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LA RIFORMA DEL SISTEMA NORMATIVO IN MATERIA DI TRASPORTO TERRESTRE DI MERCI - PDF
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Leonzia Anna Maria Manzo
1 LA RIFORMA DEL SISTEMA NORMATIVO IN MATERIA DI TRASPORTO TERRESTRE DI MERCI (D.Lgs , n. 214 e D.M. 20 aprile 2012 nella G.U.R.I. 18 giugno 2012 n. 140 di attuazione da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti della previsione dell art. 83-bis co. 15, D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2008, n. 133,) INDICE SOMMARIO Premesse...pag.2 1. Le novità legislative: le modifiche al Capo I del D.Lgs. 286/2005. Forma e contenuto del contratto di trasporto......pag.2 a) La certezza della data...pag.3 b) Il nuovo art. 7-bis di cui al D.Lgs. 214/2008. La scheda di trasporto...pag.3 2. L art. 12 D.Lgs. 286/2005, alla luce della modifica del recente D.Lgs. 214/2009 pag.5 3. Il limiti di età per conseguire la patente e la formazione dei neo trasportatori secondo le modifiche del Capo II del D.Lgs. 214/2008..pag.5 4. Il riassetto normativo dell attività di autotrasporto di merci per conto di terzi..pag I contratti di trasporto delle merci su strada..pag La data certa del contratto....pag I contratti di trasporto delle merci su strada..pag La scheda di trasporto...pag Rilevanza della forma contrattuale ai fini sanzionatori.pag Le sanzioni inerenti la scheda di trasporto e la documentazione equivalente o equipollente alla scheda di trasporto pag Procedura di accertamento della responsabilità..pag Cause di esclusione dalla responsabilità. pag Obblighi degli organi di polizia stradale in caso di incidente.pag Controllo della regolarità amministrativa della circolazione pag Il D.M. 212/ pag Il controllo su strada e nei locali delle imprese...pag Applicazione dei costi minimi di esercizio ai trasporti effettuati sulla base di contratti scritti pag.41 Allegati 1/4....pag.43 Indice testi normativi pag.63 Pagina 1 di 63
2 Premesse La particolare e complessa normativa riguardante il trasporto terrestre di merci, ha visto negli ultimi 7 anni un susseguirsi di norme che, a partire dal D. Lgs. 286/2005 (legge di riforma dell abrogato sistema di tariffa a forcella) fino al recente D.M. del 20 aprile 2012 Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, hanno in maniera profonda e puntuale ridisegnato l intera previgente disciplina, comportando di fatto dapprima la soppressione dell antecedente sistema di tariffa a forcella, quindi una previsione di tariffazione in base a dei corrispettivi minimi ed un necessario interessamento non solamente da parte delle aziende appartenenti alla filiera del trasporto, ma altresì da parte di ogni altro soggetto interessato e parte del contratto di trasporto, finanche delle aziende titolari delle merci oggetto del contratto medesimo. Per meglio comprendere le novità di maggiore rilievo derivanti dalla recente riforma, pur senza avere la pretesa di esaustività assoluta, appare opportuno analizzare i contenuti delle singole e recenti nuove norme con particolare attenzione rivolta al D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2008, n. 133, nonché dal D.M. 20 aprile 2012 Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Iniziamo l analisi dal recente D.Lgs , n. 214 (pubblicato su G.U. n. 11 del ), per mezzo del quale il legislatore era intervenuto sull impianto normativo di cui al D.Lgs. 286/2005 che, in attuazione della legge delega in tema di autotrasporto n. 32 del 2005, aveva a suo tempo introdotto rilevanti novità nel settore, liberalizzando il sistema tariffario e superando il sistema di tariffazione cd. a forcella (L. 298/1974). Vari motivi, difatti, hanno condotto il legislatore ad intervenire sulla riforma, plausibilmente per l esigenza di favorire il settore dell autotrasporto in uno dei suoi periodi di maggior crisi, così come dalla necessità di permettere e sostenere maggiori strumenti volti all accertamento di eventuali infrazioni al codice della strada, poste in essere dagli operatori del settore (vettori che eccedono i limiti di velocità, ma anche committenti esageratamente pretenziosi nel chiedere sempre più stringenti tempi di consegna di merci). 1. Le novità legislative: le modifiche al Capo I del D.Lgs. 286/2005. Forma e contenuto del contratto di trasporto. L art. 6 (Forma dei contratti) del D.Lgs. 286/05 è concepito al fine di dare maggiore certezza e trasparenza ai rapporti contrattuali tra committenti del trasporto, proprietari della merce e vettori. La norma in esame enuncia il principio secondo cui il contratto di trasporto di merci su strada, di regola, dovrebbe rivestire la forma scritta, tuttavia, come meglio si dirà in seguito, esso può anche non rivestire tale forma e perfezionarsi oralmente, ovvero per facta concludentia delle parti. Oltre a ciò va considerato altresì il requisito della data certa, stabilito dal successivo D.L.gs. 214/2008, anche se non è l unica aggiunta apportata al precedente sistema normativo, come il requisito: «e-bis) i tempi massimi per il carico e lo scarico della merce trasportata.» che si accoda all'articolo 6, comma 3, del D.Lgs. 286/2005, dopo la lettera e). Occorre, poi, ricordare che l assenza anche di uno solo degli elementi essenziali comporta che il contratto di trasporto non potrà considerarsi stipulato in forma scritta, con le inevitabili conseguenze che da ciò derivano e di cui si tratterà in seguito. a) La certezza della data Pagina 2 di 63
3 La certezza della data prevista e richiesta dalla riforma per i contratti di trasporto determina una significativa novità nel settore, con evidenti conseguenze pratiche per gli operatori. Ora, l art c.c. (Data della scrittura privata nei confronti dei terzi) stabilisce che: La data della scrittura privata della quale non è autenticata la sottoscrizione non è certa e computabile riguardo ai terzi, se non dal giorno in cui la scrittura è stata registrata o dal giorno della morte o della sopravvenuta impossibilità fisica di colui o di uno di coloro che l'hanno sottoscritta o dal giorno in cui il contenuto della scrittura è riprodotto in atti pubblici (2699) o, infine, dal giorno in cui si verifica un altro fatto che stabilisca in modo egualmente certo l'anteriorità della formazione del documento. La data della scrittura privata che contiene dichiarazioni unilaterali non destinate a persona determinata può essere accertata con qualsiasi mezzo di prova. Per l'accertamento della data nelle quietanze (1195, 1199) il giudice, tenuto conto delle circostanze, può ammettere qualsiasi mezzo di prova (2787 -presunzioni semplici-).. In sostanza, gli operatori del settore possono redigere un contratto scritto di trasporto avente data certa mediante stipula di: 1. atto pubblico (da Notaio); 2. scrittura privata autenticata da Notaio o altro pubblico ufficiale; 3. oppure, infine, utilizzando un sistema alternativo, valido a conferire certezza alla data contrattuale. Mentre nei primi due casi non occorrono chiarimenti, appare opportuno svolgere qualche riflessione in ordine alla terza delle menzionate ipotesi, in relazione alla quale si ricordano le norme in tema di cd. autoprestazione postale presso gli uffici postali di cui all art. 8, D.Lgs , n A tale ultimo proposito si intende la prestazione di servizi postali richiesta da un privato nell interesse proprio o per conto di una persona giuridica per la quale egli agisce. La sopra menzionata autoprestazione si sostanzia nella apposizione del timbro postale direttamente sul documento avente corpo unico, anziché sull involucro che lo contiene e la certezza della data è quindi costituita dal timbro postale recante la data stessa. Generalmente, gli uffici postali necessitano della presentazione di una richiesta (in genere su carta intestata della società), con la quale la persona che fisicamente si reca presso l ufficio spiegate le proprie qualità e in nome e per conto di quale soggetto agisce, dichiarando, altresì, natura e numero di pagine dell anzidetto documento nonché l apposizione del timbro cd. corrispondenza in corso particolare, con relativo annullamento di francobollo di posta ordinaria. b) Il nuovo art. 7-bis di cui al D.Lgs. 214/2008. La scheda di trasporto Ulteriore novità introdotta dal D.Lgs. 214/08 è il nuovo art. 7-bis il quale recita: «1. Al fine di conseguire maggiori livelli di sicurezza stradale e favorire le verifiche sul corretto esercizio dell'attività di autotrasporto di merci per conto di terzi in ambito nazionale, e' istituito un documento, denominato: scheda di trasporto, da compilare a cura del committente e conservare a bordo del veicolo adibito a tale attività, a cura del vettore. La scheda di trasporto può essere sostituita dalla copia del contratto in forma scritta di cui all'articolo 6, o da altra documentazione equivalente, che contenga le indicazioni di cui Pagina 3 di 63
4 al comma 3. Le disposizioni del presente articolo non si applicano al trasporto di merci a collettame, così come definito dal decreto ministeriale di cui al comma La scheda di trasporto costituisce documentazione idonea ai fini della procedura di accertamento della responsabilità di cui all'articolo Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'interno e con il Ministro dell'economia e delle finanze, e' stabilito il contenuto della scheda di trasporto, nella quale devono figurare le indicazioni relative al vettore, al committente, al caricatore ed al proprietario della merce nei casi indicati dal decreto stesso, così come definiti all'articolo 2, comma 1, nonché quelle relative alla tipologia ed al peso della merce trasportata, ed ai luoghi di carico e scarico della stessa. Lo stesso decreto individua le categorie di trasporto di merci a collettame, ai fini dell'esenzione dall'applicazione delle disposizioni di cui al presente articolo, nonché i documenti di trasporto previsti dalle norme comunitarie, dagli accordi o dalle convenzioni internazionali, o da altra norma nazionale in materia di autotrasporto di merci, da considerarsi equipollenti alla scheda di trasporto. 4. Il committente, ovvero chiunque non compila la scheda di trasporto, o la altera, o la compila in modo incompleto o non veritiero, e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 600 euro a euro. 5. Chiunque, durante l'effettuazione di un trasporto, non porta a bordo del veicolo la scheda di trasporto ovvero, in alternativa, copia del contratto in forma scritta, od altra documentazione equivalente, ai sensi del comma 1, e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 40 euro a 120 euro. All'atto dell'accertamento della violazione, e' sempre disposto il fermo amministrativo del veicolo, che verrà restituito al conducente, proprietario o legittimo detentore, ovvero a persona delegata dal proprietario, solo dopo che sia stata esibita la scheda di trasporto, ovvero copia del contratto redatto in forma scritta, od altra documentazione equivalente. La scheda di trasporto ovvero, in alternativa, il contratto in forma scritta, od altra documentazione equivalente deve essere esibita entro il termine di quindici giorni successivi all'accertamento della violazione. In caso di mancata esibizione, l'ufficio dal quale dipende l'organo accertatore, provvede all'applicazione della sanzione di cui al comma 4, con decorrenza dei termini per la notificazione dal giorno successivo a quello stabilito per la presentazione dei documenti. Si applicano le disposizioni degli articoli 214 e 180, comma 8, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni. 6. Le sanzioni di cui ai commi 4 e 5 si applicano anche ai trasporti internazionali compiuti da vettori stranieri che non compilano, o non compilano correttamente, ovvero non portano a bordo del veicolo i documenti equipollenti di trasporto di cui al comma 3.». Con tale nuova norma in sostanza si è chiaramente inteso aumentare i livelli e margini di sicurezza stradale e consentire un più rapido controllo dei soggetti coinvolti e della tipologia del trasporto in concreto. La ratio della disposizione in rassegna, rappresenta i motivi per cui la scheda di trasporto (prevista in alternativa al contratto di trasporto) deve essere compilata a cura del committente e deve contenere: Pagina 4 di 63
5 (i) le indicazioni relative al vettore, al committente, al caricatore e al proprietario della merce nei casi indicati dal decreto stesso; (ii) quelle relative alla tipologia e al peso della merce trasportata nonché ai luoghi di carico e scarico della stessa. (n.b.: Non è necessaria la scheda di trasporto nel caso di trasporti di merci a collettame). Si ponga particolare attenzione acché l assenza, a bordo del veicolo, della scheda di trasporto ovvero, in alternativa, della copia del contratto in forma scritta o altra documentazione equivalente, comporta l applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria pari ad una somma da 40 euro a 120 euro nonché, all'atto dell'accertamento della violazione, il fermo amministrativo del veicolo, che verrà restituito al conducente, proprietario o legittimo detentore ovvero a persona delegata dal proprietario, solo dopo che sia stata esibita la scheda di trasporto ovvero copia del contratto redatto in forma scritta o altra documentazione equivalente. Inoltre, la scheda di trasporto oppure, in alternativa, il contratto in forma scritta o altra documentazione equivalente deve essere esibita entro il termine di quindici giorni successivi all'accertamento della violazione, mentre in caso di mancata esibizione, l'ufficio dal quale dipende l'organo accertatore, provvede all'applicazione della sanzione di cui al comma 4, con decorrenza dei termini per la notificazione dal giorno successivo a quello stabilito per la presentazione dei documenti. Si applicano le disposizioni degli articoli 214 e 180, comma 8, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni. Va sottolineato che le sanzioni di cui ai commi 4 e 5 si applicano anche ai trasporti internazionali compiuti da vettori stranieri che non compilano o non lo fanno correttamente ovvero non portano a bordo del veicolo i documenti equipollenti di trasporto. L entrata in vigore della normativa, relativa alla scheda di trasporto o altro documento equivalente, era originariamente stabilita in 30 giorni dalla pubblicazione del Decreto Legislativo n. 214/2008 e dopo l emanazione del Decreto Ministeriale contenente le disposizioni applicative. 2. L art. 12 D.Lgs. 286/2005, alla luce della modifica del recente D.Lgs. 214/2009. In base al disposto di cui all art. 3, 5 comma, D.Lgs. 214/2008, il nuovo articolo 12 D.Lgs. 286/2005 è divenuto il seguente: «I conducenti dei veicoli adibiti al trasporto di cose per conto di terzi sono obbligati a tenere a bordo la documentazione idonea a dimostrare il titolo in base al quale prestano servizio presso il vettore e, se cittadini extracomunitari, l'attestato del conducente di cui al regolamento (CE) n. 484/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 1 marzo In caso di mancato possesso di detta documentazione, si applicano le sanzioni amministrative di cui all'articolo 180, commi 7 e 8, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, oltre alle sanzioni previste dalle vigenti disposizioni in materia di rapporto di lavoro dipendente.». 3. Il limiti di età per conseguire la patente e la formazione dei neo trasportatori secondo le modifiche del Capo II del D.Lgs. 214/2008. Pagina 5 di 63
6 Le norme successive stabiliscono e disciplinano i nuovi limiti di età per l ottenimento della patente di guida per condurre mezzi pesanti nonché la preparazione richiesta ed i relativi corsi di formazione. Particolare menzione merita il comma 1 dell'articolo 18 del D.Lgs. 286/2005, sostituito dal seguente disposto: «1. I conducenti muniti della carta di qualificazione del conducente devono aver compiuto: a) 18 anni: per guidare veicoli adibiti al trasporto di merci per cui è richiesta la patente di guida delle categorie C e C+E, in deroga alle limitazioni di massa di cui all'articolo 115, comma 1, lettera d), numero 2), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, a condizione di aver seguito il corso di formazione iniziale di cui all'articolo 19, comma 2; b) 18 anni: per condurre i veicoli adibiti al trasporto di merci per cui è richiesta la patente di guida delle categorie C e C+E, fermi restando i limiti di cui all'articolo 115, comma 1, lettera d), numero 2), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, a condizione di aver seguito il corso formazione iniziale accelerato, di cui all'articolo 19, comma 2-bis; c) 21 anni: per guidare veicoli adibiti al trasporto di passeggeri per cui è richiesta la patente di guida delle categorie D e D+E a condizione di aver seguito il corso formazione iniziale di cui all'articolo 19, comma 2; d) 21 anni: per guidare veicoli adibiti al trasporto di passeggeri per cui è richiesta la patente di guida delle categorie D e D+E, adibiti a servizi di linea con percorrenza non superiore a 50 chilometri, ovvero al trasporto, al massimo, di 16 passeggeri, a condizione di aver seguito il corso formazione iniziale accelerato, di cui all'articolo 19, comma 2-bis; e) 23 anni: per guidare veicoli adibiti al trasporto di passeggeri per cui è richiesta la patente di guida delle categorie D e D+E, a condizione di aver seguito il corso formazione iniziale accelerato, di cui all'articolo 19, comma 2-bis.». Già ad inizio 2006, tornando alla iniziale riforma del sistema, sulla G.U. n. 6 del veniva pubblicato il D.Lgs n. 286 titolato Disposizioni per il riassetto normativo in materia di liberalizzazione regolata dell esercizio dell attività di autotrasportatore. Il decreto, entrato in vigore il 24 gennaio 2006, con la sola eccezione delle norme relative alla liberalizzazione tariffaria ed alla definitiva abrogazione delle cosiddette tariffe a forcella che, invece, sono entrate in vigore il Il decreto è suddiviso in due parti: 1. il capo 1 riguarda il Riassetto normativo dell attività di autotrasporto di merci per conto di terzi ; mentre 2. il capo 2 inerisce alla Attuazione della direttiva n. 2003/59/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 luglio 2003, sulla qualificazione iniziale e formazione periodica dei conducenti di taluni veicoli stradali adibiti al trasporto di merci o di passeggeri. Il , poi, entra in vigore il D.Lgs n. 214 (pubblicato sulla G.U. n. 11 del ) recante Disposizioni per il riassetto normativo in materia di liberalizzazione regolata dell'esercizio dell'attività di autotrasportatore (di cui si è esposto sopra) che, modificando il D.Lgs. 286/2005, come già rammentato, Pagina 6 di 63
7 ha introdotto novità assai rilevanti in materia di trasporto terrestre, regolando analiticamente talune modalità (attraverso la scheda di trasporto e la data certa del contratto di trasporto), e prevedendo un sistema di sanzioni, di natura prevalentemente amministrativa, comminabili in ipotesi di mancato rispetto delle prescrizioni previste. A tali modifiche seguono il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 554 (in G.U. n. 153 del ), di approvazione del modello della scheda di trasporto, e disposizioni operative, prima mediante la Circolare del Ministero dell Interno Prot. n. 300/A/8980/09/108/44 del , e poi attraverso una Circolare congiunta del Ministero dell Interno e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (rispettivamente Prot. n.300/a/10029/09/10/44 e Prot. n ) del Quindi un ulteriore Circolare interministeriale (Ministero dell Interno e Ministero delle Infrastrutture e Trasporti n del ) fornisce delle precisazioni al fine di omogeneizzare sul territorio nazionale le attività di controllo del trasporto. Con il Decreto (pubblicato sulla G.U. n. 86 del ) è stato poi regolamentata, in maniera maggiormente restrittiva della precedente, la disciplina del cabotaggio stradale. Tale regolamentazione, entrata in vigore il , ha avuto però vita breve, in quanto sostituita, dal , dalla nuova normativa contenuta negli artt. 8 e 9 del Regolamento (CE) n. 1072/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio del che fissa norme comuni per l accesso al mercato internazionale del trasporto di merci su strada (pubblicato sulla G.U. dell U.E. n. L 300 del ). Il è entrata in vigore la Legge n. 127 del (in G.U. n. 186 del ) titolata Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 luglio 2010, n. 103, recante disposizioni urgenti per assicurare la regolarità del servizio pubblico di trasporto marittimo la quale, modificando e inserendo nuovi articoli al D.Lgs. 286/2005, ha introdotto ulteriori specificazioni sulla scheda di trasporto, rendendo obbligatoria la indicazione sulla stessa del numero di iscrizione del vettore all Albo nazionale degli autotrasportatori, migliora l impianto sanzionatorio e semplifica la procedura di accertamento di responsabilità da parte degli organi di controllo. Da ultimo, il è entrata in vigore la Legge n. 120 recante disposizioni in materia di sicurezza stradale (in G.U. n. 175 del ), che ha assoggettato i vettori stranieri alle disposizioni dell art. 207 del codice della strada, inasprendone le sanzioni per le violazioni alle norme che regolamentano il cabotaggio e ammette il pagamento in misura ridotta delle sanzioni conseguenti alle violazioni in materia di autotrasporto merci di cui alla Legge 298/74. Il la circolare interministeriale del Ministero dell Interno (Prot.300/A/10/108/13/1) e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Prot.74491) ha poi dettato le prime disposizioni operative per coordinare le due distinte Leggi n.120 e n.127. Quanto alle modalità di controllo su strada, con particolare riferimento alla lista di controllo e al modulo di attestazione delle attività svolte dal conducente, occorre avere riguardo della Direttiva 2006/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 marzo 2006 sulle norme minime per l applicazione dei regolamenti (CEE) n. 3820/1985 e (CEE) n. 3821/1985 del Consiglio relativi a disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti su strada e che abroga la direttiva 88/599/CEE del Consiglio. E stata pubblica sulla Pagina 7 di 63
8 G.U. dell Unione europea n. L102 del ed è entrata in vigore l Tale testo normativo avente rilievo ai fini del SEE, comporta di fatto un interessamento ed un vincolo anche per l Islanda, la Norvegia ed il Liechtenstein. A tale direttiva è stata data attuazione in Italia mediante il D.Lgs n. 144, pubblicato sulla G.U. del , entrato in vigore dal Da ultimo, come già accennato in premessa, è stato emanato il D.M. 20 aprile 2012 nella G.U.R.I. 18 giugno 2012 n. 140 il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, mediante il quale sostanzialmente si attua la previsione dell art. 83-bis co. 15, D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2008, n Per rendere intellegibile quanto da ultimo esposto, si rammenti come l art. 83-bis, co. 4 (Tutela della sicurezza stradale e della regolarità del mercato dell autotrasporto di cose per conto di terzi), D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2008, n. 133, punisca la violazione delle norme di cui ai commi 7, 8, 9, 13 e 13-bis con: 1. l esclusione, per un periodo di un anno, dai benefici fiscali, finanziari e previdenziali di ogni tipo previsti dalla legge; 2. l esclusione fino a sei mesi dalla procedura per l affidamento pubblico della fornitura di beni e servizi. I comportamenti sanzionati sono descritti dai commi del citato art. 83-bis che di seguono si riportano: 7. La parte del corrispettivo dovuto al vettore, diversa da quella di cui al comma 6, deve corrispondere a una quota dello stesso corrispettivo che, fermo restando quanto dovuto dal mittente a fronte del costo del carburante, sia almeno pari a quella identificata come corrispondente a costi diversi dai costi del carburante nel provvedimento di cui al comma Laddove la parte del corrispettivo dovuto al vettore, diversa da quella di cui al comma 6, risulti indicata in un importo inferiore a quello indicato al comma 7, il vettore può chiedere al mittente il pagamento della differenza. Qualora il contratto di trasporto di merci su strada non sia stato stipulato in forma scritta, l azione del vettore si prescrive decorsi cinque anni dal giorno del completamento della prestazione di trasporto. 9. Se il committente non provvede al pagamento entro i quindici giorni successivi, il vettore può proporre, entro i successivi quindici giorni, a pena di decadenza, domanda d ingiunzione di pagamento mediante ricorso al giudice competente, ai sensi dell articolo 638 del codice di procedura civile, producendo la documentazione relativa alla propria iscrizione all albo degli autotrasportatori di cose per conto di terzi, la carta di circolazione del veicolo utilizzato per l esecuzione del trasporto, la fattura per i corrispettivi inerenti alla prestazione di trasporto, la documentazione relativa all avvenuto pagamento dell importo indicato e i calcoli con cui viene determinato l ulteriore corrispettivo dovuto al vettore ai sensi dei commi 7 e 8. Il giudice, verificata la regolarità della documentazione e la correttezza dei calcoli prodotti, ingiunge al committente, con decreto motivato, ai sensi dell articolo 641 del codice di procedura civile, di pagare l importo dovuto al vettore senza dilazione, autorizzando l esecuzione provvisoria del decreto ai sensi dell articolo 642 del Pagina 8 di 63
9 codice di procedura civile e fissando il termine entro cui può essere fatta opposizione, ai sensi delle disposizioni di cui al libro IV, titolo I, capo I, del medesimo codice. 13. In caso di mancato rispetto del termine di cui al comma 12, il creditore ha diritto alla corresponsione degli interessi moratori di cui all articolo 5 del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n Ove il pagamento del corrispettivo avvenga oltre il novantesimo giorno dalla data di emissione della fattura, oltre agli interessi moratori, al committente debitore si applicano le sanzioni di cui al comma bis. Le disposizioni di cui ai commi 12 e 13 si applicano anche alle prestazioni fatturate dagli operatori della filiera, diversi dai vettori, che partecipano al servizio di trasporto di merci su strada. L art. 83-bis, co. 15, prevede che le sanzioni indicate al comma 14 sono applicate dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, secondo le modalità individuate con decreto dello stesso Ministro, di concerto con il Ministro dell economia e delle finanze, con il Ministro della giustizia e con il Ministro dello sviluppo economico. Un elenco contenente le sole informazioni necessarie per l identificazione dei destinatari delle sanzioni e per l individuazione del periodo di decorrenza delle stesse può essere pubblicato nel sito internet della suddetta autorità competente ai fini della relativa conoscenza e per l adozione degli eventuali specifici provvedimenti da parte degli enti e delle amministrazioni preposti alla verifica del rispetto delle sanzioni stesse Il D.M. 20 aprile 2012 disciplina le modalità di applicazione e il procedimento per l irrogazione delle sanzioni di cui al comma 14, art. 83-bis, D. L. n. 112/2008 nonché la formazione e la pubblicazione dell elenco di cui al comma 15, art. 83-bis cit.. In estrema sintesi, il D.M. prevede: 1.- Modalità di applicazione delle sanzioni (art. 1) Le sanzioni amministrative conseguenti alla violazione delle disposizioni di cui all art. 83-bis, co. 7, 8, 9, 13 e 13-bis, D.L. 25 giugno 2008, n. 112, si applicano nel seguente modo: a) i soggetti destinatari del provvedimento di esclusione dai benefici fiscali, finanziari e previdenziali, riconducibili a tutta l attività di impresa esercitata, sono esclusi dai benefici medesimi per un anno, a decorrere dal 1 gennaio dell anno successivo a quello in cui viene notificato il provvedimento sanzionatorio; b) i soggetti destinatari del provvedimento di esclusione dalle procedure per l affidamento pubblico della fornitura di beni e servizi, sono esclusi da tali procedure per un periodo compreso tra i trenta giorni ed i sei mesi, in relazione alla gravità dell infrazione commessa. In particolare, se la percentuale media di scostamento rispetto ai parametri normativamente previsti, risulta inferiore al 10%, la durata del provvedimento interdittivo sarà pari a giorni trenta; nel caso in cui la percentuale di scostamento sia compresa tra il 10% ed il 20%, la durata del provvedimento interdittivo sarà pari a giorni sessanta, mentre scostamenti superiori comportano un interdizione di novanta giorni. Inoltre, qualora nei confronti del medesimo soggetto siano riscontrati casi di irregolarità superiori al 50% rispetto alla documentazione esaminata, il periodo di interdizione e raddoppiato. Pagina 9 di 63
10 Infine, in caso di reiterazione, nei tre anni successivi alla commissione di una violazione oggetto di provvedimento interdittivo da parte del medesimo contravventore, il periodo di interdizione sarà raddoppiato, fermo restando il limite massimo di esclusione fino a centottanta giorni complessivi. Gli effetti del provvedimento interdittivo decorrono dal primo giorno del mese successivo alla data di notifica del medesimo provvedimento sanzionatorio; 2.- Competenza, impulso al procedimento, istruttoria e provvedimento conclusivo (art. 2). Alla Direzione generale per il trasporto stradale e per l intermodalità (di seguito solo la Direzione) presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è demandata la fase istruttoria del procedimento sanzionatorio che può essere promosso d ufficio o a seguito di segnalazione. L impulso del procedimento può nascere da segnalazioni pervenute da parte dei soggetti che effettuano controlli su strada, e, comunque, da parte di chiunque vi abbia interesse diretto e presenti idonea documentazione di supporto. La Direzione provvede entro il termine di novanta giorni dal ricevimento delle segnalazioni, all istruttoria finalizzata all eventuale applicazione delle sanzioni. Durante la fase istruttoria la Direzione può acquisire ulteriore documentazione e le osservazioni dei soggetti coinvolti, anche in contraddittorio. In tal caso, i termini di cui al comma 1 decorrono dal ricevimento degli atti e della documentazione di cui al presente comma. E fatta, comunque, salva la facoltà, per la Direzione di procedere d ufficio, nell ambito delle proprie competenze, ove abbia altrimenti notizia delle violazioni di cui al citato art. 83-bis, commi, 7, 8, 9 e 13. In caso di esito negativo dell istruttoria, la Direzione invia al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti un dettagliato rapporto e, salvo contrario avviso degli uffici di Gabinetto del Ministro, dispone l archiviazione della pratica, dandone comunicazione a tutti gli interessati. In caso di esito positivo dell istruttoria, la Direzione invia al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti un dettagliato rapporto, corredato della proposta di provvedimento sanzionatorio, secondo lo schema in allegato al decreto, ai fini dell emanazione del provvedimento di applicazione della sanzione. Il provvedimento, una volta emanato, viene integrato con la corrispondente relata di avvenuta notificazione, da eseguirsi anche a mezzo posta. La Direzione ai sensi di quanto previsto dall art. 83-bis, comma 15, secondo periodo, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, pubblica sul sito internet del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un elenco contenente le informazioni necessarie per l identificazione dei destinatari delle sanzioni applicate. L elenco riporta partita IVA, codice fiscale, nome, cognome, città e data di nascita ovvero denominazione e sede legale di ciascun destinatario della sanzione, nonché gli estremi e la data di notifica del provvedimento di applicazione della sanzione medesima. Ai fini della corretta partecipazione agli appalti pubblici di fornitura di beni e di servizi, le stazioni appaltanti prendono visione dell elenco e possono richiedere una autocertificazione circa l inesistenza a loro carico di provvedimenti sanzionatori di cui al presente decreto. In sede di verifica dei requisiti, ciascuna stazione appaltante può accertare la veridicità della predetta autocertificazione Pagina 10 di 63
11 tramite consultazione del sito informatico presso l Osservatorio dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture di cui all art. 7, del decreto legislativo 12 agosto 2006, n La Direzione, entro venti giorni dalla ricezione della richiesta, fornisce copia del provvedimento sanzionatorio all ente o all amministrazione preposta alla verifica del rispetto delle sanzioni stesse che ne faccia richiesta per le esigenze istruttorie, in sede amministrativa e contenziosa, di competenza. Di seguito il testo integrale del D.M. 20 aprile 2012: IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI di concerto con IL MINISTRO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA E IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO Visto l art. 83-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria e sue modifiche e integrazioni; Visto il comma 14 del citato art. 83-bis, che punisce la violazione delle norme di cui ai commi 7, 8, 9, 13 e 13-bis con l esclusione, per un periodo di un anno, dai benefici fiscali, finanziari e previdenziali di ogni tipo previsti dalla legge, nonché l esclusione fino a sei mesi dalla procedura per l affidamento pubblico della fornitura di beni e servizi; Visto il comma 15 dell art. 83-bis, come da ultimo modificato dall art. 6, comma 2, lettera f-ter), del decretolegge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, che individua nel Ministro delle infrastrutture e dei trasporti l autorità competente all applicazione delle predette sanzioni, secondo le modalità individuate con decreto dello stesso Ministro, di concerto con il Ministro dell economia e delle finanze, il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro della giustizia; Vista la legge 24 novembre 1981, n. 689, recante «modifiche al sistema penale», che individua i principi generali in materia di procedimento sanzionatorio; Visto l art. 26 della legge 6 giugno 1974, n. 298, recante «istituzione dell Albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi, disciplina degli autotrasporti di cose e istituzione di un sistema di tariffe a forcella per i trasporti di merci su strada»; Visto l art. 7, del decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 286, così come modificato dal decreto legislativo 22 dicembre 2008, n. 214, recante «disposizioni per il riassetto normativo in materia di liberalizzazione regolata dell esercizio dell attività di auto trasportatore»; Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico e Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 13 dicembre 2011, allegato al decreto del Presidente della Repubblica 19 dicembre 2011 e pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana n. 301 del 28 dicembre 2011, a mezzo del quale sono state delegate al Sottosegretario di Stato le materie relative al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; Ritenuto che la conoscenza dell applicazione delle sanzioni in parola potrebbe avere rilevanza anche per soggetti diversi dagli enti e dalle amministrazioni preposti alla verifica del rispetto delle sanzioni stesse; Decreta: Pagina 11 di 63
12 Art. 1 Sanzioni di cui all art. 83-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n Le sanzioni amministrative, che conseguono alla violazione delle disposizioni di cui all art. 83-bis, commi 7, 8, 9, 13 e 13-bis, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, si applicano, in ragione della loro differente natura, come di seguito specificato: a) i soggetti destinatari del provvedimento di esclusione dai benefici fiscali, finanziari e previdenziali, riconducibili a tutta l attività di impresa esercitata, sono esclusi dai benefici medesimi per un anno, a decorrere dal 1 gennaio dell anno successivo a quello in cui viene notificato il provvedimento sanzionatorio; b) i soggetti destinatari del provvedimento di esclusione dalle procedure per l affidamento pubblico della fornitura di beni e servizi, sono esclusi da tali procedure per un periodo compreso tra i trenta giorni ed i sei mesi, in relazione alla gravità dell infrazione commessa. In particolare, se la percentuale media di scostamento rispetto ai parametri normativamente previsti, risulta inferiore al 10%, la durata del provvedimento interdittivo sarà pari a giorni trenta; nel caso in cui la percentuale di scostamento sia compresa tra il 10% ed il 20%, la durata del provvedimento interdittivo sarà pari a giorni sessanta, mentre scostamenti superiori comportano un interdizione di novanta giorni. Inoltre, qualora nei confronti del medesimo soggetto siano riscontrati casi di irregolarità superiori al 50% rispetto alla documentazione esaminata, il periodo di interdizione e raddoppiato. Infine, in caso di reiterazione, nei tre anni successivi alla commissione di una violazione oggetto di provvedimento interdittivo da parte del medesimo contravventore, il periodo di interdizione sarà raddoppiato, fermo restando il limite massimo di esclusione fino a centottanta giorni complessivi. Gli effetti del provvedimento interdittivo decorrono dal primo giorno del mese successivo alla data di notifica del medesimo provvedimento sanzionatorio. Art. 2 Procedimento per l applicazione delle sanzioni 1. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti Direzione generale per il trasporto stradale e per l intermodalità in base alle segnalazioni pervenute da parte dei soggetti che hanno effettuato i controlli su strada, anche secondo quanto previsto dalla circolare 18 maggio 2011, a firma congiunta tra Polizia stradale e Direzione Generale per il trasporto stradale e per l intermodalità, e, comunque, da parte di chiunque vi abbia interesse diretto e presenti idonea documentazione di supporto, provvede, entro il termine di novanta giorni dal ricevimento delle segnalazioni, all istruttoria finalizzata all eventuale applicazione delle sanzioni di cui all art Durante la fase istruttoria il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti Direzione generale per il trasporto stradale e per l intermodalità può acquisire ulteriore documentazione e le osservazioni dei soggetti coinvolti, anche in contraddittorio. In tal caso, i termini di cui al comma 1 decorrono dal ricevimento degli atti e della documentazione di cui al presente comma. 3. E fatta, comunque, salva la facoltà, per la Direzione generale per il trasporto stradale e per Pagina 12 di 63
13 l intermodalità, di procedere d ufficio, nell ambito delle proprie competenze, ove abbia altrimenti notizia delle violazioni di cui al citato art. 83-bis, commi, 7, 8, 9 e In caso di esito negativo dell istruttoria, la Direzione generale per il trasporto stradale e per l intermodalità invia al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti un dettagliato rapporto e, salvo contrario avviso degli uffici di Gabinetto del Ministro, dispone l archiviazione della pratica, dandone comunicazione a tutti gli interessati. 5. In caso di esito positivo dell istruttoria la Direzione generale per il trasporto stradale e per l intermodalità invia al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti un dettagliato rapporto, corredato della proposta di provvedimento sanzionatorio, secondo lo schema in allegato al presente decreto, ai fini dell emanazione del provvedimento di applicazione della sanzione. Il provvedimento, una volta emanato, viene integrato con la corrispondente relata di avvenuta notificazione, da eseguirsi anche a mezzo posta. 6. La Direzione generale per il trasporto stradale e per l intermodalità, ai sensi di quanto previsto dall art. 83- bis, comma 15, secondo periodo, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, pubblica sul sito internet del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un elenco contenente le informazioni necessarie per l identificazione dei destinatari delle sanzioni applicate. L elenco riporta partita IVA, codice fiscale, nome, cognome, città e data di nascita ovvero denominazione e sede legale di ciascun destinatario della sanzione, nonché gli estremi e la data di notifica del provvedimento di applicazione della sanzione medesima. 7. Nel caso in cui il destinatario del provvedimento di applicazione della sanzione abbia impugnato lo stesso in via giurisdizionale, l elenco riporterà i vari gradi del procedimento contenzioso e i relativi esiti, anche con riferimento ad eventuali decisioni di sospensione del provvedimento sanzionatorio. In caso di esercizio del potere di autotutela, l elenco riporta gli estremi del relativo provvedimento. 8. L elenco di cui all art. 83-bis, comma 15, secondo periodo, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e aggiornato dalla Direzione generale per il trasporto stradale e per l intermodalità entro quindici giorni dalla notifica di ciascun singolo provvedimento sanzionatorio o dall emergere di informazioni relative al contenzioso o al riesame in sede amministrativa di ciascun singolo atto. La Direzione Generale per il trasporto stradale e l intermodalità provvede, comunque, a completare l aggiornamento dell elenco entro e non oltre il 15 febbraio di ciascun anno con riferimento agli atti notificati entro il 31 dicembre di quello precedente, onde permettere agli enti e alle amministrazioni preposti di verificare, con riferimento a tutti i benefici fiscali, il rispetto delle sanzioni applicate ai sensi dell art. 83-bis, comma 15, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n Le informazioni contenute nell elenco di cui al secondo periodo del comma 15, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, restano pubblicate almeno fino al 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di notifica al destinatario del provvedimento di applicazione della sanzione e, comunque, fino al 31 dicembre dell anno successivo a quello di definizione dell eventuale contenzioso instaurato dal destinatario avverso il provvedimento stesso o di quello successivo all anno in cui e stato emesso il provvedimento di autotutela. Pagina 13 di 63
14 10. Ai fini della corretta partecipazione agli appalti pubblici di fornitura di beni e di servizi, le stazioni appaltanti prendono visione dell elenco di cui ai commi precedenti e possono richiedere una autocertificazione circa l inesistenza a loro carico di provvedimenti sanzionatori di cui al presente decreto. In sede di verifica dei requisiti, ciascuna stazione appaltante può accertare la veridicità della predetta autocertificazione tramite consultazione del sito informatico presso l Osservatorio dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture di cui all art. 7, del decreto legislativo 12 agosto 2006, n La Direzione generale per il trasporto stradale e per l intermodalità, entro venti giorni dalla ricezione della richiesta, fornisce copia del provvedimento sanzionatorio all ente o all amministrazione preposta alla verifica del rispetto delle sanzioni stesse che ne faccia richiesta per le esigenze istruttorie, in sede amministrativa e contenziosa, di competenza. Art. 3 Copertura finanziaria 1. Le attività di cui al presente decreto e l adozione dei provvedimenti di competenza sono effettuate nell ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, pertanto, dall attuazione delle disposizioni contenute nei. presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il presente decreto e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, previa trasmissione agli organi di controllo per la registrazione. Roma, 20 aprile 2012 Il vice Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Ciaccia p. Il Ministro dell economia e delle finanze il vice Ministro delegato Grilli Il Ministro della giustizia Severino Il Ministro dello sviluppo economico Passera 4. Il riassetto normativo dell attività di autotrasporto di merci per conto di terzi. La precipua finalità della riforma in ordine all attività di autotrasporto di merci per conto di terzi è stata quella di liberalizzazione regolata dell esercizio dell attività di autotrasporto cose in conto terzi e il contestuale raccordo con la disciplina delle condizioni e dei prezzi dei servizi di autotrasporto di merci in conto terzi. Premessa necessaria e ineludibile a questa trattazione è l identificazione delle nuove figure che, per la prima volta, sono entrate a far parte ed hanno acquisito un ruolo di primo piano nel mondo dell autotrasporto merci per conto di terzi. Secondo l art.2 del D.Lgs. 286/2005, si deve intendere per: 1. Attività di autotrasporto: la prestazione di un servizio, eseguita in modo professionale e non strumentale ad altre attività, consistente nel trasferimento di cose di terzi su strada mediante autoveicoli, dietro il pagamento di un corrispettivo; Pagina 14 di 63
15 2. Vettore: l impresa di autotrasporto iscritta all albo nazionale delle persone fisiche e giuridiche che esercitano l autotrasporto di cose per conto di terzi, ovvero l impresa non stabilita in Italia, abilitata ad eseguire attività di autotrasporto internazionale o di cabotaggio stradale in territorio italiano che è parte di un contratto di trasporto di merci su strada; 3. Committente: l impresa o la persona giuridica pubblica che stipula o nel nome della quale è stipulato il contratto di trasporto con il vettore; 4. Caricatore: l impresa o la persona giuridica pubblica che consegna la merce al vettore, curando la sistemazione delle merci sul veicolo adibito all esecuzione del trasporto; 5. Proprietario della merce: l impresa o la persona giuridica pubblica che ha proprietà delle cose oggetto dell attività di autotrasporto al momento della consegna al vettore. Il decreto legislativo n. 286 ha superato il regime tariffario previsto dalla legge 298/74, introducendo un sistema di libera contrattazione regolamentata dei compensi corrisposti per lo svolgimento dei servizi di autotrasporto di cose per conto terzi. Dal (ma fino all entrata in vigore del recente nuovo sistema di corrispettivi minimi di cui si dirà in seguito), in pratica, i corrispettivi per i servizi di trasporto di merci su strada sono stati determinati sulla base della libera contrattazione tra le parti interessate, che stipulavano il contratto di trasporto. La normativa in oggetto prevedeva, agli articoli 6, 11 e 12, l emissione di decreti dirigenziali che determinassero, rispettivamente: a. i modelli contrattuali tipo per facilitare l uso della forma scritta dei contratti di trasporto di merci su strada; b. le modalità ed i tempi per l adozione di sistemi di certificazione di qualità; c. il modello della lista di controllo, al quale gli organi di polizia stradale si attengono nell effettuazione dei controlli sugli autoveicoli adibiti al trasporto delle merci. Tutti e tre i decreti dirigenziali di cui sopra sono stati adottati e pubblicati. Nello specifico: Sulla G.U. n. 31 del è stato pubblicato il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti relativo alla Determinazione dei modelli contrattuali tipo, in attuazione dell art. 6, comma 2, del decreto legislativo 21 novembre 2005 n. 286 ; Sulla G.U. n. 50 del è stato pubblicato il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti relativo alla Definizione di modalità e tempi per l adozione volontaria di sistemi di certificazione di qualità da parte delle imprese di autotrasporto, in attuazione dell art. 11, comma 3, del decreto legislativo 21 novembre 2005 n. 286; Sulla G.U. n. 50 del è stato pubblicato il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti relativo alla Determinazione di un modello di lista di controllo per uniformare le procedure dei controlli sugli autoveicoli adibiti al trasporto delle merci, in attuazione dell art. 12, comma 4, del decreto legislativo 21 novembre 2005 n Pagina 15 di 63
16 5. I contratti di trasporto delle merci su strada. Con il Decreto si sono previsti 4 tipi di contratto tipo. I contratti vanno stipulati, di regola, in forma scritta. L uso del termine di regola sta a significare che questo tipo di forma contrattuale non è obbligatoria, essendo pertanto ammessa anche la stipulazione di contratti non in forma scritta. La normativa (art. 6 del D.Lgs. 286/2005, così come modificato dal D.Lgs. 214/2008) prevede che i contratti stipulati in forma scritta debbano contenere i cosiddetti elementi essenziali, e possano contenere i cosiddetti elementi eventuali. Elementi essenziali dei contratti sono: nome e sede del vettore e del committente e, se diverso, del caricatore; numero di iscrizione del vettore all'albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi; tipologia e quantità della merce oggetto del trasporto, nel rispetto delle indicazioni contenute nella carta di circolazione dei veicoli adibiti al trasporto stesso; corrispettivo del servizio di trasporto e modalità di pagamento; luoghi di presa in consegna della merce da parte del vettore e di riconsegna della stessa al destinatario; tempi massimi per il carico e lo scarico della merce trasportata. Elementi eventuali dei contratti sono: termini temporali per la riconsegna della merce; istruzioni aggiuntive del committente, del vettore o del caricatore. In assenza di anche uno degli elementi essenziali indicati sopra, il contratto di trasporto si considera non stipulato in forma scritta. La verifica dell esistenza o meno di un contratto in forma scritta, e il controllo della presenza di tutti gli elementi che obbligatoriamente deve contenere perché possa essere considerato valido, è condizione indispensabile per l attribuzione di responsabilità a fini sanzionatori. In altri termini, alla forma contrattuale sono legati effetti sanzionatori differenziati. 6. La data certa del contratto. Il D.Lgs n. 214 ha introdotto la vera e propria novità quando, nell'art.1, stabilisce espressamente, riferendosi alla forma del contratto di trasporto, che All'art. 6, co. 1, del D. Lgs. 21 novembre 2005, n. 286, dopo le parole 'in forma scritta' sono inserite le seguenti: <e, comunque, con data certa>'. Si osservi come solamente i contratti stipulati a far data dal debbono obbligatoriamente avere il requisito della certezza della data (rectius la data certa ). Ora, la data certa, in senso giuridico, viene conferita ad un contratto, nell'ambito del nostro ordinamento, sostanzialmente a mezzo di sette differenti sistemi: 1. stipulazione del contratto mediante atto pubblico (art c.c.) Pagina 16 di 63
17 2. stipulazione mediante scrittura privata autenticata da un notaio o da un altro pubblico ufficiale (es. Segretario comunale) a ciò autorizzato (artt e 2704 c.c.); 3. registrazione del contratto presso un locale ufficio dell'agenzia delle Entrate; 4. mediante la c.d. autoprestazione postale, di cui all'art. 8, D. Lgs., 22 luglio 1999, n. 261, a tenore del quale è consentita, senza autorizzazione, la prestazione di servizi postali da parte della persona fisica o giuridica che è all'origine della corrispondenza (autoprestazione), oppure da parte di un terzo che agisce esclusivamente in nome e nell'interesse dell'autoproduttore. Tale sistema consiste nel richiedere ad un Ufficio Postale l apposizione del timbro recante la data direttamente sul documento avente corpo unico (anziché sull involucro o sul plico che lo contiene), con relativa affrancatura con francobolli applicati sul primo foglio e loro annullamento mediante l apposizione del timbro da parte del medesimo Ufficio Postale (si tratta del servizio data certa : certificazione dell esistenza di un documento in una determinata data ); 5. spedizione del documento aperto a mezzo posta senza involucro (busta): l Ufficio postale appone il timbro datario direttamente sul documento; 6. inoltre mediante posta elettronica certificata, che certifichi data e ora dell invio e della ricezione del documento; 7. apposizione di marcatura temporale tramite la firma digitale, che ha validità di data certa opponibile ai terzi, ai sensi della L. 229/2003 (art. 4) e del D.Lgs.82/2005 (art. 20, comma 3). Occorre, tuttavia, segnalare come la giurisprudenza di merito formatasi sul punto sia assai contraddittoria. Nella sentenza Tribunale di Vicenza , ad esempio, è stato rilevato che Il timbro postale apposto sulla corrispondenza per 'autoprestazione' dall'addetto delle Poste di cui all'art. 8, D. Lgs. 22 luglio 1999, n.261, non è idoneo a conferire data certa allo scritto, soprattutto se il plico è consegnato in busta chiusa. Ma anche qualora si siano adottati accorgimenti di tipo diverso, occorre rilevare che la giurisprudenza è assai restia a riconoscere tale validità. L'intento del Legislatore è senza dubbio da apprezzare, trattandosi di conseguire un maggior livello di sicurezza stradale e di evitare contratti stipulati a posteriori al fine di eludere responsabilità nelle violazioni. Tuttavia, appare piuttosto difficile immaginare file di corrieri ed autotrasportatori all'ufficio postale più vicino per ottenere il timbro di data certa. E più facile, e verosimile, ipotizzare, una volta applicate le prime sanzioni, una miriade di ricorsi, con ulteriore affollamento delle aule dei Giudici di Pace competenti ratione materiae. 7. Il cabotaggio stradale. Relativamente ai trasporti eseguiti in regime di cabotaggio stradale, il contratto di autotrasporto deve contenere tutti gli elementi essenziali elencati sopra e la lettera a) degli elementi eventuali nonché gli estremi della licenza comunitaria e di ogni altra eventuale documentazione prevista dalle vigenti disposizioni. Pagina 17 di 63
18 Tutto ciò è specificato nella Circolare n. 1/2005 Prot. 2932/80 del del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Dipartimento per i trasporti terrestri e per cabotaggio stradale si intende la prestazione di servizi di trasporto nazionale da parte di un impresa stabilita in un altro Stato. Dalla data del 1 maggio 2009 sono ammessi ad effettuare cabotaggio in Italia i vettori dei seguenti Paesi comunitari: Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Islanda, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Olanda, Portogallo, Polonia, Rep. Ceca, Rep. Slovacca, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria. Bulgaria e Romania, pur essendo entrate a far parte dell Unione Europea dal 1 gennaio 2007, hanno tuttavia avuto il divieto di svolgere servizi di cabotaggio negli altri Stati UE, Italia compresa, sino al Successivamente, a far data dal il cabotaggio è stato oggetto di una nuova regolamentazione, ben più restrittiva della precedente, contenuta nel Decreto pubblicato sulla G.U. n. 86 del Tale regolamentazione, tuttavia, ha avuto vita breve, in quanto sostituita, a far data dal , dalla nuova disciplina contenuta negli artt. 8 e 9 del Regolamento (CE) n. 1072/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio del che ha fissato norme comuni per l accesso al mercato internazionale del trasporto di merci su strada. Per svolgere attività di cabotaggio il trasportatore di merci su strada per conto terzi deve essere titolare di una licenza comunitaria, che deve trovarsi a bordo del veicolo in copia conforme, e il conducente, se è cittadino (intendendo con ciò la cittadinanza ) di un paese terzo, deve essere munito dell attestato di conducente. L attestato non è richiesto per i conducenti cittadini di Islanda, Norvegia, Liechtenstein e Svizzera. Le operazioni di cabotaggio sono limitate a un numero di tre, da concludersi in un arco temporale massimo di sette giorni dall avvenuta consegna delle merci trasportate nel corso di un trasporto internazionale in entrata. In concreto, il cabotaggio è ammesso: solo a seguito di un trasporto internazionale da un altro Stato membro (o Paese terzo) con destinazione del carico nel territorio italiano; solo dopo che sono state consegnate integralmente le merci trasportate nel corso del trasporto internazionale in entrata; nel limite massimo di tre operazioni, che devono essere effettuate con lo stesso veicolo con cui è stato eseguito il trasporto internazionale in entrata, oppure, se si tratta di veicoli combinati, con lo stesso autoveicolo del trasporto internazionale in entrata; con il vincolo che l ultimo scarico in regime di cabotaggio deve avere luogo entro sette giorni dall ultimo scarico del trasporto internazionale in entrata. Pagina 18 di 63
19 Un vettore, inoltre, può scegliere se eseguire tutte le operazioni di cabotaggio (oppure solo una o due) nello Stato di arrivo del trasporto internazionale, oppure in Stati membri diversi. Nel caso in cui decida di effettuare l attività di cabotaggio in uno Stato diverso da quello di destinazione del trasporto internazionale, al trasportatore è consentita l effettuazione di una sola operazione di cabotaggio per Stato, che deve essere eseguita entro tre giorni dall ingresso a vuoto in quello Stato e comunque nel rispetto del limite massimo di sette giorni dallo scarico totale del trasporto internazionale. I trasporti di cabotaggio sono considerati conformi al Regolamento CE 1072/2009 solo se il trasportatore può produrre prove documentali che attestino chiaramente sia il trasporto internazionale in entrata sia ogni trasporto di cabotaggio che abbia effettuato consecutivamente. Tale documenti devono essere conservati a bordo del veicolo. Per ogni operazione effettuata, debbono essere esibite le prove recanti i seguenti dati: 1) il nome, l indirizzo e la firma del mittente; 2) il nome, l indirizzo e la firma del trasportatore; 3) il nome e l indirizzo del destinatario, nonché la sua firma e la data di consegna una volta che le merci sono state consegnate; 4) il luogo e la data del passaggio di consegna delle merci e il luogo di consegna previsto; 5) la denominazione corrente della natura delle merci e la modalità d imballaggio e, per le merci pericolose, la denominazione generalmente riconosciuta nonché il numero di colli, i contrassegni speciali e i numeri riportati su di essi; 6) la massa lorda o la quantità altrimenti espressa delle merci; 7) il numero di targa del veicolo a motore e del rimorchio. Non sono richiesti documenti supplementari al fine di dimostrare l avvenuto rispetto delle condizioni sancite per lo svolgimento del cabotaggio. Non rientrano nel regime del cabotaggio i trasporti combinati di cui alla Direttiva 92/106/CEE del Consiglio del , cioè i trasporti di merci fra Stati membri per i quali l'autocarro, il rimorchio, il semirimorchio con o senza veicolo trattore, la cassa mobile o il contenitore (di 20 piedi e oltre) effettuano la parte iniziale o terminale del tragitto su strada e l'altra parte per ferrovia, per via navigabile o per mare allorché questo percorso supera i 100 km in linea d'aria. 8. La scheda di trasporto. Il D.Lgs. 214/2008 modifica il D.Lgs. 286/2008 introducendo un nuovo articolo, il 7-bis, che istituisce l'obbligo della Scheda di Trasporto. A tenore di tale norma, in particolare, Al fine di conseguire maggiori livelli di sicurezza stradale e favorire le verifiche sul corretto esercizio dell'attività di autotrasportato merci per conto di terzi in ambito nazionale, è istituito un documento denominato scheda di trasporto, da compilare a cura del committente e conservare a bordo del veicolo adibito a tale attività, a cura del vettore. Pagina 19 di 63
20 E stato definito come il documento di tracciabilità della merce trasportata, in grado di identificare tutti i soggetti coinvolti nella filiera del trasporto e costituente documentazione idonea ai fini della procedura di accertamento delle responsabilità a carico di vettore, committente, caricatore e proprietario delle merci. La scheda di trasporto è divenuta operativa il , quando è entrato in vigore il Decreto interministeriale (Ministero dell Interno, delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell Economia e delle Finanze) n. 554 del Il menzionato Decreto ne ha approvato il modello, ne ha stabilito il contenuto ed ha individuato gli eventuali documenti che possono essere considerati equivalenti. Se il contenuto della scheda è tassativo, il modello allegato al Decreto che lo ha introdotto non ha carattere vincolante quanto ad aspetto, forma e caratteristiche dello stampato che deve contenerlo. In questo senso, la Circolare del chiarisce che "il documento può essere oggetto di elaborazione grafica, che ne modifichi l'aspetto esteriore o le dimensioni". Il documento, che deve essere compilato e sottoscritto dal committente (oppure dal caricatore o dal proprietario della merce, ma non dal vettore), o da altro soggetto da lui delegato (ferme restando le responsabilità in capo al committente medesimo per quanto attiene alle violazioni delle norme in materia di autotrasporto), deve contenere obbligatoriamente: 1. i dati dell'impresa che rappresenta il vettore: denominazione dell'impresa, indirizzo e sede dell'azienda, Partita IVA, numero iscrizione all'albo (obbligo introdotto dalla Legge 127/2010); 2. i dati del committente: denominazione dell'impresa, indirizzo e sede dell'azienda, Partita IVA; 3. i dati del caricatore: denominazione dell'impresa, indirizzo e sede dell'azienda, Partita IVA; 4. i dati del proprietario della merce: qualora il committente non sia in grado di individuare questo soggetto prima dell inizio del viaggio, nello spazio destinato a eventuali dichiarazioni il committente scriverà le ragioni che hanno reso impossibile l indicazione del proprietario della merce al momento dell inizio del trasporto. Nell individuare il proprietario della merce, si prescinde sia dal contratto di vendita sottostante sia dagli incoterms che trasferiscono i rischi del trasporto sia dalla nozione di trasferimento della proprietà secondo il codice civile. Si tratta, pertanto, di un indicazione puntuale e momentanea; 5. i dati relativi alla merce trasportata: a. tipologia, avendo cura di specificare le sue caratteristiche merceologiche (es.: sabbia, mattoni, legname, ecc.) o, se confezionata, le caratteristiche degli imballaggi e il loro contenuto (es.: fusti di acido, bancali di bottiglie di acqua minerale, ecc.); b. quantità, se si tratta di merce in colli o in altri imballaggi recanti un indicazione standardizzata del peso di ciascun pezzo, oppure, in alternativa, il peso complessivo della merce trasportata espresso in Kg. Nel caso di particolari tipologie di merci per le quali la quantificazione del peso non è sempre agevole (beni alla rinfusa provenienti dai luoghi di produzione agricola, oppure da cave e miniere, materiali sfusi destinati ad essere utilizzati nell attività imprenditoriale, materiali sporchi nelle attività di lavaggio industriale e materiali a noleggio per committenti pubblici come strutture sanitarie, bar, ristoranti, case di cura, ecc.), il peso della merce può essere indicato in via approssimativa; Pagina 20 di 63

References: art. 83
 art. 7
 art. 12
 art. 6
 art. 8
 art. 7
 art. 7
 art. 12
 art. 3
 articolo 12
 art. 207
 art. 83
 art. 83
 art. 83
 articolo 638
 articolo 641
 articolo 642
 articolo 5
 art. 83
 art. 83
 art. 83
 art. 83
 art. 83
 art. 83
 art. 7
 art. 83
 art. 83
 art. 83
 art. 6
 art. 26
 art. 7
 Art. 1
 art. 83
 art. 83
 Art. 2
 art. 83
 art. 83
 art. 83
 art. 83
 art. 7
 Art. 3
 art.2
 art. 6
 art. 11
 art. 12
 sentenza