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Timestamp: 2020-05-27 02:26:09+00:00

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Citations - Activités
Ornamentazione nella pratica Italiana
Charles Burney, Viaggio musicale in Italia, 1770
Un Adagio in una brano o in un solo generalmente è poco più che un un un'idea, colorata secondo le abilità dell'esecutore.
Ornamentazione, Cap. V, parte terza, in orchestra
Louis Spohr, Violinschule, 1832
Altri precetti pel suonatore in orchestra sono: di astenersi dall'aggiungere alla sua parte qualunque arbitrario abbellimento, che non servirebbe che a sconcertar l'insieme. [...]
Dopochè l'orchestra sia ben accordata, facciasi per alcuni momenti general silenzio, così l'entrare di tutti al principio d'un pezzo musicale sarà di maggior effetto. Non si frastuoni l'udito deggli spettatori con inutili preludi, cosa alla quale vanno soggetti tanti suonatori.
Ornamentazione, Cap. XIII, parte seconda
Gli abbellimenti servono a ravvivare la melodia e procurano ciò che si domanda estressione.
Anticamente usavasi da chi componeva, di scrivere senza alcun abbellimento, lasciando ciò in balia dell'esecutore, per cui nacquero molte sorte d'ornamenti, che consecutivamente ricevettero diversi nomi. L'abuso che alcuni fecero di tali abbellimenti si rese dannoso alle Composizioni e determinò i compositori a scrivere quelli abbellimenti che convenivansi ad un dato pezzo musicale.
Ornamentazione, Art. 269
Francesco Galeazzi, Elementi di Musica, 1817
Scrivesi la Musica in un modo pur troppo sì complicato, e confuso, che non permette di notare tutto ciò appuntino, che gli sta in mente, e deve necessariamente per non rendere ineseguibili le sua carte, lasciar molto all'arbitrio dell'esecutore; tocca dunque a questi il supplire di suo capriccio, a quantonon ha espresso il Compositore; richiedesi però a questo effetto l'arte la più fina, il più savio discernimento, e qui principalmente campeggia il suo buono, e cattivo gusto, in una parola il suo genio Musicale. Le regole generali sono di non coprire, ed opprimere con troppi ornamenti la melodia principale, e molto meno alterarla, e presentarla sotto un aspetto affatto diverso da quello, che ha voluto il Compositore; deve l'ornamento aiutare l'espressione del principal sentimento, non guastarlo; onde il più valente esecutoreè quello, che più sa entrare nella mente della composizione che deve eseguire, accrescerne l'energia, unire il proprio sentimento a quello del suo Autore, acciò ne risulti un tutto perfetto, come se fosse parto di una stessa mente.
Ornamentazione, Art. 303 Rubato
E' lecito nel diminuire il rubbare un pò di valore da una nota, e trasferirlo ad un'altra, anzi è artificio lodevole (se non se ne faccia abuso) il fare certe stirature di tempo, purchè alla fine il tutto si rimetta, e si pareggi al giusto valore: ciò dicesi da' pratici Sincopare, o suonare a Contrattempo, ed è una della più belle risorse dall'espressione (usandone sempre con moderazione)
Ornamentazione, Cap. 17
Pierre Baillot, L'art du violon, 1834
The primary value of simplicity is to bring out unity, that attribute of the truly beautiful. These two things come together to captivate the interest of admiration by fixing all the faculties of the soul on the subject's character at the same time. But simplicity does not always exclude ornamentation: expression can be embellished by graces, provided that it is never eclipsed by them.
Imagination invents ornamentation; good taste gives it variety, individuality, and its appropriate place. Taste determines where to allow it, how to choose it, and often where it must be excluded, for it is not sufficient for ornamentation to be graceful and florid. It is essential, above all, that it not be used where inappropriate.
Composers have notated their music in two different ways: although Corelli and Tartini, the first two who wrote music for the violin, wrote out their fugues and their fast movements as they should be performed (with the exception of nuances and accents), they wrote only the canvas for their Adagios; the proof can be seen in certain old editions of their sonatas, in which the ornamented melody can be found below the simple melody.
But toward the end of the last century, Haydn , Mozart, and later Beethoven indicated their intentions by notating melodies as they wanted them played, at least with respect to the notes, and, in general, leaving almost nothing in this regard, to the choice of the performer. Little by little, this usage has spread, and for the past few years, composers have sought to omit nothing that can render their thought more precisely. They have notated not only ornamentation, but nuances, fingerings, bow strokes, and character-all the principal elements of accent.
It is up to the performer to recognize what type of notation is used in the music he is playing, so that he can comply with its requirements. This is not as easy to discern as one might believe, if we consider that the manner of writing everything clearly came about only gradually; we find many pieces of music in which the ornamentation and agréments of the melody are only barely noted, or placed in some principal passages, as though to alert the performer that he can give free reign to his imagination.
A Summary of Ornamentation:
1. Use ornamentation appropriately, that is to say when it is required.
2. Use it in a manner befitting the subject.
3. Do not use too much or too little
4. Do not use it at all when the subject precludes it s use.
Ornamentazione, Art. 300 studio dell'Armonia
Deve dunque chi vuole azzardarzi a diminuire e a rivestire le più semplici melodie, studiar l'Armonia; senza di tale necessarissimo aiuto ei non farà mai cosa di buono. Non è necessario che egli sia compositore (sebbene sarebbe il massimo de' vantaggi l'esserlo) ma deve almen sapere le leggi del Basso fondamentale...
Ornamentazione, Art. 317 Regola I in orchestra
In orchestra si suoni liscio, senza ornamento alcuno, se non è scritto, nè si faccia neppure una semplice Appoggiatura, se ella non è dal Compositore stata notata.
Ornamentazione, Art. 304 variazione nella ripetizione
Quando un passo in una composizione è più volte replicato, è bene variarlo sempre nella diminuzione: in tal caso si fa la prima volta molto semplice, e si viene aggiungendo ad ogni replice qualche cosa, passando sempre dal più semplice al più composto, finchè vi sono repliche.
Test citazione
Citazone di test
Ornamentazione, Art. 299 Espressione
Non è già più valente, e bravo Suonatore quello che fa più note, che più riempie, diminuisce, e sfioretta come si suol dire, opprimendo la cantilena, e riempiendola di inutili note, anzi è bene spesso il più sciocco, il più inabile quello che così opera, e che a forza vuola da pertutto infrascare del suo, a costo d'uscir d'armonia, e far delle note dal basso rigettate, e che talvolta non conservan neppure la formazione del tono; come pur troppo odesi tutto il giorno fare a tanti, che non sanno come fare a tutti conoscere il loro cattivo gusto, e si sforzano di comparir ignoranti, e princi pianti, volendo esser tenuti per gran Professori. Il più eccellente suonatore aggiunge non molte note, ma quelle poche non le azzarda se non è certo, che il Basso le possa reggere, giacché egli deve intendere tutte le leggi della Armonia; cerca, poi soprattutto aggiugerle con gusto, con discernimento, prendendo sempre di mira di non coprire, ed occultare la melodia principale, ma anzi ravvivarla, e rinforzarla; cerca di ornarla, non soffocarla, e concorre in una parola col Compositore a produrre il prostosi effetto.
Ornamentazione, Art. 354 Cadenze e capricci
Sarebbe qui il luogo di dire due parlode dé Capricci, o Cadenze, che, ne' Concerti si praticano. Se l'Armonia è un linguaggio in vero, ma sì debole, e snervato, che non fa ventura, o almen ben poca impressione nell'uditorio, onde inferir possiamo, che coloro che fanno lunghe cadenze, o Capricci a solo, e senz'alcun accompagnamento danno prova del loro cattivo gusto, e la fantasia del Suonatore, ma al presente, che s'infrascano ne' Concerti tante comuni, riprese, fermate e che so io? Le Cadenze sono quasi inutili. Ho io composti, ed al Pubblico suonati de' concerti senza candenza di sorta alcuna, ed hanno avuto un ottimo successo; ciò deve ognuno incoraggiare ad abolire questa, direi quasi, Gotica usanza, o almeno a parcamente usarne: farla per esempio al più in fine di un primo allegro, ed in tal caso corta, anzi cortissima: praticarvi corde doppie, ed Arpeggi, e soprattutto farla estemporaneamente, e all'improvviso, mentre non vi è cosa più cattiva, che una cadenza studiata, ed è assolutamente pessima, ed insoffribile, se fatta sia, o scritta a rigor di battuta, come alcuni Maestri, Cantanti, e Suonatori privi di ogni buon gusto pur troppo van talora praticando (Vi sono de' primi Maestri di Teatro, che han fatte delle Cadenze scritte, tra una voce v.g. ed un instromento obbligato, ma benchè gli uomini grandi siano rispettabili per fino ne' loro errori, non bisogna dimenticarsi, che questi sono errori). Ma non è soprattutto da omettere quanto saggiamente dal Sig. Gianbattista Mancini ci viene avvertito, nella sua altrove lodata Opera parlando delle Cadenze, ciè, che il bravo esecutore, è quello il quale saprà prendere dal motivo, o dal corpo della Composizione quel tal passo, che frammischiato con giudizio più si accorderà col resto di sua invenzione, mentre è certo, che la Cadenza deve esser dello stesso stile, e senso della Composizione, e formare con essa un tutto unito, e di una sola idea.
Diciamo ancora qui due parole de' Capricci che si fanno prima di cominciare a suonare un pezzo di Musica: il bravo Professore trovandosi in compagnia deve pochissimo scapricciare, anzi trovandosi a suonare in camera in luoghi di soggezione deve semplicemente accordare il proprio stromento, le lasciarlo così, e soltanto nel momento che si sta per cominciare gli sarà lecito di fare una brevissima toccata sulle corde principali del tono in cui dee suonare, e poi fermarsi alcun poco prima di cominciare, ed aver l'occhio allora, che tutti siano all'ordine per entrare assieme.
Ornamentazione, definizione di "cadenza"
Castil Blaze, Dictionnaire de musique moderne, 1825
The organ piont, properly called, is what is performed above the dominant, and which is given a certain development. It is also called a cadenza, because it is played on the first note of a final cadence, and can also be called arbitrio because of the freedom allowed the performer to give his ideas free run and to follow his own taste.
(Cit. from Baillot's method Art du Violon)
Ornamentazione, definizione di "preludio"
Prelude is a melodic passage which moves throughnthe principal chords of the key in order to introduce the key, to command silence, to verify that the instrument is in tune, and to prepare the ear for what one is going to play.
all preludio classico buon gusto orchestra Francia improvvisazione basso armonia capriccio Germania canovaccio fermata variazione compositore Inghilterra Italia cadenza tempo rubato

References: Art. 269
 Art. 303
 Art. 300
 Art. 317
 Art. 304
 Art. 299
 Art. 354
in fine