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Timestamp: 2020-08-12 19:14:06+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 11202 del 08/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11202 del 08/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 08/05/2017, (ud. 05/04/2017, dep.08/05/2017), n. 11202
sul ricorso 13219-2015 proposto da:
avvero la sentenza n. 13572015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE
della SICILIA SEZIONE DISTACCATA di MESSINA, depositata il
15/01/2015;
L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, affidato ad un motivo, nei confronti di F.G. (che non resiste), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Sicilia Sezione staccata di Messina n. 135/02/2015, depositata in data 15/01/2015, con la quale – in controversia concernente l’impugnazione di un avviso di accertamento per IRPEF dovuta in relazione all’anno 1995, a seguito di rideterminazione dei ricavi d’impresa, – è stato dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione di sentenza della C.T.R. che aveva ritenuto inammissibile il gravame proposto dall’Agenzia delle Entrate, in quanto proposto “oltre il termine breve” per impugnare, decorrente dalla data “del 23/10/2003” (nella quale il contribuente aveva consegnato direttamente all’Ufficio copia della sentenza di primo grado).
In particolare, i giudici della C.T.R., investiti del giudizio per revocazione, hanno sostenuto che non ricorreva l’errore percettivo di fatto, in quanto la questione della mancata rituale notifica della sentenza di primo grado aveva costituito un “punto controverso” tra le parti, sul quale il giudice si era pronunciato, risolvendo una questione di diritto (“la corretta applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 38”).
1. La ricorrente lamenta, con unico motivo, la nullità della sentenza, ex art. 360 c.p.c., n. 4, per violazione e/o falsa applicazione dell’art. 395 c.p.c., n. 4, in quanto i giudici non avevano considerato che la C.T.R., nella decisione oggetto di revocazione, non aveva “espresso una valutazione giuridica su atti esaminati” ma aveva soltanto dato per certa una notifica mai avvenuta.
Invero, se l’errore revocatorio consiste “nell’errore meramente percettivo, risultante in modo incontrovertibile dagli atti e tale da aver indotto il giudice a fondare la valutazione della situazione processuale sulla supposta inesistenza (od esistenza) di un fatto, positivamente acquisito (od escluso) nella realtà del processo, che, ove invece esattamente percepito, avrebbe determinato una diversa valutazione della situazione processuale, e non anche nella pretesa errata valutazione di fatti esattamente rappresentati”, l’aver ritenuto inammissibile l’appello, siccome notificato oltre il termine breve, sul presupposto, erroneo, della rituale notifica della sentenza di primo grado (effettuata invece, in violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 38, comma 3, con consegna diretta di copia all’Ufficio), non costituisce un errore di fatto, bensì un errore di diritto, posto che l’applicazione dei principi in tema corretta notifica della sentenza, ex art. 38 citato, implica lo svolgimento di un processo argomentativo logico-giuridico che, di per sè, esclude il presupposto stesso della revocazione (Cass. 16136/2009; Cass. 26278/2016; Cass. 6511/2005).
Peraltro, come rilevato dai giudici della C.T.R., la questione aveva rappresentato un punto controverso tra le parti.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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 art. 38
 art. 360
 sentenza 
 art. 38
 art. 38
 Cass. 
 Cass.