Source: https://www.studiocarletti.com/?page_id=2475
Timestamp: 2018-05-25 03:21:14+00:00

Document:
News da Facebook | Studio Carletti
• carte di debito (bancomat);
• carte prepagate.
• la scheda carburanti di cui al DPR 444/97 recante l’attuale regolamento per gli acquisti di carburante e del correlato obbligo di tenuta della scheda carburante (sostitutiva della fattura) viene abrogata (art. 1, comma 926 n. 205/2017);
• la fattura elettronica sarà l’unica modalità consentita per documentare gli acquisti di benzina e gasolio destinati ad essere utilizzati come carburante per autotrazione, effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione da parte di soggetti passivi IVA.
Studio Carletti updated their cover photo.
Studio Carletti updated their profile picture.
Enzo ti avrei riconosciuto ovunque non sei cambiato
Che cos’è la rottamazione bis 2018? La rottamazione bis, non è altro che il proseguimento anche nel 2018del beneficio fiscale introdotto quest’anno con l’articolo 6 del Dl 193/2017, convertito con modificazioni nella legge 225/2017, che ha riconosciuto la possibilità per i contribuenti di optare, previa apposita domanda, della definizione agevolata dei carichi affidati all’Agenzia della Riscossione e notificati dal 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2016.
Ora, con il nuovo decreto collegato alla Legge di Bilancio 2018, il Governo, ha voluto riprendere nuovamente la rottamazione cartelle al fine di trovare nuove e sicure risorse necessarie al bilancio, ma con qualche differenza rispetto al primo condono.
Rottamazione bis decreto collegato alla Legge di Bilancio 2018: novità tutte le cartelle
Ecco le ultime novità introdotte dal Senato al decreto collegato alla Legge di Bilancio 2018, alla nuova rottamazione bis 2018:
• Luglio 2018;
• Settembre 2018;
• Ottobre 2018;
• Novembre 2018;
• Febbraio 2019.
• entro il 31 marzo 2018, pagano le rate scadute in un’unica soluzione;
• entro il 31 luglio 2018: pagano l’importo condonato + interessi di mora.
Come funziona la Rottamazione bis cartelle Equitalia 2018? La nuova rottamazione bis 2018 funziona così: il cittadino o l'impresa che ha visto notificarsi tra il 1° gennaio 2000 ed il 30 settembre 2017, una o più cartelle di pagamento, può accedere, previa apposita domanda, alla nuova definizione agevolata dei carichi affidati all’agente di riscossione, ottenendo così il condono di sanzioni ed interessi.
Tutti i contribuenti, per cui sia gli esclusi ed i decaduti dalla prima rottamazione nonché chi non ha partecipato alla prima edizione della definizione agevolata dei ruoli.
Iscrizione Gestione commercianti solo con attività prevalente
Nuovo arresto di Cassazione sulla controversa materia dell'iscrizione alla Gestione Artigiani e Commercianti per il socio amministratore di SRL. Il lavoro deve essere sistematico e prevalente
La Corte di Cassazione, è intervenuta nuovamente in materia di iscrizione alla Gestione Artigiani e Commercianti per il socio amministratore di SRL. L’Ordinanza n. 22990 del 2 ottobre 2017, afferma in particolare che tale iscrizione è obbligatoria solo nel caso in cui il soggetto presti l'attività in via continuativa e con carattere di prevalenza, mentre non è dovuta se l’attività è sporadica o di mera amministrazione.
Nel caso specifico l'amministratrice di una società commerciale, residente all'estero, aveva fatto ricorso contro la cartella INPS che richiedeva i contributi alla gestione commercianti non versati. Il ricorso era stato parzialmente respinto dai giudici di merito che avevano affermato come l'amministratrice trascorreva nel nostro Paese alcuni mesi all'anno, per svolgere funzioni di raccordo tra la società produttrice giapponese e la società di cui era socia, incaricata della commercializzazione ; il che integrava gli estremi dell'art. 1, lett. a-b della L. 1397/60, per la sua iscrizione alla Gestione commercianti.
La Cassazione ha ribaltato il giudizio di merito, precisando che l’iscrizione è dovuta solo se si verificano tutti i requisiti descritti all’articolo 1 della Legge n. 1397/1960, ovvero: quando il socio amministratore partecipi "personalmente al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza" . Tale attività deve essere riscontrabile come rilevante sia in termini di tempo che viene dedicato, che del reddito che ne deriva. Al contrario una attività sporadica o la mera attività di amministrazione non sono di per sé sufficienti a configurare l’obbligo assicurativo .
La Corte ha dunque accolto il ricorso della contribuente e cassato la sentenza impugnata, in quanto basata su presunzioni e priva di accertamenti concreti sui requisiti complessivi richiesti dalla norma citata per l’iscrizione alla gestione commercianti. Va evidenziato infatti che l'onere della prova dei requisiti di prevalenza dell'attività è a carico dell'Istituto previdenziale.
Nella Legge di Bilancio 2018 nuove esenzioni per l'obbligo di POS, in arrivo il decreto di recepimento della direttiva UE con le sanzioni per gli inadempienti.
La Legge di Bilancio per il 2018 prevede nuove esclusioni dall’obbligo per esercenti, professionisti e studi professionali di accettare pagamenti elettronici effettuati tramite POS (Point of sale) utilizzando bancomat, carte di credito, di debito e prepagate. Si tratta in particolare dei pagamenti relativi alla vendita di valori bollati e carburanti per autotrazione, attività professionale, bollo auto e multe stradali.
=> Sanzioni POS, importo ed esenzioni
Dopo la Legge di Bilancio 2018 è prevista l’emanazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero dell’Economia e Finanze del decreto di recepimento della direttiva UE sui pagamenti PSD2- Payment Services Directive.
Il provvedimento fisserà, a distanza diversi anni dall’introduzione dell’obbligo di POS prevista dal dl 179/2012 (articolo 15), modificato dalla Legge di Stabilità 2016, la sanzione fino a 30 euro per ogni transazione in cui l’esercente, l’artigiano, il commerciante o il professionista non permetta il pagamento elettronico con una soglia minima per il pagamento elettronico di 5 euro.
=> POS obbligatorio: i costi
Le esenzioni previste dal MEF non riguarderanno singole categorie di professionisti, artigiani e commercianti ma specifiche tipologie di prestazioni commerciali: carburanti, valori bollati e prestazioni tra professionisti. Dunque, ad esempio, un esercente del settore Oil dovrà accettare obbligatoriamente il pagamento digitale per servizi come l’autolavaggio, mentre per la vendita di carburanti, già sottoposti alle accise, non si applicheranno le sanzioni previste dal provvedimento in arrivo per fine 2017 o inizio 2018.
Il tuo Sito E-commerce su misura!
✔ Sito e-commerce professionale;
✔ Pannello di controllo semplice e intuitivo;
✔ Dominio, spazio web e posta elettronica;
✔ Gestione sito web e backup giornalieri;
✔ pubblicità Facebook + google AdWords
Tutto incluso a 200,00 euro +IVA al mese.
☞ sul nostro sito: www.esse-w-emme.net
☞ whatsapp: 360.384986
☞ e-mail: info@esse-w-emme.net
☞ telefonicamente: 085.9116714
Promozione Settembre – Siti E-Commerce | Esse-W-Emme.net
Studio Carletti shared their post.
OFFERTE SPECIALI DA NOSTRI PARTNER
https://www.esse-w-emme.net/swm/
Promozione Settembre – Siti E-Commerce
Il tuo sito E-Commerce su misura!!! €. 200,00 + Iva (canone mensile)
Sito e-commerce professionale;
Pannello di controllo semplice e intuitivo;
Dominio, spazio web e posta elettronica;
Gestione sito web e backup giornalieri;
pubblicità Facebook + google AdWords
Esse-W-Emme.net - Il web su misura.
La Esse-W-Emme.net è specializzata nella realizzazione di Siti a gestione autonoma dei contenuti.
La normativa europea consente di avviare un'e-commerce anche senza autorizzazioni preventive e senza aprire partita IVA; per ricavi superiori ai 5mila euro invece ci sono più vincoli. => VAI ALLO SPECIALE E-COMMERCE SU PMI.IT.
Il commercio elettronico comprende un’ampia gamma di servizi forniti online: dallo scambio di dati e informazioni alla negoziazione e conclusione di contratti, oltre alle classica transazione a saldo di prodotti e servizi acquistati che, in caso di vendita di beni immateriali, ne includono la consegna. Elemento comune ad ogni operazione, la rete web.
Il decreto legislativo n. 70/2003, recepisce in Italia la direttiva comunitaria n. 2000/31/CE. In base alla definizione fornita dall’art. 2 – nonché da quanto indicato nell’art. 1 della legge n. 317/1986 e successive modifiche – ne sono oggetto, in sostanza, i servizi prestati a distanza per via elettronica, mediante apparecchiature di elaborazione e memorizzazione dati.
Inoltre, tale definizione è integrata dalla direttiva 2000/31/CE, che vi include la trasmissione di informazioni su rete di comunicazione, la fornitura di accesso a una retedi comunicazione, lo stoccaggio di informazioni e i servizi trasmessi da punto a punto(come ad esempio, la trasmissione di video a richiesta).
Sono esclusi, invece, l’impiego della posta elettronica o l’utilizzo di altre comunicazioni individuali da parte di persone fisiche che operano al di fuori della loro attività commerciale, imprenditoriale o professionale, anche se usate per concludere contratti tra tali persone (consumer to consumer). Una particolare regolamentazione viene prevista per le libere professioni.
Il decreto ha come scopo quello di promuovere la libera circolazione dei servizi. Come? Attraverso due strumenti, o meglio principi:
1. paese d’origine
2. assenza di autorizzazioni preventive
Iva, nuovi controlli anti-evasione
Contrasto al sommerso. Partono le comunicazioni relative ai dati del primo trimestre dell'anno sulle liquidazioni dell'Iva. Dopo l'incrocio dei dati da parte dell'Agenzia delle Entrate, professionisti e imprese vengono avvisati su eventuali anomalie. Tutto questo per promuovere la compliance, ossia l'adeguamento spontaneo. In alcuni casi le comunicazioni si limitano a riportare la presenza di alcune incongruenze tra i versamenti effettuati e i dati comunicati nel primo appuntamento di quest'anno, quello scaduto lo scorso 12 giugno. In caso di versamenti totalmente assenti, l'Agenzia segnala che non risulta pervenuto alcun pagamento con il modello F24. La carenza potrebbe dipendere da un errore al quale si può rimediare con la correzione dei modelli F24 anche attraverso i canali telematici del fisco. Oppure, in mancanza di versamenti c'è il ravvedimento operoso che consente di ridurre il conto finale abbattendo le sanzioni e gli interessi dovuti. A fine mese sono in arrivo le comunicazioni sulle fatture da gennaio a giugno. Dal nuovo spesometro quest'anno si attendono 2 miliardi di euro.
Domanda di definizione delle liti pendenti 2017: i chiarimenti delle Entrate sulla domanda e sul termine di presentazione della domanda stessa
Nella recente circolare del 22/E del 28 luglio 2017, l'Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sulla defizioni agevolata delle controversie tributarie pendenti in ogni stato di giudizio e con controparte l'Agenzia. In particolare, il comma 1 dell’articolo 11 del DL 50/2017 (convertito, conmodificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96) subordina la definizione alla presentazione di un’apposita domanda
• da rivolgere all’Ufficio dell’Agenzia delle entrate parte in giudizio
• da redigere compilando il modello conforme a quello approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate prot. n. 140316 del 21 luglio 2017, emesso in attuazione delle disposizioni di cui al comma 12 dell’articolo 11 .
Ai fini della definizione, la lite deve essere ancora pendente alla data di presentazione della domanda, ossia, come recita il comma 3 dell’articolo 11, le liti sono definibili qualora “alla data di presentazione della domanda di cui al comma 1 il processo non si sia concluso con una pronuncia definitiva”.
In particolare, si deve considerare non definibile, in quanto sostanzialmente non più “pendente”, la lite per la quale alla predetta data sia perfezionato un accordo di mediazione o di conciliazione giudiziale e quella per la quale sia intervenuta, dopo il 24 aprile 2017, una sentenza di cassazione senza rinvio; al riguardo si sottolinea che il contribuente interessato alla definizione ha la facoltà di chiedere, all’Organo giurisdizionale presso il quale pende la lite, la sospensione del giudizio, ai sensi del comma 8 dell’articolo 11.
L’onere di presentare la domanda di definizione grava sul “soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio” o su “chi vi è subentrato o ne ha la legittimazione”. Ne consegue che, nel caso in cui si intenda definire la lite, la domanda va presentata a cura del soggetto che ha proposto ricorso nel primo grado di giudizio oppure di chi è subentrato a tale soggetto, ad esempio a titolo di successione universale o particolare, ex articoli 110 e 111 c.p.c.
In merito al termine di presentazione delle domanda e controversia autonoma, il comma 6 dell’articolo 11 stabilisce che “Entro il 30 settembre 2017, per ciascuna controversia autonoma è presentata una distinta domanda di definizione esente dall’imposta di bollo. Per controversia autonoma si intende quella relativa a ciascun atto impugnato”.
Tenuto conto che il 30 settembre 2017 cade di sabato, risultano applicabili le disposizioni recate dall’articolo 7, comma 1, lettera h) del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, secondo cui “h) i versamenti e gli adempimenti, anche se solo telematici, previsti da norme riguardanti l’Amministrazione economico-finanziaria che scadono il sabato o in un giorno festivo sono sempre rinviati al primo giorno lavorativo successivo”.
Definizione liti pendenti 2017
Normativa, approfondimenti, Faq e Rassegna stampa sulla chiusura agevolata delle liti fiscali pendenti
La definizione delle liti ed il contenzioso col Fisco, sono due facce della stessa medaglia e rappresentano la possibilità di definire nel modo più conveniente, per il contribuente, l’accertamento del rapporto tributario effettuato dall'Amministrazione Finanziaria.
L'Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti con la Circolare 22/E del 28.07.2017
Questa premessa è tratta dalla guida e-book "Come chiudere le liti fiscali pendenti" del Prof. Francesco Verini, dove sono indicati i passi da compiere per impostare correttamente "la rottamazione" delle liti fiscali:
come si deve adempiere
quando è possibile chiuderle e quando non è possibile
come e quando pagare;
tutte domande che, insieme ad altre, vengono poste nella realtà quotidiana.
Nella Guida e in questo dossier si cercherà di dare risposte operative, considerando l’interesse economico della parte, in un momento in cui l’Amministrazione Finanziaria, ha necessità da un lato di ridurre il contenzioso e dall'altro di incassare le imposte.
Assieme all'ebook abbiamo predisposto anche un foglio excel "Rottamazione delle Liti Fiscali" per aiutare i contribuente ad effettuare i calcoli .
Ebook e foglio di calcolo sono disponibili anche in un conveniente pacchetto "Definizione Liti Fiscali pendenti"
La definizione delle Liti Fiscali è stata prevista dal Decreto Legge 24 aprile 2017 n. 50, pubblicato sul Supplemento Ordinario n.20/L alla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n.95 del 24 aprile 2017, che è stato convertito con modificazioni nella Legge 96 del 21 giugno 2017 pubblicata nella G.U. del 23 giugno 2017. Tutte le modifiche sono in vigore dal 24 giugno 2017.
In alcuni casi il procedimento di "rottamazione" del contenzioso col Fisco può essere, infatti, molto conveniente ed utile al contribuente che deve saper effettuare valutazioni sulla definibilità delle liti fiscali andando ad individuare ed attuare la corretta procedura, effettuando una valutazione "economica" del rapporto costi / benefici ed attuando correttamente l'intera procedura amministrativa, per evitare le spese aggiuntive ed effettuare i corretti pagamenti.
E-book e foglio di calcolo, consentono di valutare la convenienza e i costi per chiudere le liti fiscali pendenti col Fisco.
• organizzazioni di volontariato,
• enti filantropici
• imprese sociali incluse le cooperative sociali
• reti associative
• società di mutuo soccorso
• associazioni, riconosciute o non
• fondazione ed altri enti di carattere privato diversi dalle società costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento di una o più attività di interesse generale in forma volontaria e di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, di mutualità o di produzione o scambio di beni o servizi.
Definizione controversie tributarie in corso: le liti pendenti
Definizione agevolata delle liti pendenti: i chiarimenti della circolare dell'Agenzia
Per l’applicazione della definizione, l’articolo 11 del DL 50/2017 richiede che la lite fiscale sia pendente, anche a seguito di rinvio, alla data del 24 aprile 2017, e che, alla medesima data, il ricorso introduttivo del giudizio di primo grado “sia stato notificato alla controparte”
E’, inoltre, necessario che, “alla data di presentazione della domanda, …, il processo non si sia concluso con pronuncia definitiva”. In sostanza, la definizione delle liti può riguardare soltanto i rapporti pendenti alla data del 24 aprile 2017 e, comunque, non esauriti alla data di presentazione della domanda.
• i rapporti esauriti alla data del 24 aprile 2017, in quanto già regolati da pronunce divenute definitive per mancata impugnazione ovvero già regolati da sentenze emesse dalla Corte di cassazione, che non abbiano disposto il rinvio al giudice di merito;
• i rapporti esauriti alla data di presentazione della domanda di definizione, a seguito di deposito di sentenza emessa dalla Corte di cassazione, che non abbia disposto il rinvio al giudice di merito.
Sono, inoltre, da considerarsi esauriti e, come tali, esclusi dalla definizione in esame, i rapporti per i quali, alla data del 24 aprile 2017 e a quella di presentazione della domanda, si sia già perfezionata la mediazione tributaria, di cui all’articolo 17-bis del D.Lgs. n. 546 del 1992 ovvero la conciliazione giudiziale, disciplinata dagli articoli 48, 48-bis e 48-ter del medesimo decreto.
In definitiva, sono pendenti:
le controversie per le quali alla data del 24 aprile 2017 sia stato proposto l’atto introduttivo del giudizio di primo grado, non definite alla data di presentazione della domanda di definizione; in particolare, per i giudizi innanzi alle commissioni tributarie, occorre fare riferimento alla data in cui il ricorso introduttivo, anche se ricadente nella disciplina del reclamo e della mediazione di cui all’articolo 17- bis del D.Lgs. n. 546 del 1992, è stato notificato all’Ufficio, non essendo necessario che, entro il 24 aprile 2017, vi sia stata anche la costituzione in giudizio;
• le liti interessate da una pronuncia in primo o in secondo grado i cui termini di impugnazione non siano ancora scaduti alla data del 24 aprile 2017;
• le liti pendenti innanzi al giudice del rinvio o, infine, quelle per le quali siano ancora in corso, al 24 aprile 2017, i termini per la riassunzione.
Al contrario, non possono ritenersi definibili le cosiddette “liti potenziali”, riconducibili a quelle situazioni in cui il ricorso di primo grado non sia stato notificato alla data del 24 aprile 2017, pur essendo pendenti, alla medesima data, i termini di impugnazione di un atto notificato al contribuente.
Sebbene non previsto espressamente dall’articolo 11, si ritiene che siano ammesse alla definizione anche le liti instaurate mediante ricorsi affetti da vizi di
inammissibilità, in quanto proposti oltre i termini prescritti dalla legge ovvero privi dei requisiti di forma e di contenuto previsti dall’articolo 18 del D.Lgs. n. 546 del 1992, purché entro il 24 aprile 2017 sia stato notificato il ricorso in primo grado e per le quali, alla data di presentazione della domanda di definizione, non sia intervenuta una pronuncia della Cassazione che ne abbia statuito l’inammissibilità.
Autotrasporto, bonus in ritardo
Non cambiano le deduzioni forfettarie per gli autotrasportatori nel modello Redditi 2017. Con un comunicato stampa diffuso ieri l'Agenzia delle Entrate ha confermato i valori delle deduzioni forfettarie per le spese di trasferta spettanti agli autotrasportatori previsti lo scorso anno. Si tratta delle deduzioni applicabili per il periodo d'imposta 2016 agli esercenti l'attività di autotrasporto conto terzi in regime di contabilità semplificata o in ordinaria per opzione, in relazione ai trasporti effettuati personalmente dal titolare della ditta individuale o dai soci di società di persone. Le deduzioni in questione non sono fruibili, invece, né dai soci di società di capitali,né dai collaboratori/coadiutori dell'impresa familiare. L'ammontare delle deduzioni applicabili nel modello Redditi 2017 è pari a quelle previste per il periodo d'imposta 2015.
Il rimborso è imponibile
Con la risoluzione n. 74/E del 20 giugno 2017 l'Agenzia delle Entrate afferma che il rimborso forfettario delle spese sostenute dal lavoratore dipendente costituisce per quest'ultimo reddito imponibile. Il rimborso spese a fronte di un onere sostenuto direttamente dal dipendente per le mansioni svolte nell'ambito del rapporto di lavoro subordinato, non dovrebbe mai rappresentare reddito di lavoro dipendente; ciò a prescindere dalla modalità con cui il ristoro di tale costo avviene. Il documento chiarisce che il rimborso spese forfettario può considerarsi escluso dal reddito di lavoro dipendente solo laddove tale criterio sia espressamente previsto dal legislatore. Altrimenti, affinché i costi rimborsati non facciano reddito per il dipendente, è richiesto che gli stessi vadano effettuati sulla base di elementi oggettivi e documentalmente accertabili.
Entro il 21 agosto banche e intermediari finanziari dovranno trasmettere all'Agenzia delle Entrate i dati su conti correnti e investimenti detenuti in Italia da cliente di 'interesse fiscale' per un altro delle 76 giurisdizioni aderenti all'accordo di collaborazione amministrativa. A partire dal 2018, invece, la comunicazione andrà effettuata entro il 30 aprile dell'anno successivo a quello di riferimento. Ieri l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato il provvedimento che definisce le modalità attuative del Common reporting standard, il protocollo di scambio automatico dei dati su base mondiale predisposto dall'Ocse e già recepito in Ue con la direttiva 2014/107 e regolato a livello domestico prima dalla legge 95/2015 e poi con il dm 28 dicembre 2015.
Nuovi voucher, rischio «prova»
La piattaforma telematica che l'Inps sta approntando per la gestione del nuovo lavoro accessorio prevede un pregevole meccanismo di tutela a favore del prestatore-lavoratore, ma lascia scoperto l'utilizzatore in caso di eventuali anomalie nell'esecuzione della prestazione.
Nella circolare 107/17 l'Istituto ha specificato che il prestatore possa collegarsi al sito Inps e autonomamente decidere di confermare di aver eseguito una prestazione lavorativa. In tal caso, qualora l'utilizzatore invii poi la revoca, quest'ultima è priva di effetti.
Si supponga che un soggetto concordi un intervento in lavoro accessorio per il giorno seguente e di conseguenza trasmetta immediatamente la comunicazione preventiva. Il prestatore, il giorno successivo non si reca al lavoro. L'utilizzatore non inoltra subito la revoca, ma la rimanda al giorno seguente. Il prestatore, evidentemente non in buona fede, dà conferma dell'avvenuta prestazione (in realtà non effettuata); quando, il giorno dopo, l'utilizzatore comunicherà la revoca, la stessa sarà inefficace e l'Inps procederà a pagare il lavoratore. Con anche il rischio di applicare una sanzione per lavoro nero, secondo quanto indicato dall'Inps.
Split payment, note Iva multiple
Lo split payment modifica anche le regole per l'emissione delle note di variazione Iva, note che devono seguire procedure differenti a seconda che si riferiscano a fatture emesse prima o dopo il 1° luglio 2017. In particolare, per tutte le operazioni che dalla predetta data sono passate dal regime ordinario a quello della scissione dei pagamenti in caso di variazione dell'imponibile o dell'imposta, il fornitore, nell'emettere la nota di variazione, deve tener conto del regime Iva applicato alla fattura originaria che deve essere modificata.
Questo principio deriva dal fatto che l'Iva, in base al combinato disposto dell'articolo 63 della direttiva Iva e dell'articolo 6 del Dpr 633/72, diviene esigibile al momento dell'effettuazione dell'operazione e ogni modifica successiva deve necessariamente riferirsi sempre e comunque a tale momento.
Partite Iva, in arrivo il canone tv speciale
Canone tv speciale in arrivo per tutti i detentori di partite Iva. Secondo quanto risulta a Italia Oggi da fine giugno la Rai ha iniziato ad inoltrare diverse lettere a tutti coloro che hanno aperto una partita Iva tra il 2012 e il 2016. Il canone tv speciale deve essere però pagato solo da chi detiene un apparecchio atto alla ricezione di trasmissioni televisive in 'esercizi pubblici, locali aperti al pubblico o comunque fuori dall'ambito familiare'.
La Chiesa deve versare la Tarsu
Con l'ordinanza n. 15407 dello scorso 21 giugno la Corte di cassazione smentisce la tesi dei giudici tributari sull'esenzione Tarsu degli immobili della Chiesa cattolica. L'esenzione prevista per l'Ici e l'Imu non si applica anche alla tassa rifiuti. Il seminario arcivescovile, infatti, non va esonerato dal pagamento. Gli spazi adibiti a mensa, alloggi e servizi vari per i seminaristi non possono fruire di un trattamento agevolato in quanto produttivo di rifiuti. Le norme che prevedono benefici fiscali sono di stretta interpretazione e non possono essere applicate in via analogica. Tutti gli immobili sono soggetti al prelievo, tranne poche eccezioni previste dalla legge o dal regolamento comunale
Cartella notificata fuori regione senza formalità
Notifica delle cartelle fuori regione senza formalismi. La notifica dell'iscrizione a ruolo formata dall'ente creditore con sede in una regione diversa da quella del destinatario della notifica può avvenire direttamente ad opera del concessionario della regione in cui risiede il soggetto destinatario. In pratica, è possibile omettere due passaggi: primo, l'affidamento del ruolo da parte dell'ente creditore al concessionario della sua stessa regione e secondo, il rilascio della successiva delega telematica per la notifica al concessionario della regione. A sostenerlo la Commissione tributaria regionale Lombardia con la sentenza 2441/16/17
Obbligo di ritenuta se si incassa il canone
Con la conversione in legge del dl 50/2017 la tassa sugli affitti di breve durata ha trovato il via libera definitivo anche se occorrerà attendere un provvedimento attuativo delle Entrate. Interessati sono i contratti di locazione di immobili a uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, stipulati per il tramite di intermediari immobiliari o di soggetti che gestiscono portali telematici che facilitano l'incontro domanda-offerta. Tali soggetti dovranno comunicare i dati dei contratti conclusi per il loro tramite entro il 30 giugno dell'anno successivo alla loro stipula. La comunicazione, tuttavia, non è la vera novità. All'incasso dei canoni o dei corrispettivi delle locazioni questi diventano sostituti d'imposta e sono tenuti ad applicare al beneficiario una ritenuta del 21% all'atto del pagamento. Significa che, incassato il canone dal locatario, gli intermediari dovranno applicare la ritenuta nel momento in cui verseranno l'importo al locatore.
Affitti brevi, la cedolare allarga i confini
La manovrina di primavera modifica il regime fiscale delle locazioni di breve durata (inferiori a 30 giorni), prevedendo la possibilità di applicare la cedolare secca con l'aliquota del 21%. Scopo della norma è contrastare l'evasione fiscale. Nel regime delle locazioni brevi figurano anche i contratti di locazione con fornitura di biancheria e pulizia dei locali come pure i contratti brevi di sublocazione e i contratti brevi a titolo oneroso stipulati dal comodatario. La Conversione in legge del decreto 50/2017 ha modificato, dunque, il trattamento fiscale delle locazioni brevi, purché non vengano somministrati alimenti e bevande in quanto la fornitura del servizio di colazione supererebbe quello che l'art. 4, comma 1, della manovrina consente di assorbire nell'ambito dei redditi fondiari e della cedolare secca. Ad un regolamento ministeriale il compito di definire i parametri in base ai quali la locazione si trasforma in attività imprenditoriale.
ANTICIPAZIONI SU FINANZIAMENTI AGEVOLATI E A FONDO PERDUTO
MISURA 2)
“Nuove imprese a tasso zero” viene rifinanziata con 100 milioni di euro ed è rivolta a giovani under 35 e donne che vogliono avviare una micro o piccola impresa o che hanno già avviato un’azienda da non più di 12 mesi. Valido in tutta Italia, finanzia progetti d’impresa con spese fino a 1,5 milioni di euro.
L’agevolazione consiste in un finanziamento a tasso zero della durata massima di 8 anni, che può coprire fino al 75% delle spese totali; il 25% residuo può essere garantito con risorse proprie.
Sono ammessi a fruire dell’agevolazione i progetti di impresa del costo massimo di 1,5 milioni di euro negli ambiti della produzione di beni nei settori industria, artigianato e trasformazione dei prodotti agricoli, fornitura di servizi alle imprese e alle persone, commercio di beni e servizi, turismo, attività riconducibili a più settori di particolare rilevanza per lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile, riguardanti la filiera turistico-culturale e l’innovazione sociale
L'agevolazione consiste in finanziamenti agevolati (mutui a tasso zero) della durata massima di otto anni a copertura del 75% delle spese per progetti d'impresa di valore non superiore a 1,5 milioni di euro. I prestiti, fino a un massimo di 200mila euro, sono destinati sia alle imprese costituite da non più di 12 mesi alla data di presentazione della domanda che alle persone fisiche pronte a costituire la società entro 45 giorni dall'eventuale ammissione alle agevolazioni.
Il 25% di spese a carico dei proponenti può essere garantito attraverso risorse proprie o mediante finanziamenti bancari.
I progetti di impresa possono riguardare:
· la produzione di beni nei settori industria, artigianato e trasformazione dei prodotti agricoli,
· la fornitura di servizi alle imprese e alle persone,
· il commercio di beni e servizi,
· il turismo,
· le attività riconducibili a più settori di particolare rilevanza per lo sviluppo dell'imprenditorialità giovanile, riguardanti la filiera turistico-culturale e l'innovazione sociale.
Legge di Bilancio 2017 – Principali agevolazioni per imprese e professionisti i
La legge di Bilancio 2017 contiene una serie di misure agevolative in favore di imprese e professionisti finalizzate ad aumentare gli investimenti per i prossimi anni:
1. CREDITO D’IMPOSTA PER LE STRUTTURE RICETTIVE – la Legge di Bilancio 2017 (art. 1, co. 4-7) riconosce per ciascuno degli anni 2017 e 2018 il credito d’imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive turistico alberghiere. L’agevolazione è prevista nella misura del 65%, è estesa anche alle strutture che svolgono attività agrituristica, ed opera a condizione che gli investimenti abbiano anche finalità di ristrutturazione edilizia, riqualificazione antisismica o energetica e acquisto mobili. Il credito d’imposta è ripartito in due quote annuali di pari importo, utilizzabile nel periodo successivo a quello in cui sono realizzati gli investimenti.
2. SUPER-AMMORTAMENTO ED IPERAMMORTAMENTO – è prorogata la possibilità per imprese e lavoratori autonomi che investono in beni strumentali nuovi entro il
31.12.2017 (30.6.2018 se entro il 31.12.2017 sia accettato il relativo ordine e siano pagati gli acconti pari al 20% del costo di acquisto) di aumentare il relativo costo del 40% per determinare le quote di ammortamento e i canoni leasing (cd. maxi-ammortamento).
Inoltre, per le imprese che investono in beni nuovi finalizzati a favorire processi di trasformazione tecnologica/digitale, compresi nell'Allegato A, entro il 31.12.2017 (30.6.2018 se entro il 31.12.2017 sia accettato il relativo ordine e siano pagati gli acconti pari al 20% del costo di acquisto) il relativo costo è aumentato del 150% (cd. iper-ammortamento). Se le imprese nello stesso periodo effettuano investimenti in beni immateriali strumentali di cui all'Allegato B, il costo di acquisizione è aumento del 40%. In particolare, le imprese interessate devono predisporre una dichiarazione del legale rappresentante o, per i beni di costo superiore a € 500.000, una perizia tecnica giurata che attesti che il bene possiede le caratteristiche tecniche tali da includerlo negli Allegati A o B e che è interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.
3. CREDITO D’IMPOSTA PER RICERCA E SVILUPPO – La legge di Bilancio 2017 estende di un anno, fino al 31 dicembre 2020, il periodo di tempo nel quale devono essere effettuati gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo da parte delle imprese per poter beneficiare del credito d’imposta. Per il periodo d’imposta 2017 la misura dell’agevolazione è elevata dal 25% al 50%. L'importo massimo del credito d'imposta riconosciuto è inoltre elevato da € 5 milioni ad € 20 milioni.
4. SABATINI-TER: proroga – i commi da 52 a 57, dell’articolo 1, della legge di Bilancio 2017 prorogano di due anni, fino al 31 dicembre 2018, il termine per la concessione dei finanziamenti agevolati per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature da parte di piccole e medie imprese.
5. START-UP E PMI INNOVATIVE (co. 66 e 69) - in merito agli investimenti in start-up innovative , l’art. 29, co. 1 e 3, D.L. 18.12.2012, n. 179 riconosce, in capo agli investitori, la detrazione Irpef del 19% degli investimenti effettuati, per un importo non superiore a € 500.000 , per ciascun periodo d'imposta; tramite l’inserimento del co. 3-bis a tale articolo si stabilisce che dal 2017 l’investimento massimo detraibile è aumentato a € 1.000.000 .
I co. 4 e 5 di tale articolo prevedono altresì la deduzione dal reddito imponibile pari al 20% degli investimenti effettuati per un importo non superiore a € 1.800.000, per ciascun periodo d'imposta; con la modifica dei co. 3 e 5, si dispone che, ai fini della detraibilità/deducibilità, l’investimento deve essere mantenuto per almeno 3 anni.
Inoltre, nel caso di investimenti in start-up innovative avocazione sociale e per quelle che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico, l’art. 29, co. 7, D.L. 179/2012 dispone che la detrazione Irpef spetta in misura pari al 25% mentre la deduzione Ires spetta in misura pari al 27%. Con l’aggiunta dell’art. 7-bis è confermato che dal 2017 la detrazione (19% - 25%) e la deduzione (20% - 27%) sono aumentate al 30%.
Si stabilisce inoltre che l’atto costitutivo di una start-up innovativa sia esente dall’imposta di bollo e dai diritti di segreteria.
6. RIFINANZIAMENTO DEGLI INVESTIMENTI PER L’AUTOIMPRENDITORIALITA’ E LE START UP INNOVATIVE. – il comma 71 autorizza nel biennio la spesa di 95 milioni di euro (47,5 milioni nel 2017 e 47,5 milioni nel 2018) per il finanziamento delle iniziative relative all’autoimprenditorialità (di cui al Titolo I, capo I, del D, Lgs 21 aprile 2000, n. 185)
Il comma 72, dell’articolo 1, della Legge di Bilancio 2017 prevede un incremento della
dotazione del Fondo per la crescita sostenibile di euro 47,5 milioni per l’anno 2017 e di euro 47,5 milioni per l’anno 2018. Essa andrà destinata al sostegno alla nascita e allo sviluppo delle star up innovative.
7. ACE: novità – La Legge di Bilancio 2017, all’art. 1, dai commi da 550 a 553, prevede una serie di interventi significativi alla disciplina dell’ACE (aiuto alla crescita economica), sia con riferimento alle società di capitali sia con riferimento alle imprese individuali ed alle società di persone, in regime di contabilità ordinaria. La novità consiste nel prevedere come aliquota a regime per il calcolo dell’agevolazione il 2,7%. Inoltre viene previsto che in via transitoria per il 2017, l’aliquota è ridotta al 2,3%
8. RIVALUTAZIONE DI TERRENI E PARTECIPAZIONI (co. 554 e 555): con la modifica dell'art. 2, co. 2, D.L. 24.12.2002, n. 282, conv. con modif. dalla L. 21.2.2003, n. 27 la rideterminazione dei valori di acquisto è possibile per le partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati e i terreni edificabili e a destinazione agricola posseduti all'1.1.2017 .
Le imposte sostitutive possono essere rateizzate fino ad un massimo di 3 rate annuali a decorrere dal 30.6.2017.
La redazione e il giuramento della perizia devono essere effettuati entro il 30.6.2017.
Sui valori di acquisto delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati e dei terreni edificabili o con destinazione agricola rideterminati con le modalità e i termini di cui al citato art. 2, co. 2, D.L. 282/2002, le aliquote delle imposte sostitutive di cui all'art. 5, co. 2, L. 28.12.2001, n. 448 , sono pari entrambe all'8% e l'aliquota di cui all'art. 7, co. 2, della stessa L. 448/2001 è raddoppiata.
9. RIVALUTAZIONE DEI BENI DI IMPRESA (co. 556-564): le S.p.a., le S.a.p.a., le S.r.l., le società cooperative e di mutua assicurazione, le società europee e le società cooperative europee residenti in Italia, gli enti pubblici e privati diversi dalle società e i trust residenti in Italia, con oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali che non adottano i Principi contabili internazionali nella redazione del bilancio possono rivalutare i beni di impresa e le partecipazioni(esclusi gli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l'attività di impresa) risultanti dal bilancio dell'esercizio in corso al 31.12.2015.
La rivalutazione va eseguita nel bilancio o nel rendiconto 2016 e deve riguardare tutti i beni appartenenti alla stessa categoria omogenea e va annotata nel relativo inventario e nella Nota integrativa.
Il saldo attivo della rivalutazione può essere affrancato in tutto o in parte applicando in capo alla società un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, dell'Irap e di eventuali addizionali nella misura del 10%.
Il maggior valore attribuito ai beni in sede di rivalutazione si considera riconosciuto ai fini delle imposte sui redditi e dell'Irap a decorrere dal terzo esercizio successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione è stata eseguita, versando un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell'Irap e di eventuali addizionali nella misura del 16% per i beni ammortizzabili e del 12% per quelli non ammortizzabili.
Nel caso di cessione a titolo oneroso, di assegnazione aisoci, di destinazione a finalità estranee all'esercizio dell'impresa o al consumo personale o familiare dell'imprenditore dei beni rivalutati prima dell'inizio del quarto esercizio successivo a quello nel cui bilancio la rivalutazione è stata eseguita, ai fini della determinazione delle plusvalenze o minusvalenze si ha riguardo al costo del
bene prima della rivalutazione.
Le imposte sostitutive per il riconoscimento della rivalutazione e per l'eventuale affrancamento della riserva vanno versate in un'unica rata entro il termine per il versamento del saldo delle imposte sui redditi . Gli importi da versare possono essere compensati con eventuali crediti disponibili.
10. ASSEGNAZIONE/CESSIONE DI BENI AI SOCI E TRASFORMAZIONE IN SOCIETÀ SEMPLICE ( co. 565 ) : le disposizioni di cui all'art. 1, co. 115-120, L. 28.12.2015, n. 208 , sull' assegnazione / cessione agevolata ai soci di beni mobili iscritti in Pubblici Registri o beni immobili diversi da quelli strumentali per destinazione da parte di S.n.c., S.a.s., S.r.l., S.p.a. e S.a.p.a. e sulla trasformazione in società semplici delle società che hanno per oggetto esclusivo o principale la gestione dei citati beni si applicano anche alle assegnazioni, cessioni e trasformazioni poste in essere dopo il 30.9.2016 ed entro il 30.9.2017 .
I versamenti rateali della relativa imposta sostitutiva di cui al co. 120 del citato art. 1, L. 208/2015, sono effettuati rispettivamente entro il 30.11.2017 e il 16.6.2018.
11. ESTROMISSIONE DI IMMOBILI STRUMENTALI DA PARTE DELL'IMPRENDITORE INDIVIDUALE (co. 566): le disposizioni di cui all'art. 1, co. 121, L. 208/2015 sull'esclusione dalpatrimonio dell'impresa di beni immobili strumentali da parte dell'imprenditore individuale si applicano anche alle estromissioni dei beni in questione, posseduti al 31.10.2016, poste in essere dall'1.1.2017 al 31.5.2017. I versamenti rateali della relativa imposta sostitutiva sono effettuati rispettivamente entro il 30.11.2017 e il 16.6.2018.
Per i soggetti che si avvalgono dell'estromissione in parola, i relativi effetti decorrono dall'1.1.2017.
SELFIEMPLOYMENT (Invitalia)
SELFIEmployment finanzia con prestiti a tasso zero fino a 50.000 euro l'avvio di piccole iniziative imprenditoriali, promosse da giovani NEET (che non hanno lavoro e non sono impegnati in percorsi di studio o formazione). Le agevolazioni consistono in un finanziamento agevolato senza interessi e non assistito da nessuna garanzia reale e/o di firma della durata di 7 anni rimborsabile con rate mensili posticipate.
LEGGE 181/1989 AREA DI CRISI VAL VIBRATA
Gli investimenti devono prevedere spese per almeno1,5 milioni di euro.
· contributo a fondo perduto in conto impianti (30% - 20%)
Il bando dovrebbe aprirsi entro fine anno.
AGRICOLTURA: CREDITO D’IMPOSTA PER L’E-COMMERCE
Possono chiedere il credito d’imposta per l’e-commerce di prodotti agricoli le PMI, i consorzi e le cooperative.
Agevolazione:40% dell’importo degli investimenti ammissibili
- Dotazioni Tecnologiche
- Progettazione e implementazione
- Sviluppo di database e sistemi di sicurezza
Le istanze di ammissione al credito di imposta per le spese sostenute nell’anno 2016 possono essere presentate dal 20 febbraio al 28 febbraio 2017
CREDITO D’IMPOSTA RETI D’IMPRESA
Possono presentare domanda per l’attribuzione del credito d’imposta, per la creazione di nuove reti d’imprese ovvero lo svolgimento di nuove attività da parte di reti di imprese già esistenti, le imprese PMI che producono prodotti agricoli o prodotti agroalimentari.
Agevolazione: 40% dell’importo degli investimenti ammissibili
Costi per attività di consulenza e assistenza tecnico-specialistica
Costi in attivi materiali per la costruzione, acquisizione o miglioramento di beni immobili e per l’acquisto di materiali e attrezzature
Costi di ricerca e sperimentazione
Costi per la formazione dei titolari d’azienda e del personale dipendente impiegato nelle attività di progetto
Costi per la promozione sul territorio nazionale e sui mercati internazionali dei prodotti della filiera
Costi per la comunicazione e la pubblicità riferiti alle attività della rete
Le imprese partecipanti al contratto di rete possono presentare, per il tramite dell’impresa capofila, le istanze dal 20 febbraio al 28 febbraio 2017 per gli investimenti sostenuti nell'anno 2016
NUOVE IMPRESE A TASSO ZERO (Invitalia)
E’ l’incentivo rivolto alle imprese composte in prevalenza da giovani e donne che vogliono avviare una micro o piccola impresa. Finanzia progetti d’impresa con spese fino a 1,5 milioni di euro.
Agevolazione: finanziamento agevolato senza interessi (tasso zero) della durata massima di 8 anni, che può coprire fino al 75% delle spese totali.
SMART&START (gestito da Invitalia)
Smart&Start Italia sostiene la nascita e la crescita delle startup innovative in tutta Italia, finanzia progetti con spese fino a 1,5 milioni di euro. La domanda si presenta solo on line.
· un contributo a fondo perduto pari al 20% del mutuo, solo per le startup con sede in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia e nel Cratere sismico dell’Aquila.
AL VIA LA TRASMISSIONE TELEMATICA DEI DATI DELLE FATTURE E DEI CORRISPETTIVI
L’Agenzia delle Entrate, con due Provvedimenti datati 28 ottobre 2016, ha definito le regole tecniche ed i termini da rispettare ai fini dell’opzione per la trasmissione telematica dei dati delle fatture emesse e ricevute e dei corrispettivi giornalieri, ai sensi del D.Lgs. n. 127/2015.
I soggetti che scelgono di effettuare tale opzione (dal 1° gennaio 2017) possono fruire di una serie di vantaggi e semplificazioni:
eliminazione dell’obbligo di presentazione di alcune comunicazioni fiscali (spesometro, comunicazione dei dati relativi ai contratti stipulati dalle società di leasing, locazione e noleggio, “black list”, acquisti di beni da operatori economici di San Marino, modelli INTRASTAT, per servizi ricevuti e acquisti);
esecuzione dei rimborsi IVA in via prioritaria, entro tre mesi dalla presentazione della dichiarazione annuale, anche in assenza dei requisiti previsti dall’art. 30, D.P.R. n. 633/1972;
riduzione di un anno dei termini di decadenza degli accertamenti ai fini delle imposte dirette e dell’IVA, in relazione ai redditi d’impresa o di lavoro autonomo dichiarati dai soggetti passivi.
Rottamazione cartelle Equitalia: proroga a tutto il 2018 e aumentano le rate
Rottamazione cartella Equitalia: vale anche per i debiti 2016, aumentano le rate e si può pagare fino alla fine del 2018. Ecco tutte le novità della conversione del DL 193/2016.Equitalia: proroga a tutto il 2018 e maggiori opportunità di rateazione in arrivo.
Sembra incredibile ma ancora una volta la nostra politica è riuscita a partorire una norma che tutti vogliono modificare, anche coloro che l’hanno proposta.
La rottamazione delle cartelle Equitalia, con eliminazione di sanzioni e mora, è un provvedimento molto discutibile dal punto di vista etico; tuttavia, si tratta di un provvedimento di politica fiscale fondamentale se consideriamo che il Governo si attende un incasso di ben 4,2 miliardi di euro.
Il pomo della discordia sta nel numero di rate e nel periodo di rateizzazione del dovuto, effettivamente troppo ristretto per coloro che hanno debiti alti che sino ad ora non sono riusciti a pagare.
Ecco quindi che Governo, maggioranza parlamentare e tecnici si dicono sicuri: la rottamazione delle cartelle Equitalia con eliminazione di sanzioni e interessi avrà la proroga a tutto il 2018 e l’aumento del numero delle rate. Allora viene spontaneo chiedersi, ma perché non ci avete pensato prima?
Rateazione a tutto il 2018 e più rate: ipotesi di modifica delle condizioni di accesso alla definizione agevolata Equitalia
I concetti sono due: occorre dare più tempo per pagare ed aumentare il numero delle rate della domanda di adesione agevolata.
Su questo tema il consenso appare bipartisan ed è stato confermato dai relatori delle commissioni Finanze e Bilancio, Giovanni Sanga (Pd) e Paolo Tancredi (Ap).
Si attende dunque ad ore l’ufficialità della modifica del Decreto Legge 193/2016dove si parla di rateizzazione per adesione agevolata. In discussione vi è l’emendamento di Scelta Civica-Ala che sposterebbe al 2018 almeno un terzo delle somme dovute, prevedendo almeno due rate nel 2018 di cui l’ultima da saldare entro il 15 dicembre.
Ci sono in ballo circa 400 milioni di euro che devono essere ratificati dalla Ragioneria Generale dello Stato e che sarebbero garantite dalle maggiori adesioni con l’allargamento della definizione agevolata ai ruoli affidati all’agente della riscossione fino al 31 dicembre 2016 e non più fino al 31 dicembre 2015.
Ma non è l’unica modifica di rilievo. Il Governo vuole allargare il condono Equitalia 2016/2017 a tutte le multe ed infrazioni stradali che sono gestite dai 4.500 Comuni che si trovano fuori dal perimetro di azione di Equitalia. Si aprirebbe così la strada all’estensione della rottamazione cartelle Equitalia con eliminazione sanzioni e interessi anche per i tributi locali (Imu, tasi, ecc.).
Da Equitalia all’Agenzia delle Entrate: riscossione fiscale centralizzata
Un altro degli effetti che saranno prodotti dalle modifiche del Decreto Legge 193/2016 sarà il completamento della cosiddetta centralizzazione della riscossione fiscale.
Nei vari emendamenti presentati in Parlamento, infatti, viene previsto che Agenzia delle Entrate-Riscossione - il nuovo ente pubblico economico che sostituirà Equitalia dal 1° luglio 2017 - potrà svolgere attività di riscossione fiscale anche per conto dei Comuni.
Rottamazione e condono Equitalia 2016/2017: vince la confusione
Il nostro dovere di fare informazione puntalmente ed in modo completo ci impone di seguire tutti questi delicati passaggi del Decreto Legge fiscale 193/2016 fino alla conversione definitiva in Legge.
Tuttavia, appare evidente che questo modo di fare genera davvero tanta confusione. Basti pensare a tutti quei contribuenti che si stanno rivolgendo ad Equitalia o ai propri professionisti di riferimento (commercialisti, consulenti del lavoro, ecc.) senza poter avere delle risposte certe. Ma non perché gli interpellati non le sappiano dare, anzi. La questione è che il Decreto Legge è incompleto e scritto male e le istruzioni di Equitalia prevedono cose che lo stesso decreto non esplicita (vedi la questione della possibilità di rottamare anche gli avvisi esecutivi Agenzia delle Entrate e gli avvisi di addebito INPS).
Anche sulla tempistica si è creato un meccanismo paradossale. La domanda di adesione agevolata Equitalia può essere inviata entro il prossimo 23 gennaio 2017. Tuttavia, contribuenti e professionisti stanno temporeggiando perché convinti che ci saranno certamente modifiche e - di conseguenza - non possono avere certezze sul cosa fare.
E’ prevista dal decreto Fiscale 193/2016 che è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale lunedì 24 ottobre 2016, data a partire dalla quale si contano i 90 giorni di tempo per aderire all'operazione. Quindi le domande per usufruire della sanatoria che prevede il pagamento integrale del debito con la cancellazione di sanzioni e interessi di mora, dovranno essere presentate entro il prossimo 21 gennaio.
COSA SI DOVRA’ PAGARE – Il decreto la chiama “definizione agevolata” e riguarda tutte le cartelle esattoriali, non solo quelle di Equitalia.
L’importo da pagare sarà costituito :
1) dalle somme affidate all'agente della riscossione a titolo di capitale
2) dagli interessi di ritardata iscrizione a ruolo
3) dall'aggio per il concessionario della riscossione da calcolare solo sugli importi 1) e 2)
4) spese per le procedure esecutive
5) spese di notifica della cartella di pagamento
Caso a sé le multe stradali per le quali chiaramente non potranno essere cancellate le sanzioni in quanto l’oggetto delle multe sono proprio delle “sanzioni amministrative per violazione del codice della strada”. Quindi il beneficio sarà limitato agli interessi oppure sulle maggiorazioni previste in questo caso per il tardato pagamento dalla legge di depenalizzazione del 1981.
LA RATEIZZAZIONE E LE SCADENZE – Al momento della richiesta il contribuente potrà scegliere di pagare l’importo dividendolo in massimo quattro rate. Le prime due rate saranno pari ciascuna a un terzo del dovuto, le ultime due ad un sesto. Sulle rate saranno calcolati gli interessi ma chi vuole potrà pagare in un unica soluzione. Le prime tre rate dovranno essere comunque versate entro il 15 dicembre 2017, la quarta entro il 15 marzo 2018.
VIETATO SALTARE LE RATE – Saltare un pagamento o farlo in modo parziale costerà l’uscita dalla sanatoria con il ritorno del carico debitorio pieno delle vecchie cartelle
NUOVI CHIARIMENTI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE IN MATERIA DI RAVVEDIMENTO
Con Circolare 12 ottobre 2016, n. 82, l’Agenzia delle Entrate, a completamento di quanto indicato nel Comunicato stampa 18 dicembre 2015, fornisce ulteriori chiarimenti in tema di ravvedimento operoso; in particolare, le precisazioni riguardano:
le violazioni dichiarative configurabili nei primi 90 giorni dalla scadenza del termine di presentazione (dichiarazioni tardive/infedeli);
le violazioni dichiarative configurabili decorsi 90 giorni dalla scadenza del termine di presentazione (dichiarazioni omesse/infedeli);
il ravvedimento del Mod. 730;
la determinazione della misura della sanzione ridotta, in caso di versamento della sanzione in un momento successivo al versamento del tributo;
il ravvedimento di un omesso versamento di un debito IVA periodico mediante compensazione con un credito IVA successivo.
Dallo scorso 14 settembre 2016, è in vigore la Legge 19 agosto 2016, n. 166, disciplinante le modalità di cessione gratuita delle eccedenze alimentari, prodotti farmaceutici ed altri prodotti a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi.
In particolare, dal punto di vista fiscale, gli artt. 16 e 17 prevedono che:
· la cessione gratuita dei prodotti sopra elencati a enti pubblici, ONLUS e enti privati di assistenza non si qualifica come destinazione a finalità estranee all’esercizio d’impresa;
· la comunicazione relativa alla cessione gratuita dei citati prodotti ai fini di solidarietà sociale può essere effettuata con modalità semplificate;
· i comuni possono disporre una riduzione della TARI dovuta per le utenze non domestiche da parte dei soggetti che producono/distribuiscono beni alimentari, successivamente ceduti gratuitamente alle persone in maggiori condizioni di bisogno o per l'alimentazione animale
SOGGETTI CHE SVILUPPANO APP E LE COMMERCIALIZZANO SU STORES ON-LINE
I soggetti che sviluppano App e le commercializzano su stores on-line, stipulando con i siti web contratti di “mandato senza rappresentanza”, di cui all’art. 1705 C.C,. per la vendita delle App, svolgono essi stessi attività commerciale così come definita dall’art. 2195 C.C.. Nel dettaglio lo sviluppatore di App svolge attività di commercio elettronico diretto (di cui agli artt. 7-ter e 7-sexies del DPR n. 633/1972).
In tal caso vi saranno due rapporti:
- lo store on-line effettua commercio elettronico nei confronti dei consumatori finali;
- lo sviluppatore di App effettua commercio elettronico diretto nei confronti dello store on-line. Infatti, quest’ultimo vende l’App in nome proprio ma per conto dello sviluppatore di App e trattiene una commissione che normalmente varia tra il 20% ed il 30% del corrispettivo.
Essendo attività commerciale vi sarà l’obbligo di presentazione della ComUnica con contestuale apertura della Partita IVA, Iscrizione al Registro delle Imprese (nella generalità dei casi si tratta di ditta individuale), INPS, presentazione SCIA ed eventuale iscrizione all’Inail.
Antieconomicità della pubblicità
Sentenza CTR Piemonte 5.7.2016, n. 858/38/16 È illegittimo l’accertamento nei confronti di un’impresa basato sull’antieconomicità delle spese di pubblicità, ossia sul mancato conseguimento di maggiori ricavi nell’anno in cui la stessa è stata effettuata.
Infatti, “la pubblicità è una scelta dell’imprenditore cui non si può avere alcuna certezza sui maggiori ricavi conseguibili”.
Interessi di mora automatici
Comunicato MEF 1.8.2016 È stato pubblicato sulla G.U. 1.8.2016, n. 178 il Comunicato del MEF con il quale sono individuati i tassi di interesse applicabili ai ritardati pagamenti nel periodo 1.7 – 31.12.2016:
 8,00% (0% + maggiorazione 8%) per la vendita dei prodotti in genere;
 10,00% (0% + maggiorazione 10%) per la vendita di alimenti deteriorabili.
Servizi scolastici integrati
Risoluzione Agenzia Entrate 4.8.2016, n. 68/E La detrazione IRPEF del 19% ex art. 15, comma 1, lett. e-bis), TUIR prevista per le c.d. “spese di istruzione” (scuola dell’infanzia, elementare, media e superiore) è riconosciuta anche per i servizi scolastici integrativi, rappresentati:
 da assistenza al pasto;
 pre / post scuola;
La detrazione non spetta per il servizio di scuolabus, ancorché fornito in presenza di un servizio pubblico inadeguato a consentire il collegamento tra l’abitazione dello studente e la scuola.
23.8.2016, n. 3407 Sono stati forniti chiarimenti in merito alla spettanza del c.d. “Bonus bebè 2014” per cui lo stesso in caso di bambini:
 nati nel 2014 già beneficiari della Carta Acquisti, è erogato solo a favore di coloro che hanno già diritto all’accredito bimestrale della Carta Acquisti;
 nati nel 2014 non beneficiari della Carta Acquisti / adottati nel 2014, minori di 3 anni non beneficiari della Carta Acquisti / adottati nel 2014 di età superiore ai 3 anni al momento della richiesta, è erogato per le domande di Carta Acquisti presentate entro il 16.11.2016.
Il contributo sarà disposto sulla Carta Acquisti nel corso del primo bimestre 2017.
ISEE: NUOVE MODALITÀ DI CALCOLO E MODULISTICA
Con Decreto Interministeriale 1° giugno 2016, n. 146, sono stati approvati i nuovi modelli ISEE e le relative istruzioni che sostituiscono, a partire dal 1° giugno 2016, la precedente modulistica. La nuova modulistica è stata emanata in seguito all'entrata in vigore dell’articolo 2-sexies, D.L. n. 42/2016, con il quale il Legislatore ha radicalmente modificato gli algoritmi di calcolo dell'ISEE relativi a nuclei familiari con persone disabili o non autosufficienti, recependo quanto statuito dal Consiglio di Stato con le Sentenze n. 00841, 00842 e 00838 del 2016, ossia che:
• devono essere eliminate dal calcolo le franchigie di cui all'art. 4, D.P.C.M. n. 159/2013, differenziate sulla base dell’età per le persone con disabilità.
Di fatto, la norma di recepimento ha:
• escluso dal reddito rilevanti ai fini ISEE i trattamenti assistenziali, previdenziali ed indennitari percepiti da amministrazioni pubbliche in ragione della condizione di disabilità;
• sostituito le spese e le franchigie previste per i componenti disabili con una maggiorazione della scala di equivalenza pari allo 0,5 per ogni componente con disabilità media, grave o non autosufficiente.
Non è stato modificato, invece, il “vecchio” modello di attestazione allegato al Decreto 7 novembre 2014, che resta pertanto valido anche con la nuova modulistica.
RAVVEDIMENTO OPEROSO, NUOVE LETTERE IN ARRIVO
L’Agenzia delle Entrate, con Comunicato stampa 14 settembre 2016, ha annunciato l’invio di 90mila nuove lettere, recapitate tramite posta ordinaria, contenti informazioni utili per permettere ai contribuenti di rimediare, attraverso il ravvedimento operoso, agli errori commessi nelle dichiarazioni dei redditi 2012; i dati comunicati dall’Amministrazione finanziaria riguardano alcuni redditi che risulterebbero non dichiarati, in tutto o in parte, nel Mod. UNICO o 730 presentato nel 2013.
Il contribuente potrà evitare l’emissione di un avviso di accertamento correggendo i propri errori attraverso il ravvedimento operoso; in particolare, sarà necessario presentare una dichiarazione integrativa e versare le maggiori imposte, i relativi interessi e la sanzione ridotta relativa alla dichiarazione infedele, pari al 15% dell’imposta non versata.
ASSEGNAZIONE AGEVOLATA DEI BENI AI SOCI, NUOVI CHIARIMENTI MINISTERIALI
La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto un regime fiscale di carattere temporaneo per consentire l’assegnazione e la cessione agevolata ai soci di beni immobili e beni mobili iscritti in pubblici registri, nonché la trasformazione in società semplici delle società che hanno per oggetto esclusivo o principale la gestione di tali beni.
L’Agenzia delle Entrate ha fornito i primi chiarimenti applicativi in materia con Circolare n. 26/2016; successivamente, con Circolare 16 settembre 2016, n. 37/E sono stati diffusi ulteriori chiarimenti, volti a risolvere questioni controverse sollevate dagli operatori.
Il sopra citato documento di prassi precisa, ad esempio, che:
• l’assegnazione opera in maniera automatica rispetto al comportamento contabile adottato dal contribuente; in particolare, la plus/minusvalenza rilevante ai fini fiscali è quella determinata avendo come riferimento il valore normale/catastale, indipendentemente dal valore contabile attribuito al bene ai fini contabili;
• è possibile fruire della disciplina agevolativa solo se vi siano riserve di utili e/o di capitale almeno pari al valore contabile attribuito al bene in sede di assegnazione, a prescindere dal valore normale/catastale utilizzato per la determinazione dell’imposta sostitutiva;
• il contribuente può utilizzare le riserve in sospensione di imposta (soggette all'imposta sostitutiva del 13%) solo nella misura necessaria a consentire l’assegnazione, e solo dopo aver utilizzato le altre riserve (di utili e di capitale) già disponibili.
Il reso merce nel commercio elettronico indiretto
Nel caso in cui si sia in presenza di commercio elettronico indiretto nei rapporti B2C e non sia stato emesso da parte del fornitore nessun documento di spesa (art. 2 del DPR n. 696/1996) che si è limitato a registrare i corrispettivi nel registro corrispettivi, così come chiarito dalla RM n. 274/E/2009), il reso merce andrà così gestito:
• il cliente (consumatore privato o assimilato) invia una e-mail (o comunicazione analoga) al cedente specificando il “codice” dell’articolo oggetto di restituzione;
• il cedente fornisce un “codice di reso”, collegato al “codice”, e provvede al rimborso del relativo prezzo. In ogni caso, il sistema informativo dovrà conservare memoria di ciascuna operazione e dovrà consentire, in ogni momento, la verifica della corrispondenza tra il rimborso, il “codice di reso” e il “codice”;
• la contabilità di magazzino del fornitore (ove presente) dovrà registrare il carico dei prodotti restituiti in modo che sia possibile collegarli al “codice di reso” e al “codice”. Al momento del ricarico, dovrà essere registrato il corrispettivo negativo che confluirà nel totale di giornata del registro dei corrispettivi secondo l’aliquota IVA propria.
MAXI AMMORTAMENTO: ULTERIORI CHIARIMENTI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
Dopo la Circolare 26 maggio 2016, n. 23, l’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori chiarimenti sull’agevolazione del maxi ammortamento introdotta dalla Legge di Stabilità 2016 (articolo 1, commi da 91 a 94 e 97, Legge n. 208/2015).
Con Risoluzione 14 settembre 2016, n. 74, l’Amministrazione finanziaria, infatti, ha definito alcuni aspetti dell’agevolazione con riferimento ai beni strumentali per l’esercizio di alcune attività regolate (articolo 102-bis, TUIR) e ai beni gratuitamente devolvibili (articolo 104 TUIR).
In particolare, il documento di prassi precisa che:
· per stabilire se un bene è escluso o meno dall’ambito applicativo di tale agevolazione, è necessario far riferimento ai coefficienti di ammortamento previsti dal D.M. 31 dicembre 1988 e non a quelli determinati in applicazione dell’articolo 102-bis,TUIR;
· la maggiorazione del 40% dovrà essere agganciata ai coefficienti stabiliti dal D.M 31 dicembre 1988.
Inoltre, l’Agenzia delle entrate chiarisce che anche per i beni gratuitamente devolvibili di cui all’art. 104, TUIR, si applicano le regole sopra esposte.
NUOVA RATEIZZAZIONE EQUITALIA RIAPERTI I TERMINI PER TUTTE LE RATEIZZAZIONI REVOCATE AL 30 GIUGNO 2016
I pagamenti a rate, riammessi i decaduti (Legge 160/2016)
- la richiesta di riammissione deve essere fatta improrogabilmente entro e non oltre il 20 ottobre 2016;
- il contribuente riammesso alla rateizzazione decade in caso di mancato pagamento di due rate anche non consecutive. Fino alla data di effettiva presentazione della domanda di riammissione, Equitalia può attivare le procedure cautelari/esecutive per il recupero del debito.
Come fare per richiedere la riammissione alla rateizzazione
Il modulo per chiedere la riammissione al beneficio della rateizzazione (mod. RR1) è disponibile sia allo sportello sia sito Equitalia o potete contattarci e provvederemo noi a inviarveli
Studio Carletti added a new photo.
• Se l’attività è inferiore ai 30 giorni nell’anno, allora l’attività si può definire di forma occasionale e di conseguenza non è previsto nessun adempimento presso il Registro delle Imprese. Si deve richiedere l’apertura della Partita Iva all’Agenzia delle Entrate in caso di prima attività e si deve comunicare l’inizio della stessa al Comune, tramite presentazione della Scia.
• Se l’attività è inferiore ai 30 giorni ma non viene svolta in forma occasionale (l’imprenditore apre/chiude in posti diversi), l’attività deve essere iscritta presso il Registro delle Imprese, indicando come sede legale la residenza fiscale dell’imprenditore con la dicitura: “GESTIONE DI TEMPORARY STORE per il commercio di …” o similare. In questo caso, i vari temporary shop vengono configurati come Unità Locali (se direttamente gestite dall’imprenditore). La segnalazione certificata di inizio attività deve essere compilata per ogni negozio aperto.
• Se l’attività supera i 30 giorni, essa è equiparata all’esercizio di vicinato.
Studio Carletti shared a link.
Commerciale - ESSE-W-EMME.NET WEB AGENCY DI SARA MARCHETTI
Se vuoi rientrare nel mondo del lavoro o stai cercando nuove sfide, con noi troverai il supporto che ti serve e potrai cominciare a lavorare senza nessun rischio economico, perché ti verranno...
RIDUZIONE DELL’IMU/TASI PER GLI IMMOBILI LOCATI A CANONE CONVENZIONATO
La Legge di Stabilità 2016, ha introdotto una agevolazione, che prevede l’applicazione dell’IMU e della TASI nella misura del 75% in relazione agli immobili che sono stati concessi in locazione a canone concordato, ai sensi della Legge 9 dicembre 1998, n. 431; analoga misura non è stata stabilita per l’IMIS e l’IMI.
Si può intendere che siano inclusi nell’agevolazione le unità immobiliari locate a canone concordato:
ai sensi dell’art. 2, comma 3, Legge n. 431/1998 (cd. contratti di locazione convenzionati “3 + 2”);
ai sensi dell’art. 5, comma 2 (contratti con canone concordato stipulati per soddisfare esigenze abitative di studenti universitari).
L’IMU/TASI pertanto dev’essere calcolata ordinariamente e l’importo così determinato è ridotto al 75% (ossia è riconosciuta una riduzione pari al 25% dell’imposta).
L’agevolazione può essere applicata già in sede di determinazione dell’acconto dovuto a giugno 2016.
Bonus mobili, requisiti 'elastici'
Per beneficiare del bonus mobili che consente una detrazione del 50% per gli acquisti pagati nel 2016, sia il requisito soggettivo, sia quello anagrafico, sia quello dell'essere acquirente di un'unità immobiliare da adibire a prima casa, devono essere soddisfatti nel corso del 2016, indipendentemente dal giorno o dal mese di realizzazione, quindi, la loro sussistenza può essere 'anteriore o successiva alla data di acquisto', cioè di pagamento dei mobili. E' questo uno dei principali chiarimenti forniti dall'Agenzia delle Entrate con la circolare n. 7/E del 31 marzo 2016. Sono tre i requisiti necessari per il 'bonus mobili': essere una coppia coniugata o more uxorio; non aver superato, almeno da parte di uno dei componenti, i 35 anni di età; essere acquirenti di un'unità immobiliare da adibire ad abitazione principale.
Io che ho 38 anni posso morire 😂😂
1 - 2 anni 1 mese fa
Bonus 80 euro restituito dal 12%
Dalle statistiche del Mef sulle dichiarazioni 2015 emerge che il bonus di 80 è tornato indietro in un caso su otto. Degli 11,5 milioni di contribuenti che hanno percepito il credito fiscale in busta paga nel 2014, sono stati oltre 1,4 milioni quelli che lo hanno dovuto restituire in tutto o in parte all'erario. Sono 320 i milioni di euro rientrati nelle casse dello Stato, a fronte dei quali quasi 6,1 miliardi attribuiti agli aventi diritto.
Bonus mobili, raddoppio senza cumulo
I contribuenti che non rientrano nella 'no tax area', che non versano quindi Irpef, non devono più rinunciare alla detrazione del 65% delle spese sostenute per la riqualificazione delle parti comuni degli edifici nel 2016, ma possono cederla agli stessi fornitori che hanno eseguito i lavori o le prestazioni, come parte del pagamento dovuto. Per la piena operatività della disposizione si era in attesa del provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate che è stato emanato lo scorso 22 marzo. Per quanto concerne la documentazione per usufruire del bonus al 65% dedicato agli interventi di riqualificazione energetica realizzati nel 2016, dal 24 marzo è attivo il portale dell'Enea. Entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori sarà possibile inviare all'ente la documentazione relativa agli interventi che permettono di accedere alle detrazioni fiscali.
Bonus senza rinunce. Si cede
Equitalia2016, ecco tutte le novità
retecommercialisti.it
La Legge di Stabilità ha introdotto una serie di novità in tema di riscossione. La nuo...
Studio Carletti shared Dott. Michele Bana Commercialista Aziendalista's post.
Dott. Michele Bana Commercialista Aziendalista
LA NUOVA DETRAZIONE IRPEF RELATIVA
ALL’ACQUISTO DI UNITÀ IMMOBILIARI
Nell’ambito della Finanziaria 2016 è contenuta l’introduzione di una
nuova (interessante) detrazione IRPEF relativamente all’IVA pagata
per l’acquisto di unità immobiliari residenziali cedute dalle imprese
- spetta per gli immobili acquistati entro il 31.12.2016;
- spetta in misura pari al 50% dell’IVA pagata;
- va ripartita in 10 quote annuali di pari importo.
Dovrà essere chiarito se l’agevolazione può essere usufruita anche
con riferimento alle unità immobiliari acquistate dalle imprese che
hanno ristrutturato le stesse.
Nuove Imprese a tasso zero da oggi il via degli incentivi per giovani e donne
Dal 13 gennaio 2016 gli aspiranti imprenditori di tutta Italia possono chiedere le agevolazioni di “Nuove imprese a tasso zero”.
Il nuovo incentivo del Governo è rivolto ai giovani under 35 e alle donne di qualsiasi età che vogliono avviare una micro o piccola impresa. Lo stanziamento iniziale è di circa 50 milioni di euro.
La domanda si presenta solo on line, sulla piattaforma informatica di INVITALIA.
Chi vuole chiedere gli incentivi deve quindi registrarsi ai servizi online di INVITALIA e poi entrare nell’area riservata per compilare direttamente sul web la domanda, caricare il business plan e la documentazione da allegare.
“Nuove imprese a tasso zero” non è un bando: quindi non ci sono scadenze, né graduatorie. Le domande vengono valutate in base all’ordine cronologico di arrivo, fino ad esaurimento fondi. Le società che superano la selezione possono ricevere un finanziamento a tasso zero, che può coprire fino al 75% delle spese totali e che deve essere restituito massimo entro 8 anni.
- filiera turistico-culturale
Di seguito riportiamo il link per la consultazione completa della news:
Ganasce fiscali fino al saldo del debito Equitalia, anche con rateazione della cartella: la riforma della riscossione cambia le regole su pignoramenti e fermo auto, la circolare operativa.
In caso di debiti Equitalia, l’opzione di pagamento a rate delle cartelle esattoriali non evita fermi ed ipoteche già in essere, pur bloccando l’avvio di nuove misure cautelari. In molti sono caduti nell’errore di chiedere la rateazione delle cartelle di Equitalia per ottenere lo sblocco di ganasce fiscali come il blocco dell’auto: tuttavia, nonostante l’accoglimento dell’istanza di pagamento dilazionato presentata dal contribuente, le ganasce in essere non sono state eliminate.
=> Equitalia e accertamento esecutivo: nuovi termini di riscossione
Le ganasce fiscali permangono fino al pagamento dell’ultima rata, così come disposto dal decreto legislativo n. 159/2015 di riforma della riscossione esattoriale. A richiamarne i principi è stata la circolare n. 98/2015 inviate da Equitalia a tutte le strutture operative.
In realtà, prima dell’entrata in vigore del decreto di riforma, le misure cautelari, attuate su auto e immobili ad esempio, venivano meno nel momento in cui l’istanza di rateazione veniva accolta da Equitalia e si versava la prima rata. Ora, invece, tale situazione blocca solo i pignoramenti in corso e interdice quelli futuri, sempre a partire dal pagamento della prima rata, mentre quelli già iscritti prima della domanda di dilazione restano fino all’estinzione del debito.
La richiesta di rateazione non blocca neanche le azioni esecutive dell’eventuale bene espropriato e già venduto all’asta. Stesso discorso per i casi in cui il creditore abbia presentato istanza di assegnazione, nelle ipotesi in cui l’incanto non sia andato a buon fine. L’accoglimento della richiesta di rateazione non blocca neanche il pignoramento presso terzi di stipendi, conti correnti, pensioni, crediti di clienti e così via, nel caso in cui il terzo abbia già reso dichiarazione positiva di essere debitore nei confronti del soggetto iscritto a ruolo.
In tutti gli altri casi l’accoglimento dell’istanza di pagamento dilazionato presentata dal contribuente ferma le ganasce fiscali, purché il contribuente versi la prima rata.
Ricordiamo infine un’importante differenza tra fermo auto e pignoramento di un’immobile:
nel primo caso l’auto risulta inutilizzabile e la vettura rischia di perdere praticamente tutto il valore di mercato alla fine del piano di rateazione (da 6 a 10 anni), oltre a rischiare l’usura per inattività;
mentre gli immobili possono essere utilizzati nonostante l’ipoteca e addirittura possono essere venduti, seppur perdendo valore di mercato perché l’ipoteca segue il nuovo proprietario.
Premiato l'adempimento spontaneo
Le modifiche al regime penale tributario contenute nel dlgs 158/2015 comportano una serie di benefici per il contribuente in quanto i delitti precedentemente previsti scatteranno in futuro al superamento di soglie più elevate rispetto al passato. Per gli omessi versamenti la soglia di 50mila euro viene innalzata a 150mila euro con riferimento alle ritenute e a 250mila euro con riguardo all'Iva. Nella dichiarazione infedele la soglia di punibilità passa da 50mila euro di imposta evasa a 150mila euro e il valore assoluto di imponibile evaso sale da due a tre milioni. I reati di omesso versamento e di indebita compensazione non sono punibili se, prima dell'apertura del dibattimento di primo grado, il contribuente estingua i relativi debiti tributari. Per l'infedele e l'omessa presentazione il beneficio della non punibilità scatta invece se è stato pagato quanto dovuto con il ravvedimento operoso.
Megaville e castelli, l'Imu si paga
Torna l'Imu su ville e castelli. Rispunta anche la super Tasi dello 0,8 per mille applicabile su tutti gli immobili che non sono abitazioni principali per far arrivare all'11,4 per mille la richiesta congiunta di imposta municipale e tributo sui servizi. Le prime case considerate di lusso dal fisco su cui tornerà l'Imu sono 73mila, producono un gettito annuale intorno ai 90 milioni (su 24,8 miliardi di tasse sul mattone). Vale 350 milioni il ritorno dell'aliquota aggiuntiva dello 08 per mille; a richiederla a gran voce i sindaci. Le manovre dell'ultima ora non piacciono ai proprietari. 'Se la manovra sulla casa cambia faccia, l'effetto fiducia ce lo possiamo scordare' lamenta Confedilizia
Piccole irregolarità salve (ma non subito per tutti)
Gli avvisi bonari fino a 5mila euro si possono dilazionare in otto rate al posto delle attuali sei e lievi irregolarità non comprometteranno l'intera rateazione. Tuttavia, la decorrenza di queste nuove e più favorevoli disposizioni sarà legata al periodo d'imposta di riferimento e non all'entrata in vigore del dlgs sulla riscossione. Il decreto delegato contiene un innalzamento del numero massimo di rate per le somme fino a 5mila euro derivanti dalla liquidazione automatizzata della dichiarazione e dai controlli formali. Queste si potranno rateizzare in otto rate trimestrali. Per gli importi superiori, invece, il limite massimo rimane di 20 rate trimestrali. La prima rata va versata entro 30 giorni dal ricevimento dell'avviso bonario, mentre le altre scadranno l'ultimo giorno di ciascun trimestre. Invariato l'obbligo di corrispondere gli interessi. Avvisi bonari: il mancato pagamento della prima rata o di rate diverse entro il termine di pagamento della successiva comporta la decaden za dalla rateazione.
Per imposte e contestazioni più spazio ai pagamenti a rate
E' atteso in G.U. il decreto legislativo sulla riscossione che consentirà la riammissione alle dilazioni decadute con Equitalia versando l'importo delle rate scadute. Questa possibilità interesserà le dilazioni concesse a partire dalla data di entrata in vigore del decreto di riforma. La rimessione è stata tuttavia estesa alle dilazioni decadute da non oltre 24 mesi dalla data di entrata in vigore del dlgs ma sarà necessario presentare domanda entro 30 giorni. La nuova dilazione non potrà eccedere le 72 rate mensili. I riammessi decadranno con il mancato pagamento di due rate anche non consecutive. Non possono essere iscritti ipoteca e fermi amministrativi, mentre restano validi i vincoli già apposti. Le procedure esecutive in corso si interrompono con il pagamento della prima rata, a meno che non si tratti di procedura vicina alla conclusione con esito positivo per Equitalia. La presentazione dell'istanza di dilazione comporta l'inibizione incondizionata ad attivare nuove procedure esecutive.
'E-fattura', l'opzione alleggerisce i vincoli
Fatturazione elettronica tra privati. Per le operazioni effettuate a partire dal 1°gennaio 2017, i soggetti passivi Iva potranno inviare telematicamente alle Entrate i dati di tutte le fatture omesse e ricevute e delle eventuali variazioni. A tal fine è possibile avvalersi del Sistema di interscambio Sdi, oggi usato per la trasmissione delle fatture elettroniche nei confronti delle pubbliche amministrazioni. La relazione illustrativa al dlgs 127/2015 precisa che se il contribuente utilizza lo Sdi per l'emissione e la ricezione di fatture elettroniche, non è tenuto ad inviare i dati delle fatture generate elettronicamente in quanto lo stesso Sdi provvede ad acquisire, per conto dell'Agenzia, le informazioni delle fatture che veicola. Un'altra importante precisazione è quella per cui l'esercizio dell'opzione impone comunque la trasmissione telematica dei dati delle fatture in formato strutturato. Con la 'e-fattura' si ottengono i rimborsi Iva in via prioritaria cioè entro tre mesi dall a presentazione della dichiarazione annuale.
Via libera definitivo del Consiglio dei ministri al decreto legislativo sul regime penale tributario che prevede un aumento di pena fino alla metà se il compartecipe dell'illecito è un consulente fiscale o un intermediario finanziario. Previste soglie più alte per i reati di omessi versamenti fissate in 150mila euro per le ritenute e 250mila euro per l'Iva. Nuovo il reato di omessa presentazione della dichiarazione del sostituto d'imposta. Comporterà la reclusione da uno e sei mesi a quattro anni. Il reato scatterà se l'ammontare delle ritenute non versate è superiore a 50mila euro. Il delitto di omessa presentazione della dichiarazione verrà sanzionato con la reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni. Per il reato di occultamento e sottrazione di scritture contabili, in precedenza sanzionato con la reclusione da sei mesi a cinque anni, le pene saranno da un anno e sei mesi a sei anni. Inasprite anche le indebite compensazioni mediante l'utilizzo di crediti inesistenti.
Si concilia anche nei comuni
Conciliazione anche per le controversie sui tributi comunali. Con la riforma del contenzioso tributario oltre alla mediazione obbligatoria per le controversie di valore non superiore a 20mila euro, il legislatore estende la facoltà di conciliare le cause anche nel corso del giudizio di appello. L'art. 9 del dlgs dà infatti ai sindaci o ai dirigenti e funzionari comunali, ai quali è delegato il potere di rappresentanza, di chiudere le controversie e di incassare le somme dovute entro 20 giorni dalla definizione dell'accordo. Le sanzioni a carico dei contribuenti sono ridotte al 40 o al 50% a seconda che la conciliazione si perfezioni, rispettivamente, nel giudizio di primo grado o d'appello. Dunque sindaci e dirigenti possono sottoscrivere l'accordo conciliativo in udienza o fuori purché siano autorizzati a farlo dallo statuto o dal regolamento dell'ente.
Pagare evita il dibattimento
Grazie al nuovo decreto delegato di riforma delle sanzioni penali tributarie, molti contribuenti, che negli anni passati hanno omesso di versare l'Iva e/o le ritenute, non saranno più penalmente perseguibili se hanno pagato, anche a rate, il debito prima dell'apertura del dibattimento. Il pagamento può avvenire avvalendosi dei diversi istituti deflattivi quali l'adesione all'accertamento, il ravvedimento operoso o le procedure conciliative. Se il contribuente si avvale della rateazione, i contribuenti devono concludere i pagamenti al massimo entro sei mesi dall'udienza di apertura del dibattimento: è infatti prevista una tolleranza di tre mesi e una proroga di altri tre mesi quest'ultima a discrezione del giudice. Queste misure più favorevoli al contribuente trovano applicazione anche per il passato.
Spazio alle sanzioni ridotte
Con il decreto di riforma della riscossione, approvato in via definitiva dal Cdm, cambia la disciplina dell'autotutela. E lo fa in senso favorevole al contribuente. In caso di notifica di un avviso di accertamento, il contribuente può prestare acquiescenza all'atto pagando l'intero importo accertato e beneficiando della riduzione delle sanzioni irrogate a un terzo. Fino alla fine del 2015 la riduzione può arrivare a un sesto qualora l'atto di accertamento non sia stato preceduto da un pvc ovvero da un invito al contraddittorio. Dall'anno prossimo, l'entrata in vigore del nuovo ravvedimento determina il superamento della riduzione a un sesto. La definizione della sanzione è ammessa entro il termine per la proposizione del ricorso. La riforma consente di fruire della riduzione della sanzione, commisurata al tributo che residua dopo l'autotutela parziale, alle stesse condizioni dell'atto originario, a patto che il contribuente rinunci alla prosecuzione del giudizio
Con la sentenza 296/02/15 la Ctp di Reggio Emilia ha affermato che è illegittima la pretesa della Tari fondata su un regolamento irragionevole che non consideri cioè la reale potenzialità di produzione dei rifiuti rispetto all'attività svolta. Nel suo ricorso avverso un avviso di pagamento relativo alla Tari un imprenditore lamentava che la propria attività (vendita di vino sfuso) comportasse una produzione di rifiuti pressoché nulla. Il regolamento comunale prevedeva l'applicazione della tariffa più alta calibrata alle dimensioni dei locali. I giudici tributari emiliani hanno dato ragione all'imprenditore dichiarando inapplicabili i regolamenti del comune e annullando la pretesa.
Le commissioni Giustizia e Finanze del Senato hanno approvato il parere sullo schema di dlgs di riforma delle sanzioni con una condizione e dieci osservazioni. La condizione è che il Governo introduca una norma transitoria per consentire, tra l'altro, la causa estintiva dei reati di omesso versamento (di Iva e ritenute) in caso di pagamento integrale del debito anche ai procedimenti in corso se non è stata ancora pronunciata sentenza di primo grado. Stesso discorso anche per la riduzione delle pene (fino alla metà) e la non applicabilità delle pene accessorie per i reati tributari sempre in presenza del pagamento integrale. Tra le osservazioni, invece, le commissioni hanno chiesto di intervenire per limitare l'effetto sanatorio sulla dichiarazione infedele cancellando la norma che salva le valutazioni singolarmente considerate che differiscono in misura inferiore al 10% da quelle corrette. Via libera al parere sul decreto agenzie fiscali con un'osservazione: prevedere altre posizioni organizzative di livello non dirigenziale.
e nzi tosceeeee!!!!^_-
Quando il professionista paga l’Irap ?
Secondo il parere della Corte di Cassazione, contenuto nella recente sentenza n. 13471 del 2015, non paga l’Irap il professionista (nel caso di specie, un cantante) che produce un reddito riconducibile alle sole personali capacità professionali, in assenza di una struttura organizzativa e di personale dipendente. Per converso, quindi, il professionista è soggetto ad Irap solo quando utilizza personale dipendente ovvero utilizza particolari beni strumentali (magari di valore eccessivo a quanto consentito per l’espletamento dell’esercizio della propria attività professionale).
In particolare, la Suprema Corte ritiene che non ricorre il presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione dell’Irap qualora nella produzione di reddito, incentrato sulle sole capacità personali del professionista, manchi una parte aggiuntiva di profitto derivante da una struttura organizzativa cioè di un complesso di fattori che per numero, importanza e valore economico possano ritenersi suscettibili di creare un valore aggiunto rispetto alla mera attività intellettuale, supportata dagli strumenti indispensabili e di corredo al know-how del professionista.
Come è noto, il requisito dell’autonoma organizzazione ricorre qualora il contribuente:
– sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione, e non sia quindi inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse;- impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione;
– si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui.
Il predetto requisito viene stravolto in caso di indispensabilità dell’apporto del contribuente/cantante nella sua attività svolta e di emersione di modesti importi di costi, beni strumentali e nessun costo di personale dipendente, e quindi in assenza di quei elementi potenziatori e aggiuntivi ai fini della produzione del reddito.
Pertanto, in presenza di reddito riconducibile alle sole capacità del cantante, quest’ultimo è escluso dall’assoggettabilità ad Irap, venendo a mancare il presupposto impositivo del tributo.
Il professionista senza dipendenti non paga l’IRAP Non paga IRAP il consulente che non ha dipendenti. Lo ha adesso ribadito la Corte di Cassazione con una ulteriore nuova decisione (sentenza n. 15010 del 20159.
Non deve, quindi, pagare l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive il consulente che svolge l’attività senza dipendenti o collaboratori e con beni strumentali impiegati nella sola misura del minimo indispensabile.
Già la Commissione Tributaria Regionale del Lazio aveva annullato il provvedimento di silenzio/rifiuto dell’Agenzia delle entrate su un’istanza di rimborso IRAP avanzata da un professionista per gli anni dal 2002 al 2004, sul presupposto che l’attività era stata esercitata in difetto dei requisiti organizzativi di cui all’articolo 2 D.Lgs. n. 446 del 1997.
In particolare, la CTR capitolina aveva sostenuto l’assenza di “organizzazione di beni e persone” in quanto la contribuente, negli anni oggetto dell’istanza di rimborso, aveva esercitato l’attività senza strumenti di entità elevata, nella carenza di personale dipendente e comunque in una dimensione minimale.
Ebbene, la Suprema Corte ha condiviso il verdetto del Giudice territoriale disattendendo, così, il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.
Irap, esclusa se gli alti compensi derivano solo dal proprio know-how
Il fatto di avere alti compensi non costituisce di per se elemento valido a determinare l’assoggettamento ad Irap del professionista. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 14886 del 16 luglio 2015, ha stabilito che resta esclusa dal tributo la capacità produttiva del professionista (nel caso specifico un medico) derivante unicamente dal proprio know-how, poiché l’Irap coinvolge una capacità produttiva “impersonale ed aggiuntiva” rispetto a quella propria del professionista.
Così i giudici della Suprema Corte hanno riformato la decisione della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia che aveva rilevato la sussistenza del presupposto impositivo dall’analisi della dichiarazione dei redditi, da cui risulta la percezione di compensi elevati, un ammontare di beni strumentali per euro 16.636,00, rilevanti importi di spese sostenute e di quote di ammortamento, nonché la possibilità di utilizzo di uno studio, allocato in una unità immobiliare utilizzata promiscuamente, di superficie complessiva pari a mq. 30.
Sollecitata dal contribuente per omessa, illogica ed incoerente motivazione in ordine a questioni di fatto decisive per la controversia, la Corte di Cassazione ha affermato che l’Irap coinvolge una capacità produttiva “impersonale ed aggiuntiva” rispetto a quella propria del professionista (determinata dalla sua cultura e preparazione professionale) e colpisce un reddito che contenga una parte aggiuntiva di profitto, derivante da una struttura organizzativa “esterna”, cioè da “un complesso di fattori che, per numero, importanza e valore economico, siano suscettibili di creare un valore aggiunto rispetto alla mera attività intellettuale supportata dagli strumenti indispensabili e di corredo al know-how del professionista (lavoro dei collaboratori e dipendenti, dal numero e grado di sofisticazione dei supporti tecnici e logistici, dalle prestazioni di terzi, da forme di finanziamento diretto ed indiretto etc..”), cosicché è “il surplus di attività agevolata dalla struttura organizzativa che coadiuva ed integra il professionista … ad essere interessato dall’imposizione che colpisce l’incremento potenziale, o quid pluris, realizzabile rispetto alla produttività auto organizzata del solo lavoro personale”.
I giudici hanno sottolineato, inoltre, con riguardo all’attività di un professionista, che la sola disponibilità di uno studio, avente le caratteristiche e dotato delle attrezzature che rientrino nell’ambito del “minimo indispensabile” per l’esercizio dell’attività professionale e siano obbligatorie ai fini dell’instaurazione e del mantenimento del rapporto convenzionale, non integra, di per sé, in assenza di personale dipendente, il requisito dell’autonoma organizzazione ai fini del presupposto impositivo.
Secondo i giudici di legittimità, poi, con riguardo all’ipotesi di medico chirurgo che si avvale delle strutture messegli a disposizione da una Clinica, ai fini della soggezione ad Irap dei proventi, non è sufficiente che il lavoratore si avvalga di una struttura organizzata, ma è anche necessario che questa struttura sia autonoma, cioè faccia capo al lavoratore stesso, non solo ai fini operativi bensì anche sotto i profili organizzativi.
Cartelle Equitalia 2001-2009 a rischio nullita’
Cartelle di pagamento Equitalia emesse tra il 2001 e il 2009, da giudicarsi nulle e impugnabili perché incomplete del criterio di calcolo sugli interessi di mora, in quanto a rischio anatocismo, come indicato da due sentenze di Cassazione.
Migliaia di cartelle Equitalia notificate fra il 2011 e il 2009 potrebbero essere nulle: lo sostiene Federcontribuenti, secondo cui su queste cartelle esattoriali non c’è sufficiente chiarezza sugli interessi di mora applicati. Il punto è il seguente: in base all’articolo 30 del DPR 602/73, sulle somme iscritte a ruolo si applicano interessi di mora al tasso calcolato annualmente con decreto del ministero delle Finanze. Ma nel periodo di tempo indicato (2011-2009) nessun decreto ha fissato i tassi. Non è chiaro, quindi, secondo Federcontribuenti, quali abbia applicato Equitalia nelle cartelle.
L’indicazione del tasso, anche in base alla sentenza di Cassazione (n.4516) del 2012, deve essere contenuta nella cartella esattoriale: in caso contrario è nulla. C’è anche una seconda sentenza di Cassazione (7056/2014) a ribadire l’obbligo di motivazione nella cartella di pagamento completo di spiegazione sui criteri di calcolo degli interessi applicati.
Risultato: secondo l’associazione di contribuenti, se nella cartella di pagamento non è indicato con chiarezza il tasso di interesse applicato, l’atto è nullo e si può impugnare poichè, in mancanza del dato, il contribuente non è in grado di escludere che siano state applicate forme di anatocismo (interessi sugli interessi).
PARTITA IVA. VADEMECUM PROROGA REGIME DEI MINIMI 2015
L’introduzione del nuovo Regime dei Minimi da parte della Legge di Stabilità (ora affiancato al vecchio sistema forfettario in base a una modifica contenuta nel Milleproroghe. In base alla norma contenuta nella Legge di Stabilità, il nuovo regime dei Minimi è scattato dal primo gennaio 2015: si tratta, come è noto, di un nuovo sistema a forfait con aliquota al 15%, tetto di ricavi che cambia a seconda delle tipologie di lavoro autonomo (esempi: 40mila euro per i commercianti, 15mila euro per i professionisti), calcolo dell’imponibile applicando un sistema di coefficienti. Ebbene, in base alla legge di Stabilità dal nuovo anno alle partite IVA che chiedevano l’adesione al Regime dei Minimi veniva applicato automaticamente questo nuovo sistema. Potevano però restare nel vecchio regime dei minimi, con aliquota al 5%, coloro che avevano aderito al regime fiscale di vantaggio per imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (articolo 27, commi 1-2 del dl 98/2011. E’ poi intervenuto il Milleproroghe, che offre alla nuova partita Iva di scegliere fra il vecchio e il nuovo Regime dei MInimi per l’intero 2015. Si tratta di una norma introdotta nel febbraio 2015 e in vigore dal primo marzo.
l Milleproroghe ha prorogato fino al prossimo 31 dicembre la possibilità per chi decide di aprire una nuova partita Iva di aderire al vecchio regime dei minimi, per cui i contribuenti possono scegliere il regime agevolato con aliquota al 5% purchè ricevano compensi fino a 30mila euro. Chi sceglie il vecchio regime dei minimi può restarci per cinque anni o fino al compimento del 35esimo anno di età, mentre il nuovo con aliquota al 15% e per compensi compresi tra i 15 e i 40mila euro non prevede alcun limite di età o temporale. Per entrambi i regimi bisogna segnare la casella del regime scelto, cioè se quello al 5 o al 15% e al momento della compilazione del modello Unico 2016 bisognerà compilare i quadri diversi, visto che il regime dei minimi prevede la determinazione analitica del reddito, mentre quello forfettario prevede la determinazione forfettaria .
Le imprese e i possessori di partita iva che si sono avvalsi del regime dei minimi possono mantenerlo fino a naturale scadenza (completamento del quinquennio o compimento del 35° anno di età), non essendo più prevista la possibilità di esercitare l’opzione; Si può opatre comunque per tale regime anche nel 2015. Di seguito si illustrano le modalità di determinazione e di tassazione del reddito, le semplificazioni ai fini IVA e gli effetti in caso di fuoriuscita, volontaria o obbligatoria, dal regime.
Regime dei minimi: proroga per tutto il 2015
Modalità di determinazione e tassazione del reddito
Il reddito d’impresa è determinato dalla differenza tra l’ammontare dei ricavi o compensi percepiti (anche sotto forma di indennità sostitutive del reddito) nel periodo di imposta e quello delle spese sostenute nel periodo medesimo. In pratica, in deroga alle regole ordinarie del reddito d’impresa, si applica il “principio di cassa”. Concorrono alla formazione del reddito anche le sopravvenienze attive e passive, nonché le plusvalenze (anche da autoconsumo) e le minusvalenze dei beni relativi all’impresa (con le regole illustrate in tabella).
Non trovano applicazione le norme che prevedono una specifica limitazione alla deducibilità di alcuni costi e/o la riportabilità a esercizi successivi (es. spese di manutenzione che, pertanto, sono deducibili nell’esercizio in cui sono sostenute; deduzione limitata delle spese alberghiere e di ristorazione ecc.), salvo la deducibilità entro i limiti del plafond per le spese di
Il reddito va dichiarato in un apposito quadro del modello Unico PF.
Qui di seguito gli effetti dell’applicazione del principio di cassa sulle principali operazioni effettuate nel corso del periodo di vigenza del regime.
acquisto di beni strumentali – il costo (per la quota deducibile) concorre a formare il reddito del periodo in cui è avvenuto il pagamento
spese relative a beni ad uso promiscuo o a deducibilità limitata in base alle norme ordinarie (es. auto, telefonia) – rilevano nella misura del 50% dell’importo corrisposto comprensivo dell’IVA indetraibile
spese per omaggi, vitto, alloggio – rileva l’intero importo pagato (ferma restando la dimostrabilità dell’inerenza delle stesse all’attività)
acquisto di merci – il costo sostenuto deve essere imputato al periodo di imposta in cui avviene il relativo pagamento (1)
cessione di bene strumentale acquistato nel periodo di vigenza del regime si ha plusvalenza pari al corrispettivo di cessione; essa concorre integralmente alla formazione del reddito nel periodo d’imposta in cui è percepito il corrispettivo
contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge (2)– devono essere dedotti prioritariamente dal reddito di impresa, nei limiti in cui vi trovano capienza; l’eventuale eccedenza è deducibile dal reddito complessivo del medesimo soggetto quale onere deducibile (o se questi risulta fiscalmente a carico, dal reddito complessivo del familiare )
(1) Non assume rilevanza fiscale il valore attribuito alle rimanenze di merci acquistate nel corso di vigenza del regime.
(2) Compresi quelli corrisposti per conto dei collaboratori dell’impresa familiare fiscalmente a carico o, se non fiscalmente a carico, qualora il titolare non abbia esercitato il diritto di rivalsa sui collaboratori stessi.
Le perdite generatesi nel periodo di applicazione del regime dei minimi sono computate in diminuzione del reddito conseguito nell’esercizio d’impresa nei periodi d’imposta successivi, illimitatamente o entro i cinque anni (a seconda che sia stata realizzata nei primi tre periodi d’imposta di attività d’impresa
Sul reddito determinato con le regole illustrate ai paragrafi precedenti si applica un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali pari al 5%. L’imposta va versata secondo le regole ordinarie, compreso il calcolo dell’acconto
– “1793”: imposta sostitutiva, acconto prima rata;
– “1794”: imposta sostitutiva, acconto seconda rata o unica soluzione;
– “1795”: imposta sostitutiva, saldo.
Le imprese minime non subiscono la ritenuta d’acconto nel caso in cui i compensi percepiti vi siano normalmente assoggettati (ad es. per provvigioni inerenti rapporti di agenzia, mediazione, ecc.).
1) Eventuali crediti d’imposta spettanti (es. per l’esercizio di attività di taxista) possono essere scomputati dall’imposta sostitutiva con le modalità ordinarie.
2) Le ritenute eventualmente subite erroneamente possono essere scomputate in Unico se correttamente certificate dal sostituto d’imposta e riportate nel mod. 770
3) Il reddito soggetto all’imposta sostitutiva non deve essere considerato nella determinazione del reddito utile per il riconoscimento delle detrazioni per lavoro. Viceversa, rileva, in aggiunta al reddito complessivo, ai fini della soglia per poter essere considerato a carico per detrazioni per carichi di famiglia (e ai fini della base imponibile dei contributi previdenziali e assistenziali.
Nel caso di impresa familiare l’imposta sostitutiva, calcolata sul reddito al lordo delle quote assegnate al coniuge e ai collaboratori familiari, è dovuta dall’imprenditore e l’acconto è dovuto dal titolare anche per la quota imputabile ai familiari collaboratori. Ne consegue che i collaboratori familiari sono esonerati dagli obblighi dichiarativi e di versamento riferibili a tale reddito
I contribuenti minimi sono esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili. Permane, invece, l’obbligo di conservare i documenti ricevuti ed emessi. Sono esclusi dall’applicazione dei parametri e degli studi di settore; pertanto, sono esonerati anche dalla compilazione del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli stessi. Per i compensi che dovrebbero essere normalmente soggetti a ritenuta, occorre rilasciare un’apposita dichiarazione ai propri committenti dalla quale risulti che le somme indicate nelle fatture sono soggette a imposta in caso di decadenza dal regime, i contribuenti dovranno fornire tempestiva comunicazione al sostituto.
La dichiarazione dei redditi è presentata nei termini e con le modalità ordinari. Non va presentata la dichiarazione IRAP.
Alla luce delle modifiche apportate dalla legge di stabilità 2015, è stato esteso, il meccanismo di assolvimento dell'IVA cosiddetto del “reverse charge” anche alle prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici. Con riferimento al comparto dei lavori e servizi collegati agli edifici (art. 17, comma 6, lettera a-ter, del D.P.R. n. 633/1972) è bene precisare che le nuove operazioni interessate dall’inversione contabile riguardano, a decorrere dal 01.01.2015, le prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento, sempre che si tratti di prestazioni relative ad edifici; queste prestazioni, quindi, non rientrano nel reverse charge se non sono riconducibili a un bene qualificabile come edificio.
In buona sostanza, dunque, chiunque effettuerà, a decorrere dal 01.01.2015 una delle prestazioni sopra indicate, a favore di un altro soggetto passivo d’imposta (esclusi i privati), dovrà emettere fattura senza applicazione dell’imposta, annotando sulla stessa che trattasi di inversione contabile con gli estremi della nuova norma: “fattura emessa ai sensi dell’art.17, sesto comma, lettera a-ter, del D.P.R. n. 26 ottobre 1972 n.633”.
Ad ogni modo, è bene precisare che, sebbene l’estensione del reverse charge per i servizi collegati agli edifici sia entrata in vigore dal 01.01.2015, molti sono ancora gli aspetti che dovranno essere chiariti dall’Amministrazione Finanziaria. Si attende, quindi, un tempestivo intervento chiarificatore, al fine di disciplinare quelle situazioni particolari che potrebbero ingenerare degli errori di fatturazione tra gli addetti ai lavori.
Come noto, il “reverse charge” è un meccanismo di applicazione dell’IVA volto a porre l’obbligo dell’assolvimento del tributo in capo allo stesso soggetto che ha diritto alla detrazione dell’imposta e ciò implica che:
il fornitore emetta una fattura senza applicare alcuna imposta, con l’annotazione “inversione contabile” (le fatture soggette a reverse charge in regime interno sono escluse dall'applicazione dell'imposta di bollo pari a 2,00 euro).
l’acquirente integri la fattura ricevuta dal fornitorecon l’indicazione dell’aliquota e della relativa imposta e la registri sia nel registro delle vendite che nel registro degli acquisti.
La Legge di Stabilità per l'anno 2015, in vigore dal 01.01.2015, integrando l'art. 17, comma 6, del D.P.R. n. 633/1972, ha previsto ulteriori ipotesi di reverse charge (o inversione contabile) per talune operazioni effettuate in regime interno tra soggetti passivi d'imposta stabiliti in Italia. Ma andiamo con ordine.
Nuove prestazioni soggette al meccanismo del reverse charge: Legge di Stabilità 2015
Dal 01 gennaio 2015, l’applicazione del reverse charge coinvolge, infatti, nuovi settori e nuove tipologie di prestazioni che si affiancano a quelle già previste prima dell’entrata in vigore della Legge di stabilità 2015 (2014).
Operazioni soggette a reverse charge già previste prima
dell’entrata in vigore della Legge di Stabilità 2015
Acquisti da soggetti passivi IVA “stabiliti” in altro Paese della UE: in linea generale debitore dell’imposta è il cessionario o committente nazionale, in relazione a tutte le operazioni (cessioni di beni e prestazioni di servizi) effettuate nel territorio dello Stato da soggetti passivi IVA “stabiliti in altro Paese della UE nei confronti di soggetti passivi “stabiliti” nel territorio italiano;
Reverse charge interno nel caso in cui sia il cedente / prestatore che il cessionario / committente non siano “stabiliti” in Italia: in tale ipotesi debitore dell’imposta è il cessionario estero. Nel caso in cui il cessionario non sia in possesso di rappresentante fiscale ovvero identificazione diretta in Italia lo stesso dovrà procedere alla nomina del rappresentante ovvero apertura della partita IVA per adempiere agli obblighi IVA in Italia (Circolare n. 11/E del 2007);
Acquisti intracomunitari di beni di cui all’art. 38 del D.L. n. 331/1993;
Cessioni di immobili abitativi e strumentali a soggetti passivi IVA in caso di opzione, da parte del cedente, per l’assoggettamento ad IVA (cd. reverse charge interno, in quanto l’operazione avviene fra soggetti passivi IVA entrambi italiani);
Subappalto in edilizia (cosiddetto reverse charge interno, in quanto l’operazione avviene fra soggetti passivi IVA entrambi italiani);
Cessioni di rottami e di oro da investimento (cosiddetto reverse charge interno, in quanto l’operazione avviene fra soggetti passivi IVA entrambi italiani);
Cessioni di telefonini e microprocessori (cosiddetto reverse charge interno, in quanto l’operazione avviene fra soggetti passivi IVA entrambi italiani): per tali cessioni il reverse charge torna applicabile unicamente per le vendite effettuate anteriormente alla fase del commercio al dettaglio.
Ora, in virtù delle modifiche apportate dall’art. 1, comma 629, lettera a), della Legge di Stabilità 2015 all’art. 17, comma 6, del D.P.R. n. 633/1972, l’imposta è applicata dall’acquirente, soggetto passivo d’imposta, anche nel caso in cui l’operazione abbia ad oggetto le seguenti prestazioni.
Prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici (lettera a-ter) Le disposizioni sono applicabili a partire dall’1.1.2015 A regime
Trasferimenti di quote di emissioni di gas a effetto serra (lettera d bis) Le disposizioni sono applicabili a partire dall’1.1.2015 Le disposizioni sono applicabili per un periodo di quattro anni, ossia fino al 2018.
Trasferimenti di altre unità che possono essere utilizzate dai gestori e di certificati relativi al gas e all’energia elettrica (lettera d-ter) Le disposizioni sono applicabili a partire dall’1.1.2015 Le disposizioni sono applicabili per un periodo di quattro anni, ossia fino al 2018.
Cessioni di gas e di energia elettrica ad un soggetto passivo-rivenditori di cui all’art. 7-bis, comma 3, lettera a) del D.P.R. n. 633/1972 (lettera d-quater) Le disposizioni sono applicabili a partire dall’1.1.2015 Le disposizioni sono applicabili per un periodo di quattro anni, ossia fino al 2018.
Cessioni di beni, anche tramite commissionari, effettuate nei confronti di ipermercati, supermercati
e discount alimentari
(lettera d-quinquies) Le disposizioni in commento entreranno in vigore subordinatamente al rilascio, da parte del Consiglio europeo, di una misura di deroga ai sensi dell’art. 395 della direttiva 2006/112/CE23; A regime
E’ bene precisare che, le nuove operazioni interessate dall’inversione contabile (art. 17, comma 6, nuova lettera a- ter, del D.P.R. n. 633/1972) riguardano, a decorrere dal 01.01.2015, le prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento, sempre che si tratti di prestazioni relative ad edifici; queste prestazioni, quindi, non rientrano nel reverse charge se non sono riconducibili a un bene qualificabile come edificio.
Ne consegue che, ad esempio, i lavori di completamento (o di manutenzione) di un macchinario non potranno essere assoggettati al meccanismo del reverse charge.
di puliziarelative ad edifici 43.39 Pulizia di nuovi edifici dopo la costruzione (trattasi di altri lavori
di completamento e rifinitura)
43.99.01 Pulizia a vapore, sabbiatura
e attività simili per pareti
esterne di edifici
81.21.00 Pulizia generale e non
specializzata di edifici
81.22.02 Altre attività di pulizia specializzata
di edifici (esclusa e l’attività di
pulizia di impianti e macchinari)
81.29.10 Servizi di disinfestazione con esclusivo riferimento a edifici
di demolizionerelative
ad edifici 43.11.00 Demolizione con esclusione della demolizione di altre strutture
Prestazione di installazione di
impiantirelative
ad edifici 43.21.01 Installazione di impianti elettrici in edifici o in altre opere di costruzione, ivi inclusa la manutenzione e riparazione di impianti già esistenti
43.21.02 Installazione di impianti elettronici, inclusa la manutenzione e riparazione di impianti elettronici
43.22.01 Installazione di impianti idraulici,
di riscaldamento e di condizionamento dell'aria (inclusa manutenzione e riparazione) in edifici o in altre opere di costruzione
43.22.02 Installazione di impianti per la distribuzione del gas, ivi inclusa
la manutenzione e riparazione
di impianti già esistenti
43.22.03 Installazione di impianti di spegnimento antincendio (inclusi quelli integrati), nonché la manutenzione e riparazione di impianti già esistenti
43.22.04 Installazione di impianti di depurazione per piscine (inclusa manutenzione e riparazione), qualora la piscina dovesse essere considerata edificio o parte di esso
43.22.05 Installazione di impianti di irrigazione per giardini (inclusa manutenzione e riparazione), qualora il giardino dovesse essere considerato edificio o parte di esso
43.29.01 Installazione, riparazione
43.29.09 Altri lavori di costruzione e installazione, se riferite ad edifici
Prestazioni di completamento
ad edifici 43.31.00 Intonacatura e stuccatura
43.32.01 Posa in opera di casseforti,
forzieri, porte blindate
43.39.01 Attività non specializzate di
lavori edili - muratori
43.39.09 Altri lavori di completamento
e di finitura degli edifici
Le suddette prestazioni di servizi - intercorse a decorrere dal 01.01.2015 - potranno essere assoggettate al regime di reverse charge solo se effettuate a favore di un altro soggetto passivo d’imposta (esclusi i privati). Al ricorrere di tale ipotesi:
il prestatore dovrà emettere fattura senza applicazione dell’imposta, annotando sulla stessa che trattasi di inversione contabile con gli estremi della nuova norma: “fattura emessaai sensi dell’art.17, sesto comma, lettera a-ter, del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633”;
Dunque, da quanto si apprende dalla tabella sopra esposta:
per quanto riguarda le prestazioni di pulizia, si tratta di quelle rese all'interno dei fabbricati, a favore di un qualunque soggetto passivo Iva. La novità, in concreto, interessa le agenzie immobiliari che appaltano ad imprese le operazioni di pulizia degli appartamenti, ma potenzialmente anche le immobiliari da costruzione e vendita, magari occasionalmente;
per le prestazioni di demolizione, come quelle di pulizia, che hanno sempre a riferimento i fabbricati, le imprese interessate, in concreto, saranno quelle immobiliari di costruzione e ristrutturazione, come quelle di vendita. Saranno da considerare gli appalti che questi soggetti sottoscrivono con le imprese demolitrici, e i relativi subappalti che queste ultime dovessero attivare;
per le prestazioni di completamento, di difficile individuazione, dovrebbero intendersi tutte le prestazioni (no le cessioni) che completano la dotazione di un fabbricato rendendolo agibile o abitabile ma anche altre prestazioni non necessarie a quei fini ma comunque ordinate dal cliente soggetto passivo iva. Si pensi, ad esempio, agli infissi, le tinteggiature, le decorazioni, ma anche la realizzazione di giardini. Occorre, comunque, precisare che le novità non interessano le cessioni di beni e le forniture con posa in opera - se la posa è meramente accessoria rispetto al bene acquistato;
gli elettricisti, idraulici, installatori di controsoffitti, di caldaie e condizionatori, di infissi, gli imbianchini e i decoratori, i giardinieri e tutte le attività che possono dirsi realizzatrici o installatrici di impianti.
La società di pulizie Alfa s.r.l. ha provveduto, in data 10.05.2015, alla pulizia degli stabilimenti della società Beta. In tale circostanza:
la società ALFA dovrà emettere fattura senza applicazione dell’IVA con l’annotazione di inversione contabile;
la società BETA dovrà registrare la fattura ricevuta ed integrata con l’imposta determinata attraverso l’applicazione della corretta aliquota IVA (sia nel registro degli acquisti che in quello delle vendite).
La società di pulizie Alfa s.r.l. ha provveduto, in data 10.05.2015, alla pulizia della casa di villeggiatura del sig. Verdi. In tale circostanza:
la società ALFA dovrà emettere fattura con applicazione dell’IVA al 22%;
il sig. Verdi dovrà limitarsi a pagare la fattura, iva compresa.
La società di pulizie Alfa s.r.l. si occupa, a decorrere dal 01.01.2015, dei servizi di pulizia presso il condominio IL GIARDINO ed in data 01.02.2015 fattura a quest’ultimo le prestazioni effettuate durante il mese di gennaio 2015. In tale circostanza:
il condominio dovrà limitarsi a pagare la fattura, iva compresa.
Si ricorda, infatti, che, il condominio non ha una soggettività tributaria e solo dal 1998 è stato annoverato tra i sostituti d'imposta. La considerazione appena esposta vale anche ai fini IVA, così come precisato dall’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione Ministeriale n. 84 del 10 agosto 2012.
Bisogna precisare, inoltre, che, il meccanismo del reverse charge non dovrebbe trovare applicazione con riferimento alle prestazioni collegate ad edifici rese da soggetti che operano nel regime dei contribuenti minimi e che, quindi, fatturano le prestazioni senza Iva, indipendentemente dal fatto che le prestazioni di cui trattasi siano rese a favore:
Diversamente, invece, il contribuente che opera nel citato regime dei minimi se dovesse assumere la veste di committente dei servizi in oggetto nei confronti di un prestatore che opera nel regime iva normale, dovrà provvedere:
ad integrare con l’iva la fattura emessa senza iva dal prestatore ai sensi dell’art. 17, sesto comma, lettera a-ter, del D.P.R n. 633/1972 ;
provvedere al versamento dell’iva entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.
Si ipotizzi il caso di un “professionista che opera nei regime dei minimi” che ha ricevuto la fattura dall’impresa di pulizie per i servizi di pulizia da questa erogati dal 01.01.2015 al 31.03.2015 pari ad euro 1.000,00 in regime di reverse charge, per effetto delle novità della Legge di Stabilità 2015.
La fattura è datata 13/04/2015 e, pertanto, il contribuente è tenuto al versamento della relativa imposta entro il giorno 16 maggio 2015. Il contribuente integra la fattura ricevuta con l’Iva applicando l’aliquota del 22%: l’imposta dovuta è di euro 220,00.
Il versamento per tali operazioni è dovuto dal contribuente poiché non potendo detrarre l’Iva sugli acquisti il meccanismo dell’inversione contabile non comporta un “annullamento” dell’Iva dovuta con l’Iva a credito, ma un debito d’imposta.
A conclusione della presente informativa, è opportuno precisare che, sebbene l’estensione del reverse charge per i servizi collegati agli edifici sia entrata in vigore dal 01.01.2015, molti sono ancora gli aspetti che dovranno essere chiariti, primo tra tutti quali siano, con certezza, i settori interessati dalle modifiche in argomento.
Per i 'nuovi minimi' adempimenti in salita
Non è semplice la gestione fiscale e amministrativa del nuovo regime forfettario. La determinazione del reddito imponibile tramite percentuale di redditività è solo uno degli aspetti. In primo luogo per i piccoli imprenditori è delicato il passaggio da soggetto che determina analiticamente il reddito in base al principio di competenza, a soggetto che lo determina in modo forfettario: occorre dare rilevanza fiscale a tutte quelle poste positive o negative la cui tassazione è stata legittimamente rimandata nel tempo. In secondo luogo occorre evitare, sempre nel passaggio di regime, duplicazioni o salti di imposta. I soggetti forfettari non sono soggetti all'applicazione di alcuna ritenuta d'acconto sulle prestazioni rese, né sono sostituti d'imposta sulle prestazioni commissionate. Tuttavia la legge 190/14 impone loro di monitorare i soggetti verso i quali la ritenuta dovrebbe essere eseguita, poiché dovranno segnalare il loro codice fiscale e l'importo pagato nella dichiarazione dei r edditi.
Contabilità light, ma da conservare
La gestione amministrativa del regime forfettario 2015 prevede numerose agevolazioni ma anche molteplici adempimenti a carico del contribuente. Tra le semplificazioni la più rilevante è il mancato obbligo di redazione e tenuta delle scritture contabili. Sugli acquisti di beni e servizi oltreconfine va tuttavia versata l'Iva entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione, previa integrazione della fattura estera ricevuta. Fa eccezione all'obbligo di versamento Iva, l'acquisto di beni intraUe da parte di un contribuente forfettario che non abbia eseguito analoghi acquisti nel periodo d'imposta precedente a quello in corso superiori a 10mila euro. Chi, infine, entra nel regime forfettario è tenuto alla rettifica della detrazione Iva per i beni acquistati in precedenza, quando il soggetto era in regime ordinario.
Detrazione 65% non per tutti
Un vademecum dell'Enea fornisce le indicazioni per i lavori incentivanti aggiornato al 26 gennaio 2015 con le diverse schede tecniche. Il vademecum è composto da sei schede riepilogative dei requisiti richiesti e della documentazione da approntare per usufruire della detrazione del 65%. Per usufruire del bonus l'immobile oggetto della qualificazione globale energetica deve essere 'esistente'ossia accatastato. Deve essere in regola con il pagamento di eventuali tributi e dotato di impianto di riscaldamento. Per usufruire del bonus del 65% gli interventi sugli immobili devono rispondere a determinati requisiti. I lavori devono rispettare i limiti di dispersione tabellati o per l'intero edificio o per il singolo elemento costruttivo oggetto dell'intervento.
Ricarico, valutazioni accurate
La giurisprudenza di merito e di legittimità mette in discussione il metodo di rettifica globale dei ricavi fondato sulle cosiddette percentuali di ricarico. L'accertamento induttivo non è sempre legittimo. Lo è quando è basato su percentuali di ricarico valutate con cura. Il riscontro di incongrue percentuali di ricarico sulle merci vendute può costituire un valido presupposto per l'accertamento induttivo sia ai fini delle imposte dirette che dell'Iva, solo se la percentuale di ricarico stessa sia coerente con la natura e le caratteristiche dei beni venduti e sia basata su di un campione rappresentativo delle merci vendute.
Regole complesse e costi elevati ma la 'voluntary' prende quota
Dalla voluntary disclosure ci aspettiamo un'adesione massiccia. Lo ha dichiarato il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi. La collaborazione volontaria è finalmente partita. Il Sole 24 Ore ha realizzato un sondaggio il cui esito sembra confermare e confortare la posizione delle Entrate. La voluntary disclosure risulta destinataria di sicuro interesse e accreditata di considerevoli aspettative di successo. Più contenuta è l'attenzione per il rimpatrio solo giuridico e molto ridotta la curiosità per l'emissione del 'nero' domestico. A differenza degli scudi fiscali la voluntary si presenta senza il tratto dell'anonimato e con costi notevolmente più alti. E' di fatto impossibile poter stimare un costo medio dell'emersione per tutti i contribuenti. Le variabili nei conteggi di imposte e sanzioni, le infinite vicende che possono aver interessato i capitali e i patrimoni negli anni da considerare fanno sì che la procedura possa essere definita 'sartoriale'.
Reverse charge, fatture integrate per i regimi a forfait
Il nuovo reverse charge coinvolge imprese e professionisti più di quanto non accadesse in passato e rende debitori di Iva chi prima non lo era. La procedura interessa il debitore d'imposta che applica generalmente il regime ordinario Iva, senza limiti alla detrazione e quindi l'inversione contabile non genera alcun debito di imposta. A partire dal 1°gennaio 2015 per le operazioni soggette a reverse charge quali le prestazioni di servizi di pulizia l'inversione contabile ai fini Iva coinvolge anche il committente poiché si applica quando essa è effettuata a favore di soggetti passivi. Ad esempio un medico che effettua operazioni esenti da Iva, che ha affidato ad una impresa le pulizie dello studio, riceve la fattura non soggetta ad Iva, deve integrarla dell'Iva e registrarla sia nel registro degli acquisti che vendite, ma siccome non ha il diritto alla detrazione dovrà versare periodicamenet l'imposta. Per di più perde l'esonero dalla dichiarazione annuale Iva.
Incarico 'doc' per il professionista
Voluntary disclosure. Solo il 1°marzo sapremo quali paesi black list aderiranno all'accordo di scambio di informazioni con l'Italia. La procedura di collaborazione volontaria è finalmente partita anche se gli operatori attendono la circolare delle Entrate, annunciata per le prossime settimane, in cui attendono le risposte ai dubbi interpretativi. Nel frattempo i consulenti stanno iniziando ad incontrare i clienti interessati alla regolarizzazione. E' chiaro che l'incarico di assistenza andrà formalizzato in un mandato professionale ( a lato dell'articolo viene proposto un fac simile) . Compito dl professionista è quello di presentare una specie di dichiarazione (ora per allora) relativa ai periodi di imposta ancora aperti ai fini dell'accertamento. L'assistenza nella disclosure riguarda i periodi di imposta fino al 2013. Tuttavia, il cliente che aderisce avrà obblighi anche per i periodi di imposta 2014 e 2015.
Da ieri lo split payment non 'perdona' più
Da ieri sono operative le sanzioni per gli enti pubblici e i loro fornitori che non applicano lo split payment. La circolare n. 1/E/2015 dell'Agenzia delle Entrate illustra il quadro sanzionatorio evidenziando per i fornitori che non applicano correttamente il regime la sanzione del 100% dell'imposta relativa all'operazione irregolarmente fatturata. Per l'ente pubblico che acquista il bene o il servizio la sanzione è quella dell'art. 6, comma 8 dlgs 471/97. Per lo stesso ente pubblico che acquista beni o servizi nella sfera istituzionale la sanzione scatta solo per l'eventuale omesso o insufficiente versamento dell'imposta pari al 30% del dovuto. Per le operazioni soggette alla scissione dei pagamenti commesse prima del 9 febbraio 2015 non sono previste sanzioni a carico dei fornitori e delle Pa, purché l'Iva esigibile venga corrisposta all'erario.
Reati tributari, il decreto slitta a maggio
Slitta a maggio il decreto sui reati tributari che contiene la contestata norma sul 3%. Per l'attuazione delle delega fiscale, invece, è in arrivo una proroga di sei mesi rispetto alla scadenza del 27 marzo: tre mesi a disposizione del Governo per varare i provvedimenti attuativi e tre mesi al Parlamento per esprimere i pareri. E il veicolo in cui imbarcare la proroga sarà la conversione del decreto legge sull'Imu agricola, ora al Senato. E' quanto emerso ieri nell'audizione del viceministro dell'Economia, Luigi Casero, svoltasi in commissione Finanze alla Camera. In questo modo, la parte sulla fiscalità delle imprese sarà in vigore dal 1°giugno e quella sull'accertamento dal 1°settembre, secondo la road map indicata ieri sera dal premier Renzi. Il Cdm del 20 febbraio sarà dedicato al pacchetto di norme per l'internazionalizzazione delle imprese, alla fatturazione elettronica anche tra privati, al catasto e alla riforma dei giochi ma anche alle norme sulle partite Iva
NEWS CARTELLE EQUITALIA
In sostanza oggi, ogni 3 anni, l’Agente di riscossione comunica agli Enti creditori (Erario, INPS, Comuni ed enti territoriali) i debiti che non è riuscito a riscuotere, quindi gli Enti dovranno procedere a cancellare l’entrata dal bilancio segnandola come “perdita”, ovviamente dopo aver verificato che Equitalia abbia effettivamente fatto il possibile per il recupero delle somme in questione. A tale controllo triennale sono tuttavia state concesse nel tempo numerose proroghe, rimandando una notevole quantità di verifiche di cartelle inesigibili: centinaia di milioni di cartelle esattoriali per un valore complessivo di 545 miliardi di euro. L’ultima proroga scadrà il prossimo 31 dicembre 2014 così, a partire dal 1° gennaio 2015 gli Enti creditori saranno chiamati a verificare un innumerevole quantità di cartelle inesigibili, con il rischio di paralizzare le altre attività.
Niente local tax su 3,2 milioni di case
La local tax sarà al centro delle misure di semplificazione. Lo ha detto ieri nel corso del questiona time al Senato il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan. Semplificazione che si concretizza nell'accorpamento di Imu e Tasi con una significativa riduzione della complessità delle aliquote dei Comuni. Il Governo sta pensando a un provvedimento che vada in questa direzione da tradursi in una correzione alla legge di Stabilità. Il delicato nodo politico dell'abitazione principale e del carico fiscale sulle imprese è al centro dei calcoli. Si lavora anche a una diversa strutture delle aliquote standard che potrebbe ampliare il raggio di esenzione per le case meno pregiate. Allo studio un'aliquota base al 2 per mille e una detrazione fissa di 90 euro. In questo modo l'aliquota, riducendosi di un quinto, scenderebbe in misura maggiore rispetto alla detrazione e quindi si allargherebbe la fascia di esenzione fino a comprendere 3,2 milioni di abitazioni.
Conti correnti, meno vincoli ai controlli
Un emendamento alla legge di Stabilità 2015, approvato dalla commissione Bilancio della Camera, rende più semplice per il fisco l'accesso ai dati sui conti correnti e sui depositi dei contribuenti. Vengono superati gli attuali criteri per le liste selettive dei contribuenti a maggior rischio di evasione. L'accesso alle informazioni diventa più semplificato perché le Entrate potranno consultarle per approfondire il 'rischio di evasione' di tutti i contribuenti in base alle indicazioni sui soggetti da controllare che verranno stabilite di anno in anno. La modifica, dunque, potrebbe ampliare la platea dei soggetti da mettere sotto osservazione. Resta, tuttavia, la questione della tutela della privacy; per come è formulato l'emendamento potrebbero avere accesso alle informazioni bancarie anche gli uffici territoriali delle Entrate. Ma l'intenzione dei deputati che hanno presentato l'emendamento è quella di limitare l'accesso solo a funzionari delle Entrate altamente specializzati e sempr e a livello centrale.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2
 art. 1

Sentenza 
 art. 15
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza