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Timestamp: 2017-01-24 22:16:07+00:00

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Programma n. 7: Per la formazione e...
CODICE dei BENI CULTURALI Legge 2002, 137/2002 detta "Codice Urbani"Slot “Beni Culturali e Turismo”Dentro L’AGORA’ di PolisParco Tecnologico le Murate, a Firenze Mercoledì 18 Luglio 2012dalle 15.30 fino a prima di cenaPiazza Madonna della Nevehttp://www.btoeducational.it/calendario/agora/
Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dellarticolo 10 Legge 6 luglio 2002, n. 137 Il Presidente della RepubblicaVisti gli articoli 76, 87, 117 e 118 della Costituzione;Visto larticolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400;Visto il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, recante istituzione del Ministero per i beni e leattività culturali, a norma dellarticolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modifiche eintegrazioni;Visto il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, recante testo unico delle disposizioni legislativein materia di beni culturali e ambientali, a norma dellarticolo 1 della legge 8 ottobre 1997, n. 352;Visto larticolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137;Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 29settembre 2003;Acquisito il parere della Conferenza unificata, istituita ai sensi del decreto legislativo 28 agosto1997, n. 281;Acquisiti i pareri delle competenti commissioni del Senato della Repubblica e della Camera deideputati;Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 16 gennaio 2004;Sulla proposta del Ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con il Ministro per gli affariregionali;Emana il seguente decreto legislativo:1. È approvato lunito codice dei beni culturali e del paesaggio, composto di 184 articoli edellallegato A, vistato dal Ministro proponente. 2.
Parte prima Disposizioni generali Articolo 1 Principi1. In attuazione dellarticolo 9 della Costituzione, la Repubblica tutela e valorizza il patrimonioculturale in coerenza con le attribuzioni di cui allarticolo 117 della Costituzione e secondo ledisposizioni del presente codice.2. La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale concorrono a preservare la memoria dellacomunità nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura.3. Lo Stato, le regioni, le città metropolitane, le province e i comuni assicurano e sostengono laconservazione del patrimonio culturale e ne favoriscono la pubblica fruizione e la valorizzazione.4. Gli altri soggetti pubblici, nello svolgimento della loro attività, assicurano la conservazione e lapubblica fruizione del loro patrimonio culturale.5. I privati proprietari, possessori o detentori di beni appartenenti al patrimonio culturale, ivicompresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, sono tenuti a garantirne la conservazione (1).6. Le attività concernenti la conservazione, la fruizione e la valorizzazione del patrimonio culturaleindicate ai commi 3, 4 e 5 sono svolte in conformità alla normativa di tutela.(1) Comma modificato dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. Articolo 2 Patrimonio culturale1. Il patrimonio culturale è costituito dai beni culturali e dai beni paesaggistici.2. Sono beni culturali le cose immobili e mobili che, ai sensi degli articoli 10 e 11, presentanointeresse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altrecose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civiltà.3. Sono beni paesaggistici gli immobili e le aree indicati allarticolo 134, costituenti espressione deivalori storici, culturali, naturali, morfologici ed estetici del territorio, e gli altri beni individuati dallalegge o in base alla legge.4. I beni del patrimonio culturale di appartenenza pubblica sono destinati alla fruizione dellacollettività, compatibilmente con le esigenze di uso istituzionale e sempre che non vi ostino ragionidi tutela. Articolo 3 Tutela del patrimonio culturale1. La tutela consiste nellesercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette, sulla base diunadeguata attività conoscitiva, ad individuare i beni costituenti il patrimonio culturale ed agarantirne la protezione e la conservazione per fini di pubblica fruizione.2. Lesercizio delle funzioni di tutela si esplica anche attraverso provvedimenti volti a conformare eregolare diritti e comportamenti inerenti al patrimonio culturale. 3.
Articolo 4 Funzioni dello Stato in materia di tutela del patrimonio culturale1. Al fine di garantire lesercizio unitario delle funzioni di tutela, ai sensi dellarticolo 118 dellaCostituzione, le funzioni stesse sono attribuite al Ministero per i beni e le attività culturali, diseguito denominato «Ministero», che le esercita direttamente o ne può conferire lesercizio alleregioni, tramite forme di intesa e coordinamenti ai sensi dellarticolo 5, commi 3 e 4. Sono fattesalve le funzioni già conferite alle regioni ai sensi dei commi 2 e 6 del medesimo articolo 5.2. Il Ministero esercita le funzioni di tutela sui beni culturali di appartenenza statale anche se inconsegna o in uso ad amministrazioni o soggetti diversi dal Ministero. Articolo 5 Cooperazione delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali in materia di tutela del patrimonio culturale1. Le regioni, nonché i comuni, le città metropolitane e le province, di seguito denominati «altri entipubblici territoriali», cooperano con il Ministero nellesercizio delle funzioni di tutela in conformitàa quanto disposto dal Titolo I della Parte seconda del presente codice.2. Le funzioni di tutela previste dal presente codice che abbiano ad oggetto manoscritti, autografi,carteggi, incunaboli, raccolte librarie, nonchè libri, stampe e incisioni, non appartenenti allo Stato,sono esercitate dalle regioni. Qualora linteresse culturale delle predette cose sia stato riconosciutocon provvedimento ministeriale, lesercizio delle potestà previste dallarticolo 128 compete alMinistero (1).3. Sulla base di specifici accordi od intese e previo parere della Conferenza permanente per irapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, di seguito denominata“Conferenza Stato-regioni”, le regioni possono esercitare le funzioni di tutela su carte geografiche,spartiti musicali, fotografie, pellicole o altro materiale audiovisivo, con relativi negativi e matrici,non appartenenti allo Stato (2).4. Nelle forme previste dal comma 3 e sulla base dei princìpi di differenziazione ed adeguatezza,possono essere individuate ulteriori forme di coordinamento in materia di tutela con le regioni chene facciano richiesta.5. Gli accordi o le intese possono prevedere particolari forme di cooperazione con gli altri entipubblici territoriali.6. Le funzioni amministrative di tutela dei beni paesaggistici sono esercitate dallo Stato e dalleregioni secondo le disposizioni di cui alla Parte terza del presente codice, in modo che sia sempreassicurato un livello di governo unitario ed adeguato alle diverse finalità perseguite (3).7. Relativamente alle funzioni esercitate dalle regioni ai sensi dei commi 2, 3, 4, 5 e 6, il Ministeroesercita le potestà di indirizzo e di vigilanza e il potere sostitutivo in caso di perdurante inerzia oinadempienza (4).(1) Comma sostituito dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156.(2) Comma modificato dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156.(3) Comma modificato precedentemente dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157 e successivamente dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.(4) Comma modificato dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157. 4.
Articolo 6 Valorizzazione del patrimonio culturale1. La valorizzazione consiste nellesercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette apromuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni diutilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso, anche da parte delle persone diversamenteabili, al fine di promuovere lo sviluppo della cultura. Essa comprende anche la promozione ed ilsostegno degli interventi di conservazione del patrimonio culturale. In riferimento al paesaggio, lavalorizzazione comprende altresì la riqualificazione degli immobili e delle aree sottoposti a tutelacompromessi o degradati, ovvero la realizzazione di nuovi valori paesaggistici coerenti ed integrati(1).2. La valorizzazione è attuata in forme compatibili con la tutela e tali da non pregiudicarne leesigenze.3. La Repubblica favorisce e sostiene la partecipazione dei soggetti privati, singoli o associati, allavalorizzazione del patrimonio culturale.(1) Comma modificato precedentemente dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156 e dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157 e successivamente dalD.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62 e dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63. Articolo 7 Funzioni e compiti in materia di valorizzazione del patrimonio culturale1. Il presente codice fissa i princìpi fondamentali in materia di valorizzazione del patrimonioculturale. Nel rispetto di tali princìpi le regioni esercitano la propria potestà legislativa.2. Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali perseguono il coordinamento,larmonizzazione e lintegrazione delle attività di valorizzazione dei beni pubblici. Articolo 7bis (1) Espressioni di identità culturale collettiva1. Le espressioni di identità culturale collettiva contemplate dalle Convenzioni UNESCO per lasalvaguardia del patrimonio culturale immateriale e per la protezione e la promozione dellediversità culturali, adottate a Parigi, rispettivamente, il 3 novembre 2003 ed il 20 ottobre 2005, sonoassoggettabili alle disposizioni del presente codice qualora siano rappresentate da testimonianzemateriali e sussistano i presupposti e le condizioni per lapplicabilità dellarticolo 10.(1) Articolo inserito dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. Articolo 8 Regioni e province ad autonomia speciale1. Nelle materie disciplinate dal presente codice restano ferme le potestà attribuite alle regioni astatuto speciale ed alle province autonome di Trento e Bolzano dagli statuti e dalle relative norme diattuazione. 5.
Articolo 9 Beni culturali di interesse religioso1. Per i beni culturali di interesse religioso appartenenti ad enti ed istituzioni della Chiesa cattolica odi altre confessioni religiose, il Ministero e, per quanto di competenza, le regioni provvedono,relativamente alle esigenze di culto, daccordo con le rispettive autorità.2. Si osservano, altresì, le disposizioni stabilite dalle intese concluse ai sensi dellarticolo 12dellAccordo di modificazione del Concordato lateranense firmato il 18 febbraio 1984, ratificato ereso esecutivo con legge 25 marzo 1985, n. 121, ovvero dalle leggi emanate sulla base delle intesesottoscritte con le confessioni religiose diverse dalla cattolica, ai sensi dellarticolo 8, comma 3,della Costituzione. Parte seconda Beni culturali TITOLO I Tutela Capo I Oggetto della tutela Articolo 10 Beni culturali1. Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri entipubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche privatesenza fine di lucro, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, che presentanointeresse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico (1).2. Sono inoltre beni culturali:a) le raccolte di musei, pinacoteche, gallerie e altri luoghi espositivi dello Stato, delle regioni, deglialtri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente ed istituto pubblico;b) gli archivi e i singoli documenti dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali,nonché di ogni altro ente ed istituto pubblico;c) le raccolte librarie delle biblioteche dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali,nonché di ogni altro ente e istituto pubblico, ad eccezione delle raccolte che assolvono alle funzionidelle biblioteche indicate allarticolo 47, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 24luglio 1977, n. 616 (2).3. Sono altresì beni culturali, quando sia intervenuta la dichiarazione prevista dallarticolo 13:a) le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico oetnoantropologico particolarmente importante, appartenenti a soggetti diversi da quelli indicati alcomma 1;b) gli archivi e i singoli documenti, appartenenti a privati, che rivestono interesse storicoparticolarmente importante; 6.
c) le raccolte librarie, appartenenti a privati, di eccezionale interesse culturale;d) le cose immobili e mobili, a chiunque appartenenti, che rivestono un interesse particolarmenteimportante a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dellarte,della scienza, della tecnica, dellindustria e della cultura in genere, ovvero quali testimonianzedellidentità e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive o religiose (3);e) le collezioni o serie di oggetti, a chiunque appartenenti, che non siano ricompense fra quelleindicate al comma 2 e che, per tradizione, fama e particolari caratteristiche ambientali, ovvero perrilevanza artistica, storica, archeologica, numismatica o etnoantropologica rivestano comecomplesso un eccezionale interesse (2).4. Sono comprese tra le cose indicate al comma 1 e al comma 3, lettera a):a) le cose che interessano la paleontologia, la preistoria e le primitive civiltà;b) le cose di interesse numismatico che, in rapporto allepoca, alle tecniche e ai materiali diproduzione, nonché al contesto di riferimento, abbiano carattere di rarità o di pregio (2);c) i manoscritti, gli autografi, i carteggi, gli incunaboli, nonché i libri, le stampe e le incisioni, conrelative matrici, aventi carattere di rarità e di pregio;d) le carte geografiche e gli spartiti musicali aventi carattere di rarità e di pregio;e) le fotografie, con relativi negativi e matrici, le pellicole cinematografiche ed i supportiaudiovisivi in genere, aventi carattere di rarità e di pregio;f) le ville, i parchi e i giardini che abbiano interesse artistico o storico;g) le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico;h) i siti minerari di interesse storico od etnoantropologico;i) le navi e i galleggianti aventi interesse artistico, storico od etnoantropologico;l) le architetture rurali aventi interesse storico od etnoantropologico quali testimonianzedelleconomia rurale tradizionale (4).5. Salvo quanto disposto dagli articoli 64 e 178, non sono soggette alla disciplina del presenteTitolo le cose indicate al comma 1 e al comma 3, lettere a) ed e), che siano opera di autore vivente ola cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni.(1) Comma modificato dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.(2) Lettera modificata precedentemente dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156 e successivamente dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.(3) Lettera modificata dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.(4) Lettera modificata dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156. Articolo 11 Cose oggetto di specifiche disposizioni di tutela (1)1. Sono assoggettate alle disposizioni espressamente richiamate le seguenti tipologie di cose (2): 7.
a) gli affreschi, gli stemmi, i graffiti, le lapidi, le iscrizioni, i tabernacoli ed altri elementi decoratividi edifici, esposti o non alla pubblica vista, di cui allarticolo 50, comma 1 (3);b) gli studi dartista, di cui allarticolo 51;c) le aree pubbliche di cui allarticolo 52;d) le opere di pittura, di scultura, di grafica e qualsiasi oggetto darte di autore vivente o la cuiesecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni, a termini degli articoli 64 e 65, comma 4 (4);e) le opere dellarchitettura contemporanea di particolare valore artistico, a termine dellarticolo 37(4);f) le fotografie, con relativi negativi e matrici, gli esemplari di opere cinematografiche, audiovisiveo di sequenze di immagini in movimento, le documentazioni di manifestazioni, sonore o verbali,comunque realizzate, la cui produzione risalga ad oltre venticinque anni, a termine dellarticolo 65,comma 3, lettera c) (4);g) i mezzi di trasporto aventi più di settantacinque anni, a termine degli articoli 65, comma 3, letterac), e 67, comma 2 (4);h) i beni e gli strumenti di interesse per la storia della scienza e della tecnica aventi più di cinquantaanni, a termini dellarticolo 65, comma 3, lettera c) (4);i) le vestigia individuate dalla vigente normativa in materia di tutela del patrimonio storico dellaPrima guerra mondiale, di cui allarticolo 50, comma 2.1bis. Per le cose di cui al comma 1, resta ferma lapplicabilità delle disposizioni di cui agli articoli12 e 13, qualora sussistano i presupposti e le condizioni stabiliti dallarticolo 10 (5).(1) Rubrica modificata dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.(2) Periodo sostituito dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.(3) Lettera modificata dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156.(4) Lettera modificata dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.(5) Comma inserito dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. Articolo 12 Verifica dellinteresse culturale1. Le cose immobili e mobili indicate allarticolo 10, comma 1, che siano opera di autore non piùvivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni, sono sottoposte alle disposizioni dellapresente Parte fino a quando non sia stata effettuata la verifica di cui al comma 2 (1).2. I competenti organi del Ministero, dufficio o su richiesta formulata dai soggetti cui le coseappartengono e corredata dai relativi dati conoscitivi, verificano la sussistenza dellinteresseartistico, storico, archeologico o etnoantropologico nelle cose di cui al comma 1, sulla base diindirizzi di carattere generale stabiliti dal Ministero medesimo al fine di assicurare uniformità divalutazione.3. Per i beni immobili dello Stato, la richiesta di cui al comma 2 è corredata da elenchi dei beni edalle relative schede descrittive. I criteri per la predisposizione degli elenchi, le modalità diredazione delle schede descrittive e di trasmissione di elenchi e schede sono stabiliti con decreto delMinistero adottato di concerto con lAgenzia del demanio e, per i beni immobili in usoallamministrazione della difesa, anche con il concerto della competente direzione generale dei 8.
lavori e del demanio. Il Ministero fissa, con propri decreti i criteri e le modalità per lapredisposizione e la presentazione delle richieste di verifica, e della relativa documentazioneconoscitiva, da parte degli altri soggetti di cui al comma 1.4. Qualora nelle cose sottoposte a schedatura non sia stato riscontrato linteresse di cui al comma 2,le cose medesime sono escluse dallapplicazione delle disposizioni del presente Titolo.5. Nel caso di verifica con esito negativo su cose appartenenti al demanio dello Stato, delle regioni edegli altri enti pubblici territoriali, la scheda contenente i relativi dati è trasmessa ai competentiuffici affinché ne dispongano la sdemanializzazione, qualora, secondo le valutazionidellamministrazione interessata, non vi ostino altre ragioni di pubblico interesse.6. Le cose di cui al comma 4 e quelle di cui al comma 5 per le quali si sia proceduto allasdemanializzazione sono liberamente alienabili, ai fini del presente codice (1).7. Laccertamento dellinteresse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico, effettuato inconformità agli indirizzi generali di cui al comma 2, costituisce dichiarazione ai sensi dellarticolo13 ed il relativo provvedimento è trascritto nei modi previsti dallarticolo 15, comma 2. I benirestano definitivamente sottoposti alle disposizioni del presente Titolo.8. Le schede descrittive degli immobili di proprietà dello Stato oggetto di verifica con esitopositivo, integrate con il provvedimento di cui al comma 7, confluiscono in un archivio informatico,conservato presso il Ministero e accessibile al Ministero e allagenzia del demanio, per finalità dimonitoraggio del patrimonio immobiliare e di programmazione degli interventi in funzione dellerispettive competenze istituzionali (2).9. Le disposizioni del presente articolo si applicano alle cose di cui al comma 1 anche qualora isoggetti cui esse appartengono mutino in qualunque modo la loro natura giuridica.10. Il procedimento di verifica si conclude entro centoventi giorni dal ricevimento della richiesta(3).(1) Comma modificato dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156.(2) Comma modificato dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.(3) Comma sostituito dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156. Articolo 13 Dichiarazione dellinteresse culturale1. La dichiarazione accerta la sussistenza, nella cosa che ne forma oggetto, dellinteresse richiestodallarticolo 10, comma 3.2. La dichiarazione non è richiesta per i beni di cui allarticolo 10, comma 2. Tali beni rimangonosottoposti a tutela anche qualora i soggetti cui essi appartengono mutino in qualunque modo la loronatura giuridica. Articolo 14 Procedimento di dichiarazione1. Il soprintendente avvia il procedimento per la dichiarazione dellinteresse culturale, anche sumotivata richiesta della regione e di ogni altro ente territoriale interessato, dandone comunicazioneal proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo della cosa che ne forma oggetto. 9.
2. La comunicazione contiene gli elementi di identificazione e di valutazione della cosa risultantidalle prime indagini, lindicazione degli effetti previsti dal comma 4, nonché lindicazione deltermine, comunque non inferiore a trenta giorni, per la presentazione di eventuali osservazioni.3. Se il procedimento riguarda complessi immobiliari, la comunicazione è inviata anche al comunee alla città metropolitana (1).4. La comunicazione comporta lapplicazione, in via cautelare, delle disposizioni previste dal CapoII, dalla sezione I del Capo III e dalla sezione I del Capo IV del presente Titolo.5. Gli effetti indicati al comma 4 cessano alla scadenza del termine del procedimento didichiarazione, che il Ministero stabilisce ai sensi delle vigenti disposizioni di legge in materia diprocedimento amministrativo (2).6. La dichiarazione dellinteresse culturale è adottata dal Ministero.(1) Comma modificato dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156.(2) Comma modificato dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. Articolo 15 Notifica della dichiarazione1. La dichiarazione prevista dallarticolo 13 è notificata al proprietario, possessore o detentore aqualsiasi titolo della cosa che ne forma oggetto, tramite messo comunale o a mezzo postaraccomandata con avviso di ricevimento.2. Ove si tratti di cose soggette a pubblicità immobiliare o mobiliare, il provvedimento didichiarazione è trascritto, su richiesta del soprintendente, nei relativi registri ed ha efficacia neiconfronti di ogni successivo proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo.2bis. Dei beni dichiarati il Ministero forma e conserva un apposito elenco, anche su supportoinformatico (1).(1) Comma inserito dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. Articolo 16 Ricorso amministrativo avverso la dichiarazione1. Avverso il provvedimento conclusivo della verifica di cui allarticolo 12 o la dichiarazione di cuiallarticolo 13 è ammesso ricorso al Ministero, per motivi di legittimità e di merito, entro trentagiorni dalla notifica della dichiarazione (1).2. La proposizione del ricorso comporta la sospensione degli effetti del provvedimento impugnato.Rimane ferma lapplicazione, in via cautelare, delle disposizioni previste dal Capo II, dalla sezione Idel Capo III e dalla sezione I del Capo IV del presente Titolo.3. Il Ministero, sentito il competente organo consultivo, decide sul ricorso entro il termine dinovanta giorni dalla presentazione dello stesso.4. Il Ministero, qualora accolga il ricorso, annulla o riforma latto impugnato.5. Si applicano le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n.1199. 10.
(1) Comma modificato dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156. Articolo 17 Catalogazione1. Il Ministero, con il concorso delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali, assicura lacatalogazione dei beni culturali e coordina le relative attività.2. Le procedure e le modalità di catalogazione sono stabilite con decreto ministeriale. A tal fine ilMinistero, con il concorso delle regioni, individua e definisce metodologie comuni di raccolta,scambio, accesso ed elaborazione dei dati a livello nazionale e di integrazione in rete delle banchedati dello Stato, delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali.3. Il Ministero e le regioni, anche con la collaborazione delle università, concorrono alla definizionedi programmi concernenti studi, ricerche ed iniziative scientifiche in tema di metodologie dicatalogazione e inventariazione.4. Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali, con le modalità di cui al decretoministeriale previsto al comma 2, curano la catalogazione dei beni culturali loro appartenenti e,previe intese con gli enti proprietari, degli altri beni culturali.5. I dati di cui al presente articolo affluiscono al catalogo nazionale dei beni culturali in ogni suaarticolazione (1).6. La consultazione dei dati concernenti le dichiarazioni emesse ai sensi dellarticolo 13 èdisciplinata in modo da garantire la sicurezza dei beni e la tutela della riservatezza.(1) Comma modificato dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156. Capo II Vigilanza e ispezione Articolo 18 Vigilanza1. La vigilanza sui beni culturali, sulle cose di cui allarticolo 12, comma 1, nonché sulle areeinteressate da prescrizioni di tutela indiretta, ai sensi dellarticolo 45, compete al Ministero (1).2. Sulle cose di cui allarticolo 12, comma 1, che appartengano alle regioni e agli altri enti pubbliciterritoriali, il Ministero provvede alla vigilanza anche mediante forme di intesa e di coordinamentocon le regioni medesime (2).(1) Comma modificato dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.(2) Comma sostituito dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. Articolo 19 Ispezione1. I soprintendenti possono procedere in ogni tempo, con preavviso non inferiore a cinque giorni,fatti salvi i casi di estrema urgenza, ad ispezioni volte ad accertare lesistenza e lo stato diconservazione o di custodia dei beni culturali (1). 11.
1bis. Con le modalità di cui al comma 1 i soprintendenti possono altresì accertare lottemperanzaalle prescrizioni di tutela indiretta date ai sensi dellarticolo 45 (2).(1) Comma modificato dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.(2) Comma inserito dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. Capo III Protezione e conservazione Sezione I Misure di protezione Articolo 20 Interventi vietati1. I beni culturali non possono essere distrutti, deteriorati, danneggiati o adibiti ad usi noncompatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loroconservazione (1).2. Gli archivi pubblici e gli archivi privati per i quali sia intervenuta la dichiarazione ai sensidellarticolo 13 non possono essere smembrati (2).(1) Comma modificato dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.(2) Comma modificato dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156. Articolo 21 Interventi soggetti ad autorizzazione1. Sono subordinati ad autorizzazione del Ministero:a) la rimozione o la demolizione, anche con successiva ricostituzione, dei beni culturali (1);b) lo spostamento, anche temporaneo, dei beni culturali mobili, salvo quanto previsto ai commi 2 e3 (1);c) lo smembramento di collezioni, serie e raccolte;d) lo scarto dei documenti degli archivi pubblici e degli archivi privati per i quali sia intervenuta ladichiarazione ai sensi dellarticolo 13, nonché lo scarto di materiale bibliografico delle bibliotechepubbliche, con leccezione prevista allarticolo 10, comma 2, lettera c), e delle biblioteche privateper le quali sia intervenuta la dichiarazione ai sensi dellarticolo 13 (2);e) il trasferimento ad altre persone giuridiche di complessi organici di documentazione di archivipubblici, nonché di archivi privati per i quali sia intervenuta la dichiarazione ai sensi dellarticolo 13(2).2. Lo spostamento di beni culturali, dipendente dal mutamento di dimora o di sede del detentore, èpreventivamente denunciato al soprintendente, che, entro trenta giorni dal ricevimento delladenuncia, può prescrivere le misure necessarie perché i beni non subiscano danno dal trasporto.3. Lo spostamento degli archivi correnti dello Stato e degli enti ed istituti pubblici non è soggetto adautorizzazione, ma comporta lobbligo di comunicazione al Ministero per le finalità di cuiallarticolo 18 (3). 12.
4. Fuori dei casi di cui ai commi precedenti, lesecuzione di opere e lavori di qualunque genere subeni culturali è subordinata ad autorizzazione del soprintendente. Il mutamento di destinazioneduso dei beni medesimi è comunicato al soprintendente per le finalità di cui allarticolo 20, comma1 (4).5. Lautorizzazione è resa su progetto o, qualora sufficiente, su descrizione tecnica dellintervento,presentati dal richiedente, e può contenere prescrizioni. Se i lavori non iniziano entro cinque annidal rilascio dellautorizzazione, il soprintendente può dettare prescrizioni ovvero integrare o variarequelle già date in relazione al mutare delle tecniche di conservazione (4).(1) Lettera modificata dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.(2) Lettera modificata dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156.(3) Comma modificato dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.(4) Comma modificato dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156. Articolo 22 Procedimento di autorizzazione per interventi di edilizia1. Fuori dei casi previsti dagli articoli 25 e 26, lautorizzazione prevista dallarticolo 21, comma 4,relativa ad interventi in materia di edilizia pubblica e privata è rilasciata entro il termine dicentoventi giorni dalla ricezione della richiesta da parte della soprintendenza.2. Qualora la soprintendenza chieda chiarimenti o elementi integrativi di giudizio, il termineindicato al comma 1 è sospeso fino al ricevimento della documentazione richiesta.3. Ove sorga lesigenza di procedere ad accertamenti di natura tecnica, la soprintendenza ne dàpreventiva comunicazione al richiedente ed il termine indicato al comma 1 è sospeso finoallacquisizione delle risultanze degli accertamenti dufficio e comunque per non più di trenta giorni(1).4. Decorso inutilmente il termine stabilito, il richiedente può diffidare lamministrazione aprovvedere. Se lamministrazione non provvede nei trenta giorni successivi al ricevimento delladiffida, il richiedente può agire ai sensi dellarticolo 21-bis della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, esuccessive modificazioni (2).(1) Comma modificato dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156.(2) Comma sostituito dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156. Articolo 23 Procedure edilizie semplificate1. Qualora gli interventi autorizzati ai sensi dellarticolo 21 necessitino anche di titolo abilitativo inmateria edilizia, è possibile il ricorso alla denuncia di inizio attività, nei casi previsti dalla legge. Atal fine linteressato, allatto della denuncia, trasmette al comune lautorizzazione conseguita,corredata dal relativo progetto. Articolo 24 Interventi su beni pubblici1. Per gli interventi su beni culturali pubblici da eseguirsi da parte di amministrazioni dello Stato,delle regioni, di altri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente ed istituto pubblico,lautorizzazione necessaria ai sensi dellarticolo 21 può essere espressa nellàmbito di accordi tra ilMinistero ed il soggetto pubblico interessato. 13.
Articolo 25 Conferenza di servizi1. Nei procedimenti relativi ad opere o lavori incidenti su beni culturali, ove si ricorra allaconferenza di servizi, lassenso espresso in quella sede dal competente organo del Ministero condichiarazione motivata, acquisita al verbale della conferenza e contenente le eventuali prescrizioniimpartite per la realizzazione del progetto, sostituisce, a tutti gli effetti, lautorizzazione di cuiallarticolo 21 (1).2. Qualora lorgano ministeriale esprima motivato dissenso, la decisione conclusiva è assunta aisensi delle vigenti disposizioni di legge in materia di procedimento amministrativo (2).3. Il destinatario della determinazione conclusiva favorevole adottata in conferenza di serviziinforma il Ministero dellavvenuto adempimento delle prescrizioni da questultimo impartite.(1) Comma modificato dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.(2) Comma sostituito dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. Articolo 26 Valutazione di impatto ambientale1. Per i progetti di opere da sottoporre a valutazione di impatto ambientale, lautorizzazione previstadallarticolo 21 è espressa dal Ministero in sede di concerto per la pronuncia sulla compatibilitàambientale, sulla base del progetto definitivo da presentarsi ai fini della valutazione medesima.2. Qualora dallesame del progetto effettuato a norma del comma 1 risulti che lopera non è in alcunmodo compatibile con le esigenze di protezione dei beni culturali sui quali essa è destinata adincidere, il Ministero si pronuncia negativamente, dandone comunicazione al Ministerodellambiente e della tutela del territorio e del mare. In tal caso, la procedura di valutazione diimpatto ambientale si considera conclusa negativamente (1).3. Se nel corso dei lavori risultano comportamenti contrastanti con lautorizzazione espressa nelleforme di cui al comma 1, tali da porre in pericolo lintegrità dei beni culturali soggetti a tutela, ilsoprintendente ordina la sospensione dei lavori.(1) Comma modificato dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. Articolo 27 Situazioni di urgenza1. Nel caso di assoluta urgenza possono essere effettuati gli interventi provvisori indispensabili perevitare danni al bene tutelato, purché ne sia data immediata comunicazione alla soprintendenza, allaquale sono tempestivamente inviati i progetti degli interventi definitivi per la necessariaautorizzazione. Articolo 28 Misure cautelari e preventive1. Il soprintendente può ordinare la sospensione di interventi iniziati contro il disposto degli articoli20, 21, 25, 26 e 27 ovvero condotti in difformità dallautorizzazione. 14.
2. Al soprintendente spetta altresì la facoltà di ordinare linibizione o la sospensione di interventirelativi alle cose indicate nellarticolo 10, anche quando per esse non siano ancora intervenute laverifica di cui allarticolo 12, comma 2, o la dichiarazione di cui allarticolo 13.3. Lordine di cui al comma 2 si intende revocato se, entro trenta giorni dalla ricezione delmedesimo, non è comunicato, a cura del soprintendente, lavvio del procedimento di verifica o didichiarazione.4. In caso di realizzazione di lavori pubblici ricadenti in aree di interesse archeologico, anchequando per esse non siano intervenute la verifica di cui allarticolo 12, comma 2, o la dichiarazionedi cui allarticolo 13, il soprintendente può richiedere lesecuzione di saggi archeologici preventivisulle aree medesime a spese del committente (1).(1) Comma modificato dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156. Sezione II Misure di conservazione Articolo 29 Conservazione1. La conservazione del patrimonio culturale è assicurata mediante una coerente, coordinata eprogrammata attività di studio, prevenzione, manutenzione e restauro.2. Per prevenzione si intende il complesso delle attività idonee a limitare le situazioni di rischioconnesse al bene culturale nel suo contesto.3. Per manutenzione si intende il complesso delle attività e degli interventi destinati al controllodelle condizioni del bene culturale e al mantenimento dellintegrità, dellefficienza funzionale edellidentità del bene e delle sue parti.4. Per restauro si intende lintervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazionifinalizzate allintegrità materiale ed al recupero del bene medesimo, alla protezione ed allatrasmissione dei suoi valori culturali. Nel caso di beni immobili situati nelle zone dichiarate arischio sismico in base alla normativa vigente, il restauro comprende lintervento di miglioramentostrutturale.5. Il Ministero definisce, anche con il concorso delle regioni e con la collaborazione delle universitàe degli istituti di ricerca competenti, linee di indirizzo, norme tecniche, criteri e modelli diintervento in materia di conservazione dei beni culturali.6. Fermo quanto disposto dalla normativa in materia di progettazione ed esecuzione di opere su beniarchitettonici, gli interventi di manutenzione e restauro su beni culturali mobili e superfici decoratedi beni architettonici sono eseguiti in via esclusiva da coloro che sono restauratori di beni culturaliai sensi della normativa in materia.7. I profili di competenza dei restauratori e degli altri operatori che svolgono attività complementarial restauro o altre attività di conservazione dei beni culturali mobili e delle superfici decorate di beniarchitettonici sono definiti con decreto del Ministro adottato ai sensi dellarticolo 17, comma 3,della legge 23 agosto 1988, n. 400, dintesa con la Conferenza Stato-regioni. 15.
8. Con decreto del Ministro adottato ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge n. 400 del 1988di concerto con il Ministro delluniversità e della ricerca, sono definiti i criteri ed i livelli di qualitàcui si adegua linsegnamento del restauro (1).9. Linsegnamento del restauro è impartito dalle scuole di alta formazione e di studio istituite aisensi dellarticolo 9 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, nonché dai centri di cui alcomma 11 e dagli altri soggetti pubblici e privati accreditati presso lo Stato. Con decreto delMinistro adottato ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge n. 400 del 1988 di concerto con ilMinistro delluniversità e della ricerca, sono individuati le modalità di accreditamento, i requisitiminimi organizzativi e di funzionamento dei soggetti di cui al presente comma, le modalità dellavigilanza sullo svolgimento delle attività didattiche e dellesame finale, abilitante alle attività di cuial comma 6 e avente valore di esame di Stato, cui partecipa almeno un rappresentante del Ministero,il titolo accademico rilasciato a seguito del superamento di detto esame, che è equiparato al diplomadi laurea specialistica o magistrale, nonché le caratteristiche del corpo docente. Il procedimento diaccreditamento si conclude con provvedimento adottato entro novanta giorni dalla presentazionedella domanda corredata dalla prescritta documentazione (1).9bis. Dalla data di entrata in vigore dei decreti previsti dai commi 7, 8 e 9, agli effettidellesecuzione degli interventi di manutenzione e restauro su beni culturali mobili e superficidecorate di beni architettonici, nonché agli effetti del possesso dei requisiti di qualificazione daparte dei soggetti esecutori di detti lavori, la qualifica di restauratore di beni culturali è acquisitaesclusivamente in applicazione delle predette disposizioni (2).10. La formazione delle figure professionali che svolgono attività complementari al restauro o altreattività di conservazione è assicurata da soggetti pubblici e privati ai sensi della normativaregionale. I relativi corsi si adeguano a criteri e livelli di qualità definiti con accordo in sede diConferenza Stato-regioni, ai sensi dellarticolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.11. Mediante appositi accordi il Ministero e le regioni, anche con il concorso delle università e dialtri soggetti pubblici e privati, possono istituire congiuntamente centri, anche a carattereinterregionale, dotati di personalità giuridica, cui affidare attività di ricerca, sperimentazione, studio,documentazione ed attuazione di interventi di conservazione e restauro su beni culturali, diparticolare complessità. Presso tali centri possono essere altresì istituite, ove accreditate, ai sensi delcomma 9, scuole di alta formazione per linsegnamento del restauro. Allattuazione del presentecomma si provvede nellambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili alegislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica (3).(1) Comma modificato precedentemente dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156 e successivamente dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.(2) Comma inserito dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156.(3) Comma modificato dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156. Articolo 30 Obblighi conservativi1. Lo Stato, le regioni, gli altri enti pubblici territoriali nonché ogni altro ente ed istituto pubblicohanno lobbligo di garantire la sicurezza e la conservazione dei beni culturali di loro appartenenza.2. I soggetti indicati al comma 1 e le persone giuridiche private senza fine di lucro, ivi compresi glienti ecclesiastici civilmente riconosciuti, fissano i beni culturali di loro appartenenza, ad eccezionedegli archivi correnti, nel luogo di loro destinazione nel modo indicato dal soprintendente (1).3. I privati proprietari, possessori o detentori di beni culturali sono tenuti a garantirne laconservazione. 16.
4. I soggetti indicati al comma 1 hanno lobbligo di conservare i propri archivi nella loro organicitàe di ordinarli. I soggetti medesimi hanno altresì lobbligo di inventariare i propri archivi storici,costituiti dai documenti relativi agli affari esauriti da oltre quaranta anni ed istituiti in sezioniseparate. Agli stessi obblighi di conservazione e inventariazione sono assoggettati i proprietari,possessori o detentori, a qualsiasi titolo, di archivi privati per i quali sia intervenuta la dichiarazionedi cui allarticolo 13. Copia degli inventari e dei relativi aggiornamenti è inviata alla soprintendenza,nonché al Ministero dellinterno per gli accertamenti di cui allarticolo 125 (2).(1) Comma modificato dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.(2) Comma modificato precedentemente dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156 e successivamente dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. Articolo 31 Interventi conservativi volontari1. Il restauro e gli altri interventi conservativi su beni culturali ad iniziativa del proprietario,possessore o detentore a qualsiasi titolo sono autorizzati ai sensi dellarticolo 21.2. In sede di autorizzazione, il soprintendente si pronuncia, a richiesta dellinteressato,sullammissibilità dellintervento ai contributi statali previsti dagli articoli 35 e 37 e certificaeventualmente il carattere necessario dellintervento stesso ai fini della concessione delleagevolazioni tributarie previste dalla legge. Articolo 32 Interventi conservativi imposti1. Il Ministero può imporre al proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo gli interventinecessari per assicurare la conservazione dei beni culturali, ovvero provvedervi direttamente.2. Le disposizioni del comma 1 si applicano anche agli obblighi di cui allarticolo 30, comma 4. Articolo 33 Procedura di esecuzione degli interventi conservativi imposti1. Ai fini dellarticolo 32 il soprintendente redige una relazione tecnica e dichiara la necessità degliinterventi da eseguire.2. La relazione tecnica è inviata, insieme alla comunicazione di avvio del procedimento, alproprietario, possessore o detentore del bene, che può far pervenire le sue osservazioni entro trentagiorni dal ricevimento degli atti.3. Il soprintendente, se non ritiene necessaria lesecuzione diretta degli interventi, assegna alproprietario, possessore o detentore un termine per la presentazione del progetto esecutivo delleopere da effettuarsi, conformemente alla relazione tecnica.4. Il progetto presentato è approvato dal soprintendente con le eventuali prescrizioni e con lafissazione del termine per linizio dei lavori. Per i beni immobili il progetto presentato è trasmessodalla soprintendenza al comune e alla città metropolitana, che possono esprimere parere motivatoentro trenta giorni dalla ricezione della comunicazione (1).5. Se il proprietario, possessore o detentore del bene non adempie allobbligo di presentazione delprogetto, o non provvede a modificarlo secondo le indicazioni del soprintendente nel termine daesso fissato, ovvero se il progetto è respinto, si procede con lesecuzione diretta. 17.
6. In caso di urgenza, il soprintendente può adottare immediatamente le misure conservativenecessarie.(1) Comma modificato dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. Articolo 34 Oneri per gli interventi conservativi imposti1. Gli oneri per gli interventi su beni culturali, imposti o eseguiti direttamente dal Ministero ai sensidellarticolo 32, sono a carico del proprietario, possessore o detentore. Tuttavia, se gli interventisono di particolare rilevanza ovvero sono eseguiti su beni in uso o godimento pubblico, il Ministeropuò concorrere in tutto o in parte alla relativa spesa. In tal caso, determina lammontare dellonereche intende sostenere e ne dà comunicazione allinteressato.2. Se le spese degli interventi sono sostenute dal proprietario, possessore o detentore, il Ministeroprovvede al loro rimborso, anche mediante lerogazione di acconti ai sensi dellarticolo 36, commi 2e 3, nei limiti dellammontare determinato ai sensi del comma 1.3. Per le spese degli interventi sostenute direttamente, il Ministero determina la somma da porre acarico del proprietario, possessore o detentore, e ne cura il recupero nelle forme previste dallanormativa in materia di riscossione coattiva delle entrate patrimoniali dello Stato. Articolo 35 Intervento finanziario del Ministero1. Il Ministero ha facoltà di concorrere alla spesa sostenuta dal proprietario, possessore o detentoredel bene culturale per lesecuzione degli interventi previsti dallarticolo 31, comma 1, per unammontare non superiore alla metà della stessa. Se gli interventi sono di particolare rilevanza origuardano beni in uso o godimento pubblico, il Ministero può concorrere alla spesa fino al suointero ammontare.2. La disposizione del comma 1 si applica anche agli interventi sugli archivi storici previstidallarticolo 30, comma 4.3. Per la determinazione della percentuale del contributo di cui al comma 1 si tiene conto di altricontributi pubblici e di eventuali contributi privati relativamente ai quali siano stati ottenuti beneficifiscali. Articolo 36 Erogazione del contributo1. Il contributo è concesso dal Ministero a lavori ultimati e collaudati sulla spesa effettivamentesostenuta dal beneficiario.2. Possono essere erogati acconti sulla base degli stati di avanzamento dei lavori regolarmentecertificati.3. Il beneficiario è tenuto alla restituzione degli acconti percepiti se gli interventi non sono stati, intutto o in parte, regolarmente eseguiti. Per il recupero delle relative somme si provvede nelle formepreviste dalla normativa in materia di riscossione coattiva delle entrate patrimoniali dello Stato. 18.
Articolo 37 Contributo in conto interessi1. Il Ministero può concedere contributi in conto interessi sui mutui o altre forme di finanziamentoaccordati da istituti di credito ai proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di beni culturaliper la realizzazione degli interventi conservativi autorizzati (1).2. Il contributo è concesso nella misura massima corrispondente agli interessi calcolati ad un tassoannuo di sei punti percentuali sul capitale erogato (2).3. Il contributo è corrisposto direttamente dal Ministero allistituto di credito secondo modalità dastabilire con convenzioni.4. Il contributo di cui al comma 1 può essere concesso anche per interventi conservativi su opere diarchitettura contemporanea di cui il Ministero abbia riconosciuto, su richiesta del proprietario, ilparticolare valore artistico (2).(1) Comma modificato precedentemente dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156 e successivamente dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.(2) Comma modificato dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. Articolo 38 Accessibilità al pubblico dei beni culturali oggetto di interventi conservativi (1)1. I beni culturali restaurati o sottoposti ad altri interventi conservativi con il concorso totale oparziale dello Stato nella spesa, o per i quali siano stati concessi contributi in conto interessi, sonoresi accessibili al pubblico secondo modalità fissate, caso per caso, da appositi accordi oconvenzioni da stipularsi fra il Ministero ed i singoli proprietari allatto della assunzione delloneredella spesa ai sensi dellarticolo 34 o della concessione del contributo ai sensi degli articoli 35 e 37(2).2. Gli accordi e le convenzioni stabiliscono i limiti temporali dellobbligo di apertura al pubblico,tenendo conto della tipologia degli interventi, del valore artistico e storico degli immobili e dei beniin essi esistenti. Accordi e convenzioni sono trasmessi, a cura del soprintendente, al comune e allacittà metropolitana nel cui territorio si trovano gli immobili (3).(1) Rubrica modificata precedentemente dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156 e successivamente dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.(2) Comma modificato precedentemente dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156 e successivamente dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.(3) Comma modificato dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. Articolo 39 Interventi conservativi su beni dello Stato1. Il Ministero provvede alle esigenze di conservazione dei beni culturali di appartenenza statale,anche se in consegna o in uso ad amministrazioni diverse o ad altri soggetti, sentiti i medesimi.2. Salvo che non sia diversamente concordato, la progettazione e lesecuzione degli interventi di cuial comma 1 sono assunte dallamministrazione o dal soggetto medesimi, ferma restando lacompetenza del Ministero al rilascio dellautorizzazione sul progetto ed alla vigilanza sui lavori (1).3. Per lesecuzione degli interventi di cui al comma 1, relativi a beni immobili, il Ministerotrasmette il progetto e comunica linizio dei lavori al comune e alla città metropolitana (1).(1) Comma modificato dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. 19.
Articolo 40 Interventi conservativi su beni delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali1. Per i beni culturali appartenenti alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali, le misure previstedallarticolo 32 sono disposte, salvo i casi di assoluta urgenza, in base ad accordi con lenteinteressato.2. Gli accordi possono riguardare anche i contenuti delle prescrizioni di cui allarticolo 30, comma2.3. Gli interventi conservativi sui beni culturali che coinvolgono lo Stato, le regioni e gli altri entipubblici territoriali nonché altri soggetti pubblici e privati, sono ordinariamente oggetto dipreventivi accordi programmatici. Articolo 41Obblighi di versamento agli Archivi di Stato dei documenti conservati dalle amministrazioni statali1. Gli organi giudiziari e amministrativi dello Stato versano allarchivio centrale dello Stato e agliarchivi di Stato i documenti relativi agli affari esauriti da oltre quarantanni, unitamente aglistrumenti che ne garantiscono la consultazione. Le liste di leva e di estrazione sono versatesettantanni dopo lanno di nascita della classe cui si riferiscono. Gli archivi notarili versano gli attinotarili ricevuti dai notai che cessarono lesercizio professionale anteriormente allultimo centennio.2. Il soprintendente allarchivio centrale dello Stato e i direttori degli archivi di Stato possonoaccettare versamenti di documenti più recenti, quando vi sia pericolo di dispersione o didanneggiamento, ovvero siano stati definiti appositi accordi con i responsabili delle amministrazioniversanti (1).3. Nessun versamento può essere ricevuto se non sono state effettuate le operazioni di scarto. Lespese per il versamento sono a carico delle amministrazioni versanti.4. Gli archivi degli uffici statali soppressi e degli enti pubblici estinti sono versati allarchiviocentrale dello Stato e agli archivi di Stato, a meno che non se ne renda necessario il trasferimento, intutto o in parte, ad altri enti.5. Presso gli organi indicati nel comma 1 sono istituite commissioni di sorveglianza, delle qualifanno parte il soprintendente allarchivio centrale dello Stato e i direttori degli archivi di Stato qualirappresentanti del Ministero, e rappresentanti del Ministero dellinterno, con il compito di vigilaresulla corretta tenuta degli archivi correnti e di deposito, di collaborare alla definizione dei criteri diorganizzazione, gestione e conservazione dei documenti, di proporre gli scarti di cui al comma 3, dicurare i versamenti previsti al comma 1, di identificare gli atti di natura riservata. La composizionee il funzionamento delle commissioni sono disciplinati con decreto adottato dal Ministro di concertocon il Ministro dellinterno, ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400.Gli scarti sono autorizzati dal Ministero (1).6. Le disposizioni del presente articolo non si applicano al Ministero degli affari esteri; non siapplicano altresì agli stati maggiori della difesa, dellesercito, della marina e dellaeronautica,nonché al Comando generale dellArma dei carabinieri, per quanto attiene la documentazione dicarattere militare e operativo (1).(1) Comma modificato dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. 20.
Articolo 42 Conservazione degli archivi storici di organi costituzionali1. La Presidenza della Repubblica conserva i suoi atti presso il proprio archivio storico, secondo ledeterminazioni assunte dal Presidente della Repubblica con proprio decreto, su proposta delSegretario generale della Presidenza della Repubblica. Con lo stesso decreto sono stabilite lemodalità di consultazione e di accesso agli atti conservati presso larchivio storico della Presidenzadella Repubblica.2. La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica conservano i loro atti presso il proprioarchivio storico, secondo le determinazioni dei rispettivi uffici di presidenza.3. La Corte Costituzionale conserva i suoi atti presso il proprio archivio storico, secondo ledisposizioni stabilite con regolamento adottato ai sensi della vigente normativa in materia dicostituzione e funzionamento della Corte medesima.3bis. (1).(1) Comma inserito dal D.L. 30 giugno 2005, n. 115, così come integrato dalla legge di conversione, e successivamente abrogato dalD.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. Si riporta di seguito la disposizione abrogata “La Presidenza del Consiglio dei Ministri conserva i suoiatti presso il proprio archivio storico, secondo le determinazioni assunte dal Presidente del Consiglio dei Ministri con proprio decreto.Con lo stesso decreto sono stabilite le modalità di conservazione, di consultazione e di accesso agli atti presso larchivio storico dellaPresidenza del Consiglio dei Ministri”. Articolo 43 Custodia coattiva1. Il Ministero ha facoltà di far trasportare e temporaneamente custodire in pubblici istituti i beniculturali mobili al fine di garantirne la sicurezza o assicurarne la conservazione ai sensi dellarticolo29.1bis. Il Ministero, su proposta del soprintendente archivistico, ha facoltà di disporre il depositocoattivo, negli archivi di Stato competenti, delle sezioni separate di archivio di cui allarticolo 30,comma 4, secondo periodo, ovvero di quella parte degli archivi degli enti pubblici che avrebbedovuto costituirne sezione separata. In alternativa, il Ministero può stabilire, su proposta delsoprintendente archivistico, listituzione della sezione separata presso lente inadempiente. Gli oneriderivanti dallattuazione dei provvedimenti di cui al presente comma sono a carico dellentepubblico cui larchivio pertiene. Dallattuazione del presente comma non devono, comunque,derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica (1).(1) Comma inserito dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. Articolo 44 Comodato e deposito di beni culturali1. I direttori degli archivi e degli istituti che abbiano in amministrazione o in deposito raccolte ocollezioni artistiche, archeologiche, bibliografiche e scientifiche possono ricevere in comodato daprivati proprietari, previo assenso del competente organo ministeriale, beni culturali mobili al finedi consentirne la fruizione da parte della collettività, qualora si tratti di beni di particolare pregio oche rappresentino significative integrazioni delle collezioni pubbliche e purché la loro custodiapresso i pubblici istituti non risulti particolarmente onerosa (1).2. Il comodato non può avere durata inferiore a cinque anni e si intende prorogato tacitamente perun periodo pari a quello convenuto, qualora una delle parti contraenti non abbia comunicato allaltra 21.
la disdetta almeno due mesi prima della scadenza del termine. Anche prima della scadenza le partipossono risolvere consensualmente il comodato.3. I direttori adottano ogni misura necessaria per la conservazione dei beni ricevuti in comodato,dandone comunicazione al comodante. Le relative spese sono a carico del Ministero.4. I beni sono protetti da idonea copertura assicurativa a carico del Ministero. Lassicurazione puòessere sostituita dallassunzione dei relativi rischi da parte dello Stato, ai sensi dellarticolo 48,comma 5 (1).5. I direttori possono ricevere altresì in deposito, previo assenso del competente organo ministeriale,beni culturali appartenenti ad enti pubblici. Le spese di conservazione e custodia specificamenteriferite ai beni depositati sono a carico degli enti depositanti, salvo che le parti abbiano convenutoche le spese medesime siano, in tutto o in parte, a carico del Ministero, anche in ragione delparticolare pregio dei beni e del rispetto degli obblighi di conservazione da parte dellentedepositante. Dallattuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri acarico della finanza pubblica (2).6. Per quanto non espressamente previsto dal presente articolo, si applicano le disposizioni inmateria di comodato e di deposito.(1) Comma modificato dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156.(2) Comma modificato dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. Sezione III Altre forme di protezione Articolo 45 Prescrizioni di tutela indiretta1. Il Ministero ha facoltà di prescrivere le distanze, le misure e le altre norme dirette ad evitare chesia messa in pericolo lintegrità dei beni culturali immobili, ne sia danneggiata la prospettiva o laluce o ne siano alterate le condizioni di ambiente e di decoro.2. Le prescrizioni di cui al comma 1, adottate e notificate ai sensi degli articoli 46 e 47, sonoimmediatamente precettive. Gli enti pubblici territoriali interessati recepiscono le prescrizionimedesime nei regolamenti edilizi e negli strumenti urbanistici. Articolo 46 Procedimento per la tutela indiretta1. Il soprintendente avvia il procedimento per la tutela indiretta, anche su motivata richiesta dellaregione o di altri enti pubblici territoriali interessati, dandone comunicazione al proprietario,possessore o detentore a qualsiasi titolo dellimmobile cui le prescrizioni si riferiscono. Se per ilnumero dei destinatari la comunicazione personale non è possibile o risulta particolarmentegravosa, il soprintendente comunica lavvio del procedimento mediante idonee forme di pubblicità.2. La comunicazione di avvio del procedimento individua limmobile in relazione al quale siintendono adottare le prescrizioni di tutela indiretta e indica i contenuti essenziali di taliprescrizioni.3. Nel caso di complessi immobiliari, la comunicazione è inviata anche al comune e alla cittàmetropolitana (1). 22.
4. La comunicazione comporta, in via cautelare, la temporanea immodificabilità dellimmobilelimitatamente agli aspetti cui si riferiscono le prescrizioni contenute nella comunicazione stessa.5. Gli effetti indicati al comma 4 cessano alla scadenza del termine del relativo procedimento,stabilito dal Ministero ai sensi delle vigenti disposizioni di legge in materia di procedimentoamministrativo (2).(1) Comma modificato dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156.(2) Comma modificato dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. Articolo 47 Notifica delle prescrizioni di tutela indiretta e ricorso amministrativo1. Il provvedimento contenente le prescrizioni di tutela indiretta è notificato al proprietario,possessore o detentore a qualsiasi titolo degli immobili interessati, tramite messo comunale o amezzo posta raccomandata con avviso di ricevimento.2. Il provvedimento è trascritto nei registri immobiliari e hanno efficacia nei confronti di ognisuccessivo proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo degli immobili cui le prescrizionistesse si riferiscono.3. Avverso il provvedimento contenente le prescrizioni di tutela indiretta è ammesso ricorsoamministrativo ai sensi dellarticolo 16. La proposizione del ricorso, tuttavia, non comporta lasospensione degli effetti del provvedimento impugnato. Articolo 48 Autorizzazione per mostre ed esposizioni1. È soggetto ad autorizzazione il prestito per mostre ed esposizioni:a) delle cose mobili indicate nellarticolo 12, comma 1;b) dei beni mobili indicati nellarticolo 10, comma 1;c) dei beni mobili indicati allarticolo 10, comma 3, lettere a), ed e);d) delle raccolte e dei singoli beni ad esse pertinenti, di cui allarticolo 10, comma 2, lettera a), delleraccolte librarie indicate allarticolo 10, commi 2, lettera c), e 3, lettera c), nonché degli archivi e deisingoli documenti indicati allarticolo 10, commi 2, lettera b), e 3, lettera b).2. Qualora lautorizzazione abbia ad oggetto beni appartenenti allo Stato o sottoposti a tutela statale,la richiesta è presentata al Ministero almeno quattro mesi prima dellinizio della manifestazione edindica il responsabile della custodia delle opere in prestito.3. Lautorizzazione è rilasciata tenendo conto delle esigenze di conservazione dei beni e, per quelliappartenenti allo Stato, anche delle esigenze di fruizione pubblica; essa è subordinata alladozionedelle misure necessarie per garantirne lintegrità. I criteri, le procedure e le modalità per il rilasciodellautorizzazione medesima sono stabiliti con decreto ministeriale.4. Il rilascio dellautorizzazione è inoltre subordinato allassicurazione delle cose e dei beni da partedel richiedente, per il valore indicato nella domanda, previa verifica della sua congruità da parte delMinistero. 23.
5. Per le mostre e le manifestazioni sul territorio nazionale promosse dal Ministero o, con lapartecipazione statale, da enti o istituti pubblici, lassicurazione prevista al comma 4 può esseresostituita dallassunzione dei relativi rischi da parte dello Stato. La garanzia statale è rilasciatasecondo le procedure, le modalità e alle condizioni stabilite con decreto ministeriale, sentito ilMinistero delleconomia e delle finanze. Ai corrispondenti oneri si provvede mediante utilizzazionedelle risorse disponibili nellàmbito del fondo di riserva per le spese obbligatorie e dordine istituitonello stato di previsione della spesa del Ministero delleconomia e delle finanze.6. Il Ministero ha facoltà di dichiarare, a richiesta dellinteressato, il rilevante interesse culturale oscientifico di mostre o esposizioni di beni culturali e di ogni altra iniziativa a carattere culturale, aifini dellapplicazione delle agevolazioni previste dalla normativa fiscale. Articolo 49 Manifesti e cartelli pubblicitari1. È vietato collocare o affiggere cartelli o altri mezzi di pubblicità sugli edifici e nelle aree tutelaticome beni culturali. Il collocamento o laffissione possono essere autorizzati dal soprintendentequalora non danneggino laspetto, il decoro o la pubblica fruizione di detti immobili.Lautorizzazione è trasmessa, a cura degli interessati, agli altri enti competenti alleventualeemanazione degli ulteriori atti abilitativi (1).2. Lungo le strade site nellàmbito o in prossimità dei beni indicati al comma 1, è vietato collocarecartelli o altri mezzi di pubblicità, salvo autorizzazione rilasciata ai sensi della normativa in materiadi circolazione stradale e di pubblicità sulle strade e sui veicoli, previo parere favorevole dellasoprintendenza sulla compatibilità della collocazione o della tipologia del mezzo di pubblicità conlaspetto, il decoro e la pubblica fruizione dei beni tutelati.3. In relazione ai beni indicati al comma 1 il soprintendente, valutatane la compatibilità con il lorocarattere artistico o storico, rilascia o nega il nulla osta o lassenso per lutilizzo a fini pubblicitaridelle coperture dei ponteggi predisposti per lesecuzione degli interventi di conservazione, per unperiodo non superiore alla durata dei lavori. A tal fine alla richiesta di nulla osta o di assenso deveessere allegato il contratto di appalto dei lavori medesimi.(1) Comma modificato dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. Articolo 50 Distacco di beni culturali1. È vietato, senza lautorizzazione del soprintendente, disporre ed eseguire il distacco di affreschi,stemmi, graffiti, lapidi, iscrizioni, tabernacoli ed altri elementi decorativi di edifici, esposti o nonalla pubblica vista (1).2. È vietato, senza lautorizzazione del soprintendente, disporre ed eseguire il distacco di stemmi,graffiti, lapidi, iscrizioni, tabernacoli nonché la rimozione di cippi e monumenti, costituenti vestigiadella Prima guerra mondiale ai sensi della normativa in materia.(1) Comma modificato dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156. 24.
Articolo 51 Studi dartista1. È vietato modificare la destinazione duso degli studi dartista nonché rimuoverne il contenuto,costituito da opere, documenti, cimeli e simili, qualora esso, considerato nel suo insieme ed inrelazione al contesto in cui è inserito, sia dichiarato di interesse particolarmente importante per ilsuo valore storico, ai sensi dellarticolo 13.2. È altresì vietato modificare la destinazione duso degli studi dartista rispondenti alla tradizionaletipologia a lucernario e adibiti a tale funzione da almeno ventanni. Articolo 52 Esercizio del commercio in aree di valore culturale1. Con le deliberazioni previste dalla normativa in materia di riforma della disciplina relativa alsettore del commercio, i comuni, sentito il soprintendente, individuano le aree pubbliche aventivalore archeologico, storico, artistico e paesaggistico nelle quali vietare o sottoporre a condizioniparticolari lesercizio del commercio (1).(1) Comma modificato dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. Capo IV Circolazione in àmbito nazionale Sezione I Alienazione e altri modi di trasmissione Articolo 53 Beni del demanio culturale1. I beni culturali appartenenti allo Stato, alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali cherientrino nelle tipologie indicate allarticolo 822 del codice civile costituiscono il demanio culturale.2. I beni del demanio culturale non possono essere alienati, né formare oggetto di diritti a favore diterzi, se non nei limiti e con le modalità previsti dal presente codice (1).(1) Comma modificato dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. Articolo 54 Beni inalienabili1. Sono inalienabili i beni del demanio culturale di seguito indicati (1):a) gli immobili e le aree di interesse archeologico;b) gli immobili dichiarati monumenti nazionali a termini della normativa allepoca vigente (2);c) le raccolte di musei, pinacoteche, gallerie e biblioteche;d) gli archivi;dbis) gli immobili dichiarati di interesse particolarmente importante ai sensi dellarticolo 10, comma3, lettera d) (3); 25.
dter) le cose mobili che siano opera di autore vivente o la cui esecuzione non risalga ad oltrecinquanta anni, se incluse in raccolte appartenenti ai soggetti di cui allarticolo 53 (3).2. Sono altresì inalienabili:a) le cose immobili e mobili appartenenti ai soggetti indicati allarticolo 10, comma 1, che sianoopera di autore non più vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni, fino allaconclusione del procedimento di verifica previsto dallarticolo 12. Se il procedimento si concludecon esito negativo, le cose medesime sono liberamente alienabili, ai fini del presente codice, ai sensidellarticolo 12, commi 4, 5 e 6 (4);b) (5);c) i singoli documenti appartenenti ai soggetti di cui allarticolo 53, nonché gli archivi e i singolidocumenti di enti ed istituti pubblici diversi da quelli indicati al medesimo articolo 53;d) (6).3. I beni e le cose di cui ai commi 1 e 2 possono essere oggetto di trasferimento tra lo Stato, leregioni e gli altri enti pubblici territoriali. Qualora si tratti di beni o cose non in consegna alMinistero, del trasferimento è data preventiva comunicazione al Ministero medesimo per le finalitàdi cui agli articoli 18 e 19 (7).4. I beni e le cose indicati ai commi 1 e 2 possono essere utilizzati esclusivamente secondo lemodalità e per i fini previsti dal Titolo II della presente Parte.(1) Periodo modificato dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.(2) Lettera sostituita dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.(3) Lettera inserita dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.(4) Lettera modificata dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156.(5) Lettera abrogata dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. Si riporta di seguito la disposizione abrogata “le cose mobili che siano opera diautore vivente o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni, se incluse in raccolte appartenenti ai soggetti di cui allarticolo53”.(6) Lettera precedentemente modificata dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156 e successivamente abrogata dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n.62. Si riporta di seguito la disposizione abrogata “le cose immobili appartenenti ai soggetti di cui allarticolo 53 dichiarate diinteresse particolarmente importante, ai sensi dellarticolo 10, comma 3, lettera d)”.(7) Comma modificato dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. Articolo 55 Alienabilità di immobili appartenenti al demanio culturale1. I beni culturali immobili appartenenti al demanio culturale e non rientranti tra quelli elencatinellarticolo 54, comma 1, non possono essere alienati senza lautorizzazione del Ministero (1).2. La richiesta di autorizzazione ad alienare è corredata:a) dalla indicazione della destinazione duso in atto;b) dal programma delle misure necessarie ad assicurare la conservazione del bene;c) dallindicazione degli obiettivi di valorizzazione che si intendono perseguire con lalienazione delbene e delle modalità e dei tempi previsti per il loro conseguimento; 26.
d) dallindicazione della destinazione duso prevista, anche in funzione degli obiettivi divalorizzazione da conseguire;e) dalle modalità di fruizione pubblica del bene, anche in rapporto con la situazione conseguentealle precedenti destinazioni duso (2).3. Lautorizzazione è rilasciata su parere del soprintendente, sentita la regione e, per suo tramite, glialtri enti pubblici territoriali interessati. Il provvedimento, in particolare:a) detta prescrizioni e condizioni in ordine alle misure di conservazione programmate;b) stabilisce le condizioni di fruizione pubblica del bene, tenuto conto della situazione conseguentealle precedenti destinazioni duso;c) si pronuncia sulla congruità delle modalità e dei tempi previsti per il conseguimento degliobiettivi di valorizzazione indicati nella richiesta (3).3bis. Lautorizzazione non può essere rilasciata qualora la destinazione duso proposta siasuscettibile di arrecare pregiudizio alla conservazione e fruizione pubblica del bene o comunquerisulti non compatibile con il carattere storico e artistico del bene medesimo. Il Ministero ha facoltàdi indicare, nel provvedimento di diniego, destinazioni duso ritenute compatibili con il carattere delbene e con le esigenze della sua conservazione (4).3ter. Il Ministero ha altresì facoltà di concordare con il soggetto interessato il contenuto delprovvedimento richiesto, sulla base di una valutazione comparativa fra le proposte avanzate con larichiesta di autorizzazione ed altre possibili modalità di valorizzazione del bene (4).3quater. Qualora lalienazione riguardi immobili utilizzati a scopo abitativo o commerciale, larichiesta di autorizzazione è corredata dai soli elementi di cui al comma 2, lettere a), b) ed e), elautorizzazione è rilasciata con le indicazioni di cui al comma 3, lettere a) e b) (4).3quinquies. Lautorizzazione ad alienare comporta la sdemanializzazione del bene cui essa siriferisce. Tale bene resta comunque sottoposto a tutte le disposizioni di tutela di cui al presentetitolo (4).3sexies. Lesecuzione di lavori ed opere di qualunque genere sui beni alienati è sottoposta apreventiva autorizzazione ai sensi dellarticolo 21, commi 4 e 5 (4).(1) Comma modificato dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.(2) Lettera precedentemente modificata dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156 e successivamente sostituita dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n.62.(3) Lettera sostituita dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.(4) Comma inserito dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. Articolo 55bis (1) Clausola risolutiva1. Le prescrizioni e condizioni contenute nellautorizzazione di cui allarticolo 55 sono riportatenellatto di alienazione, del quale costituiscono obbligazione ai sensi dellarticolo 1456 del codicecivile ed oggetto di apposita clausola risolutiva espressa. Esse sono anche trascritte, su richiesta delsoprintendente, nei registri immobiliari.2. Il soprintendente, qualora verifichi linadempimento, da parte dellacquirente, dellobbligazione dicui al comma 1, fermo restando lesercizio dei poteri di tutela, dà comunicazione delle accertate 27.
inadempienze alle amministrazioni alienanti ai fini della risoluzione di diritto dellatto dialienazione.(1) Articolo inserito dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. Articolo 56 Altre alienazioni soggette ad autorizzazione1. È altresì soggetta ad autorizzazione da parte del Ministero:a) lalienazione dei beni culturali appartenenti allo Stato, alle regioni e agli altri enti pubbliciterritoriali, e diversi da quelli indicati negli articoli 54, commi 1 e 2, e 55, comma 1;b) lalienazione dei beni culturali appartenenti a soggetti pubblici diversi da quelli indicati allalettera a) o a persone giuridiche private senza fine di lucro, ivi compresi gli enti ecclesiasticicivilmente riconosciuti (1).2. Lautorizzazione è richiesta inoltre:a) nel caso di vendita, anche parziale, da parte di soggetti di cui al comma 1, lettera b), di collezionio serie di oggetti e di raccolte librarie;b) nel caso di vendita, da parte di persone giuridiche private senza fine di lucro, ivi compresi gli entiecclesiastici civilmente riconosciuti, di archivi o di singoli documenti (1).3. La richiesta di autorizzazione è corredata dagli elementi di cui allarticolo 55, comma 2, lettere a),b) ed e), e lautorizzazione è rilasciata con le indicazioni di cui al comma 3, lettere a) e b) delmedesimo articolo (1).4. Relativamente ai beni di cui al comma 1, lettera a), lautorizzazione può essere rilasciata acondizione che i beni medesimi non abbiano interesse per le raccolte pubbliche e dallalienazionenon derivi danno alla loro conservazione e non ne sia menomata la pubblica fruizione (1).4bis. Relativamente ai beni di cui al comma 1, lettera b), e al comma 2, lautorizzazione può essererilasciata a condizione che dalla alienazione non derivi danno alla conservazione e alla pubblicafruizione dei beni medesimi (2).4ter. Le prescrizioni e condizioni contenute nellautorizzazione sono riportate nellatto dialienazione e sono trascritte, su richiesta del soprintendente, nei registri immobiliari (2).4quater. Lesecuzione di lavori ed opere di qualunque genere sui beni alienati è sottoposta apreventiva autorizzazione ai sensi dellarticolo 21, commi 4 e 5 (2).4quinquies. La disciplina dettata ai commi precedenti si applica anche alle costituzioni di ipoteca edi pegno ed ai negozi giuridici che possono comportare lalienazione dei beni culturali ivi indicati(2).4sexies. Non è soggetta ad autorizzazione lalienazione delle cose indicate allarticolo 54, comma 2,lettera a), secondo periodo (2).4septies. Rimane ferma linalienabilità disposta dallarticolo 54, comma 1, lettera dter) (2).(1) Comma sostituito dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. 28.
(2) Comma inserito dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. Articolo 57 (1) Cessione di beni culturali in favore dello Stato1. Gli atti che comportano alienazione di beni culturali a favore dello Stato, ivi comprese le cessioniin pagamento di obbligazioni tributarie, non sono soggetti ad autorizzazione.(1) Articolo precedentemente modificato dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156 e successivamente sostituito dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n.62. Articolo 57bis (1) Procedure di trasferimento di immobili pubblici1. Le disposizioni di cui agli articoli 54, 55 e 56 si applicano ad ogni procedura di dismissione o divalorizzazione e utilizzazione, anche a fini economici, di beni immobili pubblici di interesseculturale, prevista dalla normativa vigente e attuata, rispettivamente, mediante lalienazione ovverola concessione in uso o la locazione degli immobili medesimi.2. Qualora si proceda alla concessione in uso o alla locazione di immobili pubblici di interesseculturale per le finalità di cui al comma 1, le prescrizioni e condizioni contenute nellautorizzazionesono riportate nellatto di concessione o nel contratto di locazione e sono trascritte, su richiesta delsoprintendente, nei registri immobiliari. Linosservanza, da parte del concessionario o del locatario,delle prescrizioni e condizioni medesime, comunicata dal soprintendente alle amministrazioni cui ibeni pertengono, dà luogo, su richiesta delle stesse amministrazioni, alla revoca della concessione oalla risoluzione del contratto, senza indennizzo.(1) Articolo inserito dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. Articolo 58 Autorizzazione alla permuta1. Il Ministero può autorizzare la permuta dei beni indicati agli articoli 55 e 56 nonché di singolibeni appartenenti alle pubbliche raccolte con altri appartenenti ad enti, istituti e privati, anchestranieri, qualora dalla permuta stessa derivi un incremento del patrimonio culturale nazionaleovvero larricchimento delle pubbliche raccolte. Articolo 59 Denuncia di trasferimento1. Gli atti che trasferiscono, in tutto o in parte, a qualsiasi titolo, la proprietà o la detenzione di beniculturali sono denunciati al Ministero.2. La denuncia è effettuata entro trenta giorni:a) dallalienante o dal cedente la detenzione, in caso di alienazione a titolo oneroso o gratuito o ditrasferimento della detenzione;b) dallacquirente, in caso di trasferimento avvenuto nellàmbito di procedure di vendita forzata ofallimentare ovvero in forza di sentenza che produca gli effetti di un contratto di alienazione nonconcluso; 29.
c) dallerede o dal legatario, in caso di successione a causa di morte. Per lerede, il termine decorredallaccettazione delleredità o dalla presentazione della dichiarazione ai competenti uffici tributari;per il legatario, il termine decorre dalla comunicazione notarile prevista dallarticolo 623 del codicecivile, salva rinuncia ai sensi delle disposizioni del codice civile (1).3. La denuncia è presentata al competente soprintendente del luogo ove si trovano i beni.4. La denuncia contiene:a) i dati identificativi delle parti e la sottoscrizione delle medesime o dei loro rappresentanti legali;b) i dati identificativi dei beni;c) lindicazione del luogo ove si trovano i beni;d) lindicazione della natura e delle condizioni dellatto di trasferimento;e) lindicazione del domicilio in Italia delle parti ai fini delle eventuali comunicazioni previste dalpresente Titolo.5. Si considera non avvenuta la denuncia priva delle indicazioni previste dal comma 4 o conindicazioni incomplete o imprecise.(1) Lettera modificata dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156. Sezione II Prelazione Articolo 60 Acquisto in via di prelazione1. Il Ministero o, nel caso previsto dallarticolo 62, comma 3, la regione o agli altri enti pubbliciterritoriali interessati, hanno facoltà di acquistare in via di prelazione i beni culturali alienati a titolooneroso o conferiti in società, rispettivamente, al medesimo prezzo stabilito nellatto di alienazioneo al medesimo valore attribuito nellatto di conferimento (1).2. Qualora il bene sia alienato con altri per un unico corrispettivo o sia ceduto senza previsione diun corrispettivo in denaro ovvero sia dato in permuta, il valore economico è determinato dufficiodal soggetto che procede alla prelazione ai sensi del comma 1.3. Ove lalienante non ritenga di accettare la determinazione effettuata ai sensi del comma 2, ilvalore economico della cosa è stabilito da un terzo, designato concordemente dallalienante e dalsoggetto che procede alla prelazione. Se le parti non si accordano per la nomina del terzo, ovveroper la sua sostituzione qualora il terzo nominato non voglia o non possa accettare lincarico, lanomina è effettuata, su richiesta di una delle parti, dal presidente del tribunale del luogo in cui èstato concluso il contratto. Le spese relative sono anticipate dallalienante.4. La determinazione del terzo è impugnabile in caso di errore o di manifesta iniquità.5. La prelazione può essere esercitata anche quando il bene sia a qualunque titolo dato inpagamento.(1) Comma modificato precedentemente dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156 e successivamente dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. 30.
Articolo 61 Condizioni della prelazione1. La prelazione è esercitata nel termine di sessanta giorni dalla data di ricezione della denunciaprevista dallarticolo 59.2. Nel caso in cui la denuncia sia stata omessa o presentata tardivamente oppure risulti incompleta,la prelazione è esercitata nel termine di centottanta giorni dal momento in cui il Ministero haricevuto la denuncia tardiva o ha comunque acquisito tutti gli elementi costitutivi della stessa aisensi dellarticolo 59, comma 4.3. Entro i termini indicati dai commi 1 e 2 il provvedimento di prelazione è notificato allalienanteed allacquirente. La proprietà passa allo Stato dalla data dellultima notifica.4. In pendenza del termine prescritto dal comma 1 latto di alienazione rimane condizionatosospensivamente allesercizio della prelazione e allalienante è vietato effettuare la consegna dellacosa.5. Le clausole del contratto di alienazione non vincolano lo Stato.6. Nel caso in cui il Ministero eserciti la prelazione su parte delle cose alienate, lacquirente hafacoltà di recedere dal contratto. Articolo 62 Procedimento per la prelazione1. Il soprintendente, ricevuta la denuncia di un atto soggetto a prelazione, ne dà immediatacomunicazione alla regione e agli altri enti pubblici territoriali nel cui àmbito si trova il bene.Trattandosi di bene mobile, la regione ne dà notizia sul proprio Bollettino Ufficiale edeventualmente mediante altri idonei mezzi di pubblicità a livello nazionale, con la descrizionedellopera e lindicazione del prezzo.2. La regione e gli altri enti pubblici territoriali, nel termine di venti giorni dalla denuncia,formulano al Ministero una proposta di prelazione, corredata dalla deliberazione dellorganocompetente che predisponga, a valere sul bilancio dellente, la necessaria copertura finanziaria dellaspesa indicando le specifiche finalità di valorizzazione culturale del bene (1).3. Il Ministero può rinunciare allesercizio della prelazione, trasferendone la facoltà allenteinteressato entro venti giorni dalla ricezione della denuncia. Detto ente assume il relativo impegnodi spesa, adotta il provvedimento di prelazione e lo notifica allalienante ed allacquirente entro enon oltre sessanta giorni dalla denuncia medesima. La proprietà del bene passa allente che haesercitato la prelazione dalla data dellultima notifica (1).4. Nei casi in cui la denuncia sia stata omessa o presentata tardivamente oppure risulti incompleta, iltermine indicato al comma 2 è di novanta giorni ed i termini stabiliti al comma 3, primo e secondoperiodo, sono, rispettivamente, di centoventi e centottanta giorni. Essi decorrono dal momento incui il Ministero ha ricevuto la denuncia tardiva o ha comunque acquisito tutti gli elementi costitutividella stessa ai sensi dellarticolo 59, comma 4 (2).(1) Comma modificato dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 156.(2) Comma sostituito dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. 31.
Sezione III Commercio Articolo 63 Obbligo di denuncia dellattività commerciale e di tenuta del registro. Obbligo di denuncia della vendita o dellacquisto di documenti1. Lautorità locale di pubblica sicurezza, abilitata, ai sensi della normativa in materia, a ricevere ladichiarazione preventiva di esercizio del commercio di cose antiche o usate, trasmette alsoprintendente e alla regione copia della dichiarazione medesima, presentata da chi esercita ilcommercio di cose rientranti nelle categorie di cui alla lettera A dellAllegato A del presente decretolegislativo, di seguito indicato come “ALLEGATO A” (1).2. Coloro che esercitano il commercio delle cose indicate al comma 1 annotano giornalmente leoperazioni eseguite nel registro prescritto dalla normativa in materia di pubblica sicurezza,descrivendo le caratteristiche delle cose medesime. Con decreto adottato dal Ministro di concertocon il Ministro dellinterno sono definiti i limiti di valore al di sopra dei quali è obbligatoria unadettagliata descrizione delle cose oggetto delle operazioni commerciali.3. Il soprintendente verifica ladempimento dellobbligo di cui al secondo periodo del comma 2 conispezioni periodiche, effettuate anche a mezzo dei carabinieri preposti alla tutela del patrimonioculturale, da lui delegati. La verifica è svolta da funzionari della regione nei casi di esercizio dellatutela ai sensi dellarticolo 5, commi 2, 3 e 4. Il verbale dellispezione è notificato allinteressato edalla locale autorità di pubblica sicurezza (1).4. Coloro che esercitano il commercio di documenti, i titolari delle case di vendita, nonché ipubblici ufficiali preposti alle vendite mobiliari hanno lobbligo di comunicare al soprintendentelelenco dei documenti di interesse storico posti in vendita. Allo stesso obbligo sono soggetti iprivati proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di archivi che acquisiscano documentiaventi il medesimo interesse, entro novanta giorni dallacquisizione. Entro novanta giorni dallecomunicazioni di cui al presente comma il soprintendente può avviare il procedimento di cuiallarticolo 13 (1).5. Il soprintendente può comunque accertare dufficio lesistenza di archivi o di singoli documentidei quali siano proprietari, possessori o detentori, a qualsiasi titolo, i privati e di cui sia presumibilelinteresse storico particolarmente importante.(1) Comma modificato dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. Articolo 64 (1) Attestati di autenticità e di provenienza1. Chiunque esercita lattività di vendita al pubblico, di esposizione a fini di commercio o diintermediazione finalizzata alla vendita di opere di pittura, di scultura, di grafica ovvero di oggettidantichità o di interesse storico od archeologico, o comunque abitualmente vende le opere o glioggetti medesimi, ha lobbligo di consegnare allacquirente la documentazione che ne attestilautenticità o almeno la probabile attribuzione e la provenienza delle opere medesime; ovvero, inmancanza, di rilasciare, con le modalità previste dalle disposizioni legislative e regolamentari inmateria di documentazione amministrativa, una dichiarazione recante tutte le informazionidisponibili sullautenticità o la probabile attribuzione e la provenienza. Tale dichiarazione, ovepossibile in relazione alla natura dellopera o delloggetto, è apposta su copia fotografica degli stessi.(1) Articolo modificato dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. 32.
Capo V Circolazione in àmbito internazionale Sezione I Principi in materia di circolazione internazionale (1)(1) Rubrica sostituita dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. Articolo 64bis (1) Controllo sulla circolazione1. Il controllo sulla circolazione internazionale è finalizzato a preservare lintegrità del patrimonioculturale in tutte le sue componenti, quali individuate in base al presente codice ed alle normeprevigenti.2. Il controllo di cui al comma 1 è esercitato ai sensi delle disposizioni del presente capo, nelrispetto degli indirizzi e dei vincoli fissati in ambito comunitario, nonché degli impegni assuntimediante la stipula e la ratifica di Convenzioni internazionali. Detto controllo costituisce funzionedi preminente interesse nazionale.3. Con riferimento al regime della circolazione internazionale, i beni costituenti il patrimonioculturale non sono assimilabili a merci.(1) Articolo inserito dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. Sezione Ibis Uscita dal territorio nazionale e ingresso nel territorio nazionale (1)(1) Sezione inserita dal D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. Articolo 65 Uscita definitiva1. È vietata luscita definitiva dal territorio della Repubblica dei beni culturali mobili indicatinellarticolo 10, commi 1, 2 e 3.2. È vietata altresì luscita:a) delle cose mobili appartenenti ai soggetti indicati allarticolo 10, comma 1, che siano opera diautore non più vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni, fino a quando non siastata effettuata la verifica prevista dallarticolo 12;b) dei beni, a chiunque appartenenti, che rientrino nelle categorie indicate allarticolo 10, comma 3,e che il Ministero, sentito il competente organo consultivo, abbia preventivamente individuato e, perperiodi temporali definiti, abbia escluso dalluscita, perché dannosa per il patrimonio culturale inrelazione alle caratteristiche oggettive, alla provenienza o allappartenenza dei beni medesimi.3. Fuori dei casi previsti dai commi 1 e 2, è soggetta ad autorizzazione, secondo le modalità stabilitenella presente sezione e nella sezione II di questo Capo, luscita definitiva dal territorio dellaRepubblica: Recommended

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