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Timestamp: 2014-10-24 15:22:09+00:00

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SANZIONI PENALI e AMMINISTRATIVE | Sindacato Venatorio Italiano Blogroll
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SVI & ATTIVITA’
COORDINATORI PROVINCIALI E COMUNALI
FAI UNA DENUNCIA – DOMANDA
REGOLAMENTAZIONE DELL’ATTIVITA’ VENATORIA SANZIONI PENALI e AMMINISTRATIVE
Legge 157/92 coordinata e aggiornata con la Legge 4/6/2010 n. 96 Legge n. 12 del 09/09/2013 Regione Campania Art. 30 Legge 157/92
3. Nei casi di cui al comma 1 non si applicano gli articoli 624, 625 e 626 del codice penale.
Art. 31 Legge 157/92
Art. 32 Legge Regionale Campania n. 12/13
1. Oltre le sanzioni previste dall’articolo 31 della legge 157/1992, per le violazioni alla presente legge regionale si applicano le seguenti ulteriori sanzioni amministrative:
b) sanzione amministrativa da euro 77,00 a euro 465,00 per chi costruisce appostamenti fissi di caccia in violazione dell’articolo 5. L’appostamento deve essere rimosso entro due giorni. Scaduto tale termine, gli agenti verbalizzanti procedono al ripristino dei luoghi. Le spese del ripristino sono a carico del contravventore in solido con il proprietario del terreno ove è situato l’appostamento;
c) sanzione amministrativa da euro 77,00 a euro 465,00 e revoca dell’autorizzazione per chi viola le fatto salvo quanto disposizioni di cui agli articoli 7 e 13, comma 2, se il fatto non costituisce reato previsto dall’articolo 13, comma 5;
d) sanzione amministrativa da euro 103,00 a euro 620,00 per chi viola le disposizioni di cui all’articolo 21, lettere e), f), g), v), z) della legge 157/1992;
e) sanzione amministrativa di euro 26,00 per ciascun capo abbattuto in violazione alle disposizioni di cui all’articolo 21 della legge 157/1992 se non diversamente sanzionato;
f) sanzione amministrativa da euro 26,00 a euro 155,00 per chi viola le disposizioni di cui all’articolo 13, comma 3, della legge157/92;
3. Per le violazioni delle disposizioni di cui alle lettere u), v) e z) del comma 1 dell’articolo 21 della legge 157/1992, gli agenti di vigilanza procedono al sequestro delle trappole, delle reti e di tutto il materiale utilizzato per l’uccellagione.
4. In tutti i casi di cui all’articolo 22, comma 1, della presente legge ed all’articolo 30, comma 1, lettere a), b), g), della legge 157/1992, si procede al ritiro ed alla sospensione dell’apposito tesserino regionale di cui all’articolo 19 fino al termine dell’annata venatoria.
5. Gli agenti verbalizzanti procedono all’immediato ritiro del tesserino regionale nei casi previsti dal comma 4 e lo consegnano all’amministrazione provinciale competente per territorio. In tali casi, il termine di cui all’articolo 34, comma 2, si intende ridotto di un mese dalla data di presentazione del ricorso.
6. Resta salva l’applicazione delle norme di legge e di regolamento per la disciplina delle armi e in materia
Art. 33 Legge REGIONALE 12/13 Campania
Chiusura o sospensione dell’esercizio commerciale)
1. Oltre alle sanzioni penali previste dall’articolo 30 della legge 157/1992 nei confronti di chi riporta sentenza di condanna definitiva o decreto penale di condanna divenuto esecutivo per una delle violazioni di cui al comma 1 dello stesso articolo, l’autorità amministrativa dispone:
a) la sospensione della licenza di porto di fucile per uso di caccia, per un periodo da uno a tre anni, nei casi previsti dalle lettere a), b), d) ed i), comma 1, del predetto articolo 31 della legge 157/1992, nonché, relativamente ai fatti previsti dallo stesso comma 1, lettere f), g) e h), limitatamente alle ipotesi di recidiva di cui al comma 2, numero1) dell’articolo 99 del codice penale;
b) la revoca della licenza di porto di fucile per uso di caccia ed il divieto di rilascio per un periodo di dieci anni, nei casi previsti dalle lettere c), e) ed m), comma 1 del predetto articolo 31 della legge 157/1992,) nonché, relativamente ai fatti previsti dallo stesso comma 1, lettere d) ed i), limitatamente alle ipotesi di recidiva di cui all’articolo 99, comma 2, numero1), del codice penale;
c) l’esclusione definitiva della concessione della licenza di porto di fucile per uso di caccia, nei casi previsti dal predetto articolo 31 della legge 157/1992, comma 1, lettere a), b), c), e) ed m), limitatamente alle ipotesi di recidiva di cui al comma 2, numero1), dell’art.99 del codice penale;
d) la chiusura dell’esercizio commerciale o la sospensione del relativo provvedimento autorizzativo per un periodo di un mese, nel caso previsto dal comma 1, lettera l) del predetto articolo 31 della legge 157/1992; nelle ipotesi di recidiva di cui al comma 2, numero1) dell’articolo 99, del codice penale, la chiusura o la sospensione è disposta per un periodo da due a quattro mesi.
3. Se l’oblazione non è ammessa, o non è effettuata nei sessanta giorni successivi all’accertamento, l’organo accertatore dà notizia delle contestazioni effettuate a norma dell’articolo 31, comma 1, lettere a), b), c), d), e) ed i), della legge 157/1992 al questore, il quale può disporre la sospensione cautelare ed il ritiro temporaneo della licenza a norma delle leggi di pubblica sicurezza.
4. Oltre alle sanzioni amministrative previste dall’articolo 31 della legge 157/1992, si applica il provvedimento di sospensione per un anno della licenza di porto di fucile per uso di caccia nei casi indicati dal comma 1, lettera a) dal citato articolo 31 della legge 157/1992, nonché, laddove la violazione sia nuovamente commessa, nei casi indicati alle lettere b), c) e f) del medesimo comma 1. Se la violazione di cui alla citata lettera a) è nuovamente commessa, la sospensione è disposta per un periodo di due anni.
5. Il provvedimento di sospensione della licenza di porto di fucile per uso di caccia di cui al comma 4 è adottato dal questore della provincia del luogo di residenza di chi ha commesso l’infrazione, previa comunicazione, da parte dell’amministrazione provinciale competente, che è stato effettuato il pagamento in misura ridotta della sanzione pecuniaria o che non è stata proposta opposizione avverso l’ordinanza-ingiunzione ovvero che è stato definito il relativo giudizio.
6. L’organo accertatore dà notizia delle contestazioni effettuate a norma del comma 4 al questore, il quale può valutare il fatto ai fini della sospensione e del ritiro temporaneo della licenza ai sensi delle leggi di pubblica sicurezza.
Art. 21 Legge 157/92
Divieti (modificato dall’art. 11 bis, comma 1, lett. b del D.L. 23/10/96, n. 542,convertito
dalla legge 23/12/96, n. 649)
1. E’ vietato a chiunque: a) l’esercizio venatorio nei giardini, nei parchi pubblici e privati, nei parchi storici e archeologici e nei terreni adibiti ad attività sportive;
b) l’esercizio venatorio nei parchi nazionali, nei parchi naturali regionali e nelle riserve naturali conformemente alla legislazione nazionale in materia di parchi e riserve naturali. Nei parchi naturali regionali costituiti anteriormente alla data di entrata in vigore della legge 6 dicembre 1991, n. 394, le regioni adeguano la propria legislazione al disposto dell’articolo 22, comma 6, della predetta legge , provvedendo nel frattempo all’eventuale entro il 31 gennaio 1997 riperimetrazione dei parchi naturali regionali anche ai fini dell’applicazione dell’articolo 32, comma 3, della legge medesima;
d) l’esercizio venatorio ove vi siano opere di difesa dello Stato ed ove il divieto sia richiesto a giudizio insindacabile dell’autorità militare, o dove esistano beni monumentali, purchè dette zone siano delimitate da tabelle esenti da tasse indicanti il divieto;
o) prendere e detenere uova, nidi e piccoli nati di mammiferi ed uccelli appartenenti alla fauna selvatica, salvo che nei casi previsti all’articolo 4, comma 1, o nelle zone di ripopolamento e cattura, nei centri di riproduzione di fauna selvatica e nelle oasi di protezione per sottrarli a sicura distruzione o morte, purchè, in tale ultimo caso, se ne dia pronto avviso nelle ventiquattro ore successive alla competente amministrazione provinciale; distruggere o
danneggiare deliberatamente nidi e uova, nonché disturbare deliberatamente le specie protette di uccelli, fatte salve le attività previste dalla presente legge.
s) cacciare negli specchi d’acqua ove si esercita l’industria della pesca o dell’acquacoltura, nonchè nei canali delle valli da pesca, quando il possessore le circondi con tabelle, esenti da tasse, indicanti il divieto di caccia;
bb) vendere, detenere per vendere, trasportare per vendere, acquistare uccelli vivi o morti nonchè loro parti o prodotti derivati facilmente riconoscibili, appartenenti alla fauna selvatica, che non appartengano alle seguenti specie: germano reale (anas platyrhynchos); pernice rossa (alectoris rufa); pernice di Sardegna (alectoris barbara); starna (perdix perdix); fagiano (phasianus colchicus); colombaccio (columba palumbus);
ee) detenere, acquistare e vendere esemplari di fauna selvatica, ad eccezione dei capi e utilizzati come richiami vivi nel rispetto delle modalità previste dalla presente legge della fauna selvatica lecitamente abbattuta, la cui detenzione viene regolamentata dalle regioni anche con le norme sulla tassidermia;
Art. 25 LEGGE REGIONALE CAMPANIA 12/13
c) l’addestramento e allenamento dei cani in periodi non previsti dal calendario venatorio o in zone non comprese da quelle previste da disposizioni delle amministrazioni provinciali;
f) la bruciatura delle stoppie delle colture graminacee e leguminose, nonché prati, erbe palustri ed infestanti, anche nei terreni incolti, in tutto il territorio regionale dal 1 giugno al 20 settembre.
Deroghe al periodo di divieto possono essere adottate dal Presidente della Provincia su motivata richiesta del sindaco del comune interessato. In caso di infrazione la responsabilità è del conduttore del fondo;
l) cacciare nelle zone colpite da incendio nei dieci anni successivi allo stesso;
ALTRI DIVIETI PREVISTI – REGIONE CAMPANIA
Divieto di bruciatura delle stoppie Salvo facoltà di deroghe previste nelle specifiche normative, su tutto il territorio regionale, a decorrere dal 20 Giugno e fino al 30 settembre, è vietata la bruciatura delle stoppie a norma dell’art.59 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (R.D. 18 giugno 1931, n. 773), e di quanto disposto nel Decreto del Presidente della Giunta Regionale della Campania relativo alla “dichiarazione dello stato di grave pericolosità incendi boschivi” vigente nel periodo. I trasgressori saranno puniti, ai sensi del R .D. 30 dicembre 1923 n°3267, le cui restrizioni riguardano i previsti dall’art.17 particolarmente i terreni sottoposti a vincolo idrogeologico o per gli altri scopi del medesimo R.D. 3267/23. Per il restante territorio non sottoposto a vincolo idrogeologico l’infrazione al divieto di bruciature delle stoppie dal 1°giugno al 20 settembre di cui all’ art.25 comma 1 lettera f) della L. R. 9 agosto 2012, n.26 và punita con la sanzione amministrativa prevista all’art.32, comma 1, lettera g) della medesima legge regionale.
Si richiama l’attenzione sul disposto di cui all’art.11 della l.353/2000 che inserisce nel codice “– – penale il seguente dispositivo: art.423 bis (incendio boschivo) chiunque cagioni un incendio su boschi, selve o foreste ovvero su vivai forestali destinati al rimboschimento, propri o altrui, è punito con la reclusione da quattro a dieci anni.”.
Inoltre il responsabile incorre nel pagamento di una sanzione amministrativa da 1.032,00 a 10.329,14 Euro; se è proprietario del bosco, sul suo terreno scatta il vincolo di non mutamento di destinazione per 15 anni; non potrà ricevere contributi pubblici per 5 anni per recuperare o rimboschire il terreno percorso dal fuoco; ove, inoltre, volesse alienare il bene, è fatto obbligo al notaio di riportare nel rogito di compravendita la situazione del bosco rispetto agli incendi.
È sempre vietato: 1. cacciare catturare o detenere qualsiasi esemplare della fauna stanziale e migratoria che non sia compreso tra quelli espressamente indicati nel presente calendario, fatta eccezione per topi propriamente detti, arvicole, talpe e ratti;
2. cacciare nelle bandite demaniali, nei parchi e riserve naturali, nelle zone di ripopolamento e cattura, nelle oasi di protezione naturale ed in tutte le altre aree naturali protette (vedi allegati);
3. cacciare a meno di cinquecento metri dalla costa marina del continente, lungo le rotte di migrazione dell’avifauna;
4. cacciare sui valichi montani interessati dalle rotte di migrazione dell’avifauna, per una
distanza di mille metri dagli stessi (vedi allegati);
5. l’uso di fucili a ripetizione o semiautomatici con canna ad anima liscia che non abbiano adottato appositi dispositivi fissi per la utilizzazione di non più di due colpi nel caricatore;
6. l’uso di bocconi avvelenati;
7. la caccia da appostamento, sotto qualsiasi forma, al beccaccino;
8. la posta alla beccaccia;
9. salvo quanto diversamente stabilito da successive disposizioni comunitarie immediatamente applicabili, utilizzare richiami vivi appartenenti agli ordini anseriformi e caradriformi (Ordinanza Ministero Salute 19 ottobre 2005) qualora non siano stati perfezionati tutti gli adempimenti specificati nell’allegato A all’ordinanza 5 agosto 2010 del Ministro della salute e ss.mm.ii;
PRESCRIZIONI Battute di caccia al cinghiale
Non è permesso ai cacciatori iscritti nelle squadre per la caccia al cinghiale esercitare altri tipi di caccia nelle giornate autorizzate per le battute.
Non è permesso portare cartucce con munizione spezzata di qualsiasi tipo nel corso delle battute di caccia al cinghiale.
Bossoli I bossoli delle cartucce devono essere sempre recuperati dal cacciatore e non lasciati sul luogo di – caccia (art.13 comma 3-legge 157/92). I trasgressori sono soggetti alla sanzione amministrativa prevista all’art.32 comma 1 lettera f) della L. R. 26/2012.
EVENTI FUTURI	click sull'evento per maggiori info
9-11 maggio: Fiera nazionale Caccia - Pesca - Outdoor - Ariano Irpino (AV) 28 giugno: Caccia - Insieme per il cambiamento - Castellamare di St. (NA) 28-30 giugno: FIERA CACCIA PESCA Sud Pontino - Città di Fondi (LT) METEO	Clicca qui per vedere il meteo della tua località SPONSOR S.V.I.	CONTATTI	S.V.I. Facebook Uniti per la caccia e-mail: info@sindacatovenatorioitaliano.com
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Art. 21

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 art.25
 art.423