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Timestamp: 2020-07-04 03:07:37+00:00

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Mantenimento, difficoltà economiche ed esigenze fondamentali di vita | Studio Legale | Trasacco & Pecorario | Aversa - Caserta - Napoli
In particolare, la Corte di Appello, in accoglimento dell’impugnazione proposta dalla sola parte civile, riformava la pronuncia assolutoria di primo grado e condannava l’imputato al risarcimento dei danni, in relazione al reato di cui all’art. 570 c.p. e L. n. 898 del 1970, art. 12 sexies per essersi sottratto all’obbligo di corresponsione dell’assegno mensile di 730 Euro in favore dei figli minori e della moglie.
Avverso tale sentenza presentava ricorso l’imputato, ma la Corte di Cassazione rigettava l’impugnazione enunciando alcuni fondamentali principi in materia.
Dott. AMOROSO Riccardo – Consigliere –
avverso la sentenza del 08/11/2017 della Corte di appello di Lecce;
generale Dott. CANEVELLI Paolo, che ha concluso chiedendo il rigetto
udito per l’imputato l’avv. Raffaella Scutieri, in sostituzione
dell’avv. Ester Nemola, che ha concluso chiedendo l’annullamento
1. Con la sentenza sopra indicata la Corte di appello di Lecce, in accoglimento dell’impugnazione proposta dalla sola parte civile, riformava la pronuncia assolutoria di primo grado del Tribunale della stessa città del 07/07/2015 e condannava S.G. al risarcimento dei danni in favore della medesima parte, in relazione al reato di cui all’art. 570 c.p. e L. n. 898 del 1970, art. 12 sexies per essersi sottratto, fino all’aprile del 2012, all’obbligo di corresponsione dell’assegno mensile di 730 Euro in favore dei figli minori M. e F., e della moglie C.E., nonchè al pagamento delle utenze domestiche dell’abitazione familiare, come concordato dai coniugi con verbale poi recepito nella sentenza di separazione.
2. Avverso tale sentenza ha presentato ricorso l’imputato, con atto sottoscritto dal suo difensore dell’epoca avv. Francesco Calabro, il quale ha dedotto i seguenti tre motivi.
3. Con memoria depositata in cancelleria il 14/02/2019 l’avv. Francesco Tobia Caputo, difensore delle parti civili C.E. e S.F., ha chiesto l’inammissibilità o il rigetto del ricorso dell’imputato, depositando pure nota spese e istanza di liquidazione degli onorari.
E’ ben vero che nella giurisprudenza di legittimità si è affermato che il giudice di appello che riformi, ai soli fini civili, la sentenza assolutoria di primo grado (anche se emessa all’esito di giudizio abbreviato), sulla base di un diverso apprezzamento dell’attendibilità di una prova dichiarativa ritenuta decisiva, è obbligato a rinnovare l’istruzione dibattimentale, anche d’ufficio (così Sez. U, n. 18620 del 19/01/2017, Patalano, Rv. 269787), ma è anche vero che tale regola vale se il ribaltamento della decisione sia fondato essenzialmente su una rivalutazione della prova dichiarativa, la quale, dunque, acquista carattere di decisività nell’economia della pronuncia di secondo grado.
Tale criterio ermeneutico non risulta affatto disatteso nel caso di specie nel quale la Corte di appello di Lecce ha chiarito come i contorni della condotta omissiva tenuta dall’imputato nei riguardi della moglie separata e dei figli non erano affatto in discussione, essendo anzi sostanzialmente pacifici nella ricostruzione che le parti ne avevano dato. Non è un caso che nella motivazione della sentenza gravata vi è un solo riferimento alle dichiarazioni che la C., moglie dello S., aveva reso dinanzi al giudice di prime cure, in relazione ad una circostanza, quella della durata dell’attività lavorativa dell’imputato, che non aveva costituito oggetto di dubbio, essendo significativamente intervenute sul punto le concordi ammissioni del prevenuto.
A tanto osta il combinato disposto dell’art. 523 c.p.p., commi 1 e 2, e art. 614 c.p.p., comma 4, e art. 153 disp. att. c.p.p., che impone al difensore della parte civile di partecipare personalmente alla udienza per formulare e illustrare le proprie conclusioni e, solo all’esito della discussione, di depositare le conclusioni scritte e la nota spese. Nel corso del giudizio non è ammesso, dunque, alcun surrogato – quale il deposito di una memoria difensiva in cancelleria – ad una attività che deve essere esplicata innanzitutto mediante la partecipazione alla discussione in udienza, nel rispetto del principio dell’oralità che qualifica il processo penale anche nella trattazione delle questioni concernenti l’azione civile (in questo senso, secondo l’orientamento che appare maggioritario nella giurisprudenza di legittimità, Sez. 5, n. 29481 del 07/05/2018, Titton e altro, Rv., 273332).
art. 570 c.p., Impossibilità economica, Mezzi di sussistenza, Omesso versamento del mantenimento

References: art. 12
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 12
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 614
 art. 153

art. 570