Source: https://studiolegaleramelli.it/2018/09/12/la-cassazione-annulla-la-sentenza-del-tribunale-cautelare-che-addebita-al-socio-unico-responsabilita-penali-ascrivibili-al-legale-rappresentante-della-societa-di-capitali/
Timestamp: 2019-12-09 08:48:55+00:00

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La Cassazione annulla la sentenza del Tribunale cautelare che addebita al socio unico responsabilità penali ascrivibili al legale rappresentante della società di capitali. – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
Si segnala la sentenza n. 40239/2018 resa dalla III Sezione penale della Corte di Cassazione e depositata in data 10.09.2018, con la quale i giudici di Piazza Cavour hanno annullato con rinvio un’ordinanza del Tribunale del Riesame di Napoli che aveva parzialmente confermato il decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP in sede limitatamente ai delitti di dichiarazione infedele e omessa dichiarazione contestati all’imputato nella qualità di socio unico di una s.r.l..
La Corte di legittimità ha accolto il ricorso della difesa che ha denunciato vizio di legge e di motivazione stigmatizzando l’erroneo convincimento del Tribunale cautelare secondo il quale sussistessero in capo al socio unico della società di capitali gli obblighi fiscali propri del legale rappresentante o dell’amministratore di fatto; ruoli che nella fattispecie sottoposta allo scrutinio del collegio di legittimità risultavano pacificamente ricoperti da soggetti diversi dal ricorrente all’epoca della commissione dei fatti di cui all’incolpazione provvisoria.
Di seguito il passaggio motivazionale di maggiore rilievo ed interesse:
“Va premesso che gli artt. 4 e 5 del d.lgs. 74/2000 puniscono i reati di dichiarazione infedele ed omessa dichiarazione; si tratta di reati propri perché l’obbligo della presentazione spetta, come correttamente rilevato alla difesa, al legale rappresentante o all’amministratore di fatto. L’art. 1 comma 4 del d.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, richiamato dall’art. 8, prevede che «La dichiarazione dei soggetti diversi dalle persone fisiche è sottoscritta, a pena di nullità, dal rappresentante legale, e in mancanza da chi ne ha l’amministrazione anche di fatto, o da un rappresentante negoziale». Sulla natura di reato omissivo proprio del delitto ex art. 5 d.lgs. 74/2000 cfr. Cass. Sez. 3, n. 37856 del 18/06/2015, Porzio, Rv. 265087”.
Dunque, la motivazione del Tribunale del riesame di Napoli è stata censurata perché ha ricollegato alla sola qualità di socio unico della s.r.l. (omissis) l’obbligo di presentazione delle dichiarazioni al di fuori dei soggetti incolpabili secondo il perimetro punitivo della norma, evidenziando, altresì che l’addebito non era neppure sorretto da una ipotesi di concorso di persone nel reato che ne avrebbe potuto estendere le comminatorie all’extraneus.
Quadro giurisprudenziale di riferimento in materia di artt. 4 e 5 d.lgs. n. 74/2000:
Cassazione penale sez. III 10 maggio 2018 n. 26274
Cassazione penale sez. III 26 ottobre 2017 n. 9378
Cassazione penale sez. III 19 ottobre 2017 n. 4733
Cassazione penale sez. III 22 settembre 2017 n. 53137
Cassazione penale sez. VII 13 luglio 2017 n. 44293
Cassazione penale sez. III 21 aprile 2017 n. 38016
In tema di violazioni finanziarie, ricorre il reato di dichiarazione infedele in presenza di comportamenti simulatori – nella specie negozi collegati tra loro apparentemente finalizzati a cessione di partecipazione societaria – preordinati alla “immutatio veri” del contenuto della dichiarazione ex art. 4 del d.lg. n. 74 del 2000 ed integranti una falsità ideologica che connota il fatto evasivo incidendo sulla veridicità della dichiarazione per occultare in tutto o in parte la base imponibile, sicché non si applica la disciplina dell’abuso del diritto ex art. 10-bis della l. n. 212 del 2000 che ha portata solo residuale
Cassazione penale sez. III 24 febbraio 2017 n. 19196
Cassazione penale sez. III 19 luglio 2016 n. 48578
Il termine di prescrizione del reato di omessa dichiarazione, di cui all’art. 5 D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, decorre dal novantunesimo giorno successivo alla scadenza del termine ultimo stabilito dalla legge per la presentazione della dichiarazione annuale; termine che, con riferimento alla dichiarazione 2008 relativa al periodo di imposta 2007, deve essere individuato nel 30 settembre 2008, anzichè nell’ordinario 31 luglio, per effetto della proroga disposta dall’art. 3 del D.L. n. 97 del 2008, convertito con modificazioni dalla L. n. 129 del 2008.
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References: sentenza 
 sentenza 
 art. 5
 Cass. Sez. 
 art. 4
 art. 10