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Elaborato 58.01c - PDF
Elaborato 58.01c
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1 Elaborato 58.01c Integrazioni a seguito note RAS prot. n del e prot. n del Ai sensi dell art. 8 delle N.A. Del P.A.I. RELAZIONE DI COMPATIBILITA GEOLOGICA-GEOTECNICA Piano Urbanistico Comunale PUC 2009
2 Gruppo di lavoro Il Sindaco: L Assessore: Il Segretario Il Dirigente Settore Urbanistica: Ing. Tiziana Mossone Il Responsabile Pianif. Urbanistica: Arch. Salvatore Daga Coordinatore scientifico Prof. Bruno Gabrielli Coordinatore generale Daniele Rallo, urbanista Progettisti Raffaele Gerometta, urbanista Sergio Serra, ingegnere Roberto Bordicchia, ingegnere Renato Caliman, ingegnere Contributi specialistici Lino Pollastri, ingegnere Elettra Lowenthal, ingegnere Pietro Marceddu, geologo (1^p) Gino Lucchetta, geologo Dario Barazzuol, geologo Teresa Cossu, geologa Collaboratori Lisa De Gasper, urbanista Matteo Zambon, architetto Cristofer Zorzetto, ingegnere Valeria Polizzi, urbanista Michele A. Ena, geologo Pierluigi Fadda, dott. in scienze e tecnologie geologiche
3 Indice 1 INTRODUZIONE STRUMENTI DI SETTORE SOVRAORDINATI VINCOLO IDROGEOLOGICO PIANO PAESISTICO REGIONALE PIANO FORESTALE AMBIENTALE REGIONALE PIANO URBANISTICO PROVINCIALE Piano di Assetto Idrogeologico Vigente Sub-Bacino del Tirso Sub-Bacino Posada Cedrino BREVE DESCRIZIONE DELLE AZIONI DEL PUC OBIETTIVI DI PIANO I PROGETTI STRATEGICI PROGETTO STRATEGICO 1: città di trasformazione ovest parco lineare PROGETTO STRATEGICO 2: il Quadrivio PROGETTO STRATEGICO 3: Valorizzazione della città storica PROGETTO STRATEGICO 4: Ex polveriera - parco sportivo PROGETTO STRATEGICO 5: valorizzazione turistico-ambientale PROGETTO STRATEGICO 6: il progetto di suolo della città pubblica PROGETTO STRATEGICO 7: uno scenario di lungo periodo, la circonvallazione LA RIQUALIFICAZIONE PAESAGGISTICA DEL SETTORE SUD OVEST DELLA CITTÀ INQUADRAMENTO GEOLOGICO ED IDROGEOLOGICO LO STUDIO GEOLOGICO REDATTO PER IL PUC PROPRIETÀ GEOTECNICHE DEL TERRITORIO COMUNALE DI NUORO PERICOLOSITÀ E RISCHI DA FRANA EVIDENZIATI DAL P.A.I COMPATIBILITÀ GEOLOGICA DELLE TRASFORMAZIONI PREVISTE DAL PUC Progetto Strategico PS4 Parco sportivo Progetto Strategico PS1 Parco lineare Progetto Strategico PS6 Suolo della città pubblica Progetto Strategico PS2 Il quadrivio Progetto Strategico PS3 Valorizzazione della città storica Conclusioni PRESCRIZIONI DI CARATTERE GEOLOGICO ED IDROGEOLOGICO H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 1 di 97
4 1 INTRODUZIONE Gli elaborati 58.01a idraulica e 58.02c geologica-geotecnica rappresentano lo studio di carattere idraulico e geologico-geotecnico richiesto dalle Norma di Attuazione del P.A.I. in supporto alla Pianificazione Urbanistica Comunale. In data 04/09/2007 il Comune di Nuoro ha affidato incarico di progettazione del Piano Urbanistico Comunale e con delibera 37 del 24/07/2009 l ha adottato, depositandolo poi presso la Segreteria Comunale, ai sensi dell art.20 della L.R. 22/12/1989 n 45 e s.i.m., dal 14/11/2009 al 13/12/2009, rendendo possibile la presa visione e la presentazione di osservazioni fino al 13 gennaio Il PAI, che ha valore di piano territoriale di settore e prevale sui piani e programmi di settore di livello regionale, è stato approvato con Decreto del Presidente della Regione Sardegna n.67 del con tutti i suoi elaborati descrittivi e cartografici. Le Norme di Attuazione del P.A.I. sono state aggiornate e approvate con Decreto del Presidente della Regione Sardegna n.35 del 21 Marzo Rispetto al P.A.I. approvato nel 2006 sono state apportate alcune varianti richieste dai Comuni o comunque scaturite da nuovi studi o analisi di maggior dettaglio nelle aree interessate. Tali varianti hanno riguardato la cartografia di Piano, lasciandone invariato l apparato normativo del Per quanto riguarda il territorio comunale di Nuoro la variante di riferimento è quella del sub-bacino 5 Posada-Cedrino, la quale è stata adottata preliminarmente dal Comitato Istituzionale dell Autorità di Bacino con deliberazione n. 4 del 21/12/2007 escludendo dall adozione i dati descrittivi e cartografici meglio precisati nel corpo della delibera. Tale variante faceva seguito all "Approfondimento e studio di dettaglio del quadro conoscitivo dei fenomeni di dissesto idrogeologico nei sub-bacini Posada-Cedrino e Sud-orientale. Piano di Coordinamento degli interventi necessari al riassetto idrogeologico nelle aree colpite dagli eventi alluvionali" redatto dal Centro Interdipartimentale di Ingegneria e Scienze Ambientali dell Università degli Studi di Cagliari quale variante al PAI. In data 16/08/2008, dunque, il Segretario Generale del Comitato Istituzionale dell'autorità di bacino ha pubblicato sul BURAS n. 26 del 16/08/08 la Variante al Piano di Assetto Idrogeologico, e da questa data partiva il termine di 60 giorni per la presentazione di osservazioni. La variante al Piano Stralcio di Assetto Idrogeologico (PAI) relativa al sub-bacino 5 Posada-Cedrino è stata adottata definitivamente dal Comitato Istituzionale dell'autorità di Bacino con deliberazione n. 2 del 25 febbraio 2010, approvata con D.P.R. n. 1 del , pubblicato sul B.U.R.A.S. n. 21 del Ai sensi degli artt. 8 e 26 e dell Allegato E delle Norma di Attuazione del Piano di Assetto Idrogeologico verrà analizzata la situazione di rischio e pericolosità che investe il territorio comunale, con particolare riferimento alle porzioni di territorio interessate dalle trasformazioni di Piano. Di seguito verranno analizzate le possibili alterazioni dei regimi idraulici e della stabilità dei versanti collegate alle nuove previsioni del P.U.C. e verrà quindi valutata la compatibilità del Piano Urbanistico con il P.A.I.. Verranno considerate previsioni del P.U.C. non solo le nuove destinazioni d uso del suolo previste dalla zonizzazione, ma anche i progetti strategici (PS) che descrivono le finalità cui la progettazione urbanistica tende, individuando gli assi principali della mobilità futura ed i punti notevoli all interno del territorio comunale, da rafforzare, caratterizzare e su cui perseguire obiettivi di scala. Infine, il presente documento comprenderà prescrizioni e vincoli di cautela al fine di salvaguardare la sicurezza idrogeologica delle attività, delle trasformazioni e degli insediamenti programmati. Costituiscono parte integrante del presente documento le cartografie allegate (Elab ), redatte secondo quanto previsto dalle Linee Guida per l adeguamento del P.U.C. al P.A.I., documento approvato con delibera n.3 del 18/07/2007 del Comitato Istituzionale dell Autorità di Bacino Regionale della Sardegna. H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 2 di 97
5 ELABORATI STUDIO DI COMPATIBILITA IDRAULICA N. Progr. NUMERO ELABORATO TITOLO ELABORATO SCALA a Relazione Compatibiltà Tecnica Idraulica b Analisi Idrologica ed Idraulica a Pericolosità Idraulica 1/3 1: b Pericolosità Idraulica 2/3 1: c Pericolosità Idraulica 3/3 1: a Rischio idraulico 1: dettaglio 1: b Carta dei sottobacini idraulici 1: Carta della sovrapposizione zonizzazione PUC- pericolosità idrauliche e fasce tutela corsi 1: d acqua Carta della sovrapposizione zonizzazione PUC- pericolosità idrauliche e fasce di tutela corsi 1: d acqua in ambito urbano Carta della sovrapposizione zonizzazione PUC- rischio idraulico 1: Carta della sovrapposizione zonizzazione PUC- rischio idraulico 1: in ambito urbano CD-ROM contenente tutti gli elaborati in PDF e i file in formato *.dxf e *.dwg delle sezioni estratte dalla cartografia DTM di supporto per le verifiche idrauliche -- ELABORATI STUDIO DI COMPATIBILITA GEOLOGICA-GEOTECNICA N. Progr. NUMERO ELABORATO TITOLO ELABORATO SCALA c Relazione di Compatibilità Geologica- Geotecnica: d Relazione Illustrativa alla Carta di Pericolosità di Frana Hg Pericolosità da frana 1/3 1: Pericolosità da frana 2/3 1: Pericolosità da frana 3/3 1: bis Pericolosità da frane Centro Urbano 1: Rischio da frana 1/3 PAI CINSA 1: Rischio da frana 2/3 PAI CINSA 1: Rischio da frana 3/3 PAI CINSA 1: Carta della sovrapposizione zonizzazione PUC- pericolosità da 1: frana Carta della sovrapposizione zonizzazione PUC- pericolosità da 1: frana in ambito urbano Carta della sovrapposizione zonizzazione PUC- rischio da frana 1: PAI CINSA Carta della sovrapposizione 1: H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 3 di 97
6 zonizzazione PUC- rischio da frana in ambito urbano PAI CINSA CD-ROM contenente tutti gli elaborati in PDF e i file in formato *.SHP dei tematismi di analisi della pericolosità potenziale e della nuova proposta di perimetrazione Hg Carta dell instabilità potenziale dei versanti 1: Carta dei fenomeni franosi 1: Tematismo di analisi delle condizioni di pericolosità potenziale: fattore 1: litologia Tematismo di analisi delle condizioni di pericolosità potenziale: fattore 1: pendenza Tematismo di analisi delle condizioni di pericolosità potenziale: fattore uso 1: del suolo bis Aggiornamento aree P.A.I. * 1: Fanno parte delle analisi e degli studi geologici anche gli elaborati predisposti per la redazione del PUC, non allegati al presente Studio di Compatibilità Geologica-Geotecnica, come di seguito elencati: N. Elab. PUC Titolo Elaborato Scala 42 Carta Geologica 1: Carta delle proprietà geotecniche 1: Carta Idrogeologica 1: Carta dei Vincoli Idrogeologici 1: Relazione geologica Gli elaborati compresi tra e rappresentano gli ambiti oggetto di criticità dal punto di vista idraulico o geologico, distinguendo come previsto dal P.A.I. (cap.3) il concetto di rischio da quello di pericolo, per offrire maggior consapevolezza in merito a situazioni di rischio potenziale legato alle nuove urbanizzazioni. Gli elaborati mostrano invece la sovrapposizione tra le trasformazioni di Piano e le perimetrazioni di pericolo e rischio idro-geologico, affrontando anche le azioni rientranti nei progetti strategici (PS) e portando l analisi alla scala 1:5'000 nell ambito urbano. H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 4 di 97
7 INQUADRAMENTO TERRITORIALE DI NUORO Nùoro (in sardo Nùgoro) è una città ed il capoluogo dell'omonima provincia della Sardegna centro-settentrionale, e conta circa abitanti. È il centro geografico ed ideale della Barbagia. Si estende ai piedi del Monte Ortobene, su un altopiano granitico a circa 600 m.s.l.m. Città e capoluogo di provincia della Sardegna centrorientale, Nuoro è situata su una dorsale che scende dal monte Ortobene (955 m), a nord della regione della Barbagia, in corrispondenza dello spartiacque fra il Tirreno (che dista circa 30 km), a est, e il mar di Sardegna, a ovest. Nuoro Ubicazione Nuoro su stradario regionale Confina con i comuni di Benetutti ad Ovest (provincia di Sassari), Orune a Nord, Dorgali a Nord-Est, Oliena ad Est, Orgosolo a Sud-Est, Mamoiada a Sud ed Orani a Sud-Ovest. H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 5 di 97
8 Inquadramento Nuoro Il centro è posto ai piedi del Monte Ortobene (955 s.l.m) e conta abitanti, dista 175 km da Cagliari, 120 km da Sassari, 110 km da Olbia, 70 km da Oristano. Nuoro anticamente prese forma dall'agglomerato dei due rioni principali: Seuna, il quartiere dei contadini e degli artigiani, Santu Predu quartiere dei pastori. Gli altri rioni erano: Su Carmine, Santa Ruche, Lolloveddu, Santu Caralu, Sette Fochiles, Fossu Loroddu, Corte 'e susu, Irillai, S'Ispina Santa, Su Serbadore. Con la creazione delle nuove provincie il capoluogo ha perso gran parte del territorio a favore delle provincie di Ogliastra, Cagliari, Olbia-Tempio, Oristano e la popolazione residente della provincia è diminuita da abitanti a Panorama Nuoro dal monte Ortobene Le strade principali che consentono l accesso alla città sono: - la SS 131 dir; - la SS 389 (Nuoro-Mamoiada e Nuoro Bitti); - la provinciale Nuoro-Orgosolo; - la SS 129 (Nuoro-Orosei). H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 6 di 97
9 2 STRUMENTI DI SETTORE SOVRAORDINATI Di seguito verranno analizzati strumenti di carattere sovraordinato con riferimento agli aspetti idraulico e geologicogeotecnici. 2.1 Vincolo Idrogeologico La parte settentrionale e centrale del territorio di Nuoro è interessata da Vincolo Idrogeologico In verde l ambito interessato da vincolo Idrogeologico Tale vincolo, istituito con R.D.L. 30/12/1923 n. 3267, ha come scopo principale quello di preservare l ambiente fisico e quindi di impedire forme d uso che possano determinare denudazione, innesco di fenomeni erosivi, perdita di stabilità, turbamento del regime delle acque.. Partendo da questo presupposto tale vincolo impone criteri per il mantenimento dei boschi e l esercizio delle attività di pascolo e colture. Tuttavia non preclude in generale la possibilità di interventi sul territorio, subordinandoli alla presentazione di autorizzazioni secondo la tabella di seguito riportata e riservandosi di vietare quegli interventi che interferiscano con condizioni di dissesto. Per conoscere nel dettaglio le limitazioni e le procedure cui far riferimento per i terreni sottoposti a vincolo idrogeologico è necessario far riferimento alle Prescrizioni di Massima e di Polizia Forestale (Pmpf), approvate con Decreto H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 7 di 97
10 dell Assessore della Difesa dell Ambiente n. 24/CFVA del 23 agosto 2006, le quali razionalizzano ed omogeneizzano le prescrizioni finora vigenti nelle province della Sardegna. Elenco interventi soggetti ad autorizzazione / dichiarazione, tratto da P.M.P.F. Ai fini di una corretta applicazione dell articolo 7 del Regio decreto legge numero 3267 del 1923 è stato chiarito definitivamente il concetto di trasformazione dei terreni sottoposti a vincolo idrogeologico: in particolare si considerano trasformazioni tutti gli interventi che comportano significativi movimenti di terreno e sottrazioni permanenti di suolo alla sua naturale destinazione. H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 8 di 97
11 Ai sensi dell art. 12 del R.D. del 1923, I proprietari dei terreni compresi nelle zone vincolate possono separatamente chiedere che i propri terreni siano in tutto od in parte esclusi dal vincolo. Per ottenere tale esclusione dovranno farne domanda al Comitato forestale. Va puntualizzato, infine che l art. 9 delle Norme Attuative del P.A.I. stabilisce che nelle aree perimetrate da pericolosità frana secondo il P.A.I. è sempre negata l esenzione totale o parziale del vincolo idrogeologico. Inoltre, ai sensi dell art. 9 delle N.A. del P.A.I., l'organo competente della Regione Sardegna estende il vincolo idrogeologico di cui al Regio Decreto n. 3267/1923, ove non esistente, alle aree delimitate dal PAI come aree di pericolosità da frana. 2.2 Piano Paesistico Regionale La Giunta regionale ha approvato con la delibera n. 36/7 del 05/09/2006 l'adozione del Piano Paesaggistico Regionale - Primo ambito omogeneo Area costiera (PPR), strumento di governo del territorio pienamente efficace, redatto ai sensi della L.R. n. 8 del Il PPR risponde alla necessità della politica del territorio di dotarsi di uno strumento che tutela i diritti dell'ambiente e che ricerca la qualità urbanistica e una compatibilità delle trasformazioni. Il piano persegue i fini di: - preservare, tutelare, valorizzare e tramandare alle generazioni future l'identità ambientale, storica, culturale e insediativa del territorio sardo; - proteggere e tutelare il paesaggio culturale e naturale e la relativa biodiversità; - assicurare la salvaguardia del territorio e promuoverne forme di sviluppo sostenibile, al fine di conservarne e migliorarne le qualità. Gli ambiti di paesaggio rappresentano il dispositivo areale generale del Piano paesaggistico regionale. Costituiscono, infatti, la figura spaziale di riferimento della qualità delle differenze del paesaggio ambiente del territorio regionale insita nella sua struttura ambientale che è articolabile nelle componenti naturali, storico-culturali e insediative. Il PPR è il primo piano paesaggistico redatto in Italia in conformità al Codice Urbani (D.L. 22 gennaio 2004, n. 42), che persegue le finalità di migliorare la qualità della vita dei cittadini e promuove forme di sviluppo sostenibile. Il territorio costiero è stato diviso dal piano in 27 ambiti omogenei catalogati tra aree di interesse paesaggistico, compromesse o degradate. Con questi livelli sono assegnati a ogni parte del territorio precisi obiettivi di qualità, e attribuite le regole per il mantenimento delle caratteristiche principali, per lo sviluppo urbanistico ed edilizio, ma anche per il recupero e la riqualificazione. L ambito comunale di interesse ricade, per quanto concerne le componenti di paesaggio ed i sistemi con valenza storico culturale, nella regione storica n. 8 Nuorese. 2.3 Piano Forestale Ambientale Regionale Il Piano Forestale Ambientale Regionale (PFAR), redatto ai sensi del D.Lgs. 227/2001, art. 3, comma 1, è adottato con D.G.R. n.3/21 del Il Piano propone una gamma di linee costituenti un quadro generale di interventi che rappresentano la piattaforma di riferimento della programmazione del settore forestale regionale per i prossimi anni. Lo scenario proposto offre una casistica molto ampia di linee operative, legate alle funzioni di protezione del suolo, naturalistiche e paesaggistiche, produttive, misure sull educazione ambientale e sulla ricerca scientifica applicata al settore forestale. Gli obiettivi che il Piano si propone sono: - la tutela dell ambiente attraverso il miglioramento funzionale dell assetto idrogeologico, il contenimento dei processi di desertificazione e di degrado del suolo e della vegetazione, il miglioramento della funzionalità e H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 9 di 97
12 della vitalità dei sistemi forestali esistenti, il mantenimento della biodiversità degli ecosistemi, la prevenzione e la lotta fitosanitaria, l incremento del patrimonio boschivo e l utilizzo di biomassa legnosa per scopi energetici; - il miglioramento della competitività delle filiere (comparto sughericolo), la crescita economica, l aumento dell occupazione diretta e indotta, la formazione professionale; - l informazione e l educazione ambientale; - il potenziamento degli strumenti conoscitivi, la ricerca applicata e la sperimentazione. Il Piano fraziona il territorio regionale in 25 distretti, tutti ritagliati quasi esclusivamente sui limiti amministrativi comunali, ed entro i quali è riconosciuta una sintesi funzionale degli elementi fisico-strutturali, vegetazionali, naturalistici e storicoculturali del territorio. L ambito in analisi rientra nel distretto 10 Nuorese. 2.4 Piano Urbanistico Provinciale Il 10 settembre 2009 l Ufficio di Piano della Provincia di Nuoro, in qualità di autorità procedente, ha avviato il procedimento per la Valutazione Ambientale Strategica ( VAS) del Piano Urbanistico Provinciale Piano Territoriale di Coordinamento (PUP-PTCP) in adeguamento al Piano Paesaggistico Regionale (PPR). Il Piano è stato redatto ai sensi della L.R. n. 45/1989. Obiettivi generali della pianificazione Il Protocollo d Intesa fra Regione Sardegna e Amministrazione Provinciale di Nuoro individua il Piano Urbanistico Provinciale quale strumento di pianificazione e programmazione economico-territoriale finalizzato al conseguimento dei seguenti obiettivi: 1. indirizzare il governo del territorio verso uno sviluppo sostenibile del territorio stesso, la riqualificazione dei centri urbani ed in particolare delle periferie, la tutela e l uso sociale dei beni culturali, la valorizzazione delle identità locali; 2. tracciare le direttrici dello sviluppo socio-economico tramite una politica di assetto del territorio flessibile, da promuovere con il coinvolgimento delle Amministrazioni comunali; 3. individuare ed elaborare programmi pluriennali sia di carattere generale che settoriale, promuovendo il coordinamento dell attività programmatoria dei Comuni; 4. attuare politiche di tutela delle risorse ambientali che siano il più possibile compatibili con le esigenze di sviluppo economico-produttivo della collettività provinciale. Obiettivi strategici di Piano Nella Provincia di Nuoro esiste una concentrazione senza uguali, rispetto anche al complesso del territorio di tutta l isola, di beni ambientali, naturali, storici e culturali, solo in parte conosciuti e valorizzati, che uniscono caratteristiche tra loro diverse e complementari che possono senz altro considerarsi la più grande risorsa esistente: dal Parco del Gennargentu ai litorali, dalla permanenza di forti tradizioni popolari alla presenza di testimonianze storico-archeologiche. In particolare, mai come in questa realtà, si può affermare che il territorio con questa sua forte valenza ambientale costituisce un valore in sé e che la sua integrità fisica e la sua identità culturale rappresentano un alta potenzialità per uno sviluppo socio-economico che le tuteli e valorizzi contestualmente. Su queste sinergie occorre investire, facendo della valorizzazione la leva per il rilancio socio-economico della provincia e trasformando in valore positivo quella peculiarità dell insediamento che fino ad oggi si è manifestata in negativo: l integrità e la relativa inaccessibilità delle aree interne. In questo senso è possibile così definire e sintetizzare gli obiettivi strategici assunti nell elaborazione del Piano e ai quali sono stati finalizzati indirizzi, direttive e norme: 1. razionalizzare e riqualificare le aree sviluppate, fino ad ora interessate da forme di turismo maturo e recente, prevedendo e promuovendo un adeguata dotazione di servizi e attrezzature sia al servizio degli insediamenti residenziali, che al servizio degli insediamenti turistici, allo scopo di elevare il livello della qualità urbana. H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 10 di 97
13 2. recuperare le aree interne ad una logica di sviluppo compatibile con l ambiente ed integrata con le aree forti, valorizzando le risorse esistenti, con interventi che consentano di esprimere una reciproca sinergia tra aree con caratteristiche e vocazioni diverse. 3. potenziare e sviluppare efficacemente il sistema della mobilità e del trasporto. Per l analisi della cartografia di Piano relativa all ambito comunale si rimanda all elaborato grafico 02 del PUC - P.U.P. - Sistema insediativo e turistico, centri storici istruzione, viabilità, beni ambientali/culturali. Per quanto riguarda l aspetto geologico il P.U.P. evidenzia come gli assetti geomorfologici provinciali non evidenzino situazioni di carattere emergenziale, eccezion fatta per alcune aree dell Ogliastra e per le pendici occidentali del Gennargentu,che però non interessano il territorio del Comune in esame. In riferimento alla questione idraulica, invece, il Piano Urbanistico Provinciale sottolinea come eventi di carattere temporalesco possano mettere in crisi i corsi d acqua a regime torrentizio, caratterizzati dall alternanza di periodi di magra e situazioni di carattere alluvionale, determinate oltre che dall intensità degli eventi pluviometrici, anche dall impermeabilità dei terreni di carattere cristallino-metamorfico che spesso caratterizzano i versanti del nuorese. A tal proposito il P.U.P., soffermandosi soprattutto sull area pianeggiante prossima alla costa, sottolinea l importanza degli sbarramenti artificiali realizzati sulle aste del Cedrino e del Temo, ribadendo al contempo la necessità di una gestione più cautelativa di tali serbatoi al fine di consentire l effettiva laminazione delle piene. Va detto tuttavia che il Comune di Nuoro si trova a monte di tali sbarramenti e non risente, pertanto, del beneficio che ne deriva. H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 11 di 97
14 3 Piano di Assetto Idrogeologico Vigente Con deliberazione in data n. 45/57, la Giunta Regionale suddivide il Bacino Unico Regionale in sette Sub_Bacini, già individuati nell'ambito del Piano per il Razionale Utilizzo delle Risorse Idriche della Sardegna (Piano Acque) redatto nel Nuoro Quadro d unione sottobacini, estratto da P.A.I. Come da schema grafico, il Comune di Nuoro è compreso nei sottobacini: - 02 Tirso (colore viola) - 05 Posada Cedrino (colore verde) Schema bacini idrografici nel Comune di Nuoro H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 12 di 97
15 Il P.A.I. è stato approvato con Decreto del Presidente della Regione Sardegna n.67 del con tutti i suoi elaborati descrittivi e cartografici. Le Norme di Attuazione del P.A.I. sono state aggiornate e approvate con Decreto del Presidente della Regione Sardegna n.35 del 21 Marzo Rispetto al P.A.I. approvato nel 2006 sono state apportate alcune varianti richieste dai Comuni o comunque scaturite da nuovi studi o analisi di maggior dettaglio nelle aree interessate. Per quanto riguarda il territorio comunale di Nuoro la variante di riferimento è quella del sub-bacino 5 Posada-Cedrino, adottata definitivamente dal Comitato Istituzionale dell'autorità di Bacino con deliberazione n. 2 del 25 febbraio 2010, approvata con D.P.R. n. 1 del Il PAI considera: - la prevenzione dei pericoli e dei rischi idrogeologici nel bacino idrografico unico regionale; - il controllo del rischio nelle aree di pericolosità idrogeologica, pericolosità idraulica e pericolosità da frana. Tra i risultati prodotti, oltre a quelli espressamente richiesti dal DL 180/98 è stata definita in maniera distinta anche la perimetrazione delle aree pericolose nella convinzione che queste non solo fossero il passaggio nella definizione delle aree a Rischio, ma bensì servissero come indicazioni guida ad interventi futuri. In questo modo, mentre la carta rappresentativa del tema "rischio" fornisce il quadro dell'attuale livello di rischio esistente sul territorio, la carta del tema "aree pericolose per fenomeni di piena o di frana " consente di evidenziare il livello di pericolosità che insiste sul territorio anche se non attualmente occupato da insediamenti antropici. Ciò allo scopo di prevenire un uso improprio del territorio in aree non sicure come ad esempio nuove aree di espansione dei centri abitati, attività turistiche in aree attualmente non occupate, nuove infrastrutture che purtroppo costituiscono la maggioranza di casi a rischio nell attuale censimento. In questo senso si spiega la distinzione tra Rischio e Pericolosità all interno delle tavole allagate al P.A.I. ed al presente studio, come accennato nel capitolo di Introduzione. La relazione generale al P.A.I. evidenzia come la possibilità di allagamento sia legata spesso alla scarsa attenzione riservata ai corsi d acqua, in termini di manutenzione e distanze di rispetto: Estratto da P.A.I. (grafico riferito all intera Regione Sardegna) Per quanto riguarda, invece, il Rischio di Frana, si può rilevare una situazione abbastanza diffusa di pericolosità derivante in parte dalle caratteristiche geologiche del territorio ed in parte dalle condizioni di uso del territorio stesso, soprattutto in relazione agli interventi antropici. In tal caso contrariamente a quanto si osserva per il Rischio Idraulico, l uso del territorio non modifica la pericolosità del territorio, ma introducendo insediamenti legati all attività antropica (elementi a rischio) in aree naturalmente pericolose le trasforma in aree a rischio L Ambito comunale in analisi presenta, ai sensi della cartografia allegata al PAI, ambiti: H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 13 di 97
16 - Hg 4 Aree con pericolosità da frana molto elevata; - Hg 3 Aree con pericolosità da frana elevata; - Hg 2 Aree con pericolosità da frana media; - Hg 1 Aree con pericolosità da frana moderata; - Hg 0 Aree con pericolosità da frana nulla; Si riportano di seguito gli articoli delle Norme Tecniche di Attuazione del P.A.I. che disciplinano le diverse classi di pericolosità: CAPO III AREE DI PERICOLOSITÀ DA FRANA ARTICOLO 31 Disciplina delle aree di pericolosità molto elevata da frana (Hg4) 1. Fermo restando quanto stabilito negli articoli 23 e 25, in materia di interventi strutturali e non strutturali per il controllo dei dissesti - individuati dal PAI, dal programma triennale di attuazione o dalle competenti autorità regionali in osservanza di quanto stabilito dal PAI - nelle aree di pericolosità molto elevata da frana sono consentiti esclusivamente: a) le opere di bonifica e sistemazione dei movimenti franosi, di manutenzione e consolidamento dei versanti, di tutela dei suoli; b) le opere anche temporanee e gli interventi idraulico-forestali e idraulico-agrari per la riduzione o l eliminazione dei pericoli e dei rischi da frana nelle aree di innesco e sviluppo dei fenomeni di dissesto; c) le opere di riqualificazione ambientale, miglioramento del patrimonio forestale, conservazione delle colture agrarie tradizionali, rinaturalizzazione delle aree inutilizzate; d) le ricostituzioni boschive e la semina di prati suscettibili di abbassare le soglie di pericolosità o di rischio; e) il taglio di piante qualora sia dimostrato che esse concorrano a determinare lo stato di instabilità dei versanti, soprattutto in terreni litoidi e su pareti subverticali; f) le opere urgenti e indifferibili degli organi di protezione civile o delle autorità idrauliche regionali competenti per la tutela di persone e beni in situazioni di rischio da frana eccezionali. 2. In materia di patrimonio edilizio pubblico e privato nelle aree di pericolosità molto elevata da frana sono consentiti esclusivamente: a) gli interventi di demolizione, senza possibilità di ricostruzione nello stesso sito; b) la riparazione di edifici esistenti danneggiati da calamità naturali, compatibilmente con le norme nazionali e regionali vigenti, a condizione che non si tratti di ricostruzione anche parziale; c) le opere di manutenzione ordinaria degli edifici; d) le opere di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo degli edifici; e) gli interventi per ridurre la vulnerabilità degli edifici esistenti e migliorare la tutela della pubblica incolumità all interno delle residenze civili e delle costruzioni adibite a servizi; f) gli interventi di adeguamento igienico-sanitario degli immobili adibiti a residenza anche stagionale o a servizi, con particolare riferimento a quelli resi obbligatori da norme di legge statale o regionale ovvero a quelli indispensabili per garantirne la funzione collegata alla destinazione d'uso, con realizzazione dei relativi volumi tecnici indispensabili; g) le opere di adeguamento richieste dalla normativa in materia di sicurezza ed igiene sul lavoro, superamento delle barriere architettoniche, prevenzione degli incendi, tutela di beni archeologici, storici, artistici e culturali, con realizzazione dei relativi volumi tecnici indispensabili; h) i mutamenti di destinazione d uso compatibili con gli elementi formali e strutturali degli edifici a condizione che non sia incrementato neppure uno dei fattori che concorrono a determinare il rischio specifico nella formulazione di cui al punto 2.1 del D.P.C.M ; i) la realizzazione di parcheggi nel sottosuolo degli edifici esistenti a condizione preclusiva di orientarne verso valle gli accessi; j) l. la realizzazione e l'integrazione di impianti privati di depurazione, di apparecchiature tecnologiche, di impianti per l'impiego di fonti energetiche rinnovabili e per il contenimento dei consumi energetici, unitamente alla realizzazione dei connessi volumi tecnici, a condizione che si tratti di interventi a servizio di singoli edifici residenziali, conformi agli strumenti urbanistici e valutati indispensabili per la funzionalità degli edifici o vantaggiosi dall'autorità competente per la concessione o l'autorizzazione; k) m. le opere di sistemazione e manutenzione di superfici inedificate o scoperte di edifici esistenti, compresi rampe di accesso, recinzioni, muri a secco, contenimenti in pietrame, terrazzamenti, siepi, impianti a verde; l) n. la realizzazione di ricoveri mobili per animali da allevamento, di manufatti mobili adibiti a ricovero transitorio degli addetti alle attività pastorali, di manufatti per il foraggiamento della selvaggina. 3. In materia di infrastrutture a rete o puntuali pubbliche o di interesse pubblico nelle aree di pericolosità molto elevata da frana sono consentiti esclusivamente: a) gli interventi di manutenzione ordinaria; b) gli interventi di manutenzione straordinaria; c) c gli interventi di adeguamento per l integrazione di innovazioni tecnologiche; d) gli interventi di adeguamento per la sicurezza di esercizio richiesti da norme nazionali e regionali; e) allacciamenti a reti principali e nuovi sottoservizi a rete interrati lungo tracciati stradali esistenti, ed opere connesse compresi i nuovi attraversamenti; f) le ristrutturazioni richieste dalle esigenze di mitigazione dei rischi da frana; g) nuovi interventi di edilizia cimiteriale, purché realizzati nelle porzioni libere interne degli impianti cimiteriali esistenti; h) nuove strutture di servizio ed insediamenti mobili, preferibilmente provvisori, destinati ad attrezzature per il tempo libero, la fruizione dell'ambiente naturale, le attività sportive e gli spettacoli all'aperto; i) gli ampliamenti, le ristrutturazioni e le nuove realizzazioni di infrastrutture riferibili a servizi pubblici essenziali non altrimenti localizzabili o non delocalizzabili, a condizione che non esistano alternative tecnicamente ed economicamente sostenibili, che tali interventi siano coerenti con i piani di protezione civile, e che ove necessario siano realizzate preventivamente o contestualmente opere di mitigazione dei rischi specifici. 4. Nelle aree di pericolosità molto elevata da frana resta comunque sempre vietato realizzare: a) nuovi impianti o ampliamenti di impianti di trattamento, smaltimento e di recupero dei rifiuti; b) nuovi impianti o ampliamenti di impianti di trattamento delle acque reflue; c) nuovi stabilimenti o ampliamenti di stabilimenti soggetti agli obblighi di cui agli articoli 6, 7 e 8 del decreto legislativo , n. 334; d) bonifiche di terreni umidi o miglioramenti fondiari che producano livellamento di terreni; e) scavi, riporti e movimenti di terra capaci di aumentare il livello del pericolo e del rischio da frana. 5. Per gli impianti e gli stabilimenti di cui al comma precedente, lettere a., b., c., d., esistenti alla data di approvazione del PAI, sono ammessi: a) l adeguamento tecnico alle normative in vigore; H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 14 di 97
17 b) la manutenzione ordinaria o straordinaria; c) l ampliamento dei soli volumi tecnici non altrimenti localizzabili e senza alternative progettuali tecnicamente ed economicamente sostenibili necessari per migliorare le condizioni igienico-sanitarie, di esercizio, di efficiente funzionamento e di sicurezza, salve le verifiche di sicurezza di cui all articolo 22; d) gli adeguamenti tecnici per eliminare o mitigare i rischi da frana, anche in relazione alle verifiche di cui all'articolo bis. Sono inoltre consentiti le ricerche e i prelievi idrici purché in tutte le aree pericolose le relative opere siano realizzate, attrezzate e mantenute in modo da non produrre erosione dei suoli, fenomeni di subsidenza o alterazioni permanenti della circolazione idrica naturale e comunque tali da non pregiudicare o aggravare la situazione esistente. Per tali attività, dovranno essere acquisiti tutti i nullaosta o autorizzazioni previste dalla normativa di settore. 7. Lo studio di compatibilità geologica e geotecnica di cui all art. 25: a) è richiesto per tutti gli interventi consentiti dal comma 1, fatta eccezione di quelli di cui alla lettera f.; b) è richiesto per gli interventi di cui al comma 2, lettere a., e., i., l.,m; c) è richiesto per gli interventi di cui al comma 3, lettere e., f., g., h.i. Lo studio è richiesto per gli interventi di cui alla lettera c. solo nel caso in cui le innovazioni tecnologiche producano un aumento delle capacità di servizio dell infrastruttura; d) è richiesto per gli interventi di cui al comma 5 bis e del comma 8 (lettera così modificata dal Decreto del Presidente della Regione Sardegna n 35 del 21 marzo 2008) 8. Per gli interventi di cui al comma 2 lettere d. ed h. e al comma 3 lettera b., l Autorità Idraulica potrà richiedere, a suo insindacabile giudizio, lo studio di compatibilità geologica e geotecnica o parte di esso, in relazione alla peculiarità dell intervento. 9. Nelle sole situazioni in cui il pericolo di frana scaturisce da fenomeni gravitativi denominati SINKHOLE (crollo/subsidenza indotti da cavità sotterranee naturali, carsiche o di dissoluzione; o antropiche, estrattive) è consentita nelle aree pericolose la realizzazione, in materia di patrimonio edilizio, pubblico e privato, e in materia di infrastrutture a rete o puntuali pubbliche o di interesse pubblico, di nuove costruzioni, ristrutturazioni, restauro conservativo previo studio dettagliato dell area da effettuarsi con l estensione e le modalità previste nel protocollo tecnico tipo approvato dal Comitato Istituzionale dell Autorità di Bacino. Gli stessi interventi da realizzarsi nell area, salvo quelli specificatamente vietati dalle N.A., potranno effettuarsi solo a seguito dell approvazione, da parte del Comitato istituzionale su proposta dell autorità idraulica dello studio di cui sopra e della realizzazione delle opere di salvaguardia eventualmente necessarie. In ogni caso l'area rimarrà sottoposta al vincolo di pericolosità che potrà essere declassato successivamente, con opportuna variante al PAI, solo a seguito di studi ed eventuali lavori di salvaguardia già effettuati su congrue estensioni contigue di territorio. ARTICOLO 32 Disciplina delle aree di pericolosità elevata da frana (Hg3) 1. Fermo restando quanto stabilito negli articoli 23 e 25, nelle aree di pericolosità elevata da frana sono consentiti tutti gli interventi, le opere e le attività ammessi nelle aree di pericolosità molto elevata da frana, alle medesime condizioni stabilite nell articolo Nelle aree di pericolosità elevata da frana valgono i divieti generali di cui all articolo 31, comma In materia di patrimonio edilizio sono inoltre consentiti esclusivamente: a) demolizioni e ricostruzioni nello stesso sito nonché modifiche delle destinazioni d uso, compatibili con gli elementi formali e strutturali preesistenti degli edifici, per migliorare l efficienza di interventi di restauro e risanamento conservativo degli edifici; b) ampliamenti in occasione di adeguamenti con le finalità di cui all articolo 31, comma 2, lettere e., f., a condizione che le rispettive motivazioni siano espressamente certificate, valutate ed assentite nella concessione o nell autorizzazione; c) nuovi impianti tecnologici destinati a migliorare l uso e la funzionalità degli immobili; d) a realizzazione di volumi interrati accessori agli immobili, purché non impegnino una superficie superiore al doppio della superficie coperta dagli edifici serviti e che gli accessi siano orientati verso valle; e) la realizzazione di manufatti non qualificabili come volumi edilizi. 4. Lo studio di compatibilità geologica e geotecnica di cui all articolo 25 è richiesto per gli interventi di cui al comma 3, lettere a., b., c., d. ARTICOLO 33 Disciplina delle aree di pericolosità media da frana (Hg2) 1. Fermo restando quanto stabilito negli articoli 23 e 25, nelle aree di pericolosità media da frana sono consentiti tutti gli interventi, le opere e le attività ammessi nelle aree di pericolosità molto elevata ed elevata da frana, alle medesime condizioni stabilite negli articoli 31 e In materia di patrimonio edilizio sono inoltre consentiti esclusivamente: a) gli interventi di ristrutturazione edilizia; b) gli ampliamenti e le nuove costruzioni nei lotti interclusi dei centri edificati definiti ai sensi della normativa regionale o ai sensi dell'articolo 18 della legge n. 865/1971; c) gli ampliamenti e le nuove costruzioni nelle aree libere di frangia dei centri edificati, con esclusione delle sole aree situate a monte delle costruzioni esistenti alle quote più alte dei versanti esposti alle frane; d) i cambiamenti di destinazione d'uso nei centri edificati, nelle zone residenziali e nelle zone di verde privato, anche relativi ai fabbricati rurali esuberanti per la conduzione dell'azienda agricola, purché compatibili con le caratteristiche formali e strutturali preesistenti degli edifici; e) i cambiamenti di destinazione d'uso al di fuori delle zone di cui alla precedente lettera d., con eventuali aumenti di superficie o volume e di carico urbanistico non superiori al 20%, a condizione di essere finalizzati a servizi pubblici e di pubblica utilità o ad attività terziarie ed attività diverse compatibili con le condizioni di pericolosità media da frana; f) in tutte le zone territoriali omogenee, con esclusione delle aree con vincoli di tutela ambientale e paesistica, i recuperi a fini residenziali, esclusivamente per le necessità dei conduttori dei fondi agricoli, di edifici ed annessi rustici esistenti alla data di approvazione del PAI e divenuti non idonei alla conduzione degli stessi fondi; g) la realizzazione di volumi per attività agrituristica nelle sedi delle aziende agricole; h) l'ampliamento degli immobili destinati ad esercizi alberghieri o di somministrazione di pasti e bevande; i) gli ampliamenti e le nuove realizzazioni di insediamenti produttivi, commerciali e di servizi. 3. In materia di infrastrutture a rete o puntuali pubbliche o di interesse pubblico nelle aree di pericolosità media da frana sono inoltre consentiti esclusivamente: a) gli ampliamenti, le ristrutturazioni e le nuove realizzazioni di infrastrutture riferibili a servizi pubblici essenziali non altrimenti localizzabili o non delocalizzabili, a condizione che non esistano alternative tecnicamente ed economicamente sostenibili, che tali interventi siano coerenti con i piani di protezione civile, e che ove necessario siano realizzate preventivamente o contestualmente opere di mitigazione dei rischi specifici; b) l'adeguamento degli impianti esistenti di depurazione delle acque e di smaltimento dei rifiuti; c) gli interventi di edilizia cimiteriale. 4. Nelle aree di pericolosità media da frana resta comunque sempre vietato realizzare nuovi impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti. 5. Lo studio di compatibilità geologica e geotecnica di cui all articolo 25: a) è richiesto per gli interventi di cui al comma 2 lettere a., b., c., e., g., h., i. Per gli interventi di cui al comma 2 lettera d., l Autorità Idraulica potrà richiedere, a suo insindacabile giudizio, lo studio di compatibilità geologica e geotecnica o parte di esso, in relazione alla peculiarità e entità dell intervento; b) è richiesto per gli interventi di cui al comma 3, lettere a., b., c. 6. Le modifiche e gli ampliamenti relativi agli stabilimenti soggetti agli obblighi di cui agli articoli 6, 7 e 8 del decreto legislativo , n. 334, Attuazione della direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose, eventualmente ubicati nelle H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 15 di 97
18 aree di pericolosità media da frana, sono decise secondo il criterio di precauzione applicando le modalità di valutazione di cui al punto 6.3 dell Allegato al decreto del Ministro dei lavori pubblici Requisiti minimi di sicurezza in matteria di pianificazione urbanistica e territoriale per le zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante. ARTICOLO 34 Disciplina delle aree di pericolosità moderata da frana (Hg1) Fermo restando quanto stabilito negli articoli 23 e 25, nelle aree di pericolosità moderata da frana compete agli strumenti urbanistici, ai regolamenti edilizi ed ai piani di settore vigenti disciplinare l'uso del territorio e delle risorse naturali, ed in particolare le opere sul patrimonio edilizio esistente, i mutamenti di destinazione, le nuove costruzioni, la realizzazione di nuovi impianti, opere ed infrastrutture a rete e puntuali pubbliche o di interesse pubblico, i nuovi insediamenti produttivi commerciali e di servizi, le ristrutturazioni urbanistiche e tutti gli altri interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia, salvo in ogni caso l impiego di tipologie e tecniche costruttive capaci di ridurre la pericolosità ed i rischi. Per analizzare le pericolosità individuate, tuttavia, è più corretto affrontare separatamente i due sottobacini cui Nuoro appartiene: - Sub-bacino 02 Tirso - Sub-Bacino 05 Posada - Cedrino H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 16 di 97
19 3.1.1 Sub-Bacino del Tirso Il sub bacino del Tirso si estende per 5327 km 2 pari al 22% del territorio regionale; sono presenti tredici opere di regolazione in esercizio e numerose derivazioni. NUORO La rete idrografica è costituita dai seguenti corsi d'acqua: - Fiume Tirso, che rappresenta, insieme al Flumendosa, la maggiore risorsa idrica superficiale della regione; - Rio Mannu di Benetutti, affuente in sinistra dell'alto Tirso; - Rio Liscoi-Badu Ozzastru, affluente in sponda sinistra, parallelo al precedente; - Rio Murtazzolu, affluente in sponda destra poco a monte del Lago Omodeo; - Fiume Taloro, tributario più importante del Tirso in sponda sinistra. Confluisce direttamente nel lago Omodeo ed è interessato da importanti opere di invaso ad uso plurimo; - Rio Govossai, affluente del Taloro; - Rio Siddo, tributario della sponda destra del lago Omodeo; - Rio Araxixi, denominato anche Rio Flumineddu di Allai e Rio Massari, costituisce il secondo importante affluente del Tirso, in sponda sinistra, a valle del Lago Omodeo e in corrispondenza del nuovo lago della diga Cantoniera; - Rio Imbessu, affluente in sponda sinistra dell'araxixi; - Rio Mannu di Simaxis, affluente in sponda sinistra del basso Tirso, poco a monte di Oristano; - Rio Mannu di S.V. Milis, che riceve il Mannu di Tramatza e il Rio di Cispiri per alimentare lo stagno di Cabras, insieme al Rio Iscas e a piccoli rii minori; H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 17 di 97
20 - Rio Salighes, Rio di S. Caterina, Rio Pischinappi; costituiscono una serie di corsi d'acqua costieri dell'estremo nord del bacino; - Rio di S. Giusta, al di sotto del tratto terminale del Tirso, alimenta l'omonimo stagno; - Rio Mogoro, che si sviluppa principalmente nella parte settentrionale del Campidano, e sfocia nella laguna costiera di Marceddì, diventandone il principale tributario di acqua dolce. E' regolato da un invaso per la laminazione delle piene; - Rio Sassu, compreso fra il Rio Mogoro, il Mannu di Simaxis e il basso Tirso, è collegato alla rete di bonifica di Arborea-Terralba ed alimenta lo stagno di interesse naturalistico di S'Ena Arrubia; - Flumini Mannu di Pabillonis, che riceve i due principali tributari costituiti dal Flumini Bellu e il Flumini Malu; l'insieme drena i deflussi dell'arburese-guspinese e della piana di Sardara e S.Gavino e alimenta la laguna di Marceddì; - Rio Sitzerri, già affluente montano in sponda sinistra del Mannu di Pabillonis, separato artificialmente nella parte terminale; insieme a quest'ultimo sfocia nella laguna di Marceddì. Caratteristiche geologiche del sottobacino I lineamenti geologici salienti del sottobacino regionale Tirso si contraddistinguono per una considerevole varietà di associazioni litologiche e morfo-strutturali. Procedendo nella descrizione dai termini formazionali più antichi verso i più recenti, occorre considerare il vasto areale interno di affioramento del basamento metamorfico di età Paleozoica, in corrispondenza delle catene montuose del Gennargentu e della Barbagia di Ollolai-Belvì, del Goceano-Marghine e, nel settore meridionale, del M.Linas. La serie ignea Permo-Carbonifera, a prevalente composizione granitoide, occupa estese superfici nel settore centro-settentrionale del bacino, nella zona compresa tra il Mandrolisai, il medio-basso bacino del F.Taloro e l area in sinistra idrografica del F.Tirso tra Orotelli-Benetutti. La serie carbonatica mesozoica presenta un carattere localizzato, limitato a lembi isolati tra il Sarcidano e la Barbagia di Belvi. Le vulcaniti oligo-mioceniche sono disposte secondo un ellissoide con asse SW-NE, che si interpone tra la serie igneometamorfica, l altopiano di Abbasanta (settore centro-occidentale dell area di studio) e la catena del M.te Arci; in questi ultimi affiorano i terreni vulcanici basaltico-andesitici e trachitico-fonolitici di età Pliocenica, associati a serie terrigene conglomeratico-arenacee e subordinatamente carbonatico-siltitiche. Nella porzione centro-meridionale del sottobacino in esame, approssimativamente identificabile con le zone interne del bacino del Mogoro e la Marmilla, si rinviene una successione di terreni sedimentari oligo-miocenici (conglomerati, arenarie, calcareniti, siltiti). I principali sistemi di pianura quaternaria corrispondono al retroterra del Golfo di Oristano e al graben del Campidano (compreso tra San Gavino Monreale San Nicolò Arcidano); le piane alluvionali interne sono poco sviluppate da un punto di vista areale. Per quanto riguarda la pericolosità geomorfologica, il P.A.I. individua in questo sottobacino la frana codificata come B2FR033. H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 18 di 97
21 Tavola B2Hg033/49 P.A.I. H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 19 di 97
22 Il P.A.I. prevede a risoluzione di questa frana un area di 1 000m su cui operare un intervento di tipo E2-E3-E4 (georete ed inerbimento, canaletta inerbita, gradonata mista con talee e piantine) per un costo complessivo di 561' Sub-Bacino Posada Cedrino Il Sub_Bacino si estende per 2423 km 2, pari al 10.1% del territorio regionale; in esso sono presenti due opere di regolazione in esercizio, di cui una dedicata alla laminazione delle piene. NUORO I corsi d'acqua principali sono i seguenti. - Fiume Cedrino, che costituisce il corso d'acqua principale, regolato dalla diga di Pedra e Othoni, destinata alla laminazione delle piene e, in modesta parte, all'approvvigionamento idropotabile ed irriguo della valle del Cedrino. A monte della diga è la sorgente di Su Cologone, dichiarata monumento naturale di interesse nazionale. Gli affluenti principali sono il Rio Flumineddu di Dorgali, Il Rio Sa Oche, il Rio Sologo. - Rio Sos Alinos, sfociante a cala Liberotto. - Rio di Berchidda. - Rio di Siniscola. H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 20 di 97
23 - Rio di Posada, regolato dalla diga di Macheronis. - Rio Codula di Sisine. - Rio Codula de Luna. Come per il Fiume Cedrino, i primi quattro rii, pur sottendenti bacini di modesta estensione, presentano particolari problemi nelle parti terminali del loro corso per motivi orografici e legati all'antropizzazione, mentre gli ultimi due sono stati presi in considerazione in virtù della loro notevole importanza naturalistica. Analogamente, sono stati considerati i due canali artificiali seguenti in quanto soggetti a frequenti esondazioni: - Canale "Su Cantaru", a Lodè. - Canale di guardia di Oliena. Caratteristiche geologiche del sottobacino Il sub bacino Posada Cedrino presenta diverse associazioni di forme e processi morfologici strettamente correlate alla tipologia delle formazioni litologiche presenti in affioramento, estremamente eterogenee sia per quanto attiene all età che per quanto riguarda l origine e la tipologia. Il territorio in oggetto è caratterizzato fondamentalmente da litotipi a carattere lapideo costituenti il basamento (granitoidi e metamorfiti), le coperture carbonatiche mesozoiche e quelle vulcaniche plio-pleistoceniche. Solo in minima parte, circa il 5% della superficie totale, l affioramento diretto è rappresentato da terreni di copertura recente ed attuale. La serie basale è rappresentata dalle litologie del complesso cristallino-metamorfico, paleozoico, costituito per lo più da micascisti e filladi in facies a scisti verdi entro cui si sono intruse le plutoniti tardotettoniche del ciclo orogenetico ercinico. Sopra questi si ritrovano le formazioni calcareodolomitiche depostesi in un bacino sedimentario mesozoio. A metà del Cenozoico si svilupparono tra le maggiori deformazioni tettoniche che determinarono l emersione delle assise carbonatiche e del basamento metamorfico cristallino, conferendo a questi una marcata strutturazione che facilitò l evoluzione morfologica, principalmente lungo le linee di faglia e di fratturazione, secondo tipici processi di erosione superficiale a carattere fluviale. Tra il Terziario e il Quaternario vaste aree orientali del bacino furono interessate da un intensa ed abbondante azione vulcanica effusiva, secondo schemi continentali di tipo plateaux, con il riempimento e la fossilizzazione di numerose forme precedenti. Nel Quaternario si formarono le serie sedimentarie recenti pleistoceniche associate ai principali corsi d acqua. Le rocce presentano nella maggior parte dei casi stati di alterazione limitata e di spessore non considerevole anche se sono frequenti situazioni puntuali di alterazione avanzata con abbondante fratturazione; i terreni di copertura sono sciolti e localizzati quasi esclusivamente nelle piane alluvionali, nei fondo valle principali e nelle aree morfologicamente depresse al piede dei rilievi. Dal punto di vista morfologico prevalgono le forme montagnose e collinari aspre nella porzione meridionale ed occidentale, mentre in quella settentrionale ed orientale si ha la prevalenza di forme morbide collinari e pianeggianti. Analoga suddivisione può essere in linea di massima fatta per quanto attiene alle pendenze; le aree a pendenze più elevate si riscontrano nel settore sud-occidentale, mentre quelle a pendenza più limitata sono individuabili nel settore nord-orientale del bacino. Per quanto attiene alla strutturazione tettonica, appare prevalente la direttrice SSO-NE, secondo cui si sviluppano le due faglie principali che caratterizzano il bacino: la faglia Nuoro-Posada e quella del Flumineddu. Per la determinazione delle aree soggette a pericolosità e rischio nel sub-bacino Posada Cedrino è necessario far riferimento alla variante P.A.I. adottata il , nell ambito della quale è stato possibile acquisire una conoscenza più dettagliata dei fenomeni di dissesto interni al sottobacino ed aggiornare di conseguenza i perimetri del rischio. Per quanto riguarda le frane buona parte del territorio comunale è interessata da un certo livello di pericolosità. H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 21 di 97
24 Variante P.A.I. Posada-Cedrino, Revisione Ottobre 2009 Nell'ambito della variante al P.A.I. proposta dal C.I.N.S.A. è stata condotta una campagna speditiva di indagini geomeccaniche in situ (es.: classificazioni dell'ammasso roccioso) su alcuni siti potenzialmente pericolosi in senso geomorfologico: H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 22 di 97
25 Ubicazione stazioni di rilevamento, tratto da P.A.I., report attività siti franosi Segue una descrizione schematica dei singoli siti così studiati, tratta dal Report attività di rilievo di campo dei siti franosi del P.A.I. e qui inserita a completamento della fase conoscitiva del territorio nuorese dal punto di vista geomeccanico: H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 23 di 97
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33 Schede tratte dal Report di attività di campo dei siti franosi, P.A.I. Segue l illustrazione delle singole criticità evidenziate dal P.A.I., con scheda monografica estratta dall elaborato B5_7 Piano di Coordinamento degli interventi di mitigazione parte frane. H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 31 di 97
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42 Il P.A.I. elabora previsioni di risoluzione per le emergenze di carattere geologico-geotecnico, distinguendole a seconda del livello di priorità: H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 40 di 97
43 Estratto Figura n. 1 dell'elaborato C.I.N.S.A. 17. B5_NUORO "Scheda informativa per gli interventi connessi ai movimenti franosi - Comune di Nuoro (Comune di Nuoro - Planimetria interventi mitigazione rischio franoso). H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 41 di 97
44 BREVE DESCRIZIONE DELLE AZIONI DEL PUC Di seguito verranno brevemente descritte le principali trasformazioni introdotte dal Piano Urbanistico Comunale. Dapprima verranno elencati gli obiettivi fondamentali che hanno inspirato le scelte progettuali, di seguito verranno descritti ambiti di trasformazione particolare, denominati Progetti Strategici. È solo il caso di puntualizzare che tali progetti strategici, diversamente dalla zonizzazione urbanistica, non hanno carattere prescrittivo ma rispondono semplicemente all esigenza di razionalizzare le diverse proposte mettendo in luce gli obiettivi finali a cui l interazione tra le scelte di piano può portare, provando ad illustrare lo scenario della città futura ed esplicitando gli obiettivi di lungo periodo cui la progettazione mira. 3.2 Obiettivi di piano Gli obiettivi principali con cui il nuovo PUC è stato costruito sono: 1. inserire il PUC all interno del nuovo processo urbanistico - programmatorio che la Regione Sardegna ha avviato con la redazione ed approvazione del Piano Paesaggistico Regionale PPR; 2. la costruzione di un piano non solo di zoning tradizionale (anche se l elemento deve essere presente per salvaguardare le regole legislative) ma con estrema attenzione alla forma fisica della città, alla morfologia della città e che si sviluppa per progetti strategici; 3. l equità urbanistica con l introduzione della perequazione, compensazione e crediti edilizi; 4. la valutazione delle risorse. 3.3 I progetti strategici Il progetto di piano è stato sviluppato attraverso la predisposizione di una serie di progetti per parti importanti di città. Questi sono stati definiti Progetti Strategici perché ricoprono una primaria importanza nella struttura del nuovo piano e sono, a loro volta, coerenziati con il Piano Strategico di Nuoro e dei comuni contermini. I progetti strategici sono i seguenti: 1. PS1: Città di trasformazione ovest - parco lineare; 2. PS2: Il Quadrivio; 3. PS3: La città storica; 4. PS4: Il parco sportivo; 5. PS5: Ambiente e turismo; 6. PS6: Il progetto di suolo della città pubblica; 7. PS7: La circonvallazione PROGETTO STRATEGICO 1: città di trasformazione ovest parco lineare Il PS1 prevede la trasformazione di un'ampia parte di territorio della città di Nuoro, circa 60 ettari, nella parte ovest della stessa. Il progetto prevede la continuazione del sistema del binario stradale già presente nel piano Ramazzotti 98 e attuato quasi completamente. Il progetto denominato come asse terziario è, come detto, per buona parte realizzato: - sono state realizzate le due strade parallele via Pertini e via San Giovanni Bosco; - sono state edificate a nord e a sud le zone residenziali, altre sono in corso di realizzazione; - sono stati realizzati i servizi pubblici all'interno del binario. H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 42 di 97
45 Il progetto prevede la realizzazione di un parco lineare in continuazione dell' asse attrezzato. All'interno del parco lineare devono trovare collocazione strutture di tipo pubblico legate alla realizzazione degli standard primari e secondari e legate a servizi generali sempre di tipo pubblico. A titolo esemplificativo: - scuole; - parchi/verde urbano; - impianti sportivi, uffici pubblici con la conseguente dotazione di parcheggi. Nella parte sud compresa tra la nuova strada da realizzare (proseguimento di via San Giovanni Bosco) e la circonvallazione sud è prevista un'area edificabile di tipo misto con destinazioni residenziali, commerciali e per uffici di tipo privato. Il tutto inserito all'interno di aree verdi e con gli standard oltre ai minimi di legge. Di seguito si riporta un estratto della zonizzazione del PUC oltre che l elab. 18 che definisce un ipotesi progettuale: Estratto zonizzazione di progetto H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 43 di 97
46 Estratto PS01 In base all art. 45 delle NTA il progetto deve attuarsi attraverso un piano particolareggiato di iniziativa pubblica. La realizzazione della nuova edificazione è comunque soggetta alla realizzazione della viabilità funzionale, alla realizzazione delle reti tecnologiche e degli standard. H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 44 di 97
47 3.3.2 PROGETTO STRATEGICO 2: il Quadrivio Il PS2 si pone l obiettivo di sistemare e rifunzionalizzare una parte di città molto importante ai fini dell accesso da nord. L area è incerneriata all incrocio di cinque strade importanti che mettono in interconnessione l entrata/uscita a/da Nuoro con la parte est (città storica) e con la parte ovest (espansione recente). Nel Quadrivio sono presenti le seguenti aree: a) l area del campo sportivo e dei campi da tennis; b) l area della caserma dell Artiglieria; c) l area del complesso ospedaliero Zonchello ; d) l area della casa cantoniera e le sue pertinenze, all inizio della direttrice storica per Cagliari e per Sassari; e) l area della stazione ferroviaria urbana; f) l area della stazione degli autobus; g) l area della caserma dei Vigili del Fuoco e le sue pertinenze. Il progetto prevede la sistemazione e la riqualificazione di tutta l area e la rifunzionalizzazione dei singoli ambiti. In modo particolare si prevede: a) la rifunzionalizzazione della caserma dell Artiglieria per adibirla a Servizi pubblici con destinazione d uso Campus Universitario, b) la rifunzionalizzazione dell area libera posta a sud per standard o servizi pubblici o eventualmente E.R.P., c) la sostituzione del campo sportivo per eventi quando lo stesso sarà delocalizzato, con un parco cittadino e /o impianti sportivi di quartiere; il suo eventuale mantenimento con obbligo di abbattimento del muro perimetrale affinchè si faciliti l aggregazione e la permeabilità tra campo sportivo, parco Zonchello e Campus Universitario; d) la rifunzionalizzazione dell area della stazione ferroviaria mantenendo la destinazione esistente ma prevedendo la realizzazione sopra lo stesso sedime, sfruttando le differenze di quota, di un parcheggio scambiatore al servizio della città esistente, la realizzazione di volumetria a destinazione residenziale, commerciale e per uffici. e) il mantenimento della zona verde di Sa Cannas in quanto incompatibile, per l edificazione con il PAI; f) il mantenimento della struttura ospedaliera e del parco nel quale la stessa è inserita con la possibilità di ampliare la funzione anche nelle aree poste a nord (attualmente edifici scolastici dismessi) e con un passaggio carraio e pedonale con la stessa zona ospedaliera posto ad est di via Antonio Segni. I dati progettuali sono i seguenti: Area stazione - realizzazione di una piastra anche a più piani da adibire a parcheggi pubblici e privati: mq. secondo progetto PUA; - destinazioni d uso consentite: residenza, commercio, uffici. Area caserma artiglieria - risanamento conservativo edifici esistenti e loro rifunzionalizzazione; il risanamento potrà essere attuato anche attraverso demolizione e ricostruzione. E consentita anche la nuova edificazione finalizzata alla realizzazione dl campus universitario. E consentita la realizzazione di volume per residenza, commercio, uffici nella zona a sud (appositamente delimitata); - destinazione d uso: campus universitario; - parcheggi: potranno essere ricavati solo pochi parcheggi di servizio, ubicati in zona idonea e opportunamente mascherati per non alterare il progetto principale di campus nel verde; - verde e spazi aperti: tutte le aree scoperte dovranno essere trattate a verde o con materiali permeabili o semipermeabili limitando al massimo l uso di materiali impermeabili (asfalto e similari). H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 45 di 97
48 Area campo sportivo - realizzazione impianti sportivi di carattere urbano e parco urbano cittadino; - destinazioni d uso: impianti sportivi con annessi servizi, parco urbano per una superficie minima di mq Area cittadella sanitaria - risanamento degli edifici esistenti, risanamento e rifunzionalizzazione degli edifici ex-scolastici posti a nord; - destinazione d uso: servizi sanitari e similari; - parcheggi: potranno essere ricavati solo pochi parcheggi di servizio; - verde: mantenimento del verde a parco esistente. Di seguito si riporta un estratto della zonizzazione del PUC oltre che un estratto dell elaborato 19. Estratto Ps2 H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 46 di 97
49 Estratto Zonizzazione H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 47 di 97
50 3.3.3 PROGETTO STRATEGICO 3: Valorizzazione della città storica Il PS3 si pone l obiettivo di valorizzare la città storica come parte di città da mantenere e tramandare alle generazioni future nella più idonea conservazione. La città storica è caratterizzata dall edificato racchiuso in isolati regolari sottoposti ad una normativa di dettaglio (Piano particolareggiato) e dagli spazi aperti pubblici e di uso collettivo che abbisognano di un progetto unitario. Obiettivo nel medio periodo deve essere quello di realizzare nel Centro Storico una zona a traffico limitato regolamentando l accesso e la sosta ai soli residenti e per fasce orarie consentite per il carico/scarico merci per le attività presenti. Direttive per i/il Piani/o Particolareggiati/o - garantire il restauro ed il recupero architettonico per la salvaguardia dell identità e della memoria storica consentendo, tuttavia, quegli interventi necessari a garantire nei manufatti la fruizione e la vivibilità nel rispetto degli attuali standard qualitativi di vita; - salvaguardare il tessuto viario nelle scelte di intervento e nelle tipologie e lavorazioni dei materiali, pianificando le modalità operative nel rispetto dei modelli originali e preesistenti. Dovranno altresì essere incoraggiate le iniziative artigianali e commerciali al fine di favorire la crescita economica anche migliorandone la viabilità veicolare con la realizzazione di adeguata rete di parcheggi pubblici e privati; - attuare delle politiche per il mantenimento nel centro storico dei ceti sociali deboli e favorire l insediamento di giovani coppie. Regole per l attuazione Il PS3 individua tre sub-progetti: a) il percorso della città della cultura ; b) il percorso della Nuoro Littoria ; c) la accessibilità pedonale al centro da sud alla piazza della Chiesa della Madonna della Neve. I percorsi della città della cultura e della Nuoro Littoria individuano una serie di strade, di piazze, di slarghi dove prioritariamente deve essere attuato il progetto di suolo all interno di un piano/progetto comprendente tutto il centro e le parti ad esso connesse. Il progetto dell accessibilità-sud individua un progetto di realizzazione di una nuova viabilità, in continuazione di quella esistente che dall altezza della via Mughina si distacca e accerchia il Colle di Sant Onofrio sino ad arrivare all altezza delle serre esistenti. Qui trova sistemazione un parcheggio, parte in struttura e parte a raso, per circa posti auto. Dal parcheggio parte un percorso meccanico per la risalita sino al piazzale della Chiesa della Madonna della Neve. Regole per lo spazio aperto Il parcheggio a raso deve essere realizzato in materiale permeabile o semi-permeabile (tipo linea verde). La viabilità di progetto deve per quanto possibile sovrapporsi alla livelletta realizzata in occasione della realizzazione della rete sotterranea della fognatura che parte dalla zona cimitero e arriva al depuratore esistente. Regole per l edificato. La viabilità di progetto può in un secondo momento continuare dal nuovo parcheggio sino all incrocio tra viale F.Ciusa SS129. Il progetto del parcheggio in struttura e della risalita meccanica deve essere armonioso e rispettoso dell ambiente. Prescrizioni particolari Il numero dei posti auto da realizzare deve essere in numero congruo e conseguente ad un analisi della domanda. Strumento di attuazione H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 48 di 97
51 Piano urbanistico attuativo di inziativa pubblica o di iniziativa privata convenzionato. Il progetto urbanistico ed edilizio deve essere sottoposto ad apposita valutazione di compatibilità ambientale-paesaggistica e valutato dalla autorità competente. L area individuata nelle tavole di progetto ha valore di indicazione di massima. Sarà il progetto definitivo ad individuare l area esatta e soggetta ad eventuale esproprio. Sino alla realizzazione di ciò l area continua ad essere agricola. Il percorso della cultura Gli spazi aperti H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 49 di 97
52 Nuoro Littoria Schema di accesso H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 50 di 97
53 La risalita meccanica Estratto Ps3 H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 51 di 97
54 H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 52 di 97
55 Estratto Zonizzazione H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 53 di 97
56 3.3.4 PROGETTO STRATEGICO 4: Ex polveriera - parco sportivo Il presente progetto strategico è stato stralciato in sede di approvazione del PUC in Consiglio Comunale (D.C.C. n. 42 del 27/06/2012) PROGETTO STRATEGICO 5: valorizzazione turistico-ambientale Il PS5 si pone l obiettivo di valorizzare il territorio nuorese a fini turistico-ambientali. In particolare il progetto prevede come primo stralcio la sistemazione della frazione di Lollove e del Monte Ortobene. Il settore turistico-ambientale deve essere sottoposto ad uno studio specifico e ad un progetto strategico che riguardi tutto il territorio agricolo comunale. Regole per lo spazio aperto Si rimanda al progetto specifico di valorizzazione ambientale. Regole per l edificato Mantenimento degli edifici esistenti, manutenzione ordinaria e straordinaria. Eventuali demolizioni e ricostruzioni a seguito di approvazione di un PUA. Strumento di attuazione Piano urbanistico attuativo di iniziativa pubblica per il Monte Ortobene. Il progetto urbanistico ed edilizio deve essere sottoposto ad apposita valutazione di compatibilità ambientale - paesaggistica e valutato dall autorità competente. Per Lollove e Monte Ortobene si confermano le varianti prg adottate/approvate. La Variante al PRG per il Monte Ortobene è stata adottata con Delibera C.C, n.78 del e successive integrazioni (compatibilità Idraulica). La zona ai sensi delle prescrizioni regionali diventa zona H2, all interno dello stesso si trovano zone edificate di tipo G normate dalla VPRG. La zona del Monte Ortobene è sottoposta, inoltre, alla normativa specifica che individua le ZPS Zone a Protezione Speciale Per la frazione di Lollove si rimanda alle regole stabilite dal Piano Particolareggiato approvato con D.C.C. n. 59 del 23/09/2004 e con D.C.C. n. 0 del 27/02/2006, pubblicato sul BURAS n. 13 del 24/04/2006. H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 54 di 97
57 Estratto zonizzazione Regole edilizie per gli edifici esistenti: Manutenzione ordinaria e straordinaria secondo le regole stabile dal PP vigente. Regole per gli spazi aperti Mantenimento della struttura urbanistica esistente. Gli spazi pubblici o di uso pubblico devono essere sottoposti ad un progetto unitario di sistemazione con il matenimento, per quanto possibile, dei materiali esistenti secondo il progetto di PP. H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 55 di 97
58 3.3.6 PROGETTO STRATEGICO 6: il progetto di suolo della città pubblica Il PS6 si pone l obiettivo di sistemare la parte di città pubblica rappresentata: - dagli spazi aperti, - dagli slarghi, - dalle piazze - dalla rete stradale. Si tratta degli spazi frequentati dai cittadini per le pratiche sociali quotidiane: camminare, andare in macchina, parcheggiare, ecc. Gli spazi pubblici sono generalmente non-finiti né ri-finiti. Le sezioni stradali sono troppo larghe e indefinite, in altri casi sono troppo strette e vengono ancor più diminuite dai parcheggi non regolamentati posti ai lati. I marciapiedi sono spesso non curati e di sezione ristretta; certe volte non permettono il passaggio di due persone affiancate. Gli incroci stradali non sono segnalati e facilmente utilizzabili, ecc. Il progetto prevede che venga fatto uno studio particolareggiato per ampie parti di città che riguardi solamente gli spazi aperti di uso collettivo e che dia soluzioni per la sistemazione degli stessi. Il fine è quello di mettere in sicurezza l utenza debole e di razionalizzare l uso dell auto in un ottica da 30 Km/h come prescritto dal nuovo codice della strada. Regole per lo spazio aperto In questo contesto si dettano delle regole generali con un Abaco di riferimento standardizzato. In sede di progetto di dettaglio il tutto dovrà essere opportunamente studiato e progettato. Analisi morfologica H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 56 di 97
59 Estratto Ps6 H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 57 di 97
60 3.3.7 PROGETTO STRATEGICO 7: uno scenario di lungo periodo, la circonvallazione Il PS7 si pone l obiettivo di realizzare una circonvallazione che corra tutto intorno alla città consolidata esistente per la parte est. Il progetto è stato inserito nella valutazione del Programma ministeriale denominato SiStema. Si tratta di un progetto molto importante che prevede la strada abbia anche una funzione di mura. Il progetto prevede una viabilità nuova per una lunghezza di circa 4 km di cui a) 2,2 km in galleria per un costo complessivo (stima 2003) 56 milioni di Euro, b) 0,4 km come tratto scoperto per un costo di 21,6 milioni di Euro, c) 1,6 km di tratto scoperto in viadotto per un costo di 81,9 milioni di Euro, d) un Ponte strallato in zona Sa Cannas individuata come HG4 del PAI per un costo complessivo 26,4 milioni di Euro. Il progetto prevede inoltre la sistemazione di una serie di incroci con snodi a vari livelli per un costo complessivo di 35,0 milioni di Euro. In totale si tratta di un costo di circa 231 milioni di Euro. Si tratta di un investimento elevato che corrisponde, per avere un paragone, alla realizzazione di quali 60 opere pubbliche (palazzetto sport, piscina, scuole, musei, casa-anziani, ecc. da 4,0 mlioni di Euro cadauna). La realizzazione è, quindi, subordinata alla ricerca di finanziamenti pubblici extra-comunali e, quindi, ad uno scenario lungo (10-20anni). In alternativa si può prevede in uno scenario medio la realizzazione di tratti meno invasivi, come quello di cui al PS3, o per la parte di Sa Cannas una viabilità di interconnessione interquartierale di unione tra le vie Figari, Bruno e Montalbo. Strumento di attuazione Progetto preliminare ed esecutivo in variante subordinato allo stanziamento di finanziamenti ad hoc. Estratto Ps7 H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 58 di 97
61 3.4 La riqualificazione paesaggistica del settore sud ovest della città La zonizzazione del PUC individua un ampia area a cavallo della circonvallazione sud che comprende i cosiddetti nuclei abitati abusivi di Testimonzos. Tali nuclei non potendo rientrare all interno della normativa dei Piani di Risanamento per eccesso di indice di fabbricazione al di sotto della prescrizione di legge, sono soggetti ad una normativa speciale, così come richiesto in sede regionale. Il riferimento è l Ambito di Intervento Coordinato già approvato in altre situazioni similari. Criticità evidenziate Il settore sud ovest della città, a cavallo della circonvallazione, è un area vastissima di oltre 533 ha classificata secondo il PRG per la gran parte come zona H di particolare pregio naturalistico/paesaggistico e, per la restante parte, come zona agricola E. È stata oggetto di frazionamenti e costruzioni cosiddette abusive (tot. ca mc). Sono state inoltre predisposte lottizzazioni abusive tramite frazionamento e vendita o atti equivalenti (17 lottizzazioni, superficie ca. 200 ha). Il fenomeno ha quindi una rilevanza notevole in termini di superficie occupata ma basso valore volumetrico. Dall analisi dei dati comunali di 367 fabbricati solo 55 sono adibiti a residenza principale, quindi la maggior parte degli insediamenti sono seconde case. Il fenomeno si configura come una sommatoria di episodi edilizi scoordinati e disseminati nel territorio senza logica. Le costruzioni presentano, per la quasi totalità, fenomeni di degrado sia per la povertà dei materiali usati sia per l assenza di una progettazione razionale. Obiettivi da raggiungere 1) reintegrazione ambientale dell area recuperando e legittimando, finché possibile, le costruzioni abusive al fine di prevedere servizi e standard necessari con costi a carico dei lottisti; 2) evitare che la volumetria destinata a residenza sia a decremento di quella della restante parte della città; 3) adozione di un sistema perequativo che non penalizzi chi è abusivo; 4) l intervento deve essere attuato all interno della legislazione vigente. L indice medio edificato infatti non raggiunge il minimo richiesto dalla legislazione per poter procedere ad un piano di riqualificazione, quindi il recupero di tali aree passa attraverso l utilizzo del comparto e del consorzio tra proprietari e l introduzione di una sorta di credito edilizio. Le proposte progettuali I punti cardine per la scelta progettuale sono stati: 1) attivare i privati per la realizzazione attraverso accordi diretti; 2) realizzare le opere pubbliche per la riqualificazione a costo zero per l Amministrazione e quindi per la collettività; 3) recupero di una vasta area verde al patrimonio pubblico per bloccare ulteriori espansioni ceduta gratuitamente all amministrazione. H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 59 di 97
62 geologico-geotecnica ottobre2012 Foto aerea PRG vigente H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 60 di 97
63 geologico-geotecnica ottobre2012 Le linee generali di riqualificazione sono orientate all adozione di un sistema perequativo generalizzato attraverso cui si persegua l equa ed uniforme ripartizione dei diritti edificatori e degli oneri connessi alle trasformazioni tra tutti i proprietari delle aree e degli edifici interessati dall intervento. Occorrerà, quindi, costituire le unità di intervento e/o di ristrutturazione urbanistica ed edilizia, ossia i Comparti edificatori di perequazione comprendenti tutti i proprietari delle aree ubicate all interno del perimetro del Piano di riqualificazione (borghi agro-turistici e circostante zona inedificabile). Il Comparto è finalizzato all'attuazione di un piano particolareggiato mediante la suddivisione dei terreni, edificati e non, in unità fabbricabili da trasformare secondo le prescrizioni stabilite dal Piano. La sua funzione fondamentale è quella di rendere attuabili interventi su aree interessanti più proprietari anche in caso di loro disaccordo. Il costo per l attuazione del Piano sarà distribuito tra i proprietari in proporzione alle proprietà. L intervento coordinato prevede due grandi zone omogenee: - la prima (area 1), a ridosso della città, sarà una zona di espansione e la volumetria in essa prevista inciderà sul fabbisogno volumetrico complessivo della città. All interno dell area saranno presenti zone C di espansione e zone G di servizi generali. L area è compresa all interno del parco lineare; - la seconda e la terza area, saranno una zona F turistica rurale nella quale saranno realizzati i centri abitati (area 2) che si svilupperanno intorno agli agglomerati esistenti e all interno della quale sarà prevista una consistente zona per verde e altri servizi (area 3). All interno dell elaborato del PUC l ambito viene identificato come zona oggetto di intervento coordinato soggetto all art. 43 delle Norme tecniche di Attuazione di cui di seguito si riportano i passi principali. L'Intervento Coordinato (IC) è subordinato ad un piano attuativo di iniziativa privata realizzato dai privati riuniti in consorzio. Il piano attuativo potrà prevedere l attuazione per stralci funzionali, previa progettazione unitaria estesa all intero ambito territoriale. Ogni intervento stralcio dovrà assicurare il collegamento con la viabilità ed i servizi di livello cittadino. Nell ambito dell intervento coordinato sono localizzate ed integrate funzionalmente tre specifiche destinazioni urbanistiche ai sensi della legislazione regionale: a) la destinazione residenziale comprensiva dei servizi (zona C e area S); b) la destinazione per servizi di interesse generale (zona G); c) la destinazione per edilizia turistica (zona F); Le zone C e G fanno parte del PROGETTO STRATEGICO 1 (PS1): Città di trasformazione ovest parco lineare. Lo Studio di Riqualificazione Paesaggistica del settore Sud-Ovest della Città presentato assieme al PUC ha la funzione di Piano di indirizzo. Il Piano attuativo stabilirà il disegno dei borghi sia per quanto riguarda l esatta ubicazione nell ambito del Perimetro delle zone F, per quanto attiene la viabilità, le superfici residenziali e quelle degli standard. La restante parte del territorio di mq circa assume la denominazione di zona F turistica rurale nella quale si dovranno realizzare i centri abitati (borghi). La rimanente parte del territorio si dovrà sviluppare intorno agli agglomerati e dovrà essere ceduta al Comune. Tale area sarà destinata a spazi per attrezzature di interesse comune, per verde attrezzato a parco, gioco e sport e per parcheggi. Nell ambito del parco agro-turistico potranno essere individuati idonei terreni da destinare ad orti da affittare, per un periodo limitato, ai cittadini nuoresi che ne facessero richiesta per l esercizio part-time dell attività agricola. All interno dei borghi devono essere previste aree per attività economiche e per servizi connessi alla residenza. Nei borghi, sarà concentrata l intera volumetria realizzata e realizzabile. Nelle restanti aree, esterne ai borghi, dovrà essere individuata la superficie della zona F destinata a spazi per attrezzature di interesse comune, per verde attrezzato a parco, gioco e sport e per parcheggi, nelle quali non si potrà costruire. Interventi edilizi possibili (individuati in base alla normativa): - demolizione di opere incongrue; - eliminazione di elementi di degrado; - realizzazione di interventi di miglioramento della qualità urbana, paesaggistica, architettonica, ambientale, ed infrastrutturale; - realizzazione volumi secondo l indice territoriale e fondiario massimo definito; - realizzazione spazi per attrezzature di interesse comune, verde attrezzato, gioco e sport, parcheggi; - realizzazione servizi connessi alla residenza. Di seguito si riporta un estratto degli indirizzi progettuali individuati nello studio di riqualificazione paesaggistica. H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 61 di 97
64 geologico-geotecnica ottobre2012 H:\clie\NUOR0716\Produzione\Word\Consegna_12_10_17_PAI\Geologia\Elab 58_01c_Relazione_Comp_geologica_rev.doc Pagina 62 di 97
Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico (PAI) Relazione Generale
Regione Autonoma della Sardegna Assessorato Lavori Pubblici Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico (PAI) Relazione Generale Interventi sulla rete idrografica e sui versanti Legge 183/89 e Legge 267/98

References: art. 8
 art.20
 articolo 7
 art. 12
 art. 9
 art. 9
 art. 3
 ARTICOLO 31
 articolo 22
 art. 25
 ARTICOLO 32
 articolo 31
 articolo 31
 articolo 25
 ARTICOLO 33
 articolo 25
 ARTICOLO 34
 art. 45
 art. 43