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Timestamp: 2019-02-22 13:02:20+00:00

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Focus su Concordato con riserva
12 Settembre 2016 | di Stefano Mecca
18 Settembre 2015 | di Aldo Fittante
Brevi considerazioni in tema di “conservazione degli effetti” tra preconcordato ed accordi di ristrutturazione dei debiti
13 Maggio 2014 | di Giorgio Barbieri, Alessandro Nironi Ferraroni
Gli Autori propongono una riflessione su una ipotesi ormai sempre più ricorrente nella prassi: quella in cui venga depositata domanda di concordato preventivo e tempestivamente, il debitore, depositi anche il ricorso exart. 182bisl. fall. Dopo un preciso inquadramento normativo, l'analisi si concentra su quali siano le problematiche più ricorrenti nella pratica in tema di "conservazione degli effetti" sorti in conseguenza della domanda di concordato preventivo, qualora tale procedura si "trasformi" in un accordo di ristrutturazione dei debiti.
Domanda di concordato “con riserva” e autorizzazione allo scioglimento e sospensione dei contratti pendenti
31 Gennaio 2014 | di Daniele Fico
La compatibilità dell'autorizzazione alla sospensione o allo scioglimento dei contratti in corso di esecuzione ex art. 169-bisl. fall. con la domanda di concordato “in bianco” costituisce una tra le questioni maggiormente dibattute a seguito dell'entrata in vigore delle disposizioni in materia concorsuale introdotte dal D.L. 83/2012 (c.d. Decreto Sviluppo). L'Autore, dopo aver esaminato le diverse opinioni espresse dalla giurisprudenza e dalla dottrina, si sofferma sulla tesi favorevole all'applicabilità dell'art. 169-bisalla domanda di “pre-concordato”, a condizione tuttavia di una disclosure da parte del debitore in crisi circa i contenuti del piano concordatario.
L'andamento economico dell'impresa tra la presentazione del concordato con riserva e il deposito della proposta. Analisi e pronunciamenti dell'attestatore
15 Ottobre 2013 | di Ignazio Arcuri
In caso di presentazione di una domanda di concordato in bianco ex art. 161, comma 6, l. fall., caratterizzata dalla continuità aziendale, assume rilevanza il tema della gestione dell’impresa nel c.d. periodo interinale, che intercorre tra il deposito della domanda con riserva alla presentazione della proposta definitiva. L’Autore analizza gli aspetti più dibattuti in dottrina e giurisprudenza, evidenziando in particolare il ruolo centrale dell’attestatore, chiamato a stabilire la forma di concordato di riferimento.
Il ruolo del notaio nella domanda di concordato con riserva
09 Luglio 2013 | di Alessandro Stefani
Il nuovo art. 161 l. fall. ha introdotto con successo nel nostro sistema il c.d. concordato “con riserva” o “in bianco”, mutuando in sostanza il modello statunitense del “Chapter 11” del Bankruptcy Code: l’imprenditore in crisi, pertanto, dispone ora di uno strumento che gli permette da un lato di posticipare l’elaborazione di piano e proposta concordatari, e dall’altro lato di beneficiare in via immediata degli effetti protettivi sul proprio patrimonio. Va da sé che un siffatto strumento si presta, non poco, ad un utilizzo meramente strumentale e a finalità esclusivamente dilatorie: l’intervento del notaio, da ritenersi necessario sin dal momento iniziale della manifestazione della volontà deliberativa da parte della so-cietà di intraprendere il percorso concordatario, può contribuire a ridurre in modo significativo i rischi di questo nuovo strumento e le criticità di un suo utilizzo distorto.
Gli effetti del concordato in bianco, ovvero costi ed opportunità del nuovo istituto
17 Maggio 2013 | di Stefano Poli
Il concordato con riserva, o preconcordato, anticipa alla presentazione della domanda “in bianco” gli effetti protettivi per il debitore, sul modello del Chapter 11 statunitense. Si tratta di una delle novità di maggior successo introdotte dal legislatore con il c.d Decreto Sviluppo: in questi primi mesi, le cancellerie dei Tribunali hanno registrato un largo utilizzo dell’istituto da parte degli imprenditori. Il tasso di conversione in concordati preventivi, però, è stato piuttosto limitato. Al fine di identificare con più chiarezza le situazioni in cui il ricorso al preconcordato può essere davvero efficace, l’Autore svolge alcune considerazioni, dal taglio operativo e strategico, sugli effetti della domanda, analizzando costi, opportunità e conseguenze pratiche del nuovo strumento.
Concordati “con riserva” transfrontalieri: primi problemi applicativi
19 Aprile 2013 | di Corrado Paolo D'Aiello
Gli effetti sulle azioni giudiziarie individuali spettanti ai creditori (art. 4, par. 2, lett. f); i beni oggetto di spossessamento (art. 4, par. 2, lett. b). Quelle dell'art. 16, par. 1, che enunciano a chiare lettere la regola secondo cui la decisione di apertura di una procedura, adottata da un giudice competente ex art. 3, è riconosciuta in tutti gli altri Stati membri non appena essa diviene efficace nello Stato di apertura; a ciò si aggiunga che il momento in cui la procedura può dirsi “aperta” è quello in cui la decisione di apertura, sia essa definitiva o meno, comincia a produrre effetti (art. 2, lett. f).Quelle dell'art. 25, che estendono la regola dell'automatico riconoscimento anche alle pronunce in qualche modo collegate alla decisione di apertura e che in essa trovino il proprio presupposto(v. G. OLIVIERI, Il regolamento comunitario sulle procedure di insolvenza, in judicium.it). Quelle dell'art. 17, par. 1, secondo cui la decisione di apertura della procedura principale produce in ogni altro Stato membro, senza altra formalità, gli effetti previsti dalla legge dello Stato di apertura, salvo disposizione contraria del Regolamento stesso e fintantoché in tale altro Stato membro non sia aperta una procedura locale. la individuazione del “momento” in cui la “decisione di apertura” inizia a produrre effetti e la procedura si può considerare aperta (art. 2, lett. f); la esplicitazione del concetto stesso di “decisione di apertura” (art. 2, lett. e). la domanda di concordato è pubblicata, a cura del cancelliere, nel registro delle imprese, entro il giorno successivo al deposito in cancelleria (art. 161, comma 5, l. fall.);l'imprenditore può depositare il ricorso contenente la domanda di concordato unitamente ai bilanci relativi agli ultimi tre esercizi, riservandosi di presentare la proposta, il piano e la documentazione di cui all'art. 161, comma 2 e comma 3, l. fall. entro un termine fissato dal giudice compreso tra 60 e 120 giorni, prorogabile al massimo per altri 60 giorni (art. 161, comma 6, l. fall.);nello stesso termine, però, in alternativa e con conservazione sino all'omologazione degli effetti prodotti dal ricorso, il debitore può depositare domanda di omologazione di un accordo di ristrutturazione ex art. 182-bis l. fall. (art. 161, comma 6, l. fall.);qualora nessuna delle due ipotesi alternative si verifichi, trova applicazione l'art. 162, comma 2 e comma 3, l. fall. (art. 161, comma 6, l. fall.); dopo il deposito del ricorso e fino al decreto di ammissione ex art. 163 l. fall., il debitore può compiere gli atti urgenti di straordinaria amministrazione previa autorizzazione del tribunale, il quale può assumere sommarie informazioni; nello stesso periodo e a decorrere dallo stesso termine il debitore può compiere gli atti di ordinaria amministrazione; i crediti di terzi eventualmente sorti per effetto degli atti legalmente compiuti dal debitore sono prededucibili (art. 161, comma 7, l. fall.). si deve trattare di atti urgenti; che devono essere preventivamente autorizzati dal tribunale. Sembra emergere, sul punto, una differenza rispetto al concordato “tradizionale”, giacché l'art. 167, comma 1, l. fall. non impone il requisito dell'urgenza, affinché il giudice delegato possa autorizzare il compimento di atti di straordinaria amministrazione. Ad ogni modo, non è questa l'unica autorizzazione di cui il debitore che presenti una domanda di concordato “con riserva” è tenuto a munirsi, affiancandosi ad essa quella prevista per la sospensione o lo scioglimento dei contratti in corso di esecuzione (art. 169-bis l. fall.), nonché quelle previste per i finanziamenti c.d. interinali o - nel caso di concordato con continuità aziendale (ma è controverso che tale figura possa ricorrere in caso di pre-concordato) - per il pagamento in favore di creditori anteriori che hanno fornito beni e servizi essenziali alla prosecuzione dell'attività d'impresa (art. 182-quinquies l. fall.)
06 Febbraio 2013 | di Emanuela Gai

References: art. 169
 art. 161
 art. 161
 art. 3
 art. 182
 art. 163