Source: https://www.amministrazionidicondominio.com/blog-del-condominio/il-marciapiede-del-condominio-o-del-demanio-statale
Timestamp: 2019-04-22 23:05:42+00:00

Document:
Il Marciapiede: del Condominio o del Demanio Statale?
Una signora convenne in giudizio davanti al Tribunale un Condominio, chiedendo che fosse condannato al risarcimento dei danni da lei sofferti a causa di “una caduta su di un marciapiede asseritamente di proprietà del Condominio”.
Il condominio non si difendeva in giudizio e rimaneva contumace ed il Tribunale accoglieva la prova per testi ed per consulente tecnico d’ufficio, la domanda di condanna avverso il Condominio al risarcimento dei danni liquidati in euro 14.429,63, con rivalutazione, interessi ed il carico delle spese.
Il condominio proponeva appello in Corte d'appello; perdendo con sentenza del 10 marzo 2016.
La corte d’appello asserisce che “il marciapiede, pur non rientrando tra le parti comuni di un edificio ai sensi dell'art. 1117 cod. civ., può assumere natura condominiale in relazione alla sua destinazione e che comunque il Condominio, essendo rimasto contumace in primo grado, era decaduto dalla possibilità di eccepire il proprio difetto di legittimazione passiva sostanziale e, di conseguenza, l'assenza di ogni obbligo a suo carico di manutenzione del marciapiede”.
Contro la sentenza della Corte d'appello ricorre il Condominio in Cassazione che afferma, nella Sentenza Civile Ord. Sez. 6 Num. 30545 Anno 2017 “Le Sezioni Unite di questa Corte, con la sentenza 16 febbraio 2016, n. 2951, hanno stabilito, tra l'altro, che le contestazioni, da parte del convenuto, della titolarità del rapporto controverso dedotte dall'attore hanno natura di mere difese, proponibili in ogni fase del giudizio, senza che l'eventuale contumacia o tardiva costituzione assuma valore di non contestazione o alteri la ripartizione degli oneri probatori, ferme le eventuali preclusioni maturate per l'allegazione e la prova di fatti impeditivi, modificativi od estintivi della titolarità del diritto non rilevabili dagli atti. Nel caso in esame, l'obbligazione risarcitoria del Condominio, sia ai sensi dell'art. 2043 che dell'art. 2051 cod. civ., intanto può essere in astratto prospettabile in quanto risulti che lo stesso è titolare di un diritto di proprietà sul marciapiede dov'è avvenuto l'incidente, dovendosi altrimenti indirizzare la domanda risarcitoria nei confronti del Comune (come di regola avviene, v. la Sentenza 3 agosto 2005, n. 16226).”
Ne consegue che la titolarità di un diritto dominicale sul marciapiede teatro dell'incidente costituisce presupposto ineliminabile per raccoglimento della domanda della signora danneggiata, per cui la Corte d'appello non avrebbe dovuto affermare la tardività della contestazione in conseguenza della contumacia del Condominio in primo grado, non trattandosi di un'eccezione in senso stretto.
In altre parole: la signora danneggiata non avrebbe dovuto far causa al Condominio ma, bensì, al Comune, il quale è l’unico titolare del diritto di proprietà sulla strada.
La proprietà unica e non condivisa del Demanio Statale sulla strada è conclamato anche dalla Sentenza della Quarta Sezione Civile del Tribunale di Torino, che in data 5 dicembre 2012 che indica che il Decreto legislativo 285/1992 (Codice della Strada) definisce senza dubbio il concetto di strada pubblica e annovera i marciapiedi nella proprietà dello Stato (e non del Condominio).
L’articolo 3, numero 33, infatti, specifica che si intende per marciapiede “parte della strada, esterna alla carreggiata, rialzata o altrimenti delimitata e protetta, destinata ai pedoni”. Ed è quindi illegittimo che una semplice ordinanza comunale deroghi ad un decreto legislativo.
A contro prova si ha che quando un Condominio voglia effettuare degli interventi di manutenzione facciata su strada, il Comune possa richiedere l’occupazione di suolo pubblico.

References: sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza