Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2007&numero=169
Timestamp: 2020-07-07 23:42:32+00:00

Document:
Sentenza 169/2007 (ECLI:IT:COST:2007:169)
Udienza Pubblica del 20/02/2007; Decisione del 18/04/2007
Deposito del 17/05/2007; Pubblicazione in G. U. 23/05/2007 n. 20
Norme impugnate: Legge 23/12/2005, n. 266 (legge finanziaria 2006); discussione limitata all'art. 1, c. da 198° a 206°.
Massime: 31302 31303 31304 31305 31306 31307 31308 31309 31310 31311 31312 31313 31314 31315 31316 31317 31318 31319 31320 31321 31322 31323
Atti decisi: ric. 28, 29, 30, 31, 33, 35, 36, 37, 38, 39, 40 e 41/2006
Massima n. 31302 Massima successiva
Ricorso delle Regioni Toscana, Veneto, Valle d'Aosta, Regione Siciliana, Piemonte, Campania, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige, Liguria, Friuli-Venezia Giulia e delle Province autonome di Trento e di Bolzano - Impugnazione di numerose disposizioni della legge finanziaria 23 dicembre 2005, n. 266 - Trattazione separata dei commi da 198 a 206 dell'art. 1 - Decisione sulle altre disposizioni riservata a separate pronunce.
legge 23/12/2005 n. 266 art. 1 co. 198
legge 23/12/2005 n. 266 art. 1 co. 199
legge 23/12/2005 n. 266 art. 1 co. 200
legge 23/12/2005 n. 266 art. 1 co. 201
legge 23/12/2005 n. 266 art. 1 co. 202
legge 23/12/2005 n. 266 art. 1 co. 203
legge 23/12/2005 n. 266 art. 1 co. 204
legge 23/12/2005 n. 266 art. 1 co. 205
legge 23/12/2005 n. 266 art. 1 co. 206
Massima n. 31303 Massima successiva Massima precedente
Bilancio e contabilità pubblica - Norme della legge finanziaria 2006 - Misure per il contenimento della spesa per il personale di Regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario nazionale - Ricorso delle Regioni Valle d'Aosta, Trentino-Alto Adige e delle Province autonome di Trento e di Bolzano - Legittimazione a denunciare la legge statale per violazione di competenze degli enti locali - Sussistenza.
Le Regioni (nel caso di specie, Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige) e le Province autonome di Trento e di Bolzano sono legittimate a denunciare la legge statale anche per la violazione di competenze degli enti locali, in quanto la stretta connessione, in particolare in tema di finanza regionale e locale, tra le attribuzioni regionali e quelle delle autonomie locali consente di ritenere che la lesione delle competenze locali sia potenzialmente idonea a determinare una vulnerazione delle competenze regionali.
- In senso analogo, v., citate, sentenze n. 95/2007, n. 417/2005 e n. 196/2004.
statuto regione Trentino Alto Adige art. 81 titolo VI
decreto legislativo 16/03/1992 n. false art. 18
Massima n. 31304 Massima successiva Massima precedente
Bilancio e contabilità pubblica - Norme della legge finanziaria 2006 - Misure per il contenimento della spesa per il personale di Regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario nazionale - Ricorso della Regione Toscana - 'Ius superveniens' (art. 1, comma 557, della legge 27 dicembre 2006, n. 296) - Disapplicazione delle disposizioni censurate nei confronti di Regioni ed enti locali a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge - Richiesta di cessazione della materia del contendere - Esclusione, atteso il non venir meno dell'efficacia, per l'anno 2006, delle disposizioni censurate.
Non può essere dichiarata la cessazione della materia del contendere, richiesta dalla Regione ricorrente, in ordine alla questione di costituzionalità dell'art. 1, comma 198, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, in quanto lo ius superveniens recato dall'art. 1, comma 557, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, prevede la disapplicazione, per gli enti sottoposti al patto di stabilità interno, dell'art. 1 commi da 198 a 206 della legge n. 266 solo a far tempo dall'entrata in vigore della nuova legge, e dunque non fa venir meno l'efficacia del comma 198 per l'anno 2006, né conseguentemente la necessità di una decisione della Corte sulle questioni proposte.
Massima n. 31305 Massima successiva Massima precedente
Bilancio e contabilità pubblica - Norme della legge finanziaria 2006 - Indicazioni di principio per ridurre la spesa di personale destinata alla contrattazione integrativa, per limitare l'utilizzo di personale a tempo determinato e per ridurre i costi di funzionamento degli organi istituzionali - Finanziamento degli oneri contrattuali, relativi al biennio 2004-2005, con il concorso delle economie di spesa per il personale riferibili all'anno 2005 - Monitoraggio dei dati relativi alla realizzazione del rispetto degli adempimenti di contenimento della spesa di personale - Ricorso delle Regioni Toscana, Veneto, Valle d'Aosta, Regione Siciliana, Piemonte, Emilia-Romagna, Campania, Trentino-Alto Adige, Liguria, Friuli-Venezia Giulia e delle Province autonome di Trento e di Bolzano - Eccepita inammissibilità delle questioni per mancanza di lesività delle disposizioni denunciate - Reiezione.
Vanno respinte le eccezioni di inammissibilità sollevate dall'Avvocatura generale dello Stato deducendo la inidoneità dei censurati commi 200, 201, 202, 204 dell'art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 a ledere le competenze regionali (i primi due, in quanto attribuiscono mere facoltà alle Regioni, il terzo in quanto introduce norme «innocue», l'ultimo in quanto costituisce espressione del principio di leale collaborazione), atteso che la dedotta mancanza di lesività delle disposizioni censurate attiene esclusivamente al merito delle questioni e non alla loro ammissibilità.
statuto regione Sicilia art. 14 lettere p) e q)
statuto regione Friuli Venezia Giulia art. 53
Massima n. 31306 Massima successiva Massima precedente
Bilancio e contabilità pubblica - Norme della legge finanziaria 2006 - Finanziamento degli oneri contrattuali, relativi al biennio 2004-2005, con il concorso delle economie di spesa per il personale riferibili all'anno 2005 - Imposizione agli enti del Servizio sanitario nazionale (SSN) di limiti di contenimento della spesa per il personale - Monitoraggio dei dati relativi alla realizzazione del rispetto degli adempimenti di contenimento della spesa di personale - Destinazione delle economie derivanti dal contenimento della spesa di personale al miglioramento dei saldi di bilancio delle Regioni e degli enti locali - Ricorso delle Regioni Veneto, Valle d'Aosta, Campania, Liguria - Eccepita inammissibilità delle questioni per omessa indicazione di specifiche censure - Reiezione.
Va respinta l'eccezione di inammissibilità - sollevata dall'Avvocatura generale dello Stato deducendo la mancata indicazione di specifiche censure - delle questioni di legittimità costituzionale concernenti i commi 202, 203, secondo periodo, 204 e 205 dell'art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, avendo le Regioni ricorrenti espressamente esteso a detti commi le censure prospettate per il comma 198.
Massima n. 31307 Massima successiva Massima precedente
Bilancio e contabilità pubblica - Norme della legge finanziaria 2006 - Contenimento della spesa di personale di Regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario, relativa al triennio 2006-2008, nel limite dell'ammontare 2004 diminuito dell'1 per cento - Ricorso delle Regioni Toscana, Veneto, Piemonte, Campania, Liguria ed Emilia-Romagna - Lamentata lesione dell'autonomia finanziaria regionale derivante dall'introduzione di vincoli puntuali relativi a singole voci di spesa dei bilanci di Regioni ed enti locali - Esclusione - Qualificazione della disposizione denunciata quale principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica - Non fondatezza della questione.
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale del comma 198, dell'art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 - che prevede il contenimento della spesa di personale di Regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario, relativa al triennio 2006-2008, nel limite dell'ammontare 2004 diminuito dell'1 per cento -, promossa in riferimento agli artt. 3, 97, 117, 114, 118, 119 Cost. I requisiti, desumibili dalla giurisprudenza della Corte, affinché le norme statali che fissano limiti alla spesa delle Regioni e degli enti locali possano qualificarsi princípi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica sono, in primo luogo, che esse si limitino a porre obiettivi di riequilibrio della finanza pubblica, intesi anche nel senso di un transitorio contenimento complessivo, sebbene non generale, della spesa corrente; in secondo luogo, che non prevedano strumenti o modalità per il perseguimento dei suddetti obiettivi. La disposizione censurata risponde a detti requisiti, e come tale va considerata principio fondamentale, in quanto, con il citato comma 198, il legislatore ha perseguito l'obiettivo di contenere entro limiti prefissati una delle più frequenti e rilevanti cause del disavanzo pubblico, costituita dalla spesa complessiva per il personale. Tale obiettivo, pur non riguardando la generalità della spesa corrente, ha tuttavia rilevanza strategica ai fini dell'attuazione del patto di stabilità interno, e concerne non una minuta voce di spesa, bensì un rilevante aggregato della spesa di parte corrente, nel quale confluisce il complesso degli oneri relativi al personale, ivi compresi, ai sensi dell'ultima parte del comma 198, quelli per il personale «a tempo determinato, con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, o che presta servizio con altre forme di rapporto di lavoro flessibile o con convenzione». Il carattere della transitorietà del contenimento complessivo, richiesto dalla citata giurisprudenza della Corte, risulta poi dal fatto che detto contenimento è destinato ad operare per un periodo determinato (triennio 2006-2008), periodo successivamente ridotto al solo anno 2006, in forza dell'art. 1, comma 557, della legge n. 296 del 2006.
- Sui principi fondamentali in tema di coordinamento della finanza pubblica, v. citate sentenze n. 88/2006, n. 449 e n. 417/2005, n. 36 e n. 4/2004.
- Sulla formulazione, da parte della legislazione statale, di norme, dichiarate illegittime, che prevedevano limiti puntuali a specifiche voci di spesa, v. citate sentenze n. 88/2006, n. 449, n. 417/2005, n. 390/2004.
Massima n. 31308 Massima successiva Massima precedente
Bilancio e contabilità pubblica - Norme della legge finanziaria 2006 - Contenimento della spesa di personale di Regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario, relativa al triennio 2006-2008, nel limite dell'ammontare 2004 diminuito dell'1 per cento - Ricorso delle Regioni Campania, Liguria ed Emilia-Romagna - Ritenuta lesione della potestà legislativa residuale riconosciuta alle Regioni in materia di organizzazione amministrativa e di ordinamento del personale delle stesse, degli enti locali e degli enti del servizio sanitario - Esclusione - Qualificazione della disposizione denunciata quale principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica - Ininfluenza dei riflessi della norma sull'organizzazione amministrativa - Non fondatezza della questione.
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale del comma 198, dell'art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 - che prevede il contenimento della spesa di personale di Regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario, relativa al triennio 2006-2008, nel limite dell'ammontare 2004 diminuito dell'1 per cento -, promossa in riferimento all'art. 117, quarto comma, Cost. per ritenuta lesione della potestà legislativa residuale riconosciuta alle Regioni in materia di organizzazione amministrativa e di ordinamento del personale delle stesse, degli enti locali e degli enti del servizio sanitario. La disposizione censurata pone, infatti, un principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica, la cui fissazione è riservata allo Stato ai sensi dell'art. 117, terzo comma, Cost. Né rileva in contrario che la disposizione denunciata possa avere influenza sull'organizzazione degli uffici regionali e degli enti da essi dipendenti, risolvendosi detta influenza in una mera circostanza di fatto, come tale non incidente sul piano della legittimità costituzionale.
- Sulla ininfluenza, ai fini del giudizio di legittimità costituzionale, di riflessi di mero fatto di una disposizione censurata, v. citate sentenze n. 95/2007, n. 417/2005, n. 353/2004, n. 36/2004.
Massima n. 31309 Massima successiva Massima precedente
Bilancio e contabilità pubblica - Norme della legge finanziaria 2006 - Contenimento della spesa di personale di Regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario, relativa al triennio 2006-2008, nel limite dell'ammontare 2004 diminuito dell'1 per cento - Ricorso delle Regioni Piemonte e Veneto - Dedotta irrazionalità della disposizione per applicazione della stessa a tutto il personale senza differenziazioni tra i diversi rapporti di lavoro - Esclusione - Non fondatezza della questione.
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale del comma 198, dell'art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 - che prevede il contenimento della spesa di personale di Regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario, relativa al triennio 2006-2008, nel limite dell'ammontare 2004 diminuito dell'1 per cento -, sollevata in riferimento agli artt. 3 e 97 Cost., per dedotta irrazionalità della misura di contenimento della spesa prevista dalla disposizione denunciata, sotto il profilo che tale misura si applicherebbe in modo indifferenziato a tutto il personale, senza distinzioni tra i diversi rapporti di lavoro. Le ricorrenti muovono dall'erroneo presupposto interpretativo secondo cui ad esse non sarebbe consentito calibrare le misure necessarie al conseguimento di detto obiettivo adeguandole alle peculiarità dei vari tipi di rapporto di lavoro. Al contrario, proprio l'accertata natura di principio fondamentale della norma censurata consente alle Regioni di provvedere esse stesse, in piena autonomia, a differenziare le misure necessarie al raggiungimento dell'indicato obiettivo, tenendo conto delle diverse esigenze dei vari settori dell'amministrazione regionale.
Massima n. 31310 Massima successiva Massima precedente
Bilancio e contabilità pubblica - Norme della legge finanziaria 2006 - Contenimento della spesa di personale di Regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario, relativa al triennio 2006-2008, nel limite dell'ammontare 2004 diminuito dell'1 per cento - Ricorso della Regione Piemonte - Dedotta irragionevolezza nonché indebita incidenza sull'autonomia organizzativa e sulla programmazione delle diverse attività regionali - Esclusione - Non fondatezza della questione.
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale del comma 198, dell'art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 - che prevede il contenimento della spesa di personale di Regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario, relativa al triennio 2006-2008, nel limite dell'ammontare 2004 diminuito dell'1 per cento - sollevata, in riferimento agli artt. 114 e 118 della Costituzione, denunciando «il detrimento complessivo degli enti regionali e locali» e l'incidenza «sull'autonomia organizzativa e sulla programmazione delle diverse attività regionali». Tali censure, genericamente argomentate, ripropongono nella sostanza le medesime ragioni di illegittimità prospettate dalla ricorrente con riferimento agli artt. 117 e 119 Cost.
Massima n. 31311 Massima successiva Massima precedente
Bilancio e contabilità pubblica - Norme della legge finanziaria 2006 - Contenimento della spesa di personale di Regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario, relativa al triennio 2006-2008, nel limite dell'ammontare 2004 diminuito dell'1 per cento - Modalità di applicazione della norma - Ricorso delle Regioni Veneto e Campania - Lamentata lesione dell'autonomia finanziaria regionale derivante dall'introduzione di norme di dettaglio - Esclusione - Norma integrativa di altra già qualificata principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica - Non fondatezza della questione.
Non è fondata, in relazione agli artt. 117, terzo comma, e 119 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 199, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, che prevede le modalità di applicazione della disposizione la quale dispone il contenimento della spesa di personale di Regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario, relativa al triennio 2006-2008, nel limite dell'ammontare 2004 diminuito dell'1 per cento. Difatti, la sua natura integrativa del comma 198 è del tutto evidente, perché esso si limita a determinare le modalità di computo della spesa per il personale oggetto della riduzione, prevedendo che «le spese di personale sono considerate al netto: a) per l'anno 2004 delle spese per arretrati relativi ad anni precedenti per rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro; b) per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008 delle spese derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro intervenuti successivamente all'anno 2004».
Massima n. 31312 Massima successiva Massima precedente
Bilancio e contabilità pubblica - Norme della legge finanziaria 2006 - Contenimento della spesa di personale di Regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario, relativa al triennio 2006-2008, nel limite dell'ammontare 2004 diminuito dell'1 per cento - Imposizione agli enti del Servizio sanitario nazionale (SSN) del predetto limite di contenimento della spesa per il personale - Ricorso delle Regioni Veneto, Campania, Liguria ed Emilia-Romagna - Lamentata lesione dell'autonomia finanziaria regionale derivante dall'introduzione di norme di dettaglio - Esclusione - Norma integrativa di altra già qualificata principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica - Non fondatezza della questione.
Non è fondata, in riferimento agli artt. 117, terzo comma, e 119 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 203, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, che prevede l'imposizione agli enti del Servizio sanitario nazionale (SSN) del limite di contenimento della spesa per il personale, relativa al triennio 2006-2008, nel limite dell'ammontare 2004 diminuito dell'1 per cento. La natura integrativa di detta disposizione risulta dal fatto che essa, nel riferirsi al contenimento della spesa per il personale del servizio sanitario nazionale, qualifica espressamente il comma 198 come «strumento di rafforzamento dell'intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005».
Massima n. 31313 Massima successiva Massima precedente
Bilancio e contabilità pubblica - Norme della legge finanziaria 2006 - Monitoraggio dei dati relativi alla realizzazione del rispetto degli adempimenti di contenimento della spesa per il personale di Regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario nazionale - Ricorso delle Regioni Veneto e Campania - Lamentata lesione dell'autonomia finanziaria regionale derivante dall'introduzione di norme di dettaglio - Esclusione - Norma integrativa di altra già qualificata principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica nonché espressiva della competenza esclusiva statale in materia di coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell'amministrazione statale, regionale e locale - Non fondatezza della questione.
Non è fondata, in riferimento agli artt. 117, terzo comma, e 119 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 204, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 - nel testo anteriore alla sostituzione operata dall'art. 30 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, quale convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248 -, che prevede il monitoraggio dei dati relativi alla realizzazione del rispetto degli adempimenti di contenimento della spesa per il personale di Regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario nazionale. La censurata disposizione si salda al comma 198, consentendo il controllo sulla sua effettiva applicazione. Infatti essa è diretta a stabilire le modalità attraverso le quali si deve procedere «alla verifica del rispetto degli adempimenti previsti dal comma 198» medesimo. Peraltro il comma 204 è anche norma di coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell'amministrazione statale, regionale e locale ed è espressione della competenza legislativa esclusiva dello Stato di cui all'art. 117, secondo comma, lettera r), Cost.
Massima n. 31314 Massima successiva Massima precedente
Bilancio e contabilità pubblica - Norme della legge finanziaria 2006 - Destinazione delle economie derivanti dal contenimento della spesa di personale al miglioramento dei saldi di bilancio delle Regioni e degli enti locali - Ricorso delle Regioni Veneto e Campania - Lamentata lesione dall'autonomia finanziaria regionale derivante dall'introduzione di norme di dettaglio - Esclusione - Qualificazione della disposizione denunciata quale principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica - Non fondatezza della questione.
Non è fondata, in riferimento agli artt. 117, terzo comma, e 119 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 205, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, il quale prevede che «le economie derivanti dall'attuazione del comma 198 restano acquisite ai bilanci degli enti ai fini del miglioramento dei relativi saldi», collegando l'obiettivo di cui al comma 198 (contenimento della spesa di personale di Regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario, relativa al triennio 2006-2008, nel limite dell'ammontare 2004 diminuito dell'1 per cento) con quello più generale, anch'esso di finanza pubblica, della riduzione dei disavanzi. Infatti, la disposizione censurata costituisce essa stessa un principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica, la cui formulazione è riservata alla competenza legislativa dello Stato.
Massima n. 31315 Massima successiva Massima precedente
Bilancio e contabilità pubblica - Norme della legge finanziaria 2006 - Indicazioni di principio per il conseguimento degli obiettivi di contenimento della spesa di personale per la contrattazione integrativa, di limitazione dell'utilizzo di personale a tempo determinato e di riduzione dei costi di funzionamento degli organi istituzionali - Ricorso delle Regioni Veneto, Piemonte e Campania - Lamentata lesione dell'autonomia finanziaria regionale derivante dall'introduzione di norme di dettaglio - Esclusione - Norme attributive di una mera facoltà ai destinatari, con conseguente inidoneità a ledere le competenze regionali - Non fondatezza della questione.
Non è fondata, in riferimento agli artt. 117, terzo comma, e 119 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, commi 200 e 201, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, i quali prevedono indicazioni di principio per il conseguimento degli obiettivi di contenimento della spesa di personale per la contrattazione integrativa, di limitazione dell'utilizzo di personale a tempo determinato e di riduzione dei costi di funzionamento degli organi istituzionali. Infatti, le norme impugnate, al fine dell'attuazione del principio di cui al comma 198, si limitano ad attribuire una mera facoltà ai loro destinatari e, quindi, sono prive di attitudine lesiva delle competenze delle Regioni.
Massima n. 31316 Massima successiva Massima precedente
Bilancio e contabilità pubblica - Norme della legge finanziaria 2006 - Finanziamento degli oneri contrattuali, relativi al biennio 2004-2005, con il concorso delle economie di spesa per il personale riferibili all'anno 2005 - Ricorso delle Regioni Veneto e Toscana - Introduzione di norma di dettaglio sulle modalità di utilizzo di risorse finanziarie proprie delle Regioni - Violazione dell'autonomia finanziaria regionale - Illegittimità costituzionale.
E' costituzionalmente illegittimo l'art. 1 comma 202, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, il quale prevede che «Al finanziamento degli oneri contrattuali del biennio 2004-2005 concorrono le economie di spesa di personale riferibili all'anno 2005 come individuate dall'articolo 1, comma 91, della legge 30 dicembre 2004, n. 311». Tale disposizione non è correlata al comma 198 ed impone una puntuale modalità di utilizzo di risorse proprie delle Regioni, sicché non introduce un principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica, ma si risolve in una specifica prescrizione di destinazione di dette risorse, la quale esula dalla competenza legislativa riservata allo Stato dall'art. 117, terzo comma, Cost. e lede l'autonomia finanziaria garantita alle Regioni dall'art. 119 Cost.
Massima n. 31317 Massima successiva Massima precedente
Bilancio e contabilità pubblica - Norme della legge finanziaria 2006 - Misure di contenimento della spesa per il personale di Regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario nazionale - Norma che qualifica dette misure come principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica - Ricorso delle Regioni Veneto, Piemonte, Campania ed Emilia-Romagna - Inidoneità della qualificazione legislativa ad incidere sulla natura delle norme richiamate - Non fondatezza delle questioni.
Non sono fondate, in relazione agli artt. 117, terzo comma, e 119 Cost., le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 206, in quanto qualifica come princípi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica le disposizioni di cui ai commi da 198 a 205, le quali, secondo le Regioni ricorrenti, avrebbero invece, natura di norme di dettaglio. Difatti, la qualificazione legislativa non vale ad attribuire alle norme una natura diversa da quella ad esse propria, quale risulta dalla loro oggettiva sostanza. Ciò comporta, con riferimento al caso di specie, che la natura dei commi da 198 a 205 non dipende dalla qualificazione data dal comma 206, ma resta quella data dalla Corte costituzionale in sede di scrutinio delle relative questioni.
- In senso analogo sulla rilevanza dell'autoqualificazione di norma di legge quale principio fondamentale, v., ex plurimis, citate sentenze n. 447/2006 e n. 482/1995.
Massima n. 31318 Massima successiva Massima precedente
Bilancio e contabilità pubblica - Norme della legge finanziaria 2006 - Misure di contenimento della spesa per il personale di Regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario nazionale - Norma che qualifica dette misure come principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica - Ricorso delle Regioni Veneto, Piemonte, Campania ed Emilia-Romagna - Inidoneità della qualificazione legislativa ad incidere sulla natura delle norme richiamate - Inammissibilità delle questioni per carenza di interesse e per mancanza di oggetto.
Sono inammissibili, in relazione agli artt. 117, terzo comma, e 119 Cost., le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 206, in riferimento ai commi 200, 201 e 202. Quanto ai commi 200 e 201, le relative questioni sono state dichiarate non fondate, perché riguardanti disposizioni prive di efficacia vincolante e di attitudine lesiva. Di qui, l'inammissibilità, per carenza di interesse, delle questioni riferite al comma 206, nella parte in cui esso richiama detti commi, in quanto in tal modo detto comma attribuisce natura di principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica a disposizioni che hanno un siffatto contenuto non lesivo. Quanto al comma 202, la sua accertata incostituzionalità comporta il venir meno delle questioni relative al comma 206 nella parte in cui si riferisce a detto comma e, conseguentemente, l'inammissibilità delle stesse questioni per mancanza di oggetto.
Massima n. 31319 Massima successiva Massima precedente
Bilancio e contabilità pubblica - Norme della legge finanziaria 2006 - Misure di contenimento della spesa per il personale di Regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario nazionale (art. 1, commi 198, 199, 200, 201, 203, 204, 205 e 206 della legge 23 dicembre 2005, n. 266) - Ricorso delle Regioni Valle d'Aosta, Regione Siciliana, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e delle Province autonome di Trento e di Bolzano - Asserita violazione del principio di ragionevolezza in considerazione dell'antinomica vigenza di due norme disciplinanti in modo diverso la stessa fattispecie - Esclusione - Erroneo presupposto interpretativo - Applicazione solo transitoria e sussidiaria della disposizione censurata - Non fondatezza della questione.
Non sono fondate le questioni di legittimità dell'art. 1, commi 198, 199, 200, 201, 203, 204, 205 e 206 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, sollevate in quanto la contemporanea vigenza del comma 198 dell'art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (richiamato dal comma 204 della stessa legge, come applicabile anche alle le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano) e del comma 148 dello stesso art. 1 della medesima legge, disciplinanti in modo diverso la stessa fattispecie, creerebbe un'antinomia non risolvibile in base ai comuni canoni ermeneutici e tale da comportare la violazione del principio di ragionevolezza, di cui all'art. 3 Cost. Infatti, diversamente da quanto sostenuto dalle ricorrenti, il comma 204 deve essere inteso, per gli enti ad autonomia speciale, nel senso che gli «adempimenti previsti dal comma 198» - espressamente richiamati dallo stesso comma 204 per circoscrivere l'oggetto del monitoraggio - sono esclusivamente quelli diretti a realizzare l'obiettivo del contenimento della spesa definito con l'accordo di cui al comma 148. Ne consegue che il richiamo al comma 198, contenuto nel comma 204, per le Regioni a statuto speciale e le Province autonome, ha il significato di riferire il monitoraggio ivi previsto al rispetto delle misure concordate con il Ministero dell'economia e delle finanze negli accordi stipulati ai sensi del comma 148 e non quello di rendere direttamente applicabile a tali enti il comma 198.
Massima n. 31320 Massima successiva Massima precedente
Bilancio e contabilità pubblica - Norme della legge finanziaria 2006 - Misure di contenimento della spesa per il personale di Regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario nazionale (art. 1, commi 198, 199, 200, 201, 203, 204, 205 e 206 della legge 23 dicembre 2005, n. 266) - Ricorso delle Regioni Valle d'Aosta, Regione Siciliana, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e delle Province autonome di Trento e di Bolzano - Ritenuta lesione dell'autonomia finanziaria - Applicazione in via sussidiaria e transitoria delle predette misure in caso di mancato accordo con il Ministero dell'economia e delle finanze per la determinazione di limiti di spesa di personale degli enti ad autonomia differenziata (art. 1, comma 148, della legge 23 dicembre 2005, n. 266) - Richiamo alla declaratoria di non fondatezza e di inammissibilità di analoghe questioni sollevate dalle Regioni a Statuto ordinario.
Le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, commi 198, 199, 200, 201, 203, 204, 205 e 206 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, sollevate, in relazione agli artt. 117, terzo comma, e 119 Cost., dalle Regioni e Province ad autonomia differenziata, per l'ipotesi dell'applicazione in via sussidiaria e transitoria delle predette misure in caso di mancato accordo con il Ministero dell'economia e delle finanze per la determinazione di limiti di spesa di personale degli enti ad autonomia differenziata sono in parte non fondate e in parte inammissibili, per le medesime ragioni già esposte con riferimento alle analoghe questioni sollevate dalle Regioni a statuto ordinario.
Massima n. 31321 Massima successiva Massima precedente
Bilancio e contabilità pubblica - Norme della legge finanziaria 2006 - Misure di contenimento della spesa per il personale di Regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario nazionale (art. 1, commi 198, 199, 200, 201, 203, 204, 205 e 206 della legge 23 dicembre 2005, n. 266) - Ricorso delle Regioni Valle d'Aosta, Regione Siciliana, Friuli-Venezia Giulia, Trentino Alto-Adige e delle Province autonome di Trento e di Bolzano - Ritenuto contrasto con disposizioni statutarie - Applicazione in via sussidiaria e transitoria delle predette misure in caso di mancato accordo con il Ministro dell'economia e delle finanze per la determinazione di limiti di spesa di personale degli enti ad autonomia differenziata (art. 1, comma 148, della legge 23 dicembre 2005, n. 266) - Applicabilità dei principi fondamentali di coordinamento di finanza pubblica anche agli enti ad autonomia differenziata - Non fondatezza delle questioni.
Non sono fondate le questioni di legittimità dell'art. 1, commi 198, 199, 200, 201, 203, 204, 205 e 206 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, sollevate nell'ipotesi dell'applicazione in via sussidiaria e transitoria delle predette misure in caso di mancato accordo con il Ministero dell'economia e delle finanze per la determinazione di limiti di spesa di personale degli enti ad autonomia differenziata (art. 1, comma 148, della legge 23 dicembre 2005, n. 266). Infatti, in relazione alla ritenuta violazione dei parametri statutari (art. 10, legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, art. 3, comma 1, lettera f), dello statuto Regione Valle d'Aosta e relative norme di attuazione; art. 14, lettere p) e q) dello statuto della Regione Siciliana; artt. 4, comma 2, n. 1-bis, 48 e 53 dello statuto della Regione Friuli-Venezia Giulia; artt. 4, 80 e 81, titolo VI dello statuto Trentino-Alto Adige; artt. 2 e 4 del d.lgs. 16 marzo 1992, n. 266; artt. 10, 17 e 18 del d.lgs. 16 marzo 1992, n. 268), va rilevato che essi non attribuiscono agli enti ad autonomia speciale ricorrenti competenze legislative che possano essere lese da princípi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica attinenti alla spesa, come quello posto dal legislatore statale con il comma 198. Tali princípi devono ritenersi applicabili anche alle autonomie speciali, in considerazione dell'obbligo generale di partecipazione di tutte le Regioni, ivi comprese quelle a statuto speciale, all'azione di risanamento della finanza pubblica.
- In senso analogo, v., citate, sentenze n. 82/2007, n. 267/2006,n. 417/2005, n. 353, n. 345 e n. 36/2004, n. 416/1995.
Massima n. 31322 Massima successiva Massima precedente
Bilancio e contabilità pubblica - Norme della legge finanziaria 2006 - Finanziamento degli oneri contrattuali, relativi al biennio 2004-2005, con il concorso delle economie di spesa per il personale riferibili all'anno 2005 - Ricorso delle Regioni Valle d'Aosta, Regione Siciliana, Friuli-Venezia Giulia, Trentino Alto-Adige e delle Province autonome di Trento e di Bolzano - Asserita violazione dell'autonomia finanziaria - Richiamo alla declaratoria di illegittimità costituzionale già formulata - Assorbimento delle questioni.
Le questioni promosse dagli enti ad autonomia speciale in relazione al comma 202 dell'art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 per ritenuta violazione degli artt. 3, 117, comma terzo, e 119 Cost.; art. 10, legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, art. 3, comma 1, lettera f), statuto Regione Valle d'Aosta, e relative norme di attuazione; art. 14, lettere p) e q), statuto della Regione Siciliana; artt. 4, comma 2, n. 1-bis, 48 e 53, statuto della Regione Friuli-Venezia Giulia; artt. 4, 80 e 81, titolo VI, statuto Trentino-Alto Adige; artt. 2 e 4, d.lgs. 16 marzo 1992, n. 266; artt. 10, 17 e 18, d.lgs. 16 marzo 1992, n. 268, sono assorbite dalla dichiarazione di illegittimità costituzionale di tale norma.
Massima n. 31323 Massima precedente
Bilancio e contabilità pubblica - Norme della legge finanziaria 2006 - Previsione di finanziamento degli oneri contrattuali, relativi al biennio 2004-2005, con il concorso delle economie di spesa per il personale riferibili all'anno 2005 - Qualificazione di detto intervento normativo statale come espressione di principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica - Ricorso della Regione Valle d'Aosta - Asserita violazione dell'autonomia finanziaria - Richiamo alla declaratoria di illegittimità costituzionale già formulata riguardo alla disposizione richiamata - Mancanza di oggetto - Inammissibilità della questione.
E' inammissibile per carenza di oggetto la questione di legittimità costituzionale sollevata per ritenuta violazione degli artt. 3, 117, comma terzo, e 119, Cost.; art. 10, legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, art. 3, comma 1, lettera f), statuto Regione Valle d'Aosta, e relative norme di attuazione, nella parte in cui questo qualifica come principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica la disposizione di cui al comma 202, in considerazione dell'accertata incostituzionalità di tale norma.
SENTENZA N. 169 ANNO 2007
nei giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 1, commi da 198 a 206, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2006), promossi con ricorsi delle Regioni Toscana, Veneto, Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste, della Regione Siciliana, della Provincia autonoma di Bolzano, delle Regioni Piemonte, Campania, Trentino-Alto Adige/Südtirol, Liguria, Emilia-Romagna, della Provincia autonoma di Trento e della Regione Friuli-Venezia Giulia, notificati il 22, il 23, il 24 e il 27 febbraio 2006, depositati in cancelleria il 28 febbraio, il 1°, il 2, il 3 e il 4 marzo 2006 ed iscritti ai nn. 28, 29, 30, 31, 33, 35, 36, 37, 38, 39, 40 e 41 del registro ricorsi 2006.
udito nell'udienza pubblica del 20 febbraio 2007 il Giudice relatore Franco Gallo;
uditi gli avvocati Fabio Lorenzoni per la Regione Toscana, Mario Bertolissi e Andrea Manzi per la Regione Veneto, Giovanni Guzzetta per la Regione Valle d'Aosta, Giovanni Carapezza Figlia e Paolo Chiapparrone per la Regione Siciliana, Giuseppe Franco Ferrari e Roland Riz per la Provincia autonoma di Bolzano, Emiliano Amato per la Regione Piemonte, Vincenzo Cocozza per la Regione Campania, Giandomenico Falcon e Andrea Manzi per le Regioni Liguria, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige e per la Provincia autonoma di Trento, Giandomenico Falcon per la Regione Friuli-Venezia Giulia e l'avvocato dello Stato Antonio Tallarida per il Presidente del Consiglio dei ministri.
1. – Le Regioni Toscana, Veneto, Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste, la Regione Siciliana, la Provincia autonoma di Bolzano, le Regioni Piemonte, Campania, la Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, le Regioni Liguria ed Emilia-Romagna, la Provincia autonoma di Trento e la Regione Friuli-Venezia Giulia promuovono questioni di legittimità costituzionale di numerose disposizioni della legge 29 dicembre 2005, n. 266 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2006), e, tra queste, dell'art. 1, commi da 198 a 206.
Il comma 204, nel testo vigente al momento della proposizione dei ricorsi e sino alla sua sostituzione ad opera dell'art. 30 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge, 4 agosto 2006, n. 248, dispone che «Alla verifica del rispetto degli adempimenti previsti dal comma 198 si procede, per le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, le province, i comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti e le comunità montane con popolazione superiore a 50.000 abitanti, attraverso il sistema di monitoraggio di cui all'articolo 1, comma 30, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e per gli altri enti destinatari della norma attraverso apposita certificazione, sottoscritta dall'organo di revisione contabile, da inviare al Ministero dell'economia e delle finanze, entro sessanta giorni dalla chiusura dell'esercizio finanziario di riferimento».
15.1. – Il Presidente del Consiglio dei ministri nega che, con il comma 198 dell'art. 1 della legge n. 266 del 2005, il legislatore statale abbia inteso provvedere in tema di ordinamento degli uffici regionali o di stato giuridico dei dipendenti regionali, e che abbia considerato le A.S.L. enti pubblici nazionali. Rinvia, per il resto, alla memoria depositata nel giudizio promosso con il ricorso della Regione Emilia-Romagna, precisando, quanto alle censure concernenti il comma 202, che quest'ultimo reca una norma «innocua e solo contabile». Ad avviso dell'Avvocatura generale, infatti, ai sensi dell'art. 1, comma 91, della legge finanziaria per il 2005 (legge n. 311 del 2004), gli oneri contrattuali dei quali si tratta «sono posti a carico dei rispettivi bilanci, ossia del bilancio dell'ente datore di lavoro». La ricorrente, quindi, per affermare l'illegittimità del comma 202, avrebbe dovuto addurre e dimostrare che le economie di spesa realizzate nel 2005, cui si riferisce il comma censurato, erano di importo superiore a quello degli oneri relativi al biennio 2003-2004; circostanza, questa, che – conclude la difesa erariale – non risulta essersi verificata.
17. – La Provincia autonoma di Bolzano rileva che la modificazione del comma 204 ad opera del decreto-legge n. 223 del 2006 non determina il venir meno della materia del contendere, in quanto il comma 204, nella sua attuale formulazione, e gli altri commi introdotti dal citato decreto-legge continuano a rendere applicabile la disciplina del comma 198, quantomeno agli enti locali e alle aziende sanitarie. Neppure il comma 557 dell'art. 1 della legge n. 296 del 2006, prosegue la ricorrente, comporta il venir meno dell'interesse ad una pronuncia di merito, giacché tale disposizione tiene fermo per l'anno 2006 quanto previsto dai commi da 198 a 206. Del resto, secondo la stessa ricorrente, la legge finanziaria per il 2007, quanto agli enti del servizio sanitario nazionale, sarebbe ancor più restrittiva della disciplina censurata.
1. – I giudizi di legittimità costituzionale di cui in epigrafe sono stati promossi da sei Regioni a statuto ordinario (Toscana, Veneto, Piemonte, Campania, Liguria, Emilia-Romagna), da quattro Regioni a statuto speciale (Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste, Regione Siciliana, Trentino-Alto Adige/Südtirol, Friuli-Venezia Giulia) e dalle Province autonome di Trento e Bolzano. Essi hanno per oggetto vari commi dell'art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2006), tra i quali, per quanto qui interessa, i commi da 198 a 206.
9.3. – Quanto al comma 204 – nel testo anteriore alla sostituzione operata dall'art. 30 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, quale convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248 –, censurato dalle Regioni Veneto e Campania in riferimento agli artt. 117, terzo comma, e 119 Cost., anch'esso si salda al comma 198, in quanto è diretto a stabilire le modalità attraverso le quali si deve procedere «alla verifica del rispetto degli adempimenti previsti dal comma 198» medesimo. In particolare, il comma censurato stabilisce che a tale verifica «si procede, per le regioni a statuto ordinario e le province autonome di Trento e di Bolzano, le province, i comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti e le comunità montane con popolazione superiore a 50.000 abitanti, attraverso il sistema di monitoraggio di cui all'art. 1, comma 30, della legge 30 dicembre 2004, n. 311», e per gli altri enti destinatari del comma 198, «attraverso apposita certificazione, sottoscritta dall'organo di revisione contabile, da inviare al Ministero dell'economia e delle finanze, entro sessanta giorni dalla chiusura dell'esercizio finanziario di riferimento».
13.1. – Quanto alla denunciata violazione del principio di ragionevolezza, le ricorrenti muovono dalla premessa interpretativa che il comma 198 è direttamente applicabile nei loro confronti, perché il comma 204, nel testo in vigore al momento della proposizione dei ricorsi – prima della sua sostituzione ad opera dell'art. 30 del decreto-legge n. 223 del 2006, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 248 del 2006 –, stabiliva espressamente che il monitoraggio necessario alla «verifica del rispetto degli adempimenti previsti dal comma 198» riguardava anche «le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano». Le ricorrenti affermano altresì che ad esse è applicabile anche il comma 148, il quale rimette ad accordi – da stipulare entro il 31 marzo di ciascun anno – tra il Ministero dell'economia e delle finanze, da un lato, e le Regioni a statuto speciale e le Province autonome, dall'altro, la determinazione del livello delle spese correnti e in conto capitale, fissando come parametro degli accordi stessi la «coerenza con gli obiettivi di finanza pubblica […], anche con riferimento, per quanto riguarda le spese di personale, a quanto previsto ai punti 7 e 12 dell'accordo sottoscritto tra Governo, regioni e autonomie locali in sede di Conferenza unificata il 28 luglio 2005». Secondo le ricorrenti, la contemporanea vigenza delle suddette norme, disciplinanti in modo diverso la stessa fattispecie, creerebbe un'antinomia non risolvibile in base ai comuni canoni ermeneutici e tale da comportare la violazione del principio di ragionevolezza, di cui all'art. 3 Cost.

References: art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 81
 art. 18
 art. 14
 art. 53
 art. 1
 art. 3
 art. 14
 art. 10
 art. 3
 art. 14
 art. 10
 art. 3

SENTENZA