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Volontari con la valigia
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1 Davide di Pietro Erika Lombardi Volontari con la valigia Proposte di solidarietà internazionale per over 55 Lunaria European Commission Socrates programme - Grundtvig Action Auser Municipality of Rome Legambiente AVSO - Belgium EURAG Austria CEAS72 France UNIV. Liverpool - UK DEMA - Spain YAP CFD - Gemany2 3 Sommario Volontariato internazionale e dintorni 4 Volontari Senior 6 IL PROGETTO MOBILITY 55 6 Partire 7 I PROGETTI E LE COMPETENZE RICHIESTE 7 PERIODI E LOCALITÀ 7 VITTO E ALLOGGIO 9 LA QUESTIONE DELLA LINGUA 10 IL VIAGGIO 10 L ASSICURAZIONE 12 Accogliere 13 CHI PUÒ OSPITARE I VOLONTARI SENIOR E PERCHÉ 13 PREPARARE IL PROGETTO - SCHEDA DELLE INFORMAZIONI 14 Alcuni progetti realizati nel Materiali 21 INDIRIZZI UTILI 21 GLOSSARIO 24 BIBLIOGRAFIA 27 LUNARIA 27 34 Volontariato internazionale e dintorni 4 Sono più di tre milioni gli italiani che ogni anno dedicano una parte del proprio tempo ad attività di solidarietà e volontariato. E però vero che volontariato significa molte cose diverse. E definita volontaria qualsiasi attività di solidarietà sociale svolta gratuitamente, e generalmente in forma organizzata, a favore della collettività. Questa guida si occupa di un genere particolare di volontariato, quello internazionale, che alla difesa e alla promozione dei diritti sociali, civili, politici di tutti affianca il desiderio di conoscenza di un altra cultura e mette dunque al centro la funzione conoscitiva e educativa svolta dall incontro con l altro. Storicamente l idea di unire il volontariato, inteso nel senso ampio di impegno civile a favore della collettività, e conoscenza di altre culture, nasce in Europa subito dopo la tragedia della prima guerra mondiale. Questa prima esperienza vedeva la partecipazione di volontari di paesi che avevano combattuto su opposti fronti, per lavorare alla ricostruzione di alcune case distrutte dai bombardamenti. Da allora si sono sviluppate migliaia di iniziative a carattere internazionale con il doppio scopo di portare aiuto e testimonianze di solidarietà concreta in situazioni di difficoltà. A questo proposito, esistono esperienze molto diverse. Per prima cosa quindi dobbiamo comprendere le differenze tra diversi tipi di volontariato internazionale: La cooperazione allo sviluppo è la forma più comunemente conosciuta. Organizzazioni non governative progettano e realizzano interventi di aiuto allo sviluppo, o di soccorso in caso di emergenza, nei paesi del Sud del mondo (comunemente America Latina, Africa e zone dell Asia). Chi li gestisce sono i volontari internazionali, che di solito non hanno specializzazioni particolari, e i cooperanti, cioè professionisti con competenze specifiche. I partner per lo sviluppo sono invece organizzazioni di professionisti che offrono le proprie competenze per progetti di cooperazione. Si tratta quindi di interventi brevi (non più di 3 mesi) in paesi del sud del mondo o in zone svantaggiate dell Europa, e ad alto contenuto professionale. Vengono solitamente coinvolte persone appena uscite dal mercato del lavoro, anche qui con competenze molto specifiche. I campi di lavoro volontario a breve termine (2/3 settimane) rispondono meglio ad un esigenza di prima formazione, di scambio culturale, di educazione alla solidarietà e coinvolgono soprattutto i più giovani. Sono esperienze brevi, di partecipazione5 ad un piccolo progetto studiato in collaborazione con comunità locali, associazioni, gruppi di base, cooperative. Si tratta dunque di un esperienza di vita comunitaria: per tutta la durata del campo si dividono tutti gli aspetti della vita quotidiana in gruppi formati da circa 10/15 volontari internazionali: spesso si è gli unici rappresentanti del proprio paese. Per parteciparvi non vengono richieste competenze particolari. Lo stesso tipo di esperienza, ma per periodi più lunghi, è offerta dal volontariato a medio termine (MTV 1-6 mesi) e lungo termine (LTV 6 mesi - 1 anno). Questo permette di unire impegno civile e sociale all esigenza di viaggiare entrando realmente in contatto con le comunità locali e in una dimensione interculturale. In questo caso non si tratta necessariamente di un attività di gruppo: si parte singolarmente e si diventa parte integrante del progetto che ci ospita. Proprio di queste due ultime forme di volontariato internazionale si occupa questa guida con l intenzione di favorirne la diffusione anche tra le persone che, pur non essendo più giovani, sono però interessate a mettersi in gioco e a fare esperienze che conciliano la scoperta di nuove culture con la realizzazione di attività socialmente utili. Siamo infatti convinti che tutti i valori che queste forme di volontariato internazionale veicolano - impegno civile, cittadinanza attiva, curiosità per altre culture, il viaggio come momento di conoscenza dell altro e non come conferma di quello che già si sa - siano attraenti ed efficaci per tutti, non solo per i giovani. Anzi riteniamo che lo siano soprattutto per coloro che, avendo superato i 55 anni, da un lato costituiscono una risorsa immensa di sapere e competenze, dall altro si chiedono se davvero hanno visto e fatto tutto, oppure se possono ancora imparare o conoscere ancora. Le informazioni, i consigli, le testimonianze che trovate in queste pagine sono stati raccolti nel corso del progetto Mobility 55 che ha permesso a 30 persone over 55 di partecipare a un esperienza di volontariato all estero nell estate del Il successo del progetto ci induce a pensare che il volontariato internazionale è un esperienza valida per tutte e per tutti. Buona lettura! 56 Volontari Senior Il progetto Mobility 55 Mettersi in discussione non è facile per nessuno: non lo è per i giovani condizionati sempre più da una cultura che non concede deroghe ai fallimenti e ancor meno per chi, passati i 55 anni, ormai ritiene di avere pochi dubbi e molte certezze. Poiché alla cosiddetta formazione permanente ci crediamo davvero, ci siamo chiesti se le opportunità di impegno civile e sociale e di conoscenza di nuove culture offerte dal volontariato internazionale, non possano costituire uno strumento efficace per promuovere e stimolare la cittadinanza attiva delle persone che hanno superato i 55 anni o che comunque sono fuori dal mercato del lavoro. Da questo dubbio è nato il progetto transnazionale che abbiamo ideato e intitolato Mobility 55, di cui questa guida è parte integrante, realizzato grazie al contributo del programma Socrates della Commissione Europea e del Comune di Roma. Cos è E un progetto che ha avuto come obiettivo quello di verificare la possibilità, per le persone con più di 55 anni, di valorizzare le conoscenze e le competenze acquisite, di essere cittadini attivi e di rimettersi in gioco attraverso attività di volontariato internazionale. Il progetto è stato selezionato e co-finanziato dalla Commissione Europea nell ambito del Programma Socrates, Azione Grundtvig, che favorisce i processi di apprendimento durante tutto l arco della vita. Obiettivi Il progetto intendeva verificare il livello di propensione alla mobilità all interno dell Unione europea nei cittadini pensionati, o comunque con più di 55 anni. L obiettivo era quello di sviluppare le proposte formative volte a realizzare una diffusa cittadinanza attiva ed europea che valorizzasse gli uomini e le donne usciti dal mercato del lavoro ma ancora in possesso di energie fisiche ed intellettuali da condividere e desiderosi di acquisire o rafforzare conoscenze personali e collettive. 6 Strategia Nell estate del 2002 un gruppo pilota di circa 30 persone over 55 di diversi paesi europei ha avuto la possibilità di svolgere un esperienza di volontariato all estero di uno/due mesi. Parallelamente è stata avviata una ricerca sulle opportunità per loro di fare volontariato all estero. Questa guida è uno dei prodotti di questo progetto. Ci teniamo a sottolineare che non avremmo potuto scrivere questa guida senza la preziosa collaborazione di tutti i volontari e le volontarie che hanno accettato di prendere parte alla fase di test. A tutte e a tutti: Grazie!7 Partire I progetti e le competenze richieste Personalmente non sono in grado di valutare se, e quanto, questa mia esperienza sia stata di una qualche utilità agli altri (nel merito possono esprimersi con maggiore competenza i responsabili del progetto), ma per quello che riguarda la mia crescita personale considero questa esperienza di vita decisamente positiva, sia sotto il profilo della socializzazione, dell apertura a nuovi contatti umani, che della motivazione a nuovi apprendimenti Giuliana, volontaria italiana in l Austria. Si desidera solo utilizzare l esperienza di persone uscite dal mercato del lavoro ma ancora in possesso di energie fisiche e intellettuali notevoli in modo tale che non si sentano esclusi dalla società; o si desidera anche favorire l integrazione tra culture e generazioni diverse? Filippo, volontario italiano in Germania Nel mio bagaglio a mano avevo un po di tutto: macchinetta moka bialetti, caffè, orzo, biologici, un panforte nonché un barattolo di carciofi alla romana, un altro di zafferano e altre amenità necessarie a compensare l agghiacciante verità: NON CONOSCO IL FRANCESE, NON CONOSCO IL COMPUTER. Cosa ne faranno di me? Cosa me ne farò di loro? Valbruna, volontaria italiana in Francia Per partecipare a queste iniziative di volontariato internazionale non sono richieste competenze particolari, solo una buona motivazione, voglia di mettersi in gioco ed un certo spirito di adattamento. Veniamo subito a uno dei cardini di questo programma. L idea è che chiunque può partecipare a qualunque progetto purché lo reputi interessante: in altre parole se avete passato l esistenza dietro una scrivania ma non sapete tenere in mano un rastrello potreste comunque partecipare a un progetto di agricoltura biologica, a condizione che la cosa vi interessi. Chi ha stirato camicie tutta la vita, potrebbe essere attratto dal lavoro di animazione con i bambini così come un ex-pugile potrebbe volersi cimentare nell apertura di un nuovo sentiero in alta montagna. Le domande più frequenti a questo punto sono due: Ma che aiuto posso dare se sono il primo a dover imparare il lavoro da fare? Assioma fondamentale del volontariato internazionale: i volontari non devono rubare 78 lavoro salariato alla manodopera locale. Può sembrare una fesseria ma se foste un operatrice che lavora con i bambini disabili, che cosa pensereste se la vostra cooperativa vi licenziasse per arruolare dei volontari che magari vengono dall estero? Questa si chiama concorrenza sleale (se non incitazione alla xenofobia) e a noi francamente non interessa. Chiariamoci dunque sulla questione aiuto : se un organizzazione deve riparare la propria sede, chiamerà dei tecnici, li pagherà e avrà un lavoro eseguito a regola d arte. Un volontario che viene da un altro paese rappresenta piuttosto una risorsa importante in termini di apprendimento interculturale per un progetto: il lavoro che eseguirà, di supporto alle attività quotidiane, sarà sicuramente importante ma lo è anche la sua presenza. La sua diversità rappresenta un valore in sé da non trascurare. Una persona che si è lasciata alle spalle i 55 anni rappresenta un patrimonio di esperienze utili da trasmettere anche se non riguardano lo specifico compito da eseguire: questo è ancora più vero nel caso in cui nel progetto sono coinvolti dei giovani: lo scambio intergenerazionale è infatti uno degli obbiettivi del programma. Le competenze che ricerchiamo non sono tanto legate alle capacità manuali quanto a quelle umane: sapersi mettere in relazione con gli altri, capacità di ascolto, abilità nella trasmissione di esperienze e tutte quelle capacità che solo l esperienza ci insegna. E infine non nascondiamoci dietro un dito: chi fa volontariato, lo fa anche per se stesso: aiutare gli altri è sicuramente un bel modo di pensare a se stessi, ma è pur sempre la soddisfazione di un nostro impulso. E forse è giusto che sia così. Ma perché devo partire da, poniamo, Caltanissetta per andare in Germania ad occuparmi dei bambini? Non possono badare ai bambini i volontari tedeschi? A stretto rigore di logica questa domanda è più che legittima. In Germania e in Francia ad esempio, il numero dei volontari attivi è superiore a quello che c è da noi e dappertutto ci sono volontari disponibili a livello locale. Per tagliare una siepe, piantare un chiodo in un centro giovanile o raccontare una favola a un bambino disabile, nessuno sta aspettando noi e meno male. Dobbiamo dunque fare riferimento a quanto già detto sopra rispetto alla nostra utilità : addirittura la presenza dei volontari stranieri può, almeno all inizio, rappresentare un peso per le strutture di accoglienza. Se non credete che il confronto tra culture diverse, migliori sia voi che quelli con cui entrate in contatto e se non credete che la costruzione di un mondo un po meno incivile passi attraverso il confronto e la conoscenza dell altro, forse tutto questo a voi non interessa. Il che è del tutto legittimo. Se invece siete almeno incuriositi da queste idee bizzarre, forse può valere la pena continuare a capire come funziona questo programma. 8 I progetti in cui i volontari possono essere inseriti possono essere di diversi tipi:9 sociali: assistere soggetti svantaggiati, inserirsi in attività di istituti per minori, anziani, disabili, accompagnare persone in difficoltà, insegnare mestieri a ragazzi a rischio, ecc. ambientali: monitorare aree verdi, ripulire spiagge o parchi, restaurare siti di particolare interesse storico, accompagnare attività di educazione ambientale o alle energie rinnovabili, ecc. culturali: aiutare ad organizzare festival o eventi, aiutare enti non profit nel loro lavoro di ufficio e nell organizzazione di campagne, ecc. A titolo di esempio includiamo nella parte terza la descrizione di tre progetti (uno per ogni area) proposti ai volontari nell estate Periodi e località Inizialmente abbiamo avuto modo di considerare una serie di progetti in vari paesi d Europa che prevedevano diverse tematiche di lavoro molto interessanti. Li abbiamo analizzati tutti e alla fine il fattore della lingua ci ha spinto a decidere per Roma, oltre alla simpatia per l Italia dove il nostro lavoro poteva essere più proficuo. Maria e Amada, volontarie spagnole in Italia Da tempo desideravo fare una esperienza di volontariato residenziale, e quando ho letto il programma di Schlowe mi è sembrata l occasione giusta. Sia perché studio il tedesco, sia perché amo la natura ed i bambini. Ed il lavoro non mi spaventa. Con grossi sforzi di organizzazione familiare, sono quindi partita Gerarda, volontaria italiana in Germania Il pregiudizio e la scelta della località In teoria questo tipo di attività può essere organizzato ovunque. Lo scambio dei volontari dell estate 2002 ha visto coinvolti 5 paesi dell Unione Europea Spagna, Francia, Austria, Germania e Italia. I progetti erano localizzati sia in zone rurali che urbane. Il valore interculturale di cui già si è detto, non cambia se si va a Parigi, Roccella Jonica o nella foresta nera. Spesso però si hanno delle preferenze, un po perché nel tale posto già ci si è stati e si vorrebbe ritornare, un po perché si dice che nel tale paese le persone siano aperte e calorose, o magari riservate ma ospitali, e così via. E giusto che sia così e vi consigliamo di assecondare i vostri desideri nella scelta di una destinazione. Quando parliamo di esperienza interculturale ci riferiamo anche a una delle caratteristiche più efficaci di questo programma: l abbattimento dei propri pregiudizi. I Tedeschi sono dei gran lavoratori, i Francesi amano la buona cucina, gli Spagnoli farebbero sempre fiesta, gli Italiani non mangiano che spaghetti e adorano la mamma. Questi sono alcuni dei più comuni stereotipi: la tendenza a generalizzare e ad at- 910 tribuire determinate caratteristiche a gruppi di persone ritenuti omogenei è purtroppo molto diffusa e una tentazione a cui non sfugge nessuno di noi. Ma il contatto con le persone in carne ed ossa rivela che tutti siamo diversi e che la categoria generalizzante di italiani, francesi, migranti, omosessuali ecc. non è sufficiente a dare conto della molteplicità di idee, identità, esperienze, personalità, comportamenti che caratterizzano inevitabilmente ciascun membro del gruppo. Parlare con un Italiano pensandolo come un potenziale mafioso che al massimo può cantare o sole mio, o dialogare con un Francese convinti che qualunque cosa dica e faccia è un nazionalista e come tale alla fine si comporterà, è un evidente mancanza di rispetto verso l interlocutore, ma in fondo anche verso la nostra intelligenza che si mette a riposo facendo lavorare solo il nostro stereotipo. Ovunque andiate dunque tenete sempre sotto controllo i vostri stereotipi e aprite bene occhi e orecchie: scommettiamo che rimarrete stupiti? Casa dolce casa Quando abbiamo ideato questo programma pensavamo di proporre ai volontari dei periodi variabili dai 3 ai 6 mesi. Ci siamo subito scontrati con la realtà: la maggior parte dei volontari hanno troppi impegni familiari e, in genere, non se la sentono di assentarsi per periodi così lunghi. Il programma è stato dunque ricalibrato su queste esigenze. E stato proposto un periodo variabile dai 20 ai 60 giorni. Per meno tempo probabilmente non ne varrebbe neanche la pena. Prima di partire cercate di non lasciare troppa infelicità dietro di voi: garantite l acqua alle piante, il cibo al gatto, rassicurate i vostri cari che non siete impazziti all improvviso, chiarite bene loro che cosa state per fare e che telefonerete e scriverete spesso (poi per favore fatelo) Il volontariato internazionale e la legione straniera Una cosa importante: non prendete questa esperienza con lo spirito di chi parte per la legione straniera. Se vi è capitato qualcosa di grave di recente o se cercate di scappare da qualche situazione difficile, evitate di partecipare a un progetto di volontariato all estero. Se il problema è nella vostra testa ve lo porterete dietro ovunque andate. Spesso i progetti di accoglienza hanno sufficienti difficoltà per conto loro. Siate onesti e chiari con voi stessi: altrimenti avrete ottime possibilità di trovarvi male e nella migliore delle ipotesi far perdere tempo a tutti quanti. 10 : l interruzione del progetto Tutti sbagliamo. A tutti è capitato di fare una scelta errata e allo stesso tempo non sempre quello che organizziamo ci riesce a puntino. A volte ci aspettiamo una cosa e ne troviamo un altra oppure ci si può accorgere che una cosa non ci interessa solo quando la stiamo vivendo. Questa guida servirebbe ad evitare tutto questo, ma non è11 possibile prevedere tutte le situazioni e in fondo è anche poco interessante. Fatta salva la buona fede dell organizzazione ospitante e del volontario ospitato, ci possono essere mille ragioni per cui un volontario decida di interrompere il progetto: non sentitevi dei falliti e per quanto possibile non cercate di far sentire così qualcun altro. E importante che il volontario concordi con l organizzazione di invio e di accoglienza l interruzione di un progetto. Cercate di analizzare e spiegare le motivazioni della scelta sia per evitare fraintendimenti sgradevoli sia perché può risultare estremamente utile per tutti capire gli errori per non ripeterli in futuro. Vitto e alloggio La socia del GEFAS che mi ospitava è stata come di più non poteva essere, gentile e disponibile, premurosa, solare, mi sono sentita come a casa mia, anche se la distanza della casa dal centro mi ha condizionato molto, perché non solo era in periferia, ma anche abbastanza distante dalla fermata del tram. Maria, volontaria italiana in Austria Con tutti i prodotti del luogo, l unico pasto possibile vi sembrano legumi in scatolame o pomodori e quanto altro? Ma non voglio dilungarmi perché ancora ho lo stomaco fuori posto Riccardo, volontario italiano in Italia Da bambini ci spiegavano che fra mangiare una determinata minestra e gettarsi da una più indeterminata finestra il passo era piuttosto breve. Vorremmo essere un po meno estremi ma ribadire grosso modo lo stesso concetto: in alcuni progetti si ha la possibilità di cucinare e lì forse è più semplice, perché potrete organizzare il menù a vostro piacimento, a parte il fatto che non tutto quello a cui siamo normalmente abituati è disponibile. Spesso però specialmente in situazioni di vita comunitaria qualcun altro cucinerà per noi: non tutti siamo nati cuochi e non sempre le persone giuste sono al posto giusto. Partire con la borsa piena di prelibatezze nostrane alla Totò per intenderci potrebbe essere un idea, ma forse decidere di correre il rischio di un drastico cambiamento della propria dieta può comunque far parte dell esperienza; e non è detto che debba andare per forza male. Nei casi più drammatici potete sempre proporre la vostra cucina. Tanto ormai l avrete capito che lo spirito di adattamento è un requisito fondamentale. Un alloggio dignitoso viene sempre garantito. Può capitare di dover dividere la stanza con qualcun altro. A volte si è ospitati in famiglia, altre dalla comunità titolare del progetto. Anche qui una certa dose d adattamento è richiesta: se avete dei problemi specifici rispetto a questo è fondamentale che lo facciate sapere prima di partire, in modo che eventuali richieste possano essere accolte. 1112 La questione della lingua Il problema della lingua è stato superato senza particolari difficoltà. Nonostante le mie carenze linguistiche (due parole d inglese da parte mia e qualche parole d italiano da parte dei miei ospiti) i messaggi sono stati recepiti in modo sufficientemente chiaro e soddisfacente. Il lavoro al quale sono stata adibita non richiedeva, peraltro, particolari competenze linguistiche. Ritengo, comunque, che altrettanto utile, se non determinante, oltre alla lingua, sia una buona dose di autonomia personale e capacità di gestire se stessi in situazioni diverse Giuliana, volontaria italiana in Austria I volontari sono prevalentemente italiani e francesi. Si parla in italiano tra noi, viene normale; in francese con i francesi, anche questo viene normale, e si parla inglese per 1 unico giapponese presente. La lingua ufficiale, in un campo internazionale, è l inglese. Lo sforzo per me è tale, che non mi viene più normale andare a cercare interlocutori tedeschi. Ed il mio linguaggio è vieppiu un amalgama di tutto, senza essere niente di preciso Gerarda, volontaria italiana in Germania In Italia si parla l Italiano, negli altri paesi Europei no. Questa semplice considerazione è sufficiente a far autoescludere da questa esperienza molte persone. Comunicare in una lingua diversa dalla nostra non è impresa da poco. Se non lo abbiamo mai fatto può sembrare un impresa ciclopica. Se avete una conoscenza anche scolastica della lingua Inglese (o di un altra lingua parlata nel paese di accoglienza) sicuramente partite avvantaggiati. La fase prepartenza potrebbe essere un buon momento per frequentare quel corso di lingua che avete sempre rimandato, oppure per risentire la simpatica coppia di tedeschi o americani conosciuti in vacanza l anno scorso. Va sottolineato che se parlate cinque lingue ma non avete voglia di comunicare con nessuno le cose non vanno molto meglio. Come già detto l idea del programma è quella di dare l opportunità a tutti di poter fare quest esperienza: riteniamo tuttavia che non sia una buona idea avventurarsi senza nessuna conoscenza della lingua del paese che vi ospita o almeno dell Inglese, che un po tutti masticano. Chi non parla nessuna lingua e non ha nessuna voglia o possibilità - di impararne una, potrebbe verificare la possibilità di un periodo di volontariato in Italia, tanto per cominciare, e poi se vi dovesse venire la voglia di avventurarvi oltre confine se ne potrebbe parlare l anno successivo. 1213 Il viaggio Il viaggio iniziato da Roma con Gerarda altra senior è stato piuttosto laborioso: attesa a Bruxelles di circa due ore per l aereo per Berlino, soppressione, causa di un fulmine, del treno per Sternberg per circa 12 km, con arrivo a destinazione nella nottata. Enrica, volontaria italiana in Germania Il viaggio per arrivare a destinazione è stato molto faticoso, ho dovuto cambiare treno molte volte e salire e scendere per le scale della stazione è molto pesante. All ultima stazione infine qualcuno ti aspetta, perché non c è nessun mezzo che ti collega a Schlowe. Grazia, volontaria italiana in Germania Una parte importante dell esperienza è costituita dal viaggio per arrivare al luogo di destinazione. Normalmente si viaggia da soli o al massimo in coppia: vi vengono date le istruzioni precise su come arrivare al luogo del progetto, inclusi tutti i numeri di telefono da contattare in caso di emergenza, poi sta a voi raggiungere la destinazione finale. Il modo più sicuro per non avere problemi quando si viaggia è rimanersene a casa. Niente e nessuno può garantirvi che spostandosi dal punto A al punto B non incorrerete in nessun imprevisto: per certi versi è anche il bello del viaggiare. Però si possono dare alcuni suggerimenti per cercare di anticipare almeno gli imprevisti più comuni. Fra i tanti ne abbiamo selezionati due che ricorrono con una certa frequenza. Perdere una coincidenza Aereo, treno o autobus che sia, l esperienza di perdere una coincidenza è stata provata da tutti nella vita. Portate con voi i numeri di telefono per poter avvertire i responsabili del progetto che ritarderete. Se qualcuno vi aspetta in aeroporto o alla stazione ferroviaria di arrivo non si preoccuperà e non starà ad aspettare voi tutto il giorno, con conseguente arrabbiatura: un ospite irritato non è esattamente il modo migliore per cominciare. Perdere il bagaglio Se viaggiate in aereo, tenete presente che secondo le ultime statistiche è intorno al 5 per cento il numero dei bagagli che prende una destinazione diversa da quella del passeggero. Può dunque succedere. Il consiglio può sembrare superfluo: portatevi un cambio nel bagaglio a mano, le medicine importanti e tutto quanto può servirvi per le prime 48 ore. Soprattutto non fatevi prendere dal panico: non è la sfortuna che si accanisce contro di 1314 voi, ma un sistema complesso non sempre impeccabile: capita a tutti di sbagliare, sfido chiunque a smistare migliaia di valigie al giorno Tutti gli aeroporti sono attrezzati con appositi uffici che sapranno dare l assistenza necessaria, e qualcuno che parla una lingua comprensibile lo troverete facilmente. Siate collaborativi e il bagaglio vi dovrebbe essere restituito al massimo entro 48 ore. Può darsi iche qualcuno venga a prendervi, ma può succedere che proprio quel giorno tutti abbiano da fare: non consideratela una scortesia e piuttosto datevi da fare per capire il sistema locale di trasporti. Spesso sufficienti informazioni possono essere ottenute prima della partenza: internet da questo punto di vista può essere utile. L assicurazione Apriamo questo paragrafo con la speranza e l auspicio che non serva a nessuno. Tutti i volontari sono assicurati per infortuni e responsabilità civile per incidenti che possono accadere durante il servizio. Non per il viaggio e nemmeno per qualsiasi incidente capiti durante il tempo libero. Se vi date una martellata su un dito mentre costruite la staccionata di un sentiero di alta montagna, l assicurazione vi copre, ma se mentre siete in discoteca vi cade la palla di vetro sulla testa, ci saranno delle difficoltà a farvela rimborsare (la testa, non la palla di vetro), a meno che non si dimostri che eravate in discoteca per servizio accompagnavate un gruppo di ragazzi disabili ad esempio. Chiaro? L assicurazione funziona su rimborso, quindi prima anticipate tutte le spese e al vostro ritorno, a fronte di tutte le pezze giustificative, verrete rimborsati. Ricordate che in tutti i paesi dell Unione Europea avete diritto alla stessa assistenza sanitaria di cui godete nel vostro paese. E sufficiente produrre il modulo E111 presso la A.S.L. più vicina. Se invece avete un assicurazione personale, allora in caso di incidente varrà la vostra, che comunque non è cumulabile con quella offerta dal programma. Vi ricordiamo ancora una volta che il programma non copre l assicurazione durante il viaggio, alla quale se vorrete dovrete provvedere da soli. 1415 Accogliere Chi può ospitare i volontari senior e perché. Se lavorate presso un associazione culturale, di protezione dell ambiente, in un organizzazione di quartiere o in una casa di riposo; se siete operatori di un centro diurno che accoglie persone svantaggiate, o di un centro per lo sviluppo di energie alternative, potreste essere potenzialmente interessati ad accogliere volontari senior. I volontari possono partecipare a progetti promossi da enti locali, centri sociali, enti parco, a progetti intergenerazionali all interno di strutture scolastiche, di manutenzione per la protezione di aree protette, o zone archeologiche. Come avrete capito, sono molte le attività possibili nell ambito del servizio di volontariato internazionale. La cosa più importante è l apertura dell organizzazione di accoglienza allo scambio interculturale. I volontari adulti possono rappresentare un ottima risorsa per la vostra organizzazione: non solo perché danno una mano al lavoro quotidiano, ma anche perché sono portatori di una ventata di novità per lo staff e i volontari locali: può essere interessante per i soci della vostra organizzazione condividere la quotidianità con i volontari stranieri senior, programmando insieme le attività, confrontando le diverse esperienze di vita, ma anche i diversi modi di cucinare, visitando le zone circostanti, il tutto comunicando in diverse lingue. L idea è che entrambi le parti (ospitati e ospiti) siano coinvolte in un processo di educazione interculturale, inteso come potente strumento per capire la complessità delle relazioni tra popoli e culture diverse, oggi indispensabili per la costruzione di una società fondata sui principi di pace, solidarietà e convivenza. In questo tipo di proposta, l educazione interculturale punta al riconoscimento della diversità anche a partire da elementi quotidiani come il cibo, l alloggio e il viaggio. In un manuale di formazione del Consiglio d Europa e della Commissione Europea si legge che l apprendimento interculturale può essere una delle chiavi per aprire le porte di una nuova società. Possiamo intenderlo come un arricchimento: non solo come momento di crescita personale ma anche come qualcosa che può avere un impatto positivo nella costruzione delle nostre società. (...) Non lusso di pochi eletti che lavorano in un contesto internazionale, ma riflessione importante sul come viviamo nelle nostre società. In genere i giovani sono i destinatari principali dell educazione interculturale, ma noi riteniamo che anche gli adulti debbano esserlo. Anzitutto perché questi, di fatto, gestiscono la società, svolgono un ruolo centrale nei processi di cambiamento e sono portatori di valori per le nuove generazioni; in secondo luogo perché l esperienza degli adulti costituisce (in positivo o in negativo) un punto di riferimento per i giovani e 1516 dunque condiziona la loro crescita culturale più di qualsiasi strumento didattico. In questa prospettiva l elemento intergenerazionale dello scambio assume un importanza fondamentale. Quando volontari adulti e giovani lavorano fianco a fianco, si moltiplicano le possibilità di crescita per entrambi. Gli adulti trasmetteranno le loro competenze e le proprie esperienze, sentendosi utili e motivati. I giovani avranno l opportunità di confrontarsi con persone mature nella quotidianità del lavoro volontario. Ci sono infatti poche opportunità di relazione, non gerarchica e strutturata, tra giovani e adulti nella nostra società, al di fuori dei contesti familiari. E molto importante prevedere la figura di un tutor, preferibilmente un membro dell organizzazione, che si prenderà cura del nuovo volontario (o dei nuovi volontari). Fra i compiti del tutor: accogliere il volontario al suo arrivo, se possibile alla stazione, supervisionare il vitto e l alloggio, illustrare le sue mansioni all interno del progetto, aiutarlo a stabilire relazioni con le persone residenti e lo staff, trovare soluzioni opportune ad eventuali inconvenienti, mantenere i contatti con l organizzazione di invio per il monitoraggio e la valutazione del progetto. In definitiva, è necessario che il volontario abbia un referente da contattare in caso di bisogno. Se vi sta venendo in mente di ospitare un volontario senior, dovete tenere presente che questo vi verrà inviato da quella che in gergo tecnico si chiama Organizzazione d invio, voi al contrario verrete indicati come Organizzazione di accoglienza. L organizzazione di invio sarà per voi una garanzia, perché: I potenziali volontari prima saranno selezionati e, successivamente, verranno preparati e informati circa i loro compiti e doveri nell ambito del progetto, garantendo così all organizzazione d accoglienza di non ricevere persone con scarsa motivazione o inadatte al progetto. L organizzazione di invio potrà aiutarvi a definire le attività da proporre, garantirà l idoneità del volontario, e allo stesso tempo si accerterà che il volontario possa essere ospitato adeguatamente. Questo rappresenta una sicurezza anche per il volontario, che troverà così un organizzazione d accoglienza seria, e sostegno nel caso si trovi in situazioni di difficoltà. Trovate un elenco di organizzazioni d invio nella sezione materiali. 16 Preparare il progetto - Scheda delle informazioni. Per capire cosa serve per preparare un progetto, vi proponiamo un esercizio. Elenchiamo di seguito una serie di punti che sono necessari per dare le informazioni essenziali ai volontari.17 Quando sarete in grado di dare esaurienti informazioni su tutti i punti, sarete probabilmente anche pronti ad accoglierli adeguatamente. Nome del progetto: è importante, perché i volontari si riferiranno al progetto col suo nome. Fondamentale se si propone più di un progetto. Durata del progetto, data di inizio e fine: espressa in numero di settimane o di mesi. Indicate la data esatta di arrivo e di partenza del volontario, indicandone -se il caso- la possibile flessibilità. Sebbene una certa flessibilità sulle date sia normalmente apprezzata dai volontari, il consiglio è quello di indicare date fisse: facilita l organizzazione del progetto. Specificate inoltre se ci sono più turni. L organizzazione: è utile fornire ai volontari, che probabilmente venendo da molto lontano non vi conosceranno, una breve descrizione della vostra organizzazione: quando è nata, le attività, i membri e tutte le notizie che possono sembrarvi importanti da comunicare ad una persona nuova. Il luogo: si intende l indirizzo completo del luogo in cui fisicamente si svolgerà il progetto. Specificate se il progetto è condotto in un posto differente rispetto alla sede della vostra organizzazione. Numero di posti: è l indicazione del numero di volontari senior che prevedete di ospitare per ciascun turno. Ospitare almeno due volontari insieme di solito permette un migliore adattamento, ma naturalmente dovete valutare se questo è compatibile con il tipo di progetto proposto e con la logistica. Tutor: indicare il nome, un numero di telefono e l e- mail del tutor. Comunità: fornire una breve descrizione della comunità di accoglienza. Descrivete la località e le città più vicine. Se possibile, aggiungete informazioni demografiche e sociali; specificate anche quali sono le agevolazioni sanitarie disponibili (dottori e ospedali), la disponibilità di negozi (empori, farmacie, librerie, ecc) e attività culturali. Date anche informazioni sui trasporti locali (autobus, treni, metropolitana, taxi, ecc), frequenza e costi. Attività generali e compiti dei volontari: indicate le attività effettive all interno del progetto: perché è stato creato, gli obiettivi principali, il lavoro ordinario, il numero di persone già coinvolte nel progetto. Cercate di essere il più possibile accurati descrivendo quali sono i compiti che il volontario dovrebbe svolgere. Giustamente i volontari sono molto esigenti su questo, visto che la loro scelta si basa principalmente 1718 sul tipo di attività proposta. Specificate quanto tempo si dovrà lavorare durante il giorno, e quali sono i giorni di riposo. Prevedete una media di 5/6 ore giornaliere per cinque giorni alla settimana, anche se potreste incontrare dei volontari che non hanno sempre l occhio puntato all orologio: questo accade specialmente se il lavoro è interessante e motivante. La cosa migliore è proporre al volontario una serie di possibili mansioni diverse fra cui scegliere. Questa parte delle informazioni può nei fatti assumere la rilevanza di un contratto informale con il volontario: se nella realtà verranno proposte al volontario mansioni differenti da quelle descritte nel foglio delle informazioni, preoccupatevi di spiegare bene i motivi del cambiamento e assicuratevi che il volontario li abbia compresi. Quando pensate ai compiti per i volontari tenete sempre in mente che questi non possono sostituire lo staff retribuito. Il loro lavoro dovrebbe essere soprattutto orientato allo sviluppo delle relazioni con gli altri: compiti duri, noiosi e monotoni dovrebbero essere ridotti al minimo. Selezione: specificate in questa parte se per il progetto c è bisogno di particolari competenze linguistiche o professionali. Ricordate però che la possibilità di partecipare al servizio di volontariato andrebbe data a tutti, indipendentemente dalle competenze di partenza. Se le mansioni da svolgere richiedono un tipo di autorizzazione particolare, richiesta dalla legislazione del vostro paese, (per esempio adempimenti sanitari o permessi per lavorare con i minori) specificatelo in questa sezione. Vitto e Alloggio: descrivete la sistemazione prevista per il volontario. Non ci sembra superfluo ricordare che l alloggio dovrebbe essere caldo e accogliente, con tutti i servizi necessari (cucina e bagno), facilmente raggiungibile dal posto di lavoro. E sconsigliabile una sistemazione in sacco a pelo o in tende. 18 Queste le più comuni modalità: In famiglia: uno dei membri dell organizzazione d accoglienza può offrire una stanza all interno di casa sua, possibilmente con uso bagno e cucina. E una buona soluzione per il volontario che può facilmente adattarsi all interno di un nuovo contesto con l aiuto della famiglia che lo ospita. Questi non rimarrebbe isolato durante il tempo libero e nei weekend, anche se avrà meno libertà e indipendenza. In una comunità: spesso le organizzazioni che ricevono volontari dall estero gestiscono strutture residenziali. Questo può risultare ideale per i rapporti tra i volontari adulti e gli altri attivi all interno del progetto, anche dal punto di vista intergenerazionale. È importante che ci sia a disposizione una stanza singola o al massimo da dividersi con un altra persona. I volontari potrebbero mangiare insieme presso la mensa della struttura. In un appartamento affittato ad hoc: il volontario potrà essere indipendente, ma il rischio è che si trovi un po isolato.19 Come si raggiunge il posto: è generalmente molto apprezzata l accoglienza in aeroporto o alla stazione ferroviaria: comunque, anche se è prevista questa soluzione, è importante dare tutte le informazioni per raggiungere il progetto da soli, inclusi gli orari dei trasporti locali. Formazione di base: specificate se un qualche tipo di formazione linguistica, professionale o motivazionale sarà garantita per i volontari al loro arrivo. Verificate se all interno dell organizzazione c è qualcuno disposto a impartire qualche lezione di lingua, o se ci sono corsi di lingua gratuiti da proporre ai volontari. Assicurazione: di solito l assicurazione contro infortuni e responsabilità civile è contratta dall organizzazione di invio, ma il volontario può procurarsi l assicurazione anche per conto proprio. Se c è bisogno di una assicurazione particolare per un determinato compito potete suggerire una soluzione fattibile al volontario e alla sua organizzazione di invio. Ricordate che in tutti i cittadini dei paesi UE hanno diritto all assistenza sanitaria gratuita anche all estero, ammesso che abbiano con sé il modello E111, rilasciato dalle strutture sanitarie di ciascun paese. Altre informazioni: qui potete aggiungere qualsiasi cosa credete sia importante per l organizzazione di invio e per i volontari. 1920 Alcuni progetti realizzati nel 2002 Nome del progetto Durata del progetto L organizzazione Il luogo Pace e Dintorni 2 mesi, dal 1 Luglio al 31 Agosto la cooperativa Robert Owen è stata fondata alla fine degli anni 70 al fine di favorire l inserimento dalle persone disabili, o con altri tipi di svantaggio, nella vita lavorativa e sociale. La cooperativa ha sede in un casale a circa 500 mt dal paese di San Giorgio Ionico. Hanno alcune stanze, in cui vivono circa 5 o 6 persone (disabili e non), una piccola falegnameria, un orto, un pollaio e un centro di documentazione. Durante il giorno altre persone raggiungono il casale. Si fa vita di comunità, alcuni lavorano all interno del casale, altri hanno occupazioni fuori e tornano la sera. Spesso il comune di San Giorgio chiede loro di ospitare persone in difficoltà, minori stranieri senza famiglia, persone che hanno perso l alloggio, ecc; a volte si fermano persone che vogliono semplicemente staccare dai problemi quotidiani. In Agosto si organizza il festival di tre giorni Pace e Dintorni, con concerti all aperto e puccia (tipico fagottino con ricotta e pomodoro o rucola). il progetto si svolgerà presso il casale, sede della cooperativa Robert Owen, in via, San Giorgio Jonico, Taranto, Italia (tel. ). Numero di posti 2 Tutor Sig. Quaranta, Tel ( ) Comunità Il casale è immerso nella campagna tarantina, ma il paese è a 500 mt circa. San Giorgio Jonico ha abitanti e dista 12 km dal mar ionio. In paese si possono trovare negozi per tutte le esigenze e un pronto soccorso. A circa 20 minuti di macchina si può raggiungere la città di Taranto, città industriale e capoluogo di provincia. La cooperativa è provvista di un pulmino con cui accompagnare gli ospiti per gite o esigenze diverse, previo accordo. La campagna è interamente coltivata a viti ed ulivi. In estate il clima è molto caldo (anche gradi). Attività generali e i volontari dovranno partecipare alle quotidiane attività della comunità: compiti dei volontari - giardinaggio, irrigazione e cura del pollaio; - organizzazione del festival nella prima settimana di Agosto: aiutare nell organizzazione e della preparazione delle puccie; - manutenzione ordinaria: lavori di manutenzione della casa e di ricostruzione dei muretti a secco; - aiuto in cucina: preparare i pasti e pulire la cucina per tutti i presenti, sempre insieme a qualcuno dei residenti. Con ogni volontario si potrà concordare una tabella di lavoro ad hoc in 20 Vedere altro
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