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Timestamp: 2019-05-21 10:52:17+00:00

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Processo telematico penale: ora la posta certificata sostituisce le comunicazioni per fax e telefono.
Il processo penale è più lento, rispetto a quello civile, nell’accogliere le innovazioni tecnologiche del processo telematico? Ci pensa allora la Cassazione a dettare un catalogo degli adempimenti che si possono effettuare in modalità telematica nei confronti di persone diversa dall’imputato. Il tutto in una sentenza pubblicata il 30 aprile.
Attualmente la parte privata non può ancora effettuare le notifiche via Pec come invece avviene nel processo civile. Dall’altro lato, la cancelleria ha facoltà di ricorrere all’email certificata solo in caso di comunicazioni a persona diversa dall’imputato.
Nel settore penale, si legge in sentenza, la posta elettronica certificata per il momento sostituisce le forme che derogano all’ordinario regime delle notifiche, consentendo dunque l’uso di telefono e fax. Si tratta di quattro ipotesi:
– le comunicazioni richieste dal pubblico ministero [2] nel corso delle indagini preliminari;
– le notificazioni e gli avvisi ai difensori disposte dall’autorità giudiziaria (giudice o pubblico ministero), “con mezzi tecnici idonei” [3];
– gli avvisi e le convocazioni urgenti disposte dal giudice nei confronti di persona diversa dall’imputato, per le quali è stata finora consentita la notifica a mezzo del telefono confermata da telegramma (ovvero, in caso di impossibilità, mediante la mera comunicazione telegrafica dell’estratto), che devono essere eseguiti ai recapiti corrispondenti ai luoghi di cui all’articolo 157, commi primo e secondo (dalla casa al luogo di lavoro) e nei confronti del destinatario o di suo convivente [4];
– le notificazioni di altri atti disposte dal giudice sempre nei confronti di persona diversa dall’imputato, con l’impiego di mezzi tecnici che garantiscano la conoscenza dell’atto “quando lo consigliano circostanze particolari» (articolo 150 Cpc).
Al condannato quindi non spetta l’uso della PEC. Al momento, ribadiscono i giudici di legittimità, l’uso della posta elettronica certificata è consentito solo alle cancellerie [5].
[1] Cass. sent. n. 18325/15 del 30.04.2015.
[2] Ex art. 151 cod. proc. pen.
[3] Ex art. 148, comma 2 bis, cod. proc. pen.
[4] Art. 149 cod. proc. pen.
[5] A norma degli articoli 148 comma 2 bis, 149, 150 e 151 comma 2 Cpp (il tutto in base alla legge 228/12 (articolo 1, comma 19) e al decreto legge 179/12 (articolo 16, comma 9 e 10).
Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza 28 gennaio – 30 aprile 2015, n. 18235

References: sentenza 
 Cass. 
 art. 151
 art. 148
 Art. 149
 sentenza