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CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sez. 3^ 10/11/2016 Sentenza n.47285 – AmbienteDiritto.it
CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sez. 3^ 10/11/2016 Sentenza n.47285
Giurisprudenza: Giurisprudenza Sentenze per esteso massime | Categoria: Diritto urbanistico - edilizia Numero: 47285 | Data di udienza: 8 Aprile 2016
DIRITTO URBANISTICO – Reati urbanistici edilizi – Opere abusive – Revoca o la sospensione dell’ordine di demolizione – Istanza di condono o sanatoria – Passaggio in giudicato della sentenza di condanna – Effetti – Determinazione del momento consumativo – Onere probatorio – Potere-dovere del giudice di accertare la data effettiva del completamento dell’edificio abusivamente costruito – Termine utile per chiedere il condono edilizio – Art. 31 D.P.R. n. 380/2001 – Violazioni edilizie – Ordine di demolizione del manufatto abusivo – Natura di sanzione amministrativa di carattere ripristinatorio – Prescrizione stabilita dall’art. 173 cod. pen. – Esclusione – Demolizione e confisca – Differenza.
Numero: 47285
CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sez. 3^ 10/11/2016 (Ud. 08/04/2016) Sentenza n.47285
DIRITTO URBANISTICO – Reati urbanistici edilizi – Opere abusive – Revoca o la sospensione dell’ordine di demolizione – Istanza di condono o sanatoria – Passaggio in giudicato della sentenza di condanna – Effetti – Determinazione del momento consumativo – Onere probatorio – Potere-dovere del giudice di accertare la data effettiva del completamento dell’edificio abusivamente costruito – Termine utile per chiedere il condono edilizio – Art. 31 D.P.R. n. 380/2001.
In tema di reati edilizi, la revoca o la sospensione dell’ordine di demolizione delle opere abusive, di cui all’art. 31 d.P.R. n. 380 del 2001, in conseguenza della presentazione di una istanza di condono o sanatoria successivamente al passaggio in giudicato della sentenza di condanna, presuppone l’accertamento da parte del giudice dell’esecuzione della sussistenza di elementi che facciano ritenere plausibilmente prossima la adozione da parte della autorità amministrativa competente del provvedimento di accoglimento (Cass. Sez. 3, n. 9145 del O 1/07 /2015 – dep. 04/03/2016, Manna). Mentre, la determinazione del momento consumativo del reato accertato in data successiva al termine utile per chiedere il condono edilizio, (fermo restando il potere-dovere del giudice di accertare la data effettiva del completamento dell’edificio abusivamente costruito), secondo le regole generali sulla distribuzione dell’onere probatorio spetta all’imputato che voglia giovarsi della causa estintiva, il quale è il solo a poterne concretamente disporre, fornendo la prova che l’opera per cui si chiede la concessione in sanatoria è stata ultimata entro il termine predetto.
DIRITTO URBANISTICO – Violazioni edilizie – Ordine di demolizione del manufatto abusivo – Natura di sanzione amministrativa di carattere ripristinatorio – Prescrizione stabilita dall’art. 173 cod. pen. – Esclusione – Demolizione e confisca – Differenza.
In materia di reati concernenti le violazioni edilizie, l’ordine di demolizione del manufatto abusivo, avendo natura di sanzione amministrativa di carattere ripristinatorio, non è soggetto alla prescrizione stabilita dall’art. 173 cod. pen. per le sanzioni penali, né alla prescrizione stabilita dall’art. 28 legge n. 689 del 1981 che riguarda unicamente le sanzioni pecuniarie con finalità punitiva (Sez. 3, n. 36387 del 07/07/2015 – dep. 09/09/2015, Formisano, Rv. 264736; Sez. 3, n. 19742 del 14/04/2011 – dep. 19/05/2011, Mercurio e altro, Rv. 250336). Inoltre nessuna equiparazione può, infatti, logicamente farsi tra la demolizione e la confisca, trattandosi di due istituti diversi che operano su piani completamente diversi: sanzionatoria la confisca e solo di riduzione in pristino (riporta il paesaggio alla condizione iniziale, prima dell’abuso) del bene leso, la demolizione (vedi Cass. Sez. 3, 22/10/2009, n. 48925, Viesti; Cass. sez. 3, 11/02/2016, n. 5708).
(dich. inammissibilità avverso l’ordinanza del 02/03/2015 del TRIB. DI NAPOLI SEZ.DIST. di ISCHIA) Pres. FIALE, Rel. SOCCI, Ric. D’Abundo
D’ABUNDO MARIA ROSARIA nato il 20/11/1957 a ISCHIA
avverso l’ordinanza del 02/03/2015 del TRIB. DI NAPOLI SEZ.DIST. di ISCHIA
sentita la relazione svolta dal Consigliere ANGELO MATIEO SOCCI;
lette conclusioni del PG A.G. chiede che la Corte rigetti il ricorso con condanna del ricorrente al pagamento delle spese
1. Il Tribunale di Napoli, sezione distaccata di Ischia, in funzione di giudice dell’esecuzione, con ordinanza del 2 marzo 2015, respingeva l’istanza di D’Abundo Maria Rosaria diretta ad ottenere la revoca o la sospensione dell’ordine di demolizione del manufatto abusivo di cui al procedimento penale n. 62/2014 Reg. esec. c/ D’Abundo Maria Rosaria e n. 110/98 RE.S.A.
2. D’Abundo Maria Rosaria propone ricorso, tramite il difensore, per i motivi di seguito enunciati, nei limiti strettamente necessari per la motivazione, come disposto dall’art 173, comma 1, disp. att., cod. proc. pen.
Il giudice nel provvedimento impugnato ritiene che le opere siano state ultimate dopo il 31 dicembre 1993 (data utile per il condono), perché le opere furono sequestrate il 16 ottobre 1994. Il giudice non applica il principio del favor rei, nel dubbio sull’ultimazione dei lavori dovrebbe prevalere la data favorevole all’imputato; inoltre al fine di stabilire la data di ultimazione delle opere deve necessariamente fare fede la dichiarazione prodotta unitamente alla domanda di condono, non essendoci elementi di segno contrario.
3. La Procura Generale della Corte di Cassazione, Sostituto Procuratore Generale Aurelio Grasso, ha chiesto di rigettare il ricorso.
Il provvedimento impugnato con motivazione adeguata, non contraddittoria e non manifestamente illogica ha ritenuto non condonabile l’abuso edilizio per la data di ultimazione dei lavori, dopo il 31 dicembre 1993; trattasi di un accertamento di merito insindacabile in sede di legittimità. Il Giudice del merito ha ampiamente valutato la documentazione (anche l’autocertificazione) e ha ritenuto, con motivazione immune da vizi, che la struttura è stata completata dopo il 31 dicembre 1993, relativamente al sequestro dell’opera in data 16 ottobre 1994 (opera costituita da un terrazzo al rustico): “Va però evidenziato che la costruzione del terrazzo, proprio perché ancora al rustico alla data del sequestro (16/10/94) è da ritenersi avvenuta in epoca antecedente e prossima a tale data, e dunque al di fuori del termine del 31/12/93”.
In tema di reati edilizi, la revoca o la sospensione dell’ordine di demolizione delle opere abusive, di cui all’art. 31 d.P.R. n. 380 del 2001, in conseguenza della presentazione di una istanza di condono o sanatoria successivamente al passaggio in giudicato della sentenza di condanna, presuppone l’accertamento da parte del giudice dell’esecuzione della sussistenza di elementi che facciano ritenere plausibilmente prossima la adozione da parte della autorità amministrativa competente del provvedimento di accoglimento. (Sez. 3, n. 9145 del O 1/07 /2015 – dep. 04/03/2016, Manna, Rv. 266763).
5. In materia di reati concernenti le violazioni edilizie, l’ordine di demolizione del manufatto abusivo, avendo natura di sanzione amministrativa di carattere ripristinatorio, non è soggetto alla prescrizione stabilita dall’art. 173 cod. pen. per le sanzioni penali, né alla prescrizione stabilita dall’art. 28 legge n. 689 del 1981 che riguarda unicamente le sanzioni pecuniarie con finalità punitiva. (Sez. 3, n. 36387 del 07/07/2015 – dep. 09/09/2015, Formisano, Rv. 264736; Sez. 3, n.
19742 del 14/04/2011 – dep. 19/05/2011, Mercurio e altro, Rv. 250336).
Alla dichiarazione di inammissibilità consegue il pagamento in favore della cassa delle ammende della somma di ( 1.500,00, e delle spese del procedimento, ex art 616 cod. proc. pen.
Così deciso I’ 8/04/2016

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 Art. 31
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