Source: http://www.politicaprima.com/2018/07/un-consiglio-salvini-dalluomo-della.html
Timestamp: 2018-07-16 14:43:39+00:00

Document:
PoliticaPrima: UN CONSIGLIO A SALVINI DALL’UOMO DELLA STRADA
La mia natura di spirito libero, refrattario ai dogmi e ai totem mi spinge irrefrenabilmente a giudicare i fatti, convinto come sono che non si rende mai un buon servizio, quando si è critici a senso unico. Da diversi giorni le prime pagine dei quotidiani e le testate televisive, tengono in prima pagina la vicenda dei 49 milioni da rimborsare da parte della Lega, perché frutto di una maxi truffa ai danni dello Stato, come stabilito dalla Cassazione. I fatti contestati sono naturalmente imputabili alla vecchia reggenza della Lega di Bossi e Belsito, condannati a 2 anni e 3 mesi l’uno e 2 anni e 6 mesi l’altro, nonché il figlio Renzo condannato a 1 anno e 6 mei.
In sostanza, sarebbero stati presentati rendiconti irregolari al Parlamento per ottenere indebitamente fondi pubblici. Denaro poi utilizzato in gran parte per le spese personali della famiglia Bossi. Da poco è in corso anche un’inchiesta per riciclaggio che lambisce anche l’attuale gestione Salviniana. Secondo l’accusa, infatti, i soldi ancora non spesi sono stati incamerati prima da Maroni e poi da Salvini e messi al sicuro, con una serie di artifici, per non essere intercettati dalla magistratura. Queste sono le accuse mosse dalla Procura della Repubblica. I giudici hanno stabilito che il sequestro deve avvenire ovunque vengano trovati i soldi riferibili al Carroccio: su conti bancari, libretti, depositi.
Dunque c’è una condanna in via definitiva e inappellabile in ordine alla restituzione dei soldi oggetto di truffa, appropriazione indebita e malversazione, e poi c’è un’indagine appena avviata che seguirà il suo corso e su cui nessuno può anticipare giudizi. Le reazioni di Salvini alla sentenza di Cassazione sono state, più o meno, dello stesso tenore di quelle di antica memoria berlusconiana: “Giustizia ad orologeria”, “Si vuole azzerare la Lega per via giudiziaria”, “Magistratura di sinistra” e così via.
A dare man forte è arrivato anche il sottosegretario alla Giustizia, il leghista Jacopo Marrone con una gaffe irricevibile: “via le correnti di sinistra dalla magistratura, il mio partito ha una questione aperta con questi giudici”. Secondo Marrone sono buone solo le correnti di destra che, secondo lui, possono continuare ad esistere pensando che operino per dare sempre ragione alla sua parte politica. Devo dire che l’intervento (leggermente tardivo), del ministro Bonafede in difesa della magistratura ha fatto un po' smorzare i toni di Salvini, pur continuando a criticare una sentenza che andrebbe rispettata, soprattutto perché promana dal massimo livello giudicante.
Il consiglio che spero Salvini accolga è quello di differenziarsi dal suo (ancora) alleato B. se davvero vuole incarnare un nuovo corso della politica nazionale e di questa nuova e sperimentale alleanza. Quando si rivestono funzioni delicate di governo, come il suo dicastero, il rispetto per le istituzioni è obbligatorio e se ci si ritiene ingiustamente accusati, la nostra Costituzione prevede ampie garanzie per chi è indagato, inquisito e condannato fino all’ultimo grado di giudizio. Contro le sentenze ci si appella, non si impreca e non si grida ai complotti. Non c’è nessuna orologeria poiché è un’indagine iniziata dieci anni fa.
Per chi appartiene alle istituzioni c’è un dovere supplementare nel rispettare i poteri dello Stato e le loro prerogative. Non si può sostenere che i magistrati sono buoni quando indagano sulle ONG e sono di parte se perseguono altri reati o riguardano noi. Così si dà l’impressione di volere l’impunità e questo non giova alla Lega e neppure all’elettorato leghista.
Salvini ritiene legittimamente di avere la coscienza a posto, ritiene di non avere nulla da nascondere e di essere estraneo ad ogni addebito. Ma proprio per questo, invece di lanciare accuse contro il CSM, chiedere un incontro a Mattarella (come se avesse il potere di modificare le sentenze o di interferire nell’azione giudiziaria), spieghi serenamente agli italiani come sono andate le cose e motivi la propria estraneità. Un ministro dell’Interno non può lasciare alcun dubbio sulla sua integrità morale. Va detto tuttavia che all’epoca dei fatti, la nuova Lega, che avrebbe potuto costituirsi parte civile contro Bossi e Belsito, rinunciò a farlo mostrando una certa solidarietà. Salvini adesso si metta a disposizione dei giudici, faccia un gesto di grande moralità.
Ecco il secondo consiglio non richiesto che vorrei dargli: dica pubblicamente che onorerà la sentenza di Cassazione. Crei un fondo presso una banca nel quale fare confluire le somme raccolte organizzando una colletta ufficiale tra i propri aderenti e sostenitori, fino a raggiungere la cifra dovuta e versarla nelle casse dello Stato. Questo dovrebbe fare, in maniera trasparente e con l'ausilio di un notaio. È nel suo interesse e, solo dopo, potrà dire a testa alta che la Lega non è come gli altri e si sente già nella Terza Repubblica. Credo sia interesse di Salvini e del nuovo governo evitare di ripetere gli errori del vecchio regime, non a caso abbattuto dagli elettori.
Un appunto anche a Di Maio è doveroso quando dice: “i soldi spariti? Credo a Salvini”. E allora? Anch’io voglio credere a Salvini ma il problema non è credere o non credere, bisogna consentire e agevolare la magistratura a stabilire la verità giudiziaria, al di là dei nostri convincimenti e questo deve valere per tutti. Di Maio non se la può cavare col “superamento delle correnti nella magistratura”. Anch’io sono d’accordo, ma nel caso dei 49 milioni il Csm c’entra come i cavoli a merenda.
Anonimo 7 luglio 2018 16:52
Sig. Alessi devo complimentarmi con lei per l'articolo. Non sono quasi daccordo con lei ma questa volta lei ha fatto un articolo onesto e di qualità. Malgrado lei sia su posizioni di destra ed io di sinistra questo non significa niente. Immutata resta però l'ambiguitò del sig Gattuso che si guarda bene di prendere mai posizioni se non quelle dell'ortodossia Grillina e filo fascista.
Maurizio Alesi 7 luglio 2018 16:59
La ringrazio per le sue parole. Quello che mi duole è essere considerato una persona su posizioni di destra. La mia modestissima storia politica ed umana è sempre stata caratterizzata da valori di sinistra. Naturalmente una sinistra dei valori, che non vedo nel PD.
Anonimo 7 luglio 2018 17:26
Quello che lei dice mi stupisce ma mi fa molto piacere. La saluto.
Franco Luce 8 luglio 2018 00:52
Bravo Maurizio!! Ho letto ed apprezzato il tuo articolo, che secondo un mio modesto parere, rappresenta un esempio di estrema chiarezza ed onestà intellettuale. Considero ampiamente positive le tue riflessioni, che condivido parola per parola. Questa è stato da sempre, la mia modalità di approccio verso il lettore, su alcuni giornali e blog a cui ho inteso dare la mia collaborazione. Far rilevare dall’attento elettore, una condotta pregiudizievole, a coloro che esercitano il potere politico è un diritto e contemporaneamente un dovere, evitando una colpevolizzazione a prescindere. Pare che da un po’ di tempo, la conflittualità in politica rappresenta la normalità applicata attraverso una sistematica delegittimazione dell’avversario, invocando addirittura la sua estinzione. Complimenti Maurizio.
Nino Ulloa 8 luglio 2018 01:01
Salvini sapevi che Bossi era un condannato e nonostante la condanna lo hai candidato per cui rifletti a non prestare il fianco ai pluricondannati del PD.
Francesco Salvatore 8 luglio 2018 05:59
Il buonsenso è necessariamente libero dalle categorizzazioni ideologiche, peraltro anacronistiche, del destra, sinistra, centro, centro-destra, centro-sinistra, comunista, fascista, ecc...
Oramai è un vezzo diffuso rivolgere critiche all'interlocutore usando la seconda persona plurale o mascherare le proprie con la prima persona plurale.
"Voi e noi" hanno soppiantato "io e tu" come a voler edulcorare la responsabilità che ci si assume esprimendo un'opinione o muovendo una critica.
Ciò premesso, mi trovo d'accordo con quanto hai ben espresso e aggiungo al signor Salvini un altro consiglio: percorrere la strata di maggiore buonsenso chiedendo a Bossi e Belsito che fine ha fatto la refurtiva, invece che percorrere l'inutile e imbarazzante ascesa al Colle
Silvio Barbata 8 luglio 2018 09:30
ERRATO PERCHé NON VEDO COSA POSSA ENTRARCI SALVINI RISPETTO ALLA FORMA E SOSTANZA DELLA FATTISPECIE GIURIDICA OGGETTO DELLA SENTENZA… QUINDI FA BENE A INTERPELLARE IL PRESIDENTE.
Maurizio Alesi 8 luglio 2018 09:58
Ha sbagliato indirizzo. Il presidente della Repubblica nella nostra Costituzione, è perfettamente estraneo da ogni questione che riguarda le sentenze e le inchieste sulle quali non può interferire. E infatti Mattarella, accettando l'incontro con Salvini, ha dichiarato che non si parlerà di Giudici o di giustizia.
Franco Luce 8 luglio 2018 13:57
Silvio Barbata, credo che anche tu sappia che Salvini è il segretario politico della lega, pertanto ne risponde di onori e oneri. Pertanto lui è tenuto a spiegare dove sono finiti quei finanziamenti, per altro pubblici. Ti risulta che hai tempi dello scandalo era dirigente del suo partito con una miriade di incarichi? Ti risulta che anche lui ha utilizzato certamente i soldi di quel finanziamento? Perciò con la "fattispecie giuridica" di cui parli,
c'entra ...eccome! Non c'entra assolutamente immischiare in questa faccenda il presidente Mattarella
Giovanni Caianiello 8 luglio 2018 08:46
IL CASO LEGA E QUELLO DELLA MARGHERITA.
È un errore paragonate il caso della Lega a quello della Margherita facendo apparire due pesi e due misure.Premesso che giuridicamente i partiti sono soggetti privati e non pubblici, alla stessa stregua di associazioni, comitati etc..., e che per tale motivo, se lesi, l'azione giudiziaria contro terzi ed a proprio vantaggio, può essere promossa solo su denuncia, la Margherita di Rutelli, forse anche con furbizia, denunciò l'ammanco costituendosi parte civile nel procedimento, al contrario la Lega Nord, è stata in silenzio avallando le scelte e le distrazioni dei fondi dei suoi tesorieri e dirigenti. La differenza è sostanziale!
Marcello Litta 8 luglio 2018 09:12
Ai leghisti piace sentirsi vittime.
Dai campani hanno imparato il motto: Chiagni e fotti!
Forza Vesuvio (dicevano), ma questa gli piace!
Corona Donato 8 luglio 2018 08:53
Confiscare i beni a Bossi, Belsito&C ....no!
Mi pare siano stati loro a rubare i soldi dati alla lega dallo Stato.
Perché quando Lusi ha rubato 50 milioni, sempre di rimborsi statali, alla Maargherita non è stato chiesto niente a Rutelli, anzi è passato come vittima?
Perché la Corte di Cassazione, proprio ora e non prima, ha ribaltato la sentenza del tribunale del riesame?
Sono tutte domande che bisogna porsi......
Mariagrazia Melia 8 luglio 2018 08:55
Infatti ce le poniamo, peccato che immaginiamo le stesse risposte che sono poi la tua domanda: chissà perchè..
Silvana Arrichiello 8 luglio 2018 08:59
Donato, credo che sia perché la Margherita presentò querela e richiesta di danni contro Lusi, cosa che Salvini si è rifiutato di fare contro Bossi, anzi candidandolo a senatore. Così facendo, s'è dato "la zappa sui piedi", lasciando pensare ad una collusione coi malfattori
Maurizio Alesi 8 luglio 2018 09:00
La sentenza è dell’anno scorso quando la Lega era al 4% e al Governo c’era Gentiloni. In questi giorni è stata pubblicata la motivazione della sentenza.
Corona Donato 8 luglio 2018 09:04
Silvana, quindi la sentenza della cassazione di basa sul "lasciando pensare" e non su prove acquisite?
Un'ulteriore aggravante
Maurizio Alesi 8 luglio 2018 10:22
Ma il ruolo della Corte di Cassazione è proprio quello di confermare o ribaltare le sentenze precedenti. A volte conferma l'operato dei colleghi, altre volte ribalta il giudizio. Come in questo caso. Perchè proprio ora? Con questa frase, di solito, si vuole delegittimare il lavoro dei giudici. E' la frase magica con la quale si allude, si sospetta, si accusa. Mai che si possa pensare che possano avere ragione i giudici, neppure di fronte a condanne per truffa allo Stato, passate in giudicato.
Giovanni Caianiello 8 luglio 2018 14:09
Corona Donato, la risposta alla sua domanda l'ho già postata nel precedente commento. A Rutelli come alla Margherita non è stato chiesto conto dell'ammanco, anzi di restituzione dei soldi, semplicemente perché Rutelli, per tempo, ha denunciato i fatti e costituito il partito parte civile come parte lesa. Questo rende imparagonabili i due casi. Poiché i partiti sono giuridicamente associazioni private, se non denunciano lesioni, nel caso specifico, l'unico attore truffato rimane solo lo Stato.
Maurizio Serpi 8 luglio 2018 08:57
È un modo per mettere il partito in mano alle lobby, e credo che sia anche il fine dei giudici. Tra l’altro Salvini vuol parlare col colle: come cercare di evitare un omicidio, fermando il killer andando a parlare col Manda...rino, col mandarino
Salvatore Mancuso 8 luglio 2018 08:58
Ho già detto, con un mio post, che Salvini ha sbagliato a buttarla in politica. Aggiungo soltanto che Di Maio ha dato un risposta sbrigativa che, secondo me, non poteva essere diversa, nei rapporti con Salvini. Nei confronti della sentenza ha espresso, correttamente, massimo rispetto. Quindi niente da dire a Di Maio.
Silvio Barbata 8 luglio 2018 09:13
MA VOI CHE AVETE DA DIRE...CHI SIETE PER DIRE CHE AVETE O NON AVETE DA DIRE...I GIUDICI NON SONO DIVINITA' E LA SENTENZA è INGIUSTA NELLA FORMA GIURIDICA NEL MERITO E SOTTO L'ASPETTO ETICO
Salvatore Mancuso 8 luglio 2018 09:19
Voi? Io dico quello che penso, non sono un giudice, la mia è una opinione, è evidente. Chi sei tu che giudichi una sentenza? Questa, semmai, è la domanda che devi fare a te stesso.
Silvio Barbata 8 luglio 2018 09:22
Salvatore l'arrogante sei tu...chi sei tu per salvare o condannare...dicendo: "niente da dire" su Di Maio...o da dire su Salvini. La sentenza può essere criticata perché non è Parola di Dio.
Salvatore Mancuso 8 luglio 2018 09:23
io non ti ho dato dell'arrogante.
Giangiuseppe Gattuso 8 luglio 2018 09:25
Caro Silvio Barbata, credo che il punto di vista di Salvatore Mancuso sia più che rispettabile. E lo condivido interamente fin da quando ne ha fatto un post tutto suo. Sul fatto che i giudici non sono una divinità e che la sentenza "potrebbe" essere ingiusta c'è tantissimo da dire e non finiremmo più. Ma in Italia e nei paesi civili le sentenze passate in giudicato si debbono rispettare e non ha alcun senso, come dice Salvatore, buttarla in "politica". Salvini farebbe benissimo ad ascoltare il consiglio di Maurizio Alesi. Un abbraccio e buona politica evitando sempre le personalizzazioni e le asprezze.
Maurizio Alesi 9 luglio 2018 14:14
La cosa che non mi è piaciuta è proprio quella che dici tu. E cioè che la risposta di Di Maio non poteva essere diversa nei rapporti con Salvini. La risposta di Di Maio deve essere nel rapporto con gli italiani, non con Salvini. Di Maio è il vice premier e come tale deve parlare alla nazione. Se fosse stato all'opposizione avrebbe fatto sentire la sua voce gridando al rispetto della magistratura. Oggi invece se la cava con un semplice "Credo a Salvini" Mi dispiace ma non va bene, così si dimostra che pur di stare al potere si è disposti ad ingoiare tanti, troppi, rospi.
Corona Donato 8 luglio 2018 09:03
È confortante l’intervento del Csm in difesa dei giudici attaccati da Salvini & C.
Ma sarebbe stato molto più credibile ed efficace se negli ultimi anni il Csm avesse difeso anche le toghe attaccate da Napolitano, Renzi & C..
Invece le ha regolarmente processate e/o punite. Autorizzando il sospetto che, per prendersela impunemente con i magistrati, sia richiesta la tessera del Pd. E portando acqua al mulino del chiagni & fotti di B. e Salvini. Complimenti vivissimi.
Giovanni Caianiello 8 luglio 2018 14:16
Corona Donato, sul caso Napolitano mi sento di concordare pienamente con il suo pensiero. Il comportamento supino del CSM nei confronti del reuccio è stato davvero sconfortante.
Raffaella Schiavone 8 luglio 2018 09:05
Personalmente non perdono a Salvini di aver imposto Bossi al Senato...
Mariagrazia Melia 8 luglio 2018 09:28
Bossi è il fondatore della Lega. Qualunque possa essere la sua posizione, che non è poi diversa da tanti leader a cominciare dal 'grande accusatore' Di pietro, nessuno avrebbe potuto ignorare il suo ruolo nel bene e nel male.
Nino Pepe 8 luglio 2018 10:02
Vittorio Sgarbi esprime un ragionamento sulla sentenza e la questione Lega nel suo complesso. Questo è il link per guardarlo e ascoltarlo
Mariagrazia Melia 8 luglio 2018 10:05
Un ottimo Sgarbi, questa volta ci sta
Silvio Barbata 8 luglio 2018 10:06
NON POTEVA ESSERE PIU' CHIARO...UNA COSA NON è VERA O FALSA GIUSTA O SBAGLIATA A SECONDO DI CHI LA DICE LO è IN Sé...Dobbiamo ribellarci al pensiero unico catto-comunista-massonico becero e demagogico a cui interessa solo il potere fine a se stesso per l'autotutela dei loro privilegi...in sostanza della gente non gliene frega un fico secco, che sproloquia dagli attici newyorkesi alla Saviano.
Maurizio Alesi 8 luglio 2018 10:20
Nino Pepe, cosa poteva dire il solito disco rotto di Sgarbi. La sua violenza verbale gli impedisce di fare ragionamenti pacati. Se nel suo campo di storico dell’arte è preparatissimo, in campo giudiziario si rivela sempre sprovveduto. Innanzitutto i 49 milioni non sono soldi della Lega ma dei cittadini italiani. Sono soldi pagati ai partiti con le tasse dei cittadini affinchè potessero svolgere le funzioni istituzionali e non per acquistare i diamanti in Tanzania o per le faccende private di casa Bossi. Inoltre il provvedimento della Cassazione è legittimo poichè, il sequestro dei soldi è la sanzione prevista in casi come questi dove si è consumata una Truffa allo Stato. Non c’entra nulla la responsabilità di Salvini ma i soldi che, eventualmente, si trovassero nelle casse della Lega sono il provento di quella truffa e, dal punto di vista giuridico, conta poco se i reati sono stati consumati da altri soggetti. Se una società ha un debito con lo Stato, colui che la rileva deve farsi carico dei debiti lasciati dal precedessore soprattutto se non c’è la costituzione di parte civile come in questo caso. Per quanto riguarda il presunto attacco alla Lega da parte della magistratura , adesso che è al governo, va detto che la sentenza risale all’anno scorso quando al governo c’era Gentiloni e la Lega era al 4% e nessun magistrato poteva ipotizzare che la Lega potesse andare a Palazzo Chigi. La procura di Genova, adesso, ha solo pubblicato le motivazioni di quella sentenza. Credo che difensori come Sgarbi facciano male alla Lega come hanno fatto male le sue difese d’ufficio a Berlusconi condannato. Come sempre in materia di giustizia Sgarbi si trova sempre dalla parte sbagliata. Non c’è nessuna persecuzione giudiziaria ma semplicemente l’applicazione di regole, peraltro, votate dal Parlamento e non dai magistrati.
Silvio Barbata 8 luglio 2018 10:22
Maurizio, ALLORA...IL PROBLEMA NON PUò SEMPLIFICATO IN QUESTO MODO… PERCHÈ È EVIDENTE LA DISCREPANZA con altre situazioni similari e la veemenza dell'ordine perentorio di sequestro da regime nord coreano.
Maurizio Alesi 8 luglio 2018 10:34
Silvio, anche per la Margherita sono state svolte indagini e ordinato il recupero delle somme contestate. Anche in quel caso ci sono stati arresti. Poi se i soldi non si trovano non possono essere recuperati. In ogni caso non puó sempre giustificarsi tutto con la presunta giustizia di parte. Ogni tanto è capitato che qualche politico si sia approfittato dei soldi pubblici. O sbaglio? Ripeto che l’attacco alla Lega è fuori dal mondo poiché la sentenza è stata scritta in un contesto politico completamente diverso.
Nino Pepe 8 luglio 2018 10:35
Maurizio, comunque sono soldi che devono essere restituiti alla Lega da chi li ha usati in maniera sbagliata
Maurizio Alesi 8 luglio 2018 10:39
Nino, questo sarebbe vero se la Lega si fosse costituita parte civile rivendicando quindi il diritto al risarcimento. Siccome la Lega ha rinunciato a costituirsi, quei soldi non possono che tornare alla Stato. Come prevede la legge.
Nino Pepe 8 luglio 2018 10:40
Se la Lega fa la colletta, io ho pronti i miei 3 o 4 ma anche 5 euro.
Giangiuseppe Gattuso 8 luglio 2018 10:42
Il mio amico Nino Pepe, al solito, fa il provocatore. E porta a difesa di una causa persa lo scienziato Sgarbi, l'uomo più screditato e indegno d'Italia. Salvini faccia ciò che gli consiglia Maurizio Alesi, e che Sgarbi ripete come atto provocatorio attaccando la magistratura in maniera vergognosa. E chiede pure un intervento del governo per bloccare una sentenza e la libertà assoluta che devono avere i magistrati.
Nessuno sta accusando Salvini, nessuno lo ha incriminato. Si tratta soltanto di adempiere a un provvedimento definitivo della giustizia. A cui, anche quando fa male e brucia indelebilmente la pelle, bisogna sottostare. La finisca Salvini e tutti i leghisti e i difensori a gratis! Ognuno di noi avrebbe da recriminare per qualcosa di ingiusto subito per un motivo o per un altro.
Per finire. Nino Pepe che dichiara di essere disponibile a versare il suo obolo per la Lega è per me la conferma del suo leghismo viscerale. Lui è così. Affetto da SPAG e attratto dai suoi carnefici.
Vito Reina 8 luglio 2018 10:44
Certo! Se col nuovo corso che vuol dare alla Lega ex nord, riuscisse a far questo, avrebbe dato onore ai nuovi ingressi di peso, quale il prof. Bagnai , e credibilità al suo partito. Buttarla in politica è la strada più prossima dinanzi ad una magistratura non coerente che , delle leggi e del diritto , ne fa un optional da applicare a macchia di leopardo su condizionamenti politici ! Questo si un argomento da approfondire con conoscenze ed opinioni . Lo Stato , per pretendere correttezza dev'essere corretto nei comportamenti di tutte le istituzioni, nessuna esclusa. Oggi siamo noi a chiedere correttezza alla Lega e a Salvini, giusto! Ma pretenderei che la magistratura utilizzasse la stessa misura ai tanti soldi scomparsi chissà dove, senza chiedersi i motivi .
Marisa. Bignardelli. 8 luglio 2018 14:10
Caro Maurizio, nonostante il mio sentire per Salvini, ammiro la sua voglia di cambiamento. Con Di Maio c’è più intesa di quello che mi aspettavo e allora speranzosa e democraticamente rispettosa dei risultati elettorali.,attendo. I fatti sui 49 milioni di euro sono da attribuirsi a Bossi ma Salvini ne ha preso parte. I tuoi consigli, al posto suo, li prenderei alla lettera. Poi prenderei la distanza da Bossi (Senatore a vita o mascalzone a vita?)che si coccola amorevolmente e dal Trota sempre in cerca di sistemazione. Se non è più la lega nord o lega lombarda,ci faccia sentire la differenza. Di Maio stia zitto perché Salvini non è il cavaliere senza macchia. Salvini se pur in versione riveduta e corretta sempre la casta rappresenta. La magistratura faccia il suo corso e lui faccia chiarezza a noi cittadini e lasci in pace Mattarella.
Maurizio Alesi 8 luglio 2018 16:05
Cara Marisa, io credo nell'intelligenza degli uomini e spero che Salvini, in questa esperienza di governo, possa ripensare e andare oltre i suoi errori e le sue vecchie alleanze, dando speranza di cambiamento vero al nostro Paese. Molli Berlusconi e tutto il suo mondo impresentabile e si schieri con la legalità e con il rigore morale. Salvini, se vuole, ha la statura per farlo.
Lorenzo Romano 9 luglio 2018 00:55
Tutto dovrebbe andare come, saggiamente nell’articolo, suggerisce Maurizio Alesi a Salvini. Purtroppo siamo abituati a comportamenti che rimangono inalterati malgrado il presunto approdo alla Terza Repubblica. Questi episodi dovrebbero far riflettere sul ruolo e l’importanza dei partiti. L’errore più grave è pensare che un partito sia di proprietà dei dirigenti. Opinione che contrasta con l’art. 49 della Costituzione che indica come soggetto dell’associazione partito i cittadini. La Costituzione impone ai partiti un principio inderogabile: quello del metodo democratico. Malgrado il dettato costituzionale, rimane problematica la questione della democrazia, ovvero la rappresentanza degli iscritti all'interno del partito stesso e il loro controllo sulla gestione e sulla linea politica. Per il combinato disposto degli articoli costituzionali 2 e 18, ai partiti viene attribuita una funzione rilevante nella convivenza sociale e civile del nostro Paese ma non è previsto che abbiano personalità giuridica. Sono considerati associazioni di fatto regolate dal codice civile e rappresentate dai responsabili che devono agire con la “Diligenza del buon padre di famiglia”. Nel caso della Lega i veri danneggiati sono gli iscritti al partito. Salvini, più che contestare la sentenza della Cassazione e appellarsi al Capo dello Stato come se fosse il quarto grado di giudizio, deve rendere conto a tutte le istanze del partito, la trasparenza interna non è da considerare un aspetto secondario. Dal punto di vista politico la situazione ci sta riproponendo comportamenti vecchi non conciliabili con la proposta di rinnovamento. Oltre ai tardivi interventi, nell’esigenza di salvare la compagine governativa, assistiamo a scivoloni di esponenti del M5S nell’esprimere giudizi, di vecchia memoria, sulla Magistratura. Deve prevalere il concetto che le sentenze vanno rispettate. Se Salvini ha degli elementi chiarificatori non deve fare altro che collaborare con la magistratura anche perché, sulla truffa ai danni dello Stato, deve rispondere al Parlamento che si è costituito parte civile.
Andrew Scafidi 9 luglio 2018 09:26
Ma quanti discorsi a cabasiso!
In prima fase, come e' naturale, i soldi che mancano vanno ricercati dove e da chi se li e' intascati.
Poi, questo tizio, conoscendo il suo predecessore, perche' lo fa rientrare ?
Sulla scena fa il duro, poi, nel suo interno, si dimostra un cac* sotto e si fa comandare. Una medaglia, due facce.Le chiacchiere sono una cosa, la realta' e' sempre diversa.

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