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Timestamp: 2019-09-18 22:01:48+00:00

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cas_sez_un_10504_2009 | Sentence (Law) | Insurance
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ESTREMI Autorit:Cassazionecivilesez.III Data:07maggio2009 Numero:n.10504 CLASSIFICAZIONE ASSICURAZIONE (Contratto di) - Assicurazione della responsabilita' civile circolazione stradale fondo di garanzia Vedi tutto GIURISDIZIONE CIVILE - Straniero (giurisdizione sullo -) (N.B. ivi compreso il cittadinodellaComunitEuropea)reciprocita' Costituzione della Repubblica italiana - Straniero (condizione dello) - Art. 16 delle disposizioni sulla legge in generale - Disciplina - AmbitodiapplicabilitRiferibilitdeltrattamentosecondolacondizionedireciprocitaisolidirittinon fondamentali della persona - Sussistenza - Estensione anche ai diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione - Esclusione - Fondamento INTESTAZIONE
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. PETTI Giovanni Battista - Presidente Dott. FICO Nino - Consigliere Dott. TALEVI Alberto - rel. Consigliere Dott. TRAVAGLINO Giacomo - Consigliere Dott. D'AMICO Paolo - Consigliere ha pronunciato la seguente: sentenza sul ricorso 6738/2005 proposto da: K.L., in proprio e nella veste di genitore esercentelapotestsuiminoriK.A.edE., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA ELVIA RECINA 6, presso lo studio dell'avvocato DE PETRILLO Luigi, che la rappresenta e difende unitamente all'avvocato ANDREA PELLEGRINI giusta delega in calce al ricorso; - ricorrente contro SOCIETA' SAT ASS.NI S.P.A., oggi denominata FONDIARIA - SAI ASS.NI SPA,inqualitdiImpresadesignataperl'AbruzzoallaGestionedel Fondo di garanzia per le vittime della strada, in persona del suo Dirigente Dr. C.I., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA MERCALLI 15, presso lo studio dell'avvocato NICOLA MARCONE, rappresentata e difesa dall'avvocato ROCCHETTI Gabriele giusta procura speciale in calce al controricorso; - controricorrente e ricorrente incidentale avverso la sentenza n. 992/2004 della CORTE DAPPELLO di L'AQUILA, emessa il 19/10/2004, depositata il 25/11/2004; R.G.N. 249/2002; udita la relazione della causa svolta nella Pubblica udienza del 02/04/2009 dal Consigliere Dott. ALBERTO TALEVI; udito l'Avvocato LUIGI DE PETRILLO; udito l'Avvocato GABRIELE ROCCHETTI; udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. SALVI Giovanni, che ha concluso per il rigetto del ricorso principale e del ricorso incidentale.
Nell'impugnatadecisionelosvolgimentodelprocessoespostocomesegue. Conattodicitazioneindata11/9/1995K.L.,inproprioenellaqualitdigenitore esercentelapotestsuifigliminorenniK.E.edA.,convenivadinanzialTribunalediChieti las.p.a.SocietAssicuratriceIndustriale(SAI)qualeimpresadesignata,perl'Abruzzo, alla liquidazione dei danni per conto del Fondo di garanzia per le vittime della strada. Deducevacheindata(OMISSIS)(inrealtsiaccertercheilfattoavvenutopocodopo le ore 22 del (OMISSIS)) la vettura condotta dal proprio coniuge (e padre dei minori) K. A., ed a bordo della quale viaggiavano anche essa attrice con i figli, era stata urtata, nella parte posteriore sinistra, da un'altra vettura che non era stato possibile identificare; che a seguito dell'urto il marito aveva perso il controllo del mezzo, per cui era andato ad urtare frontalmente contro la cuspide della barriera spartitraffico, in quel punto interrotta per consentire (quando necessario) il passaggio dei veicoli da una semi carreggiata all'altra; che a seguito dell'urto il marito era stato sbalzato fuori dall'abitacolo e dopo poco era deceduto,mentreessaattriceedifigliavevanoriportatolesionichelaresponsabilitdel sinistroandavaaddebitataalconducenteilveicolorimastosconosciuto(coscome peraltro era emerso anche nell'ambito del procedimento penale seguito all'incidente), per cui chiedeva il ristoro del complessivo danno subito.
frontalmente contro la cuspide della barriera spartitraffico, in quel punto interrotta per consentire (quando necessario) il passaggio dei veicoli da una semi carreggiata all'altra; che a seguito dell'urto il marito era stato sbalzato fuori dall'abitacolo e dopo poco era deceduto,mentreessaattriceedifigliavevanoriportatolesionichelaresponsabilitdel sinistroandavaaddebitataalconducenteilveicolorimastosconosciuto(coscome peraltro era emerso anche nell'ambito del procedimento penale seguito all'incidente), per cui chiedeva il ristoro del complessivo danno subito. Nel costituirsi la SAI deduceva che dagli atti del processo penale non emergeva una prova appagantendelfattochel'incidentefossestatocagionatodaunveicolorimasto sconosciuto,ndelfattochelaresponsabilitdelsinistroandassepoiascrittaalrelativo conducente,ndelfattocheildefunto,asuavolta,avessetenutounacondottadiguida del tutto esente da colpa; in subordine chiedeva che venisse rideterminata la somma pretesa e che si tenesse conto del massimale entro il quale operava la garanzia. All'esito il Tribunale accoglieva la domanda, ma la sentenza veniva appellata dalla SAI, che eccepiva innanzitutto che le somme liquidate a titolo di ristoro del danno eccedevano il massimale di legge; nel merito reiterava le difese svolte in primo grado, eccependo ulteriormente l'assoluta carenza di motivazione della decisione in relazione alle somme liquidate; lamentava, infine, che il primo Giudice non avesse affrontato, ritenendola nuova eperciinammissibile,l'ulterioreeccezionesecondocui,essendosiagliattorichela vittima cittadini stranieri, la K. avrebbe dovuto fornire la prova che il proprio ordinamento riconosceva ai cittadini italiani, senza limitazioni discriminatorie, gli stessi diritti che ella aveva rivendicato in Italia. L'appellata resisteva al gravame contestando partitamente i motivi di appello, di cui chiedeva il rigetto; all'esito la causa veniva quindi trattenuta in decisione sulle conclusioni trascritte in premessa. Con sentenza 19.10 - 25.11.2004 notificata il 17.1.05 la Corte di Appello di L'Aquila decideva come segue. "...definitivamente pronunciando sull'appello proposto dalla s.p.a. SocietAssicuratriceIndustrialecontrolasentenzaresadalTribunalediChietiindata 26/10/2001,neiconfrontidiK.L.,inproprioenellaqualitdigenitoreesercentela potestsuifigliminorenniK.E.edA.,cosprovvede: 1) in parziale accoglimento dell'appello, condanna la SAI al pagamento della somma di Euro 774.685,35; conferma nel resto la sentenza impugnata e compensa tra le parti le spese del presente grado del giudizio. Contro questa decisione ha proposto ricorso per cassazione K.L. in proprio e quale esercentelapotestsuiminoriA.edK.E.. HaresistitoconcontroricorsolaSocietSAIASS.NISPA,OGGIDENOMINATAFONDIARIA - SAIASS.NISPA,inqualitdiimpresadesignataperl'AbruzzoallaGestionedelFondodi garanzia per le vittime della strada". DIRITTO
Con il primo motivo (intestato: "art. 360 c.p.c., punto 3: per violazione o falsa applicazione di norme di diritto ed in particolare per la violazione dell'art. 1224 e 1226 c.c.")laricorrenteK.L.,inproprioenellaqualitsuddetta,esponedoglianzechevanno riassunte come segue. Il Giudice del gravame nulla dice in ordine alla rivalutazione ed interessi che certamente spetterebbe dalla data del sinistro all'effettivo saldo sull'importo riconosciutoatitolodirisarcimento.Ilprincipiodidirittosancitodall'art.1224c.c., dunque stato violato. Con siffatta norma il legislatore ha inteso apportare una vera e propria deroga al regime generali delle obbligazioni statuendo, per le sole obbligazioni pecuniarie, che dal giorno in cui il debitore (SAI FGVS) avrebbe dovuto pagare, e non lo hafatto,ildebitoretenutoapagareinaggiuntaalcapitalegliinteressiappuntodefiniti moratori(senzadoversifarecaricodinessunonereprobatoriondaredimostrazionedi unapivolteipotizzatamalagestiodapartedellaCompagniadiAssicurazione).Nelcaso in esame la predetta norma avrebbe dovuto trovare automatica applicazione. La Corte d'Appello in ordine a detto aspetto menziona alcune sentenza emessa da Codesta Ill.ma Corteconlequali"intemadiassicurazioneobbligatoriadellaresponsabilitcivilel'obbligo dell'assicuratoredipagarel'indennizzodeltuttodistintodall'obbligazionericollegabileal colposo ritardo dello stesso assicuratore nell'adempimento"... "ne consegue che il Giudice nonpucondannarel'assicuratorearisarcireildannoaldanneggiatooltreilimitidel massimalequandolaresponsabilitperidannidellamoracolpevoledell'assicuratorenon sia stata fatta valere dal danneggiato con specifica domanda". Ebbene tale specifica domandanonpresentenelgiudiziodiprimogradomadicontrobenargomentata nella fasi successive all'emissione della sentenza di primo grado laddove si sono rese necessarie due procedure esecutive ed ancora la soccombenza di SAI FGVS nell'ambito del procedimento per inibitoria per ottenere le somme di spettanza della parte attrice oggi ricorrente, il tutto in totale spregio, da parte di SAI, della funzione "solidaristica" di semplice impresa designata dal Fondo Vittime della Strada. Ritiene il collegio che il motivo (se ben interpretato anche nella sua parte implicita) sia fondato (e vada quindi accolto) nella sua parte essenziale. Infattivaribaditoilseguenteprincipiodidiritto,gienunciatodaquestaCorteSuprema intemadiassicurazioneobbligatoriadellaresponsabilitcivilederivantedallacircolazione dei veicoli e dei natanti, l'assicuratore, a seguito della richiesta de danneggiato formulata dellaL.n.990del1969,exart.22,direttamenteobbligatoadadempiereneiconfronti del danneggiato medesimo il debito d'indennizzo derivante dal contratto di assicurazione. Unavoltascadutoilterminedisessantagiornidadettanormaprevisto,l'assicuratorein mora verso il danneggiato, qualora sia stato posto nella condizione di determinarsi in ordineall'"an"edal"quantum"dellaresponsabilitdelsuoassicurato.Intalcaso l'obbligazioneversoildanneggiatodell'assicuratorepusuperareilimitidelmassimaleper colpevoleritardo(per"malagestio"cosiddettaimpropria)atitolodiresponsabilitper l'inadempimentodiun'obbligazionepecuniariae,quindi,senzanecessitdiprovadel danno quanto agli interessi maturati sul massimale per il tempo della mora ed al saggio degliinteressilegali,edoltrequestolivelloinpresenzadallegazioneeprova(anche tramite presunzioni) di un danno maggiore. Inoltre per ottenere la corresponsione degli interessierivalutazioneoltreillimitedelmassimalenonnecessariocheildanneggiato propongagiinprimogradonell'ambitodell'azionedirettaancheunadomandadi responsabilitdell'assicuratorepercolpevoleritardo,masufficientecheegli,dopoaver dato atto di aver costituito in mora l'assicuratore, richieda anche gli interessi ed il maggior danno da svalutazione ex art. 1224 cod. civ., ovvero formuli la domanda di integrale
degliinteressilegali,edoltrequestolivelloinpresenzadallegazioneeprova(anche tramite presunzioni) di un danno maggiore. Inoltre per ottenere la corresponsione degli interessierivalutazioneoltreillimitedelmassimalenonnecessariocheildanneggiato propongagiinprimogradonell'ambitodell'azionedirettaancheunadomandadi responsabilitdell'assicuratorepercolpevoleritardo,masufficientecheegli,dopoaver dato atto di aver costituito in mora l'assicuratore, richieda anche gli interessi ed il maggior danno da svalutazione ex art. 1224 cod. civ., ovvero formuli la domanda di integrale risarcimentodeldanno,checomprensivasiadellasommarappresentatadalmassimale di polizza, sia delle altre somme che al massimale possono essere aggiunte per interessi moratori, rivalutazione e spese. Ne consegue che, in caso di incapienza del massimale, la responsabilitdell'assicuratorenonpuchecorrelarsialleconseguenzenegativecheil ritardonell'adempimentodellasuaobbligazione(che,appunto,quelladipagamentodel danno nei limiti del massimale) ha provocato e, dunque, agli interessi e al maggior danno (anche da svalutazione monetaria, per la parte non coperta dagli interessi) conseguito al ritardonelpagamentodelmassimale,chesoloentrotaliprecisilimitipuessere, pertanto, superalo, restando a carico dell'assicurato il risarcimento del danno ulteriore: (Cass. Sentenza n. 22883 del 30/10/2007; v. anche Cass. Sentenza n. 23854 del 18/09/2008). Sulla base di tale principio di diritto, al quale fa sostanzialmente (pur se implicitamente) riferimento la parte ricorrente (rileva tra l'altro il collegio che allorquando detta parte parla di mancanza di "specifica" domanda nel senso predetto in primo grado intende evidentemente affermare la sussistenza di una domanda implicita con il contenuto in questione),erilevatocheallabasedelledoglianzeinesameviinrealtancheuna implicitadenunciadiunerrarinprocedendoinrelazionealqualelaS.C.anchegiudice del fatto (processuale) ed ha il potere - dovere di esaminare direttamente gli atti di causa (cfr. tra le altre Cass. n. 1221 del 23/01/2006 e Cass. n. 5836 del 13/03/2007), occorre osservare che in primo grado, nell'atto di citazione (v. in particolare alle righe terza e quartadipag.6)statochiestoilrisarcimento"...dituttiidannisubitidaparte attrice.."(evidentementeinproprioenellaqualit). Il fatto che sia stata formulata quindi "...domanda di integrale risarcimento del danno..." (per usare l'espressione contenuta nel sopra citato principio di diritto: Cass. sent. n. 22883 del 30/10/2007) comporta dunque che il Giudice si doveva pronunciare nel merito sul suddetto vantato diritto ad interessi e rivalutazione, applicando i principi di diritto enunciati da questa Corte sul punto. L'accoglimento di dette doglianze assorbe le altre censure esposte. Con il secondo motivo (recante la seguente intestazione: "art. 360 c.p.c., punto 5: omessa insufficiente contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia") la parte ricorrente espone doglianze che possono essere riassunte come segue. Il Giudice del secondo grado nell'indicare il risarcimento del danno nel suo complessivo ammontare, nulla riferisce in ordine alla ripartizione interna della somma a favore di ogni singolo danneggiato. Invece il Giudice di Prime cure, espressamente indicava ogni singolo importo spettante a titolo di risarcimento agli attori oggi ricorrenti. Tuttocirappresentaun'importantelacuna.Infattisedovessevalereilprincipiostatuito da Giudice del primo grado l'importo di della madre dovrebbe essere pari circa al 60% della sorte capitale pari al e ed il residuo 40% spetterebbe a ciascuno dei due figli in quota paritariadel20%.Maci,allostato,solopresuntivoeapprossimativotantoda comportareunsquilibrionellaposizionedellepartiinlitepostochealcunedellesommegi sonosottoposteavincolistabilitidalGiudiceTutelarealqualesarnecessariofornire adeguateefondateargomentazionigiuridicheperaverelachiaraindicazionediciche spettaalminoreodicichedovressereripetutodallaSaiacaricodelpatrimonio vincolatodelminore.L'obbligazionerisarcitoriadicuisidevefarecaricolaSAInon solidale ma parziaria e quindi la mancata indicazione della suddivisione interna appare gravemente pregiudizievole per i ricorrenti. Anche il secondo motivo va accolto nella sua parte essenziale. Infatti mentre il Giudice di primo grado aveva chiaramente distinto le somme spettanti a ciascuna delle parti attrici la Corte di Appello di L'Aquila ha modificato la somma totale liquidata senza disporre (in modo sufficientemente chiaro) sul punto. L'accoglimento della predetta doglianza assorbe le altre censure esposte in detto secondo motivo. La"Societsaiass.nispa,oggidenominatafondiaria- SaiAss.nis.p.a.,inqualitdi impresa designata per l'Abruzzo alla Gestione del Fondo di garanzia per le vittime della strada", pur denominando "Controricorso" il suo primo atto difensivo innanzi a questa Corte,hainrealtpropostoancheunricorsoincidentale(nonsembrainutileprecisare che la mancata assegnazione a detto ricorso di un numero di ruolo ulteriore rispetto a quello del ricorso principale - v. l'intestazione della presente sentenza - costituisce una merairregolarit,deltuttoprivadirilevanzaaifinidelladecisionedeiduericorsiin questione). Con il primo motivo detta parte denuncia "violazione degli artt. 91 e 92 c.p.c." lamentando (in sintesi) che il provvedimento della Corte di compensazione delle spese nonmotivatoinmodosufficienteecheilridimensionamentodellepretesedellaparte attrice doveva indurre a non compensare le spese. Il motivo (che sarebbe stato comunque privo di pregio data l'insussistenza dei vizi denunciati)divenutoirrilevante(equindiinammissibileperdifettodiinteresse)acausa dell'accoglimento del ricorso principale e della conseguente cassazione con rinvio (con le relative implicazioni). Dettasociet,conilsecondomotivo,denuncia"falsaederratainterpretazioneed applicazione dell'art. 2054 c.c. - errata interpretazione delle risultanze processuali violazione dell'art. 116 c.p.c." esponendo doglianze da riassumere come segue. Per aver titolo al risarcimento non era sufficiente dimostrare che era stato cagionato un danno, ma doveva risultare accertato che si era trattato di un illecito posto in essere con dolo o colpaedovevaesserevalutato,altres,sepotevasussistereunaresponsabilit concorsualeexart.2054c.c.,comma2.Nelcasodispecienonstataacquisitalaprova rigorosa che il triste evento occorso al sig. K. possa essere ricondotto ad un veicolo non identificato,n,insubordine,chesussistalaresponsabilitdelsuoconducente.La signora K. afferma che l'autovettura Fiat Tempra condotta dal marito, prima di andare a collidere con estrema violenza contro la cuspide dei guard-rail delimitanti le opposte corsie dell'Autostrada (OMISSIS), era stata attinta da una "Audi 80 di colore scuro" che aveva provocatolaperditadicontrolloelosbandamentosemprepiaccentuatosullasinistra dell'autodelmaritoconlebennoteconseguenze.Taleassunto,per,attraversouna disaminadellerisultanzeprobatorieacquisitenonmaistatodimostrato.Ilgiudicenon
identificato,n,insubordine,chesussistalaresponsabilitdelsuoconducente.La signora K. afferma che l'autovettura Fiat Tempra condotta dal marito, prima di andare a collidere con estrema violenza contro la cuspide dei guard-rail delimitanti le opposte corsie dell'Autostrada (OMISSIS), era stata attinta da una "Audi 80 di colore scuro" che aveva provocatolaperditadicontrolloelosbandamentosemprepiaccentuatosullasinistra dell'autodelmaritoconlebennoteconseguenze.Taleassunto,per,attraversouna disaminadellerisultanzeprobatorieacquisitenonmaistatodimostrato.Ilgiudicenon potevabasarsisulledichiarazionidellaK.nsuiteoremidell'ispettoredipoliziaM.,che peraltro in una prima ricostruzione dell'incidente aveva ricondotto la morte del K. ad una perdita di controllo del veicolo senza aggiungere altri particolari. Quanto poi alle tracce gommose trovate sul paraurti posteriore sinistro della Fiat tempra va ribadito che il particolare,datalamancanzadiriscontriprobatori,dipersinsignificante,non potendosiescluderechetalitraccesussistesserogiprimadell'incidente.Inoltrenonsisa quali sia stata la condotta di guida del K.. Ilmotivodeveritenersi(primaancoracheprivodipregiodatochesidifronteatipiche valutazionidimeritodellaCorte,chesisottraggonoalsindacatodilegittimitinquanto fondate su argomentazioni sufficienti, logiche, non contraddittorie e rispettose della normativainquestione)inammissibileinquantolecensuredellaricorrente,aldildella formaleprospettazione,inrealtsibasanosemplicementesuunadiversavalutazione delle risultanze processuali (cfr. Cass. n. 9234 del 20/04/2006; Sentenza n. 1754 del 26/01/2007; Sentenza n. 5066 del 05/03/2007: Cass. Sentenza n. 15489 del 11/07/2007; Cass. Sentenza n. 17477 del 09/08/2007; Sentenza n. 181 9 del 02/07/2008). Con riferimento alla mancanza di pregio non sembra inutile aggiungere che "il comportamento processuale (nel cui ambito rientra anche il sistema difensivo adottato dal suoprocuratore)oextraprocessualedelleparti,pucostituire,aisensidell'art.116cod. proc. civ., non solo elemento di valutazione delle risultanze acquisite ma anche unica e sufficiente fonte di prova" (v. tra le altre Cass. n. 14748 del 26/06/2007; Cass. n. 09279 del 04/05/2005; e Cass. n. 12145 del 10.08.2002;). Quindi sarebbero bastate anche le sole argomentazioni che la Corte ha basato sulle dichiarazioni della K. "...nell'immediatezza del fatto...", rilevando che erano state rese "...da un soggetto...che... non aveva ancora avuto modo di consigliarsi con una persona esperta del diritto italiano, che potesse averla resa edotta dell'esistenza di una garanzia assicurativa in favore delle vittime della strada..." (v. in particolare a pag. 12 della sentenza) per offrire una valida base alla sua decisione sul punto. Con il terzo motivo la ricorrente incidentale denuncia "violazione della L. n. 990 del 1969" esponendoquantosegue:"l'argomentostatogiinprecedenzasviluppatosicchnon occorredilungarsioltredelrestosulpuntolasentenzadiappellononstatacensurata exadversosicchdivenutadefinitivaquantoall'ammontaredelpresumibilerisarcimento che al massimo potrebbe competere agli eredi del defunto anche in caso di eventuale rigetto del presente controricorso". Ilmotivoinammissibileperdifettodisufficientechiarezzaespecificit(anchese considerato alla luce del contesto del ricorso). Conilquartomotivolasocietpredettadenuncia"violazionedell'art.16preleggi,comma 1(condizionidireciprocittra(OMISSIS)edex(OMISSIS))"esponendocensureche vanno sintetizzate nel modo seguente. Su tale punto il Giudice di primo grado ha sorvolato ritenendo la questione una eccezione nuova. La Corte d'appello ha affrontato il problemamapervenutaallemedesimeconclusioni.Inveceproprioperchsitrattadi fatto costitutivo del diritto dedotto in giudizio che, come tale, deve essere dimostrato da chi vuoi far valere le proprie ragioni il giudice doveva pronunciarsi sulla questione e non dichiararla inammissibile. Ilmotivoprivodipregio. Infatti la Corte ha (in estrema sintesi) affermato che, proprio in quanto si tratta di un fattocostitutivodeldirittoazionato,nonavevanecessitdiessereprovatodatochela controparte non l'aveva tempestivamente contestato. Di fronte a questa motivazione (immune dai vizi denunciati; va ribadito a tal proposito il seguente principio di diritto: "L'art. 167 cod. proc. civ., imponendo ai convenuto l'onere di prendere posizione sui fatti costitutivi del diritto preteso dalla controparte, considera la non contestazione un comportamento univocamente rilevante ai fini della determinazione dell'oggettodelgiudizio,coneffettivincolantiperilgiudice,chedovrastenersida qualsivogliacontrolloprobatoriodelfattononcontestatoedovrritenerlosussistente,in quanto l'atteggiamento difensivo delle parti espunge il fatto stesso dall'ambito degli accertamenti richiesti"; Cass. Sentenza n. 10031 del 25/05/2004; cfr. anche Cass. Sentenza n. 13079 del 21/05/2008 e Cass. Sentenza n. 5191 del 27/02/2008) la parte ricorrente ha esposto doglianze inammissibili (prima ancora che infondate) in quanto non prendono in rituale e specifica considerazione la motivazione medesima. Anche a prescindere da tali rilievi, sussiste poi una ragione preliminare che priva di base anche in via generale ed astratta il motivo di ricorso in esame. Va infatti affermato il seguente principio di diritto: "L'art. 16 preleggi sulla condizione di reciprocitapplicabilesoloinrelazioneaidirittinonfondamentalidellapersonapoichi dirittifondamentalicomequelliallavita,all'incolumit,edallasalute,inquantoriconosciuti dalla Costituzione, non possono essere limitati da detto articolo; e la relativa tutela va quindiassicurata,senzaalcunadisparitditrattamento,atuttelepersone, indipendentemente dalla cittadinanza (italiana, comunitaria od extracomunitaria)". Sulla base di quanto sopra esposto il ricorso principale va accolto; il ricorso incidentale va respinto; la sentenza va cassata in relazione alla doglianze accolte; e la causa va rinviata alla Corte di Appello di L'Aquila in diversa composizione. A detto Giudice del rinvio va rimessa anche la decisione sulle spese del giudizio di cassazione. P.Q.M.
La Corte accoglie il ricorso principale; rigetta il ricorso incidentale; cassa l'impugnata sentenza in relazione al predetto accoglimento; rinvia la causa, anche per la decisione sulle spese del Giudizio di cassazione, alla Corte di Appello di L'Aquila in diversa composizione. CosdecisoinRoma,il2aprile2009. Depositato in Cancelleria il 7 maggio 2009 CONFORMI E DIFFORMI
sentenza in relazione al predetto accoglimento; rinvia la causa, anche per la decisione sulle spese del Giudizio di cassazione, alla Corte di Appello di L'Aquila in diversa composizione. CosdecisoinRoma,il2aprile2009. Depositato in Cancelleria il 7 maggio 2009 CONFORMI E DIFFORMI (1) Non si rinvengono precedenti in termini.
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