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Timestamp: 2020-08-10 18:15:23+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 17818 del 03/07/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17818 del 03/07/2019
Cassazione civile sez. VI, 03/07/2019, (ud. 20/02/2019, dep. 03/07/2019), n.17818
sul ricorso 28067-2017 proposto da:
NUOVA 37, presso lo studio dell’avvocato ANTONELLO LIARDI,
unitamente all’avvocato LORELLA FRASCONA’;
avverso la sentenza n. 389/2017 della CORTE D’APPELLO di SALERNO,
la Corte di Appello di Salerno con sentenza 389/2017 rigettava il gravame proposto da V.G.M. avverso la pronuncia che aveva rigettato l’opposizione ad estratto di ruolo svolta nei confronti di Equitalia sud S.p.A. e Inail rilevando come nel caso di specie non solo non risultava omessa o irregolare alcuna notifica ma risultava addirittura che il carico Inail in riscossione era stato interamente sgravato sicchè non residuava alcun rapporto obbligatorio.
Per quanto ancora d’interesse in relazione alla questione di prescrizione, la Corte affermava che quando, come nella specie, la cartella esattoriale fosse stata a suo tempo già notificata, e quindi il debitore fosse a conoscenza dell’esistenza del credito e non avesse tempestivamente opposto la cartella, l’impugnazione diretta del ruolo, da parte del debitore che chiedeva procedersi ad un accertamento negativo del credito ivi risultante ed asseritamente prescritto, doveva ritenersi inammissibile per difetto di interesse, non prospettandosi tale accertamento come l’unico strumento volto ad eliminare la pretesa impositiva dell’amministrazione poichè il debitore avrebbe potuto rivolgersi direttamente all’amministrazione chiedendo lo sgravio.
Avverso l’ordinanza ha proposto ricorso per cassazione V.G.M. con un motivo cui ha resistito l’Inail con controricorso; Agenzia delle Entrate Riscossione, già Equitalia Sud S.p.A., è rimasta intimata.
1.- con l’unico motivo di ricorso si deduce “Prescrizione; omessa motivazione su un punto decisivo della controversia, nullità e/o inesistenza della ritualità della notifica della cartella esattoriale indicata assunta notificata il 31.01.2003; violazione dell’art. 112 c.p.c. in correlazione con l’art. 615 c.p.c., comma 1; omessa prova di atti interruttivi della prescrizione, art. 2697 c.c. (art. 360 c.p.c., n. 4) per avere la Corte d’appello omesso di esaminare la ritualità della notifica della cartella di pagamento impugnata, nonchè la mancanza di atti interruttivi della prescrizione da parte dei convenuti, al fine della declaratoria di prescrizione del credito; la Corte d’appello aveva omesso di pronunciarsi sulla specifica eccezione di prescrizione sollevata dalla parte opponente ex art. 615 c.p.c., comma 1 ed aveva errato laddove aveva ritenuto che, poichè la cartella esattoriale era stata a suo tempo già notificata ed il debitore non aveva tempestivamente proposto l’impugnazione, dovesse affermarsi la inammissibilità dell’azione di accertamento negativo del credito per prescrizione per difetto di interesse, prospettandosi invece tale accertamento come unico strumento volto ad eliminare la pretesa impositiva dell’amministrazione.
5.- Va infine osservato che non risulta proposto nessun specifico motivo di censura avverso la affermazione dei giudici di merito relativa alla ritualità della notifica della precedente cartella. In ogni caso un’eventuale censura in tal senso difetterebbe di specificità posto che il ricorso per cassazione non riproduce al suo interno il contenuto degli atti relativi all’eccezione di nullità della notifica (come ad esempio la cartella di pagamento, la relata di notifica, gli atti introduttivi del giudizio di primo grado e di secondo grado), che comunque non indica nè produce col ricorso medesimo (Cass. nn. 15936/2018; 5001/2018, 29093/2018; 7513/2018; 2271/2017; 17049/2015).
6. In definitiva il ricorso deve essere dichiarato inammissibile ex art. 360 bis c.p.c., n. 1. Le spese seguono la soccombenza come in dispositivo.
La Corte dichiara l’inammissibilità del ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali liquidate in 1200 complessive di cui Euro 1000 per compensi professionali, oltre al 15% per spese generali ed accessori di legge. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater si da atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2697
 art. 615
 art. 360
 art. 13
 art. 13