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Timestamp: 2018-06-18 01:05:30+00:00

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LA RISOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE TRA INTERMEDIARI BANCARI E FINANZIARI E LORO CLIENTI NELLE MATERIE DI COMPETENZA DELL OMBUDSMAN GIURI BANCARIO - PDF
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1 LA RISOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE TRA INTERMEDIARI BANCARI E FINANZIARI E LORO CLIENTI NELLE MATERIE DI COMPETENZA DELL OMBUDSMAN GIURI BANCARIO MASSIMARIO E TESTO COMPLETO DELLE DECISIONI DI MAGGIORE INTERESSE ASSUNTE NEGLI ANNI
2 INDICE PAG. A. QUESTIONI RELATIVE A OPERAZIONI E SERVIZI FINANZIARI 7 A.1. SERVIZIO DI CUSTODIA E AMMINISTRAZIONE TITOLI 7 A.1.1. Condizioni generali di servizio 7 a) Compiti di amministrazione..7 b) Esercizio dei diritti d opzione.9 A.1.2. Obblighi di informativa 11 a) Aumenti di capitale e offerte pubbliche di acquisto 11 b) Avvisi di ristrutturazione del capitale societario 13 c) Avvisi di conversione di obbligazioni.14 d) Segnalazioni sulle variazioni di rating..14 A.1.3. Comunicazioni periodiche alla clientela.18 a) Valore delle comunicazioni sul deposito titoli 18 b) Modalità di invio.19 A.1.4. Trasferimento titoli ad altro intermediario..20 a) Formalizzazione dell ordine.20 b) Modalità operative 21 c) Tempestività nell esecuzione..22 d) Impossibilità ad eseguire..23 A.1.5. Estinzione del deposito 25 a) Recesso della banca..25 A.2. SERVIZIO DI INVESTIMENTI FINANZIARI.26 A.2.1. Gestioni patrimoniali.26 A Condizioni generali di contratto. 26 a) Oneri informativi del gestore 26 b) Costituzione di rapporti tramite promotore finanziario..30 A Prestazione del servizio.31 a) Composizione del patrimonio.31 b) Amministrazione del patrimonio.36 c) Commissioni di ingresso posticipate..40 d) Commissioni di gestione 48 1
3 A Chiusura della gestione.48 a) Presentazione della domanda tramite collocatore.48 b) Liquidazione ad iniziativa della banca.51 c) Effetti del recesso sull amministrazione del patrimonio..52 A Risultati di gestione.53 a) Comunicazioni alla clientela 54 b) Informativa sulle perdite 56 A.2.2. Fondi comuni di investimento 58 A Collocamento..58 a) Oneri informativi del collocatore.58 b) Commissioni di entrata..67 c) Commissioni di gestione.68 A Modifiche al regolamento dei fondi.68 a) Fusione fra fondi.68 b) Proroga della durata del fondo.75 A Prestazione del servizio.76 a) Amministrazione del patrimonio.76 b) Switch fra fondi 78 c) Tardiva esecuzione dell ordine di switch.81 A Liquidazione..83 a) Perfezionamento della domanda 83 b) Tempestività nell esecuzione..84 c) Rimborso delle quote 87 d) Riacquisto da parte dell emittente.90 A Collocamento di prodotti assicurativi.91 a) Oneri informativi del collocatore all attivazione del rapporto 91 b) Oneri informativi del collocatore durante il rapporto 98 c) Amministrazione della polizza.100 d) Riscatto della polizza.102 A.3. SERVIZIO DI NEGOZIAZIONE TITOLI..109 A.3.1. Richiesta di prestazione del servizio a) Conferimento degli ordini..109 b) Ordini a distanza 114 c) Rifiuto ad eseguire..116 d) Ordini allo scoperto 121 e) Servizio di marginazione titoli.123 2
4 f) Operazioni in prodotti derivati.126 A.3.2. Obblighi di informativa.128 a) Prestazione dei servizi di investimento.128 b) Valutazione di adeguatezza.137 c) Efficacia della clausola di operazione non adeguata.146 d) Valutazione di appropriatezza 149 e) Informazioni sul valore degli strumenti finanziari.151 A.3.3. Esecuzione degli ordini..156 a) Esecuzione degli ordini sui mercati regolamentati 156 b) Esecuzione degli ordini fuori dei mercati regolamentati..159 c) Diligenza nell esecuzione degli ordini.160 d) Servizio di execution only 165 A.3.4. Liquidazione delle operazioni.166 a) Tasso di cambio ed abolizione del fixing.166 b) Usi del mercato internazionale..171 c) Contabilizzazione delle operazioni 171 d) Commissioni di negoziazione..172 A.3.5. Tassazione delle operazioni.174 a) Disaggio di emissione 174 b) Tassazione della cedola premio 174 3
5 B. IL RISARCIMENTO DEL DANNO.175 B.1. DANNI RISARCIBILI.175 B.1.1. Requisiti del danno..175 a) Attualità del danno.175 B.1.2. Determinazione del danno.178 B Danni emergenti.178 a) Inadempimento degli obblighi di informativa.178 b) Mancata o tardiva esecuzione di operazioni 185 c) Switch tra fondi.192 d) Operazioni in cambi..194 B Lucro cessante..195 a) Obbligazione risarcitoria 195 b) Operatività in titoli.198 B.2. VALUTAZIONE EQUITATIVA DEL DANNO.204 B.2.1. Danni non quantificabili 204 a) Anticipato riscatto della polizza 204 b) Tardivo riscatto della polizza..206 c) Inerzia della collocatrice.207 d) Mancata diligenza del gestore e) Aspettative di guadagno.211 f) Anticipata chiusura di posizioni in derivati.212 g) Disponibilità dei titoli durante il trasferimento..215 h) Tardivo invio dell ordine di negoziazione 218 i) Tardiva evasione del reclamo 219 B.3. LIQUIDAZIONE DEL DANNO.220 a) Compensazione.220 b) Concorso del fatto colposo del debitore..221 B.4. ESECUZIONE IN FORMA SPECIFICA 223 a) Fattispecie.223 B.5. DANNI NON RISARCIBILI..227 a) Danno non patrimoniale.227 b) Spese legali..228 c) Costi di presentazione del ricorso e spese postali..231 d) Mancata evasione del reclamo
6 C. L ASSUNZIONE DEI MEZZI DI PROVA 234 C.1. ONERE DELLA PROVA 234 C.1.1. Onere a carico dell intermediario.234 a) Fattispecie.234 b) Difficoltà a reperire la documentazione c) Mancata costituzione 239 C.1.2. Onere a carico della parte ricorrente..239 a) Esibizione di documentazione.239 b) Poteri istruttori del Collegio.244 C.2. PROVE DOCUMENTALI.245 C.2.1. Scritture private..245 a) Sottoscrizione.245 b) Mancanza di sottoscrizione..250 c) Falsità della sottoscrizione.251 d) Recapito tramite servizio postale.253 C.2.2. Scritture contabili..253 a) Valore delle inquiry.253 b) Valore dell estratto conto..254 c) Registrazioni di colloqui telefonici 257 C.2.3. Copie e riproduzioni meccaniche 259 a) Hard Copy.259 b) Telefax.263 c) E mail 264 C.2.4. Documentazione proveniente da terzi..265 a) Fattispecie.265 C.3. Altri mezzi di prova.267 a) Fatti notori 267 b) Dichiarazioni delle parti
7 D. QUESTIONI DI PROCEDURA. INAMMISSIBILITÀ E IRRICEVIBILITÀ DEI RICORSI 273 D.1. ALTERNATIVITÀ CON IL PROCESSO CIVILE E IL GIUDIZIO ARBITRALE.273 a) Pendenza del processo civile 273 D.2. INSTAURAZIONE DEL CONTRADDITTORIO FRA LE PARTI E RISPETTO DEI TERMINI..275 a) Decorso dei termini 275 b) Indeterminatezza della domanda.277 D.3. INCOMPETENZA PER MATERIA..279 a) Gestione di conti e depositi bancari 279 b) Richiesta di documentazione..283 c) Commissioni di negoziazione..284 d) Obblighi di informativa della depositaria 284 e) Trasferimento titoli.286 f) Tassazione delle operazioni in titoli.287 g) Modalità operative degli intermediari.289 h) Titoli emessi dagli intermediari.290 i) Amministrazione delle gestioni patrimoniali.290 l) Richieste di accertamenti.291 m) Questioni societarie.292 D.4. INCOMPETENZA PER VALORE.294 a) Quantificazione del danno.294 D.5. DIFETTO DI LEGITTIMAZIONE D.5.1. Difetto di legittimazione attiva 297 a) Rinuncia ad agire.297 b) Accordo transattivi.297 c) Ricorso del terzo estraneo al rapporto o all operazione. Irricevibilità.298 D.5.2. Difetto di legittimazione passiva 300 a) Ricorso avverso enti estranei all Accordo 300 b) Attività di mera intermediazione..302 c) Ricorso avverso intermediario non associato 304 D.6. NE BIS IN IDEM 306 a) Riproposizione della domanda 306 D.7. SOSPENSIONE DEL GIUDIZIO..306 a) Accertamenti dell autorità giudiziaria
8 MASSIMARIO E TESTO DELLE DECISIONI A. QUESTIONI RELATIVE A OPERAZIONI E SERVIZI FINANZIARI A.1. SERVIZIO DI CUSTODIA E AMMINISTRAZIONE TITOLI A.1.1. Condizioni generali di servizio a) Compiti di amministrazione 1. La depositaria, ancorché appartenente al medesimo gruppo dell emittente, stante l autonomia di ciascun intermediario, non risponde né della corresponsione degli interessi sui titoli né del loro conteggio, di esclusiva competenza dell emittente stesso (ric. n. 3870/2009). Il Collegio, presa in esame la documentazione esibita dal ricorrente contestualmente al ricorso, nonché quella pervenuta dalla banca in data 25 gennaio 2010, ritiene di non poter accogliere il ricorso. Espone il ricorrente di avere constatato da un estratto del deposito titoli rilasciatogli a settembre 2009, la mancata corresponsione nel periodo aprile 2005 agosto 2009 delle cedole annesse a nominali ,00 obbligazioni Cap D.J. e nominali ,00 obbligazioni Cap SE 05, a suo tempo acquistate per il tramite della banca convenuta e trasferiti presso altro intermediario a novembre 2007; pertanto, richiede detti rivendicati rendimenti, unitamente agli interessi come per legge ed al risarcimento danni per intervenuta svalutazione monetaria. Replica la banca che le cedole annesse ai titoli in oggetto, trasferiti a novembre 2007 presso altro intermediario, erano state regolarmente accreditate al ricorrente; specifica inoltre che la cedola 2008 annessa alle obbligazioni Cap D.J. non era stata corrisposta, per non essersi verificate le condizioni previste dal relativo Regolamento. Indipendentemente dal rilievo che l Ombudsman bancario non può pronunciarsi sulle operazioni poste in essere nei due anni precedenti la presentazione del ricorso (ai sensi dell art. 1, comma 2, del Regolamento), dalla documentazione agli atti, il Collegio accerta che sul conto corrente del ricorrente, a suo tempo in essere presso la banca, dal 2004 al 2007, il 30 ottobre sono stati accreditate le cedole annesse a nominali ,00 obbligazioni Cap D.J. (rispettivamente, di 313,71, di 304,75, di 459,84 e di 141,98). Verificato che il Regolamento del prestito quantifica l importo delle cedole collegandolo ad un paniere di indici finanziari, rileva il Collegio che la depositaria, ancorché appartenente al medesimo gruppo dell emittente e stante l autonomia di ciascun intermediario, non risponde né della corresponsione degli interessi sui titoli né del conteggio degli stessi, di esclusiva competenza dell emittente stesso; pertanto, conclude per l inaccoglibilità di tale capo della domanda. Riscontrato che il 5 marzo degli anni 2005, 2006 e 2007 sono stati, rispettivamente, accreditati 786,21, 917,25 e 1.798,27, per le cedole corrisposte in relazione a nominali ,00 obbligazioni Cap SE 05, il Collegio conclude per l inaccoglibilità anche di tale capo della domanda. 2. Non rientra fra gli adempimenti cui la depositaria è tenuta ai sensi dell art cod. civ., il recupero della doppia imposizione fiscale sui titoli esteri, essendo tale attività demandata direttamente agli interessati e diversamente proceduralizzata dalle diverse convenzioni fra gli Stati interessati (ric. n. 3683/2009). 7
9 Espone il ricorrente che, essendo stati i dividendi sui titoli Deutsche Telekom e BB Biotech percepiti a decorrere dal 2001 sottoposti a doppia imposizione, non aveva potuto recuperare tramite la banca la trattenuta estera; atteso che, ove ne fosse stato preventivamente informato, tale circostanza l avrebbe dissuaso nel modo più pieno dall acquisto dei [predetti] titoli, richiede un intervento al riguardo. Replica la banca che la depositaria estera dei titoli in oggetto non intendeva accollarsi l attività di recupero per importi che siano inferiori a 100,00 ; pertanto, dovevano essere attivate direttamente dall interessato le apposite procedure. Premesso che a decorrere dal 14 settembre 2009 non erano stati accreditati dividendi, precisa di non aver comunque ricevuto mandato da parte del ricorrente al recupero della tassazione. Sulla base della documentazione agli atti e delle dichiarazioni delle parti, il Collegio accerta che il 3 aprile 2007 sono stati riconosciuti al ricorrente, in relazione a 250 azioni BB Biotech, 500,00 franchi svizzeri a titolo di dividendi sui quali è stata applicata la ritenuta estera di 175,00 franchi svizzeri; il 4 maggio 2007, in relazione a azioni Deutsche Telekom, sono stati riconosciuti 1.080,00 su quali è stata applicata la ritenuta estera di 227,88. Accerta inoltre il Collegio che il 14 aprile 2008 sono stati riconosciuti, in relazione alle azioni BB Biotech, 225,00 franchi svizzeri di dividendi sui quali è stata applicata la ritenuta estera di 78,75 franchi svizzeri; il 30 maggio 2008 sono stati riconosciuti, in relazione alle azioni Deutsche Telekom, 1.170,00 di dividendi, sui quali è stata applicata la ritenuta estera di 246,87. Premesso che la banca non risponde delle trattenute effettuate dalle corrispondenti, osserva il Collegio che non rientra fra gli adempimenti cui la depositaria è tenuta ai sensi dell art cod. civ., il recupero della doppia imposizione, essendo tale attività demandata direttamente agli interessati e diversamente proceduralizzata dalle diverse convenzioni fra gli Stati interessati. Considerato altresì che il trattamento fiscale dei titoli, essendo previsto da disposizioni di legge, non rientra fra le informative dovute agli investitori al momento dell acquisto dei titoli, il Collegio, indipendentemente dal rilievo che l Ombudsman bancario non può pronunciarsi sulle operazioni poste in essere prima del biennio antecedente la presentazione del ricorso alla banca (ai sensi dell art. 1, comma 2, del Regolamento), conclude per l inaccoglibilità della domanda. 3. Poiché l art. 1710, comma 2, cod. civ., prevede che il mandatario sia tenuto a rendere note al mandante le circostanze sopravvenute che possono determinare la modificazione del mandato, ove si sia verificata una rilevante svalutazione della valuta di emissione di titoli obbligazionari nella fattispecie, a seguito del default dello Stato dell Islanda, il rapporto di cambio della corona con l euro aveva valori puramente indicativi l avviso di scadenza dei titoli deve contenere le più possibili aggiornate indicazioni circa il cambio Eur/Isk (ric. n. 4284/2009). Lamenta il ricorrente che la banca gli aveva inviato, in data 5 dicembre 2008, una comunicazione fuorviante relativa all avviso scadenza obbligazioni ISK BEI 07/09 11,50%, indicando il rapporto Eur/Isk pari a 155,00; precisa, infatti, che, al momento del rimborso, gli era stato applicato un cambio pari a 290,00. Chiede, quindi, l applicazione del rapporto di cambio Eur/Isk pari a 167,17 (ovvero il valore medio pubblicato sui siti internet finanziari il 7 gennaio 2009) in quanto, se avesse ricevuto un informativa corretta, avrebbe potuto intraprendere opportune strategie operative sui titoli in questione. Replica la banca che il cambio indicato nella predetta comunicazione era meramente indicativo e che il cambio definitivo sarebbe stato assegnato alla data di scadenza del titolo, come esplicitamente previsto nella più volte citata lettera. Il Collegio, dall esame della documentazione inviata in copia dalle parti in corso di istruttoria, rileva che, con lettera datata 5 dicembre 2008, la banca ha inviato al ricorrente l Avviso scadenza titoli, comunicandogli che il cambio Euro/ISK, alla data di produzione dell avviso stesso, era pari a 155,03, per cui il titolo ISK 8
10 BEI 07/09 11,50% aveva un controvalore di 6.450,36; in tale lettera, la banca ha specificato che il predetto controvalore era meramente indicativo e che il cambio definitivo sarebbe stato assegnato alla data di scadenza del titolo (7 gennaio 2009). Rileva, poi, il Collegio che il 14 gennaio 2009 la banca ha inviato al ricorrente la nota di eseguito relativa al rimborso del citato titolo, specificando che il cambio applicato era stato pari a 248,00 e che il controvalore accreditato era stato di 4.032,26. Premesso quanto sopra, il Collegio osserva innanzitutto che, nel corso del 2008, si è verificato il default dello stato dell Islanda, il che ha portato ad avere valori puramente indicativi in relazione al cambio Eur/Isk; rammenta, in merito, che l art. 1710, comma 2, cod. civ. prevede che il mandatario sia tenuto a rendere note al mandante le circostanze sopravvenute che possono determinare la modificazione del mandato. Di conseguenza, il Collegio ritiene che la comunicazione inviata al ricorrente il 5 dicembre 2008 avrebbe dovuto contenere le più aggiornate possibili indicazioni circa il cambio Eur/Isk; nota, del resto, che l agenzia 1 di Acireale della banca ha consegnato, in data 19 gennaio 2009, al ricorrente documentazione stampata da siti internet (borsa italiana, unicreditmib, it.exchange rates) dalla quale risulta, alla data del 7 gennaio 2009, un valore medio di cambio Eur/Isk pari a 167,176. Osserva, poi, il Collegio che la banca, in seguito alla sopravvenuta crisi dello stato islandese, avrebbe potuto aprire un conto infruttifero in valuta, senza spese per il ricorrente, sul quale accreditare la somma riveniente dal rimborso del titolo in questione, in attesa che si registrasse un cambio più favorevole per la conversione in euro della citata somma o, comunque, di specifiche istruzioni del cliente. Di conseguenza, il Collegio, ritenendo che la banca non si sia attenuta, nell esecuzione del rimborso del titolo in questione, ai criteri della specifica diligenza richiesta al professionista, dichiara la banca tenuta entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione della decisione da parte della segreteria e con invio all Ombudsman bancario di idonea documentazione a comprova a riconoscere al ricorrente la differenza tra quanto accreditatogli in sede di rimborso e quanto avrebbe invece ottenuto se gli fosse stato applicato il cambio di 167,176, oltre agli interessi maturati sulla somma così calcolata dal 7 gennaio 2009 fino alla data di esecuzione della presente decisione. Lo stesso dicasi per la cedola in scadenza al 7 gennaio b) Esercizio dei diritti d opzione 1. In mancanza di una chiara manifestazione di volontà da parte dell investitore formalizzata in un ordine dallo stesso sottoscritto, la banca non può aderire all aumento di capitale societario, ancorché il depositante abbia manifestato interesse al riguardo (ric. n. 55/2010). Espone la parte ricorrente di avere disposto il 7 aprile 2009 l adesione all aumento di capitale Seat Pagine Gialle per complessivi 500 diritti, di cui 200 iscritti su di un deposito libero ed i rimanenti 300 su di un dossier vincolato; l ordine era stato formalizzato con la sottoscrizione da parte [della stessa] del modulo relativo solo per la prima delle predette tranche, mentre per l altra era stato disposto il trasferimento dal deposito a garanzia al deposito libero, come da modulo d adesione dalla stessa sottoscritto ; ancorché l addetto, visti gli inutili tentativi di perfezionare anche per la predetta tranche l adesione, si era riservato di ultimarla appena possibile, le 300 opzioni in questione erano state vendute per un controvalore di 462,84. Nel precisare che, invece, l operazione era stata eseguita per gli altri 200 diritti, la parte ricorrente richiede il risarcimento di circa 948,00. Replica la banca, premesso che l informativa circa l operazione societaria in oggetto prevedeva la facoltà di fornire istruzioni entro il 7 aprile 2009, che nella stessa data la parte ricorrente, dopo aver sottoscritto la disposizione di trasferimento dei diritti dal deposito a garanzia a quello ordinario, si era riservata di fornire ulteriori istruzioni; allorché il giorno successivo la stessa si era presentata in filiale, i termini erano scaduti. 9
11 Sulla base delle concordi dichiarazioni delle parti, il Collegio accerta che il 7 aprile 2009, la parte ricorrente ha disposto il trasferimento di 300 diritti d opzione Seat Pagine Gialle dal deposito vincolato a quello ordinario, nell intento di aderire a tale operazione, ma senza formalizzare il relativo ordine (regolarmente impartito, invece, per gli altri 200 diritti della specie). Premesso che l Ombudsman bancario può giudicare solo sulla base delle prove documentali esibite dalle parti, rileva il Collegio che, in mancanza di una chiara manifestazione di volontà da parte dell investitore formalizzata in un ordine sottoscritto dallo stesso, la banca non può disporre dei titoli in deposito; pertanto, non poteva essere dato seguito, dopo il trasferimento, all adesione in discorso ancorché la parte ricorrente avesse manifestato un interesse al riguardo. Il Collegio, quindi, conclude per l inaccoglibilità della domanda. 2. Poiché gli intermediari non possono disporre dei titoli della clientela senza un espressa manifestazione di volontà da parte della stessa circa i modi e i tempi di negoziazione dei singoli strumenti finanziari, legittimamente la banca, ai sensi dell art cod. civ., procede alla vendita dei diritti di opzione per i quali l interessato non abbia impartito l ordine scritto di esercizio (ric. n. 353/2010). Espone il ricorrente di avere il 4 dicembre 2009 impartito due ordini per l acquisto di n opzioni sull aumento di capitali Credito Valtellinese, per un complessivo importo di ,08; a causa dell indisponibilità del personale, costantemente impegnato in altre operazioni, tali diritti erano stati venduti in modo automatico il successivo 18 dicembre per un corrispettivo di 8.737,48. Premesso che nella stessa data aveva acquistato altri n diritti della specie, esercitati il 21 dicembre, il ricorrente richiede il risarcimento di 1.500,00. Replica la banca che il ricorrente aveva il 9 dicembre 2009 acquistato n diritti d opzione Credito Valtellinese, negoziabili fino al 18 dicembre 2009; non avendo egli impartito entro tale data l ordine di esercitarli (nel previsto termine del 29 dicembre), gli stessi erano stati venduti, ai sensi dell art cod. civile. Avendo l interessato, nel periodo in esame, regolarmente operato sul mercato, respinge la banca come pretestuose le dichiarazioni circa la lamentata indisponibilità del personale. Sulla base della documentazione agli atti e delle dichiarazioni delle parti, il Collegio accerta che il ricorrente il 4 dicembre 2009, con valuta 9 dicembre, ha acquistato complessivi n diritti Credito Valtellinese, venduti il successivo 17 dicembre, ai sensi dell art cod. civ., in mancanza di un formale ordine di esercizio da parte del ricorrente. Precisato che gli intermediari non possono disporre dei titoli della clientela senza un espressa manifestazione di volontà da parte della stessa circa modi e tempi di negoziazione dei singoli strumenti finanziari, non avendo il ricorrente esibito prova documentale (l unica valutabile in questa sede) circa la sua effettiva volontà di diversamente disporre dei diritti in discorso, accerta altresì il Collegio che fra il 4 dicembre stesso ed il successivo 17 dicembre, l interessato, sempre per il tramite della filiale di incardinazione del suo dossier, ha effettuato molte operazioni d negoziazione su diversi titoli. Il Collegio, pertanto, conclude per l inaccoglibilità della domanda. 3. La vendita dei diritti inoptati, nel termine stabilito dal prospetto informativo sull aumento di capitale societario, rientra fra gli adempimenti cui la depositaria è tenuta, essendo siffatti diritti destinati, se non esercitati, a perdere di valore (ric. n. 4115/2009). Espone il ricorrente che, avendo ricevuto l informativa afferente l aumento di capitale Seat Pagine Gialle solo il 14 aprile 2009, non aveva potuto aderire a tale proposta, scaduta il precedente 7 aprile; premesso che le sue 339 opzioni erano state vendute, considerato che avrebbe potuto acquistare nuove azioni al prezzo di 1.624,21 il cui valore dopo la conclusione dell operazione sarebbe stato di ,73, richiede il risarcimento della perdita subita. 10
12 Replica la banca che l informativa sull operazione in oggetto, inviata per posta il 27 marzo 2009, conteneva tutte le indicazioni necessarie per l esercizio dei relativi diritti; non avendo il ricorrente fornito istruzioni, gli stessi erano stati venduti. Accertato, dalla documentazione agli atti, che la nota informativa sull offerta in oggetto reca la data del 27 marzo 2009, la stessa in cui il relativo prospetto informativo ha ricevuto l autorizzazione alla pubblicazione da parte della Consob, rileva innanzitutto il Collegio che la depositaria non può procedere all invio delle comunicazioni della specie se non risultino perfezionate le procedere amministrative provvedimento di autorizzazione alla pubblicazione del Prospetto Informativo e deposito dello stesso presso la Consob per l accesso alla negoziazione dei titoli in Borsa. Nel prendere atto della dichiarazione della banca di avere inviato la predetta informativa per posta, osserva il Collegio che la depositaria, in conformità al disposto dell art cod. civ., è tenuta a tempestivamente informare i depositari interessati delle operazioni di aumento di capitale prima dell inizio del periodo di negoziazione dei relativi diritti d opzione (come avvenuto nella fattispecie, essendo i diritti trattati in Borsa dal 30 aprile), ma non risponde dei ritardi con i quali dette informative sono recapitate alla clientela, essendo tale attività svolta in modo autonomo da soggetti estranei all organizzazione dell intermediario. Premesso che la banca non può d iniziativa utilizzare vettori (come le società di recapito) diversi dall ordinario servizio postale, se non dietro specifica autorizzazione degli interessati, stanti i maggiori costi di un tale servizio, precisa il Collegio che la vendita dei diritti inoptati, nel termine stabilito dal prospetto, rientra fra gli adempimenti cui la depositaria è tenuta, essendo siffatti diritti destinati (se non esercitati) a perdere di valore. In considerazione di quanto esposto, il Collegio conclude per l inaccoglibilità della domanda. A.1.2. Obblighi di informativa a) Aumenti di capitale e offerte pubbliche di acquisto 1. La banca che abbia provveduto a tempestivamente inviare ai depositanti interessati l informativa relativa all aumento di capitale societario, non risponde del ritardo con il quale tale nota viene recapitata, essendo tale attività svolta in modo autonomo da soggetti estranei all organizzazione della depositaria (ric. n. 2785/2009). Espone la ricorrente che l 8 aprile 2009 le era stato impossibile sottoscrivere l aumento di capitale di Seat Pagine Gialle S.p.A., di cui possedeva n. 150 azioni, perché i suoi diritti d opzione erano stati già venduti il 7 aprile dalla banca senza alcuna sua autorizzazione. Atteso che la Seat aveva comunicato tramite i mezzi di stampa che, per la trattazione dei diritti, c era tempo fino all 8 aprile 2009, la ricorrente, poiché non aveva ricevuto alcuna diversa comunicazione dalla banca, chiede il ristoro del danno economico, ovvero l acquisto dello stesso numero di azioni a lei spettanti. Replica la banca che aveva inviato alla ricorrente l informativa relativa all aumento di capitale in oggetto; precisa che per cause non imputabili alla nostra volontà, apprendiamo che il recapito ha subito dei ritardi. Il Collegio, dall esame della documentazione inviata in copia dalle parti, rileva che la banca, con lettera datata 27 marzo 2009, ha comunicato alla ricorrente l operazione relativa all aumento di capitale riguardante i titoli Seat Pagine Gialle, indicando, quale termine ultimo per inviare istruzioni in merito, il 6 aprile Prende atto il Collegio che la ricorrente ha dichiarato di non aver mai ricevuto tale comunicazione. Nel ritenere congruo con i doveri di diligenza e tempestività cui gli intermediari sono tenuti il giorno in cui la predetta comunicazione è stata inviata, osserva il Collegio che la banca non risponde del ritardo di cui la stessa banca ha dichiarato di essere successivamente venuta a conoscenza con il quale 11
13 l informativa viene recapitata alla clientela, essendo tale attività svolta in modo autonomo da soggetti estranei all organizzazione della depositaria; pertanto, conclude per l inaccoglibilità della domanda. 2. Stanti i principi di correttezza e leale collaborazione nell esecuzione del contratto, è onere della depositaria ricordare all investitore che abbia acquistato l ultimo giorno utile i diritti d opzione su un aumento di capitale societario, di perfezionare l adesione non appena contabilizzato tale acquisto e, comunque, non oltre la scadenza prevista (ric. n. 4029/2009). Il Collegio prende in esame la documentazione esibita dal ricorrente contestualmente al ricorso, non avendo la banca inviato le proprie controdeduzioni, malgrado la richiesta della segreteria tecnica e l assegnazione di un termine perentorio. Espone il ricorrente che, avendo il 12 giugno 2009, ultimo giorno di negoziazione dei diritti sull aumento di capitale Enel, acquistato opzioni della specie ad un costo di 7.046,45, non era stato informato dall addetto il quale, invece, gli aveva ricordato di firmare per l adesione entro il termine dell 11 giugno per gli altri analoghi titoli già in suo possesso che avrebbe dovuto nuovamente manifestare la propria volontà all acquisto delle azioni entro la scadenza del 19 dello stesso mese; pertanto, richiede il risarcimento della predetta somma di 7.046,45. Lamenta inoltre il ricorrente che, malgrado il 17 giugno 2009 gli fossero state rimborsate 644,386 partecipazioni al fondo Liquidità, continuava ad essere effettuato il prelievo mensile di 100,00 per il PAC già in essere su tale investimento; inoltre, essendogli stato concesso a luglio 2008 un prestito personale al tasso del 7,50%, era stata rifiutata la domanda di un mutuo dello stesso importo ad un tasso inferiore. Per quanto concerne il PAC in essere sul fondo Liquidità, rileva il Collegio che la liquidazione, anche totale dei titoli ad una determinata data non comporta, di per sé, la sospensione del piano di accumulo, il quale necessita di apposita specifica disposizione; pertanto, non avendo il ricorrente, secondo quanto emerge dalle sue dichiarazioni al riguardo, dato espresse disposizioni in tal senso, il Collegio conclude per l inaccoglibilità di tale capo della domanda. Per quanto concerne la concessione del mutuo, rileva il Collegio che rientra nella discrezionalità dell intermediario, insindacabile in questa sede, la concessione di operazioni della specie; pertanto tale capo della domanda è inammissibile. Premesso che l art. 115 cod. proc. civ., recependo il principio giurisprudenziale per il quale le parti hanno l onere, nel corso del procedimento, di collaborare a circoscrivere la materia controversa, stabilisce che il giudice deve porre a fondamento della decisione ( ) i fatti non specificamente contestati dalla parte convenuta, nel prendere atto della mancata costituzione della banca, il Collegio dà per accertato che il ricorrente, avendo acquistato il 12 giugno 2009, ultimo giorno di negoziazione, opzioni sull aumento di capitale Enel, non è stato avvertito dall addetto della necessità di esercitare tali diritti entro il successivo 19 giugno. Indipendentemente dalla circostanza che la banca, come sarebbe stato suo onere, non ha dimostrato che il ricorrente era stato destinatario della comunicazione sui termini dell operazione societaria di regola, inviate dalla depositaria alla clientela interessata rileva il Collegio che, stante la particolarità della situazione (acquisto l ultimo giorno utile di diritti da parte di un investitore il quale aveva già aderito all aumento su sollecitazione dell addetto) avrebbe dovuto consigliare, nell ambito dei principi di correttezza e leale collaborazione nell esecuzione del contratto, di ricordare al ricorrente, come già avvenuto con la precedente operazione, di perfezionare la nuova adesione non appena contabilizzato l acquisto in questione, e, comunque, non oltre la scadenza prevista. In considerazione di quanto esposto, il Collegio dichiara la banca tenuta entro trenta giorni dalla ricezione da parte della segreteria tecnica e con invio all Ombudsman bancario di idonea documentazione a comprova ad accreditare al ricorrente, con valuta 19 giugno 2009, la somma di 7.046,45, in relazione alla mancata informativa circa la scadenza del termine per l adesione all aumento di capitale Enel. 12
14 b) Avvisi di ristrutturazione del capitale societario 1. La disposizione dell art cod. civ., per la quale rientra fra gli obblighi di amministrazione della depositaria informare la clientela di ogni operazione societaria che conferisca ai relativi azionisti di esercitare un opzione economicamente rilevante circa le partecipazioni possedute nella fattispecie, di recesso a pagamento a seguito di fusione presuppone che, al momento dell invio di tale informativa, gli interessati risultino titolari delle relative opzioni (ric. n. 3884/2009). Espone il ricorrente che, non essendo stato informato della facoltà di recesso concessa a settembre 2007 agli azionisti di I.Net a seguito di fusione per incorporazione, le sue 25 partecipazioni della specie, a gennaio 2008, erano state oggetto di concambio, nel rapporto di uno a sei, con i titoli dell incorporante BT Italia; atteso che il valore unitario di recesso era stato stabilito in 52,75, richiede il risarcimento, comprensivo degli interessi e delle varie spese sostenute, di complessivi 2.000,00. Replica la banca che il ricorrente non aveva ricevuto la comunicazione a suo tempo inviata alla clientela sulla fusione in oggetto, essendo state le azioni I.Net depositate solo il 4 dicembre Dalla documentazione agli atti, il Collegio accerta che la comunicazione sulla fusione in oggetto, a seguito della quale agli azionisti era stata concessa, sulla base di delibera assembleare del 24 settembre 2007, la facoltà di recedere al prezzo di 52,75 per titolo, prevedeva l onere di aderire all operazione entro il [successivo] 9 ottobre ; a tale data i titoli di pertinenza del ricorrente non erano ancora in deposito presso la banca che li ha presi in carico a decorrere dal 4 dicembre dello stesso anno. Rileva il Collegio che, ai sensi dell art cod. civ., rientra fra gli obblighi di amministrazione della depositaria informare la clientela di ogni operazione societaria che conferisca ai relativi azionisti di esercitare un opzione economicamente rilevante circa le partecipazioni possedute; atteso che tale disposizione presuppone che, al momento dell invio di tale informativa, gli interessati risultino titolari delle relative opzioni, il Collegio conclude per l inaccoglibilità della domanda. 2. Non è responsabile del mancato riscontro all offerta di concambio di titoli, la depositaria che invii, tramite il servizio postale, all avente diritto due note informative al riguardo nonché un telegramma per urgenti comunicazioni sullo scambio azioni/obbligazioni Alitalia (ric. n. 3775/2009). Espone la ricorrente che, pur avendo esercitato la facoltà di insinuarsi quale obbligazionista nella procedura di amministrazione straordinaria di Alitalia, non le era stato consentito di aderire all offerta di concambio del Ministero dell Economia e delle Finanze scadente il 31 agosto 2008; precisato di aver potuto dare riscontro nei primi giorni di settembre ad un avviso di convocazione [recapitatole] in data 22 agosto 2008, richiede un autorevole intervento. Replica la banca di avere il 13 ed il 17 luglio 2009 inviato alla ricorrente le comunicazioni relative all offerta recata dal D.L. n. 5/2009, convertito in legge n. 33/2009 e successive modificazioni; premesso che il termine per aderire all offerta del Ministero dell Economia e delle Finanze scadeva il 31 agosto 2008, precisa di avere, per tutto il mese di agosto, tentato di contattare l interessata. Premesso che la depositaria è tenuta, ai sensi dell art cod. civ., ad informare la clientela delle operazioni societarie che offrano ai titolari dei relativi titoli diritti d opzione sugli stessi, inviando le relative comunicazioni agli indirizzi di riferimento, dalla documentazione agli atti, il Collegio accerta che la banca ha inviato alla ricorrente due comunicazioni sull offerta in oggetto, scadente il 31 agosto, l una datata 27 luglio e l altra datata 29 luglio; inoltre il 14 agosto 2009 è stato trasmesso all interessata un telegramma per 13
15 comunicazioni sullo scambio azioni /obbligazioni Alitalia urgente. Il Collegio conclude pertanto per l inaccoglibilità della domanda. c) Avvisi di conversione di obbligazioni 1. La depositaria non ha specifici oneri informativi nei riguardi degli investitori, ove le deliberazioni afferenti la conversione di titoli obbligazionari non attribuiscano agli aventi diritto alcuna facoltà di scelta o la possibilità di esercitare opzioni ai sensi dell art cod. civ. (ric. n. 3911/2009). Espone il ricorrente che, in relazione a nominali ,00 obbligazioni BAA FR 16 Escrow il 28 agosto 2009 ed il successivo 8 settembre gli erano stati accreditati, rispettivamente, 80,32 per interessi e ,53 per rimborso anticipato; premesso che le obbligazioni rivenivano dalla sostituzione di analoghi titoli avvenuta ad agosto 2008, al momento di tale operazione e successivamente, era stato rassicurato sia in ordine alla sostanziale equivalenza fra vecchi e nuovi strumenti sia in ordine al perdurare del sottostante processo di ristrutturazione [societaria]. Atteso che, alla luce di tali informazioni, non si era attivato per il rimborso anticipato dei titoli e per il pagamento degli interessi, il ricorrente richiede il risarcimento della perdita di complessivi 6.350,79. Replica la banca che le operazioni in contestazione rientravano nell offerta obbligatoria di pubblico scambio, assunta dall emittente ad agosto 2008, con il successivo rimborso anticipato al prezzo di mercato dei titolo stessi che costituiva il completamento dell operazione. Sulla base della documentazione agli atti e delle dichiarazioni delle parti, il Collegio accerta che, a seguito di un operazione di ristrutturazione, nominali ,00 obbligazioni BAA 4,5% 14 sono stati sostituiti con altrettante obbligazioni BAA FR 16 Escrow; ad agosto e settembre 2009 i nuovi titoli sono stati, unitamente alla cedola, anticipatamente rimborsati. Rilevato che la depositaria non ha specifici oneri informativi nei riguardi degli investitori, ove le deliberazioni afferenti la conversione di titoli obbligazionari non attribuiscano agli aventi diritto alcuna facoltà di scelta o la possibilità di esercitare opzioni ai sensi dell art cod. civ.; considerato che la banca è tenuta a dare seguito a quanto stabilito dall emittente alle cui determinazioni rimane estranea, il Collegio, precisato che l Ombudsman bancario può giudicare solo sulla base delle prove documentali esibite dalle parti, conclude per l inaccoglibilità della domanda. d) Segnalazioni sulle variazioni di rating 1. Agisce correttamente la depositaria che invii alla clientela interessata la comunicazione di variazione di rischio di titoli esteri il giorno successivo alla formalizzazione della modifica al ribasso del rating dell emittente da parte delle più accreditate società di revisione (ric. n. 4012/2009). Lamenta la ricorrente di aver acquistato obbligazioni Lehman Brothers senza che le fosse stato consegnato preventivamente il documento sui rischi e la scheda titolo; precisa, inoltre, che la clausola di inadeguatezza risultava priva di significato, in quanto faceva riferimento a dichiarazioni e documentazioni sui rischi che la banca non aveva mai registrato e non aveva mai fornito ; infine, sottolinea, che la banca non l aveva informata della variazione di rischio del titolo stesso. Chiede quindi la restituzione della somma investita maggiorata degli interessi legali. Replica la banca che tutta la documentazione richiesta dalla normativa vigente all epoca della sottoscrizione era stata regolarmente consegnata alla ricorrente; precisa, inoltre, che la comunicazione agli investitori circa la variazione di rating era stata effettuata il 16 settembre 2008, ovvero il giorno successivo alla revisione al ribasso del rating dell emittente da parte della società Standard & Poor s. 14
16 Il Collegio, dall esame della documentazione fornita dalle parti in corso d istruttoria, rileva che il 3 novembre 2006 la ricorrente ha sottoscritto nominali ,00 obbligazioni Lehman Brothers FR 09 ; il reclamo in oggetto è stato presentato alla banca con lettera datata 23 febbraio Ai sensi dell art. 1, comma 2, del regolamento la clientela può rivolgersi all ufficio reclami per qualunque questione relativa alla gestione di operazioni o servizi, purché posti in essere nei due anni precedenti il giorno della presentazione del reclamo. Il Collegio dichiara pertanto inammissibile il capo del ricorso attinente le lamentate irregolarità relative all atto di sottoscrizione, in quanto la contestazione riguarda la stipulazione di un contratto che è stato perfezionato in data antecedente al 23 febbraio Per quanto concerne poi la lamentela circa la mancata segnalazione della variazione di rischio del titolo in esame, il Collegio rileva che a prescindere dal fatto che, dalla documentazione contrattuale, non risulta alcun obbligo in tal senso a carico della banca la variazione di rating è avvenuta il 15 settembre 2008, ovvero il giorno successivo al verificarsi del default della società emittente e che la comunicazione di variazione di rischio è stata inviata dalla banca il 16 settembre Il Collegio, non rilevando irregolarità a carico della banca, conclude per l inaccoglibilità del ricorso. 2. Si comporta con tempestività la banca che provveda il giorno successivo al default della società emittente un prestito obbligazionario, a comunicare ai depositanti la variazione di rischio e contestuale uscita dei titoli dall elenco delle obbligazioni a basso rischio/rendimento di Patti Chiari (ric. n. 52/2010). Lamenta il ricorrente che il 24 gennaio 2008 la banca gli aveva consigliato obbligazioni Lehman Brothers e che era stato rassicurato del fatto che la società emittente era di provata solidità e affidabilità ; atteso il fallimento della Lehman, precisa che non aveva mai ricevuto alcuna comunicazione sull aumentato profilo di rischio dell obbligazione e chiede la restituzione dell intero capitale investito, pari ad ,00. Replica la banca che il grado di rischio dell investimento era coerente con il profilo finanziario del ricorrente; precisa, inoltre, che aveva inviato a tutti gli investitori la comunicazione di intervenuta variazione del rating dei titoli in discorso e della loro esclusione dalla lista obbligazioni basso rischio e rendimento elaborata da Patti Chiari il 16 settembre 2008, ovvero il giorno successivo alla revisione al ribasso operata da Standard & Poor s del rating sull emittente (livello CCC ). Il Collegio, dall esame della documentazione inviata in copia dalle parti in corso di istruttoria, rileva che il 24 gennaio 2008 il ricorrente ha sottoscritto nominali ,00 obbligazioni Lehman Brothers FRN 09 ; il 17 gennaio 2008 ha sottoscritto il contratto relativo alla prestazione dei servizi di investimento ed il 21 gennaio 2008 ha compilato il questionario Mifid, risultando con un profilo finanziario prudente. Il Collegio non ravvisa, quindi, irregolarità nella sottoscrizione di tale investimento. Per quanto concerne poi la lamentela circa la mancata segnalazione della variazione di rischio del titolo in esame, il Collegio rileva che a prescindere dal fatto che, dalla documentazione contrattuale, non risulta alcun obbligo in tal senso a carico della banca la variazione di rating è avvenuta il 15 settembre 2008, ovvero il giorno successivo al verificarsi del default della società emittente. Pertanto, atteso che la comunicazione di variazione di rischio e contestuale uscita dall elenco delle obbligazioni a basso rischio/rendimento di Patti Chiari è stata inviata dalla banca il 16 settembre 2008, il Collegio non rileva irregolarità a carico della banca. Il Collegio, comunque, osserva che la procedura alla quale è attualmente sottoposta la società emittente dei titoli è equiparabile all istituto della amministrazione controllata; essa viene richiesta dagli amministratori con la finalità prevalente di una riorganizzazione della società e non della sua liquidazione; solo se il piano di risanamento, sottoposto all approvazione del giudice designato, non potesse essere realizzato, la procedura verrebbe convertita in una vera e propria procedura fallimentare e si darebbe inizio alla liquidazione della società. Il Collegio quindi impregiudicata ogni questione di merito, in particolare se si possa ravvisare, o non, una negligenza della banca con riferimento agli obblighi che l intermediario assume 15
17 nei confronti del cliente nella gestione dei rapporti contrattuali aventi ad oggetto investimenti mobiliari considerato che la procedura di cui sopra è tuttora in corso e che il ricorrente, essendo ancora in possesso dei titoli, non vanta un danno attuale, ritiene, allo stato degli atti, di non potere accogliere il ricorso. 3. Per garantire la più chiara e trasparente informativa alla clientela circa il maggior rischio sopravvenuto per alcuni strumenti finanziari, le comunicazioni al riguardo devono fare inequivocabile riferimento ai titoli specificamente a ciò interessati (ric. n. 4144/2009). Espone la ricorrente di aver acquistato, in data 12 maggio 2004, obbligazioni Lehman Brothers TV 04/14 Eur ; lamenta, in merito, che la banca non l aveva avvertita che il valore di tali titoli, nelle ultime settimane, era sceso in modo significativo. Atteso che tale carenza informativa non le aveva consentito di vendere tempestivamente tali titoli, la ricorrente chiede il rimborso della somma investita. Replica la banca che, nel mese di agosto 2008, aveva provveduto ad informare la ricorrente in merito alle mutate condizioni di rischio del titolo in questione, quindi prima del fallimento dell emittente; precisa, poi, che aveva formalizzato, nel corso del mese di ottobre 2009, l insinuazione al passivo del Gruppo Lehman per conto della sua clientela. Controreplica la ricorrente che la filiale, solo successivamente, l aveva convocata richiedendo la firma di un documento, non datato, sui rischi del suo portafoglio. Il Collegio, dall esame della documentazione inviata dalle parti in corso di istruttoria, rileva che il 12 maggio 2004 la ricorrente ha sottoscritto nominali ,00 obbligazioni Lehman TSY Step Eur ; rileva, poi, che il 22 agosto 2008 la ricorrente ha ricevuto dalla banca una lettera nella quale si comunicava quanto segue: il vostro portafoglio titoli contiene strumenti finanziari corporate in quantità significativa; ( ) sintomi di difficoltà, emersi relativamente ad alcuni emittenti statunitensi appartenenti al settore bancario e resi noti recentemente sulla stampa specializzata, possono determinare un innalzamento del rischio ( ) e far sì che le obbligazioni che detenete in portafoglio non risultino più appropriate al vostro profilo di rischio ( ) per i seguenti fattori: peggioramento del rating ( ); aumento rischio tasso ( ); rischio liquidità. In tale comunicazione, la banca ha invitato la ricorrente a presentarsi in filiale per valutare le misure più opportune da adottare, ma la ricorrente non ha aderito a tale invito. In merito il Collegio prende atto che la banca ha dichiarato che la predetta informativa, ancorché non riportante specificamente l indicazione dei titoli Lehman Brothers, si riferiva a strumenti corporate e ad emittenti statunitensi del settore bancario; alla data di consegna della citata lettera, gli unici titoli in possesso della ricorrente aventi le caratteristiche anzidette, erano le obbligazioni Lehman Brothers. Il Collegio riscontrato che, in effetti, gli unici titoli presenti nel portafoglio della ricorrente che avevano le caratteristiche di cui alla sopra citata comunicazione erano i titoli Lehman Brothers osserva, tuttavia, che la lettera in discorso, proprio per garantire la più chiara e trasparente informativa alla clientela circa il maggior rischio sopravvenuto per alcuni strumenti finanziari, avrebbe dovuto fare preciso riferimento ai titoli specificamente interessati. Il Collegio, comunque, riscontra che come risulta dal Contratto per la negoziazione, la sottoscrizione, il collocamento, la raccolta di ordini ed il deposito in amministrazione e custodia di strumenti finanziari sottoscritto, in data 2 agosto 2000, dalla ricorrente ed inviato in copia dalla banca la banca non aveva assunto alcun obbligo contrattuale circa la comunicazione di eventuali variazioni di rischio dei titoli in esame. Premesso quanto sopra, il Collegio osserva che la procedura alla quale è attualmente sottoposta la società emittente dei titoli è equiparabile all istituto della amministrazione controllata; essa viene richiesta dagli amministratori con la finalità prevalente di una riorganizzazione della società e non della sua liquidazione; solo se il piano di risanamento, sottoposto all approvazione del giudice designato, non potesse essere realizzato, la procedura verrebbe convertita in una vera e propria procedura fallimentare e si darebbe inizio alla liquidazione della società. Il Collegio, quindi, considerato che la procedura di cui sopra 16
18 è tuttora in corso e che la ricorrente, essendo ancora in possesso dei titoli, non vanta un danno attuale ritiene, allo stato degli atti, di non potere accogliere il ricorso. 4. Atteso che, in mancanza di obblighi contrattuali, la depositaria non è tenuta ad informare il cliente circa l andamento dei titoli posseduti, la banca non risponde della sopravvenuta inadeguatezza dell investimento all atto della compilazione del questionario MIFID (ric. n. 195/2010). Lamenta il ricorrente che il 22 settembre 2005, dietro espressa sollecitazione della banca, aveva sottoscritto nominali ,00 obbligazioni Lehman Brothers 23/04/14 TV ; precisa che non aveva mai ricevuto dalla banca notizie sull andamento finanziario dell emittente, sicuramente conoscibili dalla banca in quanto operatore specializzato del settore. Sottolinea il ricorrente che, a seguito dell entrata in vigore della Mifid, aveva compilato il questionario ed era risultato con livello di rischio moderato, per cui la banca lo avrebbe dovuto informare della sopravvenuta inadeguatezza dell investimento in oggetto; chiede, pertanto, la restituzione dell importo inizialmente conferito, oltre agli interessi legali. Replica la banca che, all epoca della sottoscrizione, il ricorrente si era rifiutato di fornire le informazioni richieste in merito ai suoi obiettivi di investimento e alla sua situazione finanziaria; precisa che non era suo compito valutare l opportunità di mantenere in dossier le obbligazioni in discorso, restando una scelta discrezionale del ricorrente decidere la composizione del suo portafoglio titoli. Il Collegio, dall esame della documentazione inviata in copia dalle parti in corso di istruttoria, rileva che il ricorrente ha sottoscritto, in data 22 settembre 2005, nominali ,00 obbligazioni Lehman Brothers 23/04/14 TV e che, nel contratto relativo alla prestazione dei servizi di investimento (sottoscritto il 21 gennaio 1999), aveva dichiarato di rifiutarsi di fornire informazioni circa la sua situazione finanziaria e i suoi obiettivi di investimento. Premesso quanto sopra, il Collegio, atteso che il reclamo è stato presentato alla banca con lettera datata 1 marzo 2010 e che, ai sensi dell art. 1, comma 2, del regolamento la clientela può rivolgersi all ufficio reclami per qualunque questione relativa alla gestione di operazioni o servizi, purché posti in essere nei due anni precedenti il giorno della presentazione del reclamo, il Collegio dichiara inammissibile il ricorso in relazione a tutti quei fatti contestati che sono accaduti in data antecedente al 1 marzo Per quanto riguarda l ulteriore doglianza circa il comportamento tenuto dalla banca per la asserita sopravvenuta inadeguatezza dell investimento all atto della compilazione del questionario Mifid, il Collegio premesso che il profilo di rischio assegnato ( medio ) appare non in contrasto con la valutazione, all epoca corrente, del prodotto in portafoglio rileva la inesistenza di obblighi contrattuali, a carico della banca, di informare il cliente circa l andamento dei titoli posseduti. Il Collegio dichiara pertanto, sul punto, inaccoglibile il ricorso. 5. La banca, in conformità agli impegni assunti di dare immediata comunicazione di una variazione significativa del livello di rischio, è tenuta a tempestivamente informare la clientela di una declassificazione (nella specie, di tre livelli) nella valutazione del rating (ric. n. 88/2010). Chiede il ricorrente l annullamento dell operazione Islandbank 3% 2010 con la sostituzione di obbligazioni della banca di pari importo ( ,00); precisa, infatti, di aver sottoscritto tali titoli il 9 luglio 2008, in quanto gli era stato garantito che si trattava di un investimento a basso rischio, mentre l 8 ottobre 2008 si era verificato il default dell emittente. Sottolinea che, solo con lettera del 9 ottobre 2008, era stato avvertito della variazione di rating del titolo. Replica la banca che il ricorrente era stato avvisato della variazione di rating secondo quanto previsto dalla normativa contrattuale, che obbligava la banca stessa a fornire una tempestiva informativa solo in caso di variazione significativa del livello di rischio ; per cui il ricorrente non era stato avvertito della precedente 17
19 variazione del rating, in data 30 settembre 2008, da A2 a Baa2, in quanto tale indice identificava comunque obbligazioni appartenenti alla categoria investment grade. Il Collegio, dall esame della documentazione inviata in copia dalle parti in corso di istruttoria, rileva che il ricorrente, in data 9 luglio 2008, ha sottoscritto nominali ,00 obbligazioni Islandbank 3% 2010, emessi dalla Glitnir Bank HF ; sul modulo di sottoscrizione era previsto che il cliente sarà tempestivamente informato se il titolo subisce una variazione significativa del livello di rischio. Riscontra il Collegio che il 12 novembre 2007, il ricorrente aveva sottoscritto il contratto per la prestazione dei servizi di investimento, optando per il servizio di consulenza, e, in pari data, aveva compilato il questionario Mifid, risultando con un profilo finanziario moderato ed una conoscenza ed esperienza elevata. Premesso quanto sopra, rileva il Collegio che, all epoca della sottoscrizione, il rating attribuito all emissione in discorso dalla società Moody s era A2 e che, alla data del 30 settembre, la valutazione era scesa alla classe Baa2 ; infine, l 8 ottobre 2008 il rating era sceso a Caa2 e il giorno successivo la banca comunicava la variazione al cliente. Ritiene il Collegio che l abbassamento da A2 a Baa2, a differenza di quanto sostenuto dalla banca, appare in realtà significativo, trattandosi di una declassificazione di tre livelli, che evidentemente il mercato ha interpretato nel suo effettivo significato, tant è che, come documentato dalla banca, i valori ask relativi alle obbligazioni in questione hanno subito una immediata, e pesante, variazione al ribasso (da 81,00 del 1 ottobre a 44,00 del 2 ottobre); di conseguenza, il Collegio ritiene che la citata variazione di rating doveva essere interpretata dall intermediario operatore professionale specializzato quale variazione significativa del livello di rischio e, quindi, immediatamente comunicata al cliente, secondo l impegno assunto. Il Collegio, pertanto, in considerazione di quanto precede, dichiara la banca tenuta entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione della decisione da parte della segreteria e con invio all Ombudsman bancario di idonea documentazione a comprova a riconoscere al ricorrente l importo corrispondente al controvalore delle obbligazioni in questione alla data del 30 settembre 2008, oltre agli interessi legali maturati su tale somma da tale data a quella dell effettivo pagamento, dietro restituzione, da parte del ricorrente, dei titoli in questione. A.1.3. Comunicazioni periodiche alla clientela a) Valore delle comunicazioni sul deposito titoli 1. Sebbene le indicazioni riportate sugli estratti del deposito titoli abbiano, stante l intrinseca variabilità del prezzo degli strumenti finanziari, carattere meramente indicativo, le stesse, sostanzialmente riflettendo l andamento del mercato, sono idonee a creare un giustificato affidamento dell investitore sul valore dei titoli; la banca pertanto, tenuto conto dell onere sulla stessa gravante di attendere ai rapporti con la clientela con criteri professionali, risponde delle erronee valorizzazioni delle quote di fondi segnalate su tali informative (ric. n. 397/2010). Espone il ricorrente che, avendo l 8 dicembre 2009 il portafoglio on line visualizzato in 213,90 il valore unitario di 86,95 quote del fondo Italy, acquistate a 47,05, ne aveva disposto il rimborso; poiché il predetto valore era in realtà erroneo, l operazione era stata perfezionata a 24,88. Precisato di avere inutilmente cercato di revocare la vendita, il ricorrente richiede il risarcimento di 4.000,00, o per lo meno la somma di 1927,25, pari alla differenza fra costo di acquisto e prezzo di riscatto. Replica la banca che non era stato possibile acclarare l anomalia nella visualizzazione del NAV del fondo in oggetto dell 8 dicembre 2009; premesso che il ricorrente avrebbe potuto, in base all ordinaria diligenza, rivolgersi al servizio gratuito al fine di ottenere chiarimenti, precisa che la perdita di 1927,25 era stata computata sulla base del deprezzamento del fondo nell arco temporale intercorso tra l ordine di 18
20 sottoscrizione del fondo e l ordine di rimborso. Tale perdita sarebbe stata annullabile solamente qualora lo strumento finanziario in essere avesse raggiunto il valore di sottoscrizione. Dalla copia della visualizzazione del portafoglio on line (esibita dal ricorrente e non direttamente disconosciuta dalla banca a sensi dell art cod. civ.) il Collegio accerta che il NAV di 86,95 quote del fondo Italy dell 8 dicembre 2009 era di 213,90; stante il significativo incremento rispetto al costo di acquisto di 47,05 del 10 aprile 2007, il ricorrente ne ha disposto la vendita, eseguita a 24,88. Rileva innanzitutto il Collegio che sebbene le indicazioni riportate sugli estratti del deposito titoli abbiano, stante l intrinseca variabilità del prezzo degli strumenti finanziari, carattere meramente indicativo, le stesse, sostanzialmente riflettendo l andamento del mercato, sono idonee a creare un giustificato affidamento nell investitore; peraltro, l entità dell incremento del valore della quota avrebbe potuto suggerire al ricorrente, che possedeva i titoli in questione dal 2007 oltre ad essere titolare di altri analoghi strumenti, di preventivamente accertare l effettività di tale valore. In siffatto contesto, tenuto conto dell onere dell intermediario di attendere ai rapporti con la clientela con criteri professionali nonché dell evidente interesse del ricorrente di attendere per la vendita una quotazione quanto più possibile vicina al prezzo di acquisto, il Collegio ritiene di liquidare il danno in via equitativa, quantificandolo in 2.000,00. Alla luce di quanto esposto, il Collegio dichiara la banca tenuta entro trenta giorni dalla ricezione della decisione da parte della segreteria tecnica e con invio all Ombudsman bancario di idonea documentazione a comprova ad accreditare al ricorrente, in relazione all erronea informativa dell 8 dicembre 2009 sul NAV delle quote del fondo Italy, la somma di 2.000,00. b) Modalità di invio 1. Atteso che, in mancanza di espresso diverso accordo fra le parti, la banca non è tenuta ad inviare le comunicazioni alla clientela con modalità più onerose di quelle del ricorso all ordinario servizio postale, legittimamente la banca provvede alla sospensione del servizio di trading on line fino a quando l interessato non abbia trasmesso la sottoscrizione della relativa modulistica contrattuale tempestivamente inviatagli (ric. n. 3989/2009). Espone il ricorrente di non aver potuto, fra le h. 9,00 e le h. 9,30 del 17 ottobre 2008, vendere quote del fondo Emerging Markets, a causa del blocco della piattaforma di trading on line dovuto alla mancata spedizione da parte [sua] alla sede centrale [della banca] di un documento, denominato Allegato D ; considerato che non era stato preavvertito, con lettera raccomandata, che tale servizio sarebbe stato sospeso a decorrere dalla predetta data, avendo venduto i titoli il 17 febbraio 2009 al prezzo di 4,18, richiede la differenza di 720,00 sulla quotazione di 4,90 battuta il 17 ottobre. Replica la banca che a tutta la clientela il 19 maggio 2008 era stata inviata una comunicazione nella quale, tra l altro, si specificava la necessità di procedere all invio dell Allegato D per mantenere attivo il servizio di trading on line. Premesso che non risultano evidenze dell asserita operatività del 17 ottobre, precisa che l interessato, il quale aveva fatto pervenire tale documento solo il 24 ottobre successivo, ha operato sul fondo il 17 febbraio Dalla documentazione agli atti, il Collegio accerta che la banca, con lettera datata 19 maggio 2008, nell informare la clientela della fusione con altro intermediario a decorrere dal successivo luglio, l avvertiva che, per poter continuare ad usufruire già dal 7 luglio 2008, senza soluzione di continuità, del servizio di ricezione e trasmissione di ordini, era necessario firmare l Allegato D, contenente le condizioni regolanti tale servizio. Premesso che era ivi precisato che il mancato ricevimento del [predetto] Modulo, entro la data indicata comporterà che, a far data dal 7 luglio 2008, il servizio di ricezione e trasmissione ordini, non possa più essere prestato, accerta altresì il Collegio che il ricorrente ha inviato quanto richiesto con telefax 19

References: art. 1
 art. 1
 art. 1710
 art. 1710
 art. 115
 art. 1
 art. 1