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Timestamp: 2019-10-16 12:56:45+00:00

Document:
impugnazioni | 03 Luglio 2019
La Cassazione chiarisce i confini tra errore di diritto ed errore di fatto
Non si ricade nella violazione delle norme di diritto quando si alleghi che il giudice non abbia tenuto conto di fatti pur comprovati in giudizio, che se considerati avrebbero determinato, con elevato grado di certezza probabilistica, una differente decisione, ovvero si alleghi che il giudice abbia attribuito valore determinante a elementi probatori che si elidono a vicenda, rendendo incomprensibile la ratio decidendi, ovvero si alleghi un non convincente esercizio del potere di ponderazione delle risultanze probatorie: in casi siffatti non sussiste violazione del criterio di riparto dell’onere della prova, né illegittima utilizzazione di prove non dedotte dalle parti, bensì si ricade nell’ambito dell’errore di fatto, sindacabile in Cassazione nei soli limiti consentiti dall’art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c..
(Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 17685/19; depositata il 2 luglio)
impugnazioni | 02 Luglio 2019
Sulla violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza
La diversità del fatto accertato in giudizio da quello contestato viola i principi dell’immutabilità dell’accusa e del contraddittorio, nonché del diritto di difesa, obbligando il giudice a trasmettere gli atti al PM.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 28375/19; depositata il 1° luglio)
impugnazioni | 27 Giugno 2019
Documenti nuovi in appello? Ammissibili se provano la legittimazione processuale di una delle parti
La preclusione alla produzione di nuovi documenti in appello prevista dall’art. 345 c.p.c. deve intendersi riferita soltanto a quelli che attengono al merito della domanda e non vale per quelli utili a dimostrare la legittimazione processuale che è governata dall’art. 182 c.p.c. secondo il quale le invalidità derivanti dal difetto di capacità processuali possono essere sanate anche di propria iniziativa dalle parti con la regolarizzazione della costituzione in giudizio di quella cui la carenza si riferisce.
(Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 17062/19; depositata il 26 giugno)
impugnazioni | 26 Giugno 2019
L’ordinanza che, nell’annullare la richiesta di rinvio a giudizio per inidonea notificazione (ex art. 161, comma 4, c.p.p.) dell’avviso di cui all’art. 415-bis c.p.p., dispone la restituzione degli atti al PM è viziata e da ciò ne deriva una valutazione di abnormità.
(Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza n. 27935/19; depositata il 25 giugno)
impugnazioni | 24 Giugno 2019
L’appellante è tenuto a fornire prova delle proprie censure, essendo l’appello una “revisio” fondata sulla denunzia di vizi di ingiustizia o nullità della sentenza impugnata. Pertanto è onere della parte produrre o ripristinare in appello se già prodotti in primo grado, i documenti su cui egli basa il proprio gravame.
impugnazioni | 21 Giugno 2019
Ai fini dell’individuazione del regime applicabile in materia di impugnazioni in caso di successione nel tempo di diverse discipline e in assenza di espresse disposizioni transitorie, trova applicazione il principio tempus regit actum che impone di fare riferimento al momento di emissione del provvedimento impugnato.
impugnazioni | 19 Giugno 2019
Vigendo in materia di impugnazioni il principio di tassatività delle forme per l’introduzione dei ricorsi, la presentazione del gravame mediante Posta Elettronica Certificata non è ammissibile.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 26874/19; depositata il 18 giugno)
impugnazioni | 10 Giugno 2019
Gli oneri del giudice nel procedimento speciale di applicazione della pena su richiesta delle parti
In tale procedimento il giudice, ratificando l’accordo tra l’imputato e il PM, non può alterare il contenuto della richiesta e subordinare il beneficio della sospensione condizionale dell’esecuzione della pena all’adempimento di uno degli obblighi previsti dall’art. 165, comma 1, c.p., «rimasto del tutto estraneo alla pattuizione, anche quando trattasi di prescrizione che il giudice deve necessariamente disporre a norma del secondo comma del medesimo articolo».
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 25349/19; depositata il 7 giugno)
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 art. 161
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