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Diritto civile‎ > ‎Condominio‎ > ‎
pubblicato 26 ott 2012, 00:25 da Emilio Curci
L'articolo 1117 c.c. pone una presunzione di condominialità per quei beni nella stessa norma indicati, la cui elencazione non è, comunque, tassativa e deriva sia dalla oggettiva attitudine del bene sia dalla concreta destinazione dello stesso al servizio comune.
Da ciò ne consegue che tale disposizione non solamente ha la funzione e l'efficacia integrativa del regolamento condominiale, bensì che la presunzione legale (nella stessa norma posta) può essere superata solo dalla prova di un titolo contrario, identificabile nella dimostrazione della proprietà esclusiva del bene in capo ad un differente soggetto. A ciò non è idoneo il regolamento condominiale che non costituisce titolo di proprietà, ma ha la funzione di disciplinare solo l'utilizzo della cosa comune nonchè la ripartizione delle spese.
| Allegati: CassCivSezII13262-2012.pdf
pubblicato 3 mag 2012, 00:24 da Emilio Curci
Quando le infiltrazioni di acqua in un appartamento derivano dall’omessa manutenzione ordinaria che spetta al condominio, questi deve risarcire i relativi danni. Oltre al rimborso delle spese di risistemazione, il proprietario dell’appartamento vanta anche il diritto a vedersi rimborsati i canoni sostenuti per la locazione dell’immobile ove si era dovuto trasferire nel periodo in cui sul proprio appartamento si svolgevano le opere di riparazione.
| Allegati: CassCivSezII6128-2012.pdf
pubblicato 5 gen 2012, 03:48 da Emilio Curci [ aggiornato in data 5 gen 2012, 03:48 ]
Tribunale Roma - sentenza del 25.11.2011
| Allegati: TribRoma25112011.pdf
pubblicato 4 gen 2012, 08:18 da Emilio Curci [ aggiornato in data 4 gen 2012, 08:18 ]
Cassazione civile , sez. II, sentenza 19.09.2011 n° 19205
Al singolo condomino è consentito servirsi in modo esclusivo di parti comuni dell'edificio soltanto alla duplice condizione che il bene, nelle parti residue, sia sufficiente a soddisfare anche le potenziali, analoghe esigenze dei rimanenti partecipanti alla comunione e che lo stesso, ove tutte le predette esigenze risultano soddisfatte, non perda la sua normale ed originaria destinazione, per il cui mutamento è necessaria l'unanimità dei consensi.
| Allegati: Cass19205-2011.pdf
pubblicato 30 dic 2011, 02:15 da Emilio Curci [ aggiornato in data 30 dic 2011, 02:15 ]
L'estensione del diritto di ciascun comunista trova il limite nella necessità di non sacrificare ma di consentire il potenziale pari uso della cosa da parte degli altri partecipanti (Cass. 10453/2001).
Infatti la prevalenza della norma speciale, dettata in materia di condominio, determina l'inapplicabilità di quella generale, quando i diritti o le facoltà da questa previsti siano compressi o limitati per effetto dei poteri legittimamente esercitati dal partecipante alla comunione sulla base dell'art. 1102 e. e: in considerazione del rapporto strumentale di cui si è detto fra l'uso del bene comune e la proprietà esclusiva, che caratterizza il condominio, non sembra ragionevole individuare a carico del diritto del singolo condomino - che si serva delle parti comuni in funzione del migliore e più razionale godimento del bene di proprietà individuale - limiti o condizioni estranei alla regolamentazione e al contemperamento degli interessi dei partecipanti alla comunione secondo i parametri stabiliti dalla specifica disciplina al riguardo dettata dall'art. 1102 cod. civ.
| Allegati: 22092-2011.pdf
Il conduttore è legittimato ad agire contro il condominio per i danni subiti
pubblicato 21 nov 2011, 07:44 da Emilio Curci [ aggiornato in data 21 nov 2011, 07:44 ]
Cassazione civile , sez. III, sentenza 31.08.2011 n° 17881
Qualora nell'immobile si verifichi una infiltrazione, il conduttore, ex art. 1585 II com. C.C., gode di un'autonoma legittimazione a proporre azione di responsabilità nei confronti dell'autore del danno.
| Allegati: 10717-2011.pdf
pubblicato 28 apr 2011, 10:54 da Emilio Curci [ aggiornato in data 28 apr 2011, 10:56 ]
Cassazione civile , sez. II, sentenza 21.03.2011 n° 6412
“l’appello avverso una sentenza pronunciata all’esito di un giudizio celebrato in primo grado con rito ordinario è inammissibile, in quanto tardivo, se proposto con il deposito del ricorso, anziché con la notificazione dell’atto di citazione, essendo il deposito del ricorso, pur se tempestivo, inidoneo alla costituzione di un valido rapporto processuale, presupponente la conoscenza legale, mediante notificazione, ad opera della controparte dell’atto ricettizio di impugnazione entro il termine perentorio stabilito dalla legge per la proposizione dell’appello”
| Allegati: 6412-2011.pdf
| Allegati: Cass3705-2011.pdf

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 1585
 sentenza 
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