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Timestamp: 2017-06-27 00:05:06+00:00

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MANTENIMENTO FIGLI NELLA SEPARAZIONE BOLOGNA ,MA AI FIGLI CHI CI PENSA? COME SI CALCOLA E SU QUALI PRESUPPOSTI L’ASSEGNO PER I FIGLI NELLA SEPARAZIONE l riferimento alle «attuali esigenze del figlio», dunque, è parametro destinato a garantire che il minore non venga pregiudicato nella sua serena crescita e formazione a causa della fase patologica attraversata dalla coppia genitoriale ma che, al contrario, le proprie normali esigenze vengano sempre e comunque soddisfatte, come avviene nella famiglia unita ex art. 148 c.c. | Avvocato a Bologna - Studio Legale Bologna Avvocato Sergio Armaroli
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BOLOGNA MANTENIMENTO FIGLI NELLA SEPARAZIONE BOLOGNA ,MA AI FIGLI CHI CI PENSA?
COME SI CALCOLA E SU QUALI PRESUPPOSTI L’ASSEGNO PER I FIGLI NELLA SEPARAZIONE
1) l riferimento alle «attuali esigenze del figlio», dunque, è parametro destinato a garantire che il minore non venga pregiudicato nella sua serena crescita e formazione a causa della fase patologica attraversata dalla coppia genitoriale ma che, al contrario, le proprie normali esigenze vengano sempre e comunque soddisfatte, come avviene nella famiglia unita ex art. 148 c.c.
2)Proprio quest’ultima considerazione si collega al secondo parametro che è finalizzato, invero, ad evitare qualsiasi stravolgimento nella vita del minore il quale si presenti come soluzione di continuità del regime di vita precedente («in quanto il mantenimento deve essere quantificato considerando non solo le esigenze dei figli, in relazione alle età e alle altre necessità di inserimento lavorativo e sociale, ma anche il tenore di vita goduto in costanza di convivenza con entrambi i genitori, tenore di vita determinato dalla confluenza dei redditi e delle risorse genitoriali» – Corte d’Appello di Roma, 13-1-2012).
il calcolo dell’ammontare dell’assegno di mantenimento dei figli, mancando nella disciplina legislativa un criterio matematico o tabelle precise che consentano di individuarlo con certezza, andrà effettuato considerando principalmente:
La continuità con il regime di vita precedente – Il riferimento alle ”attuali esigenze del figlio”, dunque, è parametro destinato a garantire che il minore non venga pregiudicato nella sua serena crescita e formazione a causa della fase patologica attraversata dalla coppia genitoriale ma che, al contrario, le proprie normali esigenze vengano sempre e comunque soddisfatte, come avviene nella famiglia unita ex art. 148 c.c.
A)Nell’ambito del predetto apprezzamento, la Corte distrettuale ha posto correttamente in risalto una pluralità di elementi, univocamente attestanti la disponibilità di considerevoli mezzi economici da parte del Gallo, e segnatamente la titolarità di un cospicuo patrimonio immobiliare nonché di beni mobili registrati, quali autovetture, motoveicoli e natanti, il cui possesso, risultando di per sé sintomatico di uno standard di vita particolarmente elevato, può ritenersi ampiamente sufficiente a giustificare il giudizio d’inattendibilità espresso in ordine ai dati reddituali emergenti dalla documentazione fiscale prodotta dal ricorrente. Tale valutazione non si pone in alcun modo in contrasto con l’efficacia probatoria delle dichiarazioni dei redditi, la cui funzione, tipicamente fiscale, esclude la possibilità di attribuirvi portata vincolante al di fuori delle controversie riguardanti rapporti tributari, restando il loro apprezzamento rimesso alla discrezionalità del giudice, il quale è libero di andare il proprio convincimento su altre risultanze probatorie (cfr. Cass., Sez. VI, 16 settembre 2015, n. 18196; Cass., Sez. 1, 12 giugno 2006, n. 13592; 28 aprile 2006, n. 9876).
B)Nel porre a confronto le potenzialità economiche delle parti, la sentenza impugnata non ha poi affatto omesso di valutare la capacità di lavoro della Magro, avendo dato puntualmente atto delle opportunità connesse al titolo di studio universitario ed all’abilitazione professionale di cui la donna è in possesso, ma avendone anche ridimensionato la portata, alla luce delle difficoltà, ineccepibilmente desunte da nozioni di comune esperienza, che ella è verosimilmente destinata ad incontrare nell’inserimento del mondo del lavoro, a causa dell’età ormai avanzata e della mancanza di precedenti esperienze professionali. È noto d’altronde che l’attitudine al lavoro del coniuge, quale elemento di valutazione della sua capacità di guadagno, in tanto può assumere rilievo ai fini del riconoscimento e della liquidazione dell’assegno di mantenimento, in quanto venga riscontrata in termini di effettiva possibilità di svolgimento di un’attività retribuita, in considerazione di ogni concreto fattore individuale ed ambientale, e non già di mere valutazioni astratte ed ipotetiche (cfr. Cass., Sez. I, 13 febbraio 2013, n. 3502; 25 agosto 2006, n. 18547; 2 luglio 2004, n. 12121).
C)In definitiva, nel contestare le conclusioni cui è pervenuta la sentenza impugnata, il ricorrente non è in grado di evidenziare lacune argomentative o carenze logiche del ragionamento seguito per giungere alla decisione, ma si limita ad invocare ulteriori elementi, asseritamente trascurati, la cui valutazione non potrebbe tuttavia condurre a risultati diversi, avuto riguardo all’accertata consistenza delle risorse a sua disposizione ed alla mancata indicazione di circostanze idonee a comprovare il deterioramento della sua situazione economica o il mancato peggioramento di quella del coniuge. In tal modo, egli dimostra di voler sollecitare, attraverso l’apparente deduzione dei vizi di violazione di legge e difetto di motivazione, una rivisitazione del giudizio di merito, non consentita a questa Corte, alla quale non spetta il compito di riesaminare la vicenda processuale, ma solo quello di controllare la correttezza giuridica e la coerenza logica delle argomentazioni svolte dal giudice di merito, cui competono, in via esclusiva, l’individuazione delle fonti del proprio convincimento ed il controllo della loro attendibilità e concludenza, nonché la scelta, tra le complessive risultanze processuali, di quelle ritenute maggiormente idonee a dimostrare la veridicità dei fatti ad esse sottesi (cfr. ex plurimis, Cass., Sez. I, 4 novembre 2013, n. 24679; Cass., Sez. E 16 dicembre 2011, n. 27197; Cass., Sez. lav., 19 marzo 2009, n. 6694
CORTE DI CASSAZIONE – SEZ. VI – 1 – ORDINANZA 4 aprile 2016, n.6427 – Pres. Ragonesi – est. Mercolino
Il ricorso è in parte infondato, in parte inammissibile.
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References: art. 148
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 sentenza 
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