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Accordo quadro “sezioni primavera” – Scuola in Comune
Accordo quadro “sezioni primavera”
1 agosto 2013 di Redazione·0 commenti
Accordo in Conferenza Unificata 1 agosto 2013, n. 83/CU
Accordo quadro per la realizzazione di un’offerta di servizi educativi a favore di bambini dai due ai tre anni, volta a migliorare i raccordi tra nido e scuola dell’infanzia e a concorrere allo sviluppo territoriale dei servizi socio educativi 0-6 anni.
Nell’odierna seduta del 1° agosto 2013;
VISTI gli accordi sanciti in questa Conferenza il 14 giugno 2007, il 20 marzo 2008, il 29 ottobre 2009 e 10 ottobre 2010, con cui è stata data attuazione all’articolo 1, comma 630, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, rispettivamente per gli anni scolastici 2007-2008, 2008-2009, 2009-2010 e per il triennio 2010-2013, per l’attivazione di un servizio educativo integrato per bambini di età compresa tra i 24 e i 36 mesi, da aggregare a strutture educative di scuole dell’infanzia o di asili nido;
VISTE le intese sancite in questa Conferenza il 26 settembre 2007 (Rep. Atto n. 83/CU) e il 14 febbraio 2008 (Rep. Atto n. 22/CU), con cui lo Stato, le Regioni, le Province autonome di Trento e di Bolzano e gli Enti locali hanno confermato l’impegno a sostenere il processo di diffusione e rafforzamento dei servizi socio-educativi per la prima infanzia tra cui quelli previsti dal più volte citato articolo 1, comma 630, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, per bambini tra i 24 e i 36 mesi di età;
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 89, concernente: “Revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, ai sensi dell’articolo 64, comma 4, del decreto–legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133”, ed in particolare l’articolo 2, comma 3;
CONSIDERATA l’opportunità di procedere alla prosecuzione e al potenziamento in forma diffusa sul territorio di servizi educativi integrati, per rispondere alle richieste delle famiglie;
CONSIDERATA l’opportunità di valorizzare gli esiti delle esperienze delle sezioni primavera e le risorse professionali, strumentali e finanziarie impiegate per la loro attuazione nei pregressi anni scolastici per una maggiore qualificazione dell’offerta;
CONSIDERATA altresì l’opportunità che il presente Accordo definisca criteri essenziali e linee di indirizzo generale da valere come quadro di riferimento per l’attivazione del servizio;
VISTA la proposta di accordo quadro per la realizzazione di un’offerta di servizi educativi a favore di bambini dai due ai tre anni, volta a migliorare i raccordi tra nido e scuola dell’infanzia e a concorrere allo sviluppo territoriale dei servizi socio educativi 0-6 anni, trasmessa con nota del 19 luglio 2013 dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, pervenuta in data 22 luglio 2013, e diramata, in pari data, alle Regioni ed agli Enti locali;
CONSIDERATO che, ai fini dell’esame del predetto documento, è stata convocata una riunione, a livello tecnico, il 31 luglio 2013 nel corso della quale è stato condiviso il testo dell’accordo con alcune modifiche proposte dai rappresentanti delle Regioni, degli Enti locali e del Ministero dell’economia;
CONSIDERATO, pertanto, che il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, ha fatto pervenire, con nota del 31 luglio 2013, la nuova formulazione dell’accordo con le modifiche concordate nella citata riunione tecnica, nonché la documentazione integrativa riguardante il monitoraggio sezioni primavera funzionanti nell’anno scolastico 2010/2011; la tabella con esplicitazione del computo percentuale del riparto regionale dei fondi statali e la Relazione per gli ordinamenti scolastici, nonché una Relazione di accompagnamento all’Accordo.
CONSIDERATO che, nella odierna seduta odierna di questa Conferenza, le Regioni hanno espresso avviso favorevole sul testo dell’accordo, consegnando un documento sulla situazione della scuola dell’infanzia;
CONSIDERATO che, nella medesima seduta, l’UPI, anche a nome dell’ANCI, ha espresso avviso favorevole sul testo dell’accordo in parola;
ACQUISITO, pertanto, l’assenso del Governo, delle Regioni e delle Province autonome e delle Autonomie locali;
1. Ai sensi dell’articolo 1, comma 630, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è realizzata sull’intero territorio nazionale l’offerta di un servizio educativo per bambini di età compresa tra i 24 e i 36 mesi, da intendersi come servizio socio-educativo integrativo e aggregato alle attuali strutture delle scuole dell’infanzia ed eventualmente dei nidi d’infanzia.
2. Il servizio, denominato ‘sezione primavera’, risponde ad uno specifico profilo educativo proprio della fascia di età considerata, individuata per i bambini che compiono i 24 mesi tra il 1 gennaio e il 31 dicembre dell’anno scolastico di riferimento. Per i bambini che compiono i 24 mesi d’età tra il 1° settembre e il 31 dicembre l’ammissione alla frequenza è fissata al compimento dei due anni di età, fatta salva diversa determinazione stabilita dall’intesa di cui al successivo articolo 2.
3. L’offerta concorre a fornire una risposta alla domanda delle famiglie per servizi della prima infanzia e contribuisce alla diffusione di una cultura attenta ai bisogni e alle potenzialità dei bambini da zero a sei anni, in coerenza con il principio della continuità educativa, avvalendosi delle esperienze positive già avviate in numerose realtà territoriali, anche nella prospettiva di portare a sistema sul territorio ogni altra esperienza che si configuri come servizio educativo per bambini di tale età, nel rispetto delle normative vigenti.
b) allestimento degli spazi con arredi, materiali in grado di qualificare l’ambiente educativo come contesto di vita, di relazione e di apprendimento;
f) una dimensione contenuta del gruppo “omogeneo” di età, che può variare tra i 10 ed i 20 bambini in base al modello educativo ed organizzativo adottato.
5. Il possesso dei criteri di cui al precedente comma è condizione essenziale per l’autorizzazione al funzionamento delle sezioni primavera, per il prosieguo della loro attività e, previa verifica, per la conseguente erogazione del contributo pubblico.
2. Le Regioni provvedono alla programmazione delle sezioni primavera sul territorio. Le modalità di funzionamento e gestione complessiva di tali sezioni, utilizzando a tal fine i fondi statali e regionali destinati di cui al successivo articolo 4, sono oggetto delle specifiche intese di cui al precedente comma.
c) possono essere ammesse al finanziamento, nei limiti delle ulteriori disponibilità finanziarie, nuove sezioni, preferibilmente aggregate a scuole dell’infanzia, che rispondano ai requisiti di accesso previsti dal precedente articolo 1, ulteriormente integrati, se necessario, dalle intese regionali;
d) in base alle risorse disponibili, le intese regionali definiscono l’entità dei contribuiti da assegnare alle sezioni primavera per fasce definite, tenendo conto del numero dei bambini iscritti e della durata del servizio;
f) sono riconosciute come sezioni primavera, ancorché non finanziate con risorse pubbliche, le sezioni aggregate a scuole dell’infanzia organizzate secondo i requisiti previsti dal precedente articolo 1;
1. I gestori di scuole dell’infanzia statali e paritarie (comunali e private paritarie), di nidi d’infanzia gestiti direttamente dal Comune o da soggetti in convenzione con i Comuni ovvero dagli stessi appositamente autorizzati, possono partecipare all’attivazione di servizi per le sezioni primavera, secondo i seguenti criteri:
a) i progetti educativi per il servizio devono tener conto dei criteri generali di cui all’articolo 1, comma 4, assicurando, in particolare, la continuità organizzativa e didattica delle sezioni con le istituzioni dell’infanzia (scuole d’infanzia e nidi d’infanzia) a cui sono aggregate;
b) per nuove sezioni, preferibilmente aggregate a scuole dell’infanzia, da ammettere in base alla disponibilità di risorse finanziarie accertate, è richiesta la presentazione di apposito progetto educativo, definito sulla base dei criteri generali di cui sopra, tramite specifica istanza da produrre nei termini e secondo le modalità definite dalle intese regionali;
c) le richieste di ammissione o di conferma vengono valutate dall’apposito Tavolo tecnico regionale interistituzionale di cui ai successivi articoli;
d) i progetti di prosecuzione dell’esperienza e i nuovi progetti devono essere accompagnati dal parere vincolante del Comune in ordine all’agibilità dei locali, alla loro funzionalità e sicurezza, in modo da corrispondere alle diverse esigenze dei bambini (accoglienza, riposo, gioco, alimentazione, cura della persona) come ambiente educativo.
a) il Ministero della istruzione, della università e della ricerca, il Dipartimento delle politiche per la famiglia e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali mettono annualmente a disposizione del servizio specifiche risorse finanziarie, la cui entità complessiva viene resa nota all’inizio dell’esercizio finanziario e comunque entro il mese di marzo. Il Dipartimento delle politiche per la famiglia e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali si riservano di valutare la possibilità di mettere a disposizione una quota di risorse finanziarie, determinate in base alle disponibilità di bilancio successivamente accertate a seguito del riparto dei rispettivi fondi di competenza;
– nella misura del 50% in base alla popolazione in età 24-36 mesi residente nel territorio regionale;
– e nel restante 50% in base al numero di sezioni autorizzate.
Limitatamente all’anno scolastico 2013-14 i contributi statali sono ripartiti secondo l’allegata tabella che è parte integrante del presente Accordo nella quale, per quanto attiene al numero delle sezioni, si fa riferimento a quelle rilevate dal monitoraggio del Miur 2010-2011;
c) ciascuna Regione concorre, nell’ambito delle risorse disponibili, al funzionamento delle sezioni primavera con proprio contributo finanziario che viene quantificato in sede di definizione dell’intesa regionale di cui al precedente articolo 2;
d) in caso di mancata sottoscrizione dell’intesa regionale, la programmazione e la gestione del servizio è rimessa alla competenza dell’Ufficio scolastico regionale;
f) i contributi finanziari sono erogati alle sezioni primavera nei limiti delle risorse complessivamente disponibili, in proporzione alla durata oraria del servizio e alla quantità di bambini frequentanti, secondo parametri definiti dalle intese regionali, di cui all’articolo 1, comma 1.
1. In sede di intesa regionale vengono definiti i criteri di massima della contribuzione richiesta alle famiglie, prevedendo che essa sia contenuta, di norma, in una fascia parametrica che si colloca tra le rette richieste sul territorio per la frequenza delle scuole dell’infanzia e quella richiesta per i nidi d’infanzia comunali, così come previsto dall’Accordo del 14 giugno 2007.
3. In considerazione di particolari condizioni socio-economiche della famiglia, il soggetto gestore del servizio può disporre l’esonero totale o parziale della contribuzione.
1. I gestori dei servizi procedono, di norma, alla conferma del personale educativo/docente impiegato in precedenza nei progetti educativi, al fine di valorizzare il processo di continuità della sperimentazione.
2. Per nuove assunzioni, da effettuarsi nei limiti delle risorse disponibili e dei vincoli previsti in materia di personale dalla legislazione vigente, è opportuno procedere prioritariamente alla scelta di personale educativo/docente con consolidata esperienza nei servizi per l’infanzia e/o con specifico titolo di studio (laurea in scienze dell’educazione o in scienze della formazione primaria).
1. Al fine di sostenere la qualificazione del servizio educativo e la valutazione del suo processo di attuazione, anche nella prospettiva di un suo potenziamento e di una sua espansione sul territorio, sono confermati i sotto elencati organismi di supporto, previsti al punto 9 dell’accordo del 14 giugno 2007:
a) in sede nazionale, il Gruppo paritetico nazionale, quale cabina di regia del progetto, con funzioni di monitoraggio, raccordo e coordinamento, che potrà avvalersi delle competenze tecniche e scientifiche messe a disposizione dai diversi partner istituzionali, per lo svolgimento delle funzioni di propria competenza, ivi compresa l’acquisizione dei dati di rendicontazione contabile, per la valutazione e la messa a regime dell’esperienza realizzata, così da poterne individuare criteri di valorizzazione per l’eventuale stabilizzazione del servizio, da effettuarsi, in ogni caso, compatibilmente con la disponibilità a regime delle risorse finanziarie;
c) in sede locale il Comune è riconosciuto come soggetto “regolatore” della nuova offerta educativa, nel quadro della programmazione e normazione regionale. Il Comune procede alla conferma delle sezioni funzionanti sulla base della sussistenza dei requisiti essenziali. L’eventuale avvio di nuove sezioni avviene con le modalità autorizzative previste dal punto 6 dell’accordo 14.6.2007.
2. L’Ufficio scolastico regionale provvede, con verifiche a campione, al controllo del funzionamento delle sezioni primavera.
2. Dall’attuazione del presente Accordo non devono risultare maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Roberto G. Marino Graziano Delrio
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