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Timestamp: 2017-04-24 09:42:34+00:00

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ARCIDIOCESI AMALFI CAVA DE TIRRENI QUESTIONARIO. in preparazione al SINODO DEI VESCOVI III ASSEMBLEA GENERALE STRAORDINARIA - PDF
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1 ARCIDIOCESI AMALFI CAVA DE TIRRENI QUESTIONARIO in preparazione al SINODO DEI VESCOVI III ASSEMBLEA GENERALE STRAORDINARIA Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell evangelizzazione (Vaticano, 5/19 Ottobre 2014) * * * Sintesi dell Ufficio Diocesano di Pastorale Familiare Arcidiocesi di Amalfi Cava De Tirreni * * * 12 Premessa (dal Documento Preparatorio) La III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi, dal tema "Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell evangelizzazione", si svolgerà in Vaticano dal 5 al 19 ottobre La missione di predicare il Vangelo a ogni creatura è stata affidata direttamente dal Signore ai suoi discepoli e di essa la Chiesa è portatrice nella storia. Nel tempo che stiamo vivendo l evidente crisi sociale e spirituale diventa una sfida pastorale, che interpella la missione evangelizzatrice della Chiesa per la famiglia, nucleo vitale della società e della comunità ecclesiale. Proporre il Vangelo sulla famiglia in questo contesto risulta quanto mai urgente e necessario. L importanza del tema emerge dal fatto che il Santo Padre ha deciso di stabilire per il Sinodo dei Vescovi un itinerario di lavoro in due tappe: la prima, l Assemblea Generale Straordinaria del 2014, volto a precisare lo status quaestionis e a raccogliere testimonianze e proposte dei Vescovi per annunciare e vivere credibilmente il Vangelo per la famiglia; la seconda, l Assemblea Generale Ordinaria del 2015, per cercare linee operative per la pastorale della persona umana e della famiglia. Si profilano oggi problematiche inedite fino a pochi anni fa, dalla diffusione delle coppie di fatto, che non accedono al matrimonio e a volte ne escludono l idea, alle unioni fra persone dello stesso sesso, cui non di rado è consentita l adozione di figli. Fra le numerose nuove situazioni che richiedono l attenzione e l impegno pastorale della Chiesa basterà ricordare: matrimoni misti o inter-religiosi; famiglia monoparentale; poligamia; matrimoni combinati con la conseguente problematica della dote, a volte intesa come prezzo di acquisto della donna; sistema delle caste; cultura del non-impegno e della presupposta instabilità del vincolo; forme di femminismo ostile alla Chiesa; fenomeni migratori e riformulazione dell idea stessa di famiglia; pluralismo relativista nella concezione del matrimonio; influenza dei media sulla cultura popolare nella comprensione delle nozze e della vita familiare; tendenze di pensiero sottese a proposte legislative che svalutano la permanenza e la fedeltà del patto matrimoniale; diffondersi del fenomeno delle madri surrogate (utero in affitto); nuove interpretazioni dei diritti umani. Ma soprattutto in ambito più strettamente ecclesiale, indebolimento o abbandono della fede nella sacramentalità del matrimonio e nel potere terapeutico della penitenza sacramentale. Da tutto questo si comprende quanto urgente sia che l attenzione dell episcopato mondiale cum et sub Petro si rivolga a queste sfide. Se ad esempio si pensa al solo fatto che nell attuale contesto molti ragazzi e giovani, nati da matrimoni irregolari, potranno non vedere mai i loro genitori accostarsi ai sacramenti, si comprende quanto urgenti siano le sfide poste all evangelizzazione dalla situazione attuale, peraltro diffusa in ogni parte del villaggio globale. Questa realtà ha una singolare rispondenza nella vasta accoglienza che sta avendo ai nostri giorni l insegnamento sulla misericordia divina e sulla tenerezza nei confronti delle persone ferite, nelle periferie geografiche ed esistenziali: le attese che ne conseguono circa le scelte pastorali riguardo alla famiglia sono amplissime. Una riflessione del Sinodo dei Vescovi su questi temi appare perciò tanto necessaria e urgente, quanto doverosa come espressione di carità dei Pastori nei confronti di quanti sono a loro affidati e dell intera famiglia umana. 23 Risposte ai quesiti del Questionario Le seguenti domande permettono alle Chiese particolari di partecipare attivamente alla preparazione del Sinodo Straordinario, che ha lo scopo di annunciare il Vangelo nelle sfide pastorali di oggi circa la famiglia. 1. Sulla diffusione della Sacra Scrittura e del Magistero della Chiesa riguardante la famiglia a) Qual è la reale conoscenza degli insegnamenti della Bibbia, della Gaudium et Spes, della Familiaris Consortio e di altri documenti del Magistero postconcilare sul valore della famiglia secondo la Chiesa Cattolica? Come i nostri fedeli vengono formati alla vita familiare secondo l insegnamento della Chiesa? - La lettura della Bibbia, unitamente alla meditazione della Parola di Dio, non è una prassi molto diffusa nelle nostre famiglie. Altrettanto dicasi sulla reale conoscenza dei documenti del Magistero post-conciliare, che parlano della famiglia come la via principale dell Evangelizzazione. La formazione dei fedeli alla vita familiare è effettuata per la stragante maggioranza principalmente nelle omelie e, solo in minima parte, nei gruppi famiglia di recente istituzione. Negli stessi organismi di partecipazione democratica alla vita pastorale della parrocchia, quelli che funzionano, la famiglia in quanto tale non è sempre rappresentata e spesso rimane relegata ai margini della vita parrocchiale. Una prova? Lo scarica barile dei genitori che delegano ad altri, in parrocchia, l educazione religiosa dei propri figli. Di conseguenza le parrocchie difficilmente potranno assumere le caratteristiche e il volto della Chiesa domestica. Sono poche le occasioni di iniziazione, per i nostri fedeli, alla vita che scaturisce dalla famiglia. Si sono quasi consolidati i corsi di iniziazione al matrimonio (più a livello foraniale che parrocchiale), ma occorrerebbe consolidare (mediante una proposta convincente) anche quelli che riguardano le tappe fondamentali della vita cristiana dei figli (Battesimo, Cresima, Prima Comunione, ecc.). Occorrerebbe incentivare nelle Diocesi le scuole per animatori di gruppi ecclesiali (fidanzati, giovani sposi, genitori, ecc.) e di centri d ascolto zonali. b) Dove l insegnamento della Chiesa è conosciuto, è integralmente accettato? Si verificano difficoltà nel metterlo in pratica? Quali? -Conosciuto non in modo approfondito. Sicuramente non è accettato integralmente. Difficilmente viene messo in pratica, perché poco interiorizzato per la difficoltà dell indissolubilità del matrimonio, la procreazione responsabile, il rispetto della vita, i rapporti prematrimoniali e quelli con persone dello stesso sesso. c) Come l insegnamento della Chiesa viene diffuso nel contesto dei programmi pastorali a livello nazionale, diocesano e parrocchiale? Quale catechesi si fa sulla famiglia? - L insegnamento della Chiesa non può essere contestualizzato solo nei programmi pastorali, che sono semplici linee d indirizzo. Piuttosto esso passa (sia pure in forma parziale, per insufficiente formazione degli stessi educatori ) attraverso le varie forme di aggregazione laicale (associazioni, movimenti e gruppi ecclesiali, secondo la molteplicità di carismi e ministeri). d) In quale misura e in particolari su quali aspetti tale insegnamento è realmente conosciuto, accettato, rifiutato e/o criticato in ambienti extra ecclesiali? Quali sono i fattori culturali che ostacolano la piena ricezione dell insegnamento della Chiesa sulla famiglia? - In ambienti extra-ecclesiali, l insegnamento non è accettato per il relativismo etico che incombe a livello culturale e per la radicalità dell insegnamento evangelico che viene giudicato troppo rigido. Con Papa Francesco molto probabilmente cambieranno queste %, perché viene 34 presentata una Chiesa più misericordiosa e vicina ai poveri, ai cosiddetti ultimi. Ostacoli alla reale diffusione dell insegnamento della Chiesa: la poca testimonianza. 2. Sul matrimonio secondo la legge naturale a) Quale posto occupa il concetto di legge naturale nella cultura civile, sia a livello istituzionale, educativo e accademico, sia a livello popolare? Quali visioni dell antropologia sono sottese a questo dibattito sul fondamento naturale della famiglia? - La legge naturale così come è intesa nella visione antropologica cattolica, unità sostanziale spirito-corpo e unione uomo-donna nel matrimonio che scaturisce dal bisogno di reciprocità e nel dono di sé, occupa un posto molto lontano nella cultura di oggi, a tutti i livelli. Oggi prevale la cultura dell isolamento (che è esattamente opposta a quella della relazione), dell arrivismo e dell interesse esclusivamente personale, del do ut des. In poche parole, l uomo/la donna, oggi, sta facendo di tutto per costruire un futuro meno umano che va tendenzialmente verso la cultura del genere, verso l eliminazione delle differenze naturali biologiche-psichiche e, quindi, verso l eliminazione della specie umana a favore della specie robotizzata (magari ultraintelligente) che evoca scenari fantascientifici che un po ci spaventano. Se prevarrà questa visione antropologica la famiglia naturale, basata sull unione uomo-donna, non avrà più posto nel futuro dell uomo. b) Il concetto di legge naturale in relazione all unione tra l uomo e la donna è comunemente accettato in quanto tale da parte dei battezzati in generale? - Dipende: per i battezzati praticanti, certamente sì; per quelli non praticanti si avvertono dubbi. c) Come viene contestata nella prassi e nella teoria la legge naturale sull unione tra l uomo e la donna in vista della formazione di una famiglia? Come viene proposta e approfondita negli organismi civili ed ecclesiali? - La contestazione nasce dal fatto che la legge naturale sull unione uomo-donna in vista della formazione della famiglia non può più essere oggi secondo l opinione di molti, l unico modello assoluto rappresentativo di tutto il genere umano. Ci sono altre categorie di unioni formate da persone, in passato costrette a nascondersi per colpa della non accettabilità sociale, che ora gridano di venire alla luce del sole e di essere rispettate nella loro dignità per vivere una dimensione dell amore (però quello con la A maiuscola) in una modalità diversa (non per questo condannabile): ciò presuppone che ogni individuo possa essere libero di fare, secondo coscienza, le proprie scelte se queste sono orientate alla propria crescita umana e spirituale senza danneggiare moralmente nessuno. Anche l unione uomo-donna può degenerare se non vissuta nell ottica della indissolubilità, della procreazione, della fedeltà, del rispetto reciproco, della totale donazione di sé. Però una cosa va detta a chiare lettere: una coppia cosiddetta di fatto non può né deve essere riconosciuta come famiglia, anche se occorre riconoscere e salvaguardare i diritti civili alle singole persone che ne fanno parte. d) Se richiedono la celebrazione del matrimonio battezzati non praticanti o che si dichiarino non credenti, come affrontare le sfide pastorali che ne conseguono? - I Sacramenti non sono caramelle. Sono doni spirituali che vengono elargiti a battezzati praticanti o non praticanti, perché possano crescere nella fede in vista della salvezza eterna. La Grazia santificante agirà comunque in una coppia credente-non credente che si sposa in Chiesa, purché il/la non credente nei confronti della/del credente e di fronte alla propria comunità possa cementare il patto d amore fondato sulla roccia (non sulla sabbia), cioè sui famosi principi non negoziabili : indissolubilità, procreazione, fedeltà, rispetto reciproco, totale donazione di sé. Il principio è: le inclinazioni sia di ordine biologico-psichico sia di ordine 45 spirituale sono già inscritte nella persona umana in quanto uomo-donna. La celebrazione del matrimonio ai lontani dovrebbe diventare opportunità di catechesi e di riavvicinamento. 3. La pastorale della famiglia nel contesto dell evangelizzazione a) Quali sono le esperienze nate negli ultimi decenni in ordine alla preparazione al matrimonio? Come si è cercato di stimolare il compito di evangelizzazione degli sposi e della famiglia? Come promuovere la coscienza della famiglia come Chiesa domestica? - Sicuramente, negli ultimi decenni, gli itinerari di preparazione immediata o prossima al matrimonio hanno reso più consapevole la scelta delle coppie di sposarsi in Chiesa. Vanno incentivati e incoraggiati anche gli itinerari di preparazione remota al matrimonio per quei giovani non ancora fidanzati o appena fidanzati. Questo perché molti errori che si manifestano già in età adolescenziale (cattiva educazione sessuale, preparazione religiosa approssimata, ecc.), se non corretti subito, possono in seguito emergere e manifestarsi come elementi di disturbo per l armonia della futura coppia. Un occhio di riguardo ai giovani sposi, di cui spesso si perdono le tracce dopo la bella celebrazione del loro matrimonio: occorre proporre loro degli itinerari di preparazione alla genitorialità (naturale o adottiva che sia) e alla vita di famiglia. In tal modo, le famiglie evangelizzano altre famiglie già con la semplice testimonianza, prima di un eventuale impegno di servizio pastorale. La famiglia prenderà coscienza di essere, in piccolo, una Chiesa domestica nella misura in cui essa è capace di rivivere nel proprio nucleo la bellezza della fede, pregando insieme in alcuni momenti della giornata e partecipando insieme alla celebrazione eucaristica domenicale. b) Si è riusciti a proporre stili di preghiera in famiglia che riescano a resistere alla complessità della vita e della cultura attuale? - L educazione alla preghiera in famiglia deve iniziare fin dalla più tenera età dei figli, per evitare che poi la persona, per esigenze di tempo (studio, lavoro, pratica sportiva, impegni sociali o extra-ecclesiali, internet), perda questo bisogno di rivolgersi a Dio. In quelle case abitate da genitori cattolici praticanti, questa abitudine resiste ancora, anche se contrastata dalle molteplici distrazioni di oggi. c) Nell attuale situazione di crisi tra le generazioni, come le famiglie cristiane hanno saputo realizzare la propria vocazione di trasmissione della fede? - La trasmissione della fede non è più un fatto ovvio per i genitori cristiani così come avveniva un tempo. Purtroppo per la molteplicità delle persone la dimensione religiosa non è un fatto rilevante della vita per cui si delega ad altri questo compito. d) In che modo le Chiese locali e i movimenti di spiritualità familiare hanno saputo creare percorsi esemplari? - Solo in quei casi dove coppie e presbiteri hanno creduto nell efficacia della Pastorale Familiare e hanno saputo collaborare, insieme, anche mettendo in conto eventuali reciproche correzioni fraterne. La costituzione dei gruppi famiglia, unitamente alla necessaria formazione di coppie animatrici, è sicuramente una carta vincente per la crescita a dimensione familiare di una parrocchia. e) Qual è l apporto specifico che coppie e famiglie sono riuscite a dare in ordine alla diffusione di una visione integrale della coppia e della famiglia cristiana credibile oggi? - L apporto specifico di coppie e famiglie passa sempre attraverso la propria testimonianza di vita e di fede. 56 f) Quale attenzione pastorale la Chiesa ha mostrato per sostenere il cammino delle coppie in formazione e delle coppie in crisi? - La preparazione immediata e prossima dei fidanzati al matrimonio nelle zone foraniali e in alcune parrocchie, esperienze di cammini per gruppi famiglia in alcune parrocchie, la preparazione al Battesimo per giovani sposi in molte realtà parrocchiali, incontri formativi mensili per coniugi impegnati a vari livelli nella Pastorale Familiare, esperienze di missione popolare in alcune realtà foraniali attraverso i centri di ascolto nelle famiglie. Il dialogo personale del parroco con la coppia in formazione o in crisi. 4. Sulla pastorale per far fronte ad alcune situazioni matrimoniali difficili a) La convivenza ad experimentum è una realtà pastorale rilevante nella Chiesa particolare? In quale percentuale si potrebbe stimare numericamente? - Sì, anche se non rilevante. Approssimativamente il 15-20%. b) Esistono unioni libere di fatto, senza riconoscimento né religioso né civile? Vi sono dati statistici affidabili? - Sì, ma non ci sono dati statistici affidabili. c) I separati e i divorziati risposati sono una realtà pastorale rilevante nella Chiesa particolare? In quale percentuale si potrebbe stimare numericamente? Come si fa fronte a questa realtà attraverso programmi pastorali adatti? - Sono una realtà in forte crescita. Si stima intorno al 20-30%. Più che programmi pastorali adatti, occorrerebbe almeno che la Chiesa locale manifestasse, nei confronti di queste persone, accoglienza, misericordia, vicinanza, amicizia, affetto. d) In tutti questi casi: come vivono i battezzati la loro irregolarità? Ne sono consapevoli? Manifestano semplicemente indifferenza? Si sentono emarginati e vivono con sofferenza l impossibilità di ricevere i sacramenti? - Si sentono emarginati. I battezzati che hanno a cuore un cammino di fede, vivono con sofferenza la loro irregolarità, soprattutto per l impossibilità di accostarsi ai sacramenti della Riconciliazione e dell Eucaristia. e) Quali sono le richieste che le persone divorziate e risposate rivolgono alla Chiesa a proposito dei sacramenti dell Eucaristia e della Riconciliazione? Tra le persone che si trovano in queste situazioni, quante chiedono questi sacramenti? - Il fatto di non essere consapevoli della loro irregolarità porta, di conseguenza, a non accettare il divieto della Chiesa alla Grazia sacramentale. f) Lo snellimento della prassi canonica in ordine al riconoscimento della dichiarazione di nullità del vincolo matrimoniale potrebbe offrire un reale contributo positivo alla soluzione delle problematiche delle persone coinvolte? Se sì, in quali forme? - Se si adducono motivazioni serie e sincere si contribuirebbe senz altro a creare un clima meno conflittuale e più sereno tra le persone coinvolte. g) Esiste una pastorale per venire incontro a questi casi? Come si svolge tale attività pastorale? Esistono programmi al riguardo a livello nazionale e diocesano? Come viene annunciata a separati e divorziati risposati la misericordia di Dio e come viene messo in atto il sostegno della Chiesa al loro cammino di fede? - Sarebbe necessario, in questi casi, avere come punto di riferimento un Consultorio diocesano d Ispirazione Cristiana, che possa fornire aiuto ed assistenza qualificata alle persone coinvolte. 67 Va ripensata una pastorale specifica che metta in atto, tramite persone competenti, cammini di fede adatti a queste situazioni difficili. 5. Sulle unioni di persone dello stesso sesso a) Esiste nel vostro paese una legge civile di riconoscimento delle unioni di persone dello stesso sesso equiparate in qualche modo al matrimonio? - In Italia non esiste un tale legge. b) Quale è l atteggiamento delle Chiese particolari e locali sia di fronte allo Stato civile promotore di unioni civili tra persone dello stesso sesso, sia di fronte alle persone coinvolte in questo tipo di unione? - Un atteggiamento molto critico nei confronti dello Stato civile che promuove questo tipo di unioni e, nello stesso tempo, un atteggiamento fermo e rigoroso ma misericordioso nei confronti delle persone coinvolte. c) Quale attenzione pastorale è possibile avere nei confronti delle persone che hanno scelto di vivere secondo questo tipo di unioni? - Dialogo nella fede ed assistenza spirituale, ma la chiara non condivisione di tale scelta operata che rimane contraria all etica cattolica. d) Nel caso di unioni di persone dello stesso sesso che abbiano adottato bambini come comportarsi pastoralmente in vista della trasmissione della fede? - Là dove ci sono, solo la comunità può trovare vari modi di attenzione verso questi bambini adottati con gesti di assistenza e di accompagnamento alla fede. 6. Sull educazione dei figli in seno alle situazioni di matrimoni irregolari a) Qual è in questi casi la proporzione stimata di bambini e adolescenti in relazione ai bambini nati e cresciuti in famiglie regolarmente costituite? - Non si hanno dati sufficienti di attendibilità statistica. (30%?) b) Con quale atteggiamento i genitori si rivolgono alla Chiesa? Che cosa chiedono? Solo i sacramenti o anche la catechesi e l insegnamento in generale della religione? - Con l atteggiamento di pretesa di avere dalla Chiesa, in termini di servizi ecclesiali quali l educazione religiosa dei propri figli, più che di dare in termini di disponibilità propria a servire la Chiesa per la propria crescita e quella dei propri figli. c) Come le Chiese particolari vanno incontro alla necessità dei genitori di questi bambini di offrire un educazione cristiana ai propri figli? - Occorre combattere la cattiva abitudine (abbastanza tollerata purtroppo da molti ambienti parrocchiali) di considerare la parrocchia una scarica barile, dove molti genitori depositano i loro figli come se fossero pacchi postali, senza lasciarsi coinvolgere in prima persona in iniziative di formazione e di servizio. La mentalità della delega non aiuta a crescere né i figli né chi li ha generati (che si fa fatica a chiamarli genitori per il fatto di generare solo carne umana). d) Come si svolge la pratica sacramentale in questi casi: la preparazione, l amministrazione del sacramento e l accompagnamento? - In alcune parrocchie ci sono fortunatamente iniziative di coinvolgimento diretto dei genitori nella pratica sacramentale dei propri figli, una prassi pastorale che dovrebbe avere carattere di normalità e non di eccezionalità. 78 7. Sull apertura degli sposi alla vita a) Qual è la reale conoscenza che i cristiani hanno della dottrina della Humanae vitae sulla paternità responsabile? Quale coscienza si ha della valutazione morale dei differenti metodi di regolazione delle nascite? Quali approfondimenti potrebbero essere suggeriti in materia dal punto di vista pastorale? - Scarsa conoscenza della dottrina raccomandata dalla Humanae Vitae sulla maternità-paternità responsabile, scarsa conoscenza dei metodi naturali di regolazione delle nascite. Sono ancora insufficienti, nei nostri ambienti ecclesiali, percorsi specifici ed esperti preparati che affrontano queste tematiche, da proporre soprattutto ai giovani. Gli Uffici diocesani dovrebbero interagire più frequentemente e sinergicamente per un azione formativa comune, da proporre ed offrire a questi giovani ai fini della loro crescita umana e spirituale. b) È accettata tale dottrina morale? Quali sono gli aspetti più problematici che rendono difficoltosa l accettazione nella grande maggioranza delle coppie? - E accettata, ma difficilmente seguita (anche dagli stessi praticanti). Il motivo? Il sesso viene concepito, il più delle volte, in modo distorto e presentato alle coppie sposate come occasione solo di piacere e, quindi, di peccato. Anche questo sembra essere una fobia che, spesso, determina nelle coppie sposate profonde lacerazioni e squilibri individuali e relazionali. Certo, tutti gli abusi vanno condannati. Ma occorre mettere in risalto i veri aspetti positivi della sessualità che, unitamente a quelli della spiritualità, servono alla crescita integrale della persona. c) Quali metodi naturali vengono promossi da parte delle Chiese particolari per aiutare i coniugi a mettere in pratica la dottrina dell Humanae vitae? - Il metodo Billings (unitamente al sintotermico), anche se spesso presentato come mezzo di regolazione delle nascite più che come occasione di conoscenza del proprio corpo, a partire dalla fascia di età adolescente-giovane. Cosicché gli interventi educativi arrivano quando ormai è già troppo tardi per intervenire, perché certe cattive abitudini mettono profonde radici che difficilmente potranno essere poi sradicate. d) Qual è l esperienza riguardo a questo tema nella prassi del sacramento della penitenza e nella partecipazione all eucaristia? - Occorrerebbe, innanzitutto, preparare i futuri sacerdoti a questi argomenti, sotto l aspetto non solo teologico ma anche antropologico, per poter poi trasmettere su questi temi ai giovani di oggi, durante le Confessioni o i colloqui spirituali, il pensiero integrale della Chiesa misericordiosa nell era odierna. e) Quali contrasti si evidenziano tra la dottrina della Chiesa e l educazione civile al riguardo? - I contrasti profondi si rilevano soprattutto nel campo della sessualità coniugale e dei vari problemi annessi e connessi. f) Come promuovere una mentalità maggiormente aperta alla natalità? Come favorire la crescita delle nascite? - Una politica attenta alla famiglia e una legislazione capace di sostenerla, dal punto di vista economico e occupazionale, può certamente favorire un apertura alla natalità e, quindi, una maggiore generosità nel procreare, tutto a vantaggio del comune bene sociale. Anche la Chiesa deve fare la sua parte proponendo dei percorsi formativi delle coppie sulla maternità-paternità responsabile nell ambito della catechesi dei giovani sposi. 89 8. Sul rapporto tra la famiglia e persona a) Gesù Cristo rivela il mistero e la vocazione dell uomo: la famiglia è un luogo privilegiato perché questo avvenga? - Certamente la famiglia è considerata la culla delle vocazioni, il luogo primario dove far germogliare il SI di Maria e di Giuseppe. Se quel SI, che ha cambiato il mondo, lo ripetono solo i preti e non anche le coppie uomo-donna, difficilmente la famiglia può avere futuro nel progetto della salvezza di Dio. b) Quali situazioni critiche della famiglia nel mondo odierno possono diventare un ostacolo all incontro della persona con Cristo? - Criticità: mancanza di apertura di molte famiglie verso altre famiglie, scarsa attitudine alla relazione determinata dalla paura dell altro o dal timore di sporcarsi le mani, cattivo uso o abuso che si fa dei mezzi moderni di comunicazione (internet, telefonia mobile, marketing di mercato, ecc.). c) In quale misura le crisi di fede che le persone possono attraversare incidono nella vita familiare? - Moltissimo. Ma alla crisi di fede, oggi, si aggiunge una diffusa crisi di etica e di democrazia in tutti gli ambienti di vita. 9. Altre sfide e proposte Ci sono altre sfide e proposte riguardo ai temi trattati in questo questionario, avvertite come urgenti o utili da parte dei destinatari? -Alcune proposte emerse dai questionari: 1) Una formazione cattolica perenne sia dogmaticateologica, sia morale; a cui si potrebbe aggiungere la sfida di un futuro socialmente sostenibile. - Alcune sfide incombenti: 1) Mass media manipolatori di vera informazione: le telenovelas con contenuti contro la famiglia cristiana; programmi contro la famiglia; sfide nate dalla proposta contraria alla visione cristiana; la facile separazione e annullamento. 910 PARROCCHIE CHE HANNO CONTRIBUITO AL QUESTIONARIO DIOCESANO 1. S. ANDREA AP. AMALFI 2. S.ADIUTORE CAVA DE TIRRENI 3. UNITA PASTORALE LONE PASTENA POGEROLA DI AMALFI 4. S.MARIA a MARE MAIORI 5. SAN PIETRO AP. CETARA 6. Ss. LORENZO e CATERINA- SCALA 7. Ss. ANNUNZIATA in S. LAZZARO di AGEROLA 8. PARROCCHIE di MINORI 9. S. GIOVANNI VIETRI 10. SAN VITO CAVA DE TIRRENI 10 Documenti analoghi
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