Source: http://www.urbanisti.it/?start=420
Timestamp: 2018-01-22 20:29:55+00:00

Document:
Come dice il nome per esteso dell’associazione, l’Assurb organizza gli urbanisti, pianificatori territoriali e ambientali che mantengono il centro di gravità delle proprie attività professionali sul territorio della Repubblica Italiana e pone particolare attenzione alla tutela della professione e ad un suo corretto svolgimento da parte dei pianificatori. L’Assurb rappresenta inoltre la professione del pianificatore italiano in Europa presso il Consiglio europeo degli urbanisti. Su questa pagina è riportato anche lo statuto dell’associazione.
L’associazione e i suoi organi e rappresentanti statutari possono essere contattati agli indirizzi riportati su questa pagina. Vengono indicati i recapiti generici dell’associazione e quelli del presidente, del segretario, del tesoriere, nonché le coordinate bancarie.
+39-328-1282402 (daniele rallo) +39-335-6981566 (luca rampado)
+39-041-4174229
segreteria (risponde Alessandra Meneghetti o Massimo Pizzato)
presidente (risponde Alessandro Calzavara)
tesoriere (risponde Federico Zoccarato)
Puos d’Alpago BL
N. di conto corrente:
000005283531
Come misura antispam, su questo sito web non vengono mai visualizzati indirizzi e-mail per esteso, ma solo scomposti e parafrasati. Per esempio: «info sul dominio dell’Assurb (@urbanisti.it)». Quando invece compare, come qui sopra, soltanto un indirizzo senza nome di dominio, è sempre inteso che il dominio in questione è quello dell’Assurb.
Il presente sito Internet (sito web) è l’unico sito ufficiale dell’associazione identificata su questa pagina. Sono riportate tutte le informazioni necessarie per caratterizzare correttamente l’associazione e per entrarci in contatto, nonché per determinare i responsabili per la pubblicazione dei contenuti su questo sito.
Libera associazione professionale
Via del Terraglio 243
IT03489280267
+39-3294508748
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Alessandro Calzavara (presidente AssUrb)
Amministratore sito web:
Luca Rampado (socio AssUrb - compontente CNU)
Vedi pagina Contatto e lo Statuto dell’associazione.
Fin dalla nascita nel 1970 del primo corso di laurea in urbanistica in Italia, la questione del profilo professionale delle persone che sarebbero poi uscite dal proprio percorso formativo universitario è stata sempre molto controversa. Anche in altri paesi la professione del pianificatore territoriale non è sempre regolamentata in maniera molto chiara. Ma in Italia, a differenza del resto del mondo, per molti anni si assisteva ad una pièce tragicomica, in cui molte figure professionali – in primis architetti ed ingegneri – erano, seppure solo de facto e non de jure, abilitate a redigere piani urbanistici, territoriali ed ambientali, salvo gli urbanisti, pianificatori territoriali ed ambientali!
Ovviamente, gli urbanisti hanno sempre contestato il castello interpretativodelle disposizioni normative che conducevano a questo stato di cose, ma generalmente con poco successo. Solo recentemente, e soprattutto a partire dalla riforma dell’Ordine degli architetti del 2001 (DPR 5 giugno 2001, n.328), la giurisprudenza italiana dà – con sempre maggiore insistenza ed efficacia – ragione alle tesi dell’Assurb: il pianificatore è una figura professionale autonoma, le cui competenze non possono considerarsi assorbite da quelle dell’architetto o dell’ingegnere e per la cui acquisizione occorre aver completato un percorso formativo autonomo con procedure abilitative autonome.
Attraverso dei dossier di approfondimento vogliamo fornire ai colleghi e, in generale, agli interessati una panoramica su come è articolata la professione del pianificatore territoriale.
Deontologia Professionale: panoramica con riferimenti puntuali ai codici deontologici europeo ed italiano dei pianificatori territoriali e degli urbanisti
Profilo professionale: raccolta normativa, riferimenti e commenti sulle attività esercitabili dal pianificatore territoriale e urbanista
Segnalazioni: spazio dedicato alle segnalazioni di anomalie presenti in bandi e concorsi e raccolta dei risultati ottenuti
Molto è cambiato da quando, nell’anno accademico 1970-1971, è stato istituito presso l’allora Istituto Universitario di Architettura di Venezia il Corso di laurea in Urbanistica, primo del suo genere in Italia; nel 1976 è seguito il corso gemello all’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria. La prima riforma parte con l’anno accademico 1984-1985 e cambia, tra le altre cose, il nome da Urbanistica in Pianificazione territoriale e urbanistica, mentre la seconda, attiva dall’anno accademico 1994-1995, riduce gli anni di corso da cinque a quattro, introduce il tirocinio formativo obbligatorio e cambia, ancora una volta, il nome in Pianificazione territoriale, urbanistica e ambientale. La terza università ad attivare un corso di laurea in PTU è stato il Politecnico di Bari nel 1989 (anche se poi non ne ha dato effettivo seguito), seguito dal Politecnico di Milano nel 1995.
Ma le cose cominciano a cambiare davvero con la riforma universitaria a partire dal 1999 che introduce il sistema 3+2 (laurea di base triennale più laurea specialistica biennale), normato con DM 509/1999, che introduce apposite classi di laurea, a partire dall’anno accademico 2000-2001. Dopo un triennio di sperimentazione il sistema 3+2 viene rivisto e aggiornato con il DM 270/2004, con l’abbandono della laurea specialistica biennale e la sua sostituzione con la laurea magistrale biennale e la contestuale elevazione dei corsi di laurea quinquennali a ciclo unico a corsi di laurea magistrale a ciclo unico.
La sezione intende fornire agli interessati un aiuto ad orientarsi nel complesso mondo della formazione universitaria e post universitaria per trovare la propria strada per diventare pianificatori.
Approvato nell’Assemblea Generale dei soci tenutasi a
Bologna il 12 novembre 2011
(scarica qui lo statuto completo in pdf)
Titolo II – Delle finalità
Articolo 3 – Partecipazione ad organismi nazionali ed internazionali
Titolo III – Degli iscritti
Articolo 4 – Caratteristiche
Articolo 6 – Quota associativa
Articolo 7 – Elenco degli iscritti
Articolo 8 – Recesso - Esclusione
TITOLO IV – Del fondo
Articolo 9 – Fondo comune
Articolo 10 – Esercizio sociale
Titolo V – Degli organi della associazione
Titolo VI – Dell’Assemblea dei soci
Articolo 14 – Regolare costituzione dell’Assemblea
Titolo VII – Del Consiglio dell’Associazione
Articolo 15 – Consiglio dell’associazione
Articolo 16 – Decadenza dall’incarico
Articolo 17 – Sostituzione dei consiglieri
Articolo 18 – Attribuzione del Consiglio nazionale
Titolo VIII – Del Presidente
Articolo 22 – Il Collegio sindacale
Titolo X – Dei Probiviri
Titolo XI – Delle articolazioni territoriali
Articolo 24 – Articolazione territoriale dell’associazione
Titolo XII – Dello scioglimento
Articolo 25 – Lo scioglimento della associazione
Articolo 26 – Norma finale

References: Articolo 3

Articolo 4

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 14

Articolo 15

Articolo 16

Articolo 17

Articolo 18

Articolo 22

Articolo 24

Articolo 25

Articolo 26