Source: https://www.studiocataldi.it/articoli/33807-sentenza.asp
Timestamp: 2019-07-21 23:21:30+00:00

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Cos'è la sentenza, come è disciplinata, qual è il suo contenuto, quante tipologie sono presenti nel nostro ordinamento e quando diventa definitiva
di Valeria Zeppilli - La sentenza è il provvedimento con il quale il giudice chiude un grado di giudizio, prendendo una decisione in merito alle questioni in fatto e in diritto oggetto della controversia che è stata sottoposta alla sua attenzione.
Sentenza: la disciplina
Sentenza: le tipologie
In Italia non esiste una normativa organica e unitaria della sentenza, la cui regolamentazione va quindi ricercata nelle disposizioni che disciplinano le diverse tipologie di processo e, quindi, nel codice di procedura penale, nel codice di procedura civile e nel codice del processo amministrativo.
Va comunque detto che la Costituzione, all'articolo 111, detta due principi generali in ordine alle sentenze, laddove sancisce che "Tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati" e che "Contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libertà personale, pronunciati dagli organi giurisdizionali ordinari o speciali, è sempre ammesso ricorso in Cassazione per violazione di legge".
In ogni caso, può dirsi che tutte le sentenze sono accomunate da un'analogia di contenuto, in quanto esse si dividono in due parti: la motivazione e il dispositivo.
Quest'ultimo rappresenta la parte precettiva della sentenza, nella quale viene espressa la decisione del giudice.
La motivazione, invece, è la parte della sentenza in cui vengono espresse le ragioni a sostegno della conclusione alla quale è giunto il giudice.
Nel diritto processuale civile, la dottrina è solita distinguere le sentenze in tre differenti tipologie: dichiarative, di condanna e costitutive.
Le prime sono le sentenze, anche chiamate di mero accertamento, che non fanno altro che accertare una determinata realtà giuridica. Sono tali, ad esempio, i provvedimenti che respingono la domanda proposta dall'attore.
Le sentenze di condanna, invece, sono quelle che si chiudono con l'ordine alla parte soccombente in giudizio di fare, non fare o dare qualcosa.
Le sentenze costitutive, infine, sono quelle che creano, modificano o estinguono un rapporto giuridico. Sono tali, ad esempio, le sentenze che annullano un certo atto in quanto illegittimo.
Tutte accertano una determinata realtà giuridica.
Con l'emanazione di una sentenza, il giudice chiude la fase di giudizio di sua competenza.
Eccezion fatta per le sentenze della Corte di cassazione, è possibile impugnare la sentenza aprendo un nuovo grado di giudizio, che si svolge dinanzi al giudice collocato nel grado superiore della gerarchia giudiziaria. Questa fase si conclude con una nuova sentenza che potrà confermare o riformare in tutto o in parte la precedente.
Se la sentenza non è impugnata nei termini prescritti dal nostro ordinamento o non è impugnabile (come la sentenza della Corte di cassazione), la stessa passa in giudicato. Il passaggio in giudicato determina l'impossibilità per le parti di riaprire il processo e modificarne la ricostruzione dei fatti e l'esito. Il contenuto della sentenza passata in giudicato è definitivo e le parti sono quindi tenute ad adeguarvisi.
Per approfondimenti vai alla guida La cosa giudicata formale e sostanziale
(09/03/2019 - Valeria Zeppilli)

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