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Timestamp: 2019-02-17 22:13:32+00:00

Document:
Prot. n. 300/A/3971/11/109/16
Oggetto: Contestazione della violazione dell’ articolo 126-bis del Codice della strada in pendenza di ricorso, giurisdizionale o amministrativo, avverso la violazione principale
È stato segnalato che gli Uffici di Polizia adottano una prassi operativa molto difforme nell'applicazione delle disposizioni di cui all' articolo 126-bis, comma 2, del Codice della strada, in pendenza di ricorso giurisdizionale o amministrativo.
Se la violazione non è stata contestata nell’immediatezza del fatto, i dati del conducente debbono essere comunicati all'organo accertatore a cura del proprietario del veicolo o di altro obbligato in solido ai sensi dell' articolo 196 del Codice della strada, entro sessanta giorni dalla notifica del verbale di contestazione.
Sulla corretta interpretazione dell'obbligo di comunicazione dei dati in relazione alla definizione della contestazione, si sono pronunciati sia la Corte di Cassazione [1] che la Corte Costituzionale [2] quantunque con diversi orientamenti.
Qualora, invece, il ricorso non contenga le generalità del soggetto che si trovava alla guida del veicolo al momento della violazione, si ritiene che la presentazione del gravame costituisca, come già detto, giustificato e documentato motivo dell'omissione dei dati richiesti e non consenta di applicare le sanzioni del richiamato art. 126-bis del Codice della strada, poiché il destinatario dell'invito non può ritenersi obbligato a fornire i dati personali e della patente del conducente prima della definizione dei procedimenti giurisdizionali o amministrativi [3].
Al fine di ovviare a tale ultimo adempimento si potrà inserire nel corpo del verbale, per le violazioni per le quali è prevista la decurtazione dei punti, la seguente dicitura: «L'obbligo di comunicazione dei dati del conducente entro sessanta giorni, ai sensi dell' articolo 126-bis, comma 2, del Codice della strada, in caso di ricorso avverso il presente verbale, decorre dalla data di notifica del provvedimento con cui si sono conclusi i rimedi giurisdizionali o amministrativi previsti dalla legge».
Giova, infine, precisare che il ritardo nella comunicazione dei dati personali e della patente di guida del conducente, ossia oltre il 60° giorno dalla contestazione e/o notifica dell'invito, equivale ad omessa comunicazione ed è quindi sanzionabile ai sensi dell' articolo 126-bis, comma 2, del Codice della strada.
[1] Cfr. Cassazione Civile n. 22881/2010; n. 11811/2010; n. 17348/2007.
[2] Cfr. Corte Cost. n. 27/2005.
[3] La Corte Costituzionale con sentenza n. 27/2005 si è così espressa: «In nessun caso, quindi, il proprietario è tenuto a rivelare i dati personali e della patente del conducente prima della definizione dei procedimenti giurisdizionali o amministrativi»; contra Cassazione, sentenza n. 17348/2007: «... ai fini della punibilità dell’illecito di omessa comunicazione dei dati del conducente è del tutto ininfluente la pendenza del giudizio in ordine alla legittimità dell’accertamento e della contestazione della violazione».

References: articolo 126
 articolo 126
 articolo 196
 art. 126
 articolo 126
 articolo 126
 sentenza 
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