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DPR n. 412 del 26 agosto 1993 | Pronto Ingegnere
DPR n. 412 del 26 agosto 1993
9 giugno 2014 Efficenza Energetica, Normativa
Decreto del Presidente della Repubblica n. 412 del 26 agosto 1993
Regolamento recante norme per la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell'art. 4, comma 4, della legge 9 gennaio 1991, n. 10
Art. 2. Individuazione della zona climatica e dei gradi-giorno
1. Il territorio nazionale è suddiviso nelle seguenti sei zone climatiche in funzione dei gradi-giorno, indipendentemente dalla ubicazione geografica:
2. Qualora un edificio sia costituito da parti individuali come appartenenti a categorie diverse, le stesse devono essere considerate separatamente e cioè ciascuna nella categoria che le compete
1. 2. 3. 4. (abrogati dall'art. 12, comma 2, d.P.R. n. 74 del 2013)
Art. 5. Requisiti e dimensionamento degli impianti termici
1. 2. (abrogati dall'art. 16 del d.lgs. n. 192 del 2005)
3. (abrogato dall'art. 16 del d.lgs. n. 192 del 2005, come modificato dall'art. 7 del d.lgs. n. 311 del 2006)
4. (abrogato dall'art. 16 del d.lgs. n. 192 del 2005)
9. Gli impianti termici installati successivamente al 31 agosto 2013 devono essere collegati ad appositi camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione, con sbocco sopra il tetto dell'edificio alla quota prescritta dalla regolamentazione tecnica vigente.
(comma così sostituito all'art. 17-bis della legge n. 90 del 2013)
9-bis. E' possibile derogare a quanto stabilito dal comma 9 nei casi in cui:
(comma introdotto all'art. 17-bis della legge n. 90 del 2013)
a) si procede, anche nell'ambito di una riqualificazione energetica dell'impianto termico, alla sostituzione di generatori di calore individuali che risultano installati in data antecedente a quella di cui al comma 9, con scarico a parete o in canna collettiva ramificata;
b) l'adempimento dell'obbligo di cui al comma 9 risulta incompatibile con norme di tutela degli edifici oggetto dell'intervento, adottate a livello nazionale, regionale o comunale;
c) il progettista attesta e assevera l'impossibilità tecnica a realizzare lo sbocco sopra il colmo del tetto.
9-ter. Nei casi di cui al comma 9-bis e' obbligatorio installare generatori di calore a gas che, per valori di prestazione energetica e di emissioni, appartengono alle classi 4 e 5 previste dalle norme UNI EN 297, UNI EN 483 e UNI EN 15502, e posizionare i terminali di tiraggio in conformità alla vigente norma tecnica UNI 7129, e successive integrazioni.
9-quater. I comuni adeguano i propri regolamenti alle disposizioni di cui ai commi 9, 9-bis e 9-ter.
10. In tutti i casi di nuova installazione o di ristrutturazione dell'impianto termico, che comportino l'installazione di generatori di calore individuali che rientrano nel campo di applicazione della direttiva 90/396/CEE del 29 giugno 1990, è prescritto l'impiego di generatori muniti di marcatura CE. In ogni caso i generatori di calore di tipo B1 (secondo classificazione della norma tecnica UNI-CIG 7129) installati all'interno di locali abitati devono essere muniti all'origine di un dispositivo di sicurezza dello scarico dei prodotti della combustione, secondo quanto indicato nella norma tecnica UNI-CIG EN 297 del 1996.
(comma così modificato dall'art. 44 della legge n. 39 del 2002)
12. Negli impianti termici di nuova installazione e in quelli sottoposti a ristrutturazione, qualora siano circoscrivibili zone di edificio a diverso fattore di occupazione (ad esempio singoli appartamenti ed uffici, zone di guardiania, uffici amministrativi nelle scuole), è prescritto che l'impianto termico per la climatizzazione invernale sia dotato di un sistema di distribuzione a zone che consenta la parzializzazione di detta climatizzazione in relazione alle condizioni di occupazione dei locali.
Art. 6. Rendimento minimo dei generatori di calore
1. Negli impianti termici di nuova installazione, nella ristrutturazione degli impianti termici nonché nella sostituzione di generatori di calore, i generatori di calore ad acqua calda di potenza nominale utile pari o inferiore a 400 kW devono avere un "rendimento termico utile" conforme a quanto prescritto dal decreto del Presidente della Repubblica 15 novembre 1996, n. 660. I generatori ad acqua calda di potenza superiore devono rispettare i limiti di rendimento fissati dal medesimo decreto del Presidente della Repubblica per le caldaie di potenza pari a 400 kW. I generatori di calore ad aria calda devono avere un "rendimento di combustione" non inferiore ai valori riportati nell'allegato E al presente decreto.
c) i generatori di calore policombustibili limitatamente alle condizioni di funzionamento con combustibili di cui alla lettera b)
Art. 7. Termoregolazione e contabilizzazione
3. Ai sensi del comma 6 dell'art. 26 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, gli impianti di riscaldamento al servizio di edifici di nuova costruzione, la cui concessione edilizia sia stata rilasciata dopo il 18 luglio 1991, data di entrata in vigore di detto art. 26, devono essere progettati e realizzati in modo tale da consentire l'adozione di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore per ogni singola unità immobiliare. Ai sensi del comma 3 dell'art. 26 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, gli impianti termici al servizio di edifici di nuova costruzione, la cui concessione edilizia sia rilasciata dopo il 30 giugno 2000, devono essere dotati di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del consumo energetico per ogni singola unità immobiliare.
7. (abrogato dall'art. 16 del d.lgs. n. 192 del 2005)
Art. 8. Valori limite del fabbisogno energetico normalizzato per la climatizzazione invernale
(abrogato dall'art. 16 del d.lgs. n. 192 del 2005)
Art. 9. Limiti di esercizio degli impianti termici.
(abrogato dall'art. 12, comma 2, d.P.R. n. 74 del 2013)
Art. 10. Facoltà delle Amministrazioni comunali in merito ai limiti di esercizio degli impianti termici
Art. 11. Esercizio e manutenzione degli impianti termici e controlli relativi
1. 2. 3. (abrogati dall'art. 12, comma 2, d.P.R. n. 74 del 2013)
4. (abrogato dall'art. 16 del d.lgs. n. 192 del 2005, come modificato dall'art. 7 del d.lgs. n. 311 del 2006)
5. 6. 7. 8. (abrogati dall'art. 12, comma 2, d.P.R. n. 74 del 2013)
11. La compilazione iniziale del libretto nel caso di impianti termici di nuova installazione sottoposti a ristrutturazione, e per impianti termici individuali anche in caso di sostituzione dei generatori di calore, deve essere effettuata all'atto della prima messa in servizio, previo rilevamento dei parametri di combustione, dalla ditta installatrice che, avendo completato i lavori di realizzazione dell'impianto termico, è in grado di verificarne la sicurezza e funzionalità nel suo complesso, ed è tenuta a rilasciare la dichiarazione di conformità di cui all'articolo 9 della legge 5 marzo 1990, n. 46, comprensiva, se del caso, dei riferimenti di cui alla nota 7 del modello di dichiarazione allegato al decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato 20 febbraio 1992, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 49 del 28 febbraio 1992. Copia della scheda identificativa dell'impianto contenuta nel libretto, firmata dal responsabile dell'esercizio e della manutenzione, dovrà essere inviata all'ente competente per i controlli di cui al comma 18. La compilazione iniziale del libretto, previo rilevamento dei parametri di combustione, per impianti esistenti all'atto dell'entrata in vigore del presente regolamento nonché la compilazione per le verifiche periodiche previste dal presente regolamento è effettuata dal responsabile dell'esercizio e della manutenzione dell'impianto termico. Il libretto di centrale ed il libretto di impianto devono essere conservati presso l'edificio o l'unita' immobiliare in cui è collocato l'impianto termico. In caso di nomina del terzo responsabile e successiva rescissione contrattuale, il terzo responsabile e' tenuto a consegnare al proprietario o all'eventuale terzo responsabile subentrante l'originale del libretto, ed eventuali allegati, il tutto debitamente aggiornato.
12. (abrogato dall'art. 16 del d.lgs. n. 192 del 2005, come modificato dall'art. 7 del d.lgs. n. 311 del 2006)
13. (abrogato dall'art. 12, comma 2, d.P.R. n. 74 del 2013)
14. 15. 16. (abrogati dall'art. 16 del d.lgs. n. 192 del 2005, come modificato dall'art. 7 del d.lgs. n. 311 del 2006)
17. (abrogato dall'art. 12, comma 2, d.P.R. n. 74 del 2013)
18. 19. 20. (abrogati dall'art. 16 del d.lgs. n. 192 del 2005, come modificato dall'art. 7 del d.lgs. n. 311 del 2006)
Art. 12. Entrata in vigore.
1. Il presente regolamento, salvo quanto disposto al comma 2, entra in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
2. Le disposizioni di cui agli articoli 5, 7, 8 e 11 hanno effetto dal novantesimo giorno successivo a quello di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato di recepimento delle normative UNI previste dall'articolo 5, comma 2, dall'articolo 8, comma 3, dall'articolo 11, comma 14, e dall'allegato B e, in ogni caso, a decorrere dal 1° agosto 1994.
ALLEGATI A – B – C – D – E – F – G – H
ALLEGATO I – REQUISITI MINIMI DEGLI ORGANISMI ESTERNI INCARICATI DELLE VERIFICHE
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References: Art. 2

Art. 5

Art. 6

Art. 7
 art. 26

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12