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Timestamp: 2020-05-26 00:11:53+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 8390 del 12/04/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8390 del 12/04/2011
Cassazione civile sez. I, 12/04/2011, (ud. 06/10/2010, dep. 12/04/2011), n.8390
F.J., elettivamente domiciliato in Roma, via G. Marcora
18/20, presso l’avv. Faggiani Guido presso Servizio Legale Centrale
Patronato ACLI, rappresentato e difeso dall’avv. De Castro Roberta,
del Foro di Brindisi, giusta procura in atti;
avverso la sentenza del Tribunale di Lecce in data 18 marzo 2009, nel
procedimento iscritto al n. 1788/2008 V.G.;
procuratore generale, Dott. SGROI Carmelo, che nulla ha osservato;
ottobre 2010 dal relatore, cons. Dr. Stefano Schirò;
A) rilevato che è stata depositata in cancelleria, ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., la seguente relazione, comunicata al Pubblico Ministero e notificata all’avvocato del ricorrente:
1. F.J., nato in (OMISSIS), ha proposto, sulla base di un unico motivo, regolamento di competenza nei confronti del Ministero dell’Interno avverso la sentenza in data 18 marzo 2009, con la quale il Tribunale di Lecce ha dichiarato la propria incompetenza territoriale, ravvisando la competenza del Tribunale di Bari ai sensi del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35, come modificato dal D.Lgs. n. 159 del 2008, art. 1, in ordine al ricorso proposto dal medesimo F. J. in data 29 dicembre 2008 avverso il provvedimento della Commissione territoriale per il riconoscimento dello status di rifugiato di Bari in data 11 novembre 2008, con il quale è stata rigettata la sua richiesta di riconoscimento della protezione internazionale;
2. il Tribunale di Lecce ha dichiarato la propria incompetenza territoriale, quale tribunale che ha sede nel capoluogo del distretto in cui si trova il centro di accoglienza presso cui è ospitato il ricorrente, ed ha ravvisato la competenza territoriale del Tribunale di Bari, quale tribunale che ha sede nel capoluogo del distretto dove ha sede la Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale ritenendo che la eccezionale competenza del tribunale che ha sede nel capoluogo del distretto in cui si trova il centro di accoglienza e la altrettanto eccezionale riduzione a quindici giorni del termine per impugnare la decisione della Commissione territoriale operano soltanto se e quando il ricorso giudiziario sia stato proposto nel ristretto arco temporale previsto dal citato D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 20, comma 3, ovvero nell’ambito del periodo di accoglienza inteso in senso stretto e finalizzato all’espletamento degli adempimenti indicati nell’art. 20, comma 2; ad avviso del Tribunale di Lecce, inoltre, se in concreto l’iter complessivo relativo alla domanda di protezione internazionale non vede intervenire la decisione della Commissione territoriale entro 33 giorni dalla presentazione della domanda stessa e si articola in tempi più lunghi, il richiedente è tutelato dal rilascio del permesso di soggiorno temporaneo e, se anche rimane nella medesima struttura in condizioni di accoglienza, non è più soggetto alla limitazione del termine per impugnare, ma beneficia dell’ordinario termine di trenta giorni e deve rivolgersi al giudice ordinariamente competente;
2.1. il ricorrente censura la sentenza impugnata, deducendo che l’interpretazione del Tribunale di Lecce non trova riscontro nel testo della legge, che non fa riferimento a profili temporali, ma tende a individuare determinate categorie di richiedenti la protezione internazionale, per i quali, stante la loro peculiarità (l’essere entrati in Italia senza documenti, oppure l’avere eluso le frontiere), il legislatore ha ritenuto opportuno prevedere una procedura di impugnazione differente;
a) è pacifico in atti, risultando le relative circostanze dalla sentenza impugnata, che il ricorrente, fin dal 20 agosto 2008 e comunque alla data di proposizione del ricorso, si trovava nel centro di accoglienza di (OMISSIS) (sito in provincia di (OMISSIS), nel distretto della Corte di appello di Lecce) per gli adempimenti previsti dal D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 20, lett. a), non risultando in atti l’esistenza di provvedimento alcuno che abbia modificato tale situazione ed anzi avendo il Tribunale di Lecce dato atto che il ricorrente è rimasto nel suddetto centro anche dopo la decorrenza del termine massimo di accoglienza, non essendogli stato rilasciato il permesso di soggiorno temporaneo rinnovabile;
b) il D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35, comma 1, come modificato dal D.Lgs. n. 159 del 2008, nel prevedere, in ordine al ricorso proposto avverso la decisione della Commissione territoriale, la competenza del tribunale che ha sede nel capoluogo di distretto di corte d’appello in cui ha sede il centro di accoglienza, fa esclusivo riferimento ai “casi di accoglienza o trattenimento disposti ai sensi degli articoli 20 e 21″, e quindi, per quel che rileva nella specie, al provvedimento che ha disposto l’accoglienza ed ai presupposti di fatto che hanno determinato tale provvedimento, senza alcun riferimento, nè letterale nè logico, alla vicenda esecutiva del provvedimento medesimo, in particolare per quanto riguarda il rispetto del relativo termine di durata; sembra pertanto doversi aver riguardo, ai fini della determinazione del giudice territorialmente competente a pronunciarsi sul ricorso avverso il provvedimento della Commissione territoriale, al dato oggettivo della permanenza del ricorrente, alla data di presentazione del ricorso, presso il centro di accoglienza in ragione dell’esistenza di uno dei presupposti stabiliti dal D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 20, in mancanza di provvedimenti successivi che abbiano modificato tale situazione e, in particolare, in mancanza del rilascio del previsto permesso di soggiorno, permanendo anche in tale situazione l’esigenza, posta a base della previsione derogatoria della competenza, di assicurare al richiedente la protezione internazionale una tutela giurisdizionale più agevole, che gli consenta di adire l’ufficio giudiziario più vicino al centro di accoglienza;
ritenuto che, alla stregua delle argomentazioni che precedono, il proposto regolamento per competenza merita accoglimento, con conseguente annullamento della sentenza impugnata e con dichiarazione della competenza del Tribunale di Lecce, e che le spese del giudizio per regolamento di competenza, da liquidarsi come in dispositivo, seguono la soccombenza.
La Corte accoglie il ricorso per regolamento di competenza. Annulla la sentenza impugnata e dichiara la competenza del Tribunale di Lecce. Condanna l’Amministrazione intimata al pagamento in favore del ricorrente delle spese del giudizio per regolamento di competenza, che si liquidano in Euro 1.400,00, di cui Euro 1.300,00 per onorari, oltre a spese generali e accessori di legge.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 35
 art. 1
 art. 20
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 art. 35
 art. 20
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