Source: https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-vii/capo-i/art457.html
Timestamp: 2019-12-10 02:01:45+00:00

Document:
Art. 457 codice penale - Spendita di monete falsificate ricevute in buona fede - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice penale > LIBRO SECONDO - Dei delitti in particolare > Titolo VII - Dei delitti contro la fede pubblica > Capo I - Della falsità in monete, in carte di pubblico credito e in valori di bollo > Articolo 457
Articolo 457 Codice penale
Dispositivo dell'art. 457 Codice penale
Chiunque spende, o mette altrimenti in circolazione monete contraffatte o alterate (1), da lui ricevute in buona fede (2), è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a milletrentadue euro.
(1) Vengono qui perseguite le stesse condotte previste all'art. 453, n. 3, dal quale la disposizione in esame si differenzia in quanto viene qui richiesto che l'agente abbia ricevuto le monete contraffatte in buona fede e quindi le abbia successivamente fatte circolare più che per vantaggio personale, per evitare il danno pecuniario dallo stesso patito, avendo ricevuto a sua volta monete contraffatte o alterate.
(2) La dottrina considera il caso di dubbio in merito all'autenticità della moneta come ipotesi di buona fede. Ovviamente affinchè possa dirsi integrato il reato in esame è comunque necessario che l'agente al momento della spendita o della messa in circolazione fosse consapevole della falsità.
Spiegazione dell'art. 457 Codice penale
l bene giuridico tutelato dalle norme che puniscono il falso nummario è la pubblica fede, messa in pericolo da condotte che possano pregiudicare il sentimento di fiducia generalizzata nei confronti dell'autenticità dei mezzi di scambio di cui si serve l'economia contemporanea.
Nella norma in commento la messa in pericolo della pubblica fede risiede nella mera spendita della moneta falsificata, o comunque nella messa in circolazione di essa, quando il colpevole la abbia ricevuta in buona fede.
Ovviamente è necessario che il soggetto sia consapevole della falsità della moneta che detiene o che spende. Il dubbio sulla consapevolezza dell'imputato deve essere risolto in suo favore.
Viene richiesto dunque il mero dolo generico, consistente nella consapevolezza di utilizzare una moneta falsa.
La differenza sostanziale con la spendita di moneta falsa di cui all'articolo 455 sta nel fatto che in quest'ultima disposizione la consapevolezza deve sussistere al momento della ricezione, mentre la norma in commento prevede che tale consapevolezza avvenga dopo la ricezione, di modo che il soggetto spenda la moneta falsa per riversare su altri il danno patrimoniale arrecatogli.
Massime relative all'art. 457 Codice penale
Cass. pen. n. 73/1982
La meno grave ipotesi di cui all'art. 457 c.p. (spendita di monete falsificate ricevute in buona fede) può ricorrere anche nel caso di chi spende una banconota falsa trovata per terra: non può infatti escludersi a priori, che chi si appropria di una moneta rinvenuta per terra ritenga che essa sia genuina e che solo dopo la ricezione si avveda della falsità e la spenda.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 73 del 6 gennaio 1982)
Cass. pen. n. 2999/1981
Il rinvenimento accidentale di banconote la cui falsità sia stata immediatamente recepita dall'inventore, che poi le spenda, non configura l'ipotesi delittuosa di cui all'art. 457 c.p., sia perché il rinvenimento e la contestuale constatazione della falsità esclude in radice la buona fede nella ricezione voluta dalla norma citata, sia perché la sostanziale ratio dalla minore entità di tale figura criminosa risiede nella considerazione che il soggetto agisce de damno vitando, sia pure illecitamente e deprecabilmente riversando su altri il danno.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 2999 del 6 aprile 1981)

References: Articolo 457

Articolo 457

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza