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REGOLAMENTO ARMI ARIA COMPRESSA DEPOTENZIATE - Customairguns
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REGOLAMENTO ARMI ARIA COMPRESSA DEPOTENZIATE
Messaggioda suino66 » 19 giugno 2006, 13:02
Ritengo che sia di immensa utilità.
Ecco il regolamento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, relativo alla liberalizzazione delle armi ad aria compressa, con potenze inferiori a 7,5 J e ad avancarica.
Visto il regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive
modifiche e integrazioni, con il quale e' stato approvato il testo
unico delle leggi di pubblica sicurezza; Visto il regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, con il quale e' stato approvato il regolamento per l'esecuzione del citato testo unico; Vista la legge 23 febbraio 1960, n. 186, e successive modifiche e integrazioni, concernente modifiche al regio decreto luogotenenziale 30 dicembre 1923, n. 3152, sulla obbligatorieta' della punzonatura delle armi da fuoco portatili e successive modifiche ed integrazioni; Vista la legge 18 aprile 1975, n. 110, e successive modifiche e integrazioni, concernente norme integrative della disciplina vigente per il controllo delle armi, delle munizioni e degli esplosivi;
Visto l'articolo 11 della legge 21 dicembre 1999, n. 526,
concernente disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti
comunitaria 1999;
Visto l'articolo 27 della legge 29 dicembre 2000, n. 422,
comunitaria 2000;
Vista la direttiva 91/477/CEE del Consiglio, del 18 giugno 1991,
relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di
armi; Considerato che, ai sensi dell'articolo 11, comma 3, della
citata legge n. 526/1999, occorre adottare, con regolamento, una
disciplina specifica dell'utilizzo delle armi ad aria compressa o
a gas compressi, sia lunghe sia corte, i cui proiettili erogano
un'energia cinetica non superiore a 7,5 joule;
Considerato che ai sensi dell'articolo 27 della citata legge n.
422/2000 le repliche di armi antiche ad avancarica di modello
anteriore al 1890 a colpo singolo, sono assoggettate, in quanto
applicabile, alla disciplina vigente per le armi ad aria compressa o
a gas compressi, sia lunghe sia corte, i cui proiettili "erogano
un'energia cinetica non superiore a 7,5 joule"; Rilevata la necessita' di definire con apposito regolamento ed in conformita' ai criteri di cui al comma 5 del citato articolo 11, la compiuta disciplina delle armi ad aria o a gas compressi, sia lunghe sia corte, i cui proiettili erogano un'energia cinetica non superiore a 7,5 joule e delle repliche di armi antiche ad avancarica di modello anteriore al 1890 a colpo singolo, in conformita' alle indicazioni contenute nelle citate leggi n. 526/1999 e n. 422/2000; Sentito il parere della Commissione consultiva centrale per il controllo delle armi nelle sedute del 12 settembre, 27 settembre, 5 ottobre, 9 novembre, 5 dicembre 2000, 15, 27 marzo e 4 aprile 2001;
Consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 4 giugno 2001;
Data comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri ai
Sensi dell'articolo 17 della citata legge n. 400/1988, con nota n.
27-12/A-7 in data 19 luglio 2001;
Armi ad aria o a gas compressi con modesta capacita' offensiva
1. Le armi ad aria o a gas compressi, sia lunghe che corte, i cui proiettili sono dotati di un'energia cinetica, misurata
all'origine, non superiore a 7,5 joule, sono armi con modesta capacita' offensiva non assimilate alle armi comuni da sparo.
1. La produzione e l'importazione delle armi di cui all'articolo 1 e' subordinata alla preventiva verifica di conformita' da parte della Commissione consultiva centrale per il controllo delle armi.
2. La verifica di conformita' e' effettuata sulla base dei disegni e delle caratteristiche indicate nella domanda ovvero sulla base dei prototipi ove ritenuto necessario.
3. La domanda succitata, conforme all'imposta di bollo, deve essere indirizzata al Ministero dell'interno, ufficio per l'amministrazione generale del Dipartimento della pubblica sicurezza - Ufficio per gli affari della polizia amministrativa e sociale, e deve contenere le indicazioni relative alle generalita', se persona fisica e la ditta, la ragione o la denominazione sociale se impresa, del produttore e dell'importatore, il relativo domicilio o sede nonche' le caratteristiche dell'arma, quali: tipo, denominazione, Stato o Stati in cui essa e' prodotta o da cui e' importata, calibro, numero delle canne e relativa lunghezza, lunghezza minima, sistema di funzionamento e ogni altra particolarita' strutturale dell'arma. Il richiedente dovra' precisare se intende produrre o importare l'arma, indicandone in quest'ultimo caso la fabbrica e lo Stato di provenienza.
5. L'esibizione del prototipo o esemplare, ove ritenuto necessario, e' effettuata a richiesta della Commissione. Nella domanda devono essere indicate le generalita' della persona incaricata dell'esibizione e del ritiro del prototipo o esemplare eventualmente richiesto.
6. Le risultanze della verifica di conformita' sono comunicate al soggetto richiedente di cui al comma 3 entro il termine di 120 giorni a decorrere dalla data di ricezione della domanda.
7. Alla procedura di cui ai commi precedenti, fatta eccezione per quanto previsto al comma 4, lettera a), soggiace altresi' chiunque detenga le armi di cui all'articolo 1 iscritte nel Catalogo nazionale delle armi comuni da sparo ed intende avvalersi della normativa contenuta nel presente regolamento.
Art. 3.Immatricolazione
1. Sulle armi di cui all'articolo 1 devono essere impressi i segni identificativi previsti dall'articolo 11, comma primo, della legge 18 aprile 1975, n. 110, fatta eccezione per il numero di iscrizione
nel Catalogo nazionale delle armi comuni da sparo.
Art. 4.Punzone di identificazione
1. Sulle armi di cui all'articolo 1 e' apposto dal produttore o dall'importatore, dopo la verifica di conformita', uno specifico
punzone, preventivamente depositato presso il Banco nazionale di prova, che ne certifica l'energia cinetica
entro il limite consentito; sulle armi con separato punzone e' apposto il numero della verifica di conformita' attribuito dal
Art. 5.Fabbricazione ed importazione
1. La fabbricazione e l'importazione delle armi di cui
all'articolo 1 sono soggette all'autorizzazione prevista dall'articolo 31 del regio decreto n. 773/1931. L'importazione e' altresi' soggetta al disposto di cui all'articolo 12, comma primo, della legge n. 110/1975.
Art. 6.Esportazione
2. L'avviso deve contenere l'indicazione del marchio o sigla, modello, calibro, matricola e numero delle armi oggetto
dell'esportazione.
3. Per la sola matricola e' possibile effettuare l'avviso all'atto della spedizione.
5. Se entro dieci giorni dal ricevimento dell'avviso di cui al comma 2 non intervengono provvedimenti dell'Autorita' di pubblica
sicurezza l'esportazione si intende autorizzata.
Art. 7.Cessione
1. La cessione
per ragioni di commercio delle armi di cui all'articolo 1 e'consentita a coloro che sono titolari dell'autorizzazione di polizia per il commercio di armi, prevista dall'articolo 31 del regio decreto n. 773/1931.
2. I commercianti di armi provvedono all'annotazione nel registro delle operazioni giornaliere di cui all'articolo 35 del regio decreto n. 773/1931, con le modalita' previste dall'articolo 54 del regio decreto n. 635/1940, dei seguenti elementi: data dell'operazione, persona o ditta con la quale l'operazione e' compiuta, specie, contrassegni e quantita' delle armi acquistate o vendute e modalita' con le quali l'acquirente ha dimostrato la propria identita' personale.
4. Sono consentiti la cessione ed il comodato delle armi di cui all'articolo 1, purche' avvengano con scrittura privata tra soggetti
maggiorenni. Non e' necessaria la scrittura privata nel comodato a termine di durata non superiore a quarantotto ore.
5. La vendita per corrispondenza e' regolata dal disposto dell'articolo 17 della legge n. 110/1975.
6. La vendita nelle aste pubbliche e' consentita nel rispetto delle condizioni di cui ai commi 3 e 4.
7. E' fatto divieto dell'affidamento a minori delle armi di cui all'articolo 1.
1. La detenzione delle armi di cui all'articolo 1 non e' sottoposta all'obbligo di denuncia previsto dall'articolo 38 del regio decreto n. 773/1931. Per tali armi non si applicano i limiti alla detenzione previsti per le armi comuni da sparo dall'articolo 10, comma sesto, della legge n. 110/1975.
1.Il porto delle armi di cui all'articolo 1 non e' sottoposto ad autorizzazione dell'Autorita' di pubblica sicurezza.
3. L'utilizzo delle armi di cui al comma 1 e' consentito esclusivamente a maggiori di eta' o minori assistiti da soggetti
maggiorenni, fatta salva la deroga per il tiro a segno nazionale, in poligoni o luoghi privati non aperti al pubblico.
Art. 11. Parti d'arma1. Le parti delle armi di cui all'articolo 1 non si considerano parti di arma comune da sparo.
Titolo II - Repliche di armi antiche ad avancarica a colpo singolo
Art. 12. Definizione
1. Le repliche di armi antiche ad avancarica a colpo singolo di modello e/o tipologia anteriore al 1890 utilizzano per il funzionamento a fuoco munizionamento costituito da polvere nera, od equivalente, palla o pallini di piombo, che vengono introdotti singolarmente nella canna dalla volata o dalla parte anteriore della camera di scoppio; esse sono dotate di un sistema di accensione a miccia e/o a pietra e/o a capsula e sono portatili.
Art. 13.Immatricolazione e verifica di funzionamento
1. Alle armi di cui all'articolo 12 si applicano le disposizioni dell'articolo 11 della legge n. 110/1975, commi primo, secondo,
terzo, quarto, quinto e sesto, fatta eccezione del riferimento all'iscrizione nel Catalogo nazionale delle armi comuni da sparo,
salvo quanto previsto dal successivo comma 3.
2. Il Banco nazionale di prova oltre agli adempimenti di cui all'articolo 11 della legge n. 110/1975, verifica che il funzionamento delle armi di cui al comma 1 sia conforme alle prescrizioni contenute nell'articolo 12; a tal fine, ove ritenutonecessario, puo' avvalersi della consulenza dell'esperto di cui all'articolo 32, comma , della legge n. 110/1975.
3. I prototipi delle armi di cui al comma 1 prodotte all'estero, sono sottoposti a cura dell'importatore alla verifica di funzionamento da parte del Banco nazionale di prova, prevista dal comma 2. E' vietata l'importazione di armi non conformi al prototipo sottoposto a verifica del Banco nazionale di prova.
4. Le armi di cui al comma 1 non sono sottoposte a verifica di conformita' da parte della Commissione consultiva centrale per il
controllo delle armi.
1. Il porto delle armi di cui all'articolo 12 e' sottoposto alla normativa vigente per le armi comuni da sparo.
Art. 15.Disposizioni applicabili
1. La violazione delle disposizioni del presente regolamento e' soggetta alla sanzione amministrativa del pagamento
3. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 17-ter del regio decreto n. 773/1931, quando e' accertata una violazione delle disposizioni contenute nel presente regolamento, il pubblico ufficiale che vi ha proceduto, fermo restando l'obbligo del rapporto previsto dall'articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, ne riferisce per iscritto, senza ritardo, all'autorita' competente al rilascio dell'autorizzazione o, se il fatto non concerne attivita' soggette ad autorizzazione, al questore.
Il presente regolamento, munito del sigillo dello Stato, sara'inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della
Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarloe di farlo osservare.
Registrato alla Corte dei conti il 24 settembre 2001
Ministeri istituzionali, registro n. 12, foglio n. 106
Certo di aver fatto cosa gradita. Alex
Iscritto il: 10 ottobre 2005, 21:44
Art.9 comma 3°
Messaggioda tuonobianco » 19 giugno 2006, 14:04
L'utilizzo nel luogo privato non aperto al pubblico
La maggior parte degli utenti avendo acquistato liberamente l'arma di cui al comma 1° della legge , spesso l'utilizza all'interno della propria proprietà privata, ma è bene sottolineare subito che tale stante privata, deve essere completamente chiusa e non accessibile a terzi.
E buona norma rispettare sempre delle regole :
1- Che non si arrechi molestia o danni a terzi;
2- Che non si creino situazioni obiettive di pericolo;
3- Che si osservino le norme limitative imposte dalla Legge 11.2.1992 n.
4- Che quanto posto in essere non vada ad infingere nell'ipotesi di organiz
zazione d'intrattenimenti pubblici di cui al Testo Unico delle Leggi di
Pubblica Sicurezza e al Relativo Regolamento, soggetti a licenza.
FWB P70 FT - AA s400 - HW 40 - HW30 -HW977- 98Fs CO2-.
Iscritto il: 6 agosto 2006, 16:40
Messaggioda harlekin » 9 agosto 2006, 20:03
Ho di recente acquistato una pistola al aria compressa e mi interessa in particolar modo l'aspetto legale che riguarda le armi depotenziate (<7.5 joule).
L'articolo 9 - 2° comma del decreto sopra citato afferma:le armi di cui al comma 1 non possono essere portate fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa senza giustificato motivo.
Ma chi stabilisce quali siano i giustificati motivi? E' evidente che andare dall'armaiolo per una riparazione o andare in un poligono pubblico possono essere motivi giustificati. Ma se io "trasporto" la mia pistola con le cautele di cui all'articolo 10 per andare in un edificio privato diverso dalla mia abituale abitazione perchè in quell'edificio ho la possibilità di fruire di uno spazio (chiuso) per allenarmi, questo è un giustificato motivo?
E ancora, su un paio di siti di armerie (ad esempio http://www.frinchillucci.it/aria_comp/a ... b_vend.htm)c'è una specie di vademecum sulle armi ad aria compressa che dice testualmente: Molto più semplice e spedita, invece, la procedura per il trasporto dell'arma scarica nella propria custodia: in tal caso, infatti, scompare la necessità dei giustificato motivo, e viene solo richiesta la "massima diligenza".
Mi sembra che ci sia un pò di confusione e, visto l'argomento, una cattiva interpretazione può costare piuttosto cara.
C'è qualche interpretazione che fà testo cui fare riferimento?
Messaggioda roma71 » 10 agosto 2006, 8:25
se io "trasporto" la mia pistola con le cautele di cui all'articolo 10 per andare in un edificio privato diverso dalla mia abituale abitazione perchè in quell'edificio ho la possibilità di fruire di uno spazio (chiuso) per allenarmi, questo è un giustificato motivo?
http://earmi.it/diritto/default.htm ci sono delle interpretazioni del giudice Edoardo Mori
Iscritto il: 17 ottobre 2005, 10:27
Messaggioda Pegaso » 10 agosto 2006, 10:04
Non bisogna mai confondere porto con trasporto.
Per le armi a modesta capacità offensiva per il trasporto non c'è bisogno di nessun giustificato motivo. Bisogna soltanto seguire le indicazioni dell'art. 10.
Per il porto al di fuori della propria abitazione (ad esempio arma infilata nella cintola, magari anche carica e con il "colpo in canna", comunque pronta ad essere utilizzata) è necessario il giustificato motivo.
Peccato che tecnicamente un qualsiasi giustificato motivo (plausibile) quasi non esista.
In caso di controllo le forze dell'ordine potrebbero facilmente contestare (secondo me giustamente) la validità del vostro giustificato motivo.
Non portate mai le armi di libera vendita (questo è il mio consiglio...).
Trasportatele sempre seguendo le indicazioni dell'art.10 (arma scarica nella propria custodia, se in auto meglio nel bagagliaio, usando sempre la massima diligenza).
Messaggioda suino66 » 24 agosto 2006, 23:01
Pegaso ha scritto: Non bisogna mai confondere porto con trasporto.
Quoto quanto asserito correttamente da Pegaso.
Sono contento che l'argomento inizi a far sorgere delle domande.
Io preferisco dare consigli, ove possibile, che proporre argomenti.
Dunque Vi chiedo a tutti di fare domande, senza timori, su qualsiasi argomento di carattere legale.

References: articolo 11

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 15

Art.9