Source: http://www.comune.piossasco.to.it/regolamento/estetista.htm
Timestamp: 2018-12-10 10:51:57+00:00

Document:
Regolamento delle attività degli estetisti
REGOLAMENTO COMUNALE SULL'ATTIVITA' DI ESTETISTA
Articolo 2 - Procedura di adozione
Articolo 3 - Modalità di svolgimento delle attività
Articolo 4 - Autorizzazione d'esercizio - Superficie minima
Articolo 5 - Procedura per la presentazione della domanda e per il rilascio dell'autorizzazione d'esercizio
Articolo 6 - Accertamento dei requisiti di cui alla legge 443/85 ed altri
Articolo 7 - Accertamento dei requisiti igienici
Articolo 8 - Accertamento della qualifica professionale
Articolo 9 - Accertamento della distanza tra nuovi esercizi e esercizi preesistenti
Articolo 10 - Trasferimento degli esercizi - Nuova autorizzazione
Articolo 11 - Modifica della titolarità
Articolo 12 - Sospensione temporanea dell'attività su richiesta dell'operatore
Articolo 13 - Cessazione dell'attività
Articolo 14 - Sospensione e revoca dell'autorizzazione
Articolo 15 - Esposizione delle tariffe
Articolo 16 - Orari
Articolo 17 - Vigilanza
Articolo 18 - Sanzioni
Articolo 19 - Disposizioni transitorie e finali
1.1 Il presente Regolamento in conformità alle norme della Legge 4 gennaio 1990 n° 1 e della Legge Regionale 9 dicembre 1992 n° 54 disciplina l'attività di:
a) ESTETISTA, titolo che designa le attività comprendenti le prestazioni e i trattamenti eseguiti sulla superficie del corpo umano il cui scopo esclusivo o prevalente sia quello di mantenerlo in perfette condizioni, di migliorarne e proteggerne l'aspetto estetico, modificandolo attraverso l'eliminazione o l'attenuazione degli inestetismi esistenti.
Sono incluse tra le attività di estetista e quindi soggette ad autorizzazione, quelle inerenti l'adeguamento estetico dell'aspetto come quelle di truccatore, estetista visagista, depilatore, manicure e pedicure e massaggiatore facciale.
Sono incluse nell'attività di estetista e quindi soggette ad autorizzazione, le attività svolte all'interno dei centri abbronzanti, nei centri dimagranti o di benessere, nelle palestre o in altre simili attività, anche quando l'attività esercitata consista nella mera messa a disposizione di lampade abbronzanti, saune, o altre apparecchiature inserite nell'elenco degli apparecchi elettromeccanici per uso estetico allegato alla Legge 1/90 a favore dei clienti senza alcun intervento attivo degli operatori sulla persona.
Sono escluse dall'attività di estetista le prestazioni dirette in linea specifica ed esclusiva a finalità di carattere terapeutico.
1.2 Tali attività possono essere esercitate in forma individuale o in forma societaria di persone o di capitali in luogo pubblico o privato anche a titolo gratuito.
1.3 Non sono oggetto del presente Regolamento le attività di formazione operanti sul territorio alla data odierna e di aggiornamento professionale svolte per fini esclusivamente didattici dagli Enti o dalle Associazioni di comparto, autorizzati in locali e con attrezzature conformi alle norme urbanistiche e igieniche vigenti.
2.1 Il presente Regolamento viene adottato dal Consiglio Comunale, sentito il parere non vincolante delle organizzazioni regionali dell'artigianato maggiormente rappresentative a livello nazionale.
2.2 Del Regolamento adottato viene chiesta l'omologazione ai sensi dell'articolo 2 della LR 30/82 all'Assessorato Regionale alla Sanità - Settore Prevenzione Sanitaria negli ambienti di Vita e di Lavoro ovvero agli organi dallo stesso Assessorato delegati.
3.1 Le attività oggetto del presente Regolamento non possono essere svolte in forma ambulante.
3.2 Le attività oggetto del presente Regolamento possono essere svolte con l'attuazione di tecniche manuali, con l'utilizzazione di apparecchi elettromeccanici per uso estetico, di cui all'elenco allegato alla Legge 1/90 e con l'applicazione dei prodotti cosmetici definiti tali dalla Legge 11 ottobre 1986 n° 713.
3.3 Tali attività possono essere svolte in modo saltuario ed eccezionale presso il domicilio del cliente da parte di coloro che sono titolari di regolare autorizzazione o da un loro dipendente incaricato, purché il servizio avvenga in normale orario di lavoro e si provino validi motivi di impedimento da parte del cliente di utilizzare la sede d'esercizio dell'estetista.
3.4 Tali attività possono altresì essere svolte in modo saltuario e eccezionale presso enti, istituti, ospedali, alberghi piscine, palestre, ed altri simili strutture, sempre che siano in possesso di regolare autorizzazione amministrativa.
I locali destinati al servizio devono tuttavia essere dichiarati conformi alle normative igienico sanitarie vigenti.
3.5 E' vietato l'esercizio delle attività oggetto del presente Regolamento senza il possesso di regolare autorizzazione a titolo di dimostrazione salvo che le iniziative non siano organizzate nel corso dell'attività di formazione e aggiornamento da scuole professionali che siano state autorizzate e riconosciute dai competenti organi dello Stato.
3.6 L'attività di estetista può essere svolta anche unitamente all'attività di barbiere o parrucchiere secondo il dettato dell'Articolo15 della Legge Regionale 54/92, ma in questo caso devono essere disponibili locali separati, ovvero deve essere svolta in locali, pure appartenenti alla stessa struttura, ma separati rispetto a quelli ove si svolge l'attività di barbiere o parrucchiere.
4.1 L'esercizio dell'attività di estetista è soggetta ad autorizzazione amministrativa.
4.2 L'autorizzazione è rilasciata ai sensi dell'articolo 107 comma 3 lettera f) del D.L.vo 267/2000, dal Dirigente competente, entro 90 giorni dalla presentazione della domanda regolare e completa, e previo accertamento di ognuno dei requisiti di cui agli articoli 5, 6 7 e 8 successivi.
5.1 La richiesta di autorizzazione d'esercizio deve essere inoltrate al Comune competente e deve contenere:
i dati anagrafici del richiedente e l'eventuale ragione sociale della ditta che rappresenta;
la descrizione dettagliata dell'attività che si intende esercitare;
la precisa ubicazione del locale da utilizzare per l'esercizio dell'attività;
autocertificazione attestante la disponibilità degli stessi locali.
il certificato della Commissione provinciale dell'artigianato relativo alla qualifica professionale;
l'indicazione del direttore dell'azienda per le aziende diverse da quelle previste dalla Legge 443/85; con relativa dichiarazione di accettazione dell'incarico da parte del direttore stesso;
una apposita scheda tecnica elaborata dal Dipartimento di prevenzione competente dell'A.S.L. finalizzata alla verifica dell'idoneità sanitaria dei locali prescelti, delle attrezzature impiegate e dei procedimenti tecnici adottati in rapporto alla vigente normativa igienico sanitaria.
6.1 L'autorizzazione di cui all'Articolo 4, può essere rilasciata previo accertamento dei requisiti, di cui alla legge quadro sull'artigianato Legge 8 agosto 1985 n°443 effettuato dalla Commissione Provinciale per l'Artigianato.
6.2 L'accertamento non è richiesto se l'impresa risulta iscritta all'albo delle imprese artigiane.
6.3 Per le imprese societarie non aventi i requisiti di cui al primo comma, si accerta la regolare costituzione della società e l'avvenuta iscrizione all'albo delle imprese.
7.1 L'autorizzazione di cui all'articolo 4, può essere rilasciata soltanto previo accertamento dei requisiti igienici dei locali e delle attrezzature destinati allo svolgimento delle attività, nonché ai requisiti sanitari relativi ai procedimenti tecnici usati in dette attività secondo le norme e disposizioni vigenti in materia
7.2 L'accertamento spetta al Dirigente che si avvale del Dipartimento di Prevenzione dell'Azienda Sanitaria Locale.
7.3 Per le attività di estetica, oltre ai requisiti generali, le pareti divisorie interne di box o cabine devono essere d'altezza non inferiore a m 2, la distanza tra parete e soffitto non inferiore a m 0,50, l'ampiezza tale da garantire idonei spazi di movimento, secondo l'attività svolta all'interno e l'ingombro rappresentato dalle attrezzature. I box dovranno essere dotati di lavabo e di acqua calda e fredda.
Le caratteristiche dei locali sono sovrapponibili a quelle richieste per le attività di parrucchiere (altezza, finestratura, lavabilità pareti, dotazione servizi igienici). In alcuni casi può essere necessaria la presenza di locali spogliatoio.
Quando applicabili, si ricordano le norme del DPR 303/56 e del D.lgs. 626/94. Asciugamani, lenzuolini, copriabiti e attrezzature necessarie, devono essere, per quanto possibile, del tipo monouso. La biancheria e le attrezzature devono essere in numero sufficiente a garantire il cambio ad ogni cliente, in attesa della disinfezione.
Gli esercizi devono essere dotati di:
contenitori chiudibili lavabili e disinfettabili per la biancheria usata
armadio chiuso, a destinazione esclusiva, per la biancheria pulita
apparecchi per la disinfezione degli strumenti non monouso
recipienti con coperchio ad apertura a pedale per la raccolta dei rifiuti
recipienti appositi imperforabili per la raccolta di aghi e rifiuti taglienti
armadietto o cassetta contenente materiale di pronto soccorso
8.1 L'autorizzazione di cui all'articolo 4, può essere rilasciata previo accertamento della qualifica professionale del richiedente secondo le norme contenute negli articoli 4 della Legge 1/90 e 4 della Legge Regionale 54/92.
8.2 L'accertamento si definisce con l'acquisizione dell'atto di certificazione di qualifica rilasciato dalla Commissione provinciale dell'artigianato.
Articolo 9 - Accertamento della distanza minima tra nuovi esercizi e esercizi preesistenti
9.1 La distanza minima da rispettare per il rilascio di autorizzazioni all'esercizio di attività di estetista viene determinata tenendo conto dei dati relativi alla superficie abitata, alla popolazione, agli esercizi in attività, al numero di addetti operanti sul territorio, ed al numero di addetti ritenuti necessari in relazione alla popolazione.
9.2 La popolazione di riferimento è quella residente secondo l'ultimo dato disponibile riferito all'anno precedente.
9.3 Ai fini del calcolo delle distanze minime sono considerati addetti i seguenti operatori: il titolare; i soci che prestano la loro opera in caso di società aventi i requisiti previsti dalla Legge 443/1985; il direttore tecnico in caso di società non aventi i requisiti di cui alle Leggi 443/1985 e 133/1997; i dipendenti ed i coadiuvanti;
9.4 Il numero degli addetti in attività è accertato con una dichiarazione annuale trasmessa da tutti gli esercizi presenti sul territorio con riferimento al 31 dicembre dell'anno precedente.
Il numero degli addetti in relazione alla popolazione è di 1 addetto ogni 1500 persone.
9.5 La distanza minima richiesta tra nuovi esercizi e esercizi preesistenti si determina utilizzando la seguente formula:
Radice quadrata di:
superficie abitata
popolazione al 31/12
numero totale addetti
numero totale esercizi
Per la determinazione della distanza minima il risultato ottenuto dalla sopraindicata formula viene poi diviso per tre.
9.6 Il calcolo della distanza minima è fissato annualmente con Determinazione dirigenziale entro il 31 marzo, e si applica alle domande presentate dopo tale data; alle domande presentate entro il 31 marzo si applicano le distanze stabilite per l'anno precedente.
9.7 La distanza minima è accertata in metri lineari seguendo il più breve percorso pedonale tra metà ingresso della sede richiesta e quello dell'esercizio preesistente avente la medesima specializzazione.
9.8 L'accertamento della distanza metrica lineare è affidato agli organi di polizia municipale.
9.9 Per gli esercizi situati all'interno dei fabbricati, in cortili o altre aree non soggette ad uso pubblico la distanza sarà misurata dalla porta di ingresso del fabbricato stesso.
9.10 Le disposizioni relative alle distanze non si applicano alle attività di estetica ubicate all'interno di alberghi, discoteche, centri commerciali, istituti di ricovero, case di cura e parrucchieri; per le attività qui elencate dovrà essere rispettato il solo vincolo che prevede di non superare 1 addetto ogni 1500 abitanti.
10.1 Le aziende che intendono trasferire la loro sede operativa in un altro locale del territorio comunale, devono inoltrare domanda di autorizzazione e contestualmente dichiarare la disponibilità a restituire l'autorizzazione in essere, per consentire il rilascio di nuova autorizzazione.
10.2 L'attività di estetica trasferita deve mantenere una distanza minima dal più vicino esercizio con medesima specializzazione nel rispetto di quanto previsto all'art. 9 del presente regolamento.
Articolo 11 - Cambio di titolarità
11.1 Il cambio di titolarità nell'attività di estetista, qualora non vi sia modifica dei locali che incida sui requisiti igienico sanitari degli stessi, è subordinato ad una istanza di intestazione dell'autorizzazione in capo al soggetto richiedente dalla quale deve risultare il possesso dei requisiti per l'esercizio dell'attività secondo le procedure fissate al precedente articolo 5.
11.2 Il subentrante può iniziare l'attività solo dopo che sia stata presentata la richiesta del comma precedente.
Articolo 12 - Sospensione temporanea dell'attività su richiesta dell'operatore - Ferie
12.1 La sospensione dell'attività di estetista per un periodo superiore a 30 giorni deve essere autorizzata dal Dirigente.
12.2 Tale sospensione può essere autorizzata fino a un anno prorogabile per il periodo e per i motivi di necessità o per altri gravi motivi da documentare in ogni caso.
13.1 Nel caso di cessazione dell'attività è fatto obbligo al titolare di inoltrare al Comune apposita comunicazione di cessata attività con l'esatta data del termine che dovrà avvenire entro 30 giorni da tale data restituendo contestualmente la relativa autorizzazione.
14.1 L'autorizzazione può essere sospesa per un periodo massimo di quindici giorni qualora venga formalmente accertato che l'esercizio effettua con continuità e senza giustificato motivo interruzioni giornaliere dell'attività.
14.2 L'autorizzazione viene revocata nei seguenti casi:
per sopravvenuta mancanza dei requisiti soggettivi della persona autorizzata;
per sopravvenuta mancanza dei requisiti oggettivi previsti per l'esercizio dell'attività;
per la sospensione non autorizzata dell'attività se superiore a 30 giorni.
15.1 E' fatto obbligo ai titolari delle attività di estetista di tenere esposte, in luogo ben visibile al pubblico le tariffe delle prestazioni professionali praticate.
16.1 L'orario di apertura settimanale viene determinato da ciascuna impresa entro i seguenti limiti:
apertura antimeridiana non oltre le ore 9,00
chiusura serale non oltre le ore 20,00
Nel periodo dell'anno in cui è in vigore l'ora legale la chiusura serale deve avvenire entro le ore 21.
La deroga alla chiusura serale - ottenibile su espressa richiesta dell'imprenditore - non potrà comunque in ogni caso essere concessa oltre le ore 22,00.
16.2 Il turno di riposo settimanale potrà essere fissato in giorni diversi dal lunedì ed essere realizzato anche in due mezze giornate.
La chiusura infrasettimanale non è obbligatoria qualora nella settimana ricorra un giorno festivo oltre la domenica.
16.3 Nel periodo 1 giugno - 30 settembre di ogni anno le imprese potranno variare il proprio orario di apertura e chiusura sempre con i limiti di cui al punto 17.1 previa comunicazione al Comune.
16.4 E' prevista - salvo richiesta di deroga scritta da parte degli operatori del settore - la chiusura totale delle attività nelle seguenti festività:
Capodanno - Epifania - 25 aprile - 1 maggio - 2 giugno - 15 agosto - Natività - Ognissanti - Immacolata Concezione - Natale - Santo Stefano.
16.5 Qualora le festività di Capodanno e Natale cadano di lunedì o martedì, nel giorno precedente a dette festività sarà osservato orario normale.
16.6 Le giornate di chiusura e gli orari di lavoro devono essere comunicati al Dirigente.
17.1 Agli effetti dell'applicazione del presente Regolamento, gli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale, al servizio di Igiene Pubblica e qualsiasi altra autorità competente, possono accedere ai locali in cui si svolgono le attività di estetista.
18.1 L'inosservanza delle norme del presente Regolamento è punita con le sanzioni amministrative previste dalla vigente normativa.
18.2 Possono essere adottate le seguenti sanzioni accessorie oltre a quelle indicate al primo comma:
richiamo e/o diffida;
chiusura temporanea dell'esercizio fino ad un massimo di 15 giorni;
revoca dell'autorizzazione.
19.1 Per quanto non espressamente previsto dal presente Regolamento si rimanda alla normativa vigente.
19.2 Per esigenze profilattiche ed igieniche che si evidenziassero occasionalmente, il Servizio d'igiene pubblica competente, potrà prescrivere tutti gli accorgimenti, le norme e le indicazioni previste dalle vigenti disposizioni in materia di igiene e sanità, sia per i locali che per gli impianti igienico sanitari e le attrezzature.
19.3 Le richieste di trasferimento o di nuove autorizzazioni presentate dagli operatori precedentemente alla data di adozione del presente regolamento, ed i cui procedimenti non risultino conclusi entro tale scadenza, saranno portate a termine seguendo i criteri contenuti nelle disposizioni del precedente regolamento.

References: Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 14

Articolo 15

Articolo 16

Articolo 17

Articolo 18

Articolo 19

Articolo 9

Articolo 11
 articolo 5

Articolo 12