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Timestamp: 2018-06-19 15:07:31+00:00

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L ORIENTAMENTO E GLI STRUMENTI FINALIZZATI ALL INSERIMENTO LAVORATIVO - PDF
L ORIENTAMENTO E GLI STRUMENTI FINALIZZATI ALL INSERIMENTO LAVORATIVO
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1 L ORIENTAMENTO E GLI STRUMENTI FINALIZZATI ALL INSERIMENTO LAVORATIVO
2 INDICAZIONI METODOLOGICHE Prima di procedere alla presentazione dei principali strumenti a supporto dei percorsi di accompagnamento e orientamento all inserimento lavorativo sono necessarie alcune indicazioni metodologiche. Anche riguardo a questo specifico ambito d intervento è fondamentale che l equipe multidisciplinare lavori in maniera sinergica sviluppando azioni integrate
3 INDICAZIONI METODOLOGICHE Gli interventi di orientamento e accompagnamento all inserimento lavorativo, dovranno necessariamente tenere conto e strutturarsi in base a: apprendimento della lingua italiana L2; orientamento legale; orientamento e l accesso ai servizi del territorio; misure predisposte dall educatore professionale e del tutore in caso di minore non accompagnato; emersione di situazioni di vulnerabilità (tortura e violenza subite; tratta; fragilità psicologica; ecc.) e le relative misure di supporto, presa in carico e riabilitazione; generale condizione di salute, tanto fisica quanto mentale.
4 INDICAZIONI METODOLOGICHE Questo al fine di predisporre e realizzare un progetto individualizzato, o un PEI nel caso di minore che nell arco dell accoglienza si sviluppi rendendo complementari tutte le azioni svolte per ogni beneficiario a garanzia della sua efficienza ed efficacia. Infatti il conseguimento dei risultati è determinato anche da una adeguata e specifica gestione delle modalità e dei tempi di realizzazione.
5 INDICAZIONI METODOLOGICHE Essenziale la condivisione attiva con il beneficiario, a partire dalla chiarezza degli obiettivi fissati, anche per non incorrere in equivoci sul ruolo degli operatori e sulle aspettative in merito all effettivo inserimento lavorativo. Anche i minori non accompagnati hanno il diritto di partecipare attivamente alle decisioni che li riguardano, secondo le modalità che tengano conto dell età, del grado di maturità e delle singole capacità e attitudini[1]. [1] Convezione ONU sui Diritti dell Infanzia e dell Adolescenza, artt. 5 e 12.
6 INDICAZIONI METODOLOGICHE L orientamento al lavoro richiede - a partire dalla redazione del curriculum vitae e dall analisi delle competenze - figure professionali esperte che possono essere: parte integrante dell equipe equipe e/o figure professionali esterne all é équipe ma sempre integrate con il lavoro complessivo di presa in carico.
7 INDICAZIONI METODOLOGICHE La realizzazione e il buon esito del lavoro dell équipe per l accompagnamento all integrazione lavorativa presuppongono necessariamente collaborazioni e sinergie con i soggetti del territorio titolari e competenti in materia: centri per l impiego centri di orientamento al lavoro (COL) o altri servizi comunali preposti centri provinciali per l istruzione degli adulti (CPIA) centri di formazione accreditati etc.
8 INDICAZIONI METODOLOGICHE Stessa cosa dicasi per il mercato del lavoro locale per quanto concerne la realizzazione sia di esperienze formative on the job che di possibili inserimenti lavorativi. La rete territoriale dovrà necessariamente arricchirsi delle relazioni con le realtà aziendali di varia tipologia, a partire da una mappatura e da azioni di sensibilizzazione e promozione rivolte alle stesse In definitiva si tratta di interlocutori indispensabili da includere nella rete locale che risulterà strategica solo in tal modo riguardo a questi ambiti.
9 CHI PUO LAVORARE Oltre ai titolari di una forma di protezione possono svolgere un attività lavorativa: i richiedenti asilo, se la decisione sulla loro domanda di protezione non viene adottata entro due mesi dalla presentazione della domanda stessa; i ricorrenti se hanno diritto a permanere in Italia con un permesso di soggiorno che consenta lo svolgimento di un attività lavorativa.
10 Il CURRICULUM VITAE
11 Il CURRICULUM VITAE Il CV presenta l insieme delle esperienze formative e lavorative. E possibile far emergere, oltre alle conoscenze e competenze professionali, anche gli interessi, le capacità e le attitudini riguardanti altri ambiti d interesse della persona, così fornendo un quadro più completo. Carta d identità del lavoratore, nonché strumento fondamentale di auto-promozione, il cv è dunque finalizzato a suscitare l interesse del potenziale datore di lavoro.
12 Il CURRICULUM VITAE Il CV se costruito con attenzione e con l ausilio di professionalità adeguate contribuisce all attività complessiva di orientamento al lavoro in una logica di empowerment, aiuta la persona a focalizzare meglio se stesso rispetto agli obiettivi fissati. E fondamentale che il cv sia redatto con una partecipazione attiva della persona, perché ne sia reale possessore. Infatti, è anche alla base del supporto da fornire riguardo allo sviluppo della capacità di svolgere una ricerca attiva e autonoma del lavoro.
13 LA RICERCA DEL LAVORO
14 LA RICERCA DEL LAVORO Nell ambito delle attività di orientamento è fondamentale fornire informazioni sulla ricerca del lavoro. Aiutando la persona alla predisposizione/aggiornamento del suo cv è importante completare il supporto necessario, aiutandola nella conoscenza e comprensione della ricerca del lavoro: i i suoi passaggi fondamentali gli strumenti più strategici.
15 LA RICERCA DEL LAVORO Sono due i tipi di ricerca del lavoro: la ricerca attiva (più attenta e accurata) tramite selezione dei datori di lavoro e auto candidatura; la ricerca passiva, con la quale si cerca lavoro tramite annunci o inserzioni.
16 LA RICERCA DEL LAVORO Gli strumenti più diffusi per la ricerca del lavoro sono: la definizione, l aggiornamento e l invio del CV; la redazione di una lettera motivazionale di accompagnamento al cv, da aggiornare e da personalizzare in base al datore di lavoro destinatario; la selezione di potenziali datori di lavoro con la composizione di una mailing list e di una loro mappatura; la selezione di annunci di lavoro, attraverso le testate e i siti specializzati; incontri con associazioni sindacali per informazione e assistenza sulle regole che disciplinano i rapporti di lavoro.
17 LA RICERCA DEL LAVORO Viste le opportunità presenti on-line, bisogna supportare la persona all utilizzo del web, anche attraverso la navigazione assistita di siti tematici, social network, blog, fiere virtuali, ecc. Questo pacchetto deve essere completato come già visto - con i servizi per l impiegol che hanno sia siti web, sia sportelli cui rivolgersi (centro per l'impiego, la borsa continua nazionale del lavoro, agenzie di lavoro). Inoltre è importante includere anche la rete di conoscenze dirette, quindi un eventuale patrimonio relazionale che potrebbe diventare determinante nei percorsi di inserimento lavorativo.
18 LA PREPARAZIONE AL COLLOQUIO DI LAVORO
19 LA PREPARAZIONE AL COLLOQUIO DI LAVORO E essenziale preparare la persona riguardo al colloquio di lavoro. La preparazione può essere incentrata su diversi aspetti del colloquio: le aspettative del candidato un analisi condivisa del settore e di quanto si sa o è possibile sapere dell azienda in questione le possibili domande che possono essere fatte possibili domande che possono essere fatte dal selezionatore del personale (domande personali, sulle esperienze di lavoro e di formazione, sul cv presentato, sul lavoro proposto).
20 LA PREPARAZIONE AL COLLOQUIO DI LAVORO L equipe deve garantire un supporto finalizzato a empowerment della persona, per aiutarla a sentirsi parte attiva e consapevole dei propri diritti/doveri durante il colloquio. E ugualmente importante fornire alcune norme comportamentali: presentarsi al colloquio puntuale e, quindi, informarsi per tempo su dove si trova la sede, come ci si arriva e in quanto tempo; consigliare di adottare un abbigliamento sobrio e ordinato. aiutare la persona a interagire anche attraverso la capacità di ascolto. Per tutto quanto esposto, possono essere molto efficaci simulazioni del colloquio
21 I PRINCIPALI STRUMENTI FINALIZZATI ALL INSERIMENTO LAVORATIVO
22 PRINCIPALE NORMATIVA NAZIONALE DI RIFERIMENTO LEGGE 28 GIUGNO 2012, n. 92 (c.d. RIFORMA FORNERO): Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita. (12G0115) DECRETO LEGISLATIVO 15 giugno 2015, n. 81 (c.d. JOBS ACT) Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell art. 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183 DECRETO LEGISLATIVO 4 marzo 2015, n. 23 (c.d. JOBS ACT) Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183
23 NORMATIVA REGIONALE DI RIFERIMENTO OGNI TERRITORIO RISPONDE AL RECEPIMENTO DELLA NORMATIVA NAZIONALE ATTUATO DALLA PROPRIA REGIONE
24 LA FORMAZIONE PROFESSIONALE
25 LA FORMAZIONE PROFESSIONALE Ogni territorio dispone della propria offerta formativa che nel rispetto della normativa vigente nazionale e regionale, indica: la tipologia di offerta per settore, durata ed eventuali titoli finali i requisiti richiesti per accedervi ed in molti casi tra questi può essere indicato: per i cittadini stranieri, adulti e/o minori, il possesso del permesso di soggiorno l assolvimento dell obbligo scolastico per i minori
26 L IDA L istruzione degli adulti IDA (legge n. 296/2006) cioè la ex EDA a tutti nota è l'insieme delle opportunità formative, formali e non, rivolte ai cittadini italiani e stranieri dai 16 anni in poi, con o senza titoli di studio, per l'acquisizione di competenze personali di base in diversi ambiti e per l'arricchimento del patrimonio culturale. L' IDA quindi favorisce: rientro nel sistema formale dell istruzione e della formazione professionale; diffusione e estensione delle conoscenze; acquisizione di specifiche competenze connesse al lavoro e alla vita sociale.
27 L IDA L'attuazione della legge n. 296/06 ha riorganizzato gli interventi rivolti all'educazione degli adulti. I centri territoriali permanenti (CTP), unitamente ai corsi serali presso gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado, formano una struttura denominata CPIA Centri Provinciali per l Istruzione l degli Adulti [1]. [1] Decreto ministeriale 25 ottobre 2007.
28 L IDA Lo scopo è consentire a tutti di poter conseguire dei titoli di studio di primo e di secondo livello, attraverso patti formativi individuali capaci di valorizzare le competenze già acquisite e di conciliare i tempi del lavoro e della famiglia. Infatti, con ogni iscritto i CPIA sono tenuti a concordare, in via preventiva, il percorso d istruzione e formazione più appropriato, nonché i relativi tempi e modalità di frequenza.
29 L IDA Presso i CPIA si possono quindi frequentare a titolo gratuito o con una partecipazione economica bassa: corsi previsti dall ordinamento scolastico per conseguire il relativo titolo di studio (soprattutto la licenza media); corsi per rispondere a un ampia gamma di bisogni conoscitivi e disciplinari (variabile da centro a centro per esempio informatica, lingue straniere,ecc.); corsi per l integrazione linguistica e sociale dei cittadini stranieri (come l apprendimento della lingua italiana L2).
30 L IDA Precisiamo che i minori possono accedere al CPIA dai 16 anni e che si compongono classi miste per fasce di età, sesso e nazionalità. Stefano Vitale dirigente scolastico CPIA Roma 2: Per Per capire cos è l integrazione bastano due ore in una classe mista del CPIA
31 L IDA Al termine dei corsi è previsto il rilascio di titoli, certificazioni o attestazioni di crediti: titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione (I livello); certificazione delle competenze connesse all'obbligo di istruzione (I livello); riconoscimento formale dei percorsi di alfabetizzazione e di apprendimento della lingua italiana l2 (non inferiore al livello A2- base livello elementare- del quadro comune europeo). Si conferma il consolidato ruolo strategico dei centri territoriali permanenti soprattutto riguardo all italiano L2, determinando importanti risultati anche in termini di integrazione, così come per il conseguimento della licenza di terza media.
32 TIROCINIO DI ORIENTAMENTO E FORMAZIONE INSERIMENTO / REINSERIMENTO IN FAVORE DI PERSONE SVANTAGGIATE E SOGGETTI DISABILI
33 TIROCINIO: LA RIFORMA FORNERO Il 28 giugno 2012 è stata emanata la Legge n. 92 Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita che ha interessato anche I tirocini formativi che ha condotto in sede di Conferenza permanente ad un accordo e alla definizione di LINEE GUIDA condivise in materia di tirocini formativi e di orientamento (2013). ART. 1 lett. C richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale
34 TIROCINIO ORIENTAMENTO E FORMAZIONE Entro la fine del 2017 il quadro normativo nazionale dei tirocini i dovrebbe cambiare. Le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, infatti, dovranno recepire le NUOVE LINEE GUIDA SUI TIROCINI EXTRACURRICULARI approvate in Conferenza Stato-Regioni il 25 maggio 2017 che sostituiscono le precedenti del INAPP MANUALE DEL TIROCINANTE Guida pratica al tirocinio extracurriculare ex ISFOL 2015 INAPP Istituto Nazionale per l'analisi delle Politiche Pubbliche
35 TIROCINIO ORIENTAMENTO E FORMAZIONE LINEE GUIDA SUI TIROCINI EXTRACURRICULARI La durata. Il tirocinio può protrarsi fino a 12 mesi (comprese eventuali proroghe) per tutte e tre le tipologie di soggetti beneficiari, arrivando a 24 per i soggetti disabili. I cambiamenti riguardano anche la durata minima fissata genericamente a 2 mesi. Premiate le stabilizzazioni. Si introduce una premialità per favorire l inserimento degli stagisti al termine del percorso formativo. I datori di lavoro con più di 20 dipendenti a tempo indeterminato, possono superare il limite del 10% se assumeranno almeno il 20% dei tirocinanti dei 2 anni precedenti. Sanzioni. Si introduce un sistema sanzionatorio differenziato in base al gravità della violazione, se sanabile o meno. L indennità è confermata come obbligo per i soggetti ospitanti e/o proponenti. L importo minimo (elevabile) resta di 300 euro.
36 TIROCINIO ORIENTAMENTO E FORMAZIONE Distinzione tra TIROCINIO CURRICULARE svolto all interno di un percorso di studio o di formazione TIROCINIO EXTRACURRICULARE svolto al di fuori di un percorso di studio o di formazione
37 TIROCINIO FORMATIVO E DI ORIENTAMENTO E un periodo di formazione all interno di una realtà lavorativa. Finalizzato al SOSTEGNO ALL INSERIMENTO LAVORATIVO può essere destinato a: lavoratori inoccupati o disoccupati; persone svantaggiate (varie categorie); persone diversamente abili.
38 TIROCINIO FORMATIVO E DI ORIENTAMENTO non costituisce rapporto di lavoro subordinato Il tirocinio può essere attivato a partire da 16 anni di età ma solo avendo assolto all OBBLIGO SCOLASTICO viene attivato sulla base di apposite Convenzioni stipulate tra l ente promotore e l azienda ospitante la durata è definita in base alla categoria cui appartiene il beneficiario
39 TIROCINIO: ELEMENTI ESSENZIALI Soggetti beneficiari Durata lavoratori inoccupati o disoccupati compresi iscritti liste di mobilità; allievi Istituti professionali di Stato, di corsi di formazione professionale; studenti che frequentano attività formative post diploma o post laurea. Massimo 12 mesi (prima erano 6 mesi) Per le persone svantaggiate Massimo 12 mesi Per i portatori di handicap Massimo 24 mesi
40 TIROCINIO: I SOGGETTI PROMOTORI Istituti di istruzione universitaria statali e non, abilitate al rilascio di titoli AFAM Istituzioni scolastiche statali e non, che rilasciano titoli di studio con valore legale; Fondazioni di istruzione tecnica superiore (ITS); Istituzioni formative private accreditate regionalmente, senza fini f di lucro e diverse dalla precedenti; I I servizi per l impiego l e le agenzie regionali per il lavoro; I I centri pubblici di formazione professionale e/o orientamento o quelli in regime di convezione con la regione o la provincia competente; I I servizi di inserimento per disabili gestiti da enti pubblici delegati d dalla regione; Le comunità terapeutiche, enti ausiliari e cooperative sociali iscritti negli specifici albi regionali; I I soggetti autorizzati alla intermediazione dall ANPAL ai sensi del D.lgs. 150/2015; ANPAL.
41 TIROCINIO: ATTIVAZIONE I tirocini sono realizzati con apposita Convenzione stipulata tra l'ente promotore e il datore di lavoro ospitante, alla quale deve essere allegato uno specifico progetto formativo Il tirocinante deve essere assicurato contro gli infortuni sul lavoro e per la responsabilità civile verso terzi Deve essere prevista l'erogazione di una indennità a favore del tirocinante che non può in alcun modo configurarsi come forma di retribuzione.
42 LA BORSA LAVORO
43 LA BORSA LAVORO LA BORSA LAVORO è uno strumento particolarmente flessibile di avvio all inserimento al lavoro per categorie svantaggiate e non costituisce un rapporto di lavoro Può essere prevista l'erogazione di una "borsa" di studio-lavoro lavoro" a favore del tirocinante che non può in alcun modo configurarsi come forma di retribuzione L. 196/97 e D. M. 142/98)
44 LA BORSA LAVORO: ELEMENTI ESSENZIALI Essere regolarmente soggiornanti in Italia Per i minori: aver compiuto almeno 16 anni di età assolvimento dell obbligo scolastico assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e per la responsabilità civile verso terzi è comunque opportuno stipulare un accordo scritto tra ente promotore e azienda ospitante indicando finalità formative, durata e contributo destinato al borsista
45 GARANZIA GIOVANI Garanzia Giovani è un Piano Europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile. A tal fine sono stati finanziate per i Paesi Membri con tassi di disoccupazione superiori al 25%,, politiche attive di orientamento, istruzione e formazione e inserimento al lavoro, per i giovani che c non sono impegnati in un'attività lavorativa, nén inseriti in un percorso scolastico o formativo (Neet( - Not in Education, Employment or Training). E rivolta ai giovani tra i 15 e i 29 anni, residenti in Italia, cittadini comunitari o stranieri extra UE, regolarmente soggiornanti. E possibile iscriversi al portale e potranno essere lanciati nuovi progetti almeno fino alla metà del 2018.
46 GARANZIA GIOVANI Nel dettaglio le misure previste dalla Garanzia sono: Accoglienza Orientamento Formazione Accompagnamento al lavoro Apprendistato Tirocini Servizio civile Sostegno all autoimprenditorialità Mobilità professionale all interno del territorio nazionale o in Paesi UE Bonus occupazionale per le imprese Formazione a distanza
47 I NUOVI VOUCHER : IL LIBRETTO FAMIGLIA E IL CONTRATTO DI PRESTAZIONE OCCASIONALE
48 I NUOVI VOUCHER : IL LIBRETTO FAMIGLIA E IL CONTRATTO DI PRESTAZIONE OCCASIONALE LA LORO DISCIPLINA E CONTENUTA NEL DECRETO LEGGE N.50/2017 ART. 54-BIS E stato abrogato il lavoro accessorio Quando l attività lavorativa è occasionale, saltuaria o di ridotta entità si parla di PRESTAZIONI OCCASIONALI
49 I NUOVI VOUCHER : IL LIBRETTO FAMIGLIA E IL CONTRATTO DI PRESTAZIONE OCCASIONALE Le prestazioni occasionali hanno un limite economico ben preciso nell anno solare. I contratti attivabili, per ogni singolo utilizzatore, non possono superare il valore complessivo di euro netti. Parallelamente, ciascun lavoratore può sottoscrivere in un anno uno o più contratti di prestazione occasionale per un valore complessivo di massimo euro netti. Il limite economico scende a euro annui per le prestazioni complessivamente rese in favore del medesimo utilizzatore.
50 I NUOVI VOUCHER : IL LIBRETTO FAMIGLIA E IL CONTRATTO DI PRESTAZIONE OCCASIONALE Per i contratti di pensionati, studenti fino ai 25 anni, disoccupati e percettori di prestazioni di sostegno al reddito, l importo massimo può arrivare fino a euro, invece di euro previsti per la generalità dei prestatori. I compensi percepiti continuano ad essere esenti da: imposizione fiscale non incidono sullo stato di disoccupato sono computabili ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.
51 I NUOVI VOUCHER : IL LIBRETTO FAMIGLIA E IL CONTRATTO DI PRESTAZIONE OCCASIONALE Il LIBRETTO FAMIGLIA nasce per affrontare le esigenze quotidiane, estranee all'esercizio dell attività professionale o d'impresa, e il suo acquisto è riservato alle persone fisiche. Nello specifico, riguarda i piccoli lavori domestici (giardinaggio, pulizia, manutenzione), l assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità, l insegnamento privato supplementare. Il Libretto è acquistabile tramite la piattaforma INPS e contiene dei titoli di pagamento del valore di 10 euro lordi (8 euro netti) comprensivi della contribuzione assicurativa e previdenziale alla gestione separata INPS e dei costi di gestione.
52 I NUOVI VOUCHER : IL LIBRETTO FAMIGLIA E IL CONTRATTO DI PRESTAZIONE OCCASIONALE Attraverso i canali telematici messi a disposizione dall'inps, l'utilizzatore deve comunicare, entro il giorno 3 del mese successivo allo svolgimento della prestazione : i dati del prestatore il compenso, il luogo e la durata delle attività che andrà a svolgere Anche il prestatore riceverà contestualmente una notifica tramite SMS o posta elettronica. La registrazione alla piattaforma dell INPS, insieme agli adempimenti correlati, possono essere svolti anche per il tramite dei patronati.
53 I NUOVI VOUCHER : IL LIBRETTO FAMIGLIA E IL CONTRATTO DI PRESTAZIONE OCCASIONALE I CONTRATTI DI PRESTAZIONE OCCASIONALE hanno come possibili utilizzatori: le microimprese con non più di 5 dipendenti a tempo indeterminato le amministrazioni pubbliche per cui sono però previsti ulteriori vincoli specifici: l utilizzo è consentito solo per particolari esigenze come i progetti speciali per categorie di soggetti in stato di povertà, disabilità, detenzione, tossicodipendenza, di fruizione di ammortizzatori sociali, lavori di emergenza correlati a calamità o eventi naturali improvvisi, attività di solidarietà, organizzazione di manifestazioni.
54 I NUOVI VOUCHER : IL LIBRETTO FAMIGLIA E IL CONTRATTO DI PRESTAZIONE OCCASIONALE Attraverso la piattaforma informatica INPS - L utilizzatore per attivare il contratto deve versare le somme utilizzabili -Inoltre, almeno un ora prima dell inizio della prestazione, l'utilizzatore deve comunicare i seguenti elementi: i dati anagrafici e identificativi del prestatore; il luogo di svolgimento della prestazione; l'oggetto della prestazione; la data e l'ora di inizio e di termine della prestazione o, per l imprenditore agricolo, la durata della prestazione con riferimento a un arco temporale non superiore a tre giorni; il compenso pattuito per la prestazione.
55 I NUOVI VOUCHER : IL LIBRETTO FAMIGLIA E IL CONTRATTO DI PRESTAZIONE OCCASIONALE Il compenso orario minimo è di 9 euro netti (12,37 euro lordi) non può essere inferiore a 36 euro per prestazioni durata non superiore a 4 ore continuative nell'arco della giornata. Per il lavoro agricolo, il riferimento è la retribuzione oraria per le prestazioni di natura subordinata come individuata nel contratto collettivo di riferimento. Esistono poi dei limiti e divieti al ricorso ai contratti di prestazione occasionale: Vediamoli
56 I NUOVI VOUCHER : IL LIBRETTO FAMIGLIA E IL CONTRATTO DI PRESTAZIONE OCCASIONALE le microimprese non possono acquisire prestazioni di lavoro occasionali da soggetti con i quali abbiano in corso o abbiano cessato da meno di sei mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa; possono essere utilizzati questi contratti dalle imprese del settore agricolo solo se si tratta di studenti under25, pensionati, disoccupati e percettori di sostegno al reddito non iscritti nell'anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli; non possono essere utilizzati dalle imprese dell'edilizia e di settori affini, delle imprese esercenti l attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere; è vietato l utilizzo nell'ambito dell'esecuzione di appalti di opere o servizi.
57 I NUOVI VOUCHER : IL LIBRETTO FAMIGLIA E IL CONTRATTO DI PRESTAZIONE OCCASIONALE Le nuove disposizioni prevedono anche delle sanzioni. Il rapporto si trasforma in un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato in caso di mancato rispetto dei limiti economici annuali previsti (2.500 euro netti in favore del medesimo utilizzatore) o della durata complessiva della prestazione con superamento delle 280 ore previste salvo che per le pubbliche amministrazioni.
58 L APPRENDISTATO
59 L APPRENDISTATO JOBS ACT Diverse le novità in materia di apprendistato derivanti dal d.lgs. 15 giugno 2015 n. 81 Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n La prima e più evidente è abrogazione del c.d. Testo Unico del 2011 (d.lgs. n. 167/2011 fatta salva la disciplina transitoria) e l ampia novella della precedente disciplina ora interamente confluita al Capo V del d.lgs. n. 81/2015.
60 L APPRENDISTATO Decreto Ministero del lavoro e delle politiche sociali 12 ottobre 2015 (in GU del 21 dicembre 2015) Definizione degli standard formativi dell apprendistato e criteri generali per la realizzazione dei percorsi di apprendistato
61 L APPRENDISTATO Art. 41, comma 1 Definizione L apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione ed occupazione dei giovani. La formazione professionale è un elemento fondamentale. Infatti è inserita all interno di questo tipo di contratto di lavoro, la cui causa è lo scambio tra prestazione lavorativa e retribuzione a cui si aggiunge l obbligo formativo a carico del datore di lavoro.
62 L APPRENDISTATO PERCHE L APPRENDISTATO Il giovane che studia può contestualmente lavorare e formarsi a livello professionale Il datore di lavoro può assumere giovani ad un costo del lavoro molto più vantaggioso grazie ad agevolazioni fiscali, incentivi e sgravi contributivi.
63 L APPRENDISTATO Art. 42, comma 4 Disciplina generale Al termine del periodo di apprendistato le parti possono recedere dal contratto, ai sensi dell'articolo 2118 del codice civile,... Se nessuna delle parti recede il rapporto prosegue come ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. L apprendistato è per definizione un contratto di lavoro a tempo indeterminato, ma per le regioni e le province autonome che abbiano un sistema di alternanza scuola-lavoro, la contrattazione collettiva può definire l utilizzo di tale contratto, anche a tempo determinato per le attività stagionali.
64 L APPRENDISTATO: Disciplina generale Il contratto di apprendistato prevede la forma scritta: del contratto, del patto di prova del piano formativo individuale (PFI) che può essere redatto anche in forma sintetica all'interno del contratto stesso, quindi contestualmente all assunzione. Il PFI può essere definito anche in base a moduli e formulari stabiliti dalla contrattazione collettiva o dagli enti bilaterali.
65 L APPRENDISTATO: Disciplina generale durata minima 6 mesi, salvo attività stagionali; vale la normativa vigente sul licenziamento. Per l'apprendistato di primo e terzo livello costituisce giustificato motivo di licenziamento il mancato raggiungimento degli obiettivi formativi; divieto di retribuzione a cottimo possibilità di inquadrare il lavoratore fino a due livelli inferiori rispetto alla categoria spettante, in applicazione del CCNL o, in alternativa, una riduzione della retribuzione in misura percentuale e graduata in relazione alla anzianità di servizio; presenza di un tutore o referente aziendale;
66 Possibilità di: L APPRENDISTATO: Disciplina generale -finanziare i percorsi formativi aziendali con i fondi paritetici interprofessionali anche attraverso accordi con le Regioni; - riconoscimento della qualifica professionale riconoscimento della qualifica professionale sulla base dei risultati conseguiti nel percorso di formazione esterna e interna all impresa, ai fini contrattuali e delle competenze acquisite ai fini del proseguimento degli studi o nei percorsi di istruzione degli adulti;
67 L APPRENDISTATO: Disciplina generale registrazione della formazione effettuata e della qualifica professionale a fini contrattuali eventualmente acquisita nel libretto formativo, oppure, il datore di lavoro - fino a quando non sarà completamente operativo il libretto formativo - può rilasciare una dichiarazione per l accertamento e per la certificazione delle competenze e della formazione svolta dall apprendista possibilità di prolungare il periodo di apprendistato in caso di malattia, infortunio o altra causa di sospensione involontaria del rapporto, superiore a trenta giorni;
68 L APPRENDISTATO: Disciplina generale PREVIDENZA E ASSISTENZA SOCIALE assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali; indennità di malattia; assicurazione contro l'invalidità e vecchiaia; maternità; assegno familiare Naspi indennità di disoccupazione
69 L APPRENDISTATO: LE 3 TIPOLOGIE Il nuovo contratto di apprendistato prevede 3 tipologie di contratto e formazione: I Livello - Apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore II Livello - Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere III Livello - Apprendistato di alta formazione e ricerca
70 L APPRENDISTATO I Livello Apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, Il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore: è una forma contrattuale in tutti i settori di attività per adolescenti/giovani dai 15 anni compiuti fino a 25 anni che devono concludere il periodo del diritto - dovere di istruzione e formazione. ha una durata massima di 3 anni o di 4 nel caso di diploma quadriennale regionale.
71 L APPRENDISTATO I Livello Apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, Il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore si rivolge anche : ai giovani che non hanno assolto l obbligo l scolastico che potranno così conseguire il diploma di istruzione secondaria superiore (es. MSNA) ma anche agli iscritti a partire dal secondo anno degli istituti tecnici e professionali di istruzione secondaria superiore.
72 L APPRENDISTATO I Livello Apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, Il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore Il datore di lavoro deve sottoscrivere un protocollo con l'istituzione formativa a cui lo studente è iscritto Sotto il versante retributivo il datore di lavoro : è esonerato da ogni obbligo retributivo per le ore di formazione svolte nell istituzione formativa; mentre per le ore di formazione in azienda è riconosciuta al lavoratore una retribuzione pari al 10% di quella che gli sarebbe dovuta.
73 L APPRENDISTATO I Livello Apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, Il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore L art. 46 del Dlgs 81/15 riguarda la regolamentazione degli standard professionali e formativi e della certificazione delle competenze. Il comma 1 prevede l apposito decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali che definisce gli standard formativi e contiene anche le indicazioni necessarie per i protocolli azienda-istituzione formativa relativi a: formazione aziendale la sua strutturazione oraria complessiva i requisiti dell impresa.
74 L APPRENDISTATO II Livello Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere: consente al giovane lavoratore di conseguire una qualifica attraverso una formazione sul lavoro Questo tipo di apprendimento tecnico professionale è rivolto a giovani tra 18 e 29 anni in tutti i settori di attività, pubblici e privati La durata contrattuale non può essere superiore a 3 anni, 5 per le figure professionali dell artigianato individuate dalla contrattazione collettiva di riferimento La retribuzione dell apprendista, per la parte delle ore di formazione, è pari almeno al 35% della retribuzione del livello contrattuale di inquadramento.
75 L APPRENDISTATO II Livello Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere: La Regione provvede a comunicare al datore di lavoro, entro 45 giorni dalla comunicazione dell instaurazione del rapporto, le modalità di svolgimento dell offerta formativa pubblica relativa alla formazione trasversale e di base, anche con riferimento alle sedi e al calendario delle attività previste per un monte ore complessivo di 120 ore di formazione per la durata del triennio. Alla formazione trasversale e di base, si affianca la formazione per l acquisizione delle competenze tecnico-professionali e specialistiche, in funzione del profilo professionale e secondo quanto stabilito dagli accordi interconfederali e dai contratti collettivi.
76 L APPRENDISTATO II Livello Apprendistato professionalizzante: CLAUSOLE DI STABILIZZAZIONE Solo i datori di lavoro con più di 50 dipendenti per poter assumere nuovi apprendisti con contratto professionalizzante devono: stabilizzare a tempo indeterminato il 20% degli apprendisti già presenti in azienda nei 36 mesi precedenti la nuova assunzione (salvo limiti diversi dei CCNL). sono esclusi dal computo del triennio i rapporti di lavoro in apprendistato cessati per mancato superamento della prova, per dimissioni e per giusta causa. in ogni caso è possibile assumere 1 apprendista con contratto professionalizzante.
77 L APPRENDISTATO III livello Apprendistato di alta formazione e ricerca: Possono essere assunti, in tutti i settori di attività, i soggetti di età compresa tra i 18 e i 29 anni. La finalità è il conseguimento di un titolo di studio universitario e di alta formazione, compresi il dottorato di ricerca, i diplomi rilasciati dagli istituti tecnici superiori (ITS), nonché il praticantato per l'accesso alle professioni relative a ordini professionali. La regolamentazione e la durata del periodo di apprendistato è decisa dalle singole Regioni.
78 L APPRENDISTATO III LIVELLO D.Lgs 18/2014 Art. 26, comma 3-bis: Per il RICONOSCIMENTO delle qualifiche professionali, dei diplomi, dei certificati e di altri titoli conseguiti all'estero dai TITOLARI dello status di rifugiato o dello status di protezione sussidiaria le AMMINISTRAZIONI COMPETENTI individuano sistemi appropriati di valutazione, convalida e accreditamento che consentono il riconoscimento dei titoli ai sensi dell'articolo 49 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394,
79 L APPRENDISTATO III LIVELLO Art. 26, comma 3-bis: D.Lgs 18/2014 Il RICONOSCIMENTO ai sensi dell'articolo 49 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394 avviene anche in assenza di certificazione da parte dello Stato in cui e' stato ottenuto il titolo, ove l'interessato dimostri di non poter acquisire detta certificazione. Questa è la norma applicata dall'università di Pavia per il riconoscimento dei titoli di studio pregressi acquisiti nei Paesi di origine o eventuali Paesi terzi, in virtù del quale negli anni e anni sono stati immatricolati 20 studenti segnalati dai progetti dello SPRAR tramite il Servizio Centrale
80 L APPRENDISTATO: AGEVOLAZIONI IMPRESE PERCHE ASSUMERE CON UN CONTRATTO DI APPRENDISTATO? Come accennato, il contratto di apprendistato determina numerose agevolazioni a favore degli imprenditori che decidono di assumere con questa tipologia contrattuale
81 L APPRENDISTATO AGEVOLAZIONI IMPRESE Sono previsti una serie di incentivi per le tre tipologie di apprendistato. Per la regolamentazione della disciplina dell'apprendistato è bene sapere che la normativa è stata recepita con modalità differenti a livello regionale Gli incentivi possono essere di diverso tipo: Incentivi contributivi Incentivi economici e retributivi Incentivi normativi Incentivi fiscali i benefici contributivi sono mantenuti ancora per un anno dopo il periodo di apprendistato (no per i lavoratori in mobilità) l esclusione degli apprendisti dal computo dei dipendenti per determinati fini di leggi
82 L APPRENDISTATO Tra i diversi siti istituzionali utili per approfondire si consiglia: e il sito della propria Regione!
83 JOBS ACT BREVI NOTE SUI CONTRATTI DI LAVORO SUBORDINATO
84 JOBS ACT AGEVOLAZIONI 2017 Sono previste agevolazioni economiche, normative e fiscali nel nostro sistema giuridico per incentivare le nuove assunzioni. Sono previsti alleggerimenti del costo del lavoro per specifiche categorie di lavoratori e tipologie contrattuali, supportando economicamente ingresso, reinserimento e stabilizzazione nel mondo del lavoro. Nello specifico per il 2017 è previsto un esonero contributivo totale per le assunzioni stabili di giovani e disoccupati nelle Regioni del Sud. Le agevolazioni per le assunzioni si rivolgono anche alle donne, ai giovani genitori, ai lavoratori over 50, ai lavoratori rientranti nelle categorie svantaggiate o con status di disabilità accertato e ai percettori di Naspi e Cigs Fonte:
85 JOBS ACT AGEVOLAZIONI 2017 È disponibile una GUIDA INCENTIVI ALL ASSUNZIONE ASSUNZIONE E CREAZIONE DI IMPRESA di Anpal Servizi. https://www.cliclavoro.gov.it/aziende/incentivi/documents/guida_incentivi_2017.pdf Fonte:
86 BREVI NOTE SUI CONTRATTI DI LAVORO SUBORDINATO CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO Il D.Lgs 81/15 ha eliminato l obbligo l di specificare la causale, cioè la motivazione che giustifica l apposizione del termine temporale: il datore di lavoro non deve più indicare le ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo che lo hanno indotto ad utilizzare la forma contrattuale a tempo determinato Si parla quindi di contratto a termine acausale valido per lo svolgimento di qualunque tipo di mansione, sia nella forma del contratto a termine, sia nell ambito di un contratto di somministrazione a tempo determinato.
87 BREVI NOTE SUI CONTRATTI DI LAVORO SUBORDINATO CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO Non può avere una durata superiore a 36 mesi è prorogabile fino a un massimo di 5 volte nei limiti della durata massima prevista (36 mesi).
88 BREVI NOTE SUI CONTRATTI DI LAVORO SUBORDINATO CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO Il lavoratore assunto a tempo determinato per almeno 6 mesi potrà far valere il diritto di precedenza nei 12 mesi successivi al termine del suo contratto sui nuovi contratti a termine stipulati dall azienda per le stesse mansioni. I periodi di astensione obbligatoria per le lavoratrici in congedo di maternità devono computarsi per la maturazione del diritto di precedenza. Inoltre hanno diritto di precedenza anche nelle assunzioni a termine per le stesse mansioni nei 12 mesi successivi al termine del loro contratto.
89 BREVI NOTE SUI CONTRATTI DI LAVORO SUBORDINATO CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO Licenziamento discriminatorio, nullo o orale (art. 2 del D.lgs. 23/2015) La reintegrazione nel posto di lavoro e del risarcimento del danno è riservato: ai casi di illegittimità molto gravi legati a ragioni discriminatorie/illecite individuate dalla legge (es. licenziamento della lavoratrice madre o a causa di matrimonio) che rendono il licenziamento nullo ai licenziamenti intimati oralmente e ai casi in cui il giudice accerta una carenza nella giustificazione di licenziamento legato alla disabilità fisica o psichica del lavoratore.
90 BREVI NOTE SUI CONTRATTI DI LAVORO SUBORDINATO CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO Licenziamento per giustificato motivo oggettivo/soggettivo e giusta causa (art. 3 comma 1 del D.lgs. 23/2015). Sia in relazione ai licenziamenti per giustificato motivo che a quelli per giusta causa nei casi di accertata illegittimità, si prevede un indennizzo economico onnicomprensivo legato all anzianità di servizio e non soggetto a contribuzione previdenziale.
91 BREVI NOTE SUI CONTRATTI DI LAVORO SUBORDINATO CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO Licenziamento per giustificato motivo oggettivo/soggettivo e giusta causa (art. 3 comma 1 del D.lgs. 23/2015). In tal caso il giudice dichiara estinto il rapporto di lavoro e condanna il datore di lavoro al pagamento di un indennità, non soggetta a contribuzione previdenziale, di importo pari a due mensilità dell'ultima retribuzione utile per il calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiore a 4 e non superiore a 24 mensilità.
92 BREVI NOTE SUI CONTRATTI DI LAVORO SUBORDINATO CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO Licenziamento per giustificato motivo oggettivo/soggettivo e giusta causa (art. 3 comma 1 del D.lgs. 23/2015). Sussistono le seguenti eccezioni (art. 3, comma 2 e art. 4): se il fatto materiale del licenziamento per giustificato motivo soggettivo e per giusta causa risulta insussistente, si applica la reintegrazione sul posto di lavoro e il pagamento di un indennità risarcitoria. La misura dell indennità non può essere in ogni caso superiore a 12 mensilità; qualora l illegittimità sia determinata da difetto di motivazione o da vizi procedurali, il giudice dichiara comunque estinto il rapporto alla data del licenziamento e l indennità erogata non può essere inferiore a un minimo di 2 e superiore a un massimo di 12 mensilità.
93 IL LAVORO AUTONOMO
94 IL LAVORO AUTONOMO Autoimpiego o autoimpresa sono riservati ai titolari di protezione internazionale e umanitaria. ATTENZIONE è necessario rivolgersi a personale e enti qualificati in grado di garantire assoluta precisione riguardo a informazioni, orientamento e accompagnamento per l attivazione di un percorso di lavoro autonomo.
95 IL LAVORO AUTONOMO I principali servizi competenti cui rivolgersi a livello locale come sempre strategici ed essenziali all implementazione e realizzazione di queste attività - possono essere di varia natura: camere di commercio; incubatori d impresa; associazioni di categoria; sportelli e agenzie specializzate.
96 IL LAVORO AUTONOMO Si può però contribuire come équipe per gli aspetti informativi generali e con l accompagnamento l durante i diversi passaggi della creazione di impresa. Infatti, le fasi da seguire sono molteplici, complesse e articolate: studio e analisi della fattibilità; programmazione e pianificazione (studio del territorio; analisi della potenziale clientela; stima del budget preventivo; previsione almeno triennale dei bilanci; piano degli investimenti e dei finanziamenti; piano degli interventi; analisi dei rischi e delle possibili soluzioni; individuazione della forma giuridica più indicata; ecc.);
97 IL LAVORO AUTONOMO Infatti, le fasi da seguire sono molteplici, complesse e articolate: ricerca dei finanziamenti; iter burocratici da seguire (apertura della partita Iva; iscrizione alla camera di commercio, ecc); start up dell impresa; accompagnamento successivo all avvio.
98 IL LAVORO AUTONOMO Mappare e monitorare anche in questo caso i siti internet dedicati e rivolgersi ai servizi competenti, è sicuramente strategico soprattutto riguardo alle diverse forme di sostegno economico: a fondo perduto prestiti d onore microcredito ecc. Si rammenta l importanza di confrontarsi con il Servizio Centrale per verificare la possibilità di sostenere attraverso il budget progettuale lo start up d impresa o altri aspetti dell avvio al lavoro autonomo del/i beneficiario/i, come per es. la necessità di costituirsi in una qualche forma societaria per i relativi costi che comporta.
99 IL LAVORO AUTONOMO: JOBS ACT Il Jobs Act ha cancellato a partire dal 1 gennaio 2016 il contratto a progetto Invece non abolisce le collaborazioni coordinate e continuative le vecchie co.co.co. co.co.co. per intenderci, che continueranno ad esistere - seppur in ambito sempre più ristretto e che andranno a regolare gli autentici rapporti di questo tipo. Ciò allo scopo di segnare una netta demarcazione tra lavoro dipendente e lavoro autonomo vero.
100 IL LAVORO AUTONOMO: JOBS ACT I contratti di lavoro occasionale La normativa del lavoro autonomo occasionale è rimasta invariata ed è stata ampliata l applicabilità del lavoro accessorio come abbiamo visto. In presenza di prestazioni d opera (di impresa e professionali) di cui all art del codice civile sarà possibile per aziende e professionisti continuare ad avvalersi delle prestazioni di lavoro autonomo occasionale documentate da ordinarie note compenso e corrisposte ai prestatori al netto della ritenuta d acconto del 20%.
FOCUS SU ALCUNE TIPOLOGIE CONTRATTUALI E AGEVOLAZIONI PER IL 2016
INFORMATIVA 1/2016 LAVORO Ai gentili clienti Loro sedi A cura del dipartimento Risorse Umane Francesca Mengotti e Marialuisa De Cia f.mengotti@stvtax.it m.decia@stvtax.it La presente è da considerarsi

References: art. 1
 ART. 1
 ART. 54
 articolo 1
 Art. 41
 Art. 42
 art. 46
 Art. 26
 Art. 26
 art. 4