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LEGGE REGIONALE N. 33 DEL REGIONE LAZIO. Norme in materia di attività di estetista. - PDF
LEGGE REGIONALE N. 33 DEL REGIONE LAZIO. Norme in materia di attività di estetista.
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Daniella Gilda Fortunato
1 Pagina 1 di 6 LEGGE REGIONALE N. 33 DEL REGIONE LAZIO Norme in materia di attività di estetista. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO N. 36 del 29 dicembre 2001 SUPPLEMENTO ORDINARIO N. 7 IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGINALE Promulga La seguente legge: ARTICOLO 1 (Oggetto) 1. Con la presente legge la Regione, in attuazione della legge 4 gennaio 1990, n.1, (Disciplina dell attività di estetista) al fine di assicurare uno sviluppo del settore estetico compatibile con le effettive esigenze sociali, detta norme di principio concernenti la programmazione e la regolamentazione dell attività di estetista da parte dei comuni nonché le iniziative formative riguardanti la qualificazione professionale di estetista.
2 Pagina 2 di 6 ARTICOLO 2 (Ambito di applicazione) 1. Sono assoggettati alla disciplina relativa all attività di estetista tutti i trattamenti e le prestazioni rientranti tra quelli previsti dall articolo 1 della l.1/1990, anche se svolti in maniera accessoria nell esercizio di attività diverse da quella di estetista. ARTICOLO 3 (Esercizio dell attività di estetista) 1. L esercizio dell attività di estetista è disciplinato dalla l.1/1990 e dal regolamento adottato dai comuni ai sensi dell articolo 5 della presente legge. 2. L esercizio dell attività di estetista è subordinato al rilascio dell autorizzazione comunale di cui all articolo 7 della presente legge nonché al possesso dei requisiti previsti dagli articoli 2, 3, 4 e 8 della l. 1/1990. ARTICOLO 4 (Programmazione comunale) 1. Al fine di conseguire un equilibrata distribuzione sul territorio regionale degli esercizi di estetista in relazione all effettiva esigenza dell utenza e nell ottica dello sviluppo occupazionale, la dislocazione degli stessi è programmata dai comuni nel rispetto delle disposizioni di cui al comma 2 e in armonia con le eventuali indicazioni della programmazione socio-economica e territoriale vigente a livello regionale. 2. Nell ambito della programmazione di cui al comma 1, i comuni tengono conto, in particolare: a) del numero degli esercizi già esistenti nel territorio di competenza in rapporto alla densità della popolazione residente e fluttuante; b)del numero degli addetti occupati negli esercizi esistenti e di quelli ritenuti necessari;
3 Pagina 3 di 6 c) delle ulteriori indicazioni contenute nel regolamento di cui all articolo 5. ARTICOLO 5 (Regolamenti comunali) 1. Al fine di disciplinare l attività di estetista in maniera organica ed uniforme su tutto il territorio regionale, i comuni adottano i regolamenti di cui all articolo 3, comma 1, nel rispetto delle disposizioni contenute nella l.1/1990 e nella presente legge. 2. I regolamenti comunali prevedono in particolare: a) le modalità di programmazione dello sviluppo dell attività di estetista nonché le eventuali ulteriori indicazioni in ordine alla distribuzione degli esercizi a livello territoriale, ai sensi dell articolo 4, comma 2, lettera c); b) le caratteristiche, la destinazione d uso e le superfici minime dei locali impiegati nell esercizio dell attività di estetista; c) le modalità per il rilascio dell autorizzazione all esercizio dell attività di estetista da parte del comune, con l indicazione della documentazione relativa ai requisiti di qualificazione professionale ed agli altri requisiti previsti dalla vigente normativa; d) le cause di sospensione, decadenza e revoca dell autorizzazione all esercizio dell attività di estetista; e) i criteri per il rilascio dell autorizzazione al trasferimento dell esercizio dell attività di estetista in altra sede; f) i requisiti di sicurezza ed igienico-sanitari dei locali nei quali viene svolta l attività di estetista, nonché le norme sanitarie e di sicurezza per gli addetti e per gli utenti; g) i criteri per la determinazione degli orari e dei turni di apertura e chiusura degli esercizi; h) l obbligo e le modalità di esposizione delle tariffe professionali; i) i criteri di controllo sul possesso dei requisiti previsti per l esercizio dell attività di estetista. ARTICOLO 6 (Formazione professionale)
4 Pagina 4 di 6 1. Le iniziative di formazione professionale riguardanti l attività di estetista sono approvate dalla Regione, in conformità alle disposizioni di cui all articolo 6 della l.1/1990 e al decreto ministeriale 21 marzo 1994, n. 352, sentite le organizzazioni regionali dell artigianato maggiormente rappresentative a livello nazionale, nell ambito dei programmi predisposti ai sensi della legge regionale 25 febbraio 1992, n Nei programmi di cui al comma 1 sono individuate, in particolare, le iniziative volte alla: a) qualificazione professionale di base, di durata biennale; b) specializzazione, di durata annuale, per soggetti già in possesso della qualifica professionale; c) formazione complementare per apprendisti, prevista dalla legge 19 gennaio 1955, n.25, (Disciplina dell apprendistato); d) riqualificazione e aggiornamento professionale, previsti dall articolo 8, commi 4 e 7 della l.1/ Le prove di carattere teorico pratico hanno luogo secondo le modalità previste dalla l.r. 23/1992, nel rispetto delle disposizioni contenute negli articoli 3, comma 1, e 6, commi 4,5 e 6 della l.1/1990. ARTICOLO 7 ( Autorizzazione all esercizio dell attività) 1. La richiesta di autorizzazione all esercizio dell attività di estetista è presentata al comune competente per territorio, unitamente alla documentazione relativa ai requisiti di professionalità previsti dalla l. 1/1990 ed alle attestazioni di idoneità dei locali alle norme vigenti in materia di sicurezza, di igiene e sanità di cui all articolo 5, comma 2, lettera f). 2. L autorizzazione è rilasciata dal comune sulla base degli accertamenti previsti dall articolo 8, comma 1, con provvedimento comunicato al richiedente entro i termini fissati dal regolamento comunale di cui all articolo 5. ARTICOLO 8 (Compiti delle Aziende sanitarie locali) 1. Le aziende sanitarie locali, al fine di tutelare la salute e la
5 Pagina 5 di 6 sicurezza degli utenti del servizio, nel territorio di rispettiva competenza, effettuano accertamenti e controlli sull idoneità igienico sanitaria dei locali, delle apparecchiature destinate allo svolgimento dell attività di estetista, inclusi i procedimenti tecnici impiegati in tale attività, nonché sull idoneità sanitaria degli operatori addetti. 2. I verbali ed il relativo rapporto sono inviati al comune competente all adozione dei provvedimenti di rilascio, sospensione e revoca dell autorizzazione nonché all irrogazione delle sanzioni di cui all articolo 9. ARTICOLO 9 (Sanzioni amministrative) 1. Le sanzioni amministrative previste dall articolo12 della l. 1/1990 sono irrogate dal comune competente per territorio, con le procedure di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale) e successive modifiche, sulla base dei verbali di infrazione e dei rapporti ad esso inviati dalla azienda sanitaria locale ai sensi dell articolo 8, comma 2, o dagli altri soggetti cui sono attribuiti per legge i poteri di accertamento. ARTICOLO 10 (Adeguamento dei regolamenti comunali) 1. I comuni, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, adeguano il regolamento previsto dalla legge regionale 12 febbraio 1989, n. 77 alla normativa contenuta nella l. 1/1990 e nella presente legge. 2. Gli esercizi già esistenti, che non rispondano ai requisiti stabiliti dal regolamento comunale, provvedono agli opportuni adeguamenti entro il termine massimo, comunque non superiore a dodici mesi, fissato dal comune ai sensi dell articolo 11, comma 2 della l. 1/ Decorso inutilmente tale termine, l autorizzazione è revocata.
6 Pagina 6 di 6 ARTICOLO 11 (Disposizioni transitorie in materia di aggiornamento e riqualificazione professionale) 1. I soggetti di cui all articolo 8, commi 4 e 7, della l. 1/1990 che, alla data di entrata in vigore della presente legge, esercitano l attività di estetista sprovvisti dei requisiti di professionalità previsti dall articolo 3 della l.1/1990, ai fini del rilascio dell attestato di qualificazione professionale, sono ammessi a frequentare, con le modalità stabilite da appositi bandi, corsi di aggiornamento o riqualificazione professionale istituiti dalla Regione nell ambito dei programmi annuali di formazione professionale ai sensi dell articolo 6, comma 2, lettera d). 2. A conclusione dei corsi di riqualificazione di cui all articolo 8, comma 7 della l.1/1990, i partecipanti sono sottoposti ad una prova di esame teorico- pratico, secondo quanto previsto dall articolo 6, comma 3 della presente legge ARTICOLO 12 (Abrogazione) 1. A decorrere dalla data di entrata di entrata in vigore della presente legge è abrogata la l.r.77/1989.

References: ARTICOLO 1
 ARTICOLO 2
 articolo 1
 ARTICOLO 3
 articolo 5
 articolo 7
 ARTICOLO 4
 articolo 5
 ARTICOLO 5
 articolo 3
 articolo 4
 ARTICOLO 6
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 articolo 8
 ARTICOLO 7
 articolo 5
 articolo 8
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 ARTICOLO 8
 articolo 9
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 articolo 8
 ARTICOLO 10
 articolo 11
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 articolo 8
 articolo 3
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 ARTICOLO 12