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Documento di Orientamento Iniziale - PDF
Documento di Orientamento Iniziale
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Italo Pavone
2 Indice Premessa: finalità del (scoping) 3 Parte Prima Quadro metodologico Contenuti della Direttiva Europea 6 Fondamenti teorici 7 Procedura adottata 10 Oggetto della valutazione e criteri adottati 13 5 Parte seconda Quadro conoscitivo Sintesi delle componenti 19 Inquadramento 23 A. Matrici ambientali 26 A1 - Atmosfera A2 - Idrosfera: acque superficiali e sotterranee A3 - Suolo e sottosuolo B. Fattori di pressione e rischio 44 B1 - Energia B2 - Agenti fisici (rumore, radiazioni, inquinamento luminoso) B3 - Rifiuti B4 - Aziende a rischio di incidente rilevante e insalubri C. Sistemi naturali e antropici 54 C1 - Sistema socio economico C2 - Sistema della mobilità e dei trasporti C3 - Ecosistema e paesaggio 17 2 Parte terza Definizione degli Obiettivi Proposta di obiettivi preliminari 76 75
3 Premessa: finalità del Documento di Orientamento Iniziale (scoping) La Regione Lombardia ha recepito con L.r. n.12/05 1 la Direttiva CE 42/2001 (Direttiva sulla Valutazione Ambientale Strategica - VAS), prevedendo la valutazione ambientale degli effetti derivanti dalle scelte di pianificazione e programmazione territoriale. Per quanto attiene la pianificazione comunale l art.4 c.2 della LR 12/05 impone l attivazione di una procedura di valutazione ambientale dei contenuti del Documento di Piano del Piano di Governo del Territorio. Tale procedura prevede una specifica Conferenza di Valutazione con almeno due sessioni: una iniziale inerente il, una finale, relativa al Rapporto Ambientale di accompagnamento del Documento di Piano. Il Comune di Castelveccana ha dato formale avvio alla procedura di, pertanto con il presente ( documento di scoping ) viene avviata la consultazione con i soggetti competenti in materia ambientale o territorialmente interessati in modo da definire l ambito di influenza del piano e le informazioni che andranno a costruirne il Rapporto Ambientale, oltre a reperire ulteriori elementi utili a costruire il quadro conoscitivo. Il termine definizione dell'ambito di influenza del PGT traduce il termine inglese scoping ; entrambi sono utilizzati con il medesimo significato. Le condizioni minime dell'attività di scoping sono richiamate esplicitamente dall'articolo 5, comma 4 della Direttiva, ove si prevede che: Le autorità di cui all'articolo 6, paragrafo 3 devono essere consultate al momento della decisione sulla portata delle informazioni da includere nel rapporto ambientale e sul loro livello di dettaglio. Il Documento definisce i principali elementi metodologici e di contenuto per il successivo sviluppo degli elaborati e dei passaggi del percorso di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del Documento di Piano, ed è propedeutico alla elaborazione del Rapporto Ambientale che accompagnerà il Documento di Piano e che verrà presentato nella seconda seduta della conferenza di valutazione. 3 Nell allegato 1A degli indirizzi operativi della Giunta Regionale è prevista la convocazione, all avvio del lavoro di elaborazione del piano, di una prima sessione della Conferenza di Valutazione finalizzata a: definire l ambito di interesse geografico e le tematiche oggetto del piano individuare le principali criticità ambientali esistenti e le modalità per trattarle nel piano definire lo schema metodologico di lavoro, i contenuti e i dati del rapporto ambientale La prima sessione della conferenza viene svolta con l ausilio del documento di scoping, da predisporre secondo le indicazioni fornite nell allegato 1A: scoping conferenza di valutazione (prima seduta) 2 L autorità procedente in collaborazione con l autorità competente per la VAS predispongono un documento di scoping. Ai fini della consultazione il documento viene inviato ai soggetti individuati con l atto formale reso pubblico,., e presentato in occasione della prima seduta della conferenza di valutazione, occasione in cui si raccolgono osservazioni, pareri e proposte di modifica e integrazione. Il documento di scoping contiene lo schema del percorso metodologico procedurale definito, una proposta di definizione dell ambito di influenza del DdP e della portata delle informazioni da includere nel Rapporto Ambientale. 1 Nello sviluppo del documento si è fatto principalmente riferimento alle indicazioni contenute: nella Direttiva Europea 2001/42/CE, nei documenti di linee guida attuativi della Direttiva e nel documento della Regione Lombardia Indirizzi per la valutazione ambientale di piani e programmi, documento attuativo dell art 4 della LR 12/2005, approvato dal Consiglio Regionale nella seduta del 13 marzo 2007, e nei conseguenti indirizzi operativi contenuti nella delibera di Giunta Regionale n.6420 del , oltre che dei successivi atti normativi. 2 estratto deliberazione Giunta Regionale N. 8/6420 del 27 dicembre 2007, Determinazione della procedura per la Valutazione Ambientale di Piani e Programmi/VAS- art. 4 L.R. n. 12/05, d.c.r. 351/2007
4 Schema dei contenuti del Documento in ottemperanza agli indirizzi regionali ESTRATTO D.G.R. N.8/6420 DEL 27/12/07, DETERMINAZIONE DELLA PROCEDURA PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALEDI PIANI E PROGRAMMI/VAS - ART. 4 L.R. N. 12/05, D.C.R. 351/2007 CORRISPONDENTI PARTI DEL PRESENTE DOCUMENTO DI SCOPING L autorità procedente in collaborazione con l autorità competente per la VAS predispone un documento di scoping. Ai fini della consultazione il documento viene inviato ai soggetti individuati con l atto formale reso pubblico.( ) e presentato in occasione della prima seduta della conferenza di valutazione, volta a raccogliere osservazioni, pareri e proposte di modifica e integrazione. Soggetti individuati (vedasi lettera di convocazione) 4 Il documento di scoping contiene lo schema del percorso metodologico procedurale definito, una proposta di definizione dell ambito di influenza del piano e della portata delle informazioni da includere nel Rapporto Ambientale. Parte Prima Quadro metodologico Parte Prima Quadro metodologico (relativamente all oggetto della valutazione) Parte Terza Proposta di Obiettivi per i PGT Parte Seconda Quadro conoscitivo Inoltre nel documento è necessario dare conto della verifica delle interferenze con i Siti di Rete Natura 2000 (SIC e ZPS). Parte Seconda Quadro conoscitivo (C3 - Ecosistema e paesaggio)
5 Parte Prima 5 Quadro metodologico
6 Contenuti della Direttiva Europea L obiettivo generale della Direttiva sulla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) è quello di...garantire un elevato livello di protezione dell ambiente e di contribuire all integrazione di considerazioni ambientali all atto dell elaborazione e dell adozione di piani e programmi al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile,... assicurando che... venga effettuata la valutazione ambientale di determinati piani e programmi che possono avere effetti significativi sull ambiente. La Direttiva stabilisce che per valutazione ambientale s intende l elaborazione di un rapporto di impatto ambientale, lo svolgimento delle consultazioni, la valutazione del rapporto ambientale e dei risultati delle consultazioni nell iter decisionale e la messa a disposizione delle informazioni sulla decisione.... La valutazione... deve essere effettuata durante la fase preparatoria del piano o del programma ed anteriormente alla sua adozione.... La Direttiva stabilisce che per rapporto ambientale si intende la parte della documentazione del piano o programma... in cui siano individuati, descritti e valutati gli effetti significativi che l attuazione del piano o programma potrebbe avere sull ambiente nonché le ragionevoli alternative alla luce degli obiettivi e dell ambito territoriale del piano o programma. I contenuti del Rapporto devono essere i seguenti (Allegato I della Direttiva): contenuti illustrazione dei contenuti, degli obiettivi principali del piano e del rapporto con altri pertinenti piani e obiettivi o programmi stato attuale dell ambiente aspetti pertinenti dello stato attuale dell ambiente e sua evoluzione probabile senza l'attuazione del e opzione zero piano ( opzione zero ) caratteristiche ambientali delle caratteristiche ambientali delle aree che potrebbero essere significativamente interessate; aree problemi ambientali qualsiasi problema ambientale esistente, pertinente al piano obiettivi di protezione ambientale e loro considerazione obiettivi di protezione ambientale stabiliti a livello internazionale, comunitario o degli Stati membri, pertinenti al piano, e il modo in cui, durante la sua preparazione, si è tenuto conto di detti obiettivi ed di ogni considerazione ambientale effetti significativi sull ambiente possibili effetti significativi sull ambiente, compresi aspetti quali la biodiversità, la popolazione, la salute umana, la flora e la fauna, il suolo, l acqua, l'aria, i fattori climatici, i beni materiali, il patrimonio culturale, anche architettonico e archeologico, il paesaggio e l interrelazione tra i suddetti fattori misure di annullamento, misure previste per impedire, ridurre e compensare nel modo più completo possibile gli eventuali mitigazione e compensazione effetti negativi significativi sull'ambiente dell attuazione del piano scelta delle alternative sintesi delle ragioni della scelta delle alternative individuate e una descrizione di come è stata effettuata la valutazione, nonché le eventuali difficoltà incontrate (ad esempio carenze tecniche o mancanza di know-how) nella raccolta delle informazioni richieste monitoraggio descrizione delle misure previste in merito al monitoraggio sintesi non tecnica sintesi non tecnica delle informazioni di cui alle lettere precedenti. 6 La Direttiva prevede apposite consultazioni: la proposta di piano o programma e il relativo rapporto ambientale devono essere messe a disposizione delle autorità e del pubblico (una o più persone fisiche e le loro associazioni o gruppi) che devono poter esprimere il loro parere. Assunta la decisione relativamente al piano o programma le autorità e il pubblico devono essere informate e devono avere a disposizione: a. il piano o programma adottato, b.una dichiarazione di sintesi in cui si illustra in che modo le considerazioni ambientali sono state integrate nel piano o programma e come si è tenuto conto... del rapporto ambientale redatto.., dei pareri espressi... nonché le ragioni per le quali è stato scelto il piano o programma adottato, alla luce delle alternative possibili che erano state individuate, c. le misure adottate in merito al monitoraggio.... Per quanto riguarda il monitoraggio, la Direttiva stabilisce che occorre controllare:... gli effetti ambientali significativi... al fine... di individuare tempestivamente gli effetti negativi imprevisti e essere in grado di adottare le misure correttive... opportune.
7 Fondamenti teorici La valutazione strategica cui si fa riferimento non riguarda le opere, come nella nota Valutazione d Impatto Ambientale (VIA), ma i piani e programmi, assumendo per queste caratteristiche più generali la denominazione di Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Nata concettualmente alla fine degli anni 80, la VAS è un processo sistematico di valutazione delle conseguenze ambientali di proposte pianificatorie, finalizzato ad assicurare che queste vengano incluse in modo completo e considerate in modo appropriato, alla pari degli elementi economici e sociali all interno dei modelli di sviluppo sostenibile 3, a partire dalle prime fasi del processo decisionale. La VAS riguarda i processi di formazione dei piani più che i piani in senso stretto. Si tratta quindi di uno strumento di aiuto alla decisione più che un processo decisionale in se stesso. La VAS permea il piano e ne diventa elemento: costruttivo, valutativo, gestionale, di monitoraggio. È importante sottolineare che i processi decisionali politici sono fluidi e continui: quindi la VAS deve intervenire al momento giusto del processo decisionale. Occorre curarla, approfondendo gli aspetti tecnico-scientifici, ma senza perdere il momento giusto e renderla inutile anche se rigorosa, ricordando che la VAS è uno strumento e non il fine ultimo. Sempre più, negli ultimi tempi, l attenzione si è spostata dalla metodologia all efficacia: si può semplificare il modello concettuale 4 della formazione di un piano con e senza VAS nello schema seguente (fig.2). 7 fig.2 - La VAS come DSS - Sistema di Supporto alla Decisione (fonte: elaborazione da Brown e Therivel, 1998) La VAS permette di giungere ad un processo in cui il piano viene sviluppato basandosi su di un più ampio set di prospettive, obiettivi e costrizioni, rispetto a quelli inizialmente identificati dal proponente. 3 Secondo il Rapporto Brudtland, lo sviluppo sostenibile incorpora con pari dignità ed importanza sia gli aspetti economici, che quelli sociali, che quelli ambientali. 4 Brown e Therivel (2000)
8 La VAS è anche uno strumento di supporto sia per il proponente che per il decisore: inserendo la VAS nel processo lineare proponente-obiettivi-decisori-piano, in effetti si giunge ad una impostazione che prevede il ricorso a feedback in corso d opera, così da meglio calibrare l intero processo (fig.3). fig.3 I feed-back nel processo circolare della VAS (fonte: elaborazione da Brown, 1997) Si giunge quindi ad un processo che si potrebbe assumere con andamento circolare e che prevede una analisi dei bisogni e dei problemi del territorio a cui, tramite lo sviluppo di strategie e di visioni future, si da risposta con l elaborazione del piano, piano che viene attuato attraverso una fase realizzativi di dettaglio e che porta, opportunamente monitorati, a dei risultati la cui valutazione dell efficacia conduce al punto di partenza, con una nuova analisi dei bisogni e dei problemi (fig.4). In effetti le esperienze di VAS evidenziano come spesso questa non intervenga nella fase iniziale di sviluppo della visione strategica ma in un secondo tempo, quando le macro-decisioni sono già state assunte: E quindi lecito chiedersi se questa valutazione si possa ancora chiamare strategica. 8 fig.4 - La VAS come processo circolare (fonte: Baldizzone/Van Dyck, 2004) In effetti non ci si trova esattamente di fronte tanto ad un processo circolare quanto ciclico, dato che in un processo virtuoso non si dovrebbero ripetere mai gli stessi passi ma, attraverso tornate successive, il territorio dovrebbe aumentare la sua qualità attraverso un processo di miglioramento continuo (fig.5).
9 fig.5 - La VAS come processo ciclico (fonte: Baldizzone, 2002) Spesso però il processo ciclico è dichiarato ma non effettivo, con una VAS che inizia dopo la fase di sviluppo delle visioni strategiche e quindi senza una corretta analisi dei bisogni e dei problemi. In questo caso il processo è incentrato solo sulla fase progettuale e attuativa, con scarsa o nulla attenzione ai risultati, al loro monitoraggio e quindi alla loro valutazione. Si crea così un corto circuito che costringe in ombra metà del processo, svilendo quindi il Rapporto Ambientale a puro documento di contorno, appendice ambientale del PGT (fig.6). 9 fig.6 - La VAS reale e il cortocircuito del processo che mette in ombra buona parte dello stesso (fonte: Baldizzone, 2002) Al contrario la VAS dovrebbe essere più come uno strumento di formulazione del piano che come un documento in senso stretto. La preparazione del Rapporto Ambientale finale è forse la parte meno rilevante della VAS in quanto tale report dovrebbe essere visto non solo come esito della valutazione ma, anche e soprattutto, come una documentazione del processo utilizzato e dei contenuti che ne sono scaturiti.
10 Procedura adottata L Amministrazione comunale individua, con la Delibera di avvio del Procedimento VAS, quale percorso metodologico-procedurale da seguire nella VAS del PGT quello descritto dagli Indirizzi per la valutazione ambientale di Piani e Programmi approvati dal Consiglio Regionale in data 13/03/2007, nonché nella successiva DGR n. 8/6420 del 27/12/2007e nel rispetto dei contenuti del D. Lgs. N. 152/2006 e smi. La Regione Lombardia, con D.G.R. n. 8/6420 del 27 dicembre 2007, definisce in modo dettagliato le fasi, gli atti ed i soggetti della procedura di VAS di Piani e Programmi, secondo lo schema Procedura VAS secondo gli indirizzi regionali Fase del piano Processo di piano P0. 1 Pubblicazione avviso Fase 0 Preparazione Fase 1 Orientamento Conferenza di verifica/ valutazione Fase 2 Elaborazione e redazione Conferenza di valutazione Fase 3 Adozione approvazione Fase 4 Attuazione gestione Ambiente/ VA P0. 2 Incarico per la stesura del P/P P0. 3 Esame proposte pervenute A0. 1 Incarico per la redazione del rapporto ambientale elaborazione del documento programmatico P1. 1 Orientamenti iniziali del piano A1. 1 Integrazione della dimensione ambientale nel piano P1. 2 Definizione schema operativo per lo svolgimento del processo e mappatura dei soggetti e delle autorità ambientali coinvolte P1. 3 Identificazione dei dati e delle informazioni disponibili sul territorio Avvio del confronto P2. 1 Determinazione obiettivi generali P2. 2 Costruzione dello scenario di riferimento e di piano P2. 3 Definizione obiettivi specifici e linee d azione e costruzione delle alternative P2. 4 Documento di piano Consultazione sul documento di piano A1. 2 Definizione schema operativo per la VAS e mappatura dei soggetti e delle autorità ambientali coinvolte A1. 3 Eventuale Verifica di esclusione (screening) Dir./art. 6 comma 5, art.7 La Conferenza di verifica è volta a stabilire l esclusione o la non esclusione del piano o programma dalla valutazione ambientale A2. 1 Definizione dell ambito di influenza (scooping) e definizione della portata delle informazioni da includere nel rapporto ambientale A2. 2 Analisi di coerenza esterna A2. 3 Stima degli effetti ambientali costruzione e selezione degli indicatori A2. 4 Confronto e selezione delle alternative A2. 5 Analisi di coerenza interna A2. 6 Progettazione del sistema di monitoraggio A2. 7 Rapporto ambientale e sintesi non tecnica Valutazione del rapporto ambientale La Conferenza di valutazione è volta ad esaminare i pareri espressi e verificare l integrazione delle considerazioni ambientali al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile P3. 1 Adozione del piano A3. 1 Dichiarazione di sintesi P3. 2 Pubblicazione e raccolta A3. 2 Analisi di sostenibilità delle osservazioni pervenute osservazioni, risposta alle osservazioni A3. 3 Dichiarazione di sintesi finale dichiarazione in cui si illustra in che modo le considerazioni ambientali sono state integrate nel piano o programma e come si è tenuto conto del rapporto P3. 3 Approvazione finale ambientale, dei pareri espressi e dei risultati delle consultazioni, nonché le ragioni per le quali è stato scelto il piano o programma adottato, alla luce delle alternative possibili che erano state individuate; P4. 1 Monitoraggio attuazione e gestione A4. 1 Rapporti di monitoraggio e valutazione periodica P4. 2 Azioni correttive ed eventuali retroazione 10
11 Nello specifico, il percorso procedurale di di Castelveccana è esplicitato e dettagliato come segue. Percorso procedurale per Castelveccana Fase del piano Attività di VAS Fase 0 Preparazione Fase 1 Orientamento Fase 2 Elaborazione e redazione Gli atti fondamentali previsti sono: Avvio del procedimento di formazione del PGT Avvio del procedimento di mediante pubblicazione dell avviso sull Albo Pretorio, sul sito web comunale e su un quotidiano a diffusione locale Individuazione dell autorità proponente e dell autorità competente per la VAS Individuazione dei soggetti coinvolti (autorità competenti in materia ambientale, enti territorialmente interessati e settori del pubblico) e definizione delle modalità di consultazione e partecipazione Durante questa fase si elabora il Documento di Scoping, ossia l atto che deve orientare la redazione del Rapporto Ambientale definendo l ambito di influenza del DdP e il grado di dettaglio delle informazioni da includere nell analisi ambientale. Una componente essenziale della fase di scoping è l analisi di contesto, ovvero una prima analisi ad ampio spettro delle tematiche ambientali, socio-economiche e territoriali che formano il contesto in cui opera il PGT, con la finalità di identificare le questioni ambientali rilevanti e definire il livello di approfondimento con il quale occorre trattarle. Il documento di scoping viene presentato e discusso, con le autorità competenti in materia ambientale e gli enti territorialmente interessati, nel corso della Prima conferenza di Valutazione, occasione in cui si raccolgono pareri, osservazioni, integrazioni e proposte di modifica in modo da costituire un quadro conoscitivo il più possibile approfondito e condiviso. Ai fini della consultazione da parte delle autorità e del pubblico, il documento di scoping viene reso disponibile sul sito web del Comune alcuni giorni prima della conferenza ed inviato agli enti interessati. Conferenza di valutazione (sessione iniziale) Durante questa fase vengono redatti tutti i documenti che andranno poi in adozione, ossia Documento di Piano, Piano delle Regole, Piano dei Servizi, Rapporto Ambientale e Sintesi Non Tecnica. Dal punto di vista metodologico questa fase inizia con la messa a disposizione, per gli estensori della VAS, della bozza del Documento di Piano, ossia dell indicazione delle azioni di piano che determinano una trasformazione del tessuto urbano (ambiti di trasformazione: espansione residenziale, industriale, zona dei servizi, ecc..). Questo passaggio risulta fondamentale per la redazione del Rapporto Ambientale che deve contenere, oltre all analisi dello stato di fatto dell ambiente, le valutazioni delle azioni di piano; con l individuazione di specifici indicatori si dovranno infatti stabilire gli effetti delle scelte urbanistiche sull ambiente. Le azioni di piano dovranno rispondere a due tipi di coerenza: quella esterna ossia non dovranno contrastare con i principi di sostenibilità dei piani sovraordinati e quella interna, dato che le azioni di piano dovranno essere allineate agli obiettivi di sostenibilità individuati a livello locale. La Valutazione Ambientale dovrà inoltre contemplare un confronto fra alternative di progettazione urbanistica, compresa la previsione del non fare nulla ( alternativazero ). A conclusione del Rapporto Ambientale dovrà essere indicato un sistema di monitoraggio strutturato possibilmente sul controllo degli stessi indicatori utilizzati nella fase di analisi dello stato dell ambiente. Questa fase si conclude con la Conferenza Finale di Valutazione nella quale è posto in discussione il Rapporto Ambientale e la proposta di Documento di Piano. L Autorità Procedente mette a disposizione presso l ufficio tecnico comunale e pubblica sul web comunale Il Rapporto Ambientale, la Sintesi Non Tecnica, la proposta di Documento di Piano per almeno 30 giorni prima della seconda conferenza di VAS. L Autorità Competente d intesa con l Autorità Procedente trasmette il Rapporto Ambientale, la Sintesi Non Tecnica, la proposta di Documento di Piano alle autorità competenti in materia ambientale e agli enti interessati, i quali si esprimeranno nell ambito della seconda conferenza di valutazione. Il parere delle autorità competenti in materia ambientale e agli enti interessati deve essere comunicato all Autorità Competente ed all autorità procedente entro 45 giorni dalla messa disposizione. In seguito alla consultazione l Autorità Procedente d intesa con l Autorità Competente formula il Parere Motivato che può essere condizionato all adozione di specifiche modifiche ed integrazioni alla proposta di Documento di Piano. La procedura di VAS si conclude di fatto con il parere motivato favorevole, che è l atto con cui si da avvio alla fase di adozione-approvazione; diversamente è necessario provvedere ad una modifica del piano. 11
12 Fase 3 Adozione approvazione Fase 4 Attuazione gestione Conferenza di valutazione (sessione finale) In seguito ad un parere motivato favorevole, l Autorità Procedente può portare in consiglio comunale per l adozione i documenti del PGT (Doc. di Piano, Piano dei Servizi, Piano delle Regole), il Rapporto Ambientale, la Sintesi non Tecnica e la Dichiarazione di Sintesi. La Dichiarazione di Sintesi, redatta dall Autorità Procedente d intesa con l Autorità Competente, spiega come il Documento di Piano abbia tenuto conto del Rapporto Ambientale e delle risultanze delle consultazioni; in particolare illustra quali sono gli obiettivi ambientali, gli effetti attesi, le motivazioni della scelta dell alternativa di DdP ed il sistema di monitoraggio. Il parere motivato ed il provvedimento di adozione con la relativa documentazione sono trasmessi ai soggetti interessati che hanno partecipato alle consultazioni. L Autorità Procedente provvede contestualmente a: a) depositare presso la segreteria comunale e pubblicare sul web comunale per un periodo continuativo di almeno 30gg: il Doc. di Piano adottato, il Rapporto Ambientale, la Sintesi non tecnica, il Parere Motivato, la Dichiarazione di Sintesi ed il Piano di Monitoraggio; b) dare comunicazione del deposito degli atti di cui alla lettera a) sul Bollettino Ufficiale della Regione e su almeno un quotidiano a tiratura locale; c) comunicare l avvenuto deposito alle Autorità competenti in materia ambientale ed ai soggetti territorialmente interessati, con l indicazione dell indirizzo web e delle sedi dove può essere presa visione della documentazione; d) depositare la Sintesi Non Tecnica, in congruo numero di copie, presso gli uffici della Provincia e della Regione, con l indicazione dell indirizzo web e delle sedi dove può essere presa visione della documentazione. Entro i termini previsti dalle specifiche norme di PGT, e comunque non inferiori a 45gg dalla pubblicazione della notizia di avvenuto deposito, chiunque ne abbia interesse può prendere visione della proposta di piano o programma e del relativo Rapporto Ambientale e presentare proprie osservazioni, anche fornendo nuovi o ulteriori elementi conoscitivi e valutativi. Conclusa la fase di deposito la Autorità Procedente d intesa con l Autorità Competente esaminano e controdeducono le osservazioni ricevute e formulano il Parere Motivato e Dichiarazione di sintesi Finale. In presenza di nuovi elementi conoscitivi evidenziati dalle osservazioni l Autorità Procedente provvede all aggiornamento del Documento di Piano e del Rapporto ambientale e d intesa con l Autorità Competente convoca un ulteriore Conferenza di Valutazione, volta alla formulazione di un Parere Motivato Finale. Tale parere finale, che va espresso solo nel caso in cui vi siano osservazioni, è l atto con il quale si certifica l esame delle osservazioni di natura ambientale. In assenza di osservazioni presentate l autorità procedente, d intesa con l autorità competente per la VAS, nella Dichiarazione di sintesi finale attesta l assenza di osservazioni e conferma il precedente parere motivato. Prima di procedere con l approvazione deve essere effettuata la verifica di compatibilità della Provincia che, garantendo il confronto con il comune interessato, valuta esclusivamente la compatibilità del Documento di Piano con il proprio Piano Territoriale di Coordinamento. Entro 120 gg. dal ricevimento della relativa documentazione, o decorsi inutilmente i quali, la valutazione si intende espressa favorevolmente. Il provvedimento di approvazione definitiva del Documento di Piano avviene con delibera di Consiglio Comunale e motiva puntualmente le scelte effettuate in relazione agli esiti del procedimento di VAS e contiene la dichiarazione di sintesi finale. Gli atti del Documento di Piano: sono depositati presso la segreteria comunale ed inviati per conoscenza alla Provincia ed alla Regione; acquistano efficacia con la pubblicazione dell avviso della loro approvazione definitiva sul BURL; sono pubblicati per estratto sul web. Gli atti del PGT approvati (Documento di Piano, Rapporto Ambientale, Sintesi non Tecnica), la Dichiarazione di sintesi finale e il provvedimento di approvazione definitiva devono essere inviati, in formato digitale, alla Regione Lombardia. La procedura di valutazione prosegue con la fase di attuazione e gestione durante la quale, come previsto da un apposito Piano di monitoraggio, vi sono le valutazioni periodiche mediante rapporti di monitoraggio e di valutazione. Il monitoraggio: fornisce le informazioni necessarie per valutare gli effetti ambientali delle azioni del dal PGT consentendo di verificare se esse sono effettivamente in grado di conseguire gli obiettivi di qualità ambientale che il piano si era posto; permettere di individuare tempestivamente le misure correttive che eventualmente dovessero rendersi necessarie. La gestione del Documento di Piano può essere considerata come una successione di procedure di screening delle eventuali modificazioni parziali del Documento di Piano, a seguito delle quali decidere se accompagnare o meno l elaborazione delle varianti con il procedimento di VAS. 12
13 Oggetto della valutazione e criteri adottati Legge Regionale 12/05 e tripartizione del PGT Il Piano di Governo del Territorio (PGT) è un nuovo strumento urbanistico introdotto in Lombardia dalla Legge Regionale Lombarda n.12 dell'11 marzo Il PGT ha sostituito il Piano Regolatore Generale come strumento di pianificazione urbanistica a livello comunale e ha lo scopo di definire l'assetto dell'intero territorio comunale. La legge lombarda si discosta notevolmente dall usuale modello di pianificazione comunale utilizzato da altre Regioni, ossia dal dal legame stretto e gerarchico tra piano strutturale e piano operativo. Infatti secondo la lr 12/05 il governo del territorio si attua mediante una pluralità di piani, fra loro coordinati e differenziati, i quali, nel loro insieme, costituiscono la pianificazione del territorio stesso (art 2 c.1), inserendo quindi un impianto che si allontana fortemente dalla tradizione urbanistica. Il PGT si compone di 3 atti distinti: - Documento di Piano - Piano dei Servizi - Piano delle Regole I tre atti hanno fini differenti e si relazionano secondo principi di coerenza. La pianificazione comunale trova attuazione tramite il Piano delle Regole, il Piano dei Servizi e gli altri piani attuativi disciplinati dalla normativa. Ciascuno di questi possiede una certa autonomia e divisione funzionale che ne facilita autorizzazione e operatività. Il Documento di Piano definisce il quadro di coerenze e di azione degli altri piani, ma senza aspetti strettamente operativi, assumendo un ruolo strategico giuridicamente non conformativo. 13 Documento di Piano (DdP): definisce il quadro generale della programmazione urbanistica anche in base a proposte pervenute da cittadini o da associazioni di cittadini. Questo significa che i cittadini sono chiamati a partecipare già nelle prime fasi del processo di elaborazione del PGT. Il DdP contiene il quadro organizzato delle conoscenze e dei dati di base necessari per lo sviluppo delle strategie della pianificazione comunale, e deve quindi prevedere un lavoro di analisi del territorio comunale da tutti i punti di vista, inclusi quello geologico, ambientale, urbanistico, viabilistico, infrastrutturale, economico, sociale e culturale, oltre ad evidenziare eventuali beni storici o ambientali di particolare interesse, e ha inoltre lo scopo di definire e pianificare lo sviluppo della popolazione residente nel comune. Tipicamente il DdP è il primo atto nella stesura del PGT. Non produce effetti diretti sul regime giuridico dei suoli ed ha validità per un massimo di cinque anni, con quindi al minimo una verifica ad ogni mandato amministrativo. Nell articolazione del PGT il Documento di Piano svolge due importanti ruoli strategici: - quale riferimento principale per la strutturazione degli scenari evolutivi del comune, per la definizione degli obiettivi generali, per il coordinamento generale della pianificazione comunale (altri atti del PGT, piani attuativi, piani di settore) - quale snodo tra pianificazione comunale e pianificazione sovracomunale, evidenziando come obiettivi ed azioni dei piani provinciali e regionali siano stati recepiti nella pianificazione comunale, e al contempo segnalando alla scala sovracomunale problemi e opportunità che si manifestano a scala comunale. Piano dei Servizi: definisce le strutture pubbliche o di interesse pubblico di cui il comune necessita. Il Piano dei Servizi deve tenere conto della popolazione residente nel comune o che gravita in esso e di quella prevista in futuro dal documento di piano. Il Piano dei Servizi tiene conto dei costi operativi delle strutture pubbliche esistenti e dei costi di realizzazione di quelle previste, si preoccupa della loro fattibilità e definisce la modalità di realizzazione dei servizi. Le indicazioni contenuti nel piano circa le aree identificate come di interesse pubblico sono prescrittive e vincolanti per 5 anni dall'entrata in vigore del PGT e decadono qualora il servizio non sia
14 VAS del Documento di Piano Documentoo di Orientamento Iniziale inserito entro questo termine nel programma triennale delle opere pubbliche. La Legge Regionale Lombarda n.12 del 11 marzo 2005 prevede che, per comuni inferiori a abitanti, sia possibile redigere un piano dei servizi intercomunale. Piano delle Regole: definisce la destinazione delle aree del territorio comunale e in questo al Piano Regolatore Generale. In particolare individua le aree destinate all'agricoltura, le aree di interessee paesaggistico, storico o ambientale e le aree che non saranno soggette a trasformazione urbanistica. Il Piano delle Regole definisce anche le modalità degli interventi urbanistici sia sugli edifici esistenti che di quelli di nuova realizzazione. Questo significa che viene stabilito quanto costruire, come costruire e quali sono le destinazioni non ammissibili. 14 Le principali novità concettuali introdotte dal Piano del Governo del Territorio riguardano: partecipazione Il primo atto che l'amministrazione Comunale è tenuta a fare quando decide di iniziare la stesura del PGT è informare la cittadinanza che il processo è iniziato. I cittadini o le associazioni di cittadini sono invitati già da questa fase a formulare proposte in merito. La differenza rispetto al Piano Regolatore Generale sta nel fatto che in quel caso i cittadini erano chiamati ad esprimersi solo dopo la prima adozione sotto forma di osservazioni al PGT già adottato. compensazione La compensazione è il principio secondo cui l'amministrazione Comunale in cambio della cessione gratuita di un aree sulla quale intende realizzare un intervento pubblico può concedere al proprietario del suolo un altro terreno in permuta o della volumetria che può essere trasferita su altre aree edificabili. Questa volumetria è liberamente commerciabile. Ovviamente il privato può realizzare in proprio l'intervento pubblico stipulando un apposita convenzione con l'amministrazione Comunale. I commi 3 e 4 articolo 11 della suddetta legge 12 normano le possibilità di compensazione. perequazione Per perequazione urbanistica si intendono due concetti tra loro distinti. Il principio secondo cui i vantaggi derivanti dalla trasformazione urbanistica devono essere equamente distribuiti tra i proprietari dei suoli destinati ad usi urbani e il principio secondo cui questi vantaggi debbano essere condivisi con la comunità dotandola, senza espropri e spese, di un patrimonio pubblico di aree a servizio della collettività. Questo concetto è introdotto dal comma 2 articolo 11 della suddetta legge 12. incentivazione Qualora l'intervento urbanistico introduca rilevanti benefici pubblici aggiuntivi a quelli previsti è possibile incentivare l'intervento concedendo una maggiore volume edificabile fino ad arrivare ad un aumento del 15%. In urbanistica pratica il privato può chiedere all'amministrazione Comunale una maggiorazione del volume assegnato dando in cambio qualche vantaggio per la cittadinanza. Questa possibilità è prevista dal comma 5 articolo 11 della suddetta legge 12. Il Documento di Piano assume valore di contenitore entro il quale l Amministrazione sviluppa una visione strategica del futuro della città. Uno strumento che, anche per assolvere al meglio a questa sua specifica funzione, viene tenuto separato dagli aspetti più operativi affidati agli altri atti del PGT e alla pianificazione attuativa. La legge e i criteri attuativi forniscono un elencazione dettagliata dei dati e delle informazioni necessarie per
15 costituire nel Documento di Piano un quadro conoscitivo multidisciplinare, dove i temi dell ambiente assumono una rilevanza di primo piano. Assegnano inoltre al Documento di Piano il compito di prevedere un quadro sistematico di obiettivi, e di prevedere la verifica delle condizioni di sostenibilità di obiettivi e dimensionamenti di piano 5. Al Documento di Piano viene assegnato il compito di delineare gli obiettivi della pianificazione comunale, e di fissarne i limiti dimensionali. La novità importante è che tra i criteri dimensionali, tra i fabbisogni di una comunità, vengano inserite anche le garanzie per adeguate condizioni di sostenibilità. Il Documento di Piano costituisce un vero e proprio snodo tra pianificazione comunale e pianificazione di area vasta. Nei criteri regionali attuativi dell art 7 viene sottolineato che La quantificazione dello sviluppo comunale, che deve essere indirizzata alla minimizzazione del consumo di suolo ed orientata preferibilmente ad azioni di riqualificazione urbanistica, paesistica, ambientale, nonché trovare giustificazione nelle condizioni di sostenibilità ambientale definite da indicatori di livello comunale comparabili con quelli di livello provinciale. Il documento regionale raccomanda di utilizzare gli strumenti della VAS, ed in particolare di adottare un sistema di indicatori al fine di verificare la sostenibilità dei dimensionamenti di piano. Partendo da queste considerazioni si sono ipotizzati nel riquadro che segue alcuni criteri da tenere presenti nello sviluppo del Rapporto Ambientale e della di Castelveccana e dei relativi documenti. Quadro riassuntivo dei criteri adottati Stretta integrazione tra percorso di VAS e percorso di elaborazione del Documento di Piano, con l obiettivo di utilizzare gli strumenti di valutazione per rafforzare il processo decisionale di pianificazione. Integrazione non limitata alla fase di definizione degli obiettivi e di predisposizione dei contenuti degli elaborati, ma estesa anche alle fasi di gestione del piano, prevedendo lo sviluppo di un sistema integrato di strumenti che consentano di valutare le proposte attuative rispetto agli obiettivi di sostenibilità fissati nel Documento di Piano. Definizione ed esplicitazione del sistema di obiettivi e azioni del PGT, e loro verifica e integrazione rispetto al quadro delle criticità che emerge dalla lettura della situazione esistente. Verifica di coerenza degli obiettivi e azioni del Documento di Piano rispetto ai criteri di sostenibilità e compatibilità ambientale di livello europeo, nazionale e sovra locale (pianificazione regionale e provinciale). Formazione del PGT come occasione per rileggere obiettivi e strategie della pianificazione comunale vigente, per valutarne sistematicamente la compatibilità con i criteri di sostenibilità, ed introdurre integrazioni e modifiche migliorative conseguenti Prime indicazioni per lo sviluppo di indicazioni e strumenti che diventino con il tempo patrimonio degli uffici dell ente, e che permettano di garantire il rispetto dei principi di sostenibilità anche nel passaggio alla scala progettuale, e nelle future varianti di integrazione e aggiornamento del piano Si richiamano a tale proposito alcune indicazioni dell art 8 c 2: a) [il Documento di Piano ] individua gli obiettivi di sviluppo, miglioramento e conservazione che abbiano valore strategico per la politica territoriale, indicando i limiti e le condizioni in ragione dei quali siano ambientalmente sostenibili e coerenti con le previsioni ad efficacia prevalente di livello sovracomunale; b) determina gli obiettivi quantitativi di sviluppo complessivo del PGT; nella definizione di tali obiettivi il documento di piano tiene conto della riqualificazione del territorio, della minimizzazione del consumo del suolo in coerenza con l utilizzazione ottimale delle risorse territoriali, della definizione dell assetto viabilistico e della mobilità, nonché della possibilità di utilizzazione e miglioramento dei servizi pubblici e di interesse pubblico o generale, anche a livello sovracomunale;
17 Parte seconda 17 Quadro conoscitivo
18 SINTESI DELLE COMPONENTI INQUADRAMENTO A. MATRICI AMBIENTALI A1 - Atmosfera A2 - Idrosfera: acque superficiali e sotterranee A3 - Suolo e sottosuolo B. FATTORI DI PRESSIONE E RISCHIO B1 - Energia B2 - Agenti fisici (rumore e radiazioni) B3 - Rifiuti B4 - Aziende a rischio di incidente rilevante 18 C. SISTEMI NATURALI E ANTROPICI C1 - Sistema socio economico C2 - Sistema della mobilità e dei trasporti C3 - Ecosistema e paesaggio
19 SINTESI DELLE COMPONENTI Sintesi dello stato attuale e delle tendenze in atto Grado di influenza del PGT sulla componente MATRICI AMBIENTALI Atmosfera Dall Inventario Emissioni Aria -INEMAR della Regione Lombardia, si evince che il contributo emissivo del Comune di Castelveccana è molto limitato e, quindi, non rappresenta una criticità specifica del territorio. Il maggiore contributo emissivo deriva dal traffico veicolare, non solo locale ma soprattutto di attraversamento, e dal riscaldamento. Secondo i dati regionali Castelveccana risulta essere inserito in fascia 2 per tutta una serie di inquinanti: -emissioni complessive PM10 inferiori a 0,5, -emissioni complessive NOx inferiori a 6,3, -indicatore composto di qualità (media comunale della somma normalizzata di NOx, PM10, SO2) inferiore a 0,0049, -ossidi di azoto (Tonnellate/anno NOx complessive delle emissioni previste per le principali infrastrutture viarie in progetto) incon indice inferiore a 6,82 Per quanto riguarda la zonizzazione del territorio regionale del Piano di Risanamento della Qualità dell Aria Castelveccana risulta classificato in una più vasta Zona di risanamento di tipo b. Idrosfera: acque superficiali e sotterranee Il reticolo idrografico del territorio è assai ricco. Fanno parte del reticolo idrografico principale ai sensi della D.g.r. 1 agosto 2003 n. 7/13950 il torrente Froda, che recepisce, principalmente, le acque provenienti dal versante settentrionale del Monte Nudo e dal versante occidentale del Monte Ganna. Altre aste principali ma di minore importanza sono quelle della valle del Ronè, il cui sistema di corsi d acqua si snoda, in parte, in territorio di Porto Valtravaglia e del rio Asino. L abbondanza di acqua sorgiva in questo territorio è evidenziata da un sistema di sorgenti, ubicate nel settore centro orientale del territorio, e da due pozzi, uno alla foce del rio Asino e uno in località S. Antonio; sono poi presenti, distribuiti sul territorio, altri pozzi e sorgenti ad uso privato. La rete fognaria copre quasi totalmente le abitazioni e la popolazione (oltre 2300 abitanti serviti), se si eccettua qualche abitazione isolata di difficile accesso. L impianto di depurazione è ampiamente sufficiente alle esigenze attuali e futuri. L acqua del lago è in questo tratto balneabile. Suolo e sottosuolo Questo settore rappresenta uno degli elementi maggiormente problematici del territorio comunale. La geomorfologia locale può ingenerare rischi di stabilità differenziati, che lo Studio Geologico ha così sintetizzato: - pericolosità per frane da scivolamento, ossia la probabilità che l angolo di attrito e coesione su un piano inclinato, infinitamente esteso, comporti il rischio di scivolamento dello strato pedologico superficiale -pericolosità per frane da crollo: derivata dall analisi dell angolo d ombra minimo, che sottende la zona in cui la maggior parte dei blocchi si dovrebbe arrestare. Medio-basso: il PGT può indirettamente influire sulle emissioni da traffico, riducendo o aumentando le necessità di spostamento a seguito di interventi sulla viabilità e sulla localizzazione di funzioni o servizi. Può inoltre influire sulle emissioni in atmosfera derivanti dalla previsione di insediamento di nuove funzioni residenziali e produttive. In questo senso il nuovo insediamento previsto per l area D3 comporterà inevitabilmente un aumento del carico antropico e delle relative emissioni in atmosfera. In generale però, lo stato della componente è determinato da dinamiche essenzialmente sovra locali rispetto alle quali il piano non può sensibilmente influire. Medio alto: la previsione di nuovi insediamenti residenziali, produttivi e terziari determina carichi antropici aggiuntivi sia in relazione al prelievo e consumo idrico, sia in relazione all immissione di acque reflue verso l impianto di depurazione e nei corpi ricettori. Nuove previsioni insediative possono inoltre interferire con l articolato sistema di rogge e canali presenti nel territorio comunale Alto: il PGT è il principale strumento che può determinare gli usi del suolo e contrastare o causare il consumo di suolo libero, nonché stabilire modalità di intervento limiti e possibilità di trasformazione in relazione alle condizioni geologiche e geotecniche dei suoli. 19
20 Sintesi dello stato attuale e delle tendenze in atto Il settore meridionale del comune, ossia la porzione territoriale con maggiori rilievi e con pendenze territoriali più accentuate, è la porzione di territorio con maggior rischio geologico e idrogeologico. Grado di influenza del PGT sulla componente FATTORI DI PRESSIONE E RISCHIO Energia Allo stato attuale non è stato possibile reperire dati significativi relativi alla tematica in oggetto. Agenti fisici: rumore e radiazioni La maggior problematica acustica risulta la presenza del tracciato ferroviario, con alcuni edifici costruiti in sua prossimità. RFI ha provveduto ai rilievi in sito, con uno studio approfondito. E prevista una serie di opere di mitigazione che però, oltre ad un notevole costo, comportano problemi di tipo paesistico, con ampie superfici di barriere acustiche. Nel territorio comunale è localizzata una stazione per telefonia cellulare situata in via per Campo Sportivo. Rifiuti Castelveccana ha conseguito negli ultimi anni ottimi risultati in tema di raccolta differenziata, superando sempre ampiamente il 50% della raccolta totale (nel 2010, kg di raccolte differenziate su un totale di kg). Aziende insalubri e a rischio di incidente rilevante Dalle informazioni desunte dal Comune di Castelveccana non sussistono aziende a RIR o aziende classificabili come insalubri di qualche rilevanza. Medio-alto: il PGT può influire positivamente in questo campo sia con indicazioni dirette che con incentivi/premialità per la produzione di energia altenativa e per gli altri elementi che possono contribuire alla riduzione dei consumi energetici, come ad esempio l incentivazione della classificazione energetica degli edifici in classe A. Medio: il PGT può influire positivamente nel campo della moderazione degli impatti acustici sia con indicazioni dirette che con incentivi/premialità sui nuovi insediamenti., che con opere di mitigazione, soprattutto per impatti acustici derivanti dal traffico veicolare. Basso: il PGT non influisce direttamente sul settore rifiuti. Indicazioni possono essere fornite sulla eventuale localizzazione di isole ecologiche con dimensioni tali da avere un rilievo urbanistico. Ulteriore indicazioni possono essere fornite sull utilizzo/riutilizzo in loco, senza gravare sulle discariche per inerti Medio: il PGT non influisce direttamente sul settore ma deve prenderne in considerazione le risultanze. Infatti i comuni con aziende a rischio di incidente rilevante sono tenute a redigere l Elaborato su Rischi di Incidente Rilevante (ERIR) che il PGT deve considerare nelle sue scelte urbanistiche: in questo caso il PGT può quindi inserire ulteriori misure che ritiene opportune. 20 SISTEMI NATURALI E ANTROPICI Sistema socio-economico Gli indicatori socio-economici sono globalmente positivi, con un reddito medio superiore alla media della Provincia di Varese, e con alcune criticità tipiche dell andamento sia regionale che dell Italia del Nord Medio-alto: il PGT non può influire su dinamiche sociali economiche sovra locali, che investono trend di livello nazionale o superiori. Può però
21 Sintesi dello stato attuale e delle tendenze in atto (invecchiamento della popolazione, tasso di natalità tendente a zero o negativo, aumento delle famiglie monocomponente). Sistema mobilità e trasporti La strada provinciale costiera è posta in sede molto ristretta, con conseguenti rallentamenti sia per il passaggio/incrocio di mezzi pesanti sia per gli afflussi turistici. Sempre per la presenza di flussi turistici, la superficie di parcamento del Comune di Castelveccana in prossimità del Lago risulta essere insufficiente. Sul territorio comunale sono presenti la stazione ferroviaria a Caldè, lo scalo della navigazione dei laghi a san Pietro, e il porticciolo turistico di Caldè Come segnalato nella scheda acustica, la rete ferroviaria comporta un impatto acustico importante all interno dell ambito urbano, oltre che costituire un elemento di pericolosità latente (per altro proprio di tutti i centri abitati) per il passaggio di merci da e per la Svizzera classificabili in qualche caso e in varia misura come pericolose. Ecosistema e paesaggio Castelveccana è contraddistinto da una ricchezza geomorfologica e paesistica: il comune è interessato assai parzialmente dalle opere di antropizzazione mentre gran parte del suo territorio è caratterizzato da un elevato status naturalistico con alta valenza paesistica. Il comune di Castelveccana non è interessato da Siti di Interesse Comunitario, né da Zone di Protezione Speciale poiché già protetto naturalmente. Il sito più prossimo è situato in fregio al confine meridionale e occidentale del comune. Trattasi del SIC Monti della Valcuvia (codice sito IT ). Eccezion fatta riguardo alla fascia costiera urbanizzata, tutto il territorio comunale è stato considerato in qualità di elemento di progetto della rete ecologica provinciale. Grado di influenza del PGT sulla componente determinare effetti a scala locale che possono portare benefici di natura sociale, economica, occupazionale, attraverso ad esempio la previsione di servizi e aree produttive Alto: il PGT determina direttamente l impostazione infrastrutturale riguardante i trasporti del territorio comunale, in connessione e in coordinamento con gli indirizzi della pianificazione sovraordinata. Alto: gli sviluppi insediativi possono determinare consumo di suolo e quindi di habitat all interno di un territorio già fortemente antropizzato. La scelta della localizzazione dei nuovi insediamenti è cruciale per le possibili interferenze col sistema delle connessioni ecologiche; allo stesso modo il piano può operare interventi di rinaturalizzazione, ricucitura e mantenimento di varchi ecologici, nonché apporre vincoli, limitazioni e regole di trasformazione per le aree libere. 21 Legenda Alto 5 Medio alto 4 Medio 3 Medio basso 2 Basso 1 Grado di criticità della componente Grado di influenza del PGT sulla componente
22 Onde favorire una maggiore sinteticità e comunicabilità si propone la seguente tabella relativa alla rilevanza delle singole componenti nell ambito valutativo del PGT. Si precisa che la tabella non fornisce un giudizio assoluto sull importanza delle singole componenti ma rappresenta una indicazione per gli approfondimenti in sede valutativa del Documento di Piano. La rilevanza è ottenuta incrociando il grado di criticità della singola componente con il grado di influenza che il PGT può avere sulla stessa. MATRICI AMBIENTALI FATTORI DI PRESSIONE E RISCHIO SISTEMI NATURALI E ANTROPICI Componente Grado di criticità/attenzione della componente Grado di influenza del PGT sulla componente Rilevanza della componente nell ambito valutativo del PGT Atmosfera Basso: 1 Medio-basso: 2 2 Idrosfera: acque sup. e sotterranee Basso: 1 Medio alto: 4 4 Suolo e sottosuolo Alto: 5 Alto: 5 25 Energia --- Medio-alto: Agenti fisici: rumore e radiazioni Medio: 3 Medio: 3 9 Rifiuti Basso: 1 Basso: 1 1 Aziende a rischio di incidenti rilevanti Basso: 1 Medio: 3 3 Sistema socio-economico Medio: 3 Medio-alto: 4 12 Sistema mobilità e trasporti Medio alto: 4 Alto: 5 20 Ecosistema e paesaggio Medio basso: 2 Alto: 5 10 Grado di influenza del PGT sulla componente ambientale Alto 5 Medio alto 4 Medio 3 Medio basso 2 Basso 1 22 Grado di criticità della componente Alto 5 Medio alto 4 Medio 3 Medio basso 2 Basso 1 Rilevanza della componente nell ambito valutativo del PGT Alto Medio alto Medio Medio basso 6-10 Basso 1-5
23 VAS del Documento di Piano Documentoo di Orientamento Iniziale INQUADRAMENTO Castelveccana fu costituita nel 1928 in seguito alla fusione amministrativa di due antichi Comuni: Castello Valtravaglia sul lago e Veccana più a monte. Il nome e la storia del paese sonoo legati al castello che un tempo si ergeva sulla Rocca, del quale sono rimasti soltanto pochi ruderi. Dello storico passato sono rimaste tracce pregevoli in alcuni edifici sacri di Castelveccana: la chiesetta romanica di San Giorgio, la parrocchiale di San Pietro, il campanile di San Martino e l'eremo di Sant'Antonio (risalenti ai secoli XI e XII) e il santuario quattrocentesco di Santa Veronica, sulla Rocca, in bella posizione panoramica e con pregevoli affreschi. Anche dopo la distruzione del castello, la Rocca di Caldè rimase celebre per la sua eccezionale visibilità, nonché per la pregiatissima calce che veniva estratta nelle caratteristiche fornaci, ora abbandonate ma ancora ben visibili dal lago. Ritrovamenti archeologici hanno dimostrato l'esistenza di un nucleo abitato dell'età del ferro (tombe celtiche del IX-V secolo a.c,) a cui seguì un insediamento romano. Nel Medioevo la Rocca di Caldè era presidiata da un Castello. La Fortezza fu assediata nel 963 da Ottone I di Sassonia e fu rasa al suolo dagli Svizzeri nel
24 Altitudine altezza su livello del mare espressa in metri Casa Comunale 257 Minima 193 Massima Escursione Altimetrica Zona Altimetrica montagna interna Misure Superfice 20,95 kmq Classificazione Sismica sismicità molto bassa Clima Gradi Giorno Zona Climatica (a) E Popolazione Residente (M 989, F 1.066) Densità per Kmq: 98,1 Superficie: 20,95 Kmq Statistiche sul Comune Distribuzione per Età Il Comune di Castelveccana fa parte di: Comunità Montana Valli del Luinese Regione Agraria n. 2 - Montagna tra il Verbano ed il Ceresio Località e Frazioni di Castelveccana 24 Caldè, De Grandi Adamoli (rifugio), Nasca, Passo del Cuvignone, Pessina, Ronchiano, San Michele, San Pietro, Sant'Antonio, Sarigo, Scirlasca, Sasso Galletto, Sasso Sciseno, l'americana, Pizzoni di Laveno, Monte La Tegia, Alpe del Cuvignone, C. Pianizze, Pizzo di Cuvignone, Crotto Battistone, Virasca, Pianeggi, Pira, C. Froda, Castello Valtravaglia, Pessina, Saltirana, Rocca di Caldè, Santa Veronica, San Martino, Bissaga, Selvetta, Alpe Calorescio, C.na Boraffora, Biogno Comuni Confinanti Brenta, Casalzuigno, Cittiglio, Ghiffa (VB), Laveno-Mombello, Oggebbio (VB), Porto Valtravaglia Chiese e altri edifici religiosi castelveccanesi Chiesa di San Genesio (in località Sarigo) Santuario di Santa Veronica Chiesa di Sant'Antonio in Monte Chiesa di Santa Maria Immacolata (a Nasca) Chiesa di San Pietro e Paolo Chiesa di San Giorgio Chiesa di San Martino Luoghi di Interesse Cascata della Froda Numero Abitazioni (2001) 1.536
25 Rocca di Caldè Frazione di Caldè Vista tridimensionale dal lago Maggiore (Google Earth) Il territorio comunale di Castelveccana si affaccia sulla sponda orientale del lago Maggiore, a nord della provincia di Varese, a quasi 30 km dal capoluogo provinciale, in un area pedecollinare caratterizzata da importanti rilievi collinari e montuosi con dislivelli superiori a 1000 m. L altitudine media qui registrata è pari a 330 m s.l.m., con una quota minima di 195 m s.l.m. lungo la spiaggia lacustre e una quota massima pari a 1230 m s.l.m. a confine con i comuni di Brenta e di Casalzuigno. 25 S. PIETRO RONCHIANO BISSAGA SALTIRANA CALDE' ORILE PESSINA RASATE SARIGO CASTELLO NASCA L accentuata orografia del territorio ha condizionato lo sviluppo antropico, che si è articolato in nuclei, corrispondenti alle 11 frazioni attuali: Ronchiano, Caldé, Saltirana, Castello, Bissaga, Orile, Nasca, Rasate, Pessina, San Pietro e Sarigo
26 A. MATRICI AMBIENTALI A1 - Atmosfera A2 - Idrosfera: acque superficiali e sotterranee 26 A3 - Suolo e sottosuolo
27 A1 - Atmosfera Riferimenti normativi e obiettivi stabiliti a livello nazionale, internazionale e regionale Riferimento Contenuti/obiettivi Direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell aria ambiente e per un aria più pulita in Europa. VI Programma comunitario di azione in materia ambientale (2002) definire e stabilire obiettivi di qualità dell aria ambiente al fine di, prevenire o ridurre gli effetti nocivi per la salute umana e per l ambiente nel suo complesso; valutare la qualità dell aria ambiente negli Stati membri sulla base di metodi e criteri comuni; mantenere la qualità dell aria ambiente, laddove sia buona, e migliorarla negli altri casi; nelle aree urbane ridurre del 20% l esposizione al PM2,5 entro il 2020 rispetto ai valori del 2010, portare i livelli di esposizione al di sotto di 20 μg/m³ nel 2015 Stabilizzare le concentrazioni di gas a effetto serra nell atmosfera ad un livello tale da escludere qualsiasi pericolosa interferenza delle attività umane sul sistema climatico Ridurre del 6,5% le emissioni di CO2 e altri gas climalteranti rispetto ai valori del 1990 entro Protocollo di Kyoto il 2012 D.M. 2 aprile 2002 n. 60 Stabilisce valori limite di concentrazione per i principali inquinanti DGR n.6501 del 19/10/2001, aggiornata Zonizzazione del territorio lombardo dalla DGR. n del 02/08/2007. DGR n. 580/2005 Misure Strutturali per la Qualità dell'aria in Regione Lombardia Norme per la prevenzione e la riduzione delle emissioni in atmosfera a tutela della salute e LR. n. 24/2006 dell'ambiente Piani e programmi di riferimento PRQA Programma Regionale per la Qualità dell Aria Livello Regionale PER - Programma Energetico Regionale Sintesi dello stato attuale e delle tendenze in atto Dall Inventario Emissioni Aria -INEMAR della Regione Lombardia, si evince che il contributo emissivo del Comune di Castelveccana è molto limitato e, quindi, non rappresenta una criticità specifica del territorio. Il maggiore contributo emissivo deriva dal traffico veicolare, non solo locale ma soprattutto di attraversamento, e dal riscaldamento. Secondo i dati regionali Castelveccana risulta essere inserito in fascia 2 per tutta una serie di inquinanti: -emissioni complessive PM10 inferiori a 0,5, -emissioni complessive NOx inferiori a 6,3, -indicatore composto di qualità (media comunale della somma normalizzata di NOx, PM10, SO2) inferiore a 0,0049, -ossidi di azoto (Tonnellate/anno NOx complessive delle emissioni previste per le principali infrastrutture viarie in progetto) incon indice inferiore a 6,82 Per quanto riguarda la zonizzazione del territorio regionale del Piano di Risanamento della Qualità dell Aria Castelveccana risulta classificato in una più vasta Zona di risanamento di tipo b. Grado di influenza del PGT sulla componente ambientale Medio-basso: il PGT può indirettamente influire sulle emissioni da traffico, riducendo o aumentando le necessità di spostamento a seguito di interventi sulla viabilità e sulla localizzazione di funzioni o servizi. Può inoltre influire sulle emissioni in atmosfera derivanti dalla previsione di insediamento di nuove funzioni residenziali e produttive. In questo senso il nuovo insediamento previsto per l area D3 comporterà inevitabilmente un aumento del carico antropico e delle relative emissioni in atmosfera. In generale però, lo stato della componente è determinato da dinamiche essenzialmente sovra locali rispetto alle quali il piano non può sensibilmente influire. Fonti dei dati e approfondimenti ARPA Lombardia - Inventario regionale delle emissioni in Lombardia 27
28 Il Comune di Castelveccana si inserisce nell ambiente fisioclimatico della zona dei rilievi montuosi prealpini che, dal punto di vista climatico, risente della protezione dell arco alpino dai freddi venti settentrionali e dalle perturbazioni provenienti dal versante Nord-alpino. Questo "effetto barriera", che i monti oppongono, altera le condizioni atmosferiche generali ed assicura un clima meno rigido con una maggiore impronta mediterranea. La presenza del Lago Maggiore, inoltre, porta ad una mitigazione degli estremi di temperatura. Il regime pluviometrico nel territorio di interesse e di tipo "prealpino", caratterizzato in generale da stagioni autunnali e primaverili più piovose, in quanto la frequente presenza di correnti atlantiche, spesso associate a depressioni sul Mediterraneo, favorisce le cosiddette piogge equinoziali. L'analisi dei dati di temperatura delle stazioni meteorologiche prossime al territorio di Castelveccana (Laveno, Luino e Cuveglio) evidenzia una temperatura media, per il periodo , tra 13,3 C (Luino) e 13,9 C (Laveno), che segna un aumento della temperatura media di circa 1,5 C dalla serie storica riferita alla stazione di Varese. I mesi più caldi, con temperatura media superiore ai 20 C, sono generalmente giugno, luglio e agosto, mentre i più freddi sono i mesi di dicembre e gennaio con temperatura media tra i 2 C e 4 C. Il 2003 e stato l'anno più caldo con la registrazione di temperatura media di 25 C 26 C. La distribuzione delle precipitazioni è abbastanza disuniforme durante l'anno: presenta un massimo primaverile tra aprile e maggio; altri massimi si registrano in estate tra agosto e settembre, in autunno nel mese di novembre. I valori minimi si registrano nei mesi di gennaio e febbraio. La presenza del Lago e la notevole escursione altimetrica del territorio permettono la formazione di venti termici locali, che determinano la dispersione di possibili inquinanti, evitandone il ristagno. Dall Inventario Emissioni Aria -INEMAR della Regione Lombardia, si evince che il contributo emissivo del Comune di Castelveccana è molto limitato e, quindi, non rappresenta una criticità specifica del territorio. Il maggiore contributo emissivo deriva dal traffico veicolare, non solo locale ma soprattutto di attraversamento, e dal riscaldamento. Secondo i dati regionali Castelveccana risulta essere inserito in fascia 2 per tutta una serie di inquinanti: -emissioni complessive PM10 inferiori a 0,5, -emissioni complessive NOx inferiori a 6,3, -indicatore composto di qualità (media comunale della somma normalizzata di NOx, PM10, SO2) inferiore a 0,0049, -ossidi di azoto (Tonnellate/anno NOx complessive delle emissioni previste per le principali infrastrutture viarie in progetto) con indice inferiore a 6,82 Per quanto riguarda la zonizzazione del territorio regionale del Piano di Risanamento della Qualità dell Aria Castelveccana risulta classificato in una più vasta Zona di risanamento di tipo b. 28 Zonizzazione del territorio regionale del Piano di Risanamento della Qualità dell Aria Fonte : DGR VII/6501 del 19/10/01, DGR VII/11484 del 06/12/02 DG Qualità dell Ambiente. Elaborazioni a cura di: DG Territorio e Urbanistica Castelveccana risulta classificato in Zona di risanamento di tipo b
29 Distribuzioni di polveri sottili (Tonnellate/anno PM10) per cella sul territorio regionale Fonte: CT10 e Dati Istat Censimento popolazione Elaborazioni a cura di: CRASL Università Cattolica del sacro Cuore Sede di Brescia. Castelveccana risulta interessato dalla fascia 2: Emissioni complessive PM10 inferiori a 0,5 Distribuzioni di ossidi di azoto (Tonnellate/anno NOx) per cella sul territorio regionale 29 Fonte: CT10 e Dati Istat Censimento popolazione Elaborazioni a cura di: CRASL Università Cattolica del sacro Cuore Sede di Brescia.Castelveccana risulta interessato dalla fascia 2: Emissioni complessive NOx inferiori a 6,3
30 Indicatore composto di qualità dell aria (Media comunale della somma normalizzata di NOx, PM10, SO2 di ciascuna cella) Fonte: INEMAR, CT10 e Dati Istat Censimento industria 1991 Elaborazioni a cura di: CRASL Università Cattolica del sacro Cuore Sede di Brescia Castelveccana risulta classificato in classe 2: indice inferiore a 0,0049 Emissioni di ossidi di azoto (Tonnellate/anno NOx) per cella sul territorio regionale complessive delle emissioni previste per le principali infrastrutture viarie in progetto 30 Fonte: S.I.L.V.I.A., INEMAR e CT10 Elaborazioni a cura di: CRASL Università Cattolica del sacro Cuore Sede di Brescia Castelveccana risulta classificato in classe 2, con indice inferiore a 6,82
31 Dati delle emissioni del Comune di Castelveccana per settore (fonte: INEMAR, 2008) Descrizione settore Codice attiv. Descrizione attivita CO2 PM10 CO2_eq prec_oz N2O CH4 CO PM2.5 COV PTS SO2 NOx NH3 sost_ac Impianti commerciali ed 7 Pizzerie con forno a 0 0, , , , , ,7559 0, , , , , , ,00062 istituzionali legna Veicoli leggeri < 3.5 t 3 Strade urbane 0, , , , , , ,9368 0, , , , , , ,04843 Automobili 2 Strade extraurbane 0, , , , , , , ,00016 Impianti commerciali ed 3 Caldaie con potenza 0, , ,0062 0, , , , ,00011 istituzionali termica < 50 MW Foreste - assorbimenti 2 Materia organica morta -0, , Motocicli (> 50 cm3) 5 Strade extraurbane - 0 0, , , usura Fermentazione enterica 16 Conigli , Coltivazioni con fertilizzanti 1 Coltivazioni permanenti 0 0 0, , , , , , ,04237 Veicoli pesanti > 3.5 t e autobus 6 Strade urbane - usura 0 0, , , Foreste decidue gestite 4 Farnia (Quercus robur) , , Automobili 1 Autostrade 0, , , , , , , Automobili 2 Strade extraurbane 0, , , , , , ,5176 0, , , , , , ,03259 Veicoli a benzina - Emissioni 1 Autostrade , , evaporative Veicoli a benzina - Emissioni 2 Strade extraurbane , , evaporative Motocicli (> 50 cm3) 3 Strade urbane 0, , ,0718 2, , , ,2532 0, , , , , ,0039 0,00313 Motocicli (> 50 cm3) 2 Strade extraurbane 0, , , , , ,271 0, , , , , ,0002 0,00055 Impianti residenziali 8 Camino chiuso o inserto 0 0, , , , , ,724 0, ,3029 0, , , , ,00663 Impianti commerciali ed 3 Caldaie con potenza 0, , , ,0097 0, , ,0029 0, , , , , ,00062 istituzionali termica < 50 MW Automobili 2 Strade extraurbane 0,9994 0, , , , , ,4723 0, ,0781 0, , , , ,08262 Impianti residenziali 2 Caldaie con potenza 0, , , , , , ,0522 0, , , , ,00681 termica < 50 MW Gestione reflui riferita ai 6 Cavalli 0 0 0, , , ,00599 composti azotati Gestione reflui riferita ai 1 Vacche da latte 0 0 0, , , ,04847 composti azotati Fermentazione enterica 2 Altri bovini 0 0 0, , , Foreste decidue gestite 15 Altre decidue a foglia , , larga Automobili 3 Strade urbane 0, , , , , , ,2173 0, ,3056 0, , ,3789 0, ,01616 Impianti residenziali 6 Camino aperto 0 1, , , , , ,46 1, , , , , , ,01101 tradizionale Veicoli pesanti > 3.5 t e autobus 2 Strade extraurbane 0, , , , , , ,6699 0, , , , , , ,08552 Automobili 3 Strade urbane 0, , , , , , ,2971 0, ,0525 0, , , , ,02339 Veicoli pesanti > 3.5 t e autobus 3 Strade urbane 0, , , , , , ,0379 0, , , , , ,0036 Gestione reflui riferita ai composti organici 16 Conigli ,
32 Descrizione settore Codice attiv. Descrizione attivita CO2 PM10 CO2_eq prec_oz N2O CH4 CO PM2.5 COV PTS SO2 NOx NH3 sost_ac Gestione reflui riferita ai 2 Altri bovini 0 0 0, , , ,06334 composti azotati Gestione reflui riferita ai 5 Pecore 0 0 0, , , ,00457 composti azotati Gestione reflui riferita ai 11 Capre 0 0 0, , , ,00585 composti azotati Automobili 4 Autostrade - usura 0 0, , , Acque 1 Laghi 0 0 1, , , Veicoli leggeri < 3.5 t 6 Strade urbane - usura 0 0, , , Foreste decidue gestite 5 Boschi di querce sessili , , (Quercus petraea) Foreste gestite di conifere 11 Abete bianco (Abies , , alba) Veicoli pesanti > 3.5 t e autobus 3 Strade urbane , , Veicoli leggeri < 3.5 t 1 Autostrade 0, , , , , Impianti residenziali 2 Caldaie con potenza 2, , , , , , ,1766 0, , , , , ,03962 termica < 50 MW Gestione reflui riferita ai 2 Altri bovini 0 0 0, , , , composti organici Fermentazione enterica 4 Maiali da ingrasso , Gestione reflui riferita ai 5 Ovini 0 0 0, , , , composti organici Veicoli leggeri < 3.5 t 5 Strade extraurbane - 0 0, , , usura Coltivazioni con fertilizzanti 4 Vivai 0 0 0, , , , , ,00168 Foreste gestite di conifere 12 Larice , , Motocicli (> 50 cm3) 6 Strade urbane - usura 0 0, , , Automobili 6 Strade urbane - usura 0 0, , , Impianti residenziali 7 Stufa tradizionale a 0 1,3041 0, , , , ,212 1, , , , , , ,01653 legna Impianti residenziali 2 Caldaie con potenza 0, , , , , , ,0928 0, , , , , ,02054 termica < 50 MW Veicoli pesanti > 3.5 t e autobus 1 Autostrade 0, , , , , Emissioni di particolato dagli 2 Altri bovini 0 0, , , allevamenti Fermentazione enterica 5 Cavalli 0 0 0, , , Gestione reflui riferita ai 16 Conigli 0 0 0, , , ,00148 composti azotati Gestione reflui riferita ai 11 Capre 0 0 0, , , , composti organici Gestione reflui riferita ai 6 Cavalli 0 0 0, , , , composti organici Veicoli pesanti > 3.5 t e autobus 5 Strade extraurbane - 0 0, , , usura Fermentazione enterica 3 Ovini 0 0 0, , ,
33 Descrizione settore Codice attiv. Descrizione attivita CO2 PM10 CO2_eq prec_oz N2O CH4 CO PM2.5 COV PTS SO2 NOx NH3 sost_ac Gestione reflui riferita ai 3 Maiali da ingrasso 0 0 0, , , composti organici Coltivazioni con fertilizzanti 5 Foraggere , , , , Foreste decidue gestite 7 Leccio (Quercus ilex) , , Veicoli leggeri < 3.5 t 1 Autostrade , Veicoli leggeri < 3.5 t 2 Strade extraurbane 0, , , , , , , , , ,00041 Veicoli leggeri < 3.5 t 2 Strade extraurbane 0, , , ,7404 0, , ,2049 0, , , ,0038 0, , ,01212 Automobili 2 Strade extraurbane 0, , , , , , , , ,00066 Emissioni di particolato dagli 3 Maiali da ingrasso 0 0, , allevamenti Foreste - assorbimenti 1 Biomassa viva -5, , Gestione reflui riferita ai 1 Vacche da latte 0 0 0, , , , composti organici Coltivazioni senza fertilizzanti 5 Foraggere 0 0 0, , , ,00328 Fermentazione enterica 7 Capre 0 0 0, , , Veicoli pesanti > 3.5 t e autobus 4 Autostrade - usura 0 0, , Ciclomotori (< 50 cm3) 6 Strade urbane - usura 0 0, , , Foreste gestite di conifere 7 Pino silvestre (Pinus , , sylvestris) Foreste gestite di conifere 4 Abete rosso norvegese , , (Picea abies) Veicoli a benzina - Emissioni 3 Strade urbane , , evaporative Veicoli leggeri < 3.5 t 3 Strade urbane 0, , , , , , ,5021 0, , , , , , ,00113 Automobili 1 Autostrade , Automobili 3 Strade urbane 0, , , , , , , , ,0021 Altro 2 Fuochi di artificio 0 0, , , Fermentazione enterica 1 Vacche da latte 0 0 0,0403 0, , Automobili 5 Strade extraurbane - 0 0, , , usura Veicoli pesanti > 3.5 t e autobus 2 Strade extraurbane , , , , Impianti residenziali 10 Stufa automatica a 0 0, , , ,0099 0, ,7776 0, , , , , , ,00224 pellets o cippato o BAT legna Impianti residenziali 9 Stufa o caldaia 0 0, , , , , ,4172 0, , , , , , ,00042 innovativa Automobili 1 Autostrade 0, , , , ,0011 0, , , ,00018 Automobili 3 Strade urbane 0, , , , , , , , Impianti commerciali ed 3 Caldaie con potenza 0,1991 0, ,2027 0, , , ,0905 0, ,0181 0, , , ,00305 istituzionali termica < 50 MW Altro 1 Combustione di tabacco 0 0, , ,1634 0, , (sigarette e sigari) Emissioni di particolato dagli 1 Vacche da latte 0 0, , , allevamenti Foreste - assorbimenti 3 Suoli -3, ,
34 Descrizione settore Codice attiv. Descrizione attivita CO2 PM10 CO2_eq prec_oz N2O CH4 CO PM2.5 COV PTS SO2 NOx NH3 sost_ac Gestione reflui riferita ai 3 Maiali da ingrasso 0 0 0, , ,0175 0,00103 composti azotati Foreste decidue gestite 6 Altre querce decidue , , Motocicli (> 50 cm3) 1 Autostrade , , , Ciclomotori (< 50 cm3) 3 Strade urbane 0, , , ,846 0, , ,7612 0, , , , , , ,
35 A2 Idrosfera: acque superficiali e sotterranee Principali riferimenti normativi e obiettivi stabiliti a livello nazionale, internazionale e regionale Riferimento Contenuti/obiettivi Estendere l ambito di protezione delle acque a tutti i corpi idrici, superficiali e sotterranei; Direttiva Quadro Raggiungere un buon livello qualitativo delle acque entro termini stabiliti 2000/60/CE in materia Promuovere una gestione delle acque basata sui bacini idrografici di acque Approccio combinato alla gestione delle acque basato su limiti di emissione e standard di qualità Istituisce misure specifiche per prevenire e controllare l inquinamento delle Direttiva 118/2006/CE acque sotterranee D.lgs. 152/99, sostituito successivamente da D.lgs. 152/2006 e smi prevenire e ridurre l'inquinamento e attuare il risanamento dei corpi idrici inquinati; migliorare lo stato delle acque ed individuare adeguate protezioni di quelle destinate a particolari usi; perseguire usi sostenibili e durevoli delle risorse idriche; mantenere la capacità naturale di autodepurazione dei corpi idrici, nonché la capacità di sostenere comunità animali e vegetali ampie e ben diversificate. norme per il governo delle acque, la difesa del suolo e la prevenzione dei rischi geologici, idrogeologici e sismici L.R. 22 febbraio 2010, n.12 Piani e programmi di riferimento Livello Regionale PTUA Programma Regionale di Uso e Tutela delle Acque Sintesi dello stato attuale e delle tendenze in atto Il reticolo idrografico del territorio è assai ricco. Fanno parte del reticolo idrografico principale ai sensi della D.g.r. 1 agosto 2003 n. 7/13950 il torrente Froda, che recepisce, principalmente, le acque provenienti dal versante settentrionale del Monte Nudo e dal versante occidentale del Monte Ganna. Altre aste principali ma di minore importanza sono quelle della valle del Ronè, il cui sistema di corsi d acqua si snoda, in parte, in territorio di Porto Valtravaglia e del rio Asino. L abbondanza di acqua sorgiva in questo territorio è evidenziata da un sistema di sorgenti, ubicate nel settore centro orientale del territorio, e da due pozzi, uno alla foce del rio Asino e uno in località S. Antonio; sono poi presenti, distribuiti sul territorio, altri pozzi e sorgenti ad uso privato. La rete fognaria copre quasi totalmente le abitazioni e la popolazione (oltre 2300 abitanti serviti), se si eccettua qualche abitazione isolata di difficile accesso. L impianto di depurazione è ampiamente sufficiente alle esigenze attuali e futuri. L acqua del lago è in questo tratto balneabile. Grado di influenza del PGT sulla componente ambientale Medio alto: la previsione di nuovi insediamenti residenziali, produttivi e terziari determina carichi antropici aggiuntivi sia in relazione al prelievo e consumo idrico, sia sia in termini di un maggior carico organico sottoposto ad attività depurativa. Nuove previsioni inseditive possono inoltre interferire con l articolato sistema di rogge e canali presenti nel territorio comunale Fonti dei dati e approfondimenti Regione Lombardia: Programma Regionale di Uso e Tutela delle Acque Studio Idrogeologico Comunale (dott. Meloni) Dati del Comune di Castelveccana 35
36 La superficie territoriale, lacuale ale e collinare, è solcata da numerosi corsi d acqua superficiali e interessata da ampie zone umide e dal lago più esteso della provincia: il lago Maggiore. PORTO VALTRAVAGLIA CASTELVECCANA DUNO Inquadramento del territorio comunale rispetto al tessuto urbanizzato e al reticolo idrico principale e secondario e alla rete viabilistica e ferroviaria 36 Carta delle fasce di rispetto redattaa dal dott. geol. Fabio Meloni: in verde sono rappresentate le fasce di rispetto del reticolo idrografico principale; in rosso le fasce di rispetto del reticolo idrografico minore.
37 La rete idrografica, nel territorio comunale, risulta ben sviluppata e distinguibile in due ambiti: un sistema idrografico di tipo subdendritico e un sistema idrografico ad andamento rettilineo. Il primo interessa la porzione nord-orientale del territorio, che si caratterizza per un reticolo ramificato di corsi d acqua i cui alvei, verso monte, diminuiscono via via di lunghezza, e che confluiscono in un unico collettore principale. Lungo il settore occidentale del territorio, sono invece presenti corsi d acqua ad andamento rettilineo, a carattere torrentizio, con regime periodico e discontinuo, costituenti il percorso di colate detritiche. L assetto è controllato dalle caratteristiche litologiche-stratigrafiche del substrato e dalla tettonica del territorio. Fanno parte del reticolo idrografico principale ai sensi della D.g.r. 1 agosto 2003 n. 7/13950 il torrente Froda, che recepisce, principalmente, le acque provenienti dal versante settentrionale del Monte Nudo e dal versante occidentale del Monte Ganna. Altre aste principali ma di minore importanza sono quelle della valle del Ronè, il cui sistema di corsi d acqua si snoda, in parte, in territorio di Porto Valtravaglia e del rio Asino. Gli altri corsi d acqua sono tutti da annoverare nel reticolo idrografico minore. L abbondanza di acqua sorgiva in questo territorio è evidenziata altresì da un sistema di sorgenti, ubicate nel settore centro orientale del territorio, e da due pozzi, uno alla foce del rio Asino e uno in località S. Antonio; sono poi presenti, distribuiti sul territorio, altri pozzi e sorgenti ad uso privato. Dati del Comune di Castelveccana (2010) relativi alle opere di captazione pubbliche e private Tipo di captazione Stato di attività Uso Nome Località Quota m s.l.m. ddi proprietà del Comune di Castelveccana Sorgente Attiva potabile Motta 46 Salvetta 475 Sorgente Attiva potabile Motta 47 Salvetta 478 Sorgente Attiva potabile Motta (in alto) Salvetta 485 Sorgente Attiva potabile S. Michele 1.5 Valle Roné 510 Sorgente Attiva potabile S. Michele 1.6 Valle Roné 515 Sorgente Attiva potabile S. Michele 1.3 Valle Roné 545 Sorgente Attiva potabile S. Michele 1.4 Valle Roné 550 Sorgente Attiva potabile S. Michele (in alto) Valle Roné 635 Sorgente Attiva potabile Rovedera S. Antonio 475 Sorgente Attiva potabile Nass C.ne Froda 455 Sorgente Attiva potabile Rionale C.ne Froda 500 Sorgente Attiva potabile Pira alta Pira di sopra 490 Sorgente Attiva potabile Cuvignone Alpe Cuvignone 830 Pozzo Attivo potabile S. Antonio S. Antonio 594 Pozzo Attivo potabile Torrente Asino Caldé 195 Pozzo Chiuso potabile Foce Froda Caldé 195 di proprietà privata Sorgente - potabile Villa Torusi 22 Virasca 330 Sorgente - potabile Val Giovera 23 Virasca 290 Sorgente - potabile Cuvignone 24 Alpe Cuvignone 1030 Sorgente - potabile Biogno 21 Biogno 490 Pozzo - potabile 22 Villa Buresso 254 Pozzo - potabile 23 Villa Torrusio 224 Pozzo - potabile 21 Via Europa
38 VAS del Documento di Piano Documentoo di Orientamento Iniziale Si noti anche in mappa, la distribuzione ed il numero delle sorgenti e dei pozzi di acqua potabile qui esistenti. Dati del Comune di Castelveccana (2008) relativi alla fornitura di acqua potabile e alla rete fognaria 38 Relativamente all impianto di depurazione, di seguito si riportano i principali dati desunti dall autorizzazione della Provincia di Varese del : - è di tipo biologico a fanghi attivi, - ha una potenzialità pari a Abitanti Equivalenti, - attualmente è al servizio di Abitanti Equivalenti, - riceve acque reflue urbane con portatat media annua pari a 72 mc/h, - è dotato degli stadi di grigliatura, dissabbiatura, ossidazione a fanghi attivi, denitrificazione, sedimentazione, clorazione finale, filtrazione finale su sabbia. Infine, per quanto riguarda la qualità delle acque lacuali, per questo tratto costiero è confermata la balneabilità delle acque.
39 A3 - Suolo e sottosuolo Riferimenti normativi e obiettivi stabiliti a livello nazionale, internazionale e regionale Riferimento Contenuti/obiettivi Direttiva sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e Direttiva 2004/35/CE riparazione del danno ambientale, compreso la contaminazione dei suoli. Introduce per le sostanze inquinanti valori di Concentrazioni Soglia di D.lgs 152/2006 Contaminazione (CSC) e Concentrazioni Soglia di Rischio (CSR). norme per il governo delle acque, la difesa del suolo e la prevenzione dei rischi L.R. 22 febbraio 2010, n. 12 geologici, idrogeologici e sismici Sintesi dello stato attuale e delle tendenze in atto Questo settore rappresenta uno degli elementi maggiormente problematici del territorio comunale. La geomorfologia locale può ingenerare rischi di stabilità differenziati, che lo Studio Geologico ha così sintetizzato: - pericolosità per frane da scivolamento, ossia la probabilità che l angolo di attrito e coesione su un piano inclinato, infinitamente esteso, comporti il rischio di scivolamento dello strato pedologico superficiale -pericolosità per frane da crollo: derivata dall analisi dell angolo d ombra minimo, che sottende la zona in cui la maggior parte dei blocchi si dovrebbe arrestare. Il settore meridionale del comune, ossia la porzione territoriale con maggiori rilievi e con pendenze territoriali più accentuate, è la porzione di territorio con maggior rischio geologico e idrogeologico. Grado di influenza del PGT sulla componente ambientale Alto: il PGT è il principale strumento che può determinare gli usi del suolo e contrastare o causare il consumo di suolo libero, nonché stabilire modalità di intervento limiti e possibilità di trasformazione in relazione alle condizioni geologiche e geotecniche dei suoli. Fonti dei dati e approfondimenti Indagine Geologica comunale 39
40 Il territorio comunale di Castelveccana si colloca in un contesto geomorfologico prealpino. A grandi linee il territorio è suddivisibile in due ambiti territoriali: un settore montano, a Sud, a morfologia più aspra data dalla presenza predominante del substrato roccioso e un settore collinare a morfologia generalmente più dolce caratterizzata da coperture glaciali a Nord. a. Il settore montano è ulteriormente suddivisibile in: a.1. Un Settore montano superiore, a morfologia rilevata, con pendii acclivi anche con pareti verticali di alcune decine di metri di altezza. a.2. Un Settore montano inferiore, che si sviluppa indicativamente a monte di Pira di Sopra e Biogno e a monte delle località Alleggio di Mezzo La Piana, da quota di circa 350 m s.l.m. fino alla base delle pareti rocciose; questo settore è caratterizzato, in linea generale, da pendii ad acclività media ad eccezione degli impluvi fortemente incisi, con versanti anche subverticali. Rilevante risulta essere l'incisione valliva del Froda. b. Il settore collinare, a morfologia più dolce, con pendenze del rilievo medio-basse mai superiori ai 20, ad eccezione delle incisioni vallive dove si hanno versanti a pendenze superiori. Immagine del DTM locale 40 Carta delle classi di pendenza La geomorfologia locale può ingenerare rischi di stabilità differenziati, che lo Studio Geologico ha sintetizzato come di seguito illustrato:
41 A. Pericolosità per frane da scivolamento, ossia la probabilità che l angolo di attrito e coesione su un piano inclinato, infinitamente esteso, comporti il rischio di scivolamento dello strato pedologico superficiale B. Pericolosità per frane da crollo: derivata dall analisi dell angolo d ombra minimo, che sottende la zona in cui la maggior parte dei blocchi si dovrebbe arrestare. 41 Sintesi delle pericolosità/vulnerabilità riferita alla pericolosità geologico-geotecnica e alla vulnerabilità idraulica e idrogeologica.
42 VAS del Documento di Piano Documentoo di Orientamento Iniziale 42 Riguardo alla fattibilità geologica delle azioni di piano, lo Studio Geologico contiene le indicazioni circa le limitazioni e destinazioni d uso del territorio, le prescrizioni per gli interventi urbanistici, gli studi e le indagini necessarie per gli approfondimenti richiesti e gli interventi di ripristino e di mitigazione del rischio reale o potenziale. Sono rappresentate quattro differenti classi, in ordine alle possibili destinazioni d'uso del territorio, che sottendono zone per le quali sono indicate sia informazioni e cautele generali da adottare per gli interventi, sia gli studi e le indagini di approfondimento eventuali.
43 VAS del Documento di Piano Documentoo di Orientamento Iniziale In base alle valutazioni effettuate, considerando gli elementi geologici, geomorfologici ed idrogeologici riconosciuti, state individuate le seguenti classi di idoneità all utilizzazione urbanistica: Classe 2 - Fattibilità con modeste limitazioni Classe 3 - Fattibilità con consistenti limitazioni Classe 4 - Fattibilità con gravi limitazioni 43 Dalla visione delle immagini sopra riportate, infatti, il settore meridionale del comune, ossia la porzione territoriale con maggiori rilievi e con pendenze territoriali più accentuate, è la porzione di territorio con maggior rischio geologico e idrogeologico.
44 B. FATTORI DI PRESSIONE E RISCHIO 44 B1 - Energia B2 - Agenti fisici (rumore, radiazioni, inquinamento luminoso) B3 - Rifiuti B4 - Aziende a rischio di incidente rilevante e insalubri
45 B1 - Energia Riferimenti normativi e obiettivi stabiliti a livello nazionale, internazionale e regionale Riferimento Contenuti/obiettivi Norme per l'attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso L. 10/91 razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia Regolamentano l'attuazione della L. 10/91 e disciplinano i vari calcoli, tra cui DPR 412/93 e DPR 551/99 quello del fabbisogno energetico normalizzato (FEN), facendo riferimento a molte norme UNI, tra cui UNI 5364, UNI 8065, UNI 9182, UNI CIG 7129 Nel 2005, recependo la direttiva europea 2002/91/CE, è stato emanato il decreto che pone limiti al valore del fabbisogno di energia primaria, espresso in kwh/m 2 anno. Tale decreto rende ancora più rigida la redazione delle Dlgs del , n. 192 relazione tecnica da depositare in comune prevista dalla legge poiché i calcoli si devono fare anche per il periodo estivo; con questa legge comincia a nascere l'idea di edificio certificato sotto il profilo energetico. Condizioni per il riconoscimento della produzione combinata di energia Delibera 42/02 dell Autorità elettrica e calore come cogenerazione ai sensi dell articolo 2, comma 8, del per l Energia Elettrica e il Gas decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79) Gli obiettivi generali della legge (art.3): a) migliorare le caratteristiche termofisiche degli involucri edilizi in ordine alle dispersioni di calore; b) migliorare l'efficienza degli impianti tecnologici asserviti agli edifici, riducendo al minimo le perdite di produzione, distribuzione, emissione e regolazione del calore; c) valorizzare l'utilizzo delle fonti di energia rinnovabile per il riscaldamento degli ambienti e per gli utilizzi di acqua calda ad uso domestico e sanitario; LR 39/04 d) assicurare la predisposizione di appositi catasti degli impianti di riscaldamento e delle volumetrie riscaldate asservite agli impianti stessi; e) promuovere la realizzazione di diagnosi energetiche dei sistemi edificioimpianto; f) promuovere la termoregolazione degli ambienti riscaldati e la contabilizzazione individuale del calore; g) incentivare finanziariamente la realizzazione di interventi di recupero energetico negli edifici. Piani e programmi di riferimento PER Programma Energetico Regionale Livello Regionale PAE Piano d Azione per l Energia Livello Provinciale --- Livello Comunale --- Sintesi dello stato attuale e delle tendenze in atto Allo stato attuale non è stato possibile reperire dati significativi relativi alla. tematica in oggetto. Grado di influenza del PGT sulla componente ambientale Medio-alto: il PGT può influire positivamente in questo campo sia con indicazioni dirette che con incentivi/premialità per la produzione di energia. altenativa e per gli altri elementi che possono contribuire alla riduzione dei consumi energetici, come ad esempio l incentivazione della classificazione energetica degli edifici in classe A Fonti dei dati e approfondimenti
46 B2 - Agenti fisici (rumore,radiazioni, inquinamento luminoso) Riferimenti normativi e obiettivi stabiliti a livello nazionale, internazionale e regionale Riferimento Contenuti/obiettivi Legge Quadro Inquinamento Acustico n.447/95 DPCM del 14/11/1997 Legge Quadro Elettromagnetismo n. 36/01 DPCM del Regionale Lombardia 17/2000 Piani e programmi di riferimento Livello Regionale --- Livello Provinciale --- Livello Comunale --- Sintesi dello stato attuale e delle tendenze in atto Legge quadro sull'inquinamento acustico. Stabilisce i principi fondamentali in materia di tutela dell'ambiente esterno e dell'ambiente abitativo dal rumore, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 117 della Costituzione. Allo Stato competono principalmente le funzioni di indirizzo, coordinamento o regolamentazione della normativa tecnica e l'emanazione di atti legislativi su argomenti specifici. Le Regioni promulgano apposite leggi che definiscono, tra le altre cose, i criteri per la suddivisione in zone del territorio comunale (zonizzazione acustica). Su questo settore molte regioni sono già intervenute. Alle regioni spetta inoltre la definizione di criteri da seguire per la redazione della documentazione di impatto acustico, delle modalità di controllo da parte dei comuni e l'organizzazione della rete dei controlli. La parte più importante della legge regionale riguarda, infatti, l'applicazione dell'articolo 8 della Legge Quadro 447/95. La Legge Quadro riserva ai Comuni un ruolo centrale con competenze di carattere programmatico e decisionale. Oltre alla classificazione acustica del territorio, spettano ai Comuni la verifica del rispetto della normativa per la tutela dall'inquinamento acustico all'atto del rilascio delle concessioni edilizie, la regolamentazione dello svolgimento di attività temporanee e manifestazioni, l'adeguamento dei regolamenti locali con norme per il contenimento dell'inquinamento acustico e, soprattutto, l'adozione dei piani di risanamento acustico nei casi in cui le verifiche dei livelli di rumore effettivamente esistenti sul territorio comunale evidenzino il mancato rispetto dei limiti fissati. Inoltre, i Comuni con popolazione superiore a abitanti sono tenuti a presentare una relazione biennale sullo stato acustico del comune. "Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore". I diversi valori limite sono riportati in apposite tabelle. Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici Sono fissati i limiti di esposizione (art. 3 comma 1), i valori di attenzione (art. 3 comma 2) e gli obiettivi di qualità (art. 4) per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 khz e 300 GHz. La Legge e successive modifiche sono basate sul criterio "zero luce verso l'alto". La maggior problematica acustica risulta la presenza del tracciato ferroviario, con alcuni edifici costruiti in sua prossimità. RFI ha provveduto ai rilievi in sito, con uno studio approfondito. E prevista una serie di opere di mitigazione che però, oltre ad un notevole costo, comportano problemi di tipo paesistico, con ampie superfici di barriere acustiche. Nel territorio comunale è localizzata una stazione per telefonia cellulare situata in via per Campo Sportivo. Grado di influenza del PGT sulla componente ambientale Medio: il PGT può influire positivamente nel campo della moderazione degli impatti acustici sia con indicazioni dirette che con incentivi/premialità sui nuovi insediamenti., che con opere di mitigazione, soprattutto per impatti acustici derivanti dal traffico veicolare. Il comune di Castelveccana appartiene zone caratterizzate da un valore di brillanza artificiale di modesta o bassa entità: ciò indica un livello di inquinamento luminoso piuttosto limitato. Fonti dei dati e approfondimenti Comune di Castelveccana 46
47 Acustica La maggior problematica acustica risulta la presenza del tracciato ferroviario, con alcuni edifici costruiti in sua prossimità. RFI ha provveduto ai rilievi in sito, con uno studio approfondito. E prevista una serie di opere di mitigazione che però, oltre ad un notevole costo, comportano problemi di tipo paesistico, con ampie superfici di barriere acustiche. Di seguito vengono riportate le pagine del suddetto studio relativo allo stato post operam relativamente alle ore notturne ( ). 47
48 VAS del Documento di Piano Documentoo di Orientamento Iniziale Elettromagnetismo Nel territorio comunale è localizzata una stazione per telefonia cellulare (Vodafone) situata in via per Campo Sportivo, di cui di seguito si riporta mappa catastale e prospetto. 48
49 Inquinamento luminoso L'inquinamento luminoso è un'alterazione dei livelli di luce naturalmente presenti nell'ambiente notturno. Questa alterazione, più o meno elevata a seconda delle località, provoca danni di diversa natura: ambientali, culturali ed economici. La definizione legislativa più utilizzata (vedi sotto) lo qualifica come "ogni irradiazione di luce diretta al di fuori delle aree a cui essa è funzionalmente dedicata, ed in particolare verso la volta celeste". Alla data attuale la prevenzione dell'inquinamento luminoso non è regolamentata da una legge nazionale. Le singole regioni hanno tuttavia promulgato testi normativi in materia, mentre la norma Uni disciplina la materia laddove non esista alcuna specifica più restrittiva. Le disposizioni contenute nella Legge Regionale Lombardia 17/2000 e successive modifiche sono basate sul criterio "zero luce verso l'alto". Brillanza artificiale del cielo notturno a livello del mare (in μcd/m2) da The artificial night sky brightness mapped from DMSP Operational Linescan System Il comune di Castelveccana appartiene zone caratterizzate da un valore di brillanza artificiale di modesta o bassa entità: ciò indica un livello di inquinamento luminoso piuttosto limitato. 49
50 B3 - Rifiuti Riferimenti normativi e obiettivi stabiliti a livello nazionale, internazionale e regionale Riferimento Contenuti/obiettivi Emanato in attuazione della Legge 308/2004 delega ambientale e recante norme in materia ambientale. Tale Decreto dedica la parte IV alle Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati (articoli 177 D.Lgs n. 1523/4/ ) ed ha abrogato una serie di provvedimenti precedenti tra cui il Decreto legislativo n. 22 del 5 febbraio 1997, cosiddetto Decreto Ronchi, che fino alla data di entrata in vigore del D.lgs. 152/06 ha rappresentato la legge quadro di riferimento in materia di rifiuti. La gerarchia di gestione dei rifiuti è disciplinata dall art. 179 del Criteri di priorità nella gestione dei rifiuti che stabilisce quali misure prioritarie la prevenzione e la riduzione della produzione e della nocività dei rifiuti seguite da misure dirette quali il recupero dei rifiuti mediante riciclo, il reimpiego, il riutilizzo o ogni altra azione intesa a ottenere materie prime secondarie, nonché all uso di rifiuti come fonte di energia. Il Decreto quindi persegue la linea già definita dal Decreto Ronchi, ovvero la priorità della prevenzione e D.Lgs. 152/06 della riduzione della produzione e della pericolosità dei rifiuti, a cui seguono solo successivamente il recupero (di materia e di energia) e quindi, come fase residuale dell intera gestione, lo smaltimento (messa in discarica ed incenerimento). La classificazione dei rifiuti presente nel D.lgs. 152/06 distingue i rifiuti - secondo l origine in Rifiuti urbani e Rifiuti speciali, - secondo le caratteristiche di pericolosità in Rifiuti pericolosi e non pericolosi. Stabilisce all art. 16 comma 1 lettera a), che alle Province spetta l adozione dei L.R. n. 26/2003 piani provinciali di gestione dei rifiuti sulla base dei contenuti della pianificazione regionale. Piani e programmi di riferimento Livello Regionale --- Livello Provinciale Piano Provinciale Gestione Rifiuti Livello Comunale --- Sintesi dello stato attuale e delle tendenze in atto Castelveccana ha conseguito negli ultimi anni ottimi risultati in tema di raccolta differenziata, superando sempre ampiamente il 50% della raccolta totale (nel 2010, kg di raccolte differenziate su un totale di kg). Grado di influenza del PGT sulla componente ambientale Basso: il PGT non influisce direttamente sul settore rifiuti. Indicazioni possono essere fornite sulla eventuale localizzazione di isole ecologiche con dimensioni tali da avere un rilievo urbanistico. Ulteriore indicazioni possono essere fornite sull utilizzo/riutilizzo in loco, senza gravare sulle discariche per inerti Fonti dei dati e approfondimenti Dati del Comune di Castelveccana (2010) 50
51 Castelveccana ha conseguito negli ultimi anni ottimi risultati in tema di raccolta differenziata, superando sempre ampiamente il 50% della raccolta totale (nel 2010, kg di raccolte differenziate su un totale di kg). Le raccolte differenziate avvengono con le modalità di seguito illustrate. Raccolta frazione umida La frazione umida viene raccolta tutte le settimane, nelle giornate di lunedì e giovedì. I rifiuti organici, cosiddetto "umido" devono essere conferiti utilizzando gli appositi sacchetti in materiale biodegradabile derivante dall' amido di Mais denominato "Mater-Bi" (reperibili presso tutti i supermercati e negozi). Tali sacchetti devono essere a loro volta inseriti nell'apposito contenitore di colore marrone. Non e'consentito l'uso di sacchetti plastica (tipo supermercato) in quanto non biodegradabili: in tali casi i rifiuti non vengono ritirati. Il contenitore marrone deve essere posizionato al bordo della strada dopo le ore della sera precedente la raccolta e non oltre le ore del giorno di raccolta. Raccolta frazione secca La frazione secca viene raccolta tutte le settimane, nella giornata di lunedì. Il secco deve essere conferito all' interno di sacchi in plastica semitrasparente (reperibili presso tutti i supermercati e negozi). Il sacco deve essere posizionato al bordo della strada dopo le ore della sera precedente la raccolta e non oltre le ore del giorno di raccolta. Raccolta plastica La plastica viene raccolta nella giornata di mercoledì. Il materiale plastico deve essere conferito all' interno dei sacchi di plastica semitrasparente di colore giallo. Le bottiglie devono essere ridotte il più possibile, schiacciandole e rimettendo il tappo. Il sacco giallo deve essere posizionato al bordo della strada dopo le ore della sera precedente la raccolta e non oltre le ore 5.00 del giorno di raccolta. Raccolta carta cartone La carta ed il cartone verranno raccolte, nella giornata di mercoledì, nei giorni indicati nell apposito calendario. Per ridurre ogni volume inutile e risparmiare spazi, occorre che l utenza ripieghi gli scatoloni vuoti, conferisca i giornali o le riviste legandoli con lo spago e ponga la carta sfusa all interno di cartoni. La carta ed il cartone devono essere posizionati al bordo della strada dopo le ore della sera precedente la raccolta e non oltre le ore 5.00 del giorno di raccolta. 51 Raccolta vetro, alluminio, banda stagnata La raccolta avviene nella giornata di venerdì. Il vetro, l alluminio e la banda stagnata devono essere conferiti nell apposito contenitore di colore verde fornito dal Comune. Il contenitore verde deve essere posizionato al bordo della strada dopo le ore della sera precedente la raccolta e non oltre le ore 6.00 del giorno di raccolta. Raccolte differenziate sul territorio pile e farmaci Pile e farmaci dovranno essere conferiti negli appositi contenitori posizionati presso le piattaforme comunitarie, di seguito dettagliate. Raccolta differenziata rifiuti ingombranti Nella giornata di sabato su prenotazione al numero verde gratuito, secondo la disponibilità della ditta incaricata Nel giorno di raccolta, il materiale deve essere tempestivamente posizionato sul ciglio della strada, in modo tale da consentire un agevole carico da parte degli incaricati. LUNEDI MARTEDI MERCOLEDI GIOVEDI VENERDI SABATO UMIDO (*) SECCO (*) PLASTICA (ogni due settimane) CARTA (ogni due settimane) UMIDO (*) (*) CADENZA SETTIMANALE VETRO (ogni due settimane)
52 VAS del Documento di Piano Documentoo di Orientamento Iniziale 52
53 B4 - Aziende insalubri e a rischio di incidente rilevante Riferimenti normativi e obiettivi stabiliti a livello nazionale, internazionale e regionale Riferimento Contenuti/obiettivi costituisce la norma quadro in materia di controllo dei rischi di incidente D.Lgs. n. 334/1999 rilevante Piani e programmi di riferimento Livello Regionale --- Livello Provinciale --- Livello Comunale --- Sintesi dello stato attuale e delle tendenze in atto Dalle informazioni desunte dal Comune di Castelveccana non sussistono aziende a RIR o aziende classificabili come insalubri di qualche rilevanza. Grado di influenza del PGT sulla componente ambientale Medio: il PGT non influisce direttamente sul settore ma deve prenderne in considerazione le risultanze. Infatti i comuni con aziende a rischio di incidente rilevante sono tenute a redigere l Elaborato su Rischi di Incidente Rilevante (ERIR) che il PGT deve considerare nelle sue scelte urbanistiche: in questo caso il PGT può quindi inserire ulteriori misure che ritiene opportune. Fonti dei dati e approfondimenti Dati del Comune di Castelveccana (2010) 53
54 C. SISTEMI NATURALI E ANTROPICI 54 C1 - Sistema socio economico C2 - Sistema della mobilità e dei trasporti C3 - Ecosistema e paesaggio
55 C1 - Sistema socioeconomico Riferimenti normativi e obiettivi stabiliti a livello nazionale, internazionale e regionale Riferimento Contenuti/obiettivi Piani e programmi di riferimento Livello Regionale --- Livello Provinciale --- Livello Comunale --- Sintesi dello stato attuale e delle tendenze in atto Gli indicatori socio-economici sono globalmente positivi, con un reddito medio superiore alla media della Provincia di Varese, e con alcune criticità tipiche dell andamento sia regionale che dell Italia del Nord (invecchiamento della popolazione, tasso di natalità tendente a zero o negativo, aumento delle famiglie monocomponente). Grado di influenza del PGT sulla componente Medio-alto: il PGT non può influire su dinamiche sociali economiche sovra locali, che investono trend di livello nazionale o superiori. Può però determinare effetti a scala locale che possono portare benefici di natura sociale, economica, occupazionale, attraverso ad esempio la previsione di servizi e aree produttive Fonti dei dati e approfondimenti Dati del Comune di Castelveccana ISTAT 55
56 % Trend Popolazione Gli indicatori socio-economici sono globalmente positivi, con un reddito medio superiore alla media della Provincia di Varese, e con alcune criticità tipiche dell andamento sia regionale che dell Italia del Nord (invecchiamento della popolazione, tasso di natalità tendente a zero o negativo, aumento delle famiglie monocomponente). Popolazione Castelveccana Evoluzione Residenti Anno Residenti Variazione Note ,0% ,5% ,9% ,7% ,9% ,2% ,6% Minimo ,1% ,5% ,9% ,3% ,2% ,7% 2009 ind ,7% Massimo 56 Popolazione Castelveccana Anno Residenti Variazione Famiglie Componenti per Famiglia ,5% ,2% ,2% ,7% ,5% ,1% ,4% ,7% 956 %Maschi 48,3% 2,21 48,5% 2,18 48,5% 2,17 48,4% 2,18 48,1% 2,16 48,4% 2,16 48,1% 2,15 48,1%
57 VAS del Documento di Piano Documentoo di Orientamento Iniziale Abitanti Anno Popolazione Media Bilancio Demografico Castelveccana Tassi (calcolati su mille abitanti) Natalità Mortalità Crescita Migratorio Crescita Naturale Totale Totale 10,7 10,2 0,5-5,6-5,1 9,1 11,6-2,5 24,3 21,7 9,9 6,5 3,5 8,4 11,9 7,4 17,2-9,8 16,7 6,9 9,3 8,3 1,0 3,9 4,9 9,3 10,2-1,0 2,0 1,0 8,3 15,6-7,3 2,9-4,4 6,8 8,8-2,0 8,8 6,8 57 Anno Saldo Naturale Saldo Migratorio Variazioni Per variazioni territoriali Saldo Totale Popolazione al 31/
58 Anno Nati Morti Dettaglio Bilancio Demografico Iscritti da altri comuni Iscritti dall'estero Altri iscritti Cancellati per altri comuni Cancellati per l'estero Altri cancellati Castelveccana - Bilancio Demografico 2009 Valore Nati Morti Saldo Naturale Bilancio Naturale Quantità Bilancio Migratorio Valore Iscritti da Altri Comuni Iscritti da Estero Altri Iscritti Cancellati verso Altri Comuni Cancellati verso Estero Altri Cancellati Saldo Migratorio Quantità Bilancio Complessivo Valore Saldo Naturale Saldo Migratorio Per Variazioni Territoriali Saldo Popolazione al 01/01 Popolazione al 31/12 Popolazione Media Quantità
59 Castelveccana - Popolazione per Età Anno % 0-14 % % 65+ Abitanti Indice Vecchiaia Età Media ,8% 64,6% 22,6% ,0% 44, ,0% 64,5% 22,5% ,7% 44, ,9% 65,0% 22,1% ,8% 44,1 Popolazione per Età Castelveccana (2009) Indice di Vecchiaia: 170,8% Rapporto tra la popolazione anziana (65 anni e oltre) e quella più giovane (0-14 anni) Età Maschi Femmine Totale %Totale %Maschi ,7% 43,2% ,4% 52,8% ,9% 51,3% ,0% 54,9% ,1% 59,0% ,8% 57,6% ,8% 51,3% ,4% 48,3% ,8% 45,3% ,0% 46,6% ,4% 52,3% ,7% 44,1% ,0% 50,8% ,0% 51,2% ,6% 48,4% ,9% 37,4% ,6% 31,1% ,0% 29,3% ,7% 14,3% ,2% 20,0% ,1% 0,0% Totale Grafico Età (2009)
60 Per Fasce di Età Età Maschi Femmine Totale %Totale %Maschi ,9% 48,9% ,0% 50,5% ,1% 40,6% Totale Grafico Fasce Età Maschi Stato Civile Quanti Percentuale Celibi ,6% Coniugati ,3% Divorziati 31 3,2% Vedovi 28 2,9% Totale 981 Castelveccana - Coniugati e non (2009) 60 Femmine Stato Civile Quanti Percentuale Nubili ,4% Coniugate ,8% Divorziate 43 4,1% Vedove ,7% Totale Totale Stato Civile Quanti Percentuale Celibi/Nubili ,4% Coniugati/e ,5% Divorziati/e 74 3,6% Vedovi/e 173 8,5% Totale 2.041
61 VAS del Documento di Piano Documentoo di Orientamento Iniziale Anno Residenti Stranieri Residenti Totale Cittadini Stranieri - Castelveccana Famiglie con Famiglie con % Stranieri Minorenni almeno uno capofamiglia straniero straniero 4,4% 9 4,3% 9 4,2% ,4% ,6% Nati in Italia % Maschi 50,6% 7 47,7% ,7% ,4% ,7% Castelveccana - Bilancio Stranieri 2009 Valore Nati Morti Saldo Naturale Bilancio Naturale Quantità Bilancio Migratorio Valore Iscritti da Altri Comuni Iscritti da Estero Altri Iscritti Cancellati verso Altri Comuni Cancellati verso Estero Altri Cancellati Saldo Migratorio Quantità Bilancio Complessivo Valore Saldo Naturale Saldo Migratorio Acquisita Cittadinanza Italiana Saldo Popolazione al 01/01 Popolazione al 31/12 Popolazione Media Quantità
62 Castelveccana - Redditi Irpef Anno Dichiaranti Popolazione %pop Importo Media/Dich. Media/Pop ,1% ,4% ,7% ,6% Reddito Dichiarato Medio Anno 2008: euro Castelveccana - Redditi Irpef (2008) Classe di Reddito Numero Dichiaranti %Dichiaranti Importo Complessivo %Importo fino a ,6% ,1% da a ,1% ,1% da a ,8% ,1% da a ,8% ,1% da a ,8% ,1% da a ,7% ,1% da a ,0% ,3% da a ,2% ,5% da a ,6% ,5% da a ,7% ,7% da a ,4% ,4% da a ,3% ,6% da a ,6% ,5% da a ,0% ,2% da a ,1% ,3% da a ,4% ,5% da a ,1% ,7% oltre ,7% ,3% Totale Confronto dati Castelveccana con Provincia/Regione/Italia Nome Dichiaranti Popolazione Importo Reddito %pop Complessivo Medio Media/Pop. Castelveccana ,6% Provincia di Varese ,5% Lombardia ,5% Italia ,5%
63 C2 - Sistema mobilità e trasporti Riferimenti normativi e obiettivi stabiliti a livello nazionale, internazionale e regionale Riferimento Contenuti/obiettivi DL n. 285 del 30/04/ 1992 Codice della Strada DPR n. 495 del 16/12/1992, Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada Piani e programmi di riferimento Livello Regionale Piano Territoriale Regionale Livello Provinciale Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale Livello Comunale --- Sintesi dello stato attuale e delle tendenze in atto La strada provinciale costiera è posta in sede molto ristretta, con conseguenti rallentamenti sia per il passaggio/incrocio di mezzi pesanti sia per gli afflussi turistici. Sempre per la presenza di flussi turistici, la superficie di parcamento del Comune di Castelveccana in prossimità del Lago risulta essere insufficiente. Sul territorio comunale sono presenti la stazione ferroviaria a Caldè, lo scalo. della navigazione dei laghi a san Pietro, e il porticciolo turistico di Caldè Come segnalato nella scheda acustica, la rete ferroviaria comporta un impatto acustico importante all interno dell ambito urbano, oltre che costituire un elemento di pericolosità latente (per altro proprio di tutti i centri abitati) per il passaggio di merci da e per la Svizzera classificabili in qualche caso e in varia misura come pericolose. Grado di influenza del PGT sulla componente Alto: il PGT determina direttamente l impostazione infrastrutturale. riguardante i trasporti del territorio comunale, in connessione e in coordinamento con gli indirizzi della pianificazione sovraordinata Fonti dei dati e approfondimenti Dati del Comune di Castelveccana PTCP della Provincia di Varese 63
64 Il territorio comunale di Castelveccana è attraversato: lungo la costa, dalla Strada Provinciale n. 69 di Santa Caterina, classificata dal P.T.C.P. come Strada di terzo livello esistente, che collega Sesto Calende a Luino; lungo la dorsale montuosa dalla Strada Provinciale n. 8 del Cuvignone, che collega Cittiglio al Valico di Sant Antonio attraversando Castelveccana e, in ingresso da Casalzuigno, dalla Strada Provinciale n. 7 delle Marianne, con termine a Nasca, strade, queste ultime, classificate dal P.T.C.P. come Strade esistenti di quarto livello. La strada provinciale costiera è posta in sede molto ristretta, con conseguenti rallentamenti sia per il passaggio/incrocio di mezzi pesanti sia per gli afflussi turistici. Sempre per la presenza di flussi turistici, la superficie di parcamento del Comune di Castelveccana in prossimità del Lago risulta essere insufficiente. Estratto Tav. MOB1 P.T.C.P. 64 La Provincia non ha individuato alcuna previsione di realizzazione di nuove strade in sito. Castelveccana è servita dalla rete del trasporto pubblico ferroviario delle ferrovie dello stato, appartenente alla linea dalla navigazione sui laghi e dalla rete delle Autolinee Varesine extraurbane Autolinee di Bardello. Sul territorio comunale sono infatti presenti: la stazione ferroviaria a Caldè, lo scalo della navigazione dei laghi a san Pietro, e il porticciolo turistico di Caldè. Tutti centri classificati dal P.T.C.P. quali Centri di cambio modale a livello Locale. Come segnalato nella scheda acustica, la rete ferroviaria comporta un impatto acustico importante all interno dell ambito urbano, oltre che costituire un elemento di pericolosità latente (per altro proprio di tutti i centri abitati) per il passaggio di merci da e per la Svizzera classificabili in varia misura come pericolose. Estratto Tav. MOB2 P.T.C.P.
65 C3 - Ecosistema e paesaggio Principali riferimenti normativi e obiettivi stabiliti a livello nazionale, internazionale e regionale Riferimento Contenuti/obiettivi Conservazione della biodiversità Convenzione sulla Uso sostenibile delle componenti della biodiversità diversità biologica Equa divisione dei benefici dell utilizzo della biodiversità Ridurre sensibilmente la perdita di biodiversità entro il 2010 Direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat) Direttiva 79/409/CEE (Direttiva Uccelli) Piano d azione forestale dell Unione Europea Istituire una rete di aree ad elevata valenza ecologica su tutto il territorio europeo (Rete Natura 2000) Migliorare la competitività a lungo termine delle aree forestali, tutelare l ambiente, migliorare la qualità di vita, favorire il coordinamento e la comunicazione Promuovere la salvaguardia, la gestione e la pianificazione dei paesaggi e di organizzare la cooperazione europea in questo campo (art. 3) Convenzione europea sul Paesaggio D.lgs 42/2004 Estendere la pianificazione paesaggistica a tutto il territorio regionale, prevedendo Codice dei beni culturali l individuazione di ambiti di paesaggio e beni paesaggistici e del paesaggio Legge Regionale n. Disposizioni per la conservazione della piccola fauna e della flora spontanea 10/2008 Legge Regionale n. Tutela e valorizzazione delle superfici, del paesaggio e dell'economia forestale 27/2004 Piani e programmi di riferimento Livello Regionale Piano Territoriale Regionale - Piano Paesistico Regionale Livello Provinciale PTCP Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Varese Sintesi dello stato attuale e delle tendenze in atto Castelveccana è contraddistinto da una ricchezza geomorfologica e paesistica: il comune è interessato assai parzialmente dalle opere di antropizzazione mentre gran parte del suo territorio è caratterizzato da un elevato status naturalistico con alta valenza paesistica. Il comune di Castelveccana non è interessato da Siti di Interesse Comunitario, né da Zone di Protezione Speciale poiché già protetto naturalmente. Il sito più prossimo è situato in fregio al confine meridionale e occidentale del comune. Trattasi del SIC Monti della Valcuvia (codice sito IT ). Eccezion fatta riguardo alla fascia costiera urbanizzata, tutto il territorio comunale è stato considerato in qualità di elemento di progetto della rete ecologica provinciale. Grado di influenza del PGT sulla componente ambientale Alto: gli sviluppi insediativi possono determinare consumo di suolo e quindi di habitat all interno di un territorio già fortemente antropizzato. La scelta della localizzazione dei nuovi insediamenti è cruciale per le possibili interferenze col. sistema delle connessioni ecologiche; allo stesso modo il piano può operare interventi di rinaturalizzazione, ricucitura e mantenimento di varchi ecologici, nonché apporre vincoli, limitazioni e regole di trasformazione per le aree libere. Fonti dei dati e approfondimenti PTCP della Provincia di Varese Carta uso del suolo pubblicata sul GEOPortale Regione Lombardia 65
66 Castelveccana è contraddistinto da una ricchezza geomorfologica e paesistica: il comune è interessato assai parzialmente dalle opere di antropizzazione mentre gran parte del suo territorio è caratterizzato da un elevato status naturalistico con alta valenza paesistica. Zone di Protezione Speciale e Siti di Interesse Comunitario. Il comune di Castelveccana non è interessato da Siti di Interesse Comunitario, né da Zone di Protezione Speciale poiché già protetto naturalmente. Il sito più prossimo è situato in fregio al confine meridionale e occidentale del comune. Trattasi del SIC Monti della Valcuvia (codice sito IT ). 66 Evidenziazione del SIC "Monti della Valcuvia" in relazione al comune di Castelveccana Il SIC "Monti della Valcuvia" ha un'estensione territoriale di ettari circa e si estende tra i 200 e i 1235 metri d'altitudine. Quest'area naturalistica protetta presenta habitat particolari per questa zona del Medio Verbano, quali modesti boschi di faggio, cui si aggiungono tigli e aceri, soprattutto lungo i verdi pendii del monte Nudo, e boschi di roverella, presenti per lo più nella aree maggiormente assolate del massiccio del Sasso del Ferro. Inoltre, l'area della Valbuseggia, in località Vararo, ospita distese prative che si contraddistinguono per la presenza di specie floreali rare, quali l'orchidea, tra torbiere basse e ghiaioni. Questo tranquillo ambiente protetto offre occasioni di svago e relax, così come l'opportunità di effettuare svariate escursioni di varia difficoltà, dove tra l'altro è possibile scoprire le caratteristiche peculiari della fauna locale, rappresentata dal picchio nero, diverse tipologie di rapaci e dal gambero di fiume. Di particolare importanza sono anche le formazioni calcaree dell'area, simili a quelle tipiche del vicino Monte San Martino. Il SIC Monti della Valcuvia (codice sito IT ) per la sua natura e la sua posizione anche in relazioni a possibili azioni di PGT, non può subire interferenze pianificatorie ne dirette ne indirette. Data la circolare regionale in materia, in sede di Conferenza di Scoping si valuterà l eventuale necessità di un possibile Studio di Incidenza per il suddetto sito.
67 Rete Ecologica Regionale (Elaborazione da PTR Regione Lombardia) 67 Rete Ecologica Provinciale e SIC Monti della Valcuvia (Elaborazione da PTCP Provincia di Varese)
68 Corridoi ecologici del progetto Natura 2000 Il Sito dei Monti della Valcuvia è connesso al sito della Val Veddasca attraverso il Corridoio Primario Settentrionale individuato dalla Provincia nel progetto Natura 2000 che, come si può rilevare dalle mappe riportate alle pagine successive, interessa una piccola parte del territorio comunale di Castelveccana. Si tratta del corridoio in ambiente montano e collinare, che fornisce la principale via di connessione ecologica tra la parte montana dell estremità nord della provincia e il settore montuoso centrale. Collega la Val Veddasca con il Campo dei Fiori e i SIC della Valcuvia. In buona parte ricoperto da formazioni forestali, presenta anche ambienti aperti (prati da sfalcio in particolare, localizzati soprattutto nei fondovalle) che di tanto in tanto sostituiscono il manto boschivo e il cui mantenimento appare necessario per non perdere un importante porzione di specie e ambienti di rilevante interesse conservazionistico, anche ai sensi delle direttive europee Habitat e Uccelli. I principali restringimenti, per ora non in pericolo critico, sono indicati come varchi nella cartografia. Stato di conservazione: buono. Minacce: l abbandono delle attività agro-pastorali di tipo tradizionale, con conseguente sostituzione degli ambienti aperti con cenosi boschive o altri tipi di uso del suolo, determina uno scadimento delle condizioni del corridoio per le specie di ambienti aperti ed ecotonali. Indicazioni per la conservazione e interventi gestionali: mantenimento dei varchi segnalati; deframmentazione delle principali infrastrutture viarie e ferroviarie insistenti sul corridoio; promozione delle forme di agricoltura tradizionale. Connessione ecologica tra i siti Natura 2000 nell area del Comune di Castelveccana (in rosso i corridoi primari) Rete ecologica provinciale Il PTCP Provinciale di Varese ha individuato un progetto di rete ecologica a scala provinciale, allo scopo di contenere l urbanizzazione diffusa e la frammentazione degli ambienti naturali. Il progetto rete deve quindi salvaguardare quelle aree non protette mantenendo lo spazio necessario a garantire l evoluzione del paesaggio e delle sue dinamiche ecologiche, in cui la diversità possa autonomamente progredire senza impedimenti. Eccezion fatta riguardo alla fascia costiera urbanizzata, tutto il territorio comunale è stato considerato in qualità di elemento di progetto della rete ecologica provinciale. Vista la particolare morfologia territoriale, quasi tutto il territorio è interessato dalla Core area principale (colore verde scuro); una piccola porzione riguardante parte del bacino del Froda è considerata area di completamento (colore verde chiaro), mentre le frange urbane a sud del tessuto urbano e a valle della rocca di Caldè sino al centro cittadino sono considerate fasce tampone (colore giallo) Le strade provinciali qui esistenti e il tracciato ferroviario sono stati individuati in qualità di infrastrutture esistenti ad alta interferenza con la sola eccezione della loro porzione interna al tessuto urbano, poiché già fortemente antropizzato e non interessato dal progetto della rete ecologica. Non sono qui presenti varchi di progetto vista l eccezionale estensione dell area qualificata come Core area principale. La Provincia di Varese, nel redigere il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, ha sottolineato che i comuni, nella fase di adeguamento dei propri strumenti urbanistici, debbono porre particolare attenzione nei confronti della valorizzazione e della ricomposizione paesaggistica dei propri territori. Ricomposizione che può essere attuata soltanto individuando varchi ecologici utili alla connessione delle diverse aree naturalistiche che, per Castelveccana, sono già ampiamente estese e, quindi, fortemente connesse. 68
69 Elementi caratteristici locali, in sintesi Volendo sintetizzare estremamente le caratteristiche peculiari locali, si riporta di seguito la tabella derivata dal sito della Provincia di Varese: Aree di rilevanza naturale e ambientale Alberghi, aziende agrituristiche e campeggi Ville, palazzi e castelli Rocca di Caldé Litorale del Lago Maggiore Presenza flora prealpina Zona cave, cascata sul Torrente Froda Complesso montuoso Sentieri escursionistici Sentiero naturalistico 3V L azienda agrituristica Tschang Azienda Agricola in località Pira L albergo Da Pio Hotel Sono qui presenti ville in stile liberty degli anni 30, tra le quali: Villa Granelli; Villa Torrusio Villa La Polacca Edifici religiosi La chiesa di San Pietro e Paolo: viene eretta parrocchiale nella seconda metà del 1500; La Chiesa di San Giorgio: in stile romanico, si trova in località Sarigo e risale alla prima metà del XII sec.; il campanile e l'abside presentano ancora l'originario aspetto; la struttura dell'abside è alleggerita da due esili colonne, con capitelli lavorati, unite fra di loro ad archetti ciechi fatti con pietra di diversi colori; ad unica navata, nel 1600 ne viene costruita una seconda; custodisce un fonte battesimale che si crede miracoloso; La Chiesa di S.Martino: di questo edificio romanico, situato in località Saltirana rimane oggi solo il campanile, essendo stata tutta la costruzione demolita nel 1786; La Chiesa di S.Genesio: posta in località Sarigo, presenta all'interno un ciclo di affreschi del 1500; La Chiesa di S.Maria Immacolata, situata a Nasca; La Chiesa di S.Antonio in Monte: già luogo di eremitaggio, ha subito numerosi rimaneggiamenti, edificio romanico del mille; Il Santuario di S.Veronica: costruzione risalente al 1300, trasformata poi in Santuario agli inizi del 1500 è stata oggetto di interventi nei primi anni del 1900 e nel 1945, presenta pregevoli affreschi del '400 di Giovanni Da Cossonio restaurati nel 1996 dalla Parrocchia di S.Pietro con il contributo della Pro-Loco. Biblioteche La biblioteca comunale Archivi storici L archivio parrocchiale, ove sono conservati documenti a partire dal secolo XVII Zone archeologiche Sono qui presenti: La necropoli, con tombe celtiche dell Età del Ferro Le rovine del Castello feudale sulla Rocca di Caldé, assediato da Ottone I di Sassonia nel 963. Archeologia industriale L archeologia industriale qui presente riguarda fornaci dimesse, risalenti all epoca medioevale. 69
70 Uso del suolo Uso del suolo: in marrone le superfici urbanizzate, in verde le superfici extraurbane, e in azzurro le superfici lacustri e gli specchi d acqua 70

References: art.4
 art. 4
 ART. 4
 art.7
 articolo 11
 articolo 11
 articolo 11
 articolo 2
 art. 179
 art. 16