Source: http://www.omco.pd.it/normativa-ordinistica/198-medicina-e-chirurgia-estetica.html
Timestamp: 2015-07-31 05:00:40+00:00

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MEDICINA E CHIRURGIA ESTETICA - Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri - Padova
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Consiglio Direttivo del 19 aprile 2005
Il Presidente riferisce che a seguito del colloquio avuto con il collega dott. Iacoponi, vista l'importanza delle problematiche sollevate si è decisa l'istituzione di un apposito gruppo di lavoro che si è insediato venerdì 8 aprile u.s. La finalità dichiarata è di definire i requisiti professionali ed etici dei liberi professionisti che esercitano le attività di medicina e chirurgia estetica in modo da predisporre una proposta di regolamentazione della materia auspicando quindi un riconoscimento ufficiale della medicina estetica. Per arrivare a questo, l'obbiettivo del gruppo è di formulare in tempi ragionevolmente brevi condiviso su tali temi. un documento
A seguito della iniziativa del Consiglio si è anche deciso di pubblicare come inserto alla News un Questionario che è pubblicato anche sul sito Web, con invito a tutti i Colleghi interessati a volerlo compilare ed inviarlo all'Ordine per posta (via San Prosdocimo 6, 35139 Padova), via fax (049/8721355) o consegnato personalmente all'Ufficio protocollo. In alternativa è possibile compilarlo direttamente sul sito web dell'Ordine.
E' stato precisato che si tratta di una semplice raccolta di dati che potranno essere utili al Gruppo di lavoro sulla Medicina e la Chirurgia Estetica (Gruppo aperto a chi voglia dare un contributo) per approfondire tematiche e problematiche che interessano i Colleghi che esercitano questa disciplina.
Il Presidente comunica che per il 28 aprile p.v. ore 21 è convocata una riunione con i Direttori Sanitari degli Stabilimenti Termali per l'esame di un documento proposta sull'esercizio professionale nell'ambito della Medicina Termale e per la costituzione del relativo gruppo di lavoro. Il Consiglio prende atto.
Consiglio Direttivo del 3 maggio 2005
RIUNIONE MEDICINA TERMALE
Il Presidente comunica che giovedì 28 aprile u.s. ha avuto luogo un importante incontro del gruppo di lavoro sulla medicina termale: è stato portato all'attenzione dei medici termalisti presenti un primo documento che riassume la normativa sul tema. Sono stati inoltre esaminati i numerosi problemi del settore che saranno oggetto di approfondimento.
Di seguito riportiamo il documento distribuito nella riunione
L'art. 32 della Costituzione dispone che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto del cittadino e interesse della collettività. In attuazione del dettato costituzionale la legge 27 dicembre 1978 n. 833, istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, ha individuato tra gli obbiettivi primari per il conseguimento delle finalità costituzionali la prevenzione delle malattie e degli infortuni in ogni ambito di vita e di lavoro e la diagnosi e la cura degli eventi morbosi quali che ne siano le cause, la fenomenologia e la durata: tali obbiettivi corrispondono ai tre tradizionali momenti della prassi medica: prevenzione, cura e riabilitazione.
Nel successivo art. 36 (Termalismo terapeutico) la legge di riforma sanitaria stabilisce che le prestazioni idrotermali, limitate al solo aspetto terapeutico, da erogarsi presso gli appositi presidi e servizi , nonché presso aziende termali di enti pubblici e privati - riconosciute dal Ministero della Salute per le proprietà terapeutiche delle acque minerali e termali – e convenzionate ai sensi dell'art.44, sono garantite nei limiti previsti dal piano sanitario nazionale e secondo le modalità della normativa disciplinante i livelli essenziali di assistenza. L'art. 36 prevede anche che la legge regionale promuove la integrazione e la qualificazione sanitaria degli stabilimenti termali pubblici , in particolare nel settore della riabilitazione, e favorisce altresì la valorizzazione sotto il profilo sanitario delle altre aziende termali.
La specifica particolare attenzione posta dal legislatore alle cure termali le classifica tra le prestazioni rilevanti per la tutela della salute.
Scrivono Rini, Paletti e Mammarella ne "Il ruolo delle terme nella formazione del medico" :
In questo quadro, il ruolo delle terme trova un più alto significato: l'offerta di "SALUTE" proprio nella larga accezione indicata dall'OMS.
Esse hanno infatti sicura efficacia là dove esistano premesse certe o per l'insorgenza di inconvenienti fisici, o per una successiva limitazione funzionale, fino ad una probabile riduzione dì attività; e consentono, inoltre la possibilità di un recupero, quando le limitazioni si sono instaurate
Inoltre, offrono ambienti e ritmi di vita atti a costituire una favorevole alternativa agli stress ed agli inquinamenti a cui siamo sempre più esposti.
Benessere, quindi, nel senso più completo: con interventi che rientrano, ancora più nel campo della terapia, quelli della prevenzione e della riabilitazione, con il pieno significato, cioè di tutela della salute.
In effetti, nei trattamenti termali sono da mettere nel dovuto risalto anche quelli preventivi, che hanno per obiettivo di mantenere una soddisfacente condizione di salute nel sano, piuttosto che di restituirla a chi già l'ha perduta: il che è del resto congeniale al concetto "prevenire è meglio che curare".
La legge 24 ottobre 2000 n. 323 ha attuato il riordino del settore termale con le seguenti finalità:
- disciplina della erogazione delle prestazioni termali al fine di assicurare il mantenimento ed il ripristino dello stato di benessere psico-fisico
- promozione e riqualificazione del patrimonio idrotermale, anche ai fini della valorizzazione delle risorse naturali
- promozione della tutela e valorizzazione del patrimonio idrotermale anche ai fini dello sviluppo turistico dei territori termali.
La legge precisa che le cure termali sono erogate negli stabilimenti delle aziende termali che:
- risultano in regola con l'atto di concessione mineraria per lo sfruttamento delle acque minerali utilizzate
- utilizzano per finalità terapeutiche acque minerali e termali, fanghi, muffe, vapori e nebulizzazioni a seguito di riconoscimento delle proprietà terapeutiche delle stesse acque
- sono in possesso di autorizzazione regionale a sensi dell'art. 43 della legge 833/78
- rispondono ai requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi definiti ai sensi dell'art. 8 comma 4 del D.Lgs. 502/92.
Riferendosi al disposto del richiamato art. 36 della legge 833/78, precisa che le cure termali sono erogate a carico del S.S.N. negli stabilimenti delle aziende termali accreditate (accreditamento previsto dall'art. 8-quater del D.Lgs. 502/92 introdotto dall'art. 8 del D.Lgs. 229/99)
A sottolineare l'importanza che il legislatore ha voluto riconoscere a questa materia per i profili di ordine sanitario, l'art. 7 (Specializzazione in medicina termale) ha disposto l'istituzione della scuola di specializzazione in medicina termale. E' stata prevista una deroga che consente l'accesso in soprannumero alla scuola dei dipendenti delle aziende termali: previsione assolutamente incongrua quando si consideri che la gran parte dei medici che operano negli stabilimenti termali, anche da molti anni, hanno solo un rapporto libero professionale.
Peraltro un ordine del giorno approvato dal Governo al momento di emanazione della legge 323/2000 ha sottolineato la necessità di armonizzare la nostra disciplina con i principi statuiti in sede U.E. prevedendo cioè che anche i medici ammessi in soprannumero alle scuole di specializzazione devono aver superato le prove selettive di ammissione.
Altrettanto modesto è l'interesse che il legislatore dedica nell'art. 8 alle disposizioni sul rapporto di lavoro dei medici termalisti che contiene norme di portata estremamente limitata quando riserva ai soli medici dipendenti termalisti a tempo pieno con rapporto di lavoro esclusivo e con orario di lavoro non inferiore a 36 ore la valutazione del servizio termalista (con equiparazione al servizio di dipendente SSN o di continuità assistenziale rispettivamente per i concorsi pubblici o le graduatorie per la medicina generale). Lo stesso art. 8 mentre consente che il medico di medicina generale che non svolga funzioni direttamente connesse con l'erogazione delle cure termali possa prestare attività senza vincolo di subordinazione presso aziende termali, lascia poi all'accordo nazionale della medicina generale di definire i criteri sulla base dei quali il rapporto di lavoro o di convenzione degli stessi non è incompatibile con attività prestata presso aziende termali senza vincolo di subordinazione. Si ricorda a questo riguardo il ruolo non indifferente svolto dall'Ordine di Padova quando fu modificata dal Parlamento nel testo suesposto la norma che intendeva dichiarare la incompatibilità assoluta tra esercizio della medicina generale e attività di medico termalista che avrebbe chiuso possibilità di lavoro a diversi giovani medici.
E' da ricordare al riguardo che l'accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale (DPR 270/2000) prevede all'art. 4 (Incompatibilità) che l'incompatibilità opera nei confronti dei medici che svolgono attività presso gli stabilimenti termali solo nei confronti dei propri assistiti e determina le conseguenti limitazioni del massimale.
Le aziende termali sono sottoposte anch'esse al regime di autorizzazione e vigilanza previsto per le altre istituzioni private sanitarie. E' interessante ricordare che la normativa nazionale in materia dettata dal R.D. 28 settembre 1919 n. 1924 subordinava il rilascio dell'autorizzazione alla nomina di un dottore in medicina preferibilmente versato in idrologia, idroterapia terapia fisica e igiene, impegnatosi per iscritto ad assumere l'incarico della direzione tecnica dello stabilimento termale.
Com'è noto l'art. 43 della legge 833/78 ha affidato alle regioni la disciplina dell'autorizzazione e vigilanza sulle istituzioni sanitarie di carattere privato, comprese ovviamente le aziende termali. E nel campo del termalismo la Regione del Veneto è stata tra le prime a regolamentare la materia con disposizioni emanate a più riprese, a partire dal 1980.
La prima disciplina specifica è stata emanata con il Provvedimento del Consiglio Regionale 23 aprile 1980 n. 1111 con il quale è stato approvato – ai sensi della legge regionale 20 marzo 1975 n. 31 – il Piano di utilizzazione della risorsa termale che al Titolo V reca le Norme per la gestione sanitaria della risorsa termale. In particolare si presentano di particolare interesse gli articoli seguenti:
- art. 32 Ambulatorio medico
- art. 33 Direzione Sanitaria
- art. 34 Compiti del Direttore sanitario
- art. 35 Sostituzione del Direttore Sanitario
- art. 36 Rapporto professionale
- art. 37 Incompatibilità
- art. 38 Registro del personale ausiliario
- art. 39 Cartella clinica
- art. 40 Personale addetto alla fangoterapia
- art. 41 Albo dei medici termalisti
- art. 42 Autorizzazione all'apertura e all'esercizio degli stabilimenti termali
Esamineremo più avanti il contenuto di tali disposizioni con riferimento alle funzioni dei medici termalisti nell'ambito degli stabilimenti termali.
La successiva legge regionale 10 ottobre 1989 n. 40 ha dettato la disciplina della ricerca, coltivazione e utilizzo delle acque minerali e termali.
L'art. 41 ha stabilito che la domanda concernente l'apertura e l'esercizio di stabilimenti termali deve essere corredata da "dichiarazione di un medico specializzato nelle discipline previste dal piano di area per l'utilizzazione delle acque minerali e termali, che assume la direzione dello stabilimento. La dichiarazione è controfirmata, per accettazione, dal richiedente" , mentre l'art. 39 "Autorizzazioni" precisa che il cambiamento del Direttore sanitario deve essere comunicato entro 30 giorni alla Giunta Regionale.
Infine la Regione Veneto ha emanato la legge regionale 16 agosto 2002 n. 22 recante norme in materia di "Autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie, socio-sanitarie e sociali" .
Dopo una lunga gestazione la Giunta Regionale ha dettato con deliberazione n. 2501 del 6 agosto 2004 le disposizioni attuative della legge 22 che, peraltro, si sono palesate molto complesse per numerosi aspetti operativi, ragion per cui non sono ancora a regime.
L'allegato 1 del Manuale di attuazione porta la classificazione delle strutture.
Gli stabilimenti di cure termali appartengono alla Area Funzionale della Assistenza Specialistica Ambulatoriale e, per la natura istituzionale si distinguono in Struttura ambulatoriali pubbliche, di istituzioni e organismi a scopo non lucrativo, nonché strutture private che erogano prestazioni sanitarie termali. Tali stabilimenti sono definiti come strutture che erogano prestazioni di assistenza termale per finalità terapeutiche di patologie specificatamente individuate a sensi di legge, tramite l'utilizzazione di acque minerali e termali e loro derivati, le cui proprietà terapeutiche sono state riconosciute ai sensi della legge 833/78 e D.L.vo 112/1998
L'autorizzazione alla realizzazione è rilasciata dal Comune, l'autorizzazione all'esercizio dal Dirigente Regionale competente in base alla l.r. 40/89.
L'accreditamento istituzionale è rilasciato dalla Giunta Regionale ai sensi dell'art. 15 delle citata l.r. 22 subordinatamente alla sussistenza di:
- possesso di autorizzazione all'esercizio;
- coerenza alle scelte della programmazione;
- rispondenza della struttura accreditanda ai requisiti ulteriori di qualificazione : possesso del sistema di gestione, valutazione e miglioramento della qualità;
- verifica positiva dell'attività svolta e dei risultati ottenuti, tenendo conto dei flussi di accesso ai servizi
Occorre ora seguire gli ulteriori chiarimenti e direttive che la Regione e l'Azienda Regionale Socio Sanitaria dirameranno in materia dopo aver sentito le risultanze delle Commissioni di studio per l'attuazione della legge regionale 22/2002.
Vigente il sistema di convenzionamento per l'effettuazione di prestazioni terapeutiche termali a carico del Servizio Sanitario Nazionale, lo schema tipo tra le U.S.L. e le aziende termali ha stabilito che le aziende prima di erogare le prestazioni prescritte ed autorizzate, devono sottoporre il paziente a visita medica per accertare eventuali controindicazioni cliniche e "per la prescrizione della cura termale più adatta per quanto concerne qualità, tempi e modalità delle somministrazioni nell'ambito del ciclo di cure autorizzato". Come ricorda la Guida FNOMCeO per l'esercizio professionale, "tali compiti spettano al Direttore sanitario responsabile dello stabilimento o ad altro sanitario incaricato il quale è tenuto, ai sensi della convenzione, a controllare le terapie farmacologiche in corso per l'affezione per la quale è autorizzata la cura termale o per affezioni concomitanti; ad effettuare gli interventi di urgenza praticabili nello stabilimento termale che si rendano necessari nel corso della cura termale. Lo stesso articolo prevede anche la compilazione, da parte dei medici responsabili, di una cartella clinica termale individuale. "
Quanto precede si riferisce a garanzie poste in caso di prestazioni rese a carico del S.S.N. ed erogate da aziende convenzionate. E' da considerare , peraltro, che il sistema del convenzionamento è stato sostituito l'accreditamento, distinto dalla Regione Veneto con la legge 22, in accreditamento istituzionale e accreditamento di eccellenza con propri relativi specifici requisiti e condizioni di concessione da parte della Regione, dopo la prima fase di preaccreditamento.
A questi principi consolidati a livello nazionale da una duratura esperienza si è sicuramente ispirato il legislatore regionale nell'emanare il Piano di utilizzazione della risorsa termale con le relative norme di attuazione (Provvedimento del Consiglio regionale 1111/80 citato).
La normativa regionale detta una disciplina a carattere generale che coinvolge tutte le strutture autorizzate, accreditate e non. Le prescrizioni dettate riguardano tutte le aziende termali pubbliche o private che erogano prestazioni terapeutiche termali.
Il Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 41 del 29 maggio 1990 ha pubblicato il testo unico delle disposizioni regionali sin qui richiamate.
Si riproduce qui di seguito il testo degli articoli da 32 a 41 la cui lettura offre un quadro completo delle funzioni che il medico è chiamato a svolgere nell'ambito dello stabilimento termale.
Art. 32 Ambulatorio medico
Ogni reparto deve disporre di un locale di almeno 16 mq. Adibito ad ambulatorio medico convenientemente attrezzato fornito dei farmaci occorrenti per prestazioni di pronto soccorso e di una bombola di ossigeno.
Il Sindaco del Comune territorialmente competente può autorizzare deroghe, su documentata richiesta, agli stabili- menti termali in esercizio prima del l° gennaio 1990 impossibilitati ad adeguare i propri ambulatori a quanto previsto al comma precedente. In ogni caso il locale adibito ad ambulatorio medico non può essere inferiore a 12 mq.
Art. 33 Direzione sanitaria
In ogni stabilimento termale opera una direzione sanitaria affidata ad un medico che viene nominato dal titolare dell'autorizzazione sanitaria alla apertura e all'esercizio.
E' consentito allo stesso sanitario il cumulo di più direzioni sanitarie ai sensi dei successivo articolo 36.
Al fine di garantire il livello delle prestazioni erogate il direttore sanitario deve essere in possesso di una delle seguenti specializzazioni: medicina interna, idrologia medica, ortopedia e traumatologia, cardiologia, reumatologia, fisiokinesiterapia, igiene, angiologia, gerontologia e geriatria, otorinolaringoiatria, ginecologia, medicina sportiva, cosmetologia, dietologia.
Possono svolgere le funzioni di direttore sanitario i medici non in possesso di una delle specializzazioni di cui al comma precedente, che abbiano svolto continuamente per almeno cinque anni attività di medico termalista collaboratore, su certificazione rilasciata dal direttore sanitario.
Art. 34 Compiti del direttore sanitario
Il direttore sanitario provvede alla ammissione dei curandi alle cure termali, in relazione alle indicazioni e controindicazioni riscontrate. Stabilisce gli accertamenti che devono essere eseguiti ai fini della ammissione e del proseguimento delle cure; fissa le prescrizioni terapeutiche e le dietoterapiche; controlla lo svolgimento delle cure termali e accerta che le cure vengano effettuate secondo le prescrizioni da lui stesso stabilite; effettua le visite mediche che ritiene necessarie sui curandi sottoposti alla terapia termale.
Per l'attività diagnostico-terapeutica il direttore sanitario può essere coadiuvato da uno o più medici, scelti in relazione al numero dei curandi dal titolare dell'autorizzazione all'apertura ed all'esercizio, con il consenso del direttore sanitario. I nominativi dei medici vengono comunicati all' U.L.S.S. I predetti medici assumono, verso i curandi, piena e diretta responsabilità professionale, ferma restando la responsabilità complessiva del direttore sanitario.
Il direttore sanitario si accerta dei turni del personale ausiliario incaricato dell'attuazione della terapia, controlla che il personale sia in possesso dei titoli di studio richiesti, si accerta inoltre della capacità professionale del personale stesso e vigila sulle modalità con cui il personale svolge le prestazioni prescritte.
Per l'espletamento delle cure il personale di cura è alle dipendenze funzionali del direttore, sanitario di cui deve eseguire scrupolosamente le prescrizioni.
Il direttore sanitario dovrà assicurare la tenuta giornaliera del registro dei valori del cloro nelle piscine, conforme ai modelli predisposti dalla Giunta regionale e vidimati dall'Autorità. Sanitaria locale all'inizio di ogni anno.
Il direttore sanitario rilascia, su richiesta degli interessati, copia da lui firmata della documentazione sanitaria; vigila sulle scorte dei medicinali di cui lo stabilimento termale deve essere dotato, incluse le bombole di ossigeno.
Il direttore sanitario accerta che in ogni stabilimento termale sia assicurata la disponibilità di almeno un infermiere professionale, nonché di terapisti della riabilitazione in relazione alle particolari cure che ha prescritto.
Qualora il direttore sanitario svolga soltanto attività igienico organizzativa, i compiti di diagnosi e cura spettano ai sanitari di cui al secondo comma dei presente articolo.
Art. 35 Sostituzione dei direttore sanitario
In caso di assenza od impedimento il direttore sanitario deve essere sostituito da altro medico in possesso degli stessi requisiti.
L'obbligo della sostituzione incombe al titolare dello stabilimento.
Art. 36 Rapporto Professionale
Il direttore sanitario e il medico visitatore, oltre a quanto richiesto per le visite di ammissione dei curandi, deve comunque. con rapporto libero professionale, assicurare la presenza, presso lo stabilimento termale, per il tempo necessario ad una corretta assistenza dei pazienti ed a valutare gli effetti della terapia.
Il direttore sanitario può prestare la propria opera professionale presso più stabilimenti termali (comunque non più di tre) per un massimo di 600 posti-letto.
Si applica al direttore sanitario la disciplina delle incompatibilità nei limiti stabiliti dalle convenzioni nazionali previste dalla L. 29/6/1977, n. 349 e dall'art. 48 della L. 23 dicembre 1978,- n. 833.
Art. 38 Registro dei personale ausiliario
Spetta al titolare dello stabilimento termale la tenuta di un apposito registro contenente i dati anagrafici e gli estremi dei titoli di abilitazione professionale del personale ausiliario.
Art. 39 Cartella clinica
Per i curandi è prescritta la compilazione di una cartella clinica formata dal sanitario curante e conforme al modello tipo approvato dalla Giunta regionale.
Le cartelle cliniche sono conservate a cura del direttore sanitario e, in caso di cessazione dell'esercizio dello stabilimento termale, sono consegnate all'Unità Locale socio-sanitaria competente per territorio.
Art. 41 Albo dei medici termalisti
L'Unità locale socio sanitaria n. 21 di Padova cura la tenuta di un albo nel quale sono iscritti i sanitari che intendono svolgere l'attività di direttore sanitario o di medico degli stabilimenti termali .
L'iscrizione avviene in ordine alfabetico e cronologico ed è subordinata al possesso dei requisiti professionali e di studio indicati nell'articolo 33 ed affidata alla unità locale socio sanitaria competente.
Il proprietario dello stabilimento termale individua tra i sanitari iscritti all'albo il sanitario o i sanitari cui affida l'attività igienico organizzativa e di diagnosi e cura nel proprio stabilimento termale.
STATO GIURIDICO E TRATTAMENTO ECONOMICO DEL MEDICO TERMALISTA
La legislazione sia nazionale che regionale affida al medico un ruolo fondamentale nella realizzazione e nello svolgimento dell'attività termale terapeutica al punto che per la realizzazione e l'esercizio dello stabilimento termale è indispensabile l'impegno di un medico in possesso di determinati requisiti (vedi le specializzazioni richiesta dalla legge regionale del Veneto) a svolgere le funzioni di Direttore sanitario. Però nessuna disposizione tra quelle che disciplinano la materia, si interessa neppure a livello generale dello status del medico, di cui sono segnalati con puntualità solo i doveri.
Di fatto, quindi, occorre riferirsi ai contratti collettivi nazionali: quello per i dirigenti di aziende industriali o quello dei dipendenti delle terme, contratti questi, peraltro, in cui la qualifica del medico appare trattata in modo marginale nel senso di non tener conto delle essenziali funzioni e responsabilità che la legge pone a carico dei medici che operano negli stabilimenti termali.
I problemi della categoria sono stati sollevati da tempo dai diversi sindacati. All'Ordine si sono rivolti l'A.M.T.E. (Associazione Medici Termalisti Euganei con sede presso l'A.P.T. di Abano Terme) e il Si.Me.T. I. (Sindacato Medici Termali Italiani Federato UIL con sede a Siena). Quest'ultimo, nel documento conclusivo del Congresso tenuto il 13-14 settembre 2002 inviato all'Ordine di Padova nell'agosto 2003, segnalava "il profondo disagio derivante ai soggetti interessati dall'attuale normativa contrattuale, oggi rientrante nel più generale CCNL dei dipendenti delle Aziende termali". In particolare veniva rilevata "l'assoluta necessità della individuazione di un diverso inquadramento giuridico e della costituzione di una specifica area contrattuale medica , svincolata, cioè, dall'attuale classif9icazione unica e con la costituzione di un separato ruolo medico".
In un secondo documento espresso a conclusione del congresso tenutosi a Chianciano Terme il 22-23 marzo 2003 venivano rinnovate le richieste di cui sopra e veniva chiesto:
- il riconoscimento dell'equipollenza per la specializzazione in Idrologia Medica con le specializzazioni del settore dell'area medica
- l'inquadramento del medico termale e del direttore sanitario nell'ambito della Medicina dei Servizi del SSN.
Non risulta che finora vi sia stato a livello nazionale alcun progresso nella direzione auspicata dai medici termalisti per la definizione del loro status.
Ma, se questa è la condizione di coloro che sono medici dipendenti delle aziende termali con una disciplina che è suscettibile, come auspicato, di migliori definizioni specifiche per la categoria, molto più incerta e indefinita è la situazione dei rapporti dei medici che prestano la loro attività nelle terme come liberi professionisti.
E qui riscontriamo ancor maggior carenza atteso che per reperire tariffe di remunerazione per l'attività medica nelle terme occorre riferirsi a voci assolutamente generiche riportate dalla Tariffa minima nazionale degli onorari per le prestazioni medico-chirurgiche ed odontoiatriche approvata con DPR 17/02/1992 ai sensi della legge 244/1963. Tale condizione di disagio, aggravata da mancanza e impossibilità di controllo sulle situazioni dei singoli rapporti tra medico ed azienda termale, è stata da sempre denunciata dall'AMTE di Abano terme.
Nel 1997, al fine di pervenire ad una indagine conoscitiva sulle terme euganee che consentisse un approfondimento in concreto delle problematiche, fu costituita presso l'Ordine una Commissione che al termine dei lavori produsse un documento finale nel quale dichiarava di trovarsi "impossibilitata" a quantificare una tariffa per le prestazioni sanitarie richieste negli Stabilimenti termali. La commissione concludeva testualmente: "La Commissione ritiene d'altra parte che l'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri in questa fase incerta debba farsi carico almeno dell'applicazione del tariffario minimo perché non si verifichino situazioni di insostenibilità."
Nella seduta del 18 marzo 1998 il Consiglio Direttivo dell'Ordine, presa conoscenza di tali conclusioni, approvava quanto segue:
""" Ai medici termalisti che operano negli Stabilimenti termali del Bacino Termale Euganeo non possono essere applicati onorari inferiori a quelli stabiliti dalla Tariffa minima nazionale degli onorari per le prestazioni medico-chirurgiche e odontoiatriche approvata con D.P.R. 17/02/1992, ai sensi della legge 21/02/1963 n. 244.
Codesta Tariffa minima nazionale prevede alla tabella A che
- la visita unica o prima in ambulatorio viene onorata con lire 25.000
- alla visita specialistica viene applicato un aumento del 50% sulla tariffa sopraindicata , a norma dell'art. 3 della legge 21/02/1963 n. 244.
Per ogni ora di disponibilità (escluse le prestazioni professionali eventualmente rese durante il periodo di disponibilità , da onorare secondo tariffa) vengono corrisposte lire 40.000. """
Nello scorso mandato consiliare l'Ordine ricostituì la nuova Commissione Ordinistica per la Medicina Termale per l'approfondimento delle tematiche relative alla entrata in vigore della legge 24 ottobre 2000 n. 323
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References: art. 36
 art. 36
 art. 8
 art. 32
 art. 33
 art. 34
 art. 35
 art. 36
 art. 37
 art. 38
 art. 39
 art. 40
 art. 41
 art. 42

Art. 32

Art. 33
 articolo 36

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 38

Art. 39

Art. 41