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Timestamp: 2017-11-22 07:08:21+00:00

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Consiglio di Stato, Sezione VI, 10 dicembre 2010
Sull''art. 41 sexies l. 17 agosto 1942 n. 1150, introdotto dall''art. 18 l. 6 agosto 1967 n. 765, che stabilisce la riserva nelle nuove costruzioni di appositi spazi per parcheggi
SENTENZA N. 8706
L'art. 41 sexies l. 17 agosto 1942 n. 1150, introdotto dall'art. 18 l. 6 agosto 1967 n. 765, che stabilisce la riserva nelle nuove costruzioni di appositi spazi per parcheggi, opera come norma di relazione nei rapporti privatistici e come norma di azione nel rapporto pubblicistico con la p.a., non potendo quest'ultima autorizzare nuove costruzioni che non siano corredate di dette aree” (Cassazione civile, sez. II, 13 gennaio 2010, n. 378): un progetto privo di tali spazi presentato alla valutazione di competenza dei diversi organi amministrativi manca di un elemento costitutivo essenziale per la sua completa individuazione, sicché la variante del progetto per integrarvi i detti spazi ne definisce compiutamente la dimensione ed il connesso impatto.
1. La signora Angela Maria Agnese Fonte, con ricorso n. 372 del 2009 proposto al TAR per la Puglia - Lecce, ha chiesto l’annullamento della nota prot. n. 5206 del 12/08/2008-19/09/2008, comunicata dall'UTC del Comune di Ortelle con raccomandata a.r. prot. n. 7636 del 23/12/2008, con la quale il Soprintendente ad interim alla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le Province di Lecce, Brindisi e Taranto ha espresso parere contrario sul progetto di variante in corso d'opera in relazione al locale commerciale assentito con precedente permesso di costruire n. 36/03, nonché di tutti gli atti comunque presupposti, connessi e/o consequenziali, ivi compresa la suddetta nota del Comune di Ortelle.
2. Il parere contrario del Soprintendente è motivato “in quanto l’intervento prevede la modifica sostanziale di un edificio storico nella piazza del paese alterando, in modo irreversibile la planivolumetria di una struttura avente la tipologia caratteristica dei palazzi del territorio salentino”.
3. Nel ricorso di primo grado è stato dedotto che il progetto di variante si limita ad indicare gli spazi scoperti interni al lotto interessato da destinare a parcheggio, senza prevedere alcuna modifica strutturale dell’edificio già assentito, risultando di conseguenza illegittimo il provvedimento della soprintendenza per difetto di istruttoria e di motivazione, perché in contraddizione con quello precedentemente rilasciato, che ha ritenuto l’intervento principale di ristrutturazione e risanamento compatibile con i valori storico-artistici del sito.
4. Il T.a.r., con sentenza n. 2983 del 2009, ha respinto il ricorso ed ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio.
5. Con l’appello in epigrafe, l’originaria ricorrente ha chiesto l’accoglimento del ricorso di primo grado, in riforma della sentenza di primo grado, formulando anche una domanda cautelare.
Nella camera di consiglio del 4 maggio 2010, su richiesta della parte appellante ed in accordo delle parti, l’esame della domanda cautelare è stato abbinato alla trattazione della causa nel merito.
Il contro interessato in primo grado, signor Sergio Positano, ha proposto appello incidentale.
6. All’udienza del 16 novembre 2010 la causa è stata trattenuta per la decisione.
1. Con la sentenza gravata, il TAR per la Puglia, Sezione di Lecce, ha respinto il ricorso di primo grado (proposto avverso un parere della Soprintendenza, contrario sul progetto di variante in corso d'opera per un locale commerciale assentito con il precedente permesso di costruire n. 36/03), rilevando che non sussiste il difetto di istruttoria dedotto dalla originaria richiedente.
Ad avviso del TAR, la Soprintendenza, nel valutare il progetto di variante, del tutto legittimamente non si è limitata all’esame della incidenza dei previsti spazi destinati a parcheggio, ma ha riesaminato il progetto nella sua interezza, poiché la diversità delle opere previste, concernendo tali spazi, ha riguardato un elemento indefettibile al fine della valutazione complessiva dell’intervento edilizio.
In questo quadro, il TAR ha escluso ogni contraddizione tra il provvedimento impugnato ed il precedente, n. 8237 del 15.5.2002, adottato della stessa Soprintendenza, dal quale si evince che essa aveva ritenuto l’intervento come volto soltanto alla ristrutturazione e al risanamento, mentre, solo a seguito della indicazione degli spazi di parcheggio oggetto della variante, la Soprintendenza è stata messa in grado di valutare il progetto nella sua completezza e quindi il suo impatto volumetrico e planimetrico sul territorio, verificando che si trattava in realtà di una nuova costruzione.
Il TAR ha ritenuto anche che il provvedimento impugnato è motivato adeguatamente, poiché enuncia le ragioni per le quali la realizzazione delle previste modifiche deturperebbe l’edificio e la bellezza naturale, con la precisazione delle caratteristiche dell’intervento giudicate lesive dell’ambiente.
2. Con l’appello principale, l’originaria ricorrente in primo grado ha lamentato l’erroneità della sentenza gravata, poiché essa:
- ha riferito il provvedimento impugnato all’istituto dell’autorizzazione paesaggistica, mentre è stato emanato in esercizio della funzione consultiva prevista dallo strumento urbanistico per gli interventi in zona A;
- non ha rilevato i vizi del provvedimento, pure evidenti poiché non basato sull’esame dell’effettivo oggetto dell’intervento in variante (limitato alla sola indicazione delle aree scoperte da adibire a parcheggio all’interno del lotto interessato e non recante modifiche strutturali) e in quanto volto indebitamente, al riesame dell’intero progetto, con una azione amministrativa incoerente (essendo stato espresso, dapprima, il parere favorevole di compatibilità con i valori storico-artistici per le opere di nuova costruzione del locale commerciale e, solo dopo, il parere contrario alla luce degli stessi parametri per un intervento questa volta privo di incidenza), con una motivazione apodittica limitata all’esistenza di un edificio storico non risultante sottoposto ad alcuna tutela; per tutte queste ragioni, infine, non obbligatorio né vincolante ai sensi delle NTA del P.d.f. comunale.
3. Ritiene la Sezione che le censure così riassunte sono infondate.
Dal primo parere della Soprintendenza n. 8237 del 2002, emerge in modo inequivocabile che esso è stato reso sul presupposto di un intervento consistente “in lavori di ristrutturazione e risanamento” e specificamente così descritto, con la coerente indicazione di prescrizioni ristrette alla tipologia e al colore degli intonaci, e perciò sulla base di una valutazione di compatibilità con il contesto ambientale resa in considerazione della incidenza obiettivamente limitata di opere così individuate.
Né risulta in atti che alla Soprintendenza sia stato sottoposto, in tale fase, un progetto comprensivo della realizzazione di parcheggi in applicazione dell’art. 41-sexies della legge n.1150 del 1942 (un metro quadrato per ogni dieci metri cubi di costruzione).
Tale realizzazione – con incidenza sull’edificio nel suo complesso - è invece l’oggetto della istanza di variante valutata negativamente dalla Soprintendenza (e presentata dalla ricorrente il 19.3.2007), come emerge dalla relazione tecnica (allegata alla relazione depositata dalla Soprintendenza nel giudizio di primo grado il 23.3.2009), redatta per l’esame di competenza ed il conseguente parere sulla detta variante, poi reso in senso contrario con atto n. 5206 del 19.9.2008.
In questo quadro il Collegio giudica corretta la statuizione della sentenza di primo grado sul carattere di indefettibilità dell’elemento degli spazi per parcheggi ai fini della compiuta valutazione del progetto.
Infatti, “l'art. 41 sexies l. 17 agosto 1942 n. 1150, introdotto dall'art. 18 l. 6 agosto 1967 n. 765, che stabilisce la riserva nelle nuove costruzioni di appositi spazi per parcheggi, opera come norma di relazione nei rapporti privatistici e come norma di azione nel rapporto pubblicistico con la p.a., non potendo quest'ultima autorizzare nuove costruzioni che non siano corredate di dette aree” (Cassazione civile, sez. II, 13 gennaio 2010, n. 378): un progetto privo di tali spazi presentato alla valutazione di competenza dei diversi organi amministrativi manca di un elemento costitutivo essenziale per la sua completa individuazione, sicché la variante del progetto per integrarvi i detti spazi ne definisce compiutamente la dimensione ed il connesso impatto.
Ne consegue che non vi è contraddizione tra i due pareri resi dalla Soprintendenza, poiché basati su presupposti del tutto diversi, essendo fondato il primo sulla valutazione di opere di ristrutturazione e risanamento, il secondo sulla considerazione di un progetto di nuova costruzione reso evidente dall’apprestamento dei relativi standards per i parcheggi.
Né riguardo al parere sulla variante sono dimostrati vizi di travisamento dei fatti, irragionevolezza o illogicità della motivazione, unici sindacabili dal giudice amministrativo (e nella specie insussistenti) a fronte della discrezionalità in materia dell’Amministrazione preposta alla tutela con riguardo in particolare, nella specie, ad insediamenti nel centro storico del Comune.
Va infine considerato irrilevante il richiamo, formulato nella sentenza gravata, al potere di rilascio di autorizzazione, in luogo del potere consultivo in effetti esercitato dalla Soprintendenza, poiché già la medesima sentenza ha evidenziato, malgrado tale imprecisione, l’insussistenza dei vizi dedotto avverso il provvedimento impugnato.
4. Per quanto considerato l’appello principale è infondato e deve perciò essere respinto.
Va pertanto dichiarato improcedibile l’appello incidentale, così come diventa priva di rilevanza l’eccezione di inammissibilità del medesimo appello incidentale (formulata dall’appellante principale).
Le spese del secondo grado del giudizio seguono, come di regola, la soccombenza. Esse sono liquidate nel dispositivo.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) respinge l’appello in epigrafe n. 2437 del 2010.
Condanna la parte appellante al pagamento delle spese del presente grado di giudizio, che liquida nel complesso in euro 4.000,00 (quattromila/00), di cui euro 2.000,00 (duemila/00) a favore del Ministero per i beni e le attività culturali ed euro 2.,000,00 (duemila /00) a favore dell’intimato signor Sergio Positano, oltre gli accessori di legge
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 16 novembre 2010 con l'intervento dei magistrati:

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e contrario
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