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Timestamp: 2018-10-20 10:34:35+00:00

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CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 6683 depositata il 15 marzo 2017 - Non è riscontrabile alcuna violazione del contraddittorio, in occasione di una verifica presso la sede di una società, non essendo prescritti in questa materia particolari requisiti di forma - Studio Cerbone
CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 6683 depositata il 15 marzo 2017 – Non è riscontrabile alcuna violazione del contraddittorio, in occasione di una verifica presso la sede di una società, non essendo prescritti in questa materia particolari requisiti di forma
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CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 6683 depositata il 15 marzo 2017
Accertamento – Processo verbale – Violazione del contraddittorio – Insussistenza.
Non è riscontrabile alcuna violazione del contraddittorio, in occasione di una verifica presso la sede di una società, non essendo prescritti in questa materia particolari requisiti di forma. E’ sufficiente che il soggetto delegato agisca sulla base di uno specifico incarico, conferito anche telefonicamente, quando, come nel caso in esame, il titolare si trovi altrove, purché lo specifico incarico emerga dal processo verbale di constatazione. Nella fattispecie, la verifica veniva svolta presso i locali dell’impresa, non essendo presente il legale rappresentante della società e in presenza di persona munita di delega rilasciata da soggetto diverso dall’amministratore.
Col primo motivo la ricorrente deduce violazione e falsa applicazione del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 42, D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 56, comma 5 e della L. n. 212 del 2000, art. 7, in relazione all’art. 360 c.p.c. , comma 1, n. 3. In particolare la ricorrente si duole del fatto che la Commissione tributaria regionale ha ritenuto nullo l’avviso di accertamento, nonostante l’atto impositivo fosse immune da qualsiasi vizio, sia sotto il profilo della motivazione (la mancata allegazione del processo verbale di constatazione non rilevava, perchè l’avviso ne riproduceva i contenuti essenziali), sia sotto il profilo dei requisiti formali; mentre eventuali cause incorse nell’attività precedente alla emissione dell’avviso, non potevano pregiudicarne la validità.
Col secondo motivo si deduce violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 52, in relazione all’art. 360 c.p.c. , comma 1, n. 3. In particolare è oggetto di censura la affermazione della sentenza con cui si assume incorsa violazione del contraddittorio nella verifica svolta presso i locali dell’impresa, non essendo presente il legale rappresentante della società e in presenza di persona munita di delega rilasciata da soggetto sprovvisto del relativo potere. Secondo la Commissione tributaria regionale la violazione incorsa nella formazione del verbale non poteva non pregiudicare la validità e l’efficacia dell’avviso.
E’ chiaro, d’altra parte, che, nel rilevare tale carenza, la Commissione tributaria regionale è partita dalla premessa teorica che la presenza del titolare dell’impresa fosse nel caso in esame necessaria, trascurando che, del D.P.R. n. 633 del 1972 , ex art. 52, l’obbligo di eseguire l’accesso “in presenza del titolare dello studio o di un suo delegato” riguarda appunto l’accesso nei locali destinati all’esercizio di arti o professioni. Solo in questa ipotesi, evidentemente diversa da quella che ricorreva nel caso in esame, posto che l’accesso fu eseguito presso la sede di società di capitali, la legge richiede la “presenza” del titolare dello studio o del suo delegato.
Col terzo motivo si deduce contraddittorietà della motivazione in relazione all’art. 360 c.p.c. , comma 1, n. 5. Una delle contestazioni mosse con l’avviso si riferiva a una vendita di immobili sottocosto: prezzo di vendita Euro 419.021,00, costo contabilizzato Euro 484.147,00.
Il quarto e ultimo motivo deduce, in relazione all’art. 360 c.p.c. , comma 1, n. 4, violazione dell’art. 112 c.p.c. , in quanto la Commissione tributaria regionale non aveva pronunciato su uno dei motivi di appello.
Il giudice d’appello, pertanto, nell’omettere di statuire anche sulla deduzione degli interessi passivi è realmente incorso nella violazione dell’art. 112 c.p.c, ch’e deducibile, e di fatto è stato dedotta quale error in procedendo ex art. 360 c.p.c. , comma 1, n. 4 (Cass. 27 ottobre 2014, n. 22759; Cass. 15 maggio 2013, n. 11801).

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 42
 art. 56
 art. 7
 art. 52
 sentenza 
 art. 52
 art. 360
 Cass.