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Timestamp: 2017-07-24 10:50:48+00:00

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L. 104 AI FINI PENSIONISTICI
Discussione: L. 104 AI FINI PENSIONISTICI
01-11-07, 17:13
Messaggi 112	Thanked: 0
Salve a tutti e' vero che chi usufruisce dei giorni per la 104 , ai fini pensionistici vengono considerati solo figurativi è il mio ente previdenziale e' l'impdap.
Grazie delle risposte Paki
02-11-07, 05:46
Messaggi 7,231	Thanked: 28
SI E' PROPRIO COSI'; PROVA A LEGGERE QUI SOTTO:
<H1 =titolo1>Circolare Inps - 11 aprile 2001, n. 87 - Articolo 19, lett. a) della legge - 8 marzo 2000, n. 53: permessi per l'assistenza a portatori di handicap. Trattamenti pensionistici. </H1>
<H2 =sottotitolo>"I permessi mensili concessi ai lavoratori portatori di handicap ed ai loro familiari in attivit? di servizio sono coperti da contribuzione figurativa e sono utili ai fini pensionistici". </H2>
<H3 =sottotit></H3>
<DIV =testobr>
1) Criteri di carattere generale. L'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 recante legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate stabilisce che successivamente al compimento del terzo anno di vita del bambino, la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre, anche adottivi, di minore con handicap in situazione di gravit? parente o affine entro il terzo grado, convivente, hanno diritto a tre giorni di permesso mensile, fruibili anche in maniera continuativa a condizione che la persona con handicap in situazione di gravit? non sia ricoverata a tempo pieno. L'articolo 33, comma 6, della legge n. 104 del 1992 prevede, tra l'altro, che la persona handicappata maggiorenne in situazione di gravit? pu? usufruire dei permessi di cui al comma 3 (v. circolare n. 80 del 24.3.1995). L'articolo 19, lett. a) della legge 8 marzo 2000, n. 53 recante disposizioni per il sostegno della maternit? e della paternit?, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle citt? stabilisce che i suddetti permessi sono coperti da contribuzione figurativa. La menzionata legge è entrata in vigore il 28.3.2000 e, pertanto, i periodi decorrenti da tale data sono coperti dalla contribuzione in parola. Trattandosi di singole giornate di riposo, la contribuzione figurativa è attribuita in quota integrativa e non incide sul numero di contributi settimanali spettanti all'interessato. Il valore da attribuire a tali permessi dovr? essere determinato con i criteri e le modalit? dell'articolo 8 della legge n. 155 del 23 aprile 1981 (v. circolare n. 15, p. 7, del 23.1.2001). I periodi in questione, da accreditare su domanda degli interessati, devono essere considerati utili ai fini dei trattamenti pensionistici. L'importo delle pensioni in corso di liquidazione e di quelle di futura trattazione deve essere determinato tenendo conto dei contributi figurativi ricompresi nel periodo utile ai fini della determinazione della retribuzione pensionabile. Per quanto concerne le pensioni già liquidate, le Sedi provvederanno a domanda degli interessati alla riliquidazione delle stesse dalla decorrenza originaria, in ogni caso non anteriore al 1? aprile 2000, con il computo dei contributi in questione corrispondendo le maggiori somme eventualmente spettanti entro i limiti della prescrizione decennale. 2) Lavoratori agricoli. Per i lavoratori agricoli a tempo indeterminato si richiamano le istruzioni fornite con circolare n. 80 del 24.3.1995 secondo cui i predetti possono fruire dei riposi di tre giorni. Per i lavoratori agricoli a tempo determinato si richiamano le istruzioni fornite con circolare n. 133 del 17.7. 2000, punto 3.3 secondo cui "il riconoscimento dei giorni di permesso è possibile quando detti lavoratori sono occupati con contratto stagionale di durata pari almeno ad un mese, con previsione per 6 (o 5 giorni se viene effettuata "settimana corta") alla settimana. Tale possibilit? è comunque da escludere per le frazioni di mese, vale a dire per i mesi in cui l'attivit? viene svolta solo per alcuni giorni". Il requisito che le giornate di riposo retribuite non risultino coperte da contributi obbligatori è riscontrabile quando dette giornate non siano comprese in quelle certificate, per gli operai agricoli a tempo determinato ed a tempo indeterminato, dai modelli DMAG (circolare n. 64 del 17.3.1998). Considerato che dette giornate non risultano allo stato cristallizzate negli elenchi, per le finalit? di riconsiderazione delle giornate di riposo ex articolo 33, commi 3 e 6, della legge n. 104 del 1992 ai fini del diritto e della misura delle pensioni, compresa la pensione di anzianit?, le Sedi potranno utilizzare le risultanze delle registrazioni operate dall'azienda sul registro delle imprese. Poich? i contributi per gli operai agricoli sono giornalieri, i contributi figurativi per le giornate di riposo fruite da detta categoria di lavoratori valgono anche come copertura contributiva (mentre ciò non vale per i lavoratori dipendenti non agricoli, vista la non incidenza delle singole giornate di riposo sul numero dei contributi settimanali spettanti all'interessato). Situazioni particolari (coesistenza di contribuzione agricola e non agricola; contribuzione agricola da lavoro sia a tempo determinato, che a tempo indeterminato, etc.) trovano soluzione nelle istruzioni di cui al punto 3.1.6 della circolare n. 19002 R.C.V. - n. 53594 A.G.O. n. 11405 O. del 9.7.1983, relativo alla contribuzione figurativa da accreditare a giornate. Nei confronti degli operai a tempo determinato per dette giornate la retribuzione di riferimento per determinare il valore retributivo deve essere o quella media provinciale stabilita con decreto ministeriale 1.7.1996, nel caso di o.t.d. le cui retribuzioni contrattuali non avessero ancora superato detta retribuzione media provinciale , oppure la retribuzione effettivamente corrisposta dal datore di lavoro, nel caso di o.t.d. le cui retribuzioni contrattuali avessero già superato la sopra indicata retribuzione media provinciale. Nei confronti degli operai agricoli a tempo indeterminato, con riferimento alla media giornaliera delle retribuzioni che il lavoratore ha percepito in costanza di lavoro nell'anno solare in cui si collocano i periodi accreditati, con esclusione delle retribuzioni percepite in misura ridotta per determinati eventi (malattia, infortuni, integrazione salariale agricola), qualora le giornate di riposo fossero state fruite dagli operai agricoli con contratto di lavoro a tempo indeterminato nella frazione di anno antecedente la decorrenza della pensione, non va fatto riferimento alla retribuzione media giornaliera dell'anno, bensò alla media delle retribuzioni del periodo che va dal gennaio sino a tutto il mese precedente la decorrenza della pensione, escludendo sempre le retribuzioni ridotte di cui sopra è cenno risultanti nello stesso periodo (in pratica il valore retributivo giornaliero si determina dividendo l'ammontare complessivo delle retribuzioni dell'anno per il numero complessivo di giornate dell'anno stesso. Per i periodi che si collocano nell'anno di decorrenza della pensione il valore retributivo giornaliero si determina dividendo l'ammontare delle retribuzioni della frazione di anno antecedente la decorrenza della pensione per il numero delle giornate comprese nello stesso arco temporale). IL DIRETTORE GENERALE TRIZZINO</DIV>
FONTE:http://www.comune.torino.it/pass/php/2/pagina.php?pag= 888
Rispondi Citando 02-11-07, 07:33
Rispondi Citando 02-11-07, 08:14
C'E' DELL'ALTRO; VEDI SE PUO' INTERESSARTI:
<DIV =testoarticolo id=c&#111;ntent>
<H1 =fonte>Circolare Inps n. 90
del 23 maggio 2007 </H1>
Permessi ex art. 33 legge 05 febbraio 1992, n.104. Questioni varie.
<TABLE width=486>
<TD =testoarticolo width=189></TD>
<TD =testoarticolo width=27>Ai</TD>
<TD =testoarticolo width=256>Dirigenti centrali e periferici</TD></TR>
<TD =testoarticoloCentro>Roma, 23 maggio 2007</TD>
<TD =testoarticolo>Ai</TD>
<TD =testoarticolo>Direttori delle Agenzie</TD></TR>
<TD =testoarticoloCentro></TD>
<TD =testoarticolo>Coordinatori generali, centrali e periferici dei Rami professionali</TD></TR>
<TD =testoarticolo>Al</TD>
<TD =testoarticolo>Coordinatore generale Medico legale e Dirigenti Medici</TD></TR>
<TD =testoarticolo></TD>
<TD =testoarticolo></TD></TR>
<TD =testoarticoloCentro>Circolare n. 90 </TD>
<TD =testoarticolo>e, per conoscenza </TD></TR>
<TD =testoarticolo>Presidente</TD></TR>
<TD =testoarticolo>Consiglieri di Amministrazione</TD></TR>
<TD =testoarticolo>Presidente e ai Membri del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza</TD></TR>
<TD =testoarticolo>Presidente e ai Membri del Collegio dei Sindaci </TD></TR>
<TD =testoarticolo>Magistrato della Corte dei Conti delegato all?esercizio del controllo</TD></TR>
<TD =testoarticolo>Presidenti dei Comitati amministratori di fondi, gestioni e casse</TD></TR>
<TD =testoarticolo>Presidente della Commissione centrale per l?accertamento e la riscossione dei contributi agricoli unificati</TD></TR>
<TD =testoarticolo>Presidenti dei Comitati regionali</TD></TR>
<TD =testoarticolo>Presidenti dei Comitati provinciali</TD></TR></T></TABLE>
OGGETTO: permessi ex art. 33 legge 05 febbraio 1992, n.104. Questioni varie.
SOMMARIO: i precedenti criteri adottati in merito all?accertamento dei requisiti della continuit? e della esclusivit? dell?assistenza offerta dal lavoratore alla persona con disabilit? grave per la concessione dei benefici riconosciuti dalla L.104/1992, vengono riveduti ed adeguati alla luce dell?orientamento consolidato della giurisprudenza La Corte di Cassazione Sezione Lavoro con la sentenza n.7701 del 16.05.2003, ha censurato l?interpretazione dell?art. 33 della legge 104/92 sostenuta da questo Istituto, che la presenza in famiglia di altra persona che sia tenuta o possa provvedere all?assistenza del parente con disabilit? in situazione di gravit? esclude il diritto ai tre permessi mensili retribuiti ed ha affermato il seguente principio:
?non par esservi dubbio che lo spirito della legge sia quello di non lasciare il minore gravemente handicappato in balia di se stesso neanche momentaneamente e privo di affetto ad opera di chi lo possa assistere convenientemente anche dal punto di vista materiale. Se questo è lo scopo della legge, ove tale convenienza non sia raggiunta, come non è raggiunta ove il congiunto non lavoratore debba provvedere da solo all?incombenza, un?interpretazione conforme agli scopi della legge pretende che un?altra persona possa sostituire almeno momentaneamente l?avente diritto originario. Orbene, se questa seconda persona è un lavoratore appare ovvio e necessario che possa godere di brevi permessi retribuiti?. La stessa Corte, con la sentenza n.13481 del 20.07.2004, ha poi confermato il proprio precedente orientamento, ulteriormente specificando che: ?essendo presupposto del diritto la circostanza che il portatore di handicap non sia ricoverato a tempo pieno, è presumibile che, durante l?orario di lavoro di chi presta l?assistenza e pu? fruire dei permessi, all?assistenza provveda altra persona presente in famiglia ed è ragionevole il bisogno di questa di fruire di tre giorni di libert?, coincidenti con la fruizione dei permessi retribuiti del lavoratore. Il criterio è analogo a quello previsto per i genitori di portatori di handicap, regolato nel medesimo articolo, per i quali la circostanza che uno di essi non lavori, e quindi possa prestare assistenza, non esclude il diritto ai permessi retribuiti. Si deve concludere che n? la lettera, n? la ratio della legge escludono il diritto ai permessi retribuiti in caso di presenza in famiglia di persona che possa provvedere all?assistenza?.
Anche la giustizia amministrativa era pervenuta ad analoghe conclusioni. Il Consiglio di Stato, infatti, pronunciandosi circa l?applicabilit? ad un docente di una scuola pubblica dell?articolo 33 comma 5 della legge 104/92, con sentenza del 19.01.1998, n.394/97 della propria Terza Sezione, aveva affermato che non si pu? negare il beneficio allorch? sussista il presupposto dell?effettiva assistenza continuativa da parte del lavoratore medesimo sulla considerazione che il rapporto possa essere instaurato da altri familiari. Nella stessa sentenza il Consiglio di stato ha evidenziato che il beneficio in questione non è subordinato alla mancanza di altri familiari in grado di assistere il portatore di handicap. Giova, infine, sottolineare che anche la Corte Costituzionale, nella sentenza n.325/1996 aveva posto in evidenza la ratio della legge nel suo insieme: superare o contribuire a far superare i molteplici ostacoli che il disabile incontra quotidianamente nelle attivit? sociali e lavorative e nell?esercizio di diritti costituzionalmente protetti. Nella stessa sentenza, il giudice delle leggi aveva anche sottolineato come non debba corrersi il rischio opposto, cioè, il dare alla norma un rilievo eccessivo, perchè non è immaginabile che l?assistenza al disabile si fondi esclusivamente su quella familiare. In base a tale orientamento giurisprudenziale ormai consolidato appare improcrastinabile che l?Istituto riveda le precedenti indicazioni fornite alle strutture territoriali in merito alla concessione dei benefici previsti dai commi 2 e 3 dell?articolo 33 della legge n.104/92, ispirandosi ai seguenti nuovi criteri: 1. che a nulla rilevi che nell?ambito del nucleo familiare della persona con disabilit? in situazione di gravit? si trovino conviventi familiari non lavoratori idonei a fornire l?aiuto necessario; 2. che la persona con disabilit? in situazione di gravit? - ovvero il suo amministratore di sostegno ovvero il suo tutore legale è possa liberamente effettuare la scelta su chi, all?interno della stessa famiglia, debba prestare l?assistenza prevista dai termini di legge;
3. che tale assistenza non debba essere necessariamente quotidiana, purch? assuma i caratteri della sistematicit? e dell?adeguatezza rispetto alle concrete esigenze della persona con disabilit? in situazione di gravit?;
4. che i benefici previsti dai commi 2 e 3 si debbano riconoscere altresò a quei lavoratori che è pur risiedendo o lavorando in luoghi anche distanti da quello in cui risiede di fatto la persona con disabilit? in situazione di gravit? (come, per esempio, nel caso del personale di volo delle linee aeree, del personale viaggiante delle ferrovie o dei marittimi) è offrano allo stesso un?assistenza sistematica ed adeguata, stante impregiudicato il potere organizzativo del datore di lavoro, non attenendo la fruizione dei benefici de quo all?esercizio di un diritto potestativo del lavoratore. A tal fine, in sede di richiesta dei benefici ex art. 33 della legge 104/92, sar? prodotto un ?Programma di assistenza? a firma congiunta del lavoratore richiedente e della persona con disabilit? in situazione di gravit? che dell?assistenza si giova - ovvero del suo amministratore di sostegno ovvero del suo tutore legale ?, sulla cui eventuale valutazione di congruit? medico legale si esprimer? il dirigente responsabile del Centro medico legale della sede INPS competente; 5. che il requisito dell?esclusivit? della stessa non si debba far coincidere con l?assenza di qualsiasi altra forma di assistenza pubblica o privata, essendo compatibile con la fruizione dei benefici in questione il ricorso alle strutture pubbliche, al cosiddetto ?non profit? ed a personale badante;
7. che al caso di cui al punto precedente, faccia eccezione quello rappresentato dal ricovero a tempo pieno, finalizzato ad un intervento chirurgico oppure a scopo riabilitativo, di un bambino di età inferiore ai tre anni con disabilit? in situazione di gravit?, per il quale risulti documentato dai sanitari della struttura ospedaliera il bisogno di assistenza da parte di un genitore o di un familiare (parente o affine entro il 3? grado) nonch?, su valutazione del dirigente responsabile del Centro medico legale della Sede INPS, quello della persona con disabilit? in situazione di gravit? in coma vigile e/o in situazione terminale, contesti questi assimilabili al piccolo minore;
8. che l?accettazione da parte del portatore di handicap in situazione di gravit? dell?assistenza continuativa ed esclusiva offerta dal familiare possa rientrare tra le fattispecie previste dal T.U. n.445/2000 sulla documentazione amministrativa per la cui prova è ammessa dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà;
9. che rimanga impregiudicato il diritto/dovere della Pubblica Amministrazione di verificare sia la veridicit? della dichiarazione di cui sopra e di quanto dichiarato dal lavoratore nel modello di domanda sia, in caso di disabilit? in situazione di gravit? ?temporaneamente concesso? dalla Commissione medica ex art. 4 della medesima legge 104/92, il permanere del diritto a fruire i suddetti benefici in capo al lavoratore che ne abbia richiesto l?attribuzione.
<TD =testoarticolo width=27></TD>
<TD =testoarticoloCentro width=256>Il Direttore Generale </TD></TR>
<TD =testoarticolo>
FONTE:http://www.studioaquilani.it/Norme/20070523.html</TD>
<TD =testoarticoloCentro>
</TD></TR></T></TABLE></DIV>
Sono interessato, mi contatti per favore? xberguy@gmail.com. Grazie
Ciao, ho il tripide trx base mai usato del 2016, se ti interessa scrivimi in privato.
Ciao è possibile sapere il prezzo e avere qualche foto?
ciao chi mi scrive?
22-07-17, 23:18

References: Articolo 19
 articolo 33
 art. 33
 art. 33
 sentenza 
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 art. 33
 art. 4