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Timestamp: 2018-01-18 02:04:40+00:00

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Pubblicato: Martedì, 09 Dicembre 2014 00:04 | Scritto da Nicola Scipione | | | Visite: 2244
TESTO DELLA LETTERA RAI A CHI NON E' ABBONATO
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PESCARA, 30 ottobre 2014
Oggetto: Canone TV
Facciomo riferimento olle nostre precedenti comunicozioni per ricordorle che a tutt'oggi non è Pervenufo olcuno rìsposta utile alla chiusura della Sua pratica, né risulta da Lei stipuloto un obbonomenlo qllo televìsione.
Le confermiomo pertonto che l'Amministrozione Finanziorio dello Stoto procederà ogli occertomenti previsîi dalla legge a corico dei detentori di apparecchi otti od adattabili ollo ricezione deì progrommi lelevisivi non obbonqti (ort. 1 R D.L. 246/1938 e art. 27 L 223 / 1990 ).
Per evifore il pogomenlo delle sonzroni conseguenti l'occertomenlo,(ort 9 DPR 26/10/1972 n.ó41 e ort l9 comma 3 DLgs n ,473 del l8/12/19971, è indispensobile che Lei prowedo o versore l'importo di Euro 106,42 dovuto per il perrodo febbroio – dicembre 2014, utilizzondo il bollettino di conto corrente ollegato {per informozioni sugli qbbonomenli Tv, consullore Televideo RAI dollo pagina 380 ed il sito internet www obbonomenti roi it, dov'è onche presenle l'elenco delle trpologie dr opporecchi otti od odottobili come riporloto - o fitolo esemplifrcotivo - nello noto Interprelotivo del Minisfero dello Sviluppo Economico - Diporlimenlo per le Cornunrcazioni prot 12991 del 22 2.2Ol2l
Cordiali soluti . RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA
Direzione Conone
ILDìrettore
Si avverte che i riferimenti al testo ufficiale in vigore del RDL 246/1938 è quello pubblicato sul sito ADUC : Associazione per i diritti degli utenti e consumatori perché non siamo riusciti a trovare la relativa Gazzetta Ufficiale.
Vediamo , allora, cosa dicono i testi normativi citati nella lettera per convincere il destinatario a pagare senza neanche la stipula di abbonamento, presupponendo che lo stesso possieda un televisore.
Prima norma :
Regio Decreto Legge 246/ 1938 , Disciplina degli abbonamenti alle radioaudizioni.
Art. 1 ""Dell'abbonamento alle radioaudizioni"
"" Chiunque detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento del canone di abbonamento, giusta le norme di cui al presente decreto.
La presenza di un impianto aereo atto alla captazione o trasmissione di onde elettriche o di un dispositivo idoneo a sostituire l'impianto aereo, ovvero di linee interne per il funzionamento di apparecchi radioelettrici, fa presumere la detenzione o l'utenza di un apparecchio radioricevente""
COMMENTO: Si tratta dunque di una norma che regolamentava il servizio delle trasmissioni radio : la TV non c'era ancora. Dal 1938 ad oggi né i nostri governanti , né la magistratura, né, ancora peggio, la gestione della RAI S.P.A, sono stati capaci di adeguare il testo fascista all' evoluzione socio-culturale. del popolo.
Seconda norma : Art.27 - L 223 / 1990 – (Norme sul canone di abbonamento)
1."" A decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di entrata in vigore della presente legge e' soppresso il canone di abbonamento suppletivo dovuto dai detentori di apparecchi atti o adattabili alla ricezione di trasmissioni televisive a colori previsto dall'articolo 15, quarto comma, della legge 14 aprile 1975,n. 103.
2. Il pagamento del canone di abbonamento alla televisione consente la detenzione di uno o più apparecchi televisivi ad uso privato da parte dello stesso soggetto nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora""
COMMENTO : E' chiaro ed evidente che il testo si riferisce, ovviamente, al canone previsto dal RD.L.1938. Non si tratta, dunque , di un nuovo "obbligo" che modifica il testo del 1938 . Questo, infatti, è ancora in vigore con tutti i suoi articoli originali, modificati o abrogati. Non si capisce allora perché la RAI non informa con la stessa lettera che l' eventuale abbonamento si può disdire ai sensi dell' art. 10 del Regio Decreto 1938 e che in caso di disdetta regolamentare ex art. 10, la "punizione" è ancora quella dell' "insaccamento " con sigillo. Questa pratica, però non si può adottare perché sarebbe non solo non rispettosa della nostra Costituzione, ma anche trasgressiva della normativa europea in merito alla diffusione culturale che non consente l' impedimento a seguire la visione dei programmi europei .
Terza norma :Art. 9 D.P.R. 26 /10/1972, n. 641.
.""Chi esercita un'attività per la quale è necessario un atto soggetto a tassa sulle concessioni governative senza aver ottenuto l'atto stesso o assolta la relativa tassa è punito con la sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento della tassa medesima e, in ogni caso, non inferiore a lire duecentomila. Il pubblico ufficiale che emette atti soggetti a tasse sulle concessioni governative senza che sia stato effettuato pagamento del tributo è punito con la sanzione amministrativa da lire duecentomila a lire un milione ed è tenuto al pagamento del tributo medesimo, salvo regresso.""
COMMENTO : Nessuno avrebbe mai pensato che guardare un film in TV o sapere che tempo farà domani , fosse una "attività", cioè un impegno produttivo, esercitabile solo con "atto di concessione governativa" per il quale è prevista una "tassa". Questa , però, non avendo un corrispettivo, si trasforma in "tributo", per cui , se uno non lo paga viene "punito" con una "sanzione amministrativa". Ma la Rai, essendo una S.P.A., non può essere governativa e quindi non può dare una concessione che autorizza a guardare le trasmissioni televisive . Ne consegue che non Ci sarebbe alcun tributo da pagare.
Quarta norma: Art 19 , comma 3, del DLgs. 18 dicembre 1997, n. 473
""1. Al R.D.L. 21 febbraio 1938, n. 246, convertito dalla L. 4 giugno 1938, n. 880, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 20, nel primo e nel secondo comma, la parola "soprattassa" è sostituita dalle parole "sanzione amministrativa"; b) gli articoli 21 e 23 sono abrogati.
2. Le sanzioni previste nel comma 1 assorbono quelle comminate per l'omesso o ritardato pagamento della tassa di concessione governativa prevista nell'articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, e nell'articolo 8 del presente decreto.""
"" 3. La sanzione risultante dalla depenalizzazione dell'ammenda di cui all'articolo 19 del regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246, convertito dalla legge 4 giugno 1938, n. 880, e successive modificazioni, e' sostituita con sanzione amministrativa da lire duecentomila a lire un milione; le pene pecuniarie previste dall'articolo 22 del citato regio decreto-legge sono sostituite con la sanzione amministrativa da lire centomila a lire cinquecentomila.""
COMMENTO : Il " tributo" del DPR 641 si trasforma ancora e diventa un' "ammenda", cioè la riparazione o il risarcimento di un danno commesso a scapito di qualcuno. Come fa la RAI a sapere chi sono quelli che svolgono "l' attività" di spettatore televisivo senza "atto di concessione governativa"per non pagare il canone, commettendo, così , un danno da risarcire con ammenda come fosse una contravvenzione stradale?
Ma c'è di più. Il comma 3 dell' Art.19 di cui sopra chiama indirettamente in causa l'altro art. 19 del R.D.L. 246/38, con l'ipotizzabile tentativo, dopo 60 anni,. di inserirlo nel suo contesto temporale del 1938 con evidente errore "tecnico".
""Chiunque detenga uno o più apparecchi o altri dispositivi atti o adattabili alla ricezione delle diffusioni radiofoniche e televisive senza aver corrisposto il canone di abbonamento con l'osservanza delle disposizioni, dei modi e dei termini stabiliti dalle vigenti norme, è obbligato al pagamento del tributo evaso e della pena pecuniaria da due a sei volte la misura del canone previsto per ciascun tipo di utenza, eccezion fatta per quella relativa all'auto radio televisione, per la quale continuano ad applicarsi le sanzioni stabilite dall'art. 8 della legge 15 dicembre 1967, n. 1235, le cui misure, sia per il canone che per la tassa di concessione governativa, sono elevate al doppio per l'autotelevisione ricevente in bianco e nero e al triplo per quella ricevente a colori "
COMMENTO: La RAI utilizza, del R.D.L. 246/1938, solo l' art. 1 trascurando l' articolo 10 .sulla disdetta e l'insaccamento come "sanzione", nonché l'art. 19 che nel contesto del decreto 246 / 38 viene integrato, in modo legislativamente arbitrario, con l'aggiunta alle specifiche originali "diffusioni radiofoniche " anche quelle"televisive" , che in quell' anno non esistevano. Chi legge adesso l' art. 19 può credere che sia vero. Ma così non è.Tentativo truffaldino ? Non è dimostrabile anche perché , pur previsto dall' art. 3 del D.L.1° feb. 1977 n. 11, viene implicitamente e legittimamente corretto dalla Legge di conversione n.90 del 31-3-1977 che ha confermato il canone di abbonamento solo per le "radioaudizioni", nel rispetto dell' art. 1 del Decreto 246 .
Ci sarebbe da commentare , per chiudere, la Circolare del Ministero dello Sviluppo Economico , prot. n. 12991 del Dipertimento per le Comunicazioni, indirizzata al Dott. Attilio BEFERA Direttore dell'Agenzia delle Entrate, che dopo una pagina di spiegazioni elenca quali sono le apparecchiature ATTE, ADATTABILI , NE' ATTE NE' ADATTABILI alla ricezione della Radiodiffusione..
Alla stessa , dopo un mese, fa seguito un' altra nota dello stesso Ministero con ulteriori precisazioni non trascurabili al fine di fare chiarezza sulle possibili azioni della RAI:

References: art. 27

Art. 1
 Art.27
 art. 10
 art. 10
 Art.19
 art. 19
 art. 1
 articolo 10
 art. 19
 art. 3
 art. 1