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Timestamp: 2019-05-24 16:49:34+00:00

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L'intervento nel pignoramento immobiliare
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L’intervento nel pignoramento immobiliare, soggetti titolati ad intervenire, modalità e convenienza dell’intervento
31 maggio 2018 by Avv. Edgardo Diomede d'Ambrosio Borselli Comments are off
L’intervento dei creditori nell’esecuzione immobiliare è regolato dagli articoli 498 e 499 c.p.c. e dagli articoli 564, 565 e 566 c.p.c.
vediamo quali creditori possono intervenire:
A) i creditori muniti di titolo esecutivo
B) i creditori che al momento del pignoramento avevano eseguito un sequestro sui beni pignorati (Da ritenersi come riferimento al sequestro conservativo che ai sensi dell’articolo 686 c.p.c. si converte in pignoramento nel momento in cui il creditore sequestrante ottiene sentenza di condanna definitiva)
C) i creditori che avevano diritto di pegno o un diritto di prelazione risultante da pubblici registri
D) i creditori, nel caso in cui il debitore sia imprenditore commerciale, di somme di denaro risultanti dalle scritture contabili.
Abbiamo quindi diverse categorie di creditori e all’appartenenza all’una o all’altra categoria conseguono importanti differenze di procedura, vediamole:
Abbiamo innanzitutto la differenza tra creditori muniti di titolo esecutivo,
Quelli di cui alla lettera A) ed in alcuni casi quelli di cui alla lettera C)
e i creditori che non lo sono
Quelli di cui alle lettere B) e D)
La differenza principale sta nel fatto che i creditori muniti di titolo esecutivo se intervenuti tempestivamente (e quindi entro l’udienza ex articolo 569 c.p.c. in cui si ordina vendita) possono provocare atti dell’esecuzione e quindi in sostanza portare avanti il processo esecutivo, ciò che invece non possono fare i creditori non muniti di titolo.
Altre rilevanti differenze fra le due tipologie di creditori stanno in ciò che i creditori non muniti di titolo devono, al contrario degli altri, notificare al debitore il proprio ricorso per intervento ( visto che si dà per scontato che, in caso esista il titolo, il debitore già sia a conoscenza dell’esistenza del titolo esecutivo per essergli stato notificato in passato) unitamente alla copia di estratto autentico notarile, che attesta il credito.
Altra rilevante differenza sta, per questo tipo di creditori, nella fase della verifica, prevista dall’articolo 510 terzo comma, con la relativa udienza (chiaramente questo tipo di crediti, se non vengono riconosciuti dal debitore, hanno bisogno di una più accurata verifica rispetto a quelli supportati in titoli esecutivi che già sono stati riconosciuti come tali da un qualche giudice).
Altra importante differenza di categoria tra creditori intervenuti è quella che va fatta tra
I creditori che hanno un diritto di prelazione iscritto in pubblici registri o comunque un privilegio.
I più tutelati sono ovviamente quelli che hanno un diritto di prelazione iscritto in pubblici registri, ad essi infatti deve arrivare l’avviso ex art. 498 c.p.c. (atto che li avverte che è in corso l’espropriazione sull’immobile sul quale hanno iscritto il loro diritto), ulteriore importantissima tutela che spetta agli iscritti, nonchè a tutti i privilegiati è di ordine temporale, infatti mentre un creditore chirografario, che intervenga dopo l’udienza fissata per l’autorizzazione alla vendita ex art 569 c.p.c., ma prima dell’udienza fissata, ex articolo 596 c.p.c., per la distribuzione del ricavato, ha diritto, rispetto ai creditori chirografari intervenuti prima dell’udienza ex articolo 569 (e quindi tempestivamente), a soddisfarsi soltanto sull’eventuale residuo (perdendo di fatto il beneficio della par condicio creditorum) al contrario, come prevede l’articolo 566 c.p.c., i creditori iscritti o privilegiati possono intervenire anche successivamente all’udienza ex articolo 569 senza per questo perdere il proprio diritto di prelazione (e provocare atti di espropriazione se sono muniti di titolo esecutivo) a condizione, ovviamente, che intervengano entro l’udienza fissata ex articolo 596 per la distribuzione del ricavato.
Detto dei soggetti titolati ad intervenire passiamo alle modalità dell’intervento:
L’intervento avviene a norma dell’art. 499 c.p.c. attraverso un ricorso, da depositare in cancelleria, ricorso che deve contenere:
L’indicazione dell’importo del credito vantato e del titolo (esecutivo o meno come visto) su cui tale credito si fonda
La dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio
La domanda di partecipare alla distribuzione della somma ricavata (l’essenza fondamentale dell’intervento)
Per quanto riguarda la convenienza dell’intervento, spesso il creditore desiste col timore degli alti costi dell’esecuzione immobiliare, e, sapendo che se, come spesso accade, trova uno o più creditori muniti di ipoteca (spesso la banca che ha concesso il mutuo e successivamente pignorato l’immobile) rischia, a fronte di una svendita dell’immobile all’asta, di prendere poco o nulla.
Tale ragionamento si rivela spesso errato e va, almeno parzialmente, corretto al fine di valutare adeguatamente la convenienza dell’intervento, infatti se è vero che spesso ci si trova di fronte ad un creditore pignorante che è anche ipotecario (spesso ma non sempre intanto), vanno fatte le seguenti considerazioni
Quanto vale l’immobile in rapporto al credito coperto da ipoteca? Se l’immobile valesse molto di più, infatti è probabile che il debitore, piuttosto che farselo svendere con relativa consistentissima perdita patrimoniale, proverà a trattare con tutti i creditori intervenuti (e quindi anche con colui che è intervenuto pur non avendo nessuna iscrizione ipotecaria o privilegio), ma persino se l’immobile valesse non abbastanza da soddisfare il creditore ipotecario l’intervento potrebbe avere una sua non indifferente utilità, infatti qualora il debitore volesse trovare un accordo con i creditori ipotecari, non potrà ignorare il creditore intervenuto (il quale altrimenti potrebbe proseguire anche da solo l’espropriazione e portare alla vendita del bene), motivo per cui il creditore intervenuto finisce con il diventare un elemento essenziale con cui si dovranno comunque fare i conti (tranne l’unica ipotesi in cui il debitore non riuscisse ad evitare in alcun modo la vendita all’asta)
Il secondo elemento che fa propendere per l’utilità e l’opportunità dell’intervento è quello relativo ai costi, mentre infatti è vero che l’esecuzione immobiliare ha dei costi elevatissimi per il creditore procedente (che dovrà anticipare i costi di notaio ctu, delegato alla vendita e custode, oltre ai costi di iscrizioni a ruolo e trascrizioni, si veda al riguardo l’articolo “Quanto costa un pignoramento immobiliare”), il creditore intervenuto dovrà pagare esclusivamente il proprio avvocato per l’attività svolta (il ricorso ed eventuali altre difese, la partecipazione alle udienza e le trattative oltre alla stesura dell’eventuale accordo transattivo), pertanto può essere molto vantaggioso per il creditore, con costi tutto sommato contenuti, acquisire un ruolo determinante nella procedura come abbiamo visto al precedente punto 1).
Per saperne di più sul pignoramento immobiliare «Pignoramento immobiliare costi e tempi dopo le modifiche dei Dl 132/14, 83/15 e 59/16», per i Limiti a Equitalia nell’esecuzione immobiliare da procedente e da intervenuto si legga invece “I limiti a Equitalia nell’esecuzione immobiliare: quando può pignorare l’immobile e le conseguenze in caso di pagamento dei creditori privati quando l’agente della Riscossione è intervenuto nella procedura .“
art 499 cpc
intervento tardivo esecuzione immobiliare
La sospensione dell’esecuzione con l’introduzione della procedura da sovraindebitamento ex L. 3/2012
Conformità urbanistica e catastale: quali rischi corre chi acquista un immobile

References: sentenza 
 articolo 569
 art. 498
 articolo 596
 articolo 569
 articolo 569
 articolo 596