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Timestamp: 2019-08-21 03:24:13+00:00

Document:
Camera dei deputati Dossier CU0231C [data]
Titolo: Norma in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonchè delega al Governo per incentivare qualità ed efficienza del sistema universitario - A.C. 3687 e abb.-A
Serie: Progetti di legge Numero: 387 Progressivo: 2
n. 387/2
Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico
e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare qualità
ed efficienza del sistema universitario
A.C. 3687 e abb.-A.
3687 e abb-A.
La VII Commissione ha esaminato il provvedimento nelle sedute del 15, 21, 22, 23, 28, 30 settembre, 5, 6, 7 ottobre, 19 novembre 2010, adottandolo come testo base il 22 settembre. Il 23 e 28 settembre 2010 ha svolto le audizioni informali di rappresentanti di CRUI, CUN, CNSU, CNVSU, CIVR, CNU, Confindustria, associazioni di docenti e ricercatori e di esperti.
I circa 600 emendamenti presentati sono stati esaminati dal 5 al 7 ottobre 2010. Tra le modifiche apportate, una diversa disciplina del regime di prorogatio e avvicendamento degli organi di governo dell’università (art. 2, c. 9-10-bis), il riconoscimento di alcuni titoli sportivi come crediti formativi (art. 14, c. 1), la nuova disciplina di alcuni aspetti del dottorato di ricerca (art. 17-bis), l’istituzione del Comitato nazionale dei garanti per la ricerca (art. 18-bis), una diversa disciplina del turn-over nelle università con riferimento alle percentuali previste, rispettivamente, per i professori e per i ricercatori (art. 25. c. 10-octies).A seguito del parere della V Commissione, reso il 19 novembre 2010, sono state, invece, soppresse ulteriori disposizioni concernenti, fra l’altro: l’istituzione di Fondo per il merito accademico destinato a finanziare la chiamata di 1500 professori di II fascia per ciascuno degli anni 2011-2016 e a valorizzare, nel triennio 2011-2013, il merito accademico di professori e ricercatori universitari inquadrati nella prima progressione economica (il primo aspetto è, peraltro, affrontato nel disegno di legge di stabilità approvato dalla Camera, in prima lettura, in pari data); la determinazione nel testo del provvedimento di un importo minimo degli assegni di ricerca; il trasferimento alle università statali, da parte dell’Agenzia del demanio, dei beni immobili già in uso alle medesime; l’esonero dalle tasse universitarie per alcune categorie di soggetti.
Il mandato al relatore a riferire favorevolmente all’Assemblea sul testo come modificato è stato conferito il 19 novembre 2010.
Il Comitato per la legislazione ha posto tre condizioni e varie osservazioni. Quanto alle condizioni,sono state recepitequelle relative all’art. 7, c. 1 (il Comitato aveva ravvisato la necessità di chiarire i rapporti tra la nuova disposizione e l’art. 17 del DPR 382/1980, che si intendeva derogare) e all’art. 25, c. 7 (relativa alla correttezza di un richiamo normativo).
L’ulteriore condizione posta dal Comitato sotto il profilo della chiarezza e della proprietà della formulazione, non recepita,attiene al coordinamentotra l’art. 2, c. 7, eil c. 9 dell’art. 6 della L. 168 del 1989,richiamato nel testo, al fine di chiarire se la nuova disposizione opera, sotto il profilo dei tempi per l’esercizio del controllo, come deroga una tantum alla disciplina ordinaria, oppure ne costituisca una modifica implicita che opera a regime.
Quanto alle osservazioni, sotto il profilo dell'efficacia del testo per la semplificazione e il riordinamento della legislazione vigente, il Comitato ha osservato che in varie disposizioni dovrebbe valutarsi se lo strumento normativo previsto sia congruo in relazione agli obiettivi che si intendono conseguire: al riguardo, sono state recepite le osservazioni del Comitato relative agli artt. 2, c. 1, lett. q), e 5, c. 7. Le ulteriori osservazioni attengono ai seguenti articoli: art. 4, ove la disciplina di attuazione del fondo per il merito è demandata ad un “decreto di natura non regolamentare”; art. 5, c. 3, lett. f), ove si indica tra i principi e criteri direttivi della delega al Governo la “revisione del trattamento economico dei ricercatori non confermati a tempo indeterminato”, mentre l’art. 8 demanda la revisione del trattamento economico dei professori e dei ricercatori a regolamenti di delegificazione; art. 5, c. 4 - che detta i principi e criteri direttivi per la delega finalizzata alla revisione della disciplina concernente la contabilità degli atenei - ove sembrerebbe, dal tenore letterale della disposizione, che al decreto legislativo sia demandata solo la previsione dell’introduzione di tale tipo di contabilità e l’estensione ai dipartimenti del sistema di tesoreria unica mista, ribadendo in sostanza quanto già previsto dalla norma di delega, poiché i principi contabili e gli schemi di bilancio sono stabiliti e aggiornati dal MIUR, di concerto con il MEF; inoltre, la lett. f) prevede, da un lato, la “introduzione del costo standard unitario di formazione per studente in corso” e dall’altro la “individuazione degli indici da utilizzare per la quantificazione del costo standard unitario”; art. 16, ove non sembrerebbe necessaria la delegificazione, potendosi avvalere di regolamenti attuativi, ai sensi dell’art. 17, c. 1, L. 400/1988; art. 5, ove dovrebbe valutarsi l’opportunità di espungere dai principi e criteri direttivi della delega la lett. m), relativa alla copertura degli oneri, in quanto la disposizione richiamata - art. 17, c. 2, L. 196/2009 - prevede una peculiare modalità di quantificazione e copertura degli oneri e non sembra quindi costituire un autonomo principio di delega; art. 8, ove dovrebbero essere esplicitate, ai sensi dell’art. 17, c. 2, L. 400/1988, le norme primarie per le quali si produce l’effetto abrogativo a seguito dell’entrata in vigore delle disposizioni regolamentari; inoltre, andrebbe precisato se l’effetto abrogativo del c. 2, che rimuove gli effetti negativi sul piano retributivo per coloro che non abbiano effettuato pubblicazioni scientifiche nel biennio precedente, operi immediatamente ovvero solo a seguito della vigenza della nuova disciplina. In relazione al medesimo art. 8, è stata recepita l’ulteriore indicazione del Comitato relativa all’eliminazione della parte finale del comma 4, trattandosi di previsione già contenuta nell’art. 17, c. 2, L. 400/1988.
Sotto il profilo della chiarezza e della proprietà della formulazione, le osservazioni delComitato sono state in larga parte recepite. Quelle cui non si è dato seguito riguardano:
- il c. 3 - concernente gli istituti di istruzione universitaria ad ordinamento speciale – nel quale dovrebbe specificarsi, in analogia con il c. 2, se si riferisce unicamente alle università statali, tenuto conto che tra gli istituti superiori ad ordinamento speciale figura anche l’università per stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria, che risulta essere non statale;
- il c. 5, nel quale andrebbe chiarito a chi spetti adottare, a regime, le eventuali modifiche successive dello statuto: la disciplina prevista si riferisce solo allo statuto adottato in sede di prima applicazione;
- l’art. 17, c. 1, lett. c), nel quale andrebbe valutata l’opportunità di chiarire se ci si intenda riferire a tutti i soggetti indicati nella lett. b) (inclusi, quindi, i professori universitari già in servizio), ovvero soltanto agli “studiosi”, come indicato nel testo.
La Commissione Affari costituzionali ha espresso parere favorevole con condizioni e osservazioni. Le condizioni - che non sono state recepite - attengono all’intesa della Conferenza Stato-regioni ai fini dell’adozione dei decreti previsti all’art. 4, c. 3, per la disciplina del Fondo per il merito (anziché soltanto “sentita” la stessa) e dello schema tipo delle convenzioni tra regioni e università previsto all’art. 6, c. 11. Le osservazioni attengono ai seguenti profili:
- All’art. 1, c. 2: occorre valutare, sotto il profilo della ragionevolezza, che i valori che si intendono tutelare siano tali da giustificare, in un’ottica di bilanciamento, il parziale sacrificio, per alcune università, dell’autonomia riconosciuta ad altre, nonché valutare l’opportunità di definire direttamente nella legge i criteri per l'ammissione alla sperimentazione e le modalità di verifica periodica dei risultati conseguiti, ovvero di demandare la loro definizione ad un apposito regolamento di attuazione della legge;
- occorre riformulare l’art. 6, c. 3, come novella all’art. 1, c. 11, L. 230/2005, prevedendo la retribuzione aggiuntiva e la conservazione del titolo di professore aggregato non solo a favore dei ricercatori, ma di tutti i soggetti ai quali è possibile, ai sensi del comma 11 citato, affidare corsi e moduli curriculari, ovvero prevedendo che corsi e moduli curricolari non possano essere affidati a soggetti diversi dai ricercatori;
- all’art. 14-bis, occorre chiarire se l’esonero dalle tasse universitarie è previsto per i soli dirigenti scolastici in possesso dei due titoli di studio previsti e valutare l’opportunità di estenderlo anche ad altre categorie professionali e di prevederlo anche nel caso del possesso, oltre alla laurea, di altri titoli di studio universitari; inoltre, al c. 2, occorre evitare di qualificare la copertura finanziaria della misura come “limite massimo” di spesa, atteso che la disposizione configura un diritto soggettivo;
- all’art. 17-bis, occorre adottare una migliore formulazione del c. 4, al fine di chiarire se la disposizione sia volta a limitare ad un anno il periodo di congedo straordinario cui hanno diritto i pubblici dipendenti iscritti a corsi di dottorato, ovvero a precisare che non hanno più diritto al congedo straordinario i pubblici dipendenti iscritti a corsi di dottorato che, dopo averne già usufruito per almeno un anno accademico, non abbiano poi conseguito il titolo;
- all’art. 20, c. 1, occorre valutare l’opportunità di eliminare il riferimento al requisito del reddito per l’attivazione di collaborazioni per l’insegnamento.
Le Commissioni II, III, VI, XI, XII e XIV hanno espresso parere favorevole, in qualche caso con alcune osservazioni. In particolare, la VI Commissione ha invitato a sopprimere il c. 2 dell’art. 3-bis, in quanto risulta sostanzialmente ripetitivo dell’art. 10, c. 1, lett. l-quater, del T.U. sulle imposte sui redditi. Con riferimento al c. 1 del medesimo articolo, la VI Commissione ha invitato, fra l’altro, a specificare se il trasferimento si riferisca solo ai beni del patrimonio dello Stato o anche ai beni del demanio statale, e a introdurre in ogni caso elementi di cautela per i beni del demanio artistico. Ulteriori osservazioni riguardano il Fondo per il merito. L’articolo 3-bis è stato poi soppresso a seguito del parere della V Commissione (v. infra).
La Commissione X ha espresso nulla osta.
La Commissione parlamentare per le questioni regionali ha espresso parere favorevole con condizioni e osservazione. Fra le condizioni, ha evidenziato la necessità che sia prevista la previa intesa in sede di Conferenza Stato-regioni sulle modalità di attuazione delle disposizioni contenute nel Titolo II del provvedimento - concernente la delega legislativa in materia di qualità ed efficienza del sistema universitario - e che siano previste forme di più stretta collaborazione tra le regioni e il sistema della ricerca. Con un’ulteriore condizione, riferita all’art. 1, c. 5, si evidenziava la necessità di prevedere una più accurata definizione del concetto di “università svantaggiate”: nel testo come modificato dalla VII Commissione l’aggettivo è stato soppresso.
Infine, la V Commissioneha espresso parere favorevole con una serie di condizioni volte a garantire il rispetto dell’art. 81, quarto comma, della Costituzione, nonché con ulteriori condizioni. Tutte le condizioni sono state recepite dalla VII Commissione.
File: CU0231c.doc

References: art. 4
 art. 5
 art. 5
 art. 16
 art. 5
 art. 17
 art. 8
 art. 8