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Timestamp: 2018-11-13 05:06:13+00:00

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Indennizzo ex lege 210/92: tabelle importi anno 2014 | Avvocato Sabrina Cestari
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23 risposte a Indennizzo ex lege 210/92: tabelle importi anno 2014
24 marzo 2014 alle 9:26
Nel caso di specie, la rivalutazione parte dall’entrata in vigore del decreto legge 548/96, che l’ha introdotta.
Ho letto a suo tempo la proposta da Lei citata e sinceramente non concordavo affatto con i contenuti ivi espressi, per quanto riguarda, in particolare, coloro che, come i miei assistiti, attendono la transazione dal 2004 non mi sembrava affatto risolutiva. Non ho seguito l’iter successivamente della stessa, ma dubito che così formulata abbia qualche possibilità di essere approvata.
Prendo atto del suo prendere atto e ribadisco quanto già scritto, per altro, la norma in questo caso non essendo suscettibile di interpretazione non lascia spazio a dubbio alcuno.
Il Ministero liquida sino al 2011 coloro che hanno avuto la rivalutazione integrale del rateo da gennaio 2012, gli interessi si fermano alla data del calcolo da parte della ragioneria. Ognuno ha conteggi diversi in base alla singola fattispecie, a seconda che abbia interrotto o meno i termini di prescrizione, abbia o meno instaurato una causa e a seconda di quanto disposto in sentenza. Il Ministero spesso erra nei conteggi, non tenendo conto delle interruzioni dei termini o delle sentenze, se non ove gli convenga, ad esempio applicando la prescrizione decennale e “dimentica”, altresì, di corrispondere laddove dovute le spese legali. Dovrebbe, quindi, valutare la Sua pratica, documenti alla mano, con un Avvocato, nel caso in cui il Ministero non avesse liquidato il dovuto, dovrà inviare diffida ed eventualmente intraprendere, se necessario, un giudizio.
Sì, per il risarcimento del danno è necessario diffidare l’Azienda ed instaurare causa di risarcimento danni nei confronti della stessa che sarà condannata se ritenuta responsabile, ad esempio, per mancata predisposizione dei protocolli di prevenzione. Per valutare le possibilità e la convenienza di un giudizio, dovrà rivolgersi ad un Legale, che esaminerà attentamente la documentazione avvalendosi anche di un perito medico legale. Cordialità. Avv. Cestari
Se per richiesta intende la diffida ovvero se non ha instaurato un giudizio dopo la diffida. Le consiglio di inviare nuova diffida, citando anche la precedente (via racc. a/r o via pec, da solo o con l’ausilio di un Legale), se entro agosto non avrà notizie dal Ministero, potrebbe valutare l’instaurazione del contenzioso. Cordialità
13 giugno 2014 alle 1:00
Le consiglio di inviare diffida al Ministero della Salute chiedendo arretrati e interessi (via racc. a/r o via pec, da solo o con l’ausilio di un Legale) e come Le avevo scritto nel precedente post, se entro il 31 agosto non avrà notizie dal Ministero, valuti l’instaurazione del contenzioso presso il Tribunale sezione lavoro competente. Se ha bisogno di indicazioni più precise in ordine alla diffida mi contatti via mail (avvsabrinacestari@libero.it). Cordiali saluti. Avv. Cestari
Se si tratta dell’indennizzo scriva al Ministero della salute (racc. a/r o pec) specifichi i Suo dati, il motivo della richiesta e i documenti richiesti ed alleghi fotocopia del documento di identità in corso di validità.
Le ho ieri risposto telefonicamente.
Mi spiace per la mancata celerità, tuttavia, come avevo scritto sul sito, l’evasione delle domande via blog e via mail non poteva essere celere considerato che lo Studio non forniva tale servizio nel periodo in cui Lei ha posto il Suo quesito e che le risposte sono sempre temporalmente posticipate rispetto alle scadenze di Studio. Per venire alla Sua domanda il Ministero, da quanto scrive, ha limitato il pagamento al periodo di prescrizione del diritto (dieci anni), invero, i diritti si prescrivono e per stabilire se il Ministero doveva pagare altre somme occorre verificare la data della diffida inviata; poichè da quanto da Lei esposto esiste altresì, oltre alla diffida, un giudizio in corso Lei dovrà attendere la sentenza e se il Giudice dovesse statuire un periodo di condanna diverso da quello preso in considerazione dal Ministero, potrebbe pretendere dal Ministero l’eventuale somma che risultasse dalla differenza tra quanto pagato e quanto dovuto. Cordialità. Avv. Cestari
Il Ministero potrebbe appellare la sentenza a Lei favorevole, ma potrebbe anche non farlo, nell’ambito del giudizio potrebbe contestare la CTU, in ogni caso, solo il Suo Avvocato, può darLe risposte più dettagliate. Cordialità. Avv. Cestari
No, non viene riconosciuta una percentuale, bensì una ascrizione tabellare che prevede 8 categorie, la prima è la più grave, l’ottava la meno severa.
Il Mef (Ministero dell’Economia e Finanze) ha corrisposto nel corrente anno gli arretrati derivanti dalla rivalutazione integrale del rateo di indennizzo ex lege 210/92 a coloro che sono pagati direttamente dallo stesso Ministero, per quanto concerne invece coloro che percepiscono l’indennizzo dagli Enti Locali (Regioni o Asl) la situazione è diversa e variegata, la maggior parte delle Regioni ha rivalutato il rateo, alcune come la Calabria non lo hanno ancora fatto, anche in ordine alla corresponsione degli arretrati purtroppo esistono differenze a seconda del luogo di residenza e dell’Ente che eroga l’indennizzo, nel Suo caso in questo momento la Regione non corrisponde spontaneamente le somme arretrate, ma vi procede a seguito di sentenza di condanna, ovvero dopo che il danneggiato ha instaurato e vinto una causa presso il competente Tribunale sezione lavoro, che, per altro, deve essere instaurata nei confronti del Ministero della Salute, esiste, invero, il problema del trasferimento dei fondi da Lei evidenziato, trasferimento che deve avvenire da parte dello Stato, il problema ad oggi non è stato ancora risolto. Se non lo ha già fatto dovrebbe, quindi, inviare diffida al Ministero anche al fine di interrompere la prescrizione del diritto e valutare con un Legale se e quando intraprendere un contenzioso. Cordialità Avv. Cestari
Deve inoltrare diffida al Ministero della salute e valutare con un Legale l’instaurazione di un contenzioso.
Se con il nuovo anno la situazione dovesse restare immutata valuti, per quanto concerne la rivalutazione, l’instaurazione di una causa nei confronti del Ministero della salute, la questione regionale è più complessa, se vuole, senza impegno, mi contatti telefonicamente al fine di valutare azioni anche collettive da intraprendere nel corso del prossimo anno.
I pagamenti avvengono quasi sempre con grave ritardo, può chiedere lo stato della pratica ed inviare contemporaneamente un sollecito, per iniziative più incisive attenderei. Cordialità. Avv. Cestari
20 febbraio 2015 alle 12:36
@ Vaelerio
Non è possibile darLe una risposta senza analizzare la sentenza e la documentazione relativa al contenzioso, cosa che, per altro, non sarebbe comunque possibile in quanto Lei è già seguito da un Legale al quale dovrà rivolgersi per tutte le spiegazioni necessarie.
La causa sarà stata instaurata nei confronti del Ministero e sarà lo stesso Ministero a liquidarle quanto dovuto come da sentenza (ovvero la somma stabilita in sentenza per il periodo stabilito in sentenza), l’iban verrà richiesto attraverso il Suo Legale al momento della liquidazione, i tempi di pagamento sono lunghi dai due ai tre anni, sempre che non decida di instaurare un giudizio di ottemperanza. Cordiali saluti. Studio Legale Cestari
Il giudizio consiste nell’ottenere l’esecuzione di una sentenza a fronte della mancata ottemperanza da parte della pubblica amministrazione. Sì, è possibile instaurarlo. Sì, si accellarano i tempi di pagamento.
per risponderle dovrei conoscere l’entità dell’aumento, mi scriva via mail (avvsabrinacestari@libero.it).
Immagino che il Suo Legale abbia già provveduto, in ogni caso, occorre notificare la sentenza, se la stessa non viene appellata e, quindi si forma il giudicato, sarà possibile instaurare un giudizio di ottemperanza avanti al Tar compentente, sempre che non si voglia attendere i tempi di liquidazione della Pubblica Amministrazione. Cordialità Avv. Cestari
@ maurizio carsetti
mi chiami, senza impegno, al cellulare di lavoro (3383815412), dal lunedì al venerdi nelle ore pomeridiane, oppure se preferisce mi scriva privatamente il Suo numero via mail (avvsabrinacestari@libero.it) e la contatterò appena possile, devo chiederLe alcune cose per poterLe rispondere con precisione. Cordialità. Avv. Cestari

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