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Timestamp: 2019-06-27 00:54:40+00:00

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Contratto di franchising e le normative - Franchising Manager
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Contratto Franchising e La Normativa
Che cosa è il franchising? Il franchising viene definito come:
….una forma di collaborazione continuativa per la distribuzione di beni o servizi fra un imprenditore (affilante o franchisor) ed uno o più imprenditori (affiliati o franchisee), giuridicamente ed economicamente indipendenti l’uno dall’altro, che stipulano un apposito contratto attraverso il quale:
a)l’affiliante concede all’affiliato l’utilizzo della propria formula commerciale, comprensiva del diritto di sfruttare il proprio know-how ed i propri segni distintivi, unitamente ad altre prestazioni e forme di assistenza atte a consentire all’affiliato la gestione della propria attività con la medesima immagine dell’impresa affiliante;
b) l’affiliato si impegna a far proprie la politica commerciale e l’immagine dell’affiliante, nell’interesse reciproco delle parti medesime e del consumatore finale, nonché nel rispetto delle condizioni contrattuali liberamente pattuite”.
La parola franchise proviene dal francese arcaico e significa privilegio o libertà. Nel Medio Evo la franchise era un privilegio o un diritto e rappresentava la sovranità locale o quella di un Signore che concedeva il diritto a terzi di tenere mercati o fiere, o cacciare sulle sue terre.
Con i secoli il concetto di franchising si è evoluto come si sono evolute le economie delle diverse nazioni del mondo. Nel 1840 in Germania una delle maggiori aziende produttrici di birra concesse la franchise ad alcune taverne, vale a dire, il diritto esclusivo di vendere la birra da questa prodotta. Questo fu l’inizio del concetto di franchising come lo conosciamo oggi.
Il format del franchising entrò a far parte del panorama economico dopo la Seconda Guerra Mondiale. Al crescere della popolazione aumentava la necessità di prodotti e servizi e il franchising risultò essere il modello ideale per una rapida espansione di qualsiasi tipo di business. Oggi il franchising rappresenta una grande opportunità per tutti coloro che vogliano realmente entrare nel mondo dell’imprenditoria poiché consente la riduzione del rischio d’impresa, proprio di ogni attività imprenditoriale e permette ad operatori privi di specifica e consolidata esperienza commerciale di utilizzare il know-how del franchisor.
Il peso del franchising italiano sulla distribuzione tradizionale dice che il numero dei punti vendita aperti attraverso la formula dell’affiliazione commerciale cresce rapidamente insieme al peso sulla distribuzione italiana. Infatti, negli anni più recenti, a fronte di una diminuzione di negozi tradizionali, alimentari e non, si è avuto un consistente incremento dei punti vendita in franchising. L’incremento annuale dei punti vendita al dettaglio è mediamente di 6mila all’anno mentre quello dei negozi in franchising è di 2.500. Il peso del franchising in Italia è sicuramente destinato a crescere nei prossimi anni, ma, già oggi, è più vicino alla media europea.
Come in altri paesi in Europa in Italia il franchising viene tutelato dalle Norme per la disciplina dell’affiliazione commerciale” legge n.129 del 25 maggio 2004(contratto franchising)
Testo della Legge 6 maggio 2004 n°129
“Norme per la disciplina dell’affiliazione commerciale”o “contratto franchising”
Pubblicata su Gazzetta Ufficiale. n° 120 del 24 maggio 2004.
1. L’affiliazione commerciale (“franchising”) e’ il contratto, comunque denominato, fra due soggetti giuridici, economicamente e giuridicamente indipendenti, in base al quale una parte concede la disponibilità all’altra, verso corrispettivo, di un insieme di diritti di proprietà industriale o intellettuale relativi a marchi, denominazioni commerciali, insegne, modelli di utilità, disegni, diritti di autore, know-how, brevetti, assistenza o consulenza tecnica e commerciale, inserendo l’affiliato in un sistema costituito da una pluralità di affiliati distribuiti sul territorio, allo scopo di commercializzare determinati beni o servizi.
2. Il contratto di affiliazione commerciale (contratto franchising) può essere utilizzato in ogni settore di attività economica.
Art. 3 (Forma e contenuto del contratto franchising)
3. Qualora il contratto sia a tempo determinato, l’affiliante dovra’ comunque garantire all’affiliato una durata minima sufficiente all’ammortamento dell’investimento e comunque non inferiore a tre anni. » fatta salva l’ipotesi di risoluzione anticipata per inadempienza di una delle parti.
Art. 4 (Obblighi dell’affiliante)
Art. 5 (Obblighi dell’affiliato)
2. L’affiliato si impegna ad osservare e a far osservare ai propri collaboratori e dipendenti, anche dopo lo scioglimento del contratto, la massima riservatezza in ordine al contenuto dell’attivit‡ oggetto dell’affiliazione commerciale.
Art. 6 (Obblighi precontrattuali di comportamento)
3. L’aspirante affiliato deve tenere, in qualsiasi momento nei confronti dell’affiliante, un comportamento improntato a lealta’, correttezza e buona fede e deve fornire, tempestivamente ed in modo esatto e completo, all’affiliante ogni informazione e dato la cui conoscenza risulti necessaria o opportuna ai fini della stipulazione del contratto di affiliazione commerciale, anche se non espressamente richiesti dall’affiliante.
Art. 7 (Conciliazione)
1. Per le controversie relative ai contratti di affiliazione commerciale le parti possono convenire che, prima di adire l’autorita’ giudiziaria o ricorrere all’arbitrato, dovra’ essere fatto un tentativo di conciliazione presso la Camera di Commercio Industria, Artigianato, Agricoltura nel cui territorio ha sede l’affiliato. Al procedimento di conciliazione si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli articoli 38, 39 e 40 del decreto legislativo 12 gennaio 2003, n. 5.
Art. 8 (Annullamento del contratto)
Testo direttamente tratto dalla Gazzetta Ufficiale nº 120 del 24 maggio 2004
Il franchising è un contratto mediante il quale si autorizza un organizzazione di impresa autonoma a gestire prodotti o fornire servizi di altre organizzazioni indipendenti.
Tale concessione viene rilasciata da un azienda che nel tempo ha testato una modalità operativa che ritiene replicabile.
Tale rapporto è sempre regolato da un contratto di franchising che specifica in modo dettagliato i termini e le condizioni di affiliazione.
E’ bene ricordare che qualsiasi rapporto di Franchising oggi è anche tutelato dalla Legge 6 maggio 2004, n. 129 “Norme per la disciplina dell’affiliazione commerciale” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 120 del 24 maggio 2004.
Generalmente il sistema Franchising si divide in tre categorie di affiliazione:
Franchising di prodotto;
Franchising industriale;
Iniziare un attività in franchising per la maggior parte dei neo affiliati deve essere vista come percorso di cambiamento.
Ecco perché tutte le figure coinvolte in genere Franchisor o affiliante e franchisee o affiliato devono predisporsi in modo concreto ed efficace al cambiamento.
In altre parole il franchising deve essere visto come strumento di specializzazione che riduce i termini di lancio e di start up di una nuova attività di impresa.
Per specializzazione nell’ambito del sistema franchising si intende competere in ambiti di business evoluti dove le parti condividono tecniche e modalità di gestione delle attività.
La specializzazione è conoscenza.
La maggior parte delle persone che decidono di affiliarsi sono convinti che questo voglia dire risparmiarsi in un’attività. Il fatto è che molti, semplicemente, non hanno voglia di compiere la fatica necessaria, perché sono convinti che acquisire una conoscenza sia garanzia di successo. Fare impresa in prima persona vuol dire impegnarsi ogni giorno e soprattutto dedicarsi all’attività in modo costante.
Il Franchising è uno strumento ma non la garanzia del tuo successo.
Giuseppe Nappi fondatore del sistema Franchising Manager.
Cosa figura normalmente in un contratto di franchising (Attenzione alle varianti che possono esserci a seconda della legislazione di ogni paese.)
• Clausole essenziali del contratto franchising
– Qual è il marchio o l’insegna interessata ?
– Riferimento alla registrazione del marchio.
– Definizione del know-how trasmesso al franchisee.
– Precisazioni sulla trasmissione del know-how, formazione e manuali consegnati al franchisee.
– Riferimento alle eventuali esclusività territoriali.
Applicazione del contratto franchising
– Impegno di ognuno, prima, durante e dopo il contratto.
– Dettaglio sulle norme da rispettare.
– Dettaglio sulle eventuali esclusività di approvvigionamento o di referenziamento.
– Eventuali limitazioni in materia di politica dei prezzi.
– Clausola Intuitu Personae e autorizzazione del successore (Il contratto viene stipulato in funzione della persona del franchisee e normalmente non può essere ceduto ad un eventuale subentrante senza l’accordo del franchisor.)
– Conferma dell’indipendenza delle parti.
– Clausole di riservatezza, non concorrenza, non affiliazione, rinuncia ad esercitare altre attività, ecc…
Componenti finanziarie
– Diritti di entrata
– Altri compensi
– Quote e minima di budget pubblicitario.
Pubblicità e Immagine del marchio
– Quale pubblicità all’apertura, poi durante l’esercizio.
– A livello nazionale e/o locale.
Fine del contratto franchising
– Modalità di fine contratto prima del termine.
– Modalità di rinnovo.
– Clausola di non concorrenza post-contrattuale.
– Diritto di prelazione.
– Modalità di cessione dell’esercizio.
Infine il regolamento di esenzione europea concepito dalla Commissione Europea
occupa un posto importante nella giurisprudenza e sta mostrando di essere il testo prevalente
per il franchising europeo.
Permette di definire clausole autorizzate e vietate ed è una base indispensabile al momento di redigere un contratto di franchising.
A cosa servono le leggi sull’informazione precontrattuale ?
– Il franchisee sceglie la sua rete in base alle informazioni ricevute e la maggior parte di esse provengono spesso dal franchisor. È quindi necessario che queste informazioni siano esatte, veritiere e sufficientemente complete affinché il franchisee possa decidere con co-gnizione di causa.
– È inoltre necessario proteggere il franchisee contro una sua eventuale tendenza a “sognare” e a decidere senza aver ancora tutti gli elementi utili. Infine bisogna evitare, anche se succede sempre più raramente, che cattivi franchisor o persone malintenzionate cerchino di far decidere il franchisee su basi inesatte o troppo ottimistiche.
– Non tutti i paesi hanno già una legge sull’informazione precontrattuale ma molti stanno riflettendo su una legge simile prendendo come esempio le leggi americane o la legge francese del 31 dicembre 1989 detta Legge Doubin, dal nome del ministro del commercio francese che la fece votare. Negli Stati Uniti il documento che il franchisor deve consegnare al franchisee viene designato con le lettere UFOC, in Francia con le lettere D I P .
– Settore di applicazione
– Per evitare che i “furbi” dicano di non fare un franchising per non rispettare le leggi sulle in-formazioni da fornire al candidato, prima di firmare un contratto di franchising, i paesi tendono a ispirarsi alla legge francese che si applica per i franchising come per le altre reti tra indipendenti.
– Per esemplificare diremo che l’obbligo d’informazione precontrattuale deve o dovrebbe es-sere applicato non appena ci sia un esercizio all’interno di una rete con un obbligo di esclusività totale o parziale per l’esercizio dell’attività prevista nel contratto. La giurispru-denza tende a considerare che sempre più reti devono conformarsi a tale legge ed è normale poiché si tratta di proteggere il franchisee.
– Informatevi bene sulla legislazione del vostro paese.
Contenuto di un documento d’informazione precontrattuale (qui l’esempio francese)
– Chi è il franchisor?
– Chi sono i suoi dirigenti?
– La storia e lo stato della rete.
– La lista dei franchisee.
– Uscire dalla rete.
– Gli obblighi finanziari e giuridici.
– Stato del mercato nazionale.
– Stato del mercato locale.
– Allegati utili : Bilancio, Inpi (Institut National de la Propriété Industrielle, Istituto Nazionale della Proprietà Industriale)
A cosa serve franchising manager?
• Chi consulta franchising manager ?
Avete intenzione di dar vita la vostra attività usufruendo dei vantaggi di una rete?
Desiderate saperne di più sul franchising, la licenza e le altre forme di rete…?
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Vi auguriamo tutto il successo possibile per il vostro progetto.
Il contratto di franchising regola il rapporto tra i 2 contraenti franchisor e franchesee e sancisce le regole comportamentali tra le parti in riferimento alle quali vengono sanciti espressamente gli obblighi principali. La legge sul franchising del 1994 prevede espressamente la forma scritta obbligatoria a pena di nullità del contratto di franchising questo sostanzialmente per tutelare meglio il rapporto. In genere per essere trasferibile una formula franchising deve essere testata in almeno 2 punti vendita, i cosiddetti pilota dell’iniziativa attraverso i quali trasferire modalità espositive, operative e commerciali.
Tra i vari obblighi che la legge prevede importante e’ quello della trasparenza ossia il contratto di franchising deve essere consegnato dal franchisor al franchesee almeno 30 giorni prima della firma, per permettere un’attenta analisi delle clausole.
Il contratto di franchising deve prevedere una durata minima obbligatoria per legge di almeno 3 anni questo e’ per ratio il tempo minimo necessario per recuperare l’investimento per l’apertura del nuovo franchising da parte del futuro franchesee. Con il contratto di franchising si trasferiscono generalmente i diritti di utilizzare il marchio e di utilizzare le conoscenze operative del franchisor, il cosiddetto Know How.
Il franchisor deve garantire il trasferimento del know how (traduce in inglese letteralmente come fare) ossia delle conoscenze operative che hanno caratterizzato l’iniziativa franchising attraverso corsi operativi di supporto in fase di apertura e durante il rapporto successivo.
Tipici sono i corsi per trasferire la funzionalita’ del format, la progettazione architettonica del punto vendita, il corso per l’utilizzo del software, il corso per il trasferimento delle procedure commerciali, amministrative, e le regole generali dell’organizzazione. Nel contratto di franchising viene sancita un’esclusiva di zona reciproca tra i contraenti per l’utilizzo del marchio e per i limiti territoriali della distribuzione di beni e servizi su un determinato bacino di utenza territoriale. Il contratto di franchising ha le caratteristiche di un contratto per adesione anche se le clausole possono essere modificate a richiesta di uno dei contraenti.
Il contratto di franchising si basa generalmente sull’ “intuitus personae” ossia sulle caratteristiche personali dei 2 contraenti e quasi sempre non e’ trasferibile dal franchesee a terzi senza il preventivo consenso del franchisor.
Per i progetti franchising presenti nell’area premium di Franchising Manager e’ espressamente previsto per ogni progetto franchising la spiegazione tecnica delle singole clausole del contratto di franchising da verificare con il proprio consulente di fiducia prima di aprire il proprio punto vendita e da sottoporre per eventuali modifiche al franchisor.
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Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8