Source: http://jusvitae.org/associazione/statuto/
Timestamp: 2017-11-21 02:21:34+00:00

Document:
Statuto | Associazione JusVitae Onlus
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Articolo 1 – E’ costituita, per fini di cui al D.Lgs. 4 dicembre 1997 n. 460, un’associazione denominata “Jus Vitae . Organizzazione non lucrativa di utilità sociale”, o, in breve “Jus Vitae ONLUS”
Articolo 2 – L’associazione ha sede in Palermo, via Tommaso Aversa, 156, potrà istituire sedi secondarie ed impianti distaccati.
L’associazione è regolata dagli articoli 14 e seguenti del codice civile e non ha fini di lucro.
Articolo 3 – Possono aderire all’associazione tutti i cittadini italiani o stranieri.
Articolo 4 – L’associazione può effettuare e/o gestire tutti i servizi socio assistenziali e socio sanitari con riferimento alle seguenti leggi:
1. L. 328/2000
2. L.R. 22/1986
3. L. 10/2003
L’associazione, come organizzazione non lucrativa di utilità sociale, perseguendo esclusivamente finalità di solidarietà sociale, svolge le seguenti attività nei settori appresso indicati:
1. L’assistenza sociale e socio-sanitaria, mediante, tra l’altro l’istituzione di centri sociali, centri di riabilitazione, case di riposo per anziani inabili al lavoro che versino in condizioni di bisogno anche economico, centri di accoglienza;
2. La beneficenza, mediante prestazioni di carattere erogativi in denaro o in natura a favore di indigenti, o comunque finalizzate ad alleviare le condizioni di bisogno di soggetti meritevoli di solidarietà sociale, ivi comprese le erogazioni effettuate a favore di enti che operano direttamente nei confronti di dette persone;
L’associazione, inoltre si propone di svolgere le seguenti attività, considerate inerenti a finalità di solidarietà sociale:
3. sport dilettantistico;
Le cessioni di beni o le prestazioni di servizi inerenti alle attività sopra indicate devono essere dirette ad arrecare benefici esclusivamente ai seguenti soggetti: persone svantaggiate in ragione delle loro condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari (e dunque disabili, tossicodipendenti, alcolisti, indigenti, anziani non autosufficienti, minori abbandonati, orfani) o a favore di componenti di comunità estere, limitatamente agli aiuti comunitari, (e dunque ad esempio, profughi e/o immigrati).
L’associazione, tuttavia, potrà svolgere le attività elencate ai numeri 1) 2) e 3) anche nei confronti di persone non svantaggiate, nonché quelle per loro natura accessorie a quelle istituzionali, da cui alle superiori lettere a) e b), a condizione che, in ciascun esercizio, e nell’ambito di ciascun settore, le stesse non siano prevalenti rispetto a quelle istituzionali e che i relativi proventi non superino il 66% (sessantasei per cento) delle spese complessive dell’organizzazione.
Resta comunque escluso lo svolgimento di attività non comprese nell’elenco di cui all’articolo 10, primo comma lettera (a) della legge n. 460/1997, ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse.
Articolo 5 – la durata dell’associazione è determinata, fino allo scioglimento deliberato dall’Assemblea dei soci, salvo il diritto di recesso di ogni singolo associato.
Articolo 6 – Il patrimonio dell’associazione è costituito:
1. dal capitale iniziale versato;
2. dai contributi di ammissione e da quelli straordinari deliberati con lo scopo di incrementare il patrimonio;
3. da eventuali donazioni, lasciti e contribuzioni straordinarie di persone ed Enti, anche pubblici;
4. dai risultati derivanti dalla gestione di tutto ciò che possa costituire forma di autofinanziamento, se non diversamente deliberato dall’Assemblea che approva il bilancio annuale;
5. da ogni altra entrata in conto capitale che concorra ad incrementare il patrimonio sociale.
E’ fatto divieto di distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, nonché fondi riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.
Gli utili e gli eventuali avanzi di gestione devono essere impiegati obbligatoriamente ed esclusivamente per la realizzazione delle attività istituzionali dell’ente.
Articolo 7 – Gli associati si distinguono in:
2. ordinari;
3. onorari;
4. sostenitori.
Alla categoria di associato ordinario possono accedere le persone fisiche e giuridiche che in relazione alla propria attività o alle proprie attitudini abbiano interesse a partecipare all’associazione.
Sono soci onorari coloro che sono nominati tali dal Consiglio Direttivo perché si siano distinte nell’impegno a favore delle finalità dell’Associazione.
Sono soci sostenitori coloro che versano quote volontarie per la realizzazione delle attività sociali.
Possono far parte dell’Associazione sia cittadini italiani che stranieri, senza alcuna discriminazione di razza, lingua o religione o altra causa discriminante che ne facciano apposita istanza diretta al Consiglio Direttivo.
Quest’ultimo decide sulla domanda di ammissione tenuto conto della rispondenza della persona alle finalità dell’Associazione.
La qualifica di socia può venir meno per i seguenti motivi:
2. per dimissioni da comunicarsi per iscritto almeno tre mesi prima dello scadere dell’anno;
3. per decadenza, nel caso in cui venga a mancare uno dei requisiti per cui l’associato è stato ammesso:
4. per delibera di esclusione del Collegio dei Probiviri.
1. l’indisciplina, l’indegnità, da chiunque accettate;
2. la morosità dei pagamenti nei contributi associativi; viene considerato moroso l’associato che, essendo stato invitato per iscritto e per due volte consecutive a distanza di non meno due mesi l’uno dall’altro dall’Organo Amministrativo a mettersi in regola con i pagamenti delle quote sociali, non vi abbiano provveduto.
Gli associati hanno diritto a partecipare alla vita associativa. E’ escluso espressamente la temporaneità della partecipazione.
Gli associati hanno diritto a godere dei servizi che l’associazione stessa sarà in grado di erogare; hanno altresì il diritto a partecipare alle assemblee, e, se maggiori di età, hanno diritto di voto per l’approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli Organi Direttivi dell’Associazione, sempre che siano in regola con il pagamento delle quote sociali.
Gli associati hanno l’obbligo di uniformare il loro comportamento alle finalità dell’associazione e di eseguire le delibere dell’assemblea degli associati e quelle del Consigli Direttivo, pena la loro esclusione.
Articolo 8 – i contributi si distinguono in ordinari e straordinari.
Sono ordinari quelli fissati come contributo di iscrizione ed annuale di esercizio; sono straordinari quelli fissati una tantum dall’assemblea degli associati.
I contributi ordinari sono fissati annualmente e sono dovuti, unitamente a quelli straordinari, dagli associati ordinari e fondatori.
Articolo 9 – l’assemblea è ordinaria e straordinaria.
L’assemblea dei soci è sovrana. L’assemblea degli associati è convocata anche fuori dalla sede sociale purché in territorio italiano, dall’Organo Amministrativo, mediante raccomandata indicante la data, l’ora, il luogo e l’ordine del giorno della riunione da inviarsi a ciascun associato, almeno 15 giorni prima di quello fissato per l’adunanza.
L’Assemblea può essere convocata su domanda firmata da almeno un decimo degli associati aventi diritto a norma dell’articolo 20 codice civile.
Nel caso di mancata convocazione da parte degli amministratori la convocazione può essere ordinata dal Presidente del Tribunale.
L’Assemblea ordinaria dovrà essere convocata almeno una volta l’anno entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio per l’approvazione del bilancio preventivo e consuntivo e per la determinazione dell’ammontare dei contributi dovuti.
L’Assemblea straordinaria è convocata per le deliberazioni di sua competenza ogni qual volta l’organo Amministrativo lo ritenga opportuno.
Hanno diritto ad intervenire all’assemblea tutti gli associati che risultano ammessi dall’Organo Amministrativo 20 giorni prima di quello fissato dall’adunanza. Ogni associato ha diritto ad un voto e può farsi rappresentare nell’assemblea da altro associato mediante delega scritta.
Ogni associato può rappresentare non più di tre associati.
1. sull’approvazione del bilancio consuntivo e preventivo e sulla destinazione o copertura, rispettivamente, nell’avanzo o disavanzo di gestione;
2. sull’ammontare dei contributi ordinari e straordinari dovuti;
3. sull’approvazione di un eventuale regolamento interno e relative modifiche;
4. sulla nomina dei componenti l’Organo Amministrativo previa fissazione del numero dei componenti e del Presidente;
5. su quanto altro ad essa demandato per legge o per statuto.
1. sullo scioglimento dell’associazione e devoluzione del patrimonio;
2. sulle modifiche dell’atto costitutivo e dello statuto;
3. sul trasferimento della sede.
L’Assemblea in prima convocazione delibera con il voto favorevole di tanti associati che rappresentano in proprio o per delega almeno due terzi del numero degli associati aventi diritto al voto.
In seconda convocazione l’assemblea delibera sugli argomenti posti all’ordine del giorno, a maggioranza, qualunque sia il numero degli intervenuti.
L’Assemblea straordinaria avente per oggetto la modifica dell’atto costitutivo e dello statuto delibera, sia in prima che in seconda convocazione, con il voto favorevole della maggioranza dei presenti ma con la presenza di almeno due terzi degli associati.
Nel caso di delibera di scioglimento e devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.
L’Assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio Direttivo o, in mancanza, dalla persona designata dall’assemblea stessa che nomina un segretario.
Il Presidente dell’assemblea constata la regolarità delle deleghe ed il diritto ad intervenire all’assemblea. Delle riunioni di assemblea viene redatto verbale firmato dal Presidente e dal segretario.
Tutte le delibere assembleari comprese quelle relative all’approvazione dei bilanci e rendiconti devono essere portate a conoscenza di tutti gli associati mediante affissione in bacheca nella sede sociale. In alternativa dovrà essere spedita copia ad ogni associato.
Articolo 10 – l’associazione è amministrata da un Consiglio Direttivo composto da tre a cinque membri.
I componenti vengono eletti dall’assemblea dei soci, che elegge anche il Presidente (legale rappresentante dell’Associazione) ed il Vicepresidente dell’Associazione.
Il Consiglio Direttivo è convocato, dal Presidente o in sua assenza o impedimento dal Vicepresidente, nella sede sociale o altrove, e nelle forme ritenute idonee.
Il Presidente o chi per lui, in caso di impedimento o di assenza, è tenuto ad effettuare la convocazione del consiglio almeno una volta all’anno per redigere il bilancio consuntivo e preventivo e quando ne sia fatta richiesta da uno o più amministratori.
Per la validità delle deliberazioni è necessaria la presenza della maggioranza degli amministratori in carica, e le deliberazioni sono prese a maggioranza dei presenti; in caso di parità prevale il voto del presidente.
Il Consiglio è presieduto dal presidente o dal vicepresidente, in mancanza del membro più anziano.
Al Consiglio Direttivo sono conferiti i più ampi ed illimitati poteri per l’amministrazione ordinaria e straordinaria dell’associazione essendo di sua competenza tutto ciò che per legge o per statuto non è espressamente riservato alla competenza dell’assemblea degli associati.
E’ fatto obbligo al Consiglio di Amministrazione di redigere annualmente un rendiconto economico e finanziario secondo le vigenti normative civilistiche e tributarie da sottoporre alla approvazione dell’ Assemblea a norma dell’articolo 9.
A tal fine il Consiglio di Amministrazione dovrà convocare l’Assemblea entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio che avviene al 31 Dicembre di ogni anno.
Chiunque può essere eletto fra i soci quale membro del Consiglio Direttivo.
Articolo 11 – La firma sociale e la rappresentanza dell’ associazione sono devolute al Presidente del Consiglio Direttivo o , in caso di impedimento o assenza al Vicepresidente. Sono ammesse procure speciali per singoli atti.
Articolo 12 – Sono considerate cause di scioglimento dell’Associazione, oltre quelle previste dal codice civile:
1. la riduzione del numero degli associati a meno di tre persone;
2. la delibera assembleare di scioglimento.
Nel caso di scioglimento dell’associazione, per qualsiasi causa l’Assemblea degli associati:
1. nomina fino a tre liquidatori anche tra i non associati, fissandone i poteri.
Il patrimonio dell’associazione dovrà essere devoluto ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica utilità sentito l’organismo di controllo di cui l’articolo 3 comma 190 della legge 23 Dicembre 1996 n. 662 e salva diversa destinazione imposta dalla legge.
Articolo 13 – Per quanto non previsto nel presente statuto, valgono le norme previste dalla legge.

References: Articolo 1

Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13