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Timestamp: 2013-12-10 14:11:12+00:00

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I vostri articoli	ALLARME A PALERMO! “Il SILENZIO SULLA LA RACCOLTA DIFFERENZIATA”
Martedì 10 Dicembre 2013 16:11	ALLARME A PALERMO! “Il SILENZIO SULLA LA RACCOLTA DIFFERENZIATA” I cassonetti non bastano più a Palermo; minidiscariche a cielo aperto si formano lungo le strade! Un fenomeno che non si era mai verificato e causato dal fatto che l’immondizia viene ritirata in modo discontinuo! Le discarica sta esaurendo la sua capacità; non viene nemmeno presa in considerazione l’idea di soluzioni alternative! Siamo vicino Napoli e chi non se ne rende conto o sottovaluta la situazione è un incosciente! E allora signori miei dato che la situazione è cosi grave perché non facciamo la raccolta differenziata!? I politici: silenzio.Certo sarebbe troppo scomodo per gli amministratori della società civile dato che questa soluzione (che è l’unica sostenibile) vanificherebbe ogni speranza di potere mettere in moto quella che è la lobby sugli inceneritori.Ho visto con i miei occhi come si fa la raccolta differenziata a Palermo! Ho visto da lontano gli operatori ecologici che si accingevano a raccogliere la spazzatura e ho voluto verificare di persona quello che ho sempre pensato! I contenitori della plastica venivano svuotati per terra insieme ai sacchetti di immondizia, cartoni e quant’altro. Tutto veniva preso e messo nelle camionette! Tutto veniva poi portato a Bellolampo! Non si fa cosi la raccolta differenziata! Non si fa con i cassonetti per le strade! Si fa con il metodo piu civile quale "raccolta porta a porta"! I dati che ci propinano sono sbagliati; l’ 8% di raccolta differenziata in Sicilia è un falso!I politici vogliono metterci con le spalle al muro! Vogliono che in Sicilia si arrivi ad una situazione simile a quella campana per poi obbligarci a sopportare i mostri da noi tanto temuti! Vogliono farci credere che l'incenerimento sia l’unica soluzione possibile ed anche la più conveniente! Stanno adottando un sistema strategico: "raccogliere meno di quanto si produce!" La zona di Aspra è sommersa dai rifiuti cosi mome Ficarazzi, Borgo nuovo ecc. Prevedo per il prossimo inverno il collasso; la situazione sarà simile a quella campana.Riciclare rifiuti è sinonimo di civiltà; bruciarli e disperderli nell’ambiente una barbarie.
Forleo e la giustizia
Martedì 10 Dicembre 2013 16:11	Lettera aperta a Clementina ForleoQuesta lettera aperta era in realtà l’articolo mensile che avrei dovuto pubblicare su una rivista giuridica. La lettera non è stata pubblicata perché ritenuta non in linea con i contenuti di una rivista di diritto. La pubblico qui, sperando che a lei, giudice, arrivi. Molti di voi si domanderanno cosa c’entra una lettera aperta al giudice Forleo con un articolo che dovrebbe parlare ancora una volta di sentenze, e di leggi. Invece c’entra e molto. Mi perdonerà, giudice, se uso l’articolo di una rivista per scriverle. Ma in primo luogo non saprei come contattarla diversamente per darle la mia solidarietà. In secondo luogo in questo editoriale tratterò problemi comuni a tutti i giuristi, ove il suo problema è solo la manifestazione esterna di un sistema che ha ragioni più profonde e che coinvolgono tutti. Nell’editoriale che avevo già pronto annunciavo la nascita di cinque collane giuridiche per diversi editori. Una di queste collane si intitola “i casi giudiziari” e in essa pubblicheremo le sentenze più importanti che riguardano gli ultimi cinquanta anni di storia italiana, da Portella della Ginestra a Ustica. La collana nasce dalla stessa esigenza da cui nasce il mensile che dirigo, Altalexmese: informare. La rivista mensile nasce per permettere al giurista, sia esso professionista, studioso o studente, di aggiornarsi in termini rapidi sulle evoluzioni giurisprudenziali. Ho sempre trovato assurdo che per leggere alcune sentenze dovessi impiegare ore o giorni, specie se la sentenza tratta temi molto importanti dal momento che ho sempre avuto una cronica mancanza di tempo (come tutti i giuristi, penso), per cui rimanevo con difficoltà al passo con le evoluzioni giurisprudenziali nelle tre materie principali, amministrativo, civile e penale. La collana di libri nasce dalla stessa esigenza: informare i giuristi, che spesso non conoscono le reali vicende del caso Ustica, di casi giudiziari recenti riguardanti la politica italiana, e di tanti altri. Siamo costretti a informarci dai giornali, ma i giornalisti non sono esperti di diritto e spesso sono anche in male fede o disinformati; di conseguenza mi rendo conto che quando vado a leggere le sentenze integrali sui casi più famosi, queste dicono sempre cose diverse rispetto ai giornali siano essi di destra o di sinistra. Allora in rete, o sulle riviste giuridiche, si trovano sentenze sul diritto di erbatico (Cassazione a sezioni unite, di pochi mesi fa), centinaia di sentenze sull’impugnazione dei verbali della polizia stradale ove si multano automobilisti con gli autovelox, ma nulla sui casi più importanti. C’è, in altre parole, un vero vuoto informativo su vicende che invece dovrebbero rivestire primaria importanza per un giurista, sia esso un magistrato, un avvocato, o uno studente. Ecco, vengo a noi, giudice. Mi ha molto colpito quello che ha detto sulla morte dei suoi genitori. Perché le erano arrivati già degli avvertimenti che ne preannunciavano la morte in estate, ma quando morirono quel 25 agosto lei pensò ad una coincidenza. Ho letto addirittura una sua intervista di qualche tempo fa, a Sabelli Fioretti se non erro, in cui lei parlando del clima in cui viveva disse “pensi… arrivai persino a pensare ad un sabotaggio…”. In altre parole, nonostante tutto, fino a poco tempo fa escludeva ancora che fosse un incidente provocato. Ultimamente però si è accorta che non è così. Forse non fu un incidente, come non lo fu quello che capitò a lei e suo marito, ma in cui vi salvaste. L’altra cosa che mi ha colpito è quello che ha detto sul fatto che le sue denunce relative a questi fatti non sono state prese in considerazione. Anche io penso non sia un incidente. Sa perché? Perché ho letto sui giornali il tipo di incidente. Una mia collega di studio si occupa di cosiddetti poteri occulti. In una settimana io e lei abbiamo subito tre incidenti da cui siamo scampati per un pelo: una rottura dello sterzo, e due rotture del perno della ruota posteriore (su due moto diverse). Le rotture dello sterzo e della ruota erano dirette a questa mia collega, perché si trattava della sua moto che io avevo malauguratamente preso in prestito. Dopo questi incidenti mi è venuto qualche sospetto; mi sono informato meglio e sono diventato mio malgrado un “esperto” di incidenti stradali. In incidenti analoghi sono morti molti testimoni di Ustica: il maresciallo Zummarelli, travolto da una moto; poi il colonnello Sandro Marcucci precipitato col piper. Il colonnello Giorgio Teoldi, comandante dell'Aeroporto Militare di Grosseto è morto in un incidente stradale di cui non sono riuscito a capire le modalità. Giorgio Furetti, Sindaco di Grosseto, poco tempo dopo aver manifestato l'intenzione di volere raccontare alcune cose ai giudici muore investito da un motorino. E questi sono solo alcune delle morti di Ustica che sono molte di più. In un incidente analogo – per fare un solo esempio diverso da Ustica - è incappato il carabiniere Placanica, implicato nei fatti del G8: rottura improvvisa dello sterzo in un rettilineo ma per fortuna l’auto non ha cozzato contro ostacoli e si è salvato. La storia d’Italia è disseminata di rotture accidentali dello sterzo, di auto che escono di strada senza alcun motivo, come è capitato ai suoi genitori e come – non faccio fatica a immaginarlo – sarà capitato anche a lei. Si tratta di un modo assolutamente geniale per sabotare qualcuno. Si provoca un’avaria; se la persona muore tanto meglio; se non muore, va bene lo stesso, perché comunque è stata “avvertita”. Inoltre, se la persona rimane in vita, qualora andasse a raccontare la cosa nessun organo di polizia le crederà e archivieranno la cosa come un incidente casuale. E se poi questa persona andrà in giro a raccontare che le capitano incidenti e si tratta di un sabotaggio la prenderanno per paranoica. Che è infatti quanto succede al carabiniere Placanica, e a lei, a quanto pare. E a me, ora che scrivo queste cose. Lei lo sa che due testimoni, nel processo di Ustica, sono morti in volo durante l’esibizione delle frecce tricolori a Ramstein in Germania? In quell’occasione ci furono oltre 50 morti, forse 69 se non ricordo male. E lo sa che sempre nel caso Ustica, ma anche in tanti altri casi simili, i testimoni che sono morti in un incidente diverso da quello stradale si sono suicidati, e che normalmente lo hanno fatto in due modi: buttandosi da un terrazzo, o impiccandosi? Nei casi in cui si impiccano, guarda caso, lo fanno sempre toccando le ginocchia a terra (nel gergo degli addetti ai lavori vengono chiamati “suicidi in ginocchio”). E se da Ustica ci rivolgiamo ad altre vicende troviamo generali dei carabinieri che esplodono in volo con l’elicottero (Enrico mino, nel 1977). Il generale dei carabinieri Ciglieri che uscì di strada mentre procedeva a velocità moderata su un rettilineo. E tanti altri. L’elenco sarebbe infinito, senza contare l’elenco delle persone morte senza che nessuno abbia mai neanche sospettato un incidente. Se le persone disinformate, quelle distratte, possono pensare a coincidenze, in realtà chiunque si occupi di queste cose in modo più approfondito, quando legge di queste morti, capisce chiaramente che non si è trattato di un suicidio. E’ un omicidio, e il suicidio è inscenato talmente male, che a chiunque ha occhi per vedere arriva un messaggio chiaro e forte: state attenti, vi possiamo colpire in ogni momento, e la faremo franca, e nessuno vi difenderà, perché nessuno vi crederà. Ora però una precisazione va fatta caro giudice. Perché lei è un magistrato, e io sono un avvocato, e non possiamo basarci su sospetti, ma in genere vogliamo prove. Se lei approfondirà il caso Ustica vedrà che lo stesso giudice Priore ha escluso che si trattasse di incidenti provocati. Nel caso del maggiore Teodoldi, ad esempio, il magistrato scrive che si è trattato di una banale invasione di carreggiata, e non c’è alcun motivo per considerarlo un incidente provocato. Il carabiniere Placanica dice che il suo incidente è assolutamente anomalo, ma chi se ne è occupato non ci ha ravvisato nulla di strano… è uscito di strada, punto e basta. Anche l’incidente delle frecce tricolori è stato archiviato come un caso. Bene. Siamo giuristi, dobbiamo attenerci ai fatti e alle prove: non ci sono prove per dire che si tratti di incidenti, come io non ho prove per dire che gli incidenti capitati alla mia collega sono stati provocati. Allora delle due l’una. O dal punto di vista statistico occuparsi di poteri occulti aumenta il rischio di incidenti, a causa di un singolare mistero della vita che solo Dio potrebbe risolvere; oppure dobbiamo concludere che dietro a questi fatti non c’è il caso ma la volontà umana. Dopo un po’ questi incidenti diventano la norma. Quei pochi che sono “nell’ambiente” e si occupano di queste cose, sono portati a considerare normali certe vicende. Chi è estraneo a queste vicende invece le ignora e pensa si tratti di fantascienza. Qualche giorno fa, per coincidenza, ho parlato con il deputato Falco Accame (che mi ha dato la sua autorizzazione a scrivere quanto sto per scrivere); ex presidente della commissione difesa della camera, si occupa da anni di queste cose e parlammo, appunto, proprio di “incidenti”. Anche lui mi ha confermato che all’inizio era sbigottito. Non credeva fosse possibile. Pensava al caso. Alla coincidenza. Riporto le sue parole: “All’inizio mi sembrava una cosa fantascientifica. Solo dopo molto tempo ho capito che i misteriosi incidenti in cui mi sono imbattuto nel mio lavoro specie nel campo dei servizi segreti e di vicende connesse non erano casuali. Il più recente Mario Ferraro, ma poi penso al gen. Mino, Rocca, Ciglieri, Anzà, Manes (Ferraro è stato trovato morto impiccato al portasciugamani del suo bagno)”. E sa, caro giudice, quale è il paradosso? Che denunciando pubblicamente questi fatti, paradossalmente si fa anche il loro gioco. Perché questi incidenti nascondono un messaggio. Mi spiego. Molte persone degli ambienti istituzionali proveranno a farla passare per pazza, molte persone attorno a lei continueranno a dirle che gli incidenti che le sono capitati sono coincidenze, e faranno finta di non capire la situazione in cui lei si trova, ma in realtà questi incidenti contengono un messaggio che arriva chiaro e forte a tutti coloro che si occupano di poteri occulti, ed è: attenzione, perché a occuparsi di queste cose si fa una brutta fine. Talvolta mi è capitato di vedere “RIS delitti imperfetti”, il telefilm che parla del RIS di Parma. Mi viene da sorridere quando lo vedo. Mi piace perché mi dà un senso di sicurezza. Li pare che tutto si risolva sempre, tranne quando muoiono le fidanzate del capitano Venturi, l’unico che ha la sventura di innamorarsi sempre di persone che poi vengono uccise. Ogni episodio c’è un omicidio; spesso il morto sembra deceduto in un normale incidente, ma poi immancabilmente il capitano Venturi o il tenente Martinelli, da un capello ritrovato a cento chilometri dal luogo dell’incidente, appartenente a un cugino di secondo grado della vittima, e che contiene tracce di una sostanza che si può trovare solo nel cortile della casa in cui il morto da bambino andava a rubare le caramelle, intuiscono che non si tratta di un incidente e vogliono andare a fondo. Nelle realtà, se vieni trovato suicida con le ginocchia per terra nessuno indagherà, e se indagheranno non approderanno a nulla. E se ti capita un incidente (in un rettilineo) mentre ti stai occupando di mafia, massoneria, e poteri occulti, dicono che sei un mitomane oppure che devi cambiare moto perché è usurata. Le trascrivo qui un pezzo tratto dal caso Ustica: “Nel caso del medico G. Totaro, suicidato il 2.11.92 per impiccagione… le modalità dell’atto – la corda era attaccata a una sbarra a poco più di un metro di altezza – avevano indotto qualche sospetto sulla realtà di un’azione suicidaria. Ma gli accertamenti hanno determinato con sufficiente sicurezza come causa del gesto una profonda delusione sentimentale, sofferta dall’ufficiale proprio in quel periodo”. Mi perdoni giudice se faccio dell’ironia… ma legga bene quali chicche contenga questo capolavoro di intuito giudiziario, che più lo leggo e più mi viene da ridere: 1) gli accertamenti hanno determinato con “sufficiente sicurezza”…. L’espressione sufficiente sicurezza è senza senso. O uno ha la sicurezza, o non ce l’ha… una sicurezza sufficiente non esiste, perché la sicurezza non può essere sufficiente, buona o ottima. La sicurezza è una certezza. E una certezza non conosce gradazioni. Mi ricorda l’espressione “è un po’ incinta”. Forse in questo caso sarebbe appropriato usare l’espressione “il poveretto si è un po’ suicidato”. 2) Le modalità dell’atto hanno indotto “qualche sospetto”… ho notato ascoltando le sue interviste che lei ha un gran senso dell’umorismo; ora, se lei è un appassionata di film comici, questa espressione non le ricorda il “leggerissimo sospetto” di Fantozzi sull’identità dell’amante della moglie? Ho letto un’intervista al PM De Magistris in cui lui temeva pallottole o tritolo. Se mi posso permettere, da studioso “esterno” di questa materia, non credo che rischi pallottole o tritolo; il rischio maggiore è quello di un incidente stradale per rottura accidentale dello sterzo. E’ possibile anche un suo suicidio che faranno passare per un episodio depressivo, o magari un colpo di pistola esploso per caso durante una rapina, come successe se non ricordo male al maresciallo Boemio, (anche lui tra i decessi sospetti del caso Ustica) oppure un infarto improvviso dopo aver bevuto un caffè in un bar. Talvolta, quando mi scontro con l’inefficienza della nostra polizia mi viene rabbia verso il singolo individuo. Un giorno, che mi interrogarono cercando di insinuare che la mia collega fosse stata avvelenata da una mia ex fidanzata gelosa, avrei voluto saltare al collo del poliziotto e farmi arrestare per un reato vero, quello sì…. strangolamento di poliziotto durante un interrogatorio, fattispecie non prevista dal codice ma che la mia immaginazione di giurista ha subito inquadrato nelle cosiddette “scriminanti non codificate”. Poi però penso che non è colpa loro. E’ il sistema in cui viviamo che crea questi mostri. Abbiamo un sistema giuridico assolutamente folle, ma a cui siamo assuefatti e che ci sembra assolutamente normale. Un sistema giuridico in cui occorre scomodare nientemeno che la Cassazione a sezioni unite per sapere a chi spetta il diritto di erbatico su un campo (cioè il diritto a pascolare le pecore: v. Altalexmese del numero scorso). Per una sentenza del genere (che, ricordiamolo non decide la sostanza della questione, ma decide unicamente quale giudice dovrà decidere) ci sono voluti anni, migliaia di euro spese in avvocati, e chissà quante decine di migliaia di euro per le ore di lavoro dei magistrati, dei cancellieri, e del personale vario, che in qualche modo hanno contribuito all’emanazione di questa sentenza. Tutti noi, giudici e avvocati, perdiamo ore di tempo solo per capire se la notifica deve essere fatta a mani o per posta; anni di lavoro e di studi per capire se gli oneri condominiali vanno pagati dal conduttore o dal proprietario; anni di lavoro per arrivare in cassazione e capire se rubare una marca da bollo integra gli estremi della truffa o del peculato, o per capire la sorte della cartella esattoriale senza accertamento. Aggiungiamo poi che le leggi sono spesso incomprensibili. Le sentenze anche. Il tutto ha come conseguenza un sistema giuridico al collasso, dove anche noi che siamo avvocati, per capire se possiamo detrarre una determinata spesa dalle tasse, dobbiamo rivolgerci ad uno specialista, perché siamo i primi a non saper decifrare le leggi e comunque per farlo impiegheremmo troppo tempo. Poi però non sappiamo nulla di vicende come Ustica, Piazza Fontana, Piazza della Loggia, e il giorno in cui ci imbattiamo in vicende del genere, magari, arriviamo a pensare addirittura che l’incidente capitatoci sia casuale. Qualche settimane fa apparve su Altalex esu Pratica forense la sentenza della cassazione sullo spaccio dei semi di rosa hawayana. Come posso prendermela con un poliziotto che tutto il giorno combatte per capire se i semi di rosa hawayana rientrano o no nelle sostanze vietate come stupefacente? Se io che sono un avvocato e dirigo due riviste giuridiche ho impiegato un’ora a leggerla e capirla, immagino la difficoltà che incontrerà il poliziotto, che di roe ne impiegherà almeno il triplo, e che certo non ha tempo allora, per capire che l’incidente capitato alla mia collega è identico a quello di altre centinaia di persone, cosa che sarebbe sufficiente per far scattare un indagine più accurata. D’altronde, occorre riflettere sul fatto che nelle more del processo di Ustica vennero cambiate alcune importanti leggi penali, quella sull’abuso di ufficio e quella sui delitti contro la personalità dello stato; che nelle more dei processi iniziati con tangentopoli cambiarono la legge sul falso in bilancio, quella sulla prescrizione, ecc., in modo da rendere impunibili alcuni soggetti coinvolti nelle varie vicende. Se si riflette su queste cose ci si rende conto che il sistema è quello che è, e non cambierà tanto facilmente, perché è un sistema in cui ciascuna variabile dipende dall’altra. I poteri occulti esistono e possono agire perché le forze di polizia e la magistratura sono paralizzate; queste forze sono paralizzate perché le leggi sono confezionate appositamente in modo da paralizzarle; ma le leggi sono fatte dai politici, quindi i politici sono parte integrante dei poteri occulti; ma i politici – quei politici che si fanno le leggi ad hoc - sono eletti da noi. Purtroppo anche noi siamo parte del sistema e lo alimentiamo. Il potere occulto siamo noi, diceva Madame Blavatsky nel 1800 in uno dei suoi libri di teosofia. Li per li quando lessi il libro, quindici anni fa, la ritenni una farneticazione, ma in effetti poi a 40 anni suonati ne capisco il senso. Già, perché ad ogni elezione, in genere, ho votato un partito o un movimento che poi mi sono regolarmente pentito di aver votato. So che lei è di idee politiche diverse dalle mie. Ma non conta. Alle ultime elezioni ho votato un partito che poi ha eletto tra i suoi senatori nientemeno che un tipo che era stato condannato a venti anni per aver ucciso un poliziotto durante una rapina. E stendo un velo pietoso su ciò che ho votato in passato. Il sistema non cambierà tanto presto giudice. Non cambierà grazie a lei, o grazie a me che scrivo questi editoriali o grazie alla collana che pubblicheremo, come non è cambiato nonostante tutti quelli che hanno combattuto e che sono addirittura morti per questo ideale. Ci vorranno decenni perché cambi un sistema del genere e purtroppo penso che non vedremo mai il sistema perfetto che io e anche lei immagino, sogniamo, in cui le leggi saranno chiare, semplici e giuste, e verranno applicate in modo uguale per tutti, e le tasse verranno distribuite veramente a chi ha bisogno e per opere pubbliche, e i politici prenderanno il loro lavoro come un servizio, e non come un privilegio, e penseranno prima di tutto ai bisogni del paese e solo in minima parte ai loro. Allora mi piace pensare che il sistema un giorno, anche se io non sarò li a vederlo, sarà diverso anche grazie al mio contributo, al suo e di tutte quelle migliaia di persone che, nonostante tutto, vanno avanti nella loro lotta per la giustizia. Quando io e miei colleghi accettammo in studio una collega che si era imbattuta nei cosiddetti poteri occulti (impropriamente chiamati così, perché in realtà sono palesi, per chi ha occhi per vedere) e ce ne dovemmo occupare per lavoro mi dissi che da quel giorno sarebbe iniziata la mia corsa contro il tempo. Non potevo sapere quanto tempo ancora mi sarebbe rimasto e ogni giorno che mi viene regalato penso che potrebbe essere l’ultimo. D’altronde, un mio amico qualche giorno fa ha perso il suo bambino di otto anni in un banale incidente stradale da cui lui è uscito senza un graffio. E allora dico a me stesso che il destino è tale da non permetterci di poterlo governare. Ed è inutile preoccuparsi per la propria incolumità perché il nostro destino è comunque scritto. La lascio con l’augurio che feci a me stesso qualche anno fa; le auguro che il destino le dia la forza per continuare nel suo cammino. E mi auguro che sia vero quello che mi dicono le persone che mi consigliano spiritualmente: la vita ti fa affrontare solo le prove che tu sei in grado di sopportare. E c’è un senso per ogni cosa che ci capita, per la morte del bambino del mio amico, e per quella dei suoi genitori. La abbraccio e le mando tutta la mia solidarietà. Tra pazzi ci si intende e mi creda, siamo anche in molti ad esserlo. PS. E lo sa giudice….? Anche il fatto che questo articolo, in forma di lettera, non sia stato pubblicato sulla rivista per cui originaramente era prevista è indicativo. Il giurista può parlare del diritto di erbatico, del danno esistenziale (categoria su cui esce una sentenza al mese da anni oramai); del contratto a favore di terzo avente ad oggetto formicai del gabon, ma non di temi generali, come politica e magistratura. Questi non sono temi giuridici. E infatti i giuristi in genere non li conoscono e li ritengono, per usare le parole dell’onorevole Accame, fantascientifici.Pubblicato da Paolo Franceschetti Informazione e rifiuti in Italia, la denuncia dei medici
Martedì 10 Dicembre 2013 16:11	COMUNICATO STAMPACome medici, che hanno ben presente ciò che recita la legge istitutiva del SSN (art. 2, il SSN ha tra gli obiettivi ..." la formazione di una moderna coscienza sanitaria sulla base di un’adeguata educazione sanitaria del cittadino e delle comunità; ... la prevenzione delle malattie e degli infortuni in ogni ambito di vita e di lavoro; ....la promozione e la salvaguardia della salubrità e dell’igiene dell’ambiente naturale di vita e di lavoro") nonchè ciò che anche il nostro Codice Deontologico ci prescrive- ovvero di promuovere la salute individuale e collettiva - non possiamo che rimanere sconcertati dalla lettura di alcuni documenti ufficiali pubblicati sul sito istituzionale (http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/rifiuti_piano_salute/index.html) del Governo italiano dove è possibile accedere ad un Piano di intervento operativo sulla salute per l’emergenza rifiuti in Campania redatto, nel maggio 2008, dal Ministero del Welfare ed alla cui redazione hanno dato la loro collaborazione l’Istituto Superiore di Sanità, la Regione Campania e l’Ordine dei Medici di Napoli.Il piano prevede, tra l’altro, “la corretta informazione al pubblico su eventuali rischi per la salute derivanti dall’accumulo dei rifiuti e del loro smaltimento” e, riferendosi agli impianti di incenerimento, fornisce questo messaggio: “Gli impianti di incenerimento e termovalorizzazione (quale quello che entrerà in funzione ad Acerra) sono costruiti secondo le moderne tecnologie e non rappresentano un rischio aggiuntivo per la salute delle popolazioni residenti nelle aree circostanti. Il loro impatto ambientale è paragonabile a quello conseguente a normali situazioni di traffico urbano”. Questa affermazione è quantomeno assai imprecisa se si osservano i dati relativi ad alcuni inquinanti, quali, ad esempio, le diossine. Dai documenti ufficiali Europei ( dati dell’ inventario della Commissione Europea, rapporto finale del 31.12.2000, 3° volume, pag 69 http://ec.europa.eu/environment/dioxin/pdf/stage2/volume_3.pdf ) risultano i seguenti dati per l’Italia: 295,5 gr/anno di diossine in tossicità equivalente (TE) prodotte dagli impianti di incenerimento (pari al 64% del totale), e di questi 170,6 gr/anno (pari al 37% del totale) prodotti dai soli impianti di incenerimento per rifiuti urbani presenti in Italia ( circa 50 ), a fronte di 5,1 gr/anno ( pari all’ 1,1%) prodotti dai trasporti stradali (oltre 30 milioni di autovetture, senza tener conto degli altri autoveicoli): ogni commento appare superfluo.Ci chiediamo, a tale proposito, chi ha fornito i dati che supportano il messaggio che l’impatto di un impianto di incenerimento, o di termovalorizzazione che dir si voglia, "è paragonabile a quello conseguente a normali situazioni di traffico". Il dato delle diossine, in tossicità equivalente, prodotte annualmente dagli impianti di incenerimento è particolarmente impressionante, dal punto di vista sanitario, in quanto 295,5 grammi di diossine in TE equivalgono a quasi 3 miliardi di dosi massime tollerabili annue per adulti ed ad oltre 11 miliardi di dosi massime tollerabili annue per bambini, tenendo conto delle soglie fissate dall’OMS nel 1998 (il dato è, con buona probabilità sottostimato, in quanto il calcolo della tossicità equivalente dell’OMS è più cautelativo rispetto a quello previsto per le emissioni dalla vigente normativa comunitaria). Abbiamo osservato che tra i redattori del documento citato è presente anche l’Istituto Superiore di Sanità, che è il "principale organo tecnico-scientifico del Servizio Sanitario Nazionale" (http://www.iss.it), ci chiediamo se questa affermazione rappresenta l’opinione di questo autorevole Istituto. Non vorremmo infatti che incorresse, anche in questo caso, in gravi "infortuni" come nel caso del CVM. In questo caso vogliamo ricordare infatti come in un rapporto dell’ Istituto Superiore di Sanità nel 1991, a proposito del Petrolchimico di Porto Marghera si ritrovavano queste affermazioni, riferite agli esposti al Cloruro di vinile monomero (CVM): "la mortalità per tutte le cause risulta significativamente inferiore a quella attesa in base ai dati nazionali che regionali .....La mortalità per tutti i tumori è inferiore alle attese...". E’ stato per merito di Gabriele Bortolozzo, operaio del Petrolchimico, che non si rassegna e scrive su Medicina Democratica: "i dati forniti dagli Enti Pubblici e dalla aziende non sono credibili...ciò avviene per mancanza di una legge specifica e l’ occultamento e la falsità dei dati biostatistici concernenti gli addetti esposti al tossico", che si è potuto arrivare ad una corretta lettura dei dati tecnici ed anche fare giustizia, seppure con notevole ritardo. (Marco Mamone Capria "Scienza, Potere e Democrazia" ottobre 2006 pag 196-97) L’autorevolezza delle Istituzioni, del nostro Servizio Sanitario Nazionale ed in primis l’Istituto Superiore di Sanità, richiede che le affermazioni siano sempre basate su dati credibili e verificabili e non siano di volta in volta piegate alle "pressioni" dei decisori; auspichiamo che, così facendo, si eviti il rischio di incorrere in altre gravi sottovalutazioni di problemi di salute pubblica.Ci preme infine sottolineare come le tematiche sanitarie correlate all’ incenerimento dei rifiuti siano fonte di gravi preoccupazioni per il corpo medico anche in altri paesi europei, in particolare in Francia, ove è stata avanzata richiesta di moratoria da parte del Consiglio Nazionale degli Ordini dei Medici ed al sito http://www.artac.info/static/telechargement/RapportIncineration.pdf è disponibile un dettagliato rapporto, ed in Inghilterra, ove, nel giugno 2008, è stato presentato un aggiornamento http://www.ecomed.org.uk/content/IncineratorReport_v2.pdf con un IV Rapporto sugli effetti dell’incenerimento di rifiuti sulla salute da parte della Società Britannica di Medicina Ecologica (BSEM): si tratta di un lavoro molto dettagliato e circostanziato con ben 329 voci bibliografiche. I nostri colleghi inglesi hanno anche spiegato come si riesce per far sembrare innocui gli impianti: un esempio per tutti riguarda la diossina, che non viene monitorata adeguatamente e soprattutto non nelle fasi di maggior criticità (come accensione, spegnimento). In Italia, che segue la normativa europea, per gli impianti di incenerimento di rifiuti è previsto il monitoraggio per le diossine da un minimo di 6 ore ad un massimo di 8 per 3 volte all’ anno.Coordinamento Nazionale dei Comitati dei Medici per l’Ambiente e la Salute:Giovanni Ghirga Medico Pediatra, LazioPatrizia Gentilini Medico Oncologo ed Ematologo, Emilia RomagnaGianluca Garetti Medico di Medicina Generale, ToscanaPaolo Franceschi Medico Pneumologo, LiguriaFelicetta Parisi, Medico Pediatra, CampaniaFerdinando Laghi Medico Ematologo ed Internista, Calabriaed anche:Giuseppe Comella Medico Oncologo, NapoliAntonio Marfella Medico Oncologo, NapoliFerdinando Borroni Medico di Medicina GeneraleBruno Tonelli Medico di Medicina Generale ForlìAndrea Galassi Medico di Medicina Generale, ForlìRuggero Ridolfi Medico Oncologo ed Endocrinologo, ForlìLuigi Gasparini Medico del Lavoro, FerraraMichelangiolo Bolognini Medico Igenista, PistoiaCelestino Panizza Medico del Lavoro, BresciaVincenzo Migaleddu Medico Radiologo, SassariManrico Guerra Medico di Medicina Generale, ParmaRoberto Topino Medico del Lavoro, TorinoGiuseppe Miserotti Medico di Medicina Generale, PiacenzaValerio Gennaro Medico Medico Epidemiologo, GenovaMaria Concetta Di Giacomo Medico di Medicina Generale, PadovaGiovanni Vantaggi Medico di Medicina Generale, GubbioMauro Mocci, Medico di Medicina Generale, CivitavecchiaPaolo Ghirga Medico Dermatologo, Civitavecchia
Nerone a Forlì
Martedì 10 Dicembre 2013 16:11	Congratulazioni: un nuovo monumento all’imbecillità italiota è stato eretto. Noi abbiamo già controllato i cancri di due bambini cresciuti tra i due inceneritori di Forlì, anche se la cosa è passata inosservata, e ci abbiamo trovato cose molto interessanti. Chissà che un giorno non si svegli un magistrato onesto e… giovedì 7 agosto 2008 Inizia a bruciare il nuovo megainceneritore di Forlì <http://mizcesena.blogspot.com/2008/08/inizia-bruciare-il-nuovo.html> <http://www.romagnaoggi.it/public/images/inceneritore-250.jpg> Via al nuovo inceneritore di Forlì <http://mizcesena.blogspot.com/2008/07/linceneritore-di-forl-il-nuovo-che.html> . Da martedì il secondo camino di Hera comincia a bruciare rifiuti. "L'autorizzazione definitiva al funzionamento - spiega l'assessore provinciale all'ambiente, Luciana Garbuglia - è stata rilasciata più di una settimana fa da parte della conferenza dei servizi". Niente hanno potuto la petizione firmata dai 400 medici, le 17mila firme raccolte, la catena del digiuno promossa dal Clan-Destino: si parte con il collaudo dell'impianto. "Il sopralluogo per il controllo di conformità ha dato via libera all'autorizzazione - continua la Garbuglia - e adesso l'impianto sarà monitorato secondo il piano di routine. Si parla di collaudo perché entro febbraio è previsto lo smantellamento del vecchio impianto". A pieno regime l'inceneritore smaltirà 120mila tonnellate di rifiuti all'anno, con una produzione annua di 75,5 gigawattora di energia. "Qui sembra che tutti facciano orecchie da mercante - sostiene l'oncologa Patrizia Gentilini, protagonista di battaglie contro gli inceneritori, non solo a Forlì - a questo punto ognuno renderà conto alla sua coscienza. Credo che l'incenerimento sia diventato un simbolo dei tempi: non sappiamo fare altro bruciare, distruggere ed incenerire tutto". Per chi si chiede se 75.5GWh di energia siano molti o pochi, basti considerare che secondo i dati storici di Terna <http://www.terna.it/> , il consumo nazionale di energia per tutto il 2007 è stato di ben 340.000 GWh, pertanto questo miserrimo impianto è in grado di fornire all'incirca solamente lo 0,022% del fabbisogno nazionale. Con la spesa totale di oltre 80 milioni di euro, impiegando eolico e solare congiuntamente saremmo stati in grado di ottenere una quantità di energia paragonabile se non superiore, ma davvero in forma rinnovabile. Praticamente, ha l'utilità di una scoreggia nell'aria, produce poca energia ed al contempo disincentiva una qualsiasi politica di riduzione dei rifiuti alla fonte, se gli amministratori avessero dato realmente ascolto ai cittadini si sarebbero risparmiati tanti soldi ed avremmo guadagnato tutti in salute. http://mizcesena.blogspot.com/2008/08/inizia-bruciare-il-nuovo.html ALTRO CHE OLTRE LA CRISI. DI FUOCO IL SETTEMBRE CHE VERRA'
Martedì 10 Dicembre 2013 16:11	Inoltro questa mail del Patto di Solidarietà e Mutuo Soccorso, apparsa sulla mia mailing list, che prende come esempio positivo e speranza futura per tutti i ricorsi la vittoria del ricorso al Tar del Comitato anti rigassificatore di Livorno e Pisa.AMBIENTEFUTURO NEWS, 5 AGOSTO 08: UN “MARE” DI AGGIORNAMENTI NAPOLI: ALTRO CHE OLTRE LA CRISI, DI FUOCO IL SETTEMBRE CHE VERRA’. Mentre Berlusconi cerca di accreditarsi il “miracolo di Napoli” dove la crisi sarebbe già stata risolta una volta che i rifiuti sono stati inviati in mezza Italia (ma soprattutto nella “vendoliana” Puglia), il decreto liberticida 90 del 23 maggio 08 è stato convertito in legge dal Parlamento simulando un accoglimento delle modifiche imposte dalla CE. In particolar modo rimangono del tutto elusi I PROCESSI PARTECIPATIVI previsti dalle direttive 2001/43 e 2003/4 relativi allo svolgimento delle conferenze dei servizi per le quali non viene dato sufficiente tempo ai cittadini di poter interloquire in qualche modo effettivo. Questo punto va considerato anche alla luce della sentenza recente del TAR che ha bloccato il rigassificatore di Livorno-Pisa in cui viene fatto esplicito riferimento all’attuazione del processo informativo-partecipativo previsto dalla CARTA DI AARHUS. Se a ciò aggiungiamo che all’art. 8 del decreto in oggetto che dovrebbe prevedere l’informazione preventiva al pubblico questa è stata ridotta ad una generica “attività diretta alle scuole” appare chiaro che le richieste avanzate dalla CE risultano eluse. Infine ad aggravante ulteriore circa LA NEGAZIONE DI QUALSIASI PROCESSO INFORMATIVO PARTECIPATIVO (che conferma il carattere liberticida del decreto 90) si aggiunge IL FALSO PER CUI QUANDO VIENE FATTO RIFERIMENTO ALLA CONGRUITA’ AMBIENTALE DELL’INCENERITORE DI ACERRA SI AFFERMA CHE “LA POPOLAZIONE E’ STATA CONSULTATA”! QUANDO MAI! In questo clima di mistificazioni mediatiche (in cui la stampa internazionale non sembra cadere) e legislative SI PREPARA LA “BATTAGLIA DI CHIAIANO”per la realizzazione di una discarica apertamente illegale secondo la normativa europea 99/31che vieta il conferimento di rifiuti tal quali e la individuazione del sito per l’inceneritore di Napoli che sembra dirigersi verso NAPOLI EST. Quindi ci sono tutti gli ingredienti a giustificare QUELLA GIORNATA NAZIONALE PER NAPOLI E CAMPANIA proposta ed approvata nell’ultima assemblea nazionale della Rete Rifiuti Zero a cui seguiranno a fine ottobre una nuova visita di PAUL CONNETT, la giornata mondiale contro l’incenerimento del primo dicembre e l’assemblea mondiale della Zero Waste International Alliance il 19-20-21 febbraio 09. Queste attività rispondono alla duplice logica di supportare le realtà campane e di attuare l’indicazione di GAIA INTERNATIONAL per la quale il “disastro” può e deve essere occasione per applicare proprio a partire da Napoli le “migliori pratiche” previste dal percorso verso rifiuti zero. Quello che proporremo nei prossimi mesi è la costituzione di una TASK FORCE formata dai migliori consulenti nazionali ed internazionali per far uscire davvero ed in modo virtuoso la CAMPANIA dalla crisi provocata dallo sfacelo dei processi democratici. E L’AUTORIDUZIONE VA………………….. Mentre tutto sembra fermo per le ferie basta affacciarsi al mondo vivacissimo dei conflitti territoriali per notare al contrario un attivismo che in alcune zone è frenetico. Quando si pensava alla promozione di “vertenze pilota” per preparare l’autoriduzione della tariffa (o Tarsu) si faceva riferimento ad alcune limitate situazioni. Al contrario, la questione sta positivamente “sfuggendo di mano” con realtà locali che non solo hanno inviato la LETTERA-DIFFIDA ai rispettivi sindaci (e ATO e Gestori) ma che addirittura stanno raccogliendo le firme in calce al documento pretendendo il rispetto delle normative che impongono entro il dicembre prossimo almeno il 45% di Raccolta Differenziata. Cosi’ sta succedendo a LIVORNO dove a seguito della costituzione del COORDINAMENTO RIFIUTI ZERO DI LIVORNO-LUCCA-PISA-MASSA CARRARA e dopo soprattutto al successo della sentenza del TAR che blocca il rigassificatore (bella boccia!) il Comitato RIFIUTI ZERO ha suscitato un gran dibattito in città spingendo i Gestori e il Comune a patetiche risposte. Ora è in corso una raccolta di firme a tappeto sulla lettera-diffida. Ma anche a CARRARA non sono da meno ed oltre alla lettera diffida i gruppi locali (Amici di Beppe Grillo e Comitati) hanno ottenuto per i prossimi giorni un incontro con la Commissione Ambiente del Comune alla quale verrà chiesto di adottare ufficialmente la strategia rifiuti zero. PIETRASANTA (in provincia di Lucca) però è stata la prima a partire rilanciando la lotta contro l’inceneritore di cui, negli scorsi giorni è stata chiusa una delle due linee e a MONTIGNOSO (Comune in provincia di Massa, dirimpettaio della ex FARMOPLANT) il Comitato che si sta battendo contro una discarica per l’amianto ha siglato la lettera-diffida aprendo ufficialmente la vertenza autoriduzione. A PISA invece, dove tutto è pronto per partire, la raccolta di firme decollerà a settembre. Sempre a Pisa, il 30 agosto è prevista la prossima riunione del COORDINAMENTO DELLA COSTA per fare un primo punto sulle iniziative. Parallelamente a RIETI il gruppo POSTRIBU’ sta facendo un gran lavoro analogo dopo aver già aperto un notevole dibattito sulla stampa. Non è escluso che nel frattempo e che soprattutto all’inizio di settembre altre realtà territoriali decidano di partire. Ricordiamo che su www.ambientefuturo.org è disponibile la GUIDA ALL’AUTORIDUZIONE. Per ogni chiarimento si può inviare una mail a ambientefut...@interfree.it IL 30 LUGLIO APPROVATE LE LINEE GUIDA REGIONALI SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI IN UMBRIA: BRUTTA ROBA. Si tratta di un testo brutto che non tiene conto dei frutti avvelenati derivanti dall’esperienza dell’inceneritori chiuso alcuni mesi fa per inquinamento e riconosciuto responsabile della morte di un lavoratore addetto all’impianto. Cosi’ come non tiene conto di una realtà come quella umbra dove forse più che in altre (per la relativamente bassa produzione complessiva di rifiuti) si potrebbe adottare una sperimentazione regionale basata sulla strategia rifiuti zero. Anche con l’avallo di Rifondazione e Verdi si ripropone penosamente il ricorso alle “migliori tecnologie” di incenerimento non a caso (e colpevolmente) allargate al trattamento dei rifiuti speciali (infatti il flusso dei rifiuti urbani, al netto degli obiettivi di legge per la RD, sarebbe da solo insufficiente a giustificare il ricorso a tale impianto). E poi Verdi e Rifondazione si lamentano per non essere stati votati! Comunque ancora si può e si deve rimediare prima della definitiva approvazione del piano vero e proprio. DAL 20 OTTOBRE AL 2 NOVEMBRE NUOVO TOUR ITALIANO DEL PROFESSOR CONNETT: LE TAPPE. Prima di partecipare ad una importante iniziativa del 25-26 ottobre promossa nella “fabbrica”di GAMBETTOLA dalla casa editrice MACROEDIZIONI in cui STEFANO MONTANARI PRESENTERA’ UNA SUA ULTIMA PUBBLICAZIONE, Connett sarà il 21 a LIVORNO, il 22 a CAPANNORI (per una riunione dell’Osservatorio verso rifiuti zero), il 23-24 a NAPOLI. Esaurita questa prima fase sono previste le Tappe del 27-28-29 a RIETI, FERMO E GUALDO CATTANEO. Infine il 30-31 0ttobre sarà in SICILIA. Non sono escluse parziali modifiche al programma alla luce di nuove richieste compatibili con gli appuntamenti già stabiliti. LA CALIFORNIA TUTTA METTE AL BANDO GLI SHOPPERS… E IN ITALIA? Mentre la California, dopo la strada aperta da San Francisco “scomunica” le “buste di plastica” (anche quale conseguenza dell’enorme “isola di plastica” venutasi a formare nell’Oceano Pacifico) in Italia tutto tace. Eppure sulla scorta della comunicazione EN13432 modificata con quella EN14995 del 13/12/06 il parlamento in sede di approvazione della legge finanziaria 2007 ha approvato la legge 296 che prevede che al 2010 i sacchetti di plastica utilizzati per la spesa vengano definitivamente ritirati dal commercio. Nel frattempo niente si muove in tal senso E TOCCA A NOI RICORDARE L’IMPEGNO. NON SAREBBE IL CASO DI PROMUOVERE UNA GIORNATA NAZIONALE D’AZIONE RICHIAMANDO TUTTA LA PARTITA DEGLI IMBALLAGGI? Pensiamo proprio di si’visto che non stiamo parlando di “bruscolini” ma di TRECENTOMILA TONNELLATE DI RIFIUTI PRODOTTI CON QUESTI SHOPPERS (l’uno%del totale dei rifiuti italiani formati da ben QUATTRO MILIARDI DI SACCHETTI corrispondenti a 430.000 tonnellate di petrolio da cui derivano 200.000 tonnellate di “gas serra”). Ma questo richiamo deve servire anche a rilanciare una mobilitazione ed una pressione nei confronti del CONAI e delle imprese che devono investire di più (spinti anche da normative che non lascino al solo “accordo volontario” la necessaria iniziativa) NEL RIDURRE ALL’ORIGINE I RIFIUTI A PARTIRE DA QUELLI SEMPRE PIU’ INVADENTI DEGLI IMBALLAGGI (avete presente la martellante campagna a favore del TETRAPACK?) . Invece a sfogliare l’ultimo report che data 2007 elaborato dal CONAI si coglie che le imprese anziché puntare sul RIUTILIZZO per ridurre gli imballaggi investono sulla logistica (relativa alla facilitazione nei trasporti per “muovere” più unità di prodotto in meno carichi) e sulla riduzione di materia in un rapporto di circa 50 a 8 (la plastica delle bottiglie per l’acqua minerale è stata ridotta negli ultimi anni di circa 6 grammi e l’alluminio delle lattine di circa 3 grammi). Ma se non si investe prioritariamente sul riutilizzo e a partire dalla constatazione che cio’ che non è riciclabile o compostabile (come di fatto è il Tetrapack anche se ci raccontano che ci fanno la “cartalatte” e la “cartafrutta”) NON DOVREBBE ESSERE PRODOTTO SARANNO I CITTADINI A CONTINUARE A DOVER PAGARE PER LE PRODUZIONI ALTRUI. Nel contempo occorre che le autorità pubbliche favoriscano la “filiera corta” nei consumi restituendo importanza a materiali come il vetro che ormai sta scomparendo a vantaggio delle più flessibili bottiglie di plastica. E qui si incontra la necessità di promuovere L’ACQUA DI ACQUEDOTTO E DI RILANCIARE L’ENORME PATRIMONIO IDRICO E PAESAGGISTICO COSTITUITO DA UN NUMERO STERMINATO DI FONTI E SORGENTI CHE SI TROVANO NEL NOSTRO “BEL PAESE” CHE DIVERSAMENTE FINIRANNO PREDA DI GRUPPI DI AFFARI SENZA SCRUPOLI COME GIA’ AVVENUTO IN MOLTE SITUAZIONI LOCALI. Ciò detto, buone ferie a tutti. Rossano Ercolini, Fabio Lucchesi, Pier Felice Ferri
NANOPARTICELLE DI FERRO E CAMPI ELETTROMAGNETICI
Alla Procura di Civitavecchia
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