Source: http://articolo37.wordpress.com/tag/donne-pensanti/
Timestamp: 2014-03-12 17:19:48+00:00

Document:
Donne Pensanti | articolo37
Le nuove professioni delle donne…dicono di noi
Pubblicato il 31 ottobre 2011 da articolo37	0
Una giornata intensa, ma piena di soddisfazioni. Non lo scrivo per far piacere a qualcuno, ma è stato davvero così.
Saperi, testimonianze, buone pratiche e progetti di donne che con la Rete e grazie alle nuove tecnologie si sono (re)inventate una professione.
Sono stati questi gli ingredienti che, sabato 15 ottobre, hanno fatto de “Le nuove professioni delle donne”, l’iniziativa promossa da Girl Geek Dinners Bologna, Donne Pensanti, dal blog Articolo37 e patrocinata dalla Provincia di Bologna alle Officine Minganti di Bologna (il nostro hashtag è #NPDonne), un momento di condivisione intenso ed entusiasmante.
Ne hanno parlato molte delle protagoniste della giornata sui loro blog e se ne è parlato anche in rete, come dimostra questa piccola rassegna stampa web:
SnapBologna
Lo ha fatto per immagini, come solo lei sa fare, Silvia Storelli con questo video
Di sicuro insieme a GGDBologna ed a Francesca Sanzo per Donne Pensanti continueremo a parlare di #NPDonne anche sul blog ospitato dal quotidiano L’Informazione di Bologna.
Inviato su Le nuove professioni delle donne	Tag Articolo37, Donne Pensanti, Ggd Bologna, L'Informazione di Bologna, Silvia Storelli	Iperbole, una Rete per la città
Inviato su Le nuove professioni delle donne	Tag Articolo37, Bologna, Donne Pensanti, Ggd Bologna, Leda Guidi, Rete civica Iperbole	Giulia, tra la cultura (excentrica) e il web
“Dalla laurea in Lettere al Digital Marketing” è il titolo dello speech che Giulia Simi, o Excentrica per quelli che seguono il suo blog, terrà a “Le nuove professioni delle donne”, l’iniziativa promossa da Girl Geek Dinners Bologna, Donne Pensanti, dal blog Articolo37 e patrocinata dalla Provincia di Bologna in programma domani, sabato 15 ottobre, alle Officine Minganti di Bologna (il nostro hashtag è #NPDonne).
In attesa di conoscerla e ascoltarla, ringrazio Giulia per collaborazione e vi ricordo che potete seguire lo streaming dell’evento collegandovi qui.
Il tuo blog si chiama excentrica e ti occupi di cultura e comunicazione. Nel nostro Paese la cultura è considerata un “di più” e che – parole di un Ministro – “con la cultura non si mangia”. In che modo il web può aiutare a fare cultura e marketing?
Sì, la cultura è considerata un lusso, un privilegio, un bene non necessario ormai da molti paesi. L’Italia, forse più di altri, in questo momento presenta un mix letale: la cultura è erogata in gran parte dal sistema pubblico e il sistema pubblico, nella sua totalità, versa in terribile crisi. Come uscirne? Credo che prima di ogni altra cosa si debba tornare a considerare la cultura come una necessità, tanto quanto il cibo. Riusciremmo a vivere con la pancia piena in una stanza senza ossigeno? Difficile, più probabilmente moriremmo soffocate. Ecco, la cultura credo sia questo: aria.
Aria per far circolare le idee, i sogni, i desideri, i progetti. Aria dove sviluppare le lotte per la giustizia sociale, per esempio, così come per la libertà femminile, entrambe sotto scacco in questi tempi così scivolosi. Nessuna libertà sarà mai possibile senza una cultura alle spalle. Per fare un esempio banale: quando sento parlare una donna come Terry De Nicolò (penso che tutti/e sappiano chi è) rabbrividisco proprio perché mi rendo conto dalle sue parole che non sembra avvertire la miseria della sua condizione, la prigione in cui si trova. Mi piace pensare che non sarebbe così se avesse incontrato e compreso gli scritti di Virginia Woolf o di Christa Wolf, i collage di Hannah Hoch o i dipinti di Frida Kahlo, i film di Maya Deren o di Sofia Coppola. Se avessi il suo indirizzo forse le spedirei “Una stanza tutta per sé”, tanto per cominciare dalle basi.
Basterà il web per far sì che donne come Terry de Nicolò possano trovare una via di liberazione? Non lo so, però credo che il web aiuti per vari motivi. Aiuta perché ha bassi costi e ha la capacità di raggiungere un gran numero di persone senza limiti (o quasi) di tempo e di spazio. Aiuta sicuramente perché prevede, in modo maggiore rispetto ai media tradizionali, un’interazione, una partecipazione, uno scambio. E aiuta infine perché, essendo “l’ultimo medium”, è forse quello più aderente alla società contemporanea. Detto questo, io non sono una tecnofila e so che le cose non sono così semplici e così lineari, ma non credo sia questa la sede per approfondire i lati oscuri dell’online. Mi racconti chi eri prima del tuo blog (se questo è stato uno spartiacque da un punto di vista professionale)?
Dunque, devo dire che il blog non è stato per me uno spartiacque. Tutt’altro. Il blog è per me come un cappello, che mi ripara la testa dal freddo o dal sole accecante ma cambia ad ogni stagione, assieme alle mie inclinazioni, alle mie scelte più o meno obbligate, alle mie passioni. Ho aperto il blog nel 2007. Ai tempi stavo a Milano, lavoravo come web producer in MTV e a dir la verità non ero molto contenta, nonostante con il senno del poi sia consapevole dell’alto livello formativo di quell’esperienza. Ero smarrita.
Il passaggio dagli studi alla vita lavorativa può essere piuttosto traumatico ai tempi del tardo capitalismo. Mi sentivo braccata da una sensazione di alienazione e avevo bisogno di uno spazio per me, una stanzina virtuale dove scrivere quello che realmente mi appassionava e renderlo leggibile agli altri. Non aveva alcuno scopo professionale. Scrivevo recensioni dei libri che leggevo o dei film che vedevo… Era molto ingenuo. Chissà, forse alcuni post sono ancora raggiungibili dall’archivio. Nel tempo è mutato, ha cambiato forma e contenuti e adesso rispecchia la mia negoziazione costante tra il fare cultura e il renderla accessibile. Rispecchia la mia vita, fatta di un dottorato in arti visive e di consulenze sulla comunicazione online. Data la fluidità di questi tempi, se domani cambierò mestiere, tutto è possibile, forse cambierò anche i contenuti del blog. Scrivo quello che vivo. Altro non saprei fare.
In questi anni da blogger e/o da digital marketing c’è un evento o una storia che ti ha colpito in maniera particolare?
A dire il vero molti. Ne scelgo uno, che non è un evento ma, se così possiamo dire, un fenomeno, ovvero quello della presenza degli editori italiani su Twitter. Sono forse il settore che più di altri ne ha capito il senso e le potenzialità. Sono creativi, sono aperti alla relazione, sono incredibilmente capaci di fare rete tra loro, si espongono su questioni rilevanti della vita politica e sociale.
A volte mi sembra quasi che siano più bravi online che offline, come se in Twitter avessero trovato un terreno fertile che assicura loro un’autonomia più difficile da mantenere sui media tradizionali. Seguire i loro account è una lezione in diretta di social media marketing ad altissimo livello ma anche un ottimo modo per ricevere pillole di letteratura a volte dimenticata. Ovviamente non sono tutti così, ma @EinaudiEditore, @FaziEditore, @EdizioniEo, @Marcoseditore, @isbnedizioni, @ilSaggiatoreEd, giusto per fare alcuni esempi, sono davvero uno spasso.
Tutto, tranne la cellulite e l’emicrania. Cosa racconterai domani e cosa pensi ti aspetti dalla nostra iniziativa?
Racconterò il mio percorso professionale, dalla svalutatissima laurea in lettere alla mia attuale attività di consulente e di studiosa. Come al solito queste sono ottime occasioni di scambio per conoscere “le vite delle altre”. Credo che in questo momento quello che serve, soprattutto alle nuove generazioni di donne, siano degli esempi, dei “casi studio” su cui potersi basare per la difficile operazione di scrittura in fieri della propria vita. I tempi non sono facili e nessuna è in grado di indicare la strada maestra, però mettendo assieme le narrazioni di tutte piano piano si può cominciare ad intravedere un orizzonte verso il quale tentare di muoversi. Di più, ad oggi, credo sia impossibile fare.
Inviato su Le nuove professioni delle donne	Tag Articolo37, cultura, Donne Pensanti, Excentrica, Ggd Bologna, Giulia Simi	Edith, il pranzo 2.0 è servito
Inviato su Le nuove professioni delle donne	Tag Articolo37, Donne Pensanti, Edith Gallon, Ggd Bologna, imprenditoria, Linda Serra	Politica, libri, foto e una tazzina di caffè: Framino e la comunicazione 2.0
Gran Torino 2.0 è il titolo dello speech che Francesca Minonne terrà a “Le nuove professioni delle donne”, l’iniziativa promossa da Girl Geek Dinners Bologna, Donne Pensanti, dal blog Articolo37 e patrocinata dalla Provincia di Bologna in programma sabato 15 ottobre alle Officine Minganti di Bologna (il nostro hashtag è #NPDonne).
Francesca, che in rete è conosciuta anche come Framino, mastica politica e web tutti i giorni (ha alle spalle già tre campagne elettorali). In questa chiacchierata racconta le sue esperienze professionali, il suo percorso universitario e la passione per i social.
Grazie a Francesca e buona lettura!!!
Tu lavori per una agenzia di comunicazione che cura campagne elettorali a livello nazionale. In particolare, hai seguito quella di Fassino per le amministrative 2011. Ci racconti questa esperienza?
Lavoro a Dol, agenzia partner di consulenza multidisciplinare per progetti online. Tra i progetti che curiamo c’è il Partito Democratico e i siti di alcuni esponenti del Pd, tra cui Fassino. Quella di Torino è stata la mia terza campagna elettorale per delle amministrative, in 3 città diverse e con 3 ruoli diversi nella prima ero nel gruppo che curava la web-radio, nella seconda ero la fotografa del candidato. In questa mi sono occupata della declinazione online della comunicazione del candidato. In agenzia abbiamo sviluppato il sito, una volta a Torino mi sono occupata dell’aggiornamento quotidiano, della presenza sui vari social (Facebook, Twitter, Youtube e Flickr) e le newsletter.
Il sito di Fassino esisteva già da prima della campagna elettorale (sempre curato da Dol) ed era già iscritto e attivo sui social. Per questo non abbiamo dovuto creare da 0 la sua presenza, ma adattarla alla campagna elettorale.
Ovviamente non ho fatto tutto da sola ma con un gruppo di persone. Il team di Roma che ha aggiornato la struttura del sito in base alle necessità della campagna e ci ha aiutato anche con l’aggiornamento dei contenuti, e con collaboratori del comitato, alcuni volontari che venivano quotidianamente in sede e che seguivano e scrivevano degli eventi, abbiamo raccontato con delle dirette su Twitter gli appuntamenti più importanti. Molti altri volontari ci hanno aiutato a
diffondere i contenuti del sito sui socialnetwork.
Quando hai finito l’università, hai subito pensato al web come opportunità di lavoro?
Mi sono laureata nel 2006 in Scienze della Comunicazione alla Sapienza di Roma. Nell’ultimo anno avevo partecipato all’esperienza di Mediazone (magazine online della facoltà, che ora si chiama Comuniclab). Lì ho imparato (sul campo) cosa fosse la scrittura per il web e mi sono innamorata del web come strumento di comunicazione e, perché no, di lavoro. A distanza di anni ringrazio ancora il professore (anche relatore di tesi) che mi fece entrare nel progetto.
In rete sei anche Framino. Come nasce questa idea e cosa racconti nel tuo diario on line?
Il blog Framino nasce a fine 2004 (e inaugura anche il mio nik, prima ne avevo un altro), nel periodo in cui scrivevo su mediazone. E’ un diario. Raccoglie le mie passioni: politica, tecnologia, fotografia, libri e caffè. Ci sono riflessioni, foto e pensieri (alcuni hanno la lunghezza di un tweet) e soffre un po’ dell’incostanza della tenutaria e un po’ dell’avvento dei socialnetwork che gli hanno rubato i cortissimi post che scrivevo ogni tanto. Da circa un anno c’è una rubrica EquiLibrismi sui libri.
In questi anni da blogger e/o da social media strategist c’è una storia o un evento che ti ha colpito in maniera particolare?
Tra le cose che mi ha colpito di più (e che è diventato argomento della mia tesi) è stato il fenomeno della censura online in paesi come la Cina, Cuba e alcuni paesi arabi. D’altra parte, come molti, sono rimasta colpita dalle rivolte scoppiate la scorsa primavere proprio nei paesi arabi e che hanno trovato nella rete uno strumento importante.
Poi ci metto anche tutta l’ultima tornata elettorale. Dalle elezioni amministrative (e non solo perché ero “parte attiva”) ai referendum di giugno fino al risultato della raccolta firme per il referendum contro il porcellum.
La curiosità, l’apertura verso il nuovo e la voglia di comunicare
Cosa racconterai all’iniziativa di sabato e cosa ti aspetti?
Racconterò come i socialmedia possono entrare a far parte della comunicazione di una campagna elettorale e di come sia possibile farlo soprattutto se il diretto interessato (il candidato) crede nell’importanza del web e dei nuovi strumenti di comunicazione. Penso che l’iniziativa mi farà conoscere nuove realtà, persone e mi potrà dare nuovi spunti.
Inviato su Le nuove professioni delle donne	Tag Articolo37, blogger, Donne Pensanti, Francesca Minonne, Ggd Bologna, politica	WithandWithin.com, donne creative in movimento
Al progetto lavora Paola Innocenti, fondatrice che arriva dal settore sviluppo prodotti / merchandisingche sta collaborando con donne come me Laura De Benedetto (e uomini ) che provengono da esperienze nel mondo web e appassionate di social media marketing.
Inviato su Le nuove professioni delle donne	Tag Articolo37, Donne Pensanti, Ggd Bologna, lavoro, maternità, Silvia Ferreri, Unovirgoladue	E’ la primavera a novembre: Paola Santoro, il web e la rinascita professionale
Pubblicato il 11 ottobre 2011 da articolo37	2
Paola Santoro è una blogger, si occupa di Social Media Management e Events Planning ed è una delle Girl Geek Dinners Roma. Sabato 15 ottobre a “Le nuove professioni delle donne”, l’iniziativa promossa da Girl Geek Dinners Bologna, Donne Pensanti, dal blog Articolo37 e patrocinata dalla Provincia di Bologna, ci racconterà la sua rinascita professionale ed il suo incontro con il web.
In attesa di ascoltare Paola (che finalmente conoscerò) al nostro incontro alle Officine Minganti, vi ricordo che l’hashtag dell’evento è #NPDonne. Intanto, se questa mattina volete conoscere come è nata la nostra iniziativa e qualche altra curiosità sull’evento, non vi resta che ascoltare l’intervista in diretta su Radio Città del Capo a Linda Serra delle GGDBologna.
Come nasce Wonderpaolastra?
Wonderpaolastra nasce per urgenza e per sfida.
Con urgenza intendo la necessità di trovare uno spazio per pensare e prendermi cura di me stessa e delle mie riflessioni.
Wonderpaolastra, infatti, non è un blog tematico, non è una sorta di portofolio professionale, né tanto meno un diario intimo. Scrivo di comunicazione e cultura digitale, cinema, libri, tecnologia, politiche femminili e tutte quelle esperienze che in qualche modo stimolano una riflessione.
La sfida è stata invece verso il mezzo tecnologico. Prima del 2008, l’anno in cui è nato il blog, il computer per me rappresentava uno strumento di fruizione e non di creazione. Mi spaventava l’idea di una conoscenza, quella tecnologica, così lontana dai miei studi e dalla mia vita quotidiana. E invece, passo dopo passo, complici le interfacce sempre più amichevoli e usabili e una gran voglia di partecipare al mondo che cambia sempre più velocemente, il mostro tecnologico è diventato meno mostruoso, molto interessante da scoprire e tutto sommato facile da padroneggiare.
Mi racconti chi eri prima del tuo blog e della tua svolta geek?
Prima del mio blog volevo fare della scrittura cinematografica la mia vita. Da Bologna mi sono trasferita a Roma, ho fatto la scuola di cinema e ho cominciato a lavorare nel settore con tanta fatica e tanta passione. Il lavoro mi assorbiva totalmente, ma non ho mai smesso di sentire che qualcosa intorno a me stava cambiando. Stavo diventando geek senza rendermene conto.
Essere geek è uno stile di vita, un un modo di essere e di approcciarsi a una realtà in continuo movimento che non può più prescindere dall’uso consapevole dei nuovi media.
Poi ho incontrato le Girl Geek Dinners di Roma che mi hanno chiesto di entrare a far parte del team e quello è forse stato il mio vero battesimo verso la svolta geek attiva.
On line, però, scrivi anche per Tiragraffi e Donna Impresa e fai parte delle GGD Roma. Come convivono queste esperienze? Pensi che, negli ultimi anni, sia cambiata la consapevolezza delle donne riguardo all’uso delle nuove tecnologie?
Scrivere su più piattaforme è un’impresa complessa perché frammenta la tua identità, ma ne è anche il suo valore aggiunto perché senti di dare un po’ di te a più e diversi lettori.
Oltre ai blog che hai citato scrivo anche di cinema per The Reservoir Blogs e questo mi aiuta a dedicare del tempo alla mia passione primordiale. Con Tiragraffi esploro le frontiere degli spazi creativi e su Girl Geek Dinners Roma, insieme alle altre ragazze, teniamo viva una community aperta e virale con l’obiettivo di creare occasioni di networking tra donne (e non solo) che fanno (o che faranno) dei nuovi media uno strumento di realizzazione personale e professionale.
Su Donna Impresa (nel periodo della mia collaborazione che si è appena concluso) ho tentato di entrare nella profondità questioni legate alle tematiche di genere, cercando di recuperare le lotte del passato per adeguarle all’attuale contesto storico, sociale e politico strettamente legato all’avvento delle nuove tecnologie e del loro impatto sulla rielaborazione dei modelli sociali e imprenditoriali.
Io credo che il rapporto tra donne e tecnologie stia cambiando perché sono cambiate le donne e sono cambiate le tecnologie. Queste ultime infatti stanno concretamente modificando il nostro modo di interfacciarci con una realtà digitale sempre più integrata con l’esperienza fisica. L’innovazione tecnologica ha migliorato la vita delle donne ed è diventata un’alleata per l’avanzamento professionale, per lo studio e per la conduzione della vita privata, anche aiutandole a fare Rete e a creare community tematiche.
Dall’altro versante si sta lentamente incrinando quella mentalità in cui domina la percezione delle differenze in termini di manchevolezza piuttosto che di valore aggiunto e opportunità di confronto.
C’è qualche storia di Donna Impresa che può essere un esempio da portare alla nostra iniziativa di sabato?
Nel blog c’è una sezione che si chiama Cambio Vita – La mia impresa, Il mio sogno, la mia storia, in cui si raccontano le donne del presente che hanno usato creatività e passione per dare vita al proprio sogno imprenditoriale. Donne comuni, donne con cui condividiamo la stessa quotidianità e le stesse problematiche, donne che ci trasmettono coraggio e alimentano la motivazione a essere protagoniste della propria vita.
Sul territorio italiano cominciano a nascere piccole e importanti realtà imprenditoriali. Mi vengono in mente due donne che hanno fatto della sostenibilità (tematica a me molto cara) uno stile di vita imprenditoriale. Una è Silvia Palladini che, da dipendente di industria chimica è diventata un’imprenditrice green fondando una piccola azienda di detergenza ecologica, la Bensos. Un’altra e Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont l’azienda che ha brevettato e commercializzato il Mater Bi, la bioplastica che, tra i vari usi, ha sostituito le vecchie buste del supermercato.
In questi anni da blogger c’è un evento o una storia che ti ha colpito in maniera particolare?
Non parlerei di un evento in particolare, ma di tutti gli eventi a cui ho partecipato, più o meno grandi, più io meno strutturati, che hanno messo insieme persone diverse, accomunate da interessi simili e che hanno trovato occasioni di confronto e magari opportunità professionali.
La capacità della rete di generare in maniera diffusa, capillare e virale occasioni di networking è una risorsa fondamentale per lo sviluppo sociale del nostro paese in chiave democratica.
Certamente la Rete è fatta di persone che fanno la differenza e il passo successivo necessario è quello di saper distinguere tra chi propone soluzioni concrete e chi approfitta della opportunità di parlare a molti per filosofeggiare e pontificare.
Prevalentemente i miei ideali e il desiderio di condividerli e di creare forze associative, come le GGD, i gruppi #donneXdonne, Indigeni Digitali, Hopen…
Raramente racconto sui social network la mia vita privata ma non ho remore nel condividere on line le sollecitazioni che gli eventi possono causare al mio universo valoriale e sensoriale.
In rete mi piace incontrare persone nuove con cui semplicemente condividere occasioni di convivialità e divertimento. Probabilmente negli incontri dal vivo risultò più confidenziale e meno sostenuta di come mi racconto sul web, ma questo perché quel che ti restituisce il contatto diretto è ciò che ti consente di stabilire delle relazioni più spontanee.
Inoltre la mia vita on line è fatta anche del mio lavoro quindi ho piacere e interesse nello stabilire rapporti con le persone che un giorno potranno diventare clienti o collaboratori.
In altre parole l’immagine on line di Wonderpaolastra è emanazione del mondo interiore di Paola Santoro e tenta di muoversi con coerenza sui binari della credibilità e della professionalità.
Cosa racconterai all’iniziativa di sabato e cosa pensi che possa offrirti?
Durante l’evento Le nuove Professioni delle Donne racconterò in un breve speech dal titolo “È la primavera a novembre…” Rinascita di una donna, la mia rinascita professionale. Sono partita da una poesia di Jack Folla che racconta l’avventura delle donne di ricostruire se stesse. Vorrei semplicemente riportare ad altre donne che magari in questo momento stanno pensando di ricollocarsi professionalmente, la mia avventura sperando che possa essere da esempio e da stimolo.
Nel workshop I like my Fan. Piccola guida alla gestione di una brand community su Facebook darò un esempio concreto di come aprire e gestire la Fan Page di un brand su Facebook e, dopo una prima parte iniziale teorica, il gruppo aprirà una pagina mettendo in pratica i primi rudimenti di community management.
Iniziative come questa rappresentano un modello interessante di come diverse realtà associative (GGD Bologna, Donne Pensanti e Articolo 37) messe insieme possono dare vita a momenti importanti non solo di aggregazione e supporto, ma anche e soprattutto possano diventare un punto di riferimento per fornire gli strumenti per partecipare attivamente al mondo che cambia.
E’ un privilegio essere parte di questo progetto e spero possa aiutarmi a farmi promotrice di iniziative simili.
Grazie Ragazze e complimenti.
Inviato su Le nuove professioni delle donne	Tag Articolo37, Donne Pensanti, Ggd Bologna, Paola Santoro, wonderpaolastra	Paola Frateschi e il personal branding
Pubblicato il 10 ottobre 2011 da articolo37	0
“Personal Branding, ovvero come trovare nuove opportunità di lavoro” è il titolo dello speech che Paola Frateschi, nota anche come prinet2000, terrà a “Le nuove professioni delle donne” (il nostro hashtag è #NPDonne), l’iniziativa promossa da Girl Geek Dinners Bologna, Donne Pensanti, dal blog Articolo37 e patrocinata dalla Provincia di Bologna in programma sabato prossimo alle Officine Minganti di Bologna.
Chi è prinet2000?
Il nickname prinet2000 me lo porto dietro da diversi anni, più precisamente da quando, agli inizi del nuovo millennio ho iniziato a considerare il Web la mia seconda casa. Ecco spiegato il numero 2000!
Essendomi poi affezionata, non l’ho più cambiato, comunque sui vari social network mi si può trovare anche con il mio nome e cognome. Anche i social media rientrano in una mia passione piuttosto recente, la mia attività lavorativa consisteva nel seguire progetti di marketing e comunicazione “tradizionali” poi man mano sono passata al web marketing sino a trovarmi molto meglio con il social media marketing. Un passaggio graduale, fatto di studi e analisi, partecipazione a workshop e barcamp ma soprattutto mi ha aiutato in questo passaggio al new marketing l’attivazione dei miei canali digitali. La conversazione sui social network è stata fondamentale per riaggiornarmi su tanti temi offrendomi anche l’opportunità di aprire nuovi fronti professionali.
Mii racconti chi eri prima del tuo blog?
Prima del Blog, fondamentalmente ero un’assidua lettrice di blog altrui, mi sentivo impreparata ad averne uno tutto mio, considerando che non mi sono mai ritenuta una grande scrittrice.
A un certo punto però mi sono fatta coraggio e ho deciso di buttarmi, la prima cosa che ho fatto è stato focalizzare bene il tema su cui mi sarei cimentata…i Social Media in tutte le loro sfaccettature e infatti l’url del mio blog non a caso è proprio www.insocialmedia.it. Ciò che mi interessa comunicare è la mia passione in questo settore cercando di spingere l’interlocutore ad un cambiamento di ottica e ad aprirsi ai canali digitali.
Il mio unico rammarico è il tempo, vorrei potervi dedicare più spazio, scrivere con più regolarità, il mio problema è che ormai i blog “degli altri” stanno richiedendo sempre più il mio impegno. Sì perché nel frattempo abbiamo deciso di proporre ai nostri clienti anche progetti di content strategy e alcuni hanno deciso di partire con dei blog aziendali, con la conseguenza che vi devo dedicare molto più tempo!
In questi da blogger c’è una storia o un evento che ti ha colpito in maniera particolare?
Non ho un evento particolare, ma tanti piccoli eventi a cui ho partecipato e che mi hanno arricchito molto da più punti di vista da quello più personale a quello culturale a quello più legato alla mia professione. Tra questi vorrei citare le diverse GGD Bologna a cui ho partecipato, dei veri momenti di interscambio e condivisione fra donne e non solo. Lì ho iniziato ad esprimere la mia natura social e a incuriosirmi a tutte le novità di questo mondo sempre in evoluzione. Per citare un’iniziativa che ho trovato molto simpatica… lo swap tecnologico un incontro molto cool in cui ognuna di noi ha portato un oggetto/gadget tecnologico che a fine serata è stato scambiato/swappato in vera chiave di condivisione social.
Direi tutto, non c’è alcun divario tra off e on line, cerco di esprimere sempre me stessa in tutti i contesti in cui mi trovo. E poi ormai non esiste più una netta distinzione fra questi due piani, si interscambiano magnificamente, posso essere online anche in un evento a cui partecipo o viceversa, per cui la coerenza è sicuramente al primo posto.
Cosa racconterai all’iniziativa di sabato e cosa ti aspetti dalla nostra giornata?
All’iniziativa del 15 ottobre parlerò della mia esperienza personale, di come è cambiata la mia professione nel tempo, di come mi sono reinventata un ruolo dopo una pausa per maternità.
Di come questo nuovo modo di comunicare mi abbia aiutato a reinserirmi senza timore di aver perso tempo prezioso…della costruzione del mio Personal Branding che con il tempo mi ha consentito di inserirmi in nuovi contesti e di migliorare la mia posizione lavorativa.
Ecco alle donne presenti vorrei trasmettere un po’ di entusiasmo perché, senza essere retorici, avere un atteggiamento positivo aiuta molto se per un qualche motivo si deve ricominciare. Gli strumenti 2.0 poi possono fare il resto, consentirci di far emergere i nostri interessi/passioni che con il tempo e la nostra determinazione possono trasformarsi in vere e proprie opportunità di lavoro.
Inviato su Le nuove professioni delle donne	Tag Articolo37, blogger, Donne Pensanti, Ggd Bologna, Paola Frateschi, personal branding	Silvia, un ciak per raccontarsi
Pubblicato il 8 ottobre 2011 da articolo37	1
“Raccontare tramite video” è il titolo del workshop che Silvia Storelli terrà a “Le nuove professioni delle donne”, l’iniziativa promossa da Girl Geek Dinners Bologna, Donne Pensanti, dal blog Articolo37 e patrocinata dalla Provincia di Bologna in programma sabato 15 ottobre alle Officine Minganti di Bologna.
In questa intervista curata da Francesca Sanzo, la nostra Panzallaria e artefice di Donne Pensanti, Silvia racconta la sua professione, i suoi progetti e la sua passione per il racconto per immagini.
Prima di leggere la testimonianza di Silvia, vi ricordo che il nostro hashtag è #NPDonne.
Mi racconti chi eri prima di crearti anche un’identità social?
Prima del mio debutto sul web ero sempre io: una donna e una mamma che da 15 anni si mantiene facendo la film maker.
Prima ero una trentenne, ora sono una quarantenne avviata che ha dovuto aggiornarsi in fretta.
Prima andavo a bussare alle porte, ora non mi muovo di casa (e nonostante questo sono più conosciuta).
Prima non avrei mai pensato di lavorare in tv, ora la tv me la sono fatta da me!
Prima ero una documentarista, ora sono una storyteller!
Porto la mia visione del mondo e il mio immaginario.
Porto la mia dignità, la mia etica e la mia militanza in difesa dei diritti.
Porto la mia leggerezza e la mia autoironia.
Porto la mia serietà e la mia professionalità.
Porto le mie passioni: l’handmade, l’illustrazione per l’infanzia, il cinema e la musica d’altri tempi.
L’offline porta all’online e viceversa, guai a interrompere il flusso on/off!!
In questi anni da videoblogger c’è un evento o una storia che ti ha colpito in maniera particolare?
Da quando ho fondato la webtv CrossingTV, ne sono successe di cose…Ho incrociato così tante persone e così tanti mondi che è davvero difficile focalizzare su un episodio…
Una delle esperienze più interessanti è l’aver conosciuto le altre webtv italiane durante i meeting annuali organizzati da Altratv.it.
Quello delle web tv è un universo variegatissimo, fortemente territoriale, popolato da videomaker di ogni età e di ogni provenienza e per questo anche molto divertente.
Cosa stai facendo ora? Qual è il progetto professionale che hai voglia di raccontarci?
Purtroppo alcuni lavori consolidati negli anni non mi sono stati riconfermati e, quindi, invece di abbattermi sto investendo su un mio rilancio.
Intanto sono ripartita dalla mia web identity: ho sistemato il mio sito personale, ho iniziato a twittare, ho facebook sempre sul “chi va là”, e poi aperto un vlog personale: La Story, dove racconto di me facendo video con il mio telefonino.
Sicuramente vedo il mio futuro professionale legato ai contenuti video per il web.
Ho molti progetti per la testa in cui lo strumento dello storytelling e le possibilità del video si intrecciano.
Mi piacerebbe continuare da una parte a trovare uno sviluppo professionale basato sulle competenze acquisite nell’ambito della comunicazione rivolta ai cittadini di origine straniera, ovvero il cosiddetto “etnomarketing”; dall’altra penso a tutti i servizi di video-narrazione che potrei offrire per privati ed imprese.
E in più ho deciso di studiare la motion graphic (se trovo il tempo…)
Cosa racconterai alla nostra iniziativa e cosa pensi che possa offrirti “Le nuove professioni delle donne”?
Sabato 15 terrò un workshop sulla narrazione tramite video, ovvero come sfruttare al meglio e in maniera creativa videocamere, fotocamere e telefonini.
Svelerò alcuni trucchi tecnici e alcuni miei segreti narrativi.
Sono molto contenta della possibilità di conoscere altre donne professioniste e sono molto curiosa di ascoltare le loro testimonianze.
Credo che siamo tutte in cerca di stimoli e di nuove possibilità di collaborazioni.
Io, sinceramente, sento anche il bisogno di allargare i miei contatti a persone “simili” a me: donne, mamme e 40enni.
Inviato su Le nuove professioni delle donne	Tag Articolo37, CrossingTV, Donne Pensanti, Francesca Sanzo, Ggd Bologna, Silvia Storelli, videomaker, workshop	Navigazione articolo

References: articolo37
 articolo37
 Articolo37
 Articolo37
 Articolo37
 Articolo37
 Articolo37
 Articolo37
 Articolo37
 Articolo37
 Articolo37
 articolo37
 Articolo37
 Articolo 37
 Articolo37
 articolo37
 Articolo37
 Articolo37
 articolo37
 Articolo37
 Articolo37