Source: http://docplayer.it/10198260-Organizzazioni-di-volontariato-odv.html
Timestamp: 2019-01-19 13:33:17+00:00

Document:
ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO (Odv) - PDF
Download "ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO (Odv)"
1 DECRETO LEGISLATIVO 9 APRILE 2008, N. 81, E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI Norme in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro V A D E M E C U M per ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO (Odv) PRIVE DI LAVORATORI SUBORDINATI O EQUIPARATI ESCLUSE QUELLE INERENTI ALLA PROTEZIONE CIVILE 1
2 1. PREMESSE Il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, equiparando i volontari ai lavoratori autonomi, esplica degli obblighi di tutela della salute e della sicurezza per la figura del Volontario di cui alla legge 1 agosto 1991, n Ne deriva che qualunque soggetto non registrato quale Volontario attivo che svolga qualsiasi genere di prestazione nell ambito di una Odv rientra nella definizione di lavoratore contenuta nell art. 2, comma 1, lettera a), del d.lgs. 81/2008. Per contro, il decreto in questione non reca alcun riferimento alle associazioni di promozione sociale di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 383; al riguardo la Regione Veneto, con nota della Direzione Prevenzione Prot. n / E in data 22 giugno 2010, ha espresso parere che l attività dei collaboratori che prestano attività a titolo gratuito o con mero rimborso spese in favore delle Associazioni di promozione sociale e sportive dilettantistiche può essere equiparata a quella di volontario indicata nell art. 2 della legge 266/1991. Dal combinato disposto dell art. 3, comma 12-bis, e dell art. 21 del d.lgs. 81/2008 appare evidente che, nei confronti di tutte le attività svolte da tutti i volontari, sia necessario predisporre delle condizioni di intervento che garantiscano almeno: l utilizzo di attrezzature di lavoro idonee e rispondenti ai requisiti minimi della normativa vigente; l eventuale utilizzo (se necessari per il tipo di attività svolta) di dispositivi di protezione individuale idonei e rispondenti ai requisiti minimi della normativa vigente; l esposizione di una tessera di riconoscimento con caratteristiche predefinite; la possibilità di beneficiare della sorveglianza sanitaria attraverso un medico competente (sempre che l attività comporti uno dei rischi per cui la sorveglianza è prevista); la possibilità di beneficiare di corsi di formazione specifici. 2
3 2. DISPOSIZIONI RELATIVE AL VOLONTARIO 2.1. Ai sensi dell art. 3, comma 12-bis, il Volontario è equiparato ad un lavoratore autonomo cui si applicano le disposizioni dell art. 21 le quali prescrivono: a) attrezzature di lavoro conformi b) dispositivi di protezione individuale c) tessera di riconoscimento e consentono, con oneri a proprio carico, di: a) beneficiare della sorveglianza sanitaria b) partecipare a corsi di formazione. Con accordi tra Volontario ed Odv possono essere individuate le modalità di attuazione della tutela di cui all art Ai sensi dell art. 3, comma 12-bis, qualora il Volontario svolga la propria prestazione nell ambito dell organizzazione di un datore di lavoro (es. ospedali, micro comunità, scuole, ecc.), quest ultimo deve: a) fornire dettagliate informazioni su rischi e misure di prevenzione e di emergenza b) adottare le misure utili ad eliminare o, ove ciò non sia possibile, ridurre al minimo il rischio di interferenze. 3
4 3. ONERI IN CAPO ALL ORGANIZZAZIONE 3.1. In relazione al combinato disposto degli art.li 3, comma 12-bis, e 21 appare COMPITO di ogni Odv: a) COMPIERE LA VALUTAZIONE DEI RISCHI analizzando e valutando le attività svolte, al fine di predisporre un accordo col Volontario atto a chiarire le misure di tutela da adottare e le relative modalità attuative anche dal punto di vista economico, utile anche per l eventuale interazione con un committente/datore di lavoro b) PREDISPORRE E STIPULARE UN ACCORDO SCRITTO, previa attenta ponderazione, concernente le misure e le modalità di cui alla precedente lettera a) In relazione a luoghi di lavoro, impianti ed attrezzature pare altresì COMPITO di ogni Odv VERIFICARE la sussistenza dei requisiti minimi di sicurezza necessari per il loro utilizzo, reperendo, a titolo esemplificativo: - per i luoghi di lavoro, il certificato di agibilità - per gli impianti, le dichiarazioni di conformità - per le attrezzature, tutte le direttive di prodotto che determinano i requisiti minimi di sicurezza per l immissione nel mercato e l utilizzo, talvolta anche attraverso la marcatura СЄ In relazione all art. 21, comma 1, lettera c), DEFINIRE il modello della tessera di riconoscimento e PREDISPORRE quella nominativa per ciascun Volontario In relazione all art. 3, comma 12-bis, FARSI CARICO dell applicazione delle disposizioni legate allo svolgimento della prestazione del Volontario nell ambito dell organizzazione di lavoro di un committente/datore di lavoro (es. ospedale, micro comunità, scuola, ecc.). 4
5 4. RIFERIMENTI LEGISLATIVI ED ADEMPIMENTI 4.1. VOLONTARIO art. 21, comma 1, lettera a): attrezzature Materia disciplinata dal TITOLO V, CAPO I, nonché dall ALLEGATO V per prodotti non СЄ e dall ALLEGATO VI per l utilizzo art. 21, comma 1, lettera b): dispositivi di protezione individuale Materia disciplinata dal TITOLO III, CAPO II, nonché dall ALLEGATO VII per criteri d individuazione ed uso art. 21. comma 1, lettera c): tessera di riconoscimento Necessaria qualora la prestazione sia effettuata in un luogo di lavoro nel quale si svolgono attività in regime di appalto o subappalto (es. ospedali, micro comunità, scuole, ecc.) art. 21, comma 2, lettera a): sorveglianza sanitaria La sorveglianza sanitaria è resa obbligatoria dalle seguenti disposizioni: art. 168 movimentazione manuale dei carichi art. 176 videoterminali (VDT) art. 185 agenti fisici art. 196 rumore art. 204 vibrazioni 5
6 art. 211 campi elettromagnetici (dal 2012) art. 218 radiazioni ottiche artificiali (dal 2010) art. 229 agenti chimici art. 242 agenti cancerogeni e mutageni art. 259 amianto art. 279 agenti biologici restano in vigore altre normative legate al lavoro notturno e minorile, nonché all accertamento di tossicodipendenze art. 21, comma 2, lettera b): corsi di formazione Stante l art. 37, comma 8, il Volontario può avvalersi dei percorsi formativi appositamente definiti tramite l accordo circa durata, contenuti e modalità della formazione da adottarsi in sede di Conferenza permanente tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano ORGANIZZAZIONE DI VOLONTARIATO art.li 28 e 29: valutazione dei rischi Stando all art. 28, comma 2, lettera a), la scelta dei criteri di redazione del documento è rimessa alla Odv/Aps=datore di lavoro che vi provvede con criteri di SEMPLICITÀ, BREVITÀ e COMPRENSIBILITÀ, in modo da garantirne la completezza e l idoneità quale strumento operativo di pianificazione degli interventi aziendali e di prevenzione. 6
7 art. 26: interferenze Ottenere, attraverso i contenuti della convenzione e/o mediante specifici ed appositi documenti, che l ente ospitante ovvero l organizzazione del datore di lavoro descriva i rischi cui è soggetto il Volontario, le misure di tutela adottate e da adottarsi, le misure di emergenza adottate e gli eventuali rischi di interferenze tra la prestazione del Volontario e le altre attività che di svolgono nella medesima organizzazione e formare conseguentemente in tal senso ciascun Volontario art. 62 e seguenti: luoghi di lavoro Predisporre, relativamente alla sede/luogo di lavoro, un fascicolo contenente copia della seguente documentazione, qualora necessaria: CERTIFICATO DI AGIBILITÀ, disciplinato in ultimo dagli art.li 24, 25 e 26 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, e successive modificazioni PLANIMETRIA CATASTALE o elaborato equivalente dove sia evidenziata l ubicazione delle postazioni di lavoro DEROGHE eventuali circa la rispondenza ai requisiti dell ALLEGATO IV, nonché in tema di altezze e locali sotterranei IMPIANTO ELETTRICO - Dichiarazione di conformità - DICO (obbligatoria per gli impianti realizzati o modificati dopo il 1990) 7
8 - Dichiarazione di rispondenza - DIRI (obbligatoria per aumento potenza degli impianti realizzati e non modificati prima del 1990 e nel caso di smarrimento della DICO) - Denuncia all ISPESL e all Azienda USL dell impianto elettrico - Calcolo dell indice di fulminazione che attesti l auto protezione della struttura oppure denuncia all ISPESL e all Azienda USL dell impianto di protezione delle scariche atmosferiche - Verifiche, biennali o quinquennali, degli impianti di terra e di protezione dalle scariche atmosferiche PREVENZIONE INCENDI - Certificato di prevenzione incendi CPI di cui al D.M. 16 febbraio 1982 il quale individua 97 attività soggette alle visite ed ai controlli di prevenzione incendi; altre attività sono disciplinate dal D.M. 10 marzo In entrambi i casi la responsabilità è del titolare dell attività - Manutenzione e controlli periodici (semestrali) degli impianti e delle attrezzature di protezione antincendio - Registro dei controlli CENTRALI TERMICHE - Potenza inferiore a 35 KW: a) Dichiarazione di conformità dell installatore b) Manutenzioni periodiche del manutentore riportate nel libretto d impianto - Potenza maggiore di 35 KW: a) Denuncia all ISPESL di primo impianto 8
9 b) Manutenzioni periodiche del manutentore riportate nel libretto d impianto - Potenza maggiore di 116 KW e nei condomini in centrali con potenza compresa tra 35 e 116 KW: a) Denuncia all ISPESL di primo impianto b) Manutenzioni periodiche del manutentore riportate nel libretto d impianto c) Verifica periodica dei dispositivi di sicurezza da parte dell azienda USL (ogni 5 anni) ASCENSORI - Libretto d uso e manutenzione od altro libretto con caratteristiche dell impianto, a seconda della data d installazione - Verbali della ditta manutentrice (ogni 6 mesi) - Verbale di verifica periodica dell azienda USL (ogni 2 anni) art. 21. comma 1, lettera c): tessera di riconoscimento Elaborare un unico modello di tessera costituito da: Denominazione e logo dell organizzazione Fotografia del volontario Generalità del volontario: - Cognome - Nome - Luogo e data di nascita 9
10 art. 15 della l.r. 22 luglio 2005, n. 16: iniziative di formazione Eventuali specifiche esigenze di formazione in tema di salute e sicurezza potrebbero trovare soluzione con la norma in questione, la quale prevede che la Regione favorisce la partecipazione dei volontari alle iniziative di formazione, qualificazione ed aggiornamento professionale svolte o promosse dalla stessa o da agenzie formative nei settori di diretto intervento delle organizzazioni. 10

References: art. 2
 art. 2
 art. 3
 art. 21
 art. 3
 art. 21
 art. 3
 art. 21
 art. 3
 art. 21
 art. 21
 art. 21
 art. 21
 art. 168
 art. 176
 art. 185
 art. 196
 art. 204
 art. 211
 art. 218
 art. 229
 art. 242
 art. 259
 art. 279
 art. 21
 art. 37
 art. 28
 art. 26
 art. 62
 art. 21
 art. 15