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Timestamp: 2016-12-07 23:51:24+00:00

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⭐DECRETO SULLA SPENDING REVIEW : LE NOVITÀ DEL SETTORE REAL ESTATE
DECRETO SULLA SPENDING REVIEW : LE NOVITÀ DEL SETTORE REAL ESTATE
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Fabia Magni
1 DECRETO SULLA SPENDING REVIEW : LE NOVITÀ DEL SETTORE REAL ESTATE In data 6 luglio 2012 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 156 (Supplemento Ordinario n. 141) il decretolegge 6 luglio 2012, n. 95, rubricato Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini. Tale provvedimento è stato convertito nella legge 7 agosto 2012, n. 135, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 189 del 14 agosto 2012 (Supplemento Ordinario n. 173) 1. Il decreto è così strutturato: Titolo I Disposizioni di carattere generale (artt. 1-6) Titolo II Riduzione della spesa delle amministrazioni statali e degli enti non territoriali (artt. 7-14) Titolo III Razionalizzazione e riduzione della spesa sanitaria (art. 15) Titolo IV Razionalizzazione e riduzione della spesa degli enti territoriali (artt ) Titolo V Finalizzazione dei risparmi di spesa e altre disposizioni di carattere finanziario (artt ) Titolo V-bis Efficientamento, valorizzazione e dismissione del patrimonio pubblico, e misure di razionalizzazione dell'amministrazione economico finanziaria nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario (art. 23-bis a 24-bis). L analisi che segue illustra le novità introdotte dagli articoli 3, 3-bis e 23-ter del decreto, di interesse per il settore immobiliare. Data la molteplicità delle materie trattate e la complessità delle singole disposizioni, l articolo 3 è analizzato secondo aree tematiche. Tale suddivisione è tesa a facilitare la comprensione delle norme; essa dunque non appare nel testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Art. 3 RAZIONALIZZAZIONE DEL PATRIMONIO PUBBLICO E RIDUZIONE DEI COSTI PER LOCAZIONI PASSIVE A. CONTRATTI DI LOCAZIONE STIPULATI DALLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE 1- In considerazione dell'eccezionalità della situazione economica e tenuto conto delle esigenze prioritarie di raggiungimento degli obiettivi di contenimento della spesa pubblica, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente provvedimento, per gli anni 2012, 2013 e 2014, l'aggiornamento relativo alla variazione degli indici ISTAT, previsto dalla normativa vigente non si applica al canone dovuto dalle amministrazioni inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'istituto nazionale di statistica ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, nonché dalle Autorità indipendenti ivi inclusa la Commissione nazionale per le società e la borsa (Consob) per l'utilizzo in locazione passiva di immobili per finalità istituzionali. 2. Al Decreto del Presidente della Repubblica 13 settembre 2005, n. 296 sono apportate le seguenti modifiche: a) la lettera b) dell articolo 10 è sostituita dalla seguente: 1 Nella presente relazione, le modifiche al testo apportate dalle Camere sono evidenziate in grassetto. 12 «b) le regioni, relativamente agli immobili dello Stato destinati esclusivamente a servizi per la realizzazione del diritto agli studi universitari, ai sensi dell'articolo 21 della legge 2 dicembre 1991, n Alle regioni e agli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, può essere concesso l'uso gratuito di beni immobili di proprietà dello Stato per le proprie finalità istituzionali»; b) all'articolo 10, la lett. d) è abrogata; c) all'articolo 11, la lett. a) è abrogata; 2 bis. All'articolo 1, comma 439, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 sono apportate le seguenti modifiche: a) le parole «di enti locali territoriali e» sono soppresse; b) dopo le parole «immobili di proprietà degli stessi enti.» è aggiunto il seguente periodo: «Le Regioni e gli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, possono concedere alle Amministrazioni dello Stato, per le finalità istituzionali di queste ultime, l'uso gratuito di immobili di loro proprietà.» 3. Per i contratti in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, le regioni e gli enti locali hanno facoltà di recedere dal contratto, entro il 31 dicembre 2012, anche in deroga ai termini di preavviso stabiliti dal contratto. 4. Ai fini del contenimento della spesa pubblica, con riferimento ai contratti di locazione passiva aventi ad oggetto immobili a uso istituzionale stipulati dalle Amministrazioni centrali, come individuate dall'istituto nazionale di statistica ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, nonché dalle Autorità indipendenti ivi inclusa la Commissione nazionale per le società e la borsa (Consob) i canoni di locazione sono ridotti a decorrere dal 1 gennaio 2015 della misura del 15 per cento di quanto attualmente corrisposto. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto la riduzione di cui al periodo precedente si applica comunque ai contratti di locazione scaduti o rinnovati dopo tale data. La riduzione del canone di locazione si inserisce automaticamente nei contratti in corso ai sensi dell'articolo 1339 c.c., anche in deroga alle eventuali clausole difformi apposte dalle parti, salvo il diritto di recesso del locatore. Analoga riduzione si applica anche agli utilizzi in essere in assenza di titolo alla data di entrata in vigore del presente decreto. Il rinnovo del rapporto di locazione è consentito solo in presenza e coesistenza delle seguenti condizioni: a) disponibilità delle risorse finanziarie necessarie per il pagamento dei canoni, degli oneri e dei costi d'uso, per il periodo di durata del contratto di locazione; b) permanenza per le Amministrazioni dello Stato delle esigenze allocative in relazione ai fabbisogni espressi agli esiti dei piani di razionalizzazione di cui all'articolo 2, comma 222, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, ove già definiti, nonché di quelli di riorganizzazione ed accorpamento delle strutture previste dalle norme vigenti. 5. In mancanza delle condizioni di cui al comma 4, lett. a) e b), i relativi contratti di locazione sono risolti di diritto alla scadenza dalle Amministrazioni nei tempi e nei modi ivi pattuiti; le Amministrazioni individuano in tempo utile soluzioni allocative alternative economicamente più vantaggiose per l'erario e nel rispetto delle predette condizioni. Pur in presenza delle risorse finanziarie necessarie per il pagamento dei canoni, degli oneri e dei costi d'uso, l'eventuale prosecuzione nell'utilizzo dopo la scadenza da parte delle Amministrazioni dello Stato comprese nell'elenco di cui al primo periodo del comma 4 e degli enti pubblici vigilati dai Ministeri degli immobili già condotti in locazione, per i quali la proprietà ha esercitato il diritto di recesso alla scadenza come previsto dal secondo periodo del comma 4, deve essere autorizzata con decreto del Ministro competente d'intesa con il Ministero dell'economia e delle Finanze, sentita l'agenzia del demanio. Per le altre amministrazioni comprese nell'elenco di cui al primo periodo del comma 4 deve essere autorizzata dall'organo di vertice 23 dell'amministrazione e l'autorizzazione è trasmessa all'agenzia del Demanio per la verifica della convenienza tecnica ed economica. Ove la verifica abbia esito negativo, l'autorizzazione e gli atti relativi sono trasmessi alla competente Procura regionale della Corte dei conti. 6. Per i contratti di locazione passiva, aventi ad oggetto immobili ad uso istituzionale di proprietà di terzi, di nuova stipulazione a cura delle Amministrazioni di cui al comma 4, si applica la riduzione del 15 per cento sul canone congruito dall'agenzia del Demanio, ferma restando la permanenza dei fabbisogni espressi ai sensi all'articolo 2, comma 222, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, nell'ambito dei piani di razionalizzazione ove già definiti, nonché in quelli di riorganizzazione ed accorpamento delle strutture previste dalle norme vigenti. 7. Le disposizioni del presente comma non si applicano in via diretta alle regioni e province autonome e agli enti del servizio sanitario nazionale, per i quali costituiscono disposizioni di principio ai fini del coordinamento della finanza pubblica. 8. Le presenti disposizioni non trovano applicazione ai fondi comuni di investimento immobiliare già costituiti ai sensi dell'articolo 4 del decreto legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n a) Contratti in essere alla data di entrata del decreto Il primo comma del decreto sancisce che il canone di locazione dovuto dalle amministrazioni pubbliche per l utilizzo degli immobili destinati a finalità istituzionali non sarà soggetto all aggiornamento relativo alla variazione dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, accertato dall'istat. La norma, che si applica a partire dalla data di entrata in vigore del decreto, è relativa al triennio ; si suppone dunque si applichi ai canoni dovuti fino al 31 dicembre La riduzione in analisi concerne le amministrazioni pubbliche i cui conti concorrono alla costruzione del Conto economico consolidato delle Amministrazioni pubbliche; sono compresi la Presidenza del Consiglio dei Ministri, i Ministeri e gli Organi costituzionali, nonché i cd. enti economici, gli enti produttori di servizi assistenziali, ricreativi e culturali, e gli enti locali 2. Si noti che il decreto include espressamente la Consob, non inserita nel Conto Economico di cui sopra. Il secondo comma dell articolo in analisi modifica il d.p.r. 13 settembre 2005, n. 296 ( Regolamento concernente i criteri e le modalità di concessione in uso e in locazione dei beni immobili appartenenti allo Stato ) e la l. legge 30 dicembre 2004, n. 311 ( Finanziaria 2005 ). La norma permette allo Stato ed agli enti pubblici territoriali di concedere in uso gratuito gli immobili dagli stessi posseduti e destinati a finalità istituzionali, secondo criteri di reciprocità: sarà cioè possibile per lo Stato e gli enti locali concedere reciprocamente e gratuitamente in uso i propri immobili. La norma è finalizzata al raggiungimento di un più efficiente utilizzo degli immobili pubblici, senza che questo comporti un aumento delle spese locative. Il terzo comma accorda agli enti locali la possibilità di recedere entro il 31 dicembre 2012 dai contratti di locazione in corso alla data di entrata in vigore del decreto, anche derogando a quanto espressamente stabilito in contratto. Nella relazione tecnica che ha accompagnato l approvazione del decreto al consiglio dei Ministri si legge che i risparmi che lo Stato e gli enti locali dovrebbero ottenere grazie alle norme analizzate sono ingenti: il governo ha infatti ipotizzato un risparmio aggregato di 49 milioni nel 2012, fino a un totale di 70 nel Si noti che tali 2 L elenco completo è consultabile al sito 34 risparmi sono calcolati al netto delle spese di manutenzione degli immobili interessati dalle norme, quantificabili in circa 54 milioni di euro l anno. Il co. 4 introduce una riduzione automatica pari al 15% del canone di locazione corrisposto dalle amministrazioni inserite nel conto economico della pubblica amministrazione (v. supra). Tale riduzione si applica a partire dal 1 gennaio 2015 per i contratti in essere alla data di entrata in vigore del decreto 3, mentre si applica immediatamente ai contratti scaduti o rinnovati dopo tale data. La disciplina in analisi si inserisce nei contratti di locazione ai sensi dell art c.c. 4, anche in deroga a quanto stabilito dalle parti. Al locatore è concessa la facoltà di recedere dai contratti medesimi. b) Contratti stipulati in seguito all entrata in vigore del decreto Oltre a quanto precisato sopra, il comma quarto introduce precisi limiti alla facoltà degli enti pubblici di rinnovare i rapporti di locazione. Il rinnovo sarà infatti possibile solamente a condizione che l amministrazione pubblica interessata disponga delle risorse sufficienti al pagamento di tutti gli oneri connessi alla locazione per l intera durata del contratto, e che sussista un effettivo fabbisogno allocativo, ai sensi dell art. 2, co. 222 della Legge Finanziaria del Si noti che, ai sensi dei quinto comma, in assenza di tali condizioni, i contratti di locazione si risolvono di diritto alla scadenza pattuita. Il decreto fissa inoltre le regole procedurali per il rinnovo dei contratti di locazione. Qualora i proprietari degli immobili oggetto di locazione da parte delle pubbliche amministrazioni abbiano esercitato la facoltà di recesso loro accordata in base al quarto comma è previsto che la stipula di un nuovo contratto di locazione debba essere autorizzata con decreto ministeriale, previa intesa con il Ministero dell'economia e delle Finanze e parere dell'agenzia del demanio. In assenza delle dichiarazione di recesso di cui sopra, il rinnovo del contratto di locazione dovrà essere autorizzato dall'organo di vertice dell'amministrazione; è altresì stabilito che tale autorizzazione sia inviata all Agenzia del Demanio che dovrà verificare la convenienza tecnica ed amministrative della stessa. In entrambe le ipotesi delineate resta ferma la necessità che l amministrazione pubblica disponga di una dotazione finanziaria sufficiente al pagamento di tutti gli oneri locativi. Quanto ai contratti di locazione di nuova stipulazione, il sesto comma prevede che, in seguito all entrata in vigore del decreto, la riduzione del 15% del canone si applicherà anche a tali contratti. Come chiarito in precedenza, la stipula di nuovi contratti di locazione è ammessa solo in presenza dei già citati fabbisogni allocativi. Il settimo e l ottavo comma prevedono infine una precisa deroga alla riduzione del 15% del canone di locazione. E previsto infatti che essa non si applichi a Regioni e Provincie autonome né agli enti del servizio sanitario nazionale. Si sottolinea altresì che l intera disciplina del decreto non si applica ai fondi comuni di investimento immobiliare già costituiti alla data di entrata in vigore del decreto medesimo. 3 La norma è stata modificata al Senato. Il testo proposto dal Governo era più incisivo e prevedeva che la riduzione del 15% si applicasse a partire dal 1 gennaio Le clausole, i prezzi di beni o di servizi, imposti dalla legge [o da norme corporative] sono di diritto inseriti nel contratto, anche in sostituzione delle clausole difformi apposte dalle parti. 45 B. Razionalizzazione del fabbisogno allocativo della pubblica amministrazione 9. All'articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, dopo il comma 222, sono aggiunti i seguenti commi: «222 bis. L'ottimizzazione degli spazi ad uso ufficio è perseguita dalle Amministrazioni di cui al precedente comma 222 rapportando gli stessi alle effettive esigenze funzionali degli uffici e alle risorse umane impiegate avuto riguardo ad un parametro di riferimento compreso tra 20 e 25 metri quadrati per addetto. Le Amministrazioni interessate pongono in essere entro 90 giorni dalla data di pubblicazione della presente disposizione piani di razionalizzazione degli spazi nel rispetto dei parametri sopraindicati senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Detti piani devono essere comunicati all'agenzia del Demanio. Le medesime Amministrazioni comunicano al Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, il rapporto mq/addetto scaturente dagli indicati piani di razionalizzazione dalle stesse predisposti. In caso di nuova costruzione o di ristrutturazione integrale, il rapporto mq/addetto è determinato dall'agenzia del demanio entro il 31 dicembre Una quota parte pari al 15 per cento dei risparmi di spesa conseguiti dalle singole Amministrazioni ad esito della razionalizzazione degli spazi è dalle stesse utilizzata, in sede di predisposizione del bilancio di previsione per l'anno successivo a quello in cui è stata verificata e accertata con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze la sussistenza dei risparmi di spesa conseguiti, per essere destinata alla realizzazione di progetti di miglioramento della qualità dell'ambiente di lavoro e di miglioramento del benessere organizzativo purché inseriti nell'ambito dei piani di razionalizzazione. Nella predisposizione dei piani di ottimizzazione e razionalizzazione degli spazi dovranno in ogni caso essere tenute in considerazione le vigenti disposizioni sulla riduzione degli assetti organizzativi, ivi comprese quelle recate dal presente decreto. Le presenti disposizioni costituiscono principio a cui le Regioni e gli Enti locali, negli ambiti di rispettiva competenza, adeguano i propri ordinamenti. 222 ter. Al fine del completamento del processo di razionalizzazione e ottimizzazione dell'utilizzo, a qualunque titolo, degli spazi destinati all'archiviazione della documentazione cartacea, le Amministrazioni statali procedono entro il 31 dicembre di ogni anno, con le modalità di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 gennaio 2001, n. 37, allo scarto degli atti di archivio. In assenza di tale attività di cui al presente comma le Amministrazioni non possono essere destinatarie della quota parte dei risparmi di spesa previsti dal sesto periodo del precedente comma 222 bis. Le predette Amministrazioni devono comunicare annualmente all'agenzia del demanio gli spazi ad uso archivio resisi liberi all'esito della procedura di cui sopra, per consentire di avviare, ove possibile, un processo di riunificazione, in poli logistici allo scopo destinati, degli archivi di deposito delle Amministrazioni». 10. Nell'ambito delle misure finalizzate al contenimento della spesa pubblica, gli Enti pubblici non territoriali ricompresi nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuato dall'istat ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, fermo restando quanto previsto dall'articolo 8 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con legge 30 luglio 2010, n. 122, comunicano all'agenzia del demanio, entro, e non oltre, il 31 dicembre di ogni anno, gli immobili o porzioni di essi di proprietà dei medesimi, al fine di consentire la verifica della idoneità e funzionalità dei beni ad essere utilizzati in locazione passiva dalle Amministrazioni statali per le proprie finalità istituzionali. L'Agenzia del Demanio, verificata, ai sensi e con le modalità di cui al comma 222 dell'articolo 2 della legge n. 191 del 2009, la rispondenza dei predetti immobili alle esigenze allocative delle Amministrazioni dello Stato, ne dà comunicazione agli Enti medesimi. In caso di inadempimento dei predetti obblighi di comunicazione, l'agenzia del Demanio effettua la segnalazione alla 56 competente procura regionale della Corte dei Conti. La formalizzazione del rapporto contrattuale avviene, ai sensi del citato comma 222, con le Amministrazioni interessate, alle quali gli Enti devono riconoscere canoni ed oneri agevolati, nella misura del 30 per cento del valore locativo congruito dalla competente Commissione di congruità dell'agenzia del demanio di cui all'articolo 1, comma 479, della legge 23 dicembre 2005, n Il comma 9 modifica la legge del 23 dicembre 2009, n. 191 (la Legge Finanziaria 2010) nella parte relativa al monitoraggio e alla razionalizzazione del fabbisogno allocativo della pubblica amministrazione. Il nuovo co. 222-bis dell art. 2 fissa come parametro di riferimento per la definizione di tale fabbisogno allocativo uno spazio compreso tra 20 e 25 mq per ogni addetto delle stesse. La norma inoltre impone a ciascuna amministrazione di formulare e comunicare all Agenzia del demanio, entro 90 giorni dalla data di pubblicazione della disposizione (14 agosto 2012), un piano di ottimizzazione e razionalizzazione degli spazi. Il successivo co. 222-ter impone altresì alle amministrazioni statali di procedere entro il 31 dicembre di ogni anno allo scarto degli atti di archivio, secondo le modalità stabilite dalla legge. Si noti che il 15% dei risparmi di spesa conseguiti da ciascuna amministrazione a seguito di tali interventi di razionalizzazione potrà essere utilizzato dalla stessa per la realizzazione di progetti di miglioramento della qualità dell'ambiente di lavoro e di miglioramento del benessere organizzativo. Tuttavia, lo scarto degli atti in archivio è condizione per l utilizzo di tali risparmi di spesa. Il comma 10 sancisce l obbligo per gli enti pubblici inseriti nel Conto economico della pubblica amministrazione di comunicare all Agenzia del demanio gli immobili o le porzioni di immobili di proprietà degli stessi. Tale comunicazione è finalizzata alla verifica dell idoneità e la funzionalità degli immobili ad essere utilizzati in locazione passiva dalle Amministrazioni statali per le proprie finalità istituzionali. Si noti che, nell ipotesi in cui tali immobili siano effettivamente concessi in locazione passiva, alle amministrazioni conduttrici dovranno essere riconosciuti canoni ed oneri agevolati, nella misura del 30% del valore locativo fissato dalla competente Commissione dell'agenzia del demanio 5. C. Alienazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico 11. All'articolo 306 del codice dell'ordinamento militare di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, dopo il comma 4 è inserito il seguente: «4 bis. Al fine di semplificare le procedure di alienazione di cui ai commi 2 e 3, con decreto del Ministro della Difesa, sottoposto al controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti, sono definiti i contenuti essenziali nonché le eventuali condizioni e clausole di garanzia dei diritti dello Stato, dei contratti di compravendita stipulati in forma pubblico amministrativa o notarile, tra l'amministrazione della Difesa e gli acquirenti. I contratti producono effetti anticipati dal momento della loro sottoscrizione, e sono sottoposti esclusivamente al controllo 5 L art. 1 co. 479 della legge finanziaria 2006 la l. 266/2005 ha istituito, nell'ambito dell'agenzia del demanio, la Commissione per la verifica di congruità delle valutazioni tecnico-economico-estimativa con riferimento a vendite, permute, locazioni e concessioni di immobili di proprietà dello Stato e ad acquisti di immobili per soddisfare le esigenze di amministrazioni dello Stato, nonché ai fini del rilascio del nulla osta per locazioni passive riguardanti le stesse amministrazioni dello Stato. 67 successivo della Corte dei conti, la quale si pronuncia sulla regolarità, sulla correttezza e sulla efficacia della gestione». 11 bis. In considerazione delle particolari condizioni del mercato immobiliare e della difficoltà di accesso al credito, al fine di agevolare e semplificare le dismissioni immobiliari da parte degli enti previdenziali inseriti nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuati dall'istat ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il termine per l'esercizio da parte dei conduttori del diritto di prelazione sull'acquisto di abitazioni oggetto delle predette procedure non può essere inferiore a centoventi giorni a decorrere dalla ricezione dell'invito dell'ente. I termini non ancora scaduti alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto sono prorogati, di diritto, di centoventi giorni. Al fine di agevolare l'acquisto della proprietà da parte dei conduttori, l'eventuale sconto offerto dagli enti proprietari a condizione che il conduttore conferisca mandato irrevocabile e che tale mandato, unitamente a quelli conferiti da altri conduttori di immobili siti nel medesimo complesso immobiliare, raggiunga una determinata percentuale dei soggetti legittimati alla prelazione, spetta al conduttore di immobili non di pregio anche in assenza del conferimento del mandato. La predetta disposizione si applica anche alle procedure in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto quando non sia già scaduto il termine per l'esercizio del diritto di prelazione. 12. All'articolo 12 del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla Legge 15 luglio 2011, n. 111 sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 5 è sostituito dal seguente: «L'Agenzia del demanio, al fine di realizzare gli interventi manutentivi di cui al comma 2, lettere a) e b), stipula accordi quadro, riferiti ad ambiti territoriali predefiniti, con operatori specializzati nel settore individuati mediante procedure ad evidenza pubblica anche avvalendosi di società a totale o prevalente capitale pubblico, senza nuovi o maggiori oneri. L'esecuzione degli interventi manutentivi mediante tali operatori è curata, previa sottoscrizione di apposita convenzione quadro, dalle strutture del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti senza nuovi o maggiori oneri, ovvero, in funzione della capacità operativa delle stesse strutture, dall'agenzia del demanio. Gli atti relativi agli interventi gestiti dalle strutture del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sono sottoposti al controllo degli uffici appartenenti al sistema delle ragionerie del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, secondo le modalità previste dal decreto legislativo 30 giugno 2011, n Gli atti relativi agli interventi gestiti dall'agenzia del Demanio sono controllati secondo le modalità previste dalla propria organizzazione. Il ricorso agli operatori con i quali sono stipulati gli accordi quadro è disposto anche per gli interventi disciplinati da specifiche previsioni di legge riguardanti il Ministero della difesa e il Ministero per i beni e le attività culturali. Dell'avvenuta stipula delle convenzioni o degli accordi quadro è data immediata notizia sul sito internet dell'agenzia del demanio. Al fine di assicurare il rispetto degli impegni assunti con le convenzioni di cui al presente comma, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti assicura un'adeguata organizzazione delle proprie strutture periferiche, in particolare individuando all'interno dei provveditorati un apposito ufficio dedicato allo svolgimento delle attività affidate dall'agenzia del demanio e di quelle previste dall'articolo 12, comma 8, del presente decreto, dotato di idonee professionalità.» b) al comma 7, prima delle parole: «Restano esclusi dalla disciplina del presente comma i beni immobili riguardanti il Ministero della difesa» sono aggiunte le parole «Salvo quanto previsto in relazione all'obbligo di 78 avvalersi degli accordi quadro di cui al comma 5». c) al comma 2, lettera d), dopo le parole «gli interventi di piccola manutenzione» sono aggiunte le parole: «nonché quelli atti ad assicurare l'adeguamento alle disposizioni di cui al Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81». 13. L'Agenzia del demanio può destinare quota parte dei propri utili di esercizio all'acquisto di immobili per soddisfare esigenze allocative delle Amministrazioni dello Stato, garantendo alle stesse le condizioni recate dal primo periodo del comma 4 del presente articolo. Gli acquisti vengono effettuati sulla base dei piani di razionalizzazione di cui all'articolo 2, comma 222, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, nel rispetto dell'articolo 12, comma 1, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98 convertito dalla legge 15 luglio 2011, n Al fine di consentire agli operatori economici il più efficace utilizzo degli strumenti disciplinati dall'articolo 3 bis del decreto legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito con modificazioni dalla legge 23 novembre 2001, n. 410 e successive modifiche e integrazioni, al medesimo articolo sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1 sono eliminate le seguenti parole: «per un periodo non superiore a cinquanta anni»; b) al comma 2, dopo le parole «Ministero dell'economia e delle finanze» sono aggiunte le seguenti «Agenzia del demanio»; c) il comma 3 è così sostituito: «Ai Comuni interessati dal procedimento di cui al comma 2 è rimessa, per l'intera durata della concessione o della locazione, un'aliquota pari al 10 per cento del relativo canone. Qualora espressamente previsto dal bando di gara, ai Comuni è, altresì, riconosciuta una somma non inferiore al 50 per cento e non superiore al 100 per cento del contributo di costruzione dovuto ai sensi dell'articolo 16 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e delle relative leggi regionali, per l'esecuzione delle opere necessarie alla riqualificazione e riconversione. Tale importo è corrisposto dal concessionario o dal locatario all'atto del rilascio o dell'efficacia del titolo abilitativo edilizio.»; d) il comma 5 è così sostituito: «I criteri di assegnazione e le condizioni delle concessioni o delle locazioni di cui al presente articolo sono contenuti nei bandi predisposti dall'agenzia del demanio, prevedendo espressamente: a. il riconoscimento all'affidatario di un indennizzo valutato sulla base del piano economico finanziario, nei casi di revoca della concessione per sopravvenute esigenze pubbliche o di recesso dal contratto di locazione nei casi previsti dal contratto; b. la possibilità, ove richiesto dalla specifica iniziativa di valorizzazione, di subconcedere le attività economiche o di servizio di cui al precedente comma 1. Alle concessioni disciplinate dal presente articolo non si applica, pertanto, il divieto di cui all'articolo 5, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica n. 296 del 13 settembre 2005.» La disposizione di cui al comma undicesimo modifica il codice dell ordinamento militare, nella parte relativa alla dismissione degli alloggi di servizio del Ministero della difesa non realizzati su aree situate all'interno di basi e installazioni militari, o posti al loro diretto e funzionale servizio. Si prevede che le condizioni e clausole di garanzia dei diritti dello Stato contenute nei contratti di compravendita stipulati dall'amministrazione della Difesa dovranno essere preventivamente fissate con decreto del Ministero della Difesa al fine di semplificare le relative procedure. Alla Corte dei Conti spetta il controllo preventivo sulla legittimità del decreto ministeriale ed il controllo successivo sulla regolarità, sulla correttezza e sulla efficacia della gestione in merito ai contratti di compravendita stipulati. 89 Il comma 11-bis, introdotto in sede di conversione del decreto, prevede che il termine per l'esercizio da parte dei conduttori del diritto di prelazione sull'acquisto di immobili ad uso abitativo di proprietà degli enti previdenziali inseriti nel Conto economico della PA non possa essere inferiore a centoventi giorni dalla ricezione dell'invito dell'ente. Il fine del legislatore è dunque quello di agevolare in questo modo le dismissioni immobiliari. La norma, si noti, si applica anche ai termini non ancora scaduti i quali sono prorogati, di diritto, di ulteriori centoventi giorni. La norma prevede altresì che gli enti proprietari di immobili non di pregio debbano riconoscere al conduttore uno sconto per l acquisto degli stessi, anche laddove il conduttore non conferisca mandato irrevocabile d acquisto. La norma di cui al co. 12 modifica il d.l. 98/2011, nella parte relativa all acquisto, alla vendita, alla manutenzione ed al censimento di immobili pubblici. Come precisato nella relazione tecnica al decreto, si tratta di una norma di carattere procedimentale che mira a rendere più chiari i ruoli delle amministrazioni coinvolte nella stipula degli accordi quadro relativi agli interventi manutentivi sugli immobili in uso agli enti pubblici. E altresì estesa tale disciplina agli immobili riguardanti il Ministero della difesa ed il Ministero per i beni e le attività culturali, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti nonché i beni immobili all'estero riguardanti il Ministero degli affari esteri. Il comma 13 permette all Agenzia del demanio di destinare una quota dei propri utili di esercizio per soddisfare esigenze allocative delle amministrazioni statali; i contratti di locazioni stipulati dall Agenzia del demanio dovranno accordare la riduzione del 15% prevista dal 4 comma del decreto in analisi. La relazione tecnica al decreto precisa che tale previsione non graverà sul bilancio dello Stato. Al contrario l investimento da parte dell Agenzia del Demanio dei propri utili nel rispetto dei saldi strutturali di finanza pubblica come previsti a legislazione vigente consente nel conto consolidato della P.A. il consolidamento dei fitti passivi erogati dalle Amministrazioni. Il comma 14 emenda il d.l. 25 settembre 2001, n. 351, relativo alla privatizzazione ed alla valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico. L art. 3-bis di tale provvedimento disciplina le c.d. concessioni di valorizzazione : esso ammette la possibilità di concedere in locazione a privati i beni immobili di proprietà dello Stato ai fini della riqualificazione e riconversione dei medesimi beni tramite interventi di recupero, restauro, ristrutturazione anche con l introduzione di nuove destinazioni d uso finalizzate allo svolgimento di attività economiche o attività di servizio per i cittadini. In base alle modifiche apportate dal Decreto sulla Spending Review, la promozione di tali concessioni è ora rimessa all Agenzia del Demanio; è stato inoltre eliminato il limite temporale precedentemente fissato a 50 anni. Ai comuni interessati dal procedimento di valorizzazione è riconosciuta, oltre ad una somma non inferiore al 50% e non superiore al 100% del contributo di costruzione (come nella precedente formulazione), un aliquota premiale pari al 10% del canone di locazione. Infine, in base alla nuova formulazione del quinto comma dell art. 3-bis, i bandi predisposti dall Agenzia del Demanio dovranno prevedere, oltre al riconoscimento di un indennizzo in caso di revoca della concessione o di recesso dal contratto, anche la possibilità di subconcedere le attività economiche o di servizio, ove richiesto dalla specifica iniziativa di valorizzazione. Le norme analizzate cercano di risolvere alcune delle criticità riscontrate in ordine alle concessioni di valorizzazione, che maggiormente hanno limitato l efficacia di tali misure. Innanzitutto, l eliminazione di un limite temporale alle concessioni medesime flessibilizza il rilascio di queste ultime ed assicura il perseguimento dell equilibrio economico-finanziario degli investimenti del concessionario o del locatario. Inoltre la concessione dell aliquota premiale del 10% dovrebbe spingere i comuni a ricorrere con maggiore frequenza a questo strumento e favorirebbe 910 una significativa espansione del mercato. Per altro, l intervento in questione risulta altresì necessario per il coordinamento con la previsione di cui all art. 3-ter, co. 13 del medesimo d.l. 351/2001, la quale già garantiva l aliquota premiale per la locazione di immobili non necessari in via temporanea alle finalità di difesa dello Stato. D. Disposizioni Ulteriori 15. Al comma 1 dell'articolo 33 bis del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito dalla legge 15 luglio 2011 n. 111, dopo le parole «o fondi immobiliari.» sono aggiunte le seguenti parole: «Alle società di cui al presente comma si applicano, ai soli fini fiscali, le disposizioni di cui all'articolo 1, commi 131, 134, 137, 138 e 139, della legge 27 dicembre 2006, n. 296». 16. Le previsioni di cui all'articolo 17, comma 3 del Decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131 si applicano alle concessioni di beni immobili appartenenti al demanio dello Stato, fermo restando quanto previsto dall'articolo 57, comma 7, del medesimo decreto. 17. All'articolo 41 del decreto legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito con legge 27 febbraio 2009, n. 14, al comma 16 sexies, in fine, sono aggiunti i seguenti periodi: «Nell'ambito della liquidazione del patrimonio trasferito, la proprietà degli immobili utilizzati in locazione passiva dal Ministero dell'economia e delle finanze è trasferita allo Stato. Il corrispettivo del trasferimento è costituito dalla proprietà di beni immobili dello Stato, di valore equivalente, da individuare e valutare a cura dell'agenzia del Demanio, previa intesa con le società di cui al comma 16 ter. Con separato atto, da stipularsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono regolati i rapporti tra le parti interessate». 18. All'articolo 65, comma 1, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 e successive modifiche e integrazioni, le disposizioni di cui all'ultimo periodo sono da intendersi riferite alla gestione dei beni immobili, fatta salva la competenza, prevista da normativa speciale, di altri soggetti pubblici. 19. Al comma 8, dell'articolo 29 del decreto legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, le parole: «30 giugno 2012», sono sostituite dalle seguenti: «30 settembre 2012». 19 bis. Il compendio costituente l'arsenale di Venezia, con esclusione delle porzioni utilizzate dal Ministero della difesa per i suoi specifici compiti istituzionali, in ragione delle caratteristiche storiche e ambientali, è trasferito in proprietà al comune, che ne assicura l'inalienabilità, l'indivisibilità e la valorizzazione attraverso l'affidamento della gestione e dello sviluppo alla società Arsenale di Venezia S.p.A., da trasformarsi ai sensi dell'articolo 33 bis del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n Le somme ricavate per effetto dell'utilizzo del compendio sono esclusivamente impiegate per la gestione e per la valorizzazione dell'arsenale tramite la suddetta società. L'Arsenale è sottoposto agli strumenti urbanistici previsti per la città di Venezia e alle disposizioni di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Per le finalità del presente comma, l'agenzia del demanio, d'intesa con il Ministero della difesa, procede alla perimetrazione e delimitazione del compendio e alla consegna dello stesso alla società Arsenale di Venezia S.p.A.. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze è definita, a decorrere dalla data del trasferimento, la riduzione delle risorse a qualsiasi titolo spettanti al comune di Venezia in misura equivalente alla riduzione delle entrate erariali conseguenti al trasferimento. La norma di cui al co. 15 prevede l applicazione alle società costituite per la valorizzazione, la trasformazione e l alienazione del patrimonio immobiliare pubblico del trattamento fiscale previsto per le Società di Investimento 1011 immobiliare quotate (SIIQ). Il fine di tale uniformazione è di fare in modo che la scelta tra gli strumenti di dismissione del patrimonio immobiliare pubblico previsti dalla legge sia fondata sulla maggiore efficienza e convenienza operativa degli stessi, e non sulla convenienza del loro regime fiscale. Il comma 16 prevede la possibilità che l imposta di registro relativa alle concessioni di immobili appartenenti al demanio dello Stato sia assolta annualmente, in base all ammontare del canone di concessione relativo a ciascun anno. La relazione tecnica al decreto segnala come tale previsione per i primi anni, pari alla durata del contratto di concessione, comporta una perdita di gettito legata al differimento dei versamenti dell imposta di registro. La norma di cui al co. 17 interviene a modifica dell art. 41 del c.d. Decreto Milleproroghe 2009, il d.l. 207/2008. Tale disposizione, ai cc. 16-bis e seguenti, regola gli effetti del discioglimento degli enti pubblici sui rapporti in corso e sulle le cause pendenti, e detta una specifica disciplina relativa alla liquidazione del loro patrimonio immobiliare. In tale contesto, il decreto in analisi precisa che la proprietà degli immobili utilizzati in locazione passiva dal Ministero dell'economia e delle finanze, nell ambito della liquidazione del patrimonio immobiliare, è trasferita allo Stato. E di rilievo segnalare che il corrispettivo per tale trasferimento è rappresentato dalla proprietà di altri immobili di proprietà dello Stato. Tale previsione non comporta nuovi o maggiori oneri per lo Stato, poiché nel conto patrimoniale risulteranno immobili diversi ma di uguale ammontare. La norma permette allo Stato di valorizzare gli immobili di proprietà di enti disciolti oggetto di liquidazione, dando in contropartita altri immobili di minor pregio o di minor interesse economico e gestionale. Il co. 18 precisa le competenze dell Agenzia del Demanio in materia di gestione degli beni confiscati, specificando che il generico riferimento ai beni di cui all'articolo 65, co 1 del decreto legislativo sull ordinamento del Governo (n. 300/1999) è da intendersi riferito ai beni immobili. Trattasi dunque di un intervento normativo di interpretazione autentica. Il comma 19 si limita a prorogare fino al 30 settembre 2012 il termine per la presentazione delle domande di variazione della categoria catastale finalizzate al riconoscimento della ruralità degli immobili. Il co. 19-bis è stato inserito nel decreto in analisi dalla Commissione bilancio del Senato. Esso prevede che il compendio costituente l Arsenale di Venezia, con l esclusione delle porzioni utilizzate dal Ministero della difesa per i suoi specifici compiti istituzionali, sia trasferito al comune di Venezia il quale ne affiderà la gestione e lo sviluppo alla società Arsenale di Venezia S.p.A. Quest ultima sarà a sua volta trasformata in una società per la valorizzazione, trasformazione, gestione e alienazione del patrimonio immobiliare pubblico ai sensi del già citato art. 33-bis del d.l. 98/2011. Per evitare che la riduzione delle entrate erariali conseguenti al trasferimento si traduca in una perdita per lo stato, è previsto che le risorse a qualsiasi titolo spettanti al comune di Venezia siano ridotte in misura equivalente. Articolo 3 bis. CREDITO DI IMPOSTA E FINANZIAMENTI BANCARI AGEVOLATI PER LA RICOSTRUZIONE 1. I contributi di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a), del decreto legge 6 giugno 2012, n. 74, destinati ad interventi di riparazione, ripristino o ricostruzione di immobili di edilizia abitativa e ad uso produttivo, nei limiti stabiliti dai Presidenti delle regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto con i provvedimenti di cui 1112 al comma 5, sono alternativamente concessi, su apposita domanda del soggetto interessato, con le modalità del finanziamento agevolato. A tal fine, i soggetti autorizzati all'esercizio del credito operanti nei territori di cui all'articolo 1 del citato decreto legge n. 74 del 2012 possono contrarre finanziamenti, secondo contratti tipo definiti con apposita convenzione con l'associazione bancaria italiana, assistiti dalla garanzia dello Stato, fino ad un massimo di milioni di euro, ai sensi dell'articolo 5, comma 7, lettera a), secondo periodo, del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, al fine di concedere finanziamenti agevolati ai soggetti danneggiati dagli eventi sismici. Con decreti del Ministro dell'economia e delle finanze è concessa la garanzia dello Stato di cui al presente articolo e sono definiti i criteri e le modalità di operatività della stessa, nonché le modalità di monitoraggio ai fini del rispetto dell'importo massimo di cui al periodo precedente. La garanzia dello Stato di cui al presente comma è elencata nell'allegato allo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze di cui all'articolo 31 della legge 31 dicembre 2009, n In caso di accesso ai finanziamenti agevolati accordati dalle banche ai sensi del presente articolo, in capo al beneficiario del finanziamento matura un credito di imposta, fruibile esclusivamente in compensazione, in misura pari, per ciascuna scadenza di rimborso, all'importo ottenuto sommando alla sorte capitale gli interessi dovuti. Le modalità di fruizione del credito di imposta sono stabilite con provvedimento del direttore dell'agenzia delle entrate nel limite dell'autorizzazione di spesa di cui al comma 6. Il credito di imposta è revocato, in tutto o in parte, nell'ipotesi di risoluzione totale o parziale del contratto di finanziamento agevolato. 3. Il soggetto che eroga il finanziamento agevolato comunica con modalità telematiche all'agenzia delle entrate gli elenchi dei soggetti beneficiari, l'ammontare del finanziamento concesso a ciascun beneficiario, il numero e l'importo delle singole rate. 4. I finanziamenti agevolati, di durata massima venticinquennale, sono erogati e posti in ammortamento sulla base degli stati di avanzamento lavori relativi all'esecuzione dei lavori, alle prestazioni di servizi e alle acquisizioni di beni necessari all'esecuzione degli interventi ammessi a contributo. I contratti di finanziamento prevedono specifiche clausole risolutive espresse, anche parziali, per i casi di mancato o ridotto impiego del finanziamento, ovvero di utilizzo anche parziale del finanziamento per finalità diverse da quelle indicate nel presente articolo. 5. Con apposito protocollo di intesa tra il Ministro dell'economia e delle finanze e i Presidenti delle regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto sono definiti i criteri e le modalità attuativi del presente articolo, anche al fine di assicurare uniformità di trattamento e un efficace monitoraggio sull'utilizzo delle risorse. I Presidenti delle regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto definiscono, con propri provvedimenti adottati ai sensi dell'articolo 3, comma 1, del decreto legge 6 giugno 2012, n. 74, in coerenza con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui all'articolo 2, comma 2, del medesimo decreto legge e con il suddetto protocollo di intesa, tutte le conseguenti disposizioni attuative di competenza, anche al fine di assicurare il rispetto del limite di milioni di euro di cui al comma 1 e dell'autorizzazione di spesa di cui al comma Al fine dell'attuazione del presente articolo, è autorizzata la spesa massima di 450 milioni di euro annui a decorrere dal All'articolo 9 del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla 1213 legge 28 gennaio 2009, n. 2, il comma 3 quater è sostituito dal seguente: «3 quater. Sono fatte salve le certificazioni rilasciate ai sensi dell'articolo 141, comma 2, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207, secondo le modalità stabilite con il decreto di attuazione di cui all'articolo 13, comma 2, della legge 12 novembre 2011, n. 183, esclusivamente al fine di consentire la cessione di cui al primo periodo del comma 3 bis nonché l'ammissione alla garanzia del fondo di garanzia di cui all'articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, secondo i criteri e le modalità e nei limiti stabiliti dal decreto di cui all'articolo 8, comma 5, lettera b), del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, e all'articolo 39 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214». 8. Per le strette finalità connesse alla situazione emergenziale prodottasi a seguito del sisma del 20 e 29 maggio 2012, per le annualità 2012 e 2013 è autorizzata l'assunzione con contratti di lavoro flessibile fino a 170 unità di personale per i comuni colpiti dal sisma individuati dall'articolo 1, comma 1, del decreto legge 6 giugno 2012, n. 74, e fino a 50 unità di personale da parte della struttura commissariale istituita presso la regione Emilia Romagna, ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 del citato decreto legge. Nei limiti delle risorse impiegate per le assunzioni destinate ai comuni, non operano i vincoli assunzionali di cui ai commi 557 e 562 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e di cui al comma 28 dell'articolo 9 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n Le assunzioni di cui al precedente periodo sono effettuate dalle unioni di comuni, con facoltà di attingere dalle graduatorie, anche per le assunzioni a tempo indeterminato, approvate dai comuni costituenti le unioni medesime e vigenti alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, garantendo in ogni caso il rispetto dell'ordine di collocazione dei candidati nelle medesime graduatorie. L'assegnazione delle risorse finanziarie per le assunzioni tra le diverse regioni è effettuata in base al riparto di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 luglio 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 156 del 6 luglio Il riparto fra i comuni interessati avviene previa intesa tra le unioni ed i commissari delegati. I comuni non ricompresi in unioni possono stipulare apposite convenzioni con le unioni per poter attivare la presente disposizione. 9. Agli oneri derivanti dal comma 8, nel limite di euro per l'anno 2012 e di euro per l'anno 2013, si provvede mediante utilizzo delle risorse di cui all'articolo 2 del decreto legge 6 giugno 2012, n. 74, nell'ambito della quota assegnata a ciascun Presidente di regione. L art. 3-bis è stato introdotto in sede di conversione del decreto. Esso prevede che le banche operanti nei territori interessati dal sisma dei giorni 20 e 29 maggio 2012, individuati in base all'articolo 1 del citato d.l. n. 74 del 2012, possano concedere finanziamenti agevolati ai soggetti danneggiati dagli eventi sismici per la ricostruzione dei territori medesimi e possano a tal fine contrarre finanziamenti assistiti dalla garanzia dello Stato, fino ad un massimo di 6 miliardi di euro. La spesa massima autorizzata per la ricostruzione è pari di 450 milioni di euro annui a decorrere dal Ciascun finanziamento non potrà avere una durata superiore ai venticinque anni e sarà beneficiato come credito di imposta, fruibile esclusivamente in compensazione. 1314 I finanziamenti agevolati saranno erogati e posti in ammortamento sulla base degli stati di avanzamento lavori di ricostruzione e dei servizi ad esso relativi, ivi incluso il reperimento del materiale necessario. A tal proposito, il co. 4 impone che i contratti di finanziamento prevedano specifiche clausole risolutive espresse, anche parziali, per i casi di mancato o ridotto impiego del finanziamento, ovvero di utilizzo anche parziale del finanziamento per finalità diverse da quelle indicate nel presente articolo. TITOLO V-BIS EFFICIENTAMENTO, VALORIZZAZIONE E DISMISSIONE DEL PATRIMONIO PUBBLICO, E MISURE DI RAZIONALIZZAZIONE DELL'AMMINISTRAZIONE ECONOMICO FINANZIARIA NONCHÉ MISURE DI RAFFORZAMENTO PATRIMONIALE DELLE IMPRESE DEL SETTORE BANCARIO In sede di conversione del Decreto sulla Spending Review è stato introdotto il Titolo V-bis (artt. da 23-bis a 23- duodecies). Esso riporta, con modifiche di modesto rilievo, le disposizioni già contenute nel decreto-legge del 27 giugno 2012, n. 87 (il c.d. Decreto Dismissioni) 6. L aula del Senato ha deciso di accorpare i due provvedimenti al fine di accelerarne l iter parlamentare di approvazione. A seguito di questa scelta, benché le disposizioni in esso contenute sopravvivano nel d.l. n. 95/2012, il decreto n. 87/2012 deve considerarsi decaduto per mancata conversione. Di seguito sono riportate le sole norme di rilievo per il settore immobiliare. Articolo 23 ter. VALORIZZAZIONE E DISMISSIONE DI IMMOBILI PUBBLICI 1. All'articolo 33 del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, sono apportate le seguenti modifiche: a) al comma 1: 1) al primo periodo, fra le parole: «dell'economia e» e: «finanze» è inserita la seguente: «delle»; dopo le parole: «capitale sociale pari» le parole: «a 2 milioni» sono sostituite dalle seguenti: «ad almeno un milione e comunque non superiore a 2 milioni»; dopo le parole: «immobiliari chiusi promossi» sono inserite le seguenti: «o partecipati»; dopo le parole: «in forma consorziata» sono inserite le seguenti: «o associata» e dopo le parole: «ai sensi» le parole: «dell'articolo 31» sono soppresse; 2) al terzo periodo, dopo le parole: «Il capitale» sono inserite le seguenti: «della società di gestione del risparmio di cui al primo periodo del presente comma» e dopo le parole: «dal Ministero dell'economia e delle finanze» sono aggiunte le seguenti: «, fatto salvo quanto previsto dal successivo comma 8 bis»; 3) al quinto periodo, dopo la parola: «investono» è inserita la seguente: «anche»; b) al comma 2: 1) al primo periodo, dopo le parole: «immobiliare promossi» sono inserite le seguenti: «o partecipati», 6 Nella presente relazione, ai fini di una maggiore chiarezza, le norme del d.l. 87/2012 modificate in sede di conversione del Decreto sulla Spending Reiew sono state sottolineate. 1415 dopo le parole: «in forma consorziata» sono inserite le seguenti: «o associata»; dopo le parole: «ai sensi» sono soppresse le parole: «dell'articolo 31»; dopo le parole: «del fondo medesimo,» sono inserite le seguenti: «ovvero trasferiti,» e dopo la parola: «diritti» sono inserite le seguenti: «reali immobiliari,»; 2) al secondo periodo dopo le parole: «Tali apporti» sono inserite le seguenti: «o trasferimenti»; 3) il terzo periodo è sostituito dal seguente: «Possono presentare proposte di valorizzazione anche soggetti privati secondo le modalità di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163»; c) al comma 3: 1) al primo periodo, le parole: «nel fondo di cui al comma 1» sono sostituite dalle seguenti: «nei fondi di cui ai commi 1, 8 ter e 8 quater» e le parole: «ai decreti legislativi 17 marzo 1995, n. 174, e 17 marzo 1995, n. 175,» sono sostituite dalle seguenti: «al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209»; 2) al secondo periodo, la parola: «suddetti» è soppressa e dopo la parola: «fondi» sono aggiunte le seguenti: «di cui al comma 1. Il 20 per cento del piano di impiego di cui al precedente periodo è destinato, per gli anni 2012, 2013 e 2014, alla sottoscrizione delle quote dei fondi di cui ai successivi commi 8 ter e 8 quater»; 3) all'ultimo periodo, le parole: «al comma 1» sono sostituite dalle seguenti: «ai commi 1, 8 ter e 8 quater»; d) al comma 4: 1) al primo periodo, dopo la parola: «conferimento» sono inserite le seguenti: «o trasferimento» e le parole: «di cui al comma 2» sono sostituite dalle seguenti: «di cui ai commi 2, 8 ter e 8 quater»; 2) al secondo periodo, le parole: «di cui al comma 2» sono soppresse; 3) al quarto periodo, dopo la parola: «apporto» sono inserite le seguenti: «o il trasferimento»; le parole: «di cui al comma 2» sono sostituite dalle seguenti: «di cui ai commi 2, 8 ter e 8 quater»; le parole: «all'espletamento» sono sostituite dalle seguenti «al completamento» e tra le parole: «delle procedure» e: «di valorizzazione e di regolarizzazione» è inserita la seguente: «amministrative»; 4) al quinto periodo, dopo le parole: «non sia completata,» sono inserite le seguenti: «secondo le valutazioni effettuate dalla relativa società di gestione del risparmio,» e dopo le parole: «i soggetti apportanti» le parole: «di cui al comma 1» sono soppresse; 5) dopo l'ultimo periodo è aggiunto il seguente: «A seguito dell'apporto ai fondi di cui al comma 8 ter da parte degli Enti territoriali è riconosciuto, in favore di questi ultimi, un ammontare pari almeno al 70 per cento del valore di apporto dei beni in quote del fondo; compatibilmente con la pianificazione economico finanziaria dei fondi gestiti dalla società di gestione del risparmio di cui al comma 1, la restante parte del valore è corrisposta in denaro»; e) al comma 7, dopo le parole: «Agli apporti» sono inserite le seguenti: «e ai trasferimenti»; f) al comma 8 bis: 1) al primo periodo, dopo le parole: «gestione del risparmio» la parola: «del» è sostituita dalle seguenti: «costituita dal»; 2) al secondo periodo è soppressa la parola: «predetta» e dopo le parole: «società di gestione del risparmio» sono inserite le seguenti: «di cui al comma 1»; 3) il terzo periodo è sostituito dai seguenti: «Con apposita convenzione, a titolo oneroso, sono regolati i 1516 rapporti fra la società di gestione di cui al comma 1 e l'agenzia del demanio. Per le attività svolte ai sensi del presente articolo dall'agenzia del demanio, quest'ultima utilizza parte delle risorse appostate sul capitolo di spesa n dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze. Le risorse di cui all'ultimo periodo del comma 1 dell'articolo 6 della legge 12 novembre 2011, n. 183, sono utilizzate dall'agenzia del demanio per l'individuazione o l'eventuale costituzione della società di gestione del risparmio o delle società, per il collocamento delle quote del fondo o delle azioni della società, nonché per tutte le attività, anche propedeutiche, connesse alle operazioni di cui al presente articolo»; g) dopo il comma 8 bis sono aggiunti i seguenti: «8 ter. Allo scopo di conseguire la riduzione del debito pubblico il Ministro dell'economia e delle finanze, attraverso la società di gestione del risparmio di cui al comma 1, promuove, con le modalità di cui all'articolo 4 del decreto legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, la costituzione di uno o più fondi comuni d'investimento immobiliare, a cui trasferire o conferire immobili di proprietà dello Stato non utilizzati per finalità istituzionali, nonché diritti reali immobiliari. Le risorse derivanti dalla cessione delle quote del Ministero dell'economia e delle finanze sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato, e destinate al pagamento dei debiti dello Stato; a tale ultimo fine i corrispettivi possono essere riassegnati al Fondo speciale per reiscrizione dei residui perenti delle spese correnti e al Fondo speciale per la reiscrizione dei residui perenti in conto capitale, ovvero possono essere utilizzati per incrementare l'importo stabilito dall'articolo 35, comma 1, lettera b), del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, si provvede alla determinazione delle percentuali di riparto tra le finalità indicate nel presente comma. Le società controllate direttamente o indirettamente dallo Stato possono deliberare il trasferimento o il conferimento a tali fondi di immobili di proprietà. Possono altresì essere trasferiti o conferiti ai medesimi fondi i beni valorizzabili, suscettibili di trasferimento ai sensi dell'articolo 5, comma 1, lettera e), del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, individuati dall'agenzia del demanio e a seguito di apposita manifestazione, da parte dei competenti organi degli Enti interessati, della volontà di valorizzazione secondo le procedure del presente comma. I decreti del Ministro dell'economia e delle finanze di cui all'articolo 4 del citato decreto legge 25 settembre 2001, n. 351, disciplinano, altresì, le modalità di concertazione con le competenti strutture tecniche dei diversi livelli di governo territoriale interessati, nonché l'attribuzione agli Enti territoriali delle quote dei fondi, nel rispetto della ripartizione e per le finalità previste dall'articolo 9 del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, limitatamente ai beni di cui all'articolo 5, comma 1, lettera e), sopra richiamato, derivanti dal conferimento ai predetti fondi immobiliari. Ai fondi di cui al presente comma possono conferire beni anche i soggetti di cui al comma 2 con le modalità ivi previste, ovvero con apposita deliberazione adottata secondo le procedure di cui all'articolo 58 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, anche in deroga all'obbligo di allegare il piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari al bilancio. Tale delibera deve indicare espressamente le destinazioni urbanistiche non compatibili con le strategie di trasformazione urbana. La totalità delle risorse rivenienti dalla valorizzazione ed alienazione degli immobili di proprietà delle Regioni e degli Enti locali trasferiti ai fondi di cui al 1617 presente comma, è destinata alla riduzione del debito dell'ente e, solo in assenza del debito, o comunque per la parte eventualmente eccedente, a spese di investimento. 8 quater. Per le medesime finalità di cui al comma 8 ter, il Ministro dell'economia e delle finanze, attraverso la società di gestione del risparmio di cui al comma 1, promuove, altresì, con le modalità di cui all'articolo 4 del decreto legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, uno o più fondi comuni di investimento immobiliare a cui sono trasferiti o conferiti, ai sensi del comma 4, gli immobili di proprietà dello Stato non più utilizzati dal Ministero della difesa per finalità istituzionali e suscettibili di valorizzazione, nonché diritti reali immobiliari. Con uno o più decreti del Ministero della difesa, sentita l'agenzia del demanio, da emanarsi il primo entro sessanta giorni dall'entrata in vigore delle presenti disposizioni, sono individuati tutti i beni di proprietà statale assegnati al medesimo Dicastero e non utilizzati dallo stesso per finalità istituzionali. L'inserimento degli immobili nei predetti decreti ne determina la classificazione come patrimonio disponibile dello Stato. A decorrere dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dei citati decreti, l'agenzia del demanio avvia le procedure di regolarizzazione e valorizzazione previste dal presente articolo ovvero dall'articolo 33 bis, limitatamente ai beni suscettibili di valorizzazione. Al predetto Dicastero sono attribuite le risorse rivenienti dalla cessione delle quote dei fondi a cura del Ministero dell'economia e delle finanze in misura del 30 per cento, con prioritaria destinazione alla razionalizzazione del settore infrastrutturale, ad esclusione di spese di natura ricorrente. Con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, su indicazione dell'agenzia del demanio, sono assegnate una parte delle restanti quote dello stesso Ministero, nella misura massima del 25 per cento e minima del 10 per cento delle stesse, agli Enti territoriali interessati dalle procedure di cui al presente comma; le risorse rivenienti dalla cessione delle stesse sono destinate alla riduzione del debito dell'ente e, solo in assenza del debito, o comunque per la parte eventualmente eccedente, a spese di investimento. Le risorse derivanti dalla cessione delle quote del Ministero dell'economia e delle finanze sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato, e destinate al pagamento dei debiti dello Stato; a tale ultimo fine i corrispettivi possono essere riassegnati al Fondo speciale per reiscrizione dei residui perenti delle spese correnti e al Fondo speciale per la reiscrizione dei residui perenti in conto capitale, ovvero possono essere utilizzati per incrementare l'importo stabilito dall'articolo 35, comma 1, lettera b), del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, si provvede alla determinazione delle percentuali di riparto tra le finalità indicate nel presente comma. Gli immobili, individuati con i decreti del Ministero della difesa di cui al secondo periodo del presente comma, non suscettibili di valorizzazione rientrano nella disponibilità dell'agenzia del demanio per la gestione e l'amministrazione secondo le norme vigenti. Spettano all'amministrazione della difesa tutti gli obblighi di custodia degli immobili individuati con i predetti decreti, fino al conferimento o al trasferimento degli stessi ai fondi di cui al presente comma ovvero fino alla formale riconsegna dei medesimi all'agenzia del demanio. La predetta riconsegna è da effettuarsi gradualmente e d'intesa con l'agenzia del demanio, a far data dal centoventesimo giorno dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei relativi decreti individuativi. 8 quinquies. In deroga alla normativa vigente, con provvedimenti dell'agenzia del demanio è disposto 1718 d'ufficio, laddove necessario, sulla base di elaborati planimetrici in possesso, l'accatastamento o la regolarizzazione catastale degli immobili di proprietà dello Stato, ivi compresi quelli in uso all'amministrazione della difesa. A seguito dell'emanazione dei predetti provvedimenti, la competente Agenzia fiscale procede alle conseguenti attività di iscrizione catastale. In caso di dismissione degli immobili di proprietà dello Stato, eventuali regolarizzazioni catastali possono essere eseguite, anche successivamente agli atti o ai provvedimenti di trasferimento, a cura degli acquirenti. Tutte le attività rese in favore delle Amministrazioni dall'agenzia del demanio ai sensi del presente articolo e del successivo articolo 33 bis, sono svolte da quest'ultima a titolo oneroso sulla base di specifiche convezioni con le parti interessate». 1 bis. All'articolo 31, comma 46, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, la lettera a) è sostituita dalla seguente: «a) per una durata di 20 anni diminuita del tempo trascorso fra la data di stipulazione della convenzione che ha accompagnato la concessione del diritto di superficie o la cessione in proprietà delle aree e quella di stipulazione della nuova convenzione». 2. Sono abrogati: a) l'articolo 3, comma 6, l'articolo 5, commi 5 bis e 5 ter, e l'articolo 7 del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85; b) al comma 1 dell'articolo 6 della legge 12 novembre 2011, n. 183, le parole: «, a uso diverso da quello residenziale, fatti salvi gli immobili inseriti negli elenchi predisposti o da predisporre ai sensi del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, e degli enti pubblici non territoriali ivi inclusi quelli di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196»; c) l'articolo 314 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66; d) i periodi dal secondo al quinto dell'articolo 2, comma 196 bis, della legge n. 191 del La disposizione in analisi è relativa alla dismissione del patrimonio immobiliare pubblico, un ambito la cui disciplina è stata recentemente oggetto di articolate modifiche ma che non ha ancora trovato reale attuazione. L articolo 23-bis riporta pressoché testualmente la disciplina di cui all art. 2 del d.l. 87/2012; in particolare, esso modifica l art. 33 del d.l. 6 luglio 2011, n. 98 (la c.d. Manovra Correttiva Estiva, convertito con legge 15 luglio 2011, n. 111). Tale ultima disposizione sancisce la costituzione di una società di gestione del risparmio (di seguito, la SGR pubblica ) per la partecipazione in fondi di investimento immobiliari promossi da regioni, provincie, comuni o società partecipate ai fini della dismissione e la valorizzazione degli immobili dagli stessi detenuti. Questo intervento si colloca a valle delle controverse esperienze di privatizzazione e cartolarizzazione del patrimonio immobiliare pubblico susseguitesi nell ultimo decennio, in particolare le operazioni c.d. Scip 1 e Scip 2 7. Dopo l incerto 7 Esse prevedevano la costituzione, su iniziativa del Ministero dell economia e delle finanze, di una o più società a responsabilità limitata [ ] aventi ad oggetto esclusivo la realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione dei proventi derivanti dalla dismissione del patrimonio immobiliare dello Stato e degli altri enti pubblici (art. d.l. 351/2001). In sintesi, per accelerare i tempi dell'incasso dei proventi derivanti dalla vendita di immobili pubblici, era previsto il trasferimento di questi ultimi alle S.r.l.; tali società avrebbero poi emesso titoli obbligazionari da rimborsare alla scadenza grazie ai proventi della vendita effettiva. Il rallentamento del mercato immobiliare e l insorgere di innumerevoli controversie tra gli inquilini degli immobili interessati fece di fatto fallire le operazioni di cartolarizzazioni. 1819 esito di tali operazioni, il Governo ha deciso di ricorrere specialmente allo strumento dei fondi immobiliari di investimento, cui conferire gli immobili dello Stato e degli enti locali. Il comma 1 dell art. 33 d.l. 98/2011 è relativo agli immobili trasferiti agli enti locali in base alla disciplina del decreto sul federalismo demaniale (il d.lgs. 85/2010) e agli immobili inseriti nei Piani delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari, redatti dagli stessi enti locali e dalle società partecipate ai sensi dell art. 58 del d.l. del 25 giugno 2008, n Il nuovo testo della disposizione chiarisce che i fondi di investimento istituiti dalla SGR pubblica possono partecipare non solo ai fondi di investimento immobiliari promossi da regioni, province o comuni, ma anche a quelli partecipati dagli stessi. E inoltre previsto che gli enti locali possano a tal fine costituirsi in forma consorziata e in forma associata. Il comma 2 dell art. 33 cit., come modificato dal Decreto sulla Spending Review, precisa che ai fondi di investimento di cui sopra possono anche essere trasferiti (non solo apportati) beni immobili e diritti reali immobiliari. Si rammenta che tali apporti e trasferimenti devono avvenire sulla base di progetti di utilizzo e valorizzazione, selezionati in base a procedure di evidenza pubblica. La disposizione in analisi introduce la possibilità che le proposte di valorizzazione siano presentate da privati, secondo le modalità stabilite nel cd. Codice dei contratti pubblici (il d.lgs. 163/2006); tale novità è di estremo rilievo e permette una più diretta partecipazione del settore privato nelle procedure di dismissione. Importanti modifiche sono introdotte al comma 3 dell art. 33 cit. E previsto infatti che il 20% dei Piani di impiego di fondi disponibili redatti dagli enti previdenziali pubblici e privati ai sensi dell art. 65 della legge 30 aprile 1969, n. 153, debba essere investito nei fondi di investimento di cui ai commi 8-ter e 8-quater del medesimo art. 33. Tale previsione si aggiunge a quella del testo previgente che impone l investimento del 20% dei suddetti Piani di impiego nei fondi di cui al co 1 dell art. 33. Si noti che, in base all art. 65 della l. 153/1969, la percentuale [dei Piani di impiego di fondi disponibili] da destinare agli investimenti immobiliari non può superare, comunque, il 40 per cento di tali somme. In base a tale modifica dunque, gli investimenti immobiliari dei Piani di impiego devono essere interamente destinati ai fondi costituiti per la dismissione del patrimonio immobiliare pubblico. Ulteriori modifiche sono state apportate all art. 33 d.l. 98/2011. Il comma 8-bis ammette la possibilità che la SGR pubblica acquisti gli immobili ad uso ufficio di proprietà degli enti territoriali e gli altri immobili di cui sia stato completato il processo di valorizzazione edilizio-urbanistico. E previsto inoltre che le azioni della SGR pubblica possano essere trasferite a titolo gratuito all Agenzia del Demanio, mediante decreto del Ministero dell economia e delle finanze. Il decreto sulla Spending Review emenda tale disposizione chiarendo che la stessa Agenzia del demanio, al fine di dismettere e valorizzare il patrimonio immobiliare di cui dispone, può costituire una o più SGR, collocandone azioni e fondi di investimento; a tal fine possono essere utilizzate le risorse stanziate dall art. 6 della legge 12 novembre 2011, n. 183, la c.d. Legge di Stabilità 2012 (pari a 1 milione di euro). All art. 33 del d.l. 98/2011 sono stati inoltre introdotti i commi 8-ter, 8-quater, 8-quinquies. La prima di tali disposizioni permette alla SGR pubblica di costituire fondi di investimento immobiliari a cui trasferire o conferire immobili di proprietà dello Stato non utilizzati per finalità istituzionali. In aggiunta, le società controllate direttamente o indirettamente dallo Stato possono deliberare il trasferimento o il conferimento a tali fondi di immobili di loro proprietà. La disposizione chiarisce espressamente che le risorse derivanti dalla cessione delle quote del Ministero dell economia e delle finanze devono essere utilizzate per la riduzione del debito pubblico. Il comma 8-ter concerne la dismissione degli immobili di proprietà dello Stato non più utilizzati dal Ministero della difesa, nonché diritti reali immobiliari ad essi relativi. La disposizione sostituisce quanto già previsto dall art. 314 del Codice dell ordinamento militare (d.lgs. 1 marzo 2012, n. 66), che viene infatti espressamente abrogato dal co. 2 1920 dell art. 23-ter in analisi. E previsto in particolare che gli immobili non utilizzati dal Ministero della difesa per finalità istituzionali siano individuati con decreto del medesimo dicastero e sottoposti a procedimenti di valorizzazione e dismissione; laddove tali immobili non siano suscettibili di valorizzazione, essi rientrano nella disponibilità dell Agenzia del demanio per la gestione e l amministrazione nel rispetto della legge. La disposizione stabilisce altresì i criteri di riparto delle risorse rivenienti dalla cessione delle quote dei fondi di investimento. Una quota pari al 30% di tali risorse dev essere attribuita al Ministero della Difesa con prioritaria destinazione alla razionalizzazione del settore infrastrutturale. Una quota compresa tra il 10% e il 25% delle risorse restanti è attribuita agli enti territoriali che hanno partecipato alle procedure di valorizzazione. Le quote rimanenti sono infine destinate al Fondo per l ammortamento dei titoli di Stato, al fine di ridurre il debito pubblico nazionale. Si segnala che le risorse attribuite agli enti territoriali devono essere destinate alla riduzione del debito contratto dagli enti stessi, e solo in assenza di debito a spese di investimento. Il comma 8-quinquies prevede che l Agenzia del demanio possa disporre d ufficio l accatastamento e la regolarizzazione catastale degli immobili di proprietà dello Stato. Spetterà in seguito alla competente agenzia fiscale procedere all iscrizione catastale degli immobili. In conclusione, si segnala che l art. 23-bis del Decreto sulla Spending Review riporta una modifica rispetto alla disposizione di cui all art. 2 del d.l. 87/2012; in sede di conversione è stato infatti introdotto il co. 1-bis. La disposizione concerne la materia dell edilizia popolare, regolata in modo convulso dal nostro ordinamento. E stabilita una diminuzione dei termini di durata di alcune delle convenzioni-tipo approvate dalle regioni ai sensi dell art. 8 della legge 28 gennaio 1977, n. 10. Nel dettaglio, l art. 31, co. 46, della legge 23 dicembre 1998, n. 448 stabilisce che le convenzioni con cui si è concesso il diritto di superficie per la costruzione di abitazioni sulle aree comprese nei Piani di zona per l edilizia popolare (art. 35 legge n. 865/1971), stipulate precedentemente all entrata in vigore della legge 17 febbraio 1992, n. 179 (Norme sull'edilizia residenziale pubblica), possono essere sostituite della convenzioni-tipo di cui alla già citata legge 10/1977. Il Decreto sulla Spending Review fissa la durata massima di tali convenzioni in 20 anni (30 anni nel testo previgente), meno il tempo trascorso fra la data di stipulazione della convenzione che ha accompagnato la concessione del diritto di superficie o la cessione in proprietà delle aree e quella di stipulazione della nuova convenzione. 20 Vedere altro
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References: articolo 3
 Art. 3
 articolo 10
 art. 2
 art. 2
 art. 1
 art. 3
 art. 3
 art. 3
in fine
 art. 41
 art. 33
 Articolo 3
 art. 3
 Articolo 23
 articolo 33
 articolo 23
 art. 2
 art. 33
 art. 33
 art. 58
 art. 33
 art. 33
 art. 65
 art. 33
 art. 33
 art. 65
 art. 33
 art. 6
 art. 33
 art. 314
 art. 23
 art. 23
 art. 2
 art. 8
 art. 31
 Art. 1
 art. 2
 articolo 252
 articolo 4
 Art. 11
 ART. 1
 ART. 1
 Articolo 1
 ART. 1
 ART. 1
 Art. 41

Articolo 41
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 1
 Art. 3
 art. 1
 Art. 14
 Art. 14
 ARTICOLO 1
 ARTICOLO 2
 Art. 10
 articolo 11
 Art.1
 articolo 16
 Art. 10
 art. 77