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Timestamp: 2019-05-24 19:46:47+00:00

Document:
Pareri | FOIA Centro nazionale di competenza
PARERI GARANTE PRIVACY IN TEMA DI ACCESSO CIVICO GENERALIZZATO
Al fine stabilire quando è necessario rifiutare l’accesso generalizzato per evitare un pregiudizio concreto alla protezione dei dati personali, le pubbliche amministrazioni possono richiedere un parere al Garante per la protezione dei dati personali (art. 5, comma 7, d.lgs. n. 33 del 2013).
Di seguito, una sintesi e il testo integrale dei pareri adottati.
Ultimo aggiornamento 5 marzo.
PARERE N. 519 DEL 24 DICEMBRE 2018. TASSA E CANONE PER OCCUPAZIONE SUOLO PUBBLICO
A fronte di un’istanza di accesso civico generalizzato concernente documenti e informazioni di dettaglio sul pagamento del canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, il Garante ritiene che dalla documentazione inviata non è dato comprendere se le predette informazioni si riferiscano a persone fisiche o giuridiche. Tale distinzione è rilevante in quanto sono sottratte dall’ambito di applicazione della disciplina in materia di protezione dei dati personali le persone giuridiche, gli enti e le associazioni. Qualora invece i dati di cui si chiede l’accesso siano riferiti a persone fisiche, il Garante evidenzia che l’amministrazione, nel fornire il diniego parziale, si è limitata a richiamare il provvedimento n. 382 del 14 giugno 2018 emanato dalla stessa Autorità, senza specificare perché la tipologia degli atti richiesta sarebbe “idonea a rivelare dati di carattere sensibile” o “in particolare il tenore di vita e la situazione economica personale” dei soggetti interessati. Pertanto, l’amministrazione è stata invitata a motivare in maniera congrua e completa in ordine alla sussistenza del pregiudizio concreto alla protezione dei dati personali. A tal fine, il Garante ha ricordato di tenere conto del regime amplificato di pubblicità dell’accesso civico generalizzato, del principio di “minimizzazione” dei dati personali (art. 5, par. 1, lett. c, del Regolamento (UE) 2016/679), delle ragionevoli aspettative di confidenzialità dei controinteressati in relazione al momento in cui i dati sono stati raccolti, nonché della prevedibilità, al momento della raccolta, delle conseguenze derivanti dall’eventuale conoscibilità da parte di chiunque degli stessi dati, anche valutando che la richiesta è riferibile a documentazione molto risalente, e l’istante non ha circoscritto la propria richiesta a un preciso arco temporale, ma a “tutte” le tasse e i canoni percepiti dal Comune per l’occupazione di spazi e aree pubbliche.
Testo Parere N.519- 2018
PARERE N. 518 DEL 20 DICEMBRE 2018. DOCUMENTAZIONE RELATIVA A CONTENZIOSO CIVILE
Sebbene il diniego opposto a un’istanza di accesso civico generalizzato, volta a ottenere documentazione afferente a un contenzioso civile, sia stato motivato in base a presupposti diversi da quelli indicati nell’art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d.lgs. n. 33/2013, la presenza di numerosi dati personali offre spunto al Garante per formulare alcune osservazioni. Anzitutto si ricorda l’amplificato regime di pubblicità dei dati e dei documenti che si ricevono a seguito di una istanza di accesso civico generalizzato. Si richiama poi l’attenzione sul fatto che l’ostensione di dati personali, anche alla luce del principio di “minimizzazione” (art. 5, par. 1, lett. c), del Regolamento), non deve comunque determinare un’interferenza ingiustificata e sproporzionata nei diritti e libertà delle persone cui si riferiscono tali dati. Si ricorda altresì di tenere in considerazione: la natura dei dati personali richiesti; l’esistenza di una “ragionevole aspettativa” di riservatezza in relazione al momento in cui i dati sono stati raccolti; la prevedibilità, al momento della raccolta, delle conseguenze derivanti dalla eventuale conoscibilità da parte di chiunque dei predetti dati; infine, il ruolo ricoperto nella vita pubblica e l’attività di pubblico interesse svolta dai soggetti controinteressati. Ciò anche considerando che, nel caso in esame, quest’ultimi erano soggetti che rivestono o hanno rivestito incarichi di indirizzo politico e alcune delle informazioni richieste sarebbero risultate già di pubblico dominio.
Testo Parere N.518- 2018
PARERE N. 517 DEL 19 DICEMBRE 2018. SCIA E CILA
Il caso posto all’attenzione del Garante, inerente a una richiesta di accesso civico generalizzato alla documentazione relativa alle Segnalazioni Certificate di Inizio Attività (SCIA) e alle Comunicazioni Inizio Attività Asseverata (CILA), è identico a quello per il quale è stato reso il parere n. 360 del 10 agosto 2017 a cui pertanto si fa rinvio. Rispetto all’eccezione del richiedente secondo cui nel precedente parere non si sarebbe sufficientemente “specificato” in ordine al “pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali, posto fra i motivi alla base del diniego”, il Garante – anche per dare conto dell’intervenuta applicazione dal 25 maggio 2018 del Regolamento europeo sulla protezione dei dati – aggiunge quanto segue. Il trattamento dei dati personali deve avvenire nel rispetto del principio di «minimizzazione dei dati», secondo il quale i dati personali devono essere adeguati, pertinenti e limitati a quanto necessario rispetto alle finalità per le quali sono trattati (art. 4, par. 1, n. 1; art. 5, par. 1, lett. c, del Regolamento). A ciò si aggiunge che i dati e i documenti che si ricevono a seguito di una istanza di accesso civico divengono “pubblici e chiunque ha diritto di conoscerli, di fruirne gratuitamente, e di utilizzarli e riutilizzarli ai sensi dell’art. 7” del d.lgs. n. 33/2013. Pertanto, è anche alla luce di tale amplificato regime di pubblicità che va valutata l’esistenza di un possibile pregiudizio concreto. Nel caso esaminato, quindi, la generale conoscenza delle informazioni personali contenute nelle SCIA e nelle CILA può determinare un’interferenza ingiustificata e sproporzionata nei diritti e libertà dei soggetti controinteressati – in violazione del principio di minimizzazione dei dati sopra richiamato – con possibili ripercussioni negative sul piano professionale, personale e sociale. Ciò anche tenendo conto delle ragionevoli aspettative di confidenzialità dei soggetti controinteressati in relazione al trattamento dei propri dati personali al momento in cui questi sono stati raccolti dall’amministrazione, nonché della non prevedibilità, al momento della raccolta, delle conseguenze derivanti dalla eventuale conoscibilità da parte di chiunque dei dati richiesti tramite l’accesso civico.
Testo Parere N.517 – 2018
PARERE N. 516 DEL 19 DICEMBRE 2018. INFORMAZIONI RELATIVE A LAVORATORI (PRESENZE E ASSENZE IN SERVIZIO, COMPENSO PERCEPITO)
Il Garante conferma la validità del diniego opposto da una società a totale partecipazione pubblica a una istanza di accesso civico generalizzato avente ad oggetto alcuni documenti contenenti dati e informazioni personali riferiti a lavoratori a termine (quali presenze e assenze in servizio nonché al compenso percepito per l’intero periodo di due mesi). L’ostensione di quanto richiesto, unita al particolare regime di pubblicità dei dati oggetto di accesso civico, può arrecare ai dipendenti, a seconda delle ipotesi e del contesto in cui le informazioni fornite possono essere utilizzate da terzi, un pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali previsto dall’art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d.lgs. n. 33/2013. La generale conoscenza delle predette informazioni personali potrebbe determinare infatti un’interferenza ingiustificata e sproporzionata nei diritti e libertà dei soggetti controinteressati, con possibili ripercussioni negative sul piano professionale, personale, relazionale e sociale. Ciò anche tenendo conto delle ragionevoli aspettative di confidenzialità in relazione al trattamento dei dati personali al momento in cui questi sono stati raccolti dalla società, nonché della non prevedibilità, al momento della raccolta dei dati, delle conseguenze derivanti dalla eventuale conoscibilità da parte di chiunque dei dati richiesti tramite l’accesso civico.
Testo Parere N.516 – 2018
PARERE N. 501 DEL 13 DICEMBRE 2018. ISCRIZIONE TEMPORANEA PRESSO AZIENDA SANITARIA
Il parere riguarda una richiesta di riesame di un provvedimento di rifiuto di un accesso civico attraverso il quale si desidera conoscere se uno determinato soggetto sia titolare di un’iscrizione temporanea presso un’Azienda Sanitaria. Il Garante ritiene che l’Azienda Sanitaria destinataria dell’istanza abbia correttamente respinto l’accesso in quanto l’ostensione di tali informazioni è suscettibile di arrecare un serio e concreto pregiudizio alla tutela dei dati personali del soggetto controinteressato. Infatti, la generale conoscenza delle informazioni personali relative all’effettuazione dell’iscrizione temporanea presso la AUSL con la data di decorrenza – permessa solo a coloro che permangono nel Comune di domicilio per un periodo «superiore ai tre mesi» per «motivi di lavoro, di studio, di salute, familiari, per disoccupazione, per soggiorno obbligato o libertà provvisoria» – potrebbe determinare un’interferenza ingiustificata e sproporzionata nei diritti e libertà del soggetto interessato, con possibili ripercussioni negative sul piano personale, relazionale e sociale.
Testo Parere N.501 – 2018
PARERE N. 485 DEL 29 NOVEMBRE 2018. TRATTAMENTO GIURIDICO ED ECONOMICO DEL PERSONALE
Il parere riguarda una richiesta di riesame avverso il silenzio dell’amministrazione, che non ha fornito alcun riscontro ad un’istanza di accesso civico generalizzato volta a conoscere una serie documenti riguardanti un proprio dipendente, tra i quali rientrano la domanda di partecipazione ad una selezione e l’inquadramento giuridico ed economico. Il Garante dopo aver osservato, in via preliminare, che l’amministrazione non ha espressamente negato o differito l’accesso per motivi attinenti alla tutela della «protezione dei dati personali», limitandosi a comunicare all’istante che il soggetto controinteressato ha presentato opposizione all’ostensione, osserva che tale riscontro risulta essere eccessivamente sintetico e non permette di comprendere bene quali siano in concreto le ragioni per cui l’ostensione dei documenti richiesti debba essere negata ai sensi del decreto trasparenza. Tuttavia, sebbene il Garante ritenga di non potersi pronunciare nel merito della questione, in quanto essa non rientra nelle ipotesi per le quali è previsto che si esprima con un parere formale, evidenzia che in relazione ai dati e alle informazioni riferiti al dipendente e relativi all’attività lavorativa effettuata presso l’amministrazione (inquadramento giuridico ed economico, retribuzione lorda annua, retribuzione di risultato, rimborsi per spese di missione), nonché alla procedura di selezione cui ha partecipato, rinvia ai precedenti pareri resi su casi analoghi (richiamati nel parere reso), ricordando la possibilità che l’ostensione dei predetti documenti può arrecare al soggetto controinteressato un concreto e reale pregiudizio alla tutela dei propri dati personali, così come previsto dalla disciplina dettata dal decreto trasparenza, con possibili ripercussioni negative sul piano professionale, personale e sociale.
Testo Parere N.485 – 2018
PARERE N. 483 DEL 21 NOVEMBRE 2018. PROCEDIMENTI DISCIPLINARI
Il parere riguarda una richiesta di riesame di un provvedimento di rifiuto di accesso civico alla deliberazione di un istituto di ricovero e cura (IRCCS) relativa al procedimento disciplinare nei confronti di un proprio dipendente. Sul punto il Garante osserva che all’interno del testo della deliberazione oggetto dell’accesso civico sono presenti una serie di dati delicati e di informazioni personali, afferenti al rapporto di lavoro del soggetto controinteressato e, per tale ragione, ritiene che l’istituto abbia correttamente respinto l’istanza di accesso alla predetta documentazione in quanto suscettibile di arrecare al soggetto controinteressato un concreto pregiudizio alla tutela dei propri dati personali, con evidenti ripercussioni sul piano sociale e personale.
Testo Parere N.483 – 2018
PARERE N. 482 DEL 15 NOVEMBRE 2018. DATI E ATTI GIUDIZIARI
Il parere riguarda una richiesta di riesame di un provvedimento di rifiuto di accesso civico ad una nota comunale, i cui estremi sono contenuti in una deliberazione pubblicata sul sito web, concernente la costituzione di parte civile dello stesso comune in un procedimento penale, alla quale è allegata altresì la richiesta di rinvio a giudizio firmata dal pubblico ministero competente nei confronti di numerosi soggetti. Sul punto il Garante, dopo aver osservato che in tali documenti sono contenuti dati personali di diversa specie e natura, riferibili oltre che all’autore della nota anche a soggetti terzi, nonché informazioni inerenti la commissioni di reati e procedimenti penali attualmente in corso, ha ritenuto corretto l’operato del Comune che ha respinto l’istanza di accesso civico, in quanto tale ostensione poteva arrecare all’autore della nota e agli altri soggetti controinteressati un pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali, così come normativamente previsto, con possibili ripercussioni negative sul piano personale e sociale.
Testo Parere N.482 – 2018
PARERE N. 465 DELL’11 OTTOBRE 2018. INDAGINI AMMINISTRATIVE
Nell’ambito del procedimento di riesame relativo a una richiesta di accesso civico agli atti istruttori di un’indagine su un incidente ferroviario (i.e., relazione di indagine della commissione interna ed esiti delle interviste effettuate dalla stessa commissione al personale ferroviario) il Garante, in primo luogo, osserva che dall’analisi della nota inviata all’istante si evince che questa si basa su motivazioni diverse da quelle per le quali è previsto normativamente l’obbligo di chiedere un parere formale allo stesso Garante, ossia solo nei casi in cui l’accesso sia stato negato ovvero differito per motivi attinenti la protezione dei dati personali. In secondo luogo, secondo il Garante, sebbene all’interno della citata nota il Responsabile della trasparenza abbia richiamato generici motivi di privacy che impedirebbero l’ostensione della documentazione richiesta, non risultano specificati quali sarebbero i dati personali coinvolti, né tantomeno viene fornita una descrizione generale. Per tali ragioni, e considerato che non è stata inviata al Garante la documentazione oggetto dell’accesso civico, conformemente ai precedenti orientamenti, è stato ritenuto di non potere esprimere un parere sul merito della questione.
Testo Parere N.465 – 2018
PARERE N. 466 DELL’11 OTTOBRE 2018. DATI DEI DIPENDENTI PUBBLICI
Nel caso di accesso civico ad un’ampia documentazione relativa ad una selezione per l’attribuzione della progressione economica orizzontale per il personale interno della Giunta Regionale, e contente dati e informazioni personali di diversa specie e natura, che – oltre a riguardare dati identificativi, di residenza e di contatto – afferiscono alla posizione giuridica ed economica dei dipendenti, agli aspetti della vita lavorativa e alla qualità delle prestazioni svolte, alla formazione e all’aggiornamento professionale, il Garante ha evidenziato che non è possibile accordare una generale prevalenza al diritto di accesso generalizzato a scapito di altri diritti ugualmente riconosciuti dall’ordinamento (quali, ad es., quello alla riservatezza e alla protezione dei dati personali). Ciò in quanto si vanificherebbe il necessario bilanciamento degli interessi in gioco che richiede un approccio equilibrato nella ponderazione dei diversi diritti coinvolti, tale da evitare che i diritti fondamentali di eventuali controinteressati possano essere gravemente pregiudicati dalla messa a disposizione a terzi – non adeguatamente ponderata – di dati, informazioni e documenti che li riguardano. Nel caso di specie ha ritenuto quindi corretto il rigetto opposto dall’amministrazione in quanto, considerata la tipologia e la natura dei dati e delle informazioni personali richiesti, l’ostensione potrebbe determinare un’interferenza ingiustificata e sproporzionata nei diritti e libertà dei soggetti controinteressati, potendoli esporre a difficoltà relazionali con i colleghi di lavoro e creare ingiustificati pregiudizi da parte degli utenti esterni che venissero a contatto con gli stessi nell’esercizio delle loro funzioni, con conseguenti ripercussioni negative sul piano professionale, personale, sociale e relazionale, sia all’interno che all’esterno dell’ambiente lavorativo. D’altronde, la presenza nella documentazione richiesta di dati e informazioni dettagliati dei controinteressati rende particolarmente difficile, se non impossibile, l’anonimizzazione dei documenti, con la conseguenza di impedire anche un eventuale accesso civico parziale ai sensi dell’art. 5-bis, comma 4, del d.lgs. n. 33/2013.
Testo Parere N.466 – 2018
PARERE N. 465 DELL’11 OTTOBRE 2018. ONERE DI MOTIVAZIONE DELLA P.A. IN ORDINE ALL’ESISTENZA DI UN PREGIUDIZIO CONCRETO ALLA TUTELA DELLA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI
Dinanzi ad un’istanza di accesso alla Relazione di indagine della commissione interna delle Ferrovie Sud Est relativamente ad un incidente ferroviario avvenuto nel 2017, nonché agli esiti delle interviste che la Commissione ha effettuato con il personale ferroviario coinvolto, il Garante ha ritenuto che, in entrambi i casi, il rigetto si è fondato su motivazioni diverse da quelle per le quali è previsto l’obbligo di chiedere il parere formale al Garante medesimo. D’altra parte, nonostante il responsabile della trasparenza abbia richiamato generici motivi di privacy che osterebbero all’ostensione della documentazione richiesta, non risultano specificati – né nella predetta nota, né in altri atti dell’istruttoria – quali sarebbero i dati personali coinvolti (di cui non viene fornita una descrizione neanche di tipo generale).
PARERE N. 458 DEL 27 SETTEMBRE 2018. DATI DEI DIPENDENTI PUBBLICI (PRESENZE E STRAORDINARI)
Il Garante ritiene che il Ministero dell’economia e delle finanze abbia correttamente rifiutato l’accesso civico relativo alle presenze e agli straordinari di propri dipendenti, poiché la predetta documentazione, anche se eventualmente epurata dai dati inerenti alle assenze per malattia, contiene in ogni caso un’estesa gamma di dati e informazioni diversi, particolarmente delicata, anche considerando il lungo arco temporale a cui sono riferiti e a cui si desidera accedere (dai due ai quattro anni a seconda dei dipendenti). D’altra parte, per i dati e i fogli di presenza dei lavoratori non è previsto alcun tipo di regime di pubblicità e non è possibile considerarli, in alcun modo, come «atti pubblici» come sostenuto invece dal soggetto istante. Con riguardo infine ai «“visti” di registrazione dei provvedimenti del Servizio “Controlli preventivi” (assenze, ricostruzioni di carriera, ferie maturate e non godute, indennità di preavviso del personale delle scuole)», il Garante ritiene di non potersi esprimere nel merito, perché il Ministero ha negato l’ostensione delle informazioni richieste dall’istante per impossibilità materiale di «svolgere una ricerca storica sul protocollo» che porterebbe a «sensibili criticità nella gestione ordinaria» (ossia per motivi riferibili a quanto riportato nelle Linee guida dell’ANAC in materia di «richieste massive» al par. 4.2. e al n. 5 del relativo allegato) e non per i motivi di cui all’art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d.lgs. n. 33/2013, per i quali è previsto l’obbligo di chiedere il parere formale al Garante.
Testo Parere N.458 – 2018
PARERE N. 453 DEL 13 SETTEMBRE 2018. SCIA E CILA
Il caso posto all’attenzione del Garante, inerente a un provvedimento di accesso civico alla documentazione relativa alle Segnalazioni Certificate di Inizio Attività (SCIA) e alle Comunicazioni Inizio Attività Asseverata (CILA) presentate in un dato territorio e un determinato orizzonte temporale, è identico – in relazione sia all’oggetto sia al soggetto richiedente – a quello per il quale è stato reso il parere n. 360 del 10 agosto 2017 in cui si è concordato con il diniego opposto dall’amministrazione, a cui pertanto si fa rinvio.
Testo Parere N.453 – 2018
PARERE N. 451 DEL 7 SETTEMBRE 2018. AUTORIZZAZIONI PAESAGGISTICHE
La mancata trasmissione della documentazione rilevante impedisce al Garante di esprimersi sul diniego opposto dall’Amministrazione a una richiesta di accesso civico generalizzato relativa ad autorizzazioni paesaggistiche rilasciate a una società a responsabilità limitata. Il Garante evidenzia in ogni caso che sono sottratte dall’ambito di applicazione della disciplina in materia di protezione dei dati personali le persone giuridiche, gli enti e le associazioni, che non possono beneficiare della tutela di cui al citato art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d. lgs. n. 33/2013 (cfr. anche considerando n. 14 del Regolamento UE 2016/679), per cui ove i dati contenuti nei documenti di cui si chiede l’ostensione siano riferiti a persone giuridiche, la disciplina sulla protezione dei dati non risulta applicabile, essendo la nozione di «dato personale» – e la conseguente tutela apprestata – riferita esclusivamente alle persone fisiche. Nel caso di specie inoltre il Comune ha negato l’ostensione dei documenti sulla base dell’esistenza di un pregiudizio concreto alla protezione dei dati personali, considerando la quantità e la qualità di dati personali coinvolti, senza tuttavia specificare quali siano effettivamente i dati personali in questione (di cui non viene fornita una descrizione neanche di tipo generale), con la conseguenza che la motivazione contenuta nel provvedimento di diniego non consente di comprendere le effettive ragioni per cui il rilascio determinerebbe un pregiudizio concreto ai sensi all’art. 5 bis, comma 2, lett. a), del d.lgs. n. 33/2013.
Testo Parere N.451 – 2018
PARERE N. 450 DEL 31 AGOSTO 2018. TRANSITO E SOSTA NELLE ZTL
Il Garante ritiene che, a fronte di una istanza di accesso civico generalizzato avente a oggetto la documentazione relativa all’accesso e alla sosta in zone a traffico limitato (ZTL), l’Amministrazione ha correttamente concesso l’accesso parziale agli atti che non contengono dati personali. Rispetto invece alla documentazione inerente ai soggetti autorizzati al transito e alla sosta nelle ZTL, il Garante afferma che il Comune ha correttamente negato l’accesso, posto che essa contiene informazioni qualificabili come dati personali (es., oltre ai nominativi, anche gli indirizzi di residenza, i numeri di telefono, nonché gli indirizzi di posta elettronica), la cui diffusione quali può determinare una interferenza ingiustificata nei diritti e libertà dei soggetti controinteressati, con possibili ripercussioni negative sul piano professionale, personale e sociale. Pertanto, tenendo anche conto delle ragionevoli aspettative di confidenzialità dei soggetti in relazione al trattamento dei propri dati personali al momento in cui essi sono stati raccolti dal Comune, delle conseguenze derivanti dalla conoscibilità da parte di chiunque dei dati richiesti, nonché del ristretto ambito territoriale, l’ostensione dei citati documenti può arrecare ai controinteressati un pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali ai sensi dall’art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d.lgs. n. 33/2013.
Testo Parere N.450 – 2018
PARERE N. 449 DEL 7 AGOSTO 2018. ACCERTAMENTO DI IRREGOLARITÀ EDILIZIE
Il diniego opposto a una istanza di accesso civico generalizzato volta a ottenere una serie di provvedimenti di accertamento di irregolarità edilizie, risulta corretto a giudizio del Garante. In particolare, al di fuori dei documenti soggetti a obbligo di pubblicazione ai sensi del D.P.R. n. 380/2001 e pubblicati oscurando i dati personali, il Garante afferma che il Comune ha correttamente negato l’accesso ai restanti atti in quanto, trattandosi di una vicenda non ancora accertata come illecito penale e/o amministrativo – con un possibile avvio del procedimento penale a carico dei presunti autori degli abusi – e tenendo conto sia della natura dei dati e delle informazioni personali contenute nella documentazione richiesta, sia del ristretto ambito territoriale del Comune interessato, dall’ostensione potrebbe derivare un’interferenza ingiustificata e sproporzionata nei diritti e libertà dei soggetti controinteressati, con possibili ripercussioni negative sul piano lavorativo, professionale, personale e sociale.
Testo Parere N.449 – 2018
PARERE N. 448 DEL 26 LUGLIO 2018. ALIENAZIONE DI IMMOBILE COMUNALE CON VINCOLO DI DESTINAZIONE DECENNALE
A fronte di un’istanza di accesso civico volta a ottenere copia dell’intero fascicolo relativo all’alienazione di un immobile comunale con vincolo di destinazione decennale, in favore di una persona fisica, il Garante alla luce degli elementi emersi nell’istruttoria invita nel caso di specie il Comune a valutare la possibilità di accordare un accesso civico parziale ai soli documenti inerenti all’atto di compravendita e alla deliberazione autorizzativa dell’alienazione, previo però oscuramento dei dati personali (e di tutte le altre informazioni capaci di identificare, anche indirettamente, il soggetto controinteressato) ivi menzionati (compresi quelli dei soggetti non intervenuti nel procedimento di accesso civico) e dei dati identificativi e catastali dell’immobile venduto riportati nei predetti documenti. Tutto ciò avuto riguardo anche al limitato regime di pubblicità della deliberazione autorizzativa dell’alienazione – allegata all’atto di compravendita che peraltro ne riproduce anche i contenuti essenziali – che, secondo quanto riferito, è stata già oggetto di pubblicazione all’albo pretorio circa tredici anni fa (anno 2005), per i quindici giorni previsti dalla normativa di settore (art. 124, comma 1, del d.lgs. 18 luglio 2000 n. 267). Infine, il Garante ritiene corretta l’esclusione della relazione di servizio dell’architetto comunale e le missive, poiché tali documenti potrebbero arrecare un pregiudizio concreto ai diritti e alle libertà del controinteressato, in particolare al suo diritto alla tutela della propria situazione giuridica soggettiva, alla luce del livello di conflittualità insorto tra lo stesso e il Comune.
Testo Parere N.448 – 2018
PARERE N. 426 DEL 19 LUGLIO 2018. AUTORIZZAZIONI COMUNALI
Il Garante ritiene corretto il rigetto dell’istanza di accesso avente ad oggetto dati e informazioni personali di coloro che hanno chiesto autorizzazioni per l’impianto di nuovi vigneti, corredati anche dei relativi dati catastali, posto che l’ostensione dei dati e delle informazioni richieste potrebbe determinare un’interferenza ingiustificata e sproporzionata nei diritti e libertà dei soggetti controinteressati, con possibili ripercussioni negative sul piano personale e sociale. D’altra parte, non si ritiene possibile fornire nemmeno un accesso civico parziale, limitato alla documentazione priva dei nominativi dei soggetti controinteressati, in quanto le informazioni contenute nella documentazione richiesta, quali fra l’altro i dati catastali, consentono comunque di risalire ai dati identificativi del relativo proprietario, attraverso il collegamento con le informazioni contenute in altre banche dati (es.: banca dati catastale gestita dall’Agenzia delle entrate).
Testo Parere N.426 – 2018
PARERE N. 421 DELL’11 LUGLIO 2018. VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE INDIVIDUALE
Testo Parere N.421 – 2018
PARERE N. 410 DEL 5 LUGLIO 2018. CONCESSIONI EDILIZIE
Il Garante ritiene fondato il rigetto di un’istanza di accesso civico riguardante una concessione edilizia contenente dati e informazioni personali del soggetto controinteressato, poiché la relativa ostensione, unita peraltro al particolare regime di pubblicità dei dati oggetto di accesso civico, potrebbe determinare un’interferenza ingiustificata e sproporzionata nei diritti e libertà dello stesso, con ripercussioni negative sul piano personale, sociale e relazionale; e ciò tenuto anche conto dei rapporti intercorrenti tra il controinteressato e il soggetto istante per i quali è attualmente pendente un procedimento penale.
Testo Parere N.410 – 2018
PARERE N. 382 DEL 14 GIUGNO 2018. ACCERTAMENTO VERSAMENTO IMU, TASI E TARI
A fronte di un’istanza di accesso civico concernente la copia autentica in formato cartaceo inerente al pagamento dei tributi dall’anno 2014 dovuti dalle persone fisiche identificate in atti, proprietari di un immobile di cui vengono forniti i dati catastali, il Garante concorda con la p.a. sul fatto che dalla tipologia e dalla natura dei dati e delle informazioni personali richiesta è possibile ricostruire la posizione tributaria dei contribuenti e, di conseguenza, la loro situazione economica personale. Pertanto, l’amministrazione ha correttamente negato l’accesso civico, in quanto la relativa ostensione potrebbe comportare ai controinteressati ripercussioni negative, anche sul piano sociale e relazionale, con pregiudizio concreto alla protezione dei dati personali ai sensi dell’art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d.lgs. n. 33/2013 (cfr. anche Provv. del 30 novembre 2017, n. 506, doc. web n. 7316508).
Testo Parere N.382 – 2018
PARERE N. 373 DEL 31 MAGGIO 2018. SVOLGIMENTO DI INCARICHI ESTERNI
Relativamente ad un’istanza di riesame presentata dai controinteressati di un provvedimento di accoglimento di un accesso civico avente ad oggetto la copia delle autorizzazioni degli incarichi esterni svolti da due professori dipendenti dell’Università, il Garante ha ritenuto che nel caso specifico l’Amministrazione doveva rivalutare il provvedimento di accoglimento integrale dell’accesso civico, verificando la possibilità di accordare un accesso civico parziale limitato ai soli documenti contenenti la richiesta dei professori, con in calce l’autorizzazione dell’Università, allo svolgimento dell’incarico extraistituzionale e oscurando i dati non oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa statale in materia di trasparenza (art. 18 del d.lgs. n. 33/2013) e non necessari ai sensi dell’art. 5, par. 1, lett. c), del Regolamento (UE) 2016/679 (es. codice fiscale). Va invece confermato il diniego all’accesso civico relativo alla copia dei contratti allegati poiché tale ostensione, come evidenziato dall’amministrazione, risulterebbe sproporzionata rispetto allo scopo dell’istituto in quanto le informazioni di dettaglio contenute nella documentazione, comprensive anche di dati personali, sono eccedenti, e la conoscenza (e successiva eventuale divulgazione) delle stesse da parte del richiedente potrebbe arrecare un pregiudizio concreto ai controinteressati, contravvenendo così alle prescrizioni dell’art. 5-bis, comma 2, lettera a) del d. lgs. n. 33/2013
Testo Parere N.373 – 2018
PARERE N. 359 DEL 22 MAGGIO 2018. CERTIFICATI EDILIZI
In relazione alla richiesta di accesso civico a certificati edilizi, il Garante evidenzia che i titoli edilizi possono, in linea generale, contenere dati e informazioni personali della natura più varia, quali, ad esempio, i dati identificativi e anagrafici dei soggetti richiedenti (se persone fisiche) o dei loro rappresentati e dei tecnici progettisti, la titolarità dell’immobile, l’indicazione dei dati catastali, nonché informazioni sui pareri acquisiti da altri organismi e sull’opera da costruire. Agli stessi documenti sono, inoltre, di norma allegati atti contenenti informazioni più specifiche sulla tipologia di intervento o sulla destinazione d’uso dell’immobile oggetto del permesso, gli elaborati progettuali, etc. Nel caso di specie, tuttavia, dagli atti dell’istruttoria non emergeva se i dati e le informazioni contenuti nella documentazione richiesta erano riferibili a persone fisiche o giuridiche con la conseguenza di impedire al Garante di esprimersi nel merito, considerando che laddove gli atti richiesti si fossero riferiti a enti o persone giuridiche, la disciplina del Codice non trova applicazione, essendo il concetto di dato personale – e la conseguente tutela apprestata – riferibile esclusivamente alle persone fisiche.
Testo Parere N.359 – 2018
PARERE N. 291 DEL 16 MAGGIO 2018. DATI GIUDIZIARI
Il Garante ha ritenuto corretto il rigetto dell’istanza di accesso avente ad oggetto note, rilievi e raccomandazioni dell’A.N.A.C. – contenenti dati personali e giudiziari inerenti procedimenti penali ancora in corso – posto che si che potrebbe realizzare a carico dei soggetti controinteressati un pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali. L’ostensione dei predetti dati, unita al particolare regime di pubblicità dei dati oggetto di accesso civico, determina infatti un’interferenza ingiustificata e sproporzionata nei diritti e libertà dei soggetti controinteressati, nonché ripercussioni negative, anche sul piano relazionale e professionale, sia all’interno che all’esterno dell’ambiente lavorativo. Ciò anche tenendo conto delle ragionevoli aspettative di confidenzialità degli interessati in relazione al trattamento dei propri dati personali al momento in cui questi sono stati raccolti, nonché alla non prevedibilità, al momento della raccolta dei dati, delle conseguenze a essi derivanti dalla eventuale conoscibilità da parte di chiunque dei dati richiesti tramite l’accesso civico. Nel caso di specie inoltre non risultava possibile fornire nemmeno un accesso parziale, in quanto i citati soggetti controinteressati risultavano comunque indirettamente identificabili.
Testo Parere N.291 – 2018
PARERE N. 260 DEL 3 MAGGIO 2018. CONDONO EDILIZIO
Il Garante ha ritenuto corretto il diniego di accesso civico ai dati contenenti numeri di telefono e i soggetti coinvolti (es., segnalanti e destinatari della segnalazione, italiani ed esteri, coinvolti nelle operazioni di ricerca e salvataggio) contenuti nella documentazione detenuta dal Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto, inerente a un’operazione di Search And Rescue (SAR) relativa alla richiesta di soccorso di un natante in difficolta, navigante nel Mar Libico, con a bordo migranti. Ciò in quanto la loro ostensione è suscettibile di arrecare ai soggetti controinteressati il pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali previsto dalla norma in materia di accesso civico.
Testo Parere N.260 – 2018
PARERE N. 259 DEL 3 MAGGIO 2018. SOCCORSO DI NATANTE CON A BORDO MIGRANTI. OPERAZIONI SAR
Testo Parere N.259 – 2018
PARERE N. 231 DEL 18 APRILE 2018. PROGRESSIONE ECONOMICA DEL PERSONALE
Il Garante concorda con la decisione del Consiglio regionale di respingere la richiesta di accesso alla documentazione funzionale all’approvazione di una graduatoria per la progressione economica del personale di un Consiglio regionale. Ciò considerando la tipologia e la natura dei dati e delle informazioni personali oggetto dell’istanza di accesso civico nel caso in esame, attinenti peraltro anche ad aspetti dettagliati della vita lavorativa e della moralità di dipendenti pubblici partecipanti alla selezione interna all’amministrazione finalizzata alla progressione della categoria economica, la cui ostensione potrebbe comportare ripercussioni negative per i soggetti interessati, anche sul piano relazionale e professionale, sia all’interno dell’ambiente lavorativo che all’esterno (si pensi, ad esempio, a eventuali prospettive di impiego cui gli interessati potrebbero aspirare al di fuori dell’amministrazione, oppure alla possibile esposizione a condotte censurabili quali minacce, intimidazioni, ritorsioni o turbative al regolare svolgimento delle funzioni pubbliche o delle attività di pubblico interesse esercitate). Inoltre, il Garante ritiene che il medesimo Consiglio abbia correttamente respinto un eventuale accesso civico parziale a tali documenti con oscuramento dei dati personali in quanto, dal complesso delle informazioni e delle vicende ivi riportate, i soggetti menzionati potrebbero essere facilmente re-identificati da soggetti terzi, anche all’interno dell’Amministrazione stessa.
Testo Parere N.231- 2018
PARERE N. 230 DEL 18 APRILE 2018. ACCESSO ALLA QUALIFICA DIRIGENZIALE
Rispetto al provvedimento di diniego parziale a conoscere una serie di documenti riferiti all’accesso alla qualifica dirigenziale, nonché a contratti di lavoro ceduti nell’ambito delle procedure di mobilità fra diversi enti, il Garante, in primo luogo, osserva che l’amministrazione non può sottrarsi all’accoglimento della richiesta di accesso relativamente a documenti per i quali sussista un obbligo di pubblicazione; mentre, nel caso in cui tale obbligo non sussista, la relativa ostensione è consentita qualora non si ravvisi il pregiudizio per la tutela dei dati personali, da dimostrarsi con congrua motivazione nel rispetto delle indicazioni contenute nelle Linee guida dell’ANAC in materia di accesso civico. In secondo luogo, a giudizio del Garante, devono essere considerati non accessibili quei documenti, quali i contratti di lavoro, in quanto contengono dati la cui ostensione potrebbe procurare ripercussioni negative, soprattutto sul piano relazionale e professionale, al soggetto controinteressato. Ciò anche considerando la ragionevole aspettativa di confidenzialità del dirigente riguardo alle informazioni detenute dall’ente presso il quale presta servizio, inerenti ai rapporti contrattuali instaurati anche con precedenti datori di lavoro; nonché la non prevedibilità da parte dello stesso delle conseguenze derivanti dalla conoscibilità da parte di chiunque dei predetti dati e informazioni richiesti tramite l’accesso civico.
Testo Parere N.230- 2018
PARERE N. 226 DEL 16 APRILE 2018. CONCESSIONE SPAZI DI SOSTA PER PERSONE CON DISABILITA'
Il Garante ritiene che l’istanza di accesso ad atti relativi agli iter concessori della polizia locale per la realizzazione di spazi di sosta personalizzati destinati a soggetti disabili, nonché alle dichiarazioni rese da questi ultimi, sia stata correttamente negata dalla Polizia Municipale, in quanto i documenti richiesti contengono dati sensibili, idonei a rivelare lo stato di salute dei soggetti interessati (i soggetti disabili aventi diritto all’area di sosta personalizzata). Tale fattispecie rientra, infatti, in una delle ipotesi di “esclusione” dell’accesso civico previste dal d.lgs. n. 33/2013, stante il “divieto di divulgazione” dei dati sulla salute, previsto dalla normativa in materia di protezione dei dati personali (cfr. oggi art. 2-septies, comma 8, del d. lgs. n. 196/2003-Codice privacy che ricalca il previgente art. 22, comma 8, del medesimo decreto. Cfr. anche art. 7-bis, comma 6, del d. lgs. n. 33/2013).
Testo Parere N.226- 2018
PARERE N. 216 DEL 12 APRILE 2018. ACCERTAMENTI PER L’IRROGAZIONE DI SANZIONI
Di fronte al diniego opposto ad un’istanza di accesso civico, formulata dal Sindaco di un Comune alla Provincia di riferimento e volta a conoscere i nomi degli altri Comuni eventualmente protagonisti di analoghi accertamenti di natura sanzionatoria, sinteticamente motivata e senza il coinvolgimento dei soggetti controinteressati, il Garante ritiene opportuno che la Provincia rivaluti la richiesta di accesso civico ai dati richiesti, previo coinvolgimento dei soggetti controinteressati, fornendo, altresì, nella risposta una motivazione congrua e completa rispetto all´esistenza o meno del limite della protezione dei dati personali di cui al d.lgs. n. 33/2013.
Testo Parere N.216- 2018
PARERE N. 215 DEL 12 APRILE 2018. ACCERTAMENTO DEL VERSAMENTO IMU
Rispetto ad un provvedimento di diniego parziale ad un’istanza di accesso civico a documentazione riguardante l’accertamento effettuato da un Comune sul versamento dell´IMU su un immobile in comproprietà fra l’istante e altri soggetti, la cui motivazione risulta eccessivamente sintetica, il Garante afferma che l’ostensione dei dati ivi contenuti è suscettibile di determinare un pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali. Conseguentemente, è necessario che l’amministrazione motivi specificamente in ordine alle ragioni dell´esistenza di tale pregiudizio.
Testo Parere N.215- 2018
PARERE N. 214 DEL 12 APRILE 2018. VERBALI DI ACCERTAMENTO DELLA POLIZIA MUNICIPALE NEI CONFRONTI DI ESERCIZI PUBBLICI
Rispetto al diniego opposto ad un’istanza di accesso civico a verbali di accertamento della Polizia Municipale emessi per fatti avvenuti, in alcune date specificamente indicate, nei confronti di esercizi di pubblico ristoro, e alla cui ostensione i soggetti controinteressati si sono opposti, il Garante afferma che sono sottratte dall´ambito di applicazione della disciplina in materia di protezione dei dati personali le persone giuridiche, gli enti e le associazioni, che non possono beneficiare della tutela di cui al citato art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d. lgs. n. 33/2013. È inoltre aggiunto che, laddove, invece, i dati presenti all´interno della documentazione di cui si chiede l´accesso siano da intendersi come riferiti ad altri soggetti (persone fisiche), il soggetto destinatario dell´istanza di accesso civico è tenuto a verificare se l´accesso civico debba essere rifiutato per evitare un pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali, seguendo, a tale scopo, le indicazioni fornite nelle Linee guida dell´ANAC in materia di accesso civico.
Testo Parere N.214- 2018
PARERE N. 179 DEL 29 MARZO 2018. INCARICHI ESTERNI SVOLTI DA DIPENDENTI
L’accesso parziale fornito da un’Amministrazione a fronte di una richiesta di accesso civico generalizzato a un’articolata documentazione relativa a incarichi o collaborazioni esterne svolti da un dipendente, è oggetto di osservazioni da parte dal Garante. Per gli atti che non rientrerebbero negli obblighi di pubblicazione di cui all’art. 18 del d. lgs. n. 33/2013, il Garante ha rappresentato che la mancata ostensione di alcuni documenti non risultava motivata nel provvedimento di diniego della p.a. e per alcuni degli atti richiesti non era in ogni caso richiamabile il limite all´accesso civico previsto dall´art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d. lgs. n. 33/2013, considerando la natura dei dati personali ivi contenuti (peraltro già resi pubblici in atti di sindacato ispettivo presso gli organi parlamentari e da quotidiani nazionali), il ruolo ricoperto nella vita pubblica, la connessa funzione pubblica esercitata e l´attività di pubblico interesse svolta nel periodo, seppur breve, in cui è stato assunto l´incarico istituzionale presso un ente locale da parte del soggetto controinteressato. Per la restante documentazione – inerente agli incarichi esterni svolti a titolo personale (art. 53, comma 6, del d. lgs. 20 marzo 2001, n. 165) – il Garante afferma che, in linea di principio, una generale richiesta di accesso civico a tutti gli incarichi, svolti durante l´intera vita lavorativa di un dipendente presso una p.a., può consentire la conoscenza di informazioni attraverso le quali ricostruire, nel tempo, l´attività svolta “a titolo personale” e al di fuori dell´orario di lavoro da parte di un qualsiasi dipendente. Ciò potrebbe comportare, quindi, un´acquisizione indeterminata di dati e informazioni personali non proporzionata (o non necessaria), rispetto allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull´utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico. Nel caso di specie, inoltre, l´istanza di accesso civico non precisava né il periodo temporale, né la categoria di documenti cui si desiderava accedere. Peraltro l’amministrazione nel provvedimento di riscontro dell’accesso civico non ha descritto le ragioni per le quali l´ostensione dei documenti richiesti poteva comportare un pregiudizio concreto alla protezione dei dati personali del soggetto interessato. Tali circostanze non hanno permesso al Garante di esprimersi nel merito invitando, quindi, la P.A. a rivalutare la richiesta di accesso, fornendo nella risposta una motivazione congrua e completa rispetto all’esistenza o meno del limite di cui all´art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d.lgs. n. 33/2013, tenendo conto, a tal fine, delle motivazioni del controinteressato e della circostanza che fra esso e l´istante pende un contenzioso giudiziario; della circostanza che alcune informazioni sono già di pubblico dominio (es.: partecipazione a convegni e seminari pubblici soprattutto se recenti); del fatto che la documentazione richiesta riguarda l´intera vita lavorativa del controinteressato e quindi l´ostensione dei documenti richiesti, se non circoscritta a un determinato periodo di tempo, può risultare sproporzionata. rispetto allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull´utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico.
Testo Parere N.179- 2018
PARERE N. 143 DELL’8 MARZO 2018. ACCESSO ALLA QUALIFICA DIRIGENZIALE
A fronte di un diniego opposto a una istanza di accesso civico generalizzato avente a oggetto alcuni documenti riferiti all’accesso alla qualifica dirigenziale da parte di un dipendente, il Garante afferma di aver già trattato la questione nel parere n. 26 del 18 gennaio 2018, a cui fa rinvio per la risposta al presente caso sottoposto alla sua attenzione.
Testo Parere N.143- 2018
PARERE N. 142 DELL’8 MARZO 2018. GRADUATORIE CON PROGRESSIONE ECONOMICA DI DIPENDENTI
In relazione all’accesso civico avente a oggetto una graduatoria dei dipendenti di una Camera di Commercio relativa alle progressioni economiche orizzontali 2017 con dettaglio dei punteggi attribuiti, il predetto ente ha accolto parzialmente la richiesta di accesso civico autorizzando la trasmissione del documento, oscurando i nominativi (nonché gli eventuali altri elementi di identificazione, anche indiretta) degli interessati. A fronte della richiesta di riesame del soggetto istante volta ottenere l’ostensione integrale del documento il Garante ha ritenuto che la Camera di Commercio ha accordato l´accesso civico parziale alla graduatoria richiesta in una modalità che risulta conforme alla disciplina in materia di protezione dei dati personali, ossia mediante oscuramento dei dati personali ivi presenti. Ciò in quanto il riconoscimento di un eventuale accesso civico ai dati personali dei dipendenti contenuti nella citata graduatoria, unita alla generale conoscenza e al particolare regime di pubblicità dei dati oggetto di accesso civico, può arrecare ai soggetti interessati, a seconda delle ipotesi e del contesto in cui i dati e le informazioni fornite possono essere utilizzate da terzi, proprio quel pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali previsto dall´art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d. lgs. n. 33/2013. Ciò tenendo conto anche di quanto evidenziato dall’Amministrazione secondo la quale un eventuale accesso ai dati personali richiesti, poiché riferiti ai singoli dipendenti, potrebbe esporre gli interessati a difficoltà relazionali con i colleghi di lavoro e creare ingiustificati pregiudizi da parte degli utenti esterni che venissero a contatto con gli stessi nell’esercizio delle loro funzioni.
Testo Parere N.142- 2018
PARERE N. 103 DEL 22 FEBBRAIO 2018. CONCESSIONI EDILIZIE
Il Garante non può pronunciarsi sul caso inerente a una richiesta di accesso civico generalizzato avente a oggetto la copia della concessione edilizia e della eventuale concessione in sanatoria di un dato immobile, giacché dagli atti non è dato comprendere se i dati e le informazioni contenuti nella documentazione richiesta siano riferibili a persone fisiche o giuridiche. Appare evidente che, nel secondo caso, la disciplina in materia di protezione dei dati personali non risulterebbe applicabile, essendo il concetto di dato personale – e la conseguente tutela apprestata – riferiti esclusivamente alle persone fisiche.
Testo Parere N.103- 2018
PARERE N. 98 DEL 22 FEBBRAIO 2018. DATI SULLA SALUTE E PROCEDIMENTI DISCIPLINARI
Il Garante ha ritenuto che debba essere “escluso” l’accesso civico a dati sulla salute (nel caso di specie informazioni sulle: circostanze legate all’attività lavorativa, cause di assenza dal servizio e dettagli sullo stato di salute e su prescrizioni mediche di soggetti citati nella documentazione oggetto di accesso) ai sensi dell’art. 5-bis, comma 3, del d. lgs. n. 33/2013, stante il divieto di diffusione di dati idonei a rivelare lo stato di salute previsto dal Codice privacy (cfr. art. 22, comma 8, d. lgs. n. 196/2003; oggi abrogato ma i cui contenuti sono stati riportati nel nuovo art. 2-septies, comma 8, del medesimo decreto). Quanto invece alla restante documentazione richiesta, il Garante ha evidenziato che nel riscontro fornito all’istante dall’amministrazione non emergevano i motivi per i quali l’ostensione di quanto richiesto doveva essere escluso perché pregiudicante la «vita privata o la riservatezza di persone fisiche», considerando che i dati e le informazioni personali in essi contenuti riguardavano esclusivamente il soggetto istante.
Testo Parere N.98- 2018
PARERE N. 75 DEL 15 FEBBRAIO 2018. DIMISSIONI DI DIPENDENTE COMUNALE
Il Garante ritiene che l’istanza di accesso civico generalizzato relativa all’atto con il quale un dipendente comunale ha rassegnato le proprie dimissioni dall’incarico, è stata correttamente negata dall’Amministrazione, in quanto i documenti richiesti contengono dati e informazioni personali – oltre al nominativo e all´incarico ricoperto dal dipendente, anche la descrizione dei motivi di carattere strettamente personale – che hanno indotto il dipendente a rassegnare le proprie dimissioni e, per tale ragione, la loro ostensione può causare un pregiudizio concreto alla tutela degli interessi protetti dall’art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d.lgs. n. 33/2013. Tali considerazioni, a giudizio del Garante, impediscono di accordare un accesso parziale ai documenti in questione, in quanto l’eventuale oscuramento non eliminerebbe completamente la possibilità che il soggetto controinteressato possa essere re-identificato, anche da parte di terzi, attraverso il complesso della vicenda descritta e le ulteriori informazioni contenute nel documento di cui è stata negata l’ostensione.
Testo Parere N.75- 2018
PARERE N. 68 DELL’8 FEBBRAIO 2018. PERMESSI DI COSTRUIRE
Il diniego opposto a una richiesta di accesso civico generalizzato a permessi di costruire e a tutta la documentazione contenuta nelle relative pratiche edilizie, compreso il progetto presentato, si giustifica posto che l’istanza investe, oltre ai dati oggetto di un preciso regime di pubblicità (art. 20, d.P.R. n. 380/2001), anche un’ampia e ulteriore documentazione – relativa all’istruttoria delle pratiche – contenente dati e informazioni personali di diversa specie e natura. Il riferimento è, ad esempio, ai titoli di proprietà, ai nominativi, data e luogo di nascita, codici fiscali, residenza, e-mail, p.e.c., numeri di telefono, dei titolari dell’intervento o dei loro rappresentanti; ai dati dei tecnici incaricati; a informazioni sulla tipologia di intervento; all’ubicazione, dati catastali e destinazione d’uso dell’immobile; alle dichiarazioni concernenti il versamento degli oneri; agli elaborati progettuali, la cui diffusione, alla luce dell’amplificato regime di pubblicità dell’accesso civico, può causare un pregiudizio concreto alla protezione dei dati personali dei soggetti controinteressati. Ciò anche considerando le ragionevoli aspettative di riservatezza di questi ultimi circa il trattamento dei propri dati personali al momento in cui questi sono stati raccolti dall’amministrazione. Il Garante condivide inoltre la considerazione dell’Amministrazione secondo cui sarebbe impossibile concedere un accesso civico parziale in quanto, anche se si oscurassero i dati del committente, l’indicazione dell’immobile oggetto di intervento consentirebbe di risalire all´identità del proprietario tramite visure catastali.
Testo Parere N.68 – 2018
PARERE N. 42 DEL 25 GENNAIO 2018. SENTENZE E ATTI GIUDIZIARI
A fronte di una istanza di accesso civico generalizzato avente ad oggetto: la copia delle sentenze e dei provvedimenti, emessi negli ultimi cinque anni, con cui l’autorità giudiziaria ha condannato al pagamento di somme in favore di un Comune; lo stato attuale di riscossione; nonché gli ulteriori analoghi provvedimenti giudiziari antecedenti i cinque anni, laddove non interamente adempiuti, il Garante reputa conforme alla disciplina in materia di protezione dei dati personali la scelta della p.a. di concedere l’accesso parziale. Il particolare, è stato rilasciato un elenco anonimo riportante: il numero di sentenza con anno di emanazione, l’autorità giudiziaria, l’oggetto della lite, lo stato attuale dell’azione esecutiva intrapresa dall’Amministrazione e l’eventuale riscossione. Negli atti giudiziari sono contenute numerose informazioni di carattere personale, quali ad esempio la qualità di debitore, l’impossibilità di restituire le somme a causa di un ISEE basso, l’esistenza di un pignoramento o di un decreto ingiuntivo in corso, la concessione della rateizzazione del pagamento, l’esistenza di vertenze in materia di lavoro, la conclusione di accordi transattivi, la cui ostensione integrale unita al particolare regime di pubblicità dei dati e documenti oggetti di accesso civico, potrebbe determinare un pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali previsto dall´art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d.lgs. n. 33/2013.
Testo Parere N.42 – 2018
PARERE N. 41 DEL 25 GENNAIO 2018. ACCESSO AGLI ATTI GIUDIZIARI
In relazione al provvedimento di diniego nei confronti di una istanza di accesso civico generalizzato, avente a oggetto la documentazione di un giudizio pendente dinnanzi al Tar, il relativo numero di ruolo, nonché le date delle future udienze, il Garante afferma di non poter pronunciarsi nel caso di specie nel merito del diniego opposto dalla p.a., poiché quest’ultima ha negato l’accesso civico per motivi diversi da quelli indicati nell´art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d. lgs. n. 33/2013. Tuttavia, atteso il carattere rilevante della questione, fornisce alcune indicazioni generali. Il Garante osserva che l’art. 5-bis, comma 3, del d.lgs. n. 33/2013, annovera nei casi di esclusione “i divieti di accesso o divulgazione previsti dalla legge, ivi compresi i casi in cui l’accesso è subordinato dalla disciplina vigente al rispetto di specifiche condizioni, modalità o limiti”. A tal riguardo, gli atti e dei documenti inseriti nel fascicolo d’ufficio e delle parti, relativi ai procedimenti giudiziari, restano conoscibili nelle modalità previste alle relative disposizioni processuali – fra cui rientra l’art. 76 delle Disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile e le disposizioni transitorie – che non si ritiene possano essere derogate dalla disciplina in materia di accesso civico. Del medesimo avviso è l’ANAC, che nelle sue Linee guida ha espressamente indicato che “esulano dall´accesso generalizzato gli atti giudiziari, cioè gli atti processuali o quelli che siano espressione della funzione giurisdizionale, ancorché non immediatamente collegati a provvedimenti che siano espressione dello “ius dicere”, purché intimamente e strumentalmente connessi a questi ultimi. L’accesso e i limiti alla conoscenza degli atti giudiziari, ovvero di tutti gli atti che sono espressione della funzione giurisdizionale, anche se acquisiti in un procedimento amministrativo, sono disciplinati da regole autonome previste dai rispettivi codici di rito”.
Testo Parere N.41 – 2018
PARERE N. 26 DEL 18 GENNAIO 2018. ACCESSO ALLA QUALIFICA DIRIGENZIALE
Rispetto al diniego opposto a una richiesta di accesso civico generalizzato a una serie di documenti riferiti all’accesso alla qualifica dirigenziale da parte di un dipendente INPS, il Garante, in primo luogo, osserva che l’Amministrazione non può sottrarsi – per motivi inerenti alla protezione dei dati personali – all’accoglimento della richiesta relativamente al bando di concorso pubblico, per titoli ed esami, per dirigenti del Comune e alla relativa graduatoria, entrambi pubblicati in Gazzetta Ufficiale. In secondo luogo, invece, a giudizio del Garante, devono essere considerati non accessibili quei documenti, quali il certificato di laurea e la certificazione dell’anzianità di servizio con indicazione della data di inquadramento del livello giuridico del dipendente, la cui ostensione unita alla generale conoscenza e al particolare regime di pubblicità dell’accesso civico generalizzato, è in grado di provocare al soggetto interessato un pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali.
Testo Parere N.26 – 2018
PARERE N. 25 DEL 18 GENNAIO 2018. CONDONO EDILIZIO
Riguardo a un’istanza di accesso civico generalizzato avente ad oggetto un’articolata documentazione relativa a una procedura di condono edilizio, il Garante condivide la posizione dell’Amministrazione che ha correttamente negato l’accesso, reputando prevalente la tutela delle numerose informazioni personali contenute negli atti richiesti. Sebbene si tratti di documenti presentati da oltre un trentennio e relativi a una procedura ormai conclusa, l’ostensione e la diffusione generale di questi ultimi può arrecare agli eredi, in qualità di controinteressati, un pregiudizio concreto alla tutela degli interessi protetti dall’art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d.lgs. n. 33/2013.
Testo Parere N.25 – 2018
PARERE N. 15 DEL 18 GENNAIO 2018. VERBALI DELLA POLIZIA MUNICIPALE
In merito a un’istanza di accesso civico generalizzato ai verbali di accertamento emessi dalla Polizia Municipale in una data zona e in un determinato lasso di tempo, il Garante afferma che l’Amministrazione ha correttamente concesso l’accesso parziale al solo dato numerico aggregato. Diversamente, l’ostensione della copia dei documenti richiesti, contenendo molteplici informazioni personali, quali, in linea generale, nominativo, residenza, targa dell’autoveicolo, data e luogo della violazione, importo della sanzione, ecc., avrebbe comportato un pregiudizio concreto agli interessi protetti dall’art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d.lgs. n. 33/2013.
Testo Parere N.15 – 2018
PARERE N. 574 DEL 29 DICEMBRE 2017. VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE DIRIGENZIALE
Rispetto ad una richiesta di accesso civico generalizzato avente ad oggetto la documentazione inerente alla valutazione della performance dirigenziale, il Garante ritiene che il Comune abbia correttamente respinto l’accesso, in quanto gli atti richiamati contengono informazioni personali di diversa specie e natura, contenuti nei singoli fascicoli personali dei dirigenti e relativi, fra l´altro, da un lato, alle singole valutazioni delle prestazioni professionali, ai giudizi e alle informazioni sull´attività lavorativa prestata svolte dall´amministrazione di appartenenza; e, dall´altro, alle relazioni e ai dati forniti dai dirigenti stessi a supporto delle attività realizzate, suscettibili di integrare la violazione prevista dall’art. 5, comma 2, lett. a )del d.lgs. n. 33/2013.
Testo Parere N.574
PARERE N. 566 DEL 29 DICEMBRE 2017. ATTRIBUZIONE ONORIFICENZE
Il Garante ritiene che la Presidenza del Consiglio dei Ministri abbia correttamente respinto un’istanza di accesso civico generalizzato avente ad oggetto la documentazione inerente alla procedura di conferimento dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, in quanto l’ostensione dei documenti richiesti è suscettibile di determinare il pregiudizio di cui all’art. 5, comma 2, lett. a) del d.lgs. n. 33 del 2013.
Testo Parere N.566
PARERE N. 528 DEL 14 DICEMBRE 2017. DOCUMENTI E RELAZIONI DEL CUG
Il Garante conferma la validità del diniego opposto da un’amministrazione a una istanza di accesso civico generalizzato avente ad oggetto alcuni documenti prodotti dal “Comitato unico di garanzia delle pari opportunità, della valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni”. In particolare, tali documenti contengono dati e informazioni personali di dipendenti, anche dettagliati e di natura delicata, legati all’attività e all’ambiente lavorativo nonché alla ricezione di segnalazioni e all’adozione di provvedimenti disciplinari, la cui diffusione – anche parziale – potrebbe arrecare un pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali dei soggetti interessati.
Testo Parere N.528
PARERE N. 515 DEL 7 DICEMBRE 2017. PROCEDIMENTI DISCIPLINARI
Rispetto a una richiesta di accesso civico generalizzato a una nota contenente le motivazioni per le quali l’Amministrazione ha deciso di non aprire un procedimento disciplinare nei confronti di un dipendente, il Garante condivide la valutazione alla base del rigetto dell’istanza. In particolare, la generale conoscenza tramite l’accesso civico anche solo dell’esistenza di una segnalazione o dell’apertura di un istruttoria relativa alla possibile inflizione di una sanzione disciplinare nei confronti di un dipendente (a cui peraltro nel caso di specie non è stato dato alcun seguito) può causare al soggetto interessato un pregiudizio alla tutela della protezione dei dati personali ai sensi dell’art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d.lgs. n. 33/2013.
Testo Parere N.515
PARERE N. 506 DEL 30 NOVEMBRE 2017. ACCERTAMENTO VERSAMENTO IMU
Nel caso di accesso civico avente ad oggetto l’elenco dei contribuenti che, dal 2014, hanno corrisposto l’IMU sull’abitazione principale sita nel territorio di Genova, nonché l’elenco degli immobili ad uso residenziale per i quali è stata corrisposta l’IMU nel medesimo territorio, il Garante ha ritenuto corretto il diniego del Comune dal momento che l’ostensione dei dati richiesti fornirebbe una grande quantità di informazioni personali relative ai proprietari di circa 2000 immobili di natura e specie diversa. In particolare, oltre ai dati identificativi dei soggetti interessati, è possibile desumere dati come la residenza in un certo comune, l’aver fissato in quell’immobile la propria abitazione principale, la qualità di “proprietario” di un immobile di una certa tipologia con l’identificazione dell’immobile stesso, l’aver versato o meno uno specifico tributo, ma anche il tenore di vita o la situazione patrimoniale degli stessi. D’altra parte, le informazioni relative ai soggetti che hanno corrisposto l’imposta immobiliare sulla prima casa nel Comune di Genova non sono contenute in alcun pubblico registro immobiliare, né sono rilasciabili dall’Ufficio catastale.
Testo Parere N.506
PARERE N. 476 DEL 16 NOVEMBRE 2017. DATI DI ALUNNI E REGISTRI SCOLASTICI
Nel caso di accesso civico avente ad oggetto l’estrazione in formato elettronico di tutta la documentazione in merito ai registri attestanti le presenze e assenze di tutti gli alunni a partire dall’anno scolastico 2014/2015 a quello 2016/2017, il Garante ha ritenuto fondato il diniego dell’amministrazione scolastica in quanto l’ostensione dei dati personali richiesti è suscettibile di determinare quel pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali previsto dall’art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d.lgs. n. 33/2013. Ciò considerando che nel caso di specie, l’oggetto dell’accesso investiva non soltanto i nominativi di minori – informazione già di per sé di natura riservata considerando la vulnerabilità dei soggetti interessati – che frequentano (o hanno frequentato) un istituto comprensivo (aggregante scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado), ma per di più includeva anche ulteriori dati e informazioni di contesto, parimenti delicati, come quelli relativi a tutti gli specifici giorni di presenza o assenza scolastica di ogni singolo alunno, riferiti agli ultimi tre anni.
Testo Parere N.476
PARERE N. 459 DEL 9 NOVEMBRE 2017. SEGNALAZIONI DI ILLECITI
L’accesso generalizzato a segnalazioni, contenenti dati e informazioni personali, inviate da persone fisiche al Garante per la protezione dei dati personali, va respinto, sulla base dell’esigenza di evitare un pregiudizio concreto alla «protezione dei dati personali, in conformità con la disciplina legislativa in materia» (art. 5-bis, comma 2, lett. a, del d. lgs. n. 33/2013), del d. lgs. n. 33/2013) e alla luce dell’esclusione prevista dal regolamento interno n. 1/2006 dell’Ufficio del Garante, ai sensi dell’art. 5-bis, comma 3, del d. lgs. n. 33/2013.
Testo Parere N.459
PARERE N. 458 DEL 2 NOVEMBRE 2017. ACCESSO A DATI PERSONALI DI UN MEDICO DELL’INPS
La richiesta di accesso civico proposta da un ex dipendente e diretta a conoscere il nominativo e il numero di matricola del medico INPS che aveva effettuato la visita medica di controllo domiciliare, alla quale era conseguito il suo licenziamento a seguito di procedimento disciplinare, va respinto, in quanto potenzialmente idonea ad arrecare pregiudizio alla tutela della protezione dei dati personali del soggetto interessato.
Testo Parere N.458
PARERE N. 434 DEL 26 OTTOBRE 2017. PROCEDIMENTI DI ACCERTAMENTO E SANZIONATORI
La richiesta di accesso civico ad atti detenuti dal Garante relativi alle comunicazioni ricevute da una Società e ai relativi procedimenti di accertamento e di irrogazione della sanzione amministrativa va respinto, sulla base dell’esigenza di evitare un pregiudizio concreto alla «protezione dei dati personali, in conformità con la disciplina legislativa in materia» (art. 5-bis, comma 2, lett. a, del d. lgs. n. 33/2013), del d. lgs. n. 33/2013) e alla luce dell’esclusione prevista dal regolamento interno n. 1/2006 dell’Ufficio del Garante, ai sensi dell’art. 5-bis, comma 3, del d. lgs. n. 33/2013.
Nei citati atti compaiono dati identificativi di dipendenti e collaboratori della società, nonché, con riferimento al procedimento sanzionatorio, dati personali riferiti a soggetti segnalanti o coinvolti nelle verifiche. Inoltre, la presenza di informazioni aziendali, tecnico-industriali, commerciali, organizzative e finanziarie, attinenti al know-how aziendale non renderebbe possibile accordare neppure un accesso parziale.
Testo Parere N.434
PARERE N. 433 DEL 26 OTTOBRE 2017. ELABORATI DI CONCORSI PUBBLICI
La richiesta di accesso generalizzato agli elaborati del concorso diplomatico 2017 e alle rispettive valutazioni, presentata da parte di un soggetto non partecipante al concorso, va respinta in quanto “l’elaborato scritto presentato a un concorso pubblico è, in linea di massima, indicativo anche di molteplici aspetti di carattere personale circa le caratteristiche individuali, relativi ad esempio alla preparazione professionale, alla cultura, alle capacità di espressione, o al carattere del candidato, che costituiscono aspetti valutabili nella selezione dei partecipanti” (…) e “il contenuto degli elaborati può essere potenzialmente capace di rivelare anche informazioni e convinzioni che possono rientrare nella categoria dei dati sensibili di cui all’art. 4, comma 1, lett. d), del Codice (si pensi in particolare alle tracce su temi storici o di cultura generale che potrebbero rivelare «opinioni politiche», «convinzioni filosofiche o di altro genere»)”. Anche una modalità di accesso parziale (ad esempio una copia degli elaborati priva dell’associazione ai dati personali identificativi dei candidati) è da ritenersi preclusa, dal momento che l’anonimità dell’elaborato, scritto di proprio pugno dal candidato, non esclude la possibilità di re-indentificare lo stesso a posteriori, tramite la conoscenza o la comparazione della relativa grafia. Considerando, inoltre, che l’elaborato è il risultato di un’opera creativa intellettuale del candidato, è necessario valutare la presenza di ulteriori interessi privati per potrebbero portare a negare l’accesso civico come quelli legati alla proprietà intellettuale o al diritto d’autore.
Testo Parere N.433
PARERE N. 377 DEL 21 SETTEMBRE 2017. ATTI NOTARILI, VISURE CATASTALI E IPOTECARIE
La richiesta di accesso generalizzato agli atti notarili e alle visure catastali e ipotecarie trasmessi dai notai al Consiglio Notarile a fini di vigilanza, se accolta, può arrecare un pregiudizio concreto alla protezione dei dati personali delle persone ivi indicate.
Inoltre, qualora la medesima richiesta di accesso venga presentata al soggetto/ufficio (archivio notarile, catasto, Agenzia delle entrate, etc.) addetto alla conservazione di quei documenti o al rilascio delle relative copie, l’accesso generalizzato va comunque escluso in quanto la disciplina dell’accesso generalizzato non permette di superare i limiti posti da norme speciali che ne regolano le forme e le modalità di acquisizione.
Testo Parere N.377
PARERE N. 369 DEL 13 SETTEMBRE 2017. PRESENZE AL LAVORO, PERMESSI, FERIE, PROCEDIMENTI DISCIPLINARI
L’accesso generalizzato a dati e informazioni riguardanti l’attività lavorativa del soggetto titolare di un incarico amministrativo di vertice della società pubblica – quali presenze al lavoro, permessi, ferie, orari di ingresso e di uscita, provvedimenti disciplinari, atti dei concorsi e provvedimenti di assunzione, segnalazioni o provvedimenti per conflitto di interesse –va negato in quanto l’ostensione dei predetti documenti e informazioni – considerando la natura dei dati personali coinvolti, uniti al particolare regime di pubblicità dei dati e documenti oggetti di accesso civico – è suscettibile di determinare, a seconda delle ipotesi e del contesto in cui possono essere utilizzati da terzi, quel pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali previsto dall’art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d. lgs. n. 33/2013.
Testo Parere N.369
PARERE N. 366 DEL 7 SETTEMBRE 2017. VERBALI DI COMMISSIONI E PROVE DI CONCORSI PUBBLICI
È possibile accordare un accesso generalizzato parziale – mediante oscuramento dei dati personali e di tutte le altre informazioni idonee a identificare soggetti terzi – ai verbali redatti dalla commissione e relativi allo svolgimento delle prove scritte di un concorso. Al contrario, va negato l’accesso generalizzato ai documenti relativi alle prove scritte e orali svolte dai candidati con la relativa votazione, nonché alla valutazione dei titoli, in quanto l’ostensione potrebbe determinare, a seconda delle ipotesi e del contesto in cui possono essere utilizzati da terzi, un pregiudizio alla protezione dei dati personali.
Testo Parere N.366
PARERE N. 363 DEL 18 AGOSTO 2017. AUTOCERTIFICAZIONI
È necessario valutare la possibilità di concedere un accesso civico parziale – mediante oscuramento dei dati personali eccedenti (quali data e luogo di nascita, domicilio, telefono, fax, mail e firma autografa) – a una richiesta di ottenere copia della dichiarazione resa ai sensi del d.P.R. n. 445/2000 da un commissario straordinario di una società ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria contenente le dichiarazioni relative al possesso dei requisiti di professionalità e di onorabilità, all’inesistenza di cause impeditive e di incompatibilità o di situazioni di conflitto di interesse, e all’inesistenza di condanne per i reati previsti, dell’applicazione di misure di prevenzione e di procedimenti penali o azioni giudiziarie civili e penali pendenti. Ciò anche considerando che nel caso di specie la dichiarazione presentata dal commissario straordinario non conteneva alcun riferimento a dati sensibili o giudiziari.
Testo Parere N.363
PARERE N. 362 DEL 18 AGOSTO 2017. ISTRUTTORIE RELATIVE A REVOCA DI INCARICO DI COMMISSARIO STRAORDINARIO
L’accesso civico avente ad oggetto atti dell’istruttoria relativa alla revoca, con decreto ministeriale, dell’incarico di due commissari straordinari di società ammesse a procedura di amministrazione straordinaria, fra cui note, verbali, osservazioni, controdeduzioni, e-mail, istanze e altri documenti, contenenti dati e informazioni personali di varia natura, è suscettibile di determinare, a seconda delle ipotesi e del contesto in cui possono essere utilizzati da terzi, proprio quel pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali di cui all’art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d. lgs. n. 33/2013, anche considerando la circostanza che sulla questione è tuttora pendente un procedimento penale.
Testo Parere N.362
PARERE N. 360 DEL 10 AGOSTO 2017. SCIA E CILA
L’accesso generalizzato alle Segnalazioni Certificate di Inizio Attività (SCIA) e alle Comunicazioni Inizio Attività Asseverata (CILA) presentate a un Comune, considerando la molteplicità e la natura delle informazioni e dei dati di carattere personale ivi contenuti, è suscettibile di determinare, a seconda delle ipotesi e del contesto in cui possono essere utilizzati da terzi, un pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali.
Allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico va valutata la possibilità di fornire dati aggregati quali ad esempio «dati statistici riguardanti il numero e la tipologia degli atti, la tipologia degli interventi».
Testo Parere N.360
PARERE N. 320 DEL 20 LUGLIO 2017. COSTI E DATI CONTABILI
In relazione alla richiesta di accesso civico ai costi sostenuti da un ente pubblico economico per gli acquisti e la tipologia del materiale acquistato, così come riportato nei partitari contabili richiesti, l’amministrazione dovrebbe valutare la possibilità di accordare un accesso civico parziale anonimizzando la documentazione richiesta, escludendo dall’accesso civico i dati personali e le altre informazioni capaci di identificare, anche indirettamente, i soggetti interessati.
Testo Parere N.320
PARERE N. 295 DEL 28 GIUGNO 2017. COMUNICAZIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
L’accesso civico generalizzato alla comunicazione di avvio del procedimento amministrativo, attivato a seguito di una denuncia per opere edilizie realizzate in difformità alla normativa vigente (procedura peraltro archiviata dal comune destinatario dell’accesso), considerando il particolare regime di pubblicità degli atti oggetto dell’accesso civico, può integrare, a seconda delle ipotesi e del contesto in cui le informazioni fornite possono essere utilizzate da terzi, un pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali previsto dall’art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d. lgs. n. 33/2013.
Testo Parere N.295
PARERE N. 254 DEL 31 MAGGIO 2017. PROCEDIMENTI E SANZIONI DISCIPLINARI
L’accesso civico generalizzato agli atti relativi alla sanzione disciplinare inflitta a un dipendente comunale – considerando proprio la natura disciplinare del procedimento e la circostanza che nel caso di specie pendeva ancora un contenzioso giudiziario – è suscettibile di determinare un pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali.
Testo Parere N.254
PARERE N. 246 DEL 24 MAGGIO 2017. ELABORATI SCRITTI DI CONCORSI PUBBLICI
Rinvio a Parere n. 433 del 26 ottobre 2017. Elaborati di concorsi pubblici
Testo Parere N.246
PARERE N. 214 DEL 4 MAGGIO 2017. ORDINE DI SERVIZIO
L’amministrazione deve valutare la possibilità di concedere un accesso civico parziale a un ordine di servizio riguardante le competenze attribuite al dirigente vicario presso un provveditorato regionale del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria nella parte relativa all’affidamento di competenze e funzioni che risultino omogenee rispetto a quelle per i quali è previsto un onere di trasparenza ai sensi degli artt. 13 e 14, comma 1-bis, del d. lgs. n. 33/2013.
Testo Parere N.214
PARERE N. 213 DEL 4 MAGGIO 2017. CERTIFICATO DI AGIBILITÀ
L’accesso a un certificato di agibilità di un immobile può essere consentito, previo oscuramento dei dati personali ivi contenuti.
Testo Parere N.213
PARERE N. 206 DEL 27 APRILE 2017. DATI SULLA SALUTE O RELATIVI A SITUAZIONI DI DISAGIO ECONOMICO-SOCIALE
L’accesso civico generalizzato a provvedimenti di concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi e attribuzione di vantaggi economici va escluso quando possa comportare la conoscenza di dati idonei a rivelare lo stato di salute o situazioni di disagio economico-sociale delle persone fisiche destinatarie dei predetti provvedimenti.
Testo Parere N.206
PARERE N. 190 DEL 10 APRILE 2017. ASSENZE DAL SERVIZIO
La richiesta di accesso civico avente a oggetto la conoscenza della presenza o meno in servizio, in alcune date precisamente indicate, di un ex dipendente della Fondazione IRCSS è suscettibile di determinare, a seconda dei casi e del contesto in cui possono essere utilizzati da terzi, proprio quel pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali previsto dall’art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d. lgs. n. 33/2013. Ciò anche considerando le ragionevoli aspettativa di confidenzialità del lavoratore e indipendentemente dalla circostanza, nel caso di specie, della intervenuta cessazione del rapporto di servizio con la Fondazione.
Testo Parere N.190
PARERE N. 189 DEL 10 APRILE 2017. ACCESSO AGLI OBIETTIVI DEI DIPENDENTI
La richiesta di accesso generalizzato avanzata nei confronti di una società di servizio pubblico locale avente ad oggetto gli obiettivi assegnati ai quadri aziendali e la natura ed entità delle indennità erogate può essere parzialmente accolta, previo oscuramento di tutti i dati personali dei soggetti interessati (ivi compreso le informazioni idonee a identificarli anche indirettamente), oppure fornendo i dati in forma aggregata.
Testo Parere N.189
PARERE N. 188 DEL 10 APRILE 2017. DATI SULLA SALUTE
La richiesta di accesso generalizzato all’elenco dei nominativi, con relativi indirizzi, dei beneficiari di pensione privilegiata tabellare di cui all’art. 67 del DPR 29-12-1973, n. 1092, destinata al personale militare con infermità o lesioni dipendenti da fatti di servizio, va respinta ai sensi dell’art. 5-bis, comma 3, del d. lgs. n. 33/2013, in quanto comporterebbe la conoscenza di dati idonei a rivelare lo stato di salute dei soggetti interessati, per i quali è previsto un espresso divieto di diffusione da parte dei soggetti pubblici (art. 22, comma 8, del d. lgs. n. 196 del 30/6/2003 e art. 7-bis, comma 6, del d. lgs. n. 33 del 14/3/2013).
Testo Parere N.188
PARERE N. 162 DEL 30 MARZO 2017. CURRICULUM E MANIFESTAZIONI DI INTERESSE
Nel caso di una richiesta di accesso riguardante tutte le “manifestazioni di interesse pervenute al Ministero Infrastrutture e Trasporti (…) inoltrate inviando il proprio curriculum redatto, in ogni suo campo, secondo il modello europeo”, il Garante ha affermato che il relativo accoglimento può arrecare un pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali, anche considerando che nell’avviso per la raccolta delle manifestazioni di interesse era espressamente previsto che non sarebbe stato reso pubblico l’elenco di coloro che avrebbero presentato il proprio curriculum, generando in tal modo delle «ragionevoli aspettative» di riservatezza riguardo al trattamento dei dati personali degli interessati.
La presenza nel curriculum vitae di dati e informazioni dettagliati dei soggetti interessati rende particolarmente difficile, se non impossibile, l’anonimizzazione del documento, con la conseguenza di impedire anche un eventuale accesso civico parziale ai sensi dell’art. 5-bis, comma 4, del d. lgs. n. 33/2013.
Testo Parere N.162
PARERE N. 58 DEL 16 FEBBRAIO 2017. DATI DI PERSONE GIURIDICHE
Sulla richiesta di accesso civico per l’ottenimento “dell’elenco degli esercizi commerciali che hanno ricevuto sanzioni amministrative per aver violato le norme sull’igiene e la sicurezza alimentare” il Garante, ricordando l’esclusione delle persone giuridiche dal novero dei soggetti cui possa applicarsi il Codice in materia di protezione dei dati personali (a eccezione del Titolo X della sua Parte II), ha richiamato l’attenzione dell’ente destinatario dell’istanza della necessità di valutare se la conoscenza da parte di chiunque del dato personale richiesto (come tali riferiti alle sole persone fisiche, eventualmente contenuti nei documenti oggetto della domanda di accesso) arreca (o possa arrecare) un pregiudizio concreto alla protezione dei dati personali. La ritenuta sussistenza di tale pregiudizio comporta il rigetto dell’istanza, a meno che non si consideri di poterla accogliere, oscurando i dati personali eventualmente presenti e le altre informazioni che possono consentire l’identificazione, anche indiretta, del soggetto interessato.
Testo Parere N.58
PARERE N. 50 DEL 9 FEBBRAIO 2017. SANZIONI DISCIPLINARI
Rinvio a Parere n. 254 del 31 maggio 2017. Procedimenti e Sanzioni disciplinari
Testo Parere N.50
PARERE N. 49 DEL 9 FEBBRAIO 2017. DATI DI PERSONE GIURIDICHE
Il diniego di una richiesta di accesso generalizzato ai verbali delle sedute del consiglio di amministrazione di una s.r.l., non trova giustificazione nella tutela dei dati personali, dal momento che la nozione di “dato personale” non può essere estesa alle persone giuridiche. Nel caso in cui la documentazione richiesta contenga, invece, dati riferiti a persone fisiche, è necessario, in fase di valutazione della domanda di accesso civico, motivare specificamente in ordine alle ragioni del pregiudizio concreto che potrebbe derivare dalla ostensione.
Testo Parere N.49

References: provvedimento n. 
 art. 5
 art. 5
 art. 2
 art. 22
 art. 7
 art. 5
 art. 22
 art. 2
 sentenza 
 art. 7