Source: http://www.bosettiegatti.eu/info/sentenze/llpp/l208_progettisti_oepv.htm
Timestamp: 2019-02-17 08:28:24+00:00

Document:
C.d.S. progetti art. 38
LAVORI PUBBLICI - 208
Consiglio di Stato, sezione IV, 29 gennaio 2015, n. 419
1. Appalti integrati – Progettisti indicati dal concorrente ex art. 53, comma 3, del decreto legislativo n. 163 del 2006. Non devono dichiarare l’inesistenza delle cause di esclusione (requisiti di ordine morale) di cui all’articolo 38 dello stesso decreto legislativo n. 163 del 2006.
(contra: Consiglio di Stato, sezione IV, 22 dicembre 2014, n. 6336 e sezione IV, 16 gennaio 2015, n. 775)
2. Offerta economicamente più vantaggiosa. Divieto di commistione tra offerta tecnica e offerta economica: va escluso il concorrente che ha inserito nell'offerta tecnica elementi che incidono per un decimo sull'offerta economica
sul ricorso numero di registro generale 3505 del 2014, proposto da:
Oberosler Cav. Pietro Spa in proprio e quale mandataria del costituendo Rti con Trevi Spa, rappresentati e difesi dall'avv. ...
Intercantieri Vittadello Spa, in persona del suo legale rappresentante, rappresentato e difeso dall'avv. ...
Anas Spa, in persona del legale rappresentante, rappresentato e difeso dall'avv. ...
della sentenza del T.A.R. VENETO - VENEZIA: SEZIONE I n. 00395/2014, resa tra le parti, concernente affidamento progettazione ed esecuzione lavori "varianti alla ss 14 triestina dei centri abitati di Campalto e Tessera in comune di Venezia - Variante di Campalto
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Intercantieri Vittadello Spa e di Anas Spa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 2 dicembre 2014 il Cons. Sandro Aureli e uditi per le parti gli avvocati ...
Con la sentenza in epigrafe di cui il raggruppamento temporaneo chiede l’annullamento, è stato accolto il ricorso principale presentato dall’odierno raggruppamento appellato e respinto il ricorso incidentale presentato dal predetto raggruppamento appellante.
La controversia attiene all’aggiudicazione (provvedimento n. 143 del 27 dicembre 2012) da parte di A.N.A.S. S.p.a. al raggruppamento temporaneo di cui la mandataria è la Oberosler Pietro Spa, ( in seguito anche solo Oberosler) appellante nel presente giudizio, della commessa per l’esecuzione dei lavori di variante alla SS 14 “ Triestina” dei centri abitati di Campalto e Tessera in comune di Venezia – Variante Campalto.
In primo grado, il raggruppamento con mandataria l’Intercantieri Vittadello s.p.a. (in seguito anche solo Vittadello) si è classificato al secondo posto della graduatoria formata dalla commissione giudicatrice delle offerte tecniche ed economiche, in base al punteggio complessivo da quest’ultima attribuito.
Quest’ultimo ha quindi impugnato dinanzi al T.A.R. del Veneto l’aggiudicazione ad Oberosler e tutti i verbali di gara, e chiesto la condanna al risarcimento del danno in forma specifica mediante aggiudicazione del lavoro di cui alla gara ovvero, in via subordinata, per risarcimento in forma equivalente.
L’intimata Oberosler ha proposto ricorso incidentale esponendo sette motivi di illegittimità, con ciò deducendo svariati profili di illegittimità per violazione di legge, violazione della lex specialis, e d’inammissibilità dell’offerta della ricorrente principale.
Vittadello ha proposto eccezione d’inammissibilità del detto ricorso incidentale per omessa impugnazione dei verbali di gara recanti tale contestata ammissione.
Il giudice di primo grado alla luce delle censure con effetto escludente proposte dalla contro interessata Oberosler, ha disposto una CTU “considerato che le stesse attengono a questioni di esclusiva valenza tecnico-ingegneristica “, ponendo quindi al professionista incaricato (l’ing. M.C.) quattro quesiti collegati ai motivi dal secondo al quinto del ricorso incidentale.
Dall’esame attraverso la CTU sono stati quindi esclusi quindi i motivi primo, sesto e settimo.
Con piena adesione delle conclusioni raggiunte dal nominato consulente, il ricorso incidentale di primo grado è stato respinto avendo il primo giudice ritenuto che neppure le dette censure estranee ( primo, sesto, settimo motivo) alla disposta consulenza tecnica meritassero l’accoglimento.
E’ stato invece accolto il terzo motivo dei motivi dedotti con il ricorso principale di primo grado della Vittadello, concernente la violazione della lettera invito di ANAS Spa nella parte in cui reca la sanzione dell’esclusione dalla gara dei concorrenti che nell’offerta tecnica avessero riportato “qualsivoglia aspetto economico”, violando per tal via la segretezza dell’offerta economica.
Alla luce di tale esito della sentenza di primo grado propone appello Oberosler preceduto dall’impugnazione con analoghe censure del suo dispositivo, contestando in primis le modalità stesse con le quali s’è svolta la CTU, avuto riguardo ad aspetti che attingono profili di carattere procedurale dedotti nel ricorso del primo grado ma non esaminati dalla sentenza impugnata.
Ha poi ribadito tutte le proprie ragioni già articolate nei sette motivi del ricorso incidentale di primo grado, ribadendone il fondamento attraverso le critiche analiticamente sviluppate all’esito dei quesiti affrontati dalla consulenza tecnica e prima ancora rivolte all’adesione acritica ad essa effettuata con la sentenza impugnata.
Parimenti, parte appellante ha contestato il motivo (terzo) di accoglimento del ricorso principale di primo grado recato nella sentenza impugnata, ed di quest’ultimo ha nuovamente chiesto il rigetto anche in relazione ai motivi in esso contenuti e non esaminati dal primo giudice.
Vittadello con l’atto di costituzione in giudizio ha replicato ai motivi d’appello chiedendone preliminarmente l’inammissibilità ed in subordine il rigetto alla luce degli esiti della Consulenza tecnica, chiedendo al tempo stesso la conferma dell’accoglimento dei motivi, in primis quelli di carattere escludente, del ricorso principale di primo grado non esaminati dal primo giudice.
ANAS Spa ha chiesto la riforma della sentenza impugnata contestando di nuovo tutti i motivi del ricorso principale di primo grado proposti da Vittadello.
Tutte le parti in causa hanno ampiamente utilizzato la facoltà di presentare memorie depositando scritti difensivi sia in vista della camera di consiglio che dell’udienza di discussione di merito.
All’udienza di merito del 2 dicembre 2014 il ricorso è stato trattenuto in decisione.
Con una prima serie di motivi raccolti sotto la lettera A) Oberosler lamenta l’invalidità della consulenza tecnica d’ufficio sotto diversi profili che già sottoposti al vaglio del primo giudice sono stati da quest’ultimo ignorati.
Si duole anzitutto parte appellante del fatto che la Vittadello s’è avvalsa nel corso del giudizio di un professionista diverso da quello da essa stessa nominato in precedenza con l’incarico di seguire l’attività del consulente tecnico d’ufficio.
Ritiene la Sezione, invero, che la nomina di un tecnico di fiducia costituisca esercizio del diritto costituzionale di difesa della parte che non è compatibile con una preclusione temporale a prospettare critiche o a richiedere chiarimenti rispetto all'indagine svolta dal consulente tecnico di ufficio, sicché la parte ben può sostituire il proprio consulente con altro già indicato ovvero consentire che quest’ultimo, com’è avvenuto, deleghi il primo nel seguire l’attività del consulente nominato d’ufficio.
Con gli altri motivi dedotti sotto la lettera A) parte appellante lamenta che nelle operazioni peritali non è stato adeguatamente garantito il contraddittorio e che il CTU non ha rispettato i termini assegnatigli per il deposito della relazione peritale.
Si tratta anche in questo caso di argomentazioni prive di pregio, posto che dagli atti e dalla stessa narrazione di parte appellante si ricava che sulla materia peritale v’è stato un ampio contraddittorio tra i rispettivi CTP e tra costoro ed il CTU.
A ciò va aggiunto che l’inosservanza dei termini iniziali , intermedi, e finale entro i quali la CTU cui avrebbe dovuto svolgersi e concludersi e i CTP produrre le rispettive controdeduzioni non sono perentori, potendo certamente essere modificati o prorogati dallo stesso CTU ovvero dal giudice della causa che al riguardo gode di amplissima discrezionalità, ferma restando la necessità, circostanza nella fattispecie verificatasi, che alle parti venga assicurata parità di condizione nell’esercizio dell’attività difensiva mediante i rispettivi CTP, e quindi ad entrambi la possibilità di criticare la relazione finale del CTU.
I motivi di ricorso raccolti nella lettera A) debbono quindi tutti respinti.
Con i motivi successivi, ricompresi sotto le lettera B), parte appellate in gran parte ripropone i motivi del ricorso incidentale di primo grado insistendo per il loro accoglimento, il quale apparirebbe ancor più doveroso alla luce degli esiti della consulenza tecnica d’ufficio e della sentenza impugnata che ad essa ha aderito senza motivare e nonostante le criticità messe in evidenza dal proprio CTP.
In ordine ai qui riproposti motivi del ricorso incidentale, la Sezione ritiene opportuno svolgere una considerazione di carattere preliminare, al fine di porre in evidenza le conseguenze che derivano dalla loro sostanziale differenza di contenuto.
In tale ottica, deve anzitutto osservarsi che attraverso tutti i detti motivi l’odierna appellante si propone di far dichiarare l’esclusione dalla gara della Vittadello, alla quale la Commissione giudicatrice ha conferito un punteggio che l’ha collocata al secondo posto della graduatoria tra le imprese partecipanti alla gara, preceduta, appunto, da Oberosler.
Tra i motivi dedotti, quelli che seguendo la numerazione riportata nella sentenza impugnata sono contraddistinti con numeri da 2 a 5, dal primo giudice sono stati affidati ad una consulenza tecnica d’ufficio, venendo con essi sollevate questioni di esclusiva valenza tecnico-ingegneristica.
Come già emerso da quanto precede, il CTU ha “confermato” il giudizio della Commissione di gara, avendo ritenuto che non vi fossero le condizioni per giungere all’esclusione dalla gara di Vittadello (per violazione, in particolare, dei paragrafi E.3 ed E.2 della lettera invito), pur venendo criticate per alcuni aspetti, le soluzioni innovative proposte nell’ambito del progetto da essa presentato.
Parte appellante (Oberosler) proprio in relazione alle predette perplessità espresse dal CTU chiede la riforma della sentenza impugnata, non avendone il primo giudice affatto tenuto conto traendone le dovute conseguenze in termini di esclusione dalla gara.
Occorre tuttavia a tal proposito ricordare che in questa sede il giudizio sul progetto della Vittadello non può essere espresso dimenticando che la Commissione di gara per prima ha ritenuto di non pervenire alla sua esclusione ed al tempo stesso di non aggiudicare ad essa la gara.
Con la conseguenza, sul piano della tutela possibile nel presente giudizio, che le valutazioni del CTU, al di là dell’esito “confermativo” detto, non possono essere utilizzate per essere sovrapposte o sostituite a quelle della Commissione di gara ed alle quali il ricorso incidentale di primo grado di Oberosler era rivolto.
Consegue inoltre, che inerendo le censure ivi dedotte a questioni di valenza “tecnico ingegneristica”, esse non possono essere esaminate prescindendo dalla considerazione che la valutazioni della Commissione di gara sono espressione di discrezionalità tecnica in ordine alla quale sono ben noti i limiti in cui possono essere sindacate nel giudizio amministrativo (T.A.R. Milano Sez. IV, 9 gennaio 2014 n.62)
Ora, a giudizio della Sezione, parte appellante con i motivi proposti non si è attenuta a tali limiti, avendo sostanzialmente contrapposto il proprio giudizio di merito a quello espresso dal CTU, ignorando che in questa sede, come detto, è possibile procedere soltanto alla verifica della logicità, della congruità e della ragionevolezza del giudizio espresso dalla Commissione di gara in ordine alla non esclusione della Vittadello, avuto riguardo al progetto da essa offerto.
In tale ottica appare utile aggiungere che la Commissione di gara ben potrebbe aver individuato anch’essa quelle criticità presenti in alcuni aspetti del progetto Vittadello, ma ha ritenuto di non tradurli in un giudizio di esclusione dalla gara, piuttosto che attribuire, come in realtà ha fatto, un punteggio che coerentemente ha comunque impedito a quest’ultimo d’essere aggiudicatario.
A giudizio della Sezione non pare che la Commissione di gara effettuando l’anzidetta valutazione, e proprio la consulenza tecnica d’ufficio indirettamente lo dimostra, abbia peccato di illogicità, incongruità e di irragionevolezza.
Enucleando da quanto sopra, non è anzi fuori di luogo osservare che le soluzioni innovative proposte dalla Vittadello erano tali rispetto al progetto ANAS posto a base di gara, non certo in assoluto appartenendo da anni all’esperienza di chi esegue lavori stradali, e pertanto, verosimilmente ben conosciute dagli esperti della commissione di gara che ne hanno potuto soppesare adeguatamente il grado della loro fattibilità attraverso il punteggio dato alla parte tecnica del progetto da quest’ultima presentato.
Riassumendo, per effetto di quanto precede deve quindi concludersi, prescindendo quindi dall’esame della preliminare eccezione della sua inammissibilità sollevata da Vittadello, nel senso che anche i motivi d’appello esposti da Oberosler sotto la lettera B) debbono essere tutti respinti.
In particolare, ed in aggiunta:
Appare alla luce di quanto precede privo di pregio e comunque infondato il primo motivo B1 con il quale si lamenta l’acritica adesione della sentenza impugnata alla CTU, essendo tale modo di motivare del giudice ampiamente consentito e condiviso in sede giurisprudenziale, tanto più che nella specie trattasi di consulenza deducente e non percepiente ( Corte Cassa. Civile Sez. V n.7364 del 11.05.2012).
Infondato deve ritenersi il motivo d’appello esposto sub B2 ( quarto motivo del ricorso incidentale di primo grado) .
Il motivo, riguardante il trattamento a calce del piano di posa dei rilevati stradali, è infondato alla luce di quanto sopra argomentato in ordine ai limiti di sindacabilità dei giudizi tecnico discrezionali espressi dalla Commissione di gara, che parte appellante con le deduzioni esposte si propone palesemente di aggirare contestando esclusivamente la valutazione del Consulente tecnico d’ufficio nominato dal giudice di primo grado.
Deve essere invece ritenuto inammissibile il motivo B3.
Parte appellante assume che il motivo esposto nel quarto motivo del ricorso incidentale è stato frainteso dal primo giudice, avendo avanzato con esso non già il tema del “trattamento (stabilizzazione) a calce del piano di posa” dei rilevati bensì quello dell’utilizzo “tal quale “ dei terreni di scavo, dei quali Vittadelllo avrebbe fatto uso oltre quanto consentito dalla lex specialis.( E.2 lettera invito)
Condividendo quanto contro dedotto da parte resistente, la Sezione ritiene che l’esposto argomento costituisce palesemente un motivo nuovo non deducibile per la prima volta in appello, come emerge con evidenza dall’esame del contenuto della censura sviluppata con il corrispondente quarto motivo del ricorso incidentale di primo grado, e che, per di più, appare infondato nel merito non individuandosi nel capitolato di gara alcun vincolo quantitativo all’utilizzazione del materiale di scavo, come del resto sembra venir confermato dalla circostanza che a tale vincolo nel corso del giudizio di primo grado, non ha fatto cenno alcuno, per ricollegarlo all’asserito fraintendimento, neppure il consulente di fiducia di Oberosler.
Con il motivo B4 parte appellante in sostanza torna ad argomentare sul tema già trattato con il motivo esposto in B2, e in tal senso procede per mettere in luce le contraddittorie modalità con cui il CTU ha portato aventi i propri accertamenti.
Ritiene la Sezione che con riguardo al motivo in esame possano essere qui ribadite le considerazioni già svolte per giungere al rigetto del motivo contraddistinto con B2.
Il motivo B4 deve quindi essere dichiarato infondato.
Con il motivo B5 parte appellante assume di nuovo che Vittadello doveva essere esclusa dalla gara per aver realizzato la prevista galleria artificiale in difformità non consentita dal progetto base, quanto a localizzazione e lunghezza, avendo progettato una copertura di essa a rete stirata con funzione antiabbagliamento, posizionata oltre la galleria vera e propria.
Richiamando ancora una volta quanto esposto in precedenza in merito ai limiti di sindacabilità dei giudizi della Commissione di gara, pare sufficiente osservare sul motivo in esame che la tesi di parte appellante secondo la quale nella lunghezza della galleria dovevano essere considerati anche “tutti i manufatti che rendono agibile la stessa” , appare palesemente illogica, venendo in tal modo inserita nel novero dei detti manufatti, anche una rete che ha solo una funzione antiabbagliamento volta a migliorare le condizioni di guida in prossimità dell’ accesso ed essa, e non quella di determinare il suo allungamento.
Fondatamente quindi la Commissione di gara non ha ravvisato a tal proposito alcuna violazione delle prescrizioni di gara per la quale Vittadello doveva essere esclusa.
Con ulteriore doglianza inserita in B5(3), corrispondente al terzo motivo del ricorso incidentale, parte appellante ripropone l’argomento della realizzazione da parte di Vittadello del cd. tampone di fondo in jet grouting, (quest’ultima è una tecnica volta a realizzare una protezione dell’acqua di falda dagli apporti provenienti dal terreno soprastante).
A giudizio della Sezione parte appellante imposta la censura stravolgendo il significato complessivo della valutazione effettuata dal primo giudice.
In primo grado infatti, contrariamente a quanto tenta di sostenere parte appellante, non è emerso dubbio alcuno circa il fatto che l’intervento in parola fosse nella sostanza oggetto di un’offerta la cui incidenza economica rispetto all’importo globale dei lavori rientrava certamente nella percentuale indicata da ANAS (35% circa ) e che i tempi di lavorazione fossero pressoché identici a quelli ricavabili dal progetto a base di gara.
Non si vede quindi ragione per la quale la Commissione che ha esaminato il progetto dovesse escludere Vittadello dalla gara.
La censura sopra esaminata deve quindi essere respinta.
In merito alla contraddittorietà del crono programma, (motivo d’appello B6; 5° motivo del ricorso incidentale di primo grado) il giudice di primo grado ha accertato che se era vero che il cono programma presentato da Vittadello era errato lo era per un errore materiale la cui evidenza e la cui origine non impediva di stabilire l’effettiva durata complessiva dei lavori ed in particolare la cadenza temporale delle specifiche lavorazioni
La censura di Oberosler volutamente tace sulla detta accertata causa che ha reso poco chiaro il cono programma, e per conseguenza non tiene conto della sua facile ricostruibilità.
Sennonché a fronte di quanto sopra precisato, non sembra impedito ritenere che la Commissione di gara rifuggendo da formalismi, non abbia proceduto all’esclusione di Vittadello essendo stata comunque in grado di comprendere il reale contenuto del cronoprogramma da essa elaborato.
In conclusione tutti i motivi di Oberosler in precedenza esaminati debbono essere respinti.
Tanto ritenuto in ordine alla censure del ricorso incidentale di primo grado in questa sede riproposte, e che, in particolare, sono state oggetto d’esame del CTU nominato dal primo giudice in primo grado, può passarsi allo scrutinio degli altri motivi contenuti nel medesimo ricorso incidentale.
Con il motivo B7 (primo motivo del ricorso incidentale) Oberosler chiede l’esclusione di Vittadello con riferimento all’art. 38 , comma 1, lett. c), e), d) del d.lgs. 163/2006, avendo subito sanzioni amministrative e procedimenti penali a fronte di gravi violazioni delle norme in materia di sicurezza e degli obblighi derivanti dai rapporti di lavoro, a causa di un incidente che ha determinato la morte di un operario in un cantiere connesso a lavori sulla S.S.131. appaltati da A.N.A.S.
Il primo giudice ha escluso le condizioni per applicazione della detta norma essendo la censura “ vaga e generica” , fondata su notizie di stampa e non adeguatamente dimostrata.
Parte appellante ha replicato osservando che i fatti da essa dedotti non erano stati contestati da né da Vittadello né da A.N.A.S.
Senonchè Obersoler , come sottolineato da Vittadello, avrebbe ben potuto intimare ad A.N.AS. di acquisire le risultanze del certificato dell’Osservatorio della Avcp a carico di Vittadello relative alla violazione delle norme di sicurezza con riguardo alla circostanza riferita, ovvero fornire un principio di prova sull’esistenza del fatto accaduto se “debitamente accertato” quanto meno con sentenza penale non definitiva a carico di controparte.
Né tale omessa deduzione sembra giustificata con l’opponibilità a qualunque richiedente delle norme sulla privacy, apparendo quest’ultime nella fattispecie palesemente recessive.
La Sezione non può quindi che condividere le ragioni del rigetto del motivo in esame a cui è pervenuto il primo giudice.
Poiché il sesto e settimo motivo del ricorso incidentale, respinti entrambi dal primo giudice, attengono a profili d’illegittimità dedotti sotto condizione dell’accoglimento di connessi profili di illegittimità dedotti con il ricorso principale, all’esame dei primi si procederà dopo aver esaminato quest’ultimi.
Procedendo quindi all’esame del ricorso principale la Sezione ritiene di dover condividere l’accoglimento del terzo motivo del ricorso principale a cui è pervenuto il primo giudice.
Ha ritenuto la sentenza impugnata che Oberosler ha violato la prescrizione della lettera invito, assistita dalla sanzione dell’esclusione in caso d’inosservanza, relativa all’obbligo dei concorrenti di non indicare nell’offerta tecnica alcun elemento attinente all’offerta economica.
Non è contestato in giudizio che Oberosler abbia inserito in alcuni elaborati tecnici degli elementi di prezzo.
Non è neppure contestato in giudizio che i prezzi presenti nell’offerta tecnica e coincidenti con i prezzi inseriti nell’offerta economica hanno un valore complessivo di euro 4.413.857,00 pari al 15,10% dei lavori a base d’asta.
Non pare dunque dubbio che nell’offerta tecnica di Oberosler sia stata inserita una valorizzazione economica ( importi prezzi, ecc.ecc.) anticipatoria dell’offerta economica.
Fondatamente, dunque, il primo giudice, richiamando a sostegno l’orientamento di questo Consesso che ritiene essere sufficiente l’inserimento nell’offerta tecnica di un decimo dell’offerta economica per ritenere violato il principio della segretezza che assiste quest’ultima (Cons. Stato sez. V, 8 settembre 2010, n. 6509), ha ritenuto che Oberosler dovesse essere esclusa dalla gara posto che nella fattispecie tale limite come visto è stato ampiamente superato ed era quindi tale da influenzare il giudizio della Commissione di gara sull’offerta da essa presentata.
Quest’ultima,nel proposito di evitare tale esito, invoca il principio della tassatività delle clausole di esclusione di cui all’art. 4, co. 2 lett. d) nn. 1 e 2 del d.l. n.70/2011, ed osserva che la clausola di esclusione in questione viola l’art. 46 comma 1-bis del d.lgs. n.163/2006, ivi chiaramente affermandosi che “i bandi e le lettere di invito non possono contenere ulteriori prescrizioni a pena di esclusione” non corrispondenti alla violazione di divieti positivamente previsti dal legislatore.
Osserva tuttavia la Sezione al riguardo che la clausola in parola protegge il principio della segretezza dell’offerta economica, e sembra difficile quindi negare che la sua introduzione nelle regole di gara contrasti con il principio della tassatività delle clausole d’esclusione come declinato dall’art. 4 del d.l. n.70/2011 sopra citato.
Deve di conseguenza, alla luce dell’esposto accoglimento del ricorso principale, essere rigettato il motivo d’appello (sesto motivo del ricorso incidentale di primo grado) con il quale viene contestato l’accoglimento del terzo motivo di tale ricorso.
Ad abundantiam può aggiungersi che anche il motivo d’appello con il quale viene riproposto il settimo ed ultimo motivo del ricorso incidentale, respinto in primo grado, deve essere ritenuto infondato in questa sede con conseguente conferma di tale rigetto.
Ciò alla luce del pacifico orientamento di questo giudice in tema di esonero dall’onere dichiarativo del progettisti incaricati; ”In tema di appalti integrati, disciplinati dall'art. 53 D.L.vo 12 aprile 2006 n. 163 (codice dei contratti pubblici), deve escludersi un obbligo di presentazione degli oneri dichiarativi di cui agli artt. 38 e 48 del predetto codice da parte dei progettisti qualificati, di cui intenda avvalersi l'impresa partecipante alla gara, non assumendo tali soggetti il ruolo di concorrenti alla stessa” (T.A.R. Catania, Sez. IV. 9 dicembre 2014, n. 3246 ).
Prescindendo dall’esame dell’eccezione d’inammissibilità, sollevata da Vittadello, e rivolta alla parte in cui con l’appello vengono riproposti i motivi del ricorso incidentale di primo grado, tale gravame deve in conclusione essere interamente respinto.
Per effetto di quanto prede la sentenza di primo grado deve essere integralmente confermata.
Attesa la complessità della controversia le spese del giudizio debbono essere compensate salvo il contributo unificato versato da Vittadello in questo giudizio che deve essere restituito in parti uguali da Oberosler e da ANAS.
definitivamente pronunciando sull'appello, come in epigrafe proposto, lo respinge con conseguente conferma della sentenza di primo grado.
Spese compensate nei limiti di cui in motivazione.

References: art. 38
 art. 53
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