Source: https://www.studiocerbone.com/commissione-tributaria-regionale-per-la-sicilia-n-2773-sez-5-depositata-il-4-luglio-2018-e-illegittima-lirrogazione-delle-sanzioni-in-misura-piena-effettuata-a-seguito-di-lieve-r/
Timestamp: 2020-08-12 17:31:15+00:00

Document:
Commissione Tributaria Regionale per la Sicilia n. 2773 sez. 5 depositata il 4 luglio 2018 - E’ illegittima l’irrogazione delle sanzioni in misura piena effettuata a seguito di lieve ritardo nel pagamento di una rata dell'Avviso bonario - Studio Cerbone
Commissione Tributaria Regionale per la Sicilia n. 2773 sez. 5 depositata il 4 luglio 2018 – E’ illegittima l’irrogazione delle sanzioni in misura piena effettuata a seguito di lieve ritardo nel pagamento di una rata dell’Avviso bonario
Sei qui: Home » Commissione Tributaria Regionale per la Sicilia n. 2773 sez. 5 depositata il 4 luglio 2018 – E’ illegittima l’irrogazione delle sanzioni in misura piena effettuata a seguito di lieve ritardo nel pagamento di una rata dell’Avviso bonario
Commissione Tributaria Regionale per la Sicilia n. 2773 sez. 5 depositata il 4 luglio 2018
Alla luce di quanto affermato dalla Suprema Corte con la sentenza n. 6905/2011 manca l’intenzionalità sanzionabile a termini di legge poiché un ritardo di tale entità non può che evidenziare l’accidentalità dell’evento e non quindi l’intenzionalità di sottrarsi al pagamento delle imposte dovute. Nell’accogliere l’appello del contribuente, evidenzia la CTR siciliana che, tra l’altro, anche il legislatore ha aderito a tale impostazione con l’introduzione del principio del “lieve inadempimento” in base al quale viene stabilita la non decadenza dalla rateizzazione, nel caso in cui il ritardo del pagamento della prima rata non sia superiore a sette giorni (d. lgs. n.159 del 24-09-2015).
In data 20 maggio 2009 il legale rappresentante della società XXX srl riceveva un avviso bonario da parte dell’Agenzia delle Entrate nel quale venivano richieste le somme di euro 33.807,17. Veniva richiesta ed accolta una rateizzazione in 20 rate di cui la prima di euro 1.690,52 e le successive 129 di euro 1.690,35 cadauno. Il contribuente versava con due giorni di ritardo la seconda rata, per cui il versamento veniva effettuato il 4 novembre anzicchè il 2 novembre. Pertanto, la rateazione non è stata ritenuta valida e il sistema elaborava automaticamente gli importi dovuti, a titolo di imposta, interessi e sanzioni in misura piena, e li ha comunicati al concessionario per la successiva notifica della cartella di pagamento.
Nel ricorso introduttivo la società lamentava la sproporzione tra la violazione dell’adempimento (due giorni di ritardo nel versamento della rata) e l’ammontare delle sanzioni irrogate in misura piena (30%) in cartella.
La Commissione Tributaria Provinciale di Catania, con sentenza n. 15/07/2013 del 6.7.2012 rigettava il ricorso proposto.
Avverso detta sentenza propone appello il contribuente insistendo sul lieve ritardo che non comportava la decadenza della rateizzazione e ribadisce l’eccezione di tardività dell’iscrizione a ruolo. Chiede la riforma della sentenza impugnata.
La Commissione Tributaria Regionale di Palermo, sezione staccata di Catania, ritiene meritevole di accoglimento l’appello proposto per le seguenti considerazioni.
E, invero, il ritardo di due solo giorni nel pagamento di una sola rata non può che evidenziare l’accidentalità dell’evento (Cass. n. 6905/11) e non quindi l’intenzionalità di sottrarsi a un pagamento di imposte dovute e legittimamente richieste, manca, quindi, nel caso in esame quell’intenzionalità sanzionabile a termini di legge. Inoltre, la misura eccessiva della sanzione per due soli giorni di ritardo non appare in linea con i precetti costituzionali della logica coerenza, oltre che della commisurazione alla capacità contributiva dei soggetti delle imposte anche sotto il profilo sanzionatorio.
E, d’altra parte, l’illogicità delle sanzioni, in caso di lievi ritardi è stata riconosciuta dallo stesso legislatore che, con il comma 31 dell’art. 23 del D.lg. n. 78/2011, ha esteso a tutti i tributi l’ulteriore riduzione a un importo pari a un quindicesimo per ciascun giorno di ritardo per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a quindici giorni, della sanzione di cui all’art. 13 del d.lgs. n. 472/1997.
Lo stesso concetto è stato poi ripreso e indicato più specificamente con il d.lgs. N. 159 del 24.09.2015 che ha introdotto il principio del “lieve inadempimento”, in base al quale viene stabilito che la rateizzazione non decade nel caso in cui il tardivo versamento della prima rata non sia superiore a sette giorni. Sulla base delle dedotte considerazioni, l’appello del contribuente deve essere accolto e, per l’effetto, deve essere annullato l’atto impugnato.
Le spese di lite possono essere compensate tenuto conto della natura della presente controversia e del fatto che il contribuente con il ritardo, seppur lieve, ha originato l’emissione della cartella.
In accoglimento dell’appello proposto dalla soc. XXXX srl annulla la cartella di pagamento impugnata. Compensa le spese di giudizio.
Catania 21 giugno 2018
COMMISSIONE TRIBUTARIA Regionale di Roma - Sentenza n. 5246 sez. 6 del 7 ottobre 2015 - Non decade dal beneficio della rateazione il contribuente che ha pagato con qualche giorno di ritardo la prima rata delle somme pretese dall’avviso bonario
Avviso bonario: l'istanza di autotutela non sospende il termine e la mancata definizione entro 30 giorno comporta l'applicazione della misura piena delle sanzioni
COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE per il Lazio sentenza n. 2423 sez. V depositata il 17 aprile 2019 - Per le rateizzazioni tributarie ai sensi dell'art. 3 bis D.Lgs. 462/1997 il ritardato pagamento della prima rata del debito possa comportare la…
COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE di Genova sentenza n. 1227 sez. 4 del 21 ottobre 2016 - La comunicazione ex art. 36 D.P.R. n. 600 del 1973 bis cit. veniva notificata con raccomandata in data 5/10/2012 per cui il pagamento quanto meno della prima rata…

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 36