Source: https://www.professionistiscuola.it/contratto/2999-finoa12-000euro-faq-per-aderire-all-azione-giudiziaria-collettiva-possibile-delegare-per-cedolini-dal-2010.html
Timestamp: 2018-01-19 15:48:28+00:00

Document:
#Finoa12.000euro: Faq per aderire all'azione giudiziaria collettiva, possibile delegare per cedolini dal 2010 - Professionisti Scuola
D: È possibile aderire all'azione collettiva PSN-AGC #SbloccaStipendi indipendentemente dalla zona di residenza?
R: Sì. AGC Sblocca Stipendi gestisce incarichi ed adesioni all’azione collettiva provenienti da tutta Italia, isole comprese, senza alcuna differenziazione territoriale ed applicando in tutta Italia condizioni di adesione uniformi, in coerenza con la sua vocazione e la sua visione di essere aggregatore di istanze di giustizia diffuse che accomunano tutti i pubblici dipendenti d’Italia.
D: Sono un Assistente Amministrativo (ATA)/Collaboratore Scolastico (CS) o dipendente pubblico di altra amministrazione. Posso anche io aderire all'azione collettiva giudiziaria PSN-AGC #SbloccaStipendi?
R: Sì. L’adesione all'Azione Giudiziaria Collettiva per l'ottenimento del risarcimento e dell'indennizzo a causa dell'illegittimità costituzionale del blocco dei rinnovi della contrattazione collettiva nel settore del pubblico impiego dal 2010 al 2016 è possibile anche per personale ATA o Collaboratore Scolastico (CS) e i riguarda i lavoratori di tutte le Pubbliche Amministrazioni.
Se non sei Docente, Ata o CS ma sei un lavoratore pubblico puoi consultare l’elenco delle Pubbliche Amministrazioni italiane dal sito istituzionale http://www.indicepa.gov.it (ricerca per singola amministrazione) oppure prelevare il file completo da: http://www.eticapa.it/eticapa/lelenco-completo-delle-amministrazioni-pubbliche-italiane/. Tutti i dipendenti pubblici possono aderire a questa azione collettiva giudiziaria di PSN-AGC. Non vi è alcuna preclusione ad esercitare i propri diritti civili consistenti nel diritto di esperire azioni giudiziarie aventi contenuto economico.
D: Tra gennaio 2010 ed ora ho avuto lo scatto di anzianità nel 2014, questo ha conseguenze sul ricorso?
R: l'azione collettiva prescinde dagli scatti di anzianità. Il risarcimento e l'indennizzo che chiederanno i legali spettano per il blocco del rinnovo contrattuale che abbiamo subito tutti indipendentemente dalla fascia stipendiale a cui si appartiene in base all'anzianità'.
D: Per aderire è necessario aver già fatto ricostruzione di carriera ?
R: L'aver richiesto e/o ottenuto decreto di ricostruzione di carriera non è affatto indispensabile per poter essere legittimato ad agire in giudizio, ed è del tutto indifferente ai fini del ricorso, tanto più che anche chi ha ottenuto gli arretrati della ricostruzione di carriera ha legittimazione a ricorrere.
D: Ho iniziato a lavorare nella scuola a novembre del 2015 posso aderire al ricorso?
D: Nel 2010 ero dipendente del Comune di Milano, scuole materne comunali, dal 2011 lavoro nelle scuole statali: devo allegare il cedolino del 2010 del Comune di Milano o il primo da dipendente statale ?
D: Sono un ex dipendente pubblico, ora in pensione. Posso aderire all’AGC Sblocca Stipendi?
D: Riceverò aggiornamenti dopo la mia adesione ad AGC Sblocca Stipendi?
R: Aderendo all'azione collettiva di PSN-AGC #SbloccaStipendi sarà inserito il suo nominativo e tutti i recapiti in un sistema informativo di comunicazioni per tenere costantemente aggiornati tutti i ricorrenti, nel rispetto della privacy di ognuno. È attivo, inoltre il numero 392 92 92 92 8 per richiedere informazioni personalizzate.
D: Per aderire, oltre al normale costo di adesione dovrò pagare anche il contributo unificato ?
R: No. L’esborso unico (€ 100,00 o 120,00 per soci o non soci PSN) richiesto per aderire, e l’eventuale compenso provvigionale in caso di accoglimento della domanda giudiziale, comprendono tutti i costi di giustizia per entrambi i gradi di giudizio e per la fase della esecuzione, ivi compreso il contributo unificato. Nessun altro esborso verrà mai richiesto ai ricorrenti aderenti, come indicato espressamente nel conferimento di incarico.
D: Se dovesse essere chiusa la trattativa del rinnovo contrattuale con la firma del nuovo contratto decadrebbe il ricorso e la materia del contendere ? E se ciò avvenisse il Tar potrebbe rimandare al giudice del lavoro o dichiarare cessata la controversia, visto che la norma violata ora sarebbe rispettata ?
L’eventuale, soltanto promesso, rinnovo della contrattazione collettiva da parte del Governo non potrà avere alcun effetto processuale in relazione al ricorso collettivo, atteso che il rinnovo avrà ad oggetto importi inferiori e periodi inferiori rispetto alle somme e all'arco temporale oggetto di domanda giudiziale. Divenire parte processuale (aderendo al ricorso collettivo) fa sorgere in capo ad ogni singolo ricorrente il diritto ad ottenere una sentenza e la materia del contendere cesserebbe solo con la integrale soddisfazione della domanda giudiziale (tutti gli importi richiesti per tutto il periodo considerato in ricorso) – Una volta radicata la competenza innanzi al TAR non può verificarsi alcun accadimento che la modifichi innanzi al Giudice del Lavoro.
D: Come farà lo Stato (o il Ministero) a pagare se tanti insegnanti aderiscono e il ricorso venisse accolto?
D: Il costo dell'adesione copre il giudizio solo fino al secondo grado, ma se il ministero resistesse fino a portare in cassazione, ci sarebbero spese aggiuntive per i ricorrenti ?
R: La possibilità di giungere in cassazione è eccezionale e se si verificasse ciò comporterebbe l’avvenuta vittoria in due gradi di giudizio. Infatti se il Ministero (più correttamente l’Aran e la Presidenza del Consiglio dei Ministri e le altre Pubbliche Amministrazioni chiamate in causa) dovessero portarci in Cassazione significherebbe che avremmo vinto DUE gradi di giudizio, e sin dal primo grado avremmo una sentenza esecutiva da azionare per recuperare le somme! Inoltre la giustizia amministrativa ha solo DUE gradi di giudizio.
I casi in cui una sentenza del Consiglio di stato giunga in Cassazione sono assolutamente eccezionali. Si può impugnare una sentenza amministrativa in Cassazione solo per “revocazione”, istituto giuridico che riguarda errori di fatto e supposizioni del Giudice su fatti estranei alla causa, ipotesi assolutamente rara.
D: Il contratto attuale già prevede una specifica voce di "indennità di vacanza contrattuale" con cui lo stato è tenuto a risarcire con una specifica indennità il mancato rinnovo contrattuale. Una delle domande giudiziali è proprio la richiesta di indennizzo per mancato rinnovo, come potrebbe mai essere accolta tale richiesta se già è corrisposta tale indennità ?
R: L'attuale voce di indennità di vacanza contrattuale, versata una tantum e per cifre esgue, copre solo parzialmente gli importi che saranno richiesti che invece sono quelli effettivamente congrui visto che, nel calcolare l'importo mensile da noi richiesto, si è tenuto in considerazione che alcuni dipendenti hanno percepito indennità di vacanza contrattuale.
D: Si può ottenere per via legale quello che è materia di concertazione? Se si, qualora andasse a buon fine, dovrebbe valere solo per chi ricorre. Come si concilia con il fatto che la questione stipendi riguarda i diritti di un'intera categoria, non dei singoli ?
CHIARIMENTI IN MERITO A INFORMAZIONI ERRATE DI FONTE SINDACALE: Qualche sindacalista/sindacato in cattiva fede o disinformato riterrebbe che l'azione giudiziaria collettiva non abbia alcuna possibilità di successo affermando che senza l'abrogazione del Dl 29/1993, col quale sarebbero vietati per legge aumenti superiori all'inflazione programmata, non si potrà ottenere nessun aumento sostanzioso neanche in via giudiziaria.
R: Per otto anni i sindacati sono stati silenziosi ed inattivi rispetto al blocco degli stipendi statali patito dai dipendenti pubblici. Adesso sono passati dalla fase del silenzio a quella della esplicita dissuasione. Ma utilizzano argomentazioni errate e totalmente prive di fondamento giuridico. Circola online una informazione errata, fuorviante e palesemente finalizzata a far desistere i dipendenti statali dall’esercitare i loro diritti in via giurisdizionale.Un esponente sindacale afferma che sarebbero vietati per legge aumenti stipendiali superiori all'inflazione programmata, richiamando il decreto legge 29/1993.Questa è una informazione errata e falsa che un sindacato non dovrebbe far circolare senza poter essere rimproverato di grave incompetenza.DAL 2009 – INFATTI – IL TASSO DI INFLAZIONE PROGRAMMATO NON È PIÙ UTILIZZATO PER I RINNOVI CONTRATTUALI.A fine gennaio 2009, con la definizione dell’Accordo Quadro sulla Riforma degli Assetti Contrattuali siglato da Governo e Parti Sociali, è stato stabilito che la dinamica degli effetti economici sui contratti NON è connessa alla inflazione programmata, ma ad indici pubblicati dall’Istat sull’aumento del costo della vita.Il ricorso collettivo (che il sindacato teme tanto) ha ad oggetto la domanda giudiziale di indennizzo e risarcimento la cui quantificazione è fondata proprio su detti indici, sino ad oggi inapplicati da otto anni.Se anche l’incremento stipendiale fosse oggi ancorato alla inflazione programmata (cosa che non è), comunque il ricorso sarebbe stato parimenti proponibile, poiché le voci economiche indennitarie e risarcitorie sarebbero comunque sganciate, per loro natura giuridica, dalla inflazione programmata.Sarebbe opportuno che chi veicola informazioni fuorvianti, peraltro nella veste di esponente sindacale, chieda scusa per la propria incompetenza e per il potenziale danno che la stessa arreca agli iscritti paganti il sindacato.Avv. Vincenzo Rocco (AGC – Azioni Giudiziarie Collettive)
D: In caso di soccombenza nei due gradi di giudizio si potrebbe essere condannati alle spese legali ponendole a carico dei ricorrenti ?
R: Le eventuali spese legali dei primi (ed unici) due gradi di giudizio saranno ripartite tra numerosissimi ricorrenti e, pertanto, saranno esigue; inoltre una eventuale condanna non sarebbe di fatto immediatamente azionabile poiché lo stato dovrebbe eseguire una sentenza contro migliaia di ricorrenti e nel frattempo noi avremo già fatto appello al Consiglio di Stato chiedendone la sospensione. Sulla temuta condanna alle spese occorre ragionare serenamente tenendo presente quanto segue.
Le domande giudiziali sono tre: indennizzo, risarcimento e rinnovo. La corte cosituzionale ha espressamente sancito che lo stato deve rinnovare (pertanto questa domanda giudiziale è logicamente improbabile che non sia accolta), sul risarcimento non vi è alcuna temerarietà, né problema alcuno, poiché dal 2015 lo Stato sta palesemente violando la sentenza della Consulta (seconda domanda accolta); sull’indennizzo il ricorso conterrà argomentazioni dettagliate di natura giuridica per superare il fatto che la Consulta parla di incostituzionalità sopravvenuta (eventuale domanda con maggiore grado di difficoltà di accoglimento) MA se su tre domande giudiziali due vengono accolte ed una sola no, il TAR compensa le spese (addirittura condanna controparte a pagare le spese ai ricorrenti). Per la domanda eventualmente non accolta (l’indennizzo) noi faremmo appello al Consiglio di Stato, sempre compreso nel costo per aderire.
D: Perchè dovrei versare il 10% su quanto eventualmente venisse riconosciuto dai giudici ?
La percentuale del dieci per cento è ultra-vantaggiosa e competitiva e costituisce una occasione di estremo vantaggio per ogni ricorrente, che potrà vedere esercitato il suo diritto innanzi a Magistrature Superiori ad un costo contenuto, poiché composto da una parte di effettivo “esborso” (100 o 120 €) ed una parte di compenso che i ricorrenti verseranno solo dopo avere effettivamente incassato quanto dovuto e riconosciuto.
D: E’ previsto un numero minimo di aderenti per poter agire in giudizio con l’azione collettiva ?
R: Non è previsto un numero minimo per poter agire in giudizio

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