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Timestamp: 2018-02-21 21:16:24+00:00

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Notifica effettuata dall'avvocato a mezzo del servizio postale: si perfeziona con l'affidamento del plico alle poste?
Notifica effettuata dall’avvocato a mezzo del servizio postale: si perfeziona con l’affidamento del plico alle poste?
Ai fini della decorrenza del termine breve è necessaria la notificazione della sentenza ad istanza di parte e cioè della parte personalmente, o del procuratore in giudizio eseguita dall’ufficiale giudiziario ex articolo 137, comma primo, del c.p.c. (Cassazione sentenza n. 6166 del 2/05/2001).
In un solo eccezionale caso la notificazione della sentenza può essere eseguita da organo diverso dall’ufficiale giudiziario; in particolare, trattasi del caso disciplinato dalla legge n. 53/1994 (1) che consente all’avvocato, munito di procura ad litem (oltrechè in presenza di altre specifiche condizioni quali la previa autorizzazione del consiglio dell’ordine, la previa vidimazione dell’originale e della copia dell’atto, l’istituzione e impiego del registro cronologico per la documentazione della consegna della copia) di eseguire la notificazione di atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale a mezzo del servizio postale, secondo le modalità previste dalla legge n. 890/1982.
La L. n. 54/1993 consente al difensore, previa la predetta autorizzazione, di procedere alla notifica degli atti processuali a mezzo posta, redigendo su apposito registro numerato e vidimato dall’Ordine professionale, la relazione di notificazione, con apposizione del numero cronologico progressivo e successiva menzione dell’ufficio postale dal quale viene spedito l’atto e del quale va apposto il timbro sulla stessa relata
All’infuori di tale eccezionale ipotesi vale la regola generale; perciò, è inesistente (2) la notificazione della sentenza della CT eseguita personalmente dal difensore (dottore commercialista), peraltro abilitato alla difesa tecnica davanti al giudice tributario (Cassazione sentenza n. 6166 del 2/05/2001).
L’articolo 1 della legge n. 53 del 1994 consente (ove non disposto diversamente dall’autorità giudiziaria) all’avvocato – munito di procura alle liti a norma dell’articolo 83 del cpc e di apposita autorizzazione del consiglio dell’ordine competente la notificazione di atti a mezzo del servizio postale, secondo le modalità previste dalla legge n. 890 del 1982. L’articolo 11 della legge n. 53 del 1994 considera nulla tale notificazione se manchino i requisiti soggettivi od oggettivi previsti dalla legge, se non siano osservate le disposizioni della stessa legge e comunque se vi è incertezza sulla persona cui è consegnata la copia dell’atto o sulla data della notifica; tale qualifica legislativa di nullità (e non di inesistenza)ne comporta la sanatoria ai sensi dell’articolo 156 del cpc, nel caso di raggiungimento dello scopo dell’atto; nell’ipotesi in cui la notificazione a mezzo del servizio postale risulti effettuata direttamente con il mezzo della posta (senza il tramite dell’ufficiale giudiziario) dal difensore munito di procura e la controparte risulti aver ricevuto il ricorso, costituendosi tempestivamente, il mancato rispetto delle formalità richieste dalla legge n. 53 del 1994 (ad esempio la mancata redazione della relata di notifica da parte del difensore) e l’eventuale carenza di autorizzazione rilasciata dal consiglio dell’ordine debbono ritenersi sanate (sentenza n. 15081 del 5/08/2004 del giudice di legittimità). Secondo un preciso orientamento in caso di notifica di un atto processuale effettuata in proprio dall’avvocato ex art 3, l. 21.1.1994, n. 53, la notificazione si perfeziona, anche per il notificante, “in forza del rinvio operato dall’art. 3, comma 3, di detta legge alla disciplina della l. 20 novembre 1982 n. 890, con la consegna del plico al destinatario da parte dell’agente postale” (T.A.R. Piemonte Torino Sez. I, 10 aprile 2009, n. 1018;Cassazione Civile, Sez. II, 25 settembre 2002, n. 13922).
Tale assunto viene argomentato nel modo seguente:
a) con la sentenza n. 604/2008 la Cassazione ha valorizzato la circostanza che è solo relativamente alle notifiche effettuate dall’ufficiale giudiziario in quanto pubblico ufficiale deputato specificamente ed istituzionalmente ad effettuare notifiche di atti giudiziari, che è intervenuta la Corte Costituzionale con la nota sentenza n. 477/2002, i cui dettami hanno poi partorito il nuovo art. 149 c.p.c. modificato con L. n. 263/2005 e che pertanto non può applicarsi alle notifiche effettuate in proprio dall’avvocato ex art. 3, L. n. 53/1994, il meccanismo anticipatorio del momento perfezionativo della notifica alla consegna del plico all’Ufficiale notificante (T.A.R. Piemonte, Sez. I, 9.4.2008, n. 604).
b) quando a notificare è l’Ufficiale giudiziario, nessuno può dubitare che il momento di perfezionamento della notifica retroagisce – rispetto alla data di consegna del plico al destinatario o allo spirare del termine di dieci giorni dalla spedizione della seconda raccomandata recante avviso del deposito dello stesso presso l’Ufficio postale di destinazione: art. 8, commi 2 e 4, L. n. 890/1982, come sostituito dall’articolo 2 del D.L. 14 marzo 2005, n. 35 – non già al momento in cui l’ufficiale giudiziario consegna l’atto all’ufficio postale, bensì al differente e anteriore momento in cui l’atto notificando viene consegnato agli Ufficiali giudiziari dall’interessato alla notifica. E’ questo, infatti, il quid novi recato dalla sentenza costituzionale n. 477 del novembre 2002, come dalla successiva n. 28/2004 e poi recepito con la riformulazione dell’art. 149 c.p.c con la novella al codice di rito in vigore dal marzo 2006 (L. n. 263/2005).
c) il discrimen non è dato, dunque, dalla consegna del plico alle Poste Italiane – col ché si è dimostrata l’inesattezza dell’assunto individuante un non meglio identificato principio generale in tal senso – bensì dall’anteriore momento della consegna del plico all’Ufficiale giudiziario, il quale potrà anche impiegare qualche giorno a portarlo all’Ufficio postale, senza che ciò alteri il momento perfezionativo della notifica. La ratio e la realtà fenomenica che sottende il decisium della Consulta di cui alla citata sentenza n. 477/2002 è infatti da ravvisare nell’esigenza di buon andamento della P.A. e nella tutela del diritto di azione, in nome delle quali non possono ripercuotersi, sul cittadino interessato a notificare, le lungaggini degli uffici UNEP che notoriamente ritardavano a consegnare gli atti agli uffici postali e dello stesso sistema postale che a sua volta incorreva nei noti disservizi nel recapito delle raccomandate.
La Corte Costituzionale ha inteso porre al riparo il cittadino che richiede la notifica dalle complessive disfunzioni dell’apparato pubblico deputato alle notifiche, facendo retroagire il perfezionamento della notifica al momento della consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario ma non certo a quello della consegna del plico da parte dell’ufficiale giudiziario alle Poste Italiane. La data da tenere a riferimento per individuare il perfezionamento della notifica non è dunque quella di consegna dell’atto all’Ufficio postale bensì quella, presumibilmente anteriore o anche coeva ma giuridicamente e logicamente distinta, di consegna del plico all’Ufficiale giudiziario, la quale segna il momento perfezionativo della notifica. La notifica è perfetta al momento in cui l’interessato affida l’atto da notificare all’ufficiale giudiziario.
d) e che questa sia la giusta lettura è confermato dal Legislatore, allorché con la modifica del c.p.c. di cui alla L. 28.12.2005, n. 263 entrata in vigore l’1 marzo 2006 ha riformulato l’art. 149 c.p.c. dedicato alle notifiche a mezzo posta, stabilendo al comma 2 (..) che “La notifica si perfeziona, per il soggetto notificante, al momento della consegna del plico all’ufficiale giudiziario e, per il destinatario, dal momento in cui lo stesso ha la legale conoscenza dell’atto.
e) la notifica compiuta in proprio dall’avvocato si perfeziona con il ricevimento del plico da parte del destinatario o con la legale scienza dell’operazione notificatoria discendente dal meccanismo della seconda raccomandata inviata al destinatario e recante l’avviso di deposito presso l’ufficio postale dell’atto notificando. Il combinato disposto degli artt. 3, comma 4 l. n. 54/1993 e 8 L. n. 890/1982 comporta che la notifica dell’avvocato si perfeziona con il ricevimento o la legale scienza da parte del destinatario, laddove la notifica effettuata dall’Ufficiale giudiziario è perfezionata al momento della consegna del plico al medesimo
f) la L. n. 890/1982, il cui art. 8, commi 2 e 4, giova ribadire, individua nel ricevimento dell’atto da parte del destinatario o nel decorso di dieci giorni dall’invio della seconda raccomandata recante l’avviso di deposito postale del plico ovvero, se anteriore, nel ritiro dell’atto presso l’ufficio postale depositario, il
dies di perfezionamento della notifica L. n. 890/1982, il cui art. 8, commi 2 e 4, giova ribadire, individua nel ricevimento dell’atto da parte del destinatario o nel decorso di dieci giorni dall’invio della seconda raccomandata recante l’avviso di deposito postale del plico ovvero, se anteriore, nel ritiro dell’atto presso l’ufficio postale depositario, il dies di perfezionamento della notifica.
Secondo diverso orientamento (sentenza n. 15081 del 5/08/2004 del giudice di legittimità; T.A.R. Lazio Roma Sez. III ter Sent., 02-08-2007, n. 7465; T.A.R. Lazio Roma Sez. III ter Sent., 15-07-2009, n. 7006)gli effetti della notificazione a mezzo posta (una volta che il plico sia pervenuto al destinatario) devono essere ricollegati -per quanto riguarda il notificante – al solo compimento delle formalità a lui direttamente imposte dalla legge e rientranti nella sua sfera di controllo e disponibilità (come espressamente statuito dalla Corte Costituzionale con le decisioni n. 69 del 1994, n. 477 e 520 del 2002, n. 28 del 2004); ne consegue che, nel caso di notifica effettuata dall’avvocato a mezzo del servizio postale, ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 53/94, la notifica si deve considerare effettuata dal notificante al momento dell’affidamento del plico alle poste.
(1) L. 21 gennaio 1994, n. 53. (Gazz. Uff. n. 20 del 26 gennaio 1994)
1. L’avvocato o il procuratore legale, munito di procura alle liti a norma dell’articolo 83 del codice di procedura civile e della autorizzazione del consiglio dell’ordine nel cui albo è iscritto a norma dell’articolo 7 della presente legge, può eseguire la notificazione di atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale a mezzo del servizio postale, secondo le modalità previste dalla legge 20 novembre 1982, n. 890, salvo che l’autorità giudiziaria disponga che la notifica sia eseguita personalmente.
(2) In tema di notificazione di atti processuali, nel nostro ordinamento esiste – a parte le ipotesi contemplate in trattati internazionali (cfr., ad esempio, la recente legge 19 ottobre 1999 n. 422, che ha reso esecutiva la Convenzione di Bruxelles 26 maggio 1997, sulla notificazione negli Stati membri dell’Unione Europea di atti giudiziari ed extragiudiziari in materia civile e commerciale) – un solo caso in cui la notificazione, nell’ambito di un procedimento giurisdizionale, può essere eseguita da organo diverso dall’ufficiale giudiziario: ed è quello disciplinato dalla legge 21 gennaio 1994 n. 53 (Facoltà di notificazione di atti civili, amministrativi e stra-giudiziali), che consente all’avvocato, munito di procura “ad litem” (oltrechè in presenza di altre specifiche condizioni) di eseguire “la notificazione di atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale a mezzo del servizio postale secondo le modalità previste dalla legge 20 novembre 1982 n. 890″ (art. 1 comma primo). All’infuori di tale eccezionale ipotesi, vale la regola generale: sicchè deve considerarsi radicalmente nulla, ai sensi dell’art. 156 comma secondo cod. proc. civ., in quanto del tutto estranea alle fattispecie legali tipiche di notificazione della sentenza impugnata, ai fini della decorrenza del termine per impugnare, prefigurate e dal decreto legislativo sul nuovo processo tributario e dal codice di rito, e, quindi, priva di effetti al predetto fine, la notificazione presso l’Ufficio distrettuale delle imposte dirette eseguita personalmente dal difensore del resistente dinanzi alla Commissione tributaria regionale, di professione dottore commercialista e, quindi, abilitato alla difesa tecnica davanti al giudice tributario: cfr. art. 12 comma secondo primo periodo del D.Lgs. n. 546 del 1992 (Cassazione sez. 5 sent. 06166 del 02/05/2001).
Il nuovo tipo di notificazione degli atti civili, amministrativi e stragiudiziali delineato dalla legge n. 53 del 1994 (che si affianca alle forme tradizionali di notificazione) si basa sull’eliminazione del coinvolgimento della figura dell’ufficiale giudiziario, in quanto il difensore e’ stato trasformato in organo del relativo procedimento notificatorio. Ne consegue che – a differenza di quanto avviene per l’ufficiale giudiziario, per il quale, in quanto inserito nell’organico giudiziario, vige il principio fondamentale della competenza territoriale – nei confronti dell’avvocato non può configurarsi alcuna questione di competenza territoriale, non incon- trando egli alcun limite territoriale alla sua potesta’ notificatoria. (Fattispecie relativa alla notificazione di una sentenza impugnata con ricorso per cassazione) (Cassazione sez. l sentenza n. 01938 del 19/02/2000).
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References: sentenza 
 articolo 137
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 149
 art. 3
 art. 8
 sentenza 
 sentenza 
 art. 8
 art. 8
 sentenza 
 art. 12
 sentenza 
 sentenza