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Timestamp: 2020-08-13 00:48:47+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 2680 del 01/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2680 del 01/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 01/02/2017, (ud. 11/01/2017, dep.01/02/2017), n. 2680
sul ricorso 10563-2015 proposto da:
SGROI, LELIO MARITATO, GIUSEPPE MATANO ed EMANUELE DE ROSE giusta
avverso la sentenza n. 1038/2014 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
emessa il 30/10/2014 e depositata il 24/12/2014;
che, con sentenza del 24.12.2014, la Corte di appello di Torino confermava la decisione di primo grado che aveva accolto l’opposizione proposta da F.G., in qualità di socia della s.a.s. TEKNO di G.F. &amp; C., avverso l’avviso di addebito notificatole col quale veniva ingiunto alla predetta il pagamento di contributi asseritamente dovuti alla Gestione Commercianti, che avverso tale sentenza l’INPS in proprio e nella qualità epigrafata ha proposto ricorso affidato ad unico motivo, al quale non ha opposto difese la F., rimasta intimata;
che viene denunziata violazione e/o falsa applicazione della L. 22 luglio 1966, n. 613, art. 1, della L. 27 novembre 1960, n. 1397, art. 1 così come modificato dalla L. 27 dicembre 1996, n. 662, art. 1 della stessa L. n. 1397 del 1960, art. 2 e degli artt. 2313, 2318 e 2697 c.c., assumendosi: che, contrariamente a quanto sostenuto nella impugnata sentenza il socio accomandatario di una s.a.s. è per ciò stesso, in quanto unico soggetto abilitato a compiere atti in nome della società, tenuto alla iscrizione nella Gestione Commercianti perchè l’esercizio dell’attività commerciale in modo abituale e prevalente era “in re ipsa”, ossia immediatamente e direttamente correlato all’essere socio con poteri di gestione della società; che l’attività di riscossione di canoni di locazione di immobile, rientrando in quella più ampia di gestione del patrimonio immobiliare, aveva natura commerciale; che il giudizio di prevalenza richiesto dalla L. n. 662 del 1996 è di natura endogena, ossia deve essere compiuto solo in relazione alle vicende interne della società, senza che assumano alcun rilievo altre ed ulteriori attività espletate dal socio al di fuori della attività sociale, nella specie non provate. che ritiene il Collegio si debba rigettare il ricorso;
che, infatti, presupposto imprescindibile per l’iscrizione alla gestione commercianti è che sia provato, in conformità a quanto previsto dalla L. 23 dicembre 1996, n. 662, art. 1, comma 203, che ha sostituito la L. 3 giugno 1975, n. 160, art. 29, comma 1 (requisiti previsti per ritenere l’obbligo di iscrizione nella gestione assicurativa degli esercenti attività commerciali), lo svolgimento di un’attività commerciale che, nella specie, risulta essere stato escluso con un accertamento in fatto da parte della Corte del merito supportato da una motivazione adeguata ed immune dai denunciati vizi (è stato ritenuta incontroversa la circostanza che la s.a.s gestisce un bene immobile concesso in locazione);
che è stato accertato che s.a.s TEKNO, di cui la F. era socia, non svolgeva alcuna attività diretta all’acquisto ed alla gestione di beni immobili e non svolgeva attività diverse da quella limitata alla riscossione del canone di locazione dell’ immobile di cui era proprietaria – non diversamente dall’ipotesi in cui più soggetto contitolari di più beni immobili, ricevuti ad esempio per successione ereditaria, diano in locazione gli stessi anzichè goderli direttamente -, e pertanto non rileva la mancanza di prova che gli altri soci fossero impegnati negli atti di gestione ordinaria e straordinaria della società, nè di prova idonea ad escludere la presunzione normativa di esercizio di attività imprenditoriale che l’INPS in contrasto con le regole in tema di ripartizione dell’onere probatorio, collega alla circostanza che la società fosse costituita in forma diversa da quella semplice;
che questa Corte – con riferimento alle società in accomandita semplice – ha affermato il principio (Cass. n. 3835 del 26 febbraio 2016) secondo cui ai sensi della L. n. 662 del 1996, art. 1, comma 203, che ha modificato la L. n. 160 del 1975, art. 29 e della L. n. 45 del 1986, art. 3 in tali società la qualità di socio accomandatario non è sufficiente a far sorgere l’obbligo di iscrizione nella gestione assicurativa degli esercenti attività commerciali, essendo necessaria anche la partecipazione personale al lavoro aziendale, con carattere di abitualità e prevalenza, la cui ricorrenza deve essere provata dall’istituto, prova che, nel caso in esame, secondo i giudici di merito non è stata fornita, essendo emerso che la F. si limitava a gestire la locazione di un unico immobile, percependone unicamente i canoni;
che nulla va statuito sulle spese essendo la F. rimasta intimata;

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 1
 art. 1
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 art. 2
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 art. 1
 art. 29
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 art. 29
 art. 3