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Emilio Curtò Presidente di Tribunale Tribunale di Varese. Il nuovo procedimento cautelare - PDF
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1 Emilio Curtò Presidente di Tribunale Tribunale di Varese Il nuovo procedimento cautelare
2 Art. 669 quinquies. Competenza in caso di clausola compromissoria, di compromesso o di pendenza del giudizio arbitrale. Se la controversia è oggetto di clausola compromissoria [808] o è compromessa in arbitri [806, 807] o se è pendente il giudizio arbitrale [813, 816], la domanda si propone al giudice che sarebbe stato competente a conoscere del merito. Art. 669 octies. Provvedimento di accoglimento. L ordinanza (134) di accoglimento, ove la domanda sia stata proposta prima dell inizio della causa di merito, deve fissare un termine perentorio (152, 153) non superiore a trenta giorni per l inizio del giudizio di merito (163), salva l applicazione dell ultimo comma dell art. 669 novies. In mancanza di fissazione del termine da parte del giudice, la causa di merito deve essere iniziata entro il termine perentorio di trenta giorni. Il termine decorre dalla pronuncia dell ordinanza se avvenuta in udienza o altrimenti dalla sua comunicazione. Per le controversie individuali relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, escluse quelle devolute alla giurisdizione del giudice amministrativo, il termine decorre dal momento in cui la domanda giudiziale è divenuta procedibile o, in caso di mancata presentazione della richiesta di espletamento del tentativo di conciliazione, decorsi trenta giorni. Nel caso in cui la controversia sia oggetto di compromesso o di clausola compromissoria, la parte, nei termini di cui ai commi precedenti, deve notificare all altra un atto nel quale dichiara la propria intenzione di promuovere il procedimento arbitrale, propone la domanda e procede, per quanto le spetta, alla nomina degli arbitri. Art. 669 quinquies. Competenza in caso di clausola compromissoria, di compromesso o di pendenza del giudizio arbitrale. Se la controversia è oggetto di clausola compromissoria [808] o è compromessa in arbitri [806, 807] anche non rituali o se è pendente il giudizio arbitrale [813, 816], la domanda si propone al giudice che sarebbe stato competente a conoscere del merito. Art. 669 octies. Provvedimento di accoglimento. L ordinanza (134) di accoglimento, ove la domanda sia stata proposta prima dell inizio della causa di merito, deve fissare un termine perentorio (152, 153) non superiore a trenta giorni per l inizio del giudizio di merito (163), salva l applicazione dell ultimo comma dell art. 669 novies. In mancanza di fissazione del termine da parte del giudice, la causa di merito deve essere iniziata entro il termine perentorio di sessanta giorni. Il termine decorre dalla pronuncia dell ordinanza se avvenuta in udienza o altrimenti dalla sua comunicazione. Per le controversie individuali relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, escluse quelle devolute alla giurisdizione del giudice amministrativo, il termine decorre dal momento in cui la domanda giudiziale è divenuta procedibile o, in caso di mancata presentazione della richiesta di espletamento del tentativo di conciliazione, decorsi sessanta giorni. Nel caso in cui la controversia sia oggetto di compromesso o di clausola compromissoria, la parte, nei termini di cui ai commi precedenti, deve notificare all altra un atto nel quale dichiara la propria intenzione di promuovere il procedimento arbitrale, propone la domanda e procede, per quanto le spetta, alla nomina degli arbitri. Le disposizioni di cui al presente articolo e al primo comma dell'articolo 669-nonies non si applicano ai provvedimenti di urgenza emessi ai sensi 2
3 Art. 669 decies. Revoca e modifica. Nel corso dell istruzione il giudice istruttore della causa di merito può, su istanza di parte, modificare o revocare con ordinanza il provvedimento cautelare anche se emesso anteriormente alla causa se si verificano mutamenti nelle circostanze [669septies]. Se la causa di merito è devoluta alla giurisdizione di un giudice straniero o ad arbitrato, ovvero se l azione civile è stata esercitata o trasferita nel processo penale, i provvedimenti previsti dal presente articolo devono essere richiesti al giudice che ha emanato il provvedimento cautelare [669quater, 669quinquies]. dell'articolo 700 e agli altri provvedimenti cautelari idonei ad anticipare gli effetti della sentenza di merito, previsti dal codice civile o da leggi speciali, nonche' ai provvedimenti emessi a seguito di denunzia di nuova opera o di danno temuto ai sensi dell'articolo 688, ma ciascuna parte puo' iniziare il giudizio di merito. L'estinzione del giudizio di merito non determina l'inefficacia dei provvedimenti di cui al primo comma, anche quando la relativa domanda e' stata proposta in corso di causa. L'autorita' del provvedimento cautelare non e' invocabile in un diverso processo. Art. 669 decies. Revoca e modifica. Salvo che sia stato proposto reclamo ai sensi dell'articolo 669-terdecies, nel corso dell'istruzione il giudice istruttore della causa di merito puo', su istanza di parte, modificare o revocare con ordinanza il provvedimento cautelare, anche se emesso anteriormente alla causa, se si verificano mutamenti nelle circostanze o se si allegano fatti anteriori di cui si e' acquisita conoscenza successivamente al provvedimento cautelare. In tale caso, l'istante deve fornire la prova del momento in cui ne e' venuto a conoscenza. Quando il giudizio di merito non sia iniziato o sia stato dichiarato estinto, la revoca e la modifica dell'ordinanza di accoglimento, esaurita l'eventuale fase del reclamo proposto ai sensi dell'articolo 669-terdecies, possono essere richieste al giudice che ha provveduto sull'istanza cautelare se si verificano mutamenti nelle circostanze o se si allegano fatti anteriori di cui si e' acquisita conoscenza successivamente al provvedimento cautelare. In tale caso l'istante deve fornire la prova del momento in cui ne e' venuto a conoscenza. Se la causa di merito è devoluta alla giurisdizione di un giudice straniero o ad arbitrato, ovvero se l azione civile è stata 3
4 Art. 669 terdecies. Reclamo contro i provvedimenti cautelari. Contro l ordinanza con la quale, prima dell inizio o nel corso della causa di merito, sia stato concesso un provvedimento cautelare [669sexies, 669octies] è ammesso reclamo nei termini previsti dall articolo 739, secondo comma. Il reclamo [contro i provvedimenti del pretore si propone al tribunale, quello] contro i provvedimenti del giudice singolo del tribunale si propone al collegio, del quale non può fare parte il giudice che ha emanato il provvedimento reclamato. Quando il provvedimento cautelare è stato emesso dalla corte d appello, il reclamo si propone ad altra sezione della stessa corte o, in mancanza, alla corte d appello più vicina. Il procedimento è disciplinato dagli articoli 737 e 738. Il collegio, convocate le parti, pronuncia, non oltre i venti giorni dal deposito del ricorso, ordinanza non impugnabile con la quale conferma, modifica o revoca [669decies] il provvedimento cautelare. Il reclamo non sospende l esecuzione del provvedimento [669duodecies]; tuttavia il presidente del tribunale o della corte investiti del reclamo, quando per motivi sopravvenuti [669decies] il provvedimento arrechi grave danno, può disporre con ordinanza non impugnabile la sospensione dell esecuzione o subordinarla alla prestazione di congrua cauzione. esercitata o trasferita nel processo penale, i provvedimenti previsti dal presente articolo devono essere richiesti al giudice che ha emanato il provvedimento cautelare [669quater, 669quinquies]. Art. 669 terdecies. Reclamo contro i provvedimenti cautelari. Contro l'ordinanza con la quale e' stato concesso o negato il provvedimento cautelare e' ammesso reclamo nel termine perentorio di quindici giorni dalla pronuncia in udienza ovvero dalla comunicazione o dalla notificazione se anteriore. Il reclamo [contro i provvedimenti del pretore si propone al tribunale, quello] contro i provvedimenti del giudice singolo del tribunale si propone al collegio, del quale non può fare parte il giudice che ha emanato il provvedimento reclamato. Quando il provvedimento cautelare è stato emesso dalla corte d appello, il reclamo si propone ad altra sezione della stessa corte o, in mancanza, alla corte d appello più vicina. Il procedimento è disciplinato dagli articoli 737 e 738. Le circostanze e i motivi sopravvenuti al momento della proposizione del reclamo debbono essere proposti, nel rispetto del principio del contraddittorio, nel relativo procedimento. Il tribunale puo' sempre assumere informazioni e acquisire nuovi documenti. Non e' consentita la rimessione al primo giudice. Il collegio, convocate le parti, pronuncia, non oltre i venti giorni dal deposito del ricorso, ordinanza non impugnabile con la quale conferma, modifica o revoca [669decies] il provvedimento cautelare. Il reclamo non sospende l esecuzione del provvedimento [669duodecies]; tuttavia il presidente del tribunale o della corte investiti del reclamo, quando per motivi sopravvenuti [669decies] il provvedimento arrechi grave danno, può disporre con ordinanza non impugnabile la sospensione dell esecuzione o subordinarla alla prestazione di congrua cauzione. 4
5 Art Accertamento tecnico e ispezione giudiziale. Chi ha urgenza di far verificare, prima del giudizio, lo stato di luoghi o la qualità o la condizione di cose può chiedere, a norma degli articoli 692 e seguenti, che sia disposto un accertamento tecnico [191] o un ispezione giudiziale [118, 258 ss.; c.c. 1513, 1697] Il presidente del tribunale [, il pretore] o il giudice di pace provvede nelle forme stabilite negli articoli 694 e 695, in quanto applicabili, nomina il consulente tecnico e fissa la data dell inizio delle operazioni. Art Accertamento tecnico e ispezione giudiziale. Chi ha urgenza di far verificare, prima del giudizio, lo stato di luoghi o la qualità o la condizione di cose può chiedere, a norma degli articoli 692 e seguenti, che sia disposto un accertamento tecnico [191] o un ispezione giudiziale [118, 258 ss.; c.c. 1513, 1697]L'accertamento tecnico e l'ispezione giudiziale, se ne ricorre l'urgenza, possono essere disposti anche sulla persona dell'istante e, se questa vi consente, sulla persona nei cui confronti l'istanza e' proposta. L'accertamento tecnico di cui al primo comma puo' comprendere anche valutazioni in ordine alle cause e ai danni relativi all'oggetto della verifica. Il presidente del tribunale [, il pretore] o il giudice di pace provvede nelle forme stabilite negli articoli 694 e 695, in quanto applicabili, nomina il consulente tecnico e fissa la data dell inizio delle operazioni. Art. 696-bis (Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite). - L'espletamento di una consulenza tecnica, in via preventiva, puo' essere richiesto anche al di fuori delle condizioni di cui al primo comma dell'articolo 696, ai fini dell'accertamento e della relativa determinazione dei crediti derivanti dalla mancata o inesatta esecuzione di obbligazioni contrattuali o da fatto illecito. Il giudice procede a norma del terzo comma del medesimo articolo 696. Il consulente, prima di provvedere al deposito della relazione, tenta, ove possibile, la conciliazione delle parti. Se le parti si sono conciliate, si forma processo verbale della conciliazione. Il giudice attribuisce con decreto efficacia di titolo esecutivo al processo verbale, ai fini dell'espropriazione e dell'esecuzione in forma specifica e per l'iscrizione di ipoteca giudiziale. Il processo verbale e' esente dall'imposta di registro. 5
6 Art Domande di reintegrazione e di manutenzione nel possesso. Le domande di reintegrazione (1168 ss. c.c.) e di manutenzione (1170 ss. c.c.) nel possesso (1140 c.c.) si propongono con ricorso (125) al giudice competente (8 n. 1) a norma dell art. 21 (28; 374 n. 5 c.c.). Se la conciliazione non riesce, ciascuna parte puo' chiedere che la relazione depositata dal consulente sia acquisita agli atti del successivo giudizio di merito. Si applicano gli articoli da 191 a 197, in quanto compatibili. Art Domande di reintegrazione e di manutenzione nel possesso. Le domande di reintegrazione (1168 ss. c.c.) e di manutenzione (1170 ss. c.c.) nel possesso (1140 c.c.) si propongono con ricorso (125) al giudice competente (8 n. 1) a norma dell art. 21 (28; 374 n. 5 c.c.). Il giudice provvede ai sensi degli artt. 669 bis ss.. Il giudice provvede ai sensi degli artt. 669 bis ss., in quanto compatibili. Art Domande di provvedimento possessorio nel corso di giudizio petitorio. Ogni domanda relativa al possesso (1140 ss. c.c.), per fatti che avvengono durante la pendenza del giudizio petitorio, deve essere proposta davanti al giudice di quest ultimo. La reintegrazione del possesso può essere tuttavia domandata al giudice competente a norma dell articolo 703, il quale dà i provvedimenti temporanei indispensabili e rimette le parti davanti al giudice del petitorio. L'ordinanza che accoglie o respinge la domanda e' reclamabile ai sensi dell'articolo 669-terdecies. Se richiesto da una delle parti, entro il termine perentorio di sessanta giorni decorrente dalla comunicazione del provvedimento che ha deciso sul reclamo ovvero,in difetto,del provvedimento di cui al terzo comma, il giudice fissa dinanzi a se l'udienza per la prosecuzione del giudizio di merito. Si applica l'articolo 669-novies, terzo comma. Art Domande di provvedimento possessorio nel corso di giudizio petitorio. Ogni domanda relativa al possesso (1140 ss. c.c.), per fatti che avvengono durante la pendenza del giudizio petitorio, deve essere proposta davanti al giudice di quest ultimo. La reintegrazione nel possesso puo'essere tuttavia domandata al giudice competente a norma dell'articolo 703, il quale da' i provvedimenti temporanei indispensabili; ciascuna delle parti puo' proseguire il giudizio dinanzi al giudice del petitorio,ai sensi dell'articolo
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 articolo 739
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 Art. 696
 articolo 696
 art. 21
 art. 21
 articolo 703
 Art. 1
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