Source: http://www.gazzettaforense.com/2019/04/09/la-dichiarazione-del-coniuge-non-acquirente-non-sottrae-beni-dalla-comunione-legale/
Timestamp: 2019-06-18 10:56:00+00:00

Document:
La dichiarazione del coniuge non acquirente non sottrae i beni dalla comunione legale - Gazzetta Forense
Mediazione obbligatoria: la parte deve essere presente al primo incontro o rilasciare una procura speciale ad hoc
I limiti alla circolazione di beni immobili – video
Vendere i derivati della cannabis con “effetto drogante” è reato
Recensione del volume: Il contenzioso bancario
L’ONERE DELLA PROVA DEI VIZI DEI BENI ACQUISTATI GRAVA SUL COMPRATORE
Home Diritto e procedura civile La dichiarazione del coniuge non acquirente non sottrae i beni dalla comunione...
Nota ord. 7027/2019
Con l’ordinanza 7027/2019, la seconda sezione della Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi in ordine agli effetti della dichiarazione resa ai sensi dell’art. 179 secondo comma c.c. dal coniuge non acquirente, in sede di compravendita di beni immobili da parte dell’altro, allorquando tra loro viga il regime di comunione legale dei beni.
La quaestio iuris sottoposta al vaglio della Suprema Corte trae origine dalla domanda giudiziale proposta dal coniuge di un imprenditore fallito, avente ad oggetto la cancellazione della trascrizione della sentenza di fallimento sui propri beni, acquistati in proprietà esclusiva dopo il matrimonio, sul presupposto che la dichiarazione resa nell’atto di trasferimento dal coniuge imprenditore non acquirente, ai sensi dell’art. 179 II co. c.c., li sottragga alla comunione.
Sia in primo grado che in appello, la richiesta di parte attrice veniva rigettata, sul presupposto che la mera partecipazione all’atto di compravendita, da parte del coniuge (imprenditore fallito), non sia condizione sufficiente all’estromissione dalla comunione dei beni acquistati dall’altro, non essendo stata provata altresì una delle circostanze elencate alle lettere c), d) ed f) dell’art. 179 primo comma c.c., che la legittimerebbero.
La pronuncia è stata confermata in sede di legittimità, con l’ordinanza in esame. Infatti, sull’abbrivio del prevalente indirizzo giurisprudenziale (cfr. Cass. S.U. 22755/2009; Cass. 1523/2012; Cass. 11668/2018), la Suprema Corte ha ritenuto che, ai fini dell’esclusione di determinati cespiti dal regime patrimoniale di comunione legale dei beni, debbano congiuntamente ricorrere il requisito soggettivo costituito dal concorde riconoscimento, da parte dei coniugi, della natura personale del trasferimento ed il requisito oggettivo della sussistenza di uno dei casi previsti dalle menzionate lettere c), d) o f) del medesimo articolo 179 primo comma c.c. . L’eventuale inesistenza di uno dei richiamati presupposti, infatti, è condizione necessaria, ma non sufficiente di per sé, all’esclusione e può essere fatta valere con un’azione di accertamento negativo.
Articolo precedenteSulla revocatoria ordinaria ex art. 2901 c.c. del trust immobiliare in seguito ad intervento in giudizio della curatela fallimentare
Prossimo articoloRinvio pregiudiziale in tema antitrust e principio ne bis in idem
Mediazione obbligatoria: la parte deve essere presente al primo incontro o...
Natalia Esposito - 6 giugno 2019
A distanza di poche settimane, arrivano le prime sentenze dei giudici di merito sulla scia della controversa e dibattuta sentenza della Cassazione 8473/2019. Il Tribunale...
I limiti alla circolazione di beni immobili derivanti dalla legislazione civile,...

References: sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 articolo 179
 art. 2901
 sentenza