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Timestamp: 2020-06-07 10:21:33+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23318 del 05/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23318 del 05/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 05/10/2017, (ud. 07/09/2017, dep.05/10/2017), n. 23318
sul ricorso 24128/2014 proposto da:
80185250588, in persona del Ministro pro tempore, elettivamente
A.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA TACITO 23,
avverso la sentenza n. 368/2014 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
partecipata del 07/09/2017 dal Consigliere Dott. ROSA ARIENZO.
che il Tribunale di Torino accolse le domande proposte da A.A. – docente alle dipendenze del MIUR in virtù di una serie di consecutivi contratti a termine – riconoscendo, in virtù del principio di non discriminazione tra lavoratori a tempo determinato e lavoratori a tempo indeterminato, ai sensi della clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato del 18.3.1999, il diritto del predetto alla progressione retributiva legata all’anzianità di servizio maturata;
che la Corte di Appello di Torino respingeva il gravame proposto dal MIUR in relazione al devolutum, limitato alla contestazione dell’applicazione al caso considerato della clausola 4 dell’accordo Quadro recepito dalla Direttiva Comunitaria 1999/70/CE;
che la Corte territoriale, per quel che rileva nella presente sede, ha posto a fondamento della pronuncia il principio di non discriminazione sancito dalla clausola 4 dell’Accordo di cui sopra, recepito nel nostro ordinamento dal D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 6, richiamandosi ai principi espressi dalla CGUE ed escludendo la rilevanza della specialità del sistema del reclutamento scolastico per giustificare la diversità del trattamento economico riservato agli assunti a tempo determinato precisando altresì l’incidenza dell’obbligo di disapplicazione delle norme in contrasto con la clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a t. d. trasfuso nella indicata Direttiva;
che la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., è stata comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio, in prossimità della quale il MIUR ha depositato atto di rinunzia al ricorso.
3. che, invero, ratto di rinunzia ha carattere recettizio, esigendo l’art. 390 c.p.c., che esso sia notificato alle parti costituite o comunicata ai loro avvocati che vi appongono il visto (cfr. Cass., Sez. Un., 18 febbraio 2010, n. 3876; Cass. 31 gennaio 2013, n. 2259) e che l’accettazione della controparte rileva unicamente quanto alla regolamentazione delle spese, stabilendo dell’art. 391 c.p.c., comma 2, che, in assenza di accettazione, la sentenza che dichiara l’estinzione può condannare la parte che vi ha dato causa alle spese;

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 6
 CGUE 
 Cass. 
 sentenza