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e dal Ministro dell Economia e delle Finanze Vittorio Grilli - PDF
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1 2 Presentato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti e dal Ministro dell Economia e delle Finanze Vittorio Grilli d intesa con il Ministro per gli Affari Europei Enzo Moavero Milanesi Deliberato dal Consiglio dei Ministri il 10 Aprile 20133 4 Il Documento di Economia e Finanza (DEF) è il perno centrale del ciclo di programmazione economico-finanziaria e di bilancio. Esso rappresenta l occasione per guardare al passato ma soprattutto per immaginare il futuro delle politiche economiche e di bilancio del Paese, in chiave europea. Quest anno, tuttavia, l appuntamento con il DEF cade in un momento particolare della vita politica e istituzionale del nostro Paese. In seguito alle elezioni generali del 24 e 25 febbraio, sono in corso le procedure per la formazione di un nuovo esecutivo. Come previsto dalla Costituzione e ricordato dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il Governo dimissionario resta in carica per gli affari correnti e per l adozione dei provvedimenti urgenti in materia economica. La presentazione del Documento di Economia e Finanza costituisce un obbligo previsto dalla Legge 196 del 2009 (come modificata dalla Legge 39 del 2011), che il Governo è tenuto ad assolvere per il Paese e per assicurare il rispetto delle scadenze del semestre europeo. Coerentemente con la fase di prorogatio il Governo in carica non può formulare orientamenti per il futuro che presuppongano scelte d indirizzo politico-legislativo o l avvio di nuove politiche di vasto respiro che non siano già state condivise dal Parlamento. Dal punto di vista economico-finanziario il DEF 2013 assume l obiettivo di mantenere nel periodo di riferimento il pareggio di bilancio in termini strutturali, come previsto dalle regole del Patto di Stabilità e di Crescita dell Unione Europea, modificate nel Novembre 2011, e confermate dal Fiscal Compact, e come sancito dalla nostra Costituzione. Sotto il profilo delle riforme strutturali esso fa il punto di quanto realizzato nei mesi precedenti e, dove appropriato, elenca le iniziative ancora necessarie per attuare le riforme già approvate dal Parlamento. Il nuovo Governo, una volta formato, potrà integrare questo quadro presentando, se così riterrà opportuno, un agenda di riforme, con le relative compatibilità finanziarie, per proseguire il percorso di avvicinamento agli obiettivi della Strategia Europa Anche nel rispetto di questi limiti, la presentazione del DEF è comunque un passaggio fondamentale, che consente di leggere in modo obiettivo il percorso delle riforme compiute e di trarre qualche indicazione per l avvenire. In primo luogo, il Programma di Stabilità e il Programma Nazionale di Riforma consegnano la fotografia di un azione di risanamento e riforma MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE I5 DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA strutturale che ha avuto un intensità e un ampiezza che non sempre sono state colte pienamente nella cronaca giorno per giorno. Alla fine del 2011, l Italia si trovava, in una situazione di vulnerabilità alle tensioni sui mercati internazionali a causa dello stato delle finanze pubbliche e delle condizioni dell economia reale. Da oltre un decennio, il sistema economico e produttivo sperimentava un lento ma costante declino, con tassi di crescita piatti ed una progressiva perdita di competitività, a causa della stagnazione della produttività, di un ambiente sfavorevole all attività di impresa e di altre debolezze strutturali che frenavano l adeguamento ad un contesto economico globale più dinamico e competitivo. L esperienza del Governo d impegno nazionale, sostenuto in Parlamento da un ampia maggioranza delle principali forze politiche, ha consentito di superare una situazione di stallo che durava da anni e d intraprendere in un tempo relativamente breve, un programma d interventi che ha portato l Italia fuori dall emergenza finanziaria e toccato tutti i settori cruciali della vita economica e sociale del Paese. Ne sono testimonianza 45 leggi e decreti legge convertiti dal Parlamento e 24 decreti delegati derivanti da leggi delega adottate dal Governo o dai Governi precedenti, nonché le centinaia di misure di attuazione, adottate o in via di finalizzazione, descritte nei diversi capitoli del PNR. Quest azione ha permesso innanzitutto il riequilibrio delle finanze pubbliche. Nel 2012 l Italia ha riportato il disavanzo pubblico sostanzialmente in linea con le raccomandazioni in sede europea sotto la soglia del 3 per cento del PIL%. Nel 2013 inoltre l Italia conseguirà il pareggio di bilancio in termini strutturali, adempiendo un impegno assunto alla metà del 2011 dal Governo italiano dell epoca. Su questa base, il Consiglio ECOFIN dell UE si avvia a decidere, nel prossimo mese di maggio, l uscita dell Italia dalla procedura di deficit eccessivo, in cui era entrata a fine Un risultato che l Italia potrà ottenere senza aver richiesto una proroga dei termini, come hanno fatto altri Paesi. E senza aver richiesto un assistenza finanziaria esterna, magari a una troika di autorità internazionali, perdendo in tal modo parte della sua sovranità e della sua autonomia nella scelta delle misure per uscire dalla crisi. La solidità dell aggiustamento compiuto dall Italia si riflette nell atteggiamento dei mercati internazionali. Il differenziale tra i tassi d interesse sui titoli di stato italiani e quelli tedeschi si attesta oggi intorno ai 300 punti base, dopo il picco di 574 punti base raggiunto nel Novembre Nel 2014 l avanzo primario sarà pari a circa il 4 per cento, tra i più elevati della zona euro. Il risanamento delle finanze pubbliche è rafforzato anche grazie a un azione incisiva di contenimento e di riqualificazione della spesa pubblica. Attraverso le due fasi della spending review, sono stati realizzati risparmi di spesa di circa 11,6 miliardi di euro a regime. I fondi strutturali dell Unione Europea, dopo anni di ritardi, sono stati utilizzati in linea con la programmazione attuata d intesa con la Commissione, grazie a una riprogrammazione mirata nell ambito del Piani di Azione Coesione e a una gestione attenta alla velocità e II MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE6 DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA alla migliore efficacia della spesa. Gli squilibri macro economici si stanno riassorbendo e sono state varate misure per assicurare la regolare riduzione del debito pubblico. Un aggiustamento di questa portata, realizzato in tempi ristretti e in un contesto di debolezza economica e di ricorrenti tensioni sui mercati internazionali, non può avvenire se non a costo di sacrifici pesanti e senza scontare conseguenze economiche e sociali nel breve periodo. I dati puntuali di questi ultimi mesi mostrano la contrazione dell economia e la crescita di disoccupazione e del disagio sociale. La recessione iniziata nella seconda metà del 2011 avrà una coda anche nella prima parte dell anno in corso. Senza un azione ferma e credibile di risanamento sarebbe stato impossibile allontanare lo spettro del collasso finanziario che si prospettava nel Novembre E se non si fosse cominciato ad aggredire le debolezze strutturali che lo frenano, il Paese si sarebbe condannato a una crescita, piatta o negativa anche per molti altri anni a venire. Il DEF 2013 mostra che le riforme possono realmente cambiare il corso della crescita del Paese. Le stime del DEF indicano che le riforme per la competitività e del mercato del lavoro porteranno a una crescita cumulata aggiuntiva del PIL di 1,6 e 3,9 punti percentuali nel 2015 e nel 2020, e fino a 6,9 punti percentuali in più rispetto allo scenario base nel lungo periodo. Questo si tradurrà per il nostro Paese in una crescita potenziale di circa un punto di PIL superiore a quanto avrebbe potuto avere senza le riforme. E la spinta di cui il Paese ha bisogno per accelerare l uscita da una crisi che dura da troppo tempo. TASSO DI CRESCITA POTENZIALE E IMPATTO DELLE RIFORME STRUTTURALI (valori percentuali) 2,0 Scenario quadro macro/ce 1,5 Scenario senza riforme Scenario con riforme 1,0 0,5 0,0-0,5-1, Fonte: Elaborazioni MEF con i modelli ITEM, IGEM e Funzione di Produzione. I dati sulla crescita futura presentati nel DEF sono costruiti su ipotesi prudenziali. Ma gli studi quantitativi sugli effetti macroeconomici delle riforme varate in Italia condotte dall OCSE e dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE III7 DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA indicano che l effetto delle riforme può essere ancora più elevato delle stime del governo. Per cogliere i frutti delle riforme e dei sacrifici sono però necessarie alcune condizioni. In primo luogo, occorre saper sfruttare le opportunità offerte da un quadro europeo oggi più favorevole agli investimenti per la crescita e l occupazione. A coronamento di un azione di pressione a livello europeo, che ha visto uniti Governo e Parlamento, il Consiglio Europeo di marzo 2013 ha riconosciuto la necessità di usare tutti gli spazi di flessibilità esistenti nel Patto di Stabilità e di Crescita per rendere possibile agli Stati Membri, che hanno le finanze pubbliche in ordine, di stimolare gli investimenti pubblici produttivi. E in questo solco si è anche collocata l apertura della Commissione Europea verso l operazione una tantum dell Italia per pagare i debiti scaduti della pubblica amministrazione. Rispetto alla fase più acuta della crisi finanziaria di fine 2011 e inizio 2012, che ha imposto scelte obbligate in tempi serrati, diventa ora possibile mettere in campo una strategia più articolata. Una strategia che combini il rientro sostenibile dal debito eccessivo a riforme per rimuovere le barriere strutturali e stimolare la produttività e per riavviare gli investimenti pubblici produttivi. In questo senso il Governo ha potuto sbloccare nei giorni scorsi il pagamento dei debiti scaduti delle Amministrazioni Pubbliche nei confronti delle imprese. Tale misura contribuirà non solo a sanare situazioni critiche preesistenti ma anche a immettere nell economia reale oltre 40 miliardi di euro, alleggerendo la pressione sulle imprese in difficoltà per la stretta creditizia. Per capitalizzare su queste aperture è però cruciale tenere la guardia alta sulle finanze pubbliche. Da una parte essere tra gli Stati virtuosi è la premessa obbligata per usufruire degli spazi che si stanno aprendo a livello europeo. Dall altra la riduzione del debito, che è a un livello troppo elevato, è l unica strada per ridurre i costi degli interessi ed evitare penalizzazioni da parte dei mercati finanziari. Solo restando nella parte preventiva del Patto di Stabilità e di Crescita si potranno ottenere i margini per completare il pagamento dei debiti scaduti della PA oltre le risorse già mobilizzate, e per realizzare altri interventi come ridurre la fiscalità sul lavoro, incentivare l occupazione stabile e di qualità o per investire in educazione, ricerca e innovazione. Infine, è più che mai necessario tenere ferma la barra delle riforme. L Italia è oggi ancora molto distante dagli obiettivi che si è posta nel quadro della Strategia Europa 2020, soprattutto per quanto riguarda l occupazione, il sostegno alla ricerca e allo sviluppo e la riduzione della povertà. Gli andamenti della produttività sono insoddisfacenti. Non è quindi il momento di allentare la presa. Semmai occorre accelerare per non perdere altro terreno. Per tornare a crescere non ci sono ricette sostitutive alle riforme per la competitività e la produttività. IV MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE8 DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA Il PNR non contiene, non potrebbe farlo quest anno, una agenda di priorità per il futuro. Riporta, invece, l analisi di quanto fatto e dei suoi primi risultati indicando le aree dove è maggiormente necessario intervenire per il futuro. Bisogna continuare sulla strada della revisione della spesa, della lotta all evasione fiscale e nel processo di dismissioni del patrimonio immobiliare pubblico, che deve essere più veloce, per assicurare margini per interventi di policy prioritari e allo stesso tempo garantire la regolare riduzione del debito. Il sistema fiscale deve essere rivisto in un senso più semplice e orientato alla crescita, avviando, quando possibile, la graduale riduzione del livello di pressione fiscale. Molto resta da fare nel mercato del lavoro, per completare il disegno delle politiche attive del lavoro, aumentare la partecipazione di donne e giovani, promuovere il decentramento della negoziazione salariale e ridurre il peso della tassazione. Formazione, ricerca e innovazione sono aree di debolezza su cui concentrare gli sforzi. La lotta alla povertà richiede uno sforzo determinato e un attenzione prioritaria, pur in una situazione di risorse limitate. E necessario migliorare l ambiente normativo per le imprese, e quindi l attrattività per gli investimenti esteri, e l accesso al credito In molte aree si tratta di proseguire e completare le riforme avviate, perché possano produrre pienamente i loro effetti. E il caso della giustizia civile, delle liberalizzazioni, dell agenda digitale o del nuovo regime per le start up. In altri settori, come il sostegno all export, la politica energetica, le strutture aeroportuali o il turismo, sono state approvate strategie generali che chiedono di essere tradotte in atti concreti. Riflettere sulla distanza che ancora separa il nostro Paese dagli obiettivi della Strategia Europa 2020 è un esercizio ancora più utile in una fase in cui le forze politiche sono impegnate nella formulazione di un agenda per la legislatura appena aperta. Le regole del Patto di Stabilità e di Crescita, gli obiettivi della Strategia Europa 2020, le priorità dell Analisi Annuale della Crescita sono una cornice di riferimento che obbliga a confrontarsi non soltanto su opzioni ideologiche, ma sulle scelte concrete che fanno la differenza per la crescita, l occupazione e la stabilità di un Paese. E con questo spirito che consegniamo questo Documento di Economia e Finanza per il 2013 al confronto delle forze parlamentari, delle autonomie territoriali e delle parti sociali. Mario Monti Presidente del Consiglio dei Ministri MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE V9 10 DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA - SEZ. III PROGRAMMA NAZIONALE DI RIFORMA INDICE PREMESSA I. INTRODUZIONE: UN ANNO DI RIFORME... 3 I.1 L Italia e l Europa lungo un sentiero comune... 3 I.2 La crisi come opportunità... 4 I.3 Equilibrio dei conti pubblici... 4 I.4 Una Pubblica Amministrazione più vicina alle imprese e ai cittadini... 5 I.5 Più sostegno alle imprese e un ambiente imprenditoriale più favorevole... 6 I.6 Mezzogiorno: occasione per il rilancio dell economia... 7 I.7 Più slancio al mercato... 8 I.8 Ricerca e innovazione: imprese e famiglie digitali... 9 I.9 Più qualità nel sistema educativo... 9 I.10 Legalità e certezza del diritto I.11 Un sistema fiscale moderno e competitivo I.12 Un mercato del lavoro più flessibile e inclusivo I.13 Mantenere alta la guardia: monitoraggio II. SCENARIO MACROECONOMICO E IMPATTO DELLE RIFORME II.1 Scenario macroeconomico II.2 Crescita e competitività in Europa e in Italia II.3 L impatto macroeconomico delle riforme II.4 L impatto finanziario delle nuove misure del PNR III. IL PAESE NEL QUADRO DEL SEMESTRE EUROPEO: SINTESI DELLE AZIONI III.1 Le risposte alle Raccomandazioni III.2 I Target nazionali della Strategia Europa III.3 Utilizzo dei fondi strutturali IV. ANALISI DEGLI SQUILIBRI MACROECONOMICI IV.1 La situazione dell Italia in base agli indicatori dello Scoreboard IV.2 Analisi degli squilibri macroeconomici e prospettive MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE VII11 DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA - SEZ. III ANALISI E TENDENZE DELLA FINANZA PUBBLICA V. LE RIFORME NAZIONALI IN DETTAGLIO V.1 Riduzione del debito, efficienza e qualità della spesa pubblica V.2 Sanità V.3 Educazione e ricerca V.4 Mercato del lavoro e percorsi formativi V.5 Welfare e povertà V.6 Programmi co-finanziati dai Fondi Strutturali Europei V.7 Valorizzazione dei beni culturali V.8 Riforma fiscale e lotta all evasione V.9 Concorrenza V.10 Infrastrutture V.11 Energia e ambiente V.12 Sostegno all imprenditorialità V.13 Semplificazione della burocrazia e trasparenza V.14 Stato di attuazione delle Riforme VI. LE REGIONI IN CAMPO VI.1 Le azioni in risposta alle Raccomandazioni VI.2 Le azioni per i Target EU APPENDICE. LE MISURE E GLI IMPATTI DEL PROGRAMMA NAZIONALE DI RIFORMA A. SINTESI DELL IMPATTO MACROECONOMICO DELLE RIFORME B. GRIGLIA DELLE MISURE NAZIONALI - AGGIORNAMENTO 2012 C. GRIGLIA DELLE MISURE NAZIONALI D. GRIGLIA DELLE MISURE REGIONALI VIII MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE12 DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA - SEZ. III PROGRAMMA NAZIONALE DI RIFORMA INDICE DELLE TAVOLE Tavola II.1 Quadro macroeconomico Tavola II. 2 Performance relative delle componenti del PIL (rispetto alla media UE15) Tavola II.3 Analisi della performance delle aree di policy Tavola II.4 Effetti macroeconomici dei decreti Crescita Tavola II.5 Ipotesi degli scenari di riforma in IGEM ed entità degli interventi Tavola II.6 Effetti della riforma del mercato del lavoro Tavola II.7 Effetti macroeconomici delle riforme 2012 Tavola II.8 Impatto finanziario delle nuove misure del PNR 2013 Tavola II.9 Oneri per infrastrutture e trasporti Tavola III.1 Livello del target Tasso di occupazione Tavola III.2 Livello del target Spesa in R&S Tavola III.3 Spesa per R&S intra-muros per Regione Tavola III.4 Livello del target Emissioni di gas a effetto serra Tavola III.5 Livello del target Fonti rinnovabili Tavola III.6 Livello del target Efficienza energetica Tavola III.7 Livello del target Abbandoni scolastici Tavola III.8 Livello del target Istruzione universitaria Tavola III.9 Livello del target Contrasto alla povertà Tavola IV.1 UE15 Indicatori dello Scoreboard sugli squilibri macroeconomici Tavola IV.2 Italia Indicatori dello Scoreboard sugli squilibri macroeconomici Tavola V.1 Costi amministrativi e risparmi stimati a regime per le PMI nelle aree di regolazione misurate Tavola V.2 Provvedimenti amministrativi da attuare classificati per provvedimento MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE IX13 DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA - SEZ. III PROGRAMMA NAZIONALE DI RIFORMA INDICE DELLE FIGURE Figura II.1 Figura III.1 Figura III.2 Figura III.3 Figura IV.1 Figura IV.2 Figura IV.3 Figura IV.4 Figura IV.5 Figura IV.6 Figura IV.7 Figura IV.8 Figura IV.9 Figura IV.10 Figura IV.11 Figura IV.12 Differenziali e fonti di reddito e crescita Giovani che abbandonano prematuramente gli studi (ESL) per sesso, Regione e ripartizione Popolazione in età anni che ha conseguito un titolo di studio universitario per sesso e Regione Popolazione in famiglie a rischio di povertà o esclusione per incidenza complessiva e per i tre indicatori selezionati nella Strategia Europa 2020 per Regione Scomposizione del saldo delle partite correnti dell'italia Scomposizione settoriale del saldo della bilancia commerciale dell'italia Quote di mercato dell'italia nel commercio mondiale Quote di mercato sulle esportazioni mondiali di merci Posizione netta e valori cumulati della bilancia dei pagamenti in conto corrente e conto capitale Posizione netta sull'estero, bilancia dei pagamenti e effetti rivalutazione Conto corrente vs sottostante Tasso di cambio effettivo reale Flussi di risparmio dei settori istituzionali e saldo della bilancia dei pagamenti in conto corrente e conto capitale Tasso di cambio effettivo reale Costo unitario nominale del lavoro Costo del lavoro per unità di prodotto Figura IV.13 Debito del settore privato nel 2011 Figura IV.14 Ricchezza complessiva delle famiglie italiane Figura IV.15 Indebitamento delle famiglie Figura IV.16 Leva finanziaria dei maggiori gruppi bancari europei a dicembre 2011 Figura IV.17 Investimenti residenziali dei principali Paesi europei Figura IV.18 Permessi a costruire dei principali Paesi europei Figura IV.19 Rapporto tra prezzi nominali e reddito disponibile nominale pro-capite Figura IV.20 Prezzi reali delle abitazioni dei principali Paesi europei Figura IV.21 Sofferenze delle famiglie consumatrici Figura IV.22 Rapporto tra prezzi nominali e affitti X MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE14 DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA - SEZ. III PROGRAMMA NAZIONALE DI RIFORMA INDICE DEI BOX Cap. II Cap. III Cap. IV Cap. V All ombra del PIL: una valutazione del benessere equo e sostenibile Come è stata simulata la riforma del lavoro L impatto sul PIL potenziale delle misure strutturali del 2012 La diffusione delle fonti rinnovabili in dettaglio Quote sul commercio internazionale per categorie di prodotto, mercati di sbocco e specializzazione produttiva Posizione netta sull estero dell Italia: sostenibilità di breve periodo Andamento dei salari in relazione con equilibrio interno Il caso Monte dei Paschi di Siena La crisi finanziaria La modifica costituzionale del pareggio di bilancio e sua implementazione Il patrimonio pubblico BTP Italia Rapporto sulla spending review Il ruolo della centrale di acquisti (CONSIP) Scuola Nazionale dell Amministrazione Revisione dello strumento militare nazionale Il riordino delle Province Centrali di committenza per le Unioni di Comuni Efficienza ospedaliera Trasparenza nella dirigenza sanitaria e responsabilità professionale Edilizia sanitaria Il Sistema Nazionale di Valutazione La metodologia CLIL La Scuola Digitale Bandi FIRB e PRIN Bando Start Up Progetto Messaggeri e programma Rita Levi Montalcini Assicurazione Sociale per l Impiego Ruolo dei centri per l'impiego Servizi d intermediazione locale per il lavoro Apprendistato e Mestieri a Vocazione Artigianale Il sistema nazionale di certificazione delle competenze Tirocinio MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE XI15 DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA - SEZ. III PROGRAMMA NAZIONALE DI RIFORMA Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro Ponte intergenerazionale La riforma delle pensioni e le regole di salvaguardia Il nuovo Indicatore della Situazione Economica Equivalente Banca dati dei minori adottabili Protezione dei minori contro lo sfruttamento e l abuso sessuale La seconda fase del piano di azione coesione Stato d attuazione della politica di coesione La strategia per le Città e le Aree interne del Paese La struttura e lo stato di attuazione della politica di sviluppo rurale Biblioteche pubbliche e tutela del patrimonio librario Altre misure di semplificazione fiscale Accordi internazionali in materia di fiscalità Redditometro e Redditest Gettito IMU e incidenza sui contribuenti Il riordino della fiscalità Relazione annuale su concorrenza e semplificazioni La società tra professionisti Consultazione pubblica La modifica del Titolo V della Costituzione Opere rilevanti sbloccate Il Ponte Sullo Stretto Piattaforma Logistica Nazionale Piano per lo sviluppo aeroportuale E-government - Fruizione dei servizi della pubblica amministrazione da parte delle imprese con almeno 10 addetti Il Piano Nazionale Banda Larga Misure contro le minacce alla sicurezza informatica La riforma degli incentivi per la promozione delle rinnovabili elettriche La Strategia Energetica Nazionale Piano di azione nazionale per la riduzione delle emissioni di gas serra La questione ILVA Azioni per la crescita sostenibile Accelerazione del pagamento dei debiti della PA verso i propri fornitori Il Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese Fondo per la crescita sostenibile Piano d azione nazionale sulla responsabilità sociale d impresa Il contratto di rete L incubatore certificato Piattaforma Cleantech Consiglio Nazionale Anticontraffazione Il Garante per le micro, piccole e medie imprese XII MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE16 DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA - SEZ. III PROGRAMMA NAZIONALE DI RIFORMA Altre misure di semplificazione Lo stato d implementazione della legislazione sul mercato interno Il codice di comportamento del dipendente pubblico L incandidabilità Misure alternative alla detenzione Carta dei diritti dei detenuti MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE XIII17 18 PREMESSA DESCRIZIONE DELLA NUOVA STRUTTURA DEL PNR La struttura del Programma Nazionale di Riforma è stata profondamente rivista. Da quest anno è articolata in sei capitoli più un appendice. Nell Introduzione si descrivono sinteticamente quali riforme sono state introdotte dal Paese nel periodo di riferimento previsto dal Semestre Europeo. Rappresenta un executive summary dell azione del Governo e offre una panoramica dei contenuti di riforma, attuati e organizzati per aree tematiche. Il secondo capitolo si compone di due parti. La prima riporta il quadro macroeconomico, coerente con il Programma di Stabilità e una sua breve descrizione; la seconda contiene la valutazione degli impatti macroeconomici connessi alle riforme attuate. Con il terzo capitolo, diviso in tre paragrafi, si entra nel processo del Semestre Europeo. Si risponde alle Country Specific Recommendations (CSR), ai Target della strategia EU2020 e si sintetizzano i risultati dell utilizzo dei Fondi comunitari e le linee guida della nuova fase di programmazione. Nel quarto capitolo si affronta l analisi prevista nella recente procedura europea di correzione degli squilibri macroeconomici (In Depth Review) predisposta dalla Commissione Europea nell ambito del Six Pact. Il quinto capitolo rappresenta il cuore del PNR e riporta le riforme nazionali con un dettaglio sufficiente per la piena comprensione delle stesse. Attraverso box di focus sono inoltre distinti gli approfondimenti più tecnici e predisposti box di azioni in itinere per le iniziative governative che non sono riuscite ad arrivare alla fine del processo parlamentare ma deliberate dal Consiglio dei Ministri. Nel capitolo troverà spazio anche la parte di monitoraggio delle implementazioni dei provvedimenti attuativi previsti. Nel sesto capitolo si riportano le principali azioni a livello locale intraprese da tutti gli attori coinvolti nel processo del PNR. Al PNR è, infine, allegata una appendice con quattro griglie di dettaglio. La prima offre una disaggregazione degli impatti macroeconomici delle riforme. La seconda e la terza contengono la sintesi di tutte le nuove misure introdotte nel periodo e l aggiornamento attuativo delle misure del precedente PNR in un ottica di continuità informativa. L ultima riporta il dettaglio delle misure introdotte a livello regionale. MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE 119 DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA 2 MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE20 I. INTRODUZIONE: UN ANNO DI RIFORME I.1 L ITALIA E L EUROPA LUNGO UN SENTIERO COMUNE L Italia ha attraversato un anno molto complesso e decisivo. Le molte azioni intraprese durante questo periodo sono coerenti con gli impegni presi a livello internazionale dal Paese: Patto Euro Plus, Strategia Europa 2020 e priorità fissate nell Analisi Annuale della Crescita. Il Patto Euro Plus (Euro Plus Pact), prevede un coordinamento rafforzato delle politiche economiche per migliorare la competitività e aumentare il livello di convergenza europeo. Gli Stati Membri sono chiamati ad assumere impegni precisi e vincolanti volti a conseguire il raggiungimento di quattro obiettivi prioritari: n.1: Stimolare la competitività. n.2: Favorire l occupazione. n.3: Migliorare la sostenibilità delle finanze pubbliche. n.4: Rafforzare la stabilità finanziaria. L Analisi Annuale della Crescita (Annual Growth Survey AGS) apre il Semestre Europeo e costituisce il punto di partenza per la definizione delle priorità d intervento a livello nazionale ed europeo. Le priorità per il 2013 individuate dalla Commissione Europea sono le stesse del 2012 ovvero: n.1: Risanare il bilancio in modo differenziato e favorevole alla crescita. n.2: Ripristinare la normale erogazione di prestiti all economia. n.3: Promuovere la crescita e la competitività nel breve e nel lungo periodo. n.4: Lottare contro la disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi. n.5: Modernizzare la Pubblica Amministrazione. Inoltre, per una crescita intelligente, sostenibile e solidale gli Stati Membri, si sono impegnati a realizzare gli obiettivi della Strategia Europa 2020 espressi in termini di target europei declinati a livello nazionale. Infine, per stimolare la crescita e l'occupazione e permettere all UE e agli Stati Membri di conseguire elevati livelli di occupazione, produttività e coesione sociale, la Strategia comporta anche sette iniziative prioritarie (Flagship Initiatives) che tracciano un quadro entro il quale l'ue e i governi nazionali sostengono i loro sforzi per realizzare le priorità di Europa Le sette iniziative sono: n.1: Agenda Digitale Europea. Patto Euro Plus Annual Growth Survey Target UE 2020 Flagship Initiatives MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE 321 DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA - SEZ. III PROGRAMMA NAZIONALE DI RIFORMA n.2: Unione dell Innovazione. n.3: Giovani in movimento. n.4: Un Europa efficiente sotto il profilo delle risorse. n.5: Una politica industriale per l era della globalizzazione. n.6: Agenda per nuove competenze e lavoro. n.7: Piattaforma europea contro la povertà. I.2 LA CRISI COME OPPORTUNITÀ Dall emergenza al cambiamento Il Governo italiano ha profuso uno sforzo senza eguali nel passato affrontando gli urgenti problemi di breve periodo causati dalla crisi, ma anche le questioni strutturali, dalla cui soluzione dipende il benessere economico di lungo periodo del Paese. Numerose sono state le riforme strutturali per stimolare la competitività e la crescita, senza mai perdere di vista l obiettivo della stabilità finanziaria. La politica di rigore e di riforma ha inoltre dato i suoi frutti in termini di credibilità internazionale. Il Consiglio Europeo del 14 marzo 2013 ha riconosciuto la necessità di un risanamento di bilancio differenziato che permetta all'italia di utilizzare spazi di flessibilità controllata per azioni di sostegno per rilanciare crescita e occupazione, nel rispetto della stabilità finanziaria, sottolineando l urgenza di una pronta liquidazione dei pagamenti arretrati della pubblica amministrazione. Le principali misure hanno riguardato: Un piano per il pareggio strutturale del bilancio anticipato al 2013 e l inserimento di questo vincolo nella Costituzione. Una strategia di riduzione del debito pubblico da attuarsi con la dismissione e valorizzazione dei beni pubblici. Una moderna e profonda riforma delle pensioni che ha reso il sistema previdenziale italiano uno dei più sostenibili in Europa. Misure straordinarie per ridurre le spesa pubblica e il carico amministrativo per le imprese, migliorando l ambiente imprenditoriale. Misure urgenti per il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione (PA). Una riforma del mercato del lavoro volta ad aumentare la flessibilità e a ridurre la segmentazione. Una politica di sviluppo nazionale per imprenditoria a favore dell innovazione e dell internazionalizzazione. Una sanità snella ed efficiente più vicina alle esigenze del cittadino. Un uso migliore delle risorse comunitarie. I.3 EQUILIBRIO DEI CONTI PUBBLICI Primario obiettivo del Governo è stato quello di garantire la sicurezza dei conti pubblici al fine di preservare la stabilità finanziaria. 4 MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE Vedere altro
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