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Timestamp: 2020-06-04 05:32:49+00:00

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Revision as of 14:17, 9 January 2017 (view source)
Latest revision as of 22:25, 26 October 2019 (view source)
===Il contesto===
==Tipo di sistema giuridico==
Tradizionalmente l’Italia è considerata un paese di diritto continentale (civil law). Con l’introduzione del codice di procedura penale del 1989<ref>D.P.R. 22 Settembre 1988, n. 447 (“CPP”)</ref> si sono aggiunte caratteristiche simili a quelle di paesi di common law. All’impianto inquisitorio si sono aggiunti elementi accusatori, creando un sistema ibrido. Per quanto riguarda i processi penali, le corti di prima istanza sono il giudice di pace, il tribunale in composizione monocratica, il tribunale e la corte d’assise. La loro competenza dipende dalla gravità dell’illecito. Per esempio la corte d’assise, che giudica in presenza di due giudici togati e sei giudici laici (giudici popolari), ha competenza per delitti come l’omicidio, associazioni con finalità di terrorismo e associazione mafiosa. Le corti di secondo grado sono i tribunali in composizione monocratica per le decisioni del giudice di pace, le corti d’appello per le decisioni dei tribunali in composizione monocratica e dei tribunali collegiali, e la corte d’assise d’appello per le decisioni della corte d’assise. La terza e ultima possibilità di revisione di una decisione è affidata alla corte di cassazione, la corte si limita a valutare la legittimità delle decisioni delle altre corti. In casi eccezionali e senza limiti di tempo, ogni persona condannata può presentare una richiesta di revisione della decisione presso la corte d’appello che ha competenza territoriale. La corte costituzionale assicura che tutte le decisioni della magistratura rispettino i principi della Costituzione. Il consiglio superiore della magistratura è l’organo di autogoverno che disciplina tutti i magistrati.
===Tipo di sistema giuridico===
==Fonti dei diritti dell’imputato==
Tradizionalmente l’Italia è considerata un paese di diritto continentale (civil law). Con l’introduzione del codice di procedura penale del 1989<ref>D.P.R. 22 settembre 1988, n. 447 (“CPP”)</ref> si sono aggiunte caratteristiche simili a quelle di paesi di common law. All’impianto inquisitorio si sono aggiunti elementi accusatori, creando un sistema ibrido. Per quanto riguarda i processi penali, le corti di prima istanza sono il giudice di pace, il tribunale in composizione monocratica, il tribunale e la corte d’assise. La loro competenza dipende dalla gravità dell’illecito. Per esempio la corte d’assise, che giudica in presenza di due giudici togati e sei giudici laici (giudici popolari), ha competenza per delitti come l’omicidio, associazioni con finalità di terrorismo e associazione mafiosa. Le corti di secondo grado sono i tribunali in composizione monocratica per le decisioni del giudice di pace, le corti d’appello per le decisioni dei tribunali in composizione monocratica e dei tribunali collegiali, e la corte d’assise d’appello per le decisioni della corte d’assise. La terza e ultima possibilità di revisione di una decisione è affidata alla corte di cassazione; la corte si limita a valutare la legittimità delle decisioni delle altre corti. In casi eccezionali e senza limiti di tempo, ogni persona condannata può presentare una richiesta di revisione della decisione presso la corte d’appello che ha competenza territoriale. La corte costituzionale assicura che tutte le decisioni della magistratura rispettino i principi della Costituzione. Il Consiglio Superiore della Magistratura è l’organo di autogoverno che disciplina tutti i magistrati.
===Patrocinio dei non abbienti===
* '''Patrocinio a spese dello Stato'''
====Prima del processo====
Il codice di procedura penale distingue tra arresto<ref>Articoli 380-383 CPP.</ref> e fermo di una persona sospettata di aver commesso un reato.<ref>Articolo 384 CPP.</ref> La differenza fra le due misure riguarda la gravità del reato e se colui che viene accusato di averlo commesso è colto in flagranza o meno. L’arresto è compiuto dagli organi di polizia competenti ed avviene prima che un magistrato assuma il controllo delle indagini. In ogni caso, chi compie l’arresto deve darne notizia al magistrato inquirente entro ventiquattro ore. Entro quarantotto ore, durante le quali la persona sottoposta a misura precautelare può essere interrogata in presenza di un avvocato, il pubblico ministero deve chiedere un’udienza di convalida di fronte ad un giudice per confermare l’arresto o il fermo; in caso contrario il soggetto deve essere rilasciato. La persona sospettata di un reato diventa imputato soltanto dopo che il pubblico ministero ha esercitato l'azione penale, formalizzando le accuse. La persona sospettata di un reato e l’imputato hanno gli stessi diritti e garanzie durante gli interrogatori (es. la presenza obbligatoria di un avvocato difensore<ref>Articolo 356 CPP.</ref>). Inoltre il codice dà alla polizia facoltà di ottenere informazioni da persone non sospettate di alcun reato, ma che possono riferire circostanxe utili ai fini delle indagini, senza l'assistenza di un avvocato. Nel momento in cui una persona fornisce informazioni potenzialmente incriminanti, chi conduce l’interrogatorio deve sospenderlo e informare la persona del suo diritto a chiedere l’assistenza di un avvocato.<ref>Articolo Articolo 63 CPP.</ref> Quando non vi sono rimedi alternativi, il pubblico ministero può richiedere la misura cautelare della custodia in carcere contro una persona sospettata di aver commesso un reato, nei casi in cui ci siano gravi indizi di colpevolezza e, alternativamente, ci sia il timore che si possano inquinare delle prove, un rischio di fuga, o che l’imputato commetta un reato violento, anche simile a quello di cui è accusato. Il giudice competente (che di regola è il giudice per le indagini preliminari, ma nei csi di giudizio direttissimo può essere anche il giudice del dibattimento) deve confermare la richiesta e la persona accusata può essere detenuta per un periodo massimo compreso tra i tre mesi e un anno, in base alla durata della pena per il reato di cui è accusata. La misura termina se, durante tale periodo, il giudice non emette il provvedimento che dispone il giudizio o se l'imputato si dichiara colpevole.<ref> Articoli 272 ss. CPP.</ref> L’imputato ha il diritto di essere assistito da un avvocato, la cui presenza è obbligatoria durante i procedimenti penali. La corte può nominare un avvocato difensore (a spese dello stato) per le persone che non hanno un avvocato e non hanno i mezzi economici per retribuirlo.<ref>Articoli 97-98 CPP. </ref> Il codice di procedura penale distingue tra ispezioni e perquisizioni.<ref>Articoli 244-252 CPP. </ref> Le ispezioni consistono principalmente nell’osservazione di luoghi (es. il luogo in cui è avvenuto il reato) ed il loro scopo è principalmente descrittivo. Sono autorizzate da decreto motivato dell'autorità giudiziaria eccetto per una lista chiusa di casi, nel caso della perquisizione, fornita dall’articolo 352 CPP. Le perquisizioni e le ispezioni sono compiute con lo scopo di ottenere prove utili per il procedimento penale. I confronti e le altre procedure di identificazioni devono svolgersi in conformità degli articoli 211-217 CPP. Il codice prevede che “Le prove acquisite in violazione dei divieti stabiliti dalla legge non possono essere utilizzate”; il giudice può rilevare l’inutilizzabilità della prova in ogni stato e grado del procedimento.<ref>Articolo 191 CPP. </ref>
La Costituzione garantisce la difesa come diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento; le persone non abbienti devono avere i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione<ref>Articolo 24 Cost</ref>. Il Codice di Procedura Penale prevede che l’imputato che non ha scelto un difensore di fiducia oppure ne è rimasto privo sia assistito da un difensore di ufficio nominato dall’elenco nazionale degli avvocati iscritti negli registri professionali<ref>Articolo 29 delle disposizioni di attuazione del CPP (D.Lgs. 28 luglio 1989, n. 271).</ref> presso gli Ordini<ref>Articolo 97 CPP.</ref>. Il difensore d’ufficio viene nominato su richiesta dell'autorità giudiziaria e della polizia giudiziaria<ref>Articolo 97 CPP</ref>.
La difesa è autorizzata, nella fase delle indagini preliminari, a svolgere indagini proprie. Il codice di procedura penale specifica le regole per questo tipo di attività.<ref>Articoli 391bis-391nonies CPP. </ref>
====Durante il processo====
L'imputato può chiedere di essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato, secondo le norme della legge sul patrocinio dei non abbienti<ref>Articolo 98 CPP</ref>; il limite di reddito risultante dall'ultima dichiarazione è di euro 11.493,82<ref>Articolo 76, D.P.R. 115/2002</ref>. Un decreto del Presidente della Repubblica specifica le condizioni per l'ammissione al patrocinio, le esclusioni e il modo di fare la richiesta<ref>Articoli 74-145, D.P.R 115/2002</ref>. Per quanto riguarda l’ammissione al patrocinio gratuito, gli stranieri e gli apolidi vengono trattati nello stesso modo che i cittadini italiani<ref>Articolo 90 D.P.R 115/2002</ref>.
* '''Numero di avvocati in Italia'''
In 2017 c’erano 242.796 avvocati erano iscritti negli albi<ref>Censis, Percorsi e scenari dell’avvocatura italiana, rapporto di ricerca (2018), available at http://www.cassaforense.it/media/7191/rapporto-censis-2018.pdf (7).</ref>, dunque 4 ogni mille abitanti<ref>Ibidem, 10.</ref>.
===Fonti dei diritti dell’imputato===
* '''Fonti nazionali'''
La Costituzione è stata approvata nel dicembre 1947 ed è entrata in vigore il 1° gennaio 1948. È composta da quattro sezioni di cui la prima dedicata ai principi fondamentali della Repubblica. La Costituzione riconosce i diritti fondamentali dell’uomo<ref>Articolo 2 Cost</ref>, fra cui l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge<ref>Articolo 3 Cost</ref>, l’inviolabilità dell’integrità fisica di ogni persona e della libertà individuale<ref>Articolo 13 Cost</ref>. La Costituzione prevede espressamente che le autorità pubbliche possano ricorrere a misure di sicurezza soltanto nei casi previsti dalla legge, queste misure devono essere confermate dall’autorità giudiziaria entro quarantotto ore. Se la misura di sicurezza non è confermata nelle successive quarantotto ore, la misura è revocata e diventa invalida<ref>Articolo 13 Cost</ref>.
Gli articoli 24 e 111 della Costituzioni sono le basi del giusto processo in Italia. Il primo garantisce il diritto di agire in giudizio, il diritto di difesa ed il diritto ad un supporto economico per chi non dispone dei mezzi par affrontare un giudizio. Il secondo include delle garanzie fondamentali per i procedimenti penali, come il diritto ad essere informato dell’accusa a proprio carico, il diritto all’interprete, il diritto di esaminare i testimoni, l’obbligatorietà della motivazione per ogni provvedimento giurisdizionale e la ragionevole durata del processo. Nessuno può essere punito se non in forza di una legge in vigore prima del fatto commesso<ref>Articolo 25 Cost</ref> e l’accusato è considerato innocente sino alla condanna definitiva<ref>Articolo 27 Cost</ref>.
Non è ammessa la pena di morte.<ref>Articolo 27 Cost</ref>
Il codice di procedura penale è entrato in vigore nel 1989, mentre il codice penale è entrato in vigore nel 1930 ed è stato emendato più volte.<ref>R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398 (“CP”).</ref>
* '''Fonti internazionali'''
Le fonti internazionali dei diritti dell’imputato includono vari obblighi assunti nell’ambito di tutela dei diritti umani, come la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (1948), la Convenzione internazionale sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale (1965), La Convenzione internazionale sui diritti civili e politici del 1966 (Il Patto internazionale sui diritti civili e politici), la Convenzione internazionale sui diritti economici, sociali e culturali del 1966 (Il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali), La Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna (1979) con il suo protocollo facoltativo (1999), la Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti (1984), Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza (1989) e la Convenzione per i diritti delle persone con disabilità (2006). L’Italia è anche membro della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), i cui articoli 3 (proibizione della tortura), 5 (diritto alla libertà e alla sicurezza), 6 (diritto all'equo processo) e 7 (nulla poena sine lege) sono rilevanti per il processo penale. Il diritto dell’Unione Europea rilevante include la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea del 2000, ovvero la Carta di Nizza (che garantisce il diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale<ref>Articolo 47, Carta di Nizza</ref>, la presunzione di innocenza e i diritti della difesa<ref>Articolo 48, Carta di Nizza</ref> ed i principi della legalità e della proporzionalità dei reati e delle pene<ref>Articolo 49, Carta di Nizza</ref>) e anche gli atti adottati dalle istituzioni dell’Unione Europea nell’ambito della cooperazione giudiziaria in materia penale (Articoli 82-86 TFUE), per esempio le direttive sul diritto all’interpretazione e traduzione<ref>Direttiva 2010/64/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 20 ottobre 2010 sul diritto all’interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali</ref>, il diritto di avvalersi di un difensore<ref>Direttiva 2013/48/UE Del Parlamento Europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2013 relativa al diritto di avvalersi di un difensore nel procedimento penale e nel procedimento di esecuzione del mandato d’arresto europeo, al diritto di informare un terzo al momento della privazione della libertà personale e al diritto delle persone private della libertà personale di comunicare con terzi e con le autorità consolari</ref>, la presunzione di innocenza<ref>Direttiva (UE) 2016/343 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 9 marzo 2016 sul rafforzamento di alcuni aspetti della presunzione di innocenza e del diritto di presenziare al processo nei procedimenti penali</ref> e l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato<ref>Direttiva (UE) 2016/1919 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 ottobre 2016 sull'ammissione al patrocinio a spese dello Stato per indagati e imputati nell'ambito di procedimenti penali e per le persone ricercate nell'ambito di procedimenti di esecuzione del mandato d'arresto europeo</ref>.
==Prima del processo==
===L'inizio delle indagini preliminari===
Il procedimento penale comincia con l'iscrizione nel registro delle notizie di reato da parte di un pubblico ministero (notitia criminis), incluso il nome della persona alla quale il reato è attribuito<ref>Articolo 335 CPP</ref>. Questo è l’inizio ufficiale delle indagini, che possono durare fino ad un periodo compreso tra i sei mesi e i due anni in base al tipo di reato. Il pubblico ministero e la polizia giudiziaria vengono a sapere del reato di propria iniziativa oppure da altre persone, come specificato nel Codice<ref>Articoli 330-334 CPP </ref>.
Lo scopo delle indagini è la raccolta delle prove. Le indagini sono dirette dal pubblico ministero; inoltre la figura del giudice per le indagini preliminari garantisce il rispetto delle norme procedurali e dei diritti dell’indagato. Il codice prevede che “Le prove acquisite in violazione dei divieti stabiliti dalla legge non possono essere utilizzate”; il giudice può rilevare l’inutilizzabilità della prova in ogni stato e grado del procedimento<ref>Articolo 191 CPP</ref>.
* '''Perquisizioni, sequestri e confronti'''
Per acquisire prove, il pubblico ministero e la polizia giudiziaria possono organizzare ed eseguire perquisizioni, controlli, sequestri di beni e documenti, esaminare testimonianze, disporre intercettazioni telefoniche, sorveglianza elettronica e ispezioni di locali.
Il codice di procedura penale distingue tra ispezioni e perquisizioni<ref>Articoli 244-252 CPP</ref>. Le ispezioni consistono principalmente nell’osservazione di luoghi (es. il luogo in cui è avvenuto il reato) ed il loro scopo è principalmente descrittivo. Sono autorizzate da decreto motivato dell'autorità giudiziaria<ref>Articolo 244 CPP</ref> eccetto per una lista chiusa di casi. Le perquisizioni sono compiute quando vi è fondato motivo di ritenere che potranno fornire delle prove utili per il procedimento penale, e devono ugualmente essere autorizzate dall'autorità giudiziaria<ref>Articolo 247 CPP</ref> tranne nei casi previsti nell’Articolo 352 CPP. Tuttavia, la polizia può eccezionalmente fermare e perquisire una persona di propria iniziativa quando ci si trovi in flagranza di reato o in un caso di evasione (rischio di fuga). Prima di procedere all'ispezione personale l'interessato è avvertito della facoltà di farsi assistere da persona di fiducia. L'ispezione deve essere eseguita nel rispetto della dignità della persona<ref>Articolo 245 CPP</ref>.
I confronti e le altre procedure di identificazioni devono svolgersi in conformità degli articoli 211-217 CPP. Prima del confronto (ricognizione personale), il giudice invita chi deve eseguirla a descrivere la persona indicando tutti i particolari che ricorda e la descrizione viene inserita nel verbale a pena di nullità della ricognizione<ref>Articolo 213 CPP</ref>.
* '''Arresto e fermo'''
Il codice di procedura penale distingue tra arresto<ref>Articoli 380-383 CPP.</ref> e fermo di una persona sospettata di aver commesso un reato<ref>Articolo 384 CPP</ref>. La differenza fra le due misure riguarda la gravità del reato, se colui che viene accusato di averlo commesso è colto in flagranza o meno e se è fondato il pericolo che l'indiziato sia per darsi alla fuga.
La persona arrestata o fermata deve essere avvisata per comunicazione scritta redatta in forma chiara e precisa, oppure oralmente finché non che sia disponibile la traduzione in una lingua a lui comprensibile, dei seguenti diritti:
a) la facoltà di nominare un difensore di fiducia e di essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato nei casi previsti dalla legge;
b) il diritto di ottenere informazioni in merito all'accusa;
c) il diritto all'interpretazione ed alla traduzione di atti fondamentali;
d) il diritto di avvalersi della facoltà di non rispondere (diritto al silenzio);
e) il diritto di accedere agli atti sui quali si fonda l'arresto o il fermo;
f) il diritto di informare le autorità consolari e di dare avviso ai familiari;
g) il diritto di accedere all'assistenza medica di urgenza;
h) il diritto di essere condotto davanti all'autorità giudiziaria per la convalida entro novantasei ore dall'avvenuto arresto o fermo;
i) il diritto di comparire dinanzi al giudice per rendere l'interrogatorio e di proporre ricorso per cassazione contro l'ordinanza che decide sulla convalida dell'arresto o del fermo<ref>Articolo 386.1 CPP</ref>.
In ogni caso, chi compie l’arresto deve mettere l’arrestato o il fermato a disposizione del pubblico ministero entro ventiquattro ore<ref>Articolo 386.2 CPP</ref>. Entro quarantotto ore, durante le quali la persona sottoposta a misura precautelare può essere interrogata in presenza di un avvocato, il pubblico ministero deve chiedere un’udienza di convalida di fronte ad un giudice per confermare l’arresto o il fermo; se lui non li convalida nelle successive quarantotto ore, il soggetto deve essere rilasciato<ref>Articolo 13 Cost</ref>.
La persona sospettata di un reato diventa imputato soltanto dopo che il pubblico ministero ha esercitato l'azione penale, formalizzando le accuse<ref>Articolo 60 CPP</ref>. In ogni caso, salvo che la legge non disponga altrimenti, la persona sospettata di un reato e l’imputato hanno gli stessi diritti e garanzie (per esempio, durante gli interrogatori)<ref>Articolo 61 CPP</ref>.
* '''Interrogatorio'''
L’imputato deve essere assistito da un avvocato per tutta la durata dell'interrogatorio. Prima dell’interrogatorio, l’indagato o l’imputato deve essere avvertito che le sue dichiarazioni potranno sempre essere utilizzate nei suoi confronti, e che ha facoltà di non rispondere ad alcuna domanda (a parte l’obbligo di fornire i dati personali)<ref>Articolo 64.3 CPP</ref>. La mancanza dell’avvertimento rende inutilizzabili le dichiarazioni rese dalla persona interrogata<ref>Articolo 64.3-bis CPP</ref>. A differenza del testimone, il quale deve dire la verità (altrimenti commette falsa testimonianza), se l’imputato mente, non potrà essere punito.
Inoltre il codice dà alla polizia facoltà di ottenere informazioni da persone non sospettate di alcun reato, ma che possono riferire circostanze utili ai fini delle indagini, senza l'assistenza di un avvocato. Nel momento in cui una persona fornisce informazioni potenzialmente incriminanti, colui che conduce l’interrogatorio deve sospenderlo e informare la persona che potrebbe essere sottoposta alle indagini e invitarla a chiedere l’assistenza di un avvocato<ref>Articolo 63 CPP</ref>. Le dichiarazioni fatte finora dalla persona non possono essere usate nei suoi confronti.
===Diritto di avvalersi di un difensore===
L’imputato ha il diritto di essere assistito da un avvocato, la cui presenza è obbligatoria durante i procedimenti penali. La corte può nominare un avvocato difensore (a spese dello stato) per le persone che non hanno un avvocato e non hanno i mezzi economici per retribuirlo<ref>Articoli 97-98 CPP</ref>. La difesa è autorizzata, nella fase delle indagini preliminari, a svolgere indagini proprie. Il codice di procedura penale specifica le regole per questo tipo di attività<ref>Articoli 391 bis - 391 nonies CPP</ref>.
===Diritti dell’indagato===
-	diritto all’avvocato (di fiducia o d’ufficio);
-	diritto alla raccolta delle prove a favore;
-	diritto ad essere informato circa le accuse che gli sono mosse;
-	diritto all’interpretazione e alla traduzione gratuita dei documenti in una lingua a lui comprensibile, anche durante i colloqui in carcere con il proprio difensore;
-	nel caso di perquisizione corporale, il diritto di richiedere l’assistenza di una persona di fiducia (purché reperibile);
-	nel caso di ispezione o sequestro con mandato, il diritto di richiedere alla polizia una copia del verbale di perquisizione o sequestro;
-	nel caso di sequestro di materiale utile ai fini investigativi, il diritto di presentare istanza di dissequestro;
-	nel caso di interrogatorio, la presenza di un avvocato difensore è obbligatoria. L’indagato ha diritto ad essere informato circa le accuse che gli sono mosse e le prove a suo carico<ref>Articolo 65 CPP.</ref>;
-	l’indagato ha il diritto di non rispondere alle domande (tranne quelle sulle sue generalità e precedenti penali);
-	nel caso di arresto, l’arrestato ha il diritto ad essere avvisato della facoltà di nominare un difensore
-	nel caso di custodia cautelare in carcere, il diritto di essere interrogato entro 5 giorni (interrogatorio di garanzia).
==Durante il processo==
Una volta concluse le indagini preliminari, il pubblico ministero avvia l’azione legale (richiesta di rinvio in giudizio), a meno che non abbia chiesto al giudice di archiviare il caso. Salvo in alcuni casi particolari, la persona indagata viene a conoscenza delle indagini soltanto al loro termine, quando riceve l’avviso di conclusione delle indagini preliminari<ref>Articolo 415-bis CPP</ref>. Da quel momento in poi, l’indagato e il difensore hanno pieno accesso al fascicolo delle indagini (discovery) per preparare la difesa. Possono anche depositare memorie e prove a discarico e chiedere di essere nuovamente interrogato.
In base al tipo di reato può esserci un’udienza preliminare davanti al giudice in presenza del pubblico ministero, il difensore (l’assistenza di un avvocato è obbligatoria) e l’imputato, se quell’ultimo vuole partecipare. A questo punto, l’imputato può evitare il processo, richiedendo di essere giudicato con il rito abbreviato e, in caso di condanna, avere una pena ridotta, oppure accettando una pena ridotta concordata con il pubblico ministero (patteggiamento). In caso di reati meno gravi (appartenenti alla competenza del giudice della pace), l’udienza preliminare viene saltata e la chiusura delle indagini è seguita direttamente dal processo.
L’obiettivo del processo è quello di presentare le prove davanti al tribunale perché possa prendere una decisione (assoluzione o condanna).
* '''Diritti dell’imputato'''
- diritto a un processo equo e pubblico, di ragionevole durata, dinanzi a un tribunale competente, indipendente e imparziale costituito per legge;
- diritto di chiedere del tempo necessario a preparare la difesa;
- la facoltà di essere presente in aula (la presenza dell’imputato è obbligatoria solo durante alcuni atti, come ad esempio l’identificazione dell’imputato da parte di un testimone);
- diritto all’assistenza (obbligatoria) di un avvocato (di fiducia o di ufficio);
- diritto al patrocinio gratuito (nei limiti di legge);
- diritto all’assistenza gratuita di un interprete per chi non conosce la lingua italiana;
- facoltà di rilasciare dichiarazioni durante il processo;
- facoltà di rispondere o non rispondere alle domande (diritto al silenzio);
- diritto di chiedere l’ammissione delle prove a discolpa (tramite il difensore) e di porre domande ai testimoni.
Durante la presentazione delle conclusioni la difesa ha sempre l’ultima parola se la richiede<ref>Articolo 523.5 CPP</ref>.
==Appello==
Gli imputati ed i loro difensori possono impugnare la sentenza di primo grado (pronunciata dal giudice di pace, il tribunale o la Corte d’assise) entro un termine previsto dalla legge. Nel ricorso bisogna indicare i motivi di impugnazione e i punti impugnati della sentenza. I tribunali di secondo grado sono la Corte d’appello e la Corte d’assise d’appello<ref>Articolo 596 CPP</ref>.
La corte di ultimo grado è la Corte di Cassazione; i motivi di impugnazione nel ricorso per cassazione sono rigorosamente disciplinati e riguardano unicamente errori giuridici. La revisione straordinaria è un mezzo di impugnazione delle sentenze di condanna non più impugnabili con mezzo ordinario, che in casi eccezionali può essere presentato presso la competente corte d’appello senza limiti di tempo.
La presenza del difensore all’udienza per l’appello è obbligatoria. L’appellante ha la facoltà di essere presente all’udienza e in tal caso, ha il diritto all’interpretazione. La Corte d’appello decide sulla base delle prove esistenti e in casi eccezionali può anche disporre un nuovo giudizio.
La reclusione senza condizionale diventa esecutiva solo quando la condanna è definitiva. Fino ad allora, l’imputato è considerato innocente.
==Dati e cifre ==
-	Secondo il rapporto della Corte europea dei diritti dell'uomo del 2017, nel periodo 1959 - 2015 l'Italia è stata condannata per violazione del principio della ragionevole durata del processo più di qualsiasi altro paese europeo (con 1,193 violazioni su 5,668 in totale)<ref>European Court of Human Rights, Annual report (2017), https://www.echr.coe.int/Documents/Annual_report_2017_ENG.pdf, 174-175</ref>.
-	L’Italia è uno dei paesi europei con il maggior numero di detenuti in custodia cautelare; la Corte Europea dei diritti dell’Uomo ha emesso numerose condanne per violazioni dell’Articolo 5 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo riguardo l’eccessivo periodo di detenzione preventiva<ref>Parisi, Santoro and Scandurra, The practice of pre-trial detention in Italy - Research report (September 2015),
https://www.fairtrials.org/wp-content/uploads/The-practice-of-pre-trial-detention-in-Italy1.pdf
-	Il sovraffollamento nelle carceri italiane è in calo da quando la sentenza Torreggiani della CEDU (dell’8 gennaio 2013) ha determinato una serie di riforme in materia di tutela dei diritti dei detenuti. Mentre nel 2011 il tasso di occupazione dello spazio carcerario era quasi del 150% (c'erano 67.634 detenuti, mentre la capacità ufficiale era di 45.165 detenuti<ref>Ministero della Giustizia, Detenuti presenti (gennaio 2011) https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_14_1.wp?facetNode_1=0_2&previsiousPage=mg_1_14&contentId=SST600886.</ref>); nel 2015 era pari al 105%<ref>Antigone (a Rome-based NGO dealing with human rights protection in the penal and penitentiary system), Prison Population – report from December 2016, https://www.prison-insider.com/countryprofile/prisonsinitaly?s=la-population-carcerale#la-population-carcerale</ref>. Nel 2015 la popolazione carceraria era di 52,164, di cui il 34% era in custodia cautelare, il 33% erano stranieri, il 4% erano donne e il 0.8 % erano minori di età<ref>Ibidem.</ref>.
==Più informazioni==
European e-justice portal (disponibile in italiano)
https://e-justice.europa.eu/content_judicial_systems_in_member_states-16-it-it.do?init=true
Penale.it ("portale" per il diritto, procedura e pratica penale)
Il sito IMPLI (progetto di ricerca europeo sul diritto all’interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali)
Il procedimento penale comincia con l'scrizione nel registro delle notizie di reato da parte di un pubblico ministero. Questo è l’inizio ufficiale delle indagini, che possono durare fino ad un periodo compreso tra i sei mesi e i due anni in base al tipo di reato. Salvo in alcuni casi particolari, la persona indagata viene a conoscenza delle indagini soltanto al loro termine, quando riceve l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.<ref>Articolo 415bis CPP. </ref> In base al tipo di reato può esserci un’udienza preliminare ed un processo oppure direttamente il processo. L’assistenza di un avvocato è obbligatoria. L’avvocato difensore può presentare prove, testimonianze, e osservazioni orali; esaminare le prove presentate dall’accusa; presentare le proprie conclusioni. Durante la presentazione delle conclusioni la difesa ha sempre l’ultima parola se la richiede.<ref>Articolo 423 CPP. </ref>
Gli imputati ed i loro difensori possono proporre appello o presentare direttamente ricorso alla corte di cassazione, come corte di ultimo grado (con eccezione della revisione, una procedura eccezionale presentata presso la competente corte d’appello).
Latest revision as of 22:25, 26 October 2019
3.2 Tipo di sistema giuridico
3.3 Patrocinio dei non abbienti
3.4 Fonti dei diritti dell’imputato
4 Prima del processo
4.1 L'inizio delle indagini preliminari
4.2 Diritto di avvalersi di un difensore
4.3 Diritti dell’indagato
5 Durante il processo
7 Dati e cifre
8 Più informazioni
Tradizionalmente l’Italia è considerata un paese di diritto continentale (civil law). Con l’introduzione del codice di procedura penale del 1989[1] si sono aggiunte caratteristiche simili a quelle di paesi di common law. All’impianto inquisitorio si sono aggiunti elementi accusatori, creando un sistema ibrido. Per quanto riguarda i processi penali, le corti di prima istanza sono il giudice di pace, il tribunale in composizione monocratica, il tribunale e la corte d’assise. La loro competenza dipende dalla gravità dell’illecito. Per esempio la corte d’assise, che giudica in presenza di due giudici togati e sei giudici laici (giudici popolari), ha competenza per delitti come l’omicidio, associazioni con finalità di terrorismo e associazione mafiosa. Le corti di secondo grado sono i tribunali in composizione monocratica per le decisioni del giudice di pace, le corti d’appello per le decisioni dei tribunali in composizione monocratica e dei tribunali collegiali, e la corte d’assise d’appello per le decisioni della corte d’assise. La terza e ultima possibilità di revisione di una decisione è affidata alla corte di cassazione; la corte si limita a valutare la legittimità delle decisioni delle altre corti. In casi eccezionali e senza limiti di tempo, ogni persona condannata può presentare una richiesta di revisione della decisione presso la corte d’appello che ha competenza territoriale. La corte costituzionale assicura che tutte le decisioni della magistratura rispettino i principi della Costituzione. Il Consiglio Superiore della Magistratura è l’organo di autogoverno che disciplina tutti i magistrati.
La Costituzione garantisce la difesa come diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento; le persone non abbienti devono avere i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione[2]. Il Codice di Procedura Penale prevede che l’imputato che non ha scelto un difensore di fiducia oppure ne è rimasto privo sia assistito da un difensore di ufficio nominato dall’elenco nazionale degli avvocati iscritti negli registri professionali[3] presso gli Ordini[4]. Il difensore d’ufficio viene nominato su richiesta dell'autorità giudiziaria e della polizia giudiziaria[5].
L'imputato può chiedere di essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato, secondo le norme della legge sul patrocinio dei non abbienti[6]; il limite di reddito risultante dall'ultima dichiarazione è di euro 11.493,82[7]. Un decreto del Presidente della Repubblica specifica le condizioni per l'ammissione al patrocinio, le esclusioni e il modo di fare la richiesta[8]. Per quanto riguarda l’ammissione al patrocinio gratuito, gli stranieri e gli apolidi vengono trattati nello stesso modo che i cittadini italiani[9].
In 2017 c’erano 242.796 avvocati erano iscritti negli albi[10], dunque 4 ogni mille abitanti[11].
La Costituzione è stata approvata nel dicembre 1947 ed è entrata in vigore il 1° gennaio 1948. È composta da quattro sezioni di cui la prima dedicata ai principi fondamentali della Repubblica. La Costituzione riconosce i diritti fondamentali dell’uomo[12], fra cui l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge[13], l’inviolabilità dell’integrità fisica di ogni persona e della libertà individuale[14]. La Costituzione prevede espressamente che le autorità pubbliche possano ricorrere a misure di sicurezza soltanto nei casi previsti dalla legge, queste misure devono essere confermate dall’autorità giudiziaria entro quarantotto ore. Se la misura di sicurezza non è confermata nelle successive quarantotto ore, la misura è revocata e diventa invalida[15].
Gli articoli 24 e 111 della Costituzioni sono le basi del giusto processo in Italia. Il primo garantisce il diritto di agire in giudizio, il diritto di difesa ed il diritto ad un supporto economico per chi non dispone dei mezzi par affrontare un giudizio. Il secondo include delle garanzie fondamentali per i procedimenti penali, come il diritto ad essere informato dell’accusa a proprio carico, il diritto all’interprete, il diritto di esaminare i testimoni, l’obbligatorietà della motivazione per ogni provvedimento giurisdizionale e la ragionevole durata del processo. Nessuno può essere punito se non in forza di una legge in vigore prima del fatto commesso[16] e l’accusato è considerato innocente sino alla condanna definitiva[17].
Non è ammessa la pena di morte.[18]
Il codice di procedura penale è entrato in vigore nel 1989, mentre il codice penale è entrato in vigore nel 1930 ed è stato emendato più volte.[19]
Le fonti internazionali dei diritti dell’imputato includono vari obblighi assunti nell’ambito di tutela dei diritti umani, come la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (1948), la Convenzione internazionale sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale (1965), La Convenzione internazionale sui diritti civili e politici del 1966 (Il Patto internazionale sui diritti civili e politici), la Convenzione internazionale sui diritti economici, sociali e culturali del 1966 (Il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali), La Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna (1979) con il suo protocollo facoltativo (1999), la Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti (1984), Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza (1989) e la Convenzione per i diritti delle persone con disabilità (2006). L’Italia è anche membro della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), i cui articoli 3 (proibizione della tortura), 5 (diritto alla libertà e alla sicurezza), 6 (diritto all'equo processo) e 7 (nulla poena sine lege) sono rilevanti per il processo penale. Il diritto dell’Unione Europea rilevante include la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea del 2000, ovvero la Carta di Nizza (che garantisce il diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale[20], la presunzione di innocenza e i diritti della difesa[21] ed i principi della legalità e della proporzionalità dei reati e delle pene[22]) e anche gli atti adottati dalle istituzioni dell’Unione Europea nell’ambito della cooperazione giudiziaria in materia penale (Articoli 82-86 TFUE), per esempio le direttive sul diritto all’interpretazione e traduzione[23], il diritto di avvalersi di un difensore[24], la presunzione di innocenza[25] e l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato[26].
L'inizio delle indagini preliminari
Il procedimento penale comincia con l'iscrizione nel registro delle notizie di reato da parte di un pubblico ministero (notitia criminis), incluso il nome della persona alla quale il reato è attribuito[27]. Questo è l’inizio ufficiale delle indagini, che possono durare fino ad un periodo compreso tra i sei mesi e i due anni in base al tipo di reato. Il pubblico ministero e la polizia giudiziaria vengono a sapere del reato di propria iniziativa oppure da altre persone, come specificato nel Codice[28].
Lo scopo delle indagini è la raccolta delle prove. Le indagini sono dirette dal pubblico ministero; inoltre la figura del giudice per le indagini preliminari garantisce il rispetto delle norme procedurali e dei diritti dell’indagato. Il codice prevede che “Le prove acquisite in violazione dei divieti stabiliti dalla legge non possono essere utilizzate”; il giudice può rilevare l’inutilizzabilità della prova in ogni stato e grado del procedimento[29].
Perquisizioni, sequestri e confronti
Il codice di procedura penale distingue tra ispezioni e perquisizioni[30]. Le ispezioni consistono principalmente nell’osservazione di luoghi (es. il luogo in cui è avvenuto il reato) ed il loro scopo è principalmente descrittivo. Sono autorizzate da decreto motivato dell'autorità giudiziaria[31] eccetto per una lista chiusa di casi. Le perquisizioni sono compiute quando vi è fondato motivo di ritenere che potranno fornire delle prove utili per il procedimento penale, e devono ugualmente essere autorizzate dall'autorità giudiziaria[32] tranne nei casi previsti nell’Articolo 352 CPP. Tuttavia, la polizia può eccezionalmente fermare e perquisire una persona di propria iniziativa quando ci si trovi in flagranza di reato o in un caso di evasione (rischio di fuga). Prima di procedere all'ispezione personale l'interessato è avvertito della facoltà di farsi assistere da persona di fiducia. L'ispezione deve essere eseguita nel rispetto della dignità della persona[33].
I confronti e le altre procedure di identificazioni devono svolgersi in conformità degli articoli 211-217 CPP. Prima del confronto (ricognizione personale), il giudice invita chi deve eseguirla a descrivere la persona indicando tutti i particolari che ricorda e la descrizione viene inserita nel verbale a pena di nullità della ricognizione[34].
Il codice di procedura penale distingue tra arresto[35] e fermo di una persona sospettata di aver commesso un reato[36]. La differenza fra le due misure riguarda la gravità del reato, se colui che viene accusato di averlo commesso è colto in flagranza o meno e se è fondato il pericolo che l'indiziato sia per darsi alla fuga.
i) il diritto di comparire dinanzi al giudice per rendere l'interrogatorio e di proporre ricorso per cassazione contro l'ordinanza che decide sulla convalida dell'arresto o del fermo[37].
In ogni caso, chi compie l’arresto deve mettere l’arrestato o il fermato a disposizione del pubblico ministero entro ventiquattro ore[38]. Entro quarantotto ore, durante le quali la persona sottoposta a misura precautelare può essere interrogata in presenza di un avvocato, il pubblico ministero deve chiedere un’udienza di convalida di fronte ad un giudice per confermare l’arresto o il fermo; se lui non li convalida nelle successive quarantotto ore, il soggetto deve essere rilasciato[39].
La persona sospettata di un reato diventa imputato soltanto dopo che il pubblico ministero ha esercitato l'azione penale, formalizzando le accuse[40]. In ogni caso, salvo che la legge non disponga altrimenti, la persona sospettata di un reato e l’imputato hanno gli stessi diritti e garanzie (per esempio, durante gli interrogatori)[41].
L’imputato deve essere assistito da un avvocato per tutta la durata dell'interrogatorio. Prima dell’interrogatorio, l’indagato o l’imputato deve essere avvertito che le sue dichiarazioni potranno sempre essere utilizzate nei suoi confronti, e che ha facoltà di non rispondere ad alcuna domanda (a parte l’obbligo di fornire i dati personali)[42]. La mancanza dell’avvertimento rende inutilizzabili le dichiarazioni rese dalla persona interrogata[43]. A differenza del testimone, il quale deve dire la verità (altrimenti commette falsa testimonianza), se l’imputato mente, non potrà essere punito.
Inoltre il codice dà alla polizia facoltà di ottenere informazioni da persone non sospettate di alcun reato, ma che possono riferire circostanze utili ai fini delle indagini, senza l'assistenza di un avvocato. Nel momento in cui una persona fornisce informazioni potenzialmente incriminanti, colui che conduce l’interrogatorio deve sospenderlo e informare la persona che potrebbe essere sottoposta alle indagini e invitarla a chiedere l’assistenza di un avvocato[44]. Le dichiarazioni fatte finora dalla persona non possono essere usate nei suoi confronti.
L’imputato ha il diritto di essere assistito da un avvocato, la cui presenza è obbligatoria durante i procedimenti penali. La corte può nominare un avvocato difensore (a spese dello stato) per le persone che non hanno un avvocato e non hanno i mezzi economici per retribuirlo[45]. La difesa è autorizzata, nella fase delle indagini preliminari, a svolgere indagini proprie. Il codice di procedura penale specifica le regole per questo tipo di attività[46].
Diritti dell’indagato
-	nel caso di interrogatorio, la presenza di un avvocato difensore è obbligatoria. L’indagato ha diritto ad essere informato circa le accuse che gli sono mosse e le prove a suo carico[47];
Una volta concluse le indagini preliminari, il pubblico ministero avvia l’azione legale (richiesta di rinvio in giudizio), a meno che non abbia chiesto al giudice di archiviare il caso. Salvo in alcuni casi particolari, la persona indagata viene a conoscenza delle indagini soltanto al loro termine, quando riceve l’avviso di conclusione delle indagini preliminari[48]. Da quel momento in poi, l’indagato e il difensore hanno pieno accesso al fascicolo delle indagini (discovery) per preparare la difesa. Possono anche depositare memorie e prove a discarico e chiedere di essere nuovamente interrogato.
Durante la presentazione delle conclusioni la difesa ha sempre l’ultima parola se la richiede[49].
Gli imputati ed i loro difensori possono impugnare la sentenza di primo grado (pronunciata dal giudice di pace, il tribunale o la Corte d’assise) entro un termine previsto dalla legge. Nel ricorso bisogna indicare i motivi di impugnazione e i punti impugnati della sentenza. I tribunali di secondo grado sono la Corte d’appello e la Corte d’assise d’appello[50].
-	Secondo il rapporto della Corte europea dei diritti dell'uomo del 2017, nel periodo 1959 - 2015 l'Italia è stata condannata per violazione del principio della ragionevole durata del processo più di qualsiasi altro paese europeo (con 1,193 violazioni su 5,668 in totale)[51].
-	L’Italia è uno dei paesi europei con il maggior numero di detenuti in custodia cautelare; la Corte Europea dei diritti dell’Uomo ha emesso numerose condanne per violazioni dell’Articolo 5 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo riguardo l’eccessivo periodo di detenzione preventiva[52].
-	Il sovraffollamento nelle carceri italiane è in calo da quando la sentenza Torreggiani della CEDU (dell’8 gennaio 2013) ha determinato una serie di riforme in materia di tutela dei diritti dei detenuti. Mentre nel 2011 il tasso di occupazione dello spazio carcerario era quasi del 150% (c'erano 67.634 detenuti, mentre la capacità ufficiale era di 45.165 detenuti[53]); nel 2015 era pari al 105%[54]. Nel 2015 la popolazione carceraria era di 52,164, di cui il 34% era in custodia cautelare, il 33% erano stranieri, il 4% erano donne e il 0.8 % erano minori di età[55].
European e-justice portal (disponibile in italiano) https://e-justice.europa.eu/content_judicial_systems_in_member_states-16-it-it.do?init=true
Penale.it ("portale" per il diritto, procedura e pratica penale) http://www.penale.it
Il sito IMPLI (progetto di ricerca europeo sul diritto all’interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali) http://impli.sitlec.unibo.it/
↑ Articolo 24 Cost
↑ Articolo 29 delle disposizioni di attuazione del CPP (D.Lgs. 28 luglio 1989, n. 271).
↑ Articolo 97 CPP.
↑ Articolo 97 CPP
↑ Articolo 98 CPP
↑ Articolo 76, D.P.R. 115/2002
↑ Articoli 74-145, D.P.R 115/2002
↑ Articolo 90 D.P.R 115/2002
↑ Censis, Percorsi e scenari dell’avvocatura italiana, rapporto di ricerca (2018), available at http://www.cassaforense.it/media/7191/rapporto-censis-2018.pdf (7).
↑ Ibidem, 10.
↑ Articolo 2 Cost
↑ Articolo 3 Cost
↑ Articolo 13 Cost
↑ Articolo 25 Cost
↑ Articolo 27 Cost
↑ Articolo 47, Carta di Nizza
↑ Articolo 48, Carta di Nizza
↑ Articolo 49, Carta di Nizza
↑ Direttiva 2010/64/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 20 ottobre 2010 sul diritto all’interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali
↑ Direttiva 2013/48/UE Del Parlamento Europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2013 relativa al diritto di avvalersi di un difensore nel procedimento penale e nel procedimento di esecuzione del mandato d’arresto europeo, al diritto di informare un terzo al momento della privazione della libertà personale e al diritto delle persone private della libertà personale di comunicare con terzi e con le autorità consolari
↑ Direttiva (UE) 2016/343 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 9 marzo 2016 sul rafforzamento di alcuni aspetti della presunzione di innocenza e del diritto di presenziare al processo nei procedimenti penali
↑ Direttiva (UE) 2016/1919 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 ottobre 2016 sull'ammissione al patrocinio a spese dello Stato per indagati e imputati nell'ambito di procedimenti penali e per le persone ricercate nell'ambito di procedimenti di esecuzione del mandato d'arresto europeo
↑ Articolo 335 CPP
↑ Articoli 330-334 CPP
↑ Articolo 191 CPP
↑ Articoli 244-252 CPP
↑ Articolo 244 CPP
↑ Articolo 247 CPP
↑ Articolo 245 CPP
↑ Articolo 213 CPP
↑ Articoli 380-383 CPP.
↑ Articolo 384 CPP
↑ Articolo 386.1 CPP
↑ Articolo 386.2 CPP
↑ Articolo 60 CPP
↑ Articolo 61 CPP
↑ Articolo 64.3 CPP
↑ Articolo 64.3-bis CPP
↑ Articolo 63 CPP
↑ Articoli 97-98 CPP
↑ Articoli 391 bis - 391 nonies CPP
↑ Articolo 65 CPP.
↑ Articolo 415-bis CPP
↑ Articolo 523.5 CPP
↑ Articolo 596 CPP
↑ European Court of Human Rights, Annual report (2017), https://www.echr.coe.int/Documents/Annual_report_2017_ENG.pdf, 174-175
↑ Parisi, Santoro and Scandurra, The practice of pre-trial detention in Italy - Research report (September 2015), https://www.fairtrials.org/wp-content/uploads/The-practice-of-pre-trial-detention-in-Italy1.pdf
↑ Ministero della Giustizia, Detenuti presenti (gennaio 2011) https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_14_1.wp?facetNode_1=0_2&previsiousPage=mg_1_14&contentId=SST600886.
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References: Articolo 63
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