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Timestamp: 2019-12-09 17:44:35+00:00

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L'Imu a carico dell'inquilino: Sentenza della Cassazione - MBWebStudio L'Imu a carico dell'inquilino: Sentenza della Cassazione - MBWebStudio
Si possono far pagare all’inquilino le tasse sulla locazione? Si può scaricare su di lui il peso dei tributi che gravano sul contratto di locazione? Ad esempio, è lecito che Imu e Tasi siano pagate dall’inquilino?
Con la sentenza 6882/2019, le Sezioni unite della Cassazione hanno affermato che è lecita la clausola di un contratto di locazione che preveda che imposte e tasse, relative all’immobile locato, siano poste a carico del locatario. Affinchè il proprietario possa chiedere il rimborso delle imposte relative all’immobile, è necessario che venga inserito un’ apposita clausola all’interno del contratto di locazione.
Vediamo in questo contributo, quali sono le imposte dovute nella locazione: distinguendo quelle in capo al proprietario da quelle dovute dall’inquilino. Inoltre soffermando l’attenzione sulla novità prevista dalla sentenza n. 6882/2019.
Quali tasse si pagano sulla locazione?
Quali sono le imposte a carico del padrone di casa?
Quali tasse paga l’inquilino?
Imu e Tasi a carico dell’inquilino
Sentenza n. 6882/2019 pronunciata dalle Sezioni unite della Cassazione: significato
Imu e tasi a carico dell’inquilino: cosa scrivere nel contratto?
Allo Stato non interessa se paga l’Imu l’inquilino o il proprietario
Prima di entrare nel dettaglio su quanto pronunciato dalla sentenza, ricordiamo brevemente quali sono le tasse che si pagano sulla locazione.
La prima è sicuramente l’imposta di registro che, si versa all’Agenzia delle Entrate, in sede di registrazione del contratto. L’ammontare dell’imposta dipende da alcune variabili quali:
canone concordato, dalla durata del contratto e dal tipo di immobile. Poi vi è l’ imposta irpef o in alternativa alla cedolare secca derivante dal reddito da locazione che il proprietario sarà tenuto a dichiarare in sede di dichiarazione dei redditi. Infine vi sono le imposte indirette, ovvero quelle che si versano annualmente sulla casa. Con queste, chiaramente mi riferisco all’ Imu, la Tasi e la Tari.
Il proprietario dell’immobile oggetto di locazione è tenuto a pagare le imposte dirette, ossia l’irpef o la cedolare secca. In quanto si tratta di ricchezza a lui imputabile, pertanto non è possibile trasferire il presupposto d’imposta ad altro soggetto. Inoltre, tale soggetto, è tenuto a versare il 50% dell’imposta di registro. Tuttavia il contratto può prevedere che sia esonerato l’inquilino dal versamento di tale imposta. In tale caso, l’imposta di registro graverà interamente sul proprietario. Su quest’utimo inoltre gravano sia l’Imu che la Tasi. Tuttavia il Comune, per quanto riguarda la Tasi, può prevedere una ripartizione ( tra il 10 e il 30%) sul conduttore.
L’inquilino in primo liogo è tenuto, in sede di registrazione del contratto, al versamento del 50% dell’imposta di registro. Tuttavia di solito è il locatore che anticipa tale importo; in quanto l’onere della registrazione del contratto è a carico suo. La giurisprudenza afferma che sia da considerarsi nullo il contratto che scarichi sull’inquilino tutto il costo dell’imosta di registro. Infine è a carico dell’inquilino il versamento della Tari, che è tenuto a versarla annualmente.
La regola generale statilisce che le imposte sulla casa gravino sul proprietario dell’immobile. Questo, in quanto, il bene e quindi il presupposto d’imposta fa capo a lui. Tuttavia secondo la sentenza n. 6882/2019, pronunciata dalla Sezione Unite della Cassazione, ha previsto che il proprietario possa scaricare tali spese sull’inquilino. La sentenza non ha trasferito su un altro soggetto un’obbligazione tributaria. Tuttavia ha previsto la possibilità per il proprietario di chiedere un rimborso all’inquilino pari al peso dell’Imu e della Tasi.
Ed è proprio questo il significato della sentenza n. 6882/2019 pronunciata dalle Sezioni Unite della Cassazione.
Affinchè l’imu e la tasi possano essere pagate dal conduttre, sarà necessario che questo obbligo sia previsto all’inerno del contratto di locazione.
Vediamo qui di seguito un estratto della sentenza n. 6882/2019:
Dall’estratto della sentenza, si evince che, restano in carico al proprietario l’obbligo di pagamento dell’imu. Tuttavia quet’ultimo potrà richiedere il rimborso all’inquilino. Per verificarsi questo, sarà necessario che sia espressamente stabilito nel contratto.
La stessa sentenza, prevedendo un “semplice rimborso spese”, fa si che la stssa non si ponga come una violazione dell’art. 53 della Costituzione, che ricordiamo:
Il prorietario dell’immobile che desidera chiedere a rimborso all’inquilino il versamento dei tributi (Imu e tasi), dovrà renderlo esplicito all’interno del contratto di locazione.
Qui si seguito la clausola da inserire all’interno del contratto di locazione
“Nel corso dell’intera durata del … contratto:
All’ente impostitore (Stato, Comune o altro) riconosce nel proprietario dell’immobile il soggetto tenuto al pagamento delle imposte ma, come si evince dalla sentenza:
Pertanto da oggi in poi, sarà ancora più importante leggere con attenzione cosa prevede il contratto di locazione.
Questa recente sentenza ha previsto un’importante novità, ovvero la possibilità di scaricare sull’inquilino le imposte relative ad Imu e Tasi. Tuttavia come specificato in questo contribiuto, è necessario porre particolare attenzione al contratto. Pertanto, per evitare ti commettere errori, rivolgiti ad esperti in materia!

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