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Timestamp: 2016-12-10 19:13:35+00:00

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/RegolamentoGruppoCoordinamento by PO FESR Basilicata 2007/2013 - issuu
DIPARTIMENTO PRESIDENZA DELLA
UFFICIO PROGRAMMAZIONE E
71AP.2009/D.02532
QSN 2007-2013 Obiettivi di Servizio Regione Basilicata - Approvazione regolamento interno del "Gruppo di coordinamento".
Anno Num. Impegno
la Legge Regionale n°12 del 02.03.1996 e successive modifiche ed integrazioni;
la Deliberazione della Giunta Regionale del 13.01.1998 n° 11, concernente l’individuazione
degli atti di competenza della Giunta;
la Deliberazione della Giunta Regionale del 13.12.2004, n°2903, modificata dalla DGR n.
637/06;
le Deliberazioni della Giunta Regionale n° 1148/05 e la 1380/05 relative alla denominazione
e configurazione dei Dipartimenti regionali;
la Deliberazione della Giunta Regionale n° 2017/05 che individua le strutture dirigenziali e
stabilisce la declaratoria ed i compiti alle medesime assegnate;
la Deliberazione della Giunta Regionale n° 125/06 che ha apportato modifiche alle
declaratorie delle strutture dirigenziali;
la Legge Regionale n. 32 del 24 dicembre 2008 con cui è stato approvato il Bilancio di
Previsione per l’esercizio finanziario 2009 e bilancio pluriennale per il triennio 2009-2011;
la Deliberazione di Giunta Regionale n. 2 dell’8 gennaio 2009 con la quale è stato approvato
il riparto in capitoli ed Unità Previsionali di Base;
la Legge Regionale n. 27 del 7 agosto 2009 con cui è stato approvato l’assestamento del
Bilancio di Previsione per l’esercizio finanziario 2009 e bilancio pluriennale per il triennio
la Deliberazione di Giunta Regionale n. 1495 del 10 agosto 2009 con la quale è stata
approvata la ripartizione in capitoli ed Unità Previsionali di Base;
la strategia di sviluppo per il 2007-2013, definita nel Quadro Strategico Nazionale approvato
dalla Commissione Europea con decisione C(2007)3329 del 13 luglio 07, che ha attribuito
un ruolo centrale alla produzione e promozione di servizi collettivi ed essenziali per la qualità
della vita dei cittadini e la convenienza delle imprese ad investire individuando i seguenti
Obiettivi di Servizio da raggiungere:
I.Elevare le competenze degli studenti e la capacità di apprendimento della popolazione;
II.Aumentare i servizi di cura alla persona, alleggerendo i carichi familiari per innalzare la
partecipazione delle donne al mercato del lavoro;
III.Tutelare e migliorare la qualità dell’ambiente, in relazione al sistema di gestione dei rifiuti
IV.Tutelare e migliorare la qualità dell’ambiente, in relazione al servizio idrico integrato;
la Delibera CIPE n. 82 del 3 agosto 2007, che individua e definisce i suddetti Obiettivi di
Servizio ed istituisce “un meccanismo premiale associato al conseguimento di risultati
verificabili in termini di servizi collettivi in ambiti essenziali per la qualità della vita e
l’uguaglianza delle opportunità dei cittadini e per la convenienza ad investire delle imprese”;
il “Piano di azione per il raggiungimento degli obiettivi di servizio del Quadro Strategico
Nazionale 2007-2013.” approvato con Delibera della Giunta Regionale 6 agosto 2008 n.
1278;
L’Integrazione del “Piano di azione per il raggiungimento degli obiettivi di servizio del Quadro
Strategico Nazionale 2007-2013”. Quantificazione delle risorse finanziarie da destinare alle
azioni ivi identificate approvato con Delibera della Giunta Regionale n. 265 del 27 febbraio
l’istituzione del Gruppo di coordinamento per gli Obiettivi di Servizio nel capitolo 4 del Piano
d’Azione “Governance del Piano” con il compito di:
assicurare la riconducibilità del Piano d’Azione alla politica regionale unitaria;
valutare l’andamento delle azioni intraprese per il conseguimento dei singoli Obiettivi
organizzare momenti di discussione e di approfondimento sul progresso e le criticità
riscontrate nel raggiungimento degli obiettivi e sull’andamento complessivo della
strategia del Piano;
svolgere una funzione di proposizione di strategie e di interventi migliorativi.
necessaria la predisposizione di un regolamento interno del Gruppo di Coordinamento per
facilitare l’espletamento delle attività del gruppo stesso e riportato in allegato A come parte
integrante e sostanziale della presente determina;
le “Linee guida per il Rapporto Annuale Obiettivi di Servizio (RAOS) predisposte dal Gruppo
tecnico centrale di accompagnamento degli Obiettivi di Servizio ed inviate dal Ministero
dello Sviluppo economico con prot. n. 0013796-U del 21 settembre 2009;
necessaria, da parte di ciascun responsabile dei target, la predisposizione di Rapporti di
monitoraggio sul Piano d’Azione tematico di propria competenza, al fine di consentire al
Responsabile unico dell’attuazione del Piano d’Azione di svolgere il coordinamento delle
attività di monitoraggio e di predisporre il Rapporto Annuale di Esecuzione del Piano
d’Azione (RAOS);
i format predisposti per la redazione dei rapporti di monitoraggio e riportati in allegato al
regolamento del Gruppo di Coordinamento per gli Obiettivi di Servizio (Allegati A.1, A.2 ed
A3) e parte integrante e sostanziale della presente determina;
che il suddetto regolamento Allegato A ed i sui allegati (Allegati A.1, A.2 ed A3) sono stati
condivisi, così come previsto nella Governance del Piano, con i responsabili dei target ed i
referenti degli indicatori di ciascun obiettivo di servizio.
il regolamento interno del Gruppo di Coordinamento per gli Obiettivi di Servizio nella
versione condivisa come riportata in allegato A e parte integrante e sostanziale della
presente determina;
i format predisposti per la redazione dei rapporti di monitoraggio nella versione condivisa
come riportati negli Allegati A.1, A.2 ed A3 e parte integrante e sostanziale della presente
Caiazzo Nunzia
Nardozza Angelo Pietro Paolo
PER GLI OBIETTIVI DI SERVIZIO
- REGOLAMENTO INTERNO D.G.R. n. 1278 del 6 agosto 2008
GRUPPO DI COORDINAMENTO PER GLI “OBIETTIVI DI SERVIZIO”
Il Gruppo di Coordinamento per gli Obiettivi di Servizio, istituito con l’approvazione del Piano
di Azione per il raggiungimento degli Obiettivi di Servizio del Quadro Strategico Nazionale
2007-2013 - D.G.R. n. 1278 del 6 agosto 2008 - è composto da:
 Il Responsabile unico dell’attuazione del Piano d’Azione nella persona del Dirigente
dell’Ufficio Programmazione e Controllo di Gestione;
 I Responsabili del raggiungimento dei target finali al 2013 per ciascun Obiettivo di Servizio
(Responsabili dei target) designati dai Dirigenti Generali dei Dipartimenti competenti;
 I Referenti di Indicatore per ciascun Obiettivo di Servizio e il Referente del Piano d’Azione
designati rispettivamente dai Dirigenti responsabili dei target e dal Dirigente responsabile
unico del Piano d’Azione.
Nella seguente tabella si riporta l’attuale composizione del Gruppo di coordinamento per gli
“Obiettivi di Servizio” della Regione Basilicata.
Ufficio Programmazione e Controllo di
Lavoro, Cultura
Ufficio Sistema scolastico ed
universitario e Competitività delle
Sociale, Servizi
alla Persona e
Ufficio Promozione Cittadinanza
Solidale ed Economia Sociale, Sviluppo
Ufficio Pianificazione Sanitaria e
Ufficio Prevenzione e Controllo
Ufficio ciclo dell’acqua
Responsabile unico del Piano
Dott.ssa Annunziata Caiazzo
Responsabile dei target:
Dott.ssa Enrica Marchese
Referente di indicatori:
Dott.ssa Maria Teresa Abbate
Dott. Adriano Abiusi
sig. Rocco Cortese
Dott.ssa Carolina di Lorenzo
Geom. Giovanni Petraglia
Arch. Domenico Ragone
Art. 2 – Funzioni
Il Gruppo di Coordinamento ha il compito di:
assicurare la riconducibilità del Piano d’Azione alla politica regionale unitaria
valutare l’andamento delle azioni intraprese per il conseguimento dei singoli Obiettivi di
riscontrate nel raggiungimento degli obiettivi e sull’andamento complessivo della strategia
Il Responsabile unico dell’attuazione del Piano d’Azione, con l’assistenza tecnica fornita dalle
professionalità derivanti dall’Avviso pubblico di selezione (approvato con Determinazione
Dirigenziale n. 189 del 3.11.08) e con il supporto del NVVIP ed il coinvolgimento del
Partenariato, laddove previsto, ha il compito di:
coordinare i vari Uffici ed Amministrazioni coinvolti per la redazione/attuazione del Piano
svolgere attività partenariali finalizzate alla verifica in itinere dell’attuazione del Piano
d’Azione per l’eventuale revisione della strategia proposta, ai sensi dell’art. 10 del
“Protocollo di intesa fra la Regione Basilicata e le parti economiche e sociali per
l’istituzione e la regolamentazione di un metodo di confronto partenariale sulla politica di
coesione”;
coordinare le attività di monitoraggio;
individuare i meccanismi premiali regionali;
definire e coordinare le attività di informazione e comunicazione;
predisporre il Rapporto Annuale di Esecuzione del Piano d’Azione, garantendone la
Per lo svolgimento di tali funzioni il Responsabile unico dell’attuazione del Piano d’Azione è
coadiuvato dal Referente del Piano d’azione.
I Responsabili dei target, in accordo con il Responsabile del piano d’azione, hanno le seguenti
partecipare alla redazione del Piano e dei successivi documenti ad esso collegati, tra cui il
Rapporto Annuale di Esecuzione;
porre in essere tutti gli atti necessari per il conseguimento dei target prefissati dal QSN;
garantire il coinvolgimento del partenariato economico e sociale nelle fasi di aggiornamento
della programmazione e di attuazione del piano tematico di propria competenza ai sensi
dell’art. 10 del “Protocollo di intesa fra la Regione Basilicata e le parti economiche e sociali
per l’istituzione e la regolamentazione di un metodo di confronto partenariale sulla politica
di coesione”sottoscritto il 28 aprile 2009;
garantire il necessario raccordo con gli attori regionali e territoriali coinvolti nel
raggiungimento dei target e nel meccanismo premiale;
garantire, di concerto con i referenti degli indicatori, che il processo di raccolta ed
elaborazione dei dati necessari al calcolo degli indicatori stessi e dell’avanzamento dei target
sia regolare, sistematico, puntuale ed efficiente;
elaborare le revisioni della strategia definita nel Piano d’Azione tematico di propria
competenza in presenza di cambiamenti significativi che ne potrebbero pregiudicare il
effettuare le attività di monitoraggio al fine di verificare il raggiungimento degli obiettivi e
l’attuazione delle azioni previste;
partecipare ai momenti di informazione, comunicazione e diffusione anche dei risultati
intermedi e finali in merito all’attuazione del Piano.
Per lo svolgimento di tali funzioni i Responsabili dei target sono affiancati dai Referenti di
Il Gruppo di coordinamento per gli “Obiettivi di Servizio” è affiancato nello svolgimento delle
proprie funzioni dal Nucleo Regionale di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici
(NRVVIP), che garantisce il necessario presidio tecnico e consultivo a favore della valutazione
dei risultati ottenuti e della identificazione dei meccanismi premiali.
Art. 3 – Convocazioni e riunioni
Il gruppo di coordinamento per gli obiettivi di servizio, coerentemente con quanto predisposto
nella Governance del Piano d’Azione e per dare seguito ai compiti ad esso assegnati, si riunisce
con cadenza quadrimestrale tramite un preavviso minimo ai componenti di cinque giorni
lavorativi. In caso di urgenza, i componenti del gruppo di coordinamento possono essere
convocati con un periodo di preavviso inferiore e comunque non al di sotto dei due giorni
lavorativi. In tali riunioni, il gruppo di coordinamento può confrontarsi in merito all’andamento
complessivo della strategia del Piano, verificare la riconducibilità del Piano d’azione alla
politica regionale unitaria ed individuare strategie ed interventi migliorativi per il
conseguimento dei singoli Obiettivi di Servizio. Il verbale della riunione è inviato ai componenti
entro i successivi sette giorni lavorativi.
Il Responsabile unico dell’attuazione del Piano d’Azione può inoltre convocare incontri
bilaterali a tema per ciascun obiettivo di servizio coinvolgendo anche altri soggetti coinvolti
(Enti gestori del servizio, Enti responsabili, altri Uffici ed Amministrazioni, ecc.) al fine di
approfondire il progresso e le eventuali criticità riscontrate nel raggiungimento dei target per
ciascun indicatore.
Il verbale della riunione di tali incontri è inviato al Responsabile dei target interessato.
All’occorrenza, il Responsabile unico dell’attuazione del Piano d’Azione trasmette il verbale
per conoscenza a tutti i componenti del gruppo di coordinamento per gli obiettivi di servizio.
In accordo e con la partecipazione dei Responsabili dei target, il Responsabile unico
dell’attuazione del Piano d’Azione, ai sensi dell’art. 10 del “Protocollo di intesa fra la Regione
Basilicata e le parti economiche e sociali per l’istituzione e la regolamentazione di un metodo di
confronto partenariale sulla politica di coesione” sottoscritto il 28 aprile 2009, può promuovere
consultazioni con il partenariato economico e sociale e più in generale con quei soggetti
associativi ritenuti in grado di apportare valore aggiunto alla costruzione e alla messa in opera
degli interventi organizzando:
 una sessione annuale di confronto sulla base del RAOS;
 focus group e seminari.
Il Responsabile unico dell’attuazione del Piano d’Azione può richiedere la partecipazioni dei
responsabili dei target o dei referenti degli indicatori ad eventuali riunioni tematiche indette dal
Gruppo tecnico centrale di coordinamento degli obiettivi di servizio.
Il Responsabile unico dell’attuazione del Piano d’Azione, in accordo e con la partecipazione dei
Responsabili dei target, può promuovere campagne di comunicazione sugli obiettivi di servizio
volte a far conoscere - al grande pubblico come ai potenziali beneficiari - le iniziative realizzate
o in fase di implementazione nonché gli effetti attesi. Tali campagne saranno svolte sul territorio
regionale, attraverso incontri, seminari e workshop.
L’illustrazione dello stato di avanzamento dei target, dei problemi incontrati, delle soluzioni
predisposte e delle prospettive future necessarie per il raggiungimento dei target stessi sarà
oggetto di un incontro, a cadenza annuale, con il PES e con tutti i soggetti direttamente ed
indirettamente coinvolti nel raggiungimento dei target stessi.
Per garantire la diffusione dei documenti e dell’informazione in merito all’avanzamento delle
attività sugli obiettivi di servizio sarà istituito un sito web sugli obiettivi di servizio che sarà
aggiornato con cadenza mensile. Le modalità di gestione e di implementazione delle
informazioni che saranno pubblicate sul sito saranno concordate con Responsabili dei target.
Il Responsabile unico dell’attuazione del Piano d’Azione ed il Referente del Piano hanno cura di
sottoporre all’attenzione dei responsabili dei target eventuali note, comunicazioni e documenti,
inerenti l’obiettivo di servizio di loro competenza e trasmesse all’Ufficio programmazione e
controllo di gestione dal Gruppo tecnico centrale di Coordinamento per gli Obiettivi di Servizio
o dai referenti regionali.
Di contro i Responsabili dei target hanno il compito di comunicare al Responsabile unico
dell’attuazione del Piano d’Azione ed al Referente del Piano qualsiasi evento o documento di
interesse rispetto all’attuazione dell’obiettivo di competenza quali:
 comunicazioni con ISTAT, AATO, Enti gestori, Uffici regionali,Comuni, ASL e Enti ed
Istituti di Assistenza tecnica Centrale,
 eventuali riunioni e successivi verbali delle stesse,
 attività di partenariato e campagne di sensibilizzazione che si intendono promuovere.
Art. 6 – Rapporti di monitoraggio
Al fine di consentire al Responsabile unico dell’attuazione del Piano d’Azione di svolgere il
coordinamento delle attività di monitoraggio e di predisporre il Rapporto Annuale di Esecuzione
del Piano d’Azione (RAOS) entro la scadenza del 31 ottobre di ogni anno, i Responsabili dei
target per ciascun Obiettivo di Servizio, in collaborazione con i referenti degli indicatori,
predispongono dei Rapporti di monitoraggio sul Piano d’Azione tematico di propria
I rapporti di monitoraggio illustrano eventuali revisioni delle strategie definite nel piano
tematico nonché lo stato di attuazione dello stesso al 30 giugno ed al 31 dicembre per gli anni
2009-2013. I rapporti di monitoraggio devono pervenire all’Ufficio programmazione e controllo
di gestione rispettivamente entro il 20 settembre ed entro il 20 febbraio di ciascun anno.
Il primo Rapporto di monitoraggio sul Piano d’Azione tematico al 30 giugno 2009 (periodo di
riferimento: data di predisposizione del Piano d’azione agosto 2008 - 30 giugno) sarà utilizzato
per predisporre il RAOS.
I rapporti di monitoraggio sui Piani d’azione tematici al 31 dicembre per gli anni 2009-2013
potranno essere utilizzati per la predisposizione di opuscoli divulgativi sugli obiettivi di
I rapporti di monitoraggio sono predisposti per ciascun obiettivo secondo gli schemi riportati
negli allegati 1,2, e 3 del presente regolamento.
Il responsabile del raggiungimento dei target finali al 2013 per il I Obiettivo di Servizio
predispone il primo Rapporto di monitoraggio sul Piano d’Azione tematico trascorsi sei mesi
della pubblicazione del Piano d’istruzione.
Art. 7 –Trasmissione dei documenti
Le comunicazioni tra i Responsabili dei target e l’Ufficio Programmazione e controllo di
Gestione di documenti o eventi in merito agli Obiettivi di Servizio avviene prevalentemente
Art. 6 – Funzioni di Segreteria
Le funzioni di segreteria, verbalizzazione e assistenza ai lavori sono curate dal personale
dell’Ufficio Programmazione e controllo di gestione.
Potenza, lì ________________
Il responsabile unico del Piano d’azione
i Responsabili dei target per ciascun obiettivo di servizio
Via Vincenzo Verrastro, __ - 85100 POTENZA
Tel. +39 0971 66____ – Fax +39 0971 66_____
(ALLEGATO A.1)
Prot. n° _____________________
Potenza lì _____________________
Responsabile unico dell’attuazione del Piano d’Azione
Referente del Piano d’Azione
RAPPORTO DI MONITORAGGIO N. ___
RELAZIONE AL ________
_____OBIETTIVO DI SERVIZIO
Il Responsabile del raggiungimento dei target finali al 2013
del ___Obiettivo di Servizio
____OBIETTIVO DI SERVIZIO
(ALLEGATO A.2)
A. L’EVOLUZIONE DEGLI INDICATORI
In questa sezione si analizza l’evoluzione degli indicatori dell’obiettivo di servizio, a livello
regionale ed il contesto di riferimento dell’obiettivo stesso. L’analisi mira a fornire una
spiegazione dei cambiamenti registrati rispetto alla baseline per il primo rapporto di
monitoraggio e rispetto ai dati indicati nel precedente rapporto di monitoraggio per tutti gli
altri rapporti. Dovranno essere inoltre indicati i fabbisogni ancora insoddisfatti, sulla base di
tutti gli elementi disponibili (anche altri dati in possesso dell’Amministrazione).
Gli indicatori analizzati sono al più riferiti all’anno precedente (a ottobre dell’anno n, dati
all’anno n-1) e in quanto tali risentono di azioni realizzate negli anni antecedenti a quello
oggetto del rapporto (anno n-2 e oltre). Pertanto il primo passo di questa analisi è una
valutazione dell’andamento degli indicatori alla luce delle azioni realizzate in passato, per
trarre indicazioni utili per orientare la strategia. Per il primo Rapporto di monitoraggio, ciò
significa valutare anche azioni non necessariamente ricomprese nel Piano d’azione, realizzate
nell’ambito delle politiche ordinarie o di programmi comunitari o FAS della programmazione
precedente incidenti sull’avanzamento dell’indicatore.
In questa sezione potranno essere indicate eventuali criticità riscontrate nei dati trasmessi dagli
enti gestori ai soggetti rilevatori dei target (ISTAT). Inoltre, i responsabili dei target
predisporranno tabelle di sintesi dei dati fisici utili per l’analisi dell’avanzamento degli
indicatori in base alle informazioni fornite dagli enti coinvolti a vario titolo nel raggiungimento
dei target (Enti gestori del servizio, ecc.). In questa sezione saranno indicate anche le azioni
che i singoli uffici hanno avviato al fine di creare un’analisi statistica interna dei dati relativi al
calcolo degli indicatori.
B. LE AZIONI REALIZZATE E AVVIATE E L’EVOLUZIONE DEL CONTESTO
In questa sezione sono descritte e analizzate le azioni, realizzate e avviate nel corso dell’ultimo
periodo (data pubblicazione piano d’azione – 30 giugno 2009) per il primo rapporto di
monitoraggio e nel corso dell’ultimo semestre in tutti i prossimi rapporti, azioni che si ritiene
possano avere effetti sul perseguimento dell’obiettivo/indicatore. Per azioni si intendono non
solo gli investimenti, ma anche interventi propedeutici quali innovazioni organizzative o
gestionali, modifiche normative o regolamentari, azioni di comunicazione o sensibilizzazione, di
assistenza tecnica, etc.
In questa sezione si analizzano anche eventuali cambiamenti del contesto che possono aver già
inciso o si prevede che incidano sull’obiettivo indipendentemente dall’azione della
Per i Piani d’azione tematici che includono già liste dettagliate di azioni e relativi tempi di
realizzazione, in questa sezione si analizza eventualmente l’avanzamento rispetto al
cronoprogramma, utilizzando lo schema in allegato 3 predisposto per ciascun obiettivo.
In particolare, attraverso gli schemi predisposti in allegato 3 si analizzano le azioni
realizzate/avviate soprattutto dal punto di vista degli effetti attesi sull’obiettivo perseguito,
evidenziando i soggetti coinvolti e le relative responsabilità e circoscrivendo quanto più
possibile il territorio interessato. Pertanto, l’analisi delle azioni realizzate/avviate è corredata
da alcune informazioni minime quali:
• i soggetti coinvolti e le rispettive responsabilità,
• in che modo può incidere sull’obiettivo,
• la localizzazione dell’intervento o degli effetti attesi/registrati,
• l’importo e la fonte di finanziamento,
• i tempi previsti di conclusione.
Sono evidentemente incluse anche azioni non originariamente descritte nel Piano d’azione
tematico, in particolare quelle realizzate nel quadro della programmazione delle risorse
ordinarie o aggiuntive precedente al 2007-13 (rilevante soprattutto per il primo Rapporto di
C. CRITICITA’ E SOLUZIONI
In questa sezione, si evidenziano eventuali criticità incontrate nel percorso di perseguimento
degli obiettivi e si delineano possibili soluzioni di cui tener conto nell’aggiornamento della
D. L’AGGIORNAMENTO DELLA STRATEGIA
In questa sezione, sulla base dell’analisi della dinamica degli indicatori, delle azioni avviate e
realizzate nell’ultimo periodo ( data pubblicazione piano d’azione – 30 giugno 2009) per il
primo rapporto di monitoraggio o nell’ultimo semestre in tutti i prossimi rapporti, e
dell’evoluzione del contesto, si identificano le azioni ancora necessarie per raggiungere o
consolidare gli obiettivi, e quindi per confermare o rivedere la strategia del Piano d’azione
Inoltre, dovrà essere effettuata una stima aggiornata del livello di conseguimento dell’obiettivo,
considerando gli effetti attesi dalle azioni realizzate al fine di individuare il fabbisogno ancora
A seguito di tali analisi si potrà quindi aggiornare la lista delle azioni da realizzare negli anni
successivi per il conseguimento degli obiettivi. In questa fase sarà anche necessario fornire
indicazioni precise circa la copertura finanziaria degli investimenti previsti, quando non
sufficientemente specificata nei Piani tematici d’azione.
(ALLEGATO A.3 - OBIETTIVO I)
OBIETTIVO I: "Elevare le competenze degli studenti e la capacità di apprendimento della popolazione
AZIONI FINALIZZATE AL RAGGIUNGIMENTO DEI TARGET AL 2013
AZIONE [M€]
S.01 - Giovani
prematuramente gli
In attesa di definizione : A, B,….
S.02 - Studenti con
scarse competenze in
S.03 - Studenti con
Indicare per ciascun indicatore le azioni così come definite nel Piano o nuove azioni da integrare nella prossima revisione del Piano. Per ciascuna azione specificare l'ammontare delle risorse finanziarie, dare una breve descrizione ed indicare la
localizzazione nonchè i soggetti coinvolti per l'attuazione della stessa.
S.01 - Giovani che
scarse competenze
AMMONTARE DELLE
RISORSE FINANZIARIE PO FEASR
MODALITA' ATTUATIVE DELLE AZIONI
P.A.R. FAS 2007PER MODALITA'
ATTUATIVA [M€]
ALTRO [M€]
Per ciascuna azione indicata in tabella 1 vanno specificate le eventuali modalità attuative, il relativo ammontare delle risorse finanziarie nonché i diversi canali di finanziamento. Indicare anche altre
eventuali fonti finanziarie.
AVANZAMENTO TEMPORALE DELLE MODALITA' ATTUATIVE*
Per gli anni in colonna indicare una sintesi descrittiva dell'avanzamento delle modalità attuative finalizzate al raggiungimento di ciascuna azione. Il dettaglio complessivo dell'avanzamento della modalità attuativa dovrà essere poi
inserito nel rapporto di monitoraggio nella sezione B mediante tabelle schemi o grafici.
Nei successivi rapporti di monitoraggio gli anni andranno a scalare, (es. per il rapporto di monitoraggio a dicembre 2009, l'analisi riguarderà: anno 2008, semestre giugno 2009, semestre dicembre 2009)
(ALLEGATO A.3 - OBIETTIVO II)
OBIETTIVO II: "Aumentare i servizi per l’infanzia e di cura per gli anziani, alleggerendo i carichi familiari per innalzare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro"
A.1 Realizzazione nuovi posti per strutture socio-educative in asili nido
S.04 - Diffusione dei
S.05 - Presa in carico A.2 Realizzazione nuovi posti per strutture socio-educative in strutture innovative e integrative
degli utenti dei servizi
B.1 Abbattimento costi delle rette nelle strutture pubbliche e private
A Realizzazione dei Punti Unici di Accesso ai servizi di Assistenza Domiciliare Integrata
B Sistema informativo sociale regionale
S.06 -Presa in carico
degli anziani per il
C Sostegno all’auto-organizzazione familiare dell’assistenza agli anziani e innalzamento dei parametri
qualitativi dell’offerta privata
D Adozione di Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LIVEAS o LEP) almeno riferito alla nonautosufficienza
E Assistenza Tecnica e Sistema di verifica e valutazione delle azioni
S.05 - Presa in
carico degli utenti
dei servizi per
P.A.R. FAS
PO FEASR
PER MODALITA'
1 Attuazione Bando AP/2007
2 Programmazione e realizzazione di nuovi posti
1. Programmazione e realizzazione di nidi aziendali, micronidi (famiglie nido, nidi rurali, ecc.)
1. Analisi dei costi di struttura
2. Misure per comprimere i costi :
2.1 - Abbattimento costi in strutture esistenti (investimenti tramite contributo pubblico)
2.2 - Abbattimento costi sulla gestione del servizio (revisione regolamento di riparto dei fondi regionali per la
gestione del servizio)
3. Incremento del contributo pubblico:
3.1 - ai comuni per abbattimento costi di gestione
3.2 - alle famiglie per le rette (voucher)
1. Costruzione di reti informatiche: (investimenti infrastrutturazione sanitaria per la rete dei distretti sociosanitari
– Investimenti area e-health, telemedicina e società dell’informazione)
2. Formazione degli erogatori dei servizi: (Investimento percorsi formativi ad hoc, su temi legati all’innovazione
e servizi digitali – Formazione del personale PA per esigenze di governo settoriale delle politiche)
1. Progettazione e implementazione Sistema informativo gestionale – Cartella Integrata - Rafforzamento della
capacità istituzionale (Rafforzare reti e scambi tra diversi servizi)
2. Formazione: (Investimento percorsi formativi ad hoc, su temi legati all’innovazione e servizi digitali –
Formazione del personale PA per esigenze di governo settoriale delle politiche)
1. Rafforzamento Punti Unici di Accesso - Buoni Servizi – Regolarizzazione dei rapporti lavorativi degli/delle
assistenti familiari attraverso un programma di sostegno alle famiglie - Creazione di un Albo regionale
degli/delle assistenti familiari
2. Formazione gestori dell’Albo degli/delle assistenti familiari: attività di formazione per figure professionali in
campo socio sanitario
3. Formazione assistenti familiari: Attività A, Sostegno all’inserimento professionale e lavorativo di quelle
componenti della popolazione a relativo maggior rischio di esclusione sociale, in particolare degli immigrati e
delle persone con disabilità – Attività P, Formazione per l’acquisizione di competenze e qualifiche professionali
4 Emersione e Regolarizzazione dei rapporti lavorativi degli/delle assistenti familiari attraverso un programma di
incentivazione e sostegno anche alle famiglie. – Formazione: qualificazione delle professionalità tesa a
sviluppare oltre le capacità tecniche anche quelle relazionali e comunicative. - Creazione di un Albo regionale
Adozione di Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LIVEAS o LEP) almeno riferito alla nonautosufficienza
1. Migliorare l’efficacia e l’efficienza del Piano attraverso azioni e strumenti di supporto - Accrescere
stabilmente la capacità delle amministrazioni pubbliche nelle attività di programmazione, gestione ed attuazione
delle politiche regionali
Per ciascuna azione indicata in tabella 1 vanno specificate le eventuali modalità attuative, il relativo ammontare delle risorse finanziarie nonché i diversi canali di finanziamento. Indicare anche altre eventuali fonti
assistenti familiari attraverso un programma di sostegno alle famiglie - Creazione di un Albo regionale degli/delle
incentivazione e sostegno anche alle famiglie. – Formazione: qualificazione delle professionalità tesa a sviluppare
oltre le capacità tecniche anche quelle relazionali e comunicative. - Creazione di un Albo regionale degli/delle
Adozione di Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LIVEAS o LEP) almeno riferito alla non-autosufficienza
1. Migliorare l’efficacia e l’efficienza del Piano attraverso azioni e strumenti di supporto - Accrescere stabilmente
la capacità delle amministrazioni pubbliche nelle attività di programmazione, gestione ed attuazione delle
(ALLEGATO A.3 - OBIETTIVO III)
OBIETTIVO III: "Tutelare e migliorare la qualità dell’ambiente, in relazione al sistema di gestione dei rifiuti urbani"
A Azioni volte all’incremento della raccolta differenziata sul territorio regionale
organizzate a grande scala e/o a livello comprensoriale
S.07 - Rifiuti urbani smaltiti in
S.08 - Raccolta differenziata dei
B Azioni di adeguamento ed ampliamento della dotazione impiantistica per la
gestione dei RSU sul territorio regionale finalizzata alla produzione di compost di
S.09 - Quantità di frazione umida
qualità e alla riduzione dello smaltimento in discarica
trattata in impianti di
compostaggio per la produzione di
C Campagne di sensibilizzazione alla pratica della raccolta differenziata ed alla
Indicare per ciascun indicatore le azioni così come definite nel Piano o nuove azioni da integrare nella prossima revisione del Piano. Per ciascuna azione specificare l'ammontare delle risorse finanziarie, dare una breve descrizione
ed indicare la localizzazione nonchè i soggetti coinvolti per l'attuazione della stessa.
S.09 - Quantità di frazione
umida trattata in impianti di
compostaggio per la produzione
di compost di qualità
1. Completare la realizzazione di n. 3 progetti di RD finanziati per le aree del Vulture-Melfese e della Fascia
Jonica (a sua volta distinta in Sub-Ambito 1 e 2).
2. Realizzare n. 4 progetti di RD, attualmente al vaglio dei tecnici della Regione, per le aree dell’Alto Bradano,
del Medio Agri e della Collina Materana e altri comuni della Provincia di Matera, con l’integrazione
dell’obiettivo di intercettazione al 45%.
3. Adeguare le proposte progettuali di RD già finanziate all’obiettivo di intercettazione del 45%.
4. Inquadrare tutti i Comuni dell'area occidentale della Basilicata in due progetti di RD avente obiettivo di
intercettazione ≥ 35%, suddivisi in 1) Comprensorio della Comunità Locale nord-occidentale della Provincia di
Potenza e 2) Comprensorio della Comunità Locale sud-occidentale della provincia di Potenza
5. Estendere la “domiciliarizzazione” del servizio di RD, prevista attualmente nelle proposte progettuali per le
zone “A”, alle aree a discreta densità abitativa (zone “B”), prevedendo inoltre la raccolta differenziata della
6. In concomitanza alla domiciliarizzazione del servizio di raccolta, predisporre il passaggio da tassa a tariffa (ex.
art. 238 del D.Lgs. n. 152/06 e D.P.R. n. 158/99) e/o strumenti di fiscalità locale premianti comportamenti
virtuosi nella pratica della RD.
7. Accompagnare le proposte progettuali con provvedimenti legislativi regionali che prevedono l’applicazione,
nella misura massima, dell’imposta unitaria prevista per lo smaltimento in discarica dall’art. 3 della Legge n.
549/1995.
1, Progettare campagne di informazione e sensibilizzazione sul ciclo dei rifiuti con particolare attenzione alla
pratica della raccolta domiciliare della frazione organica (umido e verde)
2, Progettare campagne di informazione e sensibilizzazione sulla pratica del compostaggio domestico e fornire,
in comodato gratuito, il kit di compostaggio domestico per un numero di utenze selezionate e disponibili
1. Termovalorizzazione della frazione secca: 1) Valorizzazione dei sovvalli e frazioni ad alto potere calorifero in
Provincia di Matera; 2) Valorizzazione dei sovvalli e frazioni ad alto potere calorifero in Provincia di Potenza
2. Completare la conversione della piattaforma di trattamento meccanico-biologico di Sant'Arcangelo e
conversione + potenziamento della piattaforma di trattamento meccanico-biologico della piattaforma di Venosa.
3. Completare la realizzazione e mettere in esercizio gli impianti di trattamento e smaltimento RSU di Genzano
4. Conversione della piattaforma di trattamento meccanico-biologico di Colobraro
5. Completare la realizzazione e mettere in esercizio gli impianti di selezione meccanica e biostabilizzazione di
Lauria e di Atella
1, Incentivare la realizzazione di nuovi impianti di nobilitazione delle frazioni merceologiche raccolte in modo
2, Realizzazione delle stazioni di trasferenza nella provincia di Potenza.
1, Ottimizzare i processi svolti presso l’impianto di compostaggio di Matera
2, Impianto di compostaggio nella provincia di Potenza
Per gli anni in colonna indicare una sintesi descrittiva dell'avanzamento delle modalità attuative finalizzate al raggiungimento di ciascuna azione. Il dettaglio complessivo dell'avanzamento della modalità attuativa dovrà
essere poi inserito nel rapporto di monitoraggio nella sezione B mediante tabelle schemi o grafici.
(ALLEGATO A.3 - OBIETTIVO IV)
OBIETTIVO IV: " Tutelare e migliorare la qualità dell’ambiente, in relazione al servizio idrico integrato"
A.1 Investimenti destinati all’ammodernamento delle reti e costruzione di nuove reti
S.10 - Efficienza nella
A.2 Monitoraggio delle reti mediante telecontrollo e costituzione di un sistema informativo territoriale al
servizio dell’ente gestore per il monitoraggio
A.3 Conturizzazione delle utenze idriche
A.4 Impiego di sistemi di supporto alle decisioni finalizzato alla raccolta, l’utilizzazione e la diffusione di best
practices finalizzate alla riduzione delle perdite
B.1 Ricognizione delle reti fognarie e della capacità dei depuratori esistenti rispetto agli abitanti serviti e
monitoraggio della qualita’ delle acque
S.11 - Quota di
equivalente servita da
B.2 Investimenti destinati all’ammodernamento ed alla costruzione di impianti di depurazione
B.3 Adeguamento al D.lgs. 152/06 degli scarichi esistenti ed approvazione del Piano di Tutela delle Acque
C.1 Investimenti destinati al sistema idrico integrato
Indicare per ciascun indicatore le azioni così come definite nel Piano o nuove azioni da integrare nella prossima revisione del Piano. Per ciascuna azione specificare l'ammontare delle risorse finanziarie, dare una breve descrizione ed indicare la localizzazione
nonchè i soggetti coinvolti per l'attuazione della stessa.
1. Attuazione degli interventi individuati nell'Accordo di Programma
Quadro per la Tutela delle Acque e la Gestione Integrata delle Risorse
Idriche in Basilicata (APQ – RI - 30.12.2002) ad oggi in fase di avvio.
2. Attuazione degli interventi individuati nell'Atto integrativo
dell’Accordo di Programma Quadro APQ– RI (denominato APQ-RJ 26.09.2005) ad oggi in fase di avvio.
3. Attuazione degli interventi individuati nell'Ordinanza Ministeriale n.
3187 del 22.03.2002 emanata per fronteggiare l’emergenza nel settore
dell’approvvigionamento idrico, del trasporto e della distribuzione delle
acque per i diversi usi nella Regione Basilicata
S.10 - Efficienza
dell'acqua per il
4. Realizzazione di nuovi interventi in materia di risorse idriche
equivalente servita
da depurazione
Monitoraggio delle reti mediante telecontrollo e costituzione di un
sistema informativo territoriale al servizio dell’ente gestore per il
Conturizzazione delle utenze idriche
Impiego di sistemi di supporto alle decisioni finalizzato alla
raccolta, l’utilizzazione e la diffusione di best practices finalizzate
alla riduzione delle perdite
Ricognizione delle reti fognarie e della capacità dei depuratori
esistenti rispetto agli abitanti serviti e monitoraggio della qualita’
2. Realizzazione di nuovi interventi in materia di depurazione
Adeguamento al D.lgs. 152/06 degli scarichi esistenti ed
approvazione del Piano di Tutela delle Acque
2. Realizzazione di nuovi interventi incidenti sul sistema idrico
Per ciascuna azione indicata in tabella 1 vanno specificate le eventuali modalità attuative, il relativo ammontare delle risorse finanziarie nonché i diversi canali di finanziamento. Indicare
anche altre eventuali fonti finanziarie.
servita da depurazione
2. Realizzazione di nuovi interventi incidenti sul sistema idrico integrato
Per gli anni in colonna indicare una sintesi descrittiva dell'avanzamento delle modalità attuative finalizzate al raggiungimento di ciascuna azione. Il dettaglio complessivo dell'avanzamento della
modalità attuativa dovrà essere poi inserito nel rapporto di monitoraggio nella sezione B mediante tabelle schemi o grafici.
Nei successivi rapporti di monitoraggio gli anni andranno a scalare, (es. per il rapporto di monitoraggio a dicembre 2009, l'analisi riguarderà: anno 2008, semestre giugno 2009, semestre dicembre
/RegolamentoGruppoCoordinamento
http://www.pofesr.basilicata.it/wp-content/uploads/downloads/2011/01/RegolamentoGruppoCoordinamento.pdf

References: Art. 2

Art. 3

Art. 6

Art. 7

Art. 6

art. 238