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Timestamp: 2018-07-23 17:12:28+00:00

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Salvati i contratti bancari quadro monofirma se consegnati al cliente
5 febbraio 2018 Giurisprudenza civile
Salvati i contratti bancari quadro monofirma se consegnati al cliente (Cassazione Civile, SS.UU., Sentenza 16/01/2018 n. 898 – – – Il requisito della forma scritta del contratto-quadro relativo ai servizi di investimento, disposto dal D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, art. 23, è rispettato ove sia redatto il contratto per iscritto e ne venga consegnata una copia al cliente, ed è sufficiente la sola sottoscrizione dell’investitore
Salvati i contratti bancari quadro monofirma se consegnati al cliente (Cassazione Civile, SS.UU., Sentenza 16/01/2018 n. 898)
– Segnalazione di Avv. Giovanni Della Corte
Con la Sentenza in esame, decidendo sulla “questione di massima importanza” relativa art. 23 T.U.F (che, si ricorda, a pena di nullità prevede che “i contratti relativi alla prestazione di servizi di investimento e accessori sono redatti per iscritto e un esemplare è consegnato ai clienti…”) la Cassazione afferma il seguente Principio di Diritto: “Il requisito della forma scritta del contratto-quadro relativo ai servizi di investimento, disposto dal D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, art. 23, è rispettato ove sia redatto il contratto per iscritto e ne venga consegnata una copia al cliente, ed è sufficiente la sola sottoscrizione dell’investitore, non necessitando la sottoscrizione anche dell’intermediario, il cui consenso ben si può desumere alla stregua di comportamenti concludenti dallo stesso tenuti”.
Le Sezioni Unite, hanno premesso che la nullità in esame ha come fine quello di tutelare l’interesse del cliente, in quanto intesa ad assicurare a quest’ultimo, da parte dell’Intermediario, la piena indicazione degli specifici servizi forniti, della durata e delle modalità di rinnovo del contratto e di modifica dello stesso, delle modalità proprie con cui si svolgeranno le singole operazioni, della periodicità, contenuti e documentazione da fornire in sede di rendicontazione ed altro come specificamente indicato, considerato che è l’investitore che abbisogna di conoscere e di potere all’occorrenza verificare nel corso del rapporto il rispetto delle modalità di esecuzione e le regole che riguardano la vigenza del contratto.
Ed è alla luce di tale finalità perseguita dalla norma che si deve interpretare anche la sanzione della nullità da essa prevista. Pertanto, deve ritenersi irrilevante la sottoscrizione del delegato della banca sul contratto quadro, quando questo è firmato dal cliente e, soprattutto, quando questi ha ricevuto una copia del detto contratto: in tal caso, infatti, l’intermediario finanziario ha pienamente ottemperato allo scopo perseguito dalla norma.
Il principio espresso dalle Sezioni Unite deve ritenersi applicabile sia ai contratti bancari che ai contratti finanziari, attesa la sostanziale identità di disciplina e di ratio di protezione del cliente di cui agli artt. 23 T.U.F. e 117 T.U.B. a mente del quale “i contratti sono redatti per iscritto e un esemplare è consegnato ai clienti”.
Infine, La Corte, in motivazione precisa che, tale obbligo si riferisce solo ai contratti-quadro e non ai singoli servizi di investimento o disinvestimento, la cui validità non è soggetta a requisiti formali, salvo la diversa previsione convenzionale nel contratto-quadro (in tal senso, si richiamano le pronunce del 9/8/2017, n. 19759; del 2/8/2016, n. 16053; del 29/2/2016, n. 3950, del 13/1/2012, n. 384 e del 22/12/2011, n. 28432).
Pomigliano d’Arco, 31 gennaio 2018
Avv. Giovanni Della Corte
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References: Sentenza 
 art. 23
 Sentenza 
 Sentenza 
 art. 23
 art. 23
 art. 710