Source: http://www.consob.it/documents/11973/0/Regolamento+Banca+Italia-Consob+del+22+febbraio+2008/6ebb7d0c-5339-4e93-aae1-a9fc53bb8408
Timestamp: 2019-08-24 18:13:22+00:00

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[All'interno dell'articolato, le modifiche apportate con atti Banca d'Italia/Consob dell'11 e del 24 febbraio 2015 sono evidenziate in grassetto]
Regolamento recante la disciplina dei servizi di gestione accentrata, di liquidazione, dei sistemi di garanzia1 e delle relative società di gestione (Adottato dalla Banca d'Italia e dalla Consob con provvedimento del 22 febbraio 2008 e successivamente modificato con: atto Banca d'Italia/Consob del 24 dicembre 2010; provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013; atto Banca d'Italia/Consob dell'11 febbraio 2015; atto Banca d'Italia/Consob del 24 febbraio 2015)2.
PARTE I - VIGILANZA REGOLAMENTARE
TITOLO I- DISPOSIZIONI COMUNI
Art. 2 - Definitività
Art. 3 - Criteri generali per la gestione
Art. 4 - Continuità operativa
Art. 5 - Esternalizzazione di attività aventi rilevanza strategica per la gestione tipica aziendale
Art. 6 - Antiriciclaggio
Art. 7 - Requisiti organizzativi della società di gestione
Art. 8 - Interventi di vigilanza
TITOLO II - SERVIZIO DI GESTIONE ACCENTRATA
Art. 9 - Attività esercitabili e partecipazioni detenibili
Art. 10 - Risorse finanziarie minime
CAPO II - Disciplina del servizio di gestione accentrata di strumenti finanziari
Art. 11 - Altre risorse finanziarie
Art. 12 - Contenuto minimo del regolamento dei servizi
Art. 13 - Intermediari
Art. 14 - Immissione degli strumenti finanziari nella gestione accentrata
Sezione II - Gestione accentrata in regime di dematerializzazione
Art. 15 - Presupposti della dematerializzazione
Art. 16 - Dematerializzazione degli strumenti finanziari accentrati
Art. 17 - Dematerializzazione degli strumenti finanziari non accentrati
Art. 18 - Dematerializzazione degli strumenti finanziari di nuova emissione
Sezione III - Gestione accentrata di strumenti finanziari rappresentati da titoli
Art. 19 - Girata per il trasferimento degli strumenti finanziari non dematerializzati alle società di gestione accentrata
Art. 20 - Legittimazione alle procedure di ammortamento
Sezione IV - Comunicazioni, certificazioni e segnalazioni
Art. 21 - Richiesta di comunicazione o di certificazione all'ultimo intermediario
Art. 22 - Comunicazioni per il diritto di intervento in assemblea
Art. 23 - Comunicazioni per l 'esercizio di alcuni diritti
Art. 23-bis - Maggiorazione del voto
Art. 24 - Comunicazioni rettificative e di revoca
Art. 25 - Certificazioni per l'esercizio di altri diritti
Art. 26 - Segnalazioni agli emittenti
Art. 26-bis – Identificazione dei titolari di strumenti finanziari
Art. 27 - Invio delle comunicazioni e delle segnalazioni
Art. 28 - Segnalazioni delle società di gestione accentrata agli emittenti
Art. 29 - Annotazioni e aggiornamento del libro soci degli emittenti
Sezione V - Tenuta dei conti su cui sono registrati gli strumenti finanziari immessi in gestione accentrata
Art. 30 - Tenuta dei conti delle società di gestione accentrata
Art. 31 - Strumenti finanziari di proprietà delle società di gestione accentrata
Art. 32 - Tenuta dei conti degli intermediari
Art. 33 - Registrazione dei movimenti contabili
Art. 34 - Evidenze contabili
Art. 35 - Quadratura dei conti presso le società di gestione accentrata
Art. 36 - Quadratura dei conti presso gli intermediari
Art. 37 - Costituzione dei vincoli sugli strumenti finanziari
Art. 38 - Conti destinati a consentire la costituzione di vincoli sull'insieme degli strumenti finanziari in essi registrati
Sezione VI - Disposizioni speciali
Art. 39 - Gestione accentrata dei titoli di Stato
Art. 40 - Azioni e altri titoli rappresentativi di capitale di rischio emessi da banche popolari
TITOLO III - SERVIZI DI LIQUIDAZIONE
CAPO I - Disciplina della società di gestione dei servizi di liquidazione
Art. 41 - Società di gestione
Art. 42 - Attività esercitabili e partecipazioni detenibili
Art. 43 - Risorse finanziarie minime
Art. 44 - Procedura autorizzativa
Art. 45 - Revoca dell'autorizzazione
CAPO II - Disciplina dei servizi di liquidazione
Art. 46 - Contenuto minimo del Regolamento
Art. 47 - Criteri generali di funzionamento
Art. 48 - Orari e giornate di svolgimento
Art. 49 - Regolamento del contante e degli strumenti finanziari
TITOLO IV - SISTEMI DI GARANZIA
CAPO I - Disciplina delle società di gestione dei sistemi di garanzia
Art. 50 - Società di gestione
Art. 51 - Risorse finanziarie minime
Art. 52 - Regolamento dei sistemi
Art. 53 - Attività diverse dalla gestione di sistemi di garanzia
CAPO II - Disciplina dei sistemi di garanzia
Sezione I - Sistemi di garanzia a controparte centrale
Art. 54 Criteri generali di funzionamento
Art. 55 Contenuto minimo del Regolamento
Art. 56 Margini
Art. 57 Procedura in caso di inadempimento
Art. 58 Comunicazioni di dati e notizie
Sezione II - Fondi di garanzia
Art. 59- Fondi di garanzia dei contratti
Art. 60- Funzionamento dei Fondi di garanzia dei contratti
Art. 61 - Fondi di garanzia della liquidazione
Art. 62 - Funzionamento dei Fondi di garanzia della liquidazione
TITOLO V - COLLEGAMENTI CON ALTRI SISTEMI
Art. 63 - Criteri per la realizzazione di collegamenti
Art. 64 - Misure di contenimento dei rischi
PARTE II - VIGILANZA INFORMATIVA
Art. 65 - Comunicazioni relative agli esponenti aziendali
Art. 66 - Incontri con le società vigilate
Art. 67 - Modificazioni dello statuto
Art. 68 - Regolamenti dei servizi di gestione accentrata e di liquidazione e dei sistemi di garanzia
Art. 69 - Documentazione di bilancio
Art. 70 - Delibere assembleari
Art. 71 - Comunicazioni dell'organo di controllo
Art. 72 - Informativa sulla compagine azionaria
Art. 73 - Variazioni degli organi sociali
Art. 74 - Relazione sulla struttura organizzativa e sulla gestione dei rischi
Art. 75 - Relazione sulle strutture tecnologiche e informatiche
Art. 76 - Documenti di pianificazione, accordi di cooperazione e convenzioni
Art. 77 - Informativa sulle attività esercitabili e sulle partecipazioni detenibili
Art. 78 - Comunicazione dell'elenco dei soggetti ammessi alla gestione accentrata
Art. 79 - Informazioni sul funzionamento dei servizi di gestione accentrata e di liquidazione e dei sistemi di garanzia
PARTE III - LIQUIDAZIONE DELL'INSOLVENZA DI MERCATO
Art. 80 - Presupposti e accertamento dell'insolvenza di mercato
Art. 81 - Dichiarazione dell'insolvenza di mercato
Art. 82 - Procedura di liquidazione dell'insolvenza di mercato
Art. 83 - Comunicazioni alla Banca d'Italia e alla Consob
PARTE IV - DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI
Art. 84 - Disposizione transitoria
Art. 86 - Adeguamento dei regolamenti delle società di gestione
Allegato 1 - Linee guida per la business continuity dei servizi di gestione accentrata, di liquidazione e dei sistemi di garanzia
c) «decreto sulla definitività»: il decreto legislativo 12 aprile 2001, n. 210, e successive modificazioni;
d) «aderenti»: i soggetti che, relativamente alle posizioni assunte per proprio conto ovvero per conto dei propri committenti, aderiscono ad una controparte centrale direttamente o indirettamente per il tramite di altri aderenti diretti;
e) «collegamenti»: la partecipazione di una società di gestione ai servizi di gestione accentrata, di liquidazione, ai sistemi di garanzia gestiti da soggetti domestici oppure agli analoghi servizi e agli analoghi sistemi offerti e/o gestiti da soggetti esteri; la partecipazione di questi ultimi ai servizi di gestione accentrata e di liquidazione e ai sistemi di garanzia; altre forme di interazione tra le società di gestione ed i predetti soggetti esteri;
f) «committenti»: i soggetti che danno mandato di negoziare e/o compensare e garantire, inclusa la fase di regolamento, operazioni a un aderente a una controparte centrale;
g) «controparte centrale»: il soggetto indicato nell'articolo 2, punto 1, del Regolamento UE n. 648 del Parlamento europeo e del Consiglio del 4 luglio 2012 concernente gli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni, stabilito nel territorio della Repubblica;
h) «definitività infragiornaliera»: irrevocabilità e opponibilità acquisita nel corso della giornata contabile dai regolamenti finali non appena eseguiti;
i) «emittenti»: le società e gli enti che emettono strumenti finanziari ammessi al sistema di gestione accentrata;
j) «fondi di garanzia dei contratti e della liquidazione»: i sistemi previsti rispettivamente dagli articoli 68, comma 1 e 69, comma 2 del TUF;
k) «mercati»: i mercati regolamentati previsti dall'articolo 61 del TUF e i sistemi multilaterali di negoziazione previsti dall'articolo 77-bis del TUF;
m) «intermediari»: soggetti abilitati alla tenuta dei conti sui quali sono registrati gli strumenti finanziari e i relativi trasferimenti;
n) «liquidatori»: i soggetti partecipanti ai servizi di liquidazione delle operazioni aventi ad oggetto strumenti finanziari non derivati, di cui all'articolo 69, comma 1, del TUF;
o) «liquidazione su base lorda»: l'attività volta a consentire il regolamento delle operazioni su strumenti finanziari non derivati singolarmente considerate;
p) «liquidazione su base netta»: l'attività volta a consentire il regolamento dei saldi derivanti dalla compensazione su base multilaterale delle operazioni su strumenti finanziari non derivati;
q) «margini»: le attività costituite e/o dovute alle controparti centrali dai singoli aderenti diretti, a garanzia dell'esecuzione delle obbligazioni risultanti dalle registrazioni sui conti degli aderenti medesimi;
r) «negoziatore»: il soggetto ammesso alle negoziazioni nei mercati regolamentati di cui all'articolo 61 del TUF e nei sistemi multilaterali di negoziazione previsti dall'articolo 77-bis del TUF;
s) «operazioni»: i contratti aventi ad oggetto strumenti finanziari;
t) «operazioni definitive»: operazioni vincolanti e opponibili ai terzi ai sensi dell'articolo 2 del decreto sulla definitività;
u) «organo di amministrazione»: a seconda del sistema di amministrazione e controllo adottato, i componenti del consiglio di amministrazione ovvero del consiglio di gestione;
v) «organo di controllo»: a seconda del sistema di amministrazione e controllo adottato, il collegio sindacale, il consiglio di sorveglianza ovvero il comitato per il controllo sulla gestione;
w) «partecipanti»: i liquidatori e/o gli aderenti e/o gli intermediari ammessi alla gestione accentrata e/o i soggetti che partecipano ai sistemi di garanzia previsti dagli articoli 68 e 69, comma 2, del TUF;
x) «posizione contrattuale»: gli obblighi e i diritti originati da operazioni;
y) «procedure esecutive»: le procedure di esecuzione coattiva disciplinate dai regolamenti di mercato o dei sistemi di garanzia, ovvero definite su base consensuale dagli operatori, aventi ad oggetto l'esecuzione di operazioni che non sono state regolate nei termini previsti per mancata consegna, rispettivamente, di strumenti finanziari o di contante;
z) «record date»: giornata contabile al termine della quale sono individuati i titolari dei conti nei quali sono registrati gli strumenti finanziari;
aa) «servizi di garanzia»: servizi volti a garantire il buon fine di operazioni aventi ad oggetto obbligazioni al pagamento di una somma di denaro ovvero alla consegna di strumenti finanziari, inclusa l'attività di gestione di sistemi di garanzia;
bb) «servizi di gestione accentrata»: i servizi disciplinati dagli articoli 80 e seguenti del TUF;
cc) «servizi di liquidazione»: il servizio di compensazione e liquidazione e il servizio di liquidazione su base lorda di cui all'articolo 69, comma 1 del TUF, aventi rispettivamente ad oggetto la liquidazione su base netta e la liquidazione su base lorda;
dd) «sistemi di garanzia»: i sistemi previsti dagli articoli 68, comma 1, 69, comma 2 e 703 del TUF;
ee) «sistemi di riscontro e rettifica giornalieri»: i sistemi che consentono l'acquisizione, il riscontro, la rettifica e l'inoltro delle operazioni ai servizi di liquidazione e agli analoghi servizi esteri;
hh) «società di gestione dei servizi di liquidazione»: la società autorizzata dalla Banca d'Italia, d'intesa con la Consob, ai sensi dell'articolo 69, comma 1, del TUF a gestire i servizi di liquidazione, esclusa la fase finale del regolamento del contante;
ii) «strumenti finanziari»: gli strumenti indicati all'articolo 1, comma 2, del TUF;
jj) «ultimo intermediario»: l'intermediario che tiene i conti sui quali sono registrati gli strumenti finanziari di pertinenza di soggetti che non operano in qualità di intermediari (investitori finali) o di soggetti non residenti4.
1. I gestori dei sistemi italiani per l'esecuzione di ordini di trasferimento di cui all'articolo 1, comma 1, lettera m), n. 2 del decreto sulla definitività fissano, dandone adeguata pubblicità, il momento di immissione e quello di irrevocabilità di tali ordini nel sistema con modalità che ne assicurino l'esatta e oggettiva determinazione, nel rispetto dell'esigenza di contenere i rischi di regolamento e di assicurare l'unitarietà e la coerenza delle diverse fasi del processo di esecuzione degli ordini, e rendono trasparenti le regole che disciplinano i trasferimenti di titoli e di contante nei servizi di liquidazione.
2. Nei sistemi di garanzia a controparte centrale il momento di immissione non può precedere quello in cui la controparte centrale assume in proprio la posizione contrattuale da regolare5.
1. Le società di gestione informano la propria attività a principi di sana e prudente gestione, tengono conto degli standard e delle migliori pratiche conosciute in ambito internazionale, adottano adeguate misure di contenimento dei rischi a fronte delle attività svolte, assicurano elevati livelli di trasparenza e l'ordinato, continuo ed efficiente funzionamento dei servizi e dei sistemi gestiti.
2. Le società di gestione, in occasione di significative modifiche al funzionamento dei servizi e dei sistemi gestiti nonché dell'avvio di nuovi servizi, prevedono adeguate forme di consultazione con gli utenti al fine di valutare l'impatto delle iniziative e l'appropriatezza delle funzionalità offerte6.
1. Le società di gestione adottano politiche e misure idonee ad assicurare la continuità dei servizi e dei sistemi e definiscono un piano di continuità operativa finalizzato alla gestione di situazioni critiche conseguenti sia a incidenti di portata settoriale sia a catastrofi estese che colpiscano direttamente le società o loro controparti rilevanti. Nell'Allegato 1 sono riportate le linee guida a cui le società di gestione si attengono per la realizzazione dei presidi per la continuità operativa.
a) l'integrazione delle attività esternalizzate nel complessivo sistema dei controlli interni;
b) l'identificazione del complesso dei rischi connessi con le attività esternalizzate e la presenza di un dettagliato programma per il monitoraggio periodico degli stessi;
2. Le società di gestione definiscono gli obiettivi assegnati all'esternalizzazione in rapporto alla complessiva strategia aziendale, mantengono la conoscenza e il governo dei connessi processi e presidiano i relativi rischi. A tal fine le società di gestione hanno accesso, anche direttamente presso i soggetti che offrono i servizi, alle informazioni rilevanti che riguardano le attività esternalizzate e valutano la qualità dei servizi resi e l'adeguatezza organizzativa e patrimoniale del fornitore.
c) prevedono opportuni presidi volti a consentire alla Banca d'Italia e alla Consob l'esercizio delle rispettive attività di vigilanza.
4. I precedenti commi non si applicano alla esternalizzazione dei servizi di liquidazione e dei servizi di gestione accentrata da parte delle relative società di gestione a favore di una entità pubblica, sulla base di un apposito contratto quadro condiviso e formalizzato fra le parti che sia stato portato a conoscenza della Banca d'Italia e della Consob e in merito al quale le medesime autorità non abbiano sollevato obiezioni7.
1. Al fine di minimizzare il rischio di coinvolgimento anche inconsapevole in operazioni di riciclaggio, le società di gestione – in conformità con la specifica normativa di settore ad esse applicabile - adottano misure organizzative e procedurali utili ad accrescere la conoscenza dei soggetti ammessi ai propri servizi e sistemi, assicurare l'integrità e l'autonomia gestionale, prevenire episodi di infedeltà dei dipendenti e dei collaboratori e individuare prontamente l'eventuale operatività anomala dei soggetti ammessi ai propri servizi e sistemi.
(Requisiti organizzativi della società di gestione)
2. Le società di gestione possiedono una struttura organizzativa idonea ad assicurare l'ordinato e continuo funzionamento dei servizi e dei sistemi nonché livelli di efficienza, nella gestione degli stessi, in linea con gli standard e le migliori pratiche conosciute in ambito internazionale. Esse si dotano tra l'altro di:
b) procedure decisionali, meccanismi di delega, linee di responsabilità e di comunicazione ben definite, trasparenti e coerenti, riflesse in un organigramma e un funzionigramma, anche con riferimento alle attività esternalizzate;
c) misure e procedure idonee a contenere e governare efficacemente i potenziali conflitti di interesse insiti nelle attività esercitate;
d) misure idonee a garantire la separazione delle funzioni operative da quelle di controllo;
e) un efficace sistema di controlli interni che sia idoneo a individuare, controllare e gestire i rischi legati alle attività, ai processi e ai sistemi gestiti, nonché a rilevare tempestivamente eventuali irregolarità;
f) procedure specifiche idonee a individuare compiti e responsabilità per l'adozione di misure correttive delle irregolarità riscontrate dal sistema di controlli interni;
g) dispositivi e procedure efficaci per il controllo del rispetto del regolamento da parte dei partecipanti e per il buon funzionamento dei servizi e dei sistemi;
h) adeguate politiche e procedure amministrative e contabili che siano conformi ai principi e alle norme applicabili e consentano di fornire un quadro fedele della situazione patrimoniale, economica e finanziaria della società;
i) sistemi informativi adeguati alla complessità, alla varietà e alla tipologia dei servizi svolti, caratterizzati da elevati livelli di sicurezza e tali da assicurare l'integrità e la riservatezza delle informazioni.
3. La struttura organizzativa è approvata dall'organo di amministrazione delle società di gestione.
4. Al fine di consentire alla Banca d'Italia e alla Consob di accertare la presenza, al momento dell'avvio dell'operatività dei servizi e dei sistemi e in via continuativa, dei presidi che soddisfano gli obblighi di cui al comma 2, le società di gestione inviano alla Banca d'Italia e alla Consob le informazioni necessarie ed effettuano le comunicazioni di cui agli articoli 74 e 75.
5. Le società di gestione, almeno una volta l'anno, sottopongono a verifica le strutture tecnologiche e informatiche rilevanti per la prestazione dei servizi istituzionali, con particolare riferimento alle misure di sicurezza informatica poste in essere e alle procedure volte ad assicurare la continuità operativa. Tale verifica è effettuata da soggetti terzi ovvero da strutture interne alla società, purché diverse e indipendenti da quelle produttive 8.
1. Ai fini del perseguimento delle finalità di cui agli articoli 77, comma 1, e 82, comma 1 del TUF, la Banca d'Italia e la Consob possono richiedere alle società di gestione l'adozione di specifiche misure idonee a garantire l'ordinato, sicuro, continuo ed efficiente funzionamento dei servizi e dei sistemi indicati negli articoli 68, 69, 709 e 80 del TUF.
c) promozione dell'immagine della società di gestione accentrata e del servizio gestito e ogni altra attività finalizzata allo sviluppo di quest'ultimo;
f) gestione di sistemi di registrazione elettronica di contratti su strumenti finanziari derivati negoziati fuori mercato in conformità alla disciplina comunitaria 10.
2. Le società di gestione accentrata possono svolgere inoltre i servizi di liquidazione alle condizioni e secondo le modalità previste nella Parte I, Titolo III. In questo caso, oltre alle attività previste nel comma 1, le società di gestione accentrata possono svolgere anche le attività connesse e strumentali all'attività di liquidazione indicate all'articolo 42, comma 1.
2. Il capitale minimo versato ed esistente delle società di gestione accentrata che svolgono anche le attività previste dall'articolo 9, comma 2, è di 12,5 milioni euro.
4. …omissis… 11
2. Il fondo previsto dal comma 1, lettera a), è diverso dalla riserva legale ed è costituito da accantonamenti non aventi specifica destinazione, compresi quelli per sovrapprezzo azioni. Detti accantonamenti, che possono essere utilizzati anche per l'acquisto di immobili, sono effettuati fino a che il fondo non abbia raggiunto un ammontare pari alla metà del capitale sociale 12.
CAPO II 13
1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 81, comma 2, del TUF, il regolamento dei servizi stabilisce, tra l'altro:
a) le modalità di organizzazione e di funzionamento delle attività indicate all'articolo 9 e dei collegamenti previsti al Titolo V;
b) le categorie di strumenti finanziari ammessi alla gestione accentrata e le condizioni per l'ammissione, fatto salvo quanto previsto al comma 3 14;
c) le categorie di soggetti che possono essere ammessi alla gestione accentrata, in qualità di intermediari, in ottemperanza alla disciplina comunitaria e fatto salvo quanto previsto all'articolo 13;
d) l'ammissione alla gestione accentrata, in qualità di emittenti, dei soggetti che emettono gli strumenti finanziari indicati alla lettera b);
h) le condizioni e i presupposti in base ai quali le società di gestione accentrata comunicano agli emittenti i dati identificativi degli intermediari che detengono gli strumenti finanziari nei conti di gestione accentrata, unitamente al numero di strumenti finanziari ivi registrati, nonché le relative modalità e i termini delle comunicazioni, e fatto salvo quanto previsto al comma 4 15;
j) i termini e le modalità tecniche per l'inoltro e la ricezione delle comunicazioni in via telematica da parte dei soggetti ammessi;
2. La Consob, d'intesa con la Banca d'Italia, approva il regolamento dei servizi e le eventuali successive modifiche, se conformi alle disposizioni del TUF, Parte III, Titolo II, Capo I, e del presente provvedimento.
3. Ai fini del comma 1, lettera b, le società di gestione accentrata verificano l'avvenuto collocamento o sottoscrizione degli strumenti finanziari da ammettere, laddove rilevante anche attraverso la verifica del trasferimento del contante agli emittenti 16.
4. Ai fini del comma 1, lettera h, gli intermediari hanno facoltà di vietare espressamente la comunicazione, richiesta dagli emittenti, del numero di strumenti finanziari registrati nei conti di proprietà 17.
1. Le seguenti categorie di soggetti sono ammesse alla gestione accentrata in qualità di intermediari, ai sensi dell'articolo 79-quater del TUF:
a) le banche italiane e le banche comunitarie previste dall'articolo 1, comma 2, del TUB;
b) le sim e le imprese di investimento comunitarie previste dall'articolo 1, comma 1, del TUF;
c) le banche extracomunitarie previste dall'articolo 1, comma 2, del TUB, con succursali in Italia;
d) le imprese di investimento extracomunitarie, previste dall'articolo 1, comma 1, lettera g), del TUF, con succursali in Italia;
e) le società di gestione del risparmio previste dall'articolo 1, comma 1, lettera o), del TUF, fatto salvo quanto previsto all'articolo 36, comma 2, del TUF;
f) gli agenti di cambio iscritti nel ruolo unico nazionale previsto dall'articolo 201 del TUF;
f) muniti, qualora nominativi e non dematerializzati, della girata alla società di gestione accentrata con la formula prevista dall'articolo 19, comma 1, ovvero, se consegnati direttamente dall'emittente, dell'intestazione alla società di gestione accentrata stessa.
Gli strumenti finanziari non liberamente trasferibili possono essere immessi nella gestione accentrata qualora ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato in conformità ai criteri stabiliti all'articolo 35 del Regolamento n. 1287/2006/CE.
2. Gli strumenti finanziari che non presentano i requisiti di cui al comma 1 sono comunque immessi nella gestione accentrata. Fino a quando sussista la mancanza dei medesimi requisiti, di tali strumenti finanziari è mantenuta separata e specifica evidenza nei conti della società di gestione accentrata e dell'intermediario, salvo quanto previsto dall'articolo 30, comma 3, lettera a).
1. Gli strumenti finanziari negoziati o destinati alla negoziazione nei mercati regolamentati italiani sono immessi nella gestione accentrata in regime di dematerializzazione ai sensi dell'articolo 83-bis, comma 1, del TUF.
2. Sono immessi nella gestione accentrata in regime di dematerializzazione, ai sensi dell'articolo 83-bis, comma 2, del TUF:
a) gli strumenti finanziari negoziati o destinati alla negoziazione nei sistemi multilaterali di negoziazione con il consenso dell'emittente;
b) le azioni e altri titoli rappresentativi di capitale di rischio, le obbligazioni e altri titoli di debito, qualsiasi altro strumento finanziario che permetta di acquisire altri strumenti finanziari e i relativi indici, il cui emittente abbia altri strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati italiani, ovvero sia da considerarsi diffuso ai sensi dell'articolo 108 del regolamento approvato con delibera Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modificazioni e integrazioni 18;
5. Al cessare delle condizioni previste dai commi 1 e 2, e nell'ipotesi prevista al comma 3, gli emittenti possono sottrarre i propri strumenti finanziari al regime di dematerializzazione.
6. Le società di gestione accentrata comunicano senza indugio agli intermediari partecipanti l'avvenuta sottrazione degli strumenti finanziari al regime di dematerializzazione.
1. Per la dematerializzazione degli strumenti finanziari già accentrati, alla data convenuta con l'emittente le società di gestione accentrata:
b) spediscono gli strumenti finanziari all'emittente 19.
2. Gli strumenti finanziari accentrati che sono custoditi presso l'emittente vengono annullati e trattenuti dall'emittente stesso che ne dà comunicazione alle società di gestione accentrata per la registrazione nei conti.
1. Per l'immissione nella gestione accentrata in regime di dematerializzazione degli strumenti finanziari non accentrati, gli intermediari, dalla data prevista dall'articolo 16, comma 1:
a) verificano la sussistenza dei requisiti di cui all'articolo 14, comma 1, procedendo, ove possibile, su istruzioni dei clienti, al ripristino dei requisiti;
c) annullano gli strumenti finanziari, li spediscono all'emittente per la verifica dell'autenticità, dandone comunicazione alle società di gestione accentrata, ed evidenziano sul conto di cui alla precedente lettera b) la non disponibilità degli stessi fino alla verifica della loro autenticità.
2. Verificata tempestivamente l'autenticità degli strumenti finanziari, l'emittente ne dà comunicazione alla società di gestione accentrata e se necessario fornisce a quest'ultima le informazioni previste dall'articolo 30, comma 1, per l'apertura del conto. La società di gestione accentrata registra sul conto dell'intermediario e sul conto dell'emittente il corrispondente ammontare di diritti dandone comunicazione agli stessi.
3. Limitatamente all'immissione nella gestione accentrata in regime di dematerializzazione delle quote o azioni di OICR rappresentate dal certificato cumulativo tenuto in deposito gratuito presso la banca depositaria, a far tempo dalla data convenuta dall'emittente e dalla società di gestione accentrata:
a) l'intermediario, al quale il partecipante all'OICR ha richiesto la registrazione delle proprie quote o azioni in un conto a lui intestato, richiede all'ente emittente la verifica dei diritti corrispondenti alle quote o azioni da registrare nel conto, comunicandogli tutti i dati richiesti da quest'ultimo ai fini di detta verifica;
b) l'ente emittente, effettuata la verifica di cui alla precedente lettera a), ne dà comunicazione alla società di gestione accentrata e alla banca depositaria. La società di gestione accentrata registra sul conto dell'intermediario e sul conto dell'emittente il corrispondente ammontare di diritti dandone comunicazione agli stessi. L'intermediario procede alla registrazione dei diritti corrispondenti alle quote o azioni del partecipante all'OICR nel conto a quest'ultimo intestato. La banca depositaria procede all'annullamento del certificato cumulativo e alla contestuale formazione di un nuovo certificato cumulativo rappresentativo delle quote o azioni non ancora dematerializzate, se esistenti.
1. Per l'immissione in regime di dematerializzazione degli strumenti finanziari di nuova emissione, l'emittente comunica alla società di gestione accentrata l'ammontare globale previsto dell'emissione, la data fissata per il collocamento e il relativo regolamento. A conclusione della fase di collocamento l'emittente comunica le informazioni previste dall'articolo 30, comma 1, per l'apertura del conto e indica gli intermediari ai quali accreditare gli strumenti finanziari emessi. L'emittente e i predetti intermediari, laddove richiesto dalla società di gestione accentrata, forniscono ulteriori informazioni relative all'avvenuto collocamento o sottoscrizione, anche nella circostanza in cui l'immissione in regime di dematerializzazione si riferisca a strumenti finanziari già rappresentati da titoli 20.
2. Limitatamente all'immissione in regime di dematerializzazione delle quote o azioni di OICR di tipo aperto, prima dell'inizio dell'offerta l'emittente comunica alla società di gestione accentrata la data d'inizio dell'offerta e le modalità di regolamento delle operazioni di emissione e rimborso. L'emittente comunica alla società di gestione accentrata l'ammontare degli strumenti finanziari emessi in ciascuna giornata e gli intermediari ai quali accreditarli; all'inizio dell'emissione, per l'apertura del conto, l'emittente comunica altresì le caratteristiche degli strumenti finanziari emessi e, in ogni caso, il codice identificativo e gli eventuali diritti connessi.
2. In caso di trasferimento alle società di gestione accentrata di strumenti finanziari sui quali siano stati annotati vincoli è apposta la seguente formula: «Ai sensi dell'articolo 87 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, l'annotazione del/i vincolo/i si intende non apposta».
3. Le disposizioni di cui all'articolo 28 del regio decreto 29 marzo 1942, n. 239 si applicano all'autenticazione della sottoscrizione del girante effettuata dalle società di gestione accentrata ai sensi dell'articolo 88, comma 2, del TUF.
1. Ai sensi dell'articolo 85, comma 3, del TUF, le società di gestione accentrata sono legittimate a chiedere l'ammortamento degli strumenti finanziari da esse custoditi e a proporre opposizione nei procedimenti da altri iniziati.
3. L'ultimo intermediario consente ai soggetti legittimati di avanzare la richiesta indicata nel comma 1 tramite almeno un mezzo di comunicazione a distanza, secondo modalità, dallo stesso prestabilite, che consentano l'identificazione del richiedente, al quale, su domanda, viene rilasciata, con lo stesso mezzo, conferma di ricezione e/o copia della comunicazione emessa ai sensi degli articoli 22, 23 o 23-bis 21.
7. Con riferimento ai diritti indicati negli articoli 2367, 2377, 2395, 2408, 2409, 2416, 2419 e 2422 del codice civile, la legittimazione ad avanzare la richiesta spetta, nel caso di pegno, di usufrutto ovvero di riporto, tanto al socio e all' obbligazionista quanto al soggetto in favore del quale è costituito il vincolo, i quali si avvarranno di tale certificazione per esercitare i diritti di rispettiva pertinenza. La seconda comunicazione contiene l'indicazione dell'avvenuto invio della prima; la seconda certificazione indica l'avvenuto rilascio della prima.
1. Per l'intervento e per l'esercizio del voto nelle assemblee delle società soggette alla disciplina prevista nell'articolo 83-sexies, comma 2, del TUF, il termine stabilito dall'ultimo intermediario per la presentazione della richiesta di comunicazione non può essere antecedente la fine del secondo giorno di mercato aperto successivo alla record date, ai sensi del medesimo comma 22.
2. Per l'intervento e l'esercizio del voto nelle assemblee delle altre società, il termine stabilito dall'ultimo intermediario per la presentazione della richiesta di comunicazione non può essere antecedente il secondo giorno non festivo che precede il termine indicato nell'articolo 83-sexies, comma 4 ovvero il termine fissato dallo statuto ai sensi del medesimo comma. L'ultimo intermediario rende indisponibili fino alla chiusura dell'assemblea le azioni oggetto di comunicazione emesse dalle società il cui statuto preveda espressamente tale condizione.
1. La legittimazione all'esercizio, anche congiunto, dei diritti sociali previsti dagli articoli 2437 e 2422 del codice civile e 83-duodecies, comma 3, 126-bis, 127-ter, 147-ter e 148 del TUF nonché dall'articolo 26-bis, comma 2, del presente provvedimento è attestata da una comunicazione all'emittente 23.
3. Si applica l'articolo 22, comma 3.
1. Il soggetto che intenda iscriversi nell'elenco previsto dall'articolo 127-quinquies, comma 2, avanza apposita richiesta all'ultimo intermediario, in conformità a quanto previsto dall'articolo 21, comma 1.
2. La legittimazione all'iscrizione nell'elenco è attestata da una comunicazione all'emittente contenente le informazioni di cui all'articolo 21, comma 2, con clausola “fino a revoca”.
3. Ove lo statuto preveda una successiva attestazione della legittimazione ai fini del conseguimento della maggiorazione del voto, decorso il periodo continuativo indicato ai sensi dell'articolo 127-quinquies, comma 1 del TUF, il soggetto iscritto nell'elenco chiede all'ultimo intermediario di effettuare una seconda comunicazione, avente le medesime caratteristiche della comunicazione di cui al comma 2.
4. In caso di aumento di capitale, la legittimazione all'estensione della maggiorazione eventualmente applicabile ai sensi dell'articolo 127-quinquies è attestata da una comunicazione all'emittente ai sensi del comma 2.
7. Il comma precedente non si applica nel caso di trasferimento totale o parziale delle azioni interessate dalla comunicazione di cui al comma 2 senza cambio di intestazione del conto, effettuato secondo modalità che garantiscono all'emittente di conoscere l'identità degli intermediari partecipanti al sistema di gestione accentrata coinvolti nel trasferimento.
12. Per gli aspetti operativi non espressamente disciplinati nel presente provvedimento, intermediari, emittenti e società di gestione accentrata sono tenuti ad uniformarsi alle migliori prassi di mercato 24.
1. Nel caso in cui la comunicazione prevista dall'articolo 23 sia stata trasmessa in una data antecedente a quella in cui deve sussistere, secondo la disciplina applicabile, la legittimazione per l'esercizio dei relativi diritti, gli intermediari comunicano senza indugio agli emittenti l'eventuale cessione totale o parziale degli strumenti finanziari oggetto di tale comunicazione, indicando il numero progressivo annuo di emissione della comunicazione precedentemente effettuata.
4. Ove compatibile con la disciplina dell'esercizio dei diritti sociali, il soggetto legittimato tramite una comunicazione inviata ai sensi dell'articolo 23, come eventualmente rettificata ai sensi del medesimo comma, può chiedere l'invio di una comunicazione di revoca sulla totalità o su parte degli strumenti finanziari di propria pertinenza, registrati sui conti tenuti dall'ultimo intermediario 25.
1. La legittimazione all'esercizio di diritti diversi da quelli previsti dagli articoli 22, 23 e 23-bis è attestata da una certificazione rilasciata dall'intermediario conformemente alle proprie scritture contabili 26.
(Segnalazioni agli emittenti
1. Si applicano gli obblighi di segnalazione previsti dall'articolo 83-novies e 83-duodecies, del TUF. Gli intermediari indicano altresì agli emittenti i nominativi dei titolari degli strumenti finanziari immessi nella gestione accentrata se diversi dai richiedenti le certificazioni o le comunicazioni.
2. Ai sensi dell'articolo 127-quater, del TUF, sulla base delle indicazioni ricevute dagli emittenti per il tramite di una società di gestione accentrata, gli intermediari segnalano agli emittenti le informazioni necessarie a permettere la maggiorazione del dividendo. Le segnalazioni danno indicazione del numero minimo di azioni registrate sui conti degli aventi diritto nel periodo continuativo stabilito nello statuto.
1. Gli emittenti obbligazioni immesse nella gestione accentrata possono chiedere, in qualsiasi momento e con oneri a proprio carico, agli intermediari, tramite una società di gestione accentrata, i dati identificativi dei titolari delle obbligazioni, unitamente al numero di obbligazioni registrate nei conti ad essi intestati.
2. Nel caso di prestiti obbligazionari disciplinati dalla legge italiana, la facoltà indicata al comma precedente è esercitabile solo ove consentito dal regolamento del prestito. In tal caso, l'emittente è tenuto ad effettuare la medesima richiesta su istanza dell'assemblea degli obbligazionisti, ovvero su richiesta di tanti obbligazionisti che rappresentino almeno la metà della quota prevista dall'articolo 2415, comma 2, e i relativi costi sono ripartiti tra l'emittente e i titolari di obbligazioni secondo i criteri stabiliti dal medesimo regolamento.
3. Fermo restando quanto previsto dai commi precedenti e dall'articolo 83-duodecies del TUF, gli emittenti possono effettuare l'identificazione dei titolari degli strumenti finanziari ivi menzionati anche richiedendo:
a) ad una società di gestione accentrata, i dati identificativi degli intermediari nei conti dei quali sono registrati gli strumenti finanziari da essi emessi, unitamente al numero di strumenti finanziari registrati nei predetti conti;
5. E' fatta salva la possibilità per i titolari degli strumenti finanziari di vietare espressamente la comunicazione dei propri dati identificativi. Nei casi di 20on titolarità degli strumenti finanziari, il divieto di comunicazione dei dati identificativi da parte di uno solo dei contitolari non consente l'identificazione della pluralità degli stessi 27.
1. Le comunicazioni previste dagli articoli 22, 23, 23-bis e 24 e le segnalazioni previste dall' articolo 23-bis, comma 9, dall'articolo 26 e dall'articolo 26-bis, comma 1, sono inviate all'emittente dall'intermediario partecipante ad un sistema di gestione accentrata, conformemente alle proprie scritture contabili e sulla base delle indicazioni ricevute dagli altri intermediari sui conti dei quali sono registrati gli strumenti finanziari oggetto delle comunicazioni o delle segnalazioni 28.
3-bis. Le comunicazioni e le segnalazioni previste dall'articolo 23-bis sono inviate all'emittente senza indugio. A tal fine tutti gli intermediari sui conti dei quali sono registrate le azioni oggetto delle comunicazioni o delle segnalazioni trasmettono senza indugio le indicazioni rilevanti all'intermediario partecipante al sistema di gestione accentrata o, a seconda dei casi, all'intermediario che tiene il conto sul quale sono registrate le azioni 29.
4. Le segnalazioni previste dagli articoli 83-novies e 83-duodecies del TUF e dall'articolo 26-bis, comma 1, sono effettuate:
b) entro 20 giorni di mercato aperto dalla richiesta effettuata dall'emittente ai sensi dell'articolo 83-duodecies, comma 1, del TUF e dell'articolo 26-bis, comma 1;
c) entro 30 giorni di mercato aperto a partire dal giorno in cui è acquisita la titolarità di strumenti finanziari per effetto dell'esercizio del diritto di opzione o di altro diritto 30.
4-bis. Le segnalazioni previste dall'articolo 26-bis, comma 3, sono effettuate:
a) dalle società di gestione accentrata, entro un giorno lavorativo dal ricevimento della richiesta effettuata ai sensi della lettera a);
b) dagli intermediari, entro tre giorni lavorativi dal ricevimento della richiesta effettuata ai sensi della lettera b) 31.
5. L'invio delle comunicazioni e delle segnalazioni è effettuato attraverso reti telematiche o collegamenti informatici.
1. Le società di gestione accentrata segnalano agli emittenti, ai sensi dell'articolo 89 del TUF, le specifiche numeriche degli strumenti finanziari nominativi non 21e materializzati ad esse girati; comunicano altresì le specifiche numeriche degli strumenti finanziari nominativi non 21e materializzati messi a disposizione per ritiri tramite intermediario.
5. Gli emittenti mantengono, nell'ambito del libro dei soci, apposita evidenza dei nominativi dei titolari degli strumenti finanziari per i quali è stata rilasciata la certificazione o effettuata la comunicazione, ai sensi degli articoli 22, 23, 23-bis e 25, e di coloro ai quali sono stati pagati i dividendi o che hanno esercitato la facoltà di acquisto e i diritti di opzione, di assegnazione e di conversione, specificando le relative quantità degli strumenti finanziari 32.
6. Gli emittenti mantengono evidenza nel libro dei soci delle segnalazioni ad essi effettuate dagli intermediari ai sensi dell'articolo 83-novies, comma 1, lettera g), del TUF 33.
1. Le società di gestione accentrata aprono un conto per ciascun emittente i cui strumenti finanziari sono immessi nella gestione accentrata. Il conto mantiene separata evidenza di ciascuna emissione, recando tutte le informazioni comunicate dall'emittente necessarie a individuare le caratteristiche dell'emissione stessa e, in ogni caso, il tipo di strumento finanziario, il codice identificativo, la quantità emessa, il valore globale dell'emissione, il frazionamento e gli eventuali diritti connessi.
2. Le società di gestione accentrata aprono per ciascun intermediario conti distinti di proprietà e di terzi, a eccezione degli agenti di cambio iscritti nel ruolo unico nazionale previsto dall'articolo 201 del TUF, per i quali aprono esclusivamente conti di terzi. Nei su indicati conti gli strumenti finanziari sono registrati distintamente per ciascuna specie. Tali conti non possono presentare saldi a debito.
a) nel caso di pagamento di utili e altre distribuzioni relativi a strumenti finanziari immessi nella gestione accentrata, mantengono separata evidenza delle relative risultanze contabili, attraverso codici identificativi distinti tra loro, fino alla ricezione delle istruzioni di incasso o, comunque, fino allo scadere del termine di prescrizione ordinaria 34;
c) nel caso di obbligazioni soggette a estrazione, provvedono, al fine di assicurare agli obbligazionisti i benefici dell'estrazione, all'amministrazione delle su indicate obbligazioni mediante procedure che ne gestiscano anche le specifiche numeriche;
c-bis) nel caso di iscrizione di un soggetto nell'elenco previsto dall'articolo 127-quinquies, comma 2, del TUF e di conseguimento della maggiorazione del voto ai sensi del medesimo articolo, mantengono separata evidenza delle azioni interessate attraverso codici identificativi distinti tra loro e da quello originario. Separata evidenza delle azioni interessate potrà essere analogamente mantenuta per le azioni in relazione alle quali sia stata effettuata una comunicazione ai sensi dell'articolo 23-bis, comma 2, ma non sia stata ancora conseguita l'iscrizione nell'elenco 35.
a) l'indicazione numerica e il taglio degli strumenti finanziari e la quantità o valore nominale complessivo degli strumenti finanziari;
1. A conclusione del processo di liquidazione dei titoli, ovvero a seguito di trasferimenti contabili disposti dagli intermediari, le società di gestione accentrata comunicano agli intermediari l'avvenuta registrazione nei conti.
1. Le società di gestione accentrata, al termine delle elaborazioni di tutte le operazioni effettuate in ciascuna giornata contabile, per ciascuna specie di strumento finanziario immesso nel sistema, verificano che la somma dei saldi dei conti degli intermediari (di proprietà e di terzi) e dell'eventuale conto di cui all'articolo 31 coincida con il saldo di ciascuna emissione o con l'analogo saldo relativo agli strumenti finanziari detenuti presso altre società di gestione o soggetti esteri che svolgono funzioni analoghe. Effettuata tale verifica le società di gestione accentrata inviano agli intermediari il saldo contabile iniziale e finale con indicazione delle eventuali quantità di strumenti finanziari non disponibili per il trasferimento, nonché le movimentazioni eventualmente effettuate nel corso della giornata se non comunicate in precedenza.
1. Gli intermediari, entro il giorno successivo alla data di registrazione, verificano per ciascuna specie di strumento finanziario che il saldo del conto di proprietà presso la società di gestione accentrata coincida con il saldo del conto di proprietà presso di loro e che la somma dei saldi dei conti di terzi presso la società di gestione accentrata coincida con la somma dei saldi dei conti intestati ai propri clienti 36.
1. Le disposizioni dell'articolo 13, nonché quelle degli articoli dal 30 al 38 costituiscono anche modalità di applicazione delle norme richiamate dall'articolo 90 del TUF 37.
2. La quadratura prevista dall'articolo 35 relativa agli strumenti finanziari oggetto delle operazioni di coupon-stripping e di ricostituzione viene effettuata esclusivamente nei confronti degli intermediari.
1. Nel caso di immissione nel sistema di azioni o altri titoli rappresentativi di capitale di rischio emessi da banche popolari, l'esercizio dei diritti non patrimoniali è riservato ai titolari degli stessi strumenti finanziari in quanto legittimati.
1. L'autorizzazione alla gestione dei servizi di liquidazione può essere rilasciata esclusivamente ad una società che esercita l'attività di gestione accentrata di strumenti finanziari di cui agli articoli 80 e seguenti del TUF, ovvero ad una società per azioni con sede legale in Italia che sia controllata, anche in forma congiunta, da soggetti esercitanti attività di gestione accentrata anche esteri, purché sottoposti a misure di vigilanza equivalenti a quelle previste nell'ordinamento italiano.
b) gestione dei sistemi finalizzati a garantire il buon fine delle operazioni aventi ad oggetto strumenti finanziari non derivati, nonché dei sistemi finalizzati a garantire il buon fine della compensazione e della liquidazione delle operazioni su strumenti finanziari non derivati, purché ciò non comporti l'assunzione in proprio delle operazioni da regolare;
d) gestione di conti in euro e in valuta aperti dai soggetti ammessi ai servizi di liquidazione, nel rispetto della riserva di raccolta del risparmio tra il pubblico disciplinata dall'articolo 11 del testo unico bancario.
1. La Banca d'Italia, d'intesa con la Consob, autorizza la società richiedente alla gestione dei servizi di liquidazione dopo avere accertato:
a) la sussistenza dei requisiti di cui all'articolo 69, comma 1, del TUF;
c) la conformità del regolamento di cui all'articolo 46 e dei servizi gestiti alle disposizioni comuni e alla disciplina dettata dal presente Titolo 38.
1. La Banca d'Italia, d'intesa con la Consob, può revocare l'autorizzazione quando la società di gestione:
a) perda uno o più dei requisiti per l'autorizzazione di cui all'articolo 44, comma 1, lettera a);
b) non adempia agli obblighi di cui all'articolo 8.
2. In caso di revoca, la Banca d'Italia, d'intesa con la Consob, adotta i provvedimenti necessari a garantire la continuità dei servizi di liquidazione.
1. La società di gestione dei servizi di liquidazione disciplina con regolamento l'organizzazione e il funzionamento dei servizi di liquidazione, nonché le attività di cui all'articolo 42, comma 1, e i collegamenti di cui al Titolo V.
2. Il regolamento di cui al comma 1 stabilisce, tra l'altro:
a) l'articolazione delle fasi, indicando in particolare il momento in cui le operazioni vengono acquisite dai servizi di liquidazione;
c) le condizioni e le modalità di ammissione, esclusione e sospensione dei soggetti ammessi, nel rispetto dei criteri di cui all'articolo 69, comma 1-ter, del TUF;
e) i soggetti che esercitano l'attività di gestione accentrata presso i quali può avvenire il regolamento degli strumenti finanziari;
f) i soggetti presso cui può avvenire il regolamento del contante in valute diverse dall'euro;
4. La Banca d'Italia, d'intesa con la Consob, approva il regolamento e le eventuali successive modifiche, se conformi alle disposizioni del presente provvedimento.
1. I dati sulle singole operazioni da liquidare sono trasmessi alla società di gestione preventivamente riscontrati da sistemi di riscontro e rettifica giornalieri. La società di gestione adotta tutte le misure necessarie ad assicurare la definitività infragiornaliera dei regolamenti e comunque a ridurre al minimo il lasso temporale intercorrente tra il momento di acquisizione ed elaborazione dei dati sulle singole operazioni da liquidare e quello del regolamento delle stesse.
2. Al fine di agevolare l'ordinato funzionamento dei servizi di liquidazione, la società di gestione dei servizi di liquidazione:
b) richiede ai partecipanti di rendere tempestivamente disponibili gli strumenti finanziari e il contante necessari per regolare le proprie obbligazioni nei servizi stessi 39.
3. La società di gestione dei servizi di liquidazione definisce la procedura di gestione dell'insolvenza di un partecipante (diretto o indiretto). Detta procedura è portata a conoscenza dei partecipanti con adeguati mezzi di comunicazione. La società di gestione dei servizi di liquidazione comunica la procedura di gestione dell'insolvenza alla Banca d'Italia e alla Consob con congruo anticipo 40.
1. La società individua gli orari e le giornate di svolgimento dei servizi di liquidazione in modo da assicurarne la compatibilità con gli orari e le giornate di funzionamento del sistema TARGET2, anche al fine di consentire il trasferimento dei fondi nella stessa giornata di regolamento. I servizi di liquidazione dovranno in ogni caso consentire il regolamento delle operazioni di politica monetaria e quelle di finanziamento infragiornaliero della Banca centrale europea e delle banche centrali degli Stati membri dell'Unione europea che hanno adottato l'euro.
2. Per il regolamento del contante in valute diverse dall'euro o in sistemi di liquidazione esteri, la società di gestione dei servizi di liquidazione può avvalersi di primarie banche autorizzate in Italia ovvero comunitarie.
3. Il regolamento degli strumenti finanziari avviene sui conti in essere presso i soggetti che esercitano l'attività di gestione accentrata indicati nel regolamento di cui all'articolo 46.
1. I sistemi di garanzia sono gestiti da società che possiedano i requisiti di cui all'articolo 3 nonché le risorse finanziarie di cui al successivo articolo 51.
4. La Banca d'Italia, d'intesa con la Consob, può richiedere in qualunque momento alle società un adeguamento delle risorse patrimoniali e finanziarie, al fine di garantire il sicuro, ordinato e continuo funzionamento dei sistemi.
1. Le società di gestione dei sistemi di garanzia disciplinano con regolamento l'organizzazione e il funzionamento dei sistemi da esse gestiti, i rapporti con e tra gli aderenti e i collegamenti di cui al Titolo V 41.
2. La Banca d'Italia, d'intesa con la Consob, approva il regolamento di cui al comma 1, nonché le eventuali successive modifiche, dopo avere verificato:
a) il possesso dei requisiti di cui all'art. 70 42, comma 1, del TUF;
c) la conformità del regolamento di cui al comma 1 e dei sistemi gestiti alle disposizioni comuni e alla disciplina dettata dal presente Titolo 43.
1. Le società di gestione dei sistemi di garanzia provvedono alla separazione contabile delle attività diverse da quella di gestione di sistemi di garanzia e comunicano preventivamente alla Banca d'Italia e alla Consob le misure organizzative e gli strumenti di controllo dei rischi relativi a tali attività. Per le attività diverse da quella di erogazione di servizi di garanzia adottano misure atte a garantirne la separazione sia contabile sia organizzativa 44.
Sistemi di garanzia a controparte centrale 45
2. Nei casi in cui le regole di funzionamento dei mercati regolamentati o dei sistemi multilaterali di negoziazione prevedano che la compensazione e la garanzia delle operazioni possa essere effettuata da un partecipante diretto designato dal committente, diverso da quello che ha concluso l'operazione sul mercato, l'operazione si considera a tutti gli effetti come originariamente conclusa, per conto del committente, dal partecipante diretto designato alla compensazione e garanzia.
1. Il regolamento di cui all'articolo 52 stabilisce tra l'altro:
c) le condizioni e le modalità di ammissione, esclusione e sospensione dei partecipanti nel rispetto di criteri non discriminatori, trasparenti e obiettivi 46;
h) la tipologia, la modalità di versamento e i criteri di quantificazione dei margini in modo da garantire l'adeguata copertura delle perdite potenziali; l'ammontare dei margini è determinato dalle controparti centrali almeno quotidianamente;
k) le misure di controllo, gestione e copertura dei rischi, ulteriori rispetto a quelle previste alla lettera h), che le controparti centrali ritengono necessario adottare al fine di garantire la stabilità e il continuo funzionamento del sistema di garanzia a controparte centrale; le disponibilità rivenienti dall'adozione di queste misure vengono utilizzate dalle controparti centrali in caso di inadempimento di uno o più partecipanti diretti.
1. Le controparti centrali regolano con i partecipanti diretti i margini in euro sui conti in essere presso qualsiasi sistema componente di TARGET2 e i margini in strumenti finanziari sui conti presso soggetti che svolgono l'attività di gestione accentrata. Per il regolamento dei margini in valute diverse dall'euro, le controparti centrali si avvalgono di primarie banche autorizzate in Italia ovvero comunitarie.
2. Le disponibilità rivenienti dalla raccolta dei margini e dall'eventuale adozione delle ulteriori misure di controllo, gestione e copertura dei rischi di cui all'articolo 55, comma 1, lett. k), possono essere investite in strumenti di mercato monetario o finanziario prontamente liquidabili ed emessi da soggetti provvisti di elevato merito di credito. Le controparti centrali mantengono in ogni caso, depositata presso la banca centrale o primarie banche autorizzate in Italia ovvero comunitarie, la liquidità necessaria per assicurare il continuo funzionamento del sistema.
1. Al fine di assicurare la stabilità e l'efficienza del sistema gestito, il regolamento di cui all'articolo 55 disciplina la procedura da adottare qualora un partecipante non adempia, nei termini e nelle modalità previste dal regolamento stesso, agli obblighi di versamento delle somme dovute a titolo di margini o di ulteriori misure di controllo, gestione e copertura dei rischi di cui all'articolo 55, comma 1, lettera k), ovvero agli obblighi di liquidazione delle operazioni; il regolamento disciplina altresì la procedura da seguire qualora un partecipante sia dichiarato insolvente per cause diverse dalle precedenti.
2. Nell'ambito della procedura di cui al comma precedente, il regolamento individua, tra l'altro, le misure volte a rendere residuale il ricorso alla realizzazione sul mercato delle posizioni contrattuali nei casi di cui all'articolo 55, comma 1, lettera j).
1. I partecipanti hanno l'obbligo di comunicare alle controparti centrali ogni dato da esse richiesto per il sicuro, ordinato e continuo funzionamento del sistema di garanzia.
2. Le controparti centrali possono comunicare ai partecipanti tutti i dati, concernenti altri partecipanti o i loro committenti, necessari al trasferimento delle posizioni di cui all'articolo 57, comma 2.
3. Le controparti centrali comunicano tempestivamente alla Banca d'Italia e alla Consob ogni notizia ritenuta utile al fine di assicurare il sicuro, ordinato e continuo funzionamento dei sistemi.
1. I Fondi di garanzia dei contratti, destinati a garantire il buon fine delle operazioni aventi a oggetto strumenti finanziari non derivati effettuate nei mercati di cui all'articolo 61 del TUF, possono essere istituiti dalle società di gestione dei medesimi mercati che ne affidano la gestione a società di cui all'articolo 50.
2. Sulla base di criteri oggettivi volti a garantire il sicuro, ordinato e continuo funzionamento dei sistemi di garanzia, il regolamento di cui all'articolo 52 determina le categorie dei soggetti partecipanti ai Fondi di garanzia dei contratti, nonché le modalità:
3. Qualora uno dei soggetti partecipanti non adempia, nei termini stabiliti, ai propri obblighi verso i Fondi, le società che li gestiscono ne danno tempestiva notizia alla Banca d'Italia, alla Consob e alle società di gestione dei mercati.
4. Le attività di pertinenza dei Fondi possono essere investite in strumenti di mercato monetario o finanziario prontamente liquidabili ed emessi da soggetti provvisti di elevato merito di credito. Le società di gestione di cui all'articolo 50 mantengono in ogni caso, depositata sui conti in essere presso banche centrali o primarie banche autorizzate in Italia ovvero comunitarie, la liquidità necessaria per assicurare il continuo funzionamento dei sistemi.
1. I Fondi di garanzia della liquidazione, destinati a garantire il buon fine della compensazione e della liquidazione delle operazioni aventi a oggetto strumenti finanziari non derivati, possono essere istituiti dalla Banca d'Italia e dalla Consob che ne disciplinano l'affidamento in gestione a società di cui all'articolo 50.
2. Sulla base di criteri oggettivi volti a garantire il sicuro, ordinato e continuo funzionamento dei sistemi di garanzia, il regolamento di cui all'articolo 52 determina le categorie dei soggetti partecipanti ai Fondi di garanzia della liquidazione, nonché le modalità:
3. Qualora uno dei soggetti partecipanti non adempia, nei termini stabiliti, ai propri obblighi verso i Fondi, le società che li gestiscono ne danno tempestiva notizia alla Banca d'Italia e alla Consob.
4. Le attività di pertinenza dei Fondi possono essere investite in strumenti di mercato monetario o finanziario prontamente liquidabili ed emessi da soggetti provvisti di elevato merito di credito. Le società di gestione di cui all'articolo 50 mantengono in ogni caso, depositata sui conti in essere presso banche centrali o primarie banche autorizzate in Italia ovvero comunitarie, la liquidità necessaria per assicurare il continuo funzionamento del sistema.
1. Le società di gestione, nel rispetto dei criteri di cui agli articoli 69, comma 1-ter, 70 47, comma 2-bis, e 81, comma 2, del TUF, possono realizzare collegamenti con:
b) soggetti esteri che offrono servizi analoghi ai servizi di gestione accentrata e di liquidazione e che gestiscono sistemi analoghi ai sistemi di garanzia di strumenti finanziari, sottoposti a misure di vigilanza equivalenti a quelle previste nell'ordinamento italiano.
1. Le società di gestione comunicano senza indugio alla Banca d'Italia e alla Consob i progetti relativi ai collegamenti di cui all'articolo precedente, corredati dell'analisi dei rischi e dell'illustrazione delle misure di controllo previste e, ove presenti, delle modalità di partecipazione non conformi a quelle generalmente applicabili 48.
3. Fermo restando quanto previsto ai commi precedenti, le società di gestione almeno 60 giorni prima della data prevista per l'avvio del collegamento trasmettono alla Banca d'Italia e alla Consob:
Eventuali successive modifiche dei contratti e delle procedure per il controllo dei rischi vanno trasmesse alla Banca d'Italia e alla Consob con il medesimo anticipo rispetto al termine di efficacia 49.
4. Ai sensi di quanto previsto all'articolo 8, la Banca d'Italia e la Consob possono in qualsiasi momento richiedere modifiche ai progetti di collegamento, alle misure di controllo dei rischi e ai contratti di cui ai commi precedenti 50.
1. Le società di gestione trasmettono senza indugio alla Banca d'Italia e alla Consob copia dei verbali delle riunioni nel corso delle quali gli organi sociali competenti provvedono a verificare la sussistenza dei requisiti di cui all'articolo 80, comma 4, del TUF. La verifica va condotta partitamente per ciascuno degli interessati e con la loro rispettiva astensione, che deve risultare dal verbale dell'organo competente. La relativa delibera deve essere di tipo analitico e pertanto deve dare atto dei presupposti presi a base delle valutazioni effettuate. In particolare, dai verbali deve risultare, con riferimento a ciascun interessato, l'indicazione puntuale dei documenti presi in considerazione per attestare la sussistenza dei requisiti previsti dalla legge. Specifiche indicazioni vanno fornite con riguardo ai criteri adottati dal competente organo sociale per valutare i requisiti di indipendenza.
2. La Banca d'Italia e la Consob si riservano la facoltà, ove opportuno, di richiedere l'esibizione della documentazione comprovante il possesso dei requisiti, l'inesistenza di cause di sospensione dalla carica e l'assenza di situazioni impeditive.
1. L'acquisizione di informazioni utili all'esercizio delle funzioni di vigilanza può avvenire anche mediante incontri con gli esponenti aziendali e/o con i responsabili dei vari settori della struttura aziendale.
2. Gli incontri possono essere periodici, ovvero richiesti dalla Banca d'Italia e dalla Consob o dalle stesse società di gestione. Queste ultime si attivano, in ogni caso, ad informare tempestivamente la Banca d'Italia e la Consob su materie rilevanti per l'esercizio delle funzioni di vigilanza.
1. Le società di gestione trasmettono alla Banca d'Italia e alla Consob i progetti di modificazione dello statuto.
2. La comunicazione va effettuata dopo l'approvazione delle proposte di modifica da parte dell'organo di amministrazione e comunque almeno 20 giorni prima della data prevista per l'approvazione da parte dell'assemblea dei soci. L'informativa illustra i contenuti e le finalità delle modifiche statutarie proposte.
3. Le modifiche dello statuto approvate dall'assemblea dei soci sono trasmesse alla Banca d'Italia e alla Consob.
4. Avvenuta l'iscrizione nel registro delle imprese, le società di gestione trasmettono alla Banca d'Italia e alla Consob una copia a stampa dello statuto depositato, firmata su ogni foglio dal legale rappresentante.
1. Le società di gestione inviano alla Banca d'Italia e alla Consob i progetti di modifica dei propri regolamenti, almeno 20 giorni prima della data prevista per l'approvazione formale da parte del competente organo aziendale. L'informativa illustra i contenuti e le finalità delle modifiche regolamentari proposte.
2. Una volta avvenuta l'approvazione da parte del competente organo aziendale, le società di gestione trasmettono alla Banca d'Italia e alla Consob una copia del testo regolamentare aggiornato, corredata dei risultati delle consultazioni e degli esiti delle analisi svolte ai sensi dell'articolo 7, comma 2, nei casi ivi previsti.
3. Le società di gestione comunicano alla Banca d'Italia e alla Consob le disposizioni applicative e ogni altra delibera che integri il contenuto dei regolamenti.
1. Le società di gestione inviano alla Banca d'Italia e alla Consob, entro 30 giorni dall'approvazione da parte dell'assemblea dei soci, il bilancio d'esercizio e, ove redatto, il bilancio consolidato. Il bilancio è corredato del verbale di approvazione dell'assemblea o del consiglio di sorveglianza, della relazione dell'organo di amministrazione sulla gestione, della relazione dei sindaci, se presenti, e della relazione della società di revisione. Andranno inoltre inviati copia dei bilanci delle società controllate e un prospetto riepilogativo dei dati essenziali riguardanti i bilanci delle società collegate.
1. Le società di gestione provvedono ad inviare alla Banca d'Italia e alla Consob i documenti attestanti la convocazione dell'assemblea contenenti l'esplicita indicazione dell'ordine del giorno oggetto della convocazione.
2. Le società di gestione inviano senza indugio alla Banca d'Italia e alla Consob copia dei verbali delle delibere assembleari, completi degli eventuali allegati.
1. L'organo di controllo trasmette senza indugio alla Banca d'Italia e alla Consob copia dei verbali delle riunioni e degli accertamenti concernenti irregolarità nella gestione, violazioni delle norme che disciplinano l'attività, nonché ogni altra notizia ritenuta rilevante.
1. Le società di gestione comunicano senza indugio alla Banca d'Italia e alla Consob ogni modifica del libro dei soci.
2. Salvo quanto previsto al precedente capoverso, le società di gestione comunicano annualmente alla Banca d'Italia e alla Consob, in occasione della trasmissione della documentazione di bilancio, una versione aggiornata del libro dei soci, con l'indicazione per ciascun socio:
1. Le società di gestione comunicano entro 15 giorni alla Banca d'Italia e alla Consob ogni modifica nella composizione degli organi sociali.
2. Inoltre, in occasione della trasmissione della documentazione di bilancio, le società di gestione comunicano alla Banca d'Italia e alla Consob la composizione aggiornata degli organi sociali.
1. L'organo di amministrazione delle società di gestione invia alla Banca d'Italia e alla Consob, con cadenza annuale, una relazione sugli interventi organizzativi posti in essere in materia di:
c) procedure di reporting ai diversi livelli delle strutture aziendali con specifica indicazione dell'informativa relativa alle anomalie riscontrate e agli interventi adottati per la loro rimozione, anche con riferimento alle attività esternalizzate.
d) metodologie adottate per assicurare il rispetto del regolamento e il buon funzionamento dei servizi e dei sistemi, con particolare riferimento all'attività di supporto tecnologico;
e) presidi diretti ad assicurare l'affidabilità e l'integrità delle informazioni contabili e gestionali; in tale ambito, le società di gestione accentrata dedicano particolare attenzione agli aspetti concernenti la tenuta dei conti, le modalità di registrazione dei movimenti contabili e le operazioni di quadratura;
g) misure organizzative adottate, valutazioni effettuate e accordi conclusi ai sensi di quanto previsto dall'articolo 5, commi 1, 2 e 3;
i) principali risultanze della concreta attività di controllo posta in essere in seno all'azienda, ai vari livelli della struttura.
3. In occasione dell'invio della relazione le società di gestione accentrata comunicano alla Consob e alla Banca d'Italia, in base a quanto previsto dall'articolo 20, le informazioni in merito alle misure adottate al fine di fronteggiare i rischi di danno derivante da dolo o colpa nello svolgimento della propria attività nonché da furto, rapina, incendio, distruzione e smarrimento degli strumenti finanziari.
4. La relazione annuale potrà fare rinvio a quella inoltrata l'anno precedente per gli aspetti per i quali non siano intervenute modifiche significative.
1. I risultati delle verifiche annuali previste dall'articolo 7, comma 5, sono comunicati alla Banca d'Italia e alla Consob, unitamente alle misure adottate e da adottare da parte della società per la rimozione delle disfunzioni rinvenute, specificando i relativi tempi di attuazione 51.
2. I rilevanti malfunzionamenti delle strutture tecnologiche e informatiche che dovessero eventualmente insorgere vanno segnalati tempestivamente alla Banca d'Italia e alla Consob, che verranno successivamente informate delle misure correttive adottate, anche nel corso degli incontri di cui all'articolo 66.
1. Le società di gestione comunicano senza indugio alla Banca d'Italia e alla Consob:
a) i documenti di pianificazione aziendale sottoposti all'organo di amministrazione ovvero, nei casi previsti, al consiglio di sorveglianza, riguardanti anche le società controllate, nei quali vengono delineati gli obiettivi strategici perseguiti, con l'indicazione dei tempi e delle modalità di attuazione;
b) gli accordi, sottoposti all'organo di amministrazione, aventi ad oggetto alleanze o intese di cooperazione, diversi da quelli di cui alla Parte I, Titolo V, che possono avere riflessi sull'organizzazione e sul funzionamento dei servizi e dei sistemi gestiti.
2. Le società di gestione accentrata comunicano senza indugio alla Consob e alla Banca d'Italia le convenzioni stipulate con gli emittenti ai sensi dell'articolo 15 e ne danno notizia agli intermediari.
1. Le società di gestione accentrata e la società di gestione dei servizi di liquidazione comunicano in via preventiva alla Banca d'Italia e alla Consob le attività connesse e strumentali che intendono svolgere.
2. Le società di gestione accentrata e la società di gestione dei servizi di liquidazione comunicano alla Banca d'Italia e alla Consob le partecipazioni assunte. Una preventiva informativa sui progetti di acquisizione di partecipazioni andrà tempestivamente fornita alla Banca d'Italia e alla Consob.
(Comunicazione dell'elenco dei soggetti ammessi alla gestione accentrata)
1. Fermi restando gli obblighi informativi previsti dal decreto sulla definitività, le società di gestione accentrata comunicano alla Consob l'elenco dei soggetti ammessi ai sensi dell'articolo 12 e l'elenco degli emittenti, in occasione dell'avvio dei servizi e annualmente in occasione della trasmissione della documentazione di bilancio.
1. Le società di gestione forniscono alla Banca d'Italia, secondo i criteri da questa indicati, informazioni relative ai servizi e ai sistemi gestiti, inclusa l'attività svolta dai soggetti ammessi ai servizi e ai sistemi medesimi.
2. L'acquisizione può avvenire attraverso:
b) periodici flussi informativi, su supporto cartaceo o elettronico, in cui i dati sono organizzati o elaborati secondo modalità indicate dalla Banca d'Italia;
3. La Consob ha accesso ai suddetti dati per il tramite della Banca d'Italia. La Consob si riserva comunque la facoltà di richiedere l'acquisizione diretta dei suddetti dati.
4. Ogni fatto o atto ritenuto suscettibile di avere ripercussioni di rilievo sull'efficienza complessiva dei servizi va tempestivamente comunicato alla Banca d'Italia e alla Consob.
5. Le modifiche ai meccanismi di funzionamento dei servizi e dei sistemi e i conseguenti adattamenti tecnico-informatici, ove rilevanti, devono essere comunicati alla Banca d'Italia e alla Consob con congruo anticipo.
6. Ai sensi dell'articolo 77 del TUF, la Banca d'Italia e la Consob possono chiedere le informazioni di cui al comma 1 anche ai soggetti ammessi ai servizi di liquidazione e ai sistemi di garanzia.
LIQUIDAZIONE DELL'INSOLVENZA DI MERCATO 52
(Presupposti e accertamento dell'insolvenza di mercato)
1. Costituiscono presupposti per la dichiarazione di insolvenza di mercato dei soggetti ammessi alle negoziazioni nei mercati e dei partecipanti alle controparti centrali:
a) l'apertura, da parte dell'autorità giudiziaria o amministrativa competente, di una procedura di liquidazione o di risanamento, come definite dall'articolo 1, comma 1, del d.lgs. 21 maggio 2004, n. 170 e successive modificazioni;
b) il mancato o parziale versamento, nei termini e nei modi previsti dalla relativa disciplina, dell'importo a debito risultante dal compimento delle procedure esecutive;
c) il mancato o il parziale versamento delle somme dovute a titolo di margini o di ulteriori misure di controllo, gestione e copertura dei rischi, nonché il mancato o parziale regolamento finale per differenziale delle posizioni contrattuali su strumenti finanziari derivati, nei termini e nei modi previsti dalla relativa disciplina, nei confronti di una controparte centrale.
2. I gestori dei mercati e le controparti centrali, secondo le rispettive competenze, comunicano senza indugio alla Consob e alla Banca d'Italia le circostanze indicate al comma 1, delle quali siano a conoscenza, indicando altresì gli eventuali provvedimenti adottati 53.
(Dichiarazione dell'insolvenza di mercato)
1. L'insolvenza di mercato è dichiarata dalla Consob, d'intesa con la Banca d'Italia. Il provvedimento di dichiarazione dell'insolvenza di mercato è comunicato tempestivamente ai gestori dei mercati e alle società di gestione. Con il medesimo provvedimento la Consob e la Banca d'Italia possono impartire istruzioni ai predetti soggetti in merito agli eventuali provvedimenti urgenti da adottare 54.
(Procedura di liquidazione dell'insolvenza di mercato)
1. La liquidazione dell'insolvenza di mercato può essere effettuata dai gestori dei mercati e dalle controparti centrali, in conformità alle disposizioni contenute nell'articolo 72, comma 4, del TUF.
2. Le controparti centrali disciplinano la procedura di liquidazione dell'insolvenza di mercato, inclusi gli adempimenti relativi al rilascio del certificato di credito indicato dall'articolo 72, comma 6, del TUF, ad integrazione della procedura di inadempimento prevista dall'articolo 57 55.
3. I gestori dei mercati possono effettuare la liquidazione dell'insolvenza di mercato per operazioni non garantite da controparte centrale concluse in mercati diversi da quelli da essi gestiti, d'intesa con i rispettivi gestori.
4. La società di gestione dei servizi di liquidazione può effettuare la liquidazione dell'insolvenza di mercato per operazioni concluse nei mercati - d'intesa con i rispettivi gestori - che non siano garantite da controparti centrali o analoghi sistemi esteri.
5. I gestori dei mercati mantengono in ogni caso la responsabilità della procedura di liquidazione dell'insolvenza per i contratti conclusi nei mercati da essi gestiti. A conclusione della procedura e sulla base delle relative risultanze rilasciano i certificati di credito ai sensi dell'articolo 72, comma 6, del TUF.
6. Conformemente a quanto stabilito nel regolamento indicato all'articolo 46, le operazioni riferibili all'insolvente:
a) immesse nei servizi di liquidazione, e definitive ai sensi del decreto sulla definitività, terminano il processo di liquidazione nel quale sono state immesse;
b) non definitive ai sensi del decreto sulla definitività, sono escluse dai sistemi di riscontro e rettifica giornalieri e dai servizi di liquidazione;
c) definitive ma non regolabili per mancanza del contante o degli strumenti finanziari, sono escluse dai servizi di liquidazione.
7. Fermo restando quanto previsto ai commi precedenti, i gestori dei mercati e la società di gestione dei servizi di liquidazione definiscono apposite procedure, ispirate a criteri di rapidità ed efficienza, per la liquidazione dell'insolvenza di mercato, inclusi la definizione del parametro di prezzo in base al quale avviare la liquidazione dell'insolvenza di mercato con riferimento ai diversi strumenti finanziari, nonché gli adempimenti relativi al rilascio dei certificati di credito ai sensi dell'articolo 72, comma 6, del TUF.
8. La Consob, d'intesa con la Banca d'Italia, approva le procedure e i criteri indicati al comma precedente e ogni loro modifica.
9. I gestori dei mercati, le controparti centrali e la società di gestione dei servizi di liquidazione rendono noto ai rispettivi partecipanti se effettuano la liquidazione dell'insolvenza di mercato e, in caso positivo, in base a quali procedure. Essi portano a conoscenza dei partecipanti, tempestivamente e con mezzi idonei, eventuali successive modifiche alle informazioni così rese 56.
(Comunicazioni alla Banca d'Italia e alla Consob)
1. I soggetti indicati all'articolo 82, commi 1 e 4, comunicano tempestivamente alla Banca d'Italia e alla Consob gli esiti della liquidazione, redigendo una relazione finale 57.
1. Fino alla data di migrazione della Banca d'Italia dal sistema di regolamento lordo in contante gestito dalla medesima alla Single Shared Platform, ai sensi dell'articolo 13 dell'Atto di indirizzo della Banca centrale europea del 26 aprile 2007 (BCE/2007/2) relativo ad un sistema di trasferimento espresso transeuropeo automatizzato di regolamento lordo in tempo reale (TARGET2), ogni riferimento al sistema TARGET2 ovvero qualsiasi sistema componente di TARGET2 va inteso riferito al sistema di regolamento lordo in contante gestito dalla Banca d'Italia.
a) Il Regolamento Consob, d'intesa Banca d'Italia, 23 dicembre 1998, n. 11768/98, e successive modifiche ed integrazioni;
b) il Provvedimento Banca d'Italia, d'intesa Consob, 8 settembre 2000 e successive modifiche ed integrazioni;
c) il Provvedimento Banca d'Italia e Consob, 24 gennaio 2002, ad eccezione della Parte I concernente i mercati all'ingrosso di titoli di Stato e le relative società di gestione;
d) il Provvedimento Banca d'Italia, d'intesa Consob, 30 settembre 2002;
e) il Provvedimento Banca d'Italia, d'intesa Consob, 22 ottobre 2002.
1. Le società di gestione provvedono all'eventuale adeguamento del proprio regolamento alle nuove disposizioni, in occasione della prima modifica dello stesso o, comunque, entro 180 giorni dall'entrata in vigore del presente provvedimento.
2. Le società di gestione si adeguano alle disposizioni di cui all'articolo 4 sulla continuità operativa entro maggio 2008.
Il concreto ambito di applicazione di questo principio è stato spesso circoscritto alla componente tecnologica. I gestori hanno mostrato sensibilità per i fenomeni avversi che storicamente hanno evidenziato la maggiore probabilità di accadimento: ciascuno di essi dispone di un “piano di emergenza” da attivare in caso di “eventi disastrosi”. I piani tendono a presidiare la continuità delle operazioni ritenute vitali e a prevedere il ritorno a un'operatività accettabile entro tempi massimi fissati a priori.
Recenti eventi “disastrosi” legati a disfunzioni dei servizi di pubblica utilità concorrono, inoltre, a comporre un quadro di ulteriore complessità.
Sono quindi diventate necessarie misure più articolate volte a individuare soluzioni maggiormente robuste ed efficaci, che coinvolgono tutti i soggetti che svolgono un ruolo rilevante per la “filiera produttiva dei mercati finanziari”.
Nella fase di analisi sono state confermate come cruciali le infrastrutture che erogano servizi nel “settore titoli”, data la loro posizione centrale rispetto all'attività svolta dagli intermediari; particolare rilievo assumono le funzioni di clearing e settlement degli strumenti finanziari. Problemi presenti in tali servizi, qualora rendessero indisponibile il servizio di “esecuzione delle transazioni”, potrebbero riflettersi sull'operatività dei mercati e degli intermediari.
L'azione delle Autorità mira a rafforzare la capacità del sistema finanziario italiano di “resistere” a eventi dannosi non prevedibili. Obiettivo finale è limitare il rischio globalmente corso a fronte di questi eventi.
Obiettivi intermedi sono l'adozione di strumenti adatti a gestire le possibili crisi e a ottenere il ripristino dell'operatività dei mercati finanziari e delle strutture di supporto. In rapporto alla dimensione dell'evento e alla rilevanza del servizio offerto, la riattivazione potrà condurre, “in tempi brevi” l'operatività dei sistemi a una “condizione accettabile” mirata a consentire la chiusura della giornata operativa; il ripristino del “livello normale” di operatività dovrà avvenire in “tempi adeguati”.
Nel seguito si delineano i principi generali atti a contenere il “rischio sistemico”; essi sono commisurati al ruolo svolto dai soggetti destinatari delle linee guida. Sono inoltre forniti i criteri a cui va ispirata la predisposizione degli interventi (organizzativi e gestionali) di miglioramento e di tenuta dei piani di emergenza.
classifica le attività interne secondo il grado di rilevanza per la funzione espletata;
individua per ciascuna attività gli obiettivi e i presidi tecnici e organizzativi da realizzare;
assegna risorse adeguate alla sua realizzazione;
specifica la frequenza e l'ampiezza delle verifiche;
riporta tutti i soggetti, compresi i fornitori, da coinvolgere nelle relative operazioni di collaudo;
esamina la criticità dei fornitori di servizi esterni e i presidi adottati;
individua il sistema per la valutazione del piano e per gli interventi correttivi;
evidenzia le potenziali interrelazioni con soggetti esterni considerando anche le attività di tipo cross-border.
indisponibilità di un edificio che ospita uffici o apparecchiature critiche;
mancanza improvvisa di personale essenziale;
improvvisa assenza di servizi dai fornitori esterni (es. energia elettrica, reti di telecomunicazione, reti interbancarie, servizi esternalizzati, servizi rilevanti per il sistema finanziario);
attacchi perpetrati dall'esterno o dall'interno (es. virus informatici, attraverso l'utilizzo di reti telematiche, danneggiamenti provocati da dipendenti infedeli);
disastri su larga scala.
è contestualizzata nella realtà aziendale (es. complessità organizzativa e operativa, grado di automazione) e in quella esterna (es. localizzazione dei siti, vicinanza a probabili obiettivi, concentrazione geografica);
considera le funzioni esternalizzate (es. sistema informativo o hardware facility) ed esamina gli aspetti connessi alle caratteristiche di continuità dei fornitori esterni;
valuta approfonditamente i vincoli delle interdipendenze tra e con fornitori, clienti, e intermediari e dei rapporti di servizio con le Istituzioni.
per ciascun servizio di rilievo (vitale o critico), di concerto con le Autorità, vengono stabiliti i parametri obiettivo da misurare e il loro valore massimo atteso (es. tempo massimo per la ripartenza in configurazione di recovery, percentuale di disponibilità);
i processi relativi ai servizi di cui sopra richiedono l'utilizzo di risorse ad alta disponibilità. Per essi di norma sono utilizzati accorgimenti di tipo tecnologico che consentono il recupero dei dati “a caldo” ovvero la creazione di archivi ridondati continuamente aggiornati ovvero sistemi tecnologici dotati di tolleranza ai guasti (es. con duplicazione degli apparati);
i responsabili di ciascun processo di rilievo concorrono a definire le citate caratteristiche di alta disponibilità in termini misurabili (es. tempo massimo di interruzione) per tutte le risorse rilevanti; essi contribuiscono alla realizzazione delle misure di continuità in base a quanto stabilito nel piano di continuità;
per i servizi vitali, in particolare, vengono utilizzate tecnologie che siano altamente affidabili e adeguatamente aggiornate ai più recenti sviluppi;
vengono esplicitamente considerate ipotesi di perdita dei dati individuandone modalità e tempi di recupero.
I contratti con i fornitori definiscono i livelli di servizio assicurati in caso di emergenza e individuano soluzioni compatibili con le esigenze aziendali in coerenza con lo scenario di analisi del rischio effettuato e i relativi obiettivi operativi.
Per i rapporti di fornitura riguardanti servizi di pubblico utilizzo, il gestore acquisisce i piani di emergenza dei fornitori, ovvero dispone di informazioni adeguate, al fine di valutare la qualità delle misure previste e predisporre soluzioni di continuità coordinate. Qualora non sia garantito l'ottenimento dei requisiti prescritti, il gestore si dota di fornitori secondari per i medesimi servizi o di fonti autonome per l'auto-fornitura (es. generatori elettrici ausiliari e/o pool di batterie, linee telefoniche ridondate).
Gli accordi con gli altri soggetti rilevanti del sistema finanziario definiscono i “livelli di servizio” reciprocamente assicurati e individuano soluzioni compatibili con gli obiettivi operativi; essi permettono al gestore di disporre di informazioni adeguate al fine di valutare la qualità del risultato finale ottenuto.
1 Le disposizioni del presente provvedimento relative ai sistemi di garanzia a controparte centrale si intendono abrogate ai sensi dell'art. 89, comma 4 del Regolamento (UE) N. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio del 4 luglio 2012 sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni.
2 Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 54 del 4.3.2008. Il presente Provvedimento è stato modificato con atto congiunto Banca d'Italia/Consob del 24.12.2010, pubblicato nella G.U. n. 4 del 7.1.2011, le cui modifiche sono entrate in vigore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (salvo quanto previsto nei punti II.1 e II.2 dell'atto congiunto Banca d'Italia/Consob del 24.12.2010); con provvedimento congiunto Banca d'Italia/Consob del 22.10.2013, pubblicato nella G.U. n. 259 del 5.11.2013, le cui modifiche sono entrate in vigore il 15.4.2014, al fine di consentire ai destinatari delle disposizioni modificate di adeguare le rispettive procedure interne e, in particolare, di provvedere all'eventuale adeguamento dei propri regolamenti e all' eventuale predisposizione delle procedure per la liquidazione dell'insolvenza di mercato; con atto congiunto Banca d'Italia/Consob dell'11.2.2015, pubblicato nella G.U. n. 43 del 21.2.2015, le cui modifiche sono entrate in vigore l'8.3.2015; con atto congiunto Banca d'Italia/Consob del 24.2.2015, pubblicato nella G.U. n. 54 del 6.3.2015, le cui modifiche sono entrate in vigore il 21.3.2015.
3 Il riferimento all'articolo 70 del TUF è da intendersi abrogato. Si veda la nota 1.
4 Articolo sostituito dapprima con atto Banca d'Italia/Consob del 24 dicembre 2010 e poi con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013.
5 Articolo dapprima modificato con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013 e poi così sostituito con atto Banca d'Italia/Consob dell'11 febbraio 2015.
6 Articolo così sostituito con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013.
7 Comma inserito con atto Banca d'Italia/Consob dell'11 febbraio 2015.
8 Articolo così sostituito con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013.
9 Il riferimento all'articolo 70 del TUF è da intendersi abrogato. Si veda la nota 1.
10 Lettera aggiunta con atto Banca d'Italia/Consob del 24 dicembre 2010.
11 Comma soppresso con atto Banca d'Italia/Consob del 24 dicembre 2010.
12 Articolo aggiunto con atto Banca d'Italia/Consob del 24 dicembre 2010.
13 Capo dapprima sostituito con atto Banca d'Italia/Consob del 24 dicembre 2010 e poi modificato nei termini indicati nelle successive note.
14 Lettera così sostituita con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013.
15 Lettera così sostituita con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013.
16 Comma inserito con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013.
17 Comma inserito con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013.
18 Lettera così modificata con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013.
19 Comma così sostituito con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013.
20 Comma così modificato con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013.
21 Comma dapprima modificato con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013 e poi così sostituito con atto Banca d'Italia/Consob del 24 febbraio 2015.
22 Comma così sostituito con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013.
23 Comma così modificato con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013.
24 Articolo inserito con atto Banca d'Italia/Consob del 24 febbraio 2015.
25 Articolo così sostituito con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013.
26 Comma così modificato con atto Banca d'Italia/Consob del 24 febbraio 2015.
27 Articolo inserito con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013.
28 Comma dapprima modificato con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013 e poi così sostituito con atto Banca d'Italia/Consob del 24 febbraio 2015.
29 Comma inserito con atto Banca d'Italia/Consob del 24 febbraio 2015.
30 Comma così modificato con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013.
31 Comma inserito con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013.
32 Comma così modificato con atto Banca d'Italia/Consob del 24 febbraio 2015.
33 Comma così sostituito con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013.
34 Lettera sostituita dapprima con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013 e poi con atto Banca d'Italia/Consob del 24 febbraio 2015.
35 Lettera aggiunta con atto Banca d'Italia/Consob del 24 febbraio 2015.
36 Comma così sostituito con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013.
37 Comma così modificato con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013.
38 Comma così sostituito con atto Banca d'Italia/Consob del 24 dicembre 2010.
39 Comma così sostituito con atto Banca d'Italia/Consob del 24 dicembre 2010.
40 Comma inserito con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013.
41 Comma così modificato con atto Banca d'Italia/Consob del 24 dicembre 2010.
42 Il riferimento all'art. 70 del TUF è da intendersi abrogato. Si veda la nota 1.
43 Comma così sostituito con atto Banca d'Italia/Consob del 24 dicembre 2010.
44 Articolo così sostituito con atto Banca d'Italia/Consob del 24 dicembre 2010.
45 La presente Sezione è da intendersi abrogata. Si veda la nota 1.
46 Lettera così sostituita con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013.
47 Il riferimento all'art. 70 del TUF è da intendersi abrogato. Si veda la nota 1.
48 Comma così sostituito con atto Banca d'Italia/Consob del 24 dicembre 2010.
49 Comma così sostituito con atto Banca d'Italia/Consob del 24 dicembre 2010.
50 Comma così sostituito con atto Banca d'Italia/Consob del 24 dicembre 2010.
51 Comma così sostituito con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013.
52 Rubrica così modificata con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013.
53 Articolo così sostituito con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013.
54 Articolo così sostituito con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013.
55 Si veda ora l'articolo 48 del Regolamento (UE) n. 648/2012.
56 Articolo così sostituito con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013.
57 Articolo così sostituito con provvedimento Banca d'Italia/Consob del 22 ottobre 2013.

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

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Art. 24

Art. 25

Art. 26

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Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39

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Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 45

Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 50

Art. 51

Art. 52

Art. 53

Art. 54

Art. 55

Art. 56

Art. 57

Art. 58

Art. 59

Art. 60

Art. 61

Art. 62

Art. 63

Art. 64

Art. 65

Art. 66

Art. 67

Art. 68

Art. 69

Art. 70

Art. 71

Art. 72

Art. 73

Art. 74

Art. 75

Art. 76

Art. 77

Art. 78

Art. 79

Art. 80

Art. 81

Art. 82

Art. 83

Art. 84

Art. 86
 articolo 23
 articolo 51