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Accertamente ottemperanza ordinanza dirigenziale di sgombero - Forum Enti.it
Accertamente ottemperanza ordinanza dirigenziale di sgombero
Paolo27bis	Messaggi: 6	Iscritto il: 23/12/2009, 14:12	Località: Rovigo
Messaggioda Paolo27bis » 23/12/2009, 14:19 Ho adottato un'ordinanza dirigenziale di sgombero di un dormitorio occupato dai dipendenti cinesi di una ditta.
In sede di accertamento di ottemperanza dello sgombero la polizia municipale comunica che non possono entrare essendo il cancello chiuso con un luchetto e non avendo un mandato del giudice. E' possibile per i vigili entrare nei locali per fare l'accertamento? e se lo facessi fare allo Spisal? è indispensabile il mandato del giudice?
Messaggioda ippocampo2009 » 23/12/2009, 15:18 Mi sembra ovvio che, essendo in presenza di un reato, l'unico ufficio comunale che possa procedere ad accertare l'effettiva occupazione ed all'esecuzione dell'ordinanza di sgombero sia la P.M. Detto questo, occorre far rilevare che non sono a conoscenza della necessità di un "mandato del Giudice" per tali attività.
Messaggioda Paolo27bis » 23/12/2009, 15:25 L'eventuale inottemperanza di un'ordinanza sindacale integra il reato di cui all'art. 650 cp; non così invece per l'ordinanza dirigenziale che costituisce un semplice illecito amministrativo.
Messaggioda ippocampo2009 » 23/12/2009, 15:28 Paolo27bis ha scritto:L'eventuale inottemperanza di un'ordinanza sindacale integra il reato di cui all'art. 650 cp; non così invece per l'ordinanza dirigenziale che costituisce un semplice illecito amministrativo.
Veramente io, quale reato, facevo riferimento all'occupazione abusiva (invasione di terreni ed edifici, art. 633 c.p.)
Otello Celletti	Messaggi: 817	Iscritto il: 09/10/2002, 14:43	Località: Provincia di Cagliari
Messaggioda Otello Celletti » 23/12/2009, 16:09 Intanto occorre capire , leggendo l'ordinanza e le sue motivazioni, le cause che hanno originato il provvedimento per una rispsosta compiuta. peraltro occorre dire che le ordinanze di sgombero di edifici rientrano nella competenza del sindaco e non del dirigente, anche in riferimento al novellato art. 54 tuel e, perciò , sono assistite dalla sanzione di cui alla'rt. 650 c.p.. Ma al di là della sanzione nel caso di inottemperanza, che non risolve il problema, le ordinanze sono munite del requisito dell'esecutorietà e possono essere portate a compimento, previa diffida, anche senza l'inervento di altre autorità quale quella giudiziaria. pertanto a mio avviso, si può accedere all'immobile anche superando eventuali ostacoli costituiti da cancelli o porte chiuse, rimuovendoli con la forza.
Messaggioda Paolo27bis » 26/12/2009, 11:56 L'ordinanza è stata adottata per carenza dei requisiti igienico sanitari ed è riferita al solo dormitorio in cui dormono i dipendenti della vicina ditta. Non essendo un'ordinanza contingibile e urgente per la salvaguardia della pubblica incolumità credo rientri nella competenza del dirigente e non del sindaco.
Il discorso della esecutorietà dell'ordinanza è molto interessante; questo è proprio il mio dubbio! è sufficente la diffida o occorre un provvedimento del giudice, considerato che trattandosi di competenza dirigenziale l'inosservanza non integra la violazione dell'art. 650 cp.
Messaggioda ippocampo2009 » 26/12/2009, 13:07 Innanzi tutto voglio scusarmi per l'equivoco che ho creato, supponendo che l'immobile fosse stato occupato indebitamente.
Cmq, se non ho nuovamente sbagliato nel comprendere, l'ordinanza dovrebbe essere stata emanata, sulla base del locale regolamento sanitario, in virtù di quanto prescritto dall'art. 222 del R.D. 27-7-1934 n. 1265 "testo unico delle leggi sanitarie":
222. Il podestà, sentito l'ufficiale sanitario o su richiesta del medico provinciale, può dichiarare inabitabile una casa o parte di essa per ragioni igieniche e ordinarne lo sgomberoInfatti, il precedente art. 221 del TULS impone il rilascio da parte del Sindaco di un provvedimento con il quale, accertata l'assenza di cause di insalubrità, viene autorizzato l'utilizzo a fini abitativi, e la concreta applicazione di tale disposizione, originariamente limitata alle sole abitazioni, ha fatto si che l'autorizzazione all'uso si estenda anche agli locali comunque soggetti alla frequentazione delle persone, come più volte ribadito dalla giurisprudenza. Detto ciò, a mio parere, e come iindicato in alcune sentenze, nella nozione di «incolumità dei cittadini» può rientrare anche l’ipotesi di minaccia grave ed attuale all’incolumità di soggetti privati senza riflessi diretti sulla pubblica incolumità, vale a dire anche il caso, quindi, in cui la situazione di pericolo gravi esclusivamente su beni privati, sottratti a qualsiasi forma di uso e transito pubblici. Occorre precisare, inoltre, che affinchè sussista il requisito della contingibilità, intesa come attualità o imminenza di un fatto eccezionale quale causa da rimuovere con urgenza, il Consiglio di Stato le Sezioni unite della Corte di cassazione si sono pronunciate ammettendo che le ordinanze contingibili ed urgenti possono essere adottate anche al solo scopo, preventivo, di attenuare le probabilità del verificarsi di pregiudizi ulteriori, in relazione ad una situazione di pericolo preesistente, anziché per scongiurare incombenti pericoli derivanti da eventi eccezionali. Da ciò consegue che l'ordinanza di sgombero doveva essere adottata dal sindaco in virtù di quanto disposto dall’art. 54, 2° comma, D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267. Al riguardo, occorre far rilevale che il D.M. 5-8-2008"Incolumità pubblica e sicurezza urbana: definizione e ambiti di applicazione" ha indicato che:Art. 1. Incolumità pubblica e sicurezza urbanaAi fini di cui all'art. 54, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come sostituito dall'art. 6 del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, convertito, con modificazioni, in legge 24 luglio 2008, n. 125, per incolumità pubblica si intende l'integrità fisica della popolazione e per sicurezza urbana un bene pubblico da tutelare attraverso attività poste a difesa, nell'ambito delle comunità locali, del rispetto delle norme che regolano la vita civile, per migliorare le condizioni di vivibilità nei centri urbani, la convivenza civile e la coesione sociale.
per cui sarebbe da supporre che i provvedimenti possano ben servire a salvaguardare l'integrità fisica anche solo di una parte della popolazione.
Messaggioda Otello Celletti » 26/12/2009, 18:23 Sembrerebbe quindi che l'ordinanza è stata emanata in base all'art. 222 tu.ll.ss. e art. 26 t.u.e.. Sebbene non via sia certezza, come sempre, sull'autorità deputata all'emanazione dell'ordinanza suddetta. Trattandosi di una ordinanza ordinaria dovrebbe essere di competenza del dirigente/responsabile del servizio ( vi sono anche alcune pronuncie TAR in tal senso. In ogni caso a mio avviso la sanzione è sempre ascrivibile all'art. 65o c.p. in caso di inosservanza dell'ordinanza trattandosi di un provvedimento legalmente dato per ragioni di igiene. In relazione alla fattispecie concreta può anche applicarsi l'art. 54 tuel , in materia di sicurezza urbana, ma credo che questo sia un caso diverso e ricada nella normativa igienico-edilizia. Sull'esecutorietà dell'ordinanza già detto. A mio avviso non c'è bisogno di alcun mandato del giudice.
Messaggioda Paolo27bis » 29/12/2009, 00:55 Oggi i vigili mi hanno comunicato che sono riusciti a fare l'accertamento nel dormitorio; i cinesi non hanno ottemperato all'ordinanza essendo ancora presenti i letti utilizzati come dormitorio oltre ad altro materiale. Come posso far eseguire lo sgombero? dove dovrei far depositare il materiale sgomberato? il proprietario del locale affittato dalla ditta ha qualche responsabilità?
Messaggioda Montalbano » 29/12/2009, 06:37 Probabilmente si tratta solo di un'area dismessa e potrebbero non esserci ulteriori profili illeciti
Ma se si tratta di edificio/locali di cui l'avente diritto consente l'utilizzo per finalità di "dormitorio", è possibile che si configurino altre attività illecite quali quella di "affittacamere" in assenza di titolo autorizzativo e d eventuali variazioni di destinazioni d'uso di immobile (industriale-commerciale in abitativo)?
Normalmente tali persone adattano i locali in loro uso apportando modifiche e frazionamenti in micro-unità abitative. Il tutto in violazione di norme in materia edilizia-urbanistica ..... a carico del proprietario dell'immobile o del locatario ...... ad ogni modo posizioni da chiarire con opportune indagini.
Mi rendo conto che in un post si debba essere a volte necessariamente concisi. Meriterebbe però fosse data notizia di una valutazione complessiva dello stato dei luoghi.
Non è da escludere che vi siano anche situazioni di cittadini stranieri in condizioni di irregolarità ed in questo caso è da valutare anche se da paret della PL le indagini possano condurre ad altre violazioni, anche penali, per eventuali condotte di favoreggiamento per tali reati e di profitti illegiti da parte di terzi.
Se non è già stato fatto varrebbe la pena di coordinarsi con Polizia Locale ed altri dipartimenti comunali con competenze specifiche in modo da valutare lo stato di fatto in modo più completo.
Messaggioda jokre » 29/12/2009, 08:34 se si fosse nel caso del reato previsto dal 650 cp, si potrebbe chiedere il sequestro dell'immobile a mio avviso.
io l'ho fatto per la concomitanza di un art. 650 e 677 CP. il giudice ha disposto il sequestro ed abbiamo sigillato l'edificio, previo sgombero delle persone e cose presenti all'interno.
Messaggioda Otello Celletti » 29/12/2009, 16:03 Come hanno osservati i coleghi che precedono tutto dipende anche dalle motivazioni che hanno sostenuto l'ordinanza di sgombero e dalla concreta situazione che si va ad accertare sul posto relativamente alla posizione degli occupanti e del proprietario.
Se, infatti, il provvedimento scaturisce dalla mancanza del certificato di abitabilità ( fermo restando che non è sufficiente a giustificare uno sgombero di un immobile se concretamente non si versi in una condizione di carenza di igiene e salubrità dello stabile) a carico del proprietario si applicherà la sanzione di cui all'art. 24 t.u.e. e si eseguirà lo sgombero.
Non si capisce se, dall'accertamento dei colleghi, risulti che gli occupanti abbiano lasciato l'immobile oppure no. Perchè sembrerebbe di si, avendo la PM accertato la presenza di sola mobilia all'interno ( che non credo sia oggetto disgombero).
Se viceversa lo stabile risulta ancora abitato oltre alla sanzione penale ( art. 650 ) che credo investa anche i proprietari se così disposto con ordinanza anche a loro carico, dovrai provvedere di concerto con i servizi sociali ( per l'assistenza a vecchi e anziani e l'assegnazione di alloggi alternativi se essi non ne hanno) con i VV.FF, forza pubblica per problemi di ordine pubblico, servizi tecnici del tuo comune , e ditte private o tramite mezzi comunali per il trasporto delle masserizie nei nuovi alloggi. L'incarico alle ditte private, come saprai, potrà avvenire anche con ordinanza di somma urgenza da regolarizzare entro il mese. La situazione cambia di molto se dagli accertamenti risultano posizioni irregolari da parte degli extracomunitari alloggiati.
Messaggioda Paolo27bis » 29/12/2009, 17:06 L'alloggio da sgomberare è il dormitorio utilizzato dai dipendenti della ditta vicina (ma in un altro stabile); dall'accertamento compiuto dai vigili urbani risulta più o meno la stessa situazione riscontrata dallo Spisal. I cinesi evidentemente non erano a letto solo perchè era giorno. Nessun dubbio comunque che l'ordinanza sia rimasta inottemperata. L'art. 650 a mio parere non è configurabile trattandosi di ordinanza dirigenziale adottata per carenze igienico sanitarie non tali da farlo dichiarare inagibile.
Messaggioda Paolo27bis » 29/12/2009, 17:10 Probabilmente i cinesi utilizzati quale forza lavoro non hanno altra abitazione e quindi si potrebbe interessare di essa anche i servizi sociali. Mi chiedo quali sia la procedura per eseguire lo sgombero forzato del locale e dove depositare l'occorrente; oppure in che altro modo impedire che il dormitorio venga utilizzato.
Staff	Contattaci	Oggi è 26/03/2017, 20:58

References: art. 633
 art. 54
 art. 221
 art. 26
 art. 650
 art. 650