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Timestamp: 2020-02-28 14:37:11+00:00

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Termini per contestare autovelox
22 Febbraio 2018 | Autore: Angelo Forte
Un’agile guida per conoscere i termini e le modalità con i quali l’automobilista può fare ricorso contro un verbale per eccesso di velocità
Se ci si domanda quali siano i termini per contestare l’autovelox la risposta è trenta giorni se il verbale viene impugnato davanti al giudice di pace, sessanta giorni se il verbale viene impugnato con ricorso al prefetto.
1 Entro quanto tempo si può contestare un verbale per accertamento con autovelox?
2 Con quali modalità si contesta il verbale di eccesso di velocità accertato con autovelox?
3 Cosa accade se vinco il ricorso contro l’autovelox? E se lo perdo?
Entro quanto tempo si può contestare un verbale per accertamento con autovelox?
Alla domanda sui termini per contestare l’autovelox la legge fornisce una risposta precisa.
Le contestazioni di tutti i verbali di accertamento di violazioni del codice della strada (comprese, quindi, le contestazioni dei verbali per autovelox) possono essere proposte:
con ricorso davanti al giudice di pace del luogo in cui è stata commessa la violazione entro il termine perentorio di trenta giorni che decorre dalla data di contestazione su strada della violazione, oppure (se non ci fu contestazione immediata) dalla data di notificazione del verbale, ovvero entro il termine perentorio di sessanta giorni se il soggetto che propone il ricorso risiede all’estero [1];
con ricorso al prefetto del luogo in cui la violazione è stata commessa entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla data di contestazione su strada della violazione, oppure (se non ci fu contestazione immediata) dalla data di notificazione del verbale [2].
se si propone ricorso al giudice di pace non si può proporre anche il ricorso al prefetto e viceversa;
se si decide di pagare la sanzione, non è poi possibile fare ricorso al prefetto o al giudice di pace per contestare il verbale di accertamento con autovelox (o qualsiasi altro verbale di violazioni del codice della strada): sarà solo invece possibile contestare la eventuale sanzione accessoria della decurtazione dei punti o della sospensione della patente, ma non sarà più possibile contestare la sanzione principale pecuniaria già pagata.
Il ricorso per contestare l’autovelox si propone al giudice di pace oppure al prefetto
Con quali modalità si contesta il verbale di eccesso di velocità accertato con autovelox?
La contestazione del verbale elevato a seguito di accertamento con autovelox si propone con le seguenti modalità:
– il ricorso al prefetto si propone firmando e inviando alla prefettura, oppure al comando da cui dipendono gli agenti accertatori, una semplice lettera raccomandata con avviso di ricevimento entro il termine massimo di sessanta giorni indicato nel precedente paragrafo: per rispettare il termine è sufficiente che la raccomandata sia spedita entro il termine massimo consentito (non è necessario, invece, che la raccomandata arrivi a destinazione entro il termine massimo);
– il ricorso al giudice di pace si propone depositando presso la cancelleria del giudice un atto (o spedendolo con raccomandata a.r. alla cancelleria stessa) che va sottoscritto dal soggetto che lo propone e al quale vanno allegati copia del verbale e il contributo unificato (una tassa di 43 euro per i verbali di valore fino a 1.100 euro); occorre precisare che per questo tipo di ricorsi il cittadino non ha l’obbligo di essere assistito da un avvocato.
Il prefetto ed il giudice di pace competenti ai quali proporre il ricorso sono quelli che sono indicati nel verbale.
Per fare ricorso contro l’autovelox davanti al giudice di pace non serve l’assistenza di un avvocato
Cosa accade se vinco il ricorso contro l’autovelox? E se lo perdo?
Se il cittadino ha contestato con ricorso al prefetto il verbale di eccesso di velocità accertato con autovelox:
in caso di accoglimento del ricorso, non sarà tenuto a pagare nulla (il verbale sarà archiviato ed il cittadino verrà a saperlo con apposita comunicazione del prefetto);
in caso di rigetto del ricorso, al cittadino sarà notificata un’ordinanza che gli ingiungerà di pagare il doppio del minimo di sanzione prevista per quella violazione; questa ordinanza sarà a sua volta contestabile con ricorso al giudice di pace che deve essere proposto entro il termine perentorio di trenta giorni che decorre dalla data di contestazione su strada della violazione, oppure (se non ci fu contestazione immediata) dalla data di notificazione del verbale, ovvero entro il termine perentorio di sessanta giorni se il soggetto che propone il ricorso risiede all’estero [3].
Se il cittadino ha contestato il verbale di eccesso di velocità accertato con autovelox facendo ricorso al giudice di pace:
in caso di accoglimento del ricorso, non sarà tenuto a pagare nulla (il verbale sarà annullato con sentenza dal giudice di pace, ma occorre fare attenzione perché l’avversario, cioè la prefettura o la polizia municipale, hanno la possibilità di fare appello al tribunale contro la sentenza del giudice di pace);
in caso di rigetto del ricorso, sarà il giudice nella sentenza a stabilire l’importo della sanzione che il cittadino dovrà pagare e poi sarà la polizia municipale o la prefettura a comunicare al cittadino le modalità con cui provvedere al pagamento (anche il cittadino, ovviamente, ha la possibilità di proporre appello al tribunale contro la sentenza del giudice di pace).
Contro la sentenza del giudice di pace che decide il ricorso contro l’autovelox, si può proporre appello al tribunale
[1] Art. 7 d. lgs. n. 150 del 2011.
[2] Art. 203 cod. str.
[3] Art. 6 d. lgs. n. 150 del 2011.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Art. 7
 Art. 203
 Art. 6