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Timestamp: 2018-03-22 07:22:16+00:00

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Assunta Vitale
1 Regolamento recante criteri e modalità per la concessione dei contributi di cui all art. 9 della legge 8 marzo 2000, n. 53 IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI VISTE le conclusioni adottate dal Consiglio Europeo di Lisbona del 23 e 24 marzo 2000 che hanno ribadito l importanza della conciliazione tra vita professionale e vita familiare, in vista del raggiungimento degli obiettivi strategici in materia di occupazione femminile, nel rispetto dei principi di pari opportunità; VISTO l articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 recante Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri ; VISTO l articolo 9 della legge 8 marzo 2000, n. 53 recante Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città, come modificato dall articolo 38 della legge 18 giugno 2009, n. 69; VISTO, in particolare, il comma 4 dell articolo 9 della legge 8 marzo 2000, n. 53, che rinvia ad un successivo decreto per la definizione dei nuovi criteri e modalità per la concessione dei contributi ivi previsti; VISTO l articolo 1, comma 19 del decreto legge 18 maggio 2006, n. 181, recante Disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei ministeri, che attribuisce al Presidente del Consiglio dei Ministri, tra le altre, le competenze statali in materia di conciliazione dei tempi di lavoro e dei tempi di cura della famiglia, convertito in legge, con modificazioni, dall'articolo 1 della legge 17 luglio 2006, n. 233; VISTO l articolo 1, comma 14, lett. b) del decreto legge 16 maggio 2008, n. 85, recante Disposizioni urgenti per l'adeguamento delle strutture di Governo in applicazione dell articolo 1, commi 376 e 377 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, convertito in legge, con modificazioni, dall articolo 1, comma 1, della legge 14 luglio 2008, n. 121; VISTO il decreto del Presidente della Repubblica del 12 maggio 2008, con il quale il sen. Carlo Amedeo Giovanardi è stato nominato Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri; 1
2 VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13 giugno 2008, di delega delle funzioni del Presidente del Consiglio dei Ministri al Sottosegretario di Stato sen. Carlo Amedeo Giovanardi, ed in particolare l articolo 1, comma 2, lett. e); VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 ottobre 2009 che istituisce il Dipartimento per le politiche della famiglia tra le strutture generali della Presidenza del Consiglio dei Ministri; VISTO il decreto legge 4 luglio 2006, n.223, recante Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale ed in particolare l articolo 19, che istituisce il Fondo per le politiche della famiglia; VISTO l articolo 1, commi 1250 e 1252 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007); VISTO il decreto del 15 maggio 2001 del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro per la solidarietà sociale ed il Ministro per le pari opportunità, di prima attuazione dell articolo 9 della legge 8 marzo 2000, n. 53; VISTO il parere reso dalla Conferenza unificata in data 29 aprile 2010; VISTO il parere interlocutorio reso dal Consiglio di Stato nell adunanza del 24 maggio e trasmesso in data 9 giugno 2010; VISTO il parere interlocutorio reso dal Consiglio di Stato nell adunanza del 22 luglio e trasmesso in data 3 agosto 2010; VISTO il parere reso dal Consiglio di Stato nell adunanza dell 8 novembre e trasmesso in data 23 novembre 2010; DI CONCERTO con il Ministro per le pari opportunità e con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali; 2
3 ADOTTA IL SEGUENTE REGOLAMENTO Capo I Disposizioni comuni Articolo 1 Definizioni 1. Ai sensi del presente regolamento si intende per: a) legge: la legge 8 marzo 2000, n. 53; b) ufficio: il Dipartimento per le politiche della famiglia, competente per la gestione del procedimento di cui all articolo 9 della legge; c) pubblici registri: i documenti che assolvono ad una funzione di certezza pubblica o legale, ivi compresi il registro delle imprese, il repertorio economico amministrativo, i registri regionali delle fondazioni e delle associazioni e gli albi professionali; d) azioni positive: le misure dirette a sostenere i soggetti con responsabilità genitoriali o familiari, attraverso la rimozione degli ostacoli alla realizzazione del principio di uguaglianza sostanziale in ambito familiare e lavorativo e la promozione della qualità delle relazioni familiari grazie ad un maggiore equilibrio tra vita privata e vita professionale; e) reti: partenariati o altri sistemi di partecipazione integrata di soggetti pubblici e privati alla progettazione, realizzazione o finanziamento di azioni positive per la conciliazione tra vita professionale e vita familiare; f) sostituzione del titolare di impresa, del libero professionista o del lavoratore autonomo: azione con cui il promotore, instaurando un rapporto di natura autonoma, incarica un soggetto in possesso dei necessari requisiti professionali, di svolgere la totalità delle proprie attività lavorative, in modo da liberare tempo per la cura dei figli minori o figli disabili, senza pregiudicare l andamento della propria vita professionale; g) collaborazione con il titolare di impresa, il libero professionista o il lavoratore autonomo: azione con cui il promotore, instaurando un rapporto di natura autonoma o dipendente, incarica un soggetto in possesso dei necessari requisiti professionali, di svolgere parte delle 3
4 proprie attività lavorative, in modo da liberare tempo per la cura dei figli minori o figli disabili, senza pregiudicare l andamento della propria vita professionale. 1. Le risorse disponibili sono destinate: Articolo 2 Ripartizione delle risorse tra tipologie progettuali 1) per il 90% al finanziamento delle tipologie di progetto previste all articolo 9, comma 1, della legge; 2) per il 10% al finanziamento dei progetti di cui all articolo 9, comma 3, della legge. 2. Le quote percentuali da destinare alle diverse tipologie di azione previste dalle lettere a), b) e c) dell articolo 9, comma 1, della legge sono stabilite con il decreto di cui al medesimo articolo 9, comma 1, primo alinea, sulla base dei seguenti criteri: a) numero medio delle richieste di finanziamento ricevute nell anno precedente, in relazione a ciascuna tipologia di azione; b) numero medio di progetti approvati e positivamente conclusi nell anno precedente, in relazione a ciascuna tipologia di azione; c) risultati complessivi della sperimentazione per ciascuna tipologia di azione. Capo II Progetti per la flessibilità, il reinserimento e gli interventi innovativi in favore di lavoratori dipendenti ai sensi dell articolo 9, comma 1, della legge Articolo 3 Azioni ammissibili, durata e importo finanziabile 1. I progetti disciplinati dal presente capo, sono finanziati per un importo massimo di euro ,00, hanno una durata massima di 24 mesi e devono prevedere almeno una delle seguenti tipologie di azioni positive: a) progetti articolati per consentire alle lavoratrici e ai lavoratori di usufruire di particolari forme di flessibilità degli orari e dell'organizzazione del lavoro, quali, a titolo esemplificativo, part time reversibile, telelavoro e lavoro a domicilio, banca delle ore, orario 4
5 flessibile in entrata o in uscita, su turni e su sedi diverse, orario concentrato, con specifico interesse per i progetti che prevedano di applicare, in aggiunta alle misure di flessibilità, sistemi innovativi per la valutazione della prestazione e dei risultati, in base a quanto previsto dall articolo 7, comma 2. L elenco delle predette azioni di flessibilità non è, comunque, tassativo; b) programmi ed azioni, comprese le attività di formazione e aggiornamento, volti a favorire il reinserimento delle lavoratrici e dei lavoratori dopo un periodo di assenza dal lavoro non inferiore a sessanta giorni a titolo di congedo di maternità e paternità o parentale, o per altri motivi legati ad esigenze di conciliazione tra vita professionale e vita familiare. Nel caso di congedo parentale o per altri motivi legati alla conciliazione tra vita professionale e vita familiare, il periodo di assenza non inferiore a sessanta giorni deve riferirsi a un periodo continuativo; c) progetti che, anche attraverso l attivazione di reti tra enti territoriali, aziende e parti sociali, promuovano interventi e servizi innovativi in risposta alle esigenze di conciliazione tra vita professionale e vita familiare delle lavoratrici e dei lavoratori. Articolo 4 Soggetti finanziabili 1. Possono presentare progetti di cui al presente capo, sulla base di specifico accordo contrattuale, stipulato con le modalità di cui all articolo 6: a) i datori di lavoro privati che esercitano attività di impresa, anche in forma collettiva (società), nonché i consorzi, i gruppi di imprese e le associazioni di imprese, ivi comprese quelle temporanee, costituite o costituende, anche ove prevedano la partecipazione di enti locali cofinanziatori; b) altri datori di lavoro privati non esercenti attività di impresa, a condizione che risultino iscritti in pubblici registri; c) le aziende sanitarie locali, le aziende ospedaliere e le aziende ospedaliere universitarie, a concorrenza della somma eventualmente residua, una volta soddisfatte, per ciascuna scadenza, le richieste di contributi presentate dai soggetti di cui alle lettere a) e b) e dichiarate ammissibili a finanziamento ai sensi dell articolo 16, comma 3. 5
6 2. Gli enti pubblici diversi da quelli elencati al comma 1, lett. c) non rientrano, comunque, tra i soggetti finanziabili, anche nel caso in cui prendano parte a progetti promossi nell ambito di una rete o di un consorzio, ai sensi del comma 1, lett. a). 3. Parimenti, non sono finanziabili i soggetti che si trovino in stato di fallimento, liquidazione, amministrazione controllata o concordato preventivo o per i quali siano in corso procedimenti diretti all apertura di una delle predette procedure. 4. I soggetti che hanno già usufruito di contributi ai sensi dell articolo 9 della legge possono presentare una nuova domanda di finanziamento alle seguenti condizioni: a) che il progetto finanziato sia realizzato in ogni sua fase, e siano concluse le procedure di verifica, nonché sia rilasciata l autorizzazione al pagamento del saldo; b) che il nuovo progetto presentato contenga e indichi chiaramente elementi di novità sostanziale rispetto al precedente, sviluppando un azione riferita ad una diversa tipologia progettuale ovvero, nell ambito della medesima tipologia progettuale, ad una differente azione positiva di flessibilità, ovvero a diversi destinatari. 5. In caso di progetti presentati da consorzi, gruppi di imprese e associazioni temporanee di imprese finalizzate alla promozione di azioni di conciliazione tra vita professionale e vita familiare per i dipendenti delle aziende consorziate o partecipanti, le singole aziende coinvolte possono presentare anche individualmente altri progetti a valere sull articolo 9 della legge, solo quando il progetto comune sia stato concluso e sempre che il nuovo progetto sia diverso dal precedente, nei termini di cui al comma 4. Articolo 5 Destinatari 1. Destinatari dei progetti disciplinati dal presente capo sono le lavoratrici ed i lavoratori dipendenti, inclusi i dirigenti, con figli minori ovvero con a carico persone disabili o non autosufficienti, ovvero persone affette da documentata grave infermità. 2. Tra i soggetti di cui al comma 1 sono compresi altresì, alle medesime condizioni, i soci lavoratori e le socie lavoratrici di società cooperative, le lavoratrici ed i lavoratori in somministrazione, nonché i soggetti titolari di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa nella modalità a progetto, purché la natura del rapporto sia compatibile con la tipologia e con la durata dell azione proposta con la domanda di finanziamento. 6
7 Articolo 6 Accordo contrattuale 1. Per accordo contrattuale si intende, anche in via alternativa: a) l accordo con le organizzazioni di rappresentanza sindacale firmatarie il contratto collettivo nazionale di lavoro applicato in azienda; b) l accordo collettivo di secondo livello stipulato con le rappresentanze sindacali aziendali o con le rappresentanze sindacali unitarie; c) l accordo collettivo di secondo livello stipulato con le strutture territoriali di organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale; d) l accordo quadro stipulato a livello territoriale tra le associazioni dei datori di lavoro e le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale; e) le intese definite dagli enti bilaterali per il comparto di riferimento ovvero dagli organismi paritetici territoriali costituiti tra le organizzazioni sindacali e le organizzazioni datoriali più rappresentative a livello nazionale; f) nel caso di datori che occupino alle loro dipendenze meno di 15 prestatori di lavoro, l accordo tra il datore di lavoro e il lavoratore interessato. 2. L accordo contrattuale è presupposto indispensabile per l ammissibilità dei progetti disciplinati dal presente capo, in funzione di garanzia dell adattamento del contesto aziendale alle esigenze di conciliazione tra vita professionale e vita familiare espresse dai lavoratori. 3. Il predetto accordo fornisce soluzioni specifiche alle esigenze individuali dei soggetti interessati alle misure di conciliazione tra vita professionale e vita familiare ovvero introduce procedure generali che consentano alle esigenze di conciliazione tra vita professionale e vita familiare dei lavoratori di essere soddisfatte. 4. L accordo illustra espressamente, in relazione ai singoli interventi proposti, la valenza di azione positiva e l'innovazione apportata dal progetto rispetto a quanto già previsto dalla legislazione vigente, dal contratto collettivo nazionale di riferimento, ovvero, ove più avanzata, dalla prassi già adottata in azienda. 7
8 Articolo 7 Requisiti di priorità o preferenza 1. Per tutti i progetti disciplinati dal presente capo, è assegnato un punteggio addizionale nei casi in cui: a) le azioni previste siano rivolte in misura prevalente a destinatari che abbiano figli con disabilità ovvero figli minori fino a dodici anni di età, o fino a quindici anni in caso di affidamento o di adozione; b) il proponente sia un'impresa che realizza un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di euro e che si avvale dell apporto complessivo di non più di 50 persone, ivi compreso il titolare che partecipi personalmente al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza. 2. Per i progetti di cui all articolo 9, comma 1, lettera a), della legge, è inoltre attribuito un punteggio aggiuntivo nel caso in cui, contestualmente alle misure di flessibilità, si preveda di applicare sistemi innovativi per la valutazione della prestazione e dei risultati, tali da rimuovere gli ostacoli ad una piena valorizzazione del contributo prestato dai soggetti beneficiari delle misure di flessibilità. 3. Per i progetti di cui all articolo 9, comma 1, lettera b), della legge, fermo restando quanto previsto dall articolo 56 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, è inoltre attribuito un punteggio aggiuntivo ai progetti che prevedano il rientro della lavoratrice o del lavoratore nella medesima unità produttiva e con le funzioni precedentemente svolte, ovvero condizioni di miglior favore. 4. Per i progetti di cui all articolo 9, comma 1, lettera c), della legge, è inoltre attribuito un punteggio aggiuntivo nel caso in cui gli stessi prevedano l attivazione di reti funzionali agli interventi e ai servizi progettati. Articolo 8 Criteri per la valutazione dei progetti 1. Fermo restando quanto previsto all articolo 7, per la valutazione dei progetti di cui al comma 1 dell articolo 9 della legge, la commissione tecnica di cui all articolo 15 utilizza i seguenti criteri: 8
9 a) innovatività dell azione, intesa come introduzione, non sperimentata in precedenza, di pratiche o servizi migliorativi rispetto a quelli già in vigore in base alla legislazione, al contratto collettivo e alle prassi applicate all interno del luogo di lavoro; b) concretezza dell azione, intesa come chiara individuazione e coerenza delle azioni progettate e dei loro presupposti, con particolare riguardo alle esigenze di conciliazione tra vita professionale e vita familiare dei destinatari degli interventi; c) efficacia dell azione, intesa come idoneità delle azioni a raggiungere gli specifici obiettivi del progetto, valutata anche alla luce degli strumenti di monitoraggio predisposti e del grado di coinvolgimento dei soggetti interessati; d) economicità dell azione, intesa come corretta articolazione e congruità dei costi illustrati nel piano finanziario; e) sostenibilità dell azione, intesa come capacità di mantenere i benefici nel tempo, anche in virtù dei contenuti dell accordo contrattuale e della presenza di reti in grado di sostenere l intervento ovvero della coerenza del progetto con le politiche di conciliazione tra vita professionale e vita familiare attivate a livello territoriale. Capo III Progetti di sostituzione o collaborazione in favore di soggetti autonomi ai sensi dell articolo 9, comma 3, della legge Articolo 9 Azioni ammissibili, durata e importo finanziabile 1. Per i progetti disciplinati dal presente capo, l importo massimo finanziabile è di euro ,00; il compenso da corrispondere al sostituto o al collaboratore non può superare il reddito imponibile relativo all attività svolta dall interessato nell anno precedente ovvero, ove più favorevole, la media dei redditi imponibili dichiarati nei due anni antecedenti la domanda di agevolazione; tanto nel caso di sostituzione, quanto nel caso di collaborazione, il compenso non può, comunque, essere inferiore al minimo retributivo previsto dal CCNL per il lavoratore subordinato che svolge funzioni comparabili, con specifico riferimento, per i professionisti ed eventuali categorie residuali, al CCNL per i dipendenti degli studi e delle attività professionali. 2. La durata massima, riferita alla coppia genitoriale, è fissata in 12 mesi, anche frazionabili nell arco di 24 mesi. 9
10 3. I progetti devono prevedere azioni che consentano ai titolari di impresa, ai lavoratori autonomi o ai liberi professionisti, per esigenze legate alla maternità o alla presenza di figli minori o figli disabili, di attivare una sostituzione o una collaborazione, ai sensi di quanto previsto dall articolo 1, lettere f) e g). 4. I familiari partecipanti, i soci partecipanti all impresa e gli eventuali associati in partecipazione non possono, in nessun caso, rivestire il ruolo di sostituti o di collaboratori. Articolo 10 Soggetti finanziabili 1. Possono presentare progetti disciplinati dal presente capo: a) i liberi professionisti ed i lavoratori autonomi, ivi compresi i lavoratori a progetto. Questi ultimi devono dimostrare l assenso esplicito del committente, al quale possono anche scegliere di delegare integralmente gli adempimenti relativi alla presentazione e alla gestione del progetto. b) i titolari di impresa individuale; c) i titolari di impresa collettiva, limitatamente ai casi in cui: 1. partecipino personalmente al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza e risultino iscritti, da almeno 6 mesi, ad un assicurazione obbligatoria; 2. sussista l autorizzazione da parte degli altri soci alla sostituzione o alla collaborazione. 2. Sono equiparati ai soggetti di cui alla lettera c) del comma 1: a) i liberi professionisti costituiti in associazione; b) i familiari partecipanti all impresa di cui all articolo 230 bis del codice civile, nei limiti dallo stesso previsti; c) gli associati in partecipazione di cui agli articoli 2549 e seguenti del codice civile. 10
11 3. Tra i soggetti finanziabili sono soddisfatti, in via prioritaria per ciascuna scadenza, coloro la cui media del reddito imponibile, dichiarato negli ultimi due anni antecedenti alla domanda, non sia superiore a euro ,00, sempre che, laddove titolari di impresa individuale o collettiva, la stessa si avvalga dell apporto lavorativo complessivo di non più di dieci soggetti, ivi compresi il titolare o i soci che partecipino personalmente al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza. 4. I soggetti che hanno già usufruito di finanziamenti ai sensi dell articolo 9, comma 3, della legge possono presentare una nuova domanda di finanziamento alle seguenti condizioni: a) che il progetto finanziato sia realizzato in ogni sua fase, e siano concluse le procedure di verifica, nonché sia rilasciata l autorizzazione al pagamento del saldo; b) che si presenti una specifica esigenza di conciliazione tra vita professionale e vita familiare legata ad un nuovo evento, quale una nuova maternità o adozione. Articolo 11 Requisiti di priorità o preferenza 1. Per i progetti disciplinati dal presente capo, è assegnato un punteggio addizionale in presenza di figli fino a tre anni di età o figli disabili ovvero in presenza di particolari carichi di cura, nonché nel caso in cui gli stessi siano promossi attraverso reti. Articolo 12 Criteri di valutazione e selezione dei progetti 1. Fermo restando quanto previsto all art. 11, per la valutazione dei progetti di cui al comma 3 dell articolo 9 della legge, la commissione tecnica di cui all articolo 15 utilizza i seguenti criteri: a) concretezza dell azione, intesa come chiara individuazione e coerenza delle azioni progettate e dei loro presupposti, con particolare riguardo alle esigenze di conciliazione tra vita professionale e vita familiare del soggetto proponente; b) efficacia dell azione, intesa come idoneità delle azioni a raggiungere gli specifici obiettivi del progetto, anche alla luce del contesto familiare e lavorativo di riferimento; 11
12 c) economicità dell azione, intesa come corretta articolazione e congruità dei costi illustrati nel piano finanziario, con particolare riguardo al compenso del sostituto. Capo IV Presentazione, valutazione e selezione dei progetti Articolo 13 Modalità e termini di presentazione 1. I soggetti proponenti fanno pervenire all ufficio i progetti, allegando l apposita domanda di ammissione a finanziamento e il relativo piano finanziario, sulla base dei modelli predisposti e resi disponibili dall ufficio stesso. 2. Le domande sono presentate entro il 10 febbraio, il 10 giugno e il 10 ottobre di ciascun anno, salva diversa indicazione contenuta nell avviso di finanziamento annuale. Articolo 14 Condizioni di ammissibilità 1. L ufficio verifica la regolare presentazione dei progetti pervenuti e li dichiara non ammissibili a valutazione in presenza di una o più delle seguenti condizioni: a) la domanda di finanziamento è pervenuta fuori termine; b) la domanda di finanziamento non risulta sottoscritta dal proponente o dal suo legale rappresentante ovvero da altro soggetto specificamente autorizzato; c) il soggetto proponente non è fra quelli finanziabili; d) le azioni proposte non rientrano tra quelle ammissibili; e) manca il piano finanziario redatto in base al modello proposto dall ufficio e non è possibile operare un esatta imputazione dei costi alle attività, né valutare la congruità dei costi stessi; f) per i progetti di cui all articolo 9, comma 1, della legge, manca l accordo contrattuale. 12
13 2. L ufficio chiede l integrazione della documentazione, da produrre nel termine perentorio di quindici giorni, in presenza di una o più delle seguenti condizioni: a) non è possibile risalire con evidenza ai soggetti sottoscrittori dell accordo contrattuale, purché gli stessi risultino individuabili; b) manca l indicazione del CCNL o, in mancanza, dell accordo aziendale applicato dal proponente; c) manca la documentazione giustificativa (delega o atto costitutivo) che autorizza un soggetto diverso dal proponente alla sottoscrizione della domanda di finanziamento, del piano finanziario o dell accordo contrattuale; d) per i progetti di cui all articolo 9, comma 3, della legge del presente decreto, manca documentazione relativa al reddito imponibile prodotto nei due anni precedenti alla presentazione della domanda di finanziamento. Articolo 15 Commissione tecnica di valutazione 1. La selezione è affidata ad un'apposita commissione nominata con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ovvero dal Ministro o Sottosegretario delegato alle politiche per la famiglia. 2. La commissione, la cui composizione è individuata nel successivo decreto di nomina, è presieduta dal Capo del Dipartimento per le politiche della famiglia o da un dirigente da lui delegato e vede rappresentate le amministrazioni concertanti, nonché le regioni e gli enti locali. La commissione può avvalersi della consulenza di esperti. 3. La commissione funziona a titolo gratuito. Il rimborso delle eventuali spese di missione in favore dei componenti fuori sede è a carico delle rispettive amministrazioni di appartenenza. 4. Ai fini della individuazione della composizione della commissione, si terrà conto dell opportunità di garantire il coordinamento con il Comitato nazionale per l'attuazione dei principi di parità di trattamento ed uguaglianza di opportunità tra lavoratori e lavoratrici di cui agli articoli 8, 9, 10 e 11 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198 e con il Comitato per l imprenditoria femminile di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n
14 Articolo 16 Formazione delle graduatorie 1. Le risorse annualmente disponibili per il finanziamento dei progetti disciplinati, rispettivamente, al comma 1 ed al comma 3 dell articolo 9 della legge sono ripartite, nei limiti delle quote stabilite dall art. 2, comma 1, in base al numero di scadenze fissate nell arco dell anno per la presentazione delle domande di finanziamento. 2. I progetti riferiti alle due tipologie, una volta valutati, sono inseriti in due elenchi distinti, all interno dei quali sono formate graduatorie prioritarie in relazione alle categorie di soggetti individuati, rispettivamente, all articolo 4, comma 1, lettere a) e b) e all articolo 10, comma Sono dichiarati ammissibili a finanziamento i progetti che riportano un punteggio minimo di Sono, infine, ammessi a finanziamento, in ordine di punteggio, i progetti dichiarati ammissibili a finanziamento, a partire dalla graduatorie prioritarie di cui al comma 2 e fino ad esaurimento delle risorse disponibili per la scadenza considerata. Articolo 17 Scorrimento della graduatoria 1. Nel caso di risorse eccedenti rispetto alle somme richieste per finanziare i progetti dichiarati ammissibili a finanziamento per ciascuna scadenza, le stesse sono riportate sulla scadenza successiva, nei limiti dell anno di riferimento. 2. Nel caso di risorse insufficienti rispetto alle somme richieste per finanziare tutti i progetti dichiarati ammissibili a finanziamento per ciascuna scadenza, i progetti non finanziati concorrono, nel rispetto dei requisiti di priorità, a formare le graduatorie della scadenza successiva, nei limiti dell anno di riferimento. 3. Quando le risorse che residuano dall attribuzione progressiva delle somme riconosciute dalla commissione ai singoli proponenti non sono sufficienti a finanziare tutti i progetti che riportano il medesimo punteggio nell ambito della categoria di riferimento, detti progetti concorrono, nel rispetto dei requisiti di priorità, a formare le graduatorie delle scadenze successive, sulle quali sono altresì riportate le somme residue disponibili, nei limiti dell anno di riferimento. 14
15 Articolo 18 Modalità di erogazione del contributo 1. I progetti selezionati sono approvati e ammessi al rimborso totale o parziale degli oneri connessi alla loro realizzazione, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ovvero del Ministro o Sottosegretario delegato alle politiche per la famiglia, entro 180 giorni dalla data di scadenza prevista per la loro presentazione, sulla base di una specifica convenzione predisposta dall ufficio e sottoscritta, per accettazione, dal proponente. 2. L'erogazione totale del contributo complessivamente destinato al finanziamento di ciascun progetto è subordinata alla effettiva e corretta attuazione e rendicontazione dello stesso, nonché all esito delle eventuali verifiche disposte dall ufficio, anche tramite i servizi ispettivi del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. 3. In particolare, il contributo concesso è erogato in due quote con le seguenti modalità: a) la prima quota, pari al 40% del contributo ammesso al finanziamento, è corrisposta a titolo di anticipo, dopo la comunicazione circa l accoglimento della domanda, previa presentazione di idonea fideiussione bancaria o assicurativa e della ulteriore documentazione richiesta dall ufficio; b) il saldo, pari al 60% del contributo ammesso a finanziamento, è corrisposto a conclusione di tutte le azioni programmate in rapporto alle spese sostenute, certificate da un revisore dei conti e dietro presentazione all ufficio di apposita relazione, che, per i progetti di cui all articolo 9, comma 1, della legge, è sottoscritta congiuntamente dal datore di lavoro e dai lavoratori interessati, con dichiarazione sindacale di conformità al progetto concordato, rilasciata dalla stessa struttura stipulante l'accordo. 4. L ufficio competente può rivolgersi, in ogni momento fino alla corresponsione del saldo, ai servizi ispettivi del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, per la verifica presso il proponente della corretta attuazione e rendicontazione del progetto. 5. I proponenti destinatari dei contributi sono tenuti a collaborare alle attività di monitoraggio qualitativo svolte dall ufficio competente. 15
16 Capo V Sanzioni e disposizioni finali Articolo 19 Sanzioni 1. In caso di mancata osservanza della convenzione ovvero di irregolarità nell attuazione o nella rendicontazione del progetto, anche sulla base dei riscontri effettuati dai servizi ispettivi del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, l ufficio, previo preavviso ovvero diffida ad adempiere entro il termine perentorio di 10 giorni ed esaminate le eventuali osservazioni dell interessato rese ai sensi dell articolo 10 bis della legge 241/1990, con decreto motivato revoca il finanziamento e procede al recupero delle somme eventualmente già erogate, maggiorate degli interessi legali. Articolo 20 Abrogazioni 1. Il decreto interministeriale 15 maggio 2001 è abrogato. Il presente regolamento, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Roma, addì 23 dicembre 2010 Per il Presidente del Consiglio dei Ministri Il Sottosegretario delegato alle politiche per la famiglia f.to Carlo Giovanardi Il Ministro per le pari opportunità f.to Mara Carfagna Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali f.to Maurizio Sacconi Ministeri istituzionali Presidenza del Consiglio dei Ministri Registrato alla Corte dei Conti Addì, 2 marzo 2011 Registro n.5, Foglio n

References: art. 9
 articolo 17
 articolo 9
 articolo 38
 articolo 9
 articolo 1
 articolo 1
 articolo 1
 articolo 1
 articolo 1
 articolo 19
 articolo 1
 articolo 9
 Articolo 1
 articolo 9
 Articolo 2
 articolo 9
 articolo 9
 articolo 9
 articolo 9
 articolo 9
 Articolo 3
 articolo 7
 Articolo 4
 articolo 6
 articolo 16
 articolo 9
 articolo 9
 Articolo 5
 Articolo 6
 Articolo 7
 articolo 9
 articolo 9
 articolo 56
 articolo 9
 Articolo 8
 articolo 7
 articolo 9
 articolo 15
 articolo 9
 Articolo 9
 articolo 1
 Articolo 10
 articolo 230
 articolo 9
 Articolo 11
 Articolo 12
 art. 11
 articolo 9
 articolo 15
 Articolo 13
 Articolo 14
 articolo 9
 articolo 9
 Articolo 15
 Articolo 16
 articolo 9
 art. 2
 articolo 4
 articolo 10
 Articolo 17
 Articolo 18
 articolo 9
 Articolo 19
 articolo 10
 Articolo 20