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Timestamp: 2020-02-28 21:55:55+00:00

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Che cosa ne vogliamo fare del “gasdotto dei terremoti”? | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus
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dicembre 12, 2018 gruppodinterventogiuridicoweb	Lascia un commento Go to comments
Questo è quanto andiamo a dire. La richiesta è molto semplice: no a questo tracciato, dannoso e pericoloso.
Gasdotto “Rete Adriatica”
sintetico dossier (dicembre 2018)
Il Gasdotto “Rete Adriatica” – il progetto.
la Snam Rete Gas s.p.a.ha proposto – nell’arco degli ultimi anni – “segmenti” di un unico progetto perla realizzazione di un gasdotto denominato “Rete Adriatica”, della lunghezza complessiva di km. 687 (tubazione di diametro 1.200 mm.a mt. 5 di profondità, servitù di mt. 40), ipotizzato con un unico tracciato dal Sud (Massafra, Prov. Taranto) fino all’Italia settentrionale (Minerbio, Prov. Bologna), in forza anche di dichiarazioni di pubblica utilità, alcune delle quali scadute e relative anch’esse ad ogni singolo tratto. Infatti, le strutture della Rete Adriatica, secondo la programmazione Snam Rete Gas s.p.a., hanno il compito di garantire il trasporto dei volumi di gas attualmente immessi dai punti di entrata meridionali (Mazara del Vallo, proveniente dall’Algeria, e Gela, proveniente dalla Libia) e, inoltre, lo sviluppo delle capacità di trasporto da questi punti di entrata e da altri che dovessero svilupparsi nel Sud Italia (Gasdotto T.A.P.). In particolare nei documenti prodotti dalla Snam per gli studi di impatto ambientale, vengono elencati i seguenti lotti funzionali:
La Snam Rete Gas s.p.a. è controllata al 100% dalla Snam s.p.a., il cui azionariato è così composto (agosto 2018, in http://www.snam.it/it/investor-relations/azionariato/index.html): CDP Reti (30,4%), Romano Minozzi (5,9%), Banca d’Italia (0,5%), azioni proprie (3,8%), investitori retail (8,7%), investitori istituzionali (50,7%).
Le aree di importanza naturale.
il tracciato in progetto dell’unico gasdotto “Rete Adriatica” interessa – direttamente o indirettamente – numerose aree naturali protette così come definite dalla legge n. 394/1991 e successive modifiche e integrazioni e in particolare:
* parco naturale regionale del Velino –Sirente;
* siti di importanza comunitaria – S.I.C. e/o zone di protezione speciale – Z.P.S. “Area delle Gravine” (codice IT9130007), “Valle Ofanto-Lago di Capaciotti” (codice IT9120011), “Valle del Cervaro-Bosco dell’Incoronata” (codice IT9110032), “Sorgenti ed Alta Valle del fiume Fortore” (codice IT8020010), “Bosco di Castelvetere in Valfortore” (codice IT8020006), “Bosco di Castelpagano”(codice IT8020005), “Sella di Vinchiaturo” (codice IT7222296), “La Gallinola-Monte Miletto-Monti del Matese” (codice IT722287), “Maiella” (codice IT7140203), “Maiella sud-ovest” (codice IT7110204), “Monte Genzana” (codice IT7110100), “Parco nazionale della Maiella” (Z.P.S., codice IT7140129), “Fiumi-Giardino-Sagittario-Aterno-Sorgenti del Pescara” (codice IT7110097), “Velino-Sirente” (codice IT7110130), “Fiume Topino” (codice IT5210024), “Boschi bacino di Gubbio” (codice IT5210013), “Boschi di Pietralunga” (codice IT5210004), “Biotopi e ripristini ambientali di Argenta, Medicina e Molinella” (codice IT4050022), “Valli di Medicina e Molinella” (codice IT4050017), “Biotopi e ripristini ambientali di Budrio e Minerbio” (codice IT4050023), “Valle Benni” (codice IT4050006).
Come noto, il decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. (codice dell’ambiente), così come modificato dal decreto legislativo n. 4/2008, prevede, all’art. 10, comma 3°, che la procedura di V.I.A. comprenda la procedura di valutazione di incidenza: detta procedura, ai sensi e per gli effetti del D.P.R. n. 35//1997 così come integrato e modificato dal D.P.R. n. 120/2003, prevede esplicitamente (art. 5, comma 7°) che detta valutazione sia effettuata “sentito” il parere dell’Ente gestore dell’area protetta di carattere nazionale: in proposito, non si è a conoscenza del rilascio di alcun parere da parte di alcun Ente gestore di area protetta di carattere nazionale.
Numerose sono, poi, le aree tutelate con vincolo paesaggistico (artt. 142 e ss. del decreto legislativo n.42/2004 e successive modifiche ed integrazioni) e ambito di piano paesaggistico (artt. 135 e ss.del decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni), anche con misure di conservazione integrale, interessate dal tracciato del gasdotto proposto.
Le procedure di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) e le autorizzazioni.
L’unica opera gasdotto “Rete Adriatica”, come detto, è stata suddivisa in cinque tronconi diversi + la centrale di compressione del gas naturale di Sulmona con conseguenti diversi procedimenti di V.I.A., senza alcuna valutazione complessiva.
I tratti maggiormente impattanti e più pericolosi sotto il profilo del rischio sismico sono:
* il tronco Sulmona – Folignoe la centrale di compressione del gas naturale di Sulmona (http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Info/154), assoggettati a procedura V.I.A.conclusa con decreto Ministero Ambiente di concerto con Ministero B.A.C. n. DVA-DEC-2011 70 del 7 marzo 2011 e con decreto Ministero Ambiente di concerto con Ministero B.A.C. n. DVA-DEC-2010 25608 del 25 ottobre 2011 (http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/154/186?Testo=&RaggruppamentoID=23#form-cercaDocumentazione)
* il tronco Foligno – Sestino (http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Info/160) assoggettato a procedura V.I.A.conclusa con decreto Ministero Ambiente di concerto con Ministero B.A.C. n.DVA-DEC-2011 256 del 16 maggio 2011 (http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/160/192?Testo=&RaggruppamentoID=23#form-cercaDocumentazione) e successiva procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A. per una minima variante di tracciato nei Comuni di Gubbio e Gualdo Tadino (http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Info/1015) conclusa con decreto direttoriale n. DVA-2013 24665 del 29 ottobre 2013 (http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/1015/1302?Testo=&RaggruppamentoID=140#form-cercaDocumentazione).
La centrale di compressione del gas naturale di Sulmona è stata autorizzata con deliberazione del Consiglio dei Ministri del 22 dicembre 2017 (deliberazione del Consiglio dei Ministri ai sensi dell’articolo 14-quater, comma 3, seconda parte, della legge 7 agosto 1990, n. 241, e s.m.i., per la conclusione del procedimento di autorizzazione ed esercizio dell’opera denominata Centrale di compressione gas di Sulmona).
E’ seguito il decreto Ministero dello sviluppo economico (D.G. Sicurezza approvvigionamenti e infrastrutture energetiche) del 7 marzo 2018 di approvazione definitiva del progetto di centrale di compressione del gas naturale di Sulmona e connessione alla rete esistente (il campo di stoccaggio gas in sotterraneo ‘Fiume Treste Stoccaggio’, situato nel vicino Comune di Cupello, già collegato alla Rete Nazionale dei Gasdotti tramite i metanodotti ‘Vastogirardi – San Salvo’ e ‘Campochiaro –Sulmona’).
Il tracciato interessa (es. Popoli, PS) varie aree a uso civico (legge n. 1766/1927 e s.m.i.; legge n. 168/2017; regio decreto n. 332/1928 e s.m.i.): non risulta alcuna autorizzazione legittimamente emanata che ne abbia decretato la sdemanializzazione e/o ne abbia autorizzato l’occupazione.
Il progetto di gasdotto “Rete Adriatica” intercetta le zone altamente sismiche di Abruzzo, Umbria, Marche.
Soprattutto nella parte settentrionale del tronco Foligno-Sestino, ovvero tra l’area eugubina (PG) e la Valmarecchia (RN), l’assetto idrogeologico si presenta decisamente precario. Il tracciato proposto da Snam dovrebbe attraversare zone nelle quali insistono numerosissime frane sia attive che quiescenti, Tali dislocamenti interessano la facies “umbro romagnola” e quindi aree sia rocciose che argillose. Le dimensioni dei corpi franosi hanno talvolta dimensioni spropositate, nel senso sia dell’estensione che della profondità. La sola eventuale cantierizzazione di tali aree, col passaggio di mezzi pesanti e la realizzazione di piste di varie dimensioni, può provocare l’attivazione (o riattivazione nel caso di corpi quiescenti) dei movimenti franosi, con risultati difficilmente prevedibili. Oltre ai dislocamenti di intere masse orografiche,i cantieri produrrebbero l’alterazione dei delicati equilibri relativi alla circolazione delle acque, con la perturbazione dei flussi idrici sia superficiali che profondi.
Tali aspetti sono rilevanti anche sul piano della sicurezza: infatti, nell’area descritta, vi sono stati incidenti a carico di gasdotti, con esplosioni e danni consistenti alle abitazioni, anche a distanza. L’ultimo episodio risale al 19 novembre 2015 (Comune di Sestino – AR) e le fiamme hanno illuminato il cielo notturno dall’Umbria alla Romagna. Preme ricordare che quasi tutti gli ultimi incidenti a carico di gasdotti avvenuti in Italia (compreso quello sopra citato) sono stati provocati da piccoli movimenti franosi.
Fra i motivi più rilevanti di illegittimità c’è l’assenza di un unico procedimento di valutazione di impatto ambientale (direttive n. 85/337CEE, n. 97/11/CE, n.14/52/UE) come richiesto da normativa e giurisprudenza comunitaria (vds. es.Corte di Giustizia CE, Sez. II, 28 febbraio 2008, causa C-2/07) e di una procedura di valutazione ambientale strategica (direttiva n. 01/42/CE).
I provvedimenti conclusivi dei procedimenti di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) dei tronchi Sulmona – Foligno e Foligno – Sestino del progetto di gasdotto“Rete Adriatica” sono tuttora oggetto di ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica effettuati nel luglio 2011 (ricorrenti Provincia di Perugia, Comune di Gubbio, Mountain Wilderness Italia, Lega per l’Abolizione della Caccia, Federazione nazionale Pro Natura, interveniente Gruppo d’Intervento Giuridico onlus).
La deliberazione del Consiglio dei Ministri del 22 dicembre 2017 e il decreto Ministero dello sviluppo economico (D.G. Sicurezza approvvigionamenti e infrastrutture energetiche) del 7 marzo 2018 di approvazione definitiva del progetto di centrale di compressione del gas naturale di Sulmona e connessione alla rete esistente sono oggetto di ricorsi pendenti davanti al T.A.R. Lazio da parte della Regione Abruzzo e altri (2018). E’ intervenuto ad adiuvandum il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus.
Avverso il progetto di gasdotto sono stati presentati vari ricorsi alla Commissione europea (2011, 2013, 2015)da amministrazioni pubbliche (Province di Pesaro-Urbino e di Perugia, Comunità Montana Catria e Nerone, Comune di Gubbio, Comune di L’Aquila), associazioni ecologiste (Gruppo d’Intervento Giuridico, Comitato “No Tubo”, Federazione nazionale Pro Natura, WWF, Italia Nostra, Mountain Wilderness, Comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona, Comitato civico Norcia per l’ambiente, La Lupus in Fabula) e venatorie (Arci Caccia –Perugia).
Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Comitato interregionale “No Tubo” e altre associazioni ambientaliste hanno inviato alle amministrazioni pubbliche competenti (22 ottobre 2017 e 7 dicembre 2017) le Note critiche alla valutazione del rischio sismico stimato da SNAM PROGETTI e inerente al ‘Metanodotto Sulmona-Foligno e Centrale di compressione di Sulmona’ e al ‘Metanodotto Foligno-Sestino’, perizie tecniche predisposte dal dott. geol. Francesco Aucone in merito agli studi di impatto ambientale (S.I.A.) depositati nelle rispettive procedure di V.I.A.
Questi i risultati sul tronco Sulmona-Foligno:
Questi i risultati sul tronco Foligno-Sestino:
Con il risultato che … il Rischio Sismico è stato fortemente sottovalutato.
Da evidenziare è la palese illegittimità della relazione geologica del progetto della centrale di compressione del gas di Sulmona, sottoscritta da un ingegnere (Ing. Antonio Quadrato, n. 15115 dell’Ordine degli Ingegneri di Roma) al posto di un geologo, come richiesto dal quadro normativo vigente (legge n. 64/1974 es.m.i.; D.M. LL.PP. 11 marzo 1988; circolare n. 218 del 9 gennaio 1996).
Sono stati numerosi gli atti di sindacato parlamentare in sede comunitaria e nazionale, dove l’VIII Commissione permanente “Ambiente” della Camera dei Deputati ha approvato il 26 ottobre 2011 all’unanimità la Risoluzione n. 7-00518 presentata il 15 marzo 2011 (prima firmataria on. Raffaella Mariani, P.D.) che ha impegnato il Governo alla modifica del tracciato del gasdotto appenninico “Rete Adriatica”. La Risoluzione è finora disattesa.
Numerose le formali contrarietà espresse dagli Enti territoriali interessati:
il Comune di Sulmona (Aq), interessato sia dal metanodotto che dalla centrale di compressione, ha espresso la propria contrarietà attraverso 10 deliberazioni del Consiglio Comunale 23/02/2009,16/07/2009, 1/03/2010, 13/12/2010, 5/04/2012, 29/06/2012; 15/01/2015;30/10/2015; 17/09/2016; 12/01/2018;
il Comune de L’Aquila ha espresso parere contrario con delibera del Consiglio Comunale del 25/10/2010;
il Comune di Pratola Peligna (Aq) ha espresso parere contrario sull’opera con deliberazione della giunta comunale del 31/08/2010; 12/01/2015;
il Comune di Pacentro (Aq) ha espresso parere contrario sull’iniziativa Snam con deliberazione consiliare approvata all’unanimità il 27/11/2008 e con nota prot. n. 216 del 16.01.2015;
il Comune di Corfinio (Aq) ha espresso parere contrario del Consiglio Comunale del 1/09/ 2010;
il Comune di Navelli (Aq) ha espresso parere contrario del Consiglio Comunale del 2/09/2010;
il Comune di Introdacqua (Aq) ha espresso parere contrario del Consiglio Comunale del 29/11/2010 e con delibera di Giunta del 13.01.2015;
Il Comune di Pettorano sul Gizio (Aq) con delibera di giunta ha espresso contrarietà al metanodotto Sulmona-Foligno l’8 gennaio 2015;
il Comune di Cansano (Aq) ha espresso parere contrario con delibera di Consiglio del 14.01.2015;
la Comunità Montana Peligna (AQ) nel cui territorio è ricompreso il tratto che interessa i Comuni di Pacentro Pratola Peligna, Corfinio e Roccacasale, ha espresso parere contrario con deliberazione della giunta esecutiva il 25/02/2010;
la Provincia dell’Aquila, nella quale sono ricompresi 19 Comuni su 28 del tratto Sulmona-Foligno, ha espresso parere contrario all’opera con 5 deliberazioni consiliari approvate all’unanimità (10/02/2010, 31/01/2011, 29/09/2011,30/05/2012 e luglio 2016);
la Regione Abruzzo con voto unanime del Consiglio, ha espresso parere contrario con cinque risoluzioni (18/10/2011;14/02/2012; 3/12/2013; 22/07/2014; 10/11/2015); ha altresì negato l’intesa attraverso ben otto Delibere di Giunta (DGR n. 597/2014; n.623/2014;n.500/2014; n.132/2015; n.227/2015; DGR del 3/11/2015 e 18/11/2015; n. 668 del 20/10/2016);
la Regione Umbria ha approvato due mozioni consiliari per chiedere la modifica del tracciato 30 settembre 2014 e 11 dicembre 2012).
La contrarietà delle popolazioni interessate si è concretizzata con numerose iniziative: petizioni, proteste, esposti e con manifestazioni nazionali come quella del 21 aprile 2018, tenute a Sulmona.
Il gas naturale in Italia.
Abbiamo, inoltre,un’ottima diversificazione degli approvvigionamenti di gas: l’85-90% viaggia in gasdotti che arrivano dal nord Europa (Olanda e Norvegia), dall’Est (Russia) e dall’Africa (Algeria e Libia). Inoltre, sono operativi due rigassificatori (Rovigo e Panigaglia) che danno circa il 15% del gas consumato in Italia.
L’obiettivo èdichiarato con enfasi nella pubblicità che il gruppo Snam effettua sui mass media: “diventare l’hub europeo del gas”. In parole povere, il gas che arriverà attraverso le nuove infrastrutture sarà rivenduto ai Paesi del centro Europa.
Ecco perché i progettidel gasdotto “Rete Adriatica” (il gasdotto Appenninico) e il gasdotto Trans Adriatic Pipeline (T.A.P.).
(foto A.L.C., G.M., S.L., S.D., archivio GrIG)
dicembre 20, 2018 alle 6:55 pm
Son passati alcuni giorni, cosa ha risposto il Ministero dell’Ambiente? Anche un idiota capirebbe che questa (ed altre opere..) sono non solo inutili ma dannose. Il Ministro Costa pare persona per bene e capace, speriamo bene…
ancora nessuna risposta risolutiva. Proviamo a ricordarlo…
IL MINISTRO COSTA FISSI SUBITO L’INCONTRO SULLA QUESTIONE SNAM.
I Comitati, che da molti anni si oppongono al metanodotto “Rete Adriatica” e alla centrale Snam di Sulmona, hanno inviato al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa un memorandum con cui sollecitano la urgente convocazione di un incontro per affrontare le tante questioni aperte del problema.
Una rappresentanza dei Comitati aveva avuto modo di parlare con il Ministro in occasione della sua visita alla mega discarica di Bussi prima delle elezioni regionali e, in quella circostanza, il Ministro aveva assicurato che presto ci sarebbe stato un incontro ma, a tutt’oggi, nonostante i ripetuti tentativi di concretizzare quanto richiesto, nulla è avvenuto.
La lettera inviata al Ministro è firmata dal Coordinamento No Hub del Gas, Comitato No Tubo (Abruzzo, Marche e Umbria), G.R.I.G. – Gruppo d’Intervento Giuridico -, Comitati Cittadini per l’ambiente, Orsa Pro Natura Peligna, Medici per l’Ambiente Valle Peligna, Collettivo AltreMenti Valle Peligna e Collettivo Studentesco Sulmona.
Dopo aver messo in rilievo che l’Italia non ha bisogno di nuovi gasdotti e di nuovi stoccaggi in quanto gli attuali metanodotti di importazione sono già sovrabbondanti rispetto ai consumi interni, i Comitati ripercorrono il lungo iter autorizzativo dell’opera evidenziandone le diverse e gravi anomalie, tra cui: la palese inadeguatezza degli studi alla base del progetto, in particolare per quanto attiene agli aspetti sismici; la mancata Valutazione Ambientale Strategica; l’illimitata validità della Valutazione d’Impatto Ambientale in contrasto con le Direttive comunitarie; l’arbitrario sdoppiamento delle procedure, una per la centrale e l’altra per il metanodotto.
Le richieste dei Comitati al Ministro Costa sono cinque e precisamente:
-che le scelte dell’Italia vengano uniformate ad una politica energetica basata prioritariamente sull’incremento delle fonti energetiche rinnovabili e sull’abbandono delle fonti fossili, tenendo anche conto che l’obiettivo di trasformare il nostro Paese in un hub europeo del gas appare sempre più insostenibile sul piano economico, ambientale e sociale;
– che venga effettuata una nuova Valutazione d’Impatto Ambientale: quella in vigore, che risale a ben otto anni fa e non tiene conto dell’evoluzione dell’ambiente e delle conoscenze scientifiche, come prescrivono le norme europee;
-che venga effettuata, sulla Rete Nazionale gasdotti (della quale fa parte il metanodotto “Rete Adriatica”), la necessaria Valutazione Ambientale Strategica;
-che venga dichiarata la improcedibilità delle decisioni prese in sede di Conferenza di Servizi per le misurazioni della qualità dell’aria in relazione alla centrale di compressione in quanto esse non sono basate su criteri rigorosamente scientifici;.
-che non venga concessa l’Autorizzazione Integrata Ambientale per l’esercizio della centrale di compressione richiesta dalla Snam nei giorni scorsi.
I Comitati restano in attesa della convocazione dell’incontro ed auspicano che anche i rappresentanti istituzionali del territorio assumano specifiche iniziative affinché quanto richiesto trovi concretizzazione senza ulteriori indugi.
Sulmona, 3 aprile 2019
Info: Giovanna 3284776001 – Mario 3478859019 – Lola 3498762841 Email: sulmonambiente@gmail.com –
http://sulmonambientewordpress.com/ https://www.facebook.com/pages/Comitato-Ambiente-Sulmona/163437587047697
aprile 3, 2019 alle 11:51 pm
da Il Corriere Peligno, 3 aprile 2019
Vicenda Snam, ma il Ministro Costa quando fissa l’incontro ? http://www.corrierepeligno.it/vicenda-snam-ma-il-ministro-costa-quando-fissa-lincontro/85250
bisognerebbe tradurre in scelte concrete…
Il terremoto de l’Aquila, quello che ci ha insegnato in 10 anni.
Doglioni (Ingv), c’e’ ancora tantissimo da capire: http://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/terra_poli/2019/04/08/il-terremoto-de-laquila-quello-che-ci-ha-insegnato-in-10-anni-_35af5261-da29-4050-8bac-5fd55b500952.html
Responsabilità del sindaco in materia di gestione dei rifiuti. L’erosione dei litorali spesso dipende da cause umane.

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