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WILLIS ITALIA S.P.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE AI SENSI DEL D.LGS. 8 GIUGNO 2001 N. 231 Parte speciale. Parte Speciale 27/03/ PDF
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1 WILLIS ITALIA S.P.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE AI SENSI DEL D.LGS. 8 GIUGNO 2001 N. 231 Parte speciale Parte Speciale 27/03/09 1
2 PARTE SPECIALE A REATI NEI CONFRONTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (articoli 24 e 25 del Decreto) A. 1 TIPOLOGIA DEI REATI I reati attualmente previsti dal Decreto nei confronti della Pubblica Amministrazione sono: Malversazione a danno dello Stato (art. 316-bis c.p.) Chiunque, estraneo alla pubblica amministrazione, avendo ottenuto dallo Stato o da altro ente pubblico o dalle Comunità Europee contributi, sovvenzioni o finanziamenti destinati a favorire iniziative dirette alla realizzazione di opere o allo svolgimento di attività di pubblico interesse, non li destina alle predette finalità, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato (art. 316-ter c.p.) Salvo che il fatto costituisca il reato previsto dall articolo 640-bis, chiunque mediante l utilizzo o la presentazione di dichiarazioni o di documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero mediante l omissione di informazioni dovute, consegue indebitamente, per sé o per altri, contributi, finanziamenti, mutui agevolati o altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o erogati dallo Stato, da altri enti pubblici o dalle Comunità europee è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Quando la somma indebitamente percepita è pari o inferiore a 3.999,96 si applica soltanto la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da a Tale sanzione non può comunque superare il triplo del beneficio conseguito. Truffa (in danno dello Stato o di un altro ente pubblico) (art. 640 comma 2 n. 1 c.p.) Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 51 a La pena è della reclusione da uno a cinque anni e della multa da 309 a 1.549: 1) se il fatto è commesso a danno dello Stato o di un altro ente pubblico o col pretesto di far esonerare taluno dal servizio militare. Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.) La pena è della reclusione da uno a sei anni e si procede d ufficio se il fatto di cui all art. 640 riguarda contributi, finanziamenti, mutui agevolati ovvero altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o erogati da parte dello Stato, di altri enti pubblici o delle Comunità europee. Frode informatica in danno dello Stato o di altro Ente Pubblico (art. 640-ter c.p.) Chiunque, alterando in qualsiasi modo il funzionamento di un sistema informatico o telematico o intervenendo senza diritto con qualsiasi modalità su dati, informazioni o programmi contenuti in un sistema informatico o telematico o ad esso pertinenti, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 51 a La pena è della reclusione da uno a cinque anni e della multa da 309 a se ricorre una delle circostanze previste dal numero 1) del secondo comma dell art. 640, ovvero se il fatto è commesso con abuso della qualità di operatore del sistema. Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra taluna delle circostanze di cui al secondo comma o un altra circostanza aggravante. Corruzione per un atto d ufficio (art. 318 c.p.) Parte Speciale 27/03/09 2
3 Il pubblico ufficiale, che, per compiere un atto del suo ufficio, riceve, per sé o per un terzo, in denaro o altra utilità, una retribuzione che non gli è dovuta, o ne accetta la promessa, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Se il pubblico ufficiale riceve la retribuzione per un atto da lui già compiuto, la pena è della reclusione fino a un anno. Istigazione alla corruzione (art. 322) Chiunque offre o promette denaro od altra utilità non dovuti, a un pubblico ufficiale o a un incaricato di un pubblico servizio che riveste la qualifica di pubblico impiegato, per indurlo a compiere un atto del suo ufficio, soggiace, qualora l offerta o la promessa non sia accettata, alla pena stabilita nel primo comma dell art. 318, ridotta di un terzo. Se l offerta o la promessa è fatta per indurre un pubblico ufficiale o un incaricato di un pubblico servizio a omettere o a ritardare un atto del suo ufficio, ovvero a fare un atto contrario ai suoi doveri, il colpevole soggiace, qualora l offerta o la promessa non sia accettata, alla pena stabilita nell articolo 319, ridotta di un terzo. La pena di cui al primo comma si applica al pubblico ufficiale o all incaricato di un pubblico servizio che riveste la qualità di pubblico impiegato che sollecita una promessa o dazione di denaro o altra utilità da parte di un privato per le finalità indicate dall articolo 318. La pena di cui al secondo comma si applica al pubblico ufficiale o all incaricato di un pubblico servizio che sollecita una promessa o dazione di denaro od altra utilità da parte di un privato per le finalità indicate dall articolo 319. Corruzione per un atto contrario ai doveri d ufficio (art. 319 c.p.) Il pubblico ufficiale, che, per omettere o ritardare o per aver omesso o ritardato un atto del suo ufficio, ovvero per compiere o per aver compiuto un atto contrario ai doveri di ufficio, riceve, per sé o per un terzo, denaro od altra utilità, o ne accetta la promessa, è punito con la reclusione da due a cinque anni. Corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter c.p.) Se i fatti indicati negli articoli 318 e 319 sono commessi per favorire o danneggiare una parte in un processo civile, penale o amministrativo, si applica la pena della reclusione da tre a otto anni. Se dal fatto deriva l ingiusta condanna di taluno alla reclusione non superiore a cinque anni, la pena è della reclusione da quattro a dodici anni; se deriva l ingiusta condanna alla reclusione superiore a cinque anni o all ergastolo, la pena è della reclusione da sei a venti anni. Concussione (art. 317 c.p.) Il pubblico ufficiale o l incaricato di un pubblico servizio, che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro od altra utilità, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni. Corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio (art. 320 c.p.) Le disposizioni dell articolo 319 si applicano anche all incaricato di un pubblico servizio; quelle di cui all articolo 318 si applicano anche alla persona incaricata di un pubblico servizio qualora rivesta la qualità di pubblico impiegato. In ogni caso, le pene sono ridotte in misura non superiore a un terzo. Peculato, concussione, corruzione e istigazione alla corruzione di membri degli organi delle Comunità europee e di funzionari delle Comunità europee e di Stati esteri (art. 322-bis c.p.) Le disposizioni degli articoli da 317 a 320 e 322, terzo e quarto comma, si applicano anche: 1) ai membri della Commissione delle Comunità europee, del Parlamento europeo, della Corte di Giustizia e della Corte dei conti delle Comunità europee; 2) ai funzionari e agli agenti assunti per contratto a norma dello statuto dei funzionari delle Comunità europee o del regime applicabile agli agenti delle Comunità europee; 3) alle persone comandate dagli Stati membri o da qualsiasi ente pubblico o privato presso le Comunità europee, che esercitino funzioni Parte Speciale 27/03/09 3
4 corrispondenti a quelle dei funzionari o agenti delle Comunità europee; 4) ai membri e agli addetti a enti costituiti sulla base dei trattati che istituiscono le Comunità europee; 5) a coloro che, nell ambito di altri Stati membri dell Unione europea, svolgono funzioni o attività corrispondenti a quelle dei pubblici ufficiali e degli incaricati di un pubblico servizio. Le disposizioni degli articoli 322, primo e secondo comma, si applicano anche se il denaro o altra utilità è dato, offerto o promesso: 1) alle persone indicate nel primo comma del presente articolo; 2) a persone che esercitano funzioni o attività corrispondenti a quelle dei pubblici ufficiali e degli incaricati di un pubblico servizio nell ambito di altri Stati esteri o organizzazioni pubbliche internazionali, qualora il fatto sia commesso per procurare a sé o ad altri un indebito vantaggio in operazioni economiche internazionali. Le persone indicate nel primo comma sono assimilate ai pubblici ufficiali, qualora esercitino funzioni corrispondenti, e agli incaricati di un pubblico servizio negli altri casi. A. 2 AREE DI RISCHIO In considerazione dei rapporti che Willis intrattiene, in ragione della propria attività con soggetti e autorità pubbliche o incaricati di un pubblico servizio, le attività ritenute più specificamente a rischio alla luce della valutazione dei rischi effettuata, sono le seguenti: Negoziazione, stipulazione ed esecuzione di contratti e/o convenzioni con soggetti pubblici mediante partecipazione a gare d appalto per servizi assicurativi e di brokeraggio; gestione dei rapporti commerciali con i soggetti pubblici e con i Consorzi di Difesa; gestione dei rapporti tecnico-commerciali con le compagnie di assicurazione e la loro rete agenziale; attività consulenziale e di Risk Management a favore di soggetti pubblici; gestione di ispezioni e verifiche da parte di soggetti pubblici; Nell ambito delle aree sensibili sopra descritte, le occasioni di possibile comportamento illecito sono individuate, in particolare, in: iter di partecipazione alla gara di appalto pubblica, intendendo: fase di raccolta e predisposizione dei dati e della documentazione richiesti dal bando; firma e inoltro della domanda di partecipazione; eventuale costituzione di A.T.I.; rapporti con l ente pubblico appaltatore nella fase di gara per l assegnazione dell incarico di brokeraggio assicurativo; assistenza nelle fasi di valutazione tecnica delle offerte pervenute a seguito di gara per l Appalto dei servizi di copertura assicurativa,successive fasi di esecuzione del servizio assicurativo; gestione di eventuale contenzioso; incarichi diretti da parte di soggetti pubblici in casi di urgenza o per situazioni specifiche; attività di consulenza prestata a clienti pubblici; report per i clienti pubblici della funzione risk consulting; gestione dei rapporti con i Consorzi di Difesa, in particolare da parte della Business Unit Agricoltura; attività di presentazione della Società e dei suoi prodotti presso potenziali nuovi clienti; Parte Speciale 27/03/09 4
5 verifiche e ispezioni presso la Willis Italia quali quelle eseguite da ISVAP, Vigili del Fuoco, ASL, Guardia di Finanza; fase di accompagnamento all ispezione e messa a disposizione di dati e documenti; fase di firma dei relativi verbali; fase di esecuzione delle eventuali prescrizioni. Obiettivo della Parte Speciale A è l adozione, da parte dei Destinatari del Modello, di comportamenti generali e specifici conformi ai principi che la Società si è data nelle aree a rischio e idonei a prevenire la commissione dei reati contro la Pubblica Amministrazione previsti dal Decreto. I reati maggiormente riferibili a questa area sono quelli di corruzione (per un atto d ufficio o per un atto contrario ai doveri d ufficio) e di istigazione alla corruzione, che si realizzano attraverso l offerta o la promessa di denaro o altra utilità agli interlocutori dell ente che indìce il bando per ottenere, indebitamente, l aggiudicazione di una gara o l accelerazione indebita di un atto dovuto. Nel caso di presentazione di documenti o dati volutamente falsi e/o lacunosi per ottenere l aggiudicazione della gara può essere integrato il reato di truffa in danno dell ente pubblico. A. 3 PRINCIPI GENERALI DI COMPORTAMENTO La presente Parte Speciale prevede l espresso obbligo a carico dei Destinatari del Modello dei seguenti comportamenti da tenere, in via generale, nei rapporti con la Pubblica Amministrazione: osservare rigorosamente tutte le leggi e i regolamenti che disciplinano l attività di Willis Italia, con particolare riferimento alle attività che comportano contatti e rapporti di qualsiasi natura con la Pubblica Amministrazione; instaurare e mantenere qualsiasi rapporto con la Pubblica Amministrazione sulla base di criteri di massima correttezza e trasparenza, in considerazione dell imparzialità che deve ispirare l attività amministrativa. La presente Parte Speciale prevede, conseguentemente, l espresso divieto per i Destinatari di: porre in essere comportamenti tali da integrare le fattispecie di reato previste dagli artt. 24 e 25 del Decreto; porre in essere comportamenti che, sebbene non costituiscano di per sé fattispecie di reato rientranti tra quelle sopra considerate, possano potenzialmente diventarlo. In particolare, è fatto espresso divieto di: effettuare elargizioni in denaro a pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio; distribuire omaggi e regali al di fuori di quanto previsto dalla prassi di Willis Italia; accordare altri vantaggi di qualsiasi natura (come, a puro titolo di esempio, promesse di assunzioni o consulenze dirette o di prossimi congiunti) in favore di rappresentanti della Pubblica Amministrazione, finalizzate comunque ad ottenere illeciti vantaggi; riconoscere compensi in favore di consulenti e collaboratori esterni che non trovino adeguata giustificazione in relazione al tipo di incarico da svolgere o che, non corrispondano ad alcuna prestazione; Parte Speciale 27/03/09 5
6 ricevere o sollecitare elargizioni in denaro, omaggi, regali, o vantaggi di altra natura da pubblici funzionari ove eccedano le normali pratiche commerciali e di cortesia; chiunque riceva omaggi o vantaggi di altra natura (vedi la procedura Gift & Hospitality) è tenuto a darne immediata comunicazione all Organismo di Vigilanza; assumere personale e/o attribuire incarichi (ad es. di consulenza) nei casi in cui l assunzione o l incarico siano (o possano apparire) finalizzati allo scambio di favori con soggetti pubblici; i partners commerciali di Willis e i consulenti esterni eventualmente coinvolti nelle aree a rischio della presente Parte Speciale A devono sottoscrivere una dichiarazione, facente parte della documentazione contrattuale che regolamenta il loro rapporto con Willis Italia, nella quale affermino: i) di conoscere il contenuto del D.Lgs 231/2001, del Codice Etico e dei principi del Modello adottato da Willis Italia e di impegnarsi ad osservarne il contenuto; ii) di segnalare tempestivamente all O.d.V. di Willis Italia eventuali violazioni delle prescrizioni contenute nel Modello e nel Codice Etico della Società o di comportamenti comunque contrari a quanto previsto dal D.Lgs 231/2001 dei quali siano venuti a conoscenza nell ambito dei rapporti con la Pubblica Amministrazione. A. 4 PRINCIPI SPECIFICI DI COMPORTAMENTO Willis partecipa a gare d appalto indette da enti e aziende pubbliche e comunque dai soggetti di cui ai comma 25 usque 32 art. 3 D.Lgs. 163/2006 per i servizi di assicurazione e brokeraggio assicurativo. Inoltre, la Business Unit Agricoltura, nell ambito dell attività di assicurazione di rischi agricoli, intrattiene rapporti con i Consorzi di Difesa, enti associativi di produttori agricoli. I Consorzi di Difesa sono per lo più enti di diritto privato, ma ricevono contributi statali. Il business complessivamente gestito dalla Divisione Enti Pubblici, pur non essendo preponderante nell economia aziendale, ne rappresenta comunque una porzione significativa. Pertanto, nell espletamento dell attività sensibile oggetto della Parte Speciale A, Willis adotta procedure specifiche in osservanza dei principi sotto riportati. A. 4.1 Stipulazione ed esecuzione di contratti e/o convenzioni con soggetti pubblici mediante partecipazione a gare d appalto per servizi assicurativi e di brokeraggio Nella fase di partecipazione alle gare pubbliche i rapporti con l ente pubblico appaltante sono intrattenuti esclusivamente da personale di Willis a ciò espressamente autorizzato per iscritto attraverso un documento, delega o procura, che indichi specificamente l ambito e i limiti dei poteri esercitabili verso il soggetto esterno; la Divisione Enti Pubblici trasmette all Amministratore Delegato e all O.d.V., a cadenza semestrale, un report con indicati i bandi a cui la Divisione Enti Pubblici ha deciso di partecipare; gli accordi di associazione con partner commerciali (es. A.T.I.) devono essere definiti per iscritto, con precisa evidenza delle condizioni dell accordo stesso e della parte economica e devono essere autorizzati da almeno due soggetti interni alla Società, di tale attività deve essere inviata informativa semestrale all O.d.V. con relativa motivazione; Parte Speciale 27/03/09 6
7 le lettere di libera collaborazione sottoscritte con Agenzie di Assicurazione o con altre organizzazioni commerciali delle Compagnie (Gerenze, Aree, Direzioni Commerciali) devono riportare precisa evidenza delle condizioni dell accordo stesso e della parte economica e devono essere autorizzati da almeno due soggetti interni alla Società, uno dei quali non facente parte della Divisione Enti Pubblici, di tale attività deve essere inviata informativa semestrale all O.d.V.; eventuali regolamentazioni dei rapporti economico/amministrativi già presenti nei documenti di gara (capitolati di polizza e bando e/o capitolato speciale d appalto) possono intendersi sostitutive di quanto sopra; i partner dichiarano per iscritto di tenere, nell ambito dell iniziativa comune, comportamenti corretti, trasparenti e nel pieno rispetto delle leggi e dei regolamenti vigenti; di conoscere il contenuto del D.Lgs 231/2001 e di osservare i principi del Modello e del Codice Etico di Willis Italia S.p.A.. A. 4.2 Gestione dei rapporti con i soggetti pubblici e con i Consorzi di Difesa I responsabili delle aree che intrattengono rapporti con la Pubblica Amministrazione e con i Consorzi di Difesa verificano la completezza, correttezza e veridicità di tutti i dati e i documenti trasmessi a qualunque titolo a soggetti pubblici o che comunque comportano per Willis un incidenza contabile e/o fiscale (es. dichiarazione dei redditi, adempimenti per il personale). Annualmente un rendiconto di queste verifiche deve essere trasmesso per iscritto all Amministratore Delegato e all O.d.V; al termine degli incontri più significativi con soggetti pubblici e con gli esponenti dei Consorzi di Difesa, deve essere redatto un report, da trasmettere per l archiviazione all O.d.V., nel quale vengono indicati luogo, data, contenuto della riunione e generalità dei partecipanti; i capi area sovrintendono e dirigono coloro che hanno rapporti continuativi con clienti enti pubblici e Consorzi di Difesa essendo espressamente incaricati. A. 4.3 Gestione di ispezioni e verifiche da parte di soggetti pubblici Alle ispezioni e verifiche da parte di soggetti pubblici deve partecipare, per conto di Willis, personale a ciò espressamente delegato. Dell ispezione/verifica deve essere redatto un verbale interno da trasmettere all O.d.V. Eventuali criticità emerse devono essere immediatamente comunicate all Amministratore Delegato e all O.d.V. Parte Speciale 27/03/09 7
8 A. 5 COMPITI DELL ORGANISMO DI VIGILANZA Compiti specifici dell Organismo di Vigilanza concernenti l osservanza e l efficacia del Modello in materia di reati contro la Pubblica Amministrazione sono: monitorare l efficacia e l effettiva attuazione delle procedure interne e dei principi di comportamento atti alla prevenzione dei reati contro la Pubblica Amministrazione; esaminare le eventuali segnalazioni e disporre gli accertamenti ritenuti necessari od opportuni in conseguenza delle segnalazioni ricevute; risolvere i dubbi interpretativi sul Modello e sui principi di comportamento previsti dalla presente Parte Speciale eventualmente posti dai Destinatari; conservare la documentazione relativa all attività di controllo svolta nelle aree di rischio di cui alla Parte Speciale A ; Nel caso in cui dagli accertamenti svolti dall Organismo di Vigilanza emergano elementi che facciano risalire la violazione dei principi e protocolli contenuti nella presente Parte Speciale del Modello, la commissione del reato, o il tentativo di commissione del reato, direttamente all Amministratore Delegato, l Organismo di Vigilanza dovrà riferire al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale, per l adozione degli opportuni provvedimenti di competenza. Parte Speciale 27/03/09 8
9 PARTE SPECIALE B I REATI SOCIETARI (art. 25-ter del Decreto) B. 1 TIPOLOGIA DEI REATI I reati societari attualmente previsti nel Decreto sono: False comunicazioni sociali (art c.c.) Salvo quanto previsto dall articolo 2622, gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci, i liquidatori, i quali, con l intenzione di ingannare i soci o il pubblico e al fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali previste dalla legge, dirette ai soci o al pubblico, espongono fatti materiali non rispondenti al vero ancorché oggetto di valutazioni ovvero omettono informazioni la cui comunicazione è imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale essa appartiene, in modo idoneo ad indurre in errore i destinatari sulla predetta situazione, sono puniti con l arresto fino a due anni. La punibilità è estesa anche al caso in cui le informazioni riguardino beni posseduti o amministrati dalla società per conto terzi. La punibilità è esclusa se le falsità o le omissioni non alterano in modo sensibile la rappresentazione della situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale essa appartiene. La punibilità è comunque esclusa se la falsità o le omissioni determinano una variazione del risultato economico di esercizio, al lordo delle imposte, non superiore al 5 per cento o una variazione del patrimonio netto non superiore all 1 per cento. In ogni caso il fatto non è punibile se è conseguenza di valutazioni estimative che, singolarmente considerate, differiscono in misura non superiore al 10 per cento da quella corretta. Nei casi previsti dai commi terzo e quarto, ai soggetti di cui al primo comma sono irrogate la sanzione amministrativa da dieci a cento quote e l interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese da sei mesi a tre anni, dall esercizio dell ufficio di amministratore, sindaco, liquidatore, direttore generale e dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, nonché da ogni altro ufficio con potere di rappresentanza della persona giuridica o dell impresa. False comunicazioni sociali in danno della società, dei soci o dei creditori (art c.c.) Gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci, i liquidatori, i quali, con l intenzione di ingannare i soci o il pubblico e al fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali previste dalla legge, dirette ai soci o al pubblico, esponendo fatti materiali non rispondenti al vero ancorché oggetto di valutazioni, ovvero omettendo informazioni la cui comunicazione è imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale essa appartiene, in modo idoneo ad indurre in errore i destinatari sulla predetta situazione, cagionano un danno patrimoniale alla società, ai soci o ai creditori, sono puniti, a querela della persona offesa, con la reclusione da sei mesi a tre anni. Si procede a querela anche se il fatto integra altro delitto, ancorché aggravato, a danno del patrimonio di soggetti diversi dai soci e dai creditori, salvo che sia commesso in danno dello Stato, di altri enti pubblici o delle Comunità europee. Nel caso di società soggette alle disposizioni della parte IV, titolo III, capo II, del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni, la pena per i fatti previsti al primo comma è da uno a quattro anni. La pena è da due a sei anni se, nelle ipotesi di cui al terzo comma, il fatto cagiona un grave nocumento ai risparmiatori. Il nocumento si considera grave quando abbia riguardato un numero di risparmiatori superiore allo 0,1 per mille della popolazione risultante dall ultimo censimento ISTAT ovvero se sia consistito nella distruzione o riduzione del valore di titoli di entità complessiva superiore allo 0,1 per mille del prodotto Parte Speciale 27/03/09 9
10 interno lordo. La punibilità per i fatti previsti dal primo e terzo comma è estesa anche al caso in cui le informazioni riguardino beni posseduti o amministrati dalla società per conto terzi. La punibilità per i fatti previsti dal primo e terzo comma è esclusa se le falsità o le omissioni non alterano in modo sensibile la rappresentazione della situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale essa appartiene. La punibilità è comunque esclusa se la falsità o le omissioni determinano una variazione del risultato economico di esercizio, al lordo delle imposte, non superiore al 5 per cento o una variazione del patrimonio netto non superiore all 1 per cento. In ogni caso il fatto non è punibile se è conseguenza di valutazioni estimative che, singolarmente considerate, differiscono in misura non superiore al 10 per cento da quella corretta. Nei casi previsti dai commi settimo e ottavo, ai soggetti di cui al primo comma sono irrogate la sanzione amministrativa da dieci a cento quote e l interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese da sei mesi a tre anni, dall esercizio dell ufficio di amministratore, sindaco, liquidatore, direttore generale e dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, nonché da ogni altro ufficio con potere di rappresentanza della persona giuridica o dell impresa. Falso in prospetto (art. 173-bis D.Lgs 24 febbraio 1998 n. 58) Chiunque, allo scopo di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, nei prospetti richiesti per la sollecitazione all investimento o all ammissione alla quotazione nei mercati regolamentati, ovvero nei documenti da pubblicare in occasione delle offerte pubbliche di acquisto o di scambio, con l intenzione di ingannare i destinatari del prospetto, espone false informazioni od occulta dati o notizie in modo idoneo a indurre in errore i suddetti destinatari, è punito con la reclusione da uno a cinque anni Falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione (art c.c.) I responsabili della revisione i quali, al fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, nelle relazioni o in altre comunicazioni, con la consapevolezza delle falsità e l intenzione di ingannare i destinatari delle comunicazioni, attestano il falso od occultano informazioni concernenti la situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società, ente o soggetto sottoposto a revisione, in modo idoneo ad indurre in errore i destinatari delle comunicazioni sulla predetta situazione, sono puniti, se la condotta non ha loro cagionato un danno patrimoniale, con l arresto fino a un anno. Se la condotta di cui al primo comma ha cagionato un danno patrimoniale ai destinatari delle comunicazioni, la pena è della reclusione da uno a quattro anni. Impedito controllo (art c.c.) Gli amministratori che, occultando documenti o con altri idonei artifici, impediscono o comunque ostacolano lo svolgimento delle attività di controllo o di revisione legalmente attribuite ai soci, ad altri organi sociali o alle società di revisione, sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria fino a Se la condotta ha cagionato un danno ai soci, si applica la reclusione fino ad un anno e si procede a querela della persona offesa. La pena è raddoppiata se si tratta di società con titoli quotati in mercati regolamentati italiani o di altri Stati dell Unione europea o diffusi tra il pubblico in misura rilevante ai sensi dell art. 116 del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. Formazione fittizia del capitale (art c.c.) Gli amministratori e i soci conferenti che, anche in parte, formano od aumentano fittiziamente il capitale sociale mediante attribuzioni di azioni o quote in misura complessivamente superiore all ammontare del capitale sociale, sottoscrizione reciproca di azioni o quote, sopravvalutazione rilevante dei conferimenti di beni in natura o di crediti ovvero del patrimonio della società nel caso di trasformazione, sono puniti con la reclusione fino ad un anno. Parte Speciale 27/03/09 10
11 Indebita restituzione dei conferimenti (art c.c.) Gli amministratori che, fuori dei casi di legittima riduzione del capitale sociale, restituiscono, anche simultaneamente i conferimenti ai soci o li liberano dall obbligo di eseguirli, sono puniti con la reclusione fino ad un anno. Illegale ripartizione degli utili e degli riserve (art c.c.) Salvo che il fatto non costituisca più grave reato, gli amministratori che ripartiscono utili o acconti utili non effettivamente conseguiti o destinati per legge a riserva, ovvero che ripartiscono riserve, anche non costituite con utili, che non possono per legge essere distribuite, sono puniti con l arresto fino a un anno. La restituzione degli utili o la ricostituzione delle riserve prima del termine previsto per l approvazione del bilancio estingue il reato. Illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante (art c.c.) Gli amministratori che, fuori dei casi consentiti dalla legge, acquistano o sottoscrivono azioni o quote sociali, cagionando una lesione all integrità del capitale sociale o delle riserve non distribuibili per legge, sono puniti con la reclusione fino ad un anno. La stessa pena si applica agli amministratori che, fuori dei casi consentiti dalla legge, acquistano o sottoscrivono azioni o quote sociali emesse dalla società controllante, cagionando una lesione del capitale sociale o delle riserve non distribuibili per legge. Se il capitale sociale o le riserve sono ricostituiti prima del termine previsto per l approvazione del bilancio relativo all esercizio in relazione al quale è stata posta in essere la condotta, il reato è estinto. Operazioni in pregiudizio dei creditori (art c.c.) Gli amministratori che, in violazione delle disposizioni di legge a tutela dei creditori, effettuano riduzioni del capitale sociale o fusioni con altra società o scissioni, cagionando danno ai creditori, sono puniti, a querela della persona offesa, con la reclusione da sei mesi a tre anni. Il risarcimento del danno ai creditori prima del giudizio estingue il reato. Indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori (art c.c.) I liquidatori che, ripartendo i beni sociali tra i soci prima del pagamento dei creditori sociali o dell accantonamento delle somme necessario a soddisfarli, cagionano danno ai creditori, sono puniti, a querela della persona offesa, con la reclusione da sei mesi a tre anni. Il risarcimento del danno ai creditori prima del giudizio estingue il reato. Illecita influenza sull assemblea (art c.c.) Chiunque, con atti simulati o fraudolenti, determina la maggioranza in assemblea, allo scopo di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, è punito con la reclusione a sei mesi a tre anni. Aggiotaggio (art c.c.) Chiunque diffonde notizie false, ovvero pone in essere operazioni simulate o altri artifici concretamente idonei a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari non quotati o per i quali non è stata presentata una richiesta di ammissione alle negoziazioni in un mercato regolamentato, ovvero ad incidere in modo significativo sull affidamento che il pubblico ripone nella stabilità patrimoniale di banche o di gruppi bancari, è punito con la pena della reclusione da uno a cinque anni. Omessa comunicazione del conflitto d interesse (art bis c.c.) L amministratore o il componente del consiglio di gestione di una società con titoli quotati in mercati regolamentati italiani o di un altro Stato dell Unione europea o diffusi tra il pubblico in misura rilevante ai sensi dell art. 116 del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni, ovvero di un soggetto sottoposto a vigilanza ai sensi del testo unico di cui al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 58 del 1998, della legge 12 agosto 1982, n. 576, o del decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, che viola gli obblighi previsti dall articolo 2391, primo comma, è punito Parte Speciale 27/03/09 11
12 con la reclusione da uno a tre anni, se dalla violazione siano derivati danni alla società o a terzi. Ostacolo all esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza (art c.c.) Gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori di società o enti e altri soggetti sottoposti per leggi alle autorità pubbliche di vigilanza, o tenuti ad obblighi nei loro confronti, i quali nelle comunicazioni alle predette autorità previste in base alla legge, al fine di ostacolare l esercizio delle funzioni di vigilanza, espongono fatti materiali non rispondenti al vero, ancorché oggetto di valutazioni, sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria dei sottoposti alla vigilanza, ovvero, allo stesso fine, occultano con altri mezzi fraudolenti, in tutto o in parte fatti che avrebbero dovuto comunicare, concernenti la situazione medesima, sono puniti con la reclusione da uno a quattro anni. La punibilità è estesa anche al caso in cui le informazioni riguardino beni posseduti o amministrati dalla società per conto di terzi. Sono puniti con la stessa pena gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori di società o enti e altri soggetti sottoposti per leggi alle autorità pubbliche di vigilanza, o tenuti ad obblighi nei loro confronti, i quali, in qualsiasi forma, anche omettendo le comunicazioni dovute alle predette autorità, consapevolmente ne ostacolano le funzioni. La pena è raddoppiata se si tratta di società con titoli quotati in mercati regolamentati italiani o di altri Stati dell Unione europea o diffusi tra il pubblico in misura rilevante ai sensi dell articolo 116 del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. B. 2 AREE DI RISCHIO Le aree di attività ritenute maggiormente a rischio in relazione ai reati societari sono considerate le seguenti: a) tenuta della contabilità, redazione del bilancio e delle altre relazioni e comunicazioni sociali in genere, gestione delle incombenze societarie; b) gestione dei rapporti con il Collegio Sindacale e con la società di revisione. a-b) Le occasioni di possibile comportamento illecito sono la predisposizione della bozza di bilancio e del bilancio civilistico, nonché in generale, tutta l attività di formazione del bilancio e delle altre comunicazioni sociali previste dalla legge, di regolare tenuta e conservazione delle scritture contabili e delle comunicazioni al Collegio Sindacale e alla società di revisione. Obiettivo della Parte Speciale B è quello di indicare i comportamenti che Willis intende porre in essere onde evitare di incorrere nei reati societari previsti dal Decreto. I reati maggiormente riferibili a questa area sono le false comunicazioni sociali e le false comunicazioni sociali in danno della Società, dei soci o dei creditori, ovvero quei comportamenti finalizzati ad ottenere indebiti vantaggi per la Società attraverso la rappresentazione non veritiera della propria situazione economica e patrimoniale. Occorre poi garantire che, attraverso una comunicazione e una collaborazione continuative, il Collegio Sindacale e la società di revisione siano sempre posti nelle condizioni di operare il proprio controllo legale, organizzativo e contabile nella massima obiettività e trasparenza. Willis adotta procedure specifiche in osservanza, oltre che di quanto previsto al Capitolo 4, dei seguenti principi. Parte Speciale 27/03/09 12
13 B. 3 PRINCIPI GENERALI DI COMPORTAMENTO La presente Parte Speciale prevede l espresso divieto a carico dei Destinatari di: porre in essere, collaborare o dare causa alla realizzazione di comportamenti tali da integrare le fattispecie di reato sopra considerate (art. 25 ter del Decreto); porre in essere, collaborare o dare causa alla realizzazione di comportamenti che, sebbene risultino tali da non costituire di per sé fattispecie di reato rientranti tra quelle sopra considerate, possano potenzialmente diventarlo. La presente Parte Speciale prevede l espresso obbligo a carico dei Destinatari: di tenere un comportamento corretto, tempestivo, trasparente e collaborativo, nel rispetto delle norme di legge e delle procedure interne, in tutte le attività finalizzate alla formazione del bilancio (bilancio civilistico, bilancio gestionale, bilanci mensili) e delle altre comunicazioni sociali, al fine di fornire ai soci ed ai terzi (per quanto in loro diritto) un informazione veritiera e corretta sulla situazione economica diwillis; di osservare rigorosamente tutte le norme poste dalla legge a tutela dell integrità ed effettività del patrimonio sociale e di agire sempre nel rispetto delle procedure interne che su tali norme si fondano, al fine di non ledere le garanzie dei creditori e dei terzi in genere. Nell ambito dei suddetti comportamenti è fatto divieto, in particolare, di: rappresentare o trasmettere per l elaborazione e la rappresentazione del bilancio o delle altre comunicazioni sociali, dati falsi, lacunosi o, comunque, non rispondenti alla realtà, sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria di Willis; omettere la comunicazione di dati ed informazioni imposti dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Società; porre in essere operazioni finalizzate alla creazione di disponibilità extracontabili (ad es. fatture per operazioni inesistenti); porre in essere comportamenti che impediscano materialmente, mediante l occultamento di documenti o l uso di altri mezzi fraudolenti, o che comunque costituiscano ostacolo allo svolgimento all attività di controllo da parte del Collegio Sindacale e della società di revisione. Per quanto riguarda invece la gestione societaria, è fatto divieto di: restituire conferimenti ai soci o liberarli dall obbligo di eseguirli al di fuori dei casi di legittima riduzione del capitale; ripartire utili o acconti su utili non effettivamente conseguiti o destinati per legge a riserva; effettuare riduzioni del capitale sociale, fusioni, scissioni in violazione delle disposizioni poste a tutela dei creditori; procedere a aumenti o riduzioni fittizie di capitale; influenzare illecitamente l assemblea per procurarsi indebiti vantaggi; omettere di comunicare al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale le informazioni relative a cariche assunte in altre società o la cessazione o la modifica delle stesse, tali da poter far insorgere un conflitto di interessi con Willis. Parte Speciale 27/03/09 13
14 B. 4 PRINCIPI SPECIFICI DI COMPORTAMENTO Prevedere l obbligo, per ciascun soggetto coinvolto nell elaborazione del bilancio, delle relazioni e delle altre comunicazioni sociali, di sottoscrivere una dichiarazione di veridicità e completezza dei dati e delle informazioni che vanno inserite a bilancio; Mettere tempestivamente a disposizione di tutti i membri del Consiglio di Amministrazione la bozza del bilancio per le opportune osservazioni; Esporre con chiarezza e completezza i parametri di valutazione seguiti; Prevedere almeno una riunione, con stesura del relativo verbale, tra il Collegio Sindacale e l Organismo di Vigilanza, da tenersi prima della riunione del Consiglio di Amministrazione indetta per l approvazione del bilancio; Trasmettere al Collegio Sindacale, con congruo anticipo, tutti i documenti relativi agli argomenti posti all ordine del giorno delle riunioni del Consiglio di Amministrazione o sui quali esso debba esprimere un parere ai sensi di legge; Mettere a disposizione del Collegio Sindacale e della società di revisione di tutta la documentazione sulla gestione della Società di cui i due organismi necessitano per le verifiche di competenza. B. 5 COMPITI DELL ORGANISMO DI VIGILANZA Compiti specifici dell O.d.V. concernenti l osservanza e l efficacia del Modello in materia di reati societari sono i seguenti: monitorare l efficacia e l effettiva attuazione delle procedure interne e dei principi di comportamento previsti per la prevenzione dei reati societari, anche attraverso verifiche periodiche; esaminare le eventuali segnalazioni provenienti dagli organi di controllo (Collegio Sindacale e società di revisione) o da qualsiasi dipendente e disporre gli accertamenti ritenuti necessari od opportuni; conservare la documentazione relativa ai controlli posti in essere nelle aree di rischio di cui alla presente Parte Speciale B. Nel caso in cui dagli accertamenti svolti dall Organismo di Vigilanza emergano elementi che facciano risalire la violazione dei principi e protocolli contenuti nella presente Parte Speciale del Modello, la commissione del reato, o il tentativo di commissione del reato, direttamente all Amministratore Delegato, l Organismo di Vigilanza dovrà riferire al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale, per l adozione degli opportuni provvedimenti di competenza. Parte Speciale 27/03/09 14
15 PARTE SPECIALE C REATI IN TEMA DI TUTELA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA SUL LUOGO DI LAVORO (art. 25-septies del Decreto) C. 1 TIPOLOGIA DEI REATI I reati previsti dall art. 25-septies del Decreto in materia di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro sono: Omicidio colposo (art. 589 c.p.) Chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Se il fatto è commesso con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale o di quelle per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena è della reclusione da due a sette anni. Si applica la pena della reclusione da tre a dieci anni se il fatto e' commesso con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale da: 1) soggetto in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell'articolo 186, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni; 2) soggetto sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope. Nel caso di morte di più persone, ovvero di morte di una o più persone e di lesioni di una o più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo, ma la pena non può superare gli anni quindici. Lesioni personali colpose (art. 590 c.p.) Chiunque cagiona ad altri per colpa una lesione personale è punito con la reclusione fino a tre mesi o con la multa fino a euro 309. Se la lesione è grave la pena è della reclusione da uno a sei mesi o della multa da euro 123 a euro 619, se è gravissima, della reclusione da tre mesi a due anni o della multa da euro 309 a euro Se i fatti di cui al secondo comma sono commessi con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale o di quelle per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena per le lesioni gravi è della reclusione da tre mesi a un anno o della multa da euro 500 a euro e la pena per le lesioni gravissime è della reclusione da uno a tre anni. Nei casi di violazione delle norme sulla circolazione stradale, se il fatto e' commesso da soggetto in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell'articolo 186, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, ovvero da soggetto sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope, la pena per le lesioni gravi e' della reclusione da sei mesi a due anni e la pena per le lesioni gravissime e' della reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni. Nel caso di lesioni di più persone si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse, aumentata fino al triplo; ma la pena della reclusione non può superare gli anni cinque. Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo nei casi previsti nel primo e secondo capoverso, limitatamente ai fatti commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative all'igiene del lavoro o che abbiano determinato una malattia professionale. Parte Speciale 27/03/09 15
16 C. 2 AREE DI RISCHIO Per quanto riguarda Willis, in questa Parte Speciale si fa riferimento alla gestione dell igiene e della sicurezza. C. 3 PRINCIPI DI COMPORTAMENTO Willis pone particolare attenzione all igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro. La Società si è attivata per raggiungere un livello organizzativo allineato con quanto richiesto dalla normativa vigente. Sono state nominate le figure del RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) e degli RLS (Rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza). Il Documento di Valutazione dei Rischi ha coinvolto tutta l azienda oltre che i medici Competenti, ed è stato attuato attraverso l analisi delle diverse mansioni, l individuazione dei rischi e delle conseguenti misure di prevenzione. La formazione e l informazione in materia di sicurezza e igiene dei luoghi di lavoro costituiscono il primo strumento di prevenzione degli infortuni. Willis adotta procedure aziendali che garantiscono l adempimento di tutti gli obblighi derivanti dalla normativa posta a tutela dell igiene e della sicurezza sul lavoro e una organizzazione interna che assicura le competenze necessarie per la gestione del rischio e le adeguate sanzioni per le violazioni di tali misure. La documentazione relativa all attività di cui sopra è a disposizione dell O.d.V. affinché questi possa conservarla nel proprio archivio quale registrazione dell attività di attuazione del Modello in materia di sicurezza. C. 4 COMPITI DELL ORGANISMO DI VIGILANZA Compiti specifici dell O.d.V. sono: coordinarsi con i responsabili per la sicurezza affinché i controlli ai sensi del D.Lgs 231/2001 siano correttamente integrati con i controlli predisposti ai sensi del D.Lgs 81/08 e della normativa vigente sull igiene e sicurezza del lavoro; verificare periodicamente l osservanza da parte dei Destinatari del Modello dei principi in materia di sicurezza e igiene; verificare l effettiva attuazione dell impianto sanzionatorio in caso vengano accertate violazioni delle prescrizioni. Parte Speciale 27/03/09 16
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 art. 640
 art. 640
 art. 318
 articolo 319
 articolo 318
 articolo 319
 articolo 319
 articolo 318
 art. 3
 articolo 2622
 art. 116
 art. 116
 articolo 2391
 articolo 116
 art. 25
 Art. 23
 art. 6
 art. 25
 Art. 316
 ART. 24