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Ing. Domenico Mannelli Il nuovo quadro generale normativo in materia di sicurezza nella scuola. - ppt scaricare
Ing. Domenico Mannelli www.mannelli.info Il nuovo quadro generale normativo in materia di sicurezza nella scuola.
PubblicatoMarcello Antonini Modificato 4 anni fa
Presentazione sul tema: "Ing. Domenico Mannelli www.mannelli.info Il nuovo quadro generale normativo in materia di sicurezza nella scuola."— Transcript della presentazione:
1 ing. Domenico Mannelli Il nuovo quadro generale normativo in materia di sicurezza nella scuola
2 DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n
DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81 Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. La legge 123 del 3 agosto 2007 dà delega al governo di emanare un testo unico sulla sicurezza. Il governo rinuncia alla dizione di testo unico ed emana un D. Lgs. per evitare il parere del Consiglio di Stato che avrebbe comportato un allungamento dei tempi di emanazione. Il D. Lgs. esce sulla GU del 30 aprile 2008 in concomitanza con la festa del 1 maggio. Entra in vigore il 15 maggio 2008 Sul Supplemento Ordinario n. 142 alla Gazzetta Ufficiale n. 180 del 05 agosto 2009 il decreto legislativo 3 agosto 2009 n. 106 che integra e corregge il decreto legislativo 81/08 in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. 2010
3 Decreto correttivo ed integrativo dell’unico testo: D. Lgs. 106 /2009
Data di pubblicazione del decreto correttivo: 5 agosto 2009 + 15 giorni Data di entrata in vigore : 20 agosto 2009 2010
4 DISPOSIZIONI GENERALI SISTEMA ISTITUZIONALE
Lo schema TITOLO I CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI CAPO II SISTEMA ISTITUZIONALE CAPO III GESTIONE DELLA PREVENZIONE NEI LUOGHI DI LAVORO CAPO IV DISPOSIZIONI PENALI TITOLO II Luoghi di lavoro Titolo VIII Agenti Fisici TITOLO III Uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di Protezione individuale Titolo IX Sostanze pericolose Titolo X Esposizione ad Agenti biologici TITOLO IV: Cantieri temporanei o mobili TITOLO V Segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro Titolo XI Protezione atmosfere esplosive TITOLO VI: Movimentazione Manuale dei Carichi Titolo XII Disposizioni diverse in materia penale TITOLO VII Attrezzature munite di Video Terminale Allegati dal I al LI
5 CAMPO DI APPLICAZIONE D. Lgs. 81/08
IN TUTTI I SETTORI DI ATTIVITA’ PRIVATI O PUBBLICI: TUTELA DELLA SALUTE E PER LA SICUREZZA DEI LAVORATORI DURANTE IL LAVORO SI APPLICA tenendo conto delle particolari esigenze connesse al servizio espletato Università Istituti di istruzione e di educazione di ogni ordine e grado 2010
6 DEFINIZIONI - (Art. 2) LAVORATORE DATORE DI LAVORO scuola
persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell‘organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari LAVORATORE Equiparati a lavoratori: - Utenti dei serv. di orientam. o di formaz. scolastica, universit., prof.le avviati presso DDL - Allievi di istituti di istruzione ed universitari e partecipanti a corsi di formaz. prof.le nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui l’allievo sia effettivamente applicato alla strumentazioni o ai laboratori in questione (non concorrono alla determinazione del numero di lavoratori) DATORE DI LAVORO scuola Datore di lavoro pubblico si intende il dirigente …..individuato dall’organo di vertice delle singole amministrazioni 2010
7 ATTREZZATURA DI LAVORO: art. 69
qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto, inteso come il complesso di macchine, attrezzature e componenti e necessari allo svolgimento di un’attività o all’attuazione di un processo produttivo, destinato ad essere usato durante il lavoro; 2010
8 Articolo 2 Definizioni «dirigente»: persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa; «preposto»: persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa; 2010
11 Articolo 13 Vigilanza La vigilanza sull’applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è svolta dalla azienda sanitaria locale competente per territorio e, per quanto di specifica competenza, dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché per il settore minerario, dal Ministero dello sviluppo economico, e per le industrie estrattive di seconda categoria e le acque minerali e termali dalle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano. 2010
12 Articolo 14 Disposizioni per il contrasto del lavoro irregolare e per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori 1. ..gli organi di vigilanza DPL e ASL ..possono adottare provvedimenti di sospensione in relazione alla parte dell’attività imprenditoriale interessata dalle violazioni ….. in caso di gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro individuate nell’Allegato I 2010
13 Articolo 14 Disposizioni per il contrasto del lavoro irregolare e per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori Si ha reiterazione quando, nei cinque anni successivi alla commissione di una violazione oggetto di prescrizione dell’organo di vigilanza ottemperata dal contravventore o di una violazione accertata con sentenza definitiva, lo stesso soggetto commette più violazioni della stessa indole. Si considerano della stessa indole le violazioni della medesima disposizione e quelle di disposizioni diverse individuate nell’allegato I. 2010
14 VIOLAZIONI CHE ESPONGONO A RISCHI DI CARATTERE GENERALE
Allegato I Gravi violazioni ai fini dell’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale ( che possono interessare le scuole) NOVITA’ VIOLAZIONI CHE ESPONGONO A RISCHI DI CARATTERE GENERALE 􀁸 Mancata elaborazione del documento di valutazione dei rischi; 􀁸 Mancata elaborazione del Piano di Emergenza ed evacuazione; 􀁸 Mancata formazione ed addestramento; 􀁸 Mancata costituzione del servizio di prevenzione e protezione e nomina del relativo responsabile; 2010 segue
15 VIOLAZIONI CHE ESPONGONO AL RISCHIO DI ELETTROCUZIONE
Allegato I Gravi violazioni ai fini dell’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale ( che possono interessare le scuole) NOVITA’ VIOLAZIONI CHE ESPONGONO AL RISCHIO DI ELETTROCUZIONE 􀁸 Presenza di conduttori nudi in tensione in assenza di disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi; 􀁸 Mancanza protezione contro i contatti diretti ed indiretti (impianto di terra, interruttore magnetotermico, interruttore differenziale). 2010
16 Articolo 17 Obblighi del datore di lavoro non delegabili
Il datore di lavoro non può delegare le seguenti attività: a) la valutazione di tutti i rischi con la conseguente adozione dei relativi documenti b) la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi; 2010
17 Articolo 18 Obblighi del datore di lavoro e del dirigente
Il datore di lavoro e i dirigenti secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono: nominare il medico competente per l’effettuazione della sorveglianza sanitaria nei casi previsti dal presente decreto legislativo. designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza; nell’affidare i compiti ai lavoratori, tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza; fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale, sentito il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente, ove presente; 2010 segue
18 Articolo 18 Obblighi del datore di lavoro e del dirigente
prendere le misure appropriate affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni e specifico addestramento accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico; richiedere l’osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonché delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuali messi a loro disposizione; inviare i lavoratori alla visita medica entro le scadenze previste dal programma di sorveglianza sanitaria e richiedere al medico competente l’osservanza degli obblighi previsti a suo carico nel presente decreto; g-bis) nei casi di sorveglianza sanitaria comunicare tempestivamente al medico competente la cessazione del rapporto di lavoro; 2010 segue
19 Articolo 18 Obblighi del datore di lavoro e del dirigente
adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa; informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione; adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento; astenersi, salvo eccezione debitamente motivata da esigenze di tutela della salute e sicurezza, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato; consentire ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, l’applicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute; 2010 segue
20 Articolo 18 Obblighi del datore di lavoro e del dirigente
consegnare tempestivamente al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, su richiesta di questi e per l'espletamento della sua funzione, copia del documento del rischio, anche su supporto informatico, nonché consentire al medesimo rappresentante di accedere ai dati di cui alla lettera r); il documento è consultato esclusivamente in azienda; elaborare il DUVRI anche su supporto informatico , e, su richiesta di questi e per l'espletamento della sua funzione, consegnarne tempestivamente copia ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; Il documento è consultato esclusivamente in azienda 2010 segue
21 Articolo 18 Obblighi del datore di lavoro e del dirigente
prendere appropriati provvedimenti per evitare che le misure tecniche adottate possano causare rischi per la salute della popolazione o deteriorare l’ambiente esterno verificando periodicamente la perdurante assenza di rischio; comunicare in via telematica all’INAIL e all’IPSEMA, nonché per loro tramite, al sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro di cui all’articolo 8, entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico, a fini statistici e informativi, i dati e le informazioni relativi agli infortuni sul lavoro che comportino l’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento e, a fini assicurativi, quelli relativi agli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza al lavoro superiore a tre giorni. L’obbligo di comunicazione degli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza dal lavoro superiore a tre giorni si considera comunque assolto per mezzo della denuncia di cui all’articolo 53 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124; 2010 segue
22 Articolo 18 Obblighi del datore di lavoro e del dirigente
consultare il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza secondo le attribuzioni allo stesso conferite dal decreto (art. 50); adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei luoghi di lavoro, nonché per il caso di pericolo grave e immediato, secondo le disposizioni di cui all’articolo 43. Tali misure devono essere adeguate alla natura dell’attività, alle dimensioni dell’azienda o dell’unità produttiva, e al numero delle persone presenti; nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto e di subappalto, munire i lavoratori di apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro; 2010 segue
23 Articolo 18 Obblighi del datore di lavoro e del dirigente
nelle unità produttive con più di 15 lavoratori, convocare la riunione periodica di cui all’articolo 35; aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che hanno rilevanza ai fini della salute e sicurezza del lavoro, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e della protezione; aa) comunicare in via telematica all’INAIL e all’IPSEMA, nonché per loro tramite, al sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro di cui all’articolo 8, in caso di nuova elezione o designazione, i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; in fase di prima applicazione l’obbligo di cui alla presente lettera riguarda i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori già eletti o designati; 2010 segue
24 Articolo 18 Obblighi del datore di lavoro e del dirigente
25 Art 18 new 3-bis. Il datore di lavoro e i dirigenti sono tenuti altresì a vigilare in ordine all’adempimento degli obblighi di cui agli articoli 19, 20, 22, 23, 24 e 25,* ferma restando l’esclusiva responsabilità dei soggetti obbligati ai sensi dei medesimi articoli qualora la mancata attuazione dei predetti obblighi sia addebitabile unicamente agli stessi e non sia riscontrabile un difetto di vigilanza del datore di lavoro e dei dirigenti * obblighi dei preposti, dei lavoratori, progettisti, fabbricanti,fornitori, installatori,medico competente 2010
26 Articolo 19 Obblighi del preposto
27 Articolo 19 Obblighi del preposto
28 Articolo 20 Obblighi dei lavoratori
29 Articolo 20 Obblighi dei lavoratori
30 Articolo 20 Obblighi dei lavoratori
31 Articolo 20 Obblighi dei lavoratori
32 Articolo 26 Obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione
33 Articolo 26 Obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione
34 NOVITA’ Articolo 26 Obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento con gli appaltatori elaborando un unico documento di valutazione dei rischi (DUVRI) che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze. Tale documento è allegato al contratto di appalto o di opera e va adeguato in funzione dell’evoluzione dei lavori, servizi e forniture. . Le disposizioni del presente comma non si applicano ai rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi. 2010
35 STAZIONI APPALTANTI 1 3. Nel campo di applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163, e successive modificazioni, il DUVRI è redatto, ai fini dell’affidamento del contratto, dal soggetto titolare del potere decisionale e di spesa relativo alla gestione dello specifico appalto. 2010
36 ai servizi di natura intellettuale,
37 STAZIONI APPALTANTI 2 3-ter. Nei casi in cui il contratto sia affidato dai soggetti di cui all’articolo 3, comma 34, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, o in tutti i casi in cui il datore di lavoro non coincide con il committente, il soggetto che affida il contratto redige il documento di valutazione dei rischi da interferenze recante una valutazione ricognitiva dei rischi standard relativi alla tipologia della prestazione che potrebbero potenzialmente derivare dall’esecuzione del contratto. Il soggetto presso il quale deve essere eseguito il contratto, prima dell’inizio dell’esecuzione, integra il predetto documento riferendolo ai rischi specifici da interferenza presenti nei luoghi in cui verrà espletato l’appalto; l’integrazione, sottoscritta per accettazione dall’esecutore, integra gli atti contrattuali. 2010
38 Articolo 26 Obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione determinazione costi NOVITA’ Nei singoli contratti di subappalto, di appalto e di somministrazione,…, devono essere specificamente indicati a pena di nullità ai sensi dell’articolo 1418 del codice civile i costi delle misure adottate per eliminare o, ove ciò non sia possibile, ridurre al minimo i rischi in materia di salute e sicurezza sul lavoro derivanti dalle interferenze delle lavorazioni. I costi di cui al precedente capoverso non sono soggetti a ribasso. 2010
39 NOVITA’ Articolo 26 Obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione - verifica congruità Nella predisposizione delle gare di appalto e nella valutazione dell'anomalia delle offerte nelle procedure di affidamento di appalti di lavori pubblici, di servizi e di forniture, gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutare che il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro e al costo relativo alla sicurezza, il quale deve essere specificamente indicato e risultare congruo rispetto all'entità e alle caratteristiche dei lavori, dei servizi o delle forniture. Ai fini del presente comma il costo del lavoro e' determinato periodicamente, in apposite tabelle, dal Ministro del lavoro ………………………………………………. 2010
40 Articolo 26 Obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione
.Nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto o subappalto, il personale occupato dall’impresa appaltatrice o subappaltatrice deve essere munito di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro. 2010
41 SPP l«servizio di prevenzione e protezione dai rischi»: insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all’azienda finalizzati all’attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori; «responsabile del servizio di prevenzione e protezione»: persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali adeguati designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi; «addetto al servizio di prevenzione e protezione»: persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali adeguati , facente parte del servizio 2010
42 Art. 32. Capacità e requisiti professionali degli addetti e dei responsabili dei servizi di prevenzione e protezione interni ed esterni I requisiti sono di due tipi e devono essere entrambi posseduti: a) requisito di istruzione, corrispondente a un titolo di studio non inferiore al diploma di scuola media superiore; b) requisito di formazione, corrispondente alla frequenza (con verifica degli apprendimenti) di corsi di formazione iniziale (Moduli A, B e C) e di aggiornamento quinquennale. Lo stesso articolo, al comma 5, indica il possesso di alcune lauree (ingegneria e archiettura)come requisito valido per l’esonero da una parte dell’obbligo di frequenza dei corsi per RSPP e ASPP. 2010
43 ART. 34 DL RSPP Nelle scuole fino a 200 addetti il dirigente scolastico datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti propri del servizio di prevenzione e protezione dai rischi svolgendo l’attuale corso. 2010
44 DOCENTE ISTITUTO A NON RSPP
ART 34 8. Negli istituti di istruzione, di formazione professionale e universitari e nelle istituzioni dell’alta formazione artistica e coreutica, il datore di lavoro che non opta per lo svolgimento diretto dei compiti propri del servizio di prevenzione e protezione dei rischi designa il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, individuandolo tra: a) il personale interno all’unità scolastica in possesso dei requisiti di cui al presente articolo che si dichiari a tal fine disponibile; b) il personale interno ad una unità scolastica in possesso dei requisiti di cui al presente articolo che si dichiari disponibile ad operare in una pluralità di istituti. 9. In assenza di personale di cui alle lettere a) e b) del comma 8, gruppi di istituti possono avvalersi in maniera comune dell’opera di un unico esperto esterno, tramite stipula di apposita convenzione, in via prioritaria con gli enti locali proprietari degli edifici scolastici e, in via subordinata, con enti o istituti specializzati in materia di salute e sicurezza sul lavoro o con altro esperto esterno libero professionista. DOCENTE ISTITUTO A NON RSPP NON RSPP ISTITUTO B 2010
45 Articolo 33 - Compiti del servizio di prevenzione e protezione
1. Il servizio di prevenzione e protezione dai rischi professionali provvede: a) all’individuazione dei fattori di rischio, alla valutazione dei rischi e all’individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente sulla base della specifica conoscenza dell’organizzazione aziendale; b) ad elaborare, per quanto di competenza, le misure preventive e protettive, e i sistemi di controllo di tali misure; c) ad elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali; d) a proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori; e) a partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonché alla riunione periodica f) a fornire ai lavoratori le informazioni di cui all’articolo 36. 2010
46 Art. 35. Riunione periodica obbligatoria in aziende con più di 15 lavoratori
47 Art. 36. Informazione ai lavoratori generica
Il datore di lavoro provvede affinché ciascun lavoratore riceva una adeguata informazione: sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro connessi alla attività della impresa in generale; sulle procedure che riguardano il primo soccorso, la lotta antincendio, l'evacuazione dei luoghi di lavoro; sui nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di emergenza, PS e anitincendio; sui nominativi del responsabile e degli addetti del servizio di prevenzione e protezione, e del medico competente. 2010
48 Art. 36. Informazione ai lavoratori specifica
49 Art. 37. Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti: come -quando
50 Art. 37. Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti: dirigenti e preposti
51 Art. 37. Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti: squadre di emergenza
52 Articolo 47 Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
2. In tutte le aziende, o unità produttive, è eletto o designato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. 3. Nelle aziende o unità produttive che occupano fino a 15 lavoratori il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è di norma eletto direttamente dai lavoratori al loro interno oppure è individuato per più aziende nell’ambito territoriale o del comparto produttivo secondo quanto previsto dall’articolo Nelle aziende o unità produttive con più di 15 lavoratori il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è eletto o designato dai lavoratori nell’ambito delle rappresentanze sindacali in azienda. In assenza di tali rappresentanze, il rappresentante è eletto dai lavoratori della azienda al loro interno. 2010
53 Articolo 47 Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
Il numero, le modalità di designazione o di elezione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, nonché il tempo di lavoro retribuito e gli strumenti per l’espletamento delle funzioni sono stabiliti in sede di contrattazione collettiva. Il numero minimo dei rappresentanti é il seguente: un rappresentante nelle aziende ovvero unità produttive sino a 200 lavoratori; tre rappresentanti nelle aziende ovvero unità produttive da 201 a lavoratori; sei rappresentanti in tutte le altre aziende o unità produttive oltre i lavoratori. In tutte le aziende, o unità produttive, è eletto o designato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. 2010
54 Art. 37. Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti: RLS
.Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha diritto ad una formazione particolare in materia di salute e sicurezza concernente i rischi specifici esistenti negli ambiti in cui esercita la propria rappresentanza, tale da assicurargli adeguate competenze sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi. . La durata minima dei corsi è di 32 ore iniziali, di cui 12 sui rischi specifici presenti in azienda e le conseguenti misure di prevenzione e protezione adottate, con verifica di apprendimento. La contrattazione collettiva nazionale disciplina le modalità dell’obbligo di aggiornamento periodico, la cui durata non può essere inferiore a 4 ore annue per le imprese che occupano dai 15 ai 50 lavoratori e a 8 ore annue per le imprese che occupano più di 50 lavoratori. 2010
55 Art. 37. Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti: come
12.La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire……………………….durante l’orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori. 2010
56 Articolo 38 Titoli e requisiti del medico competente
57 Articolo 41 Sorveglianza sanitaria
La sorveglianza sanitaria è effettuata dal medico competente: a) nei casi previsti dalla normativa vigente…; b) qualora il lavoratore ne faccia richiesta e la stessa sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi lavorativi. 2010
58 Articolo 50 Attribuzioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
59 Art. 53. Tenuta della documentazione Registro infortuni
60 Articolo 55 Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente
1. È punito con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da a euro il datore di lavoro: a) che omette la valutazione e redazione DVR b) che non provvede alla nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione o che fa l’RSPP senza corso di formazione 2. Nei casi previsti al comma 1, lettera a), si applica la pena dell’arresto da quattro a otto mesi se la violazione è commessa: …. in aziende in cui si svolgono attività che espongono i lavoratori a rischi da agenti biologici del gruppo 3 e 4, da atmosfere esplosive, da cancerogeni, da mutageni; 2010
61 ing. Domenico Mannelli (Lesioni personali colpose. art. 590 c.p.)modificato da legge 21 febbraio 2006, n. 102, Se le lesioni sono commessi con la violazione delle norme sulla disciplina per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, la pena per le lesioni gravi è della reclusione da tre a 12 mesi o della multa da € 500 a € ; e la pena per lesioni gravissime è della reclusione da uno a tre anni. Il delitto è punibile a querela della persona offesa salvo per lesioni gravi o gravissime, limitatamente ai fatti commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative all'igiene del lavoro. (grave= assenza dal lavoro > 40 gg art 633) 2009
62 Codice Civile Art. 2087 L’IMPRENDITORE È TENUTO AD ADOTTARE NELL’ESERCIZIO DELL’IMPRESA LE MISURE CHE, SECONDO LA PARTICOLARITA’ DEL LAVORO, L’ESPERIENZA E LA TECNICA, SONO NECESSARIE A TUTELARE L’INTEGRITÀ FISICA E LA PERSONALITÀ MORALE DEI PRESTATORI DI LAVORO 2009
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References: art. 69
 Articolo 2
 Articolo 13
 Articolo 14
 Articolo 14
 sentenza 
 Articolo 17
 Articolo 18
 Articolo 18
 Articolo 18
 Articolo 18
 Articolo 18
 Articolo 18
 Articolo 18
 Articolo 18
 Articolo 19
 Articolo 19
 Articolo 20
 Articolo 20
 Articolo 20
 Articolo 20
 Articolo 26
 Articolo 26
 Articolo 26
 Articolo 26
 Articolo 26
 Articolo 26
 Art. 32
 ART. 34
 Articolo 33
 Art. 35
 Art. 36
 Art. 36
 Art. 37
 Art. 37
 Art. 37
 Articolo 47
 Articolo 47
 Art. 37
 Art. 37
 Articolo 38
 Articolo 41
 Articolo 50
 Art. 53
 Articolo 55
 art. 590
 Art. 2087