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L'ASSOCIAZIONE CACCIATORI VENETI - CONFAVI ESPRIME SODDISFAZIONE PER L'APPROVAZIONE DELLA LEGGE SUGLI APPOSTAMENTI PRECARI AD USO VENATORIO
Thiene, lì 26 novembre 2015
Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato il Progetto di Legge n. 54 “Appostamenti precari ad uso venatorio” d’iniziativa del Consigliere Sergio Berlato con 26 voti a favore, 7 voti contrari e 4 astenuti.
Un plauso al Presidente della terza Commissione consiliare permanente, on. Sergio Berlato, al Presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti, all’assessore Giuseppe Pan ed a tutti i Consiglieri regionali che nella giornata del 25 novembre u.s. hanno votato a favore di questa legge.
Con questa legge ci auguriamo venga finalmente scritta la parola FINE alla situazione di incertezza venutasi a creare nella passata legislatura nel corso della quale, nonostante siano state approvate ben 4 leggi regionali e 4 delibere di Giunta, non si è riusciti a regolamentare adeguatamente la materia ed a superare il pronunciamento n.139/2013 della Corte costituzionale che aveva opinabilmente considerato come strutture fisse gli appostamenti ad uso venatorio, assoggettandoli ad onerose incombenze di natura edilizia e di natura paesaggistica quasi come fossero delle vere e proprie abitazioni.
I cittadini cacciatori dopo aver pagato la tassa di concessione governativa, la tassa regionale e l’assicurazione, si ritrovavano denunciati penalmente per aver costruito i loro appostamenti ad uso venatorio con le stesse modalità utilizzate dai loro padri e dai loro nonni prima di loro.
Con l’approvazione di questa legge vengono semplificate le norme che devono essere rispettate dai praticanti l’attività venatoria, vengono ridotti gli oneri di natura burocratica e ridotti i costi a carico dei cacciatori. Finalmente viene garantita “certezza di diritto” ai cittadini che chiedono di poter esercitare la propria attività nel rispetto della legge.
La caccia da appostamento è un’attività fortemente legata alla nostra storia, alla nostra cultura ed alle tradizione del nostro Veneto. Con l’approvazione di questa legge la Regione del Veneto ha tutelato una parte importante delle nostre tradizioni che affondano le loro radici nella nostra cultura rurale.
Testo approvato dal Consiglio regionale del Veneto in data 25 novembre 2015
La Terza Commissione consiliare permanente ha unanimemente affidato l’incarico di relatore in aula al Presidente Sergio Berlato.
R e l a z i o n e :
L''attività venatoria da appostamento, sia fisso che temporaneo, è una delle attività previste dalla legge statale 11 febbraio 1992, n. 157 e dalla legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50.
La caccia da appostamento è una delle attività strettamente legate alla storia, alla cultura ed alle tradizioni delle popolazioni del Veneto.
Risulta, pertanto, importante da parte della Regione del Veneto tutelare una parte importante delle proprie tradizioni che affondano le loro radici nella cultura rurale.
Il presente Progetto di legge ha lo scopo di porre definitivamente rimedio alla situazione di incertezza venutasi a creare in Veneto a seguito dell''emanazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 139/2013, che ha opinabilmente considerato gli appostamenti ad uso venatorio come delle strutture fisse assoggettandole quindi agli oneri di natura edilizia e di natura paesaggistica come se fossero dei manufatti fissi che rimangono stabilmente sul territorio.
Prima di evidenziare i passaggi più salienti che hanno dato origine a questa situazione di sostanziale incertezza, è doveroso ripercorrere le normative regionali del Veneto che hanno provocato il sopra citato pronunciamento della Corte costituzionale.
La Regione del Veneto, nel corso dell''anno 2012, sia pure con grave ritardo rispetto alla necessità di emanare una puntuale norma interpretativa, è intervenuta approvando la legge n. 12 e la legge n. 25.
La legge regionale 24 febbraio 2012, n. 12 esenta gli appostamenti fissi di caccia agli ungulati e gli appostamenti lagunari agli acquatici dalle autorizzazioni di natura edilizia e da quelle di natura paesaggistica. Considerato che la legge regionale 24 febbraio 2012, n. 12 non ha distinto e quindi disciplinato le altre tipologie di appostamento ad uso venatorio, la Regione del Veneto ha emanato una seconda normativa regionale, ossia la legge regionale 6 luglio 2012, n. 25. Con tale normativa la Regione ha previsto che l''esonero dagli oneri di natura edilizia e di natura paesaggistica, sancito dall’art. 20 bis della legge 9 dicembre 1993, n. 50, fosse esteso anche alle altre tipologie di appostamento ad uso venatorio.
Ebbene, a seguito di ricorso promosso dal Presidente del Consiglio dei Ministri in data 10 settembre 2012, la Corte Costituzionale, con sentenza n. 139/2013, ha dichiarato incostituzionali alcune disposizioni della legge regionale 6 luglio 2012, n. 25 e segnatamente gli art. 1 comma 3 che aveva introdotto il comma 3 bis dell’articolo 20 bis, della legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50, relativo agli appostamenti per la caccia ai colombacci e l’articolo 2 comma 1, che aveva modificato l’art. 9 della legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50 e relativo agli appostamenti fissi. La Corte costituzionale, con sentenza n. 139/2013, ha dichiarato incostituzionali le sopra richiamate disposizioni di legge in quanto la Regione, secondo il ragionamento dei Giudici della Corte Costituzionale, avrebbe ecceduto dalla propria sfera di competenza. Dopo il pronunciamento della Corte costituzionale, la Regione del Veneto è intervenuta con la legge 24 settembre 2013 n. 23 disciplinando le autorizzazioni per gli appostamenti ad uso venatorio dal punto di vista edilizio e paesaggistico.
Attualmente, ai cacciatori della Regione del Veneto, è consentita la realizzazione di appostamenti temporanei che devono essere rimossi a fine giornata di caccia e per i quali non necessita alcuna autorizzazione, né di natura edilizia e nemmeno di natura paesaggistica.
Per tutte le altre tipologie di appostamenti, eccezione fatta per quelli allestiti ai sensi della legge regionale 24 febbraio 2012, n. 12 e per quelli allestiti prima del 10 settembre 1967, la legge regionale 24 settembre 2013, n. 23, stabilisce che siano osservate le disposizioni in materia edilizia e paesaggistica in quanto tali appostamenti sono trattati alla stessa stregua di costruzioni permanenti, pertanto, necessitanti il permesso di costruire e laddove necessario, dell’autorizzazione paesaggistica.
La sentenza della Corte costituzionale n. 139/2013, attribuendo opinabilmente agli appostamenti ad uso venatorio le caratteristiche di manufatti fissi, sostanzialmente prescrive l’obbligo di richiesta preventiva di autorizzazione edilizia e di autorizzazione paesaggistica per la realizzazione di tutti i manufatti ad uso venatorio, ad eccezione degli appostamenti temporanei che vengono rimossi a fine giornata di caccia e per quelli previsti dalla legge regionale 24 febbraio 2012, n. 12 .
Con il presente Progetto di legge si intende porre fine alla situazione di sostanziale incertezza determinata dall''emanazione di alcune normative regionali e dalla sentenza n. 139/2013 della Corte costituzionale.
Al fine di colmare questo vuoto normativo ed al fine di offrire una disciplina più omogenea, il presente Progetto di legge inserisce alla legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50 “ Norme per la protezione della fauna e per il prelievo venatorio” l’ articolo 20 ter.
Al comma 1 si stabilisce che, fatti salvi gli appostamenti per i quali non è necessaria alcuna autorizzazione di natura edilizia e di natura paesaggistica, quali quelli di cui alla legge regionale 24 febbraio 2012, n. 12, quali gli appostamenti realizzati prima del primo settembre 1967, quali gli appostamenti temporanei che devono essere rimossi a fine giornata di caccia, gli appostamenti precari di caccia possono rimanere ancorati sul luogo di allestimento per lo stretto tempo necessario all’esercizio dell’attività venatoria. Essi possono essere allestiti ad iniziare da un mese prima dell’inizio del periodo di caccia ed essere rimossi entro e non oltre un mese dopo la fine della stagione venatoria, termine prorogato nel caso in cui le condizioni ambientali fossero ostative all’accesso al luogo ove è allestito l’appostamento.
Al comma 2 si stabiliscono le diverse tipologie degli appostamenti precari di caccia di cui al comma 1, determinandone le dimensioni massime.
Al comma 3 si stabiliscono le tipologie dei materiali utilizzabili per la costruzione degli appostamenti precari di caccia e per la loro adeguata mimetizzazione per evitare un eccessivo impatto con l''ambiente circostante.
Al comma 4 si stabilisce che l’allestimento dell’appostamento precario di caccia di cui alle lettere a) e b) del comma 2 dovrà essere comunicato per iscritto, in carta semplice, al comune territorialmente competente entro e non oltre trenta giorni dall'' allestimento dell''appostamento, stabilendo altresì i contenuti richiesti per la comunicazione al comune territorialmente competente.
All’articolo 2 si stabilisce che con la presente legge si intendono abrogati:
a) il comma 3 bis dell’articolo 20 bis della legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50;
b) i commi da 1 a 5 dell’articolo 3 della legge regionale 24 settembre 2013, n. 23;
c) il comma 5 quater dell’articolo 44 della Legge regionale 23 aprile 2004, n. 11.
All'' articolo 3 ( norma finanziaria ) si attesta che nessuna spesa e nessun onere aggiuntivo sarà a carico della Regione Veneto per l''applicazione della presente legge.
Il testo di legge presentato oggi in Aula risulta in parte modificato rispetto al testo originario depositato grazie ai contributi acquisiti dalla III Commissione nel corso delle audizioni che hanno visto la partecipazione di province, associazioni a tutela dell’ambiente e in rappresentanza del mondo agricolo e venatorio oltre che in ragione delle posizioni emerse in sede istruttoria.
Art. 1 - Modifiche alla legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50.” Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio”.
1. Dopo l’articolo 20 bis della legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50 è inserito il seguente:
"Articolo 20 ter - Disposizioni ulteriori in materia di appostamenti precari per la caccia.
1. Fatti salvi gli appostamenti per i quali non è necessaria alcuna autorizzazione di natura edilizia e di natura paesaggistica, gli appostamenti precari di caccia di cui al comma 2 possono rimanere sul territorio su cui sono stati allestiti per lo stretto tempo necessario all’esercizio dell’attività venatoria. Gli appostamenti precari di caccia possono essere allestiti ad iniziare da un mese prima dell’inizio della stagione venatoria e devono essere rimossi entro e non oltre un mese dal termine della stagione venatoria. Nel caso in cui le condizioni ambientali impedissero l’accesso al territorio su cui è collocato l’appostamento, il termine dei 30 giorni decorre dalla data di accessibilità del luogo in cui è allestito l’appostamento.
- base metri 4 x 3;
- base metri 4 x 3
- l’altezza massima non dovrà superare il limite frondoso degli alberi.
3. Per entrambe le tipologie di appostamento precario di caccia di cui alla lettera a) e lettera b) del comma 2 non è richiesto il titolo abilitativo edilizio ai sensi dell’articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia” e successive modificazioni e si configurano quali interventi non soggetti ad autorizzazione paesaggistica ove siano realizzati in legno o in metallo e legno, siano adeguatamente mimetizzati utilizzando materiale erbaceo o arboreo per evitare un eccessivo impatto con l''ambiente circostante, siano privi di allacciamenti o di opere di urbanizzazione.
4 L’allestimento dell’appostamento precario di caccia di cui alle lettere a) e b) del comma 2 dovrà essere comunicato per iscritto al comune territorialmente competente entro e non oltre quindici giorni dall''allestimento dell''appostamento.
La comunicazione di cui all’Allegato A) deve contenere:
- generalità del proprietario o del fruitore dell’appostamento: nome, cognome, luogo e data di nascita, indirizzo di residenza, numero di codice fiscale; numero di licenza di caccia e data di rilascio della stessa;
- autorizzazione del proprietario o titolare di altro diritto reale ovvero del conduttore;
- localizzazione dell’appostamento precario di caccia con carta in scala 1:25.000 oppure su carta tecnica regionale così come messa a disposizione dal comune;
- sottoscrizione del comunicante con allegata la copia del suo documento di identità in corso di validità;
- una dichiarazione di attestazione del rispetto dei requisiti di cui al comma 2, della presente legge.
Art. 2 - Abrogazioni.
b) i commi da 1 a 5 dell’articolo 3 della legge regionale 24 settembre 2013, n. 23
Art. 1 - Modifiche alla legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50...............
Art. 2 - Abrogazioni................................................................................
Art. 3 - Norma Finanziaria......................................................................
Allegato A PDL 54 “Appostamenti precari ad uso venatorio” (comma 4, articolo 20 ter, Legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50)
Al Comune di ……………………………………………...
COMUNICAZIONE DI ALLESTIMENTO DI APPOSTAMENTO PRECARIO DI CACCIA AL COMUNE TERRITORIALMENTE COMPETENTE (ai sensi delle lettere a) e b) del comma 2 dell’articolo 20 ter LR n.50/1993).
Il/La Sottoscritto/a (Cognome e Nome)…………………………………………………………..
nato/a a (Comune) ………....................provincia di…………. il giorno………………………..
residente a (Comune)……………………………….. (provincia di)……………………………..
(in via)………………………………………………………………………………..n. …………….
Codice Fiscale………………………………………… .telefono………………………………….
In possesso di licenza di caccia n …………………………………………………………………
rilasciata dalla Questura di…………………………….. il giorno ……………..…………………
L’installazione di un appostamento precario ad uso venatorio per il quale è obbligatoria la comunicazione al comune territorialmente competente, ai sensi del comma 4, articolo 20 ter LR n 50/93.
L’appostamento è stato installato in località ……………………………………………………..
dati catastali (foglio)…………………………… mappali ……………….………………………..
dichiara altresì di aver rispettato quanto previsto dal comma 2, art. 20 ter , LR n. 50/93 e di essere in possesso di autorizzazione del proprietario o titolare di altro diritto reale ovvero del conduttore;
Firma del dichiarante………………………………………………………………………………
-copia del documento di identità del comunicante in corso di validità;
-localizzazione dell’appostamento precario di caccia con carta in scala 1:25.000 oppure su carta tecnica regionale così come messa a disposizione dal comune;
Postato il : 06/12/2015 21:56:19
Buonasera Onorevole Berlato....personalmente la ringrazio per il disegno legge sui capanni, e del lavoro che finora ha fatto,e sta facendo in regione veneto.... anche se qualcuno ( NON FACCIO NOMI, MA LEI CONOSCE MOLTO BENE... ) è dubbioso della permanenza della legge.....Fista....
Postato il : 26/11/2015 23:45:59
bene bene grande Sergio.una domanda.c'' e''possibilita di lasciare giu il capanno per sempre?e in vincolo paesaggistico?grazie delle risposte
Postato il : 27/11/2015 21:13:19
Si può lasciare il capanno sul terreno dopo i trenta giorni successivi la fine della stagione venatoria solo se si rispetta la trafila burocratica stabilità dalla normativa vigente. Se invece si rimuove il capanno entro trenta giorni dalla fine della stagione venatoria e lo si allestisce a partire da trenta giorni prima dall''inizio della stagione venatoria, non serve fare alcuna pratica o chiedere alcuna autorizzazione. Basta presentare la comunicazione al comune territorialmente competente.
Postato il : 28/11/2015 16:03:58
Buonasera a tutti, volevo chiedere a voi amministratori se l''attuale legge sui capanni e cioè quella approvata dal Consiglio Regionale del Veneto e proposta dal sign. Sergio Berlato è stata già recepita dai comuni del Veneto o se dobbiamo aspettare l''iter per la recezione della stessa? E di norma quanto tempo serve per recepire tale legge? Colgo l''occasione di porgere i miei migliori saluti e di ringraziarvi per il vostro interessamento nel risolvere i nostri problemi. Un grazie al sign. Sergio Berlato per il ottimo operato, grazie a tutti.
Postato il : 28/11/2015 19:01:52
ok grazie Sergio.puoi per cortesia qual e'' la trafila alla quale ti riferivi e bene o male tanto per avere un'' idea la spesa conseguente?grazie ancora.saluto
Postato il : 28/11/2015 23:13:21
Zonaalpi se sei del comune di Asiago lo puoi lasciare solo se hai il fisso e se è inserito nel mappale del comune, come già fatto qualche anno fa da altri colleghi. Comunque parla con un certo Daniele dell''ufficio tecnico se ci lavora ancora
Postato il : 01/12/2015 15:25:56
La nuova legge regionale entra in vigore con la sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale Regionale.
Postato il : 06/12/2015 21:57:45

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 1
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 articolo 20
 articolo 3

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Art. 2

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