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Timestamp: 2014-04-20 13:29:02+00:00

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URP - Scuola - Miur
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Diploma: attestato, furto, smarrimento, distruzione del cartaceo, mancato ritiroLa Riforma della Scuola Secondaria SuperioreObbligo scolastico Frequenza scolastica e limite assenze
Scuola secondaria di I gradoScuola secondaria di II gradoAssemblee studentescheValutazione del comportamentoValutazione Religione CattolicaValutazione Strumento musicaleValutazione Educazione fisicaValutazione finaleEsami di Stato I ciclo – ammissioneEsami di Stato I ciclo – attribuzione del punteggioEsami di Stato II ciclo - ammissione Esami di Stato II ciclo - attribuzione del punteggioEsami di Stato II ciclo: archivio delle proveCarenze di apprendimento: debiti formativi, sospensione del giudizioStudi all'estero: riconoscimento dei titoli e inserimento nelle scuole italianeStudenti stranieri: iscrizione nelle scuole italianeStudenti stranieri: valutazione
Abilitazione all'insegnamento (TFA)Titoli che consentono l'insegnamento e l'accesso al TFA e alle supplenzeClassi di concorsoEx diploma magistrale
Concorso per soli titoliGraduatorie di circolo e di istituto - terza fascia
SERVIZI ELETTRONICI MIUR PERSONALE SCUOLA
Posta @istruzione.itServizio Polis-Istanze OnLine
ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA P.O.F. – Piano dell'offerta formativaOrgani collegiali della scuola
Iscrizioni a scuola e tasse scolasticheContributo scolastico
Iscrizioni a scuola - esubero Formazione delle classi
Diploma: attestato, furto, smarrimento, distruzione del cartaceo, mancato ritiro I diplomi, stampati ogni anno dall'Istituto poligrafico dello Stato e inviati agli Uffici scolastici Regionali, devono essere richiesti direttamente al Dirigente scolastico della scuola presso la quale sono stati conseguiti. In alternativa, è possibile richiedere una certificazione sostitutiva all'Ambito Territoriale (ex Ufficio scolastico provinciale) competente.
In caso di smarrimento, furto, distruzione del cartaceo o mancato ritiro del diploma, è opportuno rivolgersi all'Ambito Territoriale di appartenenza della scuola per ottenere un duplicato sostitutivo, o direttamente al Dirigente scolastico per richiederne un certificato sostitutivo
La Riforma della Scuola Secondaria Superiore A partire dalle prime classi del nuovo a.s. 2010-2011, è stata avviata la Riforma della Scuola Secondaria Superiore.
I Regolamenti dei Licei e degli Istituti tecnici e professionali possono essere scaricati dalla pagina dedicata, cliccando al link sottostantehttp://archivio.pubblica.istruzione.it/riforma_superiori/nuovesuperiori/index.html
È obbligatoria l'istruzione impartita per almeno 10 anni. L'adempimento dell'obbligo scolastico è disciplinato dalle seguenti leggi:
- Circolare Ministeriale 30/12/2010, n. 101, che, all'art. 1 dispone che "nell'attuale ordinamento l'obbligo di istruzione riguarda la fascia di età compresa tra i 6 e i 16 anni."
- Decreto Ministeriale 22 Agosto 2007, n. 139, art. 1: "L'istruzione obbligatoria è impartita per almeno 10 anni e si realizza secondo le disposizioni indicate all'articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2006, n. 296". - legge 27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, comma 622: "L'istruzione impartita per almeno dieci anni è obbligatoria ed è finalizzata a consentire il conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno di età".
a. Frequenza scolastica e limite assenze - Scuola secondaria di primo grado
Nella scuola secondaria di I grado, ai fini della validità dell’anno scolastico e per la valutazione degli alunni, è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato ai sensi dell’articolo 11, comma 1, del Decreto legislativo n. 59 del 2004, e successive modificazioni. Le motivate deroghe in casi eccezionali, previsti dal medesimo comma 1, sono deliberate dal collegio dei docenti, a condizione che le assenze complessive non pregiudichino la possibilità di procedere alla valutazione stessa. L’impossibilità di accedere alla valutazione comporta la non ammissione alla classe successiva o all’esame finale del ciclo. Tali circostanze sono oggetto di preliminare accertamento da parte del consiglio di classe e debitamente verbalizzate. Riferimento normativo: Decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009 n. 122, art. 2, comma 10
b. Frequenza scolastica e limite assenze- Scuola secondaria di secondo grado
Ai fini della validità degli anni scolastici - compreso l’ultimo anno di corso - per procedere alla valutazione finale di ciascuno studente, è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato. Le istituzioni scolastiche possono stabilire, per casi eccezionali, analogamente a quanto previsto per il primo ciclo, motivate e straordinarie deroghe al suddetto limite. Tale deroga è prevista per assenze documentate e continuative, a condizione che tali assenze non pregiudichino, a giudizio del consiglio di classe, la possibilità di procedere alla valutazione degli alunni interessati. Il mancato conseguimento del limite minimo di frequenza, comprensivo delle deroghe riconosciute, comporta l’esclusione dallo scrutinio finale e la non ammissione alla classe successiva o all’esame finale di ciclo. Riferimento normativo: Decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009 n. 122, art. 14, comma 7 Assemblee studentesche
Circa le assemblee studentesche, il decreto legislativo 16 aprile 1994 n. 297, artt. 12 e 13 dispone quanto segue: Art. 12 - Diritto di assemblea
2. Le assemblee studentesche possono essere di classe o d’istituto.
3. In relazione al numero degli alunni e alla disponibilità dei locali l'assemblea di istituto può articolarsi in assemblea di classi parallele.
La valutazione del comportamento degli alunni è espressa, ai sensi degli articoli 8, comma 1, e 11, comma 2, del Decreto legislativo n. 59 del 2004, e successive modificazioni, e dell'articolo 2 della legge 169/2008, a. nella scuola primaria dal docente, ovvero collegialmente dai docenti contitolari della classe, attraverso un giudizio, formulato secondo le modalità deliberate dal collegio dei docenti, riportato nel documento di valutazione; b. nella scuola secondaria di primo grado, con voto numerico espresso collegialmente in decimi ai sensi dell'articolo 2 della legge 169/2008; il voto numerico è illustrato con specifica nota e riportato anche in lettere nel documento di valutazione. La valutazione finale degli apprendimenti e del comportamento dell'alunno è riferita a ciascun anno scolastico. Riferimenti normativi: art. 8, comma 1, e art. 11, comma 2, del Decreto legislativo n. 59 del 2004 e successive modificazioni; art. 2 della legge 169/2008.
I docenti incaricati dell'insegnamento della religione cattolica fanno parte della componente docente negli organi scolastici con gli stessi diritti e doveri degli altri docenti, ma partecipano alle valutazioni periodiche e finali solo per gli alunni che si sono avvalsi dell'insegnamento della religione cattolica.
La valutazione è, in ogni modo, espressa senza attribuzione di voto numerico. Riferimenti normativi: Decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, articolo 309; Decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009 n. 122, art. 2, comma 4
Valutazione strumento musicale
Nella scuola secondaria di primo grado la valutazione con voto numerico espresso in decimi riguarda anche l'insegnamento dello strumento musicale nei corsi "ricondotti ad ordinamento" (cfr. articolo 11, comma 9, della legge 3 marzo 1999, n. 124).
Riferimento normativo: Decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009 n. 122, art. 2, comma 3
Valutazione Educazione Fisica
Il voto di educazione fisica concorre, al pari delle altre discipline, alla determinazione della media per l’ammissione agli esami. Riferimento normativo: con il Decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009 n. 122, art. 14, comma 5 è abrogato l’articolo 304 del testo unico di cui al Decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, relativo alla valutazione dell’educazione fisica. Valutazione finale
La valutazione finale degli apprendimenti e del comportamento dell’alunno è riferita a ciascun anno scolastico. Riferimenti normativi: Decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009 n. 122, art. 2, comma 8; Decreto legislativo 16 Aprile 1994, n. 297, articolo 193, comma 1, secondo periodo. Esame di Stato Primo ciclo – ammissione
L’ammissione all’esame di Stato è disposta, previo accertamento della frequenza ai fini della validità dell’anno scolastico, nei confronti dell’alunno che ha conseguito una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina - o gruppo di discipline valutate con l’attribuzione di un unico voto secondo l’ordinamento vigente - e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi. Il giudizio di idoneità è espresso dal consiglio di classe in decimi, considerando il percorso scolastico compiuto dall’allievo nella scuola secondaria di primo grado.
a) ammissione all’esame di Stato: cfr. articolo 11, comma 4-bis, del Decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, e successive modificazioni
b) giudizio di idoneità: cfr. art. 11, comma 4-bis, del Decreto legislativo n. 59 del 2004, e successive modificazioni
c) Decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009 n. 122, art. 3, comma 2 Esame di Stato Primo ciclo – Punteggio finale e attribuzione della LODE
Il punteggio finale dell’Esame di Stato del Primo ciclo viene calcolato sulla base della media (aritmetica) di:
- tutte le prove scritte, compresa quella nazionale
- colloquio pluridisciplinare
- giudizio di idoneità (che rappresenta il curricolo dell’alunno).
Il punteggio deve essere espresso in decimi (da 6/10 a 10/10)
Ai candidati che conseguono il punteggio di dieci decimi può essere assegnata la lode da parte della commissione esaminatrice con decisione assunta all’unanimità. I criteri di attribuzione della lode sono i seguenti: - Esame di licenza: voto in 10/10
- Crediti/curricolo: non è previsto voto – decisione discrezionale della Commissione
Riferimento normativo: Decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009 n. 122, art. 3 comma 8
Esame di Stato secondo ciclo – Ammissione
Gli alunni che, nello scrutinio finale, conseguono una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l’attribuzione di un unico voto secondo l’ordinamento vigente e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi sono ammessi all’esame di Stato .
Il punteggio massimo dei crediti scolastici nella secondaria superiore è di 25 punti e il punteggio massimo del colloquio nell’esame di Stato è di 30 punti (O.M. 40/2009).
- Esame di Stato 2011: Ordinanza Ministeriale n 42 del 6 maggio 2011
- Decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009 n. 122, art. 6, comma 1 Esame di Stato secondo ciclo – Punteggio finale
Il punteggio finale dell’Esame di Stato per il secondo ciclo di istruzione deve essere espresso in centesimi (da 60/100 a 100/100) ed è assegnato sulla base dei seguenti criteri:
- Prove scritte 45 punti
- 5 punti (per studenti con credito 15 punti e prove d’esame 70 punti)
- Lode (a discrezione della Commissione) per candidati eccellenti (che hanno conseguito il punteggio di 100/100), decisa all’unanimità su proposta della Sottocommissione Esame di Stato: archivio delle prove
È disponibile onLine un archivio contenente le tracce delle prove degli Esami di Stato precedenti l’anno in corso. Per accedervi, è sufficiente cliccare sulla voce sottostante:
Prove degli Esami di Stato del II ciclo Carenze di apprendimento: debiti formativi, sospensione del giudizio
Nello scrutinio finale il consiglio di classe sospende il giudizio degli alunni che non hanno conseguito la sufficienza in una o più discipline, senza riportare immediatamente un giudizio di non promozione. A conclusione dello scrutinio, l’esito relativo a tutte le discipline è comunicato alle famiglie. A conclusione degli interventi didattici programmati per il recupero delle carenze rilevate e in seguito ad accertamento del recupero delle carenze formative, il consiglio di classe, in sede di integrazione dello scrutinio finale, procede alla verifica dei risultati conseguiti dall’alunno e alla formulazione del giudizio finale. Tale giudizio - in caso di esito positivo - comporta l’ammissione alla frequenza della classe successiva e l’attribuzione del credito scolastico. Il recupero deve essere effettuato non oltre la data di inizio delle lezioni dell’anno scolastico successivo. Studi all'estero: riconoscimento dei titoli e inserimento nelle scuole italiane
Il riconoscimento in Italia dei titoli di studio conseguiti all’estero o degli anni di scolarità frequentati all'estero non è immediato e indiscriminato, fatto salvo il caso in cui siano stati siglati – per il tramite del Ministero degli Affari Esteri - accordi tra il Paese ospite e i Paesi stranieri che hanno proprie scuole nel Paese ospite. Ogni singolo caso è sottoposto a valutazione, la quale rende inoltre variabile la tempistica di certificazione dell'equipollenza. Ai fini dell’equipollenza del diploma o degli anni di scolarità è necessario compiere l’iter seguente (valido in genere per i cittadini di Stati membri dell'Unione Europea e della Confederazione Elvetica): a. richiedere alla scuola frequentata nel Paese straniero un certificato che attesti gli anni di scolarità o il titolo di studio recante firma del Dirigente scolastico, legalizzata dall'Autorità diplomatica o consolare italiana in loco; b. richiedere il rilascio della dichiarazione di valore accompagnata dalla traduzione in lingua italiana del titolo (certificata e giurata, conforme al testo straniero) da parte dell'Autorità diplomatica o consolare italiana o da un traduttore ufficiale (ai sensi della legge 04.01.1968, art. 17 commi 2 e 3) o dalla rappresentanza diplomatica o consolare, operante in Italia, del Paese in cui il documento è stato prodotto; c. presentare i documenti sopraindicati all'Ambito Territoriale (ex Ufficio scolastico Provinciale) italiano a cui appartiene la scuola scelta in Italia (in caso di richiesta di equipollenza del titolo di diploma) oppure direttamente al Dirigente scolastico della scuola scelta (nel caso in cui gli studi obbligatori debbano essere ancora ultimati). Studenti stranieri: iscrizione nelle scuole italiane
I ragazzi con cittadinanza non italiana, anche se in posizione non regolare, hanno diritto all'istruzione alle stesse condizioni degli alunni italiani.
Allo stesso modo hanno l'obbligo di iscriversi e frequentare le scuole statali o paritarie e il dovere di conformarsi in tutto alle disposizioni nazionali in materia di istruzione. La loro iscrizione a scuola può avvenire in qualsiasi momento dell'anno scolastico.(scarica l’estratto della Circolare Ministeriale n. 2/2010 – Allegato 3) Scarica il documento contenente le fonti normative di riferimento (Allegato 4: Studenti stranieri): Studenti stranieri: valutazione
I minori con cittadinanza non italiana presenti sul territorio nazionale, in quanto soggetti all’obbligo d’istruzione ai sensi Decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, articolo 45, sono valutati nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani. Riferimento normativo: Decreto del Presidente della Repubblica 122 del 22 giugno 2009, art. 1, comma 9. DOCENTI
Abilitazione all'insegnamento (TFA )
Il decreto ministeriale n. 249 del 10 settembre 2010 ha emanato disposizioni innovative relative ai requisiti e alle modalità della formazione iniziale( Tirocinio Formativo Attivo - TFA) del personale docente, per l'accesso all'insegnamento nelle istituzioni scolastiche del primo e secondo ciclo di istruzione.
Il decreto prevede l’attivazione presso le Università di specifici percorsi universitari finalizzati al conseguimento dell'abilitazione.
Per insegnare nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria: Laurea magistrale 5 anni, comprensiva di tirocinio; per insegnare nella scuola secondaria di primo e secondo grado: Laurea magistrale biennale o diploma accademico di II livello + 1 anno di tirocinio formativo attivo.
Per l’a.a. 2011/2012 è previsto lo svolgimento dei test di ammissione al TFA nel periodo compreso tra il 15 giugno e il 15 luglio 2011. I test preselettivi, a risposta multipla, si svolgeranno a livello nazionale; l’iscrizione deve avvenire attraverso il portale https://tfa.cineca.it entro il 4 giugno 2012. Le date di tutti i test e le modalità delle prove scritte e orali sono comunicate dagli Atenei che bandiscono i corsi.
I corsi abilitanti per il sostegno saranno istituiti ai sensi del Decreto ministeriale 30 settembre 2011. Titoli che consentono l'insegnamento e l'accesso al TFA e alle supplenze
Per partecipare ai test di ammissione ai TFA sarà necessario, alla data del test, essere in possesso dei seguenti titoli:- per l’insegnamento nella scuola d’infanzia o primaria: Laurea in Scienze della formazione primaria. Per i possessori di Diploma Magistrale cfr. il successivo punto 4. - per l’insegnamento nella scuola secondaria: Laurea, con specifico piano di studi previsto dal Decreto Ministeriali n. 39 del 30 gennaio 1998 (per i possessori delle lauree vecchio ordinamento) e dal Decreto Ministeriale n. 22 del 9 febbraio 2005 (per i possessori delle lauree specialistiche o magistrali - nuovo ordinamento). Tali titoli di studio consentono inoltre l’inserimento nelle graduatorie di III fascia di Circolo e istituto per il conferimento di incarichi di supplenza. Le graduatorie hanno durata triennale e sono riaperte in seguito all’emanazione di appositi decreti.
Le materie di insegnamento nelle scuole secondarie di I grado sono raggruppate in “classi di concorso” contraddistinte da un codice e da una dizione in chiaro. È possibile effettuare una ricerca per classe di concorso, verificando il titolo di ammissione corrispondente, al link http://www.istruzione.it/PRTA-TitoliAccesso/ricercaperclasse.action
Ex diploma magistrale
Il diploma magistrale abilitante consente l'inserimento nelle graduatorie di III fascia di circolo e di istituto per il conferimento di incarichi di supplenza (cfr. punto 2) se conseguito entro l'a.s. 2000/2001. Riguardo all'accesso al TFA per i possessori del solo diploma magistrale abilitante si attendono nuove disposizioni da parte di questo Ministero.
Ogni anno il MIUR emana una nota, indirizzata ai Direttori Regionali di ciascun Ufficio Scolastico Regionale (con l'esclusione della Valle d'Aosta e delle province autonome di Trento e Bolzano, contenente le disposizioni per bandire il concorso per soli titoli per l'accesso ai ruoli provinciali relativi ai profili professionali dell'area A e B del personale ATA. Il concorso è riservato a coloro che hanno prestato 24 mesi di servizio nella scuola statale, anche non continuativo, nella medesima provincia e nello stesso profilo professionale.
Riferimenti normativi: Decreto legislativo 16 Aprile 1994, n. 297, art. 554; Ordinanza Ministeriale 23 Febbraio 2009, n. 21,
Graduatorie di circolo e di istituto ATA– terza fascia Le graduatorie di circolo e di istituto di 3^ fascia, per il conferimento delle supplenze al personale ATA, hanno validità triennale (2010/2011 – 2011/2012 – 2012/2013).
Il diploma di qualifica triennale rilasciato da un istituto professionale, diploma di maestro d'arte, diploma di scuola magistrale per l'infanzia, qualsiasi diploma di maturità, attestati e/o diplomi di qualifica professionale, entrambi di durata triennale, rilasciati o riconosciuti dalle Regioni sono titoli di studio validi per l'accesso al profilo professionale di collaboratore scolastico.
Riferimento normativo: Decreto Ministeriale 26 Giugno 2008, n. 59
ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA P.O.F. – Piano dell'offerta formativa
Il Piano dell'offerta formativa è la carta d'identità della scuola: in esso vengono illustrate le linee distintive dell'istituto, l'ispirazione culturale-pedagogica che lo muove, la progettazione curricolare, extracurricolare, didattica ed organizzativa delle sue attività. L'autonomia delle scuole si esprime nel POF attraverso la descrizione: delle discipline e delle attività liberamente scelte della quota di curricolo loro riservatadelle possibilità di opzione offerte agli studenti e alle famigliedelle discipline e attività aggiuntive nella quota facoltativa del curricolodelle azioni di continuità, orientamento, sostegno e recupero corrispondenti alle esigenze degli alunni concretamente rilevatedell'articolazione modulare del monte ore annuale di ciascuna disciplina e attivitàdell'articolazione modulare di gruppi di alunni provenienti dalla stessa o da diverse classidelle modalità e dei criteri per la valutazione degli alunni e per il riconoscimento dei creditidell'organizzazione adottata per la realizzazione degli obiettivi generali e specifici dell'azione didatticadei progetti di ricerca e sperimentazione.Il P.O.F. può essere richiesto all’istituto.
Il regime di autonomia scolastica accentua la funzione degli organi collegiali
Consigli di intersezione, interclasse, di classe Consiglio di intersezione:Infanzia: tutti i docenti e un rappresentante dei genitori per ciascuna delle sezioni interessate; presiede il dirigente scolastico o un docente da lui delegato, facente parte del consiglio.
Consigli di circolo/istituto Questo organo collegiale è composto da tutte le componenti della scuola: docenti, genitori, studenti e personale amministrativo, di variabile da 14 a 19 componenti secondo gli alunni iscritti. Tutti i genitori (padre e madre) hanno diritto di voto per eleggere loro rappresentanti in questi organismi ed è diritto di ogni genitore proporsi per essere eletto. Le elezioni per i consigli di circolo/istituto si svolgono ogni triennio.Riferimento normativo art. 8 del Decreto Legislativo 297/1994. Collegio dei docenti Il collegio dei docenti è composto da tutti gli insegnanti in servizio nell' Istituto Scolastico ed è presieduto dal Dirigente scolastico. Quest'ultimo si incarica anche di dare esecuzione alle delibere del Collegio.
SERVIZI ELETTRONICI PERSONALE DOCENTE E ATA (POSTA ELETTRONICA @ISTRUZIONE.IT, POLIS-ISTANZE ONLINE, CEDOLINO ELETTRONICO)
Per il personale docente di ruolo, o non di ruolo a cui sia stato conferito almeno un incarico annuale, è attivata una casella di posta istituzionale @istruzione.it, utilizzabile come una normale casella di posta elettronica.
Per richiedere assistenza: entrare nella pagina http://www.istruzione.it/web/istruzione/home e selezionare la voce corrispondente al proprio profilo (ad es. docente, ATA, dirigente…) posta sotto “Area assistenza”, nel riquadro “Posta elettronica” situato al centro della pagina; in seguito, cliccare sulla voce “Assistenza online” e compilare il modulo.
Attenzione: il servizio assistenza posta elettronica e il servizio di assistenza per Polis non sono intercambiabili.
Tutto il personale scolastico che ha necessità di presentare un’istanza (ad es. domanda di pensionamento, inserimento/aggiornamento graduatorie, trasferimento etc.) e accedere a vari servizi (ad es. visualizzazione del punteggio nelle graduatorie del personale docente/ATA) deve registrarsi al servizio “Polis – Presentazione Istanze OnLine” del MIUR. Per la registrazione, è indispensabile essere in possesso di un indirizzo e-mail, privato o istituzionale.
L’accesso a Polis avviene attraverso le fasi seguenti:
registrazione al sito;ricezione di una e-mail di conferma, contenente un codice personale temporaneo e un link al quale sarà necessario accedere per confermare la ricezione della mail;stampa della mail e del modulo allegato, che dovrà essere presentato presso la segreteria scolastica di una qualsiasi scuola statale;identificazione fisica presso la stessa scuola (presentarsi muniti di documento d’identità in corso di validità e codice fiscale). N.B.: l’identificazione è necessaria ai fini dell’attivazione dell’utenza;ricezione di una e-mail di avvenuta attivazione dell’utenza;accesso al sito - inserendo Username e Password – e modifica del codice personale
Cosa fare in caso di smarrimento di Nome Utente e Password.
Entrare nella pagina “Polis – Presentazione Istanze OnLine” e selezionare la voce “Funzioni di utilità - Se hai dimenticato Username e/o Password clicca qui”.
In caso di presentazione di un’istanza (ad esempio, domanda di pensionamento, inserimento nelle graduatorie di circolo e di istituto in qualità di personale docente o ATA etc.), nella sezione dedicata all’istanza, posta in primo piano nella propria pagina personale di Polis, verrà richiesto il codice personale. In caso di smarrimento, il codice può essere recuperato, all’interno della propria pagina personale, cliccando su “recupero codice personale”. Il codice sarà inviato all’indirizzo e-mail indicato in fase di registrazione.
Tutti i dipendenti della Pubblica Amministrazione possono accedere onLine al proprio cedolino di stipendio registrandosi sul portale del MEF - Ministero dell’Economia e delle Finanze http://stipendipa.tesoro.it: da questo portale è possibile scaricare il proprio cedolino elettronico, il CUD e il 730. Nel sito sono inoltre conservati e resi disponibili i cedolini del 2009, il CUD relativo al 2008 e il 730 del 2008.
Per richiedere assistenza o informazioni è possibile contattare il MEF ai seguenti recapiti: - numero verde: 800.991.990
- e-mail: assistenza.spt@tesoro.it Riferimenti normativi: nota prot. 726 del 25/02/2010 e nota prot. 2991 del 28/07/2010 della Direzione Generale per gli Studi Statistica e Sistemi Informativi. Tali note sono disponibili in questo sito nella pagina “Ministero”, sezione “Normativa” – 2010.
Iscrizioni a scuola e tasse scolastiche
La materia delle tasse scolastiche riguarda esclusivamente le scuole secondarie superiori.
L'impianto normativo tuttora in vigore in tema di tasse scolastiche (Decreto legislativo 16 Aprile 1994, n. 297, art. 200) prevede quattro distinti tipi di tributo: di iscrizione, di frequenza, di esame e di rilascio di diploma.
Tassa di iscrizione: è esigibile all'atto dell'iscrizione ad un dato corso di studi secondari, e vale per l'intera durata del ciclo, non è rateizzabile ed è devoluta integralmente all'Erario. L'importo è di 6,04 euro. Tassa di frequenza: deve essere corrisposta ogni anno e può essere rateizzata, con pagamento della prima rata ad inizio d'anno e delle altre nei mesi di dicembre, febbraio ed aprile (Decreto Ministeriale Finanze 16 Settembre 1954). La tassa deve essere pagata per intero sia nel caso che l'alunno si ritiri dalla scuola sia nel caso che sia costretto ad interrompere la frequenza per motivi vari. In caso di trasferimento di uno studente da istituto statale ad altro statale, il pagamento è riconosciuto valido dalla nuova scuola. L'importo è di 15,13 euro.
Tassa di diploma: La tassa deve essere corrisposta in unica soluzione, al momento della consegna del titolo di studio. L'importo è di 15,13 euro, per il rilascio del diploma di maturità delle scuole superiori e per quello dei conservatori di musica. Per la tassa di diploma non è prevista la concessione di esonero per motivi di merito, ma solo quella per motivi economici o di appartenenza a speciali categorie (circolare ministeriale 15.05.1987, n. 146).
Esonero dalla tasse scolastiche: Ai sensi del Decreto legislativo 16 Aprile 1994, n. 297, art. 200, l'esonero dal pagamento delle tasse scolastiche può essere consentito per merito, per motivi economici, e per appartenenza a speciali categorie di beneficiari. Questi tipi di esonero valgono per tutte le tasse scolastiche ad eccezione della sola tassa di diploma. Ai sensi del combinato disposto dell'art.1, comma 5, e dell'art. 6, comma 1 del Decreto Legislativo 15 Aprile 2005, n.76 e dell'art. 28 del Decreto Legislativo 17 Ottobre 2005, n. 226, a partire dall'anno scolastico 2006-2007, il diritto dovere all'istruzione e formazione professionale comprende i primi tre anni degli istituti di istruzione secondaria superiore e dei percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale realizzati sulla base dell'accordo-quadro in sede di Conferenza Unificata Stato-Regioni, Città e Autonomie Locali del 19-6-2003. Conseguentemente, gli studenti che si iscrivono al primo, secondo e terzo anno dei corsi di studio degli istituti di istruzione secondaria superiore sono esonerati dal pagamento delle tasse scolastiche erariali, a partire dall'anno scolastico 2006/2007.
In ragione dei principi di obbligatorietà e di gratuità, non è consentito richiedere alle famiglie contributi obbligatori di qualsiasi genere o natura per l'espletamento delle attività curriculari e di quelle connesse all'assolvimento dell'obbligo scolastico (fotocopie, materiale didattico o altro), fatti salvi i rimborsi delle spese sostenute per conto delle famiglie medesime (quali ad es: assicurazione individuale degli studenti per RC e infortuni, libretto delle assenze, gite scolastiche, etc.). Eventuali contributi per l'arricchimento dell'offerta culturale e formativa degli alunni possono dunque essere versati dalle famiglie solo ed esclusivamente su base volontaria. I contributi scolastici sono deliberati dai Consigli di Istituto. Il comma 622 della legge 27 Dicembre 2006, n. 296 (finanziaria 2007), intervenendo nuovamente sul tema dell'innalzamento dell'obbligo di istruzione, della durata di dieci anni, ha tra l'altro stabilito che "resta fermo il regime di gratuità ai sensi degli articoli 28, comma 1, e 30, comma 2, secondo periodo, del Decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226".
In generale, è consentito dedurre le spese di istruzione relative alla frequenza scolastica e di corsi di istruzione secondaria, universitaria, di perfezionamento e/o specializzazione tenuti presso istituti o università italiana o straniere. Per queste ultime la misura degli importi deducibili non può essere superiore all'ammontare dei contributi previsti per i corrispondenti istituti italiani. Le spese sostenute per la frequenza delle Accademie di Belle Arti sono deducibili a condizione che il tipo di corso frequentato sia equiparabile ad un corso di laurea (di primo o secondo livello) o sia comunque assimilabile a un corso di perfezionamento, specializzazione etc.
Riferimenti normativi: Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 n. 917
Iscrizioni a scuola - esubero La scuola scelta in fase di iscrizione deve stabilire una graduatoria di iscritti sulla base di regole e criteri di precedenza nell'ammissione deliberati dal consiglio di circolo o d'istituto, da rendere pubblica, prima delle iscrizioni, con affissione all'albo e, ove possibile, con la pubblicazione sul sito web dell'istituzione scolastica. Le scuole hanno l'obbligo di acquisire al protocollo le domande presentate e di comunicare, per iscritto, agli interessati il mancato accoglimento delle stesse. In questo caso, si individua, di intesa con la famiglia, una nuova istituzione scolastica.
Formazione delle classi Le fondamentali competenze in materia di formazione delle classi sono stabilite come di seguito: il consiglio di circolo o di istituto formula gli indirizzi generali per l'attività della scuola e le scelte generali di gestione amministrativa, adotta il Piano dell'Offerta Formativa (Decreto del Presidente della Repubblica 275/1999, art. 3), adotta il regolamento interno, indica i criteri generali relativi alla formazione delle classi e all'adattamento delle lezioni e delle altre attività scolastiche alle condizioni ambientali (art. 10, Decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297);il Collegio dei docenti elabora il Piano dell'Offerta Formativa, ha potere deliberante in materia di funzionamento didattico dell'istituto, formula proposte al Dirigente Scolastico per la formazione e la composizione delle classi e per la formulazione dell'orario delle lezioni e lo svolgimento delle altre attività scolastiche. Ogni anno il Ministero attraverso un proprio decreto, stabilisce il numero (minimo e massimo) degli alunni che possono costituire le classi secondo le diverse situazioni
Trasferimento ad altro istituto Se un alunno, nel corso dell'anno scolastico, deve trasferirsi da una scuola all'altra, occorrerà seguire la procedura indicata: presentare una domanda al Dirigente Scolastico della scuola in cui intende trasferirsi, spiegando i motivi della richiesta di trasferimento presentare al Dirigente Scolastico della scuola frequentata una domanda documentata di rilascio di nulla osta di passaggio tra scuole. Il "nulla osta" è il documento da presentare alla nuova scuola per l'effettiva iscrizione. In seguito la scuola di provenienza alla scuola di arrivo scelta.Il nulla osta, se debitamente motivato, non può essere negato Assemblea dei genitori I genitori hanno diritto di riunirsi in assemblea per discutere di problemi che riguardano aspetti di carattere generale della scuola o delle classi frequentante dai propri figli. Le assemblee possono essere di singole classi o di istituto. Hanno titolo a convocare l'assemblea dei genitori i rappresentanti di classe eletti nei consigli di classe, informando preventivamente il Dirigente Scolastico (indicando specificamente gli argomenti da trattare) e chiedendo l'autorizzazione ad usare i locali scolastici. Alle assemblee possono partecipare con diritto di parola il Dirigente e i docenti della classe. Le assemblee dei genitori possono anche essere convocate dai docenti della classe. Riferimenti normativi: artt. 12 e 15 del Decreto legislativo 297/1994.

References: art. 1
 articolo 1
 art. 2
 art. 14
 Art. 12
 art. 8
 art. 11
 art. 2
 articolo 309
 art. 2
 articolo 11
 art. 2
 art. 14
 art. 2
 articolo 193
 articolo 11
 art. 11
 art. 3
 art. 3
 art. 6
 art. 17
 articolo 45
 art. 1
 art. 554
 art. 8
 art. 200
 art. 200
 art. 3