Source: http://notedimarcogrondacci.blogspot.com/2013/07/bozza-convenzione-con-enel-pochi-soldi.html
Timestamp: 2019-01-17 00:39:09+00:00

Document:
Note di Grondacci : Bozza Convenzione con Enel: pochi soldi e tanto carbone!
2. la complessità dell’impianto,
Quanto sopra risulta inoltre coerente ai criteri della Direttiva sul risarcimento danno ambientale 2004/35/CE, quindi non a interpretazioni dottrinali ( o addirittura a petizioni di principio politiche ) sempre contestabili, ma ad una norma europea che è stata in gran parte recepita in Italia attraverso gli articoli da 299 a 318 del TU ambiente dlgs 152/2006. In particolare nella citata direttiva 2004/35 le misure di compensazione del danno ambientale alternative alle misure dirette di ripristino ambientale sono così definite : “ La compensazione consiste in ulteriori miglioramenti alle specie e agli habitat naturali protetti o alle acque nel sito danneggiato o in un sito alternativo. Essa non è una compensazione finanziaria al pubblico”.
NOTE DI MERITO SULLA BOZZA DI CONVENZIONE
Lettera e) delle Premesse della bozza di Convenzione
La lettera rimuove le specifiche violazioni della vigente Convenzione approvata dal Consiglio Comunale in data 7/11/2001 e sottoscritta da Comune ed Enel il 21/1/2002.
Lettera g) delle Premesse della bozza di Convenzione
La lettera fa riferimento al Piano Energetico Comunale che non compensa di certo il mantenimento della centrale a carbone e quindi delle emissioni di gas serra della stessa.
Vediamo gli obiettivi di riduzione di emissioni di gas serra secondo le proiezioni (al 2020) dei consulenti del Comune per il Piano Energetico Comunale:
1. Edilizia residenziale: contributo politiche comunali riduzione di 4.872 [ton di CO2]
2. Nuovo Edificato di grandi dimensioni : contributo politiche comunali riduzione di 776 [ton di CO2]
3. Nuovo edificato di piccole dimensioni: contributo politiche comunali di riduzione1.421 [ton di CO2]
4. Raffrescamendo edilizia residenziale esistente: contributo politiche comunali di riduzione 8.343 [ton di CO2]
5. Raffrescamendo edilizia residenziale esistente di grosse dimensioni: contributo politiche comunali di riduzione 1.569 [ton di CO2]
6. Usi finali elettrici settore residenziale: contributo politiche comunali di riduzione 4.225 [ton di CO2]
7. Energia termica dei grossi complessi terziari di nuova costruzione contributo politiche comunali di riduzione 1.089 [ton di CO2]
8. efficienza energetica nel patrimonio edilizio pubblico contributo politiche comunali di riduzione : 528 [ton di CO2]
9. sistema di illuminazione pubblica locale contributo politiche comunali di riduzione 1.382 [ton di CO2]
10. sistema efficienza mobilità privata: contributo delle politiche comunali di riduzione
4.049 [ton di CO2]
11. Diffusione efficienza energetica e delle fonti rinnovabili nel settore produttivo contributo delle politiche comunali di riduzione 5.955 [ton di CO2]
Complessivamente il Bilancio dei consulenti del Comune stima una riduzione percentuale del 14% circa (pari a 56.387 tonnellate di CO2 in meno).
Ma di queste il 50% è legato alla attuazione di politiche nazionali regionali in atto ancora da eseguire come pure dall’evoluzione del mix elettrico nazionale.
L’altro 50% a politiche del Comune da sviluppare nei prossimi 10 anni con fondi da trovare.
Nel primo 50% ( riduzione di 28.246 tonnellate di CO2) quindi è decisiva la evoluzione del mix di fonti energetiche per la produzione di energia elettrica che come dimostrato dallo studio dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale - ISPRA 2011 non sta andando nella direzione di ridurre il consumo di carbone. Infatti il carbone nella generazione termoelettrica in Italia è passato dalla produzione di 26.000 GWH (nel 2000) a quasi 40.000 GWH (2009): vedi pagina 12 del Rapporto ISPRA ( per il testo vedi qui)
Articolo 2 della proposta di nuova Convenzione
L’articolo fa alcune affermazioni di principio assolutamente non coerenti con la ratio e le finalità della normativa sull’AIA.
Non è la città che deve diventare sostenibile ma la centrale nel senso che il suo modello gestionale deve adeguarsi al territorio e non viceversa come è avvenuto fino ad ora. Questo articolo di principio quindi è in palese contrasto con le finalità e la natura giuridica della Convenzione come analizzato in premessa.
Articolo 3 della proposta di nuova Convenzione
Gravissima sanatoria di tutte le violazioni degli impegni previsti con la Convenzione firmata nel 2002 e non rispettati come elencato in precedenza in questo post.
Articolo 4 della proposta di nuova Convenzione
Si prevedono investimenti su fonti rinnovabili. E’ la conferma della totale violazione della ratio della norma del Testo Unico Ambientale che disciplina gli accordi legati al rilascio delle AIA. Gli investimenti, peraltro non certo significativi (3 milioni di euro) riguarderanno progetti di promozione delle fonti rinnovabili in una logica di scambio territorio – centrale che è l’esatto opposto dei principi dell’AIA: specificità del sito, norma di qualità ambientale, modello gestionale dell’impianto sostenibile rispetto all’impatto sanitario e ambientale dello stesso.
Gravissimo poi il riferimento alla realizzazione del tele calore che di fatto comporterebbe un consolidamento della centrale a carbone ben oltre gli 8 anni di durata dell’AIA previsti dalla legge.
Articolo 6 della proposta di nuova Convenzione
Prevede vari finanziamenti a pioggia su attività formative non tutte legate alla attività della centrale e al controllo del suo inquinamento e dell’impatto di questo sulla salute dei cittadini.
Articolo 7 della proposta di nuova Convenzione
Questo articolo da un lato contiene impegni generici (come quello dello scarico del carbone) ma soprattutto contiene impegni che andrebbero prima tradotti in prescrizioni dell’AIA (come quello dei filtri a manica peraltro previsti come BAT da tempo per questi impianti). La convenzione dovrebbe invece tradurre queste prescrizioni in impegni precisi sotto il profilo degli investimenti e delle realizzazioni impiantistiche, cosa che invece non fa. Si realizza in questo articolo l’ennesima confusione (voluta?) tra compiti dell’AIA e della Convenzione.
Articolo 8 della proposta di nuova Convenzione
Tra i vari aspetti si ribadisce la cessione di aree bacini ceneri ancora da bonificare ripetendo quanto già previsto da una bozza di convenzione del 2006 mai approvata. Non solo ma invece che applicare il principio della riduzione in pristino di dette aree si prevede una compensazione monetaria anche in questo caso sostitutiva della riutilizzabilità delle aree stesse.
Incomprensibile la frase: “Qualora intervengano necessità di parziali bonifiche”, è chiaro che devono intervenire le bonifiche siamo in un SIN o al massimo in SIR , comunque in un’area da bonificare ex lege!
IL MANCATO RISARCIMENTO DEL DANNO AMBIENTALE
Il finanziamento previsto dalla bozza di Convenzione su fonti rinnovabili e su attività formativa e di ricerca rimuove completamente la questione dei danni ambientali pregressi della centrale.
Come è noto il danno ambientale anche in termini economici della centrale Enel è stato riconosciuto da sentenze passate in giudicato.
attraverso una provvisionale di £. 50.000.000; tale somma doveva essere considerata un anticipo sul risarcimento totale del danno che, secondo la perizia a firma Prof. Finzi Contini (che sosteneva essere già in atto, e da tempo, una gravissima compromissione ambientale del golfo della Spezia), veniva prudenzialmente quantificato in 229 miliardi del vecchio conio.
LA VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO CHI INQUINA PAGA
Anche la attuale bozza di convenzione limitandosi a chiedere qualche finanziamento alle fonti rinnovabili e ad una limitata attività di formazione e ricerca rimuove il problema del risarcimento del danno ambientale prodotto dalla centrale al nostro ecosistema e alla nostra economia soprattutto marina.

References: Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8