Source: http://www.taxilex.it/2013/12/
Timestamp: 2020-04-08 21:22:18+00:00

Document:
Guida col telefonino: consentita solo alle forze dell'ordine
Chi può usare il telefonino mentre è alla guida di un veicolo? Fino al 7 marzo 2012 era consentito agli autisti di professione (tassisti, autisti di bus, ecc) e alle forze dell'ordine, infatti il divieto era previsto solo per gli automobilisti privati. Dopo il 7 marzo 2012 l'uso di telefoni cellulari mentre si conduce un veicolo è consentito solo alle forze dell'ordine.
Dal 7 marzo 2012 sono entrate in vigore le modifiche apportate all'articolo 173 del Codice della Strada (quello che regola appunto anche l'uso di telefoni cellulari) dalla legge n°11 del 13 febbraio 2012.
Ecco il testo dell'art.173 del Codice della Strada alla luce delle modifiche di cui sopra:
2. È vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle Forze armate e dei Corpi di cui all'articolo 138, comma 11, e di polizia. È consentito l'uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie (che non richiedono per il loro funzionamento l'uso delle mani).
3. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa da pagamento di una somma da euro 80 a euro 323.
3–bis. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa da pagamento di una somma da euro 160 a euro 641. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, qualora lo stesso soggetto compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio.
Attualmente guidare un veicolo mentre si sta usando il telefono cellulare è consentito solo alle forze dell'ordine.
Per i trasgressori è prevista una multa da 160 a 641 euro, la decurtazione di 5 punti patente e, se si compie 2 volte la violazione nell'arco di due anni, la sospensione della patente da uno a tre mesi.
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Insidia stradale: Se percepibile e prevedibile con ordinaria diligenza esclude la responsabilità della Pubblica Amministrazione
La suprema Corte di Cassazione ha specificato che “L'insidia stradale è un mero stato di fatto che, per la sua oggettiva invisibilità e per la sua conseguente imprevedibilità, rappresenta una situazione di pericolo occulto. Essa, pur assumendo grande importanza probatoria, atteso che può essere considerata dal giudice idonea ad integrare una presunzione di sussistenza del nesso eziologico con il sinistro e della colpa del soggetto tenuto a vigilare sulla sicurezza del luogo, non esime il giudice dall'accertare concretamente la sussistenza di tutti gli elementi previsti dall'art. 2043 c.c.. Ne deriva che la concreta possibilità per l'utente danneggiato di percepire o prevedere con l'ordinaria diligenza l'anomalia, è circostanza idonea ad escludere la configurabilità dell'insidia e, dunque, della conseguente responsabilità della Pubblica Amministrazione per difetto di manutenzione della strada pubblica”.
(Cass. civ. Sez. VI - sentenza n. 15196 del 18-06-2013)
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Sulle origini del codice della strada e del traffico a Roma
Vi siete mai chiesti quando e dove è nato il codice della strada e il traffico?
Questa è la domanda che faccio sempre ai miei clienti che si lamentano del traffico di Roma; le risposte sono le più disparate: chi sostiene sia una normativa nata durante il fascimo, chi sostiene che sia una norma nata negli anni cinquanta, altri non sanno che dire...
Per quanto concerne il traffico e la situazione delle strade di Roma, una descrizione molto dettagliata ce la fornisce Plinio il Giovane (61 d.C - 113 d.C.)...
"quando c'è qualcosa di bello a Roma, è un caos: tutti parcheggiano il loro cocchio in seconda o in terza fila e il rito di coloro che hanno acquistato dei cavalli straordinari che vengono dall’Arabia è sempre quello di spazientirsi perché l'uomo più anziano con il bastone, a lento passo, supera quelle bighe o quei carri che sono imbottigliati dal traffico.
A Roma non si vive più e non si circola più".
Altre "chicche" sulla viabilità romana ce le forniscono Cicerone (Arpino, 106 a.C. – Formia, 43 a.C.)e Catullo (Verona, 84 a.C. – Roma, 54 a.C.)...
Risulta evidente, alla luce di tutto questo, che a Roma il traffico sia stato letteralmente caotico dal momento della sua fondazione.
Le origini del codice della strada sono antichissime, fu infatti Giulio Cesare a dettare le prime regole della circolazione sulle strade. Correva l'anno 45 a.c. quando Giulio Cesare promulgò la "Lex Iulia Municipalis" che altro non era che una raccolta di disposizioni inerenti la sturttura amministrativa di Roma e delle sue colonie (quella che oggi potremmo definire una "legge quadro"). Nella "Lex Iulia Municipalis" infatti si possono leggere i seguenti passi:
"Dal 1 ° gennaio prossimo non si può guidare un carro lungo le strade di Roma o lungo quelle strade di periferia dove vi sia continuità abitativa dopo l'alba o prima della decima ora del giorno, ad eccezione di ciò che serve per il trasporto e l'importazione di materiale per la costruzione di templi degli dei immortali, o per le opere pubbliche o per l'asportazione delle macerie di quegli edifici per la cui demolizione siano stati concessi gli appalti.
Non è intenzione di questa legge impedire l'uso dei carri in questi orari quando:
si renda necessario per le vergini vestali, il re dei sacrifici o i sacerdoti recarsi in città per la fine dei sacrifici ufficiali del popolo romano;
si renda necessario utilizzare i carri per i cortei trionfali;
si renda necessario l'uso dei carri per i giochi pubblici in Roma o nel raggio di un miglio da essa;
siano usati per la processione che si svolge al momento dei giochi del Circo Massimo
Non è intenzione di questa legge impedire che i carri trainati da asini o buoi ed introdotti nottetempo, escano dalla città vuoti o per portare via lo sterco dalla città anche dopo l'alba o prima della decima ora."
In sostanza la "Lex Iulia Municipalis" poneva il divieto di circolazione nelle ore diurne a tutti i carri, fatta eccezione per quelli adibiti ad uso isituzionale, di servizio o per il trasporto dei materiali da costruzione.
Tutto il malcontento della popolazione per gli effetti della "Lex Iulia Municipalis" è documentato dagli scritti di Marziale, in un suo epigramma infatti scrive:
“I galli dalle ritte creste non hanno ancora rotto il silenzio
già tu tuoni con un molesto strepito e con sferzate.
Noi vicini chiediamo - non per tutta la notte - di dormire
infatti stare svegli è cosa tollerabile,
ma starlo a lungo è cosa insopportabile.”
Per fare dei parallelismi tra la "Lex Iulia Municipalis" e l'attuale Codice della Strada possiamo tranquillamente affermare che fu Giulio Cesare ad introdurre i concetti di:
Attraversamenti pedonali (indicati con grosse pietre);
Le zone a traffico limitato (divieto di circolazione nelle ore notturne);
Le fasce orarie per il carico e sarico merci;
Le "auto blu";
I veicoli della nettezza urbana (rimozione dello sterco dalle strade).
La "Lex Iulia Municipalis" è pervenuta fino a noi grazie al ritrovamento, avvenuto nel 1732 sul greto del fiume Cavone, delle Tavole di Heraclea. Si tratta di tavole bronzee sulle quali in era cesariana fu incisa la Lex Iulia Municipalis ad integrazione di altri due preesistenti decreti scritti in greco. Le Tavole di Eraclea sono attualmente esposte al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
(Tavole di Eraclea, Museo Archeologico Nazionale di Napoli)
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Lesioni colpose da sinistro stradale: il conducente deve far indossare le cinture a i suoi passeggeri
I giudici della Corte di Cassazione (sez. IV penale) con la sentenza n°30065 del 12/09/2006 sanciscono che il conducente di un autoveicolo ha l’obbligo di controllare se i trasportati abbiano o meno allacciato le cinture di sicurezza.
Nel caso in cui i trasportati non provvedono spontaneamente, egli dovrà invitarli ad osservare l'obbligo di allacciare le cinture di sicurezza. In effetti, se a seguito di un eventuale incidente stradale i terzi trasportati subiscono delle lesioni personali, la responsabilità sarà la sua .
Con la sentenza in questione i supremi giudici precisano che l’automobilista ha l’obbligo giuridico di fare allacciare le cinture di sicurezza, in difetto risponderà di lesioni personali lievi. Gli ermellini, si sono riportati a quanto sentenziato in precedenza dove veniva precisato che anche se il mancato uso delle cinture di sicurezza è sanzionato amministrativamente a carico di chi sia tenuto ad indossarle," il conducente dell'autoveicolo è comunque obbligato, in base alle regole della comune diligenza e prudenza, ad esigere che il passeggero indossi le cinture e, in caso di sua renitenza, a rifiutarne il trasporto o ad omettere l'intrapresa della marcia, pertanto, risponde di omicidio colposo il conducente che non abbia ottemperato al suddetto obbligo ove il soggetto trasportato sul veicolo da lui condotto sia deceduto dopo esser stato sbalzato fuori dal veicolo a seguito di un sinistro".
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Strisce blu: multa illegittima se il ticket è scaduto
Il tagliando del parcheggio (comunemente chiamato "ticket" o "grattino") è scaduto e avete trovato la multa? Da quanto si apprende, in questo caso specifico, la multa è illegittima; addirittura la sanzione è inesistente perchè non è prevista da nessuna norma. Il sostare sulle "strisce blu" con il ticket scaduto infatti non si può considerare un illecito amministrativo, ma un inadempimento che giustificherebbe un'azione di recupero crediti e non, invece, una sanzione amministrativa.
Questa circostanza è stata resa nota dal Ministero dei trasporti attraverso la circolare n°25783 22 marzo 2010 ed è stata corroborata da diversi Giudici di Pace nelle loro sentenze.
Ecco il testo integrale della circolare n°25783 22 marzo 2010 del Ministero dei trasporti:
Dipartimento per i trasporti, la Navigazione e i Sistemi Informativi e Statistici di. Navigazione
Direzione Generala per la Sicurezze Stradale
Prot. n. 25783 22 marzo 2010
Oggetto:- Richiesta di parere in materia di parcheggi a pagamento.
Con riferimento alla richiesta qui inoltrata con la nota in riscontro, si premette che la sanzione di cui all’art. 7 comma 15 del Codice della Strada si applica nel caso in cui la sosta sia vietata, ovvero limitata nel tempo o regolamentata secondo la categoria dei veicoli.
Qualora la sosta sia consentita senza limitazioni di tempo, ancorchè assoggettata a pagamento, non ricorrono le condizioni per l'applicazione della sanzione di cui all'art. 7 comma 15.
Se la sosta viene effettuta omettendo l'acquisto del ticket orario, deve essere necessariamente applicata la sanzione di cui all’art. 7 comma 14 .
Se invece viene acquistato il ticket, ma la sosta si prolunga oltre l'orario di competenza, non si applicano sanzioni ma si dà corso al recupero delle ulteriori somme dovute, maggiorate delle eventuali penali stabilite da apposito regolamento comunale, ai sensi dell’art. 17 comma 132 della legge n 127/1997.A parete di questo Ufficio, in caso di omessa corresponsione delle ulteriori somme dovute, l’ipotesi prospettata da codesto Comune. di applicare la sanzione di cui all’art. 7 comma 15 del Codice. non è giuridicamente giustificabile, in quanto l'eventuale evasione tariffaria non configura violazione alle norme del Codice, bensì una inadempienza contrattuale, da perseguire secondo le procedure jure privatorum a tutela del diritto patrimoniale del"ente proprietario o concessionario.
Come spiegato in questa circolare l'automobilista che fruisce del parcheggio a pagamento con un ticket scaduto non commette alcun illecito amministrativo ma è tenuto a pagare le ulteriori somme dovute a cui si vanno a sommare le eventuali penali stabilite da un apposito regolamento comunale. Nel caso in cui il veicolo sia in sosta sulle strisce blu senza esporre il ticket vi è una infrazione sanzionabile ai sensi del Codice della Strada (multa).
A questo punto una domanda nasce spontanea... "Come mai se questa circolare è del marzo 2010 si continuano a fare multe per i ticket scaduti?"
In conclusione, nel caso vi venga elevato un verbale per il ticket scaduto o pagate il verbale o opponete ricorso nei modi e nei tempi previsti per legge; il verbale non pagato e contro cui non si è opposto ricorso genererà una cartella esattoriale (contro cui non si potrà far valere il vizio di legittimità di cui è affetto il verbale).
art. 7 comma 14 del Codice della Strada:
Chiunque viola gli altri obblighi, divieti o limitazioni previsti nel presente articolo, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 a euro 168. La violazione del divieto di circolazione nelle corsie riservate ai mezzi pubblici di trasporto, nelle aree pedonali e nelle zone a traffico limitato è soggetta alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 80 a euro 323.
art. 7 comma 15 del Codice della Strada:
Nei casi di sosta vietata, in cui la violazione si prolunghi oltre le ventiquattro ore, la sanzione amministrativa pecuniaria è applicata per ogni periodo di ventiquattro ore, per il quale si protrae la violazione. Se si tratta di sosta limitata o regolamentata, la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da euro 25 a euro 99 e la sanzione stessa è applicata per ogni periodo per il quale si protrae la violazione.
art. 17 comma 132 della legge n 127/1997:
Pubblicato da Emiliano75 a 08:29 Nessun commento:
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