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Timestamp: 2019-06-16 20:43:06+00:00

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Regio Decreto 2440/1923 Legge di contabilitï¿½ dello Stato
(Pubblicato nella G.U. 23 novembre 1923, n. 275)
[Modificato dalla legge n. 246 del 31 ottobre 2002 Pubblicata nella G.U. del 5 novembre 2002]
I beni immobili dello Stato, tanto pubblici quanto posseduti a titolo di privata proprietï¿½, sono amministrati a cura del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, salve le eccezioni stabilite da leggi speciali.
Il regolamento determinerï¿½ le norme per la formazione e la conservazione dei detti inventari.
I contratti dai quali derivi un'entrata per lo Stato debbono essere preceduti da pubblici incanti, salvo che per particolari ragioni, delle quali dovrï¿½ farsi menzione nel decreto di approvazione del contratto, e limitatamente ai casi da determinare con il regolamento, l'amministrazione non intenda far ricorso alla licitazione ovvero nei casi di necessitï¿½ alla trattativa privata.
I contratti dai quali derivi una spesa per lo Stato debbono essere preceduti da gare mediante pubblico incanto o licitazione privata, a giudizio discrezionale dell'amministrazione.
Sono escluse dal fare offerte per tutti i contratti le persone o ditte che nell'eseguire altra impresa si siano rese colpevoli di negligenza o malafede. L'esclusione ï¿½ dichiarata con atto insindacabile della competente amministrazione centrale, la quale ne dï¿½ comunicazione alle altre amministrazioni
Nei modi e nelle forme che saranno stabilite nell'invito, si procede, a giudizio insindacabile dell'amministrazione, alla scelta del progetto che risulti preferibile, tenuto conto degli elementi economici e tecnici delle singole offerte e delle garanzie di capacitï¿½ e serietï¿½ che presentano gli offerenti, e si fa quindi luogo alla stipulazione del contratto.
Il Consiglio di Stato darï¿½ il parere, tanto sulla regolaritï¿½ del contratto, quanto sulla convenienza amministrativa, al quale uopo gli saranno forniti dai ministeri i documenti, le giustificazioni e le notizie che riterrï¿½ di chiedere. Il parere del Consiglio di Stato sarï¿½ dal ministero comunicato alla Corte dei conti a corredo del decreto di approvazione del contratto, del quale viene chiesta la registrazione. Per ragioni di evidente urgenza, prodotte da circostanze non prevedibili, da farsi risultare nel decreto di approvazione del contratto, potranno comunicarsi al Consiglio di Stato, prima dell'approvazione ministeriale, in luogo dei progetti di contratti, i verbali di aggiudicazione o gli schemi di contratto sottoscritti dalla parte.
1. Per l'acquisto di autoveicoli, motoveicoli, mezzi di trasporto in genere e loro parti di ricambio, prodotti dall'industria nazionale ovvero da un'industria di uno Stato membro della Comunitï¿½ europea, nonchï¿½ per l'acquisto di carburanti, lubrificanti e ossigeno liquido avio destinati alle Forze armate e forniti dall'industria nazionale ovvero da un'industria di uno Stato membro della Comunitï¿½ europea, non si applica il disposto del precedente art. 5 e quello del successivo art. 6, secondo comma. (articolo aggiunto dall'art. 3, d.P.R. 30 giugno 1972, n. 627, e poi cosï¿½ sostituito dall'art. 13, legge 22 febbraio 1994, n. 146)
Qualora, per speciali ed eccezionali circostanze, che dovranno risultare nel decreto di approvazione del contratto, non possano essere utilmente seguite le forme indicate negli articoli 3 e 4, il contratto potrï¿½ essere concluso a trattativa privata.
Se l'importo previsto superi le lire 150.000.000 il progetto di contratto o, nel caso di cui al precedente art. 5, comma ultimo, lo schema di contratto firmato dalla ditta contraente sarï¿½, ai sensi dell'articolo medesimo, comunicato al Consiglio di Stato per il parere.
Ove il contratto riguardi materia per la quale esistono capitolati d'oneri approvati dopo sentito il Consiglio di Stato e le condizioni del contratto siano conformi a quelle dei detti capitolati, i limiti di somma stabiliti per il parere del Consiglio stesso dagli articoli 5 e 6 sono aumentati della metï¿½.
Art. 8 (abrogato dall'articolo 14 del d.P.R. n. 384 del 2001)
Qualora, nella esecuzione di un contratto, pel quale non sia intervenuto il parere del Consiglio di Stato, sorga la necessitï¿½ di arrecarvi mutamenti che ne facciano crescere l'ammontare oltre i limiti indicati negli articoli 5, 6 e 7 prima che si provveda al pagamento finale, dovranno gli atti relativi comunicarsi al Consiglio di Stato per il parere.
Per l'acquisto all'estero di combustibili, di tabacchi, di beni la cui produzione ï¿½ garantita da privativa industriale, di macchinari, di strumenti ed oggetti di precisione che solo ditte straniere possono fornire con i requisiti tecnici ed il grado di perfezione richiesti, nonchï¿½ per l'esecuzione all'estero di lavori relativi ai beni predetti e per il noleggio delle navi destinate ai trasporti di combustibili, l'amministrazione puï¿½ provvedere direttamente nei luoghi di produzione e nei principali mercati stranieri a trattativa privata.
Alle relative convenzioni non ï¿½ applicabile il disposto degli articoli 5, 6, secondo comma, e 19 del presente decreto.
Qualora, nel corso di esecuzione di un contratto, occorra un aumento od una diminuzione nelle opere, lavori o forniture, l'appaltatore ï¿½ obbligato ad assoggettarvisi, alle stesse condizioni, fino a concorrenza del quinto del prezzo di appalto. Al di lï¿½ di questo limite egli ha diritto alla risoluzione del contratto.
In questo caso sarï¿½ all'appaltatore pagato il prezzo delle opere, dei lavori o delle forniture eseguite, a termini di contratto.
L'aumento entro il limite del quinto della somma preventivata non rende, in verun caso, necessario il parere del Consiglio di Stato.
I contratti debbono avere termini e durata certa e non possono essere stipulati con onere continuativo per lo Stato, se non per ragioni di assoluta convenienza o necessitï¿½ da indicarsi nel decreto di approvazione del contratto. Per le spese ordinarie la durata non puï¿½ oltrepassare i nove anni.
Nei contratti per forniture, trasporti e lavori non si puï¿½ stipulare l'obbligo di far pagamenti in conto, se non in ragione dell'opera prestata o della materia fornita.
(quarto comma abrogato dall'art. 2, decreto-legge n. 65 del 1989, convertito dalla legge n. 155 del 1989)
Con decreto del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica puï¿½ consentirsi, per periodi di durata determinata, che, in deroga a quanto disposto dal precedente quarto comma, le amministrazioni dello Stato, comprese quelle autonome, anticipino fino al 10 per cento del prezzo, a fronte della prestazione di idonee garanzie bancarie o equivalenti da parte del contraente; l'erogazione dell'anticipazione ï¿½ subordinata all'avvenuto inizio dei lavori, ovvero dell'esecuzione della fornitura. La misura dell'anticipazione, il graduale recupero della medesima e il grado delle garanzie, sono stabiliti con il suddetto decreto.
Le anticipazioni sono revocate ove l'esecuzione del contratto non sia proseguita secondo gli obblighi contrattuali. In tal caso spettano all'Amministrazione anche gli interessi legali sulle somme anticipate.
Le disposizioni di cui ai precedenti commi sesto e settimo si applicano agli enti locali e agli altri enti pubblici nonchï¿½ agli istituti ed aziende operanti comunque nell'ambito della pubblica amministrazione. (comma aggiunto dall'art. 2, d.P.R. n. 627 del 1972 e poi sostituito dall'art. 2, decreto-legge n. 65 del 1989, convertito dalla legge n. 155 del 1989)
(settimo comma abrogato dall'art. 2, decreto-legge n. 65 del 1989, convertito dalla legge n. 155 del 1989)
Art. 12-bis (Articolo abrogato dall'art. 2, comma 3, D.L. 2 marzo 1989, n. 65)
Deve essere nuovamente sentito il Consiglio di Stato, prima di rescindere o variare un contratto per causa in esso prevista, se il contratto stesso venne giï¿½ sottoposto all'esame di detto Consiglio.
Deve essere sentito il parere del Consiglio di Stato prima di approvare gli atti di transazione diretti a prevenire od a troncare contestazioni giudiziarie qualunque sia l'oggetto della controversia, quando ciï¿½ che l'amministrazione dï¿½ o abbandona sia determinato o determinabile in somma eccedente le lire 20.000.000
La sospensione dei lavori o il prolungamento dei termini, per cause non previste dal contratto debbono risultare da atti addizionali al contratto stesso. Su tali atti deve essere sentito il Consiglio di Stato, se la durata della sospensione o il prolungamento dei termini siano indeterminati o tali che vi corrisponda, secondo il contratto originario, una penalitï¿½ eccedente le lire 5.000.000.
I processi verbali di aggiudicazione nelle aste e nelle licitazioni private sono parimenti formati da quest'ultimo funzionario.
Il deliberatario non puï¿½ impugnare l'efficacia dell'atto o incanto pel motivo che non sia stato da lui firmato il relativo verbale d'asta o di licitazione privata.
Sono altresï¿½ a carico di detti contraenti le spese di registrazione dei contratti, in conformitï¿½ del disposto dell'articolo 55 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 634, sull'imposta di registro. Le spese di copia di cui al precedente primo comma sono determinate sulla base di apposite tariffe predisposte dal Provveditorato generale dello Stato e approvate con decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. Dette tariffe si applicano anche nei confronti delle ditte cui siano affidati eccezionalmente lavori di copia.
Gli importi delle spese di cui al primo comma, nonchï¿½ quelle di cui al secondo comma, sono versati dal contraente, entro cinque giorni dalla data di stipulazione del contratto, sul conto corrente postale intestato alla sezione di tesoreria provinciale dello Stato e con imputazione ad apposito capitolo dello stato di Previsione dell'entrata del bilancio dello Stato o del bilancio delle amministrazioni o aziende autonome. La causale del versamento dovrï¿½ indicare, oltre il capitolo di entrata sul quale affluisce l'importo, la specificazione analitica delle spese da comunicarsi dall'ufficiale rogante o, ove occorra, dal funzionario che stipula il contratto, all'atto della stipulazione del medesimo.
L'attestato del versamento di cui al comma precedente deve essere consegnato all'amministrazione per essere allegato al contratto. In caso di ritardo nel versamento, l'importo delle spese di cui al primo comma ï¿½ aumentato degli interessi legali decorrenti dalla scadenza del termine fissato dal precedente quarto comma fino alla data dell'effettivo versamento sul conto corrente postale.
Il pagamento delle spese di cui al primo e secondo comma del precedente articolo ï¿½ eseguito in contanti dal cassiere per i contratti stipulati dalle amministrazioni centrali, anche autonome, e dal funzionario delegato per quelli stipulati da uffici periferici, sulla base di ordini di accreditamento emessi a loro favore su apposito capitolo da istituire negli stati di previsione della spesa dei singoli Ministeri e nei bilanci delle amministrazioni ed aziende autonome.
Ai fini di cui al precedente comma, l'atto approvativo del contratto deve contenere l'attestazione circa la disponibilitï¿½ della somma necessaria al pagamento delle spese di registrazione.
Restano comunque fermi gli obblighi e le responsabilitï¿½ previsti dalle vigenti disposizioni sull'imposta di registro a carico del pubblico ufficiale che ha redatto l'atto.
Per i contratti stipulati dagli uffici centrali e periferici delle amministrazioni ed aziende autonome il controllo di cui al comma precedente ï¿½ eseguito dagli uffici o servizi centrali di ragioneria e dalla Corte dei conti. Per le amministrazioni ed aziende autonome che hanno uffici o servizi di ragioneria decentrati il controllo sui rendiconti delle spese relative a contratti stipulati dagli uffici periferici ï¿½ esercitato dai citati uffici o servizi di ragioneria e dalle delegazioni regionali della Corte dei conti competenti per territorio.
I contratti stipulati con ditte o societï¿½ commerciali devono contenere l'indicazione delle persone legalmente autorizzate a riscuotere e quietanzare.
L'accertamento della capacitï¿½ dello stipulante ad impegnare legalmente la ditta o societï¿½, come pure il riconoscimento della facoltï¿½ delle persone che nei contratti vengono designate a riscuotere, incombe al funzionario rogante, nei contratti in forma pubblica amministrativa, ed al funzionario che stipula e riceve l'impegno contrattuale, nei contratti in forma privata.
I pagamenti fatti alle persone autorizzate dai creditori a riscuotere per loro conto ed a rilasciare quietanza si ritengono validamente, eseguiti, finchï¿½ la revoca del mandato, conferito alle persone stesse, non sia notificata nelle forme di legge alle amministrazioni, agli uffici, agli enti o ai funzionari cui spetta ordinare il pagamento, salvo il disposto del secondo comma dell'art. 69 del presente decreto, riguardo agli ordini di pagamento che risultino giï¿½ emessi.
Gli atti di aggiudicazione definitiva ed i contratti, anche se stipulati per corrispondenza ai sensi del precedente art. 17, non sono obbligatori per l'amministrazione, finchï¿½ non sono approvati dal ministro o dall'ufficiale all'uopo delegato e non sono eseguibili che dopo l'approvazione.
L'approvazione dei contratti pei quali sia richiesto il parere del Consiglio di Stato deve essere data con decreto ministeriale. Il decreto sarï¿½ motivato quando non sia seguito in tutto o in parte tale parere.
Per il medesimo oggetto non possono essere formati piï¿½ contratti, salve speciali necessitï¿½ da farsi constare nel decreto di approvazione del contratto.
Quando si tratti di oggetti che, per la loro natura o per il luogo in cui si effettua la vendita, debbono essere immediatamente consegnati all'acquirente, il ministro puï¿½ conferire all'autoritï¿½ che presiede l'asta la facoltï¿½ di approvare e rendere eseguibile il contratto .
Alla fine di ogni anno la Corte dei conti comunicherï¿½ al Parlamento l'elenco dei contratti da essa registrati e per i quali l'amministrazione non abbia seguito il parere del Consiglio di Stato, indicando le ragioni all'uopo addotte dall'amministrazione.
La ragioneria generale dello Stato riassume i risultati dei conti delle entrate accertate, riscosse e versate e delle spese impegnate e pagate; riassume altresï¿½ le modificazioni che si verificano nella consistenza del patrimonio mobile ed immobile dello Stato.
Le ragionerie centrali osservano e vigilano perchï¿½ siano osservate le leggi e tutte le disposizioni impartite dal Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica:
a) per la conservazione del patrimonio dello Stato;
b) per l'esatto accertamento delle entrate;
c) per la regolare gestione dei fondi di bilancio.
A tale fine esso ha facoltï¿½ di disporre verifiche ed ispezioni presso qualsiasi ufficio o servizio che abbia gestione finanziaria o attribuzioni contabili.
Art. da 30 a 35-bis (abrogati dall'art. 33, legge n. 468 del 1978)
I residui delle spese correnti non pagati entro il secondo esercizio successivo a quello in cui ï¿½ stato iscritto il relativo stanziamento si intendono perenti agli effetti amministrativi; quelli concernenti spese per lavori, forniture e servizi possono essere mantenuti in bilancio fino al terzo esercizio successivo a quello in cui ï¿½ stato iscritto il relativo stanziamento. Le somme eliminate possono riprodursi in bilancio con riassegnazione ai pertinenti capitoli degli esercizi successivi.
Le somme stanziate per spese in conto capitale non impegnate alla chiusura dell'esercizio possono essere mantenute in bilancio, quali residui, non oltre l'esercizio successivo a quello cui si riferiscono, salvo che si tratti di stanziamenti iscritti in forza di disposizioni legislative entrate in vigore nell'ultimo quadrimestre dell'esercizio precedente. In tale caso il periodo di conservazione ï¿½ protratto di un anno. (comma sostituito dall'art. 1, comma 6, decreto-legge n. 194 del 2002, convertito dalla legge n. 246 del 2002)
I residui delle spese in conto capitale, derivanti da importi che lo Stato abbia assunto obbligo di pagare per contratto o in compenso di opere prestate o di lavori o di forniture eseguiti, non pagati entro il settimo esercizio successivo a quello in cui ï¿½ stato iscritto il relativo stanziamento, si intendono perenti agli effetti amministrativi. Le somme eliminate possono riprodursi in bilancio con riassegnazione ai pertinenti capitoli degli esercizi successivi. (comma cosï¿½ modificato dall'art. 12, legge n. 144 del 1999)
Le somme stanziate per spese in conto capitale negli esercizi 1979 e precedenti, che al 31 dicembre 1982 non risultino ancora formalmente impegnate, costituiscono economie di bilancio da accertare in sede di rendiconto dell'esercizio 1982. (quinto comma abrogato dall'art. 4, legge n. 407 del 1977)
Il conto dei residui ï¿½ tenuto distinto da quello della competenza, in modo che nessuna spesa afferente ai residui possa essere imputata sui fondi della competenza e viceversa.
Art. da 37 a 43 (abrogati dall'art. 33, legge n. 468 del 1978)
I direttori generali e gli altri capi degli uffici centrali, compartimentali e provinciali che hanno gestione di entrate curano, nei limiti delle rispettive loro attribuzioni e sotto la personale loro responsabilitï¿½, che l'accertamento, la riscossione ed il versamento delle entrate siano fatti prontamente ed integralmente.
Quando col denaro incassato gli agenti della riscossione abbiano, a ciï¿½ autorizzati, estinto titoli di pagamento, essi produrranno tali titoli regolarmente quietanzati.
L'importo relativo ï¿½ considerato, agli effetti del corrispondente discarico, come denaro versato.
Art. 49 (abrogato dall'art. 33, legge 468 del 1978)
Per gli stipendi, le pensioni e le spese fisse similari la registrazione dell'impegno puï¿½ essere effettuata con frequenza periodica con le modalitï¿½ stabilite dal Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica.
Quando l'impegno della spesa viene accertato all'atto stesso in cui occorra disporne il pagamento, il titolo di pagamento puï¿½ valere altresï¿½ come atto di autorizzazione della spesa.
Gli uffici amministrativi devono inoltre comunicare alla ragioneria i provvedimenti di qualsiasi natura dai quali possono derivare impegni di spesa indicando l'ammontare presunto di tali impegni nonchï¿½ l'esercizio e il capitolo del bilancio a cui devono imputarsi. La ragioneria prenota nelle sue scritture in sede separata tali impegni in corso di formazione.
Art. 51 (abrogato dall'art. 33, legge n. 468 del 1978)
Art. 52 (abrogato dall'art. 23, d.P.R. n. 367 del 1994)
Decorso il termine di cui al secondo comma del precedente art. 30, sarï¿½, per ogni capitolo di bilancio, determinata con decreto ministeriale, da registrarsi alla Corte dei conti, la somma da conservarsi in conto residui per impegni riferibili all'esercizio scaduto.
L'accertamento di tale somma ï¿½ fatto a cura delle ragionerie centrali.
Potranno effettuarsi dopo il 1ï¿½ agosto anche prima della approvazione del rendiconto generale le spese di competenza dell'esercizio medesimo non pagate entro il 31 luglio nei limiti della somma dei residui passivi risultati a tale data.
c) in base a ruoli, per le spese fisse e cioï¿½ stipendi, pensioni ed altre di importo e scadenze determinate;
Le forme per i pagamenti del debito pubblico all'interno e all'estero, delle spese di giustizia e di quelle per le vincite al lotto, nonchï¿½ le modalitï¿½ dei riscontri su tali pagamenti da parte della corte dei conti e le giustificazioni relative sono stabilite dal regolamento.
Se il creditore non sa o non puï¿½ scrivere, la ricevuta sarï¿½ data nei modi indicati al secondo comma del successivo articolo 67.
Per gli assegni emessi a favore di agenti della riscossione, di corpi morali o stabilimenti, la ricevuta ï¿½ staccata dal bollettario stabilito per le entrate delle rispettive amministrazioni.
Il regolamento determina entro quali limiti e con quali condizioni e modalitï¿½ gli assegni, a richiesta del creditore, possano essere loro inviati a mezzo della posta.
Le aperture di credito a favore di funzionari delegati sono disposte mediante ordini di accreditamento soggetti alla stessa procedura stabilita per la emissione di assegni. Detti ordini debbono contenere la indicazione della somma che potrï¿½ essere prelevata mediante assegni a favore dello stesso funzionario delegato e di quella che dovrï¿½ prelevarsi con assegni a favore dei creditori.
L'istituto tiene un unico conto per tutte le aperture di credito disposte a favore del funzionario delegato; questi perï¿½ deve giustificarne l'impiego per ciascun capitolo di bilancio, distintamente per il conto della competenza e per quella dei residui.
I funzionari delegati, per le spese che non debbono pagare personalmente, e nei limiti consentiti ai sensi dell'articolo precedente, emettono assegni sullo stabilimento dell'istituto presso il quale ï¿½ disposta l'apertura di credito.
L'importo delle ritenute ï¿½ perï¿½ impegnato sull'apertura di credito dal funzionario delegato, il quale deve emettere alla fine di ogni mese o di altro periodo stabilito dai regolamenti un assegno complessivo a favore della tesoreria, la quale emetterï¿½ le corrispondenti quietanze di entrata.
I funzionari delegati sono personalmente responsabili delle spese da essi ordinate e della regolaritï¿½ dei pagamenti disposti od eseguiti.
Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica puï¿½ provvedere ad ispezioni per riconoscere l'esistenza presso i funzionari delegati delle somme prelevate e la regolaritï¿½ dei pagamenti disposti o effettuati.
Art. 59 (abrogato dall'art. 23 del d.P.R. n. 367 del 1994)
Ogni semestre, o in quegli altri periodi che fossero stabiliti da speciali regolamenti e, in ogni caso, al termine dell'esercizio, i funzionari delegati devono trasmettere i conti delle somme erogate, insieme con i documenti giustificativi, alla competente amministrazione centrale per i riscontri che ritenga necessari. (comma cosï¿½ modificato dall'art. 32, legge n. 41 del 1986)
Tali riscontri possono anche essere affidati a uffici provinciali e compartimentali di controllo, mediante decreto ministeriale, da emanarsi di concerto col Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, e nel quale saranno stabiliti i limiti e le modalitï¿½ dei riscontri medesimi.
La Corte nell'eseguire i riscontri di sua competenza ha facoltï¿½ di limitarli a determinati rendiconti.
I funzionari che non osservino i termini stabiliti per la presentazione dei conti sono passibili, indipendentemente dagli eventuali provvedimenti disciplinari, di pene pecuniarie nella misura e con la modalitï¿½ da determinarsi dal regolamento, fermo restando l'eventuale giudizio della Corte dei conti ai termini del successivo art. 83.
Le somme riscosse dai funzionari delegati sulle aperture di credito e che non siano state erogate alla chiusura dell'esercizio possono essere trattenute per effettuare pagamenti di spese esclusivamente riferibili all'esercizio scaduto. La giustificazione di tali pagamenti ï¿½ compresa in un rendiconto suppletivo da presentarsi non oltre il 30 settembre, ferme le disposizioni speciali relative alle spese per la esecuzione di opere pubbliche. Le somme non erogate alla chiusura del rendiconto suppletivo sono versate in tesoreria. Al termine dell'esercizio le aperture di credito fatte ai singoli funzionari vengono ridotte alla somma effettivamente prelevata.
Il pagamento degli stipendi, delle pensioni, dei fitti e delle altre spese in importo e scadenze determinate puï¿½ effettuarsi in base a ruoli emessi dalle amministrazioni centrali, riconosciuti regolari dalla ragioneria e dalla Corte dei conti, ai sensi del terzo e quarto comma del precedente art. 55.
Il regolamento stabilisce i procedimenti da seguirsi per la ordinazione dei pagamenti delle spese di cui si tratta e le modalitï¿½ e i limiti di relativi riscontri.
Per il pagamento dei ratei di stipendi, pensioni ed altri assegni fissi mensili il mese ï¿½ calcolato sempre di trenta giorni .
Pure con ordinativi si provvede al pagamento degli stipendi ed assegni fissi nei casi in cui non si effettui mediante ruoli, nonchï¿½ al pagamento di ogni altra spesa che interessi il personale dell'amministrazione dello Stato.
Art. 64 (abrogato dall'art. 15, d.P.R. n. 38 del 1998)
Gli ufficiali pagatori non debbono, sotto la loro responsabilitï¿½ personale, effettuare pagamenti su ordini che non siano rivestiti delle formalitï¿½ richieste dal presente decreto e dal regolamento relativo.
La disposizione di questo articolo non concerne il movimento dei fondi, che ï¿½ disposto mediante ordini del direttore generale del Tesoro.
Gli assegni emessi dalle amministrazioni centrali e dai funzionari delegati possono essere girati nelle forme ammesse dal codice di commercio. La girata puï¿½ essere fatta esclusivamente a favore di un agente della riscossione o di una banca.
La girata a favore dell'agente della riscossione, quando il prenditore non sappia o non possa scrivere, puï¿½ farsi mediante segno di croce apposto in presenza dell'agente medesimo con l'assistenza e la firma di due testimoni.
ï¿½ ammessa una sola girata.
Gli altri titoli di spesa debbono, all'atto del pagamento, essere sottoscritti per quietanza dagli interessati o da coloro che sono autorizzati a riscuotere e quietanzare per conto dei medesimi. Se coloro che debbono dar quiescenza non possono o non sanno scrivere, la quietanza medesima puï¿½ risultare da un segno di croce fatto alla presenza dell'ufficiale pagatore e di testimoni da lui conosciuti e che sottoscrivono anch'essi.
Art. 67-bis (abrogato dall'art. 23, d.P.R. n. 367 del 1994)
Gli assegni non consegnati ai creditori entro il mese di luglio successivo all'esercizio in cui furono emessi sono dagli uffici incaricati della consegna ed entro il 10 agosto restituiti all'amministrazione o al funzionario delegato che li ha emessi, perchï¿½ provvedano al loro annullamento. Gli assegni emessi dalle amministrazioni centrali e dai funzionari delegati e consegnati ai creditori si considerano, agli effetti del rendiconto consuntivo, titoli pagati. Gli assegni estinti dall'istituto incaricato vengono al medesimo rimborsati mediante operazioni di tesoreria nei modi stabiliti dal regolamento.
Gli ordinativi diretti, gli ordinativi su ordini di accreditamento, gli ordinativi su contabilitï¿½ speciali e gli ordini di pagamento su ruoli di spesa fissa, non pagati entro il mese di gennaio successivo all'esercizio in cui sono stati emessi, sono commutati di ufficio, a favore delle persone autorizzate a riscuotere ed a quietanzare, in vaglia cambiari non trasferibili dell'istituto incaricato del servizio di tesoreria.
Con decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica saranno stabiliti l'importo minimo dei vaglia cambiari, le modalitï¿½ per l'invio e la consegna di essi, i rapporti tra il Tesoro e l'istituto incaricato del servizio di tesoreria in relazione all'accertamento dell'effettivo pagamento dei vaglia medesimi, nonchï¿½ i casi in cui non ï¿½ ammessa la commutazione di ufficio di cui al primo comma.
La notifica rimane priva di effetto riguardo agli ordini di pagamento che risultino giï¿½ emessi. Potrï¿½, per altro, il creditore fare tale notificazione all'ufficiale, tesoriere o agente incaricato di eseguire il pagamento degli ordini o di effettuare la consegna degli assegni di cui all'art. 54, lettera a).
Nessun impedimento puï¿½ essere costituito mediante semplici inibitorie o diffide.
L'emissione dei buoni ordinari del Tesoro ed il limite massimo della somma che puï¿½ tenersene in circolazione sono stabiliti annualmente dalla legge che approva lo stato di previsione dell'entrata e da leggi speciali.
La loro emissione puï¿½ aver luogo soltanto in seguito all'effettivo versamento dell'importo nelle casse dello Stato.
Le disposizioni che possono occorrere pel servizio dell'esercizio e dell'armata sul piede di guerra, nonchï¿½ per il caso di pubbliche calamitï¿½, sono date con speciali regolamenti.
L'amministrazione ha perï¿½ facoltï¿½ di assoggettare a ritenuta gli stipendi ed altri emolumenti goduti da funzionari ed agenti, anche prima che sia pronunciata condanna a loro carico, quando il danno dell'erario sia accertato in via amministrativa.
Rimane fermo l'obbligo della cauzione, secondo le disposizioni che regolano i singoli servizi, quando la gestione sia affidata a persone; istituti od enti estranei alla amministrazione dello Stato, nonchï¿½ quando la cauzione sia stabilita a garanzia degli interessi di privati.
Gli agenti incaricati della riscossione delle entrate e dell'esecuzione dei pagamenti delle spese, o che ricavano somme dovute allo Stato e altre delle quali lo Stato diventa debitore, o hanno maneggio qualsiasi di denaro ovvero debito di materia, nonchï¿½ coloro che si ingeriscono negli incarichi attribuiti ai detti agenti, dipendono direttamente, a seconda dei rispettivi servizi, dalle amministrazioni centrali o periferiche dello Stato, alle quali debbono rendere il conto della gestione e, sono sottoposti alla vigilanza del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e alla giurisdizione della Corte dei conti.
Presso le cassa del Tesoro, gestite direttamente dallo Stato, ï¿½ istituito uno speciale servizio di controllo.
Le funzioni dei controlli e le norme per le ispezioni e verificazioni di cassa sono determinate dai regolamenti, i quali stabiliscono pure le modalitï¿½ e le norme per il controllo nell'interesse dello Stato, quando il servizio di cassa sia affidato a un istituto bancario.
Il servizio di controllo sarï¿½ altresï¿½ istituito presso qualsiasi altra cassa dello Stato per la quale il ministero competente, di concerto con quello del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, ne riconosca la necessitï¿½.
Nulla ï¿½ innovato per quanto concerne gli uffici di riscontro stabiliti con disposizioni speciali.
Art. 77, 78 e 79 (abrogati dall'art. 33, legge n. 468 del 1978)
Entro il primo giorno non festivo del mese di ottobre il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica fa la esposizione economico-finanziaria e l'esposizione relativa al bilancio di previsione.
La responsabilitï¿½ dei funzionari predetti non cessa per effetto della registrazione o dell'applicazione del visto da parte della Corte dei conti sugli atti d'impegno e sui titoli di spesa.
Gli ordinatori secondari di spese pagabili in base a ruoli e ogni altro funzionario ordinatore di spese e pagamenti, sono personalmente responsabili dell'esattezza della liquidazione delle spese e dei relativi ordini di pagamento, come pure della regolaritï¿½ dei documenti e degli atti presentati dai creditori.
Gli ufficiali pubblici stipendiati dallo Stato, compresi quelli dell'ordine giudiziario e specialmente quelli a cui ï¿½ commesso il riscontro e la verificazione delle casse e dei magazzini, debbono rispondere dei valori che fossero per loro colpa o negligenza perduti dallo Stato.
L'impiegato che per azione od omissione, anche solo colposa, nell'esercizio delle sue funzioni, cagioni danno allo Stato, ï¿½ tenuto a risarcirlo.
Quando l'azione od omissione ï¿½ dovuta al fatto di piï¿½ impiegati, ciascuno risponde per la parte che vi ha presa, tenuto conto delle attribuzioni e dei doveri del suo ufficio, tranne che dimostri di aver agito per ordine superiore che era obbligato ad eseguire.
I funzionari di cui ai precedenti articoli 81 e 82 sono sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti la quale, valutate le singole responsabilitï¿½, puï¿½ porre a carico dei responsabili tutto o parte del danno accertato o del valore perduto.
I direttori generali e i capi di servizio i quali, nell'esercizio delle loro funzioni, vengano a conoscenza di un fatto, che possa dar luogo a responsabilitï¿½, a norma dei precedenti articoli 81 e 82, debbono farne denunzia al procuratore generale presso la Corte dei conti.
Quando nel giudizio di responsabilitï¿½ la Corte dei conti accerti che fu omessa denunzia a carico di personale dipendente, per dolo o colpa grave, puï¿½ condannare al risarcimento, oltre che gli autori del danno, anche coloro che omisero la denunzia.
La Corte dei conti, quando riconosca la regolaritï¿½ dei conti degli agenti di cui all'art. 74 del presente decreto, ha facoltï¿½ di dichiarare il discarico degli agenti stessi senza procedere a giudizio.
Quando i conti siano fatti compilare d'ufficio dalla amministrazione, la Corte procede alla revisione giudiziaria dei medesimi ritenendoli come presentati dai contabili, semprechï¿½ questi, invitati legalmente a riconoscerli e a sottoscriverli non lo abbiano fatto nel termine prefisso.
(articolo cosï¿½ sostituito dall'art. 1, d.P.R. n. 402 del 1989)
Nei casi di deficienza accertata dall'amministrazione o di danni arrecati all'erario per fatto o per omissione, imputabile a colpa o negligenza dei contabili o di coloro di cui negli articoli 74 e 81, quarto comma, la Corte dei conti puï¿½ pronunziarsi tanto contro di essi quanto contro i loro fideiussori anche prima del giudizio del conto. (articolo cosï¿½ sostituito dall'art. 1, d.P.R. n. 402 del 1989)
Quando dal giudizio risulti accertata la responsabilitï¿½, ï¿½ applicata al funzionario una pena pecuniaria da scontare sullo stipendio, in misura non superiore al quinto dello stipendio mensile e per non piï¿½ di sei mesi.
Il presente decreto andrï¿½ in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione, fatta eccezione per gli articoli 54 a 63 e 65 a 68, i quali avranno applicazione a decorrere dal 1ï¿½ luglio 1924.
Restano ferme le disposizioni di leggi speciali che conferiscano alle amministrazioni facoltï¿½ piï¿½ ampie di quelle consentite dal presente decreto.
Il Governo, sentito il parere del Consiglio di Stato e della Corte dei conti, modificherï¿½ le norme regolamentari vigenti per la amministrazione del patrimonio e per la contabilitï¿½ generale dello Stato, con facoltï¿½ di emanare ogni altra disposizione di complemento, di coordinamento e di attuazione.
Le norme riferentisi alla revisione dei rendiconti, stabilite col precedente art. 60, si applicano anche a quelli giï¿½ resi e da rendere per fondi concessi con mandati di anticipazione o a disposizione sino al 30 giugno 1924 ed alle contabilitï¿½ relative alle gestioni fuori bilancio.
Quando ricorrano circostanze di forza maggiore determinate dalla guerra, ï¿½ rimesso alla Corte dei conti l'apprezzamento delle circostanze medesime ai fini delle giustificazioni dei rendiconti.
Le singole amministrazioni potranno disporre, anche prima che sia pronunciato il discarico dell'agente, a norma del precedente articolo 84, lo svincolo delle cauzioni giï¿½ prestate e non piï¿½ richieste ai sensi del primo comma dell'articolo 73, quando non vi siano motivi di eccezione sulla regolaritï¿½ delle gestioni.

References: art. 5
 art. 6
 art. 5

Art. 8

Art. 12
 art. 17

Art. 49

Art. 51

Art. 52
 art. 30
 articolo 67

Art. 59
 art. 83
 art. 55

Art. 64

Art. 67

Art. 77
 art. 60
 articolo 84