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Timestamp: 2020-07-05 11:19:38+00:00

Document:
Roncade, 11.11.1944
Località Roncade, Roncade, Treviso, Veneto
Descrizione: Roncade, sede di un distaccamento della XX BN e luogo d’incontro tra i partigiani della provincia di Treviso e di Venezia, fu un paese attorno al quale la lotta tra resistenti e fascisti fu molto intensa, causando numerosi caduti da entrambe le parti in un susseguirsi di rastrellamenti, torture, attentati e rappresaglie che si protrasse fino agli ultimi giorni del conflitto.
In quel contesto il 25 ottobre 1944 tre repubblicani (maggiore BN Carrer Giuseppe, maggiore dell’esercito Nascimben Tullio, maresciallo della Questura Tarascio Pasquale) incapparono in un posto di blocco partigiano a Cendon di Silea e, dopo un sommario processo, furono passati per le armi.
Il 9 novembre i tre corpi furono rinvenuti (il maggiore BN Carrer era stato interrato in piedi con il busto che sporgeva dalla fossa e con il braccio destro sostenuto da un bastone nella posizione del saluto romano).
La rabbia degli squadristi fu incontenibile e l’11 novembre, al termine delle esequie dell’ufficiale, tre partigiani prelevati dalle celle del Collegio Pio X di Treviso (divenuto caserma della BN), furono portati a Roncade per essere fucilati, anche se nulla avevano a che vedere con l’accaduto.
La popolazione ricevette l’ordine di rinchiudersi in casa, e nella via centrale, in cui si muovevano solo militi desiderosi di vendetta, furono disposti tre plotoni di esecuzione a qualche centinaio di metri uno dall’altro. Verso le ore 14 Canella, Martini e Rusalen, con i volti tumefatti dalle sevizie subite a Treviso dai componenti dell’UPI, giunsero a bordo di un camion e furono fatti scendere uno alla volta: mentre il primo veniva passato per le armi, il secondo fu condotto davanti al successivo plotone di esecuzione, e così via.
Estremi e note penali: CAS di Treviso, sentenza n.56/45 dell’8.8.1945 - R.G. 76/45 - R.G.P.M. 447/45, a carico di Bellio Guido.
Bellio Guido fu condannato a morte dalla CAS di Treviso (8.8.1945), tuttavia la Cassazione annullò la sentenza di primo grado e il suo processo fu rifatto a Perugia; presto tornò libero.
Brazzoduro Paolo, responsabile di torture e omicidi commessi soprattutto nell’ambito dell’UPI, fu condannato all’ergastolo dalla CAS Sezione Speciale di Udine (dicembre 1946), commutato in 30 anni di reclusione; con decisione 23.06.1948 la Cassazione annullò senza rinvio la sentenza di primo grado nei suoi confronti, perché estinto il reato per amnistia, e ne ordinò la scarcerazione.
Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-01-05 15:33:48
1.	Canella Francesco, classe 1917, di Treviso, cementista, Brigata ‘Paoli”;
2.	Martini Enrico, classe 1906, di Treviso, operaio, Brigata ‘Paoli’ ;
3.	Rusalen Ugo, classe 1922, di Motta di Livenza, contadino, Brigata ‘Furlan’.
Note responsabile Classe 1915, di Pasiano di Pordenone, colonnello e comandante militare della XX BN di Treviso. Bellio, Brazzoduro e Cappellin nel dopoguerra furono condannati a morte: il primo dalla CAS di Treviso e gli altri due dalla CAS di Udine. Le sentenze non furono mai eseguite.
Note procedimento CAS di Udine, sentenza n. 125/46 del 17.12.1946, RG 80/46, RGPM 4-17-12/1946 a carico di Valent Alfredo (Federale di TV), Brazzoduro Paolo (responsabile UPI della XX BN) e altri.
Giovanni Giomo
Cognome Giomo
Guido Bellio
Cognome Bellio
Note responsabile Milite, classe 1896, di Treviso, distaccamento BN di Roncade. Molti furono coloro che a vario titolo presero parte all’uccisione dei tre partigiani. Tra essi si distinse tuttavia Bellio Guido che fece in modo di partecipare all’esecuzione di Martini e a quella di Canella. Fascista della prima ora, squadrista manganellatore, Marcia su Roma, Fascia Littoria, ritenuto responsabile di diversi omicidi, Bellio a fine guerra fu scovato dai partigiani mentre si nascondeva nel recinto dei maiali in un casolare di campagna ed evitò per un soffio il linciaggio.
Note procedimento CAS di Treviso, sentenza n.56/45 dell’8.8.1945 - R.G. 76/45 - R.G.P.M. 447/45, a carico di Bellio Guido. Bellio fu condannato a morte dalla CAS di Treviso (8.8.1945), tuttavia la Cassazione annullò la sentenza di primo grado e il suo processo fu rifatto a Perugia; presto tornò libero.
Note procedimento CAS di Treviso, sentenza n.56/45 dell’8.8.1945 - R.G. 76/45 - R.G.P.M. 447/45, a carico di Bellio Guido. CAS di Udine, sentenza n. 125 del 17 dicembre 1946 a carico di ufficiali e militi della XX Brigata Nera di Treviso. Brazzoduro Paolo, responsabile di torture e omicidi commessi soprattutto nell’ambito dell’UPI, fu condannato all’ergastolo dalla CAS Sezione Speciale di Udine (dicembre 1946), commutato in 30 anni di reclusione; con decisione 23.06.1948 la Cassazione annullò senza rinvio la sentenza di primo grado nei suoi confronti, perché estinto il reato per amnistia, e ne ordinò la scarcerazione.
Descrizione: Rusalen Ugo fu insignito di medaglia d’argento al valor militare.
Federico Maistrello, Partigiani e nazifascisti nell’Opitergino, Cierre, Verona, 2001, pp. 86-88;
Federico Maistrello, XX Brigata Nera - attività squadrista in Treviso e provincia (luglio 1944/ aprile 1945), Istresco, Treviso, 2006, pp. 141-145;
Elio Fregonese, I caduti trevigiani nella guerra di Liberazione 1943-1945, Istresco, Treviso, 1993, pp. 53, 119, 157.
CAS di Treviso, sentenza n. 56/45 in data 08.08.1945, RG 76/45, RGPM 447/45 a carico di Bellio Guido;
CAS di Treviso, sentenza n. 19/45 del 4.7.1945, RG 26/45, RGPM 223-224-409/45, a carico di Brevinelli Giorgio; (‘Lince’), Gerardi Emanuele (‘Barba’) e Simonetti Egidio (‘Nina’), militi della XX BN di Treviso;
CAS di Udine, sentenza n. 125/46 del 17.12.1946, RG 80/46, RGPM 4-17-12/1946 a carico di Valent Alfredo (Federale di TV), Brazzoduro Paolo (responsabile UPI della XX BN) e altri.

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