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Timestamp: 2018-09-22 16:00:54+00:00

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Termini per presentare appello
26 gennaio 2018 | Autore: Sabina Coppola
Le sentenze, emesse sia dal giudice civile che da quello penale, sono quasi sempre appellabili, ma entro termini precisi.
La regola generale è che quasi tutte le sentenze di primo grado (del giudice civile o penale) possono essere appellate ed il giudizio di appello segue regole precise. Qualora tu fossi condannato dal giudice penale alla pena della reclusione o dal giudice civile al risarcimento dei danni in favore di un terzo, entrambe le sentenze non sarebbero definitive, perché avresti diritto a presentare appello. Ma entro che termine? Vediamo insieme quali sono i termini per presentare appello
1 L’appello delle sentenze emesse nel giudizio civile
2 I termini per presentare appello civile
3 L’appello nel giudizio penale
4 I termini per presentare appello
L’appello delle sentenze emesse nel giudizio civile
Tutte le sentenze pronunciate in primo grado possono essere impugnate con atto di appello, purché l’appello non sia escluso dalla legge (ad esempio le sentenze che hanno deciso una controversia individuale di lavoro) o non sia stato escluso dalle parti mediante un accordo (ad esempio nel caso in cui le parti stabiliscano di impugnare direttamente la sentenza con il ricorso per cassazione). Sono, inoltre, inappellabili tutte le sentenze che il giudice pronuncia secondo equità e quelle pronunciate secondo equità dal giudice di pace, seppure con le dovute eccezioni (ovvero se l’impugnazione riguarda la violazione delle norme sul procedimento, la violazione di norme costituzionali o comunitarie ovvero dei principi regolatori della materia).
Se la sentenza è emessa dal giudice di pace, l’appello si propone dinanzi al tribunale che ha sede nella stessa circoscrizione in cui si trova il giudice che ha pronunciato la sentenza; se la sentenza è stata emessa dal tribunale, l’appello sarà deciso dalla corte di appello nella cui circoscrizione ha sede il giudice che ha pronunciato la sentenza.
L’appello si propone con atto di citazione contenente l’esatta indicazione al giudice delle parti della sentenza appellate, delle modifiche richieste, nonché delle circostanze da cui deriva la violazione di legge, unitamente alla loro rilevanza pratica. È necessario chiarire al giudice dell’appello quale sia l’errore concreto commesso dal giudice di primo grado nella sentenza impugnata e non solo la violazione intesa in senso astratto [1].
È importante sapere che nel giudizio di appello:
non è possibile proporre domande nuove o nuove eccezioni, ma bisogna attenersi a quanto chiesto in primo grado;
non sono ammessi nuovi mezzi di prova e non possono essere prodotti nuovi documenti, salvo che il giudice di secondo grado non li ritenga indispensabili ai fini della decisione, ovvero che la parte dimostri di non averli potuti produrre nel giudizio di primo grado (per causa ad essa non imputabile);
è possibile chiedere il pagamento degli interessi, dei frutti e degli accessori maturati dopo la pronuncia della sentenza impugnata, nonché il risarcimento dei danni subiti dopo la sentenza stessa.
Ma è sempre possibile presentare appello? Naturalmente no. Per cui vediamo quali sono i termini per presentare appello.
I termini per presentare appello civile
Il termine per presentare appello nei giudizi civili è di trenta giorni [2]; si tratta di un termine categorico e tassativo che decorre dal momento in cui viene comunicata (tecnicamente si dice notificata) la sentenza. Indipendentemente dalla notifica della sentenza, l’appello non può proporsi oltre i sei mesi dalla sua pubblicazione [3].
L’appello nel giudizio penale
Le sentenze emesse all’esito di un giudizio penale, naturalmente, possono essere impugnate al pari di quelle civili, con i dovuti limiti e secondo le precise regole prescritte dal legislatore. Il principio cardine su cui si fonda l’appello penale è il seguente:
se l’appello è presentato solo dall’imputato (cioè dal soggetto che è stato condannato), allora la corte di appello non potrà modificare la sentenza in senso peggiorativo, nel senso che se Tizio è stato condannato a scontare tre anni di carcere e presenta appello contro questa decisione, i giudici di secondo grado possono confermare i tre anni (e ritengono che il giudice di primo grado non abbia sbagliato) o ridurre la pena: non potranno mai aumentarla (tecnicamente si definisce divieto di reformatio in peius);
se l’appello è stato proposto dal solo pubblico ministero, la sentenza potrà essere confermata o peggiorata (ma non migliorata, visto che nessuno ne ha richiesto la modifica in tal senso).
l’imputato poteva presentare appello anche contro le sentenze di assoluzione nel caso in cui avessero avuto la formula perché il fatto non sussiste o per non aver commesso il fatto;
il pubblico ministero poteva presentare appello anche contro le sentenze di condanna.
Oggi questo non è più possibile a seguito del decreto legislativo che ha attuato la legge delega del governo sulla riforma del processo penale [4]. Il Pm potrà impugnare solo le sentenze di condanna che qualifichino il reato in modo diverso da quello contestato (se, ad esempio, la corte di appello condanna per furto e la contestazione del Pm era di ricettazione) e l’imputato non potrà appellare nessuna sentenza di assoluzione.
L’appello deve essere proposto con atto scritto [5] nel quale bisogna:
indicare il provvedimento che si appella, la data del provvedimento, il giudice che lo ha emesso;
enunciare i capi o i punti della decisione ai quali si riferisce l’appello, le richieste ed i motivi di appello.
L’appello si presenta [6] nella cancelleria del giudice che ha emesso la sentenza di primo grado; ma vediamo i termini per presentare l’appello quali sono.
I termini per presentare appello
I termini per presentare l’appello non sono sempre uguali ma variano a seconda del tempo che il giudice di primo grado impiega per depositare la motivazione, ma spieghiamoci meglio.
Se il giudice di primo grado, alla fine dell’udienza, legge la condanna alla pena di un anno di reclusione (quello che legge si chiama dispositivo di sentenza), chiarirà se ha già scritto la motivazione su cui ha fondato la sua decisione o se la scriverà successivamente: in quest’ultimo caso chiarirà anche i tempi [7].
Ebbene, i termini per presentare l’appello sono i seguenti:
se il giudice motiva contestualmente (cioè legge dispositivo e motivazione) o se si riserva di decidere (nel senso che non legge la sua decisione che ti sarà comunicata per iscritto a casa), il termine per presentare appello è di 15 giorni dalla lettura del dispositivo (nel primo caso), 15 giorni dalla notifica della decisione (nel secondo caso);
se il giudice provvede alla redazione dei motivi entro 15 giorni dalla pronuncia della sentenza, il termine per l’appello è di 30 giorni;
se, infine, il giudice provvede alla redazione dei motivi oltre i quindici dalla pronuncia della sentenza (di regola non oltre i 90 giorni, altrimenti deve motivare il suo eccessivo ritardo), il termine per l’appello è di 45 giorni.
Attento, dunque, a queste scadenze se hai interesse a proporre appello!
[2] Art. 325 cod. proc. civ.
[4] D.Lvo attuativo della L. 103/2017.
[5] Art. 581 cod. proc. pen.
[6] Art. 582 cod. proc. pen.

References: sentenza 
 sentenza 
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 Art. 325
 Art. 581
 Art. 582