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Timestamp: 2018-12-16 23:21:03+00:00

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AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA RICHIESTA RINVIO A GIUDIZIO COME COMPORTARSI?
AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA : La sospensione necessaria del processo civile per pregiudizialità penale, ex art. 295 cod. proc. civ., La sospensione necessaria del processo civile per pregiudizialità penale, ex art. 295 cod. proc. civ., è subordinata, a norma dell’art. 211 disp. att. cod. proc. pen., alla condizione che l’azione penale sia stata effettivamente esercitata, nelle forme previste dall’art. 405 cod. proc. pen., mediante la formulazione o la richiesta di rinvio a giudizio. Ciò significa che la sospensione richiede, quale primo e irrinunciabile presupposto, la contemporanea pendenza dei due processi, civile e penale, sicché la sospensione stessa non può essere disposta sul presupposto della mera presentazione di una denuncia o di una querela e della conseguente apertura di indagini preliminari (confr. Cass. civ. 28 giugno 2012, n. 10974; Cass. civ. 17 maggio 2001, n. 6776). Ne deriva che, essendo stata nella fattispecie la sospensione ordinata in ragione della mera presentazione di una denuncia-querela da parte di uno dei contendenti nei confronti dell’altro, il ricorso deve essere accolto.
La richiesta di rinvio a giudizio è depositata dal pubblico ministero nella cancelleria del giudice. La richiesta di rinvio a giudizio è nulla se non è preceduta dall’avviso previsto dall’articolo 415-bis, nonché dall’invito a presentarsi per rendere l’interrogatorio ai sensi dell’articolo 375, comma 3, qualora la persona sottoposta alle indagini abbia chiesto di essere sottoposta ad interrogatorio entro il termine di cui all’articolo 415-bis, comma 3.
Con la richiesta è trasmesso il fascicolo contenente la notizia di reato, la documentazione relativa alle indagini espletate e i verbali degli atti compiuti davanti al giudice per le indagini preliminari. Il corpo del reato e le cose pertinenti al reato sono allegati al fascicolo, qualora non debbano essere custoditi altrove.
LIBRO QUINTO INDAGINI PRELIMINARI E UDIENZA PRELIMINARE
AVVOCATO PENALISTA CESENA
AVVOCATO PENALISTA FORLI
La richiesta di rinvio a giudizio è un atto posto al termine dell’indagine preliminare con il quale i Pubblico Ministero (P.M.)
Alla Base vi è l’instaurazione di un processo penale a carico dell’indagato. Cos’è la richiesta di rinvio a giudizio è definita dal codice di procedura penale (art. 405, 416 e ss. del cpp).
A seguito indagini preliminari s eil Pm non archivia e dopo l’avviso 415 bis ovvero della fase nella quale il PM e la polizia giudiziaria raccolgono prove e effettuano investigazioni con lo scopo di poter valutare l’avvio di un’azione penale.
La richiesta di rinvio a giudizio contiene:
a) le generalita` dell’imputato o le altre indicazioni personali che valgono a identificarlo nonche` le generalita` della persona offesa dal reato qualora ne sia possibile l’identificazione;
b) l’enunciazione, in forma chiara e precisa, del fatto, delle circostanze aggravanti e di quelle che possono comportare l’applicazione di misure di sicurezza, con l’indicazione dei relativi articoli di legge; c) l’indicazione delle fonti di prova acquisite;
d) la domanda al giudice di emissione del decreto che dispone il giudizio ;
e) la data e la sottoscrizione .
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TITOLO IX Udienza preliminare
Art. 416. Presentazione della richiesta del pubblico ministero.
2-bis. Qualora si proceda per i reati di cui agli articoli 589, secondo comma, e 589-bis del codice penale, la richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero deve essere depositata entro trenta giorni dalla chiusura delle indagini preliminari. (1)
Art. 417. Requisiti formali della richiesta di rinvio a giudizio.
a) le generalità dell’imputato o le altre indicazioni personali che valgono a identificarlo nonché le generalità della persona offesa dal reato qualora ne sia possibile l’identificazione;
b) l’enunciazione, in forma chiara e precisa, del fatto, delle circostanze aggravanti e di quelle che possono comportare l’applicazione di misure di sicurezza, con l’indicazione dei relativi articoli di legge;
Art. 418. Fissazione dell’udienza.
Entro cinque giorni dal deposito della richiesta, il giudice fissa con decreto il giorno, l’ora e il luogo dell’udienza in camera di consiglio, provvedendo a norma dell’articolo 97 quando l’imputato è privo di difensore di fiducia.
Tra la data di deposito della richiesta e la data dell’udienza non può intercorrere un termine superiore a trenta giorni.
Art. 419. Atti introduttivi.
Il giudice fa notificare all’imputato e alla persona offesa [90, 91], della quale risulti agli atti l’identità e il domicilio, l’avviso del giorno, dell’ora e del luogo dell’udienza, con la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero e con l’avvertimento all’imputato che, qualora non compaia, si applicheranno le disposizioni di cui agli articoli 420-bis, 420-ter, 420-quater e 420-quinquies. (1)
L’avviso è altresì comunicato al pubblico ministero e notificato al difensore dell’imputato con l’avvertimento della facoltà di prendere visione degli atti e delle cose trasmessi a norma dell’articolo 416 comma 2 e di presentare memorie e produrre documenti.
L’avviso contiene inoltre l’invito a trasmettere la documentazione relativa alle indagini eventualmente espletate dopo la richiesta di rinvio a giudizio.
Gli avvisi sono notificati e comunicati almeno dieci giorni prima della data dell’udienza. Entro lo stesso termine è notificata la citazione del responsabile civile e della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria.
L’imputato può rinunciare all’udienza preliminare e richiedere il giudizio immediato con dichiarazione presentata in cancelleria, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, almeno tre giorni prima della data dell’udienza. L’atto di rinuncia è notificato al pubblico ministero e alla persona offesa dal reato a cura dell’imputato.
Nel caso previsto dal comma 5, il giudice emette decreto di giudizio immediato.
Le disposizioni dei commi 1 e 4 sono previste a pena di nullità.
(1) Comma così modificato dall’art. 9, comma 1, L. 28 aprile 2014, n. 67; vedi anche, per le disposizioni transitorie, l’art. 15-bis della suddetta L. 67/2014.
Art. 420. Costituzione delle parti.
L’udienza si svolge in camera di consiglio con la partecipazione necessaria del pubblico ministero e del difensore dell’imputato.
Il giudice procede agli accertamenti relativi alla costituzione delle parti ordinando la rinnovazione degli avvisi, delle citazioni, delle comunicazioni e delle notificazioni di cui dichiara la nullità.
Se il difensore dell’imputato non è presente il giudice provvede a norma dell’articolo 97, comma 4.
Il verbale dell’udienza preliminare è redatto di regola in forma riassuntiva a norma dell’articolo 140, comma 2; il giudice, su richiesta di parte, dispone la riproduzione fonografica o audiovisiva ovvero la redazione del verbale con la stenotipia.
Art. 420-bis. Assenza dell’imputato.
Se l’imputato, libero o detenuto, non è presente all’udienza e, anche se impedito, ha espressamente rinunciato ad assistervi, il giudice procede in sua assenza.
Salvo quanto previsto dall’articolo 420-ter, il giudice procede altresì in assenza dell’imputato che nel corso del procedimento abbia dichiarato o eletto domicilio ovvero sia stato arrestato, fermato o sottoposto a misura cautelare ovvero abbia nominato un difensore di fiducia, nonché nel caso in cui l’imputato assente abbia ricevuto personalmente la notificazione dell’avviso dell’udienza ovvero risulti comunque con certezza che lo stesso è a conoscenza del procedimento o si è volontariamente sottratto alla conoscenza del procedimento o di atti del medesimo.
Nei casi di cui ai commi 1 e 2, l’imputato è rappresentato dal difensore. E’ altresì rappresentato dal difensore ed è considerato presente l’imputato che, dopo essere comparso, si allontana dall’aula di udienza o che, presente ad una udienza, non compare ad udienze successive.
L’ordinanza che dispone di procedere in assenza dell’imputato è revocata anche d’ufficio se, prima della decisione, l’imputato compare. Se l’imputato fornisce la prova che l’assenza è stata dovuta ad una incolpevole mancata conoscenza della celebrazione del processo, il giudice rinvia l’udienza e l’imputato può chiedere l’acquisizione di atti e documenti ai sensi dell’articolo 421, comma 3. Nel corso del giudizio di primo grado, l’imputato ha diritto di formulare richiesta di prove ai sensi dell’articolo 493. Ferma restando in ogni caso la validità degli atti regolarmente compiuti in precedenza, l’imputato può altresì chiedere la rinnovazione di prove già assunte. Nello stesso modo si procede se l’imputato dimostra che versava nell’assoluta impossibilità di comparire per caso fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento e che la prova dell’impedimento è pervenuta con ritardo senza sua colpa.
Il giudice revoca altresì l’ordinanza e procede a norma dell’articolo 420-quater se risulta che il procedimento, per l’assenza dell’imputato, doveva essere sospeso ai sensi delle disposizioni di tale articolo.
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La sospensione necessaria del processo civile per pregiudizialità penale,
FACEBOOK MINACCIA REATO, FACEBOOK REATO MINACCIA AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza 1 – 19 aprile 2016, n. 16145 Ritenuto in fatto Con sentenza deliberata il 19/11/2014, la Corte di appello di L’Aquila ha confermato la sentenza con la quale il Tribunale di Chieti aveva dichiarato V.U. colpevole dei reato di minaccia grave, perché, mediante un messaggio inviato sul profilo facebook, minacciava a M.M. un male ingiusto, pronunciando, tra l’altro nei suoi confronti espressioni quali “se mi tolgono il bambino, vi ammazzo”; l’imputato veniva condannato alla pena di mesi 3 di reclusione e al risarcimento dei danni in favore della parte civile. Avverso l’indicata sentenza della Corte di appello di L’Aquila ha proposto ricorso per cassazione V.U., attraverso il difensore avv. G. Polleggioni, articolando quattro motivi di seguito enunciati nei limiti di cui all’art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
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References: art. 295
 art. 295
 Cass. 
 Cass. 

Art. 416

Art. 417

Art. 418

Art. 419

Art. 420

Art. 420
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 articolo 2
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