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Timestamp: 2020-02-29 00:42:23+00:00

Document:
Chimici - Articoli dattilografici: CCNL, 23 ottobre 1958
Data firma: 23 ottobre 1958
Parti: Federazione Italiana Industrie Varie - Confederazione Generale dell’industria Italiana e Filc-Cgil, Federchimici-Cisl, Uilc e Federazione nazionale Lavoratori Chimici - Cisnal
Settori: Chimici, Articoli dattilografici
Art. 17. -Trattamento salariale minimo.
Art. 18. - Donne adibite a mansioni caratteristiche delle prestazioni d’opera maschili.
Art. 27. - Igiene e sicurezza del lavoro Prevenzioni degli infortuni e delle malattie professionali.
Art. 41. - Indennità in caso di dimissioni.
Art. 12. - Retribuzione oraria e giornaliera.
Art. 16. - Ferie. Art. 17. - Permessi.
Art. 24. - Visite di inventario e di controllo.
Art. 26. - Indennità di licenziamento.
Art. 27. - Indennità in caso di dimissioni.
Art. 28. - Trattamento economico minimo.
Tabella categorie speciali
Art. 7. - Passaggio dalla qualifica speciale (equiparati) alla qualifica impiegatizia.
Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti dalle aziende produttrici di articoli dattilografici, inchiostri e colle per cancelleria, 23 ottobre 1958
Addì 23 ottobre 1958 in Milano, tra la Federazione Italiana Industrie Varie [...] assistito da una delegazione di industriali del settore e dal[...]l’Associazione Industriale Lombarda; con l’assistenza della Confederazione Generale dell’industria Italiana [...] e la Federazione Italiana Lavoratori Chimici (Filc) [...] con la partecipazione di una delegazione di lavoratori; e con l’assistenza della Confederazione Generale Italiana del Lavoro (Cgil) [...] e la Organizzazione Sindacale tra i Lavoratori Chimici ed Affini (Federchimici) [...] con la partecipazione di una delegazione di lavoratori [...] e con l’assistenza della Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (Cisl) [...] e la Unione Italiana Lavoratori Chimici (Uilc) [...] e con la partecipazione di una delegazione di lavoratori, è stato stipulato il presente contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per le aziende produttrici di articoli dattilografici (carta carbone, nastri dattilografici, cliché infrangibili, ecc.) inchiostri e colle per cancelleria e per tutti i lavoratori (operai, categorie speciali, impiegati) da esse dipendenti.
Addì 23 ottobre 1958 in Milano, tra la Federazione Italiana Industrie Varie [...] e la Federazione nazionale Lavoratori Chimici - Cisnal [...], è stato stipulato l’allegato contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per le aziende produttrici di articoli dattilografici (carta carbone, nastri dattilografici, cliché infrangibili, ecc..) inchiostri e colle per cancelleria, e per tutti i lavoratori (operai, categorie speciali, impiegati) da esse dipendenti.
Le organizzazioni stipulanti si riservono di provvedere alla disciplina dell’apprendistato con successivo accordo.
La durata dell’orario di lavoro è quella fissata dalla legge e cioè 8 ore giornaliere o 48 settimanali, salvo le eccezioni e le deroghe previste dalle relative disposizioni.
Per le eventuali ore non lavorate nella giornata del sabato la ripartizione dell’orario settimanale potrà avvenire, a regime normale, negli altri giorni della settimana con il prolungamento delle otto ore lavorative giornaliere nella misura massima di un’ora al giorno, salvo diretti accordi fra le parti per il superamento di detto limite.
L’orario giornaliero di lavoro è fissato dall’azienda e disposto in apposita tabella da affiggersi secondo le norme di legge.
Nei turni regolari periodici l’operaio del turno smontante non può abbandonare il lavoro senza prima aver avuto la sostituzione dell’operaio del turno montante, ferma restando la competenza delle maggiorazioni stabilite dall’art. 16 per il lavoro straordinario.
Conformemente al disposto dell’art. 18 comma 2° della legge 26 aprile n. 653 sulla tutela delle donne e dei fanciulli, si conviene che il riposo intermedio del personale femminile e minorile potrà essere ridotto ad un’ora al giorno nei casi di prestazioni superiori alle 8 ore giornaliere ad esclusione del personale adibito alle lavorazioni indicate nella tabella A e B di cui al R.D. 7 agosto 1936 n. 1720.
È ammesso il recupero a regime normale delle ore di lavoro perdute per causa di forza maggiore e per le interruzioni di lavoro con cordate tra le Organizzazioni sindacali periferiche di categoria, pur che esso sia contenuto nel limite di un’ora al giorno e si effettui entro i 30 giorni immediatamente successivi a quello in cui è avvenuta l’interruzione.
Per il lavoro delle donne e dei minori si fa rimando alle disposizioni della relativa legge (n. 653, del 26 aprile 1034).
È considerato lavoro straordinario quello effettuato oltre il limite di cui all’art. 10 ossia le ore 8 giornaliere o le 48 settimanali, per i lavoratori a regime normale di orario, ed oltre le 10 giornaliere o le 60 settimanali per i lavoratori addetti a lavori discontinui, salvo le deroghe previste.
Alla donna destinata a compiere mansioni caratteristiche delle prestazioni d’opera maschili, compete a parità di condizioni di lavoro e di rendimento qualitativo e quantitativo, la paga contrattuale prevista per la categoria maschile operaia corrispondente alle mansioni di cui trattasi.
Allo scopo di conseguire l’incremento della produzione è ammesso il lavoro a cottimo, sia collettivo che individuale, secondo le possibilità tecniche e gli accordi intervenuti o che possano intervenire fra le parti direttamente interessate.
L’operaio può chiedere il godimento delle ferie nell’anno feriale di maturazione.
A norma del 2° comma dell’art. 12 dell’accordo interconfederale 27 ottobre 1946, perdurando la situazione prevista da detto accordo è consentita la sostituzione del godimento delle ferie con il corrispondente indennizzo fino ad un massimo di 6 giorni.
L’infortunio sul lavoro, anche se consente la continuazione dell’attività lavorativa, deve essere denunciato immediatamente dal lavoratore al proprio superiore diretto perché possano essere prestato le previste cure di pronto soccorso ed effettuate le denunce di legge.
In armonia con la dignità personale dell’operaio, i superiori impronteranno i rapporti col dipendente a sensi di collaborazione o di urbanità.
In tale provvedimento incorre l’operaio che commetta infrazioni alla disciplina ed alla diligenza del lavoro che, pur essendo di maggior rilievo di quelle contemplate nell’art. 37 (multe e sospensioni) non siano così gravi da rendere applicabile la sanzione di cui alla lettera B).
e) recidiva in qualunque delle mancanze contemplate nell’articolo 37 (multe e sospensioni) quando siano stati comminati due provvedimenti di sospensione di cui allo stesso art. 37.
In tale provvedimento incorre l’operaio che provochi all’azienda grave nocumento morale e materiale o che compia in connessione con
Sono da considerare, agli effetti del precedente comma: i lavoratori che esplichino mansioni di specifica e particolare importanza rispetto a quelle degli operai classificati nella categoria massima operaia oppure coloro che guidino e controllino il lavoro di un gruppo di operai con apporto di particolare competenza tecnico-pratica, sempreché non partecipino con ininterrotta continuità al lavorò manuale.
Per gli istituti non previsti nella presente regolamentazione si intendono richiamate le norme contenute nella parte distinta della regolamentazione per gli operai, ad eccezione delle norme relative agli artt. 7, 19.
La particolare qualifica attribuita al lavoratore non lo esime dalla osservanza di eventuali disposizioni di prestare temporaneamente la propria opera in mansioni diverse da quelle alle quali è normalmente adibito; possibilmente la disposizione deve tener conto della di lui qualifica, capacità ed attitudine, o comunque non deve recare menomazione e pregiudizio grave alla posizione inerente alla sua qualifica.
Per il lavoro delle donne e dei minori si rimanda alle disposizioni della relativa legge (L. 26 aprile 1934, n. 653) mentre in particolare si richiama il divieto dì cui alla legge stessa di far lavorare di notte i giovani inferiori ai 18 anni e le donne di qualunque età, salvo le eccezioni e le deroghe previste dalla legge.
È considerato lavoro straordinario quello effettuato oltre i limiti dell’art. 16 della regolamentazione operaia e comunque oltre le ore 8 giornaliere o le 48 settimanali, per i lavoratori a regime normale di orario; oltre le 10 ore giornaliere o le 60 settimanali per i lavoratori compresi nelle deroghe ed eccezioni di legge o contrattuali in vigore, fermo restando quanto disposto dall’art. 10 della regolamentazione operaia sul recupero delle ore non compiute nel sabato.
È consentita la sostituzione del godimento delle ferie fino ad un massimo di 6 giorni corrispondendo una giornata di retribuzione, calcolata nella misura prevista dall’art. 12, per ogni giorno di ferie non godute.
Per i casi in cui per il sabato sia praticato un orario inferiore alle 8 ore, le ore in tale modo non lavorate in detto giorno, possono essere recuperate a regime normale negli altri giorni della settimana, con un massimo di un’ora al giorno.
In caso di spostamento eccezionale del giorno di riposo prestabilito, l’impiegato avrà diritto per il lavoro prestato nel giorno in cui avrebbe dovuto godere del riposo, alla maggiorazione stabilita nell’art. 12 per il lavoro festivo sempreché non sia stato preavvisato entro il terzo giorno precedente.
Per la tutela dell’impiegata durante lo stato di gravidanza e puerperio, si fa riferimento alle norme, al trattamento economico ed alle disposizioni particolari e varie della legge 26 agosto 1950 n. 860 e relativo regolamento.
Le Organizzazioni Sindacali periferiche di categoria possono stipulare, su richiesta delle singole aziende, accordi modificativi del presente articolo al fine di elevare il limite di durata della sospensione prevista dal punto 3°.
Incorre nel provvedimento della sospensione, l’impiegato:
a) che non si presenti al lavoro come previsto dall’art. 32 o abbandoni il proprio posto di lavoro senza giustificato motivo;
b) che ritardi l’inizio .del lavoro o lo sospenda o ne anticipi la cessazione senza preavvertire il superiore diretto e senza giustificato motivo;
1) con la perdita dell’indennità di preavviso ma non delle altre indennità:
b) recidiva nel divieto di fumare di cui al punto d) dell'articolo 34 sempreché la infrazione non costituisca pregiudizio gravemente colposo al verificarsi di incidenti;
In tale provvedimento incorre l’impiegato che provochi all’azienda grave nocumento morale e materiale, ché compia azioni delittuose in connessione con lo svolgimento del rapporto di lavoro; in via esemplificativa ricadono sotto questo provvedimento le seguenti infrazioni:
а) inosservanza al divieto di fumare quando tale infrazione sia gravemente colposa perché suscettibile di provocare incidenti alle persone, agli impianti ai materiali;

References: Art. 17

Art. 18

Art. 27

Art. 41

Art. 12

Art. 16
 Art. 17

Art. 24

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 7
 art. 37