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LE NOVITÀ TELEMATICHE DEL DECRETO SVILUPPO DI GIUSEPPE BOZZA - PDF
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Fiora Leonardi
1 LE NOVITÀ TELEMATICHE DEL DECRETO SVILUPPO DI GIUSEPPE BOZZA Sommario: 1. Introduzione 2. Disposizioni di carattere generale 2.1. Entrata in vigore; 2.2. Comunicazione della PEC al registro delle imprese; 2.3. Comunicazioni del curatore, del commissario giudiziale e del commissario liquidatore; 2.4. Deposito atti in cancelleria; 2.5. Conservazione dei messaggi 3. Fallimento A. Istruttoria prefallimentare B. Rapporti ex art. 33 C-Stato passivo C.1. L avviso di cui all art. 92; C.2. Trasmissione della domanda e dei documenti; C.3. Le osservazioni dei creditori e la presentazione di documenti integrativi; C.4. L udienza di stato passivo e la relativa comunicazione D. Gli ulteriori incombenti del curatore 4. Concordato Preventivo 5. Liquidazione coatta 6. Amministrazione straordinaria 1. Introduzione Il D.L. 18 ottobre 2012, n convertito nella legge 17 dicembre 2012 n. 221 e successivamente integrato dalla legge 24 dicembre 2012 n. 228, costituisce, con l introduzione delle co- Riproduzione riservata 1
2 municazioni per posta certificata, un notevole passo avanti verso la giustizia digitale che cambierà il modo di lavorare dei curatori, dei commissari giudiziali, dei liquidatori e dei commissari straordinari dato che il canale privilegiato, e in molti casi esclusivo, per effettuare e ricevere comunicazioni e documenti sarà quello digitale, via posta elettronica certificata, nell intento di semplificare e velocizzare le comunicazioni tra le parti e ridurre i costi di gestione. Cambierà contemporaneamente il rapporto tra creditori e uffici giudiziari in quanto l interlocutore diretto dei creditori tenderà ad essere sempre più il curatore o il commissario in modo da decongestionare le cancellerie fallimentari a tutto vantaggio degli interessati, che riceveranno direttamente dagli organi delle procedure gli atti da consultare e le relative informazioni, senza fare code nelle cancellerie, nell ottica di una giustizia più spedita. Le nuove disposizioni sono contenute nell art, 17 del citato D.L. e modificano e integrano la disciplina di tutte le procedure che trovano regolamentazione nella legge fallimentare (fallimento, concordato preventivo e liquidazione coatta amministrativa) e nel D.lgs 8 luglio 1999 n.270 (amministrazione straordinaria); alcune di esse sono utilizzabili in tutte le procedure ed altre sono specifiche ad alcune di loro. 2. Disposizioni di carattere generale 1.Entrata in vigore L art. 17 del D.L. n. 179 del dopo aver disposto nel comma primo le modifiche della legge fallimentare e nel comma secondo quelle del D.lgs n. 270 del 1999, contiene, nei commi 3, 4 e 5, una modulata tempistica circa l operatività delle singole norme o gruppi di norme introdotte, stabilendo, al comma terzo, che la disposizione di cui al comma 1, lettera a) dell art. 17 (relativa alle modifiche all art. 15, di cui si dirà) si applica ai procedimenti introdotti dopo il 31 dicembre 2013, per poi così proseguire: Salvo quanto previsto dal comma 3, le disposizioni di cui ai comma 1 e 2 del presente articolo (ossia tutte quelle riguardanti i curatori, i commissari di concordati, i liquidatori e i commissari di amministrazioni straordinarie) si applicano dalla data di entrata in vigore della legge di conver- Riproduzione riservata 2
3 sione del presente decreto, anche alle procedure di fallimento, di concordato preventivo, di liquidazione coatta amministrativa e di amministrazione straordinaria pendenti, rispetto alle quali, alla stessa data, non è stata effettuata la comunicazione rispettivamente prevista dagli articoli 92, 171, 207 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 e dall'articolo 22 decreto legislativo 8 luglio 1999, n Posto che la legge di conversione del D.L. n. 179 del 2012, ossia la legge n. 221, è entrata in vigore il (il giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, avvenuta il ), le nuove disposizioni si applicano a tutte le procedure dichiarate o aperte dopo tale data e anche a quelle già pendenti, rispetto alle quali, alla data del , non era stata effettuata la comunicazione prevista dall art. 92 l.f., in caso di fallimento (avviso ai creditori per l accertamento del passivo), dall art. 171 l.f., in caso di concordato preventivo (avviso della data di convocazione dei creditori), dall art. 207 l.f., in caso di liquidazione coatta (comunicazione ai creditori del credito risultante dalle scritture) e dall'art. 22 del Dlgs n. 270 del 1999 in caso di amministrazione straordinaria (avviso ai creditori per l accertamento del passivo). Per le procedure in cui, alla data del , sia stata già effettuata la comunicazione di cui in precedenza, le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo si applicano a decorrere dal 31 ottobre 2013 dispone il comma quinto dell art. 17, che così continua: Il curatore, il commissario giudiziale, il commissario liquidatore e il commissario straordinario entro il 30 giugno 2013 comunicano ai creditori e ai terzi titolari di diritti sui beni il loro indirizzo di posta elettronica certificata e li invitano a comunicare, entro tre mesi, l'indirizzo di posta elettronica certificata al quale ricevere tutte le comunicazioni relative alla procedura, avvertendoli di rendere nota ogni successiva variazione e che in caso di omessa indicazione le comunicazioni sono eseguite esclusivamente mediante deposito in cancelleria. Anche gli organi delle procedure più vecchie dovranno, quindi, adeguarsi alle nuove forme di comunicazione a partire dall , ma dovranno, già entro fine giugno 2013, comunicare ai creditori e ai terzi titolari di diritti sui beni il loro indirizzo PEC in modo che costoro, entro i successivi tre mesi, possano, a loro volta, comunicare il loro indirizzo di po- Riproduzione riservata 3
4 sta elettronica certificata al quale ricevere tutte le comunicazioni relative alla procedura, a partire dall Come si vede, in tutte le procedure lo spartiacque per l applicazione della nuova normativa alle procedure già pendenti è segnato dalla comunicazione ai creditori del primo atto che li coinvolge in una qualche ulteriore attività da parte loro, in modo che l organo procedurale possa comunicare il proprio indirizzo PEC e i destinatari facciano altrettanto, così da creare i presupposti per colloquiare in via informatica direttamente; lì dove tali atti siano stati già comunicati prima del secondo, quindi, le disposizioni all epoca vigenti, il rapporto tra organi procedurali e creditori va attuato entro il , per consentire la piena applicazione della nuova normativa dal successivo Comunicazione della PEC al registro delle imprese Con la legge di stabilità del 24 dicembre 2012 n. 228, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2012, in vigore dall , è stato introdotto nell art. 17 del D.L. n. 179 del 2012 un comma 2bis del seguente tenore: Il curatore, il commissario giudiziale nominato a norma dell'articolo 163 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, il commissario liquidatore e il commissario giudiziale nominato a norma dell'articolo 8 del decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270, entro dieci giorni dalla nomina, comunicano al registro delle imprese, ai fini dell'iscrizione, il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (PEC). Norma di grande interesse in quanto consente a chiunquesia a chi ha ricevuto la comunicazione iniziale del professionista nominato di cui si dirà, sia a chi, per un qualsiasi motivo (ad es. mancanza o carenza di documentazione), non ha ricevuto tale comunicazione né via PEC né per via cartacea- di conoscere l indirizzo dell organo della procedura che interessa. Essendo questo il fine, è opportuno che il professionista nominato comunichi al registro delle imprese, piuttosto che un unico indirizzo di posta certificata, un indirizzo per ciascuna procedura, in modo da agevolare, da un lato, gli interessati che potranno rivolgersi direttamente all indirizzo specifico della procedura in cui sono coinvolti e, dall altro (e principalmente), l organo della procedura, che disporrà fin dall inizio di una via di acces- Riproduzione riservata 4
5 so e di risposta per ciascuna procedura, senza tema di dispersioni o errori, nell interesse di tutti e del regolare funzionamento della giustizia. La norma non detta una espressa sanzione per il mancato rispetto di tale obbligo, ma è evidente che la violazione è di tale gravità (in quanto compromette il corretto svolgimento della procedura) da giustificare la revoca immediata del curatore, del commissario giudiziale, del commissario liquidatore o del commissario straordinario, se si considera che questo effetto è previsto per l inosservanza dell obbligo per il curatore di accettazione della carica entro due giorni dalla comunicazione per estratto della sentenza di fallimento (artt. 17, 29 e 163). Il termine per l adempimento di tale obbligo- rectius di tale onere viste le conseguenze appena accennate- di comunicazione al registro delle imprese è di dieci giorni decorrenti dalla nomina dell organo della procedura; sarebbe stato più corretto far decorrere detto termine dalla accettazione, posto che, in mancanza di questa, viene meno la necessità di fare comunicazioni al registro delle imprese, come, ad esempio, espressamente previsto dal sesto comma dell art. 29 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con Legge 30 luglio 2010, n. 122, il quale, nell imporre al curatore di trasmettere al registro delle imprese in via telematica i dati necessari ai fini dell'eventuale insinuazione al passivo della procedura concorsuale, precisa che a tale incombente deve assolvere entro i quindici giorni successivi all'accettazione a norma dell'articolo 29 del Regio Decreto 16 marzo 1942, n Stante la lettera della nuova 1 Tale adempimento a carico dei curatori fallimentari si sostanzia nel comunicare, nel termine indicato, al registro delle imprese, con le modalità della comunicazione unica per la nascita dell'impresa di cui tratta il richiamato art. 9 del D.L. n. 7/2007, i dati necessari ai fini dell eventuale insinuazione al passivo della procedura concorsuale ; dati che secondo la circolare di Unioncamere del 26 luglio 2010 sono: (i)-la denominazione della società o dell impresa, la sede e il numero della procedura concorsuale; (ii)-l nome e cognome del curatore fallimentare, il codice fiscale, la sede della curatela e la data di accettazione dell incarico; (iii)-la data dell udienza fissata dal giudice delegato per l accertamento dello stato passivo. La modulistica R.I. da utilizzare dovrà essere (in attesa di un riesame della modulistica ministeriale), per le società il modello S2, compilando il riquadro 20 (con codice Rapporti del curatore") aggiungendo l'intercalare P per le informazioni relative al curatore. Per le imprese individuali il modello I2, compilando il riquadro 31 sempre con il codice "008 - Rapporti con il curatore". Riproduzione riservata 5
6 legge, credo che il termine in questione di cui al comma 2bis dell art. 17 non possa decorrere dalla accettazione, ma che debba essere preso come dies a quo almeno quello della partecipazione della nomina, non potendosi pretendere dall organo nominato un comportamento attivo in assenza della conoscenza della nomina. Ma il dato che più rileva è che quello della nomina costituisce l unico criterio di riferimento per cui, seppur con la evidenziata difficoltà circa il termine iniziale, la norma può trovare applicazione soltanto per le procedure dichiarate o aperte successivamente al È evidente il difetto di coordinamento tra questa norma- introdotta, come accennato, con la legge di stabilità del e le disposizione dei commi quarto e quinto dell art. 17 del D.L. n. 179 del Per il comma quarto, infatti, le nuove norme si applicano anche alle procedure in corso alla data del , purchè non siano state ancora fatte a quella data le comunicazioni di cui agli artt. 92, 171 e 207 l.f, e all art. 22 del D.lgs n. 278 del 1999, per cui, in questi casi il curatore, il commissario giudiziale, il liquidatore o il commissario straordinario sono stati già nominati e, il più delle volte, da oltre dieci giorni e non può, quindi, trovare applicazione la disposizione richiamata di cui al comma 2bis. In questa situazione, escluderei che il termine da rispettare sia quello dei dieci giorni successivi all entrata in vigore della legge, dal momento che questa parla di onere da adempiere entro dieci giorni dalla nomina alla carica di curatore, commissario, liquidatore o commissario straordinario e non dalla propria entrata in vigore. Ciò significa che non esiste un onere di comunicazione entro un certo termine generalizzato per tutti gli organi indicati, ma soltanto per quelli nominati successivamente all entrata in vigore della legge, sicchè, per quelli nominati in precedenza, è da ritenere che la comunicazione debba essere fatta nel più breve tempo possibile, con la conseguenza che il curatore (come gli organi delle altre procedure) al quale si applichi la nuova disposizione va revocato ove non provveda alla Va ricordato che la stessa norma ha, inoltre, stabilito che, nel caso di violazione dell obbligo di tale comunicazione, le sanzioni amministrative pecuniarie previste (art. 11, D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471) sono raddoppiate. Riproduzione riservata 6
7 comunicazione nei dieci giorni successivi alla nomina, nel mentre il comportamento omissivo o eccessivamente tardivo del curatore (come degli altri organi) al quale la disposizione non si applica, può essere valutato dal tribunale quale mancanza di diligenza ai fini della revoca 2. Eguale discorso ritengo possa essere fatto per le procedure di cui al quinto comma dell art. 17 (quelle in cui, alla data del , siano state già effettuate le comunicazioni di cui al comma qua rto); per queste la norma dice che le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo si applicano a decorrere dal 31 ottobre 2013, ma non si cita il comma 2bis (introdotto successivamente), che, ove si ritenesse comunque estensivamente compreso nel richiamo, riproporrebbe le stesse problematiche già esaminate. Anche in questo caso è, quindi, da ritenere che gli organi delle procedure, nel più breve tempo possibile, e comunque non oltre la data del in cui debbono comunicare ai creditori il proprio indirizzo PEC, debbano provvedere alla comunicazione al registro delle imprese, con gli effetti in precedenza accennati in caso di omissione o ritardo. 3. Comunicazioni del curatore, del commissario giudiziale e del commissario liquidatore La prima comunicazione che tali organi fanno ai creditori e ai titolari di diritti reali o personali su beni mobili e immobili di proprietà o in possesso del fallito (per brevità espositiva si parlerà in seguito di creditori soltanto, sottintendendo che quando detto per loro vale anche per questi terzi) nelle varie proceduree quindi l avviso di cui all art. 92 nel fallimento, quello di cui all art. 171 nel concordato, quello di cui all art. 207 nella liquidazione coatta e quello di cui all art. 22 del D.lgds n. 270 del 2 La differenza tra le due fattispecie accennate è assimilabile a quella del mancato rispetto del termine per la presentazione del programma di liquidazione nel fallimento e nella amministrazione straordinaria; in quest ultima vige la disposizione di cui al quarto comma dell art. 54 del Dlgs n. 270 del 1999, per il quale la mancata osservanza comporta la revoca del commissario straordinario, nel mentre, in mancanza di analoga disposizione nell art. 104ter, si ritiene che nel fallimento il mancato rispetto del termine non determini alcuna decadenza, vincolante per il curatore, nel senso che l eventuale ritardo o inerzia del curatore può essere valutata allo stesso fine della revoca, con la possibilità per il tribunale di giudicare, quindi, il comportamento del curatore alla luce della situazione concreta in cui si è trovato ad operare. Riproduzione riservata 7
8 1999 nell amministrazione straordinaria- va effettuata a mezzo posta elettronica certificata se il relativo indirizzo del destinatario risulta dal registro delle imprese ovvero dall'indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata delle Imprese e dei Professionisti (INIPECIP) e, in ogni altro caso, a mezzo lettera raccomandata o telefax presso la sede dell'impresa o la residenza del creditore. Detti organi devono, quindi, preliminarmente ricercare l indirizzo di posta elettronica dei destinatari nel registro delle imprese e, quando sarà operativo, nell INIPECIP 3 e, soltanto nel caso in cui in tale registro o in tale Indice non risulti l iscrizione dell indirizzo PEC, potranno procedere alla comunicazione dell avviso a mezzo posta raccomandata o fax; di modo che una comunicazione fatta con queste ultime modalità a chi dispone di un indirizzo di posta elettronica certificata che risulti dal registro delle imprese o dall indice di cui si è detto deve ritenersi irrituale e come non fatta. Dopo questa prima comunicazione- che contiene, tra l altro, l invito a trasmettere il proprio indirizzo di posta elettronica certificata, al quale ricevere tutte le comunicazioni relative alla procedura ed a comunicare le eventuali variazioni- i destinatari sono tenuti a fornire il loro indirizzo di posta elettronica nella domanda di partecipazione al passivo del fallimento e dell amministrazione straordinaria, o nei 15 giorni successivi alla comunicazione nel caso di concordato preventivo e di liquidazione coatta, per cui tutte le successive comunicazioni ai creditori e ai titolari di diritti sui beni che la legge o il giudice delegato pone a carico del curatore, del commissario giudiziale, del commissario liquidatore e del commissario straordinario sono effettuate all'indirizzo di posta elettronica certificata da loro indicato nei casi previsti dalla legge. Quando è omessa tale indicazione, nonchè nei casi di mancata consegna del messaggio di posta elettronica certificata per cause imputabili al destinatario, tutte le comunicazioni sono eseguite esclusivamente mediante deposito in cancelleria (artt. 3 Trattasi di lavoro non agevole ed anche costoso perché la ricerca, allo stato in cui l INIPECIP non esiste, va effettuata presso Unioncamere per ciascun creditore richiede una spesa per ciascun nominativo ricercato, per cui sarà indispensabile far ricorso a software che consentano di scaricare gli indirizzi PEC dei creditori dal registro imprese attraverso visure massive. Riproduzione riservata 8
9 31bis, 171, 207 l.f e art. 22 Dlgs. n. 270 del 1999), e non più attraverso lettera raccomandata o fax, che diventa uno strumento di comunicazione sussidiario utilizzabile soltanto per la prima comunicazione; dopo questa, infatti, l interessato è stato invitato a fornire il proprio indirizzo di posta certificato ed avvertito delle conseguenze della omissione, per cui se non ha adempiuto a tale onere, ne subisce le conseguenze. Eguale criterio non vale per le comunicazioni al fallito perché a questi non viene richiesto di indicare il proprio indirizzo PEC, per cui a lui le comunicazioni che la legge impone gli vengano effettuate vanno eseguite sì con modalità telematica ove possibile e, in mancanza, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, come precisano l art. 116 per il rendiconto e l art. 129 per l avvenuta approvazione del concordato fallimentare. Nelle procedure nelle quali alla data del siano già state fatte le comunicazioni di cui agli artt. 92, 171 e 207 l.f. e 22 Dlgs n. 270 del 1999, la prima comunicazione ai creditori e ai terzi titolari di diritti sui beni è, come detto, quella che i professionisti nominati dovranno fare entro il 30 giugno 2013 con la quale comunicano ai destinatari il loro indirizzo di posta elettronica certificata (che, come accennato, è preferibile sia uno specifico per quella singola procedura) e li invitano a comunicare, entro tre mesi, l'indirizzo di posta elettronica certificata al quale ricevere tutte le comunicazioni relative alla procedura, avvertendoli di rendere nota ogni successiva variazione e che in caso di omessa indicazione le comunicazioni saranno eseguite esclusivamente mediante deposito in cancelleria. Ritengo che, in applicazione analogica del primo comma dell art. 92 l.f., anche per questa prima comunicazione valga la regola che, ove non sia possibile effettuarla tramite posta elettronica certificata, vada trasmessa a mezzo raccomandata. 4. Deposito atti in cancelleria La normativa concorsuale impone agli organi procedurali il deposito in cancelleria di una serie di atti, e, nonostante la terminologia utilizzata, lo spirito della riforma fa capire che anche queste forme di depositi debbano essere effettuati in via telematica seguendo le regole di interoperabilità SIECIC dove è attivo il PCT (in attesa di ulteriori disposizione della DGSIA ri- Riproduzione riservata 9
10 guardanti nuovi atti telematici in formato XLM) e, dove non è operativo il PCT, mediante le piattaforme telematiche attivate dai vari uffici ai fini della gestione informatizzata dei fascicoli concorsuali, o nei siti web degli organi, sempre in aree riservate con accesso a mezzo credenziali (username e password) rilasciate dall organo stesso. Quando vi sono creditori che non hanno comunicato il loro indirizzo di PEC il deposito presso la cancelleria fallimentare del tribunale dovrà essere effettuato in via cartacea. Un utile accorgimento, in questo caso, è che l organo concorsuale depositi contestualmente in cancelleria un elenco dei destinatari di tale forma di comunicazione residuale, ai quali la cancelleria potrà consentire di prendere visione ed estrarre copia nelle forme tradizionali. In ogni caso, in mancanza di qualsiasi strumento telematico presso l ufficio, i depositi prescritti dalla legge avverranno in via cartacea, almeno per i prossimo anno e mezzo. Invero, l art. 16 bis del D.L. n. 179 del 2012, introdotto con la legge di stabilità n. 228 del 2012 (art. 1, comma 19 n. 2) dispone la obbligatorietà, a partire dal 30 giugno 2014 e salvo possibili anticipazioni ad opera del Ministero Giustizia, del deposito telematico degli atti processuali e documenti in tutti i procedimenti civili, contenziosi o di volontaria giurisdizione, innanzi al tribunale da parte dei difensori delle parti; nel terzo comma l applicazione di detta disposizione è estesa anche alle procedure concorsuali, con la precisazione che essa si applica e- sclusivamente al deposito degli atti e dei documenti da parte del curatore, del commissario giudiziale, del liquidatore, del commissario liquidatore e del commissario straordinario. Sicuramente la norma non riguarda le comunicazione che gli organi procedurali sono tenuti a fare ai creditori, ai terzi interessati o al fallito secondo le modalità e la tempistica accennata, in quanto attiene ai depositi di atti e documenti inseriti in un procedimento di cognizione, sicchè, a decorrere dalla data indicata del (salva diversa disposizione del giudice quando i sistemi informatici del dominio giustizia non siano funzionanti o per ragioni specifiche), gli organi procedurali saranno tenuti ad effettuare il depositi degli atti e dei documenti soltanto in via telematica, nei vari procedimenti di questo tipo cui cui partecipano, compresi quelli interni alla procedura collettiva (come ad esempio l accertamento del passivo), dal momento che il Riproduzione riservata 10
11 comma secondo dell art. 16bis estende l applicazione della normativa anche ai soli processi esecutivi di cui al libro III del codice di procedura civile. 5. Conservazione dei messaggi Il curatore (art. 31bis terzo comma), il commissario giudiziale (art. 171 comma secondo, che richiama il terzo comma dell art. 31bis) e il commissario liquidatore (art. 207 comma quarto, che richiama il terzo comma dell art. 31bis) sono tenuti a conservare, per tutta la durata delle relative procedure e per il periodo di due anni dalla chiusura delle stesse, i messaggi di posta elettronica certificata inviati e ricevuti. Lo scopo è evidentemente quello di consentire, per il periodo indicato, un riesame delle comunicazioni intercorse, per cui è opportuno che i professionisti si attrezzino per la ordinata e organica conservazione dei messaggi, facendo eventualmente ricorso al supporto di gestionali che svolgono queste funzioni di archiviazione. 3. Fallimento A. Istruttoria prefallimentare La prima modifica in materia fallimentare riguarda l art. 15 per il quale, antecedentemente alle ultime riforme, il tribunale, a seguito della istanza di fallimento, convocava, con decreto apposto in calce al ricorso sottoscritto dal presidente del tribunale o dal giudice relatore se vi era delega alla trattazione del procedimento, il debitore ed i creditori istanti per il fallimento e il ricorso e decreto andavano notificati al fallito a cura della parte. Alla luce del modificato terzo comma dell art. 15, Il ricorso e il decreto devono essere notificati, a cura della cancelleria, all'indirizzo di posta elettronica certificata del debitore risultante dal registro delle imprese ovvero dall'indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata delle imprese e dei professionisti. L'esito della comunicazione è trasmesso, con modalità automatica, all'indirizzo di posta elettronica certificata del ricorrente. Quando, per qualsiasi ragione, la notificazione non Riproduzione riservata 11
12 risulta possibile o non ha esito positivo, la notifica, a cura del ricorrente, del ricorso e del decreto si esegue esclusivamente di persona a norma dell'articolo 107, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 15 dicembre 1959, n. 1229, presso la sede risultante dal registro delle imprese. Quando la notificazione non può essere compiuta con queste modalità, si esegue con il deposito dell'atto nella casa comunale della sede che risulta iscritta nel registro delle imprese e si perfeziona nel momento del deposito stesso. L' udienza è fissata non oltre quarantacinque giorni dal deposito del ricorso e tra la data della comunicazione o notificazione e quella dell'udienza deve intercorrere un termine non inferiore a quindici giorni. Come si vede, la notifica al fallendo del ricorso decreto va effettuata in prima battuta dalla cancelleria all indirizzo di posta elettronica, da reperire dal registro delle imprese o dal futuro Indice nazionale degli indirizzi di posta certificata delle imprese e dei professionisti; davvero non si capisce, in un clima tutto teso ad agevolare, alleviandolo, il lavoro delle cancellerie, l attribuzione alle stesse di questo incombente, che obbliga gli addetti a fare una ricerca, non sempre agevole con i mezzi informatici di cui le cancellerie dispongono, ad estrarre copia informatica dell istanza e della documentazione ove non sia stata trasmessa in via informatica (obbligo che, come detto scatterà per tutti dal 30 giugno 2014, nel mentre la presente disposizione si applica a tutti procedimenti introdotti dall ), per poi eventualmente comunicare all istante l esito negativo, ritrasferendo così l onere della notifica tradizionale al ricorrente stesso, cui poteva essere dato fin dall inizio. Anche la notifica tradizionale a cura del ricorrente subisce modifiche rilevanti perché, nel caso non sia possibile la notifica di persona presso la sede risultante dal registro delle imprese, la nuova norma dispone che essa si esegue con il deposito dell'atto nella casa comunale della sede che risulta iscritta nel registro delle imprese e si perfeziona nel momento del deposito stesso, senza distinguere tra destinatari persone fisiche e persone giuridiche (nel qual caso dovrebbe applicarsi l art. 145 c.p.c.), né tra l ipotesi in cui il recapito del notificato è noto ma sul luogo non si rinvengono persone alle quali consegnare il plico (nel qual caso dovrebbe applicarsi l art. 140 c.p.c.), e quella prevista dall'art. 143, nel caso d'irreperibilità della persona fisica medesima; le nuove modalità richiamano inoltre da Riproduzione riservata 12
13 vicino quelle di cui all art. 143 c.p.c., tuttavia la notifica si perfeziona immediatamente al momento del deposito dell atto e non al ventesimo giorno successivo a quello in cui è eseguita detta formalità. Si è in presenza di una forma di notifica molto sbrigativa che, invece, proprio nella materia in esame richiederebbe particolari cautele per le conseguenze che comporta, considerato anche che l onere della prova del non raggiungimento dei limiti di fallibilità è a carico del convenuto fallendo e che, alla fin fine, è interesse dello stesso creditore avere la presenza del proprio contraddittore per instaurare un dialogo per risolvere bonariamente la pendenza. B. Rapporti ex art. 33 Procedendo secondo l ordine numerico delle norme investite dalla riforma, si trova una aggiunta apposta alla fine del quinto comma dell art. 33. Questo, come è noto, dispone che il curatore, ogni sei mesi successivi alla presentazione della relazione di cui al primo comma, rediga un rapporto riepilogativo delle attività svolte, con indicazione di tutte le informazioni raccolte dopo la prima relazione, accompagnato dal conto della sua gestione. Questi rapporti sono pubblici perché una copia di essi viene trasmessa, assieme alle eventuali osservazioni del comitato dei creditori, per via telematica all'ufficio del registro delle imprese, nei quindici giorni successivi alla scadenza del termine per il deposito delle osservazioni nella cancelleria del tribunale; l aggiunta odierna prevede che nello stesso termine altra copia del rapporto, assieme alle eventuali osservazioni, è trasmessa a mezzo posta elettronica certificata ai creditori e ai titolari di diritti sui beni. Rimane, anzi si acuisce, il problema di stabilire come calcolare il termine entro cui effettuare la comunicazione al registro delle imprese ed, ora, anche ai creditori, posto che la norma, pur facendo decorrere il termine di 15 giorni dal deposito in cancelleria delle osservazioni del comitato dei creditori, non fissa alcun termine per il deposito di dette osservazione. Non credo debba essere il giudice delegato a fissare detto termine perchè nessuna norma gli attribuisce un potere del genere e, ai sensi dell art. 152 c.p.c., il giudice non può stabilire termini di decadenza se la legge non lo prevede; neanche mi convince l idea che il curatore dovrebbe presentare il rapporto Riproduzione riservata 13
14 al comitato con congruo anticipo in modo da consentire a questi di fare le proprie osservazioni entro il termine semestrale fissato per i rapporti perché, in tal modo, si finisce per far decorrere il termine per l invio al registro delle imprese ed ora anche ai creditori- dalla scadenza semestrale anzicchè, come stabilisce la norma, dall arrivo delle osservazioni. Credo che la soluzione più corretta sia che il curatore, entro il termine di sei mesi trasmetta una copia del rapporto al comitato dei creditori e, per esso, al presidente, che è il suo referente, dando un termine per formulare eventuali osservazioni; termine che, per il disposto dell art. 41, non dovrebbe essere inferiore a 15 giorni, sicchè, se il curatore non indica un termine per le osservazioni, opera quello di legge di 15 giorni fissato dall art. 41 per le proprie deliberazioni, tra cui rientrano anche le osservazioni. Così integrato, il meccanismo ideato dal legislatore per i rapporti semestrali- comunque molto carente- può così sintetizzarsi: a-il curatore trasmette una copia del rapporto al comitato dei creditori che, in mancanza di un diverso termine posto dal curatore, ha il tempo di 15 giorni per formulare eventuali osservazioni; b-contemporaneamente il curatore deposita copia dello stesso rapporto (e del termine eventualmente dato) alla Cancelleria: la norma non fa cenno espressamente a questo incombente, ma lo si desume dal fatto che si tratta di un atto della procedura che il giudice può e deve esaminare e che in cancelleria vanno depositate le eventuali osservazioni del comitato dei creditori; c-tale deposito va effettuato, ora, telematicamente con inserimento nel SIECIC, dove è attivo il PCT, e in modo cartaceo negli altri tribunali; inoltre può essere inserito nell area riservata ai creditori nel sito web del Tribunale o nel sito personale del Curatore; d-scaduto il termine per le osservazioni, altra copia del rapporto e delle eventuali osservazioni deve, nei 15 giorni successivi, essere trasmessa in via telematica all Ufficio del registro delle Imprese e a mezzo posta certificata ai creditori; e-la norma non dice, nel caso, ove ricercare gli indirizzi di posta elettronica dei creditori presumendo evidentemente che, al momento della trasmissione già del primo rapporto semestrale, sia già stata fatta la comunicazione di cui all art. 92 secondo Riproduzione riservata 14
15 la nuova normativa. Questo è vero per i fallimenti nuovi e quelli più recenti, ma vi sono anche le procedure nelle quali, alla data del , la comunicazione ex art. 92 è stata già fatta secondo i sistemi tradizionali e, quindi, la scadenza del deposito del rapporto può cadere prima che i creditori abbiano comunicato il loro indirizzo di posta elettronica certificato. In questo caso le alternative sono due: o l applicazione della novità introdotta dall art. 33 viene contemperata con i tempi previsti dal quinto comma dell art. 17 al fine di acquisire gli indirizzi PEC ove effettuare la comunicazione del rapporto, oppure si onera il curatore di cercare gli indirizzi di posta elettronica dei creditori presso il registro delle imprese o nell indice degli indirizzi di posta elettronica; io sono più favorevole alla prima soluzione perché la ricerca di cui alla seconda alternativa è prevista dall art. 92 per l avviso via PEC ai creditori dell intervenuto fallimento che la fattispecie in esame presuppone essere stato già eseguito, anche se per via tradizionale, e per questo motivo il comma quinto dell art. 17 fa riferimento a diversi criteri di operatività della nuova normativa; f-non era detto chi dovesse trasmettere la copia all Ufficio del registro delle Imprese entro tale termine, se il curatore o il cancelliere, ma la nuova disposizione che pone a carico del curatore la comunicazione ai creditori apporta un sostanzioso argomento a favore della tesi che demanda appunto ai curatori l incombente della trasmissione anche all ufficio del registro delle imprese; g-se si segue questa via, il curatore dovrebbe, il giorno della scadenza del termine fissato (da lui o quello di cui all art. 41) per le eventuali osservazioni del comitato, fare richiesta alla cancelleria di certificare se sono pervenute osservazioni, e, nei quindici giorni successivi, dovrebbe fare le prescritte trasmissioni al registro delle imprese e ai creditori. C. Stato passivo C.1. L avviso di cui all art. 92 Il nucleo centrale delle innovazioni contenute nel decreto sviluppo bis riguarda la procedura di formazione dello stato passivo perchè qui, oltre alle comunicazioni in via telematica, viene Riproduzione riservata 15
16 imposto il modello di un rapporto diretto tra curatore e creditori, senza più l intermediazione della cancelleria, che viene ripreso negli altri subprocedimenti; infatti, il nuovo secondo comma dell art. 93 dispone che il ricorso contenente la domanda di ammissione al passivo non va più depositato in cancelleria, ma va trasmesso all'indirizzo di posta elettronica certificata del curatore unitamente ai documenti. Innovazione rivoluzionaria in quanto si trasferisce al curatore il potere certificativo delle cancellerie, senza nulla perdere quanto a garanzie di certezza e trasparenza, sia perché il curatore, per quanto attiene all'esercizio delle sue funzioni, è un pubblico ufficiale (art. 30), sia perché esistono software che consentono, non solo di acquisire automaticamente le domande dei creditori inviate all indirizzo PEC della procedura, ma anche di assegnare a ciascuna domanda il numero di cronologico e di creare per ciascuna di esse una ricevuta di deposito, con indicazione del numero cronologico assegnato, che viene rispedita via PEC al creditore interessato, il quale ha quindi oltre alla ricevuta standard generata per regole tecniche dai gestori nazionali delle PEC una ulteriore prova dell effettivo arrivo del proprio ricorso al curatore; sono strumenti che, per la loro automaticità sempre verificabile, danno garanzie di veridicità e correttezza almeno pari- ma forse anche maggiori- di quelli che fornisce il tradizionale deposito in cancelleria, che, quando il sistema sarà a regime, risentiranno di un forte decongestionamento per il minor afflusso alle stesse di documenti cartacei e di pubblico, a tutto vantaggio del miglior funzionamento della giustizia. Ovviamente per raggiungere lo scopo del rapporto diretto il legislatore ha dovuto intervenire pesantemente sugli artt. 92 e 93 della legge fallimentare. Per la verità avrebbe dovuto estendere il suo intervento anche all art. 16, comma primo, n. 5, nella parte in cui si dispone che con la sentenza di fallimento si assegna ai creditori e terzi che vantano diritti sui beni un termine per la presentazione in cancelleria delle domande di insinuazione, e non lo ha fatto, ma da questa omissione non può dedursi che il legislatore abbia voluto mantenere parallelamente il vecchio sistema del deposito cartaceo della domanda e della documentazione in cancelleria, sia per la innovazione dell art. 93 secondo comma da parte della legge di stabilità di cui si dirà, sia perchè la nuova norma- Riproduzione riservata 16
17 tiva va in senso completamente opposto, verso cioè la informatizzazione del procedimento di accertamento del passivo; la omessa modifica dell art. 16 deve, quindi, interpretarsi come una colpevole dimenticanza che crea una disarmonia facilmente superabile ritenendo implicitamente abrogata (per incompatibilità) dalla recente normativa la citata disposizione dell art. 16 nella parte in cui parla del deposito della domanda in cancelleria. Di conseguenza, nella sentenza di fallimento potrà essere assegnato ai creditori e ai terzi che vantano diritti reali o personali su cose in possesso del fallito, il termine perentorio di trenta giorni prima dell'adunanza di cui al numero 4 per la trasmissione della domanda di ammissione e della relativa documentazione secondo le modalità che comunicherà il curatore con l avviso di cui all art. 92; oppure, se si vuole essere più a- nalitici, per la trasmissione della domanda di ammissione e della relativa documentazione in via telematica all'indirizzo di posta elettronica certificata del curatore, indicato nell'avviso di cui all'articolo 92. Il che comunque consente, nel sistema a regime, ai creditori di presentare, con le stesse formalità, la domanda e la documentazione anche prima dell avviso del curatore, posto che questi entro dieci giorni dalla nomina ha comunicato il suo indirizzo PEC al registro delle imprese, ove chiunque può reperirlo. Non è stato modificato neanche il primo comma dell art. 89 che, pertanto, mantiene la sua validità non essendo incompatibile con la nuova normativa, per cui il curatore dovrà comunque depositare in cancelleria l'elenco dei creditori, con l'indicazione dei rispettivi crediti e diritti di prelazione, nonchè l'elenco di tutti coloro che vantano diritti reali e personali, mobiliari e immobiliari, su cose in possesso o nella disponibilità del fallito, con l'indicazione dei titoli relativi. Ciò avverrà, come tutti i depositi che il curatore deve effettuare in cancelleria, con le modalità in precedenza descritte. Il nuovo legislatore ha, invece, modificato il primo comma dell art. 92, eliminando i riferimenti all invio dell avviso a mezzo posta, telefax o posta elettronica e sostituendo questi strumenti con la trasmissione a mezzo posta elettronica certificata e prevedendo, come già accennato, che, soltanto se il relativo indirizzo del destinatario non risulta dal registro delle imprese nè dall'indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata delle Imprese e dei Professionisti, il curatore Riproduzione riservata 17
18 può fare ricorso alla trasmissione a mezzo lettera raccomandata o telefax presso la sede dell'impresa o la residenza del creditore (alternativa, si ribadisce, consentita soltanto per questo primo atto) 4. Ovviamente è stato modificato anche il contenuto dell avviso ai creditori che ora comprende, oltre alle tradizionali indicazioni indispensabili per la partecipare al concorso, quei dati che permettono il passaggio dal sistema cartaceo a quello della corrispondenza in via telematica diretta senza passare per la cancelleria. E così: a-per consentire l inoltro delle domande di ammissione al passivo (e di rivendica o restituzione dei beni) e dei documenti in via informatica, il curatore deve indicare nell avviso il proprio indirizzo PEC (specifico per quella procedura); e ciò anche nei casi in cui egli abbia già comunicato il proprio indirizzo al registro delle imprese, nel qual caso la comunicazione diretta serve, evidentemente, soltanto ad agevolare il creditore e- simendolo da ogni altra ricerca; b-deve, inoltre, avvertire i destinatari che le domande, sia quelle tempestive che quelle tardive o supertardive, vanno presentate, unitamente ai relativi documenti, esclusivamente al curatore mediante trasmissione telematica all indirizzo di posta elettronica comunicato, utilizzando un indirizzo PEC proprio o di altri, attuando una sorta di domiciliazione elettronica perché a questo indirizzo saranno poi effettuate le successive comunicazioni del curatore. Se si vuole essere ancora più chiari sul significato della esclusività della trasmissione telematica direttamente al curatore, si può precisare che le domande inviate al curatore in formato cartaceo, anziché digitale, così come le domande, in formato cartaceo, depositate o inviate a mezzo posta alla cancelleria, nonché le domande inviate con modalità telematica direttamente alla cancelleria, non saranno esaminate in quanto il ricorso che le contiene è irricevibile. c-poiché tutte le successive comunicazioni dovranno essere effettuate a mezzo posta elettronica, nell avviso va contenuto anche l invito al destinatario a fornire il proprio indirizzo PEC al quale intende ricevere le successive comunicazioni, ed a se- 4 E pacifico che l avviso di cui all art. 92 vada fatto anche dopo che il già citato comma sesto dell art. 29 del D.L. n. 78 del 2010, convertito con legge n. 122 del 2010, ha disposto la comunicazione al registro delle imprese dei dati essenziali per la partecipazione al passivo. Riproduzione riservata 18
19 gnalare eventuali successive variazioni, con l avvertimento che, in mancanza di indirizzo PEC, dette comunicazioni saranno effettuate esclusivamente mediante deposito in cancelleria. E preferibile, ma non indispensabile, comunicare già con l avviso di cui all art. 92 le credenziali d'accesso all'apposita sezione del Portale dei fallimenti, ove il tribunale ne sia fornito o del sito web personale del curatore, ove i ricorrenti potranno consultare la totalità delle domande proposte e i relativi documenti, che, come si vedrà, costituisce l unica via di accesso a questi dati. Nei fallimenti nei quali, alla data del , risulti essere stato già inviato l avviso ex art. 92 è chiaro che questo non va rinnovato, ma, come già ricordato, il quinto comma dell art. 17 del D.L. n. 179 del 2012 dispone che il curatore, entro il , comunichi ai creditori e ai terzi titolari di diritti sui beni il proprio indirizzo di posta elettronica certificata, li inviti a comunicare, entro tre mesi, il loro indirizzo di posta elettronica certificata al quale ricevere tutte le comunicazioni relative alla procedura, li avvisi di rendere nota ogni successiva variazione e li avverta che in caso di omessa indicazione le comunicazioni saranno eseguite esclusivamente mediante deposito in cancelleria. Trattandosi della prima comunicazione, trova applicazione analogica il primo comma dell art. 92, per cui questa va effettuata all indirizzo PEC del destinatario risultante dal registro delle imprese ovvero dall'inipecip e, in ogni altro caso, a mezzo lettera raccomandata o telefax presso la sede dell'impresa o la residenza del creditore. Tuttavia, nel caso i creditori hanno già fornito, con la domanda di insinuazione (o altre i- stanze) i dati relativi al loro recapito di posta elettronica, credo che il curatore non possa prescindere da questo dato e debba, quindi utilizzare questo indirizzo per la comunicazione da effettuare entro il ; così pure, ai creditori che hanno e- letto domicilio presso un legale, la comunicazione andrà fatta all indirizzo PEC del legale (da ricercare con le solite modalità), così come al suo domicilio dovevano essere indirizzate in precedenza le comunicazioni tradizionali. Le comunicazioni successive andranno effettuate all indirizzo di posta comunicato entro i tre mesi indicati dal quinto comma dell art. 17 e, in mancanza, mediante deposito in cancelleria. Riproduzione riservata 19
20 Ho già sottolineato che lo spartiacque per l applicazione della nuova normativa alle procedure già pendenti è segnato dal fatto che alla data del sia stato o non inviato l avviso ai creditori di cui all art. 92 e non dal momento in cui viene tenuta l attività processuale cui la comunicazione è finalizzata; ma questa distinzione fatta dai commi quarto e quinto dell art. 17 se ben si concilia con le varie attività che normalmente si esauriscono in breve tempo, assume un rilievo particolare nella formazione del passivo, stante la possibilità che le operazioni di accertamento si protraggano per periodi lunghi, in considerazione anche delle possibilità di presentare domande di ammissione tardive e supertardive, tutte rette da un unico i- niziale avviso. E opportuno sondare le singole ipotesi che si possono presentare: a-fallimenti dichiarati successivamente al ; qui non sorge alcun problema perché ad essi va applicata integralmente la nuova disciplina; b-fallimenti dichiarati prima del nei quali, a quella data, non era stata fatta la comunicazione ai creditori di cui all art. 92; anche qui l intero procedimento di accertamento del passivo, a cominciare appunto dall avviso ai creditori non ancora inviato, si svolgerà secondo le nuove regole, che riguarderanno anche le domande tardive e supertardive; c-fallimenti dichiarati prima del nei quali, a quella data, l avviso di cui all art. 92 era stato già spedito ai creditori; qui il procedimento per l accertamento del passivo sarà retto dalle vecchie regole, in qualunque momento si tenga l udienza di verifica, anche, quindi, se questa si tenga dopo che il curatore abbia comunicato ai creditori il proprio indirizzo di posta elettronica, come il comma quinto prescrive debba fare entro il 30 giugno Se però l udienza (è da presumere per l esame di domande tardive o supertardive) viene fissata dopo il , questa dovrà essere retta dalla nuova normativa perché questa, a partire da detta data, sarà entrata in vigore anche per l ipotesi in esame in cui alla data del era stata già effettuata la comunicazione di cui all art. 92; qui, il meccanismo predisposto, della comunicazione dell indirizzo PEC del curatore entro il e la risposta entro tre mesi, permette di instaurare quel rapporto diretto che consentirà al Riproduzione riservata 20
21 curatore di trasmettere il progetto di stato passivo e quant altro necessario. C.2. Trasmissione della domanda e dei documenti Le modifiche dell art. 93 sono state in parte anticipate trattando dell avviso trasmesso dal curatore e, da quanto detto, si deduce che l unico mezzo per partecipare al passivo o avanzare domanda di rivendica o restituzione di beni è quello della trasmissione in via telematica della domanda e della documentazione all indirizzo di posta certificata comunicato dal curatore. Non solo la domanda, quindi, ma anche la documentazione, secondo la espressa indicazione del secondo comma dell art. 93, deve essere trasmessa in via telematica in formato digitalizzato, sia che si tratti di documento creato fin dall origine in formato digitale che di documento originariamente cartaceo, che va digitalizzato mediante scansione. Qualche dubbio in proposito, che era sorto alla lettura dell originaria formulazione dell art. 93 come modificato dal D.L. n. 179 del 2012, è stato superato dalla legge di stabilità, che ha rimodificato il secondo comma dell art. 93 ove, dopo aver ribadito che il ricorso è trasmesso all'indirizzo di posta elettronica certificata del curatore, unitamente ai documenti di cui al successivo sesto comma, aggiunge che l'originale del titolo di credito allegato al ricorso è depositato presso la cancelleria del tribunale, facendo in tal modo inconfutabilmente capire che tutta la documentazione va trasmessa in via telematica al curatore all indirizzo PEC comunicato e che va depositato in cancelleria soltanto l originale cartaceo del titoli di credito allegati al ricorso. Il che si spiega agevolmente col fatto che la produzione del titolo (si configuri l'onere del deposito come requisito per l'esame del merito della domanda ovvero quale requisito di proponibilità della domanda stessa) è necessaria per evitare la possibilità di insinuazione da parte di altri creditori in via cambiaria ovvero ad assicurare al debitore l'esercizio di eventuali azioni cambiarie di regresso, tant è che l ult. comma dell art. 93 consente al cancelliere di prendere copia dei titoli al portatore o all'ordine presentati e di restituire l originale con l'annotazione dell'avvenuta domanda di ammissione al passivo. A questo punto il curatore, che ha ricevuto le domande e la relativa documentazione all indirizzo di posta elettronica co- Riproduzione riservata 21
22 municato, fa quello che faceva prima; ossia esamina le domande, predispone elenchi separati dei creditori e dei titolari di diritti su beni mobili e immobili di proprietà o in possesso del fallito, rassegnando per ciascuno le sue motivate conclusioni e poi deposita il progetto di stato passivo corredato dalle relative domande nella cancelleria del tribunale almeno quindici giorni prima dell'udienza fissata per l'esame dello stato passivo. Nel sistema vigente fino alle ultime innovazioni, il curatore, depositato il progetto di stato passivo in cancelleria, non doveva effettuare alcuna comunicazione, essendo stato eliminato, con il decreto correttivo del 2007, l obbligo di comunicare l avvenuto deposito ai creditori e terzi aventi diritti sui beni, i quali, quindi, potevano recarsi in cancelleria dove trovavano il progetto depositato dal curatore e le relative domande che erano state esaminate e che erano pervenute presso la cancelleria. Instaurato il meccanismo della trasmissione diretta in via telematica delle domande e della documentazione al curatore, era logico far continuare questo rapporto, ed, infatti, il nuovo secondo comma dell art. 95 impone al curatore di trasmettere, nello stesso termine di quindici giorni anteriori all udienza, il progetto di stato passivo ai creditori e ai titolari di diritti sui beni all'indirizzo indicato nella domanda di ammissione al passivo. Ricapitolando, quindi, il curatore- che ha ricevuto le domande e la relativa documentazione in via telematica- deve, nel termine indicato, depositare in cancelleria il progetto di stato passivo corredato dalle relative domande, e deve trasmettere, nello stesso termine, ai creditori e terzi il solo progetto di stato passivo. Il deposito in cancelleria del progetto di stato passivo e delle domande va effettuato secondo le regole esposte nella parte generale, ossia telematicamente seguendo le regole di interoperabilità SIECIC dove è attivo il PCT (in attesa di ulteriori disposizione della DIGSIA riguardanti nuovi atti telematici in formato XLM) e mediante inserimento in aree riservate del sito web del tribunale e di quello personale del curatore; strumenti questi che diventano ora indispensabili, anche lì dove è operante il PCT, perché il sistema SIECIC non è consultabile da parte dei creditori ai quali bisogna invece consentire di visionare ciò che è stato depositato in cancelleria dal curatore; è vero che il curatore ha trasmesso ai creditori il progetto di stato passivo, Riproduzione riservata 22

References: art. 33
 art. 92
 art. 17
 art. 17
 art. 15
 art. 92
 art. 171
 art. 207
 art. 17
 art. 17
 sentenza 
 art. 29
 art. 9
 art. 17
 art. 17
 art. 22
 art. 17
 art. 92
 art. 171
 art. 207
 art. 22
 art. 54
 art. 104
 art. 22
 art. 116
 art. 129
 art. 92
 art. 16
 art. 16
 art. 31
 art. 31
 art. 15
 art. 15
 art. 145
 art. 140
 art. 143
in fine
 art. 33
 art. 33
 art. 152
 art. 41
 art. 41
 art. 92
 art. 92
 art. 33
 art. 17
 art. 92
 art. 17
 art. 41
 art. 92
 art. 93
 art. 16
 sentenza 
 art. 93
 art. 16
 art. 16
 sentenza 
 art. 92
 art. 89
 art. 92
 art. 92
 art. 29
 art. 92
 art. 92
 art. 17
 art. 92
 art. 17
 art. 92
 art. 17
 art. 92
 art. 92
 art. 92
 art. 93
 art. 93
 art. 93
 art. 93
 art. 93
 art. 95