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Timestamp: 2019-03-25 17:57:14+00:00

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Corte di Cassazione, Ordinanza 10 Luglio 2017, n.17021 – Studio Legale Avvocato Carmela Ruggeri – Vicenza
Corte di Cassazione, Ordinanza 10 Luglio 2017, n.17021
ORDINANZA 10 luglio 2017, n.17021
Eccepivano l’incompetenza per territorio del tribunale di Locri, in subordine la litispendenza ed in ulteriore subordine l’improcedibilità della domanda di divisione limitatamente all’immobile di via (omissis) ed all’immobile di via (omissis) ; nel merito chiedevano che l’immobile di (…) e l’immobile di (…) fossero ad essi attribuiti.
Premetteva il tribunale che la divisione ereditaria ‘ha natura dichiarativa e non traslativa ed effetto retroattivo con riguardo alla titolarità dei beni e ai rapporti giuridici relativi’ (così ordinanza tribunale di Bologna); che ‘l’effetto retroattivo della divisione comporta che l’alienazione di un determinato bene fatta da un comunista sia condizionata all’assegnazione del bene stesso in sede di divisione’ (così ordinanza tribunale di Bologna).
Indi evidenziava che il giudizio di divisione ereditaria, pendente dinanzi al tribunale di Locri e nel cui ambito era già stata fissata l’udienza di ammissione dei mezzi istruttori, aveva valenza pregiudiziale rispetto al giudizio innanzi a sé pendente, in cui si dibatteva in ordine ‘alla divisione ordinaria di un bene, su cui gli eredi hanno già compiuto atti di disposizione prima della formale assegnazione ad essi (…) delle quote permutate’ (così ordinanza tribunale di Bologna).
Deduce che nell’ambito del giudizio pendente innanzi al tribunale di Locri ed iscritto al n. 1124/2014 r.g. non è stato assunto alcun provvedimento ai sensi dell’art. 183, 7 co., cod. proc. civ. né è stata adottata alcuna statuizione in ordine alle eccezioni preliminari sollevate con la memoria ex art. 183, 6 co., n. 1, cod. proc. civ.; che quindi l’ordinanza impugnata è stata pronunciata sulla scorta del presupposto inesistente che il giudizio di divisione ereditaria ‘avesse già superato lo scoglio delle eccezioni preliminari di rito’ (così ricorso per regolamento di competenza, pag. 11).
È da reputare corretta l’affermazione del giudice a quo della già avvenuta, nell’ambito del giudizio pendente dinanzi al tribunale di Locri, fissazione dell’ ‘udienza di ammissione dei mezzi istruttori’.
Al contempo, seppur la Curia calabrese non ha (…) adottato (…) alcuna statuizione in ordine alle eccezioni di incompetenza territoriale, di litispendenza e/o improcedibilità’ (così ricorso, pag. 9), nondimeno siffatta circostanza di certo non precludeva al tribunale di Bologna di opinare nel senso che il giudizio di divisione ereditaria pendente dinanzi al tribunale di Locri ed iscritto al n. 1124/2014 r.g. costituisca l’indispensabile antecedente logico – giuridico del giudizio innanzi alla medesima curia bolognese instaurato, sì che tra le due pronunciande statuizioni si prefiguri un vincolo di stretta ed effettiva consequenzialità.
A nulla vale pertanto prospettare che ‘il Tribunale di Locri ben potrebbe ancora accogliere la nostra eccezione di incompetenza territoriale (…) oppure disporre lo stralcio, dalla domanda di divisione ereditaria, della porzione relativa agli immobili di via (OMISSIS) e di via (OMISSIS) ‘ (così ricorso, pag. 11).
Si puntualizza altresì che la divisione parziale – consentita senza dubbio dall’inciso ‘la divisione dell’eredità o alcuni beni di essa’ figurante nel testo dell’art. 713, 3 co., cod. civ. (il principio dell’universalità della divisione ereditaria non è assoluto ed inderogabile ed è possibile una divisione parziale, sia quando al riguardo intervenga un accordo tra le parti, sia quando, essendo stata richiesta tale divisione da una delle parti, le altre non amplino la domanda, chiedendo a loro volta la divisione dell’intero asse: cfr. Cass. 12.1.2011, n. 573; Cass. 29.11.1994, n. 10220) – postula comunque il concorso della volontà manifestata per iscritto – nell’evenienza di cui al n. 11) dell’art. 1350 cod. civ. e quindi nel caso di specie – di tutti i coeredi in un unico contesto documentale, siccome accade solitamente, ovvero in contesti documentali separati e pur cronologicamente distinti, ma, in tale seconda eventualità, a condizione che si accerti che i documenti sono tra loro inscindibilmente correlati, sì da evidenziare inequivocabilmente la formazione dell’accordo nella forma prescritta (cfr. Cass. 13.2.2007, n. 3088; Cass. 19.11.1991, n. 12411).
Ed invero in questa sede è sufficiente rimarcare che nel rogito per notar Cu. del (omissis) – rinvenibile agli atti – non è dato riscontrare alcun elemento di collegamento o, quanto meno, alcun riferimento ad operanda successiva permuta tra gli altri coeredi, segnatamente alla permuta poi siglata con rogito per notar O. del (omissis) da F.M. e F.C. .
Ovvero che l’art. 295 cod. proc. civ., nel prevedere la sospensione necessaria del giudizio civile quando la decisione ‘dipenda’ dalla definizione di altra causa, allude ad un vincolo di stretta ed effettiva consequenzialità fra due emanande statuizioni e quindi, coerentemente con l’obiettivo di evitare un conflitto di giudicati, non ad un mero collegamento fra diverse statuizioni per l’esistenza di una coincidenza o analogia di riscontri fattuali o di quesiti di diritto da risolvere per la loro adozione, ma ad un collegamento per cui l’altro giudizio (civile, penale o amministrativo), oltre a investire una questione di carattere pregiudiziale, cioè un indispensabile antecedente logico – giuridico, la soluzione del quale pregiudichi in tutto o in parte l’esito della causa da sospendere, deve essere pendente in concreto e coinvolgere – è il caso di specie, quanto meno in rapporto a F.C. – le stesse parti (cfr. Cass. sez. lav. (ord.) 3.10.2012, n. 16844).

References: art. 183
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. sez.