Source: http://progettoitaliafederale.it/edu_fed.html
Timestamp: 2017-05-23 01:08:25+00:00

Document:
Potete approfondire gli argomenti direttamente con l'autore scrivendo a questo
Importi in Euro - € -
Indice del documento e dei documenti collegati
Come suddividere
Cosa rendere unico sul
Assetto scolastico federalista
Un caso concreto. Svizzera
e Ct. Ticino
Organizzazione scolastica cantonale
La spesa scolastica
Benchmark educativo (Nov
Comparazione tra stipendi scolastici
nel mondo (dati 1997 2000 e 2003 )
ed apprendistato
Si sente sempre più spesso affermare che scuola e sanità
sono le competenze più tipicamente locali in un Paese federale.
Obiettivo di questo documento è dare spessore a questa affermazione,
approfondendo quei dettagli che più di altri caratterizzano l'approccio
federalista al tema della educazione.
guida: sussidiarietà e cooperazione
Il principio di sussidiarietà consiglia di non assegnare a livelli
superiori di governo quei compiti che possono essere svolti altrettanto
bene dal livello inferiore. La scuola è uno di questi casi. Gestire
una scuola con 500 allievi è alla portata di qualsiasi micro-organizzazione.
Alcuni aspetti più complessi, come i programmi scolastici, possono
essere affidati ad un livello superiore ma ciò non significa che
a questo livello debba essere poi affidata tutta la competenza scolastica. Alcuni territori potrebbero non avere risorse economiche sufficienti per
costruire e gestire strutture scolastiche ma anche questo non deve portare
alla alienazione di un diritto, quello di autogestire democraticamente
le proprie strutture scolastiche. Casomai deve essere possibile individuare
forme di finanziamento dall’alto per le spese di investimento e di compartecipazione
per le spese di gestione. In questo senso possono essere individuate
forme di cooperazione orizzontale (tra organismi politici di pari livello)
e ove queste non bastassero anche verticali (con l’intervento del livello
di governo immediatamente superiore). Da questo quadro emerge che possono
essere trovate localmente molte soluzioni diverse, molti assetti cooperativi
e sussidiari differenti. La scuola non sarà quindi organizzata allo
modo in tutto il Paese. Non sarà possibile dire cosa è
migliore e cosa peggiore in assoluto ma avremo una pluralità di
soluzioni, liberamente confrontabili ed adottabili, ognuna frutto del tentativo
locale di trovare la migliore soluzione.
La somma di tutte queste soluzioni sarà comunque migliore della
“soluzione unica” imposta centralmente a tutto il Paese, come avviene nella
realtà ”centralizzata/decentrata”. Come suddividere
le competenze: assetto variabile
Il principio di sussidiarietà sopra enunciato parte, per essere
applicato, dalla realtà politica più vicina al cittadino.
Iniziamo quindi dalle città, dai Comuni e dai quartieri delle
Piccole realtà locali, con pochi abitanti (<20'000 abitanti)
possono tranquillamente gestire in proprio o cooperativamente come minimo
la scuola dell’obbligo. Ciò vuol dire che la scuola materna, quella
elementare e la media inferiore (faccio riferimento alla denominazione
precedente alla riforma) devono essere affidate ai Comuni, i quali svolgeranno
il loro compito in proprio oppure associandosi con altri Comuni vicini,
qualora la loro ridotta dimensione non premettesse la costruzione
autonoma di edifici scolastici. Quando scrivo “affidare” intendo
che questo livello politico deve costruire e gestire la scuola
dell’obbligo e quindi deve disporre dei fondi necessari per farlo,
gli insegnanti, organizzare la scuola e la vita scolastica. Se non è in grado, deve essere messo in grado (nel senso che se
ci sono ostacoli, essi vanno rimossi, fedelmente al dettato costituzionale).
Può sembrare un compito gravoso e sicuramente lo è e si tratta
di un compito politico ed organizzativo impegantivo che nei paesi federali
viene svolto egregiamente proprio dai Comuni. Ciò significa che
tecnicamente è possibile farlo.
È solo un problema di organizzazione, di risorse, di cultura.
Nel caso di Comuni più grandi (superiori ai 100'000 abitanti)
è sicuramente possibile ed economicamente sostenibile che essi possano
gestire anche l’educazione superiore. Città come Milano, Roma, Napoli,
Bologna, Torino e tante altre possono anche gestire e finanziare atenei,
volendo. Tuttavia in caso di vasti territori che abbiano situazioni miste
(piccoli e grandi comuni nel comprensorio), sarebbe problematica la distribuzione
fiscale di quei costi. Le imposte comunali varierebbero a seconda
dei compiti assunti ma quelle immediatamente superiori (provinciali
quindi) dovrebbero tenere conto che nei comuni piccoli la scuola superiore
è a carico della provincia (ed è quindi un costo provinciale)
mentre nella grande città è un costo assunto dal Comune.
Non è un problema, con l’informatica di oggi, gestire simili particolarità
ma ciò rappresenta tuttavia un grado di complessità non auspicabile. E’ bene quindi che in un determinato territorio (provinciale o distrettuale)
le soluzioni siano omogenee. Ciò comunque permette, per esempio,
che in provincia di Varese la scuola dell’obbligo sia comunale e quella
superiore sia provinciale e che contemporaneamente a Sondrio scelgano per
una scuola interamente provinciale ed in Sicilia per una interamente regionale.
La dislocazione migliore della competenza scolastica (università
compresa) è comunque individuabile al 100% nella copia Comuni-Provincie
e dalla loro collaborazione (federalismo cooperativo). La competenza
in campo universitario può essere affidata sia alle Provincie che
momenti cooperativi tra Provincie confinanti. Scelte "regionalistiche"
sono possibili ma quasi sicuramente più costose e meno efficienti.
Nell’ambito del federalismo competitivo poi ogni soluzione sarà
valutata ed ognuno sarà libero di scegliere quella soluzione che
reputa migliore. Da ciò consegue ovviamente che ogni territorio
dovrà finanziare il proprio budget scolastico e che quindi i cittadini
saranno messi di fronte al differente costo (ed al rapporto costi/benefici)
di ogni soluzione locale. Questo presume un federalismo a finanze separate
(mitigato da fondi di compensazione) e contratti di lavoro locali e differenziati,
che tengano conto sia del locale costo della vita sia della disponibilità
locale di risorse economiche.
Cosa rendere unico
A livello nazionale servono standard unici, che probabilmente prima
o poi diventeranno europei. Lo Stato centrale tuttavia è troppo
distante per controllare l’applicazione di questi standard. Il livello
regionale (coordinamento e controllo) è più adatto a questo.
I programmi scolastici possono essere preparati a livello macro-regionale
(inteso come momento federativo di provincie). Un livello tipicamente di
bacino macro-regionale è quello della formazione professionale.
Esso però non dovrebbe essere inteso come “gestione regionale della
competenza” ma come intervento sussidiario della macro-regione a sostegno
dei un pari compito provinciale/distrettuale. Infatti le regioni (e a maggior
regione le macro-regioni) non dovrebbero gestire nulla ma solo sostenere,
coordinare, controllare. Tutta la gestione scolastica (politica ed organizzativa)
ed il costo della gestione stessa (fiscalità) deve essere o comunale
o provinciale. A livello nazionale rimane il finanziamento della ricerca
cosiddetta “dura”.
Non è possibile definire con maggiore precisione l’assetto scolastico
federalista. Sarebbe un controsenso logico. È infatti tipico dei
paesi centralizzati stabilire centralmente ogni dettaglio. A questo
proposito ricordo un celebre testo di Luigi
Einaudi in cui proprio per esemplificare la rigidità delle organizzazioni
scolastiche dei paesi centralizzati/decentrati affermava: <<…. Come
quel ministro francese, guardando l'orologio, diceva: a quest'ora, nella
terza classe di tutti i licei di Francia, i professori spiegano la tal
pagina di Cicerone; così si può dire di tutti gli ordini
di scuole italiane. Pubbliche o private, elementari o medie od universitarie,
tutto dipende da Roma: ordinamento, orari, tasse, nomine degli insegnanti,
degli impiegati di segreteria, dei portieri e dei bidelli, ammissioni degli
studenti, libri di testo, ordine degli esami, materie insegnate.
>>. In un paese federale ciò non avviene. Può avvenire casualmente,
in quanto la diversità nelle soluzioni non è un obbligo e
quindi ciò che il buon senso rende comune lo si trova in ogni territorio
(Stato/Cantone/Länder) . Non è quindi possibile imporre un
modello organizzativo federalista ma è possibile fare tanti esempi
e lasciare libertà e responsabilità alle autorità
locali di scegliere quello che più si adatta alla propria realtà,
o di crearne uno proprio partendo dai principi
ispiratori. Dal punto di vista federalistico quindi è scorretto
imporre dall’alto un modello unico come quello “regionalista”, come sembra
emergere dall’attuale riforma italiana. È quindi a puro titolo di
esempio che sottopongo quello ticinese come applicabile ad un livello provinciale
(il Ct. Ticino ha 300'000 abitanti, gestisce e finanzia in proprio ogni
ordine di scuola, dalla materna alla università).
Svizzera e Ct. Ticino
1. In Svizzera a livello federale non esiste un ministero della Pubblica
Istruzione. La competenza è affidata interamente ai Cantoni.
I governi cantonali hanno ognuno un ministero della educazione e questi
si coordinano tra loro tramite appositi momenti previsti nell’ambito del
federalismo cooperativo (Confererenza Intercantonale). Ogni Cantone a sua
volta ha stabilito con i propri Comuni come dividersi i compiti e questi
ultimi stabiliscono, a seconda della loro maggiore o minore autonomia,
2. In base gli studi OECD nel settore scolastico, il sistema educativo
pubblico svizzero appare comunque all’avanguardia e quindi degno di essere
preso come modello di riferimento di un sistema “federalista” e “funzionante”.
In particolare il Ct. Ticino ha una sua propria organizzazione scolastica,
stabilita e finanziata autonomamente.
Quadro giuridico-istituzionale: Costituzione svizzera entrata
in vigore il 1.gennaio.2000:
Sezione 5: Formazione, ricerca e cultura
1) Il settore scolastico compete ai Cantoni.
2) I Cantoni provvedono per una sufficiente istruzione scolastica di
base. L’istruzione di base è obbligatoria e sottostà alla
direzione o vigilanza dello Stato. Nelle scuole pubbliche, l’istruzione
di base è gratuita. L’anno scolastico inizia tra metà agosto
e metà settembre.
3) La legislazione sulla formazione professionale nell’industria, nelle
arti e mestieri, nel commercio, nell’agricoltura e nell’economia domestica
compete alla Confedera-zione.
4) La Confederazione può istituire, gestire o sostenere scuole
universitarie e altri istituti di formazione superiore.
5) Le scuole pubbliche devono poter essere frequentate dagli aderenti
a qualsivoglia confessione, senza pregiudizio della loro libertà
di credo e di coscienza.
Art. 79 Ricerca
1) La Confederazione promuove la ricerca scientifica.
2) Può subordinare le sue prestazioni in particolare al fatto
che il coordinamento sia garantito.
3) Può istituire, assumere in proprio o gestire centri di ricerca.
Art. 80 Aiuti all’istruzione
1) La Confederazione può sussidiare i Cantoni per le loro spese
in materia di borse di studio e di altri aiuti all’istruzione.
2) A complemento delle misure cantonali e salvaguardando la sovranità
scolastica dei Cantoni, può inoltre prendere propri provvedimenti
per promuovere l’istruzione.
A complemento di questi compiti, l'organizzazione federale
prevede unicamente tre uffici nel ministero dell'Interno (DFI = Dipartimento
federale dell'Interno).
Nulla a che vedere con l'equivalente ministero dell'Interno italiano.
Si occupa di welfare sanitario, previdenziale, di scuola.
Ufficio federale dell'educazione e della scienza (71 funzionari; 1'164'447'016
Frs di budget)
Compiti: applica la legge federale sull'aiuto alle università
e sviluppa con i Cantoni una politica universitaria coordinata, orgsnizza
gli esami federali di maturità, concede fondi per il promovimento
della ricerca (OCSE, ASE, CERN).
Consiglio dei politecnici (5'783 posti di lavoro; 1'557'372'200 Frs di
Sono i due politecnici federali di Zurigo e Losanna.
Aggruppamento per la scienza e la ricerca (23 funzionari; 119'592'350 Frs
di budget)
Coordina i due precedenti settori ed anche quello spaziale in base
alla strategie del DFI.
Tutto il resto è di competenza Cantonale e comunale e della
Quadro giuridico-istituzionale: Legge cantonale ticinese sulla
Scuola (1990) estratto:
Art. 1 1) La scuola pubblica è un’ istituzione educativa al servizio
della persona e della società. 2) Essa è istituita e diretta dal Cantone con la collaborazione
dei Comuni. 3) L’ insegnamento è impartito in lingua italiana e nel rispetto
della libertà di coscienza. 4) Alla conduzione della scuola partecipano le sue componenti secondo
le modalità stabilite dalla presente legge. Finalità
Art. 2 1) La scuola promuove, in collaborazione con la famiglia e con le altre
istituzioni educative, lo sviluppo armonico di persone in grado di assumere
ruoli attivi e responsabili nella società e di realizzare sempre
più le istanze di giustizia e di libertà. 2) In particolare la scuola, interagendo con la realtà sociale
e culturale e operando in una prospettiva di educazione permanente: a) educa la persona alla scelta consapevole di un proprio ruolo attraverso
la trasmissione e la rielaborazione critica e scientificamente corretta
degli elementi fondamentali della cultura in una visione pluralistica e
storicamente radicata nella realtà del Paese; b) sviluppa il senso di responsabilità ed educa alla pace, al
rispetto dell’ ambiente e agli ideali democratici; c) favorisce l’ inserimento dei cittadini nel contesto sociale mediante
un’ efficace formazione di base e ricorrente; d) promuove il principio di parità tra uomo e donna, si propone
di correggere gli scompensi socio-culturali e di ridurre gli ostacoli che
pregiudicano la formazione degli allievi. Componenti della scuola Art. 3 1) Le componenti della scuola sono i docenti, gli allievi e i genitori;
inoltre, nelle scuole professionali, i maestri di tirocinio. 2) Allo scopo di integrare la propria funzione educativa, la scuola
si vale della collaborazione del mondo della cultura, dell’ informazione
e dell’ economia. Ordinamento
Art. 4 1) La scuola è ordinata nei seguenti gradi: a) la scuola dell’ infanzia; b) la scuola elementare; c) la scuola media; d) le scuole postobbligatorie. 2) La scuola elementare e la scuola media sono scuole obbligatorie. 3) Le scuole postobbligatorie comprendono i seguenti ordini: a) le scuole medie superiori; b) la scuola magistrale; c) le scuole professionali. 4) L’ educazione speciale è organizzata dal Cantone come servizio
particolare che opera in collaborazione con i singoli gradi o ordini scolastici. […….]
Art. 6 1La frequenza della scuola è obbligatoria per tutte le
persone residenti nel Cantone, dai sei ai quindici anni di età. […….]
Gratuità Art. 7 1) La frequenza delle scuole pubbliche è gratuita.
2) Il materiale scolastico è fornito gratuitamente dal Cantone
nelle scuole medie, dai Comuni e dai consorzi nelle scuole dell’ infanzia
e nelle scuole elementari. 3) Le spese di trasporto e la refezione degli allievi sono sussidiate
dal Cantone e dai Comuni nei limiti stabiliti dalle leggi speciali. […….]
Capitolo II Autorità scolastiche
Art. 8 Il Consiglio di Stato esercita, per mezzo del Dipartimento competente
(detto in seguito Dipartimento), la direzione generale della scuola ed
emana le disposizioni di applicazione della presente legge. Autorità comunali e consortili Art. 9 1) Le Autorità comunali e consortili in materia scolastica sono
il municipio, rispettivamente la delegazione scolastica consortile. Esse
nominano una commissione scolastica con funzione consultiva e di vigilanza. 2) Le competenze specifiche delle autorità e degli organi comunali
e consortili in materia scolastica sono definite dalla presente legge e
dalle leggi speciali. Come si vede, il Cantone esercita la sua sovranità ("... Il
settore scolastico compete ai Cantoni ...") tramite una legge cantonale
(ed un sucessivo regolamento attuativo) e questa a sua volta determina
le condizioni valide all'interno del suo territorio, per esempio stabilendo
l'ordinamento, l'obbligo, riaffermando la gratuità, indicando le
autorità competenti. Il Cantone, un vero e proprio stato di diritto,
ha una sua autonoma raccolta tributaria che serve anche a finanziare il
settore scolastico. La scuola comunale è finanziata dalle imposte
comunali. In entrambi i casi si tratta principalmente di imposte dirette.
I dettagli possono essere esaminati nel documento sui
ed in quello sui poteri statali (cantonali)
posti su questo sito.
Ogni Cantone, per raggiungere gli obiettivi fissati dalla Costituzione
federale e dalla legge cantonale sulla scuola, si organizza come meglio
ritiene: il Ct. Ticino per esempio ha l'organizzazione
visibile alla pagina del Dipartimento
Istruzione e Cultura mentre il Ct.
Grigioni, un cantone trilingue, ha una struttura
differente. Potete accedere ai cantoni
on-line ed esaminare le particolarità di ogni governo locale.
Le scelte di politica scolastica, e l'organizzazione necessaria per
renderle operative, sono quindi scelte democratiche locali.
Nel 1994 il 18% delle spese totali dello Stato in Svizzera era assegnato
alla educazione ed alla formazione (Italia 8-9%)
Il dato è costante nel tempo ed è comunque la somma delle
spese di comuni (2900), cantoni (26) e Confederazione.
Tab1)
Ripartizioni percentuali
Confederazione % (94) Cantoni % (94) Comuni %(94) Totale
100.00 100.00 100.00 100.00 Amministrazione generale
3.28 6.30 10.16 6.29 Sicurezza pubblica
1.10 10.06 5.26 5.50 Educazione e formazione
7.57 26.06 21.96 18.27
0.70 2.56 6.19 2.91 Sanità
0.41 20.11 17.17 12.22 Previdenza sociale
15.27 13.01 18.53
15.07 5.54 8.87 9.89 Ambiente e territorio
1.55 2.62 8.83 3.97 Economia pubblica
10.07 3.37 1.87 5.36 Finanze ed imposte
7.56 5.77 9.54 Difesa Nazionale militare
14.50 0.56 0.89 5.66 Relazioni con l'estero
5.17 - - 1.85 In rapporto al prodotto interno lordo, la spesa pubblica svizzera
per l'educazione e la formazione è prossima al 6%.
I dati sono i seguenti (l'ultima colonna evidenzia il dato italiano
dello stesso anno):
Dati in rapporto al PIL
Confederazione (94) Cantoni (94) Comuni (94) Totale CH (94)
11.63 11.71 9.05 32.39
54.40 Amministrazione generale
0.38 0.74 0.92 2.04 4.6
0.13 1.18 0.48 1.78 1.9
0.88 3.05 1.99 5.92 4.9
0.08 0.30 0.56 0.94 0.6
0.05 2.35 1.55 3.96 5.8
3.04 1.79 1.18 6.00 18.3
1.75 0.65 0.80 3.20 3.1
0.18 0.31 0.80 1.29 1.1
1.17 0.39 0.17 1.74 2.2
1.68 0.88 0.52
3.09 10.1
Difesa Nazionale militare
1.69 0.07 0.08 1.83 1.8
0.60 - - 0.60 Il dato italiano (% di spesa per educazione su PIL) è
andato stabilizzandosi, dopo i vari tagli, attorno al 4.6% (periodo
1995-1999).
Tab 3)
Spesa statale italiana per consumi finali in % del PIL (ISTAT)
2.27 2.30 2.24 2.18 2.16 Difesa
1.12 1.08 1.02 1.01 1.03 Ordine
pubblico e sicurezza
1.98 2.07 2.04 2.02 2.05 Affari
1.35 1.34 1.35 1.35 1.37 Protezione
0.12 0.12 0.12 0.13 0.13 Abitazioni
0.24 0.22 0.23 0.23 0.23 Sanità
5.14 5.20 5.39 5.32 5.35 Attività
ricreative, culturali e di culto
0.42 0.45 0.47 0.48 Istruzione
4.54 4.64 4.66 4.63 4.64 Protezione
0.68 0.68 0.68 0.66 0.67 Totale
spese per consumi finali
17.86 18.07 18.17 18.00 18.11 La spesa comunale e cantonale svizzera, già evidenziata
nella tabella 1) può essere vista in chiave proporzionale sul totale
della spesa educativa.
Come si vede l'86% della spesa per educazione e formazione
svizzero è a livello periferico. Vale comunque il caso di sottolineare
che in un paese federale, comuni e cantoni non sono enti amministrativi
(come sono comuni e provincie d'Italia) ma sono invece organi politici
dotati di sovranità e di finanza autonoma.
Per quanto riguarda il Ct. Ticino, la spesa cantonale per l'educazione
1997 è stata pari al 22% del suo budget (era il 19.5% nel
1995) mentre la spesa comunale (1996) per l'educazione dei 245 comuni
ticinesi è stata pari al 13.7% del totale delle spese comunali
(era il 13% nel 1994). Questo con una ripartizione dei compiti che prevede
le scuola materne ed elementari ai comuni e tutte le altre scuole al cantone.
La somma delle due spese (cantonale e comunale) rappresenta il 6.9%
del reddito cantonale e costituisce un valido indicatore della capacità
locale credere nella scuola ed investire di conseguenza. È probabile
che qualcuno ritenga che questa propensione all'investimento educativo
sia facile in un luogo come la Svizzera in cui abbondano risorse economiche
ma chi crede nella scuola sa anche che è proprio l'investimento
educativo ad essere base di ogni progresso e di ogni ricchezza, culturale
ed anche economica. Una struttura scolastica simile, fortemente basata
sulla autonomia della periferia la troviamo anche in altri paesi federali.
La maggior parte dei paesi federali (evidenziati in azzurro) spende in
educazione più della media OECD. Ovviamente la maggior spesa non
è un indice immediato di migliori risultati. Può essere anche
indice di spreco. Inoltre ci puo' anche essere chi spende meno ed ottiene
risultati migliori. Il volume della spesa è comunque la base
per calcolare un rapporto costi/benefici.
Spesa Pubblica e Privata
6.8 6.9 Denmark
6.5 6.8 Finland
6.3 6.3 Austria
6.0 6.5 Portugal
5.8 5.8 France
5.8 6.3 Switzerland
5.4 6.0 Canada
5.4 6.5 United
5.2 6.9 Iceland
5.1 5.7 Belgium
4.8 5.2 Spain
4.7 5.7 United
4.6 m Italy
4.6 4.8 Germany
4.5 5.7 Ireland
4.5 5.0 Netherlands
4.3 4.7 Japan
3.6 4.8 Greece
3.5 4.9 Country
5.1 5.8 Fonte OEDC, rapporto 2000 sulla scuola
È sempre difficile valutare la qualità dei risultati.
Il "quanto si spende" non è un indice diretto e non è una
garanzia assoluta di migliori risultanti. Ci sono comunque vari benchmark
internazionali (discutibili come tutto) che producono dei risultati comparabili
e delle graduatorie. Non credo che da queste emerga in modo assoluto la
validità assoluta, e forse nemmeno relativa, di un modello federalista
rispetto ad uno centralizzato. Sono sicuramente da considerare le realtà
relative alla didattica ed alla autonomia che ogni docente ha di adottare
metodi diversi nonchè l'impatto di tutto ciò con la cultura
del luogo. Tuttavia a parità di metodologia e didattica ciò
che un paese spende ed investe nella educazione ha sicuramente la sua influenza.
Nei paesi nordalpini si assiste ad una forte spesa scolastica ed anche
a migliori performances. Questo non dovrebbe essere una pura coincidenza,
così come non dovrebbe essere una coincidenza il fatto che tra i
paesi che spendono di più ci sono i pochi paesi federali. Questi
sono 23 su un totale di 170 paesi circa e sono comunque abbastanza omogenei
nell'avere un buon sistema scolastico, bassa disoccupazione, alti
stipendi del personale docente, buone performances sui risultati (fatte
salve alcune eccezioni). Un'altra caratteristica, da abbinare ad un buon
sistema educativo, è la presenza di sei paesi federali nella graduatoria
degli undici paesi più ricchi, in dollari PPP (equiparati al costo
della vita). Se si ritiene infatti che la ricchezza di un paese nasca inevitabilmente
dal suo sistema scolastico non si può non rilflettere sul fatto
che i paesi federali in ogni area del mondo sono tra i più ricchi
Un approfondimento su questo tema è disponibile in questo documento.
La qualità della spesa.
Mentre la spesa scolastica italiana è costituita per il 97.5%
da stipendi per il personale docente ed amministrativo, la situazione è
decisamente diversa (63%) nel caso svizzero/ticinese che viene analizzato
in questo documento. La percentuale della spesa costituita dal personale
è inferiore, malgrado, come vedremo, l'alto livello degli stipendi.
Proporzionalmente si assiste ad una maggiore spesa per investimenti e per
sussidi didattici moderni (informatica).
Tab 5)
Spesa educativa dei 245 Comuni
e del Cantone
245 Comuni
Comuni + Cantone
167'917 74.1
317'085 58.4
485'002 63.03 Beni
24'603 10.9 51'182 9.4 75'785 9.85 Partecipazioni
6'732 3.0 113'029 20.8 119'761 15.56 Investimenti
27'407 12.1 61'558 11.3 88'965 11.56 Totale 226'659 100.0 542'854 100.0 769'513 100.00 Tipologia
60'845 26.8 15'336 2.8 76'181 9.90 Scuole
150'813 66.5 219'388
40.4 370'201 48.11 Scuole
13 0.0 13'566 2.5 13'579 1.76 Formazione
2'028 0.9 143'482 26.4 145'510 18.91 Formazione
150 0.1 10'006
1.8 10'156 1.32 Scuole
di formazione generale
85 0.0 68'265 12.6 68'350 8.88 Formazione
- 16'370 3.0 16'370 2.13 Università
12'505 5.5 42'067 7.7 54'572 7.09 Altri
220 0.1 14'374 2.6 14'594 1.90 Totale
226'659 100.0 542'854 100.0 769'513 100.00 Importi in migliaia
di franchi svizzeri. Fonte: ufficio cantonale di statistica
Per quanto riguarda le spese federali, nei due politecnici
di Zurigo e Losanna la spesa del personale risulta pari al 40% del
La spesa indicata nella tabella 5) va rapportata al numero di allievi
delle scuole pubbliche del Cantone: 48'900 circa su un totale di 308'000
abitanti. La spesa media è pari indicativamente a 15'700 Frs (circa
9'800 € per studente).
Tab 6)
Scuole pubbliche: allievi
e costo medio per allievo
Costi medi per allievo
Scuole pubbliche: allievi Casi % in franchi svizzeri
in Euro - € -
infanzia 7'814
scuole pubbliche 48'811
51'632
Fonte: "Costi e finanziamento della scuola ticinese"
e ufficio cantonale di statistica
Il personale docente nelle varie tipologie di scuola è
riportato nella tabella 7).
Il personale della scuola dell'infanzia e della scuola elementare viene
assunto e stipendiato dai 245 Comuni ticinesi, con un contributo cantonale
per i Comuni finaziariamente più deboli. Lo stipendio medio è
statisticamente dedotto dividendo la spesa del personale insegnante (senza
quella del personale amministrativo) per il numero di unità a tempo
pieno. Il calcolo quindi comprende una media delle anzianità di
servizio. Per stimare lo stipendio netto (tolta la previdenza, la sanità
e le imposte) si può togliere circa il 30%.
Tab 7)
Scuole pubbliche: docenti
e stipendi medi lordi
Stipendio medio lordo
pubbliche: docenti Casi % Unità
di lavoro al 100%
in franchi in Euro - € - Allievi per docente
86'660
93'977
58'242
104'505
64'767
107'576
66'670
120'219
74'505
134'496
83'354
108'797
67'427
scuole pubbliche 4'938
Fonte: "Costi e finanziamento
della scuola ticinese" e ufficio cantonale di statistica
Recentemente l'offerta educativa è stata estesa all'Università
(USI), per ora Architettura, Scienze Economiche, Scienze della Comunicazione
(860 studenti nell'anno 1998/99) ed alla Scuola Universitaria Professionale
della Svizzera Italiana (SUPSI) con 417 studenti nello stesso anno.
professionale ed apprendistato.
Nel corso di 4 anni, dal 1995 al 1998 sono stati avviati alla professione
8'205 giovani (5'145 uomini e 3'060 donne).
Le principali professioni, per cui è prevista la formazione
professionale specifica ed un contratto di tirocinio (apprendistato), sono
riportate nella tabella seguente. L'elenco è comunque in rapida
Tab 8)
agente in manutenzione di apparecchi informatici agente tecnico di fonderia agente tecnico di materie sintetiche allestitore di prodotti stampati armaiolo assistente d'albergo cameriere conducente di autocarri costruttore di impianti e apparecchi costruttore di macchine elettriche costruttore di plastici architettonici cuoco cuoco per la dieta disegnatore catastale disegnatore del genio civile disegnatore di costruzioni in acciaio disegnatore di macchine disegnatore edile disegnatore in pianificazione del territorio disegnatore - metalcostruttore disegnatore - paesaggista elettricista elettronico per autoveicoli elettricista in radio e televisione elettromeccanico elettronico elettronico in audio e video fabbro di veicoli impiegata d'economia domestica collettiva incisore per rotocalco elettronico informatico laboratorista in biologia laboratorista in chimica laboratorista in fisica lattoniere da carrozzeria legatore magazziniere
meccanico attrezzista meccanico d'apparecchi a motore meccanico di automobili (VL) meccanico di automobili (VP) meccanico di biciclette e ciclomotori meccanico di macchine meccanico di macchine agricole meccanico di motoveicoli meccanico di precisione metalcostruttore modellista di fonderia montatore elettronico montatore offset pellicciaio poligrafo riparatore di autoveicoli (VL-VP) sarta da confezione sarta da donna - sarta da uomo sarta industriale sellaio da carrozzeria
serigrafo stampatore tecnologo di imballaggi tipografo verniciatore di carrozziere verniciatore industriale addetto alla cura dei tessili calzolaio carpentiere cementatore confettiere - pasticciere - gelatiere costruttore stradale creatore di tessili cucitore di pellicce cucitore per arredamenti interni decoratore d'interni decoratore - espositore disegnatore di arredamenti disegnatore di impianti sanitari disegnatore di riscaldamenti disegnatore di tessili disegnatore per impianti di ventilazione disegnatore - elettricista elettricista per reti di distribuzione estetista falegname fiorista fotografo fotografo di laboratorio gessatore giardiniere grafico impiegato specializzato in fotografia incastonatore installatore: tecnico della costruzione (impianti sanitari) installatore: tecnico della costruzione (riscaldamenti) lattoniere lattoniere - montatore di impianti sanitari macellaio - salumiere montatore di impianti sanitari montatore di impianti di refrigerazione montatore di impianti di ventilazione montatore di quadri elettrici montatore di riscaldamenti montatore elettricista muratore odontotecnico orafo orologiaio ottico panettiere panettiere - pasticciere parchettista parrucchiere (signora) parrucchiere (uomo) piastrellista pittore pittore d'insegne e di pubblicita pittore su ceramica posatore di pavimenti scalpellino scalpellino tagliapietre scalpellino da laboratorio scultore su pietra selvicoltore spazzacamino tagliatore di diamanti tessitore a mano vasaio vetraio assistente di farmacia dirigente d'esercizio ferroviario impiegato d'ufficio impiegato di commercio impiegato di vendita libraio di negozio venditore Ufficio della formazione sociosanitaria
aiuto familiare assistente di cura assistente di studio medico assistente di studio veterinario assistente geriatrico capo reparto capo settore educatore specializzato fisioterapista infermiere in cure generali infermiere in gerontologia e geriatria infermiere psichiatrico infermiere in oncologia infermiere in salute pubblica infermiere in igiene materna e pediatria insegnante assistente insegnante di una professione sanitaria laboratorista medico maestro socioprofessionale responsabile SAD tecnico in radiologia medica agente in manutenzione di apparecchi informatici agente tecnico di fonderia
agente tecnico di materie sintetiche allestitore di prodotti stampati armaiolo assistente d'albergo cameriere conducente di autocarri costruttore di impianti e apparecchi costruttore di macchine elettriche costruttore di plastici architettonici cuoco cuoco per la dieta disegnatore catastale disegnatore del genio civile disegnatore di costruzioni in acciaio disegnatore di macchine disegnatore edile disegnatore in pianificazione del territorio disegnatore - metalcostruttore disegnatore - paesaggista elettricista elettronico per autoveicoli elettricista in radio e televisione elettromeccanico elettronico elettronico in audio e video fabbro di veicoli impiegata d'economia domestica collettiva incisore per rotocalco elettronico informatico laboratorista in biologia laboratorista in chimica laboratorista in fisica lattoniere da carrozzeria legatore magazziniere meccanico meccanico attrezzista meccanico d'apparecchi a motore meccanico di automobili (VL) meccanico di automobili (VP) meccanico di biciclette e ciclomotori meccanico di macchine meccanico di macchine agricole meccanico di motoveicoli meccanico di precisione metalcostruttore modellista di fonderia montatore elettronico montatore offset pellicciaio poligrafo riparatore di autoveicoli (VL-VP) sarta da confezione sarta da donna - sarta da uomo sarta industriale sellaio da carrozzeria serigrafo stampatore tecnologo di imballaggi tipografo verniciatore di carrozziere verniciatore industriale Sono previsti anche corsi per adulti.
Nel 1997/98 384 docenti hanno impartito 19'339 ore di
lezione a 10'533 partecipanti per un totale di 260'000 ore
La scuola dell'obbligo è completamente gratuita, compresi i libri
Per il diritto allo studio, dopo la scuola dell'obbligo, sono previsti
assegni e prestiti di studio.
Nell'anno 1997/98 sono stati erogati al 19.6% degli studenti
aventi diritto (studi superiori ed universitari) circa 3'000 tra assegni
e prestiti per un importo medio pari a circa 4'130 €.
Assegni e prestiti
di studio 1997/98
Casi Totale Frs Media Frs Media Euro - € - Assegni
2'610 17'300'145
6'628 4'108 Prestiti
613 4'155'175 6'778 4'201 Conclusioni.
Per quanto sia difficile fare conclusioni, perché molto può
ancora essere descritto, il quadro esposto, e cioè di una scuola
pubblica così autonoma da non avere un ministero nazionale ma solo
una gestione locale (comunale e cantonale) di piccola scala (paragonabile
alla scala provinciale italiana) è sicuramente positivo e costituisce
uno dei migliori biglietti da visita per il federalismo "che nasce dal
basso", quello cioè dei "piccoli
territori". Il tutto avviene (e non per caso) non dall'altra parte
del mondo ma a 80 Km da Milano, in un territorio di lingua e cultura italiana.
Il quadro economico e culturale svizzero risultante da un simile investimento
educativo può essere riassunto in due serie di dati:
1) economia (1997):
Tasso di attività: donne 57% / uomini 78.5% (Italia
34.8% e 61.8%).
Disoccupazione <3% (Italia 12.4%)
Disoccupazione giovanile praticamente inesistente (Italia tra il 30
ed il 60% a seconda delle regioni).
Lavoro nero <10% (Italia 28.5%)
2) cultura (1998)
Persone di 25-64 anni con diploma di grado terziario 22.9 %
(Italia 8.7%)
Persone di 25-64 anni con diploma di grado secondario 57.8% (Italia
30.3%)
Persone di 25-64 anni con con solo la scuola dell'obbligo 18.5% (Italia
56.4% , il 25% non ha finito l'obbligo)
Tiratura di quotidiani e riviste in Ticino 138'000 (su 308'000 abitanti
Volumi prestati dalle biblioteche 125'015 in un anno.
(Fonte: ufficicio federale di statistica e rapporto OECD
"Education at a Glance 2000")
A sua volta l'economia permette un forte investimento educativo e la
cultura generale della popolazione supporta e sostiene la convinzione di
questa necessità fondamentale ed il cerchio si chiude.
documentazione in formato compresso (114KB)
a questo indirizzo di posta

References: Art. 79

Art. 80

Art. 1

Art. 2
 Art. 3

Art. 4

Art. 6
 Art. 7

Art. 8
 Art. 9