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⭐Comune di Padova. Linee guida per la redazione del Piano degli Spostamenti Casa Lavoro. Mobility Manager Aziendale MOBILITY MANAGEMENT
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1 Dicembre 2001 Rev. 0 Settore Mobilità e Traffico Dirigente Capo Settore dr. Daniele Agostini Ufficio Mobility Manager d Area ing. Giancarlo Smaniotto ing. Ernesto Marzano arch. Alberto Marescotti Mobility Manager Aziendale Linee guida per la redazione del Piano degli Spostamenti Casa Lavoro MOBILITY MANAGEMENT2 LISTA DEI CONTENUTI: 1 Linee generali e definizione degli obiettivi Fase informativa e di analisi Analisi delle condizioni strutturali aziendali - Questionario alle aziende Progettazione ed esecuzione della campagna di indagini - Questionario ai dipendenti Elaborazione dei dati Analisi dell'offerta di trasporto a servizio dei dipendenti Informazione ai potenziali utenti dei benefici attesi dall'iniziativa 12 3 Fase progettuale Fase di confronto Fase attuativa Fase di monitoraggio e di aggiornamento Linee guida per la redazione del PSCL (rev. 0) 1 / 153 1 Linee generali e definizione degli obiettivi Il Decreto 27/03/1998 dispone che tutte le aziende e gli Enti con oltre 300 dipendenti per unità locale, o con complessivamente oltre 800 distribuiti su più unità locali, adottino un Piano degli Spostamenti Casa-Lavoro (nel seguito PSCL) e nominino un responsabile della mobilità aziendale, definito Mobility Manager Aziendale (nel seguito MM Aziendale), con il compito di razionalizzare e ottimizzare gli spostamenti sistematici del personale, soprattutto promuovendo il trasporto collettivo e introducendo forme innovative di trasporto meno inquinanti, che puntino a ridurre l'uso individuale dell'auto privata (art.3, comma 1). La stesura del PSCL richiede, pertanto, sforzi di coordinamento e consultazione con imprenditori/dipendenti, aziende di trasporti, autorità locali, cittadini, ecc. E' importante guadagnare consensi tra i soggetti coinvolti dal piano e consultarsi con tutti per assicurare che le misure selezionate abbiano il più ampio supporto possibile. Sulla base dell'indirizzo programmatico del Mobility Manager d'area (nel seguito MM d Area) vengono indicati e analizzati i principali obiettivi strategici dal punto di vista dei diversi soggetti della mobilità urbana. In accordo al disegno generale del Decreto Ronchi sulla mobilità sostenibile, si delineano, in sintesi, i seguenti obiettivi strategici: promozione del ; riduzione dell'uso individuale delle auto private; promozione e potenziamento del trasporto collettivo; riduzione dei livelli d'inquinamento; introduzione di servizi per la mobilità integrativi e innovativi e migliore organizzazione degli spostamenti sistematici. Il ruolo economico e sociale di queste attività di pianificazione è rilevante e richiede, pertanto, un impegno deciso e costante da parte della MM d'area che avrà il compito di coordinare e di valutare la fattibilità di una molteplicità di PSCL elaborati dalle aziende, in un'ottica di sistema, orientata alla promozione dei mezzi di trasporto collettivi e di servizi di trasporto integrativi, innovativi e ambientalmente sostenibili. Per rendere possibile il coordinamento dei singoli PSCL è necessario che gli elaborati prodotti dal MM Aziendale, predisposti in una seconda fase, rispettino schemi quanto più possibile normalizzati, e ciò con l'obiettivo generale di: facilitare la ricerca di una coerenza complessiva tra i piani aziendali presentati, rendendo chiari ed inequivocabili i benefici degli interventi proposti e la loro fattibilità; razionalizzare le esigenze e rendere più facilmente realizzabili le proposte di intervento e modifica del servizio di trasporto pubblico; fornire dati di mobilità aziendale omogenei e compatibili con gli strumenti di pianificazione di livello locale e comunale. Compito del MM Aziendale sarà anche, in particolare, quello di evidenziare il bilancio positivo tra le risorse impegnate per i progetti delineati nel PSCL ed i benefici conseguibili. Nel definire i vantaggi del progetto, il MM Aziendale raccoglie elementi di convinzione e di informazione, da utilizzare verso Linee guida per la redazione del PSCL (rev. 0) 2 / 154 i diversi attori del processo. In particolare, evidenziare i vantaggi anche a livello del singolo dipendente/utente può risultare un valido strumento, da spendere nel corso della campagna informativa, per esplicitare il beneficio netto dell'iniziativa e stimolare la collaborazione e l'adesione alle nuove caratteristiche degli spostamenti. Dal punto di vista del singolo dipendente/utente i vantaggi, tra diretti ed indiretti, dovrebbero in genere essere rappresentati da: minori costi del trasporto; riduzione dei tempi di spostamento; possibilità di premi economici; diminuzione del rischio di incidenti; maggiore regolarità nei tempi di trasporto; minori stress psicofisici per la guida nel traffico; aumento delle facilitazioni e dei servizi per coloro che già utilizzano modi alternativi; socializzazione tra colleghi. E' necessario anche un impegno per evidenziare in modo esauriente i vantaggi per l'azienda che deve sostenere le proposte del PSCL. Dal punto di vista dell'azienda/ente i benefici si possono identificare in: regolarità nell'arrivo dei propri dipendenti; possibilità di creare una condizione di maggiore socializzazione tra dipendenti, con probabili guadagni in termini di sinergie nell'attività lavorativa; possibilità di offrire un servizio utile ai propri dipendenti, con eventuali vantaggi, seppure indiretti, in termini di dedizione al lavoro; riduzione dei piazzali di sosta dedicati a parcheggio per i dipendenti e possibilità di riutilizzo per altre funzioni aziendali; introiti per tassazione aree parcheggio; aumento dell'accessibilità aziendale; rafforzamento dell'immagine aziendale. Risulta essenziale evidenziare i vantaggi sociali per la collettività, che generalmente si possono sintetizzare in: riduzione dell'inquinamento atmosferico ed acustico; riduzione del numero di incidenti; riduzione della congestione stradale; riduzione dei tempi di trasporto. Risulta evidente che maggiori sono i benefici sociali derivanti dal progetto e maggiori possono essere le risorse impegnate e la disponibilità da parte del Comune e delle aziende di trasporto pubblico. Da quanto citato, emerge che il MM Aziendale ha il difficile compito di mediare le esigenze dei dipendenti con quelle dell'azienda al fine di presentare delle proposte vantaggiose e convincenti per i potenziali utenti, tenendo presente il quadro strategico dell'amministrazione Comunale. Linee guida per la redazione del PSCL (rev. 0) 3 / 155 Questo sforzo progettuale e organizzativo deve dare come risultato un piano complessivo, che consenta di migliorare la mobilità dei singoli dipendenti, ottenendo benefici per ognuna delle categorie interessate: i singoli dipendenti coinvolti, in termini di tempo, costo diretto e comfort del trasporto; l'azienda, in termini economici e/o di produttività; la collettività, in termini di minori costi sociali. Le fasi di redazione del PSCL sono indicate nello schema di Figura 1. fase informativa e di analisi (formazione base dati) fase progettuale (individuazione interventi proponibili) fase di confronto (verifica fattibilità interventi) fase attuativa (accordi e convenzioni) fase di monitoraggio e aggiornamento FIGURA 1 Linee guida per la redazione del PSCL (rev. 0) 4 / 156 2 Fase informativa e di analisi 2.1 Analisi delle condizioni strutturali aziendali - Questionario alle aziende La fase iniziale del lavoro del MM Aziendale è quella di raccogliere dei dati sull'azienda cui appartiene. Si dovranno effettuare delle valutazioni specifiche, in sinergia con i relativi responsabili di settore, sull'assetto strutturale e sulla disponibilità aziendale a supportare le iniziative di competenza del MM Aziendale. Il questionario fornito dal MM d'area (vedere Figura 2) serve per uno screening iniziale dell'azienda ed è volto a raccogliere le seguenti informazioni: esistenza e caratteristiche di servizi di trasporto dedicati al personale aziendale e loro adeguatezza; esistenza di eventuali servizi di trasporto collettivo privato dedicati al personale, anche di aziende limitrofe per ubicazione di stabilimenti; offerta di parcheggio nei piazzali aziendali e grado di occupazione; risorse aziendali da utilizzare per rendere massimamente efficaci le attività del MM Aziendale. Linee guida per la redazione del PSCL (rev. 0) 5 / 157 FIGURA 2 Linee guida per la redazione del PSCL (rev. 0) 6 / 158 FIGURA 2 (segue) Linee guida per la redazione del PSCL (rev. 0) 7 / 159 2.2 Progettazione ed esecuzione della campagna di indagini - Questionario ai dipendenti Tale attività rappresenta l'inizio del confronto con i dipendenti dell'ente/azienda. In questa fase vengono acquisite le informazioni necessarie per definire il quadro delle relazioni di traffico casalavoro relative ad ogni sede aziendale. L'attività dovrà essere espletata dal MM Aziendale in sinergia con il settore dell'azienda che si occupa della gestione del personale. Quest'ultimo dovrà fornire gli elementi necessari per inquadrare il personale dipendente in relazione a: residenza; tipologia di turnazione aziendale, orari; luogo fisico di lavoro. Come indicato nel frontespizio del questionario per i dipendenti messo a disposizione del MM d Area (vedere figura 3), la residenza della forza lavoro può essere disaggregata, ad esempio, per Codice di Avviamento Postale nel caso di residenti nel Comune e per Comune nel caso di residenti fuori del Comune di Padova. Relativamente ai turni predisposti dall'azienda, il personale dovrà essere classificato in funzione dei turni lavorativi tipici dell'azienda.. Aspetto essenziale di riferimento è l'orario di inizio lavoro e di fine turno. Il luogo fisico di lavoro sarà identificato in funzione della sua localizzazione ed accessibilità. Si raccomanda che il questionario sia compilato nelle parti che ne identificano esattamente il luogo fisico di lavoro (sede, via) e se necessario ad identificare maggiormente la provenienza il settore o l'area di appartenenza. Le altre domande del questionario sono di facile comprensione e sono finalizzare a raccogliere informazioni riguardanti: la distanza percorsa ed il tempo impiegato; la spesa mensile per recarsi al lavoro; i mezzi di trasporto utilizzati e la motivazione di base; la frequenza dello spostamento; i luoghi di parcheggio dei veicoli; gli spostamenti "accessori"; la propensione ad utilizzare un altro mezzo di trasporto. Il MM Aziendale è supportato nell'attività dall'ufficio del del Comune di Padova e da un semplice software di standardizzazione delle banche dati, predisposto e fornito dal MM d'area, che fa riferimento a specifiche schede informative. Le risposte dei questionari dovranno quindi essere digitate in un apposito archivio informatico utilizzando il software fornito. Per facilitare questa fase di imputazione nel questionario le domande saranno già codificate. Il database fornito, disaggregato secondo i criteri enunciati (ed anonimo per quanto disposto dall'attuale normativa sulla tutela della privacy), consentirà di effettuare delle prime valutazioni generali sulla distribuzione sul territorio e nel tempo della forza lavoro e il rapporto possibile con i servizi di trasporto esistenti. Linee guida per la redazione del PSCL (rev. 0) 8 / 1510 FIGURA 3 Linee guida per la redazione del PSCL (rev. 0) 9 / 1511 FIGURA 3 (segue) Linee guida per la redazione del PSCL (rev. 0) 10 / 1512 FIGURA 3 (segue) Linee guida per la redazione del PSCL (rev. 0) 11 / 1513 2.3 Elaborazione dei dati L'archivio dati sarà consegnato su supporto informatico al MM d'area, che provvederà alla elaborazione dei dati e al calcolo degli indicatori. Successivamente i risultati, opportunamente elaborati, saranno consegnati al MM Aziendale, che li utilizzerà per avanzare le prime proposte di piano, da discutere nella successiva fase di confronto. In particolare, sarà possibile effettuare alcune prime valutazioni statistiche, analizzando in termini quantitativi e percentuali le risposte. Le elaborazioni più rilevanti saranno: analisi di rappresentatività statistica delle risposte pervenute (quota di risposte su numero di addetti per luogo di lavoro, ecc.); rappresentazione della distribuzione territoriale delle residenze del personale; analisi delle modalità di trasporto utilizzate; individuazione delle principali problematiche dell'attuale servizio di trasporto collettivo distinte per relazione di traffico; esame ed aggregazione dei suggerimenti orientati al miglioramento del servizio di trasporto pubblico; analisi della predisposizione al car-pooling (come conducente, o come trasportato) per zona di provenienza, unità produttiva di destinazione e turno di lavoro; analisi della predisposizione all'uso dei mezzi alternativi proposti. Il piano delle mobilità aziendale deve essere presentato entro il 31 dicembre di ogni anno al Comune ed entro i 60 giorni successivi deve essere stipulato un accordo di programma per l applicazione del piano tra azienda/ente e Comune. 2.4 Analisi dell'offerta di trasporto a servizio dei dipendenti Il MM Aziendale dovrà effettuare le analisi e le verifiche preliminari sull'offerta di trasporto, relativamente alle fasce orarie di interesse del personale aziendale, e avrà cura di apportare le eventuali integrazioni ed osservazioni agli elaborati forniti. In particolare, dovrà condurre le seguenti attività: analisi della accessibilità, capacità e livello di servizio offerto dalla rete di trasporto pubblico; analisi della situazione della rete viaria di collegamento con i nodi del trasporto pubblico e con la rete stradale principale; analisi dell'offerta di parcheggio su suolo pubblico e dei livelli di occupazione; presenza di piste ciclabili. 2.5 Informazione ai potenziali utenti dei benefici attesi dall'iniziativa La fase informativa, finalizzata a stimolare interesse e fiducia del personale aziendale verso l'iniziativa, risulta essenziale ai fini della riuscita della campagna di indagini e quindi del PSCL. E' una fase certamente essenziale e di grande importanza, ma che può essere attuata in momenti diversi dell'iter progettuale: Linee guida per la redazione del PSCL (rev. 0) 12 / 1514 prima dell'inizio della campagna preliminare di indagini (attraverso comunicati ai dipendenti) per una sensibilizzazione preventiva; nel corso della campagna preliminare, mirando ad attirare l'attenzione del dipendente sull'importanza della riorganizzazione degli spostamenti; dopo l'implementazione delle misure e la proposta di nuovi servizi di trasporto. La definizione del PSCL richiede un contatto, per lo scambio di informazione e per l acquisizione di elementi conoscitivi sul personale, che deve essere stabilito in modo permanente, secondo cadenze e scadenze che rendano produttiva ed efficace l'operazione intrapresa con il pieno consenso e convinzione da parte del personale aziendale. A tal fine possono essere attivati differenti strumenti di comunicazione, che verranno indicati successivamente Il programma di comunicazione dovrà specificatamente riportare gli strumenti a disposizione dell'azienda/ente e le azioni di comunicazione e di marketing che si prevede di condurre mediante ognuno di essi. In particolare si dovrà prevedere una o più attività di comunicazione in sede assembleare, almeno una da effettuare anteriormente alla campagna preliminare di indagine mediante l'uso dei questionari predisposti e riportati nella scheda per il dipendente. Successivamente all'indagine, possono prevedersi ulteriori comunicazioni in sede assembleare per descrivere gli obiettivi e discutere le misure proposte. L'Azienda/Ente può prevedere l'uso degli strumenti di comunicazione interna quali mezzi informativi, sia in fase preliminare, sia nelle successive fasi di implementazione delle misure. Tali attività rientrano nella logica di sensibilizzazione preventiva dei dipendenti e di ricerca del consenso collettivo da parte del personale. I mezzi di comunicazione da utilizzare possono essere i seguenti: rivista aziendale; bacheche e spazi per affissioni; bollettino informativo; rete informatica; posta elettronica; informative del dopolavoro o sindacali; altri mezzi a disposizione. Linee guida per la redazione del PSCL (rev. 0) 13 / 1515 3 Fase progettuale La fase progettuale riguarda la proposta di interventi mirati: al miglioramento dell accessibilità aziendale; la gestione della mobilità dipendenti. Il miglioramento dell'accessibilità aziendale può essere perseguito attraverso l'attivazione o l'incentivazione delle seguenti forme alternative di trasporto: car pooling 1 ; car sharing; servizi collettivi aziendali; mezzi di trasporto pubblico; garanzia dello spostamento di rientro; veicoli a due ruote; politiche delle aree di sosta. Per quanto riguarda invece la gestione della mobilità dei dipendenti, gli strumenti adottabili sono: modifica orari di lavoro; telelavoro; flessibilità di orario; turni differenziati. La formulazione delle proposte progettuali deve scaturire da: un analisi delle caratteristiche dei lavoratori, in termini di comportamento, attitudini, livelli culturali, ecc ; un identificazione di gruppi obiettivo, più sensibili al tema della mobilità sostenibile, sui quali focalizzare ed incentivare la campagna promozionale; la produzione in proprio di materiale informativo da distribuire all interno dell azienda, anche attraverso eventuali bollettini aziendali; la distribuzione di materiale informativo prodotto da enti di gestione e pianificazione; il contatto continuo con altri MM Aziendali e con il MM d'area, allo scopo di coordinare idee e iniziative. 4 Fase di confronto In questa fase le singole proposte progettuali vengono discusse in seno all'azienda/ente e con il MM d'area del Comune di Padova per verificarne la fattibilità tecnico - economica e la congruenza con le azioni ed iniziative degli altri MM Aziendali e dell'amministrazione Comunale. 1 Condivisione di un auto da parte di più persone in un medesimo tragitto Linee guida per la redazione del PSCL (rev. 0) 14 / 1516 5 Fase attuativa La realizzazione dell intero piano di riorganizzazione della mobilità aziendale può avvenire in diverse fasi, in base alla complessità e all'estensione dei provvedimenti da attuare. Sotto l'aspetto attuativo il MM Aziendale deve associare, a ciascuna delle soluzioni di volta in volta valutate, una serie di azioni di tipo esecutivo, prevedendone i tempi di implementazione e le risorse da impiegare, con il supporto del MM d'area. Nell ambito di un Piano degli Spostamenti Casa-Lavoro possono presentarsi diversi scenari evolutivi e ad ogni iniziativa intrapresa dovrà quindi essere associata una valutazione della sua efficacia attraverso alcuni indicatori standard. Il MM Aziendale deve quindi organizzare, con il supporto del MM d'area incaricato della standardizzazione delle banche dati, un proprio quadro informativo costituito da: una base di dati di riferimento contenente il calcolo degli indicatori di efficacia prima e dopo l avvio dei progetti; un archivio contenente i risultati dei questionari, con le relative elaborazioni; una serie di archivi particolari, che potranno essere legati solo al controllo di determinate iniziative (per esempio, il database dei partecipanti al programma di car-pooling ). La diffusione delle informazioni relative alle finalità del piano, al suo stato di attuazione e ai benefici attesi è attuabile fiancheggiando le iniziative con vere e proprie azioni di supporto, da inquadrare come campagne di marketing orientate alla vendita del prodotto, costituito dalla mobilità sostenibile. 6 Fase di monitoraggio e di aggiornamento Il Piano degli Spostamenti Casa-Lavoro deve, in base al citato decreto istitutivo, essere aggiornato con cadenza annuale. In prima approssimazione si può pensare di effettuare il monitoraggio del Piano con cadenza annuale in coincidenza con l aggiornamento dello stesso. Il monitoraggio ed il conseguente eventuale aggiornamento del PSCL consente di: valutare l efficacia degli interventi attuati; valutare le motivazioni degli scostamenti comportamentali rispetto alle previsioni, siano essi in termini positivi o negativi; valutare le variazioni delle condizioni quadro esterne all azienda che influenzano la scelta modale; valutare le variazioni interne che determinano il quadro di mobilità (es. modifica del sistema di turnazioni, variazione quantitativa della forza lavoro, presenza di impiegati di imprese esterne); analizzare la rispondenza alle indicazioni del MM di Area, in relazione: alle valutazioni dei progetti di prima fase ed agli orientamenti strategici comunali. Linee guida per la redazione del PSCL (rev. 0) 15 / 15 Documenti analoghi
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