Source: http://diritto-online.com/?m=201607
Timestamp: 2017-08-19 11:04:45+00:00

Document:
2016 July | Diritto Online - Il Portale Del Diritto
Posted by admin in Corte di cassazione Friday, 29 July 2016 11:59 No Comments
L’insolita modalità di celebrazione sarebbe stata in contrasto con l’ordine pubblico poiché “la contestuale presenza dei nubendi dinanzi a colui che officia il matrimonio assicura la loro libertà nell’esprimere la volontà di sposarsi“.
Nel contraddittorio con il Ministero dell’interno ed il Comune di San Giovanni in Persiceto, il ricorso della F. e’ stato accolto dal Tribunale di Bologna, con decreto in data 13 gennaio 2014. 107 c.c., non costituisce un principio irrinunciabile per la stessa legge italiana, la quale prevede eccezioni, a norma dell’art. Per la Cassazione il matrimonio contratto via internet da due persone in Stati differenti, secondo la legge del Paese straniero dove era stato registrato, è da considerarsi valido e trascrivibile in Italia.
Il caso del matrimonio via Skype è arrivato davanti alla Cassazione che ha sostanzialmente confermato la decisione della Corte d’appello ed ha giudicato la richiesta del Viminale infondata.
Il “fatidico sì” via Skype è valido a tutti gli effetti.
Il matrimonio via internet è contrario all’ordine pubblico?
La Corte bolognese, affermano infatti, ha correttamente premesso che, ai sensi dell’articolo 28 della l. n. 218/1995, “ilmatrimonio celebrato all’estero è valido nel nostro ordinamento, quanto alla forma, se è considerato tale dalla legge del luogo di celebrazione, o dalla legge nazionale di almeno uno dei nubendi al momento della celebrazione, o dalla legge dello Stato di comune residenza in tale momento”. Le autorità italiane devono limitarsi a prendere atto dell’avvenuta celebrazione delle nozze, limitandosi a una verifica formale sul rispetto del nucleo essenziale dell’ordinamento italiano (e cioè la piena e libera autodeterminazione degli interessati). Non è nemmeno necessaria la presenza di un sacerdote, del sindaco o di un ufficiale di stato civile per poter ufficializzare un matrimonio. Sussistono giusti motivi per compensare le spese del giudizio, in considerazione della novità della questione esaminata.
Article source: http://ciociariareport24.it/2016/07/29/sentenza-shock-della-corte-di-cassazione-validi-i-matrimoni/
Srl, in arrivo la stangata: sentenza Cassazione cambia tutto – Infiltrato.it
Posted by admin in Corte di cassazione Friday, 29 July 2016 10:16 No Comments
Article source: http://www.infiltrato.it/soldi/srl-sentenza-cassazione-stangata/
Cassazione: spetta l’indennizzo ai progettisti del porto di Otranto …
OTRANTO (Lecce) -Ci sono voluti 15 anni e plurimi giudizi, anche con sentenze parziali e pronunce di incompetenza, per pervenire ad una sentenza definitiva della Corte Suprema di Cassazione, che, rigettando il ricorso del Comune di Otranto, ha definitivamente riconosciuto il diritto del raggruppamento professionale guidato dall’Ing. Luigi Maggio, difeso dall’Avv. Pietro Quinto, ad un indennizzo a titolo di indebito arricchimento oltre le spese processuali dei vari gradi di giudizio, per la redazione del progetto del porto turistico di Otranto.
La singolarità della vicenda – come riassume l’Avv. Quinto che ha difeso il raggruppamento nei vari gradi di giudizio – è che l’incarico conferito nel 1997 dall’Amministrazione dell’epoca del Comune di Otranto, a conclusione di un procedimento di evidenza pubblica e la convenzione successivamente sottoscritta, furono travolti da altro contenzioso introdotto innanzi al TAR Lecce ed al Consiglio di Stato avverso il bando di gara per l’affidamento dell’incarico. Sicchè, dopo che il raggruppamento professionale aveva provveduto a redigere il progetto, regolarmente approvato dal Comune, vennero meno gli atti presupposti che legittimavano l’affidamento dell’incarico e la possibilità stessa di realizzare la progettazione firmata dall’Ing. Maggio capogruppo del raggruppamento. Poiché però il lavoro era stato svolto, i progettisti richiesero comunque il pagamento delle loro competenze professionali.
Da qui l’instaurazione di un giudizio innanzi al Tribunale di Lecce con il quale il raggruppamento chiedeva in via principale il pagamento dell’intero corrispettivo professionale, o, in subordine la condanna del Comune al pagamento di un’indennità per arricchimento senza causa.
La tesi giuridica sostenuta in giudizio dall’Avv. Quinto – che è stata poi accolta – è che quando una Pubblica Amministrazione riceve comunque una utilità da una prestazione svolta da un privato e riconosce tale utilità in relazione alle proprie finalità istituzionali, non può comunque sottrarsi al pagamento delle prestazioni acquisite, adducendo ragioni formali di regolarità amministrativa. Su questo principio di diritto si è articolato un lungo contenzioso nei vari gradi di giudizio e finalmente la Corte di Cassazione ha rigettato in via definitiva il ricorso del Comune avverso la sentenza di accoglimento della Corte d’Appello di Lecce, sia con riferimento alla quantificazione dell’indennizzo dovuto, sia in relazione alla riconosciuta utilità della P.A.. Con riferimento a quest’ultimo aspetto, la Corte di Cassazione ha altresì evidenziato una evoluzione dell’insegnamento giurisprudenziale secondo cui il depauperato che agisce nei confronti della P.A. ha solo l’onere di provare l’arricchimento, e non anche il suo riconoscimento.
Ma nel caso di Otranto vi era stata addirittura la delibera di approvazione del progetto con il riconoscimento della sua utilità. La Corte di Cassazione ha invece respinto un autonomo ricorso proposto da un professionista, che si era dissociato dalla posizione del raggruppamento, chiedendo l’integrale pagamento del corrispettivo contrattuale. Ha affermato la Cassazione che la tutela di chi ha adempiuto un contratto nullo – come sostenuto dalla Corte d’Appello di Lecce – risiede nei limiti della specifica azione di indebito arricchimento, teleologicamente orientata appunto ad impedire un ingiusto depauperamento. Ed è questo – ha evidenziato l’Avv. Quinto – un importante principio di giustizia sostanziale anche alla luce della successiva evoluzione della vicenda del Porto di Otranto atteso che la nuova Amministrazione ha poi superato la soluzione progettuale risalente al 1997, riuscendo a portare a compimento una nuova ed aggiornata progettazione di un porto funzionalmente dimensionato alle esigenze dello sviluppo turistico della Città dei Martiri e della costa adriatica della penisola salentina.
Article source: http://www.corrieresalentino.it/2016/07/cassazione-spetta-lindennizzo-ai-progettisti-del-porto-di-otranto-non-realizzato/
Sentenza della Corte di Cassazione: i matrimoni su skype sono validi!
Posted by admin in Corte di cassazione Thursday, 28 July 2016 18:44 No Comments
Sappiamo che al giorno d’oggi, trovare un partner online non è certo cosa complicata. Ci sono tante storie d’amore che sono nate proprio sul web. Forse tenendo conto di questi cambiamenti sociali, è arrivata una sentenza a dir poco incredibile da parte della Corte di Cassazione, che ha legittimato i matrimoni su skype.
MATRIMONI SU SKYPE: IL PRIMO CASO A BOLOGNA
Stando a quanto riportato in una delle ultime sentenze della Corte di Cassazione, i matrimoni su skype sono perfettamente validi. No, non si tratta di uno scherzo, dal momento che a Bologna c’è già stato il primo caso che lo testimonia. Infatti, una donna di San Giovanni in Persiceto ha sposato il suo compagno pakistano su Skype. Secondo l’ufficiale di stato civile, però, le modalità delle celebrazioni non erano valide rispetto a quanto previsto dall’ordinamento italiano.
E’ stata direttamente la Corte di Cassazione a sentenziare che l’ufficiale di stato civile di San Giovanni in Persiceto aveva sbagliato. I matrimoni che sono validi per gli ordinamenti stranieri, lo sono anche per quello italiano quanto il consenso dei coniugi è espresso in modo adeguato. Quindi, il matrimonio online celebrato su skype è perfettamente valido visto che il consenso è espresso in forma idonea. Una sentenza che sicuramente sarà oggetto di grandi discussioni.
Article source: http://www.appletvitalia.it/2016/07/28/sentenza-della-corte-cassazione-matrimoni-skype-validi/
Casa di appuntamenti in città, Csm sospende magistrato di Cassazione indagato
Posted by admin in Corte di cassazione Thursday, 28 July 2016 11:43 No Comments
E’ stato sospeso dalle funzioni e dallo stipendio, e collocato fuori dal ruolo organico della Magistratura, il consigliere di Cassazione Giuseppe Caracciolo, finito sotto inchiesta a Lecce per favoreggiamento della prostituzione.
La sezione disciplinare del Csm ha disposto nei confronti del magistrato questa misura cautelare: Caracciolo è proprietario di un appartamento, apparentemente utilizzato come bed breakfast, ma risultato affittato a giovani donne rumene che, nell’immobile, situato nel centro storico di Lecce, avrebbero esercitato la prostituzione.
L’indagine della Squadra mobile partì grazie alle molteplici segnalazioni che riferivano di un giro di prostituzione di giovani straniere (giovani ma non minorenni di nazionalità venezuelana, colombiana e rumena) in uno stabile formalmente adibito a “Casa Vacanze” e bed and breakfast nonostante all’esterno mancasse qualsiasi insegna. I condomini lamentavano un continuo viavai di uomini che sostavano per pochi minuti davanti all’immobile per poi accedere ed uscire dopo poche decine di minuti. Sono così scattati gli accertamenti. Nei giorni scorsi si è celebrato l’incidente probatorio in cui sono state sentite due giovani prostitute di nazionalità rumena sorprese al’interno dell’abitazione a prostituirsi. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Lasislao Massari e Simona Attolini che potranno ora impugnare il provvedimento davanti alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione.
Article source: http://www.corrieresalentino.it/2016/07/casa-di-appuntamenti-in-citta-csm-sospende-magistrato-di-cassazione-indagato/

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

Sentenza 
 sentenza 
 sentenza