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Timestamp: 2018-10-22 16:44:43+00:00

Document:
Giorgio Lolli
1 Pubblicato il 08/11/2016 N /2016 REG.PROV.COLL. N /2015 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Terza) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 769 del 2015, proposto da: **, rappresentato e difeso dall'avvocato Caterina Bozzoli C.F. BZZCRN74C49G224O, con domicilio eletto presso Segreteria T.A.R. Veneto in Venezia, Cannaregio 2277/2278; contro Ministero dell'interno, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall'avvocatura Distrett. Stato, domiciliataria per legge in Venezia, San Marco, 63;
2 per l'annullamento del decreto con cui è stata rigettata l'istanza di richiesta di conversione del permesso di soggiorno da studio/tirocinio a lavoro subordinato prot. n. P-PD/L/Q/2014/** VA, emesso dalla Prefettura di Padova del 17/03/2015. Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio di Ministero dell'interno; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 3 novembre 2016 la dott.ssa Oria Settesoldi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Parte ricorrente impugna il provvedimento con il quale lo sportello unico per l immigrazione di Padova ha rigettato l istanza di conversione del suo permesso di soggiorno per tirocinio in permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato. Il tirocinio del ricorrente risulta essere iniziato in data 14/4/2014 ed essersi concluso in data , mentre il permesso di soggiorno per tirocinio scadeva il 26/7/2014. Il diniego risulta motivato con il fatto che presupposto di accoglimento dell istanza risulterebbe il completamento del percorso formativo nel periodo di validità del permesso di
3 soggiorno, mentre le date sopra citate dimostrano che nel caso di specie ciò non è avvenuto. Parte ricorrente ricorda che il tirocinio si è regolarmente svolto, con inizio successivo di due mesi al suo ingresso in Italia per problemi del datore di lavoro, e che, avendo ricevuto una concreta proposta di lavoro ad aprile 2014, ha immediatamente presentato la richiesta di conversione del permesso di soggiorno prima della sua scadenza. Non ha presentato la richiesta di proroga del permesso di soggiorno scaduto perché sostiene di essersi fidato del fatto che l amministrazione gli aveva detto che non era necessario, in quanto era pendente domanda di conversione. Il ricorso deduce quindi la violazione e falsa applicazione dell articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 286/1998 ed eccesso di potere, difetto di istruttoria e di motivazione. Il ricorso è infondato perché, come già chiarito nel provvedimento impugnato in riscontro delle argomentazioni presentate dopo la notificazione dei motivi ostativi, il presupposto normativo cui l articolo 14 comma 6 del d.p.r. 394/1999 subordina la possibilità di convertire il titolo di soggiorno è il fatto che il percorso formativo si sia concluso prima della scadenza del permesso di soggiorno per tirocinio. È invece evidente che, non avendo parte ricorrente richiesto alcuna proroga del permesso di soggiorno, ha portato a termine il tirocinio in situazione di illegalità. A nulla rilevano le circostanze cui possa essere dovuto il ritardo di inizio del tirocinio, trattandosi di argomentazioni che, come già precisa
4 l atto impugnato, andavano semmai valorizzate proprio al fine di ottenere la proroga del permesso di soggiorno per l espletamento del tirocinio, che invece non è stata chiesta. Nemmeno rileva la circostanza, tra l altro del tutto sfornita di prova, che la questura avrebbe verbalmente suggerito a parte ricorrente che non occorreva presentare domanda di proroga, posto che, in ogni caso, un consiglio che si rivela contrario alla normativa non può legittimare una condotta contra legem, ma semmai, ove documentato e provato, potrà essere fonte di responsabilità disciplinare per chi ne risulti essere autore. Per le considerazioni che precedono il ricorso è infondato e deve essere respinto. Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Terza) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo rigetta. Condanna parte ricorrente a rifondere al Ministero dell Interno le spese e competenze di giudizio liquidate in complessivi 1.000,00 + oneri di legge.
5 Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Venezia nella camera di consiglio del giorno 3 novembre 2016 con l'intervento dei magistrati: Oria Settesoldi, Presidente, Estensore Marco Rinaldi, Referendario Michele Pizzi, Referendario IL PRESIDENTE, ESTENSORE Oria Settesoldi IL SEGRETARIO
TAR VENETO - SEZ. III - SENTENZA DEL 13 NOVEMBRE 2017 N.
TAR VENETO - SEZ. III - SENTENZA DEL 13 NOVEMBRE 2017 N. 993: in ordine alla messa in sicurezza dei siti contaminati, le misure di prevenzione possono essere imposte anche al proprietario non responsabile

References: SENTENZA 
 articolo 6
 articolo 14
 sentenza 
 SENTENZA 
 SENTENZA