Source: http://www.stregoneriapagana.it/modificacostituzioneamministrazioneregioni.html
Timestamp: 2018-06-19 20:25:05+00:00

Document:
Modifica delle norme che regolano l'amministrazione delle Regioni, Provincie e Comuni nella Costituzione della Repubblica Italiana.
Proposta di modifica della seconda parte
della Costituzione della Repubblica Italiana
Sezione Unica – Amministrazioni Regioni, Provincie e Comuni
Vai alle idee sul come modificare la Costituzione della Repubblica Italiana.
Articolo attuale – Art. 114
Articolo attuale – Art. 116
Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell'articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all'organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei principi di cui all'articolo 119.
Articolo attuale – Art. 117
Articolo attuale – Art. 118
Articolo attuale – Art. 119
Possono ricorrere all'indebitamento solo per finanziare spese di investimento. E' esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti.
Così da modificare – Art. 119
I Comuni, le Provincie, le Città metropolitane, non possono finanziare attività in concorrenza con lo Stato quali scuola private, di ogni ordine e grado, imprese sanitarie o enti sociali specialmente quando sono senza fini di lucro.
I Comuni, le Provincie, le Città metropolitane, non possono finanziare associazioni religiose in concorrenza con altre.
Articolo attuale – Art. 120
Il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l'incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela dell'unità giuridica o dell'unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali.
Così da modificare – Art. 120
Le Regione e l’attività amministrativa non può essere fatta in violazione dei principi Costituzionali, in particolare dei diritti dell’uomo: tali violazioni comportano l’intervento della magistratura penale per violazione della sicurezza nazionale.
La Regione non può favorire o finanziare società private che operano nella scuola, nel sistema sociale o nell’assistenza sociale, in concorrenza con lo Stato.
La Regione non può finanziare associazioni religiose in concorrenza con altre.
La Regione costituisce un Ente di Gestione del Patrimonio Culturale la cui gestione e valorizzazione è gestita dalle Università presenti nella Regione e da rappresentanti della Regione e dei comuni.
La violazione dei principi Costituzionali nella forma dei diritti fruiti dai cittadini, comporta il decadimento del governo della regione, previa sentenza della Corte d’Appello della regione. E’ ammesso il ricorso alla Corte Costituzionale
Articolo attuale – Art. 121
Così da modificare – Art. 121
I Presidenti delle Regioni riuniti in assemblea eleggono un quarto dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura scelti fra magistrati in servizio o docenti ordinari di università in materie giuridiche.
Articolo attuale – Art. 122
Così da modificare – Art. 122
Il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonché dei consiglieri regionali sono disciplinati con legge della Regione nei limiti dei princìpi fondamentali stabiliti con le norme della Costituzione e le legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi.
Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo. Nessun membro può appartenere alla magistratura, possedere organi di informazione significativi (TV regionali, quotidiani regionali o radio che agiscono su scala regionale, ad eccezione di internet), non deve essere titolare di imprese con più di 20 dipendenti né appartenere a forze dell’ordine o a titolari di imprese fornitrici di beni alla Regione.
I consiglieri regionali vengono chiamati a rispondere delle lesioni prodotte ai cittadini dalla violazione dei diritti Costituzionali presso il la magistratura ordinaria la quale tratterà quelle questioni con carattere d’urgenza in quanto questioni inerenti alla sicurezza nazionale.
Articolo attuale – Art. 123
Lo statuto regola l'esercizio del diritto di iniziativa e del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della Regione e la pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali.
Per tale legge non è richiesta l'apposizione del visto da parte del Commissario del Governo.
Così da modificare – Art. 123
I cittadini possono promuovere la questione di legittimità costituzionale sugli statuti regionali dinanzi alla Corte Costituzionale in qualunque momento verifichino che i loro diritti Costituzionali sono violati mediante l’applicazione di norme presenti nello Statuto Regionale. La richiesta va fatta raccogliendo, entro tre mesi dal deposito delle lamentele presso la Corte d’Appello regionale, un centesimo di firme degli elettori della regione.
Lo statuto è sottoposto sempre a referendum e a referendum sono sottoposte ogni modifica statutaria.
Articolo attuale – Art. 125
Così da modificare – Art. 125
Le sentenze vanno immediatamente eseguite salvo ricorso. Entro trenta giorni dalle motivazioni della sentenza il Consiglio Regionale, Provinciale o Comunale, deve applicare la sentenza o decadere.
Articolo attuale – Art. 126
L'approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta eletto a suffragio universale e diretto, nonché la rimozione, l'impedimento permanente, la morte o le dimissioni volontarie dello stesso comportano le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio.
Così da modificare – Art. 126
Costituisce motivo di scioglimento del Consiglio Regionale la violazione dei diritti Costituzionali dei cittadini o l’omissione di atti, propri delle funzioni, finalizzati a garantire i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione. Lo scioglimento deve avvenire ad opera della Corte Costituzionale su istanza dei cittadini.
Articolo attuale – Art. 127
Così da modificare – Art. 127
I cittadini che ritengano violata la fruizione dei diritti Costituzionali sanciti dalla prima parte della Costituzione possono ricorrere in giudizio alla Corte Costituzionale in qualunque momento.
Articolo attuale – Art. 131
· Piemonte;
· Valle d'Aosta;
· Lombardia;
· Trentino-Alto Adige;
· Veneto;
· Friuli-Venezia Giulia;
· Liguria;
· Emilia-Romagna;
· Toscana;
· Umbria;
· Marche;
· Lazio;
· Abruzzi;
· Molise;
· Campania;
· Puglia;
· Basilicata;
· Calabria;
· Sicilia;
· Sardegna.
Articolo attuale – Art. 132
Si può, con l'approvazione della maggioranza delle popolazioni della Provincia o delle Province interessate e del Comune o dei Comuni interessati espressa mediante referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Provincie e Comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione e aggregati ad un'altra.
Articolo attuale – Art. 133.
La Regione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni
che rendono necessarie tali modifiche
E’ l’unità del paese Italia. Il principio primo è la preoccupazione che enti amministrativi, come la Regione, le Provincie, i Comuni e le Città metropolitane, possano costituirsi in veri e propri centri di potere che da un lato, in certe situazioni, possono favorire la mafia (casi sono molti in Sicilia, Calabria, Campania, Lazio e un po' in tutte le altre regioni) oppure altre mafie che usando le amministrazioni e, aggredendo i diritti fondamentali dei cittadini, diventino veri e propri centri di potere in alternativa allo Stato. Un conto è che ciò avvenga in maniera illegale e perciò sempre perseguibile penalmente, e un altro conto è che queste strutture possano avere una qualche forma di legittimazione amministrativa (ricordiamo Andreotti e la mafia) che leda i fondamenti della Costituzione. Spesso non è necessario che l’inquinamento Istituzionale si chiami mafia. Spesso, ciò che chiamo mafia, è una collusione attraverso un coincidere di interessi finanziari e politici che finisce per fissare regole e norme contro i principi Costituzionali e a favore di interessi privati. Chi ne fa le spese di queste collusioni sono i cittadini. I cittadini, aggrediti nella loro quotidianità, non sono in grado di riaffermare il principio costituzionale perché vengono derisi dai magistrati e dagli organi Istituzionali (Polizia e carabinieri) che ritengono quelle violazioni “irrilevanti” e provano fastidio ogni volta che un cittadino le lamenta.
In sostanza, non si tratta di menomare l’amministrazione della singola regione, si tratta di impedire che la singola regione diventi un potere alternativo allo Stato centrale. Uno Stato a sé dentro (o fuori) lo Stato Italiano in cui i diritti costituzionali fruiti nella quotidianità dai singoli cittadini di quella regione sono diversi da quelli fruiti dai cittadini in altre regioni. E’ sufficiente pensare alla questione dell’aborto, dove in alcune regioni viene ostacolata militarmente aggredendo i cittadini affinché non fruiscano del diritto, mentre in altre regioni tale diritto è maggiormente rispettato. Cosa succederà se una singola regione decide di costruire i campi di sterminio? Allora lo Stato interverrà? Ma non era meglio intervenire quando le violazioni erano “apparentemente” minori che non dover scatenare una guerra per ripristinare la legalità Costituzionale?
Certamente i singoli amministratori regionali, provinciali e comunali, rivestono un ruolo diverso a seconda della loro personalità e della loro ideologia, tuttavia questo non basta come garanzia. La garanzia sono le regole. Le regole Costituzionali applicate con assoluta fermezza e col diritto dei cittadini di chiedere il ripristino della legalità Costituzionale quando negata.
Marghera, 28 aprile 2010
Siamo consapevoli che la nostra proposta di modifica della Costituzione della Repubblica non ha nulla di tecnico e di giuridico. Si tratta di una direzione. Di una direzione sociale nella quale desideriamo avvengano le modifiche Costituzionali. Molte persone lavorano per distruggere le conquiste sociali, noi vogliamo spingere per riaffermarne ulteriormente i valori sociali.

References: Art. 114
 Art. 116
 Art. 117
 Art. 118
 Art. 119
 Art. 119
 Art. 120
 Art. 120
 sentenza 
 Art. 121
 Art. 121
 Art. 122
 Art. 122
 Art. 123
 Art. 123
 Art. 125
 Art. 125
 sentenza 
 sentenza 
 Art. 126
 Art. 126
 Art. 127
 Art. 127
 Art. 131
 Art. 132
 Art. 133