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Timestamp: 2020-06-03 11:18:02+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 11074 del 05/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11074 del 05/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 05/05/2017, (ud. 23/03/2017, dep.05/05/2017), n. 11074
sul ricorso 23721/2015 proposto da:
S.T.I.M. SERVIZI TIPOGR INTEGRATI E MARITTIMI S.R.L.;
avverso la sentenza n. 820/4/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della LIGURIA, depositata il 21/07/2014;
Nella controversia concernente l’impugnazione da parte della S.T.I.M. s.r.l. di cartella portante IVA, l’Agenzia delle Entrate ricorre, affidandosi a tre motivi, avverso la sentenza, indicata in epigrafe, con la quale la Commissione Tributaria Regionale, in parziale accoglimento dell’appello avverso la decisione di primo grado (che ritenuta la nullità della notificazione e ritenuta intervenuta la sanatoria di cui all’art. 156 c.p.c., aveva deciso nel merito, riconoscendo il diritto del contribuente ad effettuare il riporto nella dichiarazione relativa all’anno 2004), aveva annullato la cartella impugnata per la parte eccedente Euro 7.659.
In particolare, il giudice di appello rilevato che la Società aveva limitato la sua contestazione (derivante da compensazione con credito effettivo derivante dalla precedente dichiarazione) all’importo di Euro 16.972, riconosceva la pretesa erariale portata dalla cartella solo nei limiti della differenza.
Con il primo motivo la ricorrente Agenzia, premesso di avere interposto rituale appello avverso la decisione di primo grado che aveva dichiarato la nullità della cartella per omessa notificazione, denunzia la sentenza di violazione dell’art. 112 c.p.c., per avere omesso di pronunciare sugli specifici motivi di appello relativi alla tardività del ricorso introduttivo (per essere stata la cartella debitamente notificata) ed all’intervenuta sanatoria dell’eventualità nullità conseguente alla difesa nel merito da parte della contribuente.
Con il secondo motivo, formulato in subordine, la ricorrente, qualora si ritenesse la sussistenza di una pronuncia implicita di rigetto, deduce il vizio di motivazione per violazione dell’art. 36 c.p.c., comma 2, n. 4, per non avere la Commissione regionale, in alcun modo, palesato il ragionamento seguito per rigettare i motivi di appello sopra indicati.
La prima censura è fondata. Dalla lettura della motivazione della sentenza impugnata emerge la totale assenza di pronuncia da parte del Giudice di appello in ordine ai motivi di appello svolti dall’Agenzia su questioni pregiudiziali rispetto all’esame del merito.
L’accoglimento del primo motivo comporta l’assorbimento del secondo, formulato in subordine, e del terzo, attinente al merito.
Ne consegue, in accoglimento del solo primo motivo, la cassazione della sentenza impugnata ed il rinvio al Giudice di merito il quale provvederà anche alla regolamentazione delle spese processuali.
In accoglimento del solo primo motivo di ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione tributaria regionale della Liguria, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese di questo giudizio.

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