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Timestamp: 2017-07-22 20:35:47+00:00

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novembre | 2015 | Francesco Colaci's BLOG
iN VIGORE NUOVO ORARIO LAVORO PERSONALE SANITARIO
Dal 25 novembre 2015 è scattata l’entrata in vigore del nuovo orario per il personale sanitario che prevede il tetto massimo di 48 ore di lavoro settimanali e 1 1 ore consecutive di riposo.
Infatti, la disposizione della legge n. 161/2014 (Legge europea 2013-bis),art.14, (*)che abroga il comma 13 (**)dell’articolo 41 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e il comma 6-bis dell’articolo 17 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66(***), ossia quelle norme che escludono l’applicazione, per il personale delle aree dirigenziali degli enti ed aziende del Servizio sanitario nazionale, della disciplina generale relativa al riposo giornaliero e, per il solo personale del ruolo sanitario del SSN, di quella in materia di durata media massima dell’orario di lavoro settimanale.
Per far fronte a tale situazione il Governo starebbe pensando di inserire un emendamento alla legge di stabilità 2016, attualmente alla camera, che porterebbe all’assunzione di circa 3-4mila unità di personale e alla stabilizzazione dei precari. Il ministero della Salute starebbe definendo in l’emendamento.
(*)Art. 14 Disposizioni in materia di orario di lavoro del personale delle aree dirigenziali e del ruolo sanitario del Servizio sanitario nazionale. Procedura di infrazione n. 2011/4185. 1. Decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono abrogati il comma 13 dell’articolo 41 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e il comma 6-bis dell’articolo 17 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66. 2. Per fare fronte alle esigenze derivanti dalle disposizioni di cui al comma 1, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano garantiscono la continuita’ nell’erogazione dei servizi sanitari e l’ottimale funzionamento delle strutture, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, attraverso una piu’ efficiente allocazione delle risorse umane disponibili sulla base della legislazione vigente. A tal fine, entro il termine previsto dal comma 1, le medesime regioni e province autonome attuano appositi processi di riorganizzazione e razionalizzazione delle strutture e dei servizi dei propri enti sanitari nel rispetto delle disposizioni vigenti e tenendo anche conto di quanto disposto dall’articolo 15, comma 13, lettera c), del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135. 3. Nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 17 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, e successive modificazioni, al fine di garantire la continuita’ nell’erogazione dei livelli essenziali delle prestazioni, i contratti collettivi nazionali di lavoro del comparto sanita’ disciplinano le deroghe alle disposizioni in materia di riposo giornaliero del personale del Servizio sanitario nazionale preposto ai servizi relativi all’accettazione, al trattamento e alle cure, prevedendo altresi’ equivalenti periodi di riposo compensativo, immediatamente successivi al periodo di lavoro da compensare, ovvero, in casi eccezionali in cui la concessione di tali periodi equivalenti di riposo compensativo non sia possibile per ragioni oggettive, adeguate misure di protezione del personale stesso. Nelle more del rinnovo dei contratti collettivi vigenti, le disposizioni contrattuali in materia di durata settimanale dell’orario di lavoro e di riposo giornaliero, attuative dell’articolo 41, comma 13, del decreto- legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e dell’articolo 17, comma 6-bis, del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, cessano di avere applicazione a decorrere dalla data di abrogazione di cui al comma 1.
(**)Si riporta il testo del comma 13 dell’articolo 41 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 . ” Al personale delle aree dirigenziali degli Enti e delle Aziende del Servizio Sanitario Nazionale, in ragione della qualifica posseduta e delle necessita’ di conformare l’impegno di servizio al pieno esercizio della responsabilita’ propria dell’incarico dirigenziale affidato, non si applicano le disposizioni di cui agli articoli 4e 7 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66. La contrattazione collettiva definisce le modalita’ atte a garantire ai dirigenti condizioni di lavoro che consentano una protezione appropriata ed il pieno recupero delle energie psico-fisiche. 14. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogati gli articoli 4, comma 5, 12, comma 2, e l’articolo 18-bis, comma 5, del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66.”
(***). Si riporta testo dell’articolo 17 del citato decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, comma 6-bis dello stesso ‘ abrogato “decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge”:
“6 bis. Le disposizioni di cui all’articolo 7 non si applicano al personale del
ruolo sanitario del Servizio sanitario nazionale, peril quale si fa riferimento
alle vigenti disposizioni contrattuali in materia di orario di lavoro, nel rispetto
dei principi generali della protezione della sicurezza e della salute
EQUITALIA: RICHIESTA RATEAZIONE E FERMO AMMINISTRATIVO
Inutile chiedere a Equitalia la rateazione delle cartelle di pagamento solo per sbarazzarsi del fermo auto: oggi, nonostante l’accoglimento dell’istanza di pagamento dilazionato presentata dal contribuente, le ganasce fiscali restano lo stesso fino al pagamento dell’ultima rata.
Cosi’ dispongono il decreto legislativo n. 159/2015.di riforma della riscossione esattoriale e le istruzioni contenute nella circolare n.98/15 di riforma della riscossione esattoriale. inviata dalla capogruppo Equitalia Spa a tutte le strutture operative.
Se in passato, il cittadino che avesse ricevuto il fermo auto o l’ipoteca sulla casa poteva sbarazzarsi della misura cautelare presentando un’istanza di rateazione e pagando la prima rata, oggi non è più così.
Attualmente, infatti, l’istanza blocca solo i pignoramenti in corso e interdice quelli futuri (ma solo con il pagamento della prima rata), inoltre vieta che, un domani, Equitalia possa attuare fermi e ipoteche, ma questi ultimi, se già iscritti prima della domanda di dilazione, restano fino a estinzione totale del debito.
TAR LAZIO:AGENZIA ENTRATE DEVE CONSENTIRE ACCESSO ATTI
La decisione di cui al titolo ,favorevole al ricorrente e’ contenuta nella sottoriportata sentenza
Sentenza 16 novembre 2015, n. 12977
Presidente: Dongiovanni – Estensore: Blanda
Il ricorrente, in data 29 maggio 2015, ha ricevuto l’avviso di accertamento n. TK3016401286/2015 dell’Agenzia delle Entrate per l’anno 2010, sottoscritto dal dott. Giancarlo Di Fonzo.
L’istante, pertanto, ha presentato istanza di accesso agli atti alla medesima amministrazione al fine di conoscere se il dott. Giancarlo Di Fonzo, dipendente dell’Agenzia delle Entrate Direzione Provinciale I di Roma, che ha sottoscritto l’avviso di accertamento fosse “incaricato di funzioni dirigenziali” o rivestisse la qualifica di “Dirigente”.
Lo stesso dott. Di Fonzo, con la nota prot. n. 106701/2015 del 29 luglio 2015, ha negato l’accesso sul presupposto che l’istante non avrebbe un interesse diretto, attuale e concreto all’accesso perché la richiesta farebbe riferimento ad atti non impugnati entro il termine di decadenza o impugnati senza dedurre un vizio riconducibile alla legittima investitura del sottoscrittore o comunque a giudizi ormai definiti; che la richiesta di accesso farebbe riferimento alla recente sentenza della Corte costituzionale n. 37/2015, secondo cui la funzionalità delle Agenzie non è condizionata dalla validità degli incarichi dirigenziali previsti dalla disposizione censurata e che, infine, l’istanza di accesso si riferirebbe a documenti già noti, in quanto già notificati al destinatario degli stessi, per cui la richiesta avrebbe fini dilatori.
Avverso tale diniego ha, quindi, proposto ricorso l’interessato deducendo i seguenti motivi:
1) Violazione di legge; violazione e falsa applicazione dell’art. 6-bis della l. n. 241 del 1990 e s.m.i., dell’art. 7, comma 1, del d.P.R. 62/2013 e delle indicazioni contenute nell’Allegato 1 del Piano Nazionale Anticorruzione (PNA). Violazione e falsa applicazione dell’art. 97 Cost. e dei principi di buon andamento, imparzialità e trasparenza dell’azione amministrativa. Violazione e falsa applicazione dell’art. 6 CEDU sotto il profilo del giusto procedimento. Eccesso di potere per difetto dei presupposti, manifesta ingiustizia, sviamento dall’interesse pubblico e dalla funzione tipica dell’azione amministrativa.
Il diniego è stato adottato e sottoscritto dal dott. Giancarlo Di Fonzo, dipendente dell’Agenzia delle Entrate interessato alla richiesta di accesso agli atti di cui si controverte, in violazione delle norme in rubrica.
Atteso il conflitto di interessi del dott. Di Fonzo, egli si sarebbe dovuto astenere dalla rispondere alla richiesta di accesso;
2) Violazione e falsa applicazione degli artt. 3, 22, 23 e 24 della l. n. 241 del 1990 e s.m.i. Violazione e falsa applicazione degli artt. 24 e 97 Cost. e dei principi di buon andamento, imparzialità e trasparenza dell’azione amministrativa. Violazione e falsa applicazione dell’art. 6 CEDU sotto il profilo del giusto procedimento. Eccesso di potere per carenza, illogicità e contraddittorietà della motivazione, sviamento di potere, travisamento dei fatti e manifesta ingiustizia.
La motivazione del diniego sarebbe insufficiente, illogica e contraddittoria in quanto la richiesta di accesso agli atti della Pubblica Amministrazione può essere proposta anche sulla base di un interesse di contenuto, tale da non legittimare la proposizione del ricorso giurisdizionale, pertanto l’interesse a chiedere l’ostensione di documenti è autonomo rispetto a quelli che conducono, eventualmente, l’interessato, ad agire in giudizio per la tutela di determinate posizioni giuridiche.
La circostanza, quindi, che il ricorrente sarebbe decaduto dall’eventuale impugnazione non rileverebbe ai fini dell’interesse dell’istante all’accesso agli atti in questione.
Gli atti richiesti dal ricorrente non sarebbero già stati trasmessi allo stesso, in quanto egli avrebbe ricevuto dall’Agenzia delle Entrate solo l’avviso di accertamento, dal quale non si evincerebbe la posizione funzionale e la carriera del firmatario.
L’Agenzia delle Entrate si è costituita in giudizio per resistere al ricorso.
Alla camera di consiglio del 4 novembre 2015, dopo ampia discussione tra le parti, il ricorso è stato trattenuto in decisione.
In via preliminare occorre dare atto che nel corso della discussione la difesa dell’Agenzia delle Entrate ha rinunciato alla eccezione di inammissibilità del ricorso per vizio della notifica in quanto (secondo l’amministrazione) eseguita presso l’ufficio della Direzione Provinciale di Roma 1, invece che presso il domicilio del controinteressato.
Con istanza trasmessa all’agenzia delle entrate il ricorrente ha chiesto di accedere agli atti riguardanti la carriera del dott. Giancarlo Di Fonzo, dipendente dell’Agenzia delle Entrate Direzione Provinciale I di Roma, che ha sottoscritto l’avviso di accertamento indirizzato al ricorrente.
L’Agenzia delle Entrate con nota sottoscritta dallo stesso dott. Di Fonzo ha negato l’accesso con la seguente motivazione:
1) “Nella richiesta in oggetto viene fatto riferimento ad atti non impugnati entro il termine di decadenza o con giudizi ormai definiti o impugnati senza dedurre un vizio riconducibile alla legittima investitura del responsabile del provvedimento.
Ad avviso dell’Avvocatura Generale dello Stato, per tali atti non può porsi un problema di validità, perché, data la natura del processo tributario, si rendono definitivi tutti gli aspetti non contestati nel termine di 60 giorni dalla notifica dell’atto, introducendo il ricorso davanti alla Commissione Tributaria Provinciale.
Dunque, per la richiesta di accesso non esiste un correlato interesse diretto, attuale e concreto. richiesto dalla norma e ritenuto ineliminabile anche da un sentenza recente del Consiglio di Stato (sez. V, sentenza n. 556 del 5 febbraio 2014)”;
2) “la richiesta di accesso riguarda, inoltre, l’indicazione del responsabile del procedimento, facendo anche espresso riferimento alla recente sentenza della Corte costituzionale n. 37/2015.
Inoltre, nella sentenza citata, la Corte ha chiarito che “considerando le regole organizzative interne dell’Agenzia delle Entrate e la possibilità di ricorrere all’istituto della delega, anche a funzionari, per l’adozione di atti a competenza dirigenziale – come affermato dalla giurisprudenza tributaria di legittimità sulla provenienza dell’atto dall’ufficio e sulla sua idoneità ad esprimerne all’esterno la volontà (ex plurimis, Corte di cassazione, sezione tributaria civile, sentenze 9 gennaio 2014, n. 220; 10 luglio 2013, n. 17044; 10 agosto 2010, n. 18515; sezione sesta civile – T, 11 ottobre 25012, n. 17400) – la funzionalità delle Agenzie non è condizionata dalla validità degli incarichi dirigenziali previsti dalla disposizione censurata”.
Anche nel caso in cui il titolare alla sottoscrizione degli atti fosse un incaricato di funzioni dirigenziali, è ormai consolidato il principio secondo cui la dichiarazione di incostituzionalità di una disposizione legislativa che autorizza l’incarico si estende ai soli rapporti giuridici ancora pendenti. Pertanto, una eventuale richiesta di annullamento degli atti poteva essere richiesta soltanto in sede di impugnazione (60 giorni dalla notifica dell’atto impugnabile) e facendo espresso riferimento, tra i motivi del ricorso, all’illegittimità della sottoscrizione.
Quindi, non potendo essere mossa alcuna contestazione circa la validità degli atti richiamati, deve ritenersi carente il requisito della correlazione con un interesse diretto, attuale e concreto…”;
“In questo caso, tuttavia, la richiesta di accesso, proviene direttamente dal destinatario dell’atto e si riferisce, quindi, a documenti già noti, in quanto già notificati e/o trasmessi al destinatario degli effetti giuridici degli stessi. Pertanto. la richiesta di accedere a tali atti, non è diretta in alcun modo a realizzare il principio di trasparenza, configurandosi, piuttosto. come strumento diretto a realizzare meri fini dilatori”.
In relazione alle esposte ragioni del diniego si osserva che, secondo un ormai costante orientamento della giurisprudenza amministrativa, la richiesta di accesso agli atti della Pubblica Amministrazione può essere proposta anche sulla base di un interesse di contenuto tale da non legittimare la proposizione del ricorso giurisdizionale, dovendosi ribadire l’autonomia dell’interesse a chiedere l’ostensione di determinati documenti rispetto a quello che conduce, eventualmente, l’interessato, ad agire in giudizio per la tutela di determinate posizioni giuridiche.
La valutazione, da parte dell’amministrazione, circa la sussistenza di un interesse concreto, diretto e attuale all’accesso (che costituisce altresì requisito di ammissibilità della relativa azione) è limitata al solo giudizio estrinseco sull’esistenza di un legittimo bisogno di conoscenza in capo a chi richiede i documenti, purché esso non sia preordinato ad un controllo generalizzato ed indiscriminato sull’azione amministrativa, espressamente vietato dall’art. 24, comma 3, della l. n. 241/1990 (cfr. Consiglio di Stato, sez. V, 30 agosto 2013, n. 4321 e 12 febbraio 2013, n. 793).
La legittimazione all’accesso ai documenti amministrativi deve, quindi, ritenersi consentita a chiunque possa dimostrare che i provvedimenti che si chiede di visionare abbiano prodotto o siano idonei a determinare effetti diretti o indiretti anche nei suoi confronti. Pertanto il diritto di accesso può essere esercitato anche indipendentemente dall’esistenza di una lesione immediata della posizione giuridica del richiedente, essendo invece sufficiente un interesse personale e concreto, serio e non emulativo, a conoscere gli atti già posti in essere o a partecipare alla formazione di quelli successivi.
Nel caso in esame sussiste un interesse concreto e attuale all’accesso in capo al richiedente e non può nemmeno affermarsi che l’istanza in questione sia preordinata ad un controllo generalizzato sull’operato dell’Amministrazione; ciò in quanto il ricorrente, mediante l’esame della documentazione richiesta, si propone di verificare la correttezza del procedimento che ha condotto all’adozione dell’avviso di accertamento che rientra appieno nella nozione di “situazione giuridicamente tutelata” ai fini dell’accesso, ai sensi dell’art. 22 della l. n. 241/1990.
In senso contrario non vale l’eccezione dell’amministrazione secondo cui sarebbe ormai decorso del termine per impugnare gli atti di accertamento tributario innanzi alla competente Commissione Tributaria (punto 1 del diniego), atteso che l’interessato ha prospettato la possibilità che tali atti possano essere considerati nulli per mancata sottoscrizione da parte del dirigente, in virtù di quanto statuito dalla recente sentenza della Corte costituzionale n. 37/2015, che ha dichiarato l’illegittimità delle disposizioni che consentivano alle Agenzie fiscali di attribuire incarichi dirigenziali a propri funzionari.
Né rileva ai fini del diniego di accesso agli atti l’esistenza di un “atto di delega di firma del Direttore provinciale” (punto 2 della nota impugnata), in quanto deve comunque ritenersi sussistente un interesse del ricorrente a conoscere “il titolo in base al quale il sottoscrittore ha firmato” l’avviso di accertamento, al fine di verificare se lo stesso funzionario abbia agito quale “incaricato di funzioni dirigenziali” o in virtù della qualifica di “dirigente” conseguita a seguito di concorso pubblico.
Infine, quanto al punto 3 della motivazione del diniego di accesso, si osserva che l’istante chiede di prendere visione di documenti diversi rispetto a quelli già comunicati o notificati, dai quali non è possibile evincere la posizione funzionale e la qualifica del sottoscrittore dell’avviso di accertamento. Invero, da quest’ultimo si evince soltanto che il funzionario ha sottoscritto l’atto su delega del Direttore provinciale, senza alcuna ulteriore indicazione, per cui il diniego di accesso non può essere giustificato nemmeno da quanto espresso al menzionato punto 3 della nota impugnata.
Per le considerazioni che precedono, sussiste il diritto del ricorrente a prendere visione, anche mediante estrazione di copia, della documentazione richiesta con l’istanza del 3 luglio 2015.
L’estrazione di copia, da esercitarsi entro il termine di trenta giorni dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza ovvero dalla notifica se antecedente, è subordinata al rimborso dei costi di riproduzione, salve le disposizioni vigenti in materia di bollo.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto ordina all’Agenzia delle Entrate di rilasciare al ricorrente nel termine di cui in parte motiva, mediante estrazione di copia, la documentazione indicata nella istanza di accesso trasmessa all’Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale I di Roma – Ufficio Controlli, in data 3 luglio 2015.
Condanna l’amministrazione resistente al pagamento delle spese di giudizio in favore del ricorrente, che liquida in Euro 1000,00 (mille/00), comprensivi di IVA e CPA.
GARANTE PRIVACY:SPETTA DATORE LAVORO RIMUOVERE ACCOUNT EX DIPENDENTE
La email dell’ex dipendente va chiusa. Per evitare di perdere comunicazioni aziendali, il datore di lavoro dovrà informare i terzi della avvenuta chiusura dell’indirizzo, segnalando un account aziendale utile. Il Codice Privacy vieta, invece, di tenere aperto l’account con il nome del lavoratore cessato, e di disporre l’inoltro automatico dei messaggi alla casella di un altro dipendente in servizio. Lo precisa il Garante della Privacy con il provvedimento 450/2015. ,sotto evidenziato.
Trasforma contenuto in PDF – Garante per la protezione provvedimento 450/2015,
RAZIONALIZZAZIONE E SEMPLIFICAZIONE ADEMPIMENTI IMPRESE E CITTADINI
L’argomento di cui al titolo è disciplinato dal dec.legvo 14 settembre 2015, n. 151, vigente dal 24-9-2015 ,che riguarda molteplici aspetti ,che di seguito sono distintamente esaminati
1)MODIFICHE DISCIPLINA COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO INTRODOTTE DEC.LEG.VO 151/15
Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo, con uno o piu’ decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa in sede di Conferenza unificata ai sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definite linee guida in materia di collocamento mirato delle persone con disabilita’
c) Collocameto oìbbligatorio datori lavoro da 15 a 35 dipendenti
d)Assunzioni obbligatorie partiti politici , sindacati ed organizzazioni senza scopo di lucro Dall1.1.2017 i partiti politici, le organizzazioni sindacali e le organizzazioni che, senza scopo di lucro, operano nel campo della solidarietà sociale, dell’assistenza e della riabilitazione, devono coprire la quota di riserva sevìcon do la regola generale e non piu’ quando effettuano nuove assunzionila
f)) Sostituzione procedura esonero con autocertificazione Le aziende che occupano addetti impegnati in lavorazioni che comportano il pagamento di un tasso di premio ai fini INAIL pari o superiore al 60 per cento, la procedura di esonero prevista è sostituita da un’autocertificazione del datore di lavoro ,in cui si attesta che i lavoratori di cui sopra sono esclusi dalla base di computo e siono obbligate a versare al Fondo per il diritto al lavoro dei un contributo esonerativo pari a 30.64 euro per ogni giorno lavorativo per ciascun lavoratore con disabilita’ non occupato
g)Facolta’assunzione con richiesta nominativa o convenzione per datori di lavoro privati e gli enti pubblici economici A modifica della previsione dell’articolo 7 legge 68/99 1999, n. 68, si stabilisce che :
entro il termine di cui all’articolo 9, comma 1la richiesta di assunzione entro sessanta giorni dal momento in cui sono obbligati all’assunzione dei lavoratori disabili. ), gliuffici competenti avviano i lavoratori secondo l’ordine di graduatoria per la qualifica richiesta o altra specificamente concordata con il datore di lavoro sulla base delle qualifiche disponibili
4) Gli uffici possono procedere anche previa chiamata conavviso pubblico e con graduatoria limitata a coloro che aderisconoalla specifica occasione di lavoro. h ) Compensazione datori lavoro pubblici senza preventiva autorizzazione
In questo caso, pertanto, la compensazione territoriale andava preventivamente autorizzata secondo modalità che spettava al Dipartimento della funzione pubblica.individuare ,ma che non e’ mai intervenuta.
Per effetto dell’art.5 del dec.legvo 151/15 , il comma 8 ter dell ‘art.5 della legge n.68/99 assume un nuovo testo , che consente ai datori di lavoro pubblici ,senza bisogno della preventiva autorizzazione ,di assumere in una unita’ produttiva un numero di lavoratori aventidiritto al collocamento obbligatorio superiore a quello prescritto, portando le eccedenze a compenso del minor numero di lavoratori assunti in altre unita’produttive della medesima regione.,prescrivendo che datori di lavoro pubblici ,laddove si avvalgano di tale facolta’ , devono trasmettere in via telematica a ciascuno degli uffici competenti, il prospetto informativo di cui all’articolo 9, comma6. della legge 68/99
i) Modifica per l’iscrizione dei lavoratori aspiranti al collocameno obbligatorie Dal 24.9.2015, l’iscrizione nell’elenco degli aspiranti al collocamento avviene nella struttura nel cui ambito territoriale si trova la residenza dell’interessato,con facolta’ per il medesimo di iscriversi nel’elenco di altro servizio nel territorio dello stato ,previa cancellazione dall’elenco precedente l)Modifiche alla disciplina degli incentivi per l’assunzione delle persone invalide
Dall’1.1.2016 gli incentivi per il collocamente dei disabili di cui all’art.13 legge n.68/99 hanno la seguente regolamentazione:
1)) nella misura del 70 % della retribuzione mensile lorda
dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni ;
2) nella misura del 35 % della retribuzione mensile lorda
3). L’incentivo di cui al comma 1 e’ altresi’ concesso, nella
4)L’incentivo di cui ai commi 1 e 1-bis e’ corrisposto al
datore di lavoro mediante conguaglio nelle denunce contributive mensili.
5)La domanda per la fruizione dell’incentivo e’ trasmessa,
Esaurite le risorse,l’INPS non prende in considerazione ulteriori domande fornendo immediatacomunicazione anche attraverso il proprio sito internet istituzionale.
13) Soppressione Albo centralinisti telefonici non vedenti Detta soppressione e’ prevista dall’ art 12
Peraltro, il nuovo testo del comma 6 dell’art.7 dispone che:
1) .” I privi della vista abilitati . che risultano disoccupati, si iscrivono nell’apposito elenco tenuto dal servizio competente nel cui ambito territoriale sitrova la residenza dell’interessato. Il servizio verifica il possessodell’abilitazione e la condizione di privo della vista e rilasciaapposita certificazione. L’interessato puo’ comunque iscriversinell’elenco di un unico altro servizio nel territorio dello Stato. 2)I privi della vista iscritti in piu’ di un elenco, oltre a
l’iscrizione entro trentasei mesi dall’entrata in vigore della presente disposizione.
2)RAZIONALIZZAZIONE GESTIONE RAPORTI DI LAVOR
A) Deposito contratti collettivi aziendali o territoriali
I benefici contributivi o fiscali e le altre agevolazioni
modalita’, delle altre amministrazioni ed enti pubblici interessati.
B)Libro Unico del Lavoro
A decorrere dal 1° gennaio 2017, il libro unico del lavoro e’
tenuto, in modalita’ telematica, presso il Ministero del lavoro
Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,da emanare
entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del
la conservazione dei dati contenuti nel libro unico del lavoro .
c) Comunicazioni telematiche
Tutte le comunicazioni in materia di rapporti di lavoro,
previdenza sociale30 ottobre 2007, pubblicato nella Gazzetta
comunicazioni di cui al comma 1 e si procede all’aggiornamento dei
modelli esistenti, al fine di armonizzaree semplificare leinformazioni richieste.
d)Abrogazione autorizzazione al lavoro estero
L’articolo 1, comma 4 ,del decreto-legge 31 luglio 1987, n. 317, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 ottobre 1987, n. 398, e’ abrogato;
–3)Razionalizzazione e semplificazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro
a)Modificazioni al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81
1)Al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, sono apportate le
seguenti modificazioni:a) all’articolo 3,il comma 8 e’ sostituito dal seguente:
all’articolo 21. Sono comunque esclusi dall’applicazione delle
l’insegnamento privato supplementare e l’assistenza domiciliare ai bambini, agli anziani agli ammalati e ai disabili.»;
2.) Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali
conduzione dei generatori di vapore, i requisiti per l’ammissione
agli esami, le modalita’ di svolgimento delle prove e di rilascio e
rinnovo dei certificati. Con il medesimo decreto e’, altresi’,
determinata l’equipollenza dei certificati e dei titoli rilasciati
inbase alla normativa vigente.
b)Semplificazioni in materia di adempimenti formali concernenti gli infortunio
1)«Entro il 31 dicembre l’Istituto assicuratore rende
calcolo del premio assicurativo con modalita’ telematiche sul proprio
2)Qualunque medico presti la prima assistenza a un lavoratore
infortunato sul lavoro o affetto da malattia professionale e’
telematica all’Istituto assicuratore.
all’Istituto assicuratore, direttamente dal medico o dalla struttura
2) il terzo comma e’ sostituito dal seguente: «Il dato
re di lavorodeve fornire all’Istituto assicuratore tutte le notizie necessarie
per l’istruttoria delle denunce di cui al secondo comma.»;
3) il quarto comma e’ sostituito dal seguente: «La trasmissione per
via telematica del certificato di cui al secondo comma e’ effettuata
utilizzando i servizi telematici messi a disposizione dall’Istituto
telematicamente dall’istituto assicuratore ai soggetti obbligati a
effettuare la denuncia in modalita’ telematica, nel rispetto delle
a)Modifiche all’articolo 4 della legge 20 maggio 1970, n. 300 e
all’articolo 171 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 19
1)L’articolo 4 della legge 20 maggio 1970, n. 300 e’ sostituito
Gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti dai quali derivi
anche la possibilita’ di controllo a distanza dell’attivita’ dei
di imprese con unita’ produttive ubicate in diverse province della
stessa regione ovvero in piu’ regioni, tale accordo puo’ essere
stipulato dalle associazioni sindacali comparativamente piu’
installati previa autorizzazione della Direzione territ
oriale dellavoro o, in alternativa, nel caso di imprese con unita’ produttive
dislocate negli ambiti di competenza di piu’ Direzioni territoriali
La disposizione di cui al comma 1 non si applica agli strumenti
Le informazioni raccolte ai sensi dei commi 1 e 2 sono
modalita’ d’uso degli strumenti e di effettuazione dei controlli e
nel rispetto di quanto disposto dal decreto legislativo 30
giugno2003, n. 196.».
b))Cessione dei riposi e delle ferie
Fermi restando i diritti di cui al decreto legislativo 8 aprile
datore di lavoro, al fine di consentire a questi ultimi di a
ssisterei figli minori che per le particolari condizioni di salute
le modalita’ stabilite dai contratti collettivi stipulati dalle
associazioni sindacali comparativamente piu’ rappresentative sul
c)Esenzioni dalla reperibilita’
All’articolo 5, comma 13, del decreto-
463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983,
638, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Con il medesimo
decreto sono stabilite le esenzioni dalla reperibilita’ per i
d)Dimissioni volontarie e risoluzione consensuale
Al di fuori delle ipotesi di cui all’articolo 55, comma 4, del
con modalita’ telematiche su appositi moduli resi disponibili dal
http://www.lavoro.gov.it e trasmessi al datore di lavoro e alla Direzione
territoriale del lavoro competente con le modalita’ individuate con
Entro sette giorni dalla data di trasmissione del modulo di cui
al comma 1 il lavoratore ha la facolta’ di revocare le dimissioni e
la risoluzione consensuale con le medesime modalita’.
sociali,da emanare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del
lavoro e del lavoratore, le modalita’ di trasmissione nonche’ gli
La trasmissione dei moduli di cui al comma 1 puo’ avvenire anche
per il tramite dei patronati, delle organizzazioni sindacali nonche’
degli enti bilaterali e delle commissioni di certificazione
Salvo che il fattocostituisca reato, il datore di lavoro che
alteri i moduli di cui al comma 1 e’ punito con la sanzione
amministrativa da euro 5.000 ad euro 30.000. L’accertamento e
l’irrogazione della sanzione sono di competenza delle Direzioni
I commi da 1 a 4 non sono applicabili al lavoro domestico e nel
caso in cui le dimissioni o la risoluzione consensuale intervengononelle sedi di cui a
ll’articolo 2113, quarto comma, del codice civile
o avanti alle commissioni di certificazione
Le disposizioni di cui al presente articolo trovano applicazione
abrogati i commi da 17 a 23-bis dell’articolo 4 della legge 28 giugno
2012, n. 92
INPS:ISTRUZIONI CONGUAGLIO MANCATA PERQUAZIONE PENSIONI
Il debito fiscale generato in pensione dal bonus attribuito per il mancato riconoscimento della perequazione dal decreto legge 65/2015 (ai sensi della sentenza corte costituzionale n. 70/2015) verrà recuperato con trattenute sulla pensione a partire dal prossimo mese di marzo 2016.
Chi ha un debito superiore a 50 euro, riceverà nei prossimi giorni una specifica lettera dell’Inps. Lo spiega l’Inps nei messaggi sottostanti nel , in cui riepiloga le operazioni di ricostituzione e aggiornamento delle pensioni, effettuate sulla rata di dicembre 2015. Con la mensilità di novembre l’Inps ha rielaborato le pensioni in considerazione del bonus aggiuntivo erogato in virtù della sentenza della Corte costituzionale n. 70/2015. In quella sede, l’Inps ha posto in sospeso le pensioni che hanno generato un conguaglio a debito inferiore a 12 euro o a credito inferiore a 1 euro, rinviandone la gestione sulla rata di gennaio 2016, con i conguagli di perequazione che saranno generati dal rinnovo delle pensioni per l’anno 2016.
Sulla mensilità di dicembre, invece, l’Inps ha elaborato le posizioni residue, quelle per le quali il ricalcolo aveva generato un conguaglio a debito o a credito superiore, rispettivamente, a 12 o 1 euro. Per i debiti superiori a 12 euro è stato attivato il piano di recupero, con data d’inizio della trattenuta a marzo 2016. Inoltre, l’Inps ha predisposto l’invio della notifica al pensionato interessato per tutti i casi in cui a seguito delle operazioni sia risultato un importo effettivo da recuperare superiore a 50 euro. L’Inps, inoltre, ha provveduto alla ricostituzione centrale delle pensioni dei residenti in Italia a seguito della verifica dei redditi dell’anno 2013 (campagna REDITA2014).
Elargizioni. Il prossimo mese di dicembre l’Inps provvederà, inoltre, all’elargizione per l’anno 2015 dell’importo aggiuntivo di euro 154,94 (lire 300.000) e della seconda tranche della somma aggiuntiva per l’anno 2015 (c.d. quattordicesima – articolo 5, commi da 1 a 4, legge 3 agosto 2007, n. 127) – Tali importi, come di consueto, vengono corrisposti sulla mensilità di dicembre. Sulla mensilità di dicembre 2015 si è provveduto a disporre, unitamente balla pensione della gestione pubblica, il pagamento, per conto del MEF, dell’assegno sostitutivo dell’accompagnatore militare relativo all’anno 2015.
Invalidi. Come richiesto dalla legge n. 114/2014, inoltre, l’Inps ha sospeso tutte le prestazioni intestate a invalidi civili che non si sono presentati alla visita di revisione, a partire dal primo giorno del mese successivo alla data fissata per la visita. Nel caso di prestazioni trasformate in assegno sociale, sono state sospese le sole indennità. In particolare, la prestazione è stata azzerata dal mese di dicembre 2015 e il debito è stato calcolato dal primo giorno del mese successivo alla data fissata per la visita fino al 30 novembre 2015. Agli interessati è stato inviata la notifica con la motivazione «sospensione per assenza a visita di revisione legge 114/2014».
messaggio n. 7156/2015
messaggio 6682/2015
CONCORSO PUBBLICO ASSUNZIONE 350 MAGISTRATI
Il Ministero della Giustizia Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria del Personale e dei Servizi, ha indetto una selezione pubblica per 350 nuovi magistrati. Si tratta di un concorso per esami indetto con il Decreto Ministeriale del 22 ottobre 2015. Di seguito indicheremo i requisiti principali richiesti, le modalità di partecipazione ed i termini di scadenza per la presentazione della domanda di partecipazione
INPS:PRECISAZIONI CALCOLO DURATA NASPI
Con la sottostante circolare , l’Inps fornisce alcune precisazioni in merito al calcolo della durata dell’indennità NASpI.
circolare n. 194 del 27 novembre 2015,
MLPS: DECRETO ATTIVITA’ INFORMAZIONE,ISTRUTTORIA ED INVIO ISTANZE PATRONATI
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