Source: http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/settori-C-4/edilizia-C-10/tesserino-di-riconoscimento-per-tutti-i-lavori-in-appalto-subappalto-AR-10247/
Timestamp: 2016-10-23 22:05:46+00:00

Document:
01 ottobre 2010 - Cat: Edilizia
riconoscimento per i dipendenti di tutte le imprese esterne e lavoratori
AI CONTENUTI DELLA TESSERA DI RICONOSCIMENTO
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 196 del 23 agosto 2010, è stata
pubblicata la Legge n. 136/2010, dal titolo "Piano straordinario contro le
mafie, nonché delega al Governo in materia di normativa antimafia". All'articolo 5 (titolato "Identificazione degli addetti
nei cantieri"), è previsto che nella tessera
di riconoscimento, prevista dall'art. 18, comma 1, lettera u), del Decreto
Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008, dovrà essere precisata anche la data di
assunzione e, in caso di subappalto, la relativa autorizzazione. Tale
provvedimento prevede all’articolo 5, titolato "Identificazione degli
addetti nei cantieri" che "La tessera di
riconoscimento di cui all'articolo 18, comma 1, lettera u), del decreto
legislativo 9 aprile 2008, n. 81, deve contenere, oltre agli elementi ivi
specificati, anche la data di assunzione e, in caso di subappalto, la
relativa autorizzazione. Nel caso di lavoratori
autonomi, la tessera di riconoscimento di cui all'articolo 21, comma 1,
lettera c), del citato decreto legislativo n. 81 del 2008 deve contenere anche
l'indicazione del committente.".
Inoltre, nel caso di lavoratori autonomi, la tessera di
riconoscimento, prevista dall'articolo 21, comma 1, lettera c), dello stesso
decreto deve contenere anche l'indicazione del committente. Il provvedimento è
entrato in vigore il 7 settembre 2010. Pubblicità
Il tesserino con questi connotati aggiuntivi va adottato per
tutte le attività in appalto e subappalto, indipendentemente dal luogo ove si
svolgono, perché la sua limitazione al cantiere è stata eliminata nell’agosto
2007 dalla Legge 123/2007.
Prevale il riferimento all'articolo 18 comma 1 lett. u) del
D.lgs. n. 81/2008. Giova infatti precisare che l'articolo è una porzione
di testo in cui è suddiviso un atto normativo (costituzione, legge, decreto
legislativo, regolamento ecc.) o, talora, un provvedimento o un contratto.
Solitamente l'articolo di qualunque legge o decreto
legislativo o altra norma giuridica tratta un argomento specifico costituente
parte della disciplina normativa; esplicitando contenuti prescrittivi e
Talvolta subito dopo l'indicazione "art. (numero…)"
- il testo dell'articolo è solitamente preceduto da un titolo, tradizionalmente
denominato "rubrica". Si noti, tuttavia, che tale titolo o rubrica
non costituisce tecnicamente parte integrante della legge da applicare (rubrica
legis non est lex) e pertanto, nell'eventuale ipotesi di contrasto logico,
non si dovrà tenere conto del titolo stesso, ma solo dell'(altro) testo di cui
si compone l'articolo.
Pertanto la tessera
di riconoscimento, essendo relazionata esplicitamente all'articolo 18
comma 1 lettera u e implicitamente all'art. 26 comma 8 del d.lgs. n. 81/2008,
l'obbligo della sua adozione riguarda tutti i lavori in appalto e subappalto,
nei cantieri, nella fabbriche, nelle aziende e negli enti pubblici.
LA TESSERA DI
L’articolo 18, comma 1
lettera u) del D.Lgs
n. 81/2008, Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro,
prevede che il datore di lavoro e i dirigenti, che organizzano e dirigono le
attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono
"nell'ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto e di
subappalto, munire i lavoratori di apposita tessera di
riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del
lavoratore e l'indicazione del datore di lavoro".
L’articolo 26, comma 8
del D.Lgs n. 81/2008 prevede che "Nell'ambito dello svolgimento di
attività in regime di appalto o subappalto, il personale occupato dall'impresa
appaltatrice o subappaltatrice deve essere munito di apposita tessera di
riconoscimento corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore
e l'indicazione del datore di lavoro."
L’articolo 21, comma 1
lettera c) del D.Lgs n. 81/2008 prevede che"I componenti dell'impresa
familiare di cui all'articolo 230-bis del codice civile, i lavoratori
autonomi che compiono opere o servizi ai sensi dell'articolo 2222 del
codice civile, i coltivatori diretti del fondo, i soci delle società semplici
operanti nel settore agricolo, gli artigiani e i piccoli commercianti devono:
munirsi di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia,
contenente le proprie generalità, qualora effettuino la loro prestazione in un luogo
di lavoro nel quale si svolgano attività in regime di appalto o subappalto."
L’articolo 20, comma 3
del D.Lgs n. 81/2008 prevede che "I lavoratori di aziende che
svolgono attività in regime di appalto o subappalto, devono esporre apposita
tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità
del lavoratore e l'indicazione del datore di lavoro.
Tale obbligo grava anche
in capo ai lavoratori autonomi che esercitano direttamente la propria
attività nel medesimo luogo di lavoro, i quali sono tenuti a provvedervi per
proprio conto.".
Dunque nell’ambito dello
svolgimento di attività in regime di appalto e subappalto devono essere
muniti di tessera di riconoscimento sia
• i lavoratori occupati
dall'impresa appaltatrice o subappaltatrice;
• i componenti dell' impresa
autonomi, i coltivatori diretti del fondo, i soci delle società semplici
operanti nel settore agricolo, gli artigiani e i piccoli commercianti.
COSTITUTIVI DELLA TESSERA DI RICONOSCIMENTO
L’articolo 5 della Legge
n. 136 del 13 agosto 2010, integra le disposizioni previste dagli articolo
18 e 21 del TU Sicurezza, D.Lgs n. 81/2008, prevedendo l’inserimento di nuovi
elementi nella tessera di riconoscimento.
In particolare, a
decorrere dal 7 settembre 2010, data di entrata in vigore della Legge n.
136/2010, oltre ai dati già presenti sulla tessera di riconoscimento
(fotografia, le generalità del lavoratore e l'indicazione del datore di
lavoro), dovranno essere inseriti i seguenti elementi:
• per i lavoratori
occupati dall'impresa appaltatrice o subappaltatrice, la data di
assunzione, nonché, in caso di subappalto, la relativa
autorizzazione;·
autonomi, l’indicazione del committente.
Pertanto, dal 7 settembre
a• la tessera di
riconoscimento della quale l’impresa appaltatrice o subappaltatrice deve
munire i propri lavoratori deve contenere:
a1. le generalità del
lavoratore (nome, cognome, data di nascita, ed eventualmente il luogo di
nascita),
a2. fotografia del
a3. l'indicazione del
a4 la data di
a5 in caso di subappalto,
l’autorizzazione al subappalto;
b• la tessera di
riconoscimento della quale devono munirsi i lavoratori autonomi qualora
operino in un luogo di lavoro nel quale si svolgano attività in regime di
appalto o subappalto, deve contenere:
occupati dall'impresa appaltatrice o subappaltatrice gli obblighi relativi
alla tessera di riconoscimento ricadono sia sul datore di lavoro che sul
• il datore
di lavoro e il dirigente, in caso di violazione dell'articolo 26, comma
8 del D.Lgs n. 81/2008, ovvero se non muniscono i propri dipendenti di
tesserino di riconoscimento, sono puniti ai sensi dell'art. 55 comma 5 lettera
i) del D. Lgs. n. 81/2008 con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a
500 euro per ciascun lavoratore che non è stato munito di tesserino;
• il lavoratore, in
caso di violazione dell'articolo 20, comma 3 del D.Lgs n. 81/2008, ovvero pur
essendo stato munito dal datore di lavoro del tesserino di riconoscimento non
lo ha esposto in modo visibile durante il lavoro, è punito ai sensi dell'art.
59 comma 1 lettera b) del D. Lgs. n. 81/2008 con la sanzione amministrativa
pecuniaria da 50 a 300 euro.
autonomi devono provvedere autonomamente alla predisposizione e
all’esibizione della tessera di riconoscimento e gli stessi per la violazione
dell'articolo 20, comma 3 del D.Lgs n. 81/2008 sono puniti ai sensi dell'art.
60 comma 1 lettera b) del D. Lgs. n. 81/2008 con la sanzione amministrativa
pecuniaria da 50 a 300 euro. Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. QUESITI? proponili nel FORUM	Commenta questo articolo!Rispondi Autore: Francesco Cuccuini01/10/2010 (08:58:48)L'avvocato Dubina ha "colpito" ancora e in modo EGREGIO.
Un ringraziamento sentito e sincero per la qualificata e importante opera di informazione rivolta sopratutto agli operatori-della-sicurezza.
Rispondi Autore: Gugliemo Cancelli01/10/2010 (09:19:42)Quindi, ad oggi la variazione alla norma é valida ed ogni lavoratore in appalto/subappalto devere dotarsi di tesserino di riconoscimento oppure il Parlamento interviene con un ulteriore variazione...
:-(Rispondi Autore: paleari oreste01/10/2010 (10:27:29)Buon giorno,
come al solito un intervento chiarissimo e precisissimo. Quindi ogni consulente lavoratore autonomo che compie un servizio, di fatto deve recarsi dal proprio cliente con un tesserino completo anche del nome del committente.
Io ho cento clienti....mi dovrò munire di centro tesserini e al mattino, quando esco dall'ufficio, indossare quello corrispondente al cliente che andròa visitare.
Speriamo in una doverosa rettifica.
PALEARIRispondi Autore: Ignazio Cavalluzzi01/10/2010 (11:59:57)Vi sono piccole aziende di manutenzione e riparazione di impianti elettrici, telefonici e similari che eseguono lavori per diversi clienti nello stesso giorno ed eseguono anche lavori in sub appalto di piccola entità con diverse autorizzazioni. a questo si aggiunge il pronto intervento a richiesta del cliente. Credo che ci abbia concepito tale variazione non abbia valutato le conseguenze pratiche scaricando sulle piccole imprese oneri organizzativi ed economici insopportabili. va bene indicare la data di assunzione, ma il resto è francamente in comprensibile. Bastava obbilgare le impese a detenere la documentazione di autorizzazione presso la sede, mentre er i cantieri di una certa entità e durata diei lavori presso il cantiere. Ritengo che le associazioni di categoria debbano mobilitarsi con una certa urgena per chiedere la modifica al legislatore per rislvere questa problematia con un po di saggezza e spirito pragmatico, fatte salve le giuste esigenze che hanno indotto tale modifica.Rispondi Autore: Francesco Cuccuini01/10/2010 (13:56:35)Reputo, e spero, che il legislatore abbia modificato la norma "pensando" ai cantieri edili facendo però poca attenzione alla syesura del testo.
Altrimenti rischiamo di dare ragione ...a Tremonti.Rispondi Autore: avv. Rolando Dubini03/10/2010 (11:18:25)PRASSI AMMINISTRATIVE ILLEGITTIME
Leggo su un forum internet l'intervento, preoccupante, di un ispettore del lavoro che continua a contestare la piu' alta sanzione della legge n. 248 del 2006 art. 36/bis, anzichè qualla prevista all'art. 55 del d.lgs. n. 81/2008 per la violazione dell'art. 26 dello stesso decreto.
Intervento preoccupante perchè dimostra come troppo stesso chi si occupi di vigilanza non si preoccupi di leggere l'intero testo unico e di mettere in correlazione i diversi articoli, anche con le norme esistenti.
L'articolo che questo ispettore applica è stato abrogato dall'art. del dlgs 81/2008:
articolo 15 delle Preleggi delinea tre distinti casi di abrogazione:
"Le leggi non sono abrogate che da leggi posteriori per dichiarazione espressa del legislatore, o per incompatibilità tra le nuove disposizioni e le precedenti o perché la nuova legge regola l'intera materia già regolata dalla legge anteriore."
, ma lui non lo sa e continua illegittimamente a sanzionare in modo maggiorato ma sbagliato e infondato.
Non sa che non esiste solo l'abrogazione espressa, ma anche quella tacita.
Nel caso in cui la norma è abrogata, in tutto o in parte, mediante una legge posteriore con esplicito riferimento alla norma precedente si parla di "abrogazione espressa".
Quando l'abrogazione deriva dall'incompatibilità delle precedenti norme con quelle emanate successivamente si parla di "abrogazione tacita".
Ora è del tutto evidente che l'intera materia in precedenza regolata dall'art. 36bis della legge 248/2006 è ora interamente regolata dagli articoli 18 comma 1 lett. u e 26 comma 8 del dlgs 81/2008, che per di più l'hanno allargata a tutte le attività in appalto, subappalto e svolte dagli autonomi.
Perciò Le contestazioni da Lui operate sono illegittime, in particolare per la parte sanzionatoria maggiorata.
RIPRODUCO L'INTERVENTO DELL'ISPETTORE
Leggo questa nuova problematica relativa al tessera di riconoscimento in funzione della Identificazione degli addetti nei cantieri e ritengo utile ricordare insieme a voi qual'è l'attuale normativa da noi applicata in funzione della presenza o meno della tessera di riconoscimento, all'interno dei cantieri. Precisazione, questa, doverosa anche per ricordare al ns. Legislatore (che spesso se ne dimentica!) le norme che egli stesso emana, bontà sua, e che, a mio giudizio, ogni tanto gli sfuggono! Chi si ricorda il precedente Ministro del Lavoro, del precedente governo Prodi, si ricorda anche che egli predispose e fece approvare, la Legge n. 248 del 2006. Tale Legge, nel suo ambito, conteneva (e contiene!) l'art. 36/bis, il quale così stabilisce: "3. Nell'ambito dei cantieri edili i datori di lavoro debbono munire, a decorrere dal 1° ottobre 2006, il personale occupato di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l'indicazione del datore di lavoro. I lavoratori sono tenuti ad esporre detta tessera di riconoscimento. Tale obbligo grava anche in capo ai lavoratori autonomi che esercitano direttamente la propria attività nei cantieri, i quali sono tenuti a provvedervi per proprio conto. Nei casi in cui siano presenti contemporaneamente nel cantiere più datori di lavoro o lavoratori autonomi, dell'obbligo risponde in solido il committente dell'opera. Omissis.....". Tale articolo di tale Legge, NON E' MAI STATO ABROGATO, neanche con l'81/08 e sue m. e i., e noi lo applichiamo all'occorrenza, in quanto Norma Speciale! La circolare Ministero Lavoro n. 29/2006, così chiariva: "Lavoro nei cantieri: tessera di riconoscimento o registro. Il comma 3 dell'art. 36 bis introduce l'obbligo per i datori di lavoro, nell'ambito dei cantieri edili, di munire il personale occupato, a decorrere dal 1º ottobre 2006, di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l'indicazione del datore di lavoro. Anche in tal caso il campo di applicazione della previsione va individuato con riferimento a tutte le imprese che svolgono le attività di cui all'Allegato I del D.Lgs. 494/1996.Tenuto conto delle finalità della disposizione volta alla immediata identificazione e riconoscibilità del personale operante in cantiere, i lavoratori sono tenuti a portare indosso in chiara evidenza detta tessera di riconoscimento; medesimo obbligo fa capo ai lavoratori autonomi che operano nel cantiere stesso, i quali sono tenuti a provvedervi per proprio conto (ad es. artigiani). I dati contenuti nella tessera di riconoscimento devono consentire l'inequivoco ed immediato riconoscimento del lavoratore interessato e pertanto, oltre alla fotografia, deve essere riportato in modo leggibile almeno il nome, il cognome e la data di nascita. La tessera inoltre deve indicare il nome o la ragione sociale dell'impresa datrice di lavoro. La previsione normativa stabilisce ancora che, in via alternativa, i soli datori di lavoro che occupano meno di dieci dipendenti (cioè massimo nove) possono assolvere all'obbligo di esporre la tessera "mediante annotazione, su apposito registro di cantiere vidimato dalla Direzione provinciale del lavoro territorialmente competente da tenersi sul luogo di lavoro, degli estremi del personale giornalmente impiegato nei lavori". Così è rimasto sino ad oggi! Ora, la nuova norma così prevede: "Art. 5. (Identificazione degli addetti nei cantieri) 1. La tessera di riconoscimento di cui all'articolo 18, comma 1, lettera u), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, deve contenere, oltre agli elementi ivi specificati, anche la data di assunzione e, in caso di subappalto, la relativa autorizzazione. Nel caso di lavoratori autonomi, la tessera di riconoscimento di cui all'articolo 21, comma 1, lettera c), del citato decreto legislativo n. 81 del 2008 deve contenere anche l'indicazione del committente." Se ci fermiamo solo al Titolo dell'articolo, si può pensare all'introduzione di un nuovo obbligo destinato a chi è addetto nei cantieri, che dovrebbe andare ad aggiungersi a quello di cui all'art. 36/bis, stante il fatto che, così come si intitola, è Norma Speciale e quindi prevale su quella Ordinaria. Ma dopo aver letto qual'è la norma sulla quale i nuovi obblighi vanno ad incidere, mi sorge un dubbio atroce: forse chi ha scritto l'articolo era all'oscuro della Legge n. 248/06 e di quanto essa prevede con l'art. 36/bis. Perché, se fosse stata loro intenzione agire direttamente (come lo è senza dubbio) negli appalti e sub-appalti dell'edilizia, avrebbero dovuto, sempre a mio avviso, scrivere una norma nuova, dopo aver abrogato l'art. 36/bis, ragion per cui noi non avevamo più ostacoli ad applicare la Norma Ordinaria. L'articolo 18, comma 1, lettera u), è, appunto, norma ordinaria, e riguarda tutti i campi di attività dove vigono appalti e sub-appalti, infatti così recita: "Art. 18(Obblighi del datore di lavoro e del dirigente) 1. Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all'articolo 3, e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono: u) nell'ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto e di subappalto, munire i lavoratori di apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore el'indicazione del datore di lavoro;"Rispondi Autore: roberto caiazza04/10/2010 (09:37:07)credo che la normativa di riferimento per il teserino di riconoscimento, nel settore edile, non sia quella del T.U. (art. 26; 21 ecc.), in quanto è in vigore l'art. 36 bis, commi 3, 4 e 5 del D.L. 4 luglio 2006, n. 223 (decreto Bersani) che non è stato abrogato dall'art. 304 dello stesso T.U. che ha invece abrogato, espressamente, i "soli" precedenti commi 1 e 2 dell'art. 36 bis in questione.
tanto si doveva per completezza Rispondi Autore: avv. Rolando Dubini04/10/2010 (15:12:19)Quello che scrive Roberto Caiazza è inesatto e non ha fondamento in una lettura sistematica delle norme coerente con i canoni interpretativi vincolanti imposti dall'ordinamento giuridico e dalla lettura attenta delle disposizioni.
L'articolo art. 36/bis della legge n. 248 del 2006 art. 36/bis è stato abrogato dall'art. del dlgs 81/2008: Articolo 304 - Abrogazioni 1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 3, comma 3, e dall'articolo 306, comma 2, dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo sono abrogati: d) ogni altra disposizione legislativa e regolamentare nella materia disciplinata dal decreto legislativo medesimo incompatibili con lo stesso; e questo tenendo conto dell'articolo 15 delle Preleggi che delinea tre distinti casi di abrogazione: "Le leggi non sono abrogate che da leggi posteriori per dichiarazione espressa del legislatore, o per incompatibilità tra le nuove disposizioni e le precedenti o perché la nuova legge regola l'intera materia già regolata dalla legge anteriore." Caiazza dimentica che non esiste solo l'abrogazione espressa, ma anche quella tacita. Nel caso in cui la norma è abrogata, in tutto o in parte, mediante una legge posteriore con esplicito riferimento alla norma precedente si parla di "abrogazione espressa". Quando l'abrogazione deriva dall'incompatibilità delle precedenti norme con quelle emanate successivamente si parla di "abrogazione tacita". Ora è del tutto evidente che l'intera materia in precedenza regolata dall'art. 36bis della legge 248/2006 è ora interamente regolata dagli articoli 18 comma 1 lett. u e 26 comma 8 del dlgs 81/2008, che per di più l'hanno allargata a tutte le attività in appalto, subappalto e svolte dagli autonomi. Non è un caso se l'articolo 5 della Legge n. 136/2010, dal titolo "Piano straordinario contro le mafie, nonché delega al Governo in materia di normativa antimafia", non cita affatto l'art. 36 bis della legge 248 del 2006, cosa inevitabile se tale legge fosse ancora in vigore e se il nuovo obbligo riguardasse solo i cantieri, ma invece poichè detta legge è stata abrogata si fa giustamente riferimento all'articolo 18 lett. u del D.Lgs. n. 81/2008 che riguarda tutte le attività anche fuori del cantiere. Tra l'altro la novità è dettata non da esigenze di sicurezza del lavoro, in via principale, ma dalla necessità di contrastare il fenomeno della criminalità mafiosa che utilizza imprese irregolari non solo nei cantieri, ma anche in altri tipi di appalto fuori dei cantieri, ad esempio manutenzioni impiantistiche.Rispondi Autore: avv. Rolando Dubini04/10/2010 (17:20:27)Aggiungo che se fosse come scrive Caiazza, che la norma di riferimento tesserino nel cantiere non è il Testo Unico ma Legge n. 223/2006 art. 36 bis, poichè l'art. 5 della Legge n. 136/2010 recante le novità sul tesserino interviene sul testo unico art. 18 c. 1 lett. u del dlgs 81/2008 paradossalmente i nuovi requisiti non si applicherebbero proprio ai cantieri! Ma poichè l'art. 36bis della legge 223/2006 è stato abrogato dall'art. 304 comma 1 lett d del dlgs 81/2008, la novità si applica ai cantieri e ai luoghi che non sono cantieri. Come prevede l'art. 26 comma 8 dlgs. 81/2008 che vale come norma generale anche per il titolo IV, soggetto agli obblighi dell'art. 26, tranne per le parti coperte da psc e pos.
Rispondi Autore: Aldo Di Giandomenico05/10/2010 (13:55:16)mi rivolgo a quel ispettore che parla perchè ha il coltello dalla parte del manico , il tesserino a cosa serve ?, a niente , ci vuole un documento d'identità se vuoi veramente identificare ,il tesserino si falsifica come e quanto vuoi , cercate quando andate nei cantieri di non creare paura e confusione , e cercate di aggiornarvi come siamo costretti noi operatori della sicurezza , e non perchè avete vinto un concorso ? pensate di essere dei sapienti , e chè non avete mai lavorato nei cantieri o stabilimenti per rendervi conto quali sono le difficoltà per applicare le vigenti leggi , i poveri leggislatori si fidano spesso dei sapienti ministeriali ?Rispondi Autore: michele06/10/2010 (00:51:40)ma cosa significa per il subappaltatore indicare l'autorizzazioneRispondi Autore: avv Rolando Dubini06/10/2010 (08:42:08)Autore: michele	06/10/2010 (00:51:40)
ma cosa significa per il subappaltatore indicare l'autorizzazione
Significa apporre la data in cui è stata autorizzata la sua presenza sul luogo do lavoro dall'appaltatoreRispondi Autore: Caiazza roberto14/12/2010 (16:09:42)Caro Avvocato, non credo affatto di aver scritto cose "inesatte". Infatti, la disposizione del decreto Bersani, essendo una norma che disciplina una materia "speciale" non può essere abrogata da altra norma che, invece, abroga in modo espresso alcuni commi dell'arte. In questione e, invece, "dimentica" proprio quello oggetto delle ns. ConsiderazioniRispondi Autore: massimo leggiero05/07/2013 (20:31:43)Nei cantiere di proprieta' dell'impresa edile che sta effettuando delle manutenzioni in economia su fabbricato proprio, mi pare di capire, non vi è l'obbligo per i dipendenti dell'esposizione dei tesserini di riconoscimento, o sbaglio?Rispondi Autore: Chiara Rossetti09/01/2014 (10:35:41)Nel tesserino di cantiere posso indicare il "Delegato agli adempimenti in materia di sicurezza ed igiene del lavoro" come datore di lavoro? Rispondi Autore: Marco Ascoli17/03/2014 (14:17:58)Buonasera, un quesito: Se l'appaltatrice è un consorzio, la ditta consorziata operante nell'appalto in questione è equiparata ad una subappaltatrice? Ringrazio per l'attenzione e la rispostaRispondi Autore: Francesco Siracusa26/09/2014 (12:57:49)Buongiorno,
Pongo una domanda che forse si discosta un pò dall'argomento centrale, secondo voi quale dipartimento deve occuparsi della realizzazione del tesserino di riconoscimento?
Dipartimento di Sicurezza,Dipartimento del personale o quello amministrativo?Rispondi Autore: luigi clemente25/04/2015 (19:11:40)Salve,
per i subappalti negli alberghi, vi è si l'obbligo del tesserino di riconoscimento? inoltre, l'albero committente può richiedere e trattenere i documenti d'identità originali dei subappaltati?
salutiRispondi Autore: Harleysta27/04/2015 (09:40:37)...a me era capitato di vedere che fuori dalla stazione FS, vi era il caporale con i tesserini in bianco. gli operaio scendevano dal treno e facevano le fotografie all'apposita macchinetta nell'atrio, dopodichè venivano pinzate sul tesserino direttamente in auto. la pensata del tesserino non ha risolto nulla...Rispondi Autore: Florea jenel18/07/2015 (14:22:02)Scusate... io ho una ditta individuale per servizi di pulizie. Ovviamente ho anche dei dipendenti che lavorano presso i miei appalti...ottenuti tramite offerta diretta o assemblee condominiali. Ma io devo fare il tesserino a tutti che lavorano? E cosa dovrei scrivere sul tesserino. ? Nome e cognome. ..mi sembra troppo...la privacy loro poi? Ringrazio a tutti...spero di avere una risposta concreta. .Rispondi Autore: angeloplenzick14/11/2015 (10:00:39)Buongiorno.
Lavoro in una coop.va di facchinaggio che opera nella GDO.
Primo: vista la natura del ns.lavoro, fisico, intenso e a contatto continuo con materiali che ci porterebbero a perdere detto cartellino in continuazione, risulta impossibile l'applicazione del cartellino. Non è sufficiente detenerlo ed esibirlo a richiesta?
Secondo: vista l'attività al pubblico, non viola la legge sulla privacy l'esposizione di un cartellino con su riportati nome, cognome, data di nascita, cod.fiscale (e indirettamente quindi anche indirizzo e n.tel.?
Rispondi Autore: Orheanu nela11/12/2015 (14:31:22)Come e possibile riconoscere un controllore dei treni????

References: articolo
18
 art. 36

articolo 15
 art. 36
 art. 36
 Articolo 304
 art. 36
 art. 18