Source: http://www.giurdanella.it/2017/07/17/appalti-cds-sui-requisiti-dei-componenti-delle-commissioni-gara/
Timestamp: 2018-04-23 07:39:26+00:00

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Appalti: il CdS sui requisiti dei componenti delle commissioni di gara - Giurdanella.it
Appalti, − 17 luglio 2017 di Redazione
appalti, composizione commissioni di gara, Consiglio di Stato
Il Consiglio di Stato, Sez. V, con la sentenza n. 3400 dell’11 luglio 2017, si è pronunciato sui requisiti che devono essere posseduti dai membri delle commissioni di gara nell’ambito di una gara d’appalto.
I giudici di Palazzo Spada hanno affermato che, “in base a un condiviso orientamento, nelle gare pubbliche la legittima composizione della Commissione presuppone solo la prevalente, seppure non esclusiva, presenza di membri esperti del settore oggetto dell’appalto (in tal senso – ex multis -: Cons. Stato, V, 9 aprile 2015; id., VI, 2 luglio 2015, n. 3295; id., V, 5 maggio 2016, n. 1817)”.
Pertanto, a detta del Collegio, la scelta dell’amministrazione è stata ritenuta ragionevole, in quanto quest’ultima ha dato comunque assoluta prevalenza numerica ai membri laureati in ingegneria dotati di specifica professionalità nell’ambito della progettazione di opere edili, ma ha altresì previsto la presenza di una specifica e diversa professionalità in relazione a un aspetto piuttosto peculiare della legge di gara.
In conclusione, il Consiglio di Stato ha considerato priva di fondamento la tesi delle appellanti secondo cui il rispetto del requisito di professionalità e omogeneità potrebbe dirsi soddisfatto solo in caso di membri della Commissione con specifiche esperienze in settori progettuali identici a quello posto a fondamento della gara.
sul ricorso numero di registro generale 1679 del 2013, proposto dalla Imos S.r.l. e dalla Società Iner.Lav. S.r.l., in persona dei legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi dall’avvocato Giuseppe Vetrano, con domicilio eletto presso lo Studio Navarra Vaccarella in Roma, Piazzale Porta Pia, 121
Provincia di Benevento, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avvocato Mario Morrone, domiciliato ai sensi dell’articolo 25 Cod. proc. amm. presso la Segreteria del Consiglio di Stato in Roma, piazza Capo di Ferro, 13
Società Rillo Costruzioni s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avvocato Andrea Abbamonte, con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, via degli Avignonesi, 5;
Società Barone Costruzioni s.r.l., Società Albanese Perforazioni S.r.l., Società Eurostrade s.r.l., Società Zaccari Costruzioni s.r.l., Società Zaffiro Costruzioni S.r.l., Consorzio Stabile Policost Società Consortile a r.l., Società General Engineering S.r.l. non costituiti in giudizio
Visti gli atti di costituzione in giudizio della Provincia di Benevento e della Società Rillo Costruzioni s.r.l.;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 4 maggio 2017 il Cons. Claudio Contessa e uditi per le parti gli avvocati Vetrano, Morrone e Abbamonte;
Con la sentenza impugnata il Tribunale amministrativo regionale per la Campania ha respinto il ricorso promosso dalle società Imos s.r.l. e Iner.Lav s.r.l., rispettivamente mandataria e mandante di un’ATI, (d’ora in avanti, indicate anche solo come A.T.I. Imos), avverso l’aggiudicazione definitiva disposta in favore dell’A.T.I. composta dalle società Rillo Costruzioni s.r.l. e S.A.Co.S.E.M s.r.l. (d’ora in avanti, A.T.I. Rillo Costruzioni) nell’ambito di una procedura aperta, bandita dalla Provincia di Benevento, da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, per l’affidamento della progettazione esecutiva ed esecuzione di lavori di risanamento di aree a forte dissesto idrogeologico sulla strada provinciale Cerreto Sannita – Cusano Mutri.
Il 15 gennaio 2010, la Provincia di Benevento bandiva la suddetta gara che, in data 23 novembre 2010, veniva aggiudicata provvisoriamente all’A.T.I. Rillo Costruzioni ma, a seguito di ricorso giurisdizionale proposto dall’A.T.I. Imos avverso la propria esclusione (disposta con provvedimento prot. n. 10639/10), con sentenza 13 maggio 2011, n. 2895 il Consiglio di Stato ne aveva disposto definitivamente la riammissione, rendendosi così necessaria la parziale ripetizione delle operazioni di valutazione delle offerte.
Espletate le rinnovate operazioni valutative, e dopo essersi proceduto al ricalcolo dei punteggi all’esito della comparazione effettuata con il sistema del c.d. confronto a coppie, l’A.T.I. Rillo Costruzioni veniva comunque collocata al primo posto della graduatoria, ottenendo l’aggiudicazione definitiva (disposta con determinazione dirigenziale 11 agosto 2011 n. 552/06), e procedendo alla stipulazione del contratto in data 29 settembre 2011.
Avverso tale provvedimento, unitamente agli altri atti connessi, proponeva ricorso l’A.T.I. Imos, collocatasi al sesto posto in graduatoria, chiedendone l’annullamento, previa concessione di misure cautelari, nonché il risarcimento danni.
In sintesi, a sostegno del ricorso (i) con il primo motivo veniva addotta l’irregolare composizione della commissione a seguito della mancanza in capo ad uno dei membri di idonee competenze nel settore di intervento; (ii) con il secondo ed il terzo motivo si contestava l’illegittimità dell’aggiudicazione definitiva disposta in favore dell’A.T.I. Rillo Costruzioni per inidoneità della documentazione esibita dal coordinatore del gruppo di progettazione; (iii) con il quarto motivo, a causa di offerte in contrasto con le Norme Tecniche di Costruzione per il 2008, veniva lamentata la violazione del disciplinare di gara da parte delle prime quattro concorrenti in graduatoria; (iv) con il quinto motivo si contestava la legittimità dell’assegnazione dei sottopunteggi per l’offerta tecnica.
Avverso la sentenza, articolando cinque distinti motivi che saranno di seguito esaminati, propongono appello la Imos S.r.l. e la Iner.Lav S.r.l., chiedendone la riforma, con conseguente annullamento degli atti gravati in prime cure e risarcimento del danno patito.
Si sono ritualmente costituite in giudizio con apposite memorie l’Amministrazione Provinciale di Benevento e la Rillo Costruzioni S.r.l. in proprio ed in qualità di mandataria dell’A.T.I. costituita con la S.A.Co.S.E.M S.r.l. chiedendo la reiezione dell’appello e la conseguente conferma della sentenza impugnata.
1. Giunge alla decisione del Collegio il ricorso in appello proposto dalla IMOS s.r.l. e dalla INER.LAV., attive nel settore delle costruzioni (le quali avevano partecipato alla gara per appalto integrato indetta dalla Provincia di Benevento per la progettazione esecutiva e l’esecuzione di alcuni lavori di risanamento di aree a forte dissesto idrogeologico, classificandosi al quinto posto della graduatoria finale), avverso la sentenza del Tribunale amministrativo regionale della Campania con cui è stato respinto il ricorso proposto avverso gli esiti della gara, favorevoli all’appellata A.T.I. Rillo Costruzioni.
L’amministrazione appellata ha eccepito al riguardo che, essendo la sentenza in epigrafe (non notificata) stata depositata 22 novembre 2012, il termine ‘lungo’ per la relativa impugnativa sarebbe venuto a scadere alla data del 20 febbraio 2013 (laddove l’appello risulta spedito per la notifica solo il successivo 21 febbraio 2013).
Il primo giudice ha dichiarato inammissibile il motivo osservando che dal suo eventuale accoglimento non potrebbe derivare alcun effettivo vantaggio alle appellanti (classificatesi al sesto posto), atteso che osterebbe comunque all’aggiudicazione in loro favore la permanenza in gara, non contestata, della quinta classificata (R.T.I. Consorzio Policost).
Ciò in quanto, ritenendo le appellanti che il ‘confronto a coppie’ limitato alla sola posizione della quinta classificata dovrebbe vederle prevalere, esse avrebbero evidentemente un interesse diretto, concreto ed attuale a tale limitazione del confronto.
Il motivo non può trovare accoglimento in quanto risulta infondato il presupposto logico su cui si fonda la sua stessa articolazione, e cioè il fatto che, in caso di limitazione del ‘confronto a coppie’ con la quinta classificata, alle appellanti dovrebbe essere comunque riconosciuta una complessiva prevalenza (e, con essa, l’aggiudicazione della gara).
Ai fini che qui rilevano si osserva comunque che le vicende della gara non hanno comportato in concreto alcuna violazione della pertinente normativa antisismica in quanto l’aggiudicataria Rillo ha rappresentato (senza essere sul punto confutata) che, a seguito dell’aggiudicazione, ha doverosamente proceduto a conformare la progettazione esecutiva alla pertinente disciplina antisismica (si tratta delle Norme Tecniche di Costruzione del 2008).
7. Con il terzo motivo le appellanti lamentano il mancato accoglimento del quinto motivo del ricorso di primo grado, con il quale si era lamentato il carattere incongruo e irragionevole dell’attribuzione dei punteggi relativi all’offerta tecnica in relazione a ciascuno dei tre sub-criteri richiesti dalla legge di gara (i) ‘Miglioramento delle caratteristiche di inserimento ambientale, pregio estetico, manutenibilità e gestione in esercizio’; ii) ‘Soluzioni migliorative per il consolidamento del versante’; iii) ‘Proposte migliorative sull’organizzazione e misure di sicurezza sul cantiere’).
7.3.1. Per quanto riguarda il primo dei sub-criteri valutativi previsti dalla lexspecialis di gara (si tratta del ‘Miglioramento delle caratteristiche di inserimento ambientale, pregio estetico, manutenibilità e gestione in esercizio’) le appellanti lamentano l’inadeguata valutazione che la Commissione avrebbe riservato alle soluzioni proposte, a loro dire meritevoli di migliore valutazione.
Ma il punto è che la Relazione a tal fine prodotta dalle appellanti (‘Caratteristiche di inserimento ambientale’, sub ‘Gestione dell’opera’) risulta piuttosto generica nella sua formulazione e non presenta comunque elementi di spicco tale da rendere irragionevolmente ingiustificata la valutazione operata dalla Commissione in sede di ‘confronto a coppie’ (ci si riferisce, in particolare, alle deduzioni svolte in relazione ai tiranti e a quelle relative alla parte ambientale e vegetazionale, entrambe formulate in modo piuttosto generico).
Allo stesso modo, la proposta delle appellanti relativa alla realizzazione di un giardino pensile sull’area di intervento risulta formulata in modo generico, sì da giustificare le valutazioni espresse dalla Commissione in relazione ad altri concorrenti (come l’appellata Rillo) che avevano al contrario più adeguatamente specificato i dettagli dell’offerta relativi al primo dei sub-criteri di valutazione.
7.3.2. Per quanto riguarda il secondo dei sub-criteri valutativi previsti dalla lex specialis di gara (si tratta delle ‘Soluzioni migliorative per il consolidamento del versante’) le appellanti lamentano parimenti l’inadeguata valutazione che la Commissione avrebbe riservato alle soluzioni proposte in sede di gara.
7.3.3. Per quanto riguarda il terzo dei sub-criteri valutativi previsti dalla lex specialis di gara (si tratta delle ‘Proposte migliorative sull’organizzazione e misure di sicurezza sul cantiere’) le appellanti lamentano ancora una volta l’inadeguata valutazione che la Commissione avrebbe riservato alle soluzioni proposte in sede di gara.
In ogni caso una parte essenziale del motivo in esame concerne il fatto che le appellanti avrebbero potuto utilizzare un impianto di smaltimento d proprietà della consociata Iner.Lav., mentre – ad esempio – l’aggiudicataria A.T.I. Rillo avrebbe proposto di utilizzare quello stesso impianto, ottenendo tuttavia un punteggio complessivamente migliore.
In ogni caso il quantitativo non rilevantissimo di materiale da smaltire (circa 3.000 mc) palesa il carattere non dirimente ai fini del decidere della circostanza qui in esame e dimostra che la gara non avrebbe avuto con ogni probabilità esiti diversi se l’aggiudicataria A.T.I. Rillo avesse infine utilizzato una diversa discarica.
Resta comunque il fatto (già in precedenza anticipato) che le appellanti non allegano alcun elemento atto a persuadere il Collegio del fatto che l’eventuale accoglimento dell’appello in relazione al terzo dei sub-criteri valutativi risulterebbe ex seidoneo a palesare la complessiva irragionevolezza delle operazioni valutative nel complesso svolte dalla Commissione.
7.4. Dalla complessiva infondatezza del terzo motivo (come si è già anticipato retro, sub 4) deriva l’infondatezza del primo motivo di appello, con il quale si è lamentato il mancato accoglimento (in parte qua) del quarto motivo del ricorso di primo grado, anche con riferimento alla posizione del Consorzio Policost.
8.1. Il Collegio ritiene di poter prescindere dall’eccezione di inammissibilità del motivo (sollevata dalla Rillo Costruzioni) in quanto il motivo di doglianza risulta comunque infondato nel merito.
– che il Presedente della Commissione (dott.ssa Monaco) è laureato in Ingegneria ed è esperto nell’attività di progettazione (rivestendo fra l’altro il ruolo di dirigente del Settore Infrastrutture e Viabilità della Provincia);
– che altri due componenti (dott. Bianco e Maiolo) sono a loro volta laureati in Ingegneria ed esperto nell’attività di progettazione (rivestendo fra l’altro il ruolo di funzionari tecnici del richiamato Settore Infrastrutture e Viabilità della Provincia);
– che un altro componente (dott. Panarese) è anch’egli laureato in Ingegneria ed opera nel Settore Edilizia e Patrimonio, vantando una cospicua esperienza di progettazione.
Ma il punto è che anche il quinto membro (dott. Castellucci, laureato in Scienze agrarie) presentava una professionalità del tutto compatibile con quella richiesta ai fini della procedura per cui è causa.

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