Source: https://www.fiscoetasse.com/abbonamenti/1_crisi_aziendale/abbonamento/41425-banca-dati-utility.html
Timestamp: 2020-08-09 02:19:18+00:00

Document:
Crisi aziendale - Abbonamenti FISCOeTASSE.com
Cessione quote società
Capitale e finanziamento soci
Funzionamento della società di persone
Pacchetto Monitorazienda contenente 2 file excel: Monitoraggio degli indicatori di allerta crisi e Budget per la pianificazione prospettica
File: 5.33 MB - formato zip
Il sistema MONITORAZIENDA
Al fine di dotarsi di idonei strumenti atti a segnalare gli indicatori di crisi, abbiamo realizzato il sistema MONITORAZIENDA composto da due tools in excel, acquistabili separatamente o in un unico pacchetto:
MONITORAZIENDA
Aggiornato con gli indici di allerta elaborati dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e verifica delle prospettive di continuità aziendale ISA 570.
Sistema di allerta interna aziendale in excel, in applicazione della legge 155/2017 che ha introdotto il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza.
Monitoraggio degli indicatori di allerta crisi, da utilizzare per un controllo concomitante alla gestione durante l’esercizio utilizzando le situazioni contabili infrannuali, con periodicità almeno trimestrale.
MONITORAZIENDA Budget
Sistema in excel per la Pianificazione prospettica e monitoraggio del futuro andamento aziendale, in applicazione della legge 155/2017.
Budget per la pianificazione prospettica e il monitoraggio del futuro andamento aziendale, da utilizzare, come richiesto chiaramente dalla legge, per una indispensabile pianificazione finanziaria e reddituale, mediante l’elaborazione di budget periodici.
Versione 2.0 aggiornata con gli INDICATORI PROSPETTICI DI CRISI ELABORATI DAL CNDCEC in base al D.Lgs. 14/2019.
File: 2.34 MB - formato zip
Excel per la quantificazione del danno patrimoniale risarcibile, attribuibile agli amministratori per i danni arrecati, ex art. 2486 c. 3 c.c.
File: 291.6 KB - formato xls
File excel per la quantificazione del danno patrimoniale risarcibile, attribuibile agli amministratori per i danni arrecati alla società, ai soci, ai creditori sociali e ai terzi ai sensi dell’art. 2486 c. 3 del codice civile (così come novellato dalla riforma sulla crisi di impresa).
La riforma della crisi di impresa ha integrato l’art. 2486 del c.c. introducendo, al comma 3, un criterio puntuale per la quantificazione del danno patrimoniale una volta accertata la responsabilità degli amministratori per i danni arrecati alla società, ai soci, ai creditori sociali e ai terzi.
Il legislatore ha previsto due modalità di quantificazione del danno:
il criterio presuntivo contabile
e il criterio presuntivo extra contabile.
Il file excel costituisce un supporto operativo per l’applicazione dei due metodi citati, per giungere alla determinazione del danno patrimoniale attribuibile ai singoli amministratori.
La Responsabilità degli Amministratori - La quantificazione del danno - Materiale Convegno 18 ottobre 2019 - Autore dott. Antonio Cattaneo
Nel corso del convegno tenutosi a Bologna il 18 ottobre 2019 dedicato al “Concordato preventivo nel nuovo codice della crisi “ è stato affrontato il tema della responsabilità degli amministratori e la quantificazione del danno.
L’argomento è stato trattato dal dott. Antonio Cattaneo, Senior Partner di Deloitte Financial Advisory S.r.l. che ha messo a disposizione degli utenti del portale www.crisieinsolvenza.it il materiale del convegno.
www.crisieinsolvenza.it è il nuovo progetto editoriale di Fisco e Tasse, società del Gruppo Maggioli Editore Spa in collaborazione con Giuseppe Leogrande e Filippo Ghignone (partner Studio legale Maffei Alberti), esperti della materia.
Evoluzione sequenziale della crisi d’impresa
Le scelte del Legislatore del 2019 in tema di criteri di quantificazione del danno da indebita prosecuzione
I due criteri presuntivi di quantificazione del danno (netti patrimoniali e deficit concorsuale)
Il criterio alternativo diretto alla quantificazione del danno (operazioni pregiudizievoli)
Analisi comparativa sommaria dei tre criteri di quantificazione del danno
Gli argomenti trattati oltre all'inquadramento giuridico sono corredati da esempi e casi pratici.
- Evoluzione sequenziale della crisi d’impresa
- Le scelte del Legislatore del 2019 in tema di quantificazione del danno da indebita prosecuzione
- I due criteri presuntivi di quantificazione del danno (netti patrimoniali e deficit concorsuale)
- Il criterio alternativo diretto di quantificazione del danno (operazioni pregiudizievoli)
- Analisi comparativa sommaria dei tre criteri di quantificazione del danno
File excel che determina l’equilibrio finanziario sintetico dell’azienda utilizzando l’indice di ALTMAN e verifica il superamento soglie di fallibilità
Il software determina l’equilibrio finanziario sintetico dell’azienda utilizzando l’indice di ALTMAN ed inoltre verifica il superamento delle soglie di fallibilità ai sensi dell’art. 1 e 15 della Legge fallimentare.
L’indice Z-score è stato elaborato da Edward Altman nel 1968 analizzando i dati di bilancio di 66 società , con un grado di accuratezza del 95%, ed indica sinteticamente l’equilibrio finanziario dell’azienda e la sua possibilità di fallimento. L’indice viene calcolato per tre tipologie diverse di imprese: Grandi imprese, PMI di produzione e PMI di altri settori.
Verifica soglie di fallibilità
La legge fallimentare disciplina agli artt. 1 e 15 le soglie per l’assoggettamento alla procedura di fallimento o di concordato preventivo. Il software verifica il superamento delle soglie previste dalla legge fallimentare e l’eventuale fallibilità dell’impresa.
Per approfondire i profili applicativi dello Z-score, attraverso l'analisi di due casi aziendali, ti consigliamo la lettura dello speciale "Profili applicativi dello Z-score: due casi aziendali" di La Mura dott. Carmine Robert.
Fac-simili in word di 8 formule maggiormente utilizzate nella procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento utili al professionista
File: 362.28 KB - formato zip
Autore: Brescia Dott. Gennaro
Raccolta di Formule maggiormente utilizzate nella procedura di "Composizione della crisi da sovraindebitamento" che consentono di avere un utile riferimento operativo nello svolgimento dell'incarico professionale.
In particolare le formule da n. 1 a n. 3 si riferiscono all'attività del professionista nominato ex art. 15 D.L. n. 3/2012, alla relativa accettazione e alla richiesta di accesso alle banche dati. La formula n. 4 si riferisce all'ammissione alla procedura di sovraindebitamento, mentre le formule n. 5 e 6 alla relazione dell'esperto ex Legge 3/2012.
Infine le formule n. 7 e 8 si riferiscono al decreto di ammissione del Tribunale alla procedura di sovraindebitamento.
Indice delle Formule:
Istanza nomina professionista ex art. 15, comma 9, Legge 3/2012
Accettazione incarico da parte del professionista nominato ex art. 15, comma 9, Legge 3/2012
Istanza autorizzazione accesso ai dati ex art. 15, comma 10, Legge 3/2012
Istanza di ammissione procedura di sovra indebitamento ex Legge 3/2012
Relazione esperto ex Legge 3/2012
Decreto di ammissione Tribunale procedura sovra indebitamento ex Legge 3/2012
eBook di 91 pagine sulle procedure di composizione delle crisi da sovra indebitamento e sulla disciplina del registro del Ministero della Giustizia
Aggiornato all’art. 3 del Decreto-Legge n° 59 del 2016 che istituisce il registro delle procedure di insolvenza e di gestione delle crisi.
La Legge n° 3 del 2012, riformata dall’art. 18 del Decreto-Legge n° 179 del 2012, disciplina, ai suoi articoli da 6 a 16, le procedure di composizione delle crisi da sovra indebitamento, cioè di perdurante o definitivo squilibrio fra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà ovvero la definitiva incapacità di adempiere con regolarità le proprie obbligazioni da parte delle imprese che non sono soggette al fallimento ed alle altre procedure concorsuali, da parte del consumatore, vale a dire, ai sensi della lettera a) dell’art. 3 del Decreto Legislativo n° 206 del 2005 (il “Codice del consumo”), “la persona fisica che agisce (acquistando per sé o per altri beni o servizi) per scopi estranei all’attività […] professionale (cioè lavorativa) eventualmente svolta”, e da parte degli enti privati senza scopo di lucro (art. 6° e 7°, 2° comma, lettera a della Legge n° 3 del 2012: queste norme parlano genericamente di “debitore” non soggetto al fallimento, compreso il consumatore, per cui deve intendersi incluso anche l’ente privato non profit).
Queste procedure sono tre: l’accordo di composizione delle crisi da sovra indebitamento, il piano del consumatore e la liquidazione del patrimonio del debitore che è alternativa alle prime due ma che ha le stesse finalità.
Segnaliamo che è la prima volta che nell’ordinamento giuridico italiano vengono introdotte delle procedure che possiamo senz’altro definire paraconcorsuali (perché trovano il loro modello in quelle della Legge Fallimentare) applicabili anche al consumatore, come avviene invece da gran tempo nel diritto statunitense. Esse non generano gli effetti che la sentenza dichiarativa del fallimento produce per la persona del fallito anche quando il soggetto a cui si applicano non è un consumatore.
È anche la prima volta che nel nostro ordinamento viene introdotta una procedura diversa dalla liquidazione dell’ente finalizzata a risolvere la crisi da sovra indebitamento, quindi di insolvenza, degli enti privati senza scopo lucro (associazioni, fondazioni, comitati disciplinati dagli articoli da 14 a 42 del Codice Civile), precisamente l’accordo di composizione di queste crisi che esaminiamo nei Paragrafi 2), 3) e 5) di questo studio. Questa procedura permette all’ente sovra indebitato di risolvere la crisi senza doversi sciogliere o estinguere e di continuare la propria attività (lo stesso vale per le imprese che possono utilizzare queste procedure).
Infine, l’e-book, nei Paragrafi da 8) a 11), tratta anche la disciplina degli organismi di composizione delle crisi di sovra indebitamento che assistono il debitore in queste procedure, contenuta nell’art. 15 della Legge 3/2012, attuato dal Decreto del Ministero della Giustizia n° 202 del 2014. In particolare esso tratta la disciplina del registro tenuto dal Ministero della Giustizia in cui questi enti si devono iscrivere, dei requisiti e della procedura per l’iscrizione, dei requisiti dei professionisti che operano per gli organismi col compito di svolgere la procedura di gestione della crisi, del rapporto fra l’organismo ed il debitore – cliente ed, infine, dei criteri e dei parametri per il calcolo dei compensi e dei rimborsi spese che spettano agli organismi per avere svolto una delle procedure di composizione delle crisi da sovra indebitamento.
1. Le procedure di composizione delle crisi da sovraindebitamento previste dalla Legge n° 3 del 2012: i soggetti a cui si applicano
2. I presupposti di ammissibilità di queste procedure, il contenuto dell’accordo o del piano del consumatore e il deposito della proposta di accordo o piano
3. L’accordo di composizione delle crisi da sovra indebitamento
4. Il piano del consumatore per la composizione della crisi da sovra indebitamento
5. L’esecuzione dell’accordo di composizione della crisi e del piano del consumatore
6. La procedura di liquidazione del patrimonio del debitore alternativa all’accordo di composizione della crisi ed al piano del consumatore: presupposti ed avvio di essa
7. La liquidazione del patrimonio del debitore: lo svolgimento della procedura
8. Gli organismi di composizione delle crisi da sovra indebitamento
9. Il Decreto del Ministero della Giustizia n° 202 del 2014 che istituisce il registro degli organismi di composizione delle crisi da sovra indebitamento: l’articolazione del registro, i requisiti ed il procedimento per l’iscrizione
10. Gli obblighi dell’organismo verso il debitore – cliente previsti dal D.M. 202/2014
11. I compensi ed i rimborsi spese degli organismi previsti dal D.M. 202/2014
12. Le sanzioni previste dall’articolo 16 della Legge n° 3 del 2012
13. La pubblicazione delle informazioni relative alle procedure disciplinate dalla Legge 3/2012 nel registro delle procedure di insolvenza o di gestione delle crisi istituito dall’art. 3 del Decreto-Legge 59/2016
1. Capo II della Legge n° 3 del 2012 “Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovra indebitamento” (articoli da 6 a 16, riformati dall’articolo 18 del Decreto-Legge n° 179 del 2012, convertito in Legge n° 221 del 2012)
2. Decreto del Ministero della Giustizia n° 202 del 2014 “Regolamento recante i requisiti di iscrizione nel registro degli organismi di composizione delle crisi da sovra indebitamento”
3. Articolo 1° del Decreto del Ministero della Giustizia n° 30 del 2012
4. Articolo 28 della Legge Fallimentare (Regio Decreto n° 267 del 1942)
La crisi economica: scenari e prospettive
Slides in power point informative
File: 127.81 KB - formato zip
Autore: Golzio Dott. Luigi
Intervento del Dott. Luigi Golzio in tema di crisi economica, scenari e prospettive, all'interno del Seminario "Il supporto del professionista alla P.M.I. per affrontare la crisi"
I. Gli effetti della crisi economica
II. Le implicazioni per le imprese
III. L’uscita dal mercato delle imprese più deboli
IV. Il ritorno della dimensione aziendale
V. La fusione e la rete
VI. L’evoluzione della crisi
VII. Gestire la crisi
VIII.Citazione finale riassuntiva
Società e Diritto > Crisi aziendale

References: art. 2486
 art. 15
 art. 15
 art. 15
 art. 15
 sentenza 
 Articolo 1
 Articolo 28