Source: https://www.laleggepertutti.it/109709_abbandono-del-tetto-coniugale
Timestamp: 2018-05-26 06:05:57+00:00

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Lo sai che? Abbandono del tetto coniugale
Abbandono del domicilio domestico e violazione del dovere di coabitazione: le sanzioni civili e penali, il reato e l’addebito.
È vietato abbandonare la casa coniugale quando ancora il matrimonio è in piedi: uscire di casa e non tornarvi più senza una valida ragione è un comportamento punito sia dal codice civile, che pone tra i doveri del matrimonio quello della convivenza [1], che da quello penale [2], che punisce la violazione degli obblighi di assistenza familiare.
Dunque, le conseguenze per chi lascia il domicilio domestico sono di due tipi:
– sanzione civile: la responsabilità per la separazione (cosiddetto addebito) e la perdita del diritto al mantenimento;
– sanzione penale: il reato per aver abbandonato il domicilio domestico è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da 103 euro a 1.032 euro.
1 Quando è possibile abbandonare la casa coniugale?
2 Si può andare via di casa e lasciare una lettera al proprio coniuge?
3 Quando scatta il reato per l’abbandono del tetto domestico?
4 In che momento si può andare via di casa?
Quando è possibile abbandonare la casa coniugale?
Se sussiste una valida ragione a spingere fuori di casa uno dei due coniugi – ragione che si ponga come vero e unico motivo della separazione in atto – allora l’abbandono del tetto è legittimo: si pensi al caso della donna che scappi perché ha subito violenza o al marito che ha scoperto la moglie tradirlo. In tali casi l’abbandono del tetto è una conseguenza di un altro e precedente comportamento, quest’ultimo da considerare come l’effettiva causa della separazione.
Dunque, l’abbandono del tetto coniugale è legittimo se determinato da situazioni di fatto, avvenimenti o comportamenti di altri (dell’altro coniuge o di suoi familiari) incompatibili con il protrarsi della convivenza, oppure quando l’abbandono dipende da una situazione già intollerabile o compromessa quando cioè c’è una crisi matrimoniale già in atto che non consente la prosecuzione della vita in comune.
È chiaro, tuttavia, che l’onere della prova – cioè la necessità di dimostrare che l’abbandono del tetto è conseguenza di un altrui comportamento colpevole – spetta a chi se ne va di casa. Per cui, in assenza di prove, è bene valutare con attenzione questa mossa, che potrebbe addirittura riversarsi contro chi la compie.
Quando sussiste la valida giustificazione ad abbandonare il tetto domestico, non scatta né la sanzione civile (addebito) né quella penale (reato).
Tra le cause giustificatrici dell’abbandono del domicilio, i giudici hanno ritenuto, tra le varie ipotesi, anche le seguenti:
– la prosecuzione della convivenza è intollerabile [3] o reca grave pregiudizio all’educazione della prole;
– la convivenza con i suoceri è difficile e intollerabile [4];
– ci sono ragioni di natura economica che impongono o consigliano una diversa residenza, malgrado la contrarietà dell’altro coniuge a stabilirsi nella nuova sistemazione [5].
Si può andare via di casa e lasciare una lettera al proprio coniuge?
La fuga da casa, giustificata con la volontà di separarsi perché non si è più innamorati, anche se anticipata da una lettera è ugualmente vietata dalla legge, salvo che – come detto prima – il motivo sia da addebitare a cause imputabili all’altro coniuge (per esempio: sue gravi mancanze).
L’unica via da seguire, in tal caso, prima di lasciare casa è quella di depositare un ricorso per la separazione (v. dopo).
Quando scatta il reato per l’abbandono del tetto domestico?
Commette reato chi esce dalla casa coniugale:
– con la volontà di non farvi ritorno almeno per un lungo lasso di tempo. Un allontanamento temporaneo non è idoneo ad integrare il reato;
– se tale comportamento ha come conseguenza cosciente e volontaria il mancato adempimento degli obblighi di assistenza inerenti alla qualità di coniuge. Il sottrarsi a tali obblighi è considerato evento dannoso indispensabile per la sussistenza del delitto in oggetto.
L’assistenza non ha natura esclusivamente materiale ed economica, ma anche morale ed affettiva.
C’è comunque da dire che la sanzione penale è stata applicata solo di rado. Per esempio, nei seguenti casi:
– abbandono improvviso nel quale la volontà di mettere fine al matrimonio era stata manifestata contestualmente ad un repentino e definitivo allontanamento dalla casa. Nel caso di specie, una moglie era partita per la villeggiatura insieme ai figli lasciando al marito una lettera nella quale manifestava l’intenzione di non fare più ritorno nell’abitazione comune e di intraprendere una nuova vita, in un altro luogo, con un nuovo compagno, omettendo di dare notizie al coniuge per molti giorni;
– di allontanamento che cagioni l’inadempimento cosciente e volontario degli obblighi di assistenza familiare;
– di abbandono per la volontà di coltivare senza impacci di sorta una diversa relazione sentimentale. Non sempre l’abbandono del domicilio domestico per l’esistenza di una relazione extraconiugale porta ad una pronuncia di condanna, se non preordinato a violare gli obblighi di assistenza familiare inerenti alla qualità di coniuge.
In che momento si può andare via di casa?
Il momento a partire dal quale l’uscita dalla casa coniugale non integra il reato è quello della presentazione della domanda di separazione o di annullamento o di divorzio, senza bisogno di attendere il provvedimento presidenziale che autorizza i coniugi a vivere separati.
[3] Cass. sent. n. 11327/2008.
[4] Cass. sent. n. 11064/1999.
[5] Cass. sent. del 29.04.1980.
Corte cassazione, sezione I, sentenza 4 dicembre 2014 n. 25663
Il volontario abbandono del domicilio coniugale è causa di per sé sufficiente di addebito della separazione, salvo che si provi che è stato determinato dal comportamento dell’altro coniuge ovvero quando il suddetto abbandono sia intervenuto nel momento in cui l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza si sia già verificata e in conseguenza di tale fatto; tale prova è più rigorosa nell’ipotesi in cui l’allontanamento riguardi pure i figli, dovendosi specificamente e adeguatamente dimostrare, anche riguardo a essi, la situazione d’intollerabilità.
Corte cassazione, sezione I, sentenza 8 maggio 2013 n. 10719
Famiglia – Matrimonio – Separazione personale dei coniugi con addebito – Allontanamento dalla residenza familiare – Rilevanza ai fini della dichiarazione di addebito – Limiti.
L’allontanamento dalla residenza familiare, ove attuato unilateralmente dal coniuge, cioè senza il consenso dell’altro coniuge, costituisce violazione di un obbligo matrimoniale ed è conseguentemente causa di addebitamento della separazione; non c’è violazione dell’obbligo matrimoniale di convivenza se il coniuge risulti legittimato da una “giusta causa” ovvero dalla presenza di situazioni di fatto di per sé incompatibili con la protrazione di quella convivenza, ossia tali da non rendere esigibile la pretesa di coabitare.
Corte cassazione, sezione I, ordinanza 24 febbraio 2011 n. 4540
In tema di separazione personale dei coniugi, l’abbandono della casa familiare, di per sé costituisce violazione di un obbligo matrimoniale, non essendo decisiva la prova dell’asserita esistenza di una relazione extraconiugale in costanza di matrimonio. Il volontario abbandono del domicilio coniugale è causa di per sé sufficiente di addebito della separazione, in quanto porta all’impossibilità della convivenza, salvo che si provi che è stato determinato dal comportamento dell’altro coniuge, ovvero quando il suddetto abbandono sia intervenuto nel momento in cui l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza si sia già verificata, e in conseguenza di tale fatto.
Corte cassazione, sezione I, sentenza 3 agosto 2007 n. 17056
27/08/2017 alle 22:14
se la moglie tradisce e il marito non riesce a dimenticare e ci si litiga anche dicendo parole brutte alla mogliee e dandole una sberla per poi sputargli adosso perche lei ha scritto al suo amante ti voglio bene chi ha ragione se si divorzia
19/10/2017 alle 15:07
Si a me è successo che mio marito ha abbandonato il tetto coniugale +È da un anno che è abusivo in casa vecchia di sua mamma

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