Source: https://www.leggioggi.it/2013/07/12/52182/
Timestamp: 2018-07-17 21:02:10+00:00

Document:
Cedu, sentenza storica. Ergastolo: degradante e contro i diritti umani
Home Varia Giustizia Cedu, sentenza storica. Ergastolo: degradante e contro i diritti umani
Martedì scorso, 9 luglio 2013, è stata depositata una sentenza (n. 3896, caso Vinter e altri c. Regno Unito) profondamente rilevante. Per la prima volta nella storia della Ue, la Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo ha emanato un’ordinanza altamente rivoluzionaria in materia detentiva. La Corte, infatti, ha stabilito che la condanna all’ergastolo rappresenta, di per sé, una pena disumana che ha ripercussioni gravemente degradanti e che arriva a violare i diritti umani fondamentali riconosciuti e garantiti dalla stessa Cedu.
L’accoglienza che la Grande Camera della Corte di Strasburgo ha riservato alla storica sentenza è stata pressoché unanime, essendo stata approvata con 16 voti a favore e solo 1 contrario. La valenza innovativa della recente pronuncia viene anche a dipendere dall’inversione di rotta decisa dalla Corte proprio in merito ad un precedente orientamento dalla stessa decretato. Quest’ultimo atteneva, infatti, alla denuncia presentata da tre detenuti che, completamente prostrati dalle rispettive condanne a vita e privati di qualsiasi prospettiva di scarcerazione, sostenevano l’equiparabilità delle stesse ad un trattamento inumano ed umiliante.
Il valore reintegrativo, oltre che rieducativo, della punizione in effetti arriva a perdere tutta la propria applicabilità nel caso del fine pena mai. “Lo avevamo detto da tempo, lo abbiamo ribadito in ogni sede inascoltati”, ha commentato l’Avvocato Giuseppe Rossodivita, membro del Comitato promotore dei referendum radicali sulla giustizia giusta e Segretario del Comitato Radicale per la Giustizia Piero Calamandrei.
“Ora -ha proseguito il legale- è giunta questa importante sentenza che definitivamente porta al di fuori della costituzione italiana, per il valore che le decisioni della CEDU hanno nel nostro ordinamento costituzionale, la pena dell’ergastolo ed in specie dei cosiddetti ergastoli ostativi”. E proprio su questo tema la nostra Corte costituzionale dovrà fare marcia indietro. La sussistente costituzionalità di questa pena, infatti, mantiene l’Italia sulla scia dell’antiprogressismo, oltre che su un piano, ora, di reiterata illegalità.
Già con l’emergenza carceraria, i picchi di sovraffollamento degli istituti detentivi nostrani, hanno fatto sì che l’Italia sia stata dichiarata ufficialmente fuorilegge dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. “Nel frattempo c’è un nostro quesito referendario per abrogare questa pena incivile ed incostituzionale -ha confermato Giuseppe Rossodivita- ed è importante che anche su questo quesito si raggiunga la soglia delle 500.000 firme”.
Articolo precedenteTutti i figli sono uguali: approvato dal Cdm il decreto su filiazione
Articolo successivoRiforme costituzionali, la lettera d’addio ai saggi della Carlassare
Manlio Tummolo 23 agosto 2013 at 19:35
L’ergastolo è sicuramente degradante, ma molto di più lo è commettere delitti di tale gravità e mostruosità che solo l’incarcerazione a vita può assicurare le parti lese e civili sopravvissute (serial killers, genocidi e stragi). Ovviamente, quando trattasi di omicidi senza prove e senza alcun elemento reale, dare l’ergastolo a qualcuno è da folli (cfr. Caso Scazzi, Processo di Taranto).
Ma non si finisca nel ridicolo modello americano: non si dà l’ergastolo, ma novanta o addirittura 136 anni di carcere, per favore !
yolanda medina diaz 30 luglio 2013 at 17:20
En respuesta a su carta le dire simplemente que lea el art. 4 bis del Ordenamiento penitenciario italiano, y se dara cuenta de la inesistencia de determinados beneficios.
gv 15 luglio 2013 at 14:38
La solita demagogia italica associata alla solita pedanteria!
In Italia di fatto l’ergastolo non esiste!
Chi scrive di diritto dovrebbe sapere che pure gli ergastolani in base all’Ordinamento penitenziario Italiano sono ammessi alla fruizione di TUTTI i benefici penitenziari: a partire dalla liberazione anticipata (detrazione di 45 giorni di detenzione per ogni semestre di pena espiata) per finire alla liberazione condizionale (eseguita positivamente la quale si estingue la pena ulteriore): il tutto a condizione che l’ergastolano (come ogni altro detenuto) mantenga regolare condotta penitenziaria e partecipi concretamente all’opera di rieducazione (c.d. trattamento penitenziario).
NON E’ AFFATTO VERO, PERTANTO, CHE L’ERGASTOLO CONTRADDICE LA FUNZIONE RIEDUCATIVA DELLA PENA: ANZI, LA RENDE EFFETTIVA!
Postilla: perchè mai nessuna attenzione viene dedicata alle vittime dei reati commessi dagli ergastolani ed ai “superstiti” parenti di quelle vittime? Il cui dolore è spesso… a vita: irrimediabilmente e concretamente a vita!

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 4