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Timestamp: 2020-03-28 18:19:49+00:00

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Il Commercialista in Rete: Ravvedimento operoso
Le ipotesi di ravvedimento operoso racchiuse entro il raggio di tempo di 90 giorni sono: ravvedimento sprint, entro 14 giorni dall'omis...
La legge di stabilità per l’anno 2015, approvata in via definitiva dal Parlamento il 22/12/14, ha modificato l’art. 13 del D.Lgs. 472/1997, ...
In relazione a un contratto di locazione, si può fruire del "ravvedimento sprint" in caso di omesso versamento dell'imposta di registro dovuta per una annualità successiva alla prima?
La risposta è affermativa. Con il ravvedimento sprint (regolarizzazione nei 14 giorni successivi al termine di versamento), la sanzione ordinaria del 30% applicabile in caso di tardivi od omessi versamenti di imposte, ridotta al 3% in caso di ravvedimento breve entro trenta giorni, è ulteriormente ridotta a un quindicesimo per ciascun giorno di ritardo. La misura varia pertanto dallo 0,2% per un giorno di ritardo, fino al 2,80% per 14 giorni di ritardo. Oltre alla sanzione, sono dovuti gli interessi legali calcolati in base al tasso legale annuale che, dall'1 gennaio 2015, è fissato allo 0,5%, da calcolare sul numero dei giorni di ritardo.
In relazione a un contratto di locazione, si può fruire del "ravvedimento sprint" in caso di omesso versamento dell'imposta di...
alle martedì, gennaio 20, 2015
Si può eseguire il ravvedimento di un versamento periodico iva versando solo sanzioni ed interessi se la liquidazione annuale iva si chiude a credito? Sono in tempo per versare l’imposta?
Al fine di regolarizzare la violazione tramite ravvedimento operoso, il contribuente deve effettuare il versamento delle imposte dovute, procedendo al contestuale versamento delle sanzioni ridotte e degli interessi legali calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno (articolo 13 del Dlgs 472/1997). Per pagamento contestuale si intende che le incombenze previste ai fini dei ravvedimento (rimozione formale della violazione e pagamento delle somme dovute) devono avvenire entro lo stesso limite temporale previsto dalla norma e non necessariamente nel medesimo giorno (circolare 180/E del 10 luglio 1998 e risoluzione 165/E dell’11 luglio 2007). Pertanto, se la regolarizzazione avviene nei trenta giorni dalla data in cui andava effettuato il versamento periodico, si usufruirà della sanzione ridotta al 3% (ravvedimento breve); se invece avviene entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione, la sanzione è del 3,75% (ravvedimento lungo).
Si può eseguire il ravvedimento di un versamento periodico iva versando solo sanzioni ed interessi se la liquidazione annuale iva si chiude...
Non ho inviato lo spesometro con i dati relativi all'anno 2013. Posso rimediare con il ravvedimento per non incorrere nella sanzione piena?
Sono tenuti alla comunicazione dello spesometro tutti i soggetti passivi Iva che effettuano operazioni rilevanti ai fini dell’imposta. Per l’anno 2013 il termine di presentazione era fissato al 10 aprile 2014, per coloro che effettuano la liquidazione Iva mensile, e al 22 aprile 2014, per i contribuenti non mensili. In caso di omissione della comunicazione, ovvero nell’ipotesi di invio della stessa con dati incompleti o non veritieri, è prevista una sanzione amministrativa da un minimo di 258 a un massimo di 2.065 euro, ai sensi dell’articolo 21 del Dl 78/2010. Qualora non si sia provveduto all’invio nei termini, è possibile avvalersi delle norme sul ravvedimento operoso (articolo 13 del Dlgs 472/1997) entro un anno dalla scadenza, versando la sanzione ridotta a un ottavo del minimo edittale.
Etichette: Ravvedimento operoso, Spesometro
alle mercoledì, settembre 03, 2014
In caso di ravvedimento operoso per la registrazione tardiva di oltre un anno di un contratto di locazione a uso abitativo, quale sanzione è...
Dal ravvedimento ai crediti Pa.
Istituiti, con la risoluzione n. 25/E del 4 marzo, i codici tributo per consentire il versamento, tramite F24, di sanzioni e interessi dovuti, in caso di ravvedimento, sugli importi rateizzati a seguito di definizione dell’accertamento, accertamento con adesione, conciliazione giudiziale e mediazione.
Per tali istituti, le norme di riferimento prevedono la decadenza dal beneficio della rateazione in caso di mancato pagamento di una sola delle rate diverse dalla prima entro il termine di pagamento della rata successiva. Pertanto, nel caso in cui si “salti” un appuntamento ma si rimedi entro la scadenza successiva, il piano di rateazione è salvo.
Inoltre, avvalendosi dell’istituto del ravvedimento, si beneficerà della riduzione della sanzione. A tale scopo, dovranno essere utilizzati i seguenti codici tributo:
ravvedimento su importi rateizzati relativi a tributi erariali - 9946 (sanzione), 1984 (interessi)
ravvedimento su importi rateizzati relativi all’addizionale comunale Irpef - 9947 (sanzione), 1985 (interessi)
ravvedimento su importi rateizzati relativi all’addizionale regionale Irpef - 9948 (sanzione), 1986 (interessi)
ravvedimento su importi rateizzati relativi all’Irap - 9949 (sanzione), 1987 (interessi).
Nei campi “codice ufficio”, “codice atto”, “codice tributo” e “anno di riferimento”, andranno riportate le informazioni presenti negli atti emessi dall’ufficio.
Con la risoluzione n. 24/E, sempre del 4 marzo, sono stati invece istituiti i codici tributo, da indicare nei modelli “F24 Enti pubblici” e “F24 Versamenti con elementi identificativi”, per consentire alle Pubbliche amministrazioni il pagamento delle somme dovute a titolo di restituzione dei crediti utilizzati in compensazione.
Si tratta dei crediti non prescritti, certi, liquidi e esigibili, maturati al 31 dicembre 2012 nei confronti delle Pa per somministrazioni, forniture e appalti, in riferimento ai quali il Dl 35/2013 ha introdotto la possibilità, per i soggetti creditori, di utilizzo in compensazione per pagare le somme dovute in base agli istituti definitori della pretesa tributaria e agli istituti deflativi del contenzioso (accertamento con adesione, adesione all’invito al contraddittorio o al processo verbale di constatazione, acquiescenza, definizione agevolata delle sanzioni, conciliazione giudiziale, mediazione).
Dunque, per versare le somme corrispondenti ai crediti compensati dai contribuenti, le Pa dovranno indicare il codice tributo 260E nel modello “F24 enti pubblici” o il codice 2600 nell’“F24 Versamenti con elementi identificativi”.
Istituiti, con la risoluzione n. 25/E del 4 marzo, i codici tributo per consentire il versamento, tramite F24, di sanzioni e interessi dovut...
alle mercoledì, marzo 05, 2014
Imposte non pagate, è tempo di ravvedimento.
I contribuenti che non hanno provveduto ad effettuare il versamento delle imposte derivanti da UNICO con la maggiorazione dello 0,40% o delle altre imposte in scadenza lo scorso 20 agosto, possono ora sanare la propria posizione ricorrendo all'istituto del ravvedimento operoso che permette di ridurre l'ordinaria sanzione del 30%. Tre sono i tipi di ravvedimento: quello "sprint", che a cui si può ricorrere entro 14 giorni dalla scadenza applicando la sanzione dello 0,2% per ciascun giorno di ritardo; quello "breve", che va effettuato dal 15° al 30° giorno successivo, con sanzione del 3% fisso; quello "lungo", che va effettuato entro il termine di presentazione della dichiarazione successiva per le imposte derivanti dalle dichiarazioni annuali oppure entro un anno per le imposte non derivanti da dichiarazioni annuali, con sanzione del 3,75%. Sono in ogni caso dovuti gli interessi legali del 2,5% su base annua.
I contribuenti che non hanno provveduto ad effettuare il versamento delle imposte derivanti da UNICO con la maggiorazione dello 0,40% o dell...
alle mercoledì, agosto 28, 2013
Perfezionamento del ravvedimento.
E’ possibile utilizzare il ravvedimento operoso versando sanzioni e interessi in una seconda fase, cioè non contestualmente al tributo omesso?
La regolarizzazione delle violazioni tributarie tramite l’istituto del ravvedimento operoso deve avvenire entro determinati limiti temporali e, comunque, sempre prima che vi sia stata constatazione della violazione stessa o siano iniziati accessi, ispezioni o verifiche, ovvero altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore della violazione o i soggetti solidalmente obbligati abbiano avuto formale conoscenza.
Affinché il ravvedimento operoso si perfezioni, è necessario, oltre alla rimozione della condotta costituente violazione, il pagamento della sanzione in misura ridotta, nonché del tributo o della differenza (quando dovuti) e degli interessi moratori calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno, entro i termini indicati dal legislatore.
La circolare ministeriale n. 180/E del 1998 ha precisato che tutte le incombenze previste ai fini del ravvedimento non necessariamente devono avvenire nel medesimo giorno, ma entro lo stesso limite temporale previsto dalla norma (trenta giorni, un anno, eccetera).
E’ possibile utilizzare il ravvedimento operoso versando sanzioni e interessi in una seconda fase, cioè non contestualmente al tributo omes...
alle venerdì, febbraio 22, 2013
Sanatoria per le opzioni dimenticate: scadenza 31 dicembre
Prima scadenza per la sanatoria delle opzioni dimenticate. I contribuenti che, nel corso del 2011 e nei primi mesi del corrente esercizio, hanno omesso l'opzione o altri adempimenti formali richiesti per applicare un regime fiscale di favore possono sanare la loro posizione, effettuando l'adempimento entro il prossimo 31 dicembre e versando la sanzione fissa di €258. Una delle più importanti misure contenute nel D.L. n.16/12 riguarda la possibilità di evitare la decadenza dei benefici prevista per chi, intendendo usufruire di un determinato beneficio fiscale o di un regime agevolativo, dimentica di effettuare nei termini un adempimento (opzione, comunicazione o altro) posto dalla legge quale condizione essenziale di validità. La dichiarazione che fa da spartiacque per la sanatoria, come chiarito dalla C.M. n.38/E/12, non è quella riferita all'anno durante il quale si è dimenticata la comunicazione (come avviene invece nel caso del ravvedimento operoso), bensì la prima che deve essere presentata dopo la scadenza dimenticata. Quindi per le opzioni omesse nei primi nove mesi di un certo anno si tratta del modello Unico del 30 settembre dello stesso anno (riferito all'esercizio precedente), mentre per quelle dell'ultimo trimestre si va al 30 settembre dell'anno seguente. La C.M. n.38/E ha stabilito un periodo transitorio per le opzioni dimenticate nel 2011 e nei primi mesi del corrente esercizio, per la cui regolarizzazione è stato dato termine fino al prossimo 31 dicembre Fonte: Il Sole 24 Ore 15/11/2012
Prima scadenza per la sanatoria delle opzioni dimenticate. I contribuenti che, nel corso del 2011 e nei primi mesi del corrente esercizio, h...
Etichette: Ravvedimento operoso, Sanatoria
alle giovedì, novembre 15, 2012
Ravvedimento senza sconti per non perdere efficacia.
L’efficacia del c.d. ravvedimento operoso (art. 13 del D.Lgs. n. 472 del 1997) è subordinata alla corretta e tempestiva regolarizzazione degli errori e delle omissioni, oltre al versamento delle somme dovute, sanzioni ed interessi. L’omesso integrale versamento di quanto dovuto comporta il mancato perfezionamento del ravvedimento. Poiché l’ufficio non avrebbe alcuna discrezionalità nell’applicazione della norma, non vi è violazione dell’obbligo di buona fede ex art. 10 legge n. 212 del 2000 (c.d. Statuto dei diritti del contribuente). Le norme della citata legge n. 212 del 2000, infatti, costituiscono criteri guida per il giudice nell’interpretazione delle norme tributarie (anche anteriori); tuttavia le stesse non sono di rango superiore rispetto alla legge ordinaria né possono consentire la disapplicazione tout court della norma tributaria (cfr. Cass. n. 8145 del 2011).
Ordinanza n. 14298 dell’8 agosto 2012 (udienza 4 luglio 2012)
Cassazione civile, sezione VI – 5 – Pres. Cicala Mario – Est. Caracciolo Giuseppe
Ravvedimento operoso – Non corretto versamento di sanzioni ed interessi – Inefficacia – Violazione dello Statuto dei diritti del contribuente – Non sussiste
L’efficacia del c.d. ravvedimento operoso (art. 13 del D.Lgs. n. 472 del 1997) è subordinata alla corretta e tempestiva regolarizzazione de...
alle venerdì, settembre 14, 2012
Ravvedimento nullo se il calcolo degli interessi è sbagliato.
La corte di Cassazione si è espressa con la sentenza 14298/2012 stabilendo che il ravvedimento operoso per omesso versamento IVA è nullo se il calcolo degli interessi non è esatto , anche se si tratta di una somma irrisoria . Il giudice infatti, non può considerare prevalente il principio di collaborazione tra cittadino e Fisco sancito dallo Statuto del contribuente che non ha rango superiore alle leggi ordinarie, come invocato nel ricorso della società interessata .La sentenza allarga il principio di inefficacia che non del ravvedimento introdotta con la sentenza 12661 del 2011 . In quel caso però l’inefficacia del ravvedimento era dovuta non ad un errore di calcolo degli interessi ma alla mancata corresponsione delle sanzioni dovute.
La corte di Cassazione si è espressa con la sentenza 14298/2012 stabilendo che il ravvedimento operoso per omesso versamento IVA è nullo se ...
alle mercoledì, agosto 29, 2012
Operazione aritmetica sbagliata? Sfuma l’effetto ravvedimento Iva.
Con novità assoluta, la Corte di cassazione ha stabilito, nella sentenza 14298/2012, che è nullo il ravvedimento operoso Iva se il contribuente versa qualche euro in meno di interessi in quanto, in questo caso, non opera il principio di buona fede fra Amministrazione finanziaria e cittadino sancito dalla Statuto del contribuente.
Una società ha provveduto a effettuare il ravvedimento operoso di cui all’articolo 13 del Dlgs 472/1997, a fronte di un omesso versamento Iva, ma la validità della definizione scontata viene negata dal competente ente impositore in quanto era stato corrisposto un pagamento difettoso degli interessi, con la conseguenza che al contribuente era stato richiesto il pagamento dell’intero importo delle sanzioni, in pratica nella misura del 30%, oltre agli esatti interessi dovuti.
La Commissione tributaria provinciale accoglieva l’opposizione della contribuente, mentre il giudice dell’appello, invertendo l’ordine della soccombenza, considerava che il ravvedimento operoso non si era perfezionato per non essere stato interamente versato l’ammontare della somma dovuta a titolo di interessi, né poteva trovare applicazione il principio di collaborazione e buona fede sancito dall’articolo 10, comma 1, della legge 212/2000 (Statuto del contribuente), proprio per l’inesatta corrispondenza degli interessi.
Nel conseguente ricorso per cassazione la società taccia la sentenza impugnata di violazione di legge, per avere il giudice di appello attribuito valore decisivo a una differenza minima di euro di interessi non versati, mentre invece avrebbe dovuto essere valorizzato, nel caso, il principio di leale collaborazione tra fisco e contribuente e di buona fede, atteso che l’articolo 10 dello Statuto non può essere derogato o modificato da leggi speciali. Tale principio, quindi, avrebbe dovuto escludere l’irrogazione della sanzione per l’intero.
Non è così per la Corte di cassazione che, con la sentenza 14298/2012, ha rigettato il ricorso della contribuente, attribuendo valore decisivo anche a una “tenue somma” di pochi euro di interessi non corrisposta.
Con novità assoluta, la Corte di cassazione ha stabilito, nella sentenza 14298/2012, che è nullo il ravvedimento operoso Iva se il contribu...
alle martedì, agosto 28, 2012
Ravvedimento leggero per chi paga entro il 3 settembre.
Chi ha dimenticato o non ha potuto pagare le imposte entro ieri 20 agosto, in luogo di attendere la sanzione del 30% può attivarsi per usufruire dei diversi tipi di ravvedimento previsti dalla legge.
Tutti i tipi di ravvedimento prevedono il pagamento degli interessi in misura pari al 2,5% in ragione d’anno oltre alla sanzione che è modulata in maniera diversa a secondo dell’entità del ritardo.
Ravvedimento sprint: puo’ essere effettuato entro 14 giorni e quindi entro il 3 settembre con il pagamento di una sanzione pari allo 0,2% per ogni giorno di ritardo.
Ravvedimento breve entro 30 giorni: la sanzione passa al 3%
Ravvedimento lungo: oltre i 30 giorni e fino al termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui si è commessa la violazione, la sanzione passa al 3,75%.
Sempre come detto in aggiunta sono dovuti gli interessi e sempre il ravvedimento puo’ essere eseguito se l’Ufficio non constata prima il mancato versamento.
Chi ha dimenticato o non ha potuto pagare le imposte entro ieri 20 agosto, in luogo di attendere la sanzione del 30% può attivarsi per usuf...
alle giovedì, agosto 23, 2012
Ravvedimento operoso e anni bisestili.
Anche negli anni bisestili, gli interessi dovuti in caso di ravvedimento operoso per omesso versamento di un tributo vanno calcolati indicando al numeratore del rapporto 365, cioè il numero di giorni che compone l’anno civile. Infatti, l’articolo 1187 del codice civile, relativo al computo del termine nell’adempimento delle obbligazioni, dispone che “il termine fissato per l’adempimento delle obbligazioni è computato secondo le disposizioni dell’articolo 2963”. Ai sensi del richiamato articolo 2963, comma 4, del codice civile, “La prescrizione a mesi si verifica nel mese di scadenza e nel giorno di questo corrispondente al giorno del mese iniziale. Se nel mese di scadenza manca tale giorno, il termine si compie con l’ultimo giorno dello stesso mese”. Ciò significa che, se il periodo viene espresso in anni, mesi o giorni, esso è compiuto allo scadere dell’anno, del mese, del giorno senza tener conto se il mese sia di 28 o 31 giorni o se l’anno sia bisestile (in tal senso si è più volte espressa la Suprema corte, sentenze n. 8850/2003, n. 3773/2001, n. 200/2001, n. 9068/2000).
Ai fini del calcolo degli interessi moratori dovuti per ritardo nel versamento del tributo o della differenza, si applica la formula dell’interesse semplice al capitale (pari all’importo del tributo), per i giorni del calendario civile che decorrono dalla scadenza del termine previsto per l’adempimento al giorno in cui si effettua il versamento, secondo la seguente formula: I = C x R x N/365, dove C è il capitale (nel caso di specie, l’imposta da versare), R è il saggio d’interesse legale, N è il numero di giorni di ritardo e 365 è il numero di giorni di cui è composto l’anno civile. Come si è detto in premessa, è necessario che al denominatore sia sempre indicato il numero di giorni che compone l’anno civile (365), anche quando l’anno nel corso del quale gli interessi sono maturati sia composto di 366 giorni (anno bisestile). Diversamente, si creerebbe un diverso trattamento a seconda che il contribuente si ravveda o meno nel corso di un anno bisestile, in quanto, in tale ultimo caso, a parità di giorni di ritardo, l’ammontare degli interessi moratori dovuti risulterebbe inferiore (cfr risoluzione n. 296/2008).
In caso di ravvedimento operoso per omesso versamento di un tributo come vanno calcolati gli interessi dovuti negli anni bisestili? Anche n...
alle mercoledì, marzo 28, 2012
Ravvedimento operoso irregolare.
La Corte di cassazione ha stabilito, con ordinanza 3158 del 29 febbraio, l’esclusione dal diritto al rimborso delle imposte (Irpef e Irap) per il contribuente che aderisce al ravvedimento operoso per mancata presentazione della dichiarazione oltre i termini di legge.
La vicenda concerne un contribuente che non aveva presentato la dichiarazione annuale dei redditi e, a seguito ricezione di cartella di pagamento, aveva aderito al ravvedimento operoso, entrato da poco in vigore, cui aveva fatto seguito l’istanza di rimborso per Irpef e Irap per l’anno d’imposta 1998.
L’impugnazione avverso il silenzio rifiuto maturato sull’istanza viene accolta dalla Commissione tributaria provinciale e confermata da quella di secondo grado.
L’ente impositore ricorre per cassazione censurando la decisione d’appello per violazione di legge e difetto di motivazione in quanto “le espressioni utilizzate in sentenza, sembrano inidonee, sotto il profilo logico-formale, a giustificare il decisum, stante, per un verso, il disposto dell'art.13 del D.Lgs. n. 471/1997, e altresì, la mancata indicazione dei concreti elementi e l'assenza di collegamento tra quelli ritenuti rilevanti e utilizzati nell'iter decisionale”.
La tesi dell’Amministrazione finanziaria viene accolta dalla Corte suprema, la quale, con una pur non prolissa motivazione, ha fissato ancora una volta alcuni punti fermi nell’interpretazione dell’articolo 13 del Dlgs 472/1997, affermando innanzitutto che il ravvedimento operoso, per regola generale, è subordinato al fatto che non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento, mentre nella specie era stata già emessa cartella di pagamento.
Inoltre, la Cassazione apostrofa la sentenza impugnata per aver fatto malgoverno di consolidati principi giurisprudenziali in materia, in quanto – a dispregio degli assunti normativi fissati dal legislatore – ha inopinatamente riconosciuto esistente l’obbligo del rimborso:
sia in presenza di mancata presentazione della dichiarazione
sia di tardività del ravvedimento effettuato.
Perciò, la sezione tributaria ha disconosciuto la sussistenza dell’invocato rimborso, per avere il contribuente aderito al ravvedimento operoso quattro anni dopo l’omessa presentazione della dichiarazione, resipiscenza peraltro preclusa dalla verifica della violazione, circostanze che avevano incomprensibilmente trovato plauso nei giudizi di merito (la mancanza o estrema concisione della motivazione, anche in diritto, determinano la nullità della sentenza - Cassazione 12354/2005). Invece, in caso di mancanza di dichiarazione, la regolarizzazione è ammessa, ma a condizione che ciò avvenga entro tre mesi da quell’evento.
Occorre ricordare in proposito che, nel periodo considerato, l’allora comma 4 dell’articolo 13 disponeva che “Il ravvedimento del contribuente nei casi di omissione o di errore non incidenti sulla determinazione e sul pagamento del tributo esclude l'applicazione della sanzione, se la regolarizzazione avviene entro tre mesi dall'omissione o dall'errore”.
La posizione assunta dal giudice di legittimità conferma quanto sostenuto dall’Amministrazione finanziaria sin dalla circolare 180/1998, laddove si precisa che, se la violazione consiste nell’omessa presentazione della dichiarazione, la possibilità del ravvedimento è, in linea di massima, esercitabile in tempi molto ristretti. La lettera c) dell’articolo 13, infatti, accorda la riduzione della sanzione (a un ottavo del minimo) solo se la dichiarazione viene presentata e i relativi versamenti eseguiti, entro trenta giorni dalla scadenza.
Inoltre, le determinazioni dell’ordinanza 3158/2012 si inseriscono nel medesimo indirizzo interpretativo, con il quale la Corte suprema ha escluso l’applicazione del ravvedimento in presenza di tardiva presentazione della dichiarazione annuale dell’Iva “contemplante anche l’obbligo di versamento della relativa imposta” in carenza “… nello stesso termine” del “… pagamento sia dell’imposta dovuta in base alla dichiarazione tardivamente presentata, sia delle sanzioni ridotte che degli interessi maturati” (Cassazione 12883/2007).
Analogamente, il ravvedimento operoso è precluso nel caso in cui il contribuente, prima dell’inizio della verifica, abbia versato le sole imposte ma non interessi legali e sanzioni ridotte (Cassazione 22781/2010).
Sicché, in ultima analisi, deve convenirsi che il ravvedimento operoso si perfeziona mediante l’integrale osservanza degli adempimenti imposti dall’articolo 13 del Dlgs 472/1997, quindi con il pagamento delle maggiori imposte, delle sanzioni (sebbene nella misura ridotta), nonché degli interessi legali. Ove, invece, il contribuente commetta un errore anche nella computazione della sanzione irrogabile, il ravvedimento non può ritenersi perfezionato, per cui è legittima la ripresa a tassazione delle sanzioni nella misura dovuta (Cassazione, ordinanza 12661/2011).
La Corte di cassazione ha stabilito, con ordinanza 3158 del 29 febbraio, l’esclusione dal diritto al rimborso delle imposte (Irpef e Irap) p...

References: art. 10
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 articolo 2963
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