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Timestamp: 2020-08-07 09:33:58+00:00

Document:
Art. 2. (Valorizzazione delle produzioni agroalimentari)
Art. 4. (Integrazioni alla legge regionale 12 ottobre 1978, n. 63 )
Art. 5. (Integrazioni alla legge regionale 8 luglio 1999, n. 17 )
Art. 6. (Modifiche alla legge regionale 25 maggio 2001, n. 11 )
Art. 26. (Modifiche alla legge regionale 24 ottobre 2002, n. 24 )
La Giunta regionale, ai sensi dell' articolo 27 dello Statuto e nel rispetto dell' articolo 22 del regolamento (CE) n. 1974/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006, recante disposizioni di applicazione del regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), approva il regolamento di attuazione del Sistema, tenuto conto dei seguenti principi:
richiamo scritto, per violazioni lievi di carattere amministrativo riguardanti l'accertamento di ipotesi di non conformità lievi;
sospensione dell'autorizzazione all'uso del logo per violazione riguardanti l'accertamento di ipotesi di non conformità lieve dei prodotti a condizione che dette non conformità pregiudichino le norme di sicurezza igienico sanitarie e/o la qualità del prodotto. Negli altri casi si applica il medesimo provvedimento di cui alla lettera a;
Per i casi di cui alle lettere b) e c) del comma 5 può essere applicata una sanzione amministrativa accessoria da 200 a 1000 euro.
(Integrazioni alla legge regionale 12 ottobre 1978, n. 63 )
Dopo l' articolo 18 della legge regionale 12 ottobre 1978, n. 63 (Interventi regionali in materia di agricoltura e foreste), sono inseriti i seguenti: "
(Misure di intervento a favore delle piccole e medie imprese del settore agricolo per la prevenzione e l'eradicazione di fitopatie ed infestazioni parassitarie)
Al fine di compensare i costi e le perdite per la prevenzione e l'eradicazione di fitopatie o infestazioni parassitarie, causate alle produzioni vegetali da organismi nocivi di recente introduzione per i quali non esistono efficaci metodi di lotta, la Regione può concedere, con delibera di Giunta regionale, sentita la commissione consiliare competente, contributi alle piccole e medie imprese del settore agricolo, anche a titolo di anticipazione di risorse previste da norme statali a favore della Regione per il finanziamento di analoghe misure di intervento.
Beneficiano dei contributi di cui al comma 1 le piccole e medie imprese, singole o associate, del settore agricolo che abbiano provveduto ad ottemperare alle prescrizioni di abbattimento ed eventuale distruzione di colture agrarie in produzione, infette o infestate da organismi nocivi, emanate dal settore fitosanitario regionale ai sensi dell' articolo 50 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214 (Attuazione della direttiva 2002/89/CE concernente le misure di protezione contro l'introduzione e la diffusione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali).
Per ciascuna specie vegetale ed in relazione a determinate fitopatie o infestazioni parassitarie, sulla base del programma di cui al comma 2, la Giunta regionale, con proprio provvedimento, sentita la commissione consiliare competente, disciplina i criteri e le modalità per la concessione dei contributi, fissa l'importo di sostegno ed individua la relativa dotazione finanziaria.
Il contributo di cui al comma 4 non può superare la perdita subita, commisurata al valore di mercato delle colture distrutte ed alla eventuale diminuzione di reddito dovuta a obblighi di quarantena, difficoltà di reimpianto o coltivazione, dedotte le somme percepite a titolo di indennizzo assicurativo.
I soggetti beneficiari dei contributi di cui al comma 1 non possono accedere ad altre linee di intervento, previste da disposizioni comunitarie, nazionali o regionali, per le medesime finalità.
Gli atti emanati in applicazione del presente articolo che prevedano l'attivazione di azioni configurabili come aiuti di Stato , ad eccezione dei casi in cui detti aiuti siano erogati in conformità a quanto previsto dai regolamenti comunitari di esenzione, o in regime de minimis, sono oggetto di notifica ai sensi degli articoli 107 e 108 del Trattato.
(Misure di emergenza per la prevenzione e l'eradicazione di fitopatie ed infestazioni parassitarie)
Al Settore Fitosanitario regionale compete, ai sensi dell' articolo 50 del d.lgs. 214/2005 :
l'istituzione di quarantene fitosanitarie tese ad impedire la diffusione delle malattie pericolose e diffusibili prescrivendo le misure fitosanitarie idonee a prevenire la diffusione di organismi nocivi;
ingiungere l'estirpazione di piante che possano favorire la diffusione di organismi nocivi di rilevante importanza fitosanitaria, definendo le specie e le aree soggette all'estirpazione;
vietare temporaneamente, in tutto il territorio della Regione o in parte di esso, la messa a dimora di piante appartenenti a specie che possano favorire la diffusione di organismi nocivi di rilevante importanza fitosanitaria;
prescrivere le misure fitosanitarie necessarie, ivi compresi i trattamenti fitoiatrici obbligatori, la distruzione dei vegetali e dei prodotti vegetali ritenuti contaminati, o sospetti tali, o ospiti degli organismi nocivi o dei loro vettori, nonché dei materiali di imballaggio, dei recipienti e di quant'altro possa essere veicolo di diffusione di organismi nocivi ai vegetali o dei loro vettori, in applicazione delle normative comunitarie e nazionali in materia.
I soggetti che non rispettano gli obblighi relativi alle estirpazioni entro i termini fissati dal settore fitosanitario regionale, ai sensi del comma 1, sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di euro 3.000,00 per ettaro di superficie e comunque con un minimo di euro 500,00. Chiunque non rispetti gli obblighi relativi all'esecuzione di trattamenti fitoiatrici obbligatori entro i termini fissati dal settore fitosanitario regionale, ai sensi del comma 1, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 200,00 ad euro 1.200,00.
Oltre ad accertare la violazione delle prescrizioni di cui ai commi 1 e 2, gli organi di vigilanza dispongono l'esecuzione coatta delle misure fitosanitarie previste dal comma 1, ponendo a carico del trasgressore le relative spese.
La vigilanza sull'applicazione del presente articolo è affidata ai competenti uffici della Regione e agli altri organi cui compete la vigilanza in materia agroambientale. I proventi derivanti dall'irrogazione delle sanzioni amministrative di cui al comma 2 sono destinati alla realizzazione degli interventi necessari all'attuazione delle misure di emergenza di cui al comma 1.
L'accertamento e l'applicazione delle sanzioni amministrative sono disciplinate dal Capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifica al sistema penale).
Specifici compiti relativi all'attuazione delle misure di emergenza di cui al comma 1 possono essere gestiti dalle Province, dai Comuni e dalle Comunità montane a seguito di accordi con la Regione.
Dopo l' articolo 64 della l.r. 63/1978 , è inserito il seguente: "
Art. 64 bis.
(Sanzioni amministrative derivanti da misure di emergenza per la prevenzione e l'eradicazione di fitopatie ed infestazioni parassitarie).
I proventi derivanti dall'irrogazione delle sanzioni amministrative di cui al comma 2 dell'articolo 18 ter sono introitati nello stato di previsione dell'entrata nell'ambito dell'UPB DB0902, unità utilizzata per la copertura finanziaria degli oneri iscritti nell'ambito dell'UPB DB11061 per la realizzazione degli interventi necessari all'attuazione delle misure di emergenza di cui al comma 1 dell'articolo 18 ter.
(Integrazioni alla legge regionale 8 luglio 1999, n. 17 )
Dopo l' articolo 6 della legge regionale 8 luglio 1999, n. 17 (Riordino dell'esercizio delle funzioni amministrative in materia di agricoltura, alimentazione, sviluppo rurale, caccia e pesca), è aggiunto il seguente: "
(Accordi con le province)
Specifici compiti relativi alle funzioni indicate al comma 2 dell'articolo 6, sono gestiti dalle singole province a seguito di accordi con la Regione. Gli accordi sono autorizzati con deliberazione di Giunta regionale, sentita la commissione consiliare competente
Il comma 1 bis dell'articolo 4 della legge regionale 25 maggio 2001, n. 11 (Costituzione del consorzio obbligatorio per lo smaltimento o il recupero dei rifiuti di origine animale provenienti da allevamenti ed industrie alimentari), è sostituito dal seguente: "
Qualora l'aiuto per lo smaltimento dei capi morti sia riservato allo strumento assicurativo, l'adesione alla polizza individuata dal consorzio, a seguito di procedure di aggiudicazione conformi alla normativa comunitaria, è obbligatoria per i soggetti di cui al comma 2 dell'articolo 2 tenuti a consorziarsi. Il costo del premio per la polizza a copertura dei costi di smaltimento per epizoozia e calamità naturale è totalmente o parzialmente a carico della Regione. I soggetti di cui al comma 2 dell'articolo 2, che non intendano aderire alla polizza a copertura dei costi di smaltimento per mortalità ordinaria, a partire e con effetto dall'annualità assicurativa 2012, ogni anno lo comunicano anticipatamente entro i termini e secondo le modalità individuati dal consorzio.
Art. 14.[4]
(Modifiche alla legge regionale 24 ottobre 2002, n. 24 )
Dopo la lettera c) del comma 3 dell'articolo 13 della legge regionale 24 ottobre 2002, n. 24 (Norme per la gestione dei rifiuti) è inserita la seguente: "
informata la commissione consiliare competente definisce i criteri per le agevolazioni a favore dei comuni montani e dei comuni ad alta marginalità con popolazione al di sotto dei 1.500 abitanti per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata di cui all' articolo 205 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale).
Dopo il comma 5 dell'articolo 13 della legge regionale 24/2002 è aggiunto il seguente: "
La Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente, può consentire ai comuni montani ed ai comuni ad alta marginalità con popolazione inferiore ai 1.500 abitanti una deroga al raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata, stabilendo i relativi criteri e modalità.
Art. 27.[11]
[1] La lettera b del comma 5 dell'articolo 2 è stata sostituita dal comma 1 dell'articolo 39 della legge regionale 5 del 2012.
[2] Il comma 7 dell'articolo 2 è stato abrogato dal comma 2 dell'articolo 39 della legge regionale 5 del 2012.
[3] L'articolo 7 è stato sostituito dal comma 3 dell'articolo 39 della legge regionale 5 del 2012.
[4] L'articolo 14 è stato abrogato dalla lettera l) del comma 1 dell'articolo 26 della legge regionale 14 del 2016.
[5] L'articolo 15 è stato abrogato dalla lettera d del comma 2 dell'articolo 26 della legge regionale 14 del 2016. L' abrogazione decorre dalla data di costituzione di "DMO Turismo Piemonte" prevista all'articolo 5 della l.r. 14/2016.
[6] Il comma 1 dell'articolo 16 è stato abrogato dalla lettera e) del comma 1 dell'articolo 48 della legge regionale 1 del 2017.
[7] Il comma 2 dell'articolo 16 è stato abrogato dalla lettera e) del comma 1 dell'articolo 48 della legge regionale 1 del 2017.
[8] Il comma 3 dell'articolo 16 è stato abrogato dalla lettera e) del comma 1 dell'articolo 48 della legge regionale 1 del 2017.
[9] Il comma 7 dell'articolo 16 è stato abrogato dalla lettera e) del comma 1 dell'articolo 48 della legge regionale 1 del 2017.
[10] La Corte Costituzionale con la sentenza n. 158 del 18/06/2012 pubblicata sulla G.U. n. 26 del 27/06/2012 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell’articolo 26, comma 2, della legge della Regione Piemonte 11 luglio 2011, n. 10 (Disposizioni collegate alla legge finanziaria per l’anno 2011)
[11] L'articolo 27 è stato abrogato dalla lettera b) del comma 1 dell'articolo 9 della legge regionale 7 del 2014.

References: Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 26
 articolo 27
 articolo 22
 articolo 18
 articolo 50
 articolo 50
 articolo 64

Art. 64
 articolo 6

Art. 14
 articolo 205

Art. 27
 sentenza