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Timestamp: 2020-08-06 19:59:17+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 26168 del 19/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26168 del 19/12/2016
Cassazione civile, sez. lav., 19/12/2016, (ud. 18/10/2016, dep.19/12/2016), n. 26168
sul ricorso 15311/2011 proposto da:
avverso la sentenza n. 522/2010 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA,
depositata il 10/03/2011 R.G.N. 266/2009;
1. La Corte di Appello di Perugia, adita dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) in riforma della sentenza di primo grado, ha respinto tutte le domande proposte dalla docente B.L. volte, in via principale, alla dichiarazione di nullità dei termini apposti dal Ministero ai contratti a tempo determinato stipulati in successione e alla conseguente conversione in rapporto a tempo indeterminato, del D.Lgs. n. 368 del 2001, ex art. 5 e, in via subordinata, alla condanna dell’Amministrazione al risarcimento del danno, quantificato in Euro 5.000,00 per ogni contratto a termine illegittimamente stipulato, in applicazione del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 36.
4. Per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso la B. sulla base di quattro articolati motivi. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha resistito con controricorso.
8. Deduce che il legislatore, nel modificare il D.Lgs n. 165 del 2001, art. 36, ha consentito alle Pubbliche Amministrazioni di fare ricorso al lavoro flessibile solo in presenza di esigenze temporanee ed eccezionali e assume che il difetto di dette condizioni renderebbe illegittima la clausola appositiva del termine: all’illegittimità dei contratti a termine conseguirebbe per la P.A., ai sensi della Direttiva 70/99/CE e del D.Lgs. n. 165 del 2001 e D.Lgs. n. 368 del 2001, l’obbligo di convertire il rapporto ovvero di risarcire i danni, del D.Lgs. n. 165 del 2001, ex art. 36. Sostiene che la possibilità della conversione non sarebbe impedita dalla regola imposta dall’art. 97 Cost., in quanto anche l’assunzione a termine presuppone una previa procedura selettiva.
14. La specialità del sistema sussiste anche rispetto alle forme di reclutamento del personale delle amministrazioni pubbliche ed è stata espressamente riconosciuta dal D.Lgs n. 165 del 2001, art. 70.
129. Nella fattispecie, inoltre, il carattere abusivo della reiterazione non può neppure essere affermato quale conseguenza della dichiarazione di illegittimità costituzionale della L. n. 124 del 1999, art. 4, commi 1 e 11, perchè sono a ciò ostativi i principi di diritto enunciati ai punti da 63 a 66 e da 97 a 102, nei quali si è precisato che l’abuso sussiste solo a condizione che le supplenze abbiano riguardato l’organico di diritto e si siano protratte per oltre trentasei mesi.
130. La combinata lettura della sentenza, nella quale non si fa alcun riferimento alla tipologia delle supplenze svolte dalla B., e del ricorso per cassazione, che difetta, sul medesimo punto, dei requisiti imposti dall’art. 366 c.p.c., nn. 3 e 6, non consente di ricostruire la vicenda al fine della individuazione delle norme di diritto applicabili. La ricorrente, infatti, si è limitata a sostenere di avere svolto “mansioni di docente di scuola primaria con una serie di contratti a tempo determinato”, senza precisare numero, tipologia e data di stipulazione dei singoli contratti.
131. Ne discende che la sentenza impugnata, pur avendo erroneamente escluso qualsiasi profilo di contrasto fra la normativa speciale del settore scolastico e la direttiva 1999/70/CE, deve essere confermata, ex art. 384 c.p.c., comma 4, perchè il suo dispositivo è conforme a diritto sulla base della diversa motivazione qui enunciata.
132. Rileva poi l’ulteriore circostanza della avvenuta stabilizzazione in ruolo, ottenuta dalla B. in data 1.9.2009, antecedentemente alla L. n. 107 del 2015, ed a prescindere dal piano straordinario di assunzioni disposto dalla stessa legge, poichè valgono al riguardo le considerazioni espresse al punto 85, ove si è sottolineato che anche l’immissione in ruolo ottenuta secondo il sistema previgente ha assicurato alla lavoratrice il medesimo “bene della vita” per il riconoscimento del quale ha agito in giudizio. Dalla avvenuta assunzione in ruolo, pertanto, devono derivare i medesimi effetti che la pronuncia della Corte Costituzionale ha ricollegato al piano di stabilizzazione straordinario.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 5
 art. 36
 sentenza 
 art. 36
 art. 36
 art. 70
 art. 4
 sentenza 
 art. 384