Source: http://www.lkv.it/wp/archives/2008/04/21/soru-i-fatti-e-le-polemiche/
Timestamp: 2013-05-18 20:13:16+00:00

Document:
Soru: i fatti e le polemiche - Last K’s Voice
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lunedì, 21 aprile 2008 alle 19:00 · 10 commenti - Stampa
L’amministrazione regionale in questi ultimi quattro anni ha operato un risanamento di bilancio tagliando gli sprechi, e forse per questo calpestando qualche mano, che in questi sprechi aveva qualche interesse.
Ha annullato ad esempio (tramite l’assessore Dirindin) una gara di 238 milioni di euro, che riguardava un contratto per 30 anni, fatto con un’azienda multinazionale che successivamente si e’ trovata all’interno di scandali che hanno portato alla sostituzione di tutti i suoi manager. La gara annullata era stata fatta senza prima passare in Giunta, ma direttamente nel comitato direttivo di una Asl.
Sono state annullate gare (dal responsabile amministrativo) per 45 milioni di euro riguardanti l’informatizzazione della Regione. Il bando di gara e’ stato rifatto, e lo stesso servizio e’ stato assegnato per circa 9 milioni di euro, con un risparmio quindi di ben 36 milioni, gara vinta tra l’altro da una societa’ che aveva lavorato anche con la precedente amministrazione regionale, e in cui lavorano persone legate a politici del centrodestra regionale, ma quello fatto dalla precedente amministrazione per 45 milioni, l’attuale amministrazione l’ha fatto per 9.
Si e’ intervenuti anche in un altro bando di gara, proveniente dalla precedente amministrazione, riguardante un progetto di nome Egos, costato circa 10 milioni, e’ stato rivisto e rimodulato, tagliando l’ultima parte di questo assurdo progetto, risparmiando 1 milione e 400mila euro. Taglio che riguardava la Tiscali che aveva vinto la partecipazione in quella gara con la precedente amministrazione. Quindi, in questi quattro anni di governo Soru, non solo Tiscali non ha mai vinto una gara, ma addirittura e’ stato tagliato un contratto di piu’ di un milione di euro.
L’amministrazione ragionale guidata da Renato Soru in questi anni ha attuato riforme di qui prima si e’ sempre solo parlato, intervenendo in maniera massiccia sulla formazione professionale, sulla spesa, nella riqualificazione della spesa, tagliando rami secchi della pubblica amministrazione, ha chiuso societa’ che non servivano a nulla e non rappresentavano nessuno, facendo a volte causa a dirigenti o amministratori nominati dalla Giunta e che non si volevano dimettere. Ha chiuso societa’ ed enti inutili, o meno utili di quanto costavano. Riqualificando il bilancio regionale, consentendo di rientrare del deficit lasciato dalle scorse amministrazioni. E’ andato a cercare le entrate della Regione, con un impegno e con risultati sotto gli occhi di tutti, non solo in Italia (nel libro “La Casta” di Rizzo e Stella addirittura si parla con un po’ di ammirazione ed incredulita’ di cio’ che Soru e la sua amministrazione hanno saputo e potuto fare in Sardegna).
L’operato non si e’ fermato qui, infatti rimangono importanti misure da prendere per quanto riguarda i consorzi industriali, notizia di questi giorni, nei consorzi di bonifica, e in tante altre parti dell’amministrazione regionale.
Il tasso di disoccupazione e sceso e cosa piu’ importante e’ salito il tasso di occupazione, e anche grazie ad una serie di interventi si e’ portato il tasso di disoccupazione sotto il 10 per cento, passando dal 15,6 per cento del 2004 all’attuale 8,7 per cento. Gli occupati sono oltre 35mila piu’ del 2004.
Lo si nota bene dai seguenti grafici. Nel primo trimestre 2004 il tasso di disoccupazione era al 15,9 per cento, al terzo trimestre del 2008 era al 10,8 per cento, un calo di cinque punti percentuali, arrivando addirittura a scendere sotto il 10 per cento nel secondo e terzo trimestre 2007. Un dato molto positivo viene fuori dall’analisi del tasso disaggregato per sesso. Il tasso di disoccupazione femminile e’ passato infatti dal 21,4 per cento del primo trimestre del 2004 al 13,2 per cento del terzo trimestre del 2008 (un calo della disoccupazione femminile di ben 8 punti percentuali). Il tasso di disoccupazione maschile e’ sceso dal 12,4 per cento del primo trimestre del 2004 al 9,2 per cento del terzo trimestre del 2008.
Per quanto riguarda il tasso di occupazione, questo e’ cresciuto, passando dal 49,7 per cento del primo trimestre 2004 al 53,2 per cento del terzo trimestre del 2008, toccando il livello record di 54,2 per cento nel secondo trimestre del 2008. Anche in questo caso vediamo i dati disaggregati per sesso. L’occupazione maschile e’ passata dal 63,1 per cento (primo trimestre 2004) al 64,2 per cento (terzo trimestre 2008), quella femminile e’ passata dal 36,3 per cento (primo trimestre 2004) al 42,1 per cento (terzo trimestre 2008).
E’ dunque falso dire che durante la presidenza Soru sia cresciuta la disoccupazione in Sardegna, e’ infatti accaduto l’opposto, e’ cresciuta l’occupazione ed e’ scesa la disoccupazione. L’andamento non e’ stato identico in tutti i settori ovviamente, pero’ nel suo complesso l’occupazione e’ cresciuta. Vediamo alcuni settori. Nell’agricoltura gli occupati nel primo trimestre del 2004 erano 35mila, nel terzo trimestre del 2008 erano 44mila (una crescita di 9mila unita’). Nei servizi gli occupati sono passati dalle 400mila unita’ del primo trimestre del 2004 alle 456mila unita’ del terzo trimestre 2008 (una crescita di 56mila unita’). Nell’industria si e’ passati dalle 140mila unita’ del primo trimestre del 2004 alle 120mila unita’ del terzo trimestre del 2008. Il calo di 20mila unita’ nel settore dell’industria e’ quasi interamente addebitabile al settore delle costruzioni, passato da 70mila unita’ del primo trimestre del 2004 a 57mila unita’ del terzo trimestre del 2008 (13mila unita’ in meno). Il calo si e’ registrato a partire dal secondo trimestre del 2008, quando nel settore delle costruzioni erano ancora occupate 68mila unita’. Non e’ dunque addebitabile al ppr, ma in parte al crollo del mercato immobiliare a livello non solo regionale. Comunque le 20mila unita’ in meno delle costruzioni sono ampiamente compensate dalle 65mila unita’ in piu’ degli altri settori.
La finanziaria 2008 non fa nuovi debiti, anzi paga i debiti passati fatti dalla scorsa amministrazione regionale di centrodestra.
Nel 2004 le spese obbligatorie (tre miliardi 339 milioni di euro) gravavano per il 98,29% sulle entrate regionali proprie (tre miliardi 397 milioni di euro). Nel 2008 il rapporto e’ sceso al 70,46%, liberando risorse per gli investimenti pari al 30% delle entrate regionali proprie. La finanziaria destina oltre 300 milioni di euro per le politiche sociali e 600 milioni per il Piano per il lavoro. Vengono destinate nuove risorse ai comuni, fornendo loro risorse per pagare le bollette di acqua e rifiuti alle famiglie piu’ bisognose, per la prima volta col bilancio della sanita’ in equilibrio si destinano 370 milioni di euro per avviare la costruzione di nuovi ospedali, a Sassari, a Cagliari, a San Gavino Monreale, ad Alghero, a Nuoro. Sono previsti contributi alle giovani coppie per comprarsi la casa, per ristrutturare una casa nel centro storico, per tornare a vivere i centri storici anche dei piccoli paesi. L’opposizione dice che e’ una pessima finanziaria, ma credo che i sardi avranno modo di informarsi, vedere cosa da loro questa finanziaria e saranno in grado di giudicare.
Il caso Saatchi & Saatchi
Il caso Saatchi & Saatchi (multinazionale operante in piu’ di 80 Paesi e che cura la comuncazione di importanti enti e societa’ come ad esempio l’Organizzazione delle Nazioni Unite, la Toyota, le Poste Italiane, la Sony e Procter & Gamble) e’ stato ispirato da una lotta politica volto a infangare l’operato dell’amministrazione regionale guidata dal presidente Renato Soru.
Sul caso e’ stata montata ad arte una campagna di disinformazione da parte dei piu’ importanti organi di informazione isolani, Unione Sarda e Videolina, che tra l’altro appartengono ad una sola persona, Sergio Zuncheddu (palazzinaro di Burcei, forse proprio perche’ immobiliarista e costruttore molto vicino a Berlusconi, contro il piano paesaggistico regionale e contro Soru).
La gara riguardava la pubblicita’, una cosa non nuova per la Regione Sardegna quando si lasciava pero’ la decisione alla discrezionalita’ del Presidente e dei singoli assessori che promuovevano la Sardegna solo in Sardegna, verso chi quindi la Sardegna la conosceva gia’, utilizzando societa’ sarde, in questo modo migliorando i rapporti con i media sardi. Questa volta si e’ deciso di mandare il messaggio soprattutto fuori la Sardegna, con una voce coerente, con un’immagine unitaria e in modo professionale, cose che non sono state perdonate a Soru da parte di chi aveva interessi affinche’ la campagna di informazione restasse in Sardegna, sui media sardi.
Si e’ quindi cominciato a dire che i costi per la pubblicita’ erano troppi, salvo poi vedere che quello che si spendeva prima era lo stesso e molto meno di quanto altre regioni anche piu’ piccole della Sardegna hanno speso soltanto per il turismo. La gara sulla pubblicita’ in Sardegna comprendeva non solo il turismo, ma anche per promuovere l’artigianato e l’agroalimentare sardo.
Poi e’ stato detto che tutto questo denaro avrebbe svantaggiato i media sardi, perche’ la societa’ vincitrice avrebbe avuto troppo potere e avrebbe quindi potuto esercitare un controllo e un’influenza sui media sardi, salvo poi notare come il bando dica chiaramente che solo il 15-20 per cento deve essere speso in Sardegna, il resto deve appunto essere speso fuori se si vuol pubblicizzare la Sardegna a chi non la conosce. Quindi quel 20% non puo’ certo essere un pericolo per controllare i media sardi.
Si e’ addirittura parlato del fatto che la Saatchi non avrebbe la certificazione di qualita’, quindi, una societa’ multinazionale, che fa la consulenza per la comunicazione di importanti Governi, dell’Onu, di importati societa’ non avrebbe la certificazione di qualita’.
Si e’ quindi portato fuori un fantomatico conflitto di interessi, perche’ la Saatchi era conosciuta dalla Tiscali, la quale in realta’ ha chiuso l’ultimo contratto con la Saatchi nel 2002 e nel 2003 anno in cui Soru lascia la Tiscali, la Saachi ha oparato solo per il residuale del contratto chiuso nel 2002.
La gara d’appalto riguarda una somma di circa 55 milioni di euro, in un progetto di comunicazione di tre anni, di 18 milioni ogni anno, ma non significa che la Saatchi viene pagata 18 milioni ogni anno, ma Saatchi viene retribuita per la parte che le compete, che e’ la progettazione di quella campagna, circa 1 milione di euro all’anno per tre anni.
La dimensione dello scandalo reso enorme dalla disinformazione, riportato alla realta’ risulta inconsistente, con una somma ridicola se rapportata al fatto che per questa somma, secondo chi ha creato ad hoc il finto scandalo, una multinazionale sarebbe entrata in una storia poco chiara, mettendo a repentaglio se stessa.
Una situazione veramente ridicola, e che visti anche le misure prese dalla Giunta riguardo precedenti gare di cui ho scritto prima fatte dalla precedente Giunta, quelli si che erano scandali, ma nessuno ne ha parlato, perche’ fino ad ora non si e’ agito con trasparenza e perche’ gli interessi erano forti.
Concludendo quindi, attorno ad una progettazione di 3-4 milioni di euro, hanno creato un finto “caso”, senza sostanza.
Infatti la sentenza del TAR non ha annullato la gara, ha dichiarato la Saatchi non ammissibile alla gara, per mancanza di una certificazione (ISO 9001) nell’associazione temporanea di imprese con la Equinox, certificazione che evidentemente e’ richiesta solo in Sardegna, visto che la Saatchi ha vinto gare per lo stesso compito in tutto il mondo, da poco in Gran Bretagna per la British Airways.
La tassa sui beni di lusso
Questo argomento l’ho gia’ trattato ampiamente, non mi sembra il caso di dilungarmi oltre.
Il problema dei rifiuti della Campania non e’ un problema solo di Napoli, ma dell’intero Paese, quando c’e’ un grave problema il Paese deve rispondere, perche’ siamo chiamati alla solidarieta’. La solidarieta’ deve essere sentita da ogni cittadino e da ogni istituzione, tra l’altro alla solidarieta’ ci richiama anche l’art. 2 della Costituzione.
La polemica poi e’ esagerata perche’ i rifiuti sono esclusivamente rifiuti solidi urbani, nessun rifiuto pericoloso, nessun rifiuto industriale. Rifiuti tra l’altro smaltiti in sole 7 ore.
La situazione dei rifiuti in Sardegna oggi e’ una situazione equilibrata, assolutamente sotto controllo, perche’ ormai da tre anni e mezzo e’ stata avviata la raccolta differenziata, partendo dal circa 0 per cento di tre anni fa al 30 per cento oggi, e si dovrebbe tra poco raggiungere il 40 per cento appena sara’ completata a Cagliari. Con l’obbiettivo di raggiungere il 50 per cento nel 2009 e migliorare sempre di piu’. Questo fa si che ad oggi si porta in discarica il 40 per cento in meno di quanto si portava nel 2003-2004, significa che nel 2008 si portano in discarica 300mila tonnellate in meno di rifiuti, rispetto al 2004. Quindi ospitarne 7mila non e’ un dramma. Tra l’altro bisogna considerare che la Sardegna esporta rifiuti, addirittura anche rifiuti nocivi, in quantita’ ben superiore ai rifiuti solidi urbani importati dalla Campania.
Chi governa ed e’ chiamato a decidere deve prendere le sue decisioni con responsabilita’ anche se c’e’ qualcuno che non le approva, anche a costo di rischiare la sua popolarita’.
La verita’ e’ che c’e’ chi ha interesse a bloccare l’azione riformatrice portata avanti in questi quattro anni dalla Giunta Soru e che portera’ vantaggi ai sardi ora e nel futuro.
L’acquisto de l’Unita’
L’Unita’, quotidiano fondato da Antonio Gramsci, e’ stato acquistato da Renato Soru. Il contratto sara’ eseguito il 5 Giugno, ed entro 15 giorni nascera’ la Fondazione L’Unita’. Il quotidiano vende in Sardegna circa 2000 copie, non rappresenta dunque un concorrente per gli altri quotidiani isolani. Soru ha dichiarato che rinuncera’ a quei 6,4 milioni di euro all’anno percepiti sotto forma di finanziamento statale per i giornali di partito dal quotidiano.
Con la sentenza del Consiglio di Stato, venne definita illecita la commissione paesaggistica che blocco’ i lavori a Tuvixeddu e vennero sollevati problemi di eccesso di potere sull’affidamento del nuovo progetto a Gilles Clement. Una sentenza pesante che intima alla Regione, qualora volesse proseguire nella procedura volta all’estensione del vincolo, di tener conto delle indicazioni contenute nelle sentenze e quindi “rinnovando la necessaria attivita’ istruttoria avvalendosi degli organi tutti all’uopo competenti“. La sentenza prosegue:
“L’illegittimita’ delle impugnate determinazioni non solo e’ riconducibile a quanto sin qui indicato, ma anche al fatto che, come correttamente rilevato dal Tar, nel presente caso la ‘consultazione’ del Comune ha avuto, in effetti, un rilievo solo formale, dal momento che la Commissione – da quanto emerge dai suoi lavori e, in particolare, dai verbali delle sedute del 29 gennaio 2007 e del 21 febbraio 2007, nel corso delle quali il Comune e’ stato sentito – non ha tenuto in debito conto (tanto da non fornire, a ben vedere, alcuna motivazione al riguardo) quanto da quella stessa Amministrazione prospettato circa le problematiche legate allo travolgimento della locale programmazione urbanistica e, in particolare, al marcato ridimensionamento dell’accordo di programma quadro sottoscritto nel 2000, ai rilevantissimi conseguenti oneri per il Comune stesso (correlati anche all’onerosa restituzione ai privati delle aree), agli affidamenti che, negli anni, sono venuti consolidandosi al riguardo (anche a cagione della parziale esecuzione di una mole rilevante di lavori), occasionati dalle scelte (di cui al predetto accordo di programma) concordate non solo tra privati e Comune, ma anche e soprattutto con la stessa Regione e la locale Soprintendenza ai beni archeologici.”
Inoltre, siccome “l’accordo di programma del 2000 [...] costituiva un progetto di riqualificazione urbana e ambientale dei Colli di S. Avendrace, finalizzata anche alla realizzazione di un parco archeologico e di un apposito museo, anche questo destinato ad essere paralizzato dai contestati interventi regionali, [...] la Regione non poteva ignorare tale rilevante circostanza e venire a paralizzare, di fatto, anche tale significativo intervento culturale – collocantesi, comunque, nella stessa ottica di quei progetti culturali, particolarmente significativi anche nell’interesse del Comune e della locale collettività, che il legislatore ha inteso, con le norme anzidette, debitamente valorizzare – senza neppure tentare la ricerca delle soluzioni più adeguate, consultando le altre parti coinvolte dall’accordo stesso e tenendo debito conto, al riguardo, delle rilevanti opere già realizzate dal Comune, ovvero dai privati“.
Inoltre la sentenza fa riferimento anche al progetto di Gilles Clement, evidenziando il fatto che “conteneva specifiche indicazioni operative che, se attuate, avrebbero inciso in termini sostanziali sul ripetuto accordo quadro“. Si tratta “di grave eccesso di potere sotto il profilo dello sviamento, dal momento che l’imposizione del vincolo, con l’abbandono dei precedenti assetti progettuali concordati, appare preordinata, espressamente, alla realizzazione delle finalità al vincolo stesso sottese anche attraverso la conformazione a indicazioni contenute in uno specifico progetto di non definita origine“. Prosegue la sentenza. “La Giunta, di sua iniziativa, nel fare proprio il parere espresso dalla Commissione regionale, ha finalizzato puntualmente la propria azione alla realizzazione del progetto di tutela, conservazione e ripristino delle aree di cui si tratta secondo le indicazioni contenute nello studio del prof. Gilles Clement. Se e’ stato richiamato nella stessa deliberazione di imposizione del vincolo e’ evidente che lo studio doveva essere ben noto alla Regione nei suoi specifici contenuti e, logicamente, doveva averne avuto sostanziale approvazione, non essendo credibile che un progetto di riqualificazione areale di cosi’ vasta portata e di ampio contenuto paesaggistico, storico, archeologico e culturale, oltre che urbanistico, possa essere stato richiamato nell’impugnata delibera senza che di esso la stessa Regione fosse pienamente consapevole e non ne avesse condiviso i peculiari contenuti“.
Pero’, come segnala la stessa sentenza “non e’ dato comprendere – ne’ alcuna indicazione in tal senso e’ fornita negli atti oggetto di giudizio – in che modo, in assenza di alcuna formale iniziativa al riguardo e in difetto di ogni motivazione atta a consentire un idoneo scrutinio di legittimita’ della scelta cosi’ operata, possa essere stato individuato detto progetto e possa esserne stata prescritta l’osservanza“.
Successivamente due mesi fa e’ stata nominata una Commissione d’inchiesta consiliare costituita allo scopo di valutare gli atti compiuti dalla Regione in questa vicenda. Per fare luce su chi aveva dato le autorizzazioni per i primi lavori e valutare se quelle fossero in linea con le normative vigenti. Sarebbe corretto se l’indagine partisse dalle origini del caso Tuvixeddu, ossia da 20 anni a questa parte, dal perche’ e da quali interessi nacque quell’accordo e successivamente si analizzi il comportamento della Regione, per avere un quadro completo.
Ad oggi non sono emerse prove sul coinvolgimento della Regione con il progetto di Gilles Clement, non risulta un conferimento formale dell’incarico. Gli unici elementi emersi finora riguardano il pagamento di 50mila euro effettuato dal Banco di Sardegna a Gilles Clement, ma non costituisce elemento di indagine visto che la legge non impedisce a un privato di pagare un progetto fatto da un privato.
Dopo che sull’Unione Sarda (seguita da Videolina) e’ uscito un articolo polemico su Funtanazza, Soru ha annunciato di voler rinunciare al suo progetto di riqualificazione delle fatiscenti costruzioni dell’ex colonia per i figli dei minatori, con grande disappunto del Presidente della provincia del Medio Campidano e del sindaco di Arbus, che speravano in questo progetto per rilanciare quell’area che per il territorio poteva costituire un’opportunita’ di sviluppo.
Nessuna speculazione edilizia, i fatti e i documenti (consultabili presso il Comune) dicono che nel progetto non esistono villette, sono previste solo camere d’albergo, con una cubatura tra l’altro inferiore a quella che la legge consentirebbe. Inoltre dai documenti risulta che contrariamente a quanto scritto dal giornale (e ripreso da Videolina), Funtanazza non e’ mai stata individuata ne’ classificata come bene identitario.
L’accordo di programma secondo Mauro Pili prevede che “entro quattro mesi debbano essere chieste le concessioni edilizie e i lavori conclusi entro cinque anni. Tempi abbondantemente scaduti. Quel bene non e’ piu’ di Soru“. In realta’ leggendo l’accordo di programma, si nota che a suo tempo (giunta Palomba) non venne firmato, quindi non e’ applicabile, inoltre anche se venisse applicato, il Comune dovrebbe acquistare il terreno a titolo oneroso. Inoltre quel vecchio piano fatto prima che il terreno lo acquistasse Soru, prevedeva una volumetria superiore di 70mila metri cubi rispetto al progetto di Soru presentato al Comune. Infine, come dichiara il sindaco di Arbus, “la commissione edilizia non mai bocciato il progetto: e’ stata semplicemente richiesta un’integrazione della documentazione presentata. Che, peraltro e’ stata gia’ consegnata ieri mattina [il primo Dicembre]“. Insomma, l’Unione sarda e Videolina avrebbero diffuso notizie infondate.
Testo della gara d’appalto – 604 KB -
Testo della sentenza del TAR – 118 KB -
Consulta il Buras – 625 KB -
Consulta la Finanziaria 2008 – 320 KB -
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10 commenti in tutto ↓
pierluigi // 1 ago 2008 alle 18:30
Leggo con sconcerto quanto affermi, va bene che sei concittadino del nostro illustre governatore ma arrivare ad affermare quanto sopra esposto mi sembra frutto di allucinogeni o segno che i tuoi studi economici non sono serviti a molto. Perdonami ma questa è disinformazione, dire che Saatchi è frutto di un attacco politico, dire che l’azione di questa giunta è riformatrice, dire che la finanziari è il fiore all’occhiello di questa giunta, insomma tu non tieni in considerazione i giudizi della Corte dei Conti sulle finanziarie del nostro, non tieni conto delle bacchettate della Consulta, non tieni conto del fatto che questa giunta non riesce a spendere i fondi europei, che questa giunta ha creato il deserto economico insomma, vivi in un altro pianeta o a Sanluri non arrivano le notizie? Sanluri come la Cina? Vige la censura? Attendo una replica costruttiva. a presto e buone vacanze.
pierluigi // 1 ago 2008 alle 18:33
dimenticavo, se il metodo utilizzato da Soru per redigere i bilanci venisse utilizzato da qualsiasi azienda si tratterebbe di “falso in bilancio”. Al confronto Tremonti con la sua finanza creativa è niente. saluti
Luca Vinci // 2 ago 2008 alle 09:08
Premetto che per gli argomenti che riguardano la Sardegna ho difficolta’ ad essere obiettivo, ma ci provo. Spero che gli altri articoli che riguardano l’Italia e il Mondo ti siano piu’ graditi.
> Saatchi è frutto di un attacco politico
Non ho scritto questo, comunque concordo che sia stata una idiozia politica compiuta da alcuni personaggi della maggioranza, fatta male per giunta. Tuttavia ricorda che progetti simili dall’altra giunta, di centrodestra furono fatte per chiamata diretta, senza gara d’appalto. Da qual pulpito venivano le critiche, se vuoi ti espongo alcuni misfatti del passato governo regionale, se hai qualche ora di tempo.
Per di piu’ c’e’ stata una campagna di disinformazione non fatta da me, ma da quotidiani e televisioni, che davano per certo un interessamento diretto di Soru, fatto non provato, e anche le responsabilita’ di altri, ci sono ma non sono gravi come ci vogliono far credere alcuni. Se proprio vogliamo parlare di faccende irregolari compiute dalla giunta Soru io punterei per “quello per la scelta del logo (trentamila euro) della Regione per la promozione turistica e la campagna pubblicitaria (un milione di euro) per il progetto “Sardegna fatti bella”. L’appalto per il logo era stato assegnato alla Pentagram, una multinazionale del settore che aveva realizzato anche quello di Tiscali. Il tutto avvenuto con una procedura considerata altamente irregolare”. Poi c’e’ la chiamata diretta sempre per la Saatchi&Saatchi per il progetto “Sardegna fatti bella”, anche questo concordo che e’ stata un grave atto, ma lo si deve provare, e comunque non e’ di questi fatti che ho parlato, ma della gara d’appalto. Ed e’ quella che considero meno grave o comunque gli unici responsabili (che comunque la responsabilita’ non e’ stata ritenuta grave) sono i componenti della commissione di gara, “la gara da 56 milioni di euro per la campagna triennale “Sardegna nel mondo”. Assegnato nella terza votazione, il 17 gennaio, dalla commissione presieduta da Fulvio Dettori. Gli altri componenti erano l’architetto Giovanni Maria Filindeu, un esperto milanese, Letterio Bernava, Roberta Sanna (funzionaria regionale) e appunto Aldo Brigaglia”.
Non sono ravvisabili in questa gara responsabilita’ di Renato Soru, questo ho scritto e questo e’. Non mi pare nulla di allucinogeno. Sugli altri fatti non ne ho parlato, ho scritto quanto penso in questo commento comunque. Cio’ che mi interessava qui non era dirmi d’accordo con le accuse che ritengo giuste, quindi quelle non le ho scritte.
> l’azione di questa giunta è riformatrice
Ridotti gli enti inutili, tolti (o tentato di togliere) i corsi professionali regionali che non hanno mai dato un solo posto di lavoro se non ai dipendenti dei corsi stessi, costo enorme, benefici nulli. Ridotto il debito della Regione che avrebbe portato al commissariamento. La tutela dell’ambiente (preso a esempio ora anche da altre regioni non solo italiane), la riscoperta dei territori interni, il turismo che aumenta a dispetto di tutti i timori del centrodestra e della stampa isolana. Se questo non e’ riforma non so come chiamarlo.
Cio’ che e’ grandemente mancato in questa giunta e’ la riforma politica, non sono riusciti a rinnovarsi, per contrasti interni alla maggioranza che non vuole perdere i vantaggi politici ed economici e dell’opposizione che fa altrettanto.
> la finanziari è il fiore all’occhiello di questa giunta.
Esagerato, comunque e’ la migliore tra quelle che la Sardegna ha visto succedersi negli ultimi decenni. Ha riportato sotto controllo la situazione finanziaria, ha arrestato la crescita della spesa che era fuori controllo, ha razionalizzato la spesa sanitaria portandola a livelli normali (nel precedente governo regionale le voci di spesa sanitarie erano enormi e fuori da ogni logica, per maggiori chiarimenti controlla a chi appartengono le case di cura in Sardegna).
Infine cio’ che probabilmente tu definisci falso in bilancio, si è impostata la vertenza sulle entrate proprie della Regione con una riscrittura dell’articolo 8 dello Statuto. Ebbene, ti faccio presente che se avessimo un trattamento non dico uguale, ma almeno non troppo lontano da quello che ha la regione Sicilia, non avremmo crediti nei confronti dello Stato, perche’ ci pagherebbero regolarmente cio’ che per legge di rango costituzionale ci devono, la compartecipazione a Iva e altre imposte. Somme invece che ci sono state negate per molti anni, Soru non ha fatto altro che andare a chiedere queste somme, il Governo di allora (Prodi) disse che ci sarebbero state date di li ad un anno, Soru le ha iscritte in bilancio come una qualsiasi impresa inserisce in bilancio i crediti. Solo che trattandosi di crediti esigibili dallo Stato sono quanto di piu’ incerto, per cui mentre la Ragioneria Generale inizialmente ne aveva assicurato la piena legittimita’, la Corte dei Conti ha preferito la cautela, quindi ci ha fatto togliere quelle voci. Che comunque non cambiano poi di molto il bilancio, che resta ampiamente positivo se confrontato con quello di pochi anni fa. Comunque il togliere quelle maggiori entrate dal bilancio non ha comportato danni visto che data la loro data futura ovviamente a quelle somme non era associata alcuna voce di spesa. Leggi il bilancio ante riscrittura per saperne di piu’.
E’ stato un eccesso di fiducia e forse anche un orgoglio politico vanesio, ma comunque non ha comportato nessuna conseguenza reale, per cui non era finanza creativa (che invece presuppone aumento di spesa controbilanciato da entrate non proprio reali).
> Attendo una replica costruttiva
Spero di aver argomentato a sufficienza, ma del resto tu non lo hai fatto, per cui…
PS: riguardo ai fondi europei e al deserto economico, se riesci ad essere circostanziato riesco a rispondere in merito, altrimenti risultano polemiche sterili da bar. Se ti riferisci al fatto che non li spreca ti do parzialmente ragione.
http://sed.regione.sardegna.it/j/v/491?s=82864&v=2&c=1489&t=1
GABRIELE // 8 dic 2008 alle 11:33
L’Italia è a pezzi grazie ai nostri politici (tutti)
Soru con la sua onestà e competenza dimostrata dovrebbe essere un FARO, una guida. un esempio per tutti.
Mi auguro che invece di dimettersi si ponga alla guida di un nuovo movimento politico di tutta la sinistra.
Luca Vinci // 8 dic 2008 alle 19:15
Pierluigi, non vedo perche’ dovrei tenere il tuo commento offensivo, visto tra l’altro che dopo una mia risposta di oltre 4 mesi fa, torni solo ora con un commento senza entrare nel merito della discussione. Allora mi viene il dubbio che tu scriva commenti tanto per fare propaganda, e la discussione non ti interessi. Se e’ cosi’ allora evita pure di tornare qui a scrivere. Ciao.
Pierluigi // 8 dic 2008 alle 19:39
Scusa, non volevo offendere ma non posso certo sopportare la distorsione della realtà. Quella è propaganda. Possibile che tutto ciò che è accaduto in questi anni non vi faccia venire un minimo dubbio sulle qualità del Governatore? Per il resto, mi adeguo. A casa tua decidi tu. ciao
Luca Vinci // 8 dic 2008 alle 19:45
C’e’ modo e modo per far valere le proprie ragioni, l’offesa non rientra nell’elenco che tollero. Avresti dovuto dire la tua verita’, e non l’hai fatto, neppure dopo che ho cercato di argomentare la mia. Se non sopporti le distorsioni della realta’, quella realta’ dovresti descriverla. Riguardo la propaganda, non credo si sia detto che tutto quel che ha fatto e’ perfetto, sarebbe sciocco sostenerlo. Tuttavia non mi pare neppure corretto l’atteggiamento di chi vede tutto l’operato di Soru come il male assoluto, e non riesce a trovare nulla di buono. Questo secondo atteggiamento oltre ad essere sciocco quanto il primo e’ pure triste. Non credi?
Pierluigi // 8 dic 2008 alle 20:02
Parlami del tentativo di bloccare Tuvixeddu, del progetto affidato a gil clement senza gara e fatto pagare in parte alla fondazione Banco di Sardegna, parlami dei terreni acquistati a La Maddalena, parlami di Funtanazza, della FAS e via discorrendo. Soru si sta facendo allegramente gli affari suoi, la Sardegna langue, la disoccupazione aumenta… e nonostante queste verità voi continuate a persistere nella difesa ad oltranza dell’indifendibile. Scusa lo sfogo ma questa è la realtà non quella che dipingete voi. Per non parlare degli spot elettorali nelle reti televisive. Disgustoso. Ciao o addio. Fai tu.
Luca Vinci // 8 dic 2008 alle 22:13
Riguardo gli spot elettorali quelli su Videolina e Unione Sarda ti sembrano belli invece? Comunque io ci penserei due volte prima di chiamare verita’ un elenco in parte incomprensibile, senza dati e senza riferimenti. Anzi, qualunque cosa eviterei di chiamarla verita’. Non ce l’ho io e non ce l’hai tu la verita’, anzi, non ce l’ha nessuno. Quindi magari smettiamola di fare i superiori. Si discute non per trovare la verita’, ma per far valere le proprie ragioni, che qualunque siano difficilmente sono verita’.
Riguardo le tue domande, un po’ scortesi a dire il vero. Riguardo Tuvixeddu e Funtanazza ti ho risposto completando l’articolo sopra. Per quanto riguarda la Fas (?) (che non ho capito a cosa ti riferisca, forse il Fas, fondo aree sottoutilizzate, ma non so se ti riferivi a quello) e ai terreni de La Maddalena non rispondo perche’ non saprei neppure cosa cercare non capendo a cosa ti riferisca. Non capisco se tu sia volutamente vago, o se parli per sentito dire e quindi obbligatoriamente vago. La disoccupazione aumenta come in ogni altra Regione visto che l’Italia e’ in recessione. Sai com’e', non viviamo isolati dal mondo. Per essere corretto, dovresti guardare gli andamenti dei dati (Pil, disoccupazione e occupazione) nel tempo e confronto a regioni simili, altrimenti diventa un uso dei dati strumentalizzato alla sterile propaganda. Puoi guardare in questo articolo per farti un’idea.
Antonio Salaris // 26 nov 2009 alle 20:39
Troppo forte , spiegazioni per ogni calunnia dei soliti ciarlatani da bar .
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Il Barbiere della Sera #1
La casa in aria delle liberta’
Rinegoziare i mutui a tasso variabile
Di corruzione del governo si parla sempre al passato.
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