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Timestamp: 2019-12-07 22:28:01+00:00

Document:
Caffè Dunant - n° 287 del 20 Ottobre 2006
n° 287 del 20 Ottobre 2006
1 - Tratto dal sito www.cri.it
Riunione generale delle Società Nazionali Europee di Croce Rossa aderenti al PERCO
Roma 13-10-2006
2 - 9 ottobre 2006 Comunicato stampa 06/113
Il Presidente del CICR in visita a Singapore
3 - 5 ottobre 2006
Gaza - Bollettino CICR n°09/2006
4 - Dal sito web del Comitato Internazionale della Croce Rossa
La protezione legale dei bambini nei conflitti armati
Università degli Studi di Bologna - Sede di Forlì:
Anno Accademico 2006/2007 mesi di Marzo Aprile Maggio 2007
”Corso in Diritto Internazionale dei Conflitti Armati e Operazioni di Pace fuori area”
Comunicatoci da Isidoro Palombo
“Una magra consolazione”
tratto dall’Ecnomist del 14-20 ottobre 2006
PROGETTO PRESIDIUM: potenziamento delle capacità di gestione di flussi
migratori misti in emergenza nell'isola di Lampedusa
Comunicatoci da: Ufficio Stampa CRI - Comitato Regionale della Sicilia
La Croce Rossa Italiana ha ospitato nei giorni 12 e 13 ottobre, presso il Comitato Centrale, la Riunione Generale Annuale delle Società Nazionali Europee di Croce Rossa aderenti al PERCO, una piattaforma costituita nel 1997 per discutere e coordinare le attività nell’ambito delle problematiche riguardanti i Rifugiati, Richiedenti Asilo e Migranti.
I partecipanti hanno fatto il punto sulle diverse situazioni delle rispettive Società Nazionali, constatando un rallentamento dei flussi migratori ed un miglioramento delle condizioni di accoglienza e degli apparati normativi degli Stati.
La Croce Rossa Italiana ha illustrato la sua attività di sensibilizzazione ed “advocacy” e ha presentato un progetto di accoglienza dei migranti - implementato insieme a UNHCR e OIM - presso il Centro di Lampedusa. La CRI, infine, ha organizzato una visita al Centro di Permanenza Temporanea ed Accoglienza di Ponte Galeria.
Il Presidente Nazionale, Massimo Barra, partecipando ai lavori ha esortato a garantire la massima protezione dei migranti ed offrire loro le migliori condizioni d’accoglienza, al fine di ridurre la situazione di vulnerabilità, invitando al contempo i membri del PERCO a perseguire con il massimo slancio le attività in questo settore in armonia con la strategia della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.
Ginevra (CICR) - Jakob Kellenberger, presidente del CICR, è giunto a Singapore per una visita di tre giorni
Incontrerà S.R. Nathan, presidente della Repubblica di Singapore, il Prof. S. Jayakumar, Primo Ministro e ministro della Giustizia, Teo Chee Hean, ministro della Difesa, Raymond Lim Siang Keat, ministro dei Trasporti e vice ministro degli Esteri, Dr Balaji Sadasivan, ministro degli Esteri ed il Presidente della Croce Rossa di Singapore, Winston Choo Wee Leong.
Gli incontri verteranno sul ruolo del diritto internazionale umanitario nei conflitti contemporanei, la situazione umanitaria in alcune delle aree di presenza del CICR, il coordinamento delle operazioni umanitarie ed il supporto del governo di Singapore in favore dell'opera del CICR.
http://www.cicr.org/web/eng/siteeng0.nsf/html/singapore-news-091006!OpenDocument
Una serie di manifestazioni, insieme alla crescente tensione tra i sostenitori di Hamas e Fatah, sono culminate domenica 1° ottobre in scontri armati tra le rispettive forze di sicurezza nelle strade di Gaza City e Khan Younis. I combattimenti hanno provocato sei morti, tra cui tre civili, e 133 feriti. Incidenti violenti si sono anche verificati a West Bank, Nablus e Ramallah.
In molte parti della striscia di Gaza, rapide incursioni dei militari Israeliani hanno causato, per tutta la scorsa settimana, la distruzione di campi agricoli e di abitazioni. Sei case sono state distrutte in seguito ad attacchi aerei. In un incidente, una ragazza di 13 anni è stata uccisa e altre quattordici persone ferite.
Razzi lanciati dalla striscia di Gaza continuano a cadere sul territorio Israeliano, minacciando i civili e le loro proprietà. La scorsa settimana, una donna di 76 anni e un ragazzo di 11 anni sono stati feriti.
La striscia di Gaza rimane in larga parte sigillata. Dopo tre giorni di apertura, il punto di transito di Rafah è stato di nuovo chiuso. Quello di Sufa rimane chiuso sia per motivi commerciali che umanitari. Il terminal cargo di Karni è rimasto chiuso per la maggior parte della settimana a causa dello sciopero del personale Palestinese, che non hanno ricevuto lo stipendio per diversi mesi. Il punto di transito di Erez è aperto solo per casi umanitari e per il transito dello staff delle organizzazioni internazionali. L'accesso al mare per i pescatori rimante interdetto.
Durante la scorsa settimana, il CICR ha distribuito kit di aiuti domestici a 35 famiglie nelle aree di Rafah e Shoka le cui abitazioni erano state distrutte. i kit contenevano teli impermeabili, materassi, coperte ed altri articoli domestici essenziali. Dalla fine di agosto, 266 famiglie hanno ricevuto questo tipo di assistenza da parte del CICR.
Il CICR ha inoltre distribuito kit di emergenza ad hoc sottoforma di razioni alimentari e kit igienici a 29 famiglie nel distretto di Younis nell'ultima settimana di settembre.
Il CICR ha organizzato il trasporto, da Ramallah a Gaza, di attrezzature di laboratorio e rifornimenti per permettere all'autorità locale per le risorse idriche di controllare l'efficacia dell'impianto di depurazione.
Il programma di visite familiari del CICR per i detenuti Palestinesi in Israele è ripreso il 13 agosto nella striscia di Gaza. Dal 25 al 28 settembre, 209 familiari sono stati in grado di visitare 109 detenuti in 12 differenti istituti di detenzione Israeliani.
http://www.cicr.org/web/eng/siteeng0.nsf/html/gaza-news-051006
4 - La protezione legale dei bambini nei conflitti armati
Il Diritto Internazionale Umanitario (DIU) garantisce una vasta protezione ai bambini. In caso di conflitto armato , sia esso internazionale o non internazionale, i bambini hanno diritto alla protezione generale prevista per i civili che non prendono parte alle ostilità. I civili non combattenti hanno diritto alla garanzia di un trattamento umano e sono protetti dalle disposizioni di legge sulla condotta delle ostilità. In considerazione della particolare vulnerabilità dei bambini, le Convenzioni di Ginevra del 1949 (d’ora in avanti GCII e GCIV) e i loro protocolli addizionali del 1988 (API e APII) stabiliscono una serie di regole che garantiscano loro una protezione speciale. I bambini che prendono parte direttamente alle ostilità non perdono la loro speciale protezione. I protocolli addizionali, la Convenzione del 1989 sui diritti dei bambini e il suo recente protocollo opzionale, in particolare, mettono anche dei limiti alla partecipazione dei bambini alle ostilità.
Nel caso di un conflitto armato internazionale, i bambini che non prendano parte direttamente alle ostilità sono protetti dalla GCIV relativa alla protezione dei civili e dall’API. Essi beneficiano delle garanzie fondamentali previste da questi trattati, in particolare del diritto alla vita, del divieto di coercizione, di punizioni corporali, torture, punizioni collettive e rappresaglie. (Art 27-34 GCIV e Art. 75 API) e dalle regole dell’API sulla condotta in caso di ostilità, includendo sia il principio che impone di fare una distinzione tra civili e combattenti e la proibizione sia sferrare attacchi contro i civili (Art 48 e 51).
Nel caso di un conflitto armato non internazionale i bambini sono protetti anche dalle garanzie fondamentali per le persone che non prendano direttamente parte alle ostilità (Art.3 comune alle GC e Art. 4 APII). Essi sono inoltre protetti dal principio che stabilisce “la popolazione civile in quanto tale, così come i civili, non devono essere oggetto di attacco” (Art. 13 APII).
GCIV garantisce un’attenzione speciale ai bambini, ma è l’API che stabilisce il principio della protezione speciale “I bambini devono essere oggetto di un rispetto speciale e devono essere protetti contro ogni tipo di violenza sessuale. Le parti in conflitto devono fornire loro protezione e l’aiuto di cui hanno bisogno, sia che ne necessitino a causa dell’età o per qualsiasi altra ragione” (Art. 77) Questo principio si applica anche ai conflitti armati non internazionali .(Art 4 para 3 API). Le disposizioni previste da questa protezione possono essere riassunte come segue:
* Evacuazione: zone speciali –Art. 14, 17, 24 (para. 2), 49 (para. 3) and 132 (para. 2) GCIV; Art. 78 API; Art. 4 (para. 3e) APII;
* Assistenza e cura – Art. 23, 24 (para. 1), 38 (para. 5), 50 and 89 (para. 5) GCIV; Art. 70 (para. 1) and 77 (para. 1) API; Art. 4 (para. 3) APII;
* Identificazione riunificazione famigliare e bambini non accompagnati Art. 24-26, 49 (para. 3), 50 and 82 GCIV; Art. 74, 75 (para. 5), 76 (para. 3) and 78 API; Art. 4 (para. 3b) and 6 (para. 4) APII;
* Educazione ambiente culturale Art. 24 (para. 1), 50 and 94 GCIV; Art. 78 (para. 2) API; Art. 4 (para. 3a) APII;
* Bambini arrestati, imprigionati o internati Art. 51 (para. 2), 76 (para. 5), 82, 85 (para. 2), 89, 94 and 119 (para. 2) and 132 GCIV; Art. 77 (para. 3 and 4) API; Art. 4 (para. 3d) APII;
* Non applicabilità della pena di morte Art. 68 (para. 4) GCIV; Art. 77 (para. 5) API; Art. 6 (para. 4) APII.
Partecipazione alle ostilità – il protocollo addizionale del 1977
La partecipazione dei bambini alle ostilità in armi è un evento troppo frequente. La partecipazione può andare dall’aiutare i combattenti (portare loro armi e munizioni, portare a termine missioni di ricognizione) fino all’attuale reclutamento di bambini come combattenti nelle forze armate nazionali e in altri gruppi armati combattenti. Il Protocollo Addizionale del 1977 è stato il primo trattato internazionale ad occuparsi di questa situazione. L’API obbliga gli Stati ad intraprendere tutte le misure applicabili affinché sia evitato che i bambini sotto i 15 anni prendano parte direttamente alle ostilità. Esso proibisce espressamente il loro reclutamento nelle forze armate ed incoraggia le parti in causa a preferire nel reclutamento, ai ragazzi di età tra i 15 ed i 18 anni, quelli di età maggiore. (Art 77). APII si spinge oltre proibendo sia il reclutamento che la partecipazione – diretta od indiretta – alle ostilità dei bambini minori di 15 anni d’età. (Art 4 par 3c).
Nonostante le regole suddette i bambini che prendono parte direttamente nei conflitti armati internazionali sono classificati come combattenti e, nel caso di una loro cattura, hanno diritto di avvalesri dello status di POW (prisoner of war : prigioniero di guerra) come previsto dalla GCIII: I Protocolli Addizionali prevedono che i bambini sotto i 15 anni abbiano diritto a trattamenti privilegiati in quanto continuano a trarre beneficio dalla protezione speciale accordata ai bambini dal DIU (Art 77, para 3 API e Art 4, para 3d APII)
La Convenzione del 1989 sui diritti dei bambini.
Questo trattato, che è stato ratificato praticamente universalmente, copre tutti i diritti fondamentali dei bambini. L’articolo 38 estende il campo di applicazione dell’Art 77 API ai conflitti armati non internazionali. L’art. 38 sollecita gli stati parti a prendere tutte le misure attuabili affinché i minori di 15 anni non prendano direttamente parte alle ostilità (para 2) e affinché si preferiscano nel reclutamento, ai ragazzi di età tra i 15 ed i 18 anni, quelli di età maggiore. (para 3). Nel caso dunque fallisse il bando alla partecipazione diretta od indiretta previsto dall’ APII.
Il Protocollo Opzionale sull’utilizzo di bambini nei conflitti armati, adottato il 25 maggio 2000 rafforza generalmente la protezione per i bambini nei conflitti armati
* Gli stati parti devono intraprendere tutte le possibili iniziative affinché i membri delle proprie forze armate che non hanno raggiunto i 18 anni di età non prendano parte direttamente alle ostilità (Art 1)
* L’arruolamento obbligatorio nelle forze armate dei minori di 18 anni è proibito (Art 2)
* Gli Stati parti devono innalzare l’età minima per il reclutamento volontario ad almeno 15 anni. Questo non si applica alle Accademie Militari (Art 3)
* I gruppi armati diversi dalle forze armate nazionali non possono, in nessun caso, reclutare (sia obbligatoriamente che volontariamente) o usare nelle ostilità persone minori di 18 anni e gli Stati parti devo intraprendere azioni legali per proibire e criminalizzare tali pratiche (Art 4)
Statuto della Corte Criminale Internazionale (ICC)
Lo Statuto, adottato a Roma il17 Luglio 1998, include nella sua lista dei crimini di guerra posti sotto la giurisdizione della Corte l’impegno attivo nelle ostilità dei bambini sotto i 15 anni o il loro reclutamento nelle forze armate durante un conflitto armato internazionale (Art 8., para 2 [xxvii]) o nelle forze armate o altri gruppi armati durante in conflitti armati non internazionali (Art 8, para 2e[vii]).
In accordo con il principio di complementarietà, la Corte ha giurisdizione nelle situazioni in cui lo Stato non è in grado o non è intenzionato a perseguirli. Allo scopo di avvalersi di questo principio e di assicurare la repressione a livello nazionale, gli Stati devono adottare una legislazione che li metta in condizione di perseguire il perpetrarsi di tali crimini.
Implementazioni nazionali
Nonostante le regole stabilite dalle leggi internazionali migliaia di bambini prendono comunque parte attiva alle ostilità e sono loro stessi le innocenti vittime di questi eventi.
Gli Stati hanno la responsabilità primaria di porre fine a questa situazione. Essi sono dunque spinti a ratificare i trattati che proteggono i bambini nei conflitti armati ed ad implementare nelle loro leggi nazionali le misure previste da questi trattati. Sia in forma di legge che in qualunque altra forma, queste misure sono intese ad abilitare gli Stati a rispettare ed ad assicurarne il rispetto per quelle regole previste dai trattati.
E’ suggerito che la priorità venga garantita all’implementazione delle seguenti regole.
Partecipazione alle ostilità.
Uno Stato vincolato dal Protocollo Opzionale alla Convenzione sui diritti del Bambino deve prendere le misure legislative che proibiscano e puniscano sia il reclutamento obbligatorio nelle forze armate dei bambini sotto i 18 anni d’età (Art. 2 e 6) ed il reclutamento volontario od obbligatorio – ed un qualunque impiego – di bambini sotto i 18 anni d’età in qualunque gruppo armato differente dalle forze armate (Art. 4).
Gli Stati firmatari della Convenzione dei diritti del Fanciullo (Art 38 para 3) o dell’ API (Art 77, para 2) devono prendere misure legislative volte alla proibizione alla costrizione o all’arruolamento nelle proprie forze armate di bambini al di sotto dei 15 anni ed ogni misura volta al privilegiare nell’arruolamento i più anziani rispetto a quelli d’età inclusa tra i 15 ed i 18 anni.
Gli Stati firmatari dell’API devono intraprendere tutte le misure necessarie per proibire il reclutamento dei bambini al di sotto dei 15 anni ed ogni loro partecipazione ai conflitti armati (Art. 4 para 3c)
Allo scopo di sfruttare il principio di complementarietà gli Stati firmatari dello Statuto ICC devono assicurare che la loro legislazione penale renda possibile perseguire coloro che abbiano reclutato bambini sotto i 15 anni o che li abbiano sfruttati come partecipanti attivi alle ostilità (Art. 8 para 2[b, xxvi, e vii])
Detenzione e internato
Gli Stati firmatari del Protocollo Addizionale del 1977 devono intraprendere misure legislative o di altra natura volte ad evitare che i bambini al di sotto dei 15 anni che siano stati arrestati, detenuti o internati per ragioni collegate ad un conflitto beneficino di una protezione speciale come previsto dal diritto internazionale umanitario (Art. 77 para 3 API e Art 4 para 3d APII)
Gli Stati firmatari della GCIV (Art 68, para 4) e del Protocollo Addizionale (Art 77, para 5 API e Art 6, para 4 APII) devono prevedere misure legislative, sia di diritto penale che militare, che proibiscano la condanna a morte e l’esecuzione nei confronti di chiunque sia minore di 18 anni d’età al momento del reato, quando il reato è collegato ad un conflitto armato.
Uno sforzo su larga scala volto a promuovere la conoscenza e l’adeguamento al diritto internazionale umanitario è richiesto allo scopo di assicurare un reale rispetto per i fanciulli. Gli Stati sono legalmente obbligati ad impegnarsi in attività di diffusione (Art 47, 48, 127 e 144 di, rispettivamente, GCI, GCII, GCIII e GCIV; Art 83 API; Art 19 APII e Art 6 del Protocollo Addizionale del 2000)
Quindi gli Stati devono includere il concetto di protezione specifica per i fanciulli nei training ed esercitazioni in tempo di pace delle forze armate e di sicurezza ad ogni livello.
Inoltre si deve prendere in considerazione l’introduzione di questa materia nei curricula universitari e delle istituzioni specializzate e di organizzare campagne per incrementarne la consapevolezza tra l’opinione pubblica, in particolare nei fanciulli ed adolescenti.
Documento originale in lingua inglese: 02/2003 - Rif:0577/002,03 01 2003 - a questo link:
http://www.icrc.org/Web/Eng/siteeng0.nsf/htmlall/57JQUS/$FILE/ANG03_03_juridique_NEWlogo.pdf? OpenElement
5- SCARICA ALLEGATO
6- SCARICA ALLEGATO
7- SCARICA ALLEGATO

References: Art. 75
 Art. 4
 Art. 78
 Art. 4
 Art. 23
 Art. 70
 Art. 4
 Art. 24
 Art. 74
 Art. 4
 Art. 24
 Art. 78
 Art. 4
 Art. 51
 Art. 77
 Art. 4
 Art. 68
 Art. 77
 Art. 6