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Timestamp: 2019-03-23 03:26:16+00:00

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SPECIALE REFERENDUM II: i procedimenti legislativi – Forum Iuris
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SPECIALE REFERENDUM II: i procedimenti legislativi
In luogo dell’attuale procedimento legislativo bicamerale, che prevede l’approvazione di ogni legge da entrambe le Camere sul medesimo testo mediante il ben noto strumento della navette, il novellato articolo 70 Cost. delinea tre tipologie di procedimento legislativo.
In particolare, per i disegni legge indicati dall’articolo 70, 1°comma[1], si prevede una procedura bicamerale, ossia secondo lo schema attualmente vigente in virtù del quale la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.
La procedura ordinaria, prevista per tutte le materie non ricomprese nell’elencazione di cui al novellato art. 70, 1° co., è costituita dall’approvazione monocamerale, affidata alla Camera dei Deputati: ogni disegno di legge approvato dalla Camera, è trasmesso al Senato che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo e formulare proposte emendative non vincolanti . Qualora il Senato non disponga di procedere all’esame, o sia inutilmente decorso il termine per deliberare ovvero la Camera si sia già pronunciata in via definitiva, la legge può essere promulgata[2].
La terza procedura è delineata dal 4° comma del richiamato articolo 70, che prevede un procedimento monocamerale con un ruolo rinforzato del Senato, per i casi di esercizio della cd. “clausola di supremazia” della legge statale (su cui si dirà infra) rispetto a quella regionale, in quanto la Camera può non conformarsi alla modificazioni da questo proposte solo pronunciandosi a maggioranza assoluta dei suoi componenti nella votazione finale.
Altre modifiche attengono alla partecipazione popolare al procedimento legislativo. In primo luogo, per quanto concerne l’iniziativa legislativa, si prevede l’innalzamento del numero di firme richieste per la presentazione di un progetto di legge (da 50 mila a 150 mila), introducendosi però tempi certi per la discussione e la deliberazione in ordine alle stesse (rinviando ai regolamenti parlamentari la definizione delle forme e dei limiti- art. 71). Inoltre, trovano ingresso nell’ordinamento i referendum popolari propositivi e d’indirizzo e altre forme di consultazioni, anche delle formazioni sociali.
La legge costituzionale introduce, inoltre, il cd. voto a data certa: il Governo può chiedere alla Camera di deliberare, entro cinque giorni dalla richiesta, che un disegno di legge indicato come essenziale per l’attuazione del programma di governo sia iscritto con priorità all’ordine del giorno e sottoposto alla pronuncia della Camera in via definitiva entro settanta giorni dalla deliberazione (in questo caso, i termini per l’esame da parte del Senato sono dimezzati).
Il novellato articolo 73 prevede, inoltre, un inedito giudizio preventivo di legittimità costituzionale sulle leggi elettorali di Camera e Senato, ovvero un giudizio che interviene prima della promulgazione della legge e in relazione al quale la legittimazione a ricorrere è riconosciuta in capo alle minoranze parlamentari (almeno un quarto dei componenti la Camera, almeno un terzo dei componenti del Senato). Invero, se la ratio della novella è agevolmente rintracciabile nel tentativo di scongiurare l’instabilità politica derivante dalla declaratoria di illegittimità della legge elettorale –elemento questo di attualità piuttosto che di mera possibilità-, non può sottacersi come esso si configuri quale strumento assolutamente inedito nel nostro ordinamento realizzato sulla scorta del modello francese caratterizzato da un sindacato preventivo delle leggi[3].
La legge costituzionale interviene, inoltre, in tema di decretazione d’urgenza, costituzionalizzando i limiti definiti dalla Corte Costituzionale in molteplici pronunce: in particolare, il novellato art. 77 Cost. prevede il divieto di disciplinare, con decreto-legge, materie per cui la Costituzione prevede la cd. riserva di assemblea, di reiterare con nuovo decreto-legge disposizioni adottate con decreti non convertiti e l’obbligo di porre norme dal contenuto specifico, omogeneo e corrispondente al titolo e, per la legge di conversione, di contenere disposizioni conformi all’oggetto e alle finalità del decreto.
[1] Si tratta, in particolare, delle leggi di revisione della Costituzione e delle altre leggi costituzionali, delle leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche, dei referendum popolari, della legislazione elettorale, degli organi di governo e delle funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane, delle leggi che determinano i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l’ufficio di senatore.
[2] I disegni di legge di stabilità e bilancio, ai sensi del novellato art. 70, co.5, seguono l’iter monocamerale ma con delle peculiarità, relative alla circostanza che il loro esame avviene in via automatica, senza necessaria richiesta di un terzo dei componenti e che il termine per deliberare proposte è di 15 giorni.
[3] In particolare, è stato osservato come l’introduzione di un giudizio dichiaratamente preventivo all’entrata in vigore della legge fornisca nuovo argomento a quella configurazione del Giudice delle leggi più come “garante della legalità” che come “tutore dei diritti”, che era prevalsa sin dai dibattiti in Assemblea costituente. A. CIANCIO, “Il controllo preventivo di legittimità sulle leggi elettorali ed il prevedibile impatto sul sistema italiano di giustizia costituzionale” in www.federalismi.it
Topics: bicameralismo costituzione modifica no referendum riduzione costi si votazione
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References: articolo 70
 art. 70
 articolo 70
 art. 71
 articolo 73
 art. 77
 art. 70