Source: http://handylex.org/gun/dossier_isee_disabilita_2015.shtml
Timestamp: 2017-03-23 08:13:45+00:00

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Inoltre significa ridefinire i campi di applicazione (a quali servizi prestazioni si applica) e decidere se, in taluni casi, anziché all’ISEE dell’intero nucleo ci si debba riferire alla sola situazione del singolo cittadino che richiedere prestazioni agevolate. Come già detto, la riforma dell’ISEE è stata fissata dalla Legge 214/2011 il cui l’articolo 5 citato fissa i seguenti principi ispiratori del successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri:
La norma originaria rimanda alla successiva approvazione di un regolamento avvenuta con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n. 159 (Regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell'Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE)”). È questo il riferimento normativo più rilevante poiché fissa nel dettaglio i nuovi criteri congruenti con la norma originaria.
Questo modello è stato approvato con Decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 7 novembre 2014 (Approvazione del modello tipo della Dichiarazione Sostitutiva Unica a fini ISEE, dell'attestazione, nonchè delle relative istruzioni per la compilazione ai sensi dell'articolo 10, comma 3, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n. 159.).
Entro la stessa data (17 dicembre 2014) è fissato l'obbligo per gli enti che disciplinano l’erogazione delle prestazioni sociali agevolate (Comuni, Università ecc.) l'emanazione degli atti anche normativi necessari all’erogazione stessa delle nuove prestazioni in conformità con le disposizioni del DPCM 159/2013. Questo significa che devono fissare le nuove soglie di accesso alle prestazioni sociali agevolate di loro competenza ed eventuali criteri aggiuntivi.
Una lunga vicenda di ricorsi e modifiche normative ha distinto la fase successiva dell'entrata in vigore del DPCM 159/2013.
A fronte di queste Sentenze vi è stato un intervento normativo con la legge 26 maggio 2016, n. 89 (art. 2 sexies) che ha modificato l'impianto di calcolo dell'ISEE per le persone con disabilità in attesa di una più complessiva riforma dello strumento.
non siano più computate nell'ISRE tutte le provvidenze assistenziali o previdenziali anche indennitarie che siano esenti da IRPEF; tale esclusione vale solo per le provvidenze assistenziali connesse alla disabilità;
INPS, con sue disposizioni, ha fornito indicazioni operative per l'applicazione dei nuovi criteri, rilasciando anche i nuovi modelli di dichiarazione e previsto il ricalcolo di tutte le dichiarazioni precedentemente emesse entro il 10 settembre 2016 (Circolare INPS 25/07/2016 n. 13) Come si calcola l’ISEE?
Nell'ISEE vigente le componenti “logiche” generali rimangono del tutto simili a quelle su cui era incardinato il precedente ISEE.
Come detto sopra, in seguito alle correlate Sentenze del Conisglio di Stato e alle conseguenti modifiche legislative, sono sstati esclusi dal computo dell'ISR i trattamenti assistenziali, previdenziali, indennitari erogati per la disabilità.
Come già detto, le più recenti modifiche legislative hanno abrogato le franchigie differenziate, oltre che minore o maggiore età, a seconda della gravità. Tuttavia l'indicazione rimane e viene richiesta nei vigenti moduli di dichiarazione per finalità statistiche e di monitoraggio, ma anche come fonte per eventuali successive programmazione di servizi o politiche in ambito nazionale o regionale.
Invalidi 67>99% (D.Lgs. 509/88)
Inabili totali (L. 118/71, artt. 2 e 12)
Minori di età con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età (L. 118/71, art. 2 - diritto all’indennità di frequenza)
Minori di età con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età e in cui ricorrano le condizioni di cui alla L. 449/1997, art. 8 o della L. 388/2000, art. 30
Minori di età con diritto all’indennità di accompagnamento ( L. 508/88, art. 1)
Ultrasessantacinquenni con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età, invalidi 67>99%(D. Lgs. 124/98, art. 5, comma 7)
Ultrasessantacinquenni con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età , inabili 100%(D.Lgs. 124/98, art. 5, comma 7)
Art 4 L.138/2001
Invalidi Civili con cofosi esclusi dalla fornitura protesica (DM 27/8/1999, n. 332)
Invalidi (L. 222/84, artt. 1 e 6 - D.Lgs. 503/92, art. 1, comma 8)
Inabili con diritto all’assegno per l’assistenza personale e continuativa (L. 222/84, art. 5)
Invalidi sul lavoro 50>79% (DPR 1124/65, art. 66 )Invalidi sul lavoro 35>59 % (D.Lgs 38/2000, art.13 – DM 12/7/2000 – L. 296/2006, art 1, comma 782)
Invalidi sul lavoro 80>100% (DPR 1124/65,art. 66)Invalidi sul lavoro >59% (D.Lgs 38/2000, art. 13 – DM 12/7/2000 - L. 296/2006, art 1, comma 782)
Inabili alle mansioni (L. 379/55, DPR 73/92 e DPR 171/2011)
Trattamenti di privilegio ordinari e di guerra
Invalidi con minorazioni globalmente ascritte alla terza ed alla seconda categoria Tab. A DPR 834/81 (71>80%)
Invalidi con minorazioni globalmente ascritte alla prima categoria Tab. A DPR 834/81 (81>100%)
Diversificazione dell’ISEE Dalla lettura del decreto si possono individuare quattro diverse modalità di applicazione dell’ISEE a seconda del tipo di prestazioni agevolate.
Un altro esempio: minorenne con autismo, convivente con madre e padre, e due fratelli; in questo caso il nucleo di riferimento sono i genitori e i due fratelli oltre al beneficiario (parametro 2,85) Nella sostanza non esiste più l’ISEE individuale (o estratto) come previsto – pur confusamente - dalla controversa normativa attuale.
Le nuove disposizioni tendono a favorire persone con disabilità gravi che vivono in famiglia e che, verosimilmente, non sono in grado di costituire un proprio nucleo familiare. Potrebbero al contrario essere svantaggiati, per le prestazioni agevolate socio-sanitarie - le persone con disabilità che abbiano costituito una propria famiglia. Attenzione: è il caso di ripetere che questa modalità di calcolo dell’ISEE si applica solo alle prestazioni sociosanitarie indicate sopra. Per altro genere di agevolazioni (esempio eventuali agevolazioni tariffarie o accesso ad altri servizi), ci si riferisce alla modalità classica di calcolo (quindi intero nucleo convivente, con la precisazione sui coniugi eventualmente non conviventi).
a) quando il genitore risulti coniugato con persona diversa dall’altro genitore;b) quando il genitore risulti avere figli con persona diversa dall’altro genitore;c) quando con provvedimento dell’autorità giudiziaria sia stato stabilito il versamento di assegni periodici destinato al mantenimento dei figli;d) quando sussiste esclusione dalla potestà sui figli o è stato adottato il provvedimento di allontanamento dalla residenza familiare;e) quando risulti accertato in sede giurisdizionale o dalla pubblica autorità competente in materia di servizi sociali la estraneità in termini di rapporti affettivi ed economici.
Questa disposizione è volta a forzare la partecipazione alla spesa in particolari situazioni familiari e relazionali che fino ad oggi sfuggivano da tali imposizioni. ISEE e prestazioni erogate in ambiente residenziale a ciclo continuativo
Anche in questo caso il decreto tenta di contenere eventuali abusi o distorsioni precisando in modo restrittivo a quale nucleo familiare si debba fare riferimento.Lo studente continua a far parte dello stesso nucleo dei genitori anche se vive presso una residenza diversa dal nucleo familiare d’origine (caso tipico in “fuori sede”) da meno di due anni. Su quali prestazioni economiche si applica l’ISEE
Vengono considerati i redditi di varia natura e tutte le prestazioni monetarie erogate dallo Stato o da enti pubblici con finalità assistenziale anche se sono esenti da tassazione. Sono escluse le prestazioni assistenziali o previdenziali erogate per disabilità. Viene poi sommato il 20% del patrimonio mobiliare o immobiliare. Sono previste alcune franchigie e detrazioni.La somma viene poi divisa per parametri diversi a seconda della composizione del nucleo familiare.
Legge 26 maggio 2016 n. 89 Decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, 7 novembre 2014

References: art. 2
 art. 8
 art. 30
 art. 1
 art. 5
 art. 5
 art. 1
 art. 5
 art. 66
 art.13
 art. 13