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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo del 19/07/2016 | Diritti EuropaDiritti Europa
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Posted by: Aurora Licci in In evidenza, Notizie, Rassegna sulla Corte Europea, Senza categoria 19 luglio 2016
Nella rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data martedì 19 luglio 2016, si è inserito per le decisioni pubblicate:
Flores Quiros c. Spagna 75183/10
Nel settembre del 2006 il dipartimento di sicurezza sociale mette all’asta i locali commerciali di ci la ricorrente, laÂ signora Flores Quiros era comproprietaria insieme al marito. L’asta pubblica pero' non aveva rispettato tutte le procedure formali, infatti, a seguito di un procedimento amministrativo, il Giudice ravvisa il difetto procedurale. Tale sentenza non diviene esecutiva perche' il dipartimento di sicurezza pubblica oppone la validita' dell’asta pubblica, cosi' come giudicata in un altro procedimento amministrativo (avviato dal marito) il 30 luglio del 2006. La ricorrente Quiros, dopo aver esperito tutte le vie di ricorso interne, invoca oggi in Corte edu la violazione dell’art.6 Â§ 1 (diritto ad un processo equo) per la mancata esecuzione della sentenza dell’8 maggio del 2006.
Articolo 6 Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - procedimento di esecuzione
Articolo 6-1 - Accesso a breve)
Dorota Kania c. Polonia
49132/11
La signora Kania viene condannata con sentenza definitiva nel 2011 al versamento di 3.500 euro a vari enti di beneficienza. La ricorrente nel 2007 aveva firmato insieme ad un altro giornalista un articolo pubblicato sul settimanale nazionale polacco Wprost; in questo articolo affermava come molti funzionari statali polacchi avessero contribuito a proteggereÂ il crimine organizzato polacco. In particolare nell’articolo in questione emergeva quale figura di spicco, R.B.Â ex colonnello dell’agenzia di sicurezza del paese. e' proprio il signor R.B. infatti che con la sua denuncia avvia il procedimento ai danni della ricorrente. Tuttavia oggi il Giudice di Strasburgo non accorda la violazione ell’art.10 CEDU (liberta' di espressione).
Articolo 10 Nessuna violazione di Articolo 10 - Liberta' di espressione - {} generali (articolo 10-1 - Liberta' di espressione)
Calin e altri c. Romania 25057/11, 34739/11, 20316/12) 2
I tre ricorrenti Dumitru Leonard Calin, Antonia Miruna Moldovan e Andrei Marian Mihalcea sono figli naturali che perdono il proprio diritto ad essere riconosciuti. Secondo il diritto rumeno il riconscimento deve esser fatto valere entro un anno dalla nascita; nei casi dei ricorrenti le rispettive madri hanno disatteso tale prescrizioni decadendo cosi' da tale diritto. Tuttavia nel 2007 e' intervenuta una novella che abolisce il termine prescrizionale. I ricorrenti dunque ricorrono innanzi al giudice rumeno invocando tale legge, ma la Corte costituzionale respinge tale istanza dichiarando gli effetti non retroattivi di suddetta leggeÂ per gli individui nati prima del giorno dell’entrata in vigore. Oggi i ricorrenti denunciano la violazione dell’art.8 CEDU (diritto al rispetto della vita privata e familiare).
Danno patrimoniale - domanda respinta (Articolo 41 - danno patrimoniale
E.S. c. Romania e Bulgaria
60281/11
La ricorrente E.S. da' alla luce una bambina nel 2004 in Spagna dall’unione con il suo compagno R.E.N.Â di nazionalita' bulgara; i due si separano nel 2004. La figlia vive con i nonni paterni in Bulgaria dal gennaio del 2007 fino al marzo del 2008. Dopo un breve soggiorni in spagna la madre porta la figlia dai nonni paterni in Romania. Ma nel 2008 quando i nonni paterni raggiungono la nipote in Romania, la riportano in Bulgaria al loro ritorno. Nel 2009 la madre ottiene la custodia dopo aver adito le corti bulgare, tuttavia la sentenza viene annullata per l’omessa citazione a comparire del padre; la madre ottiene di fatto l’affidamento solo nel 2012 e definitivamente, dopo una serie di diatribe giudiziarie nel 2014. Â La ricorrente oggi denuncia la violazione dell’art.8 CEDU per la mancata tempestivita' sia delle autorita' rumene sia bulgare per la controversia.
Articolo 8 Violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8 - obblighi positivi
Articolo 8-1 - Il rispetto della vita familiare) (Romania)
Articolo 8-1 - Il rispetto della vita familiare) (Bulgaria)
Mircea Pop c. Romania
43885/13
Il Padre del signor Pop denuncia in Corte edu la violazione dell’art. 2 CEDU (diritto alla vita) a causa della morte del proprio figlio sul luogo del lavoro.
Il giovane, appena diciottenne, viene ritrovato morto sul cantiere di una nave; egli prestava servizio presso la societa' U. come saldatore. Dall’autopsia e' emerso che la morte stata provocata da una forte scarica elettrica. Nonostante il parere dell’ispettorato del lavoro, che ha attribuito la colpa alla societa' U. per non aver garantito un’adeguata formazione al giovane sulla sicurezza, il tribunale respinge nel 2012 il ricorso del ricorrente, in quanto il lavoratore avrebbe dovuto conoscere in base alla propria esperienza avrebbe potuto prevenire l’incidente. Oggi il Giudice di Strasburgo accorda la violazione dell’art.2 CEDU (diritto alla vita)
Articolo 2 Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - procedimento di esecuzione
G.N. c. Polonia
Oggi la Corte europea dei diritti dell’uomo accerta la violazione da parte dello stato polacco del Â diritto al rispetto della vita privata e familiare ai danni del signor G.N. marito della signora E.N.
I coniugi hanno un bambino nel 2010, e qualche anno piu' tardi lasciano il Canda, luogo di residenza, per trascorrere le vacanze in Polonia; in questa occasione la madre si rifiuta di ritornare in Canada.
Il ricorrente nonostante i ricorsi innanzi al Giudice polacco âche riconosce il comportamento illecito della madre-Â non riesce ad ottenerne il ritorno. La decisione del tribunale di Varsavia viene confermata in appello nel 2013. Il signor G.N. non riesce ad ottenere neanche il diritto ad avere dei contatti con il figlio in quanto il tribunale distrettuale non ravvisa alcun comportamento ostativo della consorte. Oggi il signor G.N. denuncia a ragione un’errata applicazione da parte del Giudice polacco della Convenzione dell’Aia, ed ottiene dunque 9.000 euroÂ per il danno non patrimoniale e Â 14.446 euro per costi e spese in forza della violazione dell’art.8 CEDU.
Bulgaria Polonia Romania Spagna	2016-07-19
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Articolo 6

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Articolo 10
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Articolo 8

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