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Timestamp: 2019-01-16 23:22:20+00:00

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Tribunale di Pescara - ordinanza 26 gennaio 2018 - Est. De Rensis
In caso di inadempimento all'obbligo verso il figlio minore, pur operando una presunzione semplice di incapacità di quest’ultimo di produrre reddito proprio (ed essendo peraltro prova dello stato di bisogno del minore il fatto che egli disponga di una retribuzione derivante dalla propria attività lavorativa), non è sussumibile sub art. 570 co. 2 n. 2 c.p. la condotta del genitore che pur non versando quanto stabilito dal giudice civile non determini con il proprio inadempimento la mancanza di mezzi di sussistenza per il minore, non essendo la fattispecie posta a tutela del mero inadempimento civilistico.
Integra invece il delitto previsto dall’art. 12 sexies L. n. 898/1970 (oggi art. 570 bis c.p.) anche il solo inadempimento dell’obbligazione civile costituita dalla corresponsione della somma fissata dal giudice, prescindendo la tutela penale dallo stato di bisogno dell’avente diritto, e ben essendo sufficiente ad integrare il reato anche il versamento solo parziale in favore di figli minori.
Tribunale di Teramo – ordinanza 26 gennaio 2018 - Pres. Iacoboni - est. Tetto
Intercettazioni telefoniche - Art. 268 c.p.p. - Procedura di stralcio delle registrazioni e dei verbali - Competenza.
Al giudice del dibattimento è riconosciuta la possibilità di procedere alla selezione delle comunicazioni utilizzabili e non manifestamente irrilevanti, destinate alla trascrizione mediante perizia (con stralcio delle rimanenti), celebrando, nel confronto dialettico tra le parti, un’udienza a porte chiuse, in applicazione estensiva dell’art. 472 comma 2 c.p.p.-
Tribunale di Chieti - Sez. Dist. Ortona - ordinanza 22 marzo 2018 - Est. Ribaudo
(parte 1 - - - parte 2)
Ordine di esecuzione - Art. 656 co. 5 c.p.p. - Efficacia nel tempo della sent. n. 43/2018 Corte Cost.
La pendenza del ricorso per Cassazione avverso l’ordinanza di rigetto dell’istanza di annullamento e/o di sospensione dell’ordine di esecuzione della pena detentiva superiore a tre anni ma inferiore a quattro impone di ritenere non esaurito il procedimento esecutivo. Il rapporto esecutivo deve perciò intendersi sottoposto alla nuova disciplina regolatrice dettata dall’art. 656 comma 5 c.p.p. come “modificato” dalla pronuncia della Corte Costituzionale n. 43/2018 (intervenuta dopo la prima ordinanza di rigetto), dovendosi pertanto ritenersi operante la sospensione dell’ordine di esecuzione delle pene non superiori a quattro anni e quindi dichiarare temporaneamente inefficace l’ordine di esecuzione della pena e ordinare l’immediata liberazione del condannato, se non detenuto per altra causa.
Tribunale di Pescara – est. de Rensis – sentenza 19 gennaio 2018
Truffa con accredito su carta di pagamento ricaricabile – Consumazione del reato - Competenza per territorio
Nel delitto di truffa, quando il profitto è conseguito mediante accredito su carta di pagamento ricaricabile (nella specie “postepay”), il tempo e il luogo di consumazione del reato sono quelli in cui la persona offesa ha proceduto al versamento del denaro sulla carta, poiché tale operazione ha realizzato contestualmente sia l’effettivo conseguimento del bene da parte dell’agente, che ottiene l’immediata disponibilità della somma versata e non un mero diritto di credito, sia la definitiva perdita dello stesso bene da parte della vittima”
Corte d’Appello de L’Aquila - sentenza 24 novembre 2016 - Pres. Catelli, Rel. Tascone
3. L’impossibilità per il Giudice dell’esecuzione di applicare l’art. 669 o l’art. 671 c.p.p. configura un vuoto di tutela giurisidizionale, che pone il dubbio della compatibilità dell’art. 671 c.p.p. sia con l’art. 3 co. 1, sia con l’art. 24 della Carta costituzionale, per rimanere il condannato soggetto al cumulo di una pluralita` di condanne emesse per un unico reato (avendo il reo diritto ad una valutazione unitaria delle condotte oggetto delle plurime sentenze di condanna la quale, da un lato, eviti il cumulo delle condanne frazionate irrogate in relazione ad un reato unico, e dall’altro commisuri la sanzione all’effettiva e complessiva offesa arrecata con tutte le condotte oggetto dei giudizi; non avendo il cumulo derivante dall’occasionale pluralità di condanne per un reato unico alcuna giustificazione razionale, ma anzi determinando un trattamento deteriore anche rispetto ai casi disciplinati dall’art. 671 c.p.p., che non possono essere ritenuti meno gravi rispetto ai casi di pluralità di reati avvinti dal concorso formale o dall’esecuzione del medesimo disegno criminoso; risultando tale pluralità di condanne determinata da eventi indipendenti dalla condotta e dalle scelte del reo, riconducibili essenzialmente alle modalità ed ai tempi con quali sono stati esercitati i diritto di querela e l’azione penale per le singole frazioni della condotta contestata ed al mancato raccordo dei procedimenti penali cosi` incardinati, finalizzato alla loro riunione).
Tribunale di Chieti - ordinanza 21 giugno 2017 – G.U.P. De Ninis
Misure cautelari - Poteri del Giudice - Correlazione tra imputazione provvisoria ed ordinanza
In materia cautelare - non essendo stata ancora esercitata l’azione penale ed essendo l’imputazione provvisoria e modificabile, sia per l’intervento di nuovi elementi di prova sia per l’eventuale riconsiderazione e riqualificazione di quelli già acquisiti - i diritti della difesa sono rispettati se la struttura dei reati per cui si procede è adeguatamente descritta nel provvedimento del G.I.P., senza che il contenuto dell’imputazione provvisoria elevata dal P.M. possa costituire alcun vincolo, sotto il profilo della contestazione fattuale, per l’adozione del provvedimento richiesto.
Tribunale di Pescara - sentenza 21 giugno 2017 – est. De Lutiis
Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone (art. 659 c.p.) - Discrimine tra la fattispecie di cui all’art. 659 co. 1 c.p. e quella di cui all’art. 659 co. 2 c.p. - Nozione di disturbo
1. L’elemento distintivo tra le due autonome fattispecie di reato enunciate nei due commi dell’art. 659 c.p. è costituito in primo luogo dalla fonte del rumore prodotto: laddove le vibrazioni sonore non siano causate dall’esercizio dell’attività lavorativa, ricorre l’ipotesi di cui all’art. 659 comma 1 c.p.; mentre laddove esso provenga dall’esercizio di una professione o di un mestiere rumorosi si è nell’alveo del secondo comma. Il primo comma richiede poi l’accertamento in concreto dell’avvenuto disturbo ad un numero indeterminato di persone (e non solo, ad esempio, ad un unico nucleo familiare), mentre l’ipotesi contemplata nel secondo comma prescinde dalla verificazione del disturbo, ricorrendo una sorta di presunzione legale di rumorosità collegata al verificarsi dell’esercizio del mestiere rumoroso al di là dei limiti tempo-spaziali e/o delle modalità di esercizio imposte dalla legge, dai regolamenti o da altri provvedimenti adottati dalle competenti autorità.
2. Ai fini della configurabilità della fattispecie di cui all’art. 659, comma 2 c.p., l’ipotesi del mestiere di per se stesso rumoroso va tenuta distinta da quella dell’uso, nel corso di qualsiasi attività, di mezzi rumorosi, giacché in quest’ultimo caso trova applicazione non il secondo, bensì il primo comma della medesima norma, sempre che vi sia stato concreto disturbo al riposo e alle occupazioni delle persone.
Tribunale di Pescara - sentenza 28 febbraio 2017 – est. D’Arcangelo
Reati contro il patrimonio - Estorsione (art. 629 c.p.) - Truffa aggravata dall’avere ingenerato nella persona offesa il timore di un pericolo immaginario (art. 640 co. 2 n. 2 c.p.) – Distinzione
Tribunale di Pescara - sentenza 16 marzo 2017 – Pres. Di Fine - est. Medica
Chiamata in correità - Requisiti - Vizio della circolarità - Delitti contro la P.A. - Induzione indebita (art. 319 quater c.p.) - Concussione (art. 317 c.p.) – Distinzione
Tribunale di Pescara - Ordinanza 4 aprile 2017 – Giudice D’Arcangelo
Legittimo impedimento del difensore – Rinvio a mezzo telefax tempestiva inviata al giudice procedente – Ammissibile – Nullità della sentenza che non si pronuncia sull’istanza – Sussiste
L'inoltro a mezzo telefax della richiesta di rinvio per legittimo impedimento del difensore è ammissibile e determina la nullità della sentenza successivamente pronunciata ove il giudice abbia omesso di pronunciarsi sull'istanza, purché la comunicazione sia tempestiva e la trasmissione sia fatta ad un numero di fax della cancelleria del giudice procedente e non invece ad un qualsiasi numero di fax dell'ufficio giudiziario [N.d.r. Fattispecie in cui il giudice del dibattimento ha respinto l’eccezione di nullità del decreto che dispone il giudizio, sollevata dal difensore dell’imputato in quanto il GUP non aveva deciso sulla richiesta di rinvio per legittimo impedimento, in quanto l’istanza era stata trasmessa a mezzo fax ma all’utenza dell’ufficio del dibattimento e non a quella dell’ufficio del giudice per le indagini preliminari].
Tribunale di Pescara - Ordinanza di archiviazione 22 febbraio 2017 – G.I.P. Bongrazio
Reati contro il patrimonio – Delitti - Usura (art. 644 c.p.) - Configurabilità del reato mediante computabilità della CMS nella quantificazione del TEGM sino al dicembre del 2009 – Esclusione - Configurabilità del delitto di usura mediante cumulabilità tra tasso di interesse corrispettivo e tasso di mora – Esclusione
1. Per i rapporti bancari esauritisi prima dell'1 gennaio 2010, allo scopo di valutare il superamento del tasso soglia nel periodo rilevante, non deve tenersi conto delle CMS applicate dalla banca ma occorre procedere ad un apprezzamento nel medesimo contesto di elementi omogenei di remunerazione bancaria, al fine di pervenire alla ricostruzione del tasso soglia usurario [cfr. Cass. civ. Sez. I, 22.6.2016].
2. L'art. 644, c. 1, c.p. si riferisce ad interessi “in corrispettivo” di una prestazione di denaro o di altra utilità, indicando chiaramente come il legislatore richieda la corrispettività degli interessi ai fini usurari, e conseguentemente che ad essere colpiti dalla normativa antiusura sono solo gli interessi corrispettivi (ovvero gli interessi che hanno la sola funzione di remunerazione concordata del mutuante per l'impiego del denaro fornito al mutuatario, nel periodo stabilito nel contratto in cui non è – ancora – esigibile la restituzione del capitale, laddove gli interessi moratori hanno invece la funzione, analoga a quella della clausola penale - di cui possono considerarsi ipotesi speciale - di predeterminazione del danno derivante dal ritardo, con la duplice finalità di eliminare ogni contenzioso sulla misura e sulla prova di tale danno e di costituire adeguato incentivo al rispetto degli impegni e delle scadenze assunte, così contenendo il rischio di insolvenza per il creditore).
Tribunale di Pescara - sentenza 16 febbraio 2017
Calunnia – Reato di pericolo – Sussistenza di causa tipica di non punibilità – Esclusione
Essendo la calunnia un reato di pericolo, per la cui configurazione è sufficiente anche l'astratta possibilità dell'inizio di un procedimento penale, una tale possibilità resta esclusa nell'ipotesi in cui l'esercizio dell'azione penale sia paralizzato, poiché ricorre una causa tipica di non punibilità, come tale confluente nella dimensione del fatto tipico, qual è quella di cui all’art. 649 c.p.
Tribunale di Pescara - sentenza 13 ottobre 2016 – G.U.P. Di Carlo
Reati contro il patrimonio - Fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona (art. 642 c.p.) – Bene giuridico protetto e conseguente titolarità del diritto di querela
Posto che il reato di cui all'art. 642 c.p. ha natura monoffensiva in quanto tutela esclusivamente l'inviolabilità del patrimonio degli enti assicurativi, ossia l'interesse di questi a non subire danni patrimoniali pagando indennizzi non dovuti, soggetti passivi del detto reato devono considerarsi unicamente le compagnie assicuratrici che hanno subito la frode e, come tali, unici soggetti legittimati a proporre querela.

References: art. 570
 art. 570
 Art. 268
 Art. 656
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 Cass. 
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