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Timestamp: 2018-06-22 13:17:49+00:00

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b) per "autorità
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2. Il vincolo preordinato all'esproprio ha la durata di cinque anni. Entro tale termine, può essere emanato il provvedimento che comporta la dic
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1. Se la realizzazione di un'opera pubblica o di pubblica utilità non è prevista dal piano urbanistico generale, il vincolo preordinato all'esproprio può essere disposto, ove espressamente se ne dia atto, su richiesta dell'inter
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a) nel caso di adozione di una variante al piano regolatore per la realizzazion
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a) quando l'autorità espropriante approva a tale fine il progetto definitivo dell'opera pubblica o di pubblica utilità, ovvero quando sono approvati il piano particolareggiato, il
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2. In ogni caso, lo schema dell'atto di approvazione del progetto deve richiamare gli elaborati contenenti la descrizione dei terreni e degli edifici di cui è prevista l'espropriazione, con l'i
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3. Nel caso di comunicazione positiva del proprietario, l'autorità espropriante nomina due tecnici, tra cui quello eventualmente già designato dal proprietario, e fissa il termine entro il quale va presentata la relazione da cui si evinca la stima del bene. Il termine non può essere superiore a novanta giorni, decorrente dalla data in cui è nominato il tecn
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1. Qualora l'avvio dei lavori rivesta carattere di urgenza, tale da non consentire l'applicazione delle disposizioni dell'articolo 20, il decreto di esproprio può essere emanato ed eseguito in base alla determinazione urgente della indennità di espropriazione, senza particolari indagini o formalità. Nel decreto si dà atto della determinazione urgente dell'indennità e si invita il proprietario, nei trenta giorni successivi alla immissione in possesso, a comunicare se la
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1. Qualora l'avvio dei lavori rivesta carattere di particolare urgenza, tale da non consentire, in relazione alla particolare natura delle opere, l'applicazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 20, può essere emanato, senza particolari indagini e formalità, decreto motivato che determina in via provvisoria l'indennità di espropriazione, e che dispone anche l'occupazione anticipata dei beni immobili necessari. Il decreto contiene l'elenco dei beni da espropriare e dei relativi proprietari, indica i beni da occupare e determina
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c) indica quale sia l'indennità determinata in via provvisoria o urgente e precisa se essa sia stata acc
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1. L'autorità espropriante autorizza il pagamento della somma depositata al proprietario od agli aventi diritto, qualora sia divenuta definitiva rispetto a tutti la determinazione dell'indennità di espropriazione, ovvero non s
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1. Si applica l'articolo 81, comma 1, lettera b), ultima parte, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato col decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, qualora sia corrisposta a chi non eserciti una impresa commerciale una somma a titolo di indennità di esproprio, ovvero di corrispettivo di cessione volontaria o di
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1. Se l'espropriazione è finalizzata alla realizzazione di opere private di pubblica utilità
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b) dall'ingegnere ca
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Art. 42-bis. -Utilizzazione senza titolo di un bene per scopi di interesse pubblico
2. Il provvedimento di acquisizione può essere adottato anche quando sia stato annullato l'atto da cui sia sorto il vincolo preordinato all'esproprio, l'atto che abbia dichiarato la pubblica utilità
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2. Il corrispettivo dell'att
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1. Se l'opera pubblica o di pubblica utilità non è stata realizzata o cominciata entro il termine di dieci anni, decorrente dalla data in cui &egrav
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2. Per le infrastrutture lineari energetiche, individuate dall'Autorità competente come appartenenti alla rete nazionale dei gasdotti di cui all'articolo 9 del decreto l
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1. Decorsi trenta giorni dalla comunicazione prevista dall'articolo 27, comma 2, il proprietario espropriato, il promotore dell'espropriazione o il terzo che ne abbia interesse può impugnare innanzi all'autorità giudiziaria gli atti dei procedimenti di nomina dei periti e di de
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Legge per il risanamento della città di Napoli.
Il provvedimento contiene modifiche al TU in materia di espropriazioni per pubblica utilità volte a consentire la realizzazione di infrastrutture lineari energetiche, e disciplina il procedimento definendo i criteri da adottare per espropriare i terreni ai proprietari e realizzare le opere suddette, definite dal provvedimento stesso come: i gasdotti, gli elettrodotti, gli oleodotti e le reti di trasporto di fluidi termici, ivi incluse le opere, gli impianti e i servizi accessori connessi o funzionali all'esercizio degli stessi, nonché i gasdotti e gli oleodotti necessari per la coltivazione e lo stoccaggio degli idrocarburi.
Modifiche ed integrazioni al Decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, recante testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per la pubblica utilità.
È stato pubblicato nella G.U. n. 17 del 22.1.2003 il D. Leg.vo 302/2002, che introduce nel Testo Unico in materia di espropriazioni per pubblica utilità (D.P.R. 327/2001) le modificazioni e le integrazioni necessarie per adeguarlo alle disposizioni della L. 443/2001 (Legge obiettivo). Ricordiamo peraltro che il citato T.U. in materia di espropriazioni, analogamente al nuovo T.U. in materia di edilizia (D.P.R. 380/2001) entrerà in vigore a partire dal 30.6.2003, in virtù della proroga da ultimo disposta dalla L. 1.8.2002, n. 185.
Il provvedimento di seguito riportato, comunemente denominato «Collegato infrastrutture» contiene disposizioni mirate ad avviare o ad accelerare la realizzazione delle opere pubbliche e delle infrastrutture ritenute di prioritario interesse per lo sviluppo del Paese.
Segnaliamo che all’art. 5, comma 3, è contenuta la proroga dell’entrata in vigore del nuovo Testo Unico in materia di espropriazioni al 31 dicembre 2002. Detta disposizione è da ritenersi superata, in quanto la L. 185/2002, riportata in questo stesso fascicolo, ha ulteriormente prorogato l’entrata in vigore del citato Testo Unico al 30 giugno 2003.Inoltre l’art. 7 reca norme in materia di lavori pubblici e disposizioni integrative e modificative della L. 109/1994 (legge quadro in materia di lavori pubblici).
In sede di conversione in legge del D.L. 122/2002 è stata fatta slittare ulteriormente al 30.6.2003 l’entrata in vigore del D.P.R. 380/2001, recante il nuovo Testo unico dell’edilizia, e del D.P.R. 327/2001, recante il nuovo Testo unico sulle espropriazioni. Il decreto proroga inoltre fino al 30.6.2003 la sospensione delle procedure esecutive per finita locazione, da ultimo disposta dalla L. 14/2002.
L. R. Marche 29/03/2017, n. 9
Nomina e funzionamento delle Commissioni per la determinazione dell’indennità di espropriazione.
La legge entra in vigore dal 07/04/2017. Alle Regioni tornano le competenze sulle Commissioni per la determinazione dell’indennità di espropriazione: materia prima regionale, poi passata alle Province, ora di nuovo alle autonomie regionali a seguito del riordino delle Amministrazioni provinciali. L’assetto organizzativo delle Commissioni tiene conto di quanto previsto dall’art. 41 del T.U. espropriazioni. La Commissione ha sede presso gli uffici regionali ubicati nei capoluoghi di Provincia. Entro il 31 gennaio di ogni anno, le Commissioni dovranno determinare il Valore agricolo medio (Vam) dei terreni nel precedente anno solare, secondo i tipi di coltura praticati, oltre che esprimere pareri o determinare l’indennità nei casi previsti dalle normative.
Indicazione degli uffici competenti all'istituzione e all'aggiornamento degli elenchi degli atti da cui deriva la dichiarazione di pubblica utilità ovvero con cui è disposta l'espropriazione, per le opere di competenza statale.
Deliberaz. G.R. Puglia 08/07/2014, n. 1446
Procedure di autorizzazione unica alla realizzazione di gasdotti di distribuzione e di trasporto di competenza regionale non facenti parte delle reti energetiche nazionali. Articoli 52 quater e sexies del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 modificato dal D.Lgs. 27 dicembre 2004, n. 330.
Articoli 52 quater, 52 sexies
Deliberaz.G.R. Puglia 13/09/2011, n. 2006
Modalità per l’espressione dell’intesa nei procedimenti di autorizzazione di gasdotti facenti parte delle reti energetiche nazionali di cui all’art. 52 quinquies del DPR 327/2001 e smi e prime indicazioni relative alla disciplina del procedimento autorizzativo unico di gasdotti ai sensi dell’art. 52 sexies del DPR 327/2001 e smi.
art. 52 quinquies, sexies
Deliberaz.G.R. Piemonte 06/06/2011, n. 25-2142
Articoli 52 quater, quinquies e sexies del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 modificato dal D.Lgs. 27 dicembre 2004, n. 330. Approvazione modalita' di svolgimento dei procedimenti di autorizzazione alla realizzazione di oleodotti in analogia della D.G.R. 3 luglio 2006 n. 25-3293 ed in conformita' delle disposizioni di cui alla D.G.R. n. 63-11032 del 16/03/09.
art. 52 quater, quinquies, sexies
Circ.P.G.R. Sardegna 19/12/2006, n. 8/20474
D.P.R. 327/2001 "Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazioni per pubblica utilità", art. 6, comma 1 ed art. 14, comma 3 e successive modificazioni ed integrazioni. Opere di competenza regionale. Trasmissione atti al Servizio Regionale delle Espropriazioni.
Com.Ass.R. Sardegna 16/09/2005, n. 1729
Indirizzi interpretativi sulla compatibilità della L.R. 20.6.1989, n. 43 (Norme in materia di opere concernenti linee ed impianti elettrici) con il D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità).
Circ.P.G.R. Sardegna 03/08/2005, n. 5/406
Competenza in materia di espropriazione per pubblica utilità. Delib. G.R. 36/3 del 26.7.2005 "D.P.R. 8.6.2001, n. 327. Testo unico sulle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità. Atto di indirizzo interpretativo in tema di opere pubbliche ai sensi degli artt. 4 e 5 della L.R. 22.4.1987, n. 24".
Edilizia e paesaggio - Provvedimenti illegittimi - Pregiudizio subito dal privato - Risarcimento compensativo - Portata - Integralità del pregiudizio economico subito.
Appurata la sussistenza dei presupposti per il riconoscimento del risarcimento del danno derivante dagli atti illegittimi, la finalità generale e prioritaria dello strumento risarcitorio è essenzialmente compensativa. Lo scopo è di reintegrare la sfera giuridica del danneggiato, ponendolo, in attuazione del cd. principio di indifferenza, nella situazione in cui si sarebbe trovato senza il fatto illecito. L'impatto della (illegittima) attività va pertanto quantificato nella sua effettiva portata e tale portata non può che ricondursi al danno massimo sopportato dal privato per la illegittima attività dell'amministrazione; il danno da risarcire va commisurato alla integralità del pregiudizio economico subito.
Urbanistica - Espropriazione per pubblica utilità - Nessun obbligo per la P.A. a contrarre la cessione bonaria.
È precluso all'Amministrazione di procedere all'esproprio se l'interessato ha dichiarato la disponibilità alla cessione bonaria e in tal senso deve intendersi che il proprietario ha il diritto di stipulare col soggetto beneficiario dell'espropriazione l'atto di cessione del bene o della sua quota di proprietà, secondo la formulazione dell’art. 45 del D.P.R. n. 327/2001, e non anche che l'Amministrazione sia obbligata a stipulare il negozio di cessione bonaria, salva naturalmente la scadenza dei termini per le espropriazioni e quindi del vincolo espropriativo.
1. Urbanistica - Espropriazione per pubblica utilità - Occupazione temporanea e d'urgenza - Risarcimento del danno - Occupazione acquisitiva - Valutazione dell'irreversibile trasformazione del fondo - Riferimento ai singoli immobili - Necessità - Fondamento. 2. Urbanistica - Espropriazione per pubblica utilità - Occupazione temporanea e d'urgenza - Risarcimento del danno - Realizzazione di una chiesa - Ricorrenza dei presupposti per l'occupazione acquisitiva - Esclusione - Fondamento. 3. Urbanistica - Espropriazione per pubblica utilità - Occupazione temporanea e d'urgenza - Risarcimento del danno - Occupazione acquisitiva - Momento iniziale - Delinearsi dell'opera pubblica nei suoi connotati definitivi con trasformazione irreversibile del bene occupato - Necessità - Costruzione di strade pubbliche - Astratta idoneità della strada ad essere percorsa come tale - Sufficienza - Mancanza di opere accessorie - Irrilevanza.
1. La valutazione dell'esistenza dell'irreversibile trasformazione, quale presupposto dell'occupazione cd. acquisitiva, va effettuata con riferimento agli immobili compresi nel piano urbanistico attuativo singolarmente considerati, verificando se essi abbiano subito una trasformazione nel loro aspetto materiale, mutando fisionomia strutturale e funzionale, mentre deve escludersi la possibilità di operare una tale valutazione con sintetico riferimento all'intera area compresa nel piano, non essendo sufficiente che sia globalmente realizzata la destinazione in esso prevista, a prescindere dall'entità e dalla rilevanza manipolativa dei singoli interventi costruttivi, ferma restando la tutela, prevista dagli artt. 40 della L.. n. 2359 del 1865 e 33 del D.P.R. n. 327 del 2001, in caso di occupazione acquisitiva parziale, in ragione dell'eventuale deprezzamento subito dalla parte residua.
2. La realizzazione di un bene privato su fondo altrui, pur se conforme agli strumenti urbanistici, non integra un'ipotesi di occupazione acquisitiva, ma costituisce una vicenda disciplinata dall'art. 934 Cod. civ., a norma del quale la costruzione si incorpora al suolo ed appartiene immediatamente al proprietario di questo, senza che possa essere attribuita rilevanza alcuna alla sua consistenza o alla sua destinazione, né alla coincidenza o meno degli interessi dell'esecutore con quelli della collettività, pur rivelati da una dichiarazione di pubblica utilità. Tale principio è applicabile anche quando l'opera realizzata sia una chiesa con le sue pertinenze, in considerazione della natura privata generalmente attribuita agli enti ecclesiastici dall'art. 831 Cod. civ. e, con specifico riferimento alle diocesi ed alle parrocchie, dall'art. 29 della legge n. 222 del 1985.
3. L'occupazione acquisitiva si consuma nel momento in cui si realizza l'irreversibile trasformazione del fondo occupato, con conseguente non ripristinabilità dello "status quo ante" se non attraverso nuovi interventi altrettanto eversivi della fisionomia attualmente assunta dal bene, sicché essa non coincide né con l'inizio, né con l'ultimazione dei lavori, ma si colloca nel momento intermedio in cui l'opera viene a delinearsi nei suoi connotati definitivi e nelle sue previste caratteristiche; tale situazione, quando si tratti di una strada, si verifica non appena di essa si sostanzi l'astratta idoneità ad essere percorsa come tale per avere ormai assunto i connotati minimi suoi propri (nelle specie, per l'avvenuta ultimazione delle fondazioni), nonostante la mancanza di opere accessorie (quali il conglomerato bituminoso ed il tappetino di usura) che ne rendano l'uso più agevole e sicuro e ne consentano, in concreto, l'effettiva apertura al traffico.
Urbanistica - Espropriazione per pubblica utilità - Procedimento - Liquidazione dell'indennità - Determinazione (stima) - Piano particolareggiato d'iniziativa privata - Opera privata di pubblica utilità ex art. 36 del D.P.R. n. 327 del 2001 - Indennità - Determinazione - Riduzione ex artt. 37, comma 1, del D.P.R. n. 327 del 2001 o 27, comma 5, della l. n. 166 del 2002 - Esclusione.
Nel caso di espropriazione finalizzata alla realizzazione di un piano particolareggiato d'iniziativa privata volto alla creazione di una zona industriale ed artigianale d'interesse locale, qualificabile come opera privata di pubblica utilità e, pertanto, non rientrante nell'ambito dell'edilizia residenziale pubblica, convenzionata o agevolata, né in quello dei piani di insediamento produttivo di iniziativa pubblica, né, infine, nei programmi di riabilitazione urbana, si applica l'art. 36, comma 1, del D.P.R. n. 327 del 2001, che prevede la liquidazione dell'indennità di espropriazione in misura pari al valore venale dell'immobile, non ricorrendo le ragioni, collegate alla realizzazione di programmi di riabilitazione urbana, che giustificano la decurtazione della stessa in misura pari agli oneri di urbanizzazione ai sensi dell'art. 37, comma 1, secondo periodo, del menzionato decreto ovvero dell'art. 27, comma 5, della L. n. 166 del 2002.
Urbanistica - Pianificazione territoriale e urbanistica - Vincolo espropriativo o vincolo conformativo - Verifica - Va fatta sulla base delle N.T.A..
La natura espropriativa o conformativa del vincolo non va verificata in astratto bensì sulla base della concreta disciplina urbanistica impressa ai singoli suoli al fine di accertare se la destinazione impressa agli stessi si risolva in una sostanziale ablazione - vincolo espropriativo - ovvero non svuoti di contenuto i diritti dominicali dei proprietari - vincolo conformativo.
Urbanistica - Pianificazione territoriale e urbanistica - Termine di impugnazione - Decorrenza - Individuazione.
Per l'impugnazione degli strumenti di pianificazione urbanistica il termine decorre, a pena di decadenza, dalla data di pubblicazione della delibera di approvazione per i soggetti non direttamente incisi, mentre occorre la notifica individuale per questi ultimi.
Edilizia ed urbanistica - Espropriazioni per pubblica utilità - Occupazione senza titolo - Restituzione del fondo illegittimamente occupato - Legittimità.
L’intervenuta realizzazione dell'opera pubblica non fa venire meno l'obbligo dell'Amministrazione procedente di restituire al privato il bene illegittimamente occupato, dovendosi ritenere superata l’interpretazione che riconnetteva alla costruzione dell'opera pubblica e all’irreversibile trasformazione del fondo effetti preclusivi o limitativi della tutela in forma specifica del privato. Pertanto, poiché l'irreversibile trasformazione del bene illegittimamente appreso non comporta il trasferimento della proprietà in capo alla P.A. e la natura permanente dell’illecito non si estingue senza che vi sia un eventuale titolo idoneo a determinare il trasferimento della proprietà, l’amministrazione medesima deve procedere secondo quanto ora previsto dall’art. 42-bis D.P.R. 327/2001 (c.d. acquisizione sanante), sulla base dei criteri già indicati dalla giurisprudenza.
L'imposizione di fasce di rispetto stradali, quando lo strumento urbanistico pone obblighi di distanza, sia pure di natura permanente, non costituisce vincolo indennizzabile, in quanto l'area in esse ricompresa può comunque essere computata ai fini della volumetria edificabile. Al contrario, quando lo strumento urbanistico imponga con le fasce di rispetto stradale un preciso vincolo di inedificabilità assoluta, lo stesso risulta sostanzialmente a contenuto espropriativo, soggetto a decadenza quinquennale (ai sensi dell'art. 9 del D.P.R. n. 327/2001 T.U. sulle espropriazioni).

References: Art. 42

art. 52

art. 52
 art. 6
 art. 14
 art. 36