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Timestamp: 2019-11-21 01:50:33+00:00

Document:
Autovelox ammissibile anche nei centri abitati – Sentenza n. 12843 del 3 giugno 2009 – Confederazione Giudici di Pace
Procedimento: Sentenza n. 12843 del 3 giugno 2009
La sentenza Cass. 3/6/2009 n. 12843 ha stabilito che le multe fatte nel centro abitato con l’utilizzo dell’autovelox sono valide e vanno pagate. E ciò anche se non c’è stata la contestazione immediata e persino se manca la documentazione fotografica.
Nel caso in esame il Giudice di Pace aveva accolto il ricorso dell’automobilista annullando la contravvenzione irrogata per violazione dell’art. 142 comma 8 cds poichè l’accertamento non era avvenuto in modo conforme alle direttive ministeriali posto che nelle strade di tipo C, all’interno dei centri abitati, non è ammesso l’utilizzo di dispositivi per l’accertamento della velocità tramite postazione fissa.
La suprema Corte ha invece ritenuto che la contestazione immediata (indipendentemente dall’apparecchiatura elettronica utilizzata per l’accertamento della violazione) debba essere effettuata quando è possibile in relazione alle modalità d’organizzazione del servizio predisposto dall’Amministrazione secondo il suo insindacabile giudizio – servizio la cui finalità istituzionale è pur sempre quella di reprimere comportamenti pericolosi per la regolarità della circolazione e la vita degli utenti delle strade, finalità d’interesse collettivo privilegiata dal legislatore rispetto alle personali esigenze del singolo utente con valutazione discrezionale degli interessi in conflitto, in quanto tale insuscettibile di discussione in sede di giurisdizione anche costituzionale.
Ne consegue che le apparecchiature autovelox (la cui gestione è affidata direttamente agli organi di polizia stradale) devono esser costruite in modo tale da raggiungere lo scopo di cui si è detto poc’anzi, fissando la velocità in un dato momento in modo chiaro ed accertabile e tutelando la riservatezza dell’utente, senza prevedere che detta rilevazione debba necessariamente ed esclusivamente essere attestata da documentazione fotografica. Il rilevamento della velocità a mezzo di apparecchiature elettroniche inoltre può aver luogo su ogni tipo di strada come prevede la speciale disciplina di cui all’art. 4 del DL. 20.6.02 n. 121, come modificato dalla Legge di conversione n. 1.8.02 n. 168.
Sulla base di detti presupposti è ritenuta pertanto legittima la rilevazione della velocità di un veicolo a mezzo apparecchiatura elettronica che non rilascia documentazione fotografica ma consente unicamente l’accertamento della velocità in un determinato momento, restando affidata all’attestazione dell’organo di polizia stradale addetto alla rilevazione la riferibilità al veicolo dal medesimo organo individuato, in quanto l’attestazione dell’organo di polizia ben può integrare con quanto accertato direttamente, la rilevazione elettronica attribuendo la stessa ad uno specifico veicolo, risultando tale attestazione assistita da efficacia probatoria fino a querela di falso ed essendo suscettibile di prova contraria unicamente il difetto di omologazione o di funzionamento dell’apparecchiatura elettronica.
R.G.N. 9950/2005
R.G.N. 14015/2005
Cron. 12843
Ud. 23/04/2009
Dott. ALFREDO MENSITIERI – Presidente
Dott. ENNIO MALZONE – Consigliere
Dott. FRANCESCA TROMBETTA – Consigliere
Dott. IPPOLISTO PARZIALE – Consigliere
Dott. VINCENZO CORRENTI – Rel. Consigliere
COMUNE DI VICOPISANO, in persona del Sindaco pro tempore (…), elettivamente domiciliata in ROMA, (….), presso lo studio dell’avvocato (…), rappresentata e difesa dagli avvocati (…);
sul ricorso 14015-2005 proposto da:
(…), elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato (…);
COMUNE DI VICOPISANO in persona del Sindaco pro tempore;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. COSTANTINO FUCCI che ha concluso per accoglimento del ricorso principale, rigetto del ricorso incidentale.
Il Comune di Vicopisano propone ricorso per cassazione contro (…), che resiste proponendo ricorso incidentale, avverso la sentenza del GP di Cascina n. 40/05 che ha accolto l’opposizione annullando il verbale n. 1035/P/04 di euro 147,05 per violazione dell’art. 142 comma 8 cds perché l’accertamento non è avvenuto in modo conforme alle direttive ministeriali posto che nelle strade di tipo C, all’interno dei centri abitati non è ammesso utilizzo di dispositivi per l’accertamento della velocità tramite postazione fissa.
Il ricorrente lamenta; 1) violazione degli artt. 201 cds e 112 cpc circa la contestazione immediata e la mancata omologazione non contestata dall’opponente; 2) omessa, insufficiente motivazione.
Quanto alla contestazione immediata, questa Corte ha ripetutamente affermato il principio secondo il quale, a norma dell’art. 200 CdS, in materia di violazioni delle norme sulla circolazione stradale la contestazione immediata dell’infrazione, ove possibile, costituisce un elemento di legittimità del procedimento d’irrogazione della sanzione, salvo, tuttavia, che detta contestazione non sia possibile, nel qual caso, a norma dell’art. 201 CdS, le ragioni della mancata contestazione debbono essere indicate nel verbale, che dovrà essere notificato nel termine stabilitovi, e su di esse è possibile il sindacato giurisdizionale ma con il limite dell’insindacabilità delle modalità d’organizzazione del servizio di vigilanza da parte dell’autorità amministrativa preposta (recentemente, Cass. 18.1.05 n. 944, 28.12.04 n. 24066, ma già Cass. 22.6.01 n. 8528, 25.5.01 n. 7103, 29.3.01 n. 4571).
La speciale disciplina di cui all’art. 4 del DL. 20.6.02 n. 121, come modificato dalla L di conversione 1.8.02 n. 168, ha stabilito che:
a – i dispositivi o mezzi tecnici di controllo del traffico finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni alle norme di comportamento di cui agli artt. 142 e 148 CdS (limiti di velocità e sorpasso) possono essere utilizzati od installati sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali di cui all’art. 2, comma 2, lettere A e B, del CdS;
b – gli stessi dispositivi possono essere utilizzati od installati sulle strade extraurbane secondarie e sulle strade urbane di scorrimento di cui alla medesima norma, lettere C e D, ovvero su singoli tratti di esse, ove specificamente individuati, con apposito decreto prefettizio, in ragione del tasso d’incidentalità delle condizioni strutturali, plano-altimetriche e di traffico per le quali non è possibile il fermo di un veicolo senza recare pregiudizio alla sicurezza della circolazione, alla fluidità del traffico o all’incolumità degli agenti operanti e dei soggetti controllati;
c – dell’utilizzazione od installazione dei detti dispositivi deve essere data informazione agli automobilisti;
d – la violazione deve essere documentata con sistemi fotografici, di ripresa video o con analoghi dispositivi idonei ad accertare il fatto costituente illecito ed i dati d’immatricolazione del veicolo ovvero il responsabile della circolazione;
e – l’utilizzazione di dispositivi che consentano il rilevamento automatico della violazione senza la presenza o il diretto intervento degli agenti preposti è subordinata all’approvazione od omologazione dei dispositivi stessi ai sensi dell’art. 45/VI CdS;
f – in caso di utilizzazione dei dispositivi in questione secondo quanto stabilito nei precedenti punti, non sussiste l’obbligo di contestazione immediata di cui all’art. 200 CdS.
Il disposto del primo comma integrato con quello del secondo comma della norma in esame – che indica, per le strade extraurbane secondarie e per le strade urbane di scorrimento, i criteri d’individuazione delle situazioni nelle quali il fermo del veicolo al fine della contestazione immediata può costituire motivo d’intralcio per la circolazione o di pericolo per le persone, situazioni ritenute sussistenti a priori per le autostrade e per le strade extraurbane principali – evidenzia come il legislatore abbia inteso regolare l’utilizzazione dei dispositivi de quibus, tra l’altro, anche in funzione del quarto comma, con il quale si esclude tout court l’obbligo della contestazione immediata.
Quanto a quest’ultima, per il disposto dell’art. 142. comma 6, c.d.s. per la determinazione del limiti di velocità, sono considerate fonti di prova le risultanze delle apparecchiature debitamente omologate, onde non è sufficiente che l’opponente si limiti a contestare la validità del rilievo, essendo necessario che sia dimostrato ed accertato, nel caso concreto, un difetto di costruzione, di installazione o di funzionamento del dispositivo di rilevazione della velocità (Cass. 25 maggio 2001 n. 7106, Cass. 5 novembre 1999 n. 12324, Cass. 21 giugno 1999 n. 6242); in tema di accertamento delle violazioni dei limiti di velocità a mezzo apparecchiature elettroniche, poiché l’art. 142 c.d.s. si limita a prevedere che possono esser considerate fonti di prova le apparecchiature debitamente omologate e l’art. 345 del regolamento di esecuzione, approvato con D.P.R. n. 495 del 1992, dispone che le suddette apparecchiature, la cui gestione è affidata direttamente agli organi di polizia stradale, devono esser costruite in modo tale da raggiungere detto scopo, fissando la velocità in un dato momento in modo chiaro ed accertabile, tutelando la riservatezza dell’utente, senza prevedere che detta rilevazione debba necessariamente ed esclusivamente essere attestata da documentazione fotografica, è legittima la rilevazione della velocità di un veicolo a mezzo apparecchiatura elettronica, che non rilascia documentazione fotografica ma consente unicamente l’accertamento della velocità in un determinato momento, restando affidata all’attestazione dell’organo di polizia stradale addetto alla rilevazione la riferibilità al veicolo dal medesimo organo individuato, in quanto l’attestazione dell’organo di polizia ben può integrare, con quanto accertato direttamente, la rilevazione elettronica attribuendo la stessa ad uno specifico veicolo, risultando tale attestazione assistita da efficacia probatoria fino a querela di falso ed essendo suscettibile di prova contraria unicamente il difetto di omologazione o di funzionamento dell’apparecchiatura elettronica (Cass. 20 aprile 2005 n. 8232, Cass. 24 marzo 2004 n. 5873).
L’opponente non ha fornito né risulta che abbia chiesto di fornire idonea prova del difetto di omologazione o di costruzione, di installazione o di funzionamento del dispositivo di rilevazione della velocità utilizzato e costituente fonte di prova.
In definitiva va accolto il ricorso principale e rigettato l’incidentale, con la conseguente condanna alle spese.
La Corte, riuniti i ricorsi, accoglie il ricorso principale, rigetta l’incidentale, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta l’opposizione e condanna l’opponente alle spese del giudizio di opposizione liquidate in euro 500,00 ed a quelle del giudizio di legittimità in euro 500,00 oltre accessori.
Roma 23 aprile 2009.
Depositata in Cancelleria il 3 giugno 2009

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