Source: https://www.adessoagevolazioni.com/2020/03/27/art-651-cod-proc-penale-efficacia-della-sentenza-penale-di-condanna-nel-giudizio-civile-o-amministrativo-di-danno/
Timestamp: 2020-03-28 11:54:06+00:00

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Art. 651 cod. proc. penale: Efficacia della sentenza penale di condanna nel giudizio civile o amministrativo di danno - Adessonews aggregatore di news: replica gli articoli dalla rete senza fini di lucro ma con finalità di critica, discussione od insegnamento, come previsto dall’art. 70 legge sul diritto d’autore e art. 41 della costituzione. Puoi richiedere la rimozione o inserimento degli articoli in qualsiasi momento.
La sentenza penale di non luogo a procedere per concessione del perdono giudiziale nei confronti di imputato minorenne non ha efficacia di giudicato nel giudizio civile risarcitorio, perché esula dalle ipotesi previste negli artt. 651 e 652 cod. proc. pen., non suscettibili di applicazione analogica per il loro contenuto derogatorio del principio di autonomia e separazione tra giudizio penale e civile. Ne consegue che il giudizio civile deve interamente ed autonomamente rivalutare il fatto in contestazione, sebbene, nel rispetto del contraddittorio, possa tener conto di tutti gli elementi di prova acquisiti in sede penale, al fine di ritenere provato il nesso causale fra la condotta del minore e la lesione subita dall’attore. Rigetta, App. Roma, 11/06/2011
Una sentenza penale la quale si limiti a dichiarare l’intervenuta estinzione per prescrizione del reato contestato, procedendo ad esaminare i fatti ai soli fini di cui all’art. 578 c.p.p. (secondo il quale, in caso di costituzione di parte civile, il giudice di appello e la Corte di Cassazione, nel dichiarare il reato estinto per amnistia o per prescrizione, decidono sull’impugnazione ai soli effetti delle disposizioni e dei capi della sentenza che concernono gli interessi civili), non integra un accertamento definitivo in sede penale sulla responsabilità degli imputati. Essa perciò non equivale ad una sentenza irrevocabile di condanna pronunciata a seguito del dibattimento alla quale (ai sensi dell’art. 651 c.p.p.) riconoscere, nell’ambito del giudizio amministrativo, efficacia di giudicato in ordine all’illiceità penale del fatto commesso e all’affermazione che l’imputato lo ha commesso. Una tale pronuncia dunque non fa stato, ai sensi degli artt. 651 e 654, 578 c.p.p., con particolare riguardo all’avvenuto accertamento in ordine alla sussistenza dei fatto materiale, alla sua qualificazione in termini di illecito e all’imputazione soggettiva della condotta sottostante. Perciò, caduto il principale presupposto logico-giuridico posto a fondamento dell’intero iter argomentativo (ossia l’esistenza di un giudicato penale in ordine all’illiceità dei comportamenti a fondamento dell’esito della gara), ne restano travolte le conseguenze che il deducente ne trae nel ricorso in termini di radicale nullità degli atti del concorso di progettazione, nonché in termini di doverosità dell’azione amministrativa.
Una sentenza penale la quale si limiti a dichiarare l’intervenuta estinzione per prescrizione del reato contestato, procedendo ad esaminare i fatti ai soli fini di cui all’art. 578 c.p.p. (secondo il quale, in caso di costituzione di parte civile, il giudice di appello e la Corte di cassazione, nel dichiarare il reato estinto per amnistia o per prescrizione, decidono sull’impugnazione ai soli effetti delle disposizioni e dei capi della sentenza che concernono gli interessi civili), non integra un accertamento definitivo in sede penale sulla responsabilità degli imputati. Essa perciò non equivale ad una sentenza irrevocabile di condanna pronunciata a seguito del dibattimento, alla quale (ai sensi dell’art. 651 c.p.p.) riconoscere, nell’ambito del giudizio amministrativo, efficacia di giudicato in ordine all’illiceità penale del fatto commesso e all’affermazione che l’imputato lo ha commesso. Una tale pronuncia (della Cassazione) dunque non fa stato, ai sensi degli art. 651 e 654, 578 c.p.p., con particolare riguardo all’avvenuto accertamento (con “sentenza irrevocabile di condanna pronunciata in seguito a dibattimento”) in ordine alla sussistenza del fatto materiale, alla sua qualificazione in termini di illecito e all’imputazione soggettiva della condotta sottostante.
In materia di rapporto tra giudizi civili e processo penale, fuori dal caso in cui i giudizi di danno possono proseguire davanti al giudice civile ai sensi dell’art. 75, comma 2, c.p.p., il processo può essere sospeso se tra processo penale e altro giudizio ricorra il rapporto di pregiudizialità indicato dall’art. 295 c.p.c. o se la sospensione sia prevista da altra specifica norma, e sempre che la sentenza penale esplichi efficacia di giudicato nell’altro giudizio, ai sensi degli art. 651, 652 e 654 c.p.p. (Sulla base di tale principio la S.C. ha annullato, per mancanza di un rapporto di pregiudizialità, l’ordinanza di sospensione del processo civile avente ad oggetto il giudizio civile di pagamento dell’indennità di disoccupazione agricola in attesa della definizione del processo penale a carico del datore di lavoro per truffa aggravata ai danni dell’ente previdenziale per fittizietà del lavoro agricolo denunciato, non potendo formarsi in ambito penale un giudicato avente efficacia in sede civile tra parti diverse, ossia l’Inps ed il lavoratore).
Quando è prospettato un illecito costituente reato, per il quale la risarcibilità del danno non patrimoniale è espressamente prevista dalla legge, ai sensi degli art. 2059 c.c. e 185 c.p., l’indagine sull’esistenza di un diritto leso di rilievo costituzionale – cui sia ricollegabile il risarcimento del danno non patrimoniale – entro determinati limiti, secondo l’interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 2059 c.c., può venire in rilievo solo dopo l’esclusione della configurabilità di un reato. Quando il fatto illecito sia astrattamente configurabile come reato, la vittima avrà astrattamente diritto al risarcimento del danno non patrimoniale scaturente dalla lesione di qualsiasi interesse della persona tutelato dall’ordinamento, ancorché privo di rilevanza costituzionale, costituendo la tutela penale sicuro indice di rilevanza dell’interesse leso. Ai fini del risarcimento del danno non patrimoniale, a norma dell’art. 2059 c.c., l’inesistenza di una pronuncia del giudice penale, nei termini in cui ha efficacia di giudicato nel processo civile ex art. 651 e 652 c.p.p., l’estinzione del reato (art. 198 c.p.), l’improponibilità o l’improcedibilità dell’azione penale, non costituiscono impedimento all’accertamento da parte del giudice civile della sussistenza degli elementi costitutivi del reato. Accertamento che il giudice civile deve condurre secondo la legge penale e deve avere ad oggetto l’esistenza del reato in tutti i suoi elementi oggettivi e soggettivi, ivi comprese eventuali cause di giustificazione e l’eccesso colposo ad esse relativo.
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References: sentenza 
 art. 41
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 art. 651
 sentenza 
 art. 651
 art. 2059
 art. 651