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Acqui Terme - Sentenza della Corte dei Conti 18 dicembre 2014 - Disastro Derivati
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Acqui Terme – Sentenza della Corte dei Conti 18 dicembre 2014
Riccardo Bistolfi
Dal 2001 la giunta municipale, con sindaco Bosio prima e Rapetti poi, ha sottoscritto ben sei swap, strumenti finanziari estremamente pericolosi tanto da essere vietati agli enti pubblici in taluni stati europei. Trattasi di vere e proprie scommesse fatte con soldi pubblici balzate agli onori della cronaca per l’analoga vicenda di Milano, di tanti altri comuni e per la crisi economica originata dal crack della Lheman Brothers. Venuti a conoscenza del fatto abbiamo costituito il Comitato di difesa delle finanze comunali sollevando il problema, sminuito dall’amministrazione Rapetti con ampie rassicurazioni profuse dall’assessore Paolo Bruno e dalla city manager dott.ssa Bruna. Non restava che sostituirsi alla patetica amministrazione comunale facendo periziare gli swap da un ente indipendente grazie ai soldi raccolti tra i cittadini. Emerse un realtà peggiore del pensabile, dove la banca con cui avevamo sottoscritto gli swap non poteva che vincere la scommessa per come erano strutturati i contratti. Al comitato, vista la sordità del comune, non restava che presentare un esposto alla Magistratura penale ed a quella contabile, la Corte dei conti. Abbiamo la fondata convinzione che se gli swap sono stati annullati “volontariamente” è grazie al ricorso alla Magistratura che ha condotto a processo i funzionari Unicredit. Il processo penale è tuttora in corso mentre la Corte dei conti ha già emesso sentenza. In sede penale sono emerse cose interessanti, come la chiamata di correo della dirigente M.P. Sciutto dell’allora presidente della provincia Palenzona quale sponsor iniziale dell’operazione. Il comune, dovendo prendere atto della nostra puntuale denuncia, decise però di percorrere la via amministrativa, avvalendosi di consulenti e avvocati, che è costata oltre 241mila euro (la nostra perizia meno di tremila). La Corte dei conti ha quindi aperto una procedura per le responsabilità patrimoniali interne all’ente comunale precisamente in capo alla dirigente del Settore affari generali M.P. Sciutto ed al consulente finanziario dello staff del sindaco P. Caria, definito in sentenza ex dirigente comunale e pluriennale collaboratore co.co.co.
La sentenza della Magistratura contabile condanna M.P. Sciutto per colpa grave non avendo esperito una confacente istruttoria in qualità di dirigente competente. In pratica la dirigente non ha ravvisato alcun conflitto di interessi nel fatto che Unicredit, guardacaso a titolo gratuito, proponesse swap da sottoscrivere con la banca C.R.T. appartenente allo stesso gruppo bancario. La condanna è stata mite: 10mila euro oltre le spese processuali. L’ex dirigente e attuale consulente P. Caria è stato invece assolto, in quanto non risulta aver partecipato in alcun modo alla vicenda; c’è da chiedersi di quale tipo di consulenza finanziaria si occupi se non interviene in questioni di questa portata (si tratta di milioni di euro). E’ vero che M.P. Sciutto si era dichiarata “operatore qualificato” ai sensi del regolamento Consob (precisando però in tribunale che considerava tale formula una semplice clausola di stile!) ma la sua preziosissima consulenza sarebbe stata oltremodo utile ai fini della sentenza. Questa la verità giudiziaria statuita dalla sentenza della Magistratura contabile; resta quella politico-amministrativa dei soggetti politici, sindaci e assessori, e quella penale in esame presso il tribunale di Alessandria per i funzionari Unicredit.
Co.Di.Fi.Co. di Acqui Terme
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