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Timestamp: 2020-08-04 12:02:15+00:00

Document:
Informativa ANC Napoli Nord n° 42-2018
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Informativa ANC Napoli Nord n° 42-2018 - 08 dicembre 2018
Affidamento servizi fatturazione elettronica – tutela delle informazioni.
Il presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti (ANC) Marco Cuchel ha inviato al Consiglio Nazionale una richiesta di chiarimenti in merito al servizio di fatturazione elettronica recentemente affidato ad una società facente parte di un gruppo bancario.
Come noto, infatti, la gara per la piattaforma “HubB2B” dedicata alla fatturazione elettronica è stata aggiudicata dalla società Unomatica SpA partecipata da un noto gruppo bancario. Ciò fa nascere legittime preoccupazioni riguardanti la gestione e l’utilizzo della mole dei dati personali ed economici che transiteranno sulla piattaforma.
La tutela e la riservatezza delle informazioni legate alle nuove procedure della fattura elettronica sono aspetti sui quali l’Associazione Nazionale Commercialisti continua a richiamare l’attenzione delle istituzioni e del legislatore, alla luce delle evidenti fragilità che il sistema nel suo complesso attualmente presenta e che dovranno necessariamente essere oggetto di interventi correttivi.
Nella certezza che il Consiglio Nazionale abbia previsto condizioni per impedire che i dati acquisiti con la piattaforma denominata HUB B2B siano utilizzati dal soggetto affidatario in modo improprio, per finalità che non siano quelle strettamente connesse al servizio di fatturazione, il numero uno di ANC chiede al CNDCEC di conoscere i contenuti tecnici del contratto che affida all’aggiudicatario la gestione della piattaforma HubB2B.
L’assenza, infatti, di condizioni atte a regolare questo preciso aspetto, costituirebbe una leggerezza troppo grave, con evidente danno per i commercialisti.
Da tempo, gli istituti di credito, manifestano la volontà di entrare nel mercato dei servizi professionali come quelli fiscali ed è, pertanto, preoccupante la circostanza cha la gara sia stata aggiudicata ad una società di un primario gruppo bancario con un ribasso di notevole importo, rispetto alle altre offerte.
Per gli atti della garaCLICCA QUI
Tribunale di Napoli Nord: accesso consentito agli Avvocati a partire dalle 08:00.
Con nota prot. 5691/18 del 30/11/2018, il Presidente del Tribunale di Napoli Nord, dott.ssa Garzo, grazie all’interessamento del Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli Nord, ha acconsentito, a partire dal 4 dicembre p.v. l’ingresso degli Avvocati in Tribunale a partire dalle ore 08:00, pur precisando nella nota che le Cancellerie apriranno alle ore 09:00.
Per gli altri Professionisti, dunque, nessuna novità. Come nessuna novità è stata fornita circa il progetto annunciato anni orsono dal Consiglio dell’ODCEC di Napoli Nord di un ingresso riservato per i Commercialisti, per i quali resta fermo l’orario a partire dalle ore 09,00 insieme all’utenza “comune”.
Fatturazione compensi dei Consulenti Tecnici d’Ufficio: modalità operative.
Grande confusione si è generata seguito della circolare n°9/E dell’Agenzia delle Entrate in tema di Split Payment, che, al punto 4.3, si è espressa sulle modalità di liquidazione dei compensi dovuti ai CTU che operano su incarico e come ausiliari dell’Autorità Giudiziaria. Con la circolare l’Agenzia, nel valutare se per l’obbligato al pagamento del compenso liquidato dal giudice a favore del CTU possa trovare applicazione la disciplina della scissione dei pagamenti, si è altresì espressa sulle modalità di fatturazione, richiamando la giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione secondo cui “in ragione della finalità propria della consulenza di aiutare il giudice nella valutazione degli elementi che comportino specifiche competenze, la prestazione dell’ausiliare deve ritenersi resa nell’interesse generale della giustizia e, correlativamente nell’interesse comune delle parti” (Cass. civ, Sez. III, n. 1023 del 2013). Secondo tale giurisprudenza, pertanto, “È noto che l’attività del consulente tecnico di ufficio è finalizzata alla realizzazione del superiore interesse della giustizia” (Cass. civ, Sez. III, n. 1023 del 2013), “sicché bene il relativo compenso è posto a carico solidalmente a carico di tutte le parti, restando solo i rapporti interni tra queste regolati dal principio della soccombenza” (Cass. civ., Sez, VI, Ord. n. 23522 del 2014). Con riguardo ai compensi e onorari, relativi alle prestazioni rese dal CTU, si è dell’avviso, pertanto, che titolare passivo del rapporto di debito sia la parte esposta all’obbligo di sopportare l’onere economico. Tale soggetto, è tenuto, in base al provvedimento del Giudice - che costituisce titolo esecutivo - al pagamento del compenso per prestazioni professionali rese, al di fuori del sinallagma commissione-prestazione, a favore dell’Amministrazione della giustizia, committente non esecutrice del pagamento. Ne consegue che il CTU deve ritenersi obbligato ad esercitare la rivalsa ex art. 18 del D.P.R. n. 633 del 1972 e ad emettere fattura ai sensi del successivo art. 21 del citato D.P.R. nei confronti dell’Amministrazione della giustizia (cfr. Circolare n. 9 del 1982), in cui si evidenzi, tuttavia, che la “solutio”, avviene con denaro fornito dalla/e parte/i individuata/e dal provvedimento del Giudice. In tali fattispecie, la P.A. (Amministrazione della Giustizia), pur essendo riconducibile nell’ambito soggettivo di applicazione della scissione dei pagamenti, non effettua alcun pagamento del corrispettivo nei confronti del CTU. Per tali motivi si ritiene di escludere l’applicabilità, nel caso specifico, della disciplina della scissione dei pagamenti di cui all’art. 17-ter del D.P.R. n. 633 del 1972.
L’ODCEC di Roma, raccogliendo le segnalazioni dei propri iscritti che si sono visti rigettare le fatture elettroniche emesse in osservanza delle procedura indicata nella circolare n. 9/E 2018 dell’Agenzia delle Entrate, ha inviato una richiesta di chiarimenti al Direttore dell’Agenzia delle Entrate in merito alle modalità di fatturazione dei compensi maturati dagli Iscritti quali consulenti tecnici d’ufficio del Tribunale.
Leggi la richiesta di chiarimenti
Leggi la circolare dell'AdE n°9/E 2018
Abolizione della contabilità IVA.
Con l’introduzione della fattura elettronica, la contabilità Iva si sta incamminando sulla via del tramonto.
Il D.L. 119/2018 precisa nella fattispecie che l’obbligo della tenuta dei registri Iva permane soltanto per i contribuenti in regime di contabilità semplificata che hanno optato per il metodo della registrazione Iva ai fini della determinazione del reddito (art. 18, c. 5 D.P.R. n. 600/1973).
Con un emendamento approvato da Governo, viene stabilito che dal 2020 l’Agenzia delle Entrate, sulla base dei dati acquisti con la fatturazione elettronica, metterà a disposizione dei soggetti passivi Iva, in apposita area riservata, le bozze dei registri Iva, delle liquidazioni periodiche, nonché della dichiarazione annuale.
Nel caso in cui il soggetto passivo convalidi i dati dei registri Iva proposti dall’Agenzia, ovvero li integri, anche tramite di un intermediario abilitato, viene meno l’obbligo di tenuta di tali registri.
La agevolazione riguarda tutti i contribuenti e non soltanto quelli in contabilità semplificata.
In sostanza, sulla base delle fatture elettroniche che il SdI riceve, l’Agenzia delle Entrate propone una sorta di bozza di contabilità Iva; il contribuente la verifica e se necessario la completa e a quel punto scatta l’eliminazione della contabilità Iva a carico delle imprese e professionisti.
Ovviamente permane l’obbligo della contabilità ai fini delle imposte dirette e per i contribuenti minori la contabilità Iva è la base per la tenuta della contabilità semplificata; tuttavia l’adempimento delle registrazioni ai fini Iva non sussisterà, evitando quindi anche le relative sanzioni in caso di errori e omissioni.
Nominati i tutor ed i praticanti al Comune di Casoria.
Nonostante la segnalazione effettuata da ANC Napoli Nord, circa i dubbi della revoca della prima selezione, dalla lettura della relazione del Presidente al Bilancio previsionale 2019 si apprende che sono stati nominati dall’Ordine i due tutor e i 10 praticanti.
Si ricorda che le attività di cui all'avviso prevedono una remunerazione per i tutor di 800 euro mensili ciascuno, ed un “possibile” rimborso spese per i tirocinanti di 3.000 euro.
La procedura è nata in seguito ad una convenzione stipulata tra l'Ordine ed il Comune di Casoria, che ha demandato le attività di selezione di tirocinanti e tutor al nostro Ordine.
Anche per 2019, il contributo annuale al CNDCEC rimane di 130 euro.
Anche per il 2019, così come per l’anno in corso, la quota sarà di 130 euro per tutti, inclusi gli iscritti all’elenco speciale e le società tra professionisti, fatta eccezione per i soggetti che al 31/12/2018 non abbiano ancora compiuto i 36 anni di età, per i quali la quota è dimezzata (65 euro).
Si ricorda che i soggetti che non verseranno la quota saranno passibili di sospensione per morosità, a sensi dell’art. 54, comma 1, del DLgs. 139/2005.
Il provvedimento disciplinare potrà essere adottato direttamente dall’Ordine territoriale competente, il quale avrà la possibilità di revocarlo, ai sensi del comma 2 del medesimo articolo, nel momento in cui l’iscritto avrà dimostrato di essersi messo in regola con il pagamento dovuto.
Riaperti i termini per le iscrizioni al Registro Imprese e Rea per gli agenti di commercio.
La Circolare n. 3709/C del Ministero dello Sviluppo Economico illustra la proroga dei termini per l’iscrizione nel Registro delle Imprese e nel REA per agenti e rappresentanti di commercio. L’obbligo, disposto dal decreto Milleproroghe (D.L. 25.07.2018, n. 91), investe tutti gli agenti e i rappresentanti iscritti nel ruolo alla data del 13.05.2012, in seguito alla soppressione del ruolo stesso operata dall’art. 74 D.Lgs. 59/2010.
L’adempimento deve essere effettuato entro il 31/12/2018 mediante la compilazione di un’apposita sezione del modello “ARC”, da presentare in via telematica alla Camera di Commercio competente per territorio rispetto alla sede principale dell’azienda.
Recapito automatico con la registrazione dell’indirizzo telematico nel cassetto fiscale.
Approssimandosi il 1° gennaio 2019, data in cui verrà introdotto l’obbligo di emissione delle fatture in formato elettronico anche nei confronti di soggetti privati, si assiste all’incremento delle richieste di fornire il c.d. “indirizzo telematico”.
L’indirizzo telematico, che potrà essere comunicato ai propri fornitori, sarà, quindi, rappresentato, alternativamente, da un indirizzo di posta elettronica certificata o da un codice destinatario, identificativo del canale telematico prescelto.
La comunicazione potrà risultare superflua nell’ipotesi in cui il soggetto passivo, accedendo al portale “Fatture e Corrispettivi” (con credenziali Entratel, Fisconline, SPID o grazie alla Carta Nazionale dei Servizi), comunichi l’indirizzo PEC o il codice destinatario cui dovranno essere recapitati i file.
La scelta non è irreversibile e può essere modificata in qualsiasi momento.
Il Sistema di Interscambio recapiterà, in questo caso, fatture e note di variazione riferite alla partita IVA del cessionario o committente all’indirizzo telematico registrato, “indipendentemente dalle opzioni di compilazione del campo «CodiceDestinatario»”.
Anche nel caso in cui quest’ultimo non comunichi il proprio indirizzo telematico, il cedente/prestatore potrà procedere all’emissione della fattura. Si tratta di una delle ipotesi in cui è necessario indicare, nel campo “CodiceDestinatario” il codice convenzionale “0000000” (sette volte zero). In tal caso, come specificato nel provv. n. 89757/2018 (§ 3.4 lett. e), il Sistema di Interscambio renderà disponibile la fattura elettronica al cessionario/committente nella sua area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, senza alcuna interruzione del processo di fatturazione.
Senza la qualifica di chi riceve la notifica è nulla.
Se dalle relate di notifica non risulta la qualifica della persona che le ha firmate per ricevuta, viene meno la prova che gli avvisi siano stati notificati al ricorrente e che quindi questi sia stato in condizioni di difendersi. Così la Ctp di Milano con la sentenza n. 3870/14/2018 pubblicata il 20/09/2018. La Commissione accoglie il ricorso in quanto condivide l’assunto del ricorrente circa la nullità degli avvisi sopra citati poiché nelle relative relate di notifica non vi è l’indicazione della qualifica della persona che ha firmato per ricevuta le predette relate. Vale a dire che dagli atti prodotti dal Comune e dalle predette relate non emerge la prova che gli avvisi siano stati notificati al ricorrente e che pertanto lo stesso sia stato posto in condizione di difendersi e di impugnarli. Pertanto dalla dichiarazione di nullità degli avvisi presupposti deriva la nullità dell’ingiunzione impugnata. Constatato che il Comune di Milano ha emesso l’avviso impugnato per dovere di ufficio, la Commissione compensa tra le parti le spese di giudizio.
Legittimo l’avviso di accertamento privo degli atti reperiti su «e-bay».
La Cassazione, con l’ordinanza 26.107, pubblicata il 18 ottobre, ha confermato la legittimità di avvisi di accertamento con i quali si contestava la mancata tenuta della contabilità fiscale in presenza di attività imprenditoriale, nonostante la mancanza di allegazione della documentazione posta a fondamento, richiamata solo per relationem nel processo verbale di constatazione.
Nel motivo di ricorso veniva contestata la violazione dell’art. 7 della L. 212/2000, a mente del quale gli atti dell’Amministrazione finanziaria devono essere motivati e, se nella motivazione si fa riferimento a un altro atto, questo deve essere allegato all’atto che lo richiama, principio che trova ulteriore specificazione negli artt. 42 del DPR 600/73 e 56 del DPR 633/72.
Nel caso di specie, le indagini condotte dalla Guardia di Finanza si concentravano sull’analisi dell’attività imprenditoriale di e-commerce sulla piattaforma eBay.
Dalla sentenza impugnata e dagli stralci degli atti impugnati riportati in ricorso, risulta che al processo verbale di contestazione era stato allegato l’elenco delle operazioni trasmesso in file da eBay Europe, e quindi riprodotto in uno schema redatto dalla Guardia di Finanza, con il dettaglio di ciascuna di esse (data, oggetto, importo, acquirente).
Secondo i giudici di legittimità, in questo modo il contribuente era stato messo nella condizione di contestare in modo specifico le singole operazioni, in applicazione del principio di diritto, ormai consolidato in giurisprudenza, secondo cui in tema di motivazione per relationem degli atti d’imposizione tributaria, l’art. 7 comma 1 dello Statuto del contribuente, nel prevedere che debba essere allegato all’atto dell’Amministrazione finanziaria ogni documento da esso richiamato in motivazione, si riferisce esclusivamente agli atti di cui il contribuente non abbia già integrale e legale conoscenza (Cass. n. 9323/2017). Sono stati ritenuti, pertanto, legittimi gli avvisi di accertamento emessi, con rigetto del ricorso del contribuente.
Azione di responsabilità dell'amministratore e risultanze dei bilanci.
La prescrizione dell'azione ex art. 2394 C.C. decorre dal momento in cui l'attivo si sia palesato in modo oggettivamente percepibile da parte dei creditori come inidoneo a soddisfarli.
Si tratta dunque di una valutazione astratta di conoscibilità: non fatto soggettivo di conoscenza del danno, ma rilievo del dato oggettivo di conoscibilità da parte dei terzi creditori, posti così nella condizione di esercitare il proprio diritto. Al riguardo, la Corte di Cassazione, con la sentenza 5.09.2018, n. 21662, ha stabilito che il bilancio costituisce, per sua specifica funzione, il documento informativo principale sulla situazione della società, non solo nei riguardi dei soci, ma anche dei creditori e terzi in genere; un bilancio in attivo o in pareggio, quindi, fornisce ai terzi un'informazione rassicurante e affidabile.
L'analisi del bilancio societario, pure in una scrupolosa lettura e persino quando presenti perdite, non necessariamente conduce alla conoscibilità dell'insufficienza patrimoniale da parte dei creditori: ciò, per la stessa disciplina di redazione del documento contabile, secondo cui, ai sensi dell'art. 2426 C.C., i valori espressi nelle voci di bilancio ben possono non coincidere con quelli di mercato, essendo a volte superiori (come per le rimanenze) o consistentemente inferiori a quelli (come per gli immobili, per i criteri anteriori). Ne deriva, prosegue la Suprema Corte, che ancor meno tale conoscibilità è integrata dal bilancio che presenti utili, il quale, secondo la comune esperienza, è piuttosto idoneo a fondare l'affidamento dei creditori sulla solidità patrimoniale della società e sulla garanzia patrimoniale generica assolta dal suo patrimonio.
Infine, non v'è dubbio che la verifica della ricorrenza di elementi oggettivi, conoscibili dai creditori, dai quali risulti l'insufficienza del patrimonio sociale, sia questione di fatto tipicamente rimessa all'accertamento del giudice del merito (Cass. 29.12.2017, n. 31204).
A fronte di ciò, la Suprema Corte ha espresso il principio di diritto secondo cui in tema di prescrizione dell'azione di responsabilità promossa dai creditori sociali, ai sensi dell'art. 2394 C.C., il bilancio costituisce, per la sua specifica funzione, il documento informativo principale sulla situazione della società. Allorché, poi, nonostante la relazione dei sindaci al bilancio, in cui si evidenzi l'inadeguatezza della valutazione di alcune voci, l'assemblea deliberi comunque la distribuzione degli utili ai soci ai sensi dell'art. 2433 C.C. senza obiezioni, in quella sede, da parte degli organi sociali di gestione e di controllo, l'idoneità, o no, di detta relazione sindacale a integrare di per sé l'elemento dell'oggettiva percepibilità per i creditori circa la falsità dei risultati attestati dal bilancio sociale rimane oggetto di un apprezzamento di fatto, riservato al giudice del merito (Cass. Sentenza 5.09.2018, n. 21662).
In scadenza l’invio dei questionari Sose per la rilevazione fabbisogni standard.
Con il Decreto Mef 21 novembre 2018, pubblicato sulla G.U. n. 275 del 26 novembre 2018, è stata resa nota l’avvenuta pubblicazione sul sito http://www.opencivitas.it del nuovo questionario unico Sose per i Comuni, le Unioni di Comuni e le Comunità montane delle Regioni a Statuto ordinario e della Sicilia (denominato “FC40U”) e individuato il termine entro il quale questo dovrà essere restituito dagli Enti.
Si ricorda che il “Questionario unico per i Comuni, le Unioni di Comuni e le Comunità Montane – FC40U” ha lo scopo di consentire l’acquisizione dei dati rilevanti ai fini della determinazione dei fabbisogni standard dei Comuni, delle Unioni di Comuni e delle Comunità montane, relativamente alle “funzioni fondamentali” definite nel D.lgs. n. 216/2010.
Le risorse a disposizione per la produzione dei servizi svolti per le funzioni di Istruzione pubblica, Settore sociale e Asili nido, Amministrazione, gestione e controllo (Ufficio Tecnico), Polizia locale, Viabilità e trasporti e Gestione del territorio e dell’ambiente.
Le caratteristiche dell’Ente e del territorio,
Le consistenze e le spese del personale addetto a ciascun servizio e riguardanti le entrate (accertamenti) e le spese (impegni) correnti per ogni servizio.
n.d. n.d. 106 n.d. n.d. n.d. n.d.
n.d. n.d. 105 n.d. n.d. n.d. n.d.
General Security Armi Srl Fall 95 20/09/18 Rossi Enrico Victor Avv. SMCV Rabuano Arminio Salvatore
Itaca Spa In Liquidazione Con Socio Unico Fall 92 20/09/18 Palumbo Massimo Dott. Na Lamonica M.G.
Gruppo Mare Sas Di Giordano Rosario & C. E Del Socio Rosario Giordano
n.d. 90 20/09/18 Palumbo Massimo Dott. Na Lamonica M.G.
Cambio valute del mese di novembre 2018 - pdf - (Pubblicato il 07/12/2018)
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References: art. 18
 art. 21
 sentenza 
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 art. 2394
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