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Timestamp: 2020-05-25 03:04:42+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23002 del 16/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23002 del 16/09/2019
Cassazione civile sez. II, 16/09/2019, (ud. 05/07/2019, dep. 16/09/2019), n.23002
sul ricorso 28325-2015 proposto da:
M.A.M., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA MARIANNA
rappresentata e difesa dall’avvocato MAURIZIO NOVARO;
CONDOMINIO (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIA GIOVANNI
BETTOLO 4, presso lo studio dell’avvocato FABRIZIO BROCHIERO
MAGRONE, che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato GUIDO
BELMONDO;
avverso la sentenza n. 1015/2015 della CORTE D’APPELLO di GENOVA,
CAPASSO Lucio, il quale ha concluso per l’estinzione del giudizio;
udito l’Avvocato Brochiero Magrone.
M.A.M. ha proposto ricorso articolato in sette motivi avverso la sentenza n. 1015/2015 della Corte di Appello di Genova, del 22 luglio 2015.
Con ricorso dell’8 novembre 2011 M.A.M., proprietaria di un appartamento sito al primo piano e di una cantina collocata al piano seminterrato del Condominio (OMISSIS), impugnò la Delib. condominiale 9 ottobre 2004, con la quale veniva approvata l’installazione di un ascensore in una delle due scale condominiali.
L’adito Tribunale di Imperia, con sentenza in data 16 ottobre 2006, accolse la domanda e dichiarò la nullità della delibera. Il Condominio (OMISSIS) propose gravame dinanzi alla Corte di appello di Genova che, dapprima con sentenza non definitiva del 29 maggio 2013, riconobbe la sussistenza dell’interesse di M.A.M. ad impugnare la delibera in questione. Con la sentenza n. 1015/2015 la Corte di Genova ha poi accolto l’appello e, in riforma della sentenza del Tribunale, ha respinto l’impugnazione della deliberazione assembleare.
Il primo motivo di ricorso di M.A.M. censura la violazione e/o falsa applicazione dell’art. 1117 c.c., comma 1, art. 1123 c.c., comma 3, art. 61 disp. att. c.c., art. 1120 c.c., comma 1, art. 1136 c.c., comma 5, L. n. 13 del 1989, art. 2, comma 1, art. 1136 c.c., artt. 2-3.
Col secondo e col terzo motivo di ricorso si deduce l’omesso esame circa fatti decisivi per il giudizio.
Il quarto motivo di ricorso denuncia la violazione e/o falsa applicazione dell’art. 1120 c.c., u.c.
Il quinto motivo di ricorso censura la violazione e/o falsa applicazione del D.M. n. 236 del 1989, art. 4, punto 1.10, n. 1.
Il sesto motivo deduce la violazione e/o falsa applicazione del D.M. n. 236 del 1989, art. 6, punto 2, comma 2.
Il settimo motivo lamenta la violazione e/o falsa applicazione “in riferimento al combinato disposto della tabella A) e del punto 2.4 dell’allegato al D.M. n. 246 del 1987”.
L’avvocato Maurizio Novaro, difensore della ricorrente M.A.M., ha tuttavia presentato in data 29 giugno 2019 la dichiarazione di rinuncia al ricorso.
Ai sensi degli artt. 390 e 391 c.p.c., risultando l’atto di rinuncia al ricorso comunicato all’avvocato Guido Belmondo, difensore del controricorrente Condominio (OMISSIS), con adesione dello stesso alla rinuncia, non deve pronunciarsi sulle spese del giudizio di cassazione.
Stante la rinuncia al ricorso, non trova applicazione l’obbligo di versare l’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, stabilito dal medesimo D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater (cfr. Cass. Sez. 6 -1, 12/11/2015, n. 23175; Cass. Sez. 6 – 3, 30/09/2015, n. 19560).

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 1123
 art. 61
 art. 1120
 art. 1136
 art. 2
 art. 1136
 art. 4
 art. 6
 art. 13
 Cass. Sez. 
 Cass. Sez.