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Timestamp: 2020-06-06 08:02:26+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 5434 del 08/03/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5434 del 08/03/2011
Cassazione civile sez. III, 08/03/2011, (ud. 03/02/2011, dep. 08/03/2011), n.5434
sul ricorso 6723/2010 proposto da:
ROMA, VIA CHIANA 35, Sc. 3, int. 24, presso il proprio studio
C.M.L. (OMISSIS), elettivamente domiciliata
in ROMA, VIA CARLO MIRABELLO 14, presso lo studio dell’avvocato
DONATO PIETRO MARE, rappresentata e difesa dall’avvocato DEL GIUDICE
FIORAVANTE giusta procura a margine del controricorso;
avverso la sentenza n. 122/2009 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI del
22/10/08, depositata il 19/01/2009;
03/02/2011 dal Consigliere Relatore Dott. RAFFAELE FRASCA;
è presente il Procuratore Generale in persona del Dott. NICOLA
p. 1. L’Avvocato M.G. ha proposto ricorso per cassazione contro C.M.L. avverso la sentenza del 19 gennaio 2009, con la quale la Corte d’Appello di Napoli ha dichiarato inammissibile l’appello da lui proposto avverso la sentenza resa in primo grado nella controversia inter partes dal Tribunale di S. Angelo dei Lombardi.
p. 2. Essendo il ricorso soggetto alle disposizioni di cui al D.Lgs. n. 40 del 2006 e prestandosi ad essere trattato con il procedimento di cui all’art. 380 bis c.p.c., nel testo anteriore alla L. n. 69 del 2009, è stata redatta relazione ai sensi di detta norma, che è stata notificata al ricorrente e comunicata al Pubblico Ministero presso la Corte.
“(…) 3. – Il ricorso appare inammissibile per violazione dell’art. 366 bis c.p.c., norma che, pure abrogata dalla L. n. 69 del 2009, art. 47 è rimasta ultrattiva, in forza dell’art. 58, comma 5 della stessa legge, in riferimento ai ricorsi per cassazione proposti successivamente alla sua entrata in vigore contro i provvedimenti pronunciati anteriormente ad essa.
Infatti, l’illustrazione dell’unico motivo su cui si fonda il ricorso – con cui si deduce violazione e falsa applicazione dell’art. 279 c.p.c., comma 2, n. 3 e degli artt. 323, 324 e 329 c.p.c. – non si conclude con la formulazione del prescritto quesito di diritto, necessario in relazione alla riconducibilità della lamentata violazione all’art. 360 c.p.c., n. 4, in quanto relativa a norme del procedimento (per tutte Cass. (ord.) n. 4329 del 2009; (ord.)n. 1310 del 2010)”.
p. 2. Il Collegio condivide le argomentazioni e le conclusioni della relazione, alle quali nulla è necessario aggiungere.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Condanna parte ricorrente alla rifusione alla resistente delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in Euro mille, di cui duecento per esborsi, oltre spese generali ed accessori come per legge.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Terza Civile, il 3 febbraio 2011.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 47
 Cass.