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Timestamp: 2018-07-18 18:58:58+00:00

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2 Dichiarazione correttiva nei termini Nell ipotesi in cui il contribuente intenda, prima della scadenza del termine (30 settembre 2016 per i soggetti con esercizio coincidente con l anno solare) di presentazione, rettificare o integrare, una dichiarazione già presentata, deve compilare una nuova dichiarazione, completa in tutte le sue parti, barrando la casella correttiva nei termini Presupposto: Dichiarazione originaria validamente presentata (è tale nei 90 giorni)
4 Dichiarazione integrativa a favore: scadenze Mod. Unico 2015 (periodo d imposta 2014): da presentare entro il 30 settembre 2016 (contribuenti con esercizio coincidente con l anno solare); Esempio Un contribuente ha dichiarato per errore, con riferimento al periodo d imposta 2014, un maggior reddito pari ad anziché 1.500; entro il 30 settembre del 2016 presenta una dichiarazione completa in tutte le sue parti indicando il reddito di 1.500; il credito evidenziato nel Modello è compensabile o può chiedere il rimborso
7 Ris. 24/E/2007 e 459/E/2008 Secondo l Agenzia delle entrate la dichiarazione a favore del contribuente (art. 2, comma 8-bis, Dpr n. 322/98) non può essere presentata dopo che è decorso il termine relativo alla presentazione della dichiarazione successiva. Ciò in quanto non è possibile considerare il maggior termine previsto al 8 dell art. 2, DPR n. 322/98. Oltre a tale termine, dato il principio di emendabilità delle dichiarazioni, è possibile recuperare l eventuale imposta versata in eccesso attraverso l istanza di rimborso (ex art. 38 del Dpr 602/1973).
8 Cir. 31/E/2013 e 3/E/2014 Nella Cir. 31/E/2013 l Agenzia riconosce la ritrattazione a favore anche oltre l anno successivo prima per gli errori contabili (circolare 31/E/2013) e poi, con circolare 3/E/ paragrafo 5 anche per vicende non di tipo contabile (perdite, rol, ecc. nell ambito del rapporto tra società che aderiscono al consolidato). Titolo presentazione
9 Cass. Sezioni unite 13378/2016 L introduzione della procedura per la dichiarazione a favore rappresenta un alternativa al rimborso per il quale valgono termini differenti (articolo 38 Dpr 602/73). Tuttavia si tratta di termini amministrativi che non possono influenzare il diverso piano del processo tributario. Oggetto del contenzioso, infatti, è l accertamento circa la legittimità della pretesa impositiva, anche se fondata sulla base dei dati forniti inizialmente dal contribuente. Ne consegue che: 1) la possibilità di emendare la dichiarazione in favore va esercitata non oltre il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo, eventualmente compensando il credito risultante. 2) Resta la possibilità di richiedere il rimborso delle somma versate entro il termine di 48 mesi dalla data del pagamento, indipendentemente dalla disciplina sulla dichiarazione integrativa. 3) In ogni caso, il contribuente a prescindere dall integrativa ovvero dall istanza di rimborso, in sede contenziosa, può sempre opporsi alla maggiore pretesa tributaria, allegando errori di fatto o di diritto commessi. Attenzione però: quello che è possibile ottenere con un ricorso è sempre e solo, al più, l annullamento dell atto. Non anche il rimborso di quanto eventualmente pagato in eccesso. La possibilità di far valere errori e omissioni della dichiarazione in sede processuale può servire, quindi, per annullare la pretesa, ma non anche per reclamare il rimborso delle somme indebitamente versate.
10 Cass. Sezioni unite 13378/2016 Quindi >> Il contribuente può ritrattare la dichiarazione a suo favore soltanto entro l anno successivo, utilizzando il credito che ne emerge in compensazione; >>l amministrazione finanziaria può invece effettuare (ora) gli accertamenti entro il quinto successivo (tralasciando le precedenti disposizioni interpretate spesso fantasiosamente da taluni giudici - sul raddoppio dei termini); >>Se il contribuente vuol fare valere situazioni a suo favore oltre l anno successivo, non gli rimane, quindi, che l istanza di rimborso (ex articolo 38 del Dpr 602/1973), quando però ciò risulta possibile. Senza considerare che, di fronte ad un istanza di rimborso, segue spesso il diniego o il silenzio-rifiuto, per cui poi il contribuente si trova costretto ad andare davanti ai giudici tributari (magari fino in Cassazione).
11 Cass. Sezioni unite 13378/2016 La Cassazione a Sezioni unite non riconosce quindi, come molte sentenze avevano già fatto, che la dichiarazione emendata a favore del contribuente entro l anno successivo consente l utilizzo del credito che ne emerge in compensazione (articolo 2, comma 8-bis, del Dpr 322/1998), mentre successivamente la rettifica a favore non consente la compensazione (articolo 2, comma 8, del Dpr 322/1998). Si tratta di un principio che oltreché dalla norma attuale deriva indirettamente dall (allora) ispirato precedente 15063/2002 della stessa Corte di cassazione a sezioni unite, con il quale venne stabilito che un sistema legislativo che non consentisse la rettificabilità della dichiarazione anche nelle ipotesi di favore per il contribuente darebbe luogo a un prelievo fiscale indebito, non compatibile con il principio di capacità contributiva.
12 Cir. 8/E/2010 In caso di norma agevolativa che si perfeziona con l esercizio dell opzione in dichiarazione (il caso considerato riguarda i riallineamenti dei soggetti che adottano i principi contabili internazionali) l Agenzia delle entrare riconosce: - la possibilità di modificare una scelta operata nella dichiarazione originaria entro i 90 giorni successivi al termine di presentazione della dichiarazione originaria (dichiarazione integrativa tardiva). In questo caso si pagano le sanzioni per omessa presentazione della dichiarazione (co. 1, lett. c) dell art. 13 del Dlgs 472/1997) pari a 25,8 euro (un decimo di 258 euro) a dichiarazione; -se nella dichiarazione originaria non è stata esercitata alcuna scelta, è possibile effettuarla per la prima volta entro la dichiarazione successiva, attraverso un'apposita dichiarazione integrativa a favore. In questo caso, dato il disposto normativo (art. 2 co. 8-bis del Dpr 322/1998) non si applicano sanzioni.
13 Dichiarazione integrativa a sfavore Presentazione di una dichiarazione integrativa a sfavore. Nell ipotesi di ravvedimento previste dall art. 13, D.Lgs 472/1997, le sanzioni sono dovute in misura ridotta, oltre agli interessi
14 Integrativa a sfavore È necessario fornire notizia nelle caselle relative ai quadri compilati quali siano rimasti invariati e quali siano stati oggetto di modifica. In particolare, l indicazione sarà effettuata utilizzando uno dei seguenti codici: «1» quadro o allegato compilato sia nella dichiarazione integrativa che nella dichiarazione originaria senza modifiche; «2» quadro o allegato compilato nella dichiarazione integrativa, ma assente o compilato diversamente nella dichiarazione originaria; «3» quadro allegato presente nella dichiarazione originaria, ma assente nella dichiarazione integrativa.
15 Integrativa a sfavore Esempio Il contribuente deve indicare nel quadro RF una variazione in aumento dell imponibile fiscale omessa, per errore, nella dichiarazione originaria. 2
16 Dichiarazione integrativa a sfavore Art. 2 co. 8-ter del Dpr 322/1998 Le dichiarazioni dei redditi e dell'imposta regionale sulle attività produttive possono essere integrate dai contribuenti per modificare la originaria richiesta di rimborso dell eccedenza d imposta esclusivamente per la scelta della compensazione, sempreché il rimborso stesso non sia stato già erogato anche in parte, mediante dichiarazione da presentare entro 120 giorni dalla scadenza del termine ordinario di presentazione, secondo le disposizioni di cui all'articolo 3, utilizzando modelli conformi a quelli approvati per il periodo d'imposta cui si riferisce la dichiarazione. Comma aggiunto dall art. 7, comma 2, lett. i), D.L. 13 maggio 2011, n. 70, in vigore dal 14 maggio 2011, convertito, con modificazioni, L. 12 luglio 2011, n. 106.
17 Dichiarazione tardiva - Circ. 11/E/2010 conforme alla Circ. 23/E/1999 In caso di dichiarazione tardiva (art. 2 co. 7 del Dpr 322/1998 vale a dire dichiarazione in origine omessa che viene presentata nei 90 giorni successivi al termine ordinario) è possibile, secondo l Amministrazione finanziaria, utilizzare il ravvedimento operoso per sanare: l omessa presentazione della dichiarazione pagando una sanzione ridotta di 25 euro (co. 1, lett. c) dell art. 13 del Dlgs 472/ un decimo di 258 euro) l eventuale omesso versamento pagando la sanzione ridotta del 3% o 3,33% del 3,75% a seconda che la regolarizzazione avvenga nei 30 giorni successivi, 90 ovvero entro il termine di presentazione della dichiarazione successiva (co. 1, lett. a), abis) o b) dell art. 13 del Dlgs 472/1997, rispettivamente un decimo, un nono e un ottavo del 30%).
18 Dichiarazione integrativa tardiva Circ. 11/E/2010 Secondo l Agenzia delle entrate la dichiarazione integrativa di una inviata nei termini se presentata nei 90 giorni successivi (dichiarazione integrava tardiva) va assimilata in tutto e per tutto a una dichiarazione tardiva. Ne consegue che si applica il medesimo regime sanzionatorio previsto per la dichiarazione tardiva. Tale posizione è stata superata dal Comunicato stampa dell Agenzia del 18/12/2015, secondo la quale l introduzione della lett. a)-bis all art. 13 del Dlgs 472/1997 fa si che la sanzione è risulta a 1/9.
ASSOCIAZIONE ITALIANA DOTTORI COMMERCIALISTI ED ESPERTI CONTABILI COMMISSIONE NORME DI COMPORTAMENTO E DI COMUNE INTERPRETAZIONE IN MATERIA TRIBUTARIA
ASSOCIAZIONE ITALIANA DOTTORI COMMERCIALISTI ED ESPERTI CONTABILI COMMISSIONE NORME DI COMPORTAMENTO E DI COMUNE INTERPRETAZIONE IN MATERIA TRIBUTARIA NORMA DI COMPORTAMENTO N. 196 Dichiarazione integrativa
Dichiarazione integrativa a favore: i recenti interventi
Dichiarazione integrativa a favore: A cura di Raffaele Pellino Esperto Tributario, Studio Associato AS Modena Con la sentenza n.13378/2016 la Cassazione, a Sezioni Unite, ha fornito gli attesi chiarimenti

References: art. 2
 art. 38
 Cass. 
 Cass. 
 articolo 38
 Cass. 
 art. 13
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 Art. 2
 art. 7
 art. 13
 art. 13
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 sentenza