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Timestamp: 2020-08-07 04:52:04+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 10092 del 21/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10092 del 21/04/2017
Cassazione civile, sez. trib., 21/04/2017, (ud. 21/03/2017, dep.21/04/2017), n. 10092
sul ricorso iscritto al n. 16415/2012 R.G. proposto da:
Coferasta Spa;
Liguria n. 51/8/11, depositata il 26 maggio 2011.
– l’Agenzia delle dogane ricorre contro la decisione della CTR della Liguria in epigrafe assumendo la violazione dell’art. 5, par. 4, del Regolamento n. 3223/94/CE;
– in particolare, con riferimento all’avvenuta importazione di prodotti ortofrutticoli extracomunitari (nella specie, carciofi dall’Egitto), il valore dichiarato all’ingresso era superiore di oltre l’8% rispetto a quello forfettario, sicchè il l’importatore era tenuto a versare la cauzione di cui all’art. 248, par. 1, del regolamento n. 2454/1993/CEE e a comunicare, ai sensi del citato art. 5, par. 2, entro i termini ivi previsti, che lo smercio dei prodotti era avvenuto in condizioni tali da confermare la veridicità del prezzo;
– secondo l’impugnata decisione, il mancato rispetto dei suddetti termini non comporta la decadenza del beneficio fiscale; considerato che:
– l’art. 5 del reg. n. 3223/94/CE, nel caso di importazioni nella Comunità di prodotti elencati nell’allegato A, rimette all’importatore la possibilità di optare, ai fini del regime daziario, tra: 1) il prezzo fob (“free on board”) dei prodotti nel paese d’origine, maggiorato delle spese di assicurazione e di trasporto sino alle frontiere del territorio doganale della Comunità, quando tali prezzi e tali spese siano noti alla data della dichiarazione in dogana dei prodotti; 2) il valore in dogana calcolato conformemente all’art. 30, n. 2, lett. c), del codice doganale comunitario, ossia al valore ottenuto sulla base del prezzo unitario al quale i prodotti importati o prodotti identici o simili sono venduti nella Comunità; 3) il valore forfettario all’importazione, determinato dalla Commissione e applicabile al prodotto e all’origine presi in considerazione;
– con riguardo alle prime due ipotesi (nella prima quando il prezzo di entrata superi dell’8% il valore forfettario), l’importatore è tenuto a costituire la cauzione di cui all’art. 248, par. 1, del reg. n. 2454/1993/CEE; secondo l’art. 5, par. 2, del reg. cit., l’importatore “dispone di un termine di un mese a decorrere dalla vendita dei prodotti di cui trattasi, nel limite di un termine di quattro mesi dalla data di accettazione della dichiarazione di immissione in libera pratica, per fornire la prova che la partita è stata smerciata in condizioni tali da confermare la realtà dei prezzi” e “in caso d’inosservanza di uno dei due termini suddetti la cauzione costituita viene incamerata”.
– il reg. n. 3223/94 al “terzo considerando” precisa che “la fornitura della maggior parte degli ortofrutticoli deperibili indicati nell’allegato del presente regolamento viene effettuata in base al regime commerciale della vendita in consegna, il che solleva particolari difficoltà per la determinazione del loro valore” (v. anche Corte di Giustizia, sentenza 16 gennaio 2003, Capespan International Pic, C-422/00);
– occorre tuttavia distinguere tra le due ipotesi: nel caso in cui non sia stata fornita la prova (art. 5, par. 2, secondo cpv.) “la cauzione viene incamerata a titolo di pagamento dei dazi d’importazione”, sicchè è l’obbligazione doganale che si consolida nella misura del valore forfettario;
– invece in caso di inosservanza termini per fornire la prova la norma (art. 5, par. 2, primo punto, ultimo periodo) prevede solo che “la cauzione costituita viene incamerata”, assumendo, quindi, una valenza esclusivamente sanzionatoria per l’inottemperanza all’obbligo posto a presidio non solo dell’obbligo di importazione ma anche dell’obbligo di presentare la prova dell’utilizzazione del titolo entro un certo termine (sulla natura sanzionatoria v. Corte di Giustizia, sentenza 18 luglio 2013, Martini Spa, C-211/12; Corte di Giustizia, sentenza 16 luglio 1998, Kyritzer Stirke GmbH, C287/96, che, in relazione ad una disposizione di analogo contenuto, ha ritenuto valida la sanzione per il ritardo atteso che “la fissazione di un termine oltre il quale la mancata presentazione della prova richiesta è considerata come violazione dell’obbligo è necessaria per ovviare agli inconvenienti che comporterebbe il prolungamento indefinito di una situazione d’incertezza riguardo allo stato della cauzione costituita”);
– nè è pertinente il richiamo alla decisione della Corte di Giustizia, 8 maggio 2008, Ecotrade, C-95/07 e C-96/07 (nonchè delle successive sentenze 9 febbraio 2017, Euro Tyre BV, C-21/16; 20 ottobre 2016, Plock, C-24/15) che attiene “all’inosservanza degli obblighi derivanti dalle formalità introdotte dalla normativa nazionale” in applicazione della disciplina comunitaria e, in ispecie, “degli obblighi contabili e di dichiarazione risultanti, rispettivamente, dal detto art. 22, nn. 2 e 4”, della sesta direttiva, con diniego del diritto a detrazione dell’IVA, venendo ivi in rilievo l’inosservanza di obblighi meramente formali introdotti dalla disciplina nazionale, mentre, nella vicenda in esame, viene in rilievo il contenuto sostanziale dell’obbligazione doganale e la violazione degli obblighi posti a suo presidio;
– va pertanto affermato il seguente principio:
“in tema di dazi all’importazione di prodotti ortofrutticoli disciplinati dal regolamento n. 3223/94/CE, l’importatore può scegliere, previa costituzione di cauzione, un minor valore tra quelli indicati dalla norma in luogo di quello forfettario purchè dimostri la veridicità del successivo prezzo di smercio, la cui prova deve essere fornita nei termini di cui dall’art. 5, par. 2, reg. cit., pena l’incameramento della cauzione a titolo di sanzione”;
La Corte in accoglimento del ricorso cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso introduttivo del contribuente. Condanna la parte soccombente al pagamento delle spese del presente giudizio di legittimità che liquida in Euro 2.000,00 per compensi, oltre accessori di legge e spese prenotate a debito. Compensa le spese dei gradi di merito.

References: Sentenza 
 art. 5
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 22
 sentenza