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Timestamp: 2018-01-17 10:24:13+00:00

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61 - VS Settembre2012 by CSV Salento - issuu
Settembre 2012 - Anno VII - n.61
Speciale Censimento
Un Registro Europeo dei pass
A Tricase il 29 settembre la prima tappa del Forum Provinciale del Volontariato
Alle pp. 8-9-10
VERSO GLI STATI GENERALI DELLA POVERTÀ
Si conclude con un open space il percorso di progettazione partecipata “I valori della povertà” del Csv Salento
i è concluso venerdì 14 settembre il percorso di progettazione partecipata “I Valori della Povertà” che, nei mesi di maggio e giugno, ha visto volontari e operatori coinvolti in una sperimentazione di strumenti di ispirazione comunitaria applicati al tema della povertà. Il gruppo di lavoro, ha deciso di chiudere con un Open Space Technology (OST): uno spazio di discussione aperto a chiunque, un metodo di lavoro basato sull’autorganizzazione e
sulla capacità propositiva delle persone che partecipano all’evento. Non ci sono relatori chiamati a parlare né programmi predefiniti: i partecipanti creano l’agenda della giornata, propongono i temi di lavoro e discutono le priorità. Unici protagonisti, pertanto, i partecipanti assieme alla loro esperienza, le loro idee, la loro voglia di mettersi in gioco. COME COSTRUIRE RETI PER ESSERE MENO POVERI? Continua a pag. 2
“La crescita è la causa della crisi che stiamo vivendo e quindi non può essere la soluzione” Maurizio Pallante
GIRAVOLTE, STORIA DI UN VICOLO E DI UNO SFRATTO ANNUNCIATO
na storia annunciata di sfratti e di sofferenze. Non poteva che iniziare così il racconto di ciò che sta accadendo nel centro storico di Lecce, in Vico delle Giravolte, dove una trentina di donne e uomini immigrati hanno ricevuto ordine di sfratto dal loro stabile nel quale vivevano. Si tratta di abitazioni di proprietà delle Suore Benedettine, ricevute in donazione nel 2004 dalla “Mara”, transessuale leccese scomparsa in quell’anno, e nelle quali da più di vent’anni vivono decine di persone pagando regolarmente l’affitto. Quegli stabili però sono, sotto il profilo igienico-sanitario e strutturale, invivibili e pericolosi. Quegli stabili però sono, sotto il profilo igienico-sanitario e strutturale, invivibili e pericolosi. Continua a pag. 12
LA TERZA FASE DEL VOLONTARIATO ITALIANO
robabilmente non esistono degli storici del fenomeno del volontariato nazionale, anche se ricerche ne sono state fatte tante in questi ultimi anni, a cominciare dai tempi del compianto Tavazza. Tuttavia si può dire che ormai il volontariato che agisce in Italia ha un suo consolidamento, culturale, numerico e temporale. Detto questo, però, appare più interessante capire che cosa sta succedendo e dove sta andando il nostro mondo, al quale appartengono almeno 4-5 milioni di persone. Vediamo il processo nella sua interezza, con delle opportune semplificazioni. La prima fase del volontariato italiano è quella che si è conclusa agli inizi degli anni novanta, quando fu approvata la Legge 266/91. Questo volontariato era piuttosto di matrice cattolica o confessionale, aveva principalmente a cuore la “salvezza” delle fasce deboli della popolazione. La seconda fase è stata quella della più esplicita riconoscibilità pubblica del volontariato e del consolidamento della prassi democratica interna, e questo è certamente accaduto e si è rinforzato con la nascita dei CSV che si reggono con le risorse che provengono dalla Fondazioni bancarie. I volontari, insomma, hanno sposato la via della democrazia, ma hanno anche cominciato a chiedersi quale ruolo possono avere per sviluppare la cultura della responsabilità sociale, e a realizzare lo sviluppo del capitale sociale con mezzi trasparenti. E siamo ad oggi. L’assemblea del 5-7 ottobre a L’Aquila dovrebbe segnare un passo decisivo in avanti. Ma in che senso? Nel senso della nascita di una nuova lobby che tenta di incidere nelle dinamiche di potere nazionale? Oppure, come tutto il recente dibattito sui “beni comuni” sembra volere indicare, nella direzione del consolidamento della soggettività politica del volontariato italiano, che insieme a tutto il patto parasociale può e deve ormai diventare quella terza colonna dello Stato, che mira a sviluppare la cultura della solidarietà e della responsabilità, lo sviluppo dei beni comuni, senza subalternità alla religione del PIL.
CSV NET NAZIONALE E REGIONALE RINNOVANO L’IMMAGINE
’estate 2012 ha rappresentato per CSVnet un’importante fase di cambiamento nelle modalità di interazione e comunicazione con i CSV soci ma anche con gli altri stakeholder. Dal 3 agosto è infatti attivo il nuovo sito internet, rinnovato nello stile ma anche nei contenuti. Più informazione, più visibilità per la rete dei CSV, con un’attenzione speciale ai social network. Anche il CSV Puglia net cambia immagine, rinnovando il logo, rendendolo più chiaro e fruibile. «Abbiamo ripreso i tre colori che caratterizzano la nostra Puglia – spiega Luigi Russo, coordinatore regionale del CSV Puglia net – l’azzurro dei due lembi di acqua, il nostro mare su cui si adagia la nostra Puglia e il verde degli ulivi che dal nord della Puglia, da Accadia nel foggiano, fino a Santa Maria di Leuca, raccontano il nostro territorio, l’operosità delle sue genti, molto spesso volontaria». Luigi Conte
Censimento Istat, il CSV Salento fornisce supporto Si è avviata lunedì 10 settembre la rilevazione degli enti no profit da parte dell’Istat. Gli uffici del CSV Salento sono a disposizione per fornire supporto alle associazioni Lunedì 10 settembre si è avviato il censimento Istat degli enti non profit. Oggetto dell’analisi statistica 430mila enti. Il volto del mondo non profit, quindi, sarà svelato in tutta la sua interezza, a prescindere dalle forme giuridiche e organizzative: lo studio, infatti, considera tutte le realtà non profit nello stesso modo in base ai criteri dell’assenza di profitto e della soddisfazione di un bisogno di rilevanza sociale. L’unica condizione richiesta dall’Istat all’organizzazione per essere inclusa nel censimento è il possesso del codice fiscale. Gli uffici del CSV Salento sono a disposizione delle associazioni, negli orari consueti di apertura al pubblico, per supportare la compilazione del questionario. Di seguito alcune informazioni sulle modalità di distribuzione e raccolta e sui contenuti dei questionari: L’istituzione non profit L’unità di rilevazione del censimento sarà “l’istituzione non profit” che, nel Piano Generale del censimento, è definita come «unità giuridico economica dotata o meno di personalità giuridica, di natura privata, che produce beni e servizi destinabili o non destinabili alla vendita e che, in base alle leggi vigenti o a proprie norme statutarie, non ha la facoltà di distribuire, anche indirettamente, profitti o altri guadagni diversi dalla remunerazione del lavoro prestato ai soggetti che l’hanno istituita o ai soci». Secondo tale definizione, precisa il documento Istat, «costituiscono esempi di istituzioni non profit le associazioni, riconosciute e non riconosciute; le fondazioni, le cooperative sociali, i comitati. Rientrano tra le istituzioni non profit anche le ong, le organizzazioni di volontariato, le onlus, i partiti politici, i sindacati, le as-
sociazioni di categoria, gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti». Gli enti non profit coinvolti saranno circa 430.000. La lista precensuaria - una novità rispetto all’ultimo censimento - è stata costruita aggregando la base anagrafica delle precedenti rilevazioni settoriali realizzate dall’Istat (organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, fondazioni, ecc.) con gli archivi di fonte amministrativa. Modalità di svolgimento del censimento Occorre sottolineare che è previsto l’obbligo di risposta entro il 31 dicembre 2012. Chi non provvederà a fornire una risposta entro il termine, sarà contattato dai rilevatori. I questionari saranno recapitati alle istituzioni da rilevare - all’indirizzo della sede legale - a cura delle Camere di Commercio. Gli enti non profit possono compilare il questionario direttamente in internet, come già avvenuto per il censimento della popolazione, oppure inviarlo per posta al centro di rilevazione. I questionari I questionari sono uguali per tutte le istituzioni non profit e, nelle intenzioni dell’ISTAT, dovrebbero consentire di rilevare più informazioni rispetto all’ultimo censimento. Il questionario sarà strutturato in diverse sezioni: caratteristiche strutturali, attività, risorse economiche, risorse umane. Nel dettaglio, la sezione del questionario sulla struttura prevede dei quesiti sulla composizione dell’organo direttivo, sulla rete di collaborazioni con altre organizzazioni del settore non profit, con istituzioni pubbliche e imprese e nell’ambito territoriale di riferimento. Molti quesiti mirano a mettere a fuoco le attività e i servizi offerti nonché il tipo di utenti che ne beneficiano. Infine, sono state inserite nel questionario domande per rilevare le forme di comunicazione pubblica e la strategia adottata per la raccolta fondi, oltre a quesiti relativi alla composizione sociale, ai volontari, agli eventuali lavoratori retribuiti e alle risorse economiche dell’organizzazione.
i è concluso venerdì 14 settembre il percorso di progettazione partecipata “I Valori della Povertà” che, nei mesi di maggio e giugno, ha visto volontari e operatori coinvolti in una sperimentazione di strumenti di ispirazione comunitaria applicati al tema della povertà. Il gruppo di lavoro, ha deciso di chiudere con un Open Space Technology (OST): uno spazio di discussione aperto a chiunque, un metodo di lavoro basato sull’autorganizzazione e sulla capacità propositiva delle persone che partecipano all’evento. Non ci sono relatori chiamati a parlare né programmi predefiniti: i partecipanti creano l’agenda della giornata, propongono i temi di lavoro e discutono le priorità. Unici protagonisti, pertanto, i partecipanti assieme alla loro esperienza, le loro idee, la loro voglia di mettersi in gioco. COME COSTRUIRE RETI PER ESSERE MENO POVERI? Su questa domanda, filo conduttore dell’OST, i partecipanti hanno costruito il programma della giornata, definendo gli argomenti su cui riflettere in gruppi di lavoro liberi: la conoscenza, il baratto, lo spreco come risorsa, il coordinamento dei servizi esistenti, fare rete col teatro, formare ed educare. Tutte le questioni sono poi state rappresentate, in plenaria, in forma di mappa mentale collettiva. I partecipanti hanno condiviso la proposta più urgente da sviluppare - “Coordinare i servizi esistenti” - cooperando per la focalizzazione delle prime azioni da svolgere, definendo alcuni step da cui partire e ponendosi, fra gli altri, due obiettivi che possiamo definire il risultato dell’intero percorso: rafforzare la rete di soggetti che si occupano di povertà, proseguendo quindi il lavoro sin qui svolto, fino ad arrivare alla primavera 2013 con la realizzazione de “Gli stati generali della povertà”. M.G. Taliani
SEDE DI TIGGIANO, ECCO IL NUOVO NUMERO
A disposizione il nuovo recapito telefonico della sede territoriale del Centro Servizi Volontariato Salento La sede di territoriale del Centro Servizi Volontariato Salento di Tiggiano ha un nuovo numero di telefono: 0833/1822298.
SPENDING REVIEW: DIETRO FRONT SUL TERZO SETTORE
Approvato un emendamento che esonera gli enti non profit dalle gare e ripristina 4 Osservatori
pprovato in Commissione Bilancio l’emendamento che mette un argine al tentativo di affossare il mondo del non profit con la spending review. In particolare, le modifiche riguardano l’articolo 4 (commi 6-7-8) che metteva fuori gioco non solo il non profit, ma moltissimi servizi che esso eroga. L’emendamento approvato, salva vari tipi di soggetti non profit, facendo riferimento esplicito alle leggi, escludendo dal vincolo di gara previsto le realtà «operanti nel campo dei servizi socio-assistenziali e dei beni ed attività culturali, le associazioni di promozione sociale di cui alla legge 7 dicembre 2000, n.383, gli enti di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, le organizzazioni non governative di cui alla legge 26 febbraio 1987, n. 49, le cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381, le associazioni sportive dilettantistiche di cui all’articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, nonché le associazioni rappresentative, di coordinamento e supporto degli enti territoriali e locali». Risultano approvati dalla Commissione anche altri due emendamenti: il 4.1000 dopo la lettera f) dell’articolo 4 prevede di aggiungere la seguente frase: «“f-bis) al comma 7, aggiungere in fine il seguente periodo: “E’ ammessa l’acquisizione in via diretta di beni e servizi tramite convenzioni realizzate ai sensi dell’articolo 30 della lege 12 dicembre 2000,
n. 383, dell’articolo 7 della legge 11 agosto 1991, n. 266, dell’articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 e dell’articolo 5 della legge 8 novembre 1991, n. 381. Sono altresì ammesse le convenzioni siglate con le organizzazioni non governative per le acquisizioni di beni e servizi realizzate negli ambiti di attività previsti dalla legge 26 febbraio 1987, n. 49, e relativi regolamenti di attuazione». All’emendamento 4.1000, lettera g) aggiungere in fine il seguente periodo: “è aggiunto in fine il seguente periodo: “Sono altresì fatte salve le acquisizioni in via diretta di beni e servizi il cui valore complessivo sia pari o inferiore a 200.000 euro in favore delle associazioni di promozione sociale di cui alla legge 12 dicembre 2000, n. 383, degli enti di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, delle associazioni sportive dilettantistiche di cui all’articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, delle organizzazioni non governative di cui alla legge 26 febbraio 1987, n. 49 e delle cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381”. Secondo Paolo Beni, presidente di Arci, inoltre, sarebbero salvi «Osservatorio del volontariato, osservatorio delle associazioni di promozione sociale, l’osservatorio infanzia ed adolescenza e la consulta dei consiglieri per le pari opportunità». Con l’esplicitazione, nero su bianco, che non graveranno sul bilancio dello Stato.
CSV NET: “BENE GLI AGGIUSTAMENTI DELLA SPENDING REVIEW, MA NON BASTA”
È positivo il commento del presidente nazionale del CSV Net all’indomani della reintroduzione di alcune delle richieste effettuate al Governo da parte del Terzo Settore
Apprezziamo il ripensamento su alcune scelte che avrebbero cancellato organismi fondamentali nelle relazioni fra le istituzioni e il terzo settore, come alcuni Osservatori, e condizionato i contributi pubblici di natura economica al privato sociale con criteri tipici del comparto profit. Una buona notizia che, una volta confermata dalla Camera dei Deputati, porterà sollievo ad una fatica innaturale» commenta Stefano Tabò – presidente di CSVnet, il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato. «Mentre le realtà del mondo del volontariato dovrebbero essere messe nella condizione di valorizzare le loro migliori energie, sollecitando
ed attivando il ricco giacimento di risorse umane, diffuso nei territori, in un progetto di rilancio del nostro Paese inclusivo e sostenibile, quelle stesse realtà sono costrette ad adoperarsi per salvaguardare ciò che dovrebbe essere considerato non solo naturale ma anche indispensabile, in una logica di bene comune e di interesse pubblico. La spending review ci conferma che anche le manovre economiche non sono mai svincolate da un modello sociale di riferimento e che l’impostazione culturale ancora prevalente colloca le organizzazioni sociali ai margini dello Stato e del Mercato. La crisi economica in atto dovrebbe finalmente convincere anche chi si
trova in posizioni culturali arretrate eppure, come è apparso in questa circostanza, si tende a pensare, normare, governare, con gli schemi concettuali che hanno già palesato gravi limiti e che, di fatto, ci hanno già impoverito. I Centri di Servizio per il Volontariato sono nati per promuovere e sostenere le organizzazioni di volontariato ed i valori che il volontariato stesso ha maturato e coltivato nel tempo. La vicenda che oggi commentiamo ci conferma che il nostro compito non può essere disgiunto da un’azione capace di un cambiamento culturale a largo raggio. In questa direzione saremo capaci di rafforzare il nostro impegno».
’è tempo fino al 30 settembre 2012 per sanare le inadempienze relative alla modulistica del 5 per mille 2012. Si tratta al più di errori formali o il mancato invio della dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che potranno essere riparati attraverso il pagamento di 258 euro tramite F24 e la correzione o l’integrazione della documentazione mancante. La norma è contenuta nel decreto legge 2 marzo 2012 n. 16 “semplificazioni” che prevede infatti a partire dal 5 per mille di quest’anno, la possibilità per gli enti aventi diritto ma esclusi dal riparto del 5 per mille perchè inadempienti, di rientrare nell’elenco dei beneficiari a fronte del versamento di una sanzione alla Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate. Condono anche per il Modello Eas: gli enti possono recuperare a eventuali inadempienze riguardo il Modello Eas con il versamento di 258 euro. Ecco il testo dell’articolo 2, comma 2, del Decreto:
2. A decorrere dall’esercizio finanziario 2012 possono partecipare al riparto del 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche gli enti che pur non avendo assolto in tutto o in parte, entro i termini di scadenza, agli adempimenti richiesti per l’ammissione al contributo: a) abbiano i requisiti sostanziali richiesti dalle norme di riferimento; b) presentino le domande di iscrizione e provvedano alle successive integrazioni documentali entro il 30 settembre; c) versino contestualmente l’importo pari alla misura minima della sanzione stabilita dall’articolo 11, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, secondo le modalità stabilite dall’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, esclusa la compensazione ivi prevista. All’interno del decreto, precisamente al comma precedente dell’art. 2,
disposizioni utili anche per chi si trova nella posizione di dover sanare delle inadempienze riferite a obblighi di legge derivati dalla fruizione di benefici fiscali, come il caso del modello EAS: anche qui, tramite versamento della sanzione di 258 euro, sarà possibile ottemperare all’obbligo di invio fuori dai 60 giorni previsti. 1. La fruizione di benefici di natura fiscale o l’accesso a regimi fiscali opzionali, subordinati all’obbligo di preventiva comunicazione ovvero ad altro adempimento di natura formale non tempestivamente eseguiti, non e’ preclusa, sempre che la violazione non sia stata constatata o non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altra attivita’ amministrative di accertamento delle quali l’autore dell’inadempimento abbia avuto formale conoscenza, laddove il contribuente: a) abbia i requisiti sostanziali richiesti dalle norme di riferimento; b) effettui la comunicazione ovvero
esegua l’adempimento richiesto entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile; c) versi contestualmente l’importo pari alla misura minima della sanzione stabilita dall’articolo 11, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, secondo le modalita’ stabilite dall’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, esclusa la compensazione ivi prevista. L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la Risoluzione 46/E contenente i codici tributo per il versamento, tramite modello “F24”, delle sanzioni dovute ai sensi dell’articolo 2, commi 1, 2, 3 e 3-bis, del decreto legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44. Per quanto riguarda il 5 per mille, il codice tributo da utilizzare a questo fine è: 8115. Il codice tributo per il versamento della sanzione relativa al ritardo dell’EAS tramite F24 è: 8114.
5 PER MILLE 2008, AL VIA LE ISPEZIONI
Dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali partono i controlli sui rendiconti presentati dalle organizzazioni che hanno ricevuto più di 15mila euro
ono partite ad agosto le prime 16 ispezioni sugli enti non profit beneficiari del 5 per mille 2008 sulla base della rendicontazione delle somme ricevute presentata nel 2011. Le ispezioni sono partite dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Per l’anno 2008 sono stati approvati 1.200 rendiconti mentre si attendono chiarimenti da altre 20 organizzazioni e altri 110 sono in attesa di integrazioni. Dal 2008, infatti, le organizzazioni
che hanno ricevuto un contributo dal 5 per mille una somma superiore ai 15mila euro devono presentare obbligatoriamente al ministero il rendiconto su come sono stati spesi gli importi (legge 244/2007, articolo 3, comma 6) entro un anno dalla ricezione dei contributi. Per gli anni dal 2009 in poi la somma è stata spostata a 20mila euro. Il ministero ha finora ricevuto 1.830 rendiconti sui 2.600 attesi e 300 rendiconti dell’anno finanziario 2009 (dei 1.629 attesi per settembre).
5 PER MILLE 2012, ANCORA UN TAGLIO
Lo annuncia in un post Carlo Mazzini. La nevicata di Roma del febbraio scorso costerà al non profit circa 5 milioni di euro
ora ad alleggerire ancora di più il 5 per mille ci si mette anche il maltempo. Lo dimostra l’articolo “Nevica! Governo ladro: tolgono altri 5 milioni al 5 per mille” apparso sul blog di Carlo Mazzini, sagace e autorevole commentatore delle politiche soprattutto fiscali legate al non profit. Nella Spending review (DL 95/12 conv in agosto da L 135/12), infatti, si definisce la modalità con cui
SCN, ECCO IL NUOVO BANDO
Aperto dal 1° settembre è riservato ai soli enti accreditati che vorranno presentare nuovi progetti da attivare nel 2013. Scadenza 31 ottobre 2012
ubblicato dall’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile, il bando per la presentazione di progetti per l’impiego di volontari, da realizzarsi nel corso dell’anno 2013. Anche quest’anno il bando è riservato ai soli enti già accreditati. Le linee guida per la redazione dei progetti restano, invariate, quelle del: “Prontuario contenente le caratteristiche e le modalità per la redazione e la presentazione dei progetti di Servizio Civile Nazionale da realizzare in Italia e all’estero, nonché i criteri per la selezione e l’approvazione degli stessi”, approvato con DPCM del 4 Novembre 2009. La data entro cui presentare il progetto presso la sede competente, (Regione Puglia per gli enti iscritti all’albo regionale, Roma per gli enti iscritti all’albo nazionale) è quella del 31 ottobre 2012 entro le ore 14.00. Come da consuetudine la scadenza è considerata come il limite entro cui gli uffici ricevono fisicamente il plico di progetto e con come data di spedizione postale. Per gli enti iscritti alla Regione Puglia è prevista l’integrazione di punteggio attraverso alcuni criteri aggiuntivi,
mirati a valorizzare la formazione civica del volontario e l’accessibilità in fase di selezione, a categorie in situazione di svantaggio. Al fine di sostenere gli enti nella progettazione, l’Ufficio per il Servizio Civile della Regione Puglia ha, inoltre, organizzato un seminario di formazione che si svolgerà a Lecce in data 11 settembre, con partecipazione libera previa prenotazione entro il 5 settembre. Tutti i dettagli sono reperibili sui siti dedicati dell’Ufficio Nazionale e della Regione Puglia, www. serviziocivile.gov.it e http://serviziocivile.regione.puglia.it/ La valutazione dei progetti presentati è vincolata all’adempimento della normativa sull’adeguamento dell’accreditamento, che prevede che gli enti iscritti all’albo si dotino di posta elettronica certificata e firma elettronica entro la scadenza tassativa del 31 dicembre 2012. Gli enti inadempienti, saranno esclusi dalla valutazione e cancellati dal relativo albo. Come ogni anno, inoltre è attivo, per le odv, il servizio di consulenza del Centro Servizi Volontariato Salento, fruibile su appuntamento, per tutto il periodo del bando.
SCN 2011, I VOLONTARI SONO TANTI, PIÙ GRANDI E ISTRUITI
zzoppato e incapace di rigenerarsi, il Servizio Civile Nazionale continua a piacere ai giovani, soprattutto a quelli del Sud. Spinti anche dalla pesante crisi economica ed occupazionale, infatti, i volontari che hanno inoltrato la domanda per il SCN nel 2011 sono in considerevole aumento, un numero quattro volte maggiore rispetto ai posti disponibili. Cresce anche l’età, il grado di istruzione dei volontari e, paradossalmente, il numero di rinunce e di abbandoni. Il quadro dello stato di stagnazione del SCN, visti soprattutto i continui tagli, è stato disegnato dal Tavolo ecclesiale sul SCN in base a un’approfondita lettura della Relazione al Parlamento sull’organizzazione, sulla gestione e sullo svolgimento del Servizio civile relativa al 2011. Secondo l’attenta lettura, le domande presentate nel 2011 sono state 75.864, oltre il quadruplo (4,63%) del numero di volontari richiesti (16.359). Nel 2010 la percentuale era di 3,7 domande per ogni posto disponibile. Dal 2006 in poi, inoltre, i volontari persi sono stati 2 su 3 (-65,3%) anche se tra il 2010 e il 2011 si è registrato un leggero aumento nel numero dei volontari finanziati, passati dal 20.123 a 20.701. Una situazione ibernata, quindi, legata alla precarietà dei fondi stanziati e alla speranza di re-
cuperarli anno per anno attingendo da altre voci. E che non sia possibile immaginare una progettualità futura, lo dimostra l’apertura delle finestre di accreditamento per gli enti, ferme al 2009. A credere ancora nel Servizio Civile Nazionale, soprattutto i giovani del Sud che hanno inviato il 59,3% delle domande, a fronte del 20,6% del Centro e il 18% del Nord. Rimane bassa l’attenzione per l’estero che si attesta al 2%. Aumenta anche l’età degli aspiranti volontari: la fascia d’età prevalente rimane quella dei 21-23 anni (il 33,8% del totale rispetto al 33,5% del 2010) a fronte del 31,7% di quella tra i 24 e i 26 anni e per la prima volta la quota 27-28 arriva al 21,4%. Specchio di un’Italia in cui la disoccupazione giovanile è dilagante soprattutto tra le fasce più istruite, anche il SCN riscopre una generazione di volontari con un livello di scolarizzazione più alto. Oltre il 68% ha un diploma di scuola media superiore (+1,7% rispetto al 2010), il 14,4% una laurea magistrale (+1%) e l’11,7% una laurea breve (+1,5%). L’estero rimane meta preferita soprattutto tra i dei laureati, con il 78,3% con quella breve e il 44,8% con la magistrale. Impenna anche il numero degli abbandoni che passa dal 13,1% dei volontari al 16,7%.
verranno recuperati i fondi da destinare per coprire i danni dell’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito la città di Roma a febbraio 2012 prendendosela ancora una volta dal non profit. I 9 milioni di euro mancanti verranno recuperati, infatti, dall’8 per mille di competenza statale (4.012.422 di euro) e ancora una volta dal già azzzoppato 5 per mille 2012 (4.987.578 di euro).
37 MILIONI DI EURO PER I GIOVANI DEL NON PROFIT
al governo 37,4 milioni di euro per i giovani del Sud Italia. È quanto hanno annunciato i ministri della Cooperazione internazionale e l’Integrazione, Andrea Riccardi, e per la Coesione Territoriale, Fabrizio Barca, durante una conferenza stampa tenutasi ai primi di settembre. I fondi serviranno a finanziare il progetto “Giovani del non profit per lo sviluppo del Mezzogiorno”, un’iniziativa rivolta alle Regioni Convergenza, cioè Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, e voluta “per promuovere e sostenere progetti dl privato sociale per il rafforzamento della coesione socio-economica del Sud, mediante la creazione di reti in grado di leggere i bisogni emergenti traducendoli in proposte progettuali concrete, sostenibili ed efficaci”. L’iniziativa prevede un cofinanziamento pubblico per singolo progetto pari a 200mila euro e ha come destinatari i giovani under 35 del Sud Italia, attraverso associazioni di volontariato e privato sociale, cooperative ed enti senza scopo di lucro che dovranno proporre idee per la valorizzazione di beni pubblici e per il miglioramento dell’offerta di servizi collettivi, con particolare attenzione ai beni culturali. Il progetto verrà realizzato all’interno del Piano di Azione e Coesione, prevede l’attivazione di circa 200 diverse iniziative in due bandi distinti. Il primo, “Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici”, avrà il 40% delle risorse e i progetti dovranno essere presentati entro 90 giorni dalla pubblicazione del bando. Il secondo, “Giovani per il sociale”, è rivolto all’inclusione sociale, impiegherà il restante 60% dei fondi e ha dei limiti di tempo per la presentazione dei progetti più stretti, 60 giorni dalla pubblicazione del bando. Prossimo appuntamento per la discussione dei contenuti del bando con il mondo del non profit, il prossimo 18 settembre a Napoli.
A BRUNO PIZZUL IL PREMIO FIDAS PUGLIA “UN AMICO PER LA COMUNICAZIONE” 2012
Il Premio sarà conferito nel corso della festa per la 3a Giornata Nazionale Fidas a Bari il prossimo 6 ottobre
arà conferito a Bruno Pizzul il Premio “Un Amico per la Comunicazione” per l’anno 2012 come ha deliberato il Consiglio Direttivo della Fidas Puglia – la Federazione delle cinque Associazioni pugliesi di Donatori di Sangue aderenti alla Fidas Nazionale. Giunto alla sua XII edizione, il Premio è stato istituito nel 2001 dalla Fidas Puglia per esprimere il proprio apprezzamento per il contributo professionale ed umano offerto da operatori della comunicazione sociale allo sviluppo della donazione del sangue, nonché alla promozione dell’immagine e delle attività associative. Nel corso degli anni sono stati insigniti di questo riconoscimento giorna-
listi, sociologi e anche funzionari della pubblica amministrazione regionale che si sono particolarmente distinti nel “comunicare il dono”, non ultima nel 2011 la giornalista Carmen Lasorella. Già calciatore professionista, Bruno Pizzul abbandonò quasi subito l’esperienza sui campi da gioco per trovare una “quasi naturale” collocazione nella tribuna dei giornalisti sportivi, regalando al pubblico i suoi straordinari commenti ai più importanti eventi sportivi che hanno visto protagonista la nazionale italiana e le squadre più blasonate del campionato maggiore. Telecronista per la Rai, ha prestato la sua professionalità e la sua voce inconfondibile anche a numerose
reti private. Il suo impegno costante per raccontare “il calcio bello e pulito” trova il pari nell’ambito del volontariato del dono. Se il pubblico italiano continua ad apprezzare la sua verve come giornalista, pochissimi conoscono il Bruno Pizzul sempre straordinariamente disponibile nell’adoperarsi in azioni di sensibilizzazione, attraverso pubblicazioni che hanno sempre sottolineato l’importanza di uno stile di vita sano tanto nello sport quanto nella vita quotidiana. Testimonial della stessa Fidas, ha presenziato a grandi eventi associativi nazionali e più volte ha prestato la sua immagine e la sua professionalità anche nella nostra regione: importante è stato il contributo
di Pizzul alla conferenza di presentazione dell’autoemoteca dell’Associazione “Federazione Pugliese Donatori Sangue” - Fidas nel marzo 2011. Il Premio “Un Amico per la Comunicazione” verrà conferito nel corso della manifestazione regionale di maggior rilievo. Cornice per il 2012, sarà la 3a Giornata Nazionale Fidas che si celebrerà a Bari il prossimo 6 ottobre anticipando di poche ore la grande festa nazionale che si terrà il 7 ottobre in contemporanea in tutte le 73 piazze d’Italia in cui la Fidas è presente. Nel 2011 le Federate Fidas hanno raccolto complessivamente 34.432 unità di sangue ed emocomponenti.
CICLOAMICI A LECCE PER LA MOBILITÀ DOLCE
L’associazione propone all’interno del bando di rigenerazione urbana del quartiere Leuca a Lecce un’area in cui il limite di velocità sia fissato a 30 km orari
na “Zona 30” per agevolare la mobilità dolce, ponendo particolare attenzione alla sicurezza pedonale di bambini, anziani e disabili. È questo il progetto, promosso e ideato dall’associazione Cicloamici Lecce Fiab, che partecipa al primo bando di rigenerazione urbana del quartiere Leuca, a Lecce, finanziato con fondi FESR Puglia 2007 - 2013. La “Zona 30” è semplicemente un’area della rete stradale urbana in cui il limite di velocità è di 30 chilometri orari; in questo modo, si permette una migliore convivenza tra auto, biciclette e pedoni, si aumenta il margine della sicurezza e si riducono le emissioni inquinanti. Per facilitare una mobilità più sostenibile, l’associazione Cicloamici Lecce propone sei efficaci e semplici interventi: 1. Via Cimarosa: realizzazione di una “Porta d’Ingresso” e riduzione dicarreggiata con relativo arredo urbano.
2. Realizzazione di un carrabile colorato per il passaggio delle auto. 3. Pitturazione sul manto stradale di un grande cartello “Zona 30”. 4. Cartellonistica verticale attraversamento bambini5. Via Rossini e Via Puccini: realizzazione di “Fine Zona 30”. 6. Realizzazione di rastrelliere da 20 posti da collocare a Parco Tafuro in prossimità di Parco delle Cave, nelle zone di maggiore interesse (scuola, negozi). Le rastrelliere saranno realizzate da artigiani del ferro e del legno residenti nel quartiere. Un piccolo comitato di quartiere si occuperà di controllo e gestione delle strutture realizzate e dello stimolo all’uso della bicicletta e/o di mezzi pubblici. Tutti gli interventi saranno fatti di concerto con l’assessorato ai Lavori Pubblici e con l’assessorato al Traffico del Comune di Lecce, cui sarà affidata la gestione della manutenzione.
LECCE, UNA RACCOLTA FONDI PER I LIBRI DI TESTO
Presso la libreria Pensa di Lecce un’iniziativa di solidarietà promossa dalle Associazioni “Sport&Tour” e Scout CNGEI
iritto all’istruzione e solidarietà insieme, grazie all’iniziativa delle associazioni “Sport&Tour” e Scout CNGEI che hanno avviato un nuovo progetto a sostegno delle famiglie alle prese con le sempre più elevate spese per l’istruzione dei loro figli. Grazie alla collaborazione della libreria Pensa di Lecce è stata predisposta una raccolta fondi che, con l’aiuto di tutti, permetterà ad una famiglia in difficoltà l’acquisto dei libri di testo. Chiunque potrà partecipare, anche con 1 solo euro: basterà presentarsi direttamente in libreria e depositare il denaro
sulla lista di acquisto a nome “Anna”. Non importa se è molto o poco, l’importante è partecipare. Con uno sforzo comune sarà possibile raggiungere in fretta l’importo richiesto, che purtroppo è molto alto. È stata creata una pagina Facebook per permettere la massima diffusione dell’iniziativa. Sentito il ringraziamento delle due associazioni alla Libreria leccese che, oltre a supportare la raccolta, sta donando alla causa anche materiale didattico. Info: LIBRERIA PENSA VIALE LO RE N.44 – LECCE; Loris 329/8291620 Leon 328/4314451
A lanciarlo è il direttore del Centro trasfusionale del Vito Fazzi di Lecce che chiede a Avis, Fratres e Fidas un supporto per le urgenze
mergenza sangue nell’ospedale Vito Fazzi. A causa del fisiologico calo dei donatori nel periodo estivo nel nosocomio di Lecce si ha difficoltà a reperire sangue per i pazienti bisognosi e per le urgenze. A parlarne e a lanciare l’allarme alle associazioni di volontariato Avis, Fratres e Fidas, è stato il direttore del Centro trasfusionale, Ferdinando Valentino, che ha spiegato nei giorni scorsi che i medici sono stati costretti a sospendere le operazioni chirurgiche di elezione, ossia gli interventi programmati e le terapie
trasfusionali dei reparti medici che non rivestono estrema urgenza. «Abbiamo bisogno di nuove sacche di tutti i gruppi sanguigni (soprattutto di tipo “0” e “A” per far rientrare l’emergenza» ha affermato il direttore. L’attività chirurgica è ricominciata dal 20 agosto scorso, inoltre, all’interno dell’ospedale ci sono fasce di pazienti affetti da malattie ematologiche croniche, come ad esempio i talassemici che hanno continuo bisogno di trasfusioni di sangue. Al Fazzi ci sono circa settanta pazienti che curano la Talassemia, per loro sono necessarie quasi quaranta
sacche di sangue al giorno. «Purtroppo il numero dei donatori è invariato, rispetto ad una crescente richiesta di trasfusioni - ha continuato il direttore -. Abbiamo chiesto l’aiuto anche agli altri servizi trasfusionali, a livello regionale e nazionale, ma sembrano avere tutti lo stesso problema». Per rispondere all’emergenza a breve partirà una programmazione delle attività donazionali, così come le giornate della raccolta anche nelle scuole. Con la speranza che ci siano nuovi donatori. Al Vito Fazzi si può donare ogni giorno, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 12.
“IL GALANTUOMO” 2013
l via la 7a edizione del concorso di poesia in vernacolo salentino e in italiano “Il Galantuomo” 2013, promosso dall’associazione di volontariato “Don di Nanni” alias “Li Scumbenati”. Il concorso è aperto agli adulti ed agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado del Salento e agli ospiti degli istituti di pena della regione Puglia. Il tema dell’ormai consueto concorso è libero. Ecco l’augurio a tutti i partecipanti inviato dal presidente dell’associazione Achille Arigliani: «E come al solito... in bocca al lupo e vinca l’originalità, la bravura e soprattutto vinca il cuore. Trasmettete messaggi, trasmettete moralità, trasmettete voi stessi e sarete più credibili di un sacerdote che tenta di spiegare cose che forse o non crede o non tocca o non sente di mettere in pratica dopo la sua predica. Voi siete l’ultimo baluardo alla mancanza di sentimenti, siete il correttivo alla decrepita spina dorsale di questa società fortemente corrotta a ogni livello, sia civile che religioso».
Promosso dall’Associazione Europea ed Extraeuropea Operatori Specializzati onlus (A.E.O.S.S.), un percorso formativo di 250 ore per favorire l’inclusione delle persone sorde
’A.E.E.O.S, Associazione Europea ed Extraeuropea Operatori Specializzati onlus, da diversi anni impegnata nella formazione degli operatori sociosanitari, nel favorire l’inclusione sociale delle persone sorde e, oltre alla tutela e conservazione della loro cultura, il loro diritto alla comunicazione, tramite la Lis – Lingua dei Segni Italiana, organizza a Lecce con il patrocinio dell’Università del Salento il “Corso di Formazione sulla Lingua LIS – 1° Livello” di 250 ore di formazione. I corsi di formazione Lis, possono essere validi, ove previsto dai regolamenti dell’ente pubblico e privato, anche per l’inserimento lavorativo in qualità di “assistente alla comunicazione” e “interprete” ovvero “interprete professionista, esperto nella lingua dei segni”, ai sensi della Convenzione Onu
sui Diritti delle Persone con Disabilità, recepita dallo Stato italiano con legge 3 marzo 2009, n. 18. La figura professionale di esperto Lis trova giusta e legittima collocazione nelle scuole, università, enti pubblici e privati, durante i convegni e le manifestazioni, le guide turistiche, nei telegiornali in Lis delle emittenti televisive regionali, ecc., per permettere e/o facilitare i processi di apprendimento e l’accesso alla comunicazione alle persone sorde. L’AEEOS è stata la prima associazione ad aver realizzato un seminario di studio sulla Lis, con crediti formativi, presso il corso di laurea in Lingue Straniere dell’Università del Salento. Per qualsiasi informazione: Associazione AEEOS onlus, via R. Giurgola, 11 73100 Lecce; cell.339-7137529, e mail: associazione.aeeos@libero.it.
DISAGIO MENTALE, È EMERGENZA ABITATIVA
Lo ribadisce in una lettera l’Associazione salentina di tutela della salute mentale indirizzata a Comune e Asl. L’emergenza era stata anticipata nel dossier “Visti da noi”
orna all’attenzione pubblica la spinosa questione della domanda abitativa delle persone con disagio psichico a Lecce. A rilanciare la tematica una lettera aperta firmata dall’associazione salentina di tutela della salute mentale indirizzata al sindaco Paolo Perrone, l’assessore ai Servizi sociali Carmen Tessitore, il dirigente del settore Anna Maria Perulli, il difensore civico Domenico Anglana e il direttore della Asl Valdo Mellone in cui si chiede una risposta attenta e più articolata alle esigenze di diritto alla casa delle persone con disagio psichico. Come già messo in evidenza nel dossier “Visti da noi. Lo sguardo del volontariato sui bisogni del territorio” pubblicato dal Centro Servizi Volontariato Salento nell’ottobre 2011, l’emergenza è determinata anche dall’attuazione del Regolamento regionale 11/2008 che prevede il termine perentorio dei 36 mesi per la conclusione dei percorsi riabilitativi-residenziali gestiti dal Dipartimento di salute mentale della Asl di competenza. Alla scadenza di questo termine, però, nella provincia di Lecce non sono state attivate in maniera sufficiente né le strutture né i percorsi per assorbire l’utenza dimessa dalla Asl, creando un’emergenza sociale importante.
A LECCE IL 38° CONVEGNO NAZIONALE ADMO
LA SCUOLA VA IN CORSIA
Per i bambini ricoverati al Vito Fazzi di Lecce docenti e lezioni dedicati per continuare il percorso formativo e curativo grazie all’iniziativa dell’associazione “Per un sorriso in più onlus”
l via il progetto “Scuola in Ospedale”, l’innovativa iniziativa nata dalla proposta progettuale dell’associazione “Per un sorriso in più onlus”, di concerto con la Asl, l’Ufficio scolastico provinciale, il Reparto di oncoematologia pediatrica e tre scuole leccesi per portare l’istruzione scolastica in corsia. I bambini ricoverati all’Ospedale Vito Fazzi di Lecce, infatti, potranno continuare il percorso scolastico grazie alla collaborazione dell’istituto di istruzione secondaria superiore “Luigi Scarambone”, la direzione didattica “Armando Diaz” e la scuola secondaria di 1° grado “Dante Alighieri”. Per la realizzazione di questo progetto, infatti, è stata creata una squadra ad hoc di docenti dedicati che seguiranno, in base ai diversi cicli di studio, i pazienti di lunga degenza. Si tratta di una vera e propria scuola che permetterà agli studenti di non perdere la continuità didattica e di integrare il percorso di cura con il percorso scolastico. Destinatari del progetto, tutti bambini
ricoverati nel reparto di Oncologia pediatrica e di Pediatria generale. «Ci troviamo in un momento di svolta – commenta Antonio Giammarruto, presidente dell’associazione dei genitori oncoematologia pediatrica – anche grazie all’arrivo della dottoressa Assunta Tornesello quale primario del reparto. Si tratta di un cambiamento che ci consente di programmare al meglio il futuro». L’associazione “Per un sorriso in più onlus”, inoltre, ha messo a disposizione i fondi per la ristrutturazione del nuovo Day Hospital di oncoematologia pediatrica che accoglierà, tra gli altri servizi, anche la “Scuola in Ospedale”. Nell’ala del 3° piano destinata alle attività proposte dall’associazione saranno presenti anche servizi aggiuntivi come la sala riabilitazione e la sala di decompressione. «Sono molti i progetti in embrione su cui stiamo lavorando – continua Giammarruto – e speriamo di riuscire ad allestire al più presto il Day Hospital».
Il 5 e il 6 ottobre 2012 si svolgerà presso Hilton Garden Inn di Lecce, il Convegno Nazionale di Admo
’Associazione dei donatori di midollo osseo, oramai da decenni, svolge su tutto il territorio nazionale un’intensa opera di sensibilizzazione alla donazione stimolando la ricerca nel settore delle malattie interessate dal trapianto di midollo osseo e di cellule staminali. I volontari Admo, attivissimi nella raccolta dei potenziali donatori, offrono sostegno a coloro che si rivelano compatibili con pazienti in attesa di trapianto e aiutano chiunque abbia problemi inerenti il trapianto di midollo allogenico o di cellule staminali, al fianco delle strutture sanitarie locali. I lavori avranno inizio venerdì 5 ottobre con l’arrivo a Lecce di dirigenti nazionali, delegati regionali Admo e ricercatori che durante il meeting salentino si confronteranno per rendere sempre più incisiva ed efficace la lotta a leucemie, mielomi, linfomi ed altre forme di neoplasie del sangue; procederanno con iniziative di informazione e formazione per volontari e soci Admo e termineranno domenica 7 ottobre con una serie di eventi commemorativi del ventennale di Admo Puglia. In Puglia sono circa 17mila i donatori potenziali mentre 70 sono le donazioni reali. Sono proprio questii numeri che hanno portato all’individuazione di Lecce per la celebrazione della 38ma Conferenza nazionale. Intanto, per l’occasione, l’Admo ha fatto realizzare le cartoline con l’annullo postale, raffiguranti i più bei monumenti del nostro territorio. «Per chi percorre il tunnel della malattia c’è sempre un momento in cui ci si trova a dover affrontare il buio della sofferenza e della solitudine – spiegano dall’associazione – ed è proprio in questi momenti che l’esistenza di un’associazione come Admo si rivela linfa vitale offrendo coraggio e speranza a chi, bambino, giovane o adulto, ha paura di non farcela. Sosteniamo, pertanto, con forza ed entusiasmo l’opera dei numerosissimi admini, diventiamone parte attiva perchè, come sosteniamo da sempre: “ciò che si fa per amore non si perde ma si moltiplica!”».
PREMIO CIVETTA AI GESTI DI SOLIDARIETÀ
Il prezioso riconoscimento quest’anno è andato, tra gli altri, all’associazione Cuore e mani aperte verso chi soffre onlus
nche quest’anno tra i premiati del “Premio Civetta – Città di Castrì” scelti tra le personalità o gli enti che si siano che si siano distinti non solo per le qualità professionali, ma soprattutto morali, per gesti concreti di volontariato, di solidarietà, legalità e difesa dei diritti dei più deboli, c’è un’associazione di volontariato della provincia di Lecce. Quest’anno il prezioso rico-
noscimento organizzato dall’amministrazione comunale in collaborazione con l’associazione culturale “La Civetta” è andato all’associazione “Cuore e mani aperte verso chi soffre”. Il premio che, come ogni anno, viene patrocinato dall’amministrazione comunale, riserva come riconoscimento, una preziosa scultura. Nel corso degli anni la manifestazione ha avuto l’onore di pre-
miare numerosi concittadini, personalità illustri e Enti che, con il loro operato, si sono distinti per peculiari doti umane e professionali. L’associazione e l’amministrazione comunale hanno ritenuto opportuno dedicare una sessione speciale (borsa di studio) alla figura di Stefano Ingrosso che con le sue azioni e idee ha reso un servizio indispensabile e insostituibile alla comunità.
ESPROPRI 275, RIGETTATA LA RICHIESTA DI PROVVEDIMENTO D’URGENZA In attesa del dibattimento, il Consiglio di Stato conferma la posizione del Tar di Lecce.
Le associazioni: “Nessun giudice è ancora entrato nel merito della questione”
l Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di provvedimento sospensivo d’urgenza avanzata da alcuni proprietari terrieri, accompagnati dallo stesso Comune di Tricase, che saranno espropriati per fare spazio al nuovo progetto di ammodernamento della strada statale 275. Una posizione che conferma la decisione del Tar di Lecce che aveva dichiarato ad aprile l’inammissibilità del ricorso e condannato i ricorrenti a pagare 1000 euro di spese legali. Il dibattito al Consiglio di Stato, però, ancora non c’è stato e rimane ancora in piedi l’esposto alla Procura della Repubblica.«È stata rigettata la richiesta di sospensiva d’urgenza – ha dichiarato Vito Lisi, portavoce del comitato “SOS 275” che riunisce numerose associazioni contrarie al progetto – ma ancora una volta nessun giudice è entrato nel merito della questione. Sono rimasti fermi alla copertina». Il progetto di ammodernamento della Maglie-Leuca è contestato da Montesano salentino in poi, gli ultimi 17 km, da numerose sigle
ambientaliste. Quattro corsie fino a San Dana per un finanziamento di 288milioni di euro. Tra i presunti illeciti denunciati, “l’affidamento di incarichi di progettazione conferiti da Anas alla Prosal, tramite il Consorzio Sisri di Lecce, in assenza di procedure di evidenza pubblica” in quanto nel 2002 Anas diede incarico al Sisri (all’epoca presieduto da Lea Cosentino), “privo di ufficio abilitato alla progettazione di opere stradali”, di redigere un progetto che fu poi subappaltato alla Prosal, “società con capitale sociale di appena 10.000 euro e priva al suo interno di talune competenze in materia geologica, geognostica, ambientale e paesaggistica”. La progettazione preliminare dell’opera, inoltre, è stata effettuata senza un preliminare studio di impatto ambientale e geologico. Le battaglie delle associazioni per la tutela del territorio salentino non si fermano, purtroppo, a quella contro il progetto della S.S. 275, cui si aggiungono la S.S. Maglie-Otranto, la Strada regionale 8 da Avetrana a
San Foca e Otranto, la Otranto- Gallipoli. Uniti per la tutela del territorio, dei 12mila alberi di ulivo presenti e del patrimonio storico, archeologico, fito-botanico e paesaggistico, giovedì 13 settembre Cittadinanza attiva Maglie, Comitato SOS 275 e Forum ambiente e salute di Lecce hanno presidiato davanti la sede dell’Anas di Lecce chiedendo una revisione dei progetti in questione. Si tratta della prima tappa di un presidio popolare
A NARDÒ LA CONSULTA PER L’AMBIENTE
attiva dal 25 settembre la Consulta per l’ambiente che opererà nel comune di Nardò (Le). La Giunta comunale, infatti, ha approvato la delibera di nomina dei componenti, superando alcuni problemi dovuti ad alcune associazioni che non erano in possesso dei requisiti per partecipare. Dell’importante organismo faranno parte: Mimmo Giannuzzi (Legambiente), Fabio Mariano (Guardie ambientali d’Italia), Guido Gaetani (Cep protezione civile), Antonio Russo
(Aeop), Giuseppe Mazzeo (Italia Nostra), Aniello De Razza (Gruppo speleologico neretino), Marcello Gregorio De Pace (Pro natura Salento), Massimo Vaglio (Lega italiana difesa animali), Sergio Fai (Federazione italiana pesca sportiva), Maria Vittoria Mastrangelo (Libera), Graziano De Tuglie (Fare verde), Pierluigi Scafizzari (Coldiretti) e, su indicazione del Consiglio comunale, Antonella Spedicato, Giusy Sciacca e Raffaele Onorato.
IL DOG PARK? UN BENE COMUNE DA TUTELARE Inaugurato il progetto dell’associazione “Randage”a Parco Tafuro
l Dog Park del parco “Tafuro” di via Corvaglia a Lecce è finalmente realtà. Il progetto è stato ideato e realizzato nell’ambito del Programma integrato di rigenerazione urbana del Quartiere Leuca, promosso dal Comune di Lecce, organizzato dal Laboratorio urbano aperto e Manifatture Knos e curato dall’associazione di volontariato “Randage”. Un luogo verde dove portare gli amici a quattro zampe e lasciarli liberi di scorrazzare e giocare con gli altri. L’iniziativa rientra tra i 13 progetti per il quartiere facenti parte del primo stralcio di rigenerazione urbana nati dal processo di partecipazione messo in atto dal laboratorio “Scusi, per via Leuca?”, al quale l’associazione
in questione ha preso parte attivamente. L’area verde inaugurata venerdì 14 settembre è intitolata a Lazzaro, uno dei cani più noti nel quartiere. Una scelta di certo non casuale per rendere omaggio a tutti i randagi, ai cani liberi che trovano una modalità per sopravvivere nelle città e soprattutto a tutti colori che si impegnano a cercare nuove e più sane forme di convivenza con loro. Una buona pratica, quindi, unica nel suo genere in città da tutelare e, se possibile, da esportare. «In questo posto regna un’atmosfera molto particolare – ha commentato Sandra Del Bene, presidente dell’associazione “Randage” – e i primi ad approfittarne sono stati proprio i cani del quartiere che
hanno giocato e scorrazzato serenamente durante il giorno dell’inaugurazione». In questa occasione, inoltre, le volontarie hanno consegnato all’Amministrazione comunale e alla comunità leccese tutta una proposta di regolamento di gestione e di uso della struttura. «Ci preme – continua Del Bene – che il lavoro svolto finora e consegnato alla comunità venga tutelato. Sappiamo che presto sarà affidato a una cooperativa che si occuperà di aprirlo e curarlo ma l’ideale sarebbe che gli abitanti del quartiere stesso, che hanno già dimostrato grande entusiasmo per l’iniziativa, considerassero il Dog Park come un Bene Comune da difendere e “adottare”».
PROTEZIONE CIVILE, RAFFORZATE IN PUGLIA LE STRUTTURE COMUNALI Pubblicate le graduatorie provvisorie relative al finanziamento regionale di oltre 8milioni di euro
ltre 50 Comuni della provincia di Lecce avranno accesso ai fondi destinati dalla Regione Puglia agli interventi per il rafforzamento delle strutture comunali di Protezione civile. La graduatorie provvisorie, infatti, sono pubblicate nel Bollettino ufficiale della Regione Puglia dello scorso 16 agosto per un importo complessivo di 8.932.677,31 euro per circa 139 domande complessive approvate. Per esaurimento fondi, inoltre, 51 progetti sono stati ammessi e non finanziati. Per la provincia di Lecce, quindi, sono in arrivo circa 3milioni di euro da destinare alle strutture di tutela del territorio. Il finanziamento rientra nel P.O. FERS 2007-2013 – Asse II – Linea di intervento 2.3 – Azione 2.32. e sono numerose le associazioni di Protezione Civile coinvolte nei progetti finanziati.
permanente conclusasi con l’occupazione di alcune stanze dell’Anas. Tante le richieste dei volontari: innanzitutto alcuni necessari chiarimenti sulle autorizzazioni di alcuni dei progetti in questione. Rispetto a quello di ammodernamento della S.S. 275, ad esempio, i volontari hanno chiesto a gran voce chiarezza sulla valutazione di impatto geologico e sulle modalità del suo rilascio. Lara Esposito
RANDAGISMO, APPELLO DEGLI ANIMALISTI
rriva dalle volontarie dell’associazione “Veri amici” un appello a soccorrere le comunità feline che abitano nei pressi del cimitero di Lecce. Una comunità di circa duecento felini curata e seguita grazie al generoso operato dalle poche volontarie rimaste attive che con mezzi propri e con passione sfamano e curano i randagi felini della zona. «Molte gatte a breve partoriranno – spiega Mikela Taciu, volontaria dell’associazione che ha subito diverse defezioni nell’ultimo periodo – e noi da sole non riusciamo a seguire una situazione così impegnativa». La richiesta di aiuto è stata indirizzata anche allo stesso sindaco di Lecce Paolo Perrone, per richiedere un intervento immediato sulla gestione del randagismo. Dal gruppo facebook dell’associazione è partito anche un accorato appello rivolto a potenziali volontari che vogliano sposare la causa e supportare la cura dei felini abbandonati. «La situazione è grave» si legge nell’appello e l’intenzione è quella di indire al più presto una riunione organizzativa con vecchi e nuovi volontari. Per informazioni e adesioni è possibile inviare una mail a mihaelataciu@yahoo.it.
SPECIALE FORUM PROVINCIALE DEL VOLONTARIATO
aranno due le tappe previste quest’anno per il Forum Provinciale “Il Volontariato al Centro”: la prima a Tricase, in Piazza Pisanelli, dedicata al tema della sostenibilità ambientale e della decrescita felice, la seconda a Lecce, in Piazza Sant’Oronzo, dedicata al tema della partecipazione giovanile. Partendo da due emergenze sociali, relative alla condizione ambientale da una parte e a quella giovanile dall’altra, emergenze rese ancora più evidenti dalla crisi che ha svelato le falle della cosiddetta società a capitalismo avanzato, crediamo indispensabile riflettere insieme sulla necessità di costruire un futuro possibile. Ed è proprio questo il tema centrale di entrambe le manifestazioni, la costruzione di “futuri” sostenibili. La parola futuro è stata declinata al plurale proprio per indicare le molteplici alternative che si configurano nel percorso evolutivo della nostra società e che saranno conseguenza diretta delle nostre scelte e dei nostri stili di vita. Servono nuovi “occhi” per riuscire a vedere un futuro possibile, servono nuove strade, nuove idee, serve un vero e proprio cambio di paradigma che rimetta al centro l’essere e non più l’agire, che dia speranza e voce ai destinatari del nostro presente, ai giovani appunto, oggi ingiustamente definiti “senza futuro”. In questo senso, crediamo che il ruolo del volontariato sia centrale, di un volontariato che non è più solo assistenza e gestione delle emergenze, ma un volontariato che si fa portavoce di nuovi comportamenti sociali per un “cambiamento possibile”. Luigi Russo Presidente CSV Salento
IL PROGRAMMA DEL FORUM DI TRICASE Ore 16.30
Sfilata bambini vestiti con materiali da riciclo A cura dell’Ass. Donne del Sud, Lecce
Compostiamoci bene – laboratorio di compostaggio domestico A cura dell’Ass. Nuova Messapia, Soleto
Simulazione di soccorso A cura delle Protezioni Civili
Flash Mob per una mobilità sostenibile A cura delle Associazioni Cicloamici, Lecce e Fiab il Ciclone, Maglie
Il Galateo per il cane – Laboratorio di Diego Andrea A cura dell’Ass. Zampa Libera, Tiggiano
CONVEGNO ore 19.00
Sala del Trono – Palazzo Gallone, Tricase
Ambiente: risorsa economica o bene comune? Esperienze di sostenibilità
• Saluti autorità • Maurizio Pallante Presidente Movimento per la decrescita felice La decrescita felice • Giovanna Ricoveri Economista e ambientalista La crisi ambientale e la soluzione dei beni comuni Buone Prassi in tema di: Autoproduzioni e turismo sostenibile • Azienda Agricola”Piccapane” di Cutrofiano • “Ecofesta Puglia” - EMS Enti Modelli Sostenibili Riqualificazione territoriale
• Comune di Minervino – efficientamento energetico • Comune di Zollino – Il Parco di Spalungano Stili di vita sostenibili • Cianfrusoteca, l’inutile che torna utile • Guida “Salento km 0” a cura dell’Associazione Nadir di Galatina Moderatore: • Luigi Russo, Presidente CSV Salento • A seguire proiezione del cineracconto “S.S. 275. Una cesta per le lacrime” di Paolo Pisanelli a cura della Consulta Ambiente del CSV Salento
ATTIVITÀ SULLA PIAZZA
• 100 Consigli per Riciclare A cura dell’Ass. Culturambiente, Lecce • Il Cofano del bucato - Esposizione della ricetta del sapone all’olio d’oliva A cura dell’Ass. Amici del museo di Tuglie • Esposizione tavolette da mare con materiale da riciclo A cura della Società Nazionale Salvamento, Morciano di Leuca • Mostra artigianato Costa d’Avorio A cura di Amis Onlus • Mostra T-Ricicli di Dario Rizzello A cura del CSV Salento • Scopri la tua Impronta Ecologica A cura dell’Ass. Legambiente “il Giglio delle Dune”, Salve • Screening gratuito per la prevenzione del Diabete di Tipo 2 A cura delle Associazioni A.E.E.O.S. Onlus e C.N.I.S. onlus, Lecce • Sportello informativo e di consulenza gratuita per persone disabili e immigrate A cura dell’Ass. Difesa Diritti Onlus, Lecce • Campagna itinerante Il Mare è il nostro Petrolio: raccolta firme contro la trivellazione nel Mare Adriatico A cura dell’Ass. Legambiente Cerianthus, Tricase
• ActionAid - Caprarica • ADMO – Ass. Donatori Midollo Osseo - Lecce • ADMO – Ass. Donatori Midollo Osseo - Tricase • AGEDO Lecce - Lecce • AIL - Lecce • AISM – Onlus - Lecce • Ala azzurra - Lecce • Alzheimer - Lecce • AMANI - Lecce • Amici del museo della civiltà contadina di Tuglie Onlus • Amici di Don Quintino - Melissano • A.M.I.S. Ass. Mediatori Interculturali Salento Onlus - Surbo • ANDOS Onlus – Ass. Nazionale Donne Operate al Seno - Lecce • Anyway Accessalento - Castrì di Lecce • A.N.P.A.N.A - Melendugno • Anziani onlus Ettore Pasanisi - Ruffano • APMAR onlus - Ass. Persone con Malattie Reumatiche - Lecce • Archeoclub d’Italia - Copertino • Arci Solidarietà Salento - Trepuzzi • Arneotrek - Nardò • ARTHAS - Lecce • Ass. Cubana José Marti - Lecce • Ass. Culturale Prospettive Luigi Tagliaferro Presicce • Ass. Difesa Diritti - Lecce • Ass. Europea ed Extraeuropea Operatori Specializzati - Lecce • Ass. Genitori onco-ematologia pediatrica Per un sorriso in più onlus - Lecce • Ass. Nazionale Vigili del Fuoco in Congedo Trepuzzi • Ass. Primavera Terra dei Messapi Onlus - Matino • Ass. Provinciale Club Alcologici Territoriali - Lecce • Ass. Sara Famiglie Bambini Cardiopatici - Copertino • Ass. Volontari Emergenze Radio - Supersano • ASTRA – Giuseppe Codacci Pisanelli - Tricase • AttentaMente - Lecce • AVIS - Lecce • AVO - Galatina • AVO - Copertino • AVO - Maglie • AVO Agape - Tricase • AVO Don Pasquale De Luca onlus - Lecce • AVO onlus Don Tonino Bello - Gagliano del Capo • AVOTUS - Trepuzzi • Casa Famiglia San Francesco Onlus - Gemini • Centro C.B. Eruce O.E.R - Melendugno • Centro C.B. Olimpo - Lizzanello • Centro di Cultura Sociale e di Ricerche - Giuggianello • Che Ernesto Guevara - Lecce • Cilla onlus - Matino • CNIS Coord. Naz. Insegnanti Specializzati Lecce • Comitato s.s. 275 - Miggiano • Consultorio Familiare La Famiglia - Lecce
• Cre-activity - Squinzano • Culturambiente onlus - Lecce • Domus Dei - Ugento • Don di Nanni alias Li Scumbenati - Lecce • Donne del sud - Lecce • FIAB Cicloamici - Lecce • FIDAS Emanuele Chiuri - Tricase • FIDAS Leccese - Galatone • FRATRES Sez. Provinciale - Zollino • Gaia - Corsano • Gruppo Volontariato Vincenziano Provinciale - Specchia • Il pane e le rose - Corsano • Il Sole - Taurisano • Insieme per i disabili - Montesardo • Ippica e Ippoterapia - Novoli • Ipposalento - Lecce • Iscub - Lecce • Istituto di Arti Terapie e Scienze Creative Carmiano • La Messapia - Castrì di Lecce • Lecce Iride - Lecce • Lega italiana per la Lotta contro i Tumori - Lecce • Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori - sez. Provinciale - Casarano • Legambiente Cerianthus - Tricase • Legambiente Giglio delle Dune - Salve • Luce e sorrisi - Montesardo • LUPSSU - Lugugnano di Tricase • Madre Teresa di Calcutta - Taurisano • Marco 6.31-onlus - Lecce • Mir Preko Nada - Corsano • Misericordia - Aradeo • Missionari della Pace - Ugento • Msamaria Mwema il buon Samaritano - Matino • Nuova Messapia - Soleto • Nuove Speranze - San Cesario di Lecce • Nova Vita Elena Fattizzo - Casarano • Orizzonti di accoglienza - Tricase • Popoli e Culture - Lecce • Porta d’Oriente - Lugugnano di Tricase • Progetto Donna - Lecce • Protezione Civile C.B. C.O.V.E.R. - Parabita • Protezione Civile - Giorgilorio • Madonna della Fiducia - Surbo • Protezione Civile La Torre - Corsano • Protezione Civile Palmariggi - Palmariggi • Regalami una rosa - Gallipoli • S.A.L.V.A - Lecce • Società Nazionale Salvamento - Morciano di Leuca • SOS Costa Salento - Corsano • SOS per la Vita - Lecce • Tiaa Kanam – Sguardo al futuro - Lecce • Tommaso Caretto - Trepuzzi • U.I.L.D.M. Sez. Capo di Leuca - Tiggiano • UNI.C.E.L. Onlus - Lecce • Work in Progress – W.I.P. - Galatone • Zampa Libera - Tiggiano • 3GiriDiTé - Tricase • 360 Gradi – Spazio Giovani - Scorrano
“SI ISTITUISCA IL REGISTRO EUROPEO DEI PASS”
Controproposta dell’associazione “Anyway Access Salento” in merito all’introduzione del nuovo contrassegno di parcheggio per disabili
I cambiamenti sono tali solo se vengono conquistati nuovi diritti». È con queste parole che Diomede Stabile, attivista per l’inclusione sociale e presidente dell’associazione “Anyway Access Salento” ha commentato l’introduzione in Italia del “contrassegno di parcheggio per disabili” che andrà a sostituire il vecchio “contrassegno invalidi”. È stato infatti approvato il nuovo regolamento che prevede delle modifiche al decreto del Presidente della Repubblica del 6 dicembre 1992, n. 495 in vigore dal 15 settembre 2012 che permetterà alle persone disabili di circolare più liberamente nell’Unione Europea. «Al di là di questa possibilità – continua Stabile – che è ovviamente una notizia positiva, un diverso colore del pass non risolve i problemi reali. Si dovrebbe, invece, creare un registro dei pass riconosciuto a livello europeo da associare al codice fiscale. In questo modo,
si eviterebbero doppie combinazioni così come accade oggi con i registri comunali in quanto, ad esempio, il mio pass può non essere riconosciuto in un altro Comune». La proposta del presidente di “Anyway Access Salento” è quella di rendere il pass riconoscibile attraverso un’apposita tecnologia che, essendo associato al codice fiscale, sarebbe utilizzabile solo da chi ha davvero accesso alla legge 104, evitando possibili speculazioni. «I Comuni, inoltre, dovrebbero consegnare i pass in doppia copia, uno da lasciare in macchina e uno da utilizzare per altri servizi cui ha diritto una persona disabile». Il nuovo modello è conforme alle raccomandazioni previste dal Consiglio dell’Unione europea del 4 giugno 1998 e faciliterà la mobilità delle persone invalide. La sostituzione dovrà avvenire entro
tre anni dalla data di entrata in vigore del regolamento. Stessa scadenza per il rinnovo della segnaletica stradale che dovrà essere adattata alle modifiche previste dal decreto. In caso di sostituzione i nuovi segnali e il simbolo di accessibilità dovranno essere conformi alle norme del nuovo regolamento. Il regolamento prevede, inoltre, un possibile aumento del numero di posti riservati gratuitamente ai veicoli di persone disabili, muniti di contrassegno. Le amministrazioni locali potranno, inoltre, consentire la sosta gratuita di questi veicoli nei parcheggi a pagamento nel caso in cui siano già occupati o indisponibili i posti riservati ai disabili. «Inoltre, si è persa l’occasione di fare un passaggio culturale necessario – chiosa ancora Stabile – mantenendo la definizione di “disabile”. Si sarebbe potuto optare per una soluzione meno stigmatizzante, lasciando la definizione di “parcheggio riservato” da accompagnare alle sigle ed eventualmente giocando con i colori». Lara Esposito
COLLOCAMENTO DISABILI, IN AUMENTO LE ASSUNZIONI
Lo conferma un’indagine Isfol sullo stato di attuazione della legge 68/99. Nella provincia di Lecce aumentano solo gli iscritti nelle liste
e a livello nazionale arrivano timidi segni di ripresa sull’attuazione della legge 68/99 sul collocamento dei disabili, il Sud si conferma maglia nera in tema di diritti e di inclusione sociale. Lo dimostrano gli ultimi dati sul lavoro per le persone disabili presentati durante la sesta relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge “Norme per il diritto al lavoro dei disabili” realizzata da Isfol: dopo il calo del 2009 (-26%),nel 2010 le lettere di assunzione firmate sono aumentate del 6% (circa 22mila). Un dato positivo che si è stabilizzato nel 2011. Fanalino di coda, ancora una volta il Sud e le isole: l’89% degli avviamenti è avvenuto nelle regioni del Centro-Nord. Diminuisce anche il numero degli iscritti all’ufficio di collocamento, passando da 743.623 persone a 644.029. Un calo trainato, ancora una volta dal Sud e dalle isole (il 39%),
che non hanno risposto all’indagine. In provincia di Lecce ad agosto 2012 su 25.070 persone iscritte nel registro delle categorie protette dell’ufficio di collocamento, 24.429 sono nella lista dei disabili. Un dato che ha subìto un incremento rispetto all’anno precedente, in cui gli iscritti alle liste speciali erano 22.959 dei quali 22.278 disabili e ancora di più rispetto al 2009, quando su 20.639 disoccupati, 19.969 erano disabili. Cresce quindi la richiesta di lavoro per le fasce protette, le prime a subire i contraccolpi della crisi. In Italia, l’obbligo vige per poco meno di 3mila amministrazioni e 45mila imprese per un totale di 34mila posti nel pubblico e 143mila nel privato. Nella provincia di Lecce negli ultimi sette mesi sono arrivate oltre 20 domande di esenzione parziale o totale di questo obbligo da parte di aziende, spesso molto affermate.
Realizzata da Vodafone in collaborazione con la Fish permetterà di segnalare la presenza di ostacoli e di visualizzare i percorsi in base all’accessibilità
ono ancora molte nelle nostre città le barriere architettoniche che di fatto impediscono la piena partecipazione della persone disabili alla vita di comunità. Per facilitare loro la vita e renderli protagonisti di un cambiamento, Vodafone in collaborazione con la Fish (Federazione italiana superamento handicap) ha realizzato “EasyWay”, ovvero un’applicazione per smartphone e un sito internet: strumenti, questi, pensati e progettati per permettere alle persone con disabilità, ma anche a esperti del settore, di segnalare la presenza o meno di barriere architettoniche in tutti quei luoghi aperti al pubblico o di in-
teresse collettivo attraverso il proprio telefono cellulare. I dati, raccolti poi in una banca dati, permettono a chiunque voglia raggiungere una destinazione o un luogo già “mappato” da altri utenti di avere informazioni utili circa il grado di accessibilità. Chiunque viva una disabilità sulla propria pelle può infatti scaricare sul proprio smartphone l’applicazione dedicata e, seguendo i passaggi richiesti, inserire informazioni, generali o specifiche, su alcuni determinati spazi interni ed esterni, quali appunto la presenza o meno di parcheggi riservati, l’accessibilità della struttura, i servizi igienici
adeguati. Il tutto ovviamente in relazione alla tipologia di disabilità motoria di cui è portatore. Non è ancora attiva la rilevazione e la segnalazione dedicata alle barriere sensoriali, che riguardano specificatamente disabili visivi e auditivi. Le informazioni inserite dagli utenti vengono poi composte in un’apposita banca dati accessibile da un sito Internet e disponibile per chiunque cerchi informazioni su un determinato luogo o struttura ricettiva. L’applicazione si scarica direttamente dall’indirizzo Internet http://www.easyway.vodafone. it/applicazione-per-smartphone, sia per Android sia per iPhone.
LAVORO O OCCUPAZIONE?
Intervento di M.T. Calignano, coordinatrice tecnica dell’Aipd di Lecce, a precisazione dell’intervista a Salvatore Andreano apparsa sul numero 60 di Volontariato Salento
o letto con molto interesse l’intervista fatta a Salvatore Andreano a firma Sara Beaujeste D’Arpe sul mensile del CSV di luglio-agosto. Che le persone con sindrome di Down siano dei buoni lavoratori e apprezzati dai colleghi per noi, che da anni lavoriamo sull’inserimento lavorativo delle persone con sindrome di Down, che siamo tra coloro che hanno sollecitato la legge 68/98, che hanno ottenuto il riconoscimento della pensione di reversibilità alle persone disabili lavoratrici (art. 46 del D.L. 248 del 31/12/2007, convertito il L. 28 febbraio 2008, n. 31), non è una novità. I nostri primi inserimenti lavorativi risalgono al 1989 e in tutti questi anni abbiamo maturato esperienze e ci siamo sempre più specializzati nella nostra metodologia. Le persone con sindrome di Down di cui parla Salvatore Andreano le abbiamo seguite noi nell’espletamento delle prove concorsuali per l’assegnazione delle borse lavoro, nonché per la formazione sia dei ragazzi/e, sia dei loro tutor aziendali. Tutto questo impegno in un’ottica di possibile inserimento lavorativo che non c’è stato. Questi ragazzi con diligenza e impegno svolgono dal 2009 attività di volontariato,ma non si possono definire lavoratori. La loro è un’occupazione del tempo libero, non hanno diritti, è un modo come un altro perché si sentano impegnati. I dati emersi dalla sesta relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge “Norme per il diritto al lavoro dei disabili” sottolinea ancora di più il divario tra nord e sud sul collocamento mirato. Nel corso delle giornate di studio tenutesi a Roma il 6 e 7 novembre 2011 (scaricabili dal sito www.coordown. it) i ragazzi lavoratori hanno espresso il loro pensare tra cui: “del nostro lavoro ci piace collaborare con gli altri, sentirci parte dell’ambiente di lavoro, essere precisi e rispettare le regole, essere informati e tutelati sul luogo del lavoro, gestire i nostri soldi in autonomia e ricevere ogni mese lo stipendio”. Questo è essere lavoratori e loro lo hanno appreso molto bene. M. Teresa Calignano Coordinatrice Tecnica Associazione Italiana Persone Down Sez. di Lecce
Dal 15 settembre al 15 ottobre è possibile presentare la domanda per regolarizzare i lavoratori stranieri senza permesso di soggiorno. A Lecce informazioni presso lo sportello “Lecce accoglie”
partita il 15 settembre la sanatoria che permette di regolarizzare i lavoratori stranieri senza permesso di soggiorno. Le domande potranno essere presentate entro il 15 ottobre. La sanatoria servirà a far emergere il lavoro nero e permetterà ai datori di lavoro di uscire dall’illegalità, così come viene spiegato nel decreto attuativo e nella circolare ministeriale pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n. 209 del 7 settembre 2012: “I datori di lavoro, che occupano irregolarmente alle proprie dipendenze da almeno tre mesi lavoratori stranieri presenti nel territorio nazionale ininterrottamente almeno dal 31 dicembre 2011, possono dichiarare la sussistenza del rapporto di lavoro allo sportello unico per l’immigrazione”. Le domande vanno presentate esclusivamente via internet, fino alle ore 24.00 di lunedì 15 ottobre 2012, dopo aver effettuato la registrazione sulla pagina disponibile all’indirizzo www. interno.gov.it. Per compilare le domande senza intoppi, il ministero dell’Interno ha pubblicato delle slide illustrative. Prima di presentare i moduli deve essere effettuato il pagamento del contributo forfettario di mille euro, non rimborsabile, per ogni lavoratore dichiarato. Il versamento dovrà essere effettuato utilizzando esclusivamente il modello “F24 Versamenti con elementi identificativi” ed i codici tributo istituiti dall’Agenzia delle entrate ‘REDO’ (per il lavoro domestico) e ‘RESU’ (per il lavoro subordinato). Il modello F24 deve contenere i dati di identificazione del datore di lavoro, nonché il numero di passaporto o di altro documento equipollente del lavoratore. Tra i requisiti per accedere alla procedura si chiede che il reddito del datore di lavoro non deve essere inferiore a 30mila euro annui e nel caso di lavoro domestico non può essere inferiore a 20mila con un nucleo familiare composto da un solo soggetto percettore di reddito, o 27mila euro annui in
caso di nucleo familiare inteso come famiglia anagrafica composta da più soggetti conviventi. Il coniuge ed i parenti entro il 2° grado possono concorrere alla determinazione del reddito anche se non conviventi. Il datore di lavoro, inoltre, deve dimostrare di aver regolarizzato le somme dovute al lavoratore a titolo retributivo, contributivo e fiscale, per un periodo commisurato alla durata del rapporto di lavoro e comunque non inferiore a 6 mesi. La verifica dei requisiti reddituali per il sostegno al bisogno familiare non si applica al datore di lavoro affetto da patologie o handicap che ne limitano l’autosufficienza, il quale effettua la dichiarazione di emersione per un lavoratore straniero addetto alla sua assistenza. Ecco chi sono i soggetti interessati alla sanatoria: Datori di lavoro • Cittadino italiano; • Cittadino di un paese appartenente all’Unione Europea; • Cittadino straniero titolare di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo di cui all’art. 9 del T.U.; • Cittadino straniero titolare di carta di soggiorno in quanto familiare di cittadino comunitario o titolare della carta di soggiorno permanente per familiare di cittadino comunitario ai sensi del D.Lgs. N 30/2007; • Cittadino straniero che ha presentato richiesta di rilascio/rinnovo di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo o di carta di soggiorno per familiare di cittadino comunitario. Lavoratori Lavoratori extracomunitari che, alla data del 9 agosto 2012, erano occupati irregolarmente da almeno 3 mesi e continuano ad essere occupati al momento della presentazione della domanda e che siano presenti sul ter-
ritorio nazionale ininterrottamente almeno dalla data del 31 dicembre 2011. La presenza in Italia del lavoratore straniero dovrà essere documentata da organismi pubblici, per questo è sufficiente uno dei seguenti documenti: Timbro di ingresso sul passaporto, Codice STP (Straniero temporaneamente presente), Permesso di soggiorno scaduto, Certificato medico di Pronto Soccorso, Richiesta di asilo, Atti giudiziari, Documentazione relativa alla sanatoria 2009, Provvedimento di espulsione, Eventuali denunce per reati non ostativi, Certificato di frequenza scolastica del minore, Ricevute pagamento mensa scolastica di un figlio. Il datore di lavoro deve effettuare la comunicazione obbligatoria di assunzione al Centro per l’impiego, ovvero, in caso di rapporto di lavoro per lavoro domestico all’INPS il decreto interministeriale ha puntualizzato che con la sottoscrizione del contratto di soggiorno il datore assolve agli obblighi previsti. La ricevuta di presentazione delle domande è scaricabile dal sito, una volta effettuato l’invio della domanda. In essa sono contenuti i dati identificativi del datore di lavoro e del lavoratore ed i codici di identificazione che consentiranno alle forze di Polizia a partire dal 15 settembre 2012 di verificare l’autenticità formale dei dati presenti nella stessa, così da contrastare qualsiasi tentativo di falsificazione/contraffazione. A tal fine alle forze di Polizia è reso disponibile un Portale WEB in intranet, accedendo al quale è possibile effettuare le verifiche. La ricevuta va conservata sia dal datore di lavoro che dal lavoratore. Gli intermediari sono tenuti a consegnare la ricevuta al datore di lavoro. Per maggiori informazioni, a Lecce è possibile rivolgersi presso lo Sportello socio-sanitario per l’immigrazione “Lecce Accoglie”, sito in Palazzo Turrisi Palumbo in via Marco Basseo a Lecce.
LE GIRAVOLTE: STORIA DI UN VICOLO E DI UNO SFRATTO ANNUNCIATO
Oltre trenta ordini di sfratto annunciati due anni fa, ma solo ora il comune se ne accorge
na storia annunciata di sfratti e di sofferenze. Non poteva che iniziare così il racconto di ciò che sta accadendo nel centro storico di Lecce, in Vico delle Giravolte, dove una trentina di donne e uomini immigrati hanno ricevuto ordine di sfratto dal loro stabile nel quale vivevano. Si tratta di abitazioni di proprietà delle Suore Benedettine, ricevute in donazione nel 2004 dalla “Mara”, transessuale leccese scomparsa in quell’anno, e nelle quali da più di vent’anni vivono decine di persone pagando regolarmente l’affitto. Quegli stabili però sono, sotto il profilo igienicosanitario e strutturale, invivibili e pericolosi. Per
questi motivi, già nel 2010 fu emanato un ordine di sfratto al quale non fece mai seguito la sua attuazione. Dopo due anni invece a quell’ordine è stata data esecuzione e ad oggi, nonostante le proroghe già ottenute, ci sono persone sole e famiglie ala disperata ricerca di un alloggio. Come spesso accade in questi casi, il lavoro delle associazioni sta dando i suoi frutti. Quasi tutte le persone e le famiglie interessate hanno trovato una sistemazione alternativa, ma il problema è solo temporaneamente rimandato. Le strutture messe a disposizione dall’associazione “Integra”, dalla Comunità Emmaus e la struttura del monastero di San Giovan-
ni Evangelista rappresentano infatti delle soluzioni solo temporanee (un paio di mesi) e non definitive. Ciò che risulta dal lavoro svolto finora è che il mondo dell’associazionismo sta provando a risolvere l’ennesima patata bollente in tema di politiche abitative nelle mani del Comune di Lecce. Il nodo fondamentale, infatti, riguarda la totale assenza di sensibilità nei confronti del tema della casa, tante volte richiamato dalla stampa e dalle cronache che hanno raccontato situazioni di drammatico disagio vissute dai cittadini. Sorge spontaneo domandarsi che tipo di idea dell’abitare abbia un’amministrazione che in presenza di un ordine di sfratto risalente a due anni fa non riesce a trovare una soluzione per tempo e debba invece affidarsi al supporto ed al lavoro delle associazioni per offrire soluzioni precarie e temporanee in una difficoltà ampiamente annunciata. È una storia annunciata esattamente come quelle che coinvolgono tante persone e tante famiglie le quali, strangolate dalla crisi economica e dalla perdita del lavoro, non riescono più a sostenere i costi dell’affitto sempre più alti. Situazioni che si verificheranno sempre, finchè le politiche abitative saranno solo gestione delle emergenze e non tutela del diritto alla vita, alla salute ed alla sicurezza di tutti i cittadini. Luigi Apollonio
ROM, AMNESTY INTERNATIONAL STRIGLIA L’ITALIA
Nonostante l’attuale governo usi un linguaggio meno offensivo, la situazione sembra essere immutata
Sui rom e sulle politiche d’inclusione, dal governo Monti solo belle parole, ma nei fatti non è ancora cambiato nulla. È questo il duro giudizio sull’operato dell’attuale esecutivo di Amnesty International che ha presentato un report sugli sgomberi e la segregazione dei rom in Italia a pochi mesi dalla sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato lo stato d’emergenza e dalla presentazione di una Strategia d’inclusione come richiesto dalla Commissione europea. Nonostante il clima culturale sembra diverso e l’attuale governo non usi il linguaggio offensivo dei suoi predecessori, nelle scelte concrete non si ravvisano differenze e continuano ad essere “inaugurati” nuovi campi. Per Amnesty, infatti, «la recente apertura di un nuovo campo segregato, la Barbuta, fuori Roma,
è un esempio assai evidente di come le autorità non intendano cambiare». Secondo l’organizzazione, infatti, il governo italiano non sta tenendo fede ai suoi obblighi internazionali e agli impegni assunti di fronte alla Commissione europea perché la politica degli sgomberi continua ad essere attuata senza un’adeguata consultazione, preavviso e offerta di un alloggio alternativo. Il documento presentato denuncia il «continuo e sistematico mancato rispetto dei diritti dei rom a parte delle autorità italiane». Secondo Amnesty, infatti, a 10 mesi dalla sentenza del Consiglio di Stato che ha dichiarato illegittima la cosiddetta “Emergenza nomadi”, la popolazione rom «non ha ricevuto alcuna riparazione né alcun concreto rimedio alle violazioni dei diritti umani causate da tre
anni e mezzo di stato d’emergenza». Una situazione di stallo, nonostante i buoni propositi contenuti nella Strategia nazionale d’inclusione di rom, sinti e caminanti portata avanti dal ministro per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione, Andrea Riccardi. «I piani per chiudere i campi autorizzati e quelli tollerati vanno avanti nonostante la mancanza di un’autentica consultazione e di adeguate salvaguardie legali. Le condizioni di vita nella maggior parte dei campi autorizzati restano molto misere, mentre quelle nei campi informali sono anche peggiori, con scarso accesso all’acqua, all’energia elettrica e ai servizi igienicosanitari. Prosegue la segregazione su base etnica e la maggior parte dei rom è esclusa dall’accesso all’edilizia popolare».
“RIPARTIRE DALLE RETI DI SOLIDARIETÀ”
É con queste parole che la Rete antirazzista Salento ha commentato i dati di “Racist hate speech”, auspicando la creazione di un codice deontologico da condividere con gli operatori dell’informazione
Nonostante tutto credo che la cittadinanza sia più avanti della politica». È con queste parole che Antonio Ciniero, portavoce della Rete antirazzista Salento, coordinamento che riunisce numerose associazioni della provincia di Lecce, ha commentato il quadro emerso dallo studio “Racist hate speech” elaborato da un network di associazioni italiane composto da 8 organizzazioni. Secondo lo studio presentato nell’ambito di un incontro del Comitato per l’eliminazione della discriminazione razziale delle Nazioni unite (Cerd) in materia di incitamento all’odio razziale tenutosi nei giorni scorsi a Ginevra, infatti, in Italia si registra un aumento dei fenomeni di incitamento all’odio razziale legati ai discorsi politici e ai media specialmente nei confronti di rom e sinti, nonché un incremento del razzismo diffuso attraverso i nuovi canali, quali internet e social media. «La retorica razzista dell’emergenza e della sicurezza – spiega Ciniero – è stata sperimentata fin dai tempi dello sbarco degli Albanesi in Italia negli anni ‘90. In Italia esiste innanzitutto un problema di lessico che andrebbe depurato perché si tende ad attribuire, ad esempio, ai casi di cronaca legati a motivazioni razziste, altre cause generiche quali la violenza o il semplice bullismo. Non si da il giusto nome alle cose e questo è un tappo per la costruzione di una base culturale capace di debellare gli atteggiamenti discriminatori». Nello studio, inoltre, si fa più volte riferimento alla propaganda portata avanti in Italia da compagini politiche come la Lega Nord e Forza Nuova che hanno legittimato un atteggiamento discriminatorio e ricco di stereotipi nei confronti delle minoranze tanto da utilizzarlo quale motore per la crescita del consenso popolare. Anche i
media non sono indenni a questo tipo di approccio: secondo “Racism hate speech” le informazioni veicolate in Italia sono spesso di parte in quanto difficilmente danno spazio al punto di vista delle minoranze, privilegiando la notizia a effetto impregnata di stereotipi e luoghi comuni. «Sarebbe utile – continua Ciniero – che si definisse un codice deontologico condiviso da parte dei giornalisti che parla da un percorso di vera e propria “pulizia” del lessico». La paura del diverso, infatti, viene instillata e rafforzata dai media. «Vince la logica del dividi et impera portata avanti dagli “imprenditori del razzismo” alla continua ricerca di un capro espiatorio a problematiche di natura differente. Esiste, infatti, una vera e propria geografia del razzismo: al sud gli immigrati rubano il lavoro, al nord le case. I problemi in realtà sono altri, ma questa retorica si trasforma in consenso elettorale». La forte partecipazione alla campagna “L’Italia sono anch’io”, però, sembra aver gettato una luce di speranza. «La società è già interculturale – chiosa Ciniero – e l’unica strada per combattere il diffondere di atteggiamenti discriminatori è di allargare i diritti. A Lecce, ad esempio, all’annuncio dello sgombero del Campo Rom Panareo la popolazione ha reagito dimostrando solidarietà a queste persone. Le reti solidali – conclude – esistono ancora e funzionano ed è da qui che bisogna partire». Lo studio è stato realizzato da: associazione 21 luglio, Archivio delle Memorie Migranti, Articolo 3 – Osservatorio sulle discriminazioni, Associazione Carta di Roma, Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione, Borderline Sicilia Onlus, Lunaria e Unione forense per la tutela dei diritti umani. Lara Esposito
NO AGLI SGOMBERI, MILLE FIRME AL GIORNO
n network provinciale - per contribuire all’inclusione della minoranza rom – che si costituisce ora con il passaggio attraverso diverse fasi, dalla formazione al networking territoriale, dall’aula al territorio, dalle competenze all’esperienza e alle azioni locali. È il risultato raggiunto grazie al Pon Sicurezza e al progetto “Com. In.Rom”del Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero
dell’Interno, che nell’edizione svolta e curata dalla Prefettura di Lecce, coadiuvata dall’ente gestore Nova Onlus Consorzio nazionale, è giunto ora alla seconda fase. Dopo 12 giornate formative per 96 ore, funzionari e dirigenti pubblici e del privato sociale hanno costituito quindi un tavolo di lavoro interistituzionale per realizzare politiche locali di inclusione dei rom, a partire dagli stimoli, dalle competenze
e dalle esperienze apprese durante la formazione. Comuni, Provincia, Asl, Ufficio Scolastico, Ufficio d’ambito, Giustizia Minorile, Università e numerose organizzazioni della cittadinanza attiva sul tema, inclusa la rappresentanza della stessa comunità rom locale, sono quindi insieme per lavorare ad una maggiore attuazione dei diritti alla casa, all’istruzione, alla salute, al lavoro. Luigi Conte
NASCE IL TRADUTTORE DI CARTELLE CLINICHE PER BAMBINI STRANIERI
Una task force tra traduttori e medici che gratuitamente metteranno a disposizione le proprie competenze
edici e traduttori di ogni nazionalità insieme per tutelare la salute dei bambini stranieri. Con questo intento, è online dal primo settembre www.translators4children.com, un portale costruito da operatori che hanno scelto di mettere a disposizione gratuitamente la propria professionalità e conoscenza a disposizione dei bambini stranieri con necessità di tradurre cartelle cliniche, documenti utili per sottoporsi ad interventi chirurgici o, ancora, documenti che insegnino a salvare la vita di un bambino. In molti casi, infatti, i bambini vengono in Italia per cure mediche e si portano dietro le cartelle cliniche del proprio paese e tradurle in tempo diventa un impedimento economico notevole. Il progetto Umanitario Pediatrico Internazionale vuole supportare le famiglie con un bambino malato nella traduzione dei documenti necessari per salvarlo.
“SI RIFORMI L’ESECUZIONE PENALE ESTERNA”
Dalla Puglia un appello al ministro per le misure alternative alla detenzione e per salvare con un indirizzo chiaro di politiche di decarcerizzazione, il sistema alternativo che da dieci anni langue nel dimenticatoio dei governi
na lettera sottoscritta da trenta dirigenti e direttori dell’esecuzione penale esterna ed indirizzata al ministro della Giustizia Paola Severino e al capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Giovanni Tamburino. È quella che qualche giorno fa è stata inviata dalla Puglia per “salvare e rilanciare l’esecuzione penale esterna e le misure alternative”, un appello già lanciato lo scorso gennaio dalla Puglia per scongiurare lo smantellamento delle strutture non detentive. In tre pagine gli operatori dell’esecuzione penale esterna pugliesi sostengono la scelta del ministro di “dare priorità alle misure alternative” ma si dichiarano altrettanto preoccupati della gestione di tali misure sul territorio in assenza di un forte potenziamento delle strutture e dei servizi territoriali, in assenza di indirizzi chiari. Soprattutto, a preoccupare, sono “gli effetti negativi che potrebbero avere, anche nell’opinione pubblica, gravi defaillance nella gestione delle misure, per i danni all’immagine dell’Amministrazione e al sistema stesso delle alternative alla detenzione”. Del resto, il lavoro compiuto in questi anni dai Dap (Dipartimenti di amministrazione penitenziaria), ha
resistito alla tentazione che più governi hanno sollecitato negli ultimi tempi: quello di ridurre la sanzione alla pena detentiva con una scarsa efficacia, anche in termini di contrasto delle recidive. Da dieci anni non vengono assegnate né risorse né personale a questo settore, il che significa una “perdita del 40% del personale”, mentre nel settore della detenzione in sei anni sono stati “assunte circa 3.890 nuove unità”. Eppure il lavoro degli Uffici di esecuzione penale esterna non si è mai interrotto. Nel solo 2011 l’esecuzione penale esterna “ha assicurato 150mila interventi e oltre 52mila giornate di presenza sul territorio ed oggi eseguono un numero di misure alternati (22mila) uguale a quello in corso prima dell’indulto ma hanno il 40% degli operatori in meno”, pur in assenza di un indirizzo chiaro, giacché, come denunciano dalla Puglia, “fino al 2011 il direttore generale dell’esecuzione penale esterna non ha avuto una strategia o, se l’ha avuta, l’ha dimenticata per strada”. Anche questa, quella della nomina del futuro direttore generale, è una questione che dalla Puglia reputano centrale e non più rinviabile. Insomma, per gli operatori pugliesi è giunto il momento di “arrestare lo smantellamento silente di questo settore” per costruire politiche serie di decarcerizzazione, necessarie dal punto di vista non solo storico e della difesa dei diritti, ma anche organizzativo e gestionale. “Finchè l’Amministrazione Penitenziaria si reggerà solo sulla ‘gamba detentiva’ – sottolinea Eustachio Vincenzo Petralla, direttore dell’Uepe di Bari – sarà un’Amministrazione ‘zoppa’”. “In periodi di crisi – si legge nella chiosa della lettera invita al ministro – sopravvivono le organizzazioni che sanno immaginare il futuro e prepararsi ai cambiamenti; riteniamo che questo valga anche per l’Amministrazione penitenziaria, bisognosa, oggi, di idee lungimiranti e azioni innovative. Ci sembra giunto il tempo in cui il processo riformatore avviato nel ’75 e interrotto nell’ultimo decennio, sia riavviato e completato con la riforma dell’esecuzione penale esterna”. Serenella Pascali
“USCIRE DALL’OTTICA DELL’EMERGENZA”
È l’appello della Garante dei minori della Puglia al Governo italiano, per i minori stranieri non accompagnati. In Puglia nel solo 2011 sono arrivati 765 ragazzi soli, via mare
n Puglia nel solo 2011 sono giunti via mare, dalla Grecia e dall’Egitto, 765 ragazzi soli. A loro si sono aggiunti i minori trasferiti da Lampedusa o dalla Sicilia, in molti casi giunti nei Cara o nei Cie e identificati erroneamente come maggiorenni e i minori rintracciati sul territorio, per un totale di circa 1200 transitati nelle comunità pugliesi. Un dato che in un solo anno fa gridare all’allarme la Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza pugliese Rosangela Paparella, non solo per la penuria di strutture che in Puglia possono accogliere i minori, ma soprattutto perchè non è più rimandabile un’azione concertata e seria tra le istituzioni interessate alla questione. “Sarebbe un errore gravissimo, nonché segnale di scarsa lungimiranza – dichiara la Garante - trascurare che questi ragazzi siano titolari di diritti e
componenti a tutti gli effetti della nostra società. E che rischiano di scivolare in una zona di invisibilità e di marginalizzazione che riguarda tutti, e riguarda lo stato di civiltà e benessere della nostra regione”. Una questione che qualche giorno fa era stata lanciata dall’assessore alle politiche di Welfare della città di Bari Ludovico Abaticchio che ribadiva la necessità di non far ricadere tutto sulle spalle degli enti locali: “È improcrastinabile un’azione concertata tra le istituzioni locali e le Prefetture, perché il Governo sia sollecitato a dare risposte certe, rapide e in grado di superare la logica dell’emergenza e della delega totale agli enti locali, riguardo al sistema di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Sono le Convenzioni internazionali sottoscritte dallo Stato italiano, a vincolarci nei loro confronti. La tutela dei
loro diritti, il diritto alla protezione, il diritto allo sviluppo, il diritto alla partecipazione e all’inclusione sociale, è un nostro preciso obbligo”. Intanto il lavoro dell’Ufficio regionale del Garante sta lavorando in Puglia per qualificare l’offerta dei servizi, rafforzando la formazione del personale già impegnato nella tutela e nel sostegno alla crescita dei piccoli. Ma non basta. Occorre stringere le forze e trovare nuove sinergie interistituzionali capaci di fornire risposte sistemiche alla questione: “affrontare il fenomeno in maniera emergenziale – conclude Rosi Papaparella – vanifica i tentativi di mettere a punto buone pratiche di accoglienza sia da parte di alcune amministrazioni comunali, sia da parte delle organizzazioni che gestiscono le comunità”. Alice Mi
RIFORMA ISEE, IL GOVERNO PROPONE DI ELIMINARE LE SPESE PER L’ASSISTENZA
Lo ha annunciato il sottosegretario Guerra ribadendo che l’indennità di accompagnamento non sarà toccata ma rientrerà comunque nel conteggio dell’Isee. Critiche le associazioni
on si placano le polemiche e le paure delle associazioni che si occupano di disabilità rispetto alla linea del governo sull’indennità di accompagnamento e il relativo conteggio dell’Isee. Il sottosegretario al ministero del Welfare Maria Cecilia Guerra, infatti, ha ribadito in occasione di un incontro con il “Comitato 14 settembre” che l’indennità di ac-
compagnamento per le persone disabili non verrà toccata ma entrerà nel conteggio dell’Isee. La proposta del governo è di eliminare, di contro, tutte le spese che le famiglie dei disabili devono sostenere per l’assistenza: oltre a quelle conteggiabili verrà stimata anche una somma forfetaria di spese fisse. La battaglia del “Comitato 14 settem-
bre” è incentrata su diversi punti. Tra questi, si richiede innanzitutto che il Parlamento modifichi tutte le leggi in materia di disabilità sostituendo la parola “possono” con “debbono”. L’ambiguità linguistica, infatti, scatena difficoltà soprattutto a livello locale, dove la facoltà di erogare o meno i servizi per le persone disabili è vincolata alle risorse disponibili, penalizzando
gli enti locali più piccoli. Si richiede, inoltre, di definire un Bilancio sociale dei comuni allo scopo di evitare tagli al mondo della disabilità. Punto caldo rimane proprio quello legato al calcolo dell’Isee: secondo gli organizzatori, le persone disabili stanno già pagando ampiamente la crisi e dopo tante battaglie, potrebbero ricadere in uno stato di povertà.
“NO” al viadotto TAP
Il Comitato e la Regione si oppongono alla realizzazione. I pareri al vaglio del Ministero
l progetto Tap (multinazionale con sede in Svizzera formata da Egl, Statoil ed Eon) prevede la realizzazione di un gasdotto che colleghi il Mar Caspio all’Italia: 800 km, in parte già esistenti, con approdo a San Foca. Il punto di arrivo sarebbe distante 1,8 km dall’Oasi “Le Cesine” e un micro tunnel arriverebbe sulla costa di San Foca, passando dieci metri al di sotto del livello del mare e risalendo fino a un metro e mezzo sotto il terreno, approdando ad una cabina di depressurizzazione realizzata ad Acquarica di Lecce dalla Snam Rete Gas, della grandezza prevista di nove ettari ma recintata per sedici. Con una delibera votata all’unanimità a febbraio il comune di Melendugno ha già votato contro l’opera avvalendosi anche dell’appoggio di associazioni e comitati locali. È la salvaguardia delle coste il motivo principale di opposizione: Melendugno è un Comune di chiara vocazione turistica insignito della Bandiera Blu d’Europa e dalle 4 vele di Legambiente. Non solo Melendugno, ma anche Vernole, Castrì di Lecce, Caprarica e Cavallino hanno deliberato contro l’infrastruttura. Prendendo atto delle opposizioni, il Comitato regionale per la valutazione di impatto ambientale, VIA, ha bocciato il gasdotto Tap. «Un intervento fortemente impattante e corredato da una documentazione non sufficientemente dettagliata
in ordine alle conseguenze che lo stesso avrebbe per il territorio, in relazione alle realtà paesaggistico- ambientale e storico-culturale del territorio» afferma l’assessore regionale dell’Ambiente Lorenzo Nicastro. A giocare un ruolo determinante anche le caratteristiche dell’area interessata: la vicinanza dell’Ecomuseo di Acquarica, la riserva “Le Cesine”, la presenza in mare di praterie di Posidonia Oceanica e Cymodocea, oltre ai recenti episodi di nidificazione di tartarughe Caretta Caretta lungo la costa. «Inoltre proprio in quelle aree, ci sono impianti di produzione energetica da fonti fossili a forte impatto ambientale – prosegue Nicastro – e l’impianto si aggiungerebbe a quelli con un aumento delle emissioni». Tuttavia l’opinione espressa da Bari non sarà vincolante per il Ministero dello Sviluppo Economico, che valuterà le decisioni e le motivazioni che hanno spinto la Regione ad esprimere un rifiuto. La società Tap ha però presentato istanza al Ministero dell’Ambiente per integrare la documentazione già a marzo dello scorso anno e auspica che la commissione VIA regionale «possa analizzare la versione aggiornata dello Studio d’impatto ambientale, appena essa sarà disponibile, che riporta le informazioni integrative capaci di rispondere alle preoccupazioni espresse in sede regionale». Sara Beaujeste D’Arpe
TRIVELLAZIONI, RITORNA LA MINACCIA
L’incubo trivellazioni in Puglia è tornato più forte che mai. A distanza di poco meno di un anno dall’ultima manifestazione per la tutela del mare, è in programma il prossimo 6 ottobre a Manfredonia un altro grande evento, dove parteciperanno molti artisti pugliesi, per sensibilizzare alla salvaguardia dell’ambiente. All’inizio del mese di settembre, il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha dato l’autorizzazione per le prospezioni al largo delle isole Tremiti alla compagnia Petrolceltic, scatenando la mobilitazione delle associazioni e dei comitati (Per il bene comune, Comitato per la tutela delle coste di Monopoli, Comitato No petrolio, Rete No triv, Coordinamento «custodiamo le coste»), che in passato si sono mossi contro le decisioni prese dall’allora ministro Stefania Prestigiacomo. Il rischio da evitare è che l’autorizzazione data alla Petroceltic possa creare un precedente per le altre compagnie come la Northen Petroleum e la Spectrum, che hanno chiesto di effettuare prospezioni lungo la restante costa pugliese. Contro il nuovo provvedimento ministeriale si sono succeduti diversi incontri tra sindaci e ambientalisti, in uno di questi ha partecipato lo stesso ministro Clini, arrivato in Puglia, impegnato nel frattempo al tavolo di discussione per l’Ilva. Intanto la Regione si è resa pronta a ricorrere contro il governo, e anche Legambiente nazionale ha annunciato di impugnare i provvedimenti - che sulla penisola riguarderebbero ben 4mila km quadrati di mare - dinanzi al Tar Lazio. Dito puntato anche sul modo di valutare i fondali: le prospezioni vengono effettuate con le «air guns», pistole che sondano il sottosuolo marino con getti fortissimi e costanti di aria compressa), ritenuta pericolosa per l’ecosistema marino. Nonostante tutto, il governo non fa un passo indietro, anzi, non nega la volontà di investire sul petrolio: è sempre più chiara la volontà di costruire dei veri e propri distretti petroliferi, semplificando ogni tipo di procedura a partire dai limiti alle trivellazioni offshore, oggi a 12 miglia. E alla manifestazione del 6 ottobre il ministro risponde organizzando a novembre una condensa internazionale con tutte le regioni dell’Adriatico e del Mediterraneo europeo per riflettere sul futuro del mare. Ilaria Lia
OGNI GIORNO SI CEMENTIFICANO 100 ETTARI DI TERRITORIO
Nuovo ddl in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo del suolo
n Italia ogni giorno si cementificano 100 ettari di superficie libera. Dal 1956 al 2012 il territorio nazionale edificato è aumentato del 166%. La perdita di superficie agricola impedisce al Paese di soddisfare completamente il fabbisogno alimentare nazionale. L’Italia è infatti il terzo Paese nell’Unione Europea per deficit di suolo agricolo e il quinto su scala mondiale. È in questo contesto che si inserisce il «Disegno di legge quadro in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo del suolo» presentato dal ministro per le Politiche Agricole e Forestali, Mario Catania, per arginare il consumo delle risorse agricole e paesaggistiche e contrastare la cementificazione. Il provvedimento mira a garantire l’equilibrio tra i terreni agricoli e le zone edificate o edificabili, ponendo un limite massimo al consumo di suolo e stimolando il riutilizzo delle zone già urbanizzate. Si promuove nello stesso tempo l’attività agricola, salvaguardando il territorio e riducendo il rischio di dissesti idrogeologici. Ecco i punti principali del provvedimento: si identificano i terreni agricoli; si introduce un unico meccanismo di identificazione a livello nazionale per l’estensione massima di terreni agricoli edificabili; si istituisce il divieto di cambiare la destinazione d’uso dei terreni agricoli che hanno usufruito di aiuti di Stato o comunitari; si incentiva il recupero del patrimonio edilizio rurale; si chiede l’abrogazione della normativa relativa agli oneri di urbanizzazione per il finanziamento delle spese correnti dell’ente locale. «Abbiamo introdotto – ha spiegato il ministro delle Politiche Agricole – un sistema che prevede di determinare l’estensione massima di superficie agricole edificabile sul territorio nazionale. Questa quota, quindi, viene ripartita tra le Regioni le quali la distribuiscono ai Comuni. In questo modo otterremo un sistema che vincola l’ammontare massimo di terreno agricolo cementificabile distribuendolo armonicamente su tutto il territorio nazionale». S.B.D.A.
A RISCHIO GLI ULIVI SECOLARI DEL SALENTO, AMBIENTALISTI DI NUOVO SUL PIEDE DI GUERRA
o scorso 5 settembre si è riunita in Regione la V commissione per discutere sulla proposta di modifica della legge riguardante la “Tutela e valorizzazione degli ulivi monumentali”. Nello specifico, su un emendamento alla legge proposta dal presidente della commissione Donato Pentassuglia (Pd) e da Pietro Iurlano (Pdl), che se passasse farebbe rivivere piani urbanistici già approvati prima della legge regionale 14/2007, ossia quella che tutela gli alberi d’ulivo. Secondo la legge gli alberi godono di tutela, ossia i terreni sui quali sono piantati non sono edificabili, le
deroghe vengono concesse solo in casi del tutto eccezionali. Con l’entrata in vigore della 14/2007, quindi, tutti i piani urbanistici redatti in precedenza sono caduti. L’emendamento presentato in commissione, al contrario, vuole “condonare” le lottizzazioni concesse prima del 2007. La proposta, si specifica, non prevede l’abbattimento delle piante, ma solo uno spostamento. Gli ambientalisti hanno diffidato e subito hanno adottato forme di protesta, chiedendo al governo Vendola di redigere norme ancora più rigide. Ilaria Lia
Mensile delle associazioni di volontariato della Provincia di Lecce Settembre 2012 - Anno VII - n.61 Iscritto al n.916 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 24/01/2006 Direttore Responsabile: Luigi Russo
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