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Timestamp: 2017-07-27 20:53:54+00:00

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LIBRO SECONDO DELLE SUCCESSIONI TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI SULLE SUCCESSIONI CAPO I Dell'apertura della successione, della delazione e dell'acquisto dell'eredità Art. 456 Apertura della successione La successione si apre al momento della morte (Cod. Civ. 4, 58 e seguenti), nel luogo dell'ultimo domicilio del defunto (Cod. Civ. 43, 45). Art. 457 Delazione dell'eredità | Avvocato a Bologna - Studio Legale Bologna Avvocato Sergio Armaroli
CHIAMA SUBITO!!!	051.6447838	LIBRO SECONDO DELLE SUCCESSIONI TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI SULLE SUCCESSIONI CAPO I Dell’apertura della successione, della delazione e dell’acquisto dell’eredità Art. 456 Apertura della successione La successione si apre al momento della morte (Cod. Civ. 4, 58 e seguenti), nel luogo dell’ultimo domicilio del defunto (Cod. Civ. 43, 45). Art. 457 Delazione dell’eredità
DELLE SUCCESSIONI TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI SULLE SUCCESSIONI CAPO I
Se il chiamato rinunzia all’eredità (Cod. Civ.519 e seguenti), le spese sostenute per gli atti indicati dall’articolo precedente sono a carico dell’eredità. CAPO II
Possono inoltre ricevere per testamento i figli di una determinata persona vivente al tempo della morte del testatore, benché non ancora concepiti (Cod. Civ. 643, 715, 784). CAPO III
Tuttavia l’indegno non espressamente abilitato, se e stato contemplato nel testamento quando il testatore conosceva la causa dell’indegnità, è ammesso a succedere nei limiti della disposizione testamentaria (Cod. Civ. 1444). CAPO IV
Se uno stipite ha prodotto più rami, la suddivisione avviene per stirpi anche in ciascun ramo, e per capi tra i membri del medesimo ramo. CAPO V
Dell’accettazione dell’eredità SEZIONE I
L’onere di provare il valore dell’eredità incombe all’erede (Cod. Civ. 2697). SEZIONE II
(*) Parole così sostituite dall’art.143, d. lgs 19 febbraio 1998, n.51. Art. 485 Chiamato all’eredità che è nel possesso di beni
(*) Parola così sostituita dall’art.144, d. lgs 19 febbraio 1998, n.51. Art. 509 Liquidazione proseguita su istanza dei creditori o legatari
(*) Parola così sostituita dall’art.144, d. lgs 19 febbraio 1998, n.51. Art. 510 Accettazione o inventario fatti da uno dei chiamati
Le spese dell’apposizione dei sigilli (Cod. Proc. Civ. 752 e seguente), dell’inventario e di ogni altro atto dipendente dall’accettazione con beneficio d’inventario sono a carico dell’eredità. CAPO VI
Alle iscrizioni a titolo di separazione sono applicabili le norme sulle ipoteche (2808 e seguenti). CAPO VII
I chiamati all’eredità, che hanno sottratto o nascosto beni spettanti all’eredità stessa, decadono dalla facoltà di rinunziarvi e si considerano eredi puri e semplici, nonostante la loro rinunzia. CAPO VIII
E possessore in buona fede colui che ha acquistato il possesso dei beni ereditari, ritenendo per errore di essere erede. La buona fede non giova se l’errore dipende da colpa grave (1147). CAPO X
Dei legittimari SEZIONE I
Il coniuge cui è stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato ha diritto soltanto ad un assegno vitalizio se al momento dell’apertura della successione godeva degli alimenti a carico del coniuge deceduto. L’assegno è commisurato alle sostanze ereditarie e alla qualità e al numero degli eredi legittimi, e non è comunque di entità superiore a quella della prestazione alimentare goduta. La medesima disposizione si applica nel caso in cui la separazione sia stata addebitata ad entrambi i coniugi. Art. 549 Divieto di pesi o condizioni sulla quota dei legittimari
Il legittimario che rinunzia all’eredità (519 e seguenti), quando non si ha rappresentazione (467), può sulla disponibile ritenere le donazioni o conseguire i legati a lui fatti (521-2); ma quando non vi è stata espressa dispensa dall’imputazione (564-2), se per integrare la legittima spettante agli eredi è necessario ridurre le disposizioni testamentarie o le donazioni (554 e seguenti), restano salve le assegnazioni, fatte dal testatore sulla disponibile, che non sarebbero soggette a riduzione se il legittimario accettasse l’eredità, e si riducono le donazioni e i legati fatti a quest’ultimo. SEZIONE II
Quando sui beni lasciati dal defunto si apre in tutto o in parte la successione legittima (457), nel concorso di legittimari con altri successibili, le porzioni che spetterebbero a questi ultimi si riducono proporzionalmente nei limiti in cui è necessario per integrare la quota riservata (537 e seguenti) ai legittimari, i quali però devono imputare a questa, ai sensi dell’art. 564, quantohanno ricevuto dal defunto in virtù di donazioni o di legati. Art. 554 Riduzione delle disposizioni testamentarie
Ogni cosa, che, secondo le regole contenute nel capo II del titolo IV di questo libro, è esente da collazione, è pure esente da imputazione. TITOLO II
Nella successione legittima l’eredità si devolve al coniuge, ai discendenti legittimi e naturali, agli ascendenti legittimi, ai collaterali, agli altri parenti e allo Stato, nell’ordine e secondo le regole stabilite nel presente titolo. CAPO I
Si applica il terzo comma dell’art. 537. Art. 567 Successione dei figli legittimati e adottivi
I figli adottivi sono estranei alla successione dei parenti dell’adottante (300-2). Art. 568 Successione dei genitori
I figli naturali hanno diritto di ottenere su loro richiesta la capitalizzazione dell’assegno loro spettante a norma del comma precedente, in denaro, ovvero, a scelta degli eredi legittimi, in beni ereditari. CAPO II
Nel caso in cui al coniuge sia stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato, si applicano le disposizioni del secondo comma dell’art. 548. CAPO III
Lo Stato non risponde dei debiti ereditari e dei legati oltre il valore dei beni acquistati. TITOLO III
DELLE SUCCESSIONI TESTAMENTARIE CAPO I
La nullità della disposizione testamentaria (att. 137), da qualunque causa dipenda, non può essere fatta valere da chi, conoscendo la causa della nullità, ha, dopo la morte del testatore, confermato la disposizione o dato ad essa volontaria esecuzione (1444). CAPO II
Nei casi d’incapacità preveduti dal presente articolo il testamento può essere impugnato da chiunque vi ha interesse. L’azione si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui è stata data esecuzione alle disposizioni testamentarie (590, 620, 621, 623). CAPO III
Fino a quando l’ente non è costituito possono essere promossi gli opportuni provvedimenti conservativi (att. 3). CAPO IV
Della forma dei testamenti SEZIONE I
Della restituzione del testamento si prende nota in margine o in calce all’atto di consegna o di deposito. SEZIONE II
Della consegna si rilascia dichiarazione, di cui si fa cenno in margine all’annotazione sopraindicata. Art. 614 Verbale di consegna
Per gli altri difetti di forma si osserva il disposto del secondo comma dell’art. 606 (590). SEZIONE III
Il notaio che ha ricevuto un testamento pubblico, appena gli è nota la morte del testatore, o, nel caso di testamento olografo o segreto, dopo la pubblicazione, comunica l’esistenza del testamento agli eredi e legatari di cui conosce il domicilio o la residenza (43). CAPO V
Dell’istituzione di erede e dei legati SEZIONE I
Sono validi i legati fatti a titolo di rimunerazione per i servizi prestati al testatore, anche se non ne sia indicato l’oggetto o la quantità. SEZIONE II
Nel caso d’inadempimento dell’onere l’autorità giudiziaria può pronunziare la risoluzione della disposizione testamentaria (677), se la risoluzione è stata prevista dal testatore, o se l’adempimento dell’onere ha costituito il solo motivo determinante della disposizione (2652). SEZIONE III
L’obbligazione dell’onerato si estingue se, dopo la morte del testatore, la prestazione è divenuta impossibile per causa a lui non imputabile (1256 e seguenti). SEZIONE IV
Se non vi è diritto di accrescimento, la porzione del legatario mancante si consolida con la proprietà. SEZIONE V
Se i figli o discendenti non vengono alla successione e non si fa luogo a rappresentazione (467 e seguenti), la disposizione ha il suo effetti. CAPO VI
Delle sostituzioni SEZIONE I
Le norme stabilite in questa sezione si applicano anche ai legati. SEZIONE II
E’ valida la disposizione testamentaria avente per oggetto l’erogazione periodica, in perpetuo o a tempo, di somme determinate per premi di nuzialità o di natalità, sussidi per l’avviamento a una professione o un’arte, opere di assistenza, o per altri fini di pubblica utilità, a favore di persone da scegliersi entro una determinata categoria o tra i discendenti di determinate famiglie. Tali annualità possono riscattarsi secondo le norme dettate in materia di rendita (1865 e seguenti). CAPO VII
Le spese fatte dall’esecutore testamentario per l’esercizio del suo ufficio sono a carico dell’eredità. TITOLO IV
DELLA DIVISIONE CAPO I
I documenti di una proprietà che è stata divisa rimangono a quello che ne ha la parte maggiore, con l’obbligo di comunicarli agli altri condividenti che vi hanno interesse, ogni qualvolta se ne faccia richiesta. Gli stessi documenti, se la proprietà è divisa in parti eguali, e quelli comuni all’intera eredità si consegnano alla persona scelta a tal fine da tutti gli interessati, la quale ha obbligo di comunicarli a ciascuno di essi, a ogni loro domanda. Se vi è contrasto nella scelta, la persona è determinata con decreto dal pretore del luogo dell’aperta successione (456), su ricorso di alcuno degli interessati, sentiti gli altri. CAPO II
Quando tale danaro non basta e il donatario non vuole conferire altro danaro o titoli dello Stato, sono prelevati mobili o immobili ereditari, in proporzione delle rispettive quote. CAPO III
Il legatario non è tenuto a pagare i debiti ereditari, salvo ai creditori l’azione ipotecaria sul fondo legato (2858 e seguenti) e l’esercizio del diritto di separazione (512 e seguenti); ma il legatario che ha estinto il debito di cui era gravato il fondo legato subentra nelle ragioni del creditore contro gli eredi (1203, 2866). CAPO IV
La garanzia della solvenza del debitore di una rendita (1864) è dovuta per i cinque anni successivi alla divisione. CAPO V
Il coerede non perde il diritto di proporre l’impugnazione, se la vendita è limitata a oggetti di facile deterioramento o di valore minimo in rapporto alla quota. TITOLO V
DELLE DONAZIONI CAPO I
E’ valida la clausola con cui il donante dispone che, se uno dei donatari non può o non vuole accettare, la sua parte si accresca agli altri (676). CAPO II
I coniugi non possono, durante il matrimonio, farsi l’uno all’altro alcuna liberalità, salve quelle conformi agli usi (1418 e seguenti). CAPO III
La nullità della donazione da qualunque causa dipenda, non può essere fatta valere dagli eredi o aventi causa dal donante che, conoscendo la causa della nullità, hanno, dopo la morte di lui, confermato la donazione o vi hanno dato volontaria esecuzione (590, 1444). CAPO IV

References: Art. 456
 Art. 457
 Art. 456
 Art. 457
 Art. 485
 Art. 509
 Art. 510
 sentenza 
 Art. 549
 Art. 554
 Art. 567
 Art. 568
 sentenza 
 Art. 614