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Guardarci dentro: il Telepass | Giacomo Rizzo
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27 pensieri su “Guardarci dentro: il Telepass”
PseudoTecnico 1 ottobre 2007 alle 17:12
Nota a margine sul malfunzionamento: non è che hai il parabrezza schermato? Sulla mia Opel Meriva sei obbligato ad attaccare il telepass nella zona a fianco dello specchietto retrovisore, non sotto, altrimenti non funziona praticamente mai.
alt-os Autore articolo 1 ottobre 2007 alle 17:27
Schermato lo è, e non avendo il velcro (è rimasto sulla Panda) lo devo reggere con le mani e quindi la posizione varia di volta in volta. La zona però è sempre la stessa (dietro il retrovisore), e il funzionamento pare essere indipendente da questo (ho addirittura provato a passare, con successo, con il trasponder nel vano porta-oggetti)
ramsesoriginal 1 ottobre 2007 alle 19:16
Una domanda: sistemi per clonare tag rfid ce ne sono. Cosa mi impedisce di clonare il telepass di qualcuno?
alt-os Autore articolo 1 ottobre 2007 alle 20:13
Un sistema di autenticazione sul quale però non sono ancora riuscito a trovare molto. Penso che su questo aspetto dovrò necessariamente andare di antenna ed oscilloscopio
ramsesoriginal 1 ottobre 2007 alle 22:40
Ma a meno che non ci sia un qualche hash del rfid su un chip, non dovrebbe essere possibile clonare semplicemente l’rfid se si é vicini abbastanza da non dovere utilizzare l’antenna? Bho.. aspetto le tue notizie!
alt-os Autore articolo 2 ottobre 2007 alle 7:36
L’antenna devi usarla lo stesso, in quanto non serve solo a ricevere un segnale lontano, ma a riceverlo ‘punto’ 🙂
Puoi usarne una piccola, se sei molto vicino, ma conta che il raggio di azione del DSRC non supera la decina di metri… e comunque si tratta di microonde, non è un gioco da ragazzi
Un metodo facile da implementare che potrebbe complicare parecchio la vita a chi volesse clonare un trasponder, è un password challenge, anche piuttosto banalotto: l’RSE potrebbe inviare, dopo la sequenza di attivazione e la fase di riconoscimento (“Ciao, sono il casello”) una stringa random, che il trasponder deve ripetere, accodandovi il proprio codice di identificazione.
In questo modo, le trasmissioni di ogni singolo passaggio sarebbero differenti, impedendo la banale registrazione e ritrasmissione di una comunicazione di passaggio. Ho letto poi da qualche parte (non ricordo dove) che alcuni caselli implementano una tecnologia di cifratura dei dati: questo mi preoccupa meno, in quanto le capacità elaborative del trasponder sono piuttosto limitate, quindi non può che trattarsi di una crittografia piuttosto debole, o quantomeno a chiave piuttosto breve, facilmente attaccabile via brute-force (potrebbero usare un chip RSA dedicato, che legga da una ROM la chiave, a questo punto anche lunghetta, ma quanto gli costerebbe il trasponder? :/)
Concludendo, secondo me il trasponder è clonabile, anche piuttosto facilmente. Il problema è individuare il meccanismo di funzionamento (mi sto documentando ed ho trovato uno standard europeo che ricalca l’UNI-10607 italiano) e soprattutto il protocollo di comunicazione. Una volta in possesso di quelli, probabilmente è solo questione di componenti e qualche riga di codice…
mario 12 dicembre 2007 alle 9:38
gente, il sistema telepass non è clonabile… oltre al riconoscimento dell’rfid c’è pure il sistema di controllo targa peso assi ecc ecc… la sbarra non si aprirebbe 😉
ramsesoriginal 12 dicembre 2007 alle 14:41
Caro mario: scusa se non ti do ragione, ma quello che dici non é vero.
Da certi caselli c’é il iconoscimento della targa, certo, ma da pochissimi. Un anno fa i miei si sono comprati una macchian nuova, e hanno iniziato la procedura per farsi dare un secondo telepass. Intanto hanno messo il telepass vecchio sulla macchian nuova e non ci sono stati problemi, ha funzionato benissimo.
Inoltre un mesetto fa dopo una bufera di neve avevo la targa irriconoscibile (me ne sono accorto solo all’autogrill), e la sbarra si é aperta lo stesso.
Vedi tu poi..
Andrea 16 febbraio 2008 alle 17:47
ma le forze dell’ordine e la polizia stradale che tipo di telepass avranno? penso uno predisposto x far aprire la sbarra del casello senza addebiti su nessun conto corrente ! dovremmo rubarne uno e studiarlo che dite ?
alt-os Autore articolo 16 febbraio 2008 alle 19:26
Rubarlo naturalmente no.
Inoltre, l’addebito su conto corrente non è certo fatto dall’apparecchietto, ma dal sistema informatico a cui il casello si collega (i server di telepass.it, suppongo), sui quali si può tranquillamente definire che un certo telepass, identificato da quel numero, non viene addebitato…
Tor Romeo 15 agosto 2008 alle 14:56
Lol, può darsi che i poliziotti siano degli hackers.
Scherzi a parte, non credo che si possa fare, perchè se manometti un dispositivo client, poi il server che è protetto rileva una trasmissione o un’apparecchio irregolare con dati falsi. Specialmente nei telepass di seconda generazione, cioè quelli ricaricabili a credito (per intenderci è il dispositivo client con un bottone ed il display per vedere dei dati e la cronologia dei pedaggi effettuati in passato.
Paolucci 1 marzo 2009 alle 17:03
Sono a corto di batterie da unpo e questa è l’unica informazione decente che ho trovato sull’apparecchio telepass.
Altrimenti tutti dicono rivolgersi al punto blu.
Lo stavo per spaccare poi ho potuto vedere come aprirlo ed assicurarmi che l’unica cosa che conviene fare è veramente riportarlo indietro.
Su Google ho cercato:
come sostituire batterie telepass
come aprire telepass
cambiare batterie telepass
spero che questo mio commento ti indicizzi per quelli come me 🙂
alexe 8 luglio 2009 alle 1:14
dopo così tani anni dall’uscita del telepass è rimasto praticamente sempre uguale (escluso il primo modello che era da collegar econ i fili all’auto .
Dico io … mettere uno schermettino che mi dice quanto spendo ed un led verde che si accende(il suono che fa è ridicolo) quando passo non sarebbe mica così difficile … perchè non devo sapere quanto spendo ???
beppe 27 novembre 2009 alle 14:15
Sarai anche felice, ma sicuramente non sei possessore di quel telepass.
Nel momento in cui dovessi disdire il contratto dovrai restituirlo o pagarlo, quindi occhio a come smanetti quando lo apri e richiudi… 🙂
alt-os Autore articolo 27 novembre 2009 alle 14:51
Naturalmente Beppe, naturalmente 🙂 E’ tuttora perfettamente funzionante 🙂
massionweb 10 febbraio 2010 alle 9:59
Le batterie comunque sono da 3Volt ciascuna in serie….
paolozac 30 luglio 2010 alle 21:57
Ciao gente, possedevo anch’io un telepass, per un po ha funzionato poi non ne voleva più sapere. Impossibile che fosse scarico in quanto lo possedevo da tre mesi circa. Ho viaggiato per le ferie infuriandomi ogni volta che arrivavo al casello. Insomma non potendone più sono prima andato in banca e ho chiuso immediatamente il contratto, volevo restituire l’apparecchio ma mi hanno detto che avevo 20 giorni di tempo per restituirlo al punto blu….di corsa ci sono andato il giorno dopo… non lo volevo più tra i piedi. Arrivato allo sportello l’addetto del punto blu l’ha ritirato e non ha voluto sapere minimamente il motivo. Sono contento di essermene liberato. Io sono pro-tecno… ma solo per quella che funziona.
Burzum cattivissimo 1 dicembre 2010 alle 9:37
E infatti sono 9 mesi che lo uso senza problemi… e non una volta ogni tanto e mai dato una scocciatura… passo a 55 senza problemi.
Emanuele 4 dicembre 2010 alle 17:51
Minkia che sfiga,10 anni,2 telepass e mai un problema
david 9 novembre 2011 alle 15:29
ciao le batterie le posso cambiare io ho devo portare il telepass in qualche centro?
Giacomo Rizzo Autore articolo 9 novembre 2011 alle 15:33
Secondo me devi portarlo al Punto Blu… non credo tu sia autorizzato ad aprirlo…
Cris 27 giugno 2012 alle 16:55
Qualche news a riguardo ? 🙂 In particolare ero interessato al protocollo di scambio dati tra attori attivi e passivi… sto pensando di usare i telepass (qualcosa di simile ai telepass) per creare un sistema distribuito… sai dove posso reperire info ? thx!
Giacomo Rizzo Autore articolo 28 giugno 2012 alle 10:21
Purtroppo non so darti altri dettagli… Le compagnie sono molto chiuse e riservate sotto questo aspetto
Giuseppe 25 settembre 2012 alle 18:10
secondo me hanno usato due tecnologie:
o una vagonata di one-time password (come le chiavette per i codici della banca) impossibile da emulare.
potrebbe esserci un codice incrementale (come per alcuni telecomandi apricancelli di nuova generazione), ossia ogni qual volta passi al varco il trasmettitore verifica la tua autenticità e ti imposta un nuovo valore da usare per il passaggio successivo. In tal caso anche se lo cloni ti funzionerebbe, ma al malcapitato non più e lo andrebbe a sostituire disattivando quindi il vecchio.
Giacomo Rizzo Autore articolo 25 settembre 2012 alle 18:56
Si tratta di un apparecchio RFID (radio frequency identifier). Non ha la possibilità di immagazzinare nulla. Da questo punto di vista, il meccanismo è piuttosto chiaro…
Fiorella Pertile 24 marzo 2013 alle 12:26
ieri nn ha fuzionato saranno le batterie ? si devono sostituire se si dove posso farlo ? grazie
Giacomo Rizzo Autore articolo 25 marzo 2013 alle 10:43
Se sono le batterie (potrebbe essere anche molto altro), non si possono sostituire. L’unica modo e’ portarlo ad un Punto Blu e farselo sostituire (gratis)
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