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Timestamp: 2020-07-04 08:57:11+00:00

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Cass. 5106/2008 – Licenziamento disciplinare | Consulenza Legale avv. Matrone Emiliana
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Cass. 5106/2008 – Licenziamento disciplinare
Cassazione Civile – Sez. Lavoro – Sentenza del 27.02.2008 n. 5106
LA CORTE SUPREMA Dl CASSAZIONE SEZIONE LAVORO
2.3. Il motivo è infondato. Va, innanzi tutto, rilevato che, contrariamente a quanto assume in sede di ricorso per cassazione la Casa di cura, e come è stato affermato, invece, nella sentenza impugnata, le ragioni contenute nella lettera di licenziamento concemevano la falsità della certificazione della malattia. Deve darsi atto che in questa sede la Casa di Cura non insiste nella tesi della falsità della predetta certificazione medica, ma insiste sul fatto che, alla data della prestazione lirica, la S. non era più ammalata, ed avrebbe dovuto, pertanto, chiudere la malattia, riprendendo servizio, invece di recarsi a Roma, per svolgere la prestazione amatoriale. Tanto precisato, si osserva che la Corte territoriale ha, a tale ultimo riguardo, evidenziato che vi è ampia documentazione clinica costituita dalla cartella clinica relativa al ciclo di pratiche, cui la S. si stava sottoponendo, dal certificato medico in data 14 maggio, che diagnosticava coliche addominali recidivanti e prescriveva un periodo di riposo dal 14 al 26 maggio, oltre che dalla successiva visita fiscale del medico dell’INPS, avvenuta il 23 maggio — e cioè dopo la prestazione dell’attività amatoriale -, che aveva confermato tale prognosi. La S. aveva poi ripreso regolarmente servizio alla scadenza del periodo di malattia prognosticato. In ordine alla mancata richiesta di permesso alla Casa di Cura da parte della S. – per recarsi a Roma per la prestazione della propria attività amatoriale -, si osserva, poi, che correttamente la Corte territoriale ha affermato che, se si poteva rimproverare alla S. di non aver comunicato la propria intenzione al datore di lavoro, “una simile scorrettezza” non sarebbe stata ditale gravità da poter essere sanzionata con la misura espulsiva. Si tratta di valutazione di merito, congrua e logica, in ordine al comportamento della S., e pertanto esente da censure in sede di legittimità.
Cass. 9474/2009 – Licenziamento
Cass. 28170/2008 – Praticanti non ammessi al patrocinio
Cass. 24652/2008 – Rimborso spese legali

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