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Timestamp: 2020-06-01 05:25:44+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 26292 del 20/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26292 del 20/12/2016
Cassazione civile, sez. trib., 20/12/2016, (ud. 06/12/2016, dep.20/12/2016), n. 26292
sul ricorso iscritto al n. 2331/2012 R.G. proposto da:
Fallimento (OMISSIS) s.p.a., rappresentato e difeso dall’Avv.
Giuseppe Maria Cipolla, presso il cui studio in Roma al viale
Giuseppe Mazzini n. 134, elettivamente domicilia, per procura in
dell’Emilia Romagna n. 48/03/11 depositata il 20 maggio 2011.
Uditi l’Avv. Barbara Tidore per la ricorrente e l’Avv. Giuseppe Maria
Cipolla per il controricorrente.
Generale Dott. CARDINO Alberto, che ha concluso per
Su ricorso della (OMISSIS) s.p.a. in liquidazione, poi fallita, la Commissione Tributaria Provinciale di Bologna annullava la cartella di pagamento n. (OMISSIS) emessa nei confronti della società in sèguito a controllo automatizzato delle dichiarazioni dei redditi per gli anni d’imposta 2002 e 2003.
La Commissione Tributaria Regionale dell’Emilia Romagna respingeva l’appello dell’Agenzia delle Entrate, dichiarando di voler confermare la ratio decidendi addotta dal primo giudice circa la violazione dell’obbligo di contraddittorio L. n. 212 del 2000, ex art. 6, comma 5.
L’Agenzia ricorre per cassazione sulla base di due motivi.
Il Fallimento (OMISSIS) s.p.a. resiste con controricorso e memoria.
1. Il primo motivo di ricorso denuncia violazione e falsa applicazione degli artt. 99 e 112 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4, per aver il giudice di appello censurato un difetto del contraddittorio amministrativo mai precedentemente dedotto nè rilevato.
Esso assume che la sentenza di primo grado abbia accolto l’impugnazione della società contribuente nei limiti del suo oggetto, cioè con riguardo esclusivo al pagamento del dovuto e non anche al vizio procedimentale.
Tuttavia, il ricorso manca di trascrivere quella sentenza, così violando il principio di autosufficienza, operativo anche per la denuncia di extrapetizione (Cass. 23 gennaio 2004, n. 1170, Rv. 569603; Cass. 2 dicembre 2014, n. 25482, Rv. 633593).
2. Il secondo motivo di ricorso denuncia violazione e falsa applicazione della L. n. 212 del 2000, art. 6, comma 5, in relazione al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36-bis, D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54-bis.
In caso di liquidazione d’imposta su controllo automatizzato della dichiarazione dei redditi, l’instaurazione del contraddittorio prima dell’iscrizione a ruolo è necessaria solo quando emergano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione stessa, ciò che non si verifica quando si tratti di un semplice errore materiale (Cass. 31 marzo 2011, n. 7536, Rv. 617565; Cass. 28 luglio 2016, n. 15740, Rv. 640654).
Pertanto, l’avviso bonario non è obbligatorio neppure nelle ipotesi di mera omissione o tardività del versamento (Cass. 10 giugno 2015, n. 12023, Rv. 635672; Cass. 6 luglio 2016, n. 13759, Rv. 640341).
Nella specie, si trattava appunto del recupero di versamenti omessi, seppure per vari titoli ed annualità diverse, nonchè della correzione di errori materiali (per l’IRPEG 2003: pag. 9 di controricorso).
3. La sentenza deve essere cassata, con rinvio per un nuovo esame e il regolamento delle spese processuali, anche di legittimità.
Accoglie il ricorso nel secondo motivo, inammissibile il primo.
Cassa la sentenza in relazione al motivo accolto e rinvia alla Commissione Tributaria Regionale dell’Emilia Romagna in differente composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 art. 6
 sentenza 
 Cass. 
 art. 6
 art. 36
 art. 54
 Cass. 
 Cass. 
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