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Timestamp: 2016-10-25 14:01:03+00:00

Document:
Circolare INPS n. 33 del 08.02.2001
Determinazione per l'anno 2001 del limite
sociale. Contribuzione dovuta per gli apprendisti dal 1/1/2001
SOMMARIO: 1. minimali di retribuzione per la generalità dei lavoratori -
2. retribuzioni convenzionali in genere -
3. rapporti di lavoro a tempo parziale -
4. quota di retribuzione soggetta nell'anno 2001 all'aliquota aggiuntiva di un
punto percentuale ai sensi dell'art. 3-ter della legge 14/11/1992, n. 438 -
5. aggiornamento del massimale annuo della base contributiva e pensionabile -
6. limite per l'accredito dei contributi obbligatori e figurativi -
7. valore degli importi che non concorrono a formare il reddito di lavoro
dipendente -
8. regime di decontribuzione delle erogazioni previste dai contratti collettivi
di secondo livello (art. 6, lett. e) del D.Lgs. 2/9/1997, n. 314) -
9. contributo apprendisti per l'anno 2001 -
10. regolarizzazione relativa al mese di gennaio 2001
Il D.L.
9/10/1989, n. 338, convertito nella legge 7/12/1989, n. 389, all'art. 1, c. 1,
sancisce che la retribuzione da assumere come base per il calcolo dei contributi
di previdenza ed assistenza sociale non può essere inferiore all'importo delle
retribuzioni stabilito da leggi, regolamenti, contratti collettivi, stipulati
dalle organizzazioni sindacali più rappresentative su base nazionale, ovvero da
precisato, anche i datori di lavoro non aderenti neppure di fatto alla
disciplina collettiva posta in essere dalle citate organizzazioni sindacali, in
forza della predetta norma, sono obbligati, agli effetti del versamento delle
contribuzioni previdenziali ed assistenziali, al rispetto dei trattamenti
retributivi stabiliti dalla citata disciplina collettiva.
retributivi si devono intendere quelli scaturenti dai vari istituti contrattuali
incidenti sulla misura della retribuzione.
Inoltre, l'art. 2,
c. 25 della legge 28/12/1995, n. 549, ha introdotto una norma interpretativa
1 del D.L. 9/10/1989, n. 338, convertito, con modificazioni, dalla legge
7/12/1989, n. 389, si interpreta nel senso che, in caso di pluralità di
rappresentative nella categoria." (cfr. circolare n. 40 del 20/2/1996).
La norma di cui
all'art. 1, c. 1, del D.L. n. 338/1989, convertito nella legge n. 389/1989, non
sopprime i preesistenti minimali di retribuzione giornaliera, che, come ogni
anno, vanno rivalutati ai sensi del secondo comma dell'art. 1 della legge
26/9/1981, n. 537 in relazione all'aumento dell'indice medio del costo della
vita calcolato dall'Istat, con arrotondamento alle 10 lire per eccesso. Questo
comporta che il reddito da lavoro dipendente da assoggettare a contribuzione,
determinato ai sensi dell'articolo 6 del D.Lgs. n. 314/1997, deve essere
adeguato, se inferiore, sia alla retribuzione minima imponibile di cui all'art.
1, c. 1, del D.L. in parola, sia ai minimali di retribuzione giornaliera di cui
alla disciplina già vigente.
accertato dall'Istat che, nell'anno 2000, la variazione percentuale ai fini
della perequazione automatica delle pensioni è stata pari al 2,6% (1) nelle
tabelle A) e B) (v. allegato), si riportano i limiti di retribuzione
giornaliera, da valere dal periodo di paga in corso al 1/1/2001 a seguito
dell'applicazione di tale aliquota.
Indice Istat anno 2000 2,6%
Tali limiti, inoltre, ai sensi dell'art. 7 della
legge 11/11/1983, n. 638, modificato dall'art. 1, c. 2, del D.L. n. 338/1989,
convertito nella legge n. 389/1989, debbono essere ragguagliati, qualora
dovessero essere d'importo inferiore, a L. 70.333 ( 36,32) (9,5% dell'importo
del trattamento minimo mensile di pensione a carico del Fondo pensioni
lavoratori dipendenti in vigore al 1/1/2001 che, sulla base del predetto indice
del 2,6%, è pari a L. 740.350 mensili ( 382,36).
1.1. Inosservanza del minimale nell'ipotesi di corresponsione dell'indennità
di allattamento ex art. 8 della legge n. 903/1977.
disposto dei commi 3 e 4 dell'art. 3 della legge 8 marzo 2000, n. 53,
modificando gli artt. 10 e 15 della legge 30 dicembre 1971, n. 1204, prevede,
fra l'altro, la copertura figurativa dei riposi per allattamento e dà la
facoltà di integrare i relativi periodi. Vedi al riguardo la circolare n. 15
del 23/1/2001, punto 8.
Vengono quindi meno
le precedenti disposizioni in materia di osservanza del minimale (vedi circolare
n. 806 del 21/7/1986).
occorre riferirsi a quanto disposto dallart. 1 del D.L. n. 402/1981,
convertito in legge n. 537/1981, il quale fissa, per tutte le contribuzioni
giornaliera dei salari medi convenzionali, una retribuzione minima di L. 10.000
( 5,16), rivalutabili, ai sensi dellart. 22 della legge 3/6/1975, n. 160,
in relazione all'aumento dell'indice medio del costo della vita calcolato dall'Istat,
con arrotondamento alle 10 lire (0,01 euro) per eccesso, fatta eccezione per
quelle che risultano determinate nell'anno precedente (o perché stabilite per
la prima volta o perché modificate).
il limite minimo di retribuzione giornaliera per le retribuzioni in argomento,
già fissato in L. 38.070 ( 19,66) (vedi circolare n. 100 del 22/5/2000), a
decorrere dal 1/1/2001, è pari a L. 39.060 ( 20,17).
anno 2001: retribuzioni convenzionali in genere
2.1. Lavoratori di società ed organismi cooperativi di cui al DPR 30/4/1970,
Lart. 4 del DPR
n. 602/1970 stabilisce che, per le categorie di lavoratori che rientrano
nell'ambito di applicazione del decreto, i contributi per le varie forme di
previdenza e assistenza sociale sono dovuti su imponibili giornalieri e per
periodi di occupazione media mensile determinati con decreto del Ministero del
Lavoro e della previdenza sociale sulla base dellart. 35 del T.U. delle norme
sugli assegni familiari approvato con DPR 30 maggio 1955, n. 797.
Dal 1/1/2000, a
seguito delle innovazioni apportate con D.M. 3/12/1999 (vedi circolare n. 20 del
1/2/2000), esiste una duplice retribuzione convenzionale ex art. 4 DPR n.
602/1970.
2.1.1. Imponibile giornaliero ex art . 4 del DPR n. 602/1970 ai fini IVS.
L'art. 2 del
D.M. 3/12/1999 stabilisce che, dal 1/1/2000, ai soli fini del versamento dei
contributi IVS per tutti i lavoratori soci di cooperative rientranti nel campo
di applicazione del DPR n. 602/1970, l'imponibile medio giornaliero non può
essere inferiore al limite di retribuzione per assicurare la copertura di 52
settimane utili ai fini pensionistici, nel rispetto dell'art. 7, c. 1, primo
periodo, della legge 11/11/1983, n. 638, modificato dall'art. 1, c. 2, della
legge 7/12/1989, n. 389. Tale limite di retribuzione settimanale per l'accredito
dei contributi obbligatori e figurativi è stabilito, come è noto, nella misura
del 40% del trattamento minimo di pensione a carico del FPLD.
Poiché detto
trattamento minimo per l'anno 2001 ammonta a L. 740.350 ( 382,36), il 40%
risulta pari ad una retribuzione settimanale di L. 296.140 ( 152,94).
giornaliero convenzionale ex art. 4 del DPR n. 602/1970, ai soli fini del
versamento dei contributi dovuti per l'IVS, è, pertanto, determinato per l'anno
2001 in L. 49.360 ( 25,49) giornaliere.
anno 2001: retribuzione giornaliera ex art. 4 DPR n.
602/1970 valevole ai soli fini Ivs
imponibile mensile convenzionale (17 gg)
839.120
1.283.360
Sono fatte salve le determinazioni di miglior favore
adottate, con decreto ministeriale, ai sensi dell'art. 6 del già citato DPR n.
Si rammenta che il
nuovo imponibile giornaliero rileva non soltanto agli effetti dell'art. 4 del
DPR n. 602/1970, ma anche agli effetti del 2 comma dell'art. 6 dello stesso DPR.
Si veda al riguardo
la circolare n. 20 del 1/2/2000.
2.1.2. Imponibile giornaliero ex art. 4 DPR n. 602/1970 valido ai fini delle
contribuzioni diverse dall'IVS.
L'art. 3 del
D.M. 3/12/1999 ha stabilito l'imponibile giornaliero ai fini del versamento
delle contribuzioni diverse dall'IVS, per l'anno 2000, in L. 38.200 ( 19,73).
22 della legge n. 160/1975, tutte le retribuzioni convenzionali in genere sono
soggette all'adeguamento periodico mediante l'applicazione dell'aliquota data
dallindice Istat (anno 2000: 2,6%), fatta eccezione per quelle che risultano
determinate nell'anno precedente (o perché stabilite per la prima volta o
perché modificate).
esecuzione di tale disposizione, per l'anno 2001, l'imponibile giornaliero è
retribuzioni convenzionali non possono, tuttavia, essere inferiori ai limiti di
retribuzione adeguati annualmente ai sensi dell'art. 1 del DL n. 402/1981,
convertito nella legge 26/9/1981, n. 537, e valevoli ai fini del calcolo dei
datori di lavoro indicate nelle tabelle allegate alla medesima legge. Ai
suddetti limiti minimi di retribuzione vanno ragguagliati anche quei salari
convenzionali esclusi dall'adeguamento, essendo stati stabiliti o adeguati
nell'anno precedente a quello preso in considerazione.
La retribuzione ex
art. 3 del D.M. 3/12/1999 va, pertanto, adeguata al suddetto limite minimo di
retribuzione giornaliera che, dal 1/1/2001, è pari a L. 39.060 ( 20,17).
anno 2001: retribuzione ex art. 4 DPR n. 602/1970
valevole ai fini delle contribuzioni minori
1.015.560
2.1.3. Periodi di occupazione media mensile.
L'art. 2, c. 3 del
D.M. 3/12/1999, conferma in n. 26 giornate lavorative il periodo di occupazione
media mensile, ai fini dei contributi di previdenza ed assistenza sociale.
Lart. 4 del
citato D.M. stabilisce, per i territori del Mezzogiorno di cui al T.U. 6 marzo
1978 n. 218 e nelle regioni Campania e Basilicata, un piano di riallineamento
(vedi tabella sottostante), che per l'anno 2001, prevede n. 17 giornate.
E' lasciata la possibilità agli organismi
cooperativi di optare, in presenza di condizioni socio-economiche più
favorevoli, per i periodi di occupazione stabiliti per il restante territorio
Nel richiamare
preliminarmente la circolare n. 200 del 4/12/2000, si rammenta che, in assenza
di decreti ministeriali emessi ai sensi dellart. 35 del T.U.A.F., la
contribuzione deve essere versata sulle retribuzioni effettive e trova,
pertanto, applicazione la normativa prevista in materia di minimali di
retribuzione per la generalità dei lavoratori e di limiti di retribuzione
giornaliera (art. 1 del D.L. 9/10/1989, n. 338 convertito nella legge 7/12/1989,
n. 389 e art. 7 della legge 11/11/1983, n. 638, modificato dallart. 1, c. 2
del D.L. 338/89, convertito nella legge n. 389/1989).
Il D.M. 22/9/2000, ha stabilito (art. 2) che dal 1/1/2001, per la categoria dei
lavoratori soci delle cooperative operanti nellarea dei servizi socio
assistenziali ed educativi, limponibile medio giornaliero, ai fini dei
contributi di previdenza e di assistenza sociale, non può essere inferiore al
limite di retribuzione per assicurare la copertura di 52 settimane utili ai fini
pensionistici, nel rispetto dell'art. 7, c. 1, primo periodo, della legge
11/11/1983, n. 638, modificato dall'art. 1, c. 2, della legge 7/12/1989, n. 389.
Tale limite di retribuzione settimanale per l'accredito dei contributi
obbligatori e figurativi è stabilito, come è noto, nella misura del 40% del
trattamento minimo di pensione a carico del FPLD.
giornaliero convenzionale ex art. 2 del DM 22/9/2000
è, pertanto, determinato
per l'anno 2001 in L. 49.360 ( 25,49) giornaliere. anno 2001: retribuzione giornaliera ex art. 2 D.M.
adottate, con decreto ministeriale, ai sensi dell'art. 35 del T.U. 30 aprile
1955, n. 797.
Lo stesso D.M. 22/9/2000, ha stabilito (art. 1) che dal 1/1/2001 il periodo di occupazione
media mensile, ai fini dei contributi di previdenza e assistenza sociale, per la
categoria dei lavoratori soci delle cooperative operanti nellarea dei servizi
socio assistenziali ed educativi, è pari a 26 giornate lavorative.
I periodi di
occupazione media mensile inferiori per effetto dei decreti ministeriali
adottati ai sensi dellart. 35 del T.U. n. 797/1955, sono elevati a 26
2.3. Retribuzioni convenzionali per gli equipaggi delle navi da pesca (legge
n. 413/1984).
equipaggi delle navi da pesca soggetti alla legge 26/7/1984, n. 413, le
retribuzioni convenzionali da assumere come base per il calcolo dei contributi
di previdenza ed assistenza sono quelle stabilite, per l'anno 2001, dalle
organizzazioni sindacali di categoria in base al meccanismo del "rinnovo
biennale intermedio" del CCNL e riportate nelle tabelle allegate alla
circolare n. 116 del 20/5/1999.
Tali retribuzioni,
ove inferiori, vanno adeguate ai minimali di legge previsti per lo specifico
settore e riportati nella tabella "B".
2.4. Retribuzione convenzionale per i pescatori della piccola pesca marittima
e delle acque interne associati in cooperativa (legge n. 250/1958).
Per i soci delle
cooperative della piccola pesca di cui alla legge 13/3/1958, n. 250, la
retribuzione convenzionale per l'anno 2001 è fissata in L. 977.000 mensili (L.
39.060*25gg.) ( 504,58).
anno 2001: soci delle cooperative della piccola pesca
L'art. 1 della legge
n. 537/1981 ha stabilito che il minimo di retribuzione giornaliera per la
categoria in epigrafe varia in relazione all'aumento dell'indice medio del costo
della vita in applicazione dell'art. 22 della legge n. 160/1975, con
l'arrotondamento alle dieci lire ( 0,01) per eccesso.
considerato che l'indice del costo della vita è aumentato del 2,6%, il limite
minimo di retribuzione giornaliera per i lavoratori a domicilio (già fissato a
L. 38.070 ( 19,66), a decorrere dal periodo di paga in corso al 1/1/2001 è
di L. 39.060 ( 20,17).
dell'art. 7 della legge 11/11/1983, n. 638, modificato dall'art. 1, c. 2, del
D.L. n. 338/1989, convertito nella legge n. 389/1989, detto limite deve essere
ragguagliato a L. 70.333 ( 36,32).
lavoranti a domicilio valgono le disposizioni del D.L. 9/10/1989, n. 338,
convertito nella legge 7/12/1989, n. 389 in materia di retribuzione minima
imponibile (art. 1, c. 1).
rapporti di lavoro a tempo parziale valgono le disposizioni dell'art. 1, c. 1,
del D.L. 9/10/1989, n. 338, convertito nella legge 7/12/1989, n. 389, per cui la
retribuzione ai fini del calcolo dei contributi di previdenza ed assistenza,
ferma restando beninteso la nozione di retribuzione imponibile definita
dall'art. 6 del D.Lgs. n. 314/1997, non può essere inferiore all'importo delle
di importo superiore a quello previsto dal contratto collettivo.
Peraltro, anche in
tali settori sono previsti specifici minimali agli effetti contributivi ai quali
deve essere adeguata la retribuzione imponibile come definita dal citato art. 6
qualora questa, una volta che sia stata ragguagliata, se inferiore, a quella
determinata ex art. 1, c. 1, del D.L. citato, dovesse risultare inferiore ai
suddetti minimali.
È, quindi, di tutta
evidenza che, anche nei settori di cui si sta parlando, il permanere dei citati
minimali non esclude affatto l'obbligo del rispetto, ai fini contributivi, della
norma dell'art. 1, c. 1, del D.L. più volte citato e segnatamente dei
trattamenti retributivi stabiliti dalla disciplina collettiva ivi indicata.
Ciò premesso, per
quanto riguarda i minimali predetti, si rammenta quanto segue.
lavoro part-time, il c. 4, art. 1, del D.L. n. 338/1989, confermato dall'art. 9
del D.Lgs. n. 61/2000, stabilisce, con decorrenza 1/1/1989, il criterio per la
determinazione del limite minimo di retribuzione oraria applicabile ai fini
di detto criterio, si rinvia alla circolare n. 68 del 10/4/1989.
In linea generale,
nellipotesi di orario normale di 40 ore settimanali, il procedimento del
calcolo è il seguente:
(L. 70.333) x (6) / (40) = (L. 10.550)
( 36,32) x (6) / (40) = ( 5,45)
Per i lavoratori a tempo parziale soci di
cooperative si rinvia ai criteri illustrati con circolare n. 247 del 29/11/1997.
3.1. Settori di attività con orario non superiore alle quattro ore
giornaliere, istruzione prescolare.
Lart. 11 del
D. Lgs. 20 febbraio 2000, n. 61 ha abrogato espressamente, lart. 5 del D.L.
1984, n. 863, e conseguentemente la particolare forma di occupazione ad orario
ridotto (non superiore alle quattro ore giornaliere) senza un formale contratto
di lavoro a tempo parziale per le attività contemplate nel comma 17 ed il
particolare limite minimo di retribuzione giornaliera ("minimo dei
minimi") fissato dal comma 16 (4% dellimporto del trattamento minimo
mensile di pensione a carico del Fpld).
rimanda alla circolare n. 123 del 27/6/2000.
4. Art. 3-ter legge 14/11/1992, n. 438. Quota di retribuzione soggetta
nell'anno 2001 all'aliquota aggiuntiva di un punto percentuale.
La norma in
epigrafe prevede che, a decorrere dal 1/1/1993, in favore di tutti i regimi
pensionistici che prevedano aliquote contributive a carico del lavoratore
inferiori al 10%, è dovuta unaliquota aggiuntiva nella misura di un punto
percentuale sulle quote di retribuzione eccedenti il limite della prima fascia
di retribuzione pensionabile, determinata ai fini dell'applicazione dell'art.
21, c. 6, della legge 11/3/1988, n. 67.
settore marittimo le disposizioni per l'applicazione della norma sono state
divulgate con la circolare n. 298 del 30/12/1992 e con la circolare n. 151 del
7/7/1993.
Come precisato nella
circolare n. 13 del 24/1/2000, la riduzione dell'aliquota contributiva dovuta
per i dipendenti di aziende di pubblici servizi di trasporto iscritti all'ex
fondo successivamente al 31/12/1995, comporta l'estensione dell'obbligo del
versamento del contributo aggiuntivo dell'1% anche nei confronti di detto
personale precedentemente escluso.
Nel richiamare dette
disposizioni, si comunica che la prima fascia di retribuzione pensionabile è
stata determinata per l'anno 2001 in L. 68.048.000 ( 35.660,32).
1/1/2001 l'aliquota aggiuntiva predetta (1%) deve essere quindi applicata sulla
quota di retribuzione eccedente il limite annuo di L. 68.048.000 ( 35.660,32)
il quale, rapportato a dodici mesi, è mensilizzato in L. 5.671.000 (
2.928,83).
Gli importi relativi
all'anno 2000 sono stati comunicati con circolare n. 17 del 28/1/2000.
68.048.000
35.660,32
Prima fascia di retribuzione pensionabile mensile
2.928,83
Da ultimo, si ribadisce che ai fini del versamento
del contributo aggiuntivo in trattazione, deve essere osservato il criterio
della mensilizzazione (circolare n. 219 del 27/12/2000).
annuo della base contributiva e pensionabile previsto dall'art. 2, c. 18, della
legge 8/8/1995, n. 335, per i nuovi iscritti dal 1/1/1996 a forme pensionistiche
obbligatorie e per coloro che optano per la pensione con il sistema
contributivo, rivalutato in base all'indice dei prezzi al consumo per le
famiglie di operai ed impiegati calcolato nella misura del 2,6%, è pari,
per l'anno 2001, a L. 148.014.000 ( 76.442,85).
dall'art. 1, c. 2, della legge n. 389/1989, è fissato nella misura del 40% del
trattamento minimo di pensione in vigore al 1 gennaio dell'anno di riferimento.
Detto parametro
rapportato al trattamento minimo di L. 740.350 ( 382,36) per l'anno 2001
risulta, pertanto, pari ad una retribuzione settimanale di L. 296.140 (
152,94).
Limite settimanale per laccredito dei contributi (40%)
Limite annuale per laccredito dei contributi
In virtù dell'art. 69, c, 7 della legge 23 dicembre
2000, n. 388 (Finanziaria 2001), l'articolo 7 del decreto-legge 12 settembre
1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n.
638, non si applica ai lavoratori della piccola pesca marittima e delle acque
interne soggetti alla legge 13 marzo 1958, n. 250. La norma trova applicazione
dal 1/1/2001.
Il c. 9
dell'art. 48 del T.u.i.r., approvato con D.P.R. 22/12/1986, n. 917 (come
sostituito dallart. 3 del D.Lgs. n. 314/1997), ha previsto che tutti gli
ammontari degli importi che non concorrono a formare il reddito di lavoro
dipendente possono essere rivalutati con decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri quando la variazione percentuale del valore medio dell'indice dei
prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati relativo al periodo di
12 mesi terminante al 31 agosto, supera il 2% rispetto al valore medio del
medesimo indice rilevato con riferimento allo stesso periodo dell'anno 1998.
Per il 2001 detti
importi continuano ad essere quelli fissati dal D.Lgs. n. 314/1997.
Valore delle prestazioni e delle indennità
sostitutive della mensa
Per la materia si rinvia alla circolare n. 263 del
24/12/1997: Per il valore delle prestazioni e delle indennità sostitutive della
mensa, alla circolare n. 104 del 14/5/1998, e per l'azionariato ai dipendenti
alla circolare n. 11 del 22/1/2001.
8. Regime di decontribuzione delle erogazioni previste dai contratti
collettivi di secondo livello (art. 6, lett. e) del D.Lgs n. 314/1997).
l'importo massimo della decontribuzione ai sensi dell'art. 6, lett. e) del D.
Lgs. n. 314/1997 e della legge 23/5/1997, n. 135, è confermato nella misura del
3% della retribuzione annua, per effetto di quanto previsto dall'art. 49, c. 3
della legge 23/12/1999, n. 448.
Per le modalità di
calcolo del tetto si rimanda alla nota n. 1 della circolare n. 12 del 20/1/2000.
alla variazione del costo della vita nella misura del 2,6% così come
determinato dagli indici ISTAT relativamente all'anno 2000, si riportano di
seguito i nuovi importi dei contributi fissi dovuti per gli apprendisti, con
decorrenza 1/1/2001:
Per le aziende artigiane resta fisso il contributo
di maternità (L. 32 settimanali,  0,02) a carico del datore di lavoro.
L'aliquota a carico
dell'apprendista dovuta al Fpld rimane fissata nella misura del 5,54% per i
settori diversi da quello agricolo.
dell'apprendista operaio dipendente da aziende del settore agricolo dovuta al
Fpld aumenta al 5,04% (4,54% + 0,50%).
10. Regolarizzazione relativa al mese di gennaio 2001.
per il versamento dei contributi relativi al mese di gennaio 2001 non hanno
potuto tenere conto delle disposizioni illustrate ai precedenti punti, possono
amministrazione dell'Istituto del 26/3/1993, approvata con D.M. 7/10/1993 (cfr.
circolare n. 292 del 23/12/1993, punto 1).
regolarizzazione deve essere effettuata entro il giorno 16 del terzo mese
successivo a quello di emanazione della presente circolare. Ove la
regolarizzazione comporti il versamento di una differenza contributiva a debito
del datore di lavoro, la differenza stessa dovrà essere maggiorata degli
interessi al tasso legale del 3,5% (decreto del Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica emanato il 11/12/2000 e pubblicato
sulla G.U., serie generale, n. 292 del 15/12/2000) computati dal 16/2/2001 e
fino alla data di versamento (codice "Q900" del mod. DM10/2).
regolarizzazione in questione si impartiscono le seguenti istruzioni.
10.1. regolarizzazione di cui ai punti da 1) a 3).
compilazione del modello DM10/2 le aziende si atterranno alle seguenti
- calcoleranno le
differenze tra le retribuzioni imponibili in vigore al 1/1/2001 e quelle
assoggettate a contribuzione per lo stesso mese;
- le differenze
così determinate saranno portate in aumento ovvero in diminuzione (ipotesi
prevista al punto 1.1) delle retribuzioni imponibili del mese in cui è
effettuata la regolarizzazione, calcolando i contributi dovuti sui totali
cooperativi ex D.P.R. n. 602/1970, ai fini della regolarizzazione di cui al
punto 2), riguardante i lavoratori soci, provvederanno a indicare l'importo
delle differenze contributive IVS a debito, in uno dei righi in bianco dei
quadri "B/C" del mod. Dm10/2, preceduto dalla dicitura "Diff.
IVS ex art. 2 DM 3/12/1999" e dal codice "M188";
nella casella "retribuzioni" dovrà essere indicato l'importo
della differenza di retribuzione imponibile ai fini pensionistici;
regolarizzazione delle differenze contributive diverse dall'IVS dovrà essere
utilizzato uno dei righi in bianco dei quadri "B/C" del mod.
Dm10/2, facendo precedere l'importo dalla dicitura "Diff. ex art. 3 DM
3/12/1999" e dal codice di nuova istituzione "M301";
della differenza di retribuzione imponibile ai fini delle contribuzioni diverse
dall'IVS; nessun dato dovrà essere, invece, indicato nelle caselle "numero
10.2. regolarizzazione di cui al punto 4).
differenza contributiva a credito dell'azienda, da restituire al lavoratore,
sarà riportato in uno dei righi in bianco del quadro "D" del
mod. Dm10/2, utilizzando uno dei codici previsti con la circolare n. 298 del
30/12/1992, in relazione alla gestione di appartenenza del lavoratore.
10.3. regolarizzazione di cui al punto 9).
versamento delle eventuali differenze contributive relative al contributo fisso
dovuto per gli apprendisti, i datori di lavoro utilizzeranno uno dei righi in
bianco dei quadri "B/C" del mod. DM10/2 facendo precedere
l'importo da versare dal codice "M189" e dalla dicitura "Diff.
Appr.". Nessun dato deve essere riportato nelle caselle "numero
dipendenti", "numero giornate" e "retribuzioni".
1) L'indice del 2,6% è utilizzato agli effetti della determinazione dei valori
contributivi di cui alla presente circolare al fine di consentire gli
adempimenti contributivi sui valori aggiornati. Detti valori acquisiranno
carattere di definitività in seguito all'emanazione del previsto D.M.
(1) Da adeguare ai sensi dellart. 7 della legge 11/11/1983, n. 638 e della
legge 7/12/1989, n. 389 a Lire 70.333, Euro 36,32.
(2) Non soggetto alladeguamento di cui allart. 7, c. 1 della legge n.
638/1983, ai sensi del c. 5 dello stesso articolo.
Istruzione pre-scolare svolta dalle Scuole materne autonome o da
altre istituzioni ivi comprese le I.P.A.B.
Docenti e non
docenti con funzioni direttive
Assist.za sociale svolta da istituzioni sociali
assistenziali ivi comprese le Ipab
Attività di culto, formazione religiosa ed attività similari Lire
Imp. I cat.
2 e 3 cat.
Agricoltura (per il solo personale impiegatizio a prestazione ridotta
a servizio di più aziende)
dordine
Assicurazioni (per il solo personale addetto alla organizzazione
produttiva e alla produzione)
di org.ne Produttiva
produzione Cat. A
produzione Cat. B/C
Proprietari di fabbricati (per il solo personale addetto alla pulizia negli stabili adibiti ad uso di
abitazione od altro uso)
(1) da adeguare a Lire 70.333, Euro 36,32 ai sensi dellart. 7 della legge
11/11/1983, n. 638 e della legge 7/12/1989, n. 389.
(2) da adeguare a Lire 39.060, Euro 20,17 ai sensi dell'art. 22 della legge
n. 160/1975.
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References: art. 8
 art. 4
 art. 4
 art. 4
 art. 4

art. 3
 art. 4
 art. 7
 art. 2
 art. 2
 art. 6
 art. 1
 art. 1
 Art. 3
 art. 2
 art. 3