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Timestamp: 2020-06-04 15:36:08+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 24514 del 30/11/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24514 del 30/11/2016
Cassazione civile sez. VI, 30/11/2016, (ud. 19/10/2016, dep. 30/11/2016), n.24514
sul ricorso 16370/2015 proposto da:
A2A ENERGIA S.P.A., (già AEM Acquisto e Vendita Energia S.p.A.),
(C.F. (OMISSIS)), in persona del procuratore speciale, elettivamente
dell’avvocato ALESSANDRO LIMATOLA, rappresentata e difesa dagli
avvocati LORENZO CANTONE, CLAUDIO DAMOLI, ANDREA DELL’OMARINO e
GILDA PISA, giusta procura speciale a margine del ricorso;
I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE, (C.F. (OMISSIS)),
in persona del Direttore Centrale Entrate della SOCIETA’
CARTOLARIZZAZIONE DEI CREDITI I.N.P.S. (S.C.C.I.) S.P.A., (C.F.
(OMISSIS)), elettivamente domiciliati in ROMA, VIA CESARE BECCARIA
rappresentati e difesi unitamente e disgiuntamente dagli avvocati
ANTONINO SGROI, CARLA D’ALOISIO, LELIO MARITATO ed EMANUELE DE ROSE,
avverso la sentenza n. 13721/2014 della CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
di ROMA, emessa il 27/2/2014 e depositata il 17/6/2015;
19/10/2016 dal Consigliere Relatore Dott. CATERINA MAROTTA;
udito l’Avvocato GIUSEPPE MATANO (delega verbale Avvocato ANTONINO
SGROI), per i controricorrenti, che dichiara di non aver ricevuto la
raccomandata da parte del ricorrente e di non accettare la rinuncia.
2 – Con sentenza di questa Corte n. 13721/2014 del 17 giugno 2014, veniva (tra l’altro) rigettato il ricorso proposto dalla A2A Energia S.p.A. (già AEM Acquisto e Vendita Energia S.p.A.) nei confronti dell’I.N.P.S. – in proprio e nella qualità di mandatario della S.C.C.I. S.p.A. – e di Equitalia Esatri S.p.A. avverso la pronuncia della Corte di appello di Milano del 15/9/2011 n. 799/2011.
3 – Dopo la comunicazione della relazione ex artt. 380 bis e 375 c.p.c., parte ricorrente ha depositato atto di rinuncia al ricorso per cassazione del quale non è provata la rituale notifica a controparte (in quanto in atti risulta versata solo documentazione relativa all’invio della raccomandata A.R. ma non anche alla ricezione della stessa).
Questa Corte ha ripetutamente affermato che in assenza dei requisiti di cui all’art. 390 c.p.c., u.c. (notifica alle parti costituite o comunicazione agli avvocati delle stesse per l’apposizione del visto), l’atto di rinunzia, sebbene non idoneo a determinare l’estinzione del processo, denota il venire meno definitivo di ogni interesse alla decisione e, comporta, pertanto, l’inammissibilità del ricorso, salvo che la controparte manifesti la volontà di ottenere, comunque, la pronuncia sull’oggetto del contendere (cfr. Cass. n. 2259/2013, Cass. n. 11606/2011, Cass., Sez. Un., n. 3876/2010, Cass. n. 23685/2008, Cass. n. 3456/2007, Cass. n. 24514/2006, Cass. n. 15980/2006, Cass. n. 22806/2004).
4 – In considerazione della giurisprudenza richiamata, dalla quale non vi è ragione di discostarsi, il ricorso va dichiarato inammissibile.
5 – La regolamentazione delle spese segue la soccombenza, con la precisazione che, nella liquidazione di tali spese in favore della parte costituita, si è tenuto conto, a termini del D.M. n. 55 del 2014, dei compensi dovuti per la fase di studio della controversia e per quella introduttiva del giudizio (controricorso) non anche di quelli previsti per la fase decisoria, essendosi l’I.N.P.S. limitato a dichiarare di non accettare la rinuncia.
La Corte dichiara l’inammissibilità del ricorso; condanna la ricorrente al pagamento, in favore dell’I.N.P.S., delle spese del presente giudizio di legittimità che liquida in Euro 100,00 per esborsi ed Euro 14.536,02 per compensi professionali, oltre accessori di legge e rimborso forfetario in misura del 15%.

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