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Timestamp: 2020-08-12 15:07:56+00:00

Document:
dai Congressi di Pescara, 30 aprile - 2 maggio 1993, di Latina, 28 - 30 aprile 2017,
e di Bologna ,18-20 ottobre 2019;
Il MFE conduce la sua lotta per la federazione europea, o per il suo primo nucleo aperto a tutti gli Stati che non abbiano partecipato alla sua costituzione, in base ai principi contenuti nel Manifesto di Ventotene, elaborato da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni nel 1941, nel quadro dell’Unione Europea dei Federalisti (UEF), di cui costituisce la sezione italiana, e la sua lotta per gli altri obiettivi intermedi e per il suo obiettivo finale nel quadro del Movimento Federalista Mondiale (WFM), di cui costituisce la sezione italiana.
attuare nel proprio territorio la linea politica del Movimento, arricchendola delle esperienze fatte a livello lo-cale, facendola conoscere ai propri concittadini e sviluppando un confronto permanente con le altre forze politiche e sociali;
Ogni volta che sia possibile, l’attività della Sezione deve essere organizzata con la forma dell’assemblea aperta, o con forme equivalenti.
in Assemblea straordinaria ogniqualvolta sia necessario o per convocazione del Segretario o su richiesta di almeno 1/3 del Comitato direttivo o di 1/5 degli iscritti.
Art. 14 – I Centri regionali vengono costituiti da un Congresso di delegati delle Sezioni della regione, indetto ad iniziativa di una o più Sezioni della regione stessa e sono riconosciuti dal Comitato federale. La competenza del Centro regionale copre, in linea di massima, il territorio dei corrispondenti enti amministrativi.
assumere direttamente, quando le attività implicate abbiano di fatto dimensione regionale, i compiti del reclutamento, della formazione e, in genere, dell’aumento delle adesioni, del numero delle Sezioni e del confronto con le altre forze politiche e sociali.
Nei limiti del possibile tutte queste attività vengono svolte con la formula dell’assemblea aperta.
Art. 19 – Qualora lo sviluppo del Movimento lo richieda, si possono organizzare, con le stesse regole, i Centri provinciali.
Art. 20 – Sono organi del Centro nazionale: il Congresso nazionale, il Comitato federale, la Direzione nazionale, l’Ufficio di segreteria, l’Ufficio del Dibattito, il Collegio centrale dei Probiviri, il Collegio centrale dei Revisori dei Conti.
Art. 21 – Il Congresso nazionale, nei limiti indicati dal 2° comma dell’art. 2, costituisce l’assemblea suprema del MFE. Esso è costituito dai delegati delle Sezioni e viene convocato dal Comitato federale almeno ogni due anni. La convocazione viene comunicata alle Sezioni, unitamente al regolamento del Congresso e al documento politico precongressuale, con almeno 45 giorni d’anticipo.
i membri del Comitato federale di cui al punto ab) del successivo art. 22;
Le votazioni al Congresso avvengono sulla base di mandati rappresentanti un numero di iscritti determinato di volta in volta dal Comitato federale, che stabilisce anche il numero di mandati di cui ogni delegato potrà essere portatore. Il Comitato federale stabilisce il regolamento del Congresso. Ai fini della determinazione del numero di mandati si tiene conto della media degli iscritti di ogni Sezione nei due anni precedenti quello in cui si tiene il Congresso.
Le elezioni dei membri del Comitato federale di cui al punto ab) dell’art. 22, del Collegio centrale dei Probiviri, del Collegio centrale dei Revisori dei Conti e dei delegati al Congresso dell’UEF si svolgono con la proporzionale pura, secondo le procedure stabilite dal regolamento di applicazione del presente statuto, sulla base di liste bloccate, legate a mozioni contrapposte. Qualora sia presentata una sola mozione, la lista ad essa collegata sarà aperta.
Art. 22 – Il Comitato federale è il massimo organo direttivo del Movimento nell’intervallo fra due Congressi nazionali. Concreta la linea politica generale del MFE secondo le decisioni del Congresso nazionale, sviluppa e coordina, valendosi dell’opera della Direzione e della Segreteria, le attività del tesseramento, del reclutamento e della formazione, vigila perché lo Statuto sia rispettato e sceglie la città sede centrale del MFE.
Il Comitato federale è composto da:
un numero di membri eletti, fissato dal Congresso su proposta del Comitato federale uscente, non inferiore all’l,5 % del numero degli iscritti, dei quali:
Art. 23 – Il Comitato federale si riunisce immediatamente dopo il Congresso nazionale, sotto la presidenza del Presidente uscente del MFE o, in sua assenza o impedimento, di un vice-Presidente, coadiuvati dal Segretario, per eleggere la Direzione nazionale o almeno il Presidente, il Segretario e il Tesoriere.
Il Comitato federale deve comunque provvedere al massimo entro la riunione successiva all’elezione della Direzione nazionale e alla nomina del Direttore de L’Unità Europea.
Il Comitato si riunisce almeno tre volte all’anno. La data delle riunioni è stabilita dallo stesso Comitato federale su proposta del Segretario. Può essere convocato in seduta straordinaria dalla Direzione nazionale o su richiesta di almeno un terzo dei membri del Comitato stesso.
L’ordine del giorno è deciso dal Segretario e può essere modificato a maggioranza semplice del Comitato federale.
Le decisioni del Comitato federale sono prese a maggioranza dei membri presenti. Non sono ammesse deleghe.
Alle riunioni del Comitato federale possono partecipare tutti i soci del MFE secondo le modalità indicate dal regolamento di applicazione.
La Direzione nazionale dirige l’attività politica ed amministrativa stabilita dal Comitato federale.
La Direzione nazionale è responsabile dinnanzi al Comitato federale.
Art. 25 – L’Ufficio di Segreteria è composto dal Presidente del MFE, da uno o più vice-Presidenti, dal Segretario, da uno o più vice-Segretari, dal Tesoriere, dal Presidente e dal Segretario della GFE.
Art. 26 – L’Ufficio del Dibattito è un organo comune e paritetico del MFE e della Gioventù Federalista Europea.
Esso ha come funzione, in comune con i suoi corrispondenti sezionali e regionali, quella di stabilire il supporto organizzato indispensabile per la piena circolazione nel Movimento del pensiero di tutti i suoi aderenti, senza discriminazioni fra dirigenti e diretti.
Il coordinatore dell’Ufficio del Dibattito ne riporta le indicazioni al Comitato federale.
Art 27 – Le violazioni delle regole dello statuto, delle decisioni dei Congressi e delle altre istanze democratiche del MFE e i comportamenti che ledono l’onore e la dignità del MFE vengono esaminati dai Collegi dei Probiviri sezionali, regionali e centrali.
Art. 28 – Ogni iscritto, nonché ogni organo del Movimento, può chiedere il giudizio del competente Collegio dei Probiviri, il quale, tuttavia, può anche iniziare un procedimento di propria iniziativa.
Art. 29 – I Collegi dei Probiviri possono infliggere le seguenti sanzioni:
Art. 30 – Contro le decisioni dei Collegi dei Probiviri delle Sezioni è ammesso il ricorso al Collegio regionale.
Contro le decisioni del Collegio centrale dei Probiviri è ammesso il ricorso al Comitato federale o al Congresso nazionale.
Art. 31 – Qualora una Sezione svolga azione in contrasto con lo statuto o con le direttive del Movimento o trascuri di svolgere l’attività di sua competenza, o si renda responsabile di irregolarità, il Comitato regionale competente deve prendere una delle seguenti misure disciplinari, dandone immediata comunicazione alla Segreteria nazionale:
Art. 32 – Qualora la Direzione del MFE venga a conoscenza del verificarsi di una delle ipotesi previste dal primo comma dell’art. 31, ne dà immediata comunicazione alla competente Segreteria regionale, che è tenuta a convocare il Comitato regionale entro 30 giorni dalla data della comunicazione della Direzione, affinché venga presa una decisione in merito.
Quando il Comitato regionale investito a norma del presente articolo, abbia trascurato di esaminare il caso, i provvedimenti previsti dall’art. 31 sono di competenza della Direzione nazionale.
Qualora un Centro regionale svolga azione in contrasto con lo statuto o con le direttive del Movimento o trascuri di svolgere l’attività di sua competenza, o si renda responsabile di irregolarità, la Direzione del MFE deve prendere una delle seguenti misure disciplinari:
Art. 33 – I provvedimenti di cui agli artt. 31 e 32 entrano in vigore con effetto immediato. Contro di essi gli interessati possono proporre ricorso al Comitato federale entro 30 giorni dalla notifica.
Art. 34 – Il Movimento deve provvedere a finanziare in modo autonomo la vita ordinaria di tutti i suoi organi e provvede a ciò con la riscossione delle quote e l’autofinanziamento, inteso anche come prestazione di lavoro volontario da parte dei militanti.
Base dell’autofinanziamento è la Sezione, la quale concorre, con modalità definite dai Comitati regionali e dal Comitato federale, a garantire la partecipazione dei propri rappresentanti alle riunioni degli organi collegiali del Movimento.
Art. 35 – Il controllo della gestione finanziaria è di competenza dei Collegi dei Revisori dei Conti eletti a ciascun livello dell’organizzazione, che presentano una relazione scritta rispettivamente alle Assemblee di Sezione e ai Congressi regionali e nazionale.
Art. 36 – Il presente statuto può essere modificato solo dal Congresso nazionale.
Art. 37 – L’applicazione del presente statuto sarà oggetto di un Regolamento, approvato dal Comitato federale.
Ai fini del rispetto delle norme sulla gestione economica, sull’autofinanziamento e sull’autonomia politica, organizzativa e finanziaria si conferma che è espressamente fatto divieto di distrarre i fondi dell’organizzazione dalle finalità previste dallo Statuto: anche nel caso si addivenga allo scioglimento dell’organizzazione il patrimonio eventualmente residuo deve essere vincolato al raggiungimento delle medesime finalità. Conseguentemente rimane vietata la distribuzione, in qualsiasi modo e sotto qualsiasi forma, dei fondi dell’organizzazione a soci anche nel caso che cessi il rapporto sociale e, pertanto, le quote sociali, una volta versate, sono definitivamente acquisite a favore dell’organizzazione, essendo assolutamente inammissibili e vietate una loro eventuale restituzione, rimborso o trasmissione sia per atto tra vivi sia mortis causa.
Il rendiconto economico-finanziario redatto dall’Organizzazione con cadenza annuale e periodo coincidente all’anno solare è presentato per l’approvazione alla prima riunione dell’organo sovrano del livello dell’Organizzazione cui si riferisce nella sua prima riunione dell’anno successivo. Il rendiconto economico-finanziario del Centro Nazionale è approvato dal Comitato federale, organo sovrano nell’intervallo tra due congressi, o dal Congresso stesso. Anche in questa materia il Congresso mantiene il diritto di sindacare tutte le decisioni dei precedenti Comitati federali così come è stabilito dalle norme sul funzionamento dell’Organizzazione: tuttavia l’approvazione del rendiconto, una volta eseguita, non è revocabile se non nei casi eventualmente previsti da norme inderogabili di legge. Analogamente il rendiconto dei Centri Regionali è approvato dai relativi Comitati Regionali e dai relativi Congressi Regionali, con le stesse modalità previste per il Centro Nazionale. I rendiconti delle Sezioni, essendo diversa l’organizzazione prevista dallo Statuto, sono invece approvati dalle Assemblee ordinarie annuali contestualmente al rinnovo delle cariche sociali.

References: Art. 14

Art. 19

Art. 20

Art. 21
 art. 22

Art. 22

Art. 23

Art. 25

Art. 26

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37