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Timestamp: 2018-02-22 22:59:47+00:00

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News su Accertamento induttivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16531/2017, ha ricordato il principio di diritto più volte espresso dai Supremi Giudici secondo il quale sia in tema di accertamento delle imposte sui redditi che di accertamento ai fini IVA, la presenza di scritture contabili formalmente corrette non esclude la legittimità dell'accertamento analitico-induttivo del reddito d'impresa, sempre che la stessa contabilità possa considerarsi complessivamente e sostanzialmente inattendibile.
Valido l'accertamento induttivo basato sui brogliacci
Con la sentenza n. 16060/2017 i Giudici della Corte hanno ricordato che in sede di accertamento tributario la "contabilità in nero" costituita da promemoria e annotazioni dell’imprenditore, relativi all’attività svolta, costituiscono un valido elemento sulla base del quale poter fondare la pretesa fiscale.
Cass. civ., sez. VI-T, 10 ottobre 2016, n. 20351
Nel caso in cui vi sia omessa dichiarazione dei redditi e mancata esibizione delle scritture contabili, la legge abilita l'Ufficio a servirsi di qualsiasi elemento probatorio per la determinazione del reddito ed è quindi legittimo il ricorso al metodo induttivo ex art. 39 d.P.R. n. 600/1973. Questo il principio ricordato dalla Corte con l'ordinanza n. 20351/2016.
Anche la 'contabilità in nero' è un valido elemento indiziario
12 Luglio 2016 | di La Redazione
Cass. civ., sez. VI-T, 11 luglio 2016, n. 14150
La contabilità in nero costituita da appunti personali ed informazioni dell'imprenditore, rappresenta un valido elemento indiziario, dotato dei requisiti di gravità precisione e concordanza prescritti dall'art. 39, comma 1 del d.P.R. n. 600/1973.
Contabilità in rosso, illegittimo l’avviso induttivo
Cass. civ. sez. trib. 01 ottobre 2015, n. 19602
La società presentava un bilancio profondamente negativo, ed era poi fallita. Proprio per questi motivi, l’avviso di accertamento induttivo è parso infondato ai Giudici di Cassazione, che si sono espressi con la sentenza n. 19602/2015.
Illegittimo l’induttivo che non tiene conto dei saldi e degli sconti
Cass. civ., sez. trib., 5 agosto 2015, n. 16435
Nella sentenza n. 16435/2015, i Giudici della Cassazione hanno affermato che l’accertamento induttivo doveva tenere in considerazione anche i saldi e gli sconti effettuati dall’attività esaminata.
Illegittimo l'induttivo che è giustificato da una sola omissione
Cass. civ., sez. trib., 7 agosto 2015, n. 16606
Con la sentenza della Cassazione n. 16606/15, i Giudici hanno accolto il ricorso di un professionista: era illegittimo l'accertamento motivato da un solo caso di sottofatturazione.
Negozio grande, poco reddito: via libera all’accertamento induttivo
Cass. civ., sez. trib. 3 luglio 2015, n. 13734
Se si ha un’attività grande, ma si dichiara poco, basta il criterio dell’antieconomicità per legittimare l’accertamento del Fisco. È quanto ha stabilito la Cassazione con la sentenza n. 13734/2015.
Valido l’accertamento basato sul controllo dei movimenti con carta di credito e POS
03 Luglio 2015 | di La Redazione
Cass. civ. sez. trib., 01 luglio 2015, n. 13494
Un accertamento può tenere in considerazione anche gli accrediti ed i pagamenti con carta di credito e POS. Lo hanno detto i Giudici della Corte di Cassazione con la sentenza n. 13494/2015.

References: sentenza 

Cass. 
 art. 39

Cass. 

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