Source: http://www.francocroppi.it/rotonde-stradali/
Timestamp: 2019-01-18 13:43:03+00:00

Document:
Rotonde stradali | Franco Croppi
Istruzioni per la circolazione
L’introduzione degli incroci a raso mediante rotatoria ha origine legislativa con decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti datato 05 novembre 2001.
Tale Decreto è diretta conseguenza di precedenti decreti e leggi e precisamente:
Art. 13 del D.L. n. 285 del 30.04.1992
Art. 13 comma 1 del D.L. n. 285 del 30.04.1992
Art. 41 comma 3 del D.L. n. 300 del 30.07.1999
Art. 14 della Legge n. 109 del 11.02.1994
Con le finalità primarie di ridurre l’inquinamento acustico ed atmosferico e, successivamente, in rapporto anche a quanto emerso dai rapporti pervenuti da altri paesi europei, anche la velocità dei veicoli nei tratti di strada con intersezioni definite “pericolose”.
Trattando la materia d’infortunistica stradale, a nostro giudizio, la riduzione della velocità risulta essere la motivazione più importante per l’utilizzo di detta struttura stradale.
La condizione fondamentale per ottenere i presupposti enunciati è la conoscenza, da parte dell’utente, delle regole dettate dal Codice della Strada.
Tipologia delle rotatorie
Le rotatorie possino essere di due tipi:
exstraurbane
E’ pur vero che detta classificazione non è chiaramente individuabile in quanto la dicitura “urbana” o “extraurbana” non è definita in modo netto; possiamo solo identificarle attraverso la stessa dicitura riportata nel Codice delle Strada e parificarla alle strade come in esso definite.
Normalmente le rotatorie urbane hanno dimensioni e corsie di transito differenti dalle extraurbane a meno che le stesse non siano costruite in tratti di strada urbana e scorrimento veloce ove possono assumere la tipologia e le dimensioni delle extraurbane.
Ma un’ulteriore elemento atto ad identificare le “rotatorie” di cui stiamo parlando dalle normalirotonde stradali, è il cartello stradale che le identifica e precisamente:
Infatti, al di la delle caratteristiche visive similari tra le due, la differenziazione di non poca rilevanza in rapporto al comportamento da tenersi, è dovuta alla identificazione tramite la segnaletica stradale sopra indicata.
Prima d’entrare nello specifico e, contestualmente, per rendere più chiara la nostra seguente esposizione, dobbiamo specificare i termini che useremo per indicare le parti componenti della rotatoria.
Sistemazione di una intersezione stradale a più vie a raso mediante un anello di circolazione a senso unico antiorario attorno ad un’isola centrale.
Rami Affluenti:
Vie di scorrimento veicolare che si intersecano eper le quali deve essere prevista una regolamentazione.
Isola Centrale:
Ostacolo centrale di forma prevalentemente circolare attorno al quale circolano i veicoli in senso antiorario.
Anello di scorrimento:
Corona, prevalentemente circolare, attorno all’isola centrale su cui circolano i veicoli.
Isola esterna:
Delimitazione posta sul ciglio destro della rotatoria per suddividere i flussi dei rami affluenti in entrata ed uscita.
Capacità della corsia:
E’ il numero massimo di veicoli che si ritiene ragionevolmente possa transitare per una data sezione di una corsia durante un determinato periodo di tempo.
Sulle strade extraurbane essa è pari a 2.000 autovetture per ora per corsia in presenza di condizioni ideali.
Capacità ideale della strada:
E’ il valore che deve corrispondere a precise condizioni operative riguardanti la geometria della strada (larghezza della corsia e della banchina, ostacoli laterali in banchina, velocità di progetto e situazione plano-altimetrica del tracciato), il traffico ed i dispositivi di regolazione e controllo.
A – Isola centrale non superabile
B – Isola centrale superabile ai bordi
C – Anello di scorrimento o di circolazione
Rami affluenti
D – Corsia d’entrata
E – Corsia di deflusso
F – Pista aggiuntiva di collegamento tra due rami affluenti
Aspetti positivi delle rotatorie
Per capire la positività delle rotatorie alla “francese” è sufficiente esaminare la figura n. 1 nella quale si evidenzia che in un incrocio a 4 rami vi sono 24 punti di conflitto
stabilire la precedenza su determinate strade o tratti di strade, ovvero in una
determinata intersezione, in relazione alla classificazione di cui all’art. 2, e, quando
la intensita’ o la sicurezza del traffico lo richiedano, prescrivere ai conducenti, prima
di’ immettersi su una determinata strada, I’obbligo di arrestarsi all’intersezione e di
dare la precedenza a chi circola su quest’ultima;
mentre in un incrocio con rotonda a 4 rami (figura 2) i punti di conflitto diminuiscono ad 8
Pertanto i vantaggi delle rotatorie sono:
Diminuzione della velocità di percorrenza del tratto stradale dove è posizionata la rotatoria.
Diminuzione dei punti di conflitto fra i veicoli e perciò dei sinistri stradali e della loro gravità.
Fluidificazione del traffico a causa della completa eliminazione dei tempi morti.
Attenuazione della rumorosità e dell’inquinamento dell’aria rispetto agli incroci semaforizzati.
Possibilità per i mezzi pesanti (e non) di compiere in sicurezza la manovra di inversione di marcia.
Migliore aspetto architettonico della strada nell’intersezione.
Detta tipologia d’intersezione stradale provoca difficoltà per pedoni e ciclisti nell’attraversamento della sede stradale in corrispondenza della rotatoria e la possibile ripresa di velocità dei veicoli in uscita dalla stessa.
Tali inconvenienti possono essere notevolmente ridotti sistemando isole spartitraffico, ben visibili, nello spazio compreso tra l’entrata e l’uscita della rotatoria, la cui larghezza dovrà essere tale da proteggere l’attraversamento della strada da parte di pedoni e ciclisti.
Allo stesso modo é possibile ridurre la velocità dei veicoli in uscita, sistemando dossi artificiali a breve distanza dalla rotatoria.
Articoli del codice della strada che regolano la circolazione nelle rotatorie
Gli articoli del C d S che interessano l’argomento in esame sono sostanzialmente quattro di cui due
(art. 6 e art.7) che determinano la competenza del prefetto e dei proprietari delle strade e due (art. 145 e art. 154) che determinano il comportamento della guida in senso generale.
Il prefetto, per motivi di sicurezza pubblica o inerenti alla sicurezza della circolazione, di tutela della salute nonche’ per esigenze di carattere militare puo’, conformemente alle direttive del Ministro dei lavori pubblici, sospendere temporaneamente la circolazione di tutte o di alcune
categorie di utenti sulle strade, o su tratti di esse. Il prefetto, inoltre, nei giorni festivi o in particolari altri giorni fissati con apposito calendario, da emanarsi con decreto del Ministro dei lavori pubblici, puo’ vietare la circolazione dei veicoli adibiti al trasporto di cose. Nel regolamento sono stabilite l eventuali deroghe.
L’ente proprietario della strada puo’, con l’ordinanza di cui all’art. 5, comma 3:
disporre, per il tempo strettamente necessario, la sospensione della circolazione di tutte o di alcune categorie di utenti per motivi di incolumita’ pubblica ovvero per urgenti e improrogabili motivi attinenti alla tutela del patrimonio stradale o ad esigenze di carattere tecnico;
per le strade e le autostrade statali dal capo dell’ufficio periferico dell’A.N.A.S. competente per territorio;
Per le strade e le autostrade in concessione, i poteri dell’ente proprietario della strada sono esercitati dal concessionario, previa comunicazione all’ente concedente. In caso di urgenza, i relativi provvedimenti possono essere adottati anche senza la preventiva comunicazione al concedente, che puo’ revocare gli stessi. Il prefetto, inoltre, nei giorni fissati con apposito calendario, da emanarsi con decreto del Ministro dei lavori pubblici, puo’ vietare la circolazione di veicoli adibiti al trasporto di cose. Nel regolamento sono stabilite le condizioni e le eventuali deroghe.
Nell’ambito degli aereoporti aperti al traffico aereo civile e nelle aree portuali, la competenza a disciplinare la circolazione delle strade interne aperte all’uso pubblico e’ riservata rispettivamente al direttore della circoscrizione aereoportuale competente per territorio e al comandante di porto capo di circondario, i quali vi provvedono a mezzo di ordinanze, in conformita’ alle norme del presente codice. Nell’ambito degli aereoporti ove le aerostazioni siano affidate in gestione a enti o societa’, il potere di ordinanza viene esercitato dal direttore della circoscrizione aeroportuale competente per territorio, sentiti gli enti e le societa’ interessati.
Le autorita’ che hanno disposto la sospensione della circolazione di cui ai commi 1 e 4, lettere a) e b), possono accordare, per esigenze gravi e indifferibili, o per accertate necessita’, deroghe o permessi, subordinati a speciali condizioni e cautele.
Tutte le strade statali sono a precedenza, salvo che l’autorita’ competente non disponga diversamente in particolari intersezioni in relazione alla classifica di cui all’art. 2, comma 2.
Sulle altre strade o tratti di strade la precedenza e’ stabilita dagli enti proprietari, sempre sulla base della classificazione di cui all’art. 2, comma 2. In caso di controversia decide, con proprio decreto, il Ministro dei lavori pubblici. La precedenza deve essere resa nota con i prescritti segnali da installare a cura e spese dell’ente proprietario della strada che ha la precedenza.
L’ente proprietario della strada a precedenza, quando la intensita’ o la sicurezza del traffico lo richiedano, puo’, con ordinanza, prescrivere ai conducenti l’obbligo di fermarsi prima di immettersi sulla strada a precedenza.
Quando si tratti di due strade entrambe a precedenza, appartenenti allo stesso ente, I’ente deve stabilire l’obbligo di dare la precedenza ovvero anche l’obbligo di arrestarsi all’intersezione; quando si tratti di due strade a precedenza appartenenti a enti diversi, gli obblighi suddetti devono essere stabiliti di intesa fra gli enti stessi. Qualora l’accordo non venga raggiunto, decide con proprio decreto il Ministro dei lavori pubblici.
Chiunque non ottempera ai provvedimenti di sospensione della circolazione emanati a norma dei commi 1 e 3 e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 143 a euro 573 . Se la violazione e’ commessa dal conducente di un veicolo adibito al trasporto di cose, la sanzione amministrativa e’ del pagamento di una somma da euro 357 a euro 1.433 . In questa ultima ipotesi dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da uno a quattro mesi, nonche’ della sospensione della carta di circolazione del veicolo per lo stesso periodo ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II del titolo VI.
Chiunque viola le prescrizioni di cui al comma 2 e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 21 a euro 85 .
Chiunque viola gli altri obblighi, divieti e limitazioni previsti nel presente articolo e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 71 a euro 286 . Nei casi di sosta vietata la sanzione amministrativa e’ del pagamento di una somma da euro 35 a euro 143 ; qualora la violazione si prolunghi oltre le ventiquattro ore, la sanzione amministrativa pecuniaria e’ applicata per ogni periodo di ventiquattro ore per il quale si protrae la violazione.
Nelle ipotesi di’ violazione del comma 12 I’agente accertatore intima al conducente di non proseguire il viaggio finche’ non spiri il termine del divieto di circolazione; egli deve, quando la sosta nel luogo in cui e stata accertata la violazione costituisce intralcio alla circolazione, provvedere a che il veicolo sia condotto in un luogo vicino in cui effettuare la sosta. Di quanto sopra e’ fatta menzione nel verbale di contestazione. Durante la sosta la responsabilita’ del veicolo e del relativo carico rimane al conducente. Se le disposizioni
come sopra impartite non sono osservate, la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente e’ da due a sei mesi.
limitare la circolazione di tutte o di alcune categorie di veicoli per accertate e motivate esigenze di prevenzione degli inquinamenti e di tutela del patrimonio artistico, ambientale e naturale, conformemente alle direttive impartite dal Ministro dei lavori pubblici, sentiti, per le rispettive competenze, il Ministro dell’ambiente, il Ministro per i problemi delle aree urbane ed il Ministro per i beni culturali e ambientali;
stabilire la precedenza su determinate strade o tratti di strade, ovvero in una determinata intersezione, in relazione alla classificazione di cui all’art. 2, e, quando la intensita’ o la sicurezza del traffico lo richiedano, prescrivere ai conducenti, prima di’ immettersi su una determinata strada, I’obbligo di arrestarsi all’intersezione e di dare la precedenza a chi circola su quest’ultima;
riservare limitati spazi alla sosta dei veicoli degli organi di polizia stradale di cui all’art. 12, dei vigili del fuoco, dei servizi di soccorso, nonche’ di quelli adibiti al servizio di persone con limitata o impedita capacita’ motoria, munite del contrassegno speciale ovvero a servizi di linea per lo stazionamento ai capilinea;
stabilire aree nelle quali e’ autorizzato il parcheggio dei veicoli;
stabilire, previa deliberazione della giunta, aree destinate al parcheggio sulle quali la sosta dei veicoli e’ subordinata al pagamento di una somma da riscuotere mediante dispositivi di controllo di durata della sosta, anche senza custodia del veicolo, fissando le relative condizioni e tariffe in conformita’ alle direttive del Ministero dei lavori pubblici, di concerto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per le aree urbane;
istituire le aree attrezzate riservate alla sosta e al parcheggio delle autocaravan di cui all’art. 185;
riservare strade alla circolazione dei veicoli adibiti a servizi pubblici di trasporto, al fine di favorire la mobilita’ urbana.
Per i tratti di strade non comunali che attraversano centri abitati, i provvedimenti indicati nell’art. 6, commi 1 e 2, sono di competenza del prefetto e quelli indicati nello stesso articolo, comma 4, lettera a), sono di competenza dell’ente proprietario della strada. I provvedimenti indicati nello stesso comma 4, lettere b), c), d), e) ed f) sono di competenza del comune, che li adotta.
Nel caso di sospensione della circolazione per motivi di sicurezza pubblica o di sicurezza della circolazione o per esigenze di carattere militare, ovvero laddove siano stati stabiliti obblighi, divieti o limitazioni di carattere temporaneo o permanente, possono essere accordati, per accertate necessita’, permessi subordinati a speciali condizioni e cautele. Nei casi in cui sia stata vietata o limitata la sosta, possono essere accordati permessi subordinati a speciali condizioni e cautele ai veicoli riservati a servizi di polizia e a quelli utilizzati dagli esercenti la professione sanitaria, nell’espletamento delle proprie mansioni, nonche’ dalle persone con limitata o impedita capacita’ motoria, muniti del contrassegno speciale.
Le caratteristiche, le modalita’ costruttive, la procedura di omologazione e i criteri di installazione e di manutenzione dei dispositivi di controllo di durata della sosta sono stabiliti con decreto del Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro per i problemi delle aree urbane.
I proventi dei parcheggi a pagamento, in quanto spettanti agli enti proprietari della strada, sono destinati alla installazione, costruzione e gestione di parcheggi in superficie, sopraelevati o sotterranei, e al loro miglioramento e le somme eventualmente eccedenti ad interventi per migliorare la viabilita’ urbana.
Qualora il comune assuma l’esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l’installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta di cui al comma 1, lettera f), su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta. Tale obbligo non sussiste per le zone definite a norma dell’art. 3 “area pedonale” e “zona a traffico limitato”, nonche’ per quelle definite “A” dall’art. 2 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968, e in altre zone di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla giunta nelle quali sussistano esigenze e condizioni particolari di traffico.
I comuni, con deliberazione della giunta, provvedono a delimitare le aree pedonali e le zone a traffico limitato tenendo conto degli effetti del traffico sulla sicurezza della circolazione, sulla salute, sull’ordine pubblico, sul patrimonio ambientale e culturale e sul territorio. In caso di urgenza il provvedimento potra’ essere adottato con ordinanza del sindaco, ancorche’ di modifica o integrazione della deliberazione della giunta.
Analogamente i comuni provvedono a delimitare altre zone di rilevanza urbanistica nelle quali sussistono esigenze particolari di traffico, di cui al secondo periodo del comma 8. I comuni possono subordinare l’ingresso o la circolazione dei veicoli a motore, all’interno delle zone a traffico limitato, anche al pagamento di una somma. Con direttiva emanata dall’Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale entro un anno dall’entrata in vigore del presente codice, sono individuate le tipologie dei comuni che possono avvalersi di tale facolta’, nonche’ le modalita’ di riscossione del pagamento e le categorie dei veicoli esentati.
Nell’ambito delle zone di cui ai commi 8 e 9 e delle altre zone di particolare rilevanza urbanistica nelle quali sussistono condizioni ed esigenze analoghe a quelle previste nei medesimi commi, i comuni hanno facolta’ di riservare, con ordinanza del sindaco, superfici o spazi di sosta per veicoli privati dei soli residenti nella zona, a titolo gratuito od oneroso.
Per le citta’ metropolitane le competenze della giunta e del sindaco previste dal presente articolo sono esercitate rispettivamente dalla giunta metropolitana e dal sindaco metropolitano.
Chiunque non ottemperi ai provvedimenti di sospensione o divieto della circolazione e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento dl una somma da euro 71 a euro 286 .
Chiunque viola gli altri obblighi, divieti o limitazioni previsti nel presente articolo, e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 35 a euro 143 .
La violazione del divieto di circolazione nelle corsie riservate ai mezzi pubblici di trasporto, nelle aree pedonali e nelle zone a traffico limitato è soggetta alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 68,25 a euro 275,10.
Nei casi di sosta vietata, in cui la violazione si prolunghi oltre le ventiquattro ore, la sanzione amministrativa pecuniaria e’ applicata per ogni periodo di ventiquattro ore, per il quale si protrae la violazione. Se si tratta di sosta limitata o regolamentata, la sanzione amministrativa e’ del pagamento di una somma da euro 21 a euro 85 e la sanzione stessa e’ applicata per ogni periodo per il quale si protrae la violazione.
15-Bis Salvo che il fatto costituisca reato, coloro che esercitano abusivamente, anche avvalendosi di altre persone, ovvero determinano altri ad esercitare abusivamente l’attività di parcheggiatore o guardiamacchine sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 652 a euro 2.620. Se nell’attività sono impiegati minori la somma è raddoppiata. Si applica, in ogni caso, la sanzione accessoria della confisca delle somme percepite, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI
1° – I conducenti, approssimandosi ad una intersezione, devono usare la massima prudenza al fine di evitare incidenti.
2° – Quando due veicoli stanno per impegnare una intersezione, ovvero laddove le loro traiettorie stiano comunque per intersecarsi, si ha l’obbligo di dare la precedenza a chi proviene da destra, salvo diversa segnalazione.
3° – Negli attraversamenti di linee ferroviarie e tramviarie i conducenti hanno l’obbligo di dare la precedenza ai veicoli circolanti su rotaie, salvo diversa segnalazione.
4° – I conducenti devono dare la precedenza agli altri veicoli nelle intersezioni nelle quali sia cosi’ stabilito dall’autorita’ competente ai sensi dell’art. 37 e la prescrizione sia resa nota con apposito segnale.
5° – I conducenti sono tenuti a fermarsi in corrispondenza della striscia di arresto, prima di immettersi nella intersezione, quando sia cosi’ stabilito dall’autorita’ competente ai sensi dell’art. 37 e la prescrizione sia resa nota con apposito segnale.
6° – Negli sbocchi su strada da luoghi non soggetti a pubblico passaggio i conducenti hanno l’obbligo di arrestarsi e dare la precedenza a chi circola sulla strada.
7° – E’ vietato impegnare una intersezione o un attraversamento di linee ferroviarie o tramviarie quando il conducente non ha la possibilita’ di proseguire e sgombrare in breve tempo l’area di manovra in modo da consentire il transito dei veicoli provenienti da altre direzioni.
8° – Negli sbocchi su strada di sentieri, tratturi, mulattiere e piste ciclabili e’ fatto obbligo al conducente di arrestarsi e dare la precedenza a chi circola sulla strada. L’obbligo sussiste anche se le caratteristiche di dette vie variano nell’immediata prossimita’ dello sbocco sulla strada.
9° – I conducenti di veicoli su rotaia devono rispettare i segnali negativi della precedenza.
10° – Chiunque viola le disposizioni di cui al presente articolo e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 138 a euro 550.
11° – Quando lo stesso soggetto sia incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni di cui al comma 10 per almeno due volte, all’ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI.
1° – I conducenti che intendono eseguire una manovra per immettersi nel flusso della circolazione, per cambiare direzione o corsia, per invertire il senso di marcia, per fare retromarcia, per voltare a destra o a sinistra, per impegnare un’altra strada, o per immettersi in un luogo non soggetto a pubblico passaggio, ovvero per fermarsi, devono:
assicurarsi di poter effettuare la manovra senza creare pericolo o intralcio agli altri utenti della strada, tenendo conto della posizione, distanza, direzione di essi; segnalare con sufficiente anticipo la loro intenzione.
2° -Le segnalazioni delle manovre devono esser effettuate servendosi degli appositi indicatori luminosi di direzione. Tali segnalazioni devono continuare per tutta la durata della manovra e devono cessare allorche’ essa e’ stata completata. Con gli stessi dispositivi deve essere segnalata anche l’intenzione di rallentare per fermarsi. Quando i detti dispositivi manchino, il conducente deve effettuare le segnalazioni a mano, alzando verticalmente il braccio qualora intenda fermarsi e sporgendo, lateralmente, il braccio destro o quello sinistro, qualora intenda voltare.
3° – I conducenti devono, altresi':
a) per voltare a destra, tenersi il piu’ vicino possibile sul margine destro della carreggiata;
b) per voltare a sinistra, anche per immettersi in luogo non soggetto a pubblico passaggio, accostarsi il piu’ possibile all’asse della carreggiata e, qualora si tratti di intersezione, eseguire la svolta in prossimita’ del centro della intersezione e a sinistra di questo, salvo diversa segnalazione, ovvero quando si trovino su una carreggiata a senso unico di circolazione, tenersi il piu’ possibile sul margine sinistro della carreggiata.
In entrambi i casi i conducenti non devono imboccare l’altra strada contromano e devono usare la massima prudenza;
4° – E’ vietato usare impropriamente le segnalazioni di cambiamento di direzione.
5° – Nell’esecuzione delle manovre i conducenti non devono eseguire brusche frenate o rallentare improvvisamente.
6° – L’inversione del senso di marcia e’ vietata in prossimita’ o in corrispondenza delle intersezioni, delle curve e dei dossi.
7° – Chiunque viola la disposizione del comma 6 e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 71 a euro 286.
8° – Chiunque viola le altre disposizioni del presente articolo e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 35 a euro 143 .
Appare chiaro che gli articoli che più interessano all’argomento che stiamo trattando sono gli ultimi due, ovvero il 145 e 154.
A prescindere dalla loro forma, il tipo di rotatoria più utilizzato in Italia è quello che si ispira al modello “francese”, cioè caratterizzato dal diritto di precedenza per i veicoli che circolano all’interno della stessa.
Quando si giunge nei pressi di una rotatoria, in fase di entrata, occorre rallentare, verificare la presenza di veicoli che già impegnano la rotonda, fornire la precedenza agli stessi e poi immettersi.
E’ necessario, a mio avviso nell’immediatezza dell’ingresso, segnalare la tipologia di manovra che andiamo ad eseguire anche perché, quando le corsie lo consentono, è possibile circolare per file parallele.
Quando ci si trova all’interno della rotatoria si ha diritto di precedenza rispetto ai veicoli in entrata anche se questi ultimi provengono da destra o da strade di primaria importanza.
Eventuali diverse modalità di circolazione sono segnalate attraverso l’apposizione di cartelli stradali e di strisce longitudinali.
In particolare, nelle rotatorie a due corsie di scorrimento, è buona norma impegnare la corsia esterna (cioè quella più ampia) nel caso in cui si debba poi subito svoltare a destra; viceversa è opportuno impegnare la corsia interna (cioè quella più stretta) nel caso in cui si debba percorrere larga parte della rotatoria o si debba effettuare una inversione rispetto al senso di marcia in entrata.
Per ogni manovra effettuata all’interno della rotonda e comunque ogni qualvolta la si debba lasciare per immettersi in una ramificazione laterale, è obbligatorio segnalare tale intenzione attraverso gli indicatori di direzione sia per i veicoli che seguono ma anche per i veicoli che attendono
d’immettersi nel flusso della rotatoria.
Vi è però un caso che definiremo “particolare” e riguarda essenzialmente alcune rotatorie urbane e cioè quelle che presentano un restringimento all’uscita o l’anello di scorrimento ha una dimensione tale da non consentire il passaggio delle vetture affiancate.
E’ consequenziale che la precedenza in ambo i casi è del veicolo che per primo si è immesso nella rotonda.
Passiamo quindi, con l’aiuto della grafica, all’analisi comportamentale nell’approssimarsi e nel percorrere le rotonde.
1° caso – arrivo contemporaneo di due veicoli A e B alla linea orizzontale di dare precedenza.
Il veicolo “B” deve concedere la precedenza al veicolo “A” in quanto proveniente da destra.
2° caso – il veicolo B si è già immesso nella rotonda.
Il veicolo “B”, essendosi già immesso nell’anello di circolazione ha la precedenza sul veicolo “A”.
3° caso – il veicolo B si è già immesso nella rotonda.
Il veicolo “B”, essendosi già immesso nell’anello di circolazione ha la precedenza sul veicolo “A” ;
il veicolo “C” può comunque immettersi non interferendo sulla traiettoria di “B”.
4° caso – il veicolo B si è già immesso nella rotonda ma deve svoltare a sinistra.
Il veicolo “B” ha precedenza sui veicoli “A” e “C” ma deve esporre la freccia al fine di segnalare al conducente del veicolo “C” la sua manovra.
In caso di mancata esposizione dell’indicatore di direzione che preannuncia la manovra di “A”, il conducente di “C” può iniziare la manovra d’attraversamento.
In caso di collisione vi sarà la concorsualità delle responsabilità; infatti al veicolo “C”, avendo impegnato l’anello di circolazione in cui già insisteva il veicolo “B”, dovrà ascriversi l’omessa precedenza (art. 145) mentre a “B” l’art. 154 per “non aver segnalato con sufficiente anticipo”
l’intenzione di operare la svolta a sinistra.
5° caso – i veicoli A – B – C giungono contestualmente alla linea d’arresto
In codesto caso sarà il veicolo “C” ad avere la precedenza su tutti i veicoli.
6° caso – i veicoli A – B – C giungono contestualmente alla linea d’arresto in rotatoria urbana a doppia corsia.
In questo caso il primo dei due veicoli che s’immette ha la precedenza su tutti i rimanenti veicoli.
nel caso di collisione fra i veicoli come indicato nella figura sotto riporatata,
la responsabilità del sinistro deve ascriversi a “B” in quanto il veicolo “A” ha impegnato l’anello di circolazione prima di “B” e quindi ha acquisito il diritto di precedenza.
Non è ipotizzabile ascrivere ad “A” un cambio di corsia in quanto le corsie direzionali non sono marcate.
Tale mancanza è determinata dal fatto che volutamente l’Ente proprietario della strada ha prodotto una strozzatura organizzando l’anello di circolazione composto da una corsia e mezza al fine di produrre un rallentamento della velocità del traffico.
Dette direttive non sono demandate ai singoli proprietari delle strade ma derivano da norme emanate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e specificatamente “Norme sulle caratteristiche funzionali e geometriche delle intersezioni stradali”.
In alcuni Comuni la segnaletica non risulta conforme alle disposizione dell’UE; in altre parole anzichè apporre la segnaletica orizzontale e verticale di “dare precedenza” in tutte e quattro o più corsie d’entrata , le ha poste solo in due; ne consegue quindi che la precedenza è a carico di chi, nella sua direttrice, non ha detta segnaletica.
Comportamento corretto all’interno della rotonda
In disegno è raffigurato un veicolo che dal ramo affluente “A” deve immettersi nel ramo affluente “E”.
Quando si è immesso nell’anello di scorrimento ha l’obbligo di esporre la freccia a sinistra (posizione n. 1) per poi, giunto alla posizione n. 3 esporre la freccia a destra affinchè eventuali veicoli uscenti dall’affluente “E” possano immettersi nella rotatoria.
Medesima tipologia di manovra dovrà essere posta in atto per immettersi nel ramo affluente “D” per
il medesimo concetto precedente, ovvero consentire l’immissione di chi esce dall’affluente.
ero consentire l’immissione di chi esce dall’affluente.
Nelle rotatorie con pista ciclabile esterna (figura n. 3), il ciclista ha la precedenza assoluta su tutti i veicoli circolanti; ciò vale anche e soprattutto per i pedoni negli attraversamenti pedonali.
Anche se non espressamente richiamato dal Codice della Strada riteniamo opportuno che l’utente segnali, quando è già in fase d’ingresso nella rotonda ovvero nella corsia d’entrata, le sue intenzioni nella manovra che andrà ad eseguire una volta immessosi nell’anello di circolazione.
Per completezza riportiamo qui di seguito, oltre a quella più volte raffigurata altri tre tipi di rotonde.
rotatoria urbana a singola corsia
rotatoria urbana a doppia corsia
Rotatoria ad ingressi allargati.
Esempi di errata circolazione nelle rotatorie
Pubblicato in: Analisi / Tagged: Incrocio Stradale, Rotonde Stradali, Sicurezza Stradale
30 luglio 2012 alle 10:55 · Rispondi
Ottimo articolo molto interessante!!
31 luglio 2012 alle 09:48 · Rispondi
Mi è stato molto utile, grazie Franco!
26 novembre 2013 alle 21:32 · Rispondi
Grazie Franco. Articolo molto ben redatto di chiara esposizione. Devo dire che il codice stradale non aiuta per niente a dirimere la questione delle precedenze all’ingresso delle rotatorie.
5 marzo 2014 alle 18:38 · Rispondi
Franco, complimenti veramente per la chiarezza! Proprio oggi avendo qualche dubbio ho chiesto a un vigile di pattuglia se è obbligatorio segnalare col lampeggiante l’uscita dalla rotatoria (io segnalo sempre ogni manovra). La risposta:” lei non è obbligato, può stare nella rotatoria quanto vuole e girare più volte , poi quando decide di uscire può farlo senza alcuna segnalazione….”
Lascio a tutti voi ogni commento!
← Danni conseguenti a tamponamento
Responsabilità della P.A. per Insidia Stradale – Cass. civ. Sez. III, 22.04.2010, n. 9527 →

References: Art. 13

Art. 13

Art. 41

Art. 14
 art.7
 art. 154
 Cass.