Source: http://pietrodigennaro.it/UNI_Leggi/legislazione/DPCM_13-04-1994.html
Timestamp: 2018-06-22 20:26:21+00:00

Document:
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 13 aprile 1994 - Uniformità di trattamento per il diritto allo studio universitario.
(G.U. n. 175, 28 luglio 1994, Serie Generale)
Vista la legge 2 dicembre 1991, n. 390, ed in particolare l'art. 4 che demanda al Governo della Repubblica il compito di stabilire: a) i criteri per la determinazione del merito e delle condizioni economiche degli studenti ai fini dell'accesso ai servizi al godimento degli interventi non destinati alla generalità degli studenti; b) le tipologie minime ed i relativi livelli degli interventi che le regioni debbono attuare per rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale per la concreta realizzazione del diritto agli studi universitari; c) gli indirizzi per la graduale riqualificazione della spesa;
Art. 1 - Servizi ed interventi non destinati alla generalità degli studenti
Art. 2 - Le procedure di selezione dei beneficiari
1. Per poter usufruire delle provvidenze e degli interventi di cui all'art. 1 gli studenti dovranno risultare regolarmente iscritti in corso, senza mai essere stati iscritti fuori corso intermedio o ripetente alle università, agli istituti universitari ed agli istituti superiori di grado universitario che rilasciano titoli aventi valore legale. Le regioni e le università possono, sulla base della disponibilità finanziaria, estendere i benefici di propria competenza anche agli studenti iscritti non oltre il primo anno fuori corso o che si trovano, o si sono trovati, in posizione di fuori corso intermedio o ripetente per non più di una volta durante la carriera scolastica. Le regioni possono estendere i benefici, limitatamente ai servizi abitativi, anche gli studenti del secondo anno fuori corso.
6. Le domande per l'accesso ai servizi e agli interventi e le relative informazioni sulle condizioni economiche e di merito, sono presentate dagli studenti avvalendosi della facoltà di autocertificazione ai sensi dell'art. 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15, e dell'art. 24 della legge 13 aprile 1977, n. 114. Le università e gli organismi regionali di gestione, per gli interventi di rispettiva competenza, controllano la veridicità delle autocertificazioni prodotte dagli studenti, svolgendo le verifiche necessarie anche con controlli a campione.
Art. 3 - Criteri per la valutazione del merito
iscritti agli anni successivi al secondo: avere superato, entro la data di scadenza di presentazione delle domande, il numero medio di esami degli studenti immatricolati nello stesso anno accademico e nello stesso corso di laurea e di diploma, o degli studenti immatricolati delle coorti immediatamente precedenti, con esclusione di quelli con zero esami. Nell'impossibilità di adottare tale metodo, per l'assenza delle relative informazioni, le regioni e le università possono utilizzare in alternativa, per gli interventi di rispettiva competenza, il seguente criterio: avere superato entro il 30 settembre almeno la metà del numero complessivo degli esami degli anni precedenti a quello di iscrizione previsti dal piano di studi del rispettivo corso di laurea e di diploma.
2. Per le attività a tempo parziale degli studenti realizzate dalle università valgono i requisiti di ammissione previsti dall'art. 13 della legge 2 dicembre 1991, n. 390.
5. Gli organismi regionali di gestione possono realizzare, con propri fondi e proprie modalità, forme di collaborazione degli studenti alle attività connesse ai propri servizi, attingendo alle graduatorie predisposte dalle università per le attività a tempo parziale degli studenti di cui all'art. 13 della legge 2 dicembre 1991, n. 390.
Art. 4 - Criteri per la valutazione delle condizioni economiche
5. Per l'accesso ai benefici di cui all'art. 1 il reddito complessivo lordo del nucleo familiare non potrà superare i limiti seguenti, determinati sulla base della scala di equivalenza della commissione povertà, assumendo un reddito soglia di riferimento per la famiglia tipo di tre persone, stabilito dalle regioni e dalle università per gli interventi di rispettiva competenza, tra i 50 e i 55 milioni: 1 componente 0,45 22.500.000 24.750.000
ogni componente in più + 0,15
Art. 5 - I criteri per la determinazione della tassa d'iscrizione e dei contributi
1. Ai fini della determinazione della tassa di iscrizione e dei contributi da effettuarsi in base al reddito, alla condizione effettiva del nucleo familiare ed al merito degli studenti, le università stabiliscono le fasce sulla base dei criteri stabiliti dagli articoli 3 e 4 del presente decreto, ai sensi del comma 18 dell'art. 5 della legge 24 dicembre 1993, n. 537.
Art. 6 - Criteri per l'esonero totale o parziale dalla tassa di iscrizione e dai contributi
1. Le università stabiliscono per gli studenti capaci e meritevoli o privi di mezzi, criteri per l'esonero totale o parziale dalla tassa d'iscrizione e dai contributi, tenendo conto dei seguenti princìpi, ai sensi del comma 20 dell'art. 5 della legge 24 dicembre 1993, n. 537:
4. Le università comunicano annualmente alla Consulta nazionale per il diritto agli studi universitari, entro il 30 maggio di ciascun anno, il numero di studenti esonerati parzialmente e totalmente dalla tassa di iscrizione e dai contributi universitari, secondo le diverse tipologie, e la relativa perdita di gettito nell'anno finanziario precedente, nonchè la distribuzione degli studenti per fasce.
Art. 7 - Tipologie minime e livelli degli interventi regionali
1. Gli interventi regionali previsti dall'art. 7 della legge 2 dicembre 1991, n. 390, e gli altri autonomamente organizzati dalle regioni a statuto ordinario dovranno favorire la possibilità di frequentare l'università, uniformandosi ai princìpi generali dettati dalla stessa norma.
2. La definizione dell'importo delle borse di studio persegue l'obiettivo della copertura delle spese di mantenimento sostenute dagli studenti nelle diverse sedi. Le regioni promuovono periodicamente indagini per la individuazione dei costi di mantenimento agli studi universitari per le diverse categorie di studenti nelle diverse città, che saranno comunicati alla Consulta nazionale per il diritto agli studi universitari. Le regioni possono diversificare gli importi sia in ragione delle condizioni degli studenti, che dei livelli di spesa necessari nelle diverse parti del Paese. L'importo minimo delle borse di studio previste dall'art. 8 della legge 2 dicembre 1991, n. 390, è stabilito in lire sei milioni annui per gli studenti fuori sede e in lire tre milioni e cinquecentomila per gli studenti in sede, fatto salvo quanto previsto dal successivo comma 4.
Art. 8 - Indirizzi per la graduale riqualificazione della spesa
2. Le regioni provvederanno a contenere i costi di gestione dei servizi per il diritto allo studio, ottimizzando l'utilizzo delle risorse impiegate anche attraverso una conversione dalla gestione diretta a quella indiretta, secondo gli indirizzi previsti dal secondo comma dell'art. 25 della legge 2 dicembre 1991, n. 390.
Art. 9 - Borse d'incentivazione
1. Per l'erogazione delle borse d'incentivazione da parte delle università valgono i termini procedurali indicati nell'art. 17 della legge 2 dicembre 1991, n. 390. Il conferimento di tali borse per il primo anno dovrà tener conto dei criteri di merito e delle condizioni economiche indicati negli articoli 3 e 4 del presente decreto. La conferma delle borse per gli anni successivi è invece legata al superamento dei limiti minimi di merito indicati all'art. 3. Il presente decreto sarà inviato alla Corte dei conti per la registrazione e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9