Source: http://zonafrancasardegna.com/index.php/zona-franca-news/news-oltre-l-isola/author/642-mariarosariarandaccio
Timestamp: 2018-01-22 12:20:35+00:00

Document:
Maria Rosaria Randaccio - Sito Ufficiale della Zona Franca in Sardegna
Ex intendente di finanza, da anni porta avanti un centro di ascolto per cittadini in situazioni di disagio.
| Domenica, 27 Agosto 2017 16:41
| Venerdì, 21 Luglio 2017 19:09
risarcimento danni ai sardi
Il motivo per il quale da oltre 70 anni viene negato ai Sardi il regime fiscale speciale chiamato anche regime di “franchigie fiscali" riservato dall’art. 92 del Trattato di Roma alle Isole lontane gravate da una disoccupazione anomala, consiste essenzialmente nel fatto che la popolazione viene tenuta all’oscuro dei propri diritti e:
1) che l’Italia in quanto facente parte della Comunità Economica Europea è tenuta a ottemperare alle disposizioni ed ai principi contenuti non solo nei Trattati, ma anche nei Regolamenti e nelle Direttive Comunitarie, ossia in quelle norme che “nell’ordine gerarchico" delle fonti del Diritto risultano "Armonizzate” e “Sovraordinate" alla normativa dei singoli Stati aderenti alla Comunità Economica Europea. Superiorità della normativa comunitaria rispetto a quella degli stati membri che è stata costantemente affermata dalla Corte di Giustizia Europea e dalla Commissione delle Comunità Europee a partire dalla Causa n.49/92 con Sentenza del 20.04.1983, con la quale viene condannata l’Olanda in quanto venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza del Trattato (di Roma), per aver autorizzato il confezionamento in piccoli imballaggi, del burro proveniente da paesi terzi e immagazzinato in depositi doganali, in contrasto con quanto disposto dall’art. 1 della direttiva del Consiglio n. 71/235/CEE. Sentenza dove alle premesse si precisa che il Consiglio ha adottato la Direttiva n. 69/74/CEE allo scopo di evitare che la disparità dei regimi nazionali dei depositi doganali determini deviazioni di traffico e di introiti doganali, dovute in particolare alla circostanza che l’immagazzinamento di una merce in detti depositi comporta la non riscossione dei dazi doganali e delle tasse di effetto equivalente” Superiorità gerarchica della normativa comunitaria confermata anche da diverse sentenze della Corte Costituzionale come: la Sentenza n. 170/84, n. 232/89, n. 64/90, n. 168/91, n. 384/94 e n. 94/95;
2) che la popolazione è tenuta all’oscuro, anche del fatto che gli attuali Dirigenti dell’Agenzia delle Entrate della Sardegna hanno fatto fallire l’economia dell’Isola imponendo ai residenti, anziché la tassazione prevista nella Direttiva n.69/75/CEE, la stessa tassazione fiscale riservata alle altre regioni italiane, che non sono Isole e tanto meno Isole Lontane, gravate da una disoccupazione anomala, e quindi titolari del diritto ad essere dichiarati Zona Franca e pertanto considerati territorio extra doganale ai sensi dell’art. 169, 170 e 251 del D.P.R. n.43/73. Imporre una Tassazione Fiscale più elevata rispetto al dovuto, si ritiene possa essere considerato come comportamento equivalente a quello della “concorrenza sleale", che se provata, determina il diritto al risarcimento dei danni ai sensi degli artt. 2598, 2599,2600, 2601 C.C.;
3) che la popolazione invece avrebbe dovuto essere informata sul fatto di aver diritto all’esonero da ogni tipo di tributo, ai sensi delle Direttive Comunitarie richiamate all’art. 170 del D.P.R. n. 43/73, ossia le Direttive n. 69/74/CEE, n. 69/75/CEE, con le quali vengono disciplinati i territori dichiarati zona franca, i cui residenti sono titolari del diritto all’applicazione di quei "Regimi Fiscali Speciali" come compensazione allo svantaggio geografico, svantaggio che se non compensato determina la violazione del principio di Eguaglianza e quello del diritto alla concorrenza, ossia il diritto che si pone come obiettivo quello di promuovere l’efficienza e lo sviluppo economico. Infatti nel quadro dell’economia di mercato, la concorrenza favorisce detto sviluppo, sia assicurando la concorrenzialità delle imprese, dei prodotti e dei servizi sul mercato comune e rafforzando la presenza delle imprese europee sul mercato mondiale, sia gli interessi dei consumatori beneficiari dei buoni servizi così realizzati.
La recente sentenza della Corte Costituzionale n.154 del 4.07.2017 a pagina 18 precisa che il paventato danno causato dall’Italia alla Sardegna, nella cosiddetta “Vertenza Entrate“ è stato “superato in conseguenza dei Vantaggi ottenuti con l’accordo stipulato in data 21 luglio 2014, dei cui obblighi non può sostenersi l’inadempienza da parte dello Stato dopo che lo stesso ha dato attuazione all’art. 8 dello Statuto Sardo con l’emanazione del D.lgs. n. 114/2016, in tal modo eliminando la causa principale degli squilibri finanziari lamentati dalla Regione Sardegna”.
In poche parole, la Corte Costituzionale conferma che ai sensi del D.lgs. n. 114/2016 la Regione Sardegna è stata autorizzata a concedere (a decorrere dal 2010) tutti i vantaggi fiscali previsti dalle Direttive n. 69/75/CEE, n. 69/74/CEE e dai Regolamenti n. 918/1983 e n. 2504/1988, compensazioni fiscali che competono ai residenti nell’isola, dopo che il D.lgs. n. 75/98 ha dichiarato il territorio della Sardegna extradoganale ai sensi di quanto previsto dall’art. 128 del Regolamento n. 2913/92 dove si prevede che si può chiedere il rimborso o lo sgravio dai dazi doganali, Iva e accise (dazi all’importazione), quando si dimostri che le merci sono state poste in una zona franca o in un deposito franco, Regolamento n. 2913/92 che assieme al Regolamento n. 2454/93, disciplinano il regime fiscale che deve essere riservato ai residenti nei territori individuati come extradoganali, e per questo appositamente richiamati nello stesso decreto (D.lgs. n. 75/98).
Preminenza del Diritto Comunitario rispetto a quello degli Stati membri confermato anche dal Regolamento (UE) n. 952/2013 che all’art. 5 precisa che per l’Italia continuano ad applicarsi le disposizioni del D.P.R. n.43/73 (TULD) e quelle del D.lgs. n. 374/90 .
| Giovedì, 29 Giugno 2017 12:36
dottoressa randaccio
ITALIANI TRUFFATI PERCHE' IL DEBITO PUBBLICO NON DOVREBBE ESISTERE DOPO LA VENDITA DEL DEMANIO DEGLI ENTI PREVIDENZIALI IL CUI RICAVATO DELLA VENDITA DOVEVA VENIRE VERSATO AL FONDO PER L’AMMORTAMENTO DEI TITOLI DI STATO.
LA TRUFFA SI E’ REALIZZATA COLLOCANDO AL POSTO DEGLI INTENDENTI DI FINANZA (GLI UNICI DIRIGENTI CHE POTEVANO PROCEDERE ALLA VENDITA DEL DEMANIO) A DEI SEMPLICI IMPIEGATI, A CUI NESSUNO AVEVA MAI SPIEGATO LA PROCEDURA ED I VINCOLI A CUI ERANO SOTTOPOSTI I BENI DEL DEMANIO, BENI DI IMMENSO VALORE, UN TEMPO APPARTENUTI ALLO STATO DELLA CHIESA, BENI CHE CON I LORO FRUTTI (AFFITTI) GARANTIVANO IL PAGAMENTO DI TUTTE LE PENSIONI DEGLI ITALIANI, COMPRESE QUELLE (PENSIONI) DELLE GENERAZIONI FUTURE, BENI CHE NON POTEVANO VENIRE VENDUTI O USUCAPITI IN QUANTO DEMANIALI E PERTANTO DI PROPRIETA ESCLUSIVA DI TUTTO IL POPOLO ITALIANO.
Il Movimento Sardegna Zona Franca intende contribuire alla lotta delle partite Iva e dei movimenti degli Artigiani e Commercianti che contestano l’operato delle Agenzie Fiscali che hanno fatto fallire le nostre aziende sarde, nonostante che gli stessi (artigiani e Commercianti) abbiano chiesto l’annullamento delle Cartelle Esattoriali e abbiano impugnato le stesse presso le Commissioni Tributarie, non abbiano ottenuto giustizia nonostante abbiano eccepito che l’iscrizione a ruolo del debito tributario sia stato sottoscritto da un falso dirigente.
Dai 1° luglio 2017 si teme che la situazione si possa aggravare e che le suddette Agenzie Fiscali possano compiere atti esecutivi sui nostri conti correnti bancari e postali, nonostante la Corte Costituzionale con la Sentenza n. 37/2015 abbia accertato la presenza di Falsi Dirigenti che operano all’interno delle Agenzie delle Entrate della Sardegna (e non solo), falsi dirigenti che in quanto “Usurpatori di Pubblici poteri “ non potrebbero occupare quei posti in quanto appartenenti ad altri Dirigenti facenti parte di un organico che si era formato nel corso di venti anni .
Usurpatori di pubblici poteri che hanno portato (scippato) gli incarichi dirigenziali ai veri dirigenti, ossia a coloro che erano stati assunti tramite pubblico concorso, nei Ruoli Dirigenziali della Carriera Direttiva disciplinata dal D.P.R. n. 748/72, carriera e categoria di dirigenti esclusi dalla contrattazione collettiva ai sensi degli art. 7 e seguenti della Legge n. 397/75, legge abrogata dall’art. 23 del D.P.R. n.107/2001….( D.P.R. n.107/2001) a sua volta abrogato dall’art. 26 del DPCM n. 43 del 30 gennaio 2008, (DPCM) che nello stesso che art. 26 comma due, fa rivivere anche il D.P.R. n. 287/92, ossia il decreto che a suo tempo con gli art.76 e art. 80 , aveva salvaguardato la carriera e la categoria dei Dirigenti in servizio, ossia coloro che erano stati inquadrati nei ruoli Dirigenziali della Carriera apicale individuata dall’art. 2095 del c.c. e disciplinata dal D.P.R. n.748/73, inquadramento realizzato con le modalita previste dall’art. 5 del dpr 246/1948, art. 1 e 18 D.P.R. n.1079/70, art. 10 della Legge n.397/75 (con l’approvazione della graduatoria dei vincitori del concorso pubblico).
Art. 80 del D.P.R. n. 287/92 dove si precisava: ”che la direzione degli uffici competesse ai dirigenti in servizio, salvaguardando cosi le professionalità acquisite nelle strutture del precedente ordinamento”.
Carriera dei Dirigenti salvaguardata anche dall’art. 2 comma 4 del D.lgs. n. 29/93 e salvaguardata nuovamente dall’art. 72 del D.lgs. n. 165/01, dopo che quest’ultimo decreto (165/01) al comma 1 lett. bb) ha provveduto ad abrogare il D.lgs. n. 80/98 che aveva apportato (pericolosissime) modifiche al succitato art. 2 comma 4.
Coloro che la corte Costituzionale con la Sentenza n. 37/1015 individua come usurpatori di pubblici poteri, sono stati selezionati per far parte di una grande congiura Internazionale contro l’economia dell’Italia, infatti per poter dismettere, vendere, alienare, privatizzare il Patrimonio Immobiliare degli Enti Previdenziali di cui agli artt. 7 e 12 del D.L. n. 79/1997 convertito dalla Legge n.140/97, all’art. 12 comma 3 del suddetto decreto, si prevedeva che le reggenze degli uffici di livello dirigenziale potessero venire conferite anche a dipendenti appartenenti alle qualifiche funzionali nona e ottava, in assenza di personale della qualifica dirigenziale da utilizzare allo scopo.
Personale dirigenziale ASSENTE in quanto nel frattempo e artificiosamente, “Retrocesso di Carriera e di Categoria” con l’illecito e illegittimo inquadramento nella nona qualifica funzionale, ai sensi di due leggi (art. 22 co. 2 D.P.R. n. 44/90 e art. 15 D.L. n.344/90 convertito Legge n. 21/91) leggi successivamente abrogate dall’art. 17 comma 82 della Legge n.127/97 (Bassanini due) dove si prevedeva che i Dirigenti retrocessi in carriera dovessero venire restituiti ai ruoli Dirigenziali di legittima appartenenza.
Restituzione dei Dirigenti ai ruoli di legittima appartenenza che da oltre venti anni, il Ministero dell’Economia e Finanze rifiuta ostinatamente di realizzare, e per questo rendendo DI FATTO NULLE ANZI INESISTENTI TUTTE LE CARTELLE ESATTORIALI DI QUESTI ULTIMI VENTI ANNI.
Gli autori (impiegati) della “ Grande Congiura” contro l’economia della Nazione hanno violato forse solo per ignoranza, delle precise disposizioni di legge previste dall’art. 25 e 27 della Legge n. 249/1968 ai sensi della quale e’ stato emanato il D.P.R. n. 748/72, e di quanto previsto dagli artt. 13 e 14 della Legge n.146/1980 dove si prevede rispettivamente:
1) che le dotazioni organiche delle pubbliche amministrazioni devono essere determinate esclusivamente in relazione alle effettive esigenze di servizio e che il numero dei dirigenti di livello intermedio non potra’ superare il numero degli uffici centrali e periferici, questi ultimi retti da un dirigente con qualifica equiparata a direttore generale (art. 25 legge 249/68);
2) che per tutte le amministrazioni è annualmente stabilito il numero dei posti da mettere a concorso per i singoli ruoli delle carriere degli impiegati civili dello Stato in relazione alle effettive esigenze di servizio (art. 27 Legge n.249/1968);
3) che le dotazioni organiche della Carriera Direttiva del Ministero delle Finanze sono portate in aumento di 1.300 posti, e che alla copertura dei posti vacanti si provvede con le modalità previste dagli artt. 7 e seguenti della Legge n. 397/1975, legge con la quale è stata istituita la contrattazione collettiva dalla quale è stato escluso il personale Dirigente assunto nei ruoli dirigenziali della carriera direttiva disciplinata dal D.P.R. n. 748/72.
Legge n. 397/75 abrogata dal D.P.R. n. 107/2001 (art. 23). quest’ultimo a sua volta abrogato dal D.P.R. n. 43/2008 (art. 26) decreto (43/2008) successivamente abrogato dal DPCM n. 67/2013 per cui torna a rivivere quanto previsto dall’art. 13 legge 146/1980 dove si prevede che alla copertura dei posti portati in aumento nei ruoli della carriera direttiva si provvede con le modalità previste dagli articoli 7 e seguenti della Legge n.397/1975, si conferma che i dirigenti del Ministero delle Finanze sono autorizzati ad esercitare le competenze e le funzioni previste dal D.P.R. n. 748/72 (art. 14 Legge n. 146/1980).
Ruoli dirigenziali della carriera Direttiva Ordinaria da non confondere con i ruoli impiegatizi della ex Carriera Direttiva Speciale, chiamata anche ex Carriera Direttiva, in quanto soppressa dall’art. 147 del D.P.R. n.1077/70, personale a cui la Legge n. 78/1986, aveva riservato la nona qualifica funzionale.
Che il trattamento economico e giuridico dei Dirigenti assunti nei ruoli dirigenziali della carriera Direttiva disciplinata dal D.P.R. n. 748/72 dovesse restare escluso dalla riforma della Dirigenza attuata dal D.lgs. n. 29/1993, lo conferma l’art. 72 lett. bb) del D.lgs. n. 165/2001 che come detto, abroga il D.lgs. n. 80/1998 che aveva apportato modifiche all’art. 2 comma 4 del D.lgs. n. 29/93, facendo (cosi) rivivere quanto previsto nel testo storico dell’art. 2 comma 4, dove si prevedeva che dovessero restare disciplinati dai rispettivi ordinamenti assieme ai Magistrati e Avvocati dello Stato “i Dirigenti generali e quelli agli stessi equiparati per effetto dell’art. 2 della Legge n. 72/85 “. Legge che disciplina il trattamento giuridico ed economico dei dirigenti assunti nei ruoli Dirigenziali della carriera direttiva disciplinata dal D.P.R. n. 748/72.
Veri Dirigenti che se non fossero stati defenestrati da oltre venti anni, avrebbero impedito il fallimento delle aziende della Sardegna dando attuazione al “Regime Fiscale” disciplinato nei Regolamenti n. 2913/1992 e n. 2454/1993, entrambi richiamati nel D.lgs. n. 75/98, decreto con il quale tutta la Sardegna è stata dichiarata Zona Franca ed in quanto tale considerato territorio extradoganale ai sensi dell’art. 1 del Codice Doganale Italiano approvato con la Legge n. 1424/1940.
Codice Doganale che era in vigore al momento della stipula del Trattato di Roma, trattato che all’art. 234 si impegnava a rispettare tutti i diritti degli Stati membri antecedenti alla nascita della Comunita Economica Europea (compreso quindi il diritto della Sardegna ai punti Franchi).
Il diritto della Sardegna all’attivazione dei Punti Franchi era sancito all’art. 12 dello Statuto Sardo approvato con la Legge Costituzionale n. 3/1948, quindi anteriormente al Trattato di Roma e pertanto titolare del diritto all’applicazione di quei benefici fiscali previsti dall’art. 11 della Legge n. 1438/1948, ossia le Franchigie fiscali che l’art. 20 bis del D.L. n. 1351/64 convertito nella Legge n. 28/1965 aveva esteso ai territori i cui svantaggi risultavano individuati dall’art. 92 del Trattato di Roma ratificato con la Legge n.1203/1957, svantaggi da compensare con le modalità previste dai succitati Regolamenti (n. 2913/92 e n. 2454/93) nonché dalle Direttive n. 69/75/CEE e n. 69/74/CEE entrambe richiamate all’art. 170 del D.P.R. n. 43/73 Testo Unico Doganale Italiano attualmente in vigore.
Le False Dirigenti attualmente al Ministero per anni sono state incaricate della predisposizione e trasmissione delle controdeduzioni ai ricorsi gerarchici presentati dai Veri Dirigenti del Ministero delle Finanze e delle Intendenze di Finanza, nonché a relazionare ai Magistrati nelle memorie ai ricorsi. Memorie fatte proprie dalla Magistratura.
Veri Dirigenti che da oltre 20 anni rivendicano la loro restituzione ai ruoli dirigenziali di legittima appartenenza, ossia a quei ruoli e a quelle qualifiche individuate nel D.M. 28.12.1972 pubblicato sulla G.U. del 11.09.1973, nelle quali erano stati regolarmente inquadrati al momento della loro assunzione in servizio, con le modalita di cui all’art. 10 della Legge n. 397/75, quali vincitori di pubblici concorsi indetti per coprire posti vacanti nei ruoli dirigenziali della Carriera Direttiva Ordinaria disciplinata dal D.P.R. n. 748/72.
Veri Dirigenti che, come confermato dalla Corte Costituzionale con la Sentenza n. 521 del 26.11 e 17.12.1987 pubblicata sulla G.U. del 30.12.1987 e Sentenza n. 228/97, avanzavano nelle varie qualifiche della stessa Carriera/Categoria ( individuate nel suddetto D.M. 28.12.1972) in base all’anzianità di servizio e giudizi di non demerito, ed il cui Ruolo di anzianità risultava incardinato nella Dirigenza, a partire dalla qualifica iniziale di Consigliere o Vicedirettore.
Pertanto appare evidente che i Dirigenti assunti nei Ruoli Dirigenziali della Carriera Direttiva Ordinaria disciplinata dal D.P.R. n.748/72, non potevano venire retrocessi in carriera con il loro inquadramento nelle Qualifiche Funzionali, istituite dalla Legge n.312/80.
L’esclusione dall’inquadramento nelle suddette qualifiche funzionali previsto dalla Legge n. 382/75 (art. 7 e 9) viene confermato dall’art. 1 della Legge n. 312/80 dove si prevede che dallo stesso inquadramento nelle qualifiche funzionali (compresa la nona qualifica), dovesse restare escluso anche il personale assunto nei ruoli della ex carriera direttiva speciale (carriera soppressa dall’art. 147 del D.P.R. n.1077/70) ma collocato nei Ruoli ad Esaurimento dall’art. 60 e 61 del D.P.R. n. 748/72), ossia il personale che D.L. n. 154/86 convertito nella Legge n.341/86, l’art. 15 della Legge n. 88/89 e l’art. 33 del D.lgs. n. 105/90 individuava come personale collocato in una posizione intermedia, sopra la nona qualifica funzionale, ma SOTTO LA QUALIFICA INIZIALE DI CONSIGLIERE della Carriera Direttiva Ordinaria disciplinata dal D.P.R. n. 748/72”.
Veri Dirigenti la cui rivendicazione fino ad oggi è stata respinta grazie alle controdeduzioni stilate da Falsi Dirigenti (Rulli Petrella) che hanno dato false informazioni purtroppo ritenute attendibili dalla Magistratura, non immaginando (quest’ultima) che ai vertici del Ministero più importante del sistema Paese, possano venire preposte delle persone COSI' IGNORANTI O COSI' PRIVE DI SCRUPOLI da partecipare consapevolmente ad una grande congiura contro l’economia del proprio paese, e partecipando ad una vera e propria “Frode Processuale “ a danno di coloro (loro colleghi più anziani e più titolati) che avevano diretto per oltre venti anni le Intendenze di Finanza ed i più prestigiosi uffici finanziari.
Veri Dirigenti a cui sono stati sottratti importati documenti che erano custoditi dentro i propri fascicoli personali, fascicoli che dovevano venire custoditi con le modalità previste dall’art. 55 e 152 del D.P.R. n.3/57, documenti che dimostrano inequivocabilmente l’avvenuta Usurpazione/Scippo della loro Carriera/Categoria, lo scippo del loro Ruolo di anzianita e conseguentemente lo scippo del loro diritto ad ottenere l’incarico dirigenziale assegnato in questo modo illecito e illegittimo a dei Falsi Dirigenti.
Un ulteriore decreto del Governo "autorizza" la Sardegna a non pagare Iva, Accise e Dazi Doganali
| Giovedì, 14 Luglio 2016 18:23
franchigie fiscali
diritti di confine
E’ passato un anno da quando il Parlamento Italiano ha emanato il D.lgs. n.128/2015, dove all’art. 1 comma 3 e comma 4 si prevede che non possano essere accusati del reato di contrabbando o di elusione fiscale coloro che sono stati esonerati dal pagamento di Dazi Doganali, Iva ed Accise ai sensi dell’art.34 del D.P.R. n. 43/73, del D.lgs. n.374/90 e di quanto previsto dalla normativa Doganale Europea sui “Diritti di Confine” e sulle “Franchigie Fiscali”, ossia di quanto previsto da:
Regolamento CEE n.918/83; dal D.M. n.548/92; dalla Legge n.479/92 (che apporta modifiche all’art. 12 del D.P.R. n.723/1965); dal D.M. n.489/97; dal Regolamento n.274/2008 (che riscrive l’art. 45 del Regolamento n.918/83 precisando che - le merci importate nei territori individuati come Zona Franca dalla Direttiva n.2006/112/CE del 28.11.2006 - godono della Franchigia di Iva ed Accise da qualunque parte del mondo provengano o vengano inviate); dal D.lgs. n.175/2014 (art. 20) dove si prevede che le fatture con Iva Non Imponibile emesse ai sensi dell’art. 8 primo comma lett. c) del D.P.R. n.633/72, “sono autorizzate” purché la Dichiarazione di Intento venga trasmessa con le modalità previste dalla Legge n.161/2014 (art. 12) che recepisce la Direttiva Comunitaria n.2013/61/UE sulle Regioni Ultraperiferiche.
Modalità meglio esplicitate dalla Circolare dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli del 20 maggio 2015 Prot. n.58510/RU, dove si precisa che i paesi terzi sono le regioni ultraperiferiche dichiarate Zona Franca, a cui si applica l’art. 17 e 61 del D.lgs. n.504/95 come modificato dal D.lgs. n.48/2010, dove si prevede che l’esenzione dalle Accise spetta sui prodotti destinati ad essere consumati dai residenti in Zona Franca, quando per gli stessi prodotti è prevista l’esenzione anche per l’IVA.
In pratica l’art. 1, commi 3 e 4 del D.lgs. n.128/2015 , ha autorizzato i residenti in Sardegna ad operare in esenzione da Dazi Doganali, Iva ed Accise in base a quanto previsto dal D.lgs. n. 75/98 con il quale è stato dato attuazione all’art. 12 dello Statuto Sardo, approvato con la Legge Costituzionale n. 3/1948, decreto (n.75/98) dove si prevede che la Zona Franca della Sardegna debba essere amministrata secondo i Codici Doganali Comunitari approvati con i Regolamenti n.2913/92 e n.2454/93, richiamati nello stesso D.lgs. n.75/98, nei quali si conferma che nei territori dichiarati zona Franca si applica il “Regime delle Franchigie Doganali” ossia il regime fiscale riservato ai territori che soffrono di determinate situazioni di svantaggio individuate dall’art. 92 del Trattato di Roma, nel quale si prevede che non costituiscono aiuti di stato gli aiuti dati alle isole ultraperiferiche gravate dai sovracosti del trasporto, spopolate e afflitte da una grave forma di disoccupazione o dai problemi della post industrializzazione.
Territori chiamati anche “ paese terzo” in cui non si applicano le norme comunitarie in materia di Iva e di Accise, come ci spiega la Direttiva n.2007/74/Ce del Consiglio del 20.12.2007, territori a cui devono venire applicate le “Franchigie Fiscali” ovvero l’esonero dal pagamento di quei tributi che si pagano in Dogana, chiamati anche “Diritti di Confine” (art. 34 del D.P.R. n.43/73).
Giova rammentare infine che l’art. 1 e l’art. 28 della Direttiva Comunitaria n.77/388/CEE del 17 maggio 1977, aveva disposto la disapplicazione della normativa sull’Iva, fino ad allora emanata dagli Stati membri, e imposto l’adeguamento della suddetta disciplina alle disposizioni regolamentari e amministrative emanate dalla normativa comunitaria, affinché “il regime cosi armonizzato entri in vigore dal 1° Gennaio 1978”.
| Lunedì, 19 Ottobre 2015 20:07
| Giovedì, 11 Giugno 2015 17:40
| Domenica, 07 Giugno 2015 21:48
La maledizione del "Pocos, Locos y Malunidos". La Sardegna spartita al Tavolo dei Ministri.
| Lunedì, 17 Novembre 2014 15:44
zona franca mezzogiorno
maria grazia lanzetta
Pocos, Locos y Malunidos! Leggendo l'articolo di oggi su BuongiornoAlghero.it (e su L'Unione Sarda), si può invece parlare soprattutto di “Locos" (tradotto: ignoranti e presuntuosi), visto che siamo capaci di gloriarci delle sconfitte apocalittiche, e di esultare pubblicamente quando ci fregano. Questo è quanto appena accaduto a coloro che sono andati a rappresentare i nostri interessi (leggasi "zona franca") al tavolo con il Ministro degli Affari Regionali Maria Grazia Lanzetta, tavolo al quale i diversi rappresentanti politici assieme ad una delegazione di sardi, hanno chiesto che tutto il Meridione d’Italia, compresa la Sardegna, venga dichiarato Zona Franca.
Richiesta che, seppure appetibile, risulta destinata a scatenare una infinita guerra tra poveri. Infatti, richiedere una Zona Franca estesa a tutto il Meridione d’Italia isole comprese, significa chiedere qualcosa che l’Europa potrà vietare invocando la clausola del Trattato di Lisbona sugli "aiuti di Stato" considerati distorsivi del Mercato. Divieto che invece alla Sardegna non può applicarsi, ai sensi della Direttiva n.77/388/CEE e della Direttiva n.95/7/CE recepite nella Legge n.28/1997 e del D.lgs n.75/98, ma soprattutto perché il nostro diritto alla Zona Franca esisteva prima della nascita della Comunita Economica Europea attuale Unione Europea, ossia ai sensi dell’ art. 234 del Trattato di Roma, nel quale la Comunità si impegnava a rispettare tutti i diritti sorti prima della nascita della stessa Unione Europea.
| Giovedì, 13 Novembre 2014 19:52
La Corte di Giustizia Europea dice stop ai pignoramenti sulle prime case
| Lunedì, 15 Settembre 2014 20:41
ipoteca prima casa
Ecco cosa dice l'ultima sentenza sui pignoramenti delle prime case.
SENTENZA CORTE DI GIUSTIZIA UE, 3° SEZIONE CAUSA C – 34/13 DEL 10 SETTEMBRE 2014
STOP AI PIGNORAMENTI DELLE PRIME CASE ANCHE PER LE BANCHE E LE FINANZIARIE
Dopo lo stop al pignoramento delle prime case, deciso dal Parlamento italiano con il D.L. n.69/2013 convertito nella Legge n.98/2013, è arrivata una significativa sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha messo un freno anche alle Banche e alle Finanziarie.
Secondo la Corte, il Giudice può bloccare provvisoriamente la Banca o la Finanziaria che mette all’Asta la Casa, se nel contratto sono presenti delle clausole abusive vietate dall’Unione Europea con la Direttiva n.93/13/CEE, relativa alle clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori.
Cosi se la Banca o la Finanziaria ha fatto firmare clausole abusive, l’ipoteca è nulla ed il pignoramento come la successiva vendita all’asta vanno bloccate!
Il diritto all’abitazione prevale nel caso di applicazione di clausole vietate dalla Unione Europea!
in News Sardegna Letto 3019 volte
in News Sardegna Letto 1830 volte

References: Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 art. 7
 art. 26
 art.76
 art. 80
 art. 1
 art. 10

Art. 80
 art. 2
 Sentenza 
 art. 15
 Sentenza 
 Sentenza 
 art. 234
 sentenza 

SENTENZA 
 sentenza