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Timestamp: 2020-04-02 00:20:02+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 2670 del 01/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2670 del 01/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 01/02/2017, (ud. 11/01/2017, dep.01/02/2017), n. 2670
sul ricorso 1969-2015 proposto da:
in proprio e quale procuratore speciale della S.C.C.I. s.p.a.,
ANTONINO SGROI, LELIO MARITATO, EMANUELE DE ROSE giusta procura
C.R.M., elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR
TIZIANA PANETTA giusta procura a margine del ricorso;
avverso la sentenza n. 345/2014 della CORTE D’APPELLO di GENOVA,
emessa il 19/09/2014 e depositata il 29/09/2014;
che, con sentenza del 29.9.2014, la Corte di appello di Genova confermava la decisione del Tribunale di Imperia che aveva accolto la domanda di C.R.M., dichiarando la non sussistenza dell’obbligo di iscrizione alla Gestione Commercianti dell’INPS in qualità di socia della società Sorelle Noto s.n.c. avente ad oggetto l’attività di locazione del bene immobile in proprio;
che avverso tale sentenza l’INPS in proprio e nella qualità epigrafata ha proposto ricorso affidato ad unico motivo, al quale ha opposto difese la C., con controricorso;
che viene denunziata violazione e/o falsa applicazione della L. 22 luglio 1966, n. 613, art. 1, della L. 27 novembre 1960, n. 1397, art. 1 così come modificato dalla L. 27 dicembre 1996, n. 662, art. 1, della stessa L. n. 1397 del 1960, art. 2 e degli artt. 2291, 2298 e 2697 c.c., assumendosi: che, contrariamente a quanto sostenuto nella impugnata sentenza il socio di una s.n.c. è per ciò stesso, in quanto unico soggetto abilitato a compiere atti in nome della società, tenuto alla iscrizione nella Gestione Commercianti perchè l’esercizio dell’attività commerciale in modo abituale e prevalente era “in re ipsa”, ossia immediatamente e direttamente correlato all’essere socio con poteri di gestione della società; che l’attività di riscossione di canoni di locazione di immobile, rientrando in quella più ampia di gestione del patrimonio immobiliare, aveva natura commerciale; che il giudizio di prevalenza richiesto dalla L. n. 662 del 1996 è di natura endogena, ossia deve essere compiuto solo in relazione alle vicende interne della società, senza che assumano alcun rilievo altre ed ulteriori attività espletate dal socio al di fuori della attività sociale, nella specie non provate.
che è stato accertato che la SNC Sorelle Noto di cui la C. era socia non svolgeva alcuna attività diretta all’acquisto ed alla gestione di beni immobili e non svolgeva attività diverse da quella limitata alla riscossione del canone di locazione dell’ immobile di cui era proprietaria, e pertanto non rileva la mancanza di prova idonea ad escludere la presunzione normativa di esercizio di attività imprenditoriale che l’INPS collega alla circostanza che la società fosse costituita in forma diversa da quella semplice, nè la mancanza di prova che l’altro socio fosse impegnato negli atti di gestione ordinaria e straordinaria della società;
che questa Corte – sia pure con riferimento alle società in accomandita semplice – ha affermato il principio (Cass. n. 3835 del 26 febbraio 2016) secondo cui ai sensi della L. n. 662 del 1996, art. 1, comma 203 che ha modificato della L. n. 160 del 1975, l’art. 29 e della L. n. 45 del 1986, art. 3 in tali società la qualità di socio accomandatario non è sufficiente a far sorgere l’obbligo di iscrizione nella gestione assicurativa degli esercenti attività commerciali, essendo necessaria anche la partecipazione personale al lavoro aziendale, con carattere di abitualità e prevalenza, la cui ricorrenza deve essere provata dall’istituto, prova che, nel caso in esame, secondo i giudici di merito non è stata fornita, essendo emerso che la C. si limitava a gestire la locazione di un unico immobile;
Rigetta il ricorso e condanna l’INPS al pagamento delle spese del presente giudizio di legittimità, liquidate in Euro 100,00 per esborsi, Euro 2700,00 per compensi professionali, oltre accessori come per legge, nonchè al rimborso delle spese forfetarie in misura del 15%.
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dell’art. 13, comma 1 bis, citato D.P.R..

References: Sentenza 
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 art. 1
 art. 1
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 art. 2
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 art. 1
 art. 3
 art. 13