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Timestamp: 2019-11-20 19:28:41+00:00

Document:
Pieve di Soligo, 26.1.1945
Località Pieve di Soligo, Pieve di Soligo, Treviso, Veneto
Descrizione: Il 24 gennaio 1945 i fanti di marina del Battaglione ‘Sagittario’ (insediati presso le scuole di Pieve di Soligo) fermarono una ragazza di Miane soprannominata ‘L’Americana’, che ritenevano essere a conoscenza dei rifugi dei ‘ribelli’. Lei ammise solo di aver sentito dire che c’erano delle baite in montagna in cui erano state depositate delle armi all’epoca dell’armistizio e quella stessa sera fu costretta ad accompagnare un ufficiale e un paio di squadre di marò nel tentativo di recuperare quegli armamenti. La ricerca fu lunga e infruttuosa, tuttavia i militari entrarono per caso in una baracca in cui dormivano quattro partigiani e una ragazza, e li catturarono (Bortolin, Pontieri, Possamai e Violini; la ragazza, una staffetta, si chiamava Irma Possamai).
Rientrando a Pieve con i prigionieri, lungo la strada tra Miane a Follina i marò si imbatterono in due individui che procedevano a piedi con le biciclette alla mano: al controllo risultarono armati e li arrestarono (Sasso e Zanella).
Il 25 gennaio gli ufficiali della Decima di stanza a Pieve di Soligo riunirono un cosiddetto Tribunale di guerra che, interrogati i detenuti, li condannò a morte. Le ragazze, invece, furono rilasciate.
Il 26 gennaio i prigionieri furono disposti lungo il muro di cinta esterno del cimitero di Pieve di Soligo e passati per le armi da un plotone di esecuzione.
Tra i fucilati c’era Marino Zanella (‘Amedeo’), comandante della Brigata ‘Mazzini’, ma nessuno si accorse del suo ruolo finché i documenti trovatogli addosso non furono sottoposti al vaglio dell’Ufficio ‘I divisionale a Conegliano; il comandante dell’Ufficio, tenente Bertozzi, si affrettò a recarsi Pieve di Soligo nella speranza di interrogare l’importante prigioniero, ma giunse troppo tardi.
Estremi e note penali: CAS di Treviso, sentenza n. 46/46 del 1° luglio 1947, RG 147/46, RGPM 54/46, a carico di Rosellini Angelo e altri appartenenti al Battaglione ‘Sagittario’, e relativa istruttoria.
Il tenente Rosellini in primo grado fu condannato all’ergastolo, tuttavia in sede di revisione del processo riuscì a dimostrare che all’epoca dei fatti era privo di poteri perché destinato ad altro reparto, e fu assolto (Corte di Assise di Appello di Venezia, 1953). Pertanto ogni responsabilità decisionale fu fatta ricadere sul comandante del Battaglione capitano Ugo Franchi, peraltro deceduto a fine guerra e impossibilitato a replicare.
Il tenente Grosso, che secondo la Corte aveva diretto il plotone di esecuzione, fu condannato a 15 anni di reclusione, ridotti a 12 nel 1947; la Corte di Cassazione il 1° aprile 1948, accogliendo il suo ricorso, annullò nei suoi confronti la sentenza di primo grado senza rinvio a nuovo giudizio, pertanto l’ex ufficiale fu rimesso in libertà.
Il tenente Bonichi, comandante di Compagnia, caduta ogni sua responsabilità per insufficienza di prove, fu amnistiato e scarcerato.
Annotazioni: La ragazza soprannominata ‘L’Americana’, accusata di avere indicato il rifugio dei catturati, di lì a qualche tempo fu uccisa dai partigiani perché considerata una spia; in realtà è molto probabile che non avesse avuto alcuna parte nella cattura, dovuta solo alla fatalità, e che neppure avesse riconosciuto e denunciato ‘Amedeo’, come fu detto, perché i marò conobbero il suo ruolo di comandante solo a fucilazione avvenuta.
Inoltre si è sostenuto che dopo la cattura i prigionieri furono seviziati e torturati pesantemente, tuttavia il parroco di Pieve monsignor Domenico Martini che si recò a visitarli in cella e che li assistette al momento della fucilazione, non fece alcun cenno a ciò (deposizione istruttoria del 7 giugno 1946); anche l’ex furiere del ‘Sagittario’ nella ricostruzione epistolare rilasciata nel 1998, pur dichiarando di avere verbalizzato il procedimento del Tribunale di Guerra e di avere fatto parte del plotone di esecuzione, afferma che i detenuti, a parte qualche schiaffo durante gli interrogatori, non furono mai maltrattati.
Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-01-05 14:25:56
1.	Bortolin Antonio (‘Bepi’), classe 1922, agricoltore, di Miane, Brigata ‘Mazzini’;
2.	Pontieri Salvatore (‘Totonno’), di Savelli (Catanzaro), Brigata ‘Mazzini;
3.	Possamai Giovanni (‘Lavaredo’), classe 1922, manovale, di Mura di Cison, Brigata ‘Mazzini’;
4.	Sasso Leone (‘Resistere’), classe 1894, di Cison di Valmarino, operaio, Brigata ‘Mazzini’;
5.	Violini Maurizio (‘Violini’), classe 1910, di Follina, operaio, Brigata ‘Mazzini’;
6.	Zanella Marino (‘Amedeo’), classe 1908, di Segusino, operaio, già combattente nella guerra di Spagna contro i franchisti, comandante della Brigata ‘Mazzini’.
Note responsabile Tenente, classe 1919, di Salerno, vicecomandante di Compagnia.
Note procedimento CAS di Treviso, sentenza n. 46/46 del 1° luglio 1947, RG 147/46, RGPM 54/46, a carico di Rosellini Angelo e altri appartenenti al Battaglione ‘Sagittario’, e relativa istruttoria. Corte di Assise di Appello di Venezia, sentenza n. 2/53 del 27.05.1953 a carico di Rosellini Angelo. Il tenente Grosso, che secondo la Corte aveva diretto il plotone di esecuzione, fu condannato a 15 anni di reclusione, ridotti a 12 nel 1947; la Corte di Cassazione il 1° aprile 1948, accogliendo il suo ricorso, annullò nei suoi confronti la sentenza di primo grado senza rinvio a nuovo giudizio, pertanto l’ex ufficiale fu rimesso in libertà.
Nome del reparto 3. Compagnia/Battaglione “Sagittario”/X Mas
Alfredo Bonichi
Cognome Bonichi
Note responsabile Tenente, classe 1917, di Shangai, residente a Varese, comandante di Compagnia.
Note procedimento CAS di Treviso, sentenza n. 46/46 del 1° luglio 1947, RG 147/46, RGPM 54/46, a carico di Rosellini Angelo e altri appartenenti al Battaglione ‘Sagittario’, e relativa istruttoria. Corte di Assise di Appello di Venezia, sentenza n. 2/53 del 27.05.1953 a carico di Rosellini Angelo. Il tenente Bonichi, comandante di Compagnia, caduta ogni sua responsabilità per insufficienza di prove, fu amnistiato e scarcerato.
Note responsabile Tenente, classe 1915, di Ponte Buggianese (Pistoia), vicecomandante del reparto e responsabile dell’Ufficio ‘I’ di Battaglione.
Note procedimento CAS di Treviso, sentenza n. 46/46 del 1° luglio 1947, RG 147/46, RGPM 54/46, a carico di Rosellini Angelo e altri appartenenti al Battaglione ‘Sagittario’, e relativa istruttoria. Corte di Assise di Appello di Venezia, sentenza n. 2/53 del 27.05.1953 a carico di Rosellini Angelo. Il tenente Rosellini in primo grado fu condannato all’ergastolo, tuttavia in sede di revisione del processo riuscì a dimostrare che all’epoca dei fatti era privo di poteri perché destinato ad altro reparto, e fu assolto (Corte di Assise di Appello di Venezia, 1953). Pertanto ogni responsabilità decisionale fu fatta ricadere sul comandante del Battaglione capitano Ugo Franchi, peraltro deceduto a fine guerra e impossibilitato a replicare.
Descrizione: Sasso Leone: medaglia di bronzo al valor militare; Violini Maurizio: medaglia di bronzo al valor militare; Zanella Marino: medaglia d’argento al valor militare.
Elio Fregonese, I caduti trevigiani nella guerra di Liberazione 1943-1945, Istresco, Treviso, 1993, pp. 40, 149, 162, 183, 189.
CAS di Treviso, sentenza n. 46/46 del 1° luglio 1947, RG 147/46, RGPM 54/46, a carico di Rosellini Angelo e altri appartenenti al Battaglione ‘Sagittario’, e relativa istruttoria;
Corte di Assise di Appello di Venezia, sentenza n. 2/53 del 27.05.1953 a carico di Rosellini Angelo. Corrispondenza tra Federico Maistrello e l’ex furiere del ‘Sagittario’ Aldo Maggioni, 1998;
AUSSME, N 1/11, b. 2123 bis;
CPI, 11/90.

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