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Timestamp: 2016-12-03 22:20:06+00:00

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⭐UNA CHANCE PER L'OCCUPAZIONE
UNA CHANCE PER L'OCCUPAZIONE
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Virgilio Marra
1 LAVORO AUTONOMO, MICROIMPRESA E FRANCHISING UNA CHANCE PER L'OCCUPAZIONE di Nicola Fullin Risorse Umane >> Gestione e organizzazione del personale2 OBIETTIVI E OPPORTUNITÀ DELL'AUTOIMPIEGO È possibile avviare una piccola attività imprenditoriale o una di lavoro autonomo avendo delle buone idee, anche se poco o nessun capitale. Grazie alle agevolazioni all'autoimpiego, infatti, un piano d'impresa credibile può venire finanziato interamente permettendo di trasformare in realtà dei progetti validi. Con la cospicua dote finanziaria di 800 milioni di euro liquidata dal Cipe 1, sono ripartite le misure per l'autoimpiego, che già in passato hanno consentito la nascita di un grande numero di piccolissime imprese, grazie a condizioni di finanziamento e flessibilità di utilizzo davvero notevoli. A parere dello scrivente, tuttavia, le potenzialità di queste agevolazioni sono state sfruttate in minima parte, lasciando che la quasi totalità delle nuove attività si indirizzassero verso l'incentivo più semplice da utilizzare, denominato lavoro autonomo a scapito di quelli più complessi, ma più interessanti dal punto di vista finanziario. Gli intenti del legislatore Facciamo un passo indietro. Con il Titolo II del D.Lgs. 185/2000, il Legislatore ha introdotto tre diverse misure per favorire l'occupazione: il lavoro autonomo, la microimpresa ed il franchising, destinate alla creazione di nuove imprese da parte di soggetti che si trovino al di fuori del mondo del lavoro, i cosiddetti inoccupati. In tal modo si è tentato di favorire l'incremento occupazionale spingendo verso un'attività in proprio quei soggetti che pur non possedendo i capitali per cominciare, dimostrino le capacità e la volontà di gestire una propria iniziativa, finanziandoli anche al 100% ed assistendoli per i primi mesi. Addirittura l'idea originaria (ora abbandonata) era quella di tenere, prima dell'erogazione dei finanziamenti, dei corsi per aspiranti imprenditori nei quali dovevano essere date ai richiedenti conoscenze sufficienti per realizzare con successo i loro progetti e per compilare la domanda di agevolazione. Infatti, le iniziative non prevedevano alcun tipo di intervento da parte di professionisti né in fase di redazione del business plan né nella fase immediatamente successiva, in quanto era (ed è) prevista, almeno sulla carta, un servizio di assistenza tecnica per il primo anno. La gestione complessiva di questi incentivi, ricezione delle domande, valutazione, corsi e assistenza tecnica sono affidate a Sviluppo Italia S.p.a., società interamente posseduta dal Ministero del Tesoro, che vi provvede con proprio personale o mediante consulenti esterni. Come si può intuire da queste poche righe, gli incentivi all'autoimpiego sono molto appetibili sia per la relativa semplicità di utilizzo, sia per i costi contenuti a carico del richiedente e proprio per questo i fondi inizialmente assegnati erano stati esauriti in pochi mesi. Con il recente rifinanziamento di cui si è fatto cenno poc'anzi, è ora possibile presentare nuove domande anche se le regole sono leggermente cambiate rispetto al passato. Alcune valutazioni su lavoro autonomo, microimpresa e franchising I tre incentivi, contenuti nel titolo II del decreto 185/2000, permettono ai soggetti destinatari delle agevolazioni di aprire nei territori di applicazione della norma, un'attività in forma individuale (lavoro autonomo e franchising) o in forma di società di persone (microimpresa e franching), i cui investimenti complessivi siano al di sotto dei euro (lavoro autonomo) o dei euro (microimpresa e franchising). Si tratta dunque di attività molto piccole, ma i cui investimenti saranno integralmente finanziati dallo Stato, in parte a fondo perduto, in parte a mutuo agevolato e che saranno inoltre dotati di un contributo di importo variabile per le spese di gestione. Le proporzioni esatte fra le tre forme di aiuto (mutuo agevolato, contributo in c/investimenti e contributo in conto gestione) differiscono a seconda dell'incentivo scelto come vedremo in seguito, ma si può dire che, grosso modo, metà della somma liquidata verrà data a fondo perduto e metà a mutuo a tasso agevolato. Il grado di successo Il lavoro autonomo è l'agevolazione che fino ad ora ha riscosso più successo, anche se è in effetti quella che offre meno dal punto di vista finanziario. Questo accade probabilmente per motivi differenti. Alcuni di ordine organizzativo (è più semplice partire con un'attività in forma individuale, piuttosto che trovare dei soci), di popolarità (il lavoro autonomo riprende infatti e sostituisce un incentivo nato nel 96 il prestito d'onore ), ma soprattutto perché non richiede che si affrontino dei costi iniziali. 1 Delibera del Cipe 9 maggio 2003, n. 16, pubblicata sulla GU n. 156 dell 8 luglio Pagina 2 di 83 Il richiedente infatti non deve presentare nulla se non una domanda in cui palesa a Sviluppo Italia la sua intenzione ad avviare un'attività. Nella microimpresa, invece, gli aspiranti imprenditori devono essere molto più determinati ed inclini ad attendere, in quanto dovranno anticipare il denaro necessario per costituire una società di persone e lasciarla inattiva fino alla conclusione del contratto di finanziamento, dato che gli incentivi possono essere utilizzati solo per spese sostenute dopo la data di delibera. Nel franchising in forma individuale, l'unico vincolo ulteriore rispetto all'autoimpiego è il fatto di poter scegliere fra un numero limitato di franchisor convenzionati, ossia fra quelle imprese che hanno concluso un accordo con Sviluppo Italia. Non è cioè possibile concludere accordi con chiunque si voglia. Per il franchising in forma societaria, oltre a questo requisito è richiesta la costituzione della società in via preventiva, come per la microimpresa. La distribuzione geografica delle domande ammesse Dalla tavola 1 emerge chiaramente, oltre al maggior gradimento dell'incentivo lavoro autonomo, anche un divario difficilmente comprensibile fra le regioni del Sud e quelle del Centro Nord. Tavola 1 - Autoimpiego: domande ammesse alle agevolazioni dal luglio 2001 Regione Lavoro Autonomo Microimpresa Franchising Totale Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia-Romagna Friuli- Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Umbria Veneto Totale Soltanto per fare un esempio, nel periodo dal 2001 ad oggi, con gli incentivi all'autoimpiego, sono sorte oltre 127 nuove imprese calabresi per ciascuna impresa veneta. La cosa di per sé non è spiegabile con ragioni economiche, poiché questa agevolazione, a differenza di altre, non modula l'intensità dell'aiuto a seconda della zona geografica, ma lo eroga in maniera uniforme. Né il divario fra la popolazione che abita le aree svantaggiate del nord e quelle del sud è così eclatante. Ritornando all'esempio, in Veneto, (una delle regioni meno svantaggiate d'italia) possono usufruire degli incentivi i residenti di oltre la metà dei comuni, che, insieme, riuniscono la maggioranza della popolazione. Anche se in Calabria tutti i comuni vengono considerati svantaggiati questo fatto non basta certo a spiegare l'incredibile rapporto 127 ad uno. Le ragioni di questo fenomeno curioso possono senz'altro essere diverse, ma a parere dello scrivente, la causa principale di questo divario fra Nord e Sud è la mancanza di informazione nelle aree del Nord (ed, in misura minore, del Centro) rispetto al Sud dove la presenza di agevolazioni statali è ben pubblicizzata. Pagina 3 di 84 LO STRUMENTO NEI DETTAGLI I requisiti soggettivi Gli incentivi del decreto 185/2000 sono destinati a favorire l'incremento dell'occupazione e naturalmente sono destinati primariamente ai soggetti inoccupati. Secondo il suddetto decreto, con tale definizione vengono identificati i soggetti privi di occupazione da almeno sei mesi alla data di presentazione della domanda. Soggetti esclusi i titolari di rapporto di lavoro dipendente, ivi compreso anche il part time o il tempo determinato. Sono invece ammessi altri titolari di redditi fiscalmente assimilati a quelli di lavoro dipendente come, ad esempio, le borse di studio i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa i liberi professionisti gli artigiani, gli imprenditori e i coadiutori di imprenditori in genere, tutti i titolari di partita iva Si tratta dunque di un insieme più ampio di quello dei disoccupati in quanto include anche i soggetti che per la prima volta si affacciano nel mondo del lavoro, i pensionati, i tirocinanti (per le professioni intellettuali regolamentate) e gli studenti. Va notato inoltre che l'esclusione dei liberi professionisti è finalizzata ad impedire che dei soggetti in attività vadano ad usufruire delle misure per l'autoimpiego. In caso contrario, un avvocato, ad esempio, potrebbe uscire dallo studio associato nel quale lavorava, senza partita Iva, ed aprire la propria attività in autonomia con i fondi statali. La sede di iniziative e beneficiari La sede legale amministrativa ed operativa delle iniziative deve essere localizzata in una delle aree svantaggiate stabilite con decreto ed i beni finanziati con le agevolazioni non potranno essere posti in sede al di fuori di dette aree. Aree svantaggiate regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna (aree ammesse alla deroga di cui all'art a) del Trattato Ue, coincidenti con le aree cui si applica l'obiettivo 1 dei fondi strutturali comunitari) aree ammesse alla deroga di cui all'art c) del Trattato Ue aree cui si applica l'obiettivo 2 dei fondi strutturali comunitari aree phasing out ammesse ad un regime di sostegno transitorio (zone che potevano beneficiare degli strumenti agevolativi previsti per gli obiettivi 1, 2 e 5b dei fondi strutturali fino al 1999 e che non figurano nell'ambito dei nuovi obiettivi) le aree che presentano rilevante squilibrio tra domanda e offerta di lavoro individuate dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali Vediamo ora il requisito più stringente per l'utilizzo dell'agevolazione: il richiedente deve risultare residente al 1 gennaio 2000 in uno dei territori agevolati, indicati poc'anzi. Mentre gli altri requisiti possono essere in qualche modo acquisiti dal soggetto richiedente, attendendo, ad esempio, la maggiore età oppure aspettando sei mesi per rientrare fra i soggetti inoccupati, nulla potrà mai ovviare il principio della residenza al 1 gennaio Vale a dire che un soggetto residente in un territorio obiettivo 1 potrà fondare la propria attività in qualunque area considerata agevolata d'italia, mentre un aspirante imprenditore residente al 1 gennaio 2000 a Maserada (TV), comune non agevolato e poi trasferitosi a Sassari, non potrà ricorrere a queste agevolazioni neppure nel caso in cui voglia aprire un'attività in un'area svantaggiata del paese. Pagina 4 di 85 Le iniziative agevolabili Con gli incentivi per il lavoro autonomo possono essere avviate attività in qualsiasi settore. È consentito infatti di avviare attività, nel rispetto delle forme organizzative previste e del massimale di spesa, nell'ambito di: produzione di beni; fornitura di servizi; commercio. Gli incentivi al franchising possono riguardare le sole attività di: commercializzazione di servizi; commercializzazione di beni. La microimpresa invece può riguardare solo le attività di: produzione di beni; fornitura di servizi. escludendo tutte le attività commerciali. Per tutte le agevolazioni all'autoimpiego valgono però alcune esclusioni esplicite: la produzione, la trasformazione e la commercializzazione di prodotti agricoli; il trasporto di merci in conto terzi; il trasporto di persone in numero superiore a nove. Spese di investimento In tutte e tre le misure per l'autoimpiego, sono considerate ammissibili le spese, al netto dell'iva, sostenute successivamente alla data di deliberazione di ammissione (e non come accade spesso alla data della domanda presentata dal richiedente) e regolarmente documentate che rientrino nelle seguenti voci. Spese ammissibili a. attrezzature, macchinari, impianti ed allacciamenti b. beni immateriali ad utilità pluriennale c. ristrutturazione di immobili entro il limite massimo del 10% del valore complessivo degli investimenti ammessi I beni acquistati devono essere direttamente collegati al ciclo produttivo e strettamente funzionali all'attività. Devono inoltre essere nuovi di fabbrica. Nel caso di lavoro autonomo e microimpresa, cioè dove è possibile la produzione, i beni possono essere anche usati purché non siano stati precedentemente oggetto di agevolazioni e purché il venditore offra idonee garanzie di funzionalità. Spese di gestione Fra le spese per la gestione ammesse al finanziamento a fondo perduto sono ricompresi quei costi documentati, al netto dell'iva, sostenuti successivamente alla data di presentazione delle domande e che riguardino le seguenti voci. Spese ammissibili a. materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti b. utenze e canoni di locazioni per immobili c. oneri finanziari d. prestazioni di garanzie assicurative (Sviluppo Italia richiede che i beni di investimento siano assicurati per un periodo di 5 anni contro furto e incendio) e. prestazioni di servizi (esclusivamente nel caso di microimpresa o franchising) Sono invece espressamente esclusi il pagamento di salari e stipendi, tasse, oneri contributivi e oneri relativi al mutuo agevolato. Non sarà cioè possibile pagare il mutuo agevolato utilizzando direttamente i fondi concessi in conto gestione. Pagina 5 di 86 La tipologia di agevolazioni Le agevolazioni finanziarie previste per le norme dell'autoimpiego variano a seconda dell'incentivo scelto. Nella delibera del Cipe del 9 maggio 2003, n. 16, che ha rifinanziato gli incentivi all'autoimpiego, sono richiamati i principi di cui all'articolo 72, comma 2 della legge 289/2002 (Legge finanziaria 2003) in merito alla gestione delle misure agevolative di cui al titolo II del D.Lgs. 185/2000. Lavoro autonomo Per le iniziative di lavoro autonomo, quelle cioè per le quali si avvii un'attività in forma di ditta individuale, gli investimenti complessivi non potranno superare i euro. All'interno di questo limite, il richiedente potrà ottenere il finanziamento del 100%, ma le condizioni cambieranno a seconda dell'ammontare dell'investimento ammesso. Se questo è al di sotto dei euro, l'intera somma per gli investimenti verrà concessa a mutuo agevolato. Essa sarà restituibile in 5 anni alle condizioni di cui all'articolo 7 del DM 28 maggio 2001, n. 295 (GU n. 166 del 19 luglio 2001). Gli interessi saranno calcolati cioè in base ad un tasso invariabile pari al 30% del tasso di riferimento in vigore al momento dell'assunzione da parte di Sviluppo Italia della delibera di concessione del finanziamento. Verrà inoltre concessa una somma a fondo perduto sotto la forma di contributo in conto gestione per un importo pari alla somma richiesta per gli investimenti per le spese sostenute nel primo anno di attività. Ad esempio, un avvocato che parta con un investimento complessivo di euro, otterrà un mutuo di euro ed un contributo in conto gestione dell'importo massimo di euro. Se invece l'investimento sarà compreso fra i euro ed il massimale, verrà erogato un mutuo con le stesse caratteristiche del precedente, ma di importo pari alla differenza fra il totale degli investimenti maggiorato del contributo massimo in conto gestione (5.165 euro), diviso due. Il restante importo verrà liquidato a fondo perduto per gli investimenti oltre all'importo in conto gestione. In pratica indipendentemente dall'ammontare dell'investimento, i contributi a fondo perduto (fra investimenti e gestione) ed il mutuo saranno eguali negli importi. Vediamolo con un esempio numerico: Investimento ammesso: euro ,00 Contributi per la gestione: euro 5.165,00 Mutuo: euro ,50 Fondo perduto per gli investimenti: euro 7.417,50 Importo della rata trimestrale (calcolata con i tassi in vigore il 28/1): euro 651,30. Successivamente al momento della stipula del contratto di agevolazione, è possibile avere un acconto pari al 40% del totale dei contributi concessi in c/investimenti; il restante 60% viene erogato in un'unica soluzione a saldo, una volta completati gli investimenti. Anche per la gestione è possibile richiedere un anticipo pari al 40% delle spese previste mentre il restante 60% dei contributi viene erogato a saldo, a seguito della presentazione da parte beneficiario della documentazione giustificativa di spesa. Microimpresa Per la microimpresa la forma di finanziamento è simile a quella concessa per il lavoro autonomo, ma la cifra è decisamente più importante. Gli investimenti complessivi non possono superare i euro, il che significa una soglia cinque volte più elevata di quella concessa dal lavoro autonomo. Le agevolazioni finanziarie sono costituite anche in questo caso da un mix di finanziamenti in conto gestione, in conto investimenti e mutuo agevolato, con un limite: il tetto complessivo non può superare la soglia del de minimis ed il mutuo deve costituire almeno il 50% dell'importo complessivamente concesso. Questo mutuo ha le stesse caratteristiche finanziarie di quello previsto per il lavoro autonomo salvo la durata. Nel caso della microimpresa, la restituzione avverrà infatti in 7 anni. Vediamo, anche in questo caso, un esempio numerico: Investimento ammesso: euro ,00 Contributi per la gestione richiesti: euro ,00 Mutuo: euro ,00 Fondo perduto per gli investimenti: ,00 Pagina 6 di 87 Contributi per la gestione concessi: euro ,51 (la differenza è dovuta al superamento del de minimis) Importo della rata trimestrale (calcolata con i tassi in vigore il 28/1): euro 3.184,15. Il beneficiario, successivamente alla stipula del contratto con Sviluppo Italia, può chiedere la concessione di un acconto in ragione del 20% del totale dei contributi agevolati. Il saldo sarà concesso successivamente alla presentazione della documentazione che attesti il completamento dell'investimento. L'anticipazione delle spese in conto gestione non potrà invece superare il trenta per cento dell'importo concesso. Franchising Il franchising consente gli stessi massimali di spesa della microimpresa, però il mutuo, in ragione del diverso tipo di attività, è prorogato a 10 anni. Diversamente dalla microimpresa, alla stipula del contratto il beneficiario può richiedere l'erogazione dell'incentivo sulla base dello stato di avanzamento lavori, in due fasi. Nella prima potrà chiedere una somma non inferiore al 30% dell'importo finanziato e nel secondo non superiore al 60%, sulla base delle fatture anche non quietanziate. Mentre per il saldo sono necessarie le fatture quietanziate. L'iter di presentazione della domanda Gli incentivi per l'autoimpiego non sono soggetti a scadenza perché non dipendono da un bando. Sono infatti erogati sulla base di una valutazione operata da Sviluppo Italia della domanda presentata. Per iniziare l'iter che porta all'erogazione del finanziamento, l'aspirante imprenditore o i soci della società appositamente costituita devono riempire un modulo on line che si trova sul sito certificando di avere i requisiti per usufruire degli incentivi, spiegando brevemente la loro idea d'impresa ed esponendo in linea di massima l'ammontare degli investimenti. Nonostante in questa fase le informazioni richieste siano sommarie, si consiglia comunque di avere già pronto un progetto ben strutturato, in quanto una volta entrati nella fase successiva, vi saranno dei termini da rispettare, scaduti i quali la domanda stessa verrà rigettata. La risposta di Sviluppo Italia alla domanda conterrà un nome utente ed una password per accedere alla compilazione on line del Business Plan vero e proprio. A questo punto verrà richiesto al proponente di esporre in dettaglio l'attività che si andrà a svolgere, di presentare un'analisi della concorrenza per quanto semplice e di prospettare l'andamento futuro. Il richiedente dovrà, inoltre, elencare i beni oggetto di investimento, giustificare la scelta di beni e fornitori ed infine stampare la domanda. La consegna avverrà, infatti, in forma cartacea con allegati i preventivi ottenuti dai fornitori. Variazioni degli investimenti effettuati Una volta consegnata la domanda di finanziamento con il Business Plan, l'importo massimo del contributo concesso è fissato. Vale a dire che, se per gli investimenti il richiedente dovesse spendere di più, anche soltanto perché i prezzi sono aumentati nel tempo intercorso fra la richiesta di preventivi e l'accettazione, quel maggior costo sarà interamente a suo carico. Se invece i costi saranno sostenuti in misura minore, quella riduzione verrà sottratta al massimale di investimento nella misura del 50% dal mutuo agevolato e del restante 50% dal contributo in conto capitale. Oneri impliciti Le agevolazioni all'autoimpiego, per quanto siano davvero valide, presentano chiaramente degli oneri impliciti che è bene valutare. Il più importante è forse l'obbligo da parte del soggetto che richiede i finanziamenti, di anticipare gran parte delle risorse finanziarie prima di ricevere i fondi da Sviluppo Italia. Oltre all'importo dell'iva sugli acquisti, che su di un investimento di euro è comunque una cifra considerevole, il soggetto proponente dovrà infatti riuscire a pagare gli investimenti prima di richiedere l'erogazione del saldo. E se per caso non possiede queste risorse, dovrà necessariamente ricorrere al credito. Questo, pur avendo in mano il contratto di finanziamento firmato da Sviluppo Italia, potrebbe non essere facile né molto economico, specialmente per un soggetto che avvii la sua prima impresa. Pagina 7 di 88 GLOSSARIO Business plan Documento che presenta in sintesi le modalità organizzative, produttive, tecnologiche, di mercato, economico-finanziarie, attraverso le quali un idea imprenditoriale può trasformarsi, in un certo arco di tempo, in un progetto imprenditoriale. Sostegno transitorio Si intende la dotazione finanziaria prevista dal Consiglio Europeo per consentire una uscita graduale alle regioni e alle zone che non sono più ammissibili all'aiuto dei fondi, cioè delle zone che potevano beneficiare degli strumenti agevolativi previsti per gli Obiettivi 1, 2 e 5b dei fondi strutturali fino al 1999 e che non figurano nell'ambito dei nuovi obiettivi.. Documento reperibile, assieme ad altre monografie, nella sezione Dossier del sito Documento pubblicato su licenza di Ipsoa Editore S.r.l. Copyright Ipsoa Editore S.r.l. Fonte: Finanziamenti su misura on-line, Ipsoa Editore Pagina 8 di 8 Documenti analoghi
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