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Timestamp: 2018-02-23 22:47:11+00:00

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CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE MATTIOLI, GARDIOL. Regolamentazione dell attività delle imprese di lavanderia e tintoria - PDF
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1 Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 625 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI MATTIOLI, GARDIOL Regolamentazione dell attività delle imprese di lavanderia e tintoria Presentata il 9 maggio 1996 ONOREVOLI COLLEGHI! Nelle precedenti legislature furono presentate proposte di legge per la regolamentazione dell attività delle imprese di lavanderia e tintoria. Nonostante l urgenza di dare una legge quadro anche a questo settore, le proposte di legge non giunsero all approvazione, anche se contribuirono ad aprire un dibattito che portò le associazioni di categoria a formulare alcune proposte di modifica. Convinti tuttora dell urgenza di tale iniziativa di legge, abbiamo ritenuto utile procedere alla ripresentazione del medesimo testo di legge presentato nella XII legislatura (A.C. 1831) che, partendo dalla proposta di Sanese ed altri, (A.C. 937, XI legislatura), recepisce quelle modifiche avanzate dalle associazioni di categoria che noi abbiamo considerato apprezzabili. Pertanto il seguito di questa illustrazione riprende, con le opportune modifiche, gli elementi della relazione che accompagnava la proposta di legge assunta come base di partenza. I problemi delle imprese di lavanderia, pulitura a secco e tintoria, comprendendo in tale definizione anche le attività di smacchiatoria, stireria ed affini in genere, nonché i servizi di raccolta e recapito, hanno sempre più evidenziato una situazione di crisi del comparto, dovuta sia alla carenza di una disciplina organica in sede nazionale, sia alla mancanza di una regolamentazione sostanzialmente omogenea a livello locale.
2 Atti Parlamentari 2 Camera dei Deputati 625 Sono questi gli elementi che invece dovrebbero costituire il presupposto per lo svolgimento di una attività imprenditoriale professionalmente qualificata, esercitata secondo termini di correttezza e regolarità, in una dimensione di sicurezza sul lavoro, di efficiente tutela degli interessi degli utenti e, nel complesso, di una effettiva e reale tutela dello sviluppo e dell avanzamento, anche di natura tecnologica, della categoria. Per di più, si nota che la mancanza di una apposita regolamentazione di carattere nazionale comporta per gli operatori italiani il rischio reale di vedersi imporre a livello europeo una regolamentazione giuridica modellata sulle leggi di disciplina esistenti negli altri Paesi, che sono state predisposte tenendo conto di realtà socioeconomiche diverse ed, a volte, addirittura in contrasto con la nostra. A tali fini, ed anche per prevenire e reprimere le forme di lavoro abusivo, con principale riferimento al cosiddetto «ambulantato», è quanto mai opportuna la presenza di una disciplina specifica del settore in armonia con i princìpi della legge-quadro per l artigianato che, oltre a tutelare i legittimi interessi del medesimo, possa rappresentare una garanzia per l utenza e per la cittadinanza in generale. I profili di fondo dell iniziativa legislativa in esame si incentrano sulla necessità di prevedere l identificazione del profilo professionale dell esercente l attività in esame, con particolare riguardo alla qualità di imprenditore artigiano, con i relativi requisiti di qualificazione professionale, e di stabilire i criteri ed i princìpi cui si dovranno attenere i piani regionali di sviluppo ed i regolamenti comunali ivi previsti. Il tutto nell ottica del decentramento istituzionale voluto dalla Costituzione e definito dalla legge 8 giugno 1990, n. 142 sulle autonomie locali, che detta precise norme sul riparto delle competenze tra lo Stato, le regioni e gli altri enti locali. In particolare, la proposta di legge quadro in esame, nel fissare i princìpi dell attività della regione, agli articoli 1 e 2 contiene in effetti una rilevante valorizzazione del ruolo dell ente regionale, che dovrà stabilire su base locale e territoriale le linee sulle quali si devono muovere le specifiche regolamentazioni comunali dell attività di tintoria e lavanderia. A livello nazionale è stabilito invece, con l articolo 3, il principio della necessità della qualificazione professionale degli operatori del settore e sono fissati i presupposti per il riconoscimento della medesima, sulla base del superamento di appositi corsi di qualificazione professionale, oppure in considerazione della maturazione di determinate esperienze lavorative. Infine, all articolo 4 è previsto un apposito regime sanzionatorio per i soggetti che esercitano le attività in esame senza i prescritti requisiti, sia personali che autorizzatori. Ciò al fine di prevenire e combattere quelle forme di lavoro abusivo che sono presenti nel comparto in esame e che, come è noto, recano un notevole danno economico e di mercato agli operatori autorizzati e qualificati, comportando anche l assunzione di notevoli rischi da parte dell utenza. In conclusione, si richiama ancora l attenzione del Parlamento sulla necessità di pervenire, nei tempi più brevi, all approvazione della presente proposta di legge, a mezzo della quale si potrà senz altro ottenere un sistema giuridico in materia di attività di lavanderia, pulitura a secco e tintoria, maggiormente rispondente alle esigenze di certezza giuridica ed operativa degli operatori e, soprattutto, dell utenza.
3 Atti Parlamentari 3 Camera dei Deputati 625 PROPOSTA DI LEGGE ART. 1. (Ambito di applicazione e programmi regionali). 1. Al fine di assicurare uno sviluppo del settore compatibile con le effettive esigenze del contesto sociale e le potenzialità del mercato e sulla base dell analisi della realtà imprenditoriale, le regioni emanano norme di programmazione delle attività delle imprese di lavanderia, pulitura a secco, tintoria di abiti ed indumenti, smacchiatura, stireria ed affini in genere, esclusivamente per il servizio rivolto al pubblico, dettando disposizioni ai comuni per l adozione di regolamenti che si uniformino alla disciplina di cui alla presente legge. 2. L attività regionale di cui al comma 1, deve informarsi ai seguenti criteri generali: a) preparare un progetto di razionalizzazione e di sviluppo qualitativo del settore, eventualmente stabilendo i limiti minimi e massimi delle concentrazioni in relazione agli abitanti anche differenziati per aree di insediamento, sia nei centri storici sia nelle nuove aree residenziali; b) stabilire il riferimento, per quel che attiene ai rapporti con l utenza privata, agli usi ed alle consuetudini raccolti dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura; c) definire indirizzi per la regolamentazione relativa ai requisiti di sicurezza dei locali e delle apparecchiature, alle cautele di esercizio, alle condizioni sanitarie per gli addetti, in conformità alle leggi nazionali in materia di igiene, sanità, sicurezza; d) prevedere un apposito regime autorizzatorio per le imprese di cui al comma 1 che svolgano l attività in forma itinerante, fissando princìpi ai fini dell indivi-
4 Atti Parlamentari 4 Camera dei Deputati 625 duazione dei relativi requisiti di sicurezza ed igienico-sanitari, di locali, impianti e mezzi di trasporto. ART. 2. (Requisiti di qualificazione professionale). 1. Ai fini dell esercizio delle attività previste dal comma 1 dell articolo 1, deve essere conseguita apposita qualificazione professionale: a) dal titolare di impresa iscritta nell albo delle imprese artigiane a norma dell articolo 5 della legge 8 agosto 1985, n. 443; nel caso in cui l impresa artigiana sia esercitata in forma societaria, la qualificazione deve essere conseguita da almeno uno dei soci; b) dal titolare o dagli addetti di imprese industriali, o in altra forma esercitate, iscritte al registro delle ditte di cui al testo unico approvato con regio decreto 20 settembre 1934, n. 2011, preposti a centri autonomi di esercizio dell attività. 2. I soggetti di cui al comma 1 conseguono la qualificazione professionale ivi prevista mediante: a) conseguimento di un attestato di qualifica al termine dei corsi di qualificazione professionale della durata di due anni, organizzati od autorizzati dalle regioni ai sensi della legge 21 dicembre 1978, n. 845; b) prestazione di opera professionale qualificata svolta in posizione subordinata da almeno due anni presso le imprese di cui al comma 1 dell articolo 1, escluso il periodo computato ai fini dell apprendistato; c) conseguimento di un titolo di studio a carattere tecnico o professionale in materia attinente all attività. 3. Sono inoltre qualificati i soci ed i collaboratori familiari del titolare che abbiano partecipato professionalmente e personalmente all esercizio dell impresa per
5 Atti Parlamentari 5 Camera dei Deputati 625 un periodo non inferiore a due anni, e che lo attestino anche mediante dichiarazione resa e sottoscritta ai sensi dell articolo 4 della legge 4 gennaio 1968, n Tutti gli esercizi di raccolta e recapito da parte delle imprese previste al comma 1 dell articolo 1, ovunque svolti in sede fissa od in forma itinerante, debbono essere gestiti dal titolare, da un socio o dipendente delle imprese medesime, oppure devono essere vincolati alle stesse da regolare contratto di appalto. 5. I programmi e le modalità di svolgimento dei corsi di cui al comma 2, lettera a), sono ispirati a criteri di uniformità a livello nazionale e sono definiti dalle regioni, sentite le associazioni regionali delle organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative a livello nazionale. ART. 3. (Norme transitorie). 1. In sede di prima applicazione della presente legge sono qualificati, ai sensi dell articolo 2, i titolari o soci di imprese artigiane iscritte nell albo di cui all articolo 5 della legge 8 agosto 1985, n. 443, che alla data di entrata in vigore della presente legge esercitino l attività di cui all articolo 1, nonché i collaboratori familiari del titolare che abbiano partecipato professionalmente all attività dell impresa per un periodo non inferiore a due anni. Sono altresì qualificati i soggetti preposti a mansioni inerenti alla diretta prestazione del servizio delle imprese industriali o in qualsiasi altra forma esercitate, che abbiano esercitato tale attività per almeno due anni. 2. Le imprese che alla data di entrata in vigore della presente legge esercitino le attività di cui all articolo 1 sono autorizzate a continuare l attività stessa fino all emanazione dei prescritti regolamenti comunali. 3. Le regioni definiscono i criteri ed i termini per l adeguamento delle imprese ai requisiti stabiliti dalla regolamentazione comunale.
6 Atti Parlamentari 6 Camera dei Deputati 625 ART. 4. (Regime sanzionatorio). 1. Nei confronti di chi esercita le attività di cui all articolo 1 senza i requisiti professionali di cui alla presente legge, è inflitta dalla competente autorità regionale la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire un milione a lire cinque milioni, con le procedure di cui alla legge 24 novembre 1981, n Nei confronti di chi esercita le attività di cui all articolo 1 senza l autorizzazione comunale, è inflitta, con le stesse procedure di cui al comma 1, la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire un milione a lire due milioni.

References: articolo 3
 articolo 4
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 ART. 2
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 articolo 5
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