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Timestamp: 2018-11-15 11:36:52+00:00

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Home Ricerca Giuridica D.Lgs n.626/1994 sulla sicurezza e salute dei lavoratori 2° parte
D.Lgs n.626/1994 sulla sicurezza e salute dei lavoratori 2° parte
ARTICOLI 50 - 98
ART. 50. Campo di applicazione. (Legge n. 626/1994)
2. Le norme del presente titolo non si applicano ai lavoratori addetti (46):
(46) Così corretto con avviso pubblicato nella Gazz. Uff. 21 novembre 1994, n. 272 e successivamente modificato nello stesso senso dall'art. 19, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riportato al n. A/XL.
ART. 51. Definizioni. (Legge n. 626/1994)
c) lavoratore: il lavoratore che utilizza una attrezzatura munita di videoterminale in modo
sistematico ed abituale, per almeno quattro ore consecutive giornaliere, dedotte le interruzioni di cui all'art. 54, per tutta la settimana lavorativa (47).
(47) Comma così modificato dall'art. 19, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riportato al n. A/XL.
ART. 52. Obblighi del datore di lavoro. (Legge n. 626/1994)
ART. 53. Organizzazione del lavoro. (Legge n. 626/1994)
ART. 54. Svolgimento quotidiano del lavoro. (Legge n. 626/1994)
ART. 55. Sorveglianza sanitaria. (Legge n. 626/1994)
1. I lavoratori prima di essere addetti alle attività di cui al presente titolo, sono sottoposti ad una visita medica per evidenziare eventuali malformazioni strutturali e ad un esame degli occhi e della vista effettuati dal medico competente. Qualora l'esito della visita medica ne evidenzi la necessità, il lavoratore è sottoposto ad esami specialistici (47).
ART. 56. Informazione e formazione. (Legge n. 626/1994)
ART. 57. Consultazione e partecipazione. (Legge n. 626/1994)
ART. 58. Adeguamento alle norme. (Legge n. 626/1994)
2. I posti di lavoro utilizzati anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto devono essere adeguati a quanto prescritto al comma 1 entro il 1° gennaio 1997 (48).
(48) Comma così modificato dall'art. 19, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riportato al n. A/XL.
ART. 59. Caratteristiche tecniche. (Legge n. 626/1994)
Protezione da agenti cancerogeni mutageni (48/a)
ART. 60. Campo di applicazione. (Legge n. 626/1994)
1. Le norme del presente titolo si applicano a tutte le attività nelle quali i lavoratori sono o possono essere esposti ad agenti cancerogeni o mutageni a causa della loro attività lavorativa (48/b).
2. Le norme del presente titolo non si applicano alle attività disciplinate dal decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277, capo III (49).
(48/a) Rubrica così sostituita dall'art. 1, D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 66.
(48/b) Comma così modificato dall'art. 1, D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 66.
(49) Comma così sostituito dall'art. 2, D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 66.
ART. 61. Definizioni. (Legge n. 626/1994)
c) valore limite: se non altrimenti specificato, il limite della concentrazione media, ponderata in funzione del tempo, di un agente cancerogeno o mutageno nell'aria, rilevabile entro la zona di respirazione di un lavoratore, in relazione ad un periodo di riferimento determinato stabilito nell'allegato VIII-bis (50).
(50) Articolo prima modificato dall'art. 20, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242 e poi così sostituito dall'art. 3, D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 66.
ART. 62. Sostituzione e riduzione. (Legge n. 626/1994)
1. Il datore di lavoro evita o riduce l'utilizzazione di un agente cancerogeno o mutageno sul luogo di lavoro in particolare sostituendolo, sempre che ciò è tecnicamente possibile, con una sostanza o un preparato o un procedimento che nelle condizioni in cui viene utilizzato non è o è meno nocivo alla salute e eventualmente alla sicurezza dei lavoratori (51).
2. Se non è tecnicamente possibile sostituire l'agente cancerogeno o mutageno il datore di lavoro provvede affinché la produzione o l'utilizzazione dell'agente cancerogeno o mutageno avvenga in un sistema chiuso sempre che ciò è tecnicamente possibile (52).
3. Se il ricorso ad un sistema chiuso non è tecnicamente possibile il datore di lavoro provvede affinché il livello di esposizione dei lavoratori sia ridotto al più basso valore tecnicamente possibile. L'esposizione non deve comunque superare il valore limite dell'agente stabilito nell'allegato VIII-bis (52/a).
(51) Comma così modificato dall'art. 1, D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 66.
(52) Comma così modificato dall'art. 1, D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 66.
(52/a) Periodo aggiunto dall'art. 4, D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 66.
ART. 63. Valutazione del rischio. (Legge n. 626/1994)
1. Fatto salvo quanto previsto all'art. 62, il datore di lavoro effettua una valutazione dell'esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni, i risultati della quale sono riportati nel documento di cui all'art. 4, comma 2 (53).
2. Detta valutazione tiene conto, in particolare, delle caratteristiche delle lavorazioni, della loro durata e della loro frequenza, dei quantitativi di agenti cancerogeni o mutageni prodotti ovvero utilizzati, della loro concentrazione, della capacità degli stessi di penetrare nell'organismo per le diverse vie di assorbimento, anche in relazione al loro stato di aggregazione e, qualora allo stato solido, se in massa compatta o in scaglie o in forma polverulenta e se o meno contenuti in una matrice solida che ne riduce o ne impedisce la fuoriuscita. La valutazione deve tener conto di tutti i possibili modi di esposizione, compreso quello in cui vi è assorbimento cutaneo (53/a).
a) le attività lavorative che comportano la presenza di sostanze o preparati cancerogeni o mutageni o di processi industriali di cui all'allegato VIII, con l'indicazione dei motivi per i quali sono impiegati agenti cancerogeni o mutageni (53/b);
b) i quantitativi di sostanze ovvero preparati cancerogeni o mutageni prodotti ovvero utilizzati, ovvero presenti come impurità o sottoprodotti (53/c);
c) il numero dei lavoratori esposti ovvero potenzialmente esposti ad agenti cancerogeni o mutageni (53/d);
f) le indagini svolte per la possibile sostituzione degli agenti cancerogeni o mutageni e le sostanze e i preparati eventualmente utilizzati come sostituti (53/e).
(53) Comma così modificato prima dall'art. 20, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, e poi dall'art. 1, D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 66.
(53/a) Comma così modificato dall'art. 1 e dall'art. 5, D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 66.
(53/b) Lettera così modificata dall'art. 1, D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 66.
(53/c) Lettera così modificata dall'art. 1, D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 66.
(53/d) Lettera così modificata dall'art. 1, D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 66.
(53/e) Lettera così modificata dall'art. 1, D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 66.
ART. 64. Misure tecniche, organizzative, procedurali. (Legge n. 626/1994)
b) limita al minimo possibile il numero dei lavoratori esposti o che possono essere esposti ad agenti cancerogeni o mutageni, anche isolando le lavorazioni in aree predeterminate provviste di adeguati segnali di avvertimento e di sicurezza, compresi i segnali "vietato fumare", ed accessibili soltanto ai lavoratori che debbono recarvisi per motivi connessi con la loro mansione o con la loro funzione. In dette aree è fatto divieto di fumare (53/cost) (53/g);
c) progetta, programma e sorveglia le lavorazioni in modo che non vi è emissione di agenti cancerogeni o mutageni nell'aria. Se ciò non è tecnicamente possibile, l'eliminazione degli agenti cancerogeni o mutageni deve avvenire il più vicino possibile al punto di emissione mediante aspirazione localizzata, nel rispetto dell'art. 4, comma 5, lettera n). L'ambiente di lavoro deve comunque essere dotato di un adeguato sistema di ventilazione generale (53/h);
d) provvede alla misurazione di agenti cancerogeni o mutageni per verificare l'efficacia delle misure di cui alla lettera c) e per individuare precocemente le esposizioni anomale causate da un evento non prevedibile o da un incidente, con metodi di campionatura e di misurazione conformi alle indicazioni dell'allegato VIII del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277 (53/i);
g) assicura che gli agenti cancerogeni o mutageni sono conservati, manipolati, trasportati in condizioni di sicurezza (53/l);
h) assicura che la raccolta e l'immagazzinamento, ai fini dello smaltimento degli scarti e dei residui delle lavorazioni contenenti agenti cancerogeni o mutageni, avvengano in condizioni di sicurezza, in particolare utilizzando contenitori ermetici etichettati in modo chiaro, netto, visibile (53/m);
i) dispone, su conforme parere del medico competente, misure protettive particolari per quelle categorie di lavoratori per i quali l'esposizione a taluni agenti cancerogeni o mutageni presenta rischi particolarmente elevati (53/n).
(53/f) Lettera così modificata dall'art. 1, D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 66.
(53/cost) La Corte costituzionale, con sentenza 11-20 dicembre 1996, n. 399 (Gazz. Uff. 28
dicembre 1996, n. 52, Serie speciale), ha dichiarato non fondata la questione di legittimità
costituzionale degli artt. 64, lettera b), e 65, secondo comma, sollevata in riferimento agli artt. 3 e 32 della Costituzione.
(53/g) Lettera così modificata dall'art. 1, D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 66.
(53/h) Lettera così modificata dall'art. 1, D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 66.
(53/i) Lettera così modificata dall'art. 1, D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 66.
(53/l) Lettera così modificata dall'art. 1, D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 66.
(53/m) Lettera così modificata dall'art. 1, D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 66.
(53/n) Lettera così modificata dall'art. 1, D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 66.
ART. 65. Misure igieniche. (Legge n. 626/1994)
c) provvede affinché i dispositivi di protezione individuale siano custoditi in luoghi determinati,
controllati e puliti dopo ogni utilizzazione, provvedendo altresì a far riparare o sostituire quelli difettosi, prima di ogni nuova utilizzazione.
2. È vietato assumere cibi e bevande o fumare nelle zone di lavoro di cui all'art. 64, lettera b) (53/cost).
(53/cost) La Corte costituzionale, con sentenza 11-20 dicembre 1996, n. 399 (Gazz. Uff. 28 dicembre 1996, n. 52, Serie speciale), ha dichiarato non fondata la questione di legittimità
ART. 66. Informazione e formazione. (Legge n. 626/1994)
a) gli agenti cancerogeni o mutageni presenti nei cicli lavorativi, la loro dislocazione, i rischi per la salute connessi al loro impiego, ivi compresi i rischi supplementari dovuti al fumare (53/o);
4. Il datore di lavoro provvede inoltre affinché gli impianti, i contenitori, gli imballaggi contenenti agenti cancerogeni o mutageni siano etichettati in maniera chiaramente leggibile e comprensibile. I contrassegni utilizzati e le altre indicazioni devono essere conformi al disposto della legge 29 maggio 1974, n. 256, e successive modifiche ed integrazioni (54).
(53/o) Lettera così modificata dall'art. 1, D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 66.
(54) Comma così modificato dall'art. 1, D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 66.
ART. 67. Esposizione non prevedibile. (Legge n. 626/1994)
ART. 68. Operazioni lavorative particolari. (Legge n. 626/1994)
ART. 69. Accertamenti sanitari e norme preventive e protettive specifiche. (Legge n. 626/1994)
2. Il datore di lavoro, su conforme parere del medico competente, adotta misure preventive e protettive per singoli lavoratori sulla base delle risultanze degli esami clinici e biologici effettuati.3. Le misure di cui al comma 2 possono comprendere l'allontanamento del lavoratore secondo le procedure dell'art. 8 del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277.
b) ove sia tecnicamente possibile, una misurazione della concentrazione dell'agente in aria per verificare l'efficacia delle misure adottate (55).
(55) Comma così sostituito dall'art. 20, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riportato al n. A/XL.
ART. 70. Registro di esposizione e cartelle sanitarie. (Legge n. 626/1994)
10. L'ISPESL trasmette annualmente al Ministero della sanità dati di sintesi relativi al contenuto dei registri di cui al comma 1 ed a richiesta li rende disponibili alle regioni (56).
(56) Articolo così sostituito prima dall'art. 20, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, e poi dall'art. 6, D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 66.
ART. 71. Registrazione dei tumori. (Legge n. 626/1994)
1. I medici, le strutture sanitarie pubbliche e private, nonché gli istituti previdenziali assicurativi
pubblici o privati, che refertano casi di neoplasie da loro ritenute causate da esposizione lavorativa ad agenti cancerogeni, trasmettono all'ISPESL copia della relativa documentazione clinica ovvero anatomopatologica e quella inerente l'anamnesi lavorativa.
2. L'ISPESL realizza, nei limiti delle ordinarie risorse di bilancio, sistemi di monitoraggio dei rischi cancerogeni di origine professionale utilizzando i flussi informativi di cui al comma 1, le informazioni raccolte dai sistemi di registrazione delle patologie attivi sul territorio regionale, nonché i dati di carattere occupazionale, anche a livello nominativo, rilevati nell'àmbito delle rispettive attività istituzionali dall'Istituto nazionale della previdenza sociale - INPS, dall'Istituto nazionale di statistica - ISTAT, dall'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro - INAIL e da altre istituzioni pubbliche. L'ISPESL rende disponibile al Ministero della sanità ed alle regioni i risultati del monitoraggio con periodicità annuale (57).
(57) Comma così sostituito dall'art. 7, D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 66.
ART. 72. Adeguamenti normativi. (Legge n. 626/1994)
b) è pubblicato l'elenco delle sostanze in funzione dell'individuazione effettuata ai sensi del comma 1 (58).
(58) Articolo così sostituito dall'art. 8, D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 66.
ART. 73. Campo di applicazione. (Legge n. 626/1994)
2. Restano ferme le disposizioni particolari di recepimento delle norme comunitarie sull'impiego confinato di microrganismi geneticamente modificati e sull'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati. Il comma 1 dell'art. 7 del decreto legislativo 3 marzo 1993, n. 91, è soppresso (59).
(59) Comma così sostituito dall'art. 21, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riportato al n. A/XL.
ART. 74. Definizioni. (Legge n. 626/1994)
ART. 75. Classificazione degli agenti biologici. (Legge n. 626/1994)
ART. 76. Comunicazione. (Legge n. 626/1994)
5. Ove le attività di cui al comma 1 comportano la presenza di microorganismi geneticamente modificati appartenenti al gruppo II, come definito all'art. 4 del decreto legislativo 3 marzo 1993, n. 91 (60), il documento di cui al comma 1, lettera b), è sostituito da copia della documentazione prevista per i singoli casi di specie dal predetto decreto.
(60) Riportato alla voce Sanità pubblica.
ART. 77. Autorizzazione. (Legge n. 626/1994)
ART. 78. Valutazione del rischio. (Legge n. 626/1994)
2. Il datore di lavoro applica i princìpi di buona prassi microbiologica, ed adotta, in relazione ai rischi accertati, le misure protettive e preventive di cui al presente titolo, adattandole alle particolarità delle situazioni lavorative (61).
(61) Comma così sostituito dall'art. 21, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riportato al n. A/XL.
ART. 79. Misure tecniche, organizzative, procedurali. (Legge n. 626/1994)
ART. 80. Misure igieniche. (Legge n. 626/1994)
ART. 81. Misure specifiche per le strutture sanitarie e veterinarie. (Legge n. 626/1994)
ART. 82. Misure specifiche per i laboratori e gli stabulari. (Legge n. 626/1994)
ART. 83. Misure specifiche per i processi industriali. (Legge n. 626/1994)
ART. 84. Misure di emergenza. (Legge n. 626/1994)
85. Informazioni e formazione. (Legge n. 626/1994)
ART. 86. Prevenzione e controllo. (Legge n. 626/1994)
b) l'allontanamento temporaneo del lavoratore secondo le procedure dell'art. 8 del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277 (62).
2-bis. Ove gli accertamenti sanitari abbiano evidenziato, nei lavoratori esposti in modo analogo ad uno stesso agente, l'esistenza di anomalia imputabile a tale esposizione, il medico competente ne informa il datore di lavoro (63).
2-ter. A seguito dell'informazione di cui al comma 3 il datore di lavoro effettua una nuova valutazione del rischio in conformità all'art. 78 (63).
2-quater. Il medico competente fornisce ai lavoratori adeguate informazioni sul controllo sanitario cui sono sottoposti e sulla necessità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell'attività che comporta rischio di esposizione a particolari agenti biologici individuati nell'allegato XI, nonché sui vantaggi ed inconvenienti della vaccinazione e della non vaccinazione (63/a).
(62) Riportato al n. C/III.
(63) Comma aggiunto dall'art. 21, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riportato al n. A/XL.
(63/a) Comma aggiunto dall'art. 21, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riportato al n. A/XL.
ART. 87. Registri degli esposti e degli eventi accidentali. (Legge n. 626/1994)
a) consegna copia del registro di cui al comma 1 all'Istituto superiore di sanità, all'Istituto superiore per la prevenzione e sicurezza sul lavoro e all'organo di vigilanza competente per territorio, comunicando ad essi, ogni tre anni e comunque ogni qualvolta questi ne fanno richiesta, le variazioni intervenute (64);
b) comunica all'Istituto superiore per la prevenzione e sicurezza sul lavoro e all'organo di vigilanza competente per territorio la cessazione del rapporto di lavoro dei lavoratori di cui al comma 1 fornendo al contempo l'aggiornamento dei dati che li riguardano e consegna al medesimo Istituto le relative cartelle sanitarie e di rischio (64);
c) in caso di cessazione di attività dell'azienda, consegna all'Istituto superiore di sanità e all'organo di vigilanza competente per territorio, copia del registro di cui al comma 1 e all'Istituto superiore per la prevenzione e sicurezza sul lavoro copia del medesimo registro nonché le cartelle sanitarie e di rischio (64);
d) in caso di assunzione di lavoratori che hanno esercitato attività che comportano rischio di esposizione allo stesso agente richiede all'ISPESL copia delle annotazioni individuali contenute nel registro di cui al comma 1, nonché copia della cartella sanitaria e di rischio (65);
e) tramite il medico competente comunica ai lavoratori interessati le relative annotazioni individuali contenute nel registro di cui al comma 1 e nella cartella sanitaria e di rischio ed al rappresentante per la sicurezza i dati collettivi anonimi contenuti nel registro di cui al comma 1 (65).
(64) Lettera così sostituita dall'art. 21, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riportato al n. A/XL.
(65) Lettera così modificata dall'art. 21, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riportato al n. A/XL.
(66) Comma così sostituito dall'art. 21, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riportato al n. A/XL.
ART. 88. Registro dei casi di malattia e di decesso. (Legge n. 626/1994)
ART. 89. Contravvenzioni commesse dai datori di lavoro e dai dirigenti. (Legge n. 626/1994)
a) con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da lire tre milioni a lire otto milioni per la violazione degli articoli 4, comma 5, lettere b), d), e), h), l), n) e q); 7, comma 2; 12, commi 1, lettere d) ed e) e 4; 15, comma 1; 22, commi da 1 a 5; 30, commi 3, 4, 5 e 6; 31, commi 3 e 4; 32; 35, commi 1, 2, 4, 4-bis, 4-ter, 4-quater e 5; 36, comma 8-ter, 38; 41; 43, commi 3, 4, lettere a), b), d) e g) e 5; 48; 49, comma 2; 52, comma 2; 54; 55, commi 1, 3 e 4; 56, comma 2; 58; 62; 63, comma 3; 64; 65, comma 1; 66, comma 2; 67, commi 1 e 2; 68; 69, commi 1, 2 e 5, lettera b); 77, comma 1; 78, comma 2; 79; 80, comma 1; 81, commi 2 e 3; 82; 83; 85, comma 2; 86, commi 1 e 2 (66/a);
3. Il datore di lavoro ed il dirigente sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire un milione a lire sei milioni per la violazione degli articoli 4, commi 5, lettera o), e 8; 8, comma 11; 11; 70, commi 3, 4, 5, 6 e 8; 87, commi 3 e 4 (67).
(66/a) Lettera così modificata dall'art. 6, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 359 (Gazz. Uff. 19 ottobre 1999, n. 246), entrato in vigore sei mesi dopo la sua pubblicazione.
(67) Articolo così sostituito dall'art. 22, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242. Il terzo comma è stato poi così modificato dall'art. 11, D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 66.
ART. 90. Contravvenzioni commesse dai preposti. (Legge n. 626/1994)
a) con l'arresto sino a due mesi o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire due milioni per la violazione degli articoli 4, comma 5, lettere b), d), e), h), l), n) e q); 7, comma 2; 12, commi 1, lettere d) ed e), e 4; 15, comma 1; 30, commi 3, 4, 5 e 6; 31, commi 3 e 4; 32; 35, commi 1, 2, 4, 4-bis, 4-ter, 4-quater e 5; 36, comma 8-ter, 38, 41; 43, commi 3, 4, lettere a), b) e d); 48; 52, comma 2; 54; 55, commi 1, 3 e 4; 58; 62; 63, comma 3; 64; 65, comma 1; 67, commi 1 e 2; 68; 69, commi 1 e 2; 78, comma 2; 79; 80, comma 1; 81, commi 2 e 3; 82; 83; 86, commi 1 e 2 (66/a);
b) con l'arresto sino a un mese o con l'ammenda da lire trecentomila a lire un milione per la violazione degli articoli 4, comma 5, lettere c), f), g), i) e m); 7, commi 1, lettera b), e 3; 9, comma 2; 12, comma 1, lettere a) e c); 21; 37; 43, comma 4, lettere c), e) ed f); 49, comma 1; 56, comma 1; 57; 66, commi 1 e 4; 85, commi 1 e 4 (68).
(68) Così sostituito dall'art. 23, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riportato al n. A/XL.
ART. 91 - Contravvenzioni commesse dai commercianti e dagli installatori (Legge n. 626/1994)
ART. 92 - Contravvenzioni commesse dal medico competente (Legge n. 626/1994)
ART. 93 - Contravvenzioni commesse dai lavoratori (Legge n. 626/1994)
ART. 94 - Violazioni amministrative (Legge n. 626/1994)
ART. 95 - Norma transitoria (Legge n. 626/1994)
ART. 96 - Decorrenza degli obblighi di cui all'art. 4 (Legge n. 626/1994)
ART. 97 - Obblighi d'informazione (Legge n. 626/1994)
ART. 98 - Norma finale (Legge n. 626/1994)

References: ART. 50

ART. 51

ART. 52

ART. 53

ART. 54

ART. 55

ART. 56

ART. 57

ART. 58

ART. 59

ART. 60

ART. 61

ART. 62

ART. 63

ART. 64
 sentenza 

ART. 65
 sentenza 

ART. 66

ART. 67

ART. 68

ART. 69

ART. 70

ART. 71

ART. 72

ART. 73

ART. 74

ART. 75

ART. 76

ART. 77

ART. 78

ART. 79

ART. 80

ART. 81

ART. 82

ART. 83

ART. 84

ART. 86

ART. 87

ART. 88

ART. 89

ART. 90

ART. 91

ART. 92

ART. 93

ART. 94

ART. 95

ART. 96

ART. 97

ART. 98