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Timestamp: 2014-09-03 04:33:25+00:00

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Giurisprudenza	Si declina ogni responsabilità per eventuali inesattezze nelle sentenze riportate
ATTI IDONEI AD INTERROMPERE LA PRESCRIZIONE: REQUISITI
Omissis”…Le cause di interruzione della prescrizione del diritto sono individuate, esclusivamente e tassativamente, dall’art. 2943 c.c. (notificazione dell’atto con il quale si inizia un giudizio o che valga a costituire in mora il debitore) e dall’art 2944 c.c. (ricognizione di debito).
In ordine all’efficacia interruttiva di atti portati a conoscenza del debitore, possono essere estrapolati dalla interpretazione giurisprudenziale delle norme citate i seguenti principi:- perché un atto abbia efficacia interruttiva della prescrizione deve presentare, oltre all’elemento soggettivo (chiara indicazione del soggetto obbligato), l’elemento oggettivo, consistente nell’esplicazione di una pretesa e nella intimazione o richiesta scritta di adempimento, idonea a manifestare l’inequivocabile volontà del titolare del credito di far valere il proprio diritto nei confronti del soggetto indicato, con effetto sostanziale di costituirlo in mora; - il requisito oggettivo non è ravvisabile in semplici sollecitazioni prive del carattere di intimazione e di espressa richiesta formale al debitore né nell’invio della documentazione sanitaria.
Ne deriva che l’effetto interruttivo non è riconducibile ad una pluralità di atti, succedutisi nel tempo, dal complesso dei quali possa ricavarsi la volontà dell’interessato di far valere il proprio diritto se la singola intimazione non è idonea a costituire in mora l’obbligato.
Nella specie, pur evidenziandosi manifestazione della volontà dell’assicurato alla tutela del proprio diritto, non risulta espressa l’intenzione, in caso di mancata soddisfazione, di adire le vie legali (dato il reiterato mancato riscontro delle precedenti missive) né risulta fissato un termine per l’adempimento spontaneo.
Ne consegue la reiezione della domanda per intervenuta prescrizione del diritto…”omissis.
Tribunale di Roma, Sezione VIII, sentenza n. 5377 del 7/3/2005, Giudice Dr.ssa E. Verde, inedita.
In senso conforme alla suindicata sentenza del Tribunale di Roma vedasi Cass. 7/11/2003 n. 16717.
Va ricordato, altresì, che secondo l’insegnamento della Suprema Corte, l’eccezione di interruzione della prescrizione, assimilabile alle eccezioni in senso stretto, non esige formule sacramentali (Cass. 20/6/2002 n. 9076) ma deve essere proposta dalla parte in modo chiaro ed inequivocabilmente diretto a manifestare l’intento di contrastare l’eccezione avversaria. La mera produzione di documenti, pertanto, pur se idonea a fornire la prova dell’avvenuta interruzione, non comporta effetti ostativi sulla prescrizione in mancanza della suddetta chiara forma propositiva (Cass.30/3/2001 n. 4704).
Nello stesso senso, ancorché in fattispecie diverse, vedasi: Cass. 3/12/2004 n. 22751; Cass. 5/11/2003 n. 16639; Cass. 18/8/2003 n. 12078; Cass. 24/9/1999 n. 10504.
Sempre secondo la prevalente giurisprudenza di legittimità non costituiscono, tra l’altro, atti idonei ad interrompere la prescrizione:
Le comunicazioni inviate dall’assicurato all’assicuratore in forma diversa da quella espressamente convenuta nel contratto di assicurazione: la raccomandata (Cass. 26/3/2001 n. 4350).
Le trattative per comporre bonariamente la vertenza a meno che dal comportamento di una delle parti risulti il riconoscimento del contrapposto diritto di credito e si accerti che la transazione è mancata solo per questioni attinenti alla liquidazione del credito (o danno) e non anche all’esistenza di tale diritto (Cass. 13/11/2003 n. 17134; Cass. 14/2/2000 n. 1642; Cass. 6/8/1999 n. 8477).
L’invio all’assicuratore di documentazione sanitaria volta a dimostrare la sussistenza del sinistro, senza peraltro la formale esplicitazione di una costituzione in mora (Cass.19/1/1995 n. 563).
Le semplici sollecitazioni che si limitino a contenere manifestazioni di giudizio prive del carattere di intimazione e di espressa richiesta formale al debitore (Cass. 19/1/1995 n. 561).
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