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Timestamp: 2020-06-06 22:36:32+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 27229 del 28/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27229 del 28/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 28/12/2016, (ud. 03/11/2016, dep.28/12/2016), n. 27229
sul ricorso 6294-2015 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE, CF (OMISSIS), in persona del legale
PORTEGHETTO S.R.L. IN LIQUIDAZIONE, C.F. (OMISSIS), in persona del
D’AYALA VALVA, che lo rappresenta e difende unitamente agli avvocati
GIOVANNI MARONGIU e ANDREA BODRITO giusta procura in calce al
avverso la sentenza n. 1225/6/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di GENOVA, emessa il 20/06/2014 e depositata il
1. In fattispecie relativa a cartella di pagamento per il recupero di credito Iva anno 2006, con unico motivo di ricorso l’amministrazione finanziaria impugna la sentenza della C.T.R. Liguria n. 1225/14 per “violazione e/o falsa applicazione del D.P.R. n. 322 del 1998, art. 8 e del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 19”, contestando non già l’accertata prova dell’esistenza del credito Iva in contestazione, bensì la ritenuta legittimità del comportamento del contribuente “che ha utilizzato in compensazione negli anni di imposta 2007 e 2008 il credito d’imposta maturato nell’anno di imposta 2006, in cui era stata omessa la presentazione della dichiarazione”.
2. In realtà, la decisione impugnata è in linea con il principio di diritto formulato dalle Sez. Un. di questa Corte (n. 17757/16) per cui: “La neutralità dell’imposizione armonizzata sul valore aggiunto comporta che, pur in mancanza di dichiarazione annuale, l’eccedenza d’imposta – risultante da dichiarazioni periodiche e regolari versamenti per un anno e dedotta entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto è sorto – sia riconosciuta dal giudice tributario se siano stati rispettati dal contribuente tutti i requisiti sostanziali per la detrazione; pertanto, in tal caso, il diritto di detrazione non può essere negato nel giudizio d’impugnazione della cartella emessa dal fisco a seguito di controllo formale automatizzato, laddove, pur non avendo il contribuente presentato la dichiarazione annuale per il periodo di maturazione, sia dimostrato in concreto – ovvero non controverso – che si tratti di acquisti fatti da un soggetto passivo d’imposta, assoggettati a IVA e finalizzti ad operazioni imponibili”.
3. Al rigetto del ricorso non fa seguito la condanna alla rifusione delle spese processuali, le quali vanno compensate in ragione della recente risoluzione del contrasto interpretativo de quo ad opera delle Sezioni Unite di questa Corte.
4. Non ricorrono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato, in quanto per la ricorrente amministrazione pubblica opera il meccanismo della prenotazione a debito delle spese (cfr. Cass. S.U. n. 9338/14; conf. Cass. sez. 4-L, n. 1778/16 e 6-T n. 18893/16).
La Corte rigetta il ricorso. Dichiara compensate le spese.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 8
 art. 19
 Cass. 
 Cass. sez.