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Timestamp: 2020-05-25 01:43:10+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23049 del 17/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23049 del 17/09/2019
Cassazione civile sez. trib., 17/09/2019, (ud. 07/05/2019, dep. 17/09/2019), n.23049
sul ricorso 8631-2017 proposto da:
O.C.S., elettivamente domiciliato in ROMA PIAZZA
BARBERINI, 12, presso lo studio dell’avvocato OSCAR BEZZI, che lo
rappresenta e difende unitamente all’avvocato LUCIANO FILIPPO
BRACCI, giusta procura in calce;
avverso la sentenza n. 5721/2016 della COMM. TRIB. REG. di ROMA,
udita la relazione della causa svolta nella pubblica -udienza del
udito per il ricorrente l’Avvocato BRACCI che ha chiesto
1. – O.C.S. ha impugnato l’atto di variazione di accatastamento (c.d. riclassamento catastale) di tre unità immobiliari di sua proprietà site in (OMISSIS), eseguito dall’Agenzia delle entrate ai sensi della L. 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 335.
2. – In primo grado il ricorso è stato accolto, mentre la CTR ha riformato la sentenza impugnata in accoglimento dell’appello dell’Agenzia delle Entrate. Propone ricorso per cassazione la O., affidandosi a 4 motivi. Resiste con controricorso l’Agenzia.
3. – Con il primo motivo di ricorso si deduce la violazione e falsa applicazione dell’art. 112 c.p.c. in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4. Secondo la ricorrente il giudice d’appello non si sarebbe pronunciato sulle censure mosse in ordine alla mancata chiarezza dell’accertamento censurato nè richiamato le norme in base alle quali è stato adottato. Con il secondo motivo di ricorso si deduce la violazione e la falsa applicazione di legge ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, in relazione alla L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, e al D.P.R. n. 138 del 1998, art. 9. Secondo la ricorrente non è sufficiente a motivare l’accertamento il mero richiamo agli scostamenti dei valori nelle microzone ma occorre anche entrare nel merito dei singoli casi. In subordine, parte ricorrente solleva la questione di legittimità costituzionale della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335. Con il terzo motivo del ricorso si lamenta la violazione e la falsa applicazione di legge sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, in relazione all’art. 112 c.p.c. in quanto la sentenza nulla dice sui motivi di ricorso sul merito della questione. Con il quarto motivo di ricorso si lamenta la violazione dell’art. 360 c.p.c., n. 5, per radicale assenza di motivazione in ordine alle censure mosse alla sentenza di secondo grado.
3.1 – La CTR ritiene legittimo l’accertamento in questione in quanto l’ufficio ha specificato ed indicato le microzone individuate nel centro storico nelle quali sono rilevati scostamenti superiori alla soglia di significatività del 35% tra il valore medio di mercato e il valore medio catastale rispetto all’analogo rapporto relativo all’insieme delle micro zone comunali. Le unità immobiliari in esame sono state quindi classificate in considerazione dell’appartenenza alla microzona di cui sopra attraverso il raffronto per comparazione con altre unità aventi caratteristiche analoghe con l’indicazione della zona di riferimento.
La parte lamenta in particolare si tratta di una “revisione massiva” fondata sulla ricorrenza dell’unico requisito rappresentato dal significativo scostamento del rapporto tra valore di mercato nella micro zona rispetto al rapporto dell’insieme delle micro zone comunali E che tale dato non può assolvere all’obbligo di giustificare la revisione.
La CTR ritiene legittimo l’accertamento in questione argomentando che l’avviso contenga tutto quanto necessario a mettere il contribuente in condizione di difendersi, ” che in esso si delimita il campo della pretesa impositiva con l’indicazione del ri-classamento dell’immobile e si dà atto dello scostamento, previsto dalla L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, tra valore catastale e quello di mercato nella microzona, che in quanto superiore alla soglia di significatività del 35%, costituisce presupposto dell’operato accertativo”.
4. – La fattispecie di cui si tratta è una specifica ipotesi di revisione del classamento di un immobile urbano su iniziativa dell’amministrazione comunale, prevista dalla L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, che così dispone: “La revisione parziale del classamento delle unità immobiliari di proprietà privata site in microzone comunali, per le quali il rapporto tra il valore medio di mercato individuato ai sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 138, e il corrispondente valore medio catastale ai fini dell’applicazione dell’imposta comunale sugli immobili si discosta significativamente dall’analogo rapporto relativo all’insieme delle microzone comunali, è richiesta dai comuni agli Uffici provinciali dell’Agenzia del territorio. Per i calcoli di cui al precedente periodo, il valore medio di mercato è aggiornato secondo le modalità stabilite con il provvedimento di cui al comma 339. L’Agenzia del territorio, esaminata la richiesta del comune e verificata la sussistenza dei presupposti, attiva il procedimento revisionale con provvedimento del direttore dell’Agenzia medesima”.
Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e decidendo nel merito accoglie l’originario ricorso della contribuente. Compensa le spese dell’intero procedimento.

References: Sentenza 
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 art. 1
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 art. 9
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