Source: http://www.specialistica.com/accordo.htm
Timestamp: 2015-01-29 10:15:40+00:00

Document:
COMITATO ZONALE ART. 24
Via Acquaviva 41 - 80143 NAPOLI
081 254 9200/1/2 - FAX: 081 254 9204
(29 luglio 2009) CONSOLIDATO
MEDICI SPECIALISTI AMBULATORIALI INTERNI, MEDICI VETERINARI ED ALTRE
PROFESSIONALIT� SANITARIE (BIOLOGI, CHIMICI, PSICOLOGI) AMBULATORIALI AI
SENSI DELL�ART. 48 DELLA LEGGE N. 833/78 E DELL�ART. 8 DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 502 DEL
1992 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI E INTEGRAZIONI
QUADRIENNIO NORMATIVO 2006-2009, BIENNIO ECONOMICO 2006-2007
In data 27 maggio 2009 alle ore 15.00, ha avuto luogo l�incontro per la firma dell�Ipotesi di Accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici specialisti ambulatoriali, medici veterinari ed altre professionalit� sanitarie ( Biologi, Chimici, Psicologi) ai sensi dell�art. 48 della legge n.833/78 e dell�art.8 del d.lgs. n. 502 del 1992 e successive modificazioni tra la SISAC nella persona del Coordinatore dott. Franco Rossi E LE SEGUENTI ORGANIZZAZIONI SINDACALI:
SUMAI CISL MEDICI FEDERAZIONE MEDICI � UIL FPL
Vista la legge 23 dicembre 1978 n.833;
modificazioni; Visto l�art.4, comma 9, legge 30 dicembre 1991 n. 412 e successive integrazioni e modificazioni; Accordo Collettivo Nazionale 23 marzo 2005 � testo integrato con l�A. C. N. 29 luglio 2009 Vista la Legge Costituzionale 18 ottobre 2001 n. 3, recante modifiche al titolo V della
parte seconda della Costituzione della Repubblica Italiana.
Visto l�art. 52, comma 27, legge 27 dicembre 2002 n. 289 e successive integrazioni e
Visto il Piano Sanitario Nazionale 2003 - 2005 risultante dall'atto di intesa tra Stato e
Conferenza unificata Regioni e Autonomie Locali approvato con decreto del Presidente
della Repubblica del 23 maggio 2003.
Visto il Piano Sanitario Nazionale 2006 - 2008 risultante dall'atto di intesa tra
Presidente della Repubblica del 7 aprile 2006;
Visto l'Accordo tra le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano, il Ministero
della Salute, il Ministero dell�economia e delle finanze, il Ministero del lavoro e delle
politiche sociali, avente ad oggetto la disciplina del procedimento di contrattazione
collettiva per il rinnovo degli accordi con il personale convenzionato con il Servizio
Sanitario Nazionale, ai sensi dell�articolo 52, comma 27 della legge 27 dicembre 2002 n.
289, del 24 luglio 2003;
Visto l�art. 2 nonies della legge 26 maggio 2004 n. 138;
Visto l�accordo Stato-Regioni nella Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del 29 luglio 2004;
Visto l�art. 1, comma 178 della legge 30 dicembre 2004 n. 311;
Visto l�art. 79, comma 2 del D.L. 25 giugno 2008, n. 112 convertito con
modificazioni legge 6 agosto 2008, n. 133.
Al termine della riunione, le parti hanno sottoscritto l�allegato Accordo Collettivo
Nazionale di Lavoro per la disciplina dei rapporti con i medici specialisti ambulatoriali
interni (medici specialisti e odontoiatri), i medici veterinari e le altre professionalit�
sanitarie (Biologi, Chimici, Psicologi).
Accordo Collettivo Nazionale 23 marzo 2005 � testo integrato con l�A. C. N. 29 luglio 2009
Il presente accordo include innovazioni, rispetto al previgente ACN 23 marzo 2005, che
vengono riportate in grassetto. Le clausole non modificate conservano la loro validit� salvo che
non risultino in contrasto con le innovazioni introdotte. In caso di contrasto, il nuovo testo prevale sul precedente. L�eventuale contenzioso che
permanga dopo l�intervento regionale � risolto secondo quanto previsto dalla norma finale n. 8.
Art. 4 Negoziazione regionale (corretto)
Art. 6 Strumenti (corretto)
Art. 8 Struttura del compenso (corretto)
Art. 9 Aumenti contrattuali (corretto)
Art. 10 Disposizione contrattuale di garanzia
Art. 11 Entrata in vigore e durata dell�Accordo (corretto)
PARTE SECONDA DISCIPLINA DEL RAPPORTO DEI MEDICI SPECIALISTI AMBULATORIALI INTERNI, MEDICI VETERINARI ED ALTRE
PROFESSIONALIT� SANITARIE (BIOLOGI, CHIMICI, PSICOLOGI)
Art. 12 Premessa (integrato)
Art. 13 Campo di applicazione (corretto)
Art. 13 bis Compiti e Funzioni dello Specialista Ambulatoriale, del
Veterinario e delle altre Professionalit� (biologi, psicologi,
Art. 14 Contenuti demandati alla negoziazione regionale (corretto)
Art. 15 Incompatibilit� (corretto)
Art. 16 Massimale orario e limitazioni (corretto)
Art. 17 Flessibilit� operativa, riorganizzazione degli orari e mobilit�
Art. 18 Riduzione dell�orario di attivit�
Art. 19 Cessazione dall�incarico
Art. 20 Sospensione dall�incarico
Art. 21 Graduatorie, Domande, Requisiti (corretto)
Art. 22 Assegnazione di turni disponibili a tempo indeterminato e a tempo
determinato (integrato)
Art. 23 Modalit� per l�attribuzione di turni disponibili a tempo indeterminato
e a tempo determinato (corretto)
Art. 24 Comitato consultivo zonale (corretto)
Art. 25 Comitato consultivo regionale (corretto)
Art. 26 Modalit� di elezione dei rappresentanti degli specialisti ambulatoriali
Art. 27 Commissione di disciplina (integrato)
Art. 28 Ruolo professionale dello specialista ambulatoriale (corretto)
Art. 28 bis Flusso informativo
Art. 28 ter Tessera sanitaria e ricetta elettronica
Art. 29 Doveri e compiti dei professionisti
Art. 29 bis Doveri e compiti dei veterinari
Art. 30 Organizzazione del lavoro (corretto)
Art. 30 bis Aggregazione funzionale territoriale dei medici specialisti
ambulatoriali e degli psicologi convenzionati
Art. 31 Programmi e progetti finalizzati
Art. 31 bis Requisiti e funzioni minime dell�unit� complessa delle cure
Art. 32 Attivit� esterne e pronta disponibilit� (corretto)
Art. 33 Formazione continua (corretto)
Art. 34 Tutela sindacale
Art. 35 Diritto all�informazione e consultazioni tra le parti
Art. 36 Assenze non retribuite
Art. 37 Malattia � Gravidanza (integrato)
Art. 38 Permesso annuale retribuito
Art. 40 Sostituzioni
Art. 41 Assicurazione contro i rischi derivanti dagli incarichi
Art. 42 Compensi per incarichi a tempo indeterminato per gli specialisti
ambulatoriali (corretto)
Art. 43 Compensi per incarichi a tempo indeterminato per i professionisti
Art. 44 Indennit� di rischio e indennit� specifica di categoria (corretto)
Art. 45 Compenso per l�esercizio di attivit� psicoterapeutica
Art. 46 Rimborso spese di viaggio
Art. 47 Premio di collaborazione per incarichi a tempo indeterminato
Art. 48 Contributo previdenziale (integrato)
Art. 49 Premio di operosit� per incarichi a tempo indeterminato
Art. 50 Compensi per incarichi a tempo determinato (corretto)
Art. 51 Riscossione delle quote sindacali
Art. 52 Libera professione intra-moenia
Art. 53 Esercizio del diritto di sciopero. Prestazioni indispensabili e loro
All. A parte I Elenco branche specialistiche e specializzazioni professionali
(corretto) parte II Titoli per la formazione delle graduatorie (corretto)
All. A bis
parte I Specializzazione della medicina veterinaria
All. B (abrogato)
All. C (abrogato)
All. D Nomenclatore tariffario (integrato)
ART. 1 � QUADRO DI RIFERIMENTO
1. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano (in seguito Regioni), le
Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative dei medici specialisti
ambulatoriali ed odontoiatri, dei biologi, dei chimici, degli psicologi (in seguito
Organizzazioni Sindacali) con il presente Accordo definiscono le condizioni per il rinnovo
dell�Accordo Collettivo nazionale, come disposto dall�articolo 8 del Decreto Legislativo 30
dicembre 1992 n. 502 e successive modificazioni, dando atto che l�unificazione in un solo
Accordo Collettivo nazionale della normativa riguardante gli specialisti ambulatoriali ed i
professionisti delle altre aree professionali, corrisponde alle esigenze delle categorie e
recepisce anche le disposizioni contenute nei �Protocolli aggiuntivi�, allegati n.1 ex DPR.
N.271/00 e n.446/01.
2. Il progressivo accentuarsi dei problemi inerenti alla sostenibilit� economica del
S.S.N. a fronte di crescenti esigenze di qualificazione dei servizi sanitari offerti, richiede
una riprogettazione, seppur parziale, del sistema delle cure primarie, erogate da medici
di medicina generale in collaborazione con gli specialisti ambulatoriali e le altre figure
professionali, con particolare attenzione alla valorizzazione dei servizi territoriali. Esiste
la necessit� di rispondere in modo adeguato, etico, deontologico e nuovo alla domanda
crescente di salute, che va valutata e orientata, recuperando i valori e i principi della
legge 23 dicembre 1978 n. 833, affermando l'esigenza di efficacia e appropriatezza della
risposta sanitaria e sociale per un pieno utilizzo delle risorse del sistema a tutela di
equit�, eguaglianza e compatibilit� del sistema socio � sanitario.
3. II nuovo quadro istituzionale, con Legge Costituzionale 18 ottobre 2001 n. 3, che
modifica il Titolo V della Costituzione, ha affidato piena potest� alle Regioni sul piano
legislativo e regolamentare in materia di salute, fatte salve le competenze attribuite dalle
norme allo Stato. Il rinnovo degli AA.CC.NN. deve riuscire a coniugare il nuovo quadro
istituzionale con il rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
4. II Piano Sanitario Nazionale 2003-2005, approvato con il D.P.R. 23 maggio 2003,
nel testo risultante dall'atto di intesa in sede di Conferenza Unificata Stato - Regioni -
Citt� ed autonomie locali del 15 Aprile 2003, dopo 25 anni dall'entrata in vigore della
Legge n. 833 del 1978, pone il problema di un ripensamento della organizzazione del
Servizio Sanitario Nazionale, individuando il territorio quale punto di forza per la
organizzazione della risposta sanitaria e della integrazione socio sanitaria e per il governo
dei percorsi assistenziali, a garanzia dei livelli essenziali e della appropriatezza delle
5. Particolare attenzione va riservata alla tematica della tutela della salute dei
soggetti fragili, del bambino, dell�adolescente, dell�anziano e dei soggetti affetti da
patologie croniche degenerative, condizione che presuppone la definizione, in ambito
territoriale, di percorsi, modalit� di integrazione e interazione dei professionisti e uno
stretto legame con le strutture sociali, evidenziando la peculiarit� di esigenze e condizioni
6. Le Regioni e le Organizzazioni Sindacali, ribadiscono la validit� del Servizio
Sanitario Nazionale solidale, universale ed equo, quale organizzazione fondamentale per
la tutela e la promozione della salute. Le innovazioni necessarie, devono puntare ad
adeguare il sistema stesso a rispondere in modo appropriato ed integrato alla domanda
di sanit� dei cittadini.
7. Le Regioni e le Organizzazioni Sindacali in relazione al quadro normativo vigente,
riconoscono che il Sistema Sanitario Nazionale nel suo complesso garantisce la risposta
ai bisogni di salute dei cittadini nel rispetto dei principi etici e ritengono improrogabile
avviare una forte innovazione nella organizzazione e nella gestione del Sistema Sanitario
attuando quanto indicato dal Piano Sanitario Nazionale in ordine al nuovo ruolo del
territorio. � necessario, pertanto, pervenire ad un sistema di cure primarie integrato a
partire dal primo intervento, riservando all'ospedale il ruolo proprio di azione per le
patologie che necessitano di un ricovero.
8. Va costruita, a tal fine, un�organizzazione sanitaria integrata nel territorio capace
di individuare e di intercettare, maggiormente ed ancor pi� efficacemente, il bisogno di
salute dei cittadini, di dare le risposte appropriate e di organizzare opportunit� di
accesso ai servizi attraverso la costruzione dei percorsi assistenziali secondo modalit�
che assicurino tempestivamente al cittadino l�accesso informato e la fruizione
appropriata e condivisa dei servizi territoriali, di medicina generale e specialistica
ambulatoriale, e ospedalieri.
ART. 2 � LIVELLI DI CONTRATTAZIONE
1. L�Accordo collettivo nazionale si caratterizza appieno quale momento organizzativo
del Sistema e strumento di garanzia per i cittadini e per gli operatori. Le novit� normative
introdotte nel quadro istituzionale, sono destinate a mutare in modo importante i
contenuti dei tre livelli di negoziazione: nazionale, regionale, aziendale.
b) il ruolo, il coinvolgimento nell'organizzazione e programmazione, le responsabilit�,
i criteri di verifica e le garanzie per il personale sanitario convenzionato;
c) i servizi erogati per assicurare i livelli essenziali di assistenza;
d) la compatibilit� economica;
e) la responsabilit� delle istituzioni (Regioni e Aziende) nei confronti della piena
applicazione dell�ACN.
3. Il livello di negoziazione regionale definisce obiettivi di salute, modelli organizzativi
e strumenti operativi per attuarli, in coerenza con le strategie e le finalit� del Servizio
Sanitario Regionale, integrando elencazione, incentivazione e remunerazione di compiti
con il perseguimento di obiettivi e risultati.
4. Il livello negoziale aziendale definisce i progetti e le attivit� del personale sanitario
convenzionato necessari all'attuazione degli obiettivi individuati dalla programmazione
ART. 3 � NEGOZIAZIONE NAZIONALE
1. Le Regioni e le Organizzazioni sindacali concordano, con la stesura del presente
Accordo, che il livello di negoziazione nazionale , qui rappresentato, definisce:
a) natura, modalit� e costituzione del rapporto di Convenzione;
b) incompatibilit�;
d) ridefinizione del ruolo, delle funzioni e dei compiti degli specialisti, dei biologi, dei
chimici, degli psicologi in relazione alla garanzia del livello essenziale di assistenza
delle cure primarie, caratterizzando le attivit� e le prestazioni preventive,
diagnostiche, terapeutiche e riabilitative dovute agli assistiti sia sani, sia con
patologie acute e croniche, nei diversi ambiti assistenziali, nonch� la promozione
dei processi di presa in carico dell'utente a livello territoriale con la continuit�
dell�assistenza;
e) modalit� e ambiti di esercizio della libera professione;
f) definizione delle modalit� di applicazione degli aspetti sanzionatori e conseguenti
criteri di valutazione delle violazioni e delle penalit� conseguenti fino al venir meno
del rapporto di convenzione;
g) avvio di un processo condiviso di determinazione di percorsi e linee guida per
l'efficacia e l'appropriatezza, con il concorso dei soggetti istituzionali e delle parti
sociali, al fine di garantire nell'ambito delle funzioni di continuit� assistenziale e
presa in carico, cittadini e operatori. I percorsi e le linee guida approvati e definiti
verranno portati a conoscenza degli operatori e dei cittadini a cura delle Regioni;
h) criteri e modalit� per la regolamentazione dell�accesso, in relazione alle normative
i) criteri della rappresentativit� sindacale nazionale, regionale ed aziendale;
j) criteri generali nella gestione della formazione, nei suoi ambiti principali;
k) entrata in vigore e la durata dell�Accordo nazionale;
m) cornice generale degli Accordi regionali, con la individuazione degli ambiti della
ART. 4 � NEGOZIAZIONE REGIONALE
1. Le Regioni e le Organizzazioni Sindacali si impegnano a definire, entro e non oltre i
sei mesi successivi all�entrata in vigore dell�Accordo collettivo nazionale, le intese
regionali contemplate nel presente accordo per la definizione dei seguenti aspetti
a) le responsabilit� nei rapporti convenzionali, in relazione agli obiettivi regionali, con
le modalit� previste dall�articolo precedente;
b) l�attuazione di quanto indicato dall�art. 6;
c) l�organizzazione della assistenza specialistica territoriale in modo da partecipare al
processo di deospedalizzazione, mettendo a disposizione le specificit� professionali
e le competenze proprie dei professionisti, a favore delle istituzioni e dei cittadini;
d) le modalit� di realizzazione della appropriatezza delle cure, delle prescrizioni e
dell'uso etico delle risorse, l'organizzazione degli strumenti di programmazione
e) la modalit� di partecipazione degli specialisti e professionisti nella definizione degli
obiettivi della programmazione, dei budget e la responsabilit� nell'attuazione dei
f) i criteri e le modalit� per la trasformazione dei rapporti di lavoro a da tempo
determinato in rapporti a tempo indeterminato;
g) (abrogato)
h) l�organizzazione della formazione continua e dell�aggiornamento;
i) gli organismi di partecipazione e rappresentanza degli specialisti e dei
professionisti a livello regionale;
j) l�attuazione dell�art. 8 comma 2.
ART. 5 � OBIETTIVI DI CARATTERE GENERALE
1. Le Regioni e le Organizzazioni Sindacali, concordano la realizzazione di alcuni
fondamentali obiettivi quali:
a) garantire su tutto il territorio nazionale da parte del sistema sanitario la
erogazione ai cittadini dei livelli essenziali di assistenza (LEA);
b) realizzare nel territorio la continuit� dell�assistenza, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7,
nel concetto pi� ampio della presa in carico dell'utente. Dovranno essere definiti i
compiti, le funzioni e le relazioni tra le figure convenzionate impegnate, partendo
dalla valorizzazione dei servizi di continuit� assistenziale e di emergenza
c) realizzare un riequilibrio, fra ospedale e territorio con conseguente ridistribuzione
delle risorse, sulla base della indicazione delle sedi e del livello pi� appropriati di
erogazione delle prestazioni in ragione dell'efficienza, della efficacia, della
economicit�, degli aspetti etici e deontologici e del benessere dei cittadini;
d) favorire la assunzione condivisa di responsabilit�, da parte dei medici e dei
professionisti sanitari che operano nel territorio, nelle scelte di politica sanitaria e
di governo clinico, sulla scorta di quanto definito nei diversi livelli della
programmazione sociosanitaria;
e) introdurre, con la programmazione regionale e aziendale, strumenti di gestione
che garantiscano una reale funzione del territorio ed una concreta responsabilit�
dei medici e dei professionisti sanitari nelle scelte a garanzia degli obiettivi di
f) promuovere la salute dell�infanzia e dell�adolescenza con particolare attenzione agli
interventi di prevenzione ed educazione e informazione sanitaria;
g) favorire lo sviluppo appropriato delle prestazioni erogabili sul territorio,
unitamente ad una adeguata attivit� di qualificazione e aggiornamento
professionale per l'insieme dei medici e dei professionisti sanitari che operano nel
territorio; h) favorire una integrazione fra politiche sanitarie e politiche sociali a partire
dall'assistenza domiciliare in raccordo e sinergia con i diversi soggetti istituzionali
e con i poli della rete di assistenza;
i) favorire la presa in carico da parte del sistema di cure primarie degli assistibili, in
particolare se fragili o non autosufficienti, attraverso l'attivazione di regimi
assistenziali sostenibili e di livello appropriato quali quelli della domiciliarit� e
residenzialit�, attivando tutte le risorse delle reti assistenziali.
ART. 6 � STRUMENTI.
1. Le Regioni e le Organizzazioni sindacali, per il perseguimento degli obiettivi di
politica sanitaria indicati nel presente accordo, convengono sulla necessit� di attuare
una significativa riorganizzazione del servizio sanitario attraverso le seguenti scelte:
a) realizzazione in ambito distrettuale e territoriale di una rete integrata di servizi
finalizzati all'erogazione delle cure primarie al fine di garantire la continuit�
dell'assistenza, la individuazione e la intercettazione della domanda di salute con
la presa in carico dell'utente e il governo dei percorsi sanitari e sociali, in una
rigorosa linea di appropriatezza degli interventi e di sostenibilit� economica. Ci�
consentir� al territorio, di soddisfare, nella misura massima possibile, la domanda
di salute a partire dal primo intervento perseguendo anche l'obiettivo di ricondurre
le liste di attesa entro tempi accettabili;
a1) applicazione degli strumenti di cui agli articoli 28 bis, 28 ter, 30 bis e 31 bis,
dal momento che gli stessi possono sostenere nel modo pi� efficace il
perseguimento degli obiettivi di politica sanitaria indicati nel presente
c) la nuova organizzazione avr� come suo presupposto la piena valorizzazione ed integrazione di tutte le componenti all�interno del sistema. d) (abrogato)
f) le Regioni e le organizzazioni sindacali, concordano sulla esigenza che sia
perseguito, anche tramite gli Accordi regionali, un adeguato percorso formativo
nella fase di formazione pre laurea, nella fase della formazione specifica, nella fase
di formazione continua; g) dovranno essere definiti anche percorsi formativi comuni tra medici e
professionisti sanitari che operano nel territorio e medici e professionisti sanitari
che operano in ospedale. Tali percorsi dovranno essere mirati all'acquisizione di
strategie comuni finalizzate all'ottimizzazione dei percorsi diagnostico terapeutici
dell'assistito e la loro appropriatezza, anche con il coinvolgimento delle societ�
ART. 7 � RUOLO E PARTECIPAZIONE DELLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI
1. Le Regioni e le Organizzazioni Sindacali, ferma restando la natura convenzionale
del rapporto per singolo professionista, concordano che la maggiore partecipazione alle
scelte di programmazione e gestione, degli specialisti e degli altri professionisti operanti
nel territorio comporta un equivalente e contemporaneo aumento di responsabilit� nel
governo clinico, con particolare riferimento alla garanzia dei livelli di prestazione e la
gestione dei budget concordati a livello di territorio.
2. La mancata adesione agli obiettivi e percorsi concordati, diventa motivo per la
verifica del rapporto di convenzione fino alla revoca, secondo quanto previsto dall�art. 27.
ART. 8 � STRUTTURA DEL COMPENSO
1. Le Regioni e le Organizzazioni sindacali, preso atto degli indirizzi del governo in
materia di rinnovo di convenzioni e contratti nella pubblica amministrazione (d.lgs. 30
marzo 2001 n.165), convengono sulla necessit� che il compenso degli specialisti ed altri
professionisti sanitari convenzionati, sia sintonizzato con il perseguimento degli obiettivi i salute programmati.
2. Concorrono alla costituzione del compenso degli specialisti e dei professionisti
a) quota oraria;
b) quota variabile, nell�ambito dei programmi regionali ed aziendali, finalizzata al
raggiungimento di standard organizzativi, di processo, di livello erogativo, di
partecipazione agli obiettivi e al governo della compatibilit�, nonch� per il
raggiungimento degli obiettivi di qualificazione, appropriatezza e governo della
compatibilit�;
3. Gli Accordi regionali possono definire eventuali quote per attivit� e compiti per
l�esercizio di funzioni proprie di livelli essenziali di assistenza e strutture organizzative
diversi dalle attivit� ambulatoriali ed a queste complementari.
4. Gli Accordi regionali devono essere stipulati nei modi e nei tempi previsti dagli
art.4 e 10 del presente Accordo.
5. Sono comunque garantiti gli effetti degli Accordi regionali vigenti fino alla loro
scadenza, conformemente alle determinazioni previste negli stessi.
ART. 9 � AUMENTI CONTRATTUALI
1. Le Regioni e le Organizzazioni sindacali, preso atto delle disposizioni finanziarie
assunte dal governo in materia, fissano un aumento, per specialisti, veterinari ed altri
professionisti a quota oraria, da erogarsi al lordo di ogni ritenuta o contribuzione e
distribuito come indicato nel modo che segue:
TABELLA A � Arretrati Specialisti/Veterinari 2006 � 2007
Anno euro/ora
Arretrati 2006 0,14
Arretrati 2007 1,64
TABELLA B � Incrementi Specialisti/Veterinari (tempo indeterminato) 2008
Decorrenza euro/ora
Dal 1.1.2008 1,43
TABELLA C � Arretrati altre Professionalit� (Biologi, Psicologi, Chimici) 2006 �
Arretrati 2006 0,10
Arretrati 2007 1,17
TABELLA D � Incrementi altre Professionalit� (Biologi, Psicologi, Chimici) (tempo
indeterminato) 2008
Dal 1.1.2008 3,20
TABELLA E � Incrementi Specialisti, Veterinari ed altre Professionalit� (Biologi,
Psicologi, Chimici) (tempo determinato) 2008
Dal 1.1.2008 1,24
ART. 10 � DISPOSIZIONE CONTRATTUALE DI GARANZIA.
1. Le Regioni e le Organizzazioni sindacali, a garanzia dell'attuazione di quanto
previsto dall�art.4, comma 1, del presente Accordo, si impegnano ad applicare in caso di
inadempienza anche di una delle parti, la procedura di garanzia di cui ai commi 2 e 3.
2. Trascorsi sei mesi dall�entrata in vigore del presente Accordo la SISAC verifica lo
stato di avanzamento degli Accordi in ciascuna Regione, accordando eventualmente
ulteriori tre mesi di tempo per la conclusione della trattativa, trascorsi i quali si fa
inderogabilmente riferimento a quanto previsto dal comma 3.
3. La SISAC, entro 15 giorni dal termine inderogabile di cui al comma 2, convoca le
organizzazioni sindacali nazionali e, valutato lo stato di inadempienza, pu� procedere,
entro 30 giorni, alla convocazione delle parti regionali interessate al fine di pervenire ad
un accordo, da stipularsi entro i successivi 60 giorni. In caso di impossibilit� a
raggiungere tale risultato, la SISAC e le Organizzazioni sindacali nazionali proporranno,
entro i successivi 60 giorni, una soluzione sostitutiva all'accordo regionale da sottoporre
alla approvazione della Conferenza Stato � Regioni e Province autonome a valere per la
Regione, e valida fino alla stipula dell�Accordo regionale.
4. Al fine di acquisire le necessarie conoscenze in ordine all�andamento di attuazione
degli accordi regionali ed aziendali, nonch� all�esigenza di monitorare i relativi dati
economici e di attuazione di particolari e definiti istituti contrattuali, nonch� per
l�aggiornamento di riferimenti normativi legati alle discipline mediche e specialistiche, �
istituito, entro 120 giorni dall�entrata in vigore del presente Accordo, l�osservatorio
consultivo permanente nazionale presso la SISAC, con la partecipazione delle
organizzazioni sindacali, la cui composizione ed i relativi compiti saranno definiti con
successivo accordo tra le parti.
ART. 11 � ENTRATA IN VIGORE E DURATA DELL��ACCORDO
1. Il presente Accordo entra in vigore dalla data di assunzione del relativo
provvedimento da parte della Conferenza Stato-Regioni, scade il 31 dicembre 2005 e
rimane in vigore fino alla stipula del successivo Accordo.
DISCIPLINA DEL RAPPORTO CONVENZIONALE DEI MEDICI SPECIALISTI
AMBULATORIALI INTERNI, MEDICI VETERINARI ED ALTRE
PROFESSIONALIT� SANITARIE ((BIOLOGI, CHIMICI E PSICOLOGI))
ART. 12 � PREMESSA
1. Nell�ambito della tutela costituzionale della salute del cittadino, intesa quale
fondamentale diritto dell'individuo ed interesse della collettivit�, il Servizio Sanitario
Nazionale (SSN) demanda al livello �dell�assistenza specialistica distrettuale�, il compito
di corrispondere ad ogni esigenza di carattere specialistico che non richieda e/o tenda ad
evitare la degenza ospedaliera, in una logica organizzativa di integrazione con
l'assistenza di medicina generale e di apporto e di interconnessione con quella
ospedaliera e degli altri servizi.
2. Nel presente Accordo si riconosce che gli specialisti ambulatoriali e gli
odontoiatri, di seguito chiamati �specialisti ambulatoriali�, i veterinari e le altre
professionalit� sanitarie ambulatoriali (biologi, chimici e psicologi) di seguito chiamate
�professionisti� sono parte attiva e qualificante del S.S.N., integrandosi con specifiche
funzioni nell'assistenza primaria attraverso il coordinamento con le altre categorie di
erogatori ammesse ad operare sul territorio e nel distretto, e presso le strutture
accreditate ospedaliere ed extraospedaliere per l'espletamento, secondo modalit� di
accesso ed erogative uniformi, di tutti gli interventi volti alla prevenzione, alla diagnostica
di laboratorio, alla diagnosi, alla cura e alla riabilitazione, nel rispetto delle relative
3. Le parti si danno reciprocamente atto che nel processo di razionalizzazione del
SSN realizzato con il D.L.vo n.502/92 e successive modificazioni e integrazioni finalizzate
a garantire ai cittadini un sistema sanitario caratterizzato dall'equit� ma anche
dall�efficienza operativa e dall�efficacia dei risultati, gli specialisti ambulatoriali, i
veterinari e le altre professionalit� sanitarie (biologi, chimici, psicologi) partecipano al
rinnovamento del sistema sanitario assicurando:
- un rapporto coordinato con la dirigenza e con tutte le altre attivit� delle strutture
operative delle aziende sanitarie;
- la disponibilit� a concorrere attivamente al decentramento dell�offerta di prestazioni
specialistiche anche attraverso le forme organizzative di cui agli artt. 30 bis e 31bis;
- un�attivit� flessibile per la pluralit� dei servizi, delle sedi di lavoro e la variabilit� degli
orari; - un corretto e conveniente rapporto costi/benefici a favore dell�utenza e del SSN.
4. Il livello dell�assistenza specialistica territoriale risponde in ogni branca
specialistica alla domanda dell�utenza in modo tale da partecipare al processo di
deospedalizzazione dell�assistenza contribuendo alla umanizzazione del rapporto
assistenziale, al mantenimento del paziente nel proprio luogo di vita, alla eliminazione
degli sprechi, alla riduzione dei tempi di attesa ed alla minimizzazione dei costi.
5. La flessibilit� e la territorialit� dell�impegno come aspetti caratteristici del rapporto
di lavoro disciplinato dal presente Accordo, divengono strumenti incisivi per abbattere,
insieme agli altri operatori sanitari, le �disuguaglianze nei confronti della salute� per
quanto riguarda in particolare l�accesso ai sistemi di cura. ART.13 � CAMPO DI APPLICAZIONE.
1. Il presente Accordo Collettivo Nazionale, di seguito denominato Accordo, regola, ai
sensi dell�art.8, del D.L.vo 30 dicembre 1992, n.502 e successive modificazioni e
integrazioni e sulla base delle determinazioni regionali in materia, il rapporto di lavoro
autonomo convenzionato, che si instaura tra le Aziende Sanitarie (di seguito denominate
aziende) e:
- medici specialisti ed odontoiatri ( di seguito denominati specialisti ambulatoriali), ivi
compresi i medici provenienti dal Ministero di Grazia e Giustizia operanti nell�attivit�
penitenziaria, per la erogazione in forma diretta delle prestazioni specialistiche a scopo
diagnostico, curativo, preventivo e di riabilitazione;
- biologi, chimici e psicologi ( di seguito denominati professionisti), ivi compresi i
professionisti provenienti dal Ministero di Grazia e Giustizia operanti nell�attivit�
penitenziaria, per l�esecuzione delle prestazioni professionali proprie delle categorie cos�
come regolamentate dalle relative leggi di ordinamento e dall�art. 1 del DPR n.458/98;
- medici veterinari a rapporto convenzionale con le aziende USL
il SSN, per
l�espletamento di attivit� istituzionali, con le modalit� di cui alla norma finale n� 6.
2. Gli specialisti ambulatoriali e i professionisti di cui al comma 1, operano in modo
coordinato ed integrato con le strutture aziendali e gli altri professionisti ed operatori
nell�ambito delle attivit� di assistenza sanitaria territoriale. In tale contesto, essi
concorrono a garantire i livelli essenziali di assistenza e la realizzazione degli obiettivi
definiti dalla programmazione sanitaria regionale e dai programmi attuativi aziendali.
3. Il rapporto con il S.S.N. � da intendersi unico a tutti gli effetti, anche se lo
specialista ambulatoriale o il professionista svolge la propria attivit� presso pi� servizi
della stessa azienda o per conto di pi� aziende.
4. Agli specialisti ambulatoriali e ai professionisti di cui al comma 1 � riconosciuta e
garantita la piena autonomia professionale; essi comunque garantiscono la piena
disponibilit� a forme di coordinamento organizzativo ed operativo finalizzato
all�integrazione funzionale con gli altri servizi dell�azienda coinvolti e all�integrazione
interprofessionale, secondo le rispettive competenze, sulla base degli accordi decentrati.
5. Le aziende, nell'ambito dei propri poteri, si avvalgono, per l'erogazione delle
prestazioni specialistiche, degli specialisti ambulatoriali e dei professionisti di cui al
presente Accordo, utilizzando le ore di attivit� formalmente deliberate in sede aziendale e
garantendo, comunque, la partecipazione della componente specialistica ambulatoriale (con le altre componenti)
e delle altre componenti professionali alla copertura delle
espansioni di attivit� dell�area complessiva dell�assistenza specialistica, in relazione alle
future esigenze, secondo regole e modalit� della programmazione sanitaria regionale, con
la partecipazione della rappresentanza aziendale dei medici specialisti ambulatoriali e
delle altre professionalit�.
ART. 13 BIS � COMPITI E FUNZIONI DELLO SPECIALISTA AMBULATORIALE, DEL VETERINARIO E
DELLE ALTRE PROFESSIONALIT� (BIOLOGI, PSICOLOGI, CHIMICI).
1. Al fine di concorrere ad assicurare la tutela della salute degli assistiti nel
rispetto di quanto previsto dai livelli essenziali e uniformi di assistenza e con
modalit� rispondenti al livello pi� avanzato di appropriatezza clinica ed
organizzativa, il medico specialista ambulatoriale, espleta le seguenti funzioni:
- assume il governo del processo assistenziale relativo a ciascun paziente in
carico tenuto conto dei compiti previsti dagli artt. 28, 29 e 29 bis del presente
- si fa parte attiva della continuit� dell�assistenza per i propri assistiti;
- attraverso le sue scelte diagnostiche, terapeutiche e assistenziali persegue gli
obiettivi di salute dei cittadini con il miglior impiego possibile delle risorse.
2. Le funzioni ed i compiti di cui al precedente comma costituiscono
responsabilit� individuali del medico.
3. Al fine di espletare i suoi compiti e funzioni nel rispetto dei principi sopra
indicati, il medico svolge la propria attivit� facendo parte integrante di
un�aggregazione funzionale territoriale di medici specialisti ambulatoriali come
definita dall�art. 30 bis e opera all�interno di una specifica unit� complessa delle
cure primarie, quando attivata come previsto dall�art. 31 bis, che pu� comprendere
la collaborazione anche di altri operatori sanitari e sociali.
4. Per ciascun paziente, il medico raccoglie, rende disponibili all�azienda
sanitaria e aggiorna le informazioni previste dall�art. 28 bis del presente accordo.
5. Ai fini dell�assolvimento dei compiti previsti dal DM 4 aprile 2008 e DPCM 26
marzo 2008, per la realizzazione del progetto Tessera Sanitaria e Ricetta
Elettronica nonch� per l�assolvimento dei compiti relativi al flusso informativo di
cui all�art. 28 bis, il medico aderisce ed utilizza i sistemi informativi messi a
disposizione dalle regioni e dalle aziende secondo modalit� e strumenti definiti fra
le parti a livello regionale.
6. Le funzioni ed i compiti previsti dal presente articolo, costituiscono parte
integrante dell�ACN e rappresentano condizioni irrinunciabili per l�accesso ed il
mantenimento della convenzione con il SSN.
7. I compiti e le funzioni di cui al presente articolo, ove applicabili, riguardano i
medici veterinari e tutti gli altri professionisti di area nei limiti delle relative
ART. 14 � CONTENUTI DEMANDATI ALLA NEGOZIAZIONE REGIONALE
1. Gli Accordi Regionali di cui all'art. 8 del D.L.vo n. 502/92 e successive
modificazioni realizzano i livelli assistenziali aggiuntivi previsti dalla programmazione
delle Regioni rispetto a quelli dell�Accordo Collettivo Nazionale e coerenti con i livelli
essenziali e uniformi di assistenza.
2. In armonia con quanto definito all�art. 4, al fine di cogliere ogni specificit� e novit�
a livello locale sul piano organizzativo, e consentire al contempo il conseguimento di
uniformi livelli essenziali di assistenza in tutto il territorio nazionale, sono demandati alla
trattativa regionale, sulla base di indirizzi generali individuati nel presente Accordo, per
la loro riorganizzazione e definizione i seguenti articoli:
Art. 17 � Flessibilit� operativa, riorganizzazione degli orari e mobilit�;
Art. 22 � Assegnazione di turni disponibili a tempo indeterminato e a tempo
Art. 25 � Comitato consultivo regionale;
Art. 28 � Ruolo professionale dello specialista ambulatoriale;
Art. 29 � Doveri e compiti dei professionisti;
Art. 30 � Organizzazione del lavoro;
Art. 31 � Programmi e progetti finalizzati;
Art. 35 � Diritto all�informazione e consultazione fra le parti;
3. � comunque demandata alla negoziazione regionale ogni altra materia
esplicitamente rinviata dal presente accordo.
ART. 15 � INCOMPATIBILIT�
1. Ai sensi del punto 6 dell'art. 48 della legge 23 dicembre 1978, n.833, e dall'art. 4,
comma 7, della legge 30/12/1991 n.412, � incompatibile con lo svolgimento delle attivit�
previste dal presente Accordo lo specialista ambulatoriale ed il professionista che:
a) abbia un rapporto di lavoro subordinato presso qualsiasi ente pubblico o privato con
divieto di libero esercizio professionale;
b) svolga attivit� di medico di medicina generale convenzionato;
c) sia iscritto negli elenchi dei medici pediatri di libera scelta e abbia concorso in una
branca diversa dalla pediatria;
d) eserciti la Professione medica con rapporto di lavoro autonomo, retribuito
forfetariamente presso enti o strutture sanitarie pubbliche o private non appartenenti al
SSN e che non adottino le clausole normative ed economiche del presente Accordo;
e) operi a qualsiasi titolo nelle case di cura convenzionate o accreditate con il SSN. I
medici specialisti operanti in branche chirurgiche e mediche possono essere autorizzati
all�esercizio professionale nelle case di cura convenzionate o accreditate, qualora
l�azienda non sia in grado di garantire mezzi idonei ad assicurare la continuit�
terapeutica, nelle strutture che l�azienda mette a disposizione;
f) svolga attivit� fiscali nell�ambito dell�azienda con la quale � instaurato il rapporto di
lavoro convenzionale;
g) sia titolare di un rapporto convenzionale disciplinato dal D.P.R. n.119/88 e
successive modificazioni o di apposito rapporto instaurato ai sensi dell'art. 8, comma 5,
del D.L.vo n. 502/92 e successive modificazioni e integrazioni;
h) sia proprietario, comproprietario, socio, azionista, gestore, amministratore, direttore,
responsabile di strutture convenzionate con il SSN ai sensi del D.P.R. n.120/88 e
successive modificazioni, o accreditate ai sensi dell'art. 8 del D.L.vo n. 502/92 e
i) operi a qualsiasi titolo in presidi, stabilimenti o istituzioni private convenzionate o
accreditate con le aziende per l'esecuzione di prestazioni specialistiche effettuate in
regime di autorizzazione sanitaria ai sensi dell'art. 43 della legge n.833/78 e dell'art. 8-ter del D.L.vo n. 229/99;
l) sia titolare di incarico nei servizi di guardia medica ai sensi del D.P.R. n.292/87 e
successive modificazioni o di apposito rapporto instaurato ai sensi dell'art. 8 del D.L.vo
n. 502/92 e successive modificazioni e integrazioni.
2. � incompatibile lo svolgimento di attivit� a tempo indeterminato con incarichi a
tempo determinato, all'interno delle strutture del SSN.
3. Per lo specialista ambulatoriale o il professionista incaricato a tempo determinato,
le incompatibilit�, ad esclusione di quanto previsto al precedente comma 2, non operano
qualora lo stesso le rimuova per tutta la durata dell�incarico.
4. La sopravvenuta, contestata ed accertata insorgenza di una delle situazioni di
incompatibilit� previste dal presente Accordo comporta, sulla base delle la sospensione
e/o la revoca del rapporto convenzionale secondo le procedure di cui al successivo
art. 27, la cessazione del rapporto convenzionale.
ART. 16 � MASSIMALE ORARIO E LIMITAZIONI
1. L�incarico ambulatoriale, ancorch� sommato ad altra attivit� compatibile, non pu�
superare le 38 ore settimanali ed � espletabile presso pi� posti di lavoro e/o pi� aziende
o altre istituzioni pubbliche.
2. Lo specialista ambulatoriale o il professionista deve osservare l�orario di attivit�
indicato nella lettera di incarico e le aziende provvedono al controllo, con gli stessi metodi
adottati per i medici dipendenti operanti nel presidio.
3. A seguito dell�inosservanza dell'orario sono effettuate trattenute mensili sulle
competenze dello specialista ambulatoriale o professionista inadempiente, previa
rilevazione contabile, sulla documentazione in possesso dell�azienda delle ore di lavoro
non effettuate, salvo diverse determinazioni finalizzate al recupero dell�orario definite con
4. L�inosservanza ripetuta dell'orario costituisce infrazione contestabile, da parte
dell�azienda, secondo le procedure di cui all�art. 27, per i provvedimenti conseguenti.
5. Ai fini dell'applicazione delle norme regolanti il massimale orario di attivit�
settimanale, lo specialista ambulatoriale o il professionista � tenuto a comunicare al
Comitato zonale, di cui all�art. 24, ogni variazione che intervenga nel proprio stato di
servizio (allegato B, parte seconda). Il Comitato zonale tiene ed aggiorna un apposito
schedario nel quale vengono registrati i nominativi degli specialisti ambulatoriali e dei
professionisti, l�orario di attivit� e le modalit� di svolgimento presso ciascuna azienda e
l'anzianit� dell'incarico ambulatoriale.
6. Di ogni variazione del presidio sanitario cui lo specialista ambulatoriale o il
professionista sia stato assegnato, del numero delle ore di attivit�, delle modalit� di
svolgimento dell'orario e del conferimento dei nuovi incarichi, le aziende ne danno
comunicazione entro dieci giorni al Comitato zonale di cui all�art 24, indicandone la
7. Il medesimo Comitato, qualora accerti situazioni di irregolarit�, ha l�obbligo di
informare le aziende interessate affinch�, sentito lo specialista ambulatoriale o il
professionista, l�orario complessivo di attivit� ambulatoriale sia ricondotto alla misura
massima prevista.
8. Il Comitato di cui all�art 24, qualora accerti situazioni non conformi alle norme,
formula alle aziende interessate proposte idonee ad assicurare il rispetto del presente
ART. 17 � FLESSIBILIT� OPERATIVA,, RIORGANIZZAZIONE DEGLI ORARI E MOBILIT�
1. Al fine di adeguare maggiormente �'offerta di prestazioni o attivit� specialistiche e
professionali, alla domanda dell'utenza, le aziende possono adottare provvedimenti
tendenti a realizzare flessibilit� operativa, anche temporanea, dell�orario di servizio in
ambito aziendale e forme di mobilit� interaziendale, previo parere dell�azienda di
destinazione, anche a domanda dello specialista ambulatoriale o professionista
interessato, fermo restando il mantenimento dell�orario complessivo di incarico. I
provvedimenti sono adottati nel rispetto dei criteri generali previamente concordati, in
sede regionale, in materia di mobilit�.
2. I provvedimenti di cui al presente articolo devono essere comunicati al Comitato di
cui all�art. 24, contestualmente alla notificazione all�interessato. Qualora non sussista il
consenso dello specialista ambulatoriale o del professionista interessato, deve essere
acquisito preventivo parere del Comitato di cui all�art. 24.
3. La mancata accettazione del provvedimento, dopo aver espletato la procedura di
cui al comma 2, comporta la decadenza dall'incarico per le ore oggetto del trasferimento.
4. Nel caso di non agibilit� temporanea della struttura, l�azienda assicura l�impiego
temporaneo dello specialista in altra struttura idonea senza danno economico per
ART. 18 � RIDUZIONE DELL��ORARIO DI ATTIVIT�
1. In caso di persistente contrazione dell�attivit�, documentata attraverso le richieste
di prenotazione e le statistiche rilevate nell�arco di un anno, previo espletamento delle
misure di cui all�art.17, l�azienda pu� disporre la riduzione dell�orario di attivit� di uno
specialista ambulatoriale o di un professionista.
2. L�azienda non pu� adottare il provvedimento di riduzione dell�orario, qualora la
contrazione dell�attivit� sia dipendente da specifiche carenze tecnico-organizzative
dell�azienda e semprech� lo specialista ambulatoriale o il professionista le abbia
evidenziate per iscritto ed in tempo utile ai responsabili del presidio.
3. L�eventuale provvedimento di riduzione, di cui al comma 1, da adottarsi da parte
dell�azienda, previo parere del Comitato di cui all'art 24 e sentito l�interessato, ha
comunque effetto non prima di 45 giorni dalla comunicazione.
4. Contro i provvedimenti di riduzione dell'orario di attivit� � ammessa da parte
dell'interessato opposizione al Direttore generale dell'azienda entro il termine perentorio
di giorni 15 dal ricevimento della comunicazione scritta.
5. L�opposizione ha effetto sospensivo del provvedimento.
6. Il Direttore generale dell�azienda decide sull�opposizione sentito l�interessato e
previo parere del Comitato di cui all�art. 24 da esprimersi entro 30 giorni dalla richiesta.
7. Lo specialista ambulatoriale o il professionista pu� chiedere la riduzione dell�orario
di attivit�, in misura non superiore alla met� delle ore di incarico assegnate, con un
preavviso non inferiore a 60 giorni. Una successiva richiesta potr� essere presentata solo
dopo un anno dalla data di decorrenza dell�orario ridotto.
ART. 19 � CESSAZIONE DELL��INCARICO
1. L�incarico pu� cessare per rinuncia dello specialista ambulatoriale e del
professionista, o per revoca della azienda nei casi indicati al seguente comma 4, da
comunicare a mezzo di raccomandata A/R.
2. La rinuncia ha effetto dal 60� giorno successivo alla data di ricezione della lettera
3. Su specifica richiesta dell�interessato l�azienda, valutate le esigenze di servizio, pu�
autorizzare la cessazione del rapporto con decorrenza anticipata a tutti gli effetti.
4. revoca dell'incarico ha effetto immediato nei seguenti casi:
a) compimento del 65� anno di et�, ai sensi dell�art.15-nonies, del D.L.vo n.502/92 e
successive modificazioni e integrazioni, fatto salvo che � facolt� dello specialista
ambulatoriale e del professionista convenzionato di mantenere l�incarico per il periodo
massimo di un biennio oltre il 65� anno di et�, in applicazione dell�art.16 del D.L.vo
n.503/92;
b) cancellazione dall�Albo professionale;
c) sopravvenuta, accertata e notificata incompatibilit� ai sensi del precedente art. 15;
d) condanna passata in giudicato per qualsiasi delitto non colposo punito con la
e) aver compiuto il periodo massimo di conservazione del posto previsto dal successivo
art. 37 in caso di malattia;
f) incapacit� psico-fisica a svolgere l�attivit� convenzionale, accertata da apposita
Commissione medico legale aziendale, ai sensi della legge n.295/90. Il componente, di
cui all�art.1,comma 3, della legge citata, � nominato dal Comitato zonale;
ART. 20 � SOSPENSIONE DELL�INCARICO
1. L�incarico ambulatoriale � sospeso in caso di:
a) sospensione dall�Albo professionale;
b) provvedimento adottato ai sensi dell'art. 27;
c) emissione, da parte dell�Autorit� Giudiziaria, di provvedimenti restrittivi della libert�
d) attribuzione di incarico aziendale di struttura semplice o complessa per tutta la
durata dello stesso. In tale caso allo specialista ambulatoriale o al professionista
interessato, � mantenuto il fondo previdenziale di provenienza.
ART. 21 � GRADUATORIE � DOMANDE � REQUISITI
1. Il professionista, medico specialista, il medico veterinario e delle altre
professionalit� sanitarie di cui al presente Accordo, che aspiri a svolgere la propria
attivit� professionale nell'ambito delle strutture del SSN, in qualit� di sostituto o
incaricato, deve inoltrare, entro e non oltre il 31 gennaio di ciascun anno - a mezzo
raccomandata A/R o mediante consegna diretta al competente ufficio del Comitato
zonale nel cui territorio di competenza aspiri ad ottenere l'incarico - apposita domanda
redatta come da modelli allegati B e B bis. Sono fatte salve diverse determinazioni
definite dalla Regione.
2. Qualora l�azienda comprenda comuni di pi� province la domanda deve essere
inoltrata al Comitato zonale della provincia in cui insiste la sede legale dell'azienda.
3. La domanda deve contenere le dichiarazioni, rese ai sensi del D.P.R. n.445/00,
atte a provare il possesso dei titoli professionali conseguiti fino al 31 dicembre dell�anno
precedente elencati nella dichiarazione stessa.
4. La domanda deve essere in regola con le norme vigenti in materia di imposta di
5. Alla scadenza del termine di presentazione della domanda di inserimento nella
graduatoria, pena la nullit� della domanda stessa e di ogni altro provvedimento
conseguente, l'aspirante deve possedere i seguenti requisiti:
a1) possedere il diploma di laurea in medicina e chirurgia, odontoiatria e protesi
dentaria, medicina veterinaria, psicologia, scienze biologiche, chimica, ovvero la
laurea specialistica della classe corrispondente;
b) possedere il titolo per l'inclusione nelle graduatorie delle branche principali della
specialit� medica, veterinaria o della categoria professionale interessata, previste negli
allegati A ed A bis.
Il titolo � rappresentato dal diploma di specializzazione o dall'attestato di conseguita
libera docenza in una delle branche principali della specialit�. Per la branca di
odontostomatologia � titolo valido per l'inclusione in graduatoria anche l'iscrizione
all'Albo professionale degli Odontoiatri di cui alla legge n. 409/85. Per gli psicologi �
titolo valido per l�inclusione nella graduatoria la psicoterapia riconosciuta ai sensi degli
artt. 3 e 35 della legge n.56/89 Il titolo di specializzazione in psicoterapia,
riconosciuto ai sensi degli articoli 3 e 35 della legge 18 febbraio 1989, n. 56, come
equipollente al diploma rilasciato dalle corrispondenti scuole di specializzazione
universitaria, deve intendersi valido in riferimento allo psicologo per la disciplina
di psicologia ed al medico o allo psicologo per la disciplina di psicoterapia. Per i professionisti, non in possesso del titolo di cui al precedente comma, lett. b) e
gi� inclusi nella graduatoria per l�anno 2006, il requisito per l�inclusione nella
graduatoria � rappresentato dall�attivit� svolta, alla data del 23 marzo 2005, nell�ambito
di enti pubblici e strutture del SSN per un minimo di settemilanovecentoquattro (7904)
ore in una delle specifiche aree di attivit�; l�attivit� svolta nell�ambito di strutture private,
al fine del raggiungimento del medesimo numero di ore, � valutata per il 25% della sua
durata. Alle ore di cui al precedente alinea � attribuito il medesimo punteggio di cui all�Allegato
A, parte II, �Titoli accademici�, lett. b), punto 1.
L�attivit� di servizio utile per l�ammissione nella graduatoria non verr� computata ai fini
della valutazione dei titoli professionali di cui all�allegato A, parte II, �Titoli professionali�,
lett.b.
6. La domanda di inclusione in graduatoria deve essere rinnovata di anno in anno e
deve contenere le dichiarazioni concernenti i titoli accademici o professionali che
comportino modificazioni nel precedente punteggio a norma degli allegati A ed A bis.
7. Il Comitato di cui all'art. 24, ricevute le domande entro il 31 gennaio di ciascun
anno, provvede entro il 30 settembre alla formazione di una graduatoria per titoli, con
validit� annuale:
- per ciascuna branca specialistica, secondo i criteri di cui all�allegato A, parte
seconda, relativamente agli specialisti ambulatoriali ed ai veterinari;
- per ciascuna branca specialistica, secondo i criteri di cui all�allegato A bis, parte
seconda, relativamente ai veterinari;
- per ciascuna categoria professionale, secondo i criteri di cui all�allegato A parte
seconda, per gli altri professionisti.
8. Il Direttore generale dell'azienda ove ha sede il Comitato di cui all�art.24, ne cura
la pubblicazione mediante affissione all�Albo aziendale per la durata di 15 giorni, e
contemporaneamente le inoltra ai rispettivi Ordini e al Comitato zonale, ai fini della
9. Entro 30 giorni dalla pubblicazione gli interessati possono inoltrare, mediante
raccomandata A/R, al Comitato zonale, istanza motivata di riesame della loro posizione
10. Le graduatorie definitive predisposte dal Comitato zonale sono approvate dal
Direttore generale dell�azienda e inviate alla Regione che ne cura la pubblicazione sul
Bollettino Ufficiale della Regione entro il 31 dicembre di ciascun anno.
12. L�Assessorato regionale alla sanit� cura l'immediato invio del Bollettino Ufficiale
agli Ordini interessati e alle aziende sedi dei Comitati zonali.
13. Le graduatorie hanno effetto dal 1� gennaio al 31 dicembre dell'anno successivo
ART. 22 � ASSEGNAZIONE DI TURNI DISPONIBILI A TEMPO INDETERMINATO E A TEMPO DETERMINATO
1. I provvedimenti adottati dalle aziende per l�attivazione di nuovi turni, per
l�ampliamento di quelli in atto e per la copertura dei turni resisi disponibili, vengono
pubblicati da ciascuna azienda sull'albo del Comitato zonale a cura dello stesso nei
mesi di marzo, giugno, settembre e dicembre dal giorno 15 alla fine dello stesso mese.
2. Gli specialisti ambulatoriali e i professionisti aspiranti al turno disponibile, dal 1� al 10� giorno del mese successivo a quello della pubblicazione, devono comunicare con
lettera raccomandata, la propria disponibilit� al Comitato zonale, il quale individua,
entro i 20 giorni successivi alla scadenza del termine, l�avente diritto secondo l'ordine di
priorit� di cui all'art. 23.
3. � demandata alla contrattazione regionale la definizione dei contenuti e delle
modalit� di attuazione dei commi successivi, secondo quanto disposto dall�art. 14 del
Qualora qualora la pubblicazione dei turni disponibili inerenti una branca
specialistica o area professionale, di cui al presente Accordo, contenga la richiesta di
possesso di particolari capacit� professionali, la scelta dello specialista ambulatoriale o
del professionista, avviene, previa valutazione secondo criteri definiti nell�Accordo
regionale, da parte di una commissione aziendale paritetica, composta da specialisti
delegati dall�azienda e specialisti ambulatoriali o professionisti di cui al presente
accordo designati dai membri di categoria del Comitato zonale.
5. In sede di pubblicazione dei turni vacanti di psicologia e di psicoterapia, le
aziende devono specificare se i turni sono destinati a medici specialisti in psicologia o a
professionisti psicologi.
ART. 23 � MODALIT� PER L��ATTRIBUZIONE DI TURNI DISPONIBILI A TEMPO INDETERMINATO E A TEMPO DETERMINATO
1. Premesso che lo specialista ambulatoriale o il professionista pu� espletare attivit�
ambulatoriale ai sensi del presente Accordo, in una sola branca medica specialistica o
area professionale e all�interno di uno o pi� ambiti zonali della stessa regione o ambiti
zonali, purch� confinanti, di altra regione confinante, e che le ore di attivit� sono
ricoperte attraverso conferimento di nuovo incarico o aumenti di orario nella stessa
branca o area professionale, o attraverso riconversione in branche diverse, per
l�attribuzione dei turni comunque disponibili, di cui all'art.22 comma 1, l�avente diritto �
individuato attraverso il seguente ordine di priorit�:
a) titolare di incarico a tempo indeterminato che, nella specialit� o area professionale
esercitata, svolga nel solo nell�ambito zonale in cui � pubblicato il turno,
esclusivamente attivit� ambulatoriale regolamentata dal presente Accordo; gi�
titolare di incarico a tempo indeterminato nella specialit�, al 30.12.1993 presso
l�INAIL e il SASN; medico generico ambulatoriale, di cui alla norma finale n. 5 del presente
Accordo, in servizio alla data di entrata in vigore del presente Accordo, che faccia
richiesta al Comitato zonale di ottenere un incarico medico specialistico nella branca
di cui � in possesso del titolo di specializzazione, per un numero di ore non superiore
a quello dell'incarico di cui � titolare; � consentito a tale medico di mantenere
l'eventuale differenza di orario tra i due incarichi fino a quando l'incarico da
specialista ambulatoriale non copra per intero l'orario di attivit� che il medico stesso
svolgeva come generico di ambulatorio;
b) titolare di incarico a tempo indeterminato che svolga, in via esclusiva, attivit�
ambulatoriale regolamentata dalla dal presente convenzione Accordo, in diverso
ambito zonale della stessa regione o in ambito zonale confinante se di altra regione confinante. Relativamente all'attivit� svolta come aumento di orario ai sensi della
presente lett. b) allo specialista ambulatoriale e al professionista non compete il
rimborso delle spese di viaggio di cui all'art. 46;
c) specialista titolare di incarichi in branche diverse e che esercita esclusivamente
attivit� ambulatoriale regolamentata dal presente Accordo, il quale richiede di
concentrare in una sola branca il numero complessivo di ore di incarico; d) titolare di incarico a tempo indeterminato in altro ambito zonale, che faccia richiesta
al Comitato zonale di essere trasferito nel territorio in cui si � determinata la
disponibilit�;
e) specialista ambulatoriale titolare di incarico a tempo indeterminato che esercita
esclusivamente attivit� ambulatoriale regolamentata dal presente Accordo e chiede il
passaggio in altra branca della quale � in possesso del titolo di specializzazione;
f) titolare di incarico a tempo indeterminato nello stesso ambito zonale, che per lo
svolgimento di altra attivit� sia soggetto alle limitazioni di orario di cui all'art. 16;
g) titolare di incarico a tempo indeterminato presso il Ministero della Difesa, il Ministero di Grazia e Giustizia e l�INAIL e il SASN;
h) titolare di incarico a tempo determinato, ai sensi del successivo comma 10, secondo
l�ordine di precedenza di cui alle precedenti lettere, che faccia richiesta di incremento
di orario o di trasferimento;
i) specialista ambulatoriale titolare di pensione a carico di Enti diversi dall�ENPAM;
medico di medicina generale, medico specialista pediatra di libera scelta, medico di
medicina dei servizi, medico della continuit� assistenziale, medico dipendente di
struttura pubblica che esprima la propria disponibilit� a convertire completamente il
proprio rapporto di lavoro. Detti sanitari devono essere in possesso del titolo di
specializzazione della branca in cui partecipano
e matureranno anzianit� giuridica a far data dall'incarico.
2. Ai fini delle procedure di cui al comma 1, per ogni singola lettera dalla a) alla l),
l'anzianit� del servizio riconosciuto ai fini della prelazione, costituisce titolo di
precedenza; in caso di pari anzianit� di servizio � data precedenza all�anzianit� di
specializzazione, e successivamente, all�anzianit� di laurea ed in subordine all�et�
3. In ogni caso, allo specialista ambulatoriale o al professionista, disponibile ad
assumere l'incarico ai sensi del comma 1 non � consentito il trasferimento qualora non
abbia maturato un'anzianit� di servizio di almeno 18 mesi nell'incarico in atto, alla data
di scadenza del termine stabilito per la presentazione della dichiarazione di disponibilit�.
4. Lo specialista ambulatoriale o il professionista in posizione di priorit�, viene
invitato dal Comitato zonale a comunicare l�accettazione/rinuncia all�incarico, da
inoltrare entro 20 giorni all�azienda. Alla comunicazione di disponibilit� dovr� essere
allegata, pena l�esclusione dall�incarico, l�autocertificazione informativa di cui all�allegato
B parte seconda. La formalizzazione dell'incarico, dovr� avvenire entro il termine di
trenta giorni dal ricevimento della dichiarazione. Le regioni possono definire diverse
procedure, tese allo snellimento burocratico e all'abbreviazione dei tempi necessari al
conferimento dell'incarico, sentiti i sindacati di cui all�art.34, comma 12.
5. In deroga alle priorit� ed alle procedure di cui ai commi che precedono, le aziende
- prioritariamente alla copertura di turni vacanti, per il numero di ore disponibili,
mediante assorbimento di specialisti ambulatoriali o professionisti titolari di incarico a
tempo indeterminato nella stessa branca o area professionale, gi� regolato a termini
convenzionali presso il Ministero della Difesa, in quanto destinatari di provvedimenti di
risoluzione del rapporto di lavoro o di collocamento in mobilit� in esecuzione della legge
n.226/04 e limitatamente ai convenzionati notificati dal suddetto Ministero;
- qualora per una determinata branca specialistica o area professionale si verifichi un
incremento delle richieste di prestazioni, l�azienda, sentiti i Sindacati di cui all'art. 34 comma 13, ha la facolt� di attribuire aumenti di orario ad uno o pi� specialisti ambulatoriali o professionisti che prestano servizio nella branca o area professionale,
semprech� il sanitario interessato al provvedimento svolga in via esclusiva attivit�
professionale ai sensi del presente Accordo.
6. L�azienda deve notificare al Comitato zonale entro 15 giorni dal provvedimento, il
nominativo del sanitario cui � stato incrementato l'orario e la consistenza numerica
dell'orario aumentato. 7. In attesa del conferimento dei turni disponibili secondo le procedure su indicate,
l�azienda, provvedendo a pubblicare il turno trimestralmente, pu� conferire incarichi
provvisori secondo l'ordine delle rispettive graduatorie o, in mancanza, ad uno specialista
ambulatoriale o professionista disponibile, con priorit� per i non titolari di altro incarico
e non in posizione di incompatibilit�. L�incarico provvisorio non pu� avere durata
superiore a sei mesi, eventualmente rinnovabili allo stesso sanitario, per altri sei mesi
una sola volta, e cessa in ogni caso con la nomina del titolare.
8. Allo specialista ambulatoriale incaricato in via provvisoria spetta lo stesso
trattamento previsto all�art. 40, comma 4, per i sostituti non titolari di altro incarico.
9. Al professionista incaricato in via provvisoria spetta lo stesso trattamento previsto
all�art.40, comma 5, per i sostituti non titolari di incarico.
10. Qualora sussistano ancora turni vacanti, le aziende procedono alla assegnazione
dei turni a specialisti ambulatoriali o professionisti non ancora titolari di incarico
presenti nelle graduatorie di cui all�art. 21 del presente Accordo
in vigore il primo giorno utile per la domanda, che abbiano espresso la
propria disponibilit� all�atto della pubblicazione dei turni vacanti, secondo l�ordine di
Gli incarichi hanno durata annuale e sono rinnovati automaticamente alla scadenza al
sanitario interessato, salvo comunicazione motivata all�interessato con lettera A/R,
almeno 30 giorni prima della scadenza dell�incarico.
11. Esperite inutilmente le procedure di cui ai commi precedenti, l�azienda pu�
conferire l�incarico ad uno specialista ambulatoriale o professionista dichiaratosi
disponibile ed in possesso dei requisiti previsti dal presente Accordo. L�incarico, di durata
annuale, � rinnovabile con esplicito provvedimento se nuovamente e inutilmente
esperite le procedure di cui ai commi precedenti.
12. Allo specialista ambulatoriale e al professionista incaricato a tempo determinato,
compete il trattamento economico di cui all�art 50.
13. Le aziende, valutate la programmazione regionale dell�attivit� specialistica e il
permanere delle esigenze organizzative e di servizio, decorsi 12 mesi dal conferimento possono trasformare gli incarichi, gi� assegnati a tempo determinato, in incarichi a
tempo indeterminato, con applicazione del relativo trattamento economico e normativo.
La trasformazione di un incarico da tempo determinato a tempo indeterminato avviene
con provvedimento del Direttore Generale, sulla base delle intese definite con accordo
regionale. Il provvedimento di trasformazione viene comunicato al Comitato Zonale.
14. La non accettazione, da parte dello specialista ambulatoriale e del professionista,
dell�incarico a tempo indeterminato, comporta la revoca del rapporto convenzionale. ART. 24 � COMITATO CONSULTIVO ZONALE
1. In ogni ambito provinciale, comprensivo di una o pi� aziende, � costituito un
Comitato consultivo zonale.
2. Il Comitato ha sede presso l'azienda individuata ai sensi del precedente Accordo
3. L�azienda sede del Comitato zonale, d�intesa con l�Assessorato alla Sanit� della
Regione, � tenuta ad assicurare i mezzi finanziari, i locali ed il personale assegnato per
livelli funzionali a tale attivit�, facente parte della sua struttura amministrativa, per lo
svolgimento dei compiti del Comitato e per consentire al segretario l'espletamento di tutte
le funzioni attribuite al Comitato stesso. Le aziende interessate allo stesso Comitato
concorrono agli oneri sostenuti in rapporto proporzionale al numero di abitanti, con le
modalit� definite dalla Regione.
4. Il Comitato � composto da:
a) il Direttore generale dell'azienda, o da un suo delegato, che ne assume le presidenza;
b) cinque rappresentanti tecnici per le aziende della provincia, designati di intesa dai
c) sei rappresentanti degli specialisti ambulatoriali di cui al presente Accordo, operanti
nell�ambito zonale.
5. Tre rappresentanti degli specialisti ambulatoriali vengono eletti, secondo le
procedure di cui al successivo art. 26, gli altri tre rappresentanti vengono designati, tra
gli specialisti ambulatoriali operanti nell�ambito zonale, dai Sindacati di cui all�art. 34
comma 12, nella misura di un rappresentante per ciascun Sindacato, con un numero di
deleghe non inferiore al 3% delle deleghe provinciali. I rappresentanti sono individuati
dai tre sindacati con maggiore consistenza associativa provinciale. Qualora uno o pi�
sindacati non abbiano la possibilit� di designare un proprio rappresentante, i membri
mancanti sono nominati dal sindacato con maggiore consistenza associativa provinciale.
6. Oltre ai titolari, saranno rispettivamente eletti e individuati, con le stesse
modalit�, altrettanti membri supplenti i quali subentreranno in caso di assenza di uno o
pi� titolari.
7. Quando gli argomenti all�ordine del giorno riguardano i medici veterinari e gli altri
professionisti di cui al presente accordo, i tre rappresentanti degli specialisti
ambulatoriali designati dai sindacati, sono sostituiti da tre rappresentanti per le
ciascuna delle categorie interessate, designati dai sindacati di categoria maggiormente
rappresentativi. Detti nominativi saranno segnalati al presidente del comitato zonale
entro 15 giorni dalla costituzione del comitato stesso.
8. Il Comitato � costituito con provvedimento del Direttore generale dell�azienda, che
procede alla nomina dei componenti.
9. Il Comitato svolge i seguenti compiti:
b) gestione unitaria del rapporto relativamente agli specialisti ambulatoriali e ai
professionisti che operano presso pi� aziende dello stesso ambito zonale, o presso le
istituzioni di cui alla dichiarazione a verbale n. 2 del presente Accordo, nonch� tenuta ed
aggiornamento di un apposito schedario dei singoli incaricati presso le singole aziende
con l�indicazione dei giorni e dell'orario di attivit� in ciascun presidio, delle date di
conseguimento dell�incarico e degli incrementi orari, delle attivit� rilevanti ai fini della
determinazione dei massimali orari di cui all�art. 16, del sopravvenire di motivi di
incompatibilit� di cui all�art. 15, della certificazione dello stato di servizio dei sanitari,
nonch� di ogni altra attivit� prevista dal presente Accordo;
c) indicazione, all�azienda che deve conferire l�incarico, e alle istituzioni di cui alla
dichiarazione a verbale n. 2 del presente Accordo, del nominativo del sanitario avente
diritto all�aumento di orario e a ricoprire il turno vacante;
d) evidenziazione ed aggiornamento delle posizioni degli specialisti ambulatoriali ed altri
professionisti, sia incaricati che in graduatoria, ai fini:
- dell'accertamento delle incompatibilit� e delle limitazioni previste dalle vigenti norme,
nonch� del possesso dei titoli e requisiti previsti dalle stesse; verifica della certificazione
di compatibilit� con gli orari di servizio rilasciata dalle istituzioni pubbliche e private,
presso cui il sanitario presta servizio al momento in cui nei confronti del sanitario stesso
deve essere conferito un nuovo incarico o deve essere dato un aumento di orario di
attivit� dell'incarico in atto svolto;
- della formulazione alle aziende, sulla base delle domande ricevute, delle proposte di
trasferimento o accentramento dell�incarico in una sede pi� vicina alla residenza del
sanitario anche nell�ambito dello stesso Comune;
10. Il Comitato svolge funzioni consultive a richiesta dei Direttori generali delle
aziende in merito alle attivit� previste dal presente Accordo.
11. Il Comitato, qualora a richiesta di una delle parti debba trattare specifici aspetti
riguardanti una singola azienda o una delle istituzioni di cui alla dichiarazione a verbale
n. 2 del presente Accordo, pu� essere integrato dal titolare, o suo delegato, del potere di
rappresentanza dell�azienda interessata o dell�istituzione, qualora non facente gi� parte
del Comitato, e da uno specialista ambulatoriale o professionista titolare d�incarico
designato dai componenti di categoria membri del Comitato zonale.
12. Il Comitato si riunisce periodicamente almeno una volta al mese e in tutti i casi di
13. Il Comitato � validamente riunito qualunque sia il numero dei componenti presenti
e delibera a maggioranza.
14. In caso di parit�, prevale il voto del Presidente.
15. Le funzioni di segretario sono svolte da un funzionario o dirigente indicato
dall�azienda sede del Comitato. Il segretario risponde degli atti inerenti alle sue funzioni
al presidente del Comitato.
16. I pareri di competenza dei Comitati sono obbligatori e devono essere resi entro
trenta giorni. I pareri sono vincolanti nei casi espressamente previsti.
ART. 25 � COMITATO CONSULTIVO REGIONALE
1. In ciascuna Regione � istituito, con provvedimento dell'Amministrazione regionale,
un Comitato consultivo composto da:
a) L�Assessore regionale alla Sanit�, o un suo delegato, che ne assume la presidenza;
b) cinque membri rappresentanti delle aziende, individuati dalla Regione; c) sei membri rappresentanti degli specialisti ambulatoriali operanti nella regione, di
cui al presente Accordo.
2. Tre rappresentanti degli specialisti ambulatoriali vengono eletti, secondo le
gli specialisti ambulatoriali operanti nella regione, dai Sindacati di cui all�art. 34 comma
12, nella misura di un rappresentante per ciascun Sindacato, con un numero di deleghe
non inferiore al 3% delle deleghe regionali. I rappresentanti sono individuati dai tre
sindacati con maggiore consistenza associativa regionale. Qualora uno o pi� sindacati
non abbiano la possibilit� di designare un proprio rappresentante, i membri mancanti
sono nominati dal sindacato con maggiore consistenza associativa regionale.
3. Oltre ai titolari, saranno rispettivamente eletti e individuati, con le stesse
4. Quando gli argomenti all�ordine del giorno riguardano i medici veterinari e gli altri
professionisti di cui al presente accordo, i tre rappresentanti degli specialisti ambulatoriali designati dai sindacati, sono sostituiti da tre rappresentanti per le
rappresentativi. Detti nominativi saranno segnalati al presidente del comitato regionale
5. � demandata alla contrattazione regionale la definizione dei contenuti e delle
6. Il Comitato regionale ha compiti di:
a) proposta e parere in ordine ai provvedimenti di competenza regionale;
b) linee di indirizzo alle aziende in merito alla corretta ed uniforme interpretazione e
applicazione delle norme del presente Accordo.
7. La sede del comitato e le modalit� di funzionamento sono definite dalla Regione,
sentiti i Sindacati di cui all�art. 34, comma 12.
ART. 26 � MODALIT� DI ELEZIONE DEI RAPPRESENTANTI DEGLI SPECIALISTI AMBULATORIALI
1. Le elezioni dei rappresentanti degli specialisti ambulatoriali nei Comitati di cui agli
art. 24 e 25, sono svolte, di norma, nella stessa tornata elettorale ed entro 90 giorni
dall�entrata in vigore del presente Accordo, a cura degli Ordini provinciali dei Medici e
degli Odontoiatri, avvalendosi della collaborazione dei Sindacati di cui all�art. 34, comma
12 che se ne assumono preventivamente anche l�onere economico pena l�esclusione
dalla tornata elettorale e delle designazioni d cui all'art. 24, commi 5, 6, 7, e art. 25, commi 2, 3 e 4.
2. Qualora sia trascorso inutilmente il periodo di 90 giorni previsto al comma 1, le
procedure di elezione devono comunque essere attivate su richiesta scritta di una delle
3. Ai fini dell�elezione degli specialisti ambulatoriali nel Comitato regionale, l�Ordine
dei Medici e degli Odontoiatri del capoluogo di regione, raccoglie ed assembla i risultati
delle votazioni provinciali e trasmette all�Assessorato regionale alla Sanit� la lista
definitiva degli eletti in base al numero di preferenze.
ART. 27 � COMMISSIONE DI DISCIPLINA
1. Le infrazioni agli obblighi e doveri derivanti dal presente Accordo e dagli Accordi
integrativi regionali ed aziendali, sono formalmente contestate per iscritto allo specialista
ambulatoriale e al professionista, comunque incaricato, dal Responsabile della struttura
aziendale di appartenenza, entro 30 giorni dal momento in cui ne � venuto a conoscenza.
Lo specialista ambulatoriale o il professionista ha la possibilit� di produrre le proprie
controdeduzioni entro 20 giorni dalla data di ricezione della contestazione. Gli atti relativi
al procedimento vengono trasmessi alla competente Commissione di disciplina.
2. Con provvedimento del Direttore generale dell'azienda, � istituita una
Commissione aziendale di disciplina composta da:
a) tre membri di parte pubblica;
b) tre rappresentanti degli specialisti ambulatoriali o tre rappresentanti delle altre
professionalit� sanitarie di cui al presente Accordo, secondo il caso in esame. Tali
rappresentanti sono designati, tra gli specialisti ambulatoriali e gli altri professionisti
operanti nell�azienda, da parte dei Sindacati di cui all'art. 34 comma 13.
3. Il Presidente � individuato all'interno della Commissione dai componenti; in caso
di mancata intesa svolge le funzioni di Presidente il pi� anziano di et�.
4. Le funzioni di segretario sono svolte da un funzionario indicato dall�azienda.
5. La Commissione ha sede presso l�azienda che ne assume gli oneri di
6. La Commissione esamina i casi degli specialisti ambulatoriali e degli altri
professionisti ad essa deferiti, iniziando la procedura entro 30 giorni dal deferimento,
sente il sanitario ove lo richieda, e adotta le conseguenti decisioni.
7. La Commissione � validamente riunita se � presente la maggioranza dei suoi
componenti; le deliberazioni sono valide se adottate dalla maggioranza dei presenti.
8. In caso di parit� di voti prevale il voto del Presidente.
9. La Commissione decide con atto motivato sull�archiviazione del caso o
sull�irrogazione di una delle seguenti sanzioni, secondo la gravit� dell�infrazione:
a) Richiamo. Il richiamo comporta la sospensione per un turno dalla possibilit� di
avvalersi dell�assegnazione dei turni di cui all'art. 22.
b) Diffida. La diffida comporta la sospensione per quattro turni dalla possibilit� di
c) Sospensione del rapporto:
- per recidiva per inadempienza gi� oggetto di richiamo o di diffida;
- per mancata effettuazione della prestazione richiesta ed oggettivamente eseguibile
nell'ambito della struttura pubblica;
- per omissione di segnalazione del sussistere di circostanze comportanti
incompatibilit�, limitazioni orarie, percepimento di indebito emolumento.
Il provvedimento comporta la sospensione dal rapporto convenzionale fino ad un
massimo di due anni e preclude la possibilit� di avvalersi dell�assegnazione dei turni di
cui all�art. 22 per almeno quattro turni. L�esclusione dall�assegnazione dei turni non pu�
comunque superare i due anni dalla data di inizio della sospensione.
- per recidiva specifica di infrazioni che hanno gi� portato alla sospensione del
- per instaurazione di procedimento penale per infrazioni, configuratesi come reati, per
le quali siano state accertate gravissime responsabilit�.;
- per mancato adempimento ai compiti previsti all�art. 13 bis.
10. La decisione della Commissione � comunicata, a cura del Presidente e per mezzo
di lettera raccomandata A/R, al Direttore generale dell'azienda perch� sia formalmente
recepita con proprio provvedimento, da notificare all'interessato e da comunicare
all'Ordine Professionale di competenza e al Presidente del Comitato di cui all'art. 24, che
ne d� notizia alle altre aziende cointeressate per l'adozione dei provvedimenti di
Il procedimento di cui al presente articolo deve concludersi entro 180 giorni dalla
contestazione dell�addebito al medico. Trascorso tale termine il procedimento si estingue.
11. Non pu� tenersi conto, ad alcun effetto, delle sanzioni disciplinari trascorsi due
anni dalla loro irrogazione. Le violazioni e le infrazioni si prescrivono dopo cinque anni
dalla loro commissione.
ART. 28 � RUOLO PROFESSIONALE DELLO SPECIALISTA AMBULATORIALE
1. Lo specialista incaricato ai sensi del presente Accordo, concorre ad assicurare �
nell�ambito delle attivit� distrettuali e territoriali come individuate dal Piano sanitario
nazionale e dai piani sanitari regionali vigenti � �'assistenza primaria unitamente agli altri
operatori sanitari e svolge le attivit� di assistenza specialistica di cui al successivo
2. Ai sensi dell'art. 3-sexies, comma 2, del D.L.vo n.229/99, lo specialista partecipa
di diritto, insieme al rappresentante dei medici di medicina generale e al rappresentante
dei pediatri di libera scelta, all�ufficio di coordinamento delle attivit� distrettuali . Lo
specialista � individuato con modalit� definite a livello regionale. Con le stesse modalit� �
individuato lo specialista partecipante all�ufficio
al collegio di direzione aziendale, qualora previsto dalle norme e dagli indirizzi regionali ed agli altri pertinenti organi
collegiali previsti dall�atto aziendale.
4. Lo specialista deve assolvere tutti i compiti inerenti lo svolgimento delle attivit�
specialistiche di competenza, fermo restando il rispetto dei doveri deontologici la cui
valutazione � di competenza dell�Ordine provinciale di iscrizione. Le prestazioni dello
specialista riguardano tutti gli atti e gli interventi di natura specialistica tecnicamente
eseguibili, salvo controindicazioni cliniche, in sede ospedaliera, in sede ambulatoriale,
domiciliare, di assistenza programmata a soggetti nel domicilio personale, di assistenza
nelle residenze protette, di assistenza domiciliare integrata e negli ambulatori dei medici
di medicina generale e dei pediatri di libera scelta e nelle altre sedi individuate all�art. 32.
5. Nello svolgimento della propria attivit� lo specialista:
a) assicura l�assistenza specialistica in favore dei cittadini, utilizza i referti degli
accertamenti diagnostici gi� effettuati, compatibilmente con le condizioni cliniche in atto
del soggetto, evitando inutili duplicazioni di prestazioni sanitarie, redige le certificazioni
b) collabora al contenimento della spesa sanitaria secondo i principi dell�appropriatezza
prescrittiva, e alle attivit� di farmacovigilanza pubblica;
c) partecipa alle disposizioni aziendali in materia di preospedalizzazione e di dimissioni
protette ed alle altre iniziative aziendali in tema di assistenza sanitaria, anche con
compiti di organizzazione e coordinamento funzionale e gestionale secondo quanto
previsto dagli artt. 30 bis e 31 bis;
d) realizza le attivit� specialistiche di supporto e di consulenza richieste dall'azienda per
i propri fini istituzionali;
e) assicura il consulto con il medico di famiglia e il pediatra di libera scelta, previa
autorizzazione dell�azienda, nonch� il consulto specialistico interdisciplinare;
g) lo specialista � tenuto a partecipare alle attivit� formative programmate dall�azienda anche secondo quanto previsto dal comma 7 dell�art. 30 bis.
6. Ai sensi del D.L.vo 229/99, art. 3 quinquies la partecipazione degli specialisti nelle
articolazioni organizzative del distretto che attuano l�assistenza primaria, al fine di
favorire la realizzazione di percorsi integrati sia con l�attivit� di assistenza primaria che
con quella ambulatoriale ospedaliera, nonch� la gestione clinica complessiva del paziente
fino alla definizione del problema e al rinvio al medico di famiglia o pediatra di libera
scelta, � definita con accordi di livello regionale con le organizzazioni sindacali di cui
all�art. 34, comma 12.
7. Le articolazioni organizzative del distretto finalizzate all�integrazione professionale
sono anche le �quipes territoriali e le unit� di assistenza primaria (UTAP). 8. L��quipe territoriale e l�UTAP sono strumenti attuativi della programmazione
sanitaria, per la erogazione dei livelli essenziali e appropriati di assistenza e per la
realizzazione di specifici programmi e progetti assistenziali di livello nazionale, regionale e
9. La costituzione delle UTAP, quali strutture territoriali ad alta integrazione
multidisciplinare ed interprofessionale, � prevista dalla Regione, in coerenza con l�intesa
Stato-Regioni del 29 luglio 2004 ,e in accordo con le OO.SS. maggiormente
rappresentative, in via sperimentale e con partecipazione volontaria dei medici e degli
10. Nell�attivit� di diagnosi e cura, prevenzione e riabilitazione il medico specialista �
tenuto alla compilazione dei referti sull�apposito modulario e con apposizione di firma e
timbro che rechi anche la qualifica specialistica.
11. Per le proposte d'indagini specialistiche e le prescrizioni di specialit�
farmaceutiche e di galenici lo specialista ambulatoriale utilizza il ricettario del SSN, nel
rispetto della normativa vigente e dei provvedimenti regionali.
12. Lo specialista ambulatoriale convenzionato adotta le disposizioni aziendali in
merito alle modalit� di prescrizione ed erogazione delle specialit� medicinali, ivi
compresi i piani terapeutici, riguardanti particolari patologie in analogia a quanto
previsto per i medici dipendenti.
ART. 28 BIS � FLUSSO INFORMATIVO
1. Dal 1� gennaio 2009, il medico specialista ambulatoriale rende disponibili
alla propria azienda sanitaria le informazioni relative ai compiti di cui all�art. 13
bis, come definiti a livello regionale.
2. Tali informazioni saranno trasmesse dai medici convenzionati tramite il
sistema informatico delle Aziende e/o delle Regioni per le finalit� di governance
del SSR. Le suddette informazioni, elaborate a cura dell�Azienda, regolarmente
trasmesse in forma aggregata ai componenti dei Comitati Regionali, sono
patrimonio della stessa Azienda e dei medici e vengono utilizzate per le finalit� di
3. Il flusso informativo di cui ai commi precedenti potr� essere avviato solo
dopo adeguata valutazione sulla sicurezza delle infrastrutture, nonch� nel rispetto
della normativa sulla privacy e senza oneri tecnici ed economici per la
trasmissione a carico dei medici convenzionati.
ART. 28 TER � TESSERA SANITARIA E RICETTA ELETTRONICA
1. Dal momento dell�avvio a regime da parte della Regione o Provincia
Autonoma di appartenenza, del progetto Tessera Sanitaria-collegamento in rete dei
medici-ricetta elettronica, formalizzato dalla normativa nazionale e dagli accordi
tra lo Stato e la singola regione, il medico prescrittore in rapporto di convenzione
con il SSN � tenuto al puntuale rispetto degli adempimenti di cui al DPCM 26
marzo 2008 cos� come definito ai sensi dell�art. 13 bis, comma 5.
2. In caso di inadempienza il medico di cui al precedente comma � soggetto alla
riduzione del trattamento economico complessivo in misura pari al 1,15 % su base
3. L�inadempienza e la sua durata su base mensile sono documentate attraverso
le verifiche del Sistema Tessera Sanitaria.
4. La relativa trattenuta � applicata dall� Azienda sanitaria sul trattamento
economico percepito nel mese successivo al verificarsi dell�inadempienza.
5. La riduzione non � applicata nei casi in cui l�inadempienza dipenda da cause
tecniche non legate alla responsabilit� del medico e valutate tramite le verifiche
disposte dal Sistema Tessera Sanitaria.
6. L�eventuale ricorso da parte del medico � valutato dal Collegio Arbitrale
secondo le modalit� previste dall�art. 27.
ART. 29 � DOVERI E COMPITI DEI PROFESSIONISTI (BIOLOGI, CHIMICI, PSICOLOGI)
1. � demandata alla contrattazione regionale la definizione dei contenuti e delle
2. Il professionista incaricato ai sensi del presente Accordo deve:
a) attenersi alle disposizioni che l�azienda emana per il buon funzionamento dei
presidi e il perseguimento dei fini istituzionali;
b) eseguire le prestazioni professionali proprie delle categorie cos� come
regolamentate dalle relative leggi di ordinamento e dall�art.1 del D.P.R. n.458/98;
c) partecipare ai programmi e ai progetti finalizzati;
e) rispettare l�orario di attivit� indicato nella lettera di incarico.
3. Il professionista nell�erogazione delle prestazioni di sua competenza deve:
a) compilare e sottoscrivere il risultato delle prestazioni effettuate utilizzando il
modulario fornito dall�azienda;
b) fornire al responsabile della struttura operativa cui � assegnato ogni dato utile a
qualificare sul piano della affidabilit� le prestazioni di competenza;
c) usare le attrezzature fornite dall�azienda comunicando al responsabile della
struttura operativa di appartenenza le eventuali avarie;
d) partecipare alle attivit� di rilevazione epidemiologica per la preparazione, lo studio
e la programmazione di indagini statistiche;
e) partecipare alle attivit� formative programmate dall�azienda.
ART.29 BIS � DOVERI E COMPITI DEI VETERINARI
1. Il medico veterinario convenzionato ai sensi del presente Accordo, concorre
ad assicurare - nell'ambito delle attivit� distrettuali e territoriali dei Servizi del
Dipartimento di Prevenzione e del Dipartimento di Prevenzione Veterinario, come
individuate dal Piano sanitario nazionale e dai piani sanitari regionali vigenti - le
attivit� istituzionali unitamente agli altri operatori sanitari. Concorre
all�espletamento delle funzioni e delle attivit� istituzionali secondo quanto previsto
dalla normativa nazionale e comunitaria, in particolare dai Regolamenti CE 852,
853, 854 e 882/04 e successive modificazioni ed integrazioni, in materia di
ispezione degli alimenti di origine animale, sanit� animale e igiene degli
allevamenti e delle produzioni zootecniche nei settori degli animali produttori di
alimenti e di affezione, selvatici o sinantropi e altre prestazioni professionali
specialistiche richieste nell�ambito delle competenze delle Aziende ed Istituti del
SSR per cui opera.
2. � demandata alla contrattazione regionale la definizione dei compiti inerenti
lo svolgimento delle attivit� istituzionali, nell�ambito del modello organizzativo
della medicina veterinaria definito dalla stessa Regione fermo restando il divieto
per il Medico Veterinario di effettuare prestazioni che siano in contrasto con il
Codice Deontologico e con la legislazione vigente.
ART. 30 � ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
1. Gli specialisti ambulatoriali e gli altri professionisti collaborano operano
nell�ambito delle forme organizzative previste dalla Regione nel rispetto delle
specifiche competenze ed attivit� con le altre figure professionali e secondo le esigenze
funzionali valutate dall�azienda, alle attivit� e ai progetti da realizzarsi nelle articolazioni
organizzative per l�assistenza primaria, come definite dalla programmazione regionale ed
aziendale. Per determinati servizi, l'attivit� degli specialisti ambulatoriali o degli altri
professionisti pu� essere svolta anche in ore notturne e/o festive.
2. Per ciascun servizio specialistico, di branca o multidisciplinare, al quale sia
addetta una pluralit� di specialisti ambulatoriali convenzionati ai sensi del presente
Accordo, � individuato, tra gli specialisti titolari di incarico in ciascuna branca, in
servizio presso l'azienda e previo assenso dell'interessato, un responsabile di branca.
3. Al fine di garantire un adeguato livello di qualit� delle attivit� svolte e delle
prestazioni erogate, le aziende devono garantire nei poliambulatori pubblici, i requisiti
strutturali tecnologici ed organizzativi e di sicurezza necessari allo svolgimento delle
attivit�, quali ad esempio la presenza di personale tecnico ed infermieristico, le misure
idonee alla tutela della salute psico-fisica degli specialisti ambulatoriali e dei
professionisti sul luogo di lavoro, secondo le norme vigenti. I sindacati di cui all�art. 34 comma 13 cooperano con gli organismi competenti per la
corretta applicazione della normativa vigente riguardante i problemi della salubrit� dei
4. � consentito l�accesso negli ambulatori pubblici da parte dell'assistito, senza
richiesta del medico curante, alle seguenti specialit�: ostetricia e ginecologia,
odontoiatra, pediatria (limitatamente agli assistiti che non hanno potuto scegliere il
pediatra di libera scelta), oculistica (limitatamente alle prestazioni optometriche),
psichiatria, neuropsichiatria infantile e psicologia. Nei casi di urgenza e per le attivit�
consultoriali e quelle di prevenzione legate a progetti obiettivo distrettuali e per quanto
previsto al successivo comma 7, l'accesso diretto � consentito anche alle altre branche
5. Ai fini organizzativi l'accesso ai servizi specialistici e delle altre aree professionali
avviene con il sistema di prenotazione.
6. � demandata alla trattativa regionale la definizione dei contenuti e delle modalit�
di attuazione dei commi successivi, secondo quanto disposto dall�art. 14 del presente
7. La prenotazione relativa alle visite successive � effettuata secondo modalit� di
programmazione predisposte dal sanitario convenzionato e protocolli concordati in sede
8. Il numero di prestazioni erogabili per ciascuna ora di attivit�' � determinato sulla
base della tipologia e della complessit� della prestazione.
9. Relativamente alle prestazioni erogabili dagli specialisti ambulatoriali per ogni ora
di attivit�, fermo restando che il loro numero � demandato alla scienza e coscienza dello
specialista, esso non pu� di norma essere superiore a quattro.
10. Qualora le prenotazioni siano state tutte soddisfatte prima del termine dell�orario
stabilito dalla lettera d'incarico, lo specialista ambulatoriale o il professionista resta a
disposizione fino alla scadenza di detto orario e utilizza l�orario residuo per i compiti
derivanti da eventuali incarichi aziendali, ovvero per prestazioni che si dovessero ritenere
indispensabili ed urgenti.
11. Nel caso che l�orario disponibile secondo la lettera di incarico si sia esaurito senza
che tutte le prenotazioni siano state soddisfatte lo specialista ambulatoriale o il
professionista eseguir�, ove sia possibile, le residue prestazioni, ai sensi di quanto
previsto dal presente articolo, comma 13.
12. La media delle prestazioni erogate dallo specialista ambulatoriale e dal
professionista � soggetta a periodiche verifiche da parte dell�azienda sulla scorta dei dati
relativi alla casistica clinica (e non numerica) ed in relazione alla dotazione tecnicostrumentale
e di personale esistente nel presidio.
13. Qualora sia necessario superare occasionalmente l�orario di servizio, anche a
richiesta dello specialista ambulatoriale o del professionista, l�azienda provvede ad
autorizzare il prolungamento, indicandone le modalit� organizzative e previo assenso
dell�interessato.
14. Allo specialista ambulatoriale e al professionista autorizzato a prolungare l�orario iene corrisposto il normale compenso.
15. Ai fini dell�individuazione del responsabile di branca, di cui al comma 2, i criteri, le
funzioni e i compiti sono concordati mediante accordi regionali con le organizzazioni
sindacali di cui all'art. 34 comma 12, prevedendo anche un apposito compenso. Lo
specialista in patologia clinica che, ai sensi della normativa vigente, svolge la funzione di
Direttore tecnico responsabile, assume contestualmente l�incarico di responsabile di
ART. 30 BIS � AGGREGAZIONE FUNZIONALE TERRITORIALE DEI MEDICI SPECIALISTI
AMBULATORIALI E DEGLI PSICOLOGI CONVENZIONATI DELLE ALTRE PROFESSIONALITA'.
1. Con le aggregazioni funzionali si realizzano alcune fondamentali condizioni
per l�integrazione professionale delle attivit� dei singoli medici specialisti
ambulatoriali e degli psicologi convenzionati per il conseguimento degli obiettivi di
2. I medici specialisti ambulatoriali e gli psicologi convenzionati partecipano
obbligatoriamente alle aggregazioni funzionali territoriali.
3. Entro sei mesi dall�entrata in vigore del presente accordo, le Regioni, con la
partecipazione delle organizzazioni sindacali firmatarie dello stesso ACN,
individuano le aggregazioni funzionali sulla base del seguente criterio:
- pluralit� di specialisti operanti in ambito distrettuale e/o aziendale
individuato dalla programmazione regionale in funzione del numero di
specialisti ambulatoriali e di psicologi convenzionati presenti.
4. L�attivit� dell�aggregazione funzionale viene coordinata dal coordinatore
aziendale, qualora previsto dalle norme regionali, o distrettuale di cui al comma 2,
art. 28 del presente ACN. In assenza del coordinatore aziendale, tale funzione viene
garantita da uno dei coordinatori distrettuali.
5. Nell�ambito degli accordi regionali vengono definite le modalit� di
partecipazione dei medici e degli psicologi convenzionati alle aggregazioni
funzionali sulla base dei criteri di cui al comma 3 nonch� la scelta del coordinatore
6. I medici e gli psicologi convenzionati partecipano all�aggregazione funzionale
indicata dalla Regione allo scopo di:
- promuovere l�equit� nell�accesso ai servizi sanitari, socio-sanitari e sociali
nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza, anche attraverso
l�individuazione di percorsi di integrazione interdisciplinare e con
l�assistenza ospedaliera;
- promuovere la diffusione e l�applicazione delle buone pratiche cliniche sulla
base dei principi della �evidence based medicine�, nell�ottica pi� ampia della
�clinical governance�, sia tra i professionisti appartenenti alla stessa branca,
sia tra i professionisti appartenenti a branche diverse impegnati
nell�affrontare problemi comuni sotto il profilo diagnostico, clinico e
- promuovere e diffondere l�appropriatezza clinica e organizzativa nell�uso dei
servizi sanitari, anche attraverso procedure sistematiche ed autogestite di
�peer review�;
- promuovere modelli di comportamento nelle funzioni di prevenzione,
diagnosi, cura, riabilitazione ed assistenza orientati a valorizzare la qualit�
degli interventi e al miglior uso possibile delle risorse, pubbliche e private,
quale emerge dall�applicazione congiunta dei principi di efficienza e di
7. L�aggregazione funzionale persegue le finalit� di cui al comma 6 attraverso:
- l�individuazione di strumenti, tempi e momenti di verifica per l�avvio dei
- la condivisione delle proprie attivit� con l�Azienda o con il Distretto di
riferimento, per la valutazione dei risultati ottenuti e per la socializzazione
dei medesimi. In questo contesto, il responsabile di branca di cui all�art. 30,
comma 2 del presente ACN pu� svolgere una funzione di integrazione e
coordinamento tra professionisti della stessa branca in particolare qualora gli
stessi appartengano ad aggregazioni funzionali diverse;
- la partecipazione a programmi di aggiornamento/formazione e a progetti di
ricerca concordati con l�Azienda o con il Distretto e coerenti con la
programmazione regionale e aziendale e con le finalit� di cui al comma 6.
ART. 31 � PROGRAMMI E PROGETTI FINALIZZATI
1. La programmazione regionale ed aziendale pu� prevedere lo svolgimento di progetti
e programmi finalizzati, concernenti anche l'attivit� specialistica distrettuale e le altre
aree professionali � fermo restando l'obbligo di eseguire le prestazioni di cui all�art.28,
commi 4 e 5, e all�art. 29, commi 2 e 3.
2. � demandata alla contrattazione regionale la definizione dei contenuti e delle
3. L�Accordo aziendale, conformemente alle linee di indirizzo dell�Accordo regionale,
individua le prestazioni e le attivit� individuali o di gruppo per raggiungere specifici
obiettivi e le modalit� di esecuzione e di remunerazione delle stesse. La partecipazione
alla realizzazione di progetti obiettivo, azioni programmate, programmi di
preospedalizzazione e di dimissione protetta, o attivit� incentivanti svolte in �quipes con
il personale dipendente e convenzionato comporta la verifica periodica, sulla base di
intese raggiunte con le organizzazioni sindacali di cui all�art. 34, comma 12 circa il
raggiungimento degli specifici obiettivi, individuali o di gruppo, da valutare sulla base di
indicatori predefiniti, concordati tra le parti. Il medesimo Accordo definisce gli effetti del
raggiungimento o meno degli obiettivi previsti, da parte degli specialisti ambulatoriali e
degli altri professionisti incaricati ai sensi del presente Accordo.
4. Lo specialista ambulatoriale o il professionista pu� eseguire prestazioni aggiuntive
previste dalla programmazione regionale e/o aziendale, secondo modalit� regolate dagli
Accordi regionali e/o aziendali, allo scopo di migliorare l�efficacia e l�efficienza dei servizi
nell'area specialistica. I medesimi Accordi definiscono anche i relativi emolumenti
aggiuntivi. 5. L�attivit� svolta dagli specialisti ambulatoriali e dagli altri professionisti nell�ambito
di progetti e di programmi finalizzati concernenti il personale dipendente e convenzionato
� valutata agli effetti economici (retribuzione di risultato) in proporzione all�impegno
orario del sanitario convenzionato che vi partecipa per il raggiungimento dei risultati.
ART. 31 BIS � REQUISITI E FUNZIONI MINIME DELL��UNIT� COMPLESSA DELLE CURE PRIMARIE
1. Nell�ambito del processo di programmazione volto a definire le unit�
complesse delle cure primarie, la Regione consulta le organizzazioni sindacali
firmatarie del presente ACN. I modelli dell�unit� complessa delle cure primarie
possono essere diversi in relazione alle caratteristiche orogeografiche e
demografiche ed ai bisogni assistenziali specifici della popolazione.
2. Gli accordi regionali con le OO.SS. dei medici convenzionati individuano la
dotazione strutturale, strumentale e di personale necessarie al pieno svolgimento
delle attivit� assistenziali affidate a ciascuna unit� complessa delle cure primarie,
nonch� le modalit� di partecipazione dei medici e valorizzando le risorse esistenti.
Per l�attivazione e il funzionamento delle singole unit� complesse delle cure
primarie, gli stessi accordi, nella valutazione delle risorse necessarie a ciascuna,
riallocano gli incentivi e le indennit�, fino ad allora di competenza dei medici che
ne entrano a far parte, riferiti all�associazionismo, all�impiego di collaboratori di
studio, agli infermieri professionali ed agli strumenti informatici in un quadro di
tutela dei diritti previdenziali e di equit� di trattamento tra tutti i partecipanti alla
unit� complessa delle cure primarie, con la salvaguardia del valore economico del
trattamento individuale e ferma restando la specificit� di area. Nell�ambito degli
stessi accordi la dotazione strutturale, strumentale e di personale pu� essere
prevista attraverso l�erogazione in forma diretta da parte dell�azienda o in forma
indiretta tramite il finanziamento del medico. Fino ai predetti accordi regionali,
restano in essere le indennit� e incentivazioni richiamate dal presente comma,
nonch� le forme organizzative previste dai precedenti accordi regionali.
3. L�unit� complessa delle cure primarie � costituita dai medici convenzionati,
si avvale eventualmente di altri operatori amministrativi, sanitari e sociali secondo
quanto previsto dagli accordi regionali. L�unit� complessa delle cure primarie
opera, nell�ambito dell�organizzazione distrettuale, in sede unica o con una sede di
riferimento, ed espleta le seguenti funzioni di base:
- assicurare sul territorio di propria competenza la erogazione a tutti i
cittadini dei livelli essenziali ed uniformi di assistenza (LEA);
- assicurare l�accesso ai servizi dell�unit� complessa delle cure primarie
(assistenza sanitaria di base e diagnostica di 1� livello), anche al fine di
ridurre l�uso improprio del Pronto Soccorso;
- realizzare nel territorio la continuit� dell�assistenza, 24 ore su 24 e 7 giorni
su 7, per garantire una effettiva presa in carico dell'utente a partire in
particolare dai pazienti cronici. A tal fine e con riferimento specifico a
questa tipologia di pazienti, va perseguita l�integrazione con i servizi sanitari
di secondo e terzo livello, prevedendo il diritto all�accesso in ospedale dei
- impiegare strumenti di gestione che garantiscano trasparenza e
responsabilit� dei medici e dei professionisti sanitari nelle scelte
assistenziali e in quelle orientate al perseguimento degli obiettivi di salute;
- sviluppare la medicina d�iniziativa anche al fine di promuovere corretti stili
di vita presso tutta la popolazione, nonch� la salute dell�infanzia e
dell�adolescenza con particolare attenzione agli interventi di prevenzione,
educazione e informazione sanitaria;
- contribuire all�integrazione fra assistenza sanitaria e assistenza sociale a
partire dall'assistenza domiciliare e residenziale in raccordo con i distretti e
in sinergia con i diversi soggetti istituzionali e con i poli della rete di
4. Dall�entrata in vigore del presente accordo, i medici di medicina generale, i
pediatri di libera scelta, gli specialisti ambulatoriali e gli altri professionisti sanitari
convenzionati sono obbligati a svolgere la loro attivit� all�interno delle unit�
complesse delle cure primarie attivate con gli accordi di cui al comma 2.
ART. 32 � ATTIVIT� ESTERNA E PRONTA DISPONIBILIT�
1. L�azienda, per propri fini istituzionali o esigenze erogative, pu� fare svolgere allo
specialista ambulatoriale o al professionista, incaricato ai sensi del presente Accordo,
attivit� professionale anche al di fuori della sede di lavoro indicata nella lettera di
incarico (attivit� esterna).
In caso di incarico conferito per lo svolgimento esclusivo di attivit� esterna, come sede di
lavoro si intende quella dove avviene la rilevazione della presenza all�inizio dell�orario di
2. Le prestazioni specialistiche e professionali di cui al comma 1, sono svolte dallo
specialista ambulatoriale e dal professionista:
a) Nell�ambito dell'assistenza domiciliare integrata (ADI);
c) presso le strutture pubbliche del SSN (residenze sanitarie assistenziali, servizi
socio-assistenziali di tipo specialistico, ospedali, consultori famigliari e pediatrici,
ecc.), scuole, fabbriche, case protette, comunit� terapeutiche, carceri ecc.;
d) presso lo studio del medico di medicina generale e del pediatra di libera scelta;
e) nell�ambito delle prestazioni aggiuntive di cui all�allegato D.
3. Detta attivit� deve essere preventivamente programmata e concordata con lo
specialista ambulatoriale o il professionista interessato.
4. Per lo svolgimento di attivit� esterna al di fuori dell'orario di servizio, allo
specialista ambulatoriale � attribuito un emolumento forfetario aggiuntivo calcolato sul
compenso orario dovuto ai sensi dell�art.42, lettera A, commi 1 e 2, rapportato ad un
impegno di 90 minuti per ciascuna prestazione. Qualora in occasione di un singolo
accesso siano eseguite ulteriori prestazioni, previa autorizzazione aziendale, per ciascuna
prestazione successiva alla prima il tempo di esecuzione � determinato in 20 minuti.
5. Per lo svolgimento di attivit� esterna durante l'orario di servizio e per incarichi
conferiti in via esclusiva per tale attivit�, allo specialista ambulatoriale � attribuito un
emolumento forfetario aggiuntivo calcolato sul compenso orario dovuto ai sensi
dell�art.42, lettera A, commi 1 e 2, rapportato al tempo di esecuzione di 60 minuti per
ciascuna prestazione. Qualora in occasione di un singolo accesso vengano eseguite
ulteriori prestazioni, previa autorizzazione aziendale, per ciascuna prestazione successiva
alla prima il tempo di esecuzione � determinato in 20 minuti.
6. Per lo svolgimento di attivit� esterna al professionista � attribuito un emolumento
forfetario aggiuntivo calcolato sul compenso orario pari ad euro 19,45 e su quanto
dovuto ai sensi dell�art. 43, lettera A, commi 1 e comma 2, maggiorato del 35% in caso di
attivit� esterna svolta al di fuori dell�orario di servizio o maggiorato del 25% in caso di
svolgimento di tale attivit� durante l�orario di servizio.
7. Per l�attivit� svolta ai sensi del comma 2, agli incaricati spetta, qualora non sia
disponibile l�automezzo aziendale e si avvalgano del proprio automezzo, un rimborso pari
a un 1/5 del prezzo �ufficiale� di un litro di benzina verde per Km., nonch� copertura
assicurativa totale (tipo kasco).
8. Qualora lo specialista ambulatoriale o il professionista operi in un servizio in cui �
attivato l'istituto della pronta disponibilit�, la stessa dovr� essere assicurata dallo
specialista compatibilmente con la propria residenza e con le stesse modalit� e lo stesso
compenso del personale dipendente.
ART. 33 � FORMAZIONE CONTINUA
1. La formazione professionale, complementare e continua, per lo specialista
ambulatoriale ed il professionista, riguarda la crescita culturale e professionale del
medico e le attivit� inerenti ai servizi e alle prestazioni erogate per garantire i livelli
essenziali di assistenza e competenze ulteriori o integrative relative ai livelli assistenziali
aggiuntivi previsti dagli atti programmatori regionali, secondo quanto previsto dagli
Accordi della Conferenza Stato-Regioni.
2. Le Regioni, promuovono la programmazione delle iniziative per la formazione
continua, tenendo conto degli obiettivi formativi sia di interesse nazionale, individuati
dalla Conferenza Stato-regioni sia di specifico interesse regionale e aziendale. I
programmi prevedono momenti di formazione comune con altri medici convenzionati
operanti nel territorio, medici dipendenti, ospedalieri e non, ed altri operatori sanitari.
3. Le Regioni possono riconoscere, anche in accordo con l�Universit� e per le parti di
rispettiva competenza, attivit� formative dello specialista ambulatoriale e del
professionista nelle seguenti aree:
a) insegnamento universitario di base pre laurea
b) aggiornamento e audit
c) ricerca clinico-epidemiologica e sperimentazione.
4. Allo specialista ambulatoriale e al professionista sono assegnati i crediti formativi
secondo i criteri definiti dalla Commissione nazionale per la formazione continua e dagli
5. La partecipazione alle attivit� di formazione continua costituisce requisito
indispensabile per svolgere attivit� ai sensi del presente Accordo. Lo specialista
ambulatoriale e il professionista, � tenuto a soddisfare il proprio debito annuale di crediti
formativi attraverso attivit� che abbiano come obiettivi formativi quelli definiti al comma
6. Gli eventi (residenziali, formazione a distanza, ecc.) accreditati sulla base degli
indirizzi e priorit� individuate dalle regioni e dalle aziende danno titolo ad un credito
didattico. Danno altres� luogo a crediti formativi, le attivit� di formazione sul campo
incluse le attivit� di ricerca e sperimentazione, secondo le modalit� previste dalla
Regione, in base agli accordi della Conferenza Stato-Regioni.
7. I corsi regionali ed aziendali possono valere fino al 70% del debito formativo
Le aziende garantiscono le attivit� formative, nei limiti delle risorse disponibili e ad esse
assegnate, sulla base degli accordi regionali e nel rispetto della programmazione
regionale, prevedendo appropriate forme di partecipazione degli Ordini e/o Collegi
professionali e sentite le Organizzazioni sindacali di categoria maggiormente
rappresentative, a livello aziendale, assicurando la partecipazione delle categorie
professionali ai corsi direttamente organizzati.
8. Fino ad un massimo del 30% del credito obbligatorio, lo specialista ambulatoriale
e il professionista, ha facolt� di partecipare, con le modalit� previste all�art. 38 commi 2 e
3, a corsi non compresi nella programmazione regionale, purch� accreditati e inerenti l�attivit� la specialit� svolta in azienda. Tale partecipazione determina il riconoscimento
di un permesso retribuito, per ognuna delle giornate di assenza e per le corrispondenti
ore di incarico non svolte, nel limite massimo di 32 ore annue. Sono fatti salvi gli Accordi
regionali ai quali si rimanda, anche per la disciplina dei permessi retribuiti in caso di
formazione a distanza (F.A.D.).
9. Lo specialista ambulatoriale e il professionista che, nel triennio non abbia
conseguito il minimo di crediti formativi previsto, � escluso da ogni aumento di orario di
incarico ai sensi del presente Accordo, fino al conseguimento di detto minimo formativo.
10. Le Regioni e le Organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello
regionale concordano annualmente l�ammontare dello specifico finanziamento destinato
alla formazione continua.
11. Ai sensi del D.L.vo n.502/92 e successive modificazioni e integrazioni, la
formazione continua � sviluppata anche secondo percorsi formativi autogestiti.
12. La partecipazione ad iniziative formative, oltre il limite di cui al comma 8, previa
comunque autorizzazione aziendale, � a carico dello specialista ambulatoriale e del
professionista comprese:
a) attivit� di tutoraggio ed insegnamento in sede di attivit� professionale (ad
es. corsi tirocinanti per la Medicina Generale, Medicina Specialistica,
Personale tecnico-infermieristico);
b) attivit� di tutoraggio ed insegnamento pre-post- laurea (scuole di
specializzazione), previo accordo con le Universit�.
ART. 34 � TUTELA SINDACALE
1. Ai fini dell'esercizio del diritto alla tutela sindacale � riconosciuta a ciascun
Sindacato di categoria, dei medici specialisti ambulatoriali e degli altri professionisti, la
fruizione di tre (3) ore annue retribuite per ogni iscritto.
2. Il numero degli specialisti ambulatoriali e dei professionisti iscritti, di cui al
presente accordo, � rilevato a livello provinciale sulla base dei soli titolari di incarico ai
quali � per ciascun Sindacato nazionale � viene effettuata a cura dell�azienda la
trattenuta della quota sindacale di cui al successivo art. 51. La decorrenza della delega
coincide con le ritenute effettive accertate alla data del 1 gennaio di ogni anno.
Entro il mese di febbraio di ciascun anno, le aziende comunicano la consistenza
associativa alla Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati (SISAC), agli Assessorati
regionali alla Sanit� ed alle Segreterie nazionali delle OO.SS.
3. Il diritto di cui al comma 1 del presente articolo � riconosciuto ai soli sindacati
nazionali di categoria degli specialisti ambulatoriali e professionisti strutturati ed
organizzati a livello regionale e provinciale, e firmatari del presente Accordo.
4. Il distacco sindacale di cui ai punti 1 e 2 che precedono � calcolato, per gli
specialisti ambulatoriali e i professionisti che ne usufruiscono, come attivit� di servizio
ed ha piena validit� per tutti gli aspetti sia normativi che economici del presente Accordo.
5. Tutti gli emolumenti e contributi relativi all�orario di servizio ambulatoriale
saranno corrisposti a tutti i rappresentanti sindacali, per le riunioni dei Comitati e delle
Commissioni previsti dal presente Accordo, o per la partecipazione a organismi previsti
da norme nazionali, regionali e aziendali.
6. Agli effetti della gestione dei precedenti punti 1) e 2) del presente articolo, il
responsabile nazionale del sindacato comunica, entro il 30 settembre di ogni anno, con
un�unica lettera indirizzata a tutti gli Assessorati regionali alla Sanit� e alla Struttura
Interregionale Sanitari Convenzionati (SISAC), i nominativi degli specialisti ambulatoriali
o dei professionisti, per i quali chiede il distacco sindacale per l�anno successivo, la sede
di servizio, l�orario settimanale ed il numero di ore annuali per il quale � richiesto il
7. Gli Assessorati regionali alla Sanit� provvedono a darne comunicazione alle
aziende interessate entro il 31 ottobre di ciascun anno.
8. Trascorso inutilmente il termine di cui al comma 7 i sindacati firmatari
comunicano entro il 31 dicembre alle aziende interessate, e per conoscenza alla SISAC e
agli Assessorati regionali alla Sanit�, i nominativi degli specialisti ambulatoriali e dei
professionisti per i quali � richiesto il distacco sindacale, la sede di servizio e l'orario
9. Le assenze dal servizio per permesso sindacale sono comunicate con congruo
preavviso dall� interessato all�azienda presso cui opera e non producono effetto ai fini
delle statistiche annuali.
10. Sono considerate maggiormente rappresentative, ai fini della contrattazione sul
piano nazionale, le Organizzazioni sindacali che, relativamente alla consistenza
associativa, abbiano un numero di iscritti, risultanti dalle deleghe per la ritenuta del
contributo sindacale, non inferiore al 5% delle deleghe complessive. 11. Non sono prese in considerazione ai fini della misurazione del dato associativo le
deleghe a favore di organizzazioni sindacali che richiedono ai lavoratori un contributo
economico inferiore a pi� della met� rispetto a quello mediamente richiesto agli
specialisti ambulatoriali convenzionati.
12. Le organizzazioni sindacali firmatarie del presente Accordo, in possesso dei
requisiti di rappresentativit� di cui al comma 10 a livello nazionale, sono legittimate alla
trattativa ed alla stipula degli accordi regionali.
13. Gli accordi aziendali possono essere stipulati dalle organizzazioni sindacali
firmatarie dell�Accordo regionale.
14. Nel caso in cui il requisito di cui al comma 10 sia stato conseguito mediante
l'aggregazione di pi� organizzazioni sindacali, il soggetto contrattuale � univocamente
rappresentato da una sigla, partecipa alle trattative e sottoscrive gli accordi come tale, �
rappresentata alle trattative dal legale rappresentante o da un suo delegato e mantiene il
diritto di rappresentativit� contrattuale fintanto che la situazione soggettiva resti
ART 35 � DIRITTO ALL��INFORMAZIONE E CONSULTAZIONE TRA LE PARTI
2. L�azienda deve garantire, a richiesta dei Sindacati di cui all'art. 34 comma 13, una
costante informazione e consultazione sugli atti ed i provvedimenti che riguardano:
a) la programmazione dell�area specialistica extra-degenza specie per quanto riguarda la
funzionalit� dei servizi specialistici funzionanti presso le strutture pubbliche
specialistiche extra-degenza e delle altre aree professionali;
b) gli atti pubblici riguardanti il personale dipendente e quello convenzionato ai sensi
del presente Accordo, attinenti all�attivit� specialistica e delle altre aree professionali,
l'organizzazione del lavoro compresa l�attivit� libero-professionale intramuraria, il
funzionamento dei servizi nonch� i programmi, i bilanci, gli investimenti e lo
stanziamento relativo agli oneri per l'effettuazione del numero complessivo di ore di
3. Su richiesta di una delle parti sono effettuati incontri a livello di azienda, con la
eventuale partecipazione anche di altre categorie dei medici impegnati nell�area delle
attivit� ambulatoriali extra-degenza, per lo scambio di informazioni sul funzionamento
dell�attivit� ambulatoriale e per la formulazione di proposte idonee a rimuovere eventuali
disfunzioni concordemente rilevate.
ART. 36 � ASSENZE NON RETRIBUITE
1. Per giustificati e documentati motivi di studio o di comprovata necessit�,
partecipazione ad iniziative di carattere umanitario e di solidariet� sociale, l�azienda
conserva l�incarico allo specialista ambulatoriale e al professionista, incaricato a tempo
indeterminato, per la durata massima di 24 mesi nell�arco del quinquennio sempre che
esista la possibilit� di assicurare idonea sostituzione.
2. Nessun compenso � dovuto per l'intero periodo di assenza.
3. In caso di nomina alle cariche ordinistiche per espletare i rispettivi mandati,
elezione al Parlamento o ai Consigli regionali, provinciali e comunali o di nomina a
pubblico amministratore, lo specialista ambulatoriale e il professionista viene sospeso, a
richiesta, dall�incarico, per tutta la durata del mandato, senza oneri per l�azienda con le
modalit� di cui agli art. 79 e 80 del d.lgs. n. 267 del 2000.
4. Lo specialista e il professionista che ha sospeso la propria attivit� per il richiamo
alle armi � reintegrato nel precedente incarico, semprech� ne faccia domanda entro 30
giorni dalla data del congedo.
5. Durante il periodo di assenza per servizio di richiamo alle armi, allo specialista e al
professionista si applica la normativa vigente per il personale dipendente.
6. I periodi di assenza per i casi previsti dai commi 3 e 4 sono conteggiati come
anzianit� di incarico agli effetti dell�art. 23.
7. Salvo il caso di inderogabile urgenza, il medico o il professionista deve avanzare
richiesta per l�ottenimento dei permessi di cui al presente articolo con un preavviso di
8. Ricorrenti assenze non retribuite verranno valutate per i provvedimenti opportuni.
9. Per gli incarichi a tempo determinato la durata massima � di 60 giorni nell�anno.
Nel caso di assenze non superiori a trenta giorni, lo specialista ambulatoriale e il
professionista deve assicurare idonea sostituzione, tranne i casi di certificata malattia. In
ogni caso, l�assenza deve essere tempestivamente comunicata all�azienda.
ART. 37 � MALATTIA � GRAVIDANZA
1. Allo specialista ambulatoriale e al professionista, incaricato a tempo
indeterminato, che si assenta per comprovata malattia o infortunio � anche non
continuativamente nell�arco di 30 mesi � l�azienda corrisponde l�intero trattamento
economico, goduto in attivit� di servizio, per i primi 6 mesi e al 50% per i successivi 3
mesi e conserva l�incarico per ulteriori 15 mesi, senza retribuzione.
2. In caso di patologie gravi che richiedano terapie salvavita ed altre ad esse
assimilabili (emodialisi, chemioterapia, radioterapia, trapianti, trattamento per
infezione da HIV � AIDS nelle fasi a basso indice di disabilit� specifica � attualmente
indice di Karnosky �) secondo le indicazioni dell�Ufficio medico legale dell�azienda
competente per territorio, le assenze per ricovero ospedaliero o Day Hospital e per le
citate terapie, debitamente certificate dalle competenti aziende, non sono computate nel
periodo di conservazione dell�incarico, senza retribuzione, di cui al comma 1 e comma 6
3. Allo specialista ambulatoriale e al professionista, a tempo indeterminato, spetta
l�intero trattamento economico in caso di assenza per donazione di organi, sangue e
4. Allo specialista ambulatoriale e al professionista, a tempo indeterminato, che si
assenta dal servizio per gravidanza o puerperio, o adozione di minore al di sotto dei sei
anni, l�azienda mantiene l'incarico per 6 mesi continuativi e corrisponde l'intero
trattamento economico goduto in attivit� di servizio, per un periodo massimo
complessivo di 14 settimane. Nel caso di gravidanza a rischio, il periodo di assenza non �
computato nei sei mesi.
5. Agli specialisti ambulatoriali e ai professionisti si applicano le norme di cui al
comma 3, dell'art. 33, della legge n.104/92, in rapporto all�orario settimanale di attivit�.
6. Per gli specialisti ambulatoriali e i professionisti, incaricati a tempo determinato, nei casi di certificata malattia, nei casi di astensione obbligatoria per gravidanza e
puerperio, l�azienda conserva l�incarico per un massimo di sei mesi senza diritto ad alcun
7. L�Azienda pu� disporre controlli sanitari in relazione agli stati di malattia o
infortunio denunciati.
ART. 38 � PERMESSO ANNUALE RETRIBUITO
1. Per ogni anno di effettivo servizio prestato, allo specialista ambulatoriale e al
professionista incaricato ai sensi del presente Accordo, spetta un periodo di permesso
retribuito irrinunciabile di 30 giorni non festivi purch� l'assenza dal servizio non sia
superiore ad un totale di ore lavorative pari a cinque volte l'impegno orario settimanale.
2. A richiesta dell'interessato e con un preavviso di 30 giorni, il permesso, autorizzato
dalla azienda, � fruito in uno o pi� periodi programmati, qualora siano presenti pi�
specialisti convenzionati per la stessa branca, tra i professionisti convenzionati, tenendo
conto anche delle complessive esigenze operative dell�azienda.
3. Se il permesso � chiesto fuori dei termini del preavviso, esso sar� concesso a
condizione che l'azienda possa provvedere al servizio o che la sostituzione sia garantita
4. Il periodo di permesso viene goduto durante l�anno solare al quale si riferisce e
comunque non oltre il l� semestre dell�anno successivo.
5. Per gli specialisti ambulatoriali che usufruiscono dell�indennit� di rischio da
radiazione di cui all�art. 44, commi 1 e 2, detto periodo � elevato di altri 15 giorni non
festivi da prendere in unica soluzione, purch� l'assenza dal servizio non sia superiore ad
un totale di ore lavorative pari a sette volte e mezzo l�impegno orario settimanale.
6. Per periodi di servizio inferiori ad un anno spettano tanti dodicesimi del permesso
retribuito di cui al primo o al quinto comma del presente articolo, quanti sono i mesi di
servizio prestati.
7. Ai fini del computo del permesso retribuito non sono considerati attivit� di servizio
i periodi di assenza non retribuiti di cui al precedente articolo 36.
8. Durante il permesso retribuito agli specialisti ambulatoriali incaricati a tempo
indeterminato, saranno corrisposti i compensi previsti all�art. 42. Agli specialisti
ambulatoriali incaricati a tempo determinato, saranno corrisposti i compensi di cui
all�art. 50 comma 1 e art. 42, lettera B, comma 6. Ad entrambi � dovuta l�indennit� di cui
all�art. 44 del presente Accordo.
9. Durante il permesso retribuito ai professionisti incaricati a tempo indeterminato,
saranno corrisposti i compensi previsti all�art. 43. Ai professionisti incaricati a tempo
determinato saranno corrisposti i compensi di cui all�art.50, comma 1 e art.43, lettera B,
comma 5. Ad entrambi � dovuta l�indennit� di cui all�art. 44, comma 3 del presente
ART. 39 � CONGEDO MATRIMONIALE
1. Allo specialista ambulatoriale e al professionista, titolare di incarico a tempo
indeterminato spetta un congedo matrimoniale retribuito di 15 giorni non festivi, purch�
l'assenza dal servizio non sia superiore ad un totale di ore lavorative pari a due volte e
mezzo l'impegno orario settimanale, con inizio non anteriore a tre giorni prima della data
2. Durante il congedo matrimoniale agli specialisti ambulatoriali saranno corrisposti
i compensi previsti all�art. 42 e, se dovuta, all�art. 44.
3. Durante il congedo matrimoniale ai professionisti, saranno corrisposti i compensi
previsti all�art. 43 e, se dovuta, all�art. 44.
ART. 40 � SOSTITUZIONI
1. Alle sostituzioni di durata non superiore a 30 giorni l�azienda provvede
assegnando l'incarico di supplenza:
- o ad uno specialista ambulatoriale o professionista designato dall'interessato;
- o secondo l'ordine di graduatoria con priorit� per gli specialisti o professionisti non
titolari di incarico e non in posizione di incompatibilit�.
2. Alle sostituzioni di durata superiore l�azienda provvede comunque conferendo
l�incarico di supplenza ricorrendo alla graduatoria secondo i criteri di cui al comma l.
3. L�incarico di sostituzione ha durata pari all�assenza del titolare e cessa di diritto e
con effetto immediato al rientro del titolare stesso.
4. Allo specialista ambulatoriale sostituto, non titolare di incarico, spettano:
- il compenso di cui all�art. 42, lettera A, comma 1, il rimborso delle spese di accesso
secondo l�art. 46 e l�eventuale indennit� di rischio secondo le modalit� del presente
5. Al professionista sostituto, non titolare di incarico, spettano:
- il compenso di cui all�art.43, lettera A, comma 1, il rimborso delle spese di accesso
6. Allo specialista ambulatoriale e al professionista sostituto che sia gi� titolare di
incarico, compete il rispettivo trattamento tabellare derivante dalla anzianit� maturata
nel servizio ambulatoriale.
ART. 41 � ASSICURAZIONI CONTRO I RISCHI DERIVANTI DAGLI INCARICHI
1. L�azienda, sentiti i Sindacati di cui all'art. 34 comma 13, provvede ad assicurare
gli specialisti ambulatoriali e i professionisti, comunque operanti sia in attivit�
istituzionale o in intramoenia, negli ambulatori in diretta gestione e nelle altre strutture
aziendali, contro i danni da responsabilit� professionale verso terzi e contro gli infortuni
subiti a causa e in occasione dell'attivit� professionale ai sensi del presente Accordo, ivi
compresi i danni eventualmente subiti in occasione dell�accesso dalla e per la sede
dell'ambulatorio, semprech� il servizio sia prestato in comune diverso da quello di
residenza, nonch� in occasione dello svolgimento di attivit� esterna ai sensi dell'art. 32;
sono compresi i danni comunque verificatisi nell�utilizzo del proprio mezzo di trasporto
per attivit� istituzionale.
a) per la responsabilit� verso terzi:
euro 1.549.370, 68 per sinistro
euro 1.032.913, 80 per persona
euro 516.456, 90 per danni a cose o ad animali
b) per gli infortuni: euro 1.032.913, 80 per morte o invalidit� permanente; euro 154, 94
giornalieri per un massimo di 300 giorni per invalidit� temporanea e con decorrenza
dalla data di inizio dell�invalidit�. L�indennit� giornaliera � ridotta al 50% per i primi tre
3. Le relative polizze sono portate a conoscenza dei Sindacati di cui all�art. 34 comma
13 entro sei mesi dalla pubblicazione del presente Accordo.
4. I medici e i professionisti che ai sensi e nei modi di cui all'art. 44 vengono
individuati quali esposti alle radiazioni ionizzanti, sono assicurati obbligatoriamente
presso l'INAIL a cura della Azienda.
ART. 42 � COMPENSI PER INCARICHI A TEMPO INDETERMINATO PER GLI SPECIALISTI AMBULATORIALI
1. In attuazione di quanto previsto all�art. 9 del presente Accordo, tenuto conto che il
distretto deve assicurare i servizi di assistenza primaria relativi alle attivit� sanitarie e
sociosanitarie (art. 3- quater del D.L.vo n. 502/92 e successive modifiche), attraverso il
coordinamento e l�approccio multidisciplinare, in ambulatorio e a domicilio, tra il medico
di assistenza primaria, i pediatri di libera scelta, i servizi di continuit� assistenziale ed i
medici specialisti ambulatoriali, nonch� con le strutture ospedaliere ed extraospedaliere
accreditate (art. 3-quinquies del D.L.vo n. 502/92 e successive modifiche) e deve
specificare le prestazioni e gli ambiti di competenza dell�area della specialistica
ambulatoriale interna risultanti dal presente Accordo e dagli Accordi regionali ed
aziendali, il trattamento economico degli specialisti ambulatoriali, secondo quanto
previsto all�art. 8, comma 1, lett. d), del suddetto decreto legislativo e successive
modificazioni, si articola in:
a) quota oraria
c) aumento previsto per rinnovo nella misura di cui al precedente art. 9. Gli aumenti
per i rinnovi contrattuali, calcolati sul monte compensi 2000 per competenza,
vanno ad incrementare le quote del compenso.
1. Ai medici Specialisti ambulatoriali incaricati a tempo indeterminato ai sensi del
presente accordo � corrisposto mensilmente un compenso orario di euro 26,195 dal
1.1.2004. Tale compenso viene incrementato di euro 0, 245 per ora di attivit� dal
31.12.2004 e di euro 0,22 dal 31.12.2005 A far data dal 1 gennaio 2008 il compenso
orario degli specialisti ambulatoriali e dei veterinari incaricati a tempo
indeterminato � rideterminato in euro 28,09 (ventotto/09) per ogni ora di attivit�.
2. � corrisposta inoltre una quota oraria in relazione alla anzianit� di servizio
maturata fino alla data del 29 febbraio 1996 e pari a:
euro 0.046 0,0482 per mese di servizio, fino al 192esimo mese (pari a 16 anni di
anzianit�) euro 0.017 per mese dal 193esimo.
3. Per l�attivit� svolta dallo specialista nei giorni festivi e nelle ore notturne dalle ore
22 alle 6 il compenso orario di cui al presente articolo � maggiorato nella misura del 30% di euro 7,998.
4. Per l'attivit� svolta nelle ore notturne dei giorni festivi ai sensi di legge la
maggiorazione � del 50% � pari ad euro 13,33.
1. A decorrere dal 01.01.2004, le quote gi� destinate agli specialisti ambulatoriali
a) le prestazioni, anche ai fini dell'abbattimento delle liste di attesa, ricomprese nel
nomenclatore tariffario �Prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale
erogabili nell'ambito del S.S.N. e relative tariffe� introdotto dal Decreto del Ministro
della sanit� del 22 luglio 1996 ( S.O. n. 150, del 14-9-96, alla G.U. n. 216 del 14-9-96), come eventualmente modificato ed integrato da provvedimenti regionali
nonch� ai medici addetti alla medicina generale ambulatoriale disponibili a
svolgere compiti di organizzazione sanitaria a livello distrettuale;
b) le prestazioni protesiche (protesi dentarie ed implantologia, cure ortodontiche) ed
attivit� ortesica di cui all�allegato C e per le ore di incarico dedicate in modo
esclusivo a tali attivit�;
c) le attivit� esterne di cui all�art. 32;
d) le prestazioni oltre l�orario di incarico di cui all�art. 30, comma 14;
e) la copertura dal rischio di radiazioni di cui all�art. 44, commi 1 e 2;
f) le spese di viaggio relative ad incarichi svolti in Comune diverso da quello di
residenza di cui all�art. 46;
g) lo svolgimento dell�attivit� in zone identificate dalle Regioni come disagiatissime o
disagiate a popolazione sparsa, e in quelle caratterizzate da bilinguismo di cui al
successivo comma 11;
costituiscono un fondo per la ponderazione qualitativa delle quote orarie, non
riassorbibile, quantificato in ogni Regione sulla base di euro 4,41 per ora di attivit�. Tale
fondo � aumentato di euro 0.245 dal 31.12. 2004 e di euro 0.22 dal 31.12.2005.
2. Il fondo si arricchir� anche delle quote di anzianit� resesi nel tempo disponibili per
effetto della cessazione del rapporto convenzionale dei singoli medici specialisti. 3. In ciascuna regione, il fondo di cui al comma 1 deve essere incrementato
dell�ammontare delle risorse gi� impiegate per integrare i tetti previsti nel DPR 271/2000,
per effetto degli Accordi regionali vigenti, inerenti ai programmi e progetti finalizzati di cui
all�art.31 del presente Accordo.
4. Dal 1.1.2004 tutti gli specialisti ambulatoriali convenzionati a tempo
indeterminato e determinato ai sensi del presente Accordo, partecipano al riparto del
fondo per la ponderazione qualitativa delle quote orarie, mediante attribuzione di una
quota oraria e /o per obiettivi definita dagli Accordi regionali, fatti salvi i livelli retributivi
al 31.12.2003 come determinati dal D.P.R. 271/2000 (art. 30, commi 1 e 2, art. 31 e
art.32).
5. Per il 2004 e fino alla definizione degli Accordi regionali a ciascun medico
specialista titolare di rapporto convenzionale a tempo indeterminato � riconosciuta
comunque, a titolo d�acconto, una quota oraria di ponderazione di euro 2,485 per ora
fino al 31.12.2004, aumentata di euro 0,245 dal 31.12.2004 e di euro 0,22 dal
6. Per il 2004 e fino alla definizione degli Accordi regionali a ciascun medico
specialista titolare di rapporto convenzionale a tempo determinato � riconosciuta
comunque, a titolo d�acconto, una quota oraria di ponderazione di euro 0,905 per ora
7. In attesa della stipula degli Accordi regionali, agli specialisti ambulatoriali spetta il
compenso previsto dal nomenclatore tariffario regionale per le prestazioni aggiuntive di
cui all�art.31, comma 4 e i compensi previsti per le prestazioni di cui all�allegato D.
8. Gli obiettivi da raggiungere da parte dei medici specialisti sono stabiliti secondo
tappe e percorsi condivisi e concordati tra Azienda e/o distretto e Organizzazioni
sindacali rappresentative, sulla base di quanto stabilito a livello di accordo regionale,
come previsto dall�art. 31.
9. I progetti devono prevedere adeguati meccanismi di verifica e di revisione di
qualit�, al fine di poter valutare i differenti gradi di raggiungimento degli obiettivi
programmati dai medici aderenti.
10. Fino alla stipula dei nuovi Accordi regionali, per la esecuzione delle prestazioni
protesiche (protesi dentarie ed implantologia, cure ortodontiche) ed attivit� ortesica di cui
all�Allegato �C� e per le ore di incarico dedicate in modo esclusivo a tali attivit�, agli
specialisti spetta un emolumento aggiuntivo orario di euro 3,14. 11. Per lo svolgimento dell�attivit� in zone identificate dalle Regioni come
disagiatissime o disagiate a popolazione sparsa, comprese le piccole isole, spetta ai
medici specialisti ed ai veterinari un compenso accessorio orario nella misura e con le
modalit� concordate nell�ambito degli Accordi regionali. � riconosciuta inoltre l�indennit�
di bilinguismo in rapporto alle ore di incarico ai medici specialisti operanti nelle aziende
di Province e Regioni che ne prevedano l�erogazione a norma di legge.
12. Gli Accordi regionali possono prevedere lo svolgimento di ulteriori attivit�,
l�erogazione di specifiche prestazioni, compreso il possesso di specifici requisiti di qualit�,
e i relativi compensi.
13. Sono applicabili ai medici veterinari tutte le norme dell�ACN del 23 marzo 2005
integrate da quanto previsto dal presente accordo con l�esclusione dell�art. 48. Gli accordi
regionali, definiscono le modalit� di organizzazione della attivit�, la loro tipologia e le
modalit� di retribuzione dei medici veterinari. Qualora l�attivit� sia organizzata non su
base oraria, ma a prestazione il relativo compenso sar� definito dagli accordi regionali,
avendo quale riferimento un criterio retributivo quantitativo equivalente al trattamento
economico orario.
Ai medici veterinari di cui al presente accordo si applicano i commi 11 e 12 dell�art. 42
Le parti si impegnano ai fini della definizione della quota variabile e del fondo di
ponderazione ad attivare un tavolo di monitoraggio delle attivit� svolte dai medici
veterinari anche per la definizione del nomenclatore delle prestazioni aggiuntive. A tal
fine si applica quanto previsto dal comma 12 dell�art. 30.
C - ARRETRATI DEL TRIENNIO 2001-2003 BIENNIO 2006-2007
1. Le Regioni liquidano a ciascun specialista ambulatoriale, sia a tempo
indeterminato che a tempo determinato, a titolo di arretrati per il triennio 2001-2003, in
tre rate previste con le competenze di Marzo 2005, di Settembre 2005 e di Gennaio 2006,
l�ammontare risultante:
a) dal compenso lordo di 0,727 euro, comprensivo della quota Enpam a carico del
medico, moltiplicato per il numero delle ore totali per il 2001;
SISAC � Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati
b) dal compenso lordo di 0,727 euro, comprensivo della quota Enpam a carico del
medico, moltiplicato per il numero delle ore totali per il 2002;
c) dal compenso lordo di 1,022 euro, comprensivo della quota Enpam a carico del
medico, moltiplicato per il numero delle ore totali per il 2003.
1. Gli arretrati di cui alla tabella A, dell�art. 9 sono corrisposti entro il mese di
2. Gli adeguamenti contrattuali derivanti dall�applicazione della tabella B
dell�art. 9, devono essere effettuati entro giugno 2009 unitamente alla
corresponsione dei relativi arretrati riferiti all�anno 2009.
3. Gli arretrati riferiti all�anno 2008 e derivanti dall�applicazione della tabella B
dell�art. 9 saranno corrisposti entro ottobre 2009.
1. Il compenso mensile deve essere pagato allo specialista entro la fine del mese di
competenza. Le Regioni attuano, di intesa con le aziende e sentiti i sindacati di cui all'art.
34 comma 12, forme di coordinamento tra le varie Aziende allo scopo di assicurare la
corretta corresponsione, nei confronti dei medici ambulatoriali, dei compensi ai medesimi
spettanti ai sensi del presente Accordo.
ART. 43 � COMPENSI PER INCARICHI A TEMPO INDETERMINATO PER I PROFESSIONISTI
coordinamento e l�approccio multidisciplinare, in ambulatorio e a domicilio, tra le figure
mediche, professionali e di altri operatori sanitari, nonch� con le strutture ospedaliere ed
extraospedaliere accreditate (art. 3-quinquies del D.L.vo n. 502/92 e successive
modifiche) e deve specificare le prestazioni e gli ambiti di competenza delle aree
professionali, risultanti dal presente Accordo e dagli Accordi regionali ed aziendali, il
trattamento economico dei professionisti si articola in:
1. Ai Professionisti incaricati a tempo indeterminato ai sensi del presente accordo �
corrisposto mensilmente un compenso orario di euro 18,985 dal 1.1.2004. Tale
compenso viene incrementato di euro 0, 245 per ora di attivit� dal 31.12.2004 e di euro
0, 22 dal 31.12.2005 A far data dal 1 gennaio 2008 il compenso orario dei
professionisti (biologi, psicologi e chimici) incaricati a tempo indeterminato �
rideterminato in euro 22,65 (ventidue/65) per ogni ora di attivit�.
2. Al compenso di cui al comma 1, vanno aggiunte ulteriori quote in relazione alle
anzianit� di servizio maturate fino alla data del 31.12.98. e pari a: euro 0,042 per mese di servizio, fino al 192esimo mese
euro 0,022 per mese dal 193esimo.
3. Per l�attivit� svolta dal professionista nei giorni festivi e nelle ore notturne dalle ore
22 alle 6 il compenso orario di cui al presente articolo � maggiorato nella misura del 30%
di euro 5,835.
4. Per l�attivit� svolta nelle ore notturne dei giorni festivi ai sensi di legge la
maggiorazione � del 50% � pari ad euro 9,725.
1. A decorrere dal 01.01.2004, le quote gi� destinate ai professionisti per:
a) la partecipazione a programmi o progetti regionali e aziendali con particolare
attenzione alla salvaguardia della salute pubblica anche relativamente a situazioni
di emergenza sanitaria e di realizzazione di �Progetti obiettivo� previsti dal P.S.N.;
b) il raggiungimento degli obiettivi dai programmi regionali ed aziendali e il rispetto
da parte del professionista dei livelli di spesa programmata;
c) la partecipazione a programmi e progetti finalizzati all'abbattimento delle liste di
d) le attivit� esterne di cui all�art. 32;
e) le prestazioni oltre l�orario di incarico di cui all�art.30, comma 14;
f) indennit� specifica di categoria all�art.44, comma 3;
g) le spese di viaggio relative ad incarichi svolti in Comune diverso da quello di
riassorbibile, quantificato in ogni Regione sulla base di euro 3,205 per ora di attivit�.
Tale fondo � aumentato di euro 0.245 dal 31.12 2004 e di euro 0.22 dal 31.12.2005.
2. Il fondo si arricchir� anche dalle quote di anzianit� resesi nel tempo disponibili per
effetto della cessazione del rapporto convenzionale dei singoli professionisti; tale fondo �
ripartito sulla base degli accordi regionali, fatti salvi i livelli retributivi come determinati
dal D.P.R. 446/2001. 3. In ciascuna regione, il fondo di cui al comma 1 deve essere incrementato
dell�ammontare delle risorse gi� impiegate per integrare i tetti previsti nel DPR 446/2001,
all�art. 31 del presente Accordo.
4. Dal 1.1.2004 tutti i professionisti convenzionati a tempo indeterminato e
determinato ai sensi del presente Accordo, partecipano al riparto del fondo per la
ponderazione qualitativa delle quote orarie, mediante attribuzione di una quota oraria
e/o per obiettivi definita dagli Accordi regionali.
5. Per il 2004 e fino alla definizione degli Accordi regionali a ciascun professionista
titolare di rapporto convenzionale a tempo indeterminato e determinato � riconosciuta
comunque, a titolo d�acconto, una quota oraria di ponderazione di euro 1,285 fino al
31.12.2004, aumentata di euro 0,245 dal 31.12.2004 e di euro 0,22 dal 31.12.2005.
6. In attesa della stipula degli Accordi regionali, ai professionisti spetta il compenso
previsto dal nomenclatore tariffario regionale per le prestazioni aggiuntive di cui
all�art.31, comma 4.
7. Gli obiettivi da raggiungere da parte dei professionisti sono stabiliti secondo tappe
e percorsi condivisi e concordati tra azienda e/o distretto e Organizzazioni sindacali
rappresentative, sulla base di quanto stabilito a livello di Accordo regionale, come
previsto dall�art. 31.
8. I progetti devono prevedere adeguati meccanismi di verifica e di revisione di
programmati dai professionisti aderenti.
9. Gli Accordi regionali possono prevedere lo svolgimento di ulteriori attivit�,
1. Le Regioni liquidano a ciascun professionista, sia a tempo indeterminato che a
tempo determinato, a titolo di arretrati per il triennio 2001-2003, in tre rate previste con
le competenze di Marzo 2005, di Settembre 2005 e di Gennaio 2006, l�ammontare
risultante:
a) dal compenso lordo di 0,727 euro, comprensivo della quota Ente previdenziale di
competenza a carico del professionista, moltiplicato per il numero delle ore totali per il
b) dal compenso lordo di 0,727 euro, comprensivo della quota Ente previdenziale di
c) dal compenso lordo di 1,022 euro, comprensivo della quota Ente previdenziale di
1. Gli arretrati di cui alla tabella C, dell�art. 9 sono corrisposti entro il mese di
2. Gli adeguamenti contrattuali derivanti dall�applicazione della tabella D
3. Gli arretrati riferiti all�anno 2008 e derivanti dall�applicazione della tabella D
1. Il compenso mensile deve essere pagato al professionista entro la fine del mese di
corretta corresponsione, nei confronti dei professionisti, dei compensi ai medesimi
ART. 44 � INDENNIT� DI RISCHIO E INDENNIT� SPECIFICA DI CATEGORIA
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente Accordo, l�indennit� di
rischio viene corrisposta, nella misura di 103,29 euro lordi per 12 mensilit� e con la
cadenza temporale prevista per i medici ospedalieri, agli specialisti ambulatoriali esposti
al rischio di radiazioni di cui al D.L.vo n. 230/95 ed alla legge n.460/88 in quanto tenuti
a prestare la propria opera in zona controllata e semprech� il rischio abbia carattere
2. Per gli specialisti ambulatoriali che non operano in maniera costante in zona
controllata, l�accertamento del diritto all�indennit� � demandata a un�apposita
Commissione composta dal Direttore sanitario, che la presiede, da uno specialista
radiologo designato dall�azienda, da tre rappresentanti dei medici ambulatoriali designati
dai membri di parte medica in seno al Comitato consultivo zonale di cui all�art. 24 e da
due esperti qualificati nominati dal Direttore generale dell�azienda.
3. Ai biologi e ai chimici convenzionati � corrisposta un�indennit� di rischio nella
misura di 103,29 euro lordi per 12 mensilit� con le modalit� e nella misura
eventualmente previste per il corrispondente profilo professionale presso le aziende
ART.45 � COMPENSO PER L��ESERCIZIO DI ATTIVIT� PSICOTERAPEUTICA
1. Agli psicologi abilitati all�espletamento di attivit� psicoterapeutica, che svolgano
tale attivit� ai sensi della vigente normativa in materia, � corrisposto un compenso
aggiuntivo di euro 6,50 per ogni ora destinata a tale attivit�, ferma restando la
necessaria dimostrazione e certificazione risultante dal piano di trattamento.
ART.46 � RIMBORSO SPESE DI VIAGGIO
1. Per incarichi svolti in Comune diverso da quello di residenza, purch� entrambi
siano compresi nello stesso ambito zonale, viene corrisposto per ogni accesso un
rimborso spese. Tale rimborso, pari ad euro 0,275 per chilometro alla data del 1� gennaio
2000, viene rideterminato con cadenza semestrale al l� gennaio e al 1� luglio
limitatamente al 50% sulla base del prezzo �ufficiale� della benzina verde per uguale
importo in percentuale.
2. La misura del rimborso spese � proporzionalmente ridotta nel caso in cui
l�interessato trasferisca la residenza in Comune pi� vicino a quello del presidio. Rimane
invece invariata qualora lo specialista trasferisca la propria residenza in Comune sito a
uguale o maggiore distanza da quello sede del posto di lavoro. ART. 47 � PREMIO DI COLLABORAZIONE PER INCARICHI A TEMPO INDETERMINATO
1. Agli specialisti ambulatoriali incaricati a tempo indeterminato � corrisposto un
premio annuo di collaborazione pari a un dodicesimo del compenso orario di cui
all�art.42 , lettera A, commi 1 e 2 e lettera B, comma 5.
2. Ai professionisti incaricati a tempo indeterminato � corrisposto un premio annuo
di collaborazione pari a un dodicesimo del compenso orario di cui all�art. 43, lettera A,
commi 1 e 2 e lettera B, comma 5.
3. Il premio di collaborazione sar� liquidato entro il 31 dicembre dell�anno di
4. Allo specialista ambulatoriale e al professionista che cessa dal servizio prima del
31 dicembre il premio verr� calcolato e liquidato all'atto della cessazione del servizio. ART. 48 � CONTRIBUTO PREVIDENZIALE
1. A favore degli specialisti ambulatoriali e dei professionisti che prestano la loro
attivit� ai sensi del presente Accordo dal 1 gennaio 2004 l�azienda versa di norma
mensilmente, al massimo trimestralmente, con modalit� che assicurino l�individuazione
dell'entit� delle somme versate e dello specialista ambulatoriale o professionista cui si
riferiscono, un contributo del 24% di cui il 14,19% a proprio carico e il 9,81% a carico di
ogni singolo specialista ambulatoriale o professionista, calcolato su tutti i compensi di
cui al presente Accordo, ad esclusione dei rimborsi spese. 2. Per gli specialisti ambulatoriali il contributo, con la specificazione del numero di
codice fiscale e di codice individuale Enpam, sar� versato al Fondo speciale dei medici
ambulatoriali gestito dall�Enpam, di cui al Decreto del Ministro del Lavoro e della
Previdenza Sociale 15 ottobre 1976 e successive modificazioni.
3. Per i professionisti incaricati ai sensi del presente Accordo l�azienda versa il
contributo alle rispettive casse previdenziali (ENPAB, ENPAP, EPAP).
3 bis. Ai veterinari incaricati ai sensi del presente accordo, l�azienda versa il contributo
nelle modalit� e quantit� in essere alle rispettive casse previdenziali (INPS ed ENPAV) alla data di sottoscrizione dell�ACN 23 marzo 2005.
4. In materia si applicano le disposizioni del Decreto del Ministro del Lavoro e della
Previdenza sociale in data 7 ottobre 1989, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.249 del
24 ottobre 1989.
ART. 49 � PREMIO DI OPEROSIT� PER INCARICHI A TEMPO INDETERMINATO
1. A tutti gli specialisti ambulatoriali e professionisti che svolgono la loro attivit� per
conto delle aziende, ai sensi del presente Accordo, con regolare incarico a tempo
indeterminato, alla cessazione del rapporto convenzionale spetta, dopo un anno di
servizio, un premio di operosit� nella misura di una mensilit� per ogni anno di servizio
2. Per le frazioni di anno, la mensilit� di premio sar� ragguagliata al numero dei mesi
di servizio svolto, computando a tal fine per mese intero la frazione di mese superiore a
15 giorni e non calcolando quella pari o inferiore a 15 giorni.
3. Ciascuna mensilit�, calcolata in base alla tabella in vigore al momento della
cessazione del rapporto, � ragguagliata alle ore effettive di attivit� ambulatoriale svolta
dallo specialista ambulatoriale e dal professionista in ogni anno di servizio.
4. Conseguentemente ciascuna mensilit� di premio potr� essere frazionata in
dodicesimi; la frazione di mese superiore a 15 giorni � computata per mese intero, quella
pari o inferiore a 15 giorni non � computata.
5. Nel caso in cui, nel corso del rapporto di lavoro, fossero intervenute delle
variazioni nell'orario settimanale di attivit�, il premio per ogni anno di servizio dovr�
essere calcolato in base agli orari di attivit� effettivamente osservati nei diversi periodi
6. Il premio di operosit� per gli specialisti ambulatoriali � calcolato sul compenso
orario di cui all�art. 42, lettera A, commi 1 e 2, lettera B, comma 5 e sul premio di
7. La corresponsione del premio di operosit� � dovuta dalle aziende in base ai criteri
previsti dall�allegato E annesso al D.P.R. n.884/84, che qui si intendono integralmente
8. Per i professionisti, il premio di operosit� � calcolato sul compenso orario di cui
all�art. 43, lettera A, commi 1 e 2, lettera B, comma 5 e sul premio di collaborazione.
9. Per i professionisti gi� convenzionati ai sensi del D.P.R. n.446/01, ai fini della
corresponsione del premio di operosit�, non � computabile l�attivit� lavorativa precedente
all�anno 2001.
10. Il premio � corrisposto entro sei mesi dalla cessazione del rapporto.
ART. 50 � COMPENSI PER INCARICHI A TEMPO DETERMINATO
1. Allo specialista ambulatoriale e al professionista, incaricato a tempo determinato
ai sensi dei commi 10 e 11 dell�art. 23 del presente Accordo, l�azienda corrisponde
mensilmente, a decorrere dalla data d�inizio del rapporto, un compenso forfetario
omnicomprensivo di euro 37,055 per ogni ora di attivit� effettivamente espletata dal
1.1.2004. A tale compenso si aggiunge euro 0,245 dal 31.12. 2004 ed euro 0,22 dal
31.12 2005 A far data dal 1 gennaio 2008 il compenso orario degli specialisti
ambulatoriali, dei veterinari e dei professionisti (biologi, psicologi e chimici)
incaricati a tempo determinato � rideterminato in euro 38,76 (trentotto/76) per
ogni ora di attivit� effettivamente espletata ai sensi del presente accordo.
2. Ai medici specialisti esposti al rischio di radiazioni di cui al D.L.vo n. 230/95 ed
alla legge n. 460/88, in quanto tenuti a prestare la propria opera in zona controllata e
semprech� il rischio abbia carattere professionale � corrisposta l�indennit� di cui
all�art.44, commi 1 e 2.
3. Il compenso mensile � corrisposto nel mese di competenza. 4. Per la remunerazione dell�attivit� svolta nei giorni festivi e nelle ore notturne, si
applicano rispettivamente l�art. 42, lett. A commi 3 e 4 e l�art. 43, lett. A commi 3 e 4, nei
limiti dei tetti di impegno finanziario in essere alla data di entrata in vigore del presente
accordo dell�ACN 23 marzo 2005.
5. Per le eventuali prestazioni domiciliari si applicano i commi 5 e 6 dell�art. 32, nei
6. Per la quota variabile si rinvia agli artt. 42 e 43, lettera B.
ART. 51 � RISCOSSIONE DELLE QUOTE SINDACALI
1. Le quote sindacali a carico dell�iscritto sono trattenute nel rispetto delle vigenti
norme, su richiesta del sindacato, corredata di delega dell�iscritto e per l'ammontare
deliberato dal sindacato stesso, dalle aziende presso le quali lo specialista ambulatoriale
e il professionista presta la propria opera professionale e sono versate, mensilmente, sul
conto corrente bancario intestato alla sezione provinciale del sindacato stesso,
contestualmente all�invio dell�elenco dei nominativi a cui sono state applicate le ritenute
sindacali e l'importo delle relative quote.
2. Restano in vigore le deleghe gi� rilasciate a favore dei Sindacati firmatari del
presente Accordo nel rispetto della normativa vigente.
3. Eventuali variazioni delle quote e delle modalit� di riscossione vengono
comunicate alle aziende da parte degli organi competenti dei sindacati.
ART. 52 � LIBERA PROFESSIONE INTRA-MOENIA
1. L�azienda consente allo specialista ambulatoriale, al professionista e ai medici di
cui alla norma finale n. 5 del presente Accordo, l�esercizio della libera professione intramoenia
per prestazioni ambulatoriali.
2. Lo svolgimento dell�attivit� deve avvenire fuori dell�orario di servizio, in giorni ed
orari prestabiliti. In caso di indisponibilit� di spazi e personale si applicano le norme
previste dalla normativa della dirigenza medica.
3. L�azienda stabilisce i criteri, le modalit� e la misura per la corresponsione degli
onorari con riferimento e nel rispetto della tariffa minima ordinistica, sentito lo
specialista ambulatoriale o il professionista interessato, in modo che, in ogni caso, non
sussistano oneri a proprio carico.
ART. 53 � ESERCIZIO DEL DIRITTO DI SCIOPERO.. PRESTAZIONI INDISPENSABILI E LORO
1. Nei settori disciplinati dal presente Accordo sono prestazioni indispensabili ai
sensi della legge n. 146/90, art. 2, comma 2, e successive modificazioni e integrazioni, le
prestazioni delle branche specialistiche e delle aree professionali che l�azienda non sia in
grado di erogare attraverso divisioni o servizi ospedalieri siti nell'ambito territoriale di
2. Al fine di garantire l'erogazione delle prestazioni di cui al comma 1, in occasione di
scioperi della categoria degli specialisti ambulatoriali o dei professionisti, i sindacati di
cui all�art. 34 comma 13 concordano con le aziende, per ciascuna delle branche
specialistiche e delle aree professionali, di cui al medesimo comma 1, l�astensione dallo
sciopero di almeno uno specialista ambulatoriale e di un professionista per ogni giorno di
durata dello sciopero.
3. Il diritto di sciopero degli specialisti ambulatoriali e dei professionisti � esercitato
con un preavviso minimo di 15 giorni. I soggetti che promuovono lo sciopero,
contestualmente al preavviso indicano anche la durata dell'astensione dal lavoro.
4. Gli specialisti ambulatoriali e i professionisti che si astengono dal lavoro in
violazione delle norme del presente articolo sono soggetti alla eventuale applicazione delle
sanzioni previste secondo le procedure stabilite dall�art. 27.
b) nei cinque giorni che precedono e nei cinque giorni che seguono le consultazioni
c) nei cinque giorni che precedono e nei cinque giorni che seguono le consultazioni
e) nei giorni dal gioved� antecedente la Pasqua al marted� successivo.
6. In casi di avvenimenti eccezionali di particolare gravit� o di calamit� naturali gli
1. Le parti si danno reciprocamente atto che la dizione �azienda� utilizzata dal
presente Accordo � indifferentemente riferita alle dizioni �Azienda U.S.L.�, e �Azienda
Ospedaliera�, �Azienda Ospedaliera Universitaria�, �Istituti Zooprofilattici
Sperimentali� in relazione a quanto disciplinato dalla normativa nazionale e regionale
1. Agli specialisti ambulatoriali di cui al presente Accordo, operanti presso gli enti di
cui all�art. 15, comma 1, lettera d), non si applica l'incompatibilit� prevista dal citato
articolo, purch� ai medesimi l'incarico sia stato conferito dai suddetti enti all'epoca in cui
gli stessi adottavano la regolamentazione dei rapporti ai sensi degli Accordi nazionali ex
art. 48 della legge n .833/1978.
1. In deroga al disposto dell�art. 15, comma 1, lettere g) ed h), sono fatte salve le
situazioni legittimamente acquisite ai sensi dell'art. 4, comma 3, punti 1 e 2, del Decreto
del Presidente della Repubblica n.291/87.
2. Salve le norme in materia di limitazione di orario, l�incompatibilit� di cui all'art.
15, comma 1, lett. i), non si applica agli specialisti che si trovano nelle condizioni gi�
previste alla data di pubblicazione dell'Accordo di cui al DPR 291/87.
3. In deroga al disposto di cui all�art. 16, comma 1, sono fatte salve, nei limiti di 48
ore settimanali di attivit� per incarico ambulatoriale sommata ad altra attivit�
compatibile svolta in base ad altro rapporto, le posizioni legittimamente acquisite alla
data di pubblicazione del D.P.R. n.291/87.
1. Per gli specialisti ambulatoriali sono confermate ad personam le posizioni non
conformi al disposto dell�art. 9, comma 3, del D.P.R. 316/90 esistenti alla data di
pubblicazione del citato D.P.R. fatta salva la possibilit� di adottare i provvedimenti di cui
all�art. 17 del presente Accordo.
2. Per i professionisti sono confermate ad personam le posizioni contrattuali di
miglior favore gi� derivanti dall�applicazione delle norme finali dei DD.PP.RR. 261/92,
255/88, 262/92.
1. In deroga a quanto previsto dal comma 1 dell�art. 46 il rimborso spese di viaggio
continua ad essere corrisposto agli specialisti che ne fruiscano per incarichi acquisiti
prima del 28 dicembre 1984. Nel caso di costituzione di nuove province successivamente
alla data del l� gennaio 1998, l'indennit� di accesso viene comunque mantenuta agli
specialisti che gi� ne beneficiano.
1. Salvo quanto previsto all�art. 23, comma 1, lettera a), sono confermati per i
sanitari addetti alla medicina generale ambulatoriale, i contenuti della norma finale
annessa al DPR n. 291/87.
2. Anche ai sanitari di cui al comma 1, pu� essere attribuito il coordinamento
funzionale e gestionale di strutture specialistiche ambulatoriali e distrettuali, compresi
gli aspetti di integrazione funzionale con gli altri servizi specialistici aziendali, con i
medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta.
1. Preso atto della richiesta del Comitato di settore Sanit� e della situazione
contrattuale dei medici veterinari a rapporto convenzionale con le aziende USL, le parti si
impegnano a definire la normativa dei suddetti medici, senza aggravio di spesa, entro 90
giorni dall�entrata in vigore del presente Accordo.
1. I contenuti del presente articolo rappresentano altrettanti impegni che le
parti decidono di assumere con la sottoscrizione di questo accordo e di recepire per
la loro concreta applicazione nel prossimo accordo relativo al biennio 2008/2009.
In particolare si conviene di precisare gi� in questo accordo che le finalit� cui
devono essere destinate le risorse del prossimo biennio economico 2008/2009
sono quelle richiamate ai commi 2, 3 e 4 del presente articolo;
2. Tutte le risorse disponibili per il rinnovo del secondo biennio economico
2008/2009 dovranno essere finalizzate al potenziamento dei processi di
riorganizzazione ed integrazione. A tal fine le risorse di competenza del 2008
saranno erogate solo a partire dal 1 gennaio 2009 congiuntamente a quelle di
competenza del 2009. Le suddette risorse vengono utilizzate per garantire:
a) il processo di perfezionamento degli accordi integrativi regionali,
prevedendo meccanismi di garanzia che coinvolgano il livello di
rappresentanza nazionale di parte pubblica e sindacale;
b) la definizione di istituti che assicurino il riconoscimento dell�impegno
professionale graduato per livello di complessit� in un�ottica di uniformit�
dell�assistenza tra le regioni.
3. Gli obiettivi da perseguire col prossimo Accordo sono rappresentati in
particolare da quelli elencati di seguito:
a) per quanto riguarda gli obiettivi generali, si sottolinea l�esigenza di
procedere verso la individuazione di forme di collaborazione tra il medico di
medicina generale, i pediatri di libera scelta e lo specialista ambulatoriale,
incluso quello ospedaliero, con l�individuazione e la definizione dei relativi
vincoli di incompatibilit�;
b) per quanto riguarda gli obiettivi specifici, si richiamano i seguenti:
- miglioramento dell�accesso agli ambulatori di medicina generale e di
pediatria di libera scelta e ai poliambulatori specialistici pubblici, a partire
dal potenziamento dell�orario di apertura quotidiana, anche ai fini di ridurre
l�accesso improprio al pronto soccorso;
- potenziamento dei programmi di continuit� assistenziale per garantire una
assistenza e una presa in carico 24 ore su 7 giorni, a partire dai pazienti
cronici a favore dei quali va previsto l�accesso in ospedale dei medici
- potenziamento dell�assistenza domiciliare a favore della popolazione sia in
et� pediatrica che in et� adulta;
- coinvolgimento programmato degli specialisti ambulatoriali a favore sia
degli assistiti a domicilio o nelle strutture residenziali, sia ai fini del
potenziamento della diagnostica di primo livello presso gli ambulatori dei
medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta.
4. Oltre agli obiettivi indicati al precedente comma 3, le parti convengono che
nel prossimo accordo si debbano affrontare tra l�altro anche i seguenti aspetti:
- la revisione delle modalit� e della struttura del compenso del medico, anche
in relazione alle nuove unit� complesse delle cure primarie;
- la partecipazione della specialistica ambulatoriale ai protocolli operativi
della continuit� dell�assistenza H 24;
- la definizione degli standard nazionali in ordine al sistema informativo, con
particolare riferimento alla scheda sanitaria;
- l�approfondimento del flusso informativo che collega i medici convenzionati
con le aziende sanitarie;
- la revisione della normativa contrattuale vigente al fine di renderla
coerente con i nuovi assetti organizzativi;
- la revisione della costituzione e del funzionamento degli organismi regionali
e aziendali nei quali � prevista la presenza delle Organizzazioni Sindacali.
- l�adeguamento dei meccanismi di certificazione della rappresentativit� e dei
- La piena integrazione della medicina veterinaria all�interno dell�ACN.�.
In ottemperanza al combinato disposto dell�art. 46, comma 1 D.lgs. 30 marzo 2001,
n. 165 e dell�art. 52, comma 27 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 la SISAC
fornisce assistenza alle amministrazioni in materia di uniforme interpretazione
delle clausole contrattuali sentite le OO.SS. sindacali firmatarie del presente
Il riferimento nel testo dell�Accordo del 23 marzo 2005 ai medici specialisti e altre
professionalit� sanitarie deve essere inteso anche ai medici veterinari. NORME TRANSITORIE..
1. Fino all�insediamento dei Comitati e delle Commissioni di cui agli articoli 24, 25 e
27 del presente Accordo sono confermati in carica i Comitati e le Commissioni di cui agli articoli 11, 12 e 14 del D.P.R. n.271/00 e all�art.12 del D.P.R. n.446/01 24, 25 e 27
dell�ACN 23 marzo 2005.
1. Le parti confermano di aver convenuto che, a decorrere dalle graduatorie da valere
per l'anno 1991, l'esercizio dell�attivit� specialistica in regime libero professionale sia
calcolato dal giorno successivo alla data di conseguimento della libera docenza o del
titolo di specializzazione, ivi compresi i laureati in medicina specialisti in
odontostomatologia. 2. Analogamente per la branca di odontostomatologia e limitatamente ai
professionisti che accedono alla relativa graduatoria in virt� dell�iscrizione allo speciale
albo di cui alla legge n. 409/85, la valutazione dell�attivit� libero professionale decorre
dal giorno successivo all�iscrizione a tale Albo.
1. Nell�anno di entrata in vigore del presente Accordo, per l�attribuzione degli
incarichi a tempo determinato si utilizzano le graduatorie gi� formulate sulla base del
disposto dei D.P.R. 271/2000 e n. 446/2001.
2. Nell�anno successivo a quello di entrata in vigore del presente Accordo, per
l�attribuzione dei turni resisi disponibili, si utilizzano le graduatorie redatte ai sensi dei
D.P.R. 271/2000 e n.446/01.
3. In deroga al disposto di cui al precedente comma , gli specialisti ambulatoriali
privi del requisito di cui all�art. 8 comma 5 punto a) del D.P.R. 271/2000 ed i
professionisti privi del requisito di cui all�art 3 comma 3 del D.P.R. 446/2001, richiesto
per l�inquadramento nella graduatoria per l�anno 2006, possono presentare domanda di
immissione dalla data di pubblicazione a cura di ogni singola Regione. Restano inseriti
nelle graduatorie ovvero sono reinseriti nelle stesse qualora cancellati coloro che alla data
di entrata in vigore del presente Accordo hanno superato il limite di et� previsto dagli
accordi precedenti.
Norma transitoria n. 4
1. I rapporti convenzionali a tempo determinato instaurati per lo svolgimento di
attivit� specialistica ambulatoriale o delle altre aree professionali, in corso alla data di
pubblicazione del presente Accordo, devono essere conformi a quanto disposto dall�art. 2-
nonies della Legge 26.05.2004 n. 138.
2. I rapporti convenzionali non conformi adottano, dalla data di pubblicazione del
presente Accordo e fino alla loro scadenza, le clausole normative ed economiche del
3. Qualora continuino a sussistere le relative necessit� assistenziali, le ore di incarico
sono assegnate ai sensi dell�art. 23 del presente Accordo.
1. Premesso che l�art. 15-nonies comma 3, del D.L.vo n. 502/92 e successive
modificazioni e integrazioni, dispone che in sede di rinnovo delle convenzioni nazionali
siano stabiliti tempi e modalit� di attuazione per l'applicazione di quanto sancito al
comma 1 dell'articolo medesimo, e che il D.L.vo n. 254 del 28 luglio 2000, all�art. 6,
sospende l�efficacia di tali disposizioni fino all�attuazione dei provvedimenti collegati alle
determinazioni della Commissione che dovr� essere istituita con Decreto del Ministro
della Salute, fino a quando non entrer� in vigore il limite di et� stabilito dall�art. 19,
comma 4, lettera a) del presente Accordo Collettivo Nazionale continua ad applicarsi il
limite di et� previsto dall�art. 6 comma 4, lettera e) del DPR n. 500/96, con esclusione del
biennio di cui al D.L.vo n.503/92.
1. I convenzionati di cui all�art. 23, comma 5, primo alinea, sono individuati dal
Ministero della Difesa con propria nota. Un primo elenco � contenuto nella nota Prot. n.
0137491 del 9 dicembre 2004.
1. Fino al 31 dicembre 2005, tenuto conto delle necessit� di adeguamento derivanti dalla definizione di un unico Accordo per la specialistica ambulatoriale e le altre aree
professionali, le OO.SS. maggiormente rappresentative dei professionisti, in via
transitoria ed eccezionale, possono usufruire, complessivamente, di un numero di ore
annue aggiuntive rispetto a quanto previsto dall�art. 34, comma 1, pari ad un unico
distacco totale retribuito. Le modalit� di fruizione, concordate tra le suddette OO.SS.,
dovranno essere preventivamente comunicate alla SISAC.
Norma transitoria n. 8
1. Fino alla stipula del prossimo A.C.N., in deroga al comma 10 dell�art. 34, �
considerata rappresentativa la Federazione delle OO.SS. delle categorie dei Biologi,
Chimici e Psicologi.
Norma transitoria n. 9
La valutazione secondo i punteggi previsti dal presente Accordo � effettuata a
partire dalla graduatoria valida per l�anno 2011. Fino ad allora continuano ad
essere applicati i punteggi disposti ai sensi degli allegati A ed A bis dell�ACN 23
1. Le parti chiariscono che le dizioni �Regione�, �Amministrazione regionale�, �Giunta
regionale�, �Assessore regionale�, �Assessore regionale alla Sanit��, usata nel testo
dell'Accordo valgono ad individuare anche i corrispondenti organismi delle province
2. Chiariscono inoltre che gli articoli o i commi con la dizione �specialisti
ambulatoriali e professionisti� riguardano tutte le categorie professionali convenzionate ai
sensi del presente Accordo. Sono invece di esclusiva pertinenza degli specialisti
ambulatoriali ed odontoiatri, specificati con la sola dizione �specialisti ambulatoriali� i
seguenti articoli del presente Accordo:
- art. 23, comma 1,lett. d) e lett. h) e comma 8
- art. 28 ter
- art. 30, commi 2, 9 e 15
- art. 32, commi 4 e 5
- art. 38, commi 5 e 8
- art. 39, comma 2
- art. 40, comma 4
- art. 44, commi 1 e 2
- art. 47, commi 1
- art. 48, comma 2
- art. 49, comma 6
- art. 50, comma 2
- Norme finali n. 1, n. 2, n. 3, comma 1, n. 4
- Norma transitoria n. 2
1. Le parti raccomandano che il presente Accordo venga recepito dall�I.N.A.I.L.,
dall�I.N.P.S., dagli Enti locali, dal Ministero della difesa, dal SASN e da tutte le istituzioni
pubbliche che utilizzano medici specialisti e altri professionisti e che conferiscano nuovi
incarichi a tempo indeterminato ed utilizzino la graduatoria di cui all'art. 21, dopo aver
espletato le procedure di cui all'art. 23 per gli aumenti di orario agli specialisti gi�
1. Per la partecipazione alle riunioni dei Comitati e delle Commissioni di cui agli
articoli 22, 24, 25 e 27 ai componenti di parte pubblica ed al segretario spettano, se e in
quanto previsti, i compensi fissati a livello regionale.
1. La SISAC si impegna a collaborare con l�ENPAM per ridefinire le modalit� ed i
termini del versamento dei contributi dovuti e dell�invio della relativa
rendicontazione come richiesto dalla corretta imputazione sulla posizione
previdenziale degli iscritti.
1. Fermo restando il rispetto delle scelte delle Regioni nella organizzazione dei servizi
veterinari, le parti concordano che le risorse economiche finalizzate alla copertura dei
posti previsti nella dotazione organica unitamente ai ruoli e alle funzioni che la
legislazione vigente assegna alla dirigenza nell�ambito dei servizi veterinari, non possono
essere utilizzate per l�attivazione delle ore di attivit� convenzionata ed analogamente le
risorse economiche impiegate per l�attivazione di ore di attivit� convenzionale non
possono essere utilizzate per far fronte alla dotazione organica della dirigenza veterinaria.
Titoli e criteri di valutazione per la formazione delle graduatorie di cui all'art. 21 dell'accordo Gli altri allegati sono pubblicati su
1 - Consulto ambulatoriale con il medico di medicina generale e/o altro specialista di
altra branca euro 25,82 da corrispondere solo allo specialista consultato 2 - Consulto domiciliare con il medico di medicina generale e/o specialista di altra
branca euro 36,15 da corrispondere solo allo specialista consultato
3 - Parto a domicilio euro 413,16
4 - Agopuntura in ambulatorio, per ogni seduta, euro 25,82
Le prestazioni suddette sono effettuate, a richiesta del medico di medicina generale o
dello specialista, previa autorizzazione del direttore del distretto o suo delegato. L'agopuntura di cui al n. 4, in quanto tecnica terapeutica non pertinente ad una
specifica branca specialistica, pu� essere eseguita da un medico anche non specialista in
possesso delle particolari capacit� professionali accertate con le procedure di cui all�art.
22, comma 4, del presente Accordo collettivo nazionale.
qui e inviare per ricevere le notizie sulla specialistica
e il Giornalino
Capafresca . Ultimo
aggiornamento: 06/07/2012 10.40
In rete dal 2000 a cura del dott.
Vito Coppa - Capafresca

References: ART. 24

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Art. 6

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Art. 11

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ART. 1

ART. 2

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ART. 5

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ART. 16

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ART. 18

ART. 19
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ART. 26

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ART. 28
 art. 3

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ART. 29

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art. 28

ART. 31

ART. 31

ART. 32

ART. 33

ART. 34
 art. 51

ART. 36
 art. 79

ART. 37

ART. 38
 articolo 36
 art. 42
 art.43

ART. 39

ART. 40

ART. 41

ART. 42
 art. 9
 art. 31

art.32

ART. 43

ART. 44

ART.45

ART.46
 ART. 47
 ART. 48

ART. 49

ART. 50

ART. 51

ART. 52

ART. 53
 art. 2

art. 48
 art. 23
 art. 28
 art. 30
 art. 32
 art. 38
 art. 39
 art. 40
 art. 44
 art. 47
 art. 48
 art. 49
 art. 50