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Timestamp: 2019-06-16 22:50:58+00:00

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Diritto Civile - rassegna
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20180420 - Trib. Pescara - decreto 20 aprile 2018.
Responsabilità patrimoniale – Accesso alle banche dati – Emanazione di decreti attuativi da parte del Ministro della Giustizia – Accesso diretto dei creditori alle banche dati – Possibilità – Sussiste.
L’art. 155-quater disp. att. c.p.c., a seguito delle modifiche introdotte dall’art. 14 d.l. 83/2015, convertito in l. 132/2015, non prevede più che l’accesso alle banche dati sia subordinato alla emanazione di decreti attuativi da parte del Ministro della Giustizia.
Deve quindi ritenersi possibile, alla luce delle modifiche introdotte dalla legge di conversione del decreto legge 83/2015, l’accesso diretto dei creditori alle banche dati indicate nelle norme.
20180419 - Trib. Lanciano – sentenza 19 aprile 2018, n. 150 – est. Nappi.
Testamento – Testamento olografo – Condizione di assistenza al testatore – Validità – Evento dedotto in condizione – Mancata verificazione – Condotta del beneficiario – Causa non imputabile – Irrilevanza
In un testamento, è valida la condizione di assistenza al testatore fino alla sua morte.
Il giudizio di verificazione dell’evento dedotto in condizione è un giudizio meramente oggettivo; pertanto, ove quell’evento consista nella condotta del beneficiario, è del tutto irrilevante che il beneficiario non abbia potuto porre in essere la condotta per causa a lui non imputabile.
20180409 - Trib. Vasto, ordinanza 9 aprile 2018 – est. Pasquale.
Mediazione – Obbligo di assistenza dell’avvocato – Previsione di costi ingenti – Contrarietà al Diritto Europeo – Esclusione.
Mediazione obbligatoria – Obbligo di assistenza dell’avvocato – Illegittimità – Sussiste.
La disciplina nazionale sulla mediazione obbligatoria ed il principio di obbligatorietà dell’assistenza legale nelle forme di mediazione obbligatoria, sancite dal D.Lgs. n. 28/10 sono sicuramente compatibili, sotto il profilo della onerosità della procedura, con il principio comunitario della tutela giurisdizionale effettiva, sancito dagli artt. 6 e 13 della CEDU e dall'art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in quanto non determina a carico delle parti, che devono sostenere il peso economico dell’attività di assistenza dei rispettivi Avvocati, costi qualificabili come ingenti.
La condotta della parte che si reca personalmente al primo incontro di mediazione, rifiutandosi di farsi assistere da un avvocato (sebbene a ciò compulsata dal mediatore) e pretendendo di partecipare autonomamente agli incontri di mediazione, è illegittima perché assunta in violazione delle prescrizioni del D. Lgs. n. 28/10 che impongono alle parti l’obbligo di assistenza legale per tutta la durata della procedura di mediazione.
20180228 - App. L’Aquila – sentenza 28 febbraio 2018, n. 380 – est. Ciofani
Matrimonio – Separazione – Assegno di mantenimento – Attribuzione e quantificazione – Criteri - Tenore di vita goduto in costanza di matrimonio.
In tema di separazione personale l’assegno di mantenimento non si determina – con riguardo all’an – sulla base dei criteri per l’assegno divorzile alla stregua del recente mutamento di giurisprudenza inaugurato con la nota sentenza n. 11504 del 2017 della Suprema Corte di Cassazione (autosufficienza economica dell’ex coniuge richiedente) bensì sul parametro del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio ed altresì valutando l’eventuale sperequazione tra i rispettivi redditi delle parti.
20180228 - Tribunale di Pescara – sentenza 28 febbraio 2018, n. 295 – Est. Falco
20180220 - App. L’Aquila – sentenza 20 febbraio 2018, n. 346 – Pres. Buzzelli – Est. Di Girolamo
20180220 - Tribunale di Teramo – sentenza 20 febbraio 2018, n. 153 – Est. Chiauzzi
20180216 - App. L’Aquila – sentenza 16 febbraio 2018, n. 327 – est. Ciofani
Matrimonio – Divorzio – Assegno di mantenimento – Attribuzione e quantificazione – Criteri – Autosufficienza economica del richiedente.
In tema di assegno divorzile, alla stregua del recente mutamento di giurisprudenza inaugurato con la nota sentenza n. 11504 del 2017 della Suprema Corte di Cassazione, il relativo giudizio di accertamento sull’an deve essere effettuato sulla base del criterio dell’autosufficienza economica dell’ex coniuge richiedente e non più su quello del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio né valutando l’eventuale sperequazione tra i rispettivi redditi.
20180213 - App. L’Aquila – sentenza 13 febbraio 2018, n. 266 – Pres. Iannaccone – Est. Ciofani
20180203 - App. L’Aquila - sentenza 3 febbraio 2018, n. 204 - Pres. Iannaccone, Est. Fabrizio
20180129 - Trib. Pescara – sentenza 29 gennaio 2018 – Est. Roscigno
Va considerata contraria alla buona fede, perché abusiva, l’attivazione della clausola risolutiva in presenza di un inadempimento che controparte offre seriamente e prontamente di correggere e che la parte fedele rifiuta, invece, di ricevere, ove emerga che la disponibilità all’eliminazione dell’inadempimento avrebbe impedito l’alterazione dell’equilibrio sinallagmatico e non giustifica, inoltre, la perdita di fiducia nella parte inadempiente. Potrebbe ancora rientrare nell’area della valutazione ex fide bona la dichiarazione di avvalersi della clausola risolutiva comunicata a seguito della prolungata tolleranza dell’inesattezza della prestazione dell’altra parte, coincidente con quella prevista dalla clausola, quando l’acquiescenza della parte fede ha ingenerato in controparte il legittimo affidamento che l’inesattezza della sua prestazione non alteri il sinallagma e che, dunque, precluda a controparte di esercitare il diritto potestativo di risoluzione.
L’intimazione da parte del creditore della diffida ad adempiere, di cui all'art. 1454 cod. civ., e l'inutile decorso del termine fissato per l'adempimento non eliminano la necessità, ai sensi dell'art. 1455 cod.civ., dell'accertamento giudiziale della gravità dell'inadempimento in relazione alla situazione verificatasi alla scadenza del termine ed al permanere dell'interesse della parte all'esatto e tempestivo adempimento.
La risoluzione del contratto, pur comportando, per l'effetto retroattivo sancito dall'art. 1458 c.c., l'obbligo del contraente di restituire la prestazione ricevuta, non autorizza il giudice ad emettere il provvedimento restitutorio in assenza di domanda dell'altro contraente, atteso che rientra nell'autonomia delle parti disporre degli effetti della risoluzione, chiedendo, o meno, la restituzione della prestazione rimasta senza causa.
20180129 - Trib. Teramo – sentenza 29 gennaio 2018, n. 69 – est. Cannavale
Matrimonio - Separazione – Assegno di mantenimento – Attribuzione e quantificazione - Criteri – Tenore di vita goduto in costanza di matrimonio – Applicabilità.
Matrimonio – Separazione – Addebito – Richiesta risarcimento danni – Inammissibilità.
In tema di separazione personale l'assegno di mantenimento non si determina – con riguardo all'an – sulla base dei criteri per l'assegno divorzile alla stregua del recente mutamento di giurisprudenza inaugurato con la nota sentenza n. 11504 del 2017 della Suprema Corte di Cassazione (autosufficienza economica dell'ex coniuge richiedente) bensì sul parametro del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio ed altresì valutando l'eventuale sperequazione tra i rispettivi redditi delle parti.
Nel procedimento di separazione personale, pronunciata con addebito per le violenze perpetrate da un coniuge nei confronti dell'altro, è inammissibile la domanda di risarcimento dei relativi danni ex art. 2043 c.c. (che vanno comunque adeguatamente provati sia nell'an che nel quantum) necessitando un apposito giudizio.
20180123 - Trib. L'Aquila - sentenza 23 gennaio 2018, n. 34 – Est. Riviezzo
Nel caso di danni causati alla circolazione stradale da fauna selvatica in Abruzzo è legittimata passivamente nonché responsabile ex art. 2043 c.c. non già la Provincia, quale ente delegato e/o titolare di meri compiti di gestione della caccia e protezione della fauna selvatica, bensì la Regione ovvero l'ente territoriale titolare delle competenze in merito al controllo della fauna selvatica.
In materia di circolazione stradale il danno derivante dall'indisponibilità di un autoveicolo durante il tempo necessario alla riparazione non può essere liquidato equitativamente in difetto di prova specifica della perdita subita (spesa sostenuta per procacciarsi altro veicolo sostitutivo, danno emergente; o mancato guadagno derivante dalla rinuncia forzata a proventi derivanti dall'uso del veicolo medesimo, lucro cessante).
20180119 - Trib. Pescara – ordinanza 19 gennaio 2018, n. 162 – Est. Ria
20171229 - Trib. Pescara – sentenza 29 dicembre 2017, n. 1621 – Est. Ria
20171228 - Trib. Pescara – sentenza 28 dicembre 2017, n. 1619 – Est. Ria
Nel caso di controversie aventi ad oggetto contratti conclusi tra soggetti lontani, fatta eccezione per le ipotesi tassative di cui all'art. 1327 c.c., la competenza territoriale ex art. 20 c.p.c. si determina (anche) in base al luogo di conclusione del contratto stesso da individuarsi in quello in cui l'accettazione è pervenuta al proponente.
Anche in presenza di diffida ad adempiere ex art. 1454 c.c., la gravità dell'inadempimento contrattuale va accertata giudizialmente secondo un criterio che tenga conto sia dell'elemento oggettivo della mancata prestazione nel quadro dell'economia generale del negozio, sia degli aspetti soggettivi rilevabili tramite un'indagine unitaria sul comportamento del debitore e sull'interesse del creditore all'esatto adempimento.
20171219 - App. L’Aquila - sentenza 19 dicembre 2017, n. 2374 – Pres. Iannaccone, Est. Fabrizio
Il c.d. “danno tanatologico” è rappresentato dalla perdita del bene giuridico “vita” che costituisce bene autonomo, fruibile solo in natura da parte del titolare. Pertanto, esso è insuscettibile di essere reintegrato per equivalente iure hereditatis.
Il c.d. danno da perdita del rapporto parentale consiste nel vuoto costituito dal non potere più godere della presenza e del rapporto con chi è venuto meno e, perciò, nell’irrimediabile distruzione di un sistema di vita basato sull’affettività, sulla condivisione, sulla rassicurante quotidianità dei rapporti familiari. Il fatto illecito, costituito dalla uccisione del congiunto, dà luogo ad un danno non patrimoniale presunto, consistente nella perdita del rapporto parentale, allorché colpisce soggetti legati da uno stretto vincolo di parentela, la cui estinzione lede il diritto all'intangibilità della sfera degli affetti reciproci e della scambievole solidarietà che caratterizza la vita familiare nucleare.
20171102 - Trib. Chieti, sentenza 2 novembre 2017, n. 219 - Est. Cozzolino
20171024 - Trib. Pescara, ordinanza 24 ottobre 2017 – est. Presid. . Bozza
In tema di assegno divorzile, in presenza di una donna cinquantenne e casalinga cui viene riconosciuto un ruolo di madre-casalinga, l’assegno stesso è riconosciuto per la durata di sei mesi, tempo ritenuto insufficiente a reperire un’occupazione.
20170904 - Trib. Lanciano – sentenza 4 settembre 2017, n. 177 – est. Di Stefano
Lavoro – Impiego pubblico – Sanzione disciplinare – Conoscenza dei fatti addebitati aliunde, in epoca antecedente - Decadenza dall'azione del datore ex art. 51 bis D.Lgs. 165/2001 - Sussistenza.
In materia di pubblico impiego, nel caso in cui venga irrogata una sanzione disciplinare ad un dipendente per fatti che abbiano formato oggetto di un precedente ricorso al TAR promosso oltre cinque mesi prima da altro dipendente, deve ritenersi intervenuta la decadenza dall'azione disciplinare della P.A. ex art. 51 bis D.Lgs. 165/2001 (così come modificato dal D.Lgs. 150/2009) dovendosi ritenere spirato il relativo termine, con decorrenza dalla notifica di tale ricorso e non già dal deposito della sentenza che lo ha definito.

References: sentenza 
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 art. 2043
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 art. 20
 art. 1454
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 art. 51
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