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Timestamp: 2020-05-26 12:46:51+00:00

Document:
Tessili - Tintolavanderie, Reggio Emilia: Contratto collettivo provinciale, 26 marzo 1950
Data firma: 26 marzo 1950
Validità: 01.01.1950 - 31.12.1951
Parti: Associazione Industriali della Provincia di Reggio Emilia - Sezione Tintorie e Lavanderie e Camera Confederale del Lavoro - Federazione Provinciale Lavoratori Abbigliamento, Libera Unione dei Sindacati e Camera Sindacale Provinciale-Fil
Settori: Tessili, Tintolavanderie, Reggio Emilia
Art. 1. - Assunzione - Documenti di lavoro Residenza e domicilio - Visita medica.
Art. 5. - Mansioni promiscue.
Art. 6. - Mutamento temporaneo di mansioni.
Art. 11. - Disciplina del lavoro nel pomeriggio del sabato.
Art. 13. - Recupero delle ore di lavoro perduto.
Art. 15. - Giorni festivi e trattamento economico relativo.
Art. 16. - Lavoro straordinario, notturno e festivo - Maggiorazioni.
Art. 18. - Corresponsione della retribuzione.
Art. 25. - Trattamento di malattia e di infortunio.
Art. 26. - Trattamento in caso di gravidanza e puerperio.
Art. 29. - Commissioni interne e Delegati d’impresa.
Art. 30. - Regolamento interno.
Art. 31. - Permessi di entrata e di uscita. Art. 32. - Assenze.
Art. 33. - Aspettative per cariche pubbliche e sindacali.
Art. 34. - Permessi per cariche sindacali.
Art. 35. - Visite d’inventario e di controllo.
Art. 36. - Consegna e conservazione utensili e materiali.
Art. 38. - Igiene e sicurezza del lavoro.
Art. 39. - Abiti da lavoro.
Art. 40. - Trasferte.
Art. 41. - Trasferimenti.
Art. 44. - Indennità di anzianità in caso di dimissioni.
Art. 47. - Multe e sospensioni.
Art. 48. - Licenziamento per mancanze.
Art. 49. - Trasformazione, trapasso, cessazione e fallimento dell’azienda.
Art. 50. - Operai addetti a lavori discontinui o di semplice attesa o custodia.
Art. 54. - Norme generali.
2) Lavoro straordinario, notturno e festivo: maggiorazione.
Allegato - Classificazione da valere per le maestranze addette alle aziende esercenti le lavanderie, stirerie, tintorie e smacchiatorie d’abiti e indumenti
Contratto collettivo per le maestranze addette alle aziende esercenti le lavanderie, stirerie tintorie e smacchiatorie di abiti e indumenti della provincia di Reggio Emilia, 26 marzo 1950
L’anno 1950, il 26 marzo 1950, in Reggio Emilia, tra l’Associazione Industriali della Provincia di Reggio Emilia - Sezione Tintorie e Lavanderie [...], la Camera Confederale del Lavoro - Federazione Provinciale Lavoratori Abbigliamento [...], la Libera Unione dei Sindacati [...], e la Camera Sindacale Provinciale della Fil [...], è stato stipulato il presente Contratto collettivo di lavoro da valere per le maestranze addette alle aziende esercenti le lavanderie, stirerie, tintorie e smacchiatorie di abiti ed indumenti, situate nella provincia di Reggio Emilia.
La Direzione, nell’assumere l’operaio, lo metterà in grado di conoscere l’esistenza e il contenuto del presente contratto e di eventuale regolamento interno, che saranno messi a disposizione della Commissione interna o del delegato di fabbrica a cura della Direzione stessa.
Per l’assunzione al lavoro delle donne e del fanciulli valgono le norme di legge.
Per il lavoro delle donne e dei fanciulli valgono le norme della legge 26 aprile 1934, n. 653, nonché le disposizioni contenute nel regio decreto 7 agosto 1936, n. 1720, relative alle operazioni inerenti alla manipolazione dei colori, vernici e solventi pericolosi alla salute, qualora ricorrono gli estremi di applicazione della legge stessa.
а) È considerato apprendista chiunque sia assunto in una azienda in età fra i 14 e i 18 anni per gli uomini, e dai 14 ai 20 anni per le donne allo scopo di acquistare la capacità necessaria per diventare operaio qualificato, mediante addestramento pratico.
b) La durata massima del periodo di apprendistato sarà ridotta: di due terzi per i licenziati delle scuole tecniche industriali ad indirizzo della categoria; di metà per coloro che siano in possesso di licenza di scuola secondaria di avviamento professionale di indirizzo corrispondente all’attività esplicata dall’apprendista.
f) Durante il periodo di tirocinio l’apprendista non deve essere adibito a lavori diversi da quelli attinenti alla specialità professionale a cui si riferisce il tirocinio e sottoposto a lavori superiori alle sue forze fisiche o comunque pericolosi e nocivi alla salute nei minimi delle disposizioni della legge sul lavoro delle donne e dei fanciulli. Il datore di lavoro deve inoltre accordare all’apprendista, senza operare alcuna trattenuta sulla retribuzione, i permessi necessari perché frequenti i corsi per la formazione professionale.
g) L’apprendista, durante il periodo di tirocinio deve lavorare ad economia; nel caso venga adibito a lavoro a cottimo l’apprendista acquista automaticamente la qualifica di operaio qualificato anche se non sono trascorsi i termini di durata massima del periodo di apprendistato e dovrà avere il relativo trattamento retributivo e normativo.
l) La durata massima del periodo di apprendistato resta fissata secondo quanto previsto nell’allegato accordo integrativo.
n) Per quanto non espressamente previsto dal presente articolo valgono le norme del presente contratto, fermo restando le disposizioni derivanti da accordi interconfederali o dalla legge in quanto prevedono migliori condizioni.
L’istituzione di corsi di istruzione professionale od il potenziamento di quelli eventualmente esistenti, allo scopo di preparare maestranze tecnicamente efficienti e di migliorare il loro livello culturale, anche da un punto di vista generale, sono additati alle associazioni di categoria ed anche ai singoli industriali come uno scopo da perseguire con ogni possibile mezzo per i benefici effetti sociali ed economici che potranno derivarne.
La durata normale settimanale dell’orario di lavoro è quella fissata dalla legge, con un massimo di 8 ore giornaliere, salvo le deroghe da essa previste o da norme contrattuali.
Per gli addetti ai lavori discontinui o di semplice attesa o custodia, l’orario normale di lavoro è fissato in 60 ore settimanali con un massimo di 10 ore giornaliere, salvo le eccezioni previste in materia per i guardiani dall’accordo interconfederale 23 maggio 1946.
La pulizia del posto di lavoro avverrà di norma prima del termine dell’orario di lavoro. Qualora venga fatta effettuare oltre l’orario normale di cui all’art. 9 (orario di lavoro) sarà considerata prestazione straordinaria.
L’entrata negli stabilimenti e l’uscita da essi degli operai verranno disciplinate nei regolamenti interni di ogni singola azienda, come pure il controllo della presenza al posto di lavoro.
Fanno eccezione alle disposizioni anzidette gli operai adibiti ai lavori discontinui o di semplice attesa e custodia.
È consentita la facoltà di recupero, a regime normale, delle ore ilei periodi di sospensione di lavoro dovuti a causa di forza maggiore, nonché di quelli dovuti a soste concordate fra le parti, purché il recupero stesso sia contenuto nel limite di un’ora al giorno e si effettui entro i 30 giorni susseguenti al periodo in cui è avvenuta l’interruzione, salvo quanto stabilito all’articolo riguardante il pomeriggio del sabato.
Il riposo settimanale cade normalmente in domenica, come è si abilito dalla legge. Ogni eventuale deroga a questo principio; purché sia consentito dalla legge stessa, comporta l’obbligo per il datore di lavoro di corrispondere, per il lavoro prestato nella domenica, oltre alla paga normale, la maggiorazione prevista per il lavoro festivo e di concedere all’operaio un’altra giornata di riposo nel corso della settimana. Le disposizioni concernenti la maggiorazione per il lavoro compiuto di domenica non si applicano agli operai addetti a mansioni discontinue, di semplice attesa e di custodia che prestano, legge consentendo, la loro opera in domenica, usufruendo del prescritto riposo in altro giorno della settimana.
È considerato lavoro straordinario quello effettuato oltre il limite dell’art. 9, ossia oltre le ore 8 giornaliere e le 48 settimanali per
i lavoratori a regime normale di orario e oltre le ore 10 giornaliere e le 60 ore settimanali per i lavoratori di cui al secondo comma del predetto art. 9.
È considerato lavoro festivo quello effettuato nella domenica oppure nei giorni di riposo compensativo, di cui all’art. 14 e nelle festività nazionali.
L’operaio in possesso di documenti comprovanti la frequenza di scuole serali o festive deve essere esonerato dal lavoro straordinario o notturno o festivo, in quanto dette prestazioni gli impediscono di frequentare le scuole medesime.
c) Agli operai interessati dovranno essere comunicati per iscritto, o per affissione, all’inizio, del lavoro, le indicazioni da eseguire e del compenso unitario (tariffa di cottimo) corrispondente.
i) È proibito all’azienda di servirsi di cottimisti i quali abbiano alle loro dipendenze altri operai da essi direttamente retribuiti, dovendosi intendere il rapporto di lavoro sempre intercorrente tra l’operaio e l’azienda e la dipendenza di un operaio da un altro unicamente possibile agli effetti tecnici e disciplinari.
Nelle lavorazioni a cottimo la condizione sopradetta si intenderà soddisfatta con l’applicazione di una uguale tariffa.
L’operaio che abbia una anzianità di mesi 12 consecutivi presso l’azienda in cui è occupato avrà diritto, ogni anno, ad un periodo di ferie con la corresponsione della retribuzione giornaliera globale di fatto percepita in ragione di:
12 giorni lavorativi (pari a ore 96) per gli aventi anzianità da uno a otto anni compiuti;
13 giorni lavorativi (pari a ore 104) per gli aventi anzianità da oltre otto anni e fino a 15 anni compiuti;
15 giorni lavorativi (pari a 120 ore) per gli aventi una anzianità superiore ai 15 anni.
Ferme restando le disposizioni di legge sulla tutela delle lavoratrici durante lo stato di gravidanza o puerperio il posto sarà conservato alle operaie per un periodo complessivo non superiore ai sei mesi, tre dei quali potranno essere utilizzati avanti la data presumibile del parto ed il restante nel periodo di puerperio.
Alle gestanti che si assentano dal lavoro saranno corrisposti, per un periodo di tre mesi avanti il parto e per sei settimane dopo il parto, i due terzi della retribuzione normale, per tale intendendosi la media delle retribuzione complessiva raggiunta negli ultimi due periodi di paga immediatamente precedente alla assenza, compresa l’indennità di contingenza.
Ove intervenissero, relativamente al trattamento per gravidanza e puerperio norme generali, di legge o contrattuali, quanto è disposto dal presente articolo si intenderà integralmente assorbito e sostituito dalle norme stesse.
L’azienda porterà a conoscenza dell’operaio le persone dalle quali dipende ed alle quali deve rivolgersi in caso di necessità. In tutte le manifestazioni del rapporto di lavoro l’operaio dipende dai suoi superiori, come previsto dall’organizzazione interna aziendale.
L’operaio deve osservare rapporti di urbanità e di subordinazione verso i superiori nonché di cordialità verso i compagni di lavoro. Sarà cura dei superiori improntare i rapporti con i dipendenti ai sensi di urbanità.
Per i compiti delle Commissioni interne e dei Delegati d’impresa si richiama la disciplina interconfederale vigente in materia.
La dove già esiste o dove, comunque, si proceda alla emanazione di un regolamento interno nessuna parte di esso potrà derogare o risultare in contrasto con le norme del presente contratto o con le vigenti norme interconfederali sui compiti delle Commissioni interne.
Il regolamento, esposto in modo chiaramente visibile nell’interno della fabbrica, dovrà essere rispettato dalle maestranze.
Durante il lavoro nessun operaio potrà allontanarsi dal proprio posto senza giustificato motivo, parimenti non potrà lasciare lo stabilimento se non debitamente autorizzato.
Salvo speciale permesso non è consentito all’operaio di entrare o di trattenersi nello stabilimento in ora fuori del proprio orario di lavoro. La stessa disposizione vale per gli operai sospesi o licenziati.
Qualora non vi provvedesse può essergli addebitato, sulla liquidazione, l’importo relativo alle cose non riconsegnate.
L’operaio risponderà delle perdite e degli eventuali danni agli oggetti in questione, che siano imputabili a sua colpa o negligenza. L’operaio non può apportare nessuna modifica agli oggetti affidatigli senza averne avuta autorizzazione da chi di dovere. Qualunque variazione da lui fatta arbitrariamente dà diritto alla azienda di rivalersi per i danni avuti.
L’operaio deve interessarsi per far elencare per iscritto gli attrezzi di sua proprietà onde poterli ritirare dallo stabilimento. Gli utensili e gli arnesi di lavoro in dotazione non potranno essere asportati dall’operaio o comunque utilizzati salvo espressa concessione della direzione dell’azienda.
Sia l’azienda che l’operaio sono tenuti all’osservanza delle norme di legge e delle disposizioni emanate dagli organi competenti relative alla tutela dell’igiene e alla prevenzione degli infortuni e delle malattie nel campo del lavoro.
A titolo esemplificativo: le macchine devono essere provviste dei necessari dispositivi di protezione: quelle adibite a lavorazioni producente polvere da bocche di aspirazione; i locali devono essere in normali condizioni di aereazione, pulizia, illuminazione e riscaldamento e assicurare conveniente spazio in relazione al numero degli operai.
b) multa fino ad un importo massimo di tre ore di paga e contingenza;
c) sospensione dal lavoro fino a un massimo di tre giorni;
d) licenziamento ai sensi dell’art. 48.
c) che, senza giustificato motivo abbandoni il proprio posto di lavoro;
d) che esegua con negligenza il lavoro affidatogli;
e) contravvenga al divieto di fumare, espressamente notificato con apposito cartello, laddove ragioni tecniche o di sicurezza consigliano tale divieto;
f) che esegua entro lo stabilimento lavorazioni per proprio uso con lieve danno dell'azienda;
g) che per disattenzione procuri guasti non gravi o sperpero non grave di materiale dell’azienda, che non avverta subito i superiori diretti di eventuali guasti al macchinario o di eventuale irregolarità nell’andamento del lavoro;
i) che in qualunque modo trasgredisca alle norme del presente contratto e dei regolamenti interni o che commetta mancanze recanti pregiudizio alla disciplina, alla morale e all’igiene.
La multa verrà applicata per le mancanze di minore rilievo, la sospensione per quelle di maggior rilievo.
1) con la perdita dell’indennità di preavviso ma non dell’indennità di anzianità.
Tale provvedimento si applica nei confronti dell’operaio che sia recidivo nelle mancanze di cui all’articolo precedente (multe o sospensioni) e che commetta gravi infrazioni alla disciplina ed alla diligenza del lavoro.
d) abbandono del posto di lavoro che implichi pregiudizio all’incolumità delle persone e alla sicurezza degli impianti, comunque compimento di azioni che implichino gli stessi pregiudizi;
h) esecuzione entro lo stabilimento di lavorazioni per uso proprio con danno dell’azienda;
i) trascuranza nell’adempimento degli obblighi contrattuali o di regolamento interno, quando siano già stati comminati i provvedimenti disciplinari di cui all’articolo precedente (multe e sospensioni);
In tale provvedimento incorre l’operaio che provochi all’azienda grave nocumento morale e materiale, che compia azioni delittuose in connessione con lo svolgimento del rapporto di lavoro.
e) esecuzione entro lo stabilimento di lavorazioni per uso proprio o per conto di terzi, con grave danno dell’azienda stessa;
g) recidiva nella colpa di cui al punto g) dell’articolo precedente (multe o sospensioni) qualora vi sia dolo.
1) Definizione del lavorante a domicilio.
È da considerarsi lavorante a domicilio chi nella propria abitazione o in locali non appartenenti al datore di lavoro né sottoposti alla sua sorveglianza, esegue lavoro retribuito per conto di uno o più datori di lavoro, ricevendo dagli stessi le materie prime e gli accessori. Inoltre, il lavorante a domicilio, per essere considerato tale, sarà impegnato a non eseguire per conto proprio o per conto di privati o di committenti non propriamente datori di lavoro, lavori che determinano una condizione di concorrenza nei confronti dei datori di lavoro, come non potrà assumere o comunque valersi di personale salariato o in altra forma retribuito.
2) Libretto personale di controllo. [...]
3) Responsabilità del lavorante a domicilio. [...]
4) Retribuzione. [...]
5) Maggiorazione della retribuzione. [...]
6) Lavoro notturno e festivo. [...]
7) Pagamento della retribuzione. [...]
8) Fornitura materiale.
Si richiamano in particolare le disposizioni relative alle assicurazioni sociali ed all’assistenza malattia.
Ferme restando le possibilità di intervento delle Commissioni interne o del Delegati d’impresa previste dal relativo accordo interconfederale, per la composizione dei reclami e delle controversie di carattere individuale si seguiranno le consuetudinarie norme di stabilimento, ricorrendo a trattative dirette tra le parti o fra i rispettivi rappresentanti.
In caso di mancato accordo tra le parti il reclamo o la controversia sarà sottoposto all’esame delle competenti associazioni sindacali territoriali per il tentativo di conciliazione.
A seconda della natura, le controversie collettive per l’interpretazione e l’applicazione del presente contratto saranno deferite all’esame delle competenti organizzazioni sindacali provinciali o nazionali del datori di lavoro e dei lavoratori per la loro definizione.
Per quanto non risulti regolato dal presente contratto si applicano le norme di legge e gli accordi interconfederali.

References: Art. 1

Art. 5

Art. 6

Art. 11

Art. 13

Art. 15

Art. 16

Art. 18

Art. 25

Art. 26

Art. 29

Art. 30

Art. 31
 Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 44

Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 50

Art. 54
 art. 9