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Timestamp: 2018-11-12 19:06:43+00:00

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Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 23 maggio 2016, n. 2111 - Avvocato Renato D'Isa
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E’ inaccoglibile la domanda di risarcimento del danno per mancata aggiudicazione di una gara d’appalto, se la società che ha proposto la domanda si è limitata a chiedere il risarcimento del danno per equivalente. La sentenza ha argomentato che la società avrebbe dovuto provare che essa – dopo l’annullamento dell’aggiudicazione all’impresa prima classificata – sarebbe risultata prima in graduatoria, e quindi aggiudicataria dell’appalto
sentenza 23 maggio 2016, n. 2111
sul ricorso numero di registro generale 5888 del 2014, proposto dalla società
Za. Co. s.r.l., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avvocati Ma. Ba. e Gi. Ca., con domicilio eletto presso Al. Pe. in Roma, via (…);
Presidenza del Consiglio dei Ministri, Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della protezione civile, rappresentate e difese per legge dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso la quale sono domiciliate in Roma, via (…);
Bo. Co. s.a.s. di Bo. Gi. e Ro., in persona del legale rappresentante p.t., non costituita in giudizio;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 28 aprile 2016 il cons. Giuseppe Castiglia e uditi per le parti l’avvocato Al. Pe. (su delega dell’avvocato Ba.) e l’avvocato dello Stato Ti.;
1. La società Za. Co. s.r.l. ha partecipato alla gara per l’affidamento dei lavori urgenti per la messa in sicurezza d’emergenza del sistema franoso di (omissis), indetta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Commissario delegato ex art. 15 dell’O.P.C.M. n. 3591 del 2007.
Classificatasi al secondo posto, ha impugnato con ricorso straordinario l’aggiudicazione in favore dell’A.T.I. Bo. Co. ed Eu..
3. La Za. Co. ha quindi diffidato la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della protezione civile a dare esecuzione al decreto.
4. A seguito della mancata risposta delle Amministrazioni, ha agito in via ottemperanza -ex art. 112, comma 2, c.p.a. – contro la Presidenza del Consiglio (nella doppia veste sopra riportata) e la Regione Campania, quale successore della Presidenza – Dipartimento della protezione civile ai sensi dell’O.P.C.M. n. 73 del 2 aprile 2013.
5. La Presidenza del Consiglio si è costituita in giudizio declinando la propria legittimazione passiva, perché le funzioni del Commissario delegato sarebbero cessate e – a norma dell’O.P.C.M. n. 73 del 2013 e dell’art. 1, comma 422, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 – al suo posto sarebbe subentrata la Regione Campania.
“Alla scadenza dello stato di emergenza, le amministrazioni e gli enti ordinariamente competenti, individuati anche ai sensi dell’articolo 5, commi 4-ter e 4-quater, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi, nei procedimenti giurisdizionali pendenti, anche ai sensi dell’articolo 110 del codice di procedura civile, nonché in tutti quelli derivanti dalle dichiarazioni di cui all’articolo 5-bis, comma 5, del decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401, già facenti capo ai soggetti nominati ai sensi dell’articolo 5 della citata legge n. 225 del 1992. Le disposizioni di cui al presente comma trovano applicazione nelle sole ipotesi in cui i soggetti nominati ai sensi dell’articolo 5 della medesima legge n. 225 del 1992siano rappresentanti delle amministrazioni e degli enti ordinariamente competenti ovvero soggetti dagli stessi designati”.
15. In data 24 marzo 2016, la Za. Co. ha depositato una perizia sulla quantificazione del danno sofferto, articolata nelle seguenti tre distinte voci:
f) va esclusa la pretesa di ottenere l’equivalente del 10% dell’importo a base d’asta, sia perché detto criterio esula storicamente dalla materia risarcitoria, sia perché non può essere oggetto di applicazione automatica ed indifferenziata (non potendo formularsi un giudizio di probabilità fondato sull’id quod plerumque accidit secondo il quale, allegato l’importo a base d’asta, può presumersi che il danno da lucro cessante del danneggiato sia commisurabile al 10% del detto importo);
g) anche per il c.d. danno curricolare il creditore deve offrire una prova puntuale del nocumento che asserisce di aver subito (il mancato arricchimento del proprio curriculumprofessionale), quantificandolo in una misura percentuale specifica applicata sulla somme liquidata a titolo di lucro cessante.
21. Facendo applicazione dei su esposti principi al caso di specie, risulta evidente l’inaccoglibilità delle domande proposte dalla Za. Co., la quale:
Depositata in Segreteria il 23 maggio 2016

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

sentenza 
 art. 15
 art. 112