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Sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo del 09/02/2016 | Diritti EuropaDiritti Europa
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Posted by: Aurora Licci in Categorie Violazioni CEDU, In evidenza, Rassegna sulla Corte Europea, Senza categoria 9 febbraio 2016
Nella rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data martedì 09 febbraio 2016, si è inserito, per ciascuna decisione:
Balogh c. Ungheria (no. 36630/11) Tudor-Auto S.R.L. e Triplu-Tudor S.R.L. c. Moldavia (nos. 36341/03, 36344/03, 30346/05) – Equa riparazione
Kosiński c. Polonia (no. 20488/11) Baranov e altri c. Russia (nos. 24130/04, 24916/04, 38108/04, 43535/04, 1711/05, 13825/06, 14070/06, 14101/06, 14700/06, 17664/06, 25722/06, 25798/06, 45413/06, 19942/07, 39661/07, 47465/07, 8295/08, 52271/08, 55432/08) Ulyanov e altri c. Russia (nos. 22486/05, 40959/05, 18279/07, 61921/08, 3960/09, 7716/09, 5608/09, 10192/09, 13746/09, 28951/09,52614/09)
Cheema c. Belgio 60056/08 3
Il signor Cheema, di origini pachistane, viene arrestato, e posto in custodia cautelare dalle autorita' belghe il 30 ottobre del 2003; l’accusa e' l’omissione di soccorso ai danni della signora W. caduta giu' dal balcone dell’abitazione del ricorrente. Egli rimane sotto il regime cautelare per quasi un anno, prima di essere definitivamente assolto in appello.
Oggi denuncia il mancato risarcimento, protetto da una legge emanata nel 1973, per la custodia cautelare che non avrebbe dovuto subire: il Ministero, tuttavia, dichiara infondato e respinge cosi' il ricorso del sig. Cheema. Il Giudice di Strasburgo ha oggi escluso la violazione sollevata dal ricorrente circa la presunzione di innocenza protetta dall’art.6Â§2 della Convenzione.
Articolo 6 Nessuna violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-2 - Presunzione di innocenza)
Mescereacov c. Moldavia 61050/11 3
Nel 2002 il Giudice moldavo emette un mandato di arresto per il signor Mescheriakov, che nel frattempo si trovava in Russia. Dopo la procedura di estradizione, egli viene arrestato e condannato a otto anni di reclusione per omicidio.
Oggi lamenta in Corte Edu i trattamenti inumani e degradanti subiti nel carcere di Chisinau a causa del sovraffollamento, condizioni igieniche precarie, celle troppo piccole e l’accesso settimanale ai servizi igienici: per tali motivi invoca l’art.3 CEDU (trattamenti inumani e degradanti)
Articolo 3 Violazione di Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - trattamenti degradanti) (aspetto sostanziale)
Khachukayevy c. Russia 34576/08 3
Sei ricorrenti - tutte parenti dei vittime - denunciano la scomparsa, ad opera delle forze armate russe, di Badrudi Nazyrov, Muma Babuyev, Ruslan Kagermanov, di Eduard Zaynadinov, Ayndi Diniyev, cinque cittadini russi. I motivi di ricorso innanzi al giudice europeo riguardano sia le indagini inadeguate svolte dalle autorita' giudiziarie (art.2 CEDU), i trattamenti inumani e degradanti causati dalle sofferenze patite per la scomparsa dei familiari (art.3 CEDU), l’illegittimita' della detenzione (art.5 CEDU) ed infine la mancanza di una via di ricorso interna esperibile (art.13 CEDU).
Violazione di Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - trattamento degradante;
Nessuna violazione di Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - trattamento degradante;
Violazione di Articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-1 - Liberta' della persona)
Violazione dell'articolo 13 + 2 - Diritto ad un ricorso effettivo (Articolo 13 - ricorso effettivo) (Articolo 2 - Diritto alla vita)
Violazione dell'articolo 13 + 3 - Diritto ad un ricorso effettivo (Articolo 13 - ricorso effettivo) (Articolo 3 - Divieto della tortura;
trattamento degradante;
trattamento inumano)
Nazyrova e altri c.Russia 21126/09, 63620/09, 64811/09, 32965/10, 64270/11 3
Le ricorrenti Elita Khanukayeva (moglie), Khadijat Khanukayeva e Kheda Khachukayeva (figlie) denunciano alle autorita' russe la scomparsa di Danyev avvenuta il 24 novembre del 2000. Quel giorno il capo famiglia si trovava insieme ad altri due uomini. Secondo alcuni testimoni, i tre uomini vennero prima fermati al posto di blocco militare di Urus-Martan e poi portati al quartier generale. Due anni dopo i loro corpi vennero ritrovati a Grozny (Cecenia) e riconosciuti dalle ricorrenti grazie agli indumenti. Interpellate le autorita' giudiziarie, il processo, sospeso e riaperto, non ha in concreto accertato le dinamiche della vicenda suddetta. Il Governo russo esclude la propria responsabilita' facendo leva sull’onere della prova mai soddisfatto, dalle ricorrenti, al di la' di ogni ragionevole dubbio.
Per tali motivi oggi invocano in Corte europea il diritto alla vita (art 2 CEDU) a causa delle indagini inadeguate, il divieto di trattamenti inumani e degradanti (art.3 CEDU), il diritto alla liberta' e alla sicurezza (art.5 CEDU) ed infine il diritto ad un ricorso effettivo (art.13 CEDU).
Violazione dell' Articolo 3 - Divieto della tortura (Articolo 3 - trattamento degradante;
Violazione dell' Articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza
Violazione dell'articolo 13 + 3 - Diritto ad un ricorso effettivo (Articolo 13 - ricorso effettivo) (Articolo 3 - Divieto della tortura)
Shlychkov c. Russia 40852/05 3
Il signor Sergey Shlychkov, all’eta' di quarantanove anni viene arrestato dalla polizia russa il 18 marzo del 2004 per rapina e omicidio nei confronti di una donna. Questi, una volta portato in caserma, stando al suo ricorso, sottoscrive si', una dichiarazione di colpevolezza, ma come conseguenza di ripetute violenze (calci, pugni all’addome) perpetrate dagli agenti sulla sua persona. Dunque il Giudice pronuncia la sentenza di condanna basando la sua decisione anche sulla confessione resa dal ricorrente nella fase cautelare. Shlchkov denuncia durante il processo tale situazione ma il pubblico ministero decide di non avviare alcuna indagine per i maltrattamenti, piuttosto, affidandosi ad una pista investigativa fornita da un suo collaboratore, ritiene che le ferite del ricorrente preesistevano al momento del fermo.
Oggi, l’uomo che ancora sconta la pena detentiva nel carcere di Udarnyy, denuncia in Corte edu la violazione dell’art.3 CEDU, trattamenti inumani e degradanti, e l’art.6 CEDU (diritto ad un processo equo) perche' condannato sulla base di una confessione estorta.
Violazione di Articolo 3 - Proibizione della tortura (articolo 3 - Trattamento inumano e trattamento degradante) (aspetto sostanziale)
Violazione di Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale;
Zinovchik c. Russia 27217/06 3
Andrey Vladimirovich Zinovchik sconta attualmente la pena detentiva per aver ucciso un agente di polizia. Tuttavia, durante il suo arresto, egli avrebbe subito dei maltrattamenti da parte degli agenti, tali da giustificare un intervento chirurgico per l’asporto della milza; cio' accadeva il 6 luglio del 2004 anno in cui il pubblico ministero rifiutava di aprire un’indagine, perche' l’uso della forza era secondo lui giustificato; poi il caso passa nelle mani del Procuratore capo, il quale dapprima apre le indagini contro ignoti ed accorda lo status di vittima al ricorrente, subito dopo pero' sospende in quanto gli autori non potevano essere identificati. Zinovchik si oppone all'archiviazione perche' certo di poter individuare i colpevoli e tra le altre cose gli viene negato l’accesso agli atti perche' il processo era ancora in corso. Il 28 marzo del 2013, data in cui il suo ricorso viene comunicato al Governo, le autorita' russe ordinano la riapertura del processo.
Oggi il signor Zinovchik denuncia i trattamenti inumani e degradanti ed il diritto ad un ricorso effettivo secondo gli artt. 3 e 13 CEDU.
Violazione dell' Articolo 3 - Divieto della tortura (Articolo 3 - effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Meier c. Svizzzera 10109/14 1
Il signor Maier denuncia oggi, senza successo, il divieto al lavoro forzato ex art.4Â§2 della Convenzione. Condannato a quattro anni nel 2010, la Corte Suprema sospende la pena detentiva in favore di una alternativa. Viene dunque avviato al lavoro obbligatorio, che pero' rifiuta; le autorita' carcerarie in conseguenza, gli riservano un trattamento piu' duro (tale decisione e' stata poi revocata in forza dei legittimi motivi di impugnazione). Tuttavia denunciando in Corte federale la violazione delle liberta' individuali non ottiene il risultato sperato, perche' il Tribunale rigetta il ricorso. Per tali motivi oggi invoca Strasburgo il divieto al lavoro forzato ed il divieto di discriminazione (art.14 CEDU)
. Articolo 4 Resto irricevibile
Nessuna violazione dell'articolo 4 - Proibizione della schiavitu' e del lavoro forzato (articolo 4-2 - lavoro obbligatorio;
oztunc c. Turchia 14777/08 2
Sukru, Lezgin e Nebi Oztunc sono tre fratelli che denunciano l’uccisione di quattro dei oro parenti avvenuta il 9 agosto del 1984 in Turchia. I sospetti ricadono, ben presto, sui membri della famiglia Aydemir perche' guardie del villaggio e dunque in possesso di armi da fuoco. Il processo durato quasi trent’anni non individua sin da subito i colpevoli: difatti gli imputati si riducono da nove a cinque (tutti membri della famiglia Aydemir). Il Giudice turco li condanna per omicidio premeditato all’ergastolo, poi ad una pena piu' severa, il carcere a vita; tuttavia la Corte di Cassazione ha rinviato la causa al Giudice di merito in accordo ad una legislazione piu' favorevole per l’imputato. Tale giudice, disattesa tale “indicazione”, commina al contrario una pena piu' severa agli imputati, ed incontra cosi', ancora una volta l’alt della Cassazione: attualmente il giudizio e' ancora pendente.
Oggi i ricorrenti denunciano la violazione del diritto alla vita (art.2 CEDU), il diritto alla liberta' e alla sicurezza (art.5 CEDU), il diritto ad un equo processo (art.6 CEDU) ed infine l’art.13 (diritto ad un ricorso effettivo).
Danno patrimoniale- domanda respinta (Articolo 41 - Danno patrimoniale;
YalÃ§Éªnkaya e altri c. Turchia . 25764/09, 25773/09, 25786/09, 25793/09, 25804/09, 25811/09, 25815/09, 25928/09, 25936/09, 25944/09, 26233/09, 26242/09, 26245/09, 26249/09, 26252/09, 26254/09, 26719/09, 26726/09, 27222/09 3
A seguito di una precedente ricorso, presentato da 19 ricorrenti turchi e deciso dalla Corte europea nel 2014, ad ognuno di loro spetta a titolo di equa riparazione la somma di 640 euro per la violazione della liberta' di espressione (art.10 CEDU) e 2500 euro a titolo di danno non patrimoniale. Quest’oggi la Corte europea si occupera' di decidere sulla revisione della decisione del 2014 chiesta dal legale di ozuak (uno dei 19 ricorrenti) perche' morto l’11 febbraio del 2012.
Revisione Revisione ammessa
Cheema c. Belgio Khachukayevy c. Russia Mescereacov c. Moldavia Moldavia Nazyrova e altri c.Russia Oztunc c. Turchia Russia Shlychkov c. Russia Svizzera Turchia Tutte le sentenze Yalçɪnkaya e altri c. Turchia Zinovchik c. Russia	2016-02-09
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