Source: https://www.laleggepertutti.it/164975_testamento-e-valido-se-si-sorregge-la-mano
Timestamp: 2018-03-19 08:51:17+00:00

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Testamento: è valido se si sorregge la mano?
Lo sai che? Testamento: è valido se si sorregge la mano?
Firma, data e contenuto delle ultime volontà inserite nel testamento devono essere redatte dalla mano del testatore, senza l’intervento o l’aiuto di terzi.
Chi scrive testamento non può essere aiutato da altri; o meglio la sua mano non può essere diretta da nessuno, neanche se si tratta di un familiare. Questo perché la caratteristica del testamento olografo (quello cioè “fatto in casa”, senza l’assistenza del notaio e conservato nel cassetto o consegnato a un amico) è che sia scritto integralmente dall’interessato, ossia di suo pugno. Non è ammesso il supporto esterno: il che significa che è nullo il testamento se si sorregge la mano del testatore (così si chiama chi fa testamento), neanche se questi ha una grave malattia che gli fa tremare le dita, rendendo la grafia illeggibile. In quest’ultimo caso, quando proprio le lettere siano indecifrabili, l’interessato si dovrà rassegnare a chiamare un notaio e optare per il «testamento pubblico». Sebbene, infatti, non è chiesta una particolare qualità della grafia, questa deve essere quantomeno comprensibile. Sono questi i principi elaborati sino ad oggi dalla giurisprudenza nel rispondere al quesito «è valido il testamento se si sorregge la mano?». Di tanto abbiamo già parlato nell’articolo
Posso aiutare a stringere la mano a chi fa testamento.
1 Il figlio può aiutare il genitore a fare testamento?
2 Si può guidare la mano del testatore?
3 Se nel testamento ci sono ulteriori aggiunte
4 Data e firma del testamento
Il figlio può aiutare il genitore a fare testamento?
Immaginiamo una persona molto anziana, affetta da una grave patologia che gli rende impossibile alzarsi dal letto e stare in piedi. Intuendo che la morte è prossima, l’uomo chiama il figlio e gli chiede di aiutarlo a fare testamento. Il figlio sa bene che il documento sarebbe nullo se a scriverlo fosse un’altra persona o se fosse realizzato al computer e poi firmato dal padre; così gli porge una penna, un foglio e una tavoletta a cui appoggiarsi. L’uomo però non ce la fa; così il giovane gli sorregge la schiena per tenerlo in posizione verticale. Intravedendo che la grafia è comunque illeggibile, il figlio stringe la mano dell’anziano genitore in modo che questi riesca a tenere la penna stabile sul foglio. Senonché, al momento dell’apertura della successione, uno degli altri eredi intuisce che qualcosa non è andata nel verso corretto: sa infatti che il testatore era affetto da malattia tanto grave da impedirgli di avere una grafia così chiara e netta. Così impugna il testamento. Il figlio che ha aiutato il genitore ammette il proprio intervento, tuttavia si difende sostenendo di aver solo stretto il pugno attorno alla penna, ma non già di aver diretto la scrittura, tantomeno indirizzato la volontà del padre (volontà già formata in precedenza). Chi ha ragione tra i due? Secondo la Cassazione non si può aiutare la mano di chi scrive un testamento, neanche tenendo stretto il pugno. Tutt’al più si può sorreggere la schiena di chi è costretto a letto. L’importante è non influire sulle dita e sul polso. Nell’esempio di specie, bisognava quindi chiamare il notaio che avrebbe provveduto a scrivere il testamento per conto dell’interessato.
Si può guidare la mano del testatore?
Secondo la Cassazione [1] la guida della mano del testatore da parte di una terza persona comporta la nullità del testamento perché viene meno il requisito dell’autografia, che è elemento indispensabile per la validità del testamento olografo. Non rileva che il contenuto del testamento – per quanto scritto con il supporto altrui – sia proprio quello corrispondente alla volontà del testatore e che il terzo non abbia influito sulle ultime volontà. Insomma, per rendere invalido il testamento non è necessario verificare se la “mano guidante” sia intervenuta a suggerire anche un differente assetto del patrimonio dell’interessato.
La Suprema Corte si esprime con le seguenti parole [2]: «La guida della mano del testatore da parte di una terza persona esclude, di per sé, il requisito dell’autografia, indispensabile per la validità del testamento olografo, a nulla rilevando l’eventuale corrispondenza del contenuto della scheda rispetto alla volontà del testatore ed essendo ultroneo verificare se la “mano guidante” sia intervenuta su tutta la scheda testamentaria o se la parte non interessata dal suo intervento rappresenti una compiuta manifestazione di volontà».
Se nel testamento ci sono ulteriori aggiunte
Che succede, però, se il testamento, inizialmente scritto integralmente dal testatore sia stato successivamente integrato con alcune postille di terzi che, ad esempio, abbiano chiarito meglio la grafia presente sul foglio (come quando si riscrive un vocabolo per renderlo più comprensibile al lettore). In tal caso, il testamento è ugualmente valido. Infatti, secondo la giurisprudenza [3], nell’ambito di uno stesso documento è possibile che una parte dello stesso sia pienamente valida e considerabile come testamento olografo perché rispondente ai requisiti di legge (ossia l’autografia) e, dall’altro lato, vi siano scritti di mano di un terzo (del tutto ininfluenti) apposti dopo la sottoscrizione del testatore (e perciò collocati in una parte del documento diversa da quella occupata dalla disposizione testamentaria). Tali aggiunte non possono invalidare il testamento autonomamente redatti dal testatore; la nullità del testamento olografo, infatti, si ha soltanto quando l’intervento del terzo avvenga con l’inserzione anche di una sola parola di sua mano nel corpo della disposizione di ultima volontà (nella specie, la Cassazione ha confermato la sentenza di merito che aveva respinto la domanda di nullità del testamento in un caso nel quale, dopo le disposizioni di ultima volontà redatte di pugno dal testatore e da lui sottoscritte, compariva anche, redatta da una mano diversa, l’indicazione secondo cui la persona nominata erede universale avrebbe dovuto avere cura del testatore e preoccuparsi del suo funerale).
Data e firma del testamento
Per essere valido, il testamento olografo deve scritto integralmente dal testatore: ciò non vale solo per le disposizioni testamentarie in senso stretto e (ovviamente) per la firma, ma anche per la data. Insomma, il giorno, il mese e l’anno in cui il testamento è stato redatto non può essere indicata da terzi, ma va riportata dallo stesso testatore. Il testamento è nullo in presenza di qualsiasi intervento di terzi, indipendentemente dal tipo e dall’entità (e quindi anche in presenza di una sola parola scritta da un terzo durante la confezione del testamento), non assumendo al riguardo rilevanza l’importanza che dal punto di vista sostanziale la parte eterografa riveste ai fini della nullità dell’intero testamento [4].
Qualora il “de cuius” per redigere il testamento olografo abbia fatto ricorso all’aiuto materiale di altra persona che ne abbia sostenuto e guidato la mano nel compimento di tale operazione, tale circostanza è sufficiente ad escludere il requisito della autografia, a nulla rilevando l’eventuale corrispondenza del contenuto della scheda testamentaria alla reale volontà del testatore [5].
[1] Cass. ord. n. 5505/17.
[2] Cass. sent. n. 24882/13.
[3] Cass. sent. n. 26258/08.
[4] Cass. sent. n. 12458/04.
[5] Cass. sent. n. n. 3163/93.

References: sentenza 
 Cass. 
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