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Timestamp: 2019-07-18 01:28:26+00:00

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CORTE DI CASSAZIONE PENALE, Sez. 3^ 22/05/2019, Sentenza n.22451 | AmbienteDiritto.it
RIFIUTI - Reato di deposito incontrollato di rifiuti non pericolosi - Configurabilità nei confronti di qualsiasi soggetto - Responsabilità - Qualifica formale dell'agente o della natura dell'attività economica - Ininfluenza - Art. 256 d.lgs n.152/2006 - Giurisprudenza - DIRITTO PROCESSUALE PENALE - Reato continuato - Pena inflitta nella misura minima edittale - Motivazione esplicita - Esclusione - Potere discrezionale del giudice - Art. 132 cod. pen..
CORTE DI CASSAZIONE PENALE, Sez. 3^ 22/05/2019 (Ud. 24/01/2019), Sentenza n.22451
RIFIUTI - Reato di deposito incontrollato di rifiuti non pericolosi - Configurabilità nei confronti di qualsiasi soggetto - Responsabilità - Qualifica formale dell'agente o della natura dell'attività economica - Ininfluenza - Art. 256 d.lgs n.152/2006 - Giurisprudenza.
Il reato di deposito incontrollato di rifiuti non pericolosi, di cui all'art. 256, comma 2, D.Lvo n. 152/2006, è configurabile nei confronti di qualsiasi soggetto che abbandoni rifiuti nell'esercizio, anche di fatto, di una attività economica, indipendentemente dalla qualifica formale dell'agente o della natura dell'attività medesima (Sez. 3, n. 56275 del 24/10/2017, Marcolini), e nei confronti di qualsiasi soggetto che abbandoni rifiuti nell'esercizio di una attività economica di qualunque natura, non essendo circoscritto ai soli titolari di imprese che svolgono le attività di gestione di rifiuti di cui al comma primo dell'art. 256, D.Lvo n. 152/2006 (Sez. 3, n. 19969 del 14/12/2016, dep. 2017, Boldrin, Rv. 269768; Sez. 3, n. 30133 del 05/04/2017, Saldutti e altro, Rv. 270323).
DIRITTO PROCESSUALE PENALE - Reato continuato - Pena inflitta nella misura minima edittale - Motivazione esplicita - Esclusione - Potere discrezionale del giudice - Art. 132 cod. pen..
In tema di reato continuato, nel caso in cui il giudice, inflitta la pena nella misura minima edittale, l'abbia aumentata per la continuazione in modo esiguo, non è tenuto a giustificare con motivazione esplicita il suo operato, sia perché deve escludersi che abbia abusato del potere discrezionale conferitogli dall'art. 132 cod. pen., sia perché deve ritenersi che egli abbia implicitamente valutato gli elementi obbiettivi e subiettivi del reato risultanti dal contesto complessivo della sua decisione (Sez. 3, n. 24979 del 22/12/2017, dep. 2018, F. e altri).
(conferma sentenza del 23/04/2018 - TRIBUNALE DI VICENZA) Pres. ROSI, Rel. CERRONI, Ric. Tllawi
sul ricorso proposto da Tllawi Abdul Mouin, nato a Homs (Siria);
avverso la sentenza del 23/04/2018 del Tribunale di Vicenza;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Paola Filippi, che ha concluso per l'inammissibilità del ricorso;
1. Con sentenza del 23 aprile 2018 il Tribunale di Vicenza ha condannato Abdul Mouin Tllawi alla pena di euro 2750 di ammenda per il reato di cui agli artt. 81 cod. pen., 256, comma 1, lett. a) e 256 comma 2, d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152; 256, comma 1, lett. a) e 256, comma 4 d.lgs. 152 cit.; nonché 20, comma 1, d.lgs. 8 marzo 2006, n. 139.
2. Avverso la predetta decisione è stato proposto appello (poi convertito in ricorso per cassazione stante l'inappellabilità della pronuncia) con un articolato motivo di impugnazione.
2.1. In particolare, quanto all'esistenza del reato di cui al comma 1, lett. a) e comma 2 dell'art. 256 cit., esso era configurabile solamente in caso di difetto dell'autorizzazione prescritta per legge, laddove l'imputato, nella qualità di amministratore unico della s.r.l. T&M Plast, era munito di autorizzazione unica ambientale rilasciata dal Comune di Bolzano Vicentino. In tal modo, faceva difetto uno degli elementi costitutivi del reato.
Infine, in ordine all'ultimo reato contestato, la mancanza del rilascio della certificazione incendi riguardava la s.r.l. T&S Plast e non la T&M Plast. Non vi era quindi la prova dell'assenza della ridetta certificazione.
2.1.1. Con ulteriori ragioni di impugnazione era censurata l'eccessività del trattamento sanzionatorio, mentre - ai fini della sospensione condizionale della pena - il ricorrente ha osservato che non era stata valutata la positiva condotta tenuta dall'imputato successivamente al primo sopralluogo della polizia giudiziaria.
4.1. Per quanto concerne il primo motivo di censura, il provvedimento impugnato ha dato conto dell'esistenza di un deposito incontrollato di rifiuti non pericolosi, di cui all'art. 256, comma 2, d.lgs. 152 cit..
4.1.1. Quanto ad entrambe le ipotesi, il ricorrente non ha in alcun modo contestato la sussistenza delle fattispecie in relazione agli accertamenti eseguiti, e la ricostruzione in fatto operata dal Tribunale berico non è possibile oggetto di revoca in questa sede di legittimità.
4.3.1. Per quanto invece riguarda la mancata concessione della sospensione condizionale, il provvedimento impugnato ha dato esauriente conto della prognosi negativa, in ragione della dedotta pluralità di reati della medesima indole nonché dell'inottemperanza, prolungata per svariati anni, alle prescrizioni imposte.
Così deciso in Roma il 24/01/2019
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References: Sentenza 
 Art. 256
 Art. 132
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 Art. 256
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