Source: http://www.slideshare.net/MarcoGrondacci/lex-2012-dragaggi-e-bonifiche-siti-nazionali
Timestamp: 2015-04-27 06:40:57+00:00

Document:
Bonifica sin in aree industriali ag...
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MODALITA’ DI INTERVENTO DI BONIFICA...
Normativa su dragaggi e bonifica de...
la nuova normativa in materia di dragaggi marini nei siti di bonifica nazionale
Testo del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 (in Supplemento ordinario n. 18/Lalla Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 19 del 24 gennaio 2012), coordinatocon la legge di conversione 24 marzo 2012, n. 27 (in questo stesso Supplementoordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti per la concorrenza, losviluppo delle infrastrutture e la competitività.». (12A03524) (GU n. 71 del 24-3-2012 - Suppl. Ordinario n.53)NUOVA DISCIPLINA DEL DRAGAGGIO NEI SITI DI BONIFICA DI INTERESSENAZIONALETESTO DEL DECRETO LEGGE CONVERTITOhttp://www.gazzettaufficiale.biz/atti/2012/20120079/12A03890.htmLA NUOVA DISCIPLINA DEL DRAGAGGIO NEI SITI DI BONIFICA DI INTERESSENAZIONALEL’articolo 48 della presente legge di conversione abroga la precedente disciplina vedi quihttp://www.amministrativo.it/ambiente/osservatorio.php?num=573&categoria=Rifiutiintroducendo un articolo 5bis alla legge quadro sui porti (legge 84/1994).Resta in vigore il decreto tecnico 7/11/2008 che disciplina metodologie e i criteri di analisi delmateriale dragato al fine della sua gestione. Il Decreto 7/11/2008 è attuativo delle normativaabrogata dalla presente legge ma viene richiamato e quindi mantenuto in vigore dall’articolo 48 (siveda in particolare il comma 5 del nuovo articolo 5bis della legge 84/1994) della presente legge diseguito descritto. Per un commento a questo decreto vedi quihttp://www.amministrativo.it/ambiente/osservatorio.php?num=1136&categoria=RifiutiSITI DI BONIFICA DI INTERESSE NAZIONALELa loro costituzione e le modalità di approvazione dei progetti di bonifica dei siti di interessenazionale sono disciplinati in generale dall’articolo 252 del DLgs 152/2006 (TU ambiente). I sitisono costituti con decreto Ministero Ambiente di intesa con le Regioni interessate. La procedura dibonifica di questi siti è di competenza del Ministero dellambiente e della tutela del territorio,sentito il Ministero delle attività produttive (ora Sviluppo Economico).Per il testo integrale dell’articolo 252 del DLgs 152/2006 vedi quihttp://www.ambientediritto.it/Legislazione/VARIE/2006/dlgs_2006_n.152.htmCONTESTUALITÀ DRAGAGGIO E BONIFICANei siti oggetto di interventi di bonifica di interesse nazionale, le operazioni di dragaggio possonoessere svolte anche contestualmente alla predisposizione del progetto relativo alle attività dibonifica. 1 2.
PROCEDURA DI DRAGAGGIO – BONIFICAPresentazione progetto di dragaggio bonificaAl fine di evitare che tali operazioni possano pregiudicare la futura bonifica del sito, il progetto didragaggio, basato su tecniche idonee ad evitare dispersione del materiale, ivi compreso leventualeprogetto relativo alle casse di colmata, vasche di raccolta o strutture di contenimento di cui alcomma 3, é presentato dallautorità portuale o, laddove non istituita, dallente competente ovverodal concessionario dellarea demaniale al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e al Ministerodellambiente e della tutela del territorio e del mare.Approvazione aspetti tecnico economici del progetto di dragaggioIl Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con proprio decreto, approva il progetto entro trentagiorni sotto il profilo tecnico-economico e trasmette il relativo provvedimento al Ministerodellambiente e della tutela del territorio e del mare per lapprovazione definitiva.Approvazione definitiva progetto dragaggio bonificaIl decreto di approvazione del Ministero dellambiente e della tutela del territorio e del mare deveintervenire, previo parere della Commissione VIA presso il Ministero dell’Ambiente (lacommissione che fornisce il parere tecnico preventivo in materia di Valutazione di ImpattoAmbientale), sullassoggettabilità o meno del progetto alla valutazione di impatto ambientale, entrotrenta giorni dalla suddetta trasmissione.Efficacia decreto di autorizzazione del progetto di dragaggio bonificaIl decreto di autorizzazione produce i seguenti effetti:1. lautorizzazione del progetto e dei relativi interventi sostituisce a tutti gli effetti le autorizzazioni,le concessioni, i concerti, le intese, i nulla osta, i pareri e gli assensi previsti dalla legislazionevigente, ivi compresi, tra laltro, quelli relativi alla realizzazione e allesercizio degli impianti e delleattrezzature necessarie alla loro attuazione. Lautorizzazione costituisce, altresì, variante urbanisticae comporta dichiarazione di pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità dei lavori (comma 6 articolo252 del DLgs 152/2006)2. Se il progetto prevede la realizzazione di opere sottoposte a procedura di valutazione di impattoambientale, lapprovazione del progetto di bonifica comprende anche tale valutazione (comma 7articolo 252 del DLgs 152/2006) 2 3.
CONDIZIONI DI UTILIZZO DEI MATERIALI DI DRAGAGGIOI materiali derivanti dalle attività di dragaggio di aree portuali e marino-costiere poste in siti dibonifica di interesse nazionale, ovvero ogni loro singola frazione granulometrica ottenutaa seguito di separazione con metodi fisici:a) qualora presentino, allorigine ovvero a seguito di trattamenti aventi esclusivamente lo scopodella rimozione degli inquinanti, ad esclusione dei processi finalizzati alla immobilizzazione degliinquinanti stessi, caratteristiche fisiche, chimiche e microbiologiche analoghe al fondo naturale conriferimento al sito di prelievo e idonee con riferimento al sito di destinazione, e non presentinopositività ai test eco-tossicologici, su autorizzazione dellautorità competente per la bonifica,possono essere immessi o refluiti nei corpi idrici dai quali provengono, ovvero possono essereutilizzati per il ripascimento degli arenili, per formare terreni costieri ovvero per migliorare lostato dei fondali attraverso attività di capping, nel rispetto delle modalità previste da un nuovodecreto, nel frattempo restano in vigore l’articolo 252 del DLgs 152/2006 e il DM già citato7/11/2008. Restano salve le competenze della regione territorialmente interessata ( ci si riferisce siaquelle di VIA che in materia di difesa della costa, ripascimento degli arenili, protezione eosservazione dellambiente marino e costiero, demanio marittimo e porti;b) qualora presentino, allorigine o a seguito di trattamenti aventi esclusivamente lo scopo delladesalinizzazione ovvero della rimozione degli inquinanti, ad esclusione quindi dei processifinalizzati alla immobilizzazione degli inquinanti stessi, livelli di contaminazione non superiori aquelli stabiliti nelle colonne A e B della Tabella 1 dellallegato 5 alla parte IV del decreto legislativo3 aprile 2006, n.152, in funzione della destinazione duso e qualora risultino conformi al test dicessione da compiere con il metodo e in base ai parametri di cui al Decreto Ministero Ambiente5/2/1998 (per un commento alla versione aggiornata di questo Decreto vedi quihttp://www.amministrativo.it/ambiente/osservatorio.php?num=387&categoria=Rifiuti, possono essere destinati a impiego a terra secondo le modalità previste dal decreto che dovràessere emanato successivamente nel frattempo restano in vigore l’articolo 252 del DLgs 152/2006 eil DM già citato 7/11/2008.c) Nel caso siano destinati a impiego in aree con falda naturalmente salinizzata, i materiali dacollocare possono avere un livello di concentrazione di solfati e di cloruri nelleluato superiore aquello fissato dalla tabella di cui allallegato 3 del citato Decreto del Ministro dellambiente5/2/1998 a condizione che, su conforme parere dellARPA territorialmente competente, siaprevenuta qualsiasi modificazione delle caratteristiche. Tale destinazione deve essere indicata neiprogetti di dragaggio/bonifica. Il provvedimento di approvazione del progetto di dragaggiocostituisce altresì autorizzazione allimpiego dei materiali fissandone lopera pubblica, il luogo, lecondizioni, i quantitativi e le percentuali di sostituzione dei corrispondenti materiali naturali;d) qualora risultino non pericolosi allorigine o a seguito di trattamenti finalizzati esclusivamentealla rimozione degli inquinanti, ad esclusione quindi dei processi finalizzati alla immobilizzazionedegli inquinanti stessi quali solidificazione e stabilizzazione, possono essere destinati a refluimentoallinterno di casse di colmata, di vasche di raccolta, o comunque in strutture di contenimento chepresentino un sistema di impermeabilizzazione naturale o artificiale o completato artificialmente alperimetro e sul fondo in grado di assicurare requisiti di permeabilità equivalenti a quelli di unostrato di materiale naturale dello spessore di 1 metro con K minore o uguale a 1,0 x 10 - 9 m/s, conle modalità previste dal decreto di cui al comma 6;e) qualora risultino caratterizzati da concentrazioni degli inquinanti al di sotto dei valori diintervento definiti ed approvati dal Ministero dellambiente e della tutela del territorio e del mareper ciascun sito di interesse nazionale, larea interessata viene restituita agli usi legittimi, previoparere favorevole della conferenza di servizi di cui allarticolo 242, comma 13, del decretolegislativo 5 aprile 2006, n. 152. Si tratta della Conferenza convocata dalla Regione e costituitadalle amministrazioni ordinariamente competenti a rilasciare i permessi, autorizzazioni econcessioni per la realizzazione degli interventi compresi nel piano e nel progetto. 3 4.
REGIME PROGETTI DI DRAGAGGIO BONIFICA CONCLUSI AL MOMENTO DELLAENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGENel caso di opere il cui progetto abbia concluso liter approvativo alla data di entrata in vigore dellapresente disposizione, tali requisiti sono certificati dalle amministrazioni titolari delle operemedesime.STATO MATERIALI DRAGATI ALLA FINE DEL REFLUIMENTO E CONDIZIONI PERLA NECESSARIA BONIFICA DELL’AREA DERIVANTE DALLA COLMATANel caso in cui, al termine delle attività di refluimento, i materiali di cui sopra presentino livelli diinquinamento superiori ai valori limite di cui alla Tabella 1 dellallegato 5 alla parte IV del decretolegislativo n.152 del 2006 deve essere attivata la procedura di bonifica dellarea derivantedallattività di colmata in relazione alla destinazione duso. E fatta salva lapplicazione delle normevigenti in materia di autorizzazione paesaggistica. Nel caso di permanenza in sito di concentrazioniresidue degli inquinanti eccedenti i predetti valori limite, devono essere adottate misure di sicurezzache garantiscano comunque la tutela della salute e dellambiente. Laccettabilità delle concentrazioniresidue degli inquinanti eccedenti i valori limite deve essere accertata attraverso una metodologia dianalisi di rischio con procedura diretta e riconosciuta a livello internazionale che assicuri, per laparte di interesse, il soddisfacimento dei “Criteri metodologici per lapplicazione nellanalisi dirischio sanitaria ai siti contaminati” elaborati dallISPRA, dallIstituto superiore di sanità e dalleAgenzie regionali per la protezione dellambiente. I principali criteri di riferimento per laconduzione dellanalisi di rischio sono riportati nellallegato B del Decreto 7/11/2008 già citato. Perla verifica della presenza di valori di concentrazione superiori ai limiti fissati dalla vigentenormativa e per la valutazione dellaccettabilità delle concentrazioni residue degli inquinanti si tieneconto del contenuto dellautorizzazione del progetto di dragaggio/bonifica descritta nella primaparte del presente commento. Tale procedura può essere attuata con limpiego di tecnologie chepossano consentire, contestualmente alla loro applicazione, lutilizzo delle aree medesime.GESTIONE MATERIALI DI DRAGAGGIO REFLUITI IN PORTI DIVERSI DAQUELLI DI PROVENIENZAI materiali di cui al precedente paragrafo del presente commento che presentino livelli diinquinamento superiori ai valori limite di cui alla Tabella 1 dellallegato 5 alla parte IV del decretolegislativo n.152 del 2006 destinati ad essere refluiti allinterno di strutture di contenimentonellambito di porti nazionali diversi da quello di provenienza devono essere accompagnati da undocumento contenente le indicazioni del formulario di identificazione che è il documento chenormalmente deve accompagnare il trasporto dei rifiuti e deve contenere: nome ed indirizzo delproduttore dei rifiuti e del detentore; origine, tipologia e quantità del rifiuto; impianto didestinazione; data e percorso dellistradamento; nome ed indirizzo del destinatario.Le caratteristiche di idoneità delle navi e dei galleggianti alluopo impiegati sono quelle previstedalle norme nazionali e internazionali in materia di trasporto marittimo e garantiscono lidoneitàdellimpresa. Le Autorità marittime (autorità portuali o capitanerie) competenti per provenienza edestinazione dei materiali concordano un sistema di controllo idoneo a garantire una costantevigilanza durante il trasporto dei materiali, nellambito delle attività di competenza senza nuovi omaggiori oneri per la finanza pubblica. 4 5.
STRUTTURE TEMPORANEE DI DEPOSITO MATERIALE DI DRAGAGGIOIn caso di realizzazione, nellambito dellintervento di dragaggio, di strutture adibite a depositotemporaneo di materiali derivanti dalle attività di dragaggio nonché dalle operazioni di bonifica,prima della loro messa a dimora definitiva, il termine massimo di deposito é fissato in trenta mesisenza limitazione di quantitativi, assicurando il non trasferimento degli inquinanti agli ambienticircostanti. Sono fatte salve le disposizioni adottate per la salvaguardia della laguna di Venezia. Siapplicano le previsioni della vigente normativa ambientale nelleventualità di una diversadestinazione e gestione a terra dei materiali derivanti dallattività di dragaggio.MATERIALI DRAGAGGIO DI PORTI NON COMPRESI IN SITI DI BONIFICANAZIONALEI materiali provenienti dal dragaggio dei fondali dei porti non compresi in siti di interesse nazionale,possono essere immersi in mare con autorizzazione della Regione (articolo 21 legge 179/2002, peril testo vedi alla fine del presente paragrafo) nel rispetto di quanto previsto dal comma 2 articolo109 DLgs 152/2006, secondo il quale l’autorizzazione “è rilasciata dallautorità competente soloquando è dimostrata, nellambito della relativa istruttoria, limpossibilità tecnica o economica delloro utilizzo ai fini di ripascimento o di recupero oppure del loro smaltimento alternativo”.I suddetti materiali possono essere diversamente utilizzati a fini di ripascimento, anche consversamento nel tratto di spiaggia sommersa attiva, o per la realizzazione di casse di colmata o altrestrutture di contenimento nei porti in attuazione del Piano regolatore portuale ovvero lungo illitorale per la ricostruzione della fascia costiera, con autorizzazione della regione territorialmentecompetente ai sensi dellarticolo 21 della legge 31 luglio 2002, n. 179. Secondo questo articolo 21Legge 179/2002: “1. Per gli interventi di ripascimento della fascia costiera, nonché di immersionedi materiali di escavo di fondali marini, o salmastri o di terreni litoranei emersi allinterno di cassedi colmata, di vasche di raccolta o comunque di strutture di contenimento poste in ambito costiero,lautorità competente per listruttoria e il rilascio dellautorizzazione è la regione…..In caso diimpiego di materiali provenienti da fondali marini, la regione, allavvio dellistruttoria per ilrilascio della predetta autorizzazione, acquisisce il parere della commissione consultiva dellapesca istituita presso la capitaneria di porto interessata e ne informa il Ministero dellambiente edella tutela del territorio.” 5 Recommended
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References: articolo 5
 articolo 5
 articolo252
 articolo109
 articolo 21
 sentenza