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Timestamp: 2020-08-12 20:55:05+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 5490 del 08/03/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5490 del 08/03/2011
Cassazione civile sez. trib., 08/03/2011, (ud. 12/01/2011, dep. 08/03/2011), n.5490
avverso la sentenza n. 136/2007 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di NAPOLI dell’8/10/07, depositata il 06/11/2007;
La Corte, ritenuto che e’ stata depositata in cancelleria la seguente relazione a sensi dell’art. 380 bis c.p.c.: “La CTR della Campania ha rigettato l’appello dell’Agenzia delle Entrate di Napoli nei confronti di P.G.. Ha motivato la decisione ritenendo la fissazione di un termine inferiore a quello previsto dello Statuto del contribuente rendesse illegittimo il recupero di imposta fondato sul mancato invio del modulo CVS nel predetto termine.
Ha proposto ricorso per cassazione affidato a quattro motivi l’Agenzia delle Entrate, il contribuente non si e’ costituito.
Con il terzo motivo, deducendo violazione di legge e formulando idoneo quesito, l’Agenzia delle Entrate contesta che il minore termine concesso per l’invio del CVS rendesse illegittimo il recupero del credito di imposta. Il motivo e’ fondato. Ha ritenuto questa Corte con Cass. Ordinanza n. 8254/2009 che: Le norme della L. 27 luglio 2000, n. 212, (c.d. Statuto del contribuente), emanate in attuazione degli art. 3, 23, 53 e 97 Cost., e qualificate espressamente come principi generali dell’ordinamento tributario, sono, in alcuni casi, idonee a prescrivere specifici obblighi a carico dell’Amministrazione finanziaria e costituiscono, in quanto espressione di principi gia’ immanenti nell’ordinamento, criteri guida per il giudice nell’interpretazione delle norme tributarie (anche anteriori), ma non hanno rango superiore alla legge ordinaria;
conseguentemente, non possono fungere da norme parametro di costituzionalita’, ne’ consentire la disapplicazione della norma tributaria in asserito contrasto con le stesse. (In applicazione del suddetto principio, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza di merito che aveva disapplicato la L. 27 luglio 2002, n. 212, art. 2, comma 1, lett. a, ritenendolo contrastante con la L. n. 212 del 2000, n. 212, art. 3, comma 2).
considerato che il Collegio, a seguito della discussione in camera di consiglio, condividendo i motivi in fatto e in diritto della relazione, ritiene che ricorra l’ipotesi prevista dall’art. 375 c.p.c., n. 5 della manifesta fondatezza del ricorso e che, pertanto, la sentenza impugnala vada cassala. Non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto la causa puo’ essere decisa con il rigetto del ricorso introduttivo del contribuente.
Le incertezze della giurisprudenza di merito sono motivo per compensare le spesse dell’intero giudizio.

References: Sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 art. 3
 sentenza 
 art. 2
 art. 3
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