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RIFORMA LEGISLATIVA E ATTUAZIONE DELLA CONVENZIONE SUI DIRITTI DELL INFANZIA
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Costantino Mariotti
1 UNICEF Centro di Ricerca Innocenti RIFORMA LEGISLATIVA E ATTUAZIONE DELLA CONVENZIONE SUI DIRITTI DELL INFANZIA2 RIFORMA LEGISLATIVA E ATTUAZIONE DELLA CONVENZIONE SUI DIRITTI DELL INFANZIA3 Il Centro di Ricerca Innocenti dell UNICEF Il Centro di Ricerca Innocenti dell UNICEF di Firenze è stato istituito nel 1988 per potenziare le capacità del Fondo delle Nazioni Unite per l Infanzia (UNICEF) nell attività di ricerca e nell impegno a favore di tutti i bambini del mondo. Il Centro (formalmente denominato Centro Internazionale per lo Sviluppo dell Infanzia) porta avanti la ricerca in aree relative al lavoro attuale e futuro dell UNICEF. I suoi obiettivi primari sono migliorare la comprensione a livello internazionale dei problemi relativi ai diritti dei bambini e incoraggiare l efficace applicazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell infanzia, tanto nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo. Le pubblicazioni del Centro contribuiscono al dibattito globale sui diritti dei bambini e accolgono una vasta gamma di opinioni. Per tale ragione, il Centro può produrre pubblicazioni che non riflettono necessariamente le politiche o la posizione dell UNICEF sugli argomenti trattati. Le opinioni espresse sono quelle degli autori e non riflettono necessariamente la politica o le opinioni dell UNICEF. Il Centro collabora con l istituzione che lo ospita a Firenze, l Istituto degli Innocenti, in particolari aree di lavoro. I finanziamenti principali del Centro provengono dal governo italiano, mentre il sostegno finanziario per i progetti specifici viene fornito anche da altri governi, da istituti internazionali e da fonti private, tra cui i Comitati Nazionali dell UNICEF. Richieste di autorizzazione per la riproduzione o la traduzione delle pubblicazioni prodotte da UNICEF IRC possono essere indirizzate a: Unità per la comunicazione delle relazioni esterne, UNICEF Centro di Ricerca Innocenti, UNICEF Centro di Ricerca Innocenti Piazza SS. Annunziata, Firenze, Italia Tel: (+39) Fax: (+39) Titolo originale: Law Reform and Implementation of the Convention on the Rights of the Child Traduzione dall inglese: Giampiero Cara Edizione italiana a cura di Patrizia Faustini, UNICEF IRC Foto di copertina: UNICEF/HQ /Giacomo Pirozzi ISBN: Versione italiana realizzata con il contributo del Comitato italiano per l UNICEF Comitato Italiano per l UNICEF Onlus Via Palestro, Roma, Italia Tel. (+39) Fax (+39) Fondo delle Nazioni Unite per l Infanzia (UNICEF) Marzo 20094 RINGRAZIAMENTI Il Centro di Ricerca Innocenti dell UNICEF (IRC) compie ricerche sull attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell infanzia, dando particolare attenzione a otto delle misure generali di attuazione identificate dal Comitato sui diritti dell infanzia. Questa pubblicazione presenta le conclusioni raggiunte sulla riforma legislativa delle misure generali, ed è il risultato di diversi anni di ricerca, di collaborazioni e di consultazioni. Lo studio ha beneficiato notevolmente del sostegno finanziario del Governo della Svezia, ed esperti e alti funzionari svedesi hanno offerto notevoli contributi intellettuali e pratici a ogni fase del processo. Altrettanto preziosa è stata la partecipazione allo studio di membri del Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell infanzia. Sotto ogni aspetto, compresi il disegno di studio, la metodologia e il contenuto delle conclusioni, il lavoro e i punti di vista del Comitato hanno avuto una rilevanza fondamentale. Hanno contribuito a fondare lo studio e l analisi, promettendo di concretizzare le conclusioni qui raggiunte nei meccanismi e nelle delibere del Comitato stesso. Questa ricerca sulla riforma legislativa ha beneficiato di un ricco scambio di idee, riflessioni e lezioni provenienti da iniziative attuate in paesi ospiti in cui sono in corso programmi nazionali sostenuti dall UNICEF. Al tempo stesso, la rete UNICEF di Comitati Nazionali è stata impegnata attivamente, dando il suo contributo sotto forma di idee e di esperienze. Si è registrato, inoltre, un vivo interesse da parte di governi, parlamentari, istituzioni indipendenti per i diritti umani, organizzazioni non governative, accademici ed esperti, oltre che del personale dell UNICEF. L IRC intende esprimere la propria gratitudine a tutti coloro che hanno partecipato alle riunioni di esperti, che hanno accettato di farsi intervistare, che hanno risposto a questionari e che hanno contribuito con informazioni e analisi. Ci sono stati collaboratori non governativi che, pur essendo troppo numerosi per essere menzionati, hanno offerto punti di vista ed esperienze che hanno aggiunto a questo studio una dimensione unica. Nella maggior parte dei casi, le organizzazioni e gli individui consultati sono stati scelti tra quelli in prima linea nella promozione dei diritti dell infanzia e dell effettiva considerazione delle enormi sfide che l attuazione della Convenzione sui diritti dell infanzia si trova a dover affrontare. All interno dell UNICEF, un riconoscimento particolare va ai colleghi degli uffici locali, che si sono interessati allo studio e hanno contribuito al suo sviluppo. Nonostante le richieste a cui si trovavano giornalmente a far fronte, sono stati solleciti nel condividere documenti e commenti rilevanti e nel completare questionari essenziali per la ricerca. Lo studio ha beneficiato della consultazione di molti colleghi, le cui idee sono state incorporate in 35 questo documento. Anche la partnership e il contributo della Division of Policy and Planning dell UNICEF di New York sono risultati importanti ai fini di un coordinamento continuo, caratterizzato dal sostegno reciproco, con l iniziativa del quartier generale di New York per la riforma legislativa. Inoltre, lo studio ha beneficiato anche della piena partecipazione di colleghi ed esperti di New York, nel corso di riunioni tenutesi a Firenze. Dan O Donnell, un consulente esperto del Centro di Ricerca Innocenti, è stato il ricercatore principale di questo studio. Come collaboratore fin dall inizio e costante sostenitore dello studio, merita una menzione speciale Peter Newell. Numerosi stagisti, tra cui Clarice da Silva e Paula, Mamiko Terakado, Antonie Curtius e Clara Chapdelaine, hanno garantito tutti una preziosa assistenza alla ricerca. Anche Vanessa Hasbun e Peggy Herrmann hanno offerto degli importanti contributi alla ricerca. Lo studio è stato diretto dalla responsabile dell Unità per l attuazione degli standard internazionali dell IRC, Susan Bissell, sotto la guida generale della Direttrice dell IRC, Marta Santos Pais. La cura redazionale di David Pitt e di Allyson Alert-Atterbury, ha conferito al testo la sua forma definitiva. Anche Sandra Fanfani, Marie-Noelle Artero, Glyn Hopkins e Salvador Herencia, capo dell Unità per la comunicazione e le relazioni esterne dell IRC sono risultati determinanti nel processo di produzione del presente documento. 46 INDICE Prefazione 7 Introduzione: Lo scopo, la portata, le fonti e la terminologia di questo studio 11 Capitolo 1: Lo stato della Convenzione nei sistemi giuridici nazionali 15 Capitolo 2: Riserve e dichiarazioni relative alla Convenzione 19 Capitolo 3: Riconoscimento costituzionale dei diritti dell infanzia 23 Capitolo 4: Panoramica globale delle riforme legislative 27 Capitolo 5: L incorporazione dei principi generali nella legge nazionale 33 Capitolo 6: I diritti civili dell infanzia 43 Capitolo 7: Il diritto all assistenza sanitaria 49 Capitolo 8: Il diritto all istruzione 53 Capitolo 9: Il diritto a un ambiente familiare 59 Capitolo 10: Le forme di cura alternative alla famiglia 67 Capitolo 11: Violenze, abusi e negligenza 75 Capitolo 12: Sfruttamento sessuale 83 Capitolo 13: Lavoro minorile 89 Capitolo 14: Giustizia minorile 93 Capitolo 15: Bambini e conflitti armati 105 Capitolo 16: Bambini rifugiati e in cerca d asilo 109 Capitolo 17: Bambini appartenenti a minoranze 113 Conclusioni 117 Note 129 Allegato I Paesi esaminati per questo studio 137 Allegato II Commento generale n. 5 (CRC/GC/2003/5) 139 57 8 PREFAZIONE Il Comitato sui diritti dell infanzia, il corpo di esperti indipendenti istituito ai sensi della Convenzione sui diritti dell infanzia per monitorare i progressi compiuti dagli Stati parti nell attuazione della Convenzione stessa, ha sottolineato, sin dal principio del suo lavoro, l utile contributo offerto da una serie di misure trasversali, i cui effetti non sono limitati a un diritto specifico, ma si estendono ai diritti contenuti nella Convenzione. Queste Misure generali di attuazione costituiscono, in un certo senso, la base su cui poter fondare gli sforzi per proteggere dei diritti specifici, nonché il modello per garantire che le misure adottate per proteggere dei diritti specifici facciano parte di un impegno ampio e coerente, volto a far sì che tutti i bambini e gli adolescenti beneficino della Convenzione. Nel Commento generale n. 5, il Comitato, guidato dalla sua decennale esperienza nell esaminare come i paesi di tutto il mondo stiano cercando di mettere in atto la Convenzione, si occupa di 10 Misure generali di attuazione. Si tratta di misure che il Comitato considera parte integrante dell obbligo generale assunto dagli Stati parti di adottare tutte le appropriate misure legislative, amministrative e di altro genere per l attuazione dei diritti riconosciuti nella presente Convenzione. Questo studio del Centro di Ricerca Innocenti si occupa di una delle Misure generali: la riforma legislativa. Nel 2004, il Centro di Ricerca Innocenti ha deciso di iniziare uno studio su otto delle Misure generali di attuazione, in circa 60 paesi del mondo. Lo studio offre, nel suo complesso, una panoramica che consente di vedere fino a che punto i paesi in diverse parti del mondo abbiano agito in base alle misure generali di attuazione. Perché il Centro di Ricerca Innocenti dell UNICEF ha considerato importante documentare e analizzare il processo di attuazione della Convenzione? Indubbiamente, la Convenzione ha una profonda importanza in tutto il mondo. Ha dato maggiore visibilità ai problemi dell infanzia, ed è servita come punto di riferimento per lo sviluppo di nuove leggi e di nuove politiche pubbliche. Ma oltre a cogliere questo processo, era necessario riflettere sulla misura in cui ai bambini e agli adolescenti viene accordata un attenzione prioritaria nelle nostre società. Lo studio si propone, nel suo complesso, di comprendere meglio: In che misura gli impegni assunti dagli Stati parti della Convenzione abbiano condotto all adozione di misure concrete per migliorare la tutela dei diritti dell infanzia Fino a che punto queste misure abbiano avuto un impatto reale sulla vita dei bambini Gli effettivi progressi compiuti finora Quali siano le sfide più importanti che ci troviamo ad affrontare e quali dovrebbero essere le nostre priorità negli anni a venire, 79 tenendo conto della nostra esperienza collettiva di 18 anni di impegno per attuare la Convenzione e dei cambiamenti sociali, economici, scientifici e politici che si sono verificati in questo periodo di tempo. Questo studio del Centro di Ricerca Innocenti sulla riforma legislativa si basa principalmente sui rapporti degli Stati parti al Comitato sui diritti dell infanzia e su altri documenti prodotti dal processo di reporting stabilito ai sensi della Convenzione, integrato da informazioni ricevute dagli uffici dell UNICEF presenti sul campo, oltre che dalle analisi e dalle riflessioni promosse nel contesto di consultazioni specialistiche condotte dal Centro di Ricerca Innocenti. A causa dello sfasamento temporale implicito nel processo di reporting, è possibile che le informazioni relative ad alcuni paesi non riflettano gli sviluppi più recenti. Lo scopo principale della ricerca, che si concentra di volta in volta su una misura generale specifica, è quello di rendere i governanti più consapevoli dell importanza della riforma legislativa, non come fine a se stessa, bensì come parte integrante di un approccio olistico alla promozione e alla protezione dei diritti dell infanzia. Perciò la ricerca in questione cita esempi di nuove leggi che migliorano il riconoscimento e la protezione di una vasta gamma di diritti e di principi. Tra questi figurano il diritto alla libertà dalla discriminazione e il diritto al rispetto delle opinioni del bambino, il diritto alla nazionalità e all identità, la parità di diritti e responsabilità dei genitori e il diritto a forme di cura alternative alla famiglia. Ci sono anche esempi di nuove leggi collegate al diritto alla salute e all istruzione, al lavoro minorile e alla giustizia minorile. Anche il diritto alla protezione dalla violenza, dallo sfruttamento, dall abuso e dall incuria costituisce un ambito in cui si sono verificati dei significativi cambiamenti legislativi, che lo studio mette in risalto. Individuare una legislazione modello non è lo scopo di questo rapporto. Piuttosto, l intento è quello di attirare l attenzione sulla vasta gamma di processi legislativi e di attività di riforma legislativa intrapresi in tutto il mondo. Questa ricerca rivolge l attenzione anche ad ambiti in cui c è bisogno di compiere ulteriori sforzi. In tal modo, lo studio mette in rilievo degli esempi interessanti di leggi che sembrano particolarmente innovative o adatte ai bisogni e al contesto del paese in questione. La speranza è che questi esempi possano ispirare legislatori, governi, professionisti e società civile nei paesi in cui tali cambiamenti sono ancora in corso. Anche un analisi dei vantaggi e dei limiti dei diversi tipi di leggi e di tecniche utilizzati per proteggere i diritti dell infanzia in sistemi giuridici diversi risulta parte integrante della ricerca. Quest analisi comprende delle riflessioni sull incorporazione diretta della Convenzione nelle leggi nazionali, sull inclusione degli articoli sui diritti dell infanzia nelle costituzioni, sull adozione di codici per l infanzia o di leggi complete sui diritti dell infanzia, sull emendamento della legislazione ordinaria e sull uso di regolamenti e di decreti integrativi. Un importante conclusione dello studio è che nessun singolo approccio può essere considerato un modello adatto a tutti i paesi, e nessun singolo metodo è sufficiente a tradurre l ampio respiro della Convenzione nel quadro giuridico nazionale. Alcuni dei progressi individuati sono notevoli: la Convenzione è stata incorporata direttamente nelle leggi di due terzi dei paesi studiati, e i tribunali hanno adottato delle decisioni importanti applicando gli articoli di questo trattato. Dal 1989, gli articoli relativi ai diritti dell infanzia sono stati incorporati nelle costituzioni di un terzo dei paesi studiati. Quasi tutti i paesi studiati hanno compiuto dei seri tentativi di rendere le loro leggi più conformi alla Convenzione, attraverso l adozione di codici per l infanzia, la graduale, sistematica riforma delle leggi esistenti, o entrambe le cose. Gli effetti di questi cambiamenti sulla vita dei bambini costituiscono, naturalmente, la questione più importante, che continuerà a essere affrontata nella prossima fase del lavoro del Centro Innocenti dell UNICEF sulle Misure generali di attuazione. Ciononostante, questo studio ha portato alla luce alcuni esempi dell im portante impatto che i cambiamenti a livello legislativo possono avere. In Sudafrica, 8 PREFAZIONE10 tanto per fare un esempio, la ratifica della Convenzione ha portato all inclusione, nella nuova Costituzione post-apartheid, di un articolo forte sui diritti dell infanzia, influenzato dalla consultazione con i bambini stessi. Sulla base di questo articolo, la Corte Suprema ha dichiarato incostituzionale frustare i minorenni che trasgrediscono la legge, una sentenza precedentemente imposta circa volte ogni anno. Lo studio documenta la correlazione reciproca tra le varie Misure generali di attuazione, riconoscendone la complementarità e la funzione di reciproco sostegno. Con questo spirito, lo studio sottolinea l importanza della formazione professionale e della consapevolezza dell opinione pubblica per l adeguata attuazione di nuove leggi. Riconosce altresì un chiaro valore al monitoraggio periodico, per identificare le lacune persistenti nel quadro giuridico nazionale e per valutare l impatto di tali leggi una volta adottate. In aggiunta a questo, risulta essenziale la par tecipazione della società civile al processo di riforma legislativa, anche attraverso il coinvolgimento dei giovani stessi. Infine, la ricerca conferma altresì il bisogno di coordinare i vari meccanismi, come pure l incorporazione della riforma legislativa nella pianificazione nazionale e nelle strategie per l infanzia, nonché l importanza critica dell allocazione delle risorse per l adeguata attuazione di nuove leggi. Lo studio del Centro Innocenti sulla riforma legislativa viene pubblicato proprio mentre l Assemblea Generale delle Nazioni Unite si riunisce per esaminare i progressi verificatisi in seguito alla Sessione Speciale sull Infanzia del Esso intende pertanto offrire un sostegno a ulteriori impegni da parte dei governi, oltre che dei parlamenti, delle istituzioni indipendenti per i diritti dell infanzia, degli attori della società civile e delle organizzazioni per lo sviluppo internazionale e per i diritti umani, per attuare un efficace legislazione a livello nazionale in grado di soddisfare e proteggere i diritti e di garantire il benessere dei bambini. In senso più ampio, rappresenta un contributo per costruire un mondo in cui tutti i bambini e le bambine possano godere un infanzia senza discriminazioni di alcun genere e svilupparsi in condizioni di buona salute, pace e dignità: un mondo a misura di bambini. Marta Santos Pais Direttrice UNICEF Centro di Ricerca Innocenti 911 12 INTRODUZIONE: LO SCOPO, LA PORTATA, LE FONTI E LA TERMINOLOGIA DI QUESTO STUDIO Questo studio sulla riforma legislativa concernente i diritti dell infanzia fa parte di un iniziativa più ampia cominciata dal Centro di Ricerca Innocenti dell UNICEF nel 2004 sulle Misure generali di attuazione della Convenzione sui diritti dell infanzia. 1 Lo studio intende fornire una panoramica per vedere fino a che punto gli Stati parti della Convenzione abbiano promosso l attuazione delle misure generali di cui ha sottolineato l importanza il Comitato sui diritti dell infanzia ( il Comitato ) nel Commento Generale n. 5, adottato nel (vedi Allegato II, p. 139). Le misure generali di attuazione agevolano l attuazione di tutta la Convenzione e gettano le basi per i procedimenti volti a realizzare dei diritti specifici. In aggiunta alla riforma legislativa, le altre misure generali individuate dal Comitato e prese in considerazione dall iniziativa del Centro Innocenti comprendono: piani e strategie completi a livello nazionale meccanismi di coordinamento commissari e difensori per l infanzia allocazione di risorse consapevolezza, educazione e formazione partecipazione della società civile, compresa la partecipazione dei bambini e degli adolescenti monitoraggio della situazione dei diritti dell infanzia. Questo studio esamina le leggi sui diritti dell infanzia adottate da 52 Stati parti dal momento dell adozione della Convenzione sui diritti dell infanzia (CRC o la Convenzione ), oltre a questioni come le riserve e lo stato della Convenzione nelle varie leggi nazionali. Tra gli Stati presi in esame dallo studio ne figurano 9 di Asia e Pacifico, 8 dell Europa centrale e orientale, 11 islamici, 6 dell Africa sub-sahariana, 14 delle Americhe e 4 dell Europa occidentale (vedi Allegato I, p. 137). Poiché la documentazione generata dal processo di reporting al Comitato sui diritti dell infanzia ha rappresentato la principale fonte d informazioni utilizzata per lo studio, il criterio principale per la selezione degli Stati da inserire è stato che, al momento dell inizio dello studio, avessero già presentato il loro secondo rapporto. Su questa base, si sperava che il processo di attuazione della Convenzione risultasse visibile nel dialogo con il Comitato. La categoria degli Stati islamici si riferisce a quegli Stati la cui Costituzione definisce islamico lo Stato, o identifica nell Islam la fonte RIFORMA LEGISLATIVA E ATTUAZIONE DELLA CONVENZIONE SUI DIRITTI DELL INFANZIA 1113 principale delle leggi, e viene considerata specifica proprio per questo motivo. Gli Stati che hanno una popolazione prevalentemente musulmana, ma non soddisfano il suddetto criterio, vengono inclusi nel gruppo geografico appropriato. Il gruppo dell Europa centrale e orientale consiste di Stati che si trovano in un processo di transizione dal comunismo; a causa dell influenza che tale processo ha avuto sulla riforma legislativa, il gruppo in questione comprende anche alcuni Stati che sono entrati a far parte dell Unione Europea. Sebbene lo studio sulle misure generali copra 14 paesi dell Europa occidentale, questo rapporto si concentra soltanto su quattro di essi. La Francia e il Regno Unito sono stati inclusi come archetipi di due dei più importanti sistemi giuridici del mondo: la cosiddetta Common Law (il diritto consuetudinario anglosassone) e il diritto civile; la Svezia è stata scelta come esempio dei paesi nordici, mentre l Italia rappresenta i paesi dell Europa meridionale. Il Canada viene incluso come esempio di paese industrializzato non europeo, nonché come secondo esempio (dopo il Regno Unito) di paese il cui sistema giuridico è basato prevalentemente sul diritto consuetudinario e su uno stato federale. Benché il paese faccia effettivamente parte delle Americhe, le informazioni sul Canada vengono presentate insieme a quelle relative ai paesi dell Europa Occidentale. Per lo più, lo studio si concentra su leggi adottate o emendate dai corpi legislativi nazionali, pur comprendendo una sezione dedicata agli articoli costituzionali e menzionando anche alcuni decreti esecutivi e leggi provinciali. Talvolta il Comitato sui diritti dell infanzia ha incoraggiato gli Stati ad adottare dei codici minorili o delle leggi complete, e ciò solleva la questione di cosa significhino questi termini. 3 Codice si riferisce a un singolo pezzo di legislazione che intende coprire un intero soggetto o ambito giuridico. In linea di principio, dunque, un codice minorile dovrebbe coprire tutte le questioni giuridiche relative all infanzia, o almeno tutte quelle coperte dalla Convenzione. Tra queste figurano le seguenti: i diritti civili, come il diritto alla nazionalità e alla libertà di pensiero e di associazione; i diritti sociali, come il diritto all istruzione, all assistenza sanitaria e a un tenore di vita e a condizioni lavorative adeguati; il rapporto tra i bambini e le loro famiglie; le forme di cura alternative alla famiglia; la protezione dagli abusi, dall incuria e dallo sfruttamento; la giustizia minorile; il diritto a partecipare ai procedimenti legali e amministrativi; nonché principi generali come il principio dell interesse superiore e il diritto allo sviluppo. In effetti, la maggior parte dei codici minorili adottati prima del 1989 si concentrava in gran parte sulla giustizia minorile e sui bambini bisognosi di assistenza e protezione. Ora, invece, molti di questi codici più vecchi sono stati sostituiti da nuovi codici comprendenti alcuni degli altri ambiti coperti dalla Convenzione. Tuttavia, la portata di questi nuovi codici risulta variabile, il che rende difficile sostenere che esista un consenso unanime su cosa sia o debba essere un codice minorile. Di conseguenza, in questo studio il termine codice minorile non viene usato in senso tecnico, ma semplicemente per riferirsi alle leggi così denominate. Nella maggior parte dei paesi dell America latina sono stati adottati dei codici minorili, mentre questi risultano meno comuni in altre regioni. Esistono delle eccezioni, tra cui il Codice per la Protezione dell Infanzia del 1995 in Tunisia e il Codice per l Infanzia del 1996 in Egitto. In genere questi codici comprendono una lista dei diritti dell infanzia basati sulla Convenzione e regolano un po più in dettaglio numerosi ambiti, tra cui, per esempio, la giustizia minorile, i procedimenti giudiziari per l assistenza e per la protezione, l adozione, il lavoro minorile, l accesso all istruzione e all assistenza sanitaria e le responsabilità dei genitori. Molti codici stabiliscono anche dei meccanismi per la protezione dei diritti dell infanzia, e alcuni contengono delle norme penali che definiscono i crimini contro i bambini. Analogamente, non esistono dei criteri concordati su cosa una legge debba contenere o coprire per essere considerata completa. 4 La definizione temporanea utilizzata nel presente studio si riferisce a leggi che incorporano nella legislazione nazionale molti o quasi 12 INTRODUZIONE: LO SCOPO, LA PORTATA, LE FONTI E LA TERMINOLOGIA DI QUESTO STUDIO14 tutti i principi e i diritti coperti dalla Convenzione, e che forniscono ulteriori indicazioni riguardo al contenuto di tali diritti, alle misure per proteggerli e ai relativi obblighi dei diversi attori (per esempio, lo Stato, il governo locale, i genitori). Una legge non dovrebbe essere considerata completa se non contiene una lista dei diritti fondamentali dell infanzia. Leggi di questo tipo sono più comuni e si possono trovare in tutto il mondo. Tra gli esempi più recenti figurano la Legge sulla protezione dell infanzia adottata in Indonesia nel 2002, la Legge nigeriana sui diritti dell infanzia del 2003 e la Legge sulla protezione e la promozione dei diritti dell infanzia adottata dalla Romania nel Un altro tipo particolare di legge si potrebbe definire carta dei diritti dell infanzia. Si tratta di leggi contenenti una lista completa dei diritti fondamentali dell infanzia, che però non forniscono dettagli su come questi diritti vadano effettivamente protetti. Le leggi di questo tipo sono rare. Durante la preparazione di questo studio, ne sono stati individuati soltanto due esempi: la Legge sui diritti e sulla protezione dell infanzia contro la violenza del Ruanda e la Legge sui diritti dell infanzia della Bielorussia. La maggior parte dei codici minorili, delle leggi complete e delle carte dei diritti dell infanzia che sono stati adottati si applica, in generale, a tutti i bambini e gli adolescenti con meno di 18 anni. 5 Si tratta di uno sviluppo importante perché, in molti paesi, le leggi preesistenti sulla tutela e la protezione dei minorenni riguardavano soltanto i bambini più piccoli. Tranne che per le sezioni introduttive, questo studio prende in esame, in modo tematico, le leggi adottate dal 1989 a oggi. Considerati i limiti di uno studio del genere, non è stato possibile prendere in esame tutti i diritti e i principi generali contenuti nella Convenzione. Vengono coperti diciotto ambiti, che vanno dai principi generali, come l interesse superiore del bambino e la non discriminazione, ai diritti civili, e dal diritto alla salute e all istruzione ai diritti dei minorenni colpiti dai conflitti armati, dei bambini rifugiati e di quelli appartenenti a minoranze. L obiettivo principale è stato quello di offrire una panoramica della portata e del contenuto delle nuove leggi che sono state adottate. Questo studio si conclude poi con alcune osservazioni su tre argomenti che meritano indagini più approfondite: il processo di riforma legislativa, il ruolo della riforma legislativa all interno di un ampia strategia per i diritti dell infanzia, e l effettivo impatto delle leggi di questo tipo sui bambini. La principale fonte d informazioni, come precedentemente indicato, è rappresentata dalla documentazione prodotta dal processo di reporting al Comitato sui diritti dell infanzia. Questi documenti comprendono i Rapporti iniziali e i Rapporti periodici degli Stati parti, le Osservazioni conclusive adottate dal Comitato in base al suo dialogo con gli Stati in questione, i Documenti riassuntivi di questo dialogo e, sia pure in misura minore, i rapporti ombra redatti da organizzazioni non governative (ONG) e le risposte scritte presentate dagli Stati in risposta alle richieste di ulteriori informazioni da parte del Comitato. 6 Dagli uffici dell UNICEF, poi, sono arrivate ulteriori informazioni, ottenute grazie a ricerche di centri di documentazione online e prodotte da tre incontri specialistici ospitati dal Centro di Ricerca Innocenti. Il Centro di Ricerca Innocenti dell UNICEF sta istituendo una risorsa online che conterrà il testo delle leggi disponibili citate in questo studio e dei collegamenti a quelle disponibili su altri siti web pubblicamente accessibili. In aggiunta a questo, le scoperte dello studio sono state incluse nella nuova edizione dell Implementation Handbook for the Convention on the Rights of the Child (Manuale di attuazione della Convenzione sui diritti dell infanzia) e hanno informato le ricerche attualmente in corso all interno dell UNICEF sulla riforma legislativa, oltre ad aver supportato le iniziative inter-governative e gli esami regionali dei progressi relativi ai diritti dell infanzia, risultanti dall esame quinquennale della Sessione Speciale dell Assemblea generale delle Nazioni Unite sull infanzia. Numerose università, inoltre, hanno incluso lo studio in questione nei loro programmi sui diritti dell infanzia, e il Comitato vi ha tratto materiale utile per il suo lavoro, compreso lo sviluppo di molti dei suoi Commenti generali. RIFORMA LEGISLATIVA E ATTUAZIONE DELLA CONVENZIONE SUI DIRITTI DELL INFANZIA 1315 14 INTRODUZIONE: LO SCOPO, LA PORTATA, LE FONTI E LA TERMINOLOGIA DI QUESTO STUDIO16 UNICEF/HQ /Christine Nesbit La Convenzione sui diritti dell infanzia è stata incorporata direttamente nelle leggi nazionali di due terzi dei paesi coperti da questo studio. 1LO STATO DELLA CONVENZIONE NEI SISTEMI GIURIDICI NAZIONALI La Convenzione sui diritti dell infanzia è stata incorporata direttamente nelle legislazioni nazionali di due terzi dei paesi coperti da questo studio. Incorporazione diretta significa che la stessa Convenzione fa parte delle leggi nazionali, è vincolante per gli enti pubblici e può essere applicata dai tribunali. La posizione che la Convenzione occupa nella gerarchia delle norme legali rappresenta, invece, una questione a parte; nella maggior parte dei casi, essa è subordinata alla Costituzione ma prevale sulla legislazione ordinaria. In alcuni paesi, tuttavia, la Convenzione ha lo stesso valore della costituzione, mentre in altri ha lo stesso valore giuridico delle altre leggi. L incorporazione diretta risulta comune nei paesi di diritto civile ma rara in quelli di diritto consuetudinario. In questi ultimi, infatti, la pratica prevalente non consiste nel rendere un trattato parte del sistema legale nazionale, ma piuttosto nell emendare la legislazione esistente. In casi del genere, nuove leggi vengono adottate secondo quanto necessario per garantire che anche i diritti, i principi e gli obblighi contenuti nel trattato facciano parte della legge nazionale. I parlamenti dei paesi di diritto consuetudinario possono adottare leggi che incorporano nella legge nazionale i trattati sui diritti umani (un esempio importante è rappresentato dalla Legge sui diritti umani del 1998, che rende applicabile nel Regno Unito la Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell uomo e delle libertà fondamentali), ma tali leggi restano rare. Esistono anche delle eccezioni alla regola generale secondo cui i paesi di diritto civile tendono a incorporare la Convenzione direttamente nella loro legislazione nazionale. In Africa, la Convenzione costituisce parte delle leggi nazionali del Burkina Faso e del Togo, e prevale sulla legislazione nazionale. In Etiopia e in Ruanda, invece, fa parte delle leggi nazionali, ma non prevale sulla legislazione ordinaria. RIFORMA LEGISLATIVA E ATTUAZIONE DELLA CONVENZIONE SUI DIRITTI DELL INFANZIA 1517 I trattati non fanno parte delle leggi nazionali della Nigeria e del Sudafrica, a meno che non siano incorporati nelle leggi dall Assemblea Nazionale dei rispettivi paesi. Invece di incorporare direttamente la Convenzione nella legge nazionale, il governo della Nigeria ha deciso di promulgare una legge completa sui diritti dell infanzia, basata sui diritti e sui principi contenuti nella Convenzione e nella Carta africana sui diritti e il benessere del bambino. Tale legge, la Legge sui diritti dell Infanzia, è stata adottata nel In Sudafrica, la Convenzione non è stata incorporata nelle leggi nazionali, anche se alcuni dei suoi diritti e principi essenziali sono stati incorporati nella Costituzione. 7 La Convenzione fa parte delle leggi nazionali della maggior parte dei paesi asiatici studiati, compresi il Giappone, il Nepal, le Filippine, la Repubblica di Corea e il Vietnam. In Giappone, in Nepal e in Vietnam, essa prevale sulla legislazione nazionale, mentre nella Repubblica di Corea ha la sua stessa forza. La Convenzione non è stata incorporata direttamente nelle leggi nazionali dell India o dello Sri Lanka, sebbene possa venire usata per interpretare legislazioni e principi legali concernenti i diritti dell infanzia. In India, i tribunali hanno usato la Convenzione in questo modo in numerose decisioni importanti. Nel frattempo, nelle Isole Figi la Convenzione non è stata incorporata nelle leggi nazionali, ma è stata citata in alcune decisioni giudiziarie a sostegno di conclusioni basate sulle leggi nazionali. In Libano, in Marocco, nella Repubblica Araba di Siria e in Tunisia, la Convenzione (come altri trattati sui diritti umani) fa parte delle leggi nazionali e ha priorità sulla legislazione incompatibile. La Convenzione fa parte anche della legge nazionale dell Egitto, della Jamahiryia Araba Libia e del Sudan. Il Bangladesh riferisce che la Convenzione è considerata parte della legge nazionale, ma occupa un livello gerarchico inferiore rispetto ad altre leggi. 8 La Convenzione fa parte delle leggi nazionali in tutti i paesi dell America Latina studiati. In Argentina, Cile, Costa Rica, Guatemala, Honduras, Messico e Paraguay prevale sulle altre leggi; in Bolivia, invece, fa parte della legislazione nazionale e ha lo stesso stato giuridico delle altre leggi. In Giamaica e negli altri paesi caraibici che applicano il diritto consuetudinario, i trattati non entrano a far parte delle leggi nazionali, a meno che non vi siano stati espressamente incorporati per legge. Vale la pena notare che la Convenzione fa parte delle leggi nazionali di tutti i paesi dell Europa centrale e orientale coperti da questo studio, nei quali prevale addirittura sulla legislazione nazionale. 9 Quello dell incorporazione di trattati internazionali nel sistema giuridico nazionale è un nuovo sviluppo che capovolge la dottrina giuridica prevalente prima del Nella maggior parte di questi paesi, i trattati internazionali vengono incorporati nella legge nazionale attraverso degli articoli delle nuove costituzioni. 10 L incorporazione di norme internazionali nelle leggi nazionali, combinata con la tendenza a un indipendenza e a un attivismo maggiori da parte del potere giudiziario, ha portato all adozione di decisioni importanti sui diritti dell infanzia. Nel 1998, la Corte Costituzionale della Bielorussia ha ritenuto gli articoli del Codice matrimoniale e di famiglia relativi all adozione extragiudiziaria di bambini senza il consenso dei genitori incompatibili con la Costituzione e con la Convenzione, mentre la Corte Costituzionale della Repubblica Ceca ha revocato parte del Codice di famiglia perché incompatibile con la Carta dei diritti e delle libertà fondamentali e con la Convenzione. La Corte Suprema della Romania ha adottato delle decisioni sull adozione basate sul principio dell interesse superiore e sulla Convenzione. Nel 1995, la Corte Suprema della Federazione Russa ha adottato delle linee guida per i tribunali riguardo l applicazione degli standard del diritto internazionale all esame di casi specifici. Questo ha fatto aumentare il numero di decisioni dei tribunali basate sulla Convenzione. Per alcuni paesi, l incorporazione diretta della Convenzione nelle leggi nazionali ha consentito alle autorità amministrative di prendere delle decisioni basate sulla Convenzione anche prima che la legislazione fosse emendata per colmare delle lacune concernenti i diritti dell infanzia. Il Ministero dell Interno della Slovenia, per esempio, ha riconosciuto il diritto alla nazionalità dei bambini apolidi residenti nel paese che non 16 LO STATO DELLA CONVENZIONE NEI SISTEMI GIURIDICI NAZIONALI18 soddisfacevano i requisiti della legislazione in vigore all epoca, perché il fatto di ottenere la nazionalità slovena è stato considerato nel loro interesse superiore. 11 Lo status della Convenzione varia considerevolmente nelle leggi nazionali dei paesi dell Europa occidentale che seguono il sistema del diritto civile. 12 In Italia, la Convenzione fa parte delle leggi nazionali e prevale sulla legislazione contrastante. È stata applicata in diverse occasioni dalla Corte Suprema e dalla Corte Costituzionale. In Francia, il Consiglio di Stato e la Corte di Cassazione hanno concordato sull applicabilità diretta delle disposizioni auto-esecutive della Convenzione da parte dei tribunali. 13 La Convenzione fa parte dell ordinamento giuridico nazionale anche in Belgio, a Cipro, in Finlandia, in Norvegia, in Portogallo e in Spagna, ma non in Germania, in Islanda, nei Paesi Bassi e in Svezia. In Svezia i trattati non fanno parte della legge nazionale, a meno che non siano stati incorporati con un decreto parlamentare. Ciò non è stato fatto con la Convenzione. Tuttavia, un principio generale del diritto svedese è quello secondo cui la legislazione va interpretata alla luce degli obblighi internazionali. In Germania, i trattati ratificati fanno normalmente parte della legge nazionale ma, nel ratificare la Convenzione, è stata fatta una dichiarazione che ne proibisce l applicazione diretta. Per contro, il Regno Unito non ha una Costituzione scritta; la legge nazionale comprende gli statuti e il diritto consuetudinario, chiamato anche common law. Anche in questo caso, i trattati non fanno parte della legge nazionale, a meno che non vengano incorporati con un decreto parlamentare, ma i tribunali possono farvi riferimento per risolvere delle ambiguità nelle leggi nazionali. In determinate occasioni, i tribunali britannici hanno preso in considerazione la Convenzione per interpretare il diritto positivo e la legittimità della politica amministrativa. In una decisione della Camera dei Lord risalente al 1997, Lord Browne-Wilkinson ha osservato: La Convenzione non è stata incorporata nella legge inglese. Ma è legittimo presumere che il Parlamento non abbia mantenuto, nella raccolta della legislazione in parlamento, un potere esercitabile in modo contraddittorio rispetto agli impegni assunti da questo paese in relazione al trattato. 14 La posizione della maggior parte degli altri paesi di diritto consuetudinario (common law) risulta simile a questa. In alcuni, i principi stabiliti nella Convenzione vengono considerati pertinenti al modo in cui le agenzie governative esercitano la loro discrezione in casi riguardanti singoli bambini, anche se la Convenzione non è stata incorporata nelle leggi nazionali. In un recente caso di immigrazione, per esempio, la Corte Suprema del Canada ha affermato che i principi della Convenzione e altri strumenti internazionali attribuiscono particolare importanza alle protezioni nei confronti dei bambini, nonché alla particolare considerazione per i loro interessi, bisogni e diritti. Tali principi contribuiscono a dimostrare i valori che risultano fondamentali per determinare se questa decisione costituisse un esercizio ragionevole del potere legittimo dell agenzia. 15 La posizione delle Isole Figi differisce da quella di altre giurisdizioni di diritto consuetudinario, a causa di un articolo della Costituzione che afferma: I tribunali devono promuovere i valori fondamentali di una società democratica basata sulla libertà e sull uguaglianza e devono, se ciò risulta appropriato, avere riguardo del diritto pubblico internazionale applicabile alla protezione dei diritti stabiliti in questo capitolo. La Corte Suprema delle Figi ha dichiarato che la Convenzione potrebbe venire usata [dai tribunali] a sostegno del processo decisionale o per giustificare una decisione. 16 Alcuni giuristi considerano il diritto consuetudinario internazionale parte della common law, e pertanto applicabile dai tribunali, nella misura in cui ciò non risulti contrario alla legislazione vigente. 17 La Corte Suprema dell Australia ha riconosciuto un principio leggermente diverso, secondo cui il diritto consuetudinario non si conforma necessariamente al diritto internazionale, ma il diritto internazionale comporta un influenza legittima e importante sullo sviluppo del diritto consuetudinario, soprattutto quando il diritto internazionale afferma l esistenza di diritti umani universali. 18 RIFORMA LEGISLATIVA E ATTUAZIONE DELLA CONVENZIONE SUI DIRITTI DELL INFANZIA 1719 18 LO STATO DELLA CONVENZIONE NEI SISTEMI GIURIDICI NAZIONALI20 UNICEF/HQ /Giacomo Pirozzi Un numero consistente di riserve e dichiarazioni relative alla CDI è stato ritirato. 2RISERVE E DICHIARAZIONI RELATIVE ALLA CONVENZIONE Il numero e la portata delle riserve e delle dichiarazioni relative alla Convenzione fatte dagli Stati parti al momento della ratifica varia considerevolmente da regione a regione. 19 Nessuno dei paesi dell Africa subsahariana studiati ha avanzato riserve alla Convenzione sui diritti dell infanzia, mentre gli stati islamici e i paesi dell Europa occidentale ne hanno avanzate di più di altri paesi in Asia, in Europa e in America latina. 20 Un numero consistente di riserve e di dichiarazioni è stato ritirato, in alcuni casi perché sono state adottate nuove leggi conformi alla Convenzione e in altri a causa di una comprensione diversa di ciò che la Convenzione effettivamente richiede. La maggior parte dei paesi dell America latina non ha avanzato riserve alla Convenzione, benché l Argentina abbia presentato una riserva relativa all articolo 21, secondo cui non le sarebbe stato possibile conformarsi a certi articoli concernenti l adozione internazionale finché non fosse stato attuato un efficace meccanismo per la prevenzione del traffico di minorenni. Il paese ha adottato una nuova legislazione sull adozione internazionale nel 1997, ma ancora non ha ritirato la sua riserva. Argentina, Ecuador, Guatemala e Uruguay hanno formulato delle dichiarazioni indicanti la loro intenzione di applicare la Convenzione ai bambini sin dal concepimento, o di applicare standard più elevati di quelli richiesti dalla Convenzione in rapporto al divieto di partecipazione ai conflitti armati per tutti i minori di 18 anni, oppure entrambe le cose. La maggior parte dei paesi dell Europa centrale e orientale non ha espresso dichiarazioni o riserve alla Convenzione. E le riserve che sono state avanzate risultano parziali. Una riserva presentata dalla Jugoslavia è stata ritirata dalla maggior parte degli stati successori dopo il raggiungimento dell indipendenza. La Polonia ha avanzato delle riserve relative all articolo 7 della Convenzione, limitando il diritto dei bambini adottati a ricevere RIFORMA LEGISLATIVA E ATTUAZIONE DELLA CONVENZIONE SUI DIRITTI DELL INFANZIA 19 Vedere altro
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 articolo 21
 articolo 7
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 Sentenza 
 SENTENZA 
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 Articolo 1