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LEGGE 18 aprile 1962, n. 167 – Associazione Nazionale Edilizia Sociale
Home LEGGE 18 aprile 1962, n. 167
Disposizioni per favorire l’acquisizione di aree fabbricabili per l’edilizia economica e popolare (2) (3).
Pubblicata nella Gazz. Uff. 30 aprile 1962, n. 111.
(2) Vedi, anche, l’art. 1, D.P.R. 15 gennaio 1972, n. 8.
(3) Il comma 1 dell’art. 1, D.Lgs. 1° dicembre 2009, n. 179, in combinato disposto con l’allegato 1 allo stesso decreto, ha ritenuto indispensabile la permanenza in vigore del presente provvedimento, limitatamente agli articoli da 1 a 11, 19 e 20.
Più comuni limitrofi possono costituirsi in consorzio per la formazione di un piano di zona consortile ai sensi della presente legge (4).
La Regione può disporre, a richiesta di una delle amministrazioni comunali interessate, la costituzione di corsorzi obbligatori fra comuni limitrofi per la formazione di piani di zona consortili (5) (6).
(4) Gli attuali commi penultimo ed ultimo così sostituiscono l’originario ultimo comma per effetto dell’art. 28, L. 22 ottobre 1971, n. 865.
(5) Gli attuali commi penultimo ed ultimo così sostituiscono l’originario ultimo comma per effetto dell’art. 28, L. 22 ottobre 1971, n. 865.
(6) Il comma 1 dell’art. 1, D.Lgs. 1° dicembre 2009, n. 179, in combinato disposto con l’allegato 1 allo stesso decreto, ha ritenuto indispensabile la permanenza in vigore del presente provvedimento, limitatamente agli articoli da 1 a 11, 19 e 20.
Qualora nel termine di 180 giorni decorrente dalla data di entrata in vigore della presente legge o, nei casi di cui all’art. 1, terzo comma, dalla comunicazione del provvedimento del Ministro per i lavori pubblici, il Comune non abbia deliberato il piano, il Prefetto, salvo il caso di proroga concessa dal Ministro su richiesta del comune, provvede alla nomina di un commissario per la formazione del piano.
Il commissario è tenuto a compilare il piano entro i 180 giorni dalla data del decreto di nomina e a portarlo entro i successivi 30 giorni a conoscenza del Consiglio comunale (7).
(7) Il comma 1 dell’art. 1, D.Lgs. 1° dicembre 2009, n. 179, in combinato disposto con l’allegato 1 allo stesso decreto, ha ritenuto indispensabile la permanenza in vigore del presente provvedimento, limitatamente agli articoli da 1 a 11, 19 e 20.
L’estensione delle zone da includere nei piani è determinata in relazione alle esigenze dell’edilizia economica e popolare per un decennio e non può essere inferiore al 40 per cento e superiore al 70 per cento di quella necessaria a soddisfare il fabbisogno complessivo di edilizia abitativa nel periodo considerato (8).
Possono essere comprese nei piani anche le aree sulle quali insistono immobili la cui demolizione o trasformazione sia richiesta da ragioni igienico-sanitarie ovvero sia ritenuta necessaria per la realizzazione del piano (9).
Ove si manifesti l’esigenza di reperirne in parte le aree per la formazione dei piani in zone non destinate all’edilizia residenziale nei piani regolatori vigenti, o si renda comunque necessario apportare modifiche a questi ultimi, si può procedere con varianti agli stessi. In tal caso il piano approvato a norma della presente legge costituisce variante al piano regolatore.
Qualora non esista piano regolatore approvato, le zone riservate all’edilizia economica e popolare ai sensi dei precedenti commi sono comprese in un programma di fabbricazione il quale è compilato a norma dell’articolo 34 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, e successive modificazioni, ed è approvato a norma dell’articolo 8 della presente legge (10).
I comuni possono comprendere tali zone anche in un piano regolatore soltanto adottato e trasmesso ai competenti organi per l’approvazione. In tali ipotesi il piano delle zone suddette, approvato con le modalità di cui al comma precedente, è vincolante in sede di approvazione del piano regolatore (11) (12).
(8) Comma così sostituito prima dall’art. 29, L. 22 ottobre 1971, n. 865 e poi dall’art. 2, L. 28 gennaio 1977, n. 10.
(9) Comma così sostituito dall’art. 32, L. 22 ottobre 1971, n. 865.
(10) Gli attuali commi penultimo ed ultimo così sostituiscono l’originario ultimo comma per effetto dell’art. 33, L. 22 ottobre 1971, n. 865.
(11) Gli attuali commi penultimo ed ultimo così sostituiscono l’originario ultimo comma per effetto dell’art. 33, L. 22 ottobre 1971, n. 865.
(12) Il comma 1 dell’art. 1, D.Lgs. 1° dicembre 2009, n. 179, in combinato disposto con l’allegato 1 allo stesso decreto, ha ritenuto indispensabile la permanenza in vigore del presente provvedimento, limitatamente agli articoli da 1 a 11, 19 e 20.
c) la profondità delle zone laterali a opere pubbliche, la cui occupazione serva ad integrare le finalità delle opere stesse ed a soddisfare prevedibili esigenze future (13).
(13) Il comma 1 dell’art. 1, D.Lgs. 1° dicembre 2009, n. 179, in combinato disposto con l’allegato 1 allo stesso decreto, ha ritenuto indispensabile la permanenza in vigore del presente provvedimento, limitatamente agli articoli da 1 a 11, 19 e 20.
5) relazione illustrativa e relazione sulle previsioni della spesa occorrente per le sistemazioni generali necessarie per l’attuazione del piano (14).
(14) Il comma 1 dell’art. 1, D.Lgs. 1° dicembre 2009, n. 179, in combinato disposto con l’allegato 1 allo stesso decreto, ha ritenuto indispensabile la permanenza in vigore del presente provvedimento, limitatamente agli articoli da 1 a 11, 19 e 20.
Dell’eseguito deposito è data immediata notizia al pubblico mediante avviso da affiggere all’albo del Comune e da inserire nel Foglio annunzi legali della Provincia (15), nonché mediante manifesti.
Entro venti giorni dalla data di inserzione nel Foglio annunzi legali (16), gli interessati possono presentare al Comune le proprie opposizioni.
Le Amministrazioni predette devono trasmettere al Comune le loro eventuali osservazioni entro trenta giorni dalla ricevuta comunicazione (17).
(15) I fogli degli annunzi legali delle province sono stati aboliti dall’art. 31, L. 24 novembre 2000, n. 340, con la decorrenza ivi indicata. Lo stesso articolo ha inoltre stabilito che, quando disposizioni vigenti prevedono la pubblicazione nel foglio annunzi legali come unica forma di pubblicità, la pubblicazione venga effettuata nella Gazzetta Ufficiale.
(16) I fogli degli annunzi legali delle province sono stati aboliti dall’art. 31, L. 24 novembre 2000, n. 340, con la decorrenza ivi indicata. Lo stesso articolo ha inoltre stabilito che, quando disposizioni vigenti prevedono la pubblicazione nel foglio annunzi legali come unica forma di pubblicità, la pubblicazione venga effettuata nella Gazzetta Ufficiale.
(17) Il comma 1 dell’art. 1, D.Lgs. 1° dicembre 2009, n. 179, in combinato disposto con l’allegato 1 allo stesso decreto, ha ritenuto indispensabile la permanenza in vigore del presente provvedimento, limitatamente agli articoli da 1 a 11, 19 e 20.
Decorso il periodo per le opposizioni e osservazioni, nonché il termine di trenta giorni di cui all’ultimo comma del precedente art. 6, il sindaco, nei successivi trenta giorni, trasmette tutti gli atti, con le deduzioni del Consiglio comunale sulle osservazioni ed opposizioni presentate, al provveditore regionale alle opere pubbliche (18).
(18) Il comma 1 dell’art. 1, D.Lgs. 1° dicembre 2009, n. 179, in combinato disposto con l’allegato 1 allo stesso decreto, ha ritenuto indispensabile la permanenza in vigore del presente provvedimento, limitatamente agli articoli da 1 a 11, 19 e 20.
Le varianti che non incidono sul dimensionamento globale del piano e non comportano modifiche al perimetro, agli indici di fabbricabilità ed alle dotazioni di spazi pubblici o di uso pubblico, o costituiscono adeguamento delle previsioni del piano ai limiti ed ai rapporti di cui all’articolo 17 della legge 6 agosto 1967, n. 765, sono approvate con deliberazione del consiglio comunale. La deliberazione diviene esecutiva ai sensi dell’articolo 3 della legge 9 giugno 1947, n. 530 (19) (20).
(19) Comma aggiunto dall’art. 34, L. 22 ottobre 1971, n. 865.
(20) Il comma 1 dell’art. 1, D.Lgs. 1° dicembre 2009, n. 179, in combinato disposto con l’allegato 1 allo stesso decreto, ha ritenuto indispensabile la permanenza in vigore del presente provvedimento, limitatamente agli articoli da 1 a 11, 19 e 20.
I piani approvati ai sensi del precedente art. 8 hanno efficacia per dieci anni (21) dalla data del decreto di approvazione ed hanno valore di piani particolareggiati di esecuzione ai sensi della legge 17 agosto 1942, n. 1150.
Le aree comprese nel piano rimangono soggette, durante il periodo di efficacia del piano stesso, ad espropriazione a norma degli articoli seguenti, per i fini di cui al primo comma dell’art. 1 (22).
(21) L’efficacia dei piani è stata portata a 15 anni dall’art. 1, L. 18 aprile 1962, n. 167, modificato dall’art. 38, L. 22 ottobre 1971, n. 865, e, successivamente, a 18 anni dall’art. 51, L. 5 agosto 1978, n. 457
(22) Il comma 1 dell’art. 1, D.Lgs. 1° dicembre 2009, n. 179, in combinato disposto con l’allegato 1 allo stesso decreto, ha ritenuto indispensabile la permanenza in vigore del presente provvedimento, limitatamente agli articoli da 1 a 11, 19 e 20.
I Comuni ed i Consorzi, di cui all’art. 1, ultimo comma, possono riservarsi l’acquisizione, anche mediante esproprio, fino ad un massimo del 50 per cento delle aree comprese nel piano, e sono autorizzati a cederne il diritto di superficie o a rivenderle, previa urbanizzazione e fatti salvi i diritti dei proprietari, a norma del successivo art. 16, ad enti o privati che si impegnino a realizzare la costruzione di case economiche o popolari.
Gli enti indicano al sindaco o al presidente del Consorzio le aree che intendono scegliere e l’entità delle costruzioni che sulle stesse intendono eseguire, entro il mese di novembre di ogni anno (23)(24).
(23) Le disposizioni contenute nell’art. 10 sono ora sostituite da quelle contenute nell’art. 35, L. 22 ottobre 1971, n. 865.
(24) Il comma 1 dell’art. 1, D.Lgs. 1° dicembre 2009, n. 179, in combinato disposto con l’allegato 1 allo stesso decreto, ha ritenuto indispensabile la permanenza in vigore del presente provvedimento, limitatamente agli articoli da 1 a 11, 19 e 20.
Entro il primo bimestre di ogni anno, in relazione al fabbisogno di aree per le costruzioni da parte degli enti indicati nel precedente articolo 10 e per i servizi di carattere generale di cui al successivo art. 19, tenendo conto delle aree già prescelte dal Comune o dal Consorzio per l’esecuzione del proprio programma e per l’utilizzazione, ai fini del primo comma dell’articolo 10, delle aree di cui all’art. 16, sulle quali i proprietari abbiano richiesto di costruire in proprio case popolari, viene compilato, tenendo conto dell’esigenza del coordinato utilizzo delle aree, l’elenco delle aree che si intendono acquistare o espropriare da parte degli enti stessi.
Potranno essere sentiti gli enti indicati nell’art. 10 (25) (26).
(25) Le disposizioni contenute nell’art. 11 sono ora sostituite da quelle contenute nell’art. 38, L. 22 ottobre 1971, n. 865.
(26) Il comma 1 dell’art. 1, D.Lgs. 1° dicembre 2009, n. 179, in combinato disposto con l’allegato 1 allo stesso decreto, ha ritenuto indispensabile la permanenza in vigore del presente provvedimento, limitatamente agli articoli da 1 a 11, 19 e 20.
[L’indennità di espropriazione delle aree è determinata dall’Ufficio tecnico erariale nei modi previsti dall’articolo 13 della legge 15 gennaio 1885, n. 2892.
In aggiunta all’indennità, è contemporaneamente corrisposta al proprietario espropriato, per ogni anno e frazione di anno calcolata ad anno intero compresi tra la data di approvazione del piano e la data del decreto di esproprio, una somma pari al 2 per cento dell’importo medio degli indennizzi o, mancanza, dei prezzi di acquisto, rispettivamente liquidati o pagati, per metro quadrato, per le espropriazioni o gli acquisti effettuati nella zona, ai sensi della presente legge, in ciascuno di tali anni o frazioni di anno] (27) (28).
(27) Articolo così sostituito dall’art. 1, L. 21 luglio 1965, n. 904. La Corte costituzionale, con sentenza n. 22 del 9 aprile 1965, aveva dichiarato l’illegittimità costituzionale, «nei sensi e nei limiti indicati nella motivazione» della sentenza stessa, dell’art. 12, secondo comma, prima parte, e dell’art. 16, primo comma, nella versione precedente alla sostituzione effettuata dalla L. 21 luglio 1965, n. 904.
(28) Gli artt. 12, 13, 14, 15, 16, 17 e 18 sono stati abrogati dall’art. 39, L. 22 ottobre 1971, n. 865. Successivamente l’art. 12 della presente legge è stato nuovamente abrogato dall’art. 58, D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 325, con la decorrenza indicata nell’art. 59 dello stesso decreto e dall’art. 58, D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, con la decorrenza indicata nell’art. 59 dello stesso decreto.
[Il Prefetto comunica la richiesta di espropriazione e la indennità determinata ai proprietari interessati i quali entro il perentorio termine di trenta giorni possono dichiarare di essere disposti ad un accordo bonario sull’indennità stessa. Tale dichiarazione è dal Prefetto comunicata all’ente al quale l’area è stata destinata] (29).
(29) Gli artt. 12, 13, 14, 15, 16, 17 e 18 sono stati abrogati dall’art. 39, L. 22 ottobre 1971, n. 865. Successivamente l’art. 12 della presente legge è stato nuovamente abrogato dall’art. 58, D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 325, con la decorrenza indicata nell’art. 59 dello stesso decreto e dall’art. 58, D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, con la decorrenza indicata nell’art. 59 dello stesso decreto.
[Qualora nel termine indicato nell’art. 13, non sia intervenuta dichiarazione di accordo bonario o questo non sia stato seguito dall’atto di cessione, il Prefetto, ricevuta la prova dell’avvenuto deposito dell’indennità di espropriazione in misura pari a quella indicata nell’art. 12, emette immediatamente il decreto di espropriazione.
Qualsiasi contestazione concernente l’indennità di espropriazione non interrompe il corso della espropriazione stessa e non ne impedisce gli effetti. L’azione giudiziaria deve essere proposta, a pena di decadenza, entro trenta giorni dalla data di notificazione del decreto di espropriazione] (30).
(30) Gli artt. 12, 13, 14, 15, 16, 17 e 18 sono stati abrogati dall’art. 39, L. 22 ottobre 1971, n. 865. Successivamente l’art. 12 della presente legge è stato nuovamente abrogato dall’art. 58, D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 325, con la decorrenza indicata nell’art. 59 dello stesso decreto e dall’art. 58, D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, con la decorrenza indicata nell’art. 59 dello stesso decreto.
Pronunciata l’espropriazione, tutti i diritti dei terzi, compresi quelli di uso civico si trasferiscono, ad ogni effetto, sulla indennità di espropriazione] (31).
(31) Gli artt. 12, 13, 14, 15, 16, 17 e 18 sono stati abrogati dall’art. 39, L. 22 ottobre 1971, n. 865. Successivamente l’art. 12 della presente legge è stato nuovamente abrogato dall’art. 58, D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 325, con la decorrenza indicata nell’art. 59 dello stesso decreto e dall’art. 58, D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, con la decorrenza indicata nell’art. 59 dello stesso decreto.
[I proprietari delle aree comprese nei piani approvati ai sensi della presente legge e non destinate nei piani stessi agli usi previsti dall’articolo, 4, lettere a) e c), possono, entro il mese di novembre di ogni anno, presentare domanda al sindaco di costruire direttamente, sulle aree stesse, fabbricati aventi caratteristiche di abitazione di tipo economico o popolare (32).
Nella convenzione sopracitata è, inoltre, determinata la quota delle spese relative alle opere di urbanizzazione secondaria, posta a carico dei proprietari, in proporzione al volume edificabile consentito] (33) (34).
(32) Comma così sostituito dall’art. 2, L. 21 luglio 1965, n. 904. Vedi, anche, la nota 2 all’art. 12.
(33) Gli utlimi tre commi sono stati aggiunti dall’articolo 3, L. 21 luglio 1965, n. 904.
(34) Gli artt. 12, 13, 14, 15, 16, 17 e 18 sono stati abrogati dall’art. 39, L. 22 ottobre 1971, n. 865.
[I proprietari che si avvalgono delle disposizioni dell’art. 16 devono iniziare le costruzioni entro centoventi giorni dalla data di comunicazione dell’ottenuta licenza e ultimarle entro il biennio dall’inizio della costruzione.
Il prezzo di espropriazione della parte costruita non può superare l’ammontare dell’indennizzo calcolato, per l’espropriazione dell’area, ai sensi dell’articolo 12, oltre, per le eventuali addizioni, la minor somma tra lo speso ed il migliorato (35).
Le disposizioni del presente articolo si applicano anche per le costruzioni effettuate sulle aree cedute dai comuni a norma del primo comma dell’art. 10] (36).
(35) Comma così sostituito dall’art. 4, L. 21 luglio 1965, n. 904.
(36) Gli artt. 12, 13, 14, 15, 16, 17 e 18 sono stati abrogati dall’art. 39, L. 22 ottobre 1971, n. 865.
[L’Ufficio del genio civile esercita la vigilanza sulle costruzioni di cui agli artt. 16 e 17 per assicurarne la rispondenza alle norme della presente legge: qualora ne constati l’inosservanza ordina l’immediata sospensione dei lavori, con riserva dei provvedimenti necessari per la modifica delle costruzioni.
Per i primi dieci anni dalla data del rilascio della dichiarazione di abitabilità, gli alloggi di cui è ammessa la costruzione a norma dell’articolo 16 possono essere dati in locazione per un canone annuo stabilito in apposita convenzione con il Comune e rapportato al costo di costruzione dell’alloggio più le corrispondenti quote del valore dell’area, nella misura determinata dall’Ufficio tecnico erariale ai sensi dell’articolo 12, e dell’importo delle spese per le opere di urbanizzazione primaria, a carico del proprietario ai sensi dell’articolo 16, ultimo comma. Il costo di costruzione dell’alloggio e l’importo delle opere di urbanizzazione primaria sono stabiliti nella stessa convenzione, la quale deve essere stipulata con il Comune prima della concessione della licenza edilizia. La convenzione deve essere trascritta a cura del proprietario ed è ammessa ai benefici dell’articolo 20, primo e secondo comma] (37) (38).
(37) Comma così sostituito dall’art. 5, L. 21 luglio 1965, n. 904.
(38) Gli artt. 12, 13, 14, 15, 16, 17 e 18 sono stati abrogati dall’art. 39, L. 22 ottobre 1971, n. 865.
I comuni sono obbligati a provvedere, con priorità rispetto ad altre zone, alla sistemazione della rete viabile, alla dotazione dei necessari servizi igienici e all’allacciamento alla rete dei pubblici servizi delle zone incluse nei piani, utilizzate dagli enti pubblici istituzionalmente operanti nel settore dell’edilizia economica e popolare e da cooperative edilizie (39) (40).
(39) Così modificato dall’art. 40, L. 22 ottobre 1971, n. 865.
(40) Il comma 1 dell’art. 1, D.Lgs. 1° dicembre 2009, n. 179, in combinato disposto con l’allegato 1 allo stesso decreto, ha ritenuto indispensabile la permanenza in vigore del presente provvedimento, limitatamente agli articoli da 1 a 11, 19 e 20.
Qualora le aree acquistate o espropriate non possano, per qualsiasi ragione, essere utilizzate dagli enti per i fini della presente legge o siano lasciate senza uso per un periodo di cinque anni dall’acquisto, si incorre nella decadenza dai benefici fiscali previsti dal presente articolo (41).
(41) Il comma 1 dell’art. 1, D.Lgs. 1° dicembre 2009, n. 179, in combinato disposto con l’allegato 1 allo stesso decreto, ha ritenuto indispensabile la permanenza in vigore del presente provvedimento, limitatamente agli articoli da 1 a 11, 19 e 20.

References: art. 6
 art. 8
 art. 16
 articolo 10
 art. 19
 sentenza 
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