Source: http://www.iapicca.com/2013/03/07/giudizi-di-ottemperanza-sospesi-quando-lente-e-ammesso-alla-procedura-di-riequilibrio-finanziario-ex-art-243-bis-tuel/
Timestamp: 2017-07-25 10:38:02+00:00

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Giudizi di ottemperanza sospesi, quando l'Ente è ammesso alla procedura di riequilibrio finanziario ex art. 243 bis TUEL - Iapicca.com -
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HomeAmministrativoGiudizi di ottemperanza sospesi, quando l’Ente è ammesso alla procedura di riequilibrio finanziario ex art. 243 bis TUEL
Amministrativo, Consumatori, News
Per come noto l’art. 243 bis del T.U.E.L. (DLgs 267/2000) 1, sotto la rubrica PROCEDURA DI RIEQUILIBRIO FINANZIARIO PLURIENNALE, dispone che Comuni e Province per i quali, anche in considerazione delle pronunce delle competenti sezioni regionali della Corte dei conti sui bilanci degli enti, sussistano squilibri strutturali del bilancio in grado di provocare il dissesto finanziario, possono ricorrere, con deliberazione consiliare, alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale. A norma del comma IV dello stesso articolo, in seguito alla richiesta di ammissione al beneficio ‘Le procedure esecutive intraprese nei confronti dell’ente sono sospese a far data dalla deliberazione di ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale fino alla data di approvazione o di diniego di approvazione del piano di riequilibrio pluriennale di cui all’articolo 243-quater, commi 1 e 3′ 2.
Tanto significa che nei confronti di un Ente che abbia fatto ricorso alla procedura in oggetto, non è possibile, fino alla data di approvazione o di diniego di approvazione del piano di riequilibrio pluriennale di cui all’articolo 243-quater, commi 1 e 3, promuovere procedure esecutive.
Alle procedure esecutive, oggi, si aggiungono, per costruzione della giurisprudenza di merito, in via analogica, anche i giudizi di ottemperanza amministrativi.
Per ultimo, infatti, il TAR Calabria CZ, con ordinanza del 26/2/13 ha dichiarato la sospensione del Giudizio n. 1260/12 RGR intrapreso da un cittadino, per l’ottemperanza di una sentenza di condanna contro il Comune di Cosenza.
I Giudici del TAR calabrese, in particolare, decidevano per la sospensione del giudizio, sulla base delle motivazioni che seguono:
‘Vista la nota Gab. Sindaco prot. n. 8422 del Sindaco del Comune di Cosenza, di accompagnamento della Deliberazione di C.C. n. 66 del 12.12.2012, avente ad oggetto “Ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale prevista dall’art. 243-bis del D. Lgs. n. 267/2000, inserito dall’art. 3, comma 1 –lett. r), del Decreto-Legge n. 174/2012, nel testo modificato dalla relativa legge di conversione”;
Ritenuto che, nel caso di specie, trova applicazione l’art. 243-bis, comma 4, del D. Lgs. 18.8.2000 n. 267 (t.u.e.l.), il quale recita: “Le procedure esecutive intraprese nei confronti dell’ente sono sospese dalla data di deliberazione di ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale fino alla data di approvazione o di diniego di approvazione del piano di riequilibrio pluriennale di cui all’articolo 243-quater, commi 1 e 3.”;
il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Seconda), sospende la procedura esecutiva, ai sensi dell’art. 243-bis, comma 4, del D. Lgs. 18.8.2000 n. 267 (t.u.e.l.).
Per chi non lo sapesse, l’art. 243 bis è stato introdotto dal nostro ‘caro Governo Monti’ con il famoso DL 174/2012 sui ‘Costi della Politica’.
Scopo del DL (poi convertito con avallo di tutti i parlamentari, con la sola esclusione del PDL), doveva essere di alto valore simbolico perché varato dal ‘rigoroso Monti’ proprio in scia alla sequela di scandali che hanno colpito le amministrazioni locali italiane (ad esempio contro i comportamenti di Franco Fiorito, ora in carcere, oppure a causa della malagestio emersa dai bilanci della Regione Sicilia, da mesi a rischio default e ora nelle mani di Rosario Crocetta).
Tuttavia, come è possibile notare ‘de visu’ esaminando la decisione di cui sopra (e valutando, anche da profani, le conseguenze pratiche dell’art. 243 bis TUEL), dietro lo scopo NOBILE (mah) del DL 174/12, si cela SOLO un’altra facile scappatoia per i politici locali che, dopo avere distratto somme per fini personali o extra-pubblici, adesso hanno anche la POSSIBILITA’ di sottrarsi alle conseguenze del dissesto, IMPEDENDO AI CITTADINI di recuperare i crediti certi, liquidi ed esigibili, addirittura fondati su titolo esecutivo.
Avrà anche le sue buone finalità (speriamo non solo di facciata), ma di fatto, questa norma, paralizza ogni azione contro l’ente ammesso alla procedura.
In molti Tribunali Amministrativi, sulla questione, pendono richieste di intervento della Corte Costituzionale… speriamo che la corte delle leggi faccia, come al solito, giustizia.
2. In fase istruttoria, la sottocommissione di cui al comma 1 puo’ formulare rilievi o richieste istruttorie, cui l’ente e’ tenuto a fornire risposta entro trenta giorni. Ai fini dell’espletamento delle funzioni assegnate, la Commissione di cui al comma 1 si avvale, senza diritto a compensi aggiuntivi, gettoni di presenza o rimborsi di
spese, di cinque segretari comunali e provinciali in disponibilita’, nonche’ di cinque unita’ di personale, particolarmente esperte in tematiche finanziarie degli enti locali, in posizione di comando o distacco e senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato.
7. La mancata presentazione del piano entro il termine di cui all’articolo 243-bis, comma 5, il diniego dell’approvazione del piano, l’accertamento da parte della competente Sezione regionale della Corte dei conti di grave e reiterato mancato rispetto degli obiettivi intermedi fissati dal piano, ovvero il mancato raggiungimento del riequilibrio finanziario dell’ente al termine del
periodo di durata del piano stesso, comportano l’applicazione dell”articolo 6, comma 2, del decreto legislativo n. 149 del 2011, con l’assegnazione al Consiglio dell’ente, da parte del Prefetto, del termine non superiore a venti giorni per la deliberazione del dissesto. ↩
243 bis TUELGiudizio di ottemperanzaMontiTAR
About Michele Iapicca	242 Articoli	Ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Messina nel 2001.
Si occupa prevalentemente di diritto civile, fallimentare, separazioni e divorzi, appalti, infortunistica in generale, recupero crediti ed esecuzioni, diritto tributario, consulenza specialistica ad imprese.	Website
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References: art. 243
 art. 243
 sentenza 
 art. 130
 art. 18
 sentenza 
 art. 1