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Timestamp: 2018-04-20 16:34:00+00:00

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Regolamento per l’accertamento e la riscossione delle entrate tributarie | Comune di Todi
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Art. 1 – Oggetto1. Le norme che seguono costituiscono la disciplina generale delle entrate comunali aventi natura tributaria, al fine di assicurarne la gestione secondo principi di efficienza, economicità, funzionalità e trasparenza, nel rispetto delle esigenze di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti.
2. Il presente regolamento è in attuazione di quanto stabilito dall’art. 52 del decreto legislativo 15.12.1997, n. 446, nel rispetto delle norme vigenti ed, in particolare, delle disposizioni contenute nel testo unico approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 ed in coordinamento con il regolamento comunale di contabilità adottato con deliberazione consiliare n. 223 del 29 dicembre 1997.
T I T O L O I – ENTRATE TRIBUTARIE COMUNALI
Art. 2 – Individuazione
Le entrate tributarie comunali sono costituite dai proventi derivanti dall’applicazione dei seguenti tributi:
· imposta comunale sulla pubblicità e diritti sulle pubbliche affissioni;
· imposta comunale sugli immobili;
· tassa smaltimento rifiuti solidi urbani;
· tassa occupazione spazi ed aree pubbliche.
Art. 3 – Regolamenti specifici
Fermi restando i criteri generali stabiliti da questo regolamento, la gestione di ogni singolo tributo può essere ulteriormente disciplinata nel dettaglio con apposito regolamento in considerazione degli aspetti specifici connessi alla natura del tributo medesimo, osservando i principi posti dall’art. 2 della Legge 27 luglio 2000, n. 212 (statuto del contribuente).
Art. 4 – Determinazione aliquote e tariffe
1. La determinazione delle aliquote e delle tariffe dei tributi compete alla Giunta Comunale, nel rispetto dei limiti massimi stabiliti dalla legge.
2. In adeguamento del principio posto dall’ art. 3, comma 3, dello statuto dei diritti del contribuente e salvo eventuale diversa disposizione di legge, le relative deliberazioni devono essere esecutive entro il termine massimo del 31 dicembre ed hanno applicazione dall’esercizio successivo.
3. Salvo diversa disposizione di legge, qualora le deliberazioni di cui al precedente comma 2 non siano adottate entro il termine ivi previsto, si intendono prorogate le tariffe in vigore.
Art. 5 – Agevolazioni, riduzioni ed esenzioni
1. Le agevolazioni, riduzioni ed esenzioni sono disciplinate dal Consiglio comunale nel regolamento riguardante il singolo tributo.
2. Nel caso in cui leggi successive all’entrata in vigore dei regolamenti specifici o delle deliberazioni di cui all’art. 4 prevedano eventuali ulteriori agevolazioni, riduzioni ed esenzioni, esse sono applicabili soltanto previa modifica dei regolamenti o, in mancanza, con deliberazione consiliare, salvo diversa determinazione della specifica legge.
T I T O L O I I – GESTIONE DELLE ENTRATE
Art. 6 – Soggetti responsabili della gestione
1. La responsabilità della gestione dell’imposta comunale sulla pubblicità, dei diritti sulle pubbliche affissioni, della tassa smaltimento rifiuti solidi urbani, dell’imposta comunale sugli immobili, della tassa occupazione spazi ed aree pubbliche compete al funzionario responsabile del tributo specifico designato dal sindaco per un periodo non superiore a cinque anni.
2. Il funzionario responsabile provvede a porre in atto quanto necessario, in diritto e in fatto, all’acquisizione delle risorse, trasmettendo al servizio finanziario copia della documentazione in base alla quale si è proceduto all’accertamento dell’entrata ai sensi dell’art. 179 del testo unico 18 agosto 2000, n. 267.
1. In via generale, e salvo le eventuali diverse modalità introdotte da norme primarie, qualsiasi somma avente natura tributaria dovuta al Comune può essere pagata, entro i termini stabiliti, mediante:
a. versamento diretto alla tesoreria comunale;
b. versamento nei conti correnti postali intestati al Comune per specifici tributi, ovvero nel conto corrente postale intestato al Comune – Servizio di tesoreria;
c. disposizioni, giroconti, bonifici, accreditamenti ed altre modalità similari, tramite istituti bancari e creditizi, a favore della tesoreria comunale;
d. assegno bancario, fermo restando che qualora risulti scoperto e comunque non pagabile, il versamento si considera omesso, secondo quanto previsto dall’art.24, comma 39, della legge 27 dicembre 1997, n. 449. L’accettazione dell’assegno è fatta con questa riserva e per constatarne l’omesso pagamento è sufficiente, ai sensi dell’art. 45 del R.D. 21 dicembre 1993 n. 1736, la dichiarazione del trattario scritta sul titolo o quella della stanza di compensazione;
e. carta di credito di istituto finanziario convenzionato con il tesoriere comunale o con il Concessionario della riscossione. Le convenzioni predette debbono essere previamente approvate dal Comune.
2. Qualora siano utilizzate le modalità di cui alla lett. c) del comma precedente, i pagamenti si considerano comunque effettuati nei termini stabiliti, indipendentemente dalla data dell’effettiva disponibilità delle somme nel conto di tesoreria, a condizione che il relativo ordine sia stato impartito dal debitore entro il giorno di scadenza con la clausola espressa “valuta fissa per il beneficiario” per un giorno non successivo a quello di scadenza medesimo.
3. Per il pagamento dei tributi la cui riscossione, sia volontaria che coattiva, è affidata al Concessionario del servizio di riscossione dei tributi, si osservano le disposizioni di cui al D.P.R. 29.9.1973, n. 602 e al D.P.R. 28.1.1988, n. 43 e ai Decreti legislativi n. 46 del 26 febbraio 1999 e n. 112 del 13 aprile 1999.
Art. 8 – Attività di riscontro
1. Il funzionario o i funzionari responsabili dei tributi gestiti direttamente dall’Ente provvedono all’organizzazione delle attività di controllo e riscontro dei versamenti, delle dichiarazioni e delle comunicazioni nonché di qualsiasi altro adempimento posto a carico dell’utente o del contribuente dalle leggi e dai regolamenti.
2. Le attività di cui al comma 1 possono essere effettuate anche mediante affidamento, in tutto o in parte, a terzi in conformità ai criteri stabiliti all’ art. 52 del decreto legislativo 15.12.1997, n. 446.
3. Le attività di rilevazione materiale dei presupposti necessari all’accertamento dell’entrata possono essere affidate a terzi con convenzione, su proposta motivata del funzionario responsabile.
Art. 9 – Garanzie del contribuente sottoposto a controllo dei dati delle superfici imponibili
1. Nell’ambito dell’applicazione della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi il Comune esercita i poteri conferiti dall’art. 73 del decreto legislativo 15 novembre 1993 n. 507 nel rispetto delle norme contenute nei commi seguenti.
2. Nell’avviso di accesso previsto nel secondo comma dell’art. 73 del citato decreto 507 deve essere richiamata la facoltà del contribuente di farsi assistere durante l’accesso da un professionista abilitato alla difesa dinanzi agli organi di giustizia tributaria.
3. L’accesso può avere luogo per le abitazioni dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18 dei giorni feriali mentre per i locali adibiti ad attività produttiva o di servizio si terrà conto dell’orario ordinario del loro esercizio.
4. Su richiesta del contribuente deve darsi atto nel verbale delle operazioni delle osservazioni e rilievi del contribuente o del professionista che l’assista.
5. Copia del verbale è consegnata al contribuente che dispone di 60 giorni per comunicare osservazioni e richieste che devono essere valutate dal responsabile del tributo.
6. L’avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del termine indicato nel comma precedente, salvo casi di particolare e motivata urgenza.
Art. 10 – Rapporti con il contribuente
2. Il responsabile del tributo assume iniziative volte a garantire che i modelli di dichiarazione, le istruzioni e, in generale, ogni altra propria comunicazione che non sia relativa a situazioni impositive consolidate siano messi a disposizione del contribuente in tempi utili e siano comprensibili anche ai contribuenti sforniti di conoscenze in materia tributaria e che il contribuente possa assolvere le obbligazioni tributarie con il minor numero di adempimenti e nelle forme meno costose e più agevoli.
3. Al contribuente residente in altri Comuni o all’estero sono fornite, su richiesta e per le vie brevi (telefoniche o informatiche) ogni informazione sulle modalità di applicazione delle imposte e tasse comunali.
4. Al contribuente non possono, in ogni caso, essere richiesti documenti ed informazioni già in possesso dell’amministrazione comunale o di altre amministrazioni pubbliche indicate dal contribuente. Tali documenti ed informazioni sono acquisiti ai sensi dell’art. 18, commi 2 e 3, della legge 7 agosto 1990 n. 241, relativi ai casi di accertamento d’ufficio di fatti, stati e qualità del soggetto interessato all’azione amministrativa.
5. Per i tributi per i quali il contribuente non è tenuto ad effettuare il versamento diretto, prima di procedere alle iscrizioni a ruolo derivanti dalla liquidazione di tributi risultanti da dichiarazioni, qualora sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione, il contribuente deve essere invitato a mezzo del servizio postale o con mezzi telematici, a fornire i chiarimenti necessari o a produrre i documenti mancanti entro un termine congruo e comunque non inferiore a trenta giorni dalla ricezione della richiesta. La disposizione si applica anche qualora, a seguito della liquidazione, emerga la spettanza di un minor rimborso di imposta rispetto a quello richiesto.
Art. 11 – Diritto di interpello
1. Ciascun contribuente può inoltrare per iscritto al Comune, che risponde entro 90 giorni, circostanziate e specifiche istanze di interpello concernenti l’applicazione delle disposizioni relative a tributi e tasse comunali a casi concreti e personali qualora vi siano obiettive condizioni di incertezza sulla corretta interpretazione delle disposizioni stesse. La presentazione dell’istanza non ha effetto sulle scadenze previste dalla disciplina tributaria.
2. La risposta del responsabile del procedimento, scritta e motivata, ha efficacia esclusivamente ai fini e nell’ambito del rapporto tributario del richiedente e soltanto per la questione oggetto dell’istanza di interpello. Qualora essa non pervenga al contribuente entro il termine di cui al comma 1, si intende che il Comune concordi con l’interpretazione o il comportamento prospettato dal richiedente. Qualsiasi atto, anche a contenuto impositivo o sanzionatorio, emanato in difformità dalla risposta, anche se desunta ai sensi del periodo precedente, è nullo.
4. Qualora la questione oggetto di interpello coinvolga aspetti fondamentali dell’ordinamento dell’entrata tributaria specifica, il responsabile del procedimento entro trenta giorni dalla ricezione rivolge sulla questione interpello formale al Ministero delle Finanze – Direzione Centrale per la fiscalità locale, con contemporanea comunicazione al cittadino interpellante. In tali casi il termine di cui al primo comma è prorogato fino a quindici giorni successivi alla data di acquisizione del parere ministeriale.
Art. 12 – Chiarezza e motivazione degli atti
1. Gli atti del Comune sono motivati secondo quanto prescritto dall’art. 3 della legge 7 agosto 1990 n. 241, concernente la motivazione dei provvedimenti amministrativi, indicando i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’amministrazione. Se nella motivazione si fa riferimento ad un altro atto, questo deve essere allegato all’atto che lo richiama.
2. Gli atti del Comune e dei concessionari della riscossione devono tassativamente indicare:
c. le modalità, il termine, l’organo giurisdizionale o l’autorità amministrativa cui è possibile ricorrere in caso di atti impugnabili.
3. Sul titolo esecutivo va riportato il riferimento all’eventuale precedente atto di accertamento ovvero, in mancanza, la motivazione della pretesa tributaria, salvo che il titolo esecutivo sia costituito dalla cartella di pagamento non evasa.
4. Gli atti di liquidazione, di accertamento, di contestazione e di irrogazione delle sanzioni sono comunicati ai destinatari mediante notificazione effettuata dai messi comunali o, in alternativa, tramite il servizio postale, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, con modalità idonee a garantire che il contenuto non sia conosciuto da soggetti diversi dal loro destinatario.
Art. 13 – Autotutela
1. Il funzionario responsabile del tributo può in qualsiasi momento, con determinazione motivata, annullare totalmente o parzialmente il provvedimento fiscale emesso di cui riscontri l’illegittimità.
2. Il funzionario è comunque tenuto ad annullare il provvedimento illegittimo, anche se divenuto definitivo, nei casi in cui emerga che si tratti di errore di persona, doppia imposizione, errori di calcolo nella liquidazione del tributo, preesistenza di requisiti per ottenere agevolazioni ovvero per esibizione di prova del pagamento regolarmente effettuato.
3. Oltre ai casi previsti nei precedenti commi, il funzionario può revocare, in pendenza di giudizio, qualsiasi provvedimento quando emerga l’inutilità di coltivare la lite in base a valutazione, analiticamente esposta nella motivazione dell’atto, dei seguenti elementi:
– probabilità di soccombenza del Comune con richiamo ad eventuali similari vicende fiscali conclusesi negativamente;
– valore della lite, costo della difesa e costo della soccombenza.
4. Gli elenchi distinti delle determinazioni assunte ai sensi dei precedenti tre commi sono trasmessi dal funzionario responsabile al Sindaco entro trenta giorni successivi al termine di ogni anno.
Art. 14 – Vertenze tributarie e conciliazione giudiziale
1. Il funzionario responsabile del tributo promuove e resiste alle liti relative all’applicazione del tributo stesso ed ha la rappresentanza legale dell’ente nella gestione delle vertenze.
2. Egli può, previo conforme parere del legale, promuovere o accedere, qualora lo ritenga opportuno, alla conciliazione giudiziale, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 48 del D.Lgs. 31 dicembre 1992 n. 546, quando il valore della vertenza non superi i cinquanta (50) milioni.
3. Il funzionario responsabile relaziona al Sindaco sulle conciliazioni intervenute nel corso di ogni semestre precedente motivando analiticamente per ciascuna di esse.
Art. 15 – Dilazioni di pagamento
1. Per i debiti di natura tributaria, fatta comunque salva, qualora più favorevole al contribuente, l’applicazione dei regolamenti locali disciplinanti ogni singolo tributo, possono essere concesse, a specifica domanda e prima dell’inizio delle procedure di riscossione coattiva, rateazioni dei pagamenti dovuti alle condizioni e nei limiti seguenti:
– inesistenza di morosità relative a precedenti rateazioni o dilazioni;
– ammontare del debito superiore a L. 500.000;
– durata massima: trentasei mesi;
– applicazione degli interessi di rateazione/dilazione pagamento nella misura del cinque per cento (5%) annuo;
– decadenza dal beneficio concesso, qualora si abbia il mancato pagamento alla scadenza anche di una sola rata; l’intero importo ancora dovuto è immediatamente e automaticamente riscuotibile in unica soluzione.
2. E’ in ogni caso esclusa la possibilità di concedere ulteriori rateazioni o dilazioni nel pagamento di singole rate o di importi già dilazionati.
3. Nessuna dilazione o rateazione può essere concessa senza l’applicazione degli interessi.
4. Una volta iniziate le procedure di riscossione coattiva, eventuali dilazioni e rateazioni possono essere concesse, alle condizioni e nei limiti indicati al precedente comma 1, soltanto previo versamento di un importo corrispondente al 30% delle somme complessivamente dovute. Nel caso in cui l’ammontare del debito residuo risulti superiore a L. 10.000.000, le dilazioni o rateazioni sono concesse previa prestazione di garanzia ritenuta idonea.
Per la determinazioni delle sanzioni, fermi restando i limiti massimi stabiliti dalle leggi e, per i limiti minimi, quelli diversi fissati dal regolamento locale ai sensi dell’art. 50 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 – si applica la regolamentazione locale per la determinazione delle sanzioni tributarie amministrative.
TITOLO III – RISCOSSIONE COATTIVA
Art. 17 – Forme di riscossione
1. La riscossione coattiva dei tributi comunali avviene, di regola, attraverso le procedure previste dal Decreto Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 e dai Decreti legislativi n. 46 del 26 febbraio 1999 n. 112 del 13 aprile 1999 qualora il servizio sia affidato al concessionario del servizio di riscossione dei tributi.
2. Quando il servizio sia affidato ad altri soggetti o svolto in proprio dal comune la riscossione coattiva è effettuata nelle forme stabilite dal R.D. 14.10.1910, n. 639.
Art. 18 – Procedure
1. Le procedure di riscossione coattiva dei tributi sono iniziate soltanto dopo che sia decorso inutilmente l’eventuale termine assegnato, per l’adempimento, con gli atti di cui al precedente art. 9.
2. Le procedure relative alle somme per le quali sussiste fondato pericolo per la riscossione, sono iniziate, nei limiti previsti dalle leggi disciplinanti ogni singolo tributo, lo stesso giorno della notifica egli atti medesimi.
Art. 19 – Abbandono del credito
1. Non si procede alla riscossione coattiva nei confronti di qualsiasi debitore qualora il tributo dovuto, comprese sanzioni, interessi, spese ed altri accessori, non sia superiore all’importo di L. 32.000 complessive.
2. L’abbandono di cui al precedente comma non si applica qualora si tratti di tributi dovuti per più periodi inferiori all’anno, salvo il caso in cui l’ammontare complessivo, nell’anno, degli importi dovuti per i diversi periodi, comprese sanzioni, interessi, spese ed accessori, risulti comunque inferiore al limite di cui al comma 1.
3. L’abbandono è formalizzato con determinazione, anche cumulativa, del funzionario responsabile.
Art. 20 – Affidatari di servizi tributari
Le disposizioni del presente regolamento si applicano anche nei confronti degli eventuali affidatari della liquidazione, accertamento e riscossione dei tributi e tasse comunali ai sensi dell’art. 52 del Decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.
Art. 21 – Vigenza
1. Le norme di questo regolamento entrano in vigore il 1° gennaio 2001.
2. Alla stessa data cessano di efficacia le norme del regolamento di disciplina delle entrate tributarie approvato con deliberazione del C.C. n. 139 del 19 agosto 1999.
Art. 22 – Formalità
Una volta divenuta esecutiva la delibera consiliare di adozione, il regolamento:
– è ripubblicato per 15 giorni all’albo pretorio, informando la popolazione con comunicati stampa diretti anche alle emittenti locali;
è inviato, unitamente alla delibera, al Ministero delle Finanze – Dipartimento delle Entrate – D.C.F.L., entro trenta giorni dalla data di esecutività, ai fini dell’art. 52, secondo comma, del D. Lgs. 15 dicembre 1997 n. 446, mediante raccomandata a.r, insieme alla richiesta di pubblicazione dell’avviso nella Gazzetta Ufficiale in conformità a quanto previsto dalla circolare n. 241/E in data 29 dicembre 2000 del Ministero delle Finanze.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4
 art. 3

Art. 5

Art. 6

Art. 8
 art. 52

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 17

Art. 18
 art. 9

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22