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Timestamp: 2018-09-19 21:26:00+00:00

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Forfettari: la gestione delle rimanenze - PDF
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Aloisia Guerra
1 Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N Forfettari: la gestione delle rimanenze Categoria: Finanziaria Sottocategoria: 2015 Categoria: Regimi speciali Sottocategoria: Contribuenti minimi Come noto nel nuovo regime forfettario introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 il reddito netto è determinato applicando ai ricavi conseguiti una percentuale di redditività che varia sulla base dell attività esercitata. Per i contribuenti che al 1 gennaio 2015 hanno deciso di transitare in tale regime quindi non assumono alcuna rilevanza le spese sostenute nello stesso periodo relative all'esercizio dell'attività d'impresa o professionale. Nel nuovo regime diventano irrilevanti anche le rimanenze risultanti al dell anno precedente a quello di accesso al regime in quanto non possono essere riportate nell anno successivo come componente negativo. Il passaggio dal regime ordinario al regime forfettario comporta l obbligo di restituire l IVA precedentemente detratta su tali rimanenze (articolo 19-bis2 del D.P.R. 633 del 1972). Premessa Come noto la Legge di Stabilità 2015 ha introdotto un nuovo regime semplificato riservato ai soggetti di minori dimensioni denominato Regime forfettario. Una delle principali novità del regime forfettario è data dalla determinazione del reddito e dell imposta. In base a quanto previsto dalla Legge di Stabilità 2015 i contribuenti forfetari: determinano il reddito imponibile applicando all'ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti il coefficiente di redditività nella misura indicata nell allegato n. 4 annesso alla presente legge, 1
2 diversificata a seconda del codice ATECO che contraddistingue l attività esercitata... Secondo la disposizione legislativa: la determinazione del reddito d impresa o di lavoro autonomo avviene, applicando delle percentuali di redditività sui ricavi d impresa. Pertanto, è sufficiente applicare le percentuali sulla somma delle fatture attive emesse nell anno. Le percentuali di redditività sono differenziate in ragione della diversa attività esercitata, secondo quanto riportato nella Tabella allegata al testo legislativo (si veda nostra Fiscal News n. 325 del ). La differenziazione di tali coefficienti si giustifica constatando che in un regime forfetario la struttura dei costi delle diverse attività è a sua volta diversificata e la percentuale di redditività incorpora proprio l ammontare dei componenti negativi. Tale particolare modalità di determinazione del reddito comporta che a differenza di quanto accade nel regime dei minimi, si ha un regime forfetario in cui non assumono alcuna rilevanza le spese sostenute nello stesso periodo relative all'esercizio dell'attività d'impresa o professionale; le spese sono forfetizzate nella percentuale di redditività. Rimanenze Altra particolarità specifica di questo regime è data dalla gestione delle rimanenze. A differenza di quanto stabilito per i contribuenti minimi, con riferimento al primo anno d'applicazione del regime forfettario, la norma non prevede che: le rimanenze finali formatesi nell'ultimo anno antecedente all'ingresso nel nuovo regime, costituiscano un componente negativo deducibile dall'ammontare dei ricavi, fino a capienza degli stessi; l'eventuale eccedenza costituisca componente negativo da portare in deduzione dei ricavi dei periodi d'imposta successivi, fino a concorrenza dei medesimi. Da un certo punto di vista il contribuente perde la possibilità di dedurre dei costi che normalmente vengono stornati in virtù dell applicazione del criterio di competenza, costi sostenuti fino al periodo che precede l accesso al nuovo regime. 2
3 In realtà, a ben guardare, sui ricavi realizzati in corso di opzione, concernenti di fatto anche le suddette rimanenze, viene comunque applicata la percentuale di defalcazione forfettaria, e quindi, in definitiva, la deduzione a fronte delle rimanenze finali aprirebbe il fianco ad una doppia deduzione non ammessa dal sistema. In pratica, le rimanenze finali, relative all'ultimo periodo di determinazione delle imposte con i criteri ordinari, non rilevano nei periodi di applicazione del regime forfettario, nel senso che sono incorporate nella percentuale forfettaria di determinazione dei costi. Ipotizziamo il caso di un contribuente esercente attività di commercio al dettaglio (percentuale di redditività 40%) che si trova nel nuovo regime forfettario dal 1 gennaio Lo stesso rileva le seguenti rimanenze: Rimanenze al 31/12/ Nessuna rilevanza fiscale in quanto rileva il costo all atto del pagamento; Rimanenze al 31/12/2014: secondo la precedente norma prevista per i contribuenti minimi tali giacenze rilevavano come componenti negativi, nel 2015 fino a concorrenza dei componenti positivi incassati nel Ipotesi n. 1: Rimanenze al 31/12/2014: 10 Ricavi al 31/12/2015: 100 Costi sostenuti al 31/12/2015: 50 Reddito al 31/12/2015 = 40 ( ) Ipotesi n. 2: Rimanenze al 31/12/2014: 100 Ricavi al 31/12/2015: 50 Costi sostenuti al 31/12/ Reddito al 31/12/2015 = 0 (50-50) L eccedenza delle rimanenze di 50 rilevava nei periodi d imposta successivi. 3
4 secondo la nuova norma prevista per i contribuenti forfettari tali giacenze non rilevano come componenti negativi nel 2015 ma al contrario risultano irrilevanti. Ipotesi n. 1: Rimanenze al 31/12/2014: 10 Ricavi al 31/12/2015: 100 Costi sostenuti al 31/12/2015: 50 Reddito al 31/12/2015 = 40 (100 X 40%) Ipotesi n. 2: Rimanenze al 31/12/2014: 100 Ricavi al 31/12/2015: 50 Costi sostenuti al 31/12/ Reddito al 31/12/2015 = 20 (50 X 40%) Si evidenzia il fatto che per il regime forfettario le rimanenze (10 Ipotesi 1 e 100 Ipotesi 2) non vengono riportate come componente negativo nel 2015 perché nel corso di tale anno alle vendite effettuate (compresi tali beni) viene applicata la percentuale di forfettizzazione del 40%. Al contrario nel regime dei minimi avveniva il riporto come componente negativo perché tali beni venduti nel corso del 2015 costituivano componente positivo di reddito in modo integrale. Rettifica Iva In considerazione del mutato regime di detrazione dell IVA a credito, i soggetti che dal 2015 passano dal regime ordinario di determinazione dell IVA al regime in esame, ai sensi dell art. 19- bis2, comma 3, DPR n. 633/72 devono effettuare la rettifica della detrazione dell IVA a credito operata con riferimento ai beni e servizi non ancora ceduti o non ancora utilizzati, esistenti al Come precisato nella C.M , n. 328/E, lo scopo delle rettifiche è, sostanzialmente,... di adeguare la detrazione dell imposta all effettiva e mutata destinazione dei beni e dei servizi. 4
5 Come ribadito dall Agenzia delle Entrate nella Circolare , n. 73/E, l IVA relativa a beni e servizi non ancora ceduti o non ancora utilizzati deve essere rettificata in un unica soluzione, senza attendere il materiale impiego degli stessi. Da quanto sopra si evince innanzitutto che la rettifica interessa in particolare: le rimanenze di beni risultanti al Per il calcolo dell ammontare dell IVA da restituire all Erario va considerato che: con riferimento alle rimanenze e ai servizi non ancora utilizzati, deve essere rettificato l intero ammontare dell IVA a credito detratta all atto dell acquisto. Compilazione modello IVA Come disposto dall art. 1, comma 61, Legge n. 190/2014: il passaggio dalle regole ordinarie di applicazione dell'imposta sul valore aggiunto al regime forfetario comporta la rettifica della detrazione da operarsi nella dichiarazione dell ultimo anno di applicazione delle regole ordinarie. Per i soggetti che accedono al regime dal 2015, la rettifica va effettuata nella dichiarazione IVA relativa al A tal fine nel mod. IVA 2015 va: barrata la casella di rigo VA14 per indicare che trattasi dell ultima dichiarazione in regime ordinario IVA ; riportato a rigo VF56 l importo della rettifica (con segno - ). Di conseguenza l ammontare della stessa concorre a determinare il saldo IVA Un contribuente esercente l attività di bar, passa al regime forfetario dal 2015 e presenta le seguenti rimanenze al date da queste fatture di acquisto: IVA 4% (100); IVA 10% (232); IVA 22% (220); L Iva da restituire è 552 ( ). Il contribuente dovrà quindi: barrare la casella VA14M; 5
6 X riportare l importo a rigo VF56 con il segno meno Versamento Considerato che l importo della rettifica non assume autonoma rilevanza (come diversamente previsto per la rettifica della detrazione IVA connessa all adozione del regime dei minimi) quanto indicato nel suddetto rigo VF56 concorre a determinare il saldo IVA Il versamento dello stesso è collegato alla modalità di presentazione della dichiarazione. Di conseguenza in caso di presentazione del mod. IVA 2015 in forma autonoma, il versamento va eseguito entro il (codice tributo 6099 ) in unica soluzione o in forma rateale (massimo 9 rate), tenendo presente che: l importo dovuto va suddiviso in rate di pari importo e alle rate successive alla prima vanno applicati gli interessi dello 0,33% mensile; la seconda rata va quindi maggiorata dello 0,33%, la terza dello 0,66%, la quarta dello 0,99% e così via; le rate devono essere versate entro il giorno 16 di ogni mese di scadenza, a partire dal , data entro la quale va versata la prima rata. In caso di presentazione della dichiarazione IVA in forma unificata nel mod. UNICO 2015 il versamento, va effettuato: con le analoghe modalità previste in caso di presentazione della dichiarazione IVA in forma autonoma (entro il 16.3 in unica soluzione o in forma rateale con la maggiorazione dello 0,33% alle rate successive alla prima da versare entro il 16.3); ovvero: entro il termine previsto per il versamento delle imposte risultanti dal mod. UNICO 2015 ( con la maggiorazione dello 0,40%). In tal caso il saldo IVA 2014 può essere versato: in unica soluzione maggiorando quanto dovuto dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese tra il 16.3 e il 16.6 (o 16.7). Così, se il saldo è versato entro il la maggiorazione sarà pari all 1,2% (0,40% x 3); in forma rateale maggiorando quanto dovuto dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese tra il 16.3 e il 16.6 (o 16.7, con 6
7 l ulteriore maggiorazione dello 0,40%) e suddividendo l importo così determinato nel numero di rate scelte, per un massimo di 6 rate (5 se si inizia il 16.7) in quanto la rateizzazione deve comunque concludersi entro il mese di novembre. Ad ogni rata successiva alla prima vanno applicati gli interessi dello 0,33% mensile. - Riproduzione riservata - 7
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 art. 1
 ART. 6
 ART. 9
 ART. 9
 ART. 1