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Timestamp: 2019-01-19 19:02:16+00:00

Document:
Art. 3.(Doveri e deontologia) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online
Illecito disciplinare a forma libera o “atipico”: la violazione dei doveri di probità, dignità e decoro non è esclusa dalla sanzionabilità Il nuovo Codice Deontologico Forense è informato al principio della tipizzazione della condotta disciplinarmente rilevante e delle relative sanzioni, “per quanto possibile” (art. 3, co. 3, L. 247/2012), poiché la variegata e potenzialmente illimitata casistica di tutti i comportamenti (anche della vita privata) costituenti illecito disciplinare non ne consente una individuazione dettagliata, tassativa e...
I limiti deontologici alle informazioni sull’attività professionale Il codice deontologico, anche a seguito della entrata in vigore delle norme che prevedono la possibilità di dare informazioni sull’attività professionale, non consente una pubblicità indiscriminata ed elogiativa, intrinsecamente comparativa in quanto diretta a porre in evidenza caratteri di primazia in seno alla categoria, perché incompatibile con la dignità e il decoro della professione e, soprattutto, a tutela dell’affidamento della collettività (Nel caso di specie, l’...
Illecito disciplinare a forma libera o “atipico”: la violazione dei doveri di probità, dignità e decoro non è esclusa dalla sanzionabilità Il nuovo sistema deontologico forense -governato dall’insieme delle norme, primarie (artt. 3 c.3 – 17 c.1, e 51 c.1 della L. 247/2012) e secondarie (artt. 4 c.2, 20 e 21 del C.D.)- è informato al principio della tipizzazione della condotta disciplinarmente rilevante e delle relative sanzioni “per quanto possibile” (art. 3, co. 3, cit.), poiché la variegata e potenzialmente illimitata casistica di tutti i...
Deontologia forense - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 198
Deontologia forense: doveri generali e principio di specialità I generali doveri di probità, dignità, decoro, lealtà, fedeltà, correttezza e diligenza, enunciano principi fondamentali della professione forense che vengono necessariamente violati in occasione di ogni comportamento illecito, sicché non possono comportare autonomo aggravamento della sanzione, ove la fattispecie concreta trovi apposita disciplina in una (più) specifica norma deontologica. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 198 ...
Illecito disciplinare a forma libera o “atipico”: la violazione dei doveri di probità, dignità e decoro non è esclusa dalla sanzionabilità Il nuovo sistema deontologico forense -governato dall’insieme delle norme, primarie (artt. 3 c.3 – 17 c.1, e 51 c.1 della L. 247/2012) e secondarie (artt. 4 c.2, 20 e 21 del C.D.) - è informato al principio della tipizzazione della condotta disciplinarmente rilevante e delle relative sanzioni “per quanto possibile” (art. 3, co. 3, cit.), poiché la variegata e potenzialmente illimitata casistica di tutti i...
Doveri di probità, dignità e decoro - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 155
Doveri di probità, dignità e decoro - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 139
Doveri di probità, dignità e decoro - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 150
Doveri di probità, dignità e decoro - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 settembre 2017, n. 136
Illecito disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 settembre 2017, n. 130
Illecito disciplinare a forma libera o “atipico” Il nuovo Codice Deontologico Forense è informato al principio della tipizzazione della condotta disciplinarmente rilevante e delle relative sanzioni, “per quanto possibile” (art. 3, co. 3, L. 247/2012), poiché la variegata e potenzialmente illimitata casistica di tutti i comportamenti (anche della vita privata) costituenti illecito disciplinare non ne consente una individuazione dettagliata, tassativa e non meramente esemplificativa. Conseguentemente, la mancata “descrizione” di uno o più...
Illecito disciplinare - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 17720 del 18 luglio 2017
L’illecito disciplinare a forma libera o “atipico”: la Cassazione conferma la giurisprudenza del CNF Il nuovo Codice Deontologico Forense è informato al principio della tipizzazione della condotta disciplinarmente rilevante e delle relative sanzioni, “per quanto possibile” (art. 3, co. 3, L. 247/2012), poiché la variegata e potenzialmente illimitata casistica di tutti i comportamenti (anche della vita privata) costituenti illecito disciplinare non ne consente una individuazione dettagliata, tassativa e non meramente esemplificativa....
L’illecito disciplinare “atipico” Il codice deontologico forense è tuttora ispirato al principio già affermato in tema di norme penali incriminatrici a forma libera, per le quali la predeterminazione e il criterio dell’incolpazione vengono validamente affidati a concetti diffusi (id est principi), generalmente compresi nella collettività` in cui il giudice opera, i quali sono utilizzati per classificare, stabilizzare e sanzionare quei comportamenti illeciti non espressamente previsti. Il nuovo Codice Deontologico Forense è infatti informato...
Doveri di probità, dignità e decoro - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 102
Norme deontologiche - Corte di Cassazione, SS.UU, ordinanza n. 17115 dell’11 luglio 2017
Il potere del CNF di emanare norme deontologiche è conforme a legalità Le deliberazioni con le quali il Consiglio nazionale forense procede alla determinazione dei principi di deontologia professionale e delle ipotesi di violazione degli stessi costituiscono legittima fonte secondaria di produzione giuridica (art. 3, co. 2, disposizioni sulla legge in generale), sicché va in proposito esclusa qualsiasi lesione del principio di legalità, anche perché le tipologie delle pene disciplinari e l’entità delle stesse tra un minimo ed un massimo ove...
Illecito disciplinare - Corte di Cassazione, SS.UU, ordinanza n. 17115 dell’11 luglio 2017
L’illecito disciplinare a forma libera o “atipico” Il nuovo Codice Deontologico Forense è informato al principio della tipizzazione della condotta disciplinarmente rilevante, “per quanto possibile” (art. 3, co. 3, L. 247/2012), poiché la variegata e potenzialmente illimitata casistica di tutti i comportamenti (anche della vita privata) costituenti illecito disciplinare non ne consente una individuazione dettagliata, tassativa e non meramente esemplificativa. Conseguentemente, la mancata “descrizione” di uno o più comportamenti e della...
Incompatibile con la professione forense l’avvocato che sottragga al cliente l’indennizzo ricevuto dall’assicurazione Vìola i principi di probita`, dignita`, decoro, lealta`, correttezza e fedelta`, con notevole detrimento all’onorabilita` e alla funzione sociale dell’intera classe forense, l’avvocato che, nell’espletamento del mandato conferitogli per ottenere il risarcimento di un danno, rappresenti e corrisponda al proprio assistito una somma inferiore a quella ottenuta della controparte, trattenendo per sé il resto, così procurandosi un...
REGOLAMENTO concernente disposizioni relative alle forme di pubblicità del Codice deontologico e dei suoi aggiornamenti emanati dal Consiglio Nazionale Forense, a norma dell'articolo 3, comma 4, della legge 31 dicembre 2012 n. 247 - DM 38/2015 REGOLAMENTO concernente disposizioni relative alle forme di pubblicità del Codice deontologico e dei suoi aggiornamenti emanati dal Consiglio Nazionale Forense, a norma dell'articolo 3, comma 4, della legge 31 dicembre 2012 n. 247 - DM 38/2015 ...
illecito disciplinare atipico o tipizzato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 settembre 2015, n. 150
illecito disciplinare “atipico” tipizzato Nella norma deontologica, la tipizzazione della condotta deve essere perseguita “per quanto possibile” (art. 3 legge n. 247/2012), sicché l’illecito è tipico o tipizzato ‘di regola’, ma può essere ricostruito anche sulla base della norma di chiusura, che è contenuta nella legge forense medesima (articolo 3, co. 3, cit.). (Nel caso di specie, il professionista veniva sanzionato dal COA di appartenenza per la violazione dei doveri di lealtà e correttezza sanciti dall’art. 6 del Codice Deontologico...

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