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Timestamp: 2020-02-27 04:47:32+00:00

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Art. 32 Funzione e individuazione dei Sistemi e sottosistemi funzionali.
I sistemi ed i sottosistemi funzionali individuati dal PTC, Tav 2 e seguenti, sono strumentali alla individuazione della struttura organizzativa e funzionale del territorio provinciale e sono, di norma, composti da nodi di funzioni a vario livello territoriale - presenti o da attivare - e da reti di interrelazioni fra essi, che ne determinano la stato di sistema organizzato.
Essi costituiscono una base sostanziale per determinare, in coerenza fra loro, le strategie di sviluppo alle diverse scale territoriali, per indirizzare e qualificare le scelte strategiche ed operative degli atti di governo del territorio di competenza provinciale nonché dei Piani strutturali comunali e dei relativi atti di governo del territorio, per quanto attiene alla organizzazione, distribuzione e riordino delle funzioni, dei servizi e delle infrastrutture per la mobilità delle persone e delle merci, per la diffusione della conoscenza in relazione ai livelli attesi di qualità dello sviluppo.
Attraverso la loro definizione il PTC persegue pertanto lo scopo di:
- individuare, tenendo conto dei sistemi funzionali del PIT, una struttura organizzativa del territorio idonea ad assicurare i requisiti di attrattività, di accoglienza, di coesione sociale e territoriale, di dinamicità necessari a sia ad accrescere la competitività del territorio provinciale, sia ad affermare la parità di diritti ai cittadini nella fruizione dei servizi pubblici e privati essenziali;
- individuare le linee di evoluzione dei sistemi funzionali, e le interconnessioni e sinergie da attivare fra le diverse componenti, per il raccordo organico tra pianificazione territoriale e programmazione generale e settoriale dello sviluppo, determinando i conseguenti obiettivi di trasformazione territoriale e socio economica necessari per sostenerle e per consentire di verificare la coerenza fra le scelte strategiche assunte ai diversi livelli, nel rispetto dei valori statutari riconosciuti e la congruità delle azioni attivate;
- individuare ambiti sovracomunali e interprovinciali caratterizzati da problematiche comuni e, pertanto, idonei a promuovere il coordinamento e l'integrazione delle politiche di sviluppo sostenibile attivando le integrazioni orientate alla valorizzazione delle comuni opportunità, con il duplice effetto di potenziare le azioni di promozione dello sviluppo, e di eliminare i possibili effetti negativi di possibili posizioni concorrenziali;
- stabilire criteri e parametri comuni per riconoscere le potenzialità presenti, gli elementi di criticità da superare e permettere la valutazione integrata della strumentazione territoriale e di settore, e per la verifica degli effetti attesi.
Gli ambiti che costituiscono ciascuno dei sistemi o sottosistemi funzionali sono di norma non contigui fra loro, non necessariamente rappresentabili cartograficamente e possono interessare, collegandoli funzionalmente, più sistemi o sotto sistemi territoriali dei quali, comunque assumono le specifiche regole statutarie.
Il PTC articola il territorio della provincia di Livorno nei seguenti Sistemi e Sottosistemi Funzionali:
* Sistema funzionale degli insediamenti articolato in:
- la struttura insediativa: i nodi urbani, la città diffusa;
- la rete dei luoghi e degli spazi della collettività;
* Sistema funzionale delle attività economiche articolato in:
- turistico - ricettivo.
* Sistema funzionale delle reti e dei nodi infrastrutturali articolato in:
- mobilità e della logistica;
* Sistema funzionale per l'ambiente
Capo I Il sistema funzionale degli insediamenti
Capo II Il sistema funzionale delle attività economiche.
Art. 36 Il Sistema funzionale della produzione di beni e servizi. Individuazione (Tav. 2.1)
È rappresentato dagli impianti storici industriali di Livorno, Rosignano Solvay, Piombino e di tutte le attività ad esso connesso come le linee di carico portuali per il prodotto greggio, le cave di calcare a San Carlo e le linee ferroviarie di connessione cosi come le cave di calcare per le acciaierie di Piombino. Storicamente sono da annoverare le miniere dell'Elba.
Si accompagnano agli impianti storici le funzioni indotte dalle "case madri" e la crescita di aree funzionalmente collegate.
Il sistema non si racchiude nell'area dello stabilimento ma coinvolge apparati insediativi funzionali alla produzione di servizi necessari alla produzione dei beni e collocati non necessariamente in ambito industriale.
Art. 36.1 Il Sistema funzionale della produzione di beni e servizi. Obiettivi prestazionali.
Il PTC individua per questo sistema funzionale i seguenti obiettivi prestazionali per il consolidamento della presenza industriale:
- l'incentivazione del radicamento nel territorio delle imprese big player di Livorno, Rosignano, Piombino favorendo la crescita dell'indotto locale, rappresentato dalla piccola e media impresa, e l'integrazione tra industria e terziario come fonte di un duraturo sviluppo economico, risultando la dotazione dei servizi uno dei fattori determinanti ai fini delle scelte insediative;
- la promozione di poli industriali attrattivi di attività e funzioni esterni dal sistema urbano prevalentemente residenziale nel quale, invece, può continuare l'insediamento di piccola impresa e di servizio alla residenza la cui coesistenza con il tessuto cittadino deve potersi fondare su elementi di effettiva integrazione;
- la promozione di iniziative per favorire la collaborazione fra le imprese e di esse con i centri titolati all'alta formazione, alla innovazione ed alla ricerca;
- la riqualificazione, la riaggregazione, la integrazione funzionale e la diffusione dell'innovazione nel sistema produttivo industriale/artigianale, delle aree produttive esistenti;
- l'integrazione del sistema produttivo con un sistema infrastrutturale efficiente favorendo una maggiore accessibilità dei luoghi di produzione verso il sistema infrastrutturale anche mediante implementazione della intermodalità nella distribuzione delle materie prime e dei prodotti da e verso i luoghi di produzione, e l'agevolazione dei collegamenti fra più poli di produzione;
- esternalizzare i servizi per incrementare la crescita dell'indotto
- lo sviluppo di servizi comuni alle imprese, di servizi per il lavoro e l'occupazione, di servizi rivolti a conciliare i tempi di vita e di lavoro;
- la promozione di iniziative mirate di marketing territoriale;
- l'insediamento di nuove imprese e settori di elevato contenuto tecnologico;
- la promozione di organismi sovracomunali di gestione delle aree e di forme di gestioneunitaria delle infrastrutture e dei servizi;
- l'accesso ai finanziamenti previsti dalle leggi regionali e comunitarie per lo sviluppo equalificazione in senso ambientale delle attività produttive;
- l'accesso al sistema comunitario di ecogestione ed audit ambientale, anche promuovendo forme di certificazione riferita all'area produttiva nel suo complesso, oltre che al singolo sito produttivo.
Art. 37.1 Il Sistema funzionale dell' agricoltura. Obiettivi prestazionali.
Il PTC individua per questo sistema funzionale i seguenti obiettivi prestazionali:
- favorire gli investimenti in produzione di qualità e soprattutto quelle tese al recupero di produzioni colturali dismesse, in particolare nelle Isole, che costituiscono stimolo ad ulteriori coerenti investimenti e attivano processi di valorizzazione dei prodotti locali;
- limitare l'introduzione di funzioni in antitesi nel territorio rurale mediante destinazioni d'uso diverse dalla funzione agraria e favorendo il ruolo multifunzionale dell'imprenditore agricolo professionale con attività complementari a quella aziendale.
- riconoscere e valorizzare la connessione tra turismo e ruralità in specie nelle aree di produzioni di eccellenza (parte orientale dell'area livornese, val di Cecina, val di Cornia, isola d'Elba) favorendo la valorizzazione dei prodotti locali ed il recupero del patrimonio edilizio rurale esistente riconoscendo l'attività agrituristica come specificità del territorio agricolo;
- sostenere la presenza di produzioni di eccellenza attivando specifici filoni di ricerca e di marketing;
- favorire una gestione multifunzionale del territorio extraurbano;
- garantire la conservazione attiva del patrimonio paesaggistico di tutto il territorio rurale secondo i principi stabiliti negli obiettivi di qualità e dei valori del presente piano.
- ridurre la negatività dei processi di riconversione delle aree rurali verso funzioni sostitutive anche promuovendo il recupero agli usi agricoli delle aree sottoposte ad usi non rurali mediante il loro trasferimento in aree compatibili;
- contrastare processo di frammentazione fondiaria generato dalle posizioni di rendita e di valorizzazione connesse all'incremento di residenza turistica sconnessa dall'attività agricola;
- salvaguardare le risorse genetiche autoctone;
- favorire il ruolo di presidio ambientale della presenza umana nelle zone più marginali
La Provincia ritiene che un obiettivo primario del PTC sia quello di promuovere la definizione condivisa di criteri per la individuazione a livello comunale dell'articolazione che qualificano il territorio agricolo secondo quanto previsto dall'articolo 40 della L.R. n. 1/2005 e, quindi, per un omogeneo riconoscimento sul territorio provinciale:
- delle zone con esclusiva o prevalente funzione agricola articolate in sottozone che tengano conto anche della caratterizzazione sociale, ambientale e paesaggistica;
- degli specifici valori e peculiarità - di tipo imprenditoriale, paesaggistico e di assetto agrario storicizzato, sociale, boschivo e selviculturale, ecc. - che concorrono a qualificare determinati ambiti territoriali come zone ad esclusiva funzione agricola e, quindi, come risorsa essenziale del territorio, limitata e non riproducibile;
- delle aree rurali connotate da caratteristiche, in atto o potenziali, di residualità, evidenziano i fattori che ne determinano lo stato;
- della regolamentazione degli usi ricreativi e della disciplina dei veicoli a motore fuoristrada
Ai fini di quanto sopra la Provincia ritiene determinante la predisposizione dello specifico regolamento avente valore anche di Regolamento Forestale Provinciale, da redigersi in sintonia con le disposizioni e definizioni regionali, previsto all'articolo 10 della presente disciplina quale strumento idoneo a formulare, di concerto coi Comuni e le associazioni del settore, quale premessa alla definizione della disciplina attinente al dimensionamento dei Piani di Miglioramento Agricolo in relazione alla dimensione aziendale e alla collocazione nelle diverse tipologie di funzione delle aree agricole.
I parametri dimensionali terranno di conto delle tipologie produttive agricole articolate come segue:
- aree a prevalente indirizzo produttivo cerealicolo/foraggiero;
- aree a prevalente indirizzo orticolo e florovivaistico;
- aree a prevalente interesse selvicolturale;
- aree a prevalente indirizzo olivicolo, vitivinicolo, frutticolo.
- aree boscate a prevalente attività di raccolta dei prodotti senza modificazioni del soprasuolo e quelle soggette ad attività periodiche di ceduazione e taglio";
Tale articolazione sarà dettagliata, mediante una specifica ricognizione, per tener conto dello stato del territorio agricolo e delle diverse componenti funzionali individuate, con particolare riferimento alla individuazione delle:
- aree vocate alla conservazione degli assetti agrari storicizzati (appoderamenti, reticolo idraulico storico)
- connesse a specifiche filiere quali le strade del vino e zone di produzione dell'olio di qualità;
- vocate a produzioni tipiche locali e di eccellenza;
- strutture produttive connesse all'agricoltura e di trasformazione dei prodotti agricoli, ma prive di connotato aziendale agricolo;
- presenza, idoneità ed accessibilità di servizi all'agricoltura.
Il Regolamento conterrà, inoltre, la definizione di criteri per:
- la progettazione dell'edilizia rurale, e per il relativo dimensionamento connesso alle diverse tipologie di funzioni e la per la localizzazione in relazione alle dominanti morfologiche e vegetali ed alla presenza di corpi idrici
- specificare i caratteri di sostenibilità da garantire con gli interventi;
- definire le misure di salvaguardia dei caratteri storici originari quali il recupero e la conservazione funzionale di sistemazioni agrarie, di ciglionature, muri a secco, siepi o filari di alberature tradizionalmente utilizzate nell'agricoltura toscana;
- prevedere l'impiego di specifiche tecniche agronomiche e di ingegneria naturalistica in particolari situazioni orografiche;
- individuare le attività compatibili con gli obiettivi stabiliti dal presente piano al fine di salvaguardare ed incrementare il reddito dell' impresa agricola;
- contrastare e disincentivare la frammentazione aziendale e l'abbandono delle dotazioni patrimoniali immobiliari che favoriscono destinazioni d'uso concorrenziali al sistema agricolo.
- determinare forme di incentivo favorire processi di accorpamento funzionale e produttivo
- determinare la compatibilità con le funzioni agricole - e con le prescrizioni statutarie di qualità del paesaggio contenute nel PIT e nel presente piano - di impianti tecnologici, in particolare per produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili eccedenti l'autoconsumo ;
- evitare forme di degrado relativamente agli effetti scenico-percettivi che caratterizzano il paesaggio e gli insediamenti rurali attraverso la definizione di specifiche prescrizioni da osservare nella definizione di piani attuativi (PMAA, Piani di Recupero) e degli interventi diretti (ampliamenti, nuove edificazioni):
- per il recupero delle tessiture storiche e delle trame interpoderali, per il controllo della forma del costruito in relazione all'area di pertinenza, per la conservazione della vegetazione esistente ed il potenziamento dei corridoi di connessione vegetale,
- per la conservazione dei caratteri architettonici delle tipologie coloniche tipiche e delle sistemazioni paesaggistiche degli spazi aperti e dell'intorno, dove la permanenza dei manufatti originari costituisca elemento di riferimento per le attività edificatorie e di sistemazione degli spazi di pertinenza;
- per incentivare il recupero delle strutture rurali anche ad uso ricettivo, con conservazione degli elementi architettonici di pregio e la ricomposizione paesaggistica originaria con particolari prescrizioni per la conservazione dei caratteri architettonici delle tipologie coloniche tipiche e delle sistemazioni paesaggistiche degli spazi aperti e dell'intorno.
- regolamentare gli usi del soprassuolo delle superfici agricole colonizzate e quelle soggette a processi di colonizzazione da arbusteti o da individui arborei.
Fino all'approvazione del Regolamento provinciale si applicano le disposizioni del Capo III del Titolo IV della L.R. n.1 del 2005 e relativo Regolamento di attuazione.
Art. 38 Il Sistema funzionale della pesca. Individuazione.
Il sistema è molto frazionato ed è investita delle problematiche riguardanti l'intero comparto della pesca a livello nazionale oltre quelle specifiche del contesto ambientale in cui essa opera. Molte condizioni minano l'attività a cominciare dalle questioni relative all'invecchiamento e all'obsolescenza della flotta, dai meccanismi di mercato e dalla valorizzazione e commercializzazione del prodotto, dalla formazione professionale, ma anche dalla basa produttività delle specie demersali e dall'assenza di pesca "industriale". In ultimo e non secondario, la polverizzazione o la mancanza di strutture di servizio e portuali alla pesca, che frammentano il comparto e ne disperdono energia
Art. 38.1 Il Sistema funzionale della pesca. Obiettivi prestazionali.
- Consolidare il comparto attrezzando appositamente aree portuali di attracco dei pescherecci associate a servizi per l'attività.
- Razionalizzare i punti di attracco dei pescherecci organizzando appositi centri servizi portuali della pesca associati a aree di vendita del prodotto integrati con la città in specie quelle di Livorno, Marina di Cecina, Piombino, Portoferraio, Porto Azzurro e Marina di Campo;
- Per tutto il sistema occorre attivare e/o rafforzare procedimenti di monitoraggio riguardanti le catture massime sostenibili per specie, le catture per unità di sforzo, l'ambiente per specie ittiche. Attivare la zonazione delle zone di pesca per le diverse modalità operative e quelle riservate alle nursery delle varie specie ittiche.
- Integrare l'attività della pesca con l'attività turistica;
- Contribuire al conseguimento di un equilibrio duraturo tra le risorse alieutiche e lo sfruttamento delle medesime;
- Rafforzare la competitività delle strutture e lo sviluppo di imprese economicamente valide nel settore;
- Migliorare la qualità e la valorizzazione dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura;
Art. 39 Il Sistema funzionale del commercio. Individuazione (Tav.2.1)
Le linee evolutive in atto nel sistema incidono modo particolare sulla riduzione della capacità attrattiva dei centri urbani.
La generale tendenza allo sviluppo di medie/grandi strutture di vendita depotenzia l'organizzazione capillare e la funzione di servizio del singolo negozio a vantaggio di concentrazioni periferiche la cui accessibilità è fondata sull'uso incondizionato del mezzo mobile privato.
Il riconoscimento e l'organizzazione di Centri Commerciali Naturali è condizione necessaria, ma non sufficiente alla riqualificazione dei centri urbani se non adeguatamente accompagnata da un processo di valorizzazione dei luoghi contestualmente alla singola attività.
Il sistema funzionale del commercio è strettamente connesso a quanto questo PTC indica per l'accessibilità ai centri urbani in generale e per la loro riqualificazione in particolare.
Art. 39.1 Il Sistema funzionale del commercio. Obiettivi prestazionali.
Il PTC individua per questo sistema funzionale, per concorrere alle finalità della "rete dei luoghi e degli spazi della collettività" assunte dal presente Piano, i seguenti obiettivi prestazionali:
- favorire la crescita del sistema dei negozi di vicinato, allargato ai servizi alla persona, e l'incentivazione della vendita a domicilio, in particolare per beni di prima necessità, nelle aree non urbane a densità abitativa rarefatta;
- promuovere negozi di vicinato adibiti ad empori in zone a densità abitativa ridotta (< 100 ab.x Km.q) anche in relazione al loro ruolo di aggregazione sociale;
- promuovere la attivazione dei Centri Naturali Commerciali attraverso la qualificazione del loro contesto urbano e la riqualificazione delle singole strutture di vendita;
- considerare prioritaria la necessità di assicurare ai negozi di vicinato una adeguata accessibilità sia inserendoli in percorsi di mobilità pedonale e ciclabile, sia prevedendo aree di sosta veicolare adeguate;
- Riqualificare e adeguare le grandi strutture commerciali esistenti integrando i centri con i processi di mobilità e della sosta migliorandone l'accessibilità urbane.
- Nelle nuove localizzazioni delle medie e grandi strutture di vendita, favorire quelle che attivano processi di integrazione d'area sovracomunale ai quali sia agevole l'accessibilità dalle reti infrastrutturali e la possibilità di scambi intermodali
Art. 40 Il Sistema funzionale turistico - ricettivo. Individuazione (Tav. 2.1)
Il sistema soffre della qualità dell'offerta di base che si attesta su strutture ricettive di categoria medio- bassa con bassa quantità di numero di camere per struttura e in molti casi prive di dotazioni impiantistiche primarie, come il riscaldamento, che accentuano la stagionalizzazione dell'attività, ed inoltre :
l'assenza di un sistema coordinato tra impresa turistica e imprese di servizi di base al turista che dequalifica l'offerta;
l'assenza di strutture di alta qualità cui attribuire ruoli internazionali di richiamo;
Le difficoltà di accesso ai luoghi di soggiorno come fattore di diffidenza verso il sistema locale;
Una incerta mobilità tra i luoghi di soggiorno e i luoghi interni della cultura e degli eventi che inibiscono la mobilità territoriale e del sistema turistico cui fa capo;
Art. 40.1 Il Sistema funzionale turistico - ricettivo. Obiettivi prestazionali.
- Il consolidamento e destagionalizzazione dell'organizzazione strutturale dell'offerta di soggiorno attraverso la qualificazione delle strutture ricettive esistenti mediante adeguamenti dotazionali e ampliamento dei servizi interni a ciascuna struttura ricettiva
- Rafforzamento del concetto di impresa mediante organizzazione gestionale unitaria di ciascuna struttura ricettiva
- Rafforzamento del concetto di complementarietà alla conduzione aziendale agricola dell'attività agrituristica
- Mantenimento della qualità ambientale e dei valori paesistici dei luoghi (depurazione delle acque reflue dei centri abitati, qualità batteriologica delle acque di balneazione in primo luogo) come fattore di competitività
- L'implementazione dell'accessibilità, soprattutto alle isole dell'arcipelago, mediante una riqualificazione infrastrutturale e del trasporto pubblico locale
- Favorire la mobilità interna ai luoghi di soggiorno e villeggiatura e tra questi e i luoghi della cultura e degli eventi
- Amplificare la catena dei cosiddetti prodotti turistici
- Disincentivare processi di trasformazioni immobiliari tendenti alla riduzione del ruolo di impresa.
Capo III Il sistema delle reti e dei nodi infrastrutturali.
Capo IV Il sistema delle risorse.

References: Art. 36

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 38

Art. 39

Art. 39

Art. 40

Art. 40