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Timestamp: 2018-12-12 22:04:14+00:00

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Preparazione alla verifica di compresenza diritto storia IL diritto del lavoro
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Il lavoro è qualsiasi attività fisica intellettuale o manuale che l’individuo svolge allo scopo di produrre beni o servizi.
- Può essere sotto le dipendenze di qualche soggetto (datore di lavoro) o autonomo (l’individuo gestisce il suo lavoro).
- Può essere intellettuale o manuale.
- Se il datore è lo Stato o un Ente pubblico il rapporto si dice di Pubblico Impiego.
È uno dei mercati dei fattori della produzione (insieme a terra o natura, capitale, organizzazione imprenditoriale).
I fattori della produzione vengono remunerati (la terra: rendita; il capitale: interessi; l’organizzazione imprenditoriale: profitto).
Il lavoro viene remunerato con il salario/stipendio.
Per mercato intendiamo offerta e domanda di lavoro:
- Il fattore lavoro è offerto dai lavoratori.
- Le imprese domandano lavoro.
Se domande e offerte fossero uguali non ci sarebbe disoccupazione.
Una percentuale di disoccupazione è fisiologica (2-3 %).
In Italia il Sud denuncia un tasso di disoccupazione maggiore rispetto al resto del Paese.
Così è maggiore il tasso di disoccupazione tra le donne e tra i giovani rispetto alla situazione tra i maschi e gli adulti.
Sono tutti coloro che si trovano sul territorio dello Stato (compresi i non cittadini non residenti, ma non i cittadini italiani residenti all’estero).
tutti coloro che sono sul mercato del lavoro.
Comprende: Occupati (coloro che stanno lavorando) e Non Occupati (coloro che sono in cerca di occupazione).
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Sono coloro che superano il 65° anno di età; casalinghe; i minori di 16 anni; gli inabili; gli studenti; i carcerati; i preti.
NORMATIVA SUL LAVORO Le fonti del Diritto del lavoro
Per Diritto del lavoro si intendono tutte le norme giuridiche che trattano del lavoro indicando diritti e doveri dei lavoratori.
Le fonti sono molte.
Vari articoli della Costituzione hanno come contenuto il lavoro, cominciando dall’art. 1.
Il lavoro è alla base della vita degli individui. Questo è sancito nel primo comma dell’art. 1 della Costituzione.
Nel Codice Civile un libro parla del rapporto di lavoro subordinato (si parla di contratto di lavoro, diritti e doveri del lavoratore e del datore di lavoro).
C’è una parte di leggi specifiche solo sul lavoro.
A cominciare dalla n° 300 del 20 maggio 1970 (“statuto dei lavoratori”) o quelle che tutelano le madri lavoratrici.
Alcune hanno introdotto ad esempio il concetto di flessibilità del lavoro.
Fino all’introduzione di queste leggi l’Italia era un paese rigido per quello che riguardava il mercato del lavoro. I giovani e le donne entravano difficilmente. Gli uomini erano particolarmente tutelati e le aziende avevano difficoltà per il bisogno variabile di personale a seconda dei periodi, avendo la possibilità di stipulare solo contratti molto rigidi.
Nel 1997 è stato emanato il pacchetto Treu (Tiziano Treu era il ministro del lavoro, giuslavorista cioè esperto di diritto del lavoro) dove sono state introdotte nuove forme di flessibilità del lavoro, nuovi tipi di contratti.
Anche la legge n° 30 del 2003 (legge Biagi) Marco Biagi era un consulente del governo ucciso dalle Brigate Rosse, così come Massimo D’Antona qualche anno prima. Questa legge è intervenuta sulla flessibilità del mercato del lavoro.
Fanno parte delle fonti del diritto del lavoro anche i contratti collettivi nazionali stipulati tra i rappresentanti dei lavorati (i sindacati) e i rappresentanti dei datori di lavoro (ad es. associazioni industriali, confagricoltura, confesercenti, ecc.).
Il contratto di lavoro individuale viene regolato nel Codice Civile tenendo conto delle disposizioni dei contratti collettivi per quanto riguarda ad esempio la retribuzione.
Nei principi fondamentali della Costituzione c’è l’importanza del lavoro (art. 1).
Ciascuno deve esprimere la propria personalità attraverso il lavoro.
Nell’art. 4 si riconosce il diritto al lavoro. Il lavoro è però anche un dovere. Lo Stato deve fare di tutto affinché i suoi cittadini abbiano un lavoro, per favorire l’occupazione.
Articolo 35, molto generale ed astratto, vuol dire che il Parlamento deve emanare delle norme che recepiscano queste indicazioni della Costituzione.
Fino al 1962 avevamo varie società private che fornivano elettricità i regime di concorrenza. Nel ‘62 si ebbe la nazionalizzazione dell’energia elettrica con la fondazione di un unico ente che forniva energia. Alla fine degli anni ‘90 con le liberalizzazioni l’Enel è stato trasformato in società per azioni e c’è stata la liberalizzazione del mercato energetico ed adesso ci sono più società che offrono energia elettrica.
Libertà di emigrazione
Garantire la libertà di emigrazione vuol dire che il fenomeno dei flussi migratori era presente in Italia ma solo in uscita. L’Italia era un paese di forte emigrazione fin dal 1870; molti italiani andavano in Francia, Belgio, Gran Bretagna (dalle montagne del Nord Italia). Dall’Italia del Sud si andava a cercare fortuna in America del Nord e del Sud. I momenti di flussi migratori furono alla fine dell’800 ed alla fine degli anni ’20. Negli anni ’50 dal Sud e dal Nord Est.
Negli anni ’80 abbiamo cominciato a vedere il fenomeno della immigrazione. I primi sono venuti dall’Africa del Nord. In seguito alla disgregazione della Jugoslavia c’è stato un grande flusso immigrazione da Albania, e dagli altri paesi dei Balcani.
Con la caduta del muro di Berlino molti sono arrivati in Italia dai paesi satelliti dell’URSS o dalle repubbliche resesi indipendenti dall’Unione Sovietica. Arrivano anche dal Sud America, dal Centro Africa. Adesso ci sono circa 3.000.000 di immigrati. Inoltre l’Italia è comunque un paese di passaggio. Qualcuno di quelli che arrivano in Italia non si ferma ma va in altri paesi.
Il primo comma, in questo periodo, è lettera morta poiché non si è tutelato il potere d’acquisto dei salari.
Aumenta il divario tra la popolazione ricca e quella povera.
ci sono delle leggi che tutelano maggiormente il lavoro dei minori e le donne. La lavoratrice è tutelata anche per quanto riguarda la sua funzione di madre.
Per chi lavora abbiamo una serie di assicurazioni obbligatorie per cui il lavoratore è obbligatoriamente assicurato all’INPS e INAIL o all’INPDAP (se è lavoratore dipendente pubblico) – questi sono enti di diritto pubblico. Il lavoratore e il datore di lavoro devono obbligatoriamente versare dei contributi. Questi istituti nascono per la previdenza sociale. La previdenza viene effettuata per i lavoratori. Ci sono altre forme di intervento che lo stato effettua a favore delle categorie che sono in momenti di disagio (categorie deboli) che si chiamano assistenza e non previdenza.
L’articolo 39 diceva che per la validità erga omnes (nei confronti di tutta la categoria) dei contratti collettivi il sindacato doveva iscriversi in pubblici registri per acquistare personalità giuridica. Non c’è mai stata di fatto una legge che recepisse questo articolo della Costituzione per cui i sindacati sono delle associazioni di persone senza personalità giuridica. Questo ha comportato un problema per la validità erga omnes dei contratti collettivi. C’è stata una sentenza della Corte Costituzionale che ha detto: tutti i contratti individuali dovevano recepire quanto disposto dai contratti collettivi in quanto presi come base di applicazione dell’articolo 36 della Costituzione.
L’articolo 40 garantisce il diritto di sciopero nei limiti delle che lo regolano. Fino agli anni 90 questo diritto di sciopero non è mai stato regolato, per cui (specialmente negli anni 70) abbiamo avuto in passato degli scioperi che adesso sono considerati illegali (sciopero selvaggio, senza preavviso, a singhiozzo, a scacchiera). Lo sciopero l’astensione collettiva dal lavoro indetta dai sindacati di categoria. Se scioperano tutte le categorie abbiamo lo sciopero generale. Adesso lo sciopero deve essere comunicato almeno dieci giorni prima e se c’è una revoca questa deve essere effettuata almeno tre giorni prima. Parlare di sciopero per gli studenti non è corretto, si può parlare di manifestazione. Quando i lavoratori scioperano non vengono retribuiti.
Durante il fascismo lo sciopero è stato abolito e considerato reato. Lo stesso valeva per la serrata: la chiusura dei negozi, delle fabbriche. Sono state create le corporazioni dove non dovevano più esistere conflitti sociali ma tutto era regolato dalle corporazioni, rappresentanti delle categorie economiche del paese.
I PRIMI 18 ARTICOLI DELLA LEGGE 300 DEL 20 MAGGIO 1970 “STATUTO DEI LAVORATORI”
È stata elaborata da Gino Giugni, esponente del partito socialista. Era molto avanzata dal punto di vista dei diritti sociali che concedeva ai lavoratori. In tutta Europa non esisteva una legge che tutelava così tanto i lavoratori.
Art.1 libertà di opinione. I lavoratori sul luogo di lavoro hanno il diritto di manifestare il proprio pensiero nel rispetto delle leggi vigenti e dei principi della Costituzione.
Art. 2 guardie giurate. Le guardie giurate possono solo essere usate per tutela del patrimonio aziendale. Non devono essere impiegate per controllare l’attività lavorativa del lavoratore.
Art. 4 impianti audiovisivi. Non si possono controllare con telecamere i lavoratori nello svolgimento delle funzioni.
Art.5 accertamenti sanitari. Il datore di lavoro non può fare degli accertamenti sanitari (tanto meno a priori), i quali sono effettuati da enti preposti.
Art. 8 divieto di indagini sulle opinioni. Non si possono fare indagini di natura extralavorativa sui lavoratori (su orientamenti politici, sessuali, etc.).
Art. 9 tutela della salute ed integrità fisica. Come fonte normativa è molto importante il d.l. 626 sulla sicurezza dei lavoratori. Questa questione è stata riepilogata nel d.l. 81 del 2008 (sicurezza e salute del lavoratore sul luogo di lavoro). La sicurezza degli studenti è equiparata a quella dei lavoratori.
: icare -> download -> mvcolombini -> 0809
0809 ->  cos'e un legame di attaccamento
0809 -> L’interazione sociale diadi, gruppi, societa’ interazione sociale

References: Articolo 35
 sentenza 

Art.1

Art. 2

Art. 4

Art.5

Art. 8

Art. 9