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Timestamp: 2018-04-25 00:44:54+00:00

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da christian71 » ven apr 29, 2016 10:17 pm
andrea.sciarrone ha scritto: Salve a tutti sono un neofita di questo forum. Vorrei sapere se qualcuno di voi ha i file con la domanda da presentare per il riconoscimento dello status di vittima del dovere. Se mi volete contattare in prv la mia mail è andrea.sciarrone.as@gmail.com grazie mille
Salve Andrea, ti ho allegato qui sotto due fac-simile di domanda...
il primo, quello qui sotto, lo consigliava tempo fa l'utente del forum Giuseppe De Marco, che saluto...
FAC-SIMILE DOMANDA FONDO VITTIME DEL DOVERE - di Giuseppe de Marco.doc
quì sotto invece c'è un fac-simile di domanda tratto da quella che feci io su indicazioni dell'Ufficio Vittime del Dovere del Ministero...
Fac-Simile Domanda Riconoscimento Vittime del Dovere.docx
da panorama » ven dic 30, 2016 12:59 pm
da panorama » lun mar 20, 2017 11:13 pm
Ricorso straordinario al PdR dichiarato inammissibile.
1) - Recentemente le Sezioni Unite della Corte di cassazione, si sono espresse osservando che la qualificazione della provvidenza in contestazione come oggetto di un interesse legittimo e non di un diritto soggettivo è priva di fondamento, atteso che - non diversamente da quanto accade per altre pregresse fattispecie normative similari - l'amministrazione deve solo procedere in subiecta materia ad una attività esplicativa di mera discrezionalità tecnica mentre le modalità del suo agire sono regolate dalla fonte regolamentare; del pari priva di fondamento è stata ritenuta la tesi della riconducibilità della pretesa in contestazione alla giurisdizione esclusiva del g.a, perchè la fonte del diritto è individuata direttamente nella legge e non nell'esistenza del detto rapporto (Cass. S.U., ord. 13 gennaio 2017 n. 759).
N.B.: leggete il contesto direttamente qui sotto.
PARERE ,sede di CONSIGLIO DI STATO ,sezione SEZIONE 1 ,numero provv.: 201700670 - Public 2017-03-20 -
Numero 00670/2017 e data 17/03/2017 Spedizione
NUMERO AFFARE 01898/2016
Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da -OMISSIS-, avverso la mancata riliquidazione della speciale elargizione quale -OMISSIS-;
Vista la relazione n. -OMISSIS- con la quale il Ministero dell'interno - Dipartimento pubblica sicurezza ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sull'affare consultivo in oggetto;
1. Come emerge dal provvedimento impugnato e dalla relazione ministeriale, il ricorrente, che all’epoca dell’evento lesivo era assistente capo della Polizia di Stato, ora in quiescenza, proponeva all’Amministrazione istanza per la rivalutazione dei benefici previsti dalla normativa vigente quale “-OMISSIS-” (status che gli era già stato riconosciuto) per le lesioni -OMISSIS- il -OMISSIS- nel tentativo di sedare una -OMISSIS- In particolare, a seguito di una prima istanza, la Commissione medico legale, con verbale -OMISSIS-, aveva qualificato l’invalidità riportata quale conseguenza diretta degli eventi nella percentuale del 10% con riferimento alla capacità lavorativa e, con decreto del -OMISSIS-, era stata concessa all’interessato una speciale elargizione di cui alla legge n. 266/2005 pari ad euro 22.280,00.
Il Ministero, ricevuta la domanda di rivalutazione dei benefici, avviava l’istruttoria, richiedendo il parere della Commissione medica che riferiva che l’interessato, alla data di cessazione del servizio per dispensa (-OMISSIS- per avere superato il periodo massimo di aspettativa, era da considerarsi idoneo al servizio di istituto. Il ricorrente era cessato dunque prematuramente dal servizio per ragioni indipendenti dallo status di “-OMISSIS-”.
L’Amministrazione, inviato il preavviso di rigetto ex art 10 bis L. 241/90, al quale l’interessato rispondeva con note che venivano considerate prive di elementi nuovi, respingeva la seconda istanza con il provvedimento ora impugnato.
Tutto ciò premesso l’interessato chiede l’annullamento del provvedimento in quanto illegittimo e la concessione dei benefici previsti dall’articolo 1, comma 5, della L. 302/90.
Il Ministero riferente si è espresso per il rigetto del ricorso per infondatezza.
2. Ad avviso della Sezione il ricorso è prioritariamente inammissibile per difetto di giurisdizione.
Recentemente le Sezioni Unite della Corte di cassazione, si sono espresse osservando che la qualificazione della provvidenza in contestazione come oggetto di un interesse legittimo e non di un diritto soggettivo è priva di fondamento, atteso che - non diversamente da quanto accade per altre pregresse fattispecie normative similari - l'amministrazione deve solo procedere in subiecta materia ad una attività esplicativa di mera discrezionalità tecnica mentre le modalità del suo agire sono regolate dalla fonte regolamentare; del pari priva di fondamento è stata ritenuta la tesi della riconducibilità della pretesa in contestazione alla giurisdizione esclusiva del g.a, perchè la fonte del diritto è individuata direttamente nella legge e non nell'esistenza del detto rapporto (Cass. S.U., ord. 13 gennaio 2017 n. 759). La Corte ha anche richiamato i principi in passato elaborati secondo cui "in relazione ai benefici di cui alla L. n. 266 del 2005, art. 1, comma 565, in favore delle vittime del dovere, il legislatore ha configurato un diritto soggettivo, e non un interesse legittimo, in quanto, sussistendo i requisiti previsti, i soggetti di cui al comma 563, dell'art. 1 di quella legge, o i loro familiari superstiti, hanno una posizione giuridica soggettiva nei confronti di una P.A. priva di discrezionalità, sia in ordine alla decisione di erogare, o meno, le provvidenze che alla misura di esse. Tale diritto non rientra nell'ambito di quelli inerenti il rapporto di lavoro subordinato dei dipendenti pubblici, potendo esso riguardare anche coloro che non abbiano con l'amministrazione un siffatto rapporto, ma abbiano in qualsiasi modo svolto un servizio, ed ha, inoltre, natura prevalentemente assistenziale, sicchè la competenza a conoscerne è regolata dall'art. 442 c.p.c., e la giurisdizione è del giudice ordinario, quale giudice del lavoro e dell'assistenza sociale" (Cass. civ., sez. un. n. 23300 del 2016 e n. 23390 del 2016).
3. Alla luce di tali princìpi, il Consiglio esprime parere nel senso che il ricorso vada dichiarato inammissibile perché trattasi di controversia spettante alla giurisdizione del Giudice ordinario.
In costante applicazione dell’orientamento espresso da questo Consiglio, preso atto del fatto che il ricorso straordinario “è tendenzialmente giurisdizionale nella sostanza, anche se formalmente amministrativo” (Cons. St., sez. riun. I e II, parere 7 maggio 2012 n. 2131; per l’assimilazione ai rimedi di tipo giurisdizionale si vedano anche Cons. St., ap., 6 maggio 2013 n. 9), nella fattispecie oggetto della presente decisione deve trovare applicazione quanto stabilito dall’articolo 11 c.p.a.
Il Consiglio di Stato esprime parere nel senso che il ricorso vada dichiarato inammissibile fatta salva la facoltà della ricorrente di riproporre la domanda, innanzi al Giudice ordinario, nel termine assegnato, ai sensi e per gli effetti di cui in motivazione.
da Zenmonk » lun mar 20, 2017 11:31 pm
Avt8 vedi che avevo ragione io una volta tanto? Anche se si ricorre solo per il quantum e' competente il G. O.
da avt8 » mar mar 21, 2017 12:20 am
E normale che la competenza e del. G.O.Il collega ha chiesto la speciale elargizione per intera essendo dispensato per superamento dei termini.per cui tale beneficio va chiesto al g.o.
Ed gli è stata negata in quanto non dispensato a causa dell'evento.
E le provvidenze vanno chieste al g.o.
Lui non ha chiesto la rivalutazione della patologia
da panorama » mar mar 21, 2017 2:01 pm
leggete bene,
"il ricorrente, che all’epoca dell’evento lesivo era assistente capo della Polizia di Stato, ora in quiescenza, proponeva all’Amministrazione istanza per la rivalutazione dei benefici previsti dalla normativa vigente..."
da Zenmonk » mar mar 21, 2017 3:03 pm
Esatto, dai Avt che stavolta ha ragione l'umile monaco zen
da avt8 » mar mar 21, 2017 3:56 pm
Zenmonk ha scritto: Esatto, dai Avt che stavolta ha ragione l'umile monaco zen
Ma avete letto la sentenza bene ? lui aveva fatto istanza per avere la rivalutazione della percentuale di invalidità essendo stato riformato-
Il Ministero ha scritto alla CMO per sapere se il collega per tale evento era stato dispensato-
La CMO gli ha risposto che lui era stato dispensato per superamento del termine di convalescenza,quindi per motivi diversi dall'evento-
Avuto la risposta negativa ha fatto ricorso al P:D:R: ed e stato dichiarato inammissibile-
per difetto di giurisdizione- Lui non ha chiesto la rivalutazione della percentuale della patologia-
Ma ha chiesto che la sua percentuale di invalidità fosse calcolata in base alla riforma-
Quindi la competenza e del G.O. come ho fatto io, ed ho perso la causa in quanto la CTU ha detto che la patologia pur appartenente allo stesso apparato psichico in se non ha prodotto la riforma,essendo sopraggiunti altri eventi se pur riconosciuti causa di servizio che hanno agito sullo stesso apparato psicofisico,non hanno determinato la riforma-
Ma se mi avessero dato il 5 % anzichè il 10% la competenza era del giudice amministrativo
da panorama » lun mar 27, 2017 3:49 pm
difetto di giurisdizione dell’adito Tribunale in favore del competente giudice ordinario.
1) - rigetto dell’istanza volta ottenere il riconoscimento dei benefici previsti dal DPR n. 243/06, espresso dall’Amministrazione della Difesa in considerazione del previo mancato riconoscimento della dipendenza da causa di servizio della patologia tumorale sofferta dal de cuius.
SENTENZA ,sede di ROMA ,sezione SEZIONE 1B ,numero provv.: 201703765, - Public 2017-03-22 –
N. 03765/2017 REG.PROV.COLL.
N. 01149/2016 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 1149 del 2016, proposto da:
-OMISSIS-, quale vedova ed erede del sig. -OMISSIS-, nonché quale genitore esercente la patria potestà su -OMISSIS-, tutti rappresentati e difesi dagli avvocati Rosanna Serafini, C.F. SRFRNN65T54D086L, ed Eugenio Pini, C.F. PNIGNE70D16H501V, con domicilio eletto presso lo studio dell’ultimo in Roma, via della Giuliana, 82;
Ministero della Difesa, Ministero della Difesa - Direzione generale della previdenza militare e della leva, Ministero dell'Economia e delle Finanze, Ministero dell'Economia e delle Finanze - Comitato di verifica per le cause di servizio, in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura generale dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12;
- della nota posizione n.12359/SSB, adottata dal Ministero della Difesa – Direzione generale della previdenza militare e della leva, recante il rigetto dell’’stanza della ricorrente tesa al riconoscimento dei benefici previsti dal DPR n. 243/06;
- della delibera n. 8221/2015 adottata dal Comitato di Verifica per le cause di servizio nell’adunanza n. 148 del 19 maggio 2015;
- del decreto n. 4261 del 29 ottobre 2015;
- di ogni altro atto, provvedimento anche tacito presupposto connesso e/o consequenziale a questi - anche se ignoti alla ricorrente.
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero della Difesa, della Direzione Generale della Previdenza Militare e della Leva, del Ministero dell'Economia e delle Finanze e del Comitato di Verifica Per Le Cause di Servizio;
Parte ricorrente, in qualità di erede del defunto Caporale Maggiore -OMISSIS-, ha adito questo TAR per ottenere l’annullamento del rigetto dell’istanza volta ottenere il riconoscimento dei benefici previsti dal DPR n. 243/06, espresso dall’Amministrazione della Difesa in considerazione del previo mancato riconoscimento della dipendenza da causa di servizio della patologia tumorale sofferta dal de cuius.
Con mera comparsa formale, si sono costituite in giudizio le Amministrazione intimate.
Alla pubblica udienza del 9 gennaio, dopo aver avvertito le parti ai sensi dell’art. 73, comma 3, c.p.a, del rilevato profilo di possibile inammissibilità per difetto di giurisdizione, la causa è passata in decisione.
Il Collegio ritiene che il giudizio esuli dalla giurisdizione del giudice amministrativo.
Recentemente, nel solco di precedenti pronunce (Cass. 18 dicembre 2007, n. 26626 e 29 agosto 2008, n. 21927), le Sezioni Unite della Cassazione hanno attribuito alla competenza del giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro e dell’assistenza sociale ai sensi dell’art. 442 c.p.c., le controversie relative all’erogazione dei benefici previsti dall’art. 1, commi 562 – 565, legge n. 266/2005 (legge finanziaria 2006) e dal regolamento attuativo, DPR n. 243/2006, in favore delle vittime del dovere, trattandosi nella specie di diritti soggettivi, non già di interessi legittimi, in quanto, in presenza dei requisiti richiesti, i soggetti prima indicati, o i loro familiari superstiti, avrebbero una posizione giuridica soggettiva nei confronti di un’amministrazione pubblica priva di discrezionalità in ordine alla decisione di erogare, o meno, le provvidenze ed in ordine alla misura delle stesse (Cass., SS.UU., n. 23300 e n. 23390 del 2016; poi confermate, in sede di regolamento di giurisdizione, con ordinanza n. 759/2017, sia pure successiva al passaggio in decisione della presente causa).
Tale indirizzo è stato, tra l’altro, prontamente seguito da alcuni TAR (ex multis, TAR Campania, sez. I, n. 4477/2016, n. 4263/2016).
Pertanto, essendo questo l’orientamento da ultimo ribadito dal giudice della giurisdizione, cui ha recentemente aderito anche la Sezione (n. 2182/2017), deve essere dichiarato il difetto di giurisdizione dell’adito Tribunale in favore del competente giudice ordinario, innanzi al quale il processo dovrà essere riassunto, con salvezza degli effetti sostanziali e processuali della domanda proposta, ai sensi dell’art. 11 c.p.a.
In ragione della pronuncia in rito, le spese di lite possono compensarsi tra le parti.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Bis), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, dichiara il proprio difetto di giurisdizione in favore del competente giudice ordinario.
Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all’art.22, comma 8, D.lgs. n. 196/2003, manda alla Segreteria di procedere, in qualsiasi ipotesi di diffusione del presente provvedimento, all'oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi dato idoneo a rivelare lo stato di salute delle parti o di persone comunque ivi citate.
da panorama » ven mar 31, 2017 12:36 pm
Anche il TAR Molise, dichiara il difetto di giurisdizione.
Il TAR a tal riguardo precisa:
1) - Non può, pertanto, sostenersi che elementi di discrezionalità si rinverrebbero nella disciplina che regola l’attività dell’Amministrazione nel compito di determinarsi in ordine al riconoscimento richiesto.
2) - Viceversa, dall’analisi della normativa di settore emerge che l’Amministrazione non ha discrezionalità nello svolgere il suo compito di accertare la spettanza dei benefici e deve applicare criteri e modalità precisate dalla legge per l’attribuzione dei medesimi, curandone la liquidazione, senza introdurre elementi di discrezionalità.
3) - Si è, dunque, in presenza di un diritto di natura prevalentemente assistenziale volto a prestare un ausilio a chi abbia subito un’infermità o la perdita di una persona cara a causa della prestazione di un servizio in favore di Amministrazioni pubbliche, da cui siano derivati particolari e specifici rischi.
4) - Quindi, la competenza in materia – a giudizio della Cassazione - è regolata dall’articolo 442 c.p.c. e la giurisdizione è del giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro e dell’assistenza sociale.
SENTENZA BREVE ,sede di CAMPOBASSO ,sezione SEZIONE 1 ,numero provv.: 201700051,
- Public 2017-02-10 –
N. 00051/2017 REG.PROV.COLL.
N. 00005/2017 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 5 del 2017, proposto da:
A. S. in G., rappresentata e difesa dagli avv.ti Vincenzo Iacovino e Vincenzo Fiorini, con domicilio eletto presso lo studio Vincenzo Iacovino, in Campobasso, via Berlinguer n. 1;
Ministero dell'Interno – Dipartimento P.S., in persona del legale rappresentante p. t., rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato, per legge domiciliato in Campobasso, via Garibaldi, n. 124;
1) il provvedimento prot. n. 559/C/8983/SG/5614 dell' 11.08.2016, notificato in data 24.10.2016 con il quale il Ministero dell'Interno - Dipartimento della Pubblica Sicurezza - Direzione Centrale per gli Affari Generali della Polizia di Stato - Servizio Assistenza ed Attività Sociali, ha rigettato l'istanza presentata dalla Sig.ra A. S. in G., tendente a ottenere la concessione dei benefici previsti dalla normativa vigente in materia di “vittime del dovere”, per il decesso dell'Agente Ausiliario della Polizia di Stato G. G.;
2) il preavviso di rigetto n. 559/C/8983/SG del 02 dicembre 2015 (trasmesso dalla Prefettura di Livorno protocollo in uscita n. 0044888 del 16.12.2015) con cui il Ministero dell'Interno - Dipartimento della Pubblica Sicurezza - Direzione Centrale per gli Affari Generali della Polizia di Stato- Servizio Assistenza ed Attività Sociali comunicava “che questo Ufficio è orientato ad adottare un provvedimento di rigetto in relazione all'istanza presentata dalla sig.ra S. A., in G., madre del de cuius Agente Ausiliario della Polizia di Stato G. G.”;
3) ogni atto preordinato, consequenziale e comunque connesso, nella parte in cui si sono rivelati lesivi della posizione della ricorrente;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 8 febbraio 2017 il dott. Orazio Ciliberti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
I – La ricorrente è la madre di un agente ausiliario della Polizia di Stato, deceduto in servizio il 1.10.1992.
La medesima ha proposto istanza intesa a ottenere la concessione dei benefici previsti dalla normativa vigente in materia di “vittime del dovere”. Stante il provvedimento negativo adottato dal Dipartimento di P.S. – Ministero dell’Interno, essa insorge, con il ricorso notificato il 16.12.2016 e depositato il 12.1.2017, per impugnare i seguenti atti:
3) ogni atto preordinato, consequenziale e comunque connesso, nella parte in cui si sono rivelati lesivi della posizione della ricorrente. Deduce i seguenti motivi: violazione e falsa applicazione dell’art. 97 Cost., violazione dell’art. 1 comma 563 della legge n. 266/2005, violazione dell’art. 3 della legge 13.8.1980 n. 466, violazione della legge n. 241/1990, eccesso di potere per travisamento dei fatti, genericità, illogicità, irragionevolezza della motivazione, falsa rappresentazione.
Si costituisce l’Amministrazione intimata per resistere nel giudizio. Deduce l’incompetenza territoriale del T.a.r. Molise, la inammissibilità e la infondatezza del ricorso. Ne chiede la reiezione.
Nella camere di consiglio dell’8 febbraio 2017, fissata per il giudizio cautelare, è rilevata d’ufficio –ex art. 73, comma 3, c.p.a. - dal Presidente del Collegio la questione di giurisdizione. Le parti interloquiscono sul punto.
La causa è, quindi, introitata per la decisione anticipata con sentenza in forma semplificata, sussistendo i presupposti e datane comunicazione alle parti.
II – Sussiste il difetto di giurisdizione.
III – La Cassazione civile, sezioni unite, nella recentissima pronuncia di cui alla sentenza 16.11.2016 n. 23300, ha statuito che la controversia sulla spettanza dei benefici previsti dalla normativa vigente in materia di “vittime del dovere” rientra nella giurisdizione del giudice ordinario.
IV - La normativa di riferimento è dettata dalla legge 23 dicembre 2005, n. 266, all’art. 1, commi 562 – 565, che ha esteso i benefici previsti in favore delle vittime della criminalità e del terrorismo a tutte quelle che vengono definite “vittime del dovere”. La definizione di questa categoria di persone si rinviene nel comma 563, che così si esprime: “per vittime del dovere devono intendersi i soggetti di cui alla L. 13 agosto 1980, n. 466, articolo 3, e, in genere, gli altri dipendenti pubblici deceduti o che abbiano subito un’invalidità permanente in attività di servizio o nell’espletamento delle funzioni di istituto per effetto diretto di lesioni riportate in conseguenza di eventi verificatisi:
c)nella vigilanza ad infrastrutture civili e militari;
f) a causa di azioni recate nei loro confronti in contesti di impiego internazionale non aventi, necessariamente, caratteri di ostilità”.
Il successivo comma 564 amplia ulteriormente l’area, disponendo: “sono equiparati ai soggetti di cui al comma 563 coloro che abbiano contratto infermità permanentemente invalidanti o alle quali consegue il decesso in occasione o a seguito di missioni di qualunque natura, effettuate dentro e fuori dai confini nazionali e che siano riconosciute dipendenti da causa di servizio per le particolari condizioni ambientali od operative”. Il comma successivo affida a un regolamento da emanare entro novanta giorni il compito di disciplinare “i termini e le modalità per la corresponsione delle provvidenze” ai soggetti prima indicati o ai familiari superstiti. Il regolamento è stato emanato con D.P.R. 7 luglio 2006, n. 243, che non si è limitato a disciplinare termini e modalità, ma ha compiuto una serie di precisazioni in ordine alla definizione di “benefici e provvidenze” e di “missioni”.
Alla luce di questa normativa, deve affermarsi che quello configurato dal legislatore è un diritto soggettivo e non un interesse legittimo, in quanto, in presenza dei requisiti richiesti, i soggetti prima indicati, o i loro familiari superstiti, hanno una posizione giuridica soggettiva nei confronti di un’Amministrazione pubblica priva di discrezionalità in ordine alla decisione di erogare o meno le provvidenze e in ordine alla misura delle stesse (su questa medesima linea si sono espresse, in relazione a norme di analogo contenuto, Cass. civile, S.U., 18 dicembre 2007, n. 26626 e 29 agosto 2008, n. 21927). Non può, pertanto, sostenersi che elementi di discrezionalità si rinverrebbero nella disciplina che regola l’attività dell’Amministrazione nel compito di determinarsi in ordine al riconoscimento richiesto. Viceversa, dall’analisi della normativa di settore emerge che l’Amministrazione non ha discrezionalità nello svolgere il suo compito di accertare la spettanza dei benefici e deve applicare criteri e modalità precisate dalla legge per l’attribuzione dei medesimi, curandone la liquidazione, senza introdurre elementi di discrezionalità. Si è, dunque, in presenza di un diritto di natura prevalentemente assistenziale volto a prestare un ausilio a chi abbia subito un’infermità o la perdita di una persona cara a causa della prestazione di un servizio in favore di Amministrazioni pubbliche, da cui siano derivati particolari e specifici rischi.
Quindi, la competenza in materia – a giudizio della Cassazione - è regolata dall’articolo 442 c.p.c. e la giurisdizione è del giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro e dell’assistenza sociale.
V – In conclusione, il ricorso è inammissibile, stante il difetto di giurisdizione, e le spese del giudizio possono essere compensate tra le parti.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Molise (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, dichiara il difetto di giurisdizione, con l’avvertenza che la causa potrà essere riproposta dinanzi al giudice ordinario, ai sensi dell’art. 11 comma terzo del c.p.a..
Così deciso in Campobasso, nella camera di consiglio del giorno 8 febbraio 2017, con l'intervento dei magistrati:
da panorama » dom apr 09, 2017 7:43 pm
da panorama » dom apr 01, 2018 5:04 pm
Giovanni Orsini Mario Luigi Torsello
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References: art. 1
 sentenza 

SENTENZA 

SENTENZA 
 art. 73
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 3
 Cass.