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Timestamp: 2020-08-10 15:45:49+00:00

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Newsletter -13 novembre 2014
Rassegna stampa Asmel – Speciale Contratti e Appalti n.79 del 13/11/2014
LEGGE 164/2014 SBLOCCA-ITALIA: SEMPRE ATTIVO IL SUPPORTO PER LA REDAZIONE DEL PIANO DI RICOGNIZIONE
Pubblicata sulla Gazzetta ufficiale la legge 11 novembre 2014, n. 164 di conversione con modificazioni del decreto legge “Sblocca Italia”. Come noto l’articolo 9 del DL n. 133 rubricato “Interventi di estrema urgenza in materia di vincolo idrogeologico, di normativa antisismica e di messa in sicurezza degli edifici scolastici e dell'Alta formazione artistica, musicale e coreutica - AFAM” ha ampliato la casistica della “estrema urgenza” rinviando ad apposita ricognizione da parte dell'Ente interessato che certifichi come indifferibili gli interventi funzionali alla messa in sicurezza degli edifici scolastici, alla mitigazione dei rischi idraulici e geomorfologici del territorio, all'adeguamento alla normativa antisismica ed alla tutela ambientale e del patrimonio culturale. Per gli Enti aderenti ad ASMEL che non lo abbiano ancora richiesto, è possibile avvalersi del SERVIZIO GRATUITO di affiancamento e supporto tecnico-legale per la predisposizione del Piano di Ricognizione. Per richiedere l’attivazione del servizio compilare la Scheda Opere di estrema urgenza.
AVVIATA FORMAZIONE ON LINE OBBLIGATORIA SU ANTICORRUZIONE PER I SOCI ASMEL
Per i Comuni associati che devono ancora erogare la formazione obbligatoria per il 2014 in tema di anticorruzioneai sensi della Legge n. 190/2012 il Corso gratuito on line sviluppato da ASMEL in collaborazione con l’Università Link Campus di Roma. I moduli online rappresentano uno strumento rispondente alle esigenze concrete degli enti locali e, attraverso l'accesso online, sono fruibili da ciascun dipendente secondo le proprie esigenze personali e organizzative. Accedendo all'Area riservata con le credenziali fornite è possibile scaricare le "Risorse Didattiche" e sviluppare on line le relative esercitazioni. Per info scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
WHITE LISTS E CONTROLLI ANTIMAFIA: COME OPERARE NEL PERIODO TRANSITORIO
L’art. 29 del DL n. 90/2014, convertito in legge n. 114/2014, ha sostituito il comma 52, dell’art. 1, della legge n. 190, modificando la disciplina relativa alle modalità di verifica sulle imprese che svolgono attività nei settori a maggior rischio di infiltrazione mafiosa per la stipulazione di contratti di appalto e per l'autorizzazione di subappalti relativi a detti settori. Dal 25 giugno 2014, ma con un periodo transitorio di un anno, le stazioni appaltanti, in luogo dell’acquisizione della comunicazione o dell’informazione antimafia, devono, infatti, avvalersi di appositi elenchi (white lists), istituiti presso ogni Prefettura, ai quali le imprese hanno l’obbligo di iscrizione. Le attività maggiormente esposte a rischio di infiltrazione mafiosa sono quelle individuate dall’art. 1, comma 53, della legge n. 190, del 2012: a) trasporto di materiali a discarica per conto di terzi; b) trasporto, anche transfrontaliero, e smaltimento di rifiuti per conto di terzi; c) estrazione, fornitura e trasporto di terra e materiali inerti; d) confezionamento, fornitura e trasporto di calcestruzzo e di bitume; e) noli a freddo di macchinari; f) fornitura di ferro lavorato; g) noli a caldo; h) autotrasporti per conto di terzi; i) guardiania dei cantieri. Di seguito l’utile Circolare emanata dal Consorzio dei Comuni Trentini del 4 novembre 2014 che sintetizza efficacemente le maggiori novità introdotte. Qui la circolare.
VIA LIBERA AL PROGETTISTA: DAL 25 NOVEMBRE IN VIGORE LE NUOVE REGOLE
Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 261 del 10 novembre 2014 la legge n. 161 del 30 ottobre 2014 recante “Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2013-bis”. Il provvedimento entrerà in vigore il prossimo 25 novembre. Tra le modifiche più significative apportate al Codice degli Appalti (D.Lgs. n. 163/2006) la modifica all’art. 90 comma 8 e l’aggiunta del comma 8-bis che hanno introdotto la possibilità per il progettista di partecipare alla gara per la realizzazione dell’opera; la sostituzione del comma 6 dell’art. 49 in tema di Avvalimento, con la possibilità di utilizzazione di più imprese ausiliarie. Infine la legge all’art. 24 fornisce importanti chiarimenti sui dubbi interpretativi in merito ai ritardi dei pagamenti della PA nel settore degli Appalti. Qui la legge 30 ottobre 2014 n. 161.
MANCA LA POLIZZA? SE È GIÀ STIPULATA SI PUÒ CONSEGNARE IN RITARDO
TAR LAZIO– Il Tar Lazio, Roma, Sez. III quater con sentenza n. 11141 del 6 novembre 2014, ha dichiarato sanabile l’assenza della polizza relativa alla cauzione provvisoria se la stessa, sebbene non prodotta, era stata comunque già stipulata al momento della presentazione dell’offerta. Nel caso in esame la ditta aveva inserito nel plico contenente l’offerta una polizza fideiussoria relativa ad una gara indetta da un’altra PA, tuttavia tale errore sostanziale è da considerarsi scusabile «nel caso in cui a) la presentazione della cauzione corretta, in sostituzione di quella erroneamente prodotta, sia avvenuta in pochissime ore dalla richiesta della stazione appaltante (a dimostrazione che la società era già in possesso della cauzione); b) la cauzione relativa alla gara nel corso della quale è stato adottato il provvedimento di esclusione sia stata rilasciata (dalla medesima compagnia di assicurazioni che aveva rilasciato la fideiussione per l’altra gara) da diverso tempo prima della scadenza del termine per presentare le offerte». Qui la sentenza del Tar Lazio, sez. III quater, n. 11141/2014.
GARA TELEMATICA: LA COMMISSIONE PUÒ VERIFICARE LE OFFERTE ON LINE PRIMA DELLA SEDUTA
CONSIGLIO DI STATO. Nel caso di gara con procedura telematica può trovare applicazione il principio desumibile dal comma 7 dell’articolo 85 del codice dei contratti pubblici che ammette l’apertura delle buste in seduta riservata. Il Consiglio di Stato, Sez. V , con sentenza n. 5377 del 29 ottobre 2014 ha precisato che «La gara telematica, infatti, oltre a fornire certezza in ordine all’identità del concorrente dotato anche di specifiche password personali ed utilizzabili ai fini della presentazione delle proposte e ad assicurare l’immodificabilità delle offerte, consente di tracciare qualsivoglia apertura dei file recanti i documenti di gara.» Pertanto, applicando il principio dell’art.85, comma 7 del D.Lgs. n. 163/2006 è consentito alla Stazione Appaltante procedere ad una verifica delle offerte pervenute accedendo alla piattaforma senza che sia necessaria una seduta ad evidenza pubblica in quanto il contenuto dei plichi telematici non è modificabile e la piattaforma documenta tutti gli accessi e le operazioni espletate. Qui la sentenza del CdS, sez. V, n. 5377/2014.
SI ALL’AVVALIMENTO PER L’IMPIANTO DI SMALTIMENTO
TAR LOMBARDIA. L’istituto dell’avvalimento è riconosciuto anche in relazione all’autorizzazione dell’impianto di smaltimento, dato che l’autorizzazione di cui all’art. 208 del D.lgs. 152/2006 fa riferimento non tanto al soggetto richiedente, quanto alle caratteristiche oggettive dell’impianto (progetto, impatto sul territorio, caratteristiche tecniche). Il giudice ha dichiarato che, nel caso specifico, il possesso dell’autorizzazione in questione non può essere assimilato ai requisiti che attengono a “profili personali”, di cui agli artt. 38 e 39 del Codice degli Appalti. Nell’esecuzione dell’appalto, infatti, va valutata l’effettiva disponibilità in capo all’impresa concorrente di un idoneo sito di conferimento, del quale la stessa può disporre anche non direttamente ma in virtù di un contratto di avvalimento. Qui la Sentenza del Tar Lombardia, Milano, Sez, III, n. 2626 del 3 novembre 2014.
ANTIMAFIA: NESSUNA REVOCA, L’IMPRESA INTERDETTA PUÒ PROSEGUIRE IL SERVIZIO
TAR CAMPANIA. È legittima la decisione di una Pa, che pur avendo preso atto dell’informativa interdittiva antimafia a carico dell’impresa aggiudicataria, non ha revocato il servizio (nella specie si è trattato di un servizio di trasporto pubblico locale) in corso di svolgimento. Il Tribunale campano ha, infatti, dichiarato che l’Amministrazione non ha fatto altro che applicare il comma 3 dell’art. 94 del d.l.vo n.159 del 2011, che consente di non procedere alla revoca delle concessioni o al recesso dai contratti per forniture di beni e servizi con soggetti colpiti da interdittiva antimafia, qualora tali soggetti non siano sostituibili in tempi rapidi e la cui fornitura o il servizio siano essenziali per il perseguimento dell’interesse pubblico. L’interruzione del servizio di trasporto pubblico locale svolto all’aggiudicataria, a parere del giudice amministrativo, avrebbe determinato un sicuro pregiudizio per l’interesse pubblico gestito dalla contro interessata a titolo provvisorio ed in regime di proroga, non essendo possibile sostituire immediatamente la concessionaria del servizio pubblico neanche per il tempo strettamente necessario all’espletamento della gara definitiva. In tal caso, quindi, non viene ad essere applicato l’art. 94 del d.l.vo n.159 del 2011 e l’art. 140 del Codice degli Appalti, secondo cui deve essere consentita la sostituzione immediata dell’impresa interdetta con la ditta secondo classificata nella procedura, nelle more dell’espletamento di una gara pubblica. L’applicazione dell’art. 140 del Codice degli Appalti essendo relativa a contratti di lavori pubblici non è applicabile ai contratti di forniture e di prestazione di servizi. Qui la Sentenza del Tar Campania, Napoli, n. 5692 del 5 novembre 2014.
DURC IRREGOLARE: NESSUNA DISCREZIONALITÀ PER LA STAZIONE APPALTANTE
TAR CALABRIA. È legittima l'esclusione di una ditta da una gara di appalto per difetto del requisito della regolarità contributiva se dal D.U.R.C. è risultato che la ditta interessata non era in regola con il versamento dei contributi per debiti, sebbene lo stesso documento non indichi esattamente la quantificazione dell'inadempienza contributiva. Il giudice amministrativo, pronunciandosi su una gara indetta anteriormente all'entrata in vigore dell'art. 39, comma 1 e 2 della legge 114/2014, ha dichiarato che in tema di irregolarità contributiva, la nozione di "violazione grave" non è rimessa alla valutazione caso per caso della Stazione Appaltante, ma si desume dalla disciplina previdenziale, e in particolare dal documento unico di regolarità contributiva. Consegue che l'inadempimento contributivo rilevato come grave dall'Istituto previdenziale, sebbene non specificasse la quantificazione dell'inadempienza, rileva ex se la gravità, per cui non è necessario un ulteriore apprezzamento in ordine a siffatta infrazione da parte da parte della Stazione appaltante. Qui la Sentenza del Tar Calabria, Reggio Calabria, n. 651 dell’ 8 novembre 2014.
ANAC-AGENAS: INTESA PER LA TRASPARENZA NEGLI APPALTI DELLE AZIENDE SANITARIE
L’Autorità Nazionale Anticorruzione e l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali hanno siglato un accordo Al fine di riuscire a garantire processi aziendali corretti ed efficienti, con un necessario riferimento al raggiungimento degli obiettivi di trasparenza e legalità. Le due strutture si impegneranno sinergicamente allo sviluppo di modelli integrati di controllo interno per la gestione dei rischi collegati al governo delle aziende sanitarie. Qui il Protocollo di Intesasiglato il 5 novembre 2014.
“GUIDA ACCREDIA” PER LE RICHIESTE DI CERTIFICAZIONE NEI BANDI DI GARA
È stata predisposta da Accredia, l’Ente Italiano di accreditamento una guida pratica per supportare le stazioni appaltanti nell'uso corretto del riferimento alle norme di accreditamento e certificazione nelle procedure ad evidenza pubblica. La nuova edizione delle Linee Guida "I riferimenti all'accreditamento e alla certificazione nelle richieste di offerta e nei bandi di gara" è stata redatta con la collaborazione tecnica di CONSIP S.p.A. - Centrale acquisti del Ministero del Tesoro. Qui le Linee guida.
SOCCORSO ISTRUTTORIO: PREVALE SEMPRE LA PARITÀ DI TRATTAMENTO
La Corte di Giustizia europea (Causa C-42/13) si è pronunciata in merito alla legittimità dell’esclusione di una ditta atteso che, prima dell’entrata in vigore del novellato art. 38, comma 2-bis, l’assenza di una dichiarazione essenziale era stata regolarizzata mediante soccorso istruttorio. Un’estensione del soccorso istruttorio prima dell’entrata in vigore del Decreto su decisione discrezionale della Commissione di Gara sarebbe, invece, un comportamento lesivo del principio comunitario di parità di trattamento e dell'obbligo di trasparenza. Pertanto prima dell’entrata in vigore del DL 66/2014 tali principi «non osta(va)no all'esclusione di un operatore economico da una procedura di aggiudicazione, in base alla motivazione che tale operatore non ha rispettato l'obbligo, previsto dai documenti dell'appalto, di allegare alla propria offerta, sotto pena di esclusione, una dichiarazione ai sensi della quale la persona indicata in tale offerta come suo direttore tecnico non è oggetto di procedimenti o di condanne penali, anche qualora, a una data successiva alla scadenza del termine stabilito per il deposito delle offerte, una siffatta dichiarazione sia stata comunicata all'amministrazione aggiudicatrice o sia dimostrato che la qualità di direttore tecnico è stata erroneamente attribuita a tale persona.» Dopo l’entrata in vigore del Decreto, mutatis mutandis, l’ammissibilità del soccorso istruttorio a tutti gli elementi essenziali per tutti i concorrenti conferma l’applicazione generale del principio di parità di trattamento sebbene con effetti sostanzialmente diversi nell’economia di gara. E’ questo il discrimine che ha promosso la Centrale di Committenza ASMECOMM in tutte le procedure bandite dagli Enti aderenti a ridosso del 24 giugno 2014 e/o del 19 agosto 2014, rispettivamente entrata in vigore del Decreto e della legge di conversione. No al nuovo soccorso istruttorio prima, sì dopo tali date, secondo l’ambito individuato in prima versione (24 giugno) ovvero a seguito della conversione in legge n. 114/2014.
DIPENDENTE PUBBLICO “DIMENTICA” DI ANDARE A LAVORARE: LICENZIATO!
CONSIGLIO DI STATO. Il Consiglio di Stato, Sez. III, con sentenza n. 5311 del 27 ottobre 2014 ha ritenuto legittimo il provvedimento con il quale un Azienda Sanitaria Locale ha disposto il licenziamento automatico di un dipendente che, assentatosi per 15 giorni, sebbene diffidato a rientrare in servizio non ha ottemperato né opposto ulteriori certificazioni giustificative del protrarsi dell’assenza. «In tal caso, infatti, il provvedimento di decadenza consiste in un atto vincolato collegato all’accertamento dell’esistenza della mera situazione di fatto dell’assenza dal servizio dell’impiegato per un periodo di tempo superiore a quindici giorni non autorizzata dall’Amministrazione e accompagnata dal rilevabile chiaro intento di abbandono dal servizio, senza che siano possibili tardive giustificazioni del ritardo nella dovuta prestazione della propria opera.». Qui la Sentenza del Consiglio di Stato, Sez. III, n. 5311/2014.
SEGRETERIA IN FORMA ASSOCIATA: A CIASCUNO IL SUO VICE
TAR LOMBARDIA - Nell’ipotesi di svolgimento in forma associata del servizio di Segreteria comunale «la scelta se prevedere o meno un vicesegretario per coadiuvare il segretario e sostituirlo nei casi di vacanza, assenza o impedimento, è rimessa all’autonomia regolamentare del singolo Ente, ai sensi dell’art. 97, comma 5, del D.lgs. n. 267 del 2000; con la conseguenza che, in virtù di tale autonomia, e, in assenza di previsioni normative espresse di segno contrario, i Comuni restano liberi di decidere non solo se individuare o meno la figura del vicesegretario, ma anche, in caso affermativo, se attribuirne le funzioni ad un unico soggetto per entrambi, oppure a soggetti diversi, in possesso dei necessari requisiti.» A stabilire tale principio è stato il TAR Lombardia – Milano, Sez. I con Sentenza n. 2700 del 10 novembre 2014 che si è pronunciato in merito al provvedimento del Prefetto che aveva invitato i Sindaci di due Comuni a modificare la convenzione che prevedeva, per l’appunto, un unico Segretario e due vicesegretari, ciascuno per ogni singolo Ente. Qui la sentenza del TAR Lombardia, Milano, Sez. I, n. 2700/2014.
CANONE RADDOPPIATO: IL VANTAGGIO DELL’ENTE È DI “PUBBLICO INTERESSE”
CONSIGLIO DI STATO. I giudici di Palazzo Spada, ribaltando la sentenza del Tar Lombardia n. 2218/2014, hanno dichiarato legittima la delibera del Comune di Milano che qualche mese fa, nella qualità di proprietario dei locali ad uso commerciale della Galleria Vittorio Emanuele II, aveva richiesto ai subentranti ai contratti di affitto di precedenti negozi il raddoppio del canone di concessione, rispetto a quello già percepito in precedenza. Il Tribunale amministrativo aveva bocciato la decisione in quanto sviliva, per esigenze di cassa, l’interesse alla tutela della concorrenza e dall’altro fissava arbitrariamente un corrispettivo di concessione. Per il Consiglio di Stato, invece “è un imprescindibile dovere dell’amministrazione pubblica quello di mirare alla riscossione degli importi più elevati” sul suo patrimonio “quanto più è appetibile il bene sul mercato”. Tuttavia, il meccanismo dei subentri senza gara ma con canoni più alti “non solo tiene conto della realtà del mercato e delle esigenze delle imprese, ma anche degli interessi pubblici, e in particolare dell’esigenza dell’amministrazione di ottenere anch’essa un vantaggio economico dall’affare concluso dalle parti private”. Qui la Sentenza del Cds n. 5480 del 7 novembre 2014.
STATI GENERALI SUL DISSESTO IDREOGEOLOGICO
Una grande opera di messa in sicurezza delle zone a rischio è stata presentata l’11 novembre a Roma in occasione degli Stati Generali sul dissesto idrogeologico, aperti dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio. Il piano prevede una spesa di quasi 9 miliardi nei prossimi 7 anni: cinque provenienti dai fondi di sviluppo e coesione, 2 dal cofinanziamento delle regioni o dai fondi europei a disposizione delle regioni stesse e 2 presi dai fondi predisposti per le opere di messa in sicurezza ma finora inutilizzati. Proprio con questi ultimi verranno aperti 654 cantieri entro la fine dell’anno, per un totale di 807 milioni, e altri 659 nei primi mesi del 2015, per un totale di un miliardo e 96 milioni. L’intervento più duro è stato quello del Ministro all’Ambiente, Gian Luca Galletti, che ha definito i condoni “tentato omicidio”. È stato possibile seguire i lavori seguendo l’hastag #fuoridalfango e relativa diretta audio video sul sito del Governo. Hanno partecipato all’incontro il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi Gian Vito Graziano, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Graziano Delrio, il Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, il Coordinatore di ItaliaSicura Erasmo D'Angelis, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile Franco Gabrielli e i Presidenti di Regione nominati commissari di Governo contro il dissesto idrogeologico. Tema portante del dibattito, sostenuto a voce alta da Galletti, è stato il considerare che le cause del dissesto idrogeologico non risiedono soltanto nei cambiamenti climatici, ma soprattutto nello stato di grave malattia in cui versa il territorio italiano.
DEROGA ALL'ETÀ PER I CONCORSI: POSSIBILE SE C’È ADEGIUATA MOTIVAZIONE
TAR EMILIA ROMAGNA. L’art. 3, comma 6, legge n. 127/1997, nell’eliminare il limite di età per l’ammissione ai concorsi pubblici, ha previsto contestuali “deroghe dettate da regolamenti delle singole amministrazioni connesse alla natura del servizio o ad oggettive necessità dell'amministrazione”. Le deroghe, pertanto, da una parte, devono ritenersi di stretta interpretazione e, dall’altra, postulano “l’onere per l’amministrazione di esprimere le ragioni” giustificative delle stesse in termini di particolare natura del servizio ovvero di oggettive necessità dell’ente. Il principio è contenuto nella sentenza n. 424 del 7 novembre 2014 del Tar Emilia Romagna, Sede di Parma, Sezione I. In particolare, “l’onere motivazionale deve considerarsi assai più stringente di quello che, in generale, si impone in sede di adozione di atti generali”; con la conseguenza che, in tali casi, l’art. 3, comma 2, L. 241/1990 non trova applicazione. Qui la sentenza del Tar Emilia Romagna, Sede di Parma, Sezione I, n. 424/2014.
OPERE ABUSIVE: IL PROPRIETARIO DEVE ABBATERRLE ANCHE SE NON HA COLPA
TAR VENETO. Legittimo l’ordine di demolizione di opere abusive e/o ripristino impartito al proprietario dell’area sulla quale sono state rilevate opere abusive, sebbene lo stesso non abbia concorso alla loro realizzazione. Il Tribunale amministrativo veneto, con la sentenza n. 1357 del 2014, ha chiarito infatti che il proprietario di un area su cui sono state realizzate opere abusive è “chiamato a rispondere (indipendentemente dal dolo o dalla colpa) delle opere realizzate senza titolo, quanto meno in termini di mancata attivazione al fine di evitare o rimediare all’abuso commesso”. Secondo la costante giurisprudenza, il proprietario è passivamente legittimato rispetto al provvedimento di demolizione, essendo tenuto alla sua esecuzione indipendentemente dall’aver materialmente contribuito alla commissione dell’illecito; pertanto la sua estraneità agli abusi, non implica l’illegittimità dell’ordinanza di demolizione e/o ripristino. Di certo, il proprietario non responsabile avrà tutto il diritto di rivalersi nei confronti del soggetto che, usufruendo dell’immobile, ha commesso gli abusi. Qui la sentenza del Tar Veneto, n. 1357 del 30 ottobre 2014.
NESSUN INTERESSE PUBBLICO: LA STRADA PUÒ ESSERE PRIVATIZZATA
TAR EMILIA ROMAGNA. L’atto di declassificazione di una strada pubblica può implicarne la trasformazione in strada privata, qualora essa non garantisca più il perseguimento di un fine pubblico. Il giudice amministrativo si è pronunciato sulla declassificazione di una strada pubblica, richiamando il Codice della Strada (d.lgs. 285/1992), in particolare l’art. 3, c.1, n. 52), il quale individua la specifica categoria delle strade vicinali, definite come le “strade private fuori dai centri abitati ad uso pubblico”, mentre l’art. 2, c. 9 stabilisce che “quando le strade non corrispondono più all’uso e alle tipologie di collegamento previste sono declassificate…”. Tuttavia si legge nella sentenza: “Per costante giurisprudenza, un’area privata può ritenersi assoggettata ad uso pubblico di passaggio quando l’uso avvenga ad opera di una collettività indeterminata di soggetti considerati uti cives e non uti singli, sicché l’uso di una strada privata da parte della collettività indifferenziata, protrattosi per lungo tempo, fa sì che la strada venga ad assumere caratteristiche analoghe a quelle di un bene demaniale, in presenza della duplice condizione dell’intrinseca idoneità della stessa a fungere da via di transito di una indistinta molteplicità di persone e del suo impiego per soddisfare un pubblico e generale interesse”. Qui la Sentenza del Tar Emilia Romagna, Bologna n. 1022 del 30 ottobre 2014.
NOVITÀ DAL CDM SULLE MISURE URGENTI PER BONIFICA E MESSA IN SICUREZZA DI SITI CONTAMINATI
Il Consiglio dei Ministri riunitosi il 10 novembre ha approvato nuove disposizioni normative correttive in materia di bonifica e messa in sicurezza di siti contaminati e misure finanziarie relative ad enti territoriali. Questo provvedimento ha come obiettivo quello di meglio definire gli ambiti di applicazione e coperture di norme già emanate o che entreranno in vigore contestualmente al decreto legge stesso. Il Decreto legge, in GU dell’11 novembre, consta di tre articoli contenenti indicazioni in merito a procedure in materia di bonifica e messa in sicurezza di siti contaminati, misure finanziarie relative ad Enti territoriali e Disposizioni in materia di acquisizione di lavori, beni e servizi da parte degli enti pubblici. Il provvedimento è entrato in vigore il 12 novembre 2014. Qui il Decreto-Legge 11 novembre 2014, n. 165.

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 art. 38
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