Source: https://studiolegaleramelli.it/2019/10/17/lo-stato-di-impossibilita-assoluta-a-reperire-risorse-economiche-esclude-la-responsabilita-penale-del-contribuente-nel-reato-di-omesso-versamento-delliva/
Timestamp: 2020-01-19 21:33:56+00:00

Document:
Lo stato di impossibilità assoluta a reperire risorse economiche esclude la responsabilità penale del contribuente nel reato di omesso versamento dell’iva. – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
Lo stato di impossibilità assoluta a reperire risorse economiche esclude la responsabilità penale del contribuente nel reato di omesso versamento dell’iva.
Si segnala ai lettori del blog la sentenza n. 42127/2019 – depositata il 15.10.2019, con la quale la Suprema Corte, investita del giudizio di legittimità dal ricorso del Procuratore Generale, ha escluso la colpevolezza del prevenuto, imputato per il reato previsto e punito dall’art 10-ter d.lgs. 158/2015, tenuto conto delle azioni positive attivate dal contribuente per adempiere all’obbligazione tributaria e dello stato di crisi economica in cui versava la società.
La Corte di appello di Ancona riformava la sentenza di condanna inflitta al prevenuto dal Tribunale di Pesaro assolvendolo dal reato di omesso versamento dell’IVA con la formula perché il fatto non costituisce reato.
Il giudicabile era stato tratto a giudizio poiché, quale legale rappresentante di una società di capitali, ometteva di versare l’imposta sul valore aggiunto relativa alla dichiarazione annuale corrispondente al periodo di imposta 2011, entra la scadenza del termine previsto ex lege relativo al periodo di imposta successivo, cagionando all’Erario un danno economico pari ad € 457.777,00.
Avverso la sentenza emessa dalla Corte distrettuale di Ancona interponeva ricorso per cassazione il Procuratore generale presso la Corte di Appello lamentando, per quanto qui di interesse, l’erronea applicazione della legge penale quanto alla valutazione dell’elemento psicologico del reato.
Il Supremo Collegio ha rigettato il ricorso promosso dal Procuratore Generale, stigmatizzando l’infondatezza delle censure in ordine alla ritenuta sussistenza dell’elemento soggettivo del dolo
Di seguito si riportano i passaggi estratti del compendio motivazionale della sentenza in commento di particolare interesse per gli operatori di diritto.
(i) La ricostruzione delle condotte e il principio di diritto in tema di valutazione dell’elemento psicologico del reato:
“Con motivazione pienamente sufficiente e coerente, la Corte d’appello esclude la sussistenza del dolo del reato contestato sulla base della riscontrata impossibilità, e non della semplice difficoltà, di porre in essere il comportamento doveroso omesso.
Sono richiamati, a tal fine, i documenti che dimostrano la crisi economica dell’impresa e le plurime azioni positive dirette al risanamento dell’impresa stessa; con la conseguenza che l’inadempimento nei termini del debito erariale non rappresenta il frutto di una scelta volontaria ascrivibile all’imputato, il quale si è, anzi, adoperato con ogni mezzo, anche prima della scadenza del termine di legge e prima della proposizione della domanda di concordato preventivo, per soddisfare la pretesa dell’erario (pagg. 9-10 della sentenza impugnata).”
“Così argomentando, la Corte d’appello ha correttamente applicato e interpretato i principi di diritto più volte affermati dalla giurisprudenza di legittimità, relativamente al reato di cui all’art. 10-ter d.lgs. 74/2000, in forza dei quali risulta che, per escludere il dolo, è indispensabile che il contribuente dimostri che gli sia stato impossibile reperire le risorse economiche e finanziarie necessarie all’adempimento delle obbligazioni tributarie, pur avendo esperito tutte le possibili azioni, comprese quelle svantaggiose per il proprio patrimonio personale, tese a recuperare le somme necessarie a estinguere il debito erariale, senza esservi riuscito per ragioni a lui non imputabili e, comunque, indipendenti dalla sua volontà (ex plurimis, Sez. 3, 9 settembre 2015, n. 43599; Sez. 3, 9 ottobre 2013, n. 5905; Sez. 3, 8 gennaio 2014, n. 15416; Sez. 3, 5 dicembre 2013, n. 5467). E va ribadito, in generale, che, anche ai fini della verifica dell’insussistenza dell’elemento soggettivo, è necessario che si dimostri l’assoluta impossibilità e non la semplice difficoltà di porre in essere il comportamento omesso (ex multís, Sez. 3, 9 settembre 2015, n. 43599).”
La norma incriminatrice.
Art. 10 ter d.lgs 74/2000, omesso versamento di IVA:
Quadro giurisprudenziale in materia di omesso versamento dell’imposta sul valore aggiunto di cui all’art 10-ter d.lgs. 74/2000:
Cassazione penale sez. III, 18/06/2019, n.35193:
In tema di delitto di omesso versamento dell’IVA, previsto e punito dall’art. 10-ter, d.lg. n. 74/2000, l’emissione della fattura, anche se antecedente al pagamento del corrispettivo, espone il contribuente, per sua scelta, all’obbligo di versare comunque la relativa imposta, sicché egli non può dedurre il mancato pagamento della fattura, né lo sconto bancario della fattura quale causa di forza maggiore o di mancanza dell’elemento soggettivo.
Cassazione penale sez. IV, 11/04/2019, n.18804:
Per tutti i reati, tributari e non, che prevedano una soglia di punibilità, la sussistenza della particolare tenuità dell’offesa deve essere verificata attraverso una valutazione globale che tenga conto dell’importo complessivo dell’imposta o dei contributi non versati e della consistenza del superamento della soglia di punibilità (fattispecie relativa ad una ipotesi di omesso versamento di Iva).
Cassazione penale sez. III, 04/07/2019, n.36709:
In tema di reati tributari, l’omesso versamento dell’Iva cui al d.lg. 10 marzo 2000, n. 74, art. 10-ter, non può essere giustificato, ai sensi dell’art. 51 c.p., dal pagamento degli stipendi dei lavoratori dipendenti, posto che l’ordine di preferenza in tema di crediti prededucibili, che impone l’adempimento prioritario dei crediti da lavoro dipendente (art. 2777 c.c.) rispetto ai crediti erariali (art. 2778 c.c.), vige nel solo ambito delle procedure esecutive e fallimentari e non può essere richiamato in contesti diversi, ove non opera il principio della “par condicio creditorum”.
L’errore diagnostico dell’ortopedico connotato da colpa grave esclude le... Risponde del reato di omissione di lavori in costruzioni che minacciano rovina...

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

Art. 10
 art. 10