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Timestamp: 2017-11-19 17:50:23+00:00

Document:
Interdittiva antimafia: la prognosi di permeabilità - Gazzetta Amministrativa
"La formulazione della prognosi di permeabilità non può essere ancorata al mero dato formale dei passaggi societari, ma deve necessariamente addentrarsi nell’analisi della storia e dell’evoluzione della partnership, al fine di comprendere, alla luce anche dei tempi e delle modalità dei passaggi societari, nonché degli altri elementi extra societari di rilievo e del contesto di operatività, se siffatta partnership possa essere indice di condivisione di obiettivi e metodi. Ed infatti, la giurisprudenza è costante nell’affermare che l’interdittiva antimafia può legittimamente fondarsi anche su fatti risalenti nel tempo, purché dall´analisi del complesso delle vicende esaminate emerga, comunque, un quadro indiziario idoneo a giustificare il necessario giudizio di attualità e di concretezza del pericolo di infiltrazione mafiosa nella gestione dell´attività di impresa (cfr. Cons. Stato, sez. III, 5 febbraio 2016, n. 463)" Per approfondire vai alla sentenza della Terza Sezione del Consiglio d ìi Stato del 16 maggio 2017.
La Civit, Autorità Nazionale Anticorruzione, ha approvato in via definitiva il Piano Nazionale Anticorruzione (PNA) che permette di disporre di un quadro unitario e strategico di programmazione delle attività per prevenire e contrastare la corruzione nel settore pubblico e crea le premesse perché le amministrazioni possano redigere i loro piani triennali per la prevenzione della corruzione e, di conseguenza, predisporre gli strumenti previsti dalla legge 190. Predisposto dal Dipartimento della Funzione pubblica e trasmesso a metà luglio alla Civit, il PNA recepisce le osservazioni formulate il primo agosto dall’Autorità, nella logica di collaborazione istituzionale e al fine di favorire l’applicazione della legge 190. Le osservazioni hanno riguardato, tra l’altro, l’ambito soggettivo di applicazione del Piano, i contenuti minimi dei piani triennali delle amministrazioni e l’aggiornamento annuale del Piano, che dovrebbe essere un documento programmatico a scorrimento. Nella stessa seduta, la Civit ha anche stabilito di segnalare al Ministro l’esigenza di prevedere, in fase di aggiornamento nel 2014, ulteriori integrazioni e specificazioni con riferimento ad aspetti, quali l’affinamento degli indicatori per la misurazione dell’efficacia di politiche e strumenti di prevenzione della corruzione, la definizione dei contenuti minimi dei piani di formazione in tema di anticorruzione e dei criteri in base ai quali viene articolata l’offerta formativa pubblica in tema di anticorruzione, la definizione degli aspetti organizzativi della funzione di coordinamento nelle diverse categorie di amministrazioni, l’articolazione delle politiche di prevenzione differenziate per settore, l’introduzione di iniziative nazionali di prevenzione a carattere trasversale, l’individuazione di buone pratiche, nonché la previsione e il coordinamento di iniziative per la diffusione del Piano e della cultura della legalità per migliorare l’efficacia delle politiche di prevenzione.
La Civit, Autorità Nazionale Anticorruzione, ha approvato in via definitiva il Piano Nazionale Anticorruzione (PNA) che permette di disporre di un quadro unitario e strategico di programmazione delle attività per prevenire e contrastare la corruzione nel settore pubblico e crea le premesse perché l ... Continua a leggere
lunedì 1 luglio 2013 20:09
L'obbligo ex d.l. n. 95/2012 alla p.a. titolare della partecipazione o di poteri di indirizzo e vigilanza, di nominare propri dipendenti nei C.d.A. delle società partecipate non contrasta con il d.lgs n. 39/2013 e comporta che i nominandi membri del consiglio di amministrazione possono anche essere dirigenti, purché non investiti della carica di presidente con deleghe gestionali dirette o di amministratore delegato
La Civit con la delibera n. 47/2013 interviene - in risposta ai numerosi quesiti di seguito riportati - a chiarire rispetto il rapporto tra le previsioni dell’art. 4 del d. l. n. 95/2012, convertito, con modificazioni, in l. n. 135/2012, e gli artt. 9 e 12 del d. lgs. n. 39/2013: "1. Nota del 5 giugno 2013 del Segretario generale della Provincia di Milano, con la quale si chiede, fra l’altro, se vi sia contrasto tra l’art. 4, commi 4 e 5 del d.l. 95/2012, che impone alla p.a. titolare della partecipazione o di poteri di indirizzo e vigilanza, di nominare propri dipendenti nei C.d.A. delle società partecipate, e gli artt. 9 e 12 del d.lgs. 39/2013, che prevedono ipotesi di incompatibilità tra incarichi e cariche in enti di diritto regolati o finanziati (art. 9), e tra incarichi dirigenziali interni e esterni e cariche di componenti degli organi di indirizzo nelle amministrazioni statali, regionali e locali (art. 12). 2. Nota del 30 maggio 2013 del Commissario Straordinario della Provincia Regionale di Catania, con la quale si pone la questione del coordinamento tra l’art. 4, commi 4 e 5 del d.l. 95/2012, che impone alla p.a. titolare della partecipazione o di poteri di indirizzo e vigilanza, di nominare propri dipendenti nei C.d.A. delle società partecipate, e gli artt. 9 e 12 del d.lgs. 39/2013, che prevedono ipotesi di incompatibilità tra incarichi e cariche in enti di diritto regolati o finanziati (art. 9), e tra incarichi dirigenziali interni e esterni e cariche di componenti degli organi di indirizzo nelle amministrazioni statali, regionali e locali (art. 12). 3. Nota dell’8 maggio 2013 del Segretario generale del Comune di Brescia, con la quale si sollevano problemi interpretativi e di coordinamento tra la disciplina prevista dall’art. 4, comma 5, del d.l. n. 95/2012 e gli artt. 9 e 12 del d.lgs. n. 39/2013. 4. Nota del 17 maggio 2013 del Presidente della Provincia di Savona, con la quale si chiede – alla luce delle difficoltà di coordinamento della disciplina prevista dall’art. 4, commi 4 e 5 del d.l. n. 95/2012 con il d.lgs. n. 39/2013 – se sia possibile conferire al Segretario generale della Provincia l’incarico di componente del consiglio di amministrazione in una società pubblica controllata dalla provincia medesima. 5. Nota del Segretario generale della Città di Alessandria, con la quale si sollevano problemi interpretativi e di coordinamento tra la disciplina prevista dall’art. 4, comma 5, del d.l. n. 95/2012 e gli artt. 9 e 12 del d.lgs. n. 39/2013. 6. Nota del 14 maggio 2013 del Segretario generale del Comune di Rovigo, con la quale si chiede un parere in ordine al rapporto fra art. 4, commi 4 e 5, d.l. n. 95/2012 e art. 12, comma 4, lett. c), d.lgs. n. 39/2013, con riferimento a organi collegiali di amministrazione in società partecipate. 7. Nota del 19 giugno 2013 del Segretario generale della Città di san Donà di Piave (VE), con la quale si segnala, fra l’altro, la questione del rapporto che intercorre tra il d.l. n. 95/2012 e il d.lgs. n. 39/2013;" RISPOSTA: "La Commissione, esaminate le richieste di parere sopra elencate, nelle quali viene segnalato un possibile contrasto tra le previsioni dell’art. 4 del d.l. n. 95/2012, convertito, con modificazioni, in l. n. 135/2012, e quanto previsto dagli artt. 9 e 12 del d. lgs. n. 39/2013, ha espresso il seguente avviso: “Premesso che, nel rapporto tra l’art. 4 del d. l. n. 95/2012 e gli artt. 9 e 12 del d. lgs. n. 39/2013, non si ha piena coincidenza degli enti interessati (è possibile che alcuni degli enti non rientrino nella previsione dell’art. 4), la Commissione ritiene che le norme in esame non si pongano, comunque, in diretto e integrale contrasto. Il d.l. n. 95/2012, infatti, prevede in generale l’obbligatorietà della nomina nei consigli di amministrazione di “dipendenti” senza specificarne qualifica o funzione, mentre il d. lgs n. 39/2013, con riferimento alle amministrazioni centrali, si occupa esclusivamente di dirigenti – salvo il caso di incarichi di funzione dirigenziale nell’ambito degli uffici di diretta collaborazione (secondo quanto previsto dalle lettere j) e k) del comma 2 dell’art. 1 del d. lgs. n. 39/2013) – e, con riferimento agli enti locali, anche di incarichi dirigenziali affidati al personale non dirigente (ai sensi dell’art. 2, c. 2, d. lgs. n. 39/2013). Ne deriva che, con riferimento ai soggetti, un parziale contrasto tra le norme in esame può ravvisarsi per quanto riguarda la possibilità di nominare dirigenti in enti di diritto privato in controllo pubblico. A un attento esame, peraltro, il problema va affrontato non in termini di abrogazione delle disposizioni del d.l. n. 95/2012 o di loro integrale vigenza in base al richiamato principio di specialità, ma soltanto nel senso che la disciplina sopravvenuta (d. lgs. n. 39/2013) ha delimitato l’ambito soggettivo cui si riferiscono gli obblighi di nomina previsti dall’art. 4 del d.l. n. 95/2012; vale a dire che, nel caso dell’art. 4, comma 4, del d.l. n. 95/2012, i due nominandi membri del consiglio di amministrazione possono anche essere dirigenti, purché non investiti della carica di presidente con deleghe gestionali dirette o di amministratore delegato. Per quanto riguarda, poi, l’art. 4, comma 5, del d.l. n. 95/2012, si giunge a conclusioni analoghe, nel senso che, nel caso di cinque componenti, i tre designandi da parte delle amministrazioni non possono rivestire le summenzionate funzioni. A queste conclusioni, infatti, si può giungere sulla base delle considerazioni che seguono. L’art. 9, comma 1, del d. lgs. n. 39/2013 si applica a “incarichi e cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati”, con la conseguenza che, ai sensi dell’art. 1, comma 2, lett. e), del d. lgs. n. 39/2013, l’incompatibilità prevista riguarda esclusivamente le cariche di “presidente con deleghe gestionali dirette, amministratore delegato, le posizioni di dirigente, lo svolgimento stabile di attività di consulenza a favore dell’ente”. Alla luce di tale premessa deriva che, in base alla previsione dell’art. 9, non è preclusa la nomina dei soggetti ivi elencati, che non siano investiti di tali deleghe o funzioni, a componenti del consiglio di amministrazione degli enti. In una prospettiva solo in parte in parte diversa si pone il problema dell’incompatibilità prevista dall’art. 12 del d. lgs. n. 39/2013, con riferimento alle cariche negli enti di diritto privato in controllo pubblico. Per quanto riguarda il comma 1 del detto articolo, l’incompatibilità è limitata alle cariche di presidente e amministratore delegato; ed è da ritenere che il generico riferimento a “presidente” debba essere integrato con la previsione della titolarità di “deleghe gestionali dirette” (ai sensi della lettera e) dell’art. 1, comma 2, del d. lgs. n. 39/2013), come si può desumere, del resto, dall’abbinamento della carica di presidente con quella di amministratore delegato. In questo quadro, residua il problema dell’interpretazione della lettera c) del comma 4 dell’art. 12 del d. lgs. n. 39/2013. Tuttavia, sul piano della ricostruzione del sistema, alla Commissione sembra evidente che la carica di “componente di organi di indirizzo negli enti di diritto privato in controllo pubblico” ivi prevista coincide con la carica di presidente con delega e di amministratore delegato. In conclusione, la Commissione ritiene che le soluzioni sopra indicate e frutto di un primo esame consentono pienamente di realizzare un adeguato contemperamento tra l’esigenza di contenimento della spesa (art. 4, commi 4 e 5, d.l. n. 95/2012) (atteso che devono essere nominati due o tre componenti del C.d.A. scegliendoli, oltre che tra i dipendenti, anche tra i dirigenti, con il conseguente contenimento della spesa) e l’esigenza, perseguita dalla l. n. 190/2012 e dal legislatore delegato, di prevenire possibili casi di corruzione che potrebbero essere favoriti dal protrarsi nel tempo, in capo alle medesime persone, di funzioni di gestione e amministrazione presso l’ente conferente l’incarico e l’ente sottoposto a controllo, regolato o finanziato."
La Civit con la delibera n. 47/2013 interviene - in risposta ai numerosi quesiti di seguito riportati - a chiarire rispetto il rapporto tra le previsioni dell’art. 4 del d. l. n. 95/2012, convertito, con modificazioni, in l. n. 135/2012, e gli artt. 9 e 12 del d. lgs. n. 39/2013: "1. Nota del 5 gi ... Continua a leggere
lunedì 1 luglio 2013 18:15
La trasmissione dei dati sui contratti pubblici all'AVCP assolve anche l'obbligo di trasmissione alla Civit
Comunicato congiunto CiVIT-Avcp del 25.6.2013
Con comunicato congiunto CiVIT-Avcp in ordine alla trasmissione dei dati sui contratti pubblici si e' reso noto che e' stata conclusa l'intesa tra Civit-Autorità Nazionale Anticorruzione e Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici per la semplificazione degli obblighi a carico delle amministrazioni. In particolare con la trasmissione dei dati sui contratti pubblici all’AVCP secondo quanto previsto dalla delibera della stessa Autorità n. 26/2013 si intende assolta anche la trasmissione alla CiVIT ai sensi dell’art. 1 c. 27 della legge 190/2012. In tal modo ai destinatari degli obblighi di pubblicazione e di trasmissione si evita la duplicazione di oneri relativamente alla trasmissione di dati.
Con comunicato congiunto CiVIT-Avcp in ordine alla trasmissione dei dati sui contratti pubblici si e' reso noto che e' stata conclusa l'intesa tra Civit-Autorità Nazionale Anticorruzione e Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici per la semplificazione degli obblighi a carico delle amminist ... Continua a leggere
giovedì 18 luglio 2013 18:14
Anticorruzione: chiarimenti della Civit sull'applicabilità delle norme sull'inconferibilità e incompatibilità degli incarichi nei Comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti
Prof. Avv. Enrico Michetti a delibera Civit
Importante chiarimento della Civit in tema di applicabilità del d. lgs. n. 39/2013 ai Comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti o forme associative tra Comuni della medesima regione aventi la medesima popolazione. In particolare la delibera oggi attenzionata interviene a fonte delle numerose richieste di chiarimenti sotto indicate:1. Nota del 15 giugno 2013 del Segretario generale del Comune di Bibbiano (RE) (popolazione inferiore ai 15.000 abitanti) con la quale si chiede alla Commissione se vi sia incompatibilità tra l’incarico di responsabile del servizio assetto ed uso del territorio e dell’ambiente del Comune di Bibbiano e la carica di assessore esterno di un comune con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti. Inoltre, lo stesso Segretario chiede se vi sia incompatibilità con la posizione rivestita da tale dipendente e la sua nomina a Presidente del Consiglio di amministrazione dell’azienda speciale consortile trasporti di Reggio Emilia. 2. Nota del 10 giugno 2013 del Segretario comunale del Comune di Pandino (CR) con la quale si chiede alla Commissione se l’incarico di Presidente dell’azienda speciale sia conferibile ad un consigliere comunale del Comune di Pandino, comune con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti, che ha rassegnato le propri dimissione prima della nomina. 3. Nota del 14 giugno 2013 del Sindaco del Comune di Valverde (CT), con la quale si chiede alla Commissione se l’incarico di Assessore di un Comune con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti sia conferibile ad un dottore commercialista e revisore contabile che ricopre il ruolo di componente del collegio sindacale di una società a totale capitale pubblico di cui il citato Comune di Valverde sia socio azionista.AVVISO DELLA COMMISSIONE:"Le disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti di diritto privato in controllo pubblico (art. 7, commi 1 e 2 lett. a) e d); art. 8, comma 5; art.11, comma 2 lett. b); comma 3 lett. b) e c); art. 12 comma 3 lett. b) comma 4 lett. b) e c); art. 13 commi 2 lett. b) e c) e 3; art. 14, comma 2 lett b) e c) del decreto n.39/2013) trovano applicazione – ¬secondo l’ espressa previsione del decreto legislativo – soltanto ai Comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti o forme associative tra Comuni della medesima regione aventi la medesima popolazione. Le disposizioni in tema di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi di cui agli artt. 3, 4 e 9 del citato decreto legislativo n. 39/2013 trovano generale applicazione."Importante chiarimento della Civit in tema di applicabilità del d. lgs. n. 39/2013 ai Comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti o forme associative tra Comuni della medesima regione aventi la medesima popolazione. In particolare la delibera oggi attenzionata interviene a fonte delle numerose richieste di chiarimenti sotto indicate:1. Nota del 15 giugno 2013 del Segretario generale del Comune di Bibbiano (RE) (popolazione inferiore ai 15.000 abitanti) con la quale si chiede alla Commissione se vi sia incompatibilità tra l’incarico di responsabile del servizio assetto ed uso del territorio e dell’ambiente del Comune di Bibbiano e la carica di assessore esterno di un comune con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti. Inoltre, lo stesso Segretario chiede se vi sia incompatibilità con la posizione rivestita da tale dipendente e la sua nomina a Presidente del Consiglio di amministrazione dell’azienda speciale consortile trasporti di Reggio Emilia. 2. Nota del 10 giugno 2013 del Segretario comunale del Comune di Pandino (CR) con la quale si chiede alla Commissione se l’incarico di Presidente dell’azienda speciale sia conferibile ad un consigliere comunale del Comune di Pandino, comune con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti, che ha rassegnato le propri dimissione prima della nomina. 3. Nota del 14 giugno 2013 del Sindaco del Comune di Valverde (CT), con la quale si chiede alla Commissione se l’incarico di Assessore di un Comune con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti sia conferibile ad un dottore commercialista e revisore contabile che ricopre il ruolo di componente del collegio sindacale di una società a totale capitale pubblico di cui il citato Comune di Valverde sia socio azionista.AVVISO DELLA COMMISSIONE:"Le disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti di diritto privato in controllo pubblico (art. 7, commi 1 e 2 lett. a) e d); art. 8, comma 5; art.11, comma 2 lett. b); comma 3 lett. b) e c); art. 12 comma 3 lett. b) comma 4 lett. b) e c); art. 13 commi 2 lett. b) e c) e 3; art. 14, comma 2 lett b) e c) del decreto n.39/2013) trovano applicazione – ¬secondo l’ espressa previsione del decreto legislativo – soltanto ai Comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti o forme associative tra Comuni della medesima regione aventi la medesima popolazione. Le disposizioni in tema di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi di cui agli artt. 3, 4 e 9 del citato decreto legislativo n. 39/2013 trovano generale applicazione.
Importante chiarimento della Civit in tema di applicabilità del d. lgs. n. 39/2013 ai Comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti o forme associative tra Comuni della medesima regione aventi la medesima popolazione. In particolare la delibera oggi attenzionata interviene a fonte delle numero ... Continua a leggere
venerdì 8 novembre 2013 15:33
E' in atto un passaggio di fascicoli tra l'ARAN e l'ex CIVIT ora divenuta ex art. 5 L. n. 125/2013 Autorità Nazionale AntiCorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle pubbliche amministrazioni (A.N.A.C.). Dal 31 ottobre u.s., infatti, a seguito dell’entrata in vigore della legge 30 ottobre 2013, n. 125 con cui è stato convertito in legge con modificazioni il d.l. n. 101/2013, recante “Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione delle pubbliche amministrazioni”, le funzioni relative alla performance e alla valutazione di cui all’art. 13 del d.lgs.n. 150/2009, inizialmente trasferite all’ARAN, sono rientrate nell’ambito di sua competenza. L’ARAN ha trasmesso all’Autorità le pratiche che nel frattempo sono pervenute alla stessa. Il termine di 30 giorni, previsto nella delibera n. 12/2013, per rendere il parere ai fini della nomina dei componenti degli OIV, ai sensi dell’art. 14 del d.lgs.n. 150/2009, decorrerà pertanto dal momento dell’acquisizione della documentazione trasmessa dall’ARAN.
giovedì 20 giugno 2013 12:02
Anticorruzione: chiarimenti della Civit sulla rotazione degli incarichi in caso di dipendente sospeso a seguito di condanna non definitiva
“È stato chiesto alla Commissione come garantire la rotazione degli incarichi nelle ipotesi di sospensione di cui all’art. 4, legge n. 97 del 2001 del dipendente dal servizio a seguito di condanna non definitiva, qualora la dotazione organica non consenta di operare la rotazione” Risposta: La Commissione ha espresso l’avviso secondo cui, nelle ipotesi di sospensione del dipendente dal servizio a seguito di condanna non definitiva, qualora la dotazione organica non consenta di operare la rotazione degli incarichi dei dirigenti, l’amministrazione procederà ad affidare l’incarico ad un funzionario o, in subordine, si avvarrà di soggetto esterno all’amministrazione stessa.
“È stato chiesto alla Commissione come garantire la rotazione degli incarichi nelle ipotesi di sospensione di cui all’art. 4, legge n. 97 del 2001 del dipendente dal servizio a seguito di condanna non definitiva, qualora la dotazione organica non consenta di operare la rotazione” Risposta: La Comm ... Continua a leggere
sabato 27 luglio 2013 10:24
Incompatibilità ed inconferibilità: la CIVIT sospende l’attività consultiva
L'Autorità Nazionale Anticorruzione con comunicato del 26 luglio 2013 ha reso di noto di aver temporaneamente sospeso le proprie decisioni sulle richieste di parere pervenute ai sensi dell’art. 16 comma 3 del d. lgs. 39/2013 nelle more dell’approvazione definitiva della legge di conversione del d.l. n. 69/2013 Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia, per doveroso rispetto delle scelte del Parlamento. Per evitare possibili errate interpretazioni, la Commissione si è' premurata anche di aggiungere che all’esito dell’iter parlamentare di conversione, la Commissione opererà, come ha sempre fatto, nel pieno rispetto della legge, esprimendo i pareri richiesti, se il disegno di legge fosse modificato in tal senso, o trasmettendo, per competenza, al Dipartimento della funzione pubblica le richieste pervenute e informandone le amministrazioni richiedenti.
L'Autorità Nazionale Anticorruzione con comunicato del 26 luglio 2013 ha reso di noto di aver temporaneamente sospeso le proprie decisioni sulle richieste di parere pervenute ai sensi dell’art. 16 comma 3 del d. lgs. 39/2013 nelle more dell’approvazione definitiva della legge di conversione del d.l ... Continua a leggere
martedì 16 luglio 2013 01:09
Elaborato dalla Funzione Pubblica il Piano Nazionale Anticorruzione
Il Ministro Gianpiero D'Alia ha trasmesso alla CIVIT la proposta di Piano Nazionale Anticorruzione elaborata dal Dipartimento della Funzione pubblica che ora dovrà essere approvato dalla CIVIT. Destinatari sono tutte le P.A. di cui all'art. 1, comma 2, del d.lgs. 165/2001. Per le regioni, gli enti del S.S.N., gli enti locali e gli enti ad essi collegati alcuni adempimenti attuativi saranno definiti attraverso intese in sede di Conferenza unificata (art. 1, commi 60 e 61, legge 190/2012). Per il personale in regime di diritto pubblico (art. 3 del d.lgs. 165/2001), dovranno essere assicurate iniziative e misure di prevenzione analoghe a quelle previste per il personale contrattualizzato. Le Autorità amministrative indipendenti, gli enti pubblici economici, gli enti di diritto privato in controllo pubblico, le società partecipate e le società da esse controllate (art. 2359 c.c.) sono destinatari per le parti in cui sono espressamente indicati. Il Piano e' diviso in tre Sezioni: 1) Prima sezione: sono esposti gli obiettivi strategici e le azioni da implementare a livello nazionale. La responsabilità è in capo al Dipartimento della funzione pubblica e degli altri soggetti istituzionale che operano per la prevenzione a livello nazionale. 2) Seconda sezione: è dedicata all'illustrazione della strategia di prevenzione a livello decentrato ossia a livello di singola amministrazione e contiene le direttive alle pubbliche amministrazioni per l'applicazione delle misure di prevenzione tra cui quelle obbligatorie per legge. 3) Terza sezione: contiene indicazioni circa la comunicazione dei dati e delle informazioni al D.F.P. e la finalizzazione dei dati successivamente alla raccolta, per il monitoraggio e lo sviluppo di ulteriori strategie. Per accedere alla lettura del Piano cliccare sul titolo sopra linkato.
Il Ministro Gianpiero D'Alia ha trasmesso alla CIVIT la proposta di Piano Nazionale Anticorruzione elaborata dal Dipartimento della Funzione pubblica che ora dovrà essere approvato dalla CIVIT. Destinatari sono tutte le P.A. di cui all'art. 1, comma 2, del d.lgs. 165/2001. Per le regioni, gli enti ... Continua a leggere
giovedì 28 marzo 2013 11:58
Anticorruzione: il termine del 31 marzo 2013 per l'adozione del Piano triennale di prevenzione della corruzione non e' perentorio
Civit rende noto che sono pervenute alla Commissione reiterate richieste, con le quali, si chiede se il termine del 31 marzo 2013, entro il quale l’organo di indirizzo politico deve adottare il Piano triennale di prevenzione della corruzione, sia perentorio o possa essere considerato ordinatorio, in attesa del Piano nazionale anticorruzione e, per quanto riguarda le regioni e gli enti locali, delle intese previste dal comma 60 dell’art. 1 della legge n. 190/2012 e di ulteriori e più specifici indirizzi. La Commissione, in proposito, si è espressa nel senso che il termine del 31 marzo 2013 non può essere considerato perentorio (nel senso che il Piano adottato dopo la scadenza del termine è comunque valido), con la conseguenza che, per quanto riguarda le amministrazioni centrali e gli enti nazionali, il Piano triennale dovrà essere adottato entro il tempo strettamente necessario e secondo le linee indicate nel Piano nazionale anticorruzione, dopo l’approvazione dello stesso da parte della Commissione. Come già indicato dalla Commissione, ciò non esclude che, nell’attesa, le singole amministrazioni, su proposta del responsabile della prevenzione della corruzione, procedano alla prevista valutazione del diverso livello di esposizione degli uffici al rischio di corruzione, alla previsione di procedure per selezionare e formare i dipendenti e a introdurre opportune forme di rotazione. Le amministrazioni potranno, se lo ritengono, adottare il Piano triennale di prevenzione della corruzione, fatte salve le successive integrazioni e modifiche per adeguarlo ai contenuti del Piano nazionale anticorruzione come approvato dalla Commissione. Quanto sopra osservato può valere anche per le Regioni e gli Enti locali, specie dopo la scadenza del termine di quattro mesi, previsto dall’art. 1 comma 60 della legge n. 190/2012, per definire in sede di Conferenza Unificata gli adempimenti e i relativi termini volti alla “piena e sollecita attuazione delle disposizioni” della legge.
Civit rende noto che sono pervenute alla Commissione reiterate richieste, con le quali, si chiede se il termine del 31 marzo 2013, entro il quale l’organo di indirizzo politico deve adottare il Piano triennale di prevenzione della corruzione, sia perentorio o possa essere considerato ordinatorio, i ... Continua a leggere
giovedì 3 ottobre 2013 22:22
Civit - quesiti e segnalazioni
lunedì 3 giugno 2013 18:30
La Commissione nella seduta del 29 maggio 2013, in relazione ai modelli per la realizzazione di indagini sul personale dipendente volte a rilevare il livello di benessere organizzativo e il grado di condivisione del sistema nonché la rilevazione della valutazione del proprio superiore gerarchico, ha precisato che: 1. il superiore gerarchico va individuato nel superiore che al singolo dipendente assegna gli obiettivi e successivamente ne valuta la performance individuale; 2. le amministrazioni, con riferimento alle domande con la polarità negativa (A.04, A.05, A.09, B.04,B.07, H.05), devono dare precise indicazioni in occasione della somministrazione dell’indagine sulla compilazione del questionario e ne devono tener conto successivamente in sede di analisi dei dati e della loro elaborazione; 3. ai sensi dell’art. 20, comma 3 del D. Lgs. 33/2013, le singole amministrazioni devono pubblicare i risultati dell’indagine sui propri siti istituzionali, oltre che trasmetterli alla CiVIT. Per approfondire cliccare sul titolo sopra linkato.
L'INPS ha adottato circolare n. 27 del 25.2.2014 ha adottato le direttive interne dirette ad adeguare le procedure interne e a conformare la condotta dei dipendenti agli obblighi stabiliti dalla legge 6 novembre 2012, n. 190 “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”. Con tale provvedimento legislativo, precisa l'Inps, è stato introdotto anche nel nostro ordinamento un sistema organico di prevenzione della corruzione che mira a garantire l’attuazione coordinata delle strategie elaborate in materia a livello nazionale ed internazionale e, al contempo, a fornire alle pubbliche amministrazioni le linee di indirizzo per la corretta applicazione delle misure e degli strumenti di prevenzione previsti dalla legge. Sotto tale ultimo aspetto, riveste un ruolo fondamentale il Piano Nazionale Anticorruzione (di seguito PNA), predisposto dal Dipartimento della Funzione Pubblica ed approvato dalla CIVIT con delibera n. 72 dell’11.9.2013, che fornisce una serie di diposizioni volte a guidare le amministrazioni nell’attuazione della normativa, attraverso l’emanazione di direttive interne idonee ad adeguare le procedure interne e a conformare la condotta dei dipendenti agli obblighi di legge. Ciò premesso, tenuto conto che l’Istituto ha già emanato alcune disposizioni prevista dal PNA – tra cui quelle in materia di inconferibilità ed incompatibilità degli incarichi dirigenziali ai sensi del d. lgs. 39/13 – si forniscono le seguenti direttive che, da un lato, completano la disciplina degli ambiti già trattati e, dall’altro, regolamentano ulteriori aspetti previsti dalle previsioni normative in materia. 1.Inconferibilità ed incompatibilità degli incarichi dirigenziali 2.Prevenzione fenomeni corruttivi nella formazione di commissioni e nell’assegnazione agli uffici 3.Attività successiva alla cessazione del rapporto di lavoro 4.Rotazione del personale sottoposto a procedimento penale o disciplinare per condotte di natura corruttiva 5.Obblighi di astensione 6.Obblighi di comunicazione 7.Contratti ed altri atti negoziali Per continuare nella lettura cliccare su "Accedi al provvedimento".
martedì 16 luglio 2013 01:01
Civit approva le linee guida per l’aggiornamento del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità 2014-2016
Alla luce delle rilevanti modifiche normative, la Civit ha elaborato delle nuove Linee guida che forniscono, a integrazione delle delibere CiVIT n. 105/2010, “Linee guida per la predisposizione del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità”, e n. 2/2012, “Linee guida per il miglioramento della predisposizione e dell’aggiornamento del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità”, le principali indicazioni per l’aggiornamento del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità e per il suo coordinamento con il Piano di prevenzione della corruzione previsto dalla legge n. 190/2012, per il controllo e il monitoraggio sull’elaborazione e sull’attuazione del Programma. Nella seduta del 4 luglio 2013 la Commissione, infatti, a seguito di consultazione pubblica, ha approvato le “Linee guida per l’aggiornamento del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità 2014-2016”. Secondo quanto in esse indicato, la verifica sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione da parte degli Organismi indipendenti di valutazione e la relativa attestazione è completata e inviata alla Commissione entro e non oltre il 31 dicembre 2013. Le amministrazioni, invece, adottano il Programma triennale entro il 31 gennaio 2014.
Alla luce delle rilevanti modifiche normative, la Civit ha elaborato delle nuove Linee guida che forniscono, a integrazione delle delibere CiVIT n. 105/2010, “Linee guida per la predisposizione del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità”, e n. 2/2012, “Linee guida per il miglioramento ... Continua a leggere
mercoledì 4 settembre 2013 10:25
a cura del Prof. Avv. Enrico Michetti estratto delibera Civit
L’articolo 47 del d.lgs. n. 33/2013 prevede l’irrogazione di sanzioni specifiche per la violazione degli obblighi di comunicazione e pubblicazione ai sensi del D.lgs n. 33/2013 Chiarisce la Civit che le sanzioni previste dal legislatore presentano diversa natura. Sono infatti disposte: - sanzioni amministrative pecuniarie sia nei confronti dei soggetti tenuti a comunicare i dati previsti dall’art. 14 e dall’art. 47, c. 2, secondo periodo, che nei confronti dei soggetti tenuti a pubblicare i dati di cui all’art. 22, c. 2; - sanzioni per la violazioni degli obblighi di trasparenza (trasmissione e/o pubblicazione dei dati) del d.lgs. n. 33/2013, previste dagli artt. 45 e 46 del medesimo decreto, che attengono i profili disciplinari e della valutazione della responsabilità dirigenziale, con eventuale causa di responsabilità per danno all’immagine dell’amministrazione e valutazione dell’inadempimento anche ai fini della corresponsione della retribuzione di risultato e del trattamento accessorio collegato alla performance individuale dei responsabili. A queste sanzioni si aggiungono le seguenti misure ulteriori: - con riferimento alla violazione degli obblighi di cui all’art. 14, la pubblicazione, da parte della CIVIT, dei nominativi dei soggetti interessati per i quali non si è proceduto alla pubblicazione dei dati previsti dal medesimo articolo e, da parte dell’amministrazione o dell’organismo interessato, la pubblicazione del provvedimento sanzionatorio irrogato a carico del responsabile della mancata comunicazione dei dati di cui all’art. 14; - per la mancata o incompleta pubblicazione degli obblighi previsti dall’art. 22, c. 2, il divieto di erogare somme a qualsiasi titolo in favore degli enti pubblici vigilati, degli enti di diritto privato in controllo pubblico, delle società partecipate. Nello specifico, per le informazioni e i dati concernenti la situazione patrimoniale complessiva del titolare dell’incarico al momento dell’assunzione in carica, la titolarità di imprese, le partecipazioni azionarie proprie, del coniuge e dei parenti entro il secondo grado (art. 14, c. 1, lett. f), nonché per tutti i compensi cui dà diritto l’assunzione della carica (art. 14, c. 1, lett. c), primo periodo, il legislatore dispone, in caso di mancata o incompleta comunicazione, l’irrogazione, a carico del responsabile della mancata comunicazione, di una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 10.000 euro e la pubblicazione del provvedimento sanzionatorio sul sito internet dell’amministrazione o dell’organismo interessato. La sanzione pecuniaria di cui sopra è applicabile, esclusivamente, nei confronti dei titolari di incarichi politici, di carattere elettivo o comunque di esercizio di poteri di indirizzo politico. Nessuna sanzione è applicabile nei confronti del coniuge non separato e dei parenti entro il secondo grado, stante la subordinazione prevista dal legislatore per la diffusione dei relativi dati a un espresso consenso da parte dei medesimi, così come nessuna sanzione pecuniaria è prevista per il soggetto tenuto alla pubblicazione di tali dati che pur avendoli ricevuti non ha provveduto a pubblicarli. Sono a quest’ultimo applicabili le sanzioni per la violazioni degli obblighi di trasparenza previste dagli artt. 45 e 46 del d.lgs. n. 33/2013. Analoga sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 10.000 euro è disposta sia a carico del responsabile della violazione degli obblighi di pubblicazione previsti dall’art. 22, c. 2 del d.lgs n. 33/2013 (soggetto tenuto a pubblicare), che nei confronti degli amministratori societari che non comunicano ai soci pubblici il proprio incarico ed il relativo compenso entro trenta giorni dal conferimento ovvero, per le indennità di risultato, entro trenta giorni dal percepimento in virtù dell’art. 47, c. 2, secondo periodo. Pubblicazione sul sito della CiVIT dei casi di mancata attuazione degli obblighi di pubblicazione di cui all’art. 14 In caso di mancata attuazione degli obblighi di pubblicazione di cui all’art. 14, c. 1, dalla lett. a) alla lett. f) del d.lgs n. 33 /2013 relativi agli organi di indirizzo politico, la CIVIT pubblica sul proprio sito istituzionale, ai sensi dell’art. 45, c. 4, ultimo periodo, i nominativi dei soggetti ai quali quelle informazioni si riferiscono e per i quali non si è proceduto alla pubblicazione. E’ sanzionata pertanto la mancata pubblicazione, sia che derivi dalla mancata o incompleta comunicazione da parte dell’interessato, che dalla inerzia del funzionario responsabile della pubblicazione il quale, pur disponendo dei dati, non ha provveduto a pubblicarli. Ne consegue che qualora il Responsabile della trasparenza – o altro soggetto individuato dal Programma triennale per la trasparenza e l’integrità, o da un atto organizzativo interno, o da altra disposizione anche regolamentare di ciascuna amministrazione (si rinvia, in merito, al paragrafo 2.2. della delibera CiVIT n. 50/2013) – non riceva i dati che i soggetti sono tenuti a comunicare per la pubblicazione, ovvero il Responsabile della trasparenza o l’OIV accertino che il responsabile della pubblicazione – qualora diverso dal Responsabile della trasparenza in base agli atti sopra citati – non ha provveduto a pubblicare i dati e le informazioni di cui all’art. 14, sono tenuti a segnalare alla CIVIT l’inadempimento rilevato. Il Responsabile è tenuto, altresì, a comunicare l’eventuale successivo adempimento. La pubblicazione da parte della CiVIT dei nominativi dei soggetti per i quali non si è proceduto alla pubblicazione può conseguire, altresì, da una segnalazione da parte dell’OIV o derivare dall’attività di vigilanza e controllo sul rispetto delle regole sulla trasparenza e sull’esatto adempimento degli obblighi di pubblicazione attribuiti alla CiVIT dalla legge n. 190/2012 e dal d.lgs n. 33/2013. I nominativi rimangono pubblicati sino al completo adempimento da parte dell’amministrazione che dovrà essere tempestivamente segnalato alla CiVIT da parte del Responsabile della trasparenza.
L’articolo 47 del d.lgs. n. 33/2013 prevede l’irrogazione di sanzioni specifiche per la violazione degli obblighi di comunicazione e pubblicazione ai sensi del D.lgs n. 33/2013 Chiarisce la Civit che le sanzioni previste dal legislatore presentano diversa natura. Sono infatti disposte: - sanzioni ... Continua a leggere
venerdì 5 agosto 2016 16:58
segnalazione del comunicato ANAC del 4.8.2016
È stato pubblicato il testo definitivo del primo PNA adottato dall’Autorità a seguito della riforma del d.l. 90/2014. Il Piano costituisce un atto di indirizzo per le amministrazioni chiamate ora ad adottare o ad aggiornare concrete e effettive misure di prevenzione di fenomeni corruttivi. Al documento è allegata la Relazione AIR e le osservazioni pervenute a seguito della consultazione pubblica. Accedi alla Delibera n. 831 del 3 agosto 2016 Determinazione di approvazione definitiva del Piano Nazionale Anticorruzione 2016
È stato pubblicato il testo definitivo del primo PNA adottato dall’Autorità a seguito della riforma del d.l. 90/2014. Il Piano costituisce un atto di indirizzo per le amministrazioni chiamate ora ad adottare o ad aggiornare concrete e effettive misure di prevenzione di fenomeni corruttivi. Al docu ... Continua a leggere
domenica 21 agosto 2016 10:54
Anticorruzione: il Regolamento per l'esercizio della funzione consultiva
segnalazione del provvedimento ANAC pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 192 del 18.8.2016
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 192 del 18.8.2016 il provvedimento 20 luglio 2016 dell'Autorita Nazionale Anticorruzione recante "Regolamento per l'esercizio della funzione consultiva svolta dall'Autorita' nazionale anticorruzione ai sensi della legge 6 novembre 2012, n. 190 e dei relativi decreti attuativi e ai sensi del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, al di fuori dei casi di cui all'art. 211 del decreto stesso".
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 192 del 18.8.2016 il provvedimento 20 luglio 2016 dell'Autorita Nazionale Anticorruzione recante "Regolamento per l'esercizio della funzione consultiva svolta dall'Autorita' nazionale anticorruzione ai sensi della legge 6 novembre 2012, n. 190 e dei re ... Continua a leggere
lunedì 30 dicembre 2013 19:21
Anticorruzione: pubblicato il Rapporto A.N.A.C. sul primo anno di attuazione della legge n. 190/2012
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del Rapporto ANAC sul primo anno di attuazione della legge Anticorruzione del 30.12.2013
L'A.N.A.C. ha pubblicato il Rapporto sul primo anno di attuazione della legge Anticorruzione. Il Rapporto offre un primo bilancio dello stato di attuazione della normativa anticorruzione, riportandone le prime concrete evidenze attraverso l’analisi dell’attività dei soggetti coinvolti, evidenziandone luci e ombre e offrendo possibili proposte di miglioramento. Per accedere alla lettura del Rapporto cliccare su "Accedi al Provvedimento".
L'A.N.A.C. ha pubblicato il Rapporto sul primo anno di attuazione della legge Anticorruzione. Il Rapporto offre un primo bilancio dello stato di attuazione della normativa anticorruzione, riportandone le prime concrete evidenze attraverso l’analisi dell’attività dei soggetti coinvolti, evidenziando ... Continua a leggere
martedì 11 agosto 2015 13:35
Sistema di tesoreria unica, inserita l'Autorità Nazionale Anticorruzione
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del DPCM pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 184 del 10.8.2014
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 184 del 10.8.2015 il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 26.6.2015 recante "Inserimento dell'Autorita' nazionale anticorruzione nella tabella A allegata alla legge 29 ottobre 1984, n. 720, istitutiva del sistema di tesoreria unica per enti ed organismi pubblici". In tal modo è stata esclusa dalla tabella A la soppressa AVCP sostituendola con l'ANAC.
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 184 del 10.8.2015 il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 26.6.2015 recante "Inserimento dell'Autorita' nazionale anticorruzione nella tabella A allegata alla legge 29 ottobre 1984, n. 720, istitutiva del sistema di tesoreria unica per ent ... Continua a leggere

References: sentenza 
 art. 4
 art. 12
 art. 8
 art.11
 art. 12
 art. 13
 art. 14
 art. 8
 art.11
 art. 12
 art. 13
 art. 14
 art. 5