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Timestamp: 2018-07-20 04:44:35+00:00

Document:
Diffida al Mibact su effettiva conclusione lavori art. 182
Domenica 01 Luglio 2018 21:51 | Scritto da Administrator |
come noto la Commissione incaricata di esaminare le domande di qualifica per l’acquisizione del titolo di Restauratore di Beni Culturali doveva terminare i lavori entro il 31 Maggio 2018.
In via ufficiosa, come reso noto da alcune organizzazioni sindacali dopo un incontro al Ministero, i lavori parrebbero conclusi.
Parrebbero, visto che da più parti ci viene segnalato, anche con riscontri oggettivi, che si continua a richiedere chiarimenti alle varie Soprintendenze sullo stato di alcune posizioni.
Come al solito nulla è dato sapere in maniera Ufficiale.
Non ci sono state note del Ministero, nessuna comunicazione, nessuna informativa per le migliaia di persone interessate. Ad oggi, e come costume consolidato, nessun organo ufficiale si è preso cura di comunicare alcunché in modo formale.
La nostra Associazione, come modus operandi, ha sempre diffuso, preso in considerazione ed eventualmente contestato le notizie e gli sviluppi della procedura basandosi su dati e fatti certi, e anche questa volta abbiamo scelto questa linea, malgrado le numerose voci e i comunicati che venivano pubblicati via web.
Abbiamo dunque pazientato ed atteso invano un comunicato ufficiale.
Per questo, insieme all’avvocato Celli, abbiamo deciso di diffidare il Ministero chiedendo di rendere noto se il lavoro della Commissione sia effettivamente terminato esigendo risposta entro trenta giorni dal ricevimento della nostra richiesta; in caso di mancato riscontro ricorreremo al giudice amministrativo per averne conto.
Testo della diffida inviata in data 29- 06-2018.
Conoscendo i tempi della pubblica amministrazione, inflessibili solo con chi ci si deve rapportare, memori degli anni trascorsi dall’inizio di questo calvario burocratico, dei rinvii e delle infinite proroghe succedutesi, memori soprattutto della precisione cronometrica e formale che ci è stata richiesta, crediamo che non si possa tergiversare oltre; la pausa estiva è alle porte e scivolare all’autunno è un attimo. E da lì a Dicembre...e poi chissà a quando.
Consideriamo irrispettoso questo silenzio ufficiale.
Consideriamo che sarebbe stato doveroso informare sui tempi e sull’iter futuro.
Pensiamo che potremmo essere di fronte all’ennesima dilazione temporale.
Crediamo che in qualsiasi contesto civile, un simile comportamento sia quantomeno inelegante.
Per non dire maleducato.
Speriamo di essere smentiti presto.
Sentenze TAR del Lazio sui ricorsi
Giovedì 28 Dicembre 2017 11:38 | Scritto da Administrator |
un altro anno volge al termine, ma proprio in questi ultimi giorni abbiamo delle novità rilevanti: le sentenze sui ricorsi che abbiamo promosso dinanzi al TAR del Lazio.
Come ricorderete, la nostra Associazione insieme ai singoli associati e anche a molti restauratori non soci ARR ha promosso due importanti ricorsi, uno contro il concorso pubblico per 80 Funzionari Restauratori presso il Mibact, l’altro contro il provvedimento con cui è stato pubblicato anticipatamente l’elenco dei titolari dei diplomi S.A.F.
A differenza delle altre associazioni che non hanno presentato ricorso al TAR contro il bando per i funzionari restauratori, l’ARR ha tempestivamente contestato la procedura insieme ai singoli interessati, poiché l’ammissione con riserva dei partecipanti era soltanto fittizia.
Il ricorso è stato discusso dal nostro Avv. Celli all’udienza del 19 dicembre scorso.
Con sentenza n. 12639 del 2017, il TAR del Lazio ha ACCOLTO IL RICORSO in favore dell’Associazione e dei singoli che sono arrivati in fondo al concorso superando anche la prova orale.
Grazie a questa importante sentenza, il bando di concorso sarà integrato “nella parte in cui non prevede che il requisito del riconoscimento della qualifica di restauratore possa essere acquisito anche successivamente al termine per la presentazione delle domande da chi abbia partecipato alla procedura selettiva indetta con bando del 22 giugno 2015”.
Questo significa che chi arriverà a vincere il concorso non si vedrà opporre la mancanza della qualifica alla data del 30 giugno 2016.
In buona sostanza, se i titolari delle SAF hanno avuto la possibilità di partecipare al concorso sicuri di non essere alla fine esclusi grazie al decreto Mibact n. 77 del 21 luglio 2016, i nostri ricorrenti hanno oggi la stessa possibilità grazie alla sentenza del TAR.
Trovate la sentenza del ricorso vinto dall’Avvocato Celli a questo link
https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=J6QZMFPANOZX3YEPT37HWAXQ4E&q=
Contestualmente, è stata pubblicata anche la sentenza dell’altro ricorso, promosso contro il decreto n. 77 del 21 luglio 2017 con cui è stato pubblicato l’elenco dei titolari dei diplomi SAF.
La sentenza è la n. 12634 del 2017.
In questo caso, il ricorso è stato ritenuto inammissibile per carenza di interesse dei ricorrenti, che a giudizio del TAR non avrebbero subìto alcun pregiudizio dalla pubblicazione dell’elenco.
La decisione del TAR si fonda sulla relazione presentata dal Mibact, dalla quale si evince che la pubblicazione dell’elenco era finalizzata alla sola partecipazione al concorso da parte dei titolari dei diplomi SAF.
Dice la sentenza che il Mibact, nella suddetta relazione, ha “dato atto della natura meramente ‘cautelativa’ dell’elenco pubblicato ai soli effetti di semplificazione per la partecipazione al concorso per funzionari, senza quindi alcun ulteriore effetto ai fini della qualifica di restauratore; nella relazione si afferma, infatti, espressamente che l’elenco parziale ‘non ha alcun valore e ha solo eventualmente assolto il suo scopo cautelativo e di ulteriore semplificazione ai fini del concorso RIPAM- MIBACT’; infine si dà atto dell’avvenuto ‘ritiro’ del decreto impugnato con il successivo decreto del direttore generale del 2 settembre 2016”.
Ebbene, se il ricorso è stato ritenuto inammissibile perché l’elenco parziale non anticipa la qualifica in favore dei titolari dei diplomi SAF (e per noi non c’è nessun pregiudizio), come ha affermato il Mibact e come ha accertato il TAR del Lazio, possiamo dire che ABBIAMO VINTO anche in questo caso!
Abbiamo vinto perché:
1) ormai è certo che l’elenco dell’art.182 ancora non esiste per nessuno
2) con il ricorso abbiamo impedito che passasse l’interpretazione contraria, e cioè che esista già un elenco ufficiale di restauratori e che in questo elenco ci siano dentro soltanto i titolari dei diplomi S.A.F.
3) il TAR ha osservato che l’eventuale lesione dei nostri diritti è dovuta piuttosto “al ritardo nei lavori della Commissione e, quindi, alle varie proroghe disposte dall’Amministrazione”, provvedimenti che sono stati da noi impugnati con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica
4) l’eventuale utilizzo dell’elenco dei SAF come requisito previsto da altri bandi di concorso di amministrazioni pubbliche è illegittimo, e tale circostanza potrà essere fatta valere in sede di impugnazione dell’atto che faccia riferimento a tale elenco
5) il TAR ha comunque osservato che è incomprensibile sul piano logico prima che giuridico la avvenuta pubblicazione da parte del Ministero di tale elenco parziale, “considerato che tutti i partecipanti alla selezione ex art. 182 del d.lgs. n. 42 del 2004 erano nella medesima situazione di fatto e di diritto, essendo identici per tutti - sia nella disciplina legislativa che nel bando - i termini previsti per la conclusione della selezione, ed essendo per tutti previsto il punteggio minimo di trecento punti per superarla. Secondo il TAR, il Mibact avrebbe potuto "ovviare alla problematica del ritardo nella conclusione della selezione ex art. 182, semplicemente facendo riferimento a tale profilo nel bando per funzionari, prevedendo, ad esempio, espressamente l’ammissione con riserva di tutti i partecipanti alla selezione ex art. 182, così come il Ministero poi ha effettivamente fatto in via amministrativa, o una successiva integrazione del bando”.
Fermo quanto sopra, il TAR ha comunque ritenuto che la pubblicazione dell’elenco non ha comportato per noi ricorrenti alcuna lesione concreta ed attuale, che conduca a ritenere sussistente l’interesse ad impugnare. Da qui la pronuncia di inammissibilità, che PER NOI VA PIU’ CHE BENE, visto che la sentenza dice ciò che volevamo sentir dire, e cioè che ad oggi ancora NESSUNO PUO’ DIRE DI AVERE LA QUALIFICA DI RESTAURATORE.
Trovate la nostra sentenza a questo link
https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=DC6XCM3SMNXPEY6KJJU72U5SEM&q=
Contestualmente è stata pubblicata anche la sentenza sul ricorso della CNA (12629 del 2017), che è del medesimo tenore.
La trovate a questo link
https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=UO5CQ326PK32BKFCZV3PHJQQF4&q=
Con l’occasione, vi informiamo che l’Avv. Celli ha presentato su nostro mandato altro ricorso al TAR contro il Regolamento sui lavori pubblici in materia di beni culturali (decreto n. 154 del 2017), che ci impone di avere, oltre alla qualifica, anche tre incarichi per poter ricoprire il ruolo di direttore tecnico.
Volendo fare un bilancio, nel complesso l’ARR si ritiene molto soddisfatta dei risultati conseguiti.
E qui finisce l’anno 2017.
Ma tra pochi giorni inizieremo a dare filo da torcere anche nell’anno 2018, tanto più se il 31 dicembre ci sarà (come è sicuro) una ennesima proroga del termine dei lavori della Commissione!
Buon fine d’anno a tutti!
Ultimo aggiornamento (Giovedì 28 Dicembre 2017 11:46)
Decreto di proroga e nuove azioni legali
Giovedì 13 Luglio 2017 22:29 | Scritto da Administrator |
Oggi 13 luglio 2017 il Mibact si è finalmente degnato di rendere pubblico quello che tutti noi già sapevamo, con la pubblicazione del decreto di proroga adottato il 30 giugno scorso, con cui viene fissato il nuovo termine dei lavori della Commissione al 31 dicembre 2017.
Ancora una volta viene quindi spostata di sei mesi la pubblicazione dell’elenco, ma ancor più grave è stata la completa mancanza di informative, e quindi di rispetto, verso di noi che quest’elenco lo aspettiamo da anni.
Gioverà inoltre ricordare che la notizia della proroga è avvenuta solo dopo che l’avvocato Celli ha inviato una istanza-diffida alla Direzione Generale Educazione e Ricerca in data 3 luglio per conto dei ricorrenti e una istanza-diffida al Segretario Generale del Mibact in data 11 luglio, con cui ha dato un termine perentorio di 48 ore per la pubblicazione del decreto, minacciando di fare una segnalazione all'ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) per violazione delle norme sugli obblighi di pubblicazione dei provvedimenti amministrativi (già pronta nel cassetto per essere inviata oggi alle ore 13:00).
Sempre nel nostro interesse, e grazie alle istruzioni dell’avvocato, abbiamo anche dato la possibilità (sfruttata da centinaia di colleghi) di inviare la richiesta di accesso civico e poi di accesso ai documenti amministrativi in modo da poter sapere a che punto è la nostra domanda di qualifica.
Se fino ad oggi abbiamo avuto di mira il Mibact come entità astratta, d'ora in avanti individueremo dei responsabili, intesi come persone fisiche, e li chiameremo a rispondere di eventuali negligenze e/o inefficienze.
Un cambio di strategia che metterà chiunque sbagli di fronte alle proprie responsabilità, così come è sempre stato richiesto a noi, che non abbiamo mai potuto godere di proroghe ed a cui non è stato concesso neppure il minimo errore formale, pena la non validità della domanda.
Per dar seguito a questa linea, abbiamo concordato con l'Avv. Celli di intraprendere una serie di iniziative legali, che saranno poste in essere nei tempi e nei modi che il nostro avvocato riterrà più opportuni.
Le nuove iniziative legali saranno volte a far accertare:
l'illegittimità del nuovo provvedimento di proroga (contro cui faremo ricorso)
l'illegittimità del comportamento dell'Amministrazione (diniego di accesso ai documenti, etc.. contro cui faremo ricorso)
il danno da ritardo e da perdita di chance che stiamo subendo (che chiederemo di accertare a tempo debito con separata azione risarcitoria)
le responsabilità in sede penale (che chiederemo di accertare se a ciò saremo costretti)
Presenteremo poi un esposto:
all'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC)
e all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM).
Per esigenze di natura organizzativa, le attività di raccolta dei fondi necessari per le iniziative da intraprendere e di gestione delle adesioni, e tutte le connesse attività di coordinamento e di segreteria preliminari all'avvio delle azioni legali, non saranno gestite dall'ARR ma dal coordinamento ricorsi collettivi- co.ri.col. (cod. fisc. 94269450485), ente terzo di supporto esterno che curerà la realizzazione dell'iniziativa in collaborazione con lo Studio Legale Celli.
L'adesione alle iniziative che saranno promosse contro il Mibact si perfezionerà con il versamento del contributo previsto e con il conferimento della procura alle liti.
Il contributo è destinato al pagamento (i.v.a. inclusa) delle prestazioni professionali, delle spese di gestione, delle spese vive e di ogni altra spesa direttamente o indirettamente riconducibile all'iniziativa promossa. Gli aderenti non dovranno dunque sostenere alcuna altra spesa per l'attività professionale svolta dall'Avvocato.
La quota di adesione è di € 70,00 per chi ha già aderito alla cd. “class action restauratori” e per chi è socio ARR.
Per tutti gli altri la quota è di € 120,00.
Le istruzioni per aderire le trovate al seguente link
https://studiolegalecelli.com/iniziative-legali-collettive/
Inutile ribadire come a fronte di un esborso in denaro minimo, se paragonato al numero di ricorsi ed iniziative sopra elencate, godremo di una tutela legale significativa; il numero delle adesioni ci darà forza e ci permetterà di far finalmente valere i nostri diritti, sinora troppe volte violati.
Aderiamo quindi da subito.
Stanchi forse, ma mai domi.
Ultimo aggiornamento (Giovedì 13 Luglio 2017 22:36)
Mancata informazione sulla conclusione dei lavori della Commissione esaminatrice - Richiesta di accesso civico
Martedì 04 Luglio 2017 21:51 | Scritto da Administrator |
come sapete, il 30 giugno 2017 era la data indicata dal Mibact (con decreto direttoriale n. 79 del 29.7.2016) per la conclusione dei lavori della Commissione esaminatrice.
A distanza di 4 gg. il Mibact non ha fornito alcuna comunicazione in merito, per cui - ad oggi - non sappiamo se i lavori si sono effettivamente conclusi (ipotesi assai improbabile) o se è intervenuta una nuova proroga (ma in tal caso è anomalo che non ne sia stata data notizia con la pubblicazione del relativo provvedimento, come avvenuto per le altre proroghe).
Poiché è importante sapere come stanno realmente le cose, anche ai fini della sospensiva che sarà discussa nell'ambito del nostro ricorso venerdi 7 luglio, siamo costretti ad aprire un nuovo fronte contro il Mibact, contestando la violazione degli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni.
Pertanto, prima ancora di procedere con l'azione risarcitoria e con le altre iniziative concordate con l'avvocato Celli, dobbiamo dare immediatamente un segnale, mettendo alle strette il Mibact anche sul versante della trasparenza e dell'accesso ai documenti.
A tal fine, vi trasmettiamo la richiesta di accesso civico (che è cosa diversa rispetto alla richiesta di accesso ai documenti amministrativi di cui alla legge 241/1990), che vorrete compilare, firmare e inviare all'indirizzo accessocivico@beniculturali.it .
L'accesso civico è lo strumento previsto dal decreto legislativo 33/2013 per favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali delle PP.AA. (la legge riconosce a chiunque il diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione ai sensi di legge).
A seguito della richiesta (o meglio delle centinaia di richieste che perverranno), il Mibact avrà obblighi procedimentali ben precisi, e in caso di violazione non esiteremo, una volta esperiti i rimedi di legge, a presentare anche un esposto all'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Autorita).
Più saranno le richieste di accesso, più forte sarà il segnale che riusciremo a dare.
Vi INVITIAMO dunque a compilare la richiesta allegata, a firmarla e ad inviarla il prima possibile (magari entro domani) all'indirizzo di posta elettronica accessocivico@beniculturali.it
Il modulo è reperibile anche attraverso il seguente link
https://studiolegalecelli.com/accesso-civico/
La pre-adesione all'azione risarcitoria è ancora possibile attraverso il seguente link
Chi ha già inviato il modulo di pre-adesione non deve inviarlo nuovamente.
Ultimo aggiornamento (Martedì 04 Luglio 2017 21:56)
Comunicato congiunto esito udienza del 14/02/2017
14 febbraio, udienza discussione ricorso collettivo al TAR del Lazio
Convegno ARR al Salone dell'Arte e del Restauro di Firenze

References: art. 182
 sentenza 
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