Source: http://comitatoisolapulita.blogspot.com/2016/01/
Timestamp: 2017-04-28 04:15:48+00:00

Document:
Isola: gennaio 2016
Le motivazioni dell'assoluzione per gli ex governatori Cuffaro e Lombardo. Il presidente del tribunale: “Alla sbarra dovevano andare i dirigenti, non i politici”Approda al Csm il caso del processo sull'inquinamento ambientale in Sicilia finito in un nulla di fatto perchè - secondo il giudizio della quarta sezione del tribunale di Palermo - la Procura di Palermo avrebbe sbagliato imputati e capi di imputazione. Il consigliere laico di Forza Italia Pierantonio Zanettin ha chiesto l'apertura di una pratica nella prima commissione del Csm " per verificare se dal comportamento dei magistrati della Procura che hanno seguito il caso in esame sia derivato un appannamento dell'immagine e del prestigio della magistratura, sotto il profilo della imparzialità e terzietà".A far esplodere il caso il deposito delle motivazioni della sentenza con le quali il presidente della quarta sezione Vittorio Alcamo ha motivato l'assoluzione di tutti gli imputati, gli ex governatori Toto' Cuffaro e Raffaele Lombardo e gli ex assessori al Territorio e Ambiente Cascio, Interlandi, Sorbello e Di Mauro. "Tenuto conto della delicatezza della materia e della serietà delle possibili conseguenze a carico della salute collettiva, avrebbero meritato un ben piu' centrato procedimento a carico dei soggetti realmente responsabili", scrive Alcamo.Per anni in tutto il territorio siciliano c’è stato un superamento sistematico dei limiti di inquinamento ambientale e per anni c’è stata "una evidente e macroscopica negligenza dell’apparato regionale e dell’Arpa, dando prova di palese negligenza a danno di tutti i cittadini siciliani". Rifiuto di atti d’ufficio era il reato che la procura aveva contestato ai politici per "essersi indebitamente rifiutati di predisporre e far approvare" i piani per combattere l’inquinamento ambientale. I pm avevano invece chiesto l’archiviazione per i dirigenti e i funzionari amministrativi. Ma — sottolineano i giudici — erano proprio loro i soggetti competenti ad istruire e predisporre i piani mentre ai presidenti della Regione e agli assessori la legge assegna il compito di "esercitare le funzioni di indirizzo politico-amministrativo e definire gli obiettivi ed i programmi da attuare".Nel corso del processo, i giudici si sono ben presto resi conto di ritrovarsi davanti come testimoni quelli che avrebbero dovuto essere gli imputati (cioè i dirigenti e i tecnici) e come imputati i politici che avrebbero dovuto essere testimoni. O ai quali, in alternativa, avrebbe dovuto essere contestata un’altra condotta: "L’unico potere-dovere previsto in capo agli assessori ed al Presidente della Regione — scrivono i giudici — è quello, residuale ed eccezionale, di fissazione di un termine perentorio nell’eventualità di gravi inerzie da parte dei dirigenti ed, in caso di ulteriori inerzie, di nomina di un commissario ad acta". Contestazione che la procura ha provato a rivolgere loro ormai in prossimità della sentenza, quando — contestualmente — il gip ha rigettato la richiesta di archiviazione nei confronti dei dirigenti sollecitata dalla procura. Ora il reinvio degli atti ai pm è sostanzialmente vano perché i fatti contestati sono già andati in prescrizione.
3 NOVEMBRE 2015 GUP NICASTRO PROCEDIMENTO 2550 RINVIO A GIUDIZIO 1° UDIENZA 1 FEBBRAIO 2016 3° SEZIONE Nessun atto contro l'inquinamento Il gip: "Processate l'ex assessore regionale"IL PUBBLICO MINISTERO AVEVA CHIESTO L'ARCHIVIAZIONESALVO PALAZZOLO14 NOVEMBRE 2014GIÀ dal 2002, le centraline di rilevamento sparse per la Sicilia indicavano livelli preoccupanti di inquinamento. E, intanto, l'Unione europea invitava a prendere provvedimenti. Ma solo nel 2010, la Regione Sicilia ha varato il piano di risanamento dell'aria. Otto anni di ritardo, davvero tanti. E adesso il giudice delle indagini preliminari Marina Petruzzella chiama in causa l'ex assessore al Territorio Gianmaria Sparma e gli ex direttori generali Salvatore Anzà e Pietro Tolomeo. Per il troppo tempo trascorso, la procura aveva chiesto l'archiviazione, il giudice ha invece disposto l'imputazione coatta. Con parole durissime: «Senza mezzi termini, gli uffici della Regione siciliana obbligati dalla legge di tutti gli specifici atti a tutela della salute pubblica contro l'inquinamento atmosferico sono tra i diretti principali responsabili della scadente qualità dell'aria in molte zone dell'isola », ma anche dei «livelli crescenti di inquinamento oltre i limiti consentiti dalla legge, che da anni non smettono di registrarsi nell'isola».Per tutti gli indagati l'accusa è quella di omissione di atti d'ufficio. La stessa contestata inizialmente ad altri indagati fra ex assessori ed ex dirigenti: Mario Milone, Mario Parlavecchio, Gioacchino Genchi e Giovanni Lo Bue. Per loro è scattata l'archiviazione per prescrizione. Mentre, per le stesse accuse, è già in corso un processo per gli ex presidenti della Regione Salvatore Cuffaro e Raffaele Lombardo, per gli ex assessori Francesco Cascio, Rossana Interlandi, Giuseppe Sorbello e Giovanni Di Mauro.Agli atti dell'ultima inchiesta sono rimasti i verbali delle audizioni di burocrati e assessori: nel più classico gioco all'italiana, si rincorrono in un vorticoso rimpallo di accuse. Al giudice Petruzzella non resta che stigmatizzare il «numero di dipendenti assegnati al Dipartimento Ambiente dell'assessorato Territorio, le operazioni a vuoto compiute e le somme spese e perdute». Un duro atto d'accusa nei confronti della Regione, nel 2012 bacchettata anche dall'Unione europea per il mancato rispetto dei limiti di Pm10 in 55 zone, fra il 2006 e il 2007. Nel luglio di quest'anno, l'Europa ha fatto scattare una nuova procedura d'infrazione per il superamento dei limiti delle polveri sottili. Sotto accusa ci sono dieci regioni, la Sicilia è in cima alla lista. Tutto ciò fa dire a Marina Petruzzella, uno dei giudici più preparati in materia di tutela dell'ambiente, che esiste un «sistema di omissioni», che passa anche dalla dismissione delle centraline di rilevamento in diverse città siciliane, fra cui Palermo.Disposta l'imputazione coatta per Sparma e per i dirigenti Anzà e TolomeoIL GIUDICEIl giudice delle indagini preliminari Marina Petruzzella (nella foto sopra) ha disposto l'imputazione coatta per l'ex assessore regionale al Territorio Gianmaria Sparmahttp://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/11/28/nessun-atto-contro-linquinamento-il-gip-processate-lex-assessore-regionalePalermo06.html?ref=searchSMOG, ACCUSE PIÙ PESANTI PER LOMBARDO E CUFFAROGen 28, 2015PALERMO - Si complica la posizione processuale degli ex presidenti della Regione siciliana, Raffaele Lombardo e Salvatore Cuffaro e di quattro ex assessori regionali all’Ambiente: Francesco Cascio, Rossana Interlandi, Giuseppe Sorbello e Giovanni Di Mauro, tutti accusati di omissione di atti d’ufficio perché non avrebbero adottato misure per contrastare lo smog, nonostante fossero a conoscenza dei dati allarmanti sulla qualità dell’aria.Il pm di Palermo Gery Ferrara ha modificato il capo di imputazione all’udienza di oggi in cui era prevista la requisitoria. Agli ex amministratori, sulla base della legge regionale 15 del 2000, è stato contestato il non avere diffidato i dirigenti regionali a disporre i provvedimenti idonei a diminuire l’inquinamento e successivamente, vista la loro inerzia, di non avere nominato un commissario ad acta come impone la normativa. Nella vicenda vennero coinvolti anche gli ex assessori Mario Milone, Mario Parlavecchio e Calogero Sparma e i dirigenti regionali Salvatore Anzà e Pietro Tolomeo per i quali, però, la Procura aveva chiesto l’archiviazione. Per Sparma, Ansà e Tolomeo il gip Marina Petruzzella ha disposto l’imputazione coatta. I livelli del biossido di azoto avrebbero oltrepassato il limite annuale per la protezione della salute umana a Palermo tra il 2002 e il 2009, a Caltanissetta e Gela tra il 2007 e il 2009, a Catania tra il 2003 e il 2009 a Messina nel 2008 e nel 2009 e a Siracusa negli anni 2007 e 2009.http://www.lasicilia.it/articolo/smog-accuse-pi-pesanti-lombardo-e-cuffaroSMOG, IMPUTAZIONE COATTA PER L'EX ASSESSORE SPARMAVenerdì 21 Novembre 2014Secondo l'accusa, gli amministratori non avrebbero adottato misure idonee a contrastare lo smog, nonostante fossero a conoscenza dei dati sulla qualità dell'aria.PALERMO - Il gip di Palermo Marina Petruzzella ha respinto la richiesta di archiviazione formulata dal pm e ha disposto l'imputazione coatta per gli ex dirigenti dell'assessorato regionale all'Ambiente, Salvatore Anzà e Pietro Tolomeo, e per l'ex assessore Gianmaria Sparma, accusati di omissione d'atti d'ufficio. Secondo l'accusa, gli amministratori non avrebbero adottato misure idonee a contrastare lo smog, nonostante fossero a conoscenza dei dati sulla qualità dell'aria. Erano stati già rinviati a giudizio, sempre per lo stesso reato, anche gli ex presidenti della Regione Salvatore Cuffaro e Raffele Lombardo, assieme ad altri ex assessori all'Ambiente che si erano succeduti nel tempo. I livelli del biossido di azoto avrebbero oltrepassato il limite annuale per la protezione della salute umana a Palermo tra il 2002 e il 2009, a Caltanissetta e Gela tra il 2007 e il 2009, a Catania tra il 2003 e il 2009 a Messina nel 2008 e nel 2009 e a Siracusa negli anni 2007 e 2009. E' stata invece disposta l'archiviazione nei confronti di Mario Milone, Mario Parlavecchio, Gioacchino Genchi, Giovanni Lo Bue e Ignazio Marinese. http://livesicilia.it/2014/11/21/smog-imputazione-coatta-per-lex-assessore-sparma_567631/PROCEDIMENTO N 17603 2012 PROVENIENTE DAL N 9963 2009 G.I.P. PETRUZZELLAPROCURATORE DOTTORESSA CLAUDIA BEVILACQUA7 APRILE 2015 SI È TENUTA L'UDIENZA CONTRO ANZÀ, LA CLOACA E SPARMA (EX ASSESSORE DELL'ARTA) A SEGUITO DELL'IMPUTAZIONE COATTA CHIESTA DAL GIP PETRUZZELLA RELATIVA AI MANCATI INTERVENTI SULLA QUALITÀ DELL'ARIA (ANCHE IL PIANO COPIATO); IL 28 APRILE SI TERRÀ L'UDIENZA DAVANTI AL GUP NICASTRO; L'AVVOCATURA DELLO STATO SI È COSTITUITA PARTE CIVILE PER L'AMMINISTRAZIONE REGIONALE.'Nessun intervento contro lo smog' i pm indagano Lombardo e CuffaroQUESTA volta, il presidente Raffaele Lombardo non deve fare i conti con pentiti e intercettazioni, ma con una montagna di numeri che non dicono niente di buono sulla qualità dell' aria in Sicilia. Per mesi, quei numeri sono stati raccolti dalla Procura di Palermo nelle centraline di rilevamento dell' inquinamento atmosferico sparse per le nove province siciliane. I pm Geri Ferrara e Claudia Bevilacqua hanno fatto anche di più: hanno chiesto ai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di andare alla Regione e di prendere i vecchi dati sull' aria in Sicilia, fin dal 2002. Il quadro emerso è sconfortante per la salute dei siciliani. Così è nato l' ultimo atto d' accusa contro Lombardo e il suo predecessore, Salvatore Cuffaro, che si trova in carcere a scontare una condanna per favoreggiamento alla mafia. Le nuove imputazioni sono di omissione d' atti d' ufficio e getto pericoloso di cose. Secondo la ricostruzione della Procura di Palermo, i due governatori della Sicilia non avrebbero adottato tutte le misure previste dalla legge per fronteggiare l' emergenza inquinamento. In particolare, le giunte avrebbero dovuto attuare un piano di risanamento specifico per la qualità dell' aria. Adesso, i pm chiamano in causa anche gli assessori al Territorio e all' ambiente che si sono succeduti nel tempo. Sono Mario Parlavecchio (in servizio dal 2003 al 2004); Francesco Cascio, attuale presidente dell' Assemblea regionale, che ha ricoperto la carica di assessore all' Ambiente dal 2004 al 2006; Rossana Interlandi (per il 2006-2008); Giuseppe Sorbello (2008-2009); Mario Milone, oggi assessore al Comune di Palermo, nel 2009 alla Regione; Giovanni Di Mauro (2010) e Gianmaria Calogero Sparma, assessore regionale da ottobre 2010. Dunque, anche i titolari della delega all' ambiente saranno chiamati in giudizio fra una ventina di giorni, quando i procuratori aggiunti Leonardo Agueci e Nino Gatto formalizzeranno la richiesta di rinvio a giudizio. Lombardo affida la sua difesa a una nota: «Il piano regionale di coordinamento della qualità dell' aria-ambiente è stato modificato e aggiornato nel 2008», spiega. «Nello stesso anno la Regione ha realizzato l' inventario regionale delle emissioni in ambiente, la valutazione della qualità dell' aria e sempre nel 2008 la zonizzazione del territorio regionale». Il governatore parla anche dell' attivazione di un tavolo di coordinamento regionale e di alcuni tavoli provinciali, «per arrivare - dice - alla concertazione di tutte le azioni da porre in essere per la tutela della qualità dell' aria». Nell' autodifesa di Lombardo figura anche un piano per la «ridislocazione delle reti di monitoraggio». Ma alla Procura di Palermo, che in questi mesi ha acquisito numerosi documenti alla Regione, non è bastato. Nel capo d' imputazione notificato ieri pomeriggio si parla di «prolungata esposizione della popolazione a valori di inquinanti dell' aria superiori ai limiti fissati dalla normativa nazionale e comunitaria». Nel fascicolo sono finite decine di segnalazioni di funzionari e tecnici dell' assessorato all' Ambiente, per far partire le cont r o m i s u r e c o n c r e t e all' inquinamento, e non solo piani di studio, tavoli tecnici e monitoraggi. Anche per questa ragione, i funzionari che inizialmente erano stati indagati dalla Procura usciranno probabilmente di scena, con una richiesta di archiviazione. Loro avevano fatto il loro dovere, sollecitando un intervento politico. Legambiente annuncia già una costituzione di parte civile e attacca: «In questi anni la Regione non ha mai affrontato la vicenda nonostante le nostre sollecitazioni».17 GIUGNO 2011SALVO PALAZZOLOhttp://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/06/17/nessun-intervento-contro-lo-smog-pm-indagano.html?ref=searchPROCEDIMENTO N 17603 2012 PROVENIENTE DAL N 9963 2009 G.I.P. PETRUZZELLAPROCURATORE DOTTORESSA CLAUDIA BEVILACQUA7 APRILE 2015 SI È TENUTA L'UDIENZA CONTRO ANZÀ, LA CLOACA E SPARMA (EX ASSESSORE DELL'ARTA) A SEGUITO DELL'IMPUTAZIONE COATTA CHIESTA DAL GIP PETRUZZELLA RELATIVA AI MANCATI INTERVENTI SULLA QUALITÀ DELL'ARIA (ANCHE IL PIANO COPIATO); IL 28 APRILE SI TERRÀ L'UDIENZA DAVANTI AL GUP NICASTRO; L'AVVOCATURA DELLO STATO SI È COSTITUITA PARTE CIVILE PER L'AMMINISTRAZIONE REGIONALE.
PIANO RISANAMENTO QUALITA' DELL'ARIA REGIONE SICILIA PROCEDIMENTO 17603 2012 EX 9963 2009 PROCESSO ASSESSOR... by Pino CiampolilloPROCESSO-SMOG-PALERMO-PROCEDIMENTO-9963-2009-PERIZIA-PIANO-ARIA-REGIONE-SICILIA-CTU-CUFFARO-LOMBARDO-CASCIO-INTERLANDI-SORBELLO-DI-MAURO-1-PARTEProcesso Smog Palermo Procedimento 9963 2009 Perizia Piano Aria Regione Sicilia Ctu Cuffaro Lombardo Cascio...PROCESSO-SMOG-PALERMO-PROCEDIMENTO-9963-2009-PERIZIA-PIANO-ARIA-REGIONE-SICILIA-CTU-CUFFARO-LOMBARDO-CASCIO-INTERLANDI-SORBELLO-DI-MAURO-2-PARTEProcesso Smog Palermo Procedimento 9963 2009 Perizia Piano Aria Regione Sicilia Ctu Cuffaro Lombardo Cascio...
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La maledizione degli inceneritori Da 15 anni spauracchio della politica Sabato 23 Gennaio 2016 - 18:02 di Salvo ToscanoIn principio furono le polemiche e i veleni degli anni di Cuffaro. Poi lo strascico giudiziario, le sentenze sul “tavolino” e i contenziosi milionari. Ora i termovalorizzatori tornano a scatenare lo scontro politico.PALERMO – Ci sono parole tabù che nella storia recente della politica siciliana scoperchiano immediatamente un flusso di polemiche e veleni. Poche hanno la stessa potenza di inceneritore. I termovalorizzatori della discordia, gli impianti che producono energia trattando i rifiuti che restano dopo la differenziata, tornano ora a irrompere sulla scena del dibattito politico. E come era facile prevedere si portano appresso un codazzo di scontri e tensioni. Confermando ormai il proprio rodatissimo ruolo di "orco" della politica siciliana. Una sorta di babau, di spauracchio che da un quindicennio aleggia sul dibattito politico.L'idea del governo Renzi di realizzare due maxi impianti in Sicilia non va giù al governo regionale. La giunta Crocetta infatti vorrebbe realizzare sei impianti più piccoli a minore impatto. E il caso ha riaperto le ferite tra le correnti del Pd, con Crocetta a Cracolici da una parte contro i renziani di Faraone dall'altra. E in mezzo, in una scomodissima posizione l'assessore al ramo, la renziana Vania Contrafatto.C'è poco da fare: termovalorizzatore è parola maledetta in Sicilia. Che richiama una pagina a tinte fosche del recente passato, quella dei quattro megainceneritori previsti nell'era Cuffaro e definitivamente archiviati nell'era Lombardo dopo un calvario di polemiche, scandali e inchieste giudiziarie. Una vicenda (ricostruita nel dettaglio su Livesicilia in questo articolo dal compianto professor Mario Centorrino, qui il link) che parte nel giugno 2003, quando Cuffaro, all'epoca governatore e commissario per l'emergenza rifiuti, sulla base di gare bandite l'anno prima assegnava a varie associazioni di imprese una convenzione ventennale per il trattamento e l’utilizzo mediante termovalorizzazione della frazione residuale dei rifiuti urbani al netto della raccolta differenziata. I maxi inceneritori dovevano essere quattro, a Palermo, Augusta, Casteltermini e Paternò.La procedura veniva annullata da una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea,nel luglio 2007, per un difetto di pubblicità del bando. Fino alla risoluzione per inadempimento decisa dall'Agenzia Regionale Rifiuti e Acqua. Gli originari affidatari – vale a dire le società consortili Sicilpower, Tifeo Ambiente, Palermo Energia Ambiente, Platani Energia Ambiente – nonché alcune delle singole imprese associate (Falck, Ercole Marelli, SIAG, Elettroambiente, Panelli), malgrado la sentenza della Corte di Giustizia avesse ritenuto illegittimo l’affidamento in loro favore, contestano il tutto.Nel 2009 (cioè un anno dopo rispetto alla data in cui nei piani sarebbero dovuti entrare in funzione gli impianti) si ripartì prima con una gara e poi con una procedura negoziata:entrambe fecero un buco nell'acqua. Poi, un decreto del 2010 del governo Lombardo ribadì l’annullamento di tutta la procedura, sollevando due ulteriori obiezioni: l’illecito collegamento tra i raggruppamenti volto ad alterare la concorrenza e il rischio di infiltrazioni del crimine organizzato. Nel frattempo emergevano sospetti su un giro di tangenti, e contenziosi civili con maxi-richieste di risarcimento, che si chiusero l'anno scorso con un accordo transattivo tra la Regione e le società del gruppo Falck che non previde esborsi a carico delle parti (i privati chiedevano un risarcimento da 1,3 miliardi, l'assessore Nicolò Marino aveva parlato di danno per la Regione di 500 milioni).La magistratura amministrativa in una sentenza del 2013 che respinse, come altre di identico contenuto, un ricorso contro l’annullamento del bando deciso dal governo Lombardo, parlò di offerte preconfezionate “a tavolino” in accordo tra i diversi raggruppamenti. “Accordi illeciti”, scrissero i giudici parlando di “meccanismo anticoncorrenziale”: le proposte presentate dai vari raggruppamenti finivano per coprire, a incastro e senza sovrapporsi, tutti i 25 Ato e i quasi 400 Comuni dell'Isola, secondo una combinazione che — se fatta senza accordo — avrebbe avuto una possibilità su 926 milioni di verificarsi.Qualche anno prima, nel 2010, la commissione parlamentare d'inchiesta sui rifiuti aveva prodotto un documento di 200 pagine in cui sostanzialmente si affermava che in Sicilia il sistema dei rifiuti “è organizzato per delinquere”, definendo il settore dei rifiuti “la più eclatante manifestazione della legge dell'illegalità”. In quelle pagine tanto spazio trovò la vicenda degli inceneritori con particolare riguardo al rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata. Insomma, i famigerati inceneritori dell'epoca non bruciarono mai rifiuti. Ma una valanga di soldi e tanta credibilità.E la maledizione continuò ben oltre i governi di Cuffaro. Fecero litigare i termovalorizzatori anche ai tempi di Lombardo. Come quando qualcuno sollevò la questione di un presunto conflitto di interessi di Gaetano Armao, che prima della nomina ad assessore regionale aveva staccato una signora parcella al gruppo Falck, controparte della Regione nel megacontenzioso. Che fece litigare anche all'era di Crocetta, quando il governatore accusò Nicolò Marino, al tempio del divorzio tra i due, di avere spinto per una soluzione transattiva del contenzioso (lui era saltato dalla sedia a sentirlo, sostenne Crocetta). Marino negò e raccontò tutt'altra storia. Alla fine Crocetta, senza saltare dalla sedia e dopo l'uscita di scena di Marino, diede il via libera alla transazione.Nel frattempo gli anni sono trascorsi e sui rifiuti la Sicilia non ha fatto passi avanti. La munnizza ha continuato ad ammassarsi nelle discariche siciliane, fino a farle scoppiare, ingrassando il business dei privati. La raccolta differenziata non è mai decollata nel frattempo. Anzi, i desolanti dati siciliani sono persino peggiorati. Altro che il 65 per cento di obiettivo nazionale, la Sicilia arranca ancora a un sesto della quota, un disastro assoluto, con dati addirittura in peggioramento. Basti pensare che a Palermo nel 2014 la percentuale di differenziata si è fermata a un miserrimo 8,29 per cento. L'ultima legge regionale varata sulla materia è rimasta in buona parte inapplicata. E da anni si procede di emergenza in emergenza. I camion fanno avanti e indietro ogni giorno trasportando immondizia verso le discariche. Domani potrebbero macinare gli stessi chilometri diretti verso i due mega inceneritori che piacciono al governo Renzi e che promettono di smuovere altre valanghe di denaro. Da qui ad allora bisognerà trovare comunque un posto, tra polemiche e veleni, per i maledettissimi rifiuti siciliani.
TERMOVALORIZZATORI N.
01197/2013 REG.PROV.COLL.N. 01968/2009 REG.RIC.REPUBBLICA
ITALIANAIN
NOME DEL POPOLO ITALIANOIl
pronunciato la presenteSENTENZAsul
Pirandello n. 2;controRegione
Stallone in Palermo, via Nunzio Morello N.40;Assessorato
Palermo, via Nunzio Morello n.40, è elettivamente domiciliato;Presidenza
Palermo, Via A. De Gasperi n.81, è ex lege domiciliato;e
con l’intervento diLegambiente
interveniente ad opponendum –per
l’annullamento–
n.33926 dell’8.9.2009;–
di ogni atto presupposto, conseguente o comunque connesso, ivi compresi:a)
Sistema Augusta);b)
medesimo oggetto;c)
prot. 35956;e
per la condannadell’Amministrazione
parte delle società ricorrenti;nonché,
su ricorso per motivi aggiunti,per
n.548/GAB del 22.9.2010, notificato alle ricorrenti il 19.7.2011;–
di ogni atto presupposto, conseguente o comunque connesso; compresi:a)
Relazione dell’Assessore per l’energia e per i servizi di pubblica utilità;b)
la deliberazione di Giunta Regionale n.348 dell’11.9.2009e
per la condannadella
dei danni subìti e subendi da parte delle società ricorrenti.Visti
il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;Visti
Presidenza del Consiglio dei Ministri e dell’interveniente ad opponendum;Viste
le memorie difensive;Visti
tutti gli atti della causa;Nominato
verbale;Ritenuto
e considerato in fatto e diritto quanto segue.FATTOI. Il presente giudizio
differenziata, nella Regione Siciliana.Come
immettere nel libero mercato.Con
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea.Cionondimeno
aggiudicatarie (per i diversi segmenti di servizi previsti dal bando).Per
Energia Ambiente s.c.p.a., odierna ricorrente.In
differenziata” prodotta nei Comuni della Regione siciliana.Con
impianti ai sensi degli allora vigenti artt. 27 e 28 del D.lgs. n.22 del 1997.Con
termovalorizzatori veniva più volte sospeso o prorogato.Con
Presidente della Regione siciliana 28 febbraio 2006.Senonchè,
pubblico mediante la pubblicazione nella GUCE.A
illegittimamente esperito (cfr. relazione ARRA del 16 luglio 2008).Incaricava,
realizzazione degli impianti.Infine,
rimborsati.Sulla
imprese.I
contenuti dell’Accordo in sintesi consistevano:–
dell’investimento effettuato);– nella quantificazione dei
45.422.066,00;–
per il subentro nei rapporti contrattuali.Il
trattamento negli impianti di termovalorizzazione.Il
dei contratti in essere.Poiché
163/2006.Gli
allegato al bando pubblicato per la procedura aperta”.A
dell’equilibrio economico finanziario dell’operazione.Tuttavia,
era pervenuta.A
Convezione.In
particolare, con il suddetto provvedimento l’ARRA:–
negoziata;–
della Corte di Giustizia del 18 luglio 2007.Infine,
inadempimenti in cui le Ricorrenti sarebbero incorse.II.
Elettroambiente s.p.a. hanno impugnato i provvedimenti indicati in epigrafe.Lamentano:1)
obbligazioni e contratti, deducendo:–
iniziale;–
contestato inadempimento era da imputare esclusivamente al soggetto pubblico;–
c.c.;–
pubblica, la quale – in definitiva – è stata l’unica a violare gli accordi;2)
manifesta e sviamento, deducendo:–
delle condizioni di gara);–
del 30%);3)
21 septies e dell’art. 11, co. 4 e 21 quinquies della l. 241/90, deducendo:–
nullità tra quelle tassativamente previste dalla legge);–
erano state risolte dall’Accordo del 28 aprile 2009;–
ancorchè giusta ed equa, troppo onerosa per essa);4)
eccesso di potere per sviamento dalla causa tipica, deducendo:–
corrispondere loro le indennità dovute;–
tecnico finanziaria che di natura economica, assolutamente irragionevoli);–
lasciando presagire una successiva risoluzione.Con
equitativa e riservandosi la quantificazione in corso di causa.Deducono,
accertati dall’Advisor, nonchè del valore degliassets.Sotto
Corte di Giustizia europea).III.
dicembre 2008, n. 19.L’Assessorato,
affidamento indetta con ordinanza commissariale 670/2002.In
prot. 548/GAB (in seguito, “ il Decreto”), notificato il 19 luglio 2011.Con
sentenza della Corte di Giustizia..Ma
due ulteriori motivi:l’illecito
determinare una sostanziale turbativa nel libero gioco delle offerte;la
da parte della criminalità organizzata.Pertanto,
commissariale 333/2002).IV.
statuizioni reintegratorie e di condanna (anche al risarcimento dei danni).Lamentano,
al riguardo:1)
dell’Amministrazione, deducendo:–
D.G.R. 18 marzo 2010 n. 63);–
“costruite” su mere supposizioni;2)
21 nonies l. 241/90, deducendo:–
causa di nullità tra quelle tassativamente previste dalla legge);–
interessi dei destinatari);3)
actum”, deducendo:–
esclusione di cui agli atti di concessione adottati nel 2002;–
appalti di lavori, ex art. 10, co. 1 bis della l. Merloni);–
Giustizia del 19 maggio 2009 C-538/2007);4)
principio di buon andamento dell’amministrazione, deducendo:–
il Parlamento nella seduta n.208 del 20.9.2007);–
pagamento delle opere eseguite;5)
imparzialità, deducendo:–
Amministrazione e privato, tenendo conto degli interessi pubblici in gioco;6)
548 è del 22 settembre 2010, notificato addirittura il 19 luglio 2011.Infine,
progetto.In
affidamento.Le
relazione di stima.V.
legittimazione passiva e comunque l’infondatezza del ricorso.Originariamente
dell’Assessorato Regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità.Ritualmente
di interessi con lo Stato) ha eccepito:a)
annullata in autotutela dal Decreto 548/2010, oggetto dei motivi aggiunti;b)
stesse da soggetti sostanzialmente collegati;c)
illegittimo dalla Corte di Giustizia);d)
e, comunque, l’infondatezza nel merito del ricorso.Dette
state ribadite nella seconda memoria, depositata il 24 ottobre 2012.VI.
l’escussione delle fideiussioni – era stato sospeso ex art. 295 c.p.c.Avverso
discussione era stata fissata per il 14 maggio 2013.Pertanto,
punto della giurisdizione.La
1, lett. a2) c.p.a. (giurisdizione sugli accordi procedimentali).In
le deduzioni avversarie contenute nel ricorso e nei motivi aggiunti.Sempre
Presidenza del Consiglio dei Ministri, con la quale:ha
delle richieste risarcitorie;e,
nel merito, l’infondatezza del ricorso.Con
parti pubbliche.VII.
genetico delle obbligazioni contrattuali.Pertanto,
hanno chiesto al Collegio la sospensione del giudizio ex art. 367 c.p.c.Con
proposto innanzi a questo Tribunale Amministrativo.VIII.
posta in decisione.DIRITTO1.
sensi e per le ragioni che si passa ad esporre.1.1.
infondato il ricorso per regolamento di giurisdizione sul quale si basa.Come
Sicilia.Secondo
soggettivi dell’altro contraente).Sempre
stati impugnati provvedimenti amministrativi presupposti.Ad
stabiliscono espressamente:che
dichiara anche – avendone dunque il pieno potere – l’inefficacia del contratto;e
giurisdizione spetta in via esclusiva al Giudice amministrativo.Tanto
d.lgs. 53/2010, poi trasfuso, in parte, nel Codice del processo.L’infrazione
il giudice amministrativo giudicare sull’efficacia del contratto.Valga
contratto stesso).Ed
che ritenere non fondata la contestazione in ordine alla propria giurisdizione.Detta
un., 03 ottobre 2011, n. 20143).In
loro pretese risarcitorie.Esso,
dalla sentenza della Corte di Giustizia.Ne
medesimo, la giurisdizione non può che appartenere al giudice amministrativo.Vi
prescindere al fine del giudizio sul regolamento di giurisdizione in esame.La
grado” (Cass. civ., sez. un., 13 marzo 2009, n. 6057).Ciò
n. 11328).L’interesse
un., 6 dicembre 2006, n. 26171).Ne
giurisdizione e pronunciato sentenza.Ragione
questione di giurisdizione sollevata.1.2.
accoglimento.Come
Convezione stipulata inter partes il 17 giugno 2003.Le
stipulati con l’Agenzia regionale.Detta
oppure annullata in via di autotutela.Orbene,
della delibera n. 339/2009.In
sentenza della Corte di Giustizia C-382/05 del 18/07/2007”.Ciò
stipulati con le società coinvolte nel progetto.Orbene,
l’ordinanza commissariale 670/2002.Per
(art. 4 Decreto).Ne
vedrà, al “collegamento sostanziale” tra i raggruppamenti aggiudicatari.Stando
Decreto 548/2010, che assorbe, nei contenuti, la delibera 339/2009.A
odierne ricorrenti) avverso la deliberazione dell’ARRA n. 339/2009.In
provvedimenti relativi alla suddetta procedura di affidamento”.Il
di fatto e di diritto nonché e degli interessi delle parti.1.3.
accolte.Nel
passivamente, infatti, sia la Regione Sicilia, sia la Presidenza del Consiglio.La
risarcitoria.Quanto
vari raggruppamenti hanno riposto incolpevole affidamento.1.4.
Nel merito, il ricorso per motivi aggiunti è infondato.1.4.1.
per l’Energia e per i Servizi di Pubblica Utilità n.548/gab del 22.9.2010).Nell’impugnato
delle originarie convenzioni di affidamento).La
offerte).In
capogruppo + 4 e Falck s.p.a. capogruppo + 7).Nei
sovrapposizione territoriale nelle offerte (parr. 32-39).Infine,
gli atti successivamente posti in essere nell’ambito della medesima procedura.Per
ricorso, la Convenzione del 17 giugno 2003 e la delibera ARRA n. 339/2009.1.4.2.
sola, la legittimità.È
2010, n. 16564; Tar Lazio, sez. I, 04 marzo 2013, n. 2273).Pertanto,
2013, n. 11).Ne
2013, n. 844; id., sez. II, 15 gennaio 2013, n. 304).1.4.3.
ulteriori censure rivolte verso le restanti parti del provvedimento.Infatti,
alterazione.Venendo
sin dalle sue battute iniziali.È
2 e 3 del Decreto.Ne
singoli passaggi del provvedimento regionale (parr. 25-42 del Decreto).1.4.4.
collegamento sostanziale sono sette:1)
Decreto).Per
le prime tre ATI sopra citate, anche (cfr. par. 31 del Decreto):2)
repertorio in successione;3)
concesso dal medesimo istituto di credito;4)
il 5 dicembre 2012);5)
del 28 ottobre 2002);6)
l’identità formale nei mandati collettivi e nelle convenzioni-regolamento;7)
sovrapposizione territoriale;Infine
dell’altro raggruppamento).Pertanto,
concorrenziale, con l’art. 1 del Decreto impugnato la Regione:–
relativa agli appalti di servizi);–
Ambiente) il 17 giugno 2003.Le
Ricorrenti hanno replicato con l’art. 3 dei Motivi aggiunti.In
sintesi, esse:–
regionale;–
Delegato, l’esito della formulazione finale delle offerte;–
applicabile nel caso concreto.A
tre aspetti.In
che sopra sono stati indicati sub 2), 3), 4), 5), 6) ed 8).Nulla
2002.In
nota del RTI Panda, identiche persino nella tecnica redazionale).Pertanto,
messi in evidenza dalla Regione, sono, di fatto, incontestati.In
gli indici di collegamento sub 1) e 7), non sono in alcun modo accettabili.Infatti,
decisione quale quella adottata.Tale
ragionamento non è condivisibile per due ordini di motivi:a)
Presidente della Regione, è, come noto, organo dello Stato a tutti gli effetti;b)
autonomia.Sul
indirizzi da parte dell’Agenzia nell’esercizio della propria attività”.“
efficienti ed efficaci.”Soprattutto,
rifiuti”.A
minima.Infatti,
vigilanza della Regione.”).Inoltre,
(senza che con ciò esse si determini una perdita di indipendenza).La
organizzativo, gestionale, amministrativo e contabile, quindi non meramente esecutivo.Ne
(non comunitaria) dei termovalorizzatori.Che
adottato decisioni in piena autonomia.Valga
(cfr. parr. 6 – 11 Decreto 548/2010).Quanto
riguardo alla concreta disciplina della procedura di affidamento in questione.Come
presenti in Regione, stabilendosi solo che le stesse avessero:–
siciliana” (secondo paragrafo n. 2);–
paragrafo, n. 1)In
sovrapponessero tra loro).Non
illustrato, erano presenti a coppie in tutti e quattro i raggruppamenti.Orbene,
l’impossibilità.Invece,
coprivano addirittura tutti gli ATO, senza lasciarne scoperto neanche uno.Al
dei già illustrati elementi di collegamento tra i vari raggruppamenti.4.10.2.
Regione, non sono in alcun modo condivisibili.Infatti,
medesimo ATO.La
equivale affatto a garantirne la convenienza in termini economico-finanziari).Pertanto,
imporre, in modo pressoché ineluttabile, l’affidamento del servizio.Parimenti,
stipula della convenzione.In
di concorrenza.Nessun
territorialmente complementari.A
scelti i Comuni che presentavano condizioni operative opposte.Da
di motivi:a)
concessione e non un appalto di servizi;b)
giurisprudenza.c)
singolo caso alcuna distorsione della concorrenza.Sul
garantita.Poiché
servizi anziché come appalto di servizi.Se
ragione del collegamento sostanziale asseritamente esistente tra di loro.In
inquadrata.Per
più imprese, “ imputabile a un unico centro decisionale”.Tale
situazioni di controllo di cui all’articolo 2359 del Codice civile”.Anche
sostanziale.Con
imputabili ad un unico centro decisionale, sulla base di univoci elementi”.È
settembre 2009.Detti
III, 8 maggio 2007 n. 4096).In
4835; id., 19 ottobre 2006, n. 6212; id., sez. V, 4 maggio 2004, n. 2729).Sulla
N. 123 del 7 luglio 2004).Di
territorio e, in finale, di contenuti delle offerte.Ne
2010, n. 2344; Tar Catania 6 febbraio 2007, n. 209).Questo
perseguimento dell’interesse pubblico.Questo
di servizi.L’art.
dalla giurisprudenza sopra richiamata).Prova
sostanziale”.Pertanto,
libera concorrenza fra i partecipanti alla gara.In
delle offerte e della par condicio dei concorrenti.”A
ordinanza del 14 novembre 2007 n. 154.Il
dell’art. 10, comma 1 bis, della legge n. 109/1994.La
93/37.La
pubblici a partire dal 2006.Pertanto,
d’influenza notevole.La
trattamento e di trasparenza.Secondo
offerenti “.Sulla
della distorsione delle concorrenza.La
disposizione posta al suo vaglio.Tuttavia,
all’estensione dell’art. 10, co. 1 bis, anche alle gare di servizi e forniture.Infatti,
requisiti soggettivi.Pertanto,
necessario per conseguire la suddetta finalità.” (p. 22-23).Le
TAR Milano sez. I, 30 aprile 2010, n. 1201).“
procedimentale fossero sostanzialmente alterati dai suindicati fenomeni”.La
determinano l’esclusione dalla partecipazione alla gara.Infine,
collegio non può che respingere la contestazione.Lungi
trasparenza, par condicio, etc.Pertanto,
amministrazioni aggiudicatrici effettuare.”“La
nell’ambito di questa procedura.”In
possano più partecipare alla procedura di gara.Applicando
un sicuro esito positivo della gara.Vi
convenzioni-regolamento).Ma,
territoriale dell’ambito di operatività dei singoli RTI.Quest’ultima
l’intersezione delle offerte medesime.Ne
delle Ricorrenti.Non
questione e, di conseguenza, l’annullamento in autotutela della gara.Come
imprese (par. 13).La
importantissima commessa.In
gara.Pertanto,
turbative della selezione.In
2010 n. 3637).In
escluse dal procedimento di gara.” (Cons. St., 4888/2010, cit.)Proprio
alle parti private di produrre alcuna giustificazione sul punto.Del
della l. 241/90.Fermo
applicazione.Infatti,
emanato, ovvero da altro organo previsto dalla legge.”Orbene,
Operatori aggiudicatari.Tutto
libera valutazioni di carattere imprenditoriale.In
questa accettata.Nessun
dicembre 2009).Il
del suo valore economico e degli interessi in gioco.Infine,
consistente nell’annullamento della gara.Ogni
assegnazione della stessa.Ciò
cartello distorsivo della concorrenza.Alle
Amministrazione è, per legge dotata.Potere
esposto nella presente sentenza.La
censure prospettate dalle Ricorrenti e a questi riconnesse.Infatti,
n.10141).Preso
impugnato diviene ininfluente e/o irrilevante.L’accoglimento
risarcitorie spiegate, a vario titolo, dalle parti.2.
costituite.P.Q.M.Il
pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto:–
proposto dalle parti ricorrenti;–
dichiara improcedibile il ricorso introduttivo;–
respinge il ricorso per motivi aggiunti;compensa
integralmente tra le parti costituite le spese processuali.Ordina
che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa.Così
l’intervento dei Signori Magistrati:Filippo
Giamportone, PresidenteCarlo
Modica de Mohac, Consigliere, EstensoreSebastiano
Zafarana, ReferendarioL’ESTENSOREIL
PRESIDENTEDEPOSITATA
IN SEGRETERIAIl
30/05/2013IL
SEGRETARIO(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=J2KQ5EHXX4HYHKTEOTLYZ33XZQ&q=ELETTROAMBIENTE%20or%20S.P.A.SENTENZA DELLA CORTE
(Seconda Sezione)18 luglio 2007 (*)«Inadempimento di uno
Concessione di servizi – Misure di pubblicità»Nella causa C‑382/05,avente ad oggetto un
ottobre 2005,Commissione delle
Lussemburgo,ricorrente,controRepubblica italiana, rappresentata dal sig. I.M. Braguglia, in qualità di agente,
Lussemburgo,convenuta,LA CORTE (Seconda
Sezione),composta dal sig.
(relatore), L. Bay Larsen e dalla sig.ra C. Toader, giudici,avvocato generale:
sig. J. Mazákcancelliere: sig. J.
Swedenborg, amministratorevista la fase scritta
del procedimento e in seguito alla trattazione orale dell’8 marzo 2007,vista la decisione,
conclusioni,ha pronunciato la
seguenteSentenza1 Con
artt. 11, 15 e 17. Contesto
normativo comunitaria2 L’art. 1,
lett. a), della direttiva 92/50 stabilisce:«a) “appalti
scritta tra un prestatore di servizi ed un’amministrazione aggiudicatrice (…)»3 L’art. 8
di tale direttiva dispone:«Gli appalti aventi
conformemente alle disposizioni dei titoli da III a VI».4 L’art. 15,
recita:«Le amministrazioni
nota tale intenzione con un bando di gara».5 Ai
sensi dell’art. 17 della direttiva 92/50:«1. I
III e IV e devono fornire le informazioni richieste in tali modelli.(…)4. I
originale è l’unico facente fede.(…)».6 L’allegato
il numero di riferimento CPC 94.7 L’allegato
e di «bando di gara d’appalto». Normativa nazionale8 L’art. 4
l’«ordinanza n. 2983/99»), dispone:«Il Commissario delegato,
procedure di gara comunitarie (…)».9 Le
del 2 febbraio 2004). Fatti di causa e
procedimento precontenzioso10 Con ordinanza 5 agosto 2002,
«convenzione tipo»).11 Il 7 agosto 2002, un avviso
versione elettronica) in data 16 agosto 2002.12 L’avviso controverso è stato
ufficiale della Regione Siciliana.13 Avendo ricevuto un reclamo
quale queste ultime hanno risposto con lettera del 2 maggio 2003.14 Il 17 giugno 2003, il
controverse»).15 Il 17 ottobre 2003, la
contestatole entro il termine di due mesi.16 Nella loro risposta al
autorità italiane hanno contestato l’inadempimento sopra citato.17 Non giudicando soddisfacente
siffatta risposta, la Commissione ha deciso di proporre il presente ricorso. Sul ricorso Argomenti delle parti18 La Commissione sostiene che
Siciliana.19 Secondo la Commissione, le
detta attività.20 Da un lato, la remunerazione
elemento del corrispettivo di detto operatore.21 D’altro lato, l’operatore
finanziario dell’operatore.22 Il governo italiano
escluse dal campo di applicazione della direttiva 92/50.23 In primo luogo, tali
la cui continuità dev’essere garantita dall’operatore.24 In secondo luogo, i servizi
delegato svolgerebbe, a tal riguardo, unicamente un ruolo di intermediario.25 In terzo luogo, l’obbligo di
servizio erogato.26 In quarto luogo, e tenuto
essi deriverebbe dalla vendita dell’energia prodotta.27 In quinto luogo, la
si limita ad un mero ruolo di vigilanza.28 Per quanto riguarda le
avviso in quotidiani nazionali specializzati. Giudizio della Corte29 Come risulta da una
punto 42).30 Poiché il governo italiano
Racc. pag. I‑385, punto 40).31 Di conseguenza, la questione
comunitario.32 A tal proposito occorre
interessati.33 Orbene, come statuito in
32).34 D’altra parte, dalla
punto 40).35 Orbene, a tal proposito è
legato a tale gestione.36 Infatti, non solo detto
investimenti eccedenti un certo livello.37 Sulla scorta di quanto
servizi da essa esclusi.38 Peraltro, nessuno degli
risulta convincente.39 Anzitutto, per quanto
sentenza Auroux e a., punto 45).40 Nella fattispecie, è
da parte del Commissario delegato, dell’importo della tariffa.41 Anche supponendo che il
appalti pubblici (v., per analogia, sentenza Auroux e a., citata, punto 45).42 Neppure la lunga durata
negli appalti pubblici quanto nelle concessioni di servizi.43 Lo stesso vale per il fatto
punto 32).44 Infine, neppure la
ovvero come concessione di servizi.45 Poiché le convenzioni
dall’allegato III della suddetta direttiva, cosa che essa non ha fatto.46 Ne consegue che il ricorso
artt. 11, 15 e 17. Sulle spese47 Ai sensi dell’art. 69,
condannata alle spese.Per questi motivi, la
Corte (Seconda Sezione) dichiara e statuisce:1) Dato
della predetta direttiva, in particolare dei suoi artt. 11, 15 e 17.2) La
Repubblica italiana è condannata alle spese.http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf;jsessionid=9ea7d2dc30dd35ad5d6e11a64789b1d2d8705c9ad3ad.e34KaxiLc3qMb40Rch0SaxuSaNv0?text=&docid=62758&pageIndex=0&doclang=IT&mode=lst&dir=&occ=first&part=1&cid=147257

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

sentenza 
 art. 10
 art. 295
 art. 367
 sentenza 

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