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Timestamp: 2015-07-06 11:39:30+00:00

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Tutto Stranieri - Omettere di presentarsi in Questura: rischi
Omettere di presentarsi in Questura: rischi
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Topic mascada
Sostenitore di TuttoStranieri
Posted - 20 August 2006 : 22:32:14
Buongiorno,Mi chiamo Massimo residente in R. Dominicana ed iscritto all’AIRE. Sono sposato, e mia moglie è Dominicana. Il matrimonio è stato regolarmente trascritto in Italia. Abbiamo già viaggiato tre volte in Italia, una con visto affari, e due con visto per turismo. L’ultimo visto rilasciato è valido per un anno, multi entrata con permanenza in Italia per massimo 90gg.Per richiedere la cittadinanza Italiana abbiamo deciso di aspettare i tre anni previsti dalla legge Italiana.Fino a qui nessun problema. Il problema è che ogni volta che rientriamo in Italia, per lavoro e per visita famiglia dobbiamo recarci in questura, con file interminabili, freddo o grandi sudate dipende dalla stagione, cedolino con foto, ed infine le istruzioni per rimanere in Italia. Quando comunico all’incaricato di turno che non c’interessa e che siamo in Italia per turismo, resta a bocca aperta, e mi chiede se ha capito bene. Sicuramente gli sembrerà strano che una straniera non voglia rimanere nel bel paese. Ma questa è la realtà.La nostra permanenza in Italia non supera mai i 30 giorni predeterminati dal biglietto aereo andate e ritorno. Non ho problemi per andare nel Comune dove abbiamo la nostra dimora (appartamento di proprietà), ma come già detto andare in questura mi pesa. Che rischio si corre non andando in Questura? Rischiamo l’espulsione dall’Italia? Dico “rischiamo” perché anch’io essendo residente all’estero viaggio con passaporto come documento valido, in più sto ospitando una “clandestina”.Inoltre vi chiedo, tutti i turisti extracomunitari benestanti che visitano l’Italia e si fermano più di una settimana passano per le Questure? Io penso di No.
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Alert Moderator test Gianfranco Di Siena
Posted - 21 August 2006 : 00:54:06
La normativa vigente impone che il cittadino extracomunitario debba richiedere il permesso di soggiorno entro otto giorni lavorativi dall’ ingresso nella Repubblica.Se non si richiede alcun permesso di soggiorno ed è trascorso il termine suindicato vi sarà l’ espulsione amministrativa disposta dal Prefetto ( vedi art. 13 ( “ Espulsione amministrativa “ ), comma 2, lettera b) del Testo Unico.Nel caso in esame abbiamo però che la “ straniera “ è coniugata con un cittadino italiano ed, a sensi dell’ art. 19 ( “ Divieti di espulsione e di respingimento “ ), comma 2, lettera c) del Testo Unico, la stessa potrebbe essere considerata come “ inespellibile “ ( e quindi non sanzionabile con l’ espulsione amministrativa sudescritta ).Però, tale art. 19 richiede che i due coniugi ( di cui uno italiano ) siano conviventi nella Repubblica.Tale convivenza in Italia non è dimostrabile/non è vera e ciò è suffragato anche dalla iscrizione all’ AIRE del cittadino italiano.Quindi, concludo nel senso che l’ obbligo della richiesta del permesso di soggiorno, nel caso in esame, permane a carico della moglie domenicana.La circostanza che vi siano turisti extracomunitari benestanti ( es. Americani – Giapponesi ecc. ), che non richiedono il permesso di soggiorno per turismo, non fa venire l’ obbligo suindicato: evidentemente non vi sono i controlli dovuti. E’ come se in un Paese tutti/molti rubano e sol per questo il furto non debba essere più considerato come reato.Il marito, cittadino italiano, non ha alcun obbligo di richiesta del permesso di soggiorno e quindi non può essere soggetto all’ espulsione amministrativa.Con riferimento all’ eventuale contestazione al marito italiano di ospitare una “ clandestina “, trattandosi di due coniugi che restano in Italia al massimo per trenta giorni continuativi, ritengo che difficilmente possa essergli contestato il reato di cui all’ art. 12 ( “ Disposizioni contro le immigrazioni clandestine “ ), comma 5 del Testo Unico, secondo cui:“ Fuori dei casi previsti dai commi precedenti, e salvo che il fatto non costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarre un ingiusto profitto dalla condizione di illegalità dello straniero o nell’ ambito delle attività punite a norma del presente articolo, favorisce la permanenza di questi nel territorio dello Stato in violazione delle norme del presente testo unico, è punito con la reclusione fino a quattro anni e con la multa fino a lire trenta milioni “. Avv. Gianfranco Di SienaCorso Buenos Aires- 45 Milano.E-mail: Avv.Gianfranco.DiSiena@fastwebnet.ittel/fax: 02/36728928cell: 3473313614
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Alert Moderator mascada
Posted - 21 August 2006 : 01:47:01
Tutto chiaro Gianfranco, e come immaginavo. Se trovano mia moglie, da me accompagnata al 15 gg di permanenza in Italia e non è andata in questura gli danno l’espulsione amministrativa, che come dice il nome, penso che sia solo un avviso di andarsene dall’Italia. Se mia moglie ed il sottoscritto abbiamo già il biglietto per il ritorno in R. Dominicana dopo 10 gg., quanto può danneggiare tutto questo a mia moglie? Gli sarà segnata la fedina penale? Per quanto riguarda la mia residenza in Italia hai ragione, io sono iscritto all’Aire e questa è la realtà ed il dovere civico di cittadino, avendo attività e famiglia in RD non potevo fare diversamente. Però è da affermare che quando rientriamo in Italia, mia moglie risiede con me in un appartamento di mia proprietà con tanto di contratti dei servizi a mio carico. Pago ICI, immondizie, luce, gas e acqua.Lo so che leggi sono leggi, ma una giornata in questura è davvero pesante. Il turista Italiano puo entrare in RD e rimanerci quanto vuole senza problemi. Quando uscirà dovrà pagare una tassa e basta. Noi semplici turisti in viaggio in Italia rubiamo tempo in questura , prezioso per registrare degli stranieri che veramente necessitano rimanere in Italia. La cosa migliore sarebbe che la questura, ricevesse per appuntamento questi casi di permanenza breve in Italia. La questura in questione e quella di Treviso, sai per caso indicarmi un indirizzo e-mail dove chiedere se ricevono per appuntamento nel mio casi di turismo breve?Attualmente siamo ancora in RD penso di rientrare in ottobre per rimanere in Italia 20-30 gg.
Posted - 21 August 2006 : 01:52:49
Per chiarire ulteriormente, può dargli qualche problema “l’espulsione amministrativa” quando, a tempo dovuto, richiederemo la cittadinanza Italiana?
Posted - 21 August 2006 : 07:52:49
Non penso che questa sia l'interpretazione corretta e non si possono applicare le leggi nazionali alla questione dei coniugi / fam. dei cittadini europei.Per prima cosa quindi, è il DPR 54/2002 con le sue modifiche che deve essere letto nel caso specifico. Quindi indipendentemente da dove il cittadino italiano risieda alla moglie di tale cittadino spetta una carta di soggiorno a tempo indeterminato (vedasi costituzione italiana per l’identificazione di quale normativa si applica alle famiglie europee, la cittadinanza europea è una super-cittadinanza e le leggi europee provocano annullabilità se in contrasto con le nazionali di queste ultime).L'Italia compie degli sbagli rilasciando al coniuge di cittadino italiano il visto turistico (cosa diffusa per dire il vero) contrariamente dovrebbe essere rilasciato il visto di fam. al seguito.Ancora di più l'Italia dovrebbe prevedere una specifico visto di "visita alla famiglia".Non ha infatti significato imporre un limite di 90 o XXX giorni al coniuge di cittadino italiano che può in qualsiasi momento fare richiesta della carta di soggiorno.Inutile discutere della residenza del coniuge, perchè tale istituto non trova nessun riscontro nella normativa europea che è l'unica che si può applicare in questo caso.Detto questo è anche vero che il rischio di vedersi trattati al pari di un qualsiasi turista straniero che non rispetta i tempi del turismo c'è, visto che il visto rilasciato è sbagliato e la normativa italiana porta a confusione, ma vedo difficile, in particolare se il matrimonio è stato trascritto e risulta da molto tempo, che il coniuge possa ricevere effettivamente una espulsione, in particolare se in presenza del coniuge italiano.Nel caso specifico inoltre c'è giurisprudenza, il coniuge di un cittadino italiano che sposati da un paio di anni, non aveva mai provveduto a fare richiesta del permesso di soggiorno ne qualsiasi altra dichiarazione, viene fermato dalla questura che procede solerte (ridicola) all'espulsione amministrativa, il giudice ordinario, dispone contrariamente e d'urgenza il rilascio del permesso di soggiorno per famiglia dando anche spiegazione alla questura che questa doveva essere la prassi immediata da seguire, cioè il permesso doveva essere rilasciato d'ufficio come identificata la persona e la sua relazione con il cittadino italiano.In pratica se i due sposi si fermano per più di 90 giorni in Italia, il comune dovrebbe procedere d'ufficio con l'iscrizione anagrafica di residenza e la questura dovrebbe procedere d'ufficio con il rilascio della carta di soggiorno. Questo è quello che si rischia.
Posted - 21 August 2006 : 14:57:13
Da buon cittadino io faccio di tutto per rispettare le leggi, ma quando la situazione lo rende impossibile obbliga uno a delinquere. In questo forum, più volte ho visto scrivere di com’è problematico avere un visto a Santo Domingo. Per fortuna con mia moglie da sposato e da fidanzato non ho avuto problemi. L’organizzazione in Ambasciata, per quanto precaria è accettabile. Quando uno arriva in Italia e deve andare in questura comincia il vero inferno, chiaro io mi riferisco alla questura di Treviso. Tutte le persone richiedenti, i vari permessi di soggiorno, sono stivati in un cortile posteriore coperto con una tettoia. Il luogo non è il massimo dell’igiene. La maggior parte della gente fuma e non c’è ricambio d’aria. E’ stata prevista una fila per i permessi di soggiorno con visto turistico, ma i tempi d’attesa sono uguali degli altri.Io mi chiedo come si può pretendere che un cittadino Italiano che naturalmente accompagna la moglie, o qualsiasi persona civile, possa accettare questo calvario. Per finire vedere che la moglie è schedata come un delinquente.E’ di fatto mia moglie ed io sono cittadino Italiano iscritto AIRE? SIIl matrimonio è stato trascritto in Italia ed in ambasciata? SIE’ stata fatta la dichiarazione d’ospitalità in Comune della nostra presenza in Italia? SIIo penso che questo sia sufficiente per permettere ad una persona di rimanere in Italia il tempo concesso dal Visto. Mi rendo conto che le Questure si sono trovate con un carico di lavoro non adeguato alla struttura delle stesse. E mi sono reso conto che le persone che ci lavorano fanno del loro meglio. Lo stesso la situazione resta insostenibile. Il controllo, per quanto riguarda il visto turistico, è già fatto dall’ambasciata, ritengo che l’ulteriore controllo della Polizia di Stato è una cosa assurda e legalmente illecita per quanto soprascritto.
Posted - 21 August 2006 : 20:51:15
Ciao Alessandro,tu parli di un visto di familiare al seguito, con questo tipo di visto è escluso l’obbligo di presentarsi in questura? E’ valido per un’unica entrata, o multi entrata?Devo precisare che l’ultima volta che ho richiesto il visto, non era ancora arrivata in ambasciata la conferma dal mio Comune dell’avvenuta iscrizione all’Aire. Mi è arrivata in extremis per votare, questo causato dal cambio del responsabile dell’ufficio anagrafe . Ho eseguito un autocertificazione che io vivo in R. Dominicana con copia della residenza Dominicana, inoltre ho spiegato che avendo mio padre di una certa età necessito, in caso di urgenza poter partire con mia moglie senza dover passare per l’ambasciata . Forse per questo è stato rilasciato a mia moglie il visto turistico valido un anno. Tu che ne pensi?Il visto scade il 31 dicembre 2006, per il prossimo visto devo fare richiesta specifica di farmi il visto di famigliare al seguito, ho in caso negativo chiedere dei chiarimenti in merito?
Alert Moderator surfer
Posted - 24 August 2006 : 00:15:04
Se ti può consolare ci sono questure (rimini) dove per fare il pds turistico bisogna prima fare la fila insieme a tutti per prendere l'appuntamento e poi fare una nuova fila per prendere il pds vero e proprio. Praticamente si perdono due mattine in coda
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Posted - 28 August 2006 : 01:43:06
Citazione:Originariamente inviato da Gianfranco Di SienaLa normativa vigente impone che il cittadino extracomunitario debba richiedere il permesso di soggiorno entro otto giorni lavorativi dall’ ingresso nella Repubblica.Se non si richiede alcun permesso di soggiorno ed è trascorso il termine suindicato vi sarà l’ espulsione amministrativa disposta dal Prefetto ( vedi art. 13 ( “ Espulsione amministrativa “ ), comma 2, lettera b) del Testo Unico.Nel caso in esame abbiamo però che la “ straniera “ è coniugata con un cittadino italiano ed, a sensi dell’ art. 19 ( “ Divieti di espulsione e di respingimento “ ), comma 2, lettera c) del Testo Unico, la stessa potrebbe essere considerata come “ inespellibile “ ( e quindi non sanzionabile con l’ espulsione amministrativa sudescritta ).Però, tale art. 19 richiede che i due coniugi ( di cui uno italiano ) siano conviventi nella Repubblica.Tale convivenza in Italia non è dimostrabile/non è vera e ciò è suffragato anche dalla iscrizione all’ AIRE del cittadino italiano.Quindi, concludo nel senso che l’ obbligo della richiesta del permesso di soggiorno, nel caso in esame, permane a carico della moglie domenicana.La circostanza che vi siano turisti extracomunitari benestanti ( es. Americani – Giapponesi ecc. ), che non richiedono il permesso di soggiorno per turismo, non fa venire l’ obbligo suindicato: evidentemente non vi sono i controlli dovuti. E’ come se in un Paese tutti/molti rubano e sol per questo il furto non debba essere più considerato come reato.Il marito, cittadino italiano, non ha alcun obbligo di richiesta del permesso di soggiorno e quindi non può essere soggetto all’ espulsione amministrativa.Con riferimento all’ eventuale contestazione al marito italiano di ospitare una “ clandestina “, trattandosi di due coniugi che restano in Italia al massimo per trenta giorni continuativi, ritengo che difficilmente possa essergli contestato il reato di cui all’ art. 12 ( “ Disposizioni contro le immigrazioni clandestine “ ), comma 5 del Testo Unico, secondo cui:“ Fuori dei casi previsti dai commi precedenti, e salvo che il fatto non costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarre un ingiusto profitto dalla condizione di illegalità dello straniero o nell’ ambito delle attività punite a norma del presente articolo, favorisce la permanenza di questi nel territorio dello Stato in violazione delle norme del presente testo unico, è punito con la reclusione fino a quattro anni e con la multa fino a lire trenta milioni “. lei scrive.......Tale convivenza in Italia non è dimostrabile/non è vera e ciò è suffragato anche dalla iscrizione all’ AIRE del cittadino italiano. La convivenza è dimostrabile con i timbri nei nostri passaporti che coincidono, intendo dire che abbiamo sempre viaggiato assieme,le dichiarazioni di ospitalità fatte in comune per il tempo di nostra permanenza in Italia, 3 pubblici ufficiali che hanno partecipato alla nostra nozze e possono testimoniare che dormiamo sotto lo stesso tetto nelle 2 Repubbliche, quella Italiana e quella Domenicana. Legalmente le sembra sufficiente? Country: Dominican Republic ~
Alert Moderator archangelsk
Posted - 05 September 2006 : 13:53:52
Citazione:Originariamente inviato da mascadaIl problema è che ogni volta che rientriamo in Italia, per lavoro e per visita famiglia dobbiamo recarci in questura, con file interminabili, freddo o grandi sudate dipende dalla stagione, cedolino con foto, ed infine le istruzioni per rimanere in Italia. Quando comunico all’incaricato di turno che non c’interessa e che siamo in Italia per turismo, resta a bocca aperta, e mi chiede se ha capito bene.Credo che la richiesta di mascada fosse più di carattere "pratico" che teorico.Certo, se la polizia ferma uno straniero che si trova in Italia il nono giorno lavorativo senza ancora alcuna richiesta di PdS in teoria deve applicare tutte le sanzioni che avete detto.Ma in pratica?Quanti sono i turisti australiani, i manager giapponesi, i miliardari russi che vengono espulsi per essere rimasti nel Belpaese qualche settimana con visto regolare, hotel prenotato, amici "garanti", soldi che gli permettono di vivere bene senza andare a rubare, ma senza regolare PdS?Le file in questura sono uno strazio, ha ragione mascada, e gli occhi strabuzzanti di quell'impiegato sono gli stessi che fece a me un poliziotto quando portai la madre della mia ragazza a chiedere un PdS per DODICI giorni.Non conoscevo la prassi, quindi seguii la legge. Perdemmo la mattinata in tre, e il poliziotto ci "consigliò" di non perdere altro tempo e di uscire dalla questura così com'eravamo entrati, che per due settimane non le avrebbe detto niente nessuno.Ecco, la domanda vera penso sia: generalmente, quanta discrezionalità viene applicata dalle forze dell'ordine in questi casi?Agenti che sono costretti ogni giorno a combattere con spacciatori, criminali, sfruttatori di prostitute, quanta rilevanza danno a uno straniero con il visto in regola ma che non ha chiesto il PdS per un semplice soggiorno di 30 giorni?Ovviamente la risposta la dovrebbe dare un poliziotto più che un avvocato... o no? ciao,Luca
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Member Since: 05 September 2006 ~
Posted - 10 September 2006 : 20:05:48
Per correttezza ho spostato il mio quesito nel forum dedicato agli italiani residenti all’esterohttp://www.tuttostranieri.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=3758&whichpage=2
Posted - 13 September 2006 : 23:10:10
Caro Alessandro, Ti preciso che nel caso in esame ( vedi 1 post di Mascada ) è così indicato: “ la nostra permanenza in Italia non supera mai i 30 giorni predeterminati dal biglietto aereo andata e ritorno “.Tale circostanza esclude la volontà/intenzione ( che abbia una durata congrua ) di eleggere l’ Italia/un dato Comune come luogo di dimora abituale.Il riferimento che fai alla giurisprudenza conferma il mio assunto: il coniuge del cittadino italiano, essendo con questi convivente in Italia, ( sposati da un paio di anni ) era diventato inespellibile ( vedi art. 19, comma 2, lettera c) del Testo Unico ) e quindi aveva diritto al rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari.Comunque, seguendo la tua indicazione, ho approfondito l’ esame della normativa di cui al DPR 2002/54 per accertare se il coniuge di cittadino italiano possa ottenere la carta di soggiorno, pur non avendo i coniugi la dimora abituale in Italia.Seguiamo, così, un viaggio ideale di Mascada con la moglie dominicana per accertare se la stessa può ottenere la carta di sggiorno. Per la moglie, al momento, vi è solo il passaporto della R.D.. La stessa, per entrare in Italia, ha bisogno di un visto di ingresso.Senza soffermarci sulle possibilità di ottenere un visto di ingresso per turismo o per familiare al seguito ecc., fatto sta che la signora dominicana, pur essendo coniugata con Mascada, deve necessariamente ottenere un visto di ingresso nella Repubblica. Non esiste il visto di ingresso “ per richiesta successiva della carta di soggiorno “. Quindi occorre esaminare se la signora dominicana, una volta giunta in Italia, può ottenere la carta di soggiorno.Su tale punto vi sono 2 diverse disposizioni:-	l’ art. 9 del Testo Unico che richiede la convivenza in Italia col marito italiano ( Mascada ) – non è il nostro caso,-	l’ art. 28, comma 2 del Testo Unico che richiama attualmente le norme di cui al DPR 18 gennaio 2002 n. 54 e successive modificazioni.Vediamo, quindi, se la signora dominicana, che è entrata nella Repubblica con visto di ingresso, può/deve richiedere la carta di soggiorno ( e, quindi, non deve ottemperare agli obblighi di richiesta del PDS conseguenti al visto ottenuto ).La normativa applicabile è quella prevista dal DPR 2002/54 e successive modificazioni. I osservazione:Il DPR 54/2002 prescinde “ da dove il cittadino italiano risieda “ solo allorché il coniuge straniero abbia la cittadinanza di uno Stato membro della Unione Europea.Ed infatti nell’ art. 5 ( “ Richiesta della carta di soggiorno “ ), comma 1, di detto DPR noi leggiamo:“La domanda per il rilascio della carta di soggiorno per i cittadini di uno Stato membro della Unione Europea deve essere presentata entro tre mesi dall’ ingresso nel territorio della Repubblica, alla Questura competente per il luogo in cui l’ interessato si trova, utilizzando una scheda conforme al modello predisposto dal Ministero dell’ Interno, nel quale siano indicati:………………………………………………………………………..,.e) il domicilio eletto nel territorio della Repubblica “Con tale istanza si può richiedere il rilascio della relativa carta di soggiorno anche per il coniuge.Voglio precisare che detto articolo contiene/si riferisce anche al cittadino italiano ( vedi art. 28, comma 2, del Testo Unico.Vediamo subito che nella detta richiesta della carta di soggiorno, nel punto e) , è indicato che deve essere precisato “ il domicilio eletto nel territorio della Repubblica “. Con tale istanza si può richiedere il rilascio della relativa carta di soggiorno anche per il coniuge.Quindi la normativa parla di “ domicilio eletto “ nel territorio della Repubblica .Prescindendo dalla espressione suddetta che è imprecisa, sicuramente, però, si fa riferimento ad una dimora nella Repubblica che si è scelta come tale. Pertanto non vi è la necessità di avere già una dimora abituale in Italia.A sensi di questa norma, quindi, sembrerebbe che la concessione alla moglie straniera ( comunitaria ) della carta di soggiorno non sia legata ad una attuale/già esistente dimora abituale nella Repubblica.II osservazione:Dico questo perché nel comma 4 del detto articolo 5 del DPR 2002/54 e successive modificazioni, noi leggiamo:“ Con la domanda l’ interessato può richiedere il rilascio della relativa carta di soggiorno anche per i familiari di cui all’ art. 3, commi 3 e 4, quale che sia la loro cittadinanza. Qualora questi ultimi abbiano la cittadinanza di un Paese non appartenente all’ Unione Europea, ad essi è rilasciato il titolo di soggiorno ai sensi dell’ art. 9 del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998 n. 286 e successive modificazioni:-a ) il coniuge non legalmente separato ed i figli di età inferiore agli anni 18-b) i figli di maggiore età a carico, gli ascendenti e discendenti delle persone di cui alla lettera a) e del coniuge che siano a loro carico “.Poiché la moglie del richiedente ( Mascada ) è cittadina dominicana ( quindi extra UE ), vediamo cosa dice il detto articolo 9 con riferimento alle disposizioni che regolano l’ acquisizione/contenuto della carta di soggiorno.Nel comma 2 di detto articolo noi leggiamo:“ La carta di soggiorno può essere richiesta anche dallo straniero coniuge o figlio minore o genitore conviventi di un cittadino italiano o di un cittadino di uno Stato dell’ Unione Europea residente in Italia. “.A sensi di questa norma sembrerebbe che la moglie extra UE debba essere convivente in Italia col marito italiano: in mancanza, quindi, di una dimora abituale in Italia col marito italiano con cui convive, non avrebbe diritto alla carta di soggiorno.Però, nel prosieguo di detto articolo ( commi 3-4-5 ) noi leggiamo che in esso sono contenute le disposizioni che regolano i presupposti di carattere personale ( es. non aver commesso determinati reati – casi di espulsione ecc. ) nonché il contenuto concreto dei diritti che il titolare della carta di soggiorno acquisisce.Io sono dell’ avviso che il riferimento all’ art. 9 del Testo Unico concerna il contenuto dei diritti che il soggetto extra UE acquisisce/di cui diventa titolare e che le modalità di acquisizione della carta di soggiorno restino disciplinate dal sudescritto art. 5 ( “ Richiesta della carta di soggiorno “ ) del DPR 2002/54 e successive modificazioni.Potremmo, quindi, concludere che il cittadino italiano possa richiedere la carta di soggiorno anche per il coniuge extra UE, prescindendo dal requisito di avere già una dimora abituale in Italia.Se ciò è vero, vediamo cosa dice la normativa nel caso di allontanamento/interruzione della permanenza nella Repubblica del titolare della carta di soggiorno.L’ art. 6 ( “ Rilascio della carta di soggiorno “ ), comma 5 del DPR 2002/54 e successive modificazioni così recita:“ Fatte salve le disposizioni più favorevoli del decreto legislativo 25 luglio 1998 n. 286 e del relativo regolamento di attuazione, le interruzioni del soggiorno non superiori a sei mesi consecutivi o le assenze dal territorio della Repubblica motivate dall’ assolvimento di obblighi militari non infirmano la validità della carta di soggiorno………”Nel decreto legislativo 25 luglio 1998 n. 286 e nel relativo regolamento di attuazione non è prevista alcuna sanzione per il caso di interruzione della permanenza in Italia da parte del titolare della carta di soggiorno ( anzi, su tal punto non è scritto alcunché ). Quindi, poiché tale decreto legislativo 25 luglio 1998 n. 296 + regolamento di attuazione è più favorevole di quanto previsto nel sutrascritto art. 6, comma 5 del DPR 2002/54 e successive modificazioni, ( nel senso che la interruzione della permanenza in Italia non comporta alcuna conseguenza sulla carta di soggiorno ) deve concludersi che, per ottenere la carta di soggiorno da parte del coniuge extra UE di cittadino italiano, non occorre avere la dimora abituale in Italia.A questo punto resta però da chiedersi a quali fattispecie si riferisce il detto art. 6, comma 5, del DPR 2002/54 e successive modificazioni per il caso della interruzione della permanenza in Italia.Se il Testo Unico e Regolamento di attuazione non prevedono alcuna conseguenza per detta interruzione, si ha che la disposizione di cui all’ art. 6, comma 5 del DPR 2002/54 e successive modificazioni non ha alcun contenuto/non può trovare alcuna applicazione. Il che, francamente, lascia alquanto sconcertati.Tanto premesso, cosa deve fare Mascada che è giunto in Italia con la moglie provvista di visto di ingresso ad es. per turismo o per familiare al seguito?A mio avviso, stante la novità del caso, io consiglio di provvedere, entro otto giorni lavorativi dall’ ingresso nella Repubblica, a richiedere sia il PDS corrispondente al visto di ingresso ottenuto e sia la carta di soggiorno. Mascada dovrà tenere stretti contatti con la Questura competente e patrocinare che la moglie ha diritto alla carta di soggiorno anche se, dopo circa 30 giorni, la stessa dovrà tornare nella R.D. In questo caso, il “ domicilio eletto “ nella Repubblica servirà come punto di comunicazione/di riferimento tra le Autorità italiane e la moglie di Mascada.
Alert Moderator Arianna
Posted - 14 September 2006 : 10:29:44
Bellissima e utilissima ricerca!!! Grazie, GianfrancoUnico punto debole è come avere i rapporti con la Questura. Da noi un extra UE deve fare 5-6 ore di coda nei giorni di pioggia e e 8-12 se il tempo fosse bello. Poi c'è orario particolare per i comunitari, ma Italiani non sono considerati AUTOMATICAMENTE comunitari. Bisogna insistere. Poi c'è URP, ma se va male, rimandano allo sportello. privet
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Posted - 14 September 2006 : 10:46:55
Citazione:Originariamente inviato da AriannaPoi c'è orario particolare per i comunitari, ma Italiani non sono considerati AUTOMATICAMENTE comunitari. Bisogna insistere. Poi c'è URP, ma se va male, rimandano allo sportello. Quoto, io ho insistito e sono andato di sabato, giorno riservato ai comunitari, sia per kiedere info, sia per ritiro pds e ritiro cds.Per dir la verità quasi sempre all'ingresso mi hanno kiesto di dove era mia moglie, io ho risposto serba, e i piantoni hanno risposto: allora va bene, il sabato è riservato ai comunitari... Vi Veri Veniversum Vivus Vici
Posted - 14 September 2006 : 11:23:22
E perche non si può sprecare il personale istruito alla porta

References: art. 13
 art. 19
 art. 19
 art. 12
 art. 13
 art. 19
 art. 19
 art. 12
 art. 19
 art. 9
 art. 28
 art. 5
 art. 28
 articolo 5
 art. 3
 art. 9
 articolo 9
 art. 9
 art. 5
 art. 6
 art. 6
 art. 6
 art. 6