Source: http://www.alpcub.com/cronologia_fiat_dal_2004.htm
Timestamp: 2018-12-18 13:33:44+00:00

Document:
cronologia Fiat dal 2004
http://www.cendoclotta.altervista.org/archivio/archivio.htm
Dopo le cause vinte negli stabilimenti del Nord, è arrivata anche la sentenza del giudice del lavoro del tribunale di Nola che ha inchiodato l'amministrazione dell'Alfa Romeo di Pomigliano D'Arco per condotta antisindacale (ex articolo 28). In particolare per aver collocato in cigs Valeria Cielo, una delegata Fiom, il 26 maggio, pochi giorni prima delle elezioni per il rinnovo delle Rsu di fabbrica. Il giudice Arturo Pizzella ha disposto l'immediata riammissione al lavoro della delegata, riconoscendo l'antisindacalità del comportamento della Fiat: "L'azienda ha omesso nella comunicazione di avvio della procedura alle Organizzazioni Sindacali, ex articolo 1 comma 7 legge 223/91, di precisi criteri sulla base dei quali operare la scelta dei lavoratori da sospendere". Secondo le Rsu di Pomigliano, ora il provvedimento del tribunale di Nola aprirà la strada ad altre tre cause in corso per le stesse motivazioni, mentre sarebbero in molti i lavoratori pronti a presentare ricorso alla magistratura ordinaria.
FIAT MIRAFIORI: SI SCIOPERA http://www.ilmanifesto.it/
I 400 lavoratori di Mirafiori addetti al montaggio della produzione Punto/Idea hanno effettuato ieri un'ora di sciopero. Lo sciopero è stato indetto da Fim, Fiom, Uilm e Fismic. La protesta dei lavoratori è la conseguenza delle scelte Fiat, azienda che per abbassare i costi taglia i tempi di lavoro pregiudicando la qualità della produzione. I piazzali sono intasati da vetture incomplete. Lo sciopero, inoltre evidenzia che il piano di ristrutturazione della Fiat, contraddistinto dalla assenza di investimenti per migliorare la qualità della produzione, non garantisce la stabilità occupazionale. Infatti nell'ultima settimana di gennaio il 50% degli addetti della carrozzeria sarà posto in cig.
FIAT MIRAFIORI; CONTINUANO GLI SCIOPERI
E' ancora la Fiom da sola ad organizzare gli scioperi contro il peggioramento delle condizioni di lavoro e l'aumento dei carichi nella fabbrica torinese della Fiat. Anche ieri i carrozzieri addetti alla produzione delle vetture Punto, Idea e 166 si sono fermati per un'ora e un gruppo di 200 operai ha dato luogo a un corteo interno.
All'amministratore delegato della Fiat Auto, Herbert Demel, si sono rivolti ieri con una lettera aperta 300 operai delle Carrozzerie di Mirafiori dove lo sciopero contro i pesantissimi ritmi di lavoro è arrivato al 18° giorno. I lavoratori chiedono un intervento diretto dell'a.d. e denunciano la assoluta indisponabilità della direzione dello stabilimento (che Demel ha ereditato dalla passata gestione) ad aprire una trattava sindacale. La protesta riguarda l'unica linea produttiva che non è falcidiata dalla cassa integrazione, quella che sforna la Punto e la Idea. La logica dell'azienda è quella classica: sempre meno lavoratori in linea, sempre più spremuti.
FIAT AUTO: 2 SETTIMANE DI CIG A TERMINI E MIRAFIORI http://www.24oreborsaonline.ilsole24ore.com/
La Fiat Auto ha comunicato alle organizzazioni sindacali il ricorso alla Cassa integrazione per due settimane a Mirafiori (dal 15 al 28/3) per 2100 addetti alla produzione di Alfa Romeo 166, Lancia Thesis, Lancia Lybra e Fiat Multipla. Inoltre e' stato comunicato anche il ricorso alla Cig, sempre per due settimane (dal 22/3 al 4/4) per 1500 lavoratori nello stabilimento di Termini Imerese dove si produce attualmente la nuova Punto.
FIAT DI MELFI http://www.gdmland.it/
Scioperano gli autotrasportatori, mancano i materiali nella fabbrica integrata modulare e l'azienda manda a casa gli operai. Questa in sintesi la cronaca della prima giornata di fermo dei camionisti che riforniscono la Sata di San Nicola di Melfi. Per questa ragione sono stati mandati a casa circa 900 dipendenti del primo turno di lavoro. Stessa situazione anche per le tute amaranto che avrebbero dovuto iniziare l'attività lavorativa nel pomeriggio. Un migliaio di dipendenti, secondo i dati forniti dall'azienda, non sono proprio entrati nella fabbrica (dove si lavora in "just in time") ed hanno fatto ritorno alle proprie abitazioni. Anche per il terzo turno di lavoro si sono avuti gli stessi problemi, poiché fino alla tarda serata di ieri i camion presidiavano ancora i cancelli. I manifestanti hanno anche invaso i binari della linea ferroviaria che costeggia lo stabilimento. "Continueremo a protestare fino a che non ci metteranno nelle condizioni di rispettare i parametri della sicurezza della circolazione - ha commentato il presidente della Confartigianato regionale Trasporti Basilicata Angelo Antenori - e non verranno incontro alle nostre esigenze economiche. Contestiamo con forza i sistemi di bagarinaggio". La protesta degli autotrasportatori, partita da Melfi, si sta estendendo su tutto il territorio nazionale. Fino al prossimo 5 marzo, i camionisti terranno vivo il fermo di settore. Alla protesta aderiscono solo i camionisti che si occupano del trasporto merci, ma anche le bisarche non hanno potuto caricare le automobili. Ai lavoratori Fiat sarà concessa la cassa integrazione.
FIAT POMIGLIANO D’ARCO: INCIDENTE http://ilmattino.caltanet.it/
Quindici operai dello stabilimento addetti al versamento dell'olio lubrificante nei motori delle vetture si sono rivolti al pronto soccorso dell'infermeria di fabbrica accusando un violento malessere. Secondo i responsabili del sindacato dello "Slai Cobas" gli operai sarebbero stati intossicati mentre maneggiavano alcuni solventi. Un’ipotesi che però secondo l’azienda non trova riscontro. Per i responsabili della fabbrica infatti durante la normale lavorazione non si è verificata alcuna esalazione velenosa, ma probabilmente a causare l’incidente è stato solo un cattivo odore provocato dalla pulizia degli impianti. Gli operai comunque, come rende noto lo stesso Slai Cobas, sono tornati subito al lavoro dopo essere stati visitati dai sanitari.
Scioperi e blocchi a None e Volvera TNT: SCIOPERI E BLOCCHI http://www.ecodelchisone.it
Il municipio di None venerdì mattina è stato occupato da numerosissimi operai della Tnt di None-Volvera, in sciopero ormai da quattro giorni e decisi ad un'azione dimostrativa per spostare finalmente l’attenzione dei media e delle istituzioni locali sulla loro difficile situazione. S'è trattato di un'occupazione pacifica e quasi concordata: di prima mattina l’assessore al Lavoro, Mario Dell’Acqua, ha informato telefonicamente il sindaco Domenico Bastino della decisione degli operai. "Non abbiamo avuto nessun problema ad ospitare la dimostrazione degli operai", spiega il primo cittadino. La Tnt intende cedere le attività di ricevimento e di spedizione del magazzino di Volvera e None. Già a luglio per questo motivo vi era stato uno sciopero di sette ore quando la Tnt aveva utilizzato i dipendenti di una cooperativa per i lavori nei magazzini. A novembre la ditta aveva prospettato al sindacato la cessione del magazzino di Volvera che riguardava circa 80 operai: la risposta era stata una giornata di sciopero. L’azienda intende perseguire una drastica riduzione dei costi del lavoro, in quanto incide di meno un lavoratore di cooperativa che non un altro regolarmente assunto a tempo indeterminato. Il 16 marzo i lavoratori hanno deciso lo stato di agitazione e hanno inizio gli scioperi durati fino alle 22 del 19 marzo. La protesta si allarga anche ai blocchi stradali lungo la Statale 23 ed in un corteo che raggiunge il Municipio di None. Alla Tnt di None e Volvera un paio di anni fa vi erano circa 1.100 lavoratori, adesso, dopo gli interventi di terziarizzazione, sono scesi a 800.
FIAT CASSINO A RISCHIO CHIUSURA? http://ilmessaggero.caltanet.it/
Lo stabilimento Fiat di Cassino non chiuderà perché ha un futuro produttivo e occupazionale garantito. Lo sostengono Fim-Cisl e Uilm dopo la Fiom aveva avanzato l'ipotesi di chiusura o di ridimensionamento del sito per la crisi del gruppo automobilistico. E dalla Fiat fanno sapere che entro maggio si farà questa verifica sollecitata dai sindacati. La Fiat smentisce l'ipotesi di nuova mobilità mentre c'è la conferma che da settembre un migliaio di lavoratori potrebbe finire in cassa per consentire la sostituzione degli impianti.
ALFA ROMEO DI ARESE http://www.corriere.it/
"Uno pseudosindacato". Questo dice la Cisl di Milano dello Sali Cobas. A esprimersi è il segretario generale di Milano, Maria Grazia Fabrizio. Lo scontro Cisl-SlaiCobas è tutto giocato sulla crisi dell’ex Alfa Romeo di Arese. Martedì scorso alcuni lavoratori si sono presentati ai colloqui di lavoro organizzati dall'Associazione delle Aziende Elettromeccaniche Italiane presso il centro dei Salesiani di Arese. Lo SlaiCobas, però, è intervenuto e hanno di fatto bloccato i colloqui. "Queste fantomatiche aziende elettromeccaniche prendono in giro i lavoratori - sostiene lo Slai - hanno affermato di avere 3.000 posti di lavoro da offrire subito in Lombardia. Non è vero. La verità è che si spera che i lavoratori ex Alfa abbandonino l’area e accettino posti di lavoro alla Vanna Marchi per poi dire che tutto è a posto e che la crisi Fiat è risolta". La questione Alfa resta calda anche in vista della giornata di venerdì. Nella mattinata di domani lo Slai - in polemica con Fiat, Regione e sindacato confederale - manifesterà a Milano, da piazza Cairoli a piazza del Duomo.
MELFI: INDOTTO FIAT E CONSORZIO ACM http://www.ilmanifesto.it/
Melfi non è solo la Fiat Sata con i suoi 5 mila dipendenti: nella città industriale di San Nicola, a una quindicina di chilometri dal centro abitato, lavorano a pieno ritmo anche le 23 aziende dell'indotto, associate nel consorzio Acm. Imprese che danno lavoro a 3 mila operai. Forniscono i pezzi alla Sata, che si occupa di assemblaggio: dai cavi prodotti dalla multinazionale francese Valeo (200 addetti) ai pannelli da sportello della Johnson Control (150), dai sedili della Lear alle molle ad elica e barre stabilizzatrici della Rejna (60 persone), fino agli schienali per i sedili della Commer Tgs e alle scocche della Imam. Anche gli operai dell'indotto partecipano, da lunedì scorso, ai presidi. Ma è in corso anche una vertenza con l'Acm, una piattaforma che cammina parallela a quella della casa madre Fiat. Le proteste delle 23 imprese Acm sono partite prima di quelle della Fiat, e sono state quasi la scintilla che ha acceso il fuoco. Già da settembre in agitazione per i precontratti Fiom, le mobilitazioni si sono accelerate alla fine della settimana scorsa, quando la Lear, la Magneti Marelli e la Arvil sono entrate in sciopero. La Fiat ha dunque cominciato a mettere in libertà gli operai della Sata, affermando che mancavano i pezzi a causa degli scioperi: non essendo stata concessa la cassa integrazione, al contrario di quanto avviene di solito, i lavoratori hanno deciso di lasciare la produzione, «ampliando» così il nucleo di proteste iniziato dall'indotto. L'unico successo incassato fino a oggi è il precontratto della Imca, che ha assicurato la quattordicesima ai dipendenti. Per il resto, l'Acm è totalmente sorda. L'ondata di cassa integrazione e mobilità, che finora nell'ambito Fiat ha risparmiato solo la Sata, qui nell'indotto è già arrivata. Sono circa 400 gli operai in cig, spesso a rotazione, ma 15 lavoratori della ex Pianfei, come spiega Pasquale Suozzo, della Fiom, sono già in mobilità. Circa il 40% dei lavoratori è a rischio, soprattutto da quando molte aziende hanno scelto di portare le produzioni in paesi come la Tunisia o l'Algeria, dove il lavoro costa meno.
FIAT DI MELFI: LA POLIZIA INIZIA L'ATTACCO AL BLOCCO
La polizia ha intimato ai lavoratori Fiat - che manifestano bloccando la strada di accesso - di consentire il passaggio di alcuni autobus, scortati dalla polizia, con a bordo altri operai che invece intendono entrare in fabbrica. Nelle vicinanze del blocco si sono fermati tre autobus, mentre una decina è tornata indietro. Gli agenti dei reparti celeri spostano fisicamente, uno ad uno, i manifestanti che sono seduti e fanno resistenza passiva. Le persone una volta rimosse si stanno spostando e si ricollocano alla fine del blocco. Il primo ad essere stato spostato è stato il segretario della Fiom del potentino Giuseppe Cillis. "Quanto sta succedendo è semplicemente una vergogna", ha detto il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, che è tra i manifestanti al blocco principale. E alcuni delegati spiegano: "Chi voleva andare a lavorare era libero di farlo, ma a piedi come lo facciamo noi tutti i giorni: sui tre autobus che chiedono di passare ci sono non più di 40 persone, e comunque nessuno avrebbe impedito loro di passare in sicurezza".
FIAT DI POMIGLIANO http://www.corriere.it/
Sono 5122 i dipendenti Fiat in servizio a Pomigliano d’Arco, e se si aggiungono quelli dell’indotto si arriva a circa 9000 persone. Da oggi per tutti, o almeno per quelli in servizio in alcuni turni, potrebbe scattare la cassa integrazione perché lo stabilimento dove vengono prodotte ogni giorno 820 vetture tra Alfa 147, 156 e Gt spider, quasi sicuramente dovrà sospendere - totalmente o parzialmente - l’attività. Le problematiche della fabbrica sono molte. La UILM, che concerta con la direzione la pace sociale, teme che le lotte a Melfi e le ripercuzzioni sulla produzione anche a Pomigliano, unitamente alla forte repsenza dello Slai Cobas, producano una ripresa del conflitto. Intanto la Fiom sta preparando lo sciopero di mercoledì (quattro ore, come in tutti gli altri stabilimenti). Anche lo Slai Cobas è pronto allo sciopero. Quello che avverrà da mercoledì in poi, invece, è tutto legato agli sviluppi della situazione a Melfi.
ULTIM'ORA: CARICHE E FERITI A MELFI http://www.kataweb.it/
La polizia ha caricato i manifestanti che bloccano l'entrata principale dell'area industriale di Melfi. I manifestanti hanno messo le mani in alto. Secondo testimoni ci sono feriti. Tra cui il coordinatore della segreteria nazionale della Fiom, settore auto, Lello Raffo, che è stato colpito in testa e a un braccio e la vicequestore Amalia Di Ruocco ferita alla testa da una pietra lanciata dai manifestanti. Alla fine sono entrati in fabbrica i due autobus con i dipendenti Fiat. L'intenzione degli agenti era quella di aprire un varco nel picchetto per permettere il passaggio di tre autobus con lavoratori che intendono lavorare. La situazione è molto tesa. "Quanto sta succedendo in questi momenti a Melfi è semplicemente una vergogna", aveva dichiarato il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, che è tra i manifestanti al blocco principale. Per protestare sulla situazione a Malfi, la Fiom ha proclamato quattro ore di sciopero mercoledì 28 aprile per tutto il settore. Lo sciopero di domani di quattro ore alla Fiat e alle aziende dell' indotto automobilistico è stato revocato. In Basilicata mercoledì lo sciopero sarà di otto ore e riguarderà tutte le categorie ad eccezione di quelle vincolate alla legge sul preavviso del diritto di sciopero.
Un vero e proprio atto di servilismo nei confronti della Fiat. Così il segretario della Fiom, Gianni Rinaldini ha definito la carica della polizia contro gli operai di Melfi. "La polizia ha fatto un atto di servilismo nei confronti della Fiat ed e' stata filo-diretta dall'azienda- ha ribadito Rinaldini - qui è successo un fatto vergognoso picchiando lavoratori che protestavano pacificamente le loro ragioni".
FIAT: IN CORSO SCIOPERI A SOSTEGNO DEI BLOCCHI DI MELFI http://www.kataweb.it/
E' in corso dalle 9 di questa mattina a Torino lo sciopero di 2 ore proclamato dalla Fiom a Mirafiori, dove sono rientrati stamani, dopo due settimane di cassa integrazione, i circa 800 addetti delle linee della Thesis, Libra e dalla Alfa 166. "I lavoratori rispondono con lo sciopero, e non con lettere fantasma che a Mirafiori sono sconosciute e non rappresentano gli operai torinesi - afferma il segretario della Fiom di Torino, Giorgio Airaudo - ai gravi fatti che la Fiat sta generando a Melfi, dove non dialoga con i lavoratori e favorisce l'intervento della forza pubblica. Si fermino le cariche della polizia e si apra la trattativa", aggiunge l'esponente sindacale. Anche nelle altre fabbriche dell'indotto torinese sono in corso dichiarazioni di sciopero da parte della Fiom "contro le cariche della polizia e a sostegno della lotta degli operai di Melfi". In alcune fabbriche piemontesi ci sono state fermate oggi, secondo quanto rende noto la Fiom, a sostegno della lotta dei lavoratori di Melfi. Alla Powertrain di Verrone (Biella) c'è stata un'ora di sciopero con un corteo interno, così come alla Teksid di Crescentino (Vercelli), alla Microtecnica di Torino, alla ex Magneti Marelli di Venaria, alla Elbi di Collegno, alla Mac di Chivasso, alla Pininfarina di Grugliasco, alla Seima di Grugliasco, alla Fergat di Cascine Vica e alla Mhale Valvole di Volvera. All'Iveco, dov'era in corso un'assemblea unitaria già prevista per commemorare il 25 aprile con il presidente di Emergency, Teresa Sarti, "c'è stato un forte applauso dei lavoratori - sottolinea la Fiom - in segno di solidarietà agli operai di Melfi". Alla fine dell'assemblea, che si è espressa per il ritiro delle truppe italiane dall'Iraq, le Rsu dell'Iveco hanno condannato, in un documento unitario, "l'intervento delle forze dell'ordine contro gli operai e chiesto che si apra un confronto con i lavoratori".
NEW HOLLAND: PRESIDI E CORTEI http://ilmessaggero.caltanet.it
I metalmeccanici jesini faranno oggi un presidio davanti alla sede della Rai di Ancona, in piazza della Repubblica. Questa la modalità con cui gli operai delle aziende metalmeccaniche della Vallesina, in particolare della Case New Holland, aderiranno allo sciopero nazionale di quattro ore indetto dalla Fiom-Cgil in solidarietà con gli operai dello stabilimento Fiat di Melfi, che stanno lottando affinché vengano riconosciuti loro i diritti ad un orario di lavoro meno sfibrante ed un congruo aumento di stipendio.
FIAT SATA DI MELFI: NESSUNO ENTRA AL POMERIGGIO http://www.kataweb.it
Nessun lavoratore si è presentato per il turno pomeridiano nello stabilimento della Fiat a Melfi e in quelli dell'indotto. La situazione sul posto è piuttosto tranquilla.
MELFI: TOLTI I BLOCCHI MA LO SCIOPERO CONTINUA (Il Sole 24 Ore Radiocor)
Pchi presenti questa mattina per il primo turno, nello stabilimento Fiat di Melfi. Agli ingressi presidi dei lavoratori, ma nessun blocco. Gli autobus con gli operai sono arrivati quasi vuoti, e sono stati lasciati entrare. I delegati delle rsu, dopo aver deciso di far proseguire lo sciopero, rimuovendo i blocchi, per il primo turno di oggi, dalle 7 alle 14, attendono l'evolversi della trattativa tra sindacati e azienda per decidere se continuare con lo sciopero anche per il secondo turno di lavoro.
FIAT DI MELFI: SCIOPERO DI 8 ORE http://www.kataweb.it/
L'assemblea dei lavoratori dello stabilimento Fiat di Melfi e delle aziende dell'indotto ha proclamato oggi un altro sciopero di 8 ore nell'ambito della vertenza che blocca gli impianti ormai da 15 giorni. Anche stamani ai presidi vi sono alcune centinaia di lavoratori che, pur rallentandolo hanno consentito il passaggio di coloro che intendevano recarsi a lavorare. Una nuova assemblea è in programma per le 14 e potrebbe proclamare altre 8 ore di sciopero. Continuerà fino alle 22 lo sciopero attualmente in corso allo stabilimento Fiat di Melfi e nelle aziende dell'indotto. Lo ha deciso l'assemblea dei lavoratori. Alle 22 una nuova assemblea deciderà l'eventuale prosecuzione dello sciopero che comunque sembrerebbe scontata. Oggi polizia e carabinieri hanno fatto un cordone nella strada principale di accesso al sito industriale, per evitare contatti tra i manifestanti, che sono ai bordi della carreggiata, e autobus ed automobili con i lavoratori che, invece, intendono recarsi in fabbrica. La situazione, dal punto di vista dell'ordine pubblico, è tranquilla.
MELFI: SOSPESA LA TRATTATIVA NELL'NDOTTO FIAT http://www.kataweb.it/
E' stata sospesa, in attesa dell'esito della trattativa tra Fiat e sindacati a Roma, quella tra il consorzio Acm (al quale aderiscono 23 aziende della componentistica auto che hanno stabilimenti a Melfi in provincia di Potenza, e impiegano circa 3.000 lavoratori) e le Rsu. La decisione dell'Acm è stata contestata dal coordinamento delle Rsu (Fiom, Failms, Slai Cobas, Ugl e Alternativa Sindacale) che l'ha definita "irresponsabile". "Questo atteggiamento - hanno detto alcuni delegati del coordinamento - avrà una pronta risposta dai lavoratori già con il turno di domani sera alle 22 con l'intensificazione delle azioni di lotta". La trattativa tra Acm e Rsu riguarda le prospettive occupazionali (nell'area ci sono alcune aziende in crisi), l'organizzazione del lavoro (gli orari, in particolare) e il salario. All'avvio della trattativa, giovedì scorso, Acm si era impegnata a garantire l'applicazione ai lavoratori delle stesse condizioni salariali concordate tra Fiat e Rsu.
FIAT MELFI: ALTERNATIVA SINDACALE DICE "NO ALLE BRICIOLE" http://www.kataweb.it/
Secondo i cinque delegati della Rsu della Sata e Alternativa sindacale, che hanno proclamato altre otto ore di sciopero dalle ore 22 di oggi, "Era possibile ottenere molto di più ma l'agognata unità con i sindacati padronali e i compromessi dell'Ulivo con il grande capitale l'hanno impedito". I cinque delegati hanno annunciato che "non firmeremo per le briciole". Secondo i contrari all'intesa (definita "una vera resa quasi senza condizioni"), "E' stato un errore togliere i blocchi: il presidio dei cancelli e l'allontanamento dal tavolo di Cisl, Uil e Fismic ci avrebbe fatto vincere. E' grave che altri hanno trattato per gli operai in lotta. Siamo disponibili all'accordo - hanno concluso - solo a condizione della piena parificazione e della fine della fabbrica-caserma, con la moratoria dei provvedimenti repressivi e il rientro dei delegati licenziati".
L'ACCORDO A MELFI: PRIMI GIUDIZI http://ilmessaggero.caltanet.it/
"E’ stata una lotta giusta e finalmente abbiamo ottenuto qualcosa". "E’ solo uno zuccherino, la Fiom ha ceduto". In questi due giudizi c’è il clima che si respirava ieri mattina alla prima assemblea delle tute amaranto di Melfi, subito dopo la firma dell’intesa e al termine di tre settimane di scioperi e manifestazioni. I delegati e i sindacalisti della Fiom, appena tornati da Roma, cercano di illustrrare ai lavoratori i vantaggi dell’accordo raggiunto con l’azienda. Quando annunciano di aver strappato 105 euro di aumento lordo al mese parte un applauso, ma ci saranno battimani anche per chi giudica il compromesso una sconfitta. Fra i lavoratori, anche se davanti allo stabilimento non ce ne sono più di qualche centinaio (su 5mila), non tutti infatti sono convinti di aver vinto. "E’ un pugno di mosche", dice un operaio. A contestare l’accordo sono soprattutto i delegati della Failms. "Non siamo soddisfatti - insistono - noi volevamo la parificazione, invece bisogna aspettare il 2006". A prevalere a Melfi dunque sembra piuttosto la soddisfazione per aver costretto la Fiat a trattare con uno sciopero in corso e poi a cedere sulla paga notturna, che verrà parificata a quella degli altri stabilimenti del gruppo. L’accordo siglato ieri mattina all’alba, che a regime nel luglio 2006, riconosce circa 105 euro lordi al mese di aumento, e consente di eliminare la dopppia battuta, cioè dodici notti consecutive di lavoro notturno, in settimana verrà sottoposto al voto dei lavoratori. Già da ieri sera intanto gli operai sono rientrati nello stabilimento. Per arrivare all’accordo ci sono volute tre giornate di confronto. Dopo due giorni di faccia a faccia infruttuoso a Melfi fra le Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) e l’azienda, la Fiat ha chiesto di spostare il tavolo a Roma, coinvolgendo anche i vertici nazionali dei sindacati metalmeccanici. In tutto in busta paga, secondo i calcoli dei sindacati, arriveranno 105 euro lordi al mese in più per un operaio di terzo livello. Di questi 60 derivano dall’aumento delle maggiorazioni sul turno notturno, che vengono parificate a quelle degli altri stabilimenti del grupppo, come chiesto dai lavoratori, e 45 dal premio di competitività. La metà circa dell’incremento arriverà a luglio di quest’anno, il resto entro il luglio 2006. L’accordo è stato trovato poi sui turni - la doppia battuta verrà eliminata da luglio - e sui provvedimenti disciplinari degli ultimi 12 mesi, che la Fiat ha accettato di riesaminare. La valanga di sanzioni comminate dalle direzione era stato uno dei detonatori della rivolta a Melfi. Infine le ritenute per le tre settimane di sciopero, per non decurtare troppo gli stipendi, verranno diluite in due mesi.
FIAT MELFI: GLI OPERAI APPROVANO http://www.ilmanifesto.it/
I lavoratori di Melfi hanno detto sì all'accordo siglato il 9 maggio tra sindacati e Fiat. Il referendum si è chiuso ieri pomeriggio alle 15, e subito è cominciato lo spoglio delle schede. Il risultato in Sata è del 77,4% di sì (3.283 voti) e del 22,6% di no (965), un plebiscito anche per le aziende terziarizzate (78,9% sì, 21,1% no). Hanno votato complessivamente 4.831 persone su 5.642 aventi diritto: la partecipazione è stata dell'85,6%. Ma più dell'esito, è importante il fatto che si sia arrivati al voto: dopo dieci anni di paura e intimidazioni, ventuno giorni di presidi (e qualche ora di manganellate), a decidere sono stati gli stessi operai. Uno dei punti qualificanti della piattaforma, infatti, difeso a spada tratta dalla Fiom, era proprio la democrazia: a trattare devono essere le Rsu, e qualsiasi intesa, prima della firma finale, deve essere validata dal voto dei lavoratori. Tornando ai "prati verdi" della Basilicata, nei prossimi giorni sono chiamati a votare la pre-intesa i 3.200 lavoratori delle aziende dell'indotto, sui quali pesa un incerto futuro occupazionale. Ecco, in breve, l'intesa raggiunta. Quanto ai salari, le maggiorazioni notturne e serali verranno gradualmente parificate a quelle degli altri stabilimenti: il notturno passerà dal 45% al 60,5% entro luglio 2006, il serale dal 25% al 27,5% entro luglio 2005. Nei due anni spariranno dal calcolo dell'indice di assenteismo le assenze per assistere i portatori di handicap, quelle per i congedi parentali, i permessi sindacali retribuiti per le Rsu, i permessi per donazione di sangue e per la dialisi. Ogni anno a luglio verranno corrisposti 240 euro derivanti dall'accantonamento mensile di 20 euro, parte variabile del premio di competitività. Da questo luglio sarà eliminata la doppia battuta, ossia la ripetizione per due settimane consecutive dello stesso turno. Il nuovo schema degli orari prevede una settimana con sei giorni lavorativi e una con quattro (e due di riposo consecutivi). Da gennaio 2005 l'orario giornaliero passerà da 7 ore e 15 minuti a 7 ore e 30, con mezz'ora di refezione a fine turno. I 15 minuti in più saranno accorpati: in pratica saranno sette giorni non lavorativi in più. La commissione "conciliazione e prevenzione" esaminerà i provvedimenti disciplinari (sospensione dal lavoro e dalla retribuzione) emessi negli ultimi 12 mesi e non impugnati. Verrà rivisto anche il numero verde per la comunicazione della malattia: fino a oggi ha funzionato male, è spesso occupato o non registra le telefonate, originando molti provvedimenti disciplinari.
FIAT-FMA DI PRATOLA PELIGNA http://ilmattino.caltanet.it/
Dopo l'accordo per la Stata di Melfi nel gruppo Fiat è stata raggiunta un'intesa anche per la Fma di Pratola Serra, in provincia di Avellino (Fiat Gm Powertrain) su turni, premio aziendale e relazioni sindacali.L'impianto occupa circa 3.000 addetti. La bozza di accordo prevede la parificazione per lo stabilimento dei trattamenti economici dei turnisti a quelli vigenti negli altri impianti del gruppo e l'incremento del salario riferito al premio aziendale. Viene inoltre confermato l'investimento di 400 milioni di euro in tecnologie entro il 2007, già previsto dal piano industriale, con il mantenimento dell'attuale organizzazione e orario di lavoro. Nella prossima settimana sono fissate le assemblee dei lavoratori per chiedere il mandato a concludere l'accordo.
FIAT: CENTINAIA IN MOBILITA' http://www.ilmanifesto.it/
I prossimi sei mesi saranno cruciali per capire il destino della Fiat e non solo quello di Mirafiori: a dicembre giunge al termine l'alleanza con General Motors e si tratterà di capire a che costo. I sindacati non incontrano la Fiat dal 5 dicembre del 2002. Per questo il 29 luglio potrebbe segnare una svolta. Ma non in una logica "campanilistica", cioè per porre sul tavolo la questione dello stabilimento torinese di Mirafiori, quanto piuttosto per imprimere un'accelerazione alla vertenza Fiat nel suo complesso. A Mirafiori ogni mese ci sono tra i 2500 e i 2800 lavoratori in cassa integrazione. A Cassino in 18 mesi l'azienda ha aperto tre procedure di mobilità. Sono stati tagliati 850 posti di lavoro e i lavoratori sono in cassa integrazione per due settimane al mese.
POWERTRAIN DI TERMOLI http://www.ilmanifesto.it/
Preoccupazione per il futuro dello stabilimento Powertrain (Fiat-Gm) di Termoli, che produce cambi e motori per i modelli Fiat Auto. Nelle settimane scorse l'azienda aveva comunicato l'assunzione di 50 unità per quattro mesi, mentre sabato scorso la direzione ha comunicato che a causa della contrazione dei volumi produttivi, i contratti a tempo determinato saranno ridotti a soli 30 giorni. Da anni la Powertrain non crea occupazione stabile, rimpiazzando i lavoratori pensionati con contratti interinali.
FIAT: CIG http://www.ilmanifesto.it
Per i lavoratori degli stabilimenti Fiat di Mirafiori, Cassino e Termini Imerese è stata confermata la cassa integrazione alla Fiat Auto. A Cassino saranno tremilacinquecento i dipendenti che rimarranno a casa per due settimane, dal 27 settembre al 9 ottobre. Una decisione dettata, secondo l'azienda, da una parte dalla necessità di ristrutturare lo stabilimento in vista dell'arrivo della New Large, la nuova croma che entrerà in produzione la prossima primavera. Dall'altra parte però l'azienda sottolinea l'andamento debole del mercato della Stilo che viene prodotta proprio a Cassino. A Mirafiori si fermeranno forzatamente per due settimane cinquecentoquaranta lavoratori delle carrozzerie e duecentocinquanta delle presse. Una nuova tornata di cassa dunque per lo stabilimento torinese che da inizio anno ha visto diverse linee fermarsi a più riprese. Dopo le ferie la Fiat aveva già lasciato a casa per una ulteriore settimana i millequattrocento dipendenti delle linee Thesis, Lybra e 166, oltre a quelli di Cassino. In cassa integrazione saranno anche i lavoratori di Termini Imerese. Lo stabilimento siciliano si fermerà completamente per una intera settimana.
FIAT: ANCORA CASSA INTEGRAZIONE http://ilmattino.caltanet.it/
La crisi continua in casa Fiat. Due settimane di cassa integrazione per lo stabilimento di Termini Imerese. Gli impianti si fermeranno il 18 ottobre. Il rientro il 2 novembre. Le due settimane di cig si aggiungono a quella già prevista per il prossimo 27 settembre. All'Alfa Arese è stata annunciata la cassa integrazione per altri 319 lavoratori. E anche Fiat Powertrain ha comunicato ai sindacati che nello stabilimento di Termoli ci sono 300 lavoratori che hanno le condizioni per la messa in mobilità. La direzione della Powertrain, joint-venture fra Fiat e Gm per la produzione di motori e cambi, ha già annunciato ai sindacati l’avvio dei licenziamenti, con la procedura di mobilità, di 709 dipendenti in quattro sedi in tutta Italia. 106 esuberi fra operai e impegati riguardano la fabbrica di Arese (Milano), 250 Mirafiori (Torino), 300 Termoli (Campobasso) e, infine, 50 licenziamenti sono previsti a Verrone (Biella).
FIAT/SATA: CASSA INTEGRAZIONE http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it
La cassa integrazione interesserá 5000 lavoratori della Fiat dal 1° al 7 novembre: questo almeno si apprende tramite la stampa, in quanto secondo i sindacati Fiat non sta comunicando direttamente con loro.
FIAT ARESE: MOBILITA'
La Fiat spiega che dal 31 dicembre scatta la mobilita' perche' finisce la cassa integrazione e quindi i 494 lavatori di Arese rimarrebbero senza copertura salariale. L'anno scorso alla scadenza del periodo di cassa integrazione, il governo aveva concesso, con un provvedimento straordinario, la proroga di un anno, cosa che potrebbe ripetersi anche per il 2005. L'obiettivo e' di consentire ai lavoratori di ricollocarsi nell'ambito delle iniziative varate dalla Regione Lombardia. Interviene sulla vicenda Corrado delle Donne dello Slai Cobas: "l'azienda ha convocato oggi alle 15.30 tutti i delegati sindacali per comunicare la richiesta della procedura di mobilita' per i 494 lavoratori". "Anziche' incontrare i lavoratori - ha commentato Delle Donne riferendosi al presidente del Lingotto, che oggi con la mediazione della Questura di Milano, aveva dato la disponibilita' ad incontrare alcuni rappresentanti dello Slai-Cobas - Montezemolo ha deciso di licenziare i lavoratori e lo comunica tramite i suoi dirigenti. Avra' la risposta che si merita". E sembra proprio sfumare l'ipotesi dell'incontro annunciato questa mattina, quando i lavoratori avevano sbarrato la via d'uscita dal Politecnico di Milano-Bovisa per contestare il presidente del Lingotto, costretto a percorrere alcune vie contromano con l'aiuto della polizia per evitare il picchetto. Dalla questura si apprende che "non e' stata comunicata alcuna disponibilita' del presidente della Fiat Luca Cordero di Montezemolo ad incontrare i lavoratori dell'Alfa Romeo di Arese".
FIAT CASSINO: 700 IN CIG http://www.corriere.it/
Decisi due mesi di cassaintegrazione per 700 lavoratori della Fiat di Cassino. Dall’8 novembre al 9 gennaio è stato stabilito il fermo parziale della linea B dello stabilimento. Un provvedimento che interessa 3450 lavoratori che a turno osserveranno un periodo di sospensione dal lavoro. In questo periodo sarà ridotta la produzione della Fiat Stilo. Il blocco produttivo è stato stabilito per permettere i lavori di ristrutturazione degli impianti, in vista della produzione della nuova automobile che sostituirà la Croma.
(novembre mancante)
FIAT: 16.000 IN CIG http://www.gazzettadelsud.it/
La Fiat fermerà per quindici giorni, dal 27 dicembre al 9 gennaio, quasi tutta la produzione italiana di auto: rimarranno chiuse le linee di Mirafiori, Cassino, Melfi e Termini Imerese (per quest'ultimo lo stop sarà di tre settimane). Lavoreranno solo lo stabilimento di Pomigliano, da dove escono i modelli Alfa Romeo e quello della Sevel Val di Sangro, dove si fanno i veicoli commerciali. Circa sedicimila lavoratori andranno in cassa integrazione. I segnali dal mercato sono negativi, ma non spaventano la Borsa: i titoli del Lingotto sono stati in progresso del 2,08% a 5,699 euro. A Mirafiori andranno in cassa tutti i 5.400 addetti delle Carrozzerie che lavorano sulle linee Alfa 166, Thesis, Lybra, Punto, Idea, Musa e Multipla. Lo stesso provvedimento interesserà i 450 addetti delle Presse legati alle carrozzerie di Mirafiori e alla Sata di Melfi (rimarranno al lavoro solo 250 addetti che producono per Pomigliano). In tutto saranno prodotte circa 8.000 vetture in meno. Ieri intanto sono stati sentiti dalla Commissione Lavoro del Senato, i manager Fiat, Paolo Rebaudengo e Mario Mairano: hanno parlato del piano industriale dell'ad Demel e confermato il ridimensionamento dello stabilimento di Arese, dove la joint-venture con Gm, Powertrain, manterrà la sola ricerca con 200 operai.
ALFA: LA POLIZIA CARICA GI OPERAI http://www.ilmanifesto.it/
La notte tra mercoledì e giovedì dieci operai della Selca - ramo d'azienda della Fiat Auto - picchettano i varchi d'accesso delle merci dell'Alfa di Pomigliano d'Arco. Una notte passata a resistere, come accade da più di due mesi, contro i licenziamenti decisi dall'azienda, a partecipare a tavoli regolarmente disattesi dalla proprietà, soprattutto a resistere alle intimidazioni camorristiche. Da giorni, infatti, subiscono pesanti minacce da parte di personaggi sconosciuti, che più volte hanno ingiunto ai dirigenti sindacali e ai lavoratori di togliere il presidio per far passare i camion minacciando, in caso contrario, gravi ritorsioni. Alle 3.30 ottanta uomini delle forze dell'ordine, si presentano ai cancelli, scortando un'autobotte dei pompieri. C'è un incendio a Castello di Cisterna, affermano, e hanno bisogno di attingere acqua. Gli operai li lasciano passare, nessuno avrebbe rifiutato e le forze dell'ordine lo sanno. Così, una volta entrati, finanzieri, poliziotti e carabinieri prendono alle spalle i manifestanti e li caricano. Una carica violenta fatta di percosse - uno dei dimostranti è stato ricoverato con tre giorni di prognosi - e di insulti. "Ci umiliavano - racconta uno dei lavoratori presenti ai fatti -, ci chiamavano operai come fosse un'offesa; a una delle nostre compagne ripetevano vattene a casa a fare la calza".
FIAT MELFI: ACCORDO SU ORARIO http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/
Con 23 voti contrari e 10 astenuti, i 4.952 lavoratori dello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat e i circa 700 delle aziende terziarizzate hanno approvato l’accordo per la modifica dell’orario di lavoro a partire dal 2005, nella fabbrica in cui sarà costruita la nuova auto della casa torinese, la "199". I dati ufficiali della consultazione avviata fra i lavoratori al termine delle assemblee (l’ultima si è svolta ieri sera) sono stati diffusi oggi dalla Fiom-Cgil. La stessa Fiom ha annunciato che l’accordo sarà firmato nelle prossime ore. L’intesa, che modifica l’articolazione dei turni del personale, che rimarranno tre al giorno su sei giorni, prelude all’avvio della fase che porterà alla costruzione della "199": sono previsti investimenti per 640 milioni di euro.
IVECO: SCIOPERO FIOM http://www.giornaledibrescia.it/
Ieri altra fermata di un’ora, dalle 14 alle 15, alle tre linee di montaggio Iveco. Lo sciopero è stato deciso dalla Fiom in opposizione ad aumenti della produzione. E proprio ieri, mentre si profila un incontro con l’azienda, in agenda per il 7 gennaio, con all’ordine del giorno la questione dei recuperi, la Fiom ha diffuso un comunicato nel quale si delinea l’opinione del sindacato.Dopo avere esaminato la questione relativa alla messa in libertà del periodo natalizio e le giornate effettivamente lavorate, si scrive: "Si è passati dalla richiesta di lavorare 22 turni in meno alla realtà di lavorarne 13 in più, senza contare il terzo turno. Con la proposta sui recuperi della direzione assisteremmo così ad un aumento ulteriore sia dei carri sia delle cabine prodotte, rispetto alle richieste fatte nel mese di dicembre dall’azienda stessa. Questo dimostra che la produzione - prosegue la nota Fiom - in effetti non è stata persa nonostante la messa in libertà. Ma anche se non fosse così, riteniamo che le produzioni possono essere recuperate con l’innalzamento delle cadenze giornaliere, mantenendo all’interno dello stabilimento i lavoratori interinali... non riteniamo opportuno che qualcuno svolga lavoro straordinario e altri perdano il proprio lavoro".
FIAT GM http://www.ilmanifesto.it/
Lunedì gli operai torneranno al lavoro a Mirafiori con tute di diverso colore. Torneranno in fabbrica, dopo una lunga pausa trascorsa in casa, in cassa integrazione. Non resteranno a lungo, però, al montaggio, in verniciatura, alle presse, alla costruzione di motori: nuova cassa integrazione si profila a fine mese. Persino a Melfi si lavorerà meno, certo grazie a un accordo sindacale che riduce i turni settimanali da 18 a 15 e consentirà di passare le notti delle domeniche a letto e non in fabbrica. A Termini Imerese sono previste due settimane di cassa al mese, a Cassino in 700 resteranno a casa per 5 mesi, alla Powertrain (la joint-venture con Gm per motori e cambi) solo una piccola parte della produzione richiederà 18 turni di lavoro, il resto solo 10 o 12 turni.
CONTRATTO METALMECCANICO http://www.giornaledibrescia.it
Dopo quattro anni di politica sindacale divisa, ieri Fiom, Fim e Uilm hanno raggiunto l’intesa unitaria per arrivare a una piattaforma condivisa sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici, una partita che a Brescia coinvolge circa 86mila addetti. L’accordo è stato raggiunto, dopo oltre due ore di confronto tra i segretari generali, Rinaldini, Caprioli e Regazzi. La richiesta che i sindacati presenteranno è di 130 euro per tutti i lavoratori al quinto livello divisi in 105 euro (parametrati o riparametrati) a tutela del potere d’acquisto e 25 per chi non ha mai fatto contrattazione di secondo livello. Questi 25 euro dovranno essere distribuiti entro il 2005. Anche chi fa contrattazione di secondo livello riceverà i 25 euro che saranno riassorbiti nel prossimo quadriennio. Il referendum sarà indetto unitariamente anche se richiesto da una sola organizzazione sindacale. In questo caso, ci sarà bisogno della maggioranza qualificata: ovvero l’ipotesi di accordo verrà respinta dal voto contrario del 50% più 1 dei votanti in entrata. In più l’accordo verrà sottoposto ad un’assemblea nazionale di 500 delegati, comprensiva degli esecutivi delle tre organizzazioni sindacali. Questa assemblea avrà solo potere consultivo, non vincolante e non deliberante.
FIAT: CIG A MIRAFIORI E A TERMINI http://www.gazzettadelsud.it/
Nuovo ricorso alla cassa integrazione ordinaria nel 2005 per la Fiat. Saranno otto le settimane di stop per i lavoratori di Mirafiori e cinque mesi per quelli di Termini Imerese, a partire da marzo. A Mirafiori il provvedimento viene motivato dalla Fiat con la necessità di aggiornare la linea che attualmente produce la Lybra per passare alla produzione della Punto, che continuerà anche nel 2006. I cinque mesi di cassa integrazione di Termini Imerese, che partono a fine marzo, serviranno per allestire gli impianti di produzione della nuova Ypsilon. Il provvedimento di Cig si aggiunge alle due settimane di cassa già comunicate dall'azienda nelle scorse settimane. I 1.400 lavoratori di Termini Imerese entreranno in Cig il prossimo 21 febbraio e rientreranno al lavoro il 7 marzo. Dopo due settimane di produzione, dunque, dovrebbe scattare la nuova cassa integrazione.
MECCANICHE DI MIRAFIORI: OPERAI SI INCATENANO A LINGOTTO http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it
Si sono incatenati ai cancelli del Lingotto, davanti alla sede della Fiat, per chiedere più lavoro e meno cassa integrazione: è la protesta di dieci operai delle Meccaniche di Mirafiori, ex società paritetica con General Motors, oggi tornata tutta in mani italiane. Intorno a loro alcune centinaia di lavoratori che hanno partecipato al presidio organizzato da Fim, Fiom, Uilm e Fismic torinesi. Sono scesi di nuovo in sciopero i lavoratori di Mirafiori, prima della nuova settimana di cassa che da lunedì bloccherà completamente la fabbrica. Una fermata di quattro ore che precede quella di tutti i lavoratori della Fiat e dell’indotto dell’11 marzo, quando a Roma ci sarà la manifestazione nazionale: un’adesione del 70%, con punte dell’80%, per i sindacati, mentre secondo l’azienda ha scioperato il 26% degli operai delle carrozzerie e il 15% di quelli delle presse. Si sono fermati anche i lavoratori di Termini Imerese, dove lunedì scatteranno le due nuove settimane di cassa integrazione: si è svolta un’assemblea davanti ai cancelli dello stabilimento, alla quale hanno partecipato anche i dipendenti di otto aziende dell’indotto della zona. Nel pomeriggio la protesta è diventata di otto ore, anzichè di tre come era stato per il primo turno. A Cassino ha scioperato otto ore l’Itca, azienda dell’indotto che ha annunciato 200 esuberi, e nel pomeriggio la Fiat ha dovuto sospendere la produzione della Stilo per il mancato arrivo dei componenti.
FIAT: RIPARTE LA LOTTA A TERMINI E A POMIGLIANO http://www.ilmanifesto.it
Mille operai riuniti nell'aula del consiglio comunale, i delegati che incitano alla mobilitazione, i segretari territoriali di Fiom-Fim e Uilm che riempiono i taccuini, quelli di Cgil-Cisl e Uil che richiamano i metalmeccanici all'unità, il sindaco che manifesta solidarietà, qualche deputato nazionale seduto ad ascoltare. Due anni fa la grande mobilitazione di Termini Imerese riuscì a scongiurare la chiusura dello stabilimento. Oggi, dopo la fuga di Gm, si riparte da lì. Il rischio è la cassa integrazione, 5 mesi a partire dal 21 marzo, più la pausa estiva. Ma a Termini la chiusura temporanea è considerata il preludio a una nuova stagione di lotta, probabilmente più dura di quella del 2002. Per la Fiom, "la vertenza è unica da Nord a Sud". La manifestazione dell'11 marzo rappresenta l'inizio di un percorso di mobilitazione. Per la Fiom la ricetta è "intervento dello Stato nel capitale, ricapitalizzazione da parte della famiglia Agnelli con i soldi di Ifil, Ifi e Fiat Spa, alleanze industriali con partner internazionali". Ma con una pregiudiziale: nessuna riduzione dell'occupazione, dell'indotto e della componentistica. Come due anni fa, anche questa volta, accanto ai 1.400 operai di Fiat, ci sono le tute blu dell'indotto, per i quali il futuro sembra ancora più buio. L'Iposas di Vicari ha già annunciato la chiusura e il licenziamento di 45 operai; Imam, Universalpa e Valdostana Palastici potrebbero seguirla a ruota. A parte la Cig, l'unica certezza è che molte aziende dell'indotto non hanno firmato i contratti di fornitura per la produzione dei componenti della Lancia Ypsilon che, secondo il Lingotto sarà prodotta a Termini da settembre, al posto della Punto restyling. A Pomigliano d'Arco, intanto, hanno scioperato sia lo stabilimento Alfa Romeo che l'indotto, con punte dell'87%, secondo le prime stime sindacali. Uno sciopero di otto ore programmato da Fim, Fiom e Uilm in anticipo rispetto all'11, quando Pomigliano sarà chiusa per una settimana di cig. Hanno partecipato, per quattro ore, anche i lavoratori dell'Avio Spa (contro lo smantellamente delle attività di ricerca e progettazione) e i ricercatori dell'Elasys.
FIAT: SCIOPERO E CORTEO A ROMA http://www.newspaper24.it
Sciopero generale degli stabilimenti italiani di Fiat Auto e delle fabbriche dell'indotto.
FIAT: OPERAI INDOTTO BLOCCANO STATALE http://www.kataweb.it
I quarantacinque operai della Iposas di Vicari (Palermo) dalle sette di questa mattina stanno bloccando la statale Palermo-Agrigento all'altezza del bivio Manganaro. La fabbrica produce componenti in ferro per lo stabilimento Fiat di Termini Imerese. La Regione siciliana lo scorso 10 marzo, avrebbe dovuto convocare i rappresentanti sindacali dell'indotto e della Fiat per comunicare gli esiti della precedente riunione con una delegazione della casa automobilistica di Torino. Per gli operai peraltro il 21 marzo si prospetta il fermo dell'attivita' e la chiusura dell'impianto in quanto non sono state rinnovate dalla Fiat le commesse. Per i lavoratori inoltre non scattera' dal 21 marzo la cassa integrazione come comunicato dalla proprieta'. Gli operai ai quali non sono state pagate le ultime spettanze hanno deciso di fermarsi una settimana prima dello stop previsto per il 21, per denunciare l'assenza di azione anche da parte della Regione e di occupare la Statale ad oltranza.
FIAT: PROTESTANO AD ARESE E TERMINI IMERESE http://www.liberazione.it
Ieri i lavoratori di Fiat Auto e Powertrain negli stabilimenti ex Alfa di Arese hanno scioperato per due ore a fronte della decisione comunicata dall'azienda di voler procedere "immediatamente allo smantellamento delle costruzioni sperimentali e delle meccaniche". Durante lo sciopero è stato effettuato anche un corte interno e un'assemblea generale. A Brescia sono scesi in piazza i lavoratori dello Slai Cobas dell'Alfa di Arese per chiedere chiarezza sui proprietari dell'area dello stabilimento e un'integrazione al reddito, in attesa di una loro ricollocazione. A Termini Imerese gli operai della Imam, azienda dell'indotto Fiat che produce lamierati, pedaliere e marmitte per la Punto, hanno presidiato lo stabilimento per impedire l'uscita di alcuni macchinari caricati sui tir e che dovrebbero essere trasferiti in altre fabbriche della società. La Imam, come le altre ditte dell'indotto Fiat, ha fermato gli impianti dopo lo stop produttivo nello stabilimento Fiat.
FIAT TERMINI IMERESE, OPERAI BLOCCANO RETE VIARIA http://www.kataweb.it
La protesta degli operai della Fiat di Termini Imerese e dell'indotto ha paralizzato alle 10 tutta la rete viaria in entrata e in uscita da Palermo. I metalmeccanici stanno attuando all'altezza dell'area industriale di Termini blocchi sull'autostrada Palermo-Catania e sulla statale Palermo -Messina, e anche sulla ferrovia Palermo-Messina nella stazione di Fiumetorto. L'autostrada Palermo-Trapani, che serve anche l'aeroporto Falcone-Borsellino e' interrotta allo svincolo di Carini, dove hanno sede alcune imprese dell'indotto, mentre sulla statale Palermo-Agrigento i dimostranti, anche qui dell'indotto, hanno invaso la carreggiata al bivio Manganaro.
MELFI: INDOTTO FIAT A RISCHIO DELOCALIZZAZIONE http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it
L'eco della chiusura dell'Imc, stabilimento situato nell'area industriale di San Nicola di Melfi, alimenta le preoccupazioni tra i lavoratori. Pur non facendo parte del recinto Acm, la vicenda della fabbrica di cisterne diventa sintomatica di una crisi che già sta minacciando altre realtà industriali dell'area Nord della Basilicata. Basti pensare alle oltre venti imprese dell'indotto Fiat, che convivono con la paura della delocalizzazione delle produzioni. Le "case madri", infatti, tendono a spostare le commesse all'estero, dove la manodopera è meno costosa, e per le fabbriche del settore metalmeccanico è sempre più frequente la cassa integrazione. Problemi, che già si sono trasformati in cassa integrazione per alcune imprese dell'indotto.
FIAT: IMPIEGATI IN CIG http://www.ilmanifesto.it
La cassa integrazione si abbatte anche sugli impiegati Fiat. Ieri l'azienda ha annunciato cassa integrazione ordinaria per circa 1500 impiegati (1300 solo a Torino) a partire da maggio. La cassa cesserà a fine luglio ed è stata motivata da Fiat Auto con il calo di produzione. Lo stop riguarderà gli stabilimenti di Mirafiori, Cassino, Melfi e Pomigliano. Termini Imerese è già fermo dal 21 marzo e riprenderà l'attività il 30 settembre. Più in generale la cassa a Mirafiori riguarderà le carrozzerie: da maggio a luglio, una settimana al mese, staranno a casa i 4400 addetti delle linee di Punto, Musa, Multipla e Idea, per due settimane i 600 di Alfa 166 e Thesis. A Cassino invece sono previste due settimane di cassa a maggio, una a giugno e una a luglio per 2000 lavoratori delle linee Stilo e Stilo station wagon. A Melfi 4500 che producono Ypsilon e Punto si fermeranno per una settimana a maggio, mentre a Pomigliano si fermeranno i 2500 operai delle linee Alfa 147 e Alfa Gt (una settimana a maggio e una a luglio), mentre per due settimane a maggio si fermeranno i 1800 lavoratori della Alfa 156. Tra gli impiegati si stanno preparando le assemblee informative, e intanto si chiede nuovamente un impegno del governo.
FIAT: SCIOPERANO GLI IMPIEGATI http://www.ilmanifesto.it
Alla fine ha prevalso la rabbia. E quando, raccontano i delegati, qualcuno al microfono ha urlato "e adesso è arrivato il momento di fare qualcosa. Alzatevi e usciamo", prima si è alzata una decina di lavoratori in giacca e cravatta. Quindi gran rumore di sedie e in piedi sono scattati tutti. I colletti bianchi assieme alle tute blu. Sono usciti a decine dalla Porta 7 di Mirafiori, ieri mattina. Uno sciopero spontaneo, per chiedere chiarezza alla Fiat. Alle nove agli enti centrali si era svolta una affollatissima assemblea. La Fiat aveva annunciato cassa integrazione ordinaria a zero ore a partire da maggio e per tre mesi. Un annuncio ormai di routine a Mirafiori. Questa volta, oltre agli operai, in cassa finiranno anche milletrecento impiegati. La soluzione che propongono è la rotazione, cioè cinque giorni di lavoro e un giorno, il venerdì, di chiusura per tutti in modo che la scure non si abbatta solo sui milletrecento impiegati indicati da Fiat. Spontaneamente dopo l'assemblea i lavoratori hanno chiesto di portare all'esterno della fabbrica le loro preoccupazioni.
FIAT: CIG A TORINO SEVEL: INTEGRATIVO http://www.ilmanifesto.it/
La Fiat ha concesso mezza giornata di permesso retribuito agli impiegati e tecnici di Mirafiori che da lunedì andranno in cassa integrazione. Cioè, come sottolinea la Fiom, hanno pagato gli impiegati perchè se ne andassero. I delegati ieri hanno organizzato un presidio davanti alla porta 7 dello stabilimento Fiat, per protestare contro il rifiuto dell'azienda di prendere in considerazione la proposta partita dai lavoratori, e cioè quella di effettuare la cassa integrazione a rotazione con un giorno di chiusura, in modo da non gravare soltanto su alcuni dipendenti. La cassa, che interessa milletrecento persone, durerà tre mesi. Intanto, è stata raggiunta da Fim, Fiom, Uilm e Fismic un'ipotesi di accordo alla Sevel Val di Sangro: assunzione a tempo pieno di 195 addetti, a tempo determinato per 6 mesi di altri 300 lavoratori e aumento salariale di 550 euro in due tranche.
FIAT/TERMINI, 400 A OPERAI A RISCHIO http://www.ilcampanileonline.com
I 1.027 lavoratori delle aziende dell’indotto Fiat potrebbero essere inseriti in un "bacino" per fruire in caso di esuberi, al temine dei sei mesi di cassa integrazione, degli ammortizzatori sociali. E’ questa l’ipotesi prospettata ieri dal responsabile della Task force regionale per l’occupazione. Secondo le organizzazioni sindacali, al momento sono circa 400 i lavoratori che rischiano di perdere il loro posto di lavoro quando a settembre finirà il lungo periodo di cassa integrazione iniziato il 21 marzo. La proposta ha lasciato piuttosto freddi i rappresentanti di Fim, Fiom e Uilm, che ritengono la strada indicata come "una resa anticipata". Ma l’emergenza Fiat non si ferma ai confini della Sicilia. Anche il Piemonte sta vivendo una crisi industriale senza precedenti. A questo proposito, il segretario della Cisl Piemonte Mario Scotti annuncia l’intenzione di aprire due tavoli per rilanciare la concertazione tra le parti sociali sui problemi del lavoro e dello sviluppo: uno sulla Fiat e l’altro sul rilancio della regione.
FIAT DI MELFI: CIG http://www.ilmanifesto.it/
La Fiat ha deciso di chiedere la cassa integrazione per circa cinquemila lavoratori dello stabilimento di Melfi. Dalle 22 di ieri sera e fino al turno di questa mattina dunque le linee di Punto e Lancia Y si sono fermate. La causa è lo sciopero dei "bisarchisti", cioè degli autotrasportatori che dal 26 aprile stanno attuando il blocco delle consegne. La Fiat nei giorni scorsi aveva già minacciato la cassa integrazione e ieri, dopo il nulla di fatto al tavolo delle trattative promosso dal governo, ha mantenuto la promessa. Gli autotrasportatori hanno le loro buone ragioni per scioperare: perchè la Fiat sta cercando di tagliare su cose importanti come le assicurazioni. In serata è arrivato anche l'annuncio che oltre a Melfi anche l'Iveco di Suzzara si fermerà. Alla base della protesta le richieste degli autotrasportatori: rispetto integrale dell'accordo nazionale di settore, la stipula dei contratti scritti con tutti i vettori, l'adeguamento delle tariffe in funzione del reale incremento dei costi. Su quest'ultimo punto in particolare ieri al ministero la rottura è stata inevitabile. A fronte di una richiesta d'aumento del 10% fatta dagli autotrasportatori, il governo ha risposto con un'offerta del 3%.
ALFA ARESE http://www.ilmanifesto.it
Ieri i cassintegrati dell'Alfa Romeo di Arese riuniti in assemblea con lo Slai Cobas davanti alla portineria centrale hanno fatto un corteo interno per impedire alla ditta Ecomp di Solaro, nel milanese, lo smantellamento del reparto motori. Anche oggi, come già avvenuto venerdì scorso, dopo l'intervento dei lavoratori la ditta ha ordinato agli operai che smontavano i macchinari di sospendere il lavoro di smantellamento. Nei prossimi giorni i cassintegrati dell'Alfa vigileranno, si legge in una nota sindacale, per impedire altri eventuali colpi di mano della Fiat.
OPERAI DELL'INDOTTO FIAT CARICATI A PALERMO http://www.ilmanifesto.it/
Hanno aspettato in piazza, manifestando in maniera pacifica e senza blocchi stradali. Ma dopo quattro ore di attesa, Totò Cuffaro ha fatto sapere che non avrebbe ricevuto la delegazione sindacale, con la quale il giorno prima aveva concordato un incontro, a meno che i 200 operai dell'indotto Fiat di Termini Imerese non avessero sgombrato la piazza. Cuffaro però ha scatenato la reazione della polizia, che ha accolto a manganellate le tute blu che cercavano di entrare per protesta nella stazione metropolitana, a pochi passi dal palazzo del governo. Intanto davanti alla presidenza si radunavano 10 mila precari ex lsu che da mesi chiedono la stabilizzazione. Gli agenti hanno formato un cordone ostacolando fisicamente i lavoratori che con le braccia alzate in segno di distensione marciavano in strada. In piazza c'erano gli operai dell'Automotive System di Carini, che ha annunciato la fine della produzione e il licenziamento di 90 persone, della Imam con 21 persone in bilico, della Iposas di Vicari con 20 dipendenti a un passo dalla mobilità, della Valdostana Plastici e della Bienne Sud (40 licenziamenti su 81 addetti). Gli operai hanno raggiunto in corteo la Prefettura che è riuscita a mediare e a convincere Cuffaro a rispettare gli impegni assunti con Fim-Fiom e Uilm.
ALFA: COBAS VINCONO IN TRIBUNALE http://ilmattino.caltanet.it/
Il sindacato Slai Cobas indice uno sciopero di mezz'ora nella Fiat Auto di Pomigliano d'Arco, ma l'azienda mette tutti gli operai in libertà invitandoli a lasciare il posto di lavoro e a tornare a casa. Lo Slai Cobas, però, vince il ricorso presentato presso il giudice del lavoro di Nola con cui era stato contestato il carattere antisindacale della condotta della Fiat Auto di Pomigliano. L'episodio risale al 6 aprile scorso in occasione dello sciopero indetto dal sindacato dalle 6 alle 6.30 per rivendicare "la rivalutazione dell'indennità di mancata mensa, il ripristino dei cosiddetti automatismi della contingenza, le sospensioni in cassa integrazione guadagni straordinaria e la computabilità del tempo necessario a indossare gli indumenti di lavoro nell'orario lavorativo". Il giudice del lavoro, Monica Galante, ha accolto la domanda presentata dal sindacato di categoria considerando illegittimo il contegno datoriale consistito nella sospensione dell'attività lavorativa nel reparto di montaggio Alfa 147 di Pomigliano d'Arco dalle 6.30 alle alle 14. E adesso il sindacato lavoratori autorganizzati guidato da Antonio Tammaro chiede alla controparte la corresponsione a ogni lavoratore della retribuzione relativa alla normale giornata lavorativa, circa 70 euro. Una cifra che, secondo il sindacato di categoria, deve essere moltiplicata non solo per i 150 operai che hanno aderito allo sciopero, ma anche per quelli che non hanno aderito e che sono stati mandati a casa dalla Fiat Auto. Al termine dello sciopero, infatti, gli operai non sono potuti più tornare sulle proprie postazioni.
FIAT MELFI http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/
I lavoratori della Fiat Sata di San Nicola di Melfi, nel corso delle assemblee che si sono tenute nei diversi turni a partire da martedì sera e fino al tardo pomeriggio di ieri, hanno approvato l'ipotesi di accordo sull'organizzazione del lavoro in 17 turni presentata da sindacati ed rsu. Il consenso dei lavoratori era quasi del tutto scontato, dal momento che il sistema dei 17 turni è certamente meno pesante di quello a 18, che prevede anche il lavoro notturno domenicale. Ma è il consenso della dirigenza Sata, che i sindacati dovranno ottenere nel caso di una eventuale riapertura della trattativa. Gli operai nelle assemblee di ieri hanno comunque respinto la proposta della Fiat di tornare al vecchio sistema di turnazione, che nei fatti è stato già ripristinato da domenica scorsa (anche se vanificato dallo sciopero di otto ore). L'altra notizia di rilievo della giornata di ieri, arriva invece dall'indotto industriale. Dopo l'Automotive, che ha ufficializzato l'adozione di un sistema a 17 turni, anche la Proma ha raggiunto un accordo sulla turnazione. Ma rispetto alla prima, lo stabilimento di San Nicola di Melfi, che dà lavoro a circa 220 dipendenti e produce strutture per sedili si è spinto ancora più oltre: alla Proma, infatti, manterranno addirittura il sistema dei 15 turni, che piace agli operai del polo automobilistico della Fiat. Mentre in Sata dunque, continua il braccio di ferro tra azienda e sindacati sull'organizzazione del lavoro, nelle fabbriche dell'indotto industriale di San Nicola di Melfi si sta inaugurando un trend decisamente diverso. E la strada intrapresa dai due stabilimenti potrebbe essere seguita anche da altre fabbriche dell'area industriale. Quel che è certo è che gli operai vogliono sapere con certezza i loro turni, anche con due mesi d'anticipo, per organizzarsi la vita.
FIAT MELFI: SI TRATTA ANCORA SUL 18° TURNO http://www.ilgiornale.it/
CIG A TORINO E CASSINO
Passo avanti importante, a Melfi, nella vertenza sul 18° turno in fabbrica. Ieri sera Fiat e sindacati avrebbero chiuso il tavolo tecnico con una serie di accordi relativi al miglioranento delle condizioni di lavoro che, a quanto sembra, non includerebbe il lavoro alla domenica. Chiuso il capitolo tecnico, si apre ora l'ultima fase della trattativa, il tavolo politico al quale, accanto alla direzione dello stabilimento lucano, siederanno anche i responsabili delle relazioni industriali di Fiat Auto. In questa sede Fiom, Fim e Uilm metteranno sul tavolo anche i problemi relativi al salario e all'impiego delle donne nei turni più pesanti. Da parte sua, la Fiat per ovviare all'abolizione del 18° turno con la conseguente mancata realizzazione di 450 Grande Punto (quello che inizia alle 22 della domenica), potrebbe richiedere un aumento della produttività durante la settimana. A Melfi arriveranno lunedì 70 lavoratori provenienti dalla fabbrica di Cassino: per due mesi daranno manforte ai colleghi della Basilicata per l'assemblaggio della Grande Punto. E mentre a Melfi la soluzione alla vertenza sembrerebbe più vicina, Fiat Auto ha comunicato un nuovo programma di cassa integrazione per 3.500 addetti di Mirafiori e Cassino. A Mirafiori la linea della Multipla si fermerà due settimane, dal 24 ottobre al 5 novembre, mentre quella di Lancia Thesis e Alfa 166 nella settimana dal 24 al 29 ottobre. Due settimane anche per la linea della Stilo, a Cassino, il cui stop sarà dal 24 ottobre al 5 novembre.
CONTRATTO METALMECCANICI http://www.miaeconomia.com/
Dopo lo sciopero generale del 29 settembre, tornano oggi ad incontrarsi sindacati e imprenditori per il contratto dei lavoratori metalmeccanici. Il contratto è scaduto da oltre nove mesi. Il negoziato che si apre oggi non sarà certo semplice, considerando le distanze che ancora separano imprese e sindacati. Questi ultimi chiedono un aumento, a regime, di 130 euro mensili, comprensivi di 25 euro per i lavoratori che non fanno contrattazione collettiva. Le imprese sono invece disposte a concedere solo 59,58 euro. Il segretario della Fiom Gianni Rinaldini, sostiene "che siamo di fronte ad un nuovo scontro sociale, che parla anche alla politica, perché tra la vertenza metalmeccanici e la legge finanziaria si riaffaccia l’idea che lo sviluppo del paese si giochi sul peggioramento delle condizioni dei lavoratori. Allo stato attuale, tutto lascia immaginare che, in assenza di novità significative, si dovranno definire ulteriori iniziative di mobilitazione e di sciopero nelle forme più incisive possibili sulle attività produttive".
MELFI: SCIOPERO PER IL RIPRISTINO DEI 15 TURNI http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/
Acque sempre agitate nella zona industriale di Melfi. E' la volta di Alternativa sindacale che proclama otto ore di sciopero, per chiedere il ripristino dei 15 turni lavorativi, il contratto a tempo indeterminato per i nuovi assunti, la riduzione dei carichi di lavoro e la fine dei provvedimenti disciplinari. Alternativa sindacale ha proclamato otto ore di sciopero alla Fiat e nelle aziende terziarizzate di Melfi a partire dalle ore 22 di oggi, 20 novembre.
METALMECCANICI: SCIOPERO E MANIFESTAZIONE A ROMA http://www.gazzettadelsud.it
Le tute blu tornano in piazza a Roma per chiedere il rinnovo del contratto. Alla manifestazione di oggi a sostegno della vertenza dei metalmeccanici, aperta da mesi (il contratto che interessa oltre un milione e mezzo di lavoratori è scaduto a fine 2004), Fiom, Fim e Uilm si aspettano la partecipazione di almeno 100.000 persone. I cortei che attraverseranno la città saranno tre, mentre la manifestazione si concluderà a piazza San Giovanni con i comizi dei segretari generali di Fim e Uilm Giorgio Caprioli e Tonino Regazzi e con quello del leader della Cgil, Guglielmo Epifani. Con lo sciopero di otto ore di oggi saranno 42 le ore complessive di astensione dal lavoro a sostegno della vertenza, per una rinuncia in busta paga per i lavoratori in questi mesi di circa 400 euro medi lordi (considerando una retribuzione media lorda di 1.655 euro al mese). La trattativa con la Federmeccanica riprende martedì 6, ma lunedì 5 è fissata una riunione degli esecutivi unitari di Fiom, Fim e Uilm per fare il punto sul confronto. Fiom, Fim e Uilm hanno chiesto un aumento salariale medio mensile di 105 euro, ai quali aggiungere 25 euro per quei lavoratori esclusi dalla contrattazione aziendale. La Federmeccanica dopo aver inizialmente offerto un aumento medio di 59,58 euro si è detta disponibile a una revisione di alcune basi di calcolo (per un aumento che si aggirerebbe sopra ai 70 euro). Ma la questione sulla quale si giocherà il tentativo di avvicinare le posizioni sarà la flessibilità. Gli industriali infatti hanno chiesto maggiore libertà nell'utilizzo del pacchetto delle 64 ore plurisettimanali previste dal contratto del 1999, adesso decise in azienda con un accordo con le Rsu. Lo "scambio" potrebbe trovarsi nella definizione di norme che restringono l'impatto della legge Biagi sul mercato del lavoro. Ma sulla maggiore libertà alle aziende nella decisione degli orari di lavoro la Fiom frena.
FIAT: 4 ANNI DI CIG http://www.ilgiornale.it/
Il governo non varerà un decreto ad hoc per Fiat né ci saranno deroghe ai requisiti per andare in pensione anticipatamente attraverso lo strumento della mobilità lunga. Ma propone una cassa integrazione straordinaria di due anni rinnovabile per altri due. È quanto ha comunicato ieri il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ai vertici del Lingotto, confermando una posizione manifestata più volte nei giorni scorsi. La decisione di Maroni è stata resa nota ai sindacati dal responsabile delle relazioni industriali di Fiat, Paolo Rebaudengo, durante la trattativa per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Il rappresentante del gruppo torinese non ha escluso che a partire da gennaio l'azienda possa avviare le procedure di mobilità e cassa integrazione per il personale in esubero. Il ministro Maroni ha tuttavia precisato che ai primi di gennaio ci sarà una nuova riunione con la Fiat nella quale il governo manifesterà la propria disponibilità a finanziare strumenti per il ricollocamento del personale.
METALMECCANICI: SCIOPERI http://www.lapadania.com
Per giungere al rinnovo del contratto delle tute blu federmeccanica e sindacati si incontreranno nuovamente oggi per continuare la trattativa. Ieri le riunioni sono durate sei ore. Nel corso della mattinata è stato affrontato il tema dell’apprendistato mentre invece durante il pomeriggio c’è stata una riunione ristretta dei vertici di fiom, fim e uilm e di federmeccanica per un esame della situazione. In merito invece all’affermazione di federmeccanica secondo cui i margini di aumento ormai sono ristretti oltre alla proposta già fatta di 94,5 euro con un prolungamento della durata del contratto di 7 mesi Regazzi ha invece affermato che "i margini dovrebbero essere larghi". Ieri mattina sono state bloccate dai metalmeccanici le autostrade in tutto il nord con conseguenti disagi per migliaia di automobilisti. Alcune centinaia di lavoratori hanno bloccato un tratto della tangenziale di Bologna, in zona fiera. Si sono concentrati davanti alla manifattura tabacchi in via Stalingrado a Bologna e hanno composto un corteo. Di lì hanno raggiunto la sede regionale della rai, percorrendo la tangenziale. Un’altra manifestazione ha provocato la chiusura, in entrambe le direzioni, dell’uscita di Reggio Emilia sull’autostrada del sole. Nel bergamasco un gruppo di manifestanti ha attuato un presidio e la polstrada di Treviglio ha così chiuso l’autostrada in tutt’e due i sensi di marcia obbligando gli automobilisti diretti a Milano ad uscire a Bergamo mentre quelli diretti a Venezia sono stati fati uscire a Capriate San Gervasio. Anche l’autostrada Torino-Milano, all’altezza dello svincolo di Chivasso è stata bloccata ieri mattina da circa 200 metalmeccanici che manifestano per il contratto. In Campania lo sciopero indetto da fim, fiom e uilm, ha portato le tute blu a manifestare sia per le strade sia davanti alle stesse aziende. A protestare gli operai della whirpool, della fiat, della fincantieri, dell’alenia e della magnaghi. Numerosi i blocchi stradali che hanno interessato via Argine alla periferia nord di Napoli, nei pressi dello stabilimento whirlpool. Bloccata anche la statale sorrentina. In diverse fabbriche si sono tenuti incontri dinanzi gli ingressi.
FIAT: SCIOPERO VENERDI' PER IL CONTRATTO http://ilmessaggero.caltanet.it
Le tute blu della Fiat di nuovo in sciopero per il contratto. Proclamato per venerdi prossimo 8 ore di sciopero nello stabilimento Fiat di Cassino e nelle altre fabbriche metalmeccaniche del comprensorio a sostegno del rinnovo del contratto. La protesta, indetta a livello nazionale, si terra a livello locale venerdi nel territorio cassinate dove sono concentrate le più grosse aziende metalmeccaniche della provincia con circa diecimila lavoratori.
METALMECCANICI: TORINO, BLOCCHI IN CITTA' E TANGENZIALI http://www.kataweb.it/
Il blocco di piazze, tangenziali e citta', da parte dei lavoratori metalmeccanici annunciato per la giornata odierna, per il rinnovo del contratto, e' scattato punatualmente. Blocchi sull'autostrada Torino-Milano sono gia' in corso nei due sensi di marcia, a Chivasso, con circa cinquecento lavoratori. A Mirafiori, un migliaio di "tute blu" si sta diregendo verso corso Settembrini. Altri manifestanti alla Bertone di Grugliasco, alle porte del capoluogo piemontese. E proprio a Torino oggi e' presente per il congresso dell Cgil il segretario, Guglielmo Epifani. La mattinata, a Torino, è stata caratterizzata da concentramenti, oltre che sulle arterie già indicate, lungo corso Allamanno, a Beinasco, in corso Francia, in corso Marche (dove i lavoratori dell'Alenia sono usciti dalla fabbrica), ad Alpignano e Avigliana. I lavoratori della Pininfarina di San Giorgio hanno bloccato la Torino-Aosta, mentre quelli dell'Avio e della Magneti Marelli la Torino-Pinerolo e altri sempre della Magneti Marelli la strada di Lanzo. Blocchi stradali o forti rallentamenti hanno coinvolto anche la Torino-Savona.
FIAT MIRAFIORI: 68 MANAGER A PROCESSO http://www.ilmanifesto.it
Il 5 ottobre prossimo si aprirà il processo a carico di 68 ex dirigenti e manager di Fiat Auto per i quali la procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio per lesioni personali colpose. L'inchiesta, aperta dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello, riguarda una serie di malattie professionali, come per esempio la tendinite, denunciate da molti lavoratori dello stabilimento torinese. Per anni è stato negato che problemi come la tendinite o l'ernia del disco fossero una conseguenza dello sforzo ripetuto cui erano sottoposti i lavoratori alla catena di montaggio. Inizialmente infatti il sindacato era partito con una serie di vertenze individuali con l'Inail che non riconosceva come conseguenze dello sforzo da lavoro ripetuto queste malattie. Sotto accusa è il "TMC2", cioè la turnazione che consente all'azienda di tagliare i tempi morti. Nei fatti si tratta di una turnazione che peggiora le condizioni di lavoro. Aumenti la velocità del movimento e di conseguenza sei molto più soggetto a tendiniti e problemi del genere. Il TMC2 è stato introdotto negli anni '80, con la fase di ristrutturazione delle imprese dopo la grande prova di resistenza dei lavoratori di Mirafiori. Il procuratore Guariniello ha raccolto valanghe di dati e testimonianze. L'Asl ha realizzato qualcosa come seicento ore di video in linea di montaggio. I lavoratori coinvolti nel processo sono circa 200, tutti dello stabilimento di Mirafiori. In generale le vertenze individuali patrocinate dall'Inca Cgil sono state, solo per il gruppo Fiat, circa 350 su 700. L'Inail ha riconosciuto positive 226 pratiche.
FIAT: SCIOPERO http://ilmattino.caltanet.it/
Quello di ieri è stato il primo dei quattro giorni di sciopero proclamati dallo Slai-Cobas per protestare contro i licenziamenti di otto appartenenti del sindacato, lavoratori della Fiat Auto di Pomigliano e di aziende terziarizzate, accusati di essere stati i protagonisti degli incidenti verificatisi lo scorso 14 febbraio fa nel corso dell’assemblea con i confederali sul contratto nazionale metalmeccanico. Secondo lo Slai Cobas, avrebbero aderito allo sciopero fra il 60 e 70 per cento delle tute blu. Per i sindacati confederali invece, sarebbero poche decine i lavoratori a non essersi presentati a lavoro. Certo è che il giorno di straordinario disposto ieri dalla Fiat era molto atteso dai lavoratori per recuperare soldi sul proprio salario. Lo Slai Cobas che dopo quello di ieri ha proclamato, a partire dai prossimi tre sabati consecutivi, analoghi scioperi di otto ore nello stabilimento di Pomigliano della Fiat auto, e nelle aziende terziarizzate sembra intenzionato ad usare il pugno di ferro contro l’azienda. Secondo il sindacato sono infatti centosettanta i testimoni per il ricorso presentato dagli otto lavoratori licenziati. Gli operai, hanno infatti depositato pochi giorni fa il ricorso, chiedendo alla magistratura di attuare la procedura d’urgenza prevista dallo statuto dei lavoratori. Nel ricorso sono stati citati 170 testimoni, 162 dei quali sono lavoratori della Fiat Auto di Pomigliano d’Arco, e della terziarizzate, tutti, comunque, presenti all’assemblea convocata da Fiom, Fim e Uilm, per discutere del contratto nazionale per i metalmeccanici. Secondo Vittorio Granillo, dirigente dello Slai Cobas, uno degli otto licenziati, i provvedimenti dell’azienda "sono del tutto illegittimi".
FIAT: RSU APPROVANO LA PIATTAFORMA http://www.ilmanifesto.it/
Sul volantino, distribuito ieri al presidio della Fiom davanti alla sede dove si è svolta l'assemblea degli azionisti del Gruppo, c'è scritto che visto che aumentano i titoli Fiat in Borsa, i lavoratori chiedono che il loro determinante contributo al successo di questo ultimo periodo, venga riconosciuto dall'azienda in maniera adeguata. Infatti il contratto aziendale nel gruppo Fiat è scaduto nel 1996, cioè dieci anni fa. Martedì la Rsu più grande d'Italia, quella di Mirafiori, ha evidenziato come i benefici prodotti dai sacrifici dei lavoratori finiscono esclusivamente nelle tasche degli azionisti e dei manager, dei quadri e dei capi ai quali recentemente sono stati riconosciuti lauti aumenti. I lavoratori Fiat chiedono che una parte dei profitti venga distribuita anche a loro. Fim, Fiom, Uilm e Fismic stanno facendo assemblee in tutte le fabbriche del gruppo Fiat: presentano e chiedono ai lavoratori di approvare la piattaforma decisa nell'attivo dei delegati nazionali la settimana scorsa. Gli aspetti più importanti di questa piattaforma sono la rivendicazione di aumenti salariali uguali per tutti e l'importanza del processo referendario sia in entrata che in uscita perché a decidere, dicono unanimi i lavoratori, devono sempre essere i lavoratori. I sindacati chiedono un 'premio' di 1300 euro a regime nelle buste paga entro il 2008. Il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, ha ribadito ieri che la Fiom resta contraria allo scorporo del settore auto. Il 2006 - dice - sarà cruciale per la definizione dell'assetto societario del gruppo, e noi rimaniamo contrari allo scorporo del settore auto.
FIAT DI MELFI: SCIOPERO http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/
Ancora una domenica di sciopero, a partire dalle 22 di stasera, nello stabilimento Fiat e nelle terziarizzate. A proclamarlo, l'organizzazione sindacale FmlUniti Cub, di concerto con la rsu aderente. L'iniziativa è collegata allo sciopero del 7 maggio scorso, che ha visto, secondo la Fml Cub, una buona partecipazione di lavoratori. Lo sciopero è contro l'obbligo di lavorare consecutivamente di notte per 12 domeniche, ma anche contro l'intenzione di sopprimere il diritto di sciopero garantito dalla Costituzione e contro le minacce a non scioperare fatte ai lavoratori da capi all'interno dello stabilimento Sata. Di pressioni nei confronti degli operai parla anche lo Slai Cobas. Martedì 9 maggio in contemporanea con l'udienza per il reintegro dell'operaio Innocenti è stato organizzato un presidio operaio presso il Tribunale di Melfi, ed in fabbrica uno sciopero, promosso da Alternativa sindacale e con l'adesione dello Slai Cobas. Una nuova grave arbitraria contestazione disciplinare è stata inviata ad un delegato, per aver organizzato lo sciopero del 9 maggio. La Fiat vuole colpire il diritto di sciopero, strumento di lotta insostituibile.
FIAT: FORSE VERSO LA FINE DELLA CIG A MIRAFIORI http://www.ecodelchisone.it/
E' probabile che Fiat a settembre assumerà 200 nuovi dipendenti per Mirafiori. Le vendite dei modelli della Grande Punto, che dal 26 maggio escono dalle linee di corso Agnelli, vanno bene e dopo le ferie dalla catena di montaggio scenderanno 260 nuove vetture al giorno. L’obiettivo di azzerare la cassa integrazione a Mirafiori potrebbe essere raggiunto, anche se i volumi occupazionali sono minori rispetto ad un paio di anni fa. Il sindacato sta anche trattando in questi giorni con l’Azienda su permessi, ferie e sabati lavorativi che dovrebbero essere compresi in un documento unitario. Ci si sta accordando per gli straordinari da attuare il sabato e la domenica per il turno della notte fino al 22 luglio sulla linea della Grande Punto, della "vecchia Punto" che ha ancora 15.000 ordinativi in Europa, dell'Idea, della Multipla e della Lancia Musa. La Fiom sarebbe favorevole allo straordinario se a settembre si avviassero le nuove assunzioni.
GRUPPO FIAT: SI TRATTA PER L'INTEGRATIVO http://www.ilgiornale.it/
Giovedì prossimo, nella sede dell'Unione Industriale di Torino, si svolgerà il terzo round della trattativa per il rinnovo del contratto integrativo dei lavoratori del gruppo Fiat. E' un incontro che potrebbe rivelarsi decisivo per le sorti dell'accordo che interessa circa 80mila lavoratori degli stabilimenti Fiat Auto, Sata, Powertrain, Sevel, Iveco, Cnh, Magneti Marelli, Teksid, Business Solutions, sparsi in tutta Italia. L'ultimo contratto integrativo fu discusso a Torino nel 1996, esattamente 10 anni fa e, allora, sedeva a capo della delegazione della Fiom-Cgil, l'attuale ministro del Lavoro, Cesare Damiano. Quell'intesa stabilì norme e aggiornamenti economici validi fino a tutto il 2000. Ma, in seguito, è stato impossibile discutere una nuova piattaforma a causa della profonda crisi industriale che ha investito il gruppo torinese.
FIAT: I DELEGATI FIOM DICONO SI ALL'ACCORDO http://www.ilmanifesto.it/
E' un giudizio positivo quello che ieri i delegati della Fiom degli stabilimenti Fiat italiani hanno dato dell'ipotesi di accordo sull'integrativo raggiunta sabato notte dai sindacati metalmeccanici. A Torino si sono riuniti i delegati degli stabilimenti del centro nord, mentre a Napoli si sono riuniti quelli del sud. Nel complesso dunque l'ipotesi di intesa piace. Soprattutto perché il premio ottenuto dai sindacati (1100 euro) è un buon compromesso rispetto a quanto era stato richiesto dai metalmeccanici (1300 euro). I delegati si sono detti soddisfatti soprattutto per il fatto che la Fiat ha recepito il disagio espresso dai lavoratori che, di fronte ai risultati positivi degli ultimi mesi, chiedevano venisse riconosciuto loro una parte del merito per questi risultati. Entro il 10 luglio l'intesa sull'integrativo, che in Fiat non c'era da dieci anni, sarà sottoposta a referendum nelle fabbriche ed è la prima volta che accade nel gruppo torinese. Anche gli altri sindacati si sono riuniti per valutare l'ipotesi di intesa. Nel merito l'ipotesi di accordo (che riguarderà circa ottantamila dipendenti del gruppo in tutta Italia) prevede un premio di 1100 euro fino al 2008 di cui 500 pagati a luglio. Questi vanno ad aggiungersi al saldo (circa 300 euro) del vecchio premio. Ma c'è un altro risultato importante ottenuto dai sindacati metalmeccanici e chiesto espressamente dai lavoratori nelle tante assemblee: il premio, cioè, sarà uguale per tutti. Gli altri punti importanti dell'ipotesi di accordo riguardano il tentativo di rispondere alla precarizzazione anche interna all'azienda e la sanità integrativa. Sul primo punto i sindacati sono riusciti ad ottenere da Fiat la promessa che le nuove assunzioni saranno con contratti di apprendistato. Ma sugli attuali lavoratori precari l'accordo è anche più interessante: la Fiat infatti si impegna a confermare il 95% dei lavoratori precari. Sulla sanità integrativa il sindacato ha chiesto e ottenuto di prevederla per tutti a partire dal 2009.
FIAT MIRAFIORI: NON AGLI STRAORDINARI http://www.ecodelchisone.it/
Le tute blu di Mirafiori hanno bocciato i sabati lavorativi straordinari in seguito alla richiesta di modelli della Grande Punto che da fine maggio è prodotta anche a Mirafiori in un numero di esemplari sempre crescente fino a raggiungere le 260 unità al giorno alla ripresa di settembre. I "no" sono stati 793 e i "Sì" 433 espressi nel corso di un referendum indetto negli stabilimenti di corso Agnelli. I quattro grandi sindacati Cgil-Cisl-Uil e Fismic si erano dichiarati d'accordo in linea di massima con la proposta della Fiat. Si trattava di tre sabati lavorativi consecutivi, compreso il 24 giugno che a Torino è festivo per la ricorrenza del patrono S. Giovanni. In cambio del sabato lavorativo i sindacati avevano ottenuto dalla Fiat la promessa di riaprire a settembre il capitolo delle nuove assunzioni a Mirafiori.
ALFA AVIO: SIT IN http://ilmattino.caltanet.it/
L’Avio di Pomigliano ha perso la commessa Alitalia. Ora l’incubo dello smantellamento industriale e dei licenziamenti è cosa concreta nel comparto aeronautico napoletano. Ieri i sindacati hanno reagito bloccando l’impianto di viale Impero. All’una hanno fatto uscire gli operai dalla fabbrica. Il traffico su viale Impero è rimasto bloccato per due ore. Probabilmente per domani sarà organizzata davanti ai cancelli dello stabilimento una conferenza stampa insieme con le istituzioni. L’appello di aiuto è stato rivolto anche all’assessore regionale Andrea Cozzolino e ai parlamentari del territorio. La stangata è giunta l’altra sera, quando l’Alitalia ha comunicato con una lettera che non affiderà ad AVIO la revisione dei motori JT8-D della sua flotta narrow body MD80. La flotta MD80 di Alitalia è la seconda al mondo. A Pomigliano l’attività di revisione dei motori JT8-D impegna oltre il 50 per cento degli addetti alla Divisione revisioni civili. Intanto l’azienda sta valutando l’impatto occupazionale della decisione di Alitalia e quali siano le possibilità di compensazione al calo delle revisioni. Complessivamente nella Divisione revisione civili, a Pomigliano d’Arco, lavorano 380 persone su un totale di 1150 dipendenti nell’area campana, fra Pomigliano d’Arco e Acerra, dove si svolgono anche attività di progettazione e produzione di componenti di motori aeronautici. Ieri corteo cittadino dei lavoratori dell’Avio per rispondere al taglio delle commesse. Centinaia di tute blu hanno percorso le principali vie del centro. Alla fine una delegazione del consiglio di fabbrica ha occupato la sala giunta del comune. C’è stato un lungo faccia a faccia con il sindaco, Antonio Della Ratta, nel corso del quale un operaio dell’Avio è scoppiato in lacrime, sfinito dalla paura di perdere il lavoro. Intanto gli operai hanno bloccato l’invio di circa trenta motori JT8 revisionati da destinare alla flotta MD80 della nostra compagnia di bandiera. Il 30 giugno centinaia di lavoratori dell’Avio prendono d’assalto la stazione principale della circumvesuviana di Pomigliano, occupano i binari e paralizzano per due ore, dalle 8.30 alle 10.30, la linea ferrata Napoli-Baiano. Quindi il rientro dei manifestanti in fabbrica e il ripristino della normalità. Una tregua armata. A mezzogiorno il consiglio comunale vota un documento di "sostegno alla lotta dei lavoratori Avio".
FIAT MELFI: OPERAI SOTTO PROCESSO http://www.ilmanifesto.it/
Diciotto indagati per le proteste del 2004, La "primavera di Melfi" finisce in tribunale. Il procuratore Giuliana Giuliano, del Tribunale di Melfi, ha proceduto su quattro esposti della Fiat Sata e di tre aziende dell'indotto, che accusano di "violenza privata" gli operai che il 21 aprile 2004, terzo giorno di presidio, stazionavano in assemblea permanente davanti all'ingresso degli stabilimenti. Secondo gli esposti, gli operai avrebbero impedito l'ingresso a due pullman, dove si trovavano una trentina di capireparto e dirigenti Fiat intenzionati a recarsi al lavoro. Gli stessi occupanti degli autobus hanno segnalato all'azienda 18 persone, che adesso risultano indagate e che potrebbero essere rinviate a giudizio. I diciotto in questione sono tutti iscritti al sindacato, molti di loro sono delegati. Tredici sono esponenti della Fiom - tra loro il segretario generale della Basilicata Giuseppe Cillis - e gli altri cinque di organizzazioni di base. Adesso si spera in un'archiviazione: Per Lello Raffo "non c'è stata alcuna violenza: eravamo in migliaia al presidio del 21 aprile e a quelli successivi; anche il 26, quando prendemmo le botte a causa delle cariche. La procura ha dovuto procedere, ma adesso si deve archiviare: altrimenti ci autodenunciamo tutti".
FIAT AVIO http://www.ilmanifesto.it/
In dieci ieri mattina sono saliti sul tetto della direzione della Fiat Avio minacciando di lanciarsi nel vuoto. Solo dopo l'intervento del sindaco di Pomigliano D'Arco e in seguito ad una lunga mediazione gli operai hanno desistito e sono scesi dal cornicione. Questo l'ultimo atto di una crisi che va avanti dal mese di giugno, quando i dirigenti della Carlyle group e della Finmeccanica - che tre anni fa hanno rilevato l'azienda (rispettivamente al 70% e al 30% delle quote) - hanno annunciato la possibile chiusura di un cospicuo comparto della fabbrica. La Fiat Avio ha infatti perso la commessa con Alitalia per la fabricazione del motore Jt8-200, partita andata ad una società israeliana che ha presentato un'offerta del 40% in meno sui costi di produzione. A Pomigliano resterebbe la revisione del motore Tv-120, un reparto che però occupa una piccola parte di lavoratori. I tagli riguarderebbero un centinaio di lavoratori, anche se l'azienda a luglio aveva prospettato la Cig straordinaria. Il 6 agosto un inaspettata accelerazione, il gruppo misto ha venduto l'intero impianto alla Cinven, un fondo di private equity inglese. Stamattina a Roma ci sarà l'incontro tra le parti per definire una strategia di rilancio insieme al sottosegretario all'economia Alfonso Gianni. Le Rsu hanno già diramato un comunicato dove chiariscono l'intenzione di non sottoscrivere "nessuna intesa di Cigo o Cigs" e minacciano di occupare la fabbrica. Nei mesi estivi gli operai hanno manifestato duramente contro la società Carlyle, occupando strade, autostrade e areoporti.
FIAT POMIGLIANO http://www.denaro.it
Duecentottantaquattro giovani lavoratori interinali con il contratto in scadenza oggi saranno assunti dal 2 gennaio 2007 presso lo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco. E’ il frutto dell’intesa siglata ieri all’Unione industriali di Napoli tra management aziendale e sindacati confederali. Dopo lo stop di tre mesi, i precari entreranno in azienda con la formula dell’apprendistato professionalizzante. Non ci sta lo Slai-Cobas, che denuncia 584 licenziamenti in arrivo per lo stabilimento: a fronte di "fumose promesse" di assunzioni - afferma in una nota il sindacato - saranno messi in mobilità trecento lavoratori anziani e con ridotte capacità lavorative.
FIAT MELFI: NON RINNOVATI 318 PRECARI http://www.ilmanifesto.it/
Trecentodiciotto lavoratori interinali dello stabilimento di Melfi, a cui la Fiat non ha rinnovato il contratto hanno chiesto insieme ai sindacati «un incontro urgente alla Regione Basilicata che coinvolga la stessa Fiat per affrontare le questioni produttive e occupazionali legate al futuro del polo dell'auto ed evitare che ulteriori ritardi di programmazione possano peggiorare le condizioni dei lavoratori. È quanto è scritto in un documento redatto ieri al termine di un'assemblea che si è svolta al Centro sociale di Rionero in Vulture. Lavoratori e sindacati ritengono che gli interinali debbano avere un contratto a tempo indeterminato, così come previsto dall'accordo nazionale (integrativo Fiat del 28 giugno 2006) che interessa tutti i lavoratori del gruppo in Italia, considerato che la Sata ha di recente ottenuto contributi per 12,7 milioni di euro dalla Regione Basilicata. I sindacati chiedono inoltre l'intervento del ministero del lavoro.
ALFA DI ARESE: SCIOPERO http://www.ilmanifesto.it/
Tre ore di sciopero indette per oggi dalla Fiom Cgil all'Alfa Romeo di Arese, dove per 334 persone scade il 18 dicembre la procedura di mobilità e, di conseguenza, scattano i licenziamenti. La protesta è stata indetta per sollecitare la Regione a fissare la data del tavolo politico con tutti i soggetti firmatari degli accordi relativi alla realizzazione del Polo per la mobilità sostenibile.
Nonostante le tranquillizzanti dichiarazioni di Sergio Marchionne non è ancora chiaro il ruolo che dovrà assumere lo stabilimento siciliano nel quadro della produzione Fiat. Il segretario della Fiom, Rinaldini, ha perciò ricordato che "la messa in produzione della nuova Bravo rappresenta una conferma dei risultati conseguiti dal gruppo Fiat e si inserisce in una prospettiva positiva. Permane però un inquietante silenzio sul futuro dello stabilimento Fiat Auto di Termini Imerese. Per questo è necessario che si apra rapidamente un tavolo di confronto con governo, regione Sicilia e parti sociali. Una cosa deve essere chiara: non è possibile pensare ad un naturale esaurimento dello stabilimento. Questo percorso è stato tentato nel passato quando la Fiat andava male. Sarebbe assurdo riproporlo adesso che la Fiat presenta risultati positivi".
FIAT: 2000 IN MOBILITA' http://www.miaeconomia.com/
Il Governo, la Fiat e i sindacati dei metalmeccanici hanno raggiunto un accordo sulla mobilità nel Gruppo Fiat. Il verbale di intesa recepisce le richieste del Gruppo e dei sindacati facendo riferimento "alla misura indicata" nell’accordo raggiunto tra Fiat e sindacati il 18 dicembre scorso che prevedeva l’uscita in mobilità lunga verso la pensione di 2.000 lavoratori. I sindacati hanno espresso soddisfazione per l'accordo raggiunto, che apre anche un tavolo per lo sviluppo dello stabilimento di Termini Imerese.
FIAT: ACCORDO A CASSINO http://www.ilmanifesto.it/
Novecentocinquanta posti di lavoro in più entro l'autunno, il ritorno del terzo turno, la conferma che nel 2008 arriverà la nuova Delta con ulteriori possibilità occupazionali per i giovani del Lazio meridionale. E' questa la prospettiva che si dischiude per la Fiat Auto di Piedimonte, a Cassino, all'indomani dell'accordo sottoscritto fra l'azienda e i rappresentanti sindacali. L'intesa prevede una crescita produttiva fino a un massimo di 730 Bravo montate al giorno. Il che vuol dire che nel 2007 saranno prodotte circa 120 mila vetture. Nel 2008, a pieno regime, la produzione sarà di 170 mila Bravo annuali.
MIRAFIORI: SCIOPERO http://www.ilmanifesto.it/
La decisione dell'azienda di non riconoscere più due delegati eletti dai lavoratori nelle liste del Sincobas (e poi confluiti nei Cobas, che non aveva però partecipato alle elezioni) ha provocato ieri due ore di sciopero nei reparti Lastratura e Montaggio, alle Carrozzzerie. Durante le due ore si sono tenute assemblee che hanno riconfermato la fiducia nei due delegati cui la Fiat aveva ritirato i permessi sindacali propri della funzione.
FIAT AVIO: ATTACCO ALLA FIOM http://www.ilmanifesto.it/
La Fiat Avio di Pomigliano D'Arco ha scelto di rompere ogni trattativa, andando molto oltre con una provocazione in stile anni '50, come la stessa Fiom ha definito il licenziamento di Antonio Santorelli segretario di fabbrica e presidente del direttivo regionale dell'organizzazione dei metalmeccanici. Un'azione che arriva dopo alcune settimane di trattative sindacali per scongiurare la cassa integrazione straordinaria a 114 dipendenti, di cui 60 per 24 mesi. Due anni che per un operaio corrispondono al licenziamento. Fim, Fiom e Uilm avevano proposto un turn over tra i lavoratori in modo tale da fugare ogni dubbio. Ne sono seguiti diversi tavoli di concertazione. Il braccio di ferro fra operai e azienda è andato avanti per giorni, dal 3 al 7 marzo i lavoratori hanno incrociato le braccia e manifestato davanti ai cancelli. Poi hanno portato a un'ora giornaliera gli scioperi. L'Avio però non ha voluto sentire ragioni, determinata a ridurre il personale a causa della perdita di una commessa la scorsa estate: la costruzione del motore Jd8-200 per i Dc-10 dell'Alitalia, che è stata affidata all'israeliana Badek. Ieri i legali dell'azienda avrebbero fatto sapere agli avvocati del sindacato che Simeoli era stato sbattuto fuori in seguito a un alterco con un guardiano durante gli scioperi dei giorni precedenti, dicendo che c'è stata un'aggressione. Ieri gli operai hanno scioperato spontaneamente e manifestato davanti alla fabbrica.
POMIGLIANO D'ARCO: 4 ORE DI SCIOPERO http://www.ilmanifesto.it/
Pomigliano d'Arco è costretta a riprendere la lotta contri comportamenti antisindacali delle imprese con un sciopero generale dei metalmeccanici che si terrà oggi nel comprensorio nel quale è molto sviluppato il settore meccanico. Gli operai incrociano ancora una volta le braccia per quattro ore contro gli atti di discriminazione sindacale che il 19 marzo scorso hanno portato al licenziamento del delegato sindacale della Fiom Antonio Santorelli. La manifestazione è anche finalizzata al e rilancio industriale e occupazione dell'Avio (due settimane fa è già scattata la cassa integrazione per 100 tute blu) e dell'intera area industriale alle porte di Napoli.
FIAT DI MELFI http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/
I sindacati e la Fiat non hanno raggiunto l’accordo sul passaggio da 17 a 15 turni settimanali di lavoro nello stabilimento Sata di Melfi (Potenza) dove si produce la Grande Punto: per questa sera sono state organizzate le assemblee con i lavoratori. I sindacati hanno sottolineato che l'incontro tra le parti è terminato senza la firma di un’intesa "per la responsabilità della Fiat, in quanto le posizioni che ha espresso fanno arretrare i diritti contrattuali dei lavoratori sugli orari di lavoro. È necessaria – hanno aggiunto - una verifica a tutti i livelli: noi respingiamo questo metodo della Fiat che si rifà alla sopraffazione sui lavoratori". In particolare, secondo i rappresentanti dei lavoratori, "la Fiat ha pensato che bastava comunicare i cambi di orario senza contrattare sia in caso di passaggio a 15 che, per il futuro, a 18. Inoltre – è scritto nella nota – la Fiat ha dichiarato di far rientrare solo 150 dei 318 lavoratori interinali mandati a casa, non rispettando gli impegni già assunti per i dipendenti dell’indotto che hanno perso il posto di lavoro".
FIAT: SCIOPERO ALLA ERGOM E BLOCCO DEL LAVORO NEGLI ALTRI IMPIANTI http://www.lasicilia.it/
La Ergom, azienda metalmeccanica nazionale dell'indotto Fiat, taglia al Sud con un piano di ristrutturazione che colpisce alcune centinaia di dipendenti dell'impianto di Napoli. Le maestranze sono entrate in sciopero e, di conseguenza, non arrivano più componenti agli stabilimenti Fiat destinatari. Da undici giorni sono ferme le catene di montaggio di Pomigliano d'Arco e da sei la linea di produzione della Lancia Ypsilon a Termini Imerese. Nella fabbrica siciliana la preoccupazione è alle stelle. Infatti, i 1.600 dipendenti sono stati collocati in "senza lavoro", ma della successiva formale richiesta di cassa integrazione, propedeutica al pagamento delle retribuzioni nel periodo di fermo, i sindacati non hanno ancora ricevuto comunicazione dall'azienda
METALMECCANICI: PIATTAFORMADA 147 EURO http://www.ilmanifesto.it
Un aumento salariale di 147 euro (di cui 30 per chi non ha la contrattazione integrativa), riforma dell'inquadramento professionale e una stretta sull'utilizzo dei contratti a termine. E' stata presentata ieri da Fim, Fiom e Uilm la piattaforma unitaria per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici, in scadenza a fine giugno. Dopo sei mesi di difficili trattative, e a otto anni dall'ultimo contratto nazionale unitario, la quadra è stata trovata nella tarda serata di mercoledì. Ora l'ipotesi di accordo verrà discussa dagli organismi di Fim, Fiom e Uilm e, dopo l'assemblea nazionale dei 500 delegati, il prossimo 17 maggio, sarà sottoposta al voto dei lavoratori. Il rinnovo coinvolge complessivamente un milione e 600 mila lavoratori, e dovrebbe aprirsi non prima della fine di giugno. L'aumento medio previsto è di 117 euro mensili per i lavoratori al quinto livello, che significa il superamento della soglia dei 100 euro (se ne chiedono 101) per il terzo livello, i lavoratori alla catena di montaggio. E a cui sono da aggiungere 30 euro per chi non fa la contrattazione integrativa (tra il 20 e il 30% della categoria). Un addetto alle linee di montaggio non poteva d'altra parte prendere meno di un impiegato statale, spiega Rinaldini, riferendosi al rinnovo del contratto degli dipendenti pubblici. Ma anche sulla parte normativa, la piattaforma prevede diverse novità. A partire dalla ridefinizione dei profili professionali di operai e impiegati (l'ultima normativa risale al 1973). L'accordo prevede il passaggio dalle attuali categorie a un nuovo sistema articolato in cinque fasce, e basato sulle "capacità trasversali" dei lavoratori, mentre concretamente l'evoluzione professionale sarà materia della contrattazione di secondo livello. Altro punto essenziale, il contrasto alla precarietà. L'ipotesi di accordo prevede un tetto del 15% all'utilizzo di lavoratori a termine o con contratti interinali. In più si stabilisce che chi ha lavorato sei mesi (considerando gli ultimi due anni) entra in una graduatoria da cui poi l'azienda attingerà in caso di assunzioni; viene richiesto il tempo indeterminato, invece, per i lavoratori che hanno 3 anni di lavoro alle spalle (negli ultimi 5 anni), anche non continuativi. Infine, sull'orario di lavoro, Fim, Fiom e Uilm allargano la possibilità di utilizzare l'orario plurisettimanale anche alle aziende che abbiano picchi produttivi, ma con l'aumento delle maggiorazioni (dal 15% al 40% in più per chi lavora di sabato), e fermo restando che il tutto potrà avvenire solo con l'accordo delle rappresentanze sindacali (Rsu).
FIAT SEVEL: 1500 DA ATIPICI A INDETERMINATI http://www.ilmanifesto.it
Assunti stabilmente 1.500 giovani lavoratori alla Sevel Val di Sangro. È uno dei punti più importanti emersi dalla verifica dell'accordo stipulato il 13 maggio 2005 alla Sevel Val di Sangro e conclusa tra Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil e Fismic, la Rsu e la direzione aziendale. La nuova intesa, raggiunta e firmata nello stabilimento di Chieti, che produce per il Gruppo Fiat il furgone Ducato, riguarda sia il trattamento economico degli addetti, sia l'occupazione. E' stata concordata la parificazione con il resto del gruppo dei trattamenti salariali e normativi per i turni pomeridiani, notturni e festivi. Si è poi concordata la graduale assunzione a tempo indeterminato, anche tramite l'apprendistato professionalizzante, dei circa 1.500 giovani che oggi lavorano in Sevel con contratti atipici (a tempo determinato e in somministrazione). Un'intesa nel marzo scorso aveva già stabilizzato 300 giovani lavoratori.
FIAT: SCIOPERO PER LE PENSIONI http://www.ilmanifesto.it/
Sono stati più di mille i lavoratori della Fiat Mirafiori usciti in corteo ieri mattina. Dopo brevi cortei interni hanno deciso di uscire dai loro reparti, presse e meccaniche, e si sono riversati su corso Tazzoli. Sono stati organizzati presidi che hanno bloccato il traffico, con i lavoratori a spiegare agli automobilisti il senso della loro protesta. I lavoratori sono delusi: il governo Prodi ha promesso tante cose in campagna elettorale, ma ad un anno dalla sua elezione ancora non ha fatto nulla. E quel poco che ha fatto non piace ai lavoratori. Per esempio non piace che la legge 30 sia ancora lì. E piace ancora meno questo balletto sulle pensioni. Allo sciopero proclamato da Fim, Fiom, Uilm, Fismic si è aggiunto quello proclamato dai Cobas, con lo Sdi Cobas che ha scioperato per tre ore. Nello stabilimento torinese della Fiat l'adesione allo scioerpo è stata mediamente del 50%, con punte del 70% in alcuni reparti. Non si è scioperato però soltanto a Mirafiori. In Piemonte hanno incrociato le braccia anche la IndesitMerloni di None, un'azienda con 800 dipendenti; si sono fermati dall'una alle tre con un'adesione del 90%. Le lavoratrici hanno organizzato un presidio-manifestazione davanti ai cancelli della fabbrica. Quattro invece sono state le ore di stop per gli oltre 400 della Skf-Avio-Precisi, a Villar Perosa. Qui l'adesione è stata dell'80%, mentre ad Alessandria si sono fermati i 600 metalmeccanici della KME Italy (ex Europa Metalli) di Serravalle Scrivia.
FIAT: ASSOLTI I MANAGER http://www.ilmanifesto.it/
Si è concluso ieri il processo che vedeva imputata la Fiat per le malattie da sforzo ripetuto contratte da centinaia di operai. Tra le quindici assoluzioni ci sono anche quelle dei tre ex AD Paolo Cantarella, Roberto Testore e Giancarlo Boschetti. Ma il contesto in cui sono avvenute queste assoluzioni è quello che ha visto l'azienda risarcire i lavoratori mentre gli altri manager imputati (in tutto erano 49) hanno patteggiato la pena. La Fiom, costituitasi parte civile, si è riservata la decisione di chiedere il processo civile.
METALMECCANICI: SCIOPERO PER IL CONTRATTO http://www.ilmanifesto.it/
Otto ore di sciopero da effettuarsi entro la fine del mese prossimo, di cui almeno quattro il 26 ottobre, giornata nazionale di mobilitazione delle tute blu. E' quanto hanno deciso ieri unitariamente le segreterie di Fim, Fiom e Uilm, dopo la fumata nera registrata nell'incontro con Federmeccanica per il rinnovo del contratto scaduto a giugno scorso, e che coinvolge complessivamente 1 milione e 600 mila lavoratori. Finora nessuna quantificazione è stata fatta da Federmeccanica in merito alla parte salariale (su cui i sindacati chiedono un aumento medio di 117 al quinto livello, più 30 euro per chi non fa la contrattazione integrativa). Aspettano invece, i padroni, la traduzione in legge del protocollo del 23 luglio, per decidere delle questioni del mercato del lavoro (la piattaforma prevede una stretta sull'utilizzo dei contratti a termine). E ripropongono, immancabile, l'attacco all'orario di lavoro, sul quale vorrebbero avere mano libera senza i "lacci e lacciuoli" della contrattazione. Il tutto, a moratoria contrattuale scaduta. Oltre al pacchetto di otto ore di sciopero articolate a livello territoriale, di cui almeno quattro saranno effettuate il 26 ottobre prossimo (giornata nazionale di mobilitazione, con scioperi e manifestazioni territoriali o regionali), i sindacati hanno deciso il blocco degli straordinari a partire dall'inizio del mese, e una campagna di assemblee informative nelle fabbriche a partire dalla metà di ottobre, una volta terminata la consultazione dei lavoratori sul protocollo del 23 luglio.
CHRYSLER: LICENZIAMENTI IN ARRIVO http://www.ilmanifesto.it/
Fresca dell'accordo raggiunto con il principale sindacato del settore Uaw, il colosso automobilistico Chrysler prepara ulteriori tagli nel settore amministrativo - 1000 impiegati. L'ultimo round di tagli, che completa il dimagrimento di 11 mila contratti a tempo e 2 mila a tempo indeterminato annunciati a febbraio scorso. Il colosso automobilistico Usa Chrysler ha annunciato un taglio di lavoratori a ore di 10 mila unità per il 2008. L'intervento interesserà cinque impianti di assemblaggio nel Nord America.
FIAT: INCIDENTE A MIRAFIORI, FERITO UN OPERAIO http://www.repubblica.it/
Un operaio esperto di manutenzione del reparto lastratura della Fiat Mirafiori e' stato colpito da un braccio dell'impianto che stava mettendo in funzione. L'uomo e' ricoverato in prognosi riservata all'ospedale Cto di Torino ma non sarebbe in pericolo di vita. I sindacati hanno proclamato un'ora di sciopero. L'operaio ha riportato un trauma cranico-toracico.
METALMECCANICI IN SCIOPERO http://www.ilmanifesto.it/
Ieri le tute blu di Mirafiori hanno scioperato otto ore, con presidio davanti ai cancelli, per il rinnovo del contratto nazionale. Sono già venti le ore di sciopero effettuate dai metalmeccanici su tutto il territorio nazionale a sostegno della vertenza. Scioperi che costano, in buste paga già fin troppo magre. E oggi si continua con la prima giornata nazionale di sciopero degli straordinari. Uno sciopero di otto ore costa tra i 50 e i 60 euro in busta paga. Questa volta però, è forte tra le tute blu la consapevolezza che in gioco c'è la difesa dello stesso contratto nazionale, messo sotto attacco dalla Confindustria. Gli scioperi di ieri complessivamente hanno interessato circa 20 mila lavoratori (secondo i dati resi noti dalla Fiom) e completavano il pacchetto di 12 ore di agitazione entro novembre. La vertenza per il rinnovo è ferma per ora alla prima proposta formalizzata dalle imprese lo scorso 21 novembre: 100 euro di aumento, di cui 66 a livello nazionale, e 33 legati al recupero di produttività (mentre i sindacati chiedono 117 euro medi al quinto livello, più 30 per chi non fa la contrattazione integrativa). Oggi è prevista la prima giornata nazionale di mobilitazione sugli straordinari (la seconda sarà sabato 15 dicembre). Presidi e scioperi bloccheranno gli straodinari di molte aziende nel paese. E i metalmeccanici, per il rinnovo del contratto, si dicono pronti a iniziative anche più pesanti.
THYSSEN: 4 I MORTI http://www.ilmanifesto.it/
Di fronte all'ingresso dell'acciaieria il capannello di persone che osserva i mazzi di fiori lasciati per tributare il personale saluto alle vittime di queste morti assurde e orribili viene come risvegliato dal suono di alcuni clacson. Si presenta nel modo più fragoroso una ventina di motociclisti: quando i primi scendono dai loro bolidi cromati depositano un mazzo sormontato dal messaggio "con rispetto, i bikers", poi un minuto di silenzio fino all'applauso liberatorio. Il loro capo abbraccia due lavoratori della ThyssenKrupp e raccomanda di salutare Toni, ossia Antonio Boccuzzi, l'operaio che ha cercato disperatamente di strappare alle fiamme Antonio Schiavone, di 36 anni, Roberto Scola, di 32, Angelo Laurino di 43 e il 26enne Bruno Santino. Le tute dei motociclisti sono completamente ricoperte di stemmi e motti: una ragazza sembra accarezzare con lo sguardo quello che in effetti è particolarmente adatto all'occasione, perché recita "meglio morire con toppe da valorosi piuttosto che vivere ben vestiti da vigliacchi". Il primario dell'ospedale Maria Vittoria ha lasciato intendere che per Giuseppe De Masi non c'è più nulla da fare. Sempre critiche, al centro grandi ustionati di Genova, le condizioni di Rosario Rodinò, il lavoratore che si era visto cambiare il proprio turno poche ore prima del tragico incendio. Grave anche Rocco Marzo, ricoverato alle Molinette, il più esperto dei feriti con i suoi 54 anni, tanto che tra poche settimane sarebbe andato in pensione. Nel frattempo è arrivato Antonio Boccuzzi, che abbraccia tutti coloro che si avvicinano a lui, "scusate ma ho bisogno del contatto fisico: di notte mi sveglio spesso, mia moglie mi chiede perché e io non posso che rispondere che ho negli occhi quelle scene drammatiche e l'inferno intorno ai miei amici" e le parole lasciano ancora una volta spazio alle lacrime. Lucido il racconto di uno dei lavoratori della squadra d'emergenza di turno alla ThyssenKrupp la notte della tragedia, che preferisce restare nell'anonimato specificando di non aver ancora reso testimonianza al procuratore Raffaele Guariniello. "Quando ho visto svilupparsi il piccolo incendio (che purtroppo è la regola per questo tipo di lavorazioni) sono sceso immediatamente da quella specie di pulpito che ospita la nostra postazione, ma purtroppo i tre estintori presenti sulla linea 5 non funzionavano: due erano scarichi e dal terzo è uscita una piccola quantità di CO2. Il telefono d'emergenza era fuori uso, così ho risalito le scale schiacciando i pulsanti del comando che in automatico ha messo in movimento gli enormi bomboloni di riserva. Ne è scaturito un gran fumo ed è stato praticamente tolto ossigeno al fuoco". Un sistema di sicurezza aggiunto a seguito dell'incendio che nel marzo 2002 aveva investito una parte più ampia dello stabilimento senza fortunatamente causare feriti, ma che comunque è entrato in funzione troppo tardi a causa del malfunzionamento degli estintori. I sindacati, viste le richieste di lavoratori e consigli di fabbrica, istituiranno un conto corrente per raccogliere fondi a sostegno di chi è stato depredato dell'amore ma anche del reddito, e continuano a chiedere che lo stabilimento non riprenda a lavorare, sollecitando una campagna per una vera sicurezza nell'industria.
FIAT POMIGLIANO: RIENTRANO I 94 INTERINALI http://www.denaro.it/
Rientro in azienda dei 94 lavoratori interinali (con contratti di apprendistato o a termine di 24 mesi) dopo il periodo di fermo forzato dovuto allo stop della Fiat di Pomigliano; Cassa integrazione ordinaria, e contemporanea formazione, per il resto delle maestranze con un adeguamento di fatto, dunque al Piano Marchionne. Sono i termini dell'intesa raggiunta ieri tra sindacati e Dhl, l'azienda di movimentazione merci il cui stop ha paralizzato, nei giorni scorsi, l'attività dello stabilimento Fiat Alfa di Pomigliano, ora regolarmente ripartita. Arriva la schiarita, dunque, sul sito partenopeo del Lingotto. Dopo tre giorni di braccio di ferro arriva l'intesa tra sindacati e Dhl, azienda di movimentazione merci fornitrice di Fiat, il cui stop si è riversato a catena sullo stabilimento di Pomigliano del Lingotto, paralizzando la produzione per due giorni. I sindacati chiedevano l'adozione del Piano Marchionne: in pratica Cassa integrazione per i lavoratori per tutta la durata del fermo di Pomigliano (dal si ferma dal 7 gennaio al 2 marzo 2008) e contemporanei corsi di aggiornamento professionale. Anche queste rivendicazioni accolte, ieri, dall'azienda. Di diverso avviso i Cobas. "La Dhl - riconosce Vittorio Granillo, del coordinamento provinciale - ha preso l'impegno di riassumere gli interinali ad inizio marzo". Granillo, però, sostiene di avere delle "perplessità" sul futuro occupazionale di tutti questi lavoratori. "Non siamo certi che il tutto riprenderà come prima - dice - anzi temiamo il peggio, il che significa che per le terziarizzate il lavoro terminerà, lasciando senza un impiego migliaia di persone".
MORTO IL SETTIMO OPERAIO FERITO ALLA THYSSEN http://www.bresciaoggi.it/
Ventiquattro giorni di agonia, ventiquattro giorni di speranza: le possibilità che Giuseppe Demasi, 26 anni, una delle torce umane della tragedia della ThyssenKrupp riuscisse a salvarsi erano pochissime ma c’erano. Il giovane operaio è morto alle 13.40, diventando così la settima e ultima vittima del rogo del 6 dicembre alla linea 5. Demasi, che in questa lunga agonia non ha mai ripreso conoscenza perchè è sempre stato tenuto sedato, aveva riportato ustioni su oltre il 90% del corpo. Era già stato sottoposto a quattro interventi chirurgici (uno di tracheotomia e tre di rimozione di cute ustionata e impianto di pelle da donatore) e le sue condizioni erano stabili. Venerdì hanno avuto un improvviso peggioramento per problemi respiratori.
METALMECCANICI: SCIOPERO L'11 GENNAIO http://canali.libero.it/affaritaliani/
Scenderanno di nuovo in strada per protestare contro il mancato rinnovo del contratto. A sette mesi dalla scadenza, i metalmeccanici hanno scelto l'11 gennaio per nuove manifestazioni. Bergamo, Brescia, Brianza, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Magenta-Legnano, Milano, Pavia Sondrio, valcamonica, Varese: tutte le principali realtà dell'industria metalmeccanica saranno coinvolte in presidi organizzati accanto alle maggiori aziende della regione per favorire la partecipazione alle manifestazioni dei lavoratori. Questo sciopero si è reso necessario per ribadire la necessità di dare ai tanti metalmeccanici un contratto giusto e positivo dopo 7 mesi di attesa.
METALMECCANICI: SCIOPERO PER IL CONTRATTO http://miaeconomia.leonardo.it/
Migliaia di operai metalmeccanici scioperano oggi per chiedere il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, con il confronto tra sindacati e imprese che continua oggi pomeriggio. Lo sciopero di otto ore è accompagnato da manifestazioni in tutta Italia, con cortei che si sono snodati per le vie della principali città, a volte ci sono stati anche blocchi della circolazione stradale. I sindacati metalmeccanici chiedono aumenti medi lordi mensili pari a 117 euro, più altri 30 per i lavoratori che non godono della contrattazione di secondo livello. Da parte loro le imprese offrono invece poco più di 100 euro complessivi, di cui circa 40 legati alla produttività, che sarebbe giocata non su investimenti ma su un impegno ulteriore dei lavoratori. Inoltre le imprese vorrebbero prolungare la durata del contratto a 30 mesi rispetto agli attuali 24. "Lavoriamo per chiudere la trattativa per il 15 gennaio", avverte Tonino Regazzi, segretario generale della Uilm.
POMIGLIANO: 10 LICENZIAMENTI http://www.ilmanifesto.it/
Chi l'avrebbe detto che nel piano Marchionne per rilanciare lo stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco ci poteva essere anche il licenziamento? Eppure solo dopo qualche giorno dall'inizio dei corsi di formazione, ieri, sono arrivate una decina di lettere disciplinari per altrettanti operai, provvedimenti che secondo la Fiom porterebbero direttamente al licenziamento senza preavviso. Tra questi anche due delegati dei metalmeccanici Cgil: Mario Di Costanzo, membro della segreteria Rsu Fiom e l'esperto Aniello Niglio. I due, insieme agli altri operai sospesi, sarebbero colpevoli di aver condotto giovedì un corteo interno alla fabbrica con "atteggiamenti minacciosi" per denunciare la presenza di vigilanti introdotta per sorvegliare le lezioni dei corsi e di aver fatto qualche minuto di ritardo dopo la pausa pranzo (a causa, pare, della chiusura della mensa al più vicino reparto di verniciatura). Gli altri lavoratori destinatari della sospensione cautelativa da parte del gruppo torinese sarebbero comunque iscritti o vicini ai sindacati Fim, Uilm e Fismic. Ieri i lavoratori hanno fatto un presidio di fronte ai cancelli della fabbrica a Pomigliano D'Arco dove si vedranno anche lunedì mattina con i sindacati per discutere delle misure da adottare in questo clima di tensione. I sindacati hanno annunciato infatti che, se i licenziamenti saranno confermati, ricorreranno immediatamente alla magistratura per comportamento antisindacale. I lavori della Commissione mista (direzione, Rsu e organizzazioni sindacali), previsti dall'accordo sarebbero stati boicottati dalla Fiat che di fatto sta snaturando il ruolo del sindacato in fabbrica. La sorpresa subito dopo le festività natalizie: l'azienda ha schierato dentro lo stabilimento e nelle singole Ute (unità tecnologica elementare) una presenza massiccia e illegittima di vigilanti.
METALMECCANCI: ROTTE LE TATTATIVE http://canali.libero.it/
Per sbloccare la difficile vertenza dei metalmeccanici, scende in campo il Governo ma la tensione non accenna a diminuire: il ministro del Lavoro Cesare Damiano ha fatto sapere che una convocazione delle parti è prevista per le 16 di oggi pomeriggio. E il presidente di Federmeccanica, Massimo Calearo, ha dato la sua disponibilità a sedersi attorno al tavolo. Ma la trattativa appare ancora in salita: a Mirafiori, si sono verificati alcune proteste spontanee. Secondo i dati forniti dall'azienda, lo sciopero di un'ora alle Carrozzerie ha registrato un'adesione pari al 17,1%; di due ore, invece, alle Presse ed al Reparto Costruzione Stampi con un'adesione dei lavoratori, rispettivamente, del 12,2% e del 14,8%. E per tutto il Paese, si sono registrate una serie di agitazioni: alla Fincantieri di Castellammare, i lavoratori hanno dato vita ad uno sciopero e ad un corteo, altri disagi si sono verificati sulla A14 e sulla Milano-Varese, caselli autostradali bloccati nell'alessandrino, mentre nel Lazio i lavoratori del Sielte hanno paralizzato la pontina. Secondo la Fiom andrebbero organizzati subito degli scioperi per manifestare il malessere della categoria. E anche per la Uilm e la Fim Cisl, se dovessero partire aumenti unilaterali decisi da Federmeccanica, uno sciopero sarebbe inevitabile.
METALMECCANICI: C'E' L'ACCORDO http://www.laprovinciadisondrio.it/
Aumento medio di 127 euro, una tantum di 300 euro, equiparazione tra operai e impiegati. Sono questi i punti salienti dell'accordo per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici che Fim, Fiom e Uilm hanno raggiunto con Federmeccanica e Assistal. "Un buon contratto soprattutto dal punto di vista economico, perché un aumento di 127 euro, corrisponde a circa l'1% in più in busta paga", secondo il segretario generale della Uilm, Antonino Regazzi, secondo cui "Il contratto firmato è importante anche dal punto di vista normativo con l'introduzione della parità tra operai e impiegati tanto che nel nuovo contratto si parlerà unicamente di lavoratori". La nuova normativa porterà miglioramenti anche nel mercato del lavoro confermando il limite previsto dalla legge sui contratti a termine, e ponendo un tetto di 44 mesi nel caso in cui questi contratti si sommino a quelli interinali. Ma ecco in sintesi cosa prevede l'accordo. Aspetti retributivi - Una tantum di 300 euro comprensiva dell'indennità di vacanza contrattuale erogata da pagare a marzo; incremento dei minimi contrattuali per una vigenza contrattuale di 30 mesi di 127 euro medi, in tre scaglioni: 60 euro a gennaio 2008, 37 a gennaio 2009 e i restanti 30 a settembre 2009. Elemento perequativo raddoppiato e fissato a 260 euro. Rivalutazione delle indennità di trasferta e di reperibilità. Parificazione tra operai e impiegati - Da gennaio 2009 le differenze che ancora permanevano tra la disciplina degli impiegati e degli operai sono state cancellate, estendendo di norma i degli impiegati agli operai. La normativa degli scatti di anzianità è stata semplificata ed è stata estesa agli operai la maturazione dei giorni di ferie aggiuntivi in base all'anzianità aziendale, che fino ad oggi era prevista per gli impiegati. Relazioni sindacali - È prevista l'istituzione dell'Osservatorio nazionale che si occuperà anche di ambiente e sicurezza del lavoro. È stata recepita la direttiva europea sui diritti di informazione e consultazione nelle imprese con almeno 50 dipendenti. Ambiente e sicurezza sul lavoro - Le imprese dovranno informare, di norma ogni 6 mesi, i lavoratori sulle questioni della sicurezza e della salute, anche in relazione alle specificità aziendali. Orario di lavoro - I sabati di straordinario «comandati» passano da 4 a 5 nelle imprese con almeno 201 dipendenti e da 5 a 6 nelle imprese di minori dimensioni. Uno dei sette permessi annui retribuiti a fruizione collettiva potrà essere spostato dall'azienda all'anno successivo con fruizione individuale. Per coloro che hanno svolto, con la stessa azienda e nella medesima mansione, periodi di lavoro sia interinale che con i contratti a termine, è stato fissato un limite massimo di 44 mesi. Inquadramento - L'elemento retributivo di professionalità per la parte più specializzata degli operai di 5° livello, istituito con il contratto del 1990, sarà trasformata in un vero e proprio livello contrattuale con il parametro retributivo del 5° super (fino ad oggi previsto solo per gli impiegati).
TEKSID: IN 200 A RISCHIO http://www.ecodelchisone.it/
Una mazzata terribile per tutti gli occupati che da qualche anno vivono nell'incertezza del futuro e affidavano ai negoziati per la vendita dello stabilimento alla Avio le speranze di salvare il posto di lavoro. Le trattative con il maggior committente dello stabilimento, fino a venerdì, sembravano a buon punto tali da consentire la stesura definitiva, ma durante il fine settimana è arrivata invece la rinuncia dell'Avio. Così ai vertici dell'azienda lunedì hanno convocato le rappresentanze sindacali per comunicare il mancato accordo e la decisione di mettere in liquidazione l'attività. La protesta dei lavoratori non si è fatta attendere. Presidio permanente davanti alla fabbrica e blocco del traffico. Il blocco della strada è durato circa un paio d'ore. Questa mattina è stata subito decisa la mobilitazione permanente dei lavoratori. Un centinaio gli operai fuori dai cancelli con alcuni rappresentanti sindacali. A mezze parole vengono fuori ipotesi tutte da verificare nei mesi che verranno: dopo un periodo di cassa integrazione straordinaria che non sarebbe superiore ad un anno, la soluzione potrebbe essere la messa in mobilità, con la perdita dei posti di lavoro. Inizieranno ora trattative su più tavoli con l'interessamento degli enti locali superiori e dell'Amministrazione comunale; la speranza è quella che, come per altre realtà beinaschesi, si possa trovare, tramite il dialogo e la mediazione, la via d'uscita che tuteli il futuro di più di 200 famiglie
MELFI: NO DEI METALMECCANICI http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/
Con 955 no e 109 sì (sono state in totale 33 le schede bianche e nulle), i lavoratori dello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat hanno respinto l’ipotesi di accordo sul nuovo contratto nazionale dei metalmeccanici, raggiunta il 20 gennaio scorso. Lo si è appreso dal segretario regionale della Basilicata della Fiom- Cgil, Giuseppe Cillis. La bassa partecipazione al voto si spiega con il fatto che la produzione nella fabbrica di Melfi del gruppo torinese è ripresa solo ieri sera, dopo una settimana di interruzione causata da inconvenienti scoperti sui motori multijet prodotti in Polonia.
MELFI: MUORE UN OPERAIO http://www.ilmanifesto.it/
Domenico Monopoli era conduttore nel reparto verniciatura, un operaio esperto a cui la Fiat affidava anche l'incarico di intervenire sull'impianto quando si verificava qualche problema. Erano le 22,45 di martedì quando la linea aerea che trasporta lamiere lungo il reparto di verniciatura si è fermata per l'uscita dalla corsia di una "bilancella" ed è toccato ancora una volta a lui, che aveva appena iniziato il turno di notte, il compito di salire sopra la cabina di verniciatura dove sono posizionati i comandi per intervenire sull'impianto. Sul tetto c'è un passaggio "sicuro" con tanto di mancorrenti e una superficie solida che regge il peso dell'operatore. Chissà perché, invece, il tetto è crollato e Domenico è precipitato al suolo da un'altezza di diversi metri. E' stato trasportato prima all'ospedale di Melfi poi in quello di Rionero, ultima tappa del suo sfortunato viaggio in questo mondo. E' morto ieri, aveva 43 anni. Ieri a Melfi i lavoratori di tutti i turni hanno effettuato due ore di sciopero, poi prolungato nel secondo turno per tutta la giornata e nella mattinata di oggi, in attesa dell'incontro fissato in prefettura alle 14.
FIAT POWERTRAIN: QUARTO GIORNO DI SCIOPERO http://www.ilmanifesto.it/
Gli operai della Powertrain di Torino (quasi 3 mila lavoratori) scioperano oggi per l'intera giornata lavorativa. E' il quarto giorno di agitazione, e mobilitazione, contro la decisione della Fiat di procedere unilateralmente al passaggio da 15 a 17 turni di lavoro (sempre a 40 ore settimanali), a partire dal prossimo 18 maggio. Le tre assemblee che si sono svolte con i sindacati a partire da mercoledì si sono concluse con tre dichiarazioni di sciopero (dall'assemblea alla fine del turno). Il passaggio a 17 turni (che implica lavorare anche al sabato) crea problemi a molte persone, i padri separati per esempio o chi ha in carico l'assistenza a un proprio parente. Pochi sono considerati anche i 300 euro lordi annui di indennizzo proposti dall'azienda, poco più di 20 euro al mese (mentre gli straordinari del sabato hanno una maggiorazione del 50%). Contro gli scioperi, l'azienda ha minacciato ieri la richiesta di risarcimento.
FIAT MELFI http://www.ilmanifesto.it/
Michele Passannate potrà tornare al suo lavoro alla Sata. Lo stabilisce un'ordinanza del giudice del tribunale di Melfi che ordina il reintegro dell'operaio ingiustamente licenziato dalla Fiat, dopo la comunicazione di un provvedimento giudiziario per il reato di associazione in attività eversiva a fini terroristici. Il licenziamento, secondo l'ordinanza, è una misura eccessiva trattandosi soltanto di "un'indagine penale in corso per la quale non è stata emessa alcuna misura restrittiva della libertà personale né è stato disposto alcun rinvio a giudizio", scrive in un comunicato la Fiom della Basilicata che ha sempre sostenuto le ragioni di Passannante, assistito dall'ufficio legale della Fiom, e la estraneità ai fatti, sua e degli altri operai interessati dall'indagine. La Fiat, dunque, dovrà riaprire i cancelli a Passannante e corrispondergli le retribuzioni maturate dal licenziamento alla reintegra. Una raccolta di firme a sostegno degli operai indagati era stata spedita ai presidenti della Repubblica e dei due rami del Parlamento.
FIAT MELFI: 4 GIORNI DI CIG http://www.marketpress.info/
L’annuncio di 4 giorni di cassa integrazione ordinaria da parte della Fiat, la più importante azienda della Basilicata del Mezzogiorno, e l’avvio di un periodo di trasferta in altri stabilimenti del gruppo per 200 operai del sito di Melfi è un segnale di grande preoccupazione per la Cgil di Basilicata.
FIAT E INDOTTO: TROPPA PRECARIETA' A FROSINONE http://iltempo.ilsole24ore.com/
Troppa precarietà nel settore automobilistico della provincia di Frosinone, sia all'interno della Fiat che nelle aziende del suo indotto. La denuncia arriva dalla Cgil dopo la rottura delle trattative tra la casa torinese ed i sindacati in merito al reinserimento di 300 ex interinali, che, stando ad un accordo raggiunto nei mesi scorsi, dovevano essere riassunti direttamente dal Lingotto entro giugno con un contratto di apprendistato di due anni. Secondo il sindacato sono stati disattesi tutti i programmi che riguardavano la stabilizzazione dei lavoratori precari sia all'interno della Fiat sia dell'Itca, altra azienda dell'indotto che insiste nell'area industriale del cassinate. La Fiat auto ha assunto con 435 contratti di apprendistato e 472 interinali (questi ultimi hanno cessato il rapporto a dicembre del 2007 e solo 150 sono rientrati a lavoro); alla Itca i contratti interinali sono stati 35, alla Lear 60, ai quali se ne aggiungono 12 di apprendistato. Alla Ceva In-Bound la situazione non è molto diversa, con 85 rapporti di lavoro interinali, 25 apprendistati e 27 contratti a tempo determinato. La stessa formula del tempo determinato è stata utilizzata in 28 casi ala Sirio, 20 alla Palmar e 15 alla Onama.
FIAT: CIG http://www.quotidianodelnord.it/
La Fiat di Melfi è dentro una crisi di mercato ed i lavoratori sono quelli che saranno colpiti. Dal 28 al 31 Luglio vi saranno 4 giornate di Cassa Integrazione Guadagni a zero ore per tutti i lavoratori. Altre decisioni assunte per far fronte alle difficoltà della fase economica che attraversiamo sono: 1°) Dal 7 Luglio c.a. 160 lavoratori saranno trasferiti alla Sevel ; 2°) Dal 14 Luglio c.a 40 lavoratori saranno trasferiti alla Maserati in Emilia -Romagna.
FIAT MELFI: CIG PER 2 SETTIMANE http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/
A Melfi la produzione della Grande Punto si fermerà dal 20 ottobre al 2 novembre prossimi: finora, la cassa integrazione era fissata solo dal 20 al 27 ottobre. L'aumento della cassa integrazione sarebbe legata ai volumi di mercato insufficienti
INNSE: OPERAI SGOMBERATI http://www.ilmanifesto.it/
Alle cinque e mezza di ieri mattina poliziotti e carabinieri sono passati dall'entrata secondaria della fabbrica Innse Presse, hanno fatto uscire i due operai di guardia per la notte e hanno posto i sigilli ai cancelli. I quarantanove operai della Innse lavorano da mesi nella loro fabbrica gestendo da soli consegne e clienti, mentre Silvano Genta, il proprietario, cerca in tutti i modi di chiudere per guadagnare con la vendita dei macchinari e con la speculazione edilizia su un'area decisiva per l'Expo del 2015. Non ha neppure retribuito lo stipendio di agosto. Si organizza un presidio permanente, ma la fabbrica è chiusa. Nessuno crede più che sindacati e istituzioni possano o vogliano fare qualcosa di risolutivo.
LA FIAT ANNUNCIA LA CIG A TERMOLI
Una settimana di Cassa integrazione guadagni è stata programmata dal prossimo 27 ottobre al 2 novembre. La decisione è stata comunicata ai lavoratori e i rappresentanti di alcuni sindacati, come l'Ugl e lo Slai Cobas, hanno già espresso alcuni dubbi sulla necessità di attivare la procedura di cassa integrazione proprio in questo momento. Solo lo scorso 11 settembre infatti la Fpt aveva comunicato ai dipendenti la necessità di aumentare la produzione intensificando i ritmi lavorativi, chiedendo agli operai di effettuare gli straordinari e ad alcuni di rientrare prima del previsto dalle ferie. In azienda ci sono ancora tanti settori in cui si fanno i 15 turni e gli straordinari "e non capiamo come sia possibile allo stesso tempo aprire la Cig.
FIAT DI POMIGLIANO: SENTENZA DI REINTEGRO http://www.denaro.it/
Il giudice del lavoro del Tribunale di Nola (Napoli), ha accettato il ricorso presentato da uno dei 300 lavoratori della Fiat di Pomigliano d'Arco, licenziati tra settembre e dicembre del 2006, sancendo il suo reintegro in fabbrica. Lo ha reso noto Vittorio Granillo, del coordinamento nazionale dello Slai Cobas, il quale ha sostenuto che si tratta "di una sentenza importantissima in questo periodo di recessione". L'operaio era stato messo in mobilita' forzata nel dicembre del 2006, ma, cosi' come alcune decine di altri lavoratori, dei 300 licenziati, ha presentato ricorso. Il giudice gli ha dato ragione, ed ora si attende la sentenza anche per gli altri.
FIAT TERMOLI: 1700 IN CIG http://www.quotidianodelnord.it/
Alla Fiat di Termoli sono in CIG 1700 dipendenti dell'area motori da questa settimana: inoltre, c’è il rischio che questo momento di crisi possa indurre l’azienda ad esternalizzare alcune produzioni. Non sono stati rinnovati neanche 410 contratti a termine, nonostante lo stabilimento abbia ricevuto cospicui finanziamenti negli ultimi anni per far fronte anche a questi problemi e procedere alla stabilizzazione del personale.
gennaioo 2009
SATA DI MELFI: CIG http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/
La Fiat ha comunicato ai sindacati che lo stabilimento Sata di Melfi (Potenza) si fermerà dal 2 al 6 marzo per una nuova settimana di cassa integrazione. Certamente sta pesando l’andamento al ribasso degli ordini registrato in questo primo scorcio del 2009. E le stesse parole di Marchionne nel vertice di ieri sera con i sindacati non lasciavano presagire nulla di buono.
FIAT DI PIEDIMONTE S. GERMANO http://iltempo.ilsole24ore.com/
Dopo due settimane di cassa integrazione tornano quest'oggi a varcare i cancelli i dipendenti dello stabilimento Fiat di Piedimonte San Germano. Torneranno a lavorare per un periodo limitato, visto che tra quindici giorni esatti inizierà un altro periodo di cassa integrazione di altre due settimane. Il ritorno al lavoro coincide anche con due fatti nuovi. L'accordo ormai raggiunto e solo da formalizzare ufficialmente tra Inps e banche locali, in forza del quale ai dipendenti in cassa integrazione verrà garantito il pagamento dello stipendio alla fine di ogni mese. Senza l'accordo con le banche, che anticiperanno gli emolumenti che dovrà corrispondere l'Inps, i lavoratori Fiat e delle fabbriche dell'indotto, in tutto oltre undicimila nuclei familiari, avrebbero dovuto attendere un periodo di oltre quattro mesi per ricevere le indennità previste. L'altra novità è rappresentata dall'acquisto del ramo d'azienda da parte di Fiat Group Automobiles degli stabilimenti Itca, tra cui quello di Villa S. Lucia. In pratica un sospiro di sollievo per i 336 lavoratori della fabbrica dell'indotto, che nel giro di pochi anni ha dimezzato il numero di dipendenti impiegati in tutte le sedi nazionali dell'azienda. Il passaggio di proprietà si perfezionerà il prossimo primo marzo. Intanto continuano a soffiare venti di crisi anche per lo storico stabilimento cassinate della Skf, il primo sorto nel dopoguerra in città. Per i 370 lavoratori si prospettano periodi di cassa integrazione alternata almeno fino all'inizio dell'estate. Periodi di cassa integrazione che si vanno ad aggiungere a quelli già attuati a partire dallo scorso primo settembre. Da tale data e fino al 31 dicembre scorso quasi tutti i dipendenti della Skf sono stati collocati in cassa integrazione per un periodo di quaranta giorni. Un trend destinato a peggiorare, visto che nei giorni scorsi i dirigenti della fabbrica svedese che produce cuscinetti a sfera per autovetture Fiat, hanno comunicato ufficialmente che nel periodo compreso tra il primo febbraio e il primo maggio 2009 i giorni di cassa integrazione saranno 65. Di fatto un dramma per i nuclei familiari monoreddito, alle prese mensilmente con buste paga sensibilmente ridotte rispetto a quelle dei periodi di normale lavoro. Ma secondo alcune organizzazioni sindacali i periodi di cassa integrazione non termineranno nel mese di maggio. Prima dell'inizio delle ferie estive altre settimane di cassa integrazione potrebbero scattare non solo per i lavoratori della Skf, ma anche per tutti i dipendenti della Fiat e delle fabbriche del suo indotto.
FIAT POMIGLIANO: UNA INCHIESTA FRANCESE http://sfoglia.ilmattino.it/mattino/
Davanti ai cancelli dello stabilimento Fiat di Pomigliano, nei giorni della protesta, c’era anche Philippe Ridet, inviato speciale di «Le Monde», il prestigioso quotidiano francese che, ieri, ha raccontato la crisi italiana vista dalla parte degli operai in bilico. Il reportage è lungo e accurato e si conclude con una domanda agghiacciante: se non ci sarà più la fabbrica cosa resterà? Il lavoro nero? La Camorra? L’inviato francese porta ad esempio del dramma di Pomigliano, un operaio che, da settembre, ha trascorso diciannove settimane in cassa integrazione. Lo stipendio di 1.200 euro s’è ridotto a 760 euro al mese e Francesco, l’operaio intervistato, spiega che l’unica soluzione sono i prestiti dei genitori: "Qui i poveri aiutano i poveri". L’immagine dell’Italia che viene fuori dall’articolo è drammatica, a partire dal titolo che parla di una nazione che scopre un calo record dietro la "crisi divertente" (la drôle de crise). Ce n’è per la politica "questa volta - scrive Le Monde - il signor Berlusconi ha dovuto ammettere la sua preoccupazione"; ce n’è anche per i media che, secondo il quotidiano francese non raccontano la crisi ma si limitano a dare voce a chi commenta, dai leader sindacali ai politici. Le Monde racconta anche il dato in crescita della Ferrari, parla dei buoni affari dei cantieri degli yacht di lusso, poi lascia la parola nuovamente all’operaio della Fiat di Pomigliano che racconta la sua disperazione: "A noi cosa resta? Dobbiamo cercare lavoro in nero? Metterci nelle mani della camorra?".
Le Segreterie Provinciali di Fim, Fiom, Uilm e Fismic hanno proclamato per domani lo sciopero generale di 4 ore, dalle 9 alle 13, per tutte le aziende metalmeccaniche del territorio di Pomigliano d'Arco. Si terra' anche una grande manifestazione promossa dal Comune di Pomigliano, dai sindacati di categoria e dalle Rsu di Fiat Auto e delle aziende collegate che partira' alle ore 9,30 dal piazzale antistante la Circumvesuviana per raggiungere, in corteo, Piazza Primavera. Alla manifestazione hanno gia' aderito, tra gli altri, Cgil, Cisl e Uil, il Vescovo di Nola e vi parteciperanno delegazioni di RSU da tutta la provincia di Napoli. "Lo stabilimento Fiat Auto di Pomigliano - si legge in una nota della Fiom - si presenta come il piu' colpito dalla crisi tra tutti quelli del Gruppo: dal mese di settembre ad oggi sono gia' 19 le settimane di cassa integrazione effettuate, ed altre ancora ne verranno nel corso dei prossimi mesi". "Si tratta - continua la Fiom - di 5.000 lavoratori, a cui vanno aggiunti i circa 10.000 dell'indotto, che stanno subendo la situazione in modo insostenibile e a cui, ad oggi, viene negato anche di conoscere quale prospettiva industriale si determinera' per Pomigliano. A fronte di cio' occorre continuare nella mobilitazione dei lavoratori ed allargarla".
FIAT MELFI, LA FIOM: RIASSUMERE I PRECARI LICENZIATI http://www.marketpress.info
Si è tenuta il 12 marzo la riunione dei delegati Fiom Cgil della Fiat Sata di Melfi e dell’indotto. La riunione – si legge in un comunicato stampa - è servita a fare il punto sulle problematiche che la crisi finanziaria sta producendo sul settore industriale e in particolare sul settore auto, dal punto di vista occupazionale e produttivo nel sito di Melfi. La Fiom Cgil considera "negativamente l’atteggiamento unilaterale della Direzione Aziendale e chiede alla Fiat: il mantenimento dell’attuale modello organizzativo che può al suo interno assicurare le produzioni richieste attraverso il bilanciamento delle produzioni su tutte e 2 le linee di produzione ripristinando anche le "pause a scorrimento" e ovviamente attraverso la riassunzione dei lavoratori interinali (350) licenziati in Fiat e anche nell’indotto negli ultimi tempi sui quali vi era l’impegno alla riassunzione al momento della ripresa produttiva; aprire il confronto richiesto dal sindacato, che deve coinvolgere il governo Nazionale e Regionale per la definizione di un progetto industriale chiaro per il futuro, quando finiranno gli incentivi.
FIAT; BLOCCO DELLA PRODUZIONE LAVORATORI A CASA http://www.ilmanifesto.it
Un beep sul telefonino ed è arrivato l'sms per comunicare, alle Rsu dell'Alfa di Pomigliano, la messa in libertà degli operai per la sospensione del modello 159. Contemporaneamente tra i reparti i capi dicevano alle tute blu di fermare tutto e andare a casa. Increduli i rappresentanti sindacali della fabbrica hanno guardato il cellulare. Ieri era un giorno normale di produzione, la cassa integrazione ritenuta necessaria dall'azienda, per superare la crisi dello stabilimento, comincerà non prima di lunedì e sarà prolungata fino al 20 aprile. Ma la dirigenza ci ha riprovato e ha sospeso le linee, formalmente perché mancavano i cavi provenienti dalla Cabloelettra di Benevento. Ma i cavi erano disponibili. L'azienda beneventana che ha delocalizzato la produzione in Tunisia e mandato i dipendenti italiani in cassa, ha infatti firmato una deroga con i lavoratori che da ieri erano al loro posto e pronti a portare a termine le commesse dell'Alfa. Le Rsu appena ricevuto il messaggio telefonico hanno bloccato i compagni, a cui è stato chiesto di non uscire dalla fabbrica. E dopo alcuni accertamenti le linee hanno ripreso a funzionare al secondo turno. Era già successo mercoledì, a seguito dello sciopero e del corteo a Napoli dei lavoratori di Pomigliano, che la direzione interrompesse le attività. L'azienda aveva comunicato il blocco della produzione perché mancavano i motori forniti da Pratola Serra ma anche in questo caso da Avellino hanno negato di aver mai dato problemi per le forniture. Ci si domanda se la Fiat non stia giocando sporco per rallentare la produzione, in un momento di crisi in cui non è chiaro quale sarà il futuro di Pomigliano. Lunedì gli operai di Pomigliano saranno a Piazza Plebiscito davanti alla prefettura, mentre i compagni di Pratola Serra saranno in-sit in davanti al palazzo del governo di Avellino, per chiedere ai prefetti di interessarsi all'apertura di un confronto con i vertici del Lingotto.
FIAT: IMPIEGATI IN CIG http://www.ilmanifesto.it/
Questa volta il conto più salato della premiata casa Fiat è stato presentato ai colletti bianchi: a quasi mille impiegati - 973 - sono state annunciate 13 settimane di cassa integrazione, dal 4 maggio al 2 agosto. I marcapitati potranno rimettere piede in fabbrica solo a settembre, dopo le ferie. Le conseguenze economiche sono pesantissime per l'abbattimento del reddito, ma gli impiegati rischiano molto di più. Secondo la Fiom una sospensione così lunga, in un momento in cui grazie agli incentivi che hanno rianimato la domanda si è ridotta la cassa integrazione per gli operai, potrebbe nascondere l'intenzione del Lingotto di procedere alla dichiarazione di esuberi. In poche parole, i 973 colletti bianchi potrebbero diventare i soci della prima lista di proscrizione. La metà lavora agli Enti centrali di Mirafiori, il cuore strategico del Lingotto, gli altri sono alla Iveco e alla Powertrain. Per altri 1.069 colletti bianchi sono state invece annunciate "soltanto" 6 settimane di Cig.
Nuova cassa integrazione per gli operai della Fiat di Pomigliano, che rientreranno in fabbrica, soltanto il 25 maggio. L'azienda, inoltre, ha comunicato ai rappresentanti sindacali che gli operai torneranno in cassa dal 30 maggio, e la produzione riprendera' dal 15 al 19 giugno. La comunicazione varia la programmazione gia' comunicata nei giorni scorsi alle Rsu: il rientro, infatti, era previsto per il 18 maggio, e invece e' slittato di una settimana.
FIAT TERMINI IMERESE http://www.ilgiornale.it/
Anche i sindacati italiani cominciano a mettere il bastone tra le ruote all'operazione Fiat-Opel. Ieri, dopo aver incontrato a Francoforte i colleghi tedeschi, i rappresentanti di Fiom Cgil e Fim Cisl (alla riunione non ha invece partecipato la Uilm), hanno espresso forti preoccupazioni sul futuro delle fabbriche Fiat in Italia. Le informazioni ricevute in Germania sono allarmanti e vanno verificate. A rischio di chiusura sarebbe Termini Imerese (Palermo), mentre per Pomigliano d'Arco (Napoli) si prospetterebbe un ridimensionamento. Verrebbe poi meno la cooperazione con Pininfarina nel cui impianto di San Giorgio Canavese (Torino) nascono le Alfa Romeo Spider e Brera. Molto caldo è anche il fronte sindacale tedesco. Si teme che un piano industriale di risanamento che prevede tagli fino a 18mila posti possa realizzarsi. Non è un problema di Italia o di Germania, è una questione perlomeno europea, ma anche globale. Mentre la battaglia di Fiat su Opel infiamma anche la componente sindacale italiana (sabato a Torino si svolger una manifestazione nazionale), gli incentivi alle rottamazioni hanno ripreso a spingere il mercato, visto che a Mirafiori gli operai sono stati chiamati a fare sei sabati di lavoro straordinario al primo turno. Sono gli addetti alle linee di Fiat Punto e Idea, e di Lancia Musa.
Ai dipendenti interinali della Sata di Melfi non è stato rinnovato il contratto e intanto si annuncia l'arrivo nello stabilimento lucano di altri ottanta lavoratori dalla fabbrica di Pomigliano D'Arco. La notizia ha creato non pochi malumori tra le maestranze lucane. Gli operai campani della Fiat saranno trasferiti da domani nella fabbrica di Melfi dove è in aumento la produzione della Grande Punto, ma la decisione dell'azienda genera tensione fra i dipendenti interinali, ai quali il contratto non è rinnovato o è prorogato per pochi giorni. La notizia del trasferimento degli ottanta operai è stata annunciata ieri dalla Fiat alla Rsu. Analoghe decisioni sono state prese da aziende dell'indotto Fiat di Melfi, ma in una di tali aziende quindici lavoratori interinali proprio ieri non hanno avuto rinnovato il loro contratto. A questo punto sono prevedibili proteste dei lavoratori interinali. "Non contro i lavoratori che vengono da altre fabbriche - ha spiegato la Fiom - perchè la solidarietà è al primo posto della nostra azione, ma per protestare contro l'azienda, che sposta a Melfi operai che sono oggettivamente degli altri precari, creando così disagi e tensione fra i lavoratori".
INNSE: ACCORDO http://www3.varesenews.it
Dopo otto giorni di protesta, gli operai della Innse hanno trovato l'accordo. Sono scesi dalla Gru dopo che, intorno alla mezzanotte è giunta loro la notizia che l'azienda meccanica di via Ribattino diventa del gruppo Camozzi. Si chiude così una trattativa durata 14 mesi, tra operai che presidiavano la fabbrica impedendo di fatto che venissero portati via i macchinari e culminando negli ultimi giorni in quella protesta spettacolare sul carroponte, rifiutandosi di scendere. L'accordo oltre all'acquisto dell'azienda per 4 milioni di euro, prevede anche la riassunzione di 49 operai, oltre all'ampliamento dell'area per la movimentazione delle merci.
CNH FIAT http://www.quotidianodelnord.it/
Nessuna forzatura da parte della FIAT su CNH. La Regione sollecita, insieme ai sindacati, un incontro con il ministro Scajola. L'assessore alle Attività produttive della Regione Emilia-Romagna Duccio Campagnoli ha inoltrato oggi a CNH FIAT, a Unindustria Bologna e ai ministeri la richiesta di incontro, formalizzata unitariamente dalle organizzazioni sindacali FIM FIOM UILM nazionali, a fronte della procedura comunicata da CNH alla Regione, per l'utilizzo della cassa integrazione per 12 mesi e per tutti i lavoratori per "cessazione di attività dello stabilimento di Imola" a partire dal prossimo 28 agosto. I sindacati "anche ai fini di tale procedura" (che la CNH aveva indirizzato alla Regione) "ribadiscono che si tenga preventivamente ed innanzitutto l'incontro con il ministro Scajola". Campagnoli ricorda che tale richiesta è stata presentata anche dal presidente della Regione Errani. "Delle prospettive per Imola si deve discutere per serietà e correttezza al tavolo di tutto il Gruppo, e non pretendere di liquidare Imola con una pratica burocratica, - prosegue ancora l'assessore Campagnoli - Il ministro ha anche parlato bene, ma finora non è accaduto nulla. Invece, poiché nella stessa motivazione della richiesta di CNH c'è scritto che le decisioni su Imola sono conseguenza di una riorganizzazione dell'intero Gruppo, bisogna discutere del Piano di gruppo della distribuzione produttiva e occupazionale di CNH, e degli impegni diretti di FIAT per il sito produttivo imolese, così come ci si attende per tutti i siti FIAT in Italia. La Regione quindi ora, assieme ai sindacati, chiede a FIAT ed ai ministri Scajola e Sacconi che le procedure ed il confronto si svolgano in modo adeguato e corretto".
FIAT MELFI: CASSA INTEGRAZIONE http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/
Gli operai dello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat saranno collocati in cassa integrazione per una settimana, dal 23 al 27 novembre: lo si è appreso stamani a Potenza dal segretario della Basilicata della Fiom-Cgil, Giuseppe Cillis. Il sindacalista ha precisato che le organizzazioni dei lavoratori attendono un incontro ufficiale con l’azienda per conoscere i motivi della cassa integrazione.
ALFA ROMEO http://www3.varesenews.it/
Negli anni scorsi erano stati stanziati dal Pirellone 60 milioni di euro per rilanciare il lavoro nell'area dell'Alfa ma di questi soldi ne sono stati usati solo 4. I lavoratori dell'Alfa Romeo di Arese hanno appena terminato la manifestazione per evitare la chiusura della loro fabbrica. Hanno occupato per oltre un'ora l'autostrada A8 per dire no al trasferimento a Torino dei 232 lavoratori superstiti al centro stile della fabbrica milanese. I lavoratori di Arese (gli ultimi ormai a parte quelli dei call center) sanno di essere con l'acqua alla gola e attuano tutte le forme di protesta. I lavoratori temono che l'area diventi un nuovo territorio di conquista per centri commerciali e negozi e quindi chiedono che l'area resti ad uso esclusivamente industriale. Si tratta di manodopera specializzata. Negli anni '70 qui c'erano ventimila lavoratori oggi ce ne sono 230. L'azienda ha spostato due terzi della produzione all'estero e dopo la chiusura Arese - fanno intendere i sindacati - in Italia seguiranno altre chiusure.

References: sentenza 
 articolo 28
 articolo 1
 SENTENZA 
 sentenza 
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