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Timestamp: 2018-11-17 09:05:23+00:00

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GURS Parte I n. 27 del 1999
PARTE PRIMA PALERMO - MARTEDÌ 8 GIUGNO 1999 - N. 27
DECRETO 16 aprile 1999.
Variazioni al quadro sintetico delle previsioni di cassa allegato al bilancio della Regione per l'anno 1999.
DECRETO 21 aprile 1999.
Liquidazione coatta amministrativa della cooperativa Prometea, con sede in Palermo, e nomina del commissario liquidatore pag. 2
DECRETO 27 aprile 1999.
Decadenza del consiglio circoscrizionale di Villapriolo del comune di Villarosa e nomina del commissario pag. 2
DECRETO 26 aprile 1999.
Dichiarazione di una zona di sorveglianza per malattia vescicolare dei suini ricadente nel territorio di alcuni comuni siciliani pag. 3
CIRCOLARE 2 giugno 1999, n. 5.
Piano regionale di formazione professionale per l'attività formativa 1999/2000 ex art. 5 della legge regionale 6 marzo 1976, n. 24. Indirizzi di programmazione formativa e modalità e termini per la presentazione delle istanze pag. 4
Vista la legge regionale 6 aprile 1999, n. 7, che autorizza l'esercizio provvisorio del bilancio della Regione siciliana per l'anno finanziario 1999, fino al 30 aprile 1999, secondo gli stati di previsione dell'entrata e della spesa ed il relativo disegno di legge presentati all'Assemblea regionale il 27 ottobre 1998 e delle successive note di variazioni presentate rispettivamente il 24 dicembre 1998 e il 22 gennaio 1999;
Visto l'art. 32 della legge regionale 5 gennaio 1999, n. 4;
Visto l'art. 4 della legge regionale 5 gennaio 1999, n. 4;
Vista la seconda nota di variazione al disegno di legge del bilancio della Regione siciliana per l'anno finanziario 1999, che ha istituito i capitoli dei fondi per garantire le funzioni delle Province regionali e dei comuni;
Vista la nota n. 763 del 19 febbraio 1999, con la quale l'Assessorato regionale degli enti locali chiede una variazione in aumento al plafond di cassa del titolo I per far fronte a pagamenti corrispondenti a saldo dei trasferimenti di cui alla legge regionale 30 marzo 1998, n. 5;
Vista la nota n. 321 del 17 marzo 1999, con la quale l'Assessorato regionale degli enti locali chiede una variazione in aumento al plafond di cassa del titolo II di lire 60.739 milioni per far fronte a pagamenti derivanti da residui anni precedenti e da reiscrizioni in bilancio;
Ravvisato di dovere apportare al quadro sintetico delle previsioni di cassa allegato al bilancio di previsione della Regione per l'anno 1999, la cui gestione provvisoria è autorizzata con legge regionale 6 aprile 1999, n. 7, la variazione in aumento al plafond di cassa del titolo I e del titolo II della rubrica enti locali rispettivamente di lire 1.656.000 milioni e di lire 60.739 milioni, con prelevamento dal fondo di riserva di cassa della complessiva somma di L. 1.716.739;
Al quadro sintetico delle previsioni di cassa allegato al bilancio della Regione per l'anno 1999 (esercizio provvisorio) sono apportate le seguenti variazioni in milioni di lire:
Amministrazione | Titolo I | Titolo II | |
Enti locali + 1.656.000 + 60.739
Fondo di riserva di cassa - 1.716.739
Il presente decreto viene trasmesso alla Corte dei conti ed alle amministrazioni interessate e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.
Palermo, 16 aprile 1999.
(99.18.852)
Liquidazione coatta amministrativa della cooperativa Prometea, con sede in Palermo, e nomina del commissario liquidatore.
Vista la nota del 30 settembre 1998, con la quale la sig.ra Alonzo Francesca, nella qualità di presidente della società cooperativa Prometea, con sede in Palermo, ha richiesto a questo Assessorato lo scioglimento del sodalizio mediante messa in liquidazione coatta amministrativa e la contestuale nomina di un commissario liquidatore in quanto la cooperativa non è più in grado di raggiungere gli scopi sociali per cui è stata costituita;
Sentita la Commissione regionale per la cooperazione che, nella seduta dell'11 febbraio 1999, con parere n. 2411, si è espressa favorevolmente allo scioglimento ed alla messa in liquidazione coatta amministrativa della società sopra richiamata;
Visto l'art. 2544 c.c.;
Vista la nota n. 489 pervenuta il 29 marzo 1999, con la quale la Confcooperative Sicilia - Unione regionale, cui la cooperativa Prometea aderisce, ha comunicato una terna di nominativi per la scelta del commissario liquidatore ai sensi dell'art. 9 della legge n. 400 del 17 luglio 1975;
La cooperativa Prometea, con sede in Palermo, costituita il 30 gennaio 1984 con atto omologato dal tribunale di Palermo in data 24 febbraio 1984, iscritta al n. 24614/195 del registro delle società e nel registro prefettizio alla sezione mista con D.P. n. 35285 del 13 gennaio 1986, ric. B.U.S.C. n. 4788 del 30 marzo 1984, è sciolta e messa in liquidazione coatta amministrativa.
Il dott. Eustachio Cilea, nato a Bagheria il 22 agosto 1957 e residente in Aspra (Bagheria), via Francesco Tempra n. 10, è nominato, dalla data di notifica del presente decreto, commissario liquidatore della cooperativa di cui all'articolo precedente, con il compito di curare tutte le operazioni di liquidazione fino alla definitiva cancellazione della stessa del registro delle società.
Il compenso spettante al commissario liquidatore per l'attività svolta sarà determinato in base ai criteri indicati nel decreto del Ministero del lavoro 28 gennaio 1992.
Palermo, 21 aprile 1999.
(99.18.875)
Decadenza del consiglio circoscrizionale di Villapriolo del comune di Villarosa e nomina del commissario
Viste le leggi regionali n. 84/76, n. 48/91, n. 26/93 e n. 41/96;
Preso atto che il consiglio di circoscrizione di Villapriolo del comune di Villarosa ha perso per dimissioni la metà dei consiglieri assegnati alla circoscrizione;
Considerato che tale fattispecie comporta la decadenza dell'intero consiglio circoscrizionale, così come previsto e regolato dall'art. 9 della legge regionale 11 dicembre 1976, n. 84;
Ritenuto, pertanto, necessario dover avviare le procedure previste dalla predetta norma, in ordine alla dichiarazione di decadenza del citato consiglio di circoscrizione ed alla contestuale nomina di un commissario;
Preso atto che il consiglio comunale di Villarosa, con atto deliberativo n. 4 del 18 gennaio 1999, ha espresso parere favorevole relativamente alla proposta di decadenza dell'organo in questione;
Vista la proposta di decadenza prot. n. 3004 del 16 marzo 1999 formulata dal sindaco del comune di Villarosa e la contestuale richiesta di nomina del commissario presso il consiglio circoscrizionale di Villapriolo;
Ritenuto, pertanto, dovere procedere alla dichiarazione di decadenza del consiglio circoscrizionale di Villapriolo ed alla contestuale nomina del commissario presso il suddetto consiglio;
Il consiglio circoscrizionale di Villapriolo del comune di Villarosa è dichiarato decaduto.
La sig.ra Giadone Paola, cittadino elettore della circoscrizione di Villapriolo residente in Villarosa, via Roma n. 87, è nominata commissario del consiglio di circoscrizione di Villapriolo con le attribuzioni di cui all'art. 9 della legge regionale n. 84 dell'11 dicembre 1976.
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana così come previsto dal già citato art. 9.
(99.18.880)
Dichiarazione di una zona di sorveglianza per malattia vescicolare dei suini ricadente nel territorio di alcuni comuni siciliani.
Vista la nota n. 6789 del 26 marzo 1999, con la quale l'Istituto zooprofilattico sperimentale di Palermo comunica l'accertamento di un focolaio di malattia vescicolare del suino (M.V.S.) presso la stalla di sosta Le Verdi Madonie sita nel comune di Geraci Siculo, contrada S. Piero;
Vista la nota n. 1755 del 29 marzo 1999, con la quale il distretto di Petralia Sottana - settore di sanità pubblica veterinaria - comunica la dimostrata presenza di enterovirus della M.V.S. su quattro campioni di feci prelevati da una partita di suini provenienti dalla Spagna;
Vista l'ordinanza n. 35 del 30 marzo 1999 del sindaco del comune di Geraci Siculo, che delimita attorno all'azienda infetta una zona di protezione del raggio di tre chilometri;
Considerata l'esigenza di adottare misure profilattiche, in conformità delle vigenti disposizioni, per impedire la diffusione della malattia e di dovere, pertanto, delimitare una zona di sorveglianza avente un raggio minimo di dieci chilometri attorno all'azienda infetta secondo le indicazioni fornite dal distretto veterinario di Petralia Sottana con nota n. 1846 del 31 marzo 1999;
Visto il T.U.LL.SS. approvato con R.D. 27 luglio 1934, n. 1265;
Visto il D.P.R. 8 febbraio 1954, n. 320 e successive modificazioni;
Vista la legge 23 gennaio 1968, n. 34 e successive modificazioni;
Vista l'O.M. 13 febbraio 1973, che stabilisce misure di lotta contro la malattia vescicolare dei suini;
Visto il D.M. 17 febbraio 1973 relativo alle norme integrative per la profilassi della malattia vescicolare dei suini;
Vista la legge 2 giugno 1988, n. 218;
Vista la legge regionale 3 novembre 1993, n. 30 e successive modifiche ed integrazioni;
Vista l'O.M. 2 dicembre 1994;
Visto il D.P.R. 17 maggio 1996, n. 362 in attuazione della direttiva n. 92/119/CEE;
Per i motivi di cui in premessa, è dichiarato "Zona di sorveglianza per malattia vescicolare dei suini" il territorio dei comuni e le relative contrade di seguito indicati:
- contrade: S. Piero, Scorzone, S. Cosimano, Mazzara, Giardinello, Piano Grande, Stazzone, Parrino, Pantano, Casanova, Pennuti, S. Onofrio, Vignale, S. Anna, Canale, Caggemi, S. Cristofaro, Policara, Pollara, Fisavoli, Camilliri, Fisavoli Bruno, Cappita, Gropparo, S. Callisto, S. Calogero, Ferrara, Miccio, Cavolino;
- contrade: Gisa, Castellaro, Alastri, Monte Ferro, Colla Soprana, Inforcatore, Piano Ferrazzuolo, Cella;
- contrade: Balzo Bovolito, Borgo Paolo, Raffo, Madonnuzza, Grillo;
- contrade: Cavaliere, Nocito, Pietro, Prato, S. Caterina, Massariazza;
S. Mauro Castelverde
- contrade: Tiberio, Buonanotte, Prato, Botindari, Saddeme, Canalicchio;
- contrade: Marcatoagliastro, Rametta, S. Giovanni, Panarello, Pedagni, Monticelli, Milocca.
Ai confini della zona di sorveglianza sulle vie di accesso e nei luoghi ritenuti più idonei, le amministrazioni comunali cureranno l'apposizione di tabelle ben visibili portanti la dicitura: "Zona di sorveglianza per la malattia vescicolare dei suini".
Nell'ambito della zona di sorveglianza il servizio veterinario del distretto territorialmente competente provvede ad organizzare ed effettuare:
- revisione del censimento e identificazione di tutte le aziende che detengono animali appartenenti alle specie sensibili;
- divieto di qualsiasi movimento di suini diverso da un trasporto diretto verso il macello a partire da un'azienda della zona di sorveglianza, qualora i suini siano stati introdotti nella stessa azienda nel corso dei 21 giorni precedenti; una registrazione di tutti i movimenti dei suini dovrà essere conservata dal proprietario degli animali o dalla persona che se ne occupa;
- il trasporto dei suini al di fuori della zona di sorveglianza può essere autorizzato in provenienza alla singola azienda purché:
- tutti i suini presenti nell'azienda siano stati ispezionali 48 ore prima del trasporto;
- sia stato effettuato 48 ore prima del trasporto un esame clinico, con risultato negativo, dei suini da trasportare;
- un esame sierologico di un campione statistico dei suini da trasportare che non abbia rivelato la presenza di anticorpi contro il virus della malattia vescicolare dei suini sia stato effettuato nei 14 giorni che precedono il trasporto: tuttavia, per quanto concerne i suini da macello, l'esame sierologico può essere effettuato sulla base di campioni di sangue prelevati nel macello di destinazione designato dall'autorità competente;
- ciascun suino sia stato individualmente munito di marchio auricolare o identificato con altro mezzo autorizzato;
- i camion, nonché gli altri mezzi ed altre attrezzature utilizzati per il trasporto di detti suini, siano stati puliti e disinfettati dopo ciascun trasporto;
- i camion, nonché gli altri mezzi ed attrezzature utilizzati per il trasporto di suini o di animali, oppure di materiali che potrebbero essere contaminati o che sono utilizzati all'interno della zona di sorveglianza non possono lasciare detta zona senza essere stati puliti e disinfettati sotto vigilanza del servizio del distretto veterinario.
I sindaci, i servizi veterinari della Aziende unità sanitarie locali della Regione, gli agenti della forza pubblica sono incaricati, per quanto di competenza, dell'esecuzione del presente decreto.
Il presente decreto, stante l'urgenza di adottare provvedimenti per evitare la diffusione della malattia vescicolare dei suini, è dichiarato immediatamente esecutivo e sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.
I trasgressori sono punti a norma di legge.
Palermo, 26 aprile 1999.
(99.18.877)
Piano regionale di formazione professionale per l'attività formativa 1999/2000 ex art. 5 della legge regionale 6 marzo 1976, n. 24. Indirizzi di programmazione formativa e modalità e termini per la presentazione delle istanze.
Agli enti gestori
Alla Sovrintendenza scolastica per la Sicilia
Ai Provveditorati agli studi
Alla C.I.S.L. - U.S.R. Sicilia
Alla C.G.I.L. - Comitato regionale
Alla U.I.L. - Segreteria regionale
Alla U.G.L. - Segreteria regionale
Alla C.I.S.A.L. - MO.BAS - Segreteria regionale
Alla Federazione regionale industria Sicilia
All'Associazione piccole industrie Sicilia
Alla Federazione regionale commercio e turismo
Alla Confederazione nazionale artigianato
Alla C.L.A.A.I.
Alla Federazione regionale artigianato
Alla Confesercenti regionale
Al presidente dell'IRRSAE Sicilia
Alla Federazione regionale autonoma artigianato siciliano
Alla Federazione regionale coltivatori diretti
Alla Federazione regionale agricoltori di Sicilia
All'Alleanza coltivatori siciliani
Alle C.C.I.A.A.
All'Assessorato regionale alla Presidenza
Alla Direzione regionale per la programmazione economica
All'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste
All'Assessorato regionale dei beni culturali e della pubblica istruzione
All'Assessorato regionale degli enti locali
All'Assessorato regionale dell'industria
All'Assessorato regionale della sanità
All'Assessorato regionale del turismo
Agli Ispettorati provinciali agricoli
Al Ministero di Grazia e Giustizia, Direzione generale Istituti di prevenzione e pena - Ufficio VI, Rep. III
Agli Ispettorati distrettuali degli Istituti di prevenzione e pena per adulti
Alla Direzione dei centri di rieducazione per minorenni della Sicilia
Alle sezioni di sorveglianza presso le Corti di appello di Caltanissetta, Catania, Messina e Palermo
Al Coordinamento regionale dei diritti dei portatori di handicap
Al Coordinamento regionale tutela diritti dei disabili
Al Coordinamento associazione dei genitori dei portatori di handicap
1. Ai sensi dell'art. 5 della legge regionale 6 marzo 1976, n. 24 e dell'art. 17 della legge regionale 15 maggio 1991, n. 27, questa Amministrazione deve procedere, entro il mese di luglio 1999, all'elaborazione del piano regionale di formazione professionale per l'anno 1999/2000.
2. A tal fine le azioni da inserire nella programmazione formativa dovranno tenere conto prioritariamente delle direttive e delle modifiche sotto specificate, che annullano, se in contrasto, le precedenti disposizioni di programmazione impartite con la circolare assessoriale 4 maggio 1998, n.2/FP.
3. Le direttive 1999-2000 di programmazione della attività formative ex legge regionale n. 24/76 sono il risultato della consultazione con i soggetti coinvolti direttamente nelle attività di programmazione, di formazione e orientamento, in armonia con quanto previsto dalle recenti disposizioni normative nazionali.
4. E' di tutta evidenza che il ruolo della formazione professionale nell'ambito delle politiche attive del lavoro, debba essere potenziato in un percorso che comprenda anche servizi di informazione e di orientamento, di incontro fra domanda e offerta di lavoro, e si ricolleghi in modo programmato, alle azioni di sostegno allo sviluppo economico che enti locali, istituzioni scolastiche e forze sociali promuovono sul territorio.
5. La formazione, dunque, deve essere concepita ed utilizzata anche dagli organismi gestori, come una delle politiche strategiche per la crescita economica e sociale del proprio territorio.
6. Il presente documento programmatico intende fornire con chiarezza le regole comuni all'insieme del sistema formativo regionale, garantendo a tutti la certezza del diritto in un rapporto dinamico ed innovativo tra "complessità" e "flessibilità" in grado di supportare le situazioni e i contesti specifici.
1. Atteso che la formazione occupa un posto centrale nella ridefinizione dei meccanismi di workfare, gli interventi formativi dovranno essere in grado di fornire agli utenti quelle conoscenze, competenze e capacità che siano indispensabili in un mercato del lavoro e in un sistema produttivo in progressiva trasformazione, garantendo, laddove necessario, opportunità di rapide riconversioni professionali in un sistema fortemente complesso.
2. Il piano formativo 1999/2000 dovrà pertanto rispondere ai seguenti obiettivi:
a) realizzare una riforma dell'offerta formativa, ovvero dell'intero sistema di istruzione e formazione, in grado di interpretare le nuove domande di formazione di qualità già presenti nelle nuove realtà del lavoro;
b) rispondere alle domande dei giovani per una formazione adeguatamente finalizzata al conseguimento di competenze professionali spendibili sul mercato del lavoro;
c) realizzare sinergie con il sistema scolastico al fine di contrastare e ridurre i fenomeni di abbandono e dispersione scolastica, di aumentare le opportunità formative per i giovani di ogni condizione sociale;
d) assicurare ai lavoratori adeguate opportunità di formazione ed elevazione professionale;
e) assicurare il superamento del deficit di opportunità per soggetti in condizioni di svantaggio individuale e sociale.
A. DIRETTIVE GENERALI
1. Almeno il 25% del monte ore assegnato ad ogni ente gestore ex legge regionale n. 24/76, dovrà essere destinato alla programmazione degli interventi formativi di cui alle seguenti lettere, fermo restando, comunque, il raggiungimento del 50% con la attività formativa 2000-2001:
a) formazione con finalità orientativa (punto 1.1.), con particolare attenzione alle attività di informazione e consulenza;
b) qualificazione di base abbreviata (punto 2.2.);
c) specializzazione post-qualifica (punto 2.4);
d) tutte le tipologie previste dalla formazione integrata (punto 3.);
e) tutte le tipologie previste dalla formazione continua e permanente (punto 5.).
2. La percentuale del monte ore assegnato a ciascun ente gestore ex legge regionale n. 24/76, che residua dalla programmazione degli interventi formativi cui al punto 1, dovrà essere indirizzata ai percorsi formativi non ripetitivi ma attualizzati alle esigenze del mercato del lavoro.
3. La programmazione formativa proposta dagli enti gestori dovrà tenere conto degli indirizzi contenuti nelle analisi, nelle indagini e negli studi sui fabbisogni formativi a vario titolo promossi, con particolare riferimento agli organismi bilaterali nazionali per la formazione che hanno individuato i profili professionali maggiormente rispondenti ai mercati di riferimento (vedi "Indagine nazionale sui fabbisogni formativi - le figure di riferimento dell'industria italiana" elaborata dall'organismo bilaterale nazione per la formazione; "Le professioni nel settore turismo" elaborato dall'ente bilaterale nazionale per il turismo, "Indagine nazionale sui fabbisogni formativi nell'artigianato" elaborato dall'ente bilaterale nazionale artigianato"), purché non in contrasto con le direttive impartite con la presente circolare.
4. I progetti formativi proposti di durata pari o superiore a 900 ore annuali dovranno prevedere, tra le competenze specifiche di base, le seguenti discipline:
Lingua inglese Almeno 40 ore
Informatica di base Almeno 40 ore
Nozioni di organizzazione aziendale 20 ore
Nozioni di diritto del lavoro e sinda- Almeno 20 ore cale
Tecniche di ricerca attiva del lavoro 10 ore
Nozioni di economia di base Almeno 20 ore
Nozioni sicurezza sul lavoro e norme Almeno 20 ore
antincendio ai sensi del decreto legislativo n. 626/94
Modulo HACCP ai sensi del decreto Almeno 20 ore
legislativo n. 155/96 (solo per quelle figure professionali del settore turismo che prevedono la preparazione ed il trattamento di prodotti alimentari)
5. I progetti formativi proposti di durata pari o superiore a 900 ore annuali dovranno prevedere le seguenti competenze trasversali:
- diagnosticare
- relazionarsi
- affrontare
6. E' fatto divieto:
a) proporre qualifiche professionali per l'esercizio delle quali occorre una abilitazione professionale rilasciata da autorità istituzionali (esempio: "guide turistiche", "accompagnatore turistico", per ciò che concerne il settore turismo).
b) è fatto altresì divieto proporre le seguenti figure professionali:
- accompagnatore turismo equestre;
- accompagnatore turistico;
- addetto alla ricezione;
- addetto amministrazione personale;
- addetto azienda agrituristica;
- addetto d'ufficio;
- addetto montacarichi;
- addetto office automation;
- addetto rieducazione e riabiltazione equestre;
- addetto segreteria amministrazione alberghiera;
- cunicoltore;
- erborista;
- esperto office automation;
- esperto programmatore Windows;
- esperto Windows 95;
- foggiatore di ceramica;
- giardiniere;
- informatico office automation;
- magazziniere;
- meccanico generico;
- operatore di sistema MS-DOS;
- operatore di sistema unix;
- operatore grafico Cad;
- operatore grafico DTP
- operatore informatico;
- operatore informatico di ragioneria;
- operatore Windows 95;
- ortofrutticoltore;
- programmatore basic;
- programmatore informatico di gestione;
- saldatore da brevettare;
- sarta su misura;
- segretaria azienda office automation;
- segretario d'albergo;
- segretario di direzione;
- serramentista;
- sistema reti locali DOS;
- sistemista reti locali MS-DOS;
- stenodattilografo;
- tecnico vivaista forestale;
- vivaista forestale.
7. Limitatamente all'anno formativo 1999-2000, atteso l'alto numero di corsi attivati nei piani formativi pregressi, i percorsi formativi concernenti il primo anno delle seguenti figure, non dovranno essere proposti:
- parrucchiere per signora;
- estetista;
- addetto segreteria azienda;
- elettrauto;
- meccanico d'auto;
- manutentore apparecchiature elettroniche;
- elettricista;
- maglierista;
- operatore sociale assistenza handicappati.
8. Le qualifiche rientranti in piani di intervento programmati ed attuati in virtù di programmi comunitari, nazionale e regionali saranno finanziate se ed in quanto compatibili con le strategie di indirizzo unico delle risorse.
9. Ai fini della salvaguardia dei livelli occupazionali, i formatori a tempo indeterminato impegnati nell'insegnamento di materie previste all'interno dei percorsi formativi soppressi al punto 6.C e al punto 7, ove non fossero utilizzati in interventi formativi rispondenti alle attuali esigenze del mdl, così come descritto al precedente punto B, dovranno essere posti in aggiornamento didattico.
Gli enti gestori dovranno presentare all'Amministrazione, previo apposito accordo con le RSA, progetti di aggiornamento didattico la cui articolazione potrà prevedere moduli di aggiornamento metodologico e moduli di approfondimento specialistico su discipline formative di particolare rilievo; questi ultimi potranno essere attuati anche in sinergia con altri enti gestori e/o anche a livello interprovinciale.
L'Amministrazione regionale di concerto con gli EE.GG. e le OO.SS. stabilirà le modalità di svolgimento dei progetti di aggiornamento didattico-formativo.
Al personale posto in aggiornamento didattico-formativo sarà garantito il trattamento economico conseguente al livello funzionale ricoperto, nonché l'eventuale indennità di missione secondo il vigente il CCNL di categoria.
Al personale, alla fine del percorso di aggiornamento, sarà rilasciato attestato di frequenza ai sensi dell'art. 35 del citato CCNL di categoria.
I progetti di aggiornamento didattico dovranno descrivere:
- l'analisi del sistema di formazione dell'ente gestore;
- l'individuazione delle esigenze formative;
- oggetto dell'aggiornamento;
- elenco nominativo dei partecipanti;
- la descrizione delle fasi dell'intervento;
- la rappresentazione grafica dell'intervento;
- la articolazione dettagliata dei contenuti oggetto di aggiornamento;
- il programma didattico-formativo dettagliato con indicazione dell'eventuale modulo di aggiornamento specialistico svolto in sinergia con altro ente gestore (per un massimo di 250 ore);
- le metodologie didattiche;
- i dispositivi di valutazione;
- le modalità organizzative;
- la quantificazione e qualificazione dei destinatari interessati (con l'eventuale indicazione dell'ente gestore di appartenenza);
- le risorse professionali e tecniche da impiegare;
La durata dei singoli progetti dovrà essere proporzionata alla quota del monte ore assegnato all'ente gestore titolare del progetto, corrispondente alla mancata attivazione dei percorsi formativi soppressi al punto 6.C e al punto 7.
L'attività di controllo didattico in ordine ai predetti percorsi di aggiornamento didattico-formativo sarà svolta esclusivamente da apposito nucleo di monitoraggio costituito da funzionari della direzione FP di questo Assessorato.
10. Ai fini della salvaguardia dei livelli occupazionali, è altresì consentito, per i formatori a tempo pieno ed indeterminato, che hanno conseguito la qualifica professionale a seguito della partecipazione ai percorsi formativi del P.O.M. - sottoprogramma formazione formatori - 1ª annualità, impegnati nell'insegnamento di materie previste all'interno dei percorsi formativi soppressi, dovranno essere utilizzati per la attivazione di servizi innovativi programmati di concerto tra Amministrazione regionale, EE.GG. e OO.SS.
Gli enti gestori, dovranno presentare all'Amministrazione, appositi progetti che dovranno descrivere i servizi da attivare presso il proprio centro di formazione con l'indicazione nominativa del personale che sarà destinato all'erogazione di tali servizi.
Particolare attenzione dovrà essere rivolta ai servizi di orientamento ed informazione descritti nell'ambito degli interventi programmabili al successivo punto 1.
B. INTERVENTI PROGRAMMABILI
Gli interventi programmabili da inserire nel piano formativo 1999/2000, dovranno essere ricondotti alle tipologie di attività, corsuali e non corsuali con finalità formative, orientative e di supporto all'inserimento lavorativo, così come di seguito individuati:
1. Servizi e attività di informazione e orientamento
1.1. Formazione con finalità orientativa
2. Formazione iniziale
2.1. Qualificazione di base post-scuola dell'obbligo
2.2. Qualificazione di base abbreviata
2.3. Qualificazione post-biennio secondaria superiore
2.4. Specializzazione post-qualifica
2.5. Formazione iniziale per soggetti con deficit di opportunità
3. Formazione integrata
3.1. Moduli professionalizzanti integrati con la scuola secondaria superiore
3.2. Corsi integrativi extra-curricolari
3.3. Percorsi di qualificazione in alternanza tra formazione e lavoro
3.4. Percorsi formativi in attuazione dei contratti di apprendistato e CFL
3.5. Percorsi di qualificazione per l'assolvimento dell'obbligo scolastico
3.6. Tirocini formativi e di orientamento
4. Formazione superiore
4.1. Qualificazione superiore post-diploma
4.2. Raccordo formazione/lavoro di livello superiore
4.3. Istruzione e formazione tecnica superiore
5. Formazione continua e permanente
5.1. Qualificazione sul lavoro
5.2. Aggiornamento
5.3. Perfezionamento/specializzazione
5.4. Riqualificazione professionale
5.5. Riconversione professionale
5.6. Moduli formativi in collaborazione con i Centri territoriali permanenti EDA
1. SERVIZI E ATTIVITA' DI ORIENTAMENTO
L'orientamento si esplica attraverso la realizzazione di iniziative volte a supportare le persone nella:
a) individuazione, valutazione e scelta di opportunità formative, professionali e lavorative;
b) valorizzazione delle competenze professionali;
c) identificazione di opportunità di sviluppo professionale.
Le azioni di orientamento si riferiscono a tre aree specifiche: informazione, consulenza, formazione con finalità orientative e possono strutturarsi in percorsi complessi che integrano fra loro le tre aree dell'orientamento.
Le singole iniziative e i percorsi di orientamento sono progettati in funzione dei bisogni delle diverse tipologie di destinatari.
Le attività possono avere carattere individuale e/o essere rivolte a gruppi di persone in funzione della natura, della finalità dell'attività stessa ed in rapporto alla tipologia dei destinatari.
Le iniziative di orientamento dovranno essere concertate con le istituzioni e le parti sociali interessate, a livello locale, e prevedere la partecipazione delle istituzioni scolastiche, universitarie e dei servizi per l'impiego, in funzione del tipo di destinatari coinvolti.
In particolare per le azioni previste al punto seguente 1.1.A gli enti dovranno assicurare un adeguato supporto alle istituzioni scolastiche nello svolgimento di tali azioni.
A. INFORMAZIONE
L'area della informazione per l'orientamento identifica un insieme strutturato di azioni e mezzi finalizzati a fornire le informazioni utili ai processi di scelta formativa professionale e lavorativa.
I servizi di informazione si possono articolare in specifiche forme di azione:
a) accoglienza e prima informazione;
b) consultazione autonoma;
c) consultazione guidata;
d) iniziative di informazione e di sensibilizzazione.
B. CONSULENZA
L'area della consulenza identifica un insieme strutturato di azioni e mezzi finalizzati a sostenere e facilitare i processi di scelta formativa, professionale e lavorativa, la identificazione delle opportunità di sviluppo professionale e lavorativo, la definizione di progetti e piani di azione.
Si realizza sia come intervento individuale e personalizzato sia attraverso piccoli gruppi.
I servizi di consulenza possono prevedere consulenza orientativa, counseling orientativo e bilanci di competenze.
L'area della formazione orientativa comprende un insieme di moduli che possono essere svolti autonomamente o nell'ambito di percorsi articolati.
Nel caso di moduli di formazione orientativa, svolti autonomamente, questi potranno essere svolti in accordo con gli enti locali, associazioni e organismi di settore, secondo le tipologie previste ai successivi punti C, D, E.
Nel caso di moduli di formazione orientativa, nell'ambito di percorsi articolati, questi dovranno essere previsti all'interno della durata dell'intervento formativo programmato, secondo le tipologie previste ai successivi punti A e B.
Tale formazione si distingue dalle iniziative di selezione e di preparazione finalizzate a favorire l'inserimento dei partecipanti all'interno di uno specifico corso di formazione professionale, fornendo anche strumenti e tecniche per la ricerca del lavoro e l'orientamento alla imprenditorialità.
Tali moduli vengono così articolati:
a) l'educazione alla scelta: rivolto sia a studenti dell'obbligo, della scuola secondaria superiore e della F.P., destinatari finali dell'azione, sia a soggetti intermediari significativi del processo di scelta, fra cui famiglia ed insegnanti. Tale tipologia comprende i moduli orientativi a supporto delle esperienze di studio/lavoro.
Durata: di norma da 15 a 40 ore;
b) il mercato del lavoro e il sistema delle professioni: rivolto a tutti i potenziali destinatari delle azioni di orientamento.
c) prevenzione, recupero motivazionale e riorientamento rivolto a:
- giovani a rischio di abbandono o che hanno abbandonato la scuola dell'obbligo e la scuola secondaria superiore;
- adulti disoccupati di lungo periodo.
Durata: di norma da 30 a 60 ore;
d) reinserimento lavorativo: rivolto a lavoratori adulti ed in particolare a donne con caratteristiche non più rispondenti alle esigenze del mercato del lavoro.
Durata: di norma da 50 a 150 ore;
e) inserimento o reinserimento lavorativo per persone con deficit di opportunità: rivolto a soggetti con disagio psichiatrico e psicologico, disabili fisici, mentali, sensoriali, ex-tossici e tossicodipendenti in fase di recupero, immigrati o emigrati rientranti dall'estero e/o loro familiari, giovani con gravi disagi sociali e/o a rischio di provvedimenti giudiziari, ristretti e nomadi.
Durata: di norma da 30 a 150 ore. Per alcuni progetti rivolti a disabili o disagio grave il periodo può avere la durata di un intero anno formativo.
2.1. Qualificazione di base post-scuola dell'obbligo. (QA - Q1 - Q2 - S.M.I.)
Finalità: preparare i giovani e le giovani orientati a non proseguire gli studi ad un inserimento lavorativo qualificato, in continuità con la scuola media.
Requisiti di accesso: licenza media inferiore o compimento 15° anno di età.
Durata: da 900 ad 2.100 ore in funzione del profilo professionale di riferimento.
Attestato rilasciato: attestato di qualifica professionale per chi supera l'esame finale.
I percorsi formativi dovranno prevedere moduli orientativi iniziali e/o finali secondo le tipologie individuate al punto 1.1 A e B.
2.2. Qualificazione di base abbreviata. (QBA)
Finalità: consentire a chi è già in possesso di una preparazione scolastica superiore alla scuola media, o a chi ha già acquisito una esperienza lavorativa pertinente, di acquisire una qualifica di base secondo un percorso abbreviato che tiene conto delle competenze e conoscenze già acquisite, o di crediti formativi formalizzati già acquisiti.
- età superiore a 16 anni, frequenza di almeno un anno di scuola secondaria superiore o esperienza lavorativa di un anno;
- corso e/o colloquio individuale di orientamento con analisi formalizzata delle conoscenze e competenze possedute, secondo le tipologie individuate ai punti 1.1. A e B.
Durata: Da 450 a 600 ore in funzione del profilo professionale di riferimento e delle caratteristiche del "gruppo classe". Per l'acquisizione di qualifiche semplici relative a lavori stagionali, la durata potrà anche essere inferiore a 450 ore. Attestato rilasciato: come per i corsi di qualifica di base (punto 2.1).
2.3. Qualificazione post biennio di Scuola secondaria superiore. (QPB)
Tipologia finalizzata al conseguimento di una qualifica professionale con maggiore contenuto culturale rispetto alla qualifica di base.
Requisiti di accesso: avere frequentato il biennio di scuola secondaria superiore.
Durata: da 900 a 2.100 ore in funzione del profilo professionale di riferimento.
Attestato rilasciato: attestato di qualifica professionale valido come credito formativo per il proseguimento degli studi.
2.4. Specializzazione post-qualifica (SPEC)
Finalità: completare e specializzare la preparazione professionale dei qualificati dalla formazione professionale su aspetti innovativi di particolare rilevanza per le imprese e per l'economia locale.
Requisiti di accesso: essere titolare di una qualifica professionale di base pertinente rispetto all'area di specializzazione (qualifica ottenuta nell'ambito del sistema regionale o degli istituti professionali).
Durata: da 300 a 400 ore secondo il settore di riferimento.
Attestato rilasciato: attestato di specializzazione valido come credito formativo per il proseguimento degli studi.
2.5. Formazione iniziale per soggetti con deficit di opportunità (HDC-DAD-DIS-DMI)
Finalità: le iniziative formative, a cui si accede dopo la frequenza ad un intervento di formazione orientativa, vogliono preparare i soggetti all'integrazione sociale e lavorativa.
Tali iniziative vanno progettate ad hoc, tenendo conto dell'utenza, dei vincoli legati alle condizioni oggettive e soggettive.
I percorsi formativi orientativi iniziali e/o finali dovranno essere svolti anche dagli operatori riqualificati in "Esperto in attività di integrazione" a seguito della partecipazione ai percorsi previsti dal P.O.M. - Sottoprogramma formazione formatori - 1ª annualità.
Requisiti di accesso: disabili, disadattati sociali, detenuti adulti, detenuti minori,
- DAD da 350 a 1.000 ore;
- DIS da 750 a 1.000 ore;
- DMI da 900 a 2.100 ore se di durata biennale;
- HDC da 900 a 1.800 ore (orientamento 900 ore e preformazione 900 ore) nel biennio.
Attestato rilasciato: cfr circolare 26 aprile 1999, n. 4
3.1. Moduli di formazione professionale integrati con la scuola secondaria superiore (FIS)
Percorsi che dovranno programmarsi in collaborazione tra istituti scolastici ed enti di formazione, al fine di portare a termine, in orario scolastico, percorsi integrati che abbiano una valenza secondo i casi, orientativa e formativa e/o professionalizzante.
Destinatari: studenti frequentanti gli istituti secondari superiori.
Durata: fino a 400 ore nell'arco di 2 anni.
Attestato rilasciato: certificato di competenze così come previsto dalle parti (cfp-istituzione scolastica).
Il connesso progetto concordato tra la scuola e il cfp, dovrà indicare: finalità, ambiti e settori prioritari, modalità, criteri, durata e tempi.
L'intervento sarà regolamentato da apposita convenzione operativa secondo lo schema allegato D della presente circolare.
Nell'ambito della presente tipologia, è possibile attivare anche progetti di sostegno ai portatori di handicap nei percorsi di scuola secondaria superiore.
In tale caso il succitato progetto dovrà altresì indicare il livello di integrazione tra le due istituzioni per il singolo partecipante.
3.2. Corsi integrativi extra-curricolari (FIEC)
La formazione professionale integrativa extracurricolare si rivolge agli studenti di 3°, 4° e 5° anno degli istituti secondari (di norma non professionali) in orario extra-scolastico, offrendo moduli professionalizzanti di interesse generale. (Informatica, tecniche della comunicazione, economia aziendale, ecc.). Tali iniziative vanno programmate in collaborazione con gli istituti scolastici e i cfp.
I percorsi formativi dovranno prevedere interventi orientativi svolti presso l'Istituzione scolastica, per un massimo di 12 ore.
Durata: da 60 a 600 ore con possibilità di articolazione su un triennio.
Titolo rilasciato: certificato di competenze secondo le tipologie degli accordi tra le parti.
3.3. Percorsi di qualificazione in alternanza tra formazione e lavoro (AFL)
Tipologia di grande rilevanza che può rappresentare una alternativa rispetto ai percorsi tradizionali di qualificazione iniziale. Tali percorsi sono caratterizzati da una successione alternata ed interdipendente di fasi presso un centro di formazione e fasi in azienda, per il raggiungimento di obiettivi formativi comuni. Nell'ambito di tale tipologia, il lavoro deve essere strutturato in modo tale da poter avere una valenza formativa e l'impresa deve assumere una responsabilità diretta nel raggiungimento degli obiettivi formativi, a fianco dell'organismo di formazione. Modalità particolarmente rivolta ai giovani che hanno bisogno di rimotivazione allo studio tramite una esperienza positiva inizialmente centrata sulla pratica operativa e la responsabilizzazione individuale, per "riscoprire" in modo induttivo il valore della preparazione teorica.
Tali iniziative vanno programmate in collaborazione con le aziende e i cfp.
Requisiti di accesso: Diploma di scuola media inferiore ed età superiore a 16 anni più frequenza di un corso di orientamento o colloquio individuale di orientamento.
Durata: da 900 ore a 2.100 ore in funzione del profilo professionale di riferimento. Di norma il percorso è biennale.
3.4. Percorsi formativi in attuazione dei contratti di apprendistato e dei contratti di formazione e lavoro
Tenuto conto delle esigenze prevalenti di piccole e medie imprese con livelli elevati di dispersione dei giovani apprendisti e contrattisti, i progetti dovranno di norma ricoprire una valenza territoriale e comprendere anche significative iniziative di promozione e di formazione aziendale. Progetti aziendali potranno tuttavia essere attivati in presenza di un numero sufficiente di partecipanti non inferiori a 10. Oltre alle azioni di promozione e di accompagnamento sopra richiamate ogni progetto dovrà comportare una formulazione del contratto individuale di formazione, sottoscritto dal giovane, dall'impresa e dal centro di formazione.
A. PERCORSI FORMATIVI RIVOLTI A GIOVANI APPRENDISTI (FGA)
Il percorso formativo dovrà essere costruito sulla base delle indicazioni contenute nel decreto ministero del lavoro del 19 maggio 1999 e dovrà tenere conto dei livelli di competenza posseduti dai giovani apprendisti e dei fabbisogni formativi individuali a tale riguardo.
Durata: 120 ore annue.
Destinatari: lavoratori impegnati in contratti di apprendistato
B. PERCORSI FORMATIVI RIVOLTI A LAVORATORI IMPEGNATI IN CFL (FCFL)
Il percorso formativo dovrà essere costruito sulla base delle indicazioni normative in materia e dovrà tenere conto dei livelli di competenza posseduti dai contrattisti e dei fabbisogni formativi individuali a tale riguardo.
Durata: 160 ore annue.
Destinatari: lavoratori impegnati in CFL
3.5. Percorsi di qualificazione per l'assolvimento dell'obbligo formativo (QOF)
Nelle more dell'emanazione del regolamento previsto dalla recente normativa nazionale che ha elevato al compimento del 18° anno di età l'assolvimento dell'obbligo formativo, oltre che nel sistema di istruzione scolastica anche nel sistema della formazione professionale, gli enti attiveranno percorsi di qualificazione d'intesa con le istituzioni scolastiche i cfp.
I percorsi di qualificazione rivolti a giovani già a partire dai 15 anni di età, finalizzati all'acquisizione di un credito formativo per il passaggio dal sistema formativo al mercato del lavoro, saranno attivati secondo le modalità descritte al punto 2.1.
La durata dei percorsi aggiuntivi varierà in funzioni delle specifiche esigenze del giovane e della età anagrafica fino al compimento del 18° anno di età.
Attestato rilasciato: attestato di qualifica.
Durata: 900 ore per ogni anno utile all'assolvimento dell'obbligo formativo.
3.6. Tirocini formativi e di orientamento (TFO)
Al fine di realizzare momenti di alternanza studio-lavoro e per agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro potranno promuoversi tirocini formativi e di orientamento destinati a soggetti che abbiano già assolto l'obbligo scolastico.
Le attività si svolgeranno direttamente in azienda sulla base di apposite convenzioni tra i cfp e le aziende stesse (come da schema allegato al decreto ministeriale n. 142/98).
Durata: minimo 80 ore; la durata dell'intervento potrà aumentare sulla base delle disponibilità e/o delle esigenze della azienda.
Lo svolgimento delle attività di tirocinio potrà avvenire durante lo svolgimento di attività corsuale di qualificazione ai fini del raggiungimento della percentuale di attività pratica.
La formazione superiore raggruppa l'insieme delle iniziative formative professionalizzanti riservate alle persone in possesso di un diploma di scuola media superiore o di un titolo equivalente a fini lavorativi ottenuto associando una qualificazione professionale regionale.
4.1. Qualificazione superiore post-diploma (QA - Q1 - Q2 - S.S.S.)
Tipologia finalizzata al conseguimento di una qualifica professionale superiore per un inserimento lavorativo.
Requisiti di accesso: essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore.
Durata: da 600 a 2.100 ore (se biennale) secondo il settore di riferimento.
Attestato rilasciato: Attestato di qualifica per chi supera l'esame finale.
4.2. Raccordo formazione/lavoro di livello superiore (FLS)
Tali iniziative sono rivolte a giovani diplomati in cerca di prima occupazione, disoccupati, e sono finalizzate a prepararli ad un inserimento lavorativo mirato dipendente o autonomo su un profilo professionale superiore specifico corrispondente a sbocchi occupazionali già identificati da parte di una o più imprese.
In funzione del tipo di sbocco occupazionale previsto, le iniziative possono articolarsi come segue:
- raccordo per l'inserimento al lavoro dipendente;
- raccordo per l'avvio alla imprenditoria giovanile, femminile;
- raccordo per l'avvio al lavoro autonomo professionale. In tale tipologia possono rientrare anche le iniziative preparatorie all'esercizio di professioni autonome.
Requisiti di accesso: giovani disoccupati ed inoccupati.
Durata: sino a 450 ore.
Attestato rilasciato: attestato di qualifica, valido quale credito formativo per chi supera l'esame finale.
4.3. Istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS)
Per ampliare l'offerta formativa destinata a giovani ed adulti, occupati e non occupati, dovranno essere istituiti corsi di formazione tecnica superiore che abbiano l'obiettivo di integrare metodi e contenuti formativi con attività curriculari scolastiche.
Per la definizione dei percorsi, loro contenuti, criteri di certificazione, si rinvia ad apposita norma nazionale in corso di emanazione.
La formazione continua e permanente rappresenta una offerta formativa molto flessibile adattabile alle condizioni organizzative specifiche dei partecipanti e delle partecipanti.
Essa si rivolge:
- ai singoli lavoratori e alle singole lavoratrici, per consentire il recupero di una mancata o parziale formazione iniziale, per sostenere i percorsi di evoluzione e promozione professionale, per garantire il mantenimento delle conoscenze di fronte ai processi di trasformazione ed innovazione del lavoro;
- alle imprese e ai settori economici, come fattore di competitività e di innovazione aziendale per adattarsi ai mutamenti e migliorare i processi, i prodotti e i servizi offerti;
- alle aree geografiche locali, come fattore di accompagnamento e facilitazione dei progetti territoriali di sviluppo promossi dagli enti locali. Per tutte le tipologie di formazione continua, il dialogo sociale deve rappresentare una priorità per la costruzione dei piani di intervento;
- la programmazione delle iniziative di formazione continua e permanente rivolte a soggetti occupati presso aziende farà seguito ad appositi protocolli d'intesa sottoscritti tra l'Assessorato regionale del lavoro e gli enti bilaterali, l'attuazione delle iniziative formative sarà regolamentata da apposita convenzione operativa tra il c.f.p. e le aziende o enti locali o pubblica amministrazione.
Tale formazione, se rivolta a lavoratori occupati, non prevede alcuna indennità giornaliera di frequenza per i partecipanti.
5.1. Qualificazione sul lavoro (QL)
Tali corsi consentono ai lavoratori che ne sono sprovvisti di acquisire, sul lavoro tramite un percorso accelerato, una qualifica professionale pertinente rispetto al ruolo professionale esercitato.
Durata: da 90 ore per le qualifiche relative a lavori stagionali semplici a 400 ore da attuarsi anche su due anni per le qualifiche più complesse.
Per i lavoratori immigrati, tali corsi possono prevedere un modulo aggiuntivo di sostegno linguistico.
5.2. Aggiornamento (AGG)
I moduli di aggiornamento sono rivolti a tutti i lavoratori e lavoratrici autonomi o dipendenti ai vari livelli di professionalità.
Tali moduli consentono ai partecipanti di aggiornare e mantenere le conoscenze o le abilità su uno o più argomenti direttamente legati alla professione svolta.
Durata: da 15 a 90 ore, con possibilità di combinare più moduli di aggiornamento in cicli ricorrenti sull'arco dell'anno.
5.3. Perfezionamento (PERF)
I corsi di perfezionamento si rivolgono ai disoccupati, ai lavoratori e lavoratrici, sia dipendenti che autonomi, già in possesso di qualifiche o di una professionalità riconosciuta, che si propongono autonomamente di ampliare o arricchire la propria professionalità con finalità di promozione professionale o di mobilità lavorativa.
Durata: da 100 a 400 ore secondo i settori.
Attestato rilasciato: attestato di perfezionamento.
5.4. Riqualificazione professionale (RIQ)
I corsi di riqualificazione si rivolgono ai lavoratori e lavoratrici di una o più aziende coinvolte in processi di innovazione aziendale che comportino l'introduzione di nuove tecnologie, modificazioni dell'organizzazione del lavoro o altre innovazioni di tipo strutturale che richiedono un adeguamento significativo della professionalità del personale.
Tali iniziative vanno programmate in collaborazione con le aziende ed i cfp.
L'intervento sarà regolamentato da apposita convenzione operativa secondo lo schema allegato alla presente circolare.
Requisiti: partecipanti con un livello di formazione e di esperienza professionale di partenza omogeneo.
Durata: definita di volta in volta sulla base degli obiettivi e delle condizioni specifiche dell'azienda individuate nella predetta convenzione.
5.5. Riconversione professionale (RIPR)
I corsi di riconversione professionale comportano l'acquisizione di una professionalità completa, diversa da quella posseduta. Essi si rivolgono a disoccupati di lunga durata di età avanzata, ai lavoratori in C.I.G., a lavoratori intenzionati a reinserirsi nel mercato del lavoro dopo un periodo di abbandono dell'attività professionale, a lavoratori/trici alla ricerca di una diversa collocazione lavorativa.
Tali iniziative sono promosse dagli enti di formazione in accordo con aziende o in relazione ad accordi o patti d'area o territoriali già siglati, associazioni di categoria, enti locali, parti sociali.
Durata: definita di volta in volta sulla base della qualifica specifica da raggiungere e delle caratteristiche dei singoli candidati.
Attestato rilasciato: da valutare caso per caso secondo le caratteristiche delle persone e del percorso.
5.6. Moduli centri territoriali permanenti (EDA)
Moduli di formazione professionale rivolti ad adulti anche senza titolo di studio iscritti presso i centri territoriali permanenti, attivati previa intesa convenzione operativa con il coordinatore del centro, secondo lo schema allegato alla presente circolare.
6. FOLLOW UP (FOLL)
Le iniziative di follow-up possono essere programmate come "pacchetti" di iniziative relative agli ex partecipanti di più corsi, ed essere attuati in un anno formativo diverso da quello di attuazione dei corsi medesimi.
Durata: da 15 a 40 ore in uno o più moduli.
1. Per ogni qualifica professionale prevista, rientrante nelle tipologie individuate, dovrà essere indicato il codice di collocamento.
2. Per ogni qualifica professionale individuata dovrà essere accertata la conformità ad eventuali leggi e normative nazionali o regionali di settore che ne definiscono le specificità, nonché la rispondenza a particolari esigenze territoriali che offrano concrete possibilità di sbocchi occupazionali. Per la durata degli interventi formativi si fa espresso rinvio alle tipologie di azioni programmabili sopra specificate.
3. Per quegli interventi per i quali viene richiesta apposita convenzione operativa, si avverte che sarà sufficiente, in sede di presentazione del progetto, allegare una lettera di intenti tra gli organismi coinvolti.
4. Nell'individuazione di interventi formativi, anche per l'anno formativo 1999/2000, viene fissato il numero massimo di allievi da ammettere al finanziamento delle attività corsuali dei seguenti settori:
Settore N. allievi Note
Commercio e servizi - Turismo - Operatori sociali - Industria e artigianato n. 15 Nel caso di corsi di secondo anno (Q/2) è consentita l'elevazione del predetto limite se il numero degli allievi regolarmente frequentanti (alla data della presente circolare) sia superiore a n. 15. Tali dati dovranno risultare dal prospetto informativo sotto indicato.
Settore recupero sociale n. 12: corsi per soggetti disabili (HDC) - n. 10: corsi per detenuti adulti e minori (DMI- DAD)- n. 10: corsi per disadattati sociali (DIS) Limitatamente ai corsi ad alto rischio è ammessa la previsione da 21 a 25 allievi, ad eccezione degli stessi corsi rivolti ai detenuti ed ai disadattati sociali, per i quali è ammessa la previsione da 11 a 15 allievi. Ta-le specificità (alto rischio) dovrà essere attestata dal R.S.P.P. (Responsabile del servizio di prevenzione e protezione) dell'Ente gestore, ed i dati del doppio istruttore utilizzato dovranno essere indicati nel relativo formulario.
Agricoltura N. 15 allievi
5. Il monte ore dei percorsi formativi, di cui ai punti 2.1. - 4.1 (Q1 - Q2 - QA - S.M.I. S.S.S.), rientranti nei seguenti settori dovranno rispettare i seguenti limiti:
Settore Tipologia corsuale Ore
Commercio e servizi - Turismo - Operatori sociali Corsi di qualificazione
900 ore annuali
Corsi di specializzazione max 300 ore (*)
Corsi di aggiornamento max 300
Corsi di perfezionamento max 300
Industria e artigianato Corsi di qualificazione 1.050 ore
Corsi di specializzazione max 400 ore
Corsi di aggiornamento max 400
Corsi di perfezionamento max 400
Agricoltura Prima formazione agricola 600 ore
Corsi di qualificazione da 225 a 600 ore
Corsi di specializzazione 450 ore
Corsi di aggiornamento 150
Corsi di riqualificazione 225
(*) Fatta eccezione per il corso di specializzazione della figura professionale "Estetista" della durata di 900 ore come previsto dalla legge 4 gennaio 1990, n.1.
6. Attesa la rilevanza dell'apprendimento pratico nel luogo dove l'attività professionale di riferimento viene svolta naturalmente, valutati i particolari fabbisogni formativi del profilo professionale di riferimento con esclusione per i corsi del settore recupero sociale, è necessario che l'ente di F.P. nell'attività formativa pratica preveda "stage", preferibilmente di tipo aziendale ed in ambito provinciale e/o tirocini e/o esercitazioni pratiche e/o "project work".
7. Relativamente ai sotto elencati settori, l'attività formativa pratica è fissata nei seguenti valori minimi percentuali rispetto al monte ore complessivamente previsto per la durata del corso:
- settore agricoltura 60%;
- settore commercio e servizi 50%;
- settore industria e artigianato 60% (Q/A - Q/2)) - 50% (Q/1)
- settore operatori sociali 30%;
- settore recupero sociale 50%;
- settore turismo 50%.
8. Per favorire un efficace sviluppo dei processi formativi ed arricchire il contenuto metodologico e didattico è consentito il ricorso a personale esperto con contratto per prestazione specialistiche, secondo le modalità previste al punto 14-A. Personale, della circolare n. 4 del 26 aprile 1999.
9. Limitatamente alle iniziative corsuali del settore turismo per le quali è richiesto come titolo di accesso il diploma di istruzione secondaria di II grado, si ravvisa l'opportunità di prevedere nella programmazione didattica della lingua straniera l'intervento di un esperto di madre lingua, un esperto in materie altamente specialistiche. L'intervento di tali esperti è previsto come codocenza, che non potrà superare complessivamente il 6% del monte ore del corso, in aggiunta all'eventuale 6% già previsto al citato punto 14 della circolare n. 4/99.
10. Relativamente al settore "Operatori sociali" si rammenta che le proposte formative di qualifiche dovranno riguardare figure professionali di riferimento conformi a quelle previste dagli standard strutturali ed organizzativi dei servizi e degli interventi socio-assistenziali di cui alla R.L. 5 maggio 1986, n. 22, individuati dal decreto presidenziale del 29 giugno 1988 modificato ed integrato dal decreto presidenziale 4 giugno 1996 (Gazzetta Ufficiale della Regione sicilana n. 40 del 10 agosto 1996, parte I). Tali riferimenti normativi dovranno essere riportati nel formulario. Eventuali diverse esigenze formative manifestate da enti locali e/o organizzazioni di categoria dovranno essere opportunamente documentate ed allegate agli interventi formativi proposti.
11. Non appare superfluo rammentate che non sono proponibili profili professionali del settore sanitario, la cui competenza è riservata all'Assessorato regionale sanità.
12. Relativamente agli interventi formativi di cui al punto 2.1, 4.1. percorsi formativi mai disciplinati da questa Amministrazione potranno avere durata esclusivamente annuale.
13. Gli enti gestori di F.P. proponenti, previsti dall'art. 4 della legge regionale n. 24/76 dovranno trasmettere entro il 30 giugno 1999 a questa Amministrazione direzione F.P. - gruppo III F.P:
a) domanda, da compilare su carta intestata più bollo oppure su carta legale, per accedere al finanziamento per provincia (come da fac-simile allegato A) specificando il possesso dei requisiti previsti dal succitato art. 4 legge regionale n. 24/76, commi b) e c);
b) una copia del progetto formativo redatto secondo il formulario (allegato B) completo in ogni suo punto e compilato con sistemi di video-scrittura o di dattilo-scrittura. Il formulario, contenente le informazioni riguardanti la figura professionale oggetto dell'intervento dovrà essere allegato, siglato dal legale rappresentante in ogni sua pagina e rilegato;
c) lettera di intenti, allegata al formulario, ove richiesta, come da allegato C;
d) elenco delle proposte presentate con indicazione della localizzazione degli interventi per provincia;
e) atto costitutivo - statuto e sue eventuali modifiche, in copia autentica a norma di legge;
f) verbale di nomina e potere di firma del legale rappresentante in copia autentica a norma di legge;
g) delibera degli organi decisionali in copia autentica a norma di legge di autorizzazione al legale rappresentante in ordine alla posizione dell'istanza, o documentazione attestante la legittimazione della presentazione del progetto qualora venga presentato da soggetto diverso del legale rappresentante.
13. Nel caso di enti che presentano più proposte la documentazione di cui ai punti C, D, E, F potrà essere proposta in unica copia ed allegata al primo progetto presentato, specificando nelle ulteriori istanze con apposita dichiarazione, a firma del legale rappresentante che la documentazione di rito è stata allegata alla proposta inerente l'intervento formativo.
14. Nell'ipotesi in cui la documentazione del punto D in copia autentica a norma di legge sia già in possesso del gruppo III F.P., questa non dovrà essere allegata, ma dovrà essere dichiarato nella domanda (allegato A) che l'atto costitutivo e/o statuto e le eventuali modifiche sono agli atti del gruppo III F.P. e che non sono subentrate ulteriori modifiche.
15. Gli enti dovranno attenersi specificamente alla descrizione progettuale secondo il formulario (allegato B).
16. Allo scopo di consentire una più sollecita informazione dei dati relativi alle proposte formative presentate, l'ente gestore ex legge regionale n. 24/76 dovrà compilare, previo ritiro presso il gruppo III F.P., e trasmettere entro i termini previsti dalla presente circolare, il prospetto concernente elementi identificativi delle nuove proposte formative presentate, nonché l'indicazione del numero complessivo dei tutor impegnati ed il numero degli allievi convittuali e semiconvittuali.
Il suddetto prospetto dovrà essere timbrato e firmati dal legale rappresentante.
17. Le istanze saranno sottoposte ad istruttoria, volte a verificare la formale regolarità, ed a conseguente valutazione rispetto all'obiettivo dell'intervento formativo, alle motivazioni e finalità dello stesso, ai risultati attesi ed alle concrete prospettive occupazionali, unitamente alla chiara descrizione del programma didattico, delle metodologie impiegate e della articolazione degli stage e/o tirocini da svolgersi unicamente nel territorio regionale.
18. Nel selezionare gli interventi formativi da ammettere a contributo quest'Amministrazione porrà la dovuta attenzione al rispetto del principio contenuto nel 1° comma dell'art. 2 della legge regionale 1 settembre 1993, n. 25, sforzandosi di conciliare l'esigenza sociale posta dalla superiore disposizione con i prioritari fabbisogni formativi e con le attuali disponibilità finanziarie.
19. Al riguardo, ai fini dell'inserimento nel piano formativo 1999/2000, sarà data priorità alle azioni formative regolarmente ammesse proposte dagli enti di F.P. presso i quali svolge attività formativa il personale con incarico a tempo indeterminato di cui all' art. 2 della citata legge regionale n. 25/93.
20. I direttori degli UU.PP.L.M.O., dell'isola provvederanno a rendere nota la presente circolare a tutti gli enti di F.P. ed organismi in indirizzo operanti nel territorio competente, avendo cura di trasmettere i relativi verbali di incontro entro il 30 giugno 1999.
21. Tutte le disposizioni impartite precedentemente in materia di programmazione delle attività formative ex legge regionale n. 24/76, se in contrasto con la presente circolare, sono revocate.
FAC-SIMILE DELLA DOMANDA PER ACCEDERE AL FINANZIAMENTO AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE N. 24/76
(da compilarsi su carta intestata in bollo oppure su carta bollata)
OGGETTO: Richiesta di contributi per la realizzazione di n............. interventi programmati ai sensi della legge regionale n. 24/76 e successive modifiche ed integrazioni - Anno formativo 1999/2000.
PROVINCIADI
N. TIPOLOGIA DELL'INTERVENTO N.Edizioni
(Aggiungere le eventuali righe necessarie)
.......l....... sottoscritt ,
nat....... a provincia il
residente a via n............. Cap
C.F. in qualità di e legale rappresentante
dell'ente con sede
legale in via n............. Cap
C.F. P. IVA
la concessione di contributi per la realizzazione della/e predetta/e attività da inserire nel Piano di formazione professionale ex legge regionale n. 24/76 e successive modifiche e integrazioni, per l'anno formativo 1999/2000, e presenta, ai sensi delle disposizioni contenute nella circolare n. 5/III/FP/99 del 2 giugno 1999, formulario e documentazione allegata che costituiscono parte integrante della presente.
che l'Ente richiedente è in possesso di tutti i requisiti previsti dalla normativa vigente per l'inserimento nel piano formativo ed in particolare di possedere capacità tecniche ed adeguate strutture formative e di avere svolto attività qualificata nel settore da almeno un triennio.
- atto costitutivo, statuto e sue eventuali modifiche, in copia autentica a norma di legge (1);
- verbale di nomina e poteri di firma del legale rappresentante in copia autentica a norma di legge;
- delibera degli organi decisionali, in copia autentica a norma di legge, di autorizzazione al legale rappresentante alla presentazione dell'istanza;
- elenco delle proposte di servizi formativi presentate con indicazione della localizzazione degli interventi, per provincia, allegata al progetto per ;
- una copia del formulario completo in ogni punto delle informazioni richieste;
- dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, a firma del legale rappresentante, attestante le capacità tecniche, il possesso di adeguate strutture formative e di avere svolto attività qualificata nel settore da almeno un triennio, ovvero certificazione comprovante il predetto requisito;
- una copia del prospetto informativo completo in ogni punto delle informazioni richieste a firma del legale rappresentante dell'ente gestore;
Data, .............................................................
(autenticata a norma di legge)
(1) Nel caso in cui tale documentazione sia già in possesso del gruppo III/F.P. non dovrà essere allegata, ma dovrà essere specificamente dichiarato che l'atto costitutivo, lo statuto e le sue eventuali modifiche sono agli atti dell'Assessorato regionale del lavoro, gruppo III/F.P. e che non sono subentrate ulteriori modifiche.
Direzione formazione professionale
Gruppo III/FP
FORMULARIO PER LA PRESENTAZIONE DEGLI INTERVENTI AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 6 MARZO 1976, N. 24
Attività formativa 1999/2000
Comune CAP Via n.
Comune svolgimento dell'iniziativa CAP
Via n. Tel. Fax
Centro Formazione Professionale n Sede occasionale n
(barrare la casella corrispondente)
Formazione orientativa autonoma
n C: Prevenzione, recupero motivazione e riorientamento C ORC
n D: Reinserimento lavorativo D ORD
n E: Inserimento o reinserimento lavorativo per HDC-DIS-DAD-DMI ORE
n Moduli professionalizzanti integrati con la Scuola Secondaria Superiore FIS
n Corsi integrativi extra-curricolari FIEC
n Percorsi di qualificazione in alternanza tra formazione e lavoro AFL
n Percorsi formativi rivolti a giovani apprendisti FGA
n Percorsi formativi rivolti a lavoratori impegnati in CFL FCFL
n Percorsi di qualificazione per l'assolvimento dell'obbligo formativo QOF
n Tirocini formativi e di orientamento TFO
n Qualificazione sul lavoro QL
n Aggiornamento AGG
n Perfezionamento/specializzazione PERF
n Riqualificazione professionale RIQ
n Riconversione professionale RIPR
n Moduli formativi in collaborazione con i Centri territoriali permanenti EDA
n Qualificazione di base post-scuola dell'obbligo QA-Q1
Q2-SMI
n Qualificazione di base abbreviata QBA
n Qualificazione post-biennio secondaria superiore QPB
n Specializzazione post-qualifica SPEC
n Formazione iniziale per soggetti con deficit di opportunità HDC-DAD
DIS-DMI
n Orientamento (HDC)
n Preformazione (HDC)
n Qualificazione superiore post-diploma QA-Q1
Q2-SSS
n Raccordo Formazione/Lavoro di livello superiore FLS
n Istruzione e formazione tecnica superiore IFTS
n FOLLOW-UP FOLL
n annuale n biennale (n I anno n II anno)
n antimeridiano n pomeridiano
DENOMINAZIONE DELL'INTERVENTO
CODICE DI COLLOCAMENTO
(nel caso di qualificazione professionale) ....................................................................................
n assolvimento obbligo scolastico
n licenza scuola secondaria inferiore
n diploma scuola secondaria superiore
n biennio scuola secondaria superiore
n frequenza scuola secondaria superiore
n altro (spec.).
n ore di orientamento
n totale ore di teoria
n totale ore di pratica
n ore di esercitazioni di pratica n ore di tirocinio
n ore di stage n ore di project work
n TOTALE ORE CORSO
Allievi previsti n. di cui n. portatori di handicap (20%)
Numero allievi convittuali n.
Numero allievi semi-convittuali n.
1. CONTESTO TERRITORIALE IN CUI L'INTERVENTO SI SVOLGE
2. ESPLICITARE LE MOTIVAZIONI E FINALITA' DEL SETTORE SOCIO-ECONOMICO A CUI L'INTERVENTO SI RIFERISCE (Specificando le fonti informative utilizzate)
3. DESTINATARI DELL'INTERVENTO
n lavoratori occupati
n lavoratori in mobilità
n disoccupati/inoccupati
n disoccupati senza titolo di studio
n disoccupati appartenenti alle categorie protette ex legge n. 482/78
n apprendisti
n contrattisti CFL
n occupati PMI
n occupati in amministrazioni pubbliche
n cassintegrati
n lavoratori autonomi
n liberi professionisti
n donne occupate
n donne disoccupate
n disabili (HDC)
n detenuti minori
n detenuti adulti
n ex tossicodipendenti
n tossicodipendenti in fase di recupero
n ex detenuti
n immigrati
n emigrati reintranti dall'estero
4. RISULTATI CONSEGUITI NELLE AZIONI FORMATIVE EFFETTUATE NEL BIENNIO PRECEDENTE nel caso di: orientamento professionale (H), pre-formazione (H), aggiornamento, specializzazione e perfezionamento
4.1. RISULTATI OCCUPAZIONALI CONSEGUITI NELLE AZIONI FORMATIVE EFFETTUATE NEL BIENNIO PRECEDENTE (1996/97-1997/98) nel caso di qualificazione o riqualificazione, indicare numero corso, numero allievi idonei ed occupati
5. OBIETTIVO DELL'INTERVENTO
6. RISULTATI ATTESI DALL'INTERVENTO
7. RISPONDENZA ALLE ESIGENZE DEL MERCATO DEL LAVORO E CONCRETE PROSPETTIVE OCCUPAZIONALI
7a. CARATTERISTICHE PRINCIPALI DELLA FIGURA PROFESSIONALE O DELL'INTERVENTO (nel caso in cui non si preveda qualificazione) conoscenze - competenze - abilità - capacità operative e relazionali
8. CRITERI E MODALITA' DI SELEZIONE PREVISTI (Specificando inoltre i requisiti d'ingresso dei partecipanti)
9. MODALITA' DI SVOLGIMENTO DELLE AZIONI FORMATIVE ORIENTATIVE SE AUTONOME
10. SINTESI GRAFICA DEL PROGRAMMA DIDATTICO (N.B. Prevedere moduli di orientamento se disciplinati in circolare)
TITOLO Orienta- Ore Ore di esercit. Ore di stage Project Totale ore Totale ore di
DEL MODULO mento di teoria pratiche e/o tirocini work di pratica teoria e pratica
11. PROGRAMMA DIDATTICO (riprodurre la pagina per area prevista)
TOTALE ORE TEORIA ESERC. PRATICHE STAGE TIROCINI PROJECT WORK TOTALE PRATICA
AUSILI DIDATTICI IMPIEGATI
12. METODOLOGIE DIDATTICHE UTILIZZATE DURANTE L'INTERVENTO
13. VERIFICHE E VALUTAZIONE DEGLI ALLIEVI (a cura dello staff docenti e del tutor)
14. VERIFICHE E VALUTAZIONE DEI RISULTATI DEL PERCORSO FORMATIVO (a cura dello staff docenti e del tutor)
15. ARTICOLAZIONE DELLE PROVE FINALI
16. Stage e/o tirocini anche di orientamento(N.B. Tali interventi dovranno svolgersi esclusivamente in ambito provinciale e/o regionale)SEDE di svolgimento
AZIENDA E/O STRUTTURA UTILIZZATA
COLLOCAZIONEn in itineren al termine
ELEMENTI DI COERENZA CON IL PERCORSO FORMATIVO
N.B.- Se trattasi di tirocini formativi e di orientamento (TFO), va allegata la lettera (allegato "C") di intenti e di disponibilità della struttura ospitante, cui dovrà seguire "convenzione operativa" secondo lo schema allegato "D" della presente circolare.- Se trattasi di stage e/o tirocini per l'attività pratica va allegata la lettera di disponibilità della struttura ospitante.
17. INTERVENTI FORMATIVIche prevedono intese con il mondo della scuola o con il Coordinatore del Centro territoriale permanente
COLLOCAZIONE (nel caso di moduli formativi EDA, le caselle sottostanti non vanno barrate)n in orario scolasticon extracurriculari
N.B. In questa prima fase va allegata la lettera (allegato "C") di intenti e di disponibilità dell'istituto scolastico o del Coordinatore del Centro territoriale permanente, cui dovrà seguire "convenzione operativa" secondo lo schema allegato "D" della presente circolare.
18. INTERVENTI FORMATIVIche prevedono intese con il mondo del lavoro
TIPOLOGIA DELL'AZIENDA
EVENTUALE RIFERIMENTO AD ACCORDO O PATTO (d'area o terriotriale)
COLLOCAZIONEn in aziendan presso il centro di formazione professionalen in aziende e nel centro di formazione professionale, nel caso di percorso in alternanza
N.B. In questa prima fase va allegata la lettera (allegato "C") di intenti e di disponibilità dell'azienda, cui dovrà seguire "convenzione operativa" secondo lo schema allegato "D" della presente circolare.
19. RISORSE PROFESSIONALI DA IMPIEGARE
Cognome e nome del formatore/tutor Tipo di rapporto Indeterminato
COGNOME E NOME TITOLO DI STUDIO MODULO DIDATTICO ORE TIPO DI RAPPORTO QUALIFICA (*)FORMATORE DETERMINATO INDETERMINATO
(*) Specificare, se il formatore è orientatore/selezionatore - esperto integrazione - insegnante di sostegno - progettista - doppio istruttore.
20. RISORSE TECNICO SPECIALISTICHE DI CUI SI PREVEDE L'IMPEGNO
Cognome e nome Modulo Ore Con contratto Contratto Contratto
formatore a tempo Rapporto d'opera temporaneo
determinato occasionale per prestazioni con Agenzia
specialistiche interinale
21. MATERIALE DIDATTICO INDIVIDUALE E COLLETTIVO DA UTILIZZARE
22. MATERIALE DI CONSUMO E MATERIE PRIME DA UTILIZZARE
23. ATTREZZATURE DIDATTICHE
DESCRIZIONE ANALITICA N. UNITÀ TITOLO
SCHEMA LETTERA DI INTENTI PER L'ATTUAZIONE DI INTERVENTI FORMATIVI
(tale schema andrà utilizzato per gli interventi formativi per i quali la circolare ha previsto intese con istituzioni scolastiche, aziende, enti locali, pubbliche amministrazioni, centri territoriali permanenti EDA )
L'anno 1999, il giorno del mese di , nei locali
, sono presenti:
- per l'ente gestore F.P. ex L.R. 24/76
- per l'impresa o istituzione scolastica o ente locale o pubblica amministrazione o centro territoriale permanente
- per le organizzazioni sindacali dei lavoratori (se richiesto)
in rappresentanza della
Il Sig. , in rappresentanza dell'ente gestore FP, illustra il progetto
formativo rivolto a di cui alla circolare dell'Assessorato regionale del lavoro, della previdenza sociale, della formazione professionale e dell'emigrazione n. ...............................
Con la presente lettera d'intenti viene previsto l'impegno a realizzare attività formative di cui al progetto meglio descritto nell'allegato "B".
In particolare si prevede di realizzare le seguenti azioni:
Per un totale di ore
Per il periodo compreso dal al
Che si svolgeranno presso
In forza delle disposizioni sopra richiamate, all'individuazione dei partecipanti e/o lavoratori al progetto si procederà:
Tale scelta è motivata da
ed è volta a
I predetti nominativi che vengono individuati nell'allegato costituiscono parte integrante della presente lettera d'intenti. Nel contesto della predetta lettera d'intenti vengono compiutamente specificate le motivazioni che hanno indotto all'individuazione nominativa dei soggetti che saranno impegnati nelle attività formative:
(se previsto)
Conclusivamente, in relazione a quanto sopra esposto, le OO.SS.LL. esprimono parere alla realizzazione del progetto formativo allegato "B" che forma parte integrante della presente lettera d'intenti.
- per l'ente gestore F.P.
- per (l'impresa, istituzione scolastica, etc)
- per le organizzazioni sindacali dei lavoratori
L'ENTE DI FORMAZIONE PROFESSIONALE ,
codice fiscale , partita IVA con sede legale in
via rappresentato dal Sig. ,
all'uopo delegato, così come da verbale organo collegiale che quì di seguito si allega sotto la lettera A, nato a
il CF
L'AZIENDA (o ISTITUTO SCOLASTICO), denominata
partita IVA , con sede legale in , via
rappresentata dal Sig.v,
nella sua qualità di , nato a il
Che al fine di agevolare la conoscenza del mondo del lavoro e realizzare azioni specialistiche di
(vedi circolare), rivolte a soggetti (o studenti), richiamati al punto .......................... della circolare n. 5/III/FP/99 del 2/06/1999 che prevede la promozione di (vedi circolare) a beneficio di coloro
che (indicare i requisiti, vedi circolare)
Il protocollo d'intesa siglato tra l'Assessorato regionale del lavoro, della previdenza sociale, della formazione professionale e dell'emigrazione e , in data ............../............../..............
La lettera di intenti tra l'ente gestore
e siglata in data ............../............../..............
L'ENTE GESTORE si impegna ad accogliere presso la propria struttura n.
soggetti (indicare requisiti)
ai sensi della circolare n. 5/III/FP/99 del 2 giugno1999, previsti al punto o (nel caso di interventi programmati all'esterno del CFP).
L'AZIENDA o ISTITUTO SCOLASTICO si impegna ad accogliere presso la propria struttura n.
ai sensi della circolare n 5/III/FP/99 del 2 giugno1999, previsti al punto
L'intervento di , approvato e finanziato con decreto dell'Assessore regionale per il lavoro n.
del ............../............../.............. prevede lo svolgimento delle seguenti azioni (indicare le azioni):
L'intervento di sarà realizzato secondo le seguenti modalità organizzative (indicare le modalità
ed il personale coinvolto):
Durante lo svolgimento dell'intervento i soggetti (o studenti) sono tenuti a svolgere le attività previste dal progetto nel rispetto della circolare n. 5/III/FP/99 del 2 giugno 1999 e del progetto dell'intervento.
Durante lo svolgimento dell'intervento l'ente gestore di FP rispetterà le procedure e gli adempimenti previsti dalla circolare n. 4 del 26 aprile 1999, relativamente anche alla copertura assicurativa INAIL per i partecipanti dell'intervento (se l'intervento viene realizzato presso il CFP).
(se l'intervento si svolge all'esterno del CFP)
L'ente gestore si impegna a rispettare gli adempimenti previsti dalla circolare n. 4 del 26 aprile 1999, nonché a trasmettere copia della presente convenzione e del connesso progetto formativo all'Ispettorato provinciale del lavoro di , e all'U.P.L.M.O. di
per gli adempimenti di competenza in materia di ispezione e controllo.
Art. 6 o 7
La presente convenzione decorre da e si concluderà il
Art. 7 o 8
Per tutto quanto non previsto nella presente convenzione, le parti fanno riferimento alla legislazione vigente in materia.
L'ENTE GESTORE F.P. L'AZIENDA o ISTITUTO SCOLASTICO
- Verbale di nomina del delegato
(99.23.1077)

References: art. 5
 art. 9
 art. 5
 art. 4
 art. 2

Art. 6

Art. 7