Source: https://it.scribd.com/document/97099825/EAA-dossier-Piattaforme
Timestamp: 2019-10-23 19:19:03+00:00

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Le cause inerenti al cambiamento climatico, sono dovute in parte considerevole ai combustibili fossili, che si sono andati a sommare con
altri fattori, dando una accelerazione al riscaldamento globale del pianeta. In Italia vanno scomparendo ad un ritmo vertiginoso gli 800 ghiacciai che ricoprono un territorio pari a 500Km quadrati, e che sono una riserva strategica per l'acqua, poich nei periodi siccitosi impediscono a fiumi importanti come il Po di andare in secca, con conseguente catastrofe economica, visto il PIL stratosferico che esso permette di produrre, e ambientale. Ma nonostante i passi da gigante fatti in questi ultimi 10 anni, nell'ambito delle energie rinnovabili, noi dove investiamo ?
PIPER ALPHA, Mare del Nord 200Km dalla costa : 167 morti, un incidente imprevisto da noi, sono molto ma molto pi vicine
Piattaforme Petrolifere Innanzitutto parliamo di piattaforma petrolifera nel senso pi ampio del termine, ossia comprendendo non solo lolio ma anche il gas. Una prima distinzione occorre farla tra le piattaforme on shore e quelle off shore . La distinzione fa si che la diversit dal punto di vista ingegneristico tecnico si rifletta su un diverso regime giuridico. Agli impianti On - Shore a causa del posto dove sono ubicati, si applica la normativa locale; mentre agli impianti Off Shore, spesso ubicati al di fuori dal mare territoriale, e spesso anche fuori dalla zona contigua, di uno Stato, si applica una diversa disciplina. Le piattaforme OFF - SHORE si possono dividere in due grosse categorie:
le piattaforme fisse; Le piattaforme mobili.
Le prime sono stabilmente ancorate sul fondo marino e quindi si capisce che il loro utilizzo per fondali non eccessivamente profondi (<200 metri). Sono le pi diffuse. Le piattaforme fisse sono realizzate o a gravit o su pali. La differenza solo tecnica ma il risultato lo stesso. Anche le piattaforme mobili si suddividono in due grandi categorie:
Mobili ma ancorate al fondo (semi sommegibili); Mobili a tutti gli effetti. (drilling ship - sono le classiche piattaforme di perforazione). e vengono eseguite
Le piattaforme petrolifere hanno due finalit: la prima la ricerca (perforazione) di risorse minerarie, la seconda lo sfruttamento. Sono due operazioni distinte normalmente facendo ricorso a distinte piattaforme.
In genere quelle utilizzate per lo sfruttamento sono fisse, quelle utilizzate per la perforazione sono mobili.
Miglianico east Anomali, Elsa , Ombrina Mare, Rospo Mare,Giovanna, Santo Stefano Mare, Civitaquana onshore Block
Non sono localit turistiche , o nomi di belle Donne ma piattaforme di Idrocarburi tra le gi operanti, o in attesa, che da Pineto sino a Vasto rappresenteranno il nuovo panorama per chi in Abruzzo andr in mare, e parliamo anche di localit turistiche come il Lido Riccio, San Vito, Francavilla, Pineto, Casal Bordino. Tutte molto vicine alla riva, pochi Km tranne Giovanna, tutte a vista, in controtendenza che altrove dove la storia degli Idrocarburi ha consegnato disastri ambientali e di vite umane sulle piattaforme, imponendo alle stesse decine e decine di Km di distanza dalla costa o come in diversi tratti di mare USA sotto moratoria, vedi California.
-Lavvelenamento del mare porter al nostro stesso avvelenamentoUn monito che pare non debba toccarci, infatti: L'Italia disponibile in maniera permanente alle attivit di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi (625/1996, art. 3, comma1) in particolre per il gas l'Italia dovrebbe divenire leader del settore. Questo l'intento che ha portato l'Italia a perdere tempo sulle energie rinnovabili? Oggi dicono che siamo 15 anni, indietro, non abbiamo capito, e paghiamo 5,4 milioni di euro al giorno per lo
sforamento delle emissioni di CO2 rispetto all'obiettivo previsto dal Protocollo di Kyoto. Dal 1 gennaio 2008 il debito di 63 ogni secondo, diventeranno quasi 2 miliardi di euro a fine 2008, tenuto conto che per ogni tonnellata di CO2 stato stimato un prezzo di 20 - direttiva Emission Trading (ET) 1 gennaio
2005 -.
Ma non basta, nel 2007 al Offshore Mediterranean Conference (OMC) Ravenna, Bersani con soddisfazione parla degli oltre 1.500 pozzi perforati, e del centinaio di piattaforme fisse di produzione di idrocarburi.
Visioniamo ora la sintesi documenti inerenti pozzo Ombrina(Abruzzo Ortona CH) per capire qualcosa di pi:
Da dove viene Ombrina: L'area di permesso corisponde in parte all'ex permesso B.R 125L.F. e alla concessione B.C 19L.F. Nei quali vennero perforati i pozzi Ombrina Mare 1(TD2360 m TR-anno1978 dove si rinvenne petrolio sito nella piattaforma Apula e gas nelle sabbie del Pliocene) e Aguglia 1( TD 2100mTRanno 1989 gas) il pozzo rombo 1 risult sterile. Ombrina mare 1 in data 17/02/2004 la Societ Gas Concordia S.p.A.( prot. DSA/3903) invia rapporto ambientale relativo istanza di permesso di ricerca idrocarburi denominato d. 491 B.R.-.G.C. come da art. 2 del DPR 18/04/94 n. 526 al Ministero dell'Ambiente. L'istanza nel Medio Adriatico il suo margine occidentale corrisponde alla linea di costa compresa a nord con l'abitato di Ortona, a Sud con la foce del fiume Sangro per 26.940 ettari. Prima fase: studio geologico ed acquisto delle linee sismiche, negli anni passati gi registrate in certo numero. Air Gun la sorgente di energia utilizzata. Seconda fase : Perforazione del pozzo esporativo sino ad una profondit di 4000 m qualora l'interpretazione sismica confermi l'economicit. VIA n.660 in data 10.02.2005 , individua nella nota del 31.03.2004( prot. n. DSA/7994 del 01.04.2004) che il permesso di ricerca propisciente il sito di interesse comunitario IT7140106 oggi riserva reg. fosso delle Farfalle LR n.5 del 2007, ed vicino alla ris. Reg . L.R. N. 67/2001 Lecceta di Torino Di Sangro anch'esso S.I.C. IT7140107.
Si raccomanda e si richiede particolare attenzione come previsto dal DPR( Decreto del Presidente della Repubblica) n. 357 del 8.09.1997(habitat naturali che rischiano di scomparire per la cui
conservazione l'Unione europea ha una responsabilit particolare a causa dell'importanza della loro area di distribuzione naturale)
Ombrina Mare 2 La Direzione Ambientale del Min. Amb. E difesa del Territorio comunica alla soc. Gas Concordia S.p.A. Di assoggettare a VIA le attivit relative alla perforazione di un pozzo esporativo contemplato nei programmi lavori allegato al permesso di ricerca d. 491 B.R.-.G.C. a seguito del Permesso di ricerca da parte Min. Attivit Prodittive con DM 05.05.2005, viene ridenominato B.R.269.GC La Societ Independent Pi s.r.l. Presenta istanza di pronuncia di compatibilit ambientale (protocollata) per Ombrina Mare 2 con avviso pubblico del 02.11.2006 Repubblica e Centro Distanza minima dalla costa per Ombrina Mare 2 : 6,5 Km dalla costa tra punta cavalluccio e San Vito, 10,5 dal porto di Ortona(?), 10 km fiume Sangro. La profondit massima del pozzo : 2.500 metri, il sondaggio sar perforato con impianto di tipo Jak up, tema esplorativo principale Petrolio P. Apua, e secondariamente gas sabbie pliocene. Periodo 2 mesi, la piattaforma in verticale uscir di 100 m, le tre gambe entreranno sino a 5 metri nel fondo marino, il piano delle operazioni superiore a 30 metri dall'acqua per evitare le onde anomale. prot. n. 03/2008 in data 26 febbraio 2008 si informa la modifica della denominazione della societ di cui sopra in MEDOILGAS ITALIA S.P.A. Dati della VIA
Emissioni Gas: H2S idrogeno solforato entro i limiti(TLW-TWA) stabiliti da American Conference of Governamental Industrial Hygienist per i lavoratori esposti 8 ore al giorno per 40 ore settimanali, -e la fauna marina? l'H2S provoca il bioaccumulo quindi entra nella catena alimentare nostra, inoltre provoca una grande e persistente moria di pescialtro gas previsto anche se in misura minore-di quanto?- il Biossido di Azoto CO2 -il responsabile delle piogge acideRumore: dicono non significativo per l'abitat marino poich le sorgenti si trovano sul piano della piattaforma a 15/20m dal mare, la batteria di perforazione (scalpello e aste) fisicamente isolata dal mezzo acqueo, poich scorre allinterno di un tubo (riser ). Impatto Ambientale e Rischio ambientale Naturalmente, il progetto stato valutato come unico e con nessuna correlazione L'impatto valutabile se lo si elabora considerando tutto: vicinanza di altre piattaforme, quanti pozzi esporativi, quello che ci interessa non tanto legato al pericolo del singolo progetto ma al rischio che questi comporta: un ago meno pericoloso di una pistola, ma se l'ago lo conficchiamo in un occhio e con la pistola spariamo su di una gamba, ecco che l'ago pi rischioso di una pistola. Per capirci : il progetto complessivo e non frammentato, con le specificit del luogo- le altre fonti inquinanti vedi sommatorie tra qualche rigo- che di per se sono gi un impatto . Il rischio ascrivibile a fasi accidentali quindi mutabile a seconda dell'incidente, anch'esso comunque deve tener conto degli effetti cumulati (e degli effetti domino): pi piattaforme, pi pozzi pi rischio.
Sommatorie Allo stato preoccupante dei fiumi, dei depuratori quasi tutti mal funzionanti, addirittura sottostimati o assenti, la cementificazione incontrollata della costa, la presenza di poli industriali a macchia di leopardo lungo il litorale con insediamenti insalubri di prima classe e insediamenti a rischio rilevante, Ortona porto commerciale con deriva petrolifera, Vasto porto industriale; aggiungiamo l'inquinamento delle trivellazioni marine con i suoi scarti operativi. Per potere trivellare nel mare, ed altrove, le compagnie petrolifere hanno bisogno di speciali "fluidi e fanghi perforanti"per portare in superficie i detriti perforati(cutting), le compagnie petrolifere tengono segrete le proprie formule, quello che per si sa che questi fanghi sono TOSSICI, e difficili da smaltire in modo sano. Lasciano traccie di cadmio, cromo, bario, arsenico, mercurio, piombo, zinco e rame, e molte di queste sostanze sono nocive e finiscono nei corpi dei pesci, e di quelli che li mangiano, certo l'impegno quello di smaltirle una volta usciti da vibrovaglio che separa i cuttings (che vengono analizzati e poi scartati), dal fango, ma quando se ne disperde e chi controlla che il suddetto fango, costoso da smaltire, raccolto in vasconi appositi, non strabordi in mare ? studi governativi dimostrano livelli di mercurio molto elevati sia nei pesci catturati vicino alle piattaforme Petrolifere, sia nei sedimenti del fondale marino(USA) Piattaforme esistenti e future per i pozzi: Rospo Mare(gas, petrolio), Ombrina Mare 2(petrolio), S. Stefano(gas), Elsa, a pochi kilometri l'uno dall'altra con emissioni in atmosfera di SO2, NOx, CO, Idrocarburi totali, polveri, H2S- naturalmente entro i propri singoli parametri, ma che nessuno ha cumulato-, inoltre L'analisi che segue va dunque vista come unanalisi dei rischi ambientali di un programma di ricerca/sfruttamento di gas e petrolio nel mar Adriatico, e non soltanto come un esame dei rischi legati alla perforazione di un solo pozzo di ricerca, tanto pi che con Rospo Mare nell'agosto del 2005 si sfiorata la catastrofe ambientale, durante l'operazione di carico petrolio con nave cisterna.
Installazione e rimozione Piattaforma comporta movimentazione fondale marino con seppellimento organismi bentonici -non duraturo, ma di sicuro impatto-, bene sapere che la vita produttiva di un pozzo di gas non molto lunga e la produzione diminuisce rapidamente e necessita la trivellazione di un altro pozzo per mantenere la produzione stabile( Rospo Mare, S. Stefano, Ombrina ), quindi altre installazioni e rimozioni. A seguito di esito negativo o non economico da parte dei test condotti, si proceder alla sua chiusura mineraria nel ripristino nel sottosuolo delle condizioni idrauliche precedenti la perforazione; nel ripristino sul fondo del mare delle condizioni morfologiche preesistenti. la prima condizione serve ad evitare la fuoriuscita a fondo mare di fluidi strato e a garantire lisolamento dei fluidi dei singoli strati.Questo obiettivo si ottiene con luso combinato di: tappi di cemento nel casing o nel foro.....
legittimo chiedersi quanto dureranno tali tappi considerato che si perforano formazioni geologiche
che sono l da milioni di anni.
INCIDENTI che potrebbero avvenire durante la perforazione - Blowout di gas (durante la perforazione) il blowout di gas durante la perforazione un evento possibile ma con conseguenze limitate dal punto di vista ambientale. Hanno gi dimenticato Piper Halfa, 6 Luglio 1988, a causa di un malfunzionamento delle valvole di sicurezza, un enorme quantita' di gas venne rilasciata in aria, dando origine ad una serie interminabile di esplosioni, tutto and distrutto, 167 uomini persero la vita, se sembra poco, e non parliamo di quello che sicuramente finir in mare : il fango di perforazione contenente : i detriti perforati; le acque di lavaggio; gli oli; i rifiuti solidi urbani e assimilabili, serbatoi di gasolio che alimentano i generatori elettrici ecc. Blowout con fuoriuscita di petrolio incontrollata, non una parola di quello che potrebbe accadere, solo un riferimento ad SinGer -Sistema Informativo Gestione Emergenze Rilevanti - che permette la gestione fra le compagnie associate, delle informazioni necessarie per affrontare con maggiore velocit e quindi migliore garanzia di qualit gli interventi di emergenza. Collisioni Di Navi con la Piattaforma anche qui menzionate solo le misure di sicurezza per evitarle, ma se avvengono..... Incongruenze: Nella VIA non viene citata assolutamente l'Acqua Bella LR n.5 del 2007 e comunque tale
legge rientra insieme alla grotta delle farfalle ai principi stabiliti dalla legge 6 dicembre 1991 n. 3941,inoltre non viene citata nella sua interezza la legge di tutela : la 5 2007 , men che meno l'istituendo Parco Della Costa Teatina(art. 8 della L. 23/03/01, n. 93) viste le intenzioni sia del governo passato sia della regione Abruzzo attuale. infatti la VIA inerente Pozzo Ombrina Mare 2 testualmente nella sezione Limitazioni vincolistiche dellarea interessata dalle operazioni Larea non rientra in alcuna delle seguenti zone: zone costiere facenti parte di aree naturali protette o soggette a misure di salvaguardia ai sensi della legge 394/91. Subsidenza Il rischio subsidenza del terreno, non viene preso in considerazione mentre cos noto tale fenomeno nel nord dellAdriatico da aver portato alla sospensione delle attivit di estrazione per lunghissimi periodi ed ad un processo per subsidenza con13 imputati - tra vertici di Eni, Agip e dirigenti del ministero dell'Ambiente - indagati dal pm Manuela Fasolato. 1LEGGE REGIONALE 21 GIUGNO 1996, N. 38 Legge quadro sulle aree protette della Regione Abruzzo per l'Appennino Parco d'Europa. Finalit 1. La Regione Abruzzo, in ottemperanza all'art. 4 dello statuto ed in conformit ai principi stabiliti dalla legge 6 dicembre 1991 n. 394, detta norme per l'istituzione e la gestione di aree protette e per la tutela dell'ambiente naturale regionale. La presente legge persegue le seguenti finalit: - realizzazione di un sistema integrato di aree protette; conservazione, reintegrazione, salvaguardia e sviluppo della biodiversit; - conservazione e utilizzazione razionale e duratura delle risorse naturali; - difesa della flora e della fauna, con particolare riferimento a quella protetta, nonch delle formazioni geologiche, geomorfologiche, speleologiche e degli equilibri idrogeologici ed ecologici in genere; .. Art. 3 Sistema integrato delle aree protette 1. Il sistema integrato delle aree protette della Regione Abruzzo costituito dalle seguenti categorie: a) Parco naturale regionale; b) Riserva naturale regionale(acqua bella, gotta delle farfalle lo sono);
L'Italia, l'Abruzzo cosa ci guadagna? una rimissione certa e cospiqua per i cittadini, un gran regalo per le compagnie
spesso i giacimenti si trovano in aree di alto valore ambientale e culturale che rappresenta gi un'importante, solida e sicura fonte di ricchezza per le realt locali.
Prove di produzione che equivalgono a produzione vera e propria solo che ai sensi della legge esonerano la societ destinataria dal pagamento di qualsiasi canone e royalties... in Basilicata, Val D'Agri sono durate anni . Le royalties sono limitate fino a un massimo di solo il 7% (4% per il petrolio on/offshore), tuttavia non sono richieste royalties per i primi 20 milioni di Smc (metri cubici)di gas e 20.000 tonnellate di olio prodotti annualmente in terraferma, e i primi 50 milioni di Smc di gas e 50.000 tonnellate di olio prodotti annualmente in mare. niente royalty per produzioni disperse, bruciate, impiegate in operazioni di cantiere o di campo o reimmesse in giacimento . Laliquota massima sul reddito sia per le tasse regionali che per gli utili delle societ del 35% massimo, guadagnano su di un bene comune e pagano meno. I canoni annui per le licenze sono solo di 5 Euro per km2; I permessi si possono introdurre per qualsiasi area e ad ogni momento, non vi sono turni e le candidature possono portare su aree grandi fino a 750 km2; I permessi sono concessi per un periodo iniziale di sei anni, e possono passare cinque anni prima che una societ abbia lobbligo di trivellare
In pratica i canoni annui per le licenze non sono aumentati di un centesimo dal 1996, anno in cui vigeva ancora la Lira mentre nel frattempo siamo passati all'euro e gli idrocarburi sono alle stelle, il guadagno per loro lievitato esponenzialmente, inoltre il valore unitario delle aliquote -comma.6 della 625/96 pu essere ridotto comma 7; nel 2007 la riduzione di18,9488 euro per tonnellata di olio prodotto in terraferma, di 37,8976 euro per tonnellata di olio prodotto in mare . Inoltre le attivit di rilevamento geosico condotte per la prospezione da parte dei concessionari (di permessi o di concessioni), sia ai ni della ricerca tecnologica applicata che ai ni della ricerca e della coltivazione di idrocarburi, sono incentivate potendo godere di un contributo da parte dello Stato, in misura non superiore al 40% dei costi sostenuti (art. 4, D. lgs. 164/2000 e D.M. del MAP 29/11/2002 che stabilisce criteri e modalit per la concessione dei predetti incentivi) Mediamente a livello globale le royalty sono del 20%, con picchi al 50%. Lucrano guadagni astronomici anche pagando royalty del 50%, figuriamoci in Italia dove queste sono del 4% per i pozzi petroliferi in mare, le pi basse del mondo. Solo quando si estrae in Canada le roialty sono del 1%, essendo sabbie catramose, una sostanza appiccicosa e densa, nera e simile al catrame, mischiata a sabbia, argilla, acqua e petrolio poich trasformare questo giacimento di bitume dell'Alberta in greggio possibile, ma estremamente complesso e costoso, non ch di un impatto micidiale per i territori . Esempi di Royalty: Guinea il 25%, Venezuela 33%, Marocco 10%, Arabia Saudita 50% NB:con legge 11 gennaio 1957, n. 6, sulla ricerca e coltivazione degli idrocarburi liquidi e gassosi (pubblicata nella gazzetta ufficiale n. 25 del 29 gennaio 1957) in Italia era previsto (art. 22 della legge stessa) che il concessionario del permesso di coltivazione era tenuto a corrispondere allo Stato unaliquota del prodotto calcolata sulla produzione giornaliera dei pozzi in misura che poteva raggiungere la percentuale del 22%. Successivamente, con legge 21 luglio 1967, n. 613, art. 33 e 66, le aliquote furono unificate nella percentuale dell8 e del 9 per cento. Quindi, e guarda caso proprio nel periodo (pi o meno) in cui si cominciava a parlare concretamente del ritrovamento e dello sfruttamento del petrolio in Basilicata, la percentuale delle royalties fu ulteriormente ridotta al 7% (sette percento) con decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625, art. 19 (pubblicato sulla G.U. n. 293 del 14 dicembre 1996 rettifica G.U. n. 50 del 1 marzo 1997). Ma non si accontentano: nel 2003 l'assomineraria nel covegno annuale esprimeva rammarico il quadro normativo oggi esistente divenuto eccessivamente e complessivamente penalizzante per il
settore in seguito ai Decreti legislativi Bassanini del 1998/1999 ed il decentramento amministrativo di compiti e funzioni alle Regioni. Permessi di Ricerca la facolt di negare, per motivi di sicurezza nazionale, l'autorizzazione all'accesso o all'esercizio delle attivit (...) a qualsiasi ente effettivamente controllato da Stati o cittadini non appartenenti alla Unione europea"decreto legislativo 625 del 25 nov. 1996 come vengono verificate le credenziali dal Ministero? La scelta si fa per cooptazione(nominati da persone che ne fanno gi parte o di un piccolo gruppo che, solo, ne ha la competenza), apparentemente. i permessi in concessione di esplorazione/coltivazione del sottosuolo, demanio dello Stato, vengono concessi direttamente a Spa o Srl anche extra UE2, in un settore di interesse generalein barba a quanto scritto sopra. Quindi regole di mercato nulle, niente gara dappalto, corredata del capitolato degno di una materia di interesse generale come questa; men che meno gestione pubblica, magari attraverso societ strumentali costrette a reinvestire gli utili. Il nostro governo non adotta n luna n laltra Chi rilascia i permessi : MAP(Ministero degli affari Produttivi) lUNMIG (Ufficio Nazionale Minerario per gli idrocarburi e la Geotermia Ministero dello Sviluppo Economico) quest'ultimo svolge in sede centrale riguardo il conferimento dei titoli e la contestuale approvazione dei relativi programmi di lavoro, le proroghe dei titoli, le variazioni dei programmi di lavoro ed eventuali revoche dei titoli. Le funzioni amministrative di polizia mineraria svolte dallUNMIG in sede periferica riguardano invece le autorizzazioni operative per i singoli lavori che sostanzialmente possono essere : le prospezioni geofisiche, la perforazione di pozzi e la costruzione di impianti destinati alla produzione, al trasporto, alla raccolta ed a trattamento degli idrocarburi nonch la sistemazione finale delle aree di cantiere quando cessa lattivit estrattiva. la Regione si esprime entro il termine di 15 giorni dalla conclusione della procedura di VIA per quest'ultima i tempi sono: massimo di 60 giorni per lo screening, massimo di 150 giorni per la procedura di VIA, con possibilit di proroga, nei casi pi rilevanti, di ulteriori 90 giorni(tot. 315gg), effettuata dalla stessa Regione se prevista dalla normativa( in mare non prevista, la competenza per la VIA del Ministero dell'ambiente se in acque territoriali) Superato il termine di 15 giorni il MAP convoca una Conferenza di servizi ai sensi della legge n. 241/1990. Chi finanzia le societ Petrolifere : La BEI Banca Europea degli Investimenti)nasce con il trattato di Roma1957. Oggi gli
azionisti sono i 27 Stati membri dell'Unione europea. La Banca guidata da un consiglio dei governatori, composto dai 27 ministri delle finanze. Dotata di personalit giuridica e di autonomia finanziaria, la Banca concede finanziamenti a lungo termine per la realizzazione di progetti concreti di cui sia garantita l'attuabilit sotto il profilo economico, tecnico, finanziario e della tutela ambientale. La BEI concede prestiti attingendo essenzialmente a risorse raccolte sui mercati dei capitali, alle quali si aggiungono i capitali forniti dagli azionisti- noi-. Dimenticando i fini per cui nata e naturalmente la Convenzione Quadro sui Mutamenti Climatici ed il suo Protocollo attuativo di Kyoto sulla riduzione delle emissioni, e le normative comunitarie in materia ambientale (ET); la BEI finanzia secondo i rapporti annuali della stessa dal 1996 /2000 ben 2.369,7 milioni di Euro (di cui pi di un quarto sono andati in VaI d' Agri), sono stati spesi in Italia per l'incremento di produzione di energia proveniente da fonti non rinnovabili quali il petrolio e il gas naturale (37,5%) mentre solo 237 milioni sono stati spesi per la produzione da fonti rinnovabili quali l'idroelettrico e l'energia eolica( 1,8% ) - la motivazione : creazionie di posti di lavoro, infatti in Val D'Agri
vedi Toscana con European Gas Limited, societ quotata sulla borsa australiana, non reperibile lindirizzo a Londra, segreteria telefonica di facciata a Parigi, registrata presso la Camera di Commercio in Australia, costituita da tre australiani e 20 fondi dinvestimento, prevalentemente angloamericani
la gente torna ad emigrare-. In Germania, grazie agli investimenti sulle energie rinnovabili, si calcolano 249.000 addetti-posti di lavoro- dal 2.000 ad oggi, senza gli spaventosi costi ambientali del comparto idrocarburi sulle collettivit. Fondi di investimento-le nostre pensioni-, paghiamo finanziamo sempre noi per avere in cambio le devastazioni che in seguito dovremo risanare, e comunque i prezzi del carburante sempre altissimi. Le agenzie di credito allesportazione, come litaliana SACE. Le agenzie di credito allesportazione sono agenzie o istituti pubblici, che prestano o assicurano le operazioni delle imprese private nazionali nel Sud del mondo. Secondo la rete Eca Watch, le agenzie di credito allesportazione sono la maggiore fonte di sostegno pubblico allo sviluppo del settore estrattivo: tra il 1994 e il 1999 le Ecas hanno destinato complessivamente pi di 40 miliardi di dollari in prestiti e garanzie per lo sviluppo di progetti estrattivi (combustibili fossili e minerario) e infrastrutturali, senza chiedere il rispetto di nessuno standard ambientale di base-vedi dossier CRBM(campgna riforma banca mondiale) e Legambiente-.
ACQUA: Uno dei grossi inconvenienti della tecnica di estrazione di gas Coal Bed Methane, lenorme spreco di acqua, ma anche per il petrolio, nel progg. Ombrina si parla di un fabbisogno medio di acqua
dolce di 20 m3/giorno per il confezionamento del fango, un m3 equivale a1.000 litri. Un litro di olio fritto, inquina un milione di litri di acqua potabile-14 anni fabbisogno procapite-, quanto uno di Petrolio? attivissimo.blogspot.com/2008/04/un-litro-dolio-vegetale-inquina-un.html Leggi Una nebulosa avvolge tutto il comparto idrocarburi, proprio come galleggiare dentro un mare di nebbia, nonostante le piattaforme nella fase di trivellazione sversino in mare il 10% di petrolio, contro il 3% attribuito ad incidenti a navi cisterna . Convenzione di Barcellona, gi nel 76 con la Convenzione di Barcellona si lanciava un forte allarme. Tra i 6 protocolli che la compongono c' anche quello della ricerca in mare degli idrocarburi OFFSHORE PROTOCOLL ma la lobby petrolifera forte e il suddetto protocollo lascia molte scappatoie a attivit pericolose, inoltre mancano le ratifiche di un numero di Stati sufficienti a farlo entrare in forza.
Convenzione di Montego Bay del 1982 (recepita in Italia con legge 2 dicembre 1994 n. 689) costituisce la normativa quadro in cui andranno ad inserirsi le discipline di settore contenute nelle varie convenzioni settoriali e regionali; introduce disposizioni di carattere generale valide come linee guida in tema di protezione dellambiente marino, peccato che tra le cause di inquinamento non viene menzionata la ricerca di idrocarburi in mare in maniera diretta ma rimanda - art. 208 della C.M.B.- gli Stati rivieraschi .
Convenzione internazionale Londra il 30 novembre 1990 sulla preparazione, la lotta e la cooperazione in materia di inquinamento da idrocarburi ratificata in Italia il 15 dicembre 1998, n. 464 che di fatto tratta di misure piani di emergenza e provvedimenti da adottare nel ricevere un rapporto di inquinamento da idrocarburi
Convenzione Marpol 73/78 Sostanze inquinanti, Scarico, Nave niente piattaforme; Direttiva 2005/C 25E/03 la possibilit di procedere ad ispezione ai sensi del diritto nazionale presso i cui porti o terminali off-shore stazioni una nave sospetta di effettuare lo scarico di sostanze inquinanti e sistema sanzionatorio sull'inquinamento provocato- sempre navi e non Piattaformen. 2850/2000/CE che istituisce un quadro comunitariocooperazionescambiare mezzi ed attrezzature, informazioni, esperienze e conoscenze di settore, per intervenire in maniera sinergica sulle cosiddette maree nere- per il dopo disastro-.
Convenzione internazionale sulla responsabilit civile per i danni derivanti da inquinamento da idrocarburi
Conclusa a Bruxelles il 29 novembre 1969 Approvata dallAssemblea federale il 20 marzo 19873 Raticata dalla Svizzera con strumento depositato il 15 dicembre 1987 Entrata in vigore per la Svizzera il 14 marzo 1988 Riguarda i danni causati dallinquinamento derivante dalla fuga e dallo scarico di idrocarburi dalle navi, ci hanno messo 10 anni, ma anche qui niente sulle perforazioni e gli incidenti annessi o i rilasci.
Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152("Norme in materia ambientale") per quanto riguarda la valutazione ambientale strategica (VAS), l'autorizzazione ambientale integrata (IPPC) non contemplata se non per la pesca, sbalorditivo! Quindi Il carattere cumulativo con le stesse e altre attivit non contemplato, anche se in contrasto con le direttive 2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2001, poich concerne la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente, quindi nel nostro caso basta spezzettare e non fare programmi. La VIA si autocertifica, per Ombrina Mare 2 la Indipendent Pi s.r.l. che presenta istanza di pronuncia di compatibilit ambientale, una societ a responsabilit limitata con un nome consolatorio, il Ministero controlla solo se fatta bene , infatti sembrano fatte con lo stampino, Sicilia o Abruzzo anche se nella fase decrittiva del territorio varia, per il resto tutto uguale . Potremmo appellarci all'art.301(principio i Precauzione)in applicazione art.174 paragrafo 2 del Trattato CE, in caso di pericoli, anche solo potenziali, per la salute umana e per l'ambiente, deve essere assicurato un alto livello di protezione. Oppure nella parte terza della 152, la difesa del suolo e la lotta alla desertificazione, la tutela delle acque dall'inquinamento e la gestione delle risorse idriche, qualora le perforazioni intercettassero una falda acquifera, oppure ne facessero uso senza previa richiesta concessione (ma chi fa questo controllo capillare?).
http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/06152dl5.htm#267
Dlgs 334/99.. prevenire gli incidenti rilevanti connessi a determinate sostanze pericolose e a limitarne le conseguenze per l'uomo e per l'ambiente. sono esclusi : Art. 4 Esclusioni: e) l'attivit delle industrie estrattive di cui al decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 624
Direttiva 2000/60 quadro di azione comunitaria in materia di acque dove l'Italia gi in netto ritardo a 8 anni dalla sua creazione , comunque si parla di fiumi, pesca ecc, ma delle attivit estrattive in mare neanche l'ombra tant' che in mare protegge solo le acque costiere > : le acque superficiali situate all'interno rispetto a una retta immaginaria distante, in ogni suo punto un miglio nautico sul lato esterno dal punto pi vicino della linea di base che serve da riferimento per definire il limite esterno delle acque di transizione -Estuario: area
di transizione alla foce di un ume i cui limiti esterni verso il mare saranno deniti da DM, nel transitorio 500 m linea costa ma il Decreto Ministeriale 2 maggio 2006 attinente non valido, poich non sottoposto alla Corte dei Conti c'era il Min. Matteoli -
CONVENZIONE EUROPEA DEL PAESAGGIO4 nonostante la regione Abruzzo sia tra i
preambolo Consapevoli del fatto che il paesaggio coopera all'elaborazione delle culture locali e rappresenta una componente fondamentale del patrimonio culturale e naturale dell'Europa, contribuendo cos al benessere e alla soddisfazione degli esseri umani e al consolidamento dell'identit europea...costituisce una risorsa favorevole all'attivit economica, e che, se salvaguardato, gestito e pianificato in modo adeguato, pu contribuire alla creazione di posti di lavoro
membri fondatori della rete degli enti locali e regionali per l'attuazione della Convenzione Europea del Paesaggio( forse per fare gitarelle all'assessore di turno), e lo schema integrativo del 6/3/08 al codice dei beni culturali e del paesaggio italiano: Dlgs 22 gennaio 2004, pare che le piattaforme siano trasparenti, - da noi sono tra 2 riserve, dove il paesaggio ancor pi dovrebbe essere tutelato, forse a Porto Cervo funzioner o a Porto Fino-.
Legge 9 gennaio 1991, n. 9 (S. O. alla GU 16 gennaio 1991, n. 13). Norme per l'attuazione del nuovo Piano Energetico Nazionale: Art. 6. (Conferimento del permesso di ricerca, sue dimensioni e durata) comma 11. Ove sussistano gravi motivi attinenti al pregiudizio di situazioni di particolare valore ambientale(vedi comma 13) o archeologico-monumentale(in mare?), il permesso di ricerca pu essere revocato, anche su istanza di pubbliche amministrazioni o di associazioni di cittadini ai sensi dell'articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241. comma n13. Sono sospesi i permessi di ricerca nelle zone dichiarate parco nazionale o riserva marina. Art. 8. (Programma unitario di lavoro) comma 3 La mancata esecuzione, totale o parziale del programma unitario di lavoro comporta la decadenza da tutti i permessi cui il programma stesso si riferisce.
Leggi Concessioni Idrocarburi Con il decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625 il Governo ha dato attuazione alla delega conferitagli dallart. 50 della legge comunitaria per il 1994 per il recepimento della direttiva 94/22/CEE relativa alle condizioni di rilascio e di eser cizio dei permessi di prospezione e di ricerca e delle concessioni di coltivazione e stoccaggio di idrocarburi. La durata delle concessioni di coltivazione e stoccaggio stata ridotta da trentanni a ventanni. La proroga dei permessi, consentita se si sia realizzato interamente il programma di lavori approvato allatto del conferimento del primo permesso e non dunque rimessa allapprezzamento discrezionale del Ministero dellindustria, oggi Attivit Produttive. Cessazione del regime di esclusiva previsto a favore dellEnte nazionale idrocarburi S.p.A.dallart. 2 della legge n. 136 del 1953 Art. 18(Armonizzazione delle disposizioni sui canoni)
.... nella terraferma, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale italiana, sono cosi determinati:a) permesso di prospezione: 5000 lire per chilometro quadrato;b) permesso di ricerca: 10000 lire per chilometro quadrato;c) permesso di ricerca in prima proroga: 20000 lire per chilometro quadrato;d) permesso di ricerca in seconda proroga: 40000 lire per chilometro quadrato; e) concessione di coltivazione: 80000 lire per chilometro quadrato;f) concessione di coltivazione in proroga: 120000 lire per chilometro quadrato;g) concessione di stoccaggio insistente sulla relativa concessione di coltivazione: 20000 lire per chilometro quadrato;h) concessione di stoccaggio in assenza di relativa concessione di coltivazione: 80000 lire per chilometro quadrato. Art.19(Armonizzazione della disciplina sulle aliquote di prodotto della coltivazione) 1. Per le produzioni ottenute a decorrere dal 1o gennaio 1997, il titolare di ciascuna concessione di coltivazione e' tenuto a corrispondere annualmente allo Stato il valore di un'aliquota del prodotto della coltivazione pari al 7% della quantita' di idrocarburi liquidi e gassosi estratti in terraferma, e al 7% della quantita' di idrocarburi gassosi e al 4% della quantita' di idrocarburi liquidi estratti in mare. 2. L'aliquota non e' dovuta per le produzioni disperse, bruciate, impiegate nelle operazioni di cantiere o nelle operazioni di campo oppure reimmesse in giacimento. Nessuna aliquota e' dovuta per le produzioni ottenute durante prove di produzione effettuate in regime di permesso di ricerca, infatti in Val D'Agri si estrae da '91 con danni ambientali da tale data, ma per anni nessuna roialty.Per ciascuna concessione sono esenti dal pagamento dell'aliquota, al netto delle produzioni di cui al comma 2, i primi 20 milioni di Smc di gas e 20000 tonnellate di olio prodotti annualmente in terraferma, e i primi 50 milioni di Smc di gas e 50000 tonnellate di olio prodotti annualmente in mare. Art. 20(Destinazione delle aliquote alle regioni a statuto ordinario)
Per le produzioni ottenute a decorrere dal 1o gennaio 1997 per ciascuna concessione di coltivazione situata in terraferma il valore dell'aliquota calcolato in base all'articolo 19 e' corrisposto per il 55% alla regione a statuto ordinario e per il 15% ai comuni interessatiart: 22 aliquote mare Per le produzioni ottenute a decorrere dal 1o gennaio 1997, l'aliquota in valore di cui all'articolo 19, quando e' relativa a un giacimento situato in tutto o prevalentemente nel sottofondo del mare territoriale e' per il 55% corrisposta alla regione adiacente. Decreto Legislativo n. 112 del 31 marzo del 1998, che ssa i criteri dattuazione della famosa Legge Bassanini 59/97 sul decentramento amministrativo. Con lemanazione di questa legge vi uno spostamento di competenze, dallo Stato alle Regioni, per le autorizzazioni sulla coltivazione, lo stoccaggio di idrocarburi, e per tutti gli adempimenti relativi alla VIA per le diverse attivit in terra ferma.
Chi paga se c' inquinamento? Direttiva 2004/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, sulla responsabilit ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale, che, in vista di questa finalit, istituisce un quadro per la responsabilit ambientale basato sul principio chi inquina paga; in Italia, considerando la devoluzione dei poteri, saranno la Regione e i Comuni a controllare e a valutare il danno ambientale da mettere a carico alle aziende, ma se l'industria ha ottenuto i permessi a distruggere, la Direttiva ha poco valore; e poi con i mezzi economici che queste societ hanno disposizione, ammesso che i nostri amministratori locali siano di onest illuminata, con quali mezzi e soldi possono attuare controlli efficienti, visto lo stato di degrado e abbandono di quello che sono oggi i beni comuni ?
Alcuni disastri :
Piper Alpha - Regno Unito 1988 - esplosione di piattaforma marina: 167 morti Alexander Kielland - Norvegia 1980 - rovesciamento di piattaforma petrolifera: 123 morti Seacrest Drillship - Thailandia 1989 - affondamento di nave petrolifera nei pressi di piattaforma marina: 91 morti Ocean Ranger - Oceano Atlantico 1982 - rovesciamento di piattaforma marina: 84 morti Glomar Java Sea Drillship - Cina 1983 - affondamento di piattaforma durante tempesta marina: 81 morti Bohai 2 Cina 1979 - rovesciamento di piattaforma durante tempesta marina: 72 morti Brent Field Chinook Helicopter - Mare del Nord 1986 -scontro di elicotteri e piattaforme marine: 45 morti Enchova Central - Brasile 1988 - scoppio di pozzo petrolifero marino: 42 morti C. P. Baker Drilling Barge - Golfo del Messico 1964 - Scoppio di pozzo petrolifero marino: 22 morti Mumbai (Bombay) High North - Oceano Indiano 2005 - scontro fra petroliera e piattaforma marina: 22 morti Usumacinta - Golfo del Messico 2007 - Scoppio di pozzo petrolifero marino: 22 morti
Mare Adriatico:Mare che ha la pi alta presenza di Piattaforme ed il mare che fornisce pi della met del pescato nazionale non si pu dimenticare il continuo rilascio in mare di petrolio dalle piattaforme petrolifere del Mare del Nord: solo nel 1995 se ne sono contati 264 globalmente Il 10% di inquinamento da idrocarburi dovuto alle piattaforme offshore sia nella fase esporativa che in quella estrattiva, dove queste hanno una certa concentrazione come la Norvegia
arrivano al 33%, le petroliere il 3%. Il petrolio, inoltre, contribuisce per circa il 45% all'alterazione del clima globale Il Mediterraneo - una volta il pi bel mare del mondo -
rappresenta soltanto lo 0,7% della superficie marina mondiale e vede concentrato circa il 20% di tutto il traffico petroliero marittimo, invece di preoccuparsene, diventa l'Eldorado di societ petrolifere:
il mare con il pi alto inquinamento da petrolio. E' attraversato ogni anno da 350 milioni di tonnellate di questo combustibile fossile; tra incidenti e sversamenti <<accidentali>> ma in realt di routine nelle varie operazioni di trasporto, ogni anno finiscono in questo mare chiuso 635.000 tonnellate di idrocarburi. Che insieme alle altre forme di <<aggressione ambientale>> - scarichi industriali, eccesso di pesca, inquinamento dei fiumi che ci finiscono - contribuisce sensibilmente a un lento ma inevitabile declino. Il Mediterraneo un mare chiuso, con due sole porte (Gibilterra ed il canale di Suez), oltre quella dei Dardanelli sul Mar Nero, quest'ultimo sta morendo per effetto dell' inquinamento proveniente da parte dell'Asia e dell'Europa (fiumi Dnieper, Dniester, Don, Danubio) e chiaramente influir negativamente sul Mare Nostrum. Il tempo di rinnovamento della massa d'acqua del Mediterraneo stimato in circa 80 anni.
l'Abruzzo malgrado negli ultimi decenni avesse puntato su di uno sviluppo che oggi potremmo definire avveniristico dovr suo malgrado fare i conti con il petrolio?
consapevoli che chi di fatto dovrebbe darle, non legger neanche queste, poich le tematiche ambientali oggi pi che mai sono e saranno la cartina tornasole dello stato reale della democrazia e di un futuro improntato sulla libera circolazione delle conoscenze, che si contrapporranno inevitabilmente contro i grandi monopoli e quindi i grandi centri di potere, che sono poi i grandi inquinatori.
Capacit strategica di mettere in rete l'innovazione tecnologica riguardo le fonti rinnovabili e non, nella prima fase di transizione; oggi finalmente le Fonti Energetiche Rinnovabili (FER) stanno vivendo una stagione di grande sviluppo a livello mondiale, assumendo un peso sempre pi rilevante nella bilancia energetica. Gli investimenti nella ricerca e nell'innovazione tecnologica, la diffusione e la sperimentazione in diversi Paesi hanno permesso di realizzare una crescita di potenza e efficienza degli impianti impensabile solo dieci anni fa. Questi processi hanno favorito negli ultimi anni la creazione di decine di migliaia di nuovi posti di lavoro allinterno di un sistema industriale allavanguardia. Riduzione dei consumi rendendo pi efficienti i complessi industriali, le abitazioni e i nostri stili di vita. Eolico, impianti che sfruttano l'energia del vento per produrre elettricit. Sono costituiti da aerogeneratori che trasformano l'energia cinetica del vento in energia meccanica e infine questultima in energia elettrica, da impiantare in luoghi che non rappresentino zone strategiche di passaggio per uccelli e animali sensibili, o in paesaggi pregiati, Mini Eolico, aerogeneratori di altezza e potenza ridotte (10-20 metri, e anche meno), in grado di servire utenze diffuse (aziende agricole, imprese artigianali, utenze domestiche, ecc.) e risultare integrati in paesaggi agricoli. Solare Termico, Sono gli impianti pi diffusi sui tetti degli edifici italiani. Essi utilizzano la radiazione solare per riscaldare acqua, per usi sanitari e per il riscaldamento degli ambienti, attraverso un collettore (pannello) solare. La tecnologia matura ed affidabile, con impianti che hanno una vita media di 25 anni, e tempi di ritorno dell'investimento che possono essere molto brevi. Solare Fotovoltaico, E' la tecnologia che converte direttamente l'irradiazione solare in energia elettrica. I pannelli sono composti da unit di base, le celle fotovoltaiche, che
praticamente si comportano come delle minuscole batterie in seguito allirraggiamento solare. Biomasse, La biomassa utilizzabile ai fini energetici consiste in tutti quei materiali organici che possono essere utilizzati direttamente come combustibili o trasformati in combustibili liquidi o gassosi, negli impianti di conversione, per un pi comodo e vasto utilizzo, sfruttando in primis gli scarti di produzione agricola e altro, cercando di non alterare gli equilibri ecosistemici con monoculture incontrollate, e rispettando il diritto alla sovranit alimentare delle nazioni, tanto pi quelle dei paesi pi deboli . La Geotermia, L'energia geotermica una forma di energia che utilizza le sorgenti di calore, che provengono dalle zone pi interne della Terra, nel sottosuolo. Geotermia a bassa temperatura, Esistono anche tecnologie (le pompe di calore a sonda geotermica) in grado di sfruttare lenergia latente del suolo, in questo caso si parla di geotermia a bassa temperatura. Queste pompe sono dei sistemi elettrici di riscaldamento (e anche raffrescamento) che traggono vantaggio dalla temperatura relativamente costante del suolo durante tutto l'arco dell'anno e possono essere applicati ad una vasta gamma di costruzioni, in qualsiasi luogo del mondo. Il Mini-Idroelettrico, Con mini-idroelettrico ci si riferisce abitualmente ad impianti idroelettrici di potenza inferiore a 10 MW, di ridotta dimensione e con un basso impatto ambientale. L'energia viene ottenuta attraverso impianti idraulici che sfruttano la portata dell'acqua per muovere le turbine. Cambiare il modello di sviluppo promuovendo la partecipazione delle persone nelle scelte che riguardano lambiente, le infrastrutture, i beni comuni, incentivando pratiche produttive, industriali ed agronomiche, rispettose dellambiente, orientate verso obiettivi di qualit, verso il benessere delle persone e delle comunit. questa una prospettiva a cui il mondo della produzione pu dare un grande contributo per un nuovo modo di produrre e per rendere il Paese pi competitivo, capace di rilanciare loccupazione, di garantire la coesione sociale, di migliorare le relazioni tra tutte le donne e gli uomini, di avere paesi e citt meno inquinati e un Italia sempre pi bella. Investiamo sulle conoscenze, un mare pieno di vita. Diamo ai nostri giovani un domani su cui puntare, crescere, sognare.
Dati dell'OMS : l'inquinamento la prima causa di morte nel pianeta. Quindi con questi dati, restringendo il campo: il petrolio, tra guerre in suo nome -quindi eccidi indiscriminati e disastri ambientali di vasta portata-, e l'impatto sugli ecosistemi, o non la prima causa di morte nel pianeta.
Fabrizia A. bibliog.: dott.sa Maria Rita D'Orsogna, dott.sa Nicoletta Forcheri, Prof. Francesco Ciavola , Dott.
Nunzio Di Biase, Greenpeace, UNEP, Legambiente, WWF, Ing. Philippe Pallas Consulente delle Nazioni Unite, UNIMING, Assomineraria, OMS, VIA Ombrina Mare 2.
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References: art. 3
 art. 2
 Art. 3
 art. 33
 art. 19
 art. 208
 art.174
 Art. 4
 Art. 6
 Art. 8
 Art. 18
 Art.19
 Art. 20