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Timestamp: 2020-01-24 07:20:49+00:00

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Art. 655 cod. proc. penale: Funzioni del pubblico ministero | La Legge per tutti
Art. 655 cod. proc. penale: Funzioni del pubblico ministero
Compete al p.m., quale organo promotore dell'esecuzione ex art. 655 c.p.p., determinare le modalità attuative della demolizione e, qualora sorga una controversia concernente non solo il titolo, ma anche le modalità esecutive, va instaurato dallo stesso p.m., dall'interessato o dal difensore procedimento innanzi al giudice dell'esecuzione. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto legittimo l'ordine di demolizione emesso dal p.m., che aveva demandato al sindaco l'esecuzione dello sgombero di un manufatto abusivo e il distacco delle utenze). Rigetta, App. Napoli, 13/03/2012
Cassazione penale sez. III 23 maggio 2013 n. 40763
Avverso i provvedimenti del PM, ex art. 655 c.p.p., di fissazione delle modalità esecutive del sequestro, tra le quali rientra anche l'ordine di sgombero, è esperibile l'incidente di esecuzione dinanzi allo stesso giudice che ha emesso il provvedimento, per dedurre non solo l'inesistenza o la illegittimità del titolo, ma anche le censure in ordine alle modalità di esecuzione, con riguardo alla loro indispensabilità ai fini dell'attuazione stessa.
Cassazione penale sez. III 05 marzo 2013 n. 12650
In tema di reati edilizi, l'ordine di demolizione di cui all'art. 31, comma 9, d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 è una sanzione amministrativa di tipo ablatorio, accessoria rispetto alla condanna principale, che costituisce esplicitazione di un potere sanzionatorio, non residuale o sostitutivo ma svincolato rispetto a quelli dell'autorità amministrativa, attribuito dalla legge al giudice penale. Il relativo provvedimento, pertanto, al pari delle altri statuizioni della sentenza, una volta che questa sia passata in giudicato, è assoggettato all'esecuzione nelle forme previste dagli art. 655 e ss. c.p.p., onde l'organo promotore dell'esecuzione va identificato nel p.m.
Cassazione penale sez. III 28 aprile 2010 n. 32952
È abnorme l'ordinanza del g.i.p. che, a seguito dell'adozione da parte del P.M. del provvedimento di sgombero di unità immobiliari abusivamente lottizzate, ne disponga "de plano" la proroga del termine di esecuzione fino all'adozione del provvedimento di confisca, in quanto atto rientrante nei poteri che l'ordinamento (art. 655 c.p.p.) attribuisce al p.m. per l'esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali. (Conf., sez. III, n. 37593/09, 37594/09 e 37595/09, non massimate). Annulla senza rinvio, G.i.p. Trib. Napoli, 19 Febbraio 2008
Cassazione penale sez. III 01 luglio 2009 n. 37592
Sono inammissibili le q.l.c. dell'art. 656, comma 6, c.p.p., sollevate, in riferimento agli art. 25, comma 1, 111, comma 2, e 97, comma 2, cost., nella parte in cui non prevede che, nelle more della decisione sull'istanza di concessione di misura alternativa alla detenzione, qualora sopravvengano altre sentenze definitive di condanna pronunciate da giudici di diverso distretto di corte di appello nei confronti della stessa persona ed il p.m. competente determini la pena ai sensi dell'art. 663 c.p.p., la competenza a decidere rimanga ferma in favore del tribunale di sorveglianza del luogo in cui ha sede l'ufficio del p.m. che - al momento della presentazione di detta istanza da parte del condannato "libero sospeso" ai sensi dell'art. 656, comma 5, c.p.p. - era competente per l'esecuzione. Le questioni si fondano su una premessa interpretativa - quella che, nel caso indicato, debba trovare applicazione il principio desumibile dal combinato disposto degli art. 655, comma 1, e 665, comma 4, c.p.p., secondo cui la competenza è del tribunale di sorveglianza del luogo in cui è stata pronunciata la sentenza divenuta irrevocabile per ultima, cioè del luogo in cui ha sede l'ufficio del p.m. che, avendo emesso apposito provvedimento ai sensi dell'art. 663 c.p.p., ne cura l'esecuzione - "non plausibile", dal momento che il rimettente non ha considerato che, secondo l'orientamento della Corte di cassazione (assurto a diritto vivente), una volta radicatasi la competenza per territorio con riferimento alla situazione esistente al momento della richiesta di una misura alternativa alla detenzione, tale competenza, per il principio della "perpetuatio iurisdictionis", resta insensibile agli eventuali mutamenti che tale situazione può subire in virtù di altri successivi provvedimenti, con la conseguenza che la competenza per territorio del tribunale di sorveglianza, radicatasi ai sensi dell'art. 656, comma 6, c.p.p., rimane ferma anche qualora sopravvengano altri titoli esecutivi sulla base di sentenze di condanna pronunciate da giudici di diverso distretto di corte di appello. Il rimettente ha, quindi, omesso di ricercare una interpretazione costituzionalmente orientata della norma impugnata (sentt. n. 117 e 192 del 2007, 272 del 2008; ordd. n. 100 del 2003, 54 del 2005, 32, 409 del 2007, 193, 268, 441 del 2008).
Corte Costituzionale 12 giugno 2009 n. 178

References: Art. 655
 art. 655
 art. 655
 art. 655
 art. 25
 art. 655
 sentenza