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Timestamp: 2016-10-28 20:05:25+00:00

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⭐LA DISCIPLINA FISCALE DEGLI IMMOBILI di Saverio CINIERI
LA DISCIPLINA FISCALE DEGLI IMMOBILI di Saverio CINIERI
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1 LA DISCIPLINA FISCALE DEGLI IMMOBILI di Saverio CINIERI Sommario - Imposte dirette: aspetti generali - Imposte dirette: reddito dominicale - Imposte dirette: reddito agrario - Imposte dirette, reddito dei fabbricati: soggetti passivi, determinazione, abitazione principale - Imposte dirette, reddito dei fabbricati: abitazioni secondarie, abitazioni locate, abitazioni rurali, immobili di interesse storico o artistico, immobili posseduti all'estero - Imposte dirette: immobili delle imprese - Imposte dirette: immobili dei professionisti - Imposte dirette: redditi diversi su immobili - Imposte dirette: detrazione per spese di manutenzione e ristrutturazione, detrazione degli interessi su mutui ipotecari per la costruzione di immobili - Iva: aspetti generali, condizioni per l'applicazione dell'aliquota ridotta - Iva: immobili agevolati - Iva: costruzione di immobili - Iva: trasferimento di immobili - Iva: permuta di immobili, locazione di immobili, detrazione dell'imposta in edilizia - Iva: agevolazioni per gli interventi di recupero edilizio - Imposta di registro: aspetti generali - Imposta di registro: terreni agricoli, altri atti soggetti all'aliquota dell'8%, immobili di interesse storico, artistico e archeologico, abitazioni acquistate da imprese immobiliari, atti soggetti a imposta fissa - Imposta di registro, abitazioni non di lusso "prima casa": condizioni per applicare l'aliquota agevolata; dichiarazione; decadenza e sanzioni - Imposta di registro, abitazioni non di lusso "prima casa": riacquisto, pertinenze, acquisto per successione "mortis causa", acquisto per donazione, casi particolari, credito per il riacquisto - Imposta di registro: rettifica e accertamento - Imposta di registro: locazioni; altre imposte indirette IMPOSTE DIRETTE: ASPETTI GENERALI Premessa Il mercato immobiliare, negli ultimi anni, sta vivendo un periodo di fermento e di progressivo sviluppo, per una serie di fattori sia prettamente economici sia legati a motivazioni socio-culturali. Infatti, la sempre minore fiducia negli investimenti finanziari porta le famiglie a investire nel "mattone", bene che, in periodi di difficoltà economiche, dà, sicuramente, maggiori garanzie. Di tutto ciò si è accorto anche il legislatore fiscale che, se da un lato continua a incentivare tutte quelle forme agevolative che favoriscono lo sviluppo della piccola proprietà (si pensi, ad esempio, all'agevolazione prevista per l'acquisto della "prima casa"), dall'altro, specialmente negli ultimi tempi, sta affinando e inasprendo sempre di più le disposizioni che tendono a colpire tutte quelle forme di elusione ed evasione fiscale insite nel settore immobiliare. Basti pensare alle norme contenute nella Finanziaria 2005 (legge 30 dicembre 2004, n. 311), che hanno introdotto rilevanti novità rivolte a combattere le predette forme di elusione ed evasione. fiscooggi.it2 Nel presente lavoro, verrà analizzata la disciplina fiscale degli immobili (sia terreni che fabbricati), partendo dalle imposte dirette per arrivare all'iva e alle indirette, senza trascurare tutte le norme agevolative vigenti. 1. IMPOSTE DIRETTE 1.1 Aspetti generali Definizione di redditi fondiari L'articolo 6 del Dpr n. 917/1986, tra la classificazione dei redditi soggetti a Irpef, inserisce anche quelli fondiari. Il successivo articolo 25 stabilisce che costituiscono redditi fondiari quelli inerenti i terreni e i fabbricati situati nel territorio dello Stato, iscritti o iscrivibili nel catasto dei terreni o nel catasto edilizio urbano con autonoma attribuzione di rendita. I redditi fondiari si distinguono in: - redditi dominicali dei terreni - redditi agrari di terreni - redditi dei fabbricati Titolarità e imputazione dei redditi fondiari I redditi fondiari concorrono a formare il reddito complessivo del soggetto che possiede l'immobile a titolo di titolo di proprietà, enfiteusi, usufrutto o altro diritto reale, per il periodo di imposta in cui si è verificato il possesso. Tale principio, contenuto nell'articolo 26 del Dpr n. 917/1986, dispone, dunque, l'attribuzione del reddito al contribuente, indipendentemente dalla percezione dello stesso, a differenza di quanto accade per altre tipologie di reddito, la cui tassazione è strettamente connessa alla loro percezione (basti pensare al reddito di lavoro dipendente) 1. Tra gli altri diritti reali rientra anche il diritto di abitazione sull'abitazione principale e relative pertinenze, che spetta al coniuge del defunto ai sensi dell'articolo 540 del codice civile e al coniuge separato convenzionalmente o per sentenza. Il diritto di abitazione viene riconosciuto anche in capo ai soci delle cooperative edilizie a proprietà divisa e ai soggetti assegnatari di alloggi a riscatto, a seguito di patto di futura vendita con enti. Nei casi di contitolarità della proprietà o altro diritto reale sull'immobile o di coesistenza di più diritti reali su di esso, il reddito fondiario concorre a formare il reddito complessivo di ciascun soggetto per la parte corrispondente al suo diritto. Se il possesso dell'immobile è stato trasferito, in tutto o in parte, nel corso del periodo di imposta, il reddito fondiario concorre a formare il reddito complessivo di ciascun soggetto proporzionalmente alla durata del suo possesso Eccezione: canoni non percepiti in caso di sfratto per morosità Il principio di imputazione dei redditi fondiari a prescindere dalla loro percezione non è applicabile nel caso in cui è in piedi una procedura di sfratto per morosità. Infatti, è previsto che i redditi derivanti da contratti di locazione di immobili a uso abitativo, se non percepiti, non concorrono a formare il reddito dal momento della conclusione del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità del conduttore. 1 Come si dirà in seguito, il principio è in alcune ipotesi disatteso, come in caso di mancata percezione per morosità dei canoni di locazione in seguito a procedimento di sfratto o in caso di affitto di terreni agricoli. fiscooggi.it 23 E' importante, dunque, stabilire il momento in cui il reddito è escluso da tassazione e cioè cosa si intende con la locuzione "conclusione del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità del conduttore". Per fare ciò occorre richiamare le norme del codice di procedura civile che disciplinano la materia; in particolare, la norma si riferisce al momento in cui l'intimato: - non compare o, pur comparendo, non si oppone (art. 633 c.p.c.), oppure - si oppone (art. 665, c.p.c.). La norma, pertanto, presenta le seguenti caratteristiche: - vale solo per le locazioni di immobili a uso abitativo (sono, ad esempio, escluse quelle per uso commerciale) - il canone pattuito non deve essere stato percepito - si riferisce al procedimento di convalida dello sfratto per morosità del conduttore - il locatore deve aver promosso un giudizio civile al fine di ottenere la convalida dello sfratto per morosità del conduttore, il quale si sia reso inadempiente in base agli articoli 657 e seguenti c.p.c. - la possibilità di non tassare i canoni non percepiti decorre, comunque, dal momento nel quale viene concluso il procedimento. Non è sufficiente, pertanto, una pronuncia di convalida dello sfratto, ad esempio, per finita locazione, ma occorre che sia dovuta all'inadempimento protratto del conduttore che dà luogo alla morosità - per le imposte versate sui canoni venuti a scadenza e non percepiti come da accertamento avvenuto nell'ambito del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità è riconosciuto un credito di imposta di pari ammontare Immobili di soggetti non residenti Producono redditi fondiari gli immobili situati nel territorio dello Stato italiano, non rilevando, in alcun modo, la residenza del titolare. Però, va ricordato, che, per i soggetti non residenti, l'articolo 23 del Dpr n. 917/1986 prevede che si considerano prodotti nel territorio dello Stato i redditi fondiari relativi a immobili ivi situati. Pertanto, ai sensi della normativa italiana, i redditi dei terreni e dei fabbricati situati nel territorio italiano sono imponibili in Italia anche nel caso in cui gli stessi siano posseduti da soggetti non residenti. Tuttavia, nel caso in cui il Paese di residenza sia legato all'italia da una convenzione per evitare le doppie imposizioni, nella stessa sono in genere previste misure per evitare che su tali redditi si verifichi una doppia imposizione. I redditi dei terreni e dei fabbricati situati all'estero posseduti da soggetti non residenti non vanno dichiarati. Va precisato, comunque, che, il fabbricato che il non residente possiede in Italia non può essere considerato come abitazione principale. Si considera infatti abitazione principale quella nella quale il contribuente dimora abitualmente. Al non residente non spetta quindi la deduzione dal reddito complessivo per l'abitazione principale. Si ricorda, inoltre, che nel caso di più unità immobiliari a uso abitativo tenute a disposizione dal soggetto non residente non si applica, limitatamente a una di esse, l'aumento di un terzo della rendita catastale rivalutata, così come previsto, invece, per i soggetti residenti. fiscooggi.it 34 1.1.4 Esonero dalla dichiarazione Unico Come accennato, i redditi fondiari vanno dichiarati nel modello Unico utilizzando i quadri a loro dedicati (in particolare, il quadro RA per i terreni, il quadro RB per i fabbricati e il quadro RL per i redditi diversi) 2. Sono, comunque, previste alcune ipotesi di esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi; più precisamente, il contribuente non è obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi se, durante il periodo d'imposta, ha posseduto: - solo redditi fondiari per un importo complessivamente non superiore a 3mila euro. Nella determinazione di detto importo non si deve tener conto del reddito derivante dall'abitazione principale e relative pertinenze - solo redditi di lavoro dipendente (corrisposti da più soggetti, ma certificati dall'ultimo sostituto d'imposta che ha effettuato il conguaglio) e reddito dei fabbricati, derivante esclusivamente dal possesso dell'abitazione principale e di sue eventuali pertinenze (box, cantina, eccetera) - redditi da pensione per un ammontare complessivo non superiore a euro ed eventualmente anche redditi di terreni per un importo non superiore a 185,92 euro e dell'unità immobiliare adibita ad abitazione principale e relative pertinenze - solo reddito dei fabbricati, derivante esclusivamente dal possesso dell'abitazione principale e di sue eventuali pertinenze (box, cantina, eccetera). IMPOSTE DIRETTE: REDDITO DOMINICALE 1.2 Redditi dei terreni Costituiscono redditi fondiari dei terreni quelli derivanti da terreni situati nel territorio dello Stato che sono o devono essere iscritti in catasto terreni, con attribuzione di rendita, posseduti a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale. I redditi dei terreni si dividono in due categorie: - redditi dominicali - redditi agrari. Va anche ricordato che ci sono alcune fattispecie che non producono reddito dei terreni o, pur riferendosi ai terreni producono redditi diversi. Ci si riferisce, in particolare alle seguenti ipotesi: - terreni strumentali per l'esercizio dell'impresa - terreni che costituiscono pertinenze di fabbricati urbani (ad esempio, giardini, aiuole, cortili) - terreni affittati a uso non agricolo (cave, miniere, campeggi, eccetera): producono redditi diversi - terreni, parchi e giardini aperti al pubblico o la cui conservazione è riconosciuta di pubblico interesse da parte del ministero dei Beni e delle Attività culturali. Tale circostanza deve essere denunciata all'agenzia delle Entrate entro tre mesi dalla data in cui la proprietà è stata riconosciuta di pubblico interesse - terreni situati all'estero: costituiscono redditi diversi Reddito dominicale Il reddito dominicale, ai sensi dell'articolo 27 del Dpr n. 917/1986, è la parte del reddito fondiario del terreno che remunera la proprietà. Pertanto, deve essere dichiarato dal titolare del diritto reale (proprietà, enfiteusi, usufrutto, eccetera) sul terreno. 2 Salvo quanto si dirà per gli immobili posseduti da imprese o professionisti. fiscooggi.it 45 Determinazione del reddito dominicale Come accennato, la determinazione avviene applicando le tariffe d'estimo che prevedono, a livello locale (per lo più sono elaborate per ogni singolo Comune), per ogni tipologia di coltura una apposita tariffa. Moltiplicando la tariffa per l'estensione del terreno, si determina il reddito dominicale attribuito allo stesso. Va, ricordato che, per la determinazione del reddito catastale, possono verificarsi due casi: - coltura praticata uguale a quella risultante in catasto: il reddito corrisponde a quello catastale - coltura praticata diversa da quella risultante in catasto: si applica la tariffa d'estimo media attribuibile alla qualità di coltura praticata. Le tariffe d'estimo sono soggette a revisione quando se ne manifesti l'esigenza e, comunque, ogni dieci anni. La revisione è disposta con decreto del ministro dell'economia e delle Finanze, previo parere della Commissione censuaria centrale e può essere effettuata, d'ufficio o su richiesta dei Comuni interessati, anche per singole zone censuarie e per singole qualità e classi di terreni. Prima di procedervi, gli uffici tecnici erariali devono sentire i Comuni interessati. Le modificazioni derivanti dalla revisione hanno effetto dall'anno successivo a quello di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del nuovo prospetto delle tariffe d'estimo. In attesa della revisione dell'estimo, è comunque previsto che il reddito dominicale da dichiarare deve essere rivalutato dell'80 per cento Variazioni del reddito dominicale Le variazioni del reddito dominicale, purché non si tratti di eventi transitori o intenzionali, possono essere di due tipi: - in aumento, quando si ha la sostituzione di una coltura risultante dal catasto con una di maggior reddito - in diminuzione, se si introduce una coltura di minor reddito o si verifica una diminuzione della capacità produttiva del terreno per cause di forza maggiore (naturale esaurimento, eventi fitopatologici o entomologici, eccetera). Le variazioni danno luogo a revisione del classamento dei terreni cui si riferiscono. Se a tali terreni non si possono attribuire qualità o classi già esistenti nel comune o nella sezione censuaria, si applicano le tariffe più prossime per ammontare fra quelle attribuite a terreni della stessa qualità di coltura ubicati in altri comuni o sezioni censuarie, purché in condizioni agrologicamente equiparabili. I termini per effettuare le variazioni variano a seconda del caso e precisamente: - variazioni in aumento: la denuncia deve avvenire entro il 31 gennaio dell'anno successivo a quello in cui si sono verificati i fatti modificativi e hanno effetto da tale anno - variazioni in diminuzione: se la denuncia è stata presentata entro il 31 gennaio dell'anno successivo, hanno effetto dall'anno in cui si sono verificati i fatti modificativi; se è stata presentata successivamente, hanno effetto dall'anno in cui è stata presentata la denuncia. A livello operativo, si ricorda che la denuncia va presentata, utilizzando il Mod. 26-A Terreni, all'ufficio del Territorio competente, indicando la partita catastale e le particelle cui le variazioni si riferiscono, con dimostrazione grafica del frazionamento, qualora le variazioni interessino porzioni di particelle. Se il terreno è concesso in affitto per uso agricolo, la denuncia può essere presentata direttamente dall'affittuario. fiscooggi.it 56 L'omessa denuncia delle situazioni che danno luogo a variazione in aumento del reddito dominicale comporta una sanzione da 258 a euro Perdite per mancata coltivazione e per eventi naturali Se un fondo rustico costituito per almeno due terzi da terreni qualificati come coltivabili a prodotti annuali non sia stato coltivato, neppure in parte, per un'intera annata agraria e per cause non dipendenti dalla tecnica agraria, il reddito dominicale, per l'anno in cui si è chiusa l'annata agraria, è ridotto al 30 per cento. In caso di perdita, per eventi naturali, di almeno il 30 per cento del prodotto ordinario del fondo, il reddito dominicale, per l'anno in cui si è verificata la perdita, si considera inesistente. In tale ultimo caso, l'evento dannoso deve essere denunciato dal possessore danneggiato entro tre mesi dalla data in cui si è verificato ovvero, se la data non sia esattamente determinabile, almeno quindici giorni prima dell'inizio del raccolto (se l'evento riguarda più fondi, la denuncia può essere fatta dal sindaco). La denuncia deve essere presentata all'agenzia del Territorio, che provvede all'accertamento della diminuzione del prodotto, sentito l'ispettorato provinciale dell'agricoltura, e la trasmette all'agenzia delle Entrate. Se l'evento dannoso interessa una pluralità di fondi rustici, l'agenzia del Territorio, su richiesta dei sindaci dei Comuni interessati o di altri soggetti nell'interesse dei possessori danneggiati, sentiti gli Ispettorati provinciali dell'agricoltura, provvede alla delimitazione delle zone danneggiate e all'accertamento della diminuzione dei prodotti e trasmette agli uffici dell'agenzia delle Entrate nel cui distretto sono situati i fondi le corografie relative alle zone delimitate, indicando le ditte catastali comprese in detta zona e il reddito dominicale relativo a ciascuna di esse. IMPOSTE DIRETTE: REDDITO AGRARIO Reddito agrario Il reddito agrario è quello riferibile all'esercizio di attività agricole poste in essere sul fondo impiegando capitale e lavoro. Pertanto, corrisponde alla parte del reddito fondiario del terreno attribuita al capitale di esercizio e all'organizzazione impiegati nell'esercizio delle attività agricole. Anche in tal caso, se la coltura praticata è uguale a quella risultante in catasto, deve essere dichiarata quest'ultima; in caso contrario, si applica la tariffa d'estimo media. Devono dichiarare il reddito agrario i proprietari o titolari di altro diritto reale eccetto i seguenti casi: - terreno affittato a uso agricolo: il reddito agrario è imputato all'affittuario dalla data di effetto del contratto - conduzione associata (non societaria): il reddito è imputato a ciascun associato per la quota di spettanza. Quando il fondo è condotto in forma societaria (società semplici, società in nome collettivo, società in accomandita semplice, società di fatto), ciascun socio deve dichiarare la quota di reddito a lui spettante come reddito da partecipazione Attività agricole Come detto, il reddito agrario è connesso all'esercizio di attività agricole. L'articolo 32 del Dpr n. 917/1986 definisce attività agricole: - le attività dirette alla coltivazione del terreno e alla silvicoltura fiscooggi.it 67 - l'allevamento di animali con mangimi ottenibili per almeno un quarto dal terreno e attività dirette alla produzione di vegetali tramite l'utilizzo di strutture fisse o mobili, anche provvisorie, se la superficie adibita alla produzione non eccede il doppio di quella del terreno su cui la produzione stessa insiste - le attività connesse di cui al terzo comma dell'articolo 2135 del codice civile, dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione, ancorché non svolte sul terreno, di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali, con riferimento ai beni individuati, ogni due anni e tenuto conto dei criteri di cui sopra, con decreto del ministro dell'economia e delle Finanze su proposta del ministro delle Politiche agricole e forestali. Tale disposizione è stata emanata con il decreto ministeriale del 19 marzo 2004 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 2 aprile 2004, n. 78) che ha individuato, sulla base della classificazione delle attività economiche "Atecofin 2004", le seguenti attività connesse: - produzione di carni e prodotti della loro macellazione ( ) - lavorazione e conservazione delle patate ( ), escluse le produzioni di purè di patate disidratato, di snack a base di patate, di patatine fritte e la sbucciatura industriale delle patate - produzione di succhi di frutta e di ortaggi ( ) - lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi n.c.a. ( ) - produzione di olio di oliva e di semi oleosi ( ) - produzione di olio di semi di granoturco (olio di mais) (ex ) - trattamento igienico del latte e produzione dei derivati del latte ( ) - lavorazione delle granaglie (da a ) - produzione di vini ( ) - produzione di aceto (ex ) - produzione di sidro ed altre bevande fermentate ( ) - manipolazione dei prodotti derivanti dalle coltivazioni di cui alle classi 01.11, e Attività agricole eccedenti i limiti di reddito agrario Come accennato, l'articolo 32 del Dpr n. 917/1986 pone alcuni limiti alla definizione di attività agricola. Qualora un contribuente svolga attività agricola eccedente i limiti, dal reddito complessivo prodotto deve scorporare i costi e i ricavi riferibili all'attività agricola non eccedente i limiti, relativamente alla quale il reddito imponibile deve essere determinato catastalmente dalla rendita catastale rivalutata. Lo scorporo dei costi e dei ricavi riferibili all'attività agricola e l'imputazione della rendita catastale si effettuano direttamente in sede di dichiarazione dei redditi. L'articolo 56-bis del Dpr n. 917/1986 si occupa di stabilire il trattamento fiscale delle attività eccedenti, prevedendo, a tale proposito, tre distinti casi: - attività dirette alla produzione di vegetali che eccedono i limiti del reddito agrario, in quanto esercitate tramite l'utilizzo di strutture fisse o mobili, anche provvisorie, con una superficie adibita alla produzione che eccede il doppio di quella del terreno su cui la produzione stessa insiste: il reddito relativo alla parte eccedente concorre a formare il reddito di impresa nell'ammontare corrispondente al reddito agrario relativo alla superficie sulla quale la produzione insiste in proporzione alla superficie eccedente - attività dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, valorizzazione e commercializzazione di prodotti diversi da quelli ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali: il reddito è determinato applicando all'ammontare dei fiscooggi.it 78 corrispettivi delle operazioni registrate o soggette a registrazione agli effetti dell'iva, conseguiti con tali attività, il coefficiente di redditività del 15 per cento - attività dirette alla fornitura di servizi mediante l'utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attività agricola esercitata, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione e ospitalità come definite dalla legge 3 : il reddito è determinato applicando all'ammontare dei corrispettivi delle operazioni registrate o soggette a registrazione agli effetti dell'iva, conseguiti con tali attività, il coefficiente di redditività del 25 per cento. Va comunque ricordato che le regole previste dall'articolo 56-bis del Tuir non si applicano: - alle società di capitali - agli enti commerciali residenti - alle società ed enti non residenti - alle società in nome collettivo e in accomandita semplice. Inoltre, l'agenzia delle Entrate ha chiarito gli imprenditori agricoli individuali determinano il reddito, dominicale e agrario, derivante dall'esercizio delle attività agricole, assoggettando a tassazione su base catastale i terreni utilizzati per l'esercizio di tale attività 4. I soggetti passivi Ires nonché le società di persone (Snc e Sas), nell'esercizio di attività agricole, producono sempre reddito d'impresa da determinarsi analiticamente in base alle disposizioni contenute nel Dpr n. 917/1986. L'esclusione dalla tassazione su base catastale dei redditi, dominicali e agrari, dei terreni derivanti dall'esercizio delle attività agricole, prevista dall'articolo 90, comma 1, Dpr n. 917/1986 a seguito delle modifiche introdotte dal Dlgs n. 344/2003, opera esclusivamente nei confronti di questi ultimi soggetti Determinazione del reddito agrario Anche il reddito agrario è determinato applicando le tariffe d'estimo secondo la legge catastale, così come avviene per il reddito dominicale. Inoltre, sino all'entrata in vigore delle nuove tariffe d'estimo il reddito agrario deve essere rivalutato del 70 per cento Perdite per mancata coltivazione e per eventi naturali A differenza di quanto previsto per il reddito dominicale, il reddito agrario è inesistente sia per mancata coltivazione che per perdita, per eventi naturali (grandine, siccità, gelate, inondazioni, eccetera), di almeno il 30 per cento del prodotto ordinario. Per la denuncia dell'evento dannoso, vale la stessa procedura già descritta in sede di reddito dominicale e a cui si rimanda Terreni dati in affitto Come già accennato, in caso di terreno affittato a uso agricolo, il reddito agrario è imputato all'affittuario dalla data di effetto del contratto. Possono, però, verificarsi anche altri casi e precisamente: - terreni dati in affitto per uso agricolo e soggetti a regimi vincolistici: il reddito dominicale è pari al minore tra il canone d'affitto e la rendita catastale diminuita del 20 per cento. Il reddito agrario è determinato sulla base delle regole ordinarie ed è imputato all'affittuario del terreno - terreni dati in affitto per usi diversi da quelli agricoli: il corrispettivo percepito dal proprietario rientra tra i redditi diversi. In tal caso, il reddito imponibile corrisponde al canone annuo di affitto, senza alcuna deduzione. 3 Si tratta, in particolare, delle attività di agriturismo definite dalla legge n. 730/ Cfr. risoluzione Agenzia dell'entrate 10 giugno 2005, n. 77/E. fiscooggi.it 89 In caso di mancata coltivazione o perdita del prodotto di terreni dati in affitto, l'amministrazione finanziaria si è pronunciata 5 stabilendo che la riduzione e l'azzeramento dei redditi dominicale e agrario previsti per la perdita per mancata coltivazione e per eventi naturali, competono sia nei confronti del proprietario, che dell'affittuario nel seguente modo: - il proprietario o il titolare del diritto reale dichiara il reddito dominicale nella misura del 30 per cento, nel caso in cui il fondo rustico non sia stato coltivato neppure in parte per una intera annata agraria per cause non dipendenti dalla tecnica agraria o non lo dichiara affatto in caso di perdita di almeno il 30 per cento del prodotto dovuta a eventi naturali - l'affittuario può escludere il reddito agrario dalla formazione del reddito complessivo. Infine, sempre con riferimento ai terreni dati in affitto a persone fisiche che non hanno compiuto quarant'anni di età e risultano in possesso della qualifica di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo a titolo principale ovvero acquisiscono tale qualifica entro un anno dalla data di stipula del contratto di affitto, l'articolo 14, comma 3, legge n. 441/1998, prevede che, se il contratto dura almeno cinque anni: - il proprietario del fondo può dichiarare il reddito dominicale senza rivalutarlo dell'80 per cento - l'affittuario può dichiarare il reddito agrario senza operare la rivalutazione del 70 per cento Acquacoltura L'Agenzia delle Entrate si è recentemente occupata del reddito derivante dall'attività di acquacoltura chiarendo che esso è determinato in base al regime forfetario previsto dall'articolo 32 del Dpr n. 917/1986, unicamente nel caso in cui l'attività sia svolta in aree censite in catasto, per le quali sia possibile l'attribuzione di un reddito dominicale e agrario 6. Nel caso in cui tale attività sia svolta in aree demaniali (marine o vallive), ordinariamente sommerse e prive di un reddito agrario attribuito, il reddito prodotto è considerato reddito d'impresa, da determinare su base analitica. Secondo l'agenzia, inoltre, nel casi in cui risulta applicabile il regime fiscale di cui all'articolo 32 del Dpr n. 917/1986 per la determinazione dei redditi di allevamento, la successive attività di manipolazione svolta sui propri prodotti, una volta raccolti, non comporta l'applicazione di un regime fiscale diverso da quello previsto per l'allevamento stesso. A decorrere dall'esercizio in corso alla data del 1 gennaio 2006, per le superfici acquatiche, marine o vallive, utilizzate per l'allevamento ittico da parte di soggetti esercenti l'attività di acquacoltura, diversi dalle società commerciali, indipendentemente dalla natura privata o demaniale della superficie utilizzata, in mancanza della corrispondente qualità nel quadro di qualificazione catastale, i redditi dominicale e agrario sono determinati, ai soli fini fiscali, mediante l'applicazione della tariffa più alta del seminativo di classe prima in vigore nella provincia di appartenenza, o in quella prospiciente nel caso di allevamento marino Redditi da allevamento Come accennato, il reddito derivante dall'allevamento di animali su terreni agricoli si considera compreso nel reddito agrario, se gli animali sono nutriti con mangimi ottenibili per almeno un quarto dal terreno agricolo. Con appositi decreti ministeriali sono definite annualmente le quantità di mangimi producibili dai terreni in base alla loro fascia produttiva e le quantità di mangimi necessarie per nutrire i capi di ciascuna specie allevata. Dall'analisi di queste variabili è possibile calcolare se i capi allevati rientrano nel reddito agrario del terreno. 5 Cfr. circolare Agenzia dell'entrate 10 giugno 2004, n. 24/E 6 Cfr. risoluzione Agenzia dell'entrate 3 settembre 2005, n. 127/E. fiscooggi.it 910 Quando il numero dei capi eccede il limite, il reddito relativo alla parte eccedente costituisce reddito d'impresa e l'impresa allevatrice può determinarlo con uno dei due seguenti metodi: - ordinario e, cioè, in base al bilancio, contrapponendo costi a ricavi, con l'obbligo di tenuta della contabilità - forfetario, previsto dall'articolo 56, comma 5, del Dpr n. 917/ Serra e funghicoltura Il reddito dominicale e agrario delle superfici adibite a colture prodotte in serra o alla funghicoltura viene determinato applicando la tariffa d'estimo più alta in vigore nella provincia. IMPOSTE DIRETTE, REDDITO DEI FABBRICATI: SOGGETTI PASSIVI, DETERMINAZIONE, ABITAZIONE PRINCIPALE 1.3 Reddito dei fabbricati Ai sensi dell'articolo 36 del Dpr n. 917/1986, il reddito dei fabbricati è costituito dal reddito catastalmente attribuibile a ogni unità immobiliare urbana. Per unità immobiliare si intendono i fabbricati e le altre costruzioni stabili, o loro porzioni, suscettibili di produrre un reddito proprio. Rientrano in tale definizione gli appartamenti, i negozi, i conventi, gli ospedali, gli edifici costituenti un'unica azienda, le autorimesse con accesso diretto alla strada, le abitazioni dei portieri, le caserme e altro. Si considerano parti integranti delle unità immobiliari le pertinenze (articolo 817 c.c.) e le aree occupate dalle costruzioni. Non producono reddito di fabbricati, e, pertanto, ne sono esclusi: - le parti comuni di proprietà condominiale il cui reddito riferito al singolo proprietario non supera 25,82 euro - gli immobili strumentali sia per natura che per destinazione - gli immobili adibiti esclusivamente all'esercizio dell'arte e della professione - gli immobili - con relative pertinenze - destinati all'esercizio del culto (se locati, sono comunque produttivi di reddito), compresi i monasteri di clausura e le loro pertinenze - le unità immobiliari per le quali siano state rilasciate licenze, concessioni o autorizzazioni per il restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia, limitatamente al periodo di validità del provvedimento durante il quale l'unità immobiliare non è comunque utilizzata - gli immobili completamente adibiti a sedi aperte al pubblico di musei, biblioteche, archivi, cineteche ed emeroteche, quando al possessore non derivi alcun reddito per l'utilizzazione dell'immobile per l'intero anno (da denunciare all'agenzia delle Entrate, entro tre mesi) - le costruzioni rurali e relative pertinenze, comprese quelle adibite a uso non abitativo, appartenenti al possessore o all'affittuario dei terreni cui servono, effettivamente adibite agli usi agricoli Soggetti passivi Sono obbligati a dichiarare il reddito dei fabbricati coloro i quali possiedono gli immobili a titolo di proprietà o altro diritto reale di godimento (uso, usufrutto, abitazione, enfiteusi, eccetera). Inoltre, sono obbligati: - i proprietari degli immobili concessi in comodato - i titolari di diritto di abitazione 7 7 Si tratta del diritto spettante al coniuge superstite ai sensi dell'articolo 540, comma 2, c.c., e al coniuge separato convenzionalmente o per sentenza, di abitare la casa adibita a residenza familiare e le sue pertinenze fiscooggi.it 1011 - i soci di società semplici ed equiparate che producono redditi di fabbricati - i soci di cooperative edilizie a proprietà divisa, assegnatari di alloggi in base ad apposito verbale della cooperativa, anche se non ancora titolari di mutuo individuale - gli assegnatari di alloggio a riscatto o con patto di futura vendita da parte di enti (ad esempio, lo Iacp) - i singoli condomini se la quota di reddito delle parti comuni supera 25,82 euro - i possessori di fabbricati utilizzati in modo promiscuo - i titolari di attività di affittacamere Determinazione del reddito dei fabbricati Come accennato, il reddito delle unità immobiliari è costituito dalla rendita catastale. Viene determinato, in linea generale, mediante l'applicazione delle tariffe d'estimo, che sono sottoposte a revisione dal ministero dell'economia e delle Finanze "quando se ne manifesti l'esigenza" e, comunque, ogni dieci anni. La rendita catastale viene calcolata moltiplicando la tariffa di riferimento per la consistenza dell'immobile. La tariffa di riferimento viene individuata secondo la zona censuaria, le categorie catastali e la classe di merito. La consistenza varia a seconda della tipologia dello stesso e precisamente: - per la categoria catastale del gruppo A (abitazioni e uffici), si considera il numero dei vani - per la categoria catastale del gruppo B (edifici pubblici in genere), si tiene conto dei metri cubi - per la categoria catastale del gruppo C (box, negozi, magazzini, eccetera), ci si rifà ai metri quadrati. Va inoltre ricordato che, sino all'entrata in vigore delle nuove tariffe d'estimo la rendita catastale deve essere rivalutata del 5 per cento. Esistono, infine, i seguenti casi particolari: - per gli immobili non censiti o con rendita non più adeguata, si applica la rendita presunta, determinata avendo a riferimento unità similari già iscritte - gli immobili appartenenti alle categorie catastali D ed E sono a stima diretta, nel senso che l'ufficio del Territorio deve provvedere ad attribuire singolarmente la rendita catastale, dopo averne stimato il valore. In caso di inagibilità dell'immobile per accertato degrado fisico (diroccati, pericolanti o fatiscenti) o per obsolescenza funzionale, strutturale o tecnologica non superabile con interventi di manutenzione, è possibile inoltrare, all'ufficio del Territorio competente, una denuncia per la richiesta di attribuzione di una nuova rendita catastale. In attesa di attribuzione di rendita, è possibile dichiarare una rendita presunta. La denuncia va inoltrata entro il 31 gennaio dell'anno in corso, con validità per l'anno in corso e per quelli successivi. Se il contribuente non ha posto in essere la suddetta procedura, deve dichiarare il reddito del fabbricato secondo i criteri ordinari. Nel caso di immobili di nuova costruzione, il reddito fondiario va dichiarato a partire dalla data in cui il fabbricato è divenuto atto all'uso o comunque dal momento in cui viene utilizzato dal possessore Aggiornamento rendite catastali: poteri dei Comuni Una delle novità contenute nella legge 30 dicembre 2004, n. 311, riguarda la possibilità per i Comuni, che hanno constatato la presenza di immobili di proprietà privata non dichiarati in catasto ovvero la sussistenza di situazioni di fatto non più coerenti con i classamenti catastali per intervenute variazioni 8 Cfr. risoluzione ministeriale 31 dicembre 1986, n. 9/1916 fiscooggi.it 1112 edilizie, di richiedere ai titolari di diritti reali sulle unità immobiliari interessate la presentazione di atti di aggiornamento 9. La richiesta, contenente gli elementi constatati, tra i quali, qualora accertata, la data cui riferire la mancata presentazione della denuncia catastale, va notificata ai soggetti interessati e comunicata, con gli estremi di notificazione, agli uffici provinciali dell'agenzia del Territorio. Se i soggetti interessati non ottemperano alla richiesta entro novanta giorni dalla notificazione, gli uffici provinciali dell'agenzia del Territorio provvedono, con oneri a carico dell'interessato, all'iscrizione in catasto dell'immobile non accatastato ovvero alla verifica del classamento delle unità immobiliari segnalate, notificando le risultanze del classamento e la relativa rendita. Le rendite catastali dichiarate o comunque attribuite a seguito della notificazione della richiesta del Comune producono effetto fiscale, in deroga alle vigenti disposizioni, a decorrere dal 1 gennaio dell'anno successivo alla data cui riferire la mancata presentazione della denuncia catastale, indicata nella richiesta notificata dal Comune, ovvero, in assenza della suddetta indicazione, dal 1 gennaio dell'anno di notifica della richiesta del Comune. Nel caso in cui il contribuente non ottemperi ai nuovi obblighi, si applica la sanzione da 258 euro a euro. Per l'applicazione pratica delle nuove norme, si deve fare riferimento a un provvedimento del direttore dell'agenzia del Territorio, emanato d'intesa con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali Abitazione principale Rimanendo in ambito di imposizione diretta, quando si parla di abitazione principale ci si riferisce a quella nella quale la persona fisica che la possiede a titolo di proprietà usufrutto o altro diritto reale e i suoi familiari vi dimorino abitualmente 11. Ai fini Irpef, l'abitazione principale non concorre alla formazione del reddito in quanto è ammessa una deduzione (dal reddito complessivo) di importo pari alla rendita stessa. In particolare, le caratteristiche di tale deduzione sono le seguenti: - la deduzione attualmente corrisponde all'ammontare dell'intera rendita catastale degli immobili (prima del 2000 spettava una deduzione pari a 1,1 milioni di lire) - deve essere rapportata al periodo e alla quota di possesso dell'immobile, nonché ai giorni di permanenza del requisito di abitazione principale - nel caso in cui la percentuale di possesso è variata nel corso dell'anno, la deduzione va calcolata in base alla percentuale media di possesso - in caso di unità immobiliare utilizzata come abitazione principale solo per una parte dell'anno e concessa in locazione per il residuo periodo, la deduzione (rapportata alla percentuale di possesso e al periodo di utilizzo) spetta solo se la rendita catastale rivalutata risulti superiore al canone annuo di locazione - compete per una sola unità immobiliare adibita ad abitazione principale 12 - nel caso in cui l'abitazione principale venga utilizzata anche come luogo di esercizio dell'attività d'impresa, arte o professione, e quindi in maniera promiscua, la deduzione va ridotta al 50 per cento 13 - non spetta alle persone fisiche residenti all'estero 14 9 Cfr. articolo 1, commi , legge n. 311/ Cfr. circolare Agenzia del Territorio 4 agosto 2005, n. 10/T. 11 Come si dirà in seguito, tale definizione, in materia di agevolazioni prima casa, non è altrettanto corretta. 12 Cfr. circolare ministeriale 29 dicembre 1999, n. 247/E. 13 Cfr. circolare ministeriale 27 maggio 1994, n. 73/E, e circolare ministeriale 10 agosto1994, n. 150/E. 14 Cfr. circolare ministeriale 10 agosto 1994, n. 150/E. fiscooggi.it 1213 - l'abitazione resta principale, anche quando il contribuente trasferisce la propria dimora abituale presso un istituto di ricovero o sanitario, a condizione che l'abitazione non risulti locata 15 - la deduzione spetta anche alle cooperative a proprietà indivisa che possono dedurre un importo pari alle rendite catastali delle abitazioni dei soci 16. IMPOSTE DIRETTE, REDDITO DEI FABBRICATI: ABITAZIONI SECONDARIE, ABITAZIONI LOCATE, ABITAZIONI RURALI, IMMOBILI DI INTERESSE STORICO O ARTISTICO, IMMOBILI POSSEDUTI ALL'ESTERO Abitazioni secondarie Ai sensi dell'articolo 41 del Dpr n. 917/1986, se le unità immobiliari a uso di abitazione, possedute in aggiunta a quelle adibite ad abitazione principale del possessore o dei suoi familiari o all'esercizio di arti e professioni o di imprese commerciali da parte degli stessi, sono utilizzate direttamente, anche come residenze secondarie, dal possessore o dai suoi familiari o sono comunque tenute a propria disposizione, il reddito è aumentato di un terzo. La maggiorazione di un terzo non si applica agli immobili: - concessi in comodato gratuito a familiari che vi dimorino abitualmente - appartenenti a contribuenti residenti all'estero - utilizzati come abitazione principale da contribuenti trasferiti per motivi di lavoro in altro comune - destinati ad alloggio abitato dal portiere Abitazioni locate L'articolo 37, comma 4-bis, del Dpr n. 917/1986 stabilisce che, per i fabbricati locati, il reddito imponibile si ottiene confrontando il reddito effettivo netto derivante dalla locazione e la rendita catastale rivalutata del 5 per cento, e si dichiara il maggiore dei due. Il reddito effettivo netto si determina riducendo il canone annuo contrattuale di locazione nella misura del 15 per cento a titolo di spese forfetarie (25 per cento per i fabbricati siti nella città di Venezia e nelle isole della Giudecca, di Murano e di Burano) Agevolazioni per i proprietari Per i proprietari di abitazioni locate e ubicate in aree ad alta densità abitativa, dal 1 gennaio 1999, è prevista un'ulteriore riduzione del 30 per cento del reddito imponibile derivante dai contratti di locazione, al netto della precedente riduzione del 15 per cento (o 25 per cento). L'ulteriore abbattimento del canone del 30 per cento in favore del locatore è applicabile anche alle pertinenze 18. Le condizioni per applicare la predetta agevolazione sono le seguenti: - il contratto deve essere di tipo "concordato o convenzionale", stipulato ai sensi dell'articolo 2, comma 3, legge n. 431/ nella dichiarazione dei redditi devono essere indicati gli estremi di registrazione del contratto - l'unità immobiliare deve avere destinazione abitativa - l'immobile deve essere ubicato in uno dei comuni considerati ad alta densità abitativa - non si deve trattare di locazioni di natura transitoria, fatta eccezione per i contratti stipulati per gli studenti universitari fuori sede e per gli enti locali in qualità di conduttori, al fine di soddisfare esigenze abitative di carattere transitorio Agevolazioni per gli affittuari 15 Cfr. circolare Agenzia delle Entrate 3 gennaio 2001, n. 1/E. 16 Cfr. circolare Agenzia delle Entrate 3 gennaio 2001, n. 1/E. 17 Cfr. circolare ministeriale 10 giugno 1993, n. 7/ Cfr. circolare ministeriale 10 giugno 2004, n. 24/E. fiscooggi.it 1314 Per gli affittuari di abitazioni principali locate con contratto "concordato o convenzionale" ex articolo 2, comma 3, legge n. 431/1998, spetta una detrazione così determinata: - 495,80 euro, se il reddito complessivo non supera ,71 euro - 247,90 euro, se il reddito complessivo è superiore a ,71 euro, ma non a ,41 euro Agevolazioni in caso di proroga degli sfratti In base a quanto disposto dal decreto legge 13 settembre 2004, n. 240, convertito dalla legge 12 novembre 2004, n. 269, ai proprietari degli immobili locati si applicano le agevolazioni fiscali (reddito imponibile ridotto al 30 per cento, in base a quanto previsto dall'articolo 8, comma 1, legge n. 431/1998), mediante l'incremento al 70 per cento della percentuale di ulteriore riduzione del reddito imponibile, ferma restando l'applicazione dell'imposta proporzionale di registro nella misura del 70 per cento Lotta all'evasione Come già accennato, la Finanziaria 2005 (legge n. 311/2004) ha previsto una serie di norme con l'intento di contrastare la diffusa evasione nel settore delle locazioni Limitazione all'attività di accertamento L'articolo 1, commi , della legge n. 311/2004 ha disposto che i contribuenti, che dichiarano un reddito derivante dalla locazione dei fabbricati non inferiore al maggiore importo tra l'85 per cento del canone di locazione e il 10 per cento del valore dell'immobile, non possono essere accertati su tale reddito. Gli accertamenti inibiti riguardano: - le indagini bancarie 19 - l'accertamento sintetico 20 - l'accertamento parziale 21 - la rettifica delle dichiarazioni dei soggetti diversi dalle persone fisiche 22. Per determinare il valore dell'immobile, in base a quanto chiarito dalla circolare 10 marzo 2005, n. 10/E (punto 10.1), si applicano gli stessi coefficienti validi ai fini dell'imposta di registro 23, e, in particolare, ai moltiplicatori si applica sempre la rivalutazione del 20 per cento (pertanto, il coefficiente applicabile per determinare il valore dell'immobile è 120). Inoltre, per le locazioni di durata inferiore all'anno, al fine di individuare il limite all'attività di accertamento, il valore determinato su base catastale deve essere rapportato alla durata del contratto Omessa registrazione del contratto di locazione La legge n. 311/2004 prevede, poi, un'ulteriore disposizione che colpisce i casi di omessa registrazione del contratto di locazione. Infatti, il comma 342 dell'articolo 1 dispone che, in caso di omessa registrazione del contratto di locazione degli immobili, si presume, salva documentata prova contraria, l'esistenza del rapporto di locazione anche per i quattro periodi di imposta antecedenti quello nel corso del quale è accertato il rapporto stesso. E' importante precisare che, però, tale presunzione vale solo ai fini fiscali senza che produca alcun effetto di natura civilistica Cfr. articolo 32, comma 1, numero 7, del Dpr n. 600/ Cfr. articolo 38, Dpr n. 600/ Cfr. articolo 41-bis, Dpr 600/ Cfr. articolo 40, Dpr 600/ Si tratta dei coefficienti per la valutazione automatica ex articolo 52, comma 4, Dpr n. 131/ Cfr. circolare Agenzia delle Entrate 16 marzo 2005, n. 10/E, punto Cfr. circolare Agenzia delle Entrate 16 marzo 2005, n. 10/E, punto fiscooggi.it 1415 Ai fini della determinazione del reddito si presume, quale importo del canone, il 10 per cento del valore dell'immobile Acquisizione di dati sulle utenze Sono inoltre previste le seguenti norme con l'intento di acquisire maggiori dati sugli immobili: - introduzione dell'obbligo di indicare il codice fiscale dell'utente anche nei contratti di somministrazione di servizi idrici e gas (in precedenza, tale obbligo valeva solo per i contratti di somministrazione di energia elettrica) 26 - ha posto in capo alle aziende, istituti, enti e società (ad esempio, Enel, aziende elettriche, municipali, eccetera) l'obbligo di comunicare, a partire dall'1/4/2005, all'anagrafe tributaria i dati catastali identificativi degli immobili presso cui sono attivate utenze relative alla somministrazione di energia elettrica, acqua e gas Invio della comunicazione di cessione del fabbricato La comunicazione di cessione di fabbricato di cui all'articolo 12 del decreto legge 21/3/1978, n. 59, convertito nella legge 18/5/1987, n. 191 (di lotta al terrorismo), non deve essere più presentata all'autorità di Pubblica sicurezza, ma inviata telematicamente all'agenzia delle Entrate 28. Va però ricordato che la decorrenza di tale disposizione è stata spostata alla data indicata in apposito decreto interdirigenziale che sarà emanato dal ministero dell'interno e dall'agenzia delle Entrate Abitazioni rurali Le costruzioni rurali e relative pertinenze, comprese quelle adibite a uso non abitativo, appartenenti al possessore o all'affittuario dei terreni cui servono, effettivamente adibite agli usi agricoli, sono esenti dall'irpef. A tal fine devono, gli immobili devono possedere i seguenti requisiti di ruralità 29 : - devono essere posseduti dal titolare del diritto di proprietà sul terreno o dall'affittuario o da chi conduce il fondo e da loro familiari conviventi a loro carico o da pensionati per attività svolta in agricoltura o da coadiuvanti iscritti come tali ai fini previdenziali - devono essere utilizzati come abitazione o per funzioni strumentali all'attività agricola dai soggetti di cui sopra o da dipendenti esercenti attività agricole nell'azienda a tempo indeterminato o determinato (con più di 100 giornate lavorative all'anno) o da persone addette all'attività di alpeggio - devono essere asserviti a un fondo con superficie non inferiore a 10mila metri quadrati censito nel catasto terreni con attribuzione di rendita. Il limite è di 3mila metri quadrati nel caso di colture in serre o funghicoltura o nel caso di ubicazione del terreno in un comune montano - non devono essere abitazioni di lusso o abitazioni aventi le caratteristiche delle categorie A/1 (abitazioni signorili) e A/8 (abitazioni in ville). Inoltre, il volume d'affari di chi conduce il fondo deve risultare superiore al 50 per cento del reddito complessivo Irpef al netto dei trattamenti pensionistici corrisposti per attività svolta in agricoltura. La percentuale deve essere superiore al 25 per cento in caso di terreno ubicato in comune montano Immobili di interesse storico o artistico Per gli immobili di interesse storico ai sensi del Dlgs 22 gennaio 2004, n. 42, la rendita deve essere determinata applicando la minore tra le tariffe d'estimo previste per le abitazioni nella zona censuaria nella quale l'immobile è collocato. 26 Cfr. articolo 1, comma 332, lettera a), n. 1), legge n. 311/ Cfr. articolo 1, comma 332, lettera b), n. 2), legge n. 311/ Cfr. articolo 1, commi , legge n. 311/ Cfr. articolo 9, commi 3 e 3-bis, decreto legge n. 557/1993. fiscooggi.it 1516 In caso di immobili locati, l'agenzia delle Entrate, conformandosi alla sentenza della Corte costituzionale 28/11/2003, n. 346, ha chiarito 30, discostandosi dalla precedente posizione 31, che, anche in tal caso, il reddito degli immobili storici e artistici si determina applicando la minore delle tariffe d'estimo della zona, a prescindere dal canone di locazione Immobili posseduti all'estero La tassazione degli immobili situati all'estero avviene in base al regime di tassazione previsto dalle norme estere. In particolare, l'articolo 70 del Dpr n. 917/1986 prevede due casi: - immobile soggetto alle imposte sui redditi estere: concorre alla formazione del reddito complessivo per un ammontare netto risultante dalla valutazione effettuata dallo Stato estero per il corrispondente periodo d'imposta, o, in caso di difformità dei periodi di imposizione, per il periodo di imposizione estero che scade nel corso di quello italiano 32 - immobile non soggetto alle imposte sui redditi estere: concorre alla formazione del reddito complessivo per l'85 per cento dell'ammontare percepito nel periodo d'imposta. Sintetizzando, dunque, il trattamento fiscale degli immobili posseduti all'estero varia a seconda che: - l'immobile sia produttivo di reddito (ad esempio, concesso in locazione) - l'immobile non sia produttivo di reddito (ad esempio, immobili non assoggettati a tassazione sulla rendita nello Stato estero e/o non locati). Nel primo caso (immobile produttivo di reddito), il contribuente deve: - dichiarare il reddito tra quelli diversi compilando il quadro RL - compilare il modulo RW in cui indicare: o nella sezione I, il trasferimento delle somme (se superiori a euro) dall'italia all'estero nel periodo di imposta in cui è avvenuto l'acquisto o nella sezione II, per ogni anno di possesso, il valore dell'immobile detenuto all'estero (se superiore a euro). Nel caso in cui, invece, l'immobile non sia produttivo di reddito all'estero, il contribuente non deve dichiarare alcun reddito in Italia, limitandosi solamente a compilare il modulo RW al momento dell'eventuale trasferimento di somme dall'italia all'estero per l'acquisto (sempre se superiori a euro). IMPOSTE DIRETTE: IMMOBILI DELLE IMPRESE 1.4 Immobili delle imprese Ai sensi dell'articolo 43 del Dpr n. 917/1986, non si considerano produttivi di reddito fondiario gli immobili relativi a imprese commerciali. Pertanto, tali immobili concorrono alla formazione del reddito d'impresa, con differenti modalità a seconda che si tratta di: - immobili strumentali - immobili merce - immobili patrimonio Immobili strumentali Si definiscono strumentali gli immobili utilizzati durevolmente nel processo produttivo dell'impresa. 30 Cfr. circolare 14 marzo 2005, n. 9/E. 31 Cfr. circolare ministeriale 10 giugno 1993, n. 7/ Spetta il credito d'imposta. fiscooggi.it 1617 La strumentalità dell'immobile può essere di due tipi: - per destinazione - per natura Immobili strumentali per destinazione Si tratta di immobili utilizzati in via esclusiva e diretta dall'imprenditore nell'esercizio dell'impresa commerciale, indipendentemente dalla natura o dalle risultanze catastali. Ad esempio, è strumentale per destinazione l'immobile accatastato come unità abitativa adibito, di fatto, a sede di un'impresa. La Cassazione si è occupata di definire tale concetto, precisando che sono immobili strumentali per destinazione quelli "che abbiano come unica destinazione quella di essere direttamente impiegati nell'espletamento di attività tipicamente imprenditoriali sì da non essere idonei a produrre un reddito autonomo rispetto a quello del complesso aziendale in cui sono inseriti 33 ". Va ricordato che sono considerati tali anche quelli concessi in uso ai dipendenti che hanno trasferito per motivi di lavoro la loro residenza anagrafica nel comune in cui prestano la propria attività. In tal caso, i canoni di locazione (anche finanziaria) e le spese di manutenzione di tali immobili sono deducibili totalmente dal reddito d'impresa, nel periodo d'imposta in cui si verifica il trasferimento dei dipendenti e nei due anni successivi. In capo ai lavoratori dipendenti, invece, è prevista una detrazione per coloro che: - hanno trasferito o trasferiscono la propria residenza nel Comune di lavoro o in uno di quelli limitrofi nei tre anni antecedenti quello di richiesta della detrazione; - siano titolari di qualunque tipo di contratto di locazione di unità immobiliari adibita ad abitazione principale degli stessi e situate nel nuovo comune di residenza a non meno di 100 chilometri di distanza dal precedente e comunque al di fuori della propria regione. La detrazione, che spetta per i primi tre anni, rapportati al periodo dell'anno durante il quale sussiste tale destinazione, è pari a: - 991,60 euro, se il reddito complessivo non supera ,71 euro - 495,80 euro, se il reddito complessivo è superiore a ,71 euro, ma non a ,41 euro Immobili strumentali per natura Si tratta di immobili che per loro caratteristiche non sono suscettibili di diversa utilizzazione senza radicale trasformazione, indipendentemente dal loro utilizzo per fini imprenditoriali. Ci si riferisce, pertanto, agli immobili inclusi nelle categorie A/10, B, C, D ed E, escluse le categorie che costituiscono pertinenze (C/2, C/6 o C/7, eccetera) Trattamento fiscale degli immobili strumentali Gli immobili strumentali, come accennato, concorrono alla formazione del reddito d'impresa complessivo. Sono pertanto esclusi dal campo di applicazione dei redditi fondiari. La partecipazione alla formazione del reddito d'impresa si verifica attraverso le plusvalenze o altri proventi iscritti in bilancio e mediante le quote annuali di ammortamento, minusvalenze, spese di manutenzione, riparazione, ammodernamento e trasformazione e altri costi e oneri Immobili merce Sono considerati immobili merce quelli la cui produzione, scambio o vendita costituisce oggetto dell'attività d'impresa (si pensi agli appartamenti posseduti dall'impresa costruttrice e pronti alla vendita). Essi partecipano alla formazione del reddito d'impresa in base a costi, ricavi e rimanenze. 33 Cfr. Cassazione, sentenza 5 giugno 1991, n fiscooggi.it 1718 I ricavi derivanti dalla cessione o dal possesso di un immobile merce variano in relazione alle fattispecie in cui si conseguono (corrispettivo della cessione, canone di locazione, indennizzo, ecc.). In particolare, essi corrispondono: - al corrispettivo percepito in caso di cessione dell'immobile - all'indennizzo conseguito dal procedimento di espropriazione per pubblica utilità - all'indennizzo percepito quale risarcimento di un'eventuale distruzione o lesione - al valore normale del bene se destinato all'autoconsumo o a finalità estranee all'esercizio dell'impresa o assegnato ai soci - al canone di un eventuale contratto di locazione Valutazione delle rimanenze finali Le rimanenze finali relative agli immobili merce sono valutate in base ai rispettivi costi specifici, nei quali rientrano anche quelli relativi ai beni strumentali direttamente utilizzati nella produzione. Però, in caso di realizzazione mediante contratto di appalto con esecuzione ultrannuale, il trasferimento del bene avviene in maniera frazionata unitamente ai corrispettivi (considerati ricavi d'esercizio), mentre la parte residua della realizzazione del bene costituisce rimanenza finale. In tal caso, le rimanenze finali possono essere valutate: - in base ai corrispettivi pattuiti - in base ai corrispettivi liquidati - in base al costo (previa autorizzazione dell'ufficio dell'agenzia delle Entrate). Seguendo il criterio dei corrispettivi, a fine esercizio si calcola, in base alla porzione di opera eseguita, la parte di corrispettivo pattuito già maturata. Qualora l'opera sia coperta da stati di avanzamento lavori (Sal) la valutazione va fatta in base ai corrispettivi liquidati. I metodi di valutazione dei corrispettivi sono i seguenti: - Cost to cost: (costi sostenuti nell'esercizio / totale dei costi stimati) x corrispettivo pattuito - Costi standard: corrispettivo pattuito x percentuale di opera realizzata. Come detto, in alternativa, l'impresa può richiedere l'applicazione del criterio del costo. In tal caso: - l'autorizzazione va inviata all'ufficio dell'agenzia entro i tre mesi precedenti la chiusura dell'esercizio - trascorsi tre mesi, in assenza di risposta dall'ufficio, la domanda si considera accolta Immobili patrimonio Si considerano immobili patrimonio quelli relativi a imprese commerciali che non costituiscono né beni strumentali per l'esercizio dell'impresa, né beni alla cui produzione o scambio è diretta l'attività dell'impresa. Pertanto, partecipano alla formazione del reddito d'impresa in base alle risultanze catastali. Sono però, previste alcune particolarità: - così come gli immobili strumentali, quelli patrimonio producono, anche, plus/minusvalenze, ad eccezione del fatto che i costi a essi riferibili (spese di manutenzione, quote di ammortamento, eccetera) non sono deducibili in quanto forfetariamente determinati attraverso l'applicazione delle norme sui redditi fondiari - l'ammortamento non è fiscalmente deducibile - l'eventuale plusvalenza derivante dalla loro cessione partecipa alla formazione del reddito. fiscooggi.it 1819 IMPOSTE DIRETTE: IMMOBILI DEI PROFESSIONISTI 1.5 Immobili dei professionisti Per i professionisti, gli immobili strumentali sono quelli effettivamente utilizzati dal lavoratore autonomo per l'esercizio della propria attività, indipendentemente dalla loro categoria catastale. La differenza rilevante, rispetto alle imprese, sta nel fatto che gli oneri e i proventi relativi a tali beni concorrono alla formazione del reddito in base al principio di cassa, anche se, come sarà meglio precisato di seguito, ci sono alcune eccezioni 34. Anche nel caso dei professionisti, occorre effettuare alcune differenziazioni a seconda che l'immobile strumentale sia: - un immobile di proprietà utilizzato anche per l'esercizio dell'attività - un immobile strumentale di proprietà - un immobile in locazione utilizzato anche per l'esercizio dell'attività - un immobile strumentale in locazione - un immobile in leasing Immobile di proprietà utilizzato promiscuamente E' deducibile dal reddito di lavoro autonomo il 50 per cento della rendita catastale dell'immobile di proprietà o posseduto a titolo di usufrutto o altro diritto reale, utilizzato sia come abitazione, sia per l'esercizio dell'attività professionale, purché non si possieda un altro immobile adibito esclusivamente all'esercizio della professione nello stesso Comune. Nella stessa misura sono deducibili le spese (condominiali, asporto rifiuti, eccetera) Immobile di proprietà utilizzato solo come strumentale In tal caso, occorre distinguere tra: - immobili acquistati entro il 14 giugno 1990: il costo sostenuto per l'acquisto è deducibile in quote mediante ammortamento. Per gli immobili edificati o acquistati prima del 1 gennaio 1985, sono indeducibili le quote di ammortamento maturate anteriormente a detta data. Le spese sostenute (condominiali, eccetera) sono ugualmente deducibili. - immobili acquistati a partire dal 15 giugno 1990: il costo sostenuto per l'acquisto non è deducibile in quote mediante ammortamento. Il professionista potrà dedurre dal reddito di lavoro autonomo il solo importo corrispondente alla rendita catastale ed eventualmente gli interessi passivi pagati per finanziare l'acquisto dell'immobile Si ricorda, inoltre, che l'immobile utilizzato nell'esercizio dell'attività artistica o professionale non genera reddito Immobile in locazione utilizzato promiscuamente E' deducibile dal reddito di lavoro autonomo l'importo dei canoni di locazione dell'immobile in affitto, utilizzato sia come abitazione, sia per l'esercizio dell'attività professionale limitatamente a una quota percentuale, purché non si possieda un altro immobile adibito esclusivamente all'esercizio della professione nello stesso Comune. Con riferimento alle spese relative alle utenze, la percentuale di deducibilità del canone di locazione dell'immobile a uso promiscuo andrebbe determinata con riferimento alla misura effettivamente sostenuta per l'esercizio dell'attività professionale. 34 Per le imprese, invece, il principio di determinazione del reddito è quello di competenza. fiscooggi.it 1920 1.5.4 Immobile in locazione utilizzato solo come strumentale Il canone di locazione corrisposto per l'immobile utilizzato esclusivamente per l'esercizio della professione è deducibile interamente dal reddito di lavoro autonomo. Nella stessa misura sono deducibili le spese (condominiali, asporto rifiuti, eccetera) Immobile in leasing Occorre distinguere tra: - contratto di leasing stipulato entro il 14 giugno 1990: i canoni di leasing (e le spese) sono deducibili per competenza, a condizione che il contratto abbia una durata di almeno otto anni. Per i contratti stipulati prima del 2 marzo 1989, i canoni sono deducibili per cassa e indipendentemente dalla durata del contratto - contratto stipulato a partire dal 15 giugno 1990: non sono deducibili i canoni, bensì la sola rendita catastale. Le spese, invece sono deducibili interamente. La deduzione spetta nella misura del 50 per cento se l'immobile è utilizzato promiscuamente, purché non si possieda nello stesso Comune un altro immobile adibito esclusivamente all'esercizio della professione. Nella stessa misura sono deducibili le spese (condominiali, asporto rifiuti, eccetera) Spese di manutenzione straordinaria La quota di competenza dell'anno delle spese di ammodernamento, ristrutturazione e manutenzione straordinaria degli immobili utilizzati nell'esercizio delle attività è deducibile, per quote costanti, in cinque anni a partire da quello di sostenimento Utenze Nel caso in cui le utenze si riferiscano a locali utilizzati esclusivamente per l'esercizio dell'attività sono tutte interamente deducibili. Se le stesse utenze sono invece relative a locali adibiti anche ad abitazione, sono deducibili al massimo nella misura del 50 per cento, o meglio, nella misura effettivamente sostenuta per l'esercizio dell'attività professionale. Un criterio che può essere considerato oggettivo nella determinazione della percentuale di deducibilità di tali spese potrebbe essere quello connesso ai mq dell'abitazione effettivamente destinati all'esercizio dell'attività professionale. Ad esempio, se circa un 40 per cento della superficie complessiva dell'abitazione è dedicato allo svolgimento dell'attività professionale, sarebbe opportuno dedurre un 40 per cento delle spese relative alle utenze utilizzate promiscuamente. IMPOSTE DIRETTE: REDDITI DIVERSI SU IMMOBILI 1.6 Redditi diversi su immobili L'articolo 67 del Dpr n. 917/1986, con esplicito riferimento agli immobili, considera redditi diversi: - le plusvalenze realizzate mediante la lottizzazione di terreni, o l'esecuzione di opere intese a renderli edificabili, e la successiva vendita, anche parziale, dei terreni e degli edifici (articolo 67, comma 1, lettera a) - le plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di beni immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni, esclusi quelli acquisiti per successione o donazione e le unità immobiliari urbane che per la maggior parte del periodo intercorso tra l'acquisto o la costruzione e la cessione sono state adibite ad abitazione principale del cedente o dei suoi familiari, nonché, in ogni caso, le plusvalenze realizzate a seguito di cessioni a titolo oneroso di terreni suscettibili di utilizzazione fiscooggi.it 20 Vedere altro
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