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Roma: 27 Ottobre 2015 Corte di Cassazione - PDF
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Adelmo Ricardo Masini
1 Idoneità dei Modelli organizzativi e di gestione secondo il d.lgs. 81/08, e rapporto con i Sistemi di Gestione della Salute e Sicurezza sul lavoro conformi allo standard BS OHSAS 18001:2007 Roma: 27 Ottobre 2015 Corte di Cassazione
2 IL CASO GIURISPRUDENZIALE TRIBUNALE DI MILANO VI SEZIONE PENALE; SENTENZA N 7017/2014 REATO: OMICIDIO COLPOSO COMMESSO CON VIOLAZIONE DELLE NORME SULLA TUTELA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA SUL LAVORO Mancanza del presupposto per l applicazione della responsabilità amministrativa degli enti ASSOLUZIONE PIENA DEGLI IMPUTATI «PERCHÉ IL FATTO NON SUSSISTE» Dimostrata l adozione ed efficace attuazione di adeguati sistemi di controllo del rischio infortunistico da parte delle società preponenti.
3 IL CASO GIURISPRUDENZIALE FATTO - Un dipendente ha perso la vita dopo essere stato investito da un treno durante delle operazioni notturne sul cantiere CONTESTAZIONI : Alle persone fisiche incaricate della sicurezza è stata contestata la colposa omissione delle misure di sicurezza imposte dalla normativa antinfortunistica; Alle società a vario titolo coinvolte è stata contestata l inosservanza degli obblighi di vigilanza, adozione e aggiornamento dei modelli organizzativi, idonei a prevenire infortuni del genere di quello verificatosi SENTENZA Esclusione della responsabilità della Società, che: aveva sviluppato un SGSL secondo lo standard BS OHSAS 18001:2007; si era dotata di un modello organizzativo efficiente che, seppure non comprensivo dei reati sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, era stato aggiornato dopo l introduzione della legge 3 agosto 2007, n. 123 Esclusione della sussistenza di un collegamento tra l incidente verificatosi ed un tentativo di risparmio sulle spese volte a garantire la sicurezza
4 «Obbligatorietà» del Modello Organizzativo e di Gestione ex 231/2001 A differenza del DVR la cui mancata realizzazione è sanzionata a prescindere dal verificarsi di infortuni o violazioni in genere, non è sanzionabile la mancata adozione ed efficace attuazione del Modello 231, in assenza di reati. Al verificarsi dei reati presupposto, l organizzazione è indifesa dalle pesantissime sanzioni. Gli amministratori potranno subire l azione di responsabilità da parte dei soci (artt e seg. Cod. Civ.). IMPLEMENTAZIONE DI UN M.O.G. 231/2001
5 Perché la sicurezza nel M.O.G. 231? LA LEGGE 3 AGOSTO 2007, N. 123, HA DISPOSTO L INTRODUZIONE NEL D.LGS. 231/01 DELL ART. 25-SEPTIES (ART. 9). CON IL D.LGS. 9 APRILE 2008, N. 81 (TU SICUREZZA) si è disposta la modifica all art. 25-septies (art. 300); sono state introdotte le condizioni di idoneità di un Modello organizzativo (MOG) di prevenzione per la sicurezza sul lavoro (art. 30); Per mancata o incompleta adozione del DVR, o con generica violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro può avvenire la commissione del reato di omicidio colposo.
6 Idoneità dei Modelli organizzativi e di gestione Un Modello idoneo è costruito su misura secondo le seguenti Linee Guida: Individuazione delle aree di rischio di verificazione di eventi pregiudizievoli rispetto agli obiettivi previsti dal d.lgs. 231/2001; Adozione di specifici protocolli volti a realizzare un apposito sistema di controllo idoneo a prevenire o ridurre il rischio di commissione dei reati; Determinazione del rischio accettabile al fine di costruire un sistema di controllo preventivo; Introduzione di un sistema disciplinare volto a sanzionare il mancato rispetto delle misure prescritte.
7 Idoneità del M.O.G. in ambito sicurezza 1. Rispetto dei requisiti di idoneità Vigilanza del Modello Presenza di un sistema certificato SGSL
8 1. Rispetto dei requisiti di idoneità «Il modello [ ] deve essere adottato ed efficacemente attuato, assicurando un sistema aziendale per l adempimento di tutti gli obblighi giuridici relativi» a: rispetto degli standard tecnico strutturali; valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure di prevenzione e protezione conseguenti; attività di natura organizzativa (emergenze, primo soccorso, gestione degli appalti, ecc.); attività di sorveglianza sanitaria; attività di informazione e formazione dei lavoratori; attività di vigilanza; acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatorie di legge; periodiche verifiche dell applicazione e dell efficacia delle procedure adottate Devono essere previsti idonei sistemi di registrazione dell avvenuta effettuazione di tali attività, opportuno sistema di verifica/valutazione/gestione e controllo del rischio, ed un sistema disciplinare
9 2. Vigilanza del Modello ORGANISMO DI VIGILANZA Organismo incaricato del controllo ed aggiornamento del modello (art. 6 d.lgs 231/2001) Art. 30 d.lgs 81/2008 «Il modello organizzativo deve altresì prevedere un idoneo sistema di controllo sull'attuazione del medesimo modello e sul mantenimento nel tempo delle condizioni di idoneità delle misure adottate. Il riesame e l'eventuale modifica del modello organizzativo devono essere adottati, quando siano scoperte violazioni significative delle norme relative alla prevenzione degli infortuni e all'igiene sul lavoro, ovvero in occasione di mutamenti nell'organizzazione e nell'attività in relazione al progresso scientifico e tecnologico.»
10 2. Vigilanza del Modello L Organismo di Vigilanza (OdV) svolge verifiche periodiche, analizzando i seguenti aspetti organizzativi e gestionali: - valutazione dei rischi e gestione del programma di miglioramento; - gestione delle emergenze; - sorveglianza sanitaria; - formazione e addestramento; - comunicazione e coinvolgimento; - gestione incidenti e infortuni; - contratti di appalto e d opera; - acquisto impianti, macchine e attrezzature e relativa manutenzione; - modifica strutture, impianti, processi; - gestione DPI.
11 2. Vigilanza del Modello Tutto ciò che può essere oggetto di valutazione da parte dell OdV (risultati di audit, provvedimenti, azioni preventive e correttive) deve essere trasmesso periodicamente dai soggetti previsti. L OdV può richiedere chiarimenti in caso di incoerenze tra i fatti aziendali e le procedure previste dal Modello, e programmare ulteriori ispezioni avvalendosi anche di professionisti esterni.
12 2. Vigilanza del Modello L OdV può sede: partecipare alle riunioni periodiche e in tale - verifica la regolare conduzione delle stesse; - partecipa al riesame dei risultati; - propone eventuali azioni di adeguamento/miglioramento; - da pareri sulle eventuali decisioni prese.
13 3. Presenza di un sistema certificato SGSL SGSL Art. 30 d.lgs. 81/2008 British Standard OHSAS 18001:2007 «In sede di prima applicazione, i modelli di organizzazione aziendale definiti conformemente alle Linee guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) del 28 settembre 2001 o al British Standard OHSAS 18001:2007 si presumono conformi ai requisiti di cui al presente articolo per le parti corrispondenti. Agli stessi fini ulteriori modelli di organizzazione e gestione aziendale possono essere indicati dalla Commissione di cui all'articolo 6.» Elaborazione di un nuovo standard Internazionale per la Salute e Sicurezza sui luoghi di Lavoro ISO 45001
14 3. Presenza di un sistema certificato SGSL Politica per la Sicurezza e Salute Pianificazione Attuazione Controllo Riesame della Direzione Miglioramento Continuo
15 3. Presenza di un sistema certificato SGSL Obiettivo dello Standard Autodichiarazione di conformità ai requisiti del medesimo Dare evidenza a terzi del Sistema: In modo da ottenere da parte di soggetti esterni interessati la conferma della sua conformità, e soprattutto certificazione da parte di enti accreditati
16 3. Presenza di un sistema certificato SGSL Aspetti comuni nell impostazione del MOG 231 e dei SGSL MODELLO 231: SISTEMA DI GESTIONE SICUREZZA: Codice Etico Destinatari-Procure e Deleghe Politica Responsabilità e Autorità/Organigramma Parte Generale, Speciali e protocolli/procedure Sistema di Controllo Comunicazione e Formazione Attività di Vigilanza OdV Manuale e Procedure Monitoraggio Processi e misura dei risultati Comunicazione/Partecipazione/ Consultazione e Formazione Audit Interni
17 3. Presenza di un sistema certificato SGSL Aspetti comuni nell impostazione del MOG 231 e dei SGSL MODELLO 231: SISTEMA DI GESTIONE SICUREZZA: Obiettivo: evitare la commissione di reati Individuare aree/processi dove possono essere commessi reati Standardizzare e documentare i processi in procedure scritte al fine di ridurre i rischi reato Individuare indicatori di controllo e monitorare i processi Sorvegliare e Migliorare il Modello Obiettivo: riduzione dei rischi per il personale ed altre parti esposte ai pericoli sul lavoro Individuare le aree/processi a rischio sicurezza Standardizzare e documentare i processi in procedure scritte al fine di ridurre i rischi sicurezza Individuare indicatori di controllo e monitorare i processi Sorvegliare e Migliorare il Sistema
18 3. Presenza di un sistema certificato SGSL «Confronto» tra OHSAS e d.lgs. 81/2008 Nei capitoli della norma OHSAS 18001:2007 manca il riferimento relativo al sistema disciplinare/sanzionatorio Nell art.30 del d.lgs. 81/2008 manca il riferimento alla Politica per la Salute e Sicurezza, agli obiettivi e programmi di miglioramento, alla ricerca ed analisi delle cause degli infortuni sul lavoro
19 GRAZIE PER L ATTENZIONE!!!! Dott. Massimo Alonzi Assocostieri Servizi Via di Vigna Murata, Roma Telefono: +39 (06) Fax: +39 (06)

References: SENTENZA 
 SENTENZA 
 ART. 25
 art. 25
 Art. 30
 Art. 30
 art.30