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Timestamp: 2017-08-21 20:07:24+00:00

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UNIVERSITA LA SAPIENZA RESPONSABILITÀ DEI PRESTATORI DI SERVIZI IN INTERNET E TUTELA DI DIRITTI FONDAMENTALI. CENNI AL TEMA DELL ANONIMATO - PDF
UNIVERSITA LA SAPIENZA RESPONSABILITÀ DEI PRESTATORI DI SERVIZI IN INTERNET E TUTELA DI DIRITTI FONDAMENTALI. CENNI AL TEMA DELL ANONIMATO
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1 UNIVERSITA LA SAPIENZA MASTER IN DIRITTO DELL INFORMATICA E TECNICA DELLA NORMAZIONE Anno RESPONSABILITÀ DEI PRESTATORI DI SERVIZI IN INTERNET E TUTELA DI DIRITTI FONDAMENTALI. CENNI AL TEMA DELL ANONIMATO Lidia GIANNOTTI Relatore: Leonardo BUGIOLACCHI
2 RESPONSABILITÀ DEI PRESTATORI DI SERVIZI IN INTERNET E TUTELA DI DIRITTI FONDAMENTALI. CENNI AL TEMA DELL ANONIMATO SOME RIGHTS RESERVED
3 PARTE I...4 LA NAVIGAZIONE INTERNET IN EUROPA. DISCIPLINA, OPPORTUNITA E RISCHI Prime notizie e impressioni su Internet e il tema che ci interessa I servizi della società dell informazione Linguaggio e diffidenze del cybernauta Esigenze di privacy, anonimato e libertà di espressione nella direttiva 2000/31/CE Diritti della persona e sicurezza in alcuni atti dell Unione e nel decreto legislativo 70/ PARTE II...12 IL DIRITTO ALL IDENTITA MINACCIATO. RIMEDIO E RICONOSCIMENTO DELLA NAVIGAZIONE ANONIMA Sistemi di identificazione e profilazione dell utente e altre minacce alla sicurezza della navigazione Sistemi di utilizzazione anonima di internet e altri strumenti e prospettive tecnologiche Anonimato e atti che se ne occupano, riservatezza e identità, uso delle tecnologie...15 PARTE III...18 OBBLIGHI E RESPONSABILITA VERSO GLI UTENTI. RUOLO DELLE IMPRESE E DEGLI ORGANI PUBBLICI Le diverse categorie di prestatori di servizi in Internet Posizione e obblighi dei prestatori di servizi hosting Un equilibrio tra interessi affidato alle imprese Rischi per la libertà di espressione. Tra responsabilità dei providers e azioni giudiziarie di risarcimento La protezione dei dati personali on line La tutela dei dati personali in Italia: la normativa non è comunemente percepita come tutela di un diritto di libertà
4 PARTE I LA NAVIGAZIONE INTERNET IN EUROPA. DISCIPLINA, OPPORTUNITA E RISCHI 1. Prime notizie e impressioni su Internet e il tema che ci interessa Anche se lo strumento è diffuso, soltanto gli addetti ai lavori o i frequentatori più assidui conoscono le regole e le categorie di soggetti che danno corpo e vita alla rete Internet ed alle sue relazioni. Tra questi soggetti ci sono i prestatori di servizi che rendono possibili collegamenti tra un numero enorme di computer. Alle prime esperienze, la sensazione di essere percepiti grazie ad una tastiera è sorprendente. Più tardi si prende confidenza con la gran quantità di azioni che è possibile compiere una volta diventati esperti, anche più di quelle appartenenti al mondo fisico 1. Gli strumenti informatici e Internet hanno trasformato la nostra esistenza e rivoluzionato il mercato. Attualmente il commercio elettronico rappresenta solo l 1-2% delle vendite al dettaglio nell Unione Europea 2. Ma la tendenza, soprattutto in alcuni settori, è in netta crescita, e comunque la dimensione globale del fenomeno dei contatti, della pubblicità e della circolazione di notizie, immagini e prodotti multimediali è imponente. Così anche i suoi effetti, equiparabili quasi soltanto alla scoperta della stampa a caratteri mobili (che nella seconda metà del 400, grazie alla riduzione di tempi e costi, diede un impulso senza precedenti alla circolazione di libri e conoscenze, modificando tra l altro l oggetto che il libro era stato fino a quel momento). La rete è un non luogo ; ma quando se ne considerano l immediatezza e la molteplicità delle relazioni, all interno di una comunità vastissima e tra infinite comunità, è più luogo degli altri. E la sua novità chiede di riconsiderarne attori e azioni. Nascono numerosi interrogativi, ad esempio, circa le leggi nazionali da applicare e i giudici ai quali sottoporre le controversie. E c è chi sostiene che gli istituti tradizionali del diritto privato e pubblico, per alcuni profili siano poco adattabili alle nuove esigenze (ad esempio quando si debbano applicare sanzioni di tipo inibitorio), e che sarebbe opportuno pensare ad un nuovo sistema di regole 3. 1 Il rapido spostamento da un sito all altro, tramite link, ha fatto nascere l espressione navigare, immaginando Internet come un oceano sul quale si affacciano una moltitudine di porti. 2 Dati dell Interactive Advertising Bureau, U.K (www.iabuk.net) 3 Tra gli altri, P. SPADA, relazione La proprietà intellettuale su Internet al convegno Cyber law - problemi giuridici connessi allo sviluppo di Internet, organizzato dall Associazione italiana giovani 4
5 Si entra dentro la rete stabilendo una connessione per mezzo di un computer, di un modem di comunicazione e di una chiamata telefonica diretta al Provider che fornisce il servizio di connessione. Quest ultimo verifica i dati di connessione (nome utente e password forniti al momento della richiesta di attivazione del servizio) e assegna all utente un codice identificativo indirizzo IP che consente di conservare anche le operazioni compiute, data e ora. Normalmente i dati identificativi forniti dal richiedente al momento dell iscrizione non sono oggetto di verifica. Di tutto questo ci interessa cogliere alcuni tra i temi ed i collegamenti possibili e qualcuno dei tanti aspetti che diventano peculiari in Internet, con un esame del quadro giuridico delle relazioni che legano operatori e utenti centrato sulle esigenze legate ai diritti della personalità. Tra questi ultimi ci interessa il diritto alla riservatezza, e conoscere meglio il fenomeno della navigazione anonima. Queste relazioni tra operatori e utenti hanno per intermediari gli internet provider, il cui ruolo viene particolarmente in luce nei casi nei quali vengono messi a disposizione di terzi spazi per aprire siti e strumenti per fornire altri servizi (hosting provider). Nel caso di comportamenti illeciti interessa capire se ed in quale misura tali intermediari sono da ritenere responsabili e possono essere chiamati a risarcire eventuali danni. Ci interessa comunque far emergere alcuni tra i molti nodi ancora da dipanare. 2. I servizi della società dell informazione Le attività grazie alle quali utilizziamo la rete Internet e i servizi connessi che a loro volta ci consentono ogni tipo di contatti ed acquisti sono svolte da intermediari e sono considerate comprese tra i servizi della società dell informazione. E l Unione Europea a fornirne una definizione di tali servizi, con avvocati (AIGA) e Conferenza dei giovani avvocati European young bar association (EYBA), Roma 9 luglio Contra, V. Zeno Zencovich, nel medesimo convegno. 5
6 le direttive 98/34/CE e 98/48/CE 4 cui fa rinvio la direttiva 2000/31/CE sul commercio elettronico (considerando n. 17 e art. 2, lett a) 5. Si tratta di servizi prestati normalmente dietro retribuzione, a richiesta individuale di un destinatario di servizi e a distanza, per via elettronica, mediante apparecchiature elettroniche di elaborazione e di memorizzazione di dati. Vi sono compresi anche servizi non finalizzati alla stipula di contratti on line o non remunerati dal destinatario, ma che hanno comunque ad oggetto attività economiche, come l offerta di informazioni o di comunicazioni commerciali in linea e la fornitura di strumenti per la ricerca, l accesso e il reperimento di dati. Vi rientrano anche la trasmissione di informazioni mediante una rete di comunicazione, la fornitura di accesso a una rete e lo stoccaggio di informazioni fornite da un destinatario di servizi (considerando n. 18). Pur occupandosi soltanto di alcune questioni specifiche, la direttiva 2000/31/CE si prefigge l obiettivo di creare un quadro giuridico inteso ad assicurare la libera circolazione di tali servizi, il cui sviluppo nello spazio senza frontiere interne è considerato uno strumento essenziale per eliminare le barriere tra i popoli europei. La direttiva contiene un riferimento particolare allo sviluppo del commercio elettronico 6, che faciliterà la crescita delle imprese, la competitività dell industria europea e gli investimenti nell innovazione. Purché Internet sia accessibile a tutti. 3. Linguaggio e diffidenze del cybernauta Quello in cui si svolgono le azioni che stiamo descrivendo e vengono scambiati contenuti comunicativi è uno spazio pubblico che può essere considerato infinito. La persona vi entra rivelando la sua presenza e la sua identità, anche se attraverso strumenti della comunicazione propri di Internet. Lo scambio di segnali tra le parti si svolge, ad esempio, compilando form on line, oppure selezionando opzioni sul modulo web interattivo; e ciò anche quando si aderisce a proposte di servizi. E molto diffusa la forma del point and click (puntatura del mouse sulla zona di 4 La direttiva 98/34/CE del 22 giugno 1998 del Parlamento europeo e del Consiglio prevede una procedura di informazione nel settore delle norme e della regolamentazione tecnica; la direttiva 98/48/CE del 20 novembre 1998 del Parlamento europeo e del Consiglio prevede una tutela dei servizi ad accesso condizionato e dei servizi di accesso condizionato. 5 La direttiva 2000/31/CE dell 8 giugno 2000 del Parlamento europeo e del Consiglio ha riguardo a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno ( direttiva sul commercio elettronico ). 6 In Italia, alcuni autori ritengono che la locuzione commercio telematico risulti più adeguata. 6
7 interesse della pagina web, con una successiva digito-pressione del tasto del mouse o del corrispondente comando della tastiera), che in tal modo consente di manifestare anche la volontà di far sorgere un rapporto negoziale. A questo proposito, in Italia si è innestato un vivace dibattito - che vede protagonisti soprattutto Natalino Irti e Giorgio Oppo 7 - sulla disumanizzazione del contratto e l impoverimento della sua fase di formazione, in presenza di meccanismi istantanei di adesione a condizioni poste unilateralmente. Si potrebbe facilmente obiettare, però, che i formulari non sono una novità degli ultimi anni 8. Inoltre la navigazione in Internet facilita l acquisizione di informazioni, e quindi probabilmente la ricerca delle offerte commerciali più convenienti. La definizione che la direttiva 2000/31/CE dedica al destinatario del servizio (art. 2 e considerando n. 20) copre ogni tipo di impiego dei servizi della società dell informazione da parte di persone che forniscono o cercano informazioni su reti aperte, per motivi professionali o meno. Ma il frequentatore medio della rete - in Italia e in alcuni altri paesi europei - non usa gran parte delle pur tante sue opportunità, sia per mancanza di competenze e disponibilità di tempo per acquisirle, sia per diffidenza, causata da insistenti banners pubblicitari o dal rischio di inconvenienti più gravi capaci di ostacolare lo stesso funzionamento del computer. Non è nemmeno molto propenso a fare acquisti e richiedere servizi, effettuare pagamenti on line e confidare nell adempimento di impegni da parte di operatori che non conosce (con una eccezione nel caso di aziende e servizi molto noti, e quindi di acquisti di biglietti aerei o ferroviari e simili). Se queste preoccupazioni non esistessero, si farebbe un più intenso utilizzo dei servizi offerti nella rete anche all interno di aziende e di amministrazioni pubbliche. 4. Esigenze di privacy, anonimato e libertà di espressione nella direttiva 2000/31/CE Oltre a quelle descritte, altre preoccupazioni possono riguardare in modo più profondo le persone che accedono alla rete. Attraverso i particolari segnali che sono stati descritti, chi opera in Internet attraverso una connessione viene a manifestare 7 OPPO G. in Disumanizzazione del contratto, Riv. Dir. Civ. Vol. I, 1998 pag Secondo l autore per gli scambi nei grandi magazzini e nei centri commerciali valgono le stesse considerazioni fatte per gli scambi telematici e le televendite. IRTI N. in E' vero ma... ( replica a Giorgio Oppo), Riv. Dir. Civ., 1999 pag L. MANNA, La disciplina del commercio elettronico, Padova,
8 anche le proprie opinioni. Comunque manifesta la sua presenza e identità, rendendosi in qualche modo visibile e spesso rintracciabile. Viene in luce, quindi, l interesse della persona a non essere disturbata da comportamenti anche penalmente rilevanti, o che comunque ne invadono la sfera privata (come, ad esempio e di frequente, messaggi di posta elettronica provenienti da sconosciuti). In considerazione di questo interesse, è stabilito che ai servizi della società dell informazione siano integralmente applicabili le direttive 95/46/CE del 24 ottobre 1995 (trattamento di dati personali e libera circolazione di tali dati) e 97/66/CE del 15 dicembre 1997 (sul trattamento dei dati personali e sulla tutela della vita privata nel settore delle telecomunicazioni). Sono diritti che delineano un quadro giuridico comunitario al quale occorre conformarsi in particolare per quanto riguarda le comunicazioni commerciali non richieste e il regime di responsabilità per gli intermediari. Lo specifica la direttiva 2000/31/CE sul commercio elettronico a proposito della protezione dei singoli in questa materia (sappiamo poi che, nel settore delle comunicazioni elettroniche, è successivamente intervenuta la direttiva 2002/58/CE). Si dichiara anche - a conclusione del considerando n che l applicazione della direttiva medesima non può impedire l utilizzazione anonima di reti aperte quali Internet 9. Messa in luce proprio dal carattere degli scambi e dei contatti nella rete, emerge anche la centralità di un altro diritto fondamentale: nel considerando n. 9, infatti, si osserva che la libera circolazione dei servizi della società dell informazione può riflettere specificamente il principio più generale della libertà di espressione nel diritto comunitario. Sempre nel considerando n. 9, viene quindi ricordato l art. 10 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell uomo e delle libertà fondamentali (paragrafo 1), sottolineando il fatto che la tutela assicurata alla libera espressione del pensiero si estende anche alla circolazione di questi servizi. Ne consegue l applicazione anche del paragrafo 2 dello stesso articolo, e quindi un limite alla 9 Si riporta, di seguito, parte del testo del considerando n. 14 nella direttiva 2000/31/CE: Dette direttive già istituiscono un quadro giuridico comunitario nel campo della protezione dei dati personali e pertanto non è necessario includere tale aspetto nella presente direttiva per assicurare il buon funzionamento del mercato interno, in particolare la libera circolazione dei dati personali tra gli Stati membri. L applicazione della presente direttiva deve essere pienamente conforme ai principi relativi alla protezione dei dati personali, in particolare per quanto riguarda le comunicazioni commerciali non richieste e il regime di responsabilità per gli intermediari. La presente direttiva non può impedire l utilizzazione anonima di reti aperte quali internet. 8
9 possibilità di imporre restrizioni a tale circolazione (sarebbero consentite esclusivamente le restrizioni indicate nell art. 10, paragrafo 2, della Convenzione). 5. Diritti della persona e sicurezza in alcuni atti dell Unione e nel decreto legislativo 70/2003 Può essere utile fare un passo indietro e ripercorrere le tracce della volontà espressa dalle istituzioni comunitarie (in vari atti) di tutelare i diritti della persona in Internet. Da tempo sono state riconosciute e portate all attenzione le opportunità di mercato e di lavoro offerte dalla società dell informazione, ad esempio nell area della vendita elettronica 10. Ma molti atti, se pure diretti a sottolineare l enorme importanza economica e sociale del suo sviluppo, sottolineano anche con determinazione principi ed esigenze come la trasparenza, la conoscenza, la fiducia (e quindi una necessità di tutela e di sicurezza nei confronti di quegli interessi). La Convenzione di Strasburgo n. 108 del 28 gennaio 1981 sulla protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato di dati di carattere personale, approvata dal Consiglio e ratificata dall Italia con legge 21 febbraio 1989, n. 98, ha riconosciuto la necessità di conciliare i valori fondamentali del rispetto della vita privata e della libera circolazione dell informazione tra i popoli, con una definizione di dato personale riferita ad ogni informazione relativa ad una persona fisica identificata o identificabile. Lo scopo della Convenzione è quello di garantire sul territorio di ogni Parte (Stato membro) e a ogni persona fisica il rispetto dei diritti e libertà fondamentali nei casi di elaborazione automatizzata dei dati di carattere personale che la riguardano", qualunque ne sia la cittadinanza o la residenza. Per volontà dei singoli Stati membri, la Convenzione può essere applicata anche ad informazioni relative a gruppi, associazioni, fondazioni, società, cooperazioni e ad ogni altro organismo che raggruppi, direttamente e indirettamente, persone fisiche. Più di recente, la Risoluzione n. 96/C376/01 del 21 novembre , a proposito delle grandi opportunità offerte dalla società dell informazione a beneficio dei mercati e del lavoro, ha invitato tutte le Parti a tenere conto dei suoi aspetti sociali e delle sue implicazioni per la società, e a rispettarne la grande importanza della dimensione umana. 10 In tal senso la Risoluzione n. 96/C376/01 del 21 novembre 1996 Nuove priorità in materia di politica relativa alla società dell informazione (pubblicata in GUCE n. 376 del 12 dicembre 1996) 11 Si veda la nota precedente. 9
10 La Risoluzione ravvisa anche l esigenza di migliorare i servizi e l accesso all informazione pubblica, agevolando un rapido ricorso ai suoi strumenti e consolidando la fiducia del cittadino nell uso di tali servizi, in un ottica di tutela dei suoi diritti 12. Interessante è anche una delle osservazioni contenute nella Decisione del Consiglio 30 marzo 1998, n. 98/253/CE, che approva il Programma comunitario pluriennale per incentivare la realizzazione della società dell informazione in Europa 13. In essa si sottolinea che l avvento della società dell informazione comporterà una riorganizzazione graduale del contenuto delle attività umane in tutti i settori, con ripercussioni intersettoriali in campi che prima erano indipendenti tra loro 14. Nella Risoluzione del Consiglio 3 ottobre 2000, dedicata all organizzazione e alla gestione di Internet, dopo aver citato la Dichiarazione congiunta UE-USA sul commercio elettronico (5 dicembre 1997), si sottolinea che è ruolo dei governi fornire un quadro giuridico coerente e prevedibile e assicurare una protezione sufficiente di obiettivi di interesse pubblico quali la vita privata, i diritti di proprietà intellettuale, la prevenzione delle frodi, la protezione dei consumatori e la sicurezza. Abbiamo già visto, infine, che la Direttiva 2000/31/CE (commercio elettronico) contiene un riferimento alla vita privata delle persone fisiche e si occupa della protezione dei singoli nell ambito del commercio elettronico. Anche il diritto interno se ne occupa. Merita un accenno la relazione governativa di accompagnamento al decreto legislativo di attuazione della Direttiva sul commercio elettronico (D. lgs. n. 70 del 9 aprile 2003). Tale relazione, nell individuare tra gli obiettivi della normativa quello di accrescere la fiducia dei consumatori nei contratti telematici, ritiene che tale fiducia a monte deve essere riposta su meccanismi che garantiscano la sicurezza, l affidabilità delle 12 Più nello specifico, la Risoluzione pone anche in risalto la necessità di sfruttare il potenziale della società dell informazione per valorizzare la diversità culturale e linguistica, di rendere accessibili i suoi vantaggi a ogni cittadino europeo (indipendentemente dal luogo in cui si trova o da altri motivi di esclusione) e sottolinea l importanza che riveste la protezione dei diritti e delle libertà fondamentali (oltre che dei diritti di utenti e consumatori). 13 L art. 235 del Trattato istitutivo della Comunità europea (attualmente art. 308, dopo la nuova numerazione disposta dal Trattato di Amsterdam) dispone: Quando un azione della Comunità risulti necessaria per raggiungere, nel funzionamento del mercato comune, uno degli scopi della Comunità, senza che il presente Trattato abbia previsto i poteri d azione a tal uopo richiesti, il Consiglio, deliberando all unanimità su proposta della Commissione e dopo aver consultato il Parlamento europeo, prende le disposizioni del caso. 14 Tra gli obiettivi della Commissione europea, la Risoluzione indica il compito di valutare opportunità ed ostacoli all accesso e all utilizzo di prodotti e servizi e di identificare misure per superarli. 10
11 comunicazioni in rete e inoltre la certezza dell integrità del documento e sistemi rapidi di composizione delle controversie. Tutte le dichiarazioni che abbiamo letto si occupano della persona non solo nella sua veste di consumatore (auspicabilmente meglio informato e più propenso ad utilizzare i servizi della rete e ad alimentare lo sviluppo del mercato). Le caratteristiche della comunicazione in Internet, infatti, e la sua capacità di propagazione hanno fatto presto mettere a fuoco il fatto che la persona, in questo particolare spazio della sua vita di relazione, può proporsi ed esporsi nei suoi aspetti ed esigenze più profondi. Di conseguenza, ne sono stati subito intuiti i rischi che possono ferire queste esigenze (anche se tutto sommato mancano approfondimenti e riflessioni di carattere sociologico e politico proporzionati all imponenza del fenomeno e delle sue conseguenze). Chi comunica ed entra nella dimensione pubblica della rete non dovrebbe rinunciare ad esprimersi liberamente (anzi, potrebbe e dovrebbe vedere arricchite le sue possibilità comunicative e informative). Al tempo stesso, quel destinatario del servizio ha diritto a vedere protetta la sua vita privata e quella dei suoi interlocutori, senza per questo essere costretto o indotto a limitare l uso di alcuni strumenti tecnologici. Quindi l utente deve poter confidare nel fatto che, quando utilizza tali strumenti, gli inevitabili rischi vengono sistematicamente affrontati a livello tecnologico - cercando di neutralizzarne l uso non autorizzato - e in ogni caso a livello di sicurezza legale Sunny HANDA, Mc Gill University di Montreal, relazione Il commercio elettronico al convegno cit. Cyber law - problemi giuridici connessi allo sviluppo di Internet. La sicurezza legale fa riferimento alle regole della responsabilità legale che suppliscono alle lacune della sicurezza tecnologica, integrandole, stabilendo, ad esempio, chi deve sopportare il rischio della manomissione di una password, o attraverso l induividuazione di clausole contrattuali che hanno l effetto di distribuire il rischio (come avviene, ad esempio, per il calcolo di percentuali e parametri utilizzati poi per fissare commissioni, nel caso di alcuni servizi bancari) 11
12 PARTE II IL DIRITTO ALL IDENTITA MINACCIATO. RIMEDIO E RICONOSCIMENTO DELLA NAVIGAZIONE ANONIMA 6. Sistemi di identificazione e profilazione dell utente e altre minacce alla sicurezza della navigazione Partendo dalla constatazione che le apparecchiature terminali (cellulari, terminali internet ecc.) memorizzano e trasmettono tracce delle telecomunicazioni anche all insaputa dell utente, si comprende perché sia nata l esigenza di evitare di essere identificati nella rete (di cui più avanti), in modo da limitare almeno in parte le conseguenze di alcuni comportamenti. L acquisizione di tracce avviene in varie occasioni 16 e non sempre il loro uso rimane nei confini della liceità, né sempre l utente viene informato ed è consapevole di quanto stia accadendo. Molto in breve, una volta che sia stato creato un sito web, questo viene inviato ad un potente computer (server web); quando un utente collegato alla rete lo visita, alcune informazioni vengono conservate su server di custodia, in modo che i successivi utilizzatori ricevano più velocemente la pagina web (fornendosi così un utilità complessiva agli utenti ed ottenendo anche l effetto di ridurre il traffico sul collegamento del fornitore). Un cookie è un contenitore di informazioni che il sito invia alla memoria interna del computer, attraverso il programma di navigazione (browser). Il suo uso può essere limitato alla trasmissione di numeri identificativi di sessione (generati in modo casuale dal server); ma un suo utilizzo sapiente può rendere anche possibile il monitoraggio - clicktrail della navigazione e la ricostruzione di una profilazione del consumatore virtuale 17. Anche alcuni programmi, una volta installati sul proprio computer, possono rivelare serie di informazioni relative alla navigazione. In alcuni casi, inoltre, nella pagina web possono essere presenti legami ipertestuali resi invisibili, link che attivano una ricerca verso un altra parte del documento o un altra pagina web in qualsiasi parte del mondo e all insaputa dell utente, o che attivano la spedizione di un messaggio di posta elettronica. E anche possibile che messaggi 16 Così Yves POULLET, direttore del CRID-Università de Namur, Belgio, all incontro del Comitato consultivo del Consiglio d Europa sulla protezione dei dati personali a Strasburgo, giugno E. TOSI, La tutela dei dati personali su Internet, tra trattamento palese e occulto 12
13 memorizzati su un server possano essere verificati sulla base di determinate parole chiave, utilizzando software spia o peepholes (spioncini). Esiste anche un sistema che consente di effettuare piccoli pagamenti on line a fronte della prestazione di un servizio. La connessione internet viene deviata a un numero telefonico a tariffazione maggiorata (evitando così all utente di utilizzare carte di credito). Ma in questa sequenza possono innestarsi comportamenti illeciti, talora di rilevanza penale. Vediamo come. Il programma utilizzato per la deviazione (Dialer) attiva la connessione, il gestore telefonico porrà a carico dell utente la somma dovuta al fornitore del servizio attraverso una bolletta telefonica - e la girerà a quest ultimo, trattenendo la quota pattuita per la propria intermediazione. Di frequente, tuttavia, si verifica che la connessione rimanga poi sistematicamente dirottata dal Provider originario al numero del fornitore del servizio; ciò avviene disconnettendo l utente dal proprio Provider, mentre la connessione con il numero a tariffazione maggiorata viene impostata come predefinita (tralasciamo qui altre modalità ancora più subdole, come l offerta di installazione di certificati di protezione ) 18. Un fenomeno di natura diversa, che pure richiede attenzione soprattutto se il proprio lavoro è svolto all interno di un istituzione pubblica o di un azienda è quello degli Hacker. Qui vi si fa solo un cenno, in quanto scopi, metodi e consapevolezza in questo caso sono diversi da quelli di coloro che attentano ai diritti della personalità e al patrimonio di un utente in quanto individuo. Nella loro espressione più genuina, questi esperti frequentatori della rete si muovono all insegna di un progetto comune di decentramento del potere, e quindi di frammentazione e diffusione dei centri cui fanno capo informazioni e conoscenza. E frequente che cerchino di realizzarlo penetrando nei sistemi informatici di istituzioni ritenute depositarie e protagoniste di una cultura monopolistica e conformista, con la parola d ordine hands on (metterci le mani). 7. Sistemi di utilizzazione anonima di internet e altri strumenti e prospettive tecnologiche Chi richiede un servizio di connessione può manifestare la volontà di utilizzare uno pseudonimo. E anche possibile cifrare i contenuti di ciò che si trasmette all interno di un messaggio (anche se il problema della tutela dei 18 C. PARODI, Profili di rilevanza penale dei dialer, in Diritto penale e processo 11/
14 messaggi privati viene qui affrontato incidentalmente). Tuttavia ciò non esclude la possibilità di collegare, infine, le operazioni registrate nel log file ad un computer e ad un numero telefonico. Per affrontare il problema, sono stati realizzati vari sistemi. Esistono, ad esempio e sono scaricabili e utilizzabili - programmi di cifratura della posta e di anonimizzazione 19. Ma il sistema più comodo è quello di utilizzare alcuni siti che offrono un servizio di navigazione anonima, gratuitamente o a pagamento. Alcuni di essi fungono da reindirizzatori (r er): inserendo in una casella (form) il proprio messaggio, questo viene automaticamente criptato e rispedito a più siti r er. Nell intestazione (header) del messaggio così trattato non compare più alcuna informazione, anche se ovviamente il percorso diviene più lungo e l arrivo a destinazione più lento (circa 2-4 ore e oltre). I siti che offrono servizi di questo tipo in genere cancellano l identificazione elettronica del mittente, mentre il loro server si frappone tra i siti visitati e l utente. Quest ultimo inserisce nell apposito form l indirizzo della pagina che intende visitare, il cui contenuto viene prelevato e reso disponibile presso di lui, mentre gli viene assegnato un IP casuale, senza registrazione dei dati. Il sistema indicato come crowds (mescolamento nella folla) è più sofisticato e si realizza facendo rimbalzare le operazioni tra vari utenti. Alcuni sistemi creano nuovi pseudonimi ad ogni registrazione 20. In ogni caso, il mercato offre anche altre soluzioni, e sarebbe opportuno approfondire la conoscenza delle caratteristiche dei programmi di navigazione. Alcuni browser, ad esempio, consentono all utente un maggior controllo sull ambiente e la scelta di rendersi o meno identificabile o di respingere un cookie. Nell ambito delle risposte possibili ai problemi di riservatezza e di sicurezza, è decisiva da tempo proprio la parte svolta dai progettisti di hardware e di software, con un forte impatto sulle scelte produttive e commerciali (e certamente sarà ancor più decisiva in futuro). Un contributo importante al miglioramento dei prodotti e delle pratiche a difesa della privacy viene proprio dalle cosiddette Privacy Enhancing Technologies 19 Nel 1999, in una newsletter dell Autorità Garante per la protezione dei dati personali, che traduceva e riproduceva un articolo tedesco, venivano fornite indicazioni sul programma Pretty Good Privacy (P.G.P.), il primo famoso programma di anonimizzazione. 20 Tra i più noti. Il sito anonymizer.com. e in Italia il sevizio di r ing Antani (il cui nome è stato ispirato dai famosi incomprensibili dialoghi tra i protagonisti del film di Pietro Germi Amici miei ). 14
15 (PET), ovvero le certezze che le aziende - ponendosi anche in concorrenza tra loro - offrono ai propri clienti con riguardo alla sicurezza nella gestione dei loro dati e alle garanzie sulla loro cancellazione, una volta completata la transazione 21. Sono soluzioni che possono prevedere, ad esempio, la predisposizione di programmi che, decorso un certo tempo, cancellano automaticamente le tracce lasciate in occasione di transazioni commerciali. Come vediamo, sono soluzioni tutte interne alle tecnologie adoperate, da considerare come elementi di una strategia più ampia e come una pre-condizione per una successiva valutazione e gestione politica dei problemi di privacy Anonimato e atti che se ne occupano, riservatezza e identità, uso delle tecnologie In una decisione del 1995, la Corte Suprema negli USA sostenne che l identità di chi scrive non è differente da qualsiasi altra parte del contenuto di un documento che l autore è libero di includere o escludere. Pochi anni dopo (1997), esaminando altre esigenze, la Commissione europea mise in luce la necessità di sviluppare servizi di telecomunicazione alternativi in grado di garantire l anonimato, analoghi a quelli predisposti per i pagamenti on line. Abbiamo poi già visto che, nell applicare la Direttiva sul commercio elettronico, non può essere impedita l utilizzazione anonima di reti aperte 23. Di recente, la Dichiarazione sulla libertà di comunicazione in Internet adottata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d Europa (28 maggio 2003) ha riconosciuto con decisione il concetto giuridico di anonimato protetto, ricollegandolo alla tutela della libertà di espressione della quale diviene strumento 24. Si tratta quindi di un riconoscimento esplicito. 21 S. RODOTA, introduzione al convegno cit. Cyber law - problemi giuridici connessi allo sviluppo di Internet. 22 S. RODOTA, Tecnopolitica. La democrazia e le nuove tecnologie della comunicazione, Laterza Cfr nota n Si riproduce il testo della Dichiarazione: Al fine di assicurare la protezione contro strumenti di sorveglianza on line e difendere l espressione libera di informazioni e idee, gli Stati membri si impegnano a rispettare la volontà degli utenti internet di non rivelare la propria identità (Declaration on freedom of communication on the Internet, Strasburgo 28 maggio 2003, 840 th meeting of the Minsters Deputies). 15
16 D altra parte quello della rintracciabilità a posteriori di chi si avvale della navigazione anonima è uno strumento ragionevole che limiterebbe il possibile conflitto con l esigenza di indagare in caso di reati e di identificare gli autori di illeciti civili (responsabili della violazione di obblighi contrattuali o del principio del neminem laedere ). In passato l Associazione Italiana Internet Provider (AAIP) aveva già adottato un Codice per l autoregolamentazione dei servizi in Internet. Una tra le sue regole prevede che l utente fornisca i propri dati identificativi e acconsenta alla registrazione (nel c.d. log file) delle operazioni compiute pur potendo rimanere anonimo durante l utilizzazione di Internet. Ciò nel presupposto che le minacce alla riservatezza si realizzino solo nel momento in cui le operazioni possono essere collegate ad una persona determinata. L obiettivo del Codice è quello di prevenire l utilizzo illecito o potenzialmente offensivo della rete attraverso la diffusione di una cultura della responsabilità. Pur riconoscendo un diritto di anonimato all utente, quindi, si sostiene che questi deve essere identificabile, aderendo quindi all idea di un anonimato protetto 25. Però la regola, nella sostanza, non viene applicata, in quanto pochi providers adottano procedure per verificare la veridicità dei dati acquisiti. Rispetto al tema della responsabilità, secondo il Codice occorre definire ruoli e obblighi in concreto dei soggetti di Internet. Il criterio determinante di collegamento fa perno sulla partecipazione diretta e attiva all elaborazione di un contenuto. Solo chi ha partecipato in tali termini può essere ritenuto responsabile (non sarebbe sufficiente una collaborazione prestata in una veste tecnica, senza avere una consapevole conoscenza di quel contenuto). Vista l attenzione dedicata al tema da tutti gli ordinamenti giuridici che riconoscono un valore e una tutela predominante all individuo, vale forse la pena di soffermarsi ancora sull idea di riservatezza, anche nella sua prospettiva sociologica. Ne abbiamo già parlato a proposito dell incontro tra la persona e strumenti come Internet e delle modalità e dei rischi di una comunicazione attraverso la rete. Piace ora riproporre una ricostruzione di Stefano Rodotà risalente al 1992, un periodo nel quale l uso di queste tecnologie non era neanche così massiccio. La descrizione che l autore fa di ciò che è riservatezza rinvia alla sua funzione di tutela delle scelte di vita contro il controllo pubblico e la riprovazione sociale. 25 Così da tempo anche Stefano RODOTA, attuale Presidente dell Autorità Garante per la protezione dei dati personali e, sino al 2005, del Comitato delle Autorità Garanti europee, 16
17 Lo sguardo del giurista è qui rivolto a un mondo che cambia: Nuovi fatti e tendenze ci spostano sul diverso terreno delle modalità stesse di costruzione della sfera privata. di cui l interessato non è il solo protagonista. Le tecnologie intervengono in quest opera di ricostruzione, al di la delle decisioni e spesso della consapevolezza dell interessato. Con pochi tratti (e con un effetto sorprendentemente incisivo) viene anche tratteggiato il modo in cui, un tempo, è emersa una esigenza e anche una possibilità di riservatezza, ricordando il ruolo essenziale che anche in questo caso hanno avuto le tecniche attraverso un osservazione di Lewis Humford: Il primo mutamento radicale, destinato a infrangere la forma della casa di abitazione medioevale, fu lo sviluppo del senso di intimità. durante il sonno, durante i pasti; intimità nel rituale religioso e sociale; finalmente, intimità nel pensiero. Aggiunge Rodotà che la nascita e la percezione di questo bisogno può essere ricondotta al disgregarsi della società feudale, in cui l isolamento era privilegio di pochissimi eletti. Rodotà sottolinea che più tardi la nozione riguarderà l insieme delle attività e delle situazioni di una persona che hanno un potenziale di comunicazione verbale e non verbale, e che si possono tradurre in informazione. Privato ormai vuole dire personale, senza che questo comporti necessariamente esigenze di segretezza 26. Dopo aver messo a fuoco questo patrimonio e datone oramai per scontato il valore, torniamo alla nostra analisi attuale sull uso delle tecnologie e di Internet e alle nostre preoccupazioni. Oltre a voler difendere la nostra sfera strettamente privata, può allarmarci il fatto che le informazioni raccolte su di noi vengano a comporre una identità che prende corpo in un luogo particolare (ed è la novità legata alla natura virtuale dell informazione prodotta e circolante in Internet). Questa identità, infatti, potrebbe venire costruita in modo da non coincidere con ciò che siamo, come in un mosaico della nostra immagine in cui vengano a mancare pezzi fondamentali, o alcune parti risultino alterate. In questo senso, quello che viene indicato come un diritto alla identità si pone a metà strada tra la riservatezza e la libertà di espressione, come diritto a non vedere alterata la verità 26 S. RODOTA, Repertorio di fine secolo, Laterza, 1992, con considerazioni recentemente sviluppate nella cit. op. Tecnopolitica. 17
18 della propria vicenda umana e storica e dunque a non vedersi attribuito un pensiero che non è proprio 27. Quindi è da considerare normale e non con sospetto - la preoccupazione di chi voglia evitare di navigare nella rete e di utilizzarne i servizi fornendo informazioni collegabili al proprio nome e alla propria persona. Queste informazioni su di noi e sulle nostre opinioni permangono infatti al di fuori del nostro controllo, e lontano e anche contro la volontà e possibilità di mutamento del nostro pensiero e del modo di esprimere la nostra persona. Più in generale e incidentalmente, in Italia la delicatezza del tema è stata colta anche dal legislatore penale. La legge n. 547 del 23 dicembre 1993, infatti, nell introdurre nuove figure di reato, ha equiparato il sistema informatico a quelle che erano le relazioni di luogo tradizionali (le abitazioni e i luoghi di dimora privata), e quindi una intrusione informatica viene considerata una violazione di domicilio In tal senso, già Cass. 3199/1960 del 7 dicembre 1960, che pure negava protezione al diritto alla riservatezza. 28 P. GALDIERI, relazione La tutela penale della nuova frontiera elettronica al convegno citato Cyber law - problemi giuridici connessi allo sviluppo di Internet. La legge citata inserisce gli articoli 615-ter accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, 615-quater detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici e telematici e 615 -quinques diffusione di programmi diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico nella parte del codice che si occupa della tutela del domicilio (II libro del codice penale, Titolo XII, capo terzo, sezione quarta). 18
19 PARTE III OBBLIGHI E RESPONSABILITA VERSO GLI UTENTI. RUOLO DELLE IMPRESE E DEGLI ORGANI PUBBLICI 9. Le diverse categorie di prestatori di servizi in Internet Dopo essere entrati nel vivo dei fenomeni, ritorniamo ad interessarci del quadro giuridico delle relazioni che legano operatori e utenti in Internet. Il ruolo del fornitore di servizi Internet ci interessa per capirne gli obblighi a fronte delle esigenze di tutela dei diritti e interessi di cui abbiamo parlato, e il modo in cui tali obblighi si atteggiano. Di conseguenza, nel caso di comportamenti illeciti di terzi, interessa capire in quali casi anche il provider possa essere ritenuto responsabile e possa essere chiamato a risarcire eventuali danni, o se comunque debba almeno garantire l identificabilità dei potenziali autori di illeciti. La genericità del termine è stata superata dalla direttiva sul commercio elettronico (per questa parte, pedissequamente trasposta nel decreto legislativo n. 70/2003), che ha individuato 3 categorie di providers rispetto al trattamento delle informazioni fornite da un destinatario di un servizio della società dell informazione. Sintetizzando, possono essere svolti servizi: a) di semplice trasporto su una rete di comunicazioni, consentendo, ad esempio, l accesso alla rete ( mere conduit, art 14); b) di memorizzazione temporanea, allo scopo di rendere più efficace il successivo inoltro ad altri destinatari ( caching, art. 15); c) di vera e propria memorizzazione, con l offerta di un servizio commerciale di conservazione delle informazioni, come la pubblicazione di messaggi nell ambito di newsgroup o l offerta di spazi per aprire siti o blog ( hosting, art. 16). Di seguito si riporta il testo degli articoli 14, 15 e 16 del D. Lgs. n. 70/2003: 14. Responsabilità nell'attività di semplice trasporto - Mere conduit. 1. Nella prestazione di un servizio della società dell'informazione consistente nel trasmettere, su una rete di comunicazione, informazioni fornite da un destinatario del servizio, o nel fornire un accesso alla rete di comunicazione, il prestatore non è responsabile delle informazioni trasmesse a condizione che: a) non dia origine alla trasmissione; b) non selezioni il destinatario della trasmissione; c) non selezioni né modifichi le informazioni trasmesse. 19
20 2. Le attività di trasmissione e di fornitura di accesso di cui al comma 1 includono la memorizzazione automatica, intermedia e transitoria delle informazioni trasmesse, a condizione che questa serva solo alla trasmissione sulla rete di comunicazione e che la sua durata non ecceda il tempo ragionevolmente necessario a tale scopo. 3. L'autorità giudiziaria o quella amministrativa, avente funzioni di vigilanza, può esigere, anche in via d'urgenza, che il prestatore, nell'esercizio delle attività di cui al comma 2, impedisca o ponga fine alle violazioni commesse. 15. Responsabilità nell'attività di memorizzazione temporanea - caching. 1. Nella prestazione di un servizio della società dell'informazione, consistente nel trasmettere, su una rete di comunicazione, informazioni fornite da un destinatario del servizio, il prestatore non è responsabile della memorizzazione automatica, intermedia e temporanea di tali informazioni effettuata al solo scopo di rendere più efficace il successivo inoltro ad altri destinatari a loro richiesta, a condizione che: a) non modifichi le informazioni; b) si conformi alle condizioni di accesso alle informazioni; c) si conformi alle norme di aggiornamento delle informazioni, indicate in un modo ampiamente riconosciuto e utilizzato dalle imprese del settore; d) non interferisca con l'uso lecito di tecnologia ampiamente riconosciuta e utilizzata nel settore per ottenere dati sull'impiego delle informazioni; e) agisca prontamente per rimuovere le informazioni che ha memorizzato, o per disabilitare l'accesso, non appena venga effettivamente a conoscenza del fatto che le informazioni sono state rimosse dal luogo dove si trovavano inizialmente sulla rete o che l'accesso alle informazioni è stato disabilitato oppure che un organo giurisdizionale o un'autorità amministrativa ne ha disposto la rimozione o la disabilitazione. 2. L'autorità giudiziaria o quella amministrativa aventi funzioni di vigilanza può esigere, anche in via d'urgenza, che il prestatore, nell'esercizio delle attività di cui al comma 1, impedisca o ponga fine alle violazioni commesse. 16. Responsabilità nell'attività di memorizzazione di informazioni - hosting. 1. Nella prestazione di un servizio della società dell'informazione, consistente nella memorizzazione di informazioni fornite da un destinatario del servizio, il prestatore non è responsabile delle informazioni memorizzate a richiesta di un destinatario del servizio, a condizione che detto prestatore: a) non sia effettivamente a conoscenza del fatto che l'attività o l'informazione è illecita e, per quanto attiene ad azioni risarcitorie, non sia al corrente di fatti o di circostanze che rendono manifesta l'illiceità dell'attività o dell'informazione; b) non appena a conoscenza di tali fatti, su comunicazione delle autorità competenti, agisca immediatamente per rimuovere le informazioni o per disabilitarne l'accesso. 2. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano se il destinatario del servizio agisce sotto l'autorità o il controllo del prestatore. 3. L'autorità giudiziaria o quella amministrativa competente può esigere, anche in via d'urgenza, che il prestatore, nell'esercizio delle attività di cui al comma 1, impedisca o ponga fine alle violazioni commesse. Sono servizi differenti che tuttavia possono venire svolti anche dal medesimo provider, o anche offerti contemporaneamente allo stesso utente o abbonato. Per saperlo bisogna esaminare i singoli accordi conclusi tra le parti. 20

References: art. 2
 art. 10
 art. 10
 art. 235
 art. 308
 Cass. 
 art. 15
 art. 16