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Timestamp: 2017-10-18 07:32:31+00:00

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IL DOMINIO DELLA SCOMUNICAZIONE » Siti storici e cloache pubbliche
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Siti storici e cloache pubbliche
Questa volta propongo il testo di una delle oltre mie mille e cinquanta querele contro i pubblici funzionari ed amministratori inadempienti, corrotti, incapaci, ed inefficienti.
Parlo di un fatto accaduto circa tre anni e mezzo or sono, ma l’inchiesta è attualmente ancora in atto visti i tempi biblici della giustizia italiana, non so se si riuscirà a rinviare a giudizio qualcuno, non nutro molte speranze in merito, e devo aggiungere che viceversa ho l’assoluta certezza che, siccome le mie denunce sono assolutamente inconfutabili, si procederà come si fa in questi casi all’italiana, e cioè non come dice il famoso detto : < Se la montagna non va a Maometto, Maometto va alla montagna>, ma esattamente al contrario.
Visto che la mia denuncia è incontrovertibile si farà esattamente al contrario e cioè sarà la montagna a muoversi.
Credetemi accade tutti i giorni, anche il 16 dicembre per un fatto analogo a questo il nostro Parlamento ha modificato lo statuto della Banca d’Italia in modo da togliere da sotto la mannaia il capo di molti nostri politici, amministratori pubblici e quant’altri.
Già prevedo, quasi come un santone veggente quello che succederà; in realtà come detto nulla di trascendente, semplicemente si cambieranno le leggi che a suo tempo allegai alla mia denuncia, sono pronto a scommetterci con voi! Se volete ve le potete andare a leggere sono in coda al presente articolo.
Questo permetterà di salvare capra e cavoli, cioè la testa dei personaggi da me denunciati e di permettere il mantenimento dello status quo, cioè continuare impunemente ad inquinare un parco pubblico ed a riversare dentro un acquedotto etrusco i liquami non adeguatamente depurati, questo in barba alla regola fondamentale del Diritto che afferma, come logico, che non si possono cambiare le regole durante il gioco.
Qualcuno si domanderà, ma che senso ha avuto per te denunciare questo ulteriore reato fra gli altri se già sei consapevole della vanità della tua azione?
La domanda obbliga ad una serie di risposte a molti livelli e per le molte sfaccetature che appaiono ad un esame appena più approfondito, eccone alcune.
Primo : lo prevede la legge, ogni cittadino deve vigilare sul corretto vivere civile e denunciare all’autorità giudiziaria ogni notizia di reato in cui si imbatta.
Secondo : lo faccio per continuare a credere che in Italia esista una funzione dello Stato chiamata Giustizia.
Terzo : comunque costringo i tomi da me denunciati a reagire politicamente, così obbligandoli a piccoli movimenti successivi ad incartarsi nelle loro menzogne ed iniquità.
Quarto : prima o poi le cose cambieranno, anche molto poi, non ha importanza, ma queste storie resteranno negli archivi e negli annali, e qualcuno se ne ricorderà, e prima o poi saranno chiamati a pagare il conto.
FORMELLO, 29/07/2003
SPETT.LE COMANDO CARABINIERI PER LA
L.GO LORENZO MOSSA, 8/A
00165 ROMA;
. ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI TIVOLI
E, p.c. ALLA A.S.L. ROMA F
RIGNANO FLAMINIO;
E, p.c. AD A.R.P.A. LAZIO VIA GARIBALDI, 114
02100 RIETI;
E, p.c. A REGIONE LAZIO
E, p.c. A SOPRINTENDENZA DELL’ETRURIA MERIDIONALE
E, p.c. AD ITALIA NOSTRA
E, p.c. A W W F
E, p.c. A LEGA AMBIENTE
E, p.c. AD ENTE PARCO DI VEIO
•1) IL SINDACO DEL COMUNE DI FORMELLO DELLE PRECEDENTI GIUNTE COMUNALI SIG.RA M. RITA BONAFEDE;
•2) IL SINDACO DELL’ATTUALE GIUNTA COMUNALE SIG.R GIACOMO SANDRI;
•3) GLI ASSESSORI ALL’AMBIENTE DEL COMUNE DI FORMELLO DELLE PRECEDENTI E DELL’ATTUALE
•4) I FUNZIONARI DELL’UFFICIO PER L’AMBIENTE E IL TERRITORIO DEL COMUNE DI FORMELLO;
•5) I RESPONSABILI DELL’ENTE PARCO DI VEIO;
•6) E QUANT’ALTRI EVENTUALMENTE COINVOLTI NEI FATTI,
•1) OMISSIONE DI ATTI D’UFFICIO (ART.328 C.P.);
•2) OMESSA DENUNCIA DI REATO (ART.361 C.P.);
•3) FAVOREGGIAMENTO PERSONALE O REALE (ART.378 E 379 C.P.);
•4) OMESSO COLLOCAMENTO DI SEGNALI (ART.673 C.P.);
•5) DELLA REITERAZIONE, PLURALITA’ E CONTINUITA’ DEGLI INNUMEREVOLI REATI (ART.81 C.P. SECONDO CAPOVERSO);
•6) DEL CONCORSO DI PIU’ PERSONE (ARTICOLI 112/2/3, 113 C.P.);
•7) DANNEGGIAMENTO IN GENERALE DI BENI PUBBLICI QUALI STRADE, TERRENI DEMANIALI, SOPRATTUTTO BOSCHI E SELVE, BENI ARCHIOLOGICI, ETC. ALL’INTERNO DI AREE PROTETTE (PARCO DI VEIO) (ART.635);
•8) DIVIETO DI ABBANDONO DI RIFIUTI SUL SUOLO (D.Lgs 5 FEB 1997 n.22 ART.14);
•9) ABBANDONO DI RIFIUTI (D.Lgs 5 FEB 1997 n.22 ART.50 COMMA1 E 2);
•10) E QUANT’ALTRO EMERGESSE DI PENALMENTE RILEVANTE NEL CORSO DEL PROCEDIMENTO.-
LA PRESENTE PER DENUNCIARE :
DEPURATORE DI VIA MONTE DELL’ARA, 3 (FORMELLO – ROMA)
TUTTI COLORO CHE HANNO CONTRIBUITO CON IL LORO OPERATO AL VERIFICARSI DEI FATTI DI SEGUITO DESCRITTI CON COMPORTAMENTI INOPPORTUNI, SCORRETTI, ILLECITI, ILLEGALI O QUANT’ALTRO,
•1) AVER UTILIZZATO IL "FOSSO" IN CUI L’IMPIANTO DI DEPURAZIONE SCARICA LE ACQUE "TRATTATE" CHE ALTRO NON E’ UNA "FORMELLA" (DA CUI NASCE IL NOME TOPONOMASTICO – FORMELLO), OVVERO, COME RISULTA DALLA PIANTINA ALLEGATA "LE CISTERNOZZE".
OPERE OVUNQUE AMPIAMENTE DIFFUSE NEL TERRITORIO DI FORMELLO, DA CUI APPUNTO IL NOME AL PAESE.
OPERE UNICHE NEL LORO GENERE, CHE FECERO GIUSTAMENTE GRANDE E RICCA LA CITTA’ DI VEIO, CHE CONDUSSE UNA STORICA GUERRA, DURATA OLTRE DIEC’ANNI CONTRO LA POTENZA NASCENTE DI ROMA, CHE APPUNTO VOLEVA LA RICCHEZZA DI QUESTA CITTA’, E CHE FU’, COME E’ NOTO, CONQUISTATA DA FURIO CAMILLO NEL 396 A.C. SOLO GRAZIE AL TRADIMENTO PREZZOLATO DI UN CONCITTADINO, CHE MOLTO PRESUMIBILMENTE INDICO’ APPUNTO A FURIO CAMILLO COME ENTRARE IN VEIO ATTRAVERSO UNA "FORMELLA".
OPERE QUINDI DI NOTEVOLISSIMA IMPORTANZA DI INGEGNERIA IDRAULICA ED EDILE, ARCHITETTONICA, STORICA, STORICO – ANTROPOLOGICA, E QUANT’ALTRO.
QUESTE OPERE DI DIMENSIONI CICLOPICHE, SI TRATTA DI GALLERIE SCAVATE NEL TUFO AD UNA PROFONDITA’ VARIABILE TRA I CINQUE ED I VENTI/TRENTA METRI DI PROFONDITA’ DI ALTEZZA VARIABILE TRA IL METRO E I TRE METRI E LARGHEZZA VARIABILE TRA I CINQUANTA CENTIMETRI E IL METRO E MEZZO, SI ESTENDONO NEL TERRITORIO DI FORMELLO, PIU’ DIFFUSAMENTE NELLA ZONA DEL PARCO DI VEIO INTERESSATA ALLA PRESENTE DENUNCIA.
PER QUANTO DI MIA ACCERTATA E VERIFICATA CONOSCENZA QUESTE OPERE DI RILEVANTISSIMO PREGIO ARCHITETTONICO ED INGEGNERISTICO EDILE - IDRAULICO, OLTRECCHE’ DI IMMENSA IMPORTANZA CULTURALE ANTROPOLOGICO -ETNOGRAFICA, SI ESTENDONO TUTTORA PER QUALCHE DECINA DI CHILOMETRI NEL SOTTOSUOLO, ED ANCHE IN SUPERFICIE, NEL TERRITORIO DI FORMELLO, IL TUTTO NEL PIU’ COMPLETO ABBANDONO E TRASCURATEZZA. (MA L’ENTE PARCO??)
LA RAGIONE DI TALI IMPONENTI OPERE E FATICHE STA NEL FATTO CHE GIA’ ALLORA SI DOVEVA COMBATTERE CON LE CICLICHE SICCITA’ OD ALLUVIONI, E, AL CONTRARIO DI OGGI, SI ERA PROVVEDUTO ALLA BISOGNA, REGOLAMENTANDO CON QUESTA SERIE DI CANALIZZAZIONI TUTTO IL SITEMA IDRAULICO DELLA ZONA, CHE CON STRUMENTI VARI DI CHIUSE, PARATIE, DIGHE, POTEVA VARIARE LA PORTATA DELLE CONDOTTE, IL DEFLUSSO, O L’AFLUSSO DELLE ACQUE.
INSOMMA QUESTE OPERE HANNO QUANTOMENO L’IMPORTANZA DEGLI ACQUEDOTTI ROMANI E LI ANTECEDONO DI ALMENO CINQUECENTO ANNI (E’ RISAPUTO CHE I ROMANI IMPARARONO DAGLI ETRUSCHI A COSTRUIRLI).
NESSUN FOLLE SI SOGNEREBBE MAI DI CONVOGLIARE LE FOGNE IN UN ACQUEDOTTO ROMANO.-
A FORMELLO E’ SUCCESSO QUESTO!
•2) MA SOPRATTUTTO, PERCHE’ IL RUSCELLO CREATO DALLE ACQUE DI RILASCIO DEL DEPURATORE, DOPO CIRCA CINQUECENTO METRI DI PERCORSO IN SUPERFICIE SI INABISSANO IMPROVVISAMENTE IN PROFONDITA’ NELLE VISCERE DEL TERRENO, E CON SUCCESSIVE APPARIZIONI IN SUPERFICE E SPARIZIONI NEL SOTTOSUOLO, PERCORRE CIRCA CINQUECENTO – SEICENTO METRI.
INFINE SI INABISSA DEFINITIVAMENTE NEL SOTTOSUOLO PER (PRESUMIBILMENTE) RIAPPARIRE IN
SUPERFICE NON PIU’ SOTTO FORMA DI CONDUTTURA, MA SOTTO FORMA DI POLLA (POZZA SORGIVA) DA CUI
RIPRENDERE A SCORRERE UN RIGAGNOLO DI UNA PORTATA D’ACQUA DI CIRCA TRE DECIMI RISPETTO A
QUELLA INIZIALE USCENTE DAL DEPURATORE.
DOVE E’ ANDATA A FINIRE IL RESTO DELL’ACQUA???
(ART. 30 LEGGE DECRETO LEGISLATIVO 152 DELL’11 MAGGIO 1999)
SE NE POTREBBE LECITAMENTE E LOGICAMENTE DESUMERE IL DIRETTO RICONGIUNGIMENTO DI DETTA PARTE DI QUELL’ACQUE ALLA FALDA FREATICA SENZA NESSUN ALTRO TIPO DI FILTRAZIONE.
DEPURATORE DI VIA DI BACCANELLO, 46 (FORMELLO – ROMA)
•1) IL/I TITOLARE/I RESPONSABILE/I DEL IMPIANTO DI DEPURAZIONE DELLE ACQUE FOGNARIE SITO IN VIA BACCANELLO FORMELLO (RICADENTE DENTRO L’AREA DEL PARCO DI VEIO);
•2) GLI ORGANI DI CONTROLLO DEPUTATI ALLE PERIODICHE VERIFICHE, SOPRALLUOGHI ED ANALISI;
•3) QUANT’ALTRI ABBIANO CONCORSO CON RUOLO E PARTECIPAZIONE AI FATTI DI SEGUITO DESCRITTI E CONTESTATI (MI RIFERISCO FRA L’ALTRO AI CITTADINI DI FORMELLO, CHE SEPPURE IGNARI E NELLA PIU’ ASSOLUTA BUONA FEDE, HANNO CONTRIBUITO IN QUESTI ANNI ALL’INQUINAMENTO DEL LORO STESSO AMBIENTE PIU’ CARO E PROTETTO, IL PARCO DI VEIO);
•1) L’ASSOLUTAMENTE NULLO LIVELLO DI ABBATTIMENTO DEGLI INQUINANTI ALLA FINE DEL TRATTAMENTO (I LIQUAMI ESCONO DAGLI IMPIANTI DI "DEPURAZIONE" ANCORA DEL COLOR MARRONE DELLE FECI) E CONSEGUENTE RILASCIO DEI LIQUAMI "TRATTATI", SI FA PER DIRE, SUL SUOLO, O PER MEGLIO DIRE NELLE ACQUE DEL TORRENTE VALCHETTA (IL FIUME CREMERA DEGLI ETRUSCHI).
CHIEDO QUINDI L’IMMEDIATO INTERVENTO DI :
•1) TUTTI GLI ORGANI ED APPARATI DELLO STATO;
•2) DELLA REGIONE LAZIO;
•3) DELLA PROVINCIA DI ROMA
AFFINCHE’ :
•A) I MISFATTI ED I REATI CHE SI CONFIGURANO IN QUESTA DESCRIZIONE DEI FATTI SIANO INTERROTTI;
•B) SI PROCEDA ALLA BONIFICA E RIPRISTINO DEI LUOGHI;
•C) SI RENDANO A NORMA DI SICUREZZA GLI IMPIANTI DI DEPURAZIONE O LI SI DISMETTA;
•D) I RESPONSABILI SIANO INDIVIDUATI, SANZIONATI E PUNITI SECONDO LE DISPOSIZIONI DI LEGGE.
E IL CONTROLLO DEL TERRITORIO ESERCITATO DAL SINDACO????
ECCO PERCHE’ MI ATTENDO DA QUESTA AUTORITA’ LA PUNIZIONE PER LE PERSONE SOPRA CITATE PER QUANTO DA LORO COMPIUTO.
ESPRIMO INOLTRE PALESEMENTE E FORMALMENTE LA MIA RICHIESTA DI ESSERE TENUTO AL CORRENTE DEGLI SVILUPPI DELLE INDAGINI.
ORAZIO FERGNANI.-
L’ archeologo topografo italiano, Antonio Nibby ( 1792 – 1839) nella " Analisi storico-topografico-antiquaria della Carta dei dintorni di Roma " così descriveva Formello: "a proposito delle origini del nome il quale deriva dai cunicoli che furono aperti in tutto il tratto fra questa terra e Veio onde condurre acque potabili a quella colonia romana dalle " viscere di Monte Musino ". Riporta, questo coscienzioso archeologo, anche il parere del Nardini il quale " nell’ aureo suo libro dell’ antico Veio, egli che tanto bene conosceva queste contrade, afferma che meraviglioso è lo spazio fra Formello e l’ isola ossia Veii, quasi tutto pensile per li tanto cunicoli che ha sotto ne’ quali hanno transito molti rivi e da questi anche deriva il nome della terra ".
Non crediamo ci siano dubbi, quindi, sul fatto che il nome derivi dalle " formae "’ termine latino che sta ad indicare condutture. E abbiamo in questo modo anche visto il concreto legame che stringeva Formello a Veio prima ancora che questa fosse la " colonia romana " citata dal Nibby.
Legge Regionale 6 ottobre 1997, n° 29
Art. 1(1b) (Principi generali)
La Regione garantisce e promuove, in maniera unitaria ed in forma coordinata con lo Stato e gli enti locali, nel rispetto degli accordi internazionali, la conservazione e la valorizzazione del suo patrimonio naturale, costituito da formazioni fisiche, biologiche, geologiche, geomorfologiche, paleontologiche e vegetazionali che, assieme agli elementi antropici ad esse connessi, compongono, nella loro dinamica interazione, un bene primario costituzionalmente garantito.
Art. 3 (1d) (Obiettivi)
La Regione, attraverso la creazione di un sistema di aree naturali protette nonché mediante l’istituzione dei monumenti naturali e l’individuazione dei siti di importanza comunitaria, persegue, in particolare, i seguenti obiettivi:
c) l’applicazione di metodi di gestione e di restauro ambientale allo scopo di favorire l’integrazione tra uomo ed ambiente anche mediante il recupero e la valorizzazione delle testimonianze antropologiche, archeologiche, storiche e architettoniche e delle attività agro-silvo-pastorali tradizionali;
Art. 8 (2) (Misure di salvaguardia)
•1. All’interno delle zone A previste dall’articolo 7, comma 4, lettera a), numero 1), delle aree naturali protette individuate dal piano regionale, sono vietati:
n) l’apertura di nuove discariche per rifiuti solidi urbani;
Art. 44 (Aree naturali protette istituite)
1. Sono istituite con le perimetrazioni e le zonizzazioni provvisorie di cui alle planimetrie a scala 1:10.000 contenute nell’allegato B, le seguenti aree protette:
a) l’Ente regionale parco di Veio, per la gestione dell’area protetta di cui al comma 1, lettera a);
Legge Regionale 6 luglio 1998, n° 24
Art. 13 (Protezione aree di interesse archeologico)
•1. Ai sensi dell’articolo 82, quinto comma, lettera m), del D.P.R. 616/1977 sono sottoposti a vincolo paesistico le zone di interesse archeologico.
Delibera n°20 del 08/06/2000
•1. Nel proprio ambito territoriale l’Ente parco provvede o coopera:
•a. alla tutela, al recupero ed al restauro degli habitat naturali e dei paesaggi, nonché alla loro valorizzazione;
•b. alla conservazione di specie animali e vegetali, di singolarità geologiche, di formazioni paleontologiche e di ambienti naturali che abbiano valore naturalistico e ambientale;
•c. alla difesa degli equilibri idraulici e idrogeologici;
•d. al recupero ed alla valorizzazione delle presenze archeologiche e monumentali e dei complessi storico-artistici, anche attraverso attività di supporto alle funzioni di monitoraggio e tutela;
•e. alla programmazione ed alla vigilanza dell’assetto territoriale;
•f. alla gestione del patrimonio pubblico di propria competenza, comprese le unità immobiliari, anche tramite affidamento a terzi servizi;
•g. all’applicazione di metodi di gestione e di restauro ambientale allo scopo di favorire l’integrazione tra uomo ed ambiente anche mediante la salvaguardia dei valori antropologici, archeologici, storici e architettonici e delle attività agro-silvo-pastorali e tradizionali;
•h. alla promozione di attività di educazione, formazione e ricerca scientifica, anche interdisciplinare, nonché di attività ricreative compatibili;
•i. alla valorizzazione delle risorse umane attraverso misure integrate che sviluppino la valenza economica ed educativa dell’area protetta;
•l. alla promozione dell’occupazione compatibilmente con un modello di sviluppo sostenibile, mediante la riscoperta di quei valori comunitari, storici, civili e delle comunità locali che legano i cittadini alla propria terra, alla propria storia e alle generazioni future;
•m. agli interventi finalizzati all’incentivazione dello sviluppo, anche mediante il coinvolgimento dei cittadini e delle risorse del volontariato;
•n. alla gestione dei servizi del parco naturale, anche tramite la stipula di convenzioni con soggetti pubblici o privati ed in particolare con enti pubblici e cooperative locali, qualificato in materia di protezione ambientale o da qualificare con appositi corsi di formazione o con istituti universitari e di ricerca;
•o. al perseguimento del danno ambientale, all’ottenimento del relativo risarcimento e al ripristino conseguente;
•p. all’espletamento degli altri compiti attribuiti dalla legge, nonché di quelli affidati dalla Regione Lazio, dalla Provincia di Roma, dagli Enti locali e da qualsiasi soggetto, che rientrino anche in ambito internazionale tra i fini istituzionali dell’Ente;
•q. all’espletamento, su delega, di ulteriori funzioni fra quelle trasferite o delegate alle Regioni ovvero trasferite agli Enti locali.
Articolo 5 Attività dell’Ente parco di Veio)
1. Sono attività dell’Ente:
•a. promuovere, orientare ed esercitare attività scientifiche, educative, culturali, didattiche, turistiche e di formazione volte a favorire la conoscenza del patrimonio storico, artistico, archeologico e ambientale dell’area protetta e della sua corretta fruizione ed individuare le attività produttive, e gli usi presenti nel parco, o ad esso connessi, da mantenere o incentivare in quanto coerenti ed utili, in un ottica di sviluppo sostenibile, ovvero da eliminare o disincentivare in quanto incompatibili;
•b. individuare criteri di compatibilità per la valutazione di opere e interventi urbanistici di interesse nazionale, regionale e locale che interferiscano con il parco naturale di Veio;
•c. esercitare le competenze attribuitegli dalla normativa vigente in materia sulle attività di trasformazione ambientale, territoriale ed urbanistica, attraverso il rilascio di nulla osta, pareri o altri atti di assenso anche mediante gli strumenti di snellimento delle procedure previsti dalle normative vigenti;
•d. concorrere a promuovere tutte le iniziative dirette ad eliminare o prevenire ogni forma di abusivismo edilizio, nonché le situazioni di degrado ambientale determinate da ogni forma di inquinamento, come ad esempio, l’inquinamento acustico, luminoso, elettromagnetico, idrogeologico, atmosferico e del suolo;
•e. accettare elargizioni, donazioni, eredità e legati in qualsiasi forma ritenuta vantaggiosa per l’Ente;
•f. gestire il patrimonio di proprietà dell’Ente o ad esso affidato, esercitando, nei modi e nelle forme previste, il diritto di prelazione sui trasferimenti di beni di rilevante interesse per i fini istituzionali;
•g. gestire i servizi dell’area naturale protetta, nonché opere e forniture nei modi di legge, anche ove possibile tramite la stipula di convenzioni con enti pubblici, privati, associazioni e cooperative locali, qualificate in materia di protezione ambientale o da qualificare con appositi corsi di formazione, o con istituti universitari e di ricerca;
•l. compiere presso gli Istituti di credito ed assicurativi ed organismi finanziari riconosciuti tutte le operazioni utili ai propri fini, escluse quelle di carattere aleatorio;
•m. aderire ad associazioni locali, regionali o nazionali che abbiano per fine la promozione degli interessi dell’Ente;
•n. stimolare il finanziamento ad iniziativa privata per opere ed interventi compatibili;
•o. promuovere tutte le operazioni ed atti consentiti dalla legge per il raggiungimento dei propri fini.
Legge 6 dicembre 1991, n° 394 Legge quadro sulle aree protette
ART. 1. Finalità e ambito della legge
DEC.LEGISL. 152 DEL 11/05/1999
ART. 58 Danno ambientale, bonfica e ripristino ambientale dei siti inquinati
1. Chi con il proprio comportamento omissivo o commissivo in violazione delle disposizioni del presente decreto provoca un danno alle acque, al suolo, al sottosuolo e alle altre risorse ambientali, ovvero determina un pericolo concreto ed attuale di inquinamento ambientale, e’ tenuto a procedere a proprie spese agli interventi di messa in sicurezza, di bonifica e di ripristino ambientale delle aree inquinate e degli impianti dai quali e’ derivato il danno ovvero deriva il pericolo di inquinamento, ai sensi e secondo il procedimento di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 (a)., ETC., ETC..-
( MA LE PAROLE ……… SONO SOLTANTO SUONI MUSICALI EMESSI NELL’ARIA PER DELIZIARE L’UDITO DEGLI ASCOLTATORI QUANDO SI PARLA, E DEI SEGNI E SIMBOLI SCIAMANICI E PROPIZIATORI QUANDO SI SI SCRIVONO DEI TESTI, ………OPPURE HANNO INVECE UN SENSO, UN SIGNIFICATO E UN SIGNIFICANTE QUANDO VENGONO ESPRESSE CON UNA SEQUENZA LOGICA????)
ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI TIVOLI L’ARDUO E COMPITO DI ESPRIMERSI CON RIGORE E RESPONSABILITA’ IN UNA SENTENZA UNIVOCA ED INEQUIVOCABILE.
Un altro compagno di merende SI POSSONO ESPANDERE ALL’INFINITO I CONSUMI?
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References: ART.14
 ART.50

Art. 1

Art. 3

Art. 8

Art. 44

Art. 13

Articolo 5

ART. 1

ART. 58
 SENTENZA