Source: http://archivio.comitatinrete.it/acqualagna.htm
Timestamp: 2019-10-20 21:54:40+00:00

Document:
comitato acqualagna
Situazione al 7 novembre 2008
In ottemperanza alla sentenza del T.A.R. Marche n. 91567/2007 la ditta Metalli Plastificati ha provveduto al riempimento e copertura con cemento delle "famigerate" vasche di trattamento dei metalli da plastificare .
L'aggiornamento al 15 sett.2008 sulla situazione della vertenza contro la Metalli Palstificati ad Acqualagna :
Il tentativo della ditta Metalli Plastificati è ,al momento , stato bloccato
sia per quanto riguarda la costruzione del capannone che per quel che riguarda
l'autorizzazione all'avvio della attività di plastificazione dei metalli.
Sul primo aspetto c'è da rilevare che il T.A.R. Marche ha respinto il ricorso che la ditta aveva presentato contro l'ingiunzione dell'ufficio tecnico del Comune di Acqualagna di "ripristinare lo stato dei luoghi", cioè di smantellare le famose vasche ed ha condannato la ditta al pagamento delle spese ed ad un risarcimento al Comune ed al Comitato Bellaria. Anche il ricorso della ditta presso il Consiglio di Stato è stato respinto con addebito delle spese legali e risarcimento. A questo punto la sentenza del T.A.R. è operativa e si attende che il Comune approvi il progetto di inutilizzazione delle vasche presentato dalla ditta. Il Comitato ha richiesto al Comune di conoscere i tempi e le modalità del ripristino dei luoghi.
Sul secondo aspetto c'è da rilevare che nelle varie Conferenze dei Servizi propedeutiche a quella finale decisoria per l'A.I.A. ( dic. 2006) sono stati depositati i pareri negativi del Comune, della Provincia, e dell'A.S.U.R di Urbino. Tale riunione decisoria non è stata ancora convocata.
Inoltre la Procura di Ancona ha riconosciuto illegittima la procedura del "silenzio assenso" seguita dai tecnici della Regione per il rilascio della V.I.A. . La stessa Procura definisce il comportamento di tre tecnici della regione come "colpevolmente negligente" e ne segnala i nominativi alla locale Corte dei Conti perché venga verificato se il loro operato abbia comportato danni all'erario.
In una recente lettera del Dott.Piccinini si dichiarava la necessità di far ripartire la procedura per la V.I.A. o su iniziativa della ditta o della Regione.
Gli avvocati del Comitato hanno diffidato il Comune dal compiere atti che consentano il prosieguo di tale procedura stanti le motivazioni che sono all'origine dello smantellamento delle vasche in quanto queste ultime propedeutiche ad una attività vietata dallo strumento urbanistico del comune di Acqualagna.
IL CONSIGLIO DI STATO HA RESPINTO IL RICORSO DELLA METALLI PLASTIFICATI CONTRO LA SENTENZA DEL T.A.R. MARCHE CHE IMPONEVA " IL RIPRISTINO DELLO STATO DEI LUOGHI " CIOE' LA RIMOZIONE DELLE TRISTEMENTE FAMOSE "VASCHE" .
IL COMITATO CHE, SENZA MOMENTI DI ESITAZIONE E NONOSTANTE DIFFIDENZE, IRONIE, CRITICHE STRUMENTALI E DEVIANTI INSINUAZIONI, HA PERSEGUITO L'OBBIETTIVO DI IMPEDIRE LA REALIZZAZIONE DI UN' OPERA RISCHIOSISSIMA PER L'AMBIENTE E LA SALUTE DEI CITTADINI, RIVENDICA LA PATERNITA' DI QUESTO RISULTATO.
IL RINGRAZIAMENTO VA A TUTTI COLORO CHE CI HANNO SOSTENUTO IN QUESTI TRE ANNI DI LOTTA.
IL COMITATO RINGRAZIA QUEI POLITICI DEL TERRITORIO CHE HANNO PORTATO LE NOSTRE RAGIONI ALL'ATTENZIONE DELLE VARIE AUTORITA', COME I CONSIGLIERI
PROVINCIALI MARI E RUGGERI, I CONSIGLIERI REGIONALI D'ANNA, BINCI E GIANNOTTI.
UN PARTICOLARE RINGRAZIAMENTO ALL'EURODEPUTATA ROBERTA ANGELILLI CHE HA SOSTENUTO LE NOSTRE ISTANZE IN SEDE EUROPEA.
E' BENE CHE SI SAPPIA CHE, OLTRE ALLO SMANTELLAMENTO DELLE "VASCHE"
PERCHE' NON PREVISTE NELLA LICENZA EDILIZIA, BEN TRE FUNZIONARI DELLA REGIONE SONO STATI SEGNALATI ALLA CORTE DEI CONTI DALLA PROCURA DI ANCONA. NEL LORO OPERATO E' STATO RAVVISATO INFATTI UN ILLECITO AMMINISTRATIVO CHE HA COMPORTATO DANNI ALLE FINANZE DELLO STATO.
QUELLA CHE ABBIAMO VISSUTA E' STATA UNA BRUTTA VICENDA PERCHE' HA DIMOSTRATO COME UN CERTO MODO DI AMMINISTRARE IL TERRITORIO SIA STATO DA PARTE DI ALCUNI SUPERFICIALE NEL RISPETTO DELLE NORME, MENTRE ALTRI HANNO MOSTRATO UN' INGIUSTIFICABILE TIMIDEZZA NELLA DIFESA DEI DIRITTI DEI CITTADINI.
IL COMITATO CONTINUERA' A CHIEDERE ALLA MAGISTRATURA DI PERSEGUIRE TUTTI COLORO IL CUI COMPORTAMENTO NON SIA STATO RISPETTOSO DELLA LEGGE PERCHE' VUOLE CHE IL LUPO OLTRE AL PELO PERDA ANCHE IL VIZIO.
Acqualagna, 16/01/08
del Metauro, Cesano e Candigliano.
L'incontro si è svolto presso l'Ufficio di Presidenza della Provincia il 23.02.2007, il presidente Ucchielli ha confermato la contrarietà alla realizzazione dell'impianto di plastificazione dei metalli .
il Consiglio Comunale di Acqualagna ha deliberato
sulla vicenda "Metalli Plastificati" il 12 -12- 06.
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LA VICENDA "METALLI PLASTIFICATI", ACQUALAGNA
1 - Il territorio di Acqualagna è noto anche oltre i confini nazionali per la produzione del tartufo.
In tale zona sono state riversate risorse private e pubbliche nazionali ed europee per favorire altre produzioni di nicchia, quali il miele e vini a denominazione garantita, nonché per promuovere il turismo rurale attraverso la ristrutturazione di casolari, fattorie abbandonate, antiche pievi, ecc.
La ditta "Metalli Plastificati" (M.P.) ha intrapreso le azioni necessarie per avviare la sua attività che, consistendo nella verniciatura dei metalli, è considerata a norma di legge "insalubre di prima classe". Essa, infatti, fa uso di sostanze altamente inquinanti ed assolutamente pericolose per l'ecosistema e per l'uomo. Una su tutte: cromo esavalente generatore, tra l'altro, di geno-tossicità e di cancerogenicità.
Va da sé che attività agricole di qualità ed il turismo rurale che si basano sull'integrità ambientale non possono coesistere con altre potenzialmente distruttive della suddetta integrità. A contrastare tale iniziativa si è costituito un Comitato cittadino che in breve tempo ha raccolto oltre 3.000 firme su circa 4.300 abitanti di Acqualagna.
2 - L'attività del Comitato, noto come "Comitato Bellaria", si è articolata in dibattiti pubblici, interventi sulla stampa, interrogazioni a vari livelli, comunale, provinciale, regionale e parlamentare. Inoltre, il 28 maggio 2005 circa 1.000 persone hanno dato vita ad una marcia di denuncia e protesta.
Infine, essendo stati raccolti elementi poco chiari sulla vicenda, il Comitato ha promosso iniziative legali sia in campo amministrativo sia penale.
3 - In sommi capi la vicenda è scomponibile in due filoni principali, quello "edilizio" e quello riguardante le autorizzazioni per l'attività.
Sotto entrambi gli aspetti sono in corso due azioni penali e due azioni amministrative.
1 - Il Comune di Acqualagna concede alla M.P. nel novembre 2004 ( in soli 22 giorni!) il permesso per costruire un capannone generico senza la specificazione d'uso prevista dalla legge. E nel documento si legge che tale destinazione sarebbe stata dichiarata in seguito e che comunque le persone impiegate sarebbero state 13 di cui 10 operai!!
Si noti che il tempo medio per le concessioni edilizie da parte del Comune è stato, negli ultimi anni, non inferiore a 90 giorni (anche per pollai e tettoie……).
Ci si domanda come abbia fatto il Comune a verificare la congruità del progetto con il piano regolatore della zona industriale, quando nel progetto non era specificata la destinazione d'uso.
2 -Il progetto, presentato al competente ufficio della Provincia (ex Genio Civile) per i controlli previsti, non era conforme a quello inviato in Comune in quanto in quest'ultimo non erano riportate le "vasche" per il trattamento dei metalli che invece compaiono nei disegni consegnati in Provincia.
La presenza di vasche toglie genericità al capannone perché lo rende specialistico e legato ad una ben individuata attività.
Si noti che il progetto viene sorteggiato in Provincia per la verifica, ma l'incongruità suddetta non è rilevata.
3 - Nel giugno 2005 la M.P. si accinge allo scavo delle vasche ed il Comune, sollecitato e diffidato dal Comitato, interviene sospendendo i lavori non potendo negare l'incongruità tra progetto e ciò che veniva eseguito. Ma, pur avendone la facoltà, non annulla la licenza edilizia.
4 - La M.P. ricorre al TAR contro il Comune ed il Comitato che ne contestano le argomentazioni. Si rimane in attesa della sentenza dopo la nomina da parte del tribunale di un perito perché produca una relazione tecnico-scientifica .
ASPETTI AUTORIZZATIVI DELL'ATTIVITA'
1 - Nel luglio 2004, prima ancora della richiesta edilizia per un capannone generico, la M.P. richiede alla Regione Marche di essere sottoposta a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per l'avvio di quell'attività di verniciatura metalli che nel novembre successivo non cita nella richiesta di permesso edilizio.
La Regione avvia la procedura sul VIA a meno di quella parte che prevede la disseminazione presso i Comuni interessati all'impatto ambientale del progetto sull'attività allo scopo di ricevere pareri non solo dalle Amministrazioni ma anche da singoli cittadini.
Dopodichè, siccome non giunge in Regione alcuna osservazione, esclude la ditta dal VIA per silenzio-assenso. Ci si domanda come la Regione aspettasse osservazioni su documenti che essa stessa non aveva reso pubblici. Inoltre la non attivazione della procedura di VIA non fa sottoporre il progetto alla Valutazione di Incidenza prevista per quegli insediamenti che sorgono all'interno di Zone di Protezione Speciale (ZPS) e Siti di Importanza Comunitaria (SIC) o, come in questo caso, nelle immediate vicinanze.
Il TAR Marche, presso cui il Comitato ha fatto ricorso non scende nel merito ma si ferma a contestare la legittimazione del Comitato stesso.
2- Il Comitato, ravvisando una violazione della legge sul VIA, trasmette un esposto-denuncia alla Procura di Ancona per "omissione d'atti d'ufficio". Si ha notizia che nel gennaio 2006 i Carabinieri eseguono un'ispezione in Regione e sequestrano i fascicoli relativi alla procedura VIA della M.P.
3 - Nel settembre 2005 la M.P. chiede alla Regione di avviare la procedura per l'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).
Nelle varie riunioni istruttorie, alle quali con un recentissimo decreto viene impedita la partecipazione dei Comitati, la ASUR di Urbino esprime parere contrario, così anche il Comune e la Provincia che invita ad "un più attento esame" essendo il territorio interessato all'impianto geologicamente non adatto perché altamente permeabile. Infatti, un'eventuale fuoriuscita di liquidi, non trovando ostacoli, s'infiltrerebbe nelle falde acquifere e nel fiume Candigliano che scorre a circa 200 metri mettendo a rischio il 75% delle captazioni delle acque potabili della provincia di Pesaro-Urbino.
La riunione definitiva e decisoria sull'AIA non è stata ancora convocata.
4 - Nel novembre 2006 l'on. Angelilli presenta una interrogazione al Parlamento Europeo onde verificare la correttezza della procedura seguita dalla Regione Marche.
verbale della Commisione provinciale del 30-11-06
-il parere sulla nocività dell'impianto
dell'Asur di Urbino
-la relazione del prof.Mangani,
ordinario chimica dell'ambiente
COMITATO CITTADINO PER LA SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO
61041 ACQUALAGNA (PU) - VIA BELLARIA, 30
Codice Fiscale n. 91017050419 - Atto Costitutivo Reg. il 18/02/2005 al n. 434 serie 3 c/o Ag. Entrate Ufficio Urbino
1. Settembre 2004: La Regione Marche concede l'esclusione, per silenzio-assenso, dall'autorizzazione V.I.A. ( Valutazione di Impatto Ambientale ) primo dei due permessi necessari alla Metalli Plastificati S.r.l. per poter avviare la sua attività in località Pole-Bellaria. Questa procedura presenta diversi errori tra questi: 1- le aziende insalubri di questa categoria non possono essere escluse da valutazione, tanto meno con la modalità del Silenzio assenso; 2- La Regione non ha inviato, per deposito di 30 giorni, il progetto dell'impatto al Comune di Acqualagna e agli altri Comuni interessati all'impatto ambientale. Tale procedura è oggetto di interrogazione da parte del Consigliere Regionale Binci ( Verdi ) che rileva tra l'altro che una legge nazionale vieta il ricorso al Silenzio Assenso nelle materie ambientali. TUTTI QUESTI ERRORI ED ALTRI SONO STATI OGGETTO DI UN RICORSO AL T.A.R. DELLE MARCHE
2. 5 novembre 2004: la Metalli Plastificati S.r.l. richiede il permesso di costruire un capannone senza specificarne la destinazione d'uso.
3. 25 novembre 2004: il Comune di Acqualagna concede il permesso di costruire il capannone di 5000 metri quadri ( in 20 giorni ) e poco dopo iniziano i lavori di costruzione.
4. 18 febbraio 2005: costituzione del Comitato e raccolta di 2800 firme contrarie all'insediamento.
5. 19 febbraio 2005: presentata da un Consigliere Regionale ( F.I. ) un'interrogazione urgente indirizzata al Presidente della Regione Marche.
6. 22 febbraio 2005: presentate a 2 Consiglieri Provinciali ( U.D.C. e Verdi ) due interrogazioni urgenti indirizzate alla Provincia di Pesaro e Urbino.
7. 4 marzo 2005: presentata un'interrogazione parlamentare ai Ministri dell'Ambiente, della Salute e dell'Agricoltura da parte degli Onorevoli Mauro Bulgarelli e Marco Lion ( Verdi )
8. 23 marzo 2005: riunito Consiglio Comunale d'urgenza ( richiesto dall'opposizione ) nel quale si da mandato al Sindaco, tra le altre cose, di richiedere l'annullamento dell'autorizzazione Regionale in quanto irregolare ( dopo 2 mesi l'unico a richiedere l'annullamento del V.I.A. è stato il Comitato con il ricorso citato al punto 1 e 9 )
9. 11 maggio 2005: data di presentazione del ricorso al T.A.R. prima udienza 7 giugno ( sentenza di merito 22/02/2006 ).
10. 20 maggio 2005: assemblea cittadina affollatissima nella quale i tecnici del Comitato hanno illustrato i Rischi derivanti da questo tipo di industrie per l'uomo e l'ambiente e le irregolarità dell'iter burocratico sia del V.I.A. che del Permesso a Costruire il capannone concesso dal Comune.
11. 28 maggio 2005: marcia " BELL'ARIA " alla quale hanno partecipato, secondo la Protezione Civile, circa 800 persone, 35 associazioni ambientalistiche e di categoria, 20 trattori e poi cavalli, motorini, biciclette ecc.. Nessuno dell'Amministrazione Comunale ha partecipato nonostante l'invito.
12. 1 giugno 2005: incontro tra il Comitato e l'Assessore Regionale all'Ambiente dott. Amagliani
( R.C.) il quale rivendica il fatto che tutte le carte sono a posto.
13. 5 giugno 2005: sopralluogo dei Tecnici del Comune richiesto dal Comitato in quanto in corso lo scavo di vasche non previste dal progetto approvato dal Comune.
14. 7 giugno 2005: mese di giugno inizio dell'istruttoria relativa alla concessione dell'ultima autorizzazione necessaria alla ditta per poter avviare l'impianto ( Autorizzazione Integrata Ambientale ).
15. 7 giugno 2005: prima udienza T.A.R. nella quale il Comune di Acqualagna (concorde con la Metalli Plastificati S.r.l.) reclama l'illegittimità del Comitato e l'inammissibilità del ricorso stesso.
16. 13 giugno 2005: Diffida al Sindaco di Acqualagna di annullare la licenza edilizia in quanto non conforme alla legge e querela contro ignoti per abuso edilizio in atto. Inoltrata anche querela contro ignoti ai Carabinieri di Acqualagna per verificare se sia in atto un abuso edilizio da parte dell'impresa costruttrice
17. 23 giugno 2005: presentazione di denuncia contro ignoti presso il Tribunale di Ancona per verificare se i funzionari della Regione Marche, che non hanno attivato la procedura del V.I.A sono incorsi in reati penali. Presentata al Tribunale di Urbino integrazione alla querela del 13 giugno in cui si chiede il sequestro probatorio del cantiere.
18. 30 giugno 2005: il comune di Acqualagna emette provvedimento sospensione lavori ( vedi punti n. 13 e n. 16 ) per 45 giorni.
19. 07 luglio 2005: il Comitato presenta in Regione ufficio A.I.A. le sue osservazioni per la conferenza servizi.
20. 19 luglio 2005: incontro con il consigliere regionale Solazzi ( Margherita ) il quale si impegna a portare il problema Metalli Plastificati S.r.l. in assemblea coordinandosi con il consigliere Binci ( Verdi ) il quale è in attesa della risposta da parte del presidente Minardi alla sua interrogazione sullo stesso argomento.
21. 22 luglio 2005: Convocazione assemblea ordinaria dei soci del Comitato.
22. 28 luglio 2005: Prima riunione istruttoria dei servizi presso la Regione. Si è stabilito di esaminare il nuovo progetto della Metalli Plastificati il 06/10 p.v..
23. 09 agosto 2005: il Comune emette il provvedimento definitivo in cui ordina alla M.P. di ripristinare
lo status quo ante.
23. 13 settembre: l'assessore regionale all'ambiente Amagliani risponde per iscritto all'interrogazione del consigliere Binci di cui al punto 20
24. 18 ottobre 2005: il T.A.R. Marche a seguito del ricorso della M.P. sul provvedimento del Comune ( vedi punti 18 e 23 ) si riserva di decidere sullo smantellamento vasche nell'udienza del 5 luglio 2006.
25. 22 ottobre 2005: la M.P. ricorre al T.A.R. Marche per chiedere la ripresa dei lavori a meno di quelli relativi alle vasche. Udienza T.A.R. fissata per il 20 Novembre.
26. 19 novembre 2005: nel Consiglio Comunale di Acqualagna il Sindaco illustra la seguente strategia: su consiglio del Prof. Perfetti ordinario di Diritto Amministrativo all'Università di Urbino il Comune ritira la sua presentazione al T.A.R. del 20 novembre perché esiste il pericolo che il tribunale decida la nomina di un commissario che di fatto limiterebbe la libertà d'azione del comune. Nel contempo gli avvocati del Comune stanno predisponendo un ulteriore provvedimento di sospensione lavori nel caso la M.P. li riprendesse.
27. 20 novembre 2005: convocazione della seconda Assemblea Ordinaria dei soci del Comitato.
28. 22 febbraio 2006: udienza definitiva al T.A.R. di Ancona sulla procedura usata dalla Regione che non ha sottoposto a V.I.A. la domanda della ditta Metalli Plastificati di cui al punto 9.
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