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Timestamp: 2017-11-24 18:24:17+00:00

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Newsletter Osservatorio Europa n.7_2013
NEWSLETTER n.7 - 22 novembre 2013
CONVEGNI 1
SEGNALAZIONI EDITORIALI 2
NOVITÀ LEGISLATIVE 3
GIURISPRUDENZA 3
ALTRE NOTIZIE 4
6-7 dicembre 2013, Bologna.
Verso il Pubblico ministero europeo: indipendenza dell’accusa, obbligatorietà dell’azione penale e tutela del contraddittorio.
Il convegno, organizzato dall’Osservatorio Europa dell’Unione delle Camere Penali Italiane unitamente alla Camera Penale di Bologna e al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bologna, tratterà i temi i seguenti temi: “Reati di competenza della futura Procura europea” (I sessione); “L’indipendenza del Pubblico ministero europeo e i rapporti con i procuratori europei delegati. La struttura del nuovo organo dell’accusa” (II sessione); “Obbligatorietà e discrezionalità dell’azione penale” (III sessione); “I diritti fondamentali della persona e il ruolo dell’avvocato di fronte alla Procura europea” (IV sessione).
L’importanza della partecipazione all’incontro è accentuata dal fatto che sulla proposta di regolamento per l’istituzione del Pubblico ministero europeo si stanno registrando le prime perplessità che potrebbero portare o al fallimento della stessa o a una revisione significativa dei suoi contenuti; determinante potrà essere il contributo che Unione della Camere Penali potrà dare, anche attraverso i Parlamentari nazionali, in un senso o nell’altro.
Al convegno interverranno autorevoli esponenti dell'avvocatura, dell'accademia e della magistratura italiana, nonché prestigiosi giuristi stranieri.
L’evento si terrà venerdì 6 dicembre, dalle ore 15.00 alle 19.00, e sabato 7 dicembre, dalle ore 9.00 alle ore 13.00, presso l’Oratorio di San Giovanni Battista dei Fiorentini, Corte dè Galluzzi, 6 (Bologna) ed è stato accreditato per 8 crediti formativi.
30 novembre 2013, Trento.
Giornate tridentine della difesa penale. Diritto europeo e giustizia penale italiana.
Il convegno, organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Trento, tratterà i temi i seguenti temi: “Un'avvocatura europea per una difesa effettiva”; “Dal diritto all’equità: tendenze evolutive della Corte europea dei diritti dell’uomo”; “Il diritto penale dell’immigrazione nella giurisprudenza della Corte di giustizia europea”; “Effetti delle sentenze Cedu sul giudicato italiano e proposte di riforma”; “Il mandato d’arresto europeo tra l’affievolimento delle garanzie dei diritti inviolabili della persona e l’eclissi della sovranità degli Stati”; “Il ruolo della difesa avanti il Tribunale Penale Internazionale”.
L’incontro si terrà presso la Sala Filarmonica, via Verdi, n. 30 (Trento), dalle ore 10.00 alle ore 19.00, e la partecipazione darà diritto a 8 crediti formativi.
26 ottobre 2013, Roma.
Terzo e quarto grado. Ovvero, quando c’è chi cassa la Cassazione.
Il 26 ottobre 2013 si è tenuto a Roma il Convegno di studio organizzato dall’Osservatorio Cassazione, dalla Scuola Nazionale e dall’Osservatorio Europa sull’evoluzione della giurisprudenza della Corte di Cassazione.
L’Avvocatura penalistica si è confrontata con l’Accademia e con la Magistratura sulle problematiche del processo penale e sul contrastato rapporto tra giustizia interna e sovranazionale.
I relatori hanno fornito numerosi spunti di dibattito ai discussants, che a loro volta hanno richiamato e illustrato le più rilevanti pronunce della giurisprudenza europea e di legittimità dell’anno in corso, alcune delle quale depositate addirittura qualche giorno prima e ancora inedite.
Non è possibile fare una relazione approfondita sui contenuti del Convegno che, per la loro complessità, non si prestano ad una sintesi di poche righe, ma possiamo segnalare che sono intervenuti il prof. Michele Caianiello, il cui contributo, ricco di spunti di riflessione, pubblichiamo con la presente newsletter, il Cons. Antonio Balsamo, che ha commentato recenti sentenze delle Sezioni Unite e della Corte Edu e ha fatto riferimento alla Direttiva sulla vittima e alla Direttiva sul diritto alla traduzione e all’interpretazione degli atti, con la quale ora ci dovremmo confrontare, il Consigliere Selvaggi, che ha citato numerose sentenze, anche delle Sezioni Unite, e Decisioni Quadro, l’avv. Salvo Tesoriero, la cui relazione pubblichiamo con la presente newsletter, e il prof. avv. Gianluca Varraso, che ha fornito un interessante e molto apprezzato contributo conclusivo.
Relazione prof. Michele Caianiello
Relazione avv. Salvatore Tesoriero
L. Picotti - Le basi giuridiche per l'introduzione di norme penali comuni relative ai reati oggetto della competenza della Procura europea, in www.dirittopenalecontemporaneo.it, 13 Novembre 2013.
S. Allegrezza - Verso una Procura europea per tutelare gli interessi finanziari dell'Unione. Idee di ieri, chances di oggi, prospettive di domani, in www.dirittopenalecontemporaneo.it, 31 ottobre 2013.
7 novembre 2013 - Pubblicata la direttiva sul diritto di accesso al difensore sulla Gazzetta Ufficiale Ue
La direttiva comunitaria 2013/48/UE, approvata il 7 ottobre 2013, entrerà in vigore il 27 novembre 2013 e dovrà essere recepita entro il 27 novembre 2016.
Comunicato stampa del Consiglio d'Europa
2 ottobre 2013 - Sottoscritto dall’Italia il Protocollo n. 16 alla Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali
Il Protocollo n. 16 alla CEDU, adottato dal Comitato dei Ministri nella seduta del 10 luglio 2013 e destinato ad entrare in vigore tre mesi dopo la sua ratifica da parte di almeno 10 Stati membri del Consiglio d’Europa,
prevede che le “più alte giurisdizioni di un’Alta Parte contraente” possono presentare alla Grande Camera della Corte Edu, nell’ambito di un procedimento pendente innanzi ad esse, una richiesta di parere consultivo non vincolante su questioni inerenti all’interpretazione o sull’applicazione di una norma convenzionale nel caso concreto.
Si tratta, dunque, di un meccanismo, per certi versi simile al rinvio pregiudiziale d’interpretazione alla Corte di giustizia dell’Unione europea ex art. 267 TFUE, volto a rafforzare il dialogo tra Corte di Strasburgo e giudici nazionali.
Il 2 ottobre 2013 il Protocollo è stato aperto alla firma degli Stati e, nella stessa data, lo stesso è stato sottoscritto dall’Italia e dovrà ora essere ratificato dal nostro Parlamento. In questa prospettiva, l’ufficio studi della Corte di cassazione ha diffuso una relazione illustrativa sulla portata e il contenuto dell’atto normativo in questione (Relazione III_02_13).
Corte eur. dir. uomo, sentenza Varvara c. Italia del 29 ottobre 2013
Con questa decisione la Corte di Strasburgo ha stabilito che l'applicazione della confisca urbanistica nelle ipotesi di proscioglimento per estinzione del reato costituisce una violazione del principio di legalità sancito dall'art. 7 della Convenzione.
I giudici europei hanno precisato, infatti, in contrasto con quanto ritenuto dalla giurisprudenza interna, che la citata disposizione convenzionale non si limita a richiedere la necessità di una base legale per i reati e per le pene, ma implica altresì l'illegittimità dell'applicazione di sanzioni penali – quale è stata ritenuta la confisca urbanistica di cui all’art. 44 d.lgs. n. 380/2001 (T.U. Edilizia) – per fatti commessi da altri o, comunque, che non sia fondata su di un giudizio di colpevolezza.
Cass., Sez. Un., 24 ottobre 2013, Ercolano
A quanto si legge da una segnalazione del “servizio novità” della Cassazione, le Sezioni Unite hanno ritenuto che, alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 210 del 2013, il giudice dell’esecuzione – in attuazione dei principi dettati dalla Corte EDU con la sentenza 17 settembre 2009, Scoppola c. Italia – possa sostituire la pena dell'ergastolo, inflitta all'esito del giudizio abbreviato, con la pena di anni trenta di reclusione in tal modo modificando il giudicato con l'applicazione della legge più favorevole.
Cass. pen., Sez. V, 7 maggio 2013, n. 28061, Marchetti
Questa decisione si muove nel solco della piena adesione ai parametri stabiliti dalla giurisprudenza della Corte Edu in tema di rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale in appello con riferimento all’art. 6 (cfr. sentenza Hanu c. Romania del 4 giugno 2013, già oggetto di segnalazione in una newsletter straordinaria dell'Osservatorio Europa).
In particolare, nella sentenza in esame è stata ritenuta “illegittima la pronuncia del giudice d’appello che riformi la decisione assolutoria assunta in primo grado sulla base di un diverso apprezzamento dell’attendibilità della testimonianza della persona offesa, senza procedere a rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale”.
Per completezza, si segnala che tale pronuncia deve leggersi congiuntamente all’orientamento più diffuso presso la giurisprudenza di legittimità, secondo il quale la rinnovazione dell'istruttoria sarebbe imposta al giudice d’appello soltanto in presenza di due presupposti, la decisività della prova testimoniale e la necessità di una rivalutazione dell'attendibilità dei testimoni (cfr. ex plurimis, Cass. pen., Sez. II, 17.7.2013, n. 32368; Cass. pen., Sez. V, 11 gennaio 2013, n. 10965; Cass. pen., Sez. V, 8 novembre 2012, n. 254726).
Cass. pen., Sez. I, 10 luglio 2013, n. 40320
Nella sentenza in esame i giudici di legittimità ripropongono, nella sua interezza, la ricostruzione dell’istituto della contumacia operata della giurisprudenza di Strasburgo, ad avviso della quale non potrebbe essere considerato contumace, in qualsivoglia stadio processuale, colui che è stato dichiarato latitante senza alcuna seria ricerca e del quale non può affermarsi che abbia mai avuto conoscenza del processo e ad esso si sia volontariamente inteso sottrarre (cfr. sentenza Sejdovic c. Italia del 1 marzo 2006).
Alla luce di questa impostazione, la Sezione I ha ritenuto che, nel caso di specie, le modalità della dichiarazione di latitanza (emessa senza che fosse stata attivata una specifica procedura tesa al rintraccio dell’imputato) ponesse in dubbio la validità della dichiarazione di contumacia, salvo il caso di una effettiva conscenza della pendenza del procedimento da parte dell’accusato, prima dell’apertura del processo, da cui sarebbe derivata la riqualificazione della contumacia come assenza volontaria.
L’osservatorio Europa ospite della rubrica “Il rovescio del diritto” di Radio Radicale
In data 11 novembre 2013, l'Osservatorio Europa dell’Unione delle Camere Penali ha partecipato alla trasmissione "Il rovescio del diritto" curata da Giandomenico Caiazza per Radio Radicale e discusso delle ricadute pratiche della direttiva sul diritto alla traduzione e interpretazione degli atti e dei profili di contraddittorietà di quella sul diritto di accesso a un difensore.
Ascolta la trasmissione radiofonica
L'Unione delle Camere Penali entra nel CCBE
Su richiesta dell’Unione delle Camere Penali i colleghi Anna Chiusano e Gian Paolo Del Sasso sono stati nominati componenti dei Comitati Diritti umani e Diritto penale del CCBE e presto verranno coinvolti nelle attività di tale organismo di rappresentanza dell’avvocatura.
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References: art. 267
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