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Timestamp: 2019-06-20 11:51:31+00:00

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Scarichi e fognature condominial
Scarichi e fognature condominiali
CASSAZIONE,17 marzo 2005,n.5792: Ai sensi dell’art. 1117 n° 3 c.c. , i canali di scarico sono oggetto di proprietà comune solo fino al punto di diramazione degli impianti ai locali di proprietà esclusiva, e poiché la braga, quale elemento di raccordo fra la tubatura orizzontale di pertinenza del singolo appartamento e la tubatura verticale, di pertinenza condominiale, è strutturalmente posta nella diramazione, essa non può rientrare nella proprietà comune condominiale, che è tale perché serve all’uso (ed al godimento) di tutti i condomini; e, nella specie la braga qualunque sia il punto di rottura della stessa, serve soltanto a convogliare gli scarichi di pertinenza del singolo appartamento, a differenza della colonna verticale che, raccogliendo gli scarichi di tutti gli appartamenti, serve all’uso di tutti i condomini.
Costituendo la “braga” per quanto sopra detto, parte dell’impianto di scarico di proprietà esclusiva, i danni conseguenti alla rottura della stessa, non possono che essere posti a carico del condomino o proprietario dell'impianto.
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27154 del 22/12/2014 Le gronde, i doccioni e i canali di scarico delle acque meteoriche del tetto di uno stabile condominiale costituiscono bene comune, atteso che, svolgendo una funzione necessaria all'uso comune ( in quanto < servono all'uso e al godimento comune»), ricadono tra i beni che l'art. 1117 c.c. include tra le parti comuni dell'edificio.
Che la copertura del fabbricato sia costituita da tetto a falda o da lastrico di proprietà esclusiva, il quale assolve anche la funzione di copertura di parte del fabbricato, rimane indispensabile l'esistenza delle gronde per raccogliere e smaltire le acque piovane.
Le gronde convogliano le acque meteoriche dalla sommità dell'edificio fino a terra o a scarichi fognari e svolgono quindi funzione che prescinde dal regime proprietario del terrazzo di copertura, salva anche la facoltà di un uso più intenso che, compatibilmente con il disposto dell'art. 1102 c.c., possa farne il proprietario del terrazzo stesso per suoi usi.
La proprietà esclusiva del lastrico o terrazzo dal quale provengano le acque che si immettono nei canali non muta questo regime, giacché l'art. 1126 c.c. disciplina soltanto le riparazioni o ricostruzioni del lastrico propriamente inteso e non di altre parti dell'immobile, la cui esistenza è, per esso, indipendente da quella del lastrico, salvo che altrimenti risulti espressamente dal titolo.
Né è consentita un'interpretazione che per analogia estenda il regime dei costi di riparazione stabilito in via eccezionale dall'art. 1126 c.c.
Cass. civ., sez II, 23 aprile 1977, n. 1529.
Cass. civ., 2 aprile 1969, n. 1086.
Cass. civ., Sezioni Unite, 27 maggio 1991, n. 5974,
Cass. civ., sez. II, 8 luglio 1989, n. 3237,
Cass. civ., Sezioni Unite, 4 dicembre 1989, n. 5348,
Cass. civ., sez. II, 26 ottobre 1976, n. 3892.
Cass. civ., 4 gennaio 1977, n. 14.
Cass. civ., 26 aprile 1966, n. 1069.
Cass. civ., sez. II, 7 luglio 1978, n. 3405.
Cass. civ., sez. II, 19 gennaio 1980, n. 454,
Cass. civ., 9 giugno 1975, n. 2293.
Cass. civ., 23 aprile 1977, n. 1529.
Trib. civ. S. Maria Capua Vetere, 30 ottobre 1985,
Cass. civ., sez. III, 12 maggio 1981, n. 3146,
Corte app. civ. Roma, sez. I, 15 febbraio 1988, n. 477,
Cass. civ., sez. II, 19 giugno 1984, n. 3629,
Corte app. civ. Roma, 30 novembre 1964,
Trib. civ. Roma, 28 febbraio 1997, n. 4522,
Trib. civ. Milano, 27 febbraio 1992,
Cass. civ., sez. II, 19 giugno 1980, n. 3910,
Trib. civ. Milano, 14 gennaio 1991,
Cass. civ., sez. II, 29 marzo 1978, n. 1456.
Cass. civ., 17 ottobre 1966, n. 2488.
Cass. civ., sez. II, 11 ottobre 1986, n. 5949,
Cass. civ., sez. II, 18 dicembre 1995, n. 12894,
Cass. civ., sez. II, 6 dicembre 1991, n. 13160,
Trib. civ. Napoli, sez. III, 27 giugno 1992, n. 8205,
Trib. civ. Milano, 26 giugno 1970,
Cass. civ., 12 ottobre 1979, n. 533.
Cass. civ., sez. III, 23 giugno 1993, n. 6936,

References: Sentenza 

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