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Timestamp: 2020-05-26 23:44:57+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 8006 del 28/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8006 del 28/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 28/03/2017, (ud. 23/02/2017, dep.28/03/2017), n. 8006
sul ricorso 28708-2014 proposto da:
tempore” elettivamente domiciliato in ROMA, VIA POLIBIO 15, presso
P.V.M., elettivamente domiciliata in ROMA, V.
GALLEANO, rappresentata e difesa unitamente e disgiuntamente dagli
avvocati SILVIA CLARICE FABBRONI e MAURIZIO RIOMMI;
avverso la sentenza n. 948/2013 del TRIBUNALE di FIRENZE, depositata
il 25/09/2013;
1. che con ordinanza ex artt. 348 bis e ter c.p.c., letta in udienza, la Corte d’appello di Firenze ha dichiarato inammissibile, l’appello proposto dal Comune di Firenze avverso la sentenza di primo grado che, in parziale accoglimento della domanda proposta da P.V.M., aveva condannato l’ente territoriale al pagamento in favore della predetta di quindici mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto percepita, oltre accessori, a titolo di risarcimento del danno scaturito dalla illegittima apposizione del termine ai contratti sulla base dei quali la P.V. aveva espletato attività di lavoro in favore del Comune;
2. che per la cassazione della decisione di primo grado il Comune di Firenze ha proposto ricorso affidato a due motivi;
4. che il Comune di Firenze ha depositato atto di rinunzia al ricorso per cassazione notificato a controparte.
5. che la rinuncia non stata accettata, ma tale circostanza, non applicandosi l’art. 306 c.p.c. al giudizio di cassazione, non rileva ai fini dell’estinzione del processo;
5.1 che, infatti, la rinunzia al ricorso per cassazione non ha carattere cosiddetto accettizio, che richiede, cioè, l’accettazione della controparte per essere produttivo di effetti processuali (Cass. 23 dicembre 2005, n. 28675; Cass. 15 ottobre 2009, n. 21894; Cass. 5 maggio 2011, n. 9857; Cass. 26 febbraio 2015, n. 3971) ma pur sempre carattere recettizio, esigendo l’art. 390 c.p.c. che essa sia notificata alle parti costituite o comunicata ai loro avvocati che vi appongono il visto (cfr. Ric. Cass., Sez. Un., 18 febbraio 2010, n. 3876; Cass. 31 gennaio 2013, n. 2259). Ciò deriva anche dall’art. 391, comma 4 secondo cui in caso di rinuncia, non è pronunciata condanna alle spese se alla rinuncia hanno aderito le altre parti personalmente, o i loro avvocati autorizzati con mandato speciale.
5.2 che l’accettazione della controparte rileva dunque unicamente quanto alla regolamentazione delle spese, stabilendo il secondo comma dell’art. 391 c.p.c. che, in assenza di accettazione, la sentenza che dichiara l’estinzione può condannare la parte che vi ha dato causa alle spese.

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 Cass. 
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