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Timestamp: 2020-08-14 18:05:06+00:00

Document:
Recidiva, analisi | Ufficio federale di statistica
Recidiva, analisi
Recidiva, analisi selected
Tasso annuo di recidiva secondo un evento di riferimento
Recidiva dopo una condanna (che non prevede una privazione della libertà di oltre sei mesi).
Dal 2006 l’UST propone un tasso di ricondanna secondo l’anno della condanna, sia per gli adulti sia per i minorenni.
In questo ambito viene considerato il numero di persone che hanno subito una condanna in una determinato anno e stabilito un tasso di recidiva mettendo questa cifra in relazione con il numero di persone che hanno commesso un nuovo reato seguito da una condanna nei tre anni successivi.
Per poter prendere in considerazione l'influsso dei precedenti giudiziari vengono analizzati i tre anni precedenti la condanna di riferimento in modo da determinare se una persona è già stata condannata, ovvero se ha precedenti giudiziari.
Recidiva dopo una liberazione
L'UST propone anche un tasso di ricondanna e di reincarcerazione secondo l'anno di liberazione. In questo contesto, per ricondannati si intendono tutti gli adulti svizzeri che, in seguito a una liberazione da un'esecuzione di pena, commettono nell'arco di tre anni un crimine o un delitto che comporta una nuova condanna. E per reincarcerati si intendono tutti gli adulti svizzeri che, in seguito a una liberazione da un'esecuzione di pena, commettono nell'arco di tre anni un crimine o un delitto che comporta una nuova condanna che ne prevede la reincarcerazione.
Tasso di recidiva a lungo termine delle persone nate lo stesso anno
Ricondanne di minori in età adulta dal 1999 al 2015, fattori di rischio
Questa terza analisi prosegue e completa l’indagine del 2017 nella misura in cui:
presenta test statistici più dettagliati che permettono di stimare l’influenza di ciascuno dei fattori di rischio qualora se ne tenga conto congiuntamente;
inserisce gli stranieri titolari di un permesso C tra le persone monitorate;
considera la rapidità con la quale si cita un adolescente con precedenti penali a comparire davanti alla giustizia minorile e l’influenza di questa variabile sulla recidiva in età adulta;
definisce più in dettaglio la natura delle infrazioni commesse durante l’infanzia e l’adolescenza.
Inoltre, l’analisi non solo approfondisce il quesito della ricerca iniziale, che nella pubblicazione del 2017 recitava: «Laddove un minore sia stato condannato almeno una volta, qual è la probabilità di recidiva in età adulta e quali sono i fattori che la influenzano?», ma esamina anche l'aspetto seguente: «A seconda del percorso infantile o adolescenziale (delinquenza giovanile o meno), qual è la probabilità di ciascun individuo di essere condannato in età adulta e quali sono gli altri fattori che possono influenzare tale possibilità?».
Per fornire un riscontro a entrambi i quesiti sono stati costituiti due set di dati. È importante sottolineare che la nuova domanda stata trattata per prima.
Approccio 1: condanna in età adulta e fattori di rischio tra le persone nate nel 1992
In una prima fase, l’UST si è quindi chiesto, vertendo la propria analisi su un set di dati che contava 95 695 persone (tra le quali 7 428 condannate da un tribunale dei minori): «Quali sono i fattori che incidono sul rischio di essere condannati in età adulta?».
Il modello di regressione logistico illustra i risultati seguenti:
Risultati principali del modello di regressione logistica
Variabili nell'equazione
Intervallo di confidenzà 95%
Sesso 5.41 5.04 5.808 <0.0001
Condanna in minore età 4.83 4.541 5.138 <0.0001
Nazionalità 1.206 1.117 1.303 <0.0001
Costante <0.0001
R2 di Nagelkerke = 0.1527
Le tre variabili considerate hanno un effetto significativo (rispetto al valore soglia di 0,05) su una condanna in età adulta.
Il sesso delle persone condannate è la variabile maggiormente predittiva: gli uomini corrono il rischio di essere condannati in età adulta 5,4 volte di più delle donne.
Una condanna durante l’infanzia o l'adolescenza moltiplica per 4,8 il rischio di una recidiva da adulti.
Anche la nazionalità ha un impatto significativo, tuttavia molto debole sulla probabilità di essere condannati in età matura: rispetto ai cittadini svizzeri, il rischio corso dai titolari di un permesso C è più forte (+1,2).
Il coefficiente R2 di Nagelkerke è un indicatore, i cui valori variano tra 0 e 1, che permette di valutare la qualità globale del modello di regressione logistica. Nell’ambito delle analisi effettuate in criminologia, il modello individuato è considerato soddisfacente se R2 è superiore a 0,20 e, in tal caso, esso spiega il 20% della variazione della variabile dipendente. In questo caso, il coefficiente R2 del modello indica che la proporzione di variazione riconducibile alle tre variabili indipendenti considerate è del 15,27%.
Approccio 2: condanna in età adulta e fattori di rischio tra le persone nate nel 1992 e già condannate almeno una volta da minorenni
In una seconda fase, l’UST, focalizzandosi un set di dati (risultante dal primo) di 7428 individui condannati almeno una volta da un tribunale per minori, si è interrogato: «Quali sono i fattori che incidono sul rischio di una recidiva in età adulta?»
Variabili nell’equazione
Sesso 3.8 3.186 4.534 <0.0001
Numero di condanne 4 VS 1 1.908 1.348 2.702 0.0003
3 VS 1 1.44 1.098 1.89 0.0085
Reati contro la pubblica autorità (Titolo 15 CP) 1.882 1.329 2.667 0.0004
Numero di reati 4 VS 1 1.566 1.195 2.053 0.0011
3 VS 1 1.528 1.218 1.917 0.0003
Furto d'uso di un veicolo LCStr (articolo 94 LCStr) 1.529 1.24 1.884 <.0001
Delitti contro l'onore (Titolo 3 CP) 1,454 1.085 1.947 0.0121
Guida senza autorizzazione (articolo 96 LCStr) 1.411 1.031 1.93 0.0315
Reati contro la vita e l’integrità della persona (Titolo 1 CP) 1.374 1.171 1.612 <.0001
Età alla commissione del reato dell'ultima condanna (<16 anni VS > 16 anni)
1.347 1.187 1.529 <.0001
Traffico di stupefacenti 1.285 1.01 1.634 0.0411
Gravità dei reati Crimine VS contravvenzione 1.271 1.073 1.506 0.0055
Reati contro il patrimonio (Titolo 2 CP) 1.197 1.043 1.373 0.0104
Costante <.0001
R2 di Nagelkerke = 0.1727
Secondo i risultati del modello di regressione logistica, se si valuta il rischio di recidiva in età adulta la variabile maggiormente predittiva è rappresentata dal sesso della persona condannata. D'altro canto, l’influenza esercitata da questa variabile è minore se comparata ai risultati delle analisi bivariate. Anche il valore di «odds ratio» mostra che, rispetto alle donne, gli uomini rischiano quasi quattro volte di più di avere una recidiva in età adulta (+3,8).
Al secondo posto del modello di regressione logistica si situa il numero delle condanne emesse da un tribunale per minori. Tuttavia, è necessario notare che tale variabile acquista un significato a partire dalla differenza «tre contro uno», vale a dire che un minore con precedenti penali, il quale è stato condannato due volte, non presenta un rischio di recidiva in età adulta significativamente più elevato di quello di un minore autore di reati condannato soltanto in un caso. D'altro canto, i bambini o gli adolescenti condannati almeno quattro volte sono quasi due volte più inclini ad avere una recidiva in età adulta (+1,9) rispetto ai minori con una sola condanna.
Perpetrare un’infrazione ai danni dell’autorità pubblica contribuisce più di una volta e mezza ad aumentare il rischio di recidiva in età adulta (1,88). Tra le variabili considerate figura al terzo posto «commettere un’infrazione ai sensi del titolo 15 del CP».
In quarta posizione c’è il numero di infrazioni commesse. Rispetto ai minorenni con alle spalle una sola infrazione, i relativi coetanei condannati per averne commesse almeno tre diverse corrono il rischio circa due volte di più di avere una recidiva in età adulta.
Nell’ambito delle infrazioni contro la LCStr, figurano nel modello di regressione logistica di questo tipo soltanto i furti d'uso o la guida senza licenza di condurre, che contribuiscono ad aumentare il rischio di recidiva in età adulta di 1,5 volte.
La probabilità di una recidiva in età adulta è favorita dai delitti contro l’onore, la vita, l’integrità della persona e il patrimonio, dal traffico di stupefacenti e dalla condanna per aver commesso un’infrazione dopo i 15 anni (rispettivo aumento di 1,45 - 1,37 - 1,20 - 1,29 - 1,35 volte).
Per quanto concerne la gravità dei reati commessi, si riscontra una differenza significativa solo tra una contravvenzione e un crimine (valore p = 0,0055). Ciò significa che commettere una contravvenzione o un delitto non modifica significativamente la probabilità di una recidiva in età adulta.
Giovani delinquenti e recidiva all'età adulta: Statistica delle condanne penali dei minorenni e Statistica delle condanne penali 1999 a 2015
L’UST ha passato in rassegna il numero dei giovani autori di reato che figurano nella statistica delle condanne penali dei minorenni e che compaiono in seguito nella statistica delle condanne penali degli adulti.
A tale scopo, l’UST ha osservato un gruppo di 6 649 minorenni svizzeri nati in Svizzera nel 1992, che hanno commesso un reato ai sensi del Codice penale (CP), della Legge sulla circolazione stradale (LCStr) o della Legge sugli stupefacenti (LStup). È emerso che il 25% di questi 6649 giovani autori di reati (1 664 persone) è stato nuovamente condannato da un tribunale per adulti in un’età compresa tra i 18 e i 23 anni.
Maggior numero di recidiva tra gli uomini
Oltre al fatto che la categoria degli uomini è sovrarappresentata tra i minorenni che sono stati condannati (73% maschi e 27% femmine), emerge anche che delinquono più spesso dopo il compimento dei diciotto anni. Infatti, il rischio che i minorenni di sesso maschile siano condannati da un tribunale per adulti dopo aver subito una condanna prima dei 18 anni è quasi quattro volte maggiore (tasso di recidiva in età adulta pari al 31% per gli uomini e all’8% per le donne).
Maggiore è il numero dei precedenti, più frequente è la recidiva
Maggiore è il numero delle sentenze pronunciate da un tribunale per minori, maggiore sarà la frequenza di condanne in età adulta. Il tasso di recidiva in età adulta è pari al 20%, 34%, 49% e al 64% per i minorenni autori di reati che hanno subito rispettivamente una, due, tre, quattro o più condanne pronunciate da un tribunale per minori.
Maggiore è la gravità dei reati, più probabile è la recidiva
I risultati dimostrano che la recidiva in età adulta sembra dipendere almeno in parte dalla gravità dei reati commessi durante la minore età. Infatti, il tasso di ricondanna in età adulta è pari al 17% per quanto concerne i minorenni che hanno commesso solo qualche contravvenzione, mentre è pari al 29% per i minorenni che hanno commesso dei delitti o dei crimini.
Il traffico di stupefacenti e i reati stradali rendono più probabile il rischio di recidiva
La recidiva in età adulta sembra legata alla presenza di reato ai sensi della LStup o della LCStr nelle sentenze pronunciate da un tribunale per minori. Tuttavia, in tale contesto, l’UST ha constatato che la diversità (ossia la presenza di vari reati di natura diversa) rende più probabile la recidiva. Inoltre, si constata una maggiore diversità dei reati quando questi sono commessi contro la LStup o la LCStr rispetto a quelli commessi in violazione del CP, e ciò potrebbe spiegare perché la recidiva aumenta quando sono commessi reati stradali e legati al traffico di stupefacenti.
Tasso di recidiva più elevato tra i minorenni autori di reati prossimi all’età adulta
I risultati riguardanti l’influsso dell’età devono essere esaminati con cautela perché non è stato possibile eliminare alcuni errori metodologici.
In generale, risultano più frequenti i casi dei minorenni condannati durante i due anni che precedono la maggiore età che vengono nuovamente condannati nell’età adulta. D’altra parte, i dati sull’età al momento della prima condanna mostrano che anche i minorenni condannati per la prima volta in un’età molto giovane presentano i più elevati tassi di ricondanna in età adulta.
Recidiva dopo la prima condanna: Statistica delle condanne penali 1984 a 2014
Limitare il periodo di analisi dei precedenti a tre anni fa sì che alcuni condannati siano considerati come incensurati (ovvero senza precedenti), mentre in realtà non lo sono. Per esempio, chi è stato condannato nel 2009 dopo aver subito una prima condanna nel 2005 è considerato come incensurato per questo tipo di analisi, perché tra le due condanne sono trascorsi più di tre anni.
Tuttavia va detto che il tasso di recidiva può variare di molto a seconda del fatto che si analizzi la recidiva dopo una prima o una seconda sentenza. Inoltre, anche se alcuni risultati sono calcolati in funzione del numero di precedenti giudiziari, il fatto che l'analisi di tali precedenti si limiti al periodo dei tre anni precedenti la sentenza di riferimento diminuisce – almeno in parte – il peso preponderante dei precedenti giudiziari nella valutazione del rischio di recidiva.
Pertanto, oltre alle cifre sulla recidiva pubblicate a scadenza annuale, l'UST propone dei risultati ottenuti mediante un altro approccio metodologico: il monitoraggio di una coorte.
In altre parole, viene esaminato il curriculum giudiziario degli Svizzeri nati in Svizzera nel 1966 che hanno commesso un reato ai sensi del CP, della LCStr o della LStup nel corso dei primi dieci anni consecutivi al raggiungimento della maggior età. A tale scopo sono considerate le condanne iscritte nel casellario giudiziale tra il 1984 (data corrispondente al raggiungimento della loro maggior età) e il 2014 (data corrispondente allo stato della base di dati attuale). Si tratta quindi di uno studio sul lungo termine mirante a seguire un gruppo di persone dalla prima condanna comminata da un tribunale per adulti.
Influsso dei precedenti giudiziari
Tra queste persone nate nel 1966, 8690 sono state condannate una prima volta nel corso dei primi dieci anni consecutivi al raggiungimento della maggior età e i loro nomi sono stati iscritti nel casellario giudiziale per aver commesso un crimine o un delitto.
Questo gruppo di 8690 persone al loro primo reato è stato seguito per un periodo di osservazione di nove anni a partire dalla prima sentenza. In questo periodo, il 38% ha commesso un nuovo reato per il quale è stata emessa una seconda sentenza ed effettuata una nuova iscrizione nel casellario giudiziale.
Questo gruppo di 3306 persone al loro primo reato è stato poi osservato durante un nuovo periodo di osservazione di nove anni a partire dalla seconda sentenza. In questo nuovo periodo, il 51% di essi ha commesso un altro reato oggetto di una terza condanna e di un'altra iscrizione nel casellario giudiziale.
I tassi di recidiva aumentano con l'aumentare del numero di sentenze emesse da un tribunale per adulti (alla fine del periodo di osservazione era del 38% per le persone con un precedente e del 51% per quelle con due precedenti).
Influsso dell'età et del sesso
Dopo aver constatato l'importanza dei precedenti giudiziari, ci interessiamo all'influsso delle caratteristiche delle persone condannate, ovvero l'età e il sesso.
Mettendo a confronto i tassi di recidiva secondo l'età, si constata che più la persona è giovane nel momento in cui commette il primo reato, maggiore è la probabilità che si verifichino una seconda e una terza condanna, anche conservando per ogni individuo lo stesso periodo di osservazione di nove anni.
Di fatto c'è una correlazione negativa tra l'età e la recidiva; mentre il tasso della prima recidiva è del 49% per le persone che hanno commesso il primo reato a 18 anni, è del 29% per le persone che hanno commesso il primo reato a 26 anni.
Per quanto riguarda il sesso delle persone condannate, si constata che gli uomini sono in numero superiore non solo tra coloro che commettono un primo reato, ma anche tra coloro che commettono una prima recidiva (il tasso della prima recidiva dopo nove anni è del 40% tra gli uomini e del 26% tra le donne).
Per contro, dopo una seconda condanna il tasso di recidiva delle donne supera leggermente quello degli uomini (il tasso della seconda recidiva tra gli uomini è del 51%, quello delle donne del 53%).
Due spiegazioni sono quindi possibili: o il lieve scarto tra uomini e donne conferma l'ipotesi che il sesso non abbia più grande importanza per quanto riguarda le persone ormai abituate alla delinquenza, oppure la differenza va considerata significativa e implica che le donne recidive abbandonano la strada della delinquenza più difficilmente degli uomini.
Influsso della natura dei reati
I precedenti giudiziari, il sesso e l'età delle persone condannate svolgono un ruolo importante, ma i tassi di recidiva dipendono anche dalla natura dei reati che hanno determinato la prima condanna: quando la prima sentenza riguarda una violazione delle legge federale sugli stupefacenti (LStup), il tasso della prima recidiva alla fine del periodo di osservazione è del 52%, mentre è del solo 37% negli altri casi.
Una differenza di questo tipo appare anche nel caso della seconda recidiva; qui i tassi sono rispettivamente del 61% e del 50%. Il fatto d'iniziare la propria carriera criminale commettendo un crimine o un delitto ai sensi della LStup costituisce quindi un fattore di rischio.
Tuttavia, se la natura dei reati oggetto della prima sentenza ha un influsso sui tassi di recidiva, essa influisce anche sulla natura delle leggi violate alla seconda o terza sentenza (e quindi della prima o seconda recidiva).
Questo grafico presenta da un'angolazione diversa l'influsso esercitato dalla natura dei reati commessi mettendo l'accento sulla questione della specificità.
Un comportamento criminale è specifico quando dal casellario giudiziale di una persona condannata emerge una tendenza a commettere dei reati riguardanti la stessa legge durante l'intera carriera criminale (recidiva specifica).
Invece si è sempre considerato che sussistesse recidiva quando nel periodo di osservazione venivano commessi reati di qualsiasi tipo (violazioni del CP, della LCStr o della LStup). Si è quindi sempre parlato solo di recidiva generale. Questo significa che non è stata ancora presa in considerazione la differenza di comportamento tra i delinquenti della strada e i trafficanti di stupefacenti (cfr. la ripartizione dei reati nel grafico sottostante).
A fine di porvi rimedio, per ognuna delle leggi citate nelle prime sentenze (CP, LCStr o LStup) mettiamo a confronto i tassi di recidiva specifica e quelli di recidiva generale.
La distinzione tra i due tipi di recidiva è importante, perché la differenza tra il tasso di recidiva generale e il tasso della recidiva specifica rende palpabile la specificità del reato: più il tasso di recidiva specifica si allontana dal tasso di recidiva generale, più le persone interessate tendono ad essere diverse nei loro comportamenti criminosi.
Confronto dei tassi di recidiva generale e specifica doppo nove anni secondo la legge interessata dalla prima sentenza
generale specifica differenza 1)
CP prima recidiva 39% 20% 19%
seconda recidiva 54% 41% 14%
LCStr prima recidiva 38% 29%
seconda recidiva 48% 37% 11%
LStup prima recidiva 52% 19% 33%
seconda recidiva 61% 28% 33%
1) La differenza è calcolata sulla base dei tassi non arrotondati di recidività generale e di recidività specifica; pertanto è possibile che ci sia un leggero scarto tra la percentuale presentata e il risultato ottenuto con la sottrazione dei tassi che figurano nella presente tabella. Fonte:
Statistica delle condanne penali (SUS); stato del casellario giudiziale: 30.04.2016
Basandosi su queste cifre si constata che, quando la condanna di riferimento riguarda un crimine o un delitto riguardante la LCStr, tre recidive su quattro riguardano nuovamente questa legge, mentre gli adulti la cui condanna di riferimento riguarda un crimine o un delitto secondo la LStup commettono in seguito reati molto diversi (solo poco più di una recidiva su tre riguarda nuovamente la LStup).
Influsso della diversificazione delle attività criminali
Sulla scorta di queste constatazioni, dobbiamo chiederci se la recidiva non dipenda anche dal grado di specificità dei condannati, e quindi chiederci: i tassi di ricondanna delle persone condannate aumentano di pari passo con il numero di leggi infrante?
Per rispondere a questa domanda, i tassi di recidiva sono stati messi a confronto, a seconda del fatto che la prima sentenza riguardi reati ai sensi di una due o tre leggi diverse.
Dai risultati emerge che quante più leggi sono alla base della condanna di riferimento, tanto più elevato è il tasso di recidiva. Concretamente, a nove anni dalla prima sentenza il tasso della prima recidiva è di due volte più elevato tra le persone che hanno già infranto tre leggi (75%) che tra quello che sono state condannate per averne infranta una sola (37%).
Va detto comunque che c'è una relazione tra la diversità e la natura dei reati commessi e che esiste certamente un legame tra la durata della carriera criminale e la diversità. Pertanto questo ultimo grafico conferma i risultati finora presentati, vale a dire che il rischio di recidiva aumenta con l'aumentare del numero di reati commessi e, in maniera particolare, quando la persona commette un reato ai sensi della LStup.
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