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Timestamp: 2020-05-31 14:10:10+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 26243 del 19/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26243 del 19/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 19/12/2016, (ud. 23/11/2016, dep.19/12/2016), n. 26243
sul ricorso 22540-2015 proposto da:
ANGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS), in persona del Direttore pro
CENTOCANALI SRL in persona del legale rappresentante pro tempore,
SUPREMA DI CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall’Avvocato
MARGHERITA CAPORALI giusta procura in calce al controricorso;
avverso la sentenza n. 349/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di FIRENZE del 05/02/2015, depositata il 19/02/2015;
L’Agenzia delle entrate propone ricorso in cassazione, affidato ad un unico motivo, avverso la sentenza della CTR Toscana n. 349/13/2015, depositata il 19 febbraio 2015, la quale aveva rigettato l’appello dell’Ufficio contro la decisione della CTP di Arezzo che avevo accolto il ricorso della Centocanali SRL avverso la cartella di pagamento relativa ad IVA e IRAP. La CTR ha ritenuto che l’appello non fosse meritevole di accoglimento in quanto la cartella di pagamento doveva essere preceduta da un avviso di irregolarità.
L’Ufficio deduce la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36 bis, D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54 bis, D.Lgs. n. 462 del 1997, art. 2, L. n. 212 del 2000, art. 5, L. n. 311 del 2004, art. 412, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3. Erroneamente la CTR ha ritenuto che la cartella di pagamento dovesse essere preceduta, a pena di nullità, dall’avviso di irregolarità in quanto il mancato inoltro non determina la nullità dell’iscrizione a ruolo ma, comportando una mera irregolarità, ha come unico effetto quello dell’inapplicabilità delle sanzioni.
La Centocanali s.r.l. ha resistito con controricorso, insistendo per il rigetto del ricorso, inoltre depositando memoria. Nessuna difesa scritta ha depositato Equitalia Centro spa.
La CTR ha ritenuto che la cartella di pagamento fosse affetta da nullità sulla base della circostanza che l’Ufficio avrebbe dovuto comunicare le rettifiche apportate con l’indicazione dei motivi che giustificavano la rettifica stessa.
Tuttavia, questa Corte si è espressa nel senso che “in tema di imposte sui redditi, è legittima la cartella di pagamento che non sia preceduta dalla comunicazione dell’esito della liquidazione, prevista dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 36 bis, comma 3, (nel testo in vigore ratione temporis”), sia perchè la norma non prevede alcuna sanzione, in termini di nullità, per il suo inadempimento, sia perchè tale comunicazione, avendo la funzione di evitare al contribuente la reiterazione di errori e di consentirgli la regolarizzazione di aspetti formali, è un adempimento rivolto esclusivamente ad orientare il comportamento futuro dell’interessato ed esula, quindi, dall’ambito dell’esercizio del diritto di difesa e di contraddittorio nei confronti dell’emittenda cartella di pagamento”. (Cass. nn. 17396 /2010, 26361/2010, 20431/2014).
Non costituisce, pertanto, motivo di nullità della cartella di pagamento, l’omissione della comunicazione al contribuente dell’esito dei controlli automatici disposti sulle dichiarazioni presentate ai fini dell’imposta sui redditi o di quella sul valore aggiunto” – Cass. n. 3366/2013.
In conclusione, la CTR non si è conformata a tali principi, poichè avrebbe dovuto considerare che nonostante la mancata comunicazione dell’avviso bonario, l’interessato avrebbe comunque potuto pagare, per estinguere la pretesa fiscale, con riduzione della sanzione, una volta ricevuta la notifica della cartella – cfr. Cass. n. 3366/2013.
Sulla base delle considerazioni svolte, il ricorso va accolto e la sentenza cassata con rinvio ad altra sezione della CTR Toscana anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.
Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia ad altra sezione della CTR Toscana anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 36
 art. 54
 art. 2
 art. 5
 art. 412
 art. 36
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza 
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