Source: https://www.edotto.com/articolo/202012-del-ministero-ancora-sul-lavoro-intermittente-da-legge-fornero-1
Timestamp: 2020-06-02 05:13:23+00:00

Document:
20/2012 del Ministero ancora sul lavoro intermittente da Legge Fornero
Sull’intermittente voluto dalla riforma del mercato del lavoro (Legge n. 92/2012 – Legge Fornero) e soggetto a limiti di attuabilità che hanno generato dubbi - rendendo necessario l’intervento chiarificatore del Ministero, con la circolare interpretativa 18 del 18 luglio 2012, e della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, con la circolare 14 del 23 luglio 2012 - anche questo contributo, giacché ai due documenti va aggiunto un ultimo intervento interpretativo e chiarificatore: con la circolare n. 20, del 1° agosto 2012, il Ministero del lavoro sviscera le correzioni al lavoro intermittente apportate, dalla Legge del 28 giugno 2012, agli articoli 33-40 del D.Lgs n. 276/2003, i quali appunto disciplinano il contratto di lavoro intermittente, che permette l’attività purché svolta in periodi frazionati nel tempo.
Gazzetta Ufficiale n. 235 del 9 ottobre 2003 - Supplemento Ordinario n. 159
Art. 35. Forma e comunicazioni
d) indicazione delle forme e modalità, con cui il datore di lavoro e' legittimato a richiedere l'esecuzione della prestazione di lavoro, nonché delle modalità di rilevazione della prestazione;
Art. 36. Indennità di disponibilità
Art. 37. Lavoro intermittente per periodi predeterminati nell'arco della settimana, del mese o dell'anno
Art. 38. Principio di non discriminazione
2. Il trattamento economico, normativo e previdenziale del lavoratore intermittente e' riproporzionato, in ragione della prestazione lavorativa effettivamente eseguita, in particolare per quanto riguarda l'importo della retribuzione globale e delle singole componenti di essa, nonché delle ferie e dei trattamenti per malattia, infortunio sul lavoro, malattia professionale, maternità, congedi parentali.
Art. 39. Computo del lavoratore intermittente
Art. 40. Sostegno e valorizzazione della autonomia collettiva
L’analisi ministeriale verte su:
l’ambito applicativo dal 18 luglio 2012, in base al quale non è più possibile stipulare il lavoro intermittente con soggetti di età pari o superiore ai 24 anni o inferiore ai 55 anni, spettando esclusivamente alla contrattazione collettiva l'individuazione dei cosiddetti periodi predeterminati poiché una diversa interpretazione che affidasse al contratto individuale questa prerogativa, potrebbe facilmente rendere prive di significato le altre ipotesi giustificatrici del lavoro intermittente;
il nuovo obbligo di comunicazione previsto dall'articolo 35, comma 3/bis, del D.Lgs n. 276/2003, che potrà essere effettuata – sino a nuove indicazioni – via fax o tramite posta elettronica, anche non certificata, prima che abbia inizio l’attività lavorativa (è allo studio l’ipotesi di comunicazione via sms). La modifica o l'annullamento della comunicazione, qualora il lavoratore non si presenti, dovrà avvenire entro le 48 ore successive al giorno in cui doveva essere resa la prestazione, comunque sempre prima del suo inizio. Pena il versamento dei contributi previdenziali per l’intero periodo dell’originaria chiamata.
Il ministero tiene a specificare che i contratti stipulati in data precedente al 18 luglio 2012, tanto in forza dei “vecchi” requisiti soggettivi (soggetti con meno di 25 anni o più di 45 anni di età) quanto per i periodi predeterminati ex articolo 37, potranno continuare ad operare sino al 18 luglio 2013 (compreso) secondo le previgenti causali.
Corollario agli aggiornamenti è la definizione di lavoro intermittente che apre la circolare, laddove il Ministero specifica che la prestazione – che deve essere caratterizzata dalla discontinuità e dall'intermittenza – può essere resa anche per periodi di durata significativa. Ma che “E' tuttavia evidente che detti periodi, per potersi considerare effettivamente “discontinui o intermittenti”, dovranno essere intervallati da una o più interruzioni, in modo tale che non vi sia una esatta coincidenza tra la durata del contratto e la durata della prestazione”.
Nel documento 20/2012, l’avvertenza ai datori di lavoro è che tengano ben presente che la valutazione dei rischi – Dvr – non è prescrizione astratta; da essa non si può prescindere, talché é condizione essenziale per ritenere correttamente avviato il contratto intermittente. Il relativo documento deve rispondere al requisito dell’attualità, ovvero essere adeguato alle condizioni strutturali, logistiche, organizzative della realtà aziendale e consono alle problematiche legate alla formazione ed alla informazione dei lavoratori inquadrati nella tipologia contrattuale del lavoro c.d. “a chiamata”.
Poiché tra tutte, l’indicazione dell’obbligo di adempiere alla comunicazione assume, nel nuovo contesto legislativo e di prassi, un ruolo di tutto rilievo, il ministero provvede anche in questo caso a ricordare al corpo ispettivo la necessità di ponderare con attenzione estrema l’adempimento, apprezzando solo così nel modo più opportuno l’utilizzo improprio dell’istituto.
MINISTERO DEL LAVORO – CIRCOLARE n. 18 del 18 luglio 2012,
FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO – CIRCOLARE n. 14 del 23 luglio 2012,
MINISTERO DEL LAVORO - CIRCOLARE n. 20, del 1° agosto 2012,
FONDAZIONE STUDI DEI CONSULENTI DEL LAVORO - CIRCOLARE N. 14 DEL 23 LUGLIO 2012
Somministrazione dal 25.6.2015
09/11/2015 | Rossella Schiavone
19/10/2012 | Enrico Presilla e Andrea Seppoloni - Ispettorato Territoriale del Lavoro di Perugia

References: Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 40
 articolo 37