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Timestamp: 2018-09-24 05:19:04+00:00

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NOVITÀ GIURISPRUDENZIALI APRILE 2015 | Massarotto & Associati | Studio Legale
NOVITÀ GIURISPRUDENZIALI APRILE 2015
Posted by Studio Massarotto e Associati
Soglie di fatturato delle concentrazioni (acquisizioni/fusioni)
A decorrere dal 16 marzo 2015, le “soglie” di fatturato oltre le quali diviene obbligatoria la comunicazione preventiva delle operazioni di concentrazione sono pari a 492 milioni di euro per il fatturato realizzato a livello nazionale dall’insieme delle imprese interessate all’operazione e a 49 milioni di euro per l’impresa di cui è prevista l’acquisizione.
Leasing traslativo – Possibilità di riduzione equitativa della penale. (Cassazione civile, sez. III 10 febbraio 2015, n. 2491)
In caso di risoluzione del contratto di leasing traslativo per inadempimento dell’utilizzatore, il giudice può ridurre ad equità la penale predeterminata nel contratto quando appaia eccessiva in rapporto a tutti gli aspetti economici del contratto ed, in particolare, all’entità risultante dalla pura sommatoria, in funzione di liquidazione anticipata del danno, di tutti i canoni locativi: scaduti e ancora a scadere.
Diritto delle Assicurazioni – Tutela Consumatori
L’AGCM ha dichiarato la vessatorietà delle clausole, predisposte da società di infortunistica, che prevedevano, tra l’altro, a carico del cliente il versamento del 30%+IVA sulle “somme complessivamente ottenute” (si veda Focus del mese a pag. 3)
Patto di Prova – recesso per mancato superamento prova (Cassazione Civile, sez. lavoro, 19/03/2015, n.5509)
Il patto di prova apposto al contratto di lavoro deve non solo risultare da atto scritto, ma contenere anche la specifica indicazione delle mansioni da espletare, dato che la facoltà del datore di lavoro di esprimere la propria insindacabile valutazione sull’esito della prova presuppone che questa debba effettuarsi in ordine a mansioni esattamente identificate ed indicate. Quindi, la prova dovrà effettuarsi in relazione a compiti esattamente identificati sin dall’inizio.
Procedura fallimentare e sequestro preventivo (Cassazione penale, SS.UU. 17 marzo 2015, n. 11170)
Le Sezioni Unite Penali hanno chiarito il rapporto tra il sequestro preventivo disposto nei confronti dell´ente ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001 e i vincoli della intervenuta procedura fallimentare: il curatore fallimentare non è legittimato a proporre impugnazione contro il provvedimento di sequestro adottato ai sensi dell’art. 19 del d.lgs. n. 231 del 2001 e la verifica delle ragioni dei terzi al fine di accertarne la buona fede spetta al giudice penale e non al giudice fallimentare.
Procedure concorsuali – aspetti penali
Bancarotta fraudolenta: operazioni contrarie alla realizzazione degli scopi sociali (Cassazione penale, n. 49472 del 9.12.2013)
Costituisce condotta idonea a integrare un fatto distrattivo: l’affitto dei beni aziendali per un canone incongruo; la conclusione di contratti privi di effettiva contropartita e preordinati ad avvantaggiare i soci a discapito dei creditori; il contratto di locazione di beni aziendali perfezionato nella immediatezza della dichiarazione di fallimento senza la previsione di una clausola risolutiva espressa da far valere nel caso di imminente procedura fallimentare.
Il Consiglio direttivo della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha dato il via a pre-finanziamenti per le piccole e medie imprese in Europa che potranno quindi beneficiare dei primi fondi del Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (FEIS) prima dell’estate.
I pre-finanziamenti passeranno attraverso il già esistente Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI), parte del gruppo BEI. Le risorse messe a disposizione dal FEI andranno a coprire il rischio della transazioni con intermediari, fornendo finanziamenti aggiuntivi alle PMI e alle società a media capitalizzazione.
Ruolo e attività della B.E.I.
La Banca Europea degli Investimenti ha come scopo principale quello di concedere prestiti a un basso tasso d’interesse per finanziare progetti volti a migliorare le infrastrutture, l’approvvigionamento energetico o la sostenibilità ambientale all’interno dell’UE a favore delle piccole e medie imprese con meno di 250 dipendenti.
Investimenti finanziabili coi Fondi B.E.I.:
fino al 100% dell’investimento con un importo massimo erogabile di 12,5 milioni di euro
Risarcimento danni – Clausole Vessatorie – Società d’infortunistica
Il sistema di tutela del consumatore in materia di clausole vessatorie istituito dalla direttiva 93/13/CEE – il cui recepimento è attualmente contenuto negli articoli 33 e seguenti del Codice del Consumo – è fondato sul presupposto che “il consumatore si trovi in una situazione di inferiorità rispetto al professionista per quanto riguarda, sia il potere nelle trattative che il livello di informazione, situazione questa che lo induce ad aderire alle condizioni predisposte senza poter incidere sul contenuto delle stesse” (Corte di Giustizia IV sezione del 30 aprile 2014, causa C-26/13).
In considerazione di ciò, la Corte di Giustizia ha recentemente ribadito che il principio di chiarezza, trasparenza e comprensibilità delle clausole contrattuali non concerne soltanto il piano formale e grammaticale ma deve essere inteso in senso estensivo in modo che il consumatore possa valutare, sulla base di criteri precisi ed intelligibili, anche le conseguenze economiche che gli derivano dall’adesione al contratto
Sulla base di questi principi, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, con provvedimento n. del 25052 del 01.08.2014, ha accertato la vessatorietà delle clausole predisposte da una società d’infortunistica che prevedevano, tra l’altro:
a carico del cliente, il versamento del 30% più IVA sulle “somme complessivamente ottenute”, oltre al rimborso dei costi e delle spese anticipate dalla società, oltre a quanto riconosciuto dalla controparte a titolo di onorari (generalmente, circa il 10%) al legale nominato;
in caso di “revoca dell’incarico” il cliente della società d’infortunistica avrebbe dovuto corrispondere alla società tutte le spese sostenute ed anticipate, oltre agli interessi, nonché, una somma sino al 30% del compenso sopra indicato calcolato sulla somma solo richiesta (e non quindi ottenuta) dalla società d’infortunistica, oltre anche ad una somma pari a Euro 400,00 più IVA per l’attività di disamina e fascicolazione della pratica;
che in ipotesi di controversie giudiziali non valesse il foro del consumatore, ma solo il foro dalla stessa stabilito.
L’autorità garante ha evidenziato l’abusività (e quindi la nullità) delle predette clausole per la violazione del principio che impone chiarezza e comprensibilità, derivandone la violazione degli art. 34, II c., e 35 del Codice del Consumo.
Anche la clausola volta a rendere assai difficile, per le penali economiche previste, revocare l’incarico alla società d’infortunistica è dichiarata vessatoria ex art. 33, I e II c., e 35, I c.
!In casi simili, è opportuno consultare il legale prima di sottoscrivere qualsiasi contratto!
Mutui prima casa: al via Fondo di Garanzia per 650 milioni
Curiosita’ Valigia smarrita, condannati tour operator e agenzia viaggi
Il Tribunale di Reggio Emilia in composizione monocratica, con sentenza n. 279 del 13.2.2013 ha accolto la richiesta risarcitoria di un consumatore a cui era stato smarrito il bagaglio condannando in solido il vettore nonché il tour operator al risarcimento del danno non patrimoniale da vacanza rovinata stabilendo che “è risarcibile, in virtù del combinato disposto dagli art. 2059 c.c. e 32 della Cost., il danno non patrimoniale da vacanza rovinata, consistente nel pregiudizio conseguente alla lesione dell’interesse del turista di godere pienamente del viaggio organizzato come occasione di piacere e di riposo, tanto più grave ove si tratti di viaggio di nozze e come tale di occasione irripetibile”. (Tribunale di Reggio Emilia – Sentenza 13 febbraio 2013, n. 279)
Questo orientamento ha trovato accoglimento anche da parte del Tribunale di Padova che recentemente ha riconosciuto un indennizzo di 6.163 euro, 3.500 per il valore del bagaglio e 2.303 euro quale danno da vacanza rovinata per il disagio psico-fisico patito dalla viaggiatrice in conseguenza della perdita del bagaglio.
Novità giurisprudenziali marzo 2015
NOVITÀ GIURISPRUDENZIALI MAGGIO 2015

References: provvedimento n. 
 art. 34
 art. 33
 sentenza 
 art. 2059
 Sentenza