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da Sergio P. Del Bello » 04/12/2017, 1:13
FPA, 05/12/2017
Martedì 5 dicembre a Roma.
l'Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano promuove il Convegno di presentazione dei risultati della Ricerca sul livello di effettiva attuazione dell'Agenda Digitale italiana. Nel pomeriggio si terrà consegna dei "Premi Agenda Digitale 2017", con la promozione di quei progetti che maggiormente si sono distinti per capacità di usare le tecnologie digitali come leva di trasformazione del Paese. La partecipazione è gratuita.
Nel 2017 l’Italia ha “cambiato passo” nell’attuazione della sua Agenda Digitale:
È stato redatto un Piano Triennale che indirizza in modo chiaro la trasformazione digitale della PA italiana, specificando come riqualificare i 5,6 miliardi da lei gestiti in tecnologie digitali;
Continua a pieno ritmo l’implementazione del Piano Banda Ultra Larga, grazie al quale la copertura a 30 Mbps è quasi raddoppiata rispetto al 2015;
Finalmente si cominciano a usare le risorse messe a disposizione dell’Europa per digitalizzare la nostra PA mentre il Piano Industria 4.0 continua a sostenere la digitalizzazione delle imprese italiane;
I progetti infrastrutturali chiave cominciano ad essere significativi: sono oltre 1,7 milioni le identità SPID rilasciate, 4 milioni le transazioni effettuate con PagoPA e oltre 800 i comuni che testano l’ANPR;
Sono state riviste molte normative — tra cui il CAD e il Codice dei Contratti pubblici — con l’obiettivo di semplificare le regole per realizzare innovazione digitale in ambito pubblico;
Sono stati creati diversi spazi virtuali (ad es. forum.italia.it) tramite i quali aggregare gli sforzi, discutere problemi e favorire la partecipazione attiva a livello locale.
da Sergio P. Del Bello » 16/11/2017, 8:24
Anzichè accelerare rallentiamo.
Delibera 08/11/2017 Camera dei Deputati
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da Sergio P. Del Bello » 13/11/2017, 8:08
#DIGITALIZZAZIONE e #INNOVAZIONE della PA
Esito dei lavori
Nel nostro Paese si riscontra un’altissima
diffusione di dispositivi mobili, tant’è che sono attivi poco meno di 1,3 abbonamenti per abitante3
... Gli italiani sembrano quindi essere particolarmente attenti alla tecnologia e al suo utilizzo per
rimanere in contatto con il mondo esterno, grazie all’utilizzo dei social network. Quando, però, si
passa a considerare l’uso del digitale per svolgere funzioni diverse dalla pura comunicazione lo
scenario cambia drasticamente. I soggetti che acquistano beni e servizi tramite il web sono pari ad
appena il 26 per cento, contro una media europea del 53 per cento ...
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da Sergio P. Del Bello » 01/11/2017, 1:00
ANORC, 30/10/2017
ANORC PARTECIPA ALLA CONSULTAZIONE PUBBLICA SUL CAD
A seguito dell’apertura della procedura di consultazione pubblica sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive del d.lgs. 82/2005 – CAD, ai sensi dell’art. 1 della legge delega 124/2015, ANORC, pur contestando (come già fatto in precedenti consultazioni) l’impostazione di fondo perché persevera nel proporre un codice dove i principi sono coniugati con le prescrizioni su questioni che dovrebbero essere regolati da principi, ha manifestato la propria posizione inserendo in piattaforma Open.gov.it le seguenti proposte di rettifica:
Art. 15 di modifica dell’attuale Art. 17, 1-quatter. L’istituzione del difensore civico per il digitale dovrebbe avere la possibilità di intervenire sulle PPAA inadempienti degli obblighi del CAD con sanzioni (come è stato previsto per i fornitori di servizi).
Si chiede l’inserimento delle seguenti parole: “Il Difensore Civico per il Digitale può irrogare a alle pubbliche amministrazioni, che abbiano violato gli obblighi del presente Codice, sanzioni amministrative in relazione alla gravità della violazione accertata e all'entità del danno provocato all'utenza, per importi da un minimo di euro 40.000,00 a un massimo di euro 400.000,00, fermo restando il diritto al risarcimento del maggior danno.”
Art. 18 di modifica dell’attuale Art. 20. Discostandosi di fatto dal quadro di riferimento europeo, introduce una nuova forma di sottoscrizione elettronica che sarà basata su sistemi di identificazione certa (con tutta probabilità strizzando l’occhio a SPID). In maniera simile a quanto già avviene con l’art. 61 del DPCM 22 febbraio 2013, sarebbe stato più corretto far rientrare tale forma di sottoscrizione nella più “europea” firma elettronica avanzata. Sembra che il perseguimento di questa rettifica renda tali processi oggi molto più onerosi di quanto previsto dal Regolamento eIDAS e dalle legislazioni nazionali degli altri paesi membri (basti solo pensare al controverso limite di cui all’art. 60 del DPCM 22 febbraio 2013).
Art. 19 di modifica dell’attuale Art. 21 Si nota un’inversione di tendenza rispetto alla capacità attribuita al documento sottoscritto con firma elettronica di soddisfare il requisito della forma scritta: se il D.Lgs. 179/2016 aveva previsto che tale requisito potesse essere soddisfatto adoperando qualsiasi tipo di firma elettronica, la nuova modifica prevede invece almeno l’adozione della firma elettronica avanzata. È curioso notare come con la riforma del 2016 si è proceduto ad abrogare parte dell’art. 20 del CAD modificando l’art. 21 mentre con la nuova proposta si vuole abrogare parte dell’art. 21 (i commi 1 e 2 modificati nel 2016) reinserendo, con qualche modifica, la prima parte dell’art. 20: probabilmente occorrerebbe riscrivere entrambi gli articoli, cercando di perseguire quella chiarezza e sistematicità che dovrebbe contraddistinguere qualsiasi norma di rango superiore.
Accreditamento, vigilanza e sanzioni
Art. 29 di modifica dell’attuale Art. 32-bis. Si sollevano perplessità relative ai processi di qualificazione dei gestori di servizi fiduciari (come quelli di identificazione elettronica, di rilascio di certificati qualificati di firma elettronica o di marca temporale, ad esempio) e all’accreditamento di conservatori che, al momento, mancando oltretutto norme europee in merito, offrono, sulla base di precise regole tecniche, un servizio di conservazione di documenti informatici molto lontano dal servizio fiduciario di conservazione di firme e sigilli elettronici a cui sta pensando l’Europa.
Si chiede la cancellazione delle modificazioni proposte alla lettera a) e alla lettera c).
Non si può accettare l’approccio al quadro sanzionatorio generale previsto: l’importo passerebbe dagli attuali 4.000 - 40.000 euro a 40.000 – 400.000 euro, per violazioni delle disposizioni del CAD da parte dei soggetti qualificati o accreditati! Sanzioni giustificabili laddove l’Italia dovesse essere chiamata a rispondere direttamente di eventuali danni causati dai gestori di servizi qualificati ai cittadini degli altri stati membri, ma sicuramente eccessive per quelli che, come abbiamo detto, sono servizi che oggi non rientrano nel quadro europeo dei servizi qualificati (come nel caso della conservazione).
Si ritiene necessario individuare parametri certi per la concreta valutazione della congruità di tali sanzioni e della proporzionalità di queste ultime rispetto alle infrazioni commesse e alla capacità economiche dei fornitori di servizi.
Non si condivide, inoltre, la cancellazione della possibilità di “ravvedimento operoso” ovvero, su segnalazione di AgID, di porre rimedio alla violazione (ove ovviamente ciò fosse possibile) così da evitare la sanzione.
A differenza di quanto precedentemente previsto, infatti, AgID dovrà intervenire senza alcuna possibilità di “ravvedimento” da parte del gestore qualificato/accreditato.
Si ritiene che accanto alle sanzioni previste per i fornitori dei servizi sarebbe corretto prevedere anche la possibilità in capo ad AgID di comminare sanzioni alle PPAA inadempienti rispetto agli obblighi del CAD.
Norme particolari per le pubbliche amministrazioni
Art. 30 di modifica dell’attuale Art. 34. Questo articolo nella formulazione attuale garantisce alle PPAA, nella loro discrezionalità amministrativa, autonomia organizzativa e gestionale in relazione alla formazione, gestione e sottoscrizione di documenti informatici aventi rilevanza esclusivamente interna, evitando complesse procedure di firma digitale o FEA per ogni atto interno.
Se dovesse essere abrogato, come proposto, il secondo comma dell’art. 34 ogni PA sarà costretta a gestire in modo “pesante” anche le fasi endoprocedimentali che, essendo a rilevanza interna, dovrebbero essere gestite con il minimo aggravio possibile (sia organizzativo sia tecnologico).
Si chiede la cancellazione delle modificazioni proposte alla lettera c).
Sistema di ricerca documentale
Art. 35 di modifica dell’attuale Art. 40-ter. L’introduzione di un Servizio di indicizzazione e ricerca documentale di tutti i documenti soggetti a registrazione di protocollo sembra un progetto titanico, sottovalutato nella sua complessità e privo dei basilari presupposti, considerato lo stato reale della digitalizzazione della PA Italiana.
Si chiede la cancellazione delle modificazioni proposte al punto 2 dell’articolo 35.
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da Sergio P. Del Bello » 23/10/2017, 23:50
Strategie e progetti: le attività del Team per la trasformazione digitale
Sulla piattaforma social Reddit, i componenti della task force istituita dal Governo hanno risposto a decine di domande sul loro lavoro
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Lo scorso 17 ottobre Il Team per la trasformazione digitale @teamdigitaleIT istituito dal Governo Italiano con lo scopo di creare le condizioni necessarie alla progettazione di servizi digitali più efficaci ed efficienti, ha partecipato a una iniziativa AMA su Reddit. Col termine, che sta per “Ask Me Anything”, si intendono sessioni interattive durante le quali persone che ricoprono incarichi o svolgono mestieri particolari, spesso famose, rispondono a domande e sollecitazioni poste dagli utenti.
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Durante l’AMA, durato quasi due ore, sono stati toccati numerosi argomenti. Tra gli altri, la revisione del CAD, gli open data, i software liberi e più in generale la cultura open, lo SPID, la PEC, il fascicolo sanitario elettronico, le anagrafi digitali, i pagamenti online e la sicurezza informatica. Ulteriori chiarimenti sono stati dedicati ad argomenti di natura più tecnica, a raffronti con casi ed esperienze internazionali, a come l’operato del team si inquadra nell’ambito del più ampio panorama di soggetti che si occupano di innovazione digitale nel settore pubblico, a cominciare dall’Agenzia per l’Italia Digitale, e più in generale ai principi di fondo che ispirano l’operato di questo gruppo di lavoro.
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da Sergio P. Del Bello » 23/10/2017, 23:15
ANORC partecipa all'edizione milanese di SMAU in programma dal 24 al 26 ottobre presso FieramilanoCity (padiglione 4).
Porterà il suo contributo il 25 ottobre 2017 con un workshop dal titolo
"Codice dell’Amministrazione Digitale: siamo alla sesta revisione del documento, cosa è cambiato?"
dell'Avv. Luigi Foglia, direttivo ANORC
Lo schema di decreto legislativo correttivo del CAD infatti è stato approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 8 settembre, siamo dunque alla versione sei del Codice dell’Amministrazione Digitale. Durante il nostro intervento esamineremo insieme le novità apportate al CAD e il loro impatto sui processi di digitalizzazione.
Per info e iscrizioni al workshop http://www.smau.it.
da Sergio P. Del Bello » 23/10/2017, 8:31
Open.gov.it, 20/10/2017
Consultazione pubblica sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive del CAD
E' stata aperta la consultazione pubblica sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive del d.lgs. 82/2005 – CAD, ai sensi dell’art. 1 della legge delega 124/2015, attivato dal Relatore della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, on. Paolo Coppola.
Per partecipare alla consultazione si può accedere direttamente dalla piattaforma open.gov.it, punto di riferimento per la partecipazione della pubblica amministrazione italiana, cliccando al seguente link.
I commenti devono essere inseriti entro e non oltre il 4 novembre 2017.
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da Sergio P. Del Bello » 19/10/2017, 13:02
La Segreteria Generale di Procedamus ha raccolto i materiali inerenti
al Codice dell'amministrazione digitale *in un unico file*:
il testo normativo proposto, la relazione illustrativa di accompagnamento,
il parere del Consiglio di Stato e la sinossi con testo a fronte.
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da Sergio P. Del Bello » 14/10/2017, 16:43
Agenda digitale, 12/10/2017 Marina Galluzzo, membro Centro di Competenze Sistemi informativi, informatica, comunicazione e amministrazione trasparente di Compa FVG– Comune di Udine
Comuni, tre nuovi obblighi “digitali” difficili da rispettare
Forse prima di aggiungere norme su norme, che difficilmente i piccoli enti riusciranno ad attuare, sarebbe meglio semplificare, razionalizzare. In questo senso ci sono già molti strumenti come la legge Delrio, che potrebbero aiutare gli enti locali a gestire (anche) l’innovazione tecnologica
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Il comune denominatore delle leggi considerate è dato dal presupposto organizzativo che le sottende: tutte chiedono alla pubblica amministrazione di analizzare i processi, dotarsi di nuove professionalità/competenze, assegnare nuove responsabilità e – in tale ottica e al di là delle sue reali capacità – la obbligano a:
a) nominare il responsabile anticorruzione e per la trasparenza. La disciplina chiama la figura ad elaborare un Piano che riporti le attività di mappatura, analisi e gestione del rischio corruttivo, attuazione di misure di prevenzione: la relazione sul monitoraggio ANAC 2016 segnala lo sforzo compiuto dai soggetti e rileva difficoltà e carenze in varie fasi del processo per i piccoli comuni
b) individuare il Responsabile per la transizione al digitale (art. 17 D.Lgs. 82/2005).
Bene fa il correttivo a prevedere che gli enti locali possano convenire l’esercizio associato di tale funzione, ma ciò non appare, però, ancora sufficiente.
Le conoscenze tecnico-informatiche, giuridiche e manageriali richieste in capo a chi dovrebbe coprirne il ruolo mal si coniugano con le professionalità e competenze realmente presenti negli enti locali: il rischio è che in tali enti la previsione si traduca nel mero adempimento formale, oppure che il precetto permanga inapplicato;
c) nominare il Data Protection Officer – DPO (come richiesto dal Regolamento UE 2016/679, in tema di privacy): professionista con comprovate competenze giuridiche, informatiche, di risk management e analisi dei processi: ancora una volta, tale professionalità sarà raramente presente nelle PA locali ed è probabile che la funzione venga affidata all’esterno, a scapito della conoscenza dell’organizzazione (che il DPO dovrebbe pure possedere).
In tale contesto, la Relazione ANAC sul monitoraggio delle attività 2016 segnala come “per gli enti di piccole dimensioni sia necessario semplificare l’attuazione della normativa”, ma anche fornire un maggior supporto centrale per migliorare il livello di qualità delle attività richieste.
Invero, i processi di innovazione e di cambiamento mal si sposano con la persistente parcellizzazione del territorio che rende oggettivamente impossibile per le istituzioni gestirne l’impianto in autonomia.
Allora, forse, una maggiore attenzione andrebbe posta non solo alle norme sulla PA digitale, ma a tutte quelle nate per razionalizzare il Sistema Pubblica Amministrazione: in primis, la legge che istituisce le città metropolitane e dà un chiaro input verso le fusioni e le aggregazioni dei piccoli comuni.
Perché affermare che il comune è l’ente “più vicino al cittadino” presuppone realizzare quella Carta della cittadinanza digitale che il correttivo intende rafforzare.
da Sergio P. Del Bello » 12/10/2017, 12:11
Parer, 12/10/2017
Adunanza della Commissione speciale del 4 ottobre 2017
NUMERO AFFARE 01654/2017

References: Art. 15
 Art. 17

Art. 18
 Art. 20

Art. 19
 Art. 21

Art. 29
 Art. 32

Art. 30
 Art. 34

Art. 35
 Art. 40