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Timestamp: 2020-02-21 17:46:46+00:00

Document:
Sentenze pubblicate sulla Rivista ticinese di diritto I-2005 (III. Diritto di famiglia)
Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2005 (III. Diritto di famiglia)
Misure provvisionali in pendenza di un ricorso all’autorità di vigilanza
Se le misure provvisionali richieste sono direttamente connesse a una procedura pendente davanti all’autorità di vigilanza incombe a quest’ultima (e non all’autorità tutoria) prendere le opportune misure cautelari.
Nel fabbisogno minimo rientra anche il costo delle cure mediche e dentarie non coperte da un’assicurazione, a condizione che ne sia dimostrata la necessità e l’entità (consid. 6e).
L’obbligo di mantenimento verso un figlio nato fuori del matrimonio configura un debito personale che il genitore deve onorare anzitutto con la sua quota di eccedenza (consid. 8d).
Allorché sia sopraggiunto un caso di previdenza e non sia più possibile suddividere la prestazione d’uscita maturata da un coniuge durante il matrimonio, nel caso in cui sussista un conto di libero passaggio vincolato che non serve a garantire prestazioni assicurative, una parte del saldo di tale conto può essere devoluta all’altro coniuge come equa indennità (consid. 5).
Scioglimento del regime dei beni: compenso tra acquisti e beni propri nel caso di investimenti eseguiti con acquisti in beni propri di un coniuge prima e durante il matrimonio – previdenza professionale
Il contributo alimentare dell’art. 125 CC è per principio limitato nel tempo, salvo che il beneficiario non possa recuperare la propria indipendenza economica (consid. 3).
Una rendita tutelata dall’art. 127 CC può essere ridotta solo in circostanze estreme, ove siano applicabili gli art. 2 cpv. 2 e 27 cpv. 2 CC (clausola rebus sic stantibus: FF 1996 I pag. 129 n. 233.541; DTF 122 III 97; SCHWENZER in: Praxiskommentar Scheidungsrecht, Basilea 2000, n. 11 ad art. 127 CC; SUTTER/FREIBURGHAUS, Kommentar zum neuen Scheidungsrecht, Zurigo 1999, n. 14 ad art. 127; SPYCHER/GLOOR in: Basler Kommentar, 2ª edizione, n. 11 ad art. 127 CC).
La modifica di una misura provvisionale ha di regola effetto solo per il futuro, anche se per ragioni di equità il giudice può far decorrere la modifica già dalla presentazione della domanda o da qualsiasi momento intermedio tra la presentazione della domanda e l’emanazione del decreto. Una retroattività più ampia è possibile solo in casi eccezionali. I contributi possono essere chiesti per l’anno precedente l’introduzione della domanda solo nell’ipotesi in cui il contributo di mantenimento sia fissato per la prima volta, non nei casi di modifica (consid. 12).
Spetta al coniuge che invoca una diminuzione del proprio reddito per malattia duratura rendere verosimile gli estremi dell’affezione. L’accertamento di patologie che comportino l’inabilità lucrativa richiede, per principio, un esame specialistico. In un procedimento provvisionale, improntato alla sommarietà, il giudice statuisce sulla base della verosimiglianza, sicché l’esecuzione di una perizia va riservata al merito (consid. 7).
Durante la vita separata, se non si può ragionevolmente contare su una ripresa della comunione domestica, occorre prendere in considerazione anche i criteri applicabili al mantenimento dopo il divorzio, ma ciò non significa che il riparto a metà dell’eccedenza non sia più applicabile (consid. 9).
La soppressione o la riduzione cautelare dell’importo fissato in una sentenza di divorzio è possibile, ma solo a condizioni straordinarie, eccezionali e da valutare con grande cautela (consid. 2).
Divorzio su richiesta unilaterale: modifica di misure emesse nell’ambito di una precedente procedura a protezione dell’unione coniugale
Per modificare un assetto a protezione dell’unione coniugale convenzionalmente pattuito e omologato dal giudice occorre rendere verosimile che le circostanze considerate nell’ambito del precedente accordo abbiano subito modifiche di rilievo (consid. 4).
Si giustifica, eccezionalmente, di concedere il beneficio dell’assistenza giudiziaria accanto a una provvigione ad litem nell’ipotesi in cui il debitore non possa attingere al suo unico elemento di patrimonio, sotto sequestro penale per tempo indefinito (consid. 4 e 5).
Contributo alimentare per moglie e figli: reddito ipotetico – indigenza del richiedente cui è imputato un reddito ipotetico
Il conseguimento di un reddito ipotetico può anche implicare un cambiamento d’attività, l’esigenza di sostentare debitamente la famiglia prevalendo sulla libera scelta della professione (consid. 3b).
Un reddito ipotetico non esclude uno stato d’indigenza. Poco importa che un richiedente versi in grave ristrettezza per sua colpa. L’indigenza può essere negata solo qualora il richiedente abusi dei suoi diritti, in particolare ove abbia rinunciato a un reddito appunto in vista del processo (consid. 8).
Protezione dell’unione coniugale: contributi pecuniari per il mantenimento della famiglia
Il costo dell’alloggio va inserito nel fabbisogno minimo di chi occupa l’abitazione, non in quello del coniuge tenuto a erogare contributi di mantenimento (consid. 13).
Il giudice delle misure a protezione dell’unione coniugale stabilisce “i contributi pecuniari per il mantenimento della famiglia”, che possono consistere non solo in prestazioni periodiche per l’ordinario sostentamento, ma anche in importi occasionali destinati alla copertura di spese straordinarie. Non è preposto invece alla disciplina dei rapporti interni di dare e avere fra le parti per debiti dell’uno pagati dall’altro e viceversa (consid. 17a).
Non risponde all’economia di giudizio che un pretore emani decreti cautelari appellabili nell’ambito di misure a protezione dell’unione coniugale (consid. 17b e 17d).
Protezione dell’unione coniugale: convenzione sui contributi di mantenimento
Durante la separazione di fatto i coniugi possono stipulare convenzioni interne sui contributi di mantenimento. In caso di litigio, ogni coniuge può rivolgersi al giudice delle misure protettrici dell’unione coniugale, che deciderà tenendo conto delle circostanze poste alla base dell’accordo e dei mutamenti intervenuti nel frattempo, indipendentemente dal fatto che tali mutamenti siano rilevanti e duraturi come si richiede invece nel caso di un’istanza volta alla modifica di misure a protezione dell’unione coniugale giusta l’art. 179 CC (consid. 2).
Protezione dell’unione coniugale: reddito del coniuge in caso di lavoro straordinario
Gli effetti della separazione sono disciplinati per analogia dalle disposizioni sulle misure protettrici dell’unione coniugale. Il calcolo dei contributi alimentari avviene quindi in base alla ripartizione dell’eccedenza mensile, di regola a metà, tra i coniugi, ottenuta deducendo dal reddito familiare il fabbisogno dei coniugi e dei figli minorenni (consid. 2).
Protezione dell’unione coniugale: misure provvisionali; impossibilità di chiedere una provvigione per i costi della causa
Prima di fissare contributi retroattivi il giudice verifica che il coniuge debitore non abbia già adempiuto l’obbligo e che l’inattività del coniuge richiedente non costituisca una rinuncia ai contributi nel periodo che precede l’istanza (consid. 3).
Il coniuge che chiede già in via provvisionale contributi alimentari a titolo retroattivo deve rendere verosimili i requisiti dell’art. 376 CPC (consid. 5).
Protezione dell’unione coniugale: contributo limitato nel tempo?
Circostanze in cui il contributo di mantenimento per un coniuge può essere limitato nel tempo nell’ambito di una procedura a protezione dell’unione coniugale (consid. 3b).
Protezione dell’unione coniugale: contributo per il figlio minorenne
I figli minorenni devono essere sentiti anche nell’ambito di misure a protezione dell’unione coniugale (consid. 3).
Il fabbisogno medio in denaro previsto dalle raccomandazioni pubblicate dall’Ufficio della gioventù e dell’orientamento professionale del Canton Zurigo comprende già gli eventuali assegni familiari, le prestazioni complementari AVS o AI, le rendite da casse pensioni, da assicurazioni infortuni o contro la responsabilità civile e così via (consid. 7c).
Misure a protezione dell’unione coniugale: fabbisogno di figli maggiorenni inserito nel fabbisogno familiare? – contributo di mantenimento per la moglie limitato nel tempo?
In linea di principio il giudice delle misure a protezione dell’unione coniugale è abilitato a occuparsi solo di figli minorenni. Nondimeno, se i genitori sono d’accordo, il contributo per i figli maggiorenni comuni può essere inserito nel fabbisogno della famiglia. Ciò presuppone tuttavia un accordo chiaro sul principio e sull’ammontare del contributo. In mancanza di ciò, spetta al figlio maggiorenne far valere personalmente e in proprio nome le sue pretese a norma dell’art. 277 cpv. 2 CC nei confronti del genitore renitente (consid. 5).
L’inizio di un’attività lucrativa da parte della moglie non fa decadere per ciò solo l’obbligo contributivo del marito, ma aumenta unicamente il reddito familiare (consid. 12).
Scioglimento del regime dei beni: assicurazioni private sulla vita – contributo di mantenimento dopo il divorzio: obbligo del creditore di attingere a sostanza propria
Trattandosi di assicurazioni private sulla vita, l’art. 197 cpv. 2 n. 2 CC non si applica e la determinazione della massa di appartenenza segue i principi della surrogazione patrimoniale. Non rientrano ad ogni modo nella liquidazione le polizze di cui il contraente non può più disporre, ad esempio per avvenuta cessione a terzi o in seguito alla firma di una clausola beneficiaria irrevocabile (consid. 2).
Per finanziare sé stesso dopo il pensionamento, il coniuge creditore di un contributo alimentare può essere tenuto – come il coniuge debitore – a intaccare la propria sostanza. Dopo il 1° gennaio 2004 il rendimento di capitali a risparmio non si presume più superare il 2%. In ogni modo il diritto di conservare il livello di vita prima della separazione spetta non solo al creditore, ma anche al debitore del contributo, cui dev’essere garantito un tenore di vita analogo a quello del coniuge creditore e, in ogni modo, l’equivalente del fabbisogno minimo (consid. 4).
Le controversie legate allo scioglimento del regime matrimoniale vanno esaminate prima delle questioni correlate al riparto delle prestazioni d’uscita del “secondo pilastro” e prima di quelle inerenti ai contributi alimentari (consid. 9 in principio).
Il giudice del divorzio non può modificare retroattivamente le misure provvisionali adottate in pendenza di causa, neppure in caso di dichiarazioni menzognere della parte che ne ha beneficiato, a meno che il coniuge richiedente ottenga una revisione dell’assetto cautelare. Nel Cantone Ticino tale revisione va chiesta nelle forme della restituzione in intero contro le sentenze (consid. 9e).
Relazioni personali con il figlio: diritto di visita – perizia
Spese dovute all’esercizio di un diritto di visita sorvegliato (consid. 8).
Filiazione: relazioni personali con un figlio collocato in vista d’adozione
Se i genitori hanno consentito all’adozione del figlio o se si può prescindere da tale consenso, il diritto alle relazioni personali si estingue non appena il figlio sia collocato in vista d’adozione. In circostanze straordinarie l’autorità tutoria può conferire un diritto di visita al genitore del figlio collocato in vista di adozione, se ciò risponde al bene del figlio medesimo.
Reddito determinante del coniuge cui sono affidati figli minorenni – obbligo coniugale di adeguata assistenza verso figli avuti prima del matrimonio
L’assegno familiare di base e quello per giovani in formazione o per invalidi rientra nel reddito determinante del coniuge affidatario, non invece l’assegno integrativo né quello di prima infanzia (consid. 4).
Obbligo di mantenimento del patrigno nel caso in cui il figlio avuto dalla moglie prima del matrimonio viva nella comunione domestica, rispettivamente nel caso in cui non viva più nella comunione domestica, sospesa a norma dell’art. 137 cpv. 1 o 175 CC (consid. 8 e 9).
La decisione con cui un’autorità ordina l’assunzione di un mezzo istruttorio nella prospettiva della decisione finale è considerata “incidentale” ed è pertanto impugnabile solo ove provochi al ricorrente un danno “non altrimenti riparabile” (consid. 5).
Competenza dell’autorità tutoria a disciplinare le relazioni personali tra genitori e figli – compiti del curatore educativo
Le autorità di tutela continuano a occuparsi della regolamentazione del diritto di visita anche se i genitori hanno introdotto nel frattempo un’azione di divorzio, quanto meno nei casi in cui la disciplina delle relazioni personali sia connessa con una misura a protezione del figlio, come ad esempio una curatela educativa (art. 308 CC; consid. 3).
Il curatore educativo deve vegliare a che le relazioni tra genitore e figlio si svolgano conformemente a quanto ha deciso l’autorità, regolando se necessario le modalità pratiche (consid. 12a).
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References: art. 2
 DTF 
 art. 127
 art. 127
 art. 127
 sentenza