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Timestamp: 2019-05-27 05:27:54+00:00

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Provvedimenti - Dirigenti Giornali Quotidiani
Nota a verbale - In conseguenza del venir meno a partire dal 1° luglio 2005 della specifica figura del Direttore amministrativo e dell'introduzione con la stessa decorrenza di quella di Direttore generale, le parti hanno proceduto ad una revisione dell'articolato contrattuale per adeguarlo a tale modifica facendo riferimento al termine omnicomprensivo di "dirigente" per quegli istituti che riguardano tutta la dirigenza, esplicitando quegli specifici trattamenti che le parti hanno individuato di esclusiva pertinenza del Direttore generale.
Norma transitoria - Lo specifico inquadramento del Direttore amministrativo viene meno con effetto dal 1° luglio 2005 in quanto il connesso trattamento economico-normativo viene riconosciuto alla nuova figura del Direttore generale.
Il Direttore generale ricopre un ruolo caratterizzato da un elevato grado di autonomia e potere decisionale ed esplica in modo continuativo poteri di rappresentanza e di decisione al fine di promuovere, coordinare e gestire la realizzazione degli obiettivi dell'impresa nei relativi assetti amministrativi, del personale, tecnico-produttivi nonchè commerciali in tutte le relative articolazioni operative.
Il dirigente che, ove si apra procedimento di cui al comma 4, risolva il rapporto motivando il proprio recesso con l'avvenuto rinvio a giudizio, hanno diritto, oltre al trattamento di fine rapporto, ad un trattamento pari all'indennità fissa di cui all'art. 21 e ad una indennità supplementare al trattamento di fine rapporto pari, con decorrenza 1° luglio 2000, al corrispettivo della predetta indennità fissa. Il dirigente consegue il diritto a percepire i trattamenti previsti dal precedente comma semprechè abbia formalmente e tempestivamente comunicato al datore di lavoro la notifica, a lui fatta, dell'avviso di reato a seguito del quale sia stato successivamente rinviato a giudizio.
Ove si apra procedimento penale nei confronti del dirigente per fatti che siano direttamente connessi all'esercizio delle funzioni attribuite, ogni spesa per tutti i gradi di giudizio è a carico dell'azienda. E' in facoltà del dirigente di farsi assistere da un legale di propria fiducia, con onere a carico dell'azienda.
Il rinvio a giudizio del dirigente per fatti direttamente attinenti all'esercizio delle funzioni lui attribuite non costituisce di per sè giustificato motivo di licenziamento; in caso di privazione della libertà personale il dirigente avrà diritto alla conservazione del posto con decorrenza della retribuzione.
Le garanzie e le tutele di cui al 4° comma del presente articolo si applicano al dirigente anche successivamente alla estinzione del rapporto di lavoro, semprechè si tratti di fatti accaduti nel corso del rapporto stesso.
Disposizione transitoria - Per i casi di risoluzione del rapporto eventualmente intervenuti ai sensi del 2° comma dell'art. 8, a tutto il 30 giugno 2000 l'indennità supplementare al t.f.r. è pari alla metà del corrispettivo dell'indennità fissa di cui all'art. 21.
L'elemento di maggiorazione previsto dall'art. 10 del contratto collettivo nazionale di lavoro 9 luglio 1985, come modificato dall'accordo 20 ottobre 1987, pari al 12% degli elementi della retribuzione mensile individuali di fatto percepiti dal dirigente e considerati utili dalle vigenti disposizioni di legge e di contratto per il trattamento di fine rapporto, con effetto dal 1° luglio 1989 è congelato in cifra sui valori della retribuzione individuale di fatto di cui sopra calcolata al 30 giugno 1989. Restano confermate le modalità di erogazione in atto.
Conseguentemente, la percentuale indicata nel 1° comma non sarà più applicata ai miglioramenti retributivi attribuiti a qualsiasi titolo (collettivo e/o individuale) dal 1° luglio 1989 e successivamente, ivi compresi tutti quelli derivanti dal presente contratto. Per coloro che siano stati assunti o promossi nella qualifica a decorrere dal 1° luglio 1989 è riconosciuto un ammontare corrispondente al 12% applicato ai minimi contrattuali di stipendio previsti dall'accordo 10 novembre 1989 con decorrenza 1° gennaio 1989 (Direttore amministrativo euro 1.381,52; dirigente euro 1.345,89) nonchè all'importo mensile per meccanismo di variazione automatica in atto al giugno 1989 (lire 1.236.000 pari a euro 638,34) e al valore dell'indennità mensile calcolata sui precedenti istituti.
Nota a verbale - Le parti si danno reciprocamente atto che dall'ammontare della retribuzione individuale di fatto, prevista dal 1° comma ai fini del computo dell'ex elemento di maggiorazione, erano esclusi i miglioramenti economici che siano stati aziendalmente attribuiti al dirigente, dalla data di sottoscrizione dell'accordo 20 ottobre 1987 o successivamente, in forma espressa e contestualmente a titolo di anticipazione sugli aumenti derivanti dal contratto 10 novembre 1989.
Per i dirigenti in servizio alla data di stipula del c.c.n.l. 9 luglio 1985 la misura prevista dal 1° comma del presente articolo spetterà sino ad un massimo di 15 bienni di anzianità.
Norma transitoria - Gli aumenti periodici di anzianità già maturati dal dirigente alla data del 1° gennaio 1989 sono stati trasformati in cifra sulla base del valore di euro 139,44 per ogni biennio di anzianità e considerati utili a tutti gli effetti contrattuali.
c) in aggiunta al normale trattamento di liquidazione in caso di morte causata da malattia professionale o da infortunio per qualsiasi causa verificatosi purchè la morte non sia preceduta da una invalidità permanente indennizzata ai sensi del precedente punto e causata dal medesimo evento che ha determinato tale invalidità, una somma a favore degli aventi diritto pari a cinque annualità della retribuzione di fatto.
In relazione al decreto legislativo n. 38/2000 che, a decorrere dal 16 marzo 2000, estende ai dirigenti l'obbligo di iscrizione all'INAIL, l'azienda inserirà nella polizza di cui al precedente 4° comma una clausola che, per i casi di infortunio sul lavoro e di malattia professionale, preveda:
L'azienda provvederà altresì a stipulare, nell'interesse del dirigente, una polizza che assicuri, comunque una sola volta, in caso di morte o in caso di invalidità permanente tale da ridurre in misura superiore ai 2/3 la capacità lavorativa specifica, per cause diverse da quella dell'infortunio comunque determinato e da malattia professionale, sempre in aggiunta al normale trattamento di liquidazione, una somma pari a decorrere dal 1° luglio 2005 ad euro 116.202,80, quando il dirigente non abbia figli a carico nè coniuge. La predetta somma sarà pari a euro 162.683,92 quando il nucleo familiare del dirigente interessato risulti composto da uno ovvero da più figli a carico e/o dal coniuge. Detti importi, a decorrere dal 1° luglio 1007 saranno pari rispettivamente ad euro 129.114,22 ed a euro 180.759,91. Il dirigente concorrerà al costo del relativo premio con l'importo di euro 139,44 annue, che saranno trattenute dall'azienda sulla sua retribuzione secondo apposite modalità. Qualora il rapporto di lavoro prosegua dopo l'avvenuto riconoscimento dello stato di invalidità, la somma assicurata dalla polizza è corrisposta contestualmente all'esito di tale riconoscimento.
Le somme rispettivamente assicurate al comma precedente nonchè l'entità del concorso del dirigente ivi stabilita operano a decorrere dalle date indicate.
Sono, altresì, fatte salve e si considerano sostitutive delle provvidenze stabilite al 4° comma eventuali intese, attuali o future, definite tra azienda e dirigente che prevedano l'assunzione diretta da parte dell'azienda, al verificarsi degli eventi ivi specificati, dell'obbligo al pagamento delle somme di cui al richiamato 4° comma, lett. a) o lett. b), rimanendo in facoltà dell'azienda stessa di assicurare tale obbligo.
Le parti convengono altresì che, in ogni caso, ai fini della erogazione delle somme assicurate ai sensi del comma 4, lett. a), primo alinea e lett. b), nonchè del comma 8 dell'art. 16, le società stipulanti le polizze assicurative ed i loro riassicuratori assumeranno come valido il giudizio sullo stato di invalidità del dirigente così come formulato:
2) dall'INAIL, in caso di invalidità di origine professionale e semprechè non ricorra l'ipotesi precedente.
Le parti si danno reciprocamente atto che il richiamo alla tabella annessa al D.P.R. n. 1124/1965, di cui al 2° comma dell'art. 16, deve intendersi comprensivo dell'ampliamento disposto con la sentenza della Corte Costituzionale n. 350/1997, in base alla quale l'INAIL indennizza, oltre alle malattie elencate nella predetta tabella, anche le malattie non tabellate di cui il dirigente dimostri l'origine professionale.
Le materie concernenti gli interventi integrativi del trattamento pensionistico di categoria e l'assistenza integrativa di malattia, come disciplinate dalle apposite separate intese contestualmente sottoscritte alle quali si intende fatto riferimento e rinvio, costituiscono parte integrante del presente contratto, per l'intera durata di quest'ultimo. I contenuti delle rispettive prestazioni, le condizioni e le modalità della loro erogazione, nonchè le forme ed entità dei relativi finanziamenti sono stabiliti dalle richiamate apposite intese, avuto riguardo alla vigenza per esse di volta in volta stabilita dalle parti stipulanti.
c) a tutti i dirigenti compreso il Direttore generale: una ulteriore indennità fissa pari a tredici mensilità di retribuzione per coloro che abbiano più di quarantaquattro anni compiuti e meno di cinquantacinque anni compiuti; pari a sette mensilità di retribuzione per coloro che abbiano cinquantacinque anni compiuti e meno di cinquantanove anni compiuti. Resta salvo quanto previsto dal 4° comma dell'art. 27.
Dichiarazione a verbale - Le parti concordano che dalla stipula del c.c.n.l. 10 novembre 1989, per la peculiarità delle funzioni dirigenziali, l'indennità fissa prevista dalle lett. a) oppure b) dell'art. 21 è computata agli effetti del trattamento di fine rapporto. Le parti si danno, altresì, atto che, considerata la particolare specifica natura del trattamento corrispondente all'indennità fissa o frazione di essa prevista dagli artt. 8, 19, 20 e 33 a favore del dirigente che risolva il rapporto di lavoro, il trattamento medesimo non ha effetto per il computo del trattamento di fine rapporto.
2) Con riferimento al 2° comma del citato art. 2120 cod. civ. per il computo del trattamento di fine rapporto si considerano, oltre allo stipendio, tutti gli elementi costitutivi della retribuzione aventi carattere continuativo, ivi compresi le provvigioni, i premi di produzione ed ogni altro compenso ed indennità anche se non di ammontare fisso, con esclusione di quanto corrisposto a titolo di rimborso spese e di emolumenti di carattere occasionale.
Fanno altresì parte della retribuzione l'equivalente del vitto e dell'alloggio eventualmente dovuti ai dirigenti nella misura convenzionalmente concordata, nonchè le partecipazioni agli utili e le gratifiche non consuetudinarie e gli aumenti di gratifica pure non consuetudinari, corrisposti in funzione del favorevole andamento aziendale.
Disposizione transitoria - Ai fini della determinazione dell'indennità di anzianità da calcolarsi all'atto dell'entrata in vigore della legge n. 297/1982, ai sensi dell'art. 5, 1° comma, della legge medesima, si richiamano le particolari norme di cui alle disposizioni transitorie in calce all'art. 22 del c.c.n.l. 14 maggio 1981, i cui termini vengono di seguito integralmente riportati.
Nei casi di anzianità che, ai sensi del 1° comma, diano diritto alla maggiore indennità limitatamente a parte dell'anzianità stessa, il riconoscimento di cui al precedente comma si aggiungerà a quello dovuto ai sensi del 1° comma.
La liquidazione ed erogazione saranno effettuate con le modalità stabilite dal 1° comma, anche nei casi di cui al 2° ed al 3° comma.
Nel caso di dimissioni del dirigente ai sensi del 4° comma dell'art. 15 il trattamento economico ad esso spettante non comprende l'ulteriore indennità fissa di cui alla lett. c) del 1° comma dell'art. 21.
Il dirigente che abbia superato il 60° anno di età ed abbia una anzianità di servizio di almeno tre anni ha diritto di chiedere la risoluzione del rapporto con il pagamento, oltre al trattamento di fine rapporto, della indennità stabilita dall'art. 21, lett. a) oppure b).
A tutti gli effetti del presente contratto, fatta eccezione per gli aumenti periodici di anzianità, i quali decorrono a norma del 2° comma del precedente art. 12 dalla data di nomina a dirigente, l'anzianità si computa comprendendovi tutto il periodo di servizio prestato alle dipendenze dell'azienda anche con altre qualifiche.
Le disposizioni del presente articolo non si applicano al dirigente che abbia ricevuto l'indennità prevista dall'art. 21, 1° comma, lett. c) (ulteriore indennità fissa).
Le disposizioni del presente articolo, salvo la comunicazione per iscritto di cui al 1° comma, non si applicano altresì in caso di risoluzione del contratto di lavoro nei confronti del dirigente che siano in possesso dei requisiti di legge per avere diritto alla pensione di vecchiaia o che abbiano comunque superato il 65° anno di età (60° se donna).
Durante il mese di agosto sono sospesi i termini di cui al presente titolo, nonchè quello di cui al 3° comma del presente articolo.
In conformità all'art. 412 ter, lett. e) cod. proc. civ., il compenso del Presidente, ripartito al 50 per cento fra le parti in causa, è determinato secondo i criteri pattuiti dalle Organizzazioni firmatarie.
Norma di attuazione - Fatta in ogni caso salva la facoltà di sostituzione dei rappresentanti delle rispettive Organizzazioni, ai sensi del 4° comma del presente titolo, il Collegio già costituito in base al c.c.n.l. 14 luglio 2000 si intende prorogato sino al rinnovo del presente contratto.
Pertanto, le parti si impegnano a svolgere nei confronti dei rispettivi rappresentati ogni opportuna e utile iniziativa e azione affinchè, nel caso di cui sopra, si avvalgano della disciplina prevista dal presente articolo e affinchè, comunque, azienda e dirigente, in sede di tentativo obbligatorio di conciliazione ex art. 410 cod. proc. civ., anche di fuori, quindi, del tentativo di conciliazione disciplinato dal presente articolo, realizzino la conciliazione medesima.
Le parti, inoltre, auspicano, e, in questo senso, svolgeranno ogni opportuna e utile iniziativa e azione nei confronti dei rispettivi rappresentati, che, tenuto conto della peculiarità del rapporto di lavoro del dirigente, l'eventuale risoluzione di tale rapporto avvenga preferenzialmente in maniera consensuale, su basi eque e adeguate, cosicchè il licenziamento possa diventare una fattispecie del tutto residuale ed eccezionale di risoluzione del predetto rapporto.
In tal caso gli stessi sindacati provvederanno a comunicare i nominativi dei dirigenti investiti di tale rappresentanza alle aziende interessate, oltrechè alla FIEG ed alla Federmanager. In particolare, le rappresentanze aziendali potranno esaminare in prima istanza le questioni che dovessero sorgere circa l'applicazione delle norme contrattuali, ivi comprese quelle relative al riconoscimento della qualifica dirigenziale ai sensi dell'art. 1 del presente contratto.
Il trattamento di fine rapporto nonchè le indennità dovute per effetto della risoluzione del rapporto debbono essere versati non oltre otto giorni dalla data della risoluzione stessa.
Oltre al rimborso delle spese sostenute di viaggio, vitto e alloggio, nei limiti della normalità, al dirigente in trasferta per periodi non inferiori a 12 ore e non superiori a due settimane è dovuto per ogni giorno di trasferta un importo aggiuntivo per rimborso spese non documentabili pari al 2% del minimo mensile contrattuale base, diminuito dell'importo per ex meccanismo di variazione automatica pari a euro 816,52 mensili, confluito, a decorrere dal 1° gennaio 1992, nel predetto minimo mensile contrattuale base.
In caso di trasferta di durata superiore a due settimane o di missione all'estero, verranno presi accordi diretti tra azienda e dirigente; in ogni caso verrà riconosciuto, ricorrendone le condizioni, l'importo di cui al 1° comma, suscettibile di assorbimento in eventuali trattamenti complessivi di trasferta.
Disposizione transitoria - Relativamente alle trasferte e missioni effettuate fino al 30 aprile 2005, l'importo aggiuntivo di cui all'art. 32 del c.c.n.l. 26 luglio 2000 continua a essere calcolato sui minimi mensili contrattuali base in vigore al 31 dicembre 2004, sempre diminuito dell'importo per ex variazione automatica (pari a 816,52 euro) confluito nei predetti minimi.
Al dirigente trasferiti sarà corrisposto il rimborso delle spese cui vanno incontro per sè e famiglia per effetto del trasferimento stesso, nonchè l'eventuale maggior spesa effettivamente sostenuta per l'alloggio dello stesso tipo di quello occupato nella sede di origine, per un periodo da convenirsi direttamente tra le parti e comunque per un periodo non inferiore a 2 anni, oltre ad una indennità "una tantum" pari a 3 mensilità e 1/2 di retribuzione per il dirigente con carichi di famiglia e a 2 mensilità e 1/2 per il dirigente senza carichi di famiglia.
Il dirigente che procede alla risoluzione del rapporto entro 60 giorni dalla comunicazione di cui al 2° comma, motivando il proprio recesso con la mancata accettazione del trasferimento, ha diritto, oltre al trattamento di fine rapporto ad un trattamento pari all'indennità fissa e ad una indennità supplementare al trattamento di fine rapporto pari ad un terzo del corrispettivo della predetta indennità fissa.
Salvo diverso accordo tra le parti interessate, il trasferimento non può essere disposto nei confronti del dirigente che abbia compiuto rispettivamente il 53° anno se uomo o il 50° se donna.
Nota a verbale - Qualora particolari ragioni di urgenza non consentano all'azienda di rispettare i termini di preavviso di cui al 2° comma, il dirigente verrà considerato in trasferta sino alla scadenza dei suddetti termini.
Il presente contratto decorre dal 1° gennaio 2005, salvo le particolari decorrenze specificate nei singoli articoli. Avrà scadenza al 31 dicembre 2008 ad eccezione della parte relativa al trattamento economico che avrà scadenza al 31 dicembre 2006.
Dal luglio 1991 è soppresso l'istituto del meccanismo di variazione automatica della retribuzione dei dirigenti correlato all'aumento del costo della vita, adottato con l'accordo 28 settembre 1983 e da ultimo disciplinato dall'Allegato 1 del c.c.n.l. 10 novembre 1989.
Il relativo importo, nell'ammontare complessivo in atto alla data del 1° luglio 1991 euro 816,52, non suscettibile quindi di ulteriori variazioni, confluisce, a decorrere dal 1° gennaio 1992, nel minimo contrattuale mensile base di cui all'art. 1 dell'accordo economico 14 giugno 1995, come espressamente stabilito da detta disposizione.
- a decorrere dal 1° gennaio 2005
- a decorrere dal 1° gennaio 2006
Tali misure sono comprensive dell'importo mensile di euro 816,52, maturato alla data del 1° luglio 1991, a titolo di meccanismo di variazione automatica della retribuzione, soppresso ai sensi dell'art. 6 dell'accordo economico 2 luglio 1992.
Gli incrementi di minimo contrattuale mensile, come risultanti dalle decorrenze sopra indicate, non comportano riflessi sull'importo per ex elemento di maggiorazione e sugli aumenti di anzianità di cui rispettivamente all'art. 10 e all'art. 12 del c.c.n.l.
b) gli aumenti retributivi derivanti dal presente contratto trovano applicazione nei confronti dei dirigenti in forza alla data di sottoscrizione del contratto stesso. Gli importi afferenti il periodo 1° gennaio-31 luglio 2005 saranno corrisposti, semprechè dovuti, entro il mese di maggio 2005.
1. Sulle retribuzioni di fatto percepite alla data del 31 dicembre 2004 è apportato, con decorrenza dal 1° gennaio 2005, un aumento pari alla differenza tra i minimi in vigore al 1° gennaio 2005 e quelli fissati, con decorrenza dal 1° settembre 2003, dall'art. 1 dell'accordo 25 luglio 2005. Analogamente sulle retribuzioni di fatto percepite alla data del 31 dicembre 2005 è apportato, con decorrenza dal 1° gennaio 2006, un aumento pari alla differenza tra i minimi stabiliti per la categoria di appartenenza al precedente art. 1 decorrenti dal 1° gennaio 2001 rispetto a quelli decorrenti dal 1° gennaio 2005.
2. In applicazione di quanto concordato con l'accordo 4 dicembre 1997 a decorrere dal 1° gennaio 2000, i miglioramenti economici ricorrenti, sulle retribuzioni mensili di fatto percepite, attribuiti aziendalmente successivamente al 31 dicembre 2003 sono assorbibili o conguagliabili con gli aumenti previsti dal presente accordo con decorrenza 1° gennaio 2005 e dal 1° gennaio 2006.
3. Salvo il rispetto dei minimi mensili previsti dall'art. 1 nonchè dell'importo per ex elemento di maggiorazione, gli aumenti delle retribuzioni di fatto di cui al precedente punto 1 non sono dovuti ai dirigenti assunti dal 1° gennaio 2005.
L'indennità di carica di cui all'art. 13 del c.c.n.l. sarà pari alla retribuzione mensile fino ad un massimo di euro 6.360,00 e di euro 6.470,00 per l'anno 2006.
In aggiunta a tale indennità sarà corrisposto un importo pari al 100 per cento della retribuzione mensile nei limiti del massimale di cui al comma precedente.
Tenuto conto dell'impegno richiesto al dirigente nello svolgimento delle sue mansioni in relazione anche alla mancanza di limite alla durata della prestazione lavorativa giornaliera, al dirigente viene corrisposta un'indennità mensile pari al 27 per cento dello stipendio minimo tabellare maggiorato degli importi dovuti per aumenti periodici di anzianità.
Tale indennità potrà essere assorbita, sino ad un massimo del 50 per cento del suo importo, da eventuali superminimi corrisposti dall'azienda, salvo che non siano già operati assorbimenti in sede di prima applicazione dell'istituto a norma dell'art. 4 dell'accordo 26 marzo 1975 e successive modificazioni.
L'indennità mensile non trova applicazione nei confronti dei dirigenti assunti a partire dal 1° gennaio 1996.
- con la stipula del presente accordo viene definito il nuovo trattamento economico per i dirigenti dipendenti da aziende editrici e/o stampatrici di giornali quotidiani e da agenzie di informazione quotidiane della stampa con decorrenza dal 1° maggio 2009. I relativi trattamenti economici, cosi come globalmente definiti, tengono anche conto delle "indennità di vacanza contrattuale" erogata a partire dal 1° dicembre 2008 e dei relativi conguagli per il periodo precedente.
a decorrere dal 1° maggio 2009
a decorrere dal 1° maggio 2010
a decorrere dal 1° maggio 2011
I predetti importi sono comprensivi dell'importo mensile di Euro 816,52 maturato, alla data del 1° luglio 1991, a titolo di meccanismo di variazione automatica della retribuzione, soppresso ai sensi dell'art. 6 dell'accordo economico 2 luglio 1992.
Le partì si danno reciprocamente atto che, sino alla data di sottoscrizione del presente accordo, l'importo aggiuntivo per rimborso spese non documentabili di cui all'art. 32 del CCNL, rimane computato sui minimi contrattuali di stipendio mensile in vigore al 30 aprile 2009 diminuito dell'importo per ex variazione automatica (pari a euro 816,52) confluito nei predetti minimi.
1. Sulle retribuzioni di fatto percepite alla data del 30 aprile 2009 è apportato, con decorrenza dal 1° maggio 2009, un aumento pari alla differenza tra i minimi in vigore al 1° maggio 2009 e quelli fissati, con decorrenza dal 1° gennaio 2006, dall'art. 1 dell'accordo 31 marzo 2005. Analogamente, sulle retribuzioni di fatto percepite alla data del 30 aprile 2010 e alla data del 30 aprile 2011 è apportato, con decorrenza dal 1° maggio 2010 e dal 1° maggio 2011, un aumento pari alla differenza tra i minimi stabiliti per la categoria di appartenenza al precedente art. 1 decorrenti, rispettivamente, dal 1° maggio 2009 e dal 1° maggio 2010.
2. In applicazione di quanto concordato con l'accordo 4 dicembre 1997, i miglioramenti economici ricorrenti sulle retribuzioni mensili di fatto percepite, attribuiti aziendalmente successivamente al 31 dicembre 2006, sono assorbibili o conguagliabili con gli aumenti previsti dal presente accordo con decorrenza dal 1° maggio 2009, dal 1° maggio 2010 e dal 1° maggio 2011.
3. Salvo il rispetto dei minimi mensili previsti dall'art. 1, nonché dell'importo per ex elemento di maggiorazione, gli aumenti delle retribuzioni di fatto di cui al precedente punto 1 non sono dovuti ai dirigenti assunti dal 1° maggio 2009.
In aggiunta a tale indennità sarà corrisposto un importo pari al cento per cento della retribuzione mensile nei limiti del massimale di cui al comma precedente.
Al fine di mantenere il costante equilibrio e ricuperare il deficit registratosi nella gestione a solidarietà del Fondo Previdenza Dirigenti Giornali Quotidiani, tenendo conto delle valutazioni attuariali del predetto Fondo, il contributo destinato alla gestione "a solidarietà" a carico delle aziende passerà, con effetto dal 1° maggio 2009, al 6,80% con conseguente aumento di un punto percentuale dell'attuale aliquota.
Il presente accordo decorre dal 1° maggio 2009, salvo le particolari decorrenze specificate nei singoli articoli, ed avrà scadenza al 30 aprile 2012.
Dati Tabellari - Dirigenti Giornali Quotidiani
Direttore generale 4040 0 0 139.44 173 26
Dirigenti 4004 0 0 139.44 173 26

References: sentenza 
 art. 2120
 art. 12
 art. 410
 art. 1
 art. 1