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Timestamp: 2018-11-18 13:58:09+00:00

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Disegno di legge regionale n. 253 presentato il 19 maggio 2017 Torna indietro
Disegno di legge regionale n. 253 presentato il 19 maggio 2017
"Legge annuale di riordino dell'ordinamento regionale. Anno 2017"
TITOLO I DISPOSIZIONI IN MATERIA DI TURISMO, SPORT E CULTURA
Art. 1. (Modifiche alla l.r. 50/1992 )
Art. 2. (Modifiche alla l.r. 2/2009 )
Art. 3. (Modifiche alla l.r. 11/2009 )
Art. 4. (Modifiche all' articolo 2 della l.r. 14/2016 )
Art. 5. (Modifiche all' articolo 9 della l.r. 14/2016 )
Art. 6. (Modifiche all' articolo 13 della l.r. 14/2016 )
Art. 7. (Modifiche all' articolo 16 della l.r. 14/2016 )
Art. 8. (Modifiche all' articolo 18 della l.r. 14/2016 )
Art. 9. (Sostituzione dell' articolo 19 della l.r. 14/2016 )
Art. 10. (Modifiche all' articolo 25 della l.r. 14/2016 )
Art. 11. (Disposizioni in merito alla l.r. 14/2016 )
TITOLO II DISPOSIZIONI IN MATERIA DI COMMERCIO
CAPO I MODIFICHE ALLA L.R. 28/1999
Art. 12. (Modifiche all' articolo 3 della l.r. 28/1999 )
Art. 13. (Modifiche all' articolo 4 della l.r. 28/1999 )
Art. 14. (Modifiche all' articolo 5 della l.r. 28/1999 )
Art. 15. (Modifiche all' articolo 6 della l.r. 28/1999 )
Art. 16. (Sostituzione dell' articolo 6 bis della l.r. 28/1999 )
Art. 17. (Sostituzione dell' articolo 7 della l.r. 28/1999 )
Art. 18. (Sostituzione dell' articolo 8 della l.r. 28/1999 )
Art. 19. (Modifiche all' articolo 10 della l.r. 28/1999 )
Art. 20. (Modifiche all' articolo 11 della l.r. 28/1999 )
Art. 21. (Sostituzione dell' articolo 17 della l.r. 28/1999 )
Art. 22. (Modifiche all' articolo 19 della l.r. 28/1999 )
Art. 23. (Modifiche all' articolo 26 della l.r. 28/1999 )
Art. 24. (Abrogazioni di norme della l.r. 28/1999 )
CAPO II MODIFICHE ALLA L.R. 38/2006
Art. 25. (Sostituzione dell' articolo 2 della l.r. 38/2006 )
Art. 26. (Modifiche all' articolo 6 della l.r. 38/2006 )
Art. 27. (Modifiche all' articolo 7 della l.r. 38/2006 )
Art. 28. (Modifiche all' articolo 8 della l.r. 38/2006 )
Art. 29. (Sostituzione dell' articolo 9 della l.r. 38/2006 )
Art. 30. (Modifiche all' articolo 10 della l.r. 38/2006 )
Art. 31. (Modifiche all' articolo 11 della l.r. 38/2006 )
Art. 32. (Modifiche all' articolo 12 della l.r. 38/2006 )
Art. 33. (Modifiche all' articolo 13 della l.r. 38/2006 )
Art. 34. (Sostituzione dell' articolo 14 della l.r. 38/2006 )
Art. 35. (Modifiche all' articolo 16 della l.r. 38/2006 )
Art. 36. (Sostituzione dell' articolo 16 bis della l.r. 38/2006 )
Art. 37. (Sostituzione dell' articolo 17 della l.r. 38/2006 )
Art. 38. (Modifiche all' articolo 25 della l.r. 38/2006 )
Art. 39. (Sostituzione dell' articolo 27 della l.r. 38/2006 )
TITOLO III DISPOSIZIONI IN MATERIA DI COMPETITIVITA' DEL SISTEMA REGIONAlE
Art. 40. (Modifiche agli articoli 1 e 2 della l.r. 29/1999 )
Art. 41. (Sostituzione dell' articolo 3 della l.r. 29/1999 )
Art. 42. (Sostituzione dell' articolo 4 della l.r. 29/1999 )
Art. 43. (Sostituzione dell' articolo 5 della l.r. 29/1999 )
Art. 44. (Modifiche alla l.r. 16/1992 )
Art. 45. (Modifiche alla l.r. 3/2015 )
Art. 46. (Modifiche alla l.r. 23/2016 )
TITOLO IV DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PERSONALE
Art. 47. (Modifiche alla l.r. 23/2008 )
Art. 48. (Sostituzione dell' articolo 36 quinquies della l.r. 23/2008 )
TITOLO V ALTRE DISPOSIZIONI
Art. 49. (Abrogazione della l.r. 30/1984 ed altre abrogazioni)
Art. 50. (Modifiche alla l.r. 34/2008 )
Art. 51. (Modifiche alla l.r. 22/2010 )
Art. 52. (Modifiche alla l.r. 23/2015 )
Art. 53. (Modifiche alla l.r. 21/2016 )
Art. 54. (Ammissione di cacciatori residenti all'estero o in altre regioni italiane)
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI TURISMO, SPORT E CULTURA
L' articolo 14 della legge regionale 23 novembre 1992, n. 50 (Ordinamento della professione di maestro di sci), è sostituito dal seguente: "
Le "Scuole di sci", organizzazioni di cui fanno parte più maestri di sci che esercitano in modo coordinato la loro attività professionale, possiedono i seguenti requisiti:
un organico minimo di tre maestri per le Scuole di sci di fondo e dieci maestri per le Scuole di sci di discesa o miste, ridotto a tre maestri per le tipologie di scuole di discesa o miste operanti nelle micro stazioni sciistiche di cui all' articolo 38 della l.r. 2/2009 ;
a collaborare con le competenti autorità scolastiche per favorire la più ampia diffusione della pratica dello sci nelle scuole e per agevolare la preparazione sportiva dei giovani;
a collaborare con gli enti ed operatori turistici nelle azioni promozionali, pubblicitarie ed operative intese ad incrementare l'afflusso turistico nelle stazioni di sport della neve della Regione.
L'unione montana, in caso di accertata carenza dei requisiti di cui al comma 1, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività prescrivendo le misure necessarie per il ripristino degli stessi con la fissazione di un termine non inferiore a trenta giorni per l'adozione di queste ultime. In difetto di adozione delle misure prescritte, decorso il suddetto termine, l'attività si intende vietata e il riconoscimento è revocato.
Al comma 1 dell'articolo 16 della l.r. 50/1992 le parole: "
da lire trecentomila a lire unmilioneduecentomila
da euro 200,00 a euro 1.000,00.
(Modifiche alla l.r. 2/2009 )
Al comma 3 dell'articolo 5 bis della legge regionale 26 gennaio, 2009, n. 2 (Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport montani invernali ed estivi e disciplina dell'attività di volo in zone di montagna), come inserito dall' articolo 7 della legge regionale 7 febbraio 2017, n. 1 , la locuzione: "
Alla lettera c) del comma 1 bis dell'articolo 25 della l.r. 2/2009 , come inserito dall' articolo 23 della l.r. 1/2017 , sono aggiunte, infine, le seguenti parole: "
Al comma 11 dell'articolo 28 bis della l.r. 2/2009 , come inserito dall' articolo 26 della l.r. 1/2017 , dopo le parole: "
esigenze di ordine pubblico
(Modifiche alla l.r. 11/2009 )
La lettera e) del comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale 7 aprile 2009, n. 11 (Valorizzazione e promozione della conoscenza del patrimonio linguistico e culturale del Piemonte) come sostituita dall' articolo 2 della legge regionale 25 ottobre 2016, n. 20 , è abrogata.
Al comma 1 dell'articolo 9 della l.r. 14/2016 , la parola: "
Il comma 2, dell'articolo 13 della l.r. 14/2016 è sostituito dal seguente: "
la Regione, le province, la Città metropolitana di Torino i comuni e le relative unioni, le CCIAA e gli altri enti pubblici interessati;
Dopo il comma 2, dell'articolo 13 della l.r. 14/2016 è inserito il seguente: "
Al comma 1 dell'articolo 16 della l.r. 14/2016 , le parole: "
Al comma 4 dell'articolo 16 della l.r. 14/2016 , la parola: "
Il comma 6 dell'articolo 18 della l.r. 14/2016 , è sostituito dal seguente: "
Il comma 6 bis dell'articolo 18 della l.r. 14/2016 , è abrogato.
(Contributi per l'organizzazione turistica).
La Giunta regionale stabilisce, ai sensi dell' articolo 6 della legge regionale 14 ottobre 2014, n.14 (Norme sul procedimento amministrativo e disposizioni in materia di semplificazione), i criteri per la concessione di contributi annuali a favore delle A.T.L., quali soggetti titolari degli uffici di informazione e accoglienza turistica (IAT), di cui all'articolo 16, per le spese di gestione degli IAT direttamente o indirettamente gestiti, anche attraverso la definizione di costi standard.
Al comma 1 dell'articolo 25 della l.r. 14/2016 , le parole: "
(Disposizioni in merito alla l.r. 14/2016 )
Gli uffici IAT, istituiti da enti locali e associazioni turistiche pro loco, si conformano alle disposizioni di cui all' articolo 16 della legge regionale 11 luglio 2016, n. 14 (Nuove disposizioni in materia di organizzazione dell'attività di promozione, accoglienza e informazione turistica in Piemonte), entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge.
MODIFICHE ALLA L.R. 28/1999
Al comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale 12 novembre 1999, n. 28 (Disciplina, sviluppo ed incentivazione del commercio in Piemonte, in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 ), dopo le parole: "
" ed il periodo: "
Alla lettera c) del comma 2 dell'articolo 3 della l.r. 28/1999 , le parole: "
(Allegati A)
" sono soppresse ed i relativi allegati A, B e C della l.r. 28/1999 , sono abrogati.
La lettera g) del comma 3 dell'articolo 3 della l.r. 28/1999 , è sostituita dalla seguente: "
il coordinamento tra i procedimenti amministrativi relativi agli insediamenti commerciali previsti dalle norme in materia di commercio, ambiente e urbanistica
Al comma 5 dell'articolo 3 della l.r. 28/1999 , le parole: "
struttura organizzativa regionale competente per materia.
Alla lettera e) del comma 2 dell'articolo 4 della l.r. 28/1999 , le parole: "
Al comma 5 dell'articolo 5 della l.r. 28/1999 , le parole: "
all' articolo71 del d. lgs. 59/2010
I commi 4 ter e 4 quater dell' articolo 6 della l.r. 28/1999 , sono sostituiti dai seguenti: "
La Regione, attraverso il responsabile del procedimento della struttura regionale competente in materia di commercio, individuato a norma dell' articolo 10 della legge regionale 14 ottobre 2014, n. 14 (Norme sul procedimento amministrativo e disposizioni in materia di semplificazione), supporta gli enti locali e gli operatori commerciali, fornendo indicazioni sull'interpretazione e sull'applicazione della presente legge e di tutti gli atti conseguenti e delle altre disposizioni commerciali vigenti in materia di commercio al dettaglio in sede fissa; 4 quater. Fatta salva la competenza comunale, la Regione, attraverso il responsabile del procedimento della struttura regionale competente in materia di commercio, individuato a norma dell' articolo 10 della l.r. 14/2014 , oltre a quanto previsto dall'articolo 19, esercita l'attività di controllo sulle grandi strutture di vendita di cui all' articolo 4 del d. lgs 114/1998 e, nei casi di cui al comma 1, promuove, attraverso il comune, il ripristino della legittimità.
L' articolo 6 bis della l.r. 28/1999 , è sostituito dal seguente: "
Ai sensi degli articoli 19 e 19 bis della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), nonché del d. lgs 25 novembre 2016, n. 222 (Individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, ai sensi dell' articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124 ), sono soggette a SCIA, da presentare allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) competente per territorio, l'apertura, il trasferimento di sede, l'aggiunta del settore merceologico e l'ampliamento di superficie delle seguenti attività:
esercizio di vicinato, come definito dall' articolo 4, comma 1, lettera d), del d. lgs. 114/1998 ;
vendita al dettaglio negli spacci interni, di cui all' articolo 16 del d. lgs. n. 114/1998 ;
vendita al dettaglio per mezzo di apparecchi automatici, di cui all' articolo 17 del d. lgs. 114/1998 ;
vendita al dettaglio per corrispondenza o tramite televisione o altri sistemi di comunicazione, di cui all' articolo 18 del d. lgs. 114/1998 ;
vendita al dettaglio o raccolta di ordinativi di acquisto presso il domicilio del consumatore, di cui all' articolo 19 del d. lgs. 114/1998 .
L'attività di vendita di cui al comma 1 lettera c), effettuata in apposito locale ad essa adibito in modo esclusivo, è soggetta alle medesime disposizioni previste per l'apertura di un esercizio di vendita. Quando la stessa attività è svolta in spazi o locali variamente ubicati su area privata o pubblica, l'avvio è soggetto ad una sola SCIA commerciale da presentare al SUAP del comune competente. Le successive installazioni e cessazioni di distributori automatici che distribuiscono prodotti alimentari sono comunicate con cadenza semestrale al SUAP, che le trasmette all'ASL competente per territorio, in relazione al comune in cui sono dislocati gli apparecchi.
Il trasferimento della gestione o della titolarità degli esercizi di cui ai commi precedenti e le altre fattispecie non espressamente previste dal presente articolo sono soggette a comunicazione da presentare al SUAP competente per territorio, in applicazione della tabella A allegata al d. lgs 222/2016 . Si applicano le disposizioni di cui all' articolo 19 bis della l. 241/1990 , qualora ne sussistano i presupposti.
Con deliberazione della Giunta regionale è predisposta la modulistica relativa alle attività di cui alla tabella A del d. lgs 222/2016 , sulla base della modulistica unificata di cui all' articolo 2, comma 1 del d. lgs 126/2016 ; l'aggiornamento è effettuato dalla struttura regionale competente per materia anche sulla base degli adeguamenti tecnici imposti dalle normative statali e regionali.
(Sostituzione dell' articolo 7 della l.r. 28/1999 )
L' articolo 7 della l.r. 28/1999 , è sostituito dal seguente: "
(Applicazione di disposizioni urbanistiche regionali)
Ai fini del rispetto delle disposizioni urbanistiche regionali in materia di commercio si applicano le disposizioni di cui agli articoli 4, 12, 14, 21 e 26 della legge regionale 5 dicembre 1977 , n.. 56 (Tutela ed uso del suolo).
La Giunta regionale stabilisce, con proprio atto deliberativo, le modalità di svolgimento del procedimento amministrativo di autorizzazione regionale, di cui all'articolo 26, commi 7 e seguenti della l.r. 56/1977 , ed il termine di conclusione, comunque non superiore a 120 giorni, entro il quale l'istanza deve ritenersi accolta qualora non venga comunicato il provvedimento di diniego.
(Sostituzione dell' articolo 8 della l.r. 28/1999 )
L' articolo 8 della l.r. 28/1999 , è sostituito dal seguente: "
In attuazione dell' articolo3 del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223 , convertito con modificazioni dalla legge 4 agosto 2006, n. 248 , le attività commerciali in sede fissa sono svolte senza limitazioni di orario di apertura e di chiusura, dell'obbligo della chiusura domenicale e festiva, nonché quello della mezza giornata di chiusura infrasettimanale dell'esercizio.
Il comune può stabilire limitazioni all'orario di apertura al pubblico degli esercizi commerciali nei casi in cui sussistano motivi imperativi di interesse generale e nel rispetto dei principi di proporzionalità, necessità e non discriminazione.
L'esercente comunica al comune l'orario prescelto di apertura e chiusura dell'attività commerciale e ne dà idonea informazione al pubblico mediante l'esposizione di apposito cartello ben visibile dall'esterno dell'esercizio.
L'orario dell'esercizio dell'attività di commercio su area pubblica è stabilito dal comune competente per territorio, sentite le rappresentanze dei consumatori, delle imprese del commercio e dei produttori agricoli, nel rispetto dei criteri adottati dalla Giunta regionale, ai sensi dell'articolo 11, comma 1.
Al comma 02 dell'articolo 10 della l.r. 28/1999 , le parole: "
Fermo restando quanto previsto dall' articolo 16 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 (Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi del mercato interno
Nel rispetto delle disposizioni di cui all' articolo 70, comma 5 del d. lgs. 59/2010
Il comma 03 dell'articolo 10 della l.r. 28/1999 , è sostituito dal seguente: "
Il comma 1 dell'articolo 11 della l.r. 28/1999 , è sostituito dal seguente: "
Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 10, la Giunta regionale, acquisito il parere della Conferenza Permanente Regione-Autonomie Locali e sentite le rappresentanze dei consumatori, delle imprese del commercio e dei produttori agricoli, adotta i criteri per la disciplina delle vicende giuridico amministrative relative all'esercizio dell'attività di commercio su area pubblica.
Le lettere c) e d) del comma 2 dell'articolo 11 della l.r. 28/1999 , sono abrogate.
Il comma 3 dell'articolo 11 della l.r. 28/1999 , è sostituito dal seguente: "
I criteri di cui al comma 1 possono essere sottoposti ad aggiornamento per una maggiore efficienza del comparto, con particolare riguardo alla concorrenzialità del sistema e al miglioramento dell'offerta del consumatore, tenuto conto anche delle istanze delle rappresentanze di categoria.
Al comma 7 dell'articolo 11 della l.r. 28/1999 , le parole: "
associazioni provinciali di categoria maggiormente rappresentative
rappresentanze delle imprese del commercio.
L' articolo 17 della l.r. 28/1999 , è sostituito dal seguente: "
Le modalità organizzative, la durata, le materie ed i finanziamenti dei corsi di formazione professionale sono stabilite dalla Giunta regionale, sentite le organizzazioni delle imprese del settore più rappresentative a livello regionale, in conformità alle disposizioni delle leggi regionali, statali e comunitarie in materia di politiche attive del lavoro, formazione e servizi all'impiego.
La Giunta individua appositi corsi di riqualificazione professionale finalizzati ad accrescere le competenze e le capacità manageriali degli operatori in attività nel settore merceologico anche non alimentare, nonché a migliorare la competitività dell'impresa e il servizio reso al consumatore.
Sono ritenuti validi, agli effetti del possesso del requisito professionale di cui all' articolo 71, comma 6, lettera a) del d. lgs. 59/2010 , i corsi effettuati presso enti riconosciuti da altre Regioni.
Presso ciascuna CCIAA e' costituita da un'apposita commissione d'esame, composta da:
I commi 3 ter e 3 quater dell' articolo 19 della l.r. 28/1999 , sono abrogati.
Al comma 1 dell'articolo 26 della l.r. 28/1999 , dopo le parole: "
al d. lgs. 114/1998
ed al d. lgs. 59/2010
I commi 2 e 3 dell' articolo 26 della l.r. 28/1999 , sono abrogati.
Gli articoli 9, 25 e 27 della l.r. 28/1999 sono abrogati.
MODIFICHE ALLA L.R. 38/2006
L' articolo 2 legge regionale 29 dicembre 2006, n. 38 (Disciplina dell'esercizio dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande), è sostituito dal seguente: "
Ai fini della presente legge si intende per somministrazione di alimenti e bevande la vendita per il consumo sul posto, che comprende tutti i casi in cui gli acquirenti consumano i prodotti nei locali dell'esercizio o in un'area aperta al pubblico, a tal fine attrezzati.
di somministrazione effettuata negli agriturismi;
dal decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206 (Attuazione della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, nonché della direttiva 2006/100/CE che adegua determinate direttive sulla libera circolazione delle persone a seguito dell'adesione di Bulgaria e Romania).
Al comma 2 dell'articolo 6 della l.r. 38/2006 , la parola: "
Al comma 3 dell'articolo 6 della l.r. 38/2006 , la parola: "
I commi 4 e 5 dell' articolo 7 della l.r. 38/2006 , sono abrogati.
Il comma 7 dell'articolo 8 della l.r. 38/2006 , è sostituito dal seguente: "
Il comma 8 l'articolo 8 della l.r. 38/2006 , è sostituito dal seguente: "
Il comma 8 bis dell'articolo 8 della l.r. 38/2006 , è abrogato.
L' articolo 9 della l.r. 38/2006 , è sostituito dal seguente: "
L'apertura e il trasferimento di sede degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico, comprese quelle alcoliche di qualsiasi gradazione, sono soggetti a SCIA unica, ai sensi dell' articolo 19 bis, comma 2 della l. 241/1990 , da presentare allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) competente per territorio. L'apertura e il trasferimento di sede degli stessi esercizi di somministrazione sono soggetti ad autorizzazione, ai sensi dell' articolo 20 della l. 241/1990 , rilasciata dal comune competente per territorio, tramite il SUAP, solo nelle zone soggette a tutela, ai sensi dell' articolo 64, comma 3 del d. lgs. 59/2010 , come individuate ai sensi dell'articolo 8.
Nei casi in cui l'attività di somministrazione di alimenti e bevande é soggetta ad autorizzazione, il comune con proprio regolamento disciplina il procedimento concernente le relative domande, stabilisce il termine, comunque non superiore ai sessanta giorni dalla data di ricevimento, entro il quale le domande si intendono accolte qualora non venga comunicato il provvedimento di diniego, e adotta tutte le altre norme atte ad assicurare trasparenza e snellezza all'azione amministrativa e la partecipazione al procedimento ai sensi della l. 241/1990 e della l.r. 14/2014 . 5 Le fattispecie non espressamente previste dalla presente legge sono soggette a comunicazione da presentare al SUAP competente per territorio, in applicazione della tabella A allegata al d.lgs 222/2016 . Si applicano le disposizioni di cui all' articolo 19 bis della l. 241/1990 , qualora ne sussistano i presupposti.
Il comma 1 dell'articolo 10 della l.r. 38/2006 , è sostituito dal seguente: "
L'attività temporanea di somministrazione di alimenti e bevande in occasione di sagre, fiere, manifestazioni religiose, tradizionali e culturali o eventi locali straordinari, è soggetta a SCIA unica, ai sensi dell' articolo19 bis, comma 2 della l. 241/1990 , da presentare al SUAP competente per territorio, e non è soggetta al possesso dei requisiti previsti dall' articolo 71, comma 6 del d. lgs. 59/2010 .
Il comma 5 dell'articolo 10 della l.r. 38/2006 , è abrogato.
Il comma 1 dell'articolo 11 della l.r. 38/2006 , è sostituito dal seguente: "
L'esercizio dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande in forma stagionale è soggetto a SCIA unica, ai sensi dell' articolo 19 bis, comma 2 della l. 241/1990 , da presentare allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) competente per territorio. L'esercizio della stessa attività è soggetto ad autorizzazione, ai sensi dell' articolo 20 della l. 241/1990 , rilasciata dal comune competente per territorio tramite il SUAP, solo nelle zone soggette a tutela, ai sensi dell' articolo 64, comma 3 del d. lgs. 59/2010 , come individuate ai sensi dell'articolo 8.
Al comma 3 dell'articolo 11 della l.r. 38/2006 , dopo la parola: "
Il comma 1 dell'articolo 12 della l.r. 38/2006 , è sostituito dal seguente: "
L'ampliamento della superficie di somministrazione è soggetto a SCIA unica, ai sensi dell' articolo 19 bis, comma 2 della l. 241/1990 , da presentare allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) competente per territorio. Lo stesso è soggetto ad autorizzazione, ai sensi dell' articolo 20 della l. 241/1990 , rilasciata dal comune competente per territorio tramite il SUAP, solo nelle zone soggette a tutela, ai sensi dell' articolo 64, comma 3 del d. lgs. 59/2010 , come individuate ai sensi dell'articolo 8.
Al comma 2 dell'articolo 11 della l.r. 38/2006 , la parola: "
Il comma 1 dell'articolo 13 della l.r. 38/2006 , è sostituito dal seguente: "
Il comma 3 dell'articolo 13 della l.r. 38/2006 , è sostituito dal seguente: "
Il subingresso è soggetto a SCIA unica, ai sensi dell' articolo19-bis, comma 2 della l. 241/1990 , da presentare allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) competente per territorio.
L' articolo 14 della l.r. 38/2006 , è sostituito dal seguente: "
Con deliberazione della Giunta regionale è predisposta la modulistica relativa alle attività di cui alla tabella A del d. lgs 222/2016 , sulla base della modulistica unificata di cui all' articolo 2, comma 1 del d.lgs 126/2016 ; l'aggiornamento è effettuato dalla struttura regionale competente per materia anche sulla base degli adeguamenti tecnici imposti dalle normative statali e regionali.
Alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 16 della l.r. 38/2006 , le parole: "
La lettera c) del comma 1 dell'articolo 16 della l.r. 38/2006 , è sostituita dalla seguente: "
il titolare dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande non é più in possesso dei requisiti di cui agli articoli 4 e 5 comma 1;
La lettera f) del comma 1 dell'articolo 16 della l.r. 38/2006 , è sostituita dalla seguente: "
il titolare dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande non osserva i provvedimenti di sospensione della stessa.
Alla lettera i) del comma 1 dell'articolo 16 della l.r. 38/2006 , le parole: "
L' articolo 16 bis della l.r. 38/2006 , è sostituito dal seguente: "
(Sostituzione dell' articolo 17 della l.r. 38/2006 )
L' articolo 17 della l.r. 38/2006 , è sostituito dal seguente: "
In attuazione dell' articolo3 del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223 , convertito con modificazioni dalla Legge 4 agosto 2006, n. 248 , l'attività di somministrazione di alimenti e bevande è svolta senza limitazioni di orario di apertura e di chiusura, dell'obbligo della chiusura domenicale e festiva, nonché quello della mezza giornata di chiusura infrasettimanale dell'esercizio.
Il comune può stabilire limitazioni all'orario di apertura al pubblico degli esercizi di somministrazione nei casi in cui sussistano motivi imperativi di interesse generale e nel rispetto dei principi di proporzionalità, necessità e non discriminazione.
Le disposizioni dei commi 1, 2, e 3 non si applicano agli esercizi di cui all'articolo 8, comma 6, nonché alle associazioni e circoli di cui al d.p.r. 235/2001 .
Ai commi 1, 3 e 5 dell' articolo 25 della l.r. 38/2006 , le parole: "
dell' articolo 10 della l.r. 14/2014 .
L' articolo 27 della l.r. 38/2006 , è sostituito dal seguente: "
A decorrere dall'entrata in vigore della presente legge, i titolari di autorizzazione ai sensi dell' articolo 3 della l. 287/1991 diventano titolari del titolo abilitativo unico, di cui all'articolo7, comma 1, senza formale atto di conversione. L'esercizio dell'attività avviene nel rispetto delle norme, prescrizioni ed autorizzazioni in materia igienico-sanitaria, edilizia e urbanistica nonché delle norme in materia di sicurezza e prevenzione degli incendi e delle disposizioni sulla sorvegliabilità dei locali.
Il requisito professionale, di cui all'articolo 5, comma 1, è riconosciuto a coloro che, alla data dell'entrata in vigore della presente legge, risultano aver presentato domanda di iscrizione al REC di cui alla l. 426/1971 , per l'attività di somministrazione, purché in possesso dei requisiti previsti ai fini dell'iscrizione o che risultano aver superato con esito positivo le prove di idoneità previste per l'iscrizione al registro medesimo, secondo quanto già previsto dalla l. 287/1991 .
(Modifiche agli articoli 1 e 2 della l.r. 29/1999 )
Il comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 18 novembre 1999, n. 29 (Interventi per l'Università ed il Diritto allo studio universitario), è sostituito dal seguente: "
La Regione Piemonte, secondo quanto disposto dallo Statuto , promuove lo sviluppo degli insediamenti universitari e dei servizi per il diritto allo studio, al fine di sostenere la qualificazione e l'efficacia dell'attività didattica, formativa e scientifica delle istituzioni universitarie della Regione e di favorire gli Atenei operanti sul territorio piemontese, anche in riferimento agli standard europei ed internazionali, secondo quanto stabilito da successiva deliberazione di Giunta regionale.
All'alinea del comma 2 dell'articolo 1 della l.r. 29/1999 , le parole: "
Al comma 2 dell'articolo 2 della l.r. 29/1999 , le parole: "
L' articolo 3 della l.r. 29/1999 , è sostituito dal seguente: "
I finanziamenti per la realizzazione degli interventi sono erogati secondo le indicazioni definite dalla Giunta regionale, sulla base dei programmi di cui all'articolo 2, comma 2.
L' articolo 4 della l.r. 29/1999 , è sostituito dal seguente: "
Al fine di potenziare le fondamenta del sistema universitario e della ricerca piemontese e migliorare l'attrattività degli Atenei piemontesi e' istituito, presso la Direzione competente ai sensi della disciplina in materia di organizzazione degli Uffici regionali, l'Osservatorio regionale per l'Universita' e per il Diritto allo studio universitario.
L'Osservatorio elabora studi, analisi e ricerche sul sistema universitario piemontese e sugli sbocchi occupazionali dei laureati, nonché sugli interventi per il diritto allo studio, anche in riferimento agli standard europei ed internazionali. L'Osservatorio promuove inoltre la diffusione dei risultati delle valutazioni sul sistema universitario e sul diritto allo studio favorendo il confronto fra gli Atenei, le Amministrazioni pubbliche e le forze sociali ed economiche, con specifica attenzione al coinvolgimento della popolazione studentesca.
Su proposta della Giunta regionale, il Consiglio regionale approva le modalità di funzionamento dell'Osservatorio nonché le forme per garantire la partecipazione degli Atenei e delle rappresentanze studentesche alla definizione degli indirizzi per l'attività dell'Osservatorio.
Per il funzionamento dell'Osservatorio e per lo svolgimento della sua attività, la Giunta regionale, su proposta del Comitato regionale di coordinamento, provvede a stipulare apposita convenzione con idonea istituzione.
L' articolo 5 della l.r. 29/1999 , è sostituito dal seguente: "
Agli interventi finanziari previsti dalla presente legge si provvede mediante l'istituzione, nel bilancio della Regione, dei seguenti capitoli:
Fondo per contributi a spese di investimento per lo sviluppo delle strutture universitarie e del diritto allo studio universitario;
Spese per l'Accordo Regione-Atenei per la gestione e valorizzazione dell'Osservatorio regionale per l'università e per il diritto allo studio universitario (l.r. (29/1999).
Lo stanziamento dei capitoli di cui al comma 1, lettere a) e b), in termini di competenza e di cassa, è stabilito con i bilanci di previsione della Regione.
(Modifiche alla l.r. 16/1992 )
L' articolo 31 della legge regionale 18 marzo 1992 n. 16 (Diritto allo studio universitario) è sostituito dal seguente: "
contributi e trasferimenti annui della Regione Piemonte a valere su proprie risorse, sia in parte corrente sia in parte capitale, il cui importo è definito dalla legge di approvazione del bilancio regionale, sulla base di proposta dell'Ente;
Costituiscono entrate dell'Ente anche le somme trasferite dallo Stato a valere sul Fondo Integrativo Statale (F.I.S.) per il diritto allo studio universitario (D.S.U.).
Rappresentano, inoltre, entrate dell'Ente le somme, ulteriori rispetto ai contributi di cui al comma 1, lettera a), trasferite dalla Regione Piemonte finanziate da istituzioni terze per attività finalizzate.
L' articolo 33 della l.r. 16/1992 , è abrogato.
Dopo il comma 1 dell'articolo 41 della legge regionale 11 marzo 2015, n. 3 (Disposizioni regionali in materia di semplificazione), è inserito il seguente: "
L'operatore incaricato del controllo e manutenzione degli impianti termici che, nello svolgimento della sua attività, non provvede a redigere, sottoscrivere e inserire nel catasto informatizzato degli impianti termici il rapporto di controllo tecnico in osservanza della deliberazione della Giunta regionale 6 ottobre 2014, n. 13-381 (Disposizioni operative per la costituzione e gestione del catasto degli impianti termici in attuazione del d.lgs. 192/2005 e s.m.i. e del d.p.r. 74/2013 . Approvazione nuovi modelli di libretto di impianto e di rapporto di efficienza energetica), è punito con la sanzione amministrativa non inferiore ad euro 500,00 euro e non superiore ad euro 3.600,00.
(Modifiche alla l.r. 23/2016 )
Dopo il comma 10 dell'articolo 26 della legge regionale 17 novembre 2016, n. 23 (Disciplina delle attività estrattive: disposizioni in materia di cave), è aggiunto, infine, il seguente: "
L'onere per il diritto di escavazione di cui al presente articolo ed i relativi introiti sono da computarsi a partire dal 1 gennaio 2017. Fino al 31 dicembre 2016 essi devono essere computati e versati secondo le modalità previste dalla deliberazione della Giunta regionale n. 7-8070 del 28 gennaio 2008.
(Modifiche alla l.r. 23/2008 )
Alla lettera g) del comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale 28 luglio 2008, n. 23 (Disciplina dell'organizzazione degli uffici regionali e disposizioni concernenti la dirigenza ed il personale), le parole: "
Alla lettera a) del comma 2 dell'articolo 36 ter della l.r. 23/2008 le parole: "
Alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 36 septies della l.r. 23/2008 , le parole: "
Al comma 2 dell'articolo 36 undecies della l.r. 23/2008 , le parole: "
L' articolo 36 quinquies della l.r. 23/2008 , è sostituito dal seguente: "
36 quinquies (Nucleo di valutazione)
1. La Giunta regionale, d'intesa con l'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, istituisce il Nucleo di valutazione (NdV).
a) l'elaborazione di linee guida e proposte sui sistemi di valutazione dell'ente, di cui garantisce la corretta applicazione;
b) la verifica e l'attestazione della correttezza dei processi di valutazione e della retribuzione accessoria;
e) lo svolgimento dei compiti che la normativa attribuisce agli OIV in materia di anticorruzione e trasparenza;
f) lo svolgimento dei compiti previsti dai sistemi di valutazione e degli altri compiti individuati, tenuto conto dei principi di cui all' articolo 14 del d.lgs. 150/2009 , con i provvedimenti organizzativi di cui all'articolo 5.
3. Il Nucleo di cui al comma 1 è composto da tre esperti esterni in possesso di comprovata esperienza di management, di valutazione della performance, di gestione, organizzazione e valutazione del personale e di controllo di gestione. I componenti sono nominati dalla Giunta regionale su designazione:
b) dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale;
c) d'intesa tra Giunta e Ufficio di Presidenza. Tale componente svolge funzioni di presidente del Nucleo di valutazione.
5. L'organizzazione e le modalità di funzionamento interno del Nucleo di valutazione sono individuati con i provvedimenti organizzativi di cui all'articolo 5.
(Abrogazione della l.r. 30/1984 ed altre abrogazioni)
La legge regionale 4 luglio 1984, n. 30 (Istituzione del Consiglio regionale di Sanità e Assistenza), è abrogata.
Sono, altresì, abrogate le seguenti disposizioni regionali:
la legge regionale 25 ottobre 1996, n. 78 ;
gli articoli 3, comma 4, 4 e 5 della legge regionale 6 agosto 2007, n. 18 ;
l' articolo 15 della legge regionale 26 ottobre 2009, n. 24 .
Ogni riferimento testuale, contenuto in leggi regionali, al Consiglio regionale di Sanità ed Assistenza è da ritenersi abrogato.
(Modifiche alla l.r. 34/2008 )
Il comma 3 dell'articolo 42 della legge regionale del 22 dicembre 2008, n. 34 (Norme per la promozione dell'occupazione, della qualità, della sicurezza e regolarità del lavoro), è abrogato.
(Modifiche alla l.r. 22/2010 )
Il comma 1 dell'articolo 5 e l' articolo 7 della legge regionale 12 ottobre 2010, n. 22 (Istituzione del Bollettino Ufficiale telematico della Regione Piemonte), sono abrogati.
(Modifiche alla l.r. 23/2015 )
Il comma 3 dell'articolo 3 della legge regionale 29 ottobre 2015, n. 23 (Riordino delle funzioni amministrative conferite alle Province in attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56 ), è sostituito dal seguente: "
Negli ambiti 1 e 2, come individuati ai sensi del comma 1, le funzioni possono essere esercitate da due o più province in forma associata, previa specifica intesa quadro con cui la Regione e le province appartenenti all'ambito individuano le funzioni da gestire in forma associata e definiscono criteri generali e modalità della gestione, garantendo un'equa ripartizione delle responsabilità tra gli enti firmatari. La Regione, nei limiti delle somme stanziate annualmente con la legge di bilancio, assegna alle province contributi a sostegno della gestione associata delle funzioni, ripartiti secondo criteri che tengono conto del numero e della complessità delle funzioni, delle esigenze di formazione del personale addetto alla loro gestione e, per l'ambito 1, del numero delle province aderenti all'intesa quadro, in modo da incentivare il coinvolgimento di tutti gli enti di area vasta appartenenti all'ambito. L'ammontare dei contributi è definito nell'intesa quadro.
Al primo periodo del comma 5 dell'articolo 3 della l.r. 23/2015 , le parole: "
Il secondo periodo del comma 5 dell'articolo 3 della l.r. 23/2015 , è abrogato.
Al primo periodo del comma 6 dell'articolo 3 della l.r. 23/2015 , le parole: "
Al secondo periodo del comma 6 dell'articolo 3 della l.r. 23/2015 , sono aggiunte, infine, le parole: "
e promuove l'ottimale utilizzo del personale assegnato alle province, ai sensi dell'articolo 12, commi 4 e 9.
Al comma 11 dell'articolo 3 della l.r. 23/2015 , dopo le parole: "
Al comma 1 dell'articolo 12 della l.r. 23/2015 , le parole: "
(Modifiche alla l.r. 21/2016 )
Al comma 9 dell'articolo 4 della legge regionale 2 novembre 2016, n. 21 (Disposizioni per favorire la costituzione delle associazioni fondiarie e la valorizzazione dei terreni agricoli e forestali) la parola: "
Al comma 1 dell'articolo 5 della l.r. 21/2016 le parole: "
Al comma 2 dell'articolo 9 della l.r. 21/2016 le parole: "
Al comma 1 dell'articolo 10 della l.r. 21/2016 le parole: "
Al comma 3 dell'articolo 10 della l.r. 21/2016 dopo le parole: "
I cacciatori residenti in altre regioni italiane o all'estero, ivi compresi i cacciatori temporanei, possono essere ammessi in misura non superiore al 5 per cento dei cacciatori ammissibili per ogni A.T.C. o C.A.; tale percentuale può essere modificata fino ad un massimo del 10 per cento, su richiesta dei Comitati di Gestione, dalla Giunta regionale, sentita la commissione consiliare competente.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4
 articolo 2

Art. 5
 articolo 9

Art. 6
 articolo 13

Art. 7
 articolo 16

Art. 8
 articolo 18

Art. 9
 articolo 19

Art. 10
 articolo 25

Art. 11

Art. 12
 articolo 3

Art. 13
 articolo 4

Art. 14
 articolo 5

Art. 15
 articolo 6

Art. 16
 articolo 6

Art. 17
 articolo 7

Art. 18
 articolo 8

Art. 19
 articolo 10

Art. 20
 articolo 11

Art. 21
 articolo 17

Art. 22
 articolo 19

Art. 23
 articolo 26

Art. 24

Art. 25
 articolo 2

Art. 26
 articolo 6

Art. 27
 articolo 7

Art. 28
 articolo 8

Art. 29
 articolo 9

Art. 30
 articolo 10

Art. 31
 articolo 11

Art. 32
 articolo 12

Art. 33
 articolo 13

Art. 34
 articolo 14

Art. 35
 articolo 16

Art. 36
 articolo 16

Art. 37
 articolo 17

Art. 38
 articolo 25

Art. 39
 articolo 27

Art. 40

Art. 41
 articolo 3

Art. 42
 articolo 4

Art. 43
 articolo 5

Art. 44

Art. 45

Art. 46

Art. 47

Art. 48
 articolo 36

Art. 49

Art. 50

Art. 51

Art. 52

Art. 53

Art. 54
 articolo 14
 articolo 38
 articolo 7
 articolo 23
 articolo 26
 articolo 2
 articolo 6
 articolo 16
 articolo71
 articolo 6
 articolo 10
 articolo 10
 articolo 4
 articolo 6
 articolo 5
 articolo 4
 articolo 16
 articolo 17
 articolo 18
 articolo 19
 articolo 19
 articolo 2
 articolo 7
 articolo 7
 articolo 8
 articolo 8
 articolo3
 articolo 16
 articolo 70
 articolo 17
 articolo 71
 articolo 19
 articolo 26
 articolo 2
 articolo 7
 articolo 9
 articolo 19
 articolo 20
 articolo 64
 articolo 19
 articolo19
 articolo 71
 articolo 19
 articolo 20
 articolo 64
 articolo 19
 articolo 20
 articolo 64
 articolo19
 articolo 14
 articolo 2
 articolo 16
 articolo 17
 articolo 17
 articolo3
 articolo 25
 articolo 10
 articolo 27
 articolo 3
 articolo 3
 articolo 4
 articolo 5
 articolo 31
 articolo 33
 articolo 36
 articolo 14
 articolo 15
 articolo 7