Source: https://issuu.com/ordingcomo/docs/notiziario-125
Timestamp: 2017-02-28 02:04:27+00:00

Document:
Notiziario 125 by Ordine degli Ingegneri della Provincia di Como - issuu
Via Alessandro Volta 62
Telefono 031269810
Telefax 031301807
percorsi medievali a como
Aut. Trib. Como n. 8/93
ORDINE INGEGNERI PROVINCIA DI COMO NOTIZIARIO 125
assemblea generale	3
il presidente	4
l’ordine informa	5
gruppo giovani ingegneri	6
argomenti	13
inarcassa	14
fondazione inarcassa	15
giurisprudenza	17
fisco	18
attività istituzionale	22
lavoro: richieste - offerte	24
legislazione	25
aggiornamento dell'albo	26
segnalazioni	30
SERVIZI	31
Manlio Cantaluppi
Il notiziario è aperto alla collaborazione di tutti gli ingegneri iscritti
dagli autori e pertanto non impegna né il Consiglio dell’Ordine né il
Gruppo redazionale. I testi e gli articoli inviati per la pubblicazione
non si restituiscono, anche se non pubblicati.
(scheda sul sito www.ordingcomo.org)
Il Presidente ing. Leopoldo Marelli riceve:
Lunedì ore 11,00 (previo appuntamento)
Il Vice/Presidente ing. Franco Gerosa riceve:
Delegato INARCASSA ing. Pier Giuseppe Lozej riceve
contatti: 031.426177 - 335.6373663
Consulenza legale: avv. Mario Lavatelli riceve:
1° lunedì del mese ore 14,30 (previo appuntamento)
Certificati di iscrizione in bollo € 20,00
Duplicati tessere € 5,20
minimo € 100,00 per ogni pratica esaminata
Iscrizione negli Elenchi del Ministero dell’Interno
di cui alla L. 818/84 - prevenzione incendi
Requisiti: iscrizione all’Albo professionale
(fac-simile di domanda sul sito www.ordingcomo.org)
Requisiti: 10 anni di iscrizione all’Albo
anagrafici e fiscali: da inviare a mezzo raccomandata A.R.
Porta Torre, progetto di rifunzionalizzazione
CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI COMO
ing. leopoldo Marelli
ing. franco gerosa
ing. arianna minoretti
ing. andrea tagliabue
ing. giampiero ajani
ing.iunior	federico bassani
ing. giulia bollini
ing. manlio cantaluppi
ing. luisella garlati
ing. Pier giuseppe lozej
ing. giordano zappa
Cantù - Corso Unità d’Italia, 11
Tel. 031.719.111 - Fax n 031.7377.800
e-mail: info@cracantu.it - n. di CASSAinlinea 840-008800
Filiali: Brenna, Bulgarograsso, Cabiate, Cadorago, Capiago Intimiano - Intimiano,
Capiago Intimiano - Olmeda, Carimate, Carugo, Cermenate - Asnago, Cermenate centro,
Cernobbio, Como centro, Como - Albate, Cucciago, Figino Serenza, Fino Mornasco,
Lomazzo, Lurate Caccivio, Mariano Comense, Mariano Comense - Perticato, Novedrate,
Olgiate Comasco, Solbiate, Sondrio, Vertemate con Minoprio, Villa Guardia.
Como, 31 gennaio 2013
Oggetto: Assemblea degli iscritti
Il Consiglio dell’Ordine convoca l’Assemblea degli iscritti presso la sede in Como, via A. Volta 62,
in prima convocazione, per il giorno 20 aprile 2013 alle ore 6,00
ed in seconda convocazione, per il giorno
1) Relazione attività svolta nel 2012;
2) Approvazione bilancio consuntivo anno 2012;
3) Approvazione bilancio di previsione anno 2013;
4) Fondazione dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Como: consuntivo attività e approvazione bilanci;
5) Fondazione dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Como: proposta di modifica dello Statuto;
(Ing. Leopoldo Marelli)
Al termine dei lavori ci saluteremo con un rinfresco.
inizia un nuovo anno, speriamo di lasciarci alle spalle i
momenti più difficili e di poter vedere una ripresa della
nostra professione, anche se all’orizzonte ci sono ancora
molte incertezze, che ci lasciano perplessi rispetto a quanto ci aspetterà nel nuovo anno.
Avremo il cambio alla guida della nostra Regione, contestuale alle elezioni politiche, entrambi eventi che nel
clima di attuale incertezza lasciano aperti molti spazi di
dubbio sul futuro che ci aspetta.
Ci auguriamo che vi sia da parte di tutti una presa di
coscienza sul fatto che la situazione attuale richiede sia
di mantenere il rigore nelle spese, evitando soprattutto
gli sprechi inutili, sia di finanziare le attività che possono
permettere la crescita, quindi la ripresa economica del
La nostra categoria ha le capacità e le risorse tecniche,
gestionali, organizzative per collaborare alla ripresa e dare
nuovo slancio all’economia.
Gli ingegneri sono competenti in ogni settore dell’attività
produttiva, dalle costruzioni all’informatica, dall’organizzazione aziendale alle energie rinnovabili, dalla meccanica alla sicurezza sul lavoro: la società ha bisogno di figure
competenti e serie, che sappiano fare proposte concrete e
orientare l’attività verso fini costruttivi.
Per quanto riguarda il delicato e doloroso tema dei compensi, voglio brevemente richiamare la vostra attenzione
su alcuni punti:
•	l’abolizione delle tariffe di riferimento non significa che
l’ingegnere deve accontentarsi di compensi modestissimi e lesivi della dignità professionale: è sempre in vigore
l’art. 2233 del Codice Civile che fa esplicito riferimento
al “decoro della professione”.
clausola circa la possibilità di adeguamento dei compensi nel caso di prestazioni aggiuntive o per particolare
complessità imprevedibile all’atto dell’offerta. Anche gli
adeguamenti successivi è bene siano presentati in forma
scritta e sottoscritti dal cliente per accettazione.
•	I compensi non possono più fare esplicito riferimento
alle tariffe, abrogate.
•	Si consiglia di predeterminare i compensi con riferimento ai parametri giudiziali, entrati in vigore il 23/08/2012
in base al D.M. n. 140 del 20.07.2012, pur senza citarli
esplicitamente nell’offerta, in quanto, in caso di contenzioso è a questi che dovrà far riferimento la liquidazione
da parte dell’Ordine professionale e la determinazione
del Giudice. Nell’offerta conviene fare riferimento a prestazioni calcolate a costo orario o a forfait con l’aggiunta
di spese determinate a forfait o a piè di lista, facendo in
modo che il totale converga con quanto determinato con
i parametri giudiziali.
•	Per la liquidazione da parte dell’Ordine di parcelle relative a lavori precedenti, fa riferimento per il criterio da
adottare la data di conclusione della prestazione professionale: se questa è stata ultimata prima dell’entrata in
vigore dei parametri giudiziali (23/08/2012) la liquidazione avverrà secondo le tariffe professionali previgenti,
se successiva a tale data secondo i nuovi parametri
Buon anno a tutti con l’invito a vedervi sempre numerosissimi alle iniziative che l’Ordine propone, grazie all’instancabile lavoro di chi mi è vicino e collabora con dedizione
all’attività della nostra organizzazione.
•	Dal 24/01/2012 in base al Decreto Legge n. 1 del
24.01.2012 sulle liberalizzazioni il professionista deve
presentare al cliente offerta scritta con indicate le
prestazioni che svolgerà ed il relativo compenso: questo
è cosa utile anche per il professionista, che facendosi
controfirmare l’offerta per accettazione dal cliente ha
in mano un documento che lo garantisce. In tale documento vanno indicati anche gli estremi della polizza
professionale assicurativa. Si suggerisce di inserire una
QUOTA ANNO 2013
Il Consiglio dell’Ordine ha deliberato di riscuotere l’importo della quota annuale per l’anno 2013 di euro 160,00
a mezzo MAV trasmessi dalla banca Credito Valtellinese.
Il pagamento della quota deve essere effettuato entro il
28 febbraio 2013. I pagamenti effettuati dopo tale data
dovranno essere maggiorati di € 25,00 fino al 31 maggio
2013, di € 50,00 dopo tale data.
AGGIORNAMENTO RIMBORSI SPESE
Il Consiglio dell’Ordine, nella seduta del 8 novembre 2012,
ha deliberato di aggiornare i rimborsi spese per le trasferte come segue:
Quota fissa	€	25,00
Rimborso chilometrico	€/km 0,80
Il rimborso chilometrico è complementare alla quota fissa.
CONTRIBUTO INTEGRATIVO SULLE COLLABORAZIONI
Dal 1 gennaio 2013 il contributo integrativo del 4% è
dovuto anche sui corrispettivi relativi alle prestazioni
effettuate in favore di ingegneri, architetti, associazioni o
società di professionisti e società di ingegneria.
Nella dichiarazione dei redditi annuale a Inarcassa si
potrà dedurre, dall’importo del contributo integrativo
dovuto, la quota del contributo integrativo risultante
dalle fatture passive ricevute da ingegneri, architetti o
loro associazioni e società.
Il sito www.tuttoingegnere.it è stato ideato e predisposto
dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri con lo scopo di
promuovere e qualificare la professione dell'ingegnere
Vengono offerti servizi di consultazione e ricerca suddivisi
in diverse aree “Lavoro”, “Formazione”, “Normativa”,
“Lavori pubblici”, “Gare”, “Banca Dati CNI”, “Circolari
CNI”, “Visure Catastali”.
L'accesso alle aree riservate del sito è regolato dall'inserimento di apposita User-ID e Password che vengono
rilasciate agli iscritti dall’Ordine di appartenenza.
Gli interessati possono richiedere le credenziali d’accesso
alla segreteria dell’Ordine a mezzo e-mail info@ordingcomo.org.
ENTRO IL 30.06.2013 RISTRUTTURARE CASA
L'iniziativa presenta i vantaggi previsti dal Governo per i
proprietari di case che intendono ristrutturare e riqualificare energeticamente la propria abitazione. Il progetto è
nato dalla sinergia di Associazioni e Ordini professionali
(ANCE Como, Confartigianato Imprese Como, CNA Como,
Ascomed, Ordine degli Architetti PPC della Provincia
di Como, Ordine degli Ingegneri della Provincia di
Como, Collegio dei Periti Industriali della Provincia di
Como, Collegio dei Geometri della Provincia di Como,
Confedilizia Como ed ANACI) e due Banche (BCC di
Alzate Brianza e di Cantù, Intesa San Paolo).
30 giugno 2013 è la data entro la quale il D.L. 83/2012
("Decreto Sviluppo" convertito in L. 34/2012) prevede la
possibilità di usufruire dell'agevolazione fiscale del 55%
sugli interventi di riqualificazione energetica degli edifici e del 50% sugli interventi di recupero sugli immobili
Tutti i dettagli sul sito www.30giugno2013.it – numero
verde 800.978.500
Il Consiglio Nazionale Ingegneri, dopo il Congresso di Rimini,
ha prontamente avviato i lavori sulla riforma delle professioni
e inserito come membro effettivo di ogni tavolo tematico un
rappresentante del Network Giovani, rispettando quanto indicato nella Mozione Congressuale.
Il primo Gruppo di Lavoro che ha iniziato la stesura del regolamento, riguarda la formazione continua permanente e che
ho avuto l’opportunità di partecipare come rappresentante dei
giovani ingegneri d’Italia.
Alla riunione tenutasi il 27 dicembre a Roma, si è rivista la
bozza di regolamento e tutte le proposte avanzate dalle commissioni giovani d’Italia, sintetizzate in un unico documento,
sono state recepite o già inserite nella bozza durante le precedenti riunioni.
Ecco alcune delle proposte avanzate dal Network Giovani e
inserita nella bozza di regolamento:
Credito Formativo (CFP):
è l’unità di misura per la valutazione dell’impegno richiesto
al professionista per il quale sussiste l’obbligo di formazione
è l’unità di tempo minima di svolgimento dell’attività di formazione;
Periodo Formativo (Obbligo):
è l’insieme di uno o più anni formativi che identificano l’arco di
tempo minimo rispetto al quale il professionista dovrà assolvere al proprio obbligo di formazione continua;
In alternativa alla formazione permanente o per lo meno considerata tale, è la certificazione delle competenze acquisite e
rilasciata dal rispettivo Ordine Provinciale (Progetto Qing).
Permane però l’obbligo di acquisire i 10 CF sulla deontologia
professionale in ogni periodo formativo;
I giovani neoiscritti vengono dispensati dal primo periodo di
formazione (primi 3 anni), si mantiene però l’obbligo dei 10
CF sulla deontologia professionale;
La formazione già obbligatoria per corsi specialistici (vedi
aggiornamento Coordinatori Sicurezza, RSPP, prevenzione
incendi, …) e dell’ingegneria forense (CTU e Mediazione
Civile) è esplicitamente considerata e conteggiata tra i Crediti
Formativi della formazione permanente.
Si considerano nella formazione continua gli incontri tecnici
(gratuiti) delle aziende che presentano l’evoluzione tecnologica. I seminari devono avere una forte connotazione tecnica più
che quella commerciale.
Si valuta la retroattività del regolamento per chi negli ultimi
anni ha seguito corsi di aggiornamento.
I contenuti sopra indicati sono quelli emersi durante la riunione del 27 dicembre 2012.
I tempi per la stesura del regolamento e consegna la ministero
della stessa sono ristretti, pertanto il Gruppo di Lavoro è in
“work in progress”, pertanto al momento della pubblicazione
dell’articolo potrebbero sussistere delle variazioni.
Gli iscritti verranno edotti mediante i canali comunicativi
Il periodo di formazione è di 3 anni con un totale di CF
(Crediti Formativi) pari a 90, dei quali è obbligatorio acquisire
10 CF sulla deontologia professionale;
I CFP vengono conferiti in funzione alle attività svolte (convegni, corsi, seminari, pubblicazioni, docenze, attività di ricerca,
ecc ecc). Nel regolamento ci sarà un allegato riepilogativo con
i pesi di ciascuna attività, al fine di raggiungere i CFP;
In merito alle dichiarazioni dell’ex ministro Elsa Fornero sui giovani laureati che difficilmente trovano impiego perché sono
troppo “choosy”, il nostro collega Ing. Mattia Fantinati della commissioni giovani dell’Ordine di Verona ha messo in luce
attraverso una lettera inviata al ministro e alla stampa la reale situazione lavorativa dei giovani professionisti.
Troppo “choosy” da restare
Eravamo ben consci che dopo la laurea non avremmo più trovato le opportunità di un tempo, che la gavetta iniziale
sarebbe stata dura e lo stipendio basso, ma non ci siamo scoraggiati e abbiamo accettato tanti “primi impieghi” pur di
incominciare, anche al limite della legalità e della deontologia professionale.
Nelle aziende i neolaureati affrontano stage, contratti precari, co.co. pro che nascondono di fatto un tirocinio infinito
che non approda mai a ruoli decisionali. La situazione non cambia nemmeno per chi trova posto negli studi, spesso è
a partita iva senza contratto con 500-700 euro di “onorario” comprensivo di malattia, previdenza, ferie, e una presenza
richiesta di otto ore al giorno, impedendo al “neo-libero professionista” di cercarsi altri clienti.
Difficilmente si dà la possibilità di crescita a quegli ingegneri che oggi vengono menzionati come “i giovani”, ma che
giovani non lo sono più, quelli che avevano entusiasmo e voglia di emergere ai quali è sempre stata messa davanti la
fascia di lavoratori più anziani che ha fatto da “tappo” così come in politica fanno tutti i 70enni che conosciamo bene.
Chi parla di occupazione dovrebbe rendersi conto che non ha senso avere un’alta percentuale di ingegneri occupati se
poi hanno lavori instabili e malpagati.
Capiamo il momento sfavorevole, la crisi. Ma non capiamo perché spendiamo molto per formare i nostri talenti, ma non
riusciamo poi a dare loro un adeguato inserimento lavorativo rischiando di vanificare i nostri sforzi e vederli emigrare:
qui ci sentiamo sempre dire: “Dobbiamo formarti e quindi non possiamo pagarti”. Poi varcati i confini torniamo ad essere gli ingegneri con le qualità che ci hanno reso famosi in tutto il mondo: senza esperienza vero, ma creativi, flessibili, e
assolutamente preparati. Una situazione talmente diffusa e radicata da non essere nemmeno più oggetto di discussione. .
Non capiamo perché anche dopo anni dalla laurea la musica non cambi, e ci rendiamo conto che è proprio la figura del
professionista, dell’ingegnere, che ha perso smalto. Non ci servono nuove leggi, che per natura sono facilmente aggirabili,
ma ci serve che la mentalità cambi. Abbiamo bisogno che si valorizzi il lavoro intellettuale che ora ha sempre più burocrazia e sempre meno “ingegno”; dobbiamo riprenderci quella creatività e la professionalità che ci hanno reso famosi in tutto
il mondo. È ora che Governo e Associazioni sinergicamente puntino alle generazioni future in modo concreto. Abbiamo
la sensazione di essere in troppi e che nessuno sappia più dove metterci. Va regolato il numero di nuovi laureati in base
al grado di assorbimento del mercato: le università, anche per il proprio tornaconto, hanno prodotto troppi ingegneri. Si
stabilisca un reddito minimo garantito per i neo-laureati. Si promuovano le società che offrono ai giovani un percorso
concreto che li veda stagisti, collaboratori, capi progetto ed infine partners come succede in molti paesi all’estero.
Ci piacerebbe vedere la crisi come la considerava Einstein: un momento per rinascere, per sviluppare creatività, strategie
nuove. Se talvolta non accettiamo un qualsiasi primo lavoro, ma cerchiamo di fare quello per cui abbiamo studiato, (ma
si può dire anche investito) è perché sappiamo che magari guadagneremo un decimo di un portaborse e un centesimo
di una velina, ma crediamo che le cose possano ancora cambiare e che in Italia i giovani talenti verranno di nuovo
valorizzati. Ci sentiamo dire che siamo il futuro, il motore per ripartire dopo la crisi. Raccogliamo volentieri la sfida, ma
sottolineiamo, sig. Ministro, che se siamo effettivamente così “choosy” da non emigrare all’estero è solo perché amiamo il
nostro paese e vogliamo vederlo crescere anche grazie a noi.
agli impianti Holcim
di Merone
Il 19 ottobre 2012 il Gruppo Giovani Ingegneri ha organizzato una visita tecnica presso la cementeria Holcim di
Merone, che ha visto la partecipazione di 25 persone.
La visita ha avuto inizio dal centro visitatori, dove il gruppo è stato accolto dal direttore dello stabilimento ing. Luca
Danuvola e da Simone d’Arienzo, ingegnere responsabile
Qui è avvenuta la presentazione del gruppo Holcim e
dell’impianto di Merone.
Holcim è uno dei leader mondiali nei settori cemento e
aggregati (sabbia e ghiaia), presente anche in altre attività e servizi legati al mondo delle costruzioni come la
produzione di calcestruzzo e asfalto.
A livello mondiale a fine 2011 la struttura della Holcim
conta 80.967 dipendenti presenti in più di 70 paesi, in 149
impianti a ciclo completo e centri di macinazione per la
produzione di cemento con una capacità produttiva di 216
Il gruppo dispone inoltre di 492 cave di aggregati con
impianti di selezione e 1435 impianti di calcestruzzo
preconfezionato (fonte rapporto di sostenibilità Holcim
2011). La storia della cementeria di Merone inizia nel
1928, con l’entrata in funzione della “Società/Fabbrica di
Cemento Portland Montandon & C.”, divenuta ufficialmente
“Cementeria di Merone” nel 1941. Negli anni l’azienda cresce sino al 1996 quando entra sotto il controllo del gruppo
svizzero Holderbank, che dal 2001 assume il nome Holcim.
L’attività principale consiste nella produzione di cemento,
ma negli anni l’attività è stata estesa alla produzione di
altri materiali da costruzione come gli aggregati (sabbia e
ghiaia) e il calcestruzzo.
Terminata la presentazione ha avuto inizio la visita all’impianto: lo stabilimento di Merone è un’unità produttiva a
ciclo completo, comprensiva quindi della fase di cottura.
L’accesso all’impianto prevede l’utilizzo di calzature antinfortunistiche e l’adozione di dispositivi di protezione
individuali obbligatori per la visita (caschetto, occhiali,
giubbetto alta visibilità, tappi per le orecchie).
Il processo produttivo del cemento inizia con l’estrazione
della materia prima (calcare, marna, argilla), contenente
determinati elementi chimici quali carbonato di calcio,
silice, alluminio e ferro. Per facilitare e ottimizzare la
movimentazione e il trasporto i blocchi estratti dalla cava
vengono avviati ad un frantoio e quindi trasportati allo
In stabilimento avviene la preparazione della materia
prima, tramite le fasi di preomogeneizzazione (analisi
che consente di definire le correzioni necessarie per ottenere un'alimentazione ottimale del mulino delle materie
prime), e quindi di macinazione (che consente di preparare una miscela omogenea di adeguata finezza, pronta per
la fase successiva di cottura). (figura 1)
figura 1: macinazione della materia prima
La farina detta “cruda” così ottenuta viene stoccata in un
silo e prima dell’immissione nel forno, avviene un processo
di omogeneizzazione in modo da ottenere una composizione chimica regolare.
Il materiale viene quindi inviato al forno, dove avvengono
le reazioni attraverso cui la farina “cruda” è trasformata
in clinker. Il forno (figura 2) è un cilindro in metallo,
rivestito all’interno di materiale refrattario; ha un diametro di 4m e lunghezza di 54m, con una capacità di 2.500
tonnellate/giorno.
Durante la cottura il forno ruota sul suo asse e la collocazione in leggera pendenza permette l’avanzamento del
materiale. La cottura avviene a temperature fino a 1.4001.500°C, e il prodotto viene denominato clinker.
Il clinker in uscita dal forno, viene stoccato in un apposito
silo, e viene avviato alla successiva fase di macinazione,
(figura 3). Vengono aggiunti materiali correttivi (come
gesso, pozzolana, loppa e ceneri volanti): questi materiali conferiscono al cemento particolari caratteristiche
rispondenti a esigenze di applicazione e prestazioni, quali
figura 2: forno
la migliore lavorabilità, la resistenza agli agenti chimici, o
il ritardo di presa.
Dopo i necessari controlli di qualità svolti dal laboratorio,
il prodotto viene quini insaccato in sacchi da 25kg o venduto sfuso .
Tutto il ciclo produttivo viene monitorato dalla sala centrale (figura 4), operante 24 ore su 24: qui si ha un controllo su tutte le fasi del ciclo di produzione dall’ingresso
della materia prima allo stabilimento fino all’uscita del
Marco Cigardi
figura 3: mulino verticale
figura 4: sala centrale
laurea triennale - % di iscritti (fig.3)
Entrata nel settimo anno dall’introduzione della lingua inglese
in laurea magistrale, la sede comasca del Politecnico di Milano
continua ad essere una realtà d’elite e di vanto del nostro
territorio. I dati relativi agli ultimi tre anni sono sostanzialmente stabili, con un numero di iscritti che si aggira intorno
ai 1.500 studenti (Fig. 1). Il dato non è da sottovalutare in
tempi di crisi come quelli in cui stiamo vivendo, poiché molte
statistiche e report sul mondo accademico italiano mostrano
una flessione delle iscrizioni e degli interessi dei maturandi
verso le lauree. Le ragioni di questo fenomeno si possono
facilmente identificare in due aspetti: da una parte ci sono
iscrizioni al polo di como (fig.1)
ingegneria triennale
ingegneria magistrale
scommessa, ma soprattutto per il territorio comasco, che deve
comprendere l’importanza di un cambiamento radicale per
tutta la collettività: uno su tutti l’erogazione di servizi anche
in lingua inglese da parte degli istituti pubblici (banche, poste,
farmacie, biblioteche, ecc.).
L’ingegneria informatica continua ad essere la facoltà più
gettonata in laurea triennale, seguita dal Design di Prodotto
e da ingegneria civile (Fig. 3). Le possibili motivazioni dietro
questo dato vanno ricercate nella natura stessa del percorso
di studi dell’ ingegneria informatica, che offre solide basi tecniche in grado di rispondere in breve tempo alle richieste del
laurea magistrale - % di iscritti (fig.4)
gli alti costi degli atenei, sia come tasse sia come materiale
didattico, a cui le famiglie fanno fatica a far fronte; dall’altra,
invece, l’incertezza del mercato del lavoro su quali saranno le
figure professionali più ricercate nei prossimi cinque anni ed
il precariato, nonostante il titolo di dottori, che porta i giovani
verso percorsi più professionalizzanti.
Ecco che dunque il Polo di Como continua ad offrire un differenziale competitivo non indifferente, basato su due leve:
•	studiare in lingua inglese;
•	vivere in un contesto globale, formato da circa 50 nazionalità.
Se nella laurea triennale, in lingua italiana, la presenza
degli studenti stranieri è marginale (5% degli iscritti), in
quella magistrale è ormai una realtà consolidata (Fig. 2).
Questo dato risulta essere molto significativo non solo per il
Politecnico di Milano, che continua a vedere vincente la sua
laurea magistrale - provenienza (fig.2)
Environmental & Geomatic Eng. Management Eng.
Computing System Eng.
La situazione cambia in maniera considerevole in laurea
magistrale (Fig. 4), in cui è l’ingegneria gestionale a giocare
un ruolo da protagonista. Anche in questo caso è il mercato del
lavoro a dettar legge: avere una figura polivalente in azienda,
che nei due anni accademici successivi è riuscita a colmare
il cerchio delle competenze (strategia, marketing, logistica,
produzione, controllo di gestione, ecc.), può essere davvero
vantaggioso di questi tempi di incertezza. L’azienda stessa
non dovrebbe ricercare altre figure più tecniche, ma potrebbe
riposizionare anche per breve tempo, coprendo l’urgenza, la
stessa persona. A questo punto sarebbe interessante ed opportuno chiedersi se nel Polo di Como arriveranno, nei prossimi
anni, possibilità di studio post-laurea come master dedicati o
progetti particolari, in cui figure professionali, già avviate nel
mondo del lavoro con determinati requisiti, possano ampliare
le loro competenze e capacità. Ovviamente sempre nell’ottica
di creare qualcosa che non sia concorrente all’offerta già presente a Milano, ma che anzi la completi.
Il 30 Novembre 2012 il Gruppo Giovani Ingegneri ha organizzato una visita guidata presso il “Museo didattico della Seta di
Como”. Ci ha accompagnato una guida molto competente che
ha saputo informarci in modo chiaro e dettagliato sui principali trattamenti necessari per ottenere i tessuti in seta. Le
sue spiegazioni e la visita delle sale, strutturate veramente in
modo “didattico”, ci hanno permesso una buona comprensione
del trattamento serico così come avveniva tra la fine del XIX
secolo e la metà del XX secolo. Dopo un’introduzione iniziale
sull’allevamento e le caratteristiche del baco da seta, abbiamo
osservato la strumentazione preposta alla trattura, operazione
necessaria per svolgere il filo di seta che costituisce il baco.
Era un lavoro molto faticoso, perché le operatrici dovevano
lavorare con le mani in acqua quasi bollente per turni di più
di dieci ore. I fili venivano accoppiati tra loro sempre in fase
di trattura per ottenere un aumento della resistenza del filo
stesso, in funzione anche del suo utilizzo finale: alte resistenze
venivano richieste ad esempio per i fili che venivano utilizzati
per il confezionamento dei paracadute.
Una volta ottenute le matasse di fili grezzi, queste venivano
trasposte in rocchetti che venivano quindi inseriti nelle macchine preposte alla torcitura del filo, ovvero quella procedura
che permetteva di “attorcigliare” il filo in modo che i singoli fili
di seta accoppiati precedentemente non tendessero a dividersi. Fatta questa operazione le matasse potevano essere tinte
direttamente, oppure tessute mediante telai per poi tingere o
stampare il tessuto risultante. La tessitura del filato era un’operazione abbastanza complessa, ma permetteva di ottenere
delle sale,
didattico della Seta
risultati di pregio e ricchi di dettagli, in particolare se utilizzato il telaio jacquard. La macchina jacquard aveva la funzione
di inviare al telaio una serie di schede forate sulle quali era
stato programmato il disegno da realizzare; la presenza o meno
del foro sulla scheda influenzava il movimento dei fili di ordito
(la trama è gestita dalla navetta).
La tintura veniva realizzata con tecniche differenti a seconda
che si dovesse trattare la matassa o il tessuto; in ogni caso in
quel periodo venivano utilizzati coloranti all’anilina, tossici,
ma che producevano colori vivaci e che non perdevano lucentezza con gli anni, come abbiamo potuto verificare osservando
i campioni esposti. Un ulteriore trattamento è quello di stampa, svolto abilmente a mano dai tecnici stampatori, o con rulli
che venivano fatti passare sul tessuto; gli strumenti esposti
ci hanno permesso di apprezzare l’evoluzione tecnologica di
questa operazione. Il Museo in sé è ricco di reperti del periodo,
molti donati da industrie della Provincia di Como; in particolare non passano inosservate le numerose macchine presenti e
protagoniste delle diverse sale. Sono caratteristici però anche
i campioni di tessuti, i quaderni scolastici di tessitori e tintori
e i cartelli e gli avvisi per gli operai presenti nelle diverse
Insomma, una visita consigliata anche per il legame storico del
territorio Comasco con il settore tessile.
Per informazioni relative a visite e orari si rimanda al sito ufficiale del Museo: http://www.museosetacomo.com/.
«Vogliamo essere una lobby etica
e fare rete per la crescita»
Sabato 24 novembre 2012 a Milano, presso l’ex Palazzo del
Ghiaccio, si è svolto il primo raduno dell’associazione degli ex
alunni del Politecnico: eravamo oltre novecento tra ingegneri,
architetti e designer. Obiettivo: fare networking (cioè fare rete)
scambiando contatti, conoscenze ed esperienze in un clima di
respiro internazionale. Sì, perché gli alumni del Politecnico
sono sparsi in tutti i continenti e hanno contribuito, con la
loro preparazione e le loro idee innovative, ad accrescere la
già ottima nomea di cui gode il nostro ateneo nel mondo. Al
raduno molti di loro sono venuti per portare la
propria testimonianza, in uno spirito di scambio che il rettore
prof. Giovanni Azzone ha chiamato “The Give Back Principle”
(il principio della restituzione): «Chi ha avuto la possibilità di
ricevere una formazione di qualità senza spendere molto adesso deve restituire al mondo, al Paese e alla nostra università,
creando una rete professionale» La conduzione dell’evento è
stata affidata a Enrico Bertolino, presentatore d’eccezione ed
eccezionale, che con una sapiente miscela di verve e humour
ha saputo mantenere viva l’attenzione durante tutta la giornata, orchestrando magistralmente presentazioni degli ospiti,
aneddoti divertenti scelti ad hoc dal suo background, e spunti
di riflessione. Al mattino la manifestazione si è aperta con i
saluti del Rettore e del Comitato organizzatore di AlumniPolimi,
che hanno espresso entrambi orgoglio e soddisfazione per gli
ottimi risultati raggiunti, tanto dall’associazione - oltre 18.000
adesioni in meno di un anno, con all’attivo numerose reunion e
molti gruppi di discussione - quanto dagli ex-alunni stessi che
hanno saputo valorizzare il Politecnico. Gli alumni che hanno
contribuito in modo particolarmente significativo ad innovare
e a migliorare il mondo - grazie al successo delle loro idee e
delle loro aziende - sono stati selezionati dal comitato come
ambasciatori delle capacità professionali e dei risultati di tutti
i laureati del Politecnico di Milano, e sono saliti sul palco a
raccontare la propria esperienza. A cinque di questi ambasciatori è stato successivamente conferito il premio AlumniPolimi
Award 2012, un riconoscimento speciale per essersi distinti nei
valori chiave della formazione politecnica: Capacità, Creatività,
Cultura, Innovazione e Tradizione.
Questi stessi valori erano anche riportati su adesivi che ci
erano stati distribuiti all’ingresso. Gli organizzatori ci hanno
poi invitato ad attaccare sulla giacca l’adesivo (o gli adesivi)
che ritenessimo più conformi al nostro spirito: in questo modo
© 2012 AlumniPolimi
durante il pranzo sarebbe stato più semplice fare rete con
colleghi che condividessero gli stessi valori. Sul sito web www.
alumni.polimi.it potete trovare il resoconto e le fotografie del
raduno; inoltre, nella sezione Minds shaping the world potete
trovare schede e videointerviste degli ambasciatori e dei
cinque premiati. E se non l’avete ancora fatto, sempre sul sito
web potete iscrivervi alla comunità di AlumniPolimi, per condividere la vostra esperienza e restare aggiornati con tutte le
numerose iniziative promosse dall’associazione durante l’anno.
AlumniPolimi e il gruppo Alumni Como
All’interno della comunità di AlumniPolimi è possibile creare
gruppi di persone che condividono gli stessi interessi, oppure
partecipare in gruppi già esistenti, sempre nell’ottica di favorire lo scambio di idee e la crescita personale e professionale.
A Como, su iniziativa di Mauro Volonté, ha preso il via dalla
seconda metà del 2011 il gruppo Alumni Como, che opera in
sinergia con il Gruppo Giovani Ingegneri del nostro Ordine e
che vuole essere il punto di riferimento per tutti gli ingegneri
di Como all’interno di AlumniPolimi. Ad oggi il gruppo conta
oltre sessanta iscritti ed è uno dei più numerosi della comunità. Fare rete è importante e dobbiamo ricordarci che, come
disse Charles R. White1 una ventina di anni fa, “networking è
meglio che not working!”
Per concludere segnaliamo che il 14 dicembre scorso è stata
celebrata la festa di Natale al Polo di Como del Politecnico di
Milano, e il nostro Gruppo Giovani Ingegneri è stato invitato in
rappresentanza di Alumni Como per presentare AlumniPolimi
e il gruppo locale di Como.
1 Charles R. White è il presidente di una società di consulenza per aziende
in Baltimora. La sua frase divenne famosa dopo che fu richiamata
in un articolo del 1992 del Baltimore Sun che spiegava perché fare
networking fosse importante nel lavoro. L’articolo originale, scritto da
Ellen James Martin e intitolato “Networking really works for the job
seeker”, è consultabile gratuitamente sull’archivio wen del Baltimore Sun.
Gli adesivi con i valori politecnici distribuiti ai partecipanti della Convention
Se è vero che la serendipità (la traduzione dall’inglese
è pessima) è il trovare cose interessanti mentre si cerca
altro, durante le scorse vacanze di Natale l’ho sperimentata mentre cercavo di far addormentare il mio piccolo
In quel particolare frangente, infatti, mi è venuto il pensiero che ora provo a sviluppare. Chi ha avuto la pazienza
e la tolleranza di seguirmi negli anni, su queste pagine, sa
che uno dei miei cavalli di battaglia è stato il sostenere
che i neolaureati sono lungi dall’essere dei buoni a nulla
“operativi”, e che sminuire il valore della laurea rispetto
a quello dell’esperienza è sminuire il nostro stesso essere
professionisti laureati.
Ovviamente la battaglia - quella per cui usavo il cavallo,
per l’appunto - è persa, e nel pensiero comune è forte
l’idea che imparare facendo - learning by doing - sia molto
meglio che imparare studiando - learning by studying -.
Quello che è strano è che tale affermazione, valida per
l’università, perda molta se non tutta la sua forza per i
corsi cosiddetti “professionalizzanti”, su cui si basa il condivisibile concetto della formazione continua e che sono,
giustamente, all’ultima moda.
Esemplificando si potrebbe dire che nel pensiero comune
si ritiene che all’università non si impari nulla, mentre un
corso di 20 ore, 40 ore, 100 ore apra le porte a magnifiche
e progressive sorti professionali.
Esemplificando ancor di più verrebbe da dire che aver
sostenuto trenta esami - successivi a trenta corsi di
molte ore - vale poco, mentre aver frequentato per qualche pomeriggio delle lezioni, magari ascoltando sì e no,
oppure giochicchiano con il cellulare se non addirittura
dormendo, tanto l’esame finale non c’è, vale moltissimo, e
consente di iscriversi ad elenchi, albi, sottoalbi e chi più
Non nego che a me la cosa sembra molto strana, eppure
pare che ai cantori della formazione continua (comunque
giusta) o di altre meno utili quando non strampalate attività lo stesso pensiero non venga mai.
Leggevo qualche tempo fa di qualcuno che sosteneva,
giustamente, che l’università è il luogo dove la società
trasmette il massimo della conoscenza alle sue menti
migliori, così che esse possano ampliarla e tramandarla:
questa visione è purtroppo oggi del tutto persa, ma rimane
quella dell’idea della professionalizzazione.
Studi, studenti
Non riuscendo affatto a comprendere come possa esistere
questa contraddizione, che pure c’è ed è sotto gli occhi
di tutti, mi sono sforzato al massimo per individuarne le
cause e, dopo lungo spremermi le meningi, considerato
pure che a pensare male si fa peccato ma si indovina,
credo di essere giunto a una conclusione.
La formazione continua - come già detto ottima nell’idea,
forse meno efficace nella declinazione pratica - e i corsi
professionalizzanti sono di grande moda perché costano,
e c’è qualcuno che con gli stessi fa un enorme business.
Con questo non voglio affatto affermare che la formazione
post laurea non serve - ne sono anzi un convinto sostenitore -, desidero solo segnalare, sommessamente, che forse
il sistema dei punti da totalizzare in un anno, per i quali
si vedono stimati professionisti partecipare a lezioni tra
le più bislacche e fantasiose, non è quello più efficace,
e neppure è efficace continuare a proporre, da parte del
legislatore, specializzazioni e sottospecializzazioni più o
meno utili necessitanti dei mitici corsi.
Dei primi - i punti -, che per gli ingegneri non sono ancora
necessari, possiamo tranquillamente fare a meno, delle
seconde, che ci riguardano appieno, non so se spesso siano
fabbriche di aspirazioni deluse o solo oboli da pagare per
In pratica, per dirla come un mio illustre collega consigliere, a me questa storia che faccio un corso da 50 ore
e divento cardiologo - è una battuta - sembra un po’ una
scempiaggine.
Probabilmente per risollevare l’immagine delle professioni, e con essa il loro prestigio sociale, è necessario risollevare immagine e prestigio delle università, vero motore del
Paese soprattutto nell’età della conoscenza.
Per fare ciò dovranno essere le università stesse, in primo
luogo, a lavorare, ma dovremo essere anche noi a riconoscere l’importanza di quelle che sono, di fatto, le nostre
E a questo punto la vera e utile formazione post laurea
potranno farla le università stesse, insieme ad altre
istituzioni (magari come il nostro Ordine e la nostra
Fondazione), lasciando perdere quelli che hanno solo
scopo di lucro. E peccato, o forse meglio, se qualcuno
guadagnerà meno.
Rapporto INARCASSA
I cambiamenti di INARCASSA
relativamente alla previdenza
Poco più di un anno fa il Governo Monti emanava il Decreto
“Salva Italia” (D.L. 201/2011).
Con riferimento alle Casse di previdenza dei liberi professionisti, il decreto imponeva una verifica straordinaria dei conti
finanziari di lungo periodo che comportava il superamento di
uno stress test a 50 anni. Per Inarcassa la verifica si è tradotta
nel passaggio, a partire dal 1° Gennaio 2013, al metodo contributiva pro-rata.
Il Comitato Nazionale dei Delegati, che si è riunito a Novembre
2012 a Roma, ha scelto di disegnare un metodo contributivo
“proprio” che per diversi aspetti si differenzia da quello definito dalla Legge 335/1995 in quanto riserva spazio per interventi
di solidarietà e l’equità tra generazioni assicurando, come
richiesto, la sostenibilità a 50 anni.
Il nuovo Regolamento Generale di Previdenza deliberato dal
Comitato Nazionale è stato approvato dal Ministero del lavoro
e delle politiche Sociali con nota del 19.11.12.
Cosa cambia nell’immediato (dal 1° Gennaio 2013).
•	Per tutti gli iscritti: nei rapporti di collaborazione e su tutti i
corrispettivi,anche quelli fatturati a ingegneri,architetti,ass
ociazioni o società di professionisti e società di ingegneria,si
dovrà applicare in fattura il 4% del contributo integrativo.
Questo è positivo per chi emette fattura perché con la nuova
riforma una parte del contributo integrativo verrà retrocesso ed entrerà a far parte del nostro montante previdenziale.
•	Per tutti i pensionati: nell’anno corrente e nel 2014 tutti i
pensionati non più iscritti dovranno pagare un contributo
di solidarietà straordinario e transitorio dell’1% sull’importo
lordo di pensione. Sono escluse le pensioni di invalidità,di
inabilità,reversibilità ed indiretta ai superstiti oltre a quelle
con importi inferiori alla pensione minima.
I pensionati iscritti che continuano la professione e i pensionati di anzianità verseranno invece il 2%.
Il contributo di solidarietà verrà trattenuto sull’importo
mensile della pensione.
E’ possibile che la norma venga prorogata anche negli anni
successivi da parte del Comitato Nazionale Delegati per
valide motivazioni.
•	Le agevolazioni per i giovani rimangono invariate purchè il
reddito dichiarato sia inferiore al primo scaglione pensionabile (ad oggi € 43.750,00).
Ai giovani iscritti under 35 che,dopo il periodo di
riduzione,pagheranno l’intero contributo per altri 25 anni
anche non continuativi, sarà accreditata da Inarcassa una
contribuzione figurativa per i periodi di riduzione fino al concorso dell’intera contribuzione dovuta.
INARCASSA: Pubblica o Privata?
Inarcassa, pur essendo privata, è soggetta al controllo pubblico di ben tre Ministeri (ci sono 5 Revisori dei Conti di cui tre
di nomina ministeriale).
Il Consiglio di Stato si è opposto a considerare l’ente come
Cassa privata (ribaltando una sentenza del TAR precedentemente vinta dalle casse private) limitandone,in contrasto con
i principi fissati nel Dlgs 509/1994, l’autonomia finanziaria e
Inarcassa è stata così inserita nell’elenco ISTAT degli enti
pubblici o equiparabili con tutte le ricadute che ne conseguono diventando Pubblica o Privata a seconda delle opportunità:
considerata privata quando è iniquamente tartassata (doppia
tassazione addirittura) sui capitali, immobili ecc. mentre
deve comportarsi quale ente pubblico in tutte le procedure di
appalto dei lavori, blocco assunzioni di personale, burocrazia,
stress test a 50 anni e da ultimo la Spending Review per la
quale è già stata obbligata al versamento nelle casse dello
stato di una quota percentuale dei propri risparmi.
E’ curioso come gli enti pubblici o equiparabili generalmente
percepiscano fondi dallo stato mentre Inarcassa, al contrario,
oltre a non gravare, debba continuare a versare somme alla
gestione pubblica senza far godere ai propri iscritti delle stesse
Si sta perfezionando l’attività della Fondazione al fine di
diventare un importante interlocutore in grado di sostenere
gli interessi degli ingegneri e architetti liberi professionisti
e creare le idonee condizioni per modificare la percezione e
l’immagine esterna della professione migliorandone le opportunità di lavoro.
Per diventare Socio è sufficiente il versamento di € 12,00 valido
Pier Giuseppe Lozej
Delegato Inarcassa Ingegneri della Provincia di Como
“LIBERALIZZIAMO
NON I COMPENSI”
stralcio dell’intervento del Presidente della FONDAZIONE
INARCASSA, arch. Andrea Tomasi al convegno “Il Mestiere
Del Costruire”- ROMA - MAXXI - 28 novembre 2012.
La Fondazione nasce quale atto concreto, positivo, del
Comitato Nazionale dei Delegati, l’organo di governo di
Inarcassa , per dare, in un momento di enorme difficoltà,
una risposta sostanziale, tangibile, al palese malessere,
(ma meglio sarebbe definirlo, mi si perdonerà la facile
citazione, il grido di dolore) degli architetti e degli ingegneri italiani che vivono esclusivamente di libera professione.
Gli iscritti a Inarcassa. sono oltre 160.000, un numero
veramente rilevante, enorme.
Già questo numero ci dà la misura di quanto effettiva
sia la difficoltà di accesso alla nostra professione: senza
addentrarsi nelle statistiche, basti pensare che ci sono
più architetti in Italia che negli Stati Uniti; in Italia c’è un
architetto ogni 400 abitanti, in Francia uno ogni 2.500, in
Inghilterra uno ogni 5.000.
Oggi, purtroppo la situazione è veramente molto grave:
oltre 160.000 architetti e ingegneri che vivono solo di libera professione non ce la fanno più ed è giunto il momento
di evidenziarlo pubblicamente.
Vi sono urgenti modifiche che chiediamo: in primis, vi è
senz’altro necessità di una completa revisione del D.Lgs.
163 del 2006, meglio noto come Codice degli Appalti, per
gli aspetti che riguardano l’affidamento degli incarichi
professionali (mi si perdonerà, ma io persevero a chiamarli così, anche se, oggi, la definizione corretta dovrebbe
essere: appalto di servizi di ingegneria) .
Il vulnus del 163 sta proprio in questo: nell’aver fatto, per
la normativa di affidamento degli incarichi professionali,
un sostanziale “copia/incolla” delle modalità previste per
gli appalti dei lavori.
Ma chi mai, per scegliere un avvocato che lo difenda in
giudizio o un medico che lo guarisca, lo selezionerebbe su
basi essenzialmente economiche o, peggio, col criterio del
Noi tutti conosciamo bene la genesi di questo, che origina
da lontano, dal 1992, con la Direttiva Servizi; forse non
tutti abbiamo presente che, nel tempo, molti altri Stati
membri hanno però calibrato differentemente le modalità di affidamento degli incarichi professionali rispetto
all’appalto dei servizi più diversi, come quelli di pulizia, di
mensa, e così via.
In Italia nel 2003, con grande enfasi mediatica, sono state
di fatto depotenziate le tariffe professionali, eliminando
il vincolo del rispetto dei minimi tabellari; nel 2012, con
altrettanta enfasi, si sono addirittura cancellate le tariffe,
non solo, se ne è vietata anche la semplice citazione.
Questo per poi, solo qualche mese dopo, reintrodurle, se
non altro per determinare il valore del lavoro professionale: cambia solo il nome, sono diventate “parametri”.
Tutta questa attività è stata fatta dai vari governi richiamandosi ai valori messianici della libera concorrenza e
della necessità di liberalizzazione del mercato professionale richiesteci dall’Europa comunitaria.
Peccato, però, che, se andiamo a vedere lo Stato di
riferimento per eccellenza delle qualità comunitarie,
la Germania, veniamo a sapere che lì non solo le tariffe
professionali esistono ancora, ma sono minimi tariffari
inderogabili e che, recentemente, esse sono state complessivamente riviste, riadeguandole ai nuovi costi ed ai
nuovi servizi che la complessità dell’agire professionale
oggi richiede.
Liberalizziamo le idee, non i compensi.
Abbiamo vissuto sulla nostra pelle, come tutti gli Italiani,
(forse noi un po’ di più?) i diversi decreti che si sono succeduti; e fra questi anche quello della revisione della spesa
pubblica, la nota spending review.
In tutta onestà, come architetti e ingegneri che vivono
di sola libera professione, coltivavamo la speranza che,
nella riorganizzazione della spesa pubblica, venisse finalmente e definitivamente eliminata una voce rilevante e
assolutamente ingiustificata. Mi riferisco all’incentivo che
viene corrisposto agli uffici tecnici pubblici per le attività
professionali interne.
In primo luogo è oggettivamente difficile comprendere
perché, per svolgere solo e unicamente il proprio lavoro,
proprio quello e solo quello per cui si è stati assunti, e nel
normale orario quotidiano, si possa percepire un incentivo. Un incentivo non irrilevante: il 2% del valore dei lavori
da eseguirsi. Questo incentivo del 2%, ultima tariffa garantita rimasta nel mondo professionale, vale ogni anno più di
500 milioni di Euro.
Non desti stupore come, in un momento di riordino della
spesa pubblica noi, forse ingenuamente, sperassimo potesse costituire una consistente voce di risparmio.
Noi riteniamo che il pubblico debba essere ben strutturato, veloce ed efficiente nell’attività di programmazione
delle opere, attività che oggi costituisce il vero tallone
d’Achille dei Lavori Pubblici, così come nell’azione di controllo, lasciando tutto il resto all’ambito privato.
Infine, ultimo tema, ma non certo per importanza, è quello dell’enorme confusione di ruoli che contraddistingue
il nostro mondo, il nostro modo di essere professionisti.
Dopo tanti, tanti anni di dibattito sulle professioni ordinistiche e sulle loro regole, la nuova recente legislazione
è stata, almeno per noi, fortemente deludente: la portata delle novità introdotte, onestamente, non richiedeva
cotanta gestazione.
Noi ci aspettavamo un atto di chiarezza: la netta e palese
distinzione tra coloro che svolgono la professione di architetto e di ingegnere in prima persona, assumendosene
tutte le responsabilità ed i rischi che ne conseguono, e
coloro che, numero non irrilevante, rimangono iscritti agli
Ordini con le motivazioni più diverse: per ragioni culturali,
o affettive, per giusto orgoglio, per non precludersi una
qualche opportunità, perché la quota non ha costi proibitivi… tutti soggetti, insomma che nella vita fanno altro.
Vi sono molti modi di essere ingegnere o architetto, tutti
di pari dignità, ma per una serie di ragioni, non ultimo
anche di ordine fiscale e previdenziale, è opportuno vi
sia una distinzione tra i diversi modi di fare l’architetto o
All’interno di questa confusione di ruoli, infine ve ne è una
ulteriore, ben più grave e inaccettabile: quella che vede
pubblici dipendenti esercitare atti di libera professione.
E’ incomprensibile che venga concesso il part-time al pubblico dipendente, architetto o ingegnere, per consentirgli
poi di fare il libero professionista, ponendolo quindi nella
condizione di essere al mattino controllore ed al pomeriggio al lavoro nel proprio studio: al pubblico dipendente
deve essere, come peraltro le norme generali prevedono,
assolutamente vietata qualsiasi attività all’esterno dell’Ente di appartenenza; il part-time, quando concesso, deve
prevedere il divieto assoluto all’esercizio professionale.
Su tutto questo, ma evidentemente non solo, la Fondazione
si impegnerà a fondo. Per fare ciò, però, abbiamo bisogno
del sostegno dei colleghi, che invitiamo ad iscriversi
numerosi, come invitiamo ad aderire tutti coloro, Enti e
Società, che hanno a cuore il nostro mondo.
Tutti gli iscritti ad Inarcassa possono aderire alla
FONDAZIONE, nata per sostenere a tutti i livelli i liberi professionisti: nel sito www.fondazionearching.it si trovano le
modalità di adesione (il costo annuo è veramente esiguo:
aInterventi
comodi consolidamento strutturale
e rifunzionalizzazione delle quattro torri
lungo le mura medievali,
proposti in una tesi di Laurea
Le Torri1 di Como, inglobate o adiacenti, alla cinta
muraria medievale, sono quattro edifici di proprietà del
Comune per i quali, allo stato attuale, non esiste una
destinazione d’uso e un programma di manutenzione
e valorizzazione. L’obiettivo della tesi di laurea2, di cui
questo saggio è una breve sintesi, è di colmare queste
lacune e porre l’attenzione sulla conservazione programmata dei beni monumentali.
Data l’importanza storica delle Torri, si è resa necessaria un’approfondita ricerca documentale che ha
permesso di conoscere quelle che sono state le trasformazioni che le Torri hanno subito nel tempo. In
particolare tre sono gli edifici che ancora oggi si trovano
addossati alle mura: Torre Gattoni, Porta Torre e Torre
San Vitale. Torre Pantera è posta in una zona della città,
quella prossima al Duomo, in cui le antiche mura non
sono più visibili, ma l’accorpamento alla cinta muraria trova riscontro nelle fonti storiche. Oltre la ricerca
storica, è stata sviluppata un’indagine conoscitiva
molto approfondita tramite una campagna di rilievo
topografico, fotografico e materico, che ha permesso di
acquisire informazioni di tipo geometrico e patologico
delle superfici. In particolare la valutazione del rilievo
geometrico ha evidenziato la presenza di preoccupanti
fuori piombo in alcuni prospetti, soprattutto per quanto
riguarda Torre Gattoni e Torre Pantera. La valutazione
delle patologie di degrado3 ha permesso invece uno
INGEGNERIPROVINCIA
PROVINCIADIDICOMO
COMONOTIZIARIO
INSERTO 125
studio sulle prestazioni residue degli edifici e sul loro
stato di conservazione, evidenziando alcuni principali
problemi: la disgregazione del paramento murario
della fascia di coronamento, dovuta al degrado dello
strato di tenuta e alle infiltrazioni d’acqua; la mancanza di alcuni elementi lapidei per effetto del distacco
e della caduta di parti; depositi superficiali e croste,
nonché efflorescenze e concrezioni dovute a fenomeni
di percolamento, allo smog, alla presenza di fauna; un
quadro fessurativo diffuso nei giunti di malta che legano gli elementi lapidei, dovuto ai cicli di gelo e disgelo,
alla presenza di vegetazione, al vento, alle vibrazioni
del traffico, distribuito uniformemente sulle parti alte
delle torri e puntualmente sulle parti inferiori; la presenza di vegetazione, legata alla forte umidità e alla
mancata manutenzione; il degrado antropico, presente
nelle parti basse delle torri, sporadico ma difficilmente
asportabile. Questo quadro conoscitivo potrebbe essere ulteriormente approfondito tramite una serie di prove
diagnostiche ed un piano di monitoraggio dello stato
di conservazione, per i quali è stato elaborato un progetto relativo a ciascuna delle torri. Completata la fase
conoscitiva degli edifici è stata elaborata una proposta
di campagna di manutenzione straordinaria, valutata
per ogni torre a seconda delle necessità evidenziate e
approfondita negli aspetti operativi, tecnici ed economici. Gli interventi necessari, da effettuare nell’immediato
1	Si tratta di Torre Pantera, situata in piazza Verdi, Torre S. Vitale, inglobata nello spigolo sud orientale delle mura medievali,
\Torre Gattoni inglobata nello spigolo sud occidentale, e Porta Torre, posizionata al centro delle mura meridionali.
2	Si fa riferimento alla tesi di laurea Percorsi medievali a Como: le torri lungo le mura – consolidamento e valorizzazione del patrimonio
medievale comasco, sviluppata dagli autori di questo saggio presso il Politecnico di Milano nel 2011, relatore prof. L. Jurina,
correlatore ing. A. A. Bassoli, controrelatore prof.ssa M. Grecchi. La tesi è stata elaborata grazie all’inedita collaborazione fra allievi
della Scuola di Architettura (Anna Serafini, nata nel 1987 a Bergamo) e della Scuola di Ingegneria (Filippo Magatti, nato nel 1986
a Como, e Nicolò Zugnino, nato nel 1985 a Novara). Le quattro torri sono state oggetto di approfondita analisi e di progetti d’interventi
di manutenzione, consolidamento strutturale, e recupero funzionale, presentati in questo saggio.
3	E’ stata eseguita una mappatura delle patologie di degrado su tutti i prospetti delle torri in oggetto seguendo le linee guida della
norma UNI 11182/2006.
ORDINE INGEGNERI PROVINCIA DI COMO INSERTO 125
futuro, sono: la pulizia dei prospetti da agenti biologici e
macchie, la ristilatura dei giunti tra le pietre e la riparazione della copertura. Il costo totale di tali interventi per
tutte e quattro le torri è stato quantificato con una cifra
pari a 230.000 euro circa, per una durata equivalente di
700 uomini giorno. Questi valori sono piuttosto alti poiché le lavorazioni hanno un’elevata incidenza percentuale della manodopera. Successivamente si è proposto
un piano di manutenzione programmata, che consiste
in una serie di controlli, diagnosi e interventi di piccola
intensità, al fine di conservare le Torri in buone condizioni e prevenire ulteriori interventi di tipo straordinario.
Il piano consiste in una serie di schede che simulano i
compiti del funzionario pubblico: una scheda di rilievo,
che permette di mappare le anomalie eventualmente
riscontrate sulle Torri; una scheda di diagnosi, che contiene delle indicazioni circa gli interventi da effettuare
secondo un sottoprogramma temporale o prestazionale;
una scheda di registro, a memoria delle attività ispettive
o di intervento eseguite. Infine si sono pensate delle
proposte di interventi di consolidamento strutturale e di
rifunzionalizzazione che possano permettere la fruizione
L’interpretazione del quadro fessurativo della torre ha
messo in luce il distacco e il cinematismo rotatorio verticale dei paramenti murari prospettanti verso la piazza
Verdi. Il progetto di consolidamento di Torre Pantera4
consiste quindi in una serie di interventi volti a ripristinare la scatolarità dell’edificio e a renderlo nuovamente
agibile. Si propone innanzitutto la realizzazione di un
vespaio armato, che ripartisce meglio i carichi verticali
a livello fondazionale. La volta viene rinforzata tramite
una cappa armata estradossale, mentre gli antichi
livelli superiori vengono ripristinati con la creazione di
cerchiature e nuovi solai. La ricostruzione dei nuovi
impalcati prevede la posa di un profilo metallico perimetrale con la duplice funzione di cerchiare la struttura,
mediante un collegamento diffuso dei profili alla compagine muraria, e di offrire un piano di appoggio per i
pannelli lignei che formano l’impalcato di calpestio. I
pannelli adottati sono in legno multistrato, hanno funzione strutturale e non necessitano di ulteriori elementi
di sostegno. L’ancoraggio dei nuovi solai alla struttura
verticale avverrà riutilizzando le buche esistenti nella
muratura, che erano sede delle travi degli antichi solai.
Il consolidamento del vano scale è previsto tramite la
cerchiatura dello stesso e l’appensione, delle rampe
esistenti, alla copertura. La copertura, sia della torre
che del vano scale, è stata pensata con la stessa tecnologia dei solai, con l’aggiunta degli opportuni strati di
completamento. Il progetto comprende inoltre un consolidamento murario tramite l’utilizzo della tecnica del
Reticolatus5. Tutti gli interventi sono stati pensati nel
rispetto dell’esistente, in modo da modificare minimamente l’aspetto del monumento e utilizzando materiali
compatibili con le murature esistenti.
Torre Pantera è sita in piazza Verdi, di fronte all’abside
del Duomo e al Teatro Sociale, e non lontana dalla Casa
del Fascio di G. Terragni, in un punto quindi particolarmente strategico dal punto di vista storico e culturale.
La torre si presenta come un parallelepipedo cavo
privo di impalcati e di copertura, crollata nell’ottobre
del 2010. Al piano terra è presente un locale voltato e,
adiacente alla torre, è collocato un vano scale, entrambi puntellati per contrastare i cedimenti e le lesioni.
Torre S. Vitale
Porta Torre è collocata al centro delle mura meridionali, in corrispondenza di piazza Vittoria, ed è utilizzata
come porta di accesso all’area pedonale del centro
storico. Allo stato attuale, l’edificio è privo di solai e
di copertura ed è potenzialmente un luogo ideale per
ammirare la città dall’alto. Si è prevista quindi l’installazione di una scala metallica all’interno di essa che
possa permettere di elevare il punto di vista dell’osservatore portandolo a beneficiare di un nuovo punto
di vista sul centro storico, garantendo al pubblico un
rapporto più diretto e ravvicinato con il monumento
e permettendo al cittadino comasco o al turista di
riscoprire la presenza fisica della torre. Una progettazione architettonica e strutturale molto approfondita ha
permesso di realizzare una scala dalle forme uniche e
irregolari che si pone in contrasto con un edificio quasi
millenario, valorizzando la presenza reciproca.
La proposta d’intervento consiste nella realizzazione
di una nuova struttura, autonoma rispetto alla torre,
che permette al pubblico e agli addetti alla manutenzione, di salire all’interno della torre e di giungere in
sommità. La scala si sviluppa con una forma sinuosa
che si intreccia attorno a quattro grandi pilastri, richia-
mando alla mente la leggerezza di un lungo nastro.
Quest’immagine è accentuata dal trattamento scelto
per i due parapetti: uno pieno, opaco, in acciaio Cor-Ten;
l’altro quasi trasparente, costituito da una ringhiera in
acciaio zincato. La forma e la scelta dei materiali hanno
l’intento di distinguere chiaramente l’intervento dall’edificio antico in cui si colloca e di creare un oggetto che
attiri il pubblico e renda maggiormente interessante la
salita. Il nastro di Cor-Ten parte da terra, dall’arco ovest
della facciata sud, e va ad abbracciare i pilastri, ad uno
ad uno, fino ad arrivare in cima, dove compie un giro
di ronda attorno al perimetro interno delle mura. Le
rampe rettilinee s’interrompono in corrispondenza dei
pilastri, dove si trasformano in pianerottoli semi circolari che fasciano il pilastro ancorandosi ad esso.
La partenza del percorso è stata collocata intenzionalmente all’interno di uno dei due archi della facciata
sud, e quasi al di fuori della torre, per invitare alla salita
e per segnalare all’esterno la presenza dell’intervento.
Le prime due rampe di scala sono addossate al muro
interno ovest, così da non intralciare il passaggio dei
pedoni, dei ciclisti e delle eventuali vetture che possono
sfruttare il passaggio sotto l’arco a est. In sommità è
4	Il progetto è stato svolto in collaborazione con lo Studio Tecnico del Prof. Ing. L. Jurina, per il quale gli autori hanno redatto parte
del materiale che costituisce il progetto esecutivo presentato all’Ufficio Tecnico del Comune nel maggio 2011. Il progetto
di consolidamento strutturale di Torre Pantera è stato commissionato al Prof. Ing. L. Jurina dal comune a seguito del crollo
della copertura avvenuto il 25 ottobre 2010.
5	Il Reticolatus è una tecnica di rinforzo per murature irregolari, principalmente in pietrame, in grado di salvaguardare il mantenimento
delle caratteristiche di faccia a vista. La tecnica consiste nell’inserimento nei giunti di malta di una maglia continua costituita da sottili
trefoli in acciaio i cui nodi sono fissati mediante barre metalliche trasversali al paramento murario. Il risultato finale è quello
di una muratura armata per la quale si possono ottenere, incrementi della resistenza a compressione, a taglio e a flessione
ed anche un efficace collegamento trasversale tra i paramenti della muratura. La tecnica è compatibile con la conservazione materica
del manufatto e durevole. La tecnica è stata sviluppata dal prof. A. Borri dell’Università degli Studi di Perugia.
stata creata una passerella rettangolare,
ribassata di quasi 40
cm rispetto al coronamento e distanziata di
30 cm, che ricalca il
perimetro interno della
torre. Il livello della passerella e la posizione
interna del parapetto
pieno, consentono di
alterare solo minimamente l’aspetto esterno
d’insieme della torre. La
passerella in sommità è
più larga delle rampe di
scale, così da permettere
la sosta per osservare il
panorama che si apre sulla
città. Porta Torre è alta 34
m, e dalla sua
sommità si gode quindi di una nuova vista sul centro
storico e sulle colline che lo circondano, fino ad intravedere il bacino del lago. In conclusione, le Torri medievali
di Como non ricoprono un ruolo di primaria importanza
se comparati ad altri e più conosciuti e frequentati
monumenti della città; per questo motivo si trovano
in uno stato di parziale o totale incuria.Le patologie
che interessano i prospetti hanno evidenziato un gran
numero di conci murari che tendono a staccarsi e che
rappresentano un grave pericolo per incolumità pub-
blica, pertanto gli interventi
di manutenzione straordinaria sono urgenti
e necessari. Per garantire una migliore conservazione
nel tempo dei monumenti sono necessari successivi
interventi di consolidamento, come le cerchiature, che
migliorino il comportamento strutturale degli edifici. In
ultima analisi, gli interventi proposti per il recupero e la
rifunzionalizzazione, potrebbero rappresentare l’occasione per porre maggiore attenzione sui monumenti analizzati, sottraendoli allo stato di incuria in cui si trovano.
Filippo Magatti
Nicolò Zugnino
OPERE IN ZONA SISMICA:
INGEGNERI JUNIORES E SENIORES A CONFRONTO
La recente sentenza n. 686/2012 del Consiglio di Stato offre
l'occasione per rileggere, secondo diritto interpretato con buon
senso, il riparto di competenze tra ingegneri juniores e seniores
di cui al d.P.R. 328/2001. Le questioni sottoposte all'esame dei
giudici di Palazzo Spada, e concernenti la progettazione in zona
sismica, hanno necessitato il chiarimento di un quadro normativo di per sé lineare ma che, evidentemente, lasciava spazio
a dubbi ed incertezze interpretativi. Senza voler procedere ad
una parafrasi della sentenza in commento, si ritiene comunque
opportuno ripercorrerne, seppur brevemente, i tratti salienti.
La vicenda prende avvio con il ricorso presentato da un ingegnere junior avverso un provvedimento della Regione Calabria
e un parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici da cui
emergeva, in buona sostanza, l'incompetenza degli ingegneri
(ed architetti) juniores alla elaborazione di progetti in zona
sismica. Il T.A.R. Calabria, avanti al quale era stato instaurato
il giudizio, aveva respinto il ricorso, interpretando in maniera,
forse, eccessivamente stringente le prescrizioni normative di
cui all'art. 46 d.P.R. 328/2001 che individua, in linea generale,
le competenze rispettivamente attribuite ad ingegneri juniores
ed ad ingegneri seniores.
In particolare, secondo il giudice di primo grado, la competenza
degli ingegneri juniores consistente nella “progettazione di
costruzioni civili semplici con l'uso di metodologie standardizzate” escluderebbe per questi la possibilità di essere chiamati
a risolvere problemi di particolare complessità, nel senso che
né l'opera da realizzare, né le metodologie da applicare devono
risultare complesse. Ciò premesso, e considerato che a detta
del T.A.R. Calabria “le costruzioni in zona sismica, dovrebbero
sempre reputarsi di speciale difficoltà, poiché la loro progettazione presupporrebbe l'applicazione di metodologie e normative complesse e richiederebbe una conoscenza avanzata
dell'ingegneria strutturale e geotecnica”, non è difficile trarne
le (logiche) conseguenze: la progettazione in zona sismica è
una progettazione complessa, quindi non semplice, e come tale
preclusa agli ingegneri juniores. Avverso la decisione del T.A.R.
Calabria veniva proposto appello avanti al Consiglio di Stato il
quale, riformando la sentenza oggetto di gravame, accoglieva
il ricorso. Nel far luce sulle questioni sottopostogli, il supremo
consesso della giustizia amministrativa svolge una dettagliata
disanima del richiamato art. 46 del d.P.R. 328/2001.
Come già in parte osservato, tale norma provvede a distribuire le tradizionali attività attribuite alla figura professionale
dell'ingegnere, tenendo conto dell'intervenuta distinzione tra
ingegneri seniores (in possesso di laurea specialistica) ed ingegneri juniores (in possesso di laurea c.d. breve) introdotta della
L. 4/1999 di riordino dell'ordinamento universitario.
La disposizione in questione, quindi, lungi dall'innovare “la
materia delle attività riservate o consentite alla professione de
qua, ne attua invece una mera ripartizione, previa individuazione di un criterio di carattere generale, facente riferimento
alle professionalità conseguite a compimento dei diversi percorsi formativi di accesso, relativi, rispettivamente alle lauree
(brevi) ed alle lauree specialistiche”. Una volta ricostruito il
tessuto normativo sotteso alla controversia, il Consiglio di Stato
si sofferma sull'interpretazione delle espressioni letterali contenute nell'art. 46 d.P.R. 328/2011 e, in particolare, sul concetto
di “costruzioni civili semplici, con l'uso di metodologie standardizzate” che caratterizza la categoria degli ingegneri juniores.
Dalla lettura delle disposizioni in esame, il Consiglio di Stato
riscontra immediatamente “l'assoluta assenza di qualsivoglia
richiamo, in senso preclusivo, alle costruzioni insistenti in area
sismica”. Ne consegue che la progettazione ed esecuzione di
opere in dette aree rientra, senza ombra di dubbio, nel parametro concettuale dell'espressione “costruzioni civili semplici,
con l'uso di metodologie standardizzate”. Si tratta di una conclusione coerente, e per certi versi obbligata, se si considera
che, a seguito del Decreto del Ministero delle Infrastrutture
del 14 gennaio 2008, sostanzialmente non esistono più aree
nel territorio italiano non classificate quali “zone sismiche”:
infatti, tutto il territorio nazionale è stato classificato in quattro
zone sismiche, da 1 a 4 , secondo livelli di pericolosità sismica
decrescente. Pertanto, alla luce dell'attuale classificazione del
territorio del nostro Paese, affermare che le costruzioni in zona
sismica siano sempre e comunque connotate dalla necessità
di “risolvere problemi di rilevante complessità”, ovvero “non
semplici”, e quindi precluse agli ingegneri juniores, apparirebbe paradossale oltre che in evidente contrasto con il quadro
legislativo e regolamentare vigente. In altri termini, pur non
escludendo la specificità della progettazione in area sismica,
il criterio ex lege - “costruzioni civili semplici, con l'uso di
metodologie standardizzate” - non può essere aprioristicamente inteso come esclusivo in ogni caso della possibilità per gli
ingegneri juniores di progettare opere nelle suddette aree.
In queste ipotesi, ossia allorché si verta nel campo della progettazione e direzione dei lavori in dette aree, sarà necessario svolgere una valutazione caso per caso, che tenga conto in concreto
dell'opera prevista, delle metodologie di calcolo utilizzate, e
che potrà essere tanto più rigida e “preclusiva”, allorché l'area
sia classificata con un maggior rischio sismico.
Avvocato, consulente legale dell’Ordine
In materia tributaria la L. 24.12.2012 n° 228 (cosiddetta
Legge di stabilità, ex legge finanziaria) introduce importanti novità. La legge ha assorbito le disposizioni di alcuni
decreti legge destinati a non essere convertiti per effetto
delle dimissioni del Governo e dello scioglimento delle
Camere; per le medesime ragioni, ha anticipato anche il
contenuto del consueto “DL milleproroghe” di fine anno.
La norma si compone di un unico articolo contenente
561 comma.
DEDUCIBILITA’ DELLE AUTO AZIENDALI
E DEI PROFESSIONISTI (comma 501)
La norma riduce ulteriormente al 20%, rispetto alla riduzione
al 27,50% già prevista nel corso del 2012 (L. n° 92/ 2), la percentuale di deducibilità dei veicoli aziendali e dei professionisti. Nessuna modifica è stata apportata, invece, con riferimento al tetto massimo di costo fiscalmente riconosciuto previsto
dall’art. 164 TUIR (pari nel caso di acquisto ad € 18.076 per
l’autovettura, € 2.065 per il ciclomotore).
Resta altresì ferma la maggiore deducibilità dell’80% per i veicoli utilizzati da agenti e rappresentanti di commercio, con i
medesimi limiti di costo fiscalmente rilevante previsti dall’art.
164 (€ 25.823 per l’auto).
La L. 92/2012 aveva ridotto dal 90% al 70% la percentuale di
deducibilità prevista per i veicoli concessi in uso promiscuo
ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta,
misura che non è stata modificata. Tutte le nuove percentuali
di deducibilità si applicano a decorrere dall’1.1.2013 per i
soggetti “solari”; nella determinazione degli acconti dovuti per
il periodo di imposta di prima applicazione si assume, quale
imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata applicando le nuove disposizioni.
RIVALUTAZIONE DEL COSTO DI TERRENI
E PARTECIPAZIONI (comma 473)
E’ stato nuovamente riaperto il termine per la rideterminazione del costo o valore d’acquisto delle partecipazioni non
negoziate in mercati regolamentati e dei terreni (agricoli
o edificabili), non detenuti in regime d’impresa, prevista,
rispettivamente, dagli artt. 5 e 7 della L. 28.12.2001 n° 448
e già oggetto di numerose proroghe, mediante la redazione
di un’apposita perizia giurata di stima e il versamento della
prevista imposta sostitutiva.
Per avvalersi della riapertura di cui alla L. 228/2012, il requisito del possesso della partecipazione non quotata o del terreno
deve essere verificato alla data dell’1.1.2013 (prima 1.7.2011).
Pertanto, non possono beneficiare della disciplina in esame i
•	non sono più possessori delle partecipazioni o dei terreni
alla data dell’1.1.2013;
•	hanno acquisito le partecipazioni dopo l’1.1.2013, compresi
eredi e donatari.
Entro il nuovo termino del 1.7.2013:
•	un professionista abilitato (es. dottore commercialista,
ingegnere, geometra, ecc.) deve redigere e asseverare la
perizia di stima della partecipazione non quotata o del terreno;
•	il contribuente interessato deve versare la prevista imposta
sostitutiva (per intero o prima rata).
La L. 12.7.2011 n° 106, con riferimento alla precedente
riapertura dei termini, ha previsto particolari disposizioni
in relazione ai soggetti che si sono già avvalsi della facoltà
di rideterminazione dei valori e che effettuano una nuova
rivalutazione; tali disposizioni, ancorché non espressamente
richiamate dalla L. 228/2012, devono ritenersi applicabili
anche in relazione alla relativa riapertura dei termini. Detti
soggetti, qualora intendano effettuare una nuova rivalutazione
con riferimento all’1.1.2013:
•	possono scomputare dall’imposta sostitutiva dovuta per la
nuova rivalutazione l’importo relativo all’imposta sostitutiva
già versata;
•	in alternativa allo scomputo possono chiedere il rimborso
dell’imposta sostitutiva già pagata, entro il termine di 48
Secondo quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate, la possibilità di effettuare una nuova rideterminazione del costo fiscale
è consentita anche nel caso in cui la seconda perizia giurata
di stima riporti un valore inferiore a quello risultante dalla
precedente perizia.
IVIE E IVAFE (comma 518-519)
L’art. 19 del DL 6.12.2011 n° 201 ha introdotto due nuove imposte rispettivamente sui beni immobili (IVIE) e sulle attività
finanziarie (IVAFE) detenuti all’estero.
Nel modello UNICO 2012 sono state così dichiarate e liquidate
le predette imposte, avuto riferimento all’anno d’imposta 2011.
Al fine di evitare censure a livello comunitario, considerato
che la Commissione europea avrebbe potuto rilevare alcuni
profili discriminatori rispetto all’IMU e all’imposta di bollo
ordinaria, è stato stabilito lo slittamento dell’applicazione
delle imposte dal 2011 al 2012, con la conseguenza che i versamenti già eseguiti nel corso del 2012 e riferiti all’anno 2011
si considerano in acconto per il periodo d’imposta 2012.
Restano sostanzialmente immutate le altre disposizioni del
citato art. 19 del DL 201/2011.
ESCLUSIONE DA IRAP PER I PROFESSIONISTI
(comma 515)
La legge di stabilità definisce il concetto di autonoma organizzazione, stabilendo che saranno esclusi dal tributo gli
imprenditori individuali e gli esercenti arti e professioni che:
•	non si avvalgano di lavoratori dipendenti o assimilati e
•	impieghino, anche mediante locazione, beni strumentali di
ammontare non eccedente una determinata soglia.
A tal fine, nello stato di previsione del Ministero dell’Economia
e delle Finanze, è istituito, a decorrere dal 2014, un fondo per
garantire la suddetta esclusione.
Il suddetto limite di impiego di beni strumentali sarà definito
con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, adottato previo parere conforme delle Commissioni parlamentari
competenti per i profili finanziari, che si esprimeranno entro
30 giorni dalla data di trasmissione del relativo schema.
RIVALUTAZIONE DEL REDDITO DOMINICALE
ED AGRARIO DEI TERRENI (comma 512)
Il reddito dominicale e il reddito agrario dei terreni sono
rivalutati del 15%.
La suddetta rivalutazione si applica sull’importo risultante
dalla rivalutazione già in essere dal 1996 (L. 662/96), quindi
dopo avere rivalutato:
•	il reddito dominicale, dell’80%;
•	il reddito agrario, del 70%.
La nuova rivalutazione è ridotta dal 15% al 5% in relazione
ai terreni agricoli, compresi quelli non coltivati, posseduti
e condotti da coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli
professionali (IAP) iscritti nella previdenza agricola.
Le rivalutazioni in esame si applicano:
•	per i periodi d’imposta 2013, 2014 e 2015;
•	ai soli fini della determinazione delle imposte sui redditi
(con effetto già sull’acconto 2013).
DETRAZIONI IRPEF PER I FIGLI A CARICO
(comma 483)
Aumentano le detrazioni IRPEF previste per i figli a carico.
In particolare, la detrazione d’imposta per ciascun figlio a
carico, compresi i figli naturali riconosciuti, i figli adottivi o
affidati, viene incrementata:
•	da 800,00 a 950,00 euro;
•	se il figlio ha un’età inferiore a tre anni, da 900,00 a 1.220,00
•	se il figlio è portatore di handicap, l’ulteriore detrazione
passa da 220,00 a 400,00 euro.
Per i contribuenti con almeno quattro figli a carico è invece
confermata l’ulteriore detrazione di 200,00 euro per ciascun
I suddetti importi delle detrazioni sono però “teorici”, in
quanto rimane invariato il complesso meccanismo previsto
per parametrare l’ammontare della detrazione effettivamente
spettante al reddito complessivo del contribuente che ha i figli
a carico. Le nuove misure delle detrazioni per figli a carico si
applicano a decorrere dall’1.1.2013.
AI FINI IVA (comma 325)
Operazioni nei confronti di soggetti passivi UE.
Per le operazioni non rilevanti territorialmente in Italia, l’obbligo di fatturazione (finora limitato alle prestazioni di servizi
“generiche”, ad esempio le consulenze) è esteso alla generalità
Per tutte le prestazioni di servizi e le cessioni di beni effettuate
nei confronti di soggetti passivi debitori d’imposta in altro
Stato UE, il cedente o prestatore di servizi nazionale deve
emettere fattura, con l’annotazione “inversione contabile”.
Operazioni extra-UE.
Per tutte le operazioni che si considerano effettuate al di fuori
della UE, il cedente o prestatore di servizi nazionale emette
fattura, con l’annotazione “operazione non soggetta”.
Le operazioni non rilevanti territorialmente sopra descritte
concorrono alla formazione del volume d’affari annuo del
cedente o prestatore di servizi (tuttavia non generano plafond
per l’acquisto senza applicazione dell’IVA).
Obblighi di indicazione in fattura.
•	il numero di partita IVA del cliente nazionale (che in precedenza veniva generalmente indicato solo ai fini commerciali, pur non essendovi un obbligo di legge);
•	il numero di partita IVA attribuito da un altro Stato UE, nel
caso in cui il cliente sia stabilito in un altro Stato membro
•	il codice fiscale del cliente nazionale, se non agisce nell’esercizio d’impresa, arte o professione.
Un’altra novità riguarda l’indicazione del numero progressivo
della fattura che la identifichi in modo univoco.
Rispetto alla disciplina vigente fino a tutto il 2012, la norma
non fa più riferimento alla numerazione progressiva per anno
solare; sembrerebbe, tuttavia, che la fattura possa ritenersi
univoca anche se viene identificata in ragione dell’anno di
emissione. In sostanza, la fattura n° 1/2013 è univoca rispetto
alla fattura n° 1/2014, emessa il prossimo anno; l’Agenzia
delle Entrate, con la Risoluzione n° 1 del 10.01.2013, precisa
che è da considerarsi univoca anche la semplice numerazione accompagnata dalla data di emissione (fattura n° 1 del
05.01.2013).
AUMENTO ALIQUOTA IVA 21% (comma 480)
Con una modifica all’art. 40 della L. 111/2011, è previsto l’ulteriore l’incremento dell’aliquota IVA ordinaria per le operazioni
effettuate a decorrere dall’1.7.2013, seppur in misura ridotta
rispetto a quanto precedentemente stabilito; in particolare,
dall’1.7.2013 l’aliquota IVA ordinaria passerà dal 21% al 22% (e
non al 23%), mentre resta invariata l’aliquota ridotta del 10%
(previsto 11%), ed altresì viene eliminato il riferimento al termine iniziale dell’1.1.2014 per la successiva rideterminazione
delle predette aliquote.
TOBIN TAX (comma 491-500)
Dopo un lungo periodo di gestazione, viene introdotta una
nuova imposta di natura indiretta, sulle transazioni finanziarie, che si applicherà, in modo scaglionato, a partire
dall’1.3.2013.
Il prelievo viene operato in relazione a tre diverse fattispecie:
•	trasferimenti di proprietà di azioni e strumenti finanziari
partecipativi di emittenti;
•	i contratti derivati e sui titoli che abbiano come sottostante
le azioni di cui sopra;
•	le “operazioni ad alta frequenza”.
Entro il 31.1.2013 deve essere emanato un decreto del
Ministero dell’Economia e delle Finanze con il quale saranno
definite le modalità di applicazione della nuova imposta, compresi gli eventuali obblighi dichiarativi.
Azioni e strumenti partecipativi
(applicazione dall’1.3.2013).
Sono soggetti ad imposta i trasferimenti della proprietà:
•	di azioni e altri strumenti finanziari partecipativi di cui
all’art. 2346 co. 6 c.c., emessi da società residenti nel territorio dello Stato;
•	di titoli rappresentativi dei predetti strumenti, indipendentemente dalla residenza del soggetto emittente;
•	di azioni, che avvenga per effetto della conversione di obbligazioni.
L’imposta non si applica se il trasferimento avviene a seguito
di successione o donazione, ed è dovuta indipendentemente
dal luogo di conclusione della transazione e dallo Stato di
residenza delle parti contraenti.
L’imposta è dovuta in misura proporzionale, con aliquote differenziate nel tempo:
•	per il 2013:
– 0,22%, per i trasferimenti che non avvengono in mercati
regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione;
– 0,12%, per i trasferimenti in mercati regolamentati e
•	“a regime” (dal 2014):
– 0,20%, per i trasferimenti che non avvengono in mercati
– 0,10%, per i trasferimenti in mercati regolamentati e
•	le operazioni di emissione e annullamento dei titoli azionari
e dei predetti strumenti finanziari, nonché le operazioni di
conversione in azioni di nuova emissione e le operazioni di
acquisizione temporanea di titoli;
•	i trasferimenti di proprietà di azioni negoziate in mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione
emesse da società la cui capitalizzazione media nel mese
di novembre dell’anno precedente a quello in cui avviene il
trasferimento di proprietà sia inferiore a 500 milioni di euro.
L’imposta è dovuta dal soggetto a favore del quale avviene il
trasferimento della proprietà, e deve essere effettuato entro il
giorno 16 del mese successivo a quello del trasferimento della
proprietà delle azioni o degli strumenti finanziari.
Nel caso di trasferimenti della proprietà di azioni e strumenti
finanziari, l’imposta è versata dalle banche, dalle società fiduciarie e dalle imprese di investimento abilitate all’esercizio
professionale nei confronti del pubblico dei servizi e delle attività di investimento, nonché dagli altri soggetti che comunque
intervengono nell’esecuzione delle predette operazioni, ivi
compresi gli intermediari non residenti.
Negli altri casi l’imposta è versata dal contribuente.
Strumenti derivati (applicazione dall’1.7.2013).
Le operazioni su strumenti finanziari derivati sono soggette
ad imposta in misura fissa determinata sulla base di apposita
tabella che classifica le operazioni in base a scaglioni di importi ed a natura del contratto.
TARES (comma 387)
Sono state introdotte modifiche alla disciplina del nuovo tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES), di cui all’art. 14
della L. 214/2011, affinché sia applicabile dall’1.1.2013.
In particolare, vengono modificati i criteri per la determinazione del tributo e previsto un periodo transitorio per il
versamento per l’anno 2013.
A seguito dell’introduzione della TARES, a decorrere
dall’1.1.2013 sono abrogati:
•	a tassa per la raccolta dei rifiuti solidi urbani (TARSU), di
cui al DLgs. 15.11.93 n° 507;
•	la tariffa di igiene ambientale istituita con il DLgs. 5.2.97 n°
22 (c.d. “TIA Ronchi” o TIA1);
•	la tariffa integrata istituita con il DLgs. 3.4.2006 n° 152 (c.d.
“TIA Ambiente” o TIA2).
to e allineamento dei dati catastali, la superficie delle unità
immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel
Catasto edilizio urbano assoggettabile al tributo è costituita
da quella calpestabile dei locali e delle aree suscettibili di
produrre rifiuti urbani e assimilati; a tal fine, si considerano
acquisite le superfici dichiarate o accertate ai fini della TARSU
o della TIA1 o TIA2.
La TARES deve essere versata, a favore del Comune:
•	mediante il modello F24;
•	oppure tramite apposito bollettino di conto corrente postale.
Per l’anno 2013 è prevista una disciplina transitoria per cui
il versamento della prima rata della TARES è posticipata ad
aprile (anziché alla scadenza trimestre solare) e, sino alla
data di deliberazione delle tariffe del tributo, il pagamento
delle rate è determinato in acconto commisurandolo all’importo pagato nell’anno precedente a titolo di TARSU, TIA1 o
TIA2.
Redatto in data 15 gennaio 2013
Dottore Commercialista, consulente fiscale dell’Ordine
La TARES è dovuta da chiunque possieda, occupi o detenga a
qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti,
suscettibili di produrre rifiuti urbani.
Il nuovo tributo è corrisposto in base ad una tariffa:
•	commisurata ad anno solare;
•	calcolata in base alle quantità e qualità medie ordinarie di
rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e
alla tipologia di attività svolte, sulla base dei criteri determinati con il regolamento di cui al DPR 27.4.99 n° 158.
Sino all’attuazione delle disposizioni relative all’aggiornamen-
L’ing. iunior Bassani partecipa alla
riunione della Commissione Sicurezza
Cantieri Mobili della CROIL, a Milano
L’ing. Gerosa partecipa al tavolo tecnico
per la valorizzazione ed il recupero di
Villa Greppi, a Monticello Brianza
L’ing. Marelli partecipa all’Assemblea
dei Presidenti, a Bologna
L’ing. Volontè partecipa alla riunione
del Network Giovani, a Bologna
L’ing. Roda partecipa alla riunione della
Commissione Tariffe della CROIL, a
ll Consiglio incontra i nuovi iscritti
L’ing. Marelli partecipa all’incontro
sull’iniziativa SistemaComo2015, presso
la CCIAA di Como
L’ing. Ajani partecipa alla riunione della
Commissione Sicurezza Prevenzione
Incendi della CROIL, a Milano
L’ing. Gerosa e l’ing. Marelli partecipano
all’incontro con l’Assessore del Comune
di Como sull’esito del Concorso Expo
2015 organizzato dall’Ordine Ingegneri
L’ing. Gerosa partecipa all’incontro
sull’iniziativa per il recupero
dell’immobile Politeama di Como
per il Concorso di Idee per Consorzio
Brianteo Villa Greppi, a Lecco
Riunione di Consiglio con il seguente
1)	Lettura e approvazione del verbale del 11
2)	Procedimento disciplinare a carico
di un iscritto: convocazione dello stesso;
3)	Procedimento disciplinare a carico
4)	Ratifica variazioni al bilancio preventivo
5)	Quota d’iscrizione anno 2013;
6)	Bilancio di previsione anno 2013;
7)	Protezione Civile provinciale: proposta
di protocollo d’intesa;
8)	Adeguamento rimborsi spese auto;
9)	Nuove iscrizioni e cancellazioni;
10)	Liquidazione parcelle;
11)	SPT Holding SpA: richiesta nominativi per
commissione bando di gara;
12)	Ordine Architetti Como: ratifica segnalazione
nominativi per docenza corso prevenzione
13)	Commissione Protezione Civile: richiesta
presa di posizione del Consiglio;
14)	Comunicazioni del Presidente e dei
15)	Varie ed eventuali:
15 a) Comune di Carbonate: ratifica segnalazione
nominativi per commissione di gara;
15 b) Situazione economica e patrimoniale della
Fondazione: richiesta di ricostruzione fondo;
15 c) Sig.ra Carla Cremascoli: richiesta
nominativi di esperti in impianti fotovoltaici
15 d) COIN: proposta di convenzione a favore di
15 e) Edison: proposta di convenzione a favore
all’incontro per il progetti
per la valorizzazione e il recupero di
Commissione Tariffe della CROIL,
L’ing. Marelli partecipa alla riunione dei
Presidenti degli Ordini degli Ingegneri
della Lombardia, a Milano
L’ing. Zappa partecipa al convegno dei
Imprese di Como
L’ing. Garlati partecipa all’incontro con
i rappresentanti degli Ordini e Collegi
della provincia di Como, presso
L’ing. Marelli partecipa alla trattazione
di un ricorso presso il Consiglio
Nazionale degli Ingegneri a Roma
al tavolo di confronto tecnico operativo
sul tema Lungolago, presso il Comune
L’ing. Ajani e l’ing. Garlati partecipano alla riunione della Commissione
Prevenzione Incendi della CROIL, a
L’ing. Roda partecipa alla riunione
della Commissione Tariffe della CROIL,
L’ing. Gerosa partecipa all’incontro con
l’Ordine degli Architetti per la revisione
del bando di idee e accordo di
programma per la valorizzazione
ed il recupero di Villa Greppi
L’ing. Garlati partecipa alla cerimonia
in occasione della ricorrenza di S.
Barbara, patrona del Corpo Nazionale
1.	Lettura e approvazione del verbale del 8
2.	Sito web dell’Ordine: screenshots e
architettura del nuovo portale;
3.	Procedimento disciplinare a carico di tre
ingegneri morosi: convocazione degli stessi;
4.	Procedimento disciplinare a carico di un
iscritto: convocazione dello stesso;
5.	Nuove iscrizioni e cancellazioni;
6.	Liquidazione parcelle;
7.	Segnalazioni Cestec: relazioni del Presidente
e del Relatore, ing. Ajani;
8.	Qing;
9.	Protezione Civile provinciale: protocollo
d’intesa;
10.	3° IAGIG: proposta di patrocinio
e organizzazione convegno;
11.	Sig.ra Bonfanti: ratifica segnalazione
nominativi per perizia;
12.	Scuola Orientamento e formazione: ratifica
segnalazione nominativi per esame corso
di certificazione energetica;
13.	Comune di Grandate: ratifica segnalazione
nominativi per audit energetico;
14.	Docenze di iscritti in corsi organizzati
dall’Ordine e dalla Fondazione:
aggiornamento compensi;
15.	Comunicazioni del Presidente
e dei Consiglieri;
16.	Varie ed eventuali:
16 a) Concorso di idee Vivere Villa Greppi:
bozza del bando;
16 b) Conservatorio di Como: richiesta
di nominativi RSPP;
16 c) Avv. Eugenia Schiera: richiesta nominativi
Liquidazione Parcelle composta da ing.
Castellini, ing. Galli, ing. Garlati e ing.
L’ing. Ajani e l’ing. Volontè partecipano
alla riunione della Commissione
Certificazione Energetica della CROIL,
alla riunione della CROIL, a Milano
L’ing. Marelli partecipa alla riunione sul
progetto Qing, a Roma
L’ing. Volontè partecipa alle riunioni del
Network Giovani, a Roma
L’ing. Marelli partecipa alla Assemblea
dei Presidenti, a Roma
L’ing. Zappa partecipa alla riunione
per la preparazione del convegno
“Infrastrutture e crescita nel corridoio
dei due mari e nel Mediterraneo” che
si terrà a Genova nel 2013
Aperitivo di Natale con scambio
L’ing. Marelli partecipa alla riunione
del gruppo di lavoro sui lavori pubblici,
del Gruppo di Lavoro del CNI per la
formazione continua e permanente, a
Riunione della Commissione Parcelle
composta da ing. Castellini, ing. Galli,
ing. Garlati e ing. Parravicini
della Commissione Qualità della
CROIL, a Milano
1)	Lettura e approvazione del verbale del 6
2)	Convocazione Assemblea degli iscritti;
3)	Nuove iscrizioni e cancellazioni;
4)	Liquidazione parcelle;
5)	Procedimento disciplinare a carico di un
6)	Procedimento disciplinare a carico di un
iscritto: lettura verbali;
7)	Commissione Giovani CROIL: nomina del
rappresentante dell’Ordine;
8)	ing. Franco Penna: richiesta di agevolazione
per familiari e collaboratori di iscritti sulla
quota di partecipazione ai corsi;
9)	Technologica: richiesta di nominativo;
10)	Politecnico di Milano – polo di Como:
richiesta patrocinio non oneroso;
11)	Cultura e Ambiente: Convocazione
Assemblea degli iscritti;
12)	Comunicazioni del Presidente e dei
13)	Varie ed eventuali.
dalla Consulta Professioni Regionale, a
Azienda operante nel settore costruzioni e
manutenzioni meccaniche valuta candidature per la posizione di responsabile
della manutenzione nel settore impiantistico e industriale.
La figura ricercata è un perito meccanico/ingegnere meccanico diplomato
di età compresa tra i 30 e i 40 anni
(requisito non strettamente vincolante) con esperienza nel settore, attitudine alla leadership, al coordinamento
dipendenti, all’organizzazione lavori, ai
rapporti con il cliente. Si prega di inviare
dettagliato C.V. al seguente indirizzo
di posta elettronica: nordimpianti.tecnica@alice.it
eFM srl, azienda di consulenza nei settori Real Estate e Facility Management
ricerca un Ingegnere junior con iniziale
esperienza su impianti meccanici/elettrici/fonti rinnovabili. E’ richiesta competenza specifica nella valutazione tecnico/economica finalizzata a selezione,
dimensionamento e gestione dei sistemi energetici alternativi e combinati
(tradizionali e rinnovabili), nonché nella
predisposizione di business plan/bilanci energetici in funzione dei parametri
economici ed energetici richiesti e degli
eventuali contributi/incentivi previsti.
CONOSCENZE RICHIESTE: Impianti
meccanici/elettrici/rinnovabili, normativa di riferimento (direttive europee,
dLgs.192/05 e s.m.i., DL 115/08,
norme UNI TS 11300), diagnosi, valutazione condizione impianti, sanatorie
documentali, certificazione energetica
e relativi software. Completano il profilo
la conoscenza ed utilizzo dei principali
applicativi MS Windows e gli strumenti
di navigazione web, così come capacità
logico-analitica, curiosità intellettuale,
gestione del tempo e delle scadenze,
gestione informazioni e dati numerosi e complessi. Inviare Cv a defilippo.
marco@efmnet.com
Ingegnere Civile, 25 anni, neolaureato
presso il Politecnico di Milano cerca lavoro (Laurea Magistrale, titolo conseguito
in lingua inglese - 110/110). Giovane
dinamico e flessibile, lo contraddistingue un’innata predisposizione a lavorare
in team con ottime capacità d’analisi e nella risoluzione di problemi. Con
esperienze di studio e tirocinio all’estero
(Scozia e Thailandia), è disposto a trasferte e trasferimenti nazionali ed internazionali e/o corsi di formazione. Per
ulteriori informazioni e per CV:
arosio.marcello@gmail.com
Laurea magistrale in Ingegneria Edile,
indirizzo recupero edilizio, presso
Politecnico di Milano. Iscrizione all’Albo Professionale degli Ingegneri della
Provincia di Como. Conseguiti gli attestati di Certificatore Energetico Regione
Lombardia e Coordinatore della
Sicurezza nei cantieri temporanei e
mobili con esperienze maturate in ambito di collaborazioni. Stage nell’ambiente della pubblica amministrazione con
esperienza nel project management e
nella direzione lavori. Curriculum Vitae
consultabile sul sito www.ordingcomo.
org Disponibile per differenti proposte
lavorative, contattare f.caimi@hotmail.it
corti@hotmail.com – 348 8831579 Curriculum Vitae sul sito www.ordingcomo.org
Neolaureato in ingegneria delle
Costruzioni Civili dell’Università di Pisa
con votazione di 110 e lode: tesi riguardante l’analisi sismica e interventi di
adeguamento su un lotto del complesso
ospedaliero di Barga (LU) avente struttura
in muratura; tirocinio universitario della
durata di 3 mesi presso studio tecnico
della provincia di Pisa nel contesto del
quale è stata affrontata la progettazione
di parti in opera e delle fondazioni di
un capannone industriale prefabbricato
in cemento armato; buona conoscenza
delle normative nazionali NTC2008 e
degli eurocodici in materia di antisismica
e strutture in acciaio, cemento armato e muratura; buone conoscenze informatiche riguardanti l’uso dei programmi
AutoCAD, Sap2000, Strauss7 e del pacchetto office; inglese buono e francese
di base; abilitazione per la professione
di ingegnere da ottenere entro febbraio. Attualmente risiedo nella provincia di
Pisa ma ho intenzione di spostarmi altrove (preferibilmente Nord Lombardia) in
cerca di lavoro. Curriculum Vitae sul sito
Giuseppe Fucetola
Architetto abilitato all’esercizio della professione e qualifica di coordinatore per la
sicurezza si rende disponibile per collaborazioni part-time/full-time. Comprovata
esperienza nella progettazione edilizia,
presentazione pratiche, attività di cantiere, soluzioni di arredo e progetti di grafica.
Disponibile subito. Invio CV su richiesta.
Contatti: 349 7834913 monica.camagni@fastwebnet.it
Laureato in Ingegneria Civile nel 2011
cerco contesto formativo e lavorativo
all'interno di una società. Ho una forte
attrazione per tutto ciò che può essere
gestione, sicurezza, studio, progettazione di opere strutturali e sopralluogo
nei cantieri. Il mio obiettivo è quello di
fare molta esperienza in questo campo
e trovare una realtà concreta che mi
permetta di fare tutto ciò, perfezionando
le mie conoscenze di livello universitario.
Contatti: giuseppe.fucetola@gmail.com
– 349 2171040 - Curriculum Vitae sul
sito www.ordingcomo.org
Neolaureato in Ingegneria Civile presso il
Politecnico di Milano (Laurea Magistrale
in Civil Engineering for Risk Mitigation
con voto 110 e lode) cerco opportunità di
lavoro in studi di ingegneria o architettura, imprese edili o aziende. Buone conoscenze informatiche riguardanti l’uso dei
programmi AutoCAD, pacchetto office e
Sap2000. Inglese buono. Maturate brevi
esperienze lavorative estive sia nell'ambito della progettazione architettonica
che del lavoro di cantiere. Disponibilità
immediata. Automunito. Contatti: lucag.
Perito elettrotecnico ventottenne con otto
anni di esperienza come disegnatore tecnico all’interno di uno studio di progettazione di impianti elettrici. Maturato competenze in impianti civili, industriali, gallerie e fotovoltaici (fino a 500kW). Ottima
conoscenza di AutoCAD e degli applicativi
specifici per la progettazione elettrica.
Possibilità di fornire referenze. Curriculum
Vitae sul sito www.ordingcomo.org –
Contatti: Via Roma 14/B, 22020 San
Fermo della Battaglia (CO) - Cel. +39-3477407964 - Email: spazza84@yahoo.it
MONICA CAMAGNI
Luca Giuseppe Corti
Michele Spazzali
Approvazione del programma di edilizia
scolastica in attuazione della risoluzione parlamentare 2 agosto 2012, AC
8-00143 delle Commissioni V e VII della
(G.U. n. 7 del 09/01/2013)
(G.U. n. 302 del 29/12/2012)
15 novembre 2012, n. 218
decreto legislativo 6 settembre 2011,
n. 159, recante codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione,
nonché nuove disposizioni in materia
di documentazione antimafia, a norma
degli articoli 1 e 2, della legge 13 agosto
2010, n. 136.
(G.U. n. 299 del 13 dicembre 2012)
Modifiche e integrazioni al decreto 18
maggio 2007 recante le norme di sicurezza per le attività di spettacolo viaggiante.
(G.U. n. 297 del 21/12/2012)
Conversione, con modificazioni, del
decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179,
recante ulteriori misure urgenti per la
DECRETO LEGGE 18 ottobre 2012,
Ulteriori misure urgenti per la crescita
(G.U. n. 245 del 19/10/2012 - S.O. n.
Modifiche alla disciplina del condominio
negli edifici.
(G.U. n. 293 del 17/12/2012)
AUTOCERTIFICAZIONE EDIFICI
Modifica del decreto 26 giugno 2009,
recante: «Linee guida nazionali per la
certificazione energetica degli edifici.».
(G.U. n. 290 del 13/12/2012)
10 ottobre 2012, n. 214
Regolamento di attuazione dell'articolo
2, comma 3, della legge 7 agosto 1990,
n. 241, e successive modificazioni,
riguardante i termini di conclusione dei
procedimenti amministrativi di competenza del Ministero dell'interno di durata
non superiore a novanta giorni.
(G.U. n. 287 del 10/12/2012)
pea 2000/9/CE.
(G.U. n. 285 del 06/12/2012)
9 novembre 2012, n. 92
Modifiche al decreto legislativo 9 ottobre
2002, n. 231, per l'integrale recepimento della direttiva 2011/7/UE relativa
alla lotta contro i ritardi di pagamento
nelle transazioni commerciali, a norma
dell'articolo 10, comma 1, della legge 11
novembre 2011, n. 180.
(G.U. n. 167 del 15/11/2012)
24 dicembre 2012, n. 21
Interventi normativi per l’attuazione della
programmazione regionale e di modifica
e integrazione di disposizioni legislative
Collegato ordinamentale 2013.
DELIBERAZIONE GIUNTA REGIONE
LOMBARDIA 21 novembre 2012,
N. IX/4416
modifiche ed integrazioni alle disposizioni allegate alla d.g.r. 8745 del 22
dicembre 2008 e alla d.g.r. 2555 del 24
(BURL n. 48 del 26/11/2012)
Disposizioni e prescrizioni tecniche per le
infrastrutture degli impianti a fune adibiti
al trasporto di persone. Armonizzazione
delle norme e delle procedure con il
decreto legislativo 12 giugno 2003, n.
210, di attuazione della direttiva euro-
al 17 gennaio 2013
ISCRIZIONE INGEGNERI: sezione A
Numero iscrizione	Data iscrizione	Settori di appartenenza	Indirizzo residenza
Cognome e Nome	Luogo e data laurea	Tel. Residenza
Luogo e data nascita	Abilitazione	Indirizzo studio
Codice fiscale	Occupazione	Tel. Studio	Fax studio
1472 A	17/01/2013	Partita IVA	Civile e Ambientale-Industriale -Dell'Informazione	BALBONI ALESSANDRO GIOVANNI	Politecnico di Milano il 11/06/1986	Milano il 11/06/1961	E.S. Milano 1986	22040 LURAGO D'ERBA CO via Delle Grigne 8	22040 LURAGO D'ERBA CO via Delle Grigne 8	BLBLSN61H11F205A	335 5690 485	2955 A	22030 LIPOMO CO via Grassi 344	17/01/2013	Civile e Ambientale BARONIO ALESSANDRO	Politecnico di Milano il 23/04/2012	Erba il 14/12/1987	E.S. Milano 2012	BRNLSN87T14D416V	2946 A	06/12/2012	Civile e Ambientale-Industriale -Dell'Informazione	BRAMANTI GIUSEPPE	Politecnico di Torino il 11/05/1999	Modica il 18/04/1973	E.S. Torino 2000	22100 COMO CO via Mocchetti 21	22100 COMO CO via Mocchetti 21	BRMGPP73D18F258K	338 6383 881	2943 A	Civile e Ambientale 22060 CARIMATE CO Strada Pr. della Pernice 4	CAIMI FILIPPO	08/11/2012	Politecnico di Milano il 20/12/2011	031 789 145
Magenta il 21/03/1983	E.S. Castellanza (VA) 2012	22060 CARIMATE CO Strada Pr. della Pernice 4	CMAFPP83C21E801P	347 8395 454	2956 A	22020 S. FERMO D. BATTAGLIA CO via Pedotti 8	17/01/2013	Industriale CASTELLI FEDERICO	Politecnico di Milano il 22/10/2010	Como il 06/05/1985	E.S. Milano 2012	CSTFRC85E06C933D	Progettista	004191 6406 400	2950 A	Civile e Ambientale 22070 CARBONATE CO via Ugo La Malfa 7	17/01/2013	CATTANEO FABIO	Politecnico di Milano il 22/12/2005	Legnano il 12/09/1981	E.S. Milano 2006	004191 6406 401
CTTFBA81P12E514V	2954 A	26
17/01/2013	Industriale-Dell'Informazione	22100 COMO CO via Zezio 40	CAVATORTA MAURIZIA	Politecnico di Milano il 26/07/1996	Como il 09/07/1967	E.S. Milano 1996	22100 COMO CO via Zezio 40	CVTMRZ67L49C933N	348 8068 803	2951 A	22100 COMO CO viale Varese 35	17/01/2013	Civile e Ambientale MAGATTI FILIPPO	Politecnico di Milano il 20/12/2011	Como il 11/04/1986	E.S. Milano 2012	MGTFPP86D11C933X	Libero professionista	333 8847 737	ORDINE INGEGNERI PROVINCIA DI COMO NOTIZIARIO 125
segue ISCRIZIONE INGEGNERI: sezione A
2940 A	08/11/2012	Partita IVA	Civile e Ambientale 22063 CANTU' CO Via Siracusa 5	MOSCATELLI MARCO	Politecnico di Milano il 13/10/2011	Cantù il 19/06/1986	E.S. Milano 2011	MSCMRC86H19B639L	2944 A	08/11/2012	22063 CANTU' CO Via Siracusa 5	03405550132	Civile e Ambientale 347 1535 983	22063 CANTU' CO Via Giulio Carcano 23	NOVATI MATTEO	Politecnico di Milano il 24/04/2012	Cantù il 24/08/1987	E.S. Milano 2012	NVTMTT87M24B639N	2952 A	17/01/2013	Industriale PONTIGGIA DAVIDE	Politecnico di Milano il 20/07/2011	Como il 31/03/1984	E.S. Milano 2012	22040 ALZATE BRIANZA CO via Ugo Foscolo 106	22040 ALZATE BRIANZA CO via IV Novembre 387	PNTDVD84C31C933G	347 8850 909	2941 A	22072 CERMENATE CO Via Martiri della Liberta' 11	08/11/2012	Civile e Ambientale RIGAMONTI CAMILLA	Politecnico di Milano il 23/04/2012	Cantù il 21/10/1986	E.S. Castellanza (VA) 2012	22072 CERMENATE CO Via Martiri della Libertà 11	RGMCLL86R61B639Y	Consulente	348 3669 659	2953 A	Civile e Ambientale 22036 ERBA CO via Carlo Porta 48	RIGAMONTI MANUELA MIRIAM	17/01/2013	Politecnico di Milano il 03/10/2011	031 640 026	Erba il 04/03/1986	E.S. Milano 2012	22036 ERBA CO
via Carlo Porta 48	RGMMLM86C44D416B	338 4136 564	2942 A	22045 LAMBRUGO CO Via Lecco 19A	08/11/2012	Civile e Ambientale SALA EMANUELA	Politecnico di Milano il 21/12/2010	COMO il 24/09/1982	E.S. Castellanza (VA) 2012	22040 ALZATE BRIANZA CO Via Diaz 29	SLAMNL82P64C933J	338 1772 454	2947 A	22066 MARIANO COMENSE CO via San Carlo 72	06/12/2012	SALA GIUSEPPE MARCO	Civile e Ambientale-Industriale- Dell'Informazione	Politecnico di Milano il 15/06/1982	Limbiate il 17/03/1955	E.S. Milano 1982	22066 MARIANO COMENSE CO via San Carlo 72	SLAGPP55C17E591L	Libero professionista	031 743 137	2949 A	Civile e Ambientale 17/01/2013	03189630134	031 743 137
22063 CANTU' CO via Vicenza 14	SERGEANT DAVIDE	Politecnico di Milano il 20/12/2011	Cantù il 07/03/1987	E.S. Milano 2012	22063 CANTU' CO via Vicenza 14	SRGDVD87C07B639S	Consulente	320 8110 589	27
2948 A	17/01/2013	Partita IVA	Civile e Ambientale 22077 OLGIATE COMASCO CO via Volta 16	SOMASCHINI MARCO	Politecnico di Milano il 22/12/2006	Varese il 21/11/1982	E.S. Milano 2009	SMSMRC82S21L682C	Libero professionista	2945 A	06/12/2012	03950110274	349 6303 395	Civile e Ambientale-Industriale-Dell'Informazione	22060 FIGINO SERENZA CO via per Castelletto 7/B	VETRO GIUSEPPE	Università Studi Palermo il 11/04/1995	031 787 945	Favara il 11/07/1968	E.S. Palermo 1995	22060 FIGINO SERENZA CO via per Castelletto 7/B	VTRGPP68L11D514L	339 1201 309
CANCELLAZIONE INGEGNERI: sezione A
Partita IVA	2777 A	09/09/2009	Civile e Ambientale-Industriale-Dell'Informazione	22040 BRENNA CO via Leonardo da Vinci 5	AMATI GUIDO	Politecnico di Milano il 20/12/2002	031 797 659
Como il 19/09/1975	E.S. Milano 2003	22040 BRENNA CO via Leonardo da Vinci 5	MTAGDU75P19C933V	Dipendente	349 0831 201	02 700 512 878	Cancellato su richiesta il 06/12/2012
2115 A	Civile e Ambientale 22077 OLGIATE COMASCO CO via Mazzini 10	BURCHERI GAETANO MASSIMO	02/01/2001	Università Studi Palermo il 25/03/1988	031 943 007
Caltanissetta il 18/11/1962	E.S. Palermo 1988	22077 OLGIATE COMASCO CO via Mazzini 10	BRCGNM62S18B429M	Libero professionista	335 7121 235	36 335 7121 235	Cancellato su richiesta il 06/12/2012
1868 A	25/03/1997	Dell'Informazione	22100 COMO CO via Leone Leoni 26	CATTANEO FABIANO	Politecnico di Milano il 07/04/1993	Como il 20/10/1963	E.S. Milano 1993	22100 COMO CO via Leone Leoni 26	CTTFBN63R20C933O	Consulente	335 8070 301	02 2395 4470	Cancellato su richiesta il 17/01/2013
574 A	28
16/04/1971	Civile e Ambientale-Industriale COLOMBO GIOVANNI	Politecnico di Milano il 13/10/1969	Torino il 16/03/1942	E.S. Milano 1969	22063 CANTU' CO via Fossano 79	22063 CANTU' CO via Fossano 79	CLMGNN42C16L219N	Cancellato su richiesta il 17/01/2013
segue CANCELLAZIONE INGEGNERI: sezione A
2643 A	16/01/2008	Partita IVA	Civile e Ambientale- Industriale -Dell'Informazione	22100 COMO CO via Leonardo da Vinci 10	D'AMATO ALESSANDRO	Politecnico di Milano il 20/04/2007	Cantù il 10/03/1976	E.S. Milano 2007	22100 COMO CO via Leonardo da Vinci 10	DMTLSN76C10B639J	Project Manager	328 7443 188	Cancellato su richiesta il 17/01/2013
727 A	12/01/1976	Civile e Ambientale-Industriale 22060 CARIMATE CO Montesolaro - via S. Chiara 7	INCONDI AURELIO	Politecnico di Milano il 08/11/1974	Chiuro il 05/01/1950	E.S. Milano 1975	22060 CARIMATE CO Montesolaro - via S. Chiara 7	NCNRLA50A05C651I	Cancellato su richiesta il 17/01/2013
2195 A	26/02/2002	Industriale-Dell'Informazione	22060 FIGINO SERENZA CO via Ludovico Ariosto 3	MARZORATI FABIO	Politecnico di Milano il 17/10/2000	Cantù il 26/06/1969	E.S. Milano 2001	22060 FIGINO SERENZA CO via Ludovico Ariosto 3	MRZFBA69H26B639F	02 700 434 348	Cancellato su richiesta il 06/12/2012
1613 A	02/09/1993	Civile e Ambientale-Industriale 22040 LURAGO D'EBRA CO via Stallaggio 2	REY ENZO MARIA	Università Studi Roma il 08/03/1973	Roma il 19/11/1946	E.S. Roma 1973	22040 LURAGO D'EBRA CO via Stallaggio 2	RYENMR46S19H501C	Dirigente azienda	031 616 301	031 616 580	Cancellato su richiesta il 17/01/2013
iscrizioni INGEGNERI: sezione B
64 B	17/01/2013	Partita IVA	Industriale 22040 ANZANO DEL PARCO CO via dei Faggi Rossi 17	CICERI EMANUELE LORENZO	Politecnico di Milano il 28/02/2012	Como il 11/01/1988	E.S. Milano 2012	CCRMLL88A11C933A	340 7873 905	29
CONSONNISTRADE 2001 srl
Capannone uso deposito in Arosio (CO)
1. Ing. BENZONI Giovanni
2. Ing. ESPOSITO Andrea Antonio
3. Ing. OBIEFUNA Moses Amechi
IMPRESA EDILMALNATE snc
Edificio residenziale plurifamiliare in Rodero (CO)
1. Ing. BERNASCONI Marco
2. Ing. FRIGERIO Andrea
3. Ing. OREGGIA Cristian
IMPRESA CARBONCINI.
Palazzina residenziale in Como
1. Ing. BORELLO Riccardo
2. Ing. GALIMBERTI Angelo
3. Ing. PACE Mario
Richiesta nominativi esperti
in materia biomedica
Ing. FECCHIO Alberto
per commissione di gara
Ing. BOTTINELLI Michele
Ing. MARELLI Luciano
Ing. TERRANEO Bruno
Richiesta nominativo per
valutazione impianto fotovoltaico
LUCA MACERI SRL
Ing. COZZI Luca
Ing. SPINELLI Franco
Richiesta nominativi per
Trasmesso elenco ingegneri iscritti all’Albo Specialisti categoria
“Edilie - Edifici collettivi”
Richiesta nominativi per perizia
SIG.RA KATIA BONFANTI
Ing. AUGUADRO Giuseppe
Richiesta nominativi per commissione esaminatrice corso per
Ing. PREDARIO Paolo
Ing. VOLPI Agide Alessandro
redazione audit energetico
degli edifici comunali
Trasmesso elenco ingegneri iscritti all’Albo Specialisti
categoria “Termodinamica, termotecnica, risparmio energetico,
verifica sui disperdimenti energetici”
Richiesta nominativi per R.S.P.P.
Ing. MOSCATELLI Fabio
Ing. TAGLIABUE Emanuele
AVV. EUGENIA SCHIERA
Trasmesso elenco ingegneri iscritti all’Albo dei CTU del Tribunale di Como
Italia riciclata di Pistoletto

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 46
 art. 19