Source: http://www.edscuola.it/archivio/norme/varie/pcnpi10401.html
Timestamp: 2019-04-21 21:09:30+00:00

Document:
Il percorso proposto dall’Ufficio di Presidenza per l’istruttoria del presente parere, ha inteso garantire - attraverso l’iniziale lavoro dei 5 Comitati Orizzontali - il massimo coinvolgimento di tutti i Consiglieri, compatibilmente con la complessità e la delicatezza della materia affrontata e - soprattutto - con l’obiettiva limitatezza dei tempi (45 gg.) che la vigente normativa assegna a tutti gli Organi Collegiali funzionanti presso le pubbliche Amministrazioni per il perfezionamento dei richiesti pareri.
Nel corso di questa prima fase istruttoria, il Comitato Orizzontale per la Scuola Secondaria Superiore e il Comitato Orizzontale relativo agli Istituti di Istruzione Artistica , ai quali era stata contestualmente assegnata anche l’istruttoria del parere sullo schema di Decreto di modifica e integrazione del D.I. n°234/2000, hanno chiesto specifiche audizioni ad "esperti" dell’Amministrazione P.I., onde poter acquisire elementi di informazione e chiarimenti sui contenuti dei provvedimenti sottoposti al parere del CNPI. Alle suddette richieste è stato dato sollecito riscontro da parte dell’Amministrazione.
Lo schema di Regolamento e il Documento allegato si riferiscono prevalentemente, in questa "prima" fase di avvio "graduale" di progressiva attuazione della legge-quadro di riordino dei cicli scolastici, all’impianto curricolare della scuola di base settennale.
Nell’ottica di un percorso curricolare fondato sui criteri dell’unitarietà, della coerenza, della continuità, della flessibilità e della progressività , qualsiasi riflessione di merito riferita ai vari "segmenti" del sistema di istruzione e formazione non può ragionevolmente prescindere da una "visione d’insieme" che il contestuale coinvolgimento di 5 Comitati Orizzontali ha inteso intenzionalmente garantire.
Ciò vale per la scuola secondaria e ancor più per la scuola dell’infanzia, inserita "...a pieno titolo nel sistema educativo nazionale di istruzione e formazione", come definito dalla Legge di riordino.
Per questo "segmento", nella prospettiva dell’immediata attuazione della legge, è stato predisposto dall’Amministrazione un provvedimento specifico, (del quale - peraltro - il C.N.P.I. aveva sollecitato l’emanazione con un ordine del giorno votato nella precedente seduta plenaria), che ne configura e rafforza l’autonoma identità istituzionale e che intende tradurre in concrete azioni istituzionali e normative gli impegni assunti in sede legislativa, parlamentare e governativa per la generalizzazione e la qualificazione della scuola dell’infanzia nel quadro del sistema pubblico, statale e paritario.
Sembra invece ad altri che proprio nella premessa alle indicazioni curricolari si ragioni di un principio educativo che parta dalla centralità del soggetto che apprende e che si ponga il compito di formare gli alunni ad essere persone libere e responsabili, capaci di iniziativa, consapevoli delle loro responsabilità. In questa chiave anche il possesso di conoscenze e competenze che la scuola è tenuta a garantire diventa funzionale " alla maturazione della identità personale, all’educazione a diventare liberi cittadine e cittadini di una Nazione antica e rinnovata quale è l’Italia della Repubblica".
La Commissione ritiene necessario definire, anche per questo segmento, quanto affermato nell’art. 8 del DPR 275/99. La Commissione ritiene, comunque, positiva l’attivazione ai sensi dell’art.11 del DPR 275 di "iniziative finalizzate all’innovazione". Tale processo va sostenuto da atti, interventi e proposte concrete tali da consentire alla scuola dell’infanzia di intraprendere un qualificato processo di riforma e di generalizzazione che contribuirà a portare elementi utili alla verifica triennale del processo di riforma stesso.
La Commissione sottolinea l’importanza, per realizzare le finalità assegnate a questo segmento dalla Legge 30/2000, dell’indicazione - nel passaggio dal vissuto al sistema formalizzato delle conoscenze - di un percorso graduale dagli ambiti alle discipline che possa prevedere sia approcci disciplinari, sia approcci integrati alle conoscenze, nel rispetto dei tempi dell’apprendimento, della struttura delle discipline (contenuti, codici, procedure) e del loro valore formativo.
Tutto ciò anche in una eventuale ipotesi di compresenza che traduca il necessario momento di lavoro progettuale collegiale, sostanziale presupposto dell’attività di insegnamento - apprendimento.
la necessità di realizzare una informazione/ formazione in servizio che non sprechi risorse, che superi le logiche dei piani astratti e lontani dai bisogni reali, e che trovi la sua legittimazione nella autonoma capacità e operatività della scuola di collegare strettamente la crescita di una qualificata professionalità di tutti gli operatori alla costruzione/implementazione dei processi di riforma. A tal proposito si sottolinea la necessità di una formazione adeguata alle esigenze connesse all’avvio della riforma per il primo biennio del ciclo di base. Non appare infatti ipotizzabile il ricorso a "prestazioni d’opera" o allo "straordinario" o a soluzioni non saldamente ancorate a una qualificata professionalità docente. La fase di transizione dovrà garantire a tutto il personale in servizio, attraverso specifiche opportunità formative, l’acquisizione di un profilo professionale giuridicamente e funzionalmente unitario per i docenti della scuola di base, partendo da reali e personalizzate esigenze formative e tenendo conto delle competenze e delle esperienze professionali maturate;
Nel caso del Regolamento in oggetto, la prescrizione normativa di definire finalità generali ma anche "obiettivi specifici di apprendimento connessi alle competenze degli alunni" dovrà essere coerentemente collocata nel quadro dell’autonomia didattica e organizzativa delle istituzioni scolastiche. In particolare la stretta connessione tra gli art. 3 e 8 del DPR n. 275/99 costituisce, a parere del CNPI, la corretta chiave di lettura sia del Regolamento che degli indirizzi per l’attuazione del curricolo.
Art. 2 comma 2: dopo le parole "può essere incrementato", sopprimere il resto del periodo e aggiungere:
", in relazione al POF, fino ad ulteriori 330 ore"
Art. 2 comma 3 lettera A (3° e 7° rigo): sostituire "matematico-scientifico" con "matematico-scientifico-tecnologico"
Art. 2 comma 3 lettera B (3° e 7° rigo): sostituire "matematico" con "logico-matematico"
Art. 2 comma 4: dopo le parole "le istituzioni scolastiche possono definire" aggiungere ", in relazione alle esigenze del POF,";
dopo le parole "delle competenze dei docenti" sopprimere il resto del periodo fino al punto;
aggiungere di seguito i seguenti periodi "In questa logica l’articolazione ipotizzata al precedente comma 3, non deve essere intesa in forma rigida, ma rimodulabile in relazione al POF. Le istituzioni scolastiche, in relazione ai percorsi di studio e di apprendimento adottati, possono altresì definire soluzioni organizzative aperte e flessibili nella configurazione degli ambiti disciplinari".
Art. 4 (Limite della flessibilità di compensazione): dopo le parole "compensazione fra discipline" aggiungere ", anche appartenenti ad ambiti diversi,".
- sostituire il titolo con "Valutazione di sistema";
- sostituire l’intero testo con
"2) Nell’anno scolastico 2001/2002, per le prime due classi della scuola di base, le istituzioni scolastiche possono, in relazione a specifiche condizioni territoriali di fattibilità, individuare modalità graduali e flessibili di attuazione di quanto previsto nel presente regolamento".
Relativamente al problema della cosiddetta "onda anomala", il CNPI ritiene improponibile la soluzione prevista all’art. 11 dello schema di Regolamento, di affidare alla responsabilità delle scuole, in sede di scrutinio, l’anticipo alla classe successiva a gruppi di alunni.
e) la dicitura "Obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze degli alunni" non sia ripetuta per ogni voce.
- I testi compresi nelle parentesi, in grassetto sottolineato, sono da eliminare
- I testi in grassetto sono da inserire
Capitolo II – La scuola dell’infanzia - Premessa agli emendamenti proposti
Nel merito e con riferimento al documento in esame, il CNPI fa osservare, condividendo l’impegnativa dichiarazione contenuta nel testo, la quale riconosce gli Orientamenti del ’91 "frutto della ricerca pedagogica più avanzata…", "punto di riferimento essenziale per gli insegnanti ed operatori del settore", che:
Tale impegno deriva dal riconoscimento del bambino come soggetto di diritti, già delineato negli Orientamenti del 1991, che a tale riguardo affermano che "spettano alle bambine e ai bambini, in quanto persone, i diritti inalienabili alla vita, all’educazione, all’istruzione e al rispetto dell’identità individuale, etnica, linguistica, culturale e religiosa, sui quali si fonda la promozione di una nuova qualità della vita intesa come grande finalità educativa del tempo presente".
( Ciò non toglie…........promuovere) e sostituire con
Pur espressi nella forma di capacità da promuovere gli obiettivi irrinunciabili di sviluppo vanno declinati in maniera specifica, correlandoli alle potenzialità presenti in ogni bambino ed alle condizioni( opportunità, relazioni, luoghi, tempi, strumenti ecc.) offerti a ciascuno per maturare "avvertibili traguardi di sviluppo" in merito alla dimensione sociale, intellettuale ed emotiva.
…….. Non solo…….. ma sono anche i.... (prerequisiti ) fondamenti
………….Al centro del progetto….vi sono quindi..... bambine e bambini che esplorano ……
a) Le finalità dell’ambito linguistico - espressivo
- testi narrativi (fiabe, favole, miti, leggende, racconti)
PERCEZIONE E RAPPRESENTAZIONE DEL MOVIMENTO (PERCEPIRE - RAPPRESENTARE)
la costruzione dei curricoli non precisano gli obiettivi terminali del percorso formativo e storico. E’ opportuno introdurre due percorsi di studio della storia, ognuno di cinque anni: il primo coincidente con gli ultimi anni della scuola di base (dal terzo al settimo anno), il secondo con l’intero quinquennio del secondo ciclo. Si assicurerebbero tempi distesi e continuità didattico-metodologica nel cui segno è stata voluta la riforma. I percorsi di insegnamento, così organizzati, non sarebbero puramente ripetitivi, dato che ogni volta lo studio della storia sarebbe svolto in rapporto alle potenzialità cognitive delle diverse età e, quindi, ad un livello diverso di approfondimento. Nel primo ciclo, infatti, si dovrà puntare all’acquisizione degli strumenti concettuali e delle coordinate cronologiche; nel secondo si approfondirà il carattere problematico della storia, ripercorrendo le vicende e i temi dall’antico al contemporaneo e riservando l’ultimo anno allo studio del Novecento. Rilevano altresì che la formazione della "coscienza storica" postula la ricostruzione del passato, in ragione della necessità di comprendere il "tempo presente" nella complessità della sua articolazione. Ne consegue l’opportunità di dare agli allievi gli strumenti per una corretta ed autenticamente libera interpretazione degli avvenimenti storici, evitando una ricostruzione di parte, come si configura quella proposta nel documento, perché "intrisa" di sociologismo, "superficiale" nel suo assetto teorico, "velleitaria" per l’estensione degli argomenti da affrontare nel corso degli studi, "riduttiva" nella sua articolazione.
Una seconda esprime insoddisfazione e preoccupazione per il modo in cui la proposta si è venuta delineando nei lavori della Commissione. Un processo per così dire " a scavalco", che inizia nel settennio e continua nel ciclo successivo, veicolando una errata idea di continuità che diventa ibridazione va ad intaccare l’identità sia del ciclo primario come di quello secondario che non può essere pensato in modo frammentato, ma come
Una terza ritiene particolarmente significativa la proposta presentata nel documento, atteso che essa si fonda sulle più recenti acquisizioni nel campo della ricerca didattica, sperimentata nella scuola elementare e media. La proposta assolve, inoltre, al compito di garantire competenze culturali, coerentemente con il principio della "formazione alla cittadinanza", in conclusione dell’obbligo scolastico al quindicesimo anno di età. Si condividono in proposito, le ipotesi già esplicitate nel documento in esame, riguardo ai curricoli del ciclo secondario, condividendo l’impostazione che i curricoli del triennio superiore abbiano come quadro di riferimento l’intera storia generale e cronologica, all’interno della quale "si potranno sviluppare temi specifici" con un uso rigoroso delle fonti e del dibattito storiografico in modo da sviluppare l’approccio critico alla disciplina. Preoccupa il numero limitato di ore proposto nel quinquennio della scuola di base (3° - 7° anno) dovendo garantire obiettivi formativi di così elevato profilo.
Contenuti e/o attività - Il quinto anno
6 - 7 anno
Interpretare il mondo costruito dall’uomo - essere competenti nel ricostruire e nel rappresentare le caratteristiche di semplici sistemi tecnologici per quanto concerne la loro forma, funzione e funzionalità, i materiali.
Produrre e organizzare - essere competenti nel seguire, comprendere e predisporre processi e procedure allo scopo di ideare, progettare e realizzare oggetti, fisici o virtuali, seguendo una definita metodologia progettuale.
Contestualizzare la tecnologia e la sua evoluzione nell’ambiente e nella società - essere competenti nel mettere in relazione la tecnologia con i contesti socio - ambientali, cogliendo dei fenomeni tecnologici, la dimensione storico culturale che li determinano e che contribuiscono a determinare.
Primo capoverso, seconda e quarta riga, ..... (tecnica), tecnologia
Quarto capoverso (La cultura della tecnica) la cultura tecnologica si ...
La maggioranza dei consiglieri, che intendono prescindere dalla condivisione o meno dell’impianto e dei principi ispiratori della Legge Quadro, recante norme in materia di riordino dei cicli scolastici - Legge che, peraltro, non può essere oggetto di parere - registrano che, a tutt’oggi, non esistono le garanzie minime per l’entrata in vigore, a partire dal 1 settembre 2001, dei curricoli per tutte le prime due classi della scuola di base e che gli stessi curricoli sottintendono una concezione di scuola non condivisibile perché priva di respiro pedagogico - culturale e fondata su un modello funzionalista dei saperi.
Un provvedimento sospensivo del processo di attuazione, anche in considerazione dell’attuale fase politico - istituzionale e in presenza di un evidente attacco alla scuola pubblica nazionale, consegna la scuola ad un tempo indefinito di incertezza e di confusione.
- con la resa pubblica del documento denominato "Indirizzi per i curriculi della scuola di base" si sono create le esclusive condizioni per informare il personale scolastico dei contenuti e delle finalità del percorso formativo della scuola di base, mentre mancano completamente quelle della formazione, dell’approfondimento e del coinvolgimento di tutti gli operatori della scuola, ottenibili attraverso piani sistematici di formazione in servizio;
- nella riforma sono previste significative trasformazioni che adeguano il curricolo scolastico alle avanzate esigenze dello sviluppo formativo, tra cui si sottolinea la lingua straniera, gli apprendimenti tecnologico - scientifici ed il raccordo curricolare per l’intero percorso della scuola di base, ritengono indispensabile che entro il 1° settembre 2001, le scuole abbiano a disposizione sufficienti tempi di confronto pedagogico, didattico e metodologico.

References: art. 3

Art. 2

Art. 2

Art. 2

Art. 2

Art. 4