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Timestamp: 2017-11-18 06:37:20+00:00

Document:
Cassazione sentenza 9062 2010.Distrazione della spese: obbligo di restituzione di quanto percepito se la sentenza è riformata in appello.
Distrazione della spese: obbligo di restituzione di quanto percepito se la sentenza è riformata in appello.
L'avvocato distrattario è tenuto
a restituire quanto percepito a
seguito di sentenza favorevole
in primo grado anche se
non ha partecipato al giudizio
di appello che ha radicalmente
riformato la pronuncia del giudice
di prime cure.
Lo ha chiarito la terza sezione civile della Cassazione con la sentenza n. 9062 depositata il 15 aprile 2010.
A motivo del ricorso il procuratore distrattario aveva sostenuto la nullità della sentenza di secondo grado per violazione degli artt. 101 e 102 c.p.c., in quanto la Corte d’Appello aveva condannato l’avvocato alla restituzione di quanto percepito benché egli non fosse stato evocato in giudizio in grado di appello e benché il contraddittorio non fosse stato integrato nei suoi confronti.
Di diverso avviso i giudici della Suprema Corte, i quali, rigettando il ricorso, hanno precisato che il difensore distrattario assume la qualità di parte, sia attivamente che passivamente, solo nel caso in cui sorga controversia sulla distrazione delle spese: quando, cioè, la sentenza impugnata non abbia pronunciato sull’istanza di distrazione o l’abbia respinta, o quando il gravame investa la pronuncia stessa di distrazione.
Ne consegue che, se la sentenza è riformata per motivi che riguardano esclusivamente il merito della causa e non le spese, il distrattario, anche se non ha partecipato al giudizio, subisce "ai fini restitutori gli effetti della riforma in peius della sentenza di primo grado come del diverso esito della causa in quel grado si era avvantaggiato ai fini della distrazione".

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