Source: http://www.sbapbo.beniculturali.it/index.php?it/108/alienazioni-di-beni-immobili
Timestamp: 2019-05-26 13:34:10+00:00

Document:
Alienazioni di beni immobili - Soprintendenza Archeologia, belle Arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
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Alienazione di beni culturali di proprietà "pubblica"
Gli enti proprietari devono inoltrare istanza di autorizzazione direttamente alla Direzione Regionale indicando contestualmente la destinazione d'uso del bene, il programma delle misure necessarie ad assicurarne la conservazione e le modalità di fruizione pubblica (art.55).
Espletata questa fase preliminare, la Direzione Regionale rilascia l'autorizzazione richiesta, solo a condizione che la destinazione d'uso assicuri l'idonea conservazione e pubblica fruizione del bene e sia compatibile con la sua qualità culturale.
L'autorizzazione è richiesta anche in caso di vendita, parziale, di collezioni o serie di oggetti e di raccolte librarie da parte di enti pubblici non territoriali e di persone giuridiche private senza fini di lucro. Per queste ultime è richiesta anche per la vendita di archivi o singoli documenti (Codice, art.56).
Sono inalienabili i beni culturali demaniali indicati nell'art. 54, comma 1, lett. d ter) del Codice.
Tra gli obblighi indicati dal D.lg. 42/2004 per i detentori o possessori di un immobile sottoposto a tutela, vi è quello di dover denunciare il trasferimento di proprietà del bene (art. 59), entro 30 giorni dalla data di sottoscrizione dell'atto.
l'alienante o il cedente la detenzione, in caso di alienazione a titolo oneroso o gratuito o di trasferimento della detenzione;
l'acquirente, in caso di trasferimento avvenuto nell'ambito di procedure di vendita forzata o fallimentare ovvero in forza di sentenza che produca gli effetti di un contratto di alienazione non concluso;
l'erede il legatario, in caso di successione a causa di morte. Per l'erede, il termine decorre dall'accettazione dell'eredità o dalla presentazione della dichiarazione ai competenti uffici tributari; per il legatario, il termine decorre dalla comunicazione notarile prevista dall'articolo 623 del codice civile, salva rinuncia ai sensi delle disposizioni del codice civile.
detenere i dati identificativi della proprietà affinché questa ottemperi agli obblighi conservativi previsti dall'art. 30 del D.Lgs 42/2004.
1) Trasferimento di Proprietà a Titolo non Oneroso, non soggetto all'esercizio di Prelazione:
La denuncia di un atto di vendita non soggetto a prelazione deve pervenire al Soprintendente entro 30 giorni dalla presentazione dell'atto agli uffici competenti.
2) Trasferimento di Proprietà a Titolo Oneroso, soggetto all'esercizio di Prelazione:
Il Ministero, la regione o gli altri enti pubblici territoriali interessati, hanno facoltà di acquistare in via di prelazione i beni culturali alienati a titolo oneroso , al medesimo prezzo stabilito nell'atto di alienazione. (art. 60, c.1)
Il Soprintendente, ricevuta la denuncia di un atto di vendita soggetto a prelazione, ne informa la regione e per il suo tramite gli altri enti pubblici territoriali nel cui ambito si trova il bene (art. 62, c. 1) affinché essi possa formulare al Ministero, entro trenta giorni, l'eventuale proposta di prelazione (art. 62, c. 2).
Complessivamente il diritto di prelazione può essere esercitato entro sessanta giorni dalla ricezione della denuncia prevista dall'art. 59 (art. 61, c. 1), ovvero entro centottanta giorni se è presentata tardivamente o risulti incompleta (art. 61, c. 2).
Le denunce di locazione relative agli immobili sottoposti a tutela devono essere presentate alla Soprintendenza del luogo ove si trovano i beni, entro 30 giorni dalla stipula del contratto (e non dalla registrazione dello stesso).
La denuncia di locazione deve essere inoltrata solo se il contratto prevede un periodo di detenzione del bene superiore a sei mesi.
i dati identificativi delle parti,
i dati catastali dei beni,
l'indicazione della natura e delle condizioni dell'atto di locazione,
l'indicazione dei tempi di detenzione.
La denuncia deve essere sottoscritta sia dal locatore che dal conduttore (o dai loro rappresentanti legali) e deve essere indicato il domicilio delle parti, in Italia, ai fini delle eventuali comunicazioni previste dall'art.30 del D.lg. 42/2004).
Si comunica che il comma 1 dell'art. 59 del D.Lgs. 42/2004 è stato così modificato dall'art. 4 comma 16 del decreto-legge n. 70/2011, convertito con legge 106/2011 entrata in vigore il 12/07/2011:
Quindi la denuncia di locazione in immobile storico non deve essere più inviata alla Soprintendenza competente per territorio
Si considera non avvenuta la denuncia di trasferimento di proprietà, priva delle indicazioni previste dall'art. 59, c. 4, o con indicazioni incomplete o imprecise (art. 59, c. 5).
Violazioni riguardanti i trasferimenti di proprietà
(D.Lgs42/2004 art.173 )
1. Mancata presentazione, entro 30 giorni, della denuncia di trasferimento della proprietà o della detenzione;
2. Consegna di immobile soggetto a diritto di prelazione nei due mesi previsti per il diritto di prelazione.
Sanzionato con:
reclusione fino a 1 anno
e multa da € 1549,50 a € 77.469,00
Violazioni negli atti giuridici
D.Lgs42/2004 art.164)
Trasferimento di proprietà a titolo oneroso (es. vendita) e trasferimento di proprietà a titolo gratuito (es. successioni)
Nullità: resta valida la facoltà del Ministero di esercitare il diritto di prelazione
Concessioni in uso ex art.106 e art. 57-bis del D.Lgs. 42/2004 e s.m.i.
L'articolo 106 detta la disciplina generale per la concessione in uso individuale di beni culturali in consegna allo Stato, alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali, per finalità compatibili con la loro destinazione culturale.
Tale concessione viene rilasciata dalla Soprintendenza competente per territorio.
L'art. 57-bis - "I beni immobili di proprietà dello Stato ... possono essere concessi o locati a privati, a titolo oneroso, per un periodo non superiore a cinquanta anni, ai fini della riqualificazione e riconversione dei medesimi beni tramite interventi di recupero, restauro, ristrutturazione anche con l'introduzione di nuove destinazioni d'uso finalizzate allo svolgimento di attività economiche o attività di servizio per i cittadini ..."
Questa tipologia di concessione viene rilasciata dalla Direzione Regionale con uno specifico decreto.
Ai fini dell'applicazione delle disposizioni indicate dagli articoli 57-bis e 106 in materia di concessioni in uso, è necessario chiarire le circostanze che determinano l'utilizzo dell'uno o dell'altro riferimento normativo:
prevalentemente culturale per le concessioni di cui all'articolo 106;
prevalentemente economica per le concessioni di cui all'articolo 57-bis;
di breve termine per le concessioni di cui all'articolo 106;
di medio/lungo termine per le concessioni di cui all'articolo 57-bis.
L'Istituzione demandata al rilascio della concessione ai sensi dell'art.106 è la Soprintendenza per i beni Architettonici e Paesaggistici, mentre quella demandata al rilascio della concessione ai sensi dell'art 57 bis è la Direzione Regionale per i beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna che redige uno specifico decreto.
Art. 55. Alienabilità di immobili appartenenti al demanio culturale
La richiesta di autorizzazione ad alienare è corredata:
(comma così sostituito dall'articolo 2 del d.lgs. n. 62 del 2008)
L'autorizzazione è rilasciata su parere del soprintendente, sentita la regione e, per suo tramite, gli altri enti pubblici territoriali interessati. Il provvedimento, in particolare:
- detta prescrizioni e condizioni in ordine alle misure di conservazione programmate;
- stabilisce le condizioni di fruizione pubblica del bene, tenuto conto della situazione conseguente alle precedenti destinazioni d'uso;
- si pronuncia sulla congruità delle modalità e dei tempi previsti per il conseguimento degli obiettivi di valorizzazione indicati nella richiesta.
3-bis. L'autorizzazione non può essere rilasciata qualora la destinazione d'uso proposta sia suscettibile di arrecare pregiudizio alla conservazione e fruizione pubblica del bene o comunque risulti non compatibile con il carattere storico e artistico del bene medesimo. Il Ministero ha facoltà di indicare, nel provvedimento di diniego, destinazioni d'uso ritenute compatibili con il carattere del bene e con le esigenze della sua conservazione.
3-quater. Qualora l'alienazione riguardi immobili utilizzati a scopo abitativo o commerciale, la richiesta di autorizzazione è corredata dai soli elementi di cui al comma 2, lettere a), b) ed e), e l'autorizzazione è rilasciata con le indicazioni di cui al comma 3, lettere a) e b).
3-quinquies. L'autorizzazione ad alienare comporta la sdemanializzazione del bene cui essa si riferisce. Tale bene resta comunque sottoposto a tutte le disposizioni di tutela di cui al presente titolo.
3-sexies. L'esecuzione di lavori ed opere di qualunque genere sui beni alienati è sottoposta a preventiva autorizzazione ai sensi dell'articolo 21, commi 4 e 5.
(commi da 3-bis a 3-sexies introdotti dall'articolo 2 del d.lgs. n. 62 del 2008)
Art. 55-bis. Clausola risolutiva
(articolo introdotto dall'articolo 2 del d.lgs. n. 62 del 2008)
Le prescrizioni e condizioni contenute nell'autorizzazione di cui all'articolo 55 sono riportate nell'atto di alienazione, del quale costituiscono obbligazione ai sensi dell'articolo 1456 del codice civile ed oggetto di apposita clausola risolutiva espressa. Esse sono anche trascritte, su richiesta del soprintendente, nei registri immobiliari.
Il soprintendente, qualora verifichi l'inadempimento, da parte dell'acquirente, dell'obbligazione di cui al comma 1, fermo restando l'esercizio dei poteri di tutela, da' comunicazione delle accertate inadempienze alle amministrazioni alienanti ai fini della risoluzione di diritto dell'atto di alienazione.
Art. 56. Altre alienazioni soggette ad autorizzazione
E' altresì soggetta ad autorizzazione da parte del Ministero:
- l'alienazione dei beni culturali appartenenti allo Stato, alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali, e diversi da quelli indicati negli articoli 54, commi 1 e 2, e 55, comma 1.
- l'alienazione dei beni culturali appartenenti a soggetti pubblici diversi da quelli indicati alla lettera a) o a persone giuridiche private senza fine di lucro, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti.
L'autorizzazione è richiesta inoltre:
- nel caso di vendita, anche parziale, da parte di soggetti di cui al comma 1, lettera b), di collezioni o serie di oggetti e di raccolte librarie;
- nel caso di vendita, da parte di persone giuridiche private senza fine di lucro, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, di archivi o di singoli documenti.
La richiesta di autorizzazione è corredata dagli elementi di cui all'articolo 55, comma 2, lettere a), b) ed e), e l'autorizzazione è rilasciata con le indicazioni di cui al comma 3, lettere a) e b) del medesimo articolo.
Relativamente ai beni di cui al comma 1, lettera a), l'autorizzazione può essere rilasciata a condizione che i beni medesimi non abbiano interesse per le raccolte pubbliche e dall'alienazione non derivi danno alla loro conservazione e non ne sia menomata la pubblica fruizione.(comma così sostituito dall'articolo 2 del d.lgs. n. 62 del 2008)
4-bis. Relativamente ai beni di cui al comma 1, lettera b), e al comma 2, l'autorizzazione può essere rilasciata a condizione che dalla alienazione non derivi danno alla conservazione e alla pubblica fruizione dei beni medesimi.
4-ter. Le prescrizioni e condizioni contenute nell'autorizzazione sono riportate nell'atto di alienazione e sono trascritte, su richiesta del soprintendente, nei registri immobiliari.
4-quater. L'esecuzione di lavori ed opere di qualunque genere sui beni alienati è sottoposta a preventiva autorizzazione ai sensi dell'articolo 21, commi 4 e 5.
4-quinquies. La disciplina dettata ai commi precedenti si applica anche alle costituzioni di ipoteca e di pegno ed ai negozi giuridici che possono comportare l'alienazione dei beni culturali ivi indicati.
4-sexies. Non è soggetta ad autorizzazione l'alienazione delle cose indicate all'articolo 54, comma 2, lettera a), secondo periodo.
4-septies. Rimane ferma l'inalienabilità disposta dall'articolo 54, comma 1, lettera d-ter).
(commi da 4-bis a 4-septies introdotti dall'articolo 2 del d.lgs. n. 62 del 2008)
Art. 57. Cessione di beni culturali in favore dello Stato
(articolo così sostituito dall'articolo 2 del d.lgs. n. 62 del 2008)
Gli atti che comportano alienazione di beni culturali a favore dello Stato, ivi comprese le cessioni in pagamento di obbligazioni tributarie, non sono soggetti ad autorizzazione.
Art. 57-bis. Procedure di trasferimento di immobili pubblici
Le disposizioni di cui agli articoli 54, 55 e 56 si applicano ad ogni procedura di dismissione o di valorizzazione e utilizzazione, anche a fini economici, di beni immobili pubblici di interesse culturale, prevista dalla normativa vigente e attuata, rispettivamente, mediante l'alienazione ovvero la concessione in uso o la locazione degli immobili medesimi.
Qualora si proceda alla concessione in uso o alla locazione di immobili pubblici di interesse culturale per le finalità di cui al comma 1, le prescrizioni e condizioni contenute nell'autorizzazione sono riportate nell'atto di concessione o nel contratto di locazione e sono trascritte, su richiesta del soprintendente, nei registri immobiliari. L'inosservanza, da parte del concessionario o del locatario, delle prescrizioni e condizioni medesime, comunicata dal soprintendente alle amministrazioni cui i beni pertengono, da' luogo, su richiesta delle stesse amministrazioni, alla revoca della concessione o alla risoluzione del contratto, senza indennizzo.
Art. 58. Autorizzazione alla permuta
Il Ministero può autorizzare la permuta dei beni indicati agli articoli 55 e 56 nonché di singoli beni appartenenti alle pubbliche raccolte con altri appartenenti ad enti, istituti e privati, anche stranieri, qualora dalla permuta stessa derivi un incremento del patrimonio culturale nazionale ovvero l'arricchimento delle pubbliche raccolte.
Art. 59. Denuncia di trasferimento
Gli atti che trasferiscono, in tutto o in parte, a qualsiasi titolo, la proprietà o la detenzione di beni culturali sono denunciati al Ministero.
- dall'alienante o dal cedente la detenzione, in caso di alienazione a titolo oneroso o gratuito o di trasferimento della detenzione;
- dall'acquirente, in caso di trasferimento avvenuto nell'ambito di procedure di vendita forzata o fallimentare ovvero in forza di sentenza che produca gli effetti di un contratto di alienazione non concluso;
- dall'erede o dal legatario, in caso di successione a causa di morte. Per l'erede, il termine decorre dall'accettazione dell'eredità o dalla presentazione della dichiarazione ai competenti uffici tributari; per il legatario, il termine decorre dalla comunicazione notarile prevista dall'articolo 623 del codice civile, salva rinuncia ai sensi delle disposizioni del codice civile. (lettera così modificata dall'articolo 2 del d.lgs. n. 156 del 2006)
Il Ministero o, nel caso previsto dall'articolo 62, comma 3, la regione o gli altri enti pubblici territoriali interessati, hanno facoltà di acquistare in via di prelazione i beni culturali alienati a titolo oneroso o conferiti in società, rispettivamente, al medesimo prezzo stabilito nell'atto di alienazione o al medesimo valore attribuito nell'atto di conferimento.
(comma così modificato dall'articolo 2 del d.lgs. n. 156 del 2006 poi dall'articolo 2 del d.lgs. n. 62 del 2008)
Qualora il bene sia alienato con altri per un unico corrispettivo o sia ceduto senza previsione di un corrispettivo in denaro ovvero sia dato in permuta, il valore economico è determinato d'ufficio dal soggetto che procede alla prelazione ai sensi del comma 1.
Ove l'alienante non ritenga di accettare la determinazione effettuata ai sensi del comma 2, il valore economico della cosa è stabilito da un terzo, designato concordemente dall'alienante e dal soggetto che procede alla prelazione. Se le parti non si accordano per la nomina del terzo, ovvero per la sua sostituzione qualora il terzo nominato non voglia o non possa accettare l'incarico, la nomina è effettuata, su richiesta di una delle parti, dal presidente del tribunale del luogo in cui è stato concluso il contratto. Le spese relative sono anticipate dall'alienante.
La prelazione è esercitata nel termine di sessanta giorni dalla data di ricezione della denuncia prevista dall'articolo 59.
Nel caso in cui la denuncia sia stata omessa o presentata tardivamente oppure risulti incompleta, la prelazione è esercitata nel termine di centottanta giorni dal momento in cui il Ministero ha ricevuto la denuncia tardiva o ha comunque acquisito tutti gli elementi costitutivi della stessa ai sensi dell'articolo 59, comma 4.
Entro i termini indicati dai commi 1 e 2 il provvedimento di prelazione è notificato all'alienante ed all'acquirente. La proprietà passa allo Stato dalla data dell'ultima notifica.
In pendenza del termine prescritto dal comma 1 l'atto di alienazione rimane condizionato sospensivamente all'esercizio della prelazione e all'alienante è vietato effettuare la consegna della cosa.
Nel caso in cui il Ministero eserciti la prelazione su parte delle cose alienate, l'acquirente ha facoltà di recedere dal contratto.
Art. 62. Procedimento per la prelazione
Il soprintendente, ricevuta la denuncia di un atto soggetto a prelazione, ne dà immediata comunicazione alla regione e agli altri enti pubblici territoriali nel cui ambito si trova il bene. Trattandosi di bene mobile, la regione ne dà notizia sul proprio Bollettino Ufficiale ed eventualmente mediante altri idonei mezzi di pubblicità a livello nazionale, con la descrizione dell'opera e l'indicazione del prezzo.
La regione e gli altri enti pubblici territoriali, nel termine di venti giorni dalla denuncia, formulano al Ministero una proposta motivata di prelazione, corredata dalla deliberazione dell'organo competente che predisponga, a valere sul bilancio dell'ente, la necessaria copertura finanziaria della spesa indicando le specifiche finalità di valorizzazione culturale del bene.
(comma così modificato dall'articolo 2 del d.lgs. n. 156 del 2006)
Il Ministero può rinunciare all'esercizio della prelazione, trasferendone la facoltà all'ente interessato entro venti giorni dalla ricezione della denuncia. Detto ente assume il relativo impegno di spesa, adotta il provvedimento di prelazione e lo notifica all'alienante ed all'acquirente entro e non oltre sessanta giorni dalla denuncia medesima. La proprietà del bene passa all'ente che ha esercitato la prelazione dalla data dell'ultima notifica.
Nei casi in cui la denuncia sia stata omessa o presentata tardivamente oppure risulti incompleta, il termine indicato al comma 2 è di novanta giorni ed i termini stabiliti al comma 3, primo e secondo periodo, sono, rispettivamente, di centoventi e centottanta giorni. Essi decorrono dal momento in cui il Ministero ha ricevuto la denuncia tardiva o ha comunque acquisito tutti gli elementi costitutivi della stessa ai sensi dell'articolo 59, comma 4.
Lo Stato, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali possono concedere l'uso dei beni culturali che abbiano in consegna, per finalità compatibili con la loro destinazione culturale, a singoli richiedenti. (comma così modificato dall'articolo 2 del d.lgs. n. 156 del 2006)
Per i beni in consegna al Ministero, il soprintendente determina il canone dovuto e adotta il relativo provvedimento.
Art. 164. Violazioni in atti giuridici
Le alienazioni, le convenzioni e gli atti giuridici in genere, compiuti contro i divieti stabiliti dalle disposizioni del Titolo I della Parte seconda, o senza l'osservanza delle condizioni e modalità da esse prescritte, sono nulli.
Resta salva la facoltà del Ministero di esercitare la prelazione ai sensi dell'articolo 61, comma 2.
Art. 173. Violazioni in materia di alienazione
E' punito con la reclusione fino ad un anno e la multa da euro 1.549,50 a euro 77.469:
c) l'alienante di un bene culturale soggetto a prelazione che effettua la consegna della cosa in pendenza del termine previsto dall'articolo 61, comma 1.
(lettera così modificata dall'articolo 3 del d.lgs. n. 156 del 2006)
Paola Mazzitelli - paola.mazzitelli@beniculturali.it - tel 051.6451328
Collaboratore di Segreteria:
Oriana minzoni - oriana.minzoni@beniculturali.it - tel. 051.6451361
Si riceve per appuntamento previa richiesta telefonica
pagina creata il 16/06/2011, ultima modifica 07/04/2016

References: art.56
 sentenza 
 art.173
 art.164
 art.106
 art. 57

Art. 55

Art. 55

Art. 56

Art. 57

Art. 57

Art. 58

Art. 59
 sentenza 

Art. 62

Art. 164

Art. 173