Source: https://www.aemiliawork.net/decreto-rilancio---principali-disposizioni-per-il-lavoro/news/25/2020/6/5
Timestamp: 2020-08-15 19:44:08+00:00

Document:
In data 20 maggio 2020 è entrato in vigore il D.L. n. 34 del 19 maggio 2020, avente per oggetto misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Al fine di valutare in modo dettagliato tutte le novità relativa alla gestione del personale dipendente, abbiamo predisposto un quadro di sintesi dei principali interventi di interesse del “decreto rilancio”, analizzati per singolo articolo di riferimento.
Articolo 24 - Versamento Irap
Per le imprese ed i lavoratori autonomi, con volume di ricavi o compensi non superiore a 250 milioni di euro, la norma dispone che non è dovuto il versamento del saldo dell’imposta regionale sulle attività produttive relativa al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019, fermo restando il versamento dell’acconto dovuto per il medesimo periodo di imposta.
Non è altresì dovuto il versamento della prima rata dell’acconto dell’imposta regionale sulle attività produttive relativa al 2020. L’importo di tale versamento è comunque escluso dal calcolo dell’imposta da versare a saldo per lo stesso periodo di imposta.
Viene eliminato il versamento del saldo dell’Irap relativa al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019, fermo restando il versamento dell’acconto dovuto per il medesimo periodo d’imposta. Non è, altresì, dovuto il versamento della prima rata dell’acconto Irap relativa al periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019.
Articolo 60 - Sovvenzioni per il pagamento dei salari dei dipendenti per evitare i licenziamenti durante la pandemia di COVID-19
Le Regioni, le Province autonome, gli altri enti territoriali, le CCIAA, possono adottare misure di aiuto, entro e non oltre il 31 dicembre 2020, al fine di contribuire ai costi salariali, ivi comprese le quote contributive e assistenziali, delle imprese, compresi i lavoratori autonomi, destinate a evitare i licenziamenti durante la pandemia di COVID-19.
La sovvenzione per il pagamento dei salari viene concessa per un periodo non superiore a 12 mesi a decorrere dalla domanda di aiuto ovvero dalla data di inizio dell’imputabilità della sovvenzione, se anteriore, per i dipendenti che altrimenti sarebbero stati licenziati a seguito della sospensione o della riduzione delle attività aziendali dovuta alla pandemia di COVID-19 e a condizione che il personale che ne beneficia continui a svolgere in modo continuativo l’attività lavorativa durante tutto il periodo per il quale è concesso l’aiuto. L’imputabilità della sovvenzione per il pagamento dei salari può essere retrodatata al 1° febbraio 2020.
La sovvenzione mensile per il pagamento dei salari non deve superare l’80% della retribuzione mensile lorda (compresi i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro) del personale beneficiario.
Articolo 61 - Disposizioni comuni in materia di aiuti
Gli aiuti di cui al punto precedente, non possono essere concessi alle imprese che erano già in difficoltà.
Articolo 66 - Ulteriori misure di protezione a favore dei lavoratori e della collettività
Fino al termine dello stato di emergenza, sono considerati Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) le mascherine chirurgiche reperibili in commercio utilizzabili dai lavoratori qualora non fosse possibile mantenere la distanza di sicurezza di un metro; tale disposizione viene estesa anche ai lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari.
Articolo 68 - Cigo e assegno ordinario Fis
I datori di lavoro che nell’anno 2020 sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, per i lavoratori in forza al 25 marzo 2020, a prescindere dalla effettiva anzianità di servizio, possono inoltrare domanda di Cigo o assegno ordinario Fis con la causale “emergenza COVID-19”, dal 23 febbraio 2020 per una durata massima di 9 settimane e comunque entro il 31 agosto 2020, incrementate di ulteriori 5 settimane nel medesimo periodo per i soli datori di lavoro che abbiano interamente fruito il periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di 9 settimane. È, altresì, riconosciuto un eventuale ulteriore periodo di durata massima di 4 settimane di trattamento per il periodo dal 1° settembre 2020 al 31 ottobre 2020.
Esclusivamente per i datori di lavoro dei settori turismo, fiere e congressi, parchi divertimento, spettacolo dal vivo e sale cinematografiche, è possibile fruire delle predette 4 settimane anche per periodi decorrenti antecedentemente al 1° settembre 2020, a condizione che i medesimi abbiamo interamente fruito del periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di 14 settimane.
Vengono modificati anche i termini procedurali: la domanda, in ogni caso, deve essere presentata entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell'attività lavorativa. Qualora la domanda sia presentata dopo tale termine, l’eventuale trattamento di integrazione salariale non potrà avere luogo per periodi anteriori di una settimana rispetto alla data di presentazione.
Il termine di presentazione delle domande riferite a periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa che hanno avuto inizio nel periodo ricompreso tra il 23 febbraio ed il 30 aprile 2020 è fissato al 31 maggio 2020. Per le domande presentate oltre il predetto termine, l’eventuale trattamento di integrazione salariale non potrà avere luogo per periodi anteriori di una settimana rispetto alla data di presentazione.
E’ stato previsto che i datori di lavoro con unità produttive site negli 11 Comuni della c.d. zona rossa (D.P.C.M. 1° marzo 2020), ovvero i datori di lavoro che non hanno sede legale o unità produttiva o operativa nei Comuni suddetti, limitatamente ai lavoratori in forza residenti o domiciliati nei predetti Comuni, possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all’assegno ordinario con causale “emergenza COVID-19”, per un periodo aggiuntivo non superiore a 3 mesi. L’assegno ordinario è concesso anche ai lavoratori dipendenti presso datori di lavoro iscritti al Fis che occupano mediamente più di 5 dipendenti.
Articolo 70 - Cassa in deroga
Il trattamento di cassa integrazione in deroga può essere riconosciuto per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e, comunque, per un periodo non superiore a 9 settimane, a decorrere dal 23 febbraio e fino al 31 agosto 2020, incrementate di ulteriori 5 settimane nel medesimo periodo per i soli datori di lavoro ai quali sia stato interamente già autorizzato un periodo di 9 settimane. È, altresì, riconosciuto un eventuale ulteriore periodo della durata massima di 4 settimane di trattamento per il periodo dal 1° settembre al 31 ottobre 2020.
Per i datori di lavoro dei settori turismo, fiere e congressi, parchi divertimento, spettacolo dal vivo e sale cinematografiche, è possibile usufruire delle predette 4 settimane anche per periodi precedenti al 1° settembre, a condizione che i medesimi abbiamo interamente fruito del periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di 14 settimane.
Viene modificata anche la procedura amministrativa di accesso.
Articolo 71 - Ulteriori modifiche in materia di integrazione salariale
I trattamenti di integrazione salariale in deroga, per periodi successivi alle prime 9 settimane riconosciuti dalle Regioni, sono concessi dall’Inps su domanda del datore di lavoro, la cui efficacia è in ogni caso subordinata alla verifica del rispetto dei limiti di spesa.
I datori di lavoro inviano telematicamente la domanda con la lista dei beneficiari all’Inps, indicando le ore di sospensione per ciascun lavoratore per tutto il periodo autorizzato. L’Inps provvede all'erogazione delle predette prestazioni, previa verifica del rispetto, anche in via prospettica, dei limiti di spesa. Qualora dal predetto monitoraggio emerga che è stato raggiunto, anche in via prospettica, il limite di spesa, l’Inps non potrà in ogni caso emettere altri provvedimenti concessori.
Il datore di lavoro che si avvale del pagamento diretto da parte dell’Inps trasmette la domanda entro il quindicesimo giorno dall’inizio del periodo di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, unitamente ai dati essenziali per il calcolo e l’erogazione di un’anticipazione della prestazione ai lavoratori, con le modalità indicate dall’Inps. L’Inps autorizza le domande e dispone l’anticipazione di pagamento del trattamento entro 15 giorni dal ricevimento delle domande stesse. La misura dell’anticipazione è calcolata sul 40% delle ore autorizzate nell’intero periodo. A seguito della successiva trasmissione completa dei dati da parte dei datori di lavoro, l’Inps provvede al pagamento del trattamento residuo o al recupero nei confronti dei datori di lavoro degli eventuali importi indebitamente anticipati. L’Inps provvede a regolamentare le modalità operative del procedimento della presente disposizione.
Il datore di lavoro invia, in ogni caso, all’Istituto tutti i dati necessari per il saldo dell’integrazione salariale, secondo le modalità stabilite dall’Istituto, entro 30 giorni dell’erogazione dell’anticipazione. Per le domande dei datori di lavoro che richiedono il pagamento diretto della prestazione riferita a periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa che hanno avuto inizio nel periodo ricompreso tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020, già autorizzate dalle Amministrazioni competenti, i datori di lavoro entro il prossimo 8 giugno 2020 dovranno comunicare all’Inps i dati necessari per il pagamento delle prestazioni con le modalità indicate dall’Istituto. Vi informiamo che lo Studio ha già provveduto all’invio di tutte le casse integrazioni già autorizzate.
Articolo 72- Congedo per genitori lavoratori
Viene previsto un periodo di congedo, continuativo o frazionato, non superiore complessivamente a 30 giorniai lavoratori con figli di età non superiore ai 12 anni, fruibile dal 5 marzo 2020 al 31 luglio 2020.
Tale congedo è soggetto alle seguenti regole:
ai genitori lavoratori dipendenti è riconosciuta un’indennità pari al 50% della retribuzione,intendendosi per retribuzione quella media globale giornaliera del periodo di paga scaduto e immediatamente precedente (senza aggiungervi il rateo giornaliero relativo alla gratifica natalizia o alla tredicesima mensilità e agli altri premi o mensilità o trattamenti accessori eventualmente erogati). I suddetti periodi sono coperti da contribuzione figurativa;
l’eventuale congedo parentale per maternità facoltativa, ovvero per ogni minore con handicap in situazione di gravità, fruito dai genitori durante detto periodo di sospensione, viene convertito nel congedo straordinario qui previsto, con diritto all’indennità anzidetta, e non sarà computato né indennizzato a titolo di congedo parentale;
la fruizione del congedo è riconosciuta alternativamente, da entrambi i genitori ed è subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa, o altro genitore disoccupato o non lavoratore;
il limite di età di 12 anni del bambino non si applica per i figli con disabilità grave (ex articolo 4, comma 1, L. 104/1992) iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale;
i dipendenti del settore privato, con figli minori di 16 anni, hanno diritto di astenersi dal lavoro per il periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, senza corresponsione di indennità né di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto.
È richiesto che, nel nucleo familiare, non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore.
In alternativa al congedo parentale sopra esposto, ai lavoratori dipendenti privati, agli iscritti in via esclusiva alla gestione separata ed ai lavoratori autonomi iscritti all’INPS è riconosciuta la possibilità di usufruire di uno o più bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di 1.200 euro.
Per i comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico e per il settore sanitario, pubblico e privato accreditato, il limite massimo è stato aumentato a 2.000 euro.
Il bonus viene erogato mediante il Libretto famiglia (voucher) di cui all’articolo 54-bis, L. 50/2017.
Il bonus può essere erogato, in alternativa, direttamente al richiedente, per la comprovata iscrizione ai centri estivi, ai servizi integrativi per l’infanzia, ai servizi socio-educativi territoriali, ai centri con funzione educativa e ricreativa e ai servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia. La fruizione Il bonus è erogato mediante il libretto di famiglia.
La fruizione del bonus per servizi integrativi per l’infanzia di cui al periodo precedente è incompatibile con la fruizione del bonus asilo nido.
L’INPS, con il Messaggio n. 2209 del 27 maggio 2020 ha comunicato che sono in corso di implementazione le procedure telematiche per l’adeguamento alle nuove norme in vigore dal 19 maggio 2020.
Articolo 73 - Aumento dei permessi per assistenza a persone diversamente abili
Viene previsto un incremento di 12 giorni (che si aggiungono ai 3 ordinariamente previsti, per un totale di 15 giorni) dei permessi previsti per l’assistenza a familiari disabili (ex articolo 33, comma 3, L. 104/1992). La disposizione vale per i mesi di maggio e giugno 2020.
Articolo 74 - Sorveglianza sanitaria
Il periodo di assenza dal lavoro prescritto dalle competenti Autorità sanitarie a lavoratori con disabilità grave o in condizioni di rischio, fino al 31 luglio 2020, è equiparato al ricovero ospedaliero.
Articolo 75 - Divieto di cumulo tra indennità
Le indennità di cui agli articoli 27 (Indennità professionisti e lavoratori con contratto di co.co.co.), 28 (Indennità lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali Ago), 29 (Indennità lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali), 30 (Indennità lavoratori del settore agricolo), 38 (Indennità lavoratori dello spettacolo) e 44 (reddito di ultima istanza) dello stesso D.L. 18/2020, sono cumulabili con l’assegno ordinario di invalidità.
Articolo 76 - Sospensione delle misure di condizionalità
Viene estesa al 17 luglio 2020, la sospensione delle seguenti misure di condizionalità:
gli obblighi connessi alla fruizione del reddito di cittadinanza ed i relativi termini;
le misure di condizionalità e i relativi termini comunque previsti (D.Lgs. 22/2015) per i percettori di NASpI e di DIS-COLL e per i beneficiari di integrazioni salariali (D.Lgs. 148/2015);
gli adempimenti relativi agli obblighi di assunzione di lavoratori disabili (L. 68/1999);
le procedure di avviamento e selezione e i termini per le convocazioni da parte dei Centri per l’impiego per la partecipazione a iniziative di orientamento (D.Lgs. 150/2015).
Articolo 80 - Modifica al divieto di licenziamento
In materia di licenziamento per giustificato motivo oggettivo (GMO), viene esteso fino al 17 agosto 2020 il termine entro il quale sono vietati i licenziamenti individuali per GMO e, per il medesimo periodo, vengono sospese quelle ancora pendenti, avviate successivamente alla data del 23 febbraio 2020, fatte salve le ipotesi in cui il personale interessato dal recesso, già impiegato nell’appalto, sia riassunto a seguito di subentro di nuovo appaltatore in forza di Legge, di Ccnl o di clausola del contratto d’appalto.
È, inoltre, vietato al datore di lavoro, indipendentemente dal numero dei dipendenti in forza, di poter recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo (GMO).
Si prevede altresì la possibilità, in ogni momento, di revocare il licenziamento per GMO effettuato nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 17 marzo 2020, in deroga alle previsioni di cui all’articolo 18, comma 10, L. 300/1970, purché contestualmente si faccia richiesta del trattamento di Cassa integrazione a partire dalla data in cui ha efficacia il licenziamento. In tal caso, il rapporto di lavoro si intende ripristinato senza soluzione di continuità, senza oneri né sanzioni per il datore di lavoro.
Articolo 81 – Validità del DURC
Il Documento unico di regolarità contributiva in scadenza tra il 31 gennaio 2020 ed il 15 aprile 2020 conserva validità fino al 15 giugno 2020. Tale disposizione, è stata confermata dall’Istituto previdenziale con Circolare n. 23 del 27 maggio 2020.
Articolo 83 - Sorveglianza sanitaria
Viene regolamentata una forma di sorveglianza sanitaria eccezionale, fermo restando quanto previsto dall’articolo 41, D.Lgs. 81/2008, per garantire lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive e commerciali in relazione al rischio di contagio da virus SARS-CoV-2, fino alla data di cessazione dello stato di emergenza per rischio sanitario sul territorio nazionale.
Tale obbligo riguarda i datori di lavoro pubblici e privati nei confronti dei lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, anche da patologia COVID-19, o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o, comunque, da comorbilità che possono caratterizzare una maggiore rischiosità.
Per i datori di lavoro che non sono tenuti alla nomina del medico competente per l’effettuazione della sorveglianza sanitaria nei casi previsti dal medesimo Decreto, ferma restando la possibilità di nominarne uno per il periodo emergenziale, la sorveglianza sanitaria eccezionale del presente articolo può essere richiesta ai servizi territoriali dell’Inail, che vi provvedono con propri medici del lavoro, su richiesta del datore di lavoro.
L’inidoneità alla mansione accertata ai sensi del presente articolo non può, in ogni caso, giustificare il recesso del datore di lavoro dal contratto di lavoro.
Articolo 84 - Nuove indennità per i lavoratori danneggiati dall’emergenza epidemiologica da COVID-19
Ai soggetti già beneficiari, per il mese di marzo, dell’indennità di cui all’articolo 27, D.L. 18/2020, professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla Gestione separata, la medesima indennità pari a 600 euro è erogata anche per il mese di aprile 2020.
Ai liberi professionisti titolari di partita iva attiva alla data di entrata in vigore del presente Decreto, iscritti alla Gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano subito una comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito del secondo bimestre 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019, è riconosciuta un’indennità per il mese di maggio 2020 pari a 1.000 euro. A tal fine, il reddito è individuato secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese effettivamente sostenute nel periodo interessato e nell'esercizio dell'attività, comprese le eventuali quote di ammortamento.
Ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla Gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano cessato il rapporto di lavoro alla data di entrata in vigore del presente Decreto, è riconosciuta un'indennità per il mese di maggio 2020 pari a 1.000 euro.
Ai soggetti già beneficiari, per il mese di marzo, dell’indennità di cui all’articolo 29, D.L. 18/2020 (Indennità lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali), la medesima indennità pari a 600 euro è erogata anche per il mese di aprile 2020. La medesima indennità è riconosciuta ai lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASpI, alla data di entrata in vigore della presente disposizione.
Ai lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASpI, alla data di entrata in vigore della presente disposizione, è riconosciuta un'indennità per il mese di maggio 2020 pari a 1.000 euro.
La medesima indennità è riconosciuta ai lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASpI, alla data di entrata in vigore della presente disposizione.
Si riconosce, inoltre, un’indennità per i mesi di aprile e maggio, pari a 600 euro per ciascun mese, ai lavoratori dipendenti e autonomi che, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro, individuati nei seguenti:
lavoratori intermittenti che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno 30 giornate, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020;
lavoratori autonomi, privi di partita Iva, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui all'articolo 2222, cod. civ., e che non abbiano un contratto in essere alla data del 23 febbraio 2020. Gli stessi, per tali contratti, devono essere già iscritti alla data del 23 febbraio 2020 alla Gestione separata, con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile;
incaricati alle vendite a domicilio, con reddito annuo 2019 derivante dalle medesime attività superiore a 5.000 euro e titolari di partita Iva attiva e iscritti alla Gestione separata alla data del 23 febbraio 2020 e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.
Per poter beneficiare dell’indennità, tali lavoratori non devono, alla data di presentazione della domanda, essere in alcuna delle seguenti condizioni:
Inoltre si prevede, per i lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo (purché non titolari di rapporto di lavoro dipendente o titolari di pensione alla data di entrata in vigore della presente disposizione), un’indennità di 600 euro per ciascuno dei mesi di aprile e maggio 2020; la medesima indennità viene erogata per le predette mensilità anche ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo con almeno 7 contributi giornalieri versati nel 2019, cui deriva un reddito non superiore a 35.000 euro.
Le indennità di cui al presente articolo non concorrono alla formazione del reddito ai sensi del Tuir e sono erogate dall’Inps, previa domanda, nel limite di spesa disponibile.
Ai lavoratori appartenenti a nuclei familiari già percettori del reddito di cittadinanza, se l’ammontare del beneficio in godimento risulti inferiore a quello delle indennità sopra indicate, in luogo del versamento dell’indennità si procede a integrare il beneficio del reddito di cittadinanza fino all’ammontare della stessa indennità dovuto in ciascuna mensilità.
Articolo 85 - Indennità per i lavoratori domestici
Ai lavoratori domestici che abbiano in essere, alla data del 23 febbraio 2020, uno o più contratti di lavoro per una durata complessiva superiore a 10 ore settimanali è riconosciuta, per i mesi di aprile e maggio 2020, un’indennità mensile pari a 500 euro, per ciascun mese, a condizione che i lavoratori domestici non siano conviventi con il datore di lavoro.
Con la Circolare n. 65 del 28 maggio 2020, l’INPS ha riepilogato i requisiti necessari per poter beneficiare della suddetta indennità ed ha fornito le indicazioni operative per la presentazione telematica delle domande, evidenziando altresì le ipotesi di incompatibilità e cumulabilità con altre misure di sostegno al reddito.
Articolo 88 - Fondo nuove competenze
Al fine di consentire la graduale ripresa dell’attività dopo l’emergenza epidemiologica, per l’anno 2020, i contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operative in azienda ai sensi della normativa e degli accordi interconfederali vigenti, possono realizzare specifiche intese di rimodulazione dell’orario di lavoro per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa, con le quali parte dell’orario di lavoro viene finalizzato a percorsi formativi. Gli oneri relativi alle ore di formazione, comprensivi dei relativi contributi previdenziali e assistenziali, sono a carico di un apposito Fondo denominato “Fondo nuove competenze”.
Per l’operatività della misura, è necessario attendere apposito decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto col Mef, da emanare entro 60 giorni dalla entrata in vigore del presente Decreto.
Articolo 90 - Lavoro agile
Fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID–19, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di anni 14, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell'attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile anche in assenza degli accordi individuali a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione. La prestazione lavorativa in lavoro agile può essere svolta anche attraverso strumenti informatici nella disponibilità del dipendente qualora non vengano forniti dal datore di lavoro.
I datori di lavoro devono comunicare al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in via telematica, i nominativi dei lavoratori e la data di cessazione della prestazione di lavoro in modalità agile. Inoltre si prevede, limitatamente alla durata dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, e comunque non oltre il 31 dicembre 2020, che la modalità di lavoro agile disciplinata dagli articoli 18-23, L. 81/2017, possa essere applicata dai datori di lavoro privati a ogni rapporto di lavoro subordinato, anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti: gli obblighi di informativa di cui all'articolo 22, L. 81/2017, sono assolti in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito dell’Inail.
Articolo 91 - Attività di formazione a distanza
In caso di impossibilità di svolgimento o di partecipazione, legata all’emergenza COVID-19, alle attività didattiche dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale, dei sistemi regionali che realizzano i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore, le stesse possono essere svolte, ove possibile, con modalità a distanza, individuate dai medesimi istituti di istruzione, avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità. I medesimi istituti assicurano, laddove ritenuto necessario e in ogni caso individuandone le relative modalità, il recupero delle attività formative ovvero di ogni altra prova verifica, anche intermedia, che risultino funzionali al completamento del percorso didattico.
Articolo 93 – Proroga dei contratti a termine
Ai fini della tutela dell’occupazione nel periodo di emergenza sanitaria, il Legislatore ha disposto, con una specifica norma (art. 19-bis del DL n. 18/2020), relativamente al periodo di utilizzo degli ammortizzatori sociali per COVI-19, la deroga:
al divieto di rinnovo/proroga dei contratti a tempo determinato;
al rispetto degli intervalli temporali stabiliti in caso di riassunzione del lavoratore.
Ora, l’art. 93 del DL n. 34/2020, interviene nuovamente introducendo la possibilità di rinnovo o proroga senza causali (esigenze temporanee ed oggettive estranee all’ordinaria attività, esigenze sostitutive di altri lavoratori, esigenze connesse ad incrementi dell’attività lavorativa), fino al 30 agosto 2020 dei rapporti di lavoro a termine in essere al 23 febbraio 2020.
Pertanto, dal dettato normativo si evince che:
per i contratti scaduti prima del 23 febbraio 2020;
per i contratti stipulati per la prima volta successivamente al 23 febbraio 2020;
trova applicazione la disciplina ordinaria con conseguente applicazione del regime delle causali.
Inoltre, l’articolo in esame prevede la possibilità di rinnovo o proroga senza causale dei contratti a termine fino alla data del 30 agosto 2020, senza precisare se tale termine vada considerato quale data ultima per la stipula di un accordo di proroga o di rinnovo (quindi con durata del contratto anche oltre i 30 agosto), oppure quale data entro cui, in ogni caso, va fissata la scadenza del contratto.
In attesa di eventuali indicazioni da parte del Ministero del Lavoro, lo Studio propende per una interpretazione cautelativa della norma stabilendo la data del 30 agosto quale scadenza delle proroghe o dei rinnovi contrattuali.
Articolo 95 - Misure di sostegno alle imprese per la riduzione del rischio da contagio nei luoghi di lavoro
L’Inail promuove interventi straordinari, destinati alle aziende iscritte al Registro Imprese che hanno introdotto nei luoghi di lavoro, successivamente alla data di entrata in vigore del D.L. 18/2020, interventi per la riduzione del rischio di contagio attraverso l’acquisto di:
L’importo massimo concedibile mediante gli interventi è pari a 15.000 euro per le imprese fino a 9 dipendenti, 50.000 euro per le imprese da 10 a 50 dipendenti, 100.000 euro per le imprese con più di 50 dipendenti.
Articolo 103 - Emersione dei rapporti di lavoro
Viene introdotta una procedura per la regolarizzazione e l’emersione di rapporti di lavoro irregolari, rivolta ai datori di lavoro che intendano assumere con contratto di lavoro subordinato cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale ovvero per dichiararne la sussistenza.
A tal fine, i cittadini stranieri devono essere stati sottoposti a rilievi fotodattiloscopici prima dell’8 marzo 2020, ovvero devono aver soggiornato in Italia precedentemente alla suddetta data e sempre da tale data non devono aver lasciato il territorio nazionale.
Per le medesime finalità di cui sopra, i cittadini stranieri, con permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019, non rinnovato o convertito in altro titolo di soggiorno, possono richiedere un permesso di soggiorno temporaneo, valido solo nel territorio nazionale, della durata di 6 mesi dalla presentazione dell’istanza.
A tal fine, i predetti cittadini devono risultare presenti sul territorio nazionale alla data dell’8 marzo 2020, senza che se ne siano allontanati dalla medesima data, e devono aver svolto attività di lavoro, nei settori sottoelencati, antecedentemente al 31 ottobre 2019.
Se nel termine della durata del permesso di soggiorno temporaneo, il cittadino esibisce un contratto di lavoro subordinato ovvero la documentazione retributiva e previdenziale comprovante lo svolgimento dell’attività lavorativa, il permesso viene convertito in permesso di soggiorno per motivi di lavoro.
Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano ai seguenti settori di attività:
L’istanza per la regolarizzazione deve essere presentata dal 1° giugno al 15 luglio 2020, con le modalità che saranno stabilite con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Mef, il Ministro del lavoro e il Mipaf.
Articolo 120 - Credito d'imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro
Al fine di sostenere e incentivare l'adozione di misure legate alla necessità di adeguare i processi produttivi e gli ambienti di lavoro, alle imprese ed ai professionisti, è riconosciuto un credito d'imposta in misura pari al 60% delle spese sostenute nel 2020, per un massimo di 80.000 euro, in relazione agli interventi necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus COVID-19, ivi compresi quelli edilizi necessari per il rifacimento di spogliatoi e mense, per la realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi comuni, per l’acquisto di arredi di sicurezza, nonché in relazione agli investimenti in attività innovative, ivi compresi quelli necessari a investimenti di carattere innovativo, quali lo sviluppo o l’acquisto di strumenti e tecnologie necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa e per l’acquisto di apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti e degli utenti.
Articolo 125 - Credito d'imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro e l’acquisto di dispositivi di protezione
Al fine di favorire l'adozione di misure dirette a contenere e contrastare la diffusione del virus COVID-19, alle imprese ed ai professionisti, spetta un credito d'imposta in misura pari al 60% delle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l'acquisto di DPI e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti
Il credito d’imposta spetta fino a un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 200 milioni di euro per l’anno 2020.
Articolo 126 - Proroga dei termini di ripresa della riscossione dei versamenti sospesi
I versamenti sospesi durante l’emergenza COVID-19 dovranno essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un'unica soluzione entro il 16 settembre 2020 o mediante rateizzazione, fino a un massimo di 4 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 settembre 2020.
Articolo 127 - Proroga dei termini di ripresa della riscossione dei versamenti sospesi
Sono prorogati al 16 settembre 2020 i termini di ripresa della riscossione dei versamenti sospesi ex articolo 61 (settori maggiormente danneggiati) e 62, D.L. 18/2020 (altre imprese/professionisti).
In particolare, slitta al 16 settembre 2020 (rispetto all’originaria data del 31 maggio 2020) la ripresa dei versamenti di ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilato, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi Inail, sospesi fino al 30 aprile 2020, in favore dei settori maggiormente colpiti dall’emergenza.
Limitatamente alle federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, associazioni e società sportive, professionistiche e dilettantistiche, è prorogata al 30 giugno 2020 la sospensione dei versamenti delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilato, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi Inail, con obbligo di versamento a decorrere dal 16 settembre 2020, in un’unica soluzione ovvero in 4 rate mensili a partire da tale data.
Articolo 144 - Rimessione in termini e sospensione del versamento degli importi richiesti a seguito del controllo automatizzato e formale delle dichiarazioni
I versamenti delle somme dovute a seguito di rettifica automatizzata delle dichiarazioni dei redditi in scadenza nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il giorno antecedente l’entrata in vigore del presente Decreto, sono considerati tempestivi se effettuati entro il 16 settembre 2020.
Tali versamenti possono essere effettuati anche in 4 rate mensili di pari importo a decorrere da settembre 2020, con scadenza il giorno 16 di ciascun mese.
Articolo 147 - Incremento del limite annuo dei crediti compensabili tramite modello F24
Per l'anno 2020, il limite annuo dei crediti compensabili, è elevato a 1 milione di euro.
Articolo 152 - Sospensioni dei pignoramenti su stipendi e pensioni
L’articolo dispone la sospensione, a partire dal 19 maggio al 31 agosto 2020, dei pignoramenti effettuati dalla Agenzia della riscossione su stipendi e pensioni, notificati prima della suddetta data.
Di conseguenza, il datore di lavoro sospende le trattenute in busta paga che restano, quindi, nella piena disponibilità del debitore. Le trattenute riprenderanno a partire dal 1° settembre 2020 senza obbligo di effettuare alcuna notifica al lavoratore.

References: Articolo 24

Articolo 60

Articolo 61

Articolo 66

Articolo 68

Articolo 70

Articolo 71

Articolo 72
 articolo 4

Articolo 73
 articolo 33

Articolo 74

Articolo 75

Articolo 76

Articolo 80

Articolo 81

Articolo 83

Articolo 84

Articolo 85

Articolo 88

Articolo 90

Articolo 91

Articolo 93

Articolo 95

Articolo 103

Articolo 120

Articolo 125

Articolo 126

Articolo 127
 articolo 61

Articolo 144

Articolo 147

Articolo 152