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Timestamp: 2018-06-19 10:22:06+00:00

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giugno 2016 - Studio Legale Sdanganelli & AssociatiStudio Legale Sdanganelli & Associati
Consiglio di Stato, Sezione Quarta, sentenza 28 giugno 2016 n. 2921. La minimizzazione del consumo di suolo è obiettivo del legislatore regionale non dequotabile
Pubblicato il 28 giugno 2016 da uxs04548
Ai fini del calcolo del consumo di suolo per superficie urbanizzata s’intende la somma delle superfici esistenti e di quelle programmate con piano attuativo – ad uso residenziale, extraresidenziale, per infrastrutture di mobilità, per servizi ed infrastrutture pubbliche urbane, nonché per attrezzature di interesse generale, ad esclusione dei parchi urbani e territoriali – misurata alla data di adozione dello strumento urbanistico. I parchi urbani e territoriali non rientrano nel concetto di urbanizzazione La “minimizzazione del consumo del suolo” è obiettivo del Legislatore regionale non dequotabile.
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato adozione, attrezzature, calcolo, concetto, consumo, esistenti, extraresidenziale, infrastrutture, interesse generale, Legislatore, minimizzazione, mobilità, non dequotabile, obiettivo, parchi urbani, piano attuativo, programmazione, pubbliche, regionale, servizi, somma, strumento urbanistico non rientrano, suolo, superfici, superficie, territoriali, urbane, urbanistica, urbanizzata, urbanizzazione, uso residenziale
Consiglio di Stato, Sezione Sesta, sentenza 16 giugno 2016 n. 2652. L’imposizione di un vincolo culturale su un bene richiede la chiara individuazione di esso e non si estende ai beni pertinenziali.
Pubblicato il 16 giugno 2016 da uxs04548
L’imposizione di un vincolo culturale su un immobile da parte della Sopraintendenza per i beni architettonici richiede che la volontà della pubblica amministrazione, in considerazione della limitazione apportata alla proprietà privata, debba essere chiaramente esternata. Nell’interpretazione degli atti amministrativi assume valenza prioritaria il criterio letterale da cui si ricava la portata del vincolo che deve puntualmente individuare il bene ad esso assoggettato. Gli altri elementi esterni all’atto possono costituire un valido ausilio ermeneutico soltanto nel caso in cui sussistano dubbi in ordine al contenuto dell’atto stesso che, in mancanza, non sono idonei a dimostrare la valenza estensiva del vincolo ad altri beni pertinenziali.
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato atti amministrativi, bene, beni architettonici, criterio, culturale, elementi, esterni, immobile, individuazione, interpretazione, letterale, limitazione, pertinenze, priorità, proprietà privata, pubblica amministrazione, puntuale, Sopraintendenza, Vincolo, volontà
Consiglio di Stato, Sezione Sesta, sentenza 14 giugno 2016 n. 2570. L’obbligo di iscrizione all’Enasarco si estende ai collaboratori delle società di mediazione creditizia.
Pubblicato il 14 giugno 2016 da uxs04548
L’iscrizione obbligatoria all’Enasarco di tutti gli agenti e rappresentanti di commercio di cui agli articoli 1742 e 1752 c.c. (artt.2 e 5 della legge n. 12 del 1973) si estende ai collaboratori delle società di mediazione creditizia che svolgono un’attività di promozione finalizzata alla conclusione degli affari del mediatore creditizio stesso e, per tale ragione, sono legati ad esso da un rapporto di agenzia. Al riguardo, non va confusa l’attività svolta dal mediatore creditizio – riservata unicamente alle società per azioni, alle società in accomandita per azioni, alle società a responsabilità limitata e alle società cooperative, iscritti in un appositi elenco tenuto dall’organismo previsto dall’articolo 128-undecies d.lgs. 385/1993, che abbiano sede legale amministrativa in Italia – da quella svolta dal collaboratore del mediatore creditizio. Questi ultimi, in quanto persone fisiche, non possono per legge essere iscritti nello stesso elenco.
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato affari, agenti, agenzia, art. 128-undecies d.lgs. 385/1993, artt.1742 e 1752 c.c., artt.2 e 5 della legge n. 12 del 1973, collaboratori, commercio, conclusione, elenco, Enasarco, iscrizione, mediazione creditizia, obbligatoria, persone fisiche, promozione, rapporto, rappresentanti, società, società a responsabilità limitata, società cooperative, società in accomandita per azioni, società per azioni
Pubblicato il 13 giugno 2016 da uxs04548
Negli appalti pubblici, l’incameramento della cauzione previsto dall’art. 75, comma 6, d.lgs. n. 163 del 2006, è la conseguenza ex lege dell’esclusione per riscontrato difetto dei requisiti da dichiarare, senza che sia necessaria la prova di colpa nella formazione delle dichiarazioni presentate, come conseguenza automatica della violazione dell’obbligo di diligenza gravante sull’offerente.
Si tratta di una misura autonoma e ulteriore rispetto all’esclusione dalla gara ed alla segnalazione all’Autorità di vigilanza, che si riferisce, mediante l’anticipata liquidazione dei danni subiti dall’Amministrazione, a un distinto per quanto connesso rapporto giuridico fra quest’ultima e l’imprenditore (tanto che si ammette l’impugnabilità della sola escussione se ritenuta realmente ed esclusivamente lesiva dell’interesse dell’impresa). L’incameramento della cauzione non riveste carattere sanzionatorio amministrativo nel senso proprio: non ha infatti né carattere reintegrativo o ripristinatorio di un ordine violato, né di punizione per un illecito amministrativo previsto a tutela di un interesse generale. Né può essere condizionato dall’intervenuta aggiudicazione provvisoria dell’appalto, perché essa, in ragione dell’essenziale funzione di garanzia della serietà e attendibilità dell’offerta e del patto d’integrità, copre tutte le ipotesi i cui sono addebitati al concorrente la mancata sottoscrizione del contratto e il mancato perfezionamento dei suoi presupposti procedimentali, quali l’aggiudicazione provvisoria e quella definitiva.
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato aggiudicazione provvisoria, anticipata, appalti pubblici, art. 75 comma 6 d.lgs. n. 163 del 2006, attendibilità, autonoma, carattere, cauzione, chiusura, colpa, danni, dichiarazioni, difetto, diligenza, esclusione, garanzia, illecito amministrativo, impugnabile, incameramento, interesse generale, liquidazione, obbligo, offerta, ordinamento, patto d'integrità, reintegrativo, requisiti, ripristinatorio, sanzionatorio, serietà, violazione
Pubblicato il 12 giugno 2016 da uxs04548
La Stazione Unica Appaltante (SUA) Calabria è il soggetto aggregatore che si occupa dell’intero procedimento ad evidenza pubblica, dalla predisposizione degli atti di gara, fino all’aggiudicazione definitiva ai sensi della L.R. Calabria n. 26 del 7 dicembre 2007 e art. 2 del Regolamento di organizzazione della stessa SUA, residuando in capo alla amministrazione erogatrice (Regione, enti regionali, aziende sanitarie, enti convenzionati) delle prestazioni la sola stipulazione del contratto. L’esercizio dei poteri da parte della SUA per conto delle Aziende Sanitarie è obbligatorio (art. 1, comma 1, L.R. n. 26/07): la SUA agisce per conto dell’azienda sanitaria mediante delega ex lege; il bando di gara – ai sensi e per gli effetti dell’art. 3 comma 34 del D.Lgs. 163/06 – individua la SUA come « amministrazione aggiudicatrice», senza fare alcun riferimento alla ASP, che è esclusivamente la beneficiaria della procedura, posta in essere dalla centrale di committenza. In caso di gara indetta e gestita in via esclusiva da una centrale di committenza in base ad una delega irrevocabile (come nel caso di specie, in cui sussiste l’obbligo ex lege di avvalersi dell’organismo aggregatore) – tale centrale è l’unica e diretta responsabile della procedura. Le aziende sanitarie non sono parti necessarie del giudizio neppure in ordine alla domanda di dichiarazione di inefficacia dei contratti e di subentro negli stessi, essendo sufficiente la partecipazione al giudizio della Regione.
Sul tema: SDANGANELLI, La Stazione Unica Appaltante nella regione Calabria, in Lexitalia 2008, n.2.
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato aggiudicazione, amministrazione aggiudicatrice, atti di gara, aziende sanitarie, bando, calabria, centrale di committenza, contratti, contratto, definitiva, delega, dichiarazione, domanda, enti convenzionati, enti regionali, evidenza pubblica, giudizio, inefficacia, Legge Regionale n. 26 del 7 dicembre 2007, necessarie, obbligatorio, partecipazione, parti, predisposizione, procedura, responsabile, Stazione Unica Appaltante, stipulazione, SUA, subentro

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 128
 art. 75
 art. 2