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Timestamp: 2017-11-24 01:52:25+00:00

Document:
Corte Costituzionale, sentenza 12 febbraio 2014 (dep. 25 febbraio 2014), n. 32
Costituzionalmente illegittima la distinzione tra droghe pesanti e droghe leggere, ma per "abuso" di conversione
Corte di Cassazione, Sezione IV Penale, Sentenza 17 febbraio 2011 (dep. 28 giugno 2011), n. 25674
La coltivazione domestica di una piantina di marijuana posta in un piccolo vaso sul terrazzo di casa, avente un principio attivo di 16 mg, è del tutto inidonea ad offendere i beni giuridici tutelati dalla norma incriminatrice.
Tribunale di Ferrara, Sentenza 25 giugno 2009, n. 296
Sentenza di proscioglimento, a seguito di richiesta di emissione di decreto penale di condanna, con cui si è ritenuto che lo stato di alterazione psicofisica, rilevante ai fini della configurabilità del reato di cui all'art. 187 C.d.S., non possa essere desunto dalla mera presenza di metaboliti evidenziata dalle analisi, poiché le tracce degli stessi permangono nelle urine anche dopo la fine dell'efficacia del principio attivo.
Tribunale di Ferrara, Sezione Riesame, Ordinanza 3 dicembre 2008; Pres. estensore Caruso; ric. A.C.
La mera messa in vendita o anche la pubblicazione su siti internet della vendita di cose propedeutiche alla coltivazione di piante stupefacenti non integra la condotta di istigazione all’uso di sostanze stupefacenti.
Cassazione Penale, Sezione Unite Penali, sentenza 24 aprile 2008 (dep. 10 luglio 2008), n. 28605
La condotta di coltivazione (punibile fino dal momento di messa a dimora dei semi) si caratterizza, rispetto agli altri delitti in materia di stupefacenti, quale fattispecie contraddistinta da una notevole "anticipazione" della tutela penale e dalla valutazione di un "pericolo del pericolo", cioè del pericolo, derivante dal possibile esito positivo della condotta, della messa in pericolo degli interessi tutelati dalla normativa in materia di stupefacenti. In tale prospettiva, anche qualora si ritenga che la salvaguardia immediata della "salute individuale" costituisca, all'esito del referendum abrogativo del 1993, un aspetto della tutela penale in parte ridimensionato, la pericolosità della condotta di coltivazione si correla, nella valutazione della Corte di Cassazione, alle esigenze di tutela della "salute collettiva" connesse alla valorizzazione del "pericolo di spaccio" derivante dalla capacità della coltivazione, attraverso l'aumento dei quantitativi di droga, di incrementare le occasioni di cessione della stessa ed il mercato degli stupefacenti fuori del controllo dell'autorità. E' fatta peraltro salva l’offensività specifica della singola condotta in concreto accertata.
Giudice dell'Udienza Preliminare presso il Tribunale di Bologna, Sentenza 25 settembre 2007 (dep. 10 ottobre 2007), n. 1392
La coltivazione di piante da cui possano ricavarsi sostanze stupefacenti che rimane nell’ambito concettuale della c.d. coltivazione domestica, ricade, pur dopo la novella introdotta con la L. n. 49 del 2006 di conversione del D.L. n. 272 del 2005, nella nozione, di genere e di chiusura, della detenzione, sicché occorre verificare se, nella concreta vicenda, essa sia destinata ad uso esclusivamente personale del coltivato: in caso affermativo, ne va esclusa la punibilità.
Giudice dell'Udienza Preliminare presso il Tribunale di Napoli, Sentenza 29 novembre 2006, n. 2438
I superamento dei limiti quantitativi di sostanza stupefacente stabiliti con decreto ministeriale costituisce mero indizio di destinazione allo spaccio e non presunzione assoluta
Corte di Cassazione, Sezione VI Penale, Sentenza 5 aprile 2006 (dep. 3 maggio 2006), n. 15184 /2006 (475/2006)
Il ricorso per cassazione inammissibile preclude l'applicazione della norma sanzionatoria più favorevole sopravvenuta nelle more (applicazione in tema di nuove sanzioni per il reato di cui all'art. 73 dpr n.309/90)
Corte di Cassazione, Sezione I Penale, Sentenza 28 marzo 2006 (dep. 10 aprile 2006), n. 12638/2006
La L. 21 febbraio 2006, n. 49 (cd. legge fini) ha esteso il regime di applicabilità del reato continuato - istituto di diritto sostanziale, come tale rientrante nella disciplina dell’articolo 2 del Cp, per cui si applica la disposizione più favorevole al reo - a reati commessi in relazione allo stato di tossicodipendenza.
Ddl C6297 XIV Legislatura - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 272, recante misure urgenti per garantire la sicurezza ed i finanziamenti per le prossime Olimpiadi invernali, nonché la funzionalità dell'Amministrazione dell' interno. Disposizioni per favorire il recupero di tossicodipendenti recidivi
Approvate definitivamente il 7 febbraio 2006 anche le nuove norme sugli stupefacenti. In corso di pubblicazione sulla GU (link al sito del Parlamento)
Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza 26 gennaio (dep. 2 marzo 2011) n. 8366
L'uso di gruppo di sostanza stupefacente non è punibile anche dopo la riforma del 2006, qualora sia sin dall'inizio manifesta la comune e condivisa volontà di procurarsi la sostanza destinata al paritario consumo personale.

References: sentenza 
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