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DALL AUTONOMIA PROFESSIONALE ALLA RESPONSABILITA DEL TECNICO DI LABORATORIO BIOMEDICO - PDF
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1 DALL AUTONOMIA PROFESSIONALE ALLA RESPONSABILITA DEL TECNICO DI LABORATORIO BIOMEDICO STUDIO LEGALE NODARO avv. Francesco Del Rio 25 Via Crescenzio Roma Tel. 06/ r.a. Fax 06/
2 Normativa di riferimento Art. 99 del R.D. del 27/07/1934 n D. lgs. del 30/12/1992 n D.M. n. 745 del L. del 26/02/1999 n L. del 10/08/2000 n L. dell 1/02/2006 n. 43
3 R.D. del 27/7/1934 n Art. 99 del R.D. del 27/07/1934 n Si prevedeva la suddivisione delle professioni sanitarie in: -Professioni cd. principali (medico, chirurgo, farmacista ecc ); -Professioni sanitarie ausiliarie (ostetrica, infermiere, tecnici sanitari ecc..); -Arti ausiliarie delle professioni sanitarie (odontotecnico, ottico ecc..).
4 D. lgs. del 30/12/1992 n. 502 riforma dei cd. mansionari Art. 6 Il Ministero della Sanità individua con proprio decreto le figure professionali da formare ed i relativi profili
5 D.M. N. 745 del 1994 Atto normativo di carattere regolamentare che disciplina la figura ed il relativo profilo professionale del tecnico sanitario di laboratorio biomedico
6 operatore sanitario che svolge l attività di laboratorio di analisi e di ricerca relative ad analisi biomediche e biotecnologiche
7 Legge n. 42 del 26/02/ Abrogazione delle distinzioni previste dall art. 99 per cui tutte le professioni sanitarie confluiscono nel regime della cd. professioni sanitarie ; - viene eliminato il termine ausiliario; - ultimo comma dell art. 1 stabilisce che l ambito di attività e relative responsabilità è stabilito dal contenuto dei DM, dagli ordinamenti didattici, dai codici deontologici, fatte salve le competenze specifiche delle professioni mediche e delle altre professioni tecniche nel rispetto dei reciproci ambiti
8 L. 10/08/2000 n. 251/2000 Art. 3 Definizione delle professioni tecnico-sanitarie
9 Tecnico sanitario di laboratorio biomedico Ruolo centrale dell autonomia tecnicoprofessionale e della collaborazione con le altre figure sanitarie
10 Competenze del TLBM - svolge con autonomia tecnico-professionale la propria prestazione; - è responsabile del corretto adempimento delle procedure analitiche; - verifica la corrispondenza delle prestazioni erogate agli indicatori e standard predefiniti; - partecipa alla programmazione ed organizzazione del lavoro nella struttura; - contribuisce alla formazione del personale e concorre personalmente all aggiornamento del proprio profilo professionale
11 Criteri guida -Contenuto dei profili professionali (745/94); - formazione di base e post-base ricevuta; - codici deontologici
12 Criteri limite -Competenze dei professionisti medici (atto medico); -Competenze degli altri professionisti sanitari laureati
13 La responsabilità del tecnico concerne l intero iter processuale di sua competenza: dall accettazione del campione alla consegna dei risultati
14 QUALI RESPONSABILITA? PENALE, CIVILE, AMMINISTRATIVA E DISCIPLINARE
15 RESPONSABILITA CIVILE RESPONSABILITA CONTRATTUALE RESPONSABILITA EXTRACONTRATTUALE: DIFFERENZE (PRESCRIZIONE, ONERE PROBATORIO E RISARCIBILITA DEI DANNI
16 La responsabilità del tecnico contrattuale o extracontrattuale? La responsabilità del tecnico, ancorchè dipendente ospedaliero, deve qualificarsi contrattuale, al pari di quella dell ente gestore del servizio sanitario, non già (ed eventualmente non solo) per l esistenza di un pregresso rapporto obbligatorio insorto tra le parti, bensì in virtù di un rapporto contrattuale di fatto originato dal «contatto» sociale (Cass. SS.UU. n. 577/08, Cass. SS.UU. n /01, Cass. n /06, Cass. n. 589/99).
17 Onere probatorio Da tale scelta interpretativa discende l applicabilità delle norme in tema di inadempimento contrattuale con particolare riferimento a: ONERE PROBATORIO Il paziente danneggiato deve limitarsi a provare il contratto (o il contatto sociale) e l aggravamento della patologia o l insorgenza di una affezione ed allegare l inadempimento del debitore, astrattamente idoneo a provocare il danno lamentato, sicchè è il medico che deve dimostrare che l inadempimento o il ritardo è stato determinato da causa a lui non imputabile ed in ogni caso di avere tenuto un comportamento diligente (Cass. SS.UU. n. 577/08, Cass. SS.UU. n. 9556/02, Cass. n. 1698/06).
18 Prescrizione dell azione risarcitoria La responsabilità del personale sanitario (e della struttura sanitaria) si prescrive nel termine di dieci anni, in luogo dei cinque anni previsti in ipotesi di responsabilità extracontrattuale dall art del codice civile.
19 PRESTAZIONE D OPERA PROFESSIONALE PARAMETRI DI VALUTAZIONE: PERIZIA, DILIGENZA E PRUDENZA EX ART. 1176, SECONDO COMMA, C.C. E LIMITAZIONI AI SENSI DELL ART C.C. la limitazione della responsabilità professionale del sanitario ai soli casi di dolo o colpa grave a norma dell art c.c. si applica nelle sole ipotesi che presentino problemi tecnici di particolare difficoltà e, in ogni caso, tale limitazione di responsabilità attiene esclusivamente all imperizia, non all imprudenza e alla negligenza, con la conseguenza che risponde anche per colpa lieve il professionista che, nell esecuzione di un intervento o di una terapia medica, provochi un danno per omissione di diligenza (Cass. n. 9085/06).
20 DISTINZIONE OBBLIGAZIONI DI MEZZI E DI RISULTATO In ogni caso, anche nelle c.d. obbligazioni di mezzi, lo sforzo diligente del debitore (id est: il medico) deve essere rivolto al perseguimento del risultato dovuto (Cass. n. 8826/07).
21 RISULTATO ANOMALO Il risultato anomalo o anormale - in ragione dello scostamento da una legge di regolarità causale fondata sull esperienza dell intervento sanitario, fonte di responsabilità, è da ravvisarsi non solo in presenza di aggravamento dello stato morboso, o in caso di insorgenza di una nuova patologia, ma anche quando l esito non abbia prodotto il miglioramento costituente oggetto della prestazione cui il medico-specialista è tenuto, producendo invece, conseguenze di carattere fisico e psicologico (Cass. sentenza n. 8826/07).
22 RESPONSABILITA IN EQUIPE Peraltro, in tema di responsabilità sanitaria, nel caso di équipes chirurgiche, ogni componente non è tenuto soltanto al rispetto delle regole di diligenza e perizia connesse alle specifiche ed effettive mansioni svolte, ma deve anche conoscere e valutare le attività degli altri colleghi in modo da porre rimedio ad eventuali errori posti in essere dagli stessi, purché tali errori siano evidenti per un professionista medio e si tratti di attività strettamente coordinate e convergenti verso un unico risultato finale (Cass. IV, 12/7/06)

References: Art. 99
 Art. 99
 Art. 6
 art. 99
 art. 1
 Art. 3
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 ART. 1176
 sentenza