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Timestamp: 2018-12-18 18:21:15+00:00

Document:
8 Marzo 2018 | Autore: Maria Monteleone
Lesioni micropermanenti a seguito di incidente stradale: l’accertamento clinico non è sempre indispensabile.
Se, a causa di un incidente stradale, il conducente o i terzi trasportati subìscono lesioni di lieve entità, può comunque essere ammesso il risarcimento del danno biologico, a condizione però che la lesione sia accertata con apposita visita medica. Non è richiesto necessariamente un accertamento clinico strumentale, per esempio una radiografia nel caso del classico “colpo di frusta”, ben potendo essere sufficienti visite mediche mirate. L’importante è che la lesione sia accertata rigorosamente, altrimenti il risarcimento è escluso. È quanto precisato da una recente sentenza della Cassazione [1].
I giudici spiegano come deve essere accertato il danno biologico in caso di incidente stradale e come avere il risarcimento.
1 Incidente e lesioni micro permanenti: cosa dice la legge
2 Lesioni micropermanenti: non sempre serve l’accertamento clinico
3 Colpo di frusta incidente stradale: come si dimostra
4 Lesioni micro permanenti: principio di diritto
Incidente e lesioni micro permanenti: cosa dice la legge
A partire dal 2012 [2], in caso di incidente stradale, non è previsto il risarcimento del danno biologico permanente qualora la persona abbia subito lesioni di lieve entità, non suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo. Il danno alla persona per lesioni di lieve entità è risarcito solo a seguito di riscontro medico legale da cui risulti visivamente o strumentalmente accertata l’esistenza della lesione.
Secondo una recente sentenza della Cassazione [3], per danno biologico si intende la lesione temporanea o permanente dell’integrità psico-fisica della persona, suscettibile di accertamento medico-legale. Ragione per cui i criteri di accertamento del danno biologico non sono gerarchicamente ordinati tra loro ma devono essere utilizzati in modo da condurre ad un’obiettività dell’accertamento medico, che riguardi sia le lesioni che i relativi postumi (se esistenti).
Sicuramente la legge richiede un rigoroso accertamento dell’effettiva esistenza delle patologie di modesta entità, cioè quelle che si individuano per gli esiti permanenti contenuti entro la soglia del 9 per cento. Il legislatore, ha voluto dettare una norma che, in considerazione dei possibili margini di aggiramento della prova rigorosa dell’effettiva sussistenza della lesione, imponga viceversa una prova sicura.
Del resto anche la Corte costituzionale, ha avuto modo di chiarire che il senso della normativa del 2012 è quello di impedire che l’accertamento diagnostico ridondi in una “discrezionalità eccessiva, con rischio di estensione a postumi invalidanti inesistenti o enfatizzati”, anche in considerazione dell’interesse “generale e sociale degli assicurati ad avere un livello accettabile e sostenibile dei premi assicurativi”.
Lesioni micropermanenti: non sempre serve l’accertamento clinico
Il rigore richiesto dal legislatore non può essere inteso, però, nel senso che la prova della lesione debba essere fornita esclusivamente con l’accertamento clinico strumentale. Infatti, è sempre e soltanto l’accertamento medico legale svolto a regola d’arte a stabilire se la lesione sussista e quale percentuale sia ad essa ricollegabile.
La legge, dunque, secondo la Cassazione, non va interpretata in questo modo, bensì nel senso di imporre un accertamento rigoroso in rapporto alla singola patologia, tenendo presente che vi possono essere situazioni nelle quali, data la natura della patologia e la modestia della lesione, l’accertamento strumentale risulta, in concreto, l’unico in grado di fornire la prova rigorosa che la legge richiede.
Colpo di frusta incidente stradale: come si dimostra
Nel caso della classica patologia da incidente stradale, cioè la lesione del rachide cervicale nota volgarmente come colpo di frusta, è evidente che il consulente tecnico d’ufficio non può limitarsi a dichiarare accertata la patologia sulla base del dato puro e semplice – e in sostanza non verificabile – del dolore più o meno accentuato che il danneggiato riferisca.
L’accertamento clinico strumentale (radiografia) sarà in simili casi, con ogni probabilità, lo strumento decisivo che consentirà al ctu, fermo restando il ruolo insostituibile della visita medico legale e dell’esperienza clinica dello specialista, di rassegnare al giudice una conclusione scientificamente documentata e giuridicamente ineccepibile, che é ciò che la legge attualmente richiede.
Lesioni micro permanenti: principio di diritto
La sentenza in esame ha quindi enunciato il seguente principio di diritto: «l’accertamento della sussistenza della lesione temporanea o permanente dell’integrità psico-fisica deve avvenire con rigorosi ed oggettivi criteri medico-legali; tuttavia l’accertamento clinico strumentale obiettivo non potrà in ogni caso ritenersi l’unico mezzo probatorio che consenta di riconoscere tale lesione a fini risarcitori, a meno che non si tratti di una patologia, difficilmente verificabile sulla base della sola visita del medico legale, che sia suscettibile di riscontro oggettivo soltanto attraverso l’esame clinico strumentale».
[2] Art. 139 D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209, modificato dal D.l. 24 gennaio 2012, n. 1, articolo 32, comma 3-ter.
[3] Cass. sent. n. 18773/2016.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Art. 139
 articolo 32
 Cass.