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Timestamp: 2019-04-23 16:04:15+00:00

Document:
Marostica 29-09-1944
Località Marostica, Marostica, Vicenza, Veneto
Descrizione: Il 29/9/44, lungo la strada che porta a Nove, è ucciso il patriota Beniamino Scomazzon; l’assassinio è compiuto dalla BN di Marostica appena ritornata dal rastrellamento del Grappa.
Estremi e note penali: Per l’assassinio Scomazzon: Corte d’Assise Sezione Speciale di Treviso del 7-24/1/47 - Processo ai fascisti del rastrellamento del Grappa e per altri fatti delittuosi, contro Antonio e Giovanni Comparini, Umberto Pendini e altri 12.
Ultimo aggiornamento dei dati: 2015-12-28 15:59:05
Beniamino Scomazzon; patriota
Beniamino Scomazzon; patriota, ucciso il 29 settembre.
Note responsabile Comparini Antonio di Giovanni e Elisabetta Lenzi Elisabetta, cl. 1896, nato a Firenze. Segretario politico del PFR e comandante la Sq d’Az di Marostica, poi 7^ Compagnia BN; il figlio è s. tenente con il cap. Polga nella PAR. Partecipa al rastrellamento del Grappa come responsabile del 5° settore (Cavaso del Tomba –Virago – Pederobba – Fiume Piave), da dove si porta a casa un camion di mobili, che regalata ai neo-sposi Vincenzo Giardini e Anna Comparini, sua figlia; in un documento del Comitato Militare Provinciale del CLNP è tra i nominativi dei responsabili delle impiccagioni di Bassano del Grappa. Arrestato dopo la Liberazione, è alla Caserma “Sasso” il 24.5.45; è trasferito a S. Biagio e incriminato dalla Procura del Regno, ma riesce a evadere il 12.10.45 con la complicità di Raimondo Manni, direttore dell\'istituto di pena anche durante la RSI. Da quel momento resta sempre latitante (a Livorno), anche durante il processo della CAS di Treviso che lo vedeva principale imputato. Il 24.1.47 la CAS di Treviso lo condanna a 21 anni di reclusione. La Corte Suprema di Cassazione, 2^ Sezione Penale di Roma, il 28.4.48 dichiara inammissibile il ricorso, ma in seguito, con sentenza del 19.6.50, “annulla senza rinvio per non aver commesso il fatto… la sentenza della CAS di Treviso, “ed ordina la revoca dell’ordine di cattura” del latitante. Latitante con la famiglia in Comune di Livorno, già dall’aprile ’45, vi risiede ufficialmente dal 26.11.52, da dove continua a dedicarsi ad attività cospirativa neo-fascista.
Note responsabile Comparini Giovanni di Antonio e Domenica Zanella, cl. 20, nato a Conco (VI); figlio del comandante della BN di Marostica Antonio Comparin; sottotenente della PAR e “fedelissimo” del capitano Polga; coinvolto nel saccheggio di casa Fraccon; partecipa al rastrellamento di Chiampo e all’omicidio del patriota infiltrato Passamai; successivamente passa al servizio diretto delle SS tedesche; in un documento del Comitato Militare Provinciale del CLNP è tra i nominativi dei responsabili delle impiccagioni di Bassano del Grappa. Arrestato il 1.5.45, al processo “Linari & C.” viene riconosciuto colpevole del delitto di collaborazionismo e concussione, nonché del delitto di omicidio di Giacomo “Enzo”, con aggravanti e premeditazione, viene condannato alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena; presenta ricorso in Cassazione; la Corte Suprema il 12.7.45 annulla la sentenza di morte nei confronti di Comparin, e rinvia il procedimento alla Corte d’Assise di Treviso; la CAS di Treviso conferma il verdetto di condanna, ma tramuta la pena in 30 anni. Il 26.12.45 evade dalle Carceri di Padova in Piazza Castello; nel gennaio \'46 è visto transitare per Vicenza e sembra sia a capo di una banda SAM operante nel basso vicentino. Il 14.7.54 il Tribunale di Treviso condanna a scontare l’intera pena; il 12.12.55 la Corte Suprema, ammette la revisione e annulla la sentenza di Treviso condizionatamente per la condanna di omicidio volontario con rinvio alla CAS di Perugia. La CAS di Perugia, con sentenza del 5.12.57 lo assolse dall’imputazione di concorso in omicidio di Passamai e con declaratoria del 20 dello stesso mese dichiara estinto il reato di collaborazionismo, revocando l’ordine di cattura.
Cognome Pendini
Note responsabile Pendini Umberto di Felice, cl. 04, nato a Padova; Sq d\'Az del PFR di Marostica, poi BN; per il rastrellamento del Grappa è accusato di sevizie, incendi, omicidi e furti; inoltre in correità nel duplice omicidio aggravato commesso il 19/8/44 a Nove di Giovanni Michelon e lesioni a Aurelio Moretti, e il 28/9/44 a Marostica di Beniamino Scomazzon. Arrestato il 25/6/45, il 12/9/45 è deferito ai PM presso la CAS di Vicenza; il 24/1/47, la CAS di Treviso lo condanna a 8 anni di reclusione, interdizione perpetua dai pubblici uffici, confisca di 1/3 dei beni a favore dell\'Erario, alla libertà vigilata dopo espiata la pena, al pagamento delle spese processuali e tasse di sentenza, ma grazie al condono (art. 9, DLP 22.6.46, n. 4) la pena è ridotta a 5 anni; il 28/4/48 la Corte Suprema di Cassazione, 2^ Sezione Penale di Roma, \"annulla senza rinvio per amnistia\".
Federico Maistrello (a cura di), Processo ai fascisti del rastrellamento del Grappa. Corte d’Assise Straordinaria di Treviso, 1947, Istresco, Treviso, 2004.
Giulio Vescovi, La sfortuna di chiamarsi Bruno, Ed. AVL, Quaderno n. 1, Vicenza 2001.
Benito Gramola (a cura di), Memorie Partigiane di D. Martin e A. Giudicotti, S. Martino di Lupari (VR) 2006.
ASVI, CAS, b. 3 fasc. 210, b. 8 fasc. 575, b. 13 fasc. 843, b. 14 fasc. 896, b. 19 fasc. 1166, b. 24 fasc. 1407;
ASVI, CLNP, b. 10 fasc. 8, b. 11 fasc.3, b. 15 fasc. 2 – 7, b. 16 fasc. C-D, b. 17 fasc. Sentenze;
ASVI, Danni di guerra, b. 210 fasc. 14578;
ATVI, Sentenza n. 154/46 – 144/46 del 30.9.46 contro Marcon e altri 20
Il Nuovo Adige;
Il Patriota, Rivista dell’ANPI di Vicenza.

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