Source: http://www.camera.it/leg17/1008?idLegislatura=17&sezione=documenti&tipoDoc=assemblea_file&idSeduta=0024&nomefile=allegato_a&back_to=2
Timestamp: 2019-01-17 18:03:21+00:00

Document:
MORETTI ed altri: «Modifiche all'articolo 3 della legge 1o dicembre 1970, n. 898, in materia di presupposti per la domanda di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio» (1053);
BOSSA ed altri: «Modifiche agli articoli 10 e 11 del testo unico di cui al decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235, in materia di cause ostative alla candidatura nelle elezioni provinciali, comunali e circoscrizionali nonché di cause di sospensione e di decadenza dalle cariche negli enti locali» (780) Parere delle Commissioni II e V;
BOSSA ed altri: «Modifica all'articolo 9 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, in materia di rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo ai familiari conviventi di stranieri soggiornanti nel territorio nazionale» (781) Parere delle Commissioni V, XII e XIV.
VACCARO: «Modifiche alla legge 24 aprile 1941, n. 392, in materia di autonomia finanziaria delle Corti di appello, e altre disposizioni per il miglioramento dell'efficienza del servizio giudiziario» (498) Parere delle Commissioni I, V e VI.
CARELLA: «Modifiche al capo VI del titolo X del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, concernenti l'esercizio dell'attività professionale di perito assicurativo e altre disposizioni in materia di accertamento e liquidazione dei sinistri, nonché delega al Governo per l'istituzione di un ente previdenziale per i periti assicurativi» (547) Parere delle Commissioni I, II (ex articolo 73, comma 1-bis, del Regolamento, per le disposizioni in materia di sanzioni), V, IX, X, XI (ex articolo 73, comma 1-bis, del Regolamento, relativamente alle disposizioni in materia previdenziale) e XIV.
VACCARO: «Introduzione dell'articolo 77-bis del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, concernente la pubblicazione telematica dei fogli illustrativi dei medicinali» (514) Parere delle Commissioni I e XIV;
MONGIELLO ed altri: «Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale» (Doc. XXII, n. 5) – Parere delle Commissioni I, II (ex articolo 73, comma 1-bis, del Regolamento, per le disposizioni in materia di sanzioni) e V.
FUCCI: «Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali» (Doc. XXII, n. 1) – Parere delle Commissioni I, II (ex articolo 73, comma 1-bis, del Regolamento, per le disposizioni in materia di sanzioni) e V.
sentenza n. 80 del 24 aprile-3 maggio 2013 (Doc. VII, n. 51), con la quale:
dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'articolo 105 della legge della Regione siciliana 12 maggio 2010, n. 11 (Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010), sollevate, in riferimento agli articoli 3, 41, 117, secondo e terzo comma, 120 della Costituzione, nonché all'articolo 14 dello Statuto della Regione siciliana approvato con regio decreto-legge del 15 maggio 1946, n. 455, dal Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana e dal Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia:
sentenza n. 81 del 24 aprile-3 maggio 2013 (Doc. VII, n. 52), con la quale:
dichiara manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 8, comma 4, della legge della regione autonoma Sardegna 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della regione), sollevata, in riferimento all'articolo 97 della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale per la Sardegna, sezione seconda;
dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 48, comma 3, della legge della regione Sardegna 12 giugno 2006, n. 9 (Conferimento di funzioni e compiti agli enti locali), sollevata, in riferimento all'articolo 97 della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale per la Sardegna, sezione seconda:
sentenza n. 85 del 9 aprile-9 maggio 2013 (Doc. VII, n. 55), con la quale:
dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale degli articoli 1 e 3 della legge 24 dicembre 2012, n. 231 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 3 dicembre 2012, n. 207, recante disposizioni urgenti a tutela della salute, dell'ambiente e dei livelli di occupazione, in caso di crisi di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale) – recte, degli articoli 1 e 3 del decreto-legge 3 dicembre 2012, n. 207 (Disposizioni urgenti a tutela della salute, dell'ambiente e dei livelli di occupazione, in caso di crisi di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale), come convertito, con modificazioni, dall'articolo 1, comma 1, della legge n. 231 del 2012 – sollevate dal Giudice per le indagini preliminari del tribunale ordinario di Taranto, in riferimento agli articoli 25, primo comma, 27, primo comma e 117, primo comma, della Costituzione;
dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale degli articoli 1 e 3 della legge n. 231 del 2012 – recte, degli articoli 1 e 3 del decreto-legge n. 207 del 2012, come convertito, con modificazioni, dall'articolo 1, comma 1, della legge n. 231 del 2012 – sollevate dal Giudice per le indagini preliminari del tribunale ordinario di Taranto, in riferimento agli articoli 2, 3, 9, secondo comma, 24, primo comma, 32, 41, secondo comma, 101, 102, 103, 104, 107, 111, 112 e 113 della Costituzione;
dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'articolo 3 della legge n. 231 del 2012 – recte, dell'articolo 3 del decreto-legge n. 207 del 2012, come convertito, con modificazioni, dall'articolo 1, comma 1, della legge n. 231 del 2012 – sollevate dal tribunale ordinario di Taranto, in riferimento agli articoli 3, 24, 102, 104 e 112 della Costituzione:
sentenza n. 87 dell'8-16 maggio 2013 (Doc. VII, n. 56), con la quale:
dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli articoli 2110 del codice civile e 3 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 31 ottobre 1947, n. 1304 (Trattamento di malattia dei lavoratori del commercio, del credito, dell'assicurazione e dei servizi tributari appaltati), sollevata, in riferimento agli articoli 3, 32 e 38 della Costituzione, dal tribunale ordinario di Arezzo:
sentenza n. 94 del 20-22 maggio 2013 (Doc. VII, n. 61), con la quale:
dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 40, comma 3, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE), sollevata, in riferimento agli articoli 3 e 41 della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio:
sentenza n. 95 del 20-22 maggio 2013 (Doc. VII, n. 62), con la quale:
dichiara inammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione proposto dalla regione autonoma della Sardegna nei confronti dello Stato, in relazione alla Nota del Ministero dell'economia e delle finanze prot. n. 0049695 del 18 giugno 2012:
con lettera in data 3 maggio 2013, sentenza n. 79 del 24 aprile-3 maggio 2013 (Doc. VII, n. 50), con la quale:
dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 2, commi 4 e 5; dell'articolo 4, commi 6, 7 e 8; dell'articolo 5, comma 11; dell'articolo 6, comma 2, lettere c) e d); dell'articolo 15, commi 6 e 13, della legge della regione Campania 10 luglio 2012, n. 19 (Istituzione del registro tumori di popolazione della regione Campania);
dichiara, in via consequenziale, ai sensi dell'articolo 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale), l'illegittimità costituzionale dell'articolo 16 della legge della regione Campania n. 19 del 2012:
con lettera in data 9 maggio 2013, sentenza n. 82 del 6-9 maggio 2013 (Doc. VII, n. 53), con la quale:
dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 20, comma 1, secondo periodo, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), convertito in legge dall'articolo 1 della legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo originario;
dichiara, in via consequenziale, ai sensi dell'articolo 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale), l'illegittimità costituzionale dell'articolo 20, comma 1, secondo periodo, dello stesso decreto-legge n. 112 del 2008, nel testo modificato dall'articolo 18, comma 16, lettera b), del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito in legge dall'articolo 1 della legge 15 luglio 2011, n. 111:
con lettera in data 9 maggio 2013, sentenza n. 83 del 6-9 maggio 2013 (Doc. VII, n. 54), con la quale:
dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 25 della legge 30 dicembre 2010, n. 240 (Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l'efficienza del sistema universitario):
con lettera in data 22 maggio 2013, sentenza n. 90 del 20-22 maggio 2013 (Doc. VII, n. 57), con la quale:
dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 7, commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6-bis, della legge della regione Toscana 10 giugno 2002, n. 20, recante «Calendario venatorio e modifiche alla legge regionale 12 gennaio 1994, n. 3 (Recepimento della legge 11 febbraio 1992, n. 157 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”)»;
dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 7, comma 6, della legge della regione Toscana 10 giugno 2002, n. 20, nel testo vigente prima della sua sostituzione ad opera dell'articolo 65, comma 2, della legge della regione Toscana 18 giugno 2012, n. 29 (Legge di manutenzione dell'ordinamento regionale 2012);
dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 28, comma 12, della legge della regione Toscana 12 gennaio 1994, n. 3 (Recepimento della legge 11 febbraio 1992, n. 157 «Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio»), nel testo vigente prima della sua abrogazione da parte dell'articolo 37 della legge della regione Toscana 18 giugno 2012, n. 29:
con lettera in data 22 maggio 2013, sentenza n. 91 del 20-22 maggio 2013 (Doc. VII, n. 58), con la quale:
dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 29, commi 1 e 2, della legge della regione Campania 19 gennaio 2009, n. 1 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della regione Campania – Legge finanziaria anno 2009):
con lettera in data 22 maggio 2013, sentenza n. 92 del 20-22 maggio 2013 (Doc. VII, n. 59), con la quale:
dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 38, commi 2, 4, 6 e 10, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326:
con lettera in data 22 maggio 2013, sentenza n. 93 del 20-22 maggio 2013 (Doc. VII, n. 60), con la quale:
dichiara l'illegittimità costituzionale degli allegati A1, A2, B1 e B2 alla legge della regione Marche 26 marzo 2012, n. 3 (Disciplina regionale della valutazione di impatto ambientale – VIA), nel loro complesso, nella parte in cui, nell'individuare i criteri per identificare i progetti da sottoporre a VIA regionale o provinciale ed a verifica di assoggettabilità regionale o provinciale, non prevedono che si debba tener conto, caso per caso, di tutti i criteri indicati nell'Allegato III alla direttiva 13 dicembre 2011, n. 2011/92/UE (Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati – codificazione), come prescritto dall'articolo 4, paragrafo 3, della medesima;
dichiara l'illegittimità costituzionale degli articoli 8, comma 4, e 13 della legge della regione Marche n. 3 del 2012, nella parte in cui non prevedono, nell'ambito della procedura di verifica di assoggettabilità a VIA, per il proponente, l'obbligo di specificare tutte le informazioni prescritte dall'articolo 6, paragrafo 2, della direttiva 2011/92/UE;
dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 12, comma 1, lettera c), della legge della regione Marche n. 3 del 2012, nella parte in cui prevede che il proponente il progetto possa provvedere alla pubblicazione dell'avviso a mezzo stampa dopo la presentazione della domanda anziché prevedere che debba provvedere alla suddetta pubblicazione dell'avviso contestualmente alla presentazione della stessa;
dichiara l'illegittimità costituzionale dell'allegato B1, punto 2h), alla legge della regione Marche n. 3 del 2012, nella parte in cui esclude dalle tipologie progettuali, relative alle attività di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma da sottoporre a verifica di assoggettabilità regionale, i rilievi geofisici;
dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale degli articoli 2, comma 1, lettera c), e 3, comma 4, della legge della regione Marche n. 3 del 2012, promosse dal Presidente del Consiglio dei ministri, in riferimento all'articolo 117, primo comma, della Costituzione;
dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale degli articoli 5, comma 1, lettera c), 9, comma 2, lettera d), 12, comma 1, lettera e), della legge della regione Marche n. 3 del 2012, nonché degli allegati A1, punto n), A2, punto h), B1, punto 2h), B2, punti 7p) e 7q), alla stessa legge della regione Marche n. 3 del 2012, promosse dal Presidente del Consiglio dei ministri, in riferimento all'articolo 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione;
dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 5, comma 10, della legge della regione Marche n. 3 del 2012, promossa dal Presidente del Consiglio dei ministri, in riferimento agli articoli 9 e 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione:
con lettera in data 23 maggio 2013, sentenza n. 97 del 20-23 maggio 2013 (Doc. VII, n. 63), con la quale:
dichiara l'illegittimità costituzionale del comma 2 dell'articolo 4, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16 (Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento), convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, nella parte in cui si applica alla Regione siciliana;
dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale del comma 10 dell'articolo 4, del decreto-legge n. 16 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 44 del 2012, promossa, in riferimento agli articoli 36 e 43 dello statuto speciale della Regione siciliana (regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455, convertito in legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2), agli articoli 2 e 4 del decreto del Presidente della Repubblica 26 luglio 1965, n. 1074 (Norme di attuazione dello Statuto della Regione siciliana in materia finanziaria), nonché al principio di leale collaborazione in relazione all'articolo 27 della legge 5 maggio 2009, n. 42 (Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione), dalla Regione siciliana:
con lettera in data 23 maggio 2013, sentenza n. 98 del 20-23 maggio 2013 (Doc. VII, n. 64), con la quale:
dichiara l'illegittimità costituzionale degli articoli 3, comma 4, 14 e 18 della legge della regione Lombardia 27 febbraio 2012, n. 3, recante «Disposizioni in materia di artigianato e commercio e attuazioni della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006 relativa ai servizi nel mercato interno. Modifiche alla legge regionale 30 aprile 2009, n. 8 (Disciplina della vendita da parte delle imprese artigiane di prodotti alimentari di propria produzione per il consumo immediato nei locali dell'azienda) e alla legge regionale 2 febbraio 2010, n. 6 (Testo unico delle leggi regionali in materia di commercio e fiere)»;
dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale degli articoli 2, comma 2, e 19 della medesima legge della regione Lombardia n. 3 del 2012, proposta – in riferimento all'articolo 117, primo e secondo comma, lettere a) ed e), della Costituzione – dal Presidente del Consiglio dei ministri:
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 21 maggio 2013, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera e), della legge 11 novembre 2011, n. 180, la prima relazione sull'attività svolta dal Garante per le micro, piccole e medie imprese, riferita all'anno 2012, predisposta dal medesimo Garante (Doc. CCII, n. 1).
Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 24 maggio 2013, ha trasmesso il Budget dello Stato per il triennio 2013-2015, predisposto dal Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato (Doc. CLVIII, n. 1).
Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in data 28 maggio 2013, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6, commi 4 e 5, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, le relazioni, elaborate dai Ministeri competenti, in merito alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che promuove la libera circolazione di cittadini e imprese semplificando l'accettazione di alcuni documenti pubblici nell'Unione europea e che modifica il regolamento (UE) n. 1024/2012 (COM(2013)228 final).
La Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica, in data 28 maggio 2013, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6, comma 4, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, la delibera CIPE n. 20/2013 del 18 marzo 2013, concernente «Programma delle infrastrutture strategiche (legge n. 443 del 2001) – Opere finalizzate ad assicurare l'efficienza dei complessi immobiliari sedi delle istituzioni dei presidi centrali per la sicurezza strategica dello Stato e delle opere la cui rilevanza culturale trascende i confini nazionali – Finanziamento di tre nuovi interventi» – alla V Commissione (Bilancio) e alla VIII Commissione (Ambiente).
proposta di decisione del Consiglio concernente la posizione che l'Unione europea deve adottare nell'ambito dei pertinenti comitati della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite per quanto riguarda l'adeguamento al progresso tecnico dei regolamenti nn. 13, 13H, 16, 29, 44, 53, 79, 94, 95, 96, 117 e 130 e relativamente all'adozione di una proposta di regolamento tecnico internazionale sugli autoveicoli a idrogeno e a celle a combustibile nonché all'adeguamento al progresso tecnico dei regolamenti tecnici internazionali nn. 2 e 12 della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite (COM(2013) 302 final), che è assegnata in sede primaria alla IX Commissione (Trasporti);
Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con lettera in data 24 maggio 2013, ha dato comunicazione, ai sensi dell'articolo 9 della legge 24 gennaio 1978, n. 14, della conferma del professor Oliviero Olivieri a commissario straordinario dell'Ente parco nazionale dei Monti Sibillini.
a procedere tempestivamente all'adozione delle misure legislative, o di altro tipo necessarie, al fine di dare piena attuazione a quanto previsto dalla Convenzione di Istanbul, in materia di protezione e sostegno alle donne vittime di violenza o alle vittime di violenza domestica, di cui al capitolo IV della Convenzione; in particolare si impegna il Governo ad individuare tutte le risorse finanziarie atte a ripristinare la dotazione di un Fondo contro la violenza alle donne, sulla scorta di quello già istituito, e poi azzerato, dall'articolo 2, comma 463, della legge n. 244 del 2007 (legge finanziaria per il 2008), finalizzato alla prevenzione, all'informazione, alla sensibilizzazione nei confronti del fenomeno della violenza contro le donne, nonché al sostegno dei centri antiviolenza e delle case-rifugio.
il Governo, con una direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 27 marzo 1997 (Gazzetta Ufficiale 21.5.1997, n. 116) recante «Azioni volte a promuovere l'attribuzione di poteri e responsabilità alle donne, a riconoscere e garantire libertà di scelte e qualità sociale a donne e uomini», già da allora ha posto tra gli obiettivi prioritari volti a promuovere la parità di opportunità tra uomini e donne «la formazione a una cultura della differenza di genere» ed ha individuato tra le azioni specifiche di tale obiettivo l'aggiornamento dei materiali didattici. In quel contesto si colloca il progetto POLITE (Pari Opportunità nei Libri di Testo) che, nel 1999, ha visto l'AIE, Associazione italiana editori, impegnata a darsi un codice di autoregolamentazione volto a garantire che nella progettazione e nella realizzazione dei libri di testo e dei materiali didattici vi fosse attenzione allo sviluppo dell'identità di genere e alla rimozione degli stereotipi, come fattore decisivo nell'ambito dell'educazione complessiva dei soggetti in formazione. Tuttavia, il codice POLITE elaborato, scritto e approvato da quella partnership, non è mai stato recepito come norma specifica da valere erga omnes e tutt'ora è stata vanifica la pur lodevole e necessaria iniziativa;
9/118-A/2. (Nuova formulazione) Faraone.
va infine ricordato che la direttiva dell'Unione europea 2004/80/CE del 29 aprile 2004 sull'indennizzo delle vittime da reato intenzionale violento, tardivamente introdotta nel nostro ordinamento, solo a seguito della condanna dell'Italia da parte della Corte di giustizia nel 2007, è stata recepita riduttivamente, ed in modo non adeguato, con il decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 204;
l'articolo 2, comma 463, della legge n. 244 del 2007 (Legge finanziaria 2008) finanziava con 20 milioni di euro un piano contro la violenza alle donne, piano che si concretizzava, oltre che nell'erogazione di risorse al Fondo contro la violenza sulle donne e di genere e ai centri e alle associazioni specializzate, in una campagna di educazione al rispetto e alla dignità verso le donne, che avrebbe raggiunto le istituzioni locali, gli organi mediatici, le scuole, la pubblicità ed i programmi televisivi; tuttavia, il decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, provvedeva all'azzeramento di detto Fondo per il sostegno alle donne vittime di violenza e per la prevenzione; la sostanziale mancanza di risorse finanziarie statali dedicate non consente, infatti, agli enti locali di continuare a svolgere in questo ambito un'attività importante se non con notevoli difficoltà; tuttavia, un ruolo significativo potrebbe essere svolto sul territorio proprio da fondamentali presìdi quali i centri antiviolenza, la casa delle donne maltrattate, i centri di soccorso presso gli ospedali, e altro,
9/118-A/11. (Nuova formulazione) Nicola Molteni.
nonostante l'approvazione nel nostro Paese di una legge, la n. 7 del 2006, in attuazione degli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione e di quanto sancito dalla Dichiarazione e dal Programma di azione adottati a Pechino il 15 settembre 1995 nella quarta Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulle donne, che prevede le misure necessarie per prevenire, contrastare e reprimere le pratiche di mutilazione genitale femminile quali violazioni dei diritti fondamentali all'integrità della persona e alla salute delle donne e delle bambine, l'infibulazione continua ad essere praticata nel nostro Paese in seno a comunità straniere principalmente di origine africana e di cultura Islamica;
9/118-A/13. (Nuova formulazione) Nardella.

References: articolo 73
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sentenza 

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