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PubblicatoMichelangela Spina
Presentazione sul tema: "Cooperative di lavoro Riflessioni su alcuni profili di carattere giuslavoristico Servizio Revisione Regionale Collegio dei revisori Verona, 20 aprile 2012."— Transcript della presentazione:
Cooperative di lavoro Riflessioni su alcuni profili di carattere giuslavoristico Servizio Revisione Regionale Collegio dei revisori Verona, 20 aprile 2012
La cooperativa di lavoro è impresa mutualistica tesa a ricercare e garantire continuità di lavoro ai propri soci, alle migliori condizioni economiche, sociali e professionali, compatibilmente con le criticità del mercato nel quale opera Linstaurazione da parte del socio cooperatore del rapporto di lavoro è strumentale alla realizzazione delloggetto sociale Il socio lavoratore che per capacità effettiva, attitudine o specializzazione professionale maturate nei settori di riferimento della cooperativa, partecipa alla attività sociale e coopera al suo esercizio ed al suo sviluppo, contribuisce concretamente alla realizzazione dello scambio mutualistico previsto nello statuto sociale La cooperativa di lavoro Servizio Revisione Regionale
Sintesi delle motivazioni di fondo (Circolare Min. Lav. n. 34 del 17 giugno 2002): Mancanza di una chiara legislazione di riferimento in materia Lavoro di supplenza operato da dottrina e giurisprudenza, con risultati non sempre univoci Stato di incertezza sulla individuazione degli istituti del lavoro applicabili ai soci, causa di frequenti contenziosi Allineamento del costo del lavoro a quello delle imprese non cooperative; la L. n. 142/2001 ha posto le basi per la riforma (abolizione) del regime previdenziale speciale di cui al DPR n. 602/1970 La disciplina del socio lavoratore: perché ? Servizio Revisione Regionale
La L. n. 142/2001, novellata nel 2003 (art. 9, L. 30/2003), non è stata pienamente risolutiva Anzi, in taluni casi ha accentuato le ambiguità sorte nel corso degli anni precedenti, contribuendo ad alimentare nuovi dubbi Dottrina giuridica e giurisprudenza continuano a sviluppare interpretazioni sistematiche dellassetto normativo della L. n. 142/2001, allo scopo di consegnare soluzioni quanto più coerenti alle numerose questioni sorte Difficile anche per gli operatori del settore dare risposte sempre certe ed uniformi Servizio Revisione Regionale La disciplina del socio lavoratore: perché ?
Il revisore verifica l'eventuale esistenza del regolamento interno adottato dall'ente cooperativo ai sensi dell'articolo 6 della legge 3 aprile 2001, n. 142, e accerta la correttezza e la conformità dei rapporti instaurati con i soci lavoratori con quanto previsto nel regolamento stesso (art. 4, comma 3, D.Lgs. 220/2002) Quale, nella sostanza, il ruolo del revisore di cooperative in materia di controlli inerenti la sfera giuslavoristica della società vigilata? Quali i controlli minimi che, in ambito giuslavoristico, il revisore di cooperative dovrebbe necessariamente svolgere (e documentare)? Quanto disposto dal terzo comma dell art. 4 del D.Lgs. 220/2002 ha suscitato un serrato dibattito, non a caso anche tra le amministrazioni del Lavoro e dello Sviluppo economico Nessun contributo, tuttavia, si è rivelato sinora determinante per circoscrivere in maniera univoca la portata delle verifiche giuslavoristiche poste in capo agli incaricati di vigilanza cooperativa, rispetto a quelle che graverebbero sugli ispettori del lavoro; pur nella consapevolezza delle diverse e distinguibili competenze funzionali in materia di controlli sul lavoro in cooperativa Servizio Revisione Regionale Oggetto della vigilanza cooperativa
Servizio Revisione Regionale Oggetto della vigilanza cooperativa Si ritiene che la definizione la correttezza e la conformità dei rapporti instaurati con i soci lavoratori con quanto previsto nel regolamento (art. 4, comma 3 D.Lgs. 220/2002) sia da riferire allutilizzo di tipologie contrattuali e alla predisposizione di contratti individuali in forma scritta che trovino corrispondenza in una esplicita previsione di regolamento Il rapporto di lavoro instaurato con il socio, pur alternativo, non potrebbe rivelarsi in ogni caso incompatibile con lo status di socio (come, ad es., il lavoro di tipo occasionale - artt. 70-74 d.lgs. 276/03) E evidente che lOrgano competente a verificare, dal punto di vista sostanziale, la corretta instaurazione dei rapporti lavorativi intrattenuti con i soci è lUfficio del Lavoro che accerta, ad esempio, leffettiva modalità di esecuzione del lavoro rispetto alla forma contrattuale prescelta (durata del rapporto di lavoro, autonomia concessa al lavoratore, coerenza tra prestazione effettivamente svolta e mansionario, tra inquadramento effettivo ed organigramma, … rapporto di lavoro subordinato e presidente di cooperativa/Messaggio Inps n. 12441 del 08.06.11, …) Il Ministero del Lavoro, in passato, ha impartito indicazioni alle Direzioni Regionali del Lavoro per rilanciare il ruolo degli Osservatori permanenti sulla cooperazione, allo scopo di contrastare fenomeni di dumping contrattuale e lavoro nero
E noto come, in sede di vigilanza, non sia affatto infrequente riscontrare situazioni che possono rendere alquanto difficoltoso delimitarne la reale portata e ancora più complicato definire in anticipo linsieme delle verifiche che, idealmente, consentirebbero al revisore cooperativo di realizzare, in assoluto, loggetto e le finalità proprie dellIstituto, almeno secondo criteri operativi standardizzati e condivisi Si ribadisce, in ogni caso, lopportunità di indirizzare i controlli giuslavoristici svolti in sede di vigilanza, evitando per quanto possibile duplicazioni e sovrapposizioni con quelli realizzati da altre Autorità competenti sulle materie sulle quali il revisore di cooperative è direttamente o indirettamente chiamato a pronunciarsi Si ritiene, a garanzia dei minimi, che il revisore cooperativo sia tenuto, in base alle proprie valutazioni e agli orientamenti consolidati dalla prassi operativa, a svolgere - nella generalità dei casi - tutti quei controlli ai quali possano essere ragionevolmente attribuite motivazioni apprezzabili e condivisibili ) Tale orientamento sarebbe coerente anche con i contenuti del recente D.L. 9 febbraio 2012 n. 5 sulle semplificazioni (art. 14, comma 2 in materia di coordinamento e programmazione dei controlli da parte delle Amministrazioni a vario titolo competenti, per evitare di recare intralcio al normale esercizio delle attività imprenditoriali) Considerazioni pratiche Servizio Revisione Regionale
Ricorrono i presupposti applicativi della legge 3 aprile 2001, n. 142? Il regolamento interno del socio lavoratore è regolarmente istituito? (delibera assembleare di approvazione; maggioranze previste ex art. 2521 c.c.; deposito entro i 30 giorni successivi presso la DPL competente) Il regolamento interno è sufficientemente chiaro, completo ed articolato? Copia del regolamento interno (e dei successivi aggiornamenti) è stata regolarmente consegnata ai soci? Il contratto formalmente instaurato con i soci lavoratori e sottoscritto dal socio per accettazione corrisponde a quello previsto nel regolamento interno? I contratti di lavoro stipulati con i soci sono formalmente corretti? (contratti individuali in forma scritta con richiamo alle previsioni di legge nonché a quelle contenute nello statuto e nel regolamento interno) Servizio Revisione Regionale Esempi pratici
Il CCNL applicato rientra tra quelli sottoscritti da Confcooperative? (Il Servizio revisione ha trasmesso un elenco completo dei CCNL sottoscritti dalla nostra Organizzazione. Lincaricato della vigilanza ne accerta i presupposti di applicabilità e, ricorrendo le condizioni, ne verifica ladozione, necessaria per dare piena attuazione a tutti gli istituti contrattualmente previsti) Né la legge, né il regolamento interno hanno facoltà di disporre la scelta del tipo di contratto da applicare al rapporto di lavoro con il socio. In generale le parti possono liberamente scegliere il tipo negoziale da adottare, secondo regole valide per la generalità dei lavoratori, dovendosi attenere soltanto alla necessaria conformità tra tipo di rapporto prescelto e concrete modalità di svolgimento del lavoro … in ordine al contratto collettivo applicabile … ovviamente esso esprime valore cogente per le cooperative aderenti alle centrali cooperativistiche che lo abbiano sottoscritto in base al mandato di rappresentanza da queste conferito con la delibera associativa espressa dagli organi competenti (Min. Lav. Circ. n. 34/2002) Servizio Revisione Regionale Esempi pratici
Si segnala che la giurisprudenza maggioritaria è, invece, nettamente orientata ad escludere lobbligo di applicare al socio lintegrale CCNL di settore o della categoria affine, riconoscendo piuttosto la necessità di garantire, almeno, i minimi retributivi previsti dalla corrispondente contrattazione collettiva; indipendentemente dalla affiliazione sindacale della cooperativa Si può ragionevolmente assumere la libera manifestazione di volontà della cooperativa e dei soci nella stipula dei contratti di lavoro? … Servizio Revisione Regionale Esempi pratici
Nella versione iniziale dellart. 1, comma 3: il socio lavoratore di cooperativa stabilisce … un ulteriore e distinto rapporto di lavoro in forma … Nella versione vigente dellart. 1, comma 3, modificata dallart. 9 L. 30/2003, il socio lavoratore di cooperativa stabilisce … un ulteriore rapporto di lavoro in forma … … la soppressione del termine distinto non rappresenta una mera correzione di stile (Circolare Min. lav. 10/2004) ma riconduce ad una configurazione unitaria del rapporto socio-cooperativa In dottrina si conferma che leliminazione dellaggettivo distinto sancisce la centralità del rapporto sociale rispetto a quello di lavoro, comunque legati da un rapporto giuridico (negoziale) di causa-effetto Qualificazione del rapporto cooperativa/socio Servizio Revisione Regionale
ante L. 142/2001 Socio e lavoratore L. 142/2001 Legge 14 febbraio 2003, n. 30 Preminenza del rapporto associativo su quello di lavoro (il lavoro in cooperativa non è riducibile ad una dimensione meramente societaria) Prestazione di lavoro assorbita nel rapporto societario Prestazione di lavoro separata dal rapporto sociale (pur funzionalmente collegate) Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: circolare 18 marzo 2004, n. 10 Confermata la preminenza del rapporto associativo su quello del lavoro e fugato ogni possibile dubbio sul fatto che il rapporto di lavoro sia strumentale al vincolo di natura associativa Qualificazione del rapporto cooperativa/socio Socio Lavoratore
Servizio Revisione Regionale Associativo Lavorativo Il socio partecipa alla formazione degli organi sociali, alla definizione della struttura di direzione e conduzione dellimpresa, alla elaborazione di programmi di sviluppo e alle decisioni concernenti le scelte strategiche, contribuisce alla formazione del capitale sociale, partecipa al rischio dimpresa, ai risultati economici ed alle decisioni sulla loro destinazione, mette a disposizione le proprie capacità professionali, anche in relazione al tipo e allo stato dellattività svolta, nonché alla quantità delle prestazioni di lavoro disponibili per la cooperativa stessa (art. 1, comma 2 L. 142/2001) Il socio stabilisce un rapporto di lavoro in forma subordinata o autonoma o in qualsiasi altra forma, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata non occasionale, con cui contribuisce al raggiungimento degli scopi sociali (art. 1, comma 3 L. 142/2001). A tal proposito, il legislatore ha statuito (art. 6 L. 142/2001) in capo alle cooperative lobbligo di definire un regolamento, approvato dallassemblea sociale e depositato presso la Direzione Provinciale del Lavoro competente per territorio, contenente le diverse tipologie di rapporti di lavoro che si intendono attuare Preminente Strumentale Qualificazione del rapporto cooperativa/socio Le delibere del socio incidono sulla dimensione lavorativa del rapporto sociale
Il novellato corpo normativo della L. 142/2001 stabilisce che il socio lavoratore, con la propria adesione associativa, instaura un ulteriore rapporto di lavoro in forma subordinata, autonoma o in qualsiasi altra forma, compresa, dunque, quella di collaborazione coordinata e continuativa, con cui contribuire al raggiungimento degli scopi sociali Dal tipo di rapporto in essere conseguono i relativi effetti fiscali e previdenziali, nonché gli altri effetti giuridici previsti dalla stessa legge n. 142/2001 e dalle altre fonti legislative, purché compatibili con la posizione di socio Effetti ancora più evidenti nella fase estintiva del rapporto associativo/lavorativo Servizio Revisione Regionale Quali le conseguenze ?
Servizio Revisione Regionale Associativo Lavorativo RecessoEsclusione DimissioniLicenziamento Giusta causa Giustificato motivo Giusta causa Caratteri del rapporto cooperativa/socio Statuto/Regolamento interno Volontà del socio
La vigente L. 142/2001 (art. 5, comma 2) prevede di default lestinzione automatica del rapporto di lavoro a seguito di perdita della qualità di socio per recesso o esclusione (cfr. art. 2532 e 2533 c.c.) Soluzione del tutto in sintonia con la configurazione generale del rapporto cooperativa/socio lavoratore: lesecuzione del lavoro è funzionale alla realizzazione dello scopo sociale; se viene meno il rapporto sociale, il rapporto di lavoro perde significato Ad ulteriore conferma che il rapporto sociale è presupposto del rapporto di lavoro: Ai soci lavoratori di cooperativa con rapporto di lavoro subordinato si applica la Legge 20 maggio 1970, n. 300, con esclusione dellarticolo 18 ogni volta che venga a cessare, col rapporto di lavoro, anche quello associativo (art. 2 della vigente L. n. 142/2001) … contrariamente ad un recente orientamento della Cassazione (n. 14741 del 5 luglio 2011): una volta rimosso il provvedimento di esclusione il socio avrà diritto alla ricostruzione del rapporto associativo e del concorrente rapporto di lavoro, indipendentemente dalla applicabilità dellart. 18 Stat. lav. Servizio Revisione Regionale Caratteri del rapporto cooperativa/socio
E pur vero che, nellambito dellautonomia statutaria prevista dalla legge di riforma ed in virtù del principio generale di prevalenza delle norme di miglior favore, lo statuto potrebbe disciplinare diversamente (compatibilmente con la ratio normativa già contemplata nellart. 2533 c.c.) le conseguenze della eventuale estinzione del rapporto di lavoro (cfr. art. 2521 comma 2. n.7 c.c.) prevedendo, ad esempio, il mantenimento del rapporto associativo, pur dopo un eventuale scioglimento di quello lavorativo Ciò non contrasta con quanto affermato, in merito, dalla dottrina giuridica, secondo la quale non sia possibile considerare la tesi del collegamento negoziale sussistente tra il contratto sociale ed il contratto di lavoro, in nome di un rapporto di reciproca dipendenza funzionale … sebbene possa apparire del tutto inutile, in una cooperativa di lavoro, la persistenza del rapporto sociale in assenza di quello di lavoro, quantomeno per periodi che superano i tempi ragionevolmente necessari ad accertare presupposti di natura produttiva o commerciale che giustificherebbero la permanenza del socio allinterno della compagine in attesa del suo reinserimento operativo Servizio Revisione Regionale Caratteri del rapporto cooperativa/socio
E ragionevole, in ogni caso, attendersi norme statutarie e regolamentari non formulate al solo scopo di consentire agli Organi sociali di ovviare a situazioni che, invece, richiederebbero normalmente il ricorso alla normativa sui licenziamenti per consentire alla società di porre validamente fine al rapporto di lavoro In questi termini potrebbero, ad esempio, essere giudicate nulle per contrarietà alla legge clausole statutarie che prevedessero: Motivi di esclusione fondati sulla semplice circostanza che un socio ingeneri dissidi nella società o genericamente ostacoli il corretto svolgimento dellattività sociale Diversamente, in caso di comprovata inerzia o disinteresse del socio a partecipare allo scambio mutualistico, è plausibile che la cooperativa si possa ragionevolmente tutelare, deliberando lesclusione del socio inadempiente ed eventualmente chiedendo il risarcimento del danno cagionato alla attività della società Servizio Revisione Regionale Caratteri del rapporto cooperativa/socio
Lesclusione del socio a seguito di licenziamento per giustificato motivo oggettivo (ragioni organizzative o produttive, crisi del settore, etc.), atteso linteresse del socio medesimo a rimanere associato in una cooperativa il cui oggetto sociale è quello di perseguire occasioni di lavoro per i soci … laddove non vi sia in assoluto alcuna attività lavorativa da svolgere, dovrebbe essere il socio e non già la cooperativa a decidere se rescindere o meno il contratto sociale, presentando le proprie dimissioni Servizio Revisione Regionale Caratteri del rapporto cooperativa/socio
Lart. 2533 c.c. prevede ipotesi specifiche di esclusione, incluse le gravi inadempienze riconducibili sia al contratto sociale che lavorativo per le obbligazioni che derivano dalla legge, dallo statuto, dalle delibere adottate dagli organi sociali, dai regolamenti approvati dallAssemblea Rappresenterebbero, ad esempio, giuste cause di licenziamento immediato La condanna del socio lavoratore ad una pena che importi linterdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici, anche per fatti commessi al di fuori dell'ambiente di lavoro, se per natura e gravità palesino l'inaffidabilità professionale del lavoratore a svolgere le specifiche mansioni alle quali è stato assegnato Il comportamento lesivo del socio lavoratore a danno della società (ad es. furto di materiale aziendale, esercizio di attività in concorrenza, ritardi ingiustificati e reiterati, …) o dei colleghi di lavoro Il comportamento gravemente pregiudizievole del socio lavoratore (prestazione lavorativa non adempiuta con diligenza) … Servizio Revisione Regionale Caratteri del rapporto cooperativa/socio
Linadempimento che giustificherebbe lesclusione del socio lavoratore dovrebbe essere in ogni caso qualificato in termini di specifica gravità e presupporre anche una valutazione del tempo trascorso tra la mancanza addebitata e la reazione da parte della società recedente, dovendosi ritenere non conforme ai criteri legali, lesclusione disposta a notevole distanza di tempo dai fatti addebitati (Cass., Sez. lav., 5 luglio 2011, n. 14741) Servizio Revisione Regionale Caratteri del rapporto cooperativa/socio
Il licenziamento per giustificato motivo con preavviso é determinato, invece, da un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali del prestatore di lavoro ovvero da ragioni inerenti l'attività produttiva, l'organizzazione del lavoro o il suo regolare funzionamento (art. 3 della Legge n. 604 del 1966) Rappresenterebbero, ad esempio, giustificati motivi di licenziamento La perdita dei requisiti personali che consentono il mantenimento della qualifica di socio lavoratore (ad es. sopravvenuta inidoneità fisica) La perdita, da parte del datore di lavoro, di una importante commessa senza possibilità di ricollocamento dei lavoratori, oppure gli effetti della crisi economica, … fatta salva la decisione del CdA, previa domanda del socio, di provvedere alla sua iscrizione in altra sezione del libro soci; scopo della società è pur sempre quello di ricercare opportunità di lavoro per i soci La riconversione produttiva; la modifica delloggetto sociale; la necessità di ridurre i costi di esercizio eliminando l'onere eccessivamente gravoso costituito da un numero esuberante di dipendenti … Servizio Revisione Regionale Caratteri del rapporto cooperativa/socio
E evidente come il rapporto unitario cooperativa/socio renda alquanto incerto il confine tra esclusione e licenziamento, dato che Il rapporto di consequenzialità tra esclusione del socio ed estinzione del rapporto di lavoro escluderebbe la necessità - in presenza di comportamenti (gravi o notevoli) che ledono il contratto sociale oltre che il rapporto di lavoro - di un distinto atto di licenziamento, così come lapplicabilità delle garanzie procedurali connesse allirrogazione di questultimo (… attenzione, però, a quanto disposto dallart. 2 della vigente L. 142/2001) Automatismo che si realizzerebbe al contrario qualora lordinamento interno della società disponesse esplicitamente, tra le possibili cause di estinzione del rapporto associativo, quelle riconducibili alla dimensione lavorativa (lesclusione del socio può aver luogo nei casi previsti dallatto costitutivo; cfr. art. 2533 c.c., comma 1, c.c.) Ogni ipotesi di licenziamento potrebbe costituire ipotesi di esclusione dalla cooperativa, configurandosi quale inadempienza rispetto al contratto sociale Potrebbero verificarsi sovrapposizioni tra obblighi derivanti dal contratto sociale ed obblighi derivanti dal contratto di lavoro Servizio Revisione Regionale Caratteri del rapporto cooperativa/socio
Quanto disposto dallart. 2 della vigente L. n. 142/2001, però, lascia intendere che laddove coesista un rapporto di lavoro subordinato accanto al rapporto associativo, la cooperativa dovrebbe pur sempre osservare quanto disposto dallart. 7 Stat. lav. (L. 604/1960; preavviso …), in tutti i casi in cui ritenga di procedere ad un richiamo di tipo disciplinare, per poter validamente contestare le inadempienze manifestatesi nello svolgimento del rapporto di lavoro e, di conseguenza, procedere al licenziamento Ciò per evitare, o attenuare, possibili future contestazioni davanti al giudice del lavoro In tal senso, in virtù del rapporto negoziale intercorrente tra le dimensioni societaria e lavorativa del legame instaurato con il socio, sarebbe latto di esclusione a risentire, di conseguenza, della disciplina del rapporto di lavoro, configurandosi, ad esempio, giusta causa di esclusione il licenziamento per inadempimento nellesecuzione del rapporto di lavoro Servizio Revisione Regionale Caratteri del rapporto cooperativa/socio
Servizio Revisione Regionale Associativo Lavorativo Recesso Esclusione DimissioniLicenziamento Giusta causa Giustificato motivo Giusta causa Caratteri del rapporto cooperativa/socio Statuto/Regolamento interno Volontà del socio
La libera scelta del socio lavoratore rappresenta indiretta manifestazione della volontà di estinguere il rapporto di lavoro. Il contesto è assimilabile alle dimissioni volontarie Lo scioglimento del rapporto sociale, nei casi previsti dalla legge o dallatto costitutivo (art. 2532, comma 1, c.c.), determina la risoluzione dei rapporti mutualistici pendenti, aventi ad oggetto la prestazione di attività lavorative da parte dei soci; ciò ad ulteriore conferma della subordinazione del rapporto di lavoro a quello associativo (art. 5, comma 2, della legge n. 142/2001) In relazione al rapporto sociale il recesso ha effetto dalla comunicazione del provvedimento di accoglimento della domanda; i rapporti mutualistici, ove latto costitutivo (ad es. introduzione di termini diversi di efficacia; Cfr. art. 2532 comma 3 c.c.) o la legge (ad es. il periodo di preavviso) non prevedano diversamente, si concludono con la chiusura dellesercizio in corso, qualora il recesso sia comunicato almeno tre mesi prima, e, in caso contrario, con la chiusura dellesercizio successivo Servizio Revisione Regionale Caratteri del rapporto cooperativa/socio
Si registrano, anche in questo caso, orientamenti differenti con riguardo alla possibilità per il socio di abbandonare la compagine sociale in qualsiasi momento, senza cause o motivazioni apparenti Da un lato ne è stata affermata la possibilità, in ossequio al generale principio della porta aperta che, addirittura, renderebbe superfluo lapprezzamento degli organi societari Dallaltro se ne è affermata la illegittimità, contrastando con la generale previsione che latto costitutivo indichi esplicitamente le condizioni per leventuale recesso dei soci (art. 2521 terzo comma, n. 7 c.c.) Di fatto lart. 2532 c.c., riconoscendo agli amministratori il potere/dovere di esaminare la dichiarazione di recesso del socio, lascerebbe intendere che il recesso non possa essere in alcun modo esercitato dal socio che non sia in grado di fornire idonee spiegazioni sulle cause che lo hanno spinto ad esercitarlo In caso di palese ostruzionismo degli amministratori, però, il socio potrebbe adire lAutorità giudiziaria richiedendo lattuazione coattiva del recesso (Cass. 6.4.2001, n. 5126; Cass. 21.7.1992, n. 8802) Servizio Revisione Regionale Caratteri del rapporto cooperativa/socio
Servizio Revisione Regionale Si configura quale giusta causa di recesso linadempimento del datore di lavoro (la cooperativa) nel caso, ad es., di mancata corresponsione della retribuzione, mancata regolarizzazione della posizione contributiva del lavoratore, omesso versamento dei contributi previdenziali, mobbing, comportamento offensivo o ingiurioso del datore di lavoro o del superiore gerarchico, variazioni notevoli delle condizioni di lavoro a seguito di cessione dell'azienda, spostamento del lavoratore da una sede all'altra senza che sussistono le comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive, il fatto che le mansioni affidategli siano state svuotate di contenuto, il tentativo dell'impresa di coinvolgere il dipendente in attività illecite, la mancata predisposizione delle cautele necessarie a garantire la salute e la serenità professionale del lavoratore, la assegnazione al lavoratore di mansioni esclusivamente notturne, quale modalità normale e stabile di svolgimento del rapporto di lavoro, la mancata attuazione di procedure previste dalla legge Caratteri del rapporto cooperativa/socio
Servizio Revisione Regionale In presenza di una pluralità di contratti collettivi della medesima categoria, le società cooperative che svolgono attività ricomprese nell'ambito di applicazione di quei contratti di categoria applicano ai propri soci lavoratori, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, e dellarticolo 6, comma 2, della legge 3 aprile 2001, n. 142, i trattamenti economici complessivi non inferiori a quelli dettati dai contratti collettivi per prestazioni analoghe stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale nella categoria (art. 7 comma 4 della legge n. 31/2008) Si precisa, tuttavia, che secondo la disciplina speciale prevista dalla L. n. 142/2001 il socio lavoratore di cooperativa, nel momento della sottoscrizione del contratto associativo, aderisce alle disposizioni stabilite dal regolamento interno, tra le quali la possibilità per la società, in caso di crisi aziendale, di deliberare la riduzione temporanea dei trattamenti economici integrativi (art. 6, comma 1, lett. d) prevedere altresì forme di apporto anche economico da parte del socio lavoratore al solo scopo di superare la difficoltà economica in cui versa limpresa (art. 6, comma 1, lett. e) Trattamento economico del socio lavoratore
Servizio Revisione Regionale Si richiama la disposizione contenuta al comma 2 dellarticolo 6 della Legge in esame la quale, nello stabilire il principio generale dellinderogabilità in pejus del trattamento economico minimo di cui allart. 3, comma 1 L.142/2001 (art. 36 Cost.), che - si precisa - non ricomprenderebbe gli elementi di origine puramente contrattuale (3 Cassazioni: 08.08.2000 n. 10465; 03.05.2002, n. 6878 e 28.08.2004, n. 17250) e che prevede - esplicitamente - alcune eccezioni, tra cui quelle conseguenti alla deliberazione del piano di crisi aziendale. Non può infatti negarsi, anche per le cooperative, la possibilità di operare anche in condizioni di mercato sfavorevole (Cass. 17250/2004) In situazione di crisi aziendale, stando alla lettera della norma, non si potrebbe escludere la legittimità di un conferimento economico disposto con delibera assembleare sotto forma, ad esempio, di riduzione della retribuzione (oltre alla disapplicazione dei minimali contributivi di cui allart. 1, comma 1, d.l. 338/1989), anche sotto i minimi di cui allart. 3 comma 1 L. 142/2001, a condizione che si riveli proporzionale alle disponibilità e capacità finanziarie del singolo socio lavoratore, garantita la leale e corretta informazione preventiva a tutti i soci lavoratori in merito agli effetti retributivi della adozione della delibera del piano di crisi aziendale (Risposte Min. lav. interpelli n. 7/2009 e n. 48/2009) Trattamento economico del socio lavoratore
Pur in situazione di crisi aziendale, il socio lavoratore non potrebbe, però, rinunciare a determinati diritti, cd. indisponibili, nella fattispecie quelli riferiti alla tredicesima mensilità e al TFR; tanto che la relativa delibera sarebbe annullabile (Trib. Cagliari, 07.10.2005) Così come, pur in caso di difficoltà economica della cooperativa, non sarebbe ammissibile la cd. sospensione a zero ore dellattività lavorativa del socio, neppure se prevista nel regolamento interno, con la conseguenza che permarrebbe in capo alla cooperativa lobbligo di pagamento della retribuzione anche nel periodo di sospensione (Trib. Milano, 12.10.2006, ord.) Si registrano due pronunce di legittimità (Cass. 20.04.2007, n. 9432 e Cass., 12- 06-07, 13719) che precisano come lobbligo contributivo nei confronti dei soci lavoratori permanga anche nellipotesi di sospensione dallattività lavorativa, con conseguente sospensione della retribuzione (…) Servizio Revisione Regionale Trattamento economico del socio lavoratore
Servizio Revisione Regionale La versione originaria della legge 142/2001 era caratterizzata da un parallelismo; il rapporto di lavoro era ulteriore e distinto rispetto al rapporto sociale e a ciò lart. 5, comma 2, faceva corrispondere, in caso di controversie tra socio e cooperativa: le controversie relative ai rapporti di lavoro in qualsiasi forma … rientrano nella competenza funzionale del giudice del lavoro restano di competenza del giudice ordinario civile le controversie tra soci e cooperative inerenti al rapporto associativo Giudice del lavoro o giudice ordinario civile ?
Servizio Revisione Regionale La versione vigente della legge 142/2001 ha superato la distinzione del rapporto di lavoro rispetto al rapporto sociale e, coerentemente, ha modificato in maniera sostanziale lart. 5, comma 2, cosicché: E venuta meno la netta ripartizione fra competenza del giudice del lavoro e competenza del tribunale civile ordinario; laddove la controversia mostri una palese inscindibilità tra aspetti associativi e profili del lavoro, i primi devono ritenersi assorbenti E previsto che le controversie tra socio e cooperativa relative alla prestazione mutualistica sono di competenza del tribunale ordinario; ciò conferma che si sono volute portare nella competenza del giudice ordinario civile anche controversie ulteriori rispetto a quelle attinenti strettamente al rapporto sociale Cosa si intende per prestazione mutualistica? Nella cooperativa di lavoro il rapporto lavorativo rientra fra gli elementi dello scambio mutualistico a stregua dellart. 1 legge 142/2001 secondo il quale il rapporto mutualistico [ha] … ad oggetto la prestazione di attività lavorative da parte del socio … Giudice del lavoro o giudice ordinario civile ?
Servizio Revisione Regionale Quale il rito applicabile, allora, se il rapporto associativo/mutualistico dovesse forzatamente concludersi? In pratica il giudice ordinario è competente (in deroga alla vis attractiva del rito del lavoro/art. 5, comma 2, L. 142/2001) Direttamente, nelle controversie tra socio lavoratore e cooperativa in relazione alla delibera di accettazione del recesso o di esclusione Indirettamente, per gli aspetti del rapporto di lavoro che conseguono allo scioglimento del vincolo associativo Resta ferma - alla lettera dellart. 409 c.p.c. - la competenza del giudice del lavoro per tutti gli aspetti strettamente attinenti al rapporto di lavoro stesso; ad es. cause aventi ad oggetto le controversie relative i diritti sostanziali e previdenziali dei lavoratori (in particolare cfr. Cass. N. 859/2005, ord.; Trib. Pavia, 16-03-2007) Si segnala che, secondo lorientamento giurisprudenziale per ora nettamente prevalente, nelle cause aventi ad oggetto limpugnativa della delibera di esclusione del socio lavoratore e del licenziamento, la competenza funzionale spetterebbe, invece, al giudice del lavoro, con conseguente applicazione del relativo rito Giudice del lavoro o giudice ordinario civile ?
Servizio Revisione Regionale Linterpretazione adottata dalla giurisprudenza prevalente, fondata sul presupposto che lesercizio materiale della prestazione lavorativa sarebbe addirittura estraneo al rapporto mutualistico, ha il grave limite di non tener delle modifiche apportate alla legge 142/2001 In pratica, in base a tale orientamento, ai fini dellindividuazione del giudice funzionalmente competente, il concetto di prestazione mutualistica andrebbe ricondotto esclusivamente alle controversie strettamente inerenti gli accadimenti sociali come, ad es., il pagamento della quota sociale e la partecipazione alle assemblee (Art. 2531 c.c.; Trib. Torino, 30-06-04) Tra laltro labrogazione ad opera della legge di riforma del processo civile (L. n. 69/2009) della norma (già dichiarata incostituzionale per eccesso di delega - Corte Cost., sent. n. 71/2008) del processo societario (art. 1, comma 1, D. Lgs. n. 5/2003) che stabiliva, in caso di connessione tra cause soggette al rito del lavoro e cause soggette al rito societario, la prevalenza di questultimo, sottrae comunque allorientamento giurisprudenziale prevalente una delle argomentazioni principali a sostegno della prevalenza del rito del lavoro su quello ordinario Giudice del lavoro o giudice ordinario civile ?
Il regolamento del socio lavoratore definisce lorganizzazione del lavoro dei soci [art. 1 comma 1 L. 142/2001; Circolare Min. Lav. 34/2002] E presente nelle cooperative che abbiano, quale scopo mutualistico, quello di procurare stabili e durature occasioni di lavoro ai soci, nelle quali, di conseguenza, il rapporto mutualistico si sostanzi nella prestazione di attività lavorative da parte dei soci, sulla base di previsioni di regolamento che, appunto, definiscano lorganizzazione del lavoro dei soci [art. 1 comma 1, L. 142/2001] In generale tale regolamento è strutturato in base ad esigenze dettate dallo specifico contesto operativo, da variabili legate alla tipologia di lavoro, dalle caratteristiche professionali dei soci, da problematiche di natura organizzativa … Senza la preventiva approvazione del regolamento, in particolare, non possono essere instaurati con i soci rapporti di lavoro diversi da subordinato (… le cooperative di cui allarticolo 1 definiscono un regolamento, approvato dalla Assemblea, sulla tipologia dei rapporti che si intendono attuare, in forma alternativa, con i soci lavoratori …/art. 6, comma 1 l. 142/2001) Il regolamento del socio lavoratore Servizio Revisione Regionale
Secondo la giurisprudenza di merito prodotta conformemente sul punto lapplicabilità delle disposizioni di cui alla L. n. 142/2001 non è subordinata allapprovazione del Regolamento interno di cui allart 6. La sua mancata approvazione non varrebbe quindi ad escludere quanto previsto dalla legge in materia di rapporto di lavoro in cooperativa In tal senso, la mancata approvazione del Regolamento interno non sarebbe sufficiente, ad esempio, a consentire alla cooperativa di corrispondere ai propri soci un trattamento economico inferiore ai minimi previsti dalla contrattazione collettiva del settore o della categoria affine, oppure ad autorizzarla a non riconoscere - in ogni caso - ristorni …; sarebbe esclusa, in ogni caso, la possibilità di deliberare un piano di crisi (procedimento a rilevanza meramente interna, la cui previsione e disciplina non è, invece, rimessa alla legge ) Il regolamento del socio lavoratore
Parte della giurisprudenza ha riconosciuto, invece, che lestinzione del rapporto di lavoro si produca come effetto automatico dellesclusione del socio, senza che la delibera di esclusione debba essere necessariamente legata a motivazioni rilevanti quali giusta causa o giustificato motivo di licenziamento (Trib. Ravenna 13 maggio 2008) Servizio Revisione Regionale Caratteri del rapporto cooperativa/socio
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Presentazioni simili LA DISCIPLINA DEL SOCIO LAVORATORE LEGGE 142/2001 LEGGE 30/03.

References: art. 4
 art. 2521
 art. 2532
 art. 2521
 art. 2533
 art. 2532
 Cass. 
 Cass.