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Timestamp: 2017-09-21 19:50:41+00:00

Document:
Riapertura dei termini: precedenti interventi legislativi; la legge finanziaria 2005
Di A. Santi, I. La Candia e M. V. Barazetti
L'Amministrazione finanziaria, con la circolare del 22 aprile 2005, n. 16/E(1), ha fornito chiarimenti in relazione alla riapertura dei termini, disposta dalla legge finanziaria 2005(2), per la rideterminazione del valore d'acquisto:
- delle partecipazioni, qualificate e non, non negoziate in mercati regolamentati
- dei terreni edificabili e con destinazione agricola,
detenuti da persone fisiche non esercenti attività di impresa.
Riapertura dei termini per la rideterminazione del valore delle partecipazioni e dei terreni
Precedenti interventi legislativi in tema di rivalutazione
Come noto, la legge finanziaria 2002(3) aveva previsto la possibilità, per i contribuenti che detenevano detti terreni e partecipazioni alla data del 1° gennaio 2002, di rideterminarne il valore di acquisto, utilizzabile ai fini del calcolo dei redditi diversi(4).
In particolare, a seguito della rivalutazione, il valore rideterminato è utilizzato al momento del realizzo delle plusvalenze maturate in caso di cessione a titolo oneroso di partecipazioni qualificate o meno, a condizione che sia stata corrisposta l'imposta sostitutiva prevista dalla normativa in esame.
A tal fine, il contribuente doveva predisporre apposita perizia giurata di stima del valore d'acquisto rideterminato, nonché pagare un'imposta sostitutiva pari al:
2 per cento del valore rideterminato per le partecipazioni non qualificate
4 per cento del valore rideterminato per le partecipazioni qualificate e i terreni,
entro il termine del 30 settembre 2002(5), prorogato prima al 30 novembre 2002, poi al 16 dicembre 2002(6).
In seguito, il legislatore delegato, con il decreto legge del 24 settembre 2002, n. 282(7), ha disposto l'applicazione della disciplina in commento anche con riferimento alle partecipazioni e ai terreni detenuti alla data del 1° gennaio 2003, fissando il termine per la perizia giurata e per il versamento dell'imposta sostitutiva al 16 maggio 2003, termine poi prorogato al 16 marzo 2004(8).
A tal proposito, l'Amministrazione finanziaria(9) ha avuto modo di precisare che, dal momento che la disciplina introdotta con il decreto legge n. 282/2002 "si applica esclusivamente alle partecipazioni ed ai terreni posseduti alla data del 1 gennaio 2003...Omissis...tale norma non va intesa come proroga degli articoli 5 e 7 della legge n. 448 del 2001, concernenti le partecipazioni e i terreni posseduti alla data del 1 gennaio 2002".
Ne consegue che il contribuente che avesse già rivalutato il valore delle partecipazioni e/o dei terreni alla data del 1° gennaio 2002, attraverso le modalità indicate dalla legge finanziaria 2002, avrebbe ben potuto usufruire delle nuove disposizioni agevolative, ma, in tale ipotesi, avrebbe dovuto determinare, mediante una nuova perizia giurata di stima, il valore delle partecipazioni o dei terreni al 1° gennaio 2003, nonché procedere al versamento dell'imposta sostitutiva su detti valori entro il termine del 16 marzo 2004.
Qualora il contribuente avesse già provveduto a versare l'imposta sostitutiva a fronte della precedente rivalutazione, questo era legittimato a richiederne il rimborso; analogamente, nell'ipotesi in cui il contribuente si fosse avvalso della facoltà di rateizzare detta imposta, egli non sarebbe stato tenuto a versare le rate successive e avrebbe goduto del diritto al rimborso della prima rata versata.
Ai sensi dell'articolo 6-bis del decreto legge del 24 dicembre 2003, n. 355(10), inserito in sede di conversione dalla legge del 27 febbraio 2004, n. 47(11), è stata prevista la possibilità di rideterminare il valore di acquisto delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati e dei terreni edificabili e con destinazione agricola, posseduti alla data del 1° luglio 2003, a condizione che il contribuente effettuasse gli adempimenti relativi alla predisposizione della perizia giurata e al versamento dell'imposta sostitutiva entro il 30 settembre 2004.
Anche in tale circostanza, l'Amministrazione finanziaria(12) ha chiarito come la nuova normativa costituisca una riapertura del termine per la rideterminazione del valore dei terreni e delle partecipazioni e non una mera proroga del termine precedente.
L'articolo 1, comma 376, della legge finanziaria 2005 ha disposto la riapertura del termine, scaduto il 30 settembre 2004(13), per la rivalutazione delle partecipazioni, qualificate e non, che non sono negoziate in mercati regolamentati e dei terreni edificabili e con destinazione agricola, detenuti da persone fisiche non esercenti attività di impresa.
In particolare, potranno avvalersi della rivalutazione in esame:
le persone fisiche residenti, per le partecipazioni o i terreni la cui cessione non genera reddito di impresa
le società semplici ed equiparate, residenti
gli enti non commerciali, residenti, per attività non in regime di impresa
i possessori di partecipazioni detenute nell'esercizio di imprese commerciali
i soggetti, diversi dalle persone fisiche, privi di soggettività tributaria
gli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari soggetti a imposta sostitutiva sul risultato di gestione
Con riferimento a tali partecipazioni e terreni, il nuovo termine per il versamento delle imposte sostitutive, integralmente o limitatamente alla prima rata, previste ai fini della rideterminazione dei valori d'acquisto delle partecipazioni, ovvero dei terreni, e per la redazione e il giuramento della perizia di stima, è stato fissato al 30 giugno 2005(14).
La disciplina in esame trova applicazione unicamente nei confronti di coloro che detengono le partecipazioni e i terreni alla data del 1° luglio 2003(15).
L'imposta sostitutiva è pari al:
4 per cento per le partecipazioni che erano qualificate alla data del 1° gennaio 2002
2 per cento per quelle che, alla predetta data, non risultavano qualificate(16)
4 per cento per i terreni(17).
Qualora i contribuenti abbiano scelto di rateizzare il pagamento dell'imposta sostitutiva e abbiano già effettuato il versamento della prima rata entro il 30 settembre 2004, essi potranno beneficiare della proroga in esame versando la seconda rata entro il 30 giugno 2006, con gli interessi del 3 per cento annuo, che decorrono a partire dal 30 giugno 2005(18).
Al riguardo, la circolare del 4 agosto 2004, n. 35/E, ha precisato che "qualora... il contribuente abbia effettuato il versamento della prima rata nei termini di legge ed abbia omesso di effettuare i successivi versamenti, questi ultimi sono iscritti a ruolo ai sensi degli articoli 10 e seguenti del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602. Tuttavia, in quest'ultima ipotesi, il contribuente può avvalersi delle disposizioni contenute nell'articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 (cosiddetto "ravvedimento operoso")".
Si osserva che, qualora il contribuente che intende rideterminare il valore delle partecipazioni e/o dei terreni posseduti alla data del 1° luglio 2003 abbia già usufruito di detta facoltà alla data del 1° gennaio 2002(19) o del 1° gennaio 2003(20), non potrà effettuare alcuna compensazione tra l'imposta sostitutiva versata e quella da versare, ma sarà comunque legittimato a richiedere il rimborso dell'imposta sostitutiva precedentemente versata.
La circolare n. 16/2005 ha chiarito che "se il contribuente si è avvalso della rateazione dell'imposta sostitutiva dovuta, non è tenuto a versare la rata o le rate successive relative alla precedente rideterminazione...".
Con riguardo ai terreni edificabili e con destinazione agricola, la rideterminazione del valore di acquisto costituisce valore normale minimo di riferimento(21), ai fini:
dell'imposta di registro
dell'imposta ipotecaria
dell'imposta catastale.
La circolare n. 16/2005 ha chiarito che "tale norma introduce un criterio di coerenza nella valutazione economica dei beni valido ai fini delle imposte sul reddito (determinazione delle plusvalenze) e delle imposte di registro ipotecaria e catastale".
Detto criterio non rileva, invece, ai fini dell'imposta sul valore aggiunto; al riguardo, la circolare n. 16/2005 ha precisato che "la base imponibile dell'IVA, infatti, coerentemente con le previsioni comunitarie, è determinata ai sensi dell'articolo 13 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633 e, pertanto, non può che essere costituita dall'ammontare complessivo dei corrispettivi dovuti dal cedente, a prescindere dal valore rideterminato sulla base delle perizia giurata di stima".
Le cessioni di terreni edificabili rilevano ai fini tanto della determinazione delle plusvalenze realizzate da persone fisiche non esercenti attività di impresa(22) quanto dell'Iva, qualora la cessione di detto terreno sia posta in essere da un imprenditore agricolo(23).
Con riferimento alle partecipazioni non negoziate nei mercati regolamentati, si osserva che la circolare n. 12/2002, ha chiarito che "...affinché un titolo possa ritenersi "negoziato in un mercato regolamentato", è necessario che le azioni risultino effettivamente negoziate nei mercati, non essendo sufficiente che la quotazione sia stata richiesta dalla società o semplicemente disposta dall'autorità di borsa...".
Inoltre, la medesima circolare ha precisato che "...il contribuente può procedere alla rideterminazione del valore di acquisto anche solo per una parte della partecipazione detenuta. Pertanto, si ritiene che, in caso di possesso di una partecipazione qualificata, sia consentito rideterminarne il valore limitatamente alla quota parte rappresentativa di una partecipazione non qualificata. Tuttavia, in tal caso, l'imposta sostitutiva è comunque dovuta nella misura del 4 per cento, in quanto la disposizione contenuta nel comma 2 dell'articolo 5 [della legge n. 448/2001](24), commisura l'imposta non già all'entità della partecipazione della quale si intende adeguare il costo di acquisto, ma all'entità dell'intera partecipazione posseduta dal contribuente alla data del 1 gennaio 2002".
Nel caso in cui i titoli, le quote o i diritti siano stati acquistati in più tranche, al fine di determinare nei confronti di quali tra essi sia valida la rideterminazione del costo o del valore di acquisto, si considerano valorizzati quelli acquistati per ultimi.
Recesso tipico e atipico del socio
Brevi note di ordine civilistico
Il recesso, tipica forma di exit del socio dalla società, rappresenta uno degli aspetti su cui il legislatore delegato è maggiormente intervenuto in occasione della riforma del diritto societario(25), a seguito dell'adozione del Dlgs del 17 gennaio 2003, n. 6(26).
In tale prospettiva, due sono stati gli obiettivi perseguiti:
l'ampliamento dei casi di uscita del socio
la predisposizione di appositi meccanismi al fine di determinare in modo corretto il valore della partecipazione detenuta dal socio recedente.
Come osservato da autorevole dottrina(27), "è altresì evidente un intento di fondo del legislatore... di superare le molteplici lacune ed i diversi problemi interpretativi cui la scarna disciplina... dava adito".
Nonostante la disciplina civilistica del recesso differisca a seconda che si tratti di società per azioni(28), ovvero di società a responsabilità limitata(29), le cause di recesso possono generalmente ricondursi a tre fattispecie:
le cause necessarie (definibili anche come inderogabili), individuate esplicitamente dal legislatore, nei casi in cui il socio non abbia preso parte alle deliberazioni riguardanti aspetti particolarmente importanti la vita della società, quali, ad esempio, la modifica della clausola dell'oggetto sociale e la trasformazione della società
le cause di recesso previste in principio, ma eliminabili in sede di statuto (quali, la proroga del termine e l'introduzione o la rimozione di vincoli alla circolazione dei titoli azionari)
le cause di recesso determinabili dallo statuto della società (quali, ad esempio, il mancato rinnovo di un particolare contratto; la rottura di determinate alleanze commerciali; la revoca di specifiche licenze o autorizzazioni idonee all'esercizio di particolari attività).
Disciplina fiscale del recesso con riguardo al socio persona fisica non esercente attività di impresa
A seguito del recesso del socio, la partecipazione da questi detenuta deve essere prioritariamente liquidata mediante cessione della stessa agli altri soci, ovvero a terzi (cosiddetto "recesso atipico"); soltanto nel caso in cui la partecipazione non venga ceduta, infatti, la stessa dovrà essere annullata da parte della società (cosiddetto "recesso tipico").
Come osservato da alcuni autori(30), "qualora la partecipazione venga ceduta ai soci o a terzi, fiscalmente si dovrà seguire la disciplina relativa alla cessione di partecipazione, con conseguente, eventuale, tassazione della plusvalenza...".
Ne consegue che, qualora il socio recedente sia una persona fisica non esercente attività di impresa, si applicherà la disciplina del capital gain.
qualora la partecipazione sia qualificata, la plusvalenza concorrerà alla determinazione del reddito imponibile nella misura del 40 per cento del suo ammontare
qualora la partecipazione non sia qualificata, sia applicherà una ritenuta a titolo di imposta nella misura del 12,50 per cento sull'intera plusvalenza.
Nel caso in cui non si riesca a cedere la partecipazione agli altri soci o a un terzo, la società dovrà procedere al rimborso nei confronti del socio recedente ricorrendo alle riserve disponibili di utili e, se necessario, alle riserve di capitale.
In tal caso, l'eccedenza tra l'importo ricevuto dal socio persona fisica non esercente attività di impresa e il costo fiscale della partecipazione costituisce reddito.
Ne consegue che detta eccedenza sarà riqualificata come utile e sarà soggetta alla medesima disciplina fiscale prevista per i dividendi. Qualora la partecipazione sia qualificata, l'eccedenza concorrerà alla formazione del reddito complessivo nella misura del 40 per cento, altrimenti all'intero ammontare di detta eccedenza sarà applicata una ritenuta a titolo di imposta nella misura del 12,50 per cento.
Al riguardo, è stato osservato che(31) "tale ritenuta si applicherà solo sull'eccedenza, salvo che il percettore non comunichi alla società il suo costo fiscale della partecipazione, in quanto, in tal caso, essa si applicherà sull'intero ammontare percepito".
Con riferimento alla disciplina in tema di rideterminazione del valore delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati, il valore d'acquisto rideterminato è utilizzabile anche in occasione del recesso atipico del socio, ossia realizzato mediante acquisto delle stesse da parte degli altri soci proporzionalmente alle loro partecipazioni, ovvero da parte di un terzo concordemente individuato dai soci medesimi.
Al contrario, come precisato dalla circolare n. 16/2005, nell'ipotesi di recesso tipico, "...il valore rideterminato non può essere utilizzato in quanto le somme o il valore normale dei beni ricevuti dai soci costituiscono "utile" per la parte che eccede il prezzo pagato per l'acquisto o la sottoscrizione delle azioni o quote annullate e ciò vale anche per la parte di tali eccedenze che derivano da riserve di capitale(32)...".
Sul punto, rileviamo come la più attenta dottrina(33) abbia osservato che "questa indicazione suscita più di una perplessità a fronte di una norma fiscale non mutata in relazione all'ipotesi del recesso, l'amministrazione finanziaria si orienta su una interpretazione difforme rispetto a quanto precisato, per esempio, nella circolare n. 112 del 1999 e, in parte, nella circolare n. 40 del 2002".
Riapertura dei termini per la redazione delle perizie
Qualora l'imposta sostitutiva relativa alle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati, ovvero ai terreni edificabili e con destinazione agricola, sia stata versata entro il precedente termine posto al 30 settembre 2004 ed entro tale termine non sia stata effettuata la relativa perizia, i soli termini previsti per la redazione e il giuramento di quest'ultima sono stati prorogati al 31 marzo 2005(34).
La disposizione in commento è applicabile anche nei confronti dei contribuenti che hanno optato per la rateizzazione dell'importo dovuto e che entro il termine del 30 settembre 2004 hanno provveduto al versamento della prima rata.
Ne consegue che, in caso di cessione delle partecipazioni:
qualora il contribuente abbia optato, ai sensi degli articoli 6 e 7 del Dlgs del 21 novembre 1997, n. 461(35), per l'applicazione dell'imposta sostitutiva sulle plusvalenze deve preventivamente fornire all'intermediario la copia della perizia giurata. Pertanto, come precisato dalla circolare n. 16/2005(36), "...tale contribuente può usufruire del termine del 31 marzo 2005 per la redazione e il giuramento della perizia purché non abbia ancora effettuato la cessione delle partecipazioni stesse"
se il contribuente versa l'imposta sui redditi diversi di natura finanziaria in base alla dichiarazione dei redditi, la predisposizione della perizia può essere effettuata entro il termine di versamento delle imposte derivanti dalla dichiarazione stessa
se il contribuente detiene ancora le partecipazioni, a condizione che abbia effettuato il pagamento dell'imposta sostitutiva del 2 per cento o del 4 per cento, ovvero della prima rata di questa, entro il 30 settembre 2004, come chiarito dalla circolare n. 16/2005(37), "...poteva regolarizzare l'adempimento della perizia entro il 31 marzo 2005. Ciò indipendentemente dalla data di rideterminazione delle partecipazione...".
Con riferimento alla cessione di terreni edificabili e con destinazione agricola, al fine della determinazione della plusvalenza, il valore rideterminato non può essere utilizzato prima della redazione e del giuramento della perizia, in quanto nell'atto di cessione deve essere indicato il valore periziato del bene.
Pertanto, la sanatoria al 31 marzo 2005 riguarda esclusivamente i terreni non ancora ceduti.
Soggetti abilitati alla redazione delle perizie
Sono abilitati alla redazione e al giuramento della perizia di stima, oltre ai soggetti iscritti:
all'Albo dei dottori commercialisti, dei ragionieri e dei periti commerciali, nonché dei revisori contabili con riguardo alle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati
all'Albo degli ingegneri, architetti, geometri, dottori agronomi, agrotecnici periti agrari e dei periti industriali edili con riguardo ai terreni edificabili e con destinazione agricola, anche i periti regolarmente iscritti alle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura.
Riteniamo che la valutazione della convenienza o meno della rivalutazione delle partecipazioni, qualificate e non, non negoziate nei mercati regolamentati, detenute da persone fisiche non esercenti attività d'impresa, non possa prescindere dall'esame delle nuove modalità di tassazione delle (eventuali) plusvalenze derivanti dalla cessione delle medesime, modalità introdotte nel Tuir a seguito dell'approvazione del Dlgs n. 344/2003.
Inoltre, va considerato che lo schema di decreto correttivo Ires, approvato dal Consiglio dei ministri il 18 marzo 2005, e attualmente all'esame delle competenti Commissioni parlamentari, prevede disposizioni specifiche in tema di scambi di partecipazioni posti in essere da soggetti non esercenti attività di impresa.
In particolare, dovrebbe essere estesa anche ai soggetti conferenti persone fisiche la possibilità di effettuare scambi domestici di azioni o quote, eliminando, come chiarito dalla relazione illustrativa allo schema di decreto correttivo Ires, "la divergenza esistente, per quanto riguarda l'ambito soggettivo, tra normativa domestica e normativa comunitaria in tema di scambio di partecipazioni mediante conferimenti".
(1). Cfr. circolare del 22 aprile 2005, n. 16/E, rubricata "Rideterminazione del valore dei terreni e delle partecipazioni. Articolo 1, comma 376 e comma 428 della Legge 30 dicembre 2004, n. 311 (legge Finanziaria 2005)".
(2). Cfr. legge del 30 dicembre 2004, n. 311, rubricata "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2005)".
(3). Cfr. articoli 5 e 7 della legge del 28 dicembre 2001, n. 448, rubricata "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2002)".
(4). Cfr. articolo 67 del Tuir, rubricato "Redditi diversi".
(5). Cfr. articolo 4, comma 3, del decreto legge del 24 settembre 2002, n. 209, rubricato "Disposizioni urgenti in materia di razionalizzazione della base imponibile, di contrasto all'elusione fiscale, di crediti di imposta per le assunzioni, di detassazione per l'autotrasporto, di adempimenti per i concessionari della riscossione e di imposta di bollo".
(6). Cfr. legge del 22 novembre 2002, n. 265, rubricata "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 settembre 2002, n. 209, recante disposizioni urgenti in materia di razionalizzazione della base imponibile, di contrasto all'elusione fiscale, di crediti di imposta per le assunzioni, di detassazione per l'autotrasporto, di adempimenti per i concessionari della riscossione e di imposta di bollo".
(7). Cfr. articolo 2, comma 2, del decreto legge del 24 dicembre 2002, n. 282, convertito dalla legge del 21 febbraio 2003, n. 27, rubricata "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 dicembre 2002, n. 282, recante disposizioni urgenti in materia di adempimenti comunitari e fiscali, di riscossione e di procedure di contabilità".
(8). Cfr. articolo 39, comma 14-undecies, del decreto legge del 30 settembre 2003, n. 269, convertito con modificazioni dalla legge del 24 novembre 2003, n. 326, rubricata "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, recante disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei conti pubblici".
(9). Cfr. circolare del 9 maggio 2003, n. 27/E, rubricata "Rideterminazione dei valori dei terreni e delle partecipazioni. Articolo 2, comma 2, del decreto-legge 24 dicembre 2002, n. 282 convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2003, n. 27".
(10). Cfr. articolo 6-bis del decreto legge del 24 dicembre 2003, n. 355, rubricato "Proroga di termini previsti da disposizioni legislative".
(11). Cfr. legge del 27 febbraio 2004, n. 47, rubricata "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 355, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative".
(12). Cfr. circolare del 4 agosto 2004, n. 35/E, rubricata "Rideterminazione dei valori di acquisto delle partecipazioni e dei terreni - Proroga dei termini - Articolo 6-bis del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 355, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 47".
(13). Il termine del 30 settembre 2004 per il pagamento delle imposte sostitutive e per la redazione e il giuramento della perizia era stato disposto dall'articolo 6-bis del decreto legge del 24 dicembre 2003, n. 355, convertito con legge del 27 febbraio 2004, n. 47, rubricata "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 355, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative".
(14). Cfr. articolo 2, comma 2, del decreto legge del 24 dicembre 2002, n. 282, convertito con legge del 21 febbraio 2003, n. 27, rubricata "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 dicembre 2002, n. 282, recante disposizioni urgenti in materia di adempimenti comunitari e fiscali, di riscossione e di procedure di contabilità".
(15). La circolare n. 16/2005, capitolo 1 - rubricato "Riapertura dei termini per la rideterminazione del valore delle partecipazioni e dei terreni" -, ha precisato che "si tratta, quindi, di una proroga del termine ultimo entro il quale i soggetti interessati possono provvedere all'effettuazione di tali adempimenti, fermo restando il requisito del possesso delle suddette partecipazioni e/o terreni alla data del 1° luglio 2003".
(16). Cfr. articolo 5, comma 2, della legge del 28 dicembre 2001, n. 448, rubricata "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2002)".
(17). Cfr. articolo 7 della legge n. 448/2001.
(18). Cfr. circolare Assonime del 3 febbraio 2005, n. 2 - rubricata "Legge 30 dicembre 2004, n. 311 - Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2005)" -, capitolo 2, paragrafo 4.
(19). Cfr. articoli 5 e 7 della legge n. 448/2001.
(20). Cfr. articolo 2, comma 2, del decreto legge del 24 dicembre 2002, n. 282, convertito con legge del 21 febbraio 2003, n. 27, rubricata "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 dicembre 2002, n. 282, recante disposizioni urgenti in materia di adempimenti comunitari e fiscali, di riscossione e di procedure di contabilità".
(21). Cfr. articolo 7, comma 6, della legge n. 448/2001.
(22). Cfr. articolo 67 del Tuir, rubricato "Redditi diversi".
(23). Cfr. risoluzione del 7 maggio 2002, n. 137/E, rubricata "Trattamento fiscale applicabile alle cessioni di terreni edificabili effettuate da imprenditori agricoli".
(24). L'articolo 5, comma 2, della legge n. 448/2001 dispone che "l'imposta sostitutiva di cui al comma 1 è pari al 4 per cento per le partecipazioni che risultano qualificate, ai sensi dell'articolo 81, comma 1, lettera c), del citato testo unico delle imposte sui redditi, alla data del 1 gennaio 2002, e al 2 per cento per quelle che, alla predetta data, non risultano qualificate ai sensi del medesimo articolo 81, comma 1, lettera c-bis), ed è versata, con le modalità previste dal capo III del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, entro il 30 novembre 2002".
(25). Per una più approfondita analisi dell'istituto civilistico del recesso, cfr. C. Angelici, "La riforma delle società di capitali. Lezioni di diritto commerciale", Padova, 2003; E. Bellezza, "La nuova disciplina del recesso", in S. Rossi (diretto da), "Il nuovo ordinamento delle società. Lezioni sulla riforma e modelli statutari", Milano, 2003; F. Galgano, "Diritto commerciale", Bologna, 2003; D. Galletti, "Il recesso nelle società di capitali", Milano, 2000; R. Rordorf, "Il recesso del socio di società di capitali: prime osservazioni dopo la riforma", in Soc., 2003.
(26). Cfr. Dlgs del 17 gennaio 2003, n. 6, rubricato "Riforma organica della disciplina delle società di capitali e società cooperative, in attuazione della legge 3 ottobre 2001, n. 366".
(27). Cfr. G. Cottino, G. Bonfante, O. Cagnasso, P. Montalenti, "Il nuovo diritto societario", vol. 2, Bologna 2004, pag. 1392.
(28). Cfr. articoli 2437 e seguenti del codice civile.
(29). Cfr. articoli 2473 e seguenti del codice civile.
(30). Cfr. P. Montanari, "La disciplina fiscale del diritto di recesso", in "Le Società", 1/2005, pag. 42.
(31). Cfr. P. Montanari, op. cit., pag. 43.
(32). Cfr. articolo 47, comma 7, del Tuir, rubricato "Utili da partecipazione".
(33). Cfr. D. Liburdi, "Rivalutazioni, linea dura del fisco", in Italia Oggi del 23 aprile 2005; inoltre, dello stesso autore, cfr. "Rideterminazione del costo di terreni e partecipazioni", in Corriere Tributario, 21/2005, pag. 1710.
(34). Cfr. articolo 1, comma 428, della legge finanziaria 2005.
(35). Cfr. Dlgs del 21 novembre 1997, n. 461, rubricato "Riordino della disciplina tributaria dei redditi di capitale e dei redditi diversi a norma dell'articolo 3, comma 160, della legge 23 dicembre 1996, n. 662".
(36). Cfr. circolare n. 16/2005, capitolo 2, rubricato "Riapertura dei termini per la redazione delle perizie".
(37). Cfr. circolare n. 16/2005, capitolo 2.

References: Articolo 1
 articolo 67
 articolo 4
 articolo 2
 articolo 39
 Articolo 2
 articolo 6
 Articolo 6
 articolo 2
 articolo 5
 articolo 7
 articolo 2
 articolo 7
 articolo 67
 articolo 81
 articolo 47
 articolo 1