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1 IN DIRETTA DALL UNIONE EUROPEA QUINDICINALE DI INFORMAZIONE 20 GENNAIO 2015 N. 478 ATTUALITÀ 2015 ANNO EUROPEO DELLO SVILUPPO Il 9 gennaio scorso il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker ha annunciato l inizio dell Anno europeo per lo sviluppo, proposto dalla Commissione europea e adottato all unanimità dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Con questa iniziativa si vuol mostrare il forte impegno dell Unione europea e dei suoi Stati membri nella lotta contro la povertà in tutto il mondo. L Anno 2015 promette di essere estremamente importante per lo sviluppo, con numerosi soggetti coinvolti in un processo decisionale cruciale nelle politiche di sviluppo, ambientali e climatiche. Il 2015 è anche l anno in cui sarà deciso un nuovo accordo internazionale sul clima. L Anno europeo per lo sviluppo riunirà i giovani, i politici, la società civile, il settore privato, le istituzioni accademiche e singoli soggetti interessati a concentrarsi su obiettivi di sviluppo comune. Quest anno sarà caratterizzato anche da una vasta gamma di opportunità creative: da progetti artistici, di sviluppo di attività con le scuole e le università a vari eventi sportivi su larga scala. Ogni mese dell anno sarà dedicato a un tema particolare: gennaio sarà dedicato alla figura dell Europa nel mondo, febbraio all istruzione, marzo alle questioni di genere e aprile sarà il mese della salute. A maggio l Italia ospiterà l Esposizione Universale - Expo Milano 2015, che promette di essere il più grande evento mai realizzato sull alimentazione e la nutrizione. Per sei mesi Milano diventerà una vetrina mondiale in cui i Paesi mostreranno il meglio delle proprie tecnologie per dare una risposta concreta a un esigenza vitale: riuscire a garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto del Pianeta e dei suoi equilibri. Un area espositiva di 1,1 milioni di metri quadri, più di 140 Paesi e Organizzazioni internazionali coinvolti, oltre 20 milioni di visitatori attesi. Expo Milano 2015 sarà la piattaforma di un confronto di idee e soluzioni condivise sul tema dell alimentazione, stimolerà la creatività dei Paesi e promuoverà l innovazione per un futuro sostenibile. IL PROGRAMMA DI LAVORO 2015 DELLA COMMISSIONE EUROPEA Questa Commissione è stata eletta in base a un mandato politico chiaro, articolato nelle dieci priorità indicate nei nostri orientamenti politici. Il programma di lavoro adottato traduce queste dieci priorità in una prima serie di obiettivi concretamente realizzabili. I cittadini si aspettano dall Ue un intervento decisivo per affrontare le grandi sfide socioeconomiche e vogliono che l Ue interferisca meno nelle questioni a cui gli Stati sono maggiormente in grado di rispondere con efficienza. Per questo abbiamo assunto l impegno di dirigere il cambiamento e di guidare un Ue che sia più grande e più ambiziosa sulle grandi cose e più piccola e più modesta sulle piccole cose. Sono le parole usate dal Presidente Juncker lo scorso 16 dicembre per presentare il programma di lavoro della Commissione per il Un programma per cambiare realmente le cose in termini di occupazione, crescita, investimenti e portare vantaggi concreti ai cittadini. Il programma prevede 23 iniziative che la Commissione ha assunto l impegno politico di realizzare nel 2015, in particolare: un piano di investimenti per l Europa, dando seguito legislativo al piano annunciato il mese scorso e liberando nell economia reale investimenti pubblici e privati per almeno 315 miliardi di euro nei prossimi tre anni; un pacchetto ambizioso per il mercato unico digitale, creando condizioni ideali per un economia e una società digitali dinamiche tramite l integrazione del quadro normativo sulle telecomunicazioni, la modernizzazione delle norme sui diritti d autore, la semplificazione delle norme che disciplinano gli acquisti in linea e in ambiente digitale, rafforzando la sicurezza infor- EUROPE DIRECT - CARREFOUR EUROPEO EMILIA TECNOPOLO (EX REGGIANE) - P.LE EUROPA, REGGIO EMILIA TEL Cofinanziato dall Unione europea2 2 matica e integrando la digitalizzazione nei diversi settori; i primi passi verso un Unione europea dell energia, per garantire la sicurezza dell approvvigionamento energetico, spingere sull integrazione dei mercati nazionali dell energia, ridurre la domanda energetica europea e decarbonizzare il mix energetico; un approccio di maggiore e- quità fiscale, mediante un piano d azione per la lotta all evasione e alla frode fiscali, contenente misure a livello Ue per passare a un sistema secondo il quale il paese in cui sono generati gli utili sia anche il paese di imposizione grazie alla stabilizzazione delle basi imponibili dell imposta sulle società; un agenda europea in materia di migrazione, definendo un nuovo approccio all immigrazione legale affinché l Ue si affermi come meta in grado di attrarre i talenti, le competenze e migliorare la gestione dell immigrazione nell Ue attraverso una maggiore cooperazione con i paesi terzi, la solidarietà tra gli Stati membri e il contrasto alla tratta degli esseri umani; un Unione economica e monetaria più profonda perseverando negli sforzi per promuovere la stabilità economica e attrarre gli investitori verso l Europa. FONDI STRUTTURALI E DI INVESTIMENTO UE: AL VIA I PRIMI PROGRAMMI OPERATIVI Fra il 16 e il 17 dicembre scorsi la Commissione europea ha approvato una prima tranche di Programmi Operativi (PO) del Fondo sociale europeo (FSE). Per quanto riguarda l Italia sono stati approvati due dei sei programmi a valenza nazionale, e in particolare quelli relativi alla scuola e all occupazione, mentre i PO regionali che ora potranno cominciare ad operare concretamente sono quelli del Veneto, dell'emilia-romagna, della Liguria, della Toscana, del Lazio, dell'umbria e della Provincia autonoma di Trento. La Commissione europea ha dato dunque il via libera ai programmi operativi del FSE per l'italia per il periodo Il Fondo sociale europeo sosterrà l'innovazione e la produttività tra i lavoratori italiani e nelle numerose piccole e medie imprese di successo del Bel Paese con aiuti complessivi per più di 2,2 miliardi di euro. Una migliore i- struzione e nuove competenze sono la chiave per dotare le a- ziende di dipendenti in grado di progettare e realizzare prodotti e servizi migliori e innovativi ed e- sportarli in tutto il mondo. Molti progetti FSE sono incentrati sulla tutela dei posti di lavoro e sul reinserimento lavorativo dei disoccupati. L'FSE sta inoltre rafforzando il sistema di istruzione tramite progetti tesi a ridurre drasticamente il tasso di abbandono scolastico e a dotare i giovani delle qualifiche di cui hanno bisogno per crearsi una carriera. Il 16 dicembre scorso a Bruxelles la Commissione europea ha adottato anche il sistema di politiche attive per l'occupazione in Italia per il periodo Il programma definisce le priorità e gli obiettivi su cui investire i miliardi di euro stanziati per rafforzare il mercato del lavoro e l'educazione in Italia. Maggiori informazioni al sito angld=it. Nei giorni immediatamente precedenti (12-16 dicembre) la Commissione europea ha approvato anche i primi nove Programmi di Sviluppo Rurale (PSR) sui 118 presentati dagli Stati e dalle Regioni dell Unione europea con l obiettivo di migliorare la competitività del settore agricolo dell Ue e valorizzare il territorio rurale e tenendo in considerazione anche il problema dei cambiamenti climatici. I 118 programmi pluriennali usufruiranno complessivamente di 95,6 miliardi di euro del FEASR, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, oltre ai finanziamenti nazionali e regionali e alla quota dei privati. La maggior parte degli Stati Ue (20 su 28) ha presentato un unico PSR a livello nazionale, mentre Belgio e Finlandia ne hanno presentati 2, il Portogallo 3, il Regno Unito 4, la Germania 15, la Spagna 19, l Italia 23 e la Francia 30. I tre PSR approvati il 12 dicembre sono quelli nazionali di Austria, Danimarca e Polonia, mentre il 16 dicembre hanno ottenuto il via libera quello della terraferma finlandese, quello del Portogallo continentale e quattro tedeschi (il contesto nazionale, la Rete rurale i PSR delle regioni Sachsen e Sachsen-Anhalt). Sono così quasi una ventina i miliardi di euro di fondi pubblici (più della metà dei quali a carico del FEASR) ora disponibili per lo sviluppo rurale dei territori. Altri PSR dovrebbero essere approvati entro il primo trimestre del La Commissione europea l 11 dicembre scorso ha approvato inoltre i programmi operativi di sei Stati membri per l utilizzo del nuovo Fondo di aiuto europeo agli indigenti, dopo i dieci già adottati nelle settimane scorse. Repubblica Ceca, Cipro, Ungheria, Malta, Slovacchia e Italia sono i paesi beneficiari e per l Italia si tratta di ben 670 milioni (ai quali se ne aggiungono altri 118 di provenienza nazionale) che serviranno per fornire gratuitamente cibo a persone in stato di necessità, per aiutare con materiale scolastico bambini che vivono in famiglie bisognose e infine per fornire assistenza ai senza tetto. UN MERCATO UNICO EUROPEO PER TUTTI I quotidiani e i media dei giorni scorsi hanno dato grande risalto alla recente sentenza della Corte di Giustizia dell Unione europea, in base alla quale l Italia dovrebbe assumere un numero assai rilevante di insegnanti e di personale tecnico amministrativo attualmente precari: si parla di 150/250 mila3 3 dipendenti e di un costo di circa 2 miliardi di euro all anno. Proviamo a chiarire la vicenda parlando con il Prof. Marcello Pierini docente di Diritto dell Unione europea e Direttore del Centro EUROPE DIRECT Marche - nell Università di Urbino Carlo Bo. Professore, innanzitutto, qual è la normativa cui fa riferimento la sentenza della Corte di Giustizia dell Ue? Si tratta dell accordo quadro sul lavoro a termine contenuto nella Direttiva CE n. 70 del A scanso di equivoci le dico subito che la Direttiva in questione è stata approvata dal Consiglio, cioè dalla Istituzione che rappresenta gli Stati membri e con il voto favorevole del nostro Paese. A chi si rivolge la Direttiva? Si applica a tutti i lavoratori a termine, senza che si debba distinguere in base alla natura pubblica o privata del datore di lavoro o al settore di attività interessato. Come si perviene alla sentenza del 26 novembre 2014? Il nostro Paese non ha adeguato il proprio diritto sul lavoro a termine nel settore pubblico. Per i lavoratori del settore privato la legge italiana prevede che i contratti a termine superiori a 36 mesi si trasformino in contratti a tempo indeterminato, ma nulla dice per i lavoratori del settore pubblico. In questo stato di cose, nel 2013, a seguito di diverse istanze presentate da insegnanti e da tecnici amministrativi della scuola, assunti da anni con più contratti a tempo determinato (impiegati per 45 mesi negli ultimi 60), la Corte costituzionale e il Tribunale di Napoli hanno chiesto alla Corte di Giustizia se la normativa nazionale sui contratti a termine del settore scuola, fosse conforme alla Direttiva CE sul lavoro a tempo determinato. Cosa c è di nuovo nella sentenza della Corte di Giustizia? La Corte ribadisce che la normativa italiana non prevede una sanzione (proporzionata, effettiva e dissuasiva) per l abuso di contratti a termine e che la motivazione data e cioè l attesa dell espletamento del concorso non rappresenta un giustificato motivo. È poi evidente che l interruzione del rapporto di lavoro nei mesi estivi sia ritenuta una ulteriore violazione dei diritti dei lavoratori. Dunque, la normativa nazionale, anche per il comparto scuola, è incompatibile con quella dell Unione. Ma la Corte di Giustizia si era già pronunciata al riguardo? Sì, a partire dal 2004 con la Causa 180/2004 e con successive e univoche sentenze, l ultima delle quali mi sembra essere la Causa 290/2012. Ma allora perché se ne parla solo ora? Non so, forse è la nostra solita abitudine di occuparci delle cose quando non ne possiamo farne a meno. E forse governo e mezzi di informazione se ne accorgono ora, perché la cosa coinvolge 150 o 250 mila insegnanti. Ma la Corte ha sempre precisato che la normativa europea si applica a tutti i settori. E tutti vuol dire tutti! Ma può il diritto dell Ue prevalere sul diritto interno degli Sati membri? A parte le dispute iniziali, per costante giurisprudenza delle Corti costituzionali dei Paesi membri e della Corte di Giustizia dell Ue, il diritto dell Unione prevale sul diritto interno. Dal 2009 la supremazia è riconosciuta espressamente dalla dichiarazione n. 17 allegata al Trattato di Lisbona. Nel caso che qui interessa, i giudici italiani hanno interpellato la Corte di Giustizia in via pregiudiziale, chiedendole se la normativa italiana sul lavoro a termine sia o meno compatibile con quella dell Unione. La sentenza di merito sarà ora emessa dal giudice nazionale il quale, tuttavia, al pari di ogni altro giudice chiamato ad affrontare problemi simili in futuro, è vincolato all interpretazione data dalla Corte di Giustizia dell Ue. Quali saranno, a suo parere, i futuri sviluppi della vicenda? Il diritto dell Unione va applicato dai privati e dalle pubbliche amministrazioni e uno stato funziona quando questi è applicato spontaneamente. Il ricorso al giudice dovrebbe essere visto come un rimedio, una patologia del sistema, non la sua fisiologia. In prima battuta ritengo e mi auguro che sarà il datore di lavoro pubblico a dare attuazione spontanea al diritto dell Ue, sanando le posizioni di precarietà che sono una diretta conseguenza della responsabilità dello Stato. Contemporaneamente il legislatore dovrebbe conformare la propria legislazione alla Direttiva 70/99 e alla giurisprudenza della Corte. Gli insegnanti e ogni altro collaboratore di un ente pubblico, senza differenza di settore, potranno far ricorso al giudice (del lavoro) ove ciò non avvenga spontaneamente. L ultimo rimedio previsto dall ordinamento dell Unione attiene l apertura di una procedura di infrazione contro lo Stato inadempiente, in questo caso il nostro. Professore, si parla di assunzione o indennizzo. Cosa significa? La Corte non arriva a sostenere il diritto automatico all assunzione, potendo il datore di lavoro pubblico optare per l indennizzo a favore del lavoratore. In questo caso il dipendente abusato e non assunto avrà diritto ad un indennizzo importante ed effettivo rapportato certamente agli anni di servizio prestati (a caso concreto) che, in taluni casi, potrebbe essere perfino equivalente all assunzione. Ma cosa produrrà la sentenza e quanto ci costerà? Richiamo l attenzione sul fatto che stiamo parlando di docenti che lavorano anche da 10 o 15 anni. In questo senso la scuola potrà essere migliore di com è ora perché gli insegnanti saranno sostanzialmente gli stessi, ma più stabili (un bene per gli studenti) e meno abusati nei loro diritti. Relativamente al costo osservo che le cifre circolate in questi giorni mi sembrano eccessive. Al totale del costo delle assunzioni vanno infatti detratte le somme pagate fin4 4 ora dallo Stato a titolo di stipendio e quelle pagate dall INPS a titolo di disoccupazione. BREVI La Corte dei Giustizia dell Ue ha condannato l Italia a pagare una maximulta per non avere dato esecuzione a una sentenza del 2007 e non essersi ancora adeguata alle Direttive sui rifiuti. Oltre a una somma forfetaria di 40 milioni di euro, la Corte ha inflitto all Italia una penalità di oltre 42 milioni per ogni semestre di ritardo nell attuazione della sentenza. Un record. Nel 2007 una prima sentenza della Corte di Giustizia dell Ue dichiarava che l Italia era venuta meno, in modo generale e persistente, agli obblighi relativi alla gestione dei rifiuti stabiliti dalle Direttive relative ai rifiuti, ai rifiuti pericolosi e alle discariche. Nel 2013, la Commissione europea denunciava i ritardi dell Italia nel dare esecuzione alla sentenza. In particolare, l Esecutivo comunitario faceva riferimento a 218 discariche ubicate in 18 regioni italiane, non conformi alla Direttiva rifiuti, a 16 discariche su 218 che contenevano rifiuti pericolosi in violazione dell apposita Direttiva e a 5 per cui l Italia non aveva dimostrato che fossero state oggetto di riassetto o di chiusura in linea con la Direttiva 99/31. La maximulta forfetaria di 40 milioni è di per sé un record: si tratta infatti della sanzione pecuniaria più pesante mai inflitta dalla Corte europea da quando i Trattati le danno il diritto di imporre multe agli Stati, vale a dire dal Record che l Italia già deteneva. Prima di questa sentenza, infatti, la multa forfetaria più elevata ci era stata inflitta nel 2011, per aiuti di Stato illegali nella forma di sgravi fiscali per contratti di formazione e lavoro. In quel caso si trattava di una sanzione pecuniaria da 30 milioni. Partendo dal presupposto che il ricambio generazionale rappresenta una necessità in tutta l Ue - dove i lavoratori under 35 del settore agricolo risultano essere appena il 7,5% a fronte di un 30% di over 65 - la Presidenza di turno del Consiglio dell Unione europea italiana ha presentato un documento sull argomento suddiviso in tre punti cardine: Concessione di crediti da parte della BEI (Banca europea degli investimenti) - È previsto il coinvolgimento della BEI per fornire un sostegno economico ai giovani agricoltori che intendono accedere ai finanziamenti. La BEI può intervenire attraverso una Garanzia bancaria europea e con prestiti favorevoli agevolando i giovani agricoltori che intendano avviare un attività nel settore agricolo. Il requisito richiesto ai giovani agricoltori è dimostrare di avere una qualifica o competenze di formazione professionale e presentare un business plan strutturato dell investimento proposto. L intervento della BEI potrà così essere complementare agli strumenti nazionali esistenti. Parallelamente bisognerà facilitare l attuazione delle misure per gli under 40 contenute nella PAC Misure per l accesso alla terra - Il documento ritiene necessario prevedere strumenti che favoriscano l acquisto di terreni agricoli da parte di giovani, anche in deroga alle attuali norme in materia di Aiuti di Stato. Istituzione di un Erasmus per i giovani agricoltori europei - Su proposta della Presidenza italiana si chiede l istituzione di un Erasmus per i giovani agricoltori. L obiettivo è quello di facilitare lo scambio di informazioni e di esperienze professionali tra le diverse realtà agricole europee. Il supporto sarebbe garantito dalle reti rurali nazionali e dalla rete rurale europea. Ingresso della Lituania nella Eurozona che dalla mezzanotte del 31 dicembre è passata da 18 a 19 componenti: esattamente 15 anni dopo il lancio della moneta unica, ora sono quindi 337 milioni i cittadini europei a usare la stessa divisa. Si tratta dell'ultimo Paese baltico, dopo Estonia (2011) e Lettonia (2014) a compiere questa scelta. Con i suoi tre milioni di abitanti, questa ex repubblica sovietica, indipendente dal 1990, dal 2004 fa parte dell Unione europea. Riparte anche nel 2015 l'iniziativa "Citizens dialogues". Lanciati nel 2012 dalla Commissione Barroso, proseguiranno anche quest'anno i dialoghi aperti tra i Commissari dell'ue e i cittadini nelle principali città europee. Per tutto il 2013 e anche il 2014 i Commissari della passata legislatura Barroso hanno incontrato centinaia di migliaia di cittadini europei in tutta l'ue faccia a faccia, nel format dei dibattiti aperti in varie città del vecchio continente, toccando i temi fondamentali delle politiche Ue e ascoltando le aspettative concrete che la popolazione nutre in vari posti dell'unione europea nei confronti delle Istituzioni europee. L'iniziativa ha avuto un grande successo in tutta Europa. In particolare in Italia, sono stati organizzati tra il 2012 e il 2013 sette dialoghi in sette città diverse da sud a nord (Napoli, Roma, Torino, Pisa, Ventotene, Milano e Trieste). I dialoghi italiani hanno preso le mosse dai dati sconfortanti dell'eurobarometro circa la fiducia dei cittadini nelle istituzioni a seguito della grave crisi economica che ha imperversato in Europa dal La Rappresentanza in Italia della Commissione europea ha poi proseguito l'esperienza di dialogo aperto con i cittadini anche nel 2014 con 60 eventi in tutto il territorio italiano organizzati per discutere delle sfide politiche nel prossimo futuro in vista del rinnovo del Parlamento europeo avvenuto a maggio dello stesso anno. Visto il successo dell'iniziativa e la persi-5 5 stente distanza percepita dai cittadini nei confronti delle istituzioni europee, la nuova Commissione Juncker ha deciso di proporre una nuova edizione dell'iniziativa anche nel Il primo di questi dialoghi avrà luogo a Riga con il Vice-presidente per l'euro e il dialogo sociale Valdis Dombrovskis. Seguiranno altre iniziative simili in tutta Europa, inclusa Italia. È possibile partecipare attivamente con l'hashtag: #EUdialogues Martedì 16 dicembre 2014, il Parlamento europeo ha rieletto l'attuale Mediatore europeo, Emily O'Reilly per il mandato È stata sostenuta da 569 deputati a scrutinio segreto. Emily O'Reilly è stata eletta per la prima volta come Mediatore europeo il 3 luglio 2013, dopo che il suo predecessore era andato in pensione e ora rinnova il suo mandato. Emily O'Reilly ha dichiarato: "Sono felice di essere stata rieletta Mediatore europeo e ringrazio il Parlamento europeo per il suo sostegno: ampio e trasversale. Il lavoro che ho iniziato in ottobre 2013 continua, trasformando i miei obiettivi strategici in realtà al fine di migliorare la qualità dell'amministrazione dell'unione europea per il bene di tutti i cittadini". Il compito del mediatore è quello di gestire le denunce di cattiva amministrazione a carico delle istituzioni e degli organismi dell'ue. Le denunce possono essere presentate da chi è residente in Europa o da un cittadino, da una azienda e da un'associazione con una sede nella Ue. Il Mediatore europeo dovrà ora lavorare per attuare la sua nuova strategia "verso il 2019", con gli obiettivi fondamentali per garantire rilevanza, visibilità e conseguire un maggiore impatto. L'anno scorso, ha già iniziato a fare un maggior uso dei propri poteri lanciando indagini strategiche di interesse pubblico, aprendo indagini in relazione alla trasparenza dei negoziati in corso con gli Stati Uniti, TTIP. Ha anche aperto altre richieste relative alla trasparenza, per esempio nel modo in cui la Commissione si occupa di potenziali conflitti di interesse quando alti funzionari europei lasciano il posto di lavoro per lavorare nel settore privato. Un'altra indagine strategica riguarda la trasparenza e la composizione dei gruppi di esperti della Commissione europea. L'azione comune dell'ue in materia di salute mentale si concentra su cinque settori: a) salute mentale sul lavoro; b) salute mentale a scuola; c) prevenzione della depressione e del suicidio; d) sviluppo di un'assistenza sanitaria a livello locale e aperta a tutte le fasce sociali per le persone affette da gravi disturbi mentali; e) inserimento della tematica della salute mentale in tutte le politiche. Gruppi di lavoro nazionali ed europei, con la partecipazione di rappresentanti di governi, università, professionisti, utenti, famiglie e altri operatori, hanno potuto analizzare la situazione esistente in Europa in ciascuno dei cinque settori. Contrariamente alla tendenza a livello mondiale, il numero di nuovi casi di HIV segnalati in tutta l Europa è ancora in aumento, in particolare fra gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini e che nel 2103 rappresentavano il 42% dei nuovi casi diagnosticati. Inoltre, nell Unione europea e nello Spazio economico europeo (SEE) il 47% dei pazienti che hanno contratto l HIV/AIDS ricevono una diagnosi tardiva. Ciò significa che molti non sanno di essere sieropositivi, situazione confermata dallo scarso numero di test per timore di essere stigmatizzati e discriminati. Non possiamo permetterci di abbassare la guardia! Abbiamo vinto alcune battaglie, ma non la guerra - la lotta contro l AIDS non è per niente finita! Per questo motivo la Commissione europea ha prorogato fino al 2016 il piano d azione in materia di HIV/AIDS per garantire la continuità dell azione dell Ue. Tutti, però, dobbiamo fare la nostra parte. Occorre coinvolgere le persone più difficili da raggiungere e quelle a più alto rischio: gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini, gli immigrati, le persone che fanno uso di droga per endovena. E dobbiamo far sapere agli altri che non sono immuni: ad esempio, il 30% delle infezioni da HIV/AIDS riguarda gli eterosessuali. L epidemia non sta rallentando: nel 2013 sono stati registrati oltre nuovi casi di pazienti sieropositivi nell UE/SEE. Questo è quanto risulta dai dati pubblicati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e dall ufficio regionale dell Organizzazione mondiale della sanità per l Europa. Secondo la relazione, la maggior parte degli immigrati sono in buona salute, ma sono più colpiti da determinate malattie, fra cui l'hiv. Fra il 2007 e il 2011 gli immigrati rappresentavano il 40% dei casi di HIV nell'ue/see e sono ritenuti a rischio di contrarre il virus dopo l'arrivo in Europa. L'HIV continua a essere un grave problema di salute pubblica a livello mondiale: finora ha causato più di 39 milioni di vittime. Nel 2013, 1,5 (1,4-1,7) milioni di persone sono morte in tutto il mondo per cause connesse all HIV. Il traffico di esseri umani è un problema globale, ma colpisce maggiormente le donne e le ragazze. Basti pensare che vittime sono state registrate nei 28 Stati membri dell'unione europea nel periodo L'80% sono donne e bambine. Il 69% di tutte le vittime sono vittime delle sfruttamento sessuale, fino al 95% per le donne. Il 71% delle vittime di sesso maschile sono vittime della tratta per il lavoro. In particolare riguardo alla tratta delle persone, il 70% delle vittime sono donne, il 53% di tutte le vittime sono vittime della tratta dello sfruttamento sessuale. A livello mondiale il numero relativo al lavoro forzato è crescente, senza nessun segnale di miglio-6 6 ramento per l'ue. Il 34% del traffico avviene all'interno dello stesso paese. Tensione alle stelle tra Israele e le istituzioni europee. Prima la decisione del Tribunale del Lussemburgo di sdoganare Hamas, quindi, poche ore dopo, il voto del Parlamento a favore del riconoscimento della Palestina, vengono percepiti nello Stato ebraico come due azioni apertamente ostili. Tanto da provocare l'ira furibonda del premier Benyamin Netanyahu che arriva ad evocare la Shoah: "Oggi abbiamo visto esempi sconvolgenti dell'ipocrisia europea. A quanto pare - attacca il premier - troppe persone in Europa, nella stessa terra dove 6 milioni di ebrei sono stati massacrati, non hanno imparato alcunché". Tutto ha avuto inizio a Lussemburgo, dove i giudici del Tribunale europeo hanno deciso di annullare l'iscrizione di Hamas dalla lista nera europea delle organizzazioni terroriste, seppur per motivi procedurali e mantenendone comunque in vigore gli effetti per garantire il congelamento dei beni. Decisione accolta subito con giubilo da Gaza: "Viene corretto un errore commesso dalla Ue nel 2003", ha detto Sallah al- Brdwail, un dirigente di Hamas. "Il terrorismo - ha aggiunto - è l'occupazione israeliana, e noi ne siamo le vittime". Immediata anche la reazione dura di Netanyahu: "Israele non accetta i chiarimenti dell'ue sul fatto che la decisione del tribunale su Hamas sia soltanto un tema tecnico. Ci a- spettiamo - ha incalzato - che l'ue prontamente ridefinisca Hamas come organizzazione terroristica". Passa mezz'ora e una portavoce dell'alto Rappresentante per la politica Estera tenta di calmare le acque, ricordando che la decisione della Corte su Hamas "È una sentenza legale, non una decisione politica", e che il Consiglio può decidere di fare appello. Nel frattempo, assicura la portavoce di Federica Mogherini, "Le misure restrittive restano in atto e ciò significa che l'ue continua a considerare Hamas un'organizzazione terroristica". Intanto, più o meno negli stessi minuti, verso l'ora di pranzo, l'aula di Strasburgo approva a larghissima maggioranza un testo di risoluzione congiunta, sottoscritto da ben cinque gruppi politici, a favore «in linea di principio» del riconoscimento dello Stato palestinese, di una soluzione a due Stati sulla base dei confini del '67 che vada di pari passo con lo sviluppo dei colloqui di pace. Tra i firmatari oltre al Ppe, i socialisti, i liberali, i verdi e gli esponenti di Sinistra unita, anche due grillini. Solo Nigel Farage, il leader euroscettico dell'ukip, contesta la risoluzione, parlando di un voto «da annullare». Ma è isolato. Alla fine i sì sono 498, i no 88 e 111 gli astenuti, con gli euro-deputati di Forza Italia che al momento del voto hanno lasciato l'aula. Il testo è stato frutto di una mediazione faticosissima, in cui tutti hanno ceduto su qualche punto. I socialisti, con il capogruppo Gianni Pittella, parlano di «giornata storica», tuttavia non hanno ottenuto l'invito esplicito agli Stati membri di riconoscere lo Stato palestinese. I popolari hanno inghiottito il riconoscimento ma, come sottolinea Lorenzo Cesa, il voto non è «una cambiale in bianco», perché tutto è subordinato alla ripresa del negoziato. Per il Ppe cruciale è il passaggio in cui si ricorda che il riconoscimento deve andare hand to hand, di pari passo con la ripresa dei colloqui di pace. Ma, come è stato subito chiaro, tutti questi sforzi lessicali, tutto questo delicato lavoro di mediazione non ha frenato minimamente la reazione rabbiosa di Netanyahu. E ovviamente la vicenda non finirà qui... Cluj-Napoca, la seconda città per dimensioni della Romania, sarà la Capitale europea dei Giovani 2015, dopo Salonicco, Grecia. Cluj-Napoca è Il cuore della Transilvania, una città europea cosmopolita e un importante destinazione dell Europa sudorientale: una città con un grande potenziale. Grazie alle sue undici università, la città è considerata uno dei luoghi ideali in cui studiare. La Capitale europea dei Giovani 2015 è stata lanciata dal Forum europeo dei Giovani per incoraggiare lo sviluppo di nuove idee e progetti innovativi legati alla partecipazione attiva dei giovani nella società e la promozione della collaborazione sulle politiche giovanili a livello locale ed europeo. Durante il 2015 Cluj- Napoca offrirà un vasto programma di eventi e attività che vedrà i giovani protagonisti assoluti. Mons in Belgio e Pilsen nella Repubblica Ceca sono le due Capitali della Cultura per il Da gennaio 2015 lanceranno ufficialmente un anno di eventi legati a musica, teatro, danza, cinema e letteratura, per mostrare la loro cultura al resto del mondo. Per ulteriori informazioni sul loro programma di iniziative, visitate i siti ufficiali di Mons 2015 e Pilsen È stato assegnato il Premio LUX 2014 del Parlamento europeo a Ida, film polacco/danese del regista Paweł Pawlikowski. È la storia di un giovane ragazzo che incontra la zia e parte per un viaggio alla scoperta dei segreti oscuri del suo passato. La storia del film è triste, raccontata in bianco e nero, con scene statiche, che contribuiscono molto allo stato d'animo del film e che per questo gli è valso anche la nomination al Golden Globe e agli Oscar. Nel 2015 fra i fronti caldi in discussione a Bruxelles ci saranno i dossier ambientali. Sul clima, il meccanismo che istituisce una riserva per la stabilità del mercato europeo della CO 2 (ETS) è nell'agenda della presidenza di turno dell'ue, quella lettone, mentre toccherà probabilmente ai lussemburghesi, nel secondo seme- Vedere altro
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