Source: http://www.hinterlandweb.it/wordpress/2020/03/dopo-18-mesi-come-da-impegno-dopo-le-lotte-del-2018-pubblicato-il-collegato-al-bilancio/
Timestamp: 2020-07-14 09:20:51+00:00

Document:
La Regione Lazio sul travertino: tributi in regola o nessuna autorizzazione a scavare
Home/«Collegato al bilancio»/Approvate e pubblicate dal Consiglio regionale le modifiche alla legge sulle cave Essere in regola con gli oneri di concessione e del contributo ambientale è condizione per il rilascio delle autorizzazioni di ampliamento, proroga o rinnovo
«Collegato al bilancio»
PUBBLICATE SUL BURL (il Bollettino ufficiale della Regione Lazio) le modifiche prodotte dal «collegato al bilancio», l’articolato sulle «Misure per lo sviluppo economico, l’attrattività degli investimenti e la semplificazione» approvate dalla Pisana. Una sostanziale modifica della regolamentazione delle attività del distretto estrattivo Tivoli-Guidonia Montecelio.
Si deve dire che la nuova normativa – con qualche cenno di radicalità rispetto ad alcune formulazioni precedenti: non a caso –, non avrebbe visto la luce senza la lotta dei lavoratori delle cave di travertino, quel «settembre nero» del 2018, che ripristinò, dopo anni di «sosta», la «questione lavoro» nell’ambito territoriale tiburtino. Non va dimenticato che nella maggioranza 5stelle al governo a Guidonia Montecelio prevalevano i sostenitori della linea «chiudiamo le cave». Ennesimo passo indietro (storicamente perdente, si pensi all’Ilva) indirizzato a scambiare la difesa dell’ambiente con il lavoro, con l’occupazione.
Una lotta (con qualche tratto «identitario»: “siamo tutti cavatori” lo slogan-principe) che obbligò la Regione Lazio a occuparsi della vertenza. Nel «collegato al bilancio».
Interesse in senso positivo secondo i sindacati, al punto che la Cgil condensò l’intervento dell’assessore Gian Paolo Manzella con «la regia della Regione ha svolto a pieno il suo ruolo e le parti in campo da parte loro si sono presentate al tavolo con le idee chiare e con la volontà, pur nelle diverse visioni, di progettare un nuovo sistema di sfruttamento di una risorsa che già nel nome denota la sua stretta correlazione con il territorio, ma che necessita di riposizionarsi viste le mutate condizioni ambientali in cui si trova».
Ci si dolse, successivamente, della rivisitazione dell’entusiasmo di avvio, allorché l’«accordo di programma», strumento che avrebbe dovuto imprimere il decollo del settore, dalla verticalizzazione della produzione al marchio d’origine alla formazione professionale, naufragò senza che venisse data alcuna spiegazione, e il «dossier cave» entrò in ibernazione – lunga 18 mesi – proprio quando si pensava che la vertenza fosse approdata a compimento. Settembre 2018.
In realtà la conclusione si è avuta a far data 29 gennaio (del 2020), allorché la Regione Lazio ha messo mano al «collegato al bilancio». Approvandolo. Pubblicato come detto sul Burl. Si misurerà ora se si intende l’accaduto una «promozione» oppure tutto va interpretato con il metodo delle «baruffe chiozzotte» (traduzione: le baruffe come commedia).
Il «regolamento sulle entrate tributarie» arretrate dovrà fare i conti con la nuova legge regionale
Naturalmente, la legge regionale, comprensiva delle modifiche apportate dal «collegato al bilancio», vale anche per il distretto del travertino Guidonia Montecelio-Tivoli. Il che si traduce non solo in curiosità sui «movimenti» del sindaco e del proprio personale entourage, ma principalmente nella evoluzione che prenderà la «vertenza tributi» con le cave. Perché, ci si chiede, il «regolamento sulle entrate tributarie» arretrate è compatibile con il nuovo articolo «3-bis. L’assolvimento del pagamento degli oneri di concessione e del contributo ambientale è condizione per il rilascio delle autorizzazioni di ampliamento, proroga o rinnovo» fissato dal «collegato al bilancio»? Oppure la vicenda dovrà «fare i conti» (non metaforicamente) con i registri di contabilità aperti dalla Pisana?
Le modifiche del «collegato al bilancio» alla legge su cave e torbiere del 2004
1) alla lettera a) del comma 2:
1.1 dopo le parole: “relativo ampliamento” sono aggiunte le seguenti: “della proroga o del rinnovo previsti”;
1.2 le parole: “agli articoli 11 e 12” sono sostituite dalle seguenti: “agli articoli 11, 12, 30, 31, 34 e 35”;
1.3 dopo il numero 6) è aggiunto, in fine, il seguente:
“6bis) l’autorizzazione paesaggistica ovvero l’accertamento di compatibilità paesaggistica di cui, rispettivamente, agli articoli 146 e 167 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) e successive
modifiche per gli interventi ricadenti in aree sottoposte a vincolo paesaggistico”;
“2bis. Può presentare domanda per il rilascio dell’autorizzazione per l’ampliamento e la proroga dell’attività di coltivazione di cava e torbiera di cui agli articoli 12, 31, 34 e 35, anche l’interessato che non abbia inoltrato la domanda di cui all’articolo 1 della legge regionale 30 novembre 2001, n. 30 (Disciplina dell’attività estrattiva iniziata legittimamente ai sensi della vigente normativa regionale in materia di coltivazione di cave e torbiere, in conformità alle leggi statali e regionali di tutela paesistica ed ambientale), purché lo stesso sia in possesso di autorizzazione paesaggistica o dell’accertamento di compatibilità paesaggistica di cui rispettivamente agli articoli 146 e 167 del d.lgs. 42/2004.”;
“3-bis. L’assolvimento del pagamento degli oneri di concessione e del contributo ambientale è condizione per il rilascio delle autorizzazioni di ampliamento, proroga o rinnovo”;
b) ai commi 1, 3 lettera a), e 7 dell’articolo 8 le parole: “di attività produttive” sono soppresse;
c) al comma 2 dell’articolo 15 le parole: “possono essere aggiornati” sono sostituite dalle seguenti: “devono essere aggiornati almeno ogni tre anni”;
d) al comma 2 dell’articolo 30 le parole: “di attività produttive” sono soppresse;
e) al comma 3 dell’articolo 33 le parole: “di attività produttive” sono soppresse.
14. Al comma 4 dell’articolo 31 della legge regionale 22 ottobre 2018, n. 7, relativo ad azioni strategiche per il rilancio e la riqualificazione del settore estrattivo, le parole: “diciotto mesi” sono sostituite dalle seguenti: “ventiquattro mesi”.
Disciplina organica in materia di cave e torbiere e modifiche alla legge regionale 6 dicembre 2004, n. 17
Di seguito il testo completo degli ememendamenti approvato nel «collegato al bilancio»: è la nuova legge (integrale) su cave e torbiere pubblicata sul bollettino della Regione Lazio.
Art. 2 – Obiettivi prioritari
Art. 3 – Classificazione dei materiali di cava e torbiera
Art. 4 – Materiali rari
CAPO II – VALORIZZAZIONE, PROGRAMMAZIONE E DISCIPLINA REGOLAMENTARE DELLE ATTIVITA’ ESTRATTIVE – ORGANISMO TECNICO-AMMINISTRATIVO DI SUPPORTO
Art. 6 – Promozione di iniziative e realizzazione di interventi connessi all’attività estrattiva
Art. 7 – Regolamenti
Art. 8 – Commissione regionale consultiva per le attività estrattive. Conferenza di servizi
Art. 9 – Piano regionale delle attività estrattive
Art. 10 – Adeguamento dei piani territoriali provinciali generali
CAPO III – AUTORIZZAZIONI PER L’ATTIVITA’ DI RICERCA DI MATERIALI DI CAVA E TORBIERA E DI COLTIVAZIONE DI CAVA E TORBIERA
Art. 11 – Autorizzazione per l’attività di ricerca di materiali di cava e torbiera
Art. 12 – Autorizzazione per l’attività di coltivazione di cava e torbiera e per il relativo ampliamento. Proroga della durata dell’autorizzazione
Art. 13 – Contenuto dell’autorizzazione
Art. 14 – Convenzione
Art. 15 – Contributo per il recupero ambientale
Art. 16 – Verifica dei lavori di coltivazione di cava e torbiera e di recupero ambientale
Art. 17 – Autorizzazione per la coltivazione nei corsi d’acqua
Art. 18 – Cessione dell’autorizzazione
Art. 19 – Revoca dell’autorizzazione per pubblico interesse
Art. 20 – Recupero ambientale delle cave dismesse
Art. 21 – Ricorsi amministrativi
CAPO IV – VIGILANZA E SANZIONI
Art. 22 – Obblighi del titolare dell’autorizzazione ai fini della vigilanza
Art. 23 – Vigilanza del comune
Art. 24 – Sospensione dell’attività estrattiva e revoca dell’autorizzazione
Art. 25 – Cessazione dell’attività estrattiva
Art. 26 – Vigilanza della Regione
Art. 27 – Ordinanze concernenti interventi di messa in sicurezza
Art. 28 – Sanzioni pecuniarie
CAPO V – DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI – MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 6 AGOSTO 1999, N. 14 E SUCCESSIVE MODIFICHE
Art. 29 – Piani stralcio del PRAE
Art. 30 – Apertura di nuove cave e torbiere ed ampliamenti
Art. 31 – Procedimenti istruttori avviati per l’apertura di nuove cave e torbiere e per il relativo ampliamento
Art. 32 – Attività estrattiva nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico e ambientale
Art. 33 – Attività estrattiva in corso regolarmente autorizzata
Art. 34 – Proroga delle autorizzazioni in scadenza
Art. 35 – Attività estrattive non comprese tra quelle disciplinate dalla legge regionale 30 novembre 2001, n. 30
Art. 36 – Prima costituzione della CRC
Art. 37 – Applicazione transitoria del regolamento regionale
Art. 38 – Incentivi al riutilizzo dei materiali
Art. 40 – Disposizioni finanziarie
Art. 41 – Modifiche agli articoli 61 e 63 della l.r. 14/1999 e successive modifiche
1. La presente legge, nel rispetto della Costituzione e dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali, disciplina l’attività estrattiva di materiali di cava e torbiera nonché la programmazione dell’attività stessa per il soddisfacimento del fabbisogno regionale, in armonia con gli indirizzi della programmazione socio – economica, ambientale, paesaggistica e territoriale regionale.
(Classificazione dei materiali di cava e torbiera)1. I materiali di cava e torbiera sono classificati, in base alla loro destinazione d’uso, nei seguenti gruppi:
(Definizioni)1. Ai fini della presente legge si intende per:
2) gli impianti di seconda lavorazione o trasformazione, limitatamente alla durata dell’autorizzazione e in quanto compatibili con gli strumenti urbanistici comunali vigenti, ubicati nel perimetro della cava o torbiera.
2. Le iniziative di cui al comma 1 si esplicano, tra l’altro, nell’organizzazione di convegni, seminari e corsi di formazione professionale, nel finanziamento di studi, rilevazioni, ricerche e pubblicazioni, nonché nell’adesione o nella partecipazione ad analoghe iniziative, anche all’estero, organizzate da altri soggetti pubblici e privati.
6bis) l’autorizzazione paesaggistica ovvero l’accertamento di compatibilità paesaggistica di cui, rispettivamente, agli articoli 146 e 167 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) e successive modifiche per gli interventi ricadenti in aree sottoposte a vincolo paesaggistico; (1.1.1)
AUTORIZZAZIONI PER L’ATTIVITA’ DI RICERCA DI MATERIALI DI CAVA E TORBIERA E DI COLTIVAZIONE DI CAVA E TORBIERA
1. L’attività di ricerca dei materiali di cava e torbiera è preventivamente autorizzata, ai sensi dell’articolo 63, comma 2, lettera b), della l.r. 14/1999 e successive modifiche, per un periodo non superiore a due anni, dal comune nel cui territorio si intende svolgerla, in conformità ai contenuti del PRAE e alle direttive emanate dalla Giunta regionale a norma dell’articolo 17, comma 3, della l.r. 14/1999 e successive modifiche e previa indizione della conferenza di servizi di cui all’articolo 8, comma 10, della presente legge per l’ acquisizione dei pareri, nulla osta o atti di assenso comunque denominati previsti dalla normativa vigente.
1. L’attività di coltivazione di cava e torbiera ed il relativo ampliamento sono autorizzati, ai sensi dell’articolo 63, comma 2, lettera a), della l.r. 14/1999 e successive modifiche, dal comune nel cui territorio si intende svolgerli, in conformità ai contenuti del PRAE e previa indizione della conferenza di servizi di cui all’articolo 8, comma 10, della presente legge per l’acquisizione dei pareri, nulla osta o atti di assenso comunque denominati previsti dalla normativa vigente.
4. L’autorizzazione per l’attività di coltivazione di cava e torbiera è rilasciata dal comune, entro i termini fissati dal regolamento comunale, per un periodo non superiore a venti anni. La durata dell’autorizzazione deve essere proporzionata al piano di coltivazione e di recupero ambientale.
5. Il comune, a domanda dell’interessato, da presentare entro i termini perentori fissati dal regolamento comunale, può prorogare la durata dell’autorizzazione per l’attività di coltivazione, per un periodo non superiore a dieci anni, solo al fine di consentire il completamento del piano di coltivazione e di recupero ambientale. (2)
c) la realizzazione delle opere connesse all’attività estrattiva;
d) la realizzazione delle opere necessarie per la salvaguardia del territorio e dei terzi e di quelle per il recupero ambientale dell’area interessata;
e) la realizzazione delle opere necessarie alla manutenzione delle infrastrutture interessate dall’attività estrattiva.
a) per l’80 per cento, utilizzate dal comune, per la realizzazione di opere ed interventi infrastrutturali di tutela ambientale, previa idonea pubblicazione, anche su quotidiani, di appositi progetti, nonché per l’esercizio delle funzioni di propria competenza derivanti dall’attuazione della presente legge;
b) per il 20 per cento, versate dal comune all’entrata del bilancio regionale per l’esercizio delle funzioni di competenza della Regione, derivanti dall’attuazione della presente legge, finalizzate, in particolare, al recupero ambientale di cui all’articolo 20.
b) ove risulti la mancata esecuzione o la difformità rilevante delle opere realizzate rispetto a quelle previste in convenzione, dispone la sospensione dell’attività estrattiva ai sensi dell’articolo 24 ed intima al titolare dell’autorizzazione di adempiere ai relativi obblighi entro un congruo termine, decorso il quale provvede d’ufficio facendo fronte alle spese con la quota parte della somma oggetto della garanzia fideiussoria corrispondente alle opere eseguite;
c) ove risulti che dalla mancata esecuzione delle opere previste nella convenzione derivi un grave danno ambientale, dispone la revoca dell’autorizzazione ai sensi dell’articolo 24 ed incamera la residua somma oggetto della garanzia fideiussoria, provvedendo d’ufficio all’esecuzione delle opere stesse con rivalsa per le eventuali maggiori spese sull’obbligato.
b) ove risulti la mancata esecuzione o la difformità delle opere realizzate rispetto a quelle previste in convenzione, intima al titolare dell’autorizzazione di adempiere ai relativi obblighi entro un congruo termine, decorso il quale provvede d’ufficio facendo fronte alle spese con la somma, residua o totale, oggetto della garanzia fideiussoria;
c) ove risulti che dalla mancata esecuzione delle opere previste nella convenzione derivi un grave danno ambientale, incamera la somma, residua o totale, oggetto della garanzia fideiussoria, provvedendo d’ufficio all’esecuzione delle opere stesse con rivalsa per le eventuali maggiori spese sull’obbligato.
1. La coltivazione dei materiali di cui all’articolo 3 nei corsi d’acqua è autorizzata dalla Regione, ai sensi dell’articolo 61, comma 1, lettera d), della l.r. 14/1999 e successive modifiche, previo parere della CRC, ai soli fini strettamente connessi alla regimazione delle acque, in conformità alla vigente legislazione in materia e a quanto previsto dall’articolo 7 della legge regionale 6 luglio 1998, n. 24 (Pianificazione paesistica e tutela dei beni e delle aree sottoposti a vincolo paesistico) e successive modifiche.
2. Le modalità per la presentazione della domanda e della relativa documentazione ai fini del rilascio dell’autorizzazione sono disciplinate dal regolamento regionale di cui all’articolo 7.
1. Il comune e la Regione possono revocare, nell’ambito delle rispettive competenze, l’autorizzazione di cui agli articoli 11, 12 e 17 per esigenze di un pubblico interesse sopravvenuto, dandone immediata comunicazione al titolare.
(Obblighi del titolare dell’autorizzazione ai fini della vigilanza)
1. Il titolare dell’autorizzazione di cui agli articoli 11, 12 e 17 ha l’obbligo di consentire al personale di vigilanza del comune o della Regione, nonché degli altri enti aventi comunque titolo ad effettuare attività di vigilanza e controllo, nell’ambito delle rispettive competenze, di accedere all’area interessata dall’attività estrattiva e di svolgere tutti gli adempimenti connessi alla vigilanza.
1. La vigilanza sull’osservanza delle norme della presente legge, delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione e degli obblighi oggetto della convenzione è esercitata dal comune nel cui territorio è svolta l’attività di ricerca di materiali di cava e torbiera e di coltivazione di cava e torbiera, ai sensi dell’articolo 63, comma 2, lettera a), della l.r. 14/1999 e successive modifiche.
2. Nell’esercizio della vigilanza il comune può effettuare, anche su segnalazione della Regione e di altri enti, sopralluoghi nelle aree interessate dall’attività estrattiva.
(Sospensione dell’attività estrattiva e revoca dell’autorizzazione)
1. Il comune, nel caso di inosservanza delle norme della presente legge, delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione di cui all’articolo 13, comma 2 e degli obblighi oggetto della convenzione di cui all’articolo 14, comma 1, ivi compresa l’ipotesi prevista all’articolo 16, comma 4, lettera b), dispone la sospensione dell’attività estrattiva, dandone immediata comunicazione al titolare dell’autorizzazione, alla struttura regionale competente in materia di attività estrattive ed all’autorità giudiziaria.
2. Il provvedimento di sospensione indica il termine entro il quale il titolare dell’autorizzazione deve conformarsi alle norme di legge o alle prescrizioni ed adempiere agli obblighi ai fini della ripresa dell’attività estrattiva.
3. Il comune, in caso di gravi o reiterate inosservanze delle norme della presente legge, delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione e degli obblighi oggetto della convenzione, ivi compresa l’ipotesi prevista all’articolo 16, comma 4, lettera c), nonché nel caso di inutile decorso del termine di cui al comma 2 del presente articolo, dispone la revoca dell’autorizzazione stessa, dandone comunicazione, entro dieci giorni, al titolare dell’autorizzazione, alla struttura regionale competente in materia di attività estrattive ed all’autorità giudiziaria.
a) la sospensione dell’autorizzazione negli stessi casi e con le stesse modalità previsti nei commi 1 e 2 dell’articolo 24, in quanto compatibili;
b) la revoca dell’autorizzazione negli stessi casi e con le stesse modalità previsti al comma 3 dell’articolo 24, in quanto compatibili.
2. La Regione esercita, altresì, la vigilanza sull’osservanza delle norme di polizia delle miniere e delle cave, nonché la vigilanza sull’osservanza delle norme di polizia delle acque, limitatamente alla coltivazione nei corsi d’acqua di cui all’articolo 17, rispettivamente ai sensi degli articoli 61, comma 1, lettera e) e 184, comma 2, lettera c), della l.r. 14/1999 e successive modifiche. Qualora nel corso del sopralluogo gli ispettori regionali di polizia mineraria accertino lo svolgimento dell’attività estrattiva in assenza di autorizzazione, ne danno comunicazione al comune, che dispone la cessazione immediata dell’attività.
4. La Regione, qualora vengano accertate dagli ispettori regionali di polizia mineraria inosservanze delle norme di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro, può, inoltre, procedere direttamente alla sospensione dell’attività estrattiva, autorizzata ai sensi degli articoli 11, 12 e 17, indicando contestualmente il termine per l’adempimento, nonché alla revoca dell’autorizzazione se tali inosservanze sono gravi o reiterate o sia decorso inutilmente il termine indicato nel provvedimento di sospensione. La sospensione e la revoca sono comunicate, entro dieci giorni, al titolare dell’autorizzazione e al comune competente.
1. Quando dalla coltivazione di cava e torbiera derivi grave pericolo di dissesto idrogeologico tale da comportare rischio per la sicurezza delle persone e degli insediamenti umani, il Presidente della Giunta regionale, ai sensi dell’articolo 61, comma 1, lettera g bis), della l.r. 14/1999 e successive modifiche, emana ordinanze contenenti prescrizioni per gli interventi di messa in sicurezza a carico del titolare dell’autorizzazione di cui agli articoli 11, 12 e 17.
3. In caso di non ottemperanza alle prescrizioni, la Regione dispone la revoca dell’autorizzazione, trasmettendo tutti gli atti all’autorità giudiziaria.
2. Chiunque svolga l’attività di ricerca di cui all’articolo 11 senza autorizzazione o la prosegua dopo la sospensione dell’attività o dopo la revoca o la scadenza dell’autorizzazione ovvero non rispetti il divieto di cui al comma 3 dello stesso articolo è soggetto al pagamento di una somma non inferiore a 10.000 euro e non superiore a 100.000 euro.
3. Chiunque intraprenda l’attività di coltivazione di cui agli articoli 12 e 17 senza autorizzazione o la prosegua dopo la sospensione dell’attività o dopo la revoca o la scadenza dell’autorizzazione è soggetto al pagamento di una somma non inferiore a 35.000 euro e non superiore a 350.000 euro, da determinarsi tenendo conto della quantità e del valore del materiale estratto, nonché della gravità del danno ambientale causato.
4. I titolari delle autorizzazioni di cui agli articoli 11, 12 e 17 che contravvengono all’obbligo stabilito dall’articolo 22 sono soggetti al pagamento di una somma non inferiore a 3.000 euro e non superiore a 30.000 euro.
2. A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento regionale di cui all’articolo 7, l’apertura di nuove cave e torbiere, in assenza dei PTPG, adeguati ai sensi dell’articolo 10, può essere autorizzata dal direttore della direzione regionale competente in materia, solo nei casi di preminente interesse socio-economico sovracomunale e di salvaguardia dei livelli occupazionali, previo parere della CRC e sulla base delle risultanze di apposita conferenza di servizi indetta ai sensi della normativa vigente. Ove sia ritenuto sussistente l’interesse sovracomunale, l’attività estrattiva può essere esercitata in zona compatibile in base agli strumenti urbanistici generali vigenti o in zona agricola non vincolata.(6)
6. Ai fini dell’applicazione del presente articolo si osservano le disposizioni dei precedenti capi, in quanto compatibili.
1. L’apertura di nuove cave e torbiere, per le quali, alla data di entrata in vigore del regolamento regionale di cui all’articolo 7, è già stata presentata la relativa domanda e non si è ancora concluso il procedimento istruttorio, è autorizzata dal direttore della direzione regionale competente nel rispetto delle procedure di cui all’articolo 30, comma 2. (10)
3. L’ampliamento delle attività estrattive in corso, per le quali, alla data di entrata in vigore del regolamento regionale di cui all’articolo 7, è già stata presentata la relativa domanda e non si è ancora concluso il procedimento istruttorio, è autorizzata dai comuni competenti per territorio, previo parere della CRC per un massimo di cinque anni.
5. Ai fini dell’applicazione del presente articolo si osservano le disposizioni dei precedenti capi, in quanto compatibili.
4. Ai fini dell’applicazione del presente articolo si osservano le disposizioni dei precedenti capi, in quanto compatibili.
Si è conclusa così la «partita» del «collegato al bilancio» interessante la legge su cave e torbiere pubblicata sul bollettino della Regione Lazio

References: in fine

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 40

Art. 41