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Timestamp: 2020-06-02 21:54:45+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 10231 del 10/05/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10231 del 10/05/2011
Cassazione civile sez. lav., 10/05/2011, (ud. 07/04/2011, dep. 10/05/2011), n.10231
avverso la sentenza n. 296/2008 della CORTE D’APPELLO di CAMPOBASSO,
depositata il 21/07/2008 R.G.N. 318/07;
07/04/2011 dal Consigliere Dott. GABRIELLA COLETTI DE CESARE;
1. L’odierna parte intimata otteneva dal Tribunale di Campobasso, nei confronti dell’Amministrazione datrice di lavoro, odierna ricorrente, decreto ingiuntivo relativo alle somme trattenutele in busta paga a titolo di contributi previdenziali in pendenza della sospensione del versamento per effetto della normativa emergenziale successiva al sisma che aveva colpito il Molise nell’anno 2002 (O.P.C.M. n. 3253 del 2002 e successive ordinanze di integrazione e proroga).
1. L’Amministrazione ricorrente denuncia, col primo motivo, la violazione del D.L. n. 263 del 2006, art. 6, comma 2, conv. in L. n. 290 del 2006; della L. n. 225 del 1992, art. 5 in combinato disposto con l’art. 7 della O.P.C.M. n. 3253 del 2002, art. 8 dell’O.P.C.M. n. 3279 del 2003, art. 6 dell’O.P.C.M. n. 3300 del 2003, e art. 5 dell’O.P.C.M. n. 3344 del 2004; del D.L. n. 245 del 2002, conv. in L. n. 286 del 2002, assumendo che tutte le ordinanze che hanno disposto e prorogato il beneficio delle sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali sono da riferire soltanto ai datori di lavoro del settore privato, così come chiarito dal Legislatore con la norma interpretativa di cui al D.L. n. 263 del 2006, art. 6 nonchè dalla Corte costituzionale (sentenza n. 325 del 2008) nel dichiarare costituzionalmente legittima la norma in questione.
Aggiunge, con gli altri motivi, che la Corte di merito ha omesso di pronunciare, o comunque di motivare, in ordine all’eccezione con cui la P.A. aveva dedotto di avere versato i contributi in base alle specifiche istruzioni dell’INPDAP, sì che tale versamento, ai sensi dell’art. 1189 c.c., aveva avuto efficacia pienamente liberatoria;
deduce, infine, che, in ogni caso , la sentenza non chiarisce perchè la sospensione, oltre che alla fase del versamento, dovesse riferirsi anche alla fase della “trattenuta” operata dal datore di lavoro sulla quota spettante al dipendente.
2. La censura, di cui al primo motivo, relativa alla inapplicabilità della O.P.C.M. n. 3253 del 2002 ai dipendenti pubblici è fondata (rimanendo così assorbite le altre censure) alla stregua del principio di diritto enunciato da questa Corte in analoghe controversie, da ribadire in questa sede: “L’art. 7, comma 1, O.P.C.M. 29 novembre 2002, n. 3253 – che prevede la sospensione dei versamenti di contributi previdenziali per i soggetti residenti nelle zone colpite dagli eventi sismici iniziati il 31 ottobre 2002 – va interpretato alla stregua del disposto del D.L. 9 ottobre 2006, n. 263, art. 6, comma 1 bis, convertito in L. 6 dicembre 2006, n. 290 e, pertanto, come riferibile soltanto ai datori di lavoro privati, essendo finalizzata la disciplina alla liberazione di risorse economiche da destinare al sostegno delle attività imprenditoriali e non anche all’incremento delle retribuzioni dei pubblici dipendenti” (cfr. Cass. n. 4526, 4669, 4673 del 2011, e altre conformi).
3. La sentenza impugnata deve quindi essere cassata e, non sussistendo la necessità di ulteriori accertamenti di fatto, la controversia può essere decisa nel merito, ai sensi dell’art. 384 c.p.c., comma 2, con la revoca del decreto ingiuntivo opposto e il rigetto della domanda azionata.

References: Sentenza 
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 art. 6
 art. 5
 art. 8
 art. 6
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 Cass. 
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