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Timestamp: 2019-01-22 19:33:50+00:00

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C.c. Fidenza 10.12.18
DATE: Monday 10 December 2018 - 18:00
Buonasera a tutti diamo inizio alla seduta solenne.
Per celebrare il settantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani e ringrazio tutti i presenti.
La dottoressa Sandra Zampa del Comitato interministeriale per i diritti umani che poi.
Fa il punto il suo intervento.
Grazie a voi e forze dell' ordine ai e a tutti i rappresentanti delle associazioni e cittadini presenti.
Ha chiesto di essere giustificati per vari motivi i Consiglieri Rastelli Comerci e Pollastri.
Il Consiglio comunale di Fidenza celebra oggi la ricorrenza dell' approvazione.
E proclamazione da parte dell' Assemblea delle Nazioni Unite della Dichiarazione universale dei diritti umani avvenuta il 10 dicembre del 1948.
Un avvenimento molto importante per tutti i popoli del mondo che ha segnato e ispirato in seguito vari accordi vincolanti quali ad esempio la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell' uomo oppure la Carta dei diritti fondamentali dell' Unione europea proclamata il 7 dicembre del 2000 a Nizza.
In questa sede mi piace ricordare brevemente anche le iniziative realizzate dalla nuova Amministrazione comunale di Fidenza che nel 2008 celebrò la ricorrenza dei sessant' anni regalando a tutti i giovani una pubblicazione che racchiudeva sia la Dichiarazione universale dei diritti umani che la Costituzione italiana.
Proprio la nostra Costituzione approvate dall' Assemblea Costituente il 22 dicembre del 1947 ed entrata in vigore il primo gennaio del 1948 quasi un anno prima della dichiarazione approvata dall' Assemblea delle Nazioni Unite nella prima parte che riguarda i principi fondamentali all' articolo 2 riporta che la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell' uomo.
Sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità e richiede l' adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica economica e sociale.
L' articolo 3 poi dice chiaramente che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso razza di lingua di religione di opinioni politiche.
Principi che ritroviamo anche nell' articolo 1 della Dichiarazione universale dei diritti umani tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti essi sono dotati di ragione e coscienza e devono agire per gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Alla luce di tutto quello che è successo in questi settant' anni penso di raccogliere il pensiero di tutti i presenti nell' affermare che il riconoscimento dei diritti umani rappresenta una sfida ancora da vincere malgrado molte conquiste dell' umanità nascono proprio.
Grazie alla Dichiarazione universale dei diritti umani.
Ve ne cito alcune la delle decolonizzazione la fine della guerra fredda che è avvenuta nel 1989 la fine dell' apartheid del 94 la messa al bando delle mine antiuomo nel 97 la nascita della Corte penale internazionale del 98 e la cancellazione del debito estero di molti Paesi del sud del mondo avvenuto nell' anno 2000.
Dopo il drammatico assurdo e folle attentato alle Torri Gemelle dell' 11 settembre 2001 questa spinta all' attuazione concreta dell' articolo 1 sia inesorabilmente interrotta e alcune delle più importanti conquiste rischiano di essere riviste se non cancellate.
È sotto gli occhi di tutti come la solenne proclamazione dei diritti dell' uomo sia contraddetta da una dolorosa realtà di violazioni guerre violenze genocidi deportazioni di massa nuove e vecchie forme di schiavitù e sfruttamento.
Anche l' odio religioso riesploso fortissimo soprattutto a danno dei cattolici che sono oggi che sono oggetto di fortissime repressioni molti anni del mondo spesso nel silenzio generale.
Anche la cosiddetta globalizzazione appare come una grossa sfida all' esperienza umana che raggiunge un inedito livello di radicalità nel senso che viene a toccare le radici dell' identità umana.
In questo contesto io mi chiedo cosa possiamo fare oggi noi a Firenze.
Personalmente credo che la risposta a questa domanda sia quella fornita dal cardinal Martini l' 11 giugno del 1998 il quale parlando agli Stati Generali della città di Milano ha detto.
Sappiamo che una città nasce da diverse contingenze storiche economiche commerciali politiche anche conflittuali.
Alla fine però è sempre il risultato di un atto di concordia e di intesa.
Un gruppo di persone che decide di vivere e lavorare insieme per scopi e vantaggi comuni.
Ne deduco.
Che il valore fondamentale su cui si regge una città non è primariamente la semplice buona volontà dei cittadini pur se giustamente il libro dei proverbi dice con la benedizione degli uomini retti si innalza una città.
Non è nemmeno questo valore fondamentale il buon governo.
Forse un altro libro biblico che è quello del Ciracì de amor sia facile ammonisce che una città prospera per il senno dei capi.
È di fatto un valore molto più sostanziale a cui il mondo classico dal nome di amicizia.
Sono l' amicizia e la concordia che fanno prosperare una città.
Occorre dunque anzitutto per amicizia per la città nel senso di non fuggire dai problemi della città vivendoci quasi per forza bisogna invece prendersene cura direi che a me ne faccio carico.
Un secondo aspetto per l' amicizia per la città e nella città è dato dall' impegno di coltivare le relazioni tra persone e gruppi al di là delle affinità native di ciascuno.
Ne segue un impegno più generale quello di creare canali di comunicazione tra i luoghi di lavoro e quelli della ricerca i luoghi della sofferenza e quelli del tempo libero le istituzioni culturali e la gente comune gli emarginati e quelli che sono ricchi di relazione.
Solo un grande sforzo comunicativo può fare da substrato a tutte quelle iniziative pubbliche e private che tendono a dare un nuovo volto alla città.
La terza caratteristica dell' amicizia per la città e nella città e la determinazione a creare le condizioni non solo per viverci bene nel senso di vivere comodamente ma anche di operare per il bene nel senso di predisporre le condizioni sociali e civili necessarie per uno sviluppo virtuoso.
Questa è la strada io credo.
Inderogabile e la nostra storia testa che in parte qui a Firenze l' abbiamo già intrapreso tanto resta ancora da fare mettiamoci in gioco su questi valori è qualcosa di incredibile succederà sicuramente grazie.
La parola all' Assessore alla Cultura professoressa Maria Pia Ricci.
E mi alzo in piedi non per smania di protagonismo anzi lo sottolineo perché anche in questo caso le dichiarazioni devono sempre essere seguite dalle testimonianze però mi alzo in piedi perché.
In questa nostra casa del Comune dove siamo così in pochi ma non per questo la relatrice deve giudicarci male e siamo in pochi temporaneamente ma siamo in tanti credo a riconoscerci allora in questa giornata e in tante altre giornate in cui domina il rispetto per l' altro.
Allora in questo rispetto per l' altro voglio sintetizzare questi settant' anni appunto della Dichiarazione dei diritti.
Cercando di sottrarmi a ripetere ripetendo in modo retorico quello che tanti diranno.
E cioè che i diritti umani non sono una velleità ma sono un' utopia un' utopia che non deve essere abbandonata.
Utopia o è utopia utopia non come il non luogo ma come un modello con l' assetto politico sociale religioso al quale tendere.
Per il quale noi possiamo quotidianamente mettere solo delle piccole tappe ma che mai verrà raggiunto.
Quindi un modello al quale aspirare e un orientamento per il quotidiano agire nella polis che altro non è se non appunto fare politica.
In questo orientamento noi sappiamo che i diritti umani sono fattori fondamentali ma per chi per le persone che assegnano loro un alto valore concreto e reale in questo caso cito Hannah Arendt l' umanità non è mai raggiunta nella solitudine ma solo può raggiungerla colui che espone la sua vita e la sua persona ai rischi della vita pubblica.
Così i rischi della vita pubblica in cui l' umanità è raggiunta diventano un dono per l' umanità così.
Hannah Arendt declinava quella.
Diciamo quelle perifrasi alle quali ricorriamo quotidianamente parlando di impegno.
La scelleratezza di coloro che invece di impegnarsi cercano di fare i profeti con i media e che in questo caso nei poveri amministratori ma nei tanti che praticano la politica sottraggono alla lungimiranza e attirano invece l' attenzione per l' immanente senza cercare la discussione senza cercare il dialogo il dialogo e soprattutto non ponendo alcun impegno nella disamina dei problemi e guardando all' altro senza alcuna concezione di prossimità come se si trattasse di tanti destini dei singoli e non invece di un destino comune.
Quindi i diritti umani dovrebbero essere l' approccio con il quale tutti i giorni ci misuriamo e i componenti di questo Consiglio si misurano quando affrontano delle problematiche che hanno giustamente delle posizioni appunto di conflitto un conflitto che è la radice stessa del dialogo in politica e non un conflitto di morte quindi i diritti umani come asse portante del modo di pensare e di valutare ciò che è possibile fare nel quotidiano.
Da questo punto di vista io non non mi prolungherà perché altri proseguiranno e soprattutto la nostra relatrice partiamo da una consapevolezza e cioè che l' uomo è contemporaneamente buono e malvagio è quel simul Justus e peccatore che sappiamo che abbiamo in ognuno di noi ma sappiamo anche che ci sono dei meccanismi compensativi per i quali arginare quella componente conservatrice che abbiamo e che ci fa guardare all' altro manifestando ed esasperando l' atteggiamento della difesa così come dobbiamo essere consapevoli che la grandezza dell' uomo non è solo nel Faber Fortune su.
Ma è soprattutto nell' adempimento a quel dover essere.
Per il quale riconosco e riconosciamo nell' altro anche se in modo costoso che è l' altro è uguale a me nei suoi diritti nella sua dignità e nella libertà che si declina appunto in una quotidianità invece in cui l' altro è molto spesso appunto privato di tutto.
Quindi nel non rifiutare l' Eur l' utopia vuol dire il mantenimento della speranza ma credo che sia anche quello che tutti i giorni.
Ci supporta e ci sollecita a rilanciare quello che c'è di buono per la comunità come dicevo può essere chiamato impegno a vocazione ormai non lo usa più nessuno però devo dire che quasi alla volta ci vergogniamo di essere impegnati perché qualcuno si chiede chi te lo fa fare chi te lo fa fare venire in un Consiglio comunale che te lo fa fare a fare l' amministratore perché occuparsi della cosa pubblica è questa la grande deriva cos' è la cosa pubblica se non la difesa dei diritti umani di tutti anche sbagliando che per quello che sono le componenti diverse da quello che siamo e anche al nostro interno per mantenerne appunto fede.
Ecco quindi che di fronte al disincanto non esprimere soltanto amarezza e delusione ma mobilitarci per fare in modo che il mondo la quotidianità sia più umana e faccio un piccolo esempio al sabato noi abbiamo il mercato come tutti i Paesi per noi il mercato il luogo in cui i tanti si incontrano.
Bene e non ci sono più 2 2 commercianti uno è pachistano e l' altro è nostro di Reggio dopo averli frequentati per tanto tempo non li vediamo più nessuno più si chiede dove siano finiti ecco allora che faccio proprio questo esempio dopo dopo essersi rivolti a loro dopo avere chiesto le cose in una relazione ecco di prossimità e non fatta su un vissuto comune scompaiono due persone con le loro attività e nessuno più si chiede dove siano finiti così allo stesso modo che.
La Siria la vediamo così lontana questo la cito perché vediamo da una mostra appunto che nel nostro programma sulla Siria è come sempre se le cose non ci toccassero è come se facessimo a gara per sottrarre umanità quindi come ci dobbiamo far dare i numeri di telefono di questi due commercianti per chiamarli in modo di per capire perché non vengono più adesso faccio un esempio molto banale ma è del sabato mattina una quotidianità veramente evidente allo stesso modo dove va chi viene dalla Siria dove è andato cosa ne sappiamo di lui e se ci fossimo noi.
Dopo tanta frequentazione nessuno più si chiede dove siamo scomparsi.
Ecco allo stesso modo le tante persone che ci sono vicine.
Per sorte ma così è la vita che non abbiamo scelto e per le quali non abbiamo l' attenzione la quale ha la propria radici in questo.
Essere in uno stesso destino non essere buoni maestri ma essere vicini alle persone sì questa è la politica che vorremmo che fosse della nostra città.
La parola alla dottoressa Sandra Zampa.
Del Comitato interministeriale per i diritti umani la ringrazio ancora per essere aver accettato il nostro invito ad essere qui so che per lei oggi è stata una giornata abbastanza impegnativa quindi.
Grazie grazie signor Sindaco.
Voglio ringraziare chi.
Chi mi ha invitato a questo incontro.
E soprattutto voglio ringraziare chi ha avuto l' idea di promuovere questo incontro perché affronta un tema che non solo.
Sta molto a cuore a tutti noi ma che credo sia davvero diciamo il punto un punto dirimente.
Per il futuro dell' umanità.
Cercherò di farlo ho detto scherzando.
Che è stata per me questa anche un' occasione di.
Tornare a leggere a studiare.
Cose della storia che sembra così lontana.
E che poi invece non non è affatto così lontana forse i nostri nonni ne avrebbero avuto un ricordo molto chiaro in fondo parliamo.
Del dopoguerra di un dopoguerra che i nostri nonni appunto hanno conosciuto non solo nel dopo ma anche ahimè.
Nel prima.
Eh ed è stata un' occasione per tornare anche a diciamo.
Indossare gli abiti che in una prima parte della mia vita ho indossato che sono quelli della ricerca storica io penso che la storia insegni molto e ci faccia tornare a ripensare.
Se sappiamo ascoltarla interpretarla perciò in particolare mi soffermerò su alcuni passaggi diciamo di come la Dichiarazione dei diritti dell' uomo venne alla luce e venne approvata esattamente settant' anni fa il 10 di dicembre.
A Palazzo Sayuri.
Il giorno dopo l' approvazione di un fondamentale documento che è quello che riconosce il crimine di genocidio.
Il riconoscimento dell' esistenza di questa categoria di crimine che prima non si era mai conosciuto.
In realtà prende l' avvio ed è.
Dovuto all' impegno di una vita intera.
Di un giurista di uno studioso l' Hankin un ebreo polacco.
Che abbandona il proprio Paese all' indomani dell' invasione nazista.
Mettendosi lui non lo sapeva in salvo perché scoprirà molti anni dopo che tutta la sua famiglia 60 oltre 60 componenti quindi di una famiglia allargata estesa era stata sterminata.
Lo ricordo perché è in questo clima.
Che nasce la Dichiarazione dei diritti dell' uomo.
Siamo oggi chiamati a riflettere sui contenuti di quei 30 articoli più un prologo.
Larga parte di quell' umanità quindi di quei paesi di quelle culture che concorsero a elaborare a produrre uno dei più illuminati e lungimiranti documenti del diritto internazionale sembra avere perso non solo.
Il senso del valore delle parole.
Guardate nella banalizzazione delle parole noi stiamo perdendo il senso dell' umanità.
Ma soprattutto la consapevolezza della dignità della persona.
Le parole che un tempo avevano un significato pregnante lentamente oggi vengono spese in maniera a dire poco semplicistica.
Penso espressioni come marcire in carcere castrare le persone.
Essere anti italiano.
Purtroppo ce li dobbiamo tenere.
E altre ancora che preferisco come dire non ripetere ahimè parole innumerevoli.
La trasmissione del linguaggio ci ha ricordato molto di recente Mauro Palma il garante nazionale delle persone private della libertà che è praticamente l' unico organismo davvero indipendente creato sull' onda della Dichiarazione dei diritti dell' uomo è una figura nominata dal Presidente della Repubblica che ha il compito appunto di garantire prevenire le violazioni dei diritti delle persone private della loro libertà dicevo unica figura si può associare a questa anche il garante l' autorità garante dei diritti delle persone di minore età cioè delle bambine e dei bambini e degli adolescenti.
Una figura re creata più che di recente guardate fui io a in Parlamento a essere.
A leggere la dichiarazione di voto del mio gruppo e nella passata legislatura perciò davvero una figura recentissima per dirvi come anche questo cammino che i diritti e la loro trasformazione poi in organismi necessaria perché vengano i diritti rispettati promossi e perché l' azione di prevenzione che ciò che è necessario fare quando parliamo di diritti venga davvero esercitata per dirvi com' è recente e come lento questo cammino.
Credo sia superfluo dicevo richiamare come l' ambiente culturale e se mi permettete vorrei dire una sorta di clima spirituale di un' epoca forse ogni epoca porta con sé un clima che ha anche fortemente contrassegnato da valori etici dicevo come l' ambiente culturale sia il primo elemento che può mettere in crisi il concetto stesso di diritti primari della persona in un clima decisamente lontano appunto da quello che oggi viviamo prese forma la dichiarazione.
Quei 30 articolo che ancora oggi appunto rappresentano una conquista da raggiungere e al tempo stesso però una straordinaria opportunità per la convivenza umana.
E uno strumento di tutela della dignità delle persone credo valga la pena di rileggere forse anche ogni tanto di ricordarla in noi stessi il primo articolo della Dichiarazione vedo che ci sono delle persone molto giovani qua e io credo che sarebbe una bella lettura magari accompagnata ci sono anche molti bellissimi libri per ragazzi per le persone più giovani in cui si spiega come nasce che cos' è la dichiarazione beh il primo articolo dice una cosa importantissima tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e in diritti e si sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri.
Sentire queste parole credo che ci faccia misurare senza bisogno di commenti a che punto siamo.
Dicevo appunto approvato a Parigi in questo palazzo famoso palazzo che io la dichiarazione resta uno dei più ispirati documenti e forse anche più lungimiranti i documenti del secolo ventesimo e ventunesimo.
Forse non sufficientemente conosciuta anzi certamente non sufficientemente di che conosciuta la dichiarazione rappresenta al tempo stesso un punto di arrivo e un punto di partenza.
Di una lenta e lunga lunghissima marcia la dichiarazione è stata preceduta da una elaborazione nei secoli vorrei dire che potremmo fare partire dal Bill of Rights e dalla Dichiarazione di indipendenza americana ma soprattutto dalla Dichiarazione dei diritti dei diritti dell' uomo e del cittadino del 1789 quindi durante la Rivoluzione francese.
La dichiarazione raccoglie appunto il principio che i diritti civili e politici e questo è il cuore della dichiarazione appartengono a persona e vanno riconosciuto come tali pre esistono la dichiarazione non crea questi diritti la Dichiarazione riconosce questi diritti e dice che questi diritti sono inalienabili appartengono alla persona in quanto tale e arrivano prima di tutto il resto è un concetto importante nel momento in cui noi vediamo tornare il sovranità ismi o una cultura sopranista a dominare.
O almeno a rispuntare.
Dicevo l' elaborazione vera e propria però della dichiarazione inizia negli Stati Uniti d' America nel 1941 un anno prima dell' ingresso in guerra di quel Paese.
Un' eco del suo impianto si ri si rinviene nel celebrare il celebre discorso delle quattro libertà cosiddetto che Roosevelt il presidente americano pronunciò e che racchiudono tutte le libertà indicate successivamente dalla Dichiarazione queste libertà anche qui conviene ricordarle la libertà di parola la libertà di religione la libertà dal bisogno e quindi sono i diritti sociali ed economici la libertà dalla paura.
Quindi dalla guerra e dalla violenza il 10 dicembre.
Appunto erano presenti a votare questa dichiarazione anche questo conta conta molto ricordarlo 58 Paesi.
L' Onu oggi ne conta 183.
Una parte dei presenti si astennero e non sottoscrissero il testo sono otto di quei Paesi.
2 non presero parte alla votazione.
Ma nessuno si dichiarò contro quel testo.
Questo dato numerico che sembra così banale che però va messo in confronto appunto con i 183 paesi che oggi fanno parte dell' ONU come membri.
Questo dato ci consegna un elemento importante nell' interpretazione dei limiti della dichiarazione.
Il cui Pera e preambolo peraltro indica il diritti dell' uomo in essere numerati come un ideale comune questa è la definizione che dà il preambolo un ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le nazioni e poi dice ovunque nel mondo.
In quel testo.
Ha la sua origine sta impresso un dramma enorme e il dramma della seconda guerra ma della prima in realtà e della seconda guerra mondiale di cui si avverte ancora Lecco il disconoscimento dei diritti umani sembra dire questa dichiarazione ha portato alla guerra alla distruzione dell' umanità.
Si guarda alle due guerre mondiali ma anche al fallimento del capitalismo lasciato le sole regole del mercato alle tragedie del Novecento.
Al tempo stesso in quel testo.
Quell' Angelus Novus che Uolter Benjamin che morì proprio.
In quegli anni descriveva così.
Prima della dichiarazione in me.
Un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo questo angelo agli occhi spalancati la bocca aperta e le ali distese.
L' angelo della storia deve avere questo aspetto.
Ha il viso rivolto al passato dove ci appare una catena di eventi egli vede una sola catastrofe che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi egli vorrebbe trattenersi destare i morti pensate a i morti che la Seconda Guerra lascerà.
Pensate al genocidio degli ebrei.
Ecco accumula senza tregua rovine su rovine vorrebbe trattenersi destare quei morti e ricomporre ciò che è stato infranto ma una tempesta spira dal Paradiso.
Che si è impigliata nelle sue ali ed è così forte che lui le ali non può chiuderle questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro.
A cui volge le spalle mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui dal cielo.
Ciò che chiamiamo progresso e questa tempesta ecco io quando penso appunto al clima in cui la dichiarazione nasce penso al tempo stesso a questa idea.
Di queste persone di di queste volontà di questa ispirazione etica che porta tanti a riconoscere i limiti del sovranità uomo i limiti che l' umanità e a superarli e al tempo stesso e a guardare avanti la dichiarazione in un certo senso è così guarda al passato a questa incredibile tragedia che ha attraversato l' umanità.
E al tempo stesso però costruisce o punta a costruire un futuro.
Forte in questo testo il richiamo al preambolo anche della Carta delle Nazioni Unite che era stata.
Pochi mesi prima approvata il 26 giugno a San Francisco delle cui lacune proprio in materia di diritti umani la dichiarazione si fa carico.
Per questa ragione il primo passo dell' Assemblea generale delle Nazioni unite era stato quello di redigere un catalogo internazionale dei diritti da proporre agli Stati membri e che perché fosse da loro accettabile un' impresa non semplice alla luce delle profonde differenze sul piano ideologico e politico di Stati come.
L' Unione Sovietica e l' America.
Di Stati di Paesi occidentali da una parte di Paesi arabi dell' altra l' Arabia Saudita l' Etiopia l' Afghanistan con maggioranze di religione molto diverse tra loro hanno partecipato e hanno.
Ha partecipato alla stesura e alla votazione del testo la Turchia il pasti il Pakistan Paesi europei ovviamente l' India la Cina un' impresa avviata già nel 1946 con l' istituzione di commissioni di lavoro in realtà nel 48 si arriva ad approvare una dichiarazione a cui però per due anni le Commissioni avevano lavorato.
Quale risultato di questo com complesso confronto appunto tra Paesi così diversi un grande studioso dei diritti umani Antonio Cassese ha osservato che se si guarda attentamente la dichiarazione appare chiaro che riflette in larga misura la matrice delle democrazie liberali dell' Occidente ma è anche evidente che essa è il frutto di più ideologie e il punto di incontro e di raccordo di concezioni di concezioni diverse dell' uomo e della società vi si rintracciano la matrice giusta naturalistica impressa dall' Occidente l' influenza dello statalismo dei Paesi socialisti il principio nazionalistico della sovranità degli Stati voluto proprio per frenare lo slancio transnazionale progressista e avveniristico della dichiarazione.
Uno slancio che poi prosegue perché dopo la Dichiarazione dei diritti dell' uomo vi voglio ricordare che a diversi parecchi anni di distanza via via vengono approvate convenzioni specifiche in testa a tutto.
La Convenzione sull' eliminazione di ogni discriminazione verso le donne ma anche la Convenzione ONU sui diritti dell' infanzia in realtà molti studioso alcuni studiosi ritengono che.
E il fatto che successivamente che dopo la dichiarazione siano arrivate convenzioni specifiche che riconoscono gruppi diciamo di o specifici diritti come sono appunto i diritti delle donne e dell' infanzia e così via abbia di fatto indebolito la dichiarazione ma diciamo è un dibattito aperto tra giuristi molto affascinante ma che ora vi vorrei risparmiare nel dichiarare che tutti gli uomini sono uguali dopo il mai più del conflitto bellico.
Dopo avere contato le vittime del genocidio caduti in guerra i nostri padri settant' anni fa hanno preso un impegno essenziale per tutti noi.
A cui però spesso troppo spesso le generazioni successive noi non abbiamo saputo dare seguito coerente e a cui forse le generazioni.
Rischiano di rispondere ancora più negativamente perché si stanno relativizza dando questi diritti oggi si parla di una crisi del sistema di tutela dei diritti umani e questa crisi riguarda anche l' Europa anzi tutto l' Occidente.
Ognuno può misurare da sé.
Quanto grande sia la distanza tra l' obiettivo di quella fratellanza indicata dalla dichiarazione.
In realtà ciò che ci circonda basta leggere il secondo articolo.
Che ci invita a bandire la discriminazione basata sulla razza sul colore sulla lingua sul sesso sulla religione sull' opinione politica origine nazionale o sociale a guardare quello che appunto abbiamo intorno.
Solo per restare al nostro Paese oltre a stigmatizzare l' assenza di una Commissione indipendente sui diritti umani.
Mi voglio ri richiamare e ricordare anche semplicemente violazioni a cui abbiamo assistito molto di recente.
Naturalmente in testa a tutti.
Possono essere indicate le violazioni dei diritti umani delle persone oltre a quelle private della libertà.
Certamente delle persone migranti certamente dei minori.
Chi vi parla è diciamo si è battuto per una legge che è stata approvata e che riconosce ai minori stranieri non accompagnati che sono quei ragazzi e quelle ragazze.
Di età minore appunto che arrivano completamente soli senza adulti di riferimento una legge che è stata approvata che però.
Anche in questo in questo ultimi mesi ha subito delle manomissioni quindi una doppia violazione non solo in quanto migrante ma anche in quanto minorenne.
Che cosa è cambiato dai giorni della dichiarazione abbiamo assistito appunto in questi recenti anni a violazioni a crimini di guerra.
A crimini contro l' umanità.
Attacco alla libertà personale e alla libertà di informazione.
Che cosa è stato il terrorismo in Siria in Iraq i crimini contro le donne i crimini contro i bambini.
Il genocidio dei bambini gli addebiti basati crimini basati sull' appartenenza etnica o di fede.
Nessuno può essere tenuto in schiavitù e servitù dice l' articolo 4 della convenzione emigranti in Libia.
Ognuno ha il diritto alla vita alla libertà e la sicurezza è l' articolo 3 e anche qui vi lascio.
Chiudete gli occhi provate a immaginare cosa avete visto in questi anni in questi ultimi due o tre anni in televisione.
Per restare a casa nostra che cos' è se non un attacco alla libertà di informazione l' uso di parole come prostitute nei confronti dei giornalisti o la minaccia di rivalse sul piano economico nei confronti del sistema dei media.
E dello spirito di tra di fratellanza che dovrebbe muovere le azioni e le decisioni delle donne e degli uomini.
Oggi cosa ci dice la parola fratellanza quando come ci ha ricordato l' altro ieri un vescovo italiano.
È reato abbandonare i cani mentre legge abbandonare i migranti.
Saremmo ancora in grado oggi ecco questo io credo dovrebbe essere una domanda che ci accompagna saremmo ancora in grado oggi di raggiungere il con consenso di un grande numero di Stati su un testo ambizioso così straordinariamente lungimirante come fu quella dichiarazione.
Ha ancora senso ancora un futuro.
Lo dico proprio nel giorno in cui in fondo non è così lontano da qui il Marocco dall' Italia dai confini italiani si firma.
Proprio in occasione dell' anniversario della Dichiarazione il cosiddetto Global Compact sulla migrazione un' affermazione di principi condivisi su base volontaria che peraltro questo lo dico diciamo come inciso.
Dice afferma cose che sarebbero convenienti per il nostro Paese e ciò avviene in assenza del dell' Italia e degli Stati Uniti.
La misura di quanto ci si sia allontanati dagli ideali del dopoguerra e di quanto nel risorgere dei sovrani ismi i diritti della persona i diritti inalienabili che appartengono a ogni persona in quanto tale tornano a soccombere vedete quando si dice che per ragioni di sicurezza si sacrificano le libertà la libertà delle persone evidentemente stiamo già andando in una direzione che non fa esattamente diciamo che non sposa esattamente lo spirito della convenzione però noi questa STO questo questo viaggio l' abbiamo già visto.
E nel risorgere dei sovrani ismi dicevo appunto che i diritti della persona rischiano di essere nuovamente travolti la rivoluzione culturale che la dichiarazione portava con sé era che quei diritti pre esistono.
Vengono prima dello Stato e delle sue ragioni sono inviolabili.
Proprio perché si era visto cos' era accaduto all' umanità nella carneficina nazifascista si era misurata la conseguenza del prevalere degli interessi sovrani misti sugli interessi dell' umanità.
In fondo questo è il senso più alto e più profondo della dichiarazione avere posto una pietra a fondamento di un sistema multilaterale in grado di proteggere donne e uomini.
Da puri rapporti di forza un sistema che ha assicurato la pace a gran parte del mondo dal secondo dopoguerra ad acqua.
Eppure oggi proprio il presidente degli Stati Uniti.
Proprio di quel paese dove sono dove le Commissioni per due anni lavorano a questo testo dove Roosvelt aveva dato diciamo.
Il calcio d' avvio dove Eleanor Roosevelt anche questa deve essere una ragione di grande orgoglio per le donne proprio lei fu diciamo la cucitrice di questa dichiarazione.
Oggi il Presidente degli Stati Uniti ci dice che gli interessi del suo Paese.
Vengono prima dei diritti violati.
Nel caso che assoggetta.
Ma potrei farvene moltissimi altri di questi esempi ma mentre lo fa non indica una strada alternativa a quella che l' umanità ha già sperimentato quando appunto il sovrano Isma' lacerato il mondo.
È semplicistico però e sarebbe veramente sbagliato liquidare la dichiarazione come un ideale il realizzato e irrealizzabile.
Perché molto invece molto è cambiato.
Dentro di noi persino per chi.
Non se ne rende neanche conto vorrei dire l' idea della dei diritti umani della dignità della persona è entrata molto più profondamente di quanto noi stessi non crediamo.
E sta a noi.
Credo tornare a fare vivere la dichiarazione e ricominciare a combattere.
Comprendendo che quella quei principi.
Quella lungimiranza e ciò che ci mette al riparo tutti la comunità umana è messa al riparo.
E vorrei perciò.
Concludere dicendovi che non è dato tornare indietro ha scritto un grande giurista il messaggio che l' articolo 30 all' ultimo articolo della Dichiarazione rivolge agli Stati a tutti è andare avanti sulla via del perfezionamento degli ordinamenti e delle politiche.
Avendo come punto di riferimento la centrale la centralità della persona umana.
E mi ha colpito che lei signor Sindaco abbia citato il cardinal Martini perché c'è molto della cultura cristiana dentro questa idea della centralità della persona umana e del superiore migliore interesse delle persone vorrei concludere con una citandovi una.
Una cosa che ha scritto Eleanor Roosevelt mi fa piacere appunto anche concludere perché da qui che poi dalla dichiarazione che parte diciamo il grande movimento di affermazione dei diritti delle donne.
Che ha così profondamente in realtà cambiato il mondo anche se ancora resta ancora tanto da cambiare.
Dove iniziano i diritti umani perché questa cosa che Eleanor Roosevelt ha scritto e diciamo parla davvero alle coscienze di ognuno di noi dove iniziano i diritti umani universali.
In piccoli posti vicino a casa.
Così vicini e così piccoli.
Che essi non possono essere visti su nessuna mappa del mondo.
Ma essi sono il mondo di ogni singola persona.
Il quartiere dove si vive.
Dove si lavora questi sono i posti in cui ogni uomo ogni donna o bambino cercano uguale giustizia.
Uguali opportunità uguale dignità senza discriminazioni.
Ecco i diritti umani hanno vissuto e vivono si sono alimentati anche della testimonianza dei grandi cosiddetti grandi testimoni dei diritti umani persone che hanno messo è stato ricordato poco fa dall' Assessore a disposizione la propria vita.
Per farli camminare per farli rispettare.
Ed è grazie a loro questi grandi testimoni che a loro noi dobbiamo molto in molti luoghi l' apartheid certamente è uno dei grandi delle grandi l' abolizione dell' apartheid della fine della schiavitù è certamente una delle grandi conquiste dovute anche alla straordinario impegno di testimoni dei diritti umani ma ognuno di noi in realtà ha un compito a me sembra che questa.
Questo scritto che ci ha lasciato Eleanor Roosevelt che lo dica ognuno di noi è testimone di piccole e grandi ingiustizie di violazione dei diritti e se ognuno di noi saprà fare e farà la propria parte.
Rivendicando invece appunto e me facendo vivere questa carta questi 30 articoli.
Ogni giorno sapremo fare fare un passo avanti alla dichiarazione ma anche non solo ai contenuti della dichiarazione ma anche al nostro senso.
Di umanità e al senso di comunità e guardate che facendo così io credo davvero che si contribuisca al bene comune per usare una espressione che non vorrei vi suonasse retorica ma credo che davvero il bene comune dovrebbe tutti i giorni interrogarci.
E le parole che dovremmo usare sono esattamente appunto le declinazioni sono esattamente nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell' Uomo.
Grazie veramente nella sua nella sua riflessione.
Di tutte le domande che fa nascere ma anche tante risposte che ha cercato di darci.
Adesso il programma poi dell' intervento del Consigliere quindi invito i Consiglieri prego Angelo Amoruso Movimento 5 Stelle.
Io volevo leggere l' intervento.
Dobbiamo tenere presente dobbiamo tenere sempre molto alta la guardia sulla dignità dell' uomo e sui diritti delle persone in quanto tali questo è il significato che dobbiamo attribuire a ricorrenze come queste le quali non sono mai retoriche perché per esempio in molte parti del mondo purtroppo si stanno facendo passi indietro quasi che stessimo.
Dimenticando le lezioni della storia.
La prima lezione che la Dichiarazione del 1948 che ha impartito credo sta proprio nell' aggettivo universale.
Come ha ben spiegato Antonio Cassese uno dei pionieri degli studi sui diritti umani in Italia con la parola universale che si intende la dignità umana e che non ha confini e come molti documenti di carattere costituzionale.
La Dichiarazione universale offre inoltre una visione sociale civica dei diritti umani si ribadisce la sacralità della persona ma la si colloca in una dimensione non più meramente individuale e le si riconosce l' insopprimibile natura comunitaria si stabilisce che la collettività deve qualcosa a tutti e che tutti dobbiamo qualcosa essa.
Si coglie quindi il nesso tra la democrazia interna la libertà dei cittadini nelle loro padre da un lato e la conseguente equità e solidarietà internazionale dall' altro.
Ecco che allora noi troviamo un filo rosso tra la Dichiarazione universale dei diritti e la nostra Costituzione che all' articolo 2 menziona oltre i diritti inviolabili anche gli obblighi inderogabili di solidarietà e all' articolo 11 la nostra Costituzione continui contiene quel fondamentale ripudio della guerra come mezzo di soluzione dei conflitti.
La Dichiarazione universale è stato un seme perché è stata sin.
È stata seguita non solo dopo qualche anno dalla Convenzione europea dei diritti dell' uomo che è un testo importantissimo anche da un punto di vista pratico perché la sua attuazione ormai impegna i giudici e le amministrazioni di tutta Europa ma ha dato luogo al tema della giustizia internazionale e sovranazionale ricordo e concludo che i difensori dei diritti umani che svolgono un' attività impagabile in tutti gli angoli del mondo più sperduti e purtroppo sempre più spesso a costo della vita nel 2017 infatti sono stati 312 difensori dei diritti umani uccisi in 27 Paesi diversi questi dati preoccupanti sono stati messi in luce dal rapporto di frolla e defense è un pensiero per concludere van.
Alla nostra giovane scusami.
Rapita in Kenya il 20 novembre che speriamo torni a casa.
Consigliere Marco Boccia nel Partito Democratico.
Non non non c' eravamo messi d' accordo con l' Assessore Bareggio ma pare parlo anch' io citando Hannah Arendt.
Ritirando il premio Lessing ad Amburgo nel settembre del 1959 la filosofa ebrea Hannah Arendt disse a proposito del recente passato della sua nativa Germania che risultato migliore che si possa conseguire è sapere esattamente che cosa sia stato e sopportare il peso di tale presa d' atto quindi aspettare e vedere che cosa viene fuori dal sapere e da sopportare.
E ancora non possiamo padroneggiare il passato allo stesso modo in cui non possiamo di farlo dobbiamo però riconciliarsi con esso.
Credo si possa dire lo lo abbiamo già un po' detto stasera che la Dichiarazione universale dei diritti dell' uomo sia uno dei tanti tasselli con cui in quegli anni il mondo tentò di riconciliarsi con il proprio passato buio e luttuoso ahi noi però è innegabile che la riconciliazione col nostro passato in italiano così come internazionale ovviamente non sia del tutto completata e quindi ancora non lo padroneggiano appieno sempre usando le parole dell' area questo è facilmente comprensibile se apriamo un qualunque mezzo di informazione oggi siamo lontani dall' aver capito il nostro passato e con esso dall' aver dato attuazione e concretezza alla Dichiarazione universale giusto per suffragare questa idea come sottolineava l' onorevole Sandra Zampa nella sua relazione.
Richiamerei gli articoli 13 14 e 15 della dichiarazione all' articolo 13 si dice ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese incluso il proprio e di ritornare nel proprio Paese articolo 14 ogni individuo ha il diritto di cercare di godere in altri Paesi asilo dalle persecuzioni questo diritto non potrà essere invocato qualora l' individuo sia realmente ricercato per reati non politici e per azioni contrarie ai fini e principi delle Nazioni Unite e poi articolo 15 ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza né del diritto di mutare la cittadinanza.
Non serve che elenchi perché non è questa certo la sede provvedimenti normativi o mancate riforme come per esempio quella sulla cittadinanza di questi ultimi anni sulle materie che questi articoli richiamano però non posso esimermi stasera dall' offrire di queste parole.
L' immigrazione è un diritto dell' uomo legato al diritto di vivere la sacrosanta verità che la terra con le sue ricchezze non è stata data da Dio in possesso esclusivo di questo di quell' individuo di questo di quel popolo ma per la vita e il benessere di ogni creatura sono parole comparse su un periodico in data 2 marzo 1947 a scriverle fu un prete di quelli scomodi nell' Italia e nella Chiesa di allora si chiamava don Primo Mazzolari.
La sua riabilitazione ecclesiastica risale a un paio di estati fa 70 anni e sei pontefici dopo eppure la radicalità e la incisività di quelle parole ancora oggi colpiscono in coscienza tanti ma ne sono certi certo fanno rabbrividire ancora più persone.
Su questi stessi articoli 3 articoli mi limito a segnalare a quanto il nostro Paese e tutto il bacino del Mediterraneo siano abissalmente lontani e l' avverbio non è nemmeno troppo casuale dalla Dichiarazione universale invitando chi già non lo avesse fatto leggere lacrime di sale del dottor Pietro Bartolo il medico di Lampedusa posso da ora scommettere che verserebbe lacrime di sincera umanità.
In chiusura un invito a tutti noi che da quest' Aula facciamo politica nel nostro piccolo prendendo a prestito qualche parola dal finale del discorso pronunciato da San Paolo sesto all' Onu correva il giorno 4 ottobre 1965.
Dobbiamo abituarci a pensare in maniera all' uomo all' uomo in maniera nuova alla convivenza dell' umanità in maniera nuova e le vie della storia e i destini del mondo.
Anche queste parole di anni a noi lontani sono ancora oggi autentiche e valevoli ancor più perché rimaste sostanzialmente disattese in tutti questi anni grazie.
Consigliere Marco Pellicani Partito Democratico.
Sì grazie Presidente può essere breve.
Faccio semplicemente una dedica e un paio di riflessioni la dedica serve soprattutto per unire i puntini questa non è la prima occasione che abbiamo per riflettere sui diritti umani in Comune a Fidenza anzi è la quarta da quando siamo stati eletti perché ogni dicembre da quando dal 2014 ci dedichiamo a fare qualche piccola riflessione sul tema lo facciamo sull' onda di un ordine del giorno che venne approvato dopo pochissimi mesi.
Dalla nostra elezione e che richiamava la necessità di una consulta comunale per la pace i diritti umani una cosa che nel tempo ha dimostrato tanta e tale fertilità da aver creato un vero una vera e propria Consulta per la convivenza a Firenze che oggi si chiama con Villard leggendo sulla stampa di questa nostro piccolo e molto umile ordine del giorno il professor Antonio Papisca del Centro per i diritti umani dell' università di Padova uno che boh non lo so ecco perché studia le cose della pace praticamente illuminare di riferimento.
Ci invitò a Padova e ci chiese se poteva citare l' esempio del nostro piccolo ordine del giorno all' interno della Consulta dei Sindaci della pace e che si sarebbe tenuta da lì a pochi mesi.
Al a Ginevra nella sessione dell' Onu per la riforma proprio della Dichiarazione universale dei diritti dell' uomo ovviamente la cosa ci fece molto piacere e soprattutto ci fece molto piacere a noi che appunto ci impegniamo con tanti limiti all' interno di questo contesto capire come il professore avesse già nel 2014 intuito quelle che potevano essere le linee di sviluppo.
Della della storia dei diritti umani in questo Paese ecco erano tempi molto diversi quattro anni fa ma giallo a si intravedevano i segni del futuro che poteva essere e che probabilmente non abbiamo fatto tutto quello che si poteva per evitare.
La dedica quindi di questa serata la voglio fare con questo piccolo intervento a lui e anche perché poi nel caffè di benvenuto all' interno di questo centro che era una specie di pantheon di tutti quelli che si occupano di pace e diritti umani in Italia si dedicò soprattutto a ricordare le sue belle estate a Mariano che ovviamente la professoressa non conosce ma che ha un posto qui vicino dove il professore veniva spesso per ricercare la pace la sua pace interiore le due riflessioni che faccio sono molto brevi e vengono dalle chiacchiere fatte con il professor Papisca che appunto purtroppo adesso è morto tanto che il Centro internazionale è stato dedicato a lui e alla sua attività e la prima è una citazione che lui faceva spesso gliel' ho sentita veramente dire molte volte e che era una citazione è presa da Aristotele dice che ricordava che l' individuo separato dagli altri è bestia o Dio.
E che per raggiungerlo poi dopo il professore che di divinità in giro ne vedeva proprio poche.
Un ecco io credo che in queste parole il professore avesse capito che una società della solitudine non può che generare esclusione che è un sentimento pericolosissimo perché è di sua natura rancoroso e quindi attratto dalle derive autoritarie i dati questi misconosciuti purtroppo in questo periodo storico sono terrificanti in Italia 8,5 milioni di connazionali si sente molto solo.
E il 13.2 per cento degli italiani non saprebbe a chi chiedere aiuto nel caso ne avesse bisogno sono cifre che io considero personalmente veramente molto molto molto allarmanti e in questa società priva di contatto geni gene questa società priva di contatto genera le esibizioni d' odio nei confronti di chiunque sia diverso dal pregiudizio di ognuno che questo pregiudizio sia originale o indotto poco importa diceva sempre il professor Papisca te lo possono suggerire può nascere da te ma alla fine sempre odio rimane.
Tanto che quest' odio si espande lo ha ricordato adesso la consigliera Amoruso addirittura a tutti quelli che pur essendo nostri simili in tutto e per tutto si dedicano agli altri più in generale alle cose buone vivendo questa differenza come una diminuzione del sé e non come un' elevazione della comune famiglia umana perché ha una famiglia non si sente di appartenere.
Il problema è che non c'è stato dove ci sono solo singoli e non ci può essere fondamento giuridico per la sua fondazione etica se non si riconosce a nessuno il ruolo di garante dell' integrità fisica e psichica delle persone e della comunità nel suo complesso per questo chiamiamo il massimo esponente del nostro governo locale Sindaco perché è quello che deve a costo di dedicare gran parte del poco tempo che quest' epoca gli permette di dedicare questa missione è colui che conduce le differenze a sintesi è colui che porta i singoli verso l' insieme e il Sindaco.
Dai bisogni di queste comunità che abbiamo ricordato all' interno delle riflessioni di questa sera nasce poi la seconda e ultima riflessione che voglio portare e cioè perché poi dopo uno si domanda ma si in Consiglio comunale a Fidenza fate tutta questa filosofia sui diritti umani no i diritti umani possono essere io credo che questa sera sia già stato detto ma lo voglio ribadire anche per quello che mi compete possono essere un concreto programma di politica amministrativa quotidiana locale nel momento in cui abbiamo saputo riconoscere nella teorema dei diritti umani che sono i diritti di tutti per tutti un' agenda politica molto concreta la società internazionale e io studio soprattutto quella italiana ha fatto le rivoluzioni.
Io cito spesso lo faccio con alcune delle persone con le quali mi vedo un pochino più di frequente tanto che avranno anche forse un po' di noia a sentirmi ripetere così in continuazione la rivoluzione Basaglia Hana allora Franco Basaglia era uno psicanalista molto famoso molti di voi lo conosceranno ha fatto una legge che è la legge 180 sulla malattia mentale ma noi non lo ricordiamo per la legge sulla malattia mentale noi lo ricordiamo perché ha prodotto una gemma che nel tempo ha reso fertile un tema come quello che al tempo invece quando lui arrivò era semplicemente marginale non era considerato importante non era soggetto di attività politica anzi era una cosa della quale si occupavano i dottori e dovevano fare soprattutto tenendoci lo separato e lontano ecco io credo che.
E in quel caso appunto come in altri pur esistendo un incardinamento giuridico non è certo il valore legale quello che ci fa riconoscere la grandezza della legge 180.
E si pensi e lo dico veramente per quei pochi che non conoscono la fertilità di del del dell' azione basiliana soltanto alle cooperative sociali noi abitiamo in una regione che è quella dell' Emilia Romagna nella quale semplicemente le cooperative sociali sono parte del nostro tessuto economico e sociale prima di questa azione che è stata un' azione dedicata ai diritti umani queste non esistevano non è che qualcuno lo faceva in un modo diverso semplicemente non esistevano OK le cooperative sociali sono nel tempo diventate un soggetto economico sono diventate un motore di occupazione sono diventate un soggetto finanziario perché le banche lo hanno.
Lo hanno considerato soggetto bancabile ecco quindi era giusto un esempio e Paolo già da sette minuti per dire che in realtà i diritti umani e la politica i diritti umani sono la politica e il professore lo diceva in continuazione tutte le volte che veniva chiamato a parlare sul tema.
Sono politica sia nel locale che nel nazionale un' agenda politica dettata i diritti umani si riserva per esempio anche il diritto di obiettare se esiste una legge che ha istituzionalmente razzista una politica e un politico che si vede che si riconosce nel valore dei diritti umani esercita il suo diritto all' obiezione esiste una legge oggi in Italia che dice che le persone che chiedono la carità devono essere multate e eventualmente anche messe in prigione a questa legge si può obiettare e spero che in molti lo faranno grazie mille.
Ci sono altri interventi dei Consiglieri.
Il Vice Sindaco Valentino Bonizzoni.
Ma molto è già stato detto quindi non mi dilungo tantissimo ma insomma volevo fare solo una riflessione di questo genere cioè.
Leggendo un po' i diritti umani e sembrerebbe quasi un' ovvietà.
È ovvio che ci siano invece non è così se qui siamo a parlarne questa sera proprio perché.
In molte parti del mondo sono traditi questi diritti che sono non ci sono pensiamo non solo la situazione delle donne in certi paesi oppure.
Certe violenze che vengono fatte per perché uno non ha la stessa religione non è della stessa razza eccetera eccetera insomma quindi sono sono tra diritti.
Di Italia uno può pensare che siamo un Paese civile e quindi queste cose da noi non succedono più invece succedono ancora purtroppo succedono ancora oggi l' Italia non ha firmato il Global contro non so se voi lo sapete il Global Compact era prevedeva.
Insomma che l' Onu è fa parte della che intende rafforzare.
E le le immigrazioni legali no eccetera hanno firmato 164 Paesi l' Italia non ha firmato.
Assieme agli Stati Uniti e.
Poi adesso ci spiegheranno perché non hanno firmato ce lo spiegheranno spero.
Ma oggi è successo un altro fatto che mi ha un po' colpito.
Sono state strappate dal selciato.
Venti pietre d' inciampo non so se avete saputo questa notizia.
E queste pietre d' inciampo sono opera di un artista grinta o da me che.
Vengono messe inserite diciamo.
All' interno di un selciato stradale e riportano il nome di un ebreo che è stato deportato e ucciso venti di queste pietre oggi a Roma sono state tolte dal selciato.
Vedremo e scopriremo che è stato speriamo.
Speriamo che non sia stato fatto per uno scopo antireligioso.
Questo io spero proprio di no però se lo fosse siamo veramente su una brutta strada ecco quindi io invito tutti a prendere atto insomma che.
E bisogna riflettere su queste cose perché anche qui da noi anche in Europa che sembra così un Paese civile dove questi problemi non ci siano non ci sono e invece purtroppo dovevamo insistono ancora questi episodi grazie.
Quindi arriviamo la fine di.
Di questo Consiglio comunale di RAI molto ricco.
Di interventi riflessioni pone al Sindaco Massari però.
Conclusione grazie.
Diventa difficile trarre conclusioni su un argomento.
Che che tocca da una vastità di.
Di questioni che attraversano la storia dell' umanità rispetto anche a una quotidianità che è stata anche descritta in alcuni passaggi passando per citazioni di personaggi che hanno segnato la storia del ventesimo secolo e non solo.
La onorevole Zampa parlava mi è venuto alla mente quel rapporto che ha fatto il Censis qualche giorno fa due o tre giorni fa.
Il Censis che non è insomma diciamo è un' istituzione abbastanza seria spero che non venga tacciata di essere di parte.
Sinteticamente l' Italia in questo momento come.
Una nazione in cattività in preda a un suo buonismo psichico.
Dove prevale il rancore e la frustrazione.
E addirittura poi aggiunge che il quadro che emerge e che quindi pesantemente pesa pesantemente critico.
Vi è proprio un capitolo specifico sui cittadini italiani e chiamato la società italiana al 2018 dove si ci si descrive come in preda ad una sorta di surrealismo psichico appunto prima ancora che politico che talvolta assume i popoli i profili paranoici della caccia al capro espiatorio.
Quando la cattiveria dopo e oltre al rancore diventa la leva cinica per un presunto riscatto e si dispiega in una conflittualità latente individuo individualizzato e pulviscolare pulviscolare.
Credo che abbia fatto un' operazione.
Il Censis una descrizione molto chiara di quello che vediamo tutti i giorni.
Lo vediamo nella quotidianità lo vediamo anche nelle vicende macroscopiche una di queste le ha citate adesso il Vice Sindaco no dove.
Con gesti estremi e di cattiveria che vengono vestiti di.
Riscatto di identità di di di di di un suo organismo personale quasi.
Si cerca in un qualche modo una rivalsa una.
Questa descrizione nella quale credo che ormai tanti ci ritroviamo lascia il sapore amaro della come dire dell' ineluttabile sta accadendo una cosa drammatica in una società.
E in questo vorrei dire chi ha avuto la fortuna per lavoro o per hobby di viaggiare l' Europa è un posto splendido rispetto a tante altre parti del pianeta.
L' Europa è un posto splendido.
Noi lo guardiamo con un occhio strano lo guardiamo con quell' occhio magari con cui il Censis ci ha aiutato a mettere a fuoco ma l' Europa è un po' sospesa e l' Italia in Europa è un posto ancor più splendido per tante cose per tante altre no.
Ma se qualcuno ha avuto la fortuna o il dovere di dover viaggiare per lavoro o per piacere in certe parti dell' Asia dell' Africa del Sud America.
Hanno tutto un altro colore.
Non penso che le comunità possano bellamente ritrovarsi e discutere di dice di celebrare non di discutere di celebrare una dichiarazione con uno strumento così fondante come la Dichiarazione dei diritti umani.
Però sembra che la cosa non funzioni.
Sembra che abbia esaurito la sua spinta sembra che ci dobbiamo dobbiamo riconsegnarci.
Al alla storia e a rifà ripetere tutta una serie di errori.
E quindi credo che sia importante che una comunità piccola come Fidenza.
Provi a scuotere l' albero provi a scuotere la coscienza stimoli un dibattito che può sfociare in una lacrima della consigliera o in una riflessione nel cercare in una riflessione andando a leggere delle citazioni andando a leggere delle riflessioni fatte dai personaggi che hanno fatto la storia di questo secolo quindi se questo Consiglio comunale in questo momento riesce come in altre sedute che facciamo.
Che hanno spesso il taglio iniziale di rievocazione storica o di momenti storici della comunità o della nazione che devono servire poi a.
A farci andare a casa con come dire con la spia accesa.
Con la fiammella accesa con la scintilla che ancora brilla un po' più provava a dire che cosa possiamo fare per incidere in questi poteri.
Splendido il passaggio.
Su Eleanor Roosevelt.
Non lo conoscevo ed è bellissimo perché quasi da una risposta a questo.
E dove alla fine riporta al singolo la responsabilità collettiva.
Perché se uno legge gli articoli li sfoglia velocemente.
E sarei falso a dire che li conoscevo tutti o che li avevo quindi li ho sfogliati adesso intanto che interveniva.
Sembra il trionfo dell' individuo ma in realtà questo è un documento che è più che collettivo.
Beh è universale ma se uno legge i singoli articoli sono tutti individuali tutti incentrati sul singolo.
Quindi ha una apoteosi dove la persona viene messa al centro di un meccanismo di diritti che deve valere per tutti bellissimi.
Ecco secondo me quella lettura breve che rifarò che riproporrò della.
Hanno concluso Oswald che cerca di riproporre in una quotidianità.
Che cosa è possibile fare.
Credo che possa essere un buon inizio per un cittadino semplice come sono io e che magari non ha quella conoscenza storico e non ha una conoscenza.
Così ridotta come magari alcuni di voi hanno hanno.
A noi che hanno anche potuto ha avuto modo di di di di di mettersi.
Income insomma che ci hanno fatto condividere ma credo che possa servire a questo e poi credo che.
Nel nostro piccolo alcune di queste azioni le abbiamo iniziato a fare.
Li ha citati prima il consigliere Gallicano.
Ma le abbiamo guardate le abbiamo messe in campo anche quando questa comunità ad esempio ha deciso ha deciso di ha di appoggiare la battaglia della Comunità di pace di San di San José de Apartadò.
Dove noi siamo amici gemelli di questa comunità che ha deciso di non combattere.
Ha deciso di rimanere dalla parte di chi non usa le armi ed è in mezzo alle fazioni di chi invece vuole a tutti i costi armare una terra Centro America.
La divisione ONU diritti umani ha fatto un tweet.
Proprio oggi oggi pomeriggio alle 4.
Per celebrare i settant' anni.
Della stesura della popolazione dei.
Della Dichiarazione universale dei diritti dell' uomo ha fatto un tweet in spagnolo.
E per lanciare un messaggio di speranza ha fatto come esempio proprio la Comunità di pace di San José de Apartadò e i suoi membri e concittadini una grave diffidenza quindi credo che ci sia una sorta di una sorta di coincidenza che ci deve fare piacere e ci deve anche testimoniare il fatto che forse non abbiamo sbagliato quando questa comunità ha deciso di insistere su questo e guardate che noi siamo intervenuti tante volte di e abbiamo dei fiorentini che non fanno parte di questo consesso ma.
Che hanno vicinanza con questa comunità che ci sollecitano tutte le volte che c'è un tema di via diritti di stiamo parlando di diritti e di quelli pesanti e dove vengono private le libertà dove vengono commesse angherie e violenze di un certo tipo che testimoniano questo noi tutte le volte mandiamo lettere all' ambasciatore e tutte le volte che su un meccanismo che ci tiene legati e il fatto che oggi.
La sezione diritti umani dell' ONU abbia twittato citando.
Il settantesimo di questa della dichiarazione con.
Augurio alla comunità che stiamo anche noi supportando credo che sia un buon segno un piccolo gesto che se riusciamo fuori da qui a far conoscere ad un cittadino oltre a noi forse abbiamo fatto uno di quei gesti di cui parlava Eleonora così.
Diversamente da una comunità piccola o riuscire a.
Scuotere l' albero se non partiamo dalle piccole cose e credo che insomma anche oggi come negli ultimi cinque anni ci abbiamo provato e come facciamo tutte le volte che celebriamo.
Tante importanti momenti dalla.
Giornata della Memoria la Giornata del ricordo alle celebrazioni civili fino fino all' ultimo quando abbiamo celebrato l' 8 settembre i nostri internati militari.
Che erano stati abbandonati come.
Erano come caduti nell' oblio la comunità degli internati militari fiorentini ed è stato anche quella un' occasione per ripercorrere un pezzo di storia che anche lì sembra lontana ma poi quando parli con.
Con Luigino che era lì e che l' ha vissuto e viene lì e piange davanti a te insomma un po' cambia grazie.
Grazie a tutti buonasera grazie ancora all' onorevole per essere venuti ed aver accettato il nostro invito e per il suo intervento e a tutti i Consiglieri presenti e per le testimonianze date grazie.

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