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Timestamp: 2020-01-21 15:27:13+00:00

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Dal 12/06/09 13336668
La disciplina del part time dopo la Riforma Fornero, le novità in tema di calusole elastiche e flessibili
La disciplina del contratto di lavoro a tempo parziale - par time - è contenuta nel D.Lgs. n. 61 del 2000; anche su tale disciplina è intervenuta, con talune disposizioni integrative, la Legge n 92 del 2012 (c.d. Riforma Fornero).
Prima di illustrare le novità della Riforma Fornero, delineiamo i tratti essenziali della disciplina del contratto a tempo parziale.
Il contratto di lavoro a tempo parziale, che, a mente del D.Lgs. n. 61 del 2000, deve essere stipulato in forma scritta ai fini della prova, disciplina un rapporto di lavoro caratterizzato da una durata complessivamente inferiore a quella dei corrispondenti rapporti di lavoro a tempo pieno. Nel contratto di lavoro a tempo parziale è contenuta la puntuale indicazione della durata della prestazione lavorativa e della collocazione temporale dell'orario con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all'anno.
In difetto della forma scritta e di prova in ordine alla stipulazione a tempo parziale del contratto di lavoro, su richiesta del lavoratore potrà essere dichiarata la sussistenza fra le parti di un rapporto di lavoro a tempo pieno a partire dalla data in cui la mancanza della scrittura sia giudizialmente accertata, fermo il diritto del lavoratore alle retribuzioni dovute per le prestazioni effettivamente rese antecedentemente alla data suddetta.
L'omessa indicazione della durata della prestazione lavorativa può altresì determinare la conversione del rapporto in un rapporto di lavoro a tempo pieno su richiesta del lavoratore. Qualora invece l'omissione riguardi la sola collocazione temporale dell'orario sarà il giudice, su istanza del lavoratore, a dover determinare le modalità temporali di svolgimento della prestazione lavorativa a tempo parziale con riferimento alle previsioni dei contratti collettivi, o, in mancanza, con valutazione equitativa, tenendo conto in particolare delle responsabilità familiari del lavoratore interessato, della sua necessità di integrazione del reddito derivante dal rapporto a tempo parziale mediante lo svolgimento di altra attività lavorativa, nonché delle esigenze del datore di lavoro.
Il contratto di lavoro a tempo parziale di tipo orizzontale prevede la riduzione di orario rispetto al tempo pieno in relazione all'orario normale giornaliero di lavoro; il contratto di lavoro a tempo parziale di tipo verticale prevede lo svolgimento dell'attività lavorativa a tempo pieno, ma limitatamente a periodi predeterminati nel corso della settimana, del mese o dell'anno.
Il rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo misto è quello che si svolge secondo una combinazione delle due modalità sopra indicate.
Nell'ambito dei rapporti di lavoro a tempo parziale di tipo orizzontale, è possibile, con il consenso del lavoratore, pattuire lo svolgimento di "lavoro supplementare" oltre l'orario contrattualmente stabilito ed entro il limite del tempo pieno.
Sotto il profilo retributivo e contributivo, il lavoratore a tempo parziale non deve ricevere un trattamento meno favorevole rispetto al lavoratore a tempo pieno comparabile.
In tutte le ipotesi in cui, per disposizione di legge o di contratto collettivo, si renda necessario l'accertamento della consistenza dell'organico, i lavoratori a tempo parziale sono computati nel complesso del numero dei lavoratori dipendenti in proporzione all'orario svolto
Sulla base di quanto previsto dalla contrattazione collettiva di riferimento del settore, nell'ambito del contratto di lavoro a tempo parziale è possibile inserire clausole flessibili relative alla variazione della collocazione temporale della prestazione stessa. Nei rapporti di lavoro a tempo parziale di tipo verticale o misto possono essere stabilite anche clausole elastiche relative alla variazione in aumento della durata della prestazione lavorativa. Il lavoratore, con riferimento alle clausole flessibili o elastiche, ha la facoltà di rifiutare le proposte di modifica datoriali e deve essere in ogni caso avvisato con congruo preavviso.
LE NOVITA' DELLA LEGGE N 92 DEL 2012 -Riforma Fornero
La riforma Fornero, sulla disciplina del contratto di lavoro a tempo parziale, è intervenuta con disposizioni relative alla disciplina delle clausole elastiche e flessibili ed in particolare sulle facoltà del lavoratore di revocare il proprio consenso e/o di modificarne il contenuto.
Il comma 20, lett. a) della L. in commento introduce il n. 3 bis) all’art. 3, comma 7. D.lgs. n. 61/2000, conferendo ai contratti collettivi la facoltà di stabilire le “condizioni e modalità che consentono al lavoratore di richiedere l’eliminazione ovvero la modifica delle clausole flessibili e delle clausole elastiche …”.
Con la successiva lett. b) del comma 20 dell’art. 1, la riforma è intervenuta per consentire al lavoratore che si trovi nelle condizioni di cui agli artt. 12 bis d.lgs. n. 61/2000 (lavoratori o familiari affetti da patologie oncologiche) e 10 St. Lav. (lavoratori studenti, iscritti e frequentanti corsi regolari di studio in scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale, statali, pareggiate o legalmente riconosciute o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali), di revocare il consenso allo svolgimento della prestazione orario parziale in forma elastica o flessibile.
a ) per "tempo pieno" l'orario normale di lavoro di cui all' articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 , o l'eventuale minor orario normale fissato dai contratti collettivi applicati (1) ;
d-bis) per "rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo misto quello che si svolge secondo una combinazione delle due modalità indicate nelle lettere c) e d) (2);
3. I contratti collettivi nazionali o territoriali stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e i contratti collettivi aziendali stipulati dalle rappresentanze sindacali aziendali di cui all' articolo 19 della legge 20 maggio 1970, n. 300 , e successive modificazioni, ovvero dalle rappresentanze sindacali unitarie possono determinare condizioni e modalità della prestazione lavorativa del rapporto di lavoro di cui al comma 2. I contratti collettivi nazionali possono, altresì, prevedere per specifiche figure o livelli professionali modalità particolari di attuazione delle discipline rimesse alla contrattazione collettiva ai sensi del presente decreto. (3)
4. Le assunzioni a termine, di cui al decreto legislativo 9 ottobre 2001, n. 368 , e successive modificazioni, di cui all' articolo 8 della legge 23 luglio 1991, n. 223 , e di cui all' articolo 4 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 , possono essere effettuate anche con rapporto a tempo parziale, ai sensi dei commi 2 e 3 (4)
(1) Lettera sostituita dall' articolo 46, comma 1, del D.LGS. 10 settembre 2003, n. 276.
(2) Lettera aggiunta dall'art. 1, comma 1, del D.LGS. 26 febbraio 2001, n. 100.
(3) Comma prima sostituito dall'art. 1, comma 1, del D.LGS. 26 febbraio 2001, n. 100 e, successivamente, dall'articolo 46, comma 1, del D.LGS. 10 settembre 2003, n. 276.
(4) Comma sostituito dall'articolo 46, comma 1, del D.LGS. 10 settembre 2003, n. 276.
1. Il contratto di lavoro a tempo parziale è stipulato in forma scritta ai fini e per gli effetti di cui all'art. 8, comma 1. Fatte salve eventuali più favorevoli previsioni dei contratti collettivi di cui all'art. 1, comma 3, il datore di lavoro è altresì tenuto ad informare le rappresentanze sindacali aziendali, ove esistenti, con cadenza annuale, sull'andamento delle assunzioni a tempo parziale, la relativa tipologia ed il ricorso al lavoro supplementare (1) .
(1) Comma così modificato dall'articolo 85, comma 2, del D.LGS. 10 settembre 2003, n. 276.
1. Nelle ipotesi di lavoro a tempo parziale di tipo orizzontale, anche a tempo determinato ai sensi dell' articolo 1 del decreto legislativo 9 ottobre 2001, n. 368 , il datore di lavoro ha facoltà di richiedere lo svolgimento di prestazioni supplementari rispetto a quelle concordate con il lavoratore ai sensi dell'articolo 2, comma 2, nel rispetto di quanto previsto dai commi 2, 3 e 4 (1) .
2. I contratti collettivi stipulati dai soggetti indicati nell' articolo 1 , comma 3, stabiliscono il numero massimo delle ore di lavoro supplementare effettuabili e le relative causali in relazione alle quali si consente di richiedere ad un lavoratore a tempo parziale lo svolgimento di lavoro supplementare, nonché le conseguenze del superamento delle ore di lavoro supplementare consentite dai contratti collettivi stessi (2).
3. L'effettuazione di prestazioni di lavoro supplementare richiede il consenso del lavoratore interessato ove non prevista e regolamentata dal contratto collettivo. Il rifiuto da parte del lavoratore non può integrare in nessun caso gli estremi del giustificato motivo di licenziamento (3).
4. I contratti collettivi di cui al comma 2 possono prevedere una percentuale di maggiorazione sull'importo della retribuzione oraria globale di fatto, dovuta in relazione al lavoro supplementare. In alternativa a quanto previsto in proposito dall'articolo 4, comma 2, lettera a), i contratti collettivi di cui al comma 2 possono anche stabilire che l'incidenza della retribuzione delle ore supplementari sugli istituti retributivi indiretti e differiti sia determinata convenzionalmente mediante l'applicazione di una maggiorazione forfettaria sulla retribuzione dovuta per la singola ora di lavoro supplementare (4).
5. Nel rapporto di lavoro a tempo parziale verticale o misto, anche a tempo determinato, è consentito lo svolgimento di prestazioni lavorative straordinarie. A tali prestazioni si applica la disciplina legale e contrattuale vigente ed eventuali successive modifiche ed integrazioni in materia di lavoro straordinario nei rapporti a tempo pieno (5).
6. Omissis (6).
7. Fermo restando quanto disposto dall' articolo 2 , comma 2, i contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale possono, nel rispetto di quanto previsto dai commi 8 e 9, stabilire clausole flessibili relative alla variazione della collocazione temporale della prestazione stessa. Nei rapporti di lavoro a tempo parziale di tipo verticale o misto possono essere stabilite anche clausole elastiche relative alla variazione in aumento della durata della prestazione lavorativa. I predetti contratti collettivi stabiliscono:
3-bis) condizioni e modalita' che consentono al lavoratore di richiedere l'eliminazione ovvero la modifica delle clausole flessibili e delle clausole elastiche stabilite ai sensi del presente comma (7) (8).
8. L'esercizio, ove previsto dai contratti collettivi di cui al comma 7 e nei termini, condizioni e modalità ivi stabiliti, da parte del datore di lavoro del potere di variare in aumento la durata della prestazione lavorativa, nonchè di modificare la collocazione temporale della stessa, comporta in favore del prestatore di lavoro un preavviso, fatte salve le intese fra le parti, di almeno cinque giorni lavorativi, nonchè il diritto a specifiche compensazioni, nella misura ovvero nelle forme fissate dai contratti collettivi di cui all'articolo 1, comma 3 (9).
9. La disponibilità allo svolgimento del rapporto di lavoro a tempo parziale ai sensi del comma 7 richiede il consenso del lavoratore formalizzato attraverso uno specifico patto scritto, anche contestuale al contratto di lavoro, reso, su richiesta del lavoratore, con l'assistenza di un componente della rappresentanza sindacale aziendale indicato dal lavoratore medesimo. L'eventuale rifiuto del lavoratore non integra gli estremi del giustificato motivo di licenziamento. Ferme restando le ulteriori condizioni individuate dai contratti collettivi ai sensi del comma 7, al lavoratore che si trovi nelle condizioni di cui all'articolo 12-bis del presente decreto ovvero in quelle di cui all'articolo 10, primo comma, della legge 20 maggio 1970, n. 300, e' riconosciuta la facolta' di revocare il predetto consenso (10).
10. L'inserzione nel contratto di lavoro a tempo parziale di clausole flessibili o elastiche ai sensi del comma 7 è possibile anche nelle ipotesi di contratto di lavoro a termine (11).
11. Omissis (12).
12. Omissis (13).
13. Omissis (14).
14. I centri per l'impiego e i soggetti autorizzati all'attività di mediazione fra domanda ed offerta di lavoro, di cui rispettivamente agli articoli 4 e 10 del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, sono tenuti a dare, ai lavoratori interessati ad offerte di lavoro a tempo parziale, puntuale informazione della disciplina prevista dai commi 3, 7, 8, 9, 10, 11, 12 e 13, preventivamente alla stipulazione del contratto di lavoro. Per i soggetti di cui all'art. 10 del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, la mancata fornitura di detta informazione costituisce comportamento valutabile ai fini dell'applicazione della norma di cui al comma 12, lettera b ), del medesimo art. 10 .
15. Omissis. (15)
(1) Comma sostituito dall'articolo 46, comma 1, del D.LGS. 10 settembre 2003, n. 276.
(2) Comma sostituito dall'articolo 46, comma 1, del D.LGS. 10 settembre 2003, n. 276.
(3) Comma sostituito dall'articolo 46, comma 1, del D.LGS. 10 settembre 2003, n. 276.
(4) Comma prima sostituito dall'art. 1, comma 1, del D.LGS. 26 febbraio 2001, n. 100 e, successivamente modificato dall'articolo 46, comma 1, del D.LGS. 10 settembre 2003, n. 276.
(5) Comma sostituito dall'articolo 46, comma 1, del D.LGS. 10 settembre 2003, n. 276.
(6) Comma prima sostituito dall'articolo 1, comma 1, del D.Lgs. 26 febbraio 2001, n. 100 e, successivamente, abrogato dall'articolo 46, comma 1, del D.LGS. 10 settembre 2003, n. 276.
(7) Comma sostituito dall'articolo 46, comma 1, del D.LGS. 10 settembre 2003, n. 276.
(8) Comma modificato dall'articolo 1, comma 44, lettera a), della legge 24 dicembre 2007, n. 247. Detta lettera a) è stata abrogata dall'articolo 22, comma 4, della L. 12 novembre 2011, n. 183, a decorrere dal 1° gennaio 2012, ai sensi dell'articolo 36, comma 1, della medesima L. 183/2011. Inoltre, il citato articolo 22, comma 4, ha stabilito che le disposizioni di cui al presente comma riacquistino efficacia, dalla data di entrata in vigore della stessa legge n. 183/2011, nel testo recato dall'articolo 46 del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276. Successivamente, il presente comma è stato nuovamente modificato dall'articolo 1, comma 20, lettera a), della Legge 28 giugno 2012, n. 92.
(9) Comma sostituito dall'articolo 46, comma 1, del D.LGS. 10 settembre 2003, n. 276 e dall'articolo 1, comma 44, lettera b), della legge 24 dicembre 2007, n. 247. Detta lettera b) è stata abrogata dall'articolo 22, comma 4, della L. 12 novembre 2011, n. 183, a decorrere dal 1° gennaio 2012, ai sensi dell'articolo 36, comma 1, della medesima L. 183/2011. Inoltre, il citato articolo 22, comma 4, ha stabilito che le disposizioni di cui al presente comma riacquistino efficacia, dalla data di entrata in vigore della stessa legge n. 183/2011, nel testo recato dall'articolo 46 del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276.
(10) Comma inizialmente sostituito dall'articolo 46, comma 1, del D.LGS. 10 settembre 2003, n. 276 e successivamente modificato dall'articolo 1, comma 20, lettera b), della Legge 28 giugno 2012, n. 92.
(11) Comma sostituito dall'articolo 46, comma 1, del D.LGS. 10 settembre 2003, n. 276.
(12) Comma soppresso dall'articolo 46 del D.LGS. 10 settembre 2003, n. 276.
(13) Comma soppresso dall'articolo 46 del D.LGS. 10 settembre 2003, n. 276.
(14) Comma soppresso dall'articolo 46 del D.LGS. 10 settembre 2003, n. 276.
(15) Comma soppresso dall'articolo 46 del D.LGS. 10 settembre 2003, n. 276.
Principio di non discriminazione (1) .
(1) Vedi l'articolo 60 del D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151.
Tutela ed incentivazione del lavoro a tempo parziale (1).
1. Il rifiuto di un lavoratore di trasformare il proprio rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale, o il proprio rapporto di lavoro a tempo parziale in rapporto a tempo pieno, non costituisce giustificato motivo di licenziamento. Su accordo delle parti risultante da atto scritto [, convalidato dalla direzione provinciale del lavoro competente per territorio,] è ammessa la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale. Al rapporto di lavoro a tempo parziale risultante dalla trasformazione si applica la disciplina di cui al presente decreto legislativo (2).
(1) Articolo prima modificato dall'art. 1, comma 1, del D.LGS. 26 febbraio 2001, n. 100 e, successivamente, dall'articolo 46, comma 1, del D.LGS. 10 settembre 2003, n. 276.
(2) Comma modificato dall'articolo 22, comma 4, della L. 12 novembre 2011, n. 183, a decorrere dal 1° gennaio 2012, ai sensi dell'articolo 36, comma 1, della medesima L. 183/2011.
1. In tutte le ipotesi in cui, per disposizione di legge o di contratto collettivo, si renda necessario l'accertamento della consistenza dell'organico, i lavoratori a tempo parziale sono computati nel complesso del numero dei lavoratori dipendenti in proporzione all'orario svolto, rapportato al tempo pieno così come definito ai sensi dell'articolo 1; ai fini di cui sopra l'arrotondamento opera per le frazioni di orario eccedenti la somma degli orari individuati a tempo parziale corrispondente a unità intere di orario a tempo pieno. (1)
2. Omissis (2) .
(1) Comma sostituito dall'art. 1, comma 1, del D.LGS. 26 febbraio 2001, n. 100.
(2) Comma soppresso dall'articolo 46, comma 1, del D.LGS. 10 settembre 2003, n. 276.
(1) Articolo soppresso dall'articolo 46, comma 1, del D.LGS. 10 settembre 2003, n. 276 .
2. L'eventuale mancanza o indeterminatezza nel contratto scritto delle indicazioni di cui all' articolo 2 , comma 2, non comporta la nullità del contratto di lavoro a tempo parziale. Qualora l'omissione riguardi la durata della prestazione lavorativa, su richiesta del lavoratore può essere dichiarata la sussistenza fra le parti di un rapporto di lavoro a tempo pieno a partire dalla data del relativo accertamento giudiziale. Qualora invece l'omissione riguardi la sola collocazione temporale dell'orario, il giudice provvede a determinare le modalità temporali di svolgimento della prestazione lavorativa a tempo parziale con riferimento alle previsioni dei contratti collettivi di cui all'articolo 3, comma 7, o, in mancanza, con valutazione equitativa, tenendo conto in particolare delle responsabilità familiari del lavoratore interessato, della sua necessità di integrazione del reddito derivante dal rapporto a tempo parziale mediante lo svolgimento di altra attività lavorativa, nonché delle esigenze del datore di lavoro. Per il periodo antecedente la data della pronuncia della sentenza, il lavoratore ha in entrambi i casi diritto, in aggiunta alla retribuzione dovuta, alla corresponsione di un ulteriore emolumento a titolo di risarcimento del danno, da liquidarsi con valutazione equitativa. Nel corso del successivo svolgimento del rapporto, è fatta salva la possibilità di concordare per iscritto clausole elastiche o flessibili ai sensi dell'articolo 3, comma 3. In luogo del ricorso all'autorità giudiziaria, le controversie di cui al presente comma ed al comma 1 possono essere, risolte mediante le procedure di conciliazione ed eventualmente di arbitrato previste dai contratti collettivi nazionali di lavoro di cui all' articolo 1 , comma 3 . (1)
2-bis. Lo svolgimento di prestazioni elastiche o flessibili di cui all'articolo 3, comma 7, senza il rispetto di quanto stabilito dall' articolo 3 , commi 7, 8, 9 comporta a favore del prestatore di lavoro il diritto, in aggiunta alla retribuzione dovuta, alla corresponsione di un ulteriore emolumento a titolo di risarcimento del danno (2) .
[ 2-ter. In assenza di contratti collettivi datore di lavoro e prestatore di lavoro possono concordare direttamente l'adozione di clausole elastiche o flessibili ai sensi delle disposizioni che precedono ] (2)(3).
(1) Comma prima modificato dall'art. 1, comma 1, del D.LGS. 26 febbraio 2001, n. 100 e, successivamente, sostituito dall'articolo 46, comma 1, del D.LGS. 10 settembre 2003, n. 276.
(2) Comma inserito dall'articolo 46, comma 1, del D.LGS. 10 settembre 2003, n. 276.
(3) Comma abrogato dall'articolo 1, comma 44, della legge 24 dicembre 2007, n. 247.
1. La retribuzione minima oraria, da assumere quale base per il calcolo dei contributi previdenziali dovuti per i lavoratori a tempo parziale, si determina rapportando alle giornate di lavoro settimanale ad orario normale il minimale giornaliero di cui all'art. 7 del decreto legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638, e dividendo l'importo così ottenuto per il numero delle ore di orario normale settimanale previsto dal contratto collettivo nazionale di categoria per i lavoratori a tempo pieno.
a) ( Omissis ). (1)
b) ( Omissis ). (2)
(1) Aborga l'art. 5 del d.l. 30 ottobre 1984, n. 726, conv., con modificazioni, in l. 19 dicembre 1984, n. 863.
(2) Abroga la lettera a ), comma 1, art. 7, del d.l. 16 maggio 1994, n. 299, conv., con modificazioni, in l. 19 luglio 1994, n. 451, dalle parole "alla data di entrata in vigore" alle parole "da tempo pieno a tempo parziale"; nonchè il comma 7 dell'art. 13 della l. 24 giugno 1997, n. 196.
1. I lavoratori del settore pubblico e del settore privato affetti da patologie oncologiche, per i quali residui una ridotta capacità lavorativa, anche a causa degli effetti invalidanti di terapie salvavita, accertata da una commissione medica istituita presso l'azienda unità sanitaria locale territorialmente competente, hanno diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in lavoro a tempo parziale verticale od orizzontale. Il rapporto di lavoro a tempo parziale deve essere trasformato nuovamente in rapporto di lavoro a tempo pieno a richiesta del lavoratore. Restano in ogni caso salve disposizioni piu' favorevoli per il prestatore di lavoro.
3. In caso di richiesta del lavoratore o della lavoratrice, con figlio convivente di età non superiore agli anni tredici o con figlio convivente portatore di handicap ai sensi dell'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, è riconosciuta la priorità alla trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale (1).
(1) Articolo inserito dall'articolo 46, comma 1, del D.LGS. 10 settembre 2003, n. 276 e sostituito dall' articolo 1, comma 44, della legge 24 dicembre 2007, n. 247.
Art.12 ter
(Diritto di precedenza).
1. Il lavoratore che abbia trasformato il rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto di lavoro a tempo parziale ha diritto di precedenza nelle assunzioni con contratto a tempo pieno per l'espletamento delle stesse mansioni o di quelle equivalenti a quelle oggetto del rapporto di lavoro a tempo parziale (1).
(1) Articolo inserito dall'articolo 1, comma 44, della legge 24 dicembre 2007, n. 247.

References: articolo 3
 articolo 19
 articolo 8
 articolo 4
 articolo 46
 articolo 1
 articolo 1
 articolo 2
 art. 10
 articolo 22
 articolo 22
 articolo 2
 articolo 1
 articolo 3
 art. 7
 articolo 1

Art.12