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Relazioni. e Bilancio. Consolidato - PDF
Relazioni. e Bilancio. Consolidato
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1 Relazioni e Bilancio Consolidato AL 31 DICEMBRE 20112 api holding S.p.A. Sede legale: Via Salaria Roma Capitale Sociale Euro ,00 i.v. C.C.I.A.A. R.E.A. Roma Codice Fiscale e Registro Imprese Roma n Partita IVA3 Sommario Organigramma api holding S.p.A. 4 Il Consiglio di Amministrazione 7 1 Relazione del Consiglio di Amministrazione al 31 dicembre Relazione al 31 dicembre Il contesto macro economico 11 Il mercato di riferimento 12 Il settore elettrico 12 Il settore petrolifero 15 Andamento delle principali partecipate 16 La gestione economica 25 La gestione finanziaria 31 I rapporti con le imprese controllate e collegate 33 Fatti di rilievo dopo la chiusura dell esercizio 34 2 Bilancio Consolidato al 31 dicembre CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO 39 SITUAZIONE PATRIMONIALE FINANZIARIA CONSOLIDATA 40 RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO 41 MOVIMENTI NELLE VOCI DI PATRIMONIO NETTO 42 Principi contabili e note esplicative 44 Note esplicative alle voci di Conto Economico 67 Note esplicative alle voci di Stato Patrimoniale 76 3 Relazione del Collegio Sindacale Relazione della Società di Revisione Prospetto riepilogativo dei dati essenziali al Bilancio 117 Stato Patrimoniale IAS/IFRS 118 Conto economico IAS/IFRS 1194 api holding S.p.A. Roma Fin. Bra. S.A. Lussemburgo 99,98% api anonima petroli italiana S.p.A. Roma 51,31% api holding S.p.A. 48,51% Fin. Bra. S.A. api real estate S.r.l. Roma 51,31% api holding S.p.A. 48,51% Fin. Bra. S.A. api raffineria di Ancona S.p.A. Falconara Marittima (AN) 100% anonima petroli italiana S.p.A. api energia S.p.A. Falconara Marittima (AN) 98,84% api anonima italiana S.p.A. 1,16% api holding S.p.A. ISI 2003 S.r.l. in liquidazione Roma 100,00% apisoi service S.r.l. in liquidazione Ancona 50,00% Finbra Real Estate S.r.l. Roma 100,00% Courmayer Montblanc Funivie S.p.A. Aosta 1,65% api services Ltd Londra 99,99% apioil Ltd Bermuda 99,99% Festival S.r.l. Roma 100,00% Dialco S.r.l. Bari 100,00% apifin S.r.l. in liquidazione Roma 100,00% G.R.C. S.r.l. Roma 100,00% Saccne rete S.r.l. Messina 50,00% Ip Services S.r.l. Roma 100,00% Abruzzo Costiero S.r.l. Pescara 30,00% Apisem S.r.l. Lecce 50,00% SGR S.p.A. Roma 0,78% Petroven S.r.l. Marghera 10,00% Marina Fiera di Genova GE S.p.A. Genova 4,70% Immobiloil S.r.l. Roma 3,12% Apimak Sh.pk. Macedonia 52,00% apibenzin d.o.o. Croazia 50,00% Civita servizi S.r.l. Roma 2,33%5 api nòva energia S.r.l. Roma 100,00% cer S.p.A. Roma 100,00% nòvawind Sud S.r.l. Roma 100,00% nòvasol Calabria S.r.l. Belvedere Marittimo (CS) 100,00% Ambienta SGR S.p.A. Milano 0,60% nòvawind Sicilia S.r.l. Palermo 100,00% s.e.r S.p.A. Palermo 50,10% s.e.r. 1 S.p.A. Roma 2,00% apinòva energia S.r.l. 96,00% s.e.r. S.p.A. nòvasol Puglia S.r.l. Foggia 100,00% nòvasol Centro S.r.l. Roma 100,00% nòvasol Sicilia S.r.l. Palermo 100,00% Opera sca Lussemburgo 1,10% F.I.T. S.p.A. Londra 2,91% Sator S.p.A. Roma 1,09% italsilicon S.p.A. Roma 41,50% WAS S.r.l. Bologna 50,00% sunshire S.r.l. Tolentino (MC) 100,00% SAB Sr.l. Roma 50,00% sòlergys S.p.A. Roma 51,00% SAB Mozambiqque S.A. Mozambico 100,00% SAB S.r.l. nòvabra ES S.A. Espirito Santo (BRA) 100,00% nòvaagri soc. agr. a.r.l. Roma 100,00% Biotrade S.p.A. Strongoli 50,00% Ecoenergia S.r.l. Foggia 51,00% Biomasse Italia S.p.A. Crotone 50,00%6 7 CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Cav. Lav. Dott. Aldo Maria Brachetti Peretti Dott. Ferdinando Maria Brachetti Peretti Dott. Ugo Brachetti Peretti Sig.ra Mila Peretti Dott. Umberto Scarimboli Sig.ra Benedetta Brachetti Peretti Sig.ra Chiara Brachetti Peretti Avv. Ferdinando Carabba Tettamanti (Presidente) (Vice Presidente/Amm. Delegato) (Vice Presidente) (Consigliere) (Vice Presidente Esecutivo) (Consigliere) (Consigliere) (Consigliere) COLLEGIO SINDACALE Dott. Pier Andrea Frè Torelli Massini Dott. Mario Casini Dott. Fabrizio Scanu Dott. Stefano Crisci Dott. Mirko Pezzulich (Presidente) (Sindaco Effettivo) (Sindaco Effettivo) (Sindaco Supplente) (Sindaco Supplente) SEDE SOCIALE Via Salaria, Roma SOCIETÀ DI REVISIONE Reconta Ernst & Young S.p.A.8 9 1 Relazione del Consiglio di Amministrazione al 31 dicembre 201110 11 Relazione al 31 dicembre 2011 Relazioni e Bilancio Consolidato 2011 api holding S.p.A. Signori Azionisti, il bilancio relativo all esercizio 2011, che sottoponiamo alla Vostra approvazione, evidenzia un utile pari ad Euro Nel rimandare, per una più approfondita analisi, al bilancio ed alla nota esplicativa il compito di illustrare i criteri contabili utilizzati e gli elementi quantitativi rilevati, riteniamo opportuno rappresentarvi l andamento dei mercati di riferimento ed i dati più rilevanti relativi alle nostre principali partecipate. 11 Relazione del Consiglio di Amministrazione Il contesto macro economico L anno appena concluso è stato caratterizzato da un economia mondiale complessivamente in crescita, con un incremento del PIL globale pari al 4%, ma in netto rallentamento rispetto all incremento pari al 5,1% del Come in passato, si conferma una forte eterogeneità fra i paesi emergenti a quelli industrializzati; per i primi, infatti, sostenuti dalla domanda interna, la crescita è risultata pari al 6,4%, mentre per i paesi industrializzati è stata molto più contenuta, complessivamente pari all 1,6%. Nell Area Euro il 2011 è stato caratterizzato dall intensificarsi della crisi del debito sovrano che, dopo aver toccato Grecia, Irlanda e Portogallo, ha iniziato ad estendersi in maniera sempre più preoccupante anche a Spagna ed Italia mettendo a rischio l intera tenuta dell Area Euro e generando una forte volatilità ed incertezza sui mercati finanziari. Tale difficile contesto ha portato gli investitori a preferire attività finanziarie più sicure (flight to quality) determinando un differenziale molto elevato fra titoli di Stato ritenuti affidabili, in particolare americani e tedeschi, e titoli più rischiosi. Il differenziale sui rendimenti (spread) dei titoli di stato italiani rispetto a quelli tedeschi, ha raggiunto nel mese di novembre la cifra record di 548 basis point. A sostegno di tale difficile situazione, l Eurogruppo è intervenuto attraverso il Fondo Salva Stati (EFSF) mettendo a disposizione, insieme al FMI, capitali per 78 Mld di euro al Portogallo e prevedendo un ulteriore sostegno a favore della Grecia per 130 Mld a patto però che quest ultima approvi ulteriori pesanti misure di austerità. Nel corso dell anno inoltre l EFSF è stato potenziato da 250 a 440 Mld di Euro e riformato nel vertice del 21 luglio per dotarlo di maggiore flessibilità; tali modifiche riguardano principalmente la possibilità del fondo di ricapitalizzare le banche e di muoversi sul mercato secondario acquistando obbligazioni emesse da qualsiasi paese appartenente all Unione Monetaria che venga a trovarsi in circostanze eccezionali. All interno di questo scenario estremamente incerto, la BCE ha comunque deciso, nella prima parte dell anno, di alzare il tasso ufficiale di sconto dall 1% all 1,50% nelle riunioni del 7 aprile e del 7 luglio; tale intervento, dopo quasi due anni di tassi fermi all 1%, è stato posto in essere a seguito dei timori inflattivi dovuti al forte aumento del prezzo delle materie prime. Negli ultimi mesi dell anno, invece, la situazione sempre più incerta e preoccupante nell area Euro ha indotto la BCE a riportare di nuovo i tassi di sconto all 1%, attraverso due successivi interventi il 3 novembre e l 8 dicembre. A partire dall estate inoltre la BCE ha ripreso l acquisto di titoli di Stato, soprattutto italiani e spagnoli all interno del Security Market Programme (SMP) allo scopo di ridurre il differenziale sempre più ampio fra i rendimenti dei titoli di Stato Tedeschi e quelli dei paesi in maggiori difficoltà. La Banca Centrale ha infine programmato due aste di rifinanziamento illimitato alle banche (LTRO) a 36 mesi all 1% ed ha ampliato la gamma di titoli da fornire come collaterale di garanzia. La prima LTRO, posta in essere il 21 dicembre si è conclusa con l assegnazione di 489 Mld, di cui 116 Mld richiesti da banche italiane. La seconda è invece prevista per il prossimo 29 febbraio.12 12 api holding S.p.A. Relazioni e Bilancio Consolidato 2011 Ancora molto espansiva la politica monetaria della FED che lasciato il livello dei FED FUNDS invariato fra lo 0% 0,25% per tutto il 2011; la FED ha infatti ribadito anche nell ultima riunione del 13 dicembre che tale livello dei tassi verrà mantenuto fermo almeno fino metà del Nel mese di settembre la FED ha inoltre introdotto la cosiddetta operation twist, ossia l acquisto, fino a giugno 2012, di Titoli governativi a scadenza tra 6 e 30 anni e la vendita di Titoli di durata inferiore a 3 anni. Tale operazione ha come scopo quello di appiattire la curva dei rendimenti. Sul mercato valutario, l Euro/Dollaro dopo essersi indebolito nei primi giorni dell anno fino a toccare il livello di 1,2903 ha poi iniziato ad intraprendere un trend rialzista a partire da metà gennaio fino a raggiungere il livello massimo di 1,4822 il 4 maggio scorso; il motivo di tale apprezzamento dell Euro è riconducibile fondamentalmente all andamento del differenziale tassi Euro/Usa soprattutto dal momento in cui la BCE ha lasciato intendere la possibilità di ulteriori graduali aumenti dei tassi, di cui si è avuta una prima dimostrazione nel mese di aprile; ad incidere su tale trend anche l aumento del prezzo del petrolio in seguito alle tensioni politiche verificatesi nei paesi nord africani. Nei mesi estivi l acuirsi delle problematiche sul debito sovrano e l incertezza sui piani per la gestione della crisi stessa hanno portato l Euro/Dollaro ad avere un trend molto volatile con un forte indebolimento soprattutto nel mese di settembre passando dal livello di 1,4285 Euro/Dollaro (il primo settembre) a quello di 1,3181 Euro/Dollaro (il 4 ottobre), con un deprezzamento di oltre 8% in un solo mese. Dopo un leggero recupero avvenuto nel mese di ottobre, l Euro è tornato di nuovo a deprezzarsi a seguito della mancanza di decisioni da parte dell Eurogruppo sul problema greco fino a raggiungere il livello minimo di 1,2889 il 29 dicembre scorso. Sul mercato delle commodities, la grave crisi geopolitica scoppiata nei paesi nord africani ha comportato un forte aumento del prezzo del Brent Bwave che, da 93,33 USD/bbl (dollari/barile) del 7 gennaio, è arrivato a 125,41 USD/bbl l 11 aprile. Il prezzo si è poi ridimensionato a seguito degli eventi catastrofici occorsi in Giappone fino al livello di 104,51 USD/bbl il 27 giugno scorso. A partire dall estate il prezzo del petrolio ha avuto un andamento molto volatile compreso fra il massimo di 119,90 USD/bbl il 14 giugno ed il minimo di 100,44 USD/bbl il 4 ottobre. Nel corso dell anno, lo straordinario aumento dell avversione al rischio ha determinato una continua crescita del prezzo dell oro che ha raggiunto il 5 settembre scorso il valore massimo di 1900 USD/Oncia. IL MERCATO DI RIFERIMENTO IL SETTORE ELETTRICO Per il secondo anno consecutivo la domanda di elettricità ha registrato un incremento. I dati provvisori sul fabbisogno di energia elettrica nell anno 2011 fanno segnare un incremento dello 0,6% rispetto al 2010, che a sua volta aveva chiuso con un +3,2% rispetto al Il totale dell energia richiesta in Italia nel 2011 ammonta a 332,3 miliardi di kwh (kilowattora). Anno 2011 valori previsionali GWh Variazioni % Produzione idroelettrica ,4% Produzione termoelettrica ,6% Produzione geotermica ,2% Produzione eolica ,7% Produzione fotovoltaica ,0% Totale produzione netta ,5% Energia destinata ai pompaggi ,5% Produzione netta destinata al consumo ,1% Importazione ,0% Esportazione ,7% Saldo estero ,3% Fabbisogno ,6%13 Relazioni e Bilancio Consolidato 2011 api holding S.p.A. Nel 2011 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l 86,3% con produzione nazionale (di cui 64,7% termoelettrica, 14,3% idroelettrica, 2,9% eolica, 2,8% fotovoltaica e 1,6% geotermica) e per la quota restante (13,7%) dal saldo dell energia scambiata con l estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (289,2 miliardi di kwh) è in diminuzione dello 0,5% rispetto al 2010; in calo le fonti idroelettrica (-11,4%) e termoelettrica (-1,6%) mentre registrano un aumento le fonti di produzione geotermoelettrica (+5,2%), eolica (+5,7%) e fotovoltaica (+394%). In particolare risulta esponenziale la crescita delle installazioni del fotovoltaico. I dati ufficiali indicano una potenza installata al 31 dicembre 2011 di poco inferiore i MW (megawatt) a fronte di un obiettivo del Piano d Azione Nazionale al 2020 di MW, con circa MW di nuove installazioni nel solo 2011, ovvero +367% rispetto la potenza installata nell intero anno È utile precisare che dei MW, circa MW sono riferiti ad impianti in esercizio nel 2011 ma che hanno ultimato la costruzione entro il 31 dicembre 2010 e che godono quindi degli incentivi del II Conto Energia secondo quanto previsto dalla Legge 129/10 (c.d. Salva Alcoa). Sul fronte eolico la potenza cumulata a fine 2011 ha raggiunto i MW, con un incremento del 18,3% rispetto al 2010, corrispondente a MW installati nell anno. Complessivamente a fine 2011 risultano installati in Italia circa MW riferiti ad impianti a fonte rinnovabile. Secondo le prime stime, tale potenza, sommata alle previsioni di nuove installazioni relative al primo semestre 2012, sembrerebbe sufficiente a coprire l obiettivo del riferito alla quota di consumi finali da soddisfare tramite fonti rinnovabili pari a circa 100 TWh (terawattora). 13 Relazione del Consiglio di Amministrazione Aspetti Normativi Per il settore delle fonti rinnovabili il 2011 è stato un altro anno estremamente importante, con numerosi interventi normativi che avranno un rilevante effetto nel futuro. La novità principale è rappresentata dal decreto legislativo di recepimento della direttiva 2009/28/CE (D. Lgs. 28/2011) sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili. Come ben noto, la direttiva introduce un obiettivo vincolante di penetrazione delle rinnovabili sui consumi di energia primaria dell Unione Europea pari al 20%, da raggiungersi gradualmente ma tassativamente entro l anno Tale obiettivo viene declinato a livello di Stati Membri, attribuendo così all Italia un target nazionale del 17% di produzione di rinnovabili sui consumi di energia primaria entro il 2020, a cui si accompagna in subordine un obbligo di raggiungimento di una quota del 10% di uso di biocarburanti sul totale dei consumi imputabili al settore trasporti. D. Lgs. 28/2011 di recepimento della direttiva 2009/28/CE Sulla base della delega concessa al governo dal Parlamento con legge 96/2010, il Consiglio dei Ministri ha emanato un decreto legislativo avente ad oggetto il recepimento della direttiva 2009/28/CE, pubblicato definitivamente in data 28 marzo 2011 (D. Lgs. 28/2011). Il decreto, ponendosi l obiettivo di definire strumenti, meccanismi, incentivi e quadro istituzionale, finanziario e giuridico per il raggiungimento degli obiettivi al 2020 in materia di quota complessiva di energia da fonti rinnovabili sul consumo totale di energia e nei trasporti, introduce una vera rivoluzione per il settore. Più precisamente il decreto prevede, per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili che entreranno in esercizio, anche a seguito di rifacimento totale o parziale e di ripotenziamento, dopo il 31 dicembre 2012, la sostituzione dello strumento incentivante del certificato verde con un nuovo meccanismo basato su incentivi assegnati tramite contratti di diritto privato di lungo periodo con il GSE ( contratto feed-in ) il cui valore è definito mediante asta a ribasso. Il valore base dell asta (ovvero il valore massimo ottenibile) varia per tecnologia, taglia e data di entrata in esercizio dell impianto e verrà adattato in ragione dell evoluzione tecnologica (aggiornamento previsto con cadenza triennale).14 14 api holding S.p.A. Relazioni e Bilancio Consolidato 2011 Una volta aggiudicato e definito l incentivo caratteristico del singolo contratto feed-in, la tariffa sarà costante e rimarrà valida per una durata commisurata alla vita media utile convenzionale della specifica tipologia di impianto. Le procedure d asta, effettuate con cadenza periodica, sono riferite a un contingente di potenza da installare per ciascuna fonte o tipologia di impianto. Gli impianti in esercizio entro il 31 dicembre 2012, continueranno invece a godere dei certificati verdi (CV) fino al La quota d obbligo dei CV continuerà a crescere fino al 2012, anno in cui raggiungerà il 7,55%, mentre a partire dal 2013 tale quota verrà ridotta gradualmente fino ad annullarsi nel Per biomasse e bioliquidi sostenibili, l incentivo tiene conto della tracciabilità e della provenienza della materia prima, nonché dell esigenza di destinare prioritariamente le biomasse legnose all utilizzo termico e i bioliquidi sostenibili per i trasporti. Ad arricchire il già complesso quadro di riferimento in materia di bioenergie, interviene inoltre la trasposizione nell ordinamento nazionale dei criteri di sostenibilità. Tali criteri nascono dalla volontà di incentivare l utilizzo dei soli bioliquidi ritenuti appunto sostenibili, laddove per sostenibili si intendono quei bioliquidi non prodotti da materie prime coltivate in terreni di particolare pregio (quali foreste primarie e altri terreni boschivi, aree designate per scopi di protezione della natura, o che presentano un elevato stock di carbonio) ed in grado di garantire, lungo tutto il proprio ciclo di vita, dalla coltivazione del seme alla produzione di energia, una riduzione delle emissioni di gas serra pari almeno al 35% rispetto all utilizzo delle fonti fossili. I bioliquidi che non saranno in grado di rispondere a questi requisiti, non saranno contabilizzati tra le fonti rinnovabili nel raggiungimento dei target al 2020 e non potranno beneficiare degli incentivi. Risoluzione anticipata Convenzioni CIP 6/92 A fine maggio 2011 il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Legislativo di recepimento delle direttive 2009/72/CE, 2009/73/CE e 2008/92/CE in materia di apertura dei mercati dell energia elettrica e del gas. Il provvedimento riordina i suddetti mercati con l introduzione di norme volte a tutelare maggiormente i consumatori, aumentare la sicurezza degli approvvigionamenti e promuovere la concorrenza e la completa apertura dei mercati. Ricordiamo che in attuazione dell art. 30, comma 20 della legge 23 luglio 2009, n. 99, il Ministero dello Sviluppo Economico ha emesso, su proposta dell Autorità per l energia elettrica ed il gas, il decreto 2 dicembre 2009 che stabilisce i meccanismi per la risoluzione anticipata e volontaria delle cosiddette convenzioni CIP 6, relative agli impianti alimentati da combustibili di processo o residui o recuperi di energia e impianti ad essi assimilati alimentati da combustibili fossili. Con successivo decreto del 2 agosto 2010 il Ministero ha definito le modalità di risoluzione anticipata e di liquidazione del corrispettivo, per i soli impianti alimentati da combustibili fossili. Per gli impianti alimentati da combustibili di processo i decreti saranno predisposti nel corso del Per quanto riguarda il gruppo api si rileva che la società api energia S.p.A., dopo aver ottenuto l autorizzazione dalle banche finanziatrici, ha siglato l adesione vincolante della risoluzione anticipata in data 6 febbraio Certificati Verdi Le negoziazioni sul Mercato dei Certificati Verdi, nel 2011, si sono chiuse registrando un volume di titoli scambiati nel corso delle 47 sessioni organizzate dal GME (Gestore Mercato Elettrico) pari a titoli, in aumento rispetto ai CV scambiati nel 2010, per un controvalore totale di circa 340 milioni di euro (217 milioni di euro nel 2010). Il prezzo medio ponderato dei CV scambiati nelle sessioni di mercato è stato pari a 82,25 /MWh (euro/megawattora) (84,41 /MWh l anno scorso). In considerazione di quanto determinato dalla delibera AEEG/11/2012/R/efr del il prezzo di cessione dell energia elettrica, registrato nell anno 2011, è fissato in 74,72 /MWh e di conseguenza il prezzo di ritiro dei certificati verdi di competenza 2011 risulta essere pari a 82,12 /CV.15 Il SETTORE PETROLIFERO Relazioni e Bilancio Consolidato 2011 api holding S.p.A. Anche nel corso del 2011 si è assistito ad una crescita delle quotazioni internazionali del greggio. Dal 1998 ad oggi, l incremento è stato del 773%, concentrato soprattutto negli ultimi anni: la media tra il è stata infatti di 24,3 USD/bbl, contro i 77,3 del periodo La media del Brent nei primi dodici anni del nuovo secolo sale a 57,2 USD/bbl contro i 18 degli anni 90 (+218%). In media a fine 2011 il costo Cif del greggio importato nei Paesi Ocse si è attestato a 108,8 USD/bbl, contro i 78,1 del 2010 e i 60,4 del In termini percentuali la crescita è stata di circa il 37%. Se nella seconda parte del 2011 il rialzo delle quotazioni è stato conseguente alla dinamica di crescita della domanda, più spinta rispetto all offerta, a partire da marzo ha influito anche la sospensione della produzione libica che ha trascinato il prezzo oltre i 120 USD/bbl. Nella seconda parte del 2011 la quotazione ha oscillato nella banda USD/bbl. Il rallentamento economico, particolarmente evidente nel secondo semestre del 2011, ha prodotto nella domanda petrolifera totale una moderata crescita dello 0,8% rispetto al 2010, giungendo a 89,0 milioni barili/giorno, (+0,7 milioni barili/giorno), contro una crescita media di 1,1 milioni barili/giorno nel decennio La flessione in Europa è stata dell 1,9%, pari a circa 0,4 milioni barili/giorno. Il fabbisogno dei paesi Ocse è stato di 45,6 milioni barili/giorno, tornando a contrarsi dell 1,2%, contro l aumento eccezionale dell 1,1% dell anno 2010, con un peso sul totale di circa il 51% (contro il 62% del 2000). Quello dei paesi non-ocse, meno influenzati dalle turbolenze finanziare dei Paesi occidentali, è stato invece di 43,4 milioni barili/giorno, in progresso del 3,0% e con un peso sul totale del 48% (contro il 38% del 2000). La differenza dei consumi delle due aree si attesta attualmente sui 2 milioni di barili/giorno, contro i 19 milioni di barili/giorno di dieci anni fa. Continuano a trainare la domanda dei paesi non Ocse (+2,9%), l ex Urss (+5,4%), la Cina (+4,7%) e l America Latina (+2,5%). L offerta totale nel 2011 si è attestata a 88,5 milioni barili/giorno, +1,1% rispetto al 2010, nuovamente rimanendo inferiore alla domanda: la primavera araba e la mancata produzione libica in gran parte dell anno hanno infatti prodotto tensioni negli approvvigionamenti. A supportare l aumento sono stati soprattutto i paesi Opec (+2,7% rispetto al 2010, pari a +0,9 milioni barili/giorno), in particolare l Arabia Saudita che, incrementando di circa 1 milione di barili/giorno la propria produzione, pari a oltre l 11% in più, ha cercato di coprire i quantitativi libici mancanti. Per quanto riguarda le quotazioni internazionali dei prodotti, esse non sono state immuni dalle tensioni che hanno caratterizzato il Le quotazioni Platts della benzina in media annua si sono attestate intorno a 990 dollari/tonnellata, il 34% in più rispetto al Il gasolio, sempre in media, è stato quotato sui 971 dollari/tonnellata (+40% rispetto al 2010). La corsa al rialzo di entrambi i prodotti è stata praticamente continua, con picchi di maggiore tensione in primavera e poi soprattutto a fine Il 2011 è stato un anno estremamente negativo per i margini di raffineria che hanno rilevato un notevole peggioramento, attestandosi ai livelli più bassi degli ultimi 20 anni e mediamente pari a neanche 1 USD/bbl per le lavorazioni più complesse. A seguito della generalizzata contrazione dei consumi petroliferi con un calo del 2,5% rispetto al 2010, si segnala che la benzina ha continuato la flessione iniziata nel 2004, perdendo ulteriori 601 mila tonnellate. La somma di benzina e gasoli presenta un decremento dell 1,2% rispetto ai valori del 2010 (benzina 6%; gasolio +0,8%). L olio combustibile per uso termoelettrico perde ulteriormente terreno con un -23,2% (-0,3 milioni di tonnellate). Il gasolio riscaldamento con un -15,7% si attesta su valori di poco inferiori a 1,6 milioni di tonnellate. 15 Relazione del Consiglio di Amministrazione16 16 api holding S.p.A. Relazioni e Bilancio Consolidato 2011 Il sistema di raffinazione nel 2011, ha risentito pienamente della crisi strutturale di eccesso di offerta rispetto alla domanda interna e al calo delle esportazioni dei suoi prodotti, che ha portato alla sospensione dell attività e alla trasformazione in polo logistico integrato la raffineria di Cremona riducendo la capacità effettiva totale italiana a 103 milioni di tonnellate. Nel complesso gli impianti sono stati usati a tassi dell 84% (riferito al greggio e ai semilavorati d importazione). Le lavorazioni sono ammontate complessivamente a 86,0 milioni di tonnellate (-5,6%). Nella materia prima trattata sono diminuiti sia il greggio (-5,9%) che i semilavorati esteri (-6,3%). Le esportazioni dei prodotti hanno registrato una diminuzione di circa 1,9 milioni di tonnellate (-6,3%). La fattura petrolifera nel 2011 si è attestata a 34,9 miliardi di euro, circa 6,5 miliardi in più rispetto all anno precedente, nonostante il calo dei consumi stimato del 2,5%. Il forte aumento delle quotazioni del greggio importato (+39%) è stato attenuato solo parzialmente dal miglioramento del cambio /USD, euro/dollaro, (+5,2%), per cui nel 2011 è stato superato l esborso record dell ultimo decennio, toccato nel 2008 (32,5 miliardi in valori nominali, 34,3 in termini reali). La fattura energetica si stima in aumento di oltre 9,1 miliardi di euro rispetto al 2010, sui 62,1 miliardi di euro (+17%). Un valore che corrisponde al 3,9% del Pil (3,4% nel 2010). Il petrolio pesa per il 56% dell esborso complessivo, mentre il gas per il 33%. ANDAMENTO DELLE PRINCIPALI PARTECIPATE Settore petrolifero api anonima petroli italiana S.p.A. L esercizio 2011 si chiude con un utile dopo tasse di euro 22 milioni verso un utile di 49 milioni dell esercizio precedente. Significativo anche per l esercizio 2011 l effetto delle variazioni di magazzino. Il risultato al netto degli effetti straordinari, in flessione rispetto al precedente esercizio, risente dell effetto dei margini di raffinazione particolarmente sfavorevoli che passano da -0,4 a -1,5 USD/bbl. L andamento operativo 2011, nel confronto con il 2010, ha visto una diminuzione della quota mercato rete al 9,86% (10,3% nel 2010) con volumi in contrazione del 7,83% in un mercato in calo del 3,71%. I margini unitari per il 2011 sono stati superiori a quelli del 2010 nonostante le maggiori pressioni competitive sul fronte dei prezzi. Sul mercato extrarete, in forte calo nei comparti principali, le vendite complessive sono diminuite del 14,4%. I gasoli sono diminuiti del 16,1% (con un mercato in aumento del 3%) per la difesa dei margini ed il contenimento dell esposizione finanziaria sui clienti potenzialmente a rischio. I bitumi sono diminuiti dell 11,2% (in un mercato in crescita del 4,7%) mantenendo anche in questo canale la massima attenzione ai margini. Mentre i lubrificanti, in un mercato in lieve diminuzione (-0,6%) hanno fatto registrare un incremento verso il 2010 del 2,6% migliorando leggermente la quota mercato. Il MOL contabile registra un utile di 76 milioni. Gli ammortamenti, in linea con il 2010, sono pari a 27 milioni di euro. Il risultato operativo (EBIT) è pari a 49 milioni di euro (0 milioni di euro nel 2010). La posizione finanziaria netta negativa passa da 685 milioni di euro a 717 milioni di euro per effetto dei maggiori fabbisogni della controllata api raffineria.17 api raffineria di ancona S.p.A. Relazioni e Bilancio Consolidato 2011 api holding S.p.A. L esercizio 2011 si chiude con una perdita di euro 35,2 milioni, verso una perdita di 20,6 milioni del 2010, risultato che aveva però beneficiato di euro 3,7 milioni pre-tax di recuperi straordinari, rispetto ad 1 milione di questo esercizio. Anche quest anno l esercizio risente dell effetto dei margini di raffinazione particolarmente sfavorevoli con la conseguente riduzione dei programmi di lavorazione, passati da tonnellate del 2010 a del Le minori lavorazioni hanno determinato una riduzione dei ricavi legati al compenso di lavorazione con la controllante, api anonima petroli italiana S.p.A., e l applicazione del minimo garantito contrattuale pari a 3,5 EUR/bbl. Il risultato dell esercizio risente pesantemente dell aumento dei prezzi di acquisto delle fonti energetiche, parzialmente bilanciato dal contenimento dei costi operativi direttamente associati all esercizio degli impianti. In conseguenza di tale contrazione si è potuto rilasciare per euro 1 milione il fondo appositamente costituito nel 2006 per l onerosità del contratto O&M dell impianto IGCC, di cui non si è reso necessario l utilizzo nell esercizio. Il risultato prima degli ammortamenti, oneri finanziari e imposte (EBITDA) è passato da euro 5,1 milioni del 2010 ad euro -4,7 milioni del Gli ammortamenti sono stati pari a euro 34 milioni e registrano un incremento di euro 1,4 milioni rispetto all esercizio precedente. L utile operativo pertanto diminuisce da -27,5 milioni di euro a -38,8 milioni di euro. Gli oneri finanziari sono stati pari a 7,4 milioni di euro, con un peggioramento di euro 3 milioni per effetto della crescita dei tassi di interesse e del maggior indebitamento rispetto all esercizio precedente. 17 Relazione del Consiglio di Amministrazione Settore elettrico api nòva energia S.r.l. api nòva energia, nel corso del 2011 ha concentrato i propri sforzi sul supporto agli investimenti già in corso, delle principali società controllate (SER, sunshire, nòva agri e Biomasse Italia), con l obiettivo di perseguire la crescita nel settore della green energy, dando inoltre impulso alle attività di sviluppo interno come il rigassificatore (LNG), le nuove centrali nel sito industriale di Falconara (CCGT) e i numerosi progetti eolici e fotovoltaici. Il risultato positivo del 2011 pari ad euro 6,5 milioni (risultato IAS pari ad euro 6,2 milioni) verso una perdita di euro 3,8 milioni nel 2010, è dovuto principalmente ai dividendi riconosciuti dalla consociata Biomasse Italia. In termini quantitativi la potenza lorda totale delle società operanti nel settore rinnovabili tra autorizzata ed operativa è passata dai 415,2 MW del 2010 a 425,4 MW del 2011 (326 MW eolico, 27,4 MW fotovoltaico, 72 MW biomasse) assicurando così un posizionamento di rilievo nel panorama nazionale. Vedere altro
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 Art. 11
 art. 1
 Art. 11
 art. 1
 art. 2424
 ART. 31
 art. 34
 articolo 28
 articolo 28
 Art.5
 Art. 1