Source: http://preview.e-glossa.it/wiki/il_fondo_patrimoniale.aspx
Timestamp: 2020-04-02 04:34:17+00:00

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La già citata indisponibilità dei beni del fondo si sostanzia da un lato nella inalienabilità di essi se non con il consenso di ambedue i coniugi (cfr. l'art. 169 cod.civ. che contiene una regola derogabile: Tribunale di Milano, 26 giugno 2013), dall'altro nella impossibilità di sottoporli ad esecuzione per debiti che il creditore conosceva essere stati contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia (art. 170 cod.civ.). Tale non è il debito verso il fisco correlato alla produzione di reddito, quand'anche scaturente da attività di impresa (si veda infra). Nella fase esecutiva l'onere di dar conto della sussistenza dei presupposti di cui alla norma citata sarebbe posto a carico dei coniugi che se ne volessero avvalere (Cass. Civ., Sez. VI-T, 1806/2018; Cass. Civ., Sez. III, 21800/2016; Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 22761/2016; Civ., Sez. III, 2970/13; Cass. Civ., Sez. III, 4011/13 Cass. Civ., Sez. II, 5385/13). Così l'esattore può legittimamente iscrivere ipoteca sui beni appartenenti al coniuge e vincolati con il fondo anche semplicemente quando ignori che la passività era stata contratta per finalità estranee alle esigenze della famiglia (Cass. Civ., Sez. III, 1652/2016).
Sicuramente i beni di cui al fondo possono essere aggrediti dal condominio per le spese condominiali relative ad appartamento sottoposto al vincolo del fondo stesso (Cass. Civ., Sez. III, 23163/2014). Similmente è stato deciso in riferimento alla pratica di recupero del credito professionale, riconosciuta non estranea ai bisogni familiari (Tribunale di Taranto, 5 dicembre 2014). Funzionale al soddisfacimento dei bisogni della famiglia è anche il credito nascente dall'occupazione di un'abitazione di cui l'usufruttuario reclami la disponibilità (Cass. Civ., Sez. III, 18248/2014). Da ultimo si sta facendo strada un'idea piuttosto ampia dei bisogni della famiglia, ciò che comporta un allargamento delle possibilità di assoggettare i beni ad azione esecutiva (Tribunale di Palermo, 20 maggio 2015). In questa direzione anche i debiti tributari dell'impresa individuale facente capo ad uno dei coniugi si ritiene siano riconducibili al soddisfacimento dei bisogni familiari (Cass. Civ., Sez. VI-T, 23328/2015, Cass. Civ., Sez. III, 17076/2017, tuttavia, in senso contrario, Cass. Civ., Sez. V, 3600/2016; cfr. in senso dubitativo Cass. Civ., Sez. VI-T, sent. n. 10975/2017), di modo che parrebbe legittimo domandarsi quando mai, in un modo o in un altro la passività non sia collegabile a tali esigenze. Addirittura la firma per avallo apposta dal Presidente del CdA di una società per azioni è stata reputata atta a consentire l'esecuzione sui beni del fondo, a meno che costui non abbia a dimostrare di trarre sostentamento da fonti diverse dalla società garantita (Tribunale di Pordenone, 15 febbraio 2016). In ogni caso è necessaria una valutazione in questo senso: pur dovendosi sottolineare come l'onere di dar conto dell'estraneità del debito al sostentamento del menage familiare incomba sul debitore (Cass. Civ., Sez. I, 7497/2019), costui deve essere messo in grado di provare tale circostanza (Cass. Civ., Sez. V, 9188/2016).
Ai fini dell'opponibilità del vincolo di cui al fondo occorre l'annotazione a margine del registro degli atti di matrimonio: cfr. Cass. Civ. Sez. Unite, 21658/09; Cass. Civ., Sez. III, 933/12; Cass. Civ., Sez. III, 20995/12; Cass. Civ., Sez. III, 5889/2016). Non è sufficiente, in altri termini, la mera trascrizione dell'atto presso l'Ufficio del territorio competente. Giova poi osservare che, ai fini processuali, allo scopo di dar conto dell'esistenza e dell'opponibilità del fondo, risulta necessario esibire in giudizio la copia dell'atto munita degli estremi dell'annotazione nel registro dello stato civile (Cass. Civ., Sez. III, sent. n. 23955/2017). Giova da ultimo osservare come la mancata esecuzione della annotazione dell’atto nulla abbia a che fare con la revocabilità dello stesso, ben praticabile nonostante esso non sia comunque opponibile ai creditori, quali terzi (Cass. Civ., Sez. III, 6450/2019).
Cosa riferire circa la natura giuridica dell'atto di costituzione del fondo? Appare chiaro che la costituzione di fondo patrimoniale (la quale ha come effetto quello di sottrarre i beni di uno o di entrambi i coniugi alle azioni dei creditori) è atto da considerarsi a titolo gratuito. Ciò implica che per la impugnativa ai fini dell'azione revocatorio, è sufficiente la semplice consapevolezza (c.d. scientia damni) del debitore (non richiesta in capo al coniuge non debitore: cfr. Cass. Civ., Sez. I, 11862/2015) di pregiudicare un diritto altrui: Cass.Civ. Sez.III, 966/07, Cass. Civ., Sez. VI, 22878/12, Cass. Civ., Sez. III, 13343/2015; Cass. Civ., Sez. VI-II, 16498/2014 in riferimento all' animus nocendi in capo al debitore), assoggettabile sia a revocatoria fallimentare (Cass. Civ., Sez. I, 2820/2018; Civ., Sez. I, 9128/2016; Cass. Civ., Sez. VI-III, 12940/2015; Cass. Civ., Sez. I, sent. n. 26223/2014), sia ad azione revocatoria ordinaria (art.2901 cod.civ.) quand'anche il credito non fosse ancora certo od esigibile (cfr. Tribunale di Vicenza, 29 maggio 2013; Tribunale di Caltanissetta, 3 luglio 2014) oppure anche quando il debito facesse capo ad un terzo, ma il soggetto costituente il fondo rivestisse la qualità di garante (si pensi alla passività sociale garantita da fidejussione personale del socio amministratore: Cass. Civ., Sez. II, 21938/2014). Nè rileva il fatto che la costituzione del fondo sia successiva (anche se di pochi giorni) rispetto ad un accordo di rinegoziazione del debito, che come tale non possiede effetti novativi (Cass. Civ., Sez.III, 2530/2015). Potrebbe sostenersi che l'atto costitutivo del fondo integri gli estremi dell'adempimento del dovere morale di far fronte ai bisogni della famiglia? La S.C ha risposto negativamente ( Cass. Civ., Sez. VI-I, 29298/2017).
Il relativo giudizio deve vedere coinvolti entrambi i coniugi, sussistendo litisconsorzio necessario: cfr. Cass. Civ., Sez.III, 21494/11. Ciò anche quando il vincolo di cui al fondo fosse stato costituito da uno solo dei coniugi (Cass. Civ., Sez. I, 1242/12;Cass. Civ., Sez. I, 27117/2013). Non altrettanto a dirsi è per i figli (Cass. Civ., Sez. I, 3641/2018).

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