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Cass. Civ. Sez. Lav. n. 29664/2008
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CASSA ITALIANA DI PREVIDENZA E ASSISTENZA DEI GEOMETRI LIBERI PROFESSIONISTI, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA GREGORIO VII 108, presso lo studio dell'avvocato SCONOCCHIA BRUNO, che la rappresenta e difende unitamente all'avvocato CINELLI MAURIZIO giusta delega a margine del ricorso:
R.G., già elettivamente domiciliato in ROMA, VIA S. BERNADETTE 15, presso lo studio dell'avvocato FORTE LUCILIA, rappresentato e difeso dagli avvocati DI LAURO MARIA, MOSCARDINO ALDO giusta mandato in calce al controricorso e da ultimo d'ufficio presso LA CANCELLERIA DELLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE;
avverso la sentenza n. 49/2005 della CORTE D'APPELLO di CAMPOBASSO, depositata il 14/02/2005 R.G.N. 61/03;
udita la relazione della causa svolta nella Udienza pubblica del 16/10/2008 dal Consigliere Dott. DI NUBILA VINCENZO;
1. Con ricorso depositato in data 31.10.2001, R.G. conveniva dinanzi al Tribunale di Isernia la Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Geometri, onde sentir accertare che egli non era obbligato a corrispondere alla Cassa medesima la contribuzione relativa al quadriennio 1987 - 1990, richiestagli con nota in data 19.1.1999. Precisava l'attore che la maggiore contribuzione richiesta ineriva anche a redditi non professionali, come tali non assoggettati a contributo, quali i compensi percepiti come perito in materia di sinistri stradali. Eccepiva in ogni caso la prescrizione. Si costituiva la Cassa e si opponeva alla domanda, sostenendo che il termine di prescrizione iniziava a decorrere dalla data in cui essa aveva ricevuto dall'Amministrazione Finanziaria i dati contenuti nelle denunce dei redditi e che i compensi comunque percepiti dal professionista andavano assoggettati a contribuzione.
2. Il Tribunale adito dichiarava prescritto il diritto della Cassa, la quale proponeva appello. Previa costituzione ed opposizione dell'appellato, la Corte di Appello di Campobasso confermava la sentenza di primo grado, Questa, in sintesi, la motivazione della sentenza di appello:
- è ammissibile la produzione di documenti in appello, intesi a dimostrare la mancata o diversa decorrenza della prescrizione;
- a sensi della L. n. 773 del 1982, art. 19, il termine di prescrizione dei contributi decorre dalla comunicazione che i professionisti sono tenuti ad effettuare alla Cassa entro il trentesimo giorno successivo a quella previsto per la presentazione della dichiarazione dei redditi ai fini IRPEF;
- vero è che il regolamento 13.7.1999 relativo alla contribuzione dei geometri prevede, all'art. 45, una decorrenza ulteriore, vale a dire dal momento in cui la Cassa ha ottenuto dai competenti uffici i dati definitivi;
- la decorrenza "alternativa" dalla ricezione dei dati da parte dell'Amministrazione Finanziaria può trovare applicazione solo in caso di omessa comunicazione e semprechè il credito non sia già prescritto, come confermato dall'art. 25 del Regolamento in questione;
- nella specie, a sensi della L. n. 335 del 1995, art. 3, la prescrizione è divenuta quinquennale; unico atto interruttivo è la nota 19.1.1989;
3. Ha proposto ricorso per Cassazione la Cassa di Previdenza Geometri, deducendo quattro motivi.
Resiste con controricorso R.G..
4. Col primo motivo del ricorso, la ricorrente deduce violazione e falsa applicazione, a sensi dell'art. 360 c.p.c., n. 3, della L. n. 773 del 1982, artt. 17, 18, 19, degli artt. 2935, 2948 c.c., dell'art. 12 preleggi, anche in riferimento agli artt. 6 e 45 del regolamento approvato con D.M. 28 novembre 1995; nonchè omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa punti decisivi della controversia, ex art. 360 c.p.c., n. 5. La Cassa ricorrente denuncia anzitutto una contraddittorietà della motivazione, perchè la Corte di Appello ha affermato che la prescrizione decorre dalla scadenza del termine previsto per la presentazione delle denunce annuali obbligatorie, e nel contempo che la prescrizione non decorre in caso di violazione dell'obbligo. Viceversa, la Corte di Appello avrebbe dovuto ritenere che il termine prescrizionale decorre dalla denuncia dei redditi in caso di dichiarazione veritiera, mentre in caso di omessa o infedele dichiarazione il termine non decorre.
Diversamente opinando, sarebbe sufficiente presentare una qualunque dichiarazione onde far decorrere il termine di prescrizione, mentre è noto che la Cassa incontra difficoltà notevoli nell'accertamento degli effettivi redditi degli iscritti.
Va comunque rimarcato come detto Regolamento, cui ha fatto rinvio la legge formale, si ponga in rapporto di complementarità con la fondamentale L. n. 773 del 1982, la quale regola la contribuzione alla Cassa e dispone che la prescrizione dei contributi, allora decennale, "decorre dalla data di trasmissione alla cassa, da parte dell'obbligato, della dichiarazione di cui all'art 17". Il quale art. 17, a sua volta, prevede che gli iscritti all'albo dei geometri devono comunicare alla Cassa, entro trenta giorni dal termine stabilito per la dichiarazione annuale dei redditi, l'ammontare del reddito professionale dichiarato ai fini Irpef. La denuncia presentata entro il novantesimo giorno dalla data come sopra fissata si intende ritardata; oltre il novantesimo giorno essa si intende omessa.
9. Col terzo motivo del ricorso, la ricorrente deduce violazione e falsa applicazione, a sensi dell'art. 360 c.p.c., n. 3, della L. n. 335 del 1995, art. 3 e della L. n. 773 del 1982, art. 19, nonchè vizio di motivazione al riguardo: il termine di prescrizione è rimasto decennale perchè la Cassa ha iniziato un procedura di recupero di contributi mediante la richiesta di informazioni rivolta all'Amministrazione Finanziaria, la cui risposta è datata "2.11.2004".
10. In realtà la difesa della Cassa intende riferirsi alla nota 2.11.1994, con la quale l'Amministrazione Finanziaria avrebbe comunicato i dati reddituali dell'interessato. La presenza di tale nota, che evidentemente risponde ad una richiesta, costituirebbe quella "procedura iniziata" la quale consentirebbe di salvare il termine decennale di prescrizione.
11. Il motivo è infondato. La Cassa non contesta che la L. n. 335 del 1995 si applica anche ai regimi pensionistici speciali, ma insiste sulla valenza delle note informative provenienti dall'Amministrazione Finanziaria per mantenere decennale la prescrizione. Orbene, la detta legge, nel fare salvi gli effetti di atti interruttivi della prescrizione e di procedure iniziate, si riferisce certamente ad atti di messa in mora od a ricognizioni di debito. Quanto alle procedure, esse consistono anzitutto nella procedure esecutive e possono essere considerate "procedure iniziate" anche quelle di cognizione giudiziale, come la richiesta di emissione di un decreto ingiuntivo; esse non richiedono l'instaurazione di un contraddittorio col debitore (Cass. n. 12822/2002 citata dalla ricorrente) ma debbono tuttavia consistere in una serie di atti finalizzati in modo non equivoco al conseguimento della pretesa creditoria. Orbene, non sembra che una richiesta di informativa a diversa amministrazione rivesta i requisiti della "procedura iniziata", risolvendosi in un atto interno, che potrebbe mettere capo ad una procedura di recupero del credito, ma che di per sè è neutro agli effetti che qui interessano. In tal senso si ritiene di rettificare la motivazione della sentenza di appello.
12. Col quarto motivo del ricorso, la ricorrente deduce omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa punti decisivi della controversia, ex art. 360 c.p.c., n. 5: la Corte di Appello non ha indicato il giorno dal quale il termine dovrebbe essere computato.
13. Il motivo è manifestamente infondato e va rigettato. La risposta al riguardo è contenuta nella parte motiva della sentenza di merito, la quale individua il decorso della prescrizione dall'invio della denuncia annuale dei redditi professionali.
14. Il ricorso, per i suesposti motivi, deve essere rigettato. Le spese del grado seguono la soccombenza e vengono liquidate in dispositivo.
La CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Rigetta il ricorso e condanna la ricorrente Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza dei Geometri Liberi Professionisti a rifondere al controricorrente R.G. le spese del giudizio di cassazione, che liquida in Euro 21,00 oltre Euro duemila/00 per onorari, più spese generali, IVA e CPA nelle misure di legge.
Depositato in Cancelleria il 18 dicembre 2008

References: Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 19
 art. 3
 art. 360
 art. 17
 art. 3
 art. 19
 sentenza 
 art. 360
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