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Timestamp: 2019-12-11 07:50:15+00:00

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Non si lucra sull'Acqua! I liguri sfidano lo Stato con una proposta di legge regionale. Dove firmare per proteggere dalle leggi del profitto il bene vitale
di Simone Parma | 06 Novembre 2014 | in categoria/e attualita diritto ecologia edizione cartacea salute
Avete ignorato il volere dei cittadini al referendum? E noi rilanciamo con una proposta di legge regionale
Obiettivo 5.000 firme ma si punta a 20.000
La questione è ormai degna di una trilogia cinematografica, con tanto di colpi di scena, momenti di suspense, fan e oppositori. La sceneggiatura è già pronta e il paragone calza a pennello, se non fosse che il tema della gestione dei servizi idrici rappresenta un problema reale, concreto e attuale. Una vicenda che pure sembrava muoversi nel verso giusto già nella scorsa primavera, con la Legge Regionale n.1/2014, poi bloccata dal ricorso del Governo in Corte Costituzionale per invasione delle competenze statali. Ora a provarci è il Comitato Regionale dei Movimenti per l'Acqua (e www.facebook.com/acquapubblicaliguria), sostenuto da diversi altri movimenti impegnati in questa campagna. L'obbiettivo è la presentazione di una Legge Regionale di iniziativa popolare per far sì che la volontà dei cittadini espressa nel Referendum del 2011 venga attuata e mantenuta. Per poter presentare la Legge a Palazzo Fieschi il Comitato Promotore dovrà raccogliere almeno 5.000 firme entro Marzo 2015, ma punta a raccoglierne 20.000. La proposta di legge verrà poi discussa entro un anno.
Liguri da sempre in prima fila per far valere il proprio voto
La Liguria, o meglio i suoi cittadini, è da sempre in prima fila per far valere il proprio voto referendario, mostrando da sempre un orgoglio e una voglia di cambiare seconda a nessun'altra regione italiana. Forse perché il funzionamento del servizio idrico è davvero problematico (come già denunciato da Corfole!), forse perché le tariffe e i metodi digestione risentono di una deregolamentazione e di un silenzio della politica troppo evidente e forse perché il voto del referendum ancora non è stato dimenticato. Poi, si sa, sprecare non fa parte del DNA ligure, figurarsi sprecare un voto!
Perché firmare e dove
Ecco che allora l'occasione per far sentire la propria voce a chi ancora è convinto che il ritorno alla gestione pubblica possa essere la migliore soluzione ad un problema evidente e non invece, come deciso dal “Decreto Sblocca Italia” in barba all'esito del Referendum, l'accorpamento, la fusione e la quotazione in borsa dei grandi colossi privati. Banchetti per la raccolta delle firme necessarie sono stati organizzati per ora in tutto il Levante e diverse associazioni si sono rese disponibili per condividere l'iniziativa e raccogliere le firme necessarie. A Chiavari aderisce l'associazione Cittadinanzattiva mentre a Sestri Levante è possibile firmare presso la sede della lista civica Segesta Domani. Nei comuni di Lavagna, Santa Margherita, Recco e della Fontanabuona sarà il Movimento 5 Stelle che, insieme a Sel e Verdi, è parte del Comitato sostenitore ad occuparsi della raccolta e della sensibilizzazione, allestendo appositi banchetti nelle principali piazze. Lavagna è stato il primo comune ad aderire, ma è possibile firme anche a Rapallo, Santa Margherita, Zoagli, Portofino e nella maggior parte dei Comuni presso l'Ufficio Elettorale dei Municipi.
I punti salienti della proposta di legge ligure
Art. 1> La finalità della gestione del servizio idrico è un uso della risorsa solidale e sostenibile
Art. 2> Accesso alla risorsa idrica come diritto inviolabile e sottrazione della stessa alle logiche di mercato
Art. 3> Ridefinizione degli ATO (Ambiti Territoriali Ottimali) secondo logiche geologiche e morfologiche del territorio
Art. 4> Servizio e strutture (dichiarate inalienabili) gestiti da enti pubblici
Art. 5> Tutela del pubblico interesse e creazione di un monopolio naturale, con conseguente definizione delle tariffe
Art. 6> Modalità, salvaguardie e legittimità degli affidamenti (futuri e in essere)
Art. 7>Pianificazione e gestione delle risorsa attraverso il bilancio idrico
Art. 8> Previsione di limiti alla concessione dei prelievi, con l’applicazione del principio “chi inquina paga”
Art. 9> Principi relativi alla qualità delle acque (il più vicino possibile a quella naturale) e diffusione delle informazioni, al fine di incentivare il consumo dell’acqua potabile, rispetto a quella imbottigliata
Art. 10>Principi relativi alla formulazione della tariffa che dovrà tenere conto del diritto umano all’accesso all’acqua e dovrà disincentivare gli sprechi
Art. 11> Criteri di finanziamento del Servizio Idrico che dovranno tenere conto del fatto che 50 litri al giorno a persona dovranno essere garantiti e gratuiti, che l’erogazione del servizio non può essere sospesa per nessuna ragione, la progressività delle fasce tariffarie e che i consumi individuali non potranno essere superiori ai 200 litri giornalieri
Art. 12> Partecipazione attiva dei cittadini alle decisioni sulla gestione del servizio
Art. 13>Creazione di un fondo regionale per la trasformazione delle gestioni attuali in soggetti pubblici
Art. 14> Individuazione degli strumenti finanziari idonei per l’applicazione della legge
Art. 15> Abrogazione di tutte le norme incompatibili con la legge.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15