Source: http://docplayer.it/2796277-Citta-di-eraclea-provincia-di-venezia-regione-veneto.html
Timestamp: 2017-12-18 22:42:47+00:00

Document:
CITTA DI ERACLEA Provincia di Venezia - Regione Veneto - PDF
CITTA DI ERACLEA Provincia di Venezia - Regione Veneto
Download "CITTA DI ERACLEA Provincia di Venezia - Regione Veneto"
Geraldina Castellano
1 CITTA DI ERACLEA Provincia di Venezia - Regione Veneto PIANO REGOLATORE GENERALE VARIANTE Variante al P.R.G. vigente contestuale all approvazione del Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari ai sensi della L. 133/08 - Adottata con Delibera di Consiglio Comunale nr. 83 del 23/1208. Testo aggiornato con: Variante n Adottata con Delibera di Consiglio Comunale nr. 38 del 26/06/08 Approvata con Delibera di Consiglio Comunale nr. 57 del 29/09/2008, ai sensi dell art. 48 della L.R. 11/04 Efficace dal Variante n Adottata con Delibera di Consiglio Comunale nr. 4 del 03/03/08 Approvata con Delibera di Consiglio Comunale nr. 28 del 27/05/2008, ai sensi dell art. 48 della L.R. 11/04 Efficace dal NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE TESTO COMPARATO IL TESTO IN GRASSETTO CORRISPONDE AL TESTO AGGIUNTO DALLA VARIANTE. IL TESTO BARRATO CORRISPONDE AL TESTO ELIMINATO DALLA VARIANTE. Sindaco Assessore all Urbanistica Ufficio Urbanistica Edilizia Privata Eraclea (VE),
2 CITTA DI ERACLEA - Norme Tecniche di Attuazione- pagina 2 INDICE DEGLI ARTICOLI - TITOLO PRIMO - DISPOSIZIONI GENERALI ART. 1 - Elementi costitutivi del Piano Regolatore Generale ART. 2 - Valore prescrittivo degli elementi costitutivi ART. 3 - Contenuti e campo di applicazione del P.R.G. - TITOLO SECONDO A) DEFINIZIONE DEI TERMINI E DEI PARAMETRI ART. 4 - Superficie Territoriale (S.T.) ART. 5 - Superficie Fondiaria (S.F.) ART. 6 - Superficie Coperta (S.C.) ART. 7 - Superficie netta di pavimento (S.N.P.) ART. 8 - Indice di fabbricabilità territoriale (Mq/Ha) ART. 8/bis - Indice di edificabilita territoriale (Mc/Mq) ART. 9 - Indice di fabbricabilità fondiaria (Mq/Mq) ART Rapporto di copertura (R.C.) ART Altezza dei fabbricati (H) ART. 11/bis - Volume del fabbricato (V) ART Distanza dalle strade (D.S.) ART Filo stradale o allineamento fra edifici fronteggianti sedi stradali ART. 13/bis - Aree a parcheggio ART Distanza dai confini (D.C.) ART Distanza dai fabbricati (D.F.) ART Limite di inviluppo ART Perimetro di massimo inviluppo ART Pertinenze di aree o di edifici ART Destinazioni d uso 2
3 CITTA DI ERACLEA - Norme Tecniche di Attuazione- pagina 3 B) DEFINIZIONI NORMATIVE DI ELEMENTI PARTICOLARI ART Elementi edilizi in aggetto rispetto al perimetro degli edifici ART Sottotetti ART Bussole d ingresso ART Altezza minima della falda del tetto ART Recinzione delle aree private ART. 24/bis Edifici di valore storico-ambientale. C) GRADI DI PROTEZIONE ART Primo grado di protezione ART Secondo grado di protezione ART Terzo grado di protezione ART Quarto grado di protezione - TITOLO TERZO - ATTUAZIONE DEL PIANO ART Strumenti di attuazione ART. 29/bis - Piano particolareggiato in zona turistica ART Comparto di intervento unitario ART Settore urbanistico ART Edilizia Residenziale Pubblica ART. 32/bis - Impianti di telefonia mobile - TITOLO QUARTO - DISCIPLINA DEL TERRITORIO ART Zone B ART Sottozone B 1 / SCHEMI ILLUSTRATIVI ART Sottozone B 2 ART. 35/bis - Sottozone B 2.4/6 ART Sottozone B 3 3
4 CITTA DI ERACLEA - Norme Tecniche di Attuazione- pagina 4 ART Sottozone B 4 ART Sottozone B 5 ART. 38/bis - Sottozone B 6 ART Zone C ART Sottozone C 1 ART. 40/bis - Zone B e Sottozone C 1 ART Sottozone C 2 ART Sottozone C 3 ART. 42/bis - Zona di espansione speciale ART Zone D ART Sottozone D 1 ART. 44/bis - Sottozone D 2 ART. 44/ter - Dotazione di aree a parcheggio nelle zone destinate ad attività commerciali ART Sottozone D 3 ART. 45/bis - Sottozone D 4 agro-industriali ART. 45/ter - Sottozone D 5 darsene e attracchi fluviali di iniziativa privata ART. 45/quater Sottozone D 3.2 Alberghi in zona di completamento ART Sottozone D 6 ART Sottozone D 7 ART. 47/bis - Sottozone D 8 Nuovi poli alberghieri ART Zone E ART Sottozone E 1 ART Sottozone E 2 ART Sottozone E 3 ART Sottozone E 4 ART Zone Parchi ART Sottozone Parco Territoriale ART Sottozone Parco Archelogico ART Zone F 4
5 ART Zone Tutela Ambientale CITTA DI ERACLEA - Norme Tecniche di Attuazione- pagina 5 ART. 57/bis - Norme di tutela del paesaggio ART. 57/ter - Norme di tutela idraulica del territorio ART Aree di rispetto ART. 58/bis - Viabilità di progetto e piste ciclabili ART. 58/ter - Impianti per la distribuzione di carburante ART. 58/quater - Miglioramento bio energetico ART. 58/quinques Impianto telefonia mobile. ART. 58/six Vinca: ambiti di Variante n. 23 e n. 26 ART. 59 Prescrizioni per evitare effetti negativi sul SIC IT Laguna del Mort e pinete di Eraclea. ART Norme transitorie e finali. 5
6 CITTA DI ERACLEA - Norme Tecniche di Attuazione- pagina 6 TITOLO PRIMO - DISPOSIZIONI GENERALI ART. 1 - ELEMENTI COSTITUTIVI DEL PIANO REGOLATORE GENERALE IL P.R.G. è costituito dai seguenti elaborati: ANALISI A) Indagine socio-economica; B) Relazione agronomica; C) Relazione geologica; D) Tavole allegate : TAV Ambiti Amministrativi sovracomunali; TAV Ambiti Amministrativi comunali; TAV. 2 - Analisi Storica dell insediamento; TAV. 3 - Programmazione e pianificazione di livello superiore; TAV. 4 - Mosaico degli strumenti urbanistici generali vigenti; TAV. 5 - Programmazione e pianificazione comunale in atto; TAV Destinazioni d uso prevalenti dell edificato; TAV. 6.2/a - Classi d età degli edifici residenziali; TAV. 6.2/b - Numero di piani degli edifici residenziali; TAV. 6.2/c - Tipologie degli edifici residenziali; TAV. 6.2/d - Distribuzione territoriale degli alloggi; TAV Carta delle attività ed attrezzature primarie; TAV Carta delle attività ed attrezzature secondarie; TAV Carta delle attività ed attrezzature terziarie; TAV Carta delle attività ed attrezzature turistiche; TAV. 7 - Infrastrutture di collegamento; TAV Opere di urbanizzazione: rete fognature; TAV Opere di urbanizzazione: rete energia elettrica; TAV. 9 - Opere di urbanizzazione: servizi ed impianti di interesse comune; TAV Carta geomorfologica; TAV Carta geolitologica; TAV Carta geopedologica ed agronomica; TAV Carta idrogeologica; TAV Carta delle colture in atto; TAV Carta delle attitudini colturali; TAV Carta delle penalità edificatorie; TAV Vincoli e servitù; TAV Beni culturali; Schede a: Patrimonio edilizio. 6
7 CITTA DI ERACLEA - Norme Tecniche di Attuazione- pagina 7 PROGETTO G) Norme tecniche di attuazione; H) Allegati alle Norme tecniche di attuazione : - Allegato 1) 1.a Abaco dei tipi Residenziali; 1.b Abaco dei tipi Produttivi; 1.c Abaco tipologico per le strutture Ricettive; 1.d Abaco tipologico per le Zone Agricole; 1.e Abaco dei tipi Stradali; 1.f Disciplina degli impianti per la distribuzione di carburante. - Allegato 2) Schede urbanistiche B 4; Schede urbanistiche C 3; Schede urbanistiche D 7; - Allegato 3) Repertorio tipologico per gli edifici rurali; - Allegato 4) Dizionario delle componenti architettoniche; - Allegato 5) Sussidi operativi relativi agli interventi di restauro paesistico; - Allegato 7) Schede relative ad edifici di valore storico - ambientale; - Allegato 8) Regolamento per l'installazione, la modifica e l'adeguamento degli impianti di telefonia mobile; - Allegato 9) Schede di normativa adeguate al voto regionale di cui alla Variante al P.R.G. L.R. 11/87 approvata con D.G.R. n. 710/99; - Allegato 10) Schede urbanistiche di cui alla Variante al P.R.G. per il Settore Produttivo. - Allegato 11) Pareri sulla Compatibilità Idraulica - Allegato 12) Zone a cui si applicano le prescrizioni dell art. 59 delle N.T.A per evitare effetti negativi sul SIC IT I) Regolamento edilizio; L) Tavole di progetto : - Piano Regolatore dell intero territorio comunale : TAV Zonizzazione: Capoluogo - Scala 1:5000; TAV Zonizzazione: Stretti - Scala 1:5000; TAV Zonizzazione: Torre di Fine - Scala 1:5000; TAV Zonizzazione: Brian - Scala 1:5000; TAV Zonizzazione: Eraclea Mare - Scala 1:5000; - Zone significative : TAV Zonizzazione: Capoluogo - Scala 1:2000; TAV Zonizzazione: Ponte Crepaldo - Scala 1:2000; TAV Zonizzazione: Stretti - Scala 1:2000; TAV Zonizzazione: Torre di Fine - Scala 1:2000; TAV Zonizzazione: Eraclea Mare - Scala 1:2000; TAV Zonizzazione: Brian - Ca Turcata - Scala 1:2000; TAV Zonizzazione: Valcasoni - Scala 1:2000; TAV Zonizzazione: Località Varie - Scala 1:2000; TAV Zonizzazione:. Zona P.I.P. - Scala 1:
8 CITTA DI ERACLEA - Norme Tecniche di Attuazione- pagina 8 ART. 2 - VALORE PRESCRITTIVO DEGLI ELEMENTI COSTITUTIVI Hanno valore prescrittivo le tavole di progetto n , , , , , , , , , , , , , , Nell allegato 1 alle N.T.A hanno valore prescrittivo le norme scritte relative alle singole classi tipologiche delle unità residenziali e produttive; i disegni contenuti nell abaco hanno solo valore descrittivo: servono a suggerire possibili soluzioni compositive. Nell allegato 2 alle N.T.A. gli schemi illustrativi contenuti nelle schede B4 hanno solo il compito di suggerire possibili soluzioni di progetto. Hanno invece valore prescrittivo: - i criteri che presiedono all organizzazione infrastrutturale ed alla localizzazione delle aree standard di ogni settore urbanistico come specificati nella normativa puntuale di ciascun settore e nelle schede urbanistiche C 3, D 7; - le indicazioni delle classi tipologiche delle unità residenziali e produttive ai soli fini del dimensionamento del P.R.G. e costruttivi generali; - la superficie netta di pavimento - laddove prevista - (S.N.P.) minima e massima; - la superficie da cedere a standards; - la superficie della viabilità; - la superficie dei lotti edificabili nell ambito delle zone D ; - la normativa scritta (solo per le schede B 4, D 7). Hanno valore esplicativo gli allegati 3, 4, 5 e 7 alle N.T.A. ART. 3 - CONTENUTI E CAMPO DI APPLICAZIONE DEL P.R.G. Il presente strumento urbanistico costituisce il Piano Regolatore Generale del Comune di Eraclea, elaborato ai sensi della L.S. 1150/42 e delle L.R. n. 61/85 e n. 24/85 e successive modifiche ed integrazioni. Il campo di applicazione del P.R.G. è costituito dall intero territorio comunale. 8
9 TITOLO SECONDO CITTA DI ERACLEA - Norme Tecniche di Attuazione- pagina 9 A) DEFINIZIONE DEI TERMINI E DEI PARAMETRI ART. 4 - SUPERFICIE TERRITORIALE (S.T.) E la superficie complessiva dell area interessata dai vari interventi di attuazione del P.R.G. ed è comprensiva di tutte le aree fondiarie destinate all edificazione e di quelle necessarie per l urbanizzazione primaria e secondaria. In essa non sono comprese: - le aree e gli spazi già di uso pubblico; - le aree destinate ad uso pubblico dal P.R.G. comprese quelle destinate alla grande viabilità. ART. 5 - SUPERFICIE FONDIARIA (S.F.) E la superficie reale del lotto, derivante da rilievo topografico, al netto degli spazi di uso pubblico esistenti previsti (strade, piazze, fossi e scarpate relative, ecc.) misurata in proiezione orizzontale. ART. 6 - SUPERFICIE COPERTA (S.C.) E la superficie risultante dalla proiezione sul piano orizzontale delle parti edificate fuori terra, delimitate dalle superfici esterne dei muri perimetrali. Gli elementi edilizi in aggetto aperti su due o tre lati, qualora siano praticabili, fanno superficie coperta ad eccezione di quelli caratterizzati da una profondità massima di ml. 2,50. Le logge ed i portici con tre lati chiusi sono computati ai fini della superficie coperta, nel caso di sovrastante corpo di fabbrica. Non concorrono alla formazione della superficie coperta le scale aperte, le vasche antincendio, le piscine esterne. ART. 7 - SUPERFICIE NETTA DI PAVIMENTO (S.N.P.) Per superficie netta di pavimento (S.N.P.) si intende la superficie di pavimento dell edificio, misurata al netto dei muri perimetrali e di quelli interni, delle soglie di passaggio da un vano all altro, nonché degli sguinci di porte e finestre. La superficie netta di pavimento non comprende: - la superficie strettamente destinata a corsie d'accesso e di distribuzione ad autorimesse o posti macchina coperti nelle tipologie condominiali, nonché la superficie destinata a posto macchina o garage fino ad un massimo di mq. 15,00 per alloggio e con altezza massima di ml. 3,00: oltre si computa la differenza; - gli ingressi condominiali fino a 10,00 mq (oltre si computa la differenza), le scale condominiali (scomputate per intero) compresi i pianerottoli di sbarco sul piano fino a 7,00 mq ciascuno (oltre si computa la differenza), gli ascensori; - nelle tipologie con più piani di calpestio la superficie destinata alla scala interna del singolo alloggio, compreso il relativo sottoscala, nonché i pianerottoli di collegamento delle diverse rampe, inclusi i pianerottoli di sbarco sul piano fino a mq. 6,00 (oltre si computa la differenza); - le vasche antincendio; - la superficie dei piani interrati o seminterrati sporgenti dalla quota zero del terreno non oltre ml. 0,50, misurati all estradosso del solaio; - le pompeiane e i gazebi privi di qualsivoglia elemento di copertura se non vegetale siano essi collegati o indipendenti rispetto l edificio di riferimento; - la superficie dei seguenti elementi edilizi in aggetto, fino ad una profondità massima di ml. 2,50 : tettoia, berceau, terrazza, balcone, logge con due o tre lati chiusi; - i portici pubblici; - i sottotetti e i vani tecnici, caratterizzati da un altezza media inferiore o uguale a ml. 1,90; - le coperture a terrazzo, in quanto elemento strutturale e tipologico, anche se praticabili; 9
10 CITTA DI ERACLEA - Norme Tecniche di Attuazione- pagina 10 - i depositi da giardino caratterizzati da una superficie coperta massima pari a 4 mq., un altezza media fino a ml2.20 con lato minimo minore od uguale a ml. 2.00, nonché osservanti le distanze dai confini come definito dal Codice Civile; Tali costruzioni possono essere realizzate nel numero massimo di una per abitazione avente area di pertinenza esclusiva. ART. 8 - INDICE DI FABBRICABILITA TERRITORIALE (Mq/Ha) E la superficie netta di pavimento massima o minima costruibile per mq. o ha. di superficie territoriale (ST) interessata dall intervento. Valore superficiale che, rapportato al moltiplicatore pari a 3,50, permette la quantificazione della rispettiva volumetria territoriale fabbricabile. ART. 8/BIS - INDICE DI EDIFICABILITA TERRITORIALE (Mc/Mq) «È la volumetria edificabile, espressa in mc, per ogni mq di superficie territoriale (ST) interessata dall intervento» ART. 9 - INDICE DI FABBRICABILITA FONDIARIA (Mq/Mq) E la superficie netta di pavimento, massimo o minima costruibile per ogni mq. o ha. di superficie fondiaria (S.F.) interessata dall intervento. Valore superficiale che, rapportato al moltiplicatore pari a 3,50, permette la quantificazione della rispettiva volumetria fondiaria fabbricabile. ART RAPPORTO DI COPERTURA (R.C.) E il rapporto misurato in percentuale fra la superficie coperta (S.C) e la superficie fondiaria (S.F.) ART ALTEZZA DEI FABBRICATI (H) E la differenza tra la quota della superficie di calpestio del piano terra dell edificio in progetto e l intradosso del solaio di copertura dell ultimo piano abitabile o agibile, misurata sulla facciata del fabbricato. Nel caso di soffitto con travatura in legno o in acciaio, l altezza è da considerarsi sotto trave. I locali ricavati sul piano con soffitto inclinato si considerano abitabili o agibili, qualora l altezza interna nel valore del lato minore risulti almeno pari a ml 1,90 e l altezza media sia almeno pari a 2,70 ml. per gli spazi di abitazione. Per gli spazi accessori l altezza media è riducibile a ml. 2,40, ulteriormente riducibile a ml per gli spazi di servizio. La quota della superficie di calpestio del piano terra, ai fini della determinazione dell altezza dei fabbricati, non può essere considerata maggiore di ml. 0,50 rispetto alla quota di intersezione dell edificio con il terreno allo stato originario precedente all intervento di progetto. ART. 11/BIS - VOLUME DEL FABBRICATO (V) Per volume del fabbricato si intende il valore della SNP come computata nell ambito della presente normativa rapportato al moltiplicatore stabilito pari a 3,50, ad eccezione delle edificabilità in zona agricola, ai sensi della normativa vigente. Tale modalità di calcolo della volumetria realizzata, si attua anche per la verifica dei contenuti di cui alla L. 122/1989. ART DISTANZA DALLE STRADE (D.S.) E la distanza, che intercorre tra il vertice della proiezione orizzontale dell edificio e la linea di limite della sede o piattaforma stradale comprendente tutte le sedi viabili, sia veicolari che pedonali, ivi incluse le 10
11 CITTA DI ERACLEA - Norme Tecniche di Attuazione- pagina 11 banchine od altre strutture laterali alle predette sedi quanto queste siano transitabili, nonché le strutture di delimitazione non transitabili (marciapiedi, parapetti, arginelle e simili). Nel caso di posti auto realizzati lungo le strade, qualora ricavati su proprietà privata anche se in uso pubblico, non sono da considerarsi come sede viabile, mentre lo diventano nel caso di parcheggi pubblici ceduti all Amministrazione Comunale. A tale distanza minima fuori del perimetro dei centri abitabili va aggiunta la lunghezza dovuta alla proiezione di eventuali scarpate o fossi e di fasce di espropriazione risultanti da progetti approvati. ART FILO STRADALE O ALLINEAMENTO FRA EDIFICI FRONTEGGIANTI SEDI STRADALI Per filo o allineamento stradale si intende l allineamento degli edifici lungo il fronte stradale alla distanza prescritta da uno strumento urbanistico, oppure lungo l allineamento identificabile dalla presenza di due e più fabbricati fronteggianti un asse viario. ART. 13/BIS - AREE A PARCHEGGIO Si intende l area di sosta, compreso lo spazio di manovra, escluse le sedi viarie di accesso, ma comprese quelle di distribuzione; in ogni caso lo spazio di manovra ovvero le sedi viarie di distribuzione non potranno essere superiori all area di sosta, convenzionalmente pari a mq 12,50 (5,00 x 2,50 mt.). Nel caso di parcheggi in linea questi dovranno essere di mt 5,50 x 2,50. Ogni intervento edilizio perciò dovrà reperire degli spazi a parcheggio, costituiti per una superficie minima del 50% a stalli di sosta, e per il rimanente 50% a spazi di manovra. ART DISTANZA DAI CONFINI (D.C.) Per distanza dal confine si intende la distanza minima che intercorre tra il vertice della proiezione orizzontale dell edificio ed il confine misurato ortogonalmente rispetto al confine stesso. Si può derogare ai contenuti della presente normativa tecnica se vi è accordo registrato e trascritto con il confinante, salvo comunque il rispetto della distanza tra fabbricati. ART DISTANZA FRA I FABBRICATI (D.F.) Per distanza tra i fabbricati si intende lo spazio minimo assoluto che intercorre fra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti. La misurazione va intesa, quindi, in modo lineare e non radiale. Nel caso di pareti opposte e non finestrate, la distanza può essere ridotta a ml In ogni caso, la distanza tra pareti non finestrate di edifici non può essere inferiore all altezza del fabbricato in corso di ampliamento e/o sopraelevazione. Nel caso di edifici con altezza superiore a ml 10.00, la distanza da tenersi rispetto ai fabbricati limitrofi è di ml ART LIMITE DI INVILUPPO Per limite di inviluppo si intende quella figura geometrica semplice e/o quadrangolare in cui è inscritta la proiezione orizzontale degli edifici. Gli elementi edilizi in aggetto, come definiti nel successivo art. 20 non sono utilizzabili ai fini della individuazione del limite di inviluppo. ART PERIMETRO DI MASSIMO INVILUPPO (stralciato) 11
12 ART PERTINENZE DI AREE O DI EDIFICI CITTA DI ERACLEA - Norme Tecniche di Attuazione- pagina 12 Sono pertinenze le aree e gli edifici destinati in modo durevole a servizio ed ornamento di altre aree o edifici, anche se spazialmente non contigui, purché ricomprensibili in un raggio massimo di 250 ml. dai confini della proprietà cui fanno riferimento. ART DESTINAZIONI D USO Si individuano di seguito le principali destinazioni d uso e alcune loro articolazioni cui si farà riferimento nel Titolo quarto Disciplina del territorio Il riferimento alle destinazioni principali sottointende la possibilità di prevedere tutte le loro articolazioni. Annessi e garage di pertinenza (ai sensi dell art. 2 della Legge 122/89) quando non specificatamente considerati, sono da ritenersi compresi. - Residenze: permanenti e temporanee, urbane e rurali; - Abitazioni collettive: collegi, convitti, studentati, conventi; - Attrezzature per il campeggio; - Pubblici esercizi: bar, ristoranti, trattorie, pizzerie, alberghi, pensioni, motel; - Attrezzature per lo spettacolo: cinema, sale da ballo, teatri, centri e sale polivalenti; - Commercio al dettaglio; - Commercio all ingrosso; - Complessi commerciali : centri commerciali, mercati, mercati coperti, supermercati, ipermercati, grandi magazzini, centergross; - Esposizioni merceologiche : mostre, fiere; - Uffici, studi professionali, agenzie varie; - Complessi direzionali: centri di attività terziarie private e pubbliche; - Artigianato di servizio; - Artigianato di produzione e industrie: compresi laboratori di sperimentazione e ricerca, uffici tecnici; - Magazzini: luoghi di raccolta, conservazione, smistamento, manipolazione, movimentazione delle merci; - Depositi a cielo aperto: di materiali edilizi e ferrosi, di auto, roulottes, macchine agricole, legnami, ecc ; - Servizi e attrezzature collettive di interesse locale : socio-sanitari, scolastici (fino alla media inferiore), culturali, ricreativi, religiosi, sportivi; - Uffici pubblici: di quartiere, comunali, provinciali, regionali, statali, parastatali; - Sedi di associazioni: sindacali, politiche, di categorie, culturali, sportive, previdenziali, assistenziali; - Terziario diffuso. Con il termine terziario diffuso ci si riferisce alle seguenti destinazioni d uso: a) pubblici esercizi; b) commercio al dettaglio; c) uffici, studi professionali, agenzie varie; d) artigianato di servizio; e) uffici pubblici; f) sedi di associazioni varie. - Servizi e attrezzature collettive di interesse generale : sanitari e ospedalieri, scolastici, culturali,religiosi, sportivi (di livello superiore), cimiteriali; - Attrezzature e servizi tecnici urbani : aziende di trasporto pubblico, stazioni per corriere e autotrasporto, impianti tecnologici (per gas, acqua, rifiuti, energia elettrica, telefoni); - Attrezzature militari : impianti a servizio delle forze armate, della pubblica sicurezza, della protezione civile, della guardia di finanza; - Attrezzature stradali; - Attrezzature ferroviarie; - Parcheggi; - Stazioni di servizio e distribuzione dei carburanti; - Orti urbani; - Campo nomadi; - Spettacoli viaggianti. 12
13 CITTA DI ERACLEA - Norme Tecniche di Attuazione- pagina 13 B) DEFINIZIONE NORMATIVE DI ELEMENTI PARTICOLARI ART ELEMENTI EDILIZI IN AGGETTO RISPETTO AL PERIMETRO DEGLI EDIFICI Elementi ed in aggetto rispetto al perimetro degli edifici Gli elementi edilizi che sporgono dalle facciate, come individuati nella colonna A dello schema allegato (non praticabili), quando non sono realizzati in continuità con i fabbricati confinanti, devono rispettare una distanza minima di ml. 1,50 dai confini e di ml. 5,00 dai fabbricati. Le pompeiane devono rispettare una distanza minima di ml 1,50 dai confini e dalla strada. 13
14 CITTA DI ERACLEA - Norme Tecniche di Attuazione- pagina 14 La tettoia ed il portico non realizzano superficie coperta né superficie utile di pavimento fino ad un profondità massima di ml. 2,50. Sono interamente computati quando abbiano una profondità superiore a ml. 2,50. Il berceau non realizza né superficie coperta né superficie utile di pavimento. Le pompeiane devono essere realizzate nel limite massimo del 30% della superficie coperta dell immobile esistente, con una superficie massima complessiva di 20 mq per unità immobiliare. I materiali utilizzati devono essere consoni al contesto ambientale nel quale vengono inseriti. Gli elementi edilizi in aggetto come individuati nella colonna B (praticabili), quando non sono realizzati in continuità con i fabbricati confinanti, fino ad un massimo di ml. 2,50 di profondità, devono rispettare una distanza minima di 3,00 ml. dai confini, e 5,00 ml. dai fabbricati o da altri elementi edilizi in aggetto della medesima categoria; non sono computati ai fini della superficie di pavimento e delle superficie coperta. Sono interamente computati quando abbiano una profondità superiore a ml. 2,50. Possono essere utilizzati per sopraelevazioni o ampliamenti solo se sussistono le condizioni minime previste per l ampliamento e la sopraelevazione. Tutti gli elementi edilizi in aggetto devono mantenere la stessa inclinazione della falda del tetto corrispondente o predominante: se sono ricavati su più lati dell edificio devono mantenere omogenei i parametri dimensionali (altezza, profondità, inclinazione). Le logge ed i portici con due o tre lati chiusi non sono computati ai fini della superficie utile di pavimento fino ad una profondità massima di ml. 2,50. Sono interamente computati ai fine della superficie utile di pavimento quando abbiano una profondità superiore a ml. 2,50. Le logge ed i portici uniti ad elementi edilizi in aggetto, come individuati nello schema allegato, non sono computabili ai fini della superficie utile di pavimento quando la somma delle due profondità sia inferiore o uguale a ml. 2,50; se è superiore sono interamente computati. I portici e le logge con due o tre lati chiusi devono rispettare una distanza minima di m. 5,00 dai confini e di ml. 5,00 dai fabbricati. Gli elementi in aggetto devono essere posti ad un altezza minima dal suolo di ml. 2,20. La distanza dai confini viene misurata dalla proiezione orizzontale dell elemento edilizio in aggetto, in maniera ortogonale rispetto ai confini di proprietà. La distanza dai fabbricati viene misurata dalla proiezione orizzontale dell elemento edilizio in aggetto, in modo lineare e non radiale rispetto ai fabbricati limitrofi. ART SOTTOTETTI I sottotetti sono suddivisi nelle seguenti categorie: a) spazi residenziali: - altezza media 2,70 ml.; - lato minimo 1,90 ml.; b) spazi accessori: - altezza media 2,40 ml.; - lato minimo 1,90 ml.; c) spazi servizio: - altezza media 2,20 ml.; - lato minimo 1,90 ml.; d) vani tecnici: - altezza media 1,90 ml.; - lato minimo minore o uguale a 1,30 ml.. Nel caso di soffitto con travatura in legno o in acciaio, l altezza è da considerarsi sotto trave. 14
15 CITTA DI ERACLEA - Norme Tecniche di Attuazione- pagina 15 Si ammette la possibilità di chiusura del vano scala ricavando un locale disimpegno avente s.n.p. massima uguale o minore a 4 mq. Si ammette la compartimentazione del vano sottotetto purchè ciascun vano ricavato rispetti le altezze previste dal punto d) del presente articolo. I sottotetti devono rispettare le distanze dai confini e dai fabbricati prescritte dalla destinazione di zona in cui vengono realizzati. Limitatamente alle zone omogenee B, C1 e C2, ai sensi della L.R. n. 12/1999 relativa al recupero ai fini abitativi dei sottotetti esistenti alla data del 31 dicembre 1998, per le altezze utili si rimanda ai parametri contenuti nella lettera a) del primo comma dell art. 2 della suddetta L.R.. ART BUSSOLE D INGRESSO Bussole di ingresso e verande non sono autorizzabili. ART ALTEZZA MINIMA DELLA FALDA DEL TETTO Altezza minima della falda del tetto da terra; non deve essere inferiore a ml. 2,20. ART RECINZIONI DELLE AREE PRIVATE Per le recinzioni delle aree private valgono le seguenti prescrizioni: a) entro i limiti delle zone residenziali, le recinzioni delle aree private devono essere realizzate con siepi, cancellate, muri, grigliati, ecc.. e non superare l altezza di ml (comprensiva dello zoccolo di fondazione) misurata dalla quota media dal marciapiede prospettante od in mancanza, dalla quota media del piano campagna prossimo al sedime dell opera da realizzare, e dal piano campagna per i confini interni; devono essere caratterizzate dalla formazione di uno zoccolo in c.a. di 50 cm (max) e sovrastante struttura; le recinzioni realizzate in muro pieno verso il fronte stradale non possono superare l altezza di ml. 1,20 rispetto alla quota stradale. Al fine di garantire la sicurezza del traffico stradale in corrispondenza di incroci e curve, dovrà essere garantita la trasparenza delle recinzioni per uno spazio determinabile dal triangolo avente due lati sulla prosecuzione delle linee di recinzione, la cui lunghezza a partire dal punto di intersezione delle linee stese sia eguale al doppio della distanza minima dalla sede carrabile, con un minimo di ml. 1,50 secondo lo schema seguente; b) entro i limiti massimi delle zone destinate ad impianti industriali, commerciali e artigianali ad essi assimilati, devono essere trasparenti ed altezza massima di ml. 3,00; c) entro i limiti delle zone destinate ad usi agricoli, la forma ed i materiali, dovranno essere adeguate alle caratteristiche ambientali ed alle esigenze funzionali e le recinzioni devono rispettare quanto stabilito in materia dalle norme del codice stradale. E prevista la possibilità della realizzazione di zoccolo in c.a. (max 30 cm) soltanto per la recinzione fronte strada. 15
16 CITTA DI ERACLEA - Norme Tecniche di Attuazione- pagina 16 ART. 24 BIS - EDIFICI DI VALORE STORICO - AMBIENTALE 1. Negli interventi sugli edifici di carattere storico-ambientale precisamente indicati negli elaborati grafici di progetto devono essere rispettate le regole compositive di cui all allegato 7 alle N.T.A - Disciplina degli edifici storico ambientali (regole relative ai materiali e modalità di intervento, regole relative alla composizione delle facciate degli edifici civili, regole relative alla composizione degli edifici rurali). 2. Nell allegato 7 alle N.T.A. (Disciplina degli edifici storico ambientali) sono riportati inoltre i gradi di protezione assegnati a ciascun corpo di fabbrica e le relative destinazioni d uso ammesse. C) GRADI DI PROTEZIONE I gradi di protezione sono i seguenti : ART PRIMO GRADO DI PROTEZIONE Riguarda gli edifici di valore storico - ambientale di cui interessa la conservazione unitaria degli elementi essenziali della morfologia, della distribuzione e della tecnologia edilizia. Intervento ammesso con le seguenti prescrizioni: a) conservazione delle facciate esterne ed interne dei volumi esistenti, degli andamenti dei tetti, nonché dell intero apparato decorativo (cornici, marcapiani, ecc..); b) conservazione dell impianto strutturale originario, verticale ed orizzontale (quest ultimo nel caso di pregevoli solai in legno, ecc..); c) conservazione dei collegamenti originari, verticali ed orizzontali, in quanto legati alla tipologia fondamentale dell edificio; d) conservazione o ripristino delle apertura originarie in tutte le facciate nella posizione e nelle forme, in quanto legate alla morfologia fondamentale dell edificio; e) conservazione o ripristino delle aperture originarie al livello stradale (carraie. pedonali, ecc..); 16
17 CITTA DI ERACLEA - Norme Tecniche di Attuazione- pagina 17 f) conservazione di tutti gli elementi architettonici isolati quali fontane, esedre, muri, scenari, edicole, lapidi antiche, ecc.., nonché degli spazi coperti pavimentati o sistemati ad orto o giardino; g) possibilità di utilizzare soffitte e sottotetti purché ciò non comporti l alterazione, anche parziale del profilo altimetrico originario; h) possibilità di inserire servizi igienici illuminati e areati artificialmente e servizi cucina con ventilazione forzata, sistemati in nicchia in un locale dotato di illuminazione e aerazione naturale; i) (stralciato) l) (stralciato) m) possibilità di utilizzare un altezza minima dei vani abitabili pari a ml. 2,40; n) obbligo di eliminare le superfetazioni ed in genere le sovrastrutture di epoca recente, che non rivestano interesse o contrastino con la comprensione storica dell edificio. Ad esclusione delle attività agrituristiche, gli alloggi ad uso residenza stabile, caratterizzati da superfici inferiori a 60 mq di s.n.p., calcolata escludendo la superficie destinata a garage, non possono superare la percentuale del 30% (arrotondato all unità superiore) del totale delle unità abitative complessivamente realizzabili. ART SECONDO GRADO DI PROTEZIONE Riguarda gli edifici per i quali è prescritta la conservazione dei singoli elementi superstiti della morfologia, della distribuzione e della tecnologia edilizia, onde salvaguardare valori storico - ambientali dell intero tessuto edilizio L intervento dovrà rispettare le seguenti prescrizioni: a) conservazione delle facciate esterne ed interne dei volumi esistenti, degli andamenti dei tetti, nonché dell intero apparato decorativo o superstite, evitando di integrare quello mancante; b) conservazione delle parti superstiti delle strutture originarie verticali; c) conservazione dei collegamenti originari superstiti, verticali ed orizzontali; d) conservazione delle apertura originarie superstiti in tutte le facciate e al livello stradale; e) conservazione degli elementi architettonici isolati; f) possibilità di aggregare eccezionalmente, unità tipologiche adiacenti troppo piccole per un adeguato riutilizzo, nel rispetto dei caratteri architettonici degli edifici in questione; g) possibilità di utilizzare soffitte e sottotetti, purché ciò non comporti l alterazione anche parziale del profilo altimetrico originario (è ammesso l inserimento di abbaini); h) possibilità di inserire scale, ascensori, montacarichi, ed altri impianti tecnologici che non compromettano la morfologia, la tipologia e la struttura dell edificio; i) possibilità di inserire servizi igienici illuminati e areati artificialmente; l) possibilità di inserire nuove aperture su tutte le facciate, ad eccezione di quelle che abbiano originario valore architettonico; m) (stralciato) n) possibilità di utilizzare un altezza minima dei vani abitabili pari a ml. 2,40; n) obbligo di eliminare le superfetazioni ed in genere le sovrastrutture di epoca recente, che non rivestano interesse o contrastino con la comprensione storica dell edificio. Ad esclusione delle attività agrituristiche, gli alloggi ad uso residenza stabile, caratterizzati da superfici inferiori a 60 mq di s.n.p., calcolata escludendo la superficie destinata a garage, non possono superare la percentuale del 30% (arrotondato all unità superiore) del totale delle unità abitative complessivamente realizzabili. ART TERZO GRADO DI PROTEZIONE Riguarda gli edifici che definiscono unitamente al complesso delle emergenze ambientali un sistema insediativo significativo, e rappresentano una memoria storica dell insediamento urbano. Gli interventi relativi possono prevedere la ristrutturazione e l ampliamento nel rispetto degli elementi tipologici formali indicati nel repertorio tipologico per gli edifici rurali e nel dizionario delle componenti architettoniche. In particolare gli interventi possono prevedere: a) lo svuotamento dell edificio con il mantenimento delle strutture perimetrali e delle parti originarie, anche con variazione delle quote di intradosso dei solai e della posizione e forma delle strutture verticali, questo al fine di ottenere altezze utili abitabili di almeno ml. 2,40; 17
18 CITTA DI ERACLEA - Norme Tecniche di Attuazione- pagina 18 b) l accorpamento dei volumi di unità tipologiche adiacenti troppo piccole per un loro adeguato riutilizzo, nel rispetto dei caratteri architettonici degli edifici in questione; c) l ampliamento limitatamente al raggiungimento della S.N.P. massima consentita; d) la variazione della dimensione, della posizione e del numero delle aperture nei fronti purchè risulti un sistema non incongruo rispetto alla logica distributiva della facciata adeguata alla memoria storica di questi edifici. e) In merito alla ristrutturazione, ai sensi dell art. 3 - comma 1 - lett. d) del D.P.R. 380/2001, per gli edifici ricompresi in questo grado di protezione è possibile la loro sostituzione fisica con le caratteristiche tipologiche preesistenti e con riedificazione nel medesimo sito, qualora sia dimostrato con idonea documentazione tecnica (perizia statica asseverata), che gli elementi strutturali dell edificio sono gravemente lesionati e pericolosi per la conservazione fisica del volume esistente. Ad esclusione delle attività agrituristiche, gli alloggi ad uso residenza stabile, caratterizzati da superfici inferiori a 60 mq di s.n.p., calcolata escludendo la superficie destinata a garage, non possono superare la percentuale del 30% (arrotondato all unità superiore) del totale delle unità abitative complessivamente realizzabili. ART QUARTO GRADO DI PROTEZIONE Riguarda gli edifici che, pur inseriti in un sistema insediativo ed ambientale significativo, in quanto già oggetto di interventi nel corso del tempo hanno ora forme non compatibili con la memoria storica dell insediamento, oppure edifici privi di caratteri intrinseci meritevoli di conservazione. Gli interventi relativi possono prevedere la ristrutturazione e l ampliamento nel rispetto degli elementi tipologici formali indicati nel repertorio tipologico per gli edifici rurali e nel dizionario delle componenti architettoniche. L ampliamento e la ricostruzione sono consentiti fino al raggiungimento della S.N.P. massima consentita. E possibile la loro sostituzione fisica mantenendo le caratteristiche tipologiche preesistenti, quando significative, con riedificazione nel medesimo sito, qualora sia dimostrato con idonea documentazione tecnica (perizia statica asseverata), che gli elementi strutturali dell edificio sono gravemente lesionati e pericolosi per la conservazione fisica del volume esistente. Per ogni edificio soggetto a grado di protezione l intervento edificatorio può prevedere anche il ricavo di più unità abitative sempre nel rispetto delle caratteristiche strutturali e/o tipologiche originarie dell edificio e con la eliminazione delle superfetazioni deturpanti, nel rispetto dei dettati gradi di protezione. Ad esclusione delle attività agrituristiche, gli alloggi ad uso residenza stabile, caratterizzati da superfici inferiori a 60 mq di s.n.p., calcolata escludendo la superficie destinata a garage, non possono superare la percentuale del 30% (arrotondato all unità superiore) del totale delle unità abitative complessivamente realizzabili. 18
19 CITTA DI ERACLEA - Norme Tecniche di Attuazione- pagina 19 TITOLO TERZO - ATTUAZIONE DEL PIANO ART STRUMENTI DI ATTUAZIONE Sono strumenti urbanistici attuativi del piano Regolatore Generale ai sensi della normativa vigente: I piani di iniziativa pubblica comprendenti : a) Il Piano Particolareggiato (P.P); b) Il Piano per l Edilizia Economica e Popolare (P.E.E.P.); c) Il Piano per gli insediamenti produttivi (P.I.P.); d) Il Piano di Recupero di Iniziativa Pubblica (P.R.I.Pu.); I piani di iniziativa privata comprendenti : a) Il piano di Lottizzazione (P.d.L.); b) Il piano di Recupero di iniziativa privata (P.R.I.Pr.); Gli strumenti di attuazione diretta sono: - Permesso di Costruire; - dichiarazioni di inizio attività. Gli strumenti urbanistici attuativi possono prevedere modificazione del proprio perimetro con il limite massimo del 10 per cento e trasposizione di zone conseguenti alla definizione esecutiva delle infrastrutture ed attrezzature pubbliche previste in sede di strumento urbanistico generale, purché nel rispetto della capacità insediativa teorica dello stesso e senza riduzione delle superfici per servizi. Inoltre gli strumenti urbanistici attuativi di iniziativa pubblica possono anche prevedere varianti allo strumento urbanistico generale, con un limite di aumento del 15 per cento in termini volumetrici e/o di superficie coperta relativamente al alcuni parametri tecnici, quali: a) la densità massima territoriale o fondiaria; b) l indice massimo di copertura territoriale o fondiaria; c) l altezza massima degli edifici ; d) la lunghezza massima delle fronti; ART. 29/BIS - PIANO PARTICOLAREGGIATO IN ZONA TURISTICA. «Gli ambiti comprendenti le sottozone D3 perimetrate in planimetria con tratteggio Ambito soggetto a Piano Particolareggiato possono essere assoggettati ad apposito Piano Particolareggiato, secondo quanto prescritto dagli artt. 11 e 12 della L.R. 61/85. Tale Piano Particolareggiato dovrà prevedere adeguati interventi di riqualificazione edilizia ed urbanistica quali: - uniformare le altezze dei fronti edificati; - migliorare la qualità architettonica degli edifici esistenti; - riqualificare il tessuto urbanistico esistente; - specificare i canoni qualitativi per la ristrutturazione degli edifici esistenti; - quantificare e localizzare le superfici da destinare a standard primari, compensando le eventuali volumetrie concesse in sopraelevazione; Tali interventi dovranno possibilmente operare in sinergia e complementarietà con le direttive del Piano del Traffico e del Piano per l arredo urbano. Le precedenti disposizioni dovranno essere specificate nelle Norme di Attuazione del Piano Particolareggiato, come previsto dal comma 5 dell art. 12 della L.R. 61/85. Sono escluse dall attuazione del Piano Particolareggiato le sottozone D3.2, per le quali rimangono valide le direttive vigenti delle NTA». Sino all approvazione del Piano Particolareggiato sono ammessi unicamente gli interventi sino alla lettera c) dell art. 3 del D.P.R. 380/01. ART COMPARTO DI INTERVENTO UNITARIO Il Comparto di Intervento Unitario (C.I.U) è l unità minima per un intervento urbanistico unitario e si realizza attraverso la presentazione di uno strumento urbanistico attuativo e la sottoscrizione della convenzione. 19
20 CITTA DI ERACLEA - Norme Tecniche di Attuazione- pagina 20 Gli elementi infrastrutturali e tipologici del comparto di intervento unitario sono definiti nelle schede urbanistiche allegate alle Norme tecniche di attuazione in relazione alla perimetrazione dell area, alla suddivisione della superficie totale in superficie da cedere a standard, superficie destinata alla viabilità ed ai lotti da edificare, alle tipologie edilizie consentite, ai metri quadri minimi e massimi di superficie netta di pavimento da edificare e relative cubature. Qualora i proprietari delle aree e degli edifici compresi all interno dei perimetri che definiscono i C.I.U., come individuati nelle tavole di progetto del P.R.G., ritengono di dare attuazione alle previsioni ed alle prescrizioni di piano, come definite nelle schede urbanistiche comprese nelle N.T.A., si da seguito all intervento mediante la sottoscrizione da parte dei proprietari della convenzione ed all approvazione della stessa da parte del Consiglio Comunale unitamente all approvazione di uno Strumento Urbanistico Attuativo, redatto dagli stessi soggetti interessati. Gli oneri ed i vantaggi derivanti dagli interventi convenzionati saranno ripartiti tra i privati in maniera proporzionale alla superficie dell area di proprietà indipendentemente dalla destinazione d uso previsto dal P.R.G. o dalle schede urbanistiche per le singole aree. Il permesso ad urbanizzare per le opere previste dallo Strumento Urbanistico Attuativo è rilasciato dopo la stipula della predetta convenzione. Quando ciò non avvenga il Consiglio Comunale stabilisce i termini per la costituzione del consorzio di comparto e la presentazione dell istanza di permesso secondo quanto disposto dalla normativa vigente in materia. ART. 31 SETTORE URBANISTICO Il settore urbanistico comprende uno o più comparti di intervento unitario. ART EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA 1. Negli Strumenti Urbanistici Attuativi relativi alle schede urbanistiche di cui all Allegato 2 alle N.T.A., quando prescritto, devono essere individuate le aree in cui viene localizzata la volumetria destinata ai programmi costruttivi di Edilizia Residenziale Pubblica ai sensi della normativa vigente. Le modalità di intervento sono determinate con apposito regolamento approvato con D.C.C. nr. 25 del Ciascuna proprietà delle aree comprese nell ambito territoriale dello Strumento Urbanistico Attuativo partecipa, proporzionalmente alla superficie territoriale posseduta, all edificabilità complessiva. ART. 32/BIS - IMPIANTI DI TELEFONIA MOBILE L installazione, la modifica e l'adeguamento degli impianti di telefonia mobile è regolamentata dall Allegato n. 8 alla presente N.T.A. 20
COMUNE DI TORRE DI MOSTO Variante al Piano Regolatore Generale ai sensi dell art. 49 L.R. 27 Giugno 1985, n 61 Norme Tecniche di Attuazione p. 1 PARTE PRIMA - DISPOSIZIONI GENERALI 1 Art. 1 Prescrizioni
Comune di FOSSALTA DI PIAVE PIANO REGOLATORE GENERALE Norme Tecniche di Attuazione - 1 - INDICE PARTE PRIMA - GENERALITA... 5 TITOLO I - APPLICAZIONE, FINALITA, NORME GENERALI ED EDIFICABILITA 6 Articolo
INDICE NORME TECNICHE
INDICE NORME TECNICHE art. 1 IL PIANO DELLE REGOLE art. 2 DEFINIZIONE DEI PARAMETRI E DEGLI INDICI URBANISTICI art. 3 CALCOLO DELLE DISTANZE PER LE COSTRUZIONI art. 4 AREE EDIFICABILI art. 5 DESTINAZIONI
COMUNE DI CAMPAGNANO DI ROMA Piano Particolareggiato del Centro Storico
COMUNE DI CAMPAGNANO DI ROMA Piano Particolareggiato del Centro Storico 0.1. Precedenti Nel complesso della più generale politica urbanistica del Comune di Campagnano di Roma, articolata e graduata attraverso
N.T.A. VIGENTI (STRALCIO)
N.T.A. VIGENTI (STRALCIO) Art. 25 - Zone Residenziali Le zone residenziali sono destinate prevalentemente alla residenza. I parcheggi privati previsti dalla legislazione vigente per le residenze, dovranno
L iter di formazione del vigente PRG per il Territorio Esterno (escluso il Centro Storico) è il seguente:
1 L iter di formazione del vigente PRG per il Territorio Esterno (escluso il Centro Storico) è il seguente: - ADOZIONE DELLA VARIANTE GENERALE AL PRG CON D.C.C. 111 DEL 10.10.2000; - APPROVAZIONE CON MODIFICHE

References: art. 48
 art. 48
 ART. 1
 ART. 2
 ART. 3
 ART. 4
 ART. 5
 ART. 6
 ART. 7
 ART. 8
 ART. 8
 ART. 9
 ART. 11
 ART. 13
 ART. 24
 ART. 29
 ART. 32
 ART. 35
 ART. 38
 ART. 40
 ART. 42
 ART. 44
 ART. 44
 ART. 45
 ART. 45
 ART. 45
 ART. 47
 ART. 57
 ART. 57
 ART. 58
 ART. 58
 ART. 58
 ART. 58
 ART. 58
 ART. 59
 ART. 1
 art. 59
 ART. 2
 ART. 3
 ART. 4
 ART. 5
 ART. 6
 ART. 7
 ART. 8
 ART. 8
 ART. 9
 ART. 11
 ART. 13
 art. 20
 art. 2
 art. 2
 ART. 24
 art. 3
 ART. 29
 art. 12
 art. 3
 ART. 31
 ART. 32
 art. 49
 Art. 1
 art. 1
 art. 2
 art. 3
 art. 4
 art. 5
 Art. 25