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Timestamp: 2018-06-23 02:25:25+00:00

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Con la legge 3/2018 i tecnici della prevenzione avranno un albo
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Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro: arriva l’albo
C'è tempo diciotto mesi dalla pubblicazione delle legge 3/2018
Anche i tecnici della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro avranno un albo. Lo ha stabilito la legge 3/2018 - pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 25 del 31 gennaio 2018 - in materia di riordino delle professioni sanitarie. Diciotto mesi mesi per il varo.
nonche' disposizioni per il riordino delle  professioni  sanitarie  e
per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute. (18G00019)
1. Al decreto legislativo  del  Capo  provvisorio  dello  Stato  13
settembre 1946, n. 233, ratificato dalla legge  17  aprile  1956,  n.
Art.  1  (Ordini  delle  professioni   sanitarie).   -   1.   Nelle
circoscrizioni geografiche  corrispondenti  alle  province  esistenti
alla data del  31  dicembre  2012  sono  costituiti  gli  Ordini  dei
dei   biologi,   dei   fisici,   dei   chimici,   delle   professioni
infermieristiche,  della  professione  di  ostetrica  e  dei  tecnici
della riabilitazione e  della  prevenzione.  Qualora  il  numero  dei
professionisti residenti nella circoscrizione geografica  sia  esiguo
in relazione al numero degli  iscritti  a  livello  nazionale  ovvero
demografico, il Ministero della salute, d'intesa  con  le  rispettive
che  un  Ordine  abbia  per  competenza  territoriale  due   o   piu'
2.  Per  l'esercizio  di  funzioni  di  particolare  rilevanza,  il
Ministero  della  salute,  d'intesa  con  le  rispettive  Federazioni
nazionali e sentiti gli Ordini interessati, puo' disporre il  ricorso
a) sono enti pubblici  non  economici  e  agiscono  quali  organi
sussidiari dello Stato al fine di tutelare  gli  interessi  pubblici,
b)  sono   dotati   di   autonomia   patrimoniale,   finanziaria,
regolamentare  e  disciplinare  e  sottoposti  alla   vigilanza   del
Ministero  della  salute;  sono  finanziati  esclusivamente   con   i
c) promuovono  e  assicurano  l'indipendenza,  l'autonomia  e  la
responsabilita' delle professioni e dell'esercizio professionale,  la
qualita'  tecnico-professionale,  la  valorizzazione  della  funzione
sociale, la salvaguardia dei  diritti  umani  e  dei  principi  etici
dell'esercizio   professionale   indicati   nei   rispettivi   codici
d) verificano il possesso  dei  titoli  abilitanti  all'esercizio
professionale  e  curano  la  tenuta,  anche  informatizzata,  e   la
pubblicita', anche  telematica,  degli  albi  dei  professionisti  e,
e) assicurano un adeguato sistema di informazione  sull'attivita'
svolta, per garantire accessibilita' e trasparenza alla loro  azione,
in coerenza con i principi del decreto legislativo 14 marzo 2013,  n.
f) partecipano alle procedure relative  alla  programmazione  dei
g)  rendono  il  proprio  parere  obbligatorio  sulla  disciplina
fermi restando gli altri  casi,  previsti  dalle  norme  vigenti,  di
parere obbligatorio  degli  Ordini  per  l'adozione  di  disposizioni
h) concorrono con le autorita' locali e centrali nello  studio  e
nell'attuazione dei provvedimenti che possano interessare l'Ordine  e
contribuiscono con le istituzioni sanitarie e formative  pubbliche  e
formative e dei processi di aggiornamento per  lo  sviluppo  continuo
professionale  di  tutti  gli  iscritti  agli  albi,  promuovendo  il
mantenimento dei requisiti  professionali  anche  tramite  i  crediti
i)  separano,  nell'esercizio  della  funzione  disciplinare,   a
garanzia del diritto di difesa, dell'autonomia e della terzieta'  del
giudizio disciplinare, la funzione istruttoria da quella  giudicante.
A tal fine, in ogni regione  sono  costituiti  uffici  istruttori  di
albo, composti da un numero compreso tra  cinque  e  undici  iscritti
sorteggiati tra i componenti delle commissioni disciplinari  di  albo
della corrispettiva  professione,  garantendo  la  rappresentanza  di
tutti gli Ordini,  e  un  rappresentante  estraneo  alla  professione
disciplinare   o   d'ufficio,   compiono   gli    atti    preordinati
all'instaurazione   del   procedimento   disciplinare,   sottoponendo
all'organo giudicante la documentazione acquisita  e  le  motivazioni
per  il   proscioglimento   o   per   l'apertura   del   procedimento
disciplinare, formulando in questo caso il  profilo  di  addebito.  I
componenti  degli  uffici  istruttori  non  possono  partecipare   ai
l)  vigilano  sugli  iscritti  agli  albi,  in  qualsiasi   forma
giuridica svolgano la loro attivita' professionale,  compresa  quella
societaria, irrogando sanzioni disciplinari secondo  una  graduazione
correlata alla volontarieta' della condotta,  alla  gravita'  e  alla
reiterazione dell'illecito, tenendo conto  degli  obblighi  a  carico
degli iscritti,  derivanti  dalla  normativa  nazionale  e  regionale
vigente  e  dalle  disposizioni  contenute  nei  contratti  e   nelle
Art. 2 (Organi). - 1. Sono organi degli  Ordini  delle  professioni
c) la commissione di  albo,  per  gli  Ordini  comprendenti  piu'
2. Ciascun Ordine, favorendo l'equilibrio di genere e  il  ricambio
generazionale nella rappresentanza, secondo modalita'  stabilite  con
successivi regolamenti, elegge in assemblea, fra  gli  iscritti  agli
a) il Consiglio direttivo, che, fatto salvo quanto  previsto  per
la professione odontoiatrica dall'articolo 6 della  legge  24  luglio
1985, n. 409, e' costituito  da  sette  componenti  se  gli  iscritti
gli   iscritti   all'albo   superano   i   cinquecento   ma   non   i
millecinquecento e da quindici componenti se  gli  iscritti  all'albo
determinata la composizione del Consiglio direttivo  dell'Ordine  dei
tecnici sanitari di radiologia medica e delle  professioni  sanitarie
tecniche,  della  riabilitazione  e  della  prevenzione,  nonche'  la
composizione del Consiglio direttivo  dell'Ordine  delle  professioni
infermieristiche, garantendo comunque un'adeguata  rappresentanza  di
e' costituita da cinque componenti del medesimo albo se gli  iscritti
non superano i millecinquecento, da sette componenti se gli  iscritti
superano i millecinquecento ma sono inferiori a  tremila  e  da  nove
componenti se gli iscritti superano i tremila e, per  la  professione
medica,  e'  costituita  dalla  componente   medica   del   Consiglio
direttivo; con decreto del Ministro della salute  e'  determinata  la
composizione delle commissioni di albo  all'interno  dell'Ordine  dei
composizione delle commissioni di albo all'interno dell'Ordine  delle
3. Il collegio dei revisori e' composto da un  presidente  iscritto
nel Registro dei  revisori  legali  e  da  tre  membri,  di  cui  uno
supplente, eletti tra gli iscritti agli albi. Nel caso di Ordini  con
piu' albi, fermo restando il numero dei componenti, e'  rimessa  allo
4. La votazione per l'elezione  del  Consiglio  direttivo  e  della
commissione di albo e' valida in prima  convocazione  quando  abbiano
votato almeno i due quinti degli iscritti o in  seconda  convocazione
degli iscritti. A partire dalla terza convocazione  la  votazione  e'
5. Le votazioni durano da un minimo di due a un massimo  di  cinque
giorni consecutivi, di cui uno festivo, e si svolgono anche  in  piu'
sedi,  con  forme  e  modalita'  che   ne   garantiscano   la   piena
accessibilita' in ragione del numero  degli  iscritti,  dell'ampiezza
territoriale e delle caratteristiche  geografiche.  Qualora  l'Ordine
abbia un numero di iscritti superiore a cinquemila, la  durata  delle
votazioni non puo' essere inferiore a tre giorni. I  risultati  delle
votazioni devono essere comunicati entro quindici giorni  da  ciascun
Ordine alla rispettiva Federazione nazionale  e  al  Ministero  della
salute. Con decreto del Ministro  della  salute,  da  adottare  entro
disposizione, sono definite le  procedure  per  la  composizione  dei
seggi elettorali in modo tale da garantire la terzieta' di chi ne  fa
parte,  le  procedure  per  l'indizione  delle   elezioni,   per   la
presentazione delle liste e per lo svolgimento  delle  operazioni  di
voto e di scrutinio  nonche'  le  modalita'  di  conservazione  delle
6. Avverso la validita'  delle  operazioni  elettorali  e'  ammesso
ricorso alla Commissione centrale per gli  esercenti  le  professioni
7. I componenti del Consiglio direttivo durano  in  carica  quattro
anni e l'assemblea per la loro elezione  deve  essere  convocata  nel
terzo  quadrimestre  dell'anno  in  cui  il   Consiglio   scade.   La
proclamazione  degli  eletti  deve  essere  effettuata  entro  il  31
8. Ogni Consiglio direttivo elegge nel proprio seno, a  maggioranza
assoluta dei suoi componenti, il presidente, il vice  presidente,  il
tesoriere e il  segretario,  che  possono  essere  sfiduciati,  anche
singolarmente, con la maggioranza dei due terzi  dei  componenti  del
Consiglio. Chi ha svolto tali incarichi puo'  essere  rieletto  nella
9. Il presidente ha la rappresentanza dell'Ordine, di cui convoca e
presiede il Consiglio direttivo e le  assemblee  degli  iscritti;  il
10. In caso di piu' albi nello stesso Ordine, con le  modalita'  di
cui al comma 8 ogni commissione di albo elegge e puo'  sfiduciare  il
presidente, il vice presidente e, per  gli  albi  con  un  numero  di
iscritti superiore a  mille,  il  segretario.  Il  presidente  ha  la
rappresentanza dell'albo, di cui convoca e presiede  la  commissione.
esercita le funzioni a lui delegate, comprese  quelle  inerenti  alla
segreteria della commissione in relazione agli albi con un numero  di
Art. 3 (Compiti del Consiglio  direttivo  e  della  commissione  di
albo). - 1. Al Consiglio direttivo  di  ciascun  Ordine  spettano  le
a) iscrivere i professionisti  all'Ordine  nel  rispettivo  albo,
compilare e tenere gli albi dell'Ordine e pubblicarli  all'inizio  di
b) vigilare sulla conservazione del  decoro  e  dell'indipendenza
c) designare i  rappresentanti  dell'Ordine  presso  commissioni,
d) promuovere e favorire tutte le iniziative intese a  facilitare
il progresso culturale degli  iscritti,  anche  in  riferimento  alla
o fra un iscritto e persona o ente a favore dei  quali  questi  abbia
prestato o presti la propria  opera  professionale,  per  ragioni  di
spese, di  onorari  e  per  altre  questioni  inerenti  all'esercizio
professionale, procurando la conciliazione della vertenza e, in  caso
di mancata conciliazione, dando  il  suo  parere  sulle  controversie
proporre all'approvazione dell'assemblea degli iscritti  il  bilancio
g) proporre all'approvazione  dell'assemblea  degli  iscritti  la
tassa annuale, anche diversificata  tenendo  conto  delle  condizioni
di gestione, nonche' la tassa per  il  rilascio  dei  pareri  per  la
a) proporre al  Consiglio  direttivo  l'iscrizione  all'albo  del
la rappresentanza esponenziale della professione e, negli Ordini  con
piu' albi, esercitare le attribuzioni di cui alle lettere c),  d)  ed
e) del comma 1, eccettuati i casi in cui le designazioni di cui  alla
suddetta lettera c) concernono uno o piu' rappresentanti  dell'intero
c) adottare e dare esecuzione ai provvedimenti  disciplinari  nei
confronti  di  tutti  gli  iscritti  all'albo  e  a  tutte  le  altre
disposizioni di Ordine disciplinare e sanzionatorio  contenute  nelle
d) esercitare le funzioni gestionali comprese  nell'ambito  delle
e) dare il proprio concorso alle autorita' locali nello studio  e
3. Per gli Ordini che comprendono un'unica professione le  funzioni
e  i  compiti  della  commissione  di  albo  spettano  al   Consiglio
4. Contro i provvedimenti per  le  materie  indicate  ai  commi  1,
lettera a), e 2, lettere a) e c), e  quelli  adottati  ai  sensi  del
comma 3 nelle medesime materie, e' ammesso ricorso  alla  Commissione
Art. 4 (Scioglimento dei Consigli direttivi e delle commissioni  di
albo). - 1. I Consigli  direttivi  e  le  commissioni  di  albo  sono
sciolti quando non  siano  in  grado  di  funzionare  regolarmente  o
2. Lo scioglimento e'  disposto  con  decreto  del  Ministro  della
salute, sentite le rispettive Federazioni nazionali.  Con  lo  stesso
decreto e' nominata una commissione straordinaria di tre  componenti,
di cui non  piu'  di  due  iscritti  agli  albi  professionali  della
categoria  e  uno  individuato  dal  Ministro  della   salute.   Alla
commissione competono tutte le attribuzioni  del  Consiglio  o  della
3. Entro tre mesi dallo scioglimento si deve procedere  alle  nuove
permanenti, in cui sono iscritti i  professionisti  della  rispettiva
professione, ed  elenchi  per  categorie  di  professionisti  laddove
2. Per l'esercizio di  ciascuna  delle  professioni  sanitarie,  in
qualunque forma  giuridica  svolto,  e'  necessaria  l'iscrizione  al
3. Per l'iscrizione all'albo e' necessario:
b) essere in possesso del prescritto titolo ed  essere  abilitati
c) avere la residenza o il domicilio o esercitare la  professione
4.  Fermo  restando  quanto  disposto  dal  decreto  legislativo  9
novembre 2007, n. 206, in materia di riconoscimento delle  qualifiche
professionali, possono essere  iscritti  all'albo  gli  stranieri  in
possesso dei requisiti di cui al comma 3, che siano in regola con  le
5. Gli iscritti che si stabiliscono in un Paese  estero  possono  a
domanda conservare l'iscrizione all'Ordine professionale italiano  di
Art.  6  (Cancellazione   dall'albo   professionale).   -   1.   La
cancellazione  dall'albo  e'  pronunziata  dal  Consiglio  direttivo,
d'ufficio o su richiesta del Ministro della salute o del  procuratore
b) di  accertata  carenza  dei  requisiti  professionali  di  cui
d)  di  morosita'  nel  pagamento  dei  contributi  previsti  dal
e)   di   trasferimento   all'estero,   salvo   quanto   previsto
2. La cancellazione, tranne nei casi di cui al comma 1, lettera c),
non puo' essere pronunziata se non dopo aver  sentito  l'interessato,
ovvero dopo mancata risposta del medesimo a tre convocazioni per  tre
mesi  consecutivi.  La  cancellazione  ha  efficacia  in   tutto   il
Art. 7 (Federazioni nazionali). - 1. Gli Ordini  territoriali  sono
riuniti in Federazioni nazionali con sede in Roma,  che  assumono  la
rappresentanza esponenziale delle rispettive professioni presso  enti
2. Alle Federazioni nazionali sono attribuiti compiti di  indirizzo
e coordinamento e di  supporto  amministrativo  agli  Ordini  e  alle
Federazioni regionali, ove costituite, nell'espletamento dei  compiti
3.  Le  Federazioni  nazionali  emanano  il  codice   deontologico,
approvato nei rispettivi Consigli nazionali da almeno tre quarti  dei
consiglieri presidenti di Ordine e rivolto a tutti gli iscritti  agli
Ordini territoriali, che lo recepiscono  con  delibera  dei  Consigli
d) la commissione di albo, per le Federazioni  comprendenti  piu'
2. Le Federazioni sono dirette dal Comitato centrale costituito  da
quindici componenti, fatto  salvo  quanto  previsto  dall'articolo  6
4. La commissione per gli iscritti all'albo  degli  odontoiatri  si
compone di nove membri eletti dai  presidenti  delle  commissioni  di
albo  territoriali  contestualmente  e  con  le  stesse  modalita'  e
procedure di cui ai commi 8, 9 e 10. I primi  eletti  entrano  a  far
parte del Comitato centrale della Federazione nazionale a  norma  dei
commi secondo e terzo dell'articolo 6 della legge 24 luglio 1985,  n.
409. La commissione di albo per la professione medica  e'  costituita
dalla componente  medica  del  Comitato  centrale.  Con  decreto  del
Ministro  della  salute  e'   determinata   la   composizione   delle
commissioni di albo all'interno  della  Federazione  nazionale  degli
Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle  professioni
la  composizione  delle  commissioni  di   albo   all'interno   della
Federazione    nazionale    degli    Ordini     delle     professioni
5.  I  rappresentanti  di  albo  eletti   si   costituiscono   come
commissione  disciplinare  di  albo  con  funzione   giudicante   nei
confronti  dei  componenti   dei   Consigli   direttivi   dell'Ordine
appartenenti al medesimo albo e nei confronti  dei  componenti  delle
commissioni di albo territoriali. E' istituito l'ufficio  istruttorio
nazionale di albo, costituito da cinque  componenti  sorteggiati  tra
quelli facenti parte dei corrispettivi uffici istruttori regionali  e
da un rappresentante estraneo alla professione nominato dal  Ministro
6. Ogni Comitato centrale elegge nel proprio  seno,  a  maggioranza
assoluta degli aventi diritto, il presidente, il vice presidente,  il
singolarmente, con la maggioranza qualificata  dei  due  terzi  degli
aventi diritto. Chi ha svolto tali  incarichi  puo'  essere  rieletto
7. Il presidente ha la rappresentanza  della  Federazione,  di  cui
convoca e presiede il Comitato centrale  e  il  Consiglio  nazionale,
composto  dai  presidenti  degli  Ordini   professionali;   il   vice
presidente lo sostituisce in caso  di  assenza  o  di  impedimento  e
8. I Comitati centrali sono eletti dai  presidenti  dei  rispettivi
Ordini, nel primo trimestre  dell'anno  successivo  all'elezione  dei
presidenti e dei Consigli direttivi degli Ordini  professionali,  tra
nella rappresentanza, con le  modalita'  determinate  con  successivi
9. Ciascun presidente dispone  di  un  voto  per  ogni  cinquecento
iscritti  e  frazione  di  almeno   duecentocinquanta   iscritti   al
10. Avverso la validita' delle  operazioni  elettorali  e'  ammesso
11.  Il  Consiglio  nazionale  e'  composto  dai   presidenti   dei
12. Spetta  al  Consiglio  nazionale  l'approvazione  del  bilancio
preventivo e del conto consuntivo della Federazione su  proposta  del
Comitato centrale, nonche' l'approvazione del codice  deontologico  e
13. Il Consiglio nazionale,  su  proposta  del  Comitato  centrale,
stabilisce il contributo annuo che ciascun  Ordine  deve  versare  in
rapporto al numero dei propri iscritti per le spese di  funzionamento
14.  All'amministrazione  dei  beni  spettanti   alla   Federazione
15. Al  Comitato  centrale  di  ciascuna  Federazione  spettano  le
a) predisporre, aggiornare e pubblicare gli albi  e  gli  elenchi
b) vigilare, sul piano nazionale, sulla conservazione del  decoro
c) coordinare e  promuovere  l'attivita'  dei  rispettivi  Ordini
nelle materie che, in quanto inerenti  alle  funzioni  proprie  degli
d)  promuovere  e  favorire,  sul  piano  nazionale,   tutte   le
e)  designare   i   rappresentanti   della   Federazione   presso
commissioni, enti od organizzazioni di carattere  nazionale,  europeo
f) dare direttive di massima per la soluzione delle  controversie
16. Alle commissioni di albo di ciascuna  Federazione  spettano  le
a) dare il proprio concorso alle autorita' centrali nello  studio
e nell'attuazione dei provvedimenti che comunque possano  interessare
alle lettere d), e) ed f) del comma 15, eccettuati i casi in  cui  le
designazioni di cui alla suddetta lettera e) concernano  uno  o  piu'
17. In caso di piu' albi nella stessa Federazione, con le modalita'
di cui al comma 6 ogni commissione di albo elegge e  puo'  sfiduciare
il presidente, il vice presidente e il segretario. Il  presidente  ha
vice presidente sostituisce il presidente in caso  di  necessita'  ed
18. Per le Federazioni  che  comprendono  un'unica  professione  le
funzioni ed i compiti della commissione di albo spettano al  Comitato
19. Contro i provvedimenti adottati ai sensi del comma 16,  lettera
b), e del comma 18 e' ammesso ricorso alla Commissione  centrale  per
20. I Comitati centrali e  le  commissioni  di  albo  sono  sciolti
quando non siano in grado di funzionare  regolarmente  o  qualora  si
e' disposto con decreto del Ministro  della  salute.  Con  lo  stesso
decreto  e'  nominata  una  commissione   straordinaria   di   cinque
componenti, di cui non piu' di due iscritti agli  albi  professionali
Comitato  o  della  commissione  disciolti.  Entro  tre  mesi   dallo
2. I presidenti delle Federazioni nazionali di cui all'articolo  8,
comma 1, lettera a), del decreto  legislativo  del  Capo  provvisorio
dello Stato 13 settembre 1946, n. 233, come modificato  dal  comma  1
3. Gli Ordini e i rispettivi organi in essere alla data di  entrata
in vigore della presente legge restano in carica fino alla  fine  del
proprio  mandato  con  le  competenze  ad   essi   attribuite   dalla
legislazione vigente; il rinnovo avviene con  le  modalita'  previste
dalle disposizioni di cui al  presente  articolo  e  dai  regolamenti
4. Gli organi delle Federazioni nazionali di  cui  all'articolo  8,
comma 1, del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato  13
settembre 1946, n. 233, restano in carica fino alla fine del  proprio
mandato; il loro rinnovo avviene  con  le  modalita'  previste  dalle
disposizioni di cui al presente articolo e dai regolamenti  attuativi
5. All'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo si
provvede entro sei  mesi  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge, mediante uno o piu' regolamenti adottati con  decreto
del Ministro della salute ai sensi dell'articolo 17, comma  3,  della
legge 23 agosto 1988, n. 400, previa intesa  in  sede  di  Conferenza
autonome di Trento e di Bolzano e  previo  parere  delle  Federazioni
nazionali  interessate,  da  esprimere  entro  trenta  giorni   dalla
a) le norme relative all'elezione, con metodo democratico,  degli
organi,  ivi  comprese  le  commissioni  di  albo,  il  regime  delle
incompatibilita' e, fermo restando quanto disposto dagli articoli  2,
comma 8, secondo periodo, e 8, comma 6, secondo periodo, del  decreto
legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13  settembre  1946,  n.
mandati degli  organi  degli  Ordini  e  delle  relative  Federazioni
b)  i  criteri  e  le  modalita'  per  l'applicazione   di   atti
c) la tenuta degli albi, le iscrizioni e le  cancellazioni  dagli
d) la riscossione  ed  erogazione  dei  contributi,  la  gestione
e) l'istituzione delle  assemblee  dei  presidenti  di  albo  con
f)  le  sanzioni,  opportunamente  graduate,  ed  i  procedimenti
disciplinari, i ricorsi  e  la  procedura  dinanzi  alla  Commissione
6. Lo statuto delle Federazioni nazionali, approvato  dai  Consigli
a) la costituzione e l'articolazione delle Federazioni  regionali
o  interregionali,  il  loro  funzionamento  e  le  modalita'   della
b) le attribuzioni di funzioni e le  modalita'  di  funzionamento
d) l'organizzazione e  gestione  degli  uffici,  del  patrimonio,
7. Fino alla data di entrata in  vigore  dei  regolamenti  e  degli
statuti di cui rispettivamente ai commi  5  e  6  si  applicano,  per
del Presidente della Repubblica 5 aprile  1950,  n.  221,  nonche'  i
8. A decorrere dalla data di entrata in vigore  dei  regolamenti  e
degli statuti di cui rispettivamente ai commi 5 e  6,  sono  abrogati
gli articoli 20, 22, 23, 24, 25, 26, 27 e 28 del decreto  legislativo
9. Dalla data di entrata in vigore della presente legge  i  collegi
delle professioni sanitarie e  le  rispettive  Federazioni  nazionali
a)  i  collegi  e  le  Federazioni  nazionali  degli   infermieri
professionali,  degli  assistenti  sanitari   e   delle   vigilatrici
d'infanzia (IPASVI) in Ordini delle  professioni  infermieristiche  e
infermieristiche. L'albo degli  infermieri  professionali  assume  la
denominazione di albo  degli  infermieri.  L'albo  delle  vigilatrici
d'infanzia  assume  la  denominazione  di   albo   degli   infermieri
b) i collegi delle ostetriche  in  Ordini  della  professione  di
c) i collegi dei tecnici sanitari di radiologia medica in  Ordini
dei  tecnici  sanitari  di  radiologia  medica  e  delle  professioni
d) nel caso in cui  il  numero  degli  iscritti  a  un  albo  sia
superiore a cinquantamila unita', il rappresentante legale  dell'albo
puo' richiedere al Ministero della salute l'istituzione di  un  nuovo
Ordine che assuma la denominazione  corrispondente  alla  professione
sanitaria svolta; la costituzione del nuovo  Ordine  avviene  secondo
modalita' e termini stabiliti con decreto del Ministro  della  salute
emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 3,  della  legge  23  agosto
10. La professione di assistente sanitario  confluisce  nell'Ordine
di cui al comma  9,  lettera  c),  del  presente  articolo  ai  sensi
11. Le Federazioni nazionali  degli  Ordini  di  cui  al  comma  9,
lettere a), b) e c), assumono la denominazione,  rispettivamente,  di
infermieristiche,   Federazione   nazionale   degli   Ordini    della
professione di ostetrica e Federazione  nazionale  degli  Ordini  dei
12. Agli Ordini di cui al comma 9 si applicano le  disposizioni  di
cui al decreto  legislativo  del  Capo  provvisorio  dello  Stato  13
settembre 1946, n. 233, come modificato  dal  comma  1  del  presente
c),  gli   albi   delle   professioni   sanitarie   tecniche,   della
riabilitazione e della prevenzione, ai  quali  possono  iscriversi  i
laureati abilitati  all'esercizio  di  tali  professioni,  nonche'  i
possessori  di  titoli  equipollenti  o   equivalenti   alla   laurea
14. Fino alla piena  funzionalita'  degli  albi  delle  professioni
sanitarie tecniche, della riabilitazione  e  della  prevenzione  sono
garantite le attuali rappresentativita' e  operativita'  dei  tecnici
sanitari di radiologia medica in  seno  ai  neocostituiti  Ordini,  e
relativa Federazione nazionale, dei tecnici  sanitari  di  radiologia
1. Al fine di rafforzare la tutela della salute, intesa come  stato
di  benessere   fisico,   psichico   e   sociale,   in   applicazione
dell'articolo 6 dell'intesa sancita  il  10  luglio  2014,  ai  sensi
dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131,  tra  il
Governo, le regioni e le Province autonome di Trento  e  di  Bolzano,
sul nuovo Patto per la salute per gli anni  2014-2016,  e'  istituita
l'area delle  professioni  sociosanitarie,  secondo  quanto  previsto
dall'articolo 3-octies del decreto legislativo 30 dicembre  1992,  n.
2. In attuazione delle disposizioni del comma  1,  mediante  uno  o
Bolzano, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo  28  agosto
previa deliberazione del Consiglio  dei  ministri,  sono  individuati
nuovi profili professionali sociosanitari. L'individuazione  di  tali
profili, il cui  esercizio  deve  essere  riconosciuto  in  tutto  il
territorio  nazionale,  avviene  in  considerazione  dei   fabbisogni
connessi agli obiettivi di salute previsti nel Patto per la salute  e
nei  Piani  sanitari  e  sociosanitari  regionali,  che  non  trovino
3. Gli accordi di cui al comma 2 individuano l'ambito di  attivita'
dei  profili  professionali  sociosanitari  definendone  le  funzioni
4. Con successivo accordo sancito in sede di Conferenza  permanente
Trento e di Bolzano sono stabiliti i criteri  per  il  riconoscimento
dei  titoli  equipollenti  ai   fini   dell'esercizio   dei   profili
professionali di cui ai commi precedenti. Con  decreto  del  Ministro
e acquisito il parere del Consiglio  universitario  nazionale  e  del
Consiglio superiore di sanita', e' definito  l'ordinamento  didattico
5.  Sono  compresi  nell'area  professionale  di  cui  al  presente
articolo  i   preesistenti   profili   professionali   di   operatore
socio-sanitario,   assistente   sociale,   sociologo   ed   educatore
professionale. Resta  fermo  che  i  predetti  profili  professionali
della legge 1º febbraio 2006, n. 43
1. L'articolo 5 della legge 1º febbraio 2006, n. 43, e'  sostituito
«Art.  5  (Individuazione  e  istituzione  di   nuove   professioni
sanitarie). - 1. L'individuazione di nuove professioni  sanitarie  da
comprendere in una delle aree di cui agli articoli 1, 2, 3 e 4  della
legge  10  agosto  2000,  n.  251,  il  cui  esercizio  deve   essere
riconosciuto in tutto il territorio nazionale,  avviene  in  sede  di
recepimento di direttive dell'Unione europea  ovvero  per  iniziativa
dello  Stato  o  delle  regioni,  in  considerazione  dei  fabbisogni
connessi agli  obiettivi  di  salute  previsti  nel  Piano  sanitario
nazionale o nei Piani sanitari regionali, che non trovino rispondenza
in  professioni  gia'  riconosciute,  ovvero  su   iniziativa   delle
associazioni professionali rappresentative di  coloro  che  intendono
ottenere tale riconoscimento. A tal fine, le associazioni interessate
inviano istanza motivata al Ministero della salute, che si  pronuncia
entro i successivi sei mesi  e,  in  caso  di  valutazione  positiva,
attiva la procedura di cui al comma 2.
2. L'istituzione di nuove professioni sanitarie e' effettuata,  nel
rispetto dei principi fondamentali stabiliti  dalla  presente  legge,
previo parere tecnico-scientifico del Consiglio superiore di sanita',
mediante uno o piu' accordi, sanciti in sede di Conferenza permanente
Trento e di Bolzano, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281, e recepiti con decreti del  Presidente  della
Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri.
3.  Gli  accordi  di  cui  al  comma  2   individuano   il   titolo
professionale, l'ambito  di  attivita'  di  ciascuna  professione,  i
criteri  di  valutazione  dell'esperienza  professionale  nonche'   i
criteri per il riconoscimento dei titoli  equipollenti.  Con  decreto
concerto con il  Ministro  della  salute,  acquisito  il  parere  del
Consiglio  universitario  nazionale  e  del  Consiglio  superiore  di
sanita',  e'  definito  l'ordinamento  didattico   della   formazione
universitaria per le nuove professioni sanitarie individuate ai sensi
4.  La  definizione  delle  funzioni   caratterizzanti   le   nuove
professioni   sanitarie   avviene   evitando    parcellizzazioni    e
sovrapposizioni  con  le  professioni  gia'  riconosciute  o  con  le
specializzazioni delle stesse».
nonche' gli eventuali percorsi formativi integrativi.
1. Gli articoli 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 17,
18, 19, 20, 21, 22 e 23 del regolamento di cui al  regio  decreto  1º
marzo 1928, n. 842, per l'esercizio  della  professione  di  chimico,
2. Il Ministro della salute esercita l'alta vigilanza sul Consiglio
nazionale dei chimici che  assume  la  denominazione  di  Federazione
nazionale degli  Ordini  dei  chimici  e  dei  fisici,  al  quale  si
applicano le disposizioni di cui  al  decreto  legislativo  del  Capo
provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233,  ratificato  dalla
3. All'articolo 1 della legge 25 aprile 1938, n. 897, le parole: «i
4.  All'articolo  1  del  decreto  legislativo  luogotenenziale  23
5. All'articolo 17, secondo comma, del decreto legislativo del Capo
provvisorio dello Stato 13  settembre  1946,  n.  233,  e  successive
«e-bis) per l'esame degli affari concernenti  la  professione  di
chimico, un ispettore generale chimico e otto chimici, di cui  cinque
e-ter) per l'esame degli affari  concernenti  la  professione  di
fisico, un ispettore generale fisico e otto  fisici,  di  cui  cinque
6. All'articolo 1, comma 1, del regolamento  per  il  riordino  del
sistema elettorale  e  della  composizione  degli  organi  di  Ordini
professionali, di cui al decreto del Presidente  della  Repubblica  8
7. Fino all'adozione di specifico regolamento recante  modifiche  e
integrazioni  della  disciplina  dei   requisiti   per   l'ammissione
all'esame di Stato e  delle  relative  prove  per  l'esercizio  delle
professioni di chimico e di  fisico,  nonche'  della  disciplina  dei
e dei fisici sono istituiti, all'interno delle relative sezioni  A  e
B, i settori «Chimica»  e  «Fisica»  nel  rispetto  delle  previsioni
8. Il Ministro della salute, entro novanta  giorni  dalla  data  di
entrata in vigore della presente legge, adotta  gli  atti  funzionali
all'esercizio delle funzioni di cui ai  commi  precedenti.  Entro  il
termine di cui al periodo precedente il Ministro della salute  adotta
altresi' gli  atti  necessari  all'articolazione  territoriale  degli
Ordini dei chimici e dei fisici e nomina  i  commissari  straordinari
per l'indizione delle elezioni  secondo  le  modalita'  previste  dal
decreto legislativo del Capo provvisorio  dello  Stato  13  settembre
1946, n. 233. I Consigli direttivi degli  Ordini  dei  chimici  e  il
Consiglio nazionale dei chimici in essere alla  data  di  entrata  in
vigore della presente legge restano in  carica  fino  alla  fine  del
9. Dall'attuazione del comma 5 non devono derivare nuovi o maggiori
1. Gli articoli da 14 a 30, 32 e da 35 a 45 della legge  24  maggio
1967, n. 396, sono abrogati. Nella medesima legge,  ogni  riferimento
2. L'articolo 46 della legge 24 maggio 1967, n. 396, e'  sostituito
«Art. 46 (Vigilanza del Ministro della salute). -  1.  Il  Ministro
della salute esercita  l'alta  vigilanza  sull'Ordine  nazionale  dei
3. Il Ministro della salute, entro novanta  giorni  dalla  data  di
entrata in vigore della presente legge,  adotta  gli  atti  necessari
all'esercizio delle funzioni di cui ai commi 1 e 2. Entro il  termine
di cui al periodo precedente il Ministro  della  salute,  sentito  il
necessari all'articolazione territoriale dell'Ordine  dei  biologi  e
nomina i  commissari  straordinari  per  l'indizione  delle  elezioni
secondo le  modalita'  previste  dal  decreto  legislativo  del  Capo
legge 17 aprile 1956, n. 561, in  quanto  applicabile.  Il  Consiglio
dell'Ordine nazionale dei biologi in essere alla data di  entrata  in
vigore della presente legge  resta  in  carica  fino  alla  fine  del
proprio  mandato  con  le  competenze  ad   esso   attribuite   dalla
dalle disposizioni legislative vigenti al momento  delle  elezioni  e
4. All'articolo 1 della legge 18 febbraio 1989, n. 56, e'  premesso
«Art.  01  (Categoria  professionale  degli  psicologi).  -  1.  La
le professioni sanitarie di  cui  al  decreto  legislativo  del  Capo
5. All'articolo 20 della  legge  18  febbraio  1989,  n.  56,  sono
«1.  Le  elezioni  per  il  rinnovo   dei   consigli   territoriali
dell'Ordine si svolgono  contemporaneamente  nel  terzo  quadrimestre
dell'anno di scadenza. La  proclamazione  degli  eletti  deve  essere
«11. Le votazioni durano da un minimo di due giorni ad  un  massimo
in piu' sedi, con forma e modalita'  che  ne  garantiscano  la  piena
abbia un numero  di  iscritti  superiore  a  5.000  la  durata  delle
votazioni non puo' essere inferiore a tre giorni.  Il  presidente  e'
responsabile del procedimento elettorale. La votazione e'  valida  in
prima  convocazione  quando  abbia  votato  almeno  un  quarto  degli
6. Nella legge  18  febbraio  1989,  n.  56,  ogni  riferimento  al
Ministro di grazia e giustizia e al Ministero di grazia  e  giustizia
si intende fatto, rispettivamente, al  Ministro  della  salute  e  al
Ministero della salute.  Il  Ministro  della  salute,  entro  novanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente  legge,  adotta
gli atti funzionali all'esercizio delle funzioni di cui ai commi 4  e
5  e  al  presente  comma,  sentito  il  Consiglio  nazionale   degli
1. E' istituito presso l'Ordine degli ingegneri l'elenco  nazionale
2. Con regolamento del Ministro della giustizia, di concerto con il
entrata in vigore della presente legge  ai  sensi  dell'articolo  17,
comma 3, della legge  23  agosto  1988,  n.  400,  sono  stabiliti  i
requisiti per l'iscrizione, su base volontaria, all'elenco  nazionale
1. Alla legge 8 marzo 2017,  n.  24,  sono  apportate  le  seguenti
a) all'articolo 5, comma 3, primo periodo,  le  parole:  «con  la
legge 23 dicembre 1996, n. 662,  e  successive  modificazioni,»  sono
b) all'articolo 9, comma 5, terzo periodo, le  parole:  «pari  al
valore  maggiore  della  retribuzione  lorda  o   del   corrispettivo
convenzionale conseguiti nell'anno di  inizio  della  condotta  causa
dell'evento  o  nell'anno  immediatamente  precedente  o  successivo,
moltiplicato per il triplo» sono sostituite dalle seguenti: «pari  al
triplo  del  valore  maggiore  della   retribuzione   lorda   o   del
c) all'articolo 9, comma 6, primo periodo, le  parole:  «pari  al
valore  maggiore  del  reddito   professionale,   ivi   compresa   la
causa   dell'evento   o   nell'anno   immediatamente   precedente   o
d) all'articolo 13, comma 1, primo e secondo periodo, le  parole:
«entro  dieci  giorni»  sono  sostituite   dalle   seguenti:   «entro
«7-bis. Il Fondo di garanzia di cui al comma 1 assolve  anche  alla
funzione di agevolare l'accesso alla copertura assicurativa da  parte
degli esercenti le professioni  sanitarie  che  svolgono  la  propria
attivita' in regime libero-professionale, ai sensi dell'articolo  10,
2. I commi 2 e 4 dell'articolo 3  del  decreto-legge  13  settembre
1. L'articolo 348 del codice penale e' sostituito dal seguente:
«Art. 348  (Esercizio  abusivo  di  una  professione).  -  Chiunque
abusivamente esercita una professione per la quale e'  richiesta  una
speciale abilitazione dello Stato e' punito con la reclusione da  sei
La condanna comporta la pubblicazione della sentenza e la  confisca
delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato  e,
nel caso in cui  il  soggetto  che  ha  commesso  il  reato  eserciti
regolarmente una  professione  o  attivita',  la  trasmissione  della
sentenza medesima al competente  Ordine,  albo  o  registro  ai  fini
dell'applicazione  dell'interdizione  da  uno  a   tre   anni   dalla
professione o attivita' regolarmente esercitata.
Si applica la pena della reclusione da uno a cinque  anni  e  della
multa da euro 15.000 a euro 75.000 nei confronti  del  professionista
che ha determinato altri a commettere il reato di cui al primo  comma
ovvero ha diretto l'attivita' delle persone  che  sono  concorse  nel
2. All'articolo 589 del codice penale, dopo  il  secondo  comma  e'
«Se il fatto e' commesso nell'esercizio abusivo di una  professione
per la quale e' richiesta una speciale abilitazione dello Stato o  di
un'arte sanitaria, la pena e' della reclusione da tre a dieci anni».
3. All'articolo 590 del codice  penale,  dopo  il  terzo  comma  e'
«Se i fatti di cui al secondo comma  sono  commessi  nell'esercizio
abusivo di una professione per la quale  e'  richiesta  una  speciale
abilitazione dello Stato o di un'arte sanitaria, la pena per  lesioni
gravi e' della reclusione da sei mesi  a  due  anni  e  la  pena  per
lesioni gravissime e' della reclusione  da  un  anno  e  sei  mesi  a
4. Il terzo comma dell'articolo 123 del  testo  unico  delle  leggi
sanitarie, di cui al regio  decreto  27  luglio  1934,  n.  1265,  e'
«La detenzione di medicinali scaduti,  guasti  o  imperfetti  nella
farmacia e' punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da  euro
1.500 a euro 3.000, se risulta  che,  per  la  modesta  quantita'  di
farmaci, le modalita'  di  conservazione  e  l'ammontare  complessivo
delle riserve, si puo' concretamente escludere la  loro  destinazione
5. Il primo comma dell'articolo 141 del  testo  unico  delle  leggi
«Chiunque, non trovandosi  in  possesso  della  licenza  prescritta
dall'articolo 140 o dell'attestato di  abilitazione  richiesto  dalla
normativa vigente,  esercita  un'arte  ausiliaria  delle  professioni
sanitarie e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro
6. All'articolo 8, comma 2, della legge 3 febbraio 1989, n. 39,  le
«siano gia' incorsi».
7. Alle norme di attuazione, di  coordinamento  e  transitorie  del
codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo  28  luglio
1989, n. 271, dopo l'articolo 86-bis e' inserito il seguente:
«Art. 86-ter (Destinazione dei beni confiscati in quanto utilizzati
per la commissione del reato di esercizio abusivo  della  professione
sanitaria). - 1. Nel caso di condanna o di applicazione della pena su
richiesta delle parti  a  norma  dell'articolo  444  del  codice  per
l'esercizio abusivo di una professione  sanitaria,  i  beni  immobili
confiscati sono trasferiti al patrimonio del comune ove l'immobile e'
sito, per essere destinati a finalita' sociali e assistenziali».
8. Al comma 2 dell'articolo 1 della legge 14 gennaio  2013,  n.  4,
dopo le  parole:  «delle  professioni  sanitarie»  sono  inserite  le
seguenti: «e relative attivita' tipiche o riservate per legge».
1. All'articolo 9 della legge 14 dicembre 2000,  n.  376,  dopo  il
comma 7 e' aggiunto il seguente:
«7-bis. La pena di cui al comma 7 si applica al farmacista che,  in
assenza di prescrizione medica, dispensi  i  farmaci  e  le  sostanze
farmacologicamente o biologicamente attive ricompresi nelle classi di
cui all'articolo 2, comma 1, per finalita' diverse da quelle  proprie
ovvero  da  quelle  indicate  nell'autorizzazione  all'immissione  in
Circostanza aggravante per i reati  contro  la  persona  commessi  in
danno di persone ricoverate presso  strutture  sanitarie  o  presso
strutture sociosanitarie residenziali o semiresidenziali
«11-sexies) l'avere, nei delitti non colposi, commesso il fatto
in danno di persone ricoverate presso strutture  sanitarie  o  presso
strutture sociosanitarie residenziali o semiresidenziali, pubbliche o
private, ovvero presso strutture socio-educative».
Disposizioni in materia di formazione medica
specialistica e di formazione di medici extracomunitari
1. Con accordo stipulato in sede di  Conferenza  permanente  per  i
di Bolzano, su proposta dei Ministri della salute e  dell'istruzione,
dell'economia e delle  finanze,  in  conformita'  a  quanto  disposto
dall'articolo 21, comma 2-ter, del decreto-legge 12  settembre  2013,
n. 128, possono essere definite ulteriori modalita' attuative,  anche
negoziali, per l'inserimento dei medici in  formazione  specialistica
all'interno delle strutture sanitarie inserite nella  rete  formativa
di cui all'articolo 35 del decreto legislativo  17  agosto  1999,  n.
368, e successive modificazioni.
2. Nel capo II del titolo V  del  testo  unico  delle  disposizioni
286, dopo l'articolo 39-bis e' aggiunto il seguente:
«Art. 39-ter (Disposizioni per i medici extracomunitari). - 1.  Gli
stranieri in possesso della qualifica di medico acquisita in un Paese
non appartenente all'Unione  europea,  che  intendano  partecipare  a
iniziative  di  formazione  o  di  aggiornamento  che  comportano  lo
svolgimento di attivita' clinica presso aziende ospedaliere,  aziende
ospedaliere universitarie e istituti di ricovero e cura  a  carattere
scientifico, possono essere temporaneamente autorizzati, con  decreto
del  Ministero  della  salute,  allo  svolgimento  di  attivita'   di
carattere sanitario nell'ambito di dette iniziative, in  deroga  alle
norme sul riconoscimento dei titoli esteri. L'autorizzazione non puo'
avere durata superiore a due anni. Con  decreto  del  Ministro  della
salute, di concerto con il Ministro dell'istruzione, dell'universita'
e della  ricerca,  con  il  Ministro  degli  affari  esteri  e  della
cooperazione  internazionale  e  con  il  Ministro  dell'interno,  da
presente disposizione,  sono  definiti  gli  specifici  requisiti  di
professionalita'  dei  medici,  le  modalita'  e  i  criteri  per  lo
svolgimento di dette iniziative nonche' i requisiti per  il  rilascio
del visto di ingresso».
3. All'attuazione dei commi 1 e 2 si provvede secondo le  procedure
previste dalla legislazione vigente nonche' nei limiti delle  risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili e comunque senza nuovi o
Disposizioni in materia di concorso straordinario
per l'assegnazione delle sedi farmaceutiche
1. Il punteggio massimo di cui all'articolo 5, comma 1, lettera b),
ministri  30  marzo  1994,  n.  298,  e'  da  intendersi  comprensivo
dell'eventuale maggiorazione prevista dall'articolo 9 della  legge  8
marzo 1968, n. 221.
1. Al fine di  assicurare  un  efficace  assolvimento  dei  compiti
primari di tutela della salute affidati al Ministero della salute,  i
dirigenti del Ministero della salute con  professionalita'  sanitaria
di cui all'articolo 18, comma 8, del decreto legislativo 30  dicembre
1992, n. 502, e successive modificazioni,  e  quelli  successivamente
inquadrati  nelle  corrispondenti  qualifiche,  sono   collocati,   a
decorrere dalla data di entrata in  vigore  della  presente  legge  e
senza nuovi o maggiori oneri a  carico  della  finanza  pubblica,  in
unico livello, nel ruolo  della  dirigenza  sanitaria  del  Ministero
della salute. La contrattazione  collettiva  nazionale  successiva  a
quella   relativa   al   quadriennio   2006-2009,   ferma   rimanendo
l'esclusivita' del rapporto di lavoro, estende ai dirigenti  sanitari
del Ministero della  salute,  prioritariamente  e  nei  limiti  delle
risorse disponibili per i rinnovi contrattuali, gli istituti previsti
dal  decreto  legislativo  30  dicembre  1992,   n.   502,   per   le
corrispondenti qualifiche del Servizio sanitario nazionale e recepiti
nei relativi contratti collettivi nazionali  di  lavoro.  Nelle  more
dell'attuazione di quanto previsto dal  periodo  precedente  e  fermo
restando quanto previsto  al  comma  4,  ai  dirigenti  sanitari  del
Ministero della salute continua a spettare il  trattamento  giuridico
ed economico attualmente in godimento. I titoli di servizio  maturati
presso il Ministero della salute nei profili  professionali  sanitari
anche con rapporto di lavoro a tempo determinato sono  equiparati  ai
titoli di servizio del Servizio sanitario nazionale.
2. Con decreto  del  Ministro  della  salute,  di  concerto  con  i
pubblica amministrazione, da adottare entro novanta giorni dalla data
di entrata in vigore della presente legge, nei limiti delle dotazioni
organiche  vigenti,  sono  individuati  il  contingente   dei   posti
destinati al ruolo della  dirigenza  sanitaria  del  Ministero  della
salute e i principi generali in materia di  incarichi  conferibili  e
modalita' di attribuzione degli stessi. I posti e  gli  incarichi  di
cui al periodo precedente sono individuati e ripartiti con successivo
decreto del Ministro della salute. Sono  salvaguardate  le  posizioni
giuridiche ed economiche dei dirigenti collocati nel ruolo di cui  al
comma 1, gia' inquadrati nella seconda fascia del ruolo dei dirigenti
del Ministero della salute alla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge, anche ai fini del conferimento degli incarichi di cui
ai commi 4 e 5.
3. L'accesso al ruolo della dirigenza sanitaria del Ministero della
salute avviene mediante pubblico concorso per  titoli  ed  esami,  in
coerenza con la  normativa  di  accesso  prevista  per  la  dirigenza
sanitaria del  Servizio  sanitario  nazionale,  e  nell'ambito  delle
facolta' assunzionali vigenti per il Ministero  della  salute.  Fermo
restando quanto previsto dal comma 1,  gli  incarichi  corrispondenti
alle tipologie previste dall'articolo 15 del decreto  legislativo  30
dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, e  individuati  ai
sensi del comma 2, sono attribuiti in conformita' con le disposizioni
4. Nei limiti del contingente di posti quantificato  ai  sensi  del
comma 2, agli  incarichi  di  direzione  di  uffici  dirigenziali  di
livello non  generale  corrispondenti  agli  incarichi  di  struttura
complessa previsti dal decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.  502,
si accede in base ai requisiti previsti per  la  dirigenza  sanitaria
del Servizio sanitario nazionale previa procedura  selettiva  interna
ai sensi dell'articolo 19, comma 1-bis, del  decreto  legislativo  30
marzo 2001, n. 165. La  procedura  di  conferimento  e'  attivata  in
relazione  alle  posizioni  che   si   rendono   disponibili   e   il
differenziale retributivo da  corrispondere  ai  soggetti  incaricati
grava per la prima volta  sulle  risorse  finanziarie  del  Ministero
della salute come previste dalla  normativa  vigente  in  materia  di
5. I dirigenti sanitari del  Ministero  della  salute  che  abbiano
ricoperto incarichi di direzione di uffici  dirigenziali  di  livello
non generale corrispondenti agli incarichi di struttura  complessa  o
di direzione di aziende sanitarie o di enti  del  Servizio  sanitario
nazionale per almeno cinque anni,  anche  non  continuativi,  possono
partecipare  alle   procedure   per   l'attribuzione   di   incarichi
dirigenziali di livello generale ai sensi dell'articolo 19, comma  4,
modificazioni, che in caso di primo conferimento hanno durata pari  a
tre anni, nonche'  partecipare  al  concorso  previsto  dall'articolo
28-bis del predetto decreto legislativo n. 165 del 2001.  Si  applica
l'articolo 23, comma 1, ultimo periodo, del  decreto  legislativo  30
6. Dall'attuazione delle disposizioni di cui al  presente  articolo
non devono derivare nuovi o maggiori  oneri  a  carico  del  bilancio
Norma di coordinamento per le regioni
e per le province autonome
1. Le regioni adeguano il proprio ordinamento alle disposizioni  di
principio desumibili dalla presente legge ai sensi dell'articolo 117,
speciale e  alle  Province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano  dai
rispettivi statuti speciali e dalle relative norme di attuazione.

References: Art.  1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art.  6

Art. 7
 sentenza 

sentenza