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Timestamp: 2019-02-21 00:36:04+00:00

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Ganodermavita - legislazione multilevel marketing
REGOLAMENTAZIONE LEGALE PER VENDITA DIRETTA
La vendita diretta è la distribuzione di prodotti e servizi al finale consumatore, generalmente a domicilio e comunque al di fuori degli esercizi commerciali, tramite incaricati alla vendita che,attraverso presentazioni e dimostrazioni, offrono un servizio personalizzato per soddisfare le esigenze di ogni singolo cliente.
La vendita diretta è una vendita di antiche origini che continua a crescere di anno in anno, in Italia e nel resto del mondo, senza patire la concorrenza delle vendite on-line e delle più moderne forme di commercio.
La vendita diretta è un processo di acquisto e di relazioni interpersonali per prodotti che necessitano di una spiegazione dettagliata.
La vendita diretta non è una pratica commerciale scorretta, non è vendita piramidale, non è catena di Sant’Antonio. Per oltre trent’anni si è lavorato lavorato per avere una legge che distinguesse chiaramente le vendite dirette a domicilio dalle vendite piramidali e dalla catene di Sant’Antonio, attività illegali, che nulla hanno a che vedere con le vendite dirette, come finalmente è stato stabilito dalla legge 173 del 2005 che regolamenta il settore.
Regolamentazione attività: Decreto Lgs.114/1998
Regolamentazione legale: Legge 173/2005 Disciplina della vendita diretta a domicilio e tutela del consumatore dalle forme di vendita piramidali.
ART. 1 (Definizioni e ambito di applicazione della legge)
ART. 2 (Esercizio dell'attivita' di vendita diretta a domicilio) 1. Alle attivita' di vendita diretta a domicilio di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a), si applicano le disposizioni di cui agli articoli 19, 20 e 22, commi 1 e 2, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, nonche' le disposizioni vigenti in materia di commercializzazione dei beni e dei servizi offerti.
ART. 3 (Attivita' di incaricato alla vendita diretta a domicilio) 1. L'attivita' di incaricato alla vendita diretta a domicilio, con o senza vincolo di subordinazione, e' soggetta all'obbligo del possesso del tesserino di riconoscimento di cui all'articolo 19, commi 5 e 6, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, e puo' essere svolta da chi risulti in possesso dei requisiti di cui all'articolo 5, comma 2, del medesimo decreto legislativo.
ART. 4 (Disciplina del rapporto fra impresa affidante e incaricato alla vendita diretta a domicilio. Compenso dell'incaricato)
ART. 5 (Divieto delle forme di vendita piramidali e digiochi o catene)
ART. 6 (Elementi presuntivi) 1. Costituisce elemento presuntivo della sussistenza di una operazione o di una struttura di vendita vietate ai sensi dell'articolo 5 la ricorrenza di una delle seguenti circostanze:
Regolamentazione fiscale: D.P.R. n. 600/1973 Art.25 Bis 6° Comma
Il 6' comma dell'art. 25-bis del D.P.R. 29/09/73 nr. 600 stabilisce che per le prestazioni rese dagli incaricati alle vendite a domicilio di cui alla Legge 173/2005 e D.Lgs. 114/98 recante "Disciplina del Commercio", la ritenuta del 23% è applicata a titolo d'imposta ed è calcolata sul 78% delle provvigioni percepite. La ritenuta a titolo d'imposta si applica solo nei casi in cui l'attività da cui consegue la provvigione non sia inerente ad un rapporto d'agenzia.
L'articolo 2, comma 12, modifica il regime di tassazione dei compensi relativi alle prestazioni rese dagli incaricati alle vendite a domicilio, di cui all'articolo 19 del Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 114. In particolare, attraverso la sostituzione dell'articolo 25, comma sesto, primo periodo, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, viene stabilito che i predetti compensi sono assoggettati a imposizione attraverso l'applicazione di una ritenuta alla fonte, a titolo di imposta, con l'aliquota applicabile al primo scaglione di reddito, commisurata all'ammontare delle provvigioni percepite, ridotto del 22% a titolo di deduzione forfetaria delle spese di produzione del reddito.
Per quanto riguarda le provvigioni percepite dalle cosiddette Dealers va, altresì, evidenziato che sono assoggettati alla ritenuta a titolo d'imposta sia i compensi per la pura attività di intermediazione (provvigioni in senso stretto) e sia i compensi per gli ulteriori servizi resi dalla Dealer dopo la conclusione del contratto di vendita, consegna dei beni ed esanzione del relativo credito (Circ. 24/08/845 del 10/06/83 Min. Fin. Dir. Imposte).
Regolamentazione INPS: Legge 335 del 08.08.1995
É un contributo dovuto all'INPS, previsto dalla legge di riforma del sistema pensionistico, dai lavoratori autonomi che esercitano un'attività professionale o di collaborazione coordinata e continuativa e per gli incaricati alle vendite a domicilio per la quale non è prevista una forma assicurativa pensionistica.
Il contributo ha lo scopo di finanziare un fondo obbligatorio che garantisce una pensione (invalidità, vecchiaia e superstiti) calcolata con il sistema contributivo in presenza di un minimo di 5 anni di versamenti.
Dal 01 Gennaio 2010 il contributo è del 26,72% o 17%, a seconda dei casi:
A) per gli incaricati alle vendite non iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria è pari al 26,72% fino al massimale di legge pari a 118.137 (lordi). Il contributo è maggiorato dello 0,72% per finanziare il fondo di recente istituzione per maternità e assegni familiari;
B) per gli incaricati alle vendite iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie il contributo è pari al 17%.
C) per gli incaricati alle vendite già pensionati il contributo è pari al 17%.
Il contributo è pagato per i 2/3 dall'azienda committente e per 1/3 è a carico dell'incaricato: questa "porzione" pari a 1/3 dell'imponibile viene trattenuta alla fonte dall'azienda per ogni provvigione percepita.
Dal 01.01.2003 la base imponibile per il calcolo del contributo Inps è del 78% delle provvigioni percepite.
Il compito di versare i contributi è attribuito all'azienda committente.
Gli incaricati alle vendite che hanno un volume di provvigioni annuo netto fino a Euro 5.000,00 (pari al 78% di 6.410,00) non sono soggetti al versamento dei cotributi Inps di cui alla Legge 335/95 in quanto esclusi. Al superamento di tale importo sono soggetti al prelievo del contributo INPS solo sulla parte eccedente i 5.000 Euro netti. Tale franchigia è annuale; pertanto ogni anno le provvigioni percepite fino all'ammontare lordo di 6.410 euro sono escluse dall'assoggettamento INPS.
PROCEDURA PER ALIQUOTA RIDOTTA
Per poter usufruire dell'aliquota ridotta del 17% ogni incaricato deve comunicarlo per scritto alla società. Tale riduzione potrà essere applicata solo per le liquidazioni successive alla data di tale comunicazione. Se durante l'anno ci sono ulteriori cambiamenti della propria posizione previdenziale, dovranno essere comunicati tempestivamente alla societa' per poter adeguare la percentuale INPS all'aliquota ordinaria del 26,72%.
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- Perché Internet è lo strumento di lavoro migliore
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References: ART. 1

ART. 2

ART. 3

ART. 4

ART. 5

ART. 6
 Art.25