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Timestamp: 2018-01-20 07:25:53+00:00

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Esce senza timbrare, al pari della falsa attestazione il Giudice del lavoro di Imperia conferma il licenziamento
agosto 19, 2017 at 11:23 — admin
Licenziamento confermato. Il Giudice del Lavoro di Imperia ha confermato il licenziamento disciplinare senza preavviso a norma dell'art. 55-quater del Dlgs.165/01 ad una dei 32 licenziati del Comune di Sanremo perché ha ritenuto che, al pari della falsa attestazione in servizio, anche timbrare regolarmente ed allontanarsi durante la giornata senza registrare l'uscita concretizza un comportamento fraudolento tale da incrinare irrimediabilmente il rapporto fiduciario con datore di lavoro che giustifica il licenziamento. [Ordinanza del 10 agosto 2017, GdL di Imperia]
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Tags: Ordinanza, Giudice, Lavoro, Imperia, licenziamento, giusta, causa, falsa, attestazione, registro
Giugliano, l'ispettorato della FP ricorda al Comune di licenziare i furbetti del cartellino
gennaio 29, 2017 at 11:18 — admin
Giugliano in Campania, l'ispettorato della FP chiede conto all'Amministrazione della sorte toccata ai 68 dipendenti che si aggiungono alla lunga lista dei furbetti italici colti in flagranza di reato dalle telecamere dei Carabinieri. La lettera pervenuta al Municipio, rammenta che la nuova Legge in vigore dispone il licenziamento cautelare immediato degli impiegati infedeli di fronte a prove filmate incontrovertibili e richiama i doveri di controllo dei dirigenti di settore la cui inadempienza è suscettibile di procedimento disciplinare. Insomma, l'ispettorato della FP ammonisce il Comune di Giugliano su come le Amministrazioni debbano fare "penitenza" e rammenta loro che con la chiusura dell'anno Santo della Misericordia siano giunte al termine anche le ragioni di opportunità politiche per il "perdono"; e di come sia arrivato il tempo della giusta "espiazione dei peccati" senza la quale il problema dell'assenteismo non sarà mai ricondotto ad una misura fisiologica! [fonte.1] [fonte.2]
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Tags: Giugliano, Campania, furbetti, cartellino, badge, timbro, Sindaco, Dirigenti, responsabilità, disciplinare, licenziamento
Timbra il badge e scappa, da Biella a Scafati nemmeno la telecamera riesce a licenziare
ottobre 1, 2016 at 11:38 — admin
Timbra il badge e scappa, da Biella a Scafati dopo la Madia nulla è cambiato. C'avevano raccontato di un licenziamento in tronco riservato ai furbetti colti in flagranza, ma evidentemente in Italia nemmeno le telecamere bastano a fare "Giustizia". Chissà, forse i Giudici potrebbero arrendersi ed applicare la Legge solamente di fronte ad una improbabile confessione giurata. C'è poco da sperarci però, tutto lascia pensare che troverebbero comunque il modo di giustificare il reintegro magari motivato da crisi depressive ed ansie claustrofobiche. E' già accaduto in un passato certo non remoto. Sta di fatto che la Riforma Madia propagandata come l'infallibile deterrente all'assenteismo truffaldino, continua a denunciare lungaggini dei procedimenti e garantismi oltre ogni ragionevole dubbio: ai furbi una sospensiva può bastare, siamo gente democratica che sa accogliere e giammai espellere. Vota Antonio, vota Antonio La Trippa al Comune. Diversamente non si spiegherebbe il perseverare di tanti episodi truffaldini negli uffici della Pubblica Amministrazione che più italiana non si può, di origine controllata dal produttivo settentrione dove il lavoro si dice eletto a religione civile, all'indolente meridione che dell'inganno mena vanto manco fosse un fattore di superiore intelligenza. Fratelli d'Italia, l'Italia s'addormenti che meglio di Scipio c'è solo il riposo retribuito...nd/Blog
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Tags: furbetti, cartellino, badge, garantismo, procedimenti, disciplinari, licenziamento, Giudici, lavoro, reintegro, pubblica, amministrazione
Statali inamovibili, comma della Fornero fa ricredere la Cassazione, la nuova sentenza 11868-2016 sul reintegro ripristina l'art. 18
giugno 10, 2016 at 2:53 — admin
I giudici della Suprema Corte nel non lontano novembre 2015 stabilirono con la sentenza n.° 24157 che in ragione dell’art. 51 comma 2 del d.lgs. n. 165/2001, il quale recita: “la legge 20 maggio 1970 n. 300 e successive modificazioni ed integrazioni, si applica alle pubbliche amministrazioni a prescindere dal numero dei dipendenti", l’art. 18 della predetta legge, come novellato dall’art. 1 L. n. 92/2012, si applicava anche ai pubblici dipendenti, a prescindere dalle iniziative normative di armonizzazione previste dalla legge n. 92. A distanza di pochi mesi e facendo leva sul comma 8 dell'art. 1 della stessa Legge 92/2012, i Giudici di Cassazione sezione lavoro, hanno riformato la loro stessa pronuncia con la nuova
Sentenza n. 11868 del 09/06/2016 stabilendo che "ai rapporti di pubblico impiego contrattualizzato di cui all’art. 2 del d.lgs. n. 165 del 2001 non si applicano le modifiche apportate dalla l. n. 92 del 2012 (cd. legge Fornero) all’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, sicché la tutela del dipendente pubblico nel caso di licenziamento illegittimo intimato in data successiva all’entrata in vigore di tali modifiche resta quella prevista dall’art. 18 dello Statuto nel testo precedente la riforma". Decisivo perché i Giudici ritornassero sulle loro precedenti interpretazioni è stato il Comma 8 dell'art.1 Legge Fornero che rinvia ad un successivo Decreto del Ministero della Funzione Pubblica l'armonizzazione delle norme del settore pubblico a quelle dettate per il settore privato. Dunque, fino al successivo intervento normativo, ai dipendenti pubblici non si estendono le nuove norme in tema di indennizzo in caso di licenziamento illegittimo e resta in vigore il reintegro sul posto di lavoro. A differenza del settore privato fanno notare i Giudici, nel pubblico impiego la tutela dal licenziamento è posta anche nell'interesse generale non solamente del soggetto da rimuovere e qui le motivazioni a nostro parere scricchiolano, perché gli interessi collettivi tutelati dalla Legge a cui fanno riferimento i Giudici della Cassazione, potrebbero coincidere esattamente con il licenziamento del soggetto quando i comportamenti posti in essere recano danno alla collettività e gettano discredito sulla P.A.
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Tags: Cassazione, Corte, sentenza, reintegro, licenziamento, illegittimo, tutela, pronuncia, giudici, sezione, lavoro, Fornero, Statuto, lavoratori, 1970, L.300
Omissione d'atti e risarcimento del danno all'immagine calcolato sull'eco mediatico, le pene accessorie al nuovo licenziamento
gennaio 30, 2016 at 7:53 — admin
Abbiamo una notizia: i Decreti attuativi della Riforma Madia andranno in Gazzetta Ufficiale dopo Pasqua non prima di essere passati all'esame del Consiglio di Stato, della Conferenza delle Regioni e delle Commissioni Parlamentari per il necessario parere non vincolante. Senza dubbio però le anticipazioni che più hanno fatto rumore sugli organi di stampa e solleticato gli appetiti dell'opinione pubblica sono state le nuove procedure semplificate dei licenziamenti disciplinari. A colpire non è solamente la fulminea sospensione automatica dal servizio e dallo stipendio entro le 48 ore successive qualora il dipendete venga colto in flagranza d'illecito a falsificare la propria presenza sul posto di lavoro, ma anche l'obbligo che rimane in capo al Dirigente del settore di trasmissione contestuale al Servizio Disciplina ed alla Corte dei Conti che dovrà in via equitativa quantificare il danno all'immagine della PA in ragione dell'eco mediatico riverberato dalla vicenda, entro tre mesi dalla conclusione del procedimento che comunque dovrà avere termine in trenta giorni. Punto qualificante del provvedimento, è l'intimazione per Legge al Dirigente di adempiere i propri doveri di vigilanza pena il licenziamento a sua volta e l'imputazione penale di "omissione d'atti d'ufficio". Praticamente una mina posta sul terreno del quieto vivere dove pascolano da sempre furbi controllori e pigri controllati (fonte)
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Tags: riforma, PA, pubblica, amministrazione, impiego, licenziamento, disciplinare, Dirigenti, inerzia, Gazzetta, Ufficiale, Decreti, attuativi, pene, accessorie
Sospetto anticostituzionale, l'esclusione degli Statali dal job act per Zanetti ed Ichino
dicembre 8, 2015 at 12:28 — admin
Dopo la Sentenza della Cassazione 24157/2015, nel mentre che il Governo annuncia che interverrà ad escludere per Legge l'estensione della riforma del lavoro (job act) al settore pubblico dettagliando la disciplina negli oramai prossimi Decreti attuativi della Riforma Madia, i falchi della maggioranza riprendono fiato e tirano via i sassolini dalle scarpe. Il sottosegretario all'economia Zanetti nota come questa sia una strada impraticabile sia sotto il profilo tecnico, sia sul piano politico. Ricorda infatti che già nel job act si tentò di inserire un comma ad hoc per gli Statali, l'emendamento fu poi ritirato per sospetta inconstituzionalità ed osserva come sia anche un errore politico riproporlo perché i principi che hanno ispirato il "job act" intendono annullare ogni differenza tra lavoro privato e lavoro pubblico. Anche per l'autore del "job act", Pietro Ichino, non esistono norme speciali di esclusione del settore pubblico dalle riforme del lavoro ed anzi, le tutele crescenti, rappresentano lo strumento ideale per risolvere definitivamente il problema del precariato nella Pubblica Amministrazione.
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Tags: Ichino, Zanetti, Madia, riforma, lavoro, job act, sentenza, cassazione, estensione, licenziamento, norme, disciplina, settore, pubblico, esclusione
Gli Statali sono automaticamente interessati dalle riforme del lavoro, Cassazione 24157-2015
dicembre 8, 2015 at 11:44 — admin
Con la sentenza n.° 24157 del 26 nov. 2015, la Corte di Cassazione ha chiarito che le riforme del diritto del lavoro investono automaticamente anche i lavoratori contrattualizzati del settore Statale e delle Autonomie Locali così come sancito dall'art.51 del Dlgs.165/2001 (T.U. del pubblico impiego). conclusioni e sentenza
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Tags: sentenza, pronuncia, Corte, Cassazione, Statuto, Lavoratori, riforma, articolo, licenziamento

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