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Timestamp: 2018-08-15 20:48:33+00:00

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1 CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER IL PIEMONTE Delibera n. 140/2012/SRCPIE/PRSE La Sezione Regionale di controllo per il Piemonte, composta dai sigg. Magistrati: Dott. Mario PISCHEDDA Presidente f.f. Dott. Gianfranco BATTELLI Consigliere relatore Dott. Giancarlo ASTEGIANO Consigliere Dott. Giuseppe Maria MEZZAPESA Primo Referendario Dott. Walter BERRUTI Primo Referendario Dott.ssa Alessandra OLESSINA Primo Referendario nell adunanza del giorno 9 maggio 2012; Visto l art. 100, comma 2, della Costituzione; Vista la Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3; Vista la Legge 5 giugno 2003, n. 131, recante disposizioni per l adeguamento dell Ordinamento della Repubblica alla Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.3; Visto il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con Regio Decreto 12 luglio 1934, n. 1214; Vista la Legge 21 marzo 1953, n. 161, contenente modificazioni al predetto testo unico; Vista la Legge 14 gennaio 1994, n. 20; 1
2 Visto il Decreto Legislativo 18 agosto 2000 n. 267, recante: Testo unico delle leggi sull ordinamento degli Enti Locali ; Vista la Legge 23 dicembre 2005, n. 266, art. 1, commi 166 e seguenti; Vista la deliberazione n. 14/2000 delle Sezioni riunite della Corte dei conti, adottata nell adunanza del 16 giugno 2000, concernente il regolamento per l organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti, e s.m.i.; Vista la delibera n. 2/AUT/2011/INPR, depositata in data 9 giugno 2011, della Sezione delle Autonomie, inerente le linee-guida cui devono attenersi, ai sensi dell art. 1, commi 166 e 167, della Legge 23 dicembre 2005 n. 266 (Legge finanziaria per il 2006), gli Organi di revisione economico-finanziaria degli Enti locali nella predisposizione delle relazioni sul bilancio di previsione dell esercizio 2011 e sul rendiconto dell esercizio 2010 ed i questionari allegati; Vista la deliberazione n. 283/2011/SRCPIE/INPR del 15 dicembre 2011, con la quale è stata programmata l attività di controllo per l anno 2012; Vista la relazione sul rendiconto 2010, redatta dall Organo di revisione del Comune di Dronero (CN), ai sensi del citato art. 1, commi 166 e seguenti, della Legge 23 dicembre 2005, n. 266; Vista la richiesta di deferimento del magistrato istruttore; Vista l ordinanza n. 19/2012, con la quale il Presidente f.f. di questa Sezione di controllo ha convocato la Sezione per l odierna seduta; Udito il Magistrato Istruttore Dott. Gianfranco Battelli PREMESSO Dall esame della relazione sul rendiconto 2010, redatta ai sensi dell art. 1, commi 166 e segg., della Legge 23 dicembre 2005 n. 266 dall Organo di revisione del Comune di Dronero (CN), emerge che l Ente: 2
3 a) ha fatto ricorso ad anticipazioni di tesoreria sia per l esercizio 2010 (per 300 giorni con una anticipazione media pari ad euro ,00), che per il 2011 (per 240 giorni alla data di compilazione del questionario sul rendiconto 2010); b) ha rinegoziato 13 mutui nel corso del 2010 per un importo di capitale rinegoziato pari ad euro ,07, aderendo alla proposta della Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. e riducendo la rata annuale da euro ,22 ad euro ,16. In relazione ai rilievi sopra citati, questa Sezione regionale di controllo ha inoltrato una specifica richiesta istruttoria con la nota prot. n del 22 febbraio 2012, alla quale l Ente ha fornito risposta con la nota prot. n del 02 marzo 2012, della quale vengono di seguito riportati i contenuti: - l anticipazione di tesoreria è stata sempre utilizzata nei limiti dell art. 222 del T.U.E.L. e il ricorso a tale operazione è motivato da: spostamento di incassi relativi ad ICI e TARSU a fine esercizio o ad esercizio successivo; ritardo cronico nei trasferimenti regionali; anticipazione dei pagamenti delle forniture elettriche, che in base ad una convenzione con l Enel devono essere rimborsati. - A seguito della richiesta l Ente ha inviato copia della deliberazione del Consiglio comunale n. 40 del 15 novembre 2010 relativa alla rinegoziazione dei mutui, comunicando che lo scopo dell operazione trae origine dalla pesantissima situazione finanziaria di questo Comune, caratterizzata, tra le altre criticità, anche da una persistente carenza di liquidità, che costringe l Ente a ritardare i 3
4 tempi di pagamento delle spettanze ai fornitori, nonché a ricorrere costantemente ad anticipazioni di cassa di tesoreria, con aggravio di spese per interessi passivi. Dalla lettura della citata deliberazione Consigliare emerge, altresì, che i 13 mutui rinegoziati avevano scadenze comprese tra i 3 e i 18 anni elevate a 15, 20, 25 e 30 anni e che i tassi di interesse, pur restando sempre fissi, per la maggior parte delle volte risultano superiori a quelli originari. A seguito di quanto sopra, questa Sezione regionale di controllo ha elaborato una scheda di sintesi, successivamente inoltrata all Ente per esame preventivo ed eventuali controdeduzioni, con nota prot. n in data 2 aprile 2012, a seguito della quale non sono pervenute ulteriori informazioni. Considerato il contraddittorio svolto con l Ente e le risultanze dell attività istruttoria, il Magistrato Istruttore ha ritenuto sussistenti i presupposti per l attivazione della procedura prevista dal comma 168 della sopracitata Legge n. 266/2005. CONSIDERATO 1. La Legge 23 dicembre 2005, n. 266 ha delineato una nuova e significativa modalità di verifica in ordine al rispetto degli obiettivi previsti dalla normativa sul Patto di stabilità interno e alla correttezza della gestione finanziaria degli Enti territoriali, stabilendo una specifica competenza in capo alle Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti. Proseguendo in un disegno legislativo, avviato dopo la riforma del Titolo V, Parte seconda, della Costituzione con la Legge 5 giugno 2003, n. 131, che vede il progressivo riconoscimento del ruolo delle Sezioni regionali di controllo della magistratura contabile quali garanti della corretta gestione delle risorse pubbliche nell interesse, contemporaneamente, dei singoli Enti territoriali e della comunità che compone la Repubblica (posizione già riconosciuta alla Corte dei conti dalla 4
5 giurisprudenza costituzionale a partire dalla sentenza 27 gennaio 1995, n. 29 e ribadita dalle sentenze 9 novembre 2005, n. 417 e 6 giugno 2007, n. 179), il legislatore ha ritenuto di rafforzare ulteriormente questo ruolo. Da ultimo, l art. 6, comma 2, del D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 149 ha valorizzato questo controllo reso dalla Corte dei conti, prescrivendo che, qualora dalle pronunce delle Sezioni regionali di controllo emergano comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria, violazioni degli obiettivi della finanza pubblica allargata e irregolarità contabili o squilibri strutturali del bilancio dell'ente locale in grado di provocarne il dissesto finanziario e lo stesso Ente non abbia adottato le necessarie misure correttive, la stessa Sezione regionale competente, accertato l'inadempimento, trasmetta gli atti al Prefetto e alla Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica. Trattasi, in ogni caso, di un controllo di tipo collaborativo (in proposito: Corte Cost. 7 giugno 2007, n. 179 e 9 febbraio 2011, n. 37), le cui caratteristiche suggeriscono di segnalare agli Enti, specie in sede di analisi delle relazioni dell Organo di revisione sui bilanci, anche irregolarità contabili non gravi o meri sintomi di precarietà, soprattutto se accompagnate e potenziate da irregolarità a queste connesse, ovvero da sintomi di criticità o difficoltà gestionale, ferma restando la gravità di tutte le irregolarità che costituiscono un serio rischio per gli equilibri di bilancio. Tanto l adozione di specifiche pronunce di grave irregolarità contabile, quanto la segnalazione di irregolarità non gravi ovvero di sintomi di criticità, hanno lo scopo di riferire all organo elettivo e di dare impulso alle opportune misure correttive, la cui congruità potrà essere valutata dalla Sezione nell ambito del controllo sull intero ciclo di bilancio. 5
6 In ogni caso, si precisa che, se le caratteristiche di questo controllo consentono alla Sezione di ravvisare, sulla base delle relazioni degli Organi di revisione e del contraddittorio svolto, irregolarità contabili o criticità gestionali, l Ente è chiamato comunque a valutare le segnalazioni effettuate, avuto riguardo alle proprie specifiche condizioni, nonché alla possibilità che eventuali irregolarità o criticità siano già state superate a seguito, ad esempio, di specifiche misure già adottate. 2. In ordine alle anomalie segnalate e agli elementi di risposta forniti dall Ente si osserva quanto segue: a. Anticipazioni di tesoreria. La situazione segnalata da questa Sezione regionale di controllo non è riferibile unicamente agli esercizi finanziari 2010 e 2011: essa si era, infatti, già presentata in occasione dell analisi relativa ai rendiconti e Si tratta, quindi, di una anomalia gestionale per la quale il carattere di sistematicità prevale su qualsivoglia giustificazione, alla base della quale non dovrebbero che esservi motivazioni contingenti. In merito, si rammenta che il ricorso ad anticipazioni di tesoreria trova legittimazione nell art. 222 del T.U.E.L. il tesoriere, su richiesta dell ente corredata dalla deliberazione della Giunta, concede allo stesso anticipazioni di tesoreria, entro il limite massimo dei tre dodicesimi delle entrate accertate nel penultimo anno precedente, afferenti per i comuni, le province, le città metropolitane e le unioni di comuni ai primi tre titoli di entrata del bilancio e per le comunità montane ai primi due titoli. La criticità segnalata da questa Sezione regionale di controllo non è, pertanto, ascrivibile al fatto in sé, bensì alla considerazione che il ricorso ad anticipazioni di tesoreria dovrebbe rappresentare 6
7 un operazione eccezionale e non rientrare nell ambito dell ordinaria attività gestionale. Essa, infatti, oltre a produrre un aggravio finanziario per l Ente, derivante dagli interessi passivi che maturano sulla somma concessa in anticipazione per il periodo di utilizzo, costituisce il sintomo evidente di squilibri: una sana gestione finanziaria dovrebbe essere caratterizzata da un armonico andamento dei flussi di entrate e di spese, sia in termini di competenza che in conto residui, capace di garantire soddisfacenti condizioni di liquidità. A tal fine è necessario che il Comune attivi un monitoraggio della gestione di cassa e adotti adeguate misure atte ad evitare, in futuro, il ripetersi del ricorso ad anticipazioni di tesoreria. A tal riguardo l Amministrazione trasmetterà apposita relazione a questa Sezione entro il 10/10/2012, al fine di permettere a questa Corte di vigilare sull adozione delle necessarie misure correttive, come previsto dall art. 1 comma 168, della Legge n. 266/2005. b. Rinegoziazione mutui. Il rilievo mosso trae fondamento nei contenuti della Pronuncia di questa Sezione regionale di controllo n. 221/2011/SRCPIE/PRSE del 16 novembre 2011, relativa al Comune di Biella, che, riferendosi ad una consolidata giurisprudenza della Corte dei conti in materia, sottolinea che: la rinegoziazione di mutui in ammortamento ha un duplice e contrastante effetto: da un lato determina un vantaggio immediato, consistente nella riduzione della spesa annuale per il rimborso delle rate in ammortamento, dall altro determina un aumento della spesa complessiva per interessi in conseguenza della maggior durata dell indebitamento ed un irrigidimento dei bilanci futuri. Ciò comporta che il vantaggio derivante dalla rinegoziazione non può essere solo quello derivante dalla differenza fra l attualizzazione dei flussi dei pagamenti della 7
8 passività originaria e quelli della nuova passività, ma, in conformità ai principi di sana gestione finanziaria, deve consistere in una valutazione finanziaria ed economica della complessiva situazione dell ente, in relazione non solo ai dati finanziari attualizzati dell operazione, ma anche ai rischi che l ente locale assume con la nuova operazione di indebitamento, ed all allungamento della durata del debito, che vincola l attività futura dell Amministrazione. In particolare, la diminuzione delle rate di ammortamento, non può essere considerato un risparmio in conseguenza del quale procedere automaticamente ad incrementare la spesa corrente, ma le economie derivanti dalla rinegoziazione del debito debbono essere destinate a spese in conto capitale. Proprio in riferimento all utilizzazione delle risorse liberate dalla rinegoziazione dei mutui con la Cassa Depositi e Prestiti, l Osservatorio sulla Finanza e contabilità degli enti locali ebbe a suo tempo a precisare che esiste un orientamento generale di leggi di settore tendenti a contenere, per finalità di politica economica generale, l aumento delle spese correnti dello Stato e di tutti gli altri enti pubblici. Nell equilibrio economico finanziario complessivo degli enti locali l operazione di rinegoziazione espone l ente locale ad un debito prolungato nel tempo che ha come risultato pratico la liberazione di risorse in una parte del periodo di ammortamento del debito originario (parere approvato nella seduta del 6 novembre 2003). In merito, la citata pronuncia, richiamando il Principio contabile n. 2 punto n. 23, sottolinea che Ai fini del mantenimento dell equilibrio patrimoniale è opportuno commisurare il periodo di ammortamento dell indebitamento con il presumibile periodo nel quale gli investimenti correlati potranno produrre la loro utilità. 8
9 Con riguardo a quanto più sopra richiamato, si osserva che: - non esiste alcuna apparente convenienza economico finanziaria nella rinegoziazione, perlomeno nei termini che si possono evincere dall analisi della deliberazione citata. Ciò, sia perché la riduzione dei costi derivanti dalla corresponsione delle rate annuali comportano un incremento del costo complessivo della rinegoziazione, sia perché tali costi, per la maggior parte dei mutui, sono inferiori unicamente per l effetto della riduzione della quota di ammortamento e non già, anche, di una riduzione della quota per interessi; - in termini generali, i risparmi di spesa sembrano destinati a finanziare spese correnti e non spese finalizzate ad investimenti e quindi, come del resto sottolineato in altra parte della citata Pronuncia di questa Sezione regionale di controllo, le generazioni future, sulle quali con la rinegoziazione è stato ulteriormente traslato il debito, si troveranno a pagare senza ricevere alcuna utilità patrimoniale. Al riguardo giova ricordare che la limitazione del ricorso all'indebitamento solo per finanziare spese di investimento sancita dall ultimo comma dell'art. 119 della Costituzione, trova la sua giustificazione proprio nella dinamica della produzione del reddito futuro e nell equità intergenerazionale. P.Q.M. la Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per la Regione Piemonte: - rileva che l Ente: ha fatto continuo ricorso ad anticipazioni di tesoreria dall esercizio finanziario 2007 all esercizio finanziario 2011; ha fatto ricorso alla rinegoziazione di n. 13 mutui a condizioni per la maggior parte sfavorevoli rispetto ai mutui originari; inoltre ha utilizzato i risparmi, così comunque conseguiti unicamente per l effetto della 9
10 riduzione della rata annuale di ammortamento, per finanziare spese di parte corrente; - invita l Ente: a porre in essere idonei provvedimenti correttivi atti ad evitare in futuro il continuo ricorso ad anticipazioni di tesoreria e a ricondurlo, in ogni caso, a quel carattere di eccezionalità che esso dovrebbe avere. L Ente provvederà a monitorare la situazione e a trasmettere apposita relazione entro il 10/10/2012; a valutare più compiutamente la reale convenienza economicofinanziaria delle rinegoziazioni alla luce delle indicazioni espresse da questa Sezione regionale di controllo; a soprassedere all eventuale impiego dei risparmi di spesa per finanziare spese di parte corrente ed a utilizzarli unicamente per finanziare spese finalizzate ad investimenti; - dispone che la presente deliberazione sia trasmessa al Consiglio comunale nella persona del Presidente, al Sindaco e all Organo di revisione economico-finanziaria del Comune di Dronero (CN). Così deliberato in Torino nell adunanza del giorno 9 maggio Il Consigliere F.to Dott. Gianfranco Battelli Il Presidente f.f. F.to Dott. Mario Pischedda Depositato in Segreteria il 10/05/2012 Il Funzionario Preposto F.to Dott. Federico SOLA 10

References: art. 100
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 222
 sentenza 
 art. 6
 art. 222
 art. 1