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SEMESTRALE di STUDI e RICERCHE di GEOGRAFIA - PDF
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1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA LA SAPIENZA FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA DIPARTIMENTO DI GEOGRAFIA UMANA Piazzale Aldo Moro n ROMA SEMESTRALE di STUDI e RICERCHE di GEOGRAFIA Giuseppe A. Staluppi 50 anni tra ricerca e didattica Materiali per una storia dell Associazione Italiana Insegnanti di Geografia ( ) Daniela Pasquinelli d Allegra Report AIIG (2) DIRETTORE RESPONSABILE Prof. Emanuele Paratore
3 Cosimo Palagiano PRESENTAZIONE Come Direttore del Dipartimento di Geografia umana dell Università di Roma La Sapienza, editore di questa rivista, ho il grande piacere di presentare la precisa e completa rassegna storica del collega Prof. Giuseppe A. Staluppi sull ampio e fruttuoso lavoro svolto, nel suo primo mezzo secolo di attività, dall Associazione Italiana Insegnanti di Geografia. Sono contento che Gino De Vecchis gli abbia affidato questo faticoso compito, in quanto Staluppi è stato uno dei più entusiastici e fattivi animatori dell Associazione e quindi anche uno dei più indicati a descriverne la storia. È toccato a me presentare questa rassegna forse perché, oltre ad essere uno dei geografi più anziani, dirigo questo Dipartimento, già Istituto di Geografia, dove hanno insegnato molti di coloro che hanno costituito, intorno a Elio Migliorini, il nucleo fondatore, che ha guidato e organizzato la vita dell Associazione, sia a livello nazionale (lo stesso Migliorini) che a livello regionale (Almagià, Baldacci) e infine perché e questo mi piace sottolinearlo ho cominciato a muovere i miei primi passi nella geografia insieme con uno dei principali maestri della didattica della geografia in Italia, Andrea A. Bissanti. Da poco tempo, inoltre, il caro collega De Vecchis ha assunto la responsabilità nazionale dell Associazione; e buoni risultati sono stati già ottenuti, con il continuo lavoro di sorveglianza, per evitare la scomparsa della geografia, come materia di insegnamento. I maggiori meriti dell Associazione sono stati appunto quelli di combattere con energia la tendenza a ridurre o addirittura a eliminare lo studio della nostra disciplina dalle scuole, e questo è veramente assurdo, proprio in un momento, come il nostro, in cui si avverte l impreparazione geografica a tutti i livelli scolastici. Nell ambito delle relazioni tra associazioni geografiche, l AIIG riceve sempre più attestati di benemerenze; ne è testimonianza anche l onorificenza attribuita all Associazione da parte della Società Geografica Italiana, che, con il suo Presidente Franco Salvatori, contribuisce all affermazione della geografia in tutti i campi, nazionali e internazionali. 3
4 Altro sodalizio importante per la geografia e per i rinnovati rapporti con l AIIG, grazie all opera degli attuali presidenti, Gino De Vecchis e Alberto Di Blasi, è l Associazione dei Geografi Italiani. La diffusione della cultura geografica non è fatta solo nei convegni scientifici, dove c è sempre qualcuno che si meraviglia che i geografi si occupino di geografia, mostrando chiaramente l assoluta ignoranza. L amore per la geografia si esprime visitando il territorio, osservandolo, studiandone le relazioni, compiendo le necessarie sintesi: in questo l Associazione ha da sempre promosso escursioni geografiche in ogni parte del mondo, oltre che in regioni italiane. Organo importante di questa diffusione è anche la rivista, sempre più bella, grazie anche alla tecnologia, e molto accurata. Da alcuni mesi, dopo essere stata per anni curata da Elio Migliorini, Giorgio Valussi, Gianfranco Battisti, la direzione della rivista è stata affidata a Carlo Brusa, che con il suo spirito arguto e con il suo entusiasmo, la porterà certamente a sempre migliori traguardi. Come amico e come collega auguro qui ogni successo a De Vecchis, Presidente dei Corsi di Laurea in Geografia, soprattutto per l ulteriore sviluppo che saprà certamente dare all Associazione. 4
5 Giuseppe A. Staluppi 50 ANNI TRA RICERCA E DIDATTICA Materiali per una storia dell Associazione Italiana Insegnanti di Geografia ( ) PREMESSA Quando ho saputo che mi era stato affidato l incarico di stendere queste note il primo moto è stato quello di rifiutare per tutta una serie di motivazioni. Innanzitutto pensavo, e lo penso tuttora, che ci siano molti altri Soci, con maggiore anzianità nell Associazione, oltre che con maggiore esperienza e padronanza, che avrebbero sicuramente potuto assolverlo molto, ma molto meglio di me. Secondariamente il tempo che avevo a disposizione era molto esiguo, di sicuro insufficiente a svolgerlo in tempi ristretti e in modo adeguato, per cui avevo timore di non far in tempo, cosa che si è puntualmente verificata e me ne scuso, rammaricato per il ritardo. Infine avevo il timore di non riuscire a essere così sereno e obiettivo nel delineare i principali avvenimenti della nostra Associazione, perché non sono mai stato un osservatore distaccato, ma un innamorato e gli innamorati, si sa, non sono e non possono essere obiettivi. Queste e molte altre motivazioni non valsero a convincere i miei committenti, fra i quali ci si misero Andrea Bissanti e Gino De Vecchis, due amici ai quali non riesco mai a dire di no. Riflettendo sulla proposta, fui colpito anche da alcune piccole coincidenze: la prima è che io uso abitualmente la sigla GS come firma sui documenti e con la stessa sigla ho sempre indicato la nostra Rivista; la seconda è che il primo Convegno della nostra Associazione si svolse a Bressanone e io mi son trovato, per puro caso, da un lustro circa, ad insegnare proprio a Bressanone; la terza è che l Associazione è nata a Padova, la città scelta da mio figlio come residenza e che, per questo, frequentandola moltissimo, ho imparato ad amare; la quarta è che mi ricordai di aver già scritto qualcosa di simile, sia pure molto ridotto, che avrebbe potuto servirmi come traccia (Staluppi, 1980); infine mi venne in mente quel che mi diceva sempre l amatissimo Fausto Bidone: tu dovresti proprio scrivere una storia dell Associazione, perché non sono molti quelli che hanno fatto le tue esperienze. Alla fine mi arresi e accettai. Non l avessi mai fatto. Mi accorsi, quasi 5
6 subito che c era qualcosa che non avevo messo in preventivo: la difficoltà, rivelatasi sempre maggiore, di avere informazioni certe sul passato, soprattutto sui primi anni di vita dell Associazione. Ho scritto a tutte le Sezioni, ho sfogliato tutte le pagine della Rivista e ho consultato tutti i verbali del Consiglio Centrale, ma, invece di sciogliersi, i dubbi e le incertezze crescevano a dismisura. Si pensi, per dirne una, che non si conoscono con precisione le statistiche di tutte le sezioni regionali (non parliamo di quelle provinciali!) almeno sino agli anni ottanta, così come non si conoscono i nominativi dei primi segretari e presidenti. A proposito colgo l occasione per ringraziare tutti coloro che hanno risposto ai miei appelli (non sono pochi quelli che non mi hanno degnato di un cenno, neanche telefonico, di risposta). In particolare un ringraziamento vivissimo rivolgo a M. Augusta Bertini, Augusta Vittoria Cerutti, Rocco Cirino, Adriana Frijio, Bruno Menegatti, Agnese Petrelli e Isa Varraso, ma uno ancora più caloroso all amico Giuseppe Garibaldi che mi ha commosso non solo per la precisione e l abbondanza della sua documentazione, ma anche per la sua tempestività (è stato il primo a rispondermi, impiegando le vacanze di Natale a rintracciare quello che gli avevo chiesto). Se qualcosa ho potuto mettere assieme lo devo a questi preziosi amici. Infine, vorrei chiedere scusa per le innumerevoli lacune e inesattezze di cui queste righe sono farcite. Nonostante ce l abbia messa proprio tutta non sono riuscito a colmare i vuoti, e sono tanti, che mi sarebbe piaciuto riempire, così come non sono riuscito, sicuramente, a dare l immagine della vita di un Associazione, costituita da volontari, non lo dimentichiamo, che da pochissimi che erano hanno creato dal nulla un organizzazione con una diffusione territoriale non disprezzabile ancorché lungi dall essere completa, hanno effettuato migliaia di iniziative (dalle escursioni ai viaggi d istruzione anche all estero, dai corsi di aggiornamento a convegni che hanno visto affluire sino a migliaia di partecipanti da ogni parte d Italia), che da un modesto Notiziario di poche pagine hanno saputo creare una Rivista che per qualità e veste editoriale non ha nulla da invidiare a testate edite da prestigiose case editrici. Ma soprattutto un Associazione che ha contribuito a far conoscere la Geografia così com è oggi, bella, vivace, attenta ai problemi del mondo, attraente, interessante, affascinante, ma, anche, utile ed essenziale, anzi indispensabile, per capire la realtà che ci circonda con tutti i suoi problemi e le sue contraddizioni, ma anche con un enorme quantità di risorse ambientali e culturali. Avrei voluto che da queste righe si potesse capire quanto è stato fatto e come è stato fatto dall Associazione in questo mezzo secolo di vita. Mi rendo conto di non esserci riuscito, me ne rammarico e di nuovo chiedo scusa a tutti i soci, ma in particolare agli amici che mi hanno affidato questo compito, sicuro come sono di averli delusi. 6
7 LO STATUTO Il primo statuto della nostra Associazione è stato approvato al primo Convegno Nazionale, Bressanone, il 24 luglio 1955, e consta di dieci articoli; l ultimo, costituito da 22 articoli, le cui modifiche sono state approvate all unanimità dal Consiglio Centrale (d ora in poi CC) e ratificate dall Assemblea dei soci del Convegno di Padova. Poiché lo statuto riflette con la sua evoluzione, che l ha portato a continue modifiche 1, i mutamenti nella vita dell Associazione, penso sia opportuno farne qualche cenno. Fig. 1: I proff. Migliorini, Livan Basso, Palombi, Gribaudi, Somadossi al Congresso di Bressanone (luglio 1955). Il primo articolo, dell edizione attuale dello statuto è, probabilmente, il più significativo nell evidenziare le trasformazioni intervenute. Pur rifacendosi all art. 2 della prima edizione, esso appare attualmente molto più articolato, oltre che innovativo. L articolo s intitola denominazione 1 Le modifiche sono state frequenti e moltissime, quasi ad ogni Assemblea Nazionale, per cui sarebbe stato molto lungo, e forse inutile, ricostruire una cronologia dei cambiamenti di statuto. Ho preferito, quindi, limitarmi ad un confronto fra la prima e l ultima versione, cercando di evidenziarne le modificazioni più rilevanti. 7
8 e finalità : mentre, prima, di queste ultime ne venivano elencate soltanto tre, sostanzialmente riprese, anche se riformulate, adesso, nello statuto attuale, se ne indicano nove. Le prime, come si diceva, ricalcano i primi due punti di mezzo secolo fa: a. favorire l incontro degli insegnanti di discipline geografiche di ogni formazione e indirizzo, affinché si mantenga vivo e operante il senso della comune responsabilità didattica e della solidarietà culturale e professionale esprime, in modo più ampio e completo, lo stesso concetto che si leggeva al punto 2 ( favorire e coordinare iniziative e realizzazioni didattiche, contribuendo a una più stretta collaborazione tra tutti gli insegnanti ). La seconda e la terza b. promuovere il perfezionamento e l aggiornamento scientifico e didattico degli insegnanti di discipline geografiche e i rapporti con le altre materie; c. promuovere la ricerca e la sperimentazione didattica al fine di rendere più efficace l insegnamento nell interesse degli alunni, della scuola e della società, riprendono sostanzialmente gli stessi concetti già espressi, in forma più embrionale, al 1 punto del vecchio statuto; si parlava, infatti, di diffondere la conoscenza dei principi didattici dell insegnamento della Geografia, mentre giustamente adesso si mette l accento sulla promozione, che è qualcosa di più della diffusione. Sempre al 1 punto della prima edizione si parlava anche di informare i Soci sui più recenti problemi metodologici, sui progressi e l efficacia di nuovi esperimenti effettuati in Italia e all estero ; adesso viene precisato meglio lo stesso concetto, parlando non soltanto di informazione, ma anche di ricerca, quindi spostandosi da un ruolo passivo a uno attivo. Quanto espresso alla lettera d. del 1 articolo dello statuto attuale è, invece, completamente nuovo ed è figlio dei nostri tempi, in cui ci troviamo costretti a doverci difendere contro i continui ridimensionamenti, tagli e riduzioni della nostra disciplina. Si afferma che l Associazione si prefigge di tutelare l insegnamento della geografia nelle strutture scolastiche, e si sa quanto ce n è bisogno oggi, mantenendo opportuni rapporti con le autorità e gli enti competenti, e speriamo che basti, e favorire nei modi più opportuni tutte le iniziative rivolte alla affermazione della geografia nell arco di formazione scolastica e universitaria. Mi auguro con tutto il cuore che il CC, uscito da Sabaudia, sappia, veramente, inventare e realizzare molte, anzi moltissime iniziative che facciano risalire le quotazioni della geografia, oggi scese così in basso. Alla lettera e. del medesimo articolo, viene indicata, tra le finalità che l Associazione intende perseguire, la diffusione dell educazione e della cultura geografica a ogni livello, favorendo scambi e accordi con enti e organizzazioni impegnati nella didattica e nella formazione del cittadino. Siamo fermamente convinti che la geografia può e deve con- 8
9 tribuire alla formazione dei ragazzi, che saranno i futuri cittadini del mondo, in quanto li rende consapevoli, autonomi, responsabili e critici, come afferma il Bissanti. Del resto il ruolo della Geografia, già rilevato, com è noto, da Kant ( non vi è cosa che coltivi e formi più il buon senso degli uomini quanto la geografia ), è stato, recentemente, più volte autorevolmente riconosciuto, in sede internazionale, sia dall Unesco, sia dal Segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan (v. il suo discorso pronunziato il 1 marzo 2001 al 97 convegno annuale della Association of American Geographers). Alla successiva lettera f. dello stesso articolo si parla di promuovere la conoscenza e la tutela dei beni ambientali e culturali nel quadro di una corretta educazione geografica ed ecologica, in funzione di una più razionale gestione del territorio. Si tratta di una finalità, da tutti condivisa, che ci vede in prima linea, ricordando, fra l altro, che l Italia è il Paese con il maggior numero nel mondo di siti riconosciuti come patrimonio mondiale dell umanità. Proprio la geografia insegna a individuare, apprezzare e difendere le risorse sia dell ambiente naturale, sia di quanto l uomo ha realizzato nel corso della sua storia plurimillenaria. In riferimento alla delicata situazione venutasi a creare, con flussi di immigrati provenienti da ogni Paese del mondo, non poteva mancare anche l indicazione di promuovere la conoscenza e la comprensione internazionale, il rispetto della multiculturalità e della diversità e il diritto di tutti i popoli allo sviluppo (lettera g.). Finalità che, ovviamente, non compariva nella prima formulazione dello statuto, così come non vi erano indicate le precedenti. Oggi, la mutata situazione internazionale, la consapevolezza dei problemi del sottosviluppo, la convinzione che la diversità è ricchezza, non può che vederci coinvolti a pieno titolo nella realizzazione di un obiettivo che si ispira non soltanto alla tolleranza, ma anche al rispetto delle altre culture. Infine (lettera h.), l Associazione si prefigge di mantenere i contatti e gli scambi di esperienze con analoghe associazioni italiane e di altri paesi, con particolare riguardo per quelle che sono membri dell Unione europea, incoraggiare progetti transnazionali, soprattutto quelli rivolti allo sviluppo della dimensione europea. In relazione a questo scopo, l AIIG mantiene stretti rapporti di collaborazione con la Società Geografica Italiana, la Società di Studi Geografici, l Associazione dei Geografi Italiani, l Associazione Italiana di Cartografia e il Centro Italiano per gli Studi Storico - Geografici, così come fa parte della Conferenza Europea Permanente dei Rappresentanti delle Associazioni degli Insegnanti di Geografia. Stabilisce, inoltre, numerosi accordi di collaborazione con Enti e Società, fra i quali si ricordano, in particolare, quelli con l Unicef Italia, siglato a Mi- 9
10 lano il 10 marzo 1993 che si è concretizzato nella pubblicazione di alcuni Dossier curati dall AIIG e pubblicati sulla rivista dell Unicef il mondo domani (sulla geografia del Mediterraneo, sull acqua), con il Fondo Mondiale per la Natura WWF, firmato a San Giovanni Rotondo il 24 ottobre 1995, e con l IGM, firmato a Firenze l 11 giugno 1996, tacitamente rinnovato per cinque anni, e riformulato il 14 gennaio Per realizzare questi obiettivi, l Associazione pubblica la rivista Ambiente, Società, Territorio - Geografia nelle Scuole, che distribuisce gratuitamente ai Soci ed eventualmente altro materiale didattico; promuove convegni nazionali annuali, corsi d aggiornamento, conferenze, gruppi di lavoro, viaggi d istruzione in Italia e all estero e altre manifestazioni, anche in collaborazione con le strutture scolastiche e con enti e associazioni che ne condividono gli obiettivi. L articolo 2 riafferma che la sede dell Associazione è a Roma, come già indicato dall art. 1 del vecchio statuto, ma precisa anche il suo domicilio legale, presso la Società Geografica Italiana, via della Navicella, Roma. L art. 3, come lo stesso articolo del primo statuto, indica chi può far parte della Associazione, stabilendo, però, attraverso successive formulazioni, le tre categorie attuali: a. i Soci effettivi che sono gli insegnanti di qualsiasi ordine e grado di scuola, i docenti universitari di discipline geografiche e affini, i cultori della materia e simpatizzanti, le scuole e gli enti con finalità o interessi geografici; b. i Soci familiari (dei Soci effettivi); c. i Soci juniores che sono i giovani non impegnati in attività professionali. L art. 4 del primo statuto elencava le 12 sezioni nelle quali si articolava l Associazione; 12 perché sei di esse ne comprendevano più d una: le Venezie includevano il Veneto, il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia; il Lazio includeva anche l Umbria e l Abruzzo; il Piemonte era con la Valle d Aosta, la Campania con il Molise, la Puglia con la Basilicata, la Sicilia con la Calabria. Sempre all art. 4 dello statuto attuale si dice semplicemente che l Associazione è costituita in Sezioni regionali, che possono articolarsi nel loro ambito territoriale in Sezioni provinciali, interprovinciali e cittadine, mentre un tempo, a proposito di queste ultime, si parlava di sottosezioni. Il 5 art. dello statuto attuale è intitolato patrimonio sociale e non esisteva nel precedente. Esso afferma che il patrimonio dell Associazione è costituito a. da quote di iscrizione e da altri contributi dei soci, b. da eventuali contributi o donazioni di enti pubblici e privati, c. da eventuali eccedenze patrimoniali non impiegate in attività sociali. Il computo dell anno sociale è stato leggermente modificato: oggi (art. 6), inizia dal 1 settembre e termina il 31 agosto dell anno succes- 10
11 sivo, analogamente all anno scolastico, mentre anticamente (art. 7 del vecchio statuto) andava dal 1 ottobre al 30 settembre. Gli organi dell Associazione indicati nell art. 7 dello statuto attuale sono: a. l Assemblea dei Soci (già indicata dall art. 9 del vecchio statuto), b. il CC, c. il Presidente, d. il Segretario, e. il Tesoriere (tutti già contenuti, quest ultimo con il titolo di economo, nell art. 7 del primo statuto), a cui, però, si aggiungono: f. il Direttore della Rivista (nell art. 10 del primo regolamento si indicava come organo dell Associazione il Notiziario ), g. il Collegio dei Revisori dei Conti, h. la Consulta dei Presidenti (questi ultimi due non potevano esserci nella prima formulazione, in quanto sono stati istituiti recentemente). All Assemblea dei Soci è dedicato l art. 8 dello statuto oggi in vigore, con una serie di novità rispetto alla prima formulazione (ex art. 9 del vecchio statuto): innanzitutto si dice che l Assemblea è costituita da tutti i Soci in regola con gli obblighi sociali (questo requisito mancava). I Soci Familiari ne fanno parte senza diritto di voto (ovviamente questa indicazione mancava, in quanto non era stata istituita la categoria dei Soci Familiari). L Assemblea si riunisce almeno una volta l anno (questo non c era), in occasione del Convegno nazionale (prima si diceva anche in occasione dei Congressi Geografici Nazionali, ma era già stata modificata alcuni anni dopo), ed è valida in prima convocazione con qualsiasi numero (anche prima si diceva qualunque sia il loro numero ) di soci intervenuti. È costituita legalmente con l elezione di un presidente e di un segretario verbalizzante (quest ultima indicazione mancava). Ad essa compete: a. l elezione del CC e dei Revisori dei Conti (non c era), b. l approvazione della relazione presentata dal Presidente (c era, anche se detta con altre parole), del bilancio consuntivo e di quello di previsione (non c era), c. la formulazione di proposte per il programma di attività dell anno successivo (nella prima versione si parlava di direttive indicate dall Assemblea al CC per stabilire il programma annuale, art. 8 del primo regolamento), d. la nomina dei Soci d onore (già previsti nell art. 2 del vecchio regolamento) 2 e del Presidente onorario, e. le modifiche dello statuto (qui non si dice con quale maggioranza, ma nel successivo art. 22 si precisa che deve essere di due terzi, mentre nell art. 9 del vecchio statuto si parlava di maggioranza semplice ), f. l esame di altri argomenti che 2 Nonostante fossero previsti già nella prima versione, non vi furono proclamazioni di Soci d onore sino al Convegno di Cagliari del In verità nell Assemblea del 26 agosto 1968, al Convegno di Vallombrosa, agosto 1968, il prof. Domenico Ruocco, richiamando la norma statutaria, intervenne auspicando la nomina dei Soci d onore, ma la cosa non ebbe seguito. Cfr. l Appendice per l elenco dei 15 Soci d onore proclamati in seguito. 11
12 siano all ordine del giorno, g. l espulsione di Soci che perseguano finalità e orientamenti in contrasto con quelli dell Associazione (queste ultime due competenze dell Assemblea dei Soci sono completamente nuove). Il 9 art., intitolato CC contiene alcune novità che meritano di essere sottolineate, rispetto al vecchio statuto, anche se erano già state introdotte negli anni settanta e ottanta. Innanzitutto il C C è composto da 9 membri, aumentabili fino a 12 qualora tra i primi nove eletti non siano rappresentati tutti i gradi di scuola (primaria, secondaria di primo e secondo grado e università) da docenti in attività di servizio o in quiescenza (prima, i membri erano cinque). Secondariamente la durata: dura in carica 4 anni (prima, la durata era di tre anni). In terzo luogo si precisa che il CC si riunisce almeno due volte l anno, mentre prima si diceva semplicemente che si riunisce per stabilire il programma annuale della Associazione senza indicare quante volte all anno (art. 8 del vecchio regolamento). Infine si dice che le modalità per l elezione del CC sono fissate dal Regolamento, che le indica nell elezione diretta di tutti i Soci, mentre prima era riservata ai Presidenti delle Sezioni e agli altri componenti dei Comitati regionali (art. 6 del vecchio statuto). Nel vecchio regolamento (art. 5) si diceva, inoltre, che i Presidenti delle sottosezioni potevano partecipare alle riunioni del Comitato regionale, senza voto deliberativo. Nell attuale statuto, invece, viene affermato che il Presidente della Sezione è membro di diritto del Consiglio regionale (terzo comma dell art. 17, intitolato Sezioni provinciali, interprovinciali e cittadine ), e ribadito che del Consiglio regionale fanno parte anche i Presidenti delle eventuali Sezioni provinciali, che sono membri di diritto fin dalla riunione successiva all assegnazione delle cariche (secondo comma dell art. 16, intitolato Sezioni e Consigli regionali ). Infine, senza procedere a una disamina completa, vorrei finire questa brevissima rassegna, rilevando un ultima importante e sorprendente novità. Mentre in tutte le edizioni degli statuti precedenti non veniva fissato alcun limite alla permanenza in carica del Presidente nazionale, nel nuovo statuto (art. 10) si dice che egli dura in carica quattro anni e per non più di due mandati consecutivi. Il CC ha approvato questa, come le altre modifiche introdotte, all unanimità e l Assemblea del Convegno nazionale di Padova l ha ratificata. Se in linea di principio posso anche essere d accordo su tale limite, rimango un po perplesso guardando la nostra storia. Mi chiedo, infatti, come avremmo fatto ad avere i Presidenti che abbiamo avuto in passato? Migliorini, Valussi e Persi sono rimasti in carica, rispettivamente, per sette, quattro e tre mandati consecutivi. Se ci fosse stata una norma simile non avrebbero potuto farlo e, penso si sia tutti d accordo, ci avremmo perso. Forse, ma è solo una mia opinione, bi- 12
13 sognerebbe introdurre un correttivo. Vada per il limite dei due mandati consecutivi, ma si potrebbe pensare a una maggioranza qualificata (ad esempio, dei due terzi dei voti validi espressi), per ulteriori mandati, fermo restando che sono i componenti del CC a eleggere il Presidente. IL CONSIGLIO CENTRALE Il CC è il motore della nostra Associazione: elegge, al suo interno, le massime cariche sociali, valuta le scelte da fare, decide le strategie, si pone gli obiettivi da raggiungere, propone e organizza le attività sociali (i Convegni nazionali, le escursioni di studio, i corsi di aggiornamento), nomina il direttore e il comitato di redazione della rivista, propone la nomina dei Soci d onore, indice le elezioni per il rinnovo delle cariche sociali, mantiene i contatti con le sezioni e così via. Nel corso della nostra storia si sono succeduti 16 CC, dei quali i primi sette eletti da parte dei membri dei Consigli regionali, i successivi mediante votazione diretta, anche per corrispondenza, da parte di tutti i Soci effettivi. Il primo CC, costituito da cinque componenti, venne eletto il 24 luglio del 1955, nel corso dell Assemblea del primo Convegno nazionale svoltosi a Bressanone. Le cariche sociali furono così ripartite: Presidente Elio Migliorini, vicepresidente Luigi Candida, segretario Silvano Celli, consiglieri Clementina Camerini e Fanny Zanco Fontana. In base all art. 6 dello statuto, approvato alla stessa data, potevano essere scelti dal Presidente, fra i Soci residenti a Roma, un vicesegretario e un economo, che sarebbero entrati a far parte del CC con voto consultivo. In questo CC venne scelto come economo Carlo Desiderio. In occasione del XVII Congresso Geografico Italiano, tenutosi a Bari, si svolsero il 26 aprile 1957 le elezioni per il rinnovo delle cariche sociali: uscirono Candida e Zanco Fontana, entrarono Mario Fondi, che divenne segretario, e Cesare Saibene; fra i confermati Silvano Celli diventò vicepresidente. Il terzo CC, costituitosi il 5 aprile 1961, in occasione del XVIII Congresso Geografico Italiano, svoltosi a Trieste, riconfermò tutti i membri del CC precedente con le stesse cariche; unica variazione venne nominata economo Fernanda Montesano Berardelli. Esaurito il triennio, il 27 agosto 1964, si tengono le elezioni nel corso dell Assemblea del IX Convegno Nazionale, tenutosi al Passo della Mendola (TN). Viene riconfermato il CC precedente con una sola modifica: esce Saibene ed entra Giuseppe Morandini. Il quinto CC, in base alle elezioni del 27 agosto 1967, in occasione 13
14 del XII Convegno Nazionale di Udine, resta quasi invariato: cambia soltanto la segreteria assunta da Lando Scotoni al posto di Fondi non eletto. Nel corso del triennio, però, a causa della morte di Morandini (12 novembre 1969) entra in CC quel che sarà un grande protagonista della nostra Associazione: Giorgio Valussi. L Assemblea del 25 settembre 1970, nel corso della quale si svolsero le elezioni per il rinnovo del CC, si tenne a bordo della nave Irpinia, sede del XV Convegno nazionale. Questa volta l Assemblea assumeva particolare importanza per essere collegata al fatto nuovo, deciso dal CC uscente, che la votazione poteva esser fatta anche per corrispondenza da parte dei componenti dei 14 Consigli sezionali allora esistenti. La conseguenza fu che i votanti raddoppiarono: da 23 delle elezioni precedenti a 56. Il CC precedente venne riconfermato in blocco con l unica eccezione del segretario che divenne Luigi Cardi, al posto di Scotoni, e fu affiancato da Piergiorgio Landini come vicesegretario. Il settimo CC fu anche l ultimo eletto con il sistema di votazione indiretta. Le elezioni, svoltesi durante il XIX Convegno Nazionale (Rimini, agosto 1974), confermarono quasi interamente il CC uscente, portando di nuovo alla segreteria Lando Scotoni. Inoltre si propose di sostituire il sistema di votazione vigente con la votazione diretta da parte di tutti i Soci. Il CC venne allargato con l aggiunta di 4 componenti scelti dall Assemblea (Andrea A. Bissanti, Ermete D Arcangelo, Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Staluppi), successivamente confermati nella riunione del CC di Roma del 13 dicembre dello stesso anno. In seguito le proposte vennero approvate ( alquanto frettolosamente secondo Migliorini 3 ) nel successivo Convegno (XX, L Aquila, settembre 1975) per cui si decise di svolgere le elezioni del CC, d ora in poi composto da 9 membri, in forma diretta, con votazione da parte di tutti i Soci effettivi. In base alle modifiche di statuto, pur non essendo trascorso un triennio, vennero indette nuove elezioni, in occasione del XXI Convegno, svoltosi a Predazzo (25-29 agosto 1976). Migliorini, considerando questa deliberazione una critica all operato suo e dei suoi collaboratori, aveva affermato, nel corso del CC di Ro- 3 Il Presidente, Elio Migliorini, espone alcune perplessità su varie norme del nuovo statuto, approvato frettolosamente all Aquila, e, tenuto conto che in occasione del prossimo Convegno (autunno 1976) occorrerà indire le nuove elezioni (abbreviando da 3 a 2 anni il periodo di nomina del CC eletto a Rimini), considera questa deliberazione una critica all operato suo e dei suoi collaboratori e afferma fin d ora che non ripresenterà la sua candidatura alle prossime elezioni, Relazione del CC dell , in La Geografia nelle scuole, XXI, 1976, n. 1, pp
15 ma dell 8 dicembre 1975, di non ripresentare la propria candidatura, rinunciando così alla presidenza. In conseguenza delle nuove norme, mediante trasmissione delle schede di voto anche a mezzo posta, i votanti si decuplicarono, passando dai 50 di Rimini a 586, e il CC ne uscì rinnovato. Dei nove eletti, quattro ne fecero parte per la prima volta: Aldo Sestini, Peris Persi, Domenico Ruocco e Calogero Muscarà, mentre ne furono riconfermati cinque del precedente (Celli, Staluppi, Camerini, Scotoni e Valussi). Nella successiva seduta del CC, Firenze, 14 ottobre 1976, viene eletto Presidente Sestini che, però, dichiara di accettare soltanto per un anno, con l intesa di passare le consegne a un altro Presidente. Vicepresidente resta Celli, la segreteria viene assunta dalla Camerini, l economato viene affidato a Staluppi. Nella riunione di Firenze del 25 ottobre 1977, avendo Sestini presentato le dimissioni dalla carica di Presidente, viene eletto Presidente Valussi 4. Successivamente, in data , Sestini presenta le dimissioni anche dalla carica di consigliere 5 e viene sostituito da Augusta Vittoria Cerutti, prima dei non eletti. Il nono CC che esce dalle elezioni del XXIV Convegno di Bordighera (Assemblea del 29 ottobre 1979) non differisce molto da quello precedente: entrano due carissimi amici, oggi scomparsi, Salvatore Mannella e Fausto Bidone, mentre non sono riconfermati la Cerutti e Scotoni. Nella successiva riunione del CC di Bologna del 31 ottobre 1979 viene riconfermato Presidente Valussi, viene nominato vicepresidente Bidone e, in seguito alla rinuncia di Camerini, segretario Staluppi, pur mantenendo anche l incarico dell economato. A Bari, nel corso dell Assemblea del 28 ottobre 1982 (XXVII Convegno), si tengono le elezioni che confermano sette dei componenti del CC precedente. Al posto di Mannella e Muscarà, entrano Onofrio Amoruso e Andrea Bissanti che viene nominato secondo vicepresidente; 4 Il prof. Sestini ha presentato le dimissioni dalla carica di Presidente, richiamando che nella seduta del CC del egli l aveva accettata, dietro insistenza dei consiglieri, per un solo anno, ha confermato che i motivi addotti l anno passato per rinunciare alla carica si sono aggravati e, pertanto, le sue dimissioni sono irrevocabili. Il CC ha ringraziato il Presidente per l opera svolta e lo ha invitato a ritirare le dimissioni, ma infine queste sono state accolte. Si è quindi passati alla elezione del nuovo Presidente: dopo ampia discussione, si procede alle votazioni ed è risultato eletto alla Presidenza Giorgio Valussi, Relazione del CC del , in La Geografia nelle scuole, XXIII, 1978, n. 1, p Con lettera al Presidente in data Sestini, scusandosi di non poter essere presente alla seduta del 26 settembre, comunica che, in concordanza con l intendimento di ritirarsi da ogni carica, presenta le dimissioni dal CC, Relazione del CC del , in La Geografia nelle scuole, XXIV, 1979, n. 1, pp
16 Franco Salvatori e Carlo Donato sono nominati vicesegretari; le altre cariche restano immutate. Le elezioni per l 11 CC non vengono effettuate nel Convegno (XXIX, Abano Terme, aprile 1985), ma nell Assemblea dei Soci, svoltasi a Roma, il 7 ottobre dello stesso anno. Non essendosi candidati Amoruso, Camerini e Staluppi, ritorna la Cerutti ed entrano per la prima volta Maria Antonietta Belasio e Memena Di Giacomo. Diventa segretario Persi e Donato tesoriere, mentre le altre cariche rimangono le stesse. Il 16 settembre del 1988, nel corso dell Assemblea del XXXII Convegno (Grado, settembre 1988), si tengono le elezioni per il 12 CC. Non essendosi candidati Di Giacomo, Cerutti e Ruocco, entrano Gerardo Massimi, Antonio Mininno e Gabriele Zanetto. Le cariche sociali restano immutate. Nel corso del triennio, però, si ha l improvvisa morte di Valussi ( ) per cui nella riunione del CC dell 11 gennaio 1991, a Roma, diventa Presidente Persi, segretaria Belasio ed entra Giandomenico Patrizi come primo dei non eletti. Nelle successive elezioni del 15 settembre 1991 (Assemblea del XXXIV Convegno di Fiuggi) oltre la metà del CC risulta cambiata: escono Belasio, Bidone, non candidatosi, Massimi e Mininno, entrano per la prima volta Gianfranco Battisti, che diventerà il nuovo direttore della Rivista, l indimenticabile Giovanna Brunetta, Gino De Vecchis, Alberto Melelli, che diventa segretario, e ritorna Staluppi che viene nominato secondo vicepresidente. Inoltre vengono cooptati, in rappresentanza del settore scolastico di appartenenza, Dirce Facchin, per le scuole medie superiori, Giuseppe Naglieri, per le scuole medie inferiori, e Daniela Pasquinelli d Allegra, per le scuole elementari. Per la prima volta si ha un CC di 12 componenti. Il 14 CC dell Associazione esce dalle elezioni svoltesi nel corso del XXXVII Convegno di Desenzano del Garda (12-16 settembre 1994) e vede l arrivo di Laura Cassi, Gabriele Fraternali e il ritorno di Patrizi, al posto di Bissanti, che già nel CC di Roma del 4 febbraio 1994 aveva manifestato l intenzione di non ricandidarsi, di Brunetta, Cerutti e Zanetto; entra anche Pasquinelli d Allegra come prima degli eletti della scuola elementare. Patrizi diventa secondo vicepresidente, mentre le altre cariche sociali restano immutate. Avendo deciso, in seguito ad una modifica dello statuto, che la durata passa dal triennio al quadriennio, le elezioni del 15 CC si tengono a Roma il 15 dicembre 1998 e non, come previsto, in occasione del XLI Convegno di Bardonecchia (24-28 agosto 1998), per rilevanti ritardi postali nella distribuzione delle schede di votazione. Dallo scrutinio risul- 16
17 tano tre nuovi componenti: Giovanni Ferrante, Cristina Morra, la battagliera rappresentante del Comitato di difesa della Geografia, e Alessandro Schiavi, al posto di Cassi, Fraternali e Patrizi; tra i confermati v è anche Naglieri come primo degli eletti per la scuola media. Diventa vicepresidente Melelli e segretario Schiavi. Si arriva all attuale CC, il 16 della nostra Associazione, uscito dalle elezioni svoltesi a Sabaudia, in occasione del XLV Convegno (25-28 ottobre 2002). È un CC profondamente rinnovato con ben sei membri nuovi (Vincenzo Aversano, Carlo Brusa, Carla Lanza Dematteis, Luciana Mocco, prima degli eletti della media superiore, Maria Mautone D Elia e Maria Teresa Taviano Ferraù; sono confermati, inoltre, Naglieri e Pasquinelli d Allegra, come primi degli eletti, rispettivamente, della scuola media inferiore e della scuola elementare. Rispetto al CC precedente, escono Ferrante, Morra, Schiavi e Staluppi, non candidatosi. Nella prima riunione del nuovo CC (Roma, 27 novembre 2002) vengono cambiate tutte le cariche (avvenimento unico nella storia della nostra Associazione). Presidente è De Vecchis, vicepresidenti Lanza e Mautone, segretaria Pasquinelli d Allegra, tesoriere Taviano; viene nominato, inoltre, direttore della Rivista Brusa. Successivamente, a seguito delle dimissioni di Persi (in data 10 settembre 2003), ritorna Schiavi, come primo dei non eletti. La nuova composizione è tale che, contrariamente a quella che era divenuta una tradizione, non vi sono molti membri che abbiano fatto parte dei CC passati; bisogna arrivare al 13, quello uscito dal Convegno di Fiuggi del 1991, per trovare gli unici tre superstiti (Battisti, De Vecchis e Melelli); tre su dodici, solo un quarto! Una vera e propria rivoluzione, mai avvenuta, nel senso di un quasi totale cambiamento. Da rilevare anche una forte presenza femminile: ben cinque donne su dodici, poco meno della metà! Anche questo non era mai avvenuto, il massimo si era avuto nel 13 CC, di Fiuggi, con quattro donne: Brunetta, Cerutti, Facchin e Pasquinelli d Allegra. Mi auguro che anche questo sia un buon segno Qualche cenno sui membri che hanno fatto parte dei 16 CC succedutisi nella storia della nostra Associazione. Inclusi i componenti cooptati e nominati, si tratta di 52 persone, tre quarti dei quali costituiti da universitari. Le donne nel complesso non arrivano neanche a un terzo. Per quanto riguarda i mandati ottenuti mediante le elezioni primeggia Silvano Celli, con una serie ininterrotta di undici (dal primo all undicesimo CC), seguito da Clementina Camerini con una serie di poco inferiore, di dieci mandati (dal primo al decimo CC) e da Peris Persi con una serie continua di ben nove mandati (dall ottavo all ultimo CC). Sette mandati furono conseguiti da Elio Migliorini (dal primo al settimo 17
18 CC) e da Giorgio Valussi (dal sesto al 12 ); Staluppi ne ottenne sei (dall ottavo al decimo e dal 13 al 15 ); Gianfranco Battisti, Fausto Bidone, Andrea Bissanti, Gino De Vecchis, Alberto Melelli e Domenico Ruocco ne conseguirono quattro; Vittoria Augusta Cerutti, Mario Fondi e Lando Scotoni ne ottennero tre; Maria Antonietta Belasio, Giuseppe Morandini, Calogero Muscarà, Cesare Saibene e Gabriele Zanetto due; gli altri furono eletti una volta soltanto. L attività del CC, che ho avuto il privilegio di seguire per quasi un trentennio 6 circa dalla fine del 1974, si è concretizzata nelle Riunioni, su convocazione del Presidente nazionale, che si svolgevano tendenzialmente a Roma, presso la sede della Società Geografica, ma per tradizione anche nella sede dei Convegni nazionali, il giorno prima dell inizio della manifestazione. Numerose riunioni furono anche tenute a Bologna e Firenze. Prima del 1974 le riunioni dovevano essere state poche, come ammette Migliorini quando scrive che il CC si è riunito di rado nei primi anni, più di frequente negli ultimi ; infatti la numerazione ufficiale sui libri dei verbali che ho potuto consultare attribuisce il n. 7 alla riunione del 29 agosto 1974; il che dovrebbe significare che in un ventennio se ne sarebbero tenute soltanto sei (circa una ogni triennio?!). Da quando ho cominciato a parteciparvi, dapprima cooptato poi eletto, le riunioni si sono tenute con una certa regolarità, con una media di tre - quattro all anno. All inizio, ero preso quasi dal panico, per il timore e la riverenza che mi suscitavano i Personaggi che ne facevano parte. Al tavolo sedevano, accanto a me, Migliorini, Sestini, Valussi, Ruocco, Muscarà gli Autori sui cui libri avevo studiato! Poi, vista l accoglienza benevola da parte dei Grandi, ho incominciato a vincere il timore reverenziale, e pian piano mi sono accorto che potevo dare anche il mio modestissimo contributo. Infine, quando cominciarono ad affidarmi degli incarichi (dapprima l economato e la tesoreria, poi la segreteria) riuscii a vincermi e a sentirmi a mio agio. Ricordo, soprattutto, la riunione del CC del 14 ottobre 1976 alla quale partecipavo non più come cooptato, ma come eletto. Presiedeva Sestini come Consigliere anziano, erano presenti tutti gli eletti di Predazzo, fra cui Muscarà, Ruocco e Valussi, Migliorini come Presidente onorario, e anche il mio Maestro Saibene, in rappresentanza della Lombardia. Im- 6 In realtà non si tratta di un periodo continuo, ma con due soluzioni di continuità: la prima di sei anni, dall ottobre 1985 al 15 settembre 1991, non essendomi candidato alle elezioni di Roma e di Grado, anche se ho cercato di partecipare come presidente regionale; la seconda dall ottobre del 2002 ad oggi, non essendomi candidato alle elezioni di Sabaudia. 18
19 maginate la soggezione io che ero un semplice assistente in mezzo a un assise di Professori universitari di grandissimo prestigio. Ne uscii con l incarico di economo e il compito di aprire un c.c.p. intestato a mio nome per facilitare i versamenti delle quote sociali. Un resoconto delle riunioni venne da allora pubblicato sulla nostra Rivista, ma esso certo non può dare l emozione, l entusiasmo, la passione di poter partecipare all organizzazione e alla crescita della nostra Associazione. Basti pensare che a quella data avevamo raggiunto quota duemila Soci e iniziava il processo di formazione delle sezioni provinciali che ci avrebbe portato nei primi anni novanta a triplicare tale numero. Fra i tanti apporti positivi che ebbi dalla mia partecipazione al CC vi fu, innanzitutto, quello di scoprire che meravigliosa persona fosse Andrea Bissanti di cui divenni amico fraterno e che ancora oggi frequento assiduamente, continuando ad ammirarlo per le sue grandi doti umane e professionali. Ma da tutti, proprio da tutti, ho imparato qualcosa: dalla dolcissima Giovanna Brunetta, così amabile e così attenta, che purtroppo ci ha lasciato, alla cara Clementina Camerini, anch essa scomparsa di recente, con la quale ero divenuto così amico da andare a trovarla nella sua casa di Bologna; dal carissimo e dinamico Silvano Celli, anch egli scomparso, che tanto mi ha insegnato e con il quale eravamo entrati in rapporti così cordiali da telefonarci spesso, al mitissimo e coltissimo Fausto Bidone, divenuto in breve un caro amico di famiglia, che mi ha molto addolorato per la sua improvvisa scomparsa; ma potrei continuare per tutti gli altri. Spero soltanto di aver dato anch io qualche, sia pur piccolissimo, contributo. I NOSTRI PRESIDENTI Abbiamo avuto cinque Presidenti e ho avuto la fortuna e il privilegio di conoscerli tutti e cinque. Il primo fu Elio Migliorini, che oltre a essere il fondatore della nostra Associazione tenne la presidenza per ben 23 anni, dall inizio sino al La prima volta che lo incontrai fu nella seconda metà degli anni sessanta, agli esami di abilitazione in Geografia generale ed economica, la famosa classe XVII, come Presidente di Commissione. Fu una vera strage, eravamo quasi un migliaio agli scritti, arrivammo in un centinaio agli orali. Migliorini mi tenne sotto per oltre due ore, licenziandomi con un Staluppi, lei sa pochino, ma dandomi poi l abilitazione. Alcuni anni dopo mi trovo cooptato nel CC e il perché non lo saprò mai. Per qualche misterioso motivo mi prese a benvolere e, mentre prima ammiravo la sterminata conoscenza dello Studio- 19
20 so, ebbi in seguito il raro privilegio di conoscerne anche la bontà d animo, la cordialità nei rapporti personali con un semplice apprendista qual ero, la squisita signorilità con la quale mi accolse nelle sue case (andavo spesso a trovarlo anche a Montebelluna di Feltre, non molto lontano da Trento alla cui università insegnavo negli anni settanta). Di Migliorini ho sempre ammirato l incredibile capacità di lavoro e la sua stupefacente erudizione. Un giorno mi incontra e mi dice, senza tanti preamboli, Staluppi, adesso che lei insegna a Trento mi organizzi la sezione regionale. A Migliorini non si faceva obbiezione. Detto e fatto. Poi mi incontra e mi dice: Senta Staluppi, adesso che ha la sezione, mi organizzi un convegno. Io in quel periodo abitavo a Milano e facevo il pendolare con Trento, non era tanto facile organizzare un convegno fuori casa, in un ambiente che non conoscevo, ma con Migliorini non si discuteva e ne venne fuori il Convegno di Predazzo del 1976, il primo nel quale avvennero le elezioni a suffragio diretto di tutti i Soci. Perché Migliorini mi onorò della sua amicizia, tanto da interessarsi alle mie velleità di aspirare a una cattedra universitaria, non lo saprò mai, so soltanto che per lettera, telefonicamente e di persona fu veramente amabile, mai irritato, sempre deciso, ma molto cortese. Nel luglio del l978 mi designò, assieme a Mara Nardi e a Dirce Facchin, a rappresentare l Associazione in un convegno europeo itinerante in Cornovaglia, convegno che ricordo ancora oggi con piacere. Un grande Presidente che conosceva tutti e sapeva tutto di ognuno, che viveva per la Sua Associazione, per la Sua Rivista (allora si chiamava semplicemente Notiziario), per i Suoi Convegni che ha sempre presieduto tenendo delle relazioni, come quella di Vallombrosa 1968 ad esempio, che non finivano mai di stupirmi per l incredibile mole di informazioni, organizzate e svolte con impareggiabile logica e coerenza. Veramente un grande Presidente ed è per quello che ho pianto quando ho saputo che il 7 dicembre 1988 ci aveva lasciato, creando un vuoto incolmabile. Il secondo Presidente fu Aldo Sestini, per un solo anno, dal 14 ottobre 1976 al 25 ottobre Sui libri di Sestini avevo studiato, e studio ancora, ma non pensavo potesse essere una persona così squisita e così gentile. La prima volta che l ho incontrato di persona è stato al Congresso Geografico di Salerno del 1975, in cui presiedeva una Sessione di didattica della geografia nella quale avevo presentato un contributo. Era stato preciso nelle critiche, pur apprezzando quel poco di buono che c era. Sestini l ho frequentato poco, perché lui era a Firenze e io mi dividevo fra Milano e Trento, ma nelle poche occasioni in cui ho avuto la possibilità di conoscerlo di persona ne ho ricavato una profonda emozione e una sensazione di trovarmi di fronte a un grande Studioso. Deciso, mol- 20
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