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Timestamp: 2017-11-20 20:57:13+00:00

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In vigore il D. L.vo n.192/2012: P.A. 30 giorni per saldo fatture, interessi automatici al 10% per gli inadempienti. - Quotidiano LegaleQuotidiano Legale In vigore il decreto legge che modifica: giustizia civile, legge fallimentare, trasparenza P.A. e infrastrutture..
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Scritto da: Redazione Scritto il: gennaio 03, 2013 In: Nazionale, Normativa, Notizie
Sono entrati in vigore dal 1° gennaio, le tanto attese nuove regole europee che rivoluzionano i pagamenti sia nelle Pubbliche Amministrazioni sia tra aziende private. La disciplina introdotta dal Decreto Legislativo n. 192/2012 si applicherà a tutte le nuove transazioni commerciali concluse dal primo gennaio 2013 in poi. In particolare, la P.A. sarà costretta a pagare i propri fornitori entro 30 giorni e solo in casi limitati e specifici potrà arrivare a 60 giorni. Lo stesso limite riguarderà anche le transazioni azienda-azienda, ma in questo caso il limite potrà essere superato in presenza di specifici accordi tra le parti che comunque non potranno essere inique per il creditore. “Le clausole relative al termine di pagamento, al saggio degli interessi moratori o al risarcimento per i costi di recupero, a qualunque titolo previste o introdotte nel contratto, sono nulle quando risultano gravemente inique in danno del creditore. Si applicano gli articoli 1339 e 1419, secondo comma, del codice civile”.
Si prevede, con estrema facilità, che parecchie P.A. avranno seri problemi a rispettare le nuove regole sulle transazioni commerciali, concluse dal 1° gennaio 2013, con il termine ordinatorio di 30 giorni. Infatti, le deroghe previste per gli Enti, asl, ospedali e imprese pubbliche possono far slittare il termine massimo a 60 giorni, in casi eccezionali in cui l’eventuale proroga sia giustificata «dalla natura o dall’oggetto del contratto» o dalle «circostanze esistenti al momento della sua conclusione». Ma in questi casi, il nuovo limite dovrà essere pattuito «in modo espresso». Mentre, per le imprese, ci sarà maggiore libertà contrattuale, oltre a concordare l’entità degli interessi moratori le aziende potranno decidere, pattuendolo per iscritto, anche di superare la soglia massima dei 60 giorni per effettuare il pagamento.
La nuova disciplina, infine, prevede un’operatività automatica di “sanzione” ed interessi legali di mora dal giorno successivo alla scadenza del termine del pagamento senza che sia necessaria la costituzione in mora da parte del creditore, essendo sufficiente una richiesta scritta al debitore di adempiere all’obbligo. Gli «interessi legali di mora», saranno calcolati intorno la soglia del 10 per cento. Rimane per le imprese, una maggiore libertà contrattuale, infatti, potranno concordare l’entità degli interessi moratori e decidere, pattuendolo per iscritto, anche di superare la soglia massima dei 60 giorni per adempiere il debito.
Modifiche al decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, per l’integrale recepimento della direttiva 2011/7/UE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, a norma dell’articolo 10, comma 1, della legge 11 novembre 2011, n. 180. (12G0215) (GU n.267 del 15-11-2012 )
Art. 1 (Ambito di applicazione). – 1. Le disposizioni contenute nel presente decreto si applicano ad ogni pagamento effettuato a titolo di corrispettivo in una transazione commerciale.
Art. 2 (Definizioni). – 1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) “transazioni commerciali”: i contratti, comunque denominati, tra imprese ovvero tra imprese e pubbliche amministrazioni, checomportano, in via esclusiva o prevalente, la consegna di merci o la prestazione di servizi contro il pagamento di un prezzo;
b) “pubblica amministrazione”: le amministrazioni di cui all’articolo 3, comma 25, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.163, e ogni altro soggetto, allorquando svolga attivita’ per la quale e’ tenuto al rispetto della disciplina di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163;
c) “imprenditore”: ogni soggetto esercente un’attivita’ economicaorganizzata o una libera professione;
f) “tasso di riferimento”: il tasso di interesse applicato dalla Banca centrale europea alle sue piu’ recenti operazioni di rifinanziamento principali;
c) all’articolo 3, dopo le parole: interessi moratori» sono inserite le seguenti: sull’importo dovuto»;
Art. 4 (Decorrenza degli interessi moratori). – 1. Gli interessi moratori decorrono, senza che sia necessaria la costituzione in mora, dal giorno successivo alla scadenza del termine per il pagamento.
d) trenta giorni dalla data dell’accettazione o della verifica eventualmente previste dalla legge o dal contratto ai fini dell’accertamento della conformita’ della merce o dei servizi alle previsioni contrattuali, qualora il debitore riceva la fattura o la richiesta equivalente di pagamento in epoca non successiva a tale data.
3. Nelle transazioni commerciali tra imprese le parti possono pattuire un termine per il pagamento superiore rispetto a quello previsto dal comma 2. Termini superiori a sessanta giorni, purche’ non siano gravemente iniqui per il creditore ai sensi dell’articolo
7, devono essere pattuiti espressamente. La clausola relativa al termine deve essere provata per iscritto.
4. Nelle transazioni commerciali in cui il debitore e’ una pubblica amministrazione le parti possono pattuire, purche’ in modo espresso, un termine per il pagamento superiore a quello previsto dal comma 2, quando cio’ sia giustificato dalla natura o dall’oggetto del contratto o dalle circostanze esistenti al momento della sua conclusione. In ogni caso i termini di cui al comma 2 non possono essere superiori a sessanta giorni. La clausola relativa al termine deve essere provata per iscritto.
6. Quando e’ prevista una procedura diretta ad accertare la conformita’ della merce o dei servizi al contratto essa non puo’ avere una durata superiore a trenta giorni dalla data della consegna della merce o della prestazione del servizio, salvo che sia diversamente ed espressamente concordato dalle parti e previsto nella documentazione di gara e purche’ cio’ non sia gravemente iniquo per il creditore ai sensi dell’articolo 7. L’accordo deve essere provato per iscritto.
7. Resta ferma la facolta’ delle parti di concordare termini di pagamento a rate. In tali casi, qualora una delle rate non sia pagata alla data concordata, gli interessi e il risarcimento previsti dal presente decreto sono calcolati esclusivamente sulla base degli importi scaduti.»;
Art. 5 (Saggio degli interessi). – 1. Gli interessi moratori sono determinati nella misura degli interessi legali di mora. Nelle transazioni commerciali tra imprese e’ consentito alle parti di concordare un tasso di interesse diverso, nei limiti previsti dall’articolo 7.
2. Il tasso di riferimento e’ cosi’ determinato:
3. Il Ministero dell’economia e delle finanze da’ notizia del tasso di riferimento, curandone la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana nel quinto giorno lavorativo di ciascun semestre solare.»;
f) l’articolo 6 e’ sostituito dal seguente:
Art. 6 (Risarcimento delle spese di recupero). – 1. Nei casi previsti dall’articolo 3, il creditore ha diritto anche al rimborso dei costi sostenuti per il recupero delle somme non tempestivamente corrisposte.
2. Al creditore spetta, senza che sia necessaria la costituzione in mora, un importo forfettario di 40 euro a titolo di risarcimento del
danno. E’ fatta salva la prova del maggior danno, che puo’ comprendere i costi di assistenza per il recupero del credito.»;
g) l’articolo 7 e’ sostituito dal seguente:
Art. 7(Nullita’). – 1. Le clausole relative al termine di pagamento, al saggio degli interessi moratori o al risarcimento per i costi di recupero, a qualunque titolo previste o introdotte nel contratto, sono nulle quando risultano gravemente inique in danno del creditore. Si applicano gli articoli 1339 e 1419, secondo comma, del codice civile.
2. Il giudice dichiara, anche d’ufficio, la nullita’ della clausola avuto riguardo a tutte le circostanze del caso, tra cui il grave scostamento dalla prassi commerciale in contrasto con il principio di buona fede e correttezza, la natura della merce o del servizio
oggetto del contratto, l’esistenza di motivi oggettivi per derogare al saggio degli interessi legali di mora, ai termini di pagamento o
all’importo forfettario dovuto a titolo di risarcimento per i costi di recupero.
5. Nelle transazioni commerciali in cui il debitore e’ una pubblica amministrazione e’ nulla la clausola avente ad oggetto la predeterminazione o la modifica della data di ricevimento della fattura. La nullita’ e’ dichiarata d’ufficio dal giudice.»;
h) all’articolo 8, comma 1, la lettera a) e’ sostituita dalla seguente:
a) di accertare la grave iniquita’, ai sensi dell’articolo 7, delle condizioni generali concernenti il termine di pagamento, il saggio degli interessi moratori o il risarcimento per i costi di recupero e di inibirne l’uso.».
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto dall’amministrazione competente per materia ai sensi dell’articolo 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
– L’Articolo 76 della Costituzione stabilisce che l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.
– L’Articolo 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro, al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i regolamenti.
– Il testo dell’articolo 10 legge 11 novembre 2011, n. 180 (Norme per la tutela della liberta’ d’impresa. Statuto delle imprese), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 14 novembre 2011, n. 265, cosi’ recita:
Art. 10 (Delega al Governo in materia di disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, nonche’ differimento di termini per l’esercizio di deleghe legislative in materia di incentivi e di internazionalizzazione delle imprese). – 1. Il Governo e’ delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo recante modifiche al decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, per l’integrale recepimento della direttiva 2011/7/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, sulla base dei seguenti principi e criteri direttivi:
b) fermo quanto previsto dall’articolo 12 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, previsione che l’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato possa procedere ad indagini e intervenire in prima istanza con diffide e irrogare sanzioni relativamente a comportamenti illeciti messi in atto da grandi imprese.
2. Al comma 3-bis dell’articolo 9 della legge 18 giugno 1998, n. 192, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo:
In caso di violazione diffusa e reiterata della disciplina di cui al decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, posta in essere ai danni delle imprese, con particolare riferimento a quelle piccole e medie, l’abuso si configura a prescindere dall’accertamento della dipendenza economica».
diciotto mesi» sono sostituite dalle seguenti:
trentaquattro mesi»;
b) all’articolo 12, comma 2, alinea, le parole:
diciotto mesi» sono sostituite dalle seguenti: ventotto mesi».”.
– La direttiva 2011/7/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E. 23 febbraio 2011, n. L 48.
– Il decreto legislativo 9 ottobre 2002 , n. 231 (Attuazione della direttiva 2000/35/CE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali) e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 23 ottobre 2002, n. 249.
– Si riporta il testo degli articoli 3 e 8 del citato decreto legislativo n. 231 del 2002, come modificati dal presente decreto:
Art. 3. (Responsabilita’ del debitore). – 1. Il creditore ha diritto alla corresponsione degli interessi moratori sull’importo dovuto, ai sensi degli articoli 4 e 5, salvo che il debitore dimostri che il ritardo nel pagamento del prezzo e’ stato determinato dall’impossibilita’ della prestazione derivante da causa a lui non imputabile.».
Art. 8. (Tutela degli interessi collettivi). – 1. Le associazioni di categoria degli imprenditori presenti nel Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL), prevalentemente in rappresentanza delle piccole e medie imprese di tutti i settori produttivi e degli artigiani, sono legittimate ad agire, a tutela degli interessi collettivi, richiedendo al giudice competente:
a) di accertare la grave iniquita’, ai sensi dell’articolo 7, delle condizioni generali concernenti il termine di pagamento, il saggio degli interessi moratori o il risarcimento per i costi di recupero e di inibirne l’uso.
c) di ordinare la pubblicazione del provvedimento su uno o piu’ quotidiani a diffusione nazionale oppure locale nei casi in cui la pubblicita’ del provvedimento possa contribuire a correggere o eliminare gli effetti delle violazioni accertate.
2. L’inibitoria e’ concessa, quando ricorrono giusti motivi di urgenza, ai sensi degli articoli 669-bis e seguenti del codice di procedura civile.
3. In caso di inadempimento degli obblighi stabiliti dal provvedimento reso nel giudizio di cui ai commi 1 e 2, il giudice, anche su domanda dell’associazione che ha agito, dispone il pagamento di una somma di denaro, da € 500 a € 1.100, per ogni giorno di ritardo, tenuto conto della gravita’ del fatto.».
1. All’articolo 3, comma 3, della legge 18 giugno 1998, n. 192, le parole: «di sette punti percentuali» sono sostituite dalle seguenti:
– Il testo dell’articolo 3 della legge 18 giugno 1998, n. 192 (Disciplina della subfornitura nelle attivita’ produttive) pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 22 giugno 1998, n. 143, come modificato dal presente decreto, cosi’ recita:
«Art. 3. (Termini di pagamento). – 1. Il contratto deve fissare i termini di pagamento della subfornitura, decorrenti dal momento della consegna del bene o dal momento della comunicazione dell’avvenuta esecuzione della prestazione, e deve precisare, altresi’, gli eventuali sconti in caso di pagamento anticipato rispetto alla consegna.
2. Il prezzo pattuito deve essere corrisposto in un termine che non puo’ eccedere i sessanta giorni dal momento della consegna del bene o della comunicazione dell’avvenuta esecuzione della prestazione. Tuttavia, puo’ essere fissato un diverso termine, non eccedente i novanta giorni, in accordi nazionali per settori e comparti specifici, sottoscritti presso il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato da tutti i soggetti competenti per settore presenti nel Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro in rappresentanza dei subfornitori e dei committenti. Puo’ altresi’ essere fissato un diverso termine, in ogni caso non eccedente i novanta giorni, in accordi riferiti al territorio di competenza della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura presso la quale detti accordi sono sottoscritti dalle rappresentanze locali dei medesimi soggetti di cui al secondo periodo. Gli accordi di cui al presente comma devono contenere anche apposite clausole per garantire e migliorare i processi di innovazione tecnologica, di formazione professionale e di integrazione produttiva.
3. In caso di mancato rispetto del termine di pagamento il committente deve al subfornitore, senza bisogno di costituzione in mora, un interesse determinato in misura pari al saggio d’interesse del principale strumento di rifinanziamento della Banca centrale europea applicato alla sua piu’ recente operazione di rifinanziamento principale effettuata il primo giorno di calendario del semestre in questione, maggiorato di otto punti percentuali, salva la pattuizione tra le parti di interessi moratori in misura superiore e salva la prova del danno ulteriore. Il saggio di riferimento in vigore il primo giorno lavorativo della Banca centrale europea del semestre in questione si applica per i successivi sei mesi. Ove il ritardo nel pagamento ecceda di trenta giorni il termine convenuto, il committente incorre, inoltre, in una penale pari al 5 per cento dell’importo in relazione al quale non ha rispettato i termini.
4. In ogni caso la mancata corresponsione del prezzo entro i termini pattuiti costituira’ titolo per l’ottenimento di ingiunzione di pagamento provvisoriamente esecutiva ai sensi degli articoli 633 e seguenti del codice di procedura civile.
5. Ove vengano apportate, nel corso dell’esecuzione del rapporto, su richiesta del committente, significative modifiche e varianti che comportino comunque incrementi dei costi, il subfornitore avra’ diritto ad un adeguamento del prezzo anche se non esplicitamente previsto dal contratto.».
Dato a Roma, addi’ 9 novembre 2012
Scritto da: Redazione il 3 gennaio 2013.
ma perchè nessuno parla di questa legge così pesante e che tutti stanno ignorando? e quando arriveranno poi le sanzioni?

References: Art. 1

Art. 2

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 10
in fine

Art. 3

Art. 8