Source: http://docplayer.it/15292575-Comunicazione-ai-membri.html
Timestamp: 2018-07-20 03:07:22+00:00

Document:
COMUNICAZIONE AI MEMBRI - PDF
1 PARLAMENTO EUROPEO Commissione per le petizioni COMUNICAZIONE AI MEMBRI Oggetto: Petizione 925/2007, presentata da Joachim Weber, cittadino tedesco, concernente la direttiva sull orario di lavoro. Sintesi della petizione Il firmatario è un medico presso una clinica privata a Hesse in cui è obbligato a lavorare per turni di 24 ore. A fondamento di tale obbligo il suo datore di lavoro invoca l'articolo 7 della legge tedesca sull'orario di lavoro e il contratto collettivo stipulato tra la categoria dei medici e l'associazione dei datori di lavoro delle autorità locali (VKA), applicabile agli ospedali facenti capo alle autorità locali ma non alle cliniche private. Il firmatario desidera sapere se sussiste compatibilità con la direttiva comunitaria sull'orario di lavoro. 2. Ricevibilità Dichiarata ricevibile il 20 febbraio La Commissione è stata invitata a fornire informazioni (articolo 202, paragrafo 6, del regolamento). 3. Risposta della Commissione, ricevuta il 0 giugno I. La petizione Il firmatario dichiara di svolgere la professione di medico in una clinica privata a Hesse in cui è obbligato a lavorare per turni di 24 ore. Secondo il firmatario, il suo datore di lavoro invoca, a tale riguardo, l'articolo 7 della legge tedesca sull'orario di lavoro e il contratto collettivo stipulato tra i rappresentanti della categoria dei medici e l'associazione dei datori di lavoro delle autorità locali (VKA), ratificato dal Land di Hesse e applicabile agli ospedali facenti capo alle autorità locali. CM\ doc PE /REV.v0-00 Unita nella diversità
2 Il firmatario chiede se tali norme siano compatibili con la direttiva sull orario di lavoro. II. Osservazioni della Commissione sulla petizione La Commissione non può fornire un parere sull applicazione di una norma di diritto interno o di un contratto collettivo nell ambito di una controversia tra privati. Essa si occupa, piuttosto, di valutare se le norme di diritto interno e gli atti delle autorità pubbliche menzionate dal firmatario sono coerenti con quanto previsto dalla normativa comunitaria. Disposizioni della normativa comunitaria L articolo 3 della direttiva sull orario di lavoro statuisce che Gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché ogni lavoratore benefici, nel corso di ogni periodo di 24 ore, di un periodo minimo di riposo di ore consecutive. Tuttavia, sono previste diverse deroghe a questa disposizione: ad esempio, all articolo 7, paragrafo 3 (attività caratterizzate dalla necessità di assicurare la continuità del servizio, compresi servizi ospedalieri relativi all'accettazione, al trattamento e alla cura dei pazienti), e all articolo 8 (mediante contratto collettivo). Ne consegue che, in linea di principio, è possibile da un punto di vista giuridico, nei casi in cui le disposizioni legislative ed amministrative nazionali lo prevedano o mediante contratti collettivi o contratti conclusi tra le parti, derogare al principio del periodo minimo di riposo giornaliero di ore lavorando per turni di 24 ore consecutive trascorse sul luogo di lavoro 2 ; in questa fattispecie è compreso il personale che fornisce servizi medici. Tuttavia, queste deroghe si applicano solo nel caso in cui siano soddisfatte determinate condizioni. In primo luogo, la direttiva richiede esplicitamente 3 che in tali situazioni vengano concessi ai lavoratori interessati equivalenti periodi di riposo. Direttiva 2003/88/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 4 novembre 2003 concernente taluni aspetti dell organizzazione dell orario di lavoro, GU L 299 del Ai fini della presente risposta, si presume che il turno di 24 ore venga svolto presso il luogo di lavoro. In questo caso, secondo giurisprudenza consolidata della Corte di giustizia, il periodo di guardia deve essere considerato integralmente come orario di lavoro (l espressione periodo di guardia presso il luogo di lavoro viene qui utilizzata per definire qualsiasi periodo durante il quale il lavoratore è obbligato a rendersi disponibile sul luogo di lavoro al fine di intervenire e svolgere la propria attività o le proprie mansioni, su richiesta del datore di lavoro). Tuttavia, nel caso in cui il firmatario si riferisca ad un turno di reperibilità della durata di 24 ore, durante il quale egli può rimanere a casa in attesa di essere chiamato, la posizione potrebbe essere differente. La Corte di giustizia ha deciso, nella causa SIMAP (causa C-303/98), che in questo caso solo il tempo impiegato per il reale svolgimento delle proprie mansioni può essere considerato orario lavorativo. 3 Ad eccezione dei casi eccezionali in cui la concessione di tali periodi equivalenti di riposo compensativo non sia possibile per ragioni oggettive. In tali casi ai lavoratori interessati deve essere concessa una diversa forma di protezione appropriata. Si vedano anche l articolo 7, paragrafo 2, e l articolo 8. Si PE /REV.v0-00 2/8 CM\ doc
3 Secondariamente, nella causa Jaeger, la Corte di giustizia ha preso in considerazione i turni di lavoro dei medici ospedalieri in Germania, ai quali era richiesto di rimanere presso il luogo di lavoro per un periodo di 30 ore consecutive (perché il periodo di guardia presso il luogo di lavoro era immediatamente successivo al normale orario di lavoro). La Corte ha ritenuto che, al fine di far rientrare la fattispecie tra le deroghe previste, un periodo equivalente di recupero (per compensare il periodo minimo di riposo non fruito) deve essere concesso in tali casi immediatamente dopo i periodi di lavoro corrispondenti 2. Inoltre, in nessun caso tale riduzione del periodo di riposo giornaliero può comportare il superamento della durata massima della settimana lavorativa, come prevista dall'articolo 6 della direttiva (48 ore di media). In terzo luogo, la Corte di giustizia ha dichiarato, in linea generale, nelle sentenze emesse per le cause SIMAP, Pfeiffer, Jaeger e Dellas, che la direttiva riguardante l orario di lavoro e, in particolare, le eccezioni e deroghe ivi previste, devono essere interpretate alla luce dell obiettivo della direttiva stessa, ovvero la protezione dei lavoratori in materia di salute e sicurezza. Pertanto, nel valutare l'applicazione delle deroghe alla direttiva, devono essere prese in considerazione le effettive conseguenze per la salute e la sicurezza del lavoratore interessato. Tale considerazione dovrebbe comprendere l impatto in termini di salute e sicurezza delle attività interessate nonché i loro potenziali effetti a lungo termine o cumulativi sulla salute e la sicurezza nei casi in cui si richiede di ridurre i periodi di riposo regolarmente o per periodi prolungati. Nella sentenza relativa alla causa Jaeger, ad esempio, la Corte ha affermato che, tenuto conto degli obiettivi della direttiva in termini di salute e sicurezza, essa deve essere interpretata in modo da imporre (anche nel caso di deroghe al periodo minimo di riposo) periodi di riposo adeguati che, oltre ad essere effettivi, consentendo alle persone interessate di recuperare la fatica dovuta al lavoro, devono anche rivestire un carattere preventivo tale da ridurre il più possibile il rischio di alterazione della sicurezza e della salute dei lavoratori che l'accumulo di periodi di lavoro senza il necessario riposo può rappresentare 3. La Corte ha inoltre stabilito che, per poter garantire un'efficace tutela della sicurezza e della salute del lavoratore, deve essere prevista, di regola, un'alternanza di un periodo di lavoro e di un periodo di riposo, aggiungendo che tale esigenza risulta ancor più necessaria quando, in deroga alla regola generale, l'orario di lavoro normale giornaliero è prolungato dallo svolgimento di un servizio di guardia 4. In quarto luogo, la Corte ha dichiarato che le deroghe previste all'articolo 7 devono essere interpretate in modo che la loro portata sia limitata a quanto strettamente necessario alla tutela degli interessi che tali deroghe permettono di proteggere 5. Conseguentemente, i turni di 24 ore nell'ambito dei servizi ospedalieri rientrano nelle deroghe consentite dalla direttiva concernente l'orario di lavoro, a condizione che siano soddisfatte presume in questo caso che il firmatario non sia un lavoratore autonomo ai sensi dell articolo 7, paragrafo, della direttiva. Cfr. nota 2, sopra. 2 Causa C-5/02 Jaeger, punto 03 della sentenza. 3 Causa C-5/02 Jaeger, punto 92 della sentenza. 4 Causa C-5/02 Jaeger, punto 77 della sentenza. 5 Causa C-5/02 Jaeger, punto 89 della sentenza. CM\ doc 3/8 PE /REV.v0-00
4 determinate condizioni, compresa quella relativa ai periodi equivalenti di riposo compensativo per le ore di riposo minimo non fruite, entro un termine temporale adeguato. In quale misura tali condizioni sono soddisfatte dipende da determinate questioni di fatto, tra cui le modalità di riconoscimento dei periodi equivalenti di riposo compensativo, la loro distribuzione rispetto all orario di lavoro, il regime di quest ultimo e le sue conseguenze sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori, nonché la valutazione della effettiva necessità dei turni ai fini della salvaguardia degli interessi tutelati dalla deroga (ad esempio, la necessità di continuità nei servizi ospedalieri). Norme di diritto nazionale e contratto collettivo del settore pubblico Il firmatario fa riferimento all Arbeitszeitgesetz (AZG), la legge sulla durata del lavoro del 994, e ad un contratto collettivo stipulato tra i medici ospedalieri e le autorità pubbliche ( Tarifvertrag- Ärzte/VKA ). Ai sensi dell articolo 5 dell Arbeitszeitgesetz, come modificato fino al 2006, ciascun lavoratore ha diritto a usufruire di un periodo di riposo di almeno ore senza interruzioni a seguito di ciascuna giornata lavorativa. Negli ospedali e in altre attività specifiche, tale durata può essere ridotta ad un minimo di 0 ore, a condizione che sia previsto un periodo di riposo compensativo equivalente entro un mese. In conformità con quanto previsto dall articolo 7 dell AZD, il riposo giornaliero può essere ridotto a non meno di nove ore, a condizione che ciò sia stabilito mediante contratto collettivo, che la natura del lavoro lo renda necessario e che sia riconosciuto un periodo di riposo compensativo. Tuttavia, l articolo 7, paragrafo 2, lettera a), dell AZG sembra consentire un'eccezione per quanto attiene al riposo minimo giornaliero senza un periodo di riposo compensativo equivalente ( ohne Ausgleich ), nei casi in cui un contratto collettivo prevede il prolungamento dell'orario di lavoro giornaliero e se l attività lavorativa comprende di norma periodi prolungati di guardia presso il luogo di lavoro (Arbeitsbereitschaft e/o Bereitschaftsdienst). L AZG stabilisce inoltre che in tali casi devono essere stabilite regole particolari al fine di garantire che la salute dei lavoratori non sia minacciata e che, se la giornata lavorativa supera la durata di 2 ore, al lavoratore deve essere riconosciuto un periodo di riposo di almeno undici ore consecutive, alla conclusione dell attività. Tuttavia, non è chiaro se questa disposizione garantisca il riconoscimento del periodo di riposo compensativo equivalente previsto dalla direttiva. Il contratto collettivo del settore pubblico menzionato dal firmatario sembra corrispondere al contratto collettivo TV-Ärzte/VKA del 7 agosto 2006, stipulato tra il Marburger Bund (sindacato dei medici) e l associazione dei datori di lavoro delle autorità municipali e locali (VKA). La Commissione non può esprimersi sull applicabilità di tale contratto collettivo, ai sensi Oppure, nei casi previsti dal contratto collettivo, un accordo operativo (Betriebsvereinbarung) o un accordo per la prestazione di servizi (Dienstvereinbarung). PE /REV.v0-00 4/8 CM\ doc
5 della legislazione nazionale, alla fattispecie descritta dal firmatario. Il TV-Ärzte/VKA prevede delle deroghe all Arbeitszeitgesetz, da concordare mediante accordi operativi o per la prestazione di servizi (Betriebsvereinbarung, Dienstvereinbarung) in situazioni di estrema necessità ed entro i limiti previsti dall'articolo 7 dell'azg. A norma dell articolo 0, paragrafo 2, dell TV-Ärzte/VKA, l orario di lavoro giornaliero può essere prolungato da 8 a 24 ore (mediante un eccezione al periodo minimo di riposo in conformità con l'articolo 5 dell'azg) a condizione che: - almeno il periodo eccedente le 8 ore consista in un periodo di guardia (Bereitschaftsdienst) - le parti abbiano prima valutato modelli alternativi di organizzazione dell orario di lavoro - sia stata condotta un analisi sui livelli di stress - in seguito a tale analisi, siano state adottate delle misure al fine di garantire la protezione in termini di sicurezza e di salute dei dipendenti interessati - l orario di lavoro settimanale non ecceda, conseguentemente, le 60 ore di media (con riferimento al prolungamento dell'orario di lavoro settimanale sulla base del sistema individuale di deroga, menzionato da altre disposizioni del contratto collettivo). Non appare chiaro, tuttavia, se il periodo di riposo compensativo equivalente sia previsto in tale situazione, né entro quale termine temporale esso debba essere concesso. III. Conclusioni La direttiva 2003/88/CE sull orario di lavoro prevede un periodo minimo di riposo giornaliero di almeno ore consecutive nel corso di ogni periodo di 24 ore. Tuttavia, in linea di principio, è possibile, da un punto di vista giuridico, nei casi in cui le disposizioni legislative ed amministrative nazionali lo prevedano o mediante contratti collettivi o contratti conclusi tra le parti sociali, derogare a tale principio lavorando per turni di 24 ore consecutive trascorse sul luogo di lavoro; in questa fattispecie è compreso il personale che fornisce servizi medici. Tali deroghe devono soddisfare determinate condizioni, tra le quali il riconoscimento, a favore dei lavoratori che non hanno fruito in tutto o in parte dei periodi di riposo giornaliero, di un periodo di riposo compensativo equivalente per le ore di riposo minimo non fruite (fatti salvi i casi eccezionali in cui ciò risulti obiettivamente impossibile) entro un termine temporale adeguato. Sia le norme di diritto interno che il contratto collettivo per il settore pubblico menzionati dal firmatario prevedono delle deroghe al periodo di riposo giornaliero minimo, in base alle quali ai medici ospedalieri potrebbe essere chiesto di svolgere un turno di 24 ore consecutive. È possibile che tali deroghe non siano completamente coerenti con quanto previsto dalla direttiva sull orario di lavoro, come sopra descritto. La Commissione ha già ricevuto In alcuni casi, 66 ore. CM\ doc 5/8 PE /REV.v0-00
6 numerosi reclami a questo proposito e sta seguendo con attenzione la situazione. Essa si riserva il diritto di adottare le ulteriori misure che si renderanno necessarie alla luce della successiva corrispondenza con le autorità nazionali. 4. Risposta della Commissione, ricevuta il 25 settembre Nel maggio 2008 la Commissione ha trasmesso una comunicazione concernente la petizione in oggetto e contenente un analisi giuridica dettagliata: la presente comunicazione integrativa si limita a indicare gli elementi supplementari emersi dalle ulteriori informazioni fornite dal firmatario al Parlamento a gennaio 2009 e giugno In sintesi, il firmatario ha già dichiarato di svolgere la professione di medico presso una clinica privata a Hesse, in cui è obbligato a lavorare per turni di 24 ore. Secondo il firmatario, il datore di lavoro invoca, a tale riguardo, la legislazione nazionale e un contratto collettivo del settore pubblico 2, applicabile agli ospedali di Hesse facenti capo ad autorità locali, ma non agli ospedali privati. Il firmatario chiede se tali norme sono conformi alla direttiva sull orario di lavoro 3. Nella comunicazione di maggio 2008 la Commissione ha sottolineato di non potersi esprimere riguardo all applicazione di una norma di diritto interno o di un contratto collettivo nell ambito di una controversia di lavoro tra privati. Essa si occupa, piuttosto, di valutare se le norme di diritto interno e gli atti delle autorità pubbliche menzionate dal firmatario sono coerenti con quanto previsto dalla normativa comunitaria. La comunicazione illustra le disposizioni della direttiva sull orario di lavoro, quelle della legge nazionale e quelle del contratto collettivo menzionati dal firmatario. Ne consegue che, in linea di principio, è possibile da un punto di vista giuridico, nei casi in cui le disposizioni legislative nazionali o i contratti collettivi lo prevedano, derogare al principio del periodo minimo di riposo giornaliero previsto dalla direttiva sull orario di lavoro lavorando per turni di 24. Tuttavia, queste deroghe si applicano solo nel caso in cui siano soddisfatte determinate condizioni, tra cui la concessione di periodi di riposo equivalenti in un determinato arco di tempo. La legge nazionale e il contratto collettivo menzionati dal firmatario prevedono tale deroga, ma non è chiaro se tale deroga soddisfi pienamente le condizioni stabilite dal diritto comunitario. Ciò dipende da fattori come le modalità di riconoscimento dei periodi equivalenti di riposo compensativo, la loro distribuzione rispetto all orario di lavoro, il regime di quest ultimo e le sue conseguenze sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori, nonché la valutazione della effettiva necessità di turni prolungati ai fini della salvaguardia degli interessi tutelati dalla deroga (ad esempio, la necessità di continuità nei servizi ospedalieri). Il firmatario ha fornito ulteriori dettagli sul suo caso nelle lettere inviate a gennaio 2009 e L articolo 7 dell Arbeitszeitgesetz o legge sull orario di lavoro (AZG). 2 Il TV-Ärzte/VKA ('Tarifvertrag- Ärzte/VKA'), il contratto collettivo del 7 agosto 2006, stipulato tra il Marburger Bund (sindacato dei medici) e l'associazione dei datori di lavoro delle autorità locali (VKA). 3 Direttiva 2003/88/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 novembre 2003, concernente taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro, GU L 299 del PE /REV.v0-00 6/8 CM\ doc
7 giugno La lettera di gennaio 2009 illustra il quadro che regolamenta le condizioni di impiego del firmatario. Secondo quest ultimo, tali condizioni sono disciplinate da un Betriebsvereinbarung (accordo tra il consiglio di azienda e la direzione a livello dell impresa), che ha recepito alcune disposizioni contenute nel contratto collettivo TV-Ärzte/VKA menzionato dal firmatario, ma non quelle concernenti il lavoro straordinario e notturno (le disposizioni del TV-Ärzte/VKA che, secondo il firmatario, sono state recepite dal Betriebsvereinbarung prevedono la facoltà di non applicare alcune disposizioni, conformemente all articolo 22 della direttiva, mediante il consenso individuale del lavoratore interessato allo svolgimento di orari di lavoro prolungati). Il firmatario contesta la validità della stipula di tale accordo, che a suo parere non tutela a sufficienza i diritti dei lavoratori, da parte del consiglio di azienda, in base alla legge tedesca sulle relazioni industriali. Alla lettera di giugno 2009 è allegata una risposta indirizzata dal datore di lavoro al firmatario. Da tale risposta emerge che, ad aprile 2009, il firmatario ha accordato il consenso scritto di cui all articolo 7 dell Arbeitszeitgesetz (AZG) relativamente al prolungamento dell orario di lavoro giornaliero e settimanale, rilevando tuttavia che tale consenso era subordinato a un contratto collettivo che non era stato ancora concluso, ossia, secondo quanto emerge, quello tra il Marburger Bund (il sindacato dei medici) e la clinica privata presso cui è impiegato. Il datore di lavoro ha risposto di non poter accettare tale consenso condizionale come un consenso valido in quanto, ai fini dell inserimento del firmatario nel personale di guardia, è necessario un consenso che non sia subordinato a tale condizione. Il datore di lavoro sostiene che la sua posizione è basata sull articolo 7 dell AZG, oltre che sul Betriebsvereinbarung dell azienda, aggiungendo che il firmatario può, in alternativa, decidere di non fornire un consenso incondizionato. In tal caso non sarà inserito tra il personale di guardia e non sarà sfavorito per non aver fornito il consenso richiesto. Sulla base delle ulteriori informazioni fornite dal firmatario, la Commissione ritiene che la petizione in oggetto riguardi chiaramente una controversia tra privati. La legge tedesca in materia di orario di lavoro (AZG) prevede la possibilità di deroghe stabilite da contratti collettivi e, secondo quanto emerge dalle affermazioni del firmatario e del datore di lavoro in merito, le norme contestate non sono quelle stabilite dal contratto collettivo del settore pubblico, ma piuttosto quelle determinate da un accordo stipulato a livello di impresa tra il consiglio di azienda e la direzione di una clinica privata. La coerenza di tali norme con la legge tedesca in materia di relazioni industriali, o anche con i requisiti del diritto comunitario costituisce materia di competenza delle autorità nazionali. Inoltre, le informazioni fornite non consentono alla Commissione di stabilire se le effettive modalità di lavoro del firmatario in termini di periodi minimi di riposo siano incoerenti con i requisiti minimi indicati dalla direttiva sull orario di lavoro. Come rilevato nella precedente comunicazione, lo svolgimento di un turno di lavoro di 24 ore non è, in linea di principio, escluso dalla direttiva sull orario di lavoro, purché siano soddisfatte determinate condizioni. Nel caso del firmatario, la Commissione non dispone di informazioni in merito e, in particolare, di informazioni sulle ore totali lavorate, la frequenza dell orario notturno e dei turni prolungati, la durata e la distribuzione del risposo compensativo, il regime dell orario CM\ doc 7/8 PE /REV.v0-00
8 lavorativo o le misure accompagnatorie eventualmente adottate per controllarne le implicazioni sulla salute e la sicurezza e per rispettare quanto previsto in merito. Dalle informazioni aggiuntive fornite dal firmatario risulta inoltre che allo stesso sia stato chiesto di accordare il consenso per un orario di lavoro complessivo (comprese le ore di guardia) superiore al limite giornaliero dell orario di lavoro previsto dalla legislazione nazionale, o al limite settimanale, o a entrambi. Tale consenso potrebbe comportare il superamento del limite della durata dell orario di lavoro di cui all articolo 6 della direttiva sull orario di lavoro (48 ore settimanali in media) e quindi la facoltà di non applicare tale limite, prevista dall articolo 22 della direttiva. L AZG contempla tuttavia il ricorso a tale facoltà in Germania, nell ambito delle regolari mansioni di guardia, laddove un contratto collettivo lo permetta, come sembra in questo caso. Inoltre, secondo le informazioni fornite dal firmatario, il datore di lavoro afferma che quest ultimo non sarà inserito fra il personale di guardia qualora non intenda accordare il consenso e non verrà sfavorito per non averlo accordato. Quanto sopra sembra essere conforme alle disposizioni dell articolo 22 e in particolare dell articolo 22, paragrafo, lettera b) della direttiva. Conclusioni Sulla base delle ulteriori informazioni fornite dal firmatario, la Commissione ritiene che la petizione in oggetto riguardi chiaramente una controversia tra privati. Le informazioni disponibili non contengono, secondo quanto emerge, elementi che consentano di concludere che, attualmente, l Abeitszeitsgesetz o il contratto collettivo del settore pubblico menzionati dal firmatario diano luogo a prassi concernenti l orario di lavoro contrarie al diritto comunitario. PE /REV.v0-00 8/8 CM\ doc

References: articolo 3
 articolo 7
 articolo 8
 articolo 7
 articolo 8
 sentenza 
 articolo 7
 articolo 5
 articolo 7
 articolo 7
 articolo 0
 articolo 7
 articolo 22
 articolo 7
 articolo 7
 articolo 6
 articolo 22
 articolo 22
 articolo 22