Source: https://foroeuropeo.it/ordinamento-forense-2/ordinamento-forense/5221-art-29-compiti-e-prerogative-del-consiglio
Timestamp: 2019-06-26 08:38:21+00:00

Document:
Art.29.(Compiti e prerogative del consiglio) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online
473 visitatori e 15 utenti online
Ricorso al CNF in proprio - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 137
L’avvocato sospeso o radiato dall’albo non può proporre ricorso al CNF in proprio E’ inammissibile il ricorso sottoscritto personalmente da professionista che, al tempo della sua proposizione, sia privo dello jus postulandi perché sospeso, radiato o cancellato dall’albo, con provvedimento immediatamente esecutivo, nel qual caso l’impugnazione dovrà essere necessariamente proposta a mezzo di avvocato iscritto all’albo delle giurisdizioni superiori, munito di procura speciale. Tale principio, già espresso con riferimento alla vigenza dell’art. 63, co. 1, R.D. n. 37/1934, ha mantenuto la sua validità anche nel regime introdotto dalla legge n. 247/2012 (Nel caso di specie trattavasi di sospensione dall’esercizio dell’attività professionale a tempo indeterminato, per mancato pagamento dei contributi). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 137 ...
Mancato pagamento dei contributi - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 140
Il mancato pagamento dei contributi annuali dovuti al Consiglio dell’Ordine L’iscritto che non versi al proprio COA nei termini stabiliti il contributo annuale è soggetto alla sanzione amministrativa della sospensione a tempo indeterminato dall’esercizio della professione, previa contestazione dell’addebito e sua personale convocazione (art. 29 L. 247/2012), inflitta con provvedimento non avente natura disciplinare ma comunque adottata secondo le forme del procedimento disciplinare, in analogia con quanto previsto dall’art. 17 L. n. 576/1980 (sospensione dall’esercizio della professione per inadempimento dell’obbligo di invio alla Cassa di Previdenza del modello 5). Detto provvedimento è dotato di efficacia immediata e priva, fin dal momento della sua adozione, l’avvocato che ne venga colpito, del diritto di esercitare la professione, senza che, con riferimento ad esso, possa ritenersi realizzabile l’effetto sospensivo – correlato all’impugnazione dinanzi al Consiglio nazionale forense – previsto, per i provvedimenti applicativi di altre e diverse sanzioni disciplinari, dall’art. 50 comma sesto del R.D.L. n. 1578 del 1933. Da ciò consegue l’illegittimità di un eventuale reclamo proposto in proprio, dinanzi al Consiglio nazionale forense, dall’avvocato sospeso, avverso il provvedimento disciplinare adottato dal locale Consiglio dell’ordine: ciò, peraltro, non giustifica dubbi di incostituzionalità dell’accennata disciplina, giacché non sussite lesione alcuna del diritto di difesa dell’interessato, che infatti ben può farsi assistere nel ricorso al C.N.F. da altro difensore, ferma restando la facoltà di comparire dinnanzi al Consiglio e di interloquire personalmente. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 140 ...
Avvocati – Ordine – costituzione camere arbitrali, di conciliazione e degli organismi di risoluzione alternativa delle controversie
Ministero della Giustizia Decreto 14 febbraio 2017, n. 34 Regolamento sulle modalità di costituzione delle camere arbitrali, di conciliazione e degli organismi di risoluzione alternativa delle controversie di cui agli articoli 1, comma 3, e 29, comma 1, lettera n), della legge 31 dicembre 2012, n. 247. (17G00045) (GU n.70 del 24-3-2017) Vigente al: 8-4-2017 Capo I DISPOSIZIONI GENERALI IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400; Vista la legge 31 dicembre 2012, n. 247, e in particolare gli articoli 1, comma 3, e 29, comma 1, lettera n); Acquisito il parere del Consiglio nazionale forense, espresso nella seduta del 22 aprile 2016; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 30 agosto 2016; Acquisiti i pareri delle commissioni parlamentari; Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri effettuata con nota del 30 dicembre 2016; A d o t t a il seguente regolamento: Art. 1 Oggetto e finalità del decreto 1. Il presente decreto disciplina le modalità di costituzione delle camere arbitrali e di conciliazione e degli organismi di risoluzione alternativa delle controversie di cui all'articolo 29, comma 1, lettera n), della legge 31 dicembre 2012, n. 247. Art. 2 Definizioni 1. Ai fini del presente regolamento si intende per: a) «consiglio dell'ordine»: il consiglio dell'ordine circondariale degli avvocati; b) «camera arbitrale e di conciliazione»: l'organismo di cui all'articolo 29, comma 1, lettera n), della legge 31 dicembre 2012, n. 247; c) «segreteria»: la segreteria della camera arbitrale e di conciliazione; d) «regolamento»: il regolamento della camera arbitrale e di conciliazione. Capo II CAMERA ARBITRALE E DI CONCILIAZIONE Art. 3 Istituzione della camera arbitrale e di conciliazione 1. I consigli dell'ordine possono, anche d'intesa con altri ordini appartenenti allo stesso distretto, deliberare la costituzione di camere arbitrali e di conciliazione per l'amministrazione di procedure arbitrali, di conciliazione e di altri strumenti di risoluzione alternativa delle controversie. 2. La costituzione avviene con delibera del consiglio dell'ordine contenente l'atto costitutivo e lo statuto che dovrà indicare: a) la denominazione della struttura; b) lo scopo; c) la sede; d) i criteri per l'adozione del regolamento recante le norme relative al funzionamento della camera arbitrale e di conciliazione e ai relativi costi. 3. La delibera di cui al comma 2 è pubblicata sul sito internet del consiglio dell'ordine. Art. 4 Natura giuridica, patrimonio e autonomia organizzativa 1. La camera arbitrale e di conciliazione, dotata di autonomia organizzativa ed economica, amministra i procedimenti di arbitrato e di conciliazione in conformità al presente decreto. 2. Con il regolamento di cui all'articolo 3, comma 2, lettera d), la camera arbitrale e di conciliazione stabilisce altresi' le modalità del proprio finanziamento e di tenuta della propria contabilità. 3. Il consiglio dell'ordine stipula, in conformità ai criteri stabiliti dal Consiglio nazionale forense, una polizza assicurativa per la copertura dei rischi derivanti dalla responsabilità civile verso terzi per i danni causati dagli arbitri e dai conciliatori designati per lo svolgimento di attività cui è preposta la camera arbitrale e di conciliazione. Art. 5 Sede e personale dipendente 1. La...
Bando di gara pubblica - Consiglio nazionale forense, 22 marzo 2017, n. 21
Il COA di Forlì-Cesena chiede se la eventuale stipula di convenzioni con Asili Nido, Scuole per l’infanzia e Baby parking della loro Provincia, sia pubblici che privati, finalizzate a disporre di un’offerta a prezzi scontati dei relativi servizi, dei quali gli iscritti all’Ordine potrebbero avvalersi, sia subordinata all’indizione di uno specifico Bando di gara pubblica. Inoltre, il COA chiede di sapere se siano previste procedure specifiche al riguardo, o se invece, più in generale, sia consentito al COA o alla sua Commissione per le Pari Opportunità stipulare dette convenzioni con i soggetti che manifestino la propria disponibilità al riguardo. La commissione, al riguardo, osserva quanto segue. Le convenzioni in argomento, qualora non comportino alcun onere finanziario in capo all’Ordine, sono da ritenersi rivolte ad esclusivo, potenziale beneficio degli iscritti, in capo ai quali ricadrebbe integralmente il costo del servizio richiesto. In quest’ottica, il Consiglio non sarebbe quindi tenuto ad indire una pubblica gara, potendosi limitare a chiedere a tutti i potenziali fornitori dei servizi richiesti, presenti nell’ambito della Provincia di competenza, un’offerta tariffaria ed una manifestazione di disponibilità a stipulare la relativa convenzione. In tal modo, la richiesta del Consiglio, ente pubblico non economico, non sarebbe viziata da preordinate manifestazioni di preferenza e l’iscritto manterrebbe piena discrezionalità di scelta. Quanto al soggetto stipulante, si rileva, da ultimo, che la Commissione Pari Opportunità (C.P.O.) interna costituisce applicazione del dovere previsto in capo al Consiglio, ex art. 29, comma 1, lett. r), Legge n. 247/2012, di garantire l’attuazione dell’art. 51 della Costituzione. Le funzioni di rappresentanza nei confronti dei terzi, quindi, permangono integralmente in capo al Consiglio, fatte salve le previsioni che, con riferimento a specifici atti, potrebbero essere previste dalle norme regolamentari di funzionamento della commissione. Consiglio nazionale forense, 22 marzo 2017, n. 21...
applicabilità, o meno, della disciplina prevista dalla legge n. 247/12 Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Savona chiede chiarimenti in ordine all’applicabilità, o meno, della disciplina prevista dalla legge n. 247/12 con riferimento alla figura del patrocinatore sostitutivo e, in caso di favorevole responso, se non sia conseguentemente più possibile “iscrivere i tirocinanti nello speciale elenco dei praticanti abilitati.”. Precisa, peraltro, di avere deliberato, allo stato ed in attesa del presente parere, “di continuare ad applicare le disposizioni precedenti alla nuova normativa, almeno sino all’emanazione sia del relativo decreto ministeriale che di quello che dovrà essere predisposto dal CNF.”. La Commissione ritiene di dover rendere il richiesto parere nei termini di seguito precisati. È pacifico, da un lato, che sia decorso dal 2 febbraio 2005 il termine entro il quale, ex art. 48 Legge n. 247/2012, l’accesso all’esame di abilitazione restava disciplinato dalle disposizioni vigenti. Dall’altro, invece, l’art. 41, comma 13, Legge n. 247/2012 contempla l’adozione di un Decreto Ministeriale recante il regolamento di disciplina delle modalità di svolgimento del tirocinio ed il successivo art. 65 prescrive, al comma 1, che si debbano applicare le disposizioni vigenti non abrogate fino all’entrata in vigore dei regolamenti previsti nella nuova legge professionale. Non si ritiene, invece, che il C.N.F. debba anche emettere al riguardo un proprio Regolamento, in quanto, contrariamente a quanto era stato originariamente ritenuto nel licenziare il precedente parere n. 51 del 2013, la lettura dell’art. 29, comma 1, lett. c) della nuova legge professionale va necessariamente coordinata con quella delle altre disposizioni che, nella legge, attribuiscono la competenza regolamentare al Ministro in materia di tirocinio e tenuta albi. Di conseguenza, l’attribuzione di potestà regolamentare al CNF di cui all’art. 29, comma 1, lett. c) dev’essere intesa dal CNF, e indirettamente dal Ministro nella predisposizione delle bozze di regolamento in tema di tirocinio e tenuta albi – come limitata alla sola istituzione delle Scuole forensi. D’altro canto, dovendo ovviamente evitare l’insorgere di perniciosi e sostanzialmente astratti conflitti di competenza, sembra difficile riscontrare nella lettera del 29, comma 1, lett. c), melius re perpensa, spazi di autonomia della potestà regolamentare CNF, rispetto a quanto già attribuito a quella potestà del Ministro, al di là, appunto, della disciplina delle Scuole forensi, che, invece, non è oggetto di concorrenti attribuzioni di potestà regolamentare. Ne consegue, come peraltro il COA dà atto di aver già ritenuto, che la mancata emanazione, alla data odierna, del Regolamento dianzi citato comporta, necessariamente, l’applicazione della previsione di cui al summenzionato art. 65, comma 1, Legge n. 247/2012. Di conseguenza, le istanze di abilitazione al patrocinio formulate dai praticanti al COA di iscrizione dovranno, allo stato, essere trattate in ossequio a quanto previsto dall’art. 8 R.D.L. n. 1578/1933, così come sostituito dall’art. 1 della Legge n. 406/1085. Consiglio nazionale forense (Merli), parere 24 giugno 2015, n. 54 Quesito n. 42, COA di Savona ...
competenza rilascio parere opinamento di parcella - parere cnf 2014
Il COA di Bologna chiede: "se in presenza di istanza di opinamento di parcella da parte di avvocati non iscritti o non più iscritti all'Ordine cui il parere viene richiesto, lo stesso sia tenuto a rilasciarlo ovvero la competenza al rilascio spetti unicamente all'Ordine presso cui il professionista è iscritto". Consiglio nazionale forense (rel. Morlino), Parere 17 luglio 2014, n. 46 Quesito n. 403, COA di Bologna Premesso che l'opinamento della parcella rientra tra i compiti specifici attribuiti ai COA (art. 29 lett. l, L.247/2012), bisogna accertare quale debba essere il COA tenuto al rilascio di congruità. Dalla lettura dell'art. 13 n. 9, seconda parte, si ricava che debba essere il Consiglio di appartenenza del professionista a dover rilasciare parere di congruità. Non v'è quindi ragione per un mutamento della consolidata prassi in virtù della quale l'avvocato potrà richiedere il rilascio di parere di congruità solo all'Ordine al quale è iscritto al momento della richiesta, a prescindere dal circondario, se diverso, in cui la prestazione è stata resa.A conforto di un tale orientamento soccorrono anche motivi di ordine logico, in quanto dovrà essere il Consiglio di appartenenza a valutare sulla base di un accurato esame degli atti processuali la ricorrenza dei diversi parametri determinanti aumento ovvero diminuzione del parametro medio stabilito dal D.M. 55/2014. Di contro nessuna argomentazione se non quella di sottrarsi all'organo funzionalmente e territorialmente competente milita in favore della tesi secondo la quale il criterio da adottarsi sarebbe quello relativo al luogo in cui la prestazione è stata resa.Per tutto quanto sopra detto, il parere di congruità ovvero la richiesta di parere di congruità va rilasciato/rivolto al COA presso cui il professionista è iscritto al momento della presentazione della medesima istanza. Naturalmente, nel caso nel quale il professionista dovesse presentare istanza di opinamento ad ordine diverso da quello al quale è iscritto, sarà compito dell'Ordine stabilire le modalità attraverso cui far pervenire all'Ordine territorialmente competente la richiesta di parere. Consiglio nazionale forense (rel. Morlino), Parere 17 luglio 2014, n. 46 Quesito n. 403, COA di Bologna...

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 art. 29
 art. 48
 art. 65
 art. 65