Source: https://www.brocardi.it/codice-civile/libro-quarto/titolo-v/capo-iii/art2016.html
Timestamp: 2019-11-15 20:12:13+00:00

Document:
Art. 2016 codice civile - Procedura d'ammortamento - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice civile > LIBRO QUARTO - Delle obbligazioni > Titolo V - Dei titoli di credito > Capo III - Dei titoli all'ordine > Articolo 2016
Articolo 2016 Codice civile
Dispositivo dell'art. 2016 Codice civile
In caso di smarrimento, sottrazione o distruzione del titolo, il possessore (1) può farne denunzia (2) al debitore e chiedere l'ammortamento del titolo con ricorso al presidente del tribunale del luogo in cui il titolo è pagabile (3).
Il ricorso deve indicare i requisiti essenziali del titolo e, se si tratta di titolo in bianco [2009, 2011 2], quelli sufficienti a identificarlo.
Il presidente del tribunale, premessi gli opportuni accertamenti sulla verità dei fatti e sul diritto del possessore (4), pronunzia con decreto l'ammortamento e autorizza il pagamento del titolo dopo trenta giorni dalla data di pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, purché nel frattempo non sia fatta opposizione dal detentore. Se alla data della pubblicazione il titolo non è ancora scaduto, il termine per il pagamento decorre dalla data della scadenza.
Nonostante la denunzia, il pagamento fatto al detentore prima della notificazione del decreto libera il debitore [89 l.camb.; 69 l.ass.].
(1) Cioè colui che lamenta lo smarrimento, la sottrazione ad opera di terzi o la distruzione del titolo.
(2) La denuncia al debitore può essere fatta con qualsiasi forma. Inoltre, essa costituisce solo una facoltà del possessore pertanto se questi omette di provvedervi non può essergli addebitata alcuna responsabilità a titolo contrattuale nel caso in cui dalla circolazione del titolo derivi un danno al debitore.
(3) Ad esempio, il luogo in cui vi è una filiale della banca che ha emesso l'assegno bancario. A differenza della denuncia al debitore, che è libera, al tribunale deve essere presentato un ricorso, secondo la relativa disciplina (125 c.p.c.).
(4) Il tribunale svolge un accertamento sia in fatto, verificando che il titolo sia stato, effettivamente, smarrito, sottratto o distrutto, che in diritto, in ordine alla legittimazione del denunciante.
La procedura di ammortamento è volta a bilanciare due opposte esigenze, da un lato quella di colui che ha perso il possesso ad ottenere un titolo equivalente al fine di esercitare il relativo diritto o farlo ulteriormente circolare, dall'altro quella di garantire la certezza dei traffici, in particolare dalla possibilità che circoli un titolo invalido e che i terzi debitori, confidando nella sua validità, adempiano.
Si noti che l'ultimo comma è dettato al fine di garantire la certezza dei traffici giuridici visto che fino al momento in cui il tribunale non decide, con certezza, l'ammortamento il debitore è liberato anche se paga al detentore.
Spiegazione dell'art. 2016 Codice civile
La c.d. procedura di ammortamento di titolo all’ordine (richiami): a) presupposti
La c.d. procedura di ammortamento di titolo all’ordine è essenzialmente conforme alla c.d. procedura di ammortamento della cambiale (artt. 89 e segg. Legge Camb.), e, come si è già detto, si risolve in una forma speciale di processo per pubblici proclami, che, nei casi di smarrimento, sottrazione o distruzione di tale titolo, comporta il suo annullamento e dei relativi diritti cartolari, sia la concessione di un duplicato ed il pagamento a favore del richiedente (artt.2016 e 2019).
a) Dunque presupposti di tale procedura sono lo smarrimento o la sottrazione o distruzione di un titolo all’ordine (art. 2016, comma 1), concetti giuridici già determinati sopra.
b) Soggetto attivo del diritto all’ammortamento
D'altra parte, soggetto attivo del diritto all'ammortamento, e del rap­porto correlativo, — è il possessore (qualificato) del titolo all ordine, il quale [possessore] sia stato vittima dello smarrimento, o della sottrazione, della distruzione (art. 2016, 1 comma); e può essere anche il giratari per masso o a titolo di pegno, come quello che è attivamente legittimato all'e­sercizio dei diritti cartolari . Infine, si insegna esattamente, in materia cambiaria, e tale opinione è applicabile anche in materia di titoli all'ordine in generale, — che « la procedura di ammorta­mento può essere messa in moto altresì da chi aveva il diritto ad avere il pos­sesso anche senza averlo avuto materialmente, e, quindi, dal prenditore o dal giratario designato, ma che non abbia ancora il possesso del titolo smarrito, sottratto o distrutto ».
c) Denuncia al debitore dello smarrimento, della sottrazione o della distruzione del titolo
A tenore dell'art. 2016, 1 comma cit., « in caso di smarrimento, sottrazione o distruzione del titolo, il possessore pub farne denunzia al debitore »; ma l'esercizio di tale facoltà, che non è, evidentemente, subordinato ad al­cuna formalità, non importa che un « semplice e non necessario avvertimento ». Tanto è ciò vero che l'ultimo comma dello stesso art. 2016, dispone ca­tegoricamente che « non ostante la denunzia, il pagamento fatto al detentore prima della notificazione del decreto [del Presidente del Tribunale] libera il debitore ».
Tuttavia, quest'ultima norma dev'essere collegata e coordinata coi precedenti artt. 1992 e 2008, per cui il pagamento, per essere valido, deve essere fatto al possessore qualificato del titolo, ed altresì «senza dolo o colpa grave».
Onde la medesima norma [art. 2016, ult. comma], come il corrispon­dente art. 8g, uit. comma Legge camb., «significa soltanto questo: che un pagamento che sia valido, ossia liberatorio, a norma di legge, tale rimane se fatto prima della notificazione del decreto di ammortamento, ancorchè chi paga avesse ricevuto notizia della denuncia della perdita del titolo e della presentazione di un ricorso per l'ammortamento, perchè tale conoscenza non basta, da sola, a costituirlo nè in dolo, nè in colpa grave ».
d) Ricorso al Presidente del Tribunale
Il possessore qualificato del titolo all'ordine smarrito, sottratto o distrutto, — mentre, nel suo interesse, ha, come si è rilevato testè (n. 3), —la facoltà di denunzia al debitore, — per conseguire l'ammortamento, ha il in cui arre di domandarlo, «con ricorso al Presidente del Tribunale del luogo il titolo è pagabile» (art. 2016, 1 comma cit.).
Tale ricorso deve contenere gli elementi necessari e sufficienti per la identificazione del titolo ammortizzando, cioè, di regola, « deve indicare i requisiti essenziali del titolo» (art. 2016, 2 comma). Se si tratta di titolo in bianco, presuppone il medesimo criterio di massima sopra formulato, ma, non potendo stabilire a priori gli elementi di identificazione, si limita a statuire che il ricorrente indichi i requisiti del titolo « sufficienti a identificarlo » (art. 2016, 2 comma cit.).
Decreto di pronuncia dell’ammortamento
Il Presidente del Tribunale investito della procedura di ammor­tamento deve premettere alla sua pronuncia gli opportuni accertamenti sulla verità dei fatti e sul diritto del possessore» (art. 2016, 3 comma); — accertamenti che sono necessariamente sommarii, ed in cui i documenti prodotti e le altre prove offerte dal ricorrente potranno eventualmente essere integrate da informazioni assunte d'ufficio.
Se il risultato di tali accertamenti è positivo, ossia favorevole alla istanza del ricorrente; — il Presidente del Tribunale pronunzia con decreto l'ammor­tamento e autorizza il pagamento del titolo dopo trenta giorni dalla data di pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale, purchè nel frattempo non sia fatta opposizione dal detentore. Se alla data della pubblicazione il titolo non è ancora scaduto, il termine per il pagamento decorre dalla data della scadenza. Il decreto deve essere notificato al debitore e pubblicato nella Gaz­zetta Ufficiale a cura del ricorrente» (art. 2016, 30 e 40 comma).
f) Decreto di rigetto istanza del ricorrente
Se il risultato dei detti accertamenti, invece, è negativo, ossia sfavorevole alla istanza del ricorrente, — il Presidente del Tribunale emette decreto di rigetto della medesima, istanza.
Massime relative all'art. 2016 Codice civile
Cass. civ. n. 20469/2008
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 20469 del 25 luglio 2008)
Cass. civ. n. 4870/2006
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 4870 del 7 marzo 2006)
Cass. civ. n. 13513/2002
Ai sensi degli artt. 2016 c.c., 82 (Recte: 89 - N.d.R.) e 102 del R.D. 14 dicembre 1933, n. 1669, legittimato a promuovere la procedura di ammortamento di una cambiale o di un vaglia cambiario è il titolare del credito cartolare, in base al negozio di emissione o di trasmissione, che abbia perso il possesso del titolo, e, quindi, la legittimazione all'esercizio di quel credito, a seguito di smarrimento, sottrazione o distruzione. Pertanto, il trattario della cambiale e l'emittente del vaglia cambiario, così come non sono abilitati a proporre opposizione al decreto di ammortamento (promuovibile solo dal detentore del titolo, a norma degli artt. 2017 c.c. e 90 del R.D. n. 1669 del 1933), sono privi di legittimazione a richiedere il decreto stesso, ancorché abbiano perso il titolo dopo esserne venuti in possesso a seguito di pagamento del debito.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 13513 del 16 settembre 2002)
Cass. civ. n. 3027/1995
In caso di smarrimento di un assegno bancario dopo la girata per l'incasso fatta ad una banca dall'intestatario dell'assegno, grava su quest'ultimo, e non sul traente, l'onere di richiedere l'ammortamento del titolo, che costituisce l'unico strumento che garantisce il traente dal non restare esposto ad una richiesta di pagamento a seguito della presentazione, sia pure tardiva, dell'assegno da parte di un terzo in buona fede.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 3027 del 15 marzo 1995)
Cass. civ. n. 5744/1993
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 5744 del 20 maggio 1993)
Cass. civ. n. 9686/1992
Nel caso di smarrimento di assegno di conto corrente, denunciato dal titolare del conto, l'isttuto di credito che, nella sua qualità di trattario e mandatario, ha pagato l'assegno bancario al possessore, è liberato sinché non viene data la prova della sua malafede e colpa grave, secondo un principio desumibile dell'art. 69 del R.D. 21 dicembre 1933, n. 1736 e dal combinato disposto degli artt. 1176, 1856, 1703, 1710 e 1992 c.c.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 9686 del 20 agosto 1992)
Cass. civ. n. 4195/1982
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 4195 del 17 luglio 1982)
Cass. civ. n. 1435/1974
L'opposizione al decreto di ammortamento cambiario può essere proposta solo dal detentore del titolo. Pertanto, non vi è legittimato l'emittente della cambiale che non abbia detta qualità.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 1435 del 17 maggio 1974)
Cass. civ. n. 1782/1968
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 1782 del 10 giugno 1968)
Cass. civ. n. 1046/1968
Poiché l'opposizione al decreto di ammortamento tende a far risolvere la questione se il documento (e quindi la legittimazione) spetti all'opponente oppure al convenuto, la struttura del relativo giudizio corrisponde in sostanza — sia pure previa inversione della posizione processuale dei soggetti — a quella di un normale giudizio di rivendicazione nel quale — com'è noto (ex art. 948 c.c.) — costituisce presupposto essenziale che il convenuto sia possessore o detentore della cosa. I contraddittori del procedimento di ammortamento sono, da una parte, il titolare del credito non possessore, vale a dire colui che, essendo creditore in base al negozio di emissione o di trasmissione del titolo, abbia perduto la legittimazione (intesa come la situazione giuridica che opera a vantaggio del possessore del titolo nei confronti del debitore per il solo fatto del possesso secondo la legge di circolazione), e, dall'altra, il possessore non titolare, ossia colui che, pur non essendo creditore in base al negozio di emissione o di trasmissione del precedente titolare, si trovi tuttavia munito della legittimazione ossia nel possesso del titolo in conformità, beninteso, delle norme che ne disciplinano la circolazione e, quindi — trattandosi di titoli all'ordine — in base ad una serie continua di girate, anche se l'ultima sia in bianco.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 1046 del 6 aprile 1968)
Cass. civ. n. 1115/1952
Il termine di quindici giorni — indicato nell'art. 69 (secondo capoverso) del R.D. 21 dicembre 1933, n. 1736 per l'opposizione del detentore dell'assegno bancario alla richiesta di ammortamento — è perentorio e, come tale, non è suscettibile di proroga da parte del giudice. Un termine può essere dichiarato perentorio anche senza l'uso di formule sacramentali, qualora la dichiarazione di perentorietà possa essere univocamente dedotta dalla natura del termine stesso posta in relazione con lo scopo che tale termine persegue, con la funzione che esso è destinato ad assolvere e con gli effetti collegati alla sua osservanza. E quando tali statuizioni non siano state rettificate o riformate nei modi ammessi dalla legge. In applicazione di tale principio, resta valida l'opposizione all'ammortamento di un assegno bancario, proposta dopo la scadenza del termine perentorio di quindici giorni, previsto dall'art. 69 del R.D. 21 dicembre 1933, n. 1736; qualora il pretore, nell'emettere il relativo decreto, abbia erroneamente fissato il termine di trenta giorni, uniformandosi alle indicazioni contenute nel ricorso introduttivo della procedura di ammortamento.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 1115 del 23 aprile 1952)
Autore: Baraldi Mario
Categorie: Diritto societario, Titoli di credito
La monografia si occupa dei warrants o buoni di opzione, esaminandone la funzione, la qualificazione giuridica e la disciplina. In particolare, viene esposta la duplice natura del warrant come contratto e come titolo di credito. Dopo aver tracciato una ricostruzione storica e comparata, il libro si concentra in un’indagine sulla natura aleatoria o meno del contratto sotteso al warrant e sui mezzi di tutela a disposizione dei titolari dei warrants in pendenza del termine per... (continua)
Introduzione al diritto dei titoli di credito....
Introduzione al diritto dei titoli di credito. Documenti circolanti, circolazione internediata e password
Collana: Trittico giuridico. Sez. introduzioni

References: Articolo 2016

Articolo 2016
 art. 2016
 art. 8

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 art. 948
 sentenza 

Cass. 
 sentenza