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Timestamp: 2018-01-19 21:12:10+00:00

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Numero 5 4 maggio 2017
Finanziamento soci: presunzioni di onerosità ed enunciazione
L’ art. 46, D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 [CFF5146] prevede una presunzione di dazione a mutuo delle somme erogate dal socio alla partecipata, qualora dalle scritture contabili non risulti un diverso titolo: l’ art. 45, co. 2, Tuir [CFF5145] stabilisce, inoltre, che gli interessi su questi capitali concessi in prestito s’intendono percepiti alle scadenze e nella misura pattuita per iscritto, e si computano al tasso legale se una diversa misura non è determinata per iscritto. Il finanziamento effettuato dai soci sulla base di intese verbali, o con scambio di corrispondenza, può essere altresì assoggettato, ai fini dell’imposizione indiretta, all’istituto dell’ enunciazione di cui all’ art. 22, D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 [CFF2022] , in virtù del quale alcuni atti societari precedentemente non sottoposti all’ imposta di registro devono scontare questo tributo, nel caso in cui vengano enunciati successivamente in un altro atto soggetto a registrazione (Cass. 30 giugno 2010, n. 15585).
Nuove sanzioni disciplinari per i commercialisti
È stato dato il via libera definitivo dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili al primo Codice delle sanzioni disciplinari della categoria; il nuovo regolamento che completa il nuovo codice deontologico approvato nel dicembre 2015, è operativo dal 1° gennaio 2017 . Il testo del Codice è stato presentato a maggio dell'anno scorso in pubblica consultazione agli ordini territoriali e tra le richieste del territorio sono state accolte quelle relative ad una maggior clemenza in caso di mancato rispetto degli obblighi formativi e una maggior severità per chi viola i doveri di integrità e di obiettività. Tre sono le sanzioni previste: la censura , la sospensione fino ad un massimo di due anni e la radiazione dell’albo . Il rispetto del lungo periodo di vacatio legis deciso dal Consiglio nazionale, la cui esplicita finalità è quella di formare adeguatamente gli iscritti e i giudici disciplinari sulle novità, prima che entrino in vigore, sembrerebbe invece essere un presupposto certo per l’applicazione di alcune delle disposizioni contenute nei primi dieci articoli del Codice, ovvero quelle che vanno a gravare sulla struttura dell’illecito deontologico e sulla motivazioni del procedimento disciplinare.
Cessione d'azienda con patto di riservato dominio e risoluzione per inadempimento
L’ art. 1523, c.c . rubricato « Passaggio della proprietà e dei rischi » testualmente recita « nella vendita a rate con riserva della proprietà , il compratore acquista la proprietà della cosa con il pagamento dell'ultima rata di prezzo, ma assume i rischi dal momento della consegna ». La norma non si esprime in merito all'eventuale inadempimento dell'acquirente anteriormente al pagamento dell'ultima rata, con il quale viene a completamento il passaggio di proprietà del bene dal cedente al cessionario. Con la R.M. 13 ottobre 2016, n. 91/E l'Agenzia delle Entrate analizza il trattamento contabile e fiscale di tale istituto con particolare riferimento alla cessione d’azienda , chiarendo il valore che dev'essere attribuito all'azienda riconsegnata al cedente dal cessionario inadempiente e arrivando a conclusioni per certi aspetti discutibili.
Cfc: credito d'imposta su dividendi e plusvalenze da partecipazioni «black list»
Con la R.M. 24 novembre 2016, n. 108/E l’Agenzia delle Entrate ha esaminato un quesito riguardante la possibilità, per una società estera assoggettata a tassazione quale Cfc ex art. 167, Tuir [CFF5267] , di usufruire del credito d'imposta indiretto previsto dall'art. 89, co. 3, Tuir [CFF5189] , in relazione ai dividendi da essa percepiti ed interamente tassati in quanto erogati da una società black list . Dopo un sintetico inquadramento generale della disciplina sul credito d’imposta indiretto, nel presente articolo si esamina il caso proposto nell’interpello, con la relativa risposta dell’Agenzia delle Entrate, che si esprime in senso favorevole alla spettanza del credito indiretto e che si sofferma anche sugli aspetti dichiarativi. Inoltre, al termine si propone un riepilogo sulle regole generali di contabilizzazione dei dividendi previste dai nuovi Oic 21 ed Oic 12.
Nota di accredito per recupero dell'Iva versata
Anche per i fallimenti aperti nel 2017, come in passato, i curatori devono registrare nel registro Iva acquisti le note di accredito che ricevono dai cedenti di beni o dai prestatori di servizi, ma la maggiore Iva che risulta a debito nei confronti dell’Erario non va riportata «nel riparto finale, ormai definitivo», quindi, non va versata. Questa registrazione nel registro Iva acquisti, però, consentirà all’Amministrazione finanziaria di richiedere il suo « credito eventualmente esigibile, nei confronti del fallito» , nel caso in cui questo ritornasse « in bonis ». Il chiarimento è contenuto nella C.M. 7 aprile 2017, n. 8/E, risposta 13.1 , la quale ha confermato che, anche per le procedure concorsuali aperte dal 2017 in poi, si applicano le stesse regole previste per il passato, in quanto le novità introdotte dall’ art. 1, co. 126 e 127, L. 28 dicembre 2015, n. 208 (infruttuosità a partire dall’inizio della procedura e non registrazione da parte della procedura della nota di accredito ricevuta) non sono mai entrate in vigore, in quanto sono state sterilizzate, dal 1° gennaio 2017, dall’ art. 1, co. 567, L. 11 dicembre 2016, n. 232.
Ifrs: casi controversi sotto la lente di Esma
La European Securities and Market Authority (Esma), organismo che raccoglie le Autorità di sorveglianza delle società quotate nei mercati regolamentati dei Paesi dell’Unione Europea, ha pubblicato nel gennaio 2017 il « 20th Extract from the EECS’s Database of Enforcement». Gli estratti traggono esemplificazioni di applicazioni pratiche degli Ifrs , partendo dall’analisi svolta dalle singole Autorità (da ora in avanti anche « enforcer ») su casi controversi da loro considerati. Partendo dal presupposto che l’unico organismo interpretativo degli Ifrs è l'Ifrs Interpretations Committee , le «decisioni» forniscono utili esempi di prassi operativa. Il presente contributo esamina alcune decisioni contenuti nell’Estratto sopra menzionato.
Indicazioni di Assirevi per la revisione legale
L’attività professionale della revisione legale è ormai da qualche anno interessata da rilevanti cambiamenti che progressivamente stanno modificando lo scenario di riferimento, i compiti e le responsabilità dei revisori. Al recepimento della direttiva 2006/43/CE in materia di controllo legale dei conti avvenuto nel 2010 con l’emanazione del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 , ha fatto seguito la pubblicazione da parte del Mef di taluni decreti attuativi volti a disciplinare alcuni ulteriori aspetti, quali, ad esempio, quelli relativi al registro dei revisori , al tirocinio o quelli in materia di rev oca , dimissioni e rescissione consensuale dell’incarico di revisione legale . Inoltre, nel dicembre 2014, con la pubblicazione dei nuovi principi di revisione Isa Italia , si è concretamente attuato un ulteriore momento di avvicinamento delle modalità di svolgimento della revisione legale in Italia al contesto professionale internazionale.
Relazione del sindaco-revisore al bilancio 2016
A seguito dell’introduzione delle nuove regole che disciplinano i bilanci 2016 appare quanto mai opportuno riepilogare le principali novità che impattano sulla relazione del sindaco-revisore per i bilanci in chiusura in questi giorni. In questo ambito il Consiglio nazionale ha elaborato un apposito documento (revisione del 20 aprile scorso) con il quale analizza le novità e suggerisce di predisporre una relazione unitaria che comprenda, anche l’attività di vigilanza ex artt. 2403 e segg., Codice civile . Per questo motivo la relazione unitaria deve contenere: una sezione con la relazione di revisione, una con la relazione sull’attività di vigilanza del collegio sindacale e le conclusioni con le proposte dell’organo in ordine al bilancio e alla sua approvazione. Tuttavia, si sottolinea, che nonostante la proposta del consiglio nazionale, nulla vieta, in linea di principio, al collegio sindacale incaricato anche della revisione legale di predisporre due relazioni distinte .
Responsabilità penale ed amministrativa
Delega di funzioni aziendali nell'ambito della «responsabilità 231»
La Corte di Cassazione Penale con la sentenza n. 9132 del 24 febbraio scorso ha espresso interessanti principi concernenti la corretta modalità di attribuzione di deleghe di funzioni da parte degli organi societari, nell’ambito della determinazione della responsabilità amministrativa ex decreto 231. Nel caso di specie, la Suprema Corte ha ritenuto carente il modello organizzativo 231 , causa l’ insufficienza delle deleghe di funzioni in ambito societario. Secondo i giudici di legittimità, affinché si possa attribuire rilevanza penale alla delega di funzioni nell’ambito di una persona giuridica, è necessaria la compresenza di precisi requisiti : a) la delega deve essere puntuale ed espressa , con esclusione in capo al delegante di poteri residuali di tipo discrezionale ; b) il delegato deve essere tecnicamente idoneo e professionalmente qualificato per lo svolgimento del compito affidatogli; c) la delega deve riguardare non solo le funzioni ma anche i correlativi poteri decisionali e di spesa ; d) l’esistenza della delega deve essere giudizialmente provata in modo certo . Infatti, l’eventuale mancanza di deleghe di funzioni finisce col ricadere negativamente sull’efficacia del modello organizzativo e sulla sua adeguatezza, cosicché gli organi societari non possono realisticamente essere in grado di prevenire la commissione di reati.
Scissione e trasformazione agevolata in società semplice
La R.M. 101/E/2016 ha chiarito che non integrano un abuso del diritto le operazioni che il contribuente pone in essere per costituire le condizioni per accedere al regime fiscale agevolato previsto per l’estromissione di beni immobili e di beni mobili registrati dal regime di impresa. Tale chiarimento appare particolarmente importante ed attuale perché la Legge di bilancio 2017 ha prorogato al 30 settembre 2017 il termine per accedere alla disciplina agevolativa ed il tempo ora a disposizione dei contribuenti potrà consentire di pianificare e porre in essere le eventuali operazioni societarie propedeutiche o conseguenti all’estromissione agevolata, per massimizzare il beneficio fiscale, senza incorrere in censure in tema di abuso del diritto.
Scissione atipica «asimmetrica»
Tra le operazioni denominate «straordinarie», la più poliedrica è certamente la scissione. Essa, infatti, a seconda del tipo di effetto che risulta avere in capo alla società scissa e/o della tipologia di società destinatarie dell’operazione, cd. beneficiarie , nonché ancora a seconda dell’ effetto che sortisce in capo ai soci, può assumere svariate «forme». Di recente attraverso una propria massima, il notariato campano ha esaminato la cd. scissione «asimmetrica», evidenziando, con notevole profondità, come tale tipologia di scissione possa assumere anche un ulteriore aspetto oltre a quello che sembrerebbe previsto dalla norma di riferimento. Le considerazioni poste in essere dal notariato non sono di poco conto visto che, proprio con riferimento alla scissione «asimmetrica», i notai arrivano ad affermare che può essere legittimamente posta in essere anche una scissione attraverso la quale la società scissa « rimanga composta dai medesimi soci nelle originarie quote di partecipazione, e le società di nuova costituzione siano composte ciascuna da uno dei soci della società scissa » .

References: art. 46
 art. 45
 art. 22
 art. 1523
 art. 167
 art. 1
 art. 1
 sentenza