Source: http://inthebox.gazzetta.it/2020/07/17/podcast-gli-effetti-della-sentenza-city-applausi-al-burnley/
Timestamp: 2020-08-08 15:20:57+00:00

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Podcast – Gli effetti della sentenza City. Applausi al Burnley | In The Box
Nuova puntata del nostro podcast che potete ascoltare cliccando qui (ma siamo anche su Spotify, Google e Apple). Questi gli argomenti di oggi:
La sentenza del Cas che salva il Manchester City: quali saranno le conseguenze sul mercato e sulla prossima stagione di Premier League? Ci sarà un City ancora più agguerrito sul mercato, con un Guardiola ben saldo sulla panchina e il Liverpool che avrà pane per i suoi denti nella difesa del titolo;
Nella stagione delle sorprese (Wolverhampton, Sheffield United e Crystal Palace) spicca anche la stagione del Burnley. Ma Dyche potrebbe andarsene;
Norwich City retrocesso, Aston Villa quasi. Ancora una volta due neopromosse ritornano in Championship dopo un solo anno. Perché reggono così poco in Premier League?
Tags: aston villa, burnley, mancity, norwich, podcast, premier
user_720414 20 luglio 2020 alle 10:18
La sentenza del CAS, favorevole al City, penso inciderà pesantemente a livello politico ed in prospettiva di organizzazione e credibilità del sistema UEFA.
Leggendo la motivazione della sentenza CAS, lineare ed articolata, sono rimasto perplesso di fronte alla severità incredibile e provocatoria dell’UEFA che, sulla base di notizie di stampa ed in sostanza di sospetti e presunzioni non assistite da elementi minimi di precisione e concordanza, ha escluso i Citizens dalle coppe europee per ben due stagioni.
Quasi a voler sancire il fallimento di una società, di un movimento, di una tifoseria onesta ed appassionata, minare la stessa, invidiata, premier league.
Mi astengo dal giudicare il sig. Ceferin personaggio arrivato al vertice sulla base, non so, di quali requisiti ma la sentenza UEFA, cervellotica e mirata a far fuori la proprietà del City e magari compiacere realtà continentali più vicine al potere politico, ha finito per svilire e ridicolizzare quel FPF che poteva essere gestito diversamentee e che pure aveva ed ha ragione di esistere.
Perchè si è voluti, improvvisamente, passare dagli interventi impeditivi sul mercato, sempre adottati nel passato, ad una mazzata così letale?
Convengo con P. Avanti. Non penso che il City farà follie sul mercato alla ricerca di rivincite od ulteriori polemiche. Tenterà, spero di colmare qualche lacuna difensiva e sostituire, meglio che nel passato, qualche bandiera a fine corsa come D. Siva e Fernandinho.
Piuttosto, per contro, chiedo a Pier Luigi che atteggiamento potrà assumere l’UEFA nei confronti del City fin dalle prosime partite di Champions e, in ogno caso, che ne sarà del FPF.
Per ora tutto tace. Nesuno, all’UEFA, si è degnato di un commento e di una valutazione.
Non penso si tratti di un silenzio assenso…..
Pier Luigi Giganti 20 luglio 2020 alle 13:45
Non posso pensare a ritorsioni da parte dell’UEFA contro il Manchester City nell’ambito delle prossime manifestazioni, in primis la Champions di agosto. Ne andrebbe di mezzo l’autorevolezza dell’intero organo e non farebbe che dar corda a quei club che vorrebbero che le maggiori competizioni europee uscissero dall’egida dell’UEFA.
Non credo che il ffp sia morto, ma mi aspetto che ci saranno dei cambiamenti importanti. Ceferin e l’UEFA hanno confermato che c’è la volontà di rimanere fedeli ai principi di base del ffp. Come indicato dallo sloveno già a marzo il financial fair play dovrà sicuramente adattarsi, ma è tuttavia troppo presto per dire come apparirà.
fiumana 20 luglio 2020 alle 13:20
Pensiero espresso magnificamente da Paul e che condivido pienamente, con un distinguo. Dal verbale completo del CAS si capirà quante e quali accuse sono infondate, per le quali il fatto non sussiste, e quante e quali sono diventate tecnicamente ingiudicabili per via della prescrizione. Dall’entità delle infrazioni cadute in prescrizione si capirà l’effettivo coinvolgimento del Man City in pratiche illecite che, nonostante l’assoluzione completa, potrebbe comunque gettare discredito sulla gestione societaria.
Un piccolo commento sulle dichiarazioni degli altri tecnici, in particolare Mourinho e Klopp: le ho trovate, quelle sì, disgustose. Il primo non ha ben capito (così come la maggior parte della stampa italiana che le ha subito scimmiottate su tutti i giornali) che i 10 milioni di ammenda sono per un reato che non fa parte dell’impianto accusatorio principale, ma sono dovute alla non collaborazione nelle indagini, qualcosa simile alla “obstruction to justice”, multa che non è incompatibile e contraddittoria con l’assoluzione del City. Il secondo aveva probabilmente già deciso che il Man City era colpevole a priori (basandosi sul suo istinto?) e quindi ha definito la sentenza “un brutto giorno per il calcio”. E perché, di grazia, caro Jurgen?

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