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Timestamp: 2019-07-23 09:41:26+00:00

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Pd Articolo 4 i Legami Tra i Sudano e La Oikos Dei Proto «La Discarica Di Tiriti Prende | Sicile | Matteo Renzi
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Pd-Articolo 4, i legami tra i Sudano e la Oikos dei Proto La discarica di Tiriti prende
la tessera dei democratici
CRONACA A Misterbianco quasi tutto il gruppo dirigente del Pd va verso le dimissioni. A Motta
Sant'Anastasia quasi. Sono i due Comuni in cui il matrimonio con il partito di Luca Sammartino e
Valeria Sudano non va gi. Questione di valori. E di persone. inconcepibile per chi ha fatto della
battaglia alla discarica una ragione di vita
Se c' un luogo dove il matrimonio tra Pd e Articolo 4 non unisce ma lascia ferite sanguinanti
Motta Sant'Anastasia. La scorsa primavera per giorni i deputati Valeria Sudano e Luca
Sammartino si sono fermati nella cittadina del Catanese, per sostenere il loro candidato
sindaco, Anastasio Carr, poi risultato vincitore per una manciata di voti. Un impegno notevole per
una cittadina diventata di strategica importanza per la presenza della discarica Tirit-Valanghe
d'inverno. Impianto di propriet della famiglia Proto, storicamente vicina proprio ai Sudano. Finora
Pd e Articolo 4 si sono trovati sulle due parti opposte della barricate. Valori antitetici che ora si
chiede di far convivere in un unico contenitore. Differenze da sacrificare sull'altare della
capitalizzazione dei voti.
Per chi come me ha fatto della battaglia alla discarica Tirit una ragione di vita, inconcepibile che
Articolo 4 prenda la tessera del Pd, come se fosse la stessa discarica a tesserarsi nel mio ormai ex
partito. Massimo La Piana, militante democratico di Misterbianco e candidato a sindaco
(sconfitto) del Pd alle ultime elezioni comunali, mastica amaro mentre annuncia le proprie
dimissioni dal partito. Ieri nella cittadina del Catanese si svolta una riunione per decidere cosa fare
dopo il matrimonio, sancito dalla direzione regionale, con Articolo 4. La stragrande maggioranza
del gruppo dirigente si dimetter, annuncia La Piana. A Motta Sant'Anastasia, paese che con
Misterbianco condivide la battaglia contro l'impianto, i malumori sono gli stessi, mentre le decisioni
al momento si limitano alla stesura di un documento che invita il Pd regionale a tornare sui suoi
passi. Seguiranno chiarimenti con la segreteria provinciale. Ma se queste mosse non avranno
l'effetto sperato, anche in questo caso si profila l'ipotesi di dimissioni di massa.
I militanti democratici di Misterbianco e Motta non saranno gli unici a consegnare le tessere. La
protesta dal basso si allarga, soprattutto nell'ala che fa riferimento a Pippo Civati. In pi di 600 tra
amministratori, dirigenti locali e semplici militanti hanno sottoscritto una lettera scritta da Valentina
Spata, a capo dell'area siciliana che fa riferimento a Civati. Si pone in attesa il sindaco di
Misterbianco, Nino Di Guardo, anche lui del Pd. Confido nella saggezza del mio partito e do per
scontato che la nostra politica sulla discarica non cambier. In caso contrario - continua - se dovesse
cedere a eventuali ricatti, non sarebbe pi il mio partito. Resta il fatto che l'adesione al Partito
Democratico di esponenti politici come Sammartino e Sudano, non affatto una bella notizia.
noto, infatti, il sostegno che gli stessi hanno profuso per mantenere in vita la discarica di Motta
Un nome su tutti non va gi ai militanti antidiscarica: Valeria Sudano, deputata regionale di Articolo
4, tra i principali artefici insieme a Luca Sammartino dell'ingresso nel Pd, ma soprattutto nipote
dell'ex senatore Mimmo Sudano. La famiglia Sudano legata a doppio filo ai Proto, titolari della
ditta Oikos, a sua volta proprietaria dell'impianto. Il capostipite, Domenico Proto, sotto processo a
Palermo, proprio per le vicende legate alla discarica. I legami tra le due famiglie sono storici, il Pd
ha deciso di assumere una precisa identit nella quale non possiamo riconoscerci, afferma La
Piana. Il cugino di Valeria Sudano, Salvatore detto Chicco, figlio dell'ex senatore di Forza Italia
Mimmo Sudano, uno degli avvocati della Oikos. La sede della ditta si trova nello stesso
appartamento dello studio legale di Sudano. Il suo nome compare (da non indagato) negli atti del
processo Terra Mia, alle prime battute a Palermo. Tra i rinviati a giudizio ci sono il numero uno
della Oikos, Domenico Proto e Gianfranco Cannova (dipendente dell'assessorato regionale
Territorio e ambiente) che avrebbe rilasciato autorizzazioni alle attivit di diversi impianti senza i
relativi controlli, accettando denaro, regali e viaggi, agevolando gli iter per gli impianti amici.
proprio Chicco Sudano, per conto della Oikos, come scrive il gip nell'ordinanza per l'applicazione
delle misure cautelari in carcere, a pagare due soggiorni presso l'Hotel Baia Verde di Aci Castello a
Cannova. La disinvolta confidenza tra i due indagati (Cannova e Proto ndr) - scrive ancora il Gip
- avvalorata dagli altri elementi in atti a partire dai contatti intrattenuti dal Cannova anche con
lavvocato Sudano Salvatore (Chicco), il quale ha anche inviato una sua memoria intercettata con email. Un documento di notevole rilevanza dal momento che contiene, in pratica, la risposta che il
Cannova a nome dellufficio che rappresentava quale funzionario dellassessorato al Territorio,
avrebbe dovuto fornire alla richiesta della Provincia Regionale di Catania di parere sulla chiusura
della discarica di contrada Valanghe dInverno e sullannullamento del decreto Aia gi
emesso. Danilo Festa, esponente del Pd di Motta, ricorda come, quando nel 2013 i comitati sono
stati ascoltati alla commissione Rifiuti e ambiente dell'Ars, Valeria Sudano si mostr ostile verso le
criticit da noi spiegate e quando arriv Mimmo Proto si abbracciarono calorosamente.
Di certo se qualcosa nella politica del Pd rispetto alla discarica Tirit cambier si vedr a breve.
Entro Pasqua l'impianto verr chiuso, sono questi i tempi previsti e che vogliamo fare rispettare,
spiega il sindaco Di Guardo. A novembre - aggiunge Festa - dissero che, in base al programma di
chiusura fissato della Oikos che prevede il riempimento della struttura, a marzo avrebbero chiuso.
Poi si passer alla fase di bonifica che sar sempre a carico della Oikos. Vedremo se quanto
promesso sar effettivamente rispettato.
http://catania.meridionews.it/articolo/31764/pd-articolo-4-i-legami-tra-i-sudano-e-la-oikos-deiproto-la-discarica-di-tiriti-prende-la-tessera-dei-democratici/
PD, IN SICILIA SEICENTO LASCIANO IL PARTITO IL CASO ARTICOLO 4
MOTIVO DELLA DIASPORA
POLITICA Una lettera sul blog di Giuseppe Civati ha fatto esplodere il malcontento: centinaia di
militanti del Partito democratico non rinnoveranno la tessera. E stanno gi creando un nuovo
percorso politico. A scriverla la ragusana Valentina Spata, tra i firmatari Danilo Festa, ex candidato
a sindaco di Motta Sant'Anastasia. Ma domani potremmo essere gi mille
Non siamo pi disposti a rimanere all'interno di un partito in cui non ci riconosciamo. E ci teniamo
a precisare, con forza e determinazione, che non siamo noi ad uscire dal Pd siciliano ma ci vediamo
costretti ad andar via. Finisce cos una lunga lettera pubblicata poche ore fa sul blog di Giuseppe
Civati: a scriverla Valentina Spata, a capo dell'area siciliana che fa riferimento all'ex candidato
alla segreteria del Partito democratico. A sottoscriverla gi pi di seicento tra amministratori,
dirigenti locali e semplici militanti, contro un partito consegnato al centro destra, afferma
spiegando il gesto. Lei, ragusana, ha personalmente gi lasciato il partito in polemica lo scorso
ottobre, a causa dell'ingresso nel Pd dell'ex sindaco del capoluogo ibleo Nello Dipasquale. E
all'indomani dell'ufficializzazione dell'ingresso di Articolo 4 all'interno del gruppo Pd
dell'Assemblea regionale, sono stati in tantissimi a seguirla.
Tra i firmatari, riferisce Spata, ci sono gi l'assessore del Comune di NotoSebastiano
Ferlisi, Sabrina Rocca, gi candidata a sindaco a Trapani e due consiglieri. A Regalbuto Nicola
Manoli anche lui consigliere comunale. E poi tutti i referenti dell'area Civati delle province tranne
Palermo e Messina non hanno rinnovato la tessera. A Ragusa, Siracusa, Caltanissetta, Agrigento
quasi tutti si sono dimessi. E ci sono molti estranei all'area Civati, semplici militanti, sia Cuperliani
che Renziani, afferma Spata. Che come casi pi eclatanti cita quello di Motta Sant'Anastasia e
Misterbianco. Attualmente i gruppi locali sono in riunione: devono decidere se uscire in massa dal
Partito democratico, riferisce Danilo Festa, candidato a sindaco nelle scorse amministrative, dove
aveva avuto un duro scontro con la segreteria provinciale, che gli aveva preferito come
candidato Daniele Capuana. Personalmente sono fuori dal Pd, dopo questa lettera scritta insieme a
Valentina Spata, perch non posso accettare Valeria Sudano di Articolo 4: lei ha sostenuto
personalmente la discarica della Oikos di contrada Tirit persino in commissione Ambiente all'Ars.
Secondo Spata comunque domani si potrebbero superare le mille adesioni: abbiamo sempre detto
di non condividere le azioni del governo Crocetta e del Pd sicliano, che ha visto mesi fa l'ingresso
dell'ex sindaco di Agrigento Marco Zambuto, ex Pdl ed ex Udc, ora l'ingresso di altri 5 ex Udc da
Articolo 4: la goccia che ha fatto traboccare il vaso, spiega Spata. Che riferisce anche dei
prossimi passi del grande gruppo di fuoriusciti. Faremo senza dubbio un grande evento regionale a
breve. Siamo in contatto con associazioni, ex membri del Pd, con Sel e tanti altri della sinistra.
Spata specifica comunque che il fatto che Giuseppe Civati abbia riportato la sua lettera sul blog
personale, non significa che questo arriver a una scelta simile a livello nazionale. Civati mi
ha detto che, data la situazione, questa era una scelta da farsi, e comprende. Ma a livello nazionale,
a parte i dialoghi aperti con Landini o con Vendola la situazione molto meno definita. Mi auguro
solo che la Sicilia diventi un laboratorio politico e che questa nostra scelta magari apra un percorso
simile in tutta Italia, conclude Valentina Spata.
http://meridionews.it/articolo/31758/pd-diaspora-in-sicilia-a-causa-di-articolo-4-civatiani-vannovia/
IL MANDATO DELLA DIREZIONE AL SEGRETARIO: ALLARGARE IL PD LE DIFFICOLT
DI UNIRE IN MATRIMONIO I NEMICI DI UNA VITA
POLITICA La nostra bussola deve essere un irrobustimento, passando da un sistema di soggetti
federati a un'idea diversa. Cos il segretario Fausto Raciti annuncia il nuovo corso che punta a
portare tra i democratici le piccole formazioni. Basta doppie tessere e roccaforti di potere come
successo col Megafono. Ma da Catania a Gela, passando per Motta Sant'Anastasia si tratta di
mettere insieme percorsi diametralmente opposti
Nella nostra stanza abbiamo Enrico Berlinguer e Che Guevara, mi auguro che si sentano a loro
agio nella nuova casa. Prova a metterla sull'ironia Niccol Notarbartolo, consigliere comunale del
Pd a Catania, ma non sar semplice per i sette colleghi di Articolo 4 a Palazzo degli elefanti sentirsi
a proprio agio, visto il percorso politico distante da quei punti di riferimento che campeggiano sulle
pareti del gruppo consiliare del Pd: tre ex Pdl, altrettanti ex autonomisti, molti con un recente
passato a sostegno del precedente sindaco Raffaele Stancanelli.Ma il capoluogo etneo non l'unica
realt siciliana dove il matrimonio tra Pd e Articolo 4 sar difficile o, in alcuni casi, forse
impossibile da digerire. Da Gela a Motta Sant'Anastasia a dover indossare la stessa casacca saranno
i nemici di una vita.
Paradossi figli del mandato affidato ieri dalla direzione regionale del Pd al suo segretario Fausto
Raciti: allargare il Partito democratico siciliano. Una decisione che arriva a seguito
della disponibilit di Articolo 4, la formazione guidata dai deputati regionali Luca
Sammartino e Valeria Sudano, a entrare nella famiglia dei democratici. Che potrebbe diventare
sempre pi grande, visto che l'obiettivo che emerge dalla riunione di ieri a Palermo abbandonare
un sistema di soggetti federati per passare a un'idea diversa. In questa nuova versione di partito di
massa potrebbero rientrare anche il Megafono, Sicilia Democratica e i Drs, tutti movimenti che al
momento appoggiano il governo diRosario Crocetta.
La disponibilit di Articolo 4 cambia il quadro - ha affermato il segretario Raciti - pone la
questione di quale modello il Pd vuole adottare per gestire questo percorso dal momento che al
Partito Democratico guardano una serie di forze politiche. Finora abbiamo avuto un modello di
partito al quale facevano riferimento soggetti politici satellite: la nostra bussola deve essere lavorare
a un irrobustimento, passando da un sistema di soggetti federati a un'idea diversa. Svolta benedetta
da Davide Faraone, sottosegretario e ambasciatore in Sicilia del premier Matteo Renzi. In direzione
regionale Faraone ha ricordato come questo allargamento parta da Roma, con l'adesione di Scelta
Civica in Parlamento e FUTURE nuove annessioni provenienti dalle file di Sel e ex Cinque Stelle.
D'altronde anche la nuova legge elettorale che pone il premio di maggioranza al partito che
raggiunge il 40 per cento dei voti rappresenta un segnale chiaro.
All'Ars il matrimonio tra Pd e quello di Articolo 4 si far dunque. Il regolamento non pone
ostacoli, come ha spiegato a MeridioNews il segretario della provincia di Catania Enzo Napoli. La
direzione ha anche parlato delle prossime elezioni amministrative. Il riferimento resta la coalizione
messa in piedi per le regionali - ha spiegato Raciti - laddove ci saranno sindaci uscenti, valuteremo.
Laddove invece non ci sar un accordo faremo le primarie.
Ma quello che dalle parole del segretario potrebbe sembrare lineare, pone numerosi dubbi quando si
va a parlare degli enti locali. Raciti ha tenuto a precisare che non ci saranno effetti a cascata nei
Comuni. Ma il traguardo, magari con tempi pi lunghi, resta un unico grande partito. Perch i
vertici democratici non vogliono ripetere l'esperienza del Megafono, si vuole evitare quel binomio
che ha portato a doppie tessere e roccaforti di potere esterne al Pd. E allora da ieri iniziata
ufficialmente quella che un deputato del Pd ha definito la transumanza. In alcuni casi
particolarmente problematica. Viste le resistenze su entrambi i fronti.
Noi rimaniamo sulle nostre posizioni, la trinit Crocetta, Raciti e Lumia se ne faccia una
ragione. Peppe Di Dio, consigliere comunale di Articolo 4 a Gela e candidato sindaco alle
prossime elezioni amministrative di maggio, di confluire nel Pd non ci pensa affatto. Ognuno di
noi matura percorsi diversi nella propria vita, non si pu fare il copia incolla su certe scelte. Quindi
plaudo all'iniziativa di Sammartino all'Ars, ma nei Comuni un'altra cosa. Fasulo (sindaco di Gela
del Pd ndr) anche mio compare, il padrino di mio figlio, ma la politica un'altra cosa. Articolo 4
Sar complicato il percorso di avvicinamento anche per i consiglieri comunali di Catania. Dopo una
riuscita campagna di adesioni a Palazzo degli elefanti sono in sette nel gruppo Articolo 4. Alcuni come Giuseppe Musumeci e Beatrice Viscuso - sono stati consiglieri di circoscrizione con il Popolo
delle Libert; altri - come il capogruppo Nuccio Lombardo, Rosario Gelsomino e Ludovico
Balsamo convinti autonomisti con il Mpa di Raffaele Lombardo; altri ancora - il caso di Giovanni
Marletta e Antonino Manara - alle ultime amministrative del 2013 sono stati eletti nella coalizione
che sosteneva Raffaele Stancanelli prima di confluire nel partito di Sammartino. Forse, un ulteriore
passo a sinistra potrebbe risultare indigesto.
A Motta Sant'Anastasia - centro del Catanese dove ha sede la discarica Tirit-Valanghe d'inverno, al
centro dell'inchiesta Terra Mia e di un sequestro per le vicende che riguardano i proprietari, la
famiglia Proto - si tratterebbe di far convivere chi finora si fatto la guerra. Anastasio Carr, attuale
sindaco proprio in quota Articolo 4, la scorsa primavera ha battuto il candidato del Pd Daniele
Capuana, mantenendosi su posizioni di apertura sulla presenza dell'impianto. A differenza del rivale
Sar una fase difficile da gestire - spiega Tania Spitaleri, consigliera Pd a Giarre (dove Articolo 4
tiene sotto scacco l'amministrazione ndr) e membro della direzione regionale - I nodi sul territorio
saranno affrontati quando si presenteranno, col supporto del partito, a livello cittadino e non
solo. Serve un metodo comune ma calato sul territorio, evitando trattative tra singoli. La cosa
peggiore che pu fare il Pd - le fa eco Daniele Sorelli, responsabile nazionale Cultura dei Giovani
Democratici e catanese - fare politica aggregando pezzi di ceto politico, anzich basarsi sulle
proposte. E' giusto che il Pd sia accogliente, ora anche appetibile. Corriamo il RISCHIO che
adesso che arrivato il momento di prendere qualcosa, arrivino i barbari. Alla Regione Articolo 4
ha un percorso pi vicino al nostro, nelle realt locali no, vedremo dunque se saranno loro a venire
sulle nostre posizioni o viceversa.
http://meridionews.it/articolo/31698/il-mandato-della-direzione-al-segretario-allargare-il-pd-ledifficolta-di-unire-in-matrimonio-i-nemici-di-una-vita/
OPERAZIONE TERRA MIA, MOTTA PARTE CIVILE PER TUTELARE INTERESSI E
CRONACA Tra pochi giorni, il 15 gennaio, partir il processo che mette sotto accusa un
dipendente regionale dell'assessorato Territorio e ambiente e i dirigenti di tre discariche in tutta la
Sicilia. Tra queste anche quella di propriet della Oikos spa, nel territorio mottese. La giunta guidata
dal primo cittadino Carr nominer con provvedimento urgente un LEGALE per tutelare la
Motta Sant'Anastasia si costituir parte civile nel procedimento scaturito dall'operazione Terra mia.
L'inchiesta della procura della Repubblica di Palermo, resa nota lo scorso luglio, ha messo in LUCE
un sistema di presunte corruzioni nella gestione delle discariche private in tutta la
Sicilia. Nell'indagine coinvolta la Oikos spa, azienda proprietaria della contestata discarica nel
territorio mottese, da qui la decisione presa dalla giunta guidata dal primo cittadino Anastasio
Carr che mira a tutelare gli interessi e l'immagine del Comune di Motta Sant'Anastasia. Come si
legge nella delibera firmata lo scorso 2 gennaio, dal lavoro della procura emergono, tra l'altro,
inquietanti scenari in merito alle attivit di GESTIONE dei rifiuti nella discarica sita in territorio
comunale e di cui titolare la suddetta SOCIET .
Cannova (DIPENDENTE dell'assessorato regionale Territorio e ambiente) che avrebbe rilasciato
autorizzazioni alle attivit di diversi impianti senza i relativi controlli, accettando denaro, regali e
viaggi, agevolando gli iter per gli impianti amici. Un eventuale quadro di corruzione
preoccupante nel quale sarebbero coinvolti il PROPRIETARIO della Oikos spaDomenico Proto,
gli imprenditori Giuseppe Antonioli (amministratore della discarica di Mazzarr Sant'Andrea, in
provincia di Messina) e i fratelli Calogero(ex senatore della Casa delle libert) e Nicol Sodano,
responsabili della Soambiente di Agrigento.
Tutti gli indagati sono stati rinviati a giudizio e gioved 15 gennaio compariranno davanti ai giudici
del tribunale di Palermo. Cos, quasi sei mesi dopo l'apertura del fascicolo e gli arresti
domiciliari per Proto, i rappresentanti del Comune mottese propongono di costituirsi parte civile
nel procedimento penale scaturito dall'operazione, e - con provvedimento esecutivo, data
l'urgenza - dare mandato al sindaco di provvedere con propria determina a nominare il
professionista di FIDUCIA . Una mozione uguale, condivisa da tutta l'opposizione, era stata gi
approvata dal consiglio comunale a ridosso dello scandalo. Anche il sindaco del vicino Comune
di Misterbianco, Nino DiGuardo, negli infuocati giorni successivi, aveva annunciato la stessa
http://catania.meridionews.it/articolo/30679/operazione-terra-mia-motta-parte-civile-per-tutelareinteressi-e-immagine-del-comune/
LA LETTERA DI VALENTINA SPATA E DI ALTRI CINQUECENTO FIRMATARI SULLA
Siamo dirigenti, amministratori locali, militanti siciliani e siciliane del Partito Democratico. Il
nostro impegno politico sempre stato indirizzato al bene collettivo, la nostra militanza non mai
stata incentrata sulla carriera o alla conquista di poltrone da occupare con avidit, per questo
sentiamo, forte, l'obbligo di rendere pubbliche le nostre considerazioni in merito alla gestione del
Pd in Sicilia. Convinti che perplessit, imbarazzo, senso di smarrimento siano largamente diffusi
dentro la base del Partito e per questo vogliamo lanciare un ultimo grido disperato ma sincero e in
armonia con il nostro modo di guardare allimpegno politico.
La situazione della nostra Isola insostenibile. Parole come trasformismo e opportunismo non
bastano pi a rappresentare lo stato di un partito, il Pd, che ha smarrito ogni identit, ha tradito la
propria storia ed ha ceduto, anche e soprattutto, sul piano della dignit politica e personale.
Il Pd ed il Governo siciliano da anni litigano per mostrare chi sia il miglior rottamatore, chi sia pi
antimafioso, chi rappresenti il cambiamento, chi sia pi rivoluzionario. Peccato che in una Isola che
affonda non c ombra di rottamazione men che meno di rivoluzione. E tra una lite e laltra, tra un
rimpasto e l'altro in una fase di stallo devastante per la Sicilia il Pd diventa la casa per tutto e il
contrario di tutto, anche per chi era considerato il peggior avversario di centro destra, anche per
uomini e donne passate da Cuffaro a Lombardo fino ai lidi democratici.
Il Governo della rivoluzione e del Fare, che si rivelato solo il governo degli annunci e dei rinvii,
solo in un campo stato davvero operoso: nel raccattare esponenti di centrodestra, provenienti da
tutte le formazioni siciliane. Personaggi ambigui, spesso con un passato di primo piano in giunte e
E mentre governo e Pd aprivano le porte a tutti, la Sicilia affondava, continuando a perdere tutte le
opportunit di rinascita. La Sanit da quarto mondo, trattata come bancomat elettorale e squassata
da scontri di potere. I rifiuti assediano i centri urbani, mentre sulle discariche si consuma una guerra
per accaparrarsi affari e denari. Listruzione ai livelli pi bassi del Paese e la Sicilia la prima
regione per abbandono e dispersione scolastica. La disoccupazione, soprattutto quella giovanile e
femminile, e la povert dilagano. Siamo in testa nella non invidiata classifica dei neet, ai primissimi
posti per povert assoluta e relativa con il 36% in condizione di fortissimo disagio sociale. Finanche
lagricoltura, un settore importante per lintera economia siciliana e cavallo di battaglia durante la
campagna elettorale del Presidente, rischia di morire. I Comuni sono al collasso e di conseguenza i
servizi dei cittadini in pericolo.
A queste emergenze governo e Pd rispondono con chiacchiere e conferenze stampa. Noi non
vogliamo pi essere schiavi delle chiacchiere, schiavi di programmi prima sbandierati e poi
puntualmente disattesi da un partito che capace di spaccarsi quando si tratta di scegliere un
assessore, ma che sempre compatto quando si tratta di SALVARE le proprie poltrone.
Abbiamo subito fin troppo. In questi mesi abbiamo assistito, con grande sofferenza, allingresso di
personaggi come lex Sindaco di Agrigento, Marco Zambuto (gi Udc, poi Pdl, poi di nuovo Udc)
premiato con lelezione a Presidente regionale del Pd dopo la folgorazione renziana; l'on.
Dipasquale, ex berlusconiano di ferro e sindaco Pdl di Ragusa; l'on. Giovanni Di Giacinto passato
da Grande Sud di Gianfranco Miccich al Megafono e poi al Pd, uno che sulle gare dappalto a
Castaldaccia, quando fu Sindaco di centrodestra. E poi una pletora di consiglieri comunali, sindaci,
assessori tutti di matrice estranea ai valori fondanti del Pd e incompatibili con qualsiasi ipotesi di
Di fronte a tutto ci il nostro grido di dissenso non servito a niente. Anzi, siamo stati accusati di
non avere disciplina di partito. Addirittura ci sono stati casi in cui qualcuno di noi stato
denunciato per aver detto semplicemente la verit sulla vicende delle discariche e violentemente
aggredito da chi rappresenta il Pd in una sede istituzionale come lArs.
Adesso lingresso degli esponenti di Articolo 4 come Paolo Ruggirello a Trapani, che alle scorse
regionali del 2012 era candidato con la lista di Nello Musumeci, ex capogruppo Mpa all'Ars; Luca
Sammartino (eletto allArs con lUdc); Valeria Sudano (nipote dell'ex senatore Udc Mimmo
Sudano, vicino a Cuffaro), Raffaele Nicotra (ex Udc) ed Alice Anselmo (ex Udc).
Se il Pd di Renzi in tutta Italia sta facendo alleanze con pezzi del centro destra, in Sicilia si
oltrepassato ogni limite consegnando direttamente al centrodestra il partito, una negazione totale
della storia e dei nostri valori. Tutto ci intollerabile!
La decisione, adottata senza alcun dibattito, di modificare il quadro politico, facendo transitare nel
Partito Democratico siciliano forze che facevano parte di uno schieramento contrapposto per storia,
valori, metodi e visioni, desta molta preoccupazione e smarrimento anche nellelettorato di centro
sinistra e del Pd.
Anzich tentare di ricostruire quella casa comune tra le forze di centro sinistra, si piuttosto
cercato di aggirare e compensare una rottura a sinistra con la cooptazione di forze nel Partito
sempre pi marcatamente moderate e di centro destra.
Il Pd in Sicilia un partito che ha perso i suoi luoghi identitari, dove questa nuova classe dirigente
assolutamente incapace di innescare quel cambiamento indispensabile incidendo nel rinnovamento
non tanto anagrafico ma del metodo di fare politica
Il progetto del Pd stato interpretato miseramente come foglia di fico per coprire ogni tipo di
misfatto. In questi mesi, a parte la convocazione degli Stati generali che a poco serve se ad
intervenire sono solo i deputati regionali, non si parlato daltro che di rimpasto. Non siamo riusciti
ad affrontare, con un ampio dibattito, i problemi che attanagliano i nostri territori. Da alcuni membri
della Segreteria nazionale abbiamo ascoltato solo parole, a parte qualche posizionamento di
fedelissimi allinterno degli assessorati.
Insomma, ci stiamo giocando il futuro dei siciliani, tra chi pretende di governare da solo e chi
pretende di risolvere i conflitti con il Governo attraverso continui ed inutili rimpasti in giunta
necessari solo a sistemare amici e compagni.
Pertanto, nessuno si sorprenda, se di questo passo ognuno si sentir libero di scegliersi da solo il
proprio compagno di viaggio, perch, per fortuna, in Sicilia ci sono eccellenti risorse. Brave persone
che hanno voglia di contribuire al riscatto sociale, economico e politico della nostra amata terra.
Nessuno si sorprenda se molti di noi abbiano gi deciso di non rinnovare la tessera o di restituirla,
non perch vogliosi di abbandonare la barca che affonda, ma semplicemente perch abbiamo una
grande responsabilit: dare alla Sicilia una nuova prospettiva guidata da persone competenti con un
profilo professionale adeguato, con comportamenti etici-morali indiscutibili, capaci di rispondere ai
bisogni della nostra terra.
Il Pd siciliano, pi di quello nazionale, ha bisogno di un anno zero. Nel cambiare tutto affinch
niente cambi siamo maestri da secoli. Le campagne acquisti spregiudicate che si susseguono dal
congresso ad oggi non aiuteranno certo a trovare quellidentit riformista che servirebbe per
rimuovere i macigni che opprimono la nostra Regione. E fin quando il quadro politico rimarr
questo la gente continuer a disertare le urne nella convinzione che tanto chiunque andr al
Governo non sar capace di risolvere i problemi reali della Sicilia. Per questo motivo non siamo pi
disposti a rimanere all' interno di un partito in cui non ci riconosciamo. E ci teniamo a precisare,
con forza e determinazione, che non siamo noi ad uscire dal Pd siciliano ma ci vediamo costretti ad
andar via perch non vogliamo essere complici di questo disastro e di questo sistema per nulla
democratico. Perch non ci sentiamo rappresentati e non ci riconosciamo in questa classe dirigente
politica, quella del Pd, che in questi anni ha fatto del posizionamento, dello strategismo e del puro
tatticismo, gli unici modi con cui misurare la propria azione politica. Non siamo pi disposti a
tollerare questo modo di agire. La nostra dignit vale pi di ogni altro aspetto! Il nostro impegno
continuer, pi di prima, per mettere in rete chi continua a lottare nel partito, chi non ne far pi
parte e chi non ne ha mai fatto parte. Amici e compagni diversi tra loro ma con un sogno comune:
costruire unalternativa a sinistra che possa donare speranza alla nostra terra.
http://www.ciwati.it/2015/02/24/la-lettera-di-valentina-spata-e-di-altri-cinquecento-firmatari-sullasituazione-in-cui-versa-il-pd-siciliano/
proposte. E' giusto che il Pd sia accogliente, ora anche appetibile. Corriamo il rischio che adesso
che arrivato il momento di prendere qualcosa, arrivino i barbari. Alla Regione Articolo 4 ha un
percorso pi vicino al nostro, nelle realt locali no, vedremo dunque se saranno loro a venire sulle
nostre posizioni o viceversa.
PD E ARTICOLO 4, AL MATRIMONIO MANCA SOLO LA DATA NAPOLI: NESSUN
OSTACOLO A LIVELLO DI REGOLAMENTO
POLITICA I due gruppi si uniranno a breve all'Ars. Nonostante, statuto alla mano, nell'ultimo
direttivo del Pd siano stati esclusi alcuni soggetti vicini al deputato ex Udc Nicola D'Agostino, di
Acireale. Citt d'origine anche del segretario regionale Fausto Raciti. Il nuovo sodalizio potrebbe
tornare utile alle prossime elezioni politiche
A livello regionale, e quindi nazionale, ormai sicuro: Articolo 4 confluir nel Partito
democratico. Restano da vedere le posizioni dei gruppi consiliari locali, dove ci sono state anche
contrapposizioni. Ad affermarlo il capogruppo di Articolo 4 al consiglio comunale di
Catania, Nuccio Lombardo. Il matrimonio politico porter in dote al partito di Matteo Renzi ben
cinque consiglieri regionali: Alice Anselmo, Paolo Ruggirello, e soprattutto gli etnei Raffaele
Nicotra, Luca Sammartino e Valeria Sudano.
Proprio gli ultimi due, rispettivamente capo e vicecapogruppo all'Assemblea regionale siciliana,
danno ormai per certo l'ingresso nel Pd, su questo Sammartino stato chiarissimo anche sulla
stampa, riferisce il capogruppo del secondo partito di maggioranza a Palazzo degli elefanti, che
conta ben sette consiglieri, contro i cinque del partito del sindaco Enzo Bianco. Che aggiunge: A
livello catanese cambierebbe ben poco, siamo tutti in maggioranza, anche se forse - prosegue
Lombardo - sarebbe meglio restare con la situazione attuale con il nostro gruppo autonomo.
Dobbiamo ancora valutare, ma non solo un calcolo numerico, ma di sicuro c' che sosteniamo
Enzo Bianco. In Comuni comeMisterbianco invece sarebbe molto pi complicato, data la
spaccatura che c' stata con il sindaco Di Guardo, riferisce Lombardo. Uno scenario che sembra
speculare a quello del Pd: se di matrimonio si parla, il fidanzamento avvenuto ad Acireale, citt
d'origine del segretario regionale Fausto Raciti.
L'adesione al momento non viene n confermata n smentita dal Partito democratico: dalla
segreteria regionale confermano solo che il percorso stato avviato, ma non ancora formalizzato.
E a ribadirlo anche il segretario della provincia di Catania, Enzo Napoli: Certamente il tutto
verr vagliato a livello locale dalle direzioni sia regionale che provinciali, che non possono essere
scavalcate. Ci esprimeremo appena verr chiesto di farlo: potrebbe essere un parere positivo, ma
non per forza, spiega Napoli. Che non vede nessun ostacolo formale al matrimonio: Un intero
movimento politico pu confluire dentro il Pd: lo ha gi fatto Scelta civica, e si gi fatto un
percorso insieme alle elezioni Europee, spiega il segretario del Pd della provincia di Catania,
ricordando l'elezione all'interno del Pd in quota Articolo 4 della giornalista Michela Giuffrida.
Il regolamento va invece applicato ai singoli casi, e l faremo una valutazione: non possibile che
un candidato che ha appoggiato liste in contrapposizione al Pd negli ultimi due anni, entri a far parte
del Pd. E' una posizione - prosegue Napoli - che stata spiegata all'interno dell'ultimo direttivo
provinciale in merito alla formazione di un secondo circolo ad Acireale, proposto da persone che
non hanno appoggiato un candidato del Pd. E lo stesso accaduto a Piazza Armerina con degli
esponenti del Megafono.
La questione acese potrebbe per essere la chiave di lettura di tutta l'operazione. Alcuni
dei promotori del secondo circolo nella citt dei cento campanili sono vicini politicamente al
deputato regionale Nicola D'Agostino, che ha lasciato il gruppo all'Ars dell'Udc - ex partito anche di
Sammartino e Sudano - a met gennaio fa per aderire al gruppo misto, avviando una serie di contatti
con il partito di Renzi. Intanto il politico acesce considerato uno degli ispiratori di un'altra
esperienza politica nata sotto l'Etna, Catania Futura, lanciata dall'imprenditore Nico Torrisi, ex
assessore regionale alle Infrastrutture nella giunta di Rosario Crocetta. Formazione che ha
dimostrato vicinanza alla giunta Bianco.
D'Agostino al momento preferisce non andare oltre un no comment per quanto riguarda sia la sua
personale vicenda che quella dell'adesione di Articolo 4 al pi grande partito italiano, considerati i
difficili equilibri. Soprattutto quelli territoriali: tra chi benedice l'accordo ci sarebbe un pezzo da
novanta dei democratisi siciliani: Fausto Raciti, membro della Camera dei deputati, segretario
regionale del Partito democratico, e pure lui acese.
Un accordo con una forza politica fortissima in provincia di Catania con un bacino di oltre 30mila
voti, potrebbe agevolare la futura formazione delle liste nella nuova legge elettorale nazionale. Il
cosiddetto Italicum prevede la doppia preferenza di genere, e un candidato forte come Valeria
Sudano sarebbe il partner ideale per qualunque candidato locale di sesso maschile.
Finora nelle file del Pd nessuno ha manifestato dubbi sul matrimonio. A suscitare qualche mal di
pancia potrebbe essere la delicata situazione giudiziaria del terzo deputato regionale di Articolo
4: Raffaele Nicotra. Per lui stato chiesto il rinvio a giudizio per falso e truffa lo scorso maggio
dalla procura di Catania per fatti risalenti al 2010, quando era sindaco di Aci Catena. A fine gennaio
la guardia di Finanza ha anche disposto il sequestro di suoi beni per 90mila euro, dissequestrati solo
Nel frattempo, il sito ufficiale del Pd regionale sembra involontariamente dare conto della
situazione di attesa: sulla homepage di www.pdsicilia.it campeggia la scritta sito sospeso.
GIARRE, LA MIGRAZIONE DEI CONSIGLIERI VERSO ARTICOLO 4 SITUAZIONE DI
STALLO E IL SINDACO PENSA ALLE DIMISSIONI
POLITICA Alle ultime elezioni il suo simbolo non era neanche tra quelli eleggibili, oggi
diventato il gruppo pi folto in consiglio comunale. E tiene sotto scacco l'amministrazione. Il primo
cittadino Roberto Bonaccorsi non sembra intenzionato a cedere alle richieste e valuta il colpo di
scena. D'accordo il senatore Pippo Pagano. Citt Viva: Temiamo una quadra fatta da accordi di
Due anni fa, alle ultime elezioni comunali giarresi, il partito Articolo 4 era appena nato. Il simbolo
tra il lungo elenco delle liste che si contendevano il voto dei cittadini del centro ionico nemmeno
c'era. Oggi, dopo una florida campagna di adesioni in consiglio comunale sia tra le fila della
maggioranza che in quelle dell'opposizione, conta ben 6 unit. Pi altri due consiglieri, appartenenti
al gruppo Proposta Popolare, ma federati con Articolo 4. In totale fanno otto. Non hanno chiarito
ancora da che parte stanno ma dalle loro richieste e dalle loro scelte dipende il futuro
dell'amministrazione di Giarre. Senza il loro sostegno il sindaco Roberto Bonaccorsi (eletto con una
coalizione di centrodestra) perderebbe la maggioranza. D'altra parte, il primo cittadino non intende
snaturare la sua squadra e cedere a un rimpasto di giunta, che sembrerebbe essere una delle
principali richieste del nuovo nutrito drappello. Bonaccorsi ha quindi annunciato che sta prendendo
in considerazione l'ipotesi di dimettersiper tornare gi a maggio alle urne. Con lui nuovamente
candidato. Sulla fattibilit di questa ipotesi si aspetta a breve una risposta dalla Regione. Ma quella
del sindaco non sarebbe solo una provocazione. Intanto la situazione politica in stallo.
Fino a qualche giorno il partito Articolo 4 in consiglio comunale era rappresentato da due soli
esponenti, il capogruppo Raffaele Musumeci (eletto con la lista Vitale per Giarre), e Carmelo
Strazzeri (ex RilanGiarre). Ai due negli ultimi giorni se ne sono aggiunti altri quattro: Vincenzo
Mangano (eletto con RilanGiarre), Gabriele Di Grazia (ex Vitale per Giarre), Salvo Zappal (ex Per
un'altra Giarre) e Gianni Gulisano (ex Movimento civico per Giarre). Equamente distribuiti tra
esponenti della maggioranza e dell'opposizione. Oggi tutti si dichiarano vicini al deputato
regionale Luca Sammartino. Mentre con Articolo 4 si sono federati Orazio Scuderi (ex
Pdl) e Vittorio Valenti (ex Tutti per Giarre), adesso in Proposta Popolare, che si sono
dichiarati vicini allonorevole Valeria Sudano.
Ha cos preso forma un vero e proprio ribaltone: il nuovo e grosso gruppo consiliare conta 8
membri sui 20 che costituiscono lintera assemblea. Il sindaco Bonaccorsi rimanda al mittente
qualsiasi accusa rivoltagli dagli esponenti di Articolo 4, autori di un documento che accusa il primo
cittadino diinadeguatezza politico amministrativa, chiusura al dialogo e una gestione distante dalle
reali esigenze della citt. Non mi rispecchio assolutamente nelle accuse rivoltemi - spiega li primo
cittadino - Ho sempre operato nel totale rispetto delle parti politiche. Mi prender un paio di giorni
per riflettere e decidere con calma sul da farsi, ma di certo non valuter alcuna possibilit che vada
contro il rispetto degli elettori. I cittadini in sede elettorale si sono espressi chiaramente, quindi
andremo avanti con la linea che abbiamo sempre intrapreso. Dello stesso avviso anche il senatore
del Nuovo centro destra,Pippo Pagano, giarrese e main sponsor dell'attuale amministrazione. Il
sindaco Bonaccorsi ha fino ad ora svolto un lavoro ottimo e il mio giudizio non pu che essere
positivo, visti i risultati conseguiti. giusto che il sindaco vada avanti per la sua strada in maniera
coerente al suo programma e soprattutto nel totale rispetto della volont dei cittadini.
D'altronde Articolo 4 non chiarisce le proprie intenzioni, pur prendendo le distanze dalloperato
dellamministrazione. Siamo stati vittima di una strumentalizzazione spiega Gabriele Di
Grazia visto che la nostra azione non assolutamente legata alla richiesta di poltrone. Lunico
interesse quello di promuovere una politica capace di venire incontro alle reali esigenze dei
Come si comporteranno gli altri gruppi consiliari? Francesco Cardillo, di Forza Italia, sottolinea che
la citt non pu permettersi un consiglio bloccato che non capace di deliberare. Mentre gli unici
consiglieri ufficialmente all'opposizione al momento rimangono in quattro: le due del
movimento Citt Viva, Patrizia Lionti e Patrizia Caltabiano; Tania Spitaleri del Pd e Giannunzio
Musumeci. Solo in corso dopera spiega Spitaleri capiremo come si porr Articolo 4
nei confronti del consiglio. Noi continueremo e fare opposizione, come abbiamo sempre
coerentemente fatto.
C' chi guarda proprio al movimento Citt Viva come possibile sostegno all'amministrazione
Bonaccorsi. Con due consiglieri non saremmo comunque determinanti per un'eventuale
maggioranza, ma soprattutto serve una netta discontinuit - afferma il leader Angelo D'Anna - la
situazione che si venuta a creare dimostra che si deve stare insieme sui programmi condivisi, non
accumulando candidati. Noi abbiamo chiesto al sindaco pi attenzione per le mozioni del consiglio
e pi ascolto del territorio. Rimaniamo all'opposizione, responsabile e non confusa. Sugli scenari
possibili D'Anna spiega che siamo aperti al dialogo e pronti a prendere posizione, ma serve
rompere con questa fase politica. Invece - conclude - temo che si trover una quadra fatta da accordi
di segreteria, perch molti dei soggetti in campo rispondono a vertici esterni a Giarre. Sar una
soluzione non risolutiva, per prendere tempo e andare avanti ancora un po', ma distante da una vera
svolta per i giarresi.
http://catania.meridionews.it/articolo/31640/giarre-la-migrazione-dei-consiglieri-verso-articolo-4situazione-di-stallo-e-il-sindaco-pensa-alle-dimissioni/
FALSO E TENTATA TRUFFA, ACCUSATO NICOTRA LA DIFESA: MI SEMBRA
CRONACA L'ex sindaco di Aci Catena, oggi deputato regionale, stato rinviato a giudizio dalla
Procura etnea. Secondo l'accusa avrebbe rinnovato il contratto a tempo determinato a tre
professionisti assunti per gestire le pratiche post-terremoto. Ma i dipendenti, invece, avrebbero
lavorato per l'ufficio tecnico. Secondo il suo difensore si tratta di una verit parziale: singolare
che un sindaco sia chiamato a rispondere di truffa in una vicenda in cui il beneficiario lo stesso
Falso e tentata truffa. questa laccusa di cui dovr rispondere il deputato regionale Raffaele
Pippo Nicotra, in seguito al rinvio a giudizio chiesto dalla Procura di Catania. Laccusa,
rappresentata dal sostituto procuratore Alessia Natale, fa riferimento a fatti risalenti al 2010, quando
lonorevole era sindaco di Aci Catena. A quel tempo, Nicotra rinnov il contratto a
tempo determinato a tre figure che erano state assunte per gestire le pratiche post-terremoto e che
invece avrebbero lavorato per lufficio tecnico: Si tratta di due ingegneri e un geometra dichiara
il legale di Nicotra, Orazio Consolo Queste assunzioni a tempo determinato andavano a carico
della Regione. La Procura contesta gli incarichi perch le pratiche relative alla gestione del
terremoto erano sospese.
Ma secondo la difesa dellonorevole questa sarebbe una verit parziale: Da parte nostra aggiunge
lavvocato possiamo dire che quando fu fatta la delibera dincarico le pratiche erano state sospese
soltanto in parte; i soggetti, infatti, continuarono a espletare altre mansioni inerenti a quegli eventi e
comunque voglio sottolineare che quei dipendenti hanno continuato a lavorare per lente, di certo
non per un privato. singolare che un sindaco sia chiamato a rispondere di truffa in una vicenda in
cui il beneficiario lo stesso Comune.
Dal canto suo, il diretto interessato si dichiara stupefatto dal capo dimputazione: Non
capisco quale sarebbe il ritorno personale che avrei ottenuto da queste assunzioni. La trovo
unaccusa inverosimile - afferma Nicotra Allepoca assunsi tre figure indicatemi dallufficio
tecnico per una carenza di personale e perch bisognava espletare le pratiche post-terremoto. A
febbraio 2010, poi, rinnovai i contratti e il mese successivo lufficio tecnico mi fece sapere che i
lavori riguardanti gli eventi sismici stavano per concludersi. Ripeto, mi sembra tutto assurdo.
Il deputato regionale non crede che il rinvio a giudizio potr influire nelle amministrative
di domenica prossima ad Acireale, dove Nicotra insieme ad Articolo 4 sostiene la candidatura
a sindaco di Sebi Leonardi: Dubito che possano esserci riflessi elettorali. Si tratta di una vicenda
a dir poco bizzarra e sono sicuro che chiarezza verr fatta. La prima udienza del processo, intanto,
stata fissata per il 3 giugno dellanno prossimo.
http://catania.meridionews.it/articolo/10930/falso-e-tentata-truffa-accusato-nicotra-la-difesa-misembra-tutto-assurdo/
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2015/03/piano-regione-sicilia-tutela-qualita.html
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