fase giudiziale ex art. 320 c.p.c. Ovvero in quella stragiudiziale azionabile ex art. 322 c.p.c. E pertanto sarebbe paradossale escludere dal processo conciliativo un istituto che è nato precipuamente per lo svolgimento di tale finalità”.
Quindi, il Gdp di Napoli ha statuito che, nei giudizi instaurati innanzi al Giudice di Pace ed aventi ad oggetto controversie su materie in ordine a cui costituisca condizione di procedibilità il previo esperimento del tentativo di mediazione ex art. 5 del D.Lgs. 28/2010, non si debba applicare la disposizione normativa medesima in quanto a ciò osta la sussistenza degli artt. 320 e 322 del codice di procedura civile, in base ai quali nell’ambito del rito dinanzi al GdP sono già contemplati istituti di composizione bonaria delle controversie.
La sentenza, ben argomentata, presenta un vizio di fondo, in quanto dinanzi ad una eccezione di parte avrebbe dovuto applicare correttamente la disciplina legislativa, nel senso di riaffermare la obbligatorietà del tentativo di mediazione dinanzi ad uno degli organismi accreditati presso il Ministero della Giustizia, adottando i provvedimenti di cui all’art. 5, comma 1, del D.Lgs. 28/2010 e disponendo il rinvio della udienza, anziché procedere oltre nell’esame del merito.
Il non averlo fatto getta un’ombra sulla sentenza del GdP di Napoli, che significa di fatto la sostanziale abrogazione della mediazione obbligatoria, e sulla iniziativa di matrice forense volta a riportare dinanzi al Giudice di Pace la conciliazione nella materia delle controversie concernenti le controversie relative al risarcimento danni da circolazione di veicoli (e natanti), che trae spunto dalla pronuncia che si annota.
(Altalex, 2 maggio 2012. Nota di Vittorio Raeli. Fonte: Altamediazione.it)
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Il Giudice di Pace di Napoli Avv. Felice Alberto D’Onofrio, II Sezione,
Con atto di citazione, ritualmente notificato, l’istante, il quale aveva stipulato con la convenuta polizza …omissis….
Radicatosi il contraddittorio, si costituiva la convenuta che impugnava la domanda chiedendone il rigetto preliminarmente eccependo improcedibilità della domanda per mancato esperimento della media-conciliazione nonché incompetenza per valore, indi disposto decidersi le eccezioni preliminari unitamente al merito della controversia ex art. 187 c.p.c. – 321 c.p.c., precisate le conclusioni di cui in epigrafe, all’udienza del 12/03/12, la causa veniva riservata a sentenza.
Avv. Felice A. D

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 320
 art. 322
 art. 5
 sentenza 
 art. 187