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Timestamp: 2018-08-18 12:28:24+00:00

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Art. 2086 codice civile: Direzione e gerarchia nell'impresa
Codice civile Art. 2086 codice civile: Direzione e gerarchia nell’impresa
L’imprenditore è il capo dell’impresa e da lui dipendono gerarchicamente i suoi collaboratori (1) (2).
Gerarchia: relazione tra due soggetti il primo dei quali si trova in una posizione di superiorità, mentre il secondo in una posizione di inferiorità (subordinazione).
(1) L’imprenditore ha un potere di direzione e controllo nei confronti dei suoi collaboratori, tanto più penetrante laddove gli stessi siano lavoratori subordinati [v. 2094].
(2) Al potere gerarchico dell’imprenditore, funzionale all’efficienza al ciclo produttivo, si ricollega il potere di infliggere sanzioni disciplinari [v. 2106].
Il lavoratore adibito a mansioni non rispondenti alla qualifica può chiedere giudizialmente la riconduzione della prestazione nell’ambito della qualifica di appartenenza, ma non può rifiutarsi aprioristicamente, senza avallo giudiziario, di eseguire la prestazione richiestagli, essendo egli tenuto a osservare le disposizioni per l’esecuzione del lavoro impartite dall’imprenditore ai sensi degli art. 2086 e 2104 c.c., da applicarsi alla stregua del principio sancito dall’art. 41 cost., e potendo egli invocare l’art. 1460 c.c. solo in caso di totale inadempimento del datore di lavoro, a meno che l’inadempimento di quest’ultimo sia tanto grave da incidere in maniera irrimediabile sulle esigenze vitali del lavoratore medesimo.
Il lavoratore adibito a mansioni non rispondenti alla qualifica può chiedere giudizialmente la riconduzione della prestazione nell'ambito della qualifica di appartenenza, ma non può rifiutarsi aprioristicamente, senza avallo giudiziario, di eseguire la prestazione richiestagli, essendo egli tenuto a osservare le disposizioni per l'esecuzione del lavoro impartite dall'imprenditore ai sensi degli art. 2086 e 2104 c.c., da applicarsi alla stregua del principio sancito dall'art. 41 cost., e potendo egli invocare l'art.1460 c.c. solo in caso di totale inadempimento del datore di lavoro, a meno che l'inadempimento di quest'ultimo sia tanto grave da incidere in maniera irrimediabile sulle esigenze vitali del lavoratore medesimo.
Tribunale Latina sez. lav. 27 novembre 2012
Il lavoratore adibito a mansioni non rispondenti alla qualifica può chiedere giudizialmente la riconduzione della prestazione nell'ambito della qualifica di appartenenza, ma non può rifiutarsi aprioristicamente, senza avallo giudiziario, di eseguire la prestazione richiestagli, essendo egli tenuto a osservare le disposizioni per l'esecuzione del lavoro impartite dall'imprenditore ai sensi degli art. 2086 e 2104 c.c., da applicarsi alla stregua del principio sancito dall'art. 41 Cost., e potendo egli invocare l'art. 1460 c.c. solo in caso di totale inadempimento del datore di lavoro, a meno che l'inadempimento di quest'ultimo sia tanto grave da incidere in maniera irrimediabile sulle esigenze vitali del lavoratore medesimo.
Cassazione civile sez. lav. 20 luglio 2012 n. 12696
In assenza di vincoli procedimentali collettivi, la modifica unilaterale dell'orario di lavoro disposta dal datore è legittima, trattandosi di un aspetto del più generale potere organizzativo riconosciutogli dagli art. 2086, 2094 e 2104 c.c. L'eventuale violazione dei canoni comportamentali della correttezza e buona fede da parte del datore di lavoro potrebbe comportare solamente conseguenze risarcitorie a vantaggio del lavoratore, senza integrare alcun vizio riconducibile alla patologia negoziale, tale da poter determinare l'invalidità della determinazione datoriale.
Tribunale Catanzaro 28 ottobre 2011
Nell'esercizio del potere direttivo, attribuitogli dagli art. 2086 e 2094 c.c., ed in particolare nell'esercizio del potere di valutare la condotta del lavoratore e di adottare i conseguenti comportamenti organizzativi e disciplinari, l'imprenditore non è assoggettato a preclusioni di forma, con la conseguenza che la valutazione, in sede di note di qualifica, di un comportamento indisciplinato del dipendente insieme alla complessiva condotta sull'esecuzione della prestazione lavorativa non gli impedisce di valutare successivamente lo stesso comportamento al fine di infliggere la sanzione disciplinare.
Cassazione civile sez. lav. 12 luglio 2010 n. 16317
Le norme poste dagli art. 2 e 3 l. 20 maggio 1970 n. 300 a tutela della libertà e dignità del lavoratore non escludono il potere dell'imprenditore, ai sensi degli art. 2086 e 2104 c.c., di controllare direttamente o mediante la propria organizzazione gerarchica l'adempimento delle prestazioni lavorative e quindi di accertare mancanze specifiche dei dipendenti già commesse od in corso di esecuzione indipendentemente dalle modalità di controllo, che può avvenire anche occultamente e a distanza di tempo dall'inizio del rapporto lavorativo senza che vi ostino né il principio di buona fede né il divieto di cui all'art. 4 dello Statuto dei lavoratori, ben potendo il datore di lavoro decidere autonomamente come e quando compiere il controllo ed essendo il prestatore d'opera tenuto ad operare diligentemente per tutto il corso del rapporto di lavoro. Ne consegue che è legittimo l'accertamento effettuato dall'imprenditore mediante il pedinamento di un informatore farmaceutico ad opera di un altro dipendente (nella specie del suo superiore gerarchico) al fine di verificare la corretta indicazione del chilometraggio percorso per le successive richieste di rimborso.
Cassazione civile sez. lav. 10 luglio 2009 n. 16196
L'eventuale adibizione a mansioni non rispondenti alla qualifica rivestita può consentire al lavoratore di richiedere giudizialmente la riconduzione della prestazione nell'ambito della qualifica di appartenenza, ma non autorizza lo stesso a rifiutarsi aprioristicamente, e senza un eventuale avallo giudiziario che, peraltro, può essergli urgentemente accordato in via cautelare, di eseguire la prestazione lavorativa richiestagli, in quanto egli è tenuto ad osservare le disposizioni per l'esecuzione del lavoro impartito dall'imprenditore, ex art. 2086 e 2104 c.c., da applicarsi alla stregua del principio sancito dall'art. 41 cost. e può legittimamente invocare l'art. 1460 c.c., rendendosi inadempiente, solo in caso di totale inadempimento dell'altra parte. Conseguentemente, costituisce grave insubordinazione, come tale passibile del provvedimento disciplinare del licenziamento per giusta causa, il comportamento del lavoratore che si rifiuti di eseguire la prestazione, ritenendola estranea alla qualifica di appartenenza.
Cassazione civile sez. lav. 05 dicembre 2007 n. 25313
Cassazione penale sez. III 05 giugno 2008 n. 27469

References: Art. 2086
 art. 2086
 art. 2086
 art. 2086
 art. 2086
 art. 2086
 art. 2
 art. 2086
 art. 2086