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Timestamp: 2019-02-24 01:16:08+00:00

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UrbisMap | Piano Urbanistico Comunale di San Nicolò d'Arcidano (PUC)
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Art. 25quinquies
Art. 25sexties
Piano Urbanistico Comunale di San Nicolò d'Arcidano (PUC)
Normativa Comunale: San Nicolò d'Arcidano
Pubblicazione Gazzetta Ufficiale n.4 del 2012-02-06
Articolo: 13bis
Articolo: 15bis
Commerciale - Distribuzione merci - Artigianale
Articolo: 16bis
Piani attuattivi esistenti
Articolo: 17bis
Nodo attrezzato
Recupero ambiantale
Serbatoio pensile e depuratore
G3.2a
G3.2b
campo di sosta e transito attrezzato per le popolazioni nomadi
Articolo: 25bis
Articolo: 25ter
Impianto sollevamento acque nere
Articolo: 25quater
Articolo: 25quinquies
Articolo: 25sexties
Salvaguardia - rispetto assoluto
Salvaguardia - rispetto ambientale
Salvaguardia - rispetto archeologico
S2-S3-S4
Articolo: 1 - DISPOSIZIONI GENERALI
Sono abrogate le precedenti Norme ed il precedente Programma di Fabbricazione del Comune di S. Nicolò d'Arcidano.
Per le aree classificate come zone omogenee C e D, qualora non venga avviata entro il termine di 10 anni la loro attuazione mediante appositi piani di iniziativa pubblica o privata, la destinazione urbanistica prevista dal PUC potrà decadere, nel qual caso le medesime aree potranno essere riclassificate come zona "E" Agricola.
Le aree soggette a vincoli diversi (paesaggistico, archeologico, idrogeologico-forestale e di forestazione) dovranno rispettare anche le relative norme e disposizioni specifiche in materia.
In particolare, per le aree boscate si dovra` rispettare la normativa che segue.
Per ogni forma di godimento del bosco dovranno essere osservate le norme previste dalle leggi e dai regolamenti generali e speciali in materia forestale e particolarmente quelle contenute nelle prescrizioni di massima e di polizia forestale vigenti nella Provincia.
I proprietari si impegnano a garantire il libero passaggio all'interno del rimboschimento per accedere e sostare nei punti di vedetta antincendio esistenti, per tutto il personale incaricato dall'Amministrazione forestale di svolgere tali mansioni di vedetta.
In caso di permuta, vendita, cessione, passaggio o di qualunque cambiamento di proprieta`, i proprietari si obbligano a imporre ai subentranti,che sono tenuti a riceverli, gli oneri e le norme contenuti nel piano di coltura e conservazione.
Le costruzioni di fabbricati, chiudende ed altri manufatti dovranno essere preventivamente approvate dalla competente Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura su conforme parere dell'Ispettorato Ripartimentale.
Eventuali lottizzazioni dei terreni a scopo turistico-residenziale dovranno essere sottoposte all'approvazione dell'apposita Commissione Regionale costituita secondo il parere espresso dalle Sezioni IV^ e V^ del Consiglio Superiore dell'Agricoltura nella seduta del 19 maggio 1964.
Articolo: 2 - STRUMENTI DI ATTUAZIONE DEL PIANO URBANISTICO COMUNALE
prevedere secondo un disegno organico la sistemazione urbanistica di una superficie del territorio, la cui entitá minima, senza soluzione di continuitá, è prevista nel successivo art.6 delle presenti norme;
rete vdi distribuzione dell'energia elettrica e la relativa cabina di trasformazione;
Sono opere,di urbanizzazione secondaria:
le procedure di approvazione sono quelle previste nella vigente legislazione ed in particolare nella L.R. 45/89.
i Piani attuativi devono comprendere i seguenti elaborati:
stralcio degli strumenti urbanistici sovraordinati;
planimetria dello stato di fatto in scala non inferiore a 1:2000;
zonizzazione, in scala 1:2000 da cui risulti la destinazione delle aree per la viabilitá, i parcheggi, i servizi pubblici, il verde, i lotti e le eventuali diverse destinazioni d'uso.
planovolumetria, in scala 1:1000 o superiore, con le quote del terreno, in cui siano indicate le dimensioni planimetriche indicative e quelle di massimo ingombro, le cubature edificabili e le altezze massime dei singoli edifici, nonché i lotti di pertinenza con i distacchi dei fabbricati dai confini, la larghezza delle strade e degli spazi per la sosta, le aree per il verde attrezzato e per i servizi sociali.
sezioni e profili stradali;
tipologie edilizie in scala 1:2000;
relazione illustrativa e preventivo di spesa;
schema di convenzione, in cui siano previste le modalitá ed i criteri fissati dalla legislazione vigente, con particolare riguardo alle garanzie a copertura degli impegni finanziari per la realizzazione delle opere di urbanizzazione e le forme di loro adeguamento automatico al variare del costo della vita.
altri elaborati necessari per meglio identificare le previsioni progettuali in sintonia con le disposizioni legislative specifiche.
Articolo: 3 - CONCESSIONE EDILIZIA E AUTORIZZAZIONE
L'istituto della concessione edilizia è normato dalla L.10 del 28.1.1977 che ne stabilisce i principi, le condizioni e le modalità di rilascio.
In aggiunta a quanto stabilito dalla suddetta L.10, si inseriscono le disposizioni della L.94 del 25/3/1982, art. 7 e quelle della L.R. 23 dell' 11/10/1985, artt. 11,13,15 che precisano meglio gli ambiti delle opere soggette ad autorizzazione, onerosa e non, e quelle non soggette nè a concessione e nè ad autorizzazione.
A - OPERE SOGGETTE AD AUTORIZZAZIONE ONEROSA
A1) Cambio di destinazione d'uso con aumento di superficie utile, previa deliberazione del Consiglio Comunale, che per le sue particolari caratteristiche sia motivatamente giudicato compatibile con le zone in cui si trovano gli edifici interessati;
A2) Nei casi in cui le opere creino un aumento della superficie o della cubatura e rientrino nella casistica dei successivi punti B.
B - OPERE SOGGETTE AD AUTORIZZAZIONE GRATUITA
Opere che non comportino aumento di superficie o di cubatura.
B1) Cambio di destinazione d'uso da residenza ad altre destinazioni senza aumento di superficie utile, ovvero quando riguarda edifici siti in zone vincolate ai sensi della L.1497/1939, o in quelle parti del territorio comunale motivatamente indicate dal Consiglio Comunale;
B2) Opere di manutenzione straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo; B3) Le recinzioni di terreni;
B4) Le pertinenze, ai sensi dell'art. 817 del codice civile, gli impianti tecnologici al servizio di edifici già esistenti e le opere necessarie per la loro installazione;
B5) Opere di demolizione, i rinterri e gli scavi finalizzati ad attività edilizia;
B6) Le occupazioni stabili di suolo a titolo espositivo e di stoccaggio a cielo aperto; B7) Palloni pressostatici a carattere stagionale;
B8) Le vasche di approvvigionamento idrico ed i pozzi;
B9) I forni all'aperto e le opere oggettivamente precarie e temporanee.
C - OPERE NON SOGGETTE NE' A CONCESSIONE E NE' AD AUTORIZZAZIONE
C1) Manutenzione ordinaria;
C2) Opere di adattamento e arredo di aree di pertinenza di edifici esistenti; C3) Apposizione di tende a servizio di edifici esistenti;
C4) Manufatti occorrenti per l'installazione dei cantieri temporanei;
C5) Opere interne così come definite al comma 2, art. 15, L.R. 23/1985;
C6) Opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico o siano eseguite in aree esterne al centro edificato;
C7) Cambio di destinazione d'uso che non rientri nei casi di cui ai precedenti punti A1) e B1).
Per il computo dei volumi si assume come altezza il segmento verticale che ha per
L'altezza cosí misurata viene quindi utilizzata per il calcolo del volume e solo questo, dovendo essa computarsi diversamente, secondo i criteri tradizionali, ai fini del rispetto dell' altezza massima prescritta dagli strumenti urbanistici.
Per tetti sfalsati o con falde asimmetriche si conserva lo stesso criterio, sempreche` le due falde differiscano meno di un quinto della lunghezza della falda maggiore; in caso contrario, come pure nel caso di falda unica, tutto il sottotetto va computato ai fini del volume.
Ugualmente non si tiene conto di quella parte dei volumi interrati e/o seminterrati sottostanti al sopradescritto punto a), sempre che siano adibiti a cantine, depositi, locali caldaie, garages e simili; qualora detti locali siano invece destinati ad abitazione, attività artigianali, commerciali e simili, i vani interrati o seminterrati partecipano al computo dei volumi per la parte emergente dal piano di campagna.
Nel caso di tetto con pendenza maggiore del 35%, o di volumi superiori all'ultimo solaio non contenuti da piani ideali con pendenza del 35%, al volume computato secondo le modalita` precedenti va aggiunto il volume reale previsto al di sopra dell'ultimo solaio.
L'altezza e` determinata per fabbricato o per ogni porzione di fabbricato la cui superficie sia contenuta in un quadrato di mt. 12 di lato.
SCHEMI PER IL CALCOLO DEI VOLUMI
PAGINE NN. 7 8 9 10 11 12
Articolo: 5 - NORME E PROCEDURE PER LA MISURA DELLA COMPATIBILITA’ AMBIENTALE (M.C.A.) PER GLI INTERVENTI DI TRASFORMAZIONE DEL TERRITORIO
La Misura di Compatibilità Compatibilità Ambientale (L.R. 45/89, art.19.1.i) di qualunque progetto di trasformazione del territorio avverrà con le procedure che seguono.
Presa d’atto della G.M. che delibera l’ammissibilità del progetto, l’eventuale compatibilità straordinaria con il presente P.U.C. (anche in mancanza del P.P.A. o in deroga ad esso), la necessità della misurazione della compatibilità ambientale e quindi l’inizio della procedura, e definisce i campi specialistici delle eventuali consulenze da acquisire.
Istruzione da parte dell’ U.T.C., che raccoglie i pareri degli Uffici competenti e degli eventuali esperti nominati, acquisisce la documentazione integrativa occorrente e compie le visite sopralluogo e le misurazioni di controllo;
Pubblicazione del progetto e dell’istruttoria con avviso all’albo comunale e nei luoghi principali di pubblica frequentazione (30 giorni);
Raccolta delle osservazioni dei cittadini, Enti e Associazioni (30 giorni);
Deduzioni in merito alle osservazioni da parte dei presentatori del progetto di trasformazione (30 giorni);
Proposte conclusive da parte dell’ U.T.C. o del consulente esterno a ciò designato dalla G.M.
Esame del progetto, dell’istruttoria, osservazioni, deduzioni proposte conclusive da parte del C.C. e approvazione, approvazione condizionata o non approvazione del progetto di trasformazione.
Il progetto non approvato o per il quale non siano accettate le condizioni imposte può essere ripresentato solo dopo un anno.
Le norme da seguire nel giudizio di merito derivano dalla conoscenza scientifica approfondita dei fenomeni e comportamenti interessati caso per caso con l’obiettivo di garantire sicurezza e condizioni di vita ottimali alla popolazione, nel suo insieme e per ogni individuo.
Il progettista pertanto formerà le liste di indagine (chek-list) secondo le attività progettuali e le componenti ambientali; formerà la matrice per categorie delle attività e delle componenti e, per ogni posizione di incrocio, fornirà gli elementi di metodo, i presupposti scientifici, i valori dei parametri, le soglie ammissibili, ecc. della sua valutazione, renderà conto delle semplificazioni adottate e richiamerà infine sinteticamente le singole valutazioni di incrocio nella matrice per una valutazione complessiva, evidenziando le posizioni di rischio.
La localizzazione, progettazione ed esecuzione degli interventi di trasformazione deve osservare modalità atte ad assicurare il rispetto delle preesistenze ed i valori ambientali messi in evidenza negli elaborati del P.U.C., secondo lo schema che segue.
Analisi e contenuti progettuali (criteri generali per qualunque ambito di trasformazione)
I progetti di massima degli interventi di cui al precedente articolo devono essere muniti, in allegato, di analisi preliminari a contenuto paesistico-ambientale dei luoghi interessati, espresse con riferimento ai contenuti del presente P.U.C. e devono comprendere proposte alternative per la comparazione delle entità degli effetti di impatto sul paesaggio.
In sede di progettazione esecutiva, comprendente l’insieme delle opere previste; incluse quelle relative ad impianti ed infrastrutture provvisorie di cantiere, le modalità di accesso e le eventuali discariche dei materiali rimossi, gli elaborati progettuali devono verificare l’attuazione delle modalità stabilite con l’atto di approvazione del progetto di massima ai fini della tutela paesistico-ambientale.
Analisi e contenuti progettuali (criteri integrativi per opere di rilevante trasformazione del territorio)
Opere di viabilità stradale, ferroviaria e per le comunicazioni
La progettazione delle opere di cui al presente paragrafo deve corrispondere oltre che ai requisiti di compatibilità paesistica degli interventi stabiliti nei paragrafi precedenti, anche ai seguenti requisiti volti alla conservazione ed alla tutela attiva del paesaggio:
massima aderenza ai profili naturali del terreno, conseguibile mediante adattamento dei tracciati alle giaciture dei siti ed il trattamento superficiale con manti erbacei e cespugliati, privilegiando essenze locali;
contenimento della dimensione di rilevati e scarpate, Conseguibile mediante ridotte sezioni trasversali di scavi, riporti ed Opere in elevazione e ricorrendo ad appropriate tecniche di rimodellamento del terreno o sdoppiamento della carreggiata;
adozione di soluzioni progettuali e tecnologiche tali da non frammentare la percezione unitaria del paesaggio, conseguibile mediante il rispetto delle unità ambientali anche nel caso di strutture ed impianti, che in ogni caso devono presentare contenuta incidenza visiva;
ricostituzione di elementi naturalistici ed ambientali integrati alle visuali paesaggistiche mediante attento allestimento delle aree di servizio, stazioni, parcheggi, snodi, svincoli e manufatti in genere.
La progettazione di nuove opere fluviali, nonché l’adeguamento o la trasformazione di opere esistenti deve corrispondere ai seguenti requisiti, volti alla conservazione e tutela attiva del paesaggio:
mantenimento dei profili naturali delle rive, degli alvei e del microambiente rivierasco, conseguibile mediante la conservazione e tutela attiva degli elementi specifici del sito di tipo naturale e di tipo antropico;
contenimento delle opere idrauliche, volte al rivestimento cementizio delle sponde dei fiumi, alla difesa riparia, alla regolazione dei corsi d’acqua, limitandole a situazioni di massima pericolosità non risolvibili con altre provvidenze, e privilegiando invece l’uso di sbarramenti con materiali incoerenti locali o di argini in terra piantumati;
ricostruzione delle continuità floristiche riparie anche con nuove piantumazioni di essenze locali;
contenimento delle nuove opere di derivazione e captazione, limitandone l’incidenza paesistica;
adozione di interventi volti a ricomporre la continuità e a ricostituire i caratteri di naturalità degli arenili.
Nella realizzazione di Opere fluviali, al fine di garantire la protezione della natura dei siti, è opportuno:
limitare nuovi accessi carrabili ai corsi d’acqua, ad esclusione delle zone urbanizzate;
evitare l’impiego di strutture di contenimento artificiali prive degli elementi naturali che assicurino un corretto inserimento nel paesaggio visivo circostante;
evitare opere di difesa fluviale con canalizzazioni artificiali.
La progettazione di impianti a rete e puntuali per l’approvvigionamento idrico, nonché quelli a rete per lo smaltimento dei reflui depurati, i sistemi tecnologici per le comunicazioni, per il trasporto dell’energia, delle materie prime e dei semilavorati, deve portare particolare attenzione ai rischi connessi ad eventuali disfunzioni degli impianti con conseguenti pericoli di inquinamento dei suoli interessati, e all’incidenza dei tracciati sul paesaggio.
Conseguentemente i tracciati delle opere tecnologiche a rete devono essere definiti mediante un apposito elaborato progettuale che interpreti lo stato dei suoli, le condizioni lito-strutturali-geomorfologiche, idrologiche, idro-geologiche, vegetazionali e faunistiche.
Il progetto ed il relativo finanziamento devono prevedere le modalità ed i tempi per il completo ripristino della situazione preesistente.
Le opere di attivazione, trasformazione e adeguamento degli impianti volti ad attività estrattive dovranno essere sotto posti a pianificazione di settore ai sensi degli articoli
6 e seguenti della L.R. 7 giugno 1989, n.30, salvaguardando le compatibilità paesistico-ambientali con il contesto territoriale mediante la massima tutela delle acque superficiali e sotterranee attraverso il controllo delle escavazioni nelle cave in atto, il recupero delle attuali cave in falda idrica, il divieto di nuove cave in terreni alluvionali interessati dalla falda idrica di sub-alveo, il divieto di apertura di nuove aree di escavazione in zone di protezione idrogeologica di sorgenti, di pozzi e opere di captazione in genere adibiti ad usi idropotabili.
I progetti di attuazione del piano di settore devono:
prevedere il recupero ambientale ed il riuso delle cave abbandonate individuando opportuni criteri di coltivazione, come l’apertura di fronti di scavo in posizione nascosta alla vista prevalente e l’adozione di progetti finali idonei al recupero;
evidenziare gli usi attuali del suolo, i ripristini agro-forestali, il tipo e la quantità di materiali estratti e le alternative tecnologiche di coltivazione, l’importanza economica ed occupazionale dell’attività estrattiva, l’analisi degli effetti sull’ambiente ed i tempi del ripristino progressivo dell’area;
comprendere un programma di produzione e lo schema della convenzione per regolare l’attività di coltivazione e di recupero ambientale.
Non sono consentite attività di cava nelle riserve naturali delimitate dalla L.R. n.31/1989.
In attesa dell’approvazione del piano di settore non sono consentite nuove attività nelle aree di risorsa territoriale indicate nello Stralcio 1992 del "Piano regionale delle attività estrattive di cava" e definite nella tav. T7-bis.
Le disposizioni del presente articolo costituiscono direttive per l’esercizio delle funzioni regionali previste dalle leggi vigenti in materia di attività estrattive.
Discariche di rifiuti solidi
Le discariche di rifiuti solidi sono distinte in:
piccole discariche, che non danno luogo a sensibili alterazioni del luogo e si sviluppano su un’area di superficie non superiore a 2000 mq;
grandi discariche di dimensioni estese che coinvolgono un ambiente più ampio.
Entrambi i tipi di discarica sono autorizzati sulla base di un progetto organico. Tale progetto deve salvaguardare le compatibilità paesistico-ambientali con il contesto territoriale in cui si colloca.
A tale scopo valuta:
l’idoneità idrogeologica e la morfologia dei siti anche negli aspetti vegetazionali e faunistici;
le trasformazioni sull’ambiente portate dall’impianto, dalla viabilità di accesso durante il suo funzionamento e dalle eventuali cave di prestito;
la sicurezza dell’impianto;
le sistemazioni provvisorie e definitive del sito in vista di un suo necessario e progressivo recupero;
i tempi di esercizio e le modalità di gestione.
Trasformazione e bonifica agraria
Tutte le opere di grande trasformazione superficiale e di bonifica dei suoli agrari che danno luogo a rilevanti modifiche dei paesaggi devono essere verificate nei loro aspetti di compatibilità paesistico-ambientale.
L’assetto proposto deve essere confrontato con un rilievo puntuale dello stato di fatto per quanto attiene agli elementi componenti del paesaggio e deve assicurare il mantenimento ed il ripristino di adeguati elementi vegetazionali atti a costituire “corridoi ecologici”, come la vegetazione riparia, poderale e stradale, macchie boschive ecc.
Gli interventi edilizi agrari sono ammessi solo se strettamente connessi alle trasformazioni di cui ai commi precedenti e sono regolamentati dalle prescrizioni del progetto di trasformazione e bonifica agraria, compatibile con la presente normativa del PUC.
Articolo: 6 - AREE MINIME DI INTERVENTO
Nelle zone in cui l'atto edificatorio è subordinato alla predisposizione di un piano attuativo, questo deve essere esteso all'intera sottozona.
Per sottozona deve intendersi l'area delimitata da strade e/o da altre zone omogenee diverse.
Nella delimitazione delle aree da assogettare a piano attuativo si deve avere particolare riguardo ad evitare la creazione, per differenza, di "lotti interclusi", che per la loro esigua dimensione non possono essere oggetto di piano attuativo autonomo.
Uno o più proprietari, qualora dimostrino l'impossibilità, per mancanza di assenso degli altri proprietari appositamente interpellati per vie postali, di predisporre un piano attuativo possono, previa autorizzazione del Comune, predisporre il piano di massima esteso all'intera area. In tale ipotesi il piano si attuerà per stralci funzionali convenzionabili separatamente e i relativi oneri di urbanizzazione saranno ripartiti tra i diversi proprietari.
Articolo: 7 - PIANO DI LOTTIZZAZIONE D'UFFICIO
Il Sindaco potrá notificare ai proprietari delle aree edificabili comprese in zone per le quali non sia previsto il P.P. o il P.L. come unico strumento escutivo, invita a presentare, previa eventuale costituzione del consorzio, il progetto di lottizzazione e lo schema della relativa convenzione, che dovranno interessare la totalitá delle aree comprese in ciascuna area
di intervento, determinata ai sensi dell'art.28 L.U. entro congruo termine, non superiore a giorni centottanta dalla data della notifica.
Qualora il termine, come al precedente comma fissato, non venga osservato da tutti indistintamente i proprietari delle aree comprese nel "comparto d'intervento", il Sindaco provvederá alla redazione del progetto di lottizzazione d'ufficio e della relativa convenzione che, sentito il parere della C.E. e dopo l'approvazione del Consiglio Comunale, saranno notificati ai proprietari delle aree ai quali era stato notificato l'invito di cui al precedente comma.
Nel termine di giorni trenta dalla notifica di cui al comma 2º del presente articolo, i proprietari delle aree interessate a comprese nel P.L. possono presentare osservazioni e proposte di modifica sia sul progetto di P.L. sia sulla formazione dei singoli comparti.
Il Consiglio Comunale dovrá pronunciarsi sulle proposte di modifica eventualmente presentate dai proprietari; la deliberazione che si pronuncia sulle dette osservazioni e proposte dovrá essere notificata a tutti i proprietari delle aree interessate al P.L.
Ove nel termine di giorni trenta dalla notifica di cui al precedente comma, tutti i proprietari delle aree comprese nel P.L., nel caso in cui al suo interno non siano stati formati i comparti, e nel singolo comparto, non abbiano sottoscritto la convenzione di lottizzazione e l'accettazione del piano predisposto.
Articolo: 8 - VIABILITA'
La viabilitá dovrá essere gerarchizzata e dovrá prevedere le seguenti sezioni stradali:
strade principali con larghezza minima di m 10, di cui m 7 riservati alla carreggiata;
strade secondarie con larghezza minima di m 8, di cui m 6 riservati alla carreggiata.
strade di solo accesso ad un numero limitato di lotti con larghezza minima di m 7, di cui m 5 riservati alla carreggiata.
Articolo: 9 - ZONA A - CENTRO STORICO
La zona omogenea A (Centro Storico) individua un piccolo ambito urbano circostante la chiesa parrocchiale e la sua edificazione è regolata con Piano Particolareggiato.
Detto Piano si pone come uno strumento attuativo del PUC teso a disciplinare il recupero di immobili, complessi edilizi, isolati ed aree ricadenti nel Centro Storico attraverso interventi urbanistici ed edilizi (manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, risanamento conservativo, restauro conservativo, ristrutturazione), con particolare riguardo anche al tipo di materiale ed alle tecnologie ammissibili per gli interventi (con il divieto, ad esempio, dell’impiego di materiali non tradizionali, quali i blocchetti di calcestruzzo a vista per le murature, la finitura delle coperture con lastre di qualunque tipo, gli infissi esterni in alluminio anodizzato).
Per il raggiungimento degli scopi prefissi, i Piani Particolareggiati devono:
contribuire al miglioramento della qualità abitativa degli insediamenti edilizi nel loro complesso anche mediante eventuali limitate e motivate ristrutturazioni urbanistiche (con modifiche parziali anche dell’assetto viario), verificando, nel contempo, l'adeguata dotazione delle urbanizzazioni primarie e secondarie e prevedendone, ove necessario, l'integrazione al fine di evitare fenomeni di segregazione sociale e funzionale;
migliorare la qualità a livello di organismo architettonico con il recupero del patrimonio edilizio abbandonato, degradato o sotto utilizzato attraverso la precisazione delle modalità e dei limiti degli interventi finalizzati a ottimizzare lo svolgimento delle attività residenziali, produttive e dei servizi, in relazione alle prescrizioni attuali (norme igienico-sanitarie, per la sicurezza, ecc.);
favorire il mantenimento delle funzioni tradizionali e la permanenza dei residenti;
adeguare la qualità tecnica delle costruzioni con interventi tesi al consolidamento statico degli edifici recuperabili, mediante operazioni di manutenzione straordinaria o di risanamento, al fine di poter essere utilizzati per lo svolgimento delle funzioni originarie ovvero per destinazioni d'uso compatibili con il contesto attuale in cui gli stessi ricadono;
individuare, nell'ambito interessato al Piano, gli edifici dichiarati irrecuperabili (sulla base di apposite perizie tecniche) da demolire in tutto o in parte, quelli da ricostruire e le aree nelle quali è prevista la nuova edificazione (secondo i criteri e le tipologie imposte dal Piano).
Nella formazione dei suddetti Piani le destinazioni d'uso ammesse saranno quelle residenziali e di servizio connesse (attività commerciali - e di piccolo artigianato - e servizi pubblici di quartiere e d'interesse turistico) con le funzioni abitative, ricettive (alberghi esclusi) e pararicettive.
Sarà ammessa soltanto la realizzazione di nuove opere (per servizi tecnologici o accessorie della residenza) e comunque nei limiti e secondo le modalità fissate dalla normativa di Piano.
La densità fondiaria non dovrà superare quella preesistente, computata senza tener conto di sovrastrutture di epoca recente prive di valore ambientale.
Le altezze non potranno superare quelle degli edifici preesistenti e circostanti.
In assenza dei suddetti Piani attuativi, sono vietate le nuove costruzioni ad eccezione di quelle destinate a servizi pubblici di quartiere.
Sono viceversa consentiti gli interventi sulla preesistenza volti alla manutenzione ordinaria e straordinaria, consolidamento statico e restauro conservativo secondo le definizioni della L.457/1978.
Articolo: 10 - ZONA B DI COMPLETAMENTO SOTTOZONA B1
E' un ambito urbano prossimo al centro storico e per il quale si ritiene di dover operare con un livello di tutela intermedio tra la precedente zona A e la successiva sottozona B2.
Dovranno essere trattati con particolare riguardo quegli episodi, ancorchè sparsi, meritevoli di salvaguardia delle tipologie locali o di tutela dei metodi costruttivi e dei particolari architettonici di pregio.
In tale sottozona si dovra' operare con apposito Piano Particolareggiato che meglio evidenziera' le problematiche e proporra' le opportune soluzioni tecniche. In attesa di questo strumento urbanistico si potra' comunque operare col rilascio di concessioni dirette per le quali si applicano per intero le norme della successiva sottozona B2, nel rispetto di quanto prescritto in merito alla scelta dei materiali di finitura dal terzo comma dell'art.10 del Regolamento Edilizio e con le ulteriori precisazioni ed integrazioni che seguono.
- Qualora le opere da realizzare dovessero interessare parti esterne dell'edificio, i progetti dovranno essere integrati da un elaborato grafico o fotografico tale da rappresentare sia i prospetti dell'edificio in esame che quelli degli edifici adiacenti (ed anche di quelli prospicienti, se ricadenti in zona A).
- Negli interventi sul patrimonio edilizio esistente si dovra' presentare uno o piu' elaborati progettuali (grafici o fotografici) atti a rappresentare le tecniche costruttive ed i particolari architettonici della situazione esistente (estesi anche agli edifici prospicienti, se ricadenti in zona A).
- Inteventi su aree libere: la nuova edificazione e' ammessa soltanto a completamento dell'impianto urbanistico al fine di concludere o collegare in modo organico corpi di fabbrica con testate cieche o incompiute esistente, ed i progetti dovranno essere redatti nel rispetto delle indicazioni che seguono, e di quanto detto nei due punti precedenti in ordine alle costruzioni prospicienti, se ricadenti in zona A.
Le parti prospettanti su spazi pubblici, o comunque visibili dall'esterno, devono essere inserite nel contesto ambientale circostante, in particolare per quanto riguarda le altezze interpiano, la partitura ed i rapporti dimensionali delle aperture, gli orizzontamenti, gli eventuali elementi architettonici e ornamentali, gli infissi esterni, il colore ed il tipo di copertura.
Non dovra' essere superiore a 2.8 mc/mq. L'edificio non potra' superare l'altezza degli edifici circostanti e comunque non sara' mai superiore a m 8.5, salvo diverse disposizioni del Piano Particolareggiato.
Nel caso in cui il nuovo edificio sia compreso tra due corpi di fabbrica esistenti aventi altezze differenti, devono essere adottate soluzioni tali da costituire un armonico raccordo tra i corpi di fabbrica contigui.
ALLINEAMENTO STRADALE
La costruzione potra' essere a filo strada o in arretramento dal confine stradale. In quest'ultimo caso l'arretramento dovra' essere non inferiore a m.1.50, e dovra' essere ripristinato l'allineamento stradale attraverso una recinzione la cui tipologia non sia in contrasto con le preesistenze.
Saranno a tetto e dovranno raccordarsi al profilo degli edifici adiacenti.
COLRITURE ESTERNE
Si fara' ricorso all'adozione di colori di tonalita' adeguata a quella degli edifici adiacenti. E' ammessa la realizzazione di murature in pietrame a faccia vista. E' vietato l'uso di piastrelle di qualsiasi tipo, di materiale traslucido. Gli intonaci dovranno avere caratteristiche non in contrasto con quelli di tipo tradizionale.
Si dovranno adottare elementi di forma, colore e materiale non contrastanti con l'ambiente. L'oscuramento sara' ottenuto prevalentemente con l'uso di scuretti interni. E' consentito l'uso di persiane alla romana o di portelloni in legno, se fanno parte della tradizione locale. E' tassativamente vietato l'uso dell'alluminio anodizzato, degli avvolgibili o delle serrande ad elementi metallici.
- Tutti gli interventi di cui sopra potranno essere realizzati col rilascio di concessioni dirette se sono contenuti entro una volumetria nuova di mc 2.000. Per interventi di dimensioni maggiori si potra' operare solo in presenza del Piano Particolareggiato.
Articolo: 11 - ZONA B DI COMPLETAMENTO SOTTOZONA B2
Destinazione d'uso: residenze, servizi e attività compatibili (non moleste e non inquinanti).
La densita` fondiaria massima e` stabilita secondo le specificazioni di zona appresso riportate a meno di diversa disposizione prevista da appositi Piani Particolareggiati che comunque non possono superare l'indice fondiario di 5 mc/mq.
Nel caso di predisposizione di Piano Particolareggiato é data a questo strumento urbanistico la facoltá e l'obbligo di reperire al suo interno le aree minime necessarie per fare fronte al maggiore fabbisogno di standards urbanistici causati dall'eventuale aumento di indice.
In caso di demolizione di edifici con densita` superiore a quelle previste per le singole sub-zone, la loro ricostruzione puo` superare i predetti limiti quando non eccedano il 70% del volume preesistente, purché` previsto dal Piano Particolareggiato.
L'altezza massima dei nuovi edifici non puo` superare i mt. 8,50. Tale limitazione non si applica agli edifici che formino oggetto di Piani Particolareggiati, o lottizzazioni convenzionate con previsioni planovolumetriche.
Nei tratti di strada con tessuto urbano gia` definito e` consentita l'edificazione a filo strada, a meno di quei casi in cui sono previsti nuovi allineamenti. In assenza di un nuovo allinemento fissato dall'Amministrazione e` consentito tuttavia un arretramento del fabbricato rispetto al filo strada preesistente, il cui valore non puo` essere inferiore a m. 4 dall'asse stradale.
I distacchi tra pareti finestrate fronte strada dovranno essere pari all'altezza dell'edificio piu` alto con un minimo assoluto di m. 8.
E` consentita l'edificazione in aderenza. In caso contrario il distacco dal confine sara' non minore di m.3 per pareti non finestrate e di m.4 per pareti finestrate.
Nelle zone inedificate o risultanti libere in seguito a demolizione, contenute in un tessuto urbano gia` definito o consolidato, che si estendono sul fronte stradale o in profondita` per un lunghezza inferiore a m. 20, nel caso di impossibilita` di costruire in aderenza qualora il rispetto delle distanze tra pareti finestrate comporti la inutilizzazione dell'area od una soluzione tecnica inaccettabile e` consentita la riduzione delle distanze nel rispetto delle disposizioni del Codice Civile. Al fine di migliorare le condizioni igieniche dei fabbricati esistenti e` consentita l'apertura di finestre nei vani privi di luce diretta a distanze inferiori a quelle sopraindicate purché nel rispetto delle disposizioni fissate al riguardo dal Codice Civile.
Nelle nuove costruzioni e nelle aree di pertinenza delle costruzioni stesse debbono essere riservati appositi spazi per parcheggi nella misura di 1 mq. ogni 10 mc. di costruzione. Le parti non destinate a parcheggio dovranno essere sistemate e mantenute a verde.
E' ammessa la possibilita' di reperire l'area da riservare a parcheggi (o parte di essa) anche al di fuori dell'ambito del lotto di pertinenza del nuovo fabbricato, purche' la distanza dal lotto medesimo non sia superiore a m.50. In tal caso la superficie minima per parcheggio non sara' inferiore al 20% della superficie netta del nuovo fabbricato.
Negli edifici di nuova costruzione sono consentite le formazioni di patii e di cortili completamente chiusi o aperti su un lato. Nel primo caso la superficie libera dei patii al netto delle proiezioni delle gronde o aggetti non dovra` essere minore di 1/4 della somma delle
superfici perimetrali, misurata dal pavimento del patio sino al limite del canale di gronda o del limite delle pareti. La dimensione del lato minimo di superficie libera non sara` inferiore a mt. 4,00. E` previsto il caso di costruzione su due piani, purché` su non piu` di due lati per una altezza massima di mt. 7,00. In questo caso la superficie libera del patio dovra` essere uguale o maggiore ad 1/5 delle superfici prospicienti.
Dovranno essere rispettati i parametri seguenti:
numero dei piani fuori terra = 2 + seminterrato e sottotetto
Articolo: 12 - ZONA C DI ESPANSIONE RESIDENZIALE DISPOSIZIONI GENERALI
L'area minima di intervento é estesa all'intera sottozona, salvo quanto precisato nel precedente art.6.
Ogni edificazione e` consentita solo mediante lottizzazione convenzionata (PL) o piano particolareggiato (P.P.). Detti piani devono osservare le norme contenute negli articoli 6 e 7 del Decreto dell'Assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica 20/12/1983 n. 2266 U.
Si dovranno osservare i seguenti standards:
S1 = istruzione 4,00 mq/ab.
S2 = interesse comune 2,00 mq/ab.
S3 = verde attrezzato 5,00 mq/ab.
S4 = parcheggi 1,00 mq/ab.
Eventuali traslazioni interne alle aree per servizi potranno avvenire con la sola delibera di Consiglio Comunale purché` opportunamente motivate.
Tra le pareti finestrate la distanza minima deve essere uguale all'altezza del fabbricato piu` alto e comunque non inferiore a m. 8,00.
La distanza dai confini sul lato strada non deve essere minore di m. 4.
Sugli altri confini e` consentita l'edificazione in aderenza o in arretramento; in tal caso il distacco non deve essere inferiore a m 4.
I fabbricati dovranno arretrarsi opportunamente per osservare la fascia di rispetto del nastro stradale secondo il combinato disposto del Decreto Interministeriale 1/4/1968 n. 1404, del D.A. 2266/U del 20/12/1983, art. 5, e del D.L. n.285 del 30.04.1992 (Nuovo Codice della Strada).
Nelle nuove costruzioni e anche nelle aree di pertinenza delle costruzioni stesse debbono essere riservati appositi spazi per parcheggio nella misura di 1 mq. ogni 10 mc. di costruzione.
Sono ammesse tipologie isolate, binate, o a schiera.
Le recinzioni potranno essere a parete piena fino a 1 m. di altezza, mentre la parte superiore fino a un'altezza massima complessiva di m. 2,00 dovra` essere ad aria passante. Sono ammesse recinzioni totalmente cieche per un'altezza complessiva di m. 2,00 quando vengano proposte a corredo di tipologie tradizionali locali.
Articolo: 13 - ZONA C - SOTTOZONA C1
Destinazione d'uso: residenze, servizi e attivitá compatibili (non moleste e non inquinanti).
Si prescrivono i seguenti parametri urbanistici:
- indice territoriale
1 mc/mq
- indice fondiario
secondo le disposizioni di P.P. o P.L.
- indice di copertura
0,40 mq/mq
m 9,50
- n. piani fuori terra
3 + seminterrato
Nei nuovi insediamenti di carattere commerciale e direzionale, una superficie pari all'80% della superficie lorda di pavimento é da riservare a spazi pubblici o di uso pubblico, di cui la metá almeno, da adibirsi a parcheggi.
Articolo: 13bis - ZONA C SOTTOZONA C1*Comprende aree per residenze, servizi e attivitá compatibili (non moleste e non inquinanti), edificabili sulla base della documentazione agli atti dell'Amministrazione comunale (Delibazioni C.C. n.42 del 30.08.199 e n.58 del 17.11.1999 Ditta Corona Ortensio), per le quali si rimanda interamente alle relative discipline di piano.
Comprende aree per residenze, servizi e attivitá compatibili (non moleste e non inquinanti), edificabili sulla base della documentazione agli atti dell'Amministrazione comunale (Delibazioni C.C. n.42 del 30.08.199 e n.58 del 17.11.1999 - Ditta Corona Ortensio), per le quali si rimanda interamente alle relative discipline di piano.
Articolo: 14 - ZONA C SOTTOZONA C2
Sono quelle aree giá normate da piani attuativi in essere (PP.nn. 1-2-3-4-5-6-7), per le quali si rimanda interamente alle relative discipline di piano (Vedi Tav.9* Tabella "Piani Attuativi Approvati").
Articolo: 15 - ZONA D SOTTOZONA D1 INDUSTRIALE E ARTIGIANALE (P.I.P.)
Sono consentiti interventi solo attraverso Piani di Lottizzazione di iniziativa privata o Piani per Insediamenti Produttivi di iniziativa pubblica estesi ad una superficie di almeno Ha 1.5, fatte salve le disposizioni del precedente art. 6.
La destinazione prevista e` per impianti produttivi, industriali, artigianali o ad essi assimilati. Sono vietate le residenze con la sola esclusione di quelle strettamente necessarie al personale di custodia.
La superficie da destinare ad attività collettive, verde pubblico o parcheggi (escluse le sedi viarie) non puo` essere inferiore al 10% dell'intera superficie.
I fabbricati dovranno arretrarsi opportunamente per osservare la fascia di rispetto del nastro stradale secondo il combinato disposto del Decreto interministeriale 1/4/1968 n. 1404, del D.A. 2266/U del 20/12/1983, art. 5 e del D.L. n.285 del 30.04.1992 (Nuovo Codice della Strada).
L'indice di utilizzazione non deve superare 0,5 mq/mq. di superficie coperta.
Lotto minimo = 800 mq.
La distanza dei fabbricati dal confine stradale deve essere di almeno m. 5,00.
La distanza minima fra pareti finestrate deve essere di almeno m. 8.
Non é fissato alcun indice di fabbricabilitá fondiario, stante la diversa necessitá di altezze interne derivante dal tipo di lavorazione industriale che si svolgerá nell'edificio.
La destinazione prevista e` per impianti produttivi, industriali, artigianali o ad essi assimilati.
Sono vietate le residenze con la sola esclusione di quelle strettamente necessarie al personale di custodia.
Articolo: 15bis - ZONA D SOTTOZONA D1.1 (nuova sarda industria casearia s.r.l.)
Comprende aree per impianti industriali (caseificio) già edificato. Per la disciplina urbanistica si rimanda interamente al relativo piano attuativo di risanamento.
Articolo: 16 - ZONA D - SOTTOZONA D2.1 COMMERCIALE DIREZIONALE
Sono consentite attività` commerciali-direzionali (market, negozi, pensioni, alberghi, banche, uffici, ecc. e relativi eventuali alloggi per la custodia).
- indice territoriale = 1,00 mc/mq.
0,5 mq/mq.
2 + seminterrato
- lotto minimo
- superficie utile massima alloggio per il custode
Gli standards previsti nel terzo comma del precedente art. 13 non si applicano nella presente sottozona per la quale e` invece richiesto che a 100 mq. di superficie lorda di pavimento di edifici previsti, deve corrispondere la quantita` minima di 80 mq. di spazio, escluse le sedi viarie, di cui almeno la meta` destinata a parcheggi (in aggiunta a quelli di cui all'art. 18 della Legge 765).
Articolo: 16bis - ZONA D - SOTTOZONA D2.2 COMMERCIALE DISTRIBUZIONE MERCI
- ARTIGIANALE (Produzione e vendita)
Sono consentite le attività commerciali, di distribuzione merci, nonché quelle artigianali non inquinanti e non moleste, di produzione e vendita (artigianato locale e tradizionale, lavorazione del legno, del ferro, di trasformazione dei prodotti dell'attività agricola e dell'itticoltura, ecc.).
Il piano attuativo detterà i criteri da seguire, in sede di progettazione esecutiva delle unità le cui attività possano produrre effetti non gradevoli sotto il profilo dell'impatto visuale, imponendo che in tal caso debba essere particolarmente curato l'allestimento del lotto, al fine di garantire il decoro ambientale, prevedendo opportune cortine di verde.
1,00 mc/mq.
Gli standards previsti nel terzo comma del precedente art. 13 non si applicano nella presente sottozona per la quale è invece richiesto che la superficie da destinare a spazio pubblico o ad attività collettive, verde pubblico o a parcheggi, escluse le sedi viarie, non può essere inferiore al 10% dell'intera superficie destinata agli insediamenti.
Articolo: 17 - ZONA D SOTTOZONA D3
Comprende quelle aree giá normate da piani attuativi in essere (PP.nn. 8-9), per le quali si rimanda interamente alle relative discipline di piano (Vedi Tav.9* Tabella "Piani Attuativi Approvati").
Articolo: 17bis - ZONA D - SOTTOZONA D4 - ATTIVITA' DI CAVA
Comprende i comparti:
D4.1 - Cava "Terra Ziringonis" Ditta Arcidano Inerti s.r.l.
Attività "fatta salva" ai sensi dell'art.42, legge citata (Attestazione Ass.to dell'Industria RAS - Servizio dell'attività Mineraria e di Cava in data 10.08.1992 - Prot.11196)
D4.2 - Cava "Coddu Fagoni" Ditta Fratelli Pusceddu F. & G. s.r.l.
Denuncia di esercizio di cava - Verbale del 03.08.1998, inoltrato all'Ass.to dell'Industria RAS - Servizio dell'attività Mineraria e di Cava - Domanda di autorizzazione inoltrata.
D4.3 - Cava "Coddu su Zinziri" Ditta Fratelli Pusceddu F. & G. s.r.l.
Denuncia di esercizio di cava - Verbale del 03.08.1998, inoltrato all'Ass.to dell'Industria RAS Servizio dell'attività Mineraria e di Cava Domanda di autorizzazione inoltrata.
Sono consentite le attività` connesse con la coltivazione di cava di inerti in regime transitorio, nei limiti di cui alla Legge Regionale 7 giugno 1989, n.30.
Sono consentite solo le volumetrie strettamente necessarie per le attività di cava in atto, previa predisposizione di apposito Piano Attuativo.
Dette volumetrie non potranno essere localizzate indiscriminatamente nel territorio, ma dovranno essere accorpate ed ubicate esclusivamente nell'ambito della "corte aziendale" di ciascuna Ditta concessionaria.
Sono altresì consentiti, anche senza predisposizione di Piano Attuativo, solo gli ampliamenti strettamente necessari per le attività di cava in atto delle volumetrie esistenti, nei limiti dell'indice territoriale sottoindicato.
Per i fabbricati esistenti, al fine di garantire la prosecuzione dell'attività produttiva in atto, sono consentiti gli interventi volti alla manutenzione ordinaria e straordinaria, al consolidamento statico ed al restauro conservativo secondo le definizioni della Legge 457 / 1978, ovvero alla ristrutturazione dei fabbricati con la possibilità di realizzare nuovi volumi esclusivamente per impianti tecnologici o servizi igienico-sanitari o per l'adeguamento alle speciali normative vigenti (sicurezza, impiantistica, ecc.).
In ogni caso dovranno essere rispettati i parametri sottoindicati:
0.10 mc/mq
Articolo: 18 - ZONA E - AGRICOLA - DISPOSIZIONI GENERALI
Le aree con vocazione d’uso agricolo sono denominate Zone E. Si identificano con le parti del territorio destinate all’agricoltura, alla pastorizia, alla zootecnia, alle attività di conservazione e
di trasformazione dei prodotti aziendali, all’agriturismo, alla silvicoltura ed alla coltivazione industriale del legno.
Per l’agriturismo si rimanda al successivo art.19.
Le destinazioni e norme edilizie e di attuazione per le zone agricole sono stabilite in relazione alla loro natura e all’organizzazione generale del territorio comunale, ai sensi del DPGR del 03.08.1994, n°228 “Direttive per le zone agricole “ di cui ll’art.8 della L.R. 22.12.1989, n° 45, salvo quanto diversamente disposto dalle presenti norme.
Saranno ammesse le nuove costruzioni e gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di ristrutturazione e di ampliamento dei fabbricati esistenti, con destinazione d'uso corrispondente ad una delle seguenti:
fabbricati e impianti connessi alla conduzione agricola e zootecnica del fondo, all'itticoltura, alla valorizzazione e trasformazione dei prodotti aziendali, con esclusione degli impianti classificabili come industriali;
L'indice fondiario massimo e` stabilito in:
0,03 mc/mq per le residenze;
0,20 mc/mq per le opere connesse all'esercizio di attività agricole e zootecniche di stretta pertinenza aziendale quali stalle, magazzini, silos, capannoni, rimesse e comunque per i fabbricati di cui alla precedente lettera a);
0,01 mc/mq per i fabbricati di cui alla precedente lettera c);
0,10 mc/mq per le strutture di cui alla lettera d) del precedente comma.
Con deliberazione del Consiglio Comunale l'indice di cui al punto e) potra` essere elevato fino a:
0,10 mc/mq per punti di ristoro, attrezzature ed impianti di carattere particolare che per la loro natura non possono essere localizzati in altre zone omogenee;
1,00 mc/mq per impianti di interesse pubblico quali cabine ENEL, centrali telefoniche, stazioni di ponti radio, ripetitori e simili.
Con deliberazione del Consiglio Comunale l'indice di cui al punto f) potra` essere elevato fino a 0,50 mc/mq in presenza di particolari esigenze aziendali, purché le opere siano ubicate ad una distanza dal perimetro urbano di mt 500.
Per punti di ristoro devono intendersi i bar, i ristoranti e le tavole calde, cui possono essere annesse, purché` di dimensioni limitate, altre strutture di servizio relative a posti letto del numero massimo di venti e ad attività` sportive e ricreative; la dimensione del lotto non potrà essere inferiore a Ha 3,00.
La realizzazione dei punti di ristoro e` ammessa quando essi siano ubicati ad una distanza dal perimetro urbano non inferiore a mt. 500, salvo diversa deliberazione del Consiglio Comunale.
Per interventi con indici superiori a quelli sopraindicati, o comunque con volumi superiori a 3.000 mc., o con numero di addetti superiore a 20 unita`, o con numero di capi bovini superiore alle 100 unita` (o numero equivalente di capi di altra specie), la realizzazione dell'intervento e` subordinata, oltre che a conforme deliberazione del Consiglio Comunale, al parere favorevole dell'Assessorato Regionale degli Enti Locali.
Le superfici minime di intervento ai fini edificatori saranno le seguenti:
Ha 0,50 per impianti serricoli, impianti orticoli in pieno campo e impianti vivaistici;
Ha 3,00 per seminativi in terreno asciutto;
Ha 1,00 in tutti gli altri casi, compresa la residenza rurale.
Su lotti di superficie non inferiore a mq 2000 (lotto minimo) sarà comunque ammessa la realizzazione di un ricovero attrezzi della superficie utile fino a 25 mq, con altezza interna all'imposta della falda di copertura non superiore a 2.60 mt, e con pendenza della copertura non superiore al 30%.
E' data la possibilità di utilizzare più corpi aziendali distaccati (purche' interdipendenti ai fini dell'attivita' aziendale e ricadenti nell'ambito del territorio comunale di S. Nicolò Arcidano o di comuni ad esso confinanti ed in quest'ultimo caso i corpi distaccati dovranno essere contigui al confine di S. Nicolò d'Arcidano) per la determinazione della superficie minima indicata nei precedenti commi.
In tal caso è fatto obbligo per il proprietario di trascrivere tale utilizzazione sui registri immobiliari, mentre per l'Ufficio Tecnico Comunale è fatto obbligo di riportare tale utilizzazione su apposita cartografia e su apposito registro. I volumi in tal modo edificabili devono essere ubicati ad una distanza non inferiore a 1 km dal perimetro urbano, a meno che la maggior parte delle aree costituenti l'azienda non ricadano dentro il predetto limite.
Gli ampliamenti del volume residenziale devono essere realizzati utilizzando in via prioritaria l'eventuale parte rustica contigua all'edificio, semprechè non necessaria alla conduzione del fondo.
I nuovi fabbricati per allevamenti zootecnico-intensivi debbono distare almeno 50 mt dai confini di proprietà dell'azienda ed avere un rapporto di copertura non superiore al 50%.
Detti fabbricati debbono distare altresì dal limite delle zone territoriali omogenee A, B, C, F, G, mt 1000 se trattasi di allevamento per suini, mt 800 avicunicoli e mt 500 per bovini ed equini.
Le distanze di cui al comma precedente non si applicano agli impianti di acquacoltura e itticoltura ed ai loro fabbricati di pertinenza.
La residenza dovrà distare non meno di 10 mt dai corpi aziendali.
Per l’edificazione di qualsiasi fabbricato sarà necessario dimostrare l’esistenza delle condizioni di accesso al terreno interessato mediante una strada di penetrazione collegata alla viabilità pubblica del territorio.
Sarà consentita l’edificazione sul confine oppure a una distanza minima metri 6 da esso; la distanza minima tra i fabbricati sarà di metri 12,00 salvo la possibilità di costruire in aderenza e salvo il caso di fabbricati della medesima azienda.
Le distanze minime dal nastro stradale saranno per le costruzioni quelle stabilite dal Decreto Legislativo del 30.04.1992, n°285 di approvazione del nuovo Codice della strada e del Regolamento di esecuzione e di attuazione (D.P.R. 16 dicembre 1992, n°495) e successive modifiche (D.P.R.26 aprile 1993, n°147).
I fabbricati per la residenza, punti di ristoro ed agriturismo, potranno svilupparsi fino a due piani fuori terra più sottotetto non abitabile, risolti architettonicamente secondo gli schemi dell'architettura rurale tradizionale del posto, con copertura a falde inclinate.
I corpi aziendali avranno altezza massima all'imposta della copertura, pari a mt:
2,80 per deposito attrezzi;
3,60 per ricovero mezzi agricoli;
4,60 per le restanti costruzioni connesse all'attività agro-zootecnica del fondo.
Le serre fisse, caratterizzate da strutture murarie fuori terra, nonchè gli impianti di acquacoltura e quelli per l'agricoltura specializzata, sono ammessi nei limiti di un rapporto di copertura del 50% del fondo su cui insistono, senza limiti, al contempo, di volumetria.
Ogni serra, purchè volta alla protezione e forzatura delle colture, necessita della sola autorizzazione edilizia.
Articolo: 19 - ZONA E USO AGRO-TURISTICO
E' consentito di individuare, nell'ambito della Zona E, aree destinate all'agricoltura come prevalente utilizzo dei suoli, ma con interventi agro-turistici.
L'agro-turismo ha per oggetto la fornitura a persone, estranee al mondo rurale o comunque al contesto aziendale produttivo in cui l'attività` stessa si svolge, di beni e servizi attinenti al mondo rurale e per lo piu` prodotti ed organizzati in tale contesto aziendale produttivo, quali il pernottamento, la somministrazione dei pasti, la vendita diretta di prodotti dell'agricoltura e dell'artigianato.
Si considerano operatori "agro-turistici" coloro i quali esercitano una attività` diretta alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla trasformazione di prodotti agricoli, alla loro fornitura, somministrazione e vendita direttamente sui fondi campestri, nonche` alla cessione dell'alloggio per soggiorno turistico.
Qualora venga richiesta la concessione edilizia per la realizzazione di nuove strutture aziendali comprendenti l'attività agrituristica, sono ammessi 3 posti letto per ettaro con destinazione agrituristica.
Per ogni posto letto deve essere computata una cubatura massima di 50 mc.
Le volumetrie per i posti letto con destinazione agrituristica sono aggiuntive rispetto ai volumi massimi ammissibili per la residenza nella medesima azienda agricola in cui si esercita l'attività agrituristica.
La superficie minima del fondo non deve essere inferiore a Ha 3.
Il concessionario, con atto d'obbligo, deve impegnarsi a vincolare al fondo le strutture edilizie, a non frazionare una superficie non inferiore a Ha 3 individuata nel progetto e a mantenere la destinazione agrituristica dei posti letto.
Articolo: 20 - ZONA E SOTTOZONE E2, E3, E4
In funzione delle caratteristiche produttive agricole la zona E viene suddivisa nelle seguenti sottozone:
E2) Aree di primaria importanza per la funzione agricolo-produttiva, in relazione alla composizione, e localizzazione dei terreni; in tale sottozona non sono ammessi i punti di ristoro di cui al precedente articolo;
E3) Aree caratterizzate dalla presenza di preesistenze abitative, che sono utilizzabili per l'organizzazione di centri rurali.
E4) Aree caratterizzate da un elevato frazionamento fondiario che sono contemporaneamente utilizzabili per scopi agricolo-produttivi e per scopi residenziali;
Articolo: 21 - ZONA F TURISTICA
Qualsiasi opera in questa zona dovra` essere realizzata nel rispetto delle norme contenute nel Decreto dell'Assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica 20/12/1983 n. 2266 U.
Il 50% della superficie territoriale deve essere destinata a spazi per attrezzature di interesse comune, per verde attrezzato a parco, gioco e sport e per parcheggi. Almeno il 60% di tali aree devono essere pubbliche.
Superficie minima del lotto: mq. 1.000
Altezza massima: mt. 7,00.
Indice di fabbricabilita` territoriale: 0,30 mc/mq.
Distacchi dagli edifici: pari ad 1,2 volte l'altezza con minimo assoluto di metri 8.
Distacchi dai confini: 0,75 volte l'altezza con minimo assoluto di mt 4.
Distacchi dal ciglio stradale: le distanze minime a protezione del nastro stradale, a secondo dell'importanza della strada, restano stabilite dal Decreto Ministeriale del 1 aprile 1968 per la edificazione fuori del perimetro dei centri abitati, di cui all'art. 19 della legge 6/8/1987 n. 765.
Accessori: sono consentite costruzioni ad un piano a servizio dell'edificio principale, di volume non superiore 0,2 mc. per ogni mc. di edificio principale.
Lottizzazioni: e` previsto l'obbligo dei proprietari di aree a presentare un piano di lottizzazione e dovra` essere esteso all'intera sottozona, salvo quanto previsto dal precedente art.6.
E` consentito altresí l'intervento pubblico attraverso lo studio di Piano Particolareggiato.
Articolo: 22 - ZONA G SOTTOZONA G1 NODO ATTREZZATO
E`destinata alla creazione di un'area polifunzionale lungo la strada statale 126 ed il cui spirito é di creare un polo d'attrazione che sposti l'attenzione turistica verso il territorio comunale di S. Nicolò d'Arcidano. In essa sono consentite attivitá ricreative, di svago, culturali, sociali, folkloristiche, ecc.
Dovrá essere predisposto un apposito Piano di Lottizzazione o Piano Particolareggiato esteso all'intera sottozona curando anche i rapporti con le limitrofe aree di godimento (parco fluviale e zone boscate per passeggiate a piedi, a cavallo, in bicicletta od altre forme di godimento).
distacchi dai confini
distacchi tra pareti finestrate
mq per ogni 100 mq di superficie lorda di pavimento di edifici previsti, escluse le sedi viarie, di cui almeno la metà destinata a parcheggi.
L'indice territoriale potra` essere elevato previa predisposizione di Piano Particolareggiato.
Articolo: 23 - ZONA G SOTTOZONA G2 RECUPERO AMBIENTALE
Comprende gli ambiti già interessati da dismesse attività di cava, da assoggettare al recupero ambientale.
Lo studio di piano attuativo dovrá prevedere la verifica di compatibilitá paesistico ambientale di cui al precedente art.5.
La sua destinazione è finalizzata all'uso ricreativo, sportivo, ricettivo con la creazione di laghetti artificiali, parco giochi acquatici, percorsi funzionali con le zone limitrofe, ecc.
Articolo: 24 - ZONA G - SOTTOZONA G3 SERBATOIO PENSILE E DEPURATORE
E` destinata ad edifici, attrezzature ed impianti di interesse generale di carattere tecnologico quali depuratori, impianti di potabilizzazione, serbatoi, inceneritori ecc.
G3.1 Serbatoio pensile comunale
G3.2 Servitù ESAF (condotta di adduzione al pensile composto da G3.2a + G3.2b)
G3.3 Depuratore comunale
In questa sottozona, stante il tipo di destinazione ammessa, non é necessario procedere alla predisposizione di piano attuativo.
E' consentita la realizzazione di nuove volumetrie per l'ampliamento dei manufatti esistenti, o per il loro adeguamento alle specifiche normative vigenti (sicurezza, impiantistica, ecc.).
Articolo: 25 - SOPPRESSO (ZONA G SOTTOZONA G4 PARCO FLUVIALE)
Articolo: 25bis - ZONA G - SOTTOZONA GN1 - CAMPO DI SOSTA E TRANSITO
ATTREZZATO PER LE POPOLAZIONI NOMADI
Interessa un'area di proprietà comunale destinata alla realizzazione del campo di sosta e transito attrezzato per le popolazioni nomadi (Legge Regionale 9 marzo 1988, n.9), da attuarsi in accordo con le prescrizioni dell'Ass.to LL.PP - Servizio del Genio Civile di Oristano (Parere del 23.05.2001 Prot. N.1399) e dell'Ass.to P.I., Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport Settore di Oristano (Autorizzazione del 17.05.2001, Prot. N.1608).
E` prescritto l'indice territoriale massimo di 0,1 mc/mq, per edifici, attrezzature ed impianti pubblici.
Le volumetrie dovranno essere particolarmente rispettose dell'ambiente, con altezza massima di m. 4,00.
Articolo: 25ter - ZONA GSOTTOZONA GN2 DISTRIBUZIONE CARBURANTII
Comprende le aree interessate dalle stazioni di distribuzione di carburanti.
E’ ammessa la ristrutturazione dei fabbricati esistenti, la realizzazione delle nuove volumetrie strettamente necessarie per l’adeguamento alle speciali normative vigenti (sicurezza, impiantistica, ecc.) e la variazione di destinazione d’uso, purchè compatibile con quelle proprie della zona G.
E' ammesa altresì la realizzazione di nuovi fabbricati per servizi di pubblico interesse (bar, shopping, ecc.), nel rispetto dell'indice territoriale massimo di 0,3 mc/mq.
Articolo: 25quater - ZONA G - SOTTOZONA GN3 - IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO
Interessa un'area destinata ad accogliere l'impianto di sollevamento previsto dal Progetto ESAF di "Completamento e Razionalizzazione dei sistemi di Collettamento e Depurazione Comparto 2 Schema Fognario Depurativo dei comuni di Terralba, Marrubiu, Uras a S.Nicolò d'Arcidano" (Febbraio 2000).
E’ ammessa la realizzazione delle nuove volumetrie strettamente necessarie per l’adeguamento alle speciali normative vigenti (sicurezza, impiantistica, ecc.).
Articolo: 25quinquies - ZONA GSOTTOZONA GN4 IMPIANTI SPORTIVI
Articolo: 25sexties - ZONA GSOTTOZONA GN5 ECOCENTRO
Interessa un'area di proprietà comunale destinata alla realizzazione dell’ecocentro.
E’ prescritto l’indice territoriale massimo di 0,5 mc/mq, per edifici, attrezzature ed impianti pubblici compatibili con la destinazione di zona.
Le volumetrie dovranno essere particolarmente rispettose dell’ambiente, con l’altezza massima di m. 5,00.
Si prevede una superficie da destinare a parcheggi e verde non inferiore al 10% dell’intesa superficie di zona.
Articolo: 26 - ZONA HSOTTOZONA H1 DI RISPETTO ASSOLUTO
Indice territoriale = 0,001 mc/mq.
Rappresenta la zona di rispetto cimiteriale e quella attorno al depuratore per cui l'edificazione é regolamentata dal T.U. sulle leggi sanitarie.
Articolo: 27 - HSOTTOZONA H2 DI RISPETTO AMBIENTALE
Rappresenta la zona di rispetto assoluto di particolare pregio ambientale, posta in prossimitá della sorgente "Mitza Fagoni", caratterizzata da una fitta vegetazione e spesso meta di passeggiate della popolazione locale.
Articolo: 28 - ZONA H -SOTTOZONA H3 DI RISPETTO ARCHEOLOGICO
Indice territoriale = 0,001 mc/mq
Definisce gli ambiti nei quali sono state individuate delle aree di interesse archeologico. Ogni trasformazione del suolo che comporti degli scavi oltre i cm 50 di profonditá deve essere preventivamente autorizzata dalla competente Soprintendenza Archeologica.
Articolo: 29 - ZONA S SOTTOZONE S1, S2, S3, S4
Articolo: 30 - ZONA VERDE PRIVATO
Comprende un'area libera al margine della zona "B1", interessata dal vincolo di rispetto assoluto (cimiteriale) "H1", oltre ad alcuni piccoli reliquati creatisi a seguito della sistemazione urbanistica di un'ampia area di servizi pubblici: la realizzazione della viabilitá principale ha fatto sí che alcune piccole aree potessero essere svincolate dalla precedente destinazione, e tornassero ad essere pertinenze degli originari lotti.
In entrambi i casi le suddette aree non producono volumetria edificabile.
Articolo: 31 - DEROGHE

References: Art. 25

Art. 25
 art.6
 art. 7
 art. 15
 art.19
 art.6
 art. 5
 art. 6
 art. 5
 art. 13
 art. 13
 art.19
 art.6
 art.5