Source: http://www.senato.it/leg/norme/regolamento/regolamento/urn_nir_senato.repubblica_regolamento_1971-02-17;nir-19710217@1977-01-26;1977-01-31/regolamento.html
Timestamp: 2013-05-26 05:18:06+00:00

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La sezione legislature (navigazione secondaria)salta il menu di navigazione secondario e vai al contenuto della pagina Tutti i Senatori Presidenti del Senato Senatori a vita Il regolamento del Senato dal 1971	Statistiche sulla composizione del Senato Parlamento	Tutti i parlamentari della Repubblica Senato del Regno	Tutti i Senatori del Regno Senatori dell'Italia liberale Senatori dell'Italia fascista Presidenti del Senato del Regno 1848-1946 Archivi e repertori	Commissioni monocamerali, bicamerali e d'inchiesta. Storia e documenti Progetto Archivi on-line: le carte della politica Governo	Governi della Repubblica Indice generale dei membri di Governo Versione del 31/01/1977
Nella prima seduta dopole elezioni il Senato � presieduto provvisoriamente dal pi� anziano di et�.
I sei Senatori pi� giovani presenti alla seduta sono chiamati ad esercitare le funzioni di Segretari.
Costituito il seggio provvisorio, il Presidente, ove occorra, proclama eletti Senatori i candidati che subentrano agli optanti per la Camera dei Deputati.
Per i relativi accertamenti, il Presidente convoca immediatamente una Giunta provvisoria per la verifica dei poteri.
La Giunta provvisoria � costituita dai Senatori membri della Giunta delle elezioni del Senato della precedente legislatura che siano presenti alla prima seduta. Qualora il loro numero sia inferiore a sette, il Presidente procede, mediante sorteggio, all'integrazione del collegio sino a raggiungere il numero predetto. La Giunta provvisoria � presieduta dal componente pi� anziano di et� ed ha come Segretario il pi� giovane.
Dopo gli adempimenti previsti negli articoli precedenti, il Senato procede alla elezione del Presidente con votazione a scrutinio segreto. E' eletto chi raggiunge la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del Senato. Qualora non si raggiunga questa maggioranza neanche con un secondo scrutinio, si procede, nel giorno successivo, ad una terza votazione nella quale � sufficiente la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando tra i voti anche le schede bianche. Qualora nella terza votazione nessuno abbia riportato detta maggioranza, il Senato procede nello stesso giorno al ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti e viene proclamato eletto quello che consegue la maggioranza, anche se relativa. A parit� di voti � eletto o entra in ballottaggio il pi� anziano di et�.
Eletto il Presidente, nella seduta successiva si procede alla elezione di quattro vice presidenti, di tre questori e di otto segretari.
Per tali votazioni, ciascun senatore scrive sulla propria scheda due nomi per i vice presidenti, due per i questori, quattro per i segretari. Sono eletti coloro che ottengono il maggior numero di voti.
Nelle elezioni suppletive, quando si debbano coprire uno o due posti, ciascun senatore scrive sulla propria scheda un nome; quando si debbano coprire pi� di due posti scrive un numero di nomi pari alla met� dei posti stessi, con arrotondamento per eccesso delle frazioni di unit�. Sono eletti coloro che ottengono il maggior numero di voti.
A parit� di voti � eletto il pi� anziano di et�.
Lo spoglio delle schede per l'elezione del Presidente � fatto in seduta pubblica dall'Ufficio di presidenza provvisorio.
Lo spoglio delle schede per le votazioni di cui all'
� fatto senza indugio da otto senatori estratti a sorte. La presenza di cinque � necessaria per la validit� delle operazioni di scrutinio.
Il Presidente rappresenta il Senato e regola l'attivit� di tutti i suoi organi, facendo osservare il Regolamento. Sulla base di questo, dirige la discussione e mantiene l'ordine, giudica della ricevibilit� dei testi, concede la facolt� di parlare, pone le questioni, stabilisce l'ordine delle votazioni e ne proclama i risultati. Sovrintende alle funzioni attribuite ai questori ed ai segretari. Assicura, impartendo le necessarie direttive, il buon andamento dell'amministrazione del Senato.
I vice Presidenti sostituiscono il Presidente nella direzione dei dibattiti e nelle mansioni di rappresentanza del Senato nelle pubbliche cerimonie.
Il Presidente del Senato designa il vice Presidente incaricato di esercitare le sue funzioni in caso di temporaneo impedimento.
I Segretari sovrintendono alla redazione del processo verbale delle sedute pubbliche e redigono quello delle sedute segrete; tengono nota dei Senatori iscritti a parlare; danno lettura dei processi verbali e, su richiesta del Presidente, di ogni altro atto e documento che debba essere comunicato all'Assemblea; fanno l'appello nominale; accertano il risultato delle votazioni; vigilano sulla fedelt� dei resoconti delle sedute; redigono il processo verbale delle adunanze del Consiglio di Presidenza e coadiuvano in genere il Presidente per il regolare andamento dei lavori del Senato.
In caso di necessit�, il Presidente pu� chiamare uno o pi� Senatori presenti in aula ad esercitare le funzioni di Segretari.
Tutti i senatori debbono appartenere ad un Gruppo parlamentare.
Entro tre giorni dalla prima seduta, ogni Senatore � tenuto ad indicare alla Presidenza del Senato il Gruppo del quale intende far parte.
I Senatori che entrano a far parte del Senato nel corso della legislatura devono indicare alla Presidenza del Senato, entro tre giorni dalla proclamazione o dalla nomina, a quale Gruppo parlamentare intendono aderire.
Ciascun Gruppo dev'essere composto da almeno dieci Senatori. I Senatori che non abbiano dichiarato di voler appartenere ad un Gruppo formano il Gruppo misto.
Il Consiglio di Presidenza pu� autorizzare la costituzione di Gruppi con meno di dieci Senatori, purch� questi rappresentino partiti organizzati nel paese che abbiano presentato propri candidati, con il medesimo contrassegno, in almeno quindici Regioni e siano stati eletti in almeno cinque Regioni.
Quando i componenti di un Gruppo regolarmente costituito si riducano nel corso della legislatura ad un numero inferiore a dieci, il Gruppo � dichiarato sciolto e i Senatori che ne facevano parte, qualora entro tre giorni dalla dichiarazione di scioglimento non aderiscano ad altri Gruppi, vengono iscritti al Gruppo misto, salva la facolt� del Consiglio di Presidenza prevista dal comma precedente
Ai Gruppi parlamentari, per l'esplicazione delle loro funzioni, � assicurata la disponibilit� di locali e attrezzature e vengono versati contributi a carico del bilancio del Senato, differenziati in relazione alla consistenza numerica dei Gruppi stessi.
Nomina dei componenti della Giunta per il Regolamento, della Giunta delle elezioni e delle immunit� parlamentari e della Commissione per la biblioteca.
Il Presidente, non appena costituiti i Gruppi parlamentari, nomina i componenti della Giunta per il Regolamento, della Giunta delle elezioni e delle immunit� parlamentari e della Commissione per la biblioteca, dandone comunicazione al Senato.
La Giunta per il Regolamento � composta di dieci Senatori ed � presieduta dallo stesso Presidente del Senato.
Il Presidente, apprezzate le circostanze e udito il parere della Giunta, pu� integrare con non pi� di quattro membri la composizione della Giunta stessa al fine di assicurarne una pi� adeguata rappresentativit�.
Spetta alla Giunta l'iniziativa o l'esame di ogni proposta di modificazione del Regolamento e il parere su questioni di interpretazione del Regolamento ad essa sottoposte dal Presidente del Senato.
Giunta delle elezioni e delle immunit� parlamentari
La Giunta delle elezioni e delle immunit� parlamentari � composta di ventuno Senatori ed � presieduta da un Senatore che la Giunta elegge tra i propri membri.
La Giunta procede alla verifica, secondo le norme dell'apposito Regolamento, dei titoli di ammissione dei Senatori e delle cause sopraggiunte di ineleggibilit� e di incompatibilit�; riferisce, se richiesta, al Senato sulle eventuali irregolarit� delle operazioni elettorali che abbia riscontrato nel corso della verifica.
Spetta, inoltre, alla Giunta l'esame delle domande di autorizzazione a procedere.
Il Regolamento per la verifica dei poteri previsto dal comma 2
� proposto dalla Giunta per il Regolamento, sentita la Giunta delle elezioni e delle immunit� parlamentari, ed � adottato dal Senato a maggioranza assoluta dei suoi componenti.
La Commissione per la biblioteca � composta di tre Senatori. La Commissione vigila sulla biblioteca del Senato e propone al Consiglio di Presidenza il testo e le modificazioni del Regolamento della biblioteca stessa.
Ciascun Gruppo, entro cinque giorni della propria costituzione, procede, dandone comunicazione alla Presidenza del Senato, alla designazione dei propri rappresentanti nelle singole Commissioni permanenti di cui all'
, in ragione di uno ogni dodici iscritti.
I Gruppi composti da un numero di Senatori inferiore a quello delle Commissioni sono autorizzati a designare uno stesso Senatore in due Commissioni in modo da essere rappresentati nel maggior numero possibile di Commissioni.
Il Senatore chiamato a far parte del Governo �, per la durata della carica, sostituito dal suo Gruppo nella Commissione con altro Senatore, il quale continua ad appartenere anche alla Commissione di provenienza.
Tranne i casi previsti nei commi 2 e 4
Le Commissioni permanenti hanno competenza sulle materie per ciascuna indicate: 1) Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'interno, ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione;
12) Igiene e sanit�.
Gli uffici di Presidenza delle Commissioni predispongono programmi indicativi dei lavori delle Commissioni stesse. Detti programmi debbono essere coordinati con quelli dell'Assemblea previsti dall'
Nei periodi in cui siede l'Assemblea ciascuna Commissione permanente si riunisce di norma almeno due volte per settimana.
Gli emendamenti implicanti maggiori spese o diminuzione di entrate, nonch� quelli che presentino aspetti rilevanti in materia costituzionale o che attengano alla organizzazione della Pubblica Amministrazione, devono essere presentati entro le 24 ore dall'inizio della discussione e non possono essere votati se non siano stati preventivamente inviati per il parere, rispettivamente, alla 5� Commissione permanente e alla 1� Commissione permanente. Il termine per il parere � di 8 giorni a decorrere dalla data dell'invio. Si applicano le disposizioni dei commi 4 e 5 dell'articolo 40
Possono altres� chiedere ai rappresentanti del Governo di riferire, anche per iscritto, in merito all'esecuzione di leggi e all'attuazione data ad ordini del giorno, mozioni e risoluzioni approvati dal Senato o accettati dal Governo.
I lavori del Senato sono organizzati mediante programmi e calendari o mediante schemi dei lavori, secondo quanto previsto dagli articoli seguenti.
Per la formazione dei programmi e dei calendari il Presidente predispone un progetto, tenendo conto delle richieste dei gruppi e di quelle eventualmente avanzate da singoli senatori, e prendendo gli opportuni contatti con il Presidente della Camera dei deputati, con i presidenti delle commissioni permanenti e con il Governo.
I programmi dei lavori, formati di norma per periodi di due mesi, elencano i principali argomenti che il Senato deve trattare nel periodo considerato, con l'eventuale indicazione dell'ordine di priorit�. I calendari, formati sulla base di programmi, specificano l'attuazione, con eventuali integrazioni, dei programmi stessi per periodi di norma non superiori alle due settimane, indicando il numero e la data delle singole sedute dell'assemblea e, nell'ordine, gli argomenti da trattare e la data iniziale e finale della trattazione di ciascuno di essi. Gli schemi dei lavori indicano gli argomenti da trattare nel periodo di una settimana.
Ai fini dell'attuazione della programmazione anzidetta il Presidente del Senato convoca i presidenti delle commissioni permanenti per stabilire le modalit� ed i tempi dei lavori delle commissioni stesse, in coordinamento con l'attivit� dell'assemblea.
Sulla base del programma dei lavori concordato, il Presidente formula un progetto di calendario, che sottopone alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari convocata almeno tre giorni prima della scadenza del calendario precedente. Il Governo � informato dal Presidente del giorno e dell'ora della riunione per farvi intervenire un proprio rappresentante.
Il calendario, se adottato all'unanimit�, ha carattere definitivo e viene comunicato alla Assemblea. In caso contrario, sulle proposte di modifica decide l'Assemblea con votazione per alzata di mano, dopo l'intervento di non pi� di un oratore per Gruppo e per non oltre dieci minuti ciascuno. Il calendario definitivo � pubblicato e distribuito.
L'Assemblea, al termine di ogni seduta, pu� deliberare, su proposta del Presidente o su domanda di otto Senatori, in relazione a situazioni sopravvenute ed urgenti, di inserire nel calendario argomenti anche non compresi nel programma purch� non ne rendano impossibile l'esecuzione, stabilendo, se del caso, di tenere le sedute supplementari necessarie per la loro trattazione. Con le stesse modalit� l'Assemblea pu� invertire l'ordine degli argomenti fissato nel calendario. Le anzidette deliberazioni sono adottate con votazione per alzata di mano, dopo che abbia parlato non pi� di un oratore per Gruppo, per non oltre dieci minuti ciascuno.
Per la organizzazione della discussione di singoli argomenti iscritti nel calendario, la Conferenza dei Presidenti pu� determinare il numero massimo degli interventi e il tempo complessivo da riservare a ciascun Gruppo.
Nessun Senatore pu� mancare alle sedute senza aver chiesto congedo al Presidente, il quale, in principio di ogni seduta, d� comunicazione dei congedi all'Assemblea.
Nei casi in cui, a norma della Costituzione, le due Camere debbono riunirsi in seduta comune, presiede il Presidente della Camera dei Deputati e l'ufficio di Presidenza � quello della Camera.
Il Presidente del Senato prende gli opportuni accordi col Presidente della Camera per la convocazione dei Senatori.
Per le sedute in comune delle due Camere si applica il Regolamento della Camera dei Deputati, salva sempre la facolt� delle Camere riunite di stabilire norme diverse.
I poteri necessari per la polizia del Senato e della sua sede spettano al Senato stesso e sono esercitati in suo nome dal Presidente, assistito dai questori, che danno alla guardia di servizio gli ordini necessari e concertano con le autorit� competenti le opportune disposizioni.
La forza pubblica non pu� entrare nell'aula se non per ordine del Presidente e dopo che sia stata sospesa o tolta la seduta.
I disegni di legge che iniziano il loro procedimento in Senato sono presentati in seduta pubblica o comunicati alla Presidenza.
I disegni di legge presentati in Senato o trasmessi dalla Camera dei Deputati sono annunciati all'Assemblea e vengono stampati e distribuiti nel pi� breve2 tempo possibile; di essi � subito fatta menzione nell'ordine del giorno generale.
Quando un disegno di legge di iniziativa popolare � presentato al Senato, il Presidente, prima di darne annuncio all'Assemblea, dispone la verifica ed il computo delle firme degli elettori proponenti, al fine di accertare la regolarit� della proposta.
Per i disegni di legge d'iniziativa popolare presentati nella precedente legislatura non � necessaria la ripresentazione. Essi, all'inizio della nuova legislatura, sono nuovamente assegnati alle Commissioni e seguono la procedura normale, salva l'applicabilit�, nei primi sette mesi, delle disposizioni dell'
Temporanea improcedibilit� dei disegni di legge respinti e nuovamente presentati
il Presidente, pervenutogli il disegno di legge di conversione, qualora il Senato sia sciolto o i suoi lavori aggiornati, procede immediatamente alla convocazione dell'assemblea perch� questa si riunisca entro cinque giorni. Il disegno di legge � subito deferito all'esame della commissione competente.
Nella discussione dei disegni di legge di conversione di decreti-legge tutti i termini sono ridotti alla met�.
� sempre in facolt� del Presidente del Senato, apprezzate le circostanze, fissare termini pi� brevi.
Per i disegni di legge presentati entro sei mesi dall'inizio della legislatura che riproducano l'identico testo di disegni di legge approvati dal solo Senato nella precedente legislatura, il Governo o venti senatori possono chiedere1 , entro un mese dalla presentazione, che sia dichiarata l'urgenza e adottata la procedura abbreviata di cui ai commi seguenti.
Qualora il Senato deliberi l'urgenza e l'adozione della procedura abbreviata, se il disegno di legge � assegnato in sede referente, la commissione � autorizzata a riferire oralmente e il disegno di legge stesso viene senz'altro iscritto nel calendario o nello schema dei lavori immediatamente successivo a quello in corso per la deliberazione da parte2 dell'assemblea con discussione limitata ai soli interventi del relatore, del rappresentante del Governo e dei proponenti di emendamenti, salve le dichiarazioni di voto di cui al comma 2 dell'articolo 109
Il Senato non pu� discutere n� deliberare su argomenti che non siano all'ordine del giorno, tranne i casi previsti dal comma 4 dell'articolo 56
Salva la facolt� di cui all'
, nessun Senatore pu� parlare pi� di una volta nel corso della stessa discussione se non per una questione di carattere incidentale o per fatto personale.
� fatto personale l'essere censurato nella propria condotta o il sentirsi attribuire fatti non veri od opinioni contrarie a quelle espresse.
Quando un Senatore domanda la parola per fatto personale deve indicarlo. Se il Presidente ne ravvisa la sussistenza, concede la parola al richiedente in fine di seduta. Colui che ha dato origine con le sue affermazioni al fatto personale ha facolt� di parlare soltanto per precisare o rettificare il significato delle parole da lui pronunziate.
In qualunque occasione siano discussi provvedimenti adottati da precedenti Governi, i Senatori i quali appartennero ai Governi che li adottarono hanno diritto di ottenere la parola al termine della discussione.
Fatti lesivi della onorabilit� - Commissione di indagine
Quando, nel corso di una discussione, un Senatore sia accusato di fatti che ledano la sua onorabilit�, pu� chiedere al Presidente la nomina di una Commissione che indaghi e giudichi sul fondamento della accusa; alla Commissione il Presidente pu� assegnare un termine per presentare le sue conclusioni. Esse vengono comunicate dal Presidente all'Assemblea e non possono costituire oggetto di dibattito neanche indirettamente mediante risoluzioni o mozioni.
Il Senato pu� disporre la stampa della relazione della Commissione.
I Senatori possono leggere i loro discorsi, ma per non pi� di trenta minuti.
Possono inoltre, con l'autorizzazione del Presidente, dare ai resoconti, perch� siano stampati e pubblicati in allegato ai loro discorsi, tabelle ed elenchi di dati nominativi o numerici, omettendone la lettura in Assemblea.
Il Presidente invita gli oratori che si allontanino dall'argomento in discussione o che superino il limite di tempo stabilito per i loro interventi ad attenervisi.
Se l'oratore non ottempera allo invito del Presidente, questi, dopo un secondo invito, gli toglie la parola.
Nessun discorso pu� essere interrotto e rimandato per la sua continuazione ad un'altra seduta.
I richiami al Regolamento o per l'ordine del giorno o per la priorit� di una discussione o votazione hanno la precedenza sulla questione principale e ne fanno sospendere la discussione.
Sui richiami possono di regola parlare, dopo il proponente, soltanto un oratore contro e uno a favore e per non pi� di dieci minuti ciascuno; il Presidente ha tuttavia facolt�, valutata l'importanza della questione, di dare la parola ad un oratore per ciascun Gruppo parlamentare.
Ove il Senato sia chiamato dal Presidente a decidere su tali richiami, la votazione si fa per alzata di mano.
La questione pregiudiziale, cio� che un dato argomento non debba discutersi, e la questione sospensiva, cio� che la discussione o deliberazione debba rinviarsi, possono essere proposte da un Senatore prima che abbia inizio la discussione. Il Presidente ha tuttavia facolt� di ammetterle anche nel corso della discussione qualora la presentazione sia giustificata da nuovi elementi emersi dopo l'inizio del dibattito.
La questione pregiudiziale e quella sospensiva hanno carattere incidentale e la discussione non pu� proseguire se non dopo che il Senato si sia pronunziato su di esse.
In caso di concorso di pi� proposte di questione pregiudiziale, dopo la illustrazione da parte di un proponente per ciascuna di esse, si svolge un'unica discussione.
Nella discussione sulla questione pregiudiziale possono prendere la parola non pi� di un rappresentante per ogni gruppo parlamentare. Ciascun intervento non pu� superare i dieci minuti.
Sulla questione pregiudiziale, anche se sollevata con pi� proposte diversamente motivate, si effettua un'unica votazione, che ha luogo per alzata di mano.
Le norme contenute nei tre commi precedenti si applicano anche per la discussione e la votazione della questione sospensiva; tuttavia, nel concorso di pi� proposte intese al rinvio della discussione a date diverse, il Senato � chiamato a pronunciarsi prima sulla sospensione e poi, se questa � approvata, sulla durata della sospensione stessa.
Nell'esame dei disegni di legge si ha, anzitutto, la discussione generale. Questa pu� essere suddivisa per parti o per titoli quando il Senato cos� deliberi, senza discussione, per alzata di mano.
Nell'esame di un disegno di legge possono essere presentati ordini del giorno concernenti il contenuto del disegno di legge stesso.
Gli ordini del giorno sono di regola presentati prima dell'inizio della discussione generale e possono essere svolti dal proponente soltanto nel corso di essa.
Gli ordini del giorno presentati nel corso della discussione generale da Senatori che non siano gi� iscritti a parlare possono essere svolti alla fine della discussione generale entro i limiti del tempo riservato a ciascun Gruppo ai sensi dell'
o del primo comma dell'articolo 84
Il parere del Relatore e del rappresentante del Governo sugli ordini del giorno � espresso nei loro interventi al termine della discussione generale.
La votazione degli ordini del giorno ha luogo subito dopo gli interventi del Relatore e del rappresentante del Governo. I presentatori possono non insistere per la votazione.
� in facolt� del Presidente disporre che gli ordini del giorno concernenti specifiche disposizioni contenute in un articolo del disegno di legge siano votati prima della votazione dell'articolo stesso.
Il proponente di un emendamento pu�, con il consenso del Presidente, ritirare l'emendamento stesso per trasformarlo in ordine del giorno. In tal caso non operano le preclusioni relative al termine di presentazione, e l'ordine del giorno � svolto alle condizioni e nei limiti stabiliti per gli emendamenti ed � votato prima della votazione dell'articolo alle cui disposizioni l'ordine del giorno stesso si riferisce.
Gli ordini del giorno ritirati o che dovrebbero essere dichiarati decaduti per l'assenza del proponente al momento della votazione possono essere fatti propri da altri Senatori.
Prima che abbia inizio l'esame degli articoli di un disegno di legge, ciascun Senatore pu� avanzare la proposta che non si passi a tale esame.
Per lo svolgimento e la discussione della proposta di non passare all'esame degli articoli si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni dell'
. La votazione della proposta ha la precedenza su quella degli ordini del giorno.
Dichiarazione di improponibilit� e di inammissibilit�
Sono improponibili ordini del giorno, emendamenti e proposte che siano estranei all'oggetto della discussione o formulati in termini sconvenienti.
Sono inammissibili ordini del giorno, emendamenti e proposte in contrasto con deliberazioni gi� adottate dal Senato sull'argomento nel corso della discussione.
Il Presidente, data lettura dell'ordine del giorno, dell'emendamento o della proposta, decide inappellabilmente.
Quando siano in discussione disegni di legge o affari che importano indirizzi di politica economica, finanziaria e sociale o comunque questioni rientranti nell'ambito dell'economia e del lavoro, ciascun Senatore, prima della chiusura della discussione generale, pu� proporre che venga richiesto il parere del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro. Si osservano per la discussione della proposta le disposizioni dell'
relative alla questione sospensiva.
Se la proposta � approvata, l'Assemblea stabilisce il termine entro il quale il parere del CNEL deve essere espresso. Il parere viene pubblicato, subito dopo la trasmissione, in apposito stampato allegato al disegno di legge.
Quando non ci siano altri Senatori iscritti a parlare, il Presidente dichiara chiusa la discussione generale e concede la parola al relatore ed al rappresentante del Governo.
Qualora il rappresentante del Governo, dopo l'intervento di cui al comma precedente
, prenda nuovamente la parola sull'oggetto in esame per ulteriori dichiarazioni, otto senatori possono richiedere che su tali dichiarazioni si apra una nuova discussione, alla quale pu� partecipare non pi� di un oratore per ciascun gruppo parlamentare.
Nel caso in cui la discussione generale non sia stata limitata nel tempo e i limiti siano stati superati, otto senatori possono proporre la chiusura anticipata della discussione stessa. Il Presidente, concessa, se v'� opposizione, la parola ad un oratore per ciascun Gruppo e per non pi� di dieci minuti, mette ai voti la proposta sulla quale l'assemblea delibera per alzata di mano.
Chiusa la discussione generale in applicazione del comma precedente
, spetta la parola di diritto, prima degli interventi del relatore e del rappresentante del Governo, soltanto ad un senatore per ciascuno dei gruppi i cui iscritti non siano intervenuti nella discussione generale.
Iniziato l'esame degli articoli di un disegno di legge, ciascun Senatore pu� chiedere che uno o pi� articoli o disposizioni in essi contenute siano stralciati, quando siano suscettibili di essere distinti dagli altri per la loro autonoma rilevanza normativa.
Sulla proposta l'Assemblea discute e delibera nelle forme e con i limiti previsti per le questioni pregiudiziali e sospensive.
La votazione si fa sopra ogni articolo e sugli emendamenti proposti, che sono votati prima dell'articolo al quale si riferiscono.
Qualora siano stati presentati pi� emendamenti ad uno stesso testo, sono posti ai voti prima i soppressivi e poi gli altri, cominciando da quelli che pi� si allontanano dal testo originario e secondo l'ordine in cui si oppongono, si inseriscono o si aggiungono ad esso. Quando � presentato un solo emendamento soppressivo di un intero articolo, si pone ai voti il mantenimento del testo.
Gli emendamenti ad un emendamento sono votati prima dello stesso.
Il Presidente ha facolt� di modificare l'ordine delle votazioni quando lo reputi opportuno ai fini dell'economia o della chiarezza delle votazioni stesse.
Quando il testo da mettere ai voti contenga pi� disposizioni o si riferisca a pi� soggetti od oggetti o sia comunque suscettibile di essere distinto in pi� parti aventi ciascuna un proprio significato logico ed un valore normativo, � ammessa la votazione per parti separate. La proposta pu�1 essere avanzata da ciascun Senatore e su di essa l'Assemblea delibera per alzata di mano senza discussione.
Gli emendamenti ritirati o che dovrebbero essere dichiarati decaduti per l'assenza del proponente possono essere fatti propri da altri Senatori.
Prima della votazione finale di un disegno di legge, il Presidente, il rappresentante del Governo o ciascun Senatore possono richiamare l'attenzione del Senato sopra le correzioni di forma e le modificazioni di coordinamento che appaiano opportune, nonch� sopra quelle disposizioni gi� approvate che sembrino in contrasto tra loro o inconciliabili con lo scopo della legge, e formulare le conseguenti proposte.
Qualora, ai fini di cui al comma precedente
, sia avanzata domanda che il Senato rinvii la votazione finale ad una successiva seduta e incarichi la Commissione di presentare le opportune proposte, l'Assemblea delibera per alzata di mano senza discussione.
La Commissione, nel termine fissato dall'Assemblea, presenta a questa le proprie proposte eventualmente accompagnate da una relazione.
Sulle proposte di cui ai precedenti commi 1 e 3
pu� intervenire non pi� di un oratore per ciascun Gruppo parlamentare e la votazione ha luogo per alzata di mano.
Le disposizioni dei commi precedenti si osservano, in quanto applicabili anche per il coordinamento in Commissione del testo di disegni di legge esaminati in sede deliberante e redigente.
Se un disegno di legge approvato dal Senato � emendato dalla Camera dei Deputati, il Senato discute e delibera soltanto sulle modificazioni apportate dalla Camera, salva la votazione finale. Nuovi emendamenti possono essere presi in considerazione solo se si trovino in diretta correlazione con gli emendamenti introdotti dalla Camera dei Deputati.
Sulle comunicazioni del Governo si apre un dibattito a s� stante quando ne facciano richiesta otto Senatori. In tal caso il Presidente, sentito il Governo, dispone l'iscrizione dell'argomento all'ordine del giorno dell'Assemblea non oltre il terzo giorno dalla richiesta. In occasione del dibattito ciascun Senatore pu� presentare una proposta di risoluzione, che � votata al termine della discussione.
Applicabilit� delle disposizioni sulla discussione
Le disposizioni contenute nel presente capo
si osservano, in quanto applicabili, per la discussione di ogni affare sottoposto alla Assemblea.
Ogni deliberazione del Senato � presa a maggioranza dei senatori che partecipano alla votazione, salvi i casi per i quali sia richiesta una maggioranza speciale. In caso di parit� di voti, la proposta si intende non approvata.
Si presume che l'assemblea sia sempre in numero legale per deliberare; tuttavia se, prima della indizione di una votazione per alzata di mano, otto senatori presenti in aula lo richiedono, il Presidente dispone la verificazione del numero legale.
Prima della votazione di una proposta per la cui approvazione sia richiesto il voto favorevole di una maggioranza dei componenti del Senato, pu� essere disposto dal Presidente l'accertamento del numero dei presenti.
Modalit� per la verificazione del numero legale e del numero dei presenti. Effetti della mancanza del numero richiesto.
Per verificare se il Senato � in numero legale il Presidente invita i senatori a fare constatare la loro presenza mediante il dispositivo elettronico di voto.
I senatori che sono in congedo, ovvero sono assenti per incarico avuto dal Senato, non sono computati per fissare il numero legale. La disposizione non si applica per i congedi che superino il quinto del totale dei componenti l'assemblea.
I richiedenti la verificazione del numero legale sono computati come presenti ancorch� si siano assentati dall'aula o comunque non abbiano fatto constatare la loro presenza.
Se il Senato non � in numero legale, il Presidente pu� rinviare la seduta ad altra ora dello stesso giorno, con un intervallo di tempo non minore di un'ora, oppure toglierla. In quest'ultimo caso il Senato, qualora nella stessa giornata non risulti gi� convocato per altra seduta, s'intende convocato senz'altro, con lo stesso ordine del giorno, per il prossimo giorno non festivo all'ora medesima del giorno prima, oppure anche per il giorno festivo quando il Senato abbia gi� prima deliberato di tenere seduta in tale giorno.
La mancanza del numero legale in una seduta non determina presunzione di mancanza dello stesso dopo la ripresa della seduta ai termini del precedente comma
All'accertamento del numero dei presenti previsto dal comma 3 dell'articolo 107
si procede con le stesse modalit� stabilite per la verificazione del numero legale. Se il numero dei presenti � inferiore alla maggioranza richiesta per la deliberazione, il Presidente rinvia la votazione ad altra ora della medesima seduta o ad altra seduta, salvo che il Senato non risulti in numero legale, nel qual caso si applicano le disposizioni del comma 4 del presente articolo
Ciascun senatore, prima di ogni votazione per alzata di mano, pu� annunciare il proprio voto, senza specificarne i motivi, dichiarando soltanto se � favorevole o contrario oppure se si astiene.
Fatta eccezione per i casi in cui il regolamento prescrive la esclusione o la limitazione della discussione, un senatore per ciascun gruppo parlamentare pu�, prima di ogni votazione, fare una dichiarazione di voto a nome del gruppo di appartenenza, per non pi� di quindici minuti. Uguale facolt� � riconosciuta ai senatori che intendano dissociarsi dalle posizioni assunte dal loro gruppo.
Cominciata la votazione, questa non pu� essere interrotta e non � pi� concessa la parola fino alla proclamazione del voto, salvo che per un richiamo alle disposizioni del regolamento relative alla esecuzione della votazione in corso o per segnalare irregolarit� nella votazione stessa o difetti nel funzionamento del dispositivo elettronico di voto.
Il Presidente proclama il risultato delle votazioni con la formula: �il Senato approva� o �il Senato non approva�.
I voti in assemblea sono espressi: per alzata di mano, per votazione nominale, o a scrutinio segreto. La votazione nominale pu� effettuarsi con scrutinio simultaneo o con appello.
L'assemblea vota normalmente per alzata di mano, a meno che quindici senatori chiedano la votazione nominale e venti quella a scrutinio segreto.
Nel concorso di diverse domande prevale quella per lo scrutinio segreto.
La domanda, anche verbale, deve essere presentata dopo la chiusura della discussione e prima che il Presidente abbia invitato il Senato a votare. I segretari tengono nota di coloro che hanno appoggiato la domanda verbale. Se il numero dei richiedenti la votazione nominale o a scrutinio segreto presenti nell'aula al momento dell'indizione della votazione � inferiore a quello previsto dal comma 2
, la domanda si intende ritirata.
I senatori che hanno firmato la domanda per la votazione nominale o a scrutinio segreto o che risultano avere appoggiato la domanda verbale sono considerati presenti, agli effetti del numero legale, ancorch� non partecipino alla votazione.
Le votazioni comunque riguardanti persone e le elezioni mediante schede sono sempre effettuate a scrutinio segreto.
Le votazioni che dovrebbero aver luogo per alzata di mano sono effettuate con procedimento elettronico quando il Presidente lo ritenga opportuno per agevolare il computo dei voti.
Si fa altres� ricorso al procedimento elettronico ogniqualvolta sia richiesta la controprova di una votazione per alzata di mano. Tale controprova deve essere richiesta immediatamente dopo la proclamazione del risultato, ed il Presidente, prima di disporla, ordina la chiusura delle porte di accesso all'aula.
La votazione nominale con scrutinio simultaneo ha luogo con procedimento elettronico.
Dopo la chiusura della votazione viene consegnato al Presidente, a cura dei segretari, l'elenco dei senatori votanti con l'indicazione del voto da ciascuno espresso. Il Presidente proclama quindi l'esito della votazione. L'elenco resta a disposizione dei senatori sul banco della Presidenza e viene pubblicato nei resoconti della seduta.
La votazione a scrutinio segreto ha luogo con procedimento elettronico mediante apparati che garantiscano la segretezza del voto sia nel momento di espressione del voto stesso che in quello della registrazione dei risultati della votazione.
L'elenco dei senatori che hanno partecipato alla votazione � pubblicato nei resoconti della seduta.
Le votazioni da effettuarsi mediante dispositivo elettronico, salvo quelle per alzata di mano, non possono essere indette se non siano trascorsi venti minuti dal preavviso dato dal Presidente.
Il preavviso non deve essere ripetuto quando nel corso della stessa seduta si effettuino altre votazioni con procedimento elettronico.
Ogni disegno di legge, dopo essere stato approvato articolo per articolo, � sottoposto a votazione finale per l'approvazione del complesso.
Quando il disegno di legge � composto di un solo articolo e non sono stati proposti articoli aggiuntivi, dopo l'eventuale votazione degli emendamenti e delle singole parti dell'articolo si procede senz'altro alla votazione finale del disegno di legge.
La discussione generale in assemblea sul disegno di legge concernente il rendiconto generale � svolta congiuntamente a quella sul bilancio di previsione. Le votazioni hanno luogo subito dopo la votazione finale1 del bilancio di previsione.
Se la domanda di autorizzazione a procedere ha per oggetto il reato di vilipendio alle Assemblee legislative, la Giunta pu� incaricare1 uno o pi� dei suoi componenti di un preventivo esame comune con rappresentanti della competente Giunta della Camera dei Deputati.
, chiede alle Camere, con messaggio motivato, una1 nuova deliberazione sopra un disegno di legge gi� approvato, questo viene riesaminato dalle Camere con lo stesso ordine seguito nella prima approvazione.
ultimo comma dell'articolo 127 della Costituzione
, il Presidente del Senato, di intesa con il Presidente della Camera dei Deputati, richiede alla Commissione per gli affari regionali, di cui allo articolo 126 della Costituzione
, di esprimere il proprio parere sulla questione di merito per contrasto di interessi, fissando il termine per la emanazione del parere stesso.
Pervenuto tale parere, il Presidente del Senato deferisce la questione alla Commissione competente, la quale presenta apposita relazione all'Assemblea.
Sulle conclusioni della relazione l'Assemblea discute e delibera nelle forme ordinarie. La deliberazione del Senato viene quindi comunicata al Governo e portata a conoscenza del Presidente della Camera dei Deputati.
I voti presentati dalle Regioni vengono comunicati all'Assemblea e trasmessi alla Commissione competente per materia. L'esame in Commissione pu� concludersi con una relazione al Senato o con una risoluzione che inviti il Governo a provvedere.
I voti se hanno attinenza a disegni di legge gi� assegnati a Commissioni, sono inviati alle Commissioni stesse e discussi congiuntamente ai disegni di legge.
Nell'ipotesi in cui sia stata dichiarata, a norma dell'
articolo 136 della Costituzione
, l'illegittimit� costituzionale di una norma di legge o di atto avente forza di legge dello Stato, il Presidente comunica al Senato la decisione della Corte costituzionale non appena pervenutagli la relativa sentenza. Questa � stampata e trasmessa alla Commissione competente.
Sono parimenti trasmesse alle Commissioni tutte le altre sentenze della Corte che il Presidente del Senato giudichi opportuno sottoporre al loro esame.
La Commissione, allorquando ritenga che le norme dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale debbano essere sostituite da nuove disposizioni di legge, e non sia gi� stata assunta al riguardo una iniziativa legislativa, adotta una risoluzione con la quale invita il Governo a provvedere.
Analoga risoluzione pu� adottare la Commissione quando ravvisi l'opportunit� che il Governo assuma particolari iniziative in relazione ai pronunciati della Corte.
Il Presidente del Senato trasmette al Presidente del Consiglio la risoluzione approvata, dandone notizia al Presidente della Camera dei Deputati.
Pervenuta al Senato una petizione che richieda provvedimenti legislativi o esponga comuni necessit�, il Presidente ha facolt� di disporre che venga accertata la sua autenticit� e la qualit� di cittadino del proponente, salvo che la petizione sia stata presentata di persona da un Senatore.
La petizione viene quindi comunicata in sunto alla Assemblea e trasmessa alla Commissione competente per materia.
Le petizioni che hanno attinenza a disegni di legge gi� assegnati a Commissioni sono inviate alle Commissioni stesse e discusse congiuntamente ai disegni di legge.
Delle altre petizioni le Commissioni competenti possono deliberare la presa in considerazione o l'archiviazione. Nella prima ipotesi, se non viene adottata una iniziativa legislativa ai sensi dello articolo 80
, la petizione viene trasmessa a cura del Presidente del Senato al Governo con l'invito a provvedere.
Al presentatore della petizione viene in ogni caso data comunicazione della decisione adottata dal Senato.
Su domanda del Governo o di otto senatori o di un quinto dei senatori componenti la delegazione italiana al Parlamento europeo, la giunta per gli affari delle Comunit� europee pu� disporre che, in relazione a proposte della Commissione delle Comunit� europee, pubblicate nella "Gazzetta Ufficiale" della Comunit�, e in previsione dell'inserimento delle proposte stesse o di determinate materie all'ordine del giorno del Consiglio dei Ministri delle Comunit�, o in ordine ad affari attinenti agli accordi sulle Comunit�, si svolga un dibattito con l'intervento del Ministro competente.
Nell'ipotesi prevista dal comma precedente
partecipano alle riunioni della giunta, senza voto deliberativo, i senatori componenti la delegazione italiana al Parlamento europeo che non facciano parte della giunta stessa.
La giunta, integrata nel modo previsto nel comma precedente
, esamina le relazioni presentate dal Governo sulle Comunit� e redige una propria relazione per l'assemblea.
Le risoluzioni votate dal Parlamento europeo nonch� le decisioni, adottate da Assemblee internazionali alle quali partecipano delegazioni parlamentari italiane, che siano formalmente inviate per comunicazione al Senato sono trasmesse dal Presidente, dopo lo annuncio all'assemblea, alle commissioni competenti per materia.
, richiede, tramite il Presidente del Senato, alla 3� commissione permanente, e, se del caso, alla giunta per gli affari delle Comunit� europee, di esprimere il proprio parere entro i termini indicati nell'
Esame degli atti normativi delle Comunit� europee
Le commissioni possono prendere in esame gli atti normativi emanati dal Consiglio dei Ministri e dalla commissione delle Comunit� europee, pubblicati nella "Gazzetta Ufficiale" delle Comunit�, riguardanti materie di loro competenza, al fine di esprimere in un documento il proprio avviso sulla opportunit� di possibili conseguenti iniziative da parte del Parlamento o del Governo. La 3� commissione permanente e la giunta per gli affari delle Comunit� europee possono richiedere o essere richieste di esprimere il proprio parere.
Il Presidente del Senato annuncia il documento alla assemblea e lo trasmette al Presidente del Consiglio dei Ministri, dandone notizia al Presidente della Camera dei deputati.
L'interrogazione consiste nella semplice domanda rivolta al Ministro competente per avere informazioni o spiegazioni su un oggetto determinato o per sapere se e quali provvedimenti siano stati adottati o si intendano adottare in relazione all'oggetto medesimo.
Un senatore che intenda rivolgere una interrogazione deve presentarla per iscritto, indicando se chiede risposta scritta o risposta orale. In mancanza di indicazione, si intende che l'interrogante chieda risposta scritta.
Proponibilit� delle interrogazioni e annuncio all'Assemblea
Il Presidente, accertato che l'interrogazione corrisponde per il suo contenuto a quanto previsto dall'
e non � formulata in termini sconvenienti, ne dispone l'annuncio alla assemblea e la pubblicazione nei resoconti della seduta.
Il Presidente, di intesa con l'interrogante, pu� disporre, dandone comunicazione all'Assemblea, che l'interrogazione a risposta orale sia svolta presso la commissione competente per materia.
Allo svolgimento delle interrogazioni a risposta orale in assemblea � destinata di norma almeno una seduta per ogni settimana, salvi i periodi di aggiornamento dei lavori parlamentari.
Le interrogazioni a risposta orale sono poste all'ordine del giorno non oltre il quindicesimo giorno dalla loro presentazione, secondo l'ordine della presentazione stessa o secondo quell'ordine che il Presidente reputa pi� conveniente per i lavori.
Il Governo ha facolt� di dichiarare all'Assemblea, indicandone i motivi, di non poter rispondere o di dover differire la risposta ad altro giorno determinato.
Se l'interrogante non si trova presente al suo turno, perde il diritto alla risposta e la interrogazione viene dichiarata decaduta.
Le dichiarazioni del Governo su ciascuna interrogazione possono dar luogo a replica dell'interrogante per dichiarare se sia o no soddisfatto.
Il tempo concesso all'interrogante non pu� eccedere i cinque minuti. Scaduto il termine, il Presidente richiama l'oratore e, se questi non conclude, gli toglie la parola.
Sulla richiesta dell'interrogante o del Governo che ad una interrogazione da svolgersi in assemblea sia riconosciuto il carattere d'urgenza, giudica il Presidente, il quale pu� disporne lo svolgimento immediato o nella seduta del giorno successivo, salva sempre la facolt� del Governo prevista dal comma 3 dell'articolo 148
Le interrogazioni a risposta orale da svolgersi in commissione vengono iscritte all'ordine del giorno della commissione competente non oltre il quindicesimo giorno dalla data di trasmissione.
Se l'interrogante non fa parte della commissione, deve essere avvertito della iscrizione della sua interrogazione all'ordine del giorno almeno 24 ore prima della data fissata per lo svolgimento.
Le interrogazioni iscritte all'ordine del giorno sono svolte all'inizio di ogni seduta.
Quando siano trascorsi 40 minuti dal principio della seduta, il Presidente rinvia le interrogazioni residue alla seduta successiva.
Per quanto non disposto dal presente articolo
si osservano le norme che disciplinano lo svolgimento delle interrogazioni in Assemblea.
Delle sedute delle Commissioni, per la parte relativa allo svolgimento delle interrogazioni, si redige e si pubblica il resoconto stenografico.
Il Ministro competente risponde entro venti giorni all'interrogante che abbia richiesto risposta scritta, inviando copia della risposta alla Presidenza del Senato, salva la facolt� di cui al comma 3 dell'articolo 148
Se il termine trascorre senza che l'interrogazione abbia ricevuto risposta, il Presidente, d'intesa con l'interrogante, dispone, dandone comunicazione all'Assemblea, che l'interrogazione venga iscritta per la risposta orale all'ordine del giorno della prima seduta dell'Assemblea destinata allo svolgimento delle interrogazioni, o della prima seduta della Commissione competente per materia.
La risposta scritta � pubblicata per esteso negli atti del Senato.
Le interrogazioni con risposta scritta hanno corso anche nei periodi di aggiornamento dei lavori parlamentari.
L'interpellanza consiste nella domanda rivolta al Governo circa i motivi o gli intendimenti della sua condotta su questioni di particolare rilievo o di carattere generale.
Ogni domanda di interpellanza al Governo � presentata per iscritto al Presidente, il quale, accertatane la ricevibilit� in base ai criteri indicati nell'
, ne dispone l'annuncio all'Assemblea e la pubblicazione nei resoconti della seduta.
Le interpellanze sono di norma poste all'ordine del giorno delle sedute destinate allo svolgimento delle interrogazioni.
Nello svolgimento di ciascuna interpellanza il proponente non pu� superare il termine di venti minuti. Dopo le dichiarazioni del Governo l'interpellante ha facolt� di replicare per non pi� di cinque minuti. Si applicano le disposizioni dell'
ultimo comma dell'articolo 149
Le interpellanze e le interrogazioni relative a questioni od oggetti identici o strettamente connessi sono di norma trattate congiuntamente. In tal caso hanno per primi la parola i presentatori delle interpellanze per lo svolgimento e, dopo le dichiarazioni del Governo, parlano nell'ordine, per la replica, gli interroganti e gli interpellanti.
La mozione � intesa a promuovere una deliberazione da parte del Senato, e deve essere presentata da almeno otto Senatori. Il Presidente, accertatane la ricevibilit� in base ai criteri indicati all'
, ne dispone l'annuncio alla Assemblea e la pubblicazione nei resoconti della seduta.
Quando i proponenti della mozione chiedano che la data di discussione della mozione stessa venga stabilita dal Senato, l'Assemblea, udito il Governo ed uno dei proponenti, decide, senza discussione, con votazione per alzata di mano, fissando, se necessario, la seduta supplementare ai sensi del comma 4 dell'articolo 55
Discussione unica e votazione di pi� mozioni
Le mozioni relative a fatti od argomenti identici o strettamente connessi formano oggetto di un'unica discussione.
In questo caso ha diritto di parlare, prima degli iscritti nella discussione, un proponente per ciascuna mozione.
Tra pi� mozioni vengono poste ai voti per prime quelle la cui votazione non precluda le altre.
Quando su questioni o oggetti identici o strettamente connessi a quelli cui si riferiscono le mozioni siano state presentate anche interpellanze e interrogazioni, il Presidente dispone che si svolga un'unica discussione. Gli interpellanti sono iscritti nella discussione congiunta subito dopo i proponenti delle mozioni, e gli interroganti che non abbiano partecipato alla discussione possono prendere la parola, per la replica, nei limiti di cui all'
, subito dopo il rappresentante del Governo.
Per la discussione delle mozioni si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni del Capo XII
. La votazione sulle mozioni ha la precedenza su quella degli ordini del giorno che le concernono.
La mozione di fiducia e quella di sfiducia al Governo debbono essere motivate e sottoposte a votazione nominale con appello.
La mozione di sfiducia deve essere sottoscritta da almeno un decimo dei componenti del Senato e viene discussa nella seduta che il Senato stabilisce, sentito il Governo, e comunque non prima di tre giorni dalla sua presentazione.
Sulle mozioni previste dal presente articolo
non � consentita la presentazione di ordini del giorno n� la votazione per parti separate.
Per le proposte di inchiesta parlamentare si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni relative ai disegni di legge.
Allorch� il Senato delibera un'inchiesta su materie di pubblico interesse, la commissione � nominata in modo che la sua composizione rispecchi la proporzione dei gruppi parlamentari.
Se anche la Camera dei deputati delibera una inchiesta sulla identica materia, le commissioni designate dalle due Camere possono, d'accordo, deliberare di procedere in comune.
I poteri della commissione sono, a norma della Costituzione
, gli stessi dell'autorit� giudiziaria.
La deliberazione della inchiesta � pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Il progetto di bilancio ed il conto consuntivo delle entrate e delle spese del Senato, predisposti dai questori e deliberati dal Consiglio di presidenza su relazione dei questori stessi, sono trasmessi al presidente della 5� commissione permanente, il quale li esamina insieme con i presidenti delle altre commissioni permanenti e ne riferisce all'assemblea.
La discussione in assemblea � fatta di norma in seduta pubblica; in seduta segreta quando la Presidenza del Senato o venti senatori lo richiedano.
Le variazioni degli stanziamenti dei capitoli di bilancio sono deliberate direttamente dal Consiglio di presidenza.
Gli uffici del Senato dipendono dal Segretario Generale che ne risponde al Presidente.
La pianta organica, le competenze, le attribuzioni degli uffici e tutte le norme regolatrici del personale del Senato sono stabilite da apposito Regolamento approvato dal Consiglio di Presidenza.
Il Senato adotta il suo regolamento a maggioranza assoluta dei componenti.
Ciascun senatore pu� presentare proposte di modifica al Regolamento del Senato, che sono stampate ed inviate per l'esame alla giunta per il regolamento.
La giunta riferisce all'assemblea con relazione scritta, stampata e distribuita almeno cinque giorni prima dell'inizio della discussione.
In assemblea non sono ammessi emendamenti alle proposte in discussione che non siano stati presentati almeno 48 ore prima dell'inizio della discussione stessa e sottoposti all'esame della giunta. � tuttavia in facolt� del Presidente ammettere la presentazione, nel corso della discussione, di nuovi emendamenti che si trovino in correlazione con modifiche precedentemente approvate.
Le modificazioni al regolamento sono adottate a maggioranza assoluta dei componenti del Senato.
Quando le modificazioni siano costituite da un complesso normativo organico composto di pi� disposizioni fra loro collegate, � richiesta la maggioranza assoluta soltanto per l'approvazione finale del complesso; tuttavia otto senatori possono richiedere1 che singole norme siano stralciate per essere votate separatamente; in tal caso per l'approvazione di ciascuna parte stralciata � richiesta la maggioranza assoluta.
Il Regolamento e le relative modificazioni sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Il presente Regolamento entra in vigore sessanta giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Le disposizioni relative alla formazione e alle competenze delle commissioni permanenti e delle giunte
saranno applicate a decorrere dall'1 ottobre 1971. Alla stessa data si provveder� alla rinnovazione degli organi anzidetti.
Sono evidenziate in grassetto le note che indicano le modifiche rispetto alla versione precedente. All' Art. 13.
Il testo: "dell'Ufficio di Presidenza" � stato sostituito da "del Consiglio di Presidenza". Modifica efficace a partire dal 30/04/1971. Errata Corrige pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 107 del 29/04/1971.
Sostituzione dell' articolo 14. Modifica efficace a partire dal 31/01/1977.
Posticipo dell'efficacia del Capo VI al 01/10/1971. Modifica efficace a partire dal 30/04/1971. Regolamento, Senato della Repubblica del 17/02/1971.
Sostituzione dell' articolo 21. Modifica efficace a partire dal 31/01/1977.
Il testo: "precedente alla scadenza" � stato sostituito da "precedente la scadenza". Modifica efficace a partire dal 30/04/1971. Errata Corrige pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 107 del 29/04/1971.
Sostituzione dell' articolo 54. Modifica efficace a partire dal 31/01/1977.
Sostituzione dell' articolo 55. Modifica efficace a partire dal 31/01/1977.
Il testo: "Presentazione - Stampa e" � stato sostituito da "Presentazione, stampa e". Modifica efficace a partire dal 30/04/1971. Errata Corrige pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 107 del 29/04/1971.
Il testo: "nei pi� breve" � stato sostituito da "nel pi� breve". Modifica efficace a partire dal 30/04/1971. Errata Corrige pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 107 del 29/04/1971.
Il testo: "dei decreti-legge" � stato sostituito da "di decreti-legge". Modifica efficace a partire dal 30/04/1971. Errata Corrige pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 107 del 29/04/1971.
Il testo: "possono richiedere" � stato sostituito da "possono chiedere". Modifica efficace a partire dal 30/04/1971. Errata Corrige pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 107 del 29/04/1971.
Il testo: "per l'approvazione da parte" � stato sostituito da "per la deliberazione da parte". Modifica efficace a partire dal 30/04/1971. Errata Corrige pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 107 del 29/04/1971.
Il testo: "La richiesta pu�" � stato sostituito da "La proposta pu�". Modifica efficace a partire dal 30/04/1971. Errata Corrige pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 107 del 29/04/1971.
Il testo: "la Giunta pu� indicare" � stato sostituito da "la Giunta pu� incaricare". Modifica efficace a partire dal 30/04/1971. Errata Corrige pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 107 del 29/04/1971.
Il testo: "possono chiedere" � stato sostituito da "possono richiedere". Modifica efficace a partire dal 30/04/1971. Errata Corrige pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 107 del 29/04/1971.
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 articolo 126

articolo 136
 articolo 80
 Art. 13
 articolo 14
 articolo 21
 articolo 54
 articolo 55