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Timestamp: 2019-09-19 13:42:48+00:00

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Dm Interno 3 febbraio 2016 > ReteAmbiente
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Dm Interno 3 febbraio 2016
Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l'esercizio dei depositi di gas naturale con densità non superiore a 0,8 e dei depositi di biogas, anche se di densità superiore a 0,8
Parole chiave: Energia | Energie rinnovabili | Sicurezza sul lavoro | Prevenzione incendi | Metano / Gas naturale | Energie rinnovabili | Biogas / Biometano | Biogas / Biometano
Visto il decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, recante "Riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, a norma dell'articolo 11 della legge 29 luglio 2003, n. 83";
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151, "Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione degli incendi, a norma dell'articolo 49, comma 4-quater, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122" e successive modificazioni;
Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37, recante "Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici";
1. Ai fini della prevenzione incendi, allo scopo di raggiungere i primari obiettivi di sicurezza relativi alla salvaguardia delle persone e alla tutela dei beni contro i rischi di incendio, i depositi, di cui all'articolo 1, sono realizzati e gestiti in modo da:
1. Ai fini del raggiungimento degli obiettivi di cui all'articolo 2, è approvata la regola tecnica di prevenzione incendi allegata al presente decreto.
1. Le disposizioni di cui all'articolo 3 si applicano ai depositi di nuova realizzazione ed a quelli esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto nel caso di interventi di ristrutturazione, anche parziale, o ampliamento successivi alla data di pubblicazione del presente decreto, limitatamente alle parti interessate dall'intervento. Gli interventi di modifica effettuati su strutture esistenti, non possono, in ogni caso, diminuire le condizioni di sicurezza preesistenti.
2. Le disposizioni di cui all'articolo 3 non si applicano ai depositi per i quali siano stati pianificati, o siano in corso, lavori di costruzione, ampliamento o di ristrutturazione sulla base di un progetto approvato dal competente Comando provinciale dei vigili del fuoco ai sensi dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151.
Ai fini del presente decreto, per la protezione da atmosfere esplosive, si applicano i criteri di cui al titolo XI del Dlgs 9 aprile 2008, n. 81, recante "Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro".
Un deposito per l'accumulo di gas in serbatoi fissi è composto
— serbatoi di accumulo;
— condotte di alimentazione e di scarico;
— eventuali stazioni di compressione e cabine di decompressione del gas;
— apparecchiature di controllo, esercizio e sicurezza;
— locali destinati a impianti accessori.
— per gli accumulatori pressostatici: 0,05 bar (0,005 MPa);
— per i gasometri: 0,5 bar (0,05 MPa);
— per i serbatoi: 30 bar (3 MPA) per volume geometrico del singolo serbatoio superiore a 50 m³ e 50 bar (5 MPA) per volume geometrico del singolo serbatoio inferiore o uguale a 50 m³;
— per i tubi-serbatoio: quelle massime previste per le condotte, fino ad un massimo di 120 bar se interrati (12 MPa); i tubi-serbatoio eventualmente fuori terra sono assimilati ai serbatoi in media pressione(Pmax esercizio = 50 bar).
— accumulatori e gasometri;
— serbatoi;
— tubi-serbatoio;
— 1ª categoria: oltre 120.000 m³;
— 2ª categoria: oltre 20.000 e fino a 120.000 m³;
— 3ª categoria: oltre 1.000 m³ e fino a 20.000 m³;
— 4ª categoria: fino a 1.000 m³.
— con presenza di pubblico, con affollamento superiore a 100 unità;
— destinate a collettività, comprese nell'allegato I al Dpr 1° agosto 2011, n. 151;
— caratterizzate dalla detenzione e dall'impiego di prodotti infiammabili, incendiabili o esplodenti, comprese nella categoria C del suddetto decreto.
— pari ad 1 per serbatoi, gasometri, o accumulatori
— pari a 0,2 per tubi-serbatoio interrati.
— distanza dai fabbricati interni: la distanza fissata dalla tabella seguente:
Pressione massima di esercizio [bar] 24 < P < 60 12 ≤ P ≤ 24 P ≤ 12
Distanza 10 7 5
— destinate a collettività, comprese nell'allegato I al Dpr 1° agosto 2011 n. 151;
— distanza di protezione: 10 m (ridotta del 50%, se riferita a depositi costituiti da tubi-serbatoio interrati di 4ª categoria);
— distanza di sicurezza interna: 15 m (ridotta del 50%, se riferita a depositi costituiti da tubi-serbatoio interrati di 4ª categoria);
— distanza di sicurezza esterna: 20 m, (ridotta del 50%, se riferita a depositi costituiti da tubi-serbatoio interrati di 4ª categoria);
Serbatoi con capacità singola di accumulo Fabbricati interni (m) Protezione (m) Sicurezza interna (m) Sicurezza esterna (m)
1a cat. 2a cat 3a cat. 4a cat.
Fino a 5.000 m3 15 10 12 45 .40 35 30
oltre 5.000 e fino a 10.000 m3 20 50 45 40 -
oltre 10.000 m3 30 60 50 45 -
— tra serbatoi sferici, non deve essere inferiore al valore maggiore tra i diametri dei serbatoi;
— tra serbatoi cilindrici orizzontali, non deve essere inferiore al valore maggiore tra i diametri dei serbatoi.
Fino a 500 m3 6 4 5 30 25 20 15
oltre 500 e fino a 5.000 m3 10 4 5 50 25 20 15
oltre 5.000 m3 e fino a 50.000 m3 15 6 8 35 30 25 -
oltre 50.000 m3 20 8 10 40 35 - -
Ai tubi-serbatoio ed alle relative condotte di collegamento si applicano le norme riguardanti le condotte (materiali, criteri di calcolo, dispositivi di sicurezza, modalità di posa in opera, collaudo e protezione dalle azioni corrosive). Le caratteristiche degli impianti di riduzione della pressione, ove previsti, devono essere conformi a quanto prescritto dalla Sezione 3ª del Dm 16 aprile 2008.
— dispositivi appropriati per controllare il volume contenuto e la pressione interna;
— dispositivi predisposti per segnalare il raggiungimento dei valori limite, superiore ed inferiore, del contenuto ammissibile nell'esercizio del gasometro, ed eventualmente per impedirne il superamento.
— sicurezza di 1° grado: qualora le caratteristiche costruttive dei manufatti siano tali da garantire il contenimento, sia lateralmente che verso l'alto, di schegge o di altri materiali proiettati in caso di scoppio (anche interrato);
— sicurezza di 2° grado: qualora le caratteristiche costruttive dei manufatti siano tali da garantire il contenimento, solo lateralmente, di schegge o di altri materiali proiettati in caso di scoppio.
Fatto salvo il rispetto della vigente normativa in materia di esodo delle persone, nella recinzione devono essere previsti almeno due varchi, di cui uno di larghezza minima 2,50 m, ragionevolmente distanziati, idonei ad assicurare, in caso di necessità, l'accesso dei mezzi di soccorso e l'esodo delle persone presente; per i depositi di 4a categoria interrati la recinzione potrà prevedere un unico varco, anche solo pedonale, di larghezza non inferiore a 0,80 m, purchè sufficiente per l'effettuazione delle operazioni di manutenzione e controllo.
— i fabbricati, i manufatti e le aree, queste ultime individuate da apposita delimitazione o segnaletica, destinate allo stoccaggio dei recipienti di accumulo;
— i box, ove presenti, ovvero l'area destinata alla sosta dei veicoli adibiti al trasporto del gas naturale;
— gli impianti di compressione e le cabine di decompressione del gas naturale;
— ogni altro elemento che presenti pericolo di esplosione o di incendio nelle normali condizioni di funzionamento.
— alla distanza di sicurezza interna, rispetto agli elementi pericolosi definiti al punto precedente. Nel caso siano realizzati con grado di sicurezza di 1° grado, detti fabbricati e box possono essere adiacenti tra loro e con gli altri elementi pericolosi, purché i lati in adiacenza siano realizzati con spessori maggiorati, come precisato al p.to 3.9.1;
— alla distanza di sicurezza interna maggiorata del 50%, e comunque a non meno di 7 m, rispetto ad edifici destinati ad uffici e servizi inerenti l'attività del complesso;
— alla distanza di sicurezza esterna, rispetto al perimetro del più vicino fabbricato esterno o ai confini di aree edificabili; in quest'ultimo caso, è consentito comprendere nella distanza di sicurezza anche la prescritta distanza di rispetto qualora i regolamenti edilizi locali vietino la costruzione sul confine.
Capacità di accumulo Protezione (m) (1) Sicurezza interna (m) Sicurezza esterna (m)
4a categoria 5 - 10
3a categoria 5 - 20
2a categoria 5 - 25
1a categoria 5 - 30
(1) I lati in adiacenza devono essere realizzati con spessori maggiorati come precisato al p.to 3.9.1.
4a categoria 5 7,5 15
3a categoria 10 10 20
2a categoria 10 15 25
1a categoria 10 15 30
4a categoria 20 20 30
— 30 m, per le linee con tensione superiore a 30 kV;
— 15 m, per le linee con tensione superiore a 1 kV e fino a 30 kV.
— le fondazioni devono essere realizzate con getti eseguiti in loco;
— i pannelli impiegati per il tamponamento delle pareti devono essere realizzati con doppia armatura e connessi fra loro e con i pilastri o con le travi di fondazione;
— le travi di sostegno delle coperture devono essere vincolate ai pilastri portanti e non semplicemente appoggiate;
— gli elementi costituenti la copertura (sicurezza di 1° grado) devono essere vincolati fra loro con apposite armature di collegamento e getti integrativi.
L'alimentazione della rete deve avvenire tramite impianto fisso di riduzione di 1° salto, conforme al punto 3.2 del Dm 16 aprile 2008 recante "Regola tecnica per la progettazione, costruzione, collaudo, esercizio e sorveglianza delle opere e dei sistemi di distribuzione e di linee dirette del gas naturale con densità non superiore a 0,8".
— Avere almeno 2 valvole di eccesso di flusso sul collettore di scarico;
— Avere almeno 2 valvole di sicurezza e almeno 2 di dischi di rottura. Tali dispositivi devono essere realizzati nella parte alta del veicolo e in modo da convogliare il gas defluito verso l'alto.
La pavimentazione in corrispondenza del punto di sosta del veicolo deve essere resistente alle sollecitazioni meccaniche del mezzo, per una fascia larga almeno 2,00 m oltre la sua proiezione orizzontale, avente pendenza massima non superiore a 1%, per evitare movimenti incontrollati del veicolo. Un'ulteriore area deve essere mantenuta completamente sgombra e priva di vegetazione, che possa costituire pericolo di incendio, in modo da garantire un'area di ampiezza complessiva non minore di 7 metri dalla proiezione orizzontale del veicolo.
— distanza di protezione: 5 m;
— distanza di sicurezza interna: 10 m;
— distanza di sicurezza esterna: 20 m;
— distanza dalle linee elettriche aeree con tensione superiore a 30 kV: 30 m;
— distanza dalle linee elettriche aeree con tensione superiore a 1 kV e fino a 30 kV: 15 m.
— distanza di protezione: 10 m;
— dalla proiezione di linee elettriche: si applicano le distanze di sicurezza di cui al precedente punto 4.1.
— caratterizzate dalla detenzione e dall'impiego di prodotti infiammabili, incendiabili o esplodenti, comprese nella categoria C del suddetto decreto, con esclusione della eventuale cabina di riduzione che si alimenta.
— forniture ad utenze normalmente alimentate direttamente dalla rete dei metanodotti o da depositi di gas naturale, interrotte a seguito di interventi eseguiti dalle imprese di trasporto e di distribuzione del gas o di altri accadimenti, limitatamente ai tempi strettamente necessari per il ripristino della rete e/o dei depositi;
— forniture di "garanzia" per danni, eventi e calamità naturali;
— forniture in genere dove si debba garantire continuità al servizio di erogazione ad utenze di particolare importanza o derivanti da imposizioni delle Autorità competenti.
— di un sistema di controllo principale, costituito da un regolatore di pressione, il cui compito è quello di mantenere la pressione di valle entro i limiti della pressione massima di esercizio;
— di un sistema di sicurezza, posto a valle del sistema principale, costituito da un regolatore di pressione di emergenza (monitor), oppure da una valvola di blocco del flusso del gas, o ancora da una valvola di sicurezza che consenta lo scarico in atmosfera di una portata di gas pari a quella della singola linea di regolazione. Lo scopo di questo sistema di sicurezza è quello di intervenire automaticamente in caso di guasto, anomalia o funzionamento irregolare del sistema di controllo principale.
— idonei manometri per garantire l'agevole lettura dei valori della pressione in ogni sezione dell'impianto;
— sistema di scarico convogliato in candela di ogni sezione dell'impianto. La candela di scarico deve essere posizionata ad almeno 3 metri dal piano campagna.
A tal fine il suddetto personale deve aver frequentato uno specifico corso di addestramento. L'organizzazione del corso è affidata ad organismi qualificati. I requisiti degli organismi, le modalità di effettuazione dei corsi ed i relativi programmi sono stabiliti dal Ministero dell'Interno — Dipartimento dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile.
a) gli iscritti negli elenchi del Ministero dell'interno di cui all'articolo 16 del Dlgs n. 139/2006;
c) i tecnici abilitati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti secondo il Dlgs n. 40/2000 e integrazione del Dlgs 35 del 27 gennaio 2010, specificatamente formati alla gestione delle operazioni di carico, scarico e trasporto delle merci pericolose Adr.
Per le forniture di emergenza, la verifica dell'idoneità del sito ai sensi del presente decreto ed in generale per il sicuro avvio e svolgimento delle operazioni di carico/scarico, deve essere stabilita da parte di Professionista abilitato iscritto nell'elenco del Ministero dell'Interno ai sensi dell'articolo 16 del Dlgs n. 139/2006.
Le operazioni di scarico devono essere condotte nel rispetto delle misure di sicurezza previste dall'accordo europeo relativo al trasporto internazionale delle merci pericolose su strada (Adr) e stabilite in base all'applicazione del Dlgs 9 aprile 2008, n. 81.
— assicurarsi della quantità massima di prodotto che può essere trasferita;
— verificare l'efficienza delle apparecchiature a corredo dei recipienti e/o dell'impianto e l'assenza di perdite;
— effettuare il collegamento equipotenziale tra automezzi e punto di riempimento;
— verificare la tenuta degli accoppiamenti effettuati;
— verificare la presenza della segnaletica di sicurezza prevista e il rispetto dei divieti al contorno del serbatoio;
— redigere apposito verbale di messa in servizio, a seguito degli accertamenti effettuati, controfirmato dall'utente e conservato dall'azienda fornitrice per eventuali controlli degli organi di vigilanza.
La capacità estinguente non potrà essere inferiore a 34A 144BC.
— livello di pericolosità 3 per i depositi fissi di categoria 1ª e 2ª, ed alimentazione almeno di tipo singola superiore;
— livello di pericolosità 2 per i depositi fissi di categoria 3ª e per i serbatoi fuori terra di 4ª categoria di capacità geometrica superiore a 100 m³, ed alimentazione almeno di tipo singola;
— livello di pericolosità 1 con idranti o naspi, ove installati in alternativa agli estintori carrellati per i serbatoi fuori terra di 4ª categoria di capacità geometrica non superiore a 100 m³, ed alimentazione almeno di tipo singola.
— livello di pericolosità 3 per i depositi fissi di categoria 1ª ed alimentazione almeno di tipo singola superiore;
— livello di pericolo 2 per i depositi fissi di categoria 2ª e 3ª ed alimentazione almeno di tipo singola.
6.5.5 I depositi fissi di 1ª, 2ª, 3ª categoria e quelli di 4ª categoria di capacità geometrica superiore a 100 m³, costituiti da più di un serbatoio fuori terra, nonchè le aree di sosta per le operazioni di carico/scarico dei veicoli adibiti al trasporto del gas, devono essere protetti da un impianto di raffreddamento a pioggia realizzato secondo le norme di buona tecnica ed in conformità alla normativa vigente.
— 5 l/min/m² sui serbatoi fuori terra e sui depositi di bombole;
— 10 l/min/m² sui carri bombolai e i veicoli cisterna sotto travaso.
— avvertire dei pericoli derivanti dalle sostanze infiammabili;
— segnalare il divieto di avvicinamento al deposito da parte di estranei e quello di fumare ed usare fiamme libere;
— indicare le norme di comportamento e i recapiti telefonici dei Vigili del fuoco e del tecnico dell'azienda responsabile della condotta o dell'impianto da alimentare, allo scopo di consentire tempestive segnalazioni di situazioni anomale o di emergenza anche da parte di terzi;
— segnalare le aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive in quantità tali da mettere in pericolo la sicurezza e la salute delle persone, individuate a norma dell'allegato XLIX del decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81.

References: Articolo 1
 Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 4
 Articolo 5
 Articolo 6