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Timestamp: 2014-09-16 15:26:24+00:00

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Corte dei Conti > Le Sezioni Regionali
Dismissioni società comunali
La Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia della Corte dei Conti, dopo un’approfondita ricostruzione delle norme succedutesi nel tempo, ha ribadito che il termine legale per le dismissioni delle partecipazioni contra legem ex art. 14, comma 32, D.L. n. 78/2010, per i comuni con popolazione compresa tra 30.000 e 50.000 abitanti è il 31 dicembre 2013. Per i Comuni con popolazione inferiore a 30.000 abitanti resta fermo il termine del 31 dicembre 2012 per la messa in liquidazione delle società già costituite alla data di entrata in vigore del D.L. 78/2010 tranne nel caso in cui le società già costituite:• abbiano, al 31 dicembre 2012, il bilancio in utile negli ultimi tre esercizi;• non abbiano subìto, nei precedenti esercizi, riduzioni di capitale conseguenti a perdite di bilancio;• non abbiano subìto, nei precedenti esercizi, perdite di bilancio in conseguenza delle quali il comune sia stato gravato dell’obbligo di procedere al ripiano delle perdite medesime;• siano società, con partecipazione paritaria ovvero con partecipazione proporzionale al numero degli abitanti, costituite da più comuni la cui popolazione complessiva superi i 30.000 abitanti.
Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia, Delibera n. 602 dep. il 15 novembre 2011
Gli impegni di spesa presunti
Nel caso in cui la somma da pagare non è determinata ma solo determinabile, l’amministrazione locale deve procedere ad un impegno di spesa presunto compiendo un prudente e ponderato giudizio prognostico sulla somma che dovrà effettivamente corrispondere per l’acquisizione del bene o del servizio. Quando l’Amministrazione si conforma a detta regola di corretta gestione contabile e di buona amministrazione, non può trovare spazio la procedura per il riconoscimento del debito fuori bilancio; infatti, quest’ultima procedura (ammessa solo nelle cinque fattispecie tipizzate dall’art. 194 TUEL) può trovare applicazione solo quando l’ente locale tiene un comportamento non conforme ai modelli legali previsti dagli artt. 183 e 191, comma 1, del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267. Pertanto, per l’eventuale differenza tra le somme impegnate nell’anno precedente e quelle risultanti dalla determinazione finale del corrispettivo della prestazione, l’amministrazione locale deve procedere ad un nuovo impegno di spesa (art. 183, primo comma, TUEL) che, conformemente al principio della competenza finanziaria, deve trovare copertura nell’anno in cui è stata accertata l’entità del debito, anche se cronologicamente successivo a quello in cui il servizio è stato acquisito.
Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia, Delibera n. 511/2011/PAR dep. il 13 ottobre 2011
Contenimento della spesa pubblica: le spese per la formazioneIl contenimento della spesa per la formazione nel limite massimo del 50% della spesa sostenuta nel 2009, come disposto dall’art. 6, comma 13, D.L. 78/2010, è da riferirsi ai soli interventi formativi decisi o autorizzati discrezionalmente dall’ente locale e non riguarda, invece, le attività di formazione previste da specifiche disposizioni di legge quali, per esempio, i corsi obbligatori ai sensi del D.Lgs. 81/2008 in materia di sicurezza su lavoro. Coerentemente con questo orientamento, non devono essere conteggiate le spese per la formazione obbligatoria anche ai fini della quantificazione della spesa 2009 da prendere a riferimento.
Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia, Delibera n. 116/2011/PAR dep. il 3 marzo 2011
Contenimento della spesa pubblica: il giornalino comunale e l’addetto stampaLa Corte dei Conti lombarda è chiamata nuovamente a pronunciarsi in merito all’assoggettamento delle spese da sostenere per la redazione del giornalino comunale al taglio dell’80% previsto dall’art. 6, comma 8, D.L. 78/2010. Al riguardo, confermando quanto già espresso in un proprio precedente parere, ribadisce che non sono soggetti alla riduzione di spesa prevista per le relazioni pubbliche gli oneri a carico delle Amministrazioni funzionali a promuovere la conoscenza dell’esistenza e delle modalità di fruizione dei servizi pubblici da parte della collettività. La Corte, infine, arriva ad una diversa conclusione in merito alla spesa per la più generale attività di addetto stampa/portavoce: nel caso in cui tale attività non si esaurisca nel servizio di informazione all’utenza, essa va collocata nell’area delle collaborazione autonome e, quindi, è soggetta ai vincoli di spesa introdotti dall’art. 6, comma 7, D.L. 78/2010, costituiti dalla possibilità di destinare a tale tipologia di spesa, nel corso del 2011, un importo non superiore al 20% della spesa sostenuta nell’anno 2009.
Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia, Delibera n. 111/2011/PAR dep. il 28 febbraio 2011
Chiarimenti in materia di TIA
In risposta ad una serie di quesiti formulati da un Comune, la Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia della Corte dei Conti ha chiarito che la Tia1 applicata dai Comuni ai sensi dell'art. 49, D.Lgs. 22/97 ha natura tributaria, e quindi non è soggetta ad IVA, a prescindere dalla tesi contraria sostenuta dal ministero del l'Economia con la circolare n. 3/2010; ciò in considerazione anche del fatto che, secondo l'interpretazione della Corte, le circolari non sono fonti normative: quindi i Comuni devono attenersi alle disposizioni vigenti. In particolare, la norma di interpretazione autentica prevista dall'art. 14, comma 33, D.L. 78/2010, secondo la quale la tariffa di igiene ambientale è un corrispettivo (e quindi soggetto ad IVA) e non un tributo, può essere applicata esclusivamente alla Tia2 di cui all'art. 38, D.Lgs. 152/2006, ancorchè calcolata con le vecchie regole, e non può essere estesa per analogia anche alla Tia1.
Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia, Delibera n. 21/2011/PAR dep. il 28/01/2011
Contenimento della spesa pubblica: compenso revisori dei conti
La riduzione dei compensi del 10% introdotta dall'art. 6, comma 3, del D.L. 78/2010 convertivo, con modificazioni, nella Legge 12/2010, si applica anche ai compensi dei componenti degli organi di revisione degli enti locali in considerazione del fatto che la finalità che il legislatore intende perseguire, ossia sensibili riduzioni degli effetti di spesa per gli anni a venire a carico delle Amministrazioni, non può che riferirsi in modo automatico a tutte le possibili forme di compenso corrisposte dalla amministrazioni ai componenti di organi collegiali ed ai titolari di incarichi di qualsiasi tipo senza effettuare distinzioni connesse all'ammontare percepito rispetto al minimo edittale ovvero alla particolare natura e/o composizione degli stessi organi amministrativi.
Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia, Delibera n. 13/2011/PAR dep. il 25/01/2011
La norma di cui all'art. 6 comma 12 del d.l. n.78, convertito nella legge 122 del 2010, letta in senso costituzionalmente orientato, non può intervenire nell'organizzazione dei servizi degli enti locali. Pertanto, in vigenza dell'art. 9 della legge 26 luglio 1978, n.417, e in presenza delle due condizioni previste dalla medesima norma, vale a dire le particolari esigenze di servizio e la convenienza economica, l'uso del mezzo proprio può essere autorizzato, con la rifusione delle spese effettivamente sostenute, tenuto conto della peculiarità del servizio espletato e delle funzioni dell'ente locale, garantite dall'ordinamento.
Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia, Delibera n. 949/2010/PAR dep. il 12/10/2010
Gli enti locali e le società partecipate possono utilizzare il pegno delle azioni di una partecipata per garantire un finanziamento utile alla società e finalizzato a realizzare un'opera pubblica. La Corte pone però tutta una serie di paletti :a) il diritto di voto deve rimanere in capo alla controllante,b) la circolazione del pegno deve rimanere limitata ai finanziatori,c) la cessione del credito può avvenire solo previo gradimento dell'ente,d) i frutti delle azioni devono rimanere di spettanza del proprietario,e) l'autorizzazione all'operazione deve essere deliberata dal Consiglio Comunale,f) il rilascio del pegno deve essere previsto nel regolamento di contabilità ed il rendiconto ne deve far menzione specifica,g) le partecipazioni concesse in pegno devono essere considerate "strategiche".
Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia, deliberazione n. 874/2010/PAR dep. il 21/09/2010
Lavoro accessorio ex art. 70 del D.Lgs. 276/03
Diversamente da quanto affermato dall'Inps con circolare n. 17/10, la Corte dei Conti Lombardia sostiene che si tratta di una forma di lavoro flessibile che, per le P.A., deve soggiacere alle regole di cui all'art. 36 del D.Lgs. 165/01. Ciò implica che i voucher non sono mai attivabili per attività ordinarie dell'ente, bensì solo per esigenze temporanee ed eccezionali. Le relative spese, poi, non possono essere escluso dal computo degli oneri complessivi per il personale anche se si tratta di attività finanziate da trasferimenti specificamente destinati.
Corte dei Conti, Sezione Regionale della Lombardia, deliberazione N. 722/2010/PAR dep. il 06/07/2010
Il salario accessorio deve essere definito all'inizio dell'anno
Le modalità di valutazione e le quantità di salario accessorio correlate agli obbiettivi, devono essere fissati all'inizio di ogni anno per garantire un processo virtuale di distribuzione della produttività. Questo percorso dovrebbe essere sempre rispettato da ogni amministrazione per ottemperare ai dettami contrattuali in tema di incentivazione del personale.
Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia – Delibera n. 287 /2010/PAR del 4/03/2010
Debiti fuori bilancio per acquisizione di beni e servizi
Nella delibera di riconoscimento del debito fuori bilancio che deriva dall'acquisizione di un bene o servizio, il consiglio comunale è tenuto ad accertare anche le cause che avevano impedito di attivare la normale procedura di spesa e ad evidenziare le eventuali responsabilità. L'organo consiliare, oltre ad accertare l'esistenza delle condizioni previste dalla norma (le forniture devono rientrare nell'espletamento di pubbliche funzioni e devono essere motivati gli elementi della pubblica utilità e dell'arricchimento per il comune), deve esaminare le procedure amministrative per accertare se si siano verificate manchevolezze o anomalie ascrivibili a funzionari dell'ente, allo scopo di evitare che si ripetano situazioni di irregolarità.
Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia, Deliberazione n. 285/2010/PRSE dep. il 08/03/2010
Segretari comunale presidenti di cda
Per la Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia della Corte dei Conti è consentito l'affidamento di un incarico di presidente del consiglio di amministrazione di una società partecipata "in house" al Segretario Generale del Comune in quanto, dopo che il Sindaco ha valutato che il doppio incarico non mette in pericolo l'attività istituzionale del segretario, ciò consisterebbe di migliorare il controllo diretto sulle società "in house" imposto dalla legge.
Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia, Parere n. 228/2010/PAR del 16/02/2010
Le entrate ai fini del patto di stabilità 2009
Esaminati dalla Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia alcuni aspetti legati alle entrate che possono essere utilizzate ai fini del patto di stabilità 2009. In particolare, è possibile conteggiare anche le entrate derivanti da cessione di crediti: si deve però trattare di cessioni pro-soluto, con preventiva motivazione della convenienza economico-finanziaria, ed il cessionario deve essere scelto con gara.
Corte dei Conti – Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia – Deliberazione n. 1044/2009/PAR dep. il 19/11/2009
L’indennità di fine mandato del sindaco
La Corte dei Conti – Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte – interviene in materia di indennità di fine mandato da attribuire ai sindaci e presidenti di provincia ai sensi dell’art. 10 del D.M. n. 119 del 4 aprile 2010 e conferma, richiamando quanto già stabilito nella circolare del Ministero dell’Interno 5 giugno 2000, n. 5/2000, che tale indennità va commisurata al compenso “effettivamente corrisposto”, ferma restando la riduzione proporzionale per periodi inferiori all'anno. Secondo la Sezione Regionale piemontese, richiamando un parere espresso dalla medesima Sezione nel 2009, il citato art. 10 non prevede la corresponsione a fine mandato di un’autonoma e diversa indennità, bensì la corresponsione di una mera integrazione all’indennità di funzione eventualmente percepita: logica conseguenza è che la rinuncia all’indennità di funzione per la carica di sindaco (o di presidente di provincia) comporta automaticamente la rinuncia all’integrazione della stessa a fine mandato, integrazione che, del resto, per la sua stessa computazione, presuppone la corresponsione di un’indennità di funzione cui parametrarla Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte, Delibera n. 282/2011/SRCPIE/PAR del 7 dicembre 2011
Contenimento della spesa pubblica: spese per la formazioneIn analogia a quanto affermato dalle Sezioni Riunite in merito alle spese per studi e consulenza (si veda nostra Circolare n. 2/2011), la Sezione piemontese ha affermato che le spese di formazione interamente finanziate da contributi esterni non sono assoggettate al vincolo di riduzione della spesa del 50% rispetto al 2009 imposto dall’art. 6, comma 13, D.L. n. 78/2010 convertito, con modificazioni, in Legge n. 122/2010. Diversamente, rientrano nei limiti del D.L. 78/2010 le spese per la formazione obbligatoria prevista dai contratti collettivi di lavoro.
Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte, Delibera n. 55/2011/SRCPIE/PAR dell’11 maggio 2011
La Tia è entrata tributaria per la Corte dei Conti
Contrariamente a quanto affermato dal Ministero dell'Economia (si veda nella Sezione I – Prassi), la Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte si è espressa nel ritenere la Tariffa prevista dal decreto Ronchi un'entrata di natura tributaria e, quindi, non soggetta ad IVA. La Corte ha preso atto, quindi, del recente orientamento giurisprudenziale (in primis la sentenza della Corte Costituzionale n. 238 del 24 luglio 2009) che considera tributari, a prescindere dalla terminologia utilizzata, i prelievi per i quali viene riscontrata la doverosità della prestazione, la mancanza di rapporto sinallagmatico tra le parti, il collegamento della prestazione medesima alla pubblica spesa in relazione ad un presupposto economicamente rilevante. Per la Corte, invece, non rileva la disposizione introdotta con l'art. 14, comma 33, D.L. n. 78/2010 riguardante la Tia prevista dal Codice dell'ambiente (la cosiddetta Tia2). Per quanto riguarda, invece, gli aspetti operativi, la Tia deve essere determinata dal Comune e non dal gestore ed è necessario che venga iscritta nel bilancio dell'Ente (Titolo I – Entrate tributarie).
Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte, Delibera n. 65/2010/SRCPIE/PAR dep. il 10/11/2010
I parametri di riferimento devono essere assunti in termini di competenza e non di cassa. Un Comune, ponendo una questione interpretativa dell'art. 9, comma 1 del D.L. n. 78/2010 (a mente del quale per gli anni 2011, 2012 e 2013, il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, ivi compreso il trattamento accessorio, non può superare, in ogni caso, il trattamento in godimento nell'anno 2010), ha chiesto se per "trattamento in godimento nell'anno 2010" si intenda quello complessivamente percepito nel 2010 ovvero il trattamento stabilito nel provvedimento di attribuzione (che, nella specie, ha mutato il salario accessorio in corso d'anno in conseguenza della responsabilità di un servizio); la Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte della Corte dei Conti ha affermato che per "il limite al trattamento complessivo dei dipendenti pubblici per il triennio 2011-2013 dovrà farsi riferimento a quanto giuridicamente spettante, nei limiti di cui sopra, al dipendente pubblico come trattamento economico ordinario per l'anno 2010". La Corte, quindi, non ha fatto altro che confermare l'orientamento che era già emerso in sede di conversione del D.L. 78/2010 poiché la nozione di "trattamento in godimento" è stata sostituita con un'altra più specifica ossia "il trattamento ordinariamente spettante per l'anno 2010, al netto degli effetti derivanti da eventi straordinari della dinamica retributiva, ivi incluse le variazioni dipendenti da eventuali arretrati, conseguimento di funzioni diverse in corso d'anno".
Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte, Delibera n. 51/2010/SRCPIE/PAR dep. il 09/09/2010
Blocco aumenti tributari per il triennio 2009-2011
Oltechè alla TARSU/TIA, non si applica agli aumenti di tariffe e di proventi extratributari; le tariffe relative all'acquedotto hanno natura di entrate extratributarie e pertanto non sono bloccate.
Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte, delibera n. 26/2010/SRCPIE/PAR dep. il 14/04/2010
Società pubbliche e modalità di finanziamento delle perdite
La ricapitalizzazione di una società pubblica che gestisce lo smaltimento dei rifiuti può essere coperta da un aumento della Tarsu mentre, essendo la ricapitalizzazione per perdite non configurabile come investimento ai sensi dell'articolo 3, comma 18, legge 350/2003, è precluso l'utilizzo di forme di indebitamento. E' possibile, invece, l'utilizzo dell'avanzo di amministrazione ma nei limiti fissati dall'articolo 187 del Dlgs 267/2000.
Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte, Delibera n. SRCPIE/2/2010/PAR dep. il 12/01/2010
Riduzione delle indennità agli amministratori per gli Enti "non virtuosi"
La riduzione del 30% delle indennità e gettoni degli amministratori degli enti che non rispettano le disposizioni del patto di stabilità interno è da applicarsi sugli importi effettivamente percepiti dagli amministratori alla data fissata dal legislatore (30 giugno 2008), anche se tali indennità erano inferiori ai massimi consentiti dalla legge.
Corte dei Conti – Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte – Parere n. 52/2009/SRCPIE/PAR dep. il 17/12/2009
I controlli sulle società partecipate degli enti locali
Secondo l'interpretazione della Sezione Regionale di controllo per il Piemonte, non è ancora operativo l'assoggettamento delle società partecipate alla normativa del patto di stabilità, tramite l'analisi di un bilancio consolidato dell'ente locale, in quanto manca ancora l'emanazione del decreto interministeriale relativo alla definizione delle modalità e della modulistica. Per lo stesso motivo gli enti locali non sono tenuti a calcolare l'indebitamento dell'ente conteggiando anche quello delle società. Per quanto riguarda invece la spesa del personale, la Corte ha richiamato la vigente normativa (art. 18, comma 2-bis, D.L. 112/2008, convertito con modificazioni dalla L. 133/2008) che ha espressamente esteso alle società a partecipazione pubblica totale o di controllo (che siano titolari di affidamenti diretti di servizi pubblici locali senza gara, ovvero che svolgano funzioni volte a soddisfare esigenze di interesse generale aventi carattere non industriale né commerciale, ovvero che svolgano attività nei confronti della pubblica amministrazione a supporto di funzioni amministrative di natura pubblicistica inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione), i divieti e le limitazioni alle assunzioni di personale e le disposizioni di contenimento degli oneri contrattuali e delle altre voci di natura retributiva, indennitaria e per consulenze, previste a carico delle amministrazioni controllanti.
Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte – Delibera n. 14/2010/SRCPIE/PAR dep. il 2/03/2010
Nessun incentivo per la lotta all'evasione IMU
La Sezione Regionale di Controllo per il Veneto della Corte dei Conti si è espressa in merito alla questione relativa alle possibili previsioni regolamentari dell’attribuzione di compensi incentivanti per gli accertamenti IMU da corrispondere al personale addetto all’ufficio tributi. La Sezione sottolinea che la questione va risolta alla luce delle disposizioni che disciplinano la materia della retribuzione ai dipendenti, ove vige come regola generale il principio di onnicomprensività in virtù del quale nulla è dovuto, oltre al trattamento economico fondamentale ed accessorio stabilito dai contratti collettivi, al dipendente che ha svolto una prestazione che rientra nei suoi doveri d’ufficio. Per la Sezione veneta solo la legge può derogare a tale sistema e, in assenza di una specifica disposizione di legge (inizialmente il D.L. n. 201/2011 aveva concesso tale possibilità confermando la potestà regolamentare dei Comuni di cui agli artt. 52 e 59 del d.lgs. 446/1997. Successivamente, con la Legge n. 44/2012, di conversione del D.L. n. 16/2012, è stata eliminata l’estensione di tale disciplina stralciando il richiamo all’art. 59 citato) , il Comune non è autorizzato a prevedere compensi incentivanti per gli accertamenti IMU in favore del personale dipendente.
Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per il Veneto, Deliberazione n. 22/2013/PAR del 18 dicembre 2012, dep. il 16.01.2013
Contenimento della spesa pubblica: spesa del personale La Sezione regionale di controllo per il Veneto è intervenuta in materia di tagli delle retribuzioni di cui all’art. 9, comma 2, D.L. n. 78/2010, che prevede la riduzione del 5% della quota di retribuzione superiore a 90.000,00 euro e del 10% della quota di retribuzione superiore a 150.000,00. Non rientrano nel calcolo della retribuzione annua, da assoggettare a riduzione, i diritti di rogito, gli incentivi per la progettazione interna e gli incentivi per il recupero dell’ICI in quanto, come esplicitato nella deliberazione 16/2009/PAR del 9 novembre 2009 della Sezione delle Autonomie della Corte dei conti, non sono da considerare voci che compongono la spesa di personale. Si tratta di una interpretazione che può suscitare perplessità in quanto il citato art. 9 del D.L. 78/2010 fa riferimento al trattamento retributivo complessivo.
Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per il Veneto, Deliberazione n. 250/2011/PAR dep. il 14 marzo 2011
Patto di stabilità e assunzioni
Per gli enti locali che non hanno rispettato il patto di stabilità è preclusa qualsiasi possibilità di assunzione di personale, a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale. In particolare, la Corte ritiene inammissibili anche le seguenti tipologie di assunzioni:a) personale a tempo determinato necessario per evitare l'interruzione di servizi pubblici essenziali;b) incarichi dirigenziali ai sensi dell'articolo 110 del Dlgs 267/2000;c) personale comandato;d) convenzioni per la gestione associata di servizi;e) somministrazione di lavoro a tempo determinato.
Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per il Veneto, Deliberazione n. 6/2010/Par dep. il 15/01/2010
Elusione del patto di stabilità
La Corte dei Conti - Sezione regionale di controllo per la Toscana rispondendo ad un quesito di un Ente che, oltre a non aver rispettato il patto di stabilità nel 2010, ha impropriamente imputato spese correnti tra le partite di giro, ha dapprima ricordato che “l’avvenuta contabilizzazione nell’ambito delle partite di giro di somme di competenza del bilancio di parte corrente costituisce una grave irregolarità contabile che determina una fattispecie elusiva del patto, nonché una violazione del principio di veridicità del bilancio” e che, proprio per tali fattispecie, il recente D.L. 98/2011 ha previsto specifiche sanzioni in capo ai responsabili dei servizi finanziari ed amministratori, e, successivamente, ha escluso la possibilità di computare nella media triennale di spesa corrente degli esercizi precedenti le somme impropriamente imputate alla partite di giro in quanto “tale operazione comporterebbe necessariamente la riapprovazione dei relativi bilanci, il ricalcolo degli obiettivi programmatici del patto e la rielaborazione a consuntivo delle relative certificazioni”.
Corte dei Conti – Sezione Regionale di Controllo per la Toscana – Deliberazione n. 203/2011/PAR dep. il 21/09/2011
Riduzione compensi ex art. 6, comma 3, D.L. 78/2010
La norma di cui all'art. 6, comma 3, del D.L. 78/2010 portante la riduzione del 10% delle indennità e compensi corrisposti dalle pubbliche amministrazioni ad organi collegiali comunque denominati rispetto agli importi risultanti alla data del 30 aprile 2010 è in ogni caso operante. Ciò anche nell'ipotesi in cui il compenso da corrispondere sia già stato oggetto di riduzione in virtù di una scelta dell'amministrazione effettuata precedentemente all'entrata in vigore della norma stessa.
Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per la Toscana, Deliberazione n. 204/2010/PAR dep. il 09/12/2010
Affidamento servizi di riscossione e agenti contabili
I giudici contabili della Toscana, nell'esaminare un caso di affidamento del servizio parcheggi ad una società esterna che provvede allo svuotamento dei parcometri ed al successivo deposito degli incassi presso la tesoreria comunale, sanciscono la qualifica di "agente contabile" della società di gestione poiché è qualificato agente contabile di fatto chiunque, a qualunque titolo, abbia maneggio di denaro pubblico, indipendentemente dall'esistenza di un titolo giuridico, per esempio un contratto. Da ciò discende per la società l'obbligo di rendicontazione e presentazione del conto giudiziale.
Corte dei Conti – Sezione Regionale di Controllo per la Toscana – Deliberazione n. 657/2009/PAR dep. il 17/12/2009
Indennità al portavoce del Sindaco
La Corte dei Conti per la Liguria ha risposto ad una richiesta di chiarimenti posta dal Comune di Santa Margherita Ligure in merito all’applicazione dei vincoli di spesa imposti dall’art. 6, comma 7, D.L. 78/2010 (riduzione dell’80% della spesa per studi e consulenze) in relazione alla disciplina della figura del portavoce del Sindaco prevista dall’art. 7 della legge n. 150 del 2000 ritenendo che la limitazione della spesa non sia applicabile a tale fattispecie. La Corte afferma, infatti, che “ricomprendere nella disciplina di cui all’art. 6, comma 7, del d.l. n. 78 del 2010 la spesa che grava sul bilancio dell’Ente in conseguenza dell’attribuzione al portavoce dell’indennità prevista dal comma 2 dell’art. 7 della legge n. 150 del 2000 significherebbe vanificare gli effetti voluti dalla legge n. 150 del 2000, che ha individuato nel portavoce una figura precisa di raccordo con il vertice dell’Amministrazione per assicurare la comunicazione politica-istituzionale secondo gli indirizzi stabiliti dal vertice medesimo dell'amministrazione pubblica”.
Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per la Liguria, Delibera n. 70/2011 dep. il 19 ottobre 2011
Spese per missioni degli amministratori
La riduzione del 50% disposta dal D.L. 78/10 non riguarda le attività di sindaco, assessori e consiglieri comunali in quanto non sarebbe costituzionalmente ammissibile limitare l'attività degli organi istituzionali degli Enti locali.
Corte dei Conti – Sezione Regionale di Controllo per la Liguria – Deliberazione n. 10/2011 dep. il 21/02/2011
Le aziende speciali nella spesa del personale
La sezione Regionale di Controllo per l'Emilia Romagna ha emesso un discutibile parere in materia di contenimento della spesa del personale degli enti locali affermando che nel calcolo della spesa debbano essere considerati anche i dipendenti delle aziende speciali : «le spese sostenute da tutti i soggetti esterni variamente denominati, comunque facenti capo all'ente (comprese quindi le aziende speciali) debbano essere riferite all'ente».
Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per l'Emilia Romagna, Delibera n. 17/2010/PAR dep. il 26/01/2010
Le società che svolgono servizi pubblici locali continuano ad essere soggette alla disciplina dell'art. 23 bis del D.L. 112/08 anche dopo l'entrata in vigore del D.L. 78/2010, convertito con L. 122/2010, che all'articolo 14, comma 32, prevede l'obbligo (salvo eccezioni) per i Comuni con popolazione inferiore a 30.000 abitanti di mettere in liquidazione le società già costituite alla data di entrata in vigore del D.L. 78/2010, ovvero di cederne le partecipazioni, entro il 31.12.2011. L'art. 23 bis, D.L. 112/2008 è norma di carattere speciale e, quindi, non può essere modificata da una norma di natura generale che persegue finalità di finanza pubblica (e perciò diverse) quale è il D.L. 78/2010
Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per la Puglia, Parere n. 56/10/PAR dep. il 08/07/2010
Sul Durc nessuna deroga
In caso di Durc negativo le pubbliche amministrazioni non possono attivare alcun pagamento ai propri fornitori in quanto incompatibile con l'obbligo di regolarità imposto dalla legge. La questione è sorte a seguito di una richiesta di un Comune campano per sapere se, allo scopo di velocizzare i tempi di pagamento, fosse possibile derogare all'obbligo dell'esito regolare del Durc per piccoli imprenditori, imprese agricole e artigiane che abbiano comprovate esigenze e difficoltà finanziarie. La Corte dei Corti risponde negativamente al quesito sottopostole rilevando che, a seguito dell'introduzione della normativa in materia di DURC, non residua in capo alla stazione appaltante alcun margine di valutazione o di apprezzamento in ordine alla possibilità di concedere "uno spazio di tollerabilità" a beneficio delle imprese affidatarie.
Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per la Campania, Delibera n. 159/2010/Par dep. il 15.10.2010
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References: art. 14
 art. 70
 art. 10
 sentenza 
 art. 9
 art. 6