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Timestamp: 2020-07-08 05:04:33+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25565 del 10/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25565 del 10/10/2019
Cassazione civile sez. I, 10/10/2019, (ud. 12/09/2019, dep. 10/10/2019), n.25565
sul ricorso 25811-2018 proposto da:
M.S., rappresentato e difeso dall’Avv. Massimo Gilardoni del
foro di Brescia giusta procura in calce al ricorso elettivamente
presso i cui Uffici domicilia in Roma;
Avverso il decreto del Tribunale di Milano, n. 3826 depositato il
Con decreto del 23.7.2018, il Tribunale di Milano ha rigettato le istanze volte al riconoscimento della protezione internazionale, avanzate da M.S., nato in (OMISSIS), ritenendo credibile il suo racconto, ma i fatti narrati non riconducibili a quelli previsti per il conseguimento della protezione richiesta, trattandosi, piuttosto, di migrazione economica. Avverso il predetto decreto, lo straniero propone ricorso per cassazione, eccependo, in via preliminare, l’erroneità del rito applicato e sollevando il dubbio di legittimità costituzionale: a) del D.Lgs. n. 13 del 2007, art. 21, comma 1, così come convertito dalla L. n. 46 del 2017, per violazione dell’art. 3 Cost., comma 1 e art. 77 Cost., comma 2, per mancanza dei presupposti di necessità e urgenza nell’emanazione dello stesso decreto legge, per quanto concerne il differimento dell’efficacia temporale e, quindi, dell’entrata in vigore del nuovo rito in tema di protezione internazionale; b) del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35-bis introdotto dalla L. n. 46 del 2017, art. 6, comma 1, lett. g) della per violazione dell’art. 3 Cost., comma 1; art. 24 Cost., commi 1 e 2; art. 111 Cost., commi 1, 2 e 7 nella parte in cui stabilisce che il termine per proporre ricorso per cassazione è di trenta giorni dalla comunicazione a cura della cancelleria del decreto di primo grado; c) del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35 bis introdotto dalla L. n. 46 del 2017, art. 6, comma 1, lett. g), per violazione dell’art. 3, comma 1; art. 24, commi 1 e 2; art. 111, commi 1, 2 e 7, per quanto concerne la previsione della non reclamabilità del decreto. Il ricorrente denuncia nel merito: la violazione e/o falsa applicazione, del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 32, comma 2 per il mancato riconoscimento della protezione umanitaria. Il Ministero ha depositato atto di costituzione.
1. Va, preliminarmente, rilevato che, contrariamente a quanto deduce il ricorrente, il rito applicabile è quello in concreto osservato: il ricorso è del 3.10.2017, e l’art. 35 bis, introdotto dal D.L. n. 13 del 2017 (convertito in L. n. 46 del 2017), si applica, ai sensi delle disposizioni transitorie di cui al D.L. n. 13 del 2017, art. 21, comma 1, ai procedimenti giudiziari sorti dopo 180 giorni dalla sua entrata in vigore, ovvero a quelli depositati, come nella specie, dopo il 18.08.2017.
1.1. Le sollevate questioni di legittimità costituzionale sono inammissibili per la loro irrilevanza rispetto al caso in esame.
1.2. L’elaborazione della Corte costituzionale ha difatti chiarito che la nozione di rilevanza della questione incidentale di legittimità costituzionale postula l’accertamento che un’eventuale sentenza di accoglimento sia in grado di spiegare un’influenza concreta sul processo principale (Corte Cost. n. 184/2006; Corte Cost. n. 1994; Corte Cost. n. 62/1993; Corte Cost. n. 10/1982; Corte Cost. n. 90/1968; Corte Cost. n. 132/1967), e, viceversa, devono esser reputate irrilevanti, tra l’altro, le questioni che non sortirebbero alcun effetto in detto giudizio (Corte Cost. n. 113/1980; Corte Cost. n. 301/1974) o non risponderebbero in nessun modo alla domanda di tutela rivolta al rimettente (Corte Cost. n. 202/1991; Corte Cost. n. 211/1984; Corte Cost. n. 15/2014; Corte Cost. n. 337/2011; Corte Cost. n. 71/2009).
1.3. Nel caso in esame, i dubbi di costituzionalità sollevati non hanno in effetti assolutamente nulla a che vedere con la decisione adottata dal giudice di merito, la quale ha trovato fondamento non già nella disciplina giuridica introdotta nel 2017, bensì sulla ritenuta natura economica della migrazione, e rispetto a tale profilo la disciplina denunciata non rileva in alcun modo.
1.4. Va aggiunto, ad abundantiam, che le profilate questioni devono ritenersi manifestamente infondate, al lume dei principi posti da questa Corte (Cass. n. 17717 del 2018 e successive conformi) ed ai quali si presta adesione, secondo cui:
b) la previsione del termine di trenta giorni per proporre ricorso per cassazione avverso il decreto del tribunale è espressione della discrezionalità del legislatore e trova fondamento nelle esigenze di speditezza del procedimento;
2. La censura rivolta al mancato riconoscimento della protezione umanitaria è inammissibile. Il ricorrente non contrasta l’affermazione secondo cui la vicenda riferita riflette una condizione di difficoltà economica, e non deduce alcuna situazione di vulnerabilità, non rilevata dal Tribunale, tenuto conto che tale vulnerabilità deve riguardare la vicenda personale del richiedente, diversamente, infatti, verrebbe in rilievo non già la situazione particolare del singolo soggetto, ma piuttosto quella del suo Paese d’origine in termini del tutto generali ed astratti.
3. Non si fa luogo a statuizione sulle spese, dato il mancato svolgimento di attività difensiva da parte del Ministero. Essendo il ricorrente stato ammesso al patrocinio a spese dello Stato, non sussistono i presupposti per il versamento del doppio contributo.

References: Sentenza 
 art. 21
 art. 77
 art. 35
 art. 6
 art. 24
 art. 111
 art. 35
 art. 6
 art. 24
 art. 111
 art. 32
 art. 21
 sentenza