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Timestamp: 2020-01-18 04:09:47+00:00

Document:
Trasporti - Impianti a fune: CCNL, 26 luglio 1994
Data firma: 26 luglio 1994
Validità: 01.05.1994 - 30.04.1998
Art. 26 - Disciplina aziendale. Art. 27 - Provvedimenti disciplinari.
Art. 28 - Preavviso di licenziamento e di dimissioni.
Art. 29 - Indennità di anzianità - T.F.R.
Tabella A - Retribuzione minima base.
Protocollo aggiuntivo sulla previdenza integrativa.
Accordo Nazionale 26 luglio 1994.
(Testo coordinato.)
Il contratto stesso non riguarda i lavoratori addetti a funivie portuali e funicolari terrestri o aeree, assimilate per atto di concessione alle ferrovie, cui si riferisce la legge 1 febbraio 1978 n. 30.
L'assunzione può essere effettuata a termine per far fronte alle esigenze stagionali dell'azienda nonché negli altri casi previsti dalle leggi vigenti,
Ferme restando le norme di legge in materia di orario di lavoro, con le relative deroghe ed eccezioni (art. 3 RDL 15 marzo 1923, n. 692, art. 6 RD 10 settembre 1923, n. 1955, RD 6 dicembre 1923, n. 2657), la durata normale contrattuale dell'orario medesimo è stabilita, con decorrenza dal 1° giugno 1981, in 40 ore settimanali, che possono essere distribuite anche in maniera non uniforme nei singoli giorni destinati al lavoro.
Tuttavia, l'orario di lavoro normale contrattuale può essere prolungato, per effettive esigenze di servizio durante il periodo di funzionamento degli impianti, fino a 54 ore settimanali; in tal caso le ore che superino il limite previsto come orario normale contrattuale saranno retribuite come ore supplementari con la maggiorazione del 20% della retribuzione ordinaria di cui al successivo art. 12 per le prime otto ore settimanali di supero e del 23% per quelle successive.
Nel corso della giornata lavorativa al personale deve essere assicurata una sosta di lavoro, non computata nell'orario, destinata al pasto, di durata non inferiore a un'ora e da fruirsi, se necessario, a turno nel periodo tra le 11 e le 15.
Per far fronte a obiettivi di produttività complessiva, anche attraverso il miglior utilizzo degli impianti e corrispondere positivamente alle variazioni di intensità dell'attività lavorativa, per le aziende che in determinati periodi dell'anno o dell'esercizio non sono nelle condizioni di poter utilizzare l'orario contrattuale normale di lavoro l'orario settimanale contrattuale normale (40 ore) può essere realizzato come media in un arco temporale annuo fino a un massimo - per il superamento dell'orario settimanale medesimo - di 160 ore per anno solare o per esercizio e con un minimo di 24 ore settimanali.
Per lo stesso periodo in cui viene utilizzato l'istituto della flessibilità non si può far ricorso al regime di cui al 2° comma del precedente art. 7 (lavoro supplementare).
Ricorrendo casi di particolare necessità, il giorno destinato al riposo settimanale può essere spostato dall'azienda nell'ambito dei sei giorni successivi, sentito il lavoratore interessato e corrispondendo, comunque, per il lavoro prestato nel giorno già destinato al riposo, la maggiorazione del 20% sulla retribuzione ordinaria.
Se, per ragioni assolutamente eccezionali, si rende in qualche caso impossibile la concessione del riposo settimanale, in tutto o in parte, al lavoratore che non ne ha usufruito compete, oltre l'ordinaria retribuzione, il pagamento delle ore prestate con la maggiorazione di lavoro festivo.
Le ferie devono essere godute entro l'anno di servizio cui si riferiscono e comunque non oltre il primo mese ad esso successivo; se per cause eccezionali si rendesse impossibile la concessione anche parziale delle ferie annuali, al lavoratore interessato deve essere corrisposto un indennizzo pari alla retribuzione ordinaria per i giorni di ferie non goduti.
I lavoratori sono tenuti a una scrupolosa osservanza degli obblighi previsti dagli artt. 2104 e 2105 del codice civile.
Al fine di adeguare gli assetti contrattuali al contenuto del Protocollo 23 luglio 1993 che si intende integralmente richiamato, si conviene che gli assetti contrattuali prevedono:
Le parti stipulanti, ferma restando l'autonomia dell'attività imprenditoriale e le rispettive distinte responsabilità degli imprenditori e delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori, tenuto conto delle caratteristiche e delle peculiarità del settore, nell'intento di favorire il consolidamento delle relazioni industriali, convengono di incontrarsi, di norma una volta all'anno, a livello nazionale e territoriale, per scambiarsi informazioni globali e aggregate sulle linee generali di andamento del settore e le sue problematiche, sullo stato e le prospettive dell'attività produttiva e dell'occupazione, tenendo conto anche delle realtà locali, sulla situazione dei flussi di finanziamento e degli stanziamenti.
A tal fine le parti stesse si propongono di costituire un Osservatorio Nazionale paritetico composto da 6 membri, di cui 3 designati dall'Anef, e 3 dalla Filt-Cgil e dai settori autoferrotranvieri della Fit-Cisl e della Uiltrasporti.
Tale Osservatorio, onde esprimere valutazioni e orientamenti finalizzati all'individuazione di soluzioni e iniziative atte a favorire lo sviluppo del settore funiviario nonché il superamento dei suoi punti di fragilità nella consapevolezza della sua interdipendenza con l'intero sistema del turismo montano, valuterà la possibilità di promuovere studi o indagini su temi di comune interesse definendo modalità e criteri di realizzazione.
In considerazione, inoltre, di quanto previsto dagli accordi interconfederali in materia di sviluppo della formazione e della importanza che una costante valorizzazione professionale delle risorse umane riveste, tale materia si pone come un'esigenza per fronteggiare efficacemente la sfida della concorrenza internazionale e costituisce un importante riferimento per le analisi e i lavori dell'osservatorio. I principali obiettivi che la formazione deve avere sono:
L'Osservatorio entrerà in funzione entro 6 mesi dalla stipula del presente contratto, formulerà le proprie valutazioni e orientamenti con maggioranza qualificata e le comunicherà alle parti stipulanti che, se del caso, interesseranno le istanze locali. In occasione della prima riunione, provvederà altresì alla regolamentazione e alla programmazione della propria attività.
I lavoratori in servizio presso aziende con più di 35 dipendenti, componenti l'Osservatorio Nazionale ovvero la Commissione per la pari opportunità, segnalati alle aziende per il tramite dell'Anef in misura non superiore ad una unità per ogni azienda, hanno diritto a fruire di 8 ore di permesso retribuito rispettivamente ogni trimestre ovvero ogni semestre per partecipare alle riunioni dei predetti organismi.
Il permesso dovrà essere richiesto con un preavviso di almeno una settimana e non potrà comportare la contemporanea assenza di lavoratori che godano dei permessi sindacali ai sensi del terzultimo comma dell'art. 26.
Ferme restando le disposizioni della legge 20 maggio 1970 n. 300 in quanto applicabili ai lavoratori che prestino servizio presso unità aziendali con meno di 16 dipendenti e queste non siano collegate con complessi produttivi, industriali o commerciali di più ampia dimensione, è riconosciuta la facoltà di nominare un delegato che li rappresenti nei confronti del datore di lavoro per questioni di specifica competenza aziendale.
Fermo restando le norme della legge n. 300/70 si conviene che nelle unità produttive che occupano fino a quindici dipendenti saranno concesse a ciascun dipendente otto ore annue retribuite per assemblee da tenersi fuori dell'orario di lavoro.
- ai sensi della legge 5 giugno 1990, n. 135, da lavoratori che risultino affetti da infezioni da HIV;
- ai sensi della legge 11 agosto 1991, n. 266, da lavoratori che partecipano ad organizzazioni di volontariato, iscritte nei registri prefettizi;
- ai sensi della legge 5 febbraio 1992 n. 104, da lavoratori che assistono parenti portatori di handicap in situazione di gravità.
Le parti, preso atto che nel Protocollo del 23 luglio 1993 è stata concordata l'istituzione di nuove rappresentanze sindacali aziendali denominate RSU, in luogo delle esistenti, e che con l'accordo confederale del 20 dicembre 1993 è stata configurata la disciplina di riferimento per la costituzione dei nuovi organismi, si impegnano a riprendere il negoziato, a partire dal mese di settembre 1994, per giungere a una definizione per il settore del relativo regolamento negoziale.
In tale occasione le parti si impegnano altresì alla sistemazione delle disposizioni del contratto nazionale, a parità di trattamento legislativo e contrattuale nonché a parità di costi per l'azienda.

References: Art. 26
 Art. 27

Art. 28

Art. 29
 art. 6
 art. 12
 art. 7