Source: http://www.acquapubblicatorino.org/index.php/cialis-and-diarrhea/dwd/20170721_Sindaco_di_Rivarolo.pdf
Timestamp: 2018-01-19 13:14:13+00:00

Document:
MARTEDI' 16 gennaio 2018 ore 21 Convocazione comitato provinciale acqua pubblica in via Mantova 34 - Torino
Audizione SMAT - Promemoria per Sindaca, Assessori/e e Consiglieri/e comunali di Torino
MARTEDI' 9 gennaio 2018 ore 21 Convocazione comitato provinciale acqua pubblica in via Mantova 34 - Torino
Ultime notizie - Provincia e Regione
Il Comune di Volvera vota per la trasformazione di SMAT SpA in Azienda di diritto pubblico
Il Comune di Casalborgone vota per la trasformazione di SMAT SpA in Azienda di diritto pubblico
Benvenuti nel sito del Comitato provinciale Acqua Pubblica Torino
Promemoria per Sindaca, Assessori/e e Consiglieri/e comunali di Torino
Audizione semestrale di SMAT SpA in merito all’attuazione del Piano d’AMBITO
Con la deliberazione n. 00621/64 del 31 marzo 2016 il Consiglio comunale di Torino ha preso atto del Piano d’ambito dell’ATO3 Torinese per il periodo 2016-2033. Un emendamento dei consiglieri Bertola, Trombotto e Appendino, accolto dalla maggioranza, ha deliberato al punto 1 bis) di:
“convocare, semestralmente, la Società "SMAT S.p.A. presso le competenti commissioni consiliari della Città di Torino, al fine di relazionare:
a) sullo stato di realizzazione degli interventi di grande infrastrutturazione previsti nel Piano d'Ambito aggiornato (periodo 2016-2033) di cui al citato punto 1), evidenziando per ciascun intervento infrastrutturale le forme di finanziamento utilizzate a copertura, nonché l'incidenza dell'autofinanziamento da tariffa;
b) sullo stato di applicazione dell'articolo 95 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152 (misurazione dei prelievi idrici) e del Regolamento regionale 15/R dell'11 dicembre 2006 (aree di salvaguardia) a tutela e risparmio della risorsa idrica;”
Un’audizione sul Piano Industriale Smat ha avuto luogo il 27 novembre 2016 e in quell’occasione nessuna informazione verbale o scritta è stata fornita da SMAT al Consiglio comunale in merito all’appalto del 1° Lotto del Collettore Mediano, revocato per autotutela (v. sotto). E’ trascorso un anno prima della seconda audizione SMAT del 24 ottobre 2017 dedicata però esclusivamente alla “situazione di crisi idrica nell’area metropolitana torinese”.
Sono emersi nel frattempo i seguenti fatti, che non hanno ancora trovato spiegazioni soddisfacenti:
a) Interventi di grande infrastrutturazione per i quali il Piano d’Ambito prevede finanziamenti per oltre € 500 milioni, finanziati per il 76% da tariffa
1. Collettore mediano – l’appalto del 1° lotto è stato revocato da SMAT “per autotutela”. Il vincitore ha presentato ricorso presso il Tar Piemonte.
Ai danni provocati da due anni di ritardo nella realizzazione di un’opera definita come urgente per scongiurare possibili sanzioni UE, si aggiungono notevoli danni economici per le grandi quantità di tempo e denaro impiegati nella predisposizione del progetto, nelle procedure, e nell’indennizzo milionario da riconoscere al “mancato” vincitore della gara.
La risposta del 18 dicembre scorso dell’Assessore Unia ad un’Interpellanza in merito, non solo non offre elementi di chiarezza ma sembra al contrario voler nascondere gravi responsabilità aziendali, che producono un notevole danno economico all’azienda stessa e ai cittadini-utenti.
2. Acquedotto Valle Orco: sembra che la progettazione non sia nemmeno iniziata, benchè lo stanziamento di € 153.140.000 figuri da anni nel Piano d’Ambito dell’ATO3 Torinese,
3. Impianto di Potabilizzazione: idem come sopra, per uno stanziamento di € 96.785.000
4. Acquedotto della Val di Susa: a fine 2017 doveva essere finalmente completato, per una spesa totale di € 105.020.000. Ma quanti e quali Comuni sono a tutt’oggi collegati?
b) Spreco idrico : dopo lunghe polemiche sulla correttezza dei dati, SMAT ha ammesso da 80 a 92 milioni di metri cubi d’acqua sprecati ogni anno, senza ragionevole giustificazione.
Si ricorda che il prelievo d’acqua, per qualsiasi uso, non deve eccedere il reale fabbisogno (uso efficiente della risorsa) e che ciascun punto di prelievo, a qualunque uso sia destinato, deve essere dotato di un misuratore della portata prelevata [1] per evitare emungimenti dannosi alla falda.[2] Non è dato sapere se e quanti altri misuratori di prelievo siano stati installati dopo quelli dichiarati nel Piano d’Ambito 2009 che prevedeva di applicare i suddetti misuratori su 548 sorgenti e 622 pozzi, negli anni 2008-2012, per un importo di € 5.850.000. Nulla in merito si evince dal Piano d’Ambito 2016-2033.
Quanto alla definizione delle aree di salvaguardia, dal Piano d’Ambito 2016-2033 risultano definite solo 253 aree di salvaguardia al costo medio di € 122.000 ciascuna, e che in futuro proseguiranno “gli studi per la definizione delle aree di salvaguardia (30-40 studi l’anno)”. Con questo ritmo alla scadenza della proroga dell’affidamento, nel 2033, resteranno ancora 696 aree da definire, avendo speso appena € 1.436.000, pari allo 0,09% del totale degli investimenti previsti.
c) Tariffa. Le voci di cui sopra concorrono alla formazione della tariffa dell’acqua che, in base alla legge italiana e europea, deve coprire tutti i costi (investimenti e gestione) del Servizio Idrico Integrato.
Sindaca, Assessori competenti e consiglieri comunali dovrebbero verificare seriamente se gli investimenti previsti fin dal 2009, ma non realizzati, hanno concorso alla definizione della tariffa e sono quindi già stati pagati in tutto o in parte dagli utenti. Investimenti che ora vengono presentati come nuovi da rifinanziare con la tariffa dei prossimi anni.
Così come dovrebbero verificare non le parole ma i documenti a base della richiesta SMAT di conguaglio della tariffa dell'acqua per oltre € 46.600.000, richiesta giudicata illegittima dal Giudice di Pace di Torino che ha condannato SMAT a restituirli agli utenti.
Ci attendiamo da Sindaca, Giunta e Consiglio comunale che non lascino passare altro tempo per l’audizione semestrale di SMAT stabilita dalla deliberazione citata.
E chiediamo fin d’ora che in tale occasione sia concessa la parola anche al Comitato Acqua Pubblica Torino.
Cell. 388 8597492
[1] Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 - "Norme in materia ambientale"
ART. 95 - (pianificazione del bilancio idrico)
3 Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della parte terza del presente decreto, le regioni definiscono, (…) gli obblighi di installazione e manutenzione in regolare stato di funzionamento di idonei dispositivi per la misurazione delle portate e dei volumi d'acqua pubblica derivati, in corrispondenza dei punti di prelievo e, ove presente, di restituzione, nonché gli obblighi e le modalità di trasmissione dei risultati delle misurazioni dell'Autorità concedente per il loro successivo inoltro alla regione ed alle Autorità di bacino competenti. (…)
[2] V. anche Regolamento Regionale 7/R del 2007
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Regalati un po' di fortuna e sostieni l'acqua bene comune!
Abbiamo consumato meno acqua?
Per non ridurre i profitti SMAT ce la fa pagare €46 milioni in più.
Il Giudice di Pace dice che sono illegittimi e condanna SMAT a restituirceli.
Non si può dire che l’assessore Unia abbia un cuor di leone.
Sta dalla parte delle forze di mercato dell’acqua contro i cittadini-utenti inermi
Il Comitato Acqua Pubblica Torino, fin dal 2013 aveva denunciato l’illegittimità di questo balzello. Di fronte all’indifferenza di SMAT, dell’Autorità d’Ambito e dei Sindaci dei Comuni soci, aveva fatto ricorso al Giudice di Pace che con sentenza del 30 ottobre 2017 ha condannato SMAT alla restituzione del maltolto.
Interpellato in merito, l’Assessore competente ha dichiarato oggi in Consiglio comunale che SMAT impugnerà questa sentenza! Poiché non parla a titolo personale, ma a nome della Sindaca e della Giunta - senza che un consigliere comunale 5Stelle aprisse bocca - dobbiamo dedurre che la maggioranza al governo della nostra città si mette contro di noi cittadini- utenti e lascia utilizzare i nostri soldi in avvocati e spese legali per ritardare nel tempo un rimborso che ci è dovuto.
L’acqua è la prima Stella del Movimento? Parole vuote se poi si seguono le logiche del mercato e del profitto. Occorre coraggio per non piegarsi. Sembra che manchi a Sindaca e Giunta di Torino.
Il fatto è che SMAT quei 46 milioni scippati agli utenti non se li è tenuti tutti per sé: essendo una società per azioni di diritto privato, ne ha distribuito una buona parte come dividendi ai Comuni soci, in proporzione alle loro quote azionarie.
Sono i Comuni ad aver beneficiato dei dividendi accumulati grazie a un “conguaglio” illegittimo e sono loro a doverli ora restituire.
Non si pensi che SMAT debba o possa farsene carico: su un così ingente danno erariale difficilmente la Corte dei Conti potrà chiudere un occhio.
Di sicuro non chiuderà gli occhi il Movimento per l’Acqua pubblica, traendo anche da questa vicenda la conferma che SMAT deve essere trasformata in Azienda di diritto pubblico senza scopo di lucro.
«Conguaglio dell’acqua illegittimo». E il Comune deve risarcire gli utenti
Articolo di Maurizio Pagliassotti pubblicato su il manifesto del 03.12.2017
Torino. La sentenza emessa dal giudice di pace riguarda in tutto 305 comuni
Ha fatto scalpore ieri ad Asti, in occasione dell’Assemblea macroregionale Nord Ovest dei movimenti dell’acqua, la sentenza di un giudice di pace di Torino che, in poche parole, ha confermato un concetto che gli italiani hanno votato in massa nel 2011: l’acqua non è una merce.
Torino, triennio 2008 – 2011: gli albori del declino economico della città si manifestano con un dato che fa sobbalzare pedagogisti della decrescita ed economisti. I torinesi consumano meno acqua,circa il 10%, in linea con il dato nazionale Istat del 2014.
Questo calo si trasforma in un risparmio nella bolletta? Così dovrebbe essere, ma nel mondo dell’economia di mercato la realtà è diversa. Perché Smat Spa – il cui azionista di maggioranza è il Comune di Torino – crea un «conguaglio ante 2012», il cui scopo è quello di compensare mancati
introiti. Gli azionisti sono i Comuni, in testa quello di Torino, al tempo governato dal Pd, ossessionato dalla «estrazione di valore» dai beni pubblici: anche gli altri 305 comuni accettarono il principio secondo cui l’acqua è un bene come un altro da cui estrapolare profitto. Anche se, al momento del
voto, inerente l’approvazione del conguaglio, l’assessore del Comune di Torino, Alessandro La Volta, era assente.
Il Comitato Acqua Pubblica di Torino ha denunciato fin dal 2014 questa insolita tariffa, con molte iniziative che si sono però infrante contro i muri di gomma delle istituzioni, giungendo a rivolgersi ad un Giudice di pace che, con la sentenza n. 3878 17 del 30 ottobre scorso, ha riconosciuto
pienamente le ragioni dei ricorrenti.
Si tratta di una causa pilota – condotta in collaborazione con lAssociazione ADOC per la difesa e l’orientamento dei Consumatori e sotto il patrocinio dellavvocato Gianluca Nargiso si è quindi conclusa con una piena vittoria, sancita dalla sentenza della giudice Carla Boschiggia, decisione che
non potrà essere ignorata.
La situazione che scaturisce da questa sentenza, rispetto la quale Smat Spa forse farà appello, fa emergere il paradosso dei Comuni azionisti. Strozzati dal debito, quasi tutti, e dai tagli operati dal governo centrale, tutti potrebbero o dovrebbero restituire ai cittadini i denari derivanti dal
conguaglio che votarono. In che modo non è chiaro, ma in ogni caso non si tratta di cifre irrisorie, anzi, l’ammontare potrebbe superare i 46 milioni di euro. In prospettiva si intravede un paradossale conflitto tra gli enti pubblici, gli azionisti, e la cittadinanza.
Mariangela Rosolen, del Comitato Acqua Pubblica di Torino commenta: «Da questa vicenda si evince un piano culturale sconcertante: i beni comuni, e in primis l’acqua, sono inquadrati come strumenti di profitto. Non importa che il proprietario sia un privato o un ente pubblico di diritto privato, come la Smat. Un’azienda di proprietà pubblica gestita secondo il diritto privato ha scopo di lucro, che si comporta peggio di un privato tout court che non chiederebbe mai un conguaglio sulla merce che ha venduto anni prima. E’ un comportamento che i comuni devono sanzionare, e non approvare, visto che sono loro i proprietari di Smat. Andremo avanti con altre cause, ma soprattutto domanderemo al Comune di Torino di chiedere a Smat di non impugnare la sentenza, al fine di restituire ai cittadini quanto hanno ingiustamente pagato».
Dall’amministrazione di Torino guidata da Chiara Appendino si propaga un imbarazzato silenzio, nonostante le proteste del variegato mondo penta stellato che denunciano lo «scandalo» e chiedono a gran voce la restituzione ai cittadini di quanto dovuto. E’ il caso degli attivisti di Vinovo del M5s
che chiedono all’assessore al Bilancio del loro Comune di «assistere i concittadini nel recupero del maltolto».
Lunedì la consigliera di Torino in Comune, Eleonora Artesio, presenterà un’interpellanza per chiedere all’amministrazione comunale come intende procedere.
ASTI . Sabato 2 dicembre 2017 ore 10,30 : Assemblea Macroregionale Nord Ovest dei Movimenti per l'Acqua

References: ART. 95
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