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Timestamp: 2016-12-08 14:13:35+00:00

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1 COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE Bruxelles, COM(2004) 374 definitivo COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI Libro bianco sui servizi di interesse generale IT IT2 INDICE 1. Introduzione Una responsabilità comune di autorità pubblica nell Unione Una componente essenziale del modello europeo Una responsabilità per le autorità pubbliche Una responsabilità comune dell Unione e dei suoi Stati membri Principi guida dell'approccio della Commissione Consentire alle autorità pubbliche di operare nell'interesse dei cittadini Realizzare gli obiettivi del servizio pubblico all'interno di mercati aperti e competitivi Garantire la coesione e l'accesso universale Mantenere un elevato livello di qualità e di sicurezza Garantire i diritti dei consumatori e degli utenti Controllo e valutazione delle prestazioni Rispettare la diversità dei servizi e delle situazioni Aumentare la trasparenza Garantire la certezza giuridica Nuovi orientamenti per una politica coerente Rispettare la diversità nell'ambito di un quadro coerente Chiarire e semplificare il quadro giuridico riguardante la compensazione degli obblighi di servizio pubblico Fornire un quadro chiaro e trasparente per la selezione delle imprese incaricate di gestire un servizio di interesse generale Riconosere pienamente l interesse generale legato ai servizi sociali e sanitari Valutare i risultati e le prestazioni Riesame delle politiche settoriali Garantire che le politiche interne trovino riflesso nella nostra politica commerciale internazionale Promuovere i servizi di interesse generale nell'ambito della cooperazione allo sviluppo ALLEGATO IT 2 IT3 1. INTRODUZIONE Negli ultimi anni, il ruolo svolto dall Unione europea nel plasmare il futuro dei servizi di interesse generale 1 è stato al centro del dibattito sul modello europeo di società. Consapevole dell importanza fondamentale della presenza di servizi di interesse generale efficienti, accessibili, di elevata qualità e a prezzi abbordabili per la qualità della vita dei cittadini europei, l ambiente e la competitività delle imprese europee, la Commissione europea ha adottato un Libro verde sui servizi di interesse generale, 2 avviando in tal modo un ampia consultazione pubblica su come promuovere nel migliore dei modi la fornitura di servizi di interesse generale di alta qualità nell Unione europea. Il Libro verde invitava il pubblico a formulare osservazioni sul ruolo generale dell Unione europea nella definizione degli obiettivi di servizio pubblico perseguiti dai servizi di interesse generale e sulle modalità di gestione, finanziamento e valutazione di tali servizi. Il dibattito avviato dal Libro verde ha risvegliato un notevole interesse ed è stato accolto con favore da numerose parti interessate. La Commissione ha ricevuto quasi 300 contributi provenienti da un'ampia gamma di interlocutori, tra cui diversi Stati membri 3. I servizi della Commissione hanno predisposto una relazione sulla consultazione pubblica che analizza i contributi ricevuti e fornisce il materiale di riferimento per il presente Libro bianco 4. Rispondendo alla richiesta formulata dal Parlamento europeo nella sua risoluzione sul Libro verde del 14 gennaio , la Commissione formula le proprie conclusioni nel presente Libro bianco sulla base del suddetto dibattito. Anche il Comitato economico e sociale europeo 6 e il Comitato delle regioni 7 hanno discusso i problemi sollevati dal Libro verde e fornito il loro parere. Inoltre, i servizi di interesse generale sono anche stati oggetto di un acceso dibattito nell'ambito della Convenzione sul futuro dell'europa. Infine, anche la Corte di giustizia ha esaminato le varie questioni riguardanti i servizi di interesse economico generale, con particolare riferimento al finanziamento degli stessi, ed ha adottato un importante decisione in materia di compensazione per il servizio pubblico Cfr. definizione dei termini nell allegato 1 COM(2003) 270 del Il testo integrale dei contributi può essere consultato sul sito web della Commissione al seguente indirizzo: Relazione sulla consultazione pubblica in merito al Libro verde sui servizi di interesse generale, SEC(2004) 326 del , disponibile al seguente indirizzo: Risoluzione del Parlamento relativa al Libro verde sui servizi di interesse generale, , (T5-0018/2004) Parere relativo al Libro verde sui servizi di interesse generale, CESE 1607/2003 dell Parere del Comitato delle regioni del 20 novembre 2003 relativo al Libro verde sui servizi di interesse generale, CdR 149/2003 def. Sentenza del 24 luglio 2003, causa C-280/00 Altmark Trans IT 3 IT4 Il dibattito ha rivelato notevoli differenze di opinioni e di vedute. Ciononostante, si registra un consenso generale sulla necessità di garantire una combinazione armoniosa di meccanismi di mercato e funzioni di servizio pubblico. I servizi di interesse generale e il contesto in cui essi vengono erogati (compresa la stessa Unione europea) sono esposti a costanti mutamenti e sono quindi destinati ad evolversi ulteriormente. Con la pubblicazione del presente Libro bianco la Commissione non intende concludere il dibattito sviluppatosi a livello europeo. L'obiettivo è piuttosto quello di contribuire alle attuali discussioni e attribuire loro una nuova dimensione mediante la definizione del ruolo dell Unione e di un quadro che consenta a tali servizi di funzionare in maniera efficiente. Il Libro bianco illustra la strategia adottata dalla Commissione per sviluppare un ruolo positivo dell Unione europea come promotrice dello sviluppo di servizi di interesse generale di alta qualità e presenta i principali elementi di una strategia tesa a garantire che tutti i cittadini e tutte le imprese dell UE possano beneficiare di servizi di alta qualità e a prezzi accessibili. Il documento si concentra soltanto su alcuni dei temi principali del dibattito, essendo impossibile affrontare tutti i problemi sollevati nell'ambito della consultazione pubblica. Le questioni più specifiche verranno esaminate nel quadro delle rispettive politiche. 2. UNA RESPONSABILITÀ COMUNE DI AUTORITÀ PUBBLICA NELL UNIONE Il dibattito pubblico sul Libro verde ha dimostrato che esiste un ampio consenso sull'importanza, per le società europee, della presenza di servizi di interesse generale di alta qualità. La ripartizione delle funzioni e dei poteri tra l Unione e gli Stati membri crea una responsabilità comune per l Unione, da una parte, e le autorità pubbliche negli Stati membri, dall altra. Tuttavia, la definizione dettagliata dei servizi e l'erogazione degli stessi rimangono di competenza degli Stati membri Una componente essenziale del modello europeo Il dibattito sul Libro verde ha reiterato l'importanza dei servizi di interesse generale come uno dei pilastri del modello europeo di società. Nonostante le differenze di opinioni e di vedute, talvolta notevoli, tra i diversi interlocutori che hanno partecipato al dibattito, la consultazione ha rivelato un ampio consenso sull'esigenza di garantire la fornitura di servizi di interesse generale di alta qualità e a prezzi accessibili a tutti i cittadini e a tutte le imprese dell Unione europea. Esso ha inoltre confermato l'esistenza di una nozione comune di servizi di interesse generale nell UE. Tale nozione riflette i valori e gli obiettivi della Comunità e si basa su una serie di elementi comuni, tra cui: servizio universale, continuità, qualità del servizio, prezzi accessibili e tutela degli utenti e dei consumatori. Nell Unione i servizi di interesse generale rimangono essenziali per garantire la coesione sociale e territoriale e salvaguardare la competitività dell'economia europea. I cittadini e le imprese hanno il diritto di pretendere l accesso a servizi di interesse generale di alta qualità e a prezzi abbordabili in tutta l Unione europea. Per i cittadini dell Unione, tale accesso costituisce una componente essenziale della cittadinanza europea nonché un elemento indispensabile che consente loro di beneficiare appieno dei propri diritti fondamentali. Per le imprese, la disponibilità di servizi di interesse generale di alta qualità e a prezzi accessibili è una condizione fondamentale per un IT 4 IT5 contesto imprenditoriale competitivo. L'erogazione di servizi di interesse generale accessibili, di alta qualità e a prezzi abbordabili, capaci di soddisfare le esigenze dei consumatori e delle imprese, rappresenta pertanto un aspetto importante che concorre alla realizzazione dell'obiettivo strategico dell Unione di diventare l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale 9. Come sottolineato dalla Commissione nel Libro verde, i servizi di interesse generale hanno contribuito a realizzare gli obiettivi dell'unione in un gran numero di politiche comunitarie. Nel contempo, queste ultime hanno fornito un importante contributo al miglioramento della qualità, della varietà e dell'efficienza di diversi servizi di interesse generale. In linea con i principi sanciti dall articolo 16 del trattato 10 e dall articolo 36 della Carta dei diritti fondamentali 11, la Commissione è impegnata a tenere pienamente conto del ruolo specifico dei servizi di interesse generale nell'ambito delle politiche e delle attività di sua competenza. Essa punterà a garantire che l Unione europea continui a fornire un contributo positivo allo sviluppo dei servizi di interesse generale come parte integrante del modello europeo, rispettando nel contempo la diversità delle tradizioni, delle strutture e delle realtà che esistono negli Stati membri. Conformemente ai principi di una migliore regolamentazione 12, la valutazione preventiva delle iniziative importanti 13 e la valutazione costante delle politiche comunitarie pertinenti concorreranno alla realizzazione di tale obiettivo. In questo momento cruciale dello sviluppo dell Unione sarà necessario riservare una particolare attenzione ai cambiamenti in atto nei nuovi Stati membri e alle loro esigenze specifiche derivanti in particolare dalla trasformazione subita dalle rispettive economie nel corso degli ultimi due decenni Una responsabilità per le autorità pubbliche L'erogazione dei servizi di interesse generale può essere organizzata in collaborazione con il settore privato o affidata a imprese pubbliche o private. Per contro, la definizione degli obblighi e delle funzioni del servizio pubblico spetta alle autorità pubbliche ai relativi livelli di competenza. Queste ultime sono inoltre responsabili della regolamentazione del mercato e devono garantire che gli operatori svolgano le funzioni di servizio pubblico che sono state loro affidate Consiglio europeo di Lisbona del 23 e 24 marzo 2000, conclusioni della Presidenza, paragrafo 5. Per maggiori dettagli cfr. L articolo 16 recita: Fatti salvi gli articoli 73, 86 e 87, in considerazione dell'importanza dei servizi di interesse economico generale nell'ambito dei valori comuni dell'unione, nonché del loro ruolo nella promozione della coesione sociale e territoriale, la Comunità e gli Stati membri, secondo le rispettive competenze e nell'ambito del campo di applicazione del presente trattato, provvedono affinché tali servizi funzionino in base a principi e condizioni che consentano loro di assolvere i loro compiti L articolo 36 recita: Al fine di promuovere la coesione sociale e territoriale dell'unione, questa riconosce e rispetta l'accesso ai servizi d'interesse economico generale quale previsto dalle legislazioni e prassi nazionali, conformemente al trattato che istituisce la Comunità europea Governance europea: Legiferare meglio, comunicazione della Commissione, COM(2002) 275 def. del Comunicazione della Commissione in materia di valutazione d'impatto, COM(2002) 276 del IT 5 IT6 Nella consultazione sul Libro verde è stato sottolineato che nell'ambito di un mercato interno competitivo le autorità pubbliche competenti devono mantenere i poteri necessari per garantire l'effettiva realizzazione degli obiettivi di politica pubblica e il rispetto delle scelte democratiche, tenendo conto anche del livello di qualità e dei costi ad esso associati. È opportuno che le autorità pubbliche competenti dispongano di strumenti e competenze adeguati. Le attuali norme settoriali della Comunità forniscono poteri e strumenti giuridici specifici che consentono alle autorità degli Stati membri di perseguire gli obiettivi di politica pubblica. In particolare, gli Stati membri dovrebbero tener conto delle funzioni sempre più complesse delle autorità di regolamentazione e fornire a queste ultime tutte le risorse e gli strumenti necessari Una responsabilità comune dell Unione e dei suoi Stati membri Nel suo Libro verde, la Commissione ha già affermato che il trattato fornisce alla Comunità una serie di mezzi per garantire che gli utenti possano beneficiare nell UE di servizi di interesse generale di alta qualità e a prezzi accessibili. Ciononostante, spetta soprattutto alle autorità nazionali, regionali e locali competenti definire, organizzare, finanziare e controllare i servizi di interesse generale. Questa nozione di responsabilità comune è alla base del disposto dell'articolo 16 del trattato CE, il quale affida alla Comunità e agli Stati membri l incarico di garantire, nell'ambito delle rispettive competenze, che le proprie politiche consentano agli operatori di servizi di interesse economico generale di assolvere i loro compiti. Il diritto degli Stati membri di assegnare specifici obblighi di servizio pubblico agli operatori economici e di garantire il rispetto di tali obblighi è riconosciuto anche implicitamente dall'articolo 86, paragrafo 2, del trattato CE 14. Dal dibattito sul Libro verde è emerso un ampio consenso sul fatto che non è necessario conferire alla Comunità ulteriori poteri nel settore dei servizi di interesse generale. In linea di principio, la Commissione condivide questa analisi, essendo dell avviso che i poteri di cui dispone attualmente la Comunità in questo settore siano adeguati e sufficienti a garantire il mantenimento e lo sviluppo di servizi efficienti in tutta l'unione. Allo stesso tempo, la Commissione accoglie con favore la modifica del disposto dell'attuale articolo 16 del trattato CE proposta dalla Convenzione europea nell'articolo III-6 del progetto di trattato costituzionale. L articolo III-6 recita: Fatti salvi gli articoli III-55, III-56 e III-136, in considerazione dell'importanza dei servizi di interesse economico generale in quanto servizi ai quali tutti nell'unione attribuiscono un valore e del loro ruolo nella promozione della coesione sociale e territoriale, l'unione e gli Stati membri, secondo le rispettive competenze e nell'ambito del campo di applicazione della Costituzione, provvedono affinché tali servizi funzionino in base a principi e condizioni, segnatamente economiche e 14 L articolo 86, paragrafo 2, stabilisce che: Le imprese incaricate della gestione di servizi di interesse economico generale [ ] sono sottoposte alle norme del presente trattato, e in particolare alle regole di concorrenza, nei limiti in cui l'applicazione di tali norme non osti all'adempimento, in linea di diritto e di fatto, della specifica missione loro affidata. Lo sviluppo degli scambi non deve essere compromesso in misura contraria agli interessi della Comunità IT 6 IT7 finanziarie, che consentano loro di assolvere i rispettivi compiti. La legge europea definisce detti principi e condizioni. Con l'entrata in vigore del trattato costituzionale, queste disposizioni forniranno una base giuridica aggiuntiva per l'intervento comunitario nel settore dei servizi di interesse economico generale, nell'ambito dei poteri conferiti all Unione e del campo di applicazione della Costituzione. 3. Principi guida dell'approccio della Commissione L'approccio della Commissione poggia su una serie di principi che trovano riflesso nelle politiche settoriali della Comunità e può essere illustrato sulla base dei risultati del dibattito sul Libro verde: 3.1. Consentire alle autorità pubbliche di operare nell'interesse dei cittadini Nella consultazione è stata sottolineata la necessità di organizzare e regolamentare i servizi di interesse generale tenendo conto il più possibile degli interessi dei cittadini e salvaguardando nel contempo il principio di sussidiarietà. La Commissione rispetta il ruolo fondamentale degli Stati membri e delle autorità regionali e locali nel settore dei servizi di interesse generale. Tale ruolo trova riscontro nelle politiche comunitarie riguardanti i servizi di interesse generale, che prevedono vari livelli di intervento e l'impiego di diversi strumenti in linea con il principio di sussidiarietà. Come in passato, la Commissione intende, ove opportuno, formulare delle proposte per una regolamentazione settoriale soltanto in quei settori, come ad esempio le grandi industrie in rete, che presentano una chiara dimensione europea e giustificano la definizione di un concetto europeo di interesse generale. Di norma, la legislazione comunitaria fissa soltanto un quadro normativo che si presta ad essere attuato e definito dagli Stati membri, tenendo conto delle situazioni specifiche dei singoli paesi Realizzare gli obiettivi del servizio pubblico all'interno di mercati aperti e competitivi Sulla base dei risultati della consultazione la Commissione rimane del parere che l'obiettivo di creare un mercato interno aperto e competitivo sia compatibile con l'obiettivo di sviluppare dei servizi di interesse generale accessibili, di alta qualità e a prezzi abbordabili. La creazione del mercato interno ha infatti contribuito in maniera significativa a migliorare l'efficienza, abbassando il costo di numerosi servizi di interesse generale. Inoltre, essa ha ampliato la scelta dei servizi offerti, come risulta in particolare nei settori delle telecomunicazioni e dei trasporti 15. Tuttavia, in talune situazioni la realizzazione dell'obiettivo della politica pubblica nazionale potrebbe necessitare di un coordinamento con altri obiettivi della 15 Una valutazione dettagliata verrà fornita nel documento di lavoro dei servizi della Commissione di prossima pubblicazione intitolato Evoluzione delle prestazioni delle industrie di rete che forniscono servizi di interesse economico generale Relazione 2004 IT 7 IT8 Comunità. A livello di trattato, tali situazioni sono disciplinate dall'articolo 86, paragrafo 2, che stabilisce che i servizi di interesse economico generale non sono soggetti all'applicazione delle norme del trattato nella misura in cui ciò risulti necessario per consentire loro di adempiere il loro compito di interesse generale. Ciò significa che, in base al trattato CE e in presenza delle condizioni di cui all'articolo 86, paragrafo 2, l effettiva prestazione di un compito di interesse generale prevale, in caso di controversia, sull'applicazione delle norme del trattato 16. Pertanto, la normativa tutela i compiti piuttosto che le loro modalità di esecuzione. Il trattato consente quindi di conciliare il perseguimento e la realizzazione degli obiettivi di politica pubblica con gli obiettivi di competitività dell Unione europea nel suo insieme, in particolare l'esigenza di garantire condizioni di parità a tutti i prestatori di servizi e di ottimizzare l'impiego del denaro pubblico Garantire la coesione e l'accesso universale L'accesso di tutti i cittadini e di tutte le imprese a servizi di interesse generale di alta qualità e a prezzi abbordabili in tutto il territorio degli Stati membri è indispensabile per la promozione della coesione sociale e territoriale nell'unione europea, ivi compresa l'eliminazione degli svantaggi causati dalla mancanza di accessibilità nelle regioni ultraperiferiche. Nell'ambito delle sue politiche, la Commissione è impegnata a promuovere e migliorare l accesso universale effettivo ai servizi di interesse generale. In tale contesto, il servizio universale rappresenta un concetto chiave sviluppato dalla Comunità per garantire l'effettiva accessibilità dei servizi essenziali 17. Esso stabilisce il diritto di ogni cittadino di accedere a taluni servizi considerati essenziali e impone l'obbligo alle industrie di fornire un servizio definito a condizioni specificate, che includono fra l'altro una copertura territoriale totale a prezzi abbordabili. Il servizio universale è un concetto dinamico e flessibile che ha introdotto un'efficace rete di sicurezza per coloro che non sarebbero altrimenti in grado di acquistare a titolo personale i servizi essenziali. Esso può essere ridefinito periodicamente per adeguarsi ai mutamenti in campo sociale, economico e tecnologico. Il concetto consente la definizione di principi comuni a livello comunitario, lasciando agli Stati membri il compito di attuare tali principi. In tal modo è possibile tener conto delle situazioni specifiche dei singoli paesi, in linea con il principio di sussidiarietà. Nell'ambito delle sue politiche strutturali la Comunità è impegnata ad evitare che i gruppi sociali o le regioni vulnerabili siano esclusi dall'accesso ai servizi essenziali 18. I fondi strutturali possono essere utilizzati per cofinanziare investimenti nelle infrastrutture in rete, subordinatamente al rispetto di alcuni criteri 19. Inoltre, la politica della Commissione nel settore delle reti transeuropee sta migliorando l'accesso alle reti energetiche, di trasporto e di comunicazione nelle regioni più L applicazione dell articolo 86, paragrafo 2, è illustrata in dettaglio nella comunicazione della Commissione sui servizi di interesse generale in Europa, GU C 17 del , pag. 4 Cfr. Libro verde sui servizi di interesse generale, COM(2003) 270 del , paragrafi Un nuovo partenariato per la coesione, Terza relazione sulla coesione economica e sociale, COM(2004) 107 del Cfr. ad esempio il documento di lavoro dei servizi della Commissione intitolato: Orientamenti sui criteri e le modalità di attuazione dei Fondi strutturali a favore delle comunicazioni elettroniche, SEC(2003) 895 IT 8 IT9 remote e contribuirà a collegare i nuovi Stati membri alle infrastrutture dei Quindici, mantenendo un elevato livello di qualità e di sicurezza. Con la sua Iniziativa europea per la crescita, la Commissione ha definito un programma ambizioso per l'attuazione dei progetti transfrontalieri prioritari riguardanti le reti energetiche, di trasporto e delle comunicazioni a banda larga Mantenere un elevato livello di qualità e di sicurezza Dalla consultazione pubblica è emerso che è essenziale garantire un elevato livello di qualità e di sicurezza. La Commissione condivide l'idea che tutti i cittadini e gli utenti debbano poter usufruire di servizi di interesse generale di alta qualità. È inoltre necessario garantire l'incolumità fisica dei consumatori e degli utenti, di tutte le persone che partecipano alla produzione e all'erogazione di tali servizi e del pubblico in generale, assicurando anche la protezione contro eventuali minacce come ad esempio gli attentati terroristici e le catastrofi ambientali. La sicurezza della fornitura dei servizi e in particolare la sicurezza dell offerta rappresentano un requisito essenziale che deve essere tenuto in considerazione in sede di definizione delle funzioni del servizio. Le condizioni nelle quali vengono erogati i servizi devono offrire agli operatori incentivi sufficienti a mantenere un adeguato livello di investimenti di lungo termine. La qualità e la sicurezza dell'offerta implicano un costo economico a carico della società che deve corrispondere in maniera sufficiente e trasparente ai previsti benefici. Conformemente alla politica dell Unione in materia di sviluppo sostenibile, è necessario tenere anche in debita considerazione il ruolo dei servizi di interesse generale per la tutela dell'ambiente e le caratteristiche specifiche dei servizi di interesse generale direttamente correlati al settore ambientale, come ad esempio i servizi idrici e di smaltimento dei rifiuti. La Commissione tiene pienamente conto di questi requisiti e si adopererà affinché le politiche comunitarie favoriscano e contribuiscano al mantenimento degli standard di sicurezza e di qualità. Essa controllerà in particolare i progressi compiuti attraverso le valutazioni periodiche e le relazioni settoriali Garantire i diritti dei consumatori e degli utenti La consultazione sul Libro verde ha dimostrato che esiste un ampio consenso sulla necessità di impostare l'erogazione dei servizi di interesse generale in maniera tale da garantire i diritti dei consumatori e degli utenti. La Commissione intende basare le sue politiche sui principi individuati nel Libro verde e nella comunicazione della Commissione del settembre 2000 sui servizi di interesse generale in Europa 21. Tra questi figurano in particolare l'accesso ai servizi, ivi compresi i servizi transfrontalieri, in tutto il territorio dell Unione e per tutti i gruppi della popolazione, il prezzo contenuto dei servizi, con regimi speciali per le fasce a basso reddito, la sicurezza materiale, la protezione e l'affidabilità, la continuità, l'elevato livello di Comunicazione della Commissione - Un'iniziativa europea per la crescita - Investire nelle reti e nella conoscenza per la crescita e l'occupazione - Relazione finale al Consiglio europeo, , COM(2003) 690 def. COM(2000) 580, , GU C 17 del Cfr. in particolare i paragrafi 8-13 IT 9 IT10 qualità, la varietà, la trasparenza e l'accesso alle informazioni fornite dagli operatori e dalle autorità di regolamentazione. L'attuazione di questi principi implica generalmente la presenza di autorità di regolamentazione indipendenti con mansioni e poteri ben definiti, come ad esempio il potere sanzionatorio (attraverso il controllo del recepimento e dell'applicazione delle disposizioni in materia di servizio universale), e disposizioni riguardanti la rappresentanza e la partecipazione attiva dei consumatori e degli utenti in sede di definizione e valutazione dei servizi, la disponibilità di adeguati meccanismi di risarcimento e compensazione e l'esistenza di una clausola evolutiva che consenta l'adeguamento dei requisiti in base alle mutevoli esigenze e preoccupazioni degli utenti e dei consumatori e ai cambiamenti in campo economico e tecnologico. Le autorità di regolamentazione dovrebbero inoltre controllare gli sviluppi del mercato e fornire i dati necessari per la valutazione Controllo e valutazione delle prestazioni Stando ai risultati della consultazione pubblica, la Commissione rimane dell'avviso che le valutazioni e i controlli sistematici rappresentino uno strumento essenziale per mantenere e sviluppare all'interno dell Unione europea dei servizi di interesse generale accessibili, di alta qualità, efficienti e a prezzi abbordabili. La Commissione riconosce la particolare responsabilità delle istituzioni comunitarie che, con l'aiuto dei dati forniti a livello nazionale, devono valutare i servizi soggetti ad un quadro normativo settoriale stabilito dalla stessa Comunità. Tuttavia, una valutazione a livello comunitario potrebbe essere presa in considerazione anche in altri settori qualora si potesse stabilire in casi specifici che tale valutazione creerebbe un valore aggiunto. In linea con l opinione prevalente emersa dalla consultazione pubblica, la Commissione ritiene che l'eventuale valutazione debba tener conto delle varie dimensioni e di tutti gli aspetti giuridici, economici, sociali e ambientali. In ogni caso, la valutazione non può ignorare le caratteristiche specifiche del settore in questione e le diverse situazioni che esistono nei vari Stati membri e nelle loro regioni. Ai fini della valutazione, gli Stati membri e/o le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero fornire periodicamente una serie di dati comparabili Rispettare la diversità dei servizi e delle situazioni La consultazione ha inoltre posto in evidenza le differenze tra i vari servizi di interesse generale e le diverse esigenze e preferenze degli utenti e dei consumatori che scaturiscono dalle rispettive realtà economiche, sociali, geografiche e culturali. In aggiunta a ciò, è stato sottolineato che il carattere personale di gran parte dei servizi sociali e sanitari determina dei requisiti che sono notevolmente diversi da quelli delle industrie in rete. Per quanto riguarda l emittenza, è opportuno tener conto dell'importanza del servizio pubblico di radiodiffusione per salvaguardare le esigenze sociali, culturali e di democrazia di ciascuna società 22. La Commissione condivide tale visione. 22 Cfr. anche il Protocollo sul sistema di radiodiffusione pubblica negli Stati membri allegato al trattato CE dal trattato di Amsterdam IT 10 IT11 Ogni politica comunitaria nel settore dei servizi di interesse generale deve riflettere la diversità che caratterizza i vari servizi di interesse generale e i differenti contesti in cui essi vengono erogati. Tuttavia, è necessario garantire un approccio comunitario uniforme nei diversi settori e sviluppare concetti comuni applicabili agli stessi. In tale contesto, va osservato che la proposta di direttiva della Commissione relativa ai servizi nel mercato interno 23 si concentra soltanto sui servizi che corrispondono a un'attività economica. Essa non riguarda i servizi non economici di interesse generale, bensì solamente i servizi di interesse economico generale. Inoltre, nella proposta in questione alcune attività che potrebbero essere considerate dagli Stati membri come servizi di interesse economico generale sono escluse dal campo di applicazione della proposta (ad es. i trasporti) o sono soggette a deroghe riguardo al principio del paese di origine (ad es. i servizi postali e di distribuzione dell'energia elettrica, del gas e dell'acqua). Un aspetto ancora più importante risiede nel fatto che la proposta non impone agli Stati membri di aprire i servizi di interesse economico generale alla concorrenza e non interferisce sulle modalità di finanziamento o di organizzazione Aumentare la trasparenza Il principio di trasparenza è un concetto chiave per lo sviluppo e l'attuazione di politiche pubbliche riguardanti i servizi di interesse generale. Esso garantisce che le autorità pubbliche possano esercitare le proprie competenze e che le scelte vengano fatte su base democratica e successivamente rispettate. Il principio dovrebbe essere applicato a tutti gli aspetti del processo di erogazione del servizio e dovrebbe riguardare la definizione delle funzioni del servizio pubblico, l'organizzazione, il finanziamento e la regolamentazione dei servizi, nonché la produzione e la valutazione degli stessi, compresi i meccanismi di gestione delle azioni legali. L'applicazione del diritto comunitario ha già contribuito a migliorare la trasparenza dell'erogazione dei servizi di interesse generale nell Unione. A tal riguardo, la Commissione è impegnata ad aumentare ulteriormente la trasparenza in tutte le sue politiche relative ai servizi di interesse generale. Anche gli Stati membri dovrebbero garantire la piena trasparenza nell'attuazione della legislazione comunitaria e delle altre normative nazionali pertinenti Garantire la certezza giuridica Nella consultazione sul Libro verde è stato affermato che in alcuni settori l applicazione della normativa comunitaria sui servizi di interesse generale non era sufficientemente chiara. In particolare, è stato spesso citato l'esempio dell applicazione delle norme sugli aiuti di Stato al finanziamento dei servizi di interesse generale e delle norme sugli appalti e sulle concessioni dei servizi. Un altro tema ricorrente era la situazione dei servizi sociali e sanitari. La Commissione è consapevole del fatto che l'applicazione del diritto comunitario ai servizi di interesse generale potrebbe sollevare problemi complessi. Essa si adopererà pertanto per migliorare la certezza giuridica riguardante l'applicazione del diritto 23 COM(2004) 2 del IT 11 IT12 comunitario all'erogazione dei servizi di interesse generale, fatta salva la giurisprudenza della Corte di giustizia europea e del Tribunale di primo grado. Come illustrato in seguito, la Commissione ha già effettuato un aggiornamento dell'attuale normativa sugli appalti pubblici ed ha promosso una serie di iniziative nel settore degli aiuti di Stato e dei partenariati pubblico-privati NUOVI ORIENTAMENTI PER UNA POLITICA COERENTE 4.1. Rispettare la diversità nell'ambito di un quadro coerente Uno dei problemi principali sollevati dal Libro verde riguardava la necessità di una direttiva quadro sui servizi di interesse generale. I pareri espressi a tal riguardo nell'ambito della consultazione pubblica rimanevano divisi e il Parlamento europeo e diversi Stati membri hanno reagito con scetticismo. Pertanto, non si è potuto stabilire con certezza che l'elaborazione di una direttiva quadro rappresenterebbe in questa fase la strategia più adeguata. Inoltre, nella consultazione non è stato finora dimostrato il valore aggiunto di un eventuale quadro orizzontale rispetto ad un approccio settoriale. La Commissione ritiene quindi opportuno allo stato attuale non presentare una proposta e riesaminare la questione in una fase successiva. Nell'ambito di tale analisi, la Commissione sottoporrebbe le eventuali proposte legislative ad un ampia valutazione preventiva del loro impatto economico, sociale e ambientale 25. Per quanto riguarda il calendario di un tale riesame, non va dimenticato che la futura entrata in vigore del trattato costituzionale e del proposto articolo III-6 della Costituzione forniranno un'altra eventuale base giuridica che integrerebbe quelle già esistenti. La Commissione ritiene opportuno riesaminare la questione in seguito all'entrata in vigore del trattato costituzionale. Di norma, la Commissione perseguirà e svilupperà per ora il suo approccio settoriale proponendo, ove necessario e opportuno, norme settoriali che permettano di tener conto delle realtà e dei requisiti specifici di ciascun settore. Tuttavia, fatte salve le attuali norme settoriali della Comunità, verrà preso in considerazione un approccio orizzontale in relazione a diversi temi specifici, come ad esempio gli interessi dei consumatori, il controllo e la valutazione dei servizi di interesse generale, l'applicazione delle norme sugli aiuti di Stato ai sistemi di compensazione o l'utilizzo dei fondi strutturali per il sostegno ai servizi di interesse generale. Se l'esigenza di uno strumento si è rivelata un tema particolarmente controverso, nell'ambito della consultazione pubblica è stata ampiamente riconosciuta la necessità di garantire la coerenza e l'uniformità delle misure comunitarie nel settore dei servizi di interesse generale. Nel contempo, è stato sottolineato che è essenziale che le politiche comunitarie rispettino e riflettano le diverse caratteristiche dei differenti servizi e le diverse realtà degli Stati membri Cfr. sezioni 4.2 e 4.3 Comunicazione della Commissione in materia di valutazione d'impatto, COM(2002) 276 def. del IT 12 IT13 La Commissione intensificherà i suoi sforzi per garantire la piena uniformità delle politiche comunitarie nel settore dei servizi di interesse generale e si impegnerà ad elaborare politiche settoriali coerenti nell'ambito della sua strategia generale durante le prossime analisi dei settori in questione 26. Inoltre, la Commissione analizzerà la situazione dei servizi di interesse generale nell Unione europea e verificherà l'esigenza di eventuali misure orizzontali nel Inoltre, essa intende presentare al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni una relazione sulle relative conclusioni prima della fine del La Commissione riesaminerà la fattibilità e l'esigenza di una normativa quadro per i servizi di interesse generale con l'entrata in vigore del trattato costituzionale, avvierà un riesame della situazione dei servizi di interesse generale e presenterà una relazione prima della fine del Gli Stati membri dovrebbero promuovere la modernizzazione dei servizi di interesse generale a livello nazionale al fine di garantire che tutti i cittadini abbiano accesso a servizi di qualità capaci di soddisfare le loro necessità e le loro esigenze Chiarire e semplificare il quadro giuridico riguardante la compensazione degli obblighi di servizio pubblico Esistono in particolare due settori - il finanziamento e l'assegnazione degli appalti - in cui la facoltà degli Stati membri di definire e impostare le funzioni dei servizi di interesse generale solitamente interagisce con il diritto comunitario. La presente sezione riguarda il finanziamento. Il tema degli appalti pubblici viene affrontato nella sezione 4.3. Il principio dell'autonomia degli Stati membri nell'adottare le scelte politiche riguardanti i servizi di interesse economico generale si applica anche al finanziamento di questi ultimi. Gli Stati membri godono infatti di un ampio margine di discrezionalità nel decidere se e in quale modo finanziare l'erogazione dei servizi di interesse economico generale. I meccanismi di finanziamento applicati dagli Stati membri comprendono il sostegno finanziario diretto attraverso le risorse del bilancio dello Stato, i diritti speciali o esclusivi, i contributi degli operatori di mercato, il calcolo della media delle tariffe e il finanziamento basato su principi di solidarietà. Di norma, gli Stati membri possono scegliere il meccanismo di finanziamento da applicare. In assenza di un'armonizzazione a livello comunitario, il principale limite a tale discrezionalità è dato dal requisito in base al quale il meccanismo di finanziamento non deve creare distorsioni della concorrenza sul mercato comune. Spetta alla Commissione, nella sua veste di custode del trattato, garantire che tale norma venga rispettata per il bene dei contribuenti e dell'economia in generale. Tuttavia, l'applicazione pratica di questa norma risulta a volte complessa. Ad esempio, non sempre appare chiaro in quali condizioni la compensazione per i servizi di interesse economico generale costituirebbe effettivamente un aiuto di Stato. 26 Cfr. allegato 2 IT 13 IT14 Analogamente, una volta stabilita l'esistenza di un aiuto di Stato, ci potrebbero essere state delle incertezze riguardo alle condizioni nelle quali tale aiuto poteva essere considerato compatibile con il mercato comune. L'obbligo, previsto dal trattato, di comunicare ufficialmente alla Commissione i progetti diretti ad istituire o modificare aiuti crea un onere amministrativo che potrebbe risultare sproporzionato rispetto all'importo relativamente modesto degli aiuti. La consultazione pubblica ha confermato la richiesta di una maggiore prevedibilità e certezza giuridica in sede di applicazione delle norme sugli aiuti di Stato alla compensazione del servizio pubblico. Tale richiesta è apparsa particolarmente forte a livello locale, in relazione ai servizi locali. È vero che la Corte di giustizia ha stabilito recentemente una serie di condizioni nelle quali la compensazione per i servizi di interesse economico generale non costituisce un aiuto di Stato 27. Permane tuttavia l'esigenza di una maggiore certezza giuridica e spetta alla Commissione garantire il più possibile tale certezza. Pertanto, la Commissione propone una serie di iniziative. La prima misura proposta consiste in una decisione della Commissione in base alla quale i finanziamenti pubblici di portata relativamente modesta a favore di operatori di servizi di interesse economico generale sarebbero compatibili, a determinate condizioni, con il mercato comune. Analogamente, tali finanziamenti dovrebbero anche essere esenti dall'obbligo della notifica preventiva, a condizione che siano proporzionati ai costi effettivi dei servizi e che non vengano superate determinate soglie. La Commissione propone lo stesso approccio per il finanziamento di servizi di interesse economico generale forniti da ospedali e da enti per l edilizia popolare, a prescindere dall importo. In breve, la Commissione intende con questa proposta esonerare la compensazione per i fornitori locali di servizi di interesse economico generale dall'obbligo della notifica preventiva. Una volta stabilite le soglie alla luce dei risultati del processo di consultazione attualmente in corso, verrà rafforzata in maniera significativa la certezza giuridica in relazione ai finanziamenti pubblici su scala ridotta. Inoltre, la Commissione propone anche di aumentare la certezza giuridica riguardo alla compensazione per i servizi di interesse economico generale che supera le suddette soglie - e che quindi deve essere notificata alla Commissione - mediante la definizione di un quadro comunitario che stabilisca i criteri per la valutazione di tale compensazione per i servizi di interesse economico generale. Oltre a ciò, la Commissione intende modificare la direttiva 80/723/CEE relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie fra gli Stati Membri e le loro imprese pubbliche, specificando che essa si applica alle compensazioni per il servizio pubblico, a prescindere dalla qualifica giuridica attribuita loro ai sensi dell'articolo 87 del trattato. La decisione della Commissione e il quadro comunitario non si applicheranno al settore dei trasporti Sentenza del 24 luglio 2003 nella causa C-280/00 Altmark Trans e sentenza del 24 novembre 2003 nelle cause congiunte C-34/01 e 38/01 Enirisorse SpA La decisione potrebbe essere applicabile a taluni collegamenti marittimi con le isole il cui volume di traffico annuale non supera una determinata soglia IT 14 IT15 Infine, la Commissione intende chiarire ulteriormente le condizioni nelle quali la compensazione può costituire un aiuto di Stato alla luce della recente giurisprudenza della Corte di giustizia. Come richiesto in diverse osservazioni inviate nell'ambito della consultazione pubblica sul Libro verde, ciò comprenderà anche un'ulteriore chiarificazione della distinzione tra attività economiche e non economiche 29. Collettivamente, le misure elaborate sulla base di ampie consultazioni con le parti interessate dovrebbero contribuire a garantire il più possibile la certezza giuridica e la prevedibilità per gli operatori e le autorità. La Commissione continuerà inoltre ad attuare il suo approccio pragmatico in sede di valutazione della compensazione degli obblighi di servizio pubblico al fine di garantire che si continuino a fornire ai cittadini servizi di interesse generale accessibili, di alta qualità e a prezzi abbordabili, nel rispetto delle norme fondamentali comuni. La Commissione adotterà entro luglio 2005 una decisione sull'applicazione dell'articolo 86 del trattato agli aiuti di Stato sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico concessa a determinate imprese incaricate della gestione di servizi di interesse economico generale, adotterà entro luglio 2005 un quadro comunitario per gli aiuti di Stato sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico, adotterà entro luglio 2005 una modifica alla direttiva 80/723/CEE relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie fra gli Stati Membri e le loro imprese pubbliche, entro luglio 2005 chiarirà ulteriormente le condizioni nelle quali le compensazioni degli obblighi di servizio pubblico potrebbero costituire un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1. Gli Stati membri dovrebbero aiutare la Commissione ad applicare il nuovo quadro legislativo, provvedendo in particolare a definire chiaramente gli obblighi di servizio pubblico e applicando norme trasparenti in materia di compensazione Fornire un quadro chiaro e trasparente per la selezione delle imprese incaricate di gestire un servizio di interesse generale In linea di principio, gli Stati membri dispongono di un ampio margine di discrezionalità per decidere come organizzare i servizi di interesse generale. In assenza di un'armonizzazione a livello comunitario, le autorità pubbliche competenti degli Stati membri sono sostanzialmente libere di decidere se fornire in prima persona un servizio di interesse generale o se affidare tale compito ad un altro ente (pubblico o privato) 30. Tuttavia, i fornitori di servizi di interesse economico generale, Per ulteriori dettagli cfr. la Comunicazione della Commissione sui servizi d'interesse generale in Europa, GU C 17 del , pag. 4 (paragrafi 28-30) e il Libro verde sui servizi di interesse generale, COM(2003) 270 del , paragrafi Per quanto riguarda i trasporti locali interni, la Commissione ha proposto una normativa che imporrebbe agli Stati membri di utilizzare le concessioni di servizio pubblico. Cfr. la proposta modificata di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'azione degli Stati membri in tema di obblighi di servizio pubblico e di aggiudicazione di contratti di servizio pubblico nel settore del trasporto di passeggeri per ferrovia, su strada e per via navigabile interna, GU C 151 E del , pag. 146 IT 15 IT16 ivi compresi i fornitori di servizi interni, sono costituiti da imprese e, in quanto tali, sono soggetti alle norme sulla concorrenza previste dal trattato 31. In pratica, gli Stati membri ricorrono sempre più spesso a regimi pubblico-privati, tra cui i contratti di progettazione-costruzione-finanziamento-gestione, le concessioni e la creazione di società a economia mista per garantire l'esecuzione di progetti infrastrutturali o l'erogazione di servizi di interesse generale. Nella consultazione pubblica è stata chiesta una maggiore chiarezza su diversi aspetti riguardanti le norme comunitarie applicabili a tali regimi, in particolare il campo di applicazione e il contenuto delle norme comunitarie che le autorità pubbliche sarebbero tenute a rispettare quando affidano una funzione di servizio pubblico ad un altro ente. Per chiarire le norme applicabili, la Comunità si è impegnata a semplificare e rendere più trasparenti le direttive in materia di appalti pubblici 32. Le nuove direttive, adottate dal Parlamento europeo e dal Consiglio lo scorso marzo, dovrebbero essere recepite da tutti gli Stati membri entro gennaio 2006, rendendo più facile il compito delle autorità aggiudicatrici interessate di adempiere agli obblighi di trasparenza previsti dal trattato CE. Inoltre, per stabilire se sia necessario proporre una normativa comunitaria dedicata in particolare alla trasparenza delle modalità di assegnazione delle concessioni di servizio da parte delle autorità pubbliche e ad altre forme di cooperazione tra il settore pubblico e privato, la Commissione ha adottato recentemente un Libro verde sui partenariati pubblico-privati nell'unione europea 33. Tale Libro verde avvia un ampia consultazione sugli aspetti dei partenariati pubblico-privati riguardanti gli appalti. La Commissione condurrà una consultazione pubblica sul Libro verde concernente gli aspetti dei partenariati pubblico-privati relativi agli appalti, presenterà, ove opportuno, entro la fine del 2004 delle proposte basate sui risultati della consultazione pubblica. Gli Stati membri dovrebbero garantire che i quadri nazionali relativi all assegnazione degli appalti di servizio pubblico siano basati su norme trasparenti e non discriminatorie Riconoscere pienamente l interesse generale legato ai servizi sociali e sanitari Il Libro verde sui servizi di interesse generale ha risvegliato un notevole interesse tra gli operatori del settore dei servizi sociali, ivi compresi i servizi sanitari, l assistenza Per ulteriori dettagli cfr. il Libro verde sui servizi di interesse generale, COM(2003) 270 del , paragrafi Direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi e direttiva 2004/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali, GU L 134 del , pag. 1 e pag. 114 Libro verde relativo ai partenariati pubblico-privati ed al diritto comunitario degli appalti pubblici e delle concessioni, COM(2004) 327 del IT 16 IT17 a lungo termine, i servizi previdenziali, i servizi per l'occupazione e i servizi di edilizia popolare. I servizi sociali di interesse generale svolgono un ruolo specifico in quanto parte integrante del modello europeo di società. I servizi sociali e sanitari di interesse generale, basati sul principio di solidarietà, si concentrano sulla persona e garantiscono che i cittadini possano beneficiare in maniera concreta dei propri diritti fondamentali e contare su un elevato livello di protezione sociale. Essi rafforzano inoltre la coesione sociale e territoriale. La fornitura, lo sviluppo e la modernizzazione di questi servizi contribuisce pienamente alla realizzazione degli obiettivi fissati dal Consiglio europeo di Lisbona nel marzo 2000 e in particolare dell obiettivo di creare una sinergia proficua tra politiche economiche, sociali e occupazionali. La consultazione pubblica ha rivelato che i fornitori di servizi sociali sono disposti a partecipare ad un processo di modernizzazione per rispondere meglio alle mutevoli esigenze dei cittadini europei. Tuttavia, essi hanno anche espresso l'esigenza di una maggiore chiarezza e prevedibilità per garantire un evoluzione armoniosa dei servizi sociali, ivi compresi i servizi sanitari. Sebbene in linea di principio la definizione delle funzioni e degli obiettivi dei servizi sociali e sanitari sia di competenza degli Stati membri, la normativa comunitaria può avere un impatto sui relativi mezzi di erogazione e di finanziamento. Un chiaro riconoscimento della distinzione tra mezzi e funzioni dovrebbe contribuire a creare maggiore chiarezza in relazione alla modernizzazione di tali servizi a fronte delle mutevoli esigenze dei consumatori, preservando nel contempo la loro natura specifica caratterizzata da requisiti particolari, tra cui, ad esempio, la solidarietà, il servizio volontario e l inclusione delle categorie vulnerabili. Il chiarimento di questa distinzione aiuterà in special modo gli Stati membri che utilizzano sistemi basati sul mercato nella fornitura di servizi sociali e sanitari a prevedere l'eventuale impatto che la normativa UE avrà su di essi. La decisione degli Stati membri di utilizzare tali sistemi o di erogare i servizi direttamente attraverso agenzie di Stato finanziate dalle tasse rimarrà ovviamente una scelta di carattere politico. La Commissione è dell avviso che sia utile sviluppare un approccio sistematico al fine di identificare e riconoscere le caratteristiche specifiche dei servizi sociali e sanitari di interesse generale e chiarire il quadro nell'ambito del quale essi possano essere gestiti e modernizzati. Questo approccio verrà illustrato in una comunicazione sui servizi sociali di interesse generale, compresi i servizi sanitari, che verrà adottata nel corso del La comunicazione esaminerà le politiche comunitarie associate alla fornitura dei servizi sociali e sanitari di interesse generale. Essa descriverà inoltre i modelli di organizzazione e gestione dei servizi sociali e sanitari nei singoli Stati membri. La descrizione verrà preparata in stretta collaborazione con gli Stati membri 34 e con le organizzazioni della società civile. In linea con i principi generali della Commissione in materia di valutazione, la comunicazione dovrebbe inoltre definire un meccanismo per l'analisi e la valutazione periodica dei quadri nazionali relativi all'erogazione dei servizi sociali di interesse generale. A tal fine dovrebbero essere applicati gli attuali metodi aperti di 34 In particolare con il Comitato di protezione sociale e con il neoistituito «Gruppo di alto livello sui servizi sanitari e l assistenza medica» IT 17 IT18 coordinamento nel settore dell'integrazione sociale e della protezione sociale. La Commissione ha proposto recentemente un metodo aperto di coordinamento nel settore dell'assistenza sanitaria e dell assistenza a lungo termine che potrebbe fornire un utile contributo alla divulgazione delle migliori pratiche nel settore dei servizi sanitari e fornire sostegno alle riforme avviate in questo campo 35. La Commissione sta inoltre portando avanti il processo di riflessione di alto livello sulla mobilità dei pazienti e sugli sviluppi dell'assistenza sanitaria ed ha adottato nell'aprile 2004 una comunicazione 36 che richiama i principi della giurisprudenza della Corte di giustizia europea e propone una serie di iniziative riguardanti ad esempio la condivisione delle capacità inutilizzate e l'assistenza transfrontaliera, l'identificazione e la creazione di una rete di centri europei di riferimento e il coordinamento della valutazione delle nuove tecnologie in campo sanitario. La decisione di accompagnamento istituisce un nuovo gruppo di alto livello incaricato di favorire la cooperazione tra gli Stati membri in questo settore. La Commissione presenterà una comunicazione sui servizi sociali e sanitari di interesse generale nel corso del 2005, promuoverà la collaborazione tra gli Stati membri nel settore dei servizi sanitari e dell'assistenza medica per contribuire a garantire un elevato livello di protezione sanitaria in tutta l'unione. Gli Stati membri dovrebbero migliorare la collaborazione nel settore dei servizi sanitari e dell'assistenza medica al fine di contribuire a garantire un elevato livello di protezione sanitaria in tutta l'unione Valutare i risultati e le prestazioni La consultazione pubblica ha confermato il parere della Commissione secondo il quale la valutazione delle prestazioni a livello comunitario e nazionale è fondamentale per garantire lo sviluppo di servizi di interesse generale accessibili, di alta qualità e a prezzi abbordabili in un contesto caratterizzato da costanti mutamenti. Inoltre, la maggior parte dei partecipanti concorda sul fatto che tale valutazione dovrebbe basarsi non soltanto su criteri di efficienza economica, bensì anche su criteri sociali, economici e ambientali di più ampio respiro. Negli ultimi anni la Commissione ha intensificato il suo lavoro di valutazione nel settore dei servizi di interesse generale. Per quanto riguarda le industrie in rete, la strategia di valutazione della Commissione comprende sia le valutazioni periodiche settoriali che quelle orizzontali e coinvolge anche le altre istituzioni e gli altri organi dell Unione europea nonché le varie parti interessate 37. Poiché la Commissione ha iniziato ad eseguire le sue valutazioni orizzontali nel 2001 e pubblicherà nel 2004 la Comunicazione della Commissione - Modernizzare la protezione sociale per sviluppare un'assistenza sanitaria ed un'assistenza a lungo termine di qualità, accessibili e sostenibili: come sostenere le strategie nazionali grazie al metodo aperto di coordinamento, COM(2004) 304 del Comunicazione della Commissione - Seguito del processo di riflessione di alto livello sulla mobilità dei pazienti e sugli sviluppi dell'assistenza sanitaria nell'unione, COM(2004) 301 del Per ulteriori dettagli cfr. la comunicazione della Commissione - Metodologia per la valutazione orizzontale dei servizi d'interesse economico generale, COM(2002)331 def. del IT 18 IT19 sua prima relazione di valutazione orizzontale basata interamente sulla metodologia presentata nel 2002, appare opportuno acquisire una maggiore esperienza nell'ambito di tale processo prima di elaborare ulteriori meccanismi di valutazione. Allo stesso tempo, vi è ancora spazio per un maggiore coinvolgimento di tutte le parti interessate. La Commissione valuterà pertanto come modificare le attuali metodologie e procedure per garantire la piena partecipazione di tutte le parti interessate, ivi compresi i consumatori, le autorità pubbliche, gli utenti, gli operatori e i dipendenti. Essa esaminerà inoltre l'esigenza di eventuali modifiche riguardo alla valutazione dell'impatto della liberalizzazione sui cittadini, le imprese e i loro dipendenti. Sarebbe utile operare una migliore integrazione tra le attuali iniziative di valutazione riguardanti specificatamente i servizi di interesse generale e gli altri strumenti generali di valutazione della Commissione. Ciò consentirebbe un approccio più globale e completo alla valutazione dei servizi di interesse generale, generando in tal modo un reale valore aggiunto senza aumentare il volume delle relazioni e delle statistiche a carico della Comunità, degli Stati membri, delle imprese e degli stessi cittadini. In tale contesto, il collegamento tra le suddette valutazioni settoriali e orizzontali, da una parte, e il pacchetto di attuazione (composto dalla relazione sugli indirizzi di massima per le politiche economiche, la relazione comune sull occupazione e la relazione sull'attuazione della strategia per il mercato interno e presentato insieme alla relazione per il Consiglio europeo di primavera), dall'altra, è fondamentale e va mantenuto. Inoltre, la valutazione dei servizi di interesse generale potrebbe essere proficuamente integrata nell'analisi periodica della Commissione delle diverse politiche comunitarie, soprattutto nel settore dei servizi sociali e sanitari. Come già previsto dalla comunicazione del 18 giugno 2002, sulla base dell'esperienza acquisita nell'applicazione della nuova metodologia, la Commissione esaminerà i propri meccanismi di valutazione (e il relativo campo di applicazione) quando procederà alla valutazione della sua strategia nel In tale occasione, essa esaminerà anche l'esigenza di ulteriori misure per migliorare la disponibilità e la qualità dei dati, lo scambio di informazioni e delle migliori pratiche e la partecipazione delle parti interessate. La Commissione presenterà nel 2004 la sua prima valutazione orizzontale sui servizi di interesse generale sulla base della propria metodologia di valutazione, esaminerà nel 2006 i meccanismi di valutazione per i servizi di interesse generale. Gli Stati membri dovrebbero assistere la Commissione nello sviluppo e nell'applicazione dei meccanismi di valutazione, dovrebbero considerare l'ipotesi di sviluppare, ove opportuno, strumenti di valutazione a livello nazionale, regionale e locale. IT 19 IT20 4.6. Riesame delle politiche settoriali Attualmente, la normativa settoriale a livello comunitario riguarda essenzialmente le grandi industrie in rete, come ad esempio le telecomunicazioni, i servizi postali, i trasporti e l'industria energetica, caratterizzate da una chiara dimensione transeuropea. Secondo la Commissione, la consultazione pubblica ha confermato tale approccio. Per quanto riguarda il settore idrico, la Commissione pubblicherà entro la fine dell'anno i risultati della valutazione da essa avviata 38. La consultazione pubblica ha confermato la pertinenza e l'importanza degli obblighi sui quali si basa l'attuale normativa specifica della Comunità e che figurano nel Libro verde (servizio universale, continuità, qualità del servizio, prezzi accessibili, protezione dell'utente e del consumatore, sicurezza, accesso e interconnettività). Ove opportuno, la Commissione proporrà l'adattamento di tali obblighi sulla base dei previsti riesami settoriali. Per quanto riguarda il pluralismo dei media, dalla consultazione pubblica è emerso che, alla luce delle differenze che esistono tra i vari Stati membri, allo stato attuale la questione dovrebbe essere affidata agli Stati membri. La Commissione condivide l'idea che attualmente non sarebbe opportuno presentare un'iniziativa comunitaria sul pluralismo e continuerà a seguire da vicino la situazione. Per quanto riguarda il quadro istituzionale relativo alla regolamentazione, è stata spesso sottolineata l'esigenza di una più stretta collaborazione tra la Commissione e le autorità nazionali di regolamentazione. La Commissione intende promuovere la creazione e lo sviluppo di una stretta collaborazione tra le autorità di regolamentazione nell'ambito delle relative reti 39. Ove opportuno, la Commissione formulerà delle proposte per rafforzare il quadro giuridico per tale collaborazione. La Commissione terrà conto dei suddetti pareri e di tutti gli altri risultati della consultazione pubblica sul Libro verde nell'ambito delle revisioni previste nei diversi settori. La Commissione incoraggerà la collaborazione delle autorità nazionali di regolamentazione nell'ambito delle relative reti, terrà conto dei risultati della consultazione pubblica sul Libro verde nell'ambito dei riesami già previsti nei diversi settori, in particolare: - riesame della portata del servizio universale nel settore delle comunicazioni elettroniche entro luglio riesame del pacchetto sulle comunicazioni elettroniche entro luglio riesame della direttiva sui servizi postali entro la fine del riesame del mercato interno dell'elettricità entro il 1 gennaio riesame del mercato interno del gas entro il 1 gennaio riesame della direttiva Televisione senza frontiere all'inizio del valutazione del settore idrico entro la fine del (Per ulteriori dettagli cfr. la tabella parziale riportata in allegato). Gli Stati membri Strategia per il mercato interno - Priorità , COM(2003)238 del Per ulteriori dettagli cfr. punti dell allegato del Libro verde sui servizi di interesse generale IT 20 IT Vedere altro
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