Source: http://www.vacciniinforma.it/2015/07/28/ignorantia-legis-non-excusat-intervista-allavvocato-roberto-mastalia-per-contrastare-la-fuorviante-malainformazione-uno-squarcio-di-luce-tra-le-tenebre-del-bugiardo-opportunismo-2/3181
Timestamp: 2018-11-16 19:57:24+00:00

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IGNORANTIA LEGIS NON EXCUSAT. PER CONTRASTARE LA FUORVIANTE MALAINFORMAZIONE. UNO SQUARCIO DI LUCE TRA LE TENEBRE DEL BUGIARDO OPPORTUNISMO | Vaccini Informa
L’avvocato Roberto Mastalia ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Perugia. Fin dall’inizio della professione la sua attività si è indirizzata verso cause relative alla malasanità ed alla tutela delle disabilità; argomenti per i quali ha dimostrato da sempre grande interesse. Da anni la sua attività si è incentrata nello studio delle problematiche connesse con i danni da vaccino in generale (sia indennizzo ex lege 210/92, conseguenti e collegate sia risarcimento del danno) con particolare attenzione, anche per motivi personali, per l’Autismo.
Per entrare quindi nel “pratico” se vi è un obbligo di effettuare le singole vaccinazioni non vi può essere alcun obbligo di effettuare quella che è attualmente la vaccinazione esavalente (Infanrix Hexa®) o, in precedenza, quella tetravalente.
Anche in questo caso, prima di sottoporsi alle vaccinazioni, il militare può comunque effettuare l’esame ematico delle titolazioni anticorpali al fine di verificare se immunizzato o meno nei confronti delle malattie contro le quali vorrebbero vaccinarlo.
In assenza di norme di legge che impongano le vaccinazioni, trattandosi di ambito militare, il problema si sposta però in sul piano del dovere di “obbedienza”.
Negli ultimi anni, anche a causa di relazioni di commissioni parlamentari d’inchiesta , di studi commissionati dalle stesse FF.AA. come il progetto SIGNUM e di importanti inchieste giornalistiche , oltre che, purtroppo, di una serie spaventosa di casi di patologie autoimmuni che hanno colpito i militari italiani, è cresciuta la sensibilità sulla questione vaccini e molti militari hanno iniziato a porsi dei seri dubbi sia sulla quantità dei vaccini che sulle modalità di somministrazione.
Il caso più rilevante degli ultimi ani è stato quello di un maresciallo dell’Aeronautica Militare sottoposto non solo a procedimento disciplinare ma addirittura indagato per il reato di disobbedienza aggravata e continuata per essersi semplicemente rifiutato di sottoscrivere la scheda anamnestico-vaccinale; indagine però successivamente archiviata dalla competente Procura militare.
Secondo l’interpretazione data alla vicenda dalle FF.AA. ed inizialmente dalla Procura Militare, infatti, se la vaccinazione costituisce un ordine, proveniente da un ufficiale medico che è anche un superiore gerarchico, la semplice richiesta di soprassedere temporaneamente ed a maggior ragione il diniego di sottoscrizione del consenso informato, ancorché non acquisito in modo uniforme in ambito militare e, soprattutto, col rispetto della vigente normativa, viene considerato come atto di disobbedienza ed insubordinazione, e viene quindi sanzionato sia disciplinarmente che penalmente.
Se da una parte ciò può apparire del tutto legittimo e ragionevole,dall’altra è necessario porvi dei limiti per evitare che si traduca in un condizionamento sia psicologico che materiale, suscettibile, se portato alle sue estreme conseguenze, di creare una sorta di illegittima “zona franca” del diritto.
D’altra parte, né il Decreto del Ministero Difesa del 31.03.2003 , che non ha forza di legge e non può quindi derogare al principio costituzionale della volontarietà per quel che riguarda la sottoposizione a trattamenti sanitari, salva la riserva di legge, né, d’altra parte, l’art. 182 del Codice dell’Ordinamento Militare appare idoneo a fornire un’adeguata copertura normativa di rango primario al predetto obbligo; ciò anche in considerazione del fatto che lo stesso, al comma 4, demanda alla sanità militare il compito di adottare, nel proprio ambito, la normativa vigente in materia di sanità pubblica. In realtà, attesa la riserva costituzionale di legge, è chiaro che occorrerebbe invece una disciplina di rango primario ad hoc.
Pertanto, stante l’attuale assetto normativo, e soprattutto l’incerto fondamento giuridico-legale del dovere di obbedienza, è pacifico come un rifiuto motivato di sottoporsi, in parte o del tutto, a pratiche vaccinali, da parte del personale militare non possa essere considerato in alcun modo sanzionabile.
Sullo stesso piano si sono mosse alcune rappresentanze militari quali per esempio il Consiglio Centrale di Rappresentanza dell’Aeronautica Militare (Co.Ce.R.) attraverso alcuni suoi documenti con i quali venivano posti una serie di quesiti in ordine alla cogenza della normativa militare a confronto con quella costituzionale.
In particolare, la delibera del Co.Ce.R del 23.10.2012 , prendendo spunto da una parte dai provvedimenti disciplinari e penali intentati a carico di militari relativamente alla somministrazione dei vaccini e quindi dalla rilevanza assunta dal problema anche presso i media oltre che dall’attenzione dedicata dalla Commissione d’inchiesta, teneva a precisare “non tutti gli aspetti legati all’uso dei vaccini [sono] pienamente chiariti anche a livello sanitario/scientifico con studi indipendenti ed autonomi” e che tale questione e` stata sollevata, oltre che nella relazione del progetto SIGNUM, anche nell’ambito del CPCM e della Direzione Generale della Sanità Militare, con il varo del già citato progetto di ricerca coordinato dal professor D’Amelio.
Il Co.Ce.R. quindi all’unanimità deliberava di:
a) Chiedere al Capo di Stato maggiore dell’Aeronautica di appurare se in ossequio alla D.T. 14.02.2008, vi sia piena applicazione da parte degli Ufficiali medici vaccinatori di quanto previsto in Senato della Repubblica Atti Parlamentari – 118 – XVI Legislatura – Disegni di Legge e Relazioni – Documenti, in tema di sensibilizzazione ed informazione preventiva nei confronti di tutto il personale interessato; b) Verificare se all’atto della somministrazione dei vaccini, venga rilasciata ai vaccinandi la scheda (Allegato “I” al D.T. 14.02.2008) sulle reazioni avverse al fine di avere un accurato controllo e riscontro di tali reazioni anche a fini statistici;
c) Verificare se in fase preliminare, vi sia la rilevazione da parte dell’Ufficiale vaccinatore, dell’eventuale sussistenza di controindicazioni temporanee o permanenti allo svolgimento di ciascuna pratica vaccinale;
d) Vagliare la possibilità che in sede preliminare tutto il personale interessato dalla profilassi vaccinale, possa effettuare esami/test-anticorporali clinici gratuiti, onde evitare la somministrazione di vaccinazioni ad individui risultanti immunodepressi o particolarmente esposti a rischi di qualunque natura al momento dell’effettuazione degli esami suddetti, ed il determinarsi di eventuali e potenziali squilibri del sistema immunitario;
e) Verificare se vi siano sufficienti garanzie per la tutela ed il benessere del personale dal punto di vista sanitario in tema di vaccinazioni al fine di conoscere se tali garanzie siano suffragate dagli esiti dei lavori dei progetti di ricerca scientifica, affidati al Gen. Prof. Raffaele D’Amelio in tema di sicurezza, immunogenicità ed efficacia delle vaccinazioni del personale militare;
f) Rendere edotto il personale su eventuali conclusioni del Comitato per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (CPCM);
g) Esperire le dovute indagini attraverso i militari che hanno subito vaccinazioni plurime e ravvicinate, al fine di verificarne le loro attuali condizioni di salute;
h) Conoscere anche, alla luce delle nuove evidenze scientifiche e dell’andamento dei lavori nelle varie commissioni all’uopo preposte, quali azioni voglia intraprendere affinché le strutture Tecnico-Sanitarie delle FF.AA. applichino alle pratiche di vaccinazione un “principio di precauzione” più elevato che consenta di escludere ragionevolmente la presenza di fattori di rischio ed al contempo di farsi attivo promotore con le SS.AA. al fine di valutare una revisione dell’attuale Decreto Ministeriale nel senso delle recenti evoluzioni in materia;
i) Inviare, inoltre, la delibera a stralcio verbale, al Co.Ce.R. Interforze, al Capo di Stato Maggiore della Difesa, alle Autorità Sanitarie Militari, al Ministro della Salute ed al Ministro della Difesa.
La Commissione d’inchiesta rimarcava la gravità di tutti i comportamenti rilevati in ambito militare, a prescindere dal loro numero e dalla loro frequenza, consistenti nella mancata anamnesi vaccinale, nella mancata acquisizione del consenso informato, nella somministrazione di dosi in misura superiore a quella indicatao senza rispettare gli intervalli temporali prescritti dalle case farmaceutiche produttrici, nell’effettuazione non necessaria di vaccinazioni diverse in tempi molto ravvicinati, nell’effettuazione di richiami non necessari, in quanto la copertura immunitaria era già presente, in registrazioni parziali o erronee delle vaccinazioni effettuate.
In breve: tutto ciò che accade normalmente anche in ambito “civile” sia per le vaccinazioni pediatriche che per quelle degli adulti.
Quindi, segnalava la necessità di adottare norme di legge che includessero le erronee modalità di vaccinazione tra i fattori di possibile rischio per la salute del personale militare, provvedendo quindi a stabilirne l’indennizzabilità in caso di insorgenza di gravi patologie invalidanti o di decesso anche alla luce dell’impegno manifestato dal Ministro della Difesa nel corso della sua audizione.
Infine, consigliava, inoltre di riesaminare l’intero processo e le procedure poste alla base delle attività vaccinali in ambito militare, valutando anche le eventuali lacune registrate sul piano dei controlli interni, ivi compresi quelli relativi alla effettiva ed efficace attuazione delle direttive impartite dall’Ufficio generale della sanità militare, nonché alla piena attuazione delle norme riguardanti l’obbligo di segnalazione dei casi avversi all’AIFA invitando inoltre l’Ufficio Generale della Sanità Militare ad emanare una direttiva che stabilisca con precisione termini e modalità di effettuazione dell’anamnesi vaccinale da parte del personale medico vaccinatore definendo specifiche modalità per la diffusione delle buone pratiche realizzate in tale ambito.
In considerazione di quanto sopra, Pertanto, stante l’attuale assetto normativo, e soprattutto l’incerto fondamento giuridico-legale del dovere di obbedienza, è pacifico come un rifiuto motivato di sottoporsi, in parte o del tutto, a pratiche vaccinali, da parte del personale militare non possa essere considerato in alcun modo sanzionabile.
Vacciniinforma ringrazia l’Avvocato Roberto Mastalia per la sua grande correttezza e precisione.
Grazie per le delucidazioni in merito alla confusione che vige, generata dalla totale malainformazione.
Spesso ci troviamo dinnanzi a genitori confusi ed impauriti, per questo motivo consigliamo loro di informarsi in maniera consapevole poiché (come più volte sottolineato) LA LEGGE NON AMMETTE IGNORANZA.
Combattiamo contro un clima intriso di informazioni non corrette e fuorvianti,ancor più quando dall’altra parte c’è qualcun altro che forse ci guadagna in qualche subdola maniera.
Francamente non è semplice decidere (da profani dell’argomento e di questa tematica) quale tra le informazioni circolanti sia la più corretta; quello che ci preme dire è che molte di queste sono frutto di una grave quanto pericolosa ignoranza legis piuttosto che di interessi di varia natura,sia economici che di una “maggiore notorietà”. In ogni caso tutto ciò è aberrante,per questo è importante affidarsi a professionisti sinceri e disinteressati.
Ringraziando di vero cuore i diversi volontari che in maniera del tutto gratuita svolgono un lavoro di ricerca nelle fonti e traduzioni di studi scientifici avvalendosi della preziosa collaborazione di professionisti in campo. Volontari che senza alcun interesse se non mordente e amore per la causa,non si tirano indietro ricevendo la maggior parte delle volte nemmeno un grazie, e mettendo in secondo piano spesso anche la loro vita privata ed i loro impegni personali.
Grazie al loro lavoro, moltissime sono le famiglie che ricevono assistenza ed aiuto.
Ricordiamo infine la fondazione da parte dell’Avvocato Mastalia del gruppo presente Facebook “Autismo, danni da vaccinazioni e Malasanità” gestito da diversi volontari. Contatti: roberto.mastalia@libero.it
Ringraziamo ancora il professionista Mastalia per averci risposto in maniera sincera e disinteressata,da parte nostra i più sinceri auguri con la speranza che queste preziose informazioni vengano fatte circolare il più possibile.
Di seguito tutti i riferimenti degli argomenti trattati:
R. Legge 06.06.1939 n. 891 (GU 01.07.1939 n. 152)
Legge 05.03.1963 n. 292 (GU 27.03.1963 n. 83)
Legge 04.02.1966 n. 51 (GU 19,02.1966 n. 44)
Legge 27.05.1991 n. 165 (GU 01.06.1991 n. 127)
D.Lgs 01.12.2009 n. 179 “Disposizioni legislative statali anteriori al 1° gennaio 1970, di cui si ritiene indispensabile la permanenza in vigore, a norma dell’articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246” (GU n.290 del 14-12-2009 – Suppl. Ordinario n. 234). Particolare attenzione va fatta ai due allegati contenenti gli elenchi delle norme antecedenti al 1970 sottratte all’abrogazione, in: http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2009-12-01;179
Espressamente indicate nell’allegato 1, rispettivamente, al n. 1899 ed al n. 2059
D.Lgs. 13.12.2010 n. 213 (GU n. 292 del 15,12,2010 – supplemento ordinario n. 276), in: http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010;213
Tra gli altri: ASL Mantova: “Elenco dei sospetti inadempienti fino ad oggi segnalati a questo Servizio e relative procedure aziendali”, pag. 2: “Mancata Presentazione alla chiamata. Per ogni bambino inserito nell’ anagrafe vaccinale deve essere spedito 15-30 giorni prima della data della vaccinazione un invito (cartolina, lettera ecc.) indicando data, ora e luogo dell’ appuntamento. In caso di mancato rispetto dell’ appuntamento, qualora non sia stato fissato un appuntamento alternativo, dopo 20-30 giorni si invia un nuovo invito.”
Regione Toscana, “Linee di indirizzo per la gestione dei casi di inadempienza all’obbligo vaccinale”, All. A, pag. 3: “Iter procedurale in caso di rifiuto alla vaccinazione. Considerati gli orientamenti nelle strategie di vaccinazione recepite dal Piano Nazionale Vaccini (…) 1) Verifica periodica adesioni. Le UU.FF. di Sanità Pubblica e/o le Attività distrettuali, secondo precisi accordi, devono controllare regolarmente la situazione vaccinale dei bambini rispetto al calendario e provvedere a invitare i non vaccinati utilizzando l’indirizzo di residenza. E’ importante dare la massima disponibilità all’informazione preferendo la via diretta che appare l’unica in grado di dare una risposta ad ogni particolare dubbio dei genitori. L’ invito conterrà anche la richiesta di trasmissione della relativa documentazione qualora le vaccinazioni siano state eseguite in altra sede. In caso di mancata risposta alla 1° lettera, si invia una 2° lettera non oltre 1 mese dalla prima. Unitamente alla prima lettera di invito, sarà trasmessa alla famiglia l’informativa ai sensi dell’art. 13 del Decreto legislativo 30/6/2003 n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (allegato 6)”.
Emilia Romagna, DGR n. 256 del 13.03.2009, “Approvazione del documento contenente “Indicazioni alle Aziende sanitarie per promuovere la qualità delle vaccinazioni in Emilia-Romagna”, punto 5.3 La pianificazione degli inviti e delle sedute vaccinali, pag. 12 “La procedura per l’effettuazione delle vaccinazioni ai minori deve prevedere l’invito su appuntamento da spedire con congruo anticipo rispetto alla scadenza vaccinale. L’invito deve esplicitare chiaramente tutte le vaccinazioni proposte considerando alla stessa stregua le obbligatorie e le raccomandate (…)” e quindi punto 5.11, pag. 19 “La gestione dei non vaccinati. Gli inadempienti alle vaccinazioni obbligatorie per l’infanzia. Nel caso di mancata presentazione al primo appuntamento, l’invito (sollecito) ad eseguire le vaccinazioni verrà reiterato almeno 2 volte, trascorsi 30-60 giorni,”
ASL Mantova, “Elenco dei sospetti inadempienti fino ad oggi segnalati a questo Servizio e relative procedure aziendali”, pag. 2 “Qualora venga disatteso anche questo secondo invito, si procederà ad inviare ai genitori una Raccomandata con A.R. per segnalare la opportunità di vaccinare il bambino, l’ aspetto obbligatorio di alcune vaccinazioni, per chiedere il motivo della mancata presentazione agli appuntamenti vaccinali e per invitare a contattare l’ Ufficio per concordare un eventuale incontro.”
Cass. civ. Sez. Unite, 25.11. 1992, n. 12545: “Nel giudizio di opposizione avverso l’ordinanza-ingiunzione irrogativa della sanzione amministrativa il verbale di accertamento dell’infrazione fa piena prova, fino a querela di falso, con riguardo ai fatti attestati dal pubblico ufficiale rogante come avvenuti in sua presenza e conosciuti senza alcun margine di apprezzamento o da lui compiuti, nonché alla provenienza del documento dello stesso pubblico ufficiale ed alle dichiarazioni delle parti, mentre non è necessario, in applicazione della disciplina di cui agli art. 2699 e 2700 c. c., l’esperimento del detto rimedio della querela qualora la parte intenda limitarsi a contestare la verità sostanziale di tali dichiarazioni ovvero la fondatezza di apprezzamenti o valutazioni del verbalizzante, cui non si estende la fede privilegiata del documento.”. Pronuncia successivamente confermata da Cass. 457/2006; Cass. 1408/2005, Cass. 3522/1999 e, più recentemente, da Cass. Civ. Sez. II, 29.08.2008 n. 21816.
In realtà non esiste una sola Legge “Bassanini” ma ne esistono ben quattro: Legge 15.03.1997 n. 59 “Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa”detta Bassanini Semel; Legge15.05.1997 n. 127 o Bassanini bis; Legge 16.06.1998 n. 191 o Bassanini ter; Legge 08.03.1999 o Bassanini quater.
La Corte di Cassazione, con sentenze n. 7239 del 1999 e n. 36747 del 24.09.2003 ha stabilito che la registrazione delle conversazioni è assolutamente legittima. Quest’ultima, in particolare, ha stabilito che “le registrazioni (sia telefoniche che fotografiche) di colloqui, riunioni, anche all’insaputa dell’interessato, sono perfettamente lecite ed equivalgano ad una presa di appunti scritti; non solo, la cosiddetta “registrazione fonica” costituisce valido elemento di prova davanti al giudice”.
Modulo in uso alla ASL di Bologna.
ASL Trento: “pur essendo informati sui vantaggi delle vaccinazioni e dei rischi derivanti dalla mancata vaccinazione rifiutiamo per insuperabile convincimento personale”; ASL Padova e Treviso: “pur essendo stati adeguatamente informati dal Dr….. dei rischi derivanti nel no sottoporre il /la bambino/a a vaccinazione contro …. non acconsentiamo a vaccinarlo/a per convincimento personale”,etc..
ASL Pavia: “_l_ sottoscritt_/_ consapevole delle responsabilità e delle conseguenze civili e penali, previsti in caso di dichiarazioni mendaci e/o formazione od uso di atti falsi, anche ai sensi e per gli effetti dell’art. 76 del D.P.R. 445/2000 e s.m.i, nonché in caso di esibizione di atti contenenti dati non più corrispondenti a verità, DICHIARA sotto la propria responsabilità: di aver ricevuto tramite
➢ materiale informativo (anche multilingue) specifico sull’argomento che mi è stato preventivamente consegnato e di cui ho compreso il contenuto;
➢ colloquio con un medico/operatore sanitario:
un’informazione comprensibile, adeguata ed esauriente:
➢ sulla modalità di effettuazione della/e vaccinazione/i e la via di somministrazione del/i vaccino/i;
➢ sui vantaggi, il grado di efficacia della vaccinazione nonché sulle possibili conseguenze sanitarie derivanti dalla mancata vaccinazione;
➢ sulle condizioni morbose che costituiscono controindicazione alla vaccinazione;
➢ sugli eventuali effetti collaterali e probabilità del loro verificarsi, nonché sulle modalità di trattamento;
➢ sulla possibilità di richiedere, in qualsiasi momento, un ulteriore colloquio per poter acquisire ulteriori informazioni;
➢ sulla possibilità di revocare il presente dissenso in qualsiasi momento.”
Ex multis, ASL Savona.
Legge 23 dicembre 1978, n. 833, “Istituzione del servizio sanitario nazionale”, in GU n. 360 del 28.12.1978 rinvenibile in http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_normativa_231_allegato.txt
Regione Veneto Legge Regionale 23 marzo 2007, n. 7, in http://www.consiglioveneto.it/crvportal/leggi/2007/07lr0007.html
Annualmente vengono effettuati monitoraggi per verificare l’andamento delle vaccinazioni e delle patologie ed approvare i relativi Report con DGR n. 2319 del 28.07.2009, DGR n. 1873 del 18.09.2012, DGR n. 1679 del 24.09.2013 etc.
Provincia autonoma di Trento, Legge Provinciale n. 16 del 23.07.2010, reperibile in: http://www.consiglio.provincia.tn.it/leggi-e-archivi/codice-provinciale/archivio/Pages/Legge%20provinciale%2023%20luglio%202010,%20n.%2016_21765.aspx
In base all’art. 18 della Legge 24.11.1981 n. 689.
Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5877 del 24 marzo 2004.
Ex multis Trib. Trieste sentenza n. 854 del 23.10.2013
Report, “Il virus dell’obbligo” http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-640d41f6-a3a7-41db-8006-7ff848c5b4bd.html
Regione Toscana, “Linee di indirizzo per la gestione dei casi di inadempienza all’obbligo vaccinale”, All. A, pag. 3, punto 6): “Comunicazioni. Una volta espresso il rifiuto alla pratica vaccinale, secondo le modalità di cui al punto 5 in modo palese o tacito, le UU.FF. di Sanità Pubblica effettueranno la segnalazione:
(a) Al medico o pediatra di famiglia ai fini della cura ed a tutela della salute dell’assistito, per una valutazione più adeguata delle eventuali situazioni di rischio ed il proseguimento della promozione della vaccinazione.
(b) Al Sindaco, quale autorità sanitaria locale.
(c) Al Tribunale dei Minori quando si ravvisi un concreto rischio per la salute del minore. Per la segnalazione sarà utilizzato il modello di segnalazione (allegato 3) o simile corredato della copia del modello di acquisizione del dissenso (allegato 1). Sono da considerarsi tali i casi che si riferiscono a particolari situazioni di rischio, come ad esempio il rifiuto della vaccinazione antiepatite B per un bambino figlio di persona HbsAg positiva o per un bambino immigrato da paesi ove la malattia è ancora endemica esposto a rischio da frequenti rientri nel paese di origine.”
Quindi assistenti sociali e TdM, per il loro tramite, verificheranno che il bambino sia ben nutrito, curato, seguito sia dai genitori che dai medici, viva in un ambiente “salubre” etc..
“Convenzione per la protezione dei Diritti dell’Uomo e della dignità dell’essere umano nei confronti dell’applicazioni della biologia e della medicina: Convenzione sui Diritti dell’Uomo e la biomedicina”, meglio conosciuta come Convenzione di Oviedo, sottoscritta il 4 Aprile 1997, ha introdotto e/o rafforzato principi fondamentali relativamente alle prestazioni medico-sanitarie importanti tra le quali:
“Art. 2 – Primato dell’essere umano: L’interesse e il bene dell’essere umano debbono prevalere sul solo interesse della società o della scienza.
Art. 4 – Obblighi professionali e regole di condotta: Ogni intervento nel campo della salute…deve essere effettuato nel rispetto delle norme e degli obblighi professionali, così come nel rispetto delle regole di condotta applicabili nella fattispecie di cui all’art.2.
Cap. II – Consenso
Art. 5 – Regola generale: Un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato. Questa persona riceve innanzitutto una informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell’intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi. La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso.”
Costituzione della Repubblica Italiana, art. 32, comma 2
DL n. 273 del 06.05.1994, reperibile in: http://www.camera.it/_dati/leg12/lavori/stampati/pdf/44936.pdf
Legge 20.11.1995 n. 490 reperibile in: http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1995/11/20/095G0540/sg
TdM Bologna, decreto definitivo del 09.06.2011; TdM l’Aquila, decreto del 06.06.2011; TdM Bologna 10.01.2013; TdM Ancona, Lecce, Napoli, Cagliari, Milano etc..
TdM Taranto 05.04.2012
C. App. Venezia 19.10.2012; C. App. Ancona 2002; C. App. Napoli 13.04.2011 etc..
Food and Drug Administration (FDA) in: http://www.fda.gov/
Centers for Desease Control and Prevention (CDC) in: http://www.cdc.gov/
Vaccine Adverse Events Reporting System (VAERS) fa parte del programma nazionale di sicurezza dei vaccini. E’ un programma di sorveglianza post-marketing che prevede la raccolta di informazioni, sia da professionisti che dai diretti interessati, sugli eventi avversi che si verificano successivamente alla somministrazione dei vaccini . Di particolare rilevanza sono le note Tabelle VAERS sia relative ai danni da vaccino che ai periodi di latenza. Maggiori informazioni n: https://vaers.hhs.gov/index
La normativa ovvero il D.Lgs 219/2006, art. 132, comma 2, prevedeva che per i vaccini venissero segnalate tutte le sospette reazioni avverse osservate, ivi comprese quelle attese e non gravi l’elenco delle quali era stato nel frattempo ampliato con DM 12/12/2003.
E’ possibile reperire informazioni e modulistica relativa alle denunce di sospette reazioni avverse a farmaci e vaccini all’indirizzo: http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/modalit%C3%A0-di-segnalazione-delle-sospette-reazioni-avverse-ai-medicinali
http://www.agenziafarmaco.gov.it/sites/default/files/scheda_vaccini.pdf
DM 30.04.2015, in GU n. 143 del 23.06.2015, pagg. 16-30, recepisce le direttive europee sulla farmacovigilanza: Direttive 2010/84/EU e 2012/26/UE. Reperibile in: file:///C:/Users/Portatile/Downloads/20150623_143.pdf
DPR n. 355 del 26.01.1999, ha sostituito l’art. 47 del DPR 22.12.1967 n. 1518, in: http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:1999-01-26;355!vig=
Circolare Ministero Istruzione n. 658/1997 in: http://www.edscuola.it/archivio/norme/circolari/cm658_97.html
Regione Piemonte, nota prot. N. 13429/27.001 del 22.08.2000 inviata ai Responsabili locali dei Dipartimenti di Prevenzione, ai Referenti per le Attività Vaccinali e, per conoscenza, al TdM ed al Ministero della Sanità.
In Lombardia, si segnalano le Linee Guida per gli asili nido della ASL MI1, e la DGR 22.12.2005 n. 8/1587 (BUR Lombardia, 1° supplemento straordinario 24.01. 2006; in Toscana la DGR n. 369 del 22.05.2006; in Emilia Romagna la DGR n. 256 del 13.03.2009
Legge n. 292 del 05.03.1963 “Vaccinazione antitetanica obbligatoria”, art. 1 “È resa obbligatoria la vaccinazione antitetanica: a) per le seguenti categorie di lavoratori dei due sessi più esposti ai rischi dell’infezione tetanica: lavoratori agricoli, pastori, allevatori di bestiame, stallieri, fantini, conciatori, sorveglianti e addetti ai lavori di sistemazione e preparazione delle piste negli ippodromi, spazzini, cantonieri, stradini, sterratori, minatori, fornaciai, operai e manovali addetti all’edilizia, operai e manovali delle ferrovie, asfaltisti, straccivendoli, operai addetti alla manipolazione delle immondizie, operai addetti alla fabbricazione della carta e dei cartoni, lavoratori del legno, metallurgici e metalmeccanici. Per tali lavoratori la vaccinazione è resa obbligatoria a partire dalle nuove leve di lavoro; b) per gli sportivi all’atto della affiliazione alle federazioni del CONI; c) per i nuovi nati, i quali dovranno essere vaccinati con tre somministrazioni di anatossina tetanica adsorbita, associata ad anatossina difterica di cui la prima al terzo mese di vita, la seconda dopo 6-8 settimane dalla precedente, la terza al decimo-undicesimo mese di vita.
Il Ministro per la sanità è autorizzato ad estendere, con proprio decreto, l’obbligo della vaccinazione antitetanica ad altre categorie di lavoratori, sentito il Consiglio superiore di sanità”in: https://www.blia.it/leggiditalia/index.php?a=1963&id=292
Alcune modifiche sono state quindi introdotte dalla legge 20.03.1968 n. 419.
In Toscana la L.R. n. 35/2003 ha ripreso tale obbligo attribuendo alle ASL compiti di verifica e controllo del rispetto della norma, prevedendo l’annotazione della data di vaccinazione nell’apposita sezione del libretto medico sportivo da parte della struttura che rilascia il certificato di idoneità.
Legge 14 dicembre 1970 n. 1088.
Elencato sotto la voce “personale dell’esercizio” ex D.M. 22.03.1975 (G.U. 29.03.1975, n. 85).
Come previsto dal D.M. 16.09.1975 (G.U. 22.10.1975, n. 280).
D.Lgs 09.04.2008 n. 81, “Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro” , Articolo 279 – Prevenzione e controllo 1. “Qualora l’esito della valutazione del rischio ne rilevi la necessità i lavoratori esposti ad agenti biologici sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41. 2. Il datore di lavoro, su conforme parere del medico competente, adotta misure protettive particolari per quei lavoratori per i quali, anche per motivi sanitari individuali, si richiedono misure speciali di protezione, fra le quali: a) la messa a disposizione di vaccini efficaci per quei lavoratori che non sono già immuni all’agente biologico presente nella lavorazione, da somministrare a cura del medico competente”, in:
Legge 20.03.1968, n. 419.
Art. 2087 c.c. “L’imprenditore è tenuto ad adottare, nell’esercizio dell’impresa, le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”.
Lo stesso art. 279, comma 2 lett a) D.Lgs 81/2008 prevede infatti “la messa a disposizione di vaccini efficaci per quei lavoratori che non sono già immuni all’agente biologico presente nella lavorazione”.
Costituzione della Repubblica Italiana, Art. 1, comma 1 “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”; Art. 4 “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”
Senato, XVI legislatura, “Commissione parlamentare d’inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato all’estero, nei poligoni di tiro e nei siti in cui vengono stoccati munizionamenti, in relazione all’esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno, con particolare attenzione agli effetti dell’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito e della dispersione nell’ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico e a eventuali interazioni”, “Costa“,“Relazione sulle risultanze delle indagini svolte dalla commissione”, cap. 3 “Il problema dei vaccini”, pagg. 96-118, in: http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/697906.pdf
Progetto SIGNUM e Progetto di ricerca, finanziato dal Ministero della difesa e coordinato dal professor D’Amelio, per verificare la possibilità che un certo numero di vaccinazioni effettuate in tempi ravvicinati potesse causare una riduzione delle difese immunitarie.
Maresciallo di 1º classe dell’Aeronautica Militare Luigi Sanna, ascoltato dalla Commissione Senato nella seduta del 22.05.2012.
Decreto Ministero Difesa 31.03.2003 “Aggiornamento delle schedule vaccinali e delle altre misure di profilassi per il personale militare”, (GU 14.04.2003 n. 87), in: http://gazzette.comune.jesi.an.it/2003/87/3.htm
D.Lgs 15.03.2010 n. 66 “Codice dell’Ordinamento Militare” (GU n. 106 del 08.05.2010 – Suppl. Ordinario n. 84), art. 182 Rapporti con la legislazione in materia sanitaria e di igiene pubblica “1. Sono di competenza della Sanità militare le funzioni amministrative concernenti: a) l’organizzazione sanitaria militare; b) le attività indicate nell’articolo 181; c) le attività di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 193. 2. Relativamente alle funzioni di igiene, sanità pubblica e polizia veterinaria, di cui all’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, sono fatte salve in materia di ordinanze, di accertamenti preventivi, di istruttoria o di esecuzione dei relativi provvedimenti, le attività di istituto delle Forze armate che, nel quadro delle suddette misure sanitarie, ricadono sotto la responsabilità delle competenti autorità. 3. La Sanità militare applica le disposizioni delle leggi concernenti la tutela dell’igiene e della sanità pubblica, ivi comprese quelle relative alla manipolazione, preparazione e distribuzione di alimenti e bevande, (nonché della sanità’ pubblica veterinaria,) compatibilmente con le particolari esigenze connesse all’utilizzo dello strumento militare.”, in:
http://flpdifesa.org/wp-content/uploads/2014/07/Quaderno-n.-04-2014-COM-D-Lgs-66-15.03.2010-agg.-sino-al-D-Lgs-8-2014.pdf
Co.Ce.R. Aeronautica, Delibera n. 4 Allegato “F” al verbale 252/2012/X del 03.04.2012 avente ad oggetto “Legittimità del militare di accettare/rifiutare trattamenti sanitari e/o profilassi vaccinali”e la Delibera n. 2 Allegato “D” al verbale 12/2012 del 23.12.2012 riguardante “Benessere e condizioni igieniche del personale, sicurezza in tema di vaccinazione dei militari da inviare in missioni nazionali ed estere”.
antitetanicaasiliasurautismocentri sportivicomuniconsenso informatodecretiDPR 355 /1999esenzionela legge non ammette ignoranzalavoratoriLegge “Bassanini”leggimilitariobiezione attivaraccomandatereazioni avverseregioniscuolesindacotrentoveneto

References: Cass. 
 art. 2699
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza 

Art. 4

Art. 5
 art. 32
 art. 132
 art. 1
 Articolo 279

Art. 2087
 art. 279
 Art. 1
 Art. 4
 art. 182