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SCUOLA PRIMARIA MAURO BRUTTO. Via Catalani Trezzano S/N - PDF
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1 DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SCUOLA PRIMARIA MAURO BRUTTO Via Catalani Trezzano S/N Data ultimo aggiornamento.. DATORE DI LAVORO Laura Longo RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA Monica Scarpa MEDICO COMPETENTE Marco Tibiletti RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE Piatti Marco
2 Revisioni del Documento di Valutazione dei Rischi N. Data Oggetto 0 12/08/2013 Stesura documento di valutazione dei rischi 1 25/5/2014 Aggiornamento del documento di valutazione dei rischi Pagina 2 di 97
3 I N D I C E 1. PROCEDIMENTI DI VALUTAZIONE DEI RISCHI 5 2. MODALITA' OPERATIVE 5 3. PROCEDURE E PROVVEDIMENTI PER LA GESTIONE DEL RISCHIO 7 4. INDIVIDUAZIONE E PROGRAMMA DELLE MISURE DI PREVENZIONE INTERVENTI DI PREVENZIONE PROGRAMMA DELLE MISURE DI PREVENZIONE 9 5. DATI GENERALI SERVIZIO DI PREVENZIONE E DI PROTEZIONE PREPOSTI DOCUMENTAZIONE FUNZIONALE ALLA SICUREZZA COMPLETAMENTO E AGGIORNAMENTO DEL DOCUMENTO MISURE GENERALI DIMENSIONI DEI LOCALI DISPOSITIVI DI APERTURA DELLE PORTE MISURE DI PREVENZIONE INCENDI CLASSIFICAZIONE DEL LIVELLO DI RISCHIO DI INCENDIO ADDETTI ANTINCENDIO E AL PRIMO SOCCORSO SEPARAZIONI COMPARTIMENTAZIONE SISTEMA DI ALLARME VIE DI ESODO SEGNALETICA ESTINTORI RETE IDRANTI ILLUMINAZIONE DI EMERGENZA REAZIONE AL FUOCO DEI MATERIALI DI RIVESTIMENTO CONFORMITA ANTINCENDIO NORME DI ESERCIZIO SERVIZI GENERALI SERVIZI IGIENICI LAVABI PULIZIE AULE DIDATTICHE AULA VIDEO LABORATORIO DI INFORMATICA SALA MENSA 40 Pagina 3 di 97
4 15. BIBLIOTECA PALESTRA SERVOSCALA PER DISABILI DEPOSITO (AULA BLINDATA) DEPOSITO MATERIALE IGIENICO/SANITARIO CENTRALE TERMICA IMPIANTO A METANO (RISCHIO DI ESPLOSIONE) IMPIANTO ELETTRICO GENERALE IMPIANTO DI TERRA RADON PREVENZIONE E CONTROLLO DELLA LEGIONELLOSI FATTORI DI RISCHIO INDOOR (ALLERGIE, ASMA) LAVORI DI UFFICIO ATTIVITÀ DIDATTICA IN AULA LAVORO AL VIDEOTERMINALE MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI PERSONALE AUSILIARIO VALUTAZIONE DEL RISCHIO CHIMICO VALUTAZIONE DEL RISCHIO BIOLOGICO STRESS DA LAVORO CORRELATO FUMO PASSIVO CAMPI ELETTROMAGNETICI ASSUNZIONE DI SOSTANZE PSICOTROPE IN AMBIENTE DI LAVORO TUTELA DELLE LAVORATRICI MADRI FORMAZIONE SPECIFICA INFORMAZIONE FORMAZIONE DEI LAVORATORI FORMAZIONE DEL PERSONALE CON INCARICO DI PREPOSTO 93 Pagina 4 di 97
5 1. PROCEDIMENTI DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Il procedimento per la valutazione dei rischi utilizzato fa riferimento ai criteri definiti dal Titolo 1 Capo III sezione II del D.Lgs. 81/2008 e pertanto si basa sull esame sistematico di tutti gli aspetti di ciascun luogo di lavoro. Il procedimento adottato prevede la: Individuazione delle fonti di pericolo in relazione: 1. all ambiente di lavoro 2. agli impianti tecnologici installati 3. alle apparecchiature, attrezzature, sostanze e agenti biologici utilizzati 4. alle attività svolte Individuazione dei rischi connessi alle fonti di pericolo Individuazione del personale esposto ai rischi generici Individuazione del personale esposto a rischi specifici Individuazione delle norme giuridiche e/o tecniche di riferimento Valutazione dei rischi con riferimento alle disposizioni delle norme in vigore In mancanza di norme, valutazione della probabilità e della gravità dell infortunio e/o della malattia professionale. 2. MODALITA' OPERATIVE RISCHI CORRELATI ALL EDIFICIO, AGLI IMPIANTI, ALLE ATTREZZATURE ED ALLE SOSTANZE Il procedimento di base, per la valutazione dei rischi consiste in un esame sistematico di tutti gli aspetti del luogo di lavoro riguardanti: le caratteristiche costruttive dell edificio; gli impianti tecnologici installati; i dispositivi, le macchine, le attrezzature, le sostanze e gli agenti biologici utilizzati. L analisi di quanto sopra esposto è stata attuata mediante la verifica documentale ed i sopralluoghi tecnici adottando i seguenti procedimenti. Pagina 5 di 97
6 VERIFICA DOCUMENTALE La verifica documentale, è volta alla raccolta della documentazione inerente alle caratteristiche dell'immobile, degli impianti tecnologici in essa presenti, delle attrezzature, delle sostanze e degli agenti biologici utilizzati nelle attività svolte al fine di: individuare i documenti la cui elaborazione è prescritta da norme vigenti (es. C.P.I., dichiarazioni di conformità/rispondenza relative ad impianti installati, denuncia impianti, verbali di verifica periodica rilasciati degli organi di vigilanza e/o da ditte/professionisti incaricati,...) verificare che copia di tali documenti sia archiviata presso l'istituto, che in ciascun documento sia presente la data di redazione/sottoscrizione e che il documento si riferisca in modo esplicito all impianto/struttura ecc. oggetto di verifica verificare che il documento sia sottoscritto da soggetto abilitato/autorizzato verificare che le norme di riferimento richiamate siano congruenti all oggetto verificare che ci sia coerenza fra le norme di riferimento ed il contenuto predisporre l'elenco dei documenti mancanti/carenti per chiederne copia all'ente locale competente verificare la coerenza fra quanto indicato nella documentazione e lo stato di fatto (sopralluogo) SOPRALLUOGHI I sopralluoghi, hanno lo scopo di: ispezionare le sedi di lavoro, rilevandone i principali parametri strutturali e di impianto, anche in relazione alle attività che vi si svolgono, verificare la coerenza fra lo stato di fatto, le norme di riferimento e/o la documentazione acquisita nella verifica documentale al fine di individuare i provvedimenti da adottare per conformarsi alle norme vigenti e/o per realizzare un livello di sicurezza accettabile. Pagina 6 di 97
7 RISCHI CORRELATI ALLE ATTIVITÀ SVOLTE Per la valutazione dei rischi derivanti da attività lavorative ne è stata effettuata l analisi al fine di: individuare le attività svolte, le rispettive modalità di esecuzione, le attrezzature utilizzate, identificare i pericoli connessi alle attività svolte ed i conseguenti rischi di infortunio e/o malattie professionali, identificare i rischi connessi alla correlazione fra attività e l ambiente in cui sono svolte, valutare i rischi (confronto con le norme di riferimento, in mancanza di norme valutazione della probabilità e della gravita dell infortunio e/o della malattia professionale), studiare le possibilità per eliminare o ridurre i rischi con riferimento alle prescrizioni delle norme vigenti ed alla valutazione della probabilità e della gravità dell infortunio e/o della malattia professionale, individuare il personale da sottoporre a sorveglianza sanitaria, definire il contenuto della formazione e informazione di base del personale. definire il contenuto della formazione, informazione e addestramento del personale con incarichi specifici (addetti emergenza, primo soccorso, preposti,...). 3. PROCEDURE E PROVVEDIMENTI PER LA GESTIONE DEL RISCHIO Il Datore di Lavoro con la collaborazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione ha provveduto ad adottare e attivare le seguenti procedure e provvedimenti: piano di emergenza; piano di primo soccorso; regolamento generale per la sicurezza durante le attività che vengono svolte dai dipendenti della scuola; Pagina 7 di 97
8 informazione e formazione di base del personale, dei preposti e dei dipendenti con incarichi specifici (addetti emergenza, lotta antincendio, primo soccorso); programmi di verifiche periodiche; riorganizzazione del lavoro; emissione di disposizioni di servizio (circolari); segnalazione all ente locale delle misure da adottare per acquisire e mantenere ad un livello di sicurezza accettabile l immobile, gli impianti tecnologici e gli arredi; segnalazione all ente locale di guasti rilevati durante le verifiche periodiche. Pagina 8 di 97
9 4. INDIVIDUAZIONE E PROGRAMMA DELLE MISURE DI PREVENZIONE 4.1 INTERVENTI DI PREVENZIONE Le misure di prevenzione che dovranno essere adottate dall Ente locale e dal Preside dell istituto, individuato dal D.Lgs 81/08 e smi quale datore di lavoro delle persone che operano a servizio dell Istituto scolastico sono state evidenziate nei capitoli successivi. 4.2 PROGRAMMA DELLE MISURE DI PREVENZIONE L ordine di priorità delle misure di prevenzione è stato predisposto sulla base dei seguenti criteri. Magnitudo del rischio ipotizzato Prescrizioni di norme in vigore Grado di efficacia dell intervento individuato Acquisizione di approvazioni preventive degli Enti preposti Semplicità dell intervento Disponibilità di risorse tecnico - economiche Sulla base di tali criteri l urgenza degli interventi è indicata dai seguenti numeri: IMMEDIATI interventi con priorità 1 BREVE TERMINE interventi con priorità 2 MEDIO TERMINE interventi con priorità 3 LUNGO TERMINE interventi con priorità 4 Pagina 9 di 97
10 5. DATI GENERALI In data 6/8/2013 il sig. Piatti Marco del Nuovo Studio Associato 626, al quale la Direzione della scuola ha affidato l incarico di redigere il documento di valutazione dei rischi ai sensi del D.Lgs. 81/2008, ha svolto il sopralluogo presso l immobile utilizzato dalla scuola primaria Mauro Brutto ubicato in Via Catalani, Trezzano S/N. Il sopralluogo è stato svolto alla presenza di un dipendente. La scuola è costituita da un immobile con 2 piani fuori terra. Il presente documento è stato ultimato in data 12 agosto 2013 In data 25/5/2014 l ing. Piatti Marco, Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dell'istituto, ha proceduto all aggiornamento periodico del Documento di Valutazione dei Rischi. Al momento del sopralluogo il massimo affollamento previsto è pari a 260 persone (studenti, docenti, personale ATA), pertanto ai sensi del D.M. 26/8/92 la scuola è classificabile tipo 1. Ai sensi del punto 1.1 del D.M. 26/8/92 l edificio, sulla base delle informazioni fornite, si considera realizzato in data anteriore al 18 dicembre Pagina 10 di 97
11 6. SERVIZIO DI PREVENZIONE E DI PROTEZIONE Il responsabile del servizio prevenzione e protezione dell istituto di cui fa parte il plesso scolastico è l ing. Piatti Marco del Nuovo Studio Ass.to 626. Il dott Marco Tibiletti è stato designato Medico Competente (MC). Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza è la sig.ra Monica Scarpa. Come stabilito dall'articolo 50 del D.Lgs. 81/2008 il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza è stato consultato in merito alla designazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e di Protezione. Sono stati nominati come Addetti al servizio di prevenzione e protezione i seguenti soggetti: Sig.ra è stato predisposto un organigramma della sicurezza in cui sono indicati i nomi dei soggetti del servizio di prevenzione e protezione, tale organigramma è aggiornato ogni qualvolta ricorra un cambiamento nelle figure nominate 6.1 PREPOSTI Tenuto conto che l art 2 comma 1a del D.Lgs. 81/2008e smi equipara al lavoratore l allievo degli istituti di istruzione... nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali.., si considerano lavoratori gli allievi delle scuole di ogni ordine e grado impiegati effettivamente in laboratori nell uso di sostanze e attrezzature di lavoro quando sono esposti a rischio chimico, fisico o biologico anche in aula attrezzata quando usano VDT (solo se attività curricolare svolta in aula di informatica) Viceversa si ritiene non siano da equiparare a lavoratori: gli allievi di ogni età durante le attività in palestra (in caso d infortunio sono tuttavia coperti da assicurazione INAIL) gli allievi, pur presenti in laboratorio, se il docente esegue personalmente solo esercitazioni dimostrative gli allievi della scuola del I ciclo d istruzione occupati in attività creative all interno di apposite aule attrezzate a questo scopo. Pagina 11 di 97
12 Sono quindi individuati nella scuola i seguenti preposti: Figura scolastica - Preposto Insegnanti tecnico-pratici e docenti teorici che insegnano discipline tecniche o tecnicoscientifiche, durante l utilizzo dei laboratori Insegnanti di area scientifica, durante l utilizzo di laboratori o di aule attrezzate (compresi VDT) Coordinatore o caposquadra del personale ausiliario (se presente di fatto o nell organizzazione della scuola) Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi Soggetti nei confronti dei quali viene esercitato il ruolo Allievi della di propria preposto classe, limitatamente alle condizioni nelle quali questi sono equiparati a lavoratori Allievi della propria classe, limitatamente alle condizioni nelle quali questi sono equiparati a lavoratori Personale ausiliario Personale amministrativo e ausiliario e, se presente, tecnico Vicario del DS Tutto il personale del plesso Responsabile (o referente) di plesso o di succursale Tutto il personale del plesso o della succursale Il datore di lavoro provvede ad informare i soggetti indicati del loro ruolo e delle loro responsabilità Misure da adottare a carico della Direzione Scolastica Come stabilito dall'articolo 18 del D.Lgs. 81/2008 C (Paragrafo 1 comma aa) il nominativo del RLS sarà comunicato all INAIL solo in caso di nuova nomina o designazione. In fase di prima applicazione del Decreto legislativo n. 106/2009, l'obbligo di cui al suddetto paragrafo riguarda i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori già eletti o designati. [Priorità 1] Pagina 12 di 97
13 Mantenere aggiornato l organigramma della sicurezza (che costituisce parte integrante del presente documento) [Priorità 1] 7. DOCUMENTAZIONE FUNZIONALE ALLA SICUREZZA Presso la scuola non sono disponibili documentazioni attinenti la sicurezza. Misure da adottare a carico dell Ente Locale Consegnare alla Direzione Scolastica copia della concessione edilizia, del certificato di usabilità, del certificato di collaudo statico del fabbricato, dell autorizzazione sanitaria alla preparazione/somministrazione dei pasti, di eventuali concessioni di modifica di destinazione d uso degli ambienti. [Priorità 1] Consegnare alla Direzione Scolastica copia della documentazione evidenziata nei successivi capitoli. [Priorità 1] In occasione della consegna di verbali rilasciati da organi di vigilanza (ASL, ISPESL, VVF, ) a seguito di sopralluoghi, approvazioni, rinnovi di certificati relativi all edificio e/o agli impianti tecnologici, inviarne una copia alla Direzione Scolastica. [Priorità 2] Consegnare alla Direzione scolastica una planimetria con evidenziata per ciascun locale la/le destinazioni d uso consentite. [Priorità 1] Consegnare alla direzione scolastica copia del certificato di idoneità sismica e documentazione (planimetrie) in cui siano indicati gli elementi strutturali dell edificio (tale documentazione è funzionale alla gestione delle emergenze da terremoto) [Priorità 2] Misure da adottare a carico della Direzione Scolastica Il presente documento sarà aggiornato sulla base della documentazione che sarà consegnata dall'ente Locale. [Priorità 1] Rispettare le destinazioni d uso degli ambienti evidenziata nella documentazione consegnata dall ente locale [Priorità 1] Archiviare e rendere disponibili al personale i libretti di uso e manutenzione di tutte le attrezzature, apparecchiature, macchinari, marcati CE, assicurandosi che venga rispettato quanto in essi indicato [Priorità 1] 8. COMPLETAMENTO E AGGIORNAMENTO DEL DOCUMENTO L'articolo 29 comma 3 del D.Lgs. 81/2008 prescrive che la valutazione dei rischi ed il presente documento devono essere rielaborati in occasione di modifiche del processo Pagina 13 di 97
14 produttivo o dell organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e della sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione e della protezione o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità. Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e di Protezione manterrà aggiornato il presente documento: sulla base di quanto indicato dall'articolo 29 comma 3 del D.Lgs. 81/2008, sulla base delle misure di prevenzione e di protezione che saranno adottate dall Ente Locale e/o dal Dirigente Scolastico, nel caso vengano introdotte modifiche significative nell uso dei locali (ad esempio in caso di spostamento di laboratori da un locale all altro o di trasformazione di un aula normale in archivio), qualora vengano introdotte modifiche significative nelle apparecchiature, attrezzature, sostanze/agenti biologici utilizzate, nel caso vengano introdotti mutamenti significativi ai fini della sicurezza nell organizzazione del lavoro (ad esempio introduzione di nuove mansioni per il personale dipendente), nel caso vengano promulgate o modificate norme attinenti la sicurezza e la salute sul lavoro (leggi, decreti, circolari, ), nel caso vengano recepite ulteriori norme tecniche o modificate quelle attualmente in vigore (Norme CEI - UNI -. ). Pagina 14 di 97
15 9. MISURE GENERALI 9.1 DIMENSIONI DEI LOCALI L altezza, la superficie e il volume dei locali con posti di lavoro sono conformi a quanto stabilito dall allegato IV comma 1.2 del D.Lgs. 81/ DISPOSITIVI DI APERTURA DELLE PORTE Come stabilito dal D.M. 3/11/2004 aggiornato tramite DM 6/12/2011 (G.U. N. 299/2011): i dispositivi delle porte che immettono su luogo sicuro o installate lungo i percorsi di esodo o di locali utilizzabili contemporaneamente da un numero di persone superiore a 25 devono essere conformi alla norma UNI EN 1125 del i dispositivi delle porte di locali utilizzabili contemporaneamente da un numero di persone superiore a 9 ed inferiore a 26 devono essere conformi alla norma UNI EN 179 del Misure da adottare a carico dell Ente Locale [Priorità 1] Come stabilito dall art. 4 D.M. 3/11/2004 archiviare la dichiarazione di corretta installazione rilasciata dall installatore (consegnarne copia alla direzione scolastica). Dispositivi conformi a quanto stabilito dal D.M. 3/11/2004 e s.m.i. (marcati CE) Consegnare alla direzione scolastica copia delle dichiarazioni di corretta installazione rilasciate dall installatore. Dispositivi non conformi a quanto stabilito dal D.M. 3/11/2004 e s.m.i. (non marcati CE) I dispositivi di apertura delle porte, che immettono su luogo sicuro o su percorsi di esodo, di ambienti e locali utilizzabili da più di 9 persone contemporaneamente, devono essere adeguati a quanto stabilito dal D.M. 3/11/2004 (G.U. N. 271), aggiornato tramite DM 6/12/2011 (G.U. N. 299/2011): in caso di rottura del dispositivo, in caso di sostituzione della porta, Pagina 15 di 97
16 Ciò vale in particolare: per le porte che immettono su cortile (uscite di sicurezza), per le porte installate lungo i percorsi di esodo (es. porte fra corridoi e scale), per le porte delle aule. NB: Contattare la direzione scolastica al fine di individuare correttamente l affollamento max previsto di ciascun locale dell edificio. Manutenzione dei dispositivi Effettuare la manutenzione dei dispositivi osservando le istruzioni fornite dal produttore del dispositivo installato. Annotare le operazioni di manutenzione e controllo dei dispositivi sul registro di cui all'art. 5, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n CANCELLO MOTORIZZATO Fra la pubblica via ed il cortile interno è installato un cancello motorizzato automatico 1. Il meccanismo di automazione è di tipo elettrico 2. è installato un segnalatore a luce gialla intermittente; 3. i materiali impiegati nella costruzione sono di tipo metallico; 4. le fotocellule sono installate ad almeno 10 cm dal cancello e ad una altezza di circa 45 cm; 5. le fotocellule sono installate sul lato interno ed esterno del cancello; 6. il cancello è dotato di cavo di acciaio di sicurezza che eviti la caduta della struttura Non è stato possibile verificare la coppia massima esercitata dal cancello se il cancello è apribile manualmente Misure da adottare a carico dell ente locale Pagina 16 di 97
17 Archiviare copia della dichiarazione di conformità alla norma UNI EN rilasciata dalla ditta costruttrice/fornitrice (in particolare verificare che la coppia massima esercitata dal cancello non superi i limiti prescritti) [Priorità 2] Acquisire e mantenere compilato il registro stabilito dal Cap. 5.3 (comma C) e dall allegato B della norma UNI EN [Priorità 2] Installare un cartello indicante le modalità di apertura manuale [Priorità 2] 9.4 CANCELLO Fra la pubblica via ed il cortile interno, in serie al cancello automatico, è installato un cancello manuale privo di cavo di acciaio di sicurezza che eviti la caduta della struttura Misure da adottare a carico dell ente locale Installare un cavo in acciaio anticaduta sulle ante del cancello [Priorità 2] 9.5 SPECIFICHE MISURE A TUTELA DEGLI ALUNNI Nel presente capitolo sono evidenziati provvedimenti finalizzati alla tutela degli alunni. In assenza di norme di riferimento i provvedimenti indicati sono stati individuati sulla base delle segnalazioni del personale, del RLS e del Datore di Lavoro. Essi sono finalizzati ad eliminare o a ridurre la probabilità di infortuni agli alunni e - in alcuni casi - a limitare la gravità delle conseguenze. Nell edificio sono presenti elementi non strutturali (superfici vetrate, controsoffitti, parapetti, ) Alcuni tombini dei pluviali risultano privi di copertura Misure da adottare a carico dell Ente Locale Controllare periodicamente gli elementi non strutturali presenti nell edificio in conformità agli indirizzi scaturiti in applicazione dell intesa Stato Regioni del 28/01/2009 sulla vulnerabilità degli elementi non strutturali degli edifici scolastici, ed anche sulla base delle segnalazioni che perverranno da parte del dirigente scolastico; archiviare documentazione attestante le verifiche [Priorità 2] Installare le coperture dei tombini mancanti [Priorità 2] 9.6 SUPERFICI VETRATE INTERNE Pagina 17 di 97
18 Nella scuola sono presenti superfici vetrate interne (es: vetri tra le aule ed i corridoi). Alcune porte sono realizzate in vetro. Presso la scuola non sono presenti documentazioni relative alla tipologia di vetro impiegato. Misure da adottare a carico dell Ente Locale Verificare che le superfici vetrate interne siano conforme a quanto stabilito dalla Norma UNI 7697 (edizione 2007): prospetto 1 - punto (requisiti minimi per vetri interni). [Priorità 1] Se il vetro utilizzato non fosse conforme provvedere alla sua sostituzione con tipologia di vetri conformi a quanto stabilito dalla Norma UNI edizione 2007; in alternativa installare fogli tipo polietilene su entrambi i lati o rimuovere la superficie trasparente (eventualmente sostituendola con una superficie tipo policarbonato o plexiglass). [Priorità 2] Consegnare alla direzione scolastica copia della documentazione attestante la conformità del vetro alla norma UNI 7697 (edizione 2007). [Priorità 1] Misure da adottare a carico della Direzione Scolastica Controllare periodicamente il corretto fissaggio delle superfici vetrate [Priorità 1] 9.7 SERRAMENTI VETRATI ESTERNI Le uscite di sicurezza sono in vetro anche nella parte inferiore al metro. I serramenti esterni (porte, finestre, )risultano realizzati in vetro Presso la scuola non sono presenti documentazioni relative alla tipologia di vetro impiegato. Misure da adottare a carico dell Ente Locale Verificare che i vetri siano conformi a quanto stabilito dalla Norma UNI 7697 (edizione 2007): prospetto 1 - punto [Priorità 1] Se i vetri utilizzati non fossero conformi, provvedere alla loro sostituzione; installare vetri conformi a quanto stabilito dalla Norma UNI 7697 (edizione 2007) prospetto 1 - punto Pagina 18 di 97
19 quinta di pag. 6), in alternativa installare fogli tipo polietilene su entrambi i lati [Priorità 2] Consegnare alla direzione scolastica copia della documentazione attestante la conformità del vetro alla norma UNI 7697 (edizione 2007). [Priorità 1] Misure da adottare a carico della Direzione Scolastica Controllare periodicamente il corretto fissaggio delle superfici vetrate [Priorità 1] 9.8 PARAPETTI IN VETRO Nella scuola sono presenti parapetti in vetro, ovvero superfici vetrate ad altezza inferiore a 100 cm da filo pavimento che prevengono cadute nel vuoto da altezze superiori ad 1m. Presso la scuola non sono presenti documentazioni relative alla tipologia di vetro impiegato. Misure da adottare a carico dell Ente Locale Verificare che le superfici vetrate che svolgono la funzione di parapetto (protezione contro il rischio di caduta) sia conforme a quanto stabilito dalla Norma UNI 7697 (edizione 2007): prospetto 1 - punto [Priorità 1] Se il vetro utilizzato non fosse conforme, adottare uno dei seguenti provvedimenti: installare un parapetto alto almeno 100 cm [Priorità 2] sostituire il vetro attuale installando un vetro conforme alla Norma UNI 7697 (edizione 2007): prospetto 1 - punto [Priorità 2] In caso di vetro conforme o di sostituzione, consegnare alla direzione scolastica copia della documentazione attestante la conformità del vetro alla norma UNI 7697 (edizione 2007). [Priorità 1] Pagina 19 di 97
20 10. MISURE DI PREVENZIONE INCENDI 10.1 CLASSIFICAZIONE DEL LIVELLO DI RISCHIO DI INCENDIO Conformemente a quanto prescritto dall art. 2, comma 4 del DM 10/3/1998, sulla base dei criteri stabiliti: dall Allegato I (Cap ) del D.M. 10/03/1998, dall Allegato IX (Capitoli 9.2, 9.3, 9.4) del D.M. 10/03/1998, dalla Circolare n. 16 MI. SA. del 08/07/1998, poiché sono presenti più di cento persone la scuola presenta un livello di rischio MEDIO. Le misure indicate nei successivi capitoli tengono conto di: quanto prescritto dagli allegati I, II, VI, VII, VIII, IX, X del DM 10/3/1998; quanto stabilito dal DM 26/8/1992, quanto stabilito dalle norme di prevenzione incendi specifiche e dal Comando locale dei Vigili del Fuoco, relativamente alle attività comprese nel DPR 151/2011(che ha abrogato il DM 16/2/1982) ubicate nell edificio scolastico. Pagina 20 di 97
21 10.2 ADDETTI ANTINCENDIO E AL PRIMO SOCCORSO Le persone incaricate della prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze hanno partecipato ad uno specifico corso*. Le persone incaricate al primo soccorso hanno partecipato ad uno specifico corso e ad un aggiornamento periodico*. Nella bacheca della sicurezza sono esposti i nomi dei seguenti incaricati: Coordinatore delle procedure di emergenza e di evacuazione Delegati (sostituti) del Coordinatore per le procedure di emergenza e di evacuazione Addetti antincendio Addetti al primo soccorso eventuali addetti all'assistenza ai disabili in caso di esodo Il datore di lavoro ha emesso apposita circolare con la quale dispone che ogni dipendente è tenuto a prendere visione dei documenti esposti nella bacheca della sicurezza. I lavoratori designati al primo soccorso dispongono di: guanti in lattice; visiera paraschizzi. Tali dispositivi di protezione individuale sono custoditi nella cassetta di primo soccorso. * Vedasi il capitolo FORMAZIONE Misure da adottare a carico del della Direzione didattica [Priorità 1] Nominare formalmente gli addetti all emergenza. Nominare formalmente gli addetti al primo soccorso. Durante le ore di attività scolastica, nell edificio dovrà essere garantita la presenza continuativa di addetti alle emergenze e di addetti al primo soccorso Pagina 21 di 97
22 10.3 SEPARAZIONI L immobile è isolato rispetto ad altri fabbricati. La scuola comunica con l alloggio del custode tramite un porta normale. L alloggio del custode è dotato anche di accesso indipendente. Misure da adottare a carico dell Ente Locale Sostituire la porta di accesso all alloggio del custode installando una porta REI 120. [Priorità 3] Verificare che le strutture di separazione fra scuola e alloggio del custode siano almeno REI 120. [Priorità 3] 10.4 COMPARTIMENTAZIONE La compartimentazione dell edificio non è richiesta in quanto la scuola ha una superficie complessiva inferiore a 6000 m 2. Pagina 22 di 97
23 10.5 SISTEMA DI ALLARME Attualmente la scuola dispone di un sistema di allarme di cui non è stato possibile determinare se sia alimentato da una sorgente distinta da quella ordinaria. Il personale non è informato sulle modalità di utilizzo del sistema. Misure da adottare a carico dell Ente Locale Essendo la scuola classificata di tipo 1, il sistema di allarme deve essere costituito almeno da un impianto a campanello conforme a quanto stabilito dall allegato al Decreto 26 agosto 1992 ed avente i seguenti requisiti: [Priorità 3] il segnale di allarme deve essere percepito in tutti gli ambienti della scuola (punto 8.0); l impianto di allarme deve essere alimentato anche da un apposita sorgente, distinta da quella ordinaria e con autonomia non inferiore a 30 minuti.; l alimentazione dell impianto di sicurezza deve potersi inserire anche con comando a mano posto in posizione nota al personale (punto 7.1); la postazione di trasmissione deve essere collocata in un locale costantemente presidiato durante il funzionamento della scuola (punto 8.0). deve essere convenuto un particolare suono di tipo continuo (D.Lgs. n. 493/96 allegato VII e Cap. 8.1 del D.M. 26/8/92);Archiviare la dichiarazione di conformità, rilasciata dalla ditta installatrice, nella quale risulti evidenziato che l impianto è stato realizzato conformemente alle indicazioni previste dal DM 26/8/92 e dalla Norma CEI 64/8 (Capitoli. 35, 56). Fornire alla direzione scolastica informazioni circa le modalità di utilizzo del sistema di allarme [Priorità 1] Integrare il sistema di allarme incendio installando dei segnalatori ottici ai sensi della Circolare n. 4 del marzo 2002 del Comando Centrale dei VV.F. (in particolare negli ambienti dove le attività svolte potrebbero coprire il segnale acustico: palestra, mense, laboratori, ) [Priorità 1] Misure da adottare a carico del della Direzione didattica In occasione delle due prove di evacuazione annuali verificare il sistema di allarme e in particolare: [Priorità 2] verificare che l allarme sia percepibile in tutti gli ambienti della scuola Pagina 23 di 97
24 verificare che entrambi i sistemi funzionino sia con l alimentazione normale che con l alimentazione di sicurezza. predisporre un sistema di avviso di esodo alternativo ( es. fischietto, megafono,.) [Priorità 1] 10.6 VIE DI ESODO La scuola è costituita da tre blocchi, in ciascun blocco: il massimo affollamento del piano primo è di 80 persone il massimo affollamento del piano terra è di 80 persone (ad eccezione del blocco dove è inserita la mensa scolastica) La lunghezza massima delle vie di esodo è inferiore a 60 m. Ogni piano dispone di almeno due percorsi di esodo. Misure da adottare a carico della Direzione didattica Come prescritto dal D.M. 10/3/1998 ( Allegato II - Cap. 2.3) il materiale combustibile dovrà essere custodito lontano dalle vie di esodo. [Priorità 1] Lungo i percorsi di esodo non dovranno essere posizionati arredi o materiali che possano costituire intralcio all esodo [Priorità 1] Le porte tagliafuoco non dovranno essere bloccate in posizione di apertura con sistemi di fortuna (sedie, fermaporta, ) [Priorità 1] Nei periodi freddi dell anno (con possibile formazione di ghiaccio) provvedere allo spargimento periodico di sale (indicativamente almeno 2/3 volte a settimana ed all occorrenza dopo grandi gelate) lungo i percorsi esterni come scale (escluse quelle metalliche realizzate con griglie), percorsi orizzontali (cortili, viali,..); segnalare i percorsi con cartelli indicanti il pericolo ghiaccio, procedere con cautela ; il trattamento dovrà riguardare tutte le aree di transito e non solo i percorsi di esodo; dotare il personale addetto di guanti idonei alla attività (come indicato nelle schede di sicurezza) [Priorità 1] Se necessario provvedere prima dello spargimento del sale alla rimozione della neve, avendo cura di dotare il personale di idonee calzature con suola antiscivolo [Priorità 1] Pagina 24 di 97
25 USCITE VERSO LUOGO SICURO Uscite di sicurezza ingresso principale piano terra tre uscite di sicurezza ciascuna larga 70x2 cm che si apre nel senso dell esodo a semplice spinta. Uscite di sicurezza lungo corridoio piano terra tre uscite di sicurezza ciascuna larga 65x2 cm che si apre nel senso dell esodo a semplice spinta ed immette in cavedio (non computate ai fini del calcolo dei moduli di uscita disponibili). due uscite di sicurezza ciascuna larga 65x2 cm che si apre nel senso dell esodo a semplice spinta ed immette in giardino esterno Uscite di sicurezza atri piano terra due uscite di sicurezza ciascuna larga 120 cm che si apre nel senso dell esodo a semplice spinta. Al piano primo sono disponibili ulteriori uscite di sicurezza che immettono su scala esterna e descritte nei capitoli relativi ai singoli ambienti; alcune delle uscite necessitano di manutenzione I moduli ad uso collettivo attualmente presenti sono pari a quattordici. In base all attuale massimo affollamento (piano terra 260 persone) sono necessari 5 moduli. L ubicazione, il numero, larghezza, il senso ed il sistema di apertura delle uscite di sicurezza ad uso collettivo sono conformi a quanto stabilito dal D.M. 26/8/92. Misure da adottare a carico dell Ente Locale Provvedere alla manutenzione delle uscite di sicurezza [Priorità 1] Pagina 25 di 97
26 SCALE A servizio dell immobile sono state realizzate 3 scale interne a servizio del primo piano e 4 scale esterne metalliche Scale interne Le rampe sono larghe 130 cm. Le rampe scorrono fra due muri e sono dotate di corrimano. E installata la segnaletica indicante il percorso di esodo. E installata l illuminazione di sicurezza. Le scale sono sgombre da qualunque materiale. Non sono installati tendaggi in materiale combustibile. Pareti, pavimento e soffitto non sono ricoperti in materiale combustibile. I gradini sono dotati di strisce antiscivolo. Non sono presenti rivestimenti in legno. Fra i corridoi di piano e le scale non sono presenti porte. I gradini sono dotati di dispositivi antiscivolo Scale esterne Le rampe sono larghe 120 cm. I parapetti sono alti 100 cm. Non è installata l'illuminazione elettrica ordinaria. Non è installata l illuminazione di sicurezza. Le scale sono realizzate in materiale non combustibile. Non sono presenti rivestimenti in legno. Pagina 26 di 97
27 Fra le scale e la scuola è installate porte larghe 120 cm che si aprono nel senso dell esodo a semplice spinta. Il numero di moduli a servizio del piano primo è pari a quattordici. In base all attuale massimo affollamento del piano (160 persone) sono necessari tre moduli. La larghezza, il numero e il tipo di scale a servizio della scuola sono conformi a quanto stabilito dal D.M. 26/8/92. Misure da adottare a carico dell Ente Locale Scale esterne: installare l illuminazione elettrica ordinaria e di sicurezza. [Priorità 2] CORRIDOI I corridoi del piano terra hanno una larghezza minima di circa 3 metri. Il massimo affollamento di un piano è di 80 persone. I corridoi hanno larghezza minima pari a tre moduli e sono dimensionati e posizionati in modo da avere una capacità di deflusso inferiore a 60 (DM 26/8/92 Cap. 5.1). E installata la segnaletica indicante i percorsi di esodo; Sono installati apparecchi di illuminazione di sicurezza. Lungo i corridoi non sono installati arredi o materiale che possa causare intralcio all esodo. Non sono installati tendaggi in materiale combustibile. Pareti, pavimento e soffitto non sono ricoperti in materiale combustibile. Non sono presenti rivestimenti in legno. Sono installati estintori ed idranti Pagina 27 di 97
28 10.7 SEGNALETICA Nell edificio sono installati sufficienti cartelli indicanti i percorsi di esodo; la tipologia, la forma, le dimensioni, il numero e le modalità di installazione della cartellonistica di sicurezza non sono conformi a quanto stabilito dal D.Lgs. 81/2008, alcuni cartelli installati al piano terra indicano un percorso di esodo non idoneo. Non Tutte le uscite di sicurezza sono segnalate da apposito cartello. Tutti gli estintori sono segnalati mediante apposito cartello. Tutti gli idranti sono segnalati mediante apposito cartello. La posizione della cassetta di primo soccorso non risulta chiaramente identificata Il comando di sgancio elettrico a distanza non risulta correttamente segnalato (ubicato nel corridoio di accesso al locale "portineria") Sui quadri elettrici non sono installati l indicazione di tensione pericolosa e di divieto di usare acqua in caso di incendio. La posizione dell attacco autopompa VV.F. risulta correttamente segnalato (lato corto dell'edificio c/o cancello di ingresso) Sono installati cartelli indicanti il divieto di fumo Misure da adottare a carico dell Ente Locale Completare l installazione della segnaletica di sicurezza [Priorità 1] Piano terra: sostituire i cartelli indicanti percorsi di esodo non idonei. [Priorità 1] Indicazioni dettagliate relative alla tipologia della segnaletica da installare sono riportate nei Capitoli relativi a specifici ambienti. Misure da adottare a carico della Direzione scolastica Verificare che la segnaletica presente nell edificio sia posizionata in modo corretto (indicazione dei percorsi di esodo, delle attrezzature antincendio, ) [Priorità 1] In prossimità delle porte di accesso all ascensore, esporre segnaletica indicante il divieto di utilizzo degli ascensori e dei montacarichi ai minori di anni 12, non accompagnati da persone di età più elevata. [Priorità 1] In attesa di adeguamento da parte dell ente locale, dove carente, provvedere a posizionare segnaletica provvisoria [Priorità 3] Pagina 28 di 97
29 10.8 ESTINTORI Il numero degli estintori è sufficiente. La sorveglianza dei mezzi di estinzione è effettuata da dipendenti dell Istituto scolastico il cui esito è annotato sul registro prescritto dal D.M. 26/871992; le modalità di effettuazione della sorveglianza sono indicate in apposite liste di controllo allegate al registro e predisposte dal RSPP sulla base di quanto indicato dal Capitolo 5.1 della Norma UNI Come stabilito da D.M. del Ministero degli interni del 7/01/2005 (G.U. n. 28 del 4/02/2005) è stato stipulato un contratto con la ditta incaricata nel quale è previsto che gli estintori vengano sottoposti a verifica semestrale, revisione e collaudo secondo le modalità e la periodicità stabilite dalla Norma UNI Misure da adottare a carico dell Ente Locale Eseguire la verifica degli estintori ogni sei mesi (UNI :2013, prospetto 1). [Priorità 1] Gli estintori dovranno essere ubicati lungo le vie di uscita, in prossimità delle uscite e dovranno essere fissati a muro ad un altezza di circa un metro con modalità tali da evitare distacchi accidentali. [Priorità 1] Concordare con la ditta incaricata delle verifiche periodiche che nel caso gli estintori vengano momentaneamente asportati essi devono essere sostituiti con estintori del medesimo tipo. [Priorità 1] In ottemperanza a quanto stabilito da D.M. del Ministero degli interni del 7/01/2005 (G.U. n. 28 del 4/02/2005) aggiornare il contratto con la ditta incaricata in modo tale che le verifiche, le revisioni ed i collaudi degli estintori vengano eseguite secondo le modalità e la periodicità stabilite dalla Norma UNI :2013 prospetti 1 e 2 (in particolare: nel caso in cui un estintore non superi i controlli dovrà essere messo FUORI SERVIZIO e sostituito, nel caso di subentro di una ditta dovranno essere effettuati i controlli iniziali ; ); a valle delle suddette attività di controllo la ditta dovrà rilasciare il documento di manutenzione (punto 8.4 norma UNI :2013) che sarà custodito unitamente al registro presso il luogo di lavoro (punto 8.3 norma UNI :2013) [Priorità 3] Pagina 29 di 97
30 L articolo 11 (comma 2) del D.M. 7/1/2005 prescrive che gli estintori conformi al D.M. 20/12/1982 possono essere utilizzati per diciotto anni a partire dalla data di produzione punzonata su ciascun esemplare. E pertanto necessario procedere ad una verifica delle date punzonate su ciascun estintore conforme al D.M. 20/12/1982 attualmente in uso in modo da programmarne la sostituzione in tempo utile rispetto alla data entro la quale deve essere sostituito con un estintore conforme al D.M. 7/01/2005. [Priorità 2] Consegnare al datore di lavoro, copia del manuale di uso e manutenzione degli estintori [Priorità 2] Installare, previa richiesta di autorizzazione al comando locale dei vigili del fuoco, idonee protezioni agli estintori [Priorità 4] Dove siano presenti estintori a CO2 dovranno essere posizionati altri estintori a polvere con capacità estinguente non inferiore a 21 A, 89 B, C; [Priorità 1] Misure da adottare a carico della direzione scolastica Segnalare all ente locale qualsiasi difformità riscontrata dal personale addetto alla sorveglianza [Priorità 1] Gli estintori installati in ambienti con presenza di particolari apparecchiature elettriche dovranno essere idonei per fuochi di classe A, B, C ed idonei per essere utilizzati su apparecchiature elettriche in tensione; estintori a CO2 potranno essere installati solo nei locali ove l accesso è consentito solamente a personale specificatamente addestrato all uso di tali estintori. [Priorità 1] Pagina 30 di 97
31 10.9 RETE IDRANTI Sono installate postazioni idrante. Non è disponibile una dichiarazione di conformità, rilasciata dalla ditta che ha realizzato l impianto, attestante che la rete idranti è stata realizzata in modo conforme a quanto prescritto dal D.M. 26/8/92. La sorveglianza degli idranti è effettuata da dipendenti dell Istituto scolastico il cui esito è annotato sul registro prescritto dal D.M. 26/871992; le modalità di effettuazione della sorveglianza sono indicate in apposite liste di controllo allegate al registro e predisposte dal RSPP. Misure da adottare a carico dell Ente Locale Verificare che la rete idranti sia conforme a quanto previsto dalla Norma UNI e dal punto 9.1 del DM 26/8/1992. [Priorità 2] Archiviare il progetto e la dichiarazione di conformità, rilasciati dal progettista e dalla ditta incaricati della realizzazione dell impianto, attestanti che la rete idrica antincendio è stata realizzata e collaudata in modo conforme a quanto previsto dal Cap. 9.1 del D.M. 26/8/92 ed alle Norme UNI CIG. [Priorità 2] VERIFICHE PERIODICHE eseguire la verifica dell'impianto idrico antincendio ogni sei mesi ed annotare l'esito di tale verifica sull'apposito registro e sui cartellini di ciascun idrante. [Priorità 1] Effettuare le verifiche e le prove periodiche prescritte dal Cap della Norma UNI (Reti di idranti: Progettazione, installazione ed esercizio - edizione 2007); in particolare: la manutenzione di naspi ed idranti a muro deve essere svolta almeno due volte all anno, in conformità alla UNI EN (Cap. 6.1) ed alle istruzioni contenute nel manuale d uso predisposto dal fornitore dell impianto; [Priorità 1] ogni sei mesi effettuare la manutenzione degli attacchi autopompa (almeno la verifica della manovrabilità delle valvole, con completa chiusura ed apertura delle stesse ed accertamento della tenuta della valvola di ritegno. Al termine delle operazioni assicurarsi che la valvola principale di intercettazione sia in posizione aperta). [Priorità 1] Pagina 31 di 97
32 le tubazioni flessibili e semirigide devono essere verificate annualmente sottoponendole alla pressione di rete per verificarne l integrità; [Priorità 3] ogni 5 anni deve essere eseguita la prova idraulica delle tubazioni flessibili e semirigide come previsto dalla UNI EN [Priorità 3] Annotare sul registro prescritto dall art. 5 del DPR n. 37 del 12/01/1998: [Priorità 3] i lavori svolti sull impianto o le modifiche apportate alle aree protette; le prove eseguite; i guasti e, se possibile, le relative cause; l esito delle verifiche periodiche dell impianto. Misure da adottare a carico del della Direzione didattica Mantenere aggiornato il registro dei controlli alle attrezzature ed agli impianti di sicurezza, come prescritto al punto 12 del DM 26/8/1992 [Priorità 1] Pagina 32 di 97
33 10.10 ILLUMINAZIONE DI EMERGENZA Le scale esterne non sono dotate di illuminazione di sicurezza. Il vari locali non sono dotati di illuminazione di sicurezza. Esternamente alle uscite di sicurezza non sono installati apparecchi di illuminazione di sicurezza. Misure da adottare a carico dell Ente Locale Come stabilito dal Capitolo della norma CEI (prima edizione - giugno 2006) esternamente ad ogni uscita di sicurezza (cioè lato cortile) installare un apparecchio di illuminazione ordinaria ed un apparecchio di illuminazione di sicurezza [Priorità 3]. Installare apparecchi di illuminazione di emergenza nei locali che ne siano privi; Si raccomanda in particolare di progettare la collocazione degli apparecchi di illuminazione di sicurezza, della segnaletica di sicurezza e degli estintori in modo coordinato, conformemente a quanto stabilito della Norma UNI EN 1838 ILLUMINAZI0NE DI EMERGENZA. [Priorità 2] Archiviare la dichiarazione di conformità, rilasciata dalla ditta installatrice, nella quale risulti evidenziato che l impianto è stato realizzato conformemente alle indicazioni previste dal DM 26/8/92 e dalla Norma CEI 64/8 (Capitoli. 35, 56). [Priorità 2] Misure da adottare a carico del Responsabile della Direzione didattica In occasione delle due prove di evacuazione annuali verificare il funzionamento degli apparecchi di illuminazione di sicurezza. [Priorità 1] REAZIONE AL FUOCO DEI MATERIALI DI RIVESTIMENTO In alcuni locali della scuola sono installate tende in materiale combustibile. Il pavimento del locale deposito è rivestito in gomma Misure da adottare a carico dell Ente Locale Archiviare i certificati di reazione al fuoco del materiale combustibile che ricopre ilò pavimento del locale deposito; sostituire o eliminare il materiale nel caso in cui non siano certificate con un grado di reazione conforme a quanto previsto dal D.M. 26/8/92 - art [Priorità 2] Pagina 33 di 97
34 Archiviare i certificati di reazione al fuoco delle tende in materiale combustibile; sostituire o eliminare tali tende nel caso in cui non siano certificate con un grado di reazione conforme a quanto previsto dal D.M. 26/8/92 - art [Priorità 2] Gli eventuali rivestimenti che saranno installati dovranno essere di tipo incombustibile o certificati secondo quanto stabilito dall art. 3.1 del D.M. 26/8/92. [Priorità 2] Gli eventuali rivestimenti che saranno installati dovranno essere di tipo incombustibile o certificati secondo quanto stabilito dall art. 3.1 del D.M. 26/8/92. [Priorità 2] CONFORMITA ANTINCENDIO La scuola, in quanto frequentata da più di 100 persone deve disporre della conformità antincendio ( attività 67 allegato 1 del DPR 151 del 1 agosto 2011); Poiché la centrale termica ha una potenza nominale maggiore di 116kW la scuola deve acquisire la conformità antincendio ( attività 74 allegato 1 DPR 151 del 1 agosto 2011); CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE Al momento attuale presso la scuola non è disponibile un certificato prevenzione incendi conforme al DM 16/2/82 (abrogato dal DPR 151 del 1/8/2011). Per le attività già esistenti nel DM 16/2/82 l attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio di cui all art 5 del DPR 151 del 1/8/2011 dovrà essere richiesta allo scadere del certificato di prevenzione incendi eventualmente in vigore alla data di emanazione del presente decreto (art. 11, comma 5, DPR 151 del 1/8/2011) Misure da adottare a carico dell Ente Locale Consegnare al dirigente scolastico copia del eventuale Certificato prevenzione incendi attualmente in corso di validità (tale documentazione è necessaria per procedere all'aggiornamento del presente documento ed è funzionale alla gestione della sicurezza della scuola). [Priorità 3] Qualora non si sia già provveduto, affidare ad un professionista abilitato l incarico di predisporre quanto necessario per ottenere la conformità antincendio comprendente tutte le attività presenti nell immobile che il D.P.R. 151/11 sottopone al controllo dei Vigili del Pagina 34 di 97
35 Fuoco (attività n. 67, n. 74). La richiesta dovrà essere presentata mediante SCIA ( Segnalazione Certificata di Inizio Attività), prima dell esercizio dell attività stessa, allo Sportello Unico del Comune di competenza. La ricevuta della presentazione della SCIA costituisce titolo abilitativo all esercizio dell attività ai soli fini antincendio. [Priorità 1] Consegnare al Dirigente Scolastico copia della documentazione tecnica allegata alla domanda di conformità antincendio (tale documentazione è necessaria per procedere all'aggiornamento del presente documento ed è funzionale alla gestione della sicurezza della scuola). [Priorità 3] Come prescritto dall art. 6 del DPR n. 151 del 2011 predisporre e mantenere aggiornato un registro sul quale vengono annotati i controlli, le verifiche, gli interventi di manutenzione dei dispositivi, attrezzature e impianti antincendio. Il registro dovrà essere compilato dalla ditta incaricata e custodito presso la scuola. L effettuazione delle verifiche semestrali dovrà essere annotato anche sui cartellini di ciascun estintore ed idrante [Priorità 1] Secondo quanto stabilito dal DM 20/12/12, allegato 2 punto 3, per gli impianti come definiti dall'art. 4 del decreto stesso (ad es: di rilevazione incendi, segnalazione allarme incendio, impianti di estinzione o controllo dell'incendio di tipo automatico o manuale, gli impianti di controllo del fumo e del calore), archiviare il manuale d uso e manutenzione; per gli impianti esistenti che ne fossero privi dovrà essere incaricato un professionista antincendio della sua redazione. Tale manuale dovrà essere reso disponibile per eventuali controlli da parte delle autorità competenti. [Priorità 1] Adempimenti a carico della Direzione Scolastica Rispettare eventuali limitazioni prescritte dal Comando Locale dei Vigili del Fuoco evidenziate nella documentazione tecnica che sarà consegnata dall Ente Locale; rispettare, in particolare, il massimo affollamento previsto in ciascun locale ed in ciascun piano. [Priorità 1] Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e di Protezione seguirà l'evolversi della normativa antincendio, allo scopo di attivare l'ente Locale affinchè vengano adottati i provvedimenti prescritti da eventuali nuove norme giuridiche e/o tecniche.[priorità 3] Pagina 35 di 97
36 10.13 NORME DI ESERCIZIO Conformemente a quanto stabilito dal Cap. 12 del D.M. 26/8/92 il Datore di lavoro ha affidato ai propri collaboratori l'incarico di eseguire le verifiche di prevenzione incendi il cui esito è annotato su apposito registro. Adempimenti a carico della Direzione Scolastica Mantenere aggiornato il registro dei controlli alle attrezzature ed agli impianti di sicurezza, come prescritto al punto 12 del DM 26/8/1992 [Priorità 1] Il materiale in disuso depositato nei vari ambienti della scuola, dovrà essere alienato periodicamente. [Priorità 1] Lungo i percorsi di esodo non dovrà essere depositato materiale combustibile. [Priorità 1] Durante le ore di attività della scuola, non dovrà essere compromessa l agevole apertura delle uscite di sicurezza [Priorità 1] Il datore di lavoro procederà ad una verifica periodica finalizzata ad accertare che nella scuola non vengano utilizzate stufe (a combustibile liquido o gassoso) e fornelli elettrici con resistenza in vista. [Priorità 3] Pagina 36 di 97
37 11. SERVIZI GENERALI 11.1 SERVIZI IGIENICI La scuola dispone di servizi igienici con caratteristiche e in numero adeguato rispetto a quanto previsto dall'allegato IV Capitolo 1 (sottocapitolo 1.13) del D.Lgs. 81/2008, separati per uomini e donne. I servizi igienici sono dotati di finestre apribili LAVABI I lavabi sono complessivamente conformi a quanto stabilito dall'allegato IV Capitolo 1 (sottocapitolo 1.13) del D.Lgs. 81/ PULIZIE Le pulizie sono effettuate come previsto dall'allegato IV Capitolo 1 (comma 1.1.6) del D.Lgs. 81/2008. Quando possibile la pulizia degli ambienti è effettuata, fuori dell'orario ove è prevista l'attività didattica e in modo da ridurre al minimo il sollevamento della polvere dell'ambiente. Pagina 37 di 97
38 12. AULE DIDATTICHE Le aule sono ubicate al piano terra e al primo piano. Il massimo affollamento di un aula è di 27 persone (insegnante compreso) L'aerazione e l'illuminazione naturale dei locali è assicurata da finestre il cui parapetto è realizzato in muratura sino all altezza di 80 cm ed in vetro sino all altezza di 150 cm. Le porte delle aule sono realizzate a scorrimento e larghe 280 cm Ogni locale ubicato al piano primo è dotato di una porta larga 120 cm che si apre nel senso dell esodo mediante semplice spinta ed immette su scala esterna Pareti, pavimento e soffitto sono realizzati in materiale non combustibile. Non sono presenti rivestimenti in legno. Le aule dispongono di prese elettriche integre munite di alveoli protetti. Nelle aule non è installato l apparecchio di illuminazione di sicurezza. Sono installate in alcune aule lavagne LIM correttamente alimentate NB. L aula di scienze e di inglese, sono equiparabili ad un aula normale, in quanto in esse non sono presenti sostanze infiammabili e/o chimiche e non vengono utilizzate apparecchiature pericolose. Misure a carico dell Ente locale Aule piano terra: sostituire le porte a scorrimento orizzontale con porte ad apertura a libro nel senso dell esodo larghe almeno 120 cm (DM 26/8/92 cap. 5.6). [Priorità 1] Installare apparecchi di illuminazione di sicurezza come indicato nello specifico capitolo. Raccomandazione per il Responsabile della Direzione didattica Come prescritto dal D.M. 10/3/1998 (Allegato II - Cap. 2.3) il quantitativo di materiale combustibile dovrà essere limitato allo stretto necessario per la normale conduzione della attività e dovrà essere custodito lontano dalle vie di esodo. Il materiale non strettamente necessario dovrà essere custodito nei depositi destinati a tale scopo. [Priorità 1] Pagina 38 di 97
39 In attesa di adeguamento da parte dell ente locale, emettere disposizione di servizio affinchè nelle aule/laboratori in cui siano presenti più di 25 persone (e fino ad un massimo di 50), la porta venga mantenuta in posizione di massima apertura. [Priorità 1] Durante l impiego di apparecchiature elettriche prescrivere al personale di adottare accorgimenti al fine di evitare/ridurrei l utilizzo di ciabatte e di cavi nelle zone di passaggio e calpestio [Priorità 1] Secondo quanto previsto dall art.5.0 del DM , alla documentazione funzionale al rilascio della conformità antincendio, allegare una dichiarazione in cui indicare l affollamento delle aule con più di 26 persone, archiviare tale documentazione unitamente al DVR [Priorità 1] 13. AULA VIDEO L aula è ubicata al piano terra. L'aerazione e l'illuminazione naturale è assicurata da finestre. Il locale è servito da una porta larga 78 x 2 cm che si apre in senso dell esodo. Pareti, pavimento e soffitto non sono ricoperti in materiale combustibile. Non sono presenti rivestimenti in legno. Le prese elettriche sono conformi alle norme CEI. Non è installata l illuminazione di sicurezza. Misure da adottare a carico dell Ente Locale Installare un apparecchio di illuminazione di sicurezza LABORATORIO DI INFORMATICA Il laboratorio di informatica è ubicato al piano primo; sono presenti dodici postazioni di lavoro VDT. Il locale é dotato di una porta larga 120 cm apribile nel senso dell esodo mediante semplice spinta (immette su scala esterna). Una seconda porta (a scorrimento orizzontale) larga più di due moduli immette su corridoio. Pagina 39 di 97
40 Il sistema di alimentazione delle postazioni VDT é realizzato da parete. Il sistema di alimentazione del proiettore è realizzato da soffitto. Le zone di passaggio e di calpestio non sono ingombrate da conduttori elettrici. Sono installati un interruttore elettrico generale e interruttori differenziali. Pavimenti, pareti e soffitti sono realizzati in materiale non combustibile. Non è installata l illuminazione di sicurezza. Nel locale è installato un estintore a CO2 Sulla base dei chiarimenti rilasciati dal Ministero dell Interno con la Circolare n. P2244/4122 sott Allegato A (30 ottobre 1996) non è necessaria la realizzazione di una seconda porta larga due moduli che si apra verso l esodo a semplice spinta. Misure da adottare a carico dell Ente Locale Installare l'illuminazione di sicurezza come indicato nello specifico capitolo. Sostituire gli estintori a CO2 con estintori portatili omologati, a polvere aventi capacità estinguente 13 A, 89 B, C in quanto più efficaci e meno pericolosi al momento dell'utilizzo (DM 26/8/92 cap.9). [Priorità 2] Raccomandazione per il Responsabile della Direzione didattica Durante l impiego di apparecchiature elettriche prescrivere al personale di adottare accorgimenti al fine di evitare/ridurrei l utilizzo di ciabatte e di cavi nelle zone di passaggio e calpestio (ad es. per il videoproiettore) [Priorità 1] 14. SALA MENSA Tre locali ed il relativo atrio ubicati al piano terra lato ingresso principale sono destinati a refettorio i locali comunicano con l atrio centrale attraverso porta a scorrimento orizzontale larga più di 2 moduli od attraverso porta larga 70x2 cm apribile nel senso contrario dell esodo La mensa può essere utilizzata complessivamente da circa 130 persone. Pagina 40 di 97
41 Il locale ha superficie 57 (locale di sinistra con porta a scorrimento)+ 46 (atrio centrale)+ 41= 144 m 2 L atrio centrale dispone di una unica uscita di sicurezza larga 120 cm apribile nel senso dell esodo a semplice spinta. È inoltre presente una porta (non idonea) che immette verso il corridoio. Alle finestre non sono appese tende. Le prese elettriche sono munite di alveoli protetti. Non sono presenti rivestimenti in legno. Pareti, pavimento e soffitto sono in materiale non combustibile. Nel locale è installato un unico apparecchio di illuminazione di sicurezza Misure da adottare a carico dell Ente locale Sostituire la porta che immette nel corridoio con una porta larga 120 cm che si dovrà aprire nel senso dell esodo a semplice spinta. [Priorità 1] Eliminare gli infissi che dai locali immettono nell atrio [Priorità 3] Installare un estintore idoneo per i fuochi di classe F nel locale frazionamento [Priorità 4] Misure da adottare a carico del della Direzione didattica in attesa di adeguamento da parte dell ente locale gli infissi dei locali mensa e la porta verso il corridoio dovranno essere mantenuti bloccati in posizione di totale apertura durante l utilizzo del locale. [Priorità 2] Data la superficie del locale, il DM 26/8/92 prescrive che il massimo affollamento del locale sia di 58 persone; rispettare tale massimo affollamento salvo diversa indicazione da parte dell ente locale nella documentazione predisposta per l ottenimento della conformità antincendio [Priorità 1] Redigere/archiviare il Documento Unico di Valutazione Rischi da Interferenze (DUVRI) che dovrà sottoscritto per accettazione da tutti i datori di lavoro coinvolti (dirigente scolastico e datore di lavoro della ditta esterna). [Priorità 2] Pagina 41 di 97
42 15. BIBLIOTECA Il locale è ubicato al primo piano ed è utilizzato da 25 studenti max. L'aerazione e l'illuminazione naturale è assicurata da finestre. Il locale é dotato di una porta larga 120 cm apribile nel senso dell esodo mediante semplice spinta (immette su scala esterna). La pavimentazione presenta irregolarità (c/o uscita su scala esterna) Una seconda porta (a scorrimento orizzontale) non é di tipo REI. Il carico di incendio è inferiore a 30 kg/m 2.. La superficie è di circa 60 m 2. La quantità complessiva di materiale combustibile è pari a circa 10 quintali. Le prese hanno gli alveoli protetti. Nei pressi del locale è installato un estintore idoneo, omologato e verificato semestralmente (capacità estinguente 34 A, 233 B, C). Non è installata la segnaletica indicante il divieto di fumare. Non é installato il cartello indicante il carico massimo ammissibile. I parapetti delle finestre sono alti più di 100 cm. Non è installata l illuminazione di sicurezza. Non è installato un impianto di rilevazione automatica di incendio; il locale non è costantemente presidiato Gli scaffali risultano correttamente ancorati a parete Gli armadi non sono classificabili come strutture snelle pertanto non risulta necessario il loro ancoraggio a parete Non sono presenti cartelli indicanti i carichi massimi dei ripiani Misure da adottare a carico dell Ente Locale installare una porta almeno REI 60 dotata di sistema di autochiusura. [Priorità 2] Installare almeno un estintore con capacità estinguente non inferiore a 21 A. [Priorità 1] Pagina 42 di 97
43 Installare la segnaletica indicante il divieto di fumare ed introdurre fiamme libere. [Priorità 1] Installare un impianto di segnalazione automatica di incendio [Priorità 2] archiviare il progetto e la dichiarazione di conformità, rilasciati dal progettista e dalla ditta incaricata della realizzazione dell impianto, attestanti che la l impianto elettrico del locale è stato realizzato in modo conforme a quanto previsto dal Cap. 751 della norma CEI 64/8: impianti elettrici nei luoghi a maggior rischio di incendio [Priorità 2] ripristinare la regolarità delle superfici calpestabili [Priorità 2] Misure da adottare a carico della Direzione scolastica Rispettare il massimo carico dei ripiani di armadi, scaffali e mensole (indicato dal costruttore nel libretto di istruzioni) un cartello apposto al fianco del ripiano dovrà indicare il carico massimo sopportabile; in assenza di indicazioni rispettare il massimo peso di 15 kg per ogni ripiano (materiale combustibile ed incombustibile) [Priorità 1] Al di sopra degli armadi non devono essere depositati materiali che possano generare il rischio di caduta [Priorità 1] Garantire il presidio costante del locale, in alternativa richiedere all ente locale l installazione di un impianto di rilevazione automatica di incendi [Priorità 2] I passaggi fra gli scaffali devono essere larghi almeno 90 cm (DM 26/8/92 Cap. 12.8). [Priorità 2] La distanza fra scaffalature e soffitto del locale non deve essere inferiore a 60 cm (DM 26/8/92 Cap. 12.9). [Priorità 2] Non superare il quantitativo di 30 kg/m2 di materiale combustibile prima di aver installato un impianto di rivelazione incendi (in alternativa il locale deve essere presidiato). [Priorità 2] Rispettare i limiti di carico evidenziati dal cartello che sarà installato dall Ente locale. [Priorità 1] 16. PALESTRA La palestra è in comune con la scuola secondaria di primo grado Gobetti. Pagina 43 di 97
44 Si rimanda al relativo documento di valutazione dei rischi. 17. SERVOSCALA PER DISABILI Lungo la scala è presente un servoscala per disabili Misure da adottare a carico dell Ente Locale Archiviare la dichiarazione di conformità dell impianto da cui risulti che sono stati rispettati i requisiti di sicurezza dettati dalla norma EN 81-40, parte 40: Servoscala e piattaforme elevatrici che si muovono su di un piano inclinato per persone con mobilità ridotta. [Priorità 1] Sottoporre a verifica periodica l impianto secondo quanto indicato dal costruttore [Priorità 1] Misure da adottare a carico della Direzione Scolastica Il servoscala dovrà essere mantenuto in posizione di chiusura qualora non utilizzato [Priorità 1] L uso del servoscala deve essere consentito unicamente per il trasporto delle persone disabili [Priorità 1] 18. DEPOSITO (AULA BLINDATA) il locale è ubicato al piano terra. La porta di accesso larga 80 cm apribile nel senso contrario dell'esodo La porta è di tipo ordinario. La superficie è di circa 50 m 2. Pareti e soffitto sono realizzati in materiale non combustibile. Il pavimento è ricoperto con materiale combustibile. Non sono presenti rivestimenti in legno. Il carico di incendio è inferiore a 30 kg/m 2.. Nei pressi dei locali è installato un estintore idoneo. Sulla porta non è installata la segnaletica indicante il divieto di fumare. Il locale non è normalmente presidiato. Pagina 44 di 97
45 Il locale non dispone di impianto di rilevazione automatica di incendio. Gli armadi non sono classificabili come strutture snelle pertanto non risulta necessario il loro ancoraggio a parete Non sono presenti cartelli indicanti i carichi massimi dei ripiani La pavimentazione presenta irregolarità Misure da adottare a carico dell Ente Locale installare una porta almeno REI 60 dotata di sistema di autochiusura. [Priorità 2] le finestrature fra biblioteca e corridoio dovranno essere sostituite con struttura almeno REI 60 ( muratura). [Priorità 2] Installare la segnaletica indicante il divieto di fumare ed introdurre fiamme libere. [Priorità 1] Installare un impianto di segnalazione automatica di incendio [Priorità 2] archiviare il progetto e la dichiarazione di conformità, rilasciati dal progettista e dalla ditta incaricata della realizzazione dell impianto, attestanti che la l impianto elettrico del locale è stato realizzato in modo conforme a quanto previsto dal Cap. 751 della norma CEI 64/8: impianti elettrici nei luoghi a maggior rischio di incendio [Priorità 2] ripristinare la regolarità delle superfici calpestabili [Priorità 2] Misure da adottare a carico della Direzione scolastica Rispettare il massimo carico dei ripiani di armadi, scaffali e mensole (indicato dal costruttore nel libretto di istruzioni) un cartello apposto al fianco del ripiano dovrà indicare il carico massimo sopportabile; in assenza di indicazioni rispettare il massimo peso di 15 kg per ogni ripiano (materiale combustibile ed incombustibile) [Priorità 1] Al di sopra degli armadi non devono essere depositati materiali che possano generare il rischio di caduta [Priorità 1] Provvedere al fissaggio degli scaffali (a pavimento, soffitto o parete); se la misura risulta di competenza dell ente locale, provvedere alla richiesta di intervento [Priorità 3] I passaggi fra gli scaffali devono essere larghi almeno 90 cm (DM 26/8/92 Cap. 12.8). [Priorità 2] La distanza fra scaffalature e soffitto del locale non deve essere inferiore a 60 cm (DM 26/8/92 Cap. 12.9). [Priorità 2] Pagina 45 di 97
46 19. DEPOSITO MATERIALE IGIENICO/SANITARIO Misure da adottare a carico dell Ente Locale Realizzare aperture di ventilazione nei locali sottoscala utilizzati come deposito di prodotti per la pulizia [Priorità 4] Misure da adottare a carico del della Direzione didattica Limitare a non più di 20 litri il quantitativo di sostanze infiammabili detenuti complessivamente nell edificio (DM 26/8/92, Cap. 6.2 ultimo comma). [Priorità 3] Custodire le sostanze liquide infiammabili (alcol, solventi infiammabili,.) in armadi metallici dotati di bacino di contenimento. [Priorità 3] Pagina 46 di 97
47 20. CENTRALE TERMICA Il riscaldamento dell edificio è realizzato tramite un impianto a vaso chiuso alimentato da due caldaie funzionanti a metano della potenza nominale superiore a 116 kw (non è stato possibile determinare l esatta potenzialità di una delle caldaie). La centrale termica è soggetta al controllo dei VVF. Parte delle tubazioni del gas in vista non sono verniciate in giallo. Il locale è ubicato al piano terra e vi si accede dall esterno tramite una porta costituita in materiale metallico che si apre nel senso autochiusura. dell esodo non dotata di congegno di Nel locale non è presente materiale combustibile depositato Non sono presenti zone a ventilazione impedita La superficie di aerazione è pari a 3 m 2. Esternamente al locale è installata la valvola di intercettazione del combustibile La valvola risulta correttamente segnalata. All esterno del locale è installato l'interruttore elettrico generale L interruttore risulta correttamente segnalato. Sulla porta di ingresso è installato un cartello indicante il divieto di accesso. Sulla porta di ingresso è installato un cartello indicante il divieto di usare fiamme libere. Sulla porta di ingresso non è presente il cartello previsto dall art 4, comma 7 del DPR 74/2013. All interno del locale è presente un estintore omologato avente capacità estinguente non inferiore a 21 A, 89 B, C verificato semestralmente. Nel locale caldaia non è presente il libretto di impianto per la climatizzazione conforme a quanto stabilito dal art. 7 del DPR 74/2013, non correttamente compilato. Pagina 47 di 97
48 Nel locale caldaia non sono presenti i verbali di controllo della efficienza energetica di cui al comma 8 del DPR 74/2013. Misure da adottare a carico dell Ente Locale Verniciare in colore giallo-ocra le tubazioni del gas in vista. [Priorità 2] Archiviare copia del progetto e della dichiarazione di conformità dell impianto elettrico; accertasi che tali documenti attestino che l impianto é conforme alla Norma CEI 64-2/A Appendice B (oppure alle Norme CEI e 31-33). [Priorità 1] Verificare ed eventualmente adeguare la superficie di aerazione a quanto stabilito dal D.M. 12/4/96 (in relazione alla potenza delle caldaie) [Priorità 1] Sulla porta di ingresso affiggere un cartello indicante il divieto di accesso e di usare fiamme libere. [Priorità 1] Sulla porta di ingresso installare il cartello previsto dall art 4 comma 7 del DPR 74/2013. [Priorità 1] Mantenere il locale pulito e privo di materiale combustibile (carta, legna ecc.). [Priorità 1] Sollecitare la ditta a cui è affidata la conduzione dell impianto affinchè effettui i controlli periodici e le ispezioni dell impianto, secondo quanto indicato agli artt. 7 e 9 del DPR 74/2013 [Priorità 1] Sollecitare la ditta cui è affidata la conduzione e la manutenzione dell impianto termico affinché custodisca nel locale caldaia e compili correttamente le documentazioni previste dal DGR X/1118 del : [Priorità 2] libretto di impianto conforme ai modelli previsto dal Ministero dello Sviluppo Economico di cui al D.P.R. 74/2013; In attesa sono tenuti validi i libretti attualmente in uso individuati dal Decreto 17 marzo 2003 n. 60, i quali dovranno essere conservati fino alla durata in esercizio dell impianto; libretto di uso e manutenzione dell impianto redatto dalla azienda installatrice/costruttrice o incaricata della manutenzione dell impianto; libretti di istruzioni di uso e manutenzione dei generatori, bruciatori e apparecchiature dell impianto forniti dai produttori; autorizzazioni amministrative quali libretto matricolare di impianto, certificato di prevenzione incendi e denuncia ISPESL o INAIL Pagina 48 di 97
49 dichiarazione di conformità prevista dal D.M. 37/08, e, per gli impianti installati antecedentemente l entrata in vigore di detto decreto, documentazione di cui alla Legge 46/90 o al D.P.R. 218/98 i rapporti di controllo tecnico previsti per ogni manutenzione effettuata, sia ordinaria che straordinaria targa dell impianto a seguito della procedura di targatura di cui al punto 7 del DGR X Sollecitare la ditta cui è affidata la conduzione e la manutenzione dell impianto termico affinché predisponga e compili correttamente i verbali di controllo della efficienza energetica di cui al comma 8 del DPR 74/2013 e disporre che tali verbali vengano custoditi nel locale caldaia. [Priorità 1] Misure da adottare a carico del della Direzione didattica Consentire l accesso al locale caldaia solo in caso di emergenza o a persone espressamente autorizzate dall Ente Locale. [Priorità 1] Alienare il materiale combustibile depositato nel locale. [Priorità 1] 21. IMPIANTO A METANO (RISCHIO DI ESPLOSIONE) In attesa che l Ente Locale segnali con appositi cartelli e comunichi l ubicazione e la dimensione di eventuali zone con pericolo di esplosione è stata emessa una disposizione di servizio tramite la quale è stato prescritto al personale che è vietato: introdurre o generare fiamme libere (fare fuochi, utilizzare accendini, ), fumare, accedere con cellulari attivi a meno di due metri dal contatore del metano, da valvole o flange installate su tubazioni del metano, da porte, finestre, aperture di aerazione permanente del locale centrale termica. Pagina 49 di 97
50 Misure da adottare a carico dell Ente Locale [Priorità 1] Sulla base di quanto stabilito dall'articolo 293 e dall'allegato XLIX del D.Lgs. 81/2008, procedere (tramite un tecnico competente) alla individuazione ed alla classificazione di eventuali zone con pericolo di esplosione utilizzando i procedimenti stabiliti dalla Norma CEI e dalle Guide CEI e 31-35/A. Tale classificazione dovrà essere estesa anche agli ambienti circostanti le sorgenti di emissione (ex centri di pericolo) generate dai punti di discontinuità lungo le tubazioni del metano esterne alla centrale termica (contatore, valvole, flange, ecc.). Qualora sulla base della classificazione effettuata come sopra indicato risultino alcune zone classificate come zona 0 o zona 1, in ottemperanza a quanto stabilito dall art. 296 del D.Lgs. 81/2008 gli impianti elettrici eventualmente installati in tali zone dovranno essere denunciati alla ASL e sottoposti a verifica biennale da parte della ASL stessa o di un Organismo di ispezione abilitato. Comunicare alla direzione scolastica l ubicazione e le dimensioni di eventuali zone con pericolo di esplosione esterne alla centrale termica (es. in prossimità del contatore e delle valvole del metano, in prossimità delle aperture di aerazione permanente del locale centrale termica). Segnalare con cartelli conformi a quanto stabilito dall articolo 293 (comma tre) del D.Lgs. 81/2008 la presenza di zone con pericolo di esplosione (cartello a forma triangolare; lettere in nero su fondo giallo, bordo nero; lettere da riportare: EX ), al di sotto di esso devono essere riportate la seguenti indicazioni: PERICOLO ESPLOSIONE e DANGER EXPLOSION. 22. IMPIANTO ELETTRICO GENERALE le protezioni generali sono installati in ufficio accoglienza in quadro elettricodotato sportello che può essere chiuso con apposito attrezzo. A monte dell impianto elettrico sono installati: l interruttore magnetotermico e l interruttore differenziale. Sul quadro elettrico generale non sono presenti i cartelli con l indicazione di tensione pericolosa e di divieto di usare acqua in caso di incendio. I componenti in vista (interruttori, prese, ecc.) sono integri. Le prese sono munite di alveoli protetti. Pagina 50 di 97
51 Non è installato il dispositivo di sgancio a distanza dell interruttore elettrico generale (durante il sopralluogo non è stato possibile individuarlo) Non sono stati reperiti i progetti e le dichiarazioni di conformità relativi ai lavori realizzati dopo il Misure da adottare a carico dell Ente locale Installare la segnaletica di sicurezza sui quadri elettrici di zona. [Priorità 1] Eseguire le verifiche periodiche con scadenze e modalità indicate dalla norma CEI [Priorità 2] Eseguire la manutenzione o la sostituzione dei componenti elettrici deteriorati o danneggiati; programmare la ripetizione periodica di tale manutenzione in funzione delle segnalazioni che perverranno da parte della istituzione scolastica. [Priorità 1] Installare (segnalare) il comando di sgancio a distanza dell interruttore elettrico generale, in conformità al punto 7.0 comma 2 dell allegato al Decreto , e come indicato dalla Guida CEI 64-52, verificando che permetta di togliere tensione all intero impianto elettrico con l eccezione dell alimentazione di sicurezza [Priorità 1] Archiviare i progetti e/o le dichiarazioni di conformità relativi agli interventi realizzati dopo il Affidare gli interventi futuri a soggetti abilitati. [Priorità 2] in mancanza della dichiarazione di conformità affidare ad un professionista iscritto agli albi ed avente i requisiti stabiliti dall art. 7 comma 6 del D.M. 37/2008 (ex legge 46/90) l incarico di redigere previo idonea verifica - una dichiarazione di rispondenza e consegnarne copia alla direzione scolastica. [Priorità 1] Misure da adottare a carico del della Direzione didattica Effettuare la sorveglianza dell integrità dei componenti elettrici in vista come indicato nelle liste di controllo allegate al registro di prevenzione incendi (prese, coperchi delle scatole di derivazione, dispositivi di comando,...). Segnalare all Ente Locale eventuali componenti dell impianto danneggiati, deteriorati o guasti. [Priorità 1] Effettuare un controllo periodico a vista delle apparecchiature didattiche (lavagne luminose, televisori, VDT,...) a funzionamento elettrico come indicato nell apposito registro e far eseguire le eventuali manutenzioni. [Priorità 1] Non consentire la realizzazione di impianti elettrici improvvisati o manutenzioni di apparecchiature elettriche da parte di persone non competenti. [Priorità 1] Pagina 51 di 97
52 23. IMPIANTO DI TERRA Non è disponibile copia della denuncia dell'impianto di terra. Misure da adottare a carico dell Ente Locale Qualora la denuncia dell impianto non sia stata presentata: [Priorità 1] incaricare una ditta abilitata affinché proceda alla realizzazione e/o alle verifiche dell impianto, alle misure della resistenza di terra ed al controllo del coordinamento delle protezioni contro i contatti indiretti; eseguire la denuncia dell impianto (consegna a ISPESL e all ASL della dichiarazione di conformità). Dovranno essere archiviati: progetto, verbali di verifiche periodiche dell ASL (o di un organismo di ispezione abilitato), dichiarazioni di conformità rilasciate dalle ditte installatrici ed esecutrici di manutenzioni straordinarie, modifiche, verifiche ecc. [Priorità 1] Come prescritto dal DPR n. 462 del 22/10/01, ogni due anni far eseguire dalla ASL (o ad organismo di ispezione abilitato) la verifica periodica dell impianto (la scuola è un luogo a maggior rischio in caso di incendio). [Priorità 2] Consegnare al Dirigente Scolastico copia della denuncia dell impianto, della dichiarazione di conformità e dei verbali relativi alle verifiche biennali eseguite da parte della ASL (almeno il verbale relativo alla verifica eseguita nell'ultimo biennio). [Priorità 2] Pagina 52 di 97
53 24. PROTEZIONE CONTRO LE SCARICHE ATMOSFERICHE E LE SOVRATENSIONI Non è installato un impianto di protezione contro le scariche atmosferiche. A monte dell impianto elettrico non sono installati scaricatori di tensione (SPD). Misure da adottare a carico dell Ente Locale [Priorità 1] In conformità alle norme CEI 81-10, la valutazione del rischio di fulminazione deve essere eseguita per tutte le strutture in conformità alla Norma CEI EN (ovvero la CEI 81-10/2) e devono essere individuate le misure di protezione necessarie a ridurre il rischio a valori non superiori a quello ritenuto tollerabile dalla Norma stessa, pertanto dovrà essere affidato ad un professionista competente l'incarico di eseguire il calcolo di verifica circa la necessità di installare un impianto di protezione contro le scariche atmosferiche. Nel caso l'edificio risulti autoprotetto archiviare il documento. Nel caso l'edificio non risulti autoprotetto è necessario: installare un LPS avente le caratteristiche coerenti con i risultati della verifica, previo elaborazione di un progetto da parte di un professionista abilitato; denunciare l impianto (consegna a ISPESL e all ASL della dichiarazione di conformità); come prescritto dal art. 86 c.1, D.lgs. 81/08 e dal DPR n. 462 del 22/10/01, ogni due anni far eseguire dalla ASL (o ad organismo di ispezione abilitato) la verifica periodica dell impianto (la scuola è un luogo a maggior rischio in caso di incendio). archiviare: progetto, verbali di verifiche periodiche dell ASL, dichiarazioni di conformità rilasciate dalle ditte installatrici ed esecutrici di manutenzioni straordinarie, modifiche ecc.; Consegnare al Dirigente Scolastico copia della seguente documentazione: calcolo di verifica circa la necessità di installare un impianto di protezione contro le scariche atmosferiche ( conforme alle norme CEI 81-10/2); Pagina 53 di 97
54 i verbali relativi alle verifiche biennali eseguite da parte della ASL (art. 86 c.3, D.lgs. 81/08). 25. RADON Nell'edificio scolastico non sono presenti ambienti con almeno tre pareti interamente sotto il piano di campagna; pertanto come riportato al cap. 1.3 delle linee guida emesse dal Coordinamento delle regioni e province autonome di Trento e Bolzano non è necessario procedere alle misurazioni della concentrazione di radon. radon. 26. PREVENZIONE E CONTROLLO DELLA LEGIONELLOSI Ai fini della prevenzione ed il controllo della legionella, considerato che : nell immobile è presente un impianto per la produzione e distribuzione di acqua calda sanitaria preso atto delle indicazioni delle indicazioni contenute nei documenti: Linee Guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi (Documento 4 aprile 2000). Gazzetta Uffi ciale della Repubblica Italiana Serie generale n. 103 del linee guida prevenzione e controllo della legionellosi in Lombardia (pubblicate sul BURL del 10 marzo 2009), è necessario predisporre un protocollo per la prevenzione e controllo della legionellosi Misure da adottare a carico dell Ente Locale [Priorità 2] Predisporre ed attuare uno specifico protocollo finalizzato a definire, fra l altro, un programma di verifiche, controlli periodici e corretta manutenzione degli impianti degli immobili ad uso scolastico. Pagina 54 di 97
55 27. FATTORI DI RISCHIO INDOOR (ALLERGIE, ASMA) Ai fini del controllo della qualità dell aria negli ambienti dell istituto, considerato che : nelle aree verdi della scuola possono essere presenti piante allergeniche in alcuni ambienti sono utilizzate attrezzature che durante il funzionamento possono produrre ozono e dispersione di polveri (toner fotocopiatrici, stampanti,etc) preso atto delle indicazioni delle linee guida linee di indirizzo per la prevenzione nelle scuole dei fattori di rischio indoor per allergie ed asma (di cui all accordo in conferenza unificata del 18/11/2010), è necessario predisporre un protocollo per il controllo della qualità dell aria negli ambienti interni. Il Dirigente scolastico ha predisposto un protocollo di pulizia dei locali. E stato predisposto un regolamento generale nel quale fra l altro sono evidenziate le misure di sicurezza da adottare durante lo svolgimento delle diverse attività che contribuiscono alla gestione della qualità dell aria. Misure da adottare a carico dell Ente Locale [Priorità 2] Pianificare la manutenzione delle aree verdi della scuola per eliminare e prevenire la presenza di piante allergeniche Ulteriori prescrizioni sono contenute nel capitolo PREVENZIONE E CONTROLLO DELLA LEGIONELLOSI Misure da adottare a carico del della Direzione didattica 1] [Priorità Ventilare gli ambienti periodicamente; indicativamente ad ogni cambio ora (questo garantisce il rinnovo dell aria e riduce la possibilità di sviluppo di muffe); Verificare il rispetto del divieto fumo (anche all esterno ma nei pressi di finestre, porte,.) In caso di infiltrazioni rimuovere periodicamente il materiale in fase di distacco. Pagina 55 di 97
56 Relativamente al rischio di esposizione alle radiazioni ionizzanti (radon) vedasi relativo capitolo. Una volta accertata la presenza di bambini malati cronici, asmatici o allergici, saranno presi accordi con il pediatra di famiglia che si occuperà della compilazione del libretto sanitario pediatrico individuale, la stesura di protocolli personalizzati per la terapia farmacologica, protocolli personalizzati per la prevenzione sanitaria e ambientale, l educazione sanitaria, la sorveglianza sanitaria dei bambini rischio. Pagina 56 di 97
57 28. INDIVIDUAZIONE E VALUTAZIONE DEI RISCHI CONNESSI ALLE APPARECCHIATURE ED ALLE ATTREZZATURE DI LAVORO. Le apparecchiature e le attrezzature di ufficio quali videoterminali, fotocopiatrici, ecc. risultano adeguate ai fini della sicurezza. I posti di lavoro che comportano l'uso di videoterminali sono conformi a quanto stabilito dall'allegato XXXIV del D.Lgs. 81/2008. Il materiale didattico utilizzato non presenta rischi specifici significativi. Il datore di lavoro (dirigente scolastico) ha emesso un regolamento generale nel quale - fra l altro - è prescritto: che prima di utilizzare apparecchiature elettriche queste devono esse sottoposte ad un controllo a vista; in particolare deve essere verificata l integrità di spine, conduttori di allacciamento, dispositivi di protezione; che chiunque utilizza scale portatili, prima di ogni utilizzo, deve effettuare un controllo a vista per verificarne l'integrità e la stabilità; in particolare deve: - verificare che i sistemi di delimitazione dell apertura siano efficienti; - accertarsi che la stabilità complessiva della scala sia garantita; - verificare che i vari componenti della scala (piedini in gomma, gradini, montanti, base di appoggio) siano integri. Un dipendente esegue le verifiche periodiche delle attrezzature didattiche e di ufficio con l ausilio di specifiche liste di controllo predisposte dall RSPP. L'esito di tali verifiche é regolarmente annotato su apposito registro. Le apparecchiature e le attrezzature utilizzate nel laboratorio di informatica sono conformi a quanto stabilito dalle norme tecniche. Pagina 57 di 97
58 29. INDIVIDUAZIONE E VALUTAZIONE DEI RISCHI RELATIVI ALLA MANSIONE/ATTIVITÀ 29.1 LAVORI DI UFFICIO Le attività impiegatizie quali comunicazioni telefoniche, produzione di fotocopie, attività amministrative, ecc. si svolgono interamente all interno degli uffici e non comportano rischi specifici ATTIVITÀ DIDATTICA IN AULA L attività didattica di base non presenta rischi specifici significativi. In particolare: non vengono utilizzate sostanze pericolose ai sensi del decreto legislativo 3 febbraio 1997 n. 52, non vengono utilizzati preparati pericolosi ai sensi del decreto legislativo 16 luglio 1998 n Le esercitazione di pittura sono svolte utilizzando prodotti a base di acqua. E stato predisposto un regolamento generale nel quale fra l atro sono evidenziate le misure di sicurezza da adottare durante l attività didattica. Misure da adottare a carico della Direzione Didattica Proiettori di diapositive, lavagne luminose, ecc.: emettere una disposizione di servizio affinchè le apparecchiature didattiche a funzionamento elettrico vengano sottoposte ad un controllo a vista prima del loro utilizzo; in particolare dovrà essere verificata l integrità di spine, conduttori di allacciamento, dispositivi di protezione (tale incarico può essere affidato al personale ausiliario che ha in custodia le apparecchiature, oppure ad ogni insegnante che ne richiede l utilizzo). [Priorità 2] Pagina 58 di 97
59 30. LAVORO AL VIDEOTERMINALE Le attività amministrative che comportano l utilizzo di videoterminali vengono svolte, quando possibile, avvicendandole con altre attività così da evitare che i dipendenti operino, per tempi lunghi, al videoterminale. Parte del personale che svolge attività amministrativa ricade nella situazione di cui all art. 173, comma c del D.Lgs. 81/2008 in quanto opera al videoterminale per più di venti ore settimanali in modo sistematico o abituale. Conformemente a quanto stabilito dal D.Lgs. 81/2008: il personale effettua una interruzione dell attività al VDT ogni centoventi minuti, tale interruzione non è inferiore a quindici minuti, è stato nominato il medico competente al quale è stato affidato l incarico di ottemperare per quanto di competenza a quanto stabilito dall art. 176 del D.Lgs. 81/2008 (sorveglianza sanitaria, ). Le postazioni di lavoro sono conformi a quanto stabilito dal D.Lgs. 81/2008 e relativo allegato XXXIV. In un apposito incontro di formazione il personale ha ricevuto idonea informazione in merito: a) alle misure applicabili al posto di lavoro, b) alle modalità di svolgimento delle attività, c) alla protezione degli occhi e della vista. Misure da adottare a carico del della Direzione didattica Eseguire una verifica periodica finalizzata ad accertare che il personale effettui le interruzioni previste. [Priorità 1] Al personale che utilizza videoterminali deve essere fornita un adeguata informazione e formazione per facilitare l utilizzo dei diversi software disponibili. [Priorità 2] Pagina 59 di 97
60 31. MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI Le attività svolte dagli insegnanti e dal personale con incarichi amministrativi non comportano la movimentazione manuale dei carichi. I collaboratori scolatici svolgono le seguenti attività: sorveglianza generica pulizia manuale a secco pavimenti pulizia manuale a umido pavimenti pulizia banchi e scrivanie pulizia vetri produzione fotocopie Tali attività sono svolte con modalità tali da evitare il sollevamento o il trasporto di materiale: con peso significativo; ingombrante o difficile da afferrare; in equilibrio instabile; che per essere maneggiato deve essere tenuto distante dal tronco, che comporti una torsione del tronco; in ambienti che comportano rischi di inciampo o di scivolamento a causa di pavimenti non piani. Tali attività, inoltre, non comportano sforzi fisici che sollecitano la colonna vertebrale in modo frequente o troppo prolungato o ritmi imposti da un processi/macchinari. Considerato che vengono atresì svolte - quand anche saltuariamente - operazioni quali spostamento di banchi, arredi e materiali si ritiene di individuare il rischio di movimentazione manuale dei carichi (Titolo VI, artt. 167 e segg.). Al riguardo è stato predisposto dal medico competente adeguato programma di sorveglianza sanitaria in modo conforme a quanto stabilito dall'art. 168 del D.Lgs. 81/2008. Le condizioni peggiorative sono di seguito elencate e valutate con il metodo NIOSH Pagina 60 di 97
61 Sollevamento e trasporto (UNI ISO ): metodo Niosh Nella valutazione del rischio, si individuano quelle attività che comportano la movimentazione manuale dei pesi superiori a 3 kg; viene calcolato l IS (indice di sollevamento) per ogni attività considerando la condizione peggiorativa, in funzione di tale indice si valuta il livello di rischio secondo la tabella riportata Se il livello di rischio è superiore od uguale ad 1 è necessario attivare la sorveglianza sanitaria per quelle mansioni che comportano l attività indicata, e dove possibile, saranno intraprese misure atte a ridurre il livello di rischio. Il datore di lavoro ha predisposto un regolamento nel quale sono illustrate le modalità per la corretta movimentazione manuale dei carichi, tale regolamento è reso disponibile al personale di nuova assunzione. Per la formazione vedasi capitolo FORMAZIONE DEL PERSONALE Nel caso gli oggetti debbano essere trasportati a mano per brevi distanze (max 20 m) è necessario che vengano rispettate le seguenti masse cumulative in funzione della distanza di trasporto: Distanza di trasporto Frequenza Massa Cumulativa Hc (m) Fmax (min -1 ) Kg/min Kg/h Kg/8h Pagina 61 di 97
SCUOLA SECONDARIA DELL INFANZIA VERDI. Via Verdi Trezzano S/N
DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI SCUOLA SECONDARIA DELL INFANZIA VERDI Via Verdi Trezzano S/N Data ultimo aggiornamento.. DATORE DI LAVORO Laura Longo RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA

References: art. 4
 art. 2
 articolo 11
 art. 5
 art. 3
 art. 3
 art. 6
 art.5
 art. 7
 art. 296
 articolo 293
 art. 7
 art. 86
 art. 173
 art. 176