Source: http://www.ilcommercialistainrete.com/2007/04/
Timestamp: 2018-05-26 04:02:46+00:00

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04/2007 - Il Commercialista in Rete
Aliquote Ici, la delibera comunale non è competenza delle Ct.
La riforma del 2001, pur ampliando decisamente la giurisdizione delle Commissioni tributarie, non è arrivata ad includervi gli atti amministrativi generali, dei quali è consentita soltanto la disapplicazione. Pertanto, benché la delibera comunale con la quale vengono fissate differenti aliquote Ici per singole tipologie di immobili destinati a usi non abitativi costituisca il presupposto dell’accertamento e della quantificazione del tributo, la controversia su tale atto appartiene alla giurisdizione amministrativa e non a quella delle Commissioni tributarie.
Tanto ha affermato la Corte di cassazione a Sezioni unite nella sentenza n. 1616 depositata il 25 gennaio 2007.
Cenni sulla giurisdizione delle Commissioni tributarie
Senza voler qui approfondire le problematiche relative al riparto della giurisdizione tributaria rispetto a quella amministrativa e ordinaria, si rammenta come la novella apportata con l’articolo 12, comma 2, legge n. 448/2001 abbia completamente riscritto l’articolo 2 del Dlgs 546/1992 (successivamente ulteriormente ritoccato dall’articolo 3-bis del decreto legge 203/2005 aggiunto dalla successiva legge di conversione 248/2005), tanto da far assumere alla giurisdizione delle Commissioni tributarie carattere generale nella materia.
Si è passati, dunque, dal precedente sistema di determinazione analitica dei tributi affidati al giudice tributario a quello attuale incentrato sulla materia. Il comma 3 del citato articolo 2 riconosce, poi, al giudice tributario il potere di risolvere in via incidentale ogni questione da cui dipende la decisione delle controversie rientranti nella propria giurisdizione, con esclusione delle questioni in tema di querela di falso o di stato e capacità delle persone.
Per la determinazione della giurisdizione (o meglio per la individuazione dei cosiddetti limiti interni della giurisdizione) in capo alle Commissioni tributarie, è utile far riferimento all’elencazione fatta dall’articolo 19 in ordine ai tipi di atti impugnabili e ai poteri riconosciuti al giudice tributario, in particolare, nel caso che ci occupa, a quanto previsto nell’ultimo comma dell’articolo 7.
Dal tenore letterale dell’articolo art. 19 del Dlgs 546/1992, si rileva che possono essere impugnati innanzi alle Commissioni tributarie gli atti ivi espressamente indicati o quelli per i quali la legge preveda l’autonoma impugnabilità dinanzi alle Commissioni. Pertanto, la giurisdizione tributaria, generalizzata ratione materiae, realizzata a seguito della modifica dell’articolo 2 del Dlgs 546/1992, va adeguata al nuovo assetto della giurisdizione tributaria generale, con riferimento alla varietà dei nuovi tributi e all’evoluzione dei diritti del contribuente sempre, però, nell’ambito di rapporti tributari concreti.
Dunque, nonostante la norma di chiusura del sistema recata dal comma 3 dell’articolo 19 del Dlgs 546/1992, in forza del quale gli atti diversi da quelli indicati non sono autonomamente impugnabili, è da ritenere che la tassatività degli atti elencati in seno a tale articolo non impedisca interpretazioni estensive delle categorie di atti indicati nella norma nel senso di valutare la intrinseca finalità perseguita dall’atto non limitandosi a un aspetto puramente formale basato sul semplice nomen juris. La stessa Cassazione ha affermato, nella sentenza n. 16776/2005, che le modifiche apportate dall’articolo 12, comma 2, legge 448/2001 hanno inevitabilmente inciso anche sull’articolo 19 nel senso che il "contribuente può rivolgersi al giudice tributario ogni qual volta abbia interesse a contestare (art. 100 c.p.c.) la convinzione espressa dall’Amministrazione in ordine alla disciplina del rapporto tributario".
L’ultimo comma dell’articolo 7 del Dlgs 546/1992 prevede, invece, che i giudici tributari, nel caso ritengano illegittimi regolamenti o atti generali rilevanti ai fini della controversia tributaria, possono solo richiederne la disapplicazione, fermo restando la impugnabilità degli stessi dinanzi al giudice amministrativo, secondo gli ordinari criteri di riparto della giurisdizione, similmente a quanto previsto anche nei confronti del giudice ordinario, il quale, ex articolo 5 della legge 2248/1865, allegato E, può soltanto disapplicare gli atti amministrativi e i regolamenti generali ritenuti illegittimi.
Nonostante la generalizzazione della giurisdizione nell’ambito tributario, la stessa non opera nel caso in cui non sia direttamente coinvolto un rapporto tributario ma venga impugnato invece un atto di carattere generale. Infatti, malgrado l’evoluzione legislativa degli ultimi anni, le Commissioni tributarie non sono mai state dotate del potere di annullamento degli atti generali dell’Amministrazione Pubblica e, pertanto, regolamenti e atti amministrativi generali in materia tributaria sono impugnabili davanti al giudice amministrativo in attuazione dei normali criteri di riparto della giurisdizione.
Conseguentemente, qualora gli effetti dell’atto amministrativo si ripercuotano sulla pretesa tributaria, il giudice, se riterrà tale atto illegittimo, lo disapplicherà limitatamente all’oggetto dedotto in giudizio. Il giudice tributario conoscerà di questi atti incidentalmente ed entro confini determinati ai soli fini della decisione della controversia, disapplicando, nella fattispecie, l’atto amministrativo ritenuto illegittimo e presupposto dell’atto impositivo eventualmente impugnato.
Tornando alla sentenza in rassegna, una Spa impugnava innanzi al Tar, per violazione di legge ed eccesso di potere, la delibera di un Comune con la quale lo stesso fissava delle differenti aliquote Ici per singole tipologie di immobili destinati a usi non abitativi, ex articolo 6 del Dlgs n. 504/1992. Il Tar accoglieva il ricorso e il Consiglio di Stato respingeva il successivo appello azionato dall’ente locale. Quest’ultimo ricorreva in cassazione per violazione e falsa applicazione dell’articolo 2 del Dlgs 546/1992 e per violazione e falsa applicazione dell’articolo 111, comma 8, della Costituzione. In particolare il comune sosteneva:
col primo motivo, che a seguito della intervenuta riforma attuata dall’articolo 12, comma 2, legge 448/2001, l’articolo 2 del Dlgs 546/1992 avrebbe esteso la giurisdizione delle Commissioni tributarie a tutte le controversie tributarie e anche a quelle riguardanti atti di carattere generale
col secondo motivo, che il giudice amministrativo avrebbe esorbitato la propria sfera giurisdizionale così invadendo il campo del merito riservato all’attività amministrativa.
La Corte, nel rigettare il ricorso dichiarando la giurisdizione del giudice amministrativo, ha così argomentato.
Quanto al primo motivo, ha escluso che la riforma del 2001 abbia inciso in maniera tale da rendere la giurisdizione delle Commissioni tributarie talmente ampia da includere anche gli atti amministrativi generali. La suprema Corte, in tal senso, ha ribadito quanto già affermato in una precedente sentenza, nella quale sosteneva che la controversia concernente un atto amministrativo generale "esula dalla giurisdizione delle Commissioni tributarie, il cui potere di annullamento riguarda soltanto gli atti indicati dall’art. 19 del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, e non si estende agli atti amministrativi generali, dei quali l’art. 7 del medesimo decreto legislativo consente soltanto la disapplicazione" (Cassazione n. 20318/2006; conforme, Cassazione n. 9224/2006; a tal riguardo, si veda anche Cassazione n.16776/2005).
Secondo le Sezioni unite, la controversia che ha per oggetto un atto amministrativo generale esula dalla giurisdizione del giudice tributario nonostante l’atto si ponga quale presupposto dell’accertamento e della determinazione in concreto del tributo. Né, oltretutto, la Suprema corte può esercitare attività interpretativa sulle sentenze del Consiglio di Stato, essendo l’articolo 111, comma 8, della Costituzione chiaro nel limitare l’intervento della stessa ai soli motivi inerenti la giurisdizione sulla scorta della diversa tutela accordata ex articolo 113 Cost. agli interessi legittimi rispetto ai diritti soggettivi.
Quanto al secondo motivo, la Corte, pur ribadendo che è sottratto al sindacato delle Sezioni unite della Cassazione la decisione del Consiglio di Stato relativa alla legittimità di una delibera di determinazione dell’aliquota dell’Ici, trattandosi di questione di interpretazione della normativa vigente in materia non sindacabile in sede di giudizio sulla giurisdizione, ha ritenuto corretto l’operato del Consiglio di Stato nel senso che quest’ultimo, essendosi limitato a interpretare le norme di diritto che disciplinano il potere di stabilire le aliquote Ici, non ha debordato dai propri limiti giurisdizionali avendo evidenziato la carenza di una disposizione che disciplini il potere comunale di fissare aliquote diverse dell’Ici per le singole tipologie di immobili destinati a usi non abitativi.
Fonte: Leonardo D'Alessandro – Agenzia Entrate
La riforma del 2001, pur ampliando decisamente la giurisdizione delle Commissioni tributarie, non è arrivata ad includervi gli atti ammini...
alle sabato, aprile 28, 2007
Cognizione delle Commissioni tributarie ad ampio raggio.
La competenza giurisdizionale delle Commissioni tributarie, avendo a oggetto sia l’an che il quantum dell’obbligazione tributaria, comprende anche l’individuazione del soggetto tenuto al versamento dell’imposta o dei limiti nei quali esso, per la sua qualità, sia obbligato. Spetta quindi al giudice tributario pronunciarsi in ordine alla sussistenza o meno in capo a un soggetto della qualità di rappresentante legale della società nei cui confronti era stata emessa intimazione di pagamento.
Questo il principio di diritto enunciato dalla Corte di cassazione nella sentenza n. 5001, depositata lo scorso 5 marzo 2007.
A seguito della notifica di un avviso di rettifica, l’ufficio Iva di Terni revocava il rimborso dell’imposta sul valore aggiunto e dei relativi interessi ottenuto da una società a responsabilità limitata con sede in Roma.
In difetto della restituzione di quanto rimborsato, l’ufficio intimava il pagamento di quanto dovuto al soggetto che risultava amministratore unico e legale rappresentante della società medesima.
Quest’ultimo impugnava l’intimazione dinanzi alla Commissione tributaria provinciale di Terni sostenendo la propria estraneità alla società e invocando a suo favore il contenuto di una sentenza emessa al riguardo dal Tribunale penale di Roma.
L’adito giudice tributario rigettava il ricorso, sul rilievo che il contribuente non aveva fornito alcuna prova di non essere il legale rappresentante della società poiché il dispositivo della sentenza, depositato dal ricorrente, non riguardava la falsità della sua firma nell’atto costitutivo della società intimata, ma di una diversa società.
A sua volta, la Commissione tributaria regionale dell’Umbria riteneva infondato l’appello del contribuente rilevando, per quanto di interesse in questa sede, che questi non aveva fornito la prova della falsità delle varie firme apposte negli atti presentati all’ufficio, sia in sede amministrativa che contenziosa, quale legale rappresentante della società a carico della quale era stata emessa l’intimazione di pagamento.
La sentenza di secondo grado veniva impugnata in sede di legittimità: nel ricorso veniva dedotta la circostanza che la Ctr non aveva tenuto conto dell’effetto del giudicato penale di cui alla sentenza del Tribunale penale di Roma, che aveva, tra l’altro, dichiarato la falsità della firma del ricorrente apposta sull’atto costitutivo della società.
Nel giudizio dinanzi ai togati di piazza Cavour, il pubblico ministero sollevava la questione relativa al difetto di giurisdizione del giudice tributario, in considerazione del fatto che uno degli oggetti della contestazione era la qualità di legale rappresentante del contribuente rispetto alla società nei cui confronti era stata emessa l’intimazione di pagamento.
La Suprema corte ha rigettato tale eccezione, attraverso due passaggi interpretativi.
In prima battuta, la Cassazione ha ribadito che, in materia tributaria, la tutela giurisdizionale dei contribuenti "è affidata in esclusiva alla giurisdizione delle Commissioni tributarie, concepita comprensiva di ogni questione afferente all’esistenza ed alla consistenza dell’obbligazione tributaria".
Sul punto, la Corte ha richiamato le precedenti sentenze n. 7792 del 15 aprile 2005 (che ha affermato la sussistenza della giurisdizione tributaria in ordine alla determinazione delle somme dovute, in relazione a debiti del de cuius verso l’erario, dall’erede che abbia accettato con beneficio di inventario) e n. 7805 del 4 aprile 2006 (che ha riconosciuto di spettanza della giurisdizione tributaria la questione se l’assuntore di un secondo concordato preventivo sia tenuto al pagamento delle imposte sui trasferimenti inerenti al precedente concordato preventivo inserito nella medesima procedura concorsuale).
In secondo luogo, i giudici di legittimità, scendendo più nel dettaglio, hanno sottolineato che dal primo enunciato deriva che al giudice tributario compete anche l’individuazione del soggetto tenuto al versamento dell’imposta o dei limiti nei quali esso, per la sua qualità, sia obbligato.
Con riguardo al caso di specie, quindi, la Suprema corte ha ritenuto che correttamente la Commissione tributaria – ai fini della conseguente responsabilità d’imposta - aveva proceduto all’accertamento, in capo al contribuente, della qualità di rappresentante legale della società nei cui confronti era stata emessa l’intimazione di pagamento.
Da rilevare che l’enunciato principio di diritto non incide su quanto stabilito dal comma 3 dell’articolo 2 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, ai sensi del quale sono sottratte in modo assoluto alla cognizione del giudice tributario, tra le altre, le questioni sullo “stato” delle persone, di competenza del giudice ordinario ex articolo 9 del Codice di procedura civile.
Nell’espressione di status devono, peraltro, intendersi ricomprese – come chiarito dalla Corte di cassazione con sentenza n. 12366 del 14 dicembre 1993 – soltanto quelle qualità giuridiche "che si riferiscono alla posizione soggettiva dell’individuo nella sua veste di cittadino e di soggetto di diritti personali nell’ambito della comunità civile e di quella familiare" (tipico esempio della prima specie è lo status di cittadino; della seconda, gli status connessi ai vincoli di parentela, di affinità e di coniugio).
Tra le fattispecie di status, pertanto, non ricadono quelle – quali la qualità di amministratore di una società, per tornare al caso di specie – che non presentano le caratteristiche tipiche individuate dalla giurisprudenza e sulle quali, quindi, la cognizione del giudice tributario può esplicarsi senza limitazioni di sorta.
Fonte: Massimo Cancedda – Agenzia Entrate
La competenza giurisdizionale delle Commissioni tributarie, avendo a oggetto sia l’an che il quantum dell’obbligazione tributaria, compren...
Valido l'accertamento sul conto bancario del figlio.
La Cassazione, con la sentenza n. 7957 del 30 marzo 2007, ha statuito che spetta al contribuente, e non all’Amministrazione finanziaria, dimostrare che non esiste connessione tra movimenti bancari e reddito a lui ascrivibile, anche qualora si tratti di conti correnti bancari intestati ai propri familiari e dei quali il soggetto ha la disponibilità operativa.
Con la medesima pronuncia, la Corte ha statuito, inoltre, che non è possibile estendere il giudicato formatosi con riguardo ad altre tipologie di imposte, se l’accertamento ha alla base una diversa fattispecie imponibile generatrice dell’obbligazione tributaria.
Nel caso di specie, l’ufficio locale aveva notificato al contribuente un avviso di accertamento emesso a seguito di una verifica fatta dalla Guardia di finanza, basata sulla movimentazione di conti correnti bancari intestati, oltre che al contribuente stesso, anche al figlio, e per i quali il soggetto disponeva di delega a operare.
Avverso tale avviso, il contribuente proponeva ricorso innanzi ai giudici di merito di primo grado, i quali annullavano l’atto impugnato. L’appello dell’Amministrazione finanziaria in Ctr non produceva effetti. Da qui il conseguente ricorso in Cassazione.
La controversia portata all’attenzione dei giudici attiene sia alla previsione dell’articolo 32 del Dpr n. 600/1973 (che, in materia di accertamento delle imposte sui redditi, prevede la possibilità da parte degli uffici di invitare i contribuenti a fornire dati e notizie rilevanti ai fini dell’accertamento), sia all’estensione del giudicato formatosi con riferimento ad altre imposte.
In particolare, la Ctr, respingendo il ricorso proposto dall’Amministrazione finanziaria, rilevava che l’ufficio non aveva tenuto conto delle deduzioni svolte dal contribuente nel corso del procedimento, né tantomento aveva fornito la prova della connessione tra i movimenti bancari e il reddito a lui ascrivibile. In tal senso, quindi, i giudici di secondo grado facevano gravare l’onere della prova sull’ufficio e non sul contribuente, estendendo, inoltre, a quest’ultimo il giudicato formatosi in sede di accertamento dell’Iva.
Tali conclusioni non sono state accolte, però, dalla Cassazione, che ha rilevato, da un lato, che l’onere della prova relativa alla connessione tra movimenti bancari e reddito ascrivibile al contribuente grava su quest’ultimo, e, dall’altro, che l’estensione del giudicato può essere attuata solo qualora la fattispecie generatrice delle imposte sia la stessa.
Per quanto attiene all’onere della prova, infatti, i giudici di piazza Cavour hanno precisato come la presunzione di cui all’articolo 32 del Dpr n. 600/1973, prevedendo "l’invito al contribuente a fornire dati e notizie in ordine agli accertamenti bancari", non impone all’ufficio un obbligo specifico ma attribuisce una facoltà, la cui applicazione deve avvenire in piena discrezionalità.
Partendo da questo presupposto, discende la conseguenza che il mancato esercizio di tale facoltà non può causare l’illegittimità della verifica, né può comportare la trasformazione della presunzione legale in una presunzione semplice, con la possibilità da parte del giudice di valutare liberamente la gravità, la precisione e la concordanza della stessa, con il conseguente onere dell’ufficio impositore di fornire ulteriori elementi di riscontro. Questo principio, inoltre, ha rilevato la Corte, prescinde dall’intestazione dei conti correnti, se gestiti dallo stesso contribuente. La disponibilità operativa, infatti, comporta l’estensione della presunzione di appartenenza dei relativi redditi anche ai conti correnti intestati ai familiari, in quanto la sostanziale disponibilità del conto prevale sulla formale intestazione dello stesso, ferma restando comunque la possibilità per il contribuente di controdedurre sulle operazioni svolte su tali conti, tramite fatti suscettibili di apprezzamento da parte del giudice.
Riguardo, invece, all’estensione del giudicato esterno, formatosi su rapporti afferenti un’altra imposta, la Cassazione ha statuito che tale estensione è possibile solo qualora si tratti della stessa fattispecie generatrice dell’obbligazione tributaria.
Nella fattispecie, invece, trattandosi di diverse imposte, con diverse fattispecie imponibili, non è possibile procedere all’estensione della sentenza resa in materia di Iva, in quanto per applicare un giudizio formatosi in un altro processo occorre l’identità delle questioni decise.
Con la sentenza n. 7957 del 30/03/2007, dunque, la Corte ha statuito, da un lato, che spetta al contribuente dimostrare che non esiste connessione tra movimenti bancari e reddito a lui ascrivibile, anche qualora si tratti di conti correnti bancari intestati a familiari e dei quali il soggetto ha la disponibilità operativa e dall’altro, che l’estensione del giudicato formatosi con riguardo ad altre tipologie di imposte, è possibile esclusivamente qualora l’accertamento si basi sulla stessa fattispecie generatrice dell’obbligazione tributaria.
Fonte: Maria Ingraffia – Agenzia Entrate
La Cassazione, con la sentenza n. 7957 del 30 marzo 2007, ha statuito che spetta al contribuente, e non all’Amministrazione finanziaria, d...
Deducibilità dei contributi previdenziali versati con carta di credito.
Ai fini Irpef, il professionista può dedurre i contributi previdenziali pagati con carta di credito on line nell'anno di imposta in cui è stata utilizzata la carta stessa, a prescindere dal momento in cui l'importo versato sarà addebitato sul suo conto corrente.
risoluzione n. 77/e del 23 aprile 2007
Ai fini Irpef, il professionista può dedurre i contributi previdenziali pagati con carta di credito on line nell'anno di imposta in cui ...
IVA: Cessione di gas ed energia elettrica.
Rispondendo a un interpello, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito il trattamento tributario ai fini Iva delle cessioni di gas e di energia elettrica, con particolare attenzione alla disciplina della territorialità dell'imposta.
risoluzione n. 79/e del 26 aprile 2007
Rispondendo a un interpello, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito il trattamento tributario ai fini Iva delle cessioni di gas e di energi...
Misura del tasso di interesse per i tributi locali.
Il Dipartimento per le politiche fiscali ha fornito chiarimenti sulla facoltà degli enti locali di determinare, con proprio regolamento, il tasso di interesse da applicare ai tributi di propria competenza nella misura che scaturisce dall’aumento o dalla diminuzione fino a tre punti percentuali del saggio di interesse legale.
nota dpf
Il Dipartimento per le politiche fiscali ha fornito chiarimenti sulla facoltà degli enti locali di determinare, con proprio regolamento, il ...
Addizionale comunale Irpef .
Con circolare l’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori chiarimenti in ordine alla determinazione dell’acconto dell’addizionale comunale all’Irpef nelle ipotesi in cui il comune abbia deliberato una fascia di esenzione.
circolare n. 23/e del 20 aprile 2007
Con circolare l’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori chiarimenti in ordine alla determinazione dell’acconto dell’addizionale comunale ...
Studi di settore. Annotazione separata: disponibili le bozze dei modelli 2007.
L'Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione le bozze dei modelli 2007 per l'annotazione separata dei componenti rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore, da utilizzare per il periodo d'imposta 2006.
(Comunicato Agenzia delle Entrate 26/04/2007)
L'Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione le bozze dei modelli 2007 per l'annotazione separata dei componenti rilevanti ai fin...
IVA e imposta sugli intrattenimenti.
L'Agenzia delle Entrate definisce il trattamento tributario relativo all'attività di lap dance e alle consumazioni obbligatoriamente imposte per l'ingresso nel locale di night club in cui si svolge l'attività di intrattenimento.
(Risoluzione Agenzia delle Entrate 27/04/2007, n. 81/E)
L'Agenzia delle Entrate definisce il trattamento tributario relativo all'attività di lap dance e alle consumazioni obbligatoriamente...
Il Reverse Charge rimborsa lo straniero.
La risoluzione n. 79 del 26 aprile 2007 stabilisce che una società estera che effettua in Italia solo cessioni di beni per le quali l’imposta è dovuta dall’acquirente, per effetto dell’utilizzo del metodo del reverse charge, può chiedere il rimborso come soggetto estero anche se la normativa italiana non lo prevede in modo esplicito. La risoluzione ha così risposto ad una istanza di interpello, in applicazione della direttiva dell’Unione Europea n. 2006/112/CE.
La risoluzione n. 79 del 26 aprile 2007 stabilisce che una società estera che effettua in Italia solo cessioni di beni per le quali l’impost...
Versamento con compensazione per ICI.
Tutti i contribuenti da maggio potranno versare l’Ici avvalendosi anche della compensazione con i crediti di altri tributi, tale compensazione si estende per l’imposta comunale di tutto il territorio nazionale. Le regole previste per la compensazione sono introdotte dall’art. 17 del D.L. 241/1997 e consentono di compensare crediti per IVA, Irpef, Ires, contributi o premi e crediti relativi alle addizionale dell’Irpef. L’esclusione per il debito Ici riguarda i crediti relativi ai tributi ed alle altre entrate degli Enti locali.
Tutti i contribuenti da maggio potranno versare l’Ici avvalendosi anche della compensazione con i crediti di altri tributi, tale compensazio...
Nuova detrazione d'imposta per la sostituzione di frigoriferi, congelatori e loro combinazioni con apparecchi di classe energetica non inferiore ad A+.
1. SOSTITUZIONE DI FRIGORIFERI, CONGELATORI E LORO COMBINAZIONI CON
APPARECCHI DI CLASSE ENERGETICA NON INFERIORE AD A+
La legge 27 dicembre 2006, n. 296 - legge finanziaria 2007 - ha introdotto,
fra l'altro, al comma 353 dell'unico articolo, una nuova detrazione
dall'IRPEF la cui efficacia e' limitata al periodo di imposta 2007.
Al riguardo, nel sottolineare la limitazione temporale di vigenza di tale
disposizione si forniscono gli opportuni chiarimenti in ordine alle
modalita' applicative per fruire dell'agevolazione in esame.
Il comma 353 della legge n. 296 del 2006 disciplina la detrazione
dall'imposta lorda, ai fini IRPEF, delle spese documentate per la
sostituzione di frigoriferi, congelatori e loro combinazioni con analoghi
apparecchi di classe energetica non inferiore ad A+.
La detrazione, prevista per il solo periodo d'imposta 2007, e' riconosciuta
per una quota pari al 20 per cento dei costi sostenuti entro il 31 dicembre
2007 ed effettivamente rimasti a carico del contribuente, fino alla soglia
massima di detrazione pari a 200 euro per ciascun apparecchio.
Ai fini del riconoscimento della detrazione in esame si rende necessaria,
oltre alla documentazione attestante l'acquisto dell'apparecchio - che deve
essere costituita da fattura o da scontrino (c.d. parlante) recante i dati
identificativi dell'acquirente, la classe energetica non inferiore ad A+
dell'elettrodomestico acquistato e la data di acquisto - una ulteriore
documentazione da cui si possa evincere l'avvenuta sostituzione
A tal fine, il contribuente e' tenuto a redigere apposita autodichiarazione,
da conservare ed esibire agli uffici dell'Agenzia delle entrate in caso di
eventuali richieste, dalla quale risulti la tipologia dell'apparecchio
sostituito (frigorifero, congelatore, ecc...) e le modalita' utilizzate per
la dismissione dello stesso.
La certificazione dovra' recare l'indicazione dell'impresa o dell'ente cui
e' stato conferito l'apparecchio o che abbia provveduto al ritiro o allo
smaltimento dello stesso.
Anche i contribuenti che nel 2007, anteriormente alla data di emanazione
della presente circolare, abbiano gia' provveduto alla sostituzione del
proprio apparecchio con uno di classe energetica non inferiore ad A+, per
poter fruire della detrazione, devono essere in possesso della fattura o
scontrino parlante attestante l'acquisto, e dell'autodichiarazione sopra
Si fa presente, infine, che, poiche' la norma in commento fa riferimento
alle spese sostenute "per la sostituzione di frigoriferi, congelatori e loro
combinazioni..." possono essere considerati, ai fini delle determinazione
dell'importo concretamente detraibile, anche i costi di trasporto e le
eventuali spese connesse allo smaltimento dell'apparecchiatura dismessa,
purche' debitamente documentati dal percettore dei corrispettivi.
PREMESSA 1. SOSTITUZIONE DI FRIGORIFERI, CONGELATORI E LORO COMBINA...
Sconto Irpef per chi rottama frigorifero con apparecchio a maggior risparmio.
Al via lo sconto Irpef per chi rottama frigoriferi e congelatori acquistando
apparecchi a maggior risparmio energetico. Sara' necessario conservare
scontrini e ricevute e una autodichiarazione da cui risulti lo smaltimento
del vecchio elettrodomestico. L'Agenzia delle Entrate in una circolare detta
le regole per usufruire dello sconto introdotto dalla finanziaria 2007. La
detrazione, prevista per il solo periodo d'imposta 2007, e' riconosciuta per
una quota pari al 20 per cento dei costi sostenuti entro il 31 dicembre 2007
ed effettivamente rimasti a carico del contribuente, fino alla soglia
Ai fini del riconoscimento della detrazione, spiega la circolare, il
contribuente, dovra' conservare la fattura o lo scontrino recante i dati
dell'elettrodomestico acquistato, la data di acquisto, e una ulteriore
la dismissione dello stesso. La certificazione, spiega la circolare, dovra'
recare l'indicazione dell'impresa o dell'ente cui e' stato conferito
l'apparecchio o che abbia provveduto al ritiro o allo smaltimento dello
I contribuenti che, anteriormente alla data di emanazione della presente
circolare, abbiano gia' provveduto alla sostituzione del proprio apparecchio
con uno di classe energetica non inferiore ad A+, per poter fruire della
detrazione, devono essere in possesso della fattura o scontrino parlante
attestante l'acquisto, e dell'autodichiarazione sullo smaltimento del
La circolare infine precisa che possono essere considerati, ai fini della
determinazione dell'importo concretamente detraibile, anche i costi di
trasporto e le eventuali spese connesse allo smaltimento
dell'apparecchiatura dismessa, purche' debitamente documentati dal
percettore dei corrispettivi.
Al via lo sconto Irpef per chi rottama frigoriferi e congelatori acquistando apparecchi a maggior risparmio energetico. Sara'...
Quesito: : No Tax Area 2006.
nel 2006 ho avuto un reddito da lavoro assimilato al dipendente (Co.Co.Co.) di 1.000 euro (365 giorni) ed un reddito diverso (lavoro autonomo occasionale) di 5.000 euro presso un privato.
Gradirei sapere se posso fruire della maggiore deduzione per lavoro dipendente (4500 euro) oppure no.
Se si, la mia perplessità nasce dal fatto che se non avessi percepito anche il reddito assimilato al dipendente, non potendo fruire della maggiore deduzione, avrei dovuto pagare più tasse!
Salve, nel 2006 ho avuto un reddito da lavoro assimilato al dipendente (Co.Co.Co.) di 1.000 euro (365 giorni) ed un reddito diverso (lav...
alle giovedì, aprile 26, 2007
Quesito: Acconto IRPEF 2007.
Vorrei sapere, cortesemente, se sono obbligato al pagamento dell'acconto IRPEF 2007 da indicare nel modello 730/2007.
Sono un dipendente e la mia situazione debitoria (per il 2006) che supera i 52 Euro è relativa al fatto di non avere più mia moglie a carico.
Posso indicare, nell'anzidetto modello 730, di non voler versare l'acconto in quanto così facendo mi troverei sicuramente nel 2007 con una situazione a mio credito??
Vorrei sapere, cortesemente, se sono obbligato al pagamento dell'acconto IRPEF 2007 da indicare nel modello 730/2007. ...
Confermata all'11,5% la riduzione contributiva per il 2006 per l'edilizia.
Il Ministero del Lavoro e della previdenza sociale - di concerto con il Ministero dell'Economia e delle finanze - conferma anche per l'anno 2006, nella misura dell'11,5%, la riduzione contributiva prevista dall'art. 29, comma 2, D.L. n. 244/1995 (convertito in legge n. 341/1995).
(D.M. Ministero del Lavoro e della previdenza sociale 05/03/2007, G.U. 24/04/2007, n. 95)
Il Ministero del Lavoro e della previdenza sociale - di concerto con il Ministero dell'Economia e delle finanze - conferma anche per l&#...
Agevolazioni alla ricerca industriale.
Con circolare pubblicata in Gazzetta Ufficiale, il Ministero dell'Università e della ricerca ha definito le modalità di verifica dei parametri di affidabilità economico-finanziaria per bilanci societari redatti secondo i principi IAS (International Accounting Standards), ai sensi del D.M. 8 agosto 2000, n. 593.
(Circolare Ministero dell'Università e della ricerca 05/04/2007, G.U. 24/04/2007, n. 95)
Con circolare pubblicata in Gazzetta Ufficiale, il Ministero dell'Università e della ricerca ha definito le modalità di verifica dei par...
Disponibile il modello di domanda di iscrizione all'Albo per le cooperative edilizie.
Il Ministero dello Sviluppo economico ha messo a disposizione un modello per la presentazione della domanda di iscrizione all'Albo nazionale delle cooperative edilizie e dei loro consorzi ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 13, legge n. 59/1992.
(Comunicato Ministero Sviluppo economico 26/04/2007)
Il Ministero dello Sviluppo economico ha messo a disposizione un modello per la presentazione della domanda di iscrizione all'Albo nazio...
Regime fiscale del contratto di tolling agreement.
L'Agenzia delle Entrate fornisce la corretta interpretazione dell'art. 7, D.P.R. n. 633/1972 con riferimento ad un contratto di tolling agreement stipulato da una società residente in Svizzera, senza stabile organizzazione in Italia, che produce, trasporta, compra e vende elettricità e gas in tutta Europa, con una società italiana ("producer"), che si impegna a produrre energia elettrica dietro la corresponsione di un compenso.
(Risoluzione Agenzia delle Entrate 26/04/2007, n. 79/E)
L'Agenzia delle Entrate fornisce la corretta interpretazione dell'art. 7, D.P.R. n. 633/1972 con riferimento ad un contratto di toll...
Certificato IVA per l'UE.
Il certificato attestante la qualifica di soggetto passivo dell'Iva, rilasciato, ai fini del rimborso dell'Iva pagata in un altro stato membro, dall'autorità tributaria del paese di residenza, non rappresenta una presunzione inconfutabile che l'impresa è stabilita nel paese di rilascio. Ai detti fini, la nozione di “sede dell'attività economica” identifica il luogo in cui l'impresa svolge effettivamente la propria attività, connotato dalla presenza di mezzi umani e tecnici sufficienti per operare in modo autonomo. Fino a prova contraria, comunque, tale luogo coincide con la sede sociale.
Il certificato attestante la qualifica di soggetto passivo dell'Iva, rilasciato, ai fini del rimborso dell'Iva pagata in un altro st...
Operazioni straordinarie e incentivi fiscali.
Le precisazioni contenute nella Circolare 16/E del 21 marzo 2007 hanno consentito di delineare le tipologie di fusioni, scissioni e conferimenti che possono usufruire dell’apposito incentivo fiscale. Le aziende neocostituite a favore delle quali si effettuano operazioni straordinarie possono beneficiare del bonus fiscale di riconoscimento del disavanzo da concambio o dei maggiori valori iscritti a condizione che si realizzi un’effettiva aggregazione aziendale e non un semplice incremento dimensionale o del fatturato.
Le precisazioni contenute nella Circolare 16/E del 21 marzo 2007 hanno consentito di delineare le tipologie di fusioni, scissioni e conferim...
Beni culturali: pagano l'imposta anche se non compresi nell'attivo ereditario.
I beni culturali che - a norma dell'art. 13, D.Lgs. n. 346/1990, recante il Testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta sulle successioni e donazioni - sono esclusi dall'attivo ereditario sono comunque soggetti al pagamento dell'imposta ipotecaria e catastale (e sostitutiva INVIM): così la Corte di Cassazione chiarisce la portata del rinvio, compiuto dall'art. 2, D.Lgs. n. 347/1990 (Testo unico delle disposizioni concernenti le imposte ipotecaria e catastale), alla determinazione della base imponibile così come stabilita dal D.Lgs. n. 346/1990.
(Cassazione civile Sentenza, Sez. trib., 16/04/2007, n. 8977)
I beni culturali che - a norma dell'art. 13, D.Lgs. n. 346/1990, recante il Testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta sul...
Assoggettabilità ad IVA delle prestazioni rese dall'associato.
Anche con riferimento al periodo antecedente la novella della legge n. 27/2003 - in base alla quale non si considerano più effettuate nell'esercizio di arti e professioni (e restano perciò escluse dal campo di applicazione dell'IVA) le prestazioni rese dall'associato che non eserciti per professione abituale altra attività di lavoro autonomo - le prestazioni rese dall'associato nell'ambito di un contratto di associazione in partecipazione con apporto di solo lavoro non sono assoggettabili ad IVA: pertanto, qualora l'associato non svolga - congiuntamente all'attività prestata nell'ambito del contratto di associazione in partecipazione - alcuna attività di lavoro autonomo, difetta radicalmente il requisito soggettivo della soggezione al regime IVA.(Commissione tributaria II grado Bolzano, Sentenza, Sez. II, 22/03/2007, n. 6)
Anche con riferimento al periodo antecedente la novella della legge n. 27/2003 - in base alla quale non si considerano più effettuate nell&#...
Accertamento IVA ed IRPEF.
In una società la cui compagine sociale e la cui amministrazione è riferibile ad un unico ristretto gruppo familiare, le annotazioni sui conti bancari personali dei soci o dei loro familiari possono essere di per sé ritenute sufficienti - in mancanza di prove da parte di costoro circa la diversa origine delle somme versate - a ricondurre le stesse movimentazioni bancarie all'attività svolta dalla società accertata.
(Cassazione civile Sentenza, Sez. trib., 21/03/2007, n. 6743)
In una società la cui compagine sociale e la cui amministrazione è riferibile ad un unico ristretto gruppo familiare, le annotazioni sui con...
Credito ICI: soppresso il codice tributo 3905.
In considerazione delle innovazioni introdotte dall'applicazione delle norme contenute nel D.L. n. 223/2006, l'Agenzia delle Entrate ha disposto la soppressione del codice tributo 3905 - Imposta comunale sugli immobili (ICI): credito ICI (istituito con la risoluzione n. 201/E/2002).(Risoluzione Agenzia delle Entrate 20/04/2007, n. 76/E)
In considerazione delle innovazioni introdotte dall'applicazione delle norme contenute nel D.L. n. 223/2006, l'Agenzia delle Entrate...
Contributi pagati on-line con carta di credito: rileva il momento di utilizzo.
Ai fini IRPEF, il professionista può dedurre i contributi previdenziali pagati con carta di credito on-line nell'anno di imposta in cui è stata utilizzata la carta stessa, a prescindere dal momento in cui l'importo versato è addebitato sul suo conto corrente.
(Risoluzione Agenzia delle Entrate 23/04/2007, n. 77/E)
Ai fini IRPEF, il professionista può dedurre i contributi previdenziali pagati con carta di credito on-line nell'anno di imposta in cui ...
Fringe benefit auto.
I veicoli assegnati ai dipendenti in uso promiscuo producono incertezze in merito alla tassazione o alla deducibilità di plusvalenze e minusvalenze realizzate all’atto di vendita. Le regole del Tuir per i beni a deducibilità limitata non sono sufficienti a risolvere i problemi che sorgono e anche la circolare n. 1/E/07 non dice nulla sul punto. La regola di riferimento è nell’art. 164 comma 2 del Tuir secondo cui plus e minusvalenze rilevano nella stessa proporzione esistente tra l’ammontare fiscalmente dedotto e quello complessivamente effettuato.
I veicoli assegnati ai dipendenti in uso promiscuo producono incertezze in merito alla tassazione o alla deducibilità di plusvalenze e minus...
Tipologie studi di settore.
È molto importante inquadrare correttamente il tipo di studio di settore che l’impresa o il professionista si troverà ad applicare nell’ambito delle prossime scadenze di Unico. In Unico 2007 troveranno applicazione 206 studi di settore di cui: 5 sono nuovi e 51 frutto di revisione, di questi 51 alcuni sono alla seconda evoluzione della scale tra definitivi, evoluti, sperimentali, monitorati.
È molto importante inquadrare correttamente il tipo di studio di settore che l’impresa o il professionista si troverà ad applicare nell’ambi...
I dati delle dichiarazioni sono a disposizione di qualsiasi Amministrazione ma la collaborazione tra Comuni e Fisco per stanare l’evasione ha prodotto fino ad oggi più norme che azioni concrete. Ciò detto emerge da un documento Sogei: le dichiarazioni dei redditi per gli anni d’imposta 2002, 2003 e 2004 sono in rete nel sistema Siatel da maggio dell’anno scorso. Il risultato: solo pochi comuni hanno scaricato sul proprio sistema le dichiarazioni relative all’intero triennio disponibile, mentre la maggioranza si è limitata ad estrapolare solo qualche dato.
I dati delle dichiarazioni sono a disposizione di qualsiasi Amministrazione ma la collaborazione tra Comuni e Fisco per stanare l’evasione h...
Deducibilità dei contributi previdenziali versati con carta di credito (Ris. 77/E).
L’istante intende offrire ai professionisti, iscritti agli ordini professionali e aventi cassa di previdenza privata, un servizio consistente nella possibilità di pagare i contributi previdenziali con carta di credito on-line.
L’istante chiede di conoscere il corretto trattamento fiscale, ai fini Irpef, che i professionisti dovranno adottare relativamente alla deducibilità dei contributi previdenziali, versati on-line il 15 dicembre.
In questo caso, infatti, i contributi versati verrebbero accreditati all’ente previdenziale già il 17 dicembre, ma l’addebito sul conto corrente del professionista avverrebbe il 15 gennaio dell’anno successivo.
L’istante ritiene che il professionista che provveda al pagamento dei contributi previdenziali con carta di credito on-line il 15 dicembre, possa operare una corretta deduzione di tale onere per il periodo di imposta relativo all’anno trascorso, nonostante l’addebito sul conto corrente del professionista avvenga il 15 gennaio dell’anno successivo.
La carta di credito è una tessera emessa da una banca o da un altro ente creditizio che dà diritto al possessore di ottenere beni o servizi per mezzo di ordini di pagamento.
Il pagamento mediante l’utilizzo di carte di credito è caratterizzato dalla differenziazione tra il momento in cui il percipiente si vede accreditate le somme e quello in cui il titolare della carta si trova addebitato la somma sul proprio conto corrente.
L'addebito al titolare della carta dell'importo speso in un dato periodo avviene successivamente all'atto di acquisto.
In particolare, il cliente può decidere se pagare alla fine di ciascun mese oppure in periodi successivi, rateizzando il proprio debito (servizio revolving).
Nel caso specifico, il professionista ordina all’istituto di credito di eseguire il pagamento di contributi previdenziali a favore dell’ente previdenziale per proprio conto, impegnandosi a rimborsare all’istituto di credito successivamente le anticipazioni effettuate.
Si tratta peraltro di uno strumento di pagamento, e non di finanziamento.
Ai sensi dell’art. 10, comma 1, lett. e) del Tuir, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, dal reddito complessivo si deducono, se non sono deducibili nella determinazione dei singoli redditi che concorrono a formarlo, i contributi previdenziali ed assistenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, nonché quelli versati facoltativamente alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza.
Il richiamato art. 10 prevede, dunque, che la deduzione dei contributi in esame debba essere effettuata nel periodo d'imposta in cui l’onere è stato sostenuto (principio di cassa).
Con riferimento al quesito proposto, considerato che il patrimonio del titolare della carta si decrementa, di fatto, nel momento in cui avviene l’addebito del saldo mensile della carta sul conto corrente bancario, si dovrebbe considerare versati i contributi previdenziali nell’anno di imposta successivo a quello in cui si utilizza concretamente la carta di credito.
Tuttavia, non è irrilevante considerare che, civilisticamente, il pagamento con carta di credito integra una delegazione passiva di pagamento allo scoperto, disciplinata dagli artt. 1269 e ss. del c.c.
Con la delegazione di pagamento, il delegante ordina al delegato di assumere ed estinguere il debito nei confronti del delegatario.
Col citato istituto, dunque, si verifica una modificazione soggettiva dal lato passivo del rapporto obbligatorio tale che, se il delegato esegue il pagamento, la prestazione da lui eseguita al delegatario vale come effettuata dal delegante, e vale, contemporaneamente, come effettuata dal delegato al delegante.
E’ di tutta evidenza, pertanto, che il momento maggiormente rilevante, nel caso in cui i contributi vengano versati con carta di credito on-line, è quello in cui viene utilizzata la carta di credito.
In questo momento, infatti, il professionista dà di fatto l’ordine di pagamento alla banca, ottenendo contestualmente il rilascio della ricevuta telematica di avvenuto pagamento, firmata digitalmente dalla banca stessa che versa quindi l’importo sul conto dell’ente.
Considerato che l’art. 1270, comma 1, del c.c. afferma esplicitamente che “il delegante può revocare la delegazione, fino a quando il delegato non abbia assunto l’obbligazione nei confronti del delegatario o non abbia eseguito il pagamento a favore di questo”, nel momento in cui la banca rilascia la ricevuta telematica di pagamento, salvo patto contrario, il professionista delegante non può più revocare l’ordine di pagamento.
Da quanto esposto si evince che i contributi si considerano versati dal professionista nel momento stesso in cui manifesta la volontà di sostenerne l’onere dando ordine di pagamento alla banca.
Il momento, diverso e successivo, in cui avviene l’addebito sul conto corrente del professionista da parte della banca attiene ad un rapporto interno che coinvolge esclusivamente il delegante ed il delegato, irrilevante ai fini fiscali.
Pertanto, nel caso in cui la banca istante dovesse lanciare sul mercato il servizio di versamento on-line dei contributi previdenziali con l’utilizzo della carta di credito, si è del parere che i professionisti possano dedurre l’onere sostenuto nell’anno di imposta in cui è stata utilizzata la carta di credito, a prescindere dal momento in cui verrà addebitato sul conto corrente del professionista l’importo versato.
QUESITO L’istante intende offrire ai professionisti, iscritti agli ordini professionali e aventi cassa di previdenza privata, un servizi...
Pagamento pensioni all’estero.
In merito al pagamento delle pensioni all’estero Inps precisa che:
L’Inps e l’Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane, hanno spedito una lettera (allegata) a tutti i pensionati all’estero in cui vengono spiegate nella maniera più chiara possibile le nuove modalità di pagamento. Tali modalità presentano notevoli vantaggi: nessuna commissione a carico del pensionato e maggiore sicurezza nel pagamento, senza dover cambiare conto corrente. All’interno della busta vengono indicate le varie modalità – internet, call center, fax - con le quali richiedere ulteriori informazioni. Tali lettere sono state inviate per opportuna conoscenza ai nostri Consolati, ai patronati esteri, al Ministero degli Esteri.
Per quanto riguarda l’Argentina, la Banca aggiudicataria ha assegnato i pagamenti a Banco Itaù che dispone di 79 sportelli sul territorio. Inps rassicura i pensionati di tale Paese che, anche in assenza di particolari indicazioni sulle modalità di pagamento, sarà garantita per loro, così come per tutti gli altri, la continuità delle pensioni con l’invio di assegni in euro con corriere speciale. La Banca ha comunque predisposto una opportuna comunicazione presso i beneficiari invitandoli alle loro filiali sul territorio per tutte le informazioni necessarie.
Lettera pagamenti estero
In merito al pagamento delle pensioni all’estero Inps precisa che: L’Inps e l’Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane, hanno spedit...
Ulteriori chiarimenti in materia di addizionali comunali all'Imposta sul reddito delle persone fisiche.
E' stata segnalata alla scrivente l'opportunita' di fornire ulteriori
chiarimenti in ordine alla determinazione dell'acconto dell'addizionale
comunale all'Irpef nelle ipotesi in cui il comune abbia deliberato una
fascia di esenzione ai sensi dell'articolo 1, comma 3-bis, del decreto
legislativo n. 360 del 1998.
La legge 27 dicembre 2006, n 296 (legge finanziaria per il 2007), con i
commi da 142 a 144 dell'articolo 1 ha modificato l'articolo 1 del decreto
legislativo n. 360 del 1998, istitutivo dell'addizionale comunale all'Irpef.
Secondo la nuova formulazione dell'articolo 1, comma 3, del predetto
d.lgs. n. 360, "i comuni, con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 52
del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive
modificazioni, possono disporre la variazione dell'aliquota di
compartecipazione dell'addizionale di cui al comma 2 con deliberazione da
pubblicare nel sito individuato con decreto del capo del Dipartimento per le
politiche fiscali del Ministero dell'economia e delle finanze 31 maggio
2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 130 del 5 giugno 2002."
Sempre nell'articolo 1, dopo il comma 3, e' stato inserito, il comma
3-bis il quale prevede che "Con il medesimo regolamento di cui al comma 3
puo' essere stabilita una soglia di esenzione in ragione del possesso di
specifici requisiti reddituali".
Inoltre, il comma 4 dell'articolo 1 stabilisce che il versamento
dell'addizionale comunale e' effettuato in acconto e a saldo unitamente al
saldo dell'imposta sul reddito delle persone fisiche. La misura dell'acconto
e' stabilita nel 30 per cento dell'addizionale ottenuta applicando al
reddito imponibile dell'anno precedente l'aliquota deliberata per l'anno di
riferimento qualora la pubblicazione della delibera sia effettuata non oltre
il 15 febbraio del medesimo anno. In caso di pubblicazione della delibera
successiva al predetto termine, la misura dell'aliquota da applicare sara'
quella vigente nell'anno precedente.
Le novita' sono state illustrate dalla circolare n. 15 del 2007, che ha
fornito, tra l'altro, chiarimenti in relazione ai seguenti aspetti:
1) possibilita' per i comuni di aumentare l'aliquota di
compartecipazione dell'addizionale comunale attraverso un regolamento
da adottare ai sensi dell'articolo 52 del decreto legislativo 15
2) criterio per cui l'addizionale e' dovuta al comune nel quale il
contribuente ha domicilio fiscale alla data del 1 gennaio (in luogo
di quella del 31 dicembre);
4) individuazione dei nuovi adempimenti a carico dei sostituti
d'imposta in riferimento ai redditi derivanti da lavoro dipendente e
Si segnala inoltre, che l'elenco dei comuni che hanno deliberato le
fasce di esenzione e' accessibile sul sito www.finanze.gov.it, (area
tematica: Fiscalita' Locale, Addizionale Comunale all'Irpef).
Con particolare riguardo alla determinazione e al versamento
dell'acconto, con la circolare n. 15 del 2007 e' stato chiarito che trovano
applicazione le disposizioni previste in materia di Irpef, dalla legge n. 97
del 1977. Cio' in quanto l'articolo 1, comma 8, ultimo periodo, del d.lgs.
n. 360 del 1998, rinvia alle disposizioni previste per l'imposta sul reddito
delle persone fisiche per quanto non disciplinato dal d.lgs. stesso.
In particolare, e' possibile effettuare il versamento dell'acconto di
importo inferiore a quello determinato secondo il metodo storico
ordinariamente previsto, ovvero non effettuarlo, se il contribuente ritiene
che non dovra' l'imposta per l'anno cui si riferisce l'acconto, a causa del
sostenimento di oneri ovvero della produzione di un reddito inferiore a
quello dell'anno precedente.
Al riguardo, la circolare n. 15 ha precisato che l'acconto non e' dovuto
dai soggetti che rientrano nella soglia di esenzione deliberata dal comune
ai sensi dell'articolo 1, comma 3-bis, del d.lgs. n. 390 del 1998.
Per i redditi di lavoro dipendente ed i redditi assimilati a quelli di
lavoro dipendente, e' stato precisato che i sostituti d'imposta determinano
l'acconto dell'addizionale comunale dovuta per il 2007 utilizzando
l'aliquota fissata dal comune in cui il dipendente ha il domicilio fiscale
al 1 gennaio 2007 e che il sostituto, anche in sede di acconto, tiene conto
delle esenzioni deliberate dai comuni
Poiche' permangono dubbi al riguardo, si chiarisce che le esenzioni
hanno effetto direttamente anche in sede di determinazione dell'acconto se,
in base al reddito imponibile dell'anno precedente (2006) il contribuente
rientra nella fascia di esenzione deliberata dal comune di residenza.
Anche il sostituto d'imposta, qualora il reddito da lui erogato nel
periodo d'imposta precedente sia inferiore alla soglia deliberata dal
comune, applica automaticamente l'esenzione, anche in assenza di specifica
richiesta da parte del percipiente.
Se in sede di dichiarazione dei redditi, ovvero in sede di conguaglio di
fine anno o per cessazione del rapporto di lavoro nel corso dell'anno, il
reddito risulta superiore alla fascia di esenzione, l'imposta sara' versata
dal contribuente ovvero la relativa ritenuta sara' operata dal sostituto
d'imposta senza applicazione di sanzioni e interessi.
Qualora siano state trattenute rate di acconto nei confronti di un
contribuente che avrebbe avuto titolo a fruire dell'esenzione, il sostituto
d'imposta potra' provvedere alla restituzione nel corso dell'anno e
comunque, in sede di conguaglio.
In caso di cessazione del rapporto di lavoro nel corso del 2007, nelle
annotazioni del CUD il sostituto d'imposta dovra' indicare che non sono
state operate le ritenute relative all'acconto dell'addizionale comunale in
applicazione automatica dell'esenzione.
Si rammenta che la base imponibile sulla quale calcolare l'addizionale
definitiva dovuta per il 2007 e' costituita dal reddito complessivo
determinato, ai fini dell'Irpef, al netto dei soli oneri deducibili di cui
all'articolo 10 del Tuir, essendo le deduzioni per oneri di famiglia
sostituite dalle detrazioni per carichi di famiglia.
E' stata segnalata alla scrivente l'opportunita' di fornire ulteriori chiarimenti in ordine alla determinazione d...
alle domenica, aprile 22, 2007
Scadenzario maggio 2007.
Entro il: 05-05-2007
Che cosa: Presentazione elenchi intrastat delle cessioni intracomunitarie effettuate nel 1° trimestre 2007
Entro il: 10-05-2007
Che cosa: Versamento in modo virtuale dell'imposta di bollo relativa agli assegni circolari in circolazione alla fine del 1° trimestre 2007
Entro il: 15-05-2007
Che cosa: Versamento in unica soluzione dell'addizionale comunale all'IRPEF trattenuta ai lavoratori dipendenti e pensionati sulle competenze di aprile 2007 a seguito delle operazioni di cessazione del rapporto di lavoro
Che cosa: Versamento della rata dell'addizionale comunale all'IRPEF trattenuta ai lavoratori dipendenti e pensionati sulle competenze di aprile 2007 a seguito delle operazioni di conguaglio di fine anno
Che cosa: Versamento in unica soluzione dell'addizionale regionale all'IRPEF trattenuta ai lavoratori dipendenti e pensionati sulle competenze di aprile 2007 a seguito delle operazioni di cessazione del rapporto di lavoro
Che cosa: Versamento della rata dell'addizionale regionale all'IRPEF trattenuta ai lavoratori dipendenti e pensionati sulle competenze di aprile 2007 a seguito delle operazioni di conguaglio di fine anno
Entro il: 16-05-2007
Codici tributo: 6004 - Versamento Iva mensile aprile
Categorie contribuenti: B - C - D - E – F
Che cosa: Versamento della rata dell'acconto dell'addizionale comunale all'IRPEF trattenuta ai lavoratori dipendenti e pensionati sulle competenze di aprile 2007
Che cosa: Versamento dell'IVA dovuta per il 1° trimestre 2007 maggiorata dell'1%
Codici tributo: 6031 - Versamento IVA trimestrale - 1° trimestre
Chi: Contribuenti IVA mensili soggetti al regime ex art. 74, comma 5, D.P.R. 633/72
Che cosa: Versamento dell' IVA dovuta relativa al primo trimestre 2007
Codici tributo: 6720 - Subfornitura - Iva mensile - versamento cadenza trimestrale - 1° trimestre
Chi: Contribuenti IVA trimestrali soggetti al regime ex art. 74, commi 4 e 5, D.P.R. 633/72
Che cosa: Versamento della 3^ rata dell'IVA relativa al 2006 risultante dalla dichiarazione annuale (con applicazione degli interessi nella misura dello 0,5% mensile a decorrere dal 16 marzo 2007)
Chi: Datori di lavoro tenuti al versamento dell' INAIL
Che cosa: Versamento della 2^ rata del premio INAIL relativo al saldo 2006 ed all' acconto 2007, risultante da autoliquidazione
Che cosa: Ultimo giorno utile per la regolarizzazione dei versamenti di imposte e ritenute non effettuati (o effettuati in misura insufficiente) entro il 16 aprile 2007 (ravvedimento)
Codici tributo: 8904 - Sanzione pecuniaria IVA
Tipologie tributi: 4 - 7 - 8
Che cosa: Versamento 1^ rata trimestrale relativa all'anno 2007 dei contributi INPS dovuti sul minimale
Codici tributo: CXX - Versamenti dei committenti per i collaboratori coordinati e continuativi privi di altra copertura previdenziale, con contribuzione comprensiva di aliquota pensionistica e di aliquota assistenziale
C10 - Versamenti dei committenti per i collaboratori coordinati e continuativi già iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria
Entro il: 21-05-2007
Che cosa: Presentazione elenchi intrastat delle cessioni e/o acquisti intracomunitari effettuati nel mese di aprile 2007
Come: Mediante raccomandata o presentazione diretta presso gli uffici doganali
Che cosa: Versamento dei contributi ENASARCO riferiti al 1° trimestre 2007, relativi agli agenti e rappresentanti
Entro il: 25-05-2007
Entro il: 30-05-2007
Che cosa: Versamento imposta di registro sui contratti di locazione nuovi o rinnovati tacitamente con decorrenza 1/5/2007
Entro il: 31-05-2007
Chi: Società non operative nel periodo di imposta in corso alla data del 4 luglio 2006 la cui compagine sociale, alla data del 1° gennaio 2007 ovvero entro 30 giorni dalla predetta data, è costituita da soci persone fisiche
Che cosa: Delibera di scioglimento e messa in liquidazione ovvero di trasformazione in società semplice
Come: Con assemblea straordinaria dei soci in presenza di un Notaio
Categorie contribuenti: D - E - F
Chi: Proprietari di autoveicoli con oltre 35 Kw con bollo scadente ad aprile 2007 residenti in Regioni che non hanno stabilito termini diversi
Chi: Contribuenti che si avvalgono dell'assistenza fiscale
Che cosa: Presentazione al C.A.F. del mod. 730 e della busta contenente la scelta della destinazione dell'otto e del cinque per mille dell'IRPEF
Come: Consegna diretta al C.A.F. che rilascia apposita ricevuta (mod.730/2)
Che cosa: Versamento dell'imposta dovuta su premi ed accessori incassati nel mese di aprile 2007, e degli eventuali conguagli dell'imposta dovuta sui premi ed accessori incassati nel mese di marzo 2007
Che cosa: Versamento dell'IVA relativa agli acquisti intracomunitari registrati nel mese di aprile 2007
Entro il: 05-05-2007 Chi: Operatori intracomunitari con obbligo trimestrale Che cosa: Presentazione elenchi intrastat delle cessio...
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ICI: Dal 1 maggio versamenti tramite F24
Mutui, accordo in arrivo sulle penali.
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Da Tarsu a Tia.
Servizi: in G.U. 61 modelli per la comunicazione d...
Reddito di lavoro dipendente, veicoli concessi in ...
Stabilizzazione lavoratori parasubordinati - Accor...
Quesito: Detrazioni irpef
Competenza per rimborsi auto.
Ine 2007.
Ristrutturazioni e compravendite: agevolazioni.
Modello UNICO 2007: quadro EC.
Addizionale comunale all'IRPEF.
Le novità del 730.
Comunicato stampa: 730.
Comunicato Stampa del 16/04/2007.
Novità IRAP.
Co.co.co., i limiti per la malattia.
Gestione separata: indennità di malattia.
La riforma del TFR.
Come si compila il modello 730.
Dichiarazione dei redditi 730.
Consultazione variazioni colturali.
Legge del 06/04/2007 n. 46.
Aiuto per le colture energetiche: nuove norme in m...
Studi di settore: i modelli da allegare ad Unico 2...
I passaggi di merce infra-gruppo non escludono l'o...
IRAP: presupposto impositivo per i professionisti....
Aumenti per addizionali e ICI.
Riforma del TFR.
Fisco: per i rimborsi Iva auto domanda entro il 20...
Accesso più semplice ai finanziamenti europei.
Denunce Emens.
Adeguamento annuale dei compensi corrisposti ai so...
Reverse charge nel settore edile.
GLi ultimi provvedimenti.
La "dematerializzazione" dei documenti fiscalmente...
Bollo per i finti autocarri.
Nuovo termine per la presentazione delle domande d...
Domanda per il cinque per mille.
Credito d'imposta per la ricerca scientifica.
Espressione di Interesse.
Visto uscire per non imponibilità Iva: prove alter...
Al via l'anagrafe dei conti.

References: sentenza 
 articolo 2
 art. 19
 sentenza 
 articolo 5
 sentenza 
 articolo 6
 articolo 113
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 9
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 10
 art. 74
 art. 74