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NOTIZIARIO N. 12 novembre - dicembre 2007 | Magistratura Democratica
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NOTIZIARIO N. 12 novembre - dicembre 2007
Inserito da mgrande il Gio, 01/31/2008 - 14:09
1. Il trasferimento per incompatibilità della dott. ssa Turiano;
2. Conferimenti di incarichi semidirettivi e direttivi;
3. Nomine direttivi e semidirettivi a maggioranza;
4. Delibera preliminare alla pubblicazione dei semidirettivi;
5. Una fondamentale risoluzione sul conferimento degli incarichi direttivi.
1. Il trasferimento per incompatibilità della dott. ssa Turiano.
Nel plenum del 7 novembre è stato disposto il trasferimento di ufficio della dott.ssa Angela Turiano, giudice del Tribunale di Milano (XII sez. civile), per incompatibilità ex art. 18 ordinamento giudiziario con i figli avv. Ivano e Monica Fazio, iscritti all'Albo degli avvocati di Busto Arsizio. La situazione di incompatibilità è stata ravvisata essendo risultato dagli accertamenti di cancelleria che gli avvocati anzidetti svolgono stabilmente attività professionale presso il Tribunale civile di Milano (nel periodo aprile 1988 - gennaio 2006, gli stessi hanno patrocinato 665 procedimenti, 44 dei quali avanti alla XII sezione). Il Consiglio ha inoltre ritenuto inconferente e inidonea ad elidere la situazione di incompatibilità la richiesta della dott.ssa Turiano (avanzata il 25 gennaio 2007) di essere trasferita alla VII Sezione penale dello stesso Tribunale in quanto per ammissione della stessa dottoressa il figlio avv. Ivano Fazio esercita anche nel settore penale e anche avanti "al Tribunale di Milano o al corrispondente ufficio giudicante/requirente".
2. Conferimenti di incarichi semidirettivi e direttivi.
- Presidente del Tribunale di Lamezia Terme al dott. Enrico Scaglione, presidente di sezione della Corte d'Appello di Reggio Calabria;
- Presidente del Tribunale di sorveglianza di Sassari alla dott.ssa Maria Antonia Vertaldi, presidente di sezione del Tribunale di S. Maria Capua Vetere;
- Presidente di sezione del Tribunale di Vibo Valentia al dott. Antonio Di Marco, giudice del Tribunale per i minorenni di Napoli;
- Presidente di sezione della Corte d'Appello di Lecce al dott. Rodolfo Boselli, presidente di sezione del Tribunale di Brindisi;
- - Presidente della sezione lavoro della Corte d'Appello di Bari al dott. Gianfranco Castellaneta, presidente della sezione lavoro del Tribunale di Bari;
- - Presidente di sezione della Corte d'Appello di Palermo al dott. Vito Ivan Marino, presidente di sezione del Tribunale di Palermo;
- Presidente di sezione della Corte d'Appello di Roma (4 posti) ai dott.ri Marcello Antonio Vitale, Filippo Paone, Franco Testa e Mario Lucio D'Andria, il primo presidente di sezione della Corte d'Appello di Catanzaro e gli altri tre presidenti di sezione del Tribunale di Roma;
- Presidente di sezione della Corte d'Appello di Catanzaro al dott. Fortunato Rosario Barone, consigliere della Corte d'Appello di Catanzaro;
- Presidente di sezione della Corte d'Appello di Venezia al dott. Roberto Zacco, presidente di sezione del Tribunale di Venezia.
3. Nomine direttivi e semidirettivi a maggioranza.
3.1 Presidente del Tribunale per i minorenni di Torino.
Nel plenum del 7 novembre 2007 si è proceduto, tra l'altro, alla nomina del presidente del Tribunale dei minorenni di Torino, ufficio per il quale concorrevano tre candidati (Villa, Esposito e Castellani) tutti con ottimi profili professionali e con esperienza specifica nel settore minorile (in particolare il primo con esperienza minorile d'appello, mntre gli altri due invece con esperienza in primo grado) e solo Castellani, con una positiva permanenza pregressa nell'ufficio da ricoprire, anche con funzioni di reggente in assenza del presidente.
La maggioranza del Consiglio si è orientata ad esprimere il proprio voto in favore del dott. Villa. La nomina di quest'ultimo è avvenuta a seguito di due votazioni con ballottaggio tra i tre aspiranti. Nella prima votazione a Castellani sono andati solo i nostri voti e quello di Mario Fresa. Nella seconda votazione, essendo ormai pacifica la soccombenza di Castellani, alcuni di noi (Maccora e Pilato) hanno appoggiato Villa che, era l'aspirante più anziano tra i candidati proposti, e vantava, unitamente alla conoscenza specifica della materia minorile, una conoscenza specifica del territorio.
Si tratta di una nomina che riveste una certa importanza, dato che consente di evidenziare una clamorosa contraddizione con i principi affermati qualche mese prima, in occasione della nomina a Procuratore della Repubblica del Tribunale per i Minorenni di Milano, da parte di alcuni componenti (in particolare di MI e Unicost). Il Consiglio infatti non ha ritenuto di confermare il criterio risultato allora maggioritario di privilegiare la scelta, in presenza di candidati egualmente validi, del magistrato che, oltre a possedere una competenza specifica nel settore minorile ed un'importante capacità organizzativa (dimostrata anche nel corso delle audizioni espletate) possa vantare una positiva esperienza maturata presso lo stesso ufficio che si tratta di ricoprire. In tal senso si era infatti orientato il Consiglio, a maggioranza, il 14 giugno 2007 in occasione della nomina della dott.ssa Frediani a Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Milano. In molti degli interventi svolti in allora alcuni consiglieri sottolinearono quale motivo prevalente che aveva orientato la propria scelta la specifica esperienza maturata anni prima presso la procura in questione della dott.ssa Freudiani. Ricordiamo alcuni passi di tre diversi interventi:
1) " Dal punto di vista del merito è difficilissimo trovare una distinzione fra questi magistrati, perché sono tutti di livello assoluto altissimo (...) La dottoressa Frediani è stata per sette anni, negli ultimi quindici, sostituto procuratore presso il Tribunale per i minorenni di Milano: quindi esattamente dello stesso ufficio che noi adesso andiamo a ricoprire (...) Lei quindi conosce questo ufficio.In sede di audizione l'ha spiegato con chiarezza, esattamente come funziona l'ufficio che aspira a dirigere». E ancora «...dal punto di vista della conoscenza specifica, proprio dell'ufficio Procura dei minorenni di Milano è l'unica che ce l'ha (...) perché conosce perfettamente proprio quell'ufficio» e ciò comporta che « la somma di specificità professionali della dottoressa Frediani è praticamente insuperabile».
2) « Voterò a favore della dottoressa Frediani per una serie di motivi che mi paiono assolutamente pregnanti e conformi direi al testo della circolare, a tutta la giurisprudenza consiliare in materia. Noi in effetti ci accingiamo a nominare, per un posto di direttivo, facendo delle comparazioni, un magistrato che di fatto ha già svolto questi funzioni». La dott.ssa Frediani «è stata delegata dall'allora procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Milano, in quanto sostituto più anziano, a curare, a sviluppare i rapporti con i referenti ministeriali, con i servizi di enti locali, nonché a predisporre turni di udienza e di turni esterni, a mantenere rapporti di sinergia con la Polizia giudiziaria (...) in sostanza quando si tratta di nominare un dirigente di un ufficio di un grosso centro metropolitano è importante verificare sotto il profilo attitudinale la pregressa esperienza specifica di avere svolto le funzioni (...) presso quell'ufficio».
3) « Dichiaro il mio voto in favore della dottoressa Frediani, perché mi convincono le argomentazioni svolte anche dal consigliere Roia, oltre che dal relatore: la circostanza che la dottoressa Frediani sia l'unica a possedere entrambi i requisiti attitudinali specifici utili per l'ufficio, cioè le funzioni requirenti e le funzioni minorili. Credo che sia da tenere nella massima attenzione, la circostanza che la dottoressa Frediani conosce bene l'ufficio minorile di Milano » perché « quando si conosce un ufficio è sicuramente un elemento da tenere in positivo».
Certo è difficile comprendere perché il criterio affermato in tale occasione non sia stato ribadito a distanza di pochi mesi ed in una situazione in cui peraltro la conoscenza dell'ufficio da parte del dott. Castellani risponde anche al requisito della attualità (allora la presenza della dott.ssa Frediani nell'ufficio da ricoprire risaliva a molti anni prima). Anche per il Tribunale minorenni di Torino come per la Procura minorenni di Milano si era in presenza di aspiranti che possedevano profili professionali del tutto positivi, ma solo uno poteva avvalersi di con una conoscenza specifica dello stesso ufficio, dove aveva peraltro svolto funzione di reggenza.
L'interrogativo è d'obbligo: i principi cambiano a seconda della situazione e delle persone?
3.2 Presidente di sezione del Tribunale di Udine
E' stata sottoposta all'Assemblea plenaria la valutazione comparativa dei profili professionali della dott. ssa Iob e del dott. Drigani. E' stata nominata la dott. ssa Iob, a seguito di votazione per ballottaggio conclusasi con un voto di parità (12 voti a favore della dott. Iob e 12 a favore del dott. Drigani) con prevalenza del voto del vicepresidente come previsto dal regolamento consiliare in attuazione della normativa primaria. Abbiamo espresso il nostro voto in favore del dott. Drigani (unitamente ai colleghi di M.I.) ritenendo che solo il profilo di quest'ultimo consentisse l'attribuzione del massimo punteggio attitudinale trattandosi di un collega che nel corso della sua vita professionale ha acquisto un'esperienza specifica nel settore penale e civile, e che ciò gli avrebbe consentito un positivo ed utile approccio organizzativo nel coordinamento di una sezione in entrambi i settori della giurisdizione; che ha svolto, nel presiedere stabilmente i collegi, di fatto e positivamente le funzioni semidirettive sia in primo grado sia in secondo grado, oltre alla funzione di direzione svolta come vicario della Corte d'Appello di Trieste; che ha una conoscenza solida della materia ordinamentale acquisita grazie all' esperienza svolta per oltre tre bienni nel Consiglio Giudiziario di Trieste. Elementi non riscontrabili nel profilo della dott.ssa Iob, che, per quanto più anziana nel ruolo, a nostro parere, doveva restare in posizione recessiva.
3.3 Procuratore aggiunto di Salerno.
Abbiamo espresso il voto in favore del dott. Erminio Rinaldi, che concorreva unitamente alla dott. ssa Troncone. Ci siamo determinati alla proposta in commissione e poi al voto in sede plenaria ritenendo che il punteggio massimo attitudinale (a parità di punteggio negli altri parametri) spettasse solo al collega Rinaldi, che poteva vantare una lunga esperienza requirente, svolta anche in sede di DDA, e la reggenza di specifici uffici requirenti (Procura Repubblica minorenni Salerno e Procura Repubblica Tribunale di Potenza) dove aveva messo a frutto quelle capacità di organizzatore che hanno trovato ulteriore conferma nel compito affidato al dott. Rinaldi nella sua qualità di responsabile del Ced-Sidda-Sidna della Procura di Salerno (quando si è impegnato in importanti attività finalizzate a favorire il funzionamento della Banca Dati della PNA, coordinando i compiti di numerosi ufficiali di P.G. addetti alla attività di immissione di dati informatici relativi alle indagini di DDA). Tutto ciò unitamente alla conoscenza specifica dell'Ufficio di Salerno, ove lavora, e ove andrebbe ad esercitare il ruolo semidirettivo. Il dott. Rinaldi è stato nominato con 16 voti (Unicost, MD, i consiglieri Ferri e Romano, Bergamo, Saponara e Anedda). A fronte di 5 voti riportati dalla dott.ssa Troncone (Movimento ed i consiglieri Siniscalchi e Tinelli) e 5 voti di astensione (il vicepresidente Mancino, il presidente Carbone, il Procuratore Generale Delli Priscoli ed i consiglieri Volpi e Patrono).
3.4 Presidente della Corte d'Appello di Bari
La maggioranza del Consiglio (i consiglieri di Unicost, i laci Anedda, Siniscalchi, Bergamo, Tinelli e Volpi, i consiglieri Fresa, Petralia, Maccora e Pilato, il presidente Carbone) ha espresso il voto per il dott. Vito Caferra, che concorreva unitamente al dott. Luigi Martone ed al dott. Michele Cristiano. In commissione la nostra posizione era stata di astensione non essendo stato del tutto chiaro il percorso argomentativo che aveva determinato tre diverse proposte, e non riscontrando delle professionalità che si stagliavano rispetto al parterre di aspiranti. A seguito del dibattito svolto in sede plenaria (che ha arricchito e sciolto alcuni nodi) due consiglieri (Cesqui e Pepino) hanno confermato il voto di astensione, mentre altri due (Maccora e Pilato) hanno deciso di esprimere il proprio voto nel confronti del dott. Caferra. Si è voluta privilegiare con tale ultima espressione di voto la volontà di partecipare comunque a determinare il dirigente per la Corte d'appello di Bari, votando per chi, tra i proposti, meglio rispondesse in termine di professionalità ed adeguatezza complessiva nel contesto degli uffici di Bari.
4. Delibera preliminare alla pubblicazione dei semidirettivi .
Il plenum di giovedì 8 novembre ha approvato a maggioranza (contrari i consiglieri Ferri e Mannino, astenuti i consiglieri Anedda, Napolitano e Saponara) una delibera importante, che costituisce un atto istruttorio -richiesta ai dirigenti degli uffici giudiziari di comunicare quale sia l'attuale destinazione tabellare dei magistrati destinati a funzioni semidirettive che alla data del 27 gennaio 2008 decadono dall'incarico ai sensi dell'art. 5 legge 11/2007- prodromico alla pubblicazione dei posti semidirettivi in scadenza a tale data.
Una delibera che presenta qualche profilo problematico, dato che consente al dirigente di dar corso alle procedure di tramutamento interno esclusivamente nel settore giurisdizionale di attuale destinazione, ma che è sembrata alla V commissione -che sul punto ha deliberato all'unanimità- l'unica via concretamente praticabile per coniugare il rispetto della legge e l'efficacia dell'azione amministrativa. Ed infatti, stante il divieto territoriale introdotto dall'art. 13 del d.lvo 160/2006 per il passaggio di funzioni e la deroga stabilita al quarto comma della citata disposizione, occorre procedere alla pubblicazione dei posti semidirettivi indicando specificamente se si tratta di destinazione alle funzioni giudicanti civili, penali o del lavoro.
L'indicazione di tale destinazione, che costituisce una novità assoluta, prevista dalla riforma, imporrebbe l'attivazione della ordinaria procedura dei concorsi interni, all'esito dei quali il dirigente dell'ufficio dovrebbe individuare la vacanza in quella rimasta libera all'esito del concorso interno. Si tratta di una procedura complessa, che richiede tempi non ristretti (dovendo attendere, in caso di osservazioni sull'assegnazione dei posti, che l'iter tabellare si concluda con l'approvazione del provvedimento del dirigente dell'ufficio da parte del C.S.M.) e proprio per questo non compatibile con i tempi di pubblicazione dei posti semidirettivi per i quali è prevista la decadenza al 27 gennaio 2008. Atteso quindi il ridotto periodo di tempo per provvedere alla sostituzione dei magistrati titolari dei citati incarichi semidirettivi e attesa la eccezionalità della situazione, è stato necessario, in deroga alle attuali disposizioni in tema di tramutamento interno (circolare sulla formazione delle tabelle), limitare il concorso interno solo nell'ambito del relativo settore di giurisdizione, riservando ad una successiva più ampia ed articolata regolamentazione da parte delle Commissioni competenti l'adozione di una disciplina più esaustiva anche in funzione delle successive e future pubblicazioni.
Le risposte, richieste ai dirigenti con la citata libera sono quasi tutte pervenute al Consiglio e quindi sarà prossima la pubblicazione dei posti semidirettivi vacanti. Ovviamente, come si è già verificato per gli incarichi i direttivi, occorrerà prima di procedere alla valutazione dei concorsi, adattare nelle parti non compatibili la circolare attualmente esistente al nuovo dato normativo.
Il plenum del 21 novembre 2007 ha approvato a larga maggioranza (con il solo voto contrario
del consigliere Anedda e l'astensione del consigliere Saponara) la risoluzione generale per il conferimento degli uffici direttivi.
Due i punti politici importanti:
- l'applicazione dell'art. 13 della Legge 111/2007 (incompatibilità e deroga
al limite territoriale) anche per il conferimento degli uffici direttivi
(punto 3.3.3 della risoluzione);
- l'anzianità come requisito di legittimazione e non di valutazione (punto 5 e
ss. della risoluzione) e conseguente individuazione dei "livelli" di positivo esercizio delle funzioni come requisito di ingresso per un'utile valutazione compariva (punto 5 e ss).
Quanto al primo punto occorre evidenziare che si è ritenuto che il comma 4 dell'art. 13 della legge citata si applica anche per il conferimento degli incarichi direttivi, in considerazione dell'assenza di una specifica diversa indicazione letterale della nuova normativa, della "ratio legis" e del relativo iter parlamentare. In particolare la risoluzione sottolinea come il potere organizzativo, di natura tipicamente amministrativa, connesso alla qualità di dirigente dell'ufficio si accompagna sempre ad una specifica e rigida destinazione tabellare, che regolamenta, ove svolta, l'attività giurisdizionale attribuita al dirigente. Ed allora, è proprio nell'ambito di tale destinazione tabellare che deve essere affrontato il momento del limite territoriale posto nel passaggio dalla funzione giudicante a quella requirente e viceversa, e delle possibili deroghe nei casi in cui nel passaggio sia possibile distinguere nettamente l'esercizio pregresso di funzioni penali o civili da quello futuro di esercizio di funzioni civili o penali e viceversa.
Il secondo principio fortemente innovatore affermato è quello del valore assolutamente residuale dell'anzianità, secondo le indicazioni fornite innanzitutto dalla legge stessa di riforma, che fanno venire in rilievo per il conferimento delle funzioni direttive soprattutto i parametri delle attitudini e del merito, i quali, in una valutazione integrata, confluiscono in un giudizio complessivo unitario.
L'anzianità si trasforma nel fattore "durata", destinato ad avere un peso specifico nella valutazione delle attitudini e del merito, fino a potersi considerare requisito di ingresso per una prima utile comparazione; in buona sostanza le attitudini, reiteratamente riscontrate nel tempo come positivamente mantenute assumono un valore particolarmente pregnante solo in quanto evidenzino un'espressa capacità in relazione all'incarico da conferire e lo stesso dicasi per il merito.
Così interpretato, il fattore "durata" diviene criterio di validazione dei parametri del merito e delle attitudini, dei quali attesta la costanza e la persistenza e perciò lo specifico valore, dal momento che una maggiore esperienza professionale, purché strettamente collegata a positive valutazioni sul piano delle attitudini e del merito, evidenzia che il magistrato ha maturato una capacità professionale ed un profilo attitudinale peculiari che gli consentono di affrontare con maggiore sollecitudine e in termini più adeguati le problematiche relative alla conduzione e gestione di un ufficio direttivo.
Si prospetta, pertanto, un meccanismo di selezione valutativa che, partendo dal più giovane partecipante al concorso, stabilisca in linea di principio quale sia il valore aggiunto da attribuire al durevole esercizio positivo delle funzioni e alla costante capacità professionale e su questa base individui e circoscriva l'ambito di aspiranti che in una fase preliminare possono essere posti tra loro in significativa ed utile valutazione comparativa.
Tra gli aspiranti utilmente collocati in quest'area di valutazione, l'anzianità non assume poi alcun ulteriore rilievo, dovendosi la stessa tradurre in esperienze maturate ed attività realizzate, valutabili solo all'interno dei parametri del merito e delle attitudini.
In questa prospettiva è stato necessario individuare, in relazione ai periodi di legittimazione individuati dalla legge per la partecipazione ai concorso per i vari incarichi direttivi e agganciati al conseguimento della valutazione minima di professionalità richiesta per il conferimento di quell'incarico, l'inserimento di un ulteriore periodo di tempo, di differente durata in ragione delle varie tipologie di ufficio direttivo, da aggiungere all'anzianità (di concorso) maturata dal magistrato più giovane che partecipa alla procedura concorsuale; in tal modo si avrà una selezione tra candidati che hanno acquisito esperienze adeguate in relazione all'incarico da ricoprire.
- Presidente della Corte d'Appello di Roma al dott. Giorgio Santacroce, consigliere della Corte di Cassazione;
- Presidente della Corte d'Appello di Reggio Calabria al dott. Lugi Gueli, che già ricopre questo incarico con delibera annullata dal T.A.R. Lazio a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 245/2007.
- Presidente della Corte d'Appello di Catanzaro al dott. Pietro Antonio Sirena, che già ricopre questo incarico con delibera annullata dal T.A.R. Lazio a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 245/2007.
- Procuratore generale presso la Corte d'Appello di Lecce al dott. Luigi Gennaro, Presidente del Tribunale di Viterbo;
- Procuratore generale presso la Corte d'Appello di Salerno al dott. Lucio Di Pietro, sostituto procuratore generale presso la Direzione nazionale antimafia;
- Presidente del Tribunale di Alba al dott. Aldo Bochicchio, Presidente del Tribunale di Acqui Terme;
- Presidente del Tribunale di Pinerolo alla dott. ssa Teodora Spagnoli, consigliere della Corte d'Appello di Torino;
- Presidente del Tribunale di La Spezia al dott. Edoardo D'Avossa, presidente di sezione del Tribunale di Milano;
- Presidente del Tribunale di Avezzano al dott. Giovanni Garofoli, presidente di sezione del Tribunale di Roma;
- Presidente del Tribunale di Siracusa al dott. Paolo Vittorio Lucchese, presidente di sezione della Corte d'Appello di Catania;
- Presidente del Tribunale di Ferrara al dott. Pasquale Maiorano, Presidente del Tribunale di Montepulciano;
- Procuratore della Repubblica del Tribunale di Potenza al dott. Giovanni Colangelo, procuratore aggiunto della Repubblica di Bari;
- Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Milano al dott. Gaspare La Rosa, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Catania;
- Presidente del Tribunale di sorveglianza di Lecce al dott. Elio Giuseppe Antonio Romani, Presidente del Tribunale di sorveglianza di Taranto;
- Presidente della sezione lavoro della Corte d'Appello di Roma al dott. Domenico Cortesani, presidente della sezione lavoro di Tribunale di Roma;
- Presidente di sezione della Corte d'Appello di Trieste (due posti) ai dott.ri Alberto Da Rin e Piervalerio Reinotti, presidenti di sezione rispettivamente presso il Tribunale di Trieste e di Udine;
- Presidente di sezione della Corte d'Appello di Torino al dott. Giuseppe Riccomagno, consigliere presso la stessa Corte;
- Presidente di sezione lavoro della Corte d'Appello di Napoli al dott. Fausto Castaldo, consigliere presso la stessa sezione lavoro della Corte;
- Presidente di sezione della Corte d'Appello di Potenza al dott. Enrico Merlino, consigliere della Corte d'Appello di Napoli;
- Presidente di sezione del Tribunale di Bologna al dott. Alberto Albiani, giudice presso lo stesso tribunale;
- Presidente di sezione del Tribunale di Firenze al dott. Aldo Chiari, consigliere della Corte d'Appello di Firenze;
- Presidente di sezione del Tribunale di Bari al dott. Giuseppe Attimonelli Petraglione, consigliere della Corte d'Appello di Bari;
- Presidente di sezione del Tribunale di Catanzaro al dott. Alberto Nicola Filardo, consigliere della Corte d'Appello di Catanzaro;
- Presidente di sezione del Tribunale di Roma alla dott.ssa Giovanna Carla De Virgiliis, fuori ruolo presso il Ministero della Giustizia;
- Presidente di sezione del Tribunale di Pescara al dott. Angelo Mariano Bozza, giudice presso lo stesso Tribunale;
- Presidente di sezione del Tribunale di Lucca (due posti) ai dott.ri Valentino Pezzati e Francesco Mormino, rispettivamente consigliere della Corte d'Appello di Firenze e giudice del Tribunale di Lucca;
- Presidente di sezione del Tribunale di Pisa (due posti) ai dott.ri Luca Salutini e Maria Sammarco, giudici rispettivamente del Tribunale di Pisa e di Livorno;
- Presidente aggiunto della sezione GIP del Tribunale di Bologna al dott. Bruno Giangiacomo, magistrato addetto all'Ufficio studi del Consiglio superiore della Magistratura;
- - Presidente aggiunto della sezione GIP del Tribunale di Trieste al dott. Guido Patriarchi, consigliere della Corte d'Appello di Trieste;
- Procuratore aggiunto della Repubblica di Monza alla dott.ssa Luisa Zanetti, sostituto procuratore della Repubblica di Milano;
- Procuratore aggiunto della Repubblica di Milano al dott. Francesco Greco, sostituto presso la stessa Procura della Repubblica;
- - Procuratore aggiunto della Repubblica di Torino al dott. Sandro Ausiello, sostituto presso la stessa Procura della Repubblica.
Per l'incarico di
- Procuratore della Repubblica del Tribunale di Mistretta sono stati proposti il dott. Olindo Canali (Maccora e Siniscalchi), sostituto procuratore della Repubblica di Barcellona di Pozzo di Gotto, ed il dott. Luigi Patronaggio (Riviezzo), presidente di sezione del Tribunale di Ragusa; astenuti Bergamo, Berruti e Romano;
- Presidente di sezione della Corte d'Appello di Caltanissetta sono stati proposti il dott. Michele Perriera (Bergamo, Berruti, Romano e Siniscalchi), consigliere della Corte d'Appello di Palermo, ed il dott. Ottavio Sferlazza (Maccora e Riviezzo), presidente di sezione del Tribunale di Caltanissetta;
- Procuratore della Repubblica del Tribunale di Mantova sono stati proposti il dott. Antonio Condorelli (Bergamo, Maccora, Riviezzo, Romano e Siniscalchi), sostituto procuratore generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Brescia, ed il dott. Manfredi Luongo (Berruti), Procuratore della repubblica aggiunto presso il Tribunale di Modena;
- Procuratore della Repubblica del Tribunale di Cosenza sono stati proposti il dott. Antonio Granieri (Berruti, Maccora e Siniscalchi), Procuratore della Repubblica di Rossano, ed il dott. Aniello Vincenzo Barone (Romano), Procuratore della Repubblica di Sala Consilina; astenuti Bergamo e Riviezzo;
- Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Milano è stato proposto il dptt. Pasquale Nobile De Santis (Bergamo, Berruti, Romano e Siniscalchi), Presidente di sezione del Tribunale di Milano; contrari Maccora e Riviezzo, che hanno richiesto la riapertura dei termini del bando di concorso;
- Procuratore della Repubblica del Tribunale di Pavia sono stati proposti il dott. Gustavo Adolfo Cioppa (Bergamo, Berruti e Siniscalchi), sostituto procuratore generale presso la Corte d'Appello di Milano, ed il dott. Aldo Cicala (Maccora, Riviezzo e Romano), Procuratore della Repubblica di Voghera;
- Presidente del Tribunale di Bologna sono stati proposti il dott. Francesco Scutellari (Berruti, Maccora, Riviezzo, Romano e Siniscalchi), Presidente del Tribunale di Arezzo, ed il dott. Vincenzo Castiglione (Bergamo), Presidente della sezione lavoro della Corte d'Appello di Bologna;
- Presidente di sezione del Tribunale di Cassino sono stati proposti il dott. Massimo Capurso (Berruti, Maccora, Saponara e Siniscalchi), giudice presso lo stesso Tribunale, ed il dott. Vincenzo Di Giacomo (Romano), consigliere della Corte d'Appello di Campobasso; astenuto Riviezzo;
- Presidente della Corte d'Appello di Venezia sono stati proposti la dott.ssa Manuela Romei (Bergamo, Berruti e Tinelli), Avvocato generale presso la Corte d'Appello di Milano, il dott. Francesco Abate (Maccora e Riviezzo), Presidente del Tribunale di Verona, ed il dott. Leonardo De Robertis (Romano), presidente di sezione della Corte d'Appello di Bologna;
- Presidente del Tribunale di Matera sono stati proposti il dott. Giuseppe Attimonelli Petraglione (Bergamo, Maccora, Riviezzo, Romano e Tinelli), consigliere della Corte d'Appello di Bari, ed il dott. Giovanni Buquicchio (Berruti), presidente di sezione del Tribunale di Bari;
- Procuratore generale della Corte d'Appello di Campobasso sono stati proposti il dott. Silvano Mazzetti (Bergamo, Berruti e Romano), Procuratore della Repubblica di Velletri, ed il dott. Rosario Minna (Maccora e Riviezzo), procuratore aggiunto della Repubblica di Firenze; astenuta Tinelli;
- Presidente della Corte d'Appello di Firenze sono stati proposti il dott. Claudio Fancelli (Bergamo e Berruti), presidente di sezione della Corte d'Appello di Roma, il dott. Leonardo De Robertis (Tinelli), presidente di sezione della Corte d'Appello di Bologna, ed il dott. Fabio Massimo Drago (Maccora), presidente della sezione lavoro della Corte d'Appello di Firenze;
- Procuratore della Repubblica del Tribunale di Gela sono stati proposti la dott.ssa Lucia Lotti (Bergamo, Maccora, Riviezzo e Siniscalchi), sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma, ed il dott. Salvatore De Luca (Romano), sostituto procuratore generale presso la Corte d'Appello di Caltanissetta; astenuto Berruti;
- Procuratore della Repubblica del Tribunale di Novara sono stati proposti il dott. Francesco Enrico Saluzzo (Riviezzo e Romano), procuratore aggiunto della Repubblica di Torino, ed il dott. Gustavo Adolfo Cioppa (Saponara e Siniscalchi), sostituto procuratore generale presso la Corte d'Appello di Milano; astenuti Berruti e Maccora;
- Presidente del Tribunale di Sassari sono stati proposti il dott. Alberto Pacelli (Bergamo, Berruti, Romano e Siniscalchi), presidente di sezione del Tribunale di S.Maria Capua Vetere, ed il dott. Pietro Fanile (Maccora e Riviezzo), giudice del Tribunale di Reggio Emilia.
Per l'incarico di Procuratore della Repubblica del Tribunale di Catania sono stati proposti il dott. Renato Di Natale (Bergamo, Maccora, Riviezzo e Romano), procuratore aggiunto della Repubblica di Caltanissetta, ed il dott. Vincenzo D'Agata (Berruti), procuratore aggiunto della Repubblica di Catania; astenuto Siniscalchi;
- Procuratore della Repubblica del Tribunale di Caltanissetta sono stati proposti il dott. Sergio Lari (Bergamo, Fresa, Maccora, Romano e Siniscalchi) ed il dott. Guido Lo Forte (Berruti), entrambi procuratori aggiunti della Repubblica di Palermo;
- Procuratore della Repubblica del Tribunale di Reggio Calabria sono stati proposti il dott. Giuseppe Pignatone (Bergamo, Berruti e Siniscalchi), procuratore aggiunto della Repubblica di Palermo, il dott. Franceso Scuderi (Fresa), procuratore aggiunto della Repubblica di Reggio Calabria, ed il dott. Salvatore Boemi (Siniscalchi), procuratore aggiunto della Repubblica di Reggio Calabria;
- Presidente del Tribunale di Siena sono stati proposti il dott. Stefano Benini (Bergamo, Berruti, Maccora, Riviezzo e Romano), Consigliere della Corte di Cassazione, e la dott.ssa Anna Ruggiero (Siniscalchi), consigliere della Corte d'Appello di Firenze;
- Presidente del Tribunale di sorveglianza di Palermo sono stati proposti il dott. Francesco Maria Frisella Vella (Bergamo, Romano e Siniscalchi), Presidente del Tribunale di sorveglianza di Caltanissetta, ed il dott. Alberto Bellet (Berruti e Fresa), Presidente del Tribunale di Sciacca; astenuta Maccora;
- Presidente della Corte d'Appello di Perugia sono stati proposti il dott. Antonio Bonajuto (Bergamo, Berruti, Maccora, Riviezzo e Siniscalchi), che già ricopre questo incarico con delibera annullata dal T.A.R. Lazio a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 245/2007, ed il dott. Giuseppe Santoro (Romano), Presidente di sezione della Corte d'Appello di Roma;
- Presidente della Corte d'Appello di Bologna sono stati proposti il dott. Giuliano Lucentini (Bergamo, Berruti, Maccora e Riviezzo), che già ricopre questo incarico con delibera annullata dal T.A.R. Lazio a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 245/2007, ed il dott. Leonardo De Robertis (Romano), Presidente di sezione della Corte d'Appello di Bologna; astenuto Siniscalchi;
- Presidente di sezione della Corte d'Appello di Lecce sono stati proposti il dott. Marcello Dell'Anna (Berruti, Maccora, Riviezzo e Siniscalchi), consigliere presso la stessa Corte, ed il dott. Angelo Domenico De Palma (Romano), Presidente di sezione del Tribunale di Bari; astenuto Bergamo;
- Presidente di sezione del Tribunale di Palermo sono stati proposti il dott. Antonio Novara (Bergamo, Berruti e Siniscalchi), il dott. Matteo Frasca (Maccora e Riviezzo) ed il dott. Gianfranco Garofalo (Romano), tutti consiglieri della Corte d'Appello di Palermo;
- Procuratore della Repubblica di Modena sono stati proposti il dott. Ugo Adinolfi (Bergamo, Berruti e Romano), Procuratore della repubblica di Biella, il dott. Mario Giulio Schinaia (Riviezzo), Procuratore aggiunto della Repubblica di Verona, ed il dott. Vito Zincani (Maccora), sostituto procuratore generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Bologna; astenuto Siniscalchi;
- Procuratore della Repubblica di Sulmona sono stati proposti il dott. Federico De Siervo (Berruti, Patrono e Siniscalchi), Ispettore generale del Ministero della Giustizia, ed il dott. Pietro Mennini (Riviezzo), Procuratore aggiunto della Repubblica di Pescara; astenuta Maccora;
- Presidente della Corte d'Appello di Brescia sono stati proposti il dott. Roberto Mazzoncini (Maccora, Patrono, Riviezzo e Siniscalchi), Presidente del Tribunale di Brescia, ed il dott. Alfonso Ignazio Marra (Berruti), presidente di sezione della Corte d'Appello di Milano;
- Procuratore della Repubblica di Tivoli sono stati proposti il dott. Paolo Albano (Berruti e Siniscalchi), procuratore aggiunto della Repubblica di S. Maria Capua Vetere, ed il dott. Luigi De Ficchy (Patrono e Riviezzo), sostituto procuratore generale presso la Direzione nazionale antimafia; astenuta Maccora;
- Presidente di sezione del Tribunale di Civitavecchia sono stati proposti il dott. Bruno Azzolini (Berruti, Maccora, Patrono e Siniscalchi) ed il dott. Andrea Vardaro (Riviezzo), entrambi giudice del Tribunale di Roma.
Il secondo semestre del 2007 è stato caratterizzato da due importanti eventi che hanno coinvolto l'attività della Quinta Commissione, che ha dovuto far fronte ad un aumento quantitativo e qualitativo delle proprie competenze.
Il primo è costituito dalla sentenza della Corte costituzionale n. 245/2007, che ha inciso profondamente su numerose procedure in corso -molte peraltro già concluse sono state riaperte-, ha reso necessaria una nuova valutazione dei candidati che avevano superato i limiti di età previsti dalla norma dichiarata incostituzionale.
Il secondo evento è l'entrata in vigore della legge n. 111/2007 che ha comportato due priorità. L'adattamento immediato della normativa secondaria nelle parti non compatibili con il nuovo dato normativo e la necessità di affrontare con celerità, stante l'assenza di una adeguata normativa transitoria, le procedure per il conferimento di 140 uffici direttivi che si renderanno vacanti alla data del 27 gennaio 2008 a seguito della decadenza degli attuali dirigenti come previsto dall'art. 5 della citata legge.
Al fine di far fronte, con la tempestività e la ponderazione necessaria, all'ingente e straordinario carico di lavoro determinatosi in seguito alle modifiche intervenute, la Commissione ha già adottato nuove modalità di lavoro -migliorando e snellendo le procedure ed aumentando il numero delle sedute di commissione- che consentono di utilizzare al massimo le pur inadeguate risorse disponibili.
Un lavoro serrato, possibile grazie all'impegno di tutti - dei consiglieri, dei magistrati segretari, della struttura amministrativa- che ha consentito di definire in QUATTRO mesi, oltre a molteplici risoluzioni di carattere generale, 119 procedure per il conferimento di incarichi direttivi (in particolare 75, di cui 47 giudicanti e 28 requirenti con il 55% di proposte avanzate all'unanimità)) e semidirettivi (44, di cui 38 giudicanti e 6 requirenti con il 67% di proposte all'unanimità). Un dato ancora più significativo se raffrontato alla importante attività svolta nello scorso anno, dove sono state definite in NOVE mesi (da settembre al 31 maggio 2007) 72 procedure.
Peraltro le delibere hanno riportato proposte unanime complessivamente per il 64%, ciò significa che, pur nella diversità di opinioni registrata in alcune scelte, è stato complessivamente assicurato un più alto livello di professionalità dei dirigenti nominati.
Rimangono da depositare circa 70 motivazioni attinenti alle delibere già evase e occorre procedere all'esame dei posti semidirettivi (37) pubblicati nel bando del giugno 2007, ancora in fase, purtroppo, non avanzata d' istruttoria.
Da questa settimana è iniziata la valutazione in commissione dei 140 posti direttivi pubblicati il 4 ottobre. Si è deliberato di procedere partendo dall'esame di quegli uffici i cui dirigenti sono presenti da più anni (criterio che l' ordine seguito nel bando annunciava). Un criterio oggettivo, forse non l'unico, ma comunque idoneo ad assicurare una regola che eviti sospetti di "favoritismi" o di quel "valzer" di poltrone di cui tanto si è parlato. Ovviamente come tutti i criteri non è assoluto, quindi soggetto a possibili deroghe. In particolare una deroga è già stata deliberata dalla commissione. Infatti, l'eccezionalità del carico di lavoro affidato alla struttura amministrativa, ha portato a dover prendere atto che molti fascicoli non sono ancora completi della istruttoria necessaria, e conseguentemente è stata decisa la trattazione delle procedure di nomina per gli uffici della Sorveglianza, avendo constato che erano procedure con un limitato numero di aspiranti e come tali con istruttoria già completa. Già all'inizio della settimana verrà ultimata la valutazione per il conferimento dei 12 posti di Presidente del Tribunale di Sorveglianza ed il lavoro proseguirà affrontando gli altri posti pubblicati.
Si concluderà a breve il lavoro iniziato con la IV commissione, per l'individuazione, d'intesa con il Ministro, degli indicatori attinenti l'attitudine direttiva. Inizierà, subito dopo, la riflessione per adattare la circolare oggi esistente per il conferimento degli incarichi semidirettivi nelle parti non compatibili con la normativa primaria.
Nei prossimi mesi l'attività, che in questo settore, così come in quello delle progressioni in carriera, il Consiglio dovrà affrontare, sarà imponente. Peraltro vi è una grande attesa, all'esterno ed all'interno, sull'attuazione della riforma. Non dimentichiamo che siamo di fronte alla realizzazione di un principio, quello della temporaneità degli incarichi direttivi, che costituisce una richiesta storica della magistratura associata. Una "chance" positiva di mobilità, svecchiamento e verifica concreta della capacità direttiva.
In questo contesto alcune prossime scadenze assumono particolare importanza.
Occorrerà vedere se, a fronte del lavoro svolto dalla V commissione e della "credibilità" che il Consiglio in questo settore cerca faticosamente di affermare, vi saranno interventi legislativi per risolvere le difficoltà e le disfunzioni in cui gli uffici "acefali" inevitabilmente si troveranno dal 27 gennaio. Già dai prossimi giorni sapremo se, avendo dimostrato in concreto che anche per il Consiglio Superiore l'attuazione della riforma è una priorità, quella sfiducia che il Parlamento ha dimostrato prevedendo una "decadenza" così netta, potrà in qualche moda essere superata, e se nello spirito di una leale collaborazione tra istituzioni sarà possibile, ad esempio, prevedere "la reggenza" dei dirigenti fino alla nuova nomina (considerando tra l'altro che i ritmi di lavoro fin qui tenuti dimostrano che le 140 vacanze troveranno copertura in 4/5 mesi).
Vi sarà poi la decisione del T.A.R. Lazio, fissata al 23 gennaio 2008, in merito ai ricorsi presentati dalla quasi totalità dei dirigenti che hanno impugnato il bando di pubblicazione dei posti direttivi che si renderanno vacanti il 27 gennaio.
Saranno soprattutto settimane decisive per l'attuazione della nuova circolare in tema di conferimento degli incarichi direttivi (da noi fortemente voluta) e per riempire di "valore" il nuovo strumento della temporaneità degli incarichi.
Infatti a seguito della trasformazione del parametro dell' anzianità da requisito di valutazione e mero requisito di legittimazione, per ogni procedura si dovrà valutare una media di 50/60 aspiranti. Un dato che racchiude in se la positività di consentire la scelta del dirigente più adeguato in una platea più ampia di aspiranti rispetto a quella che il meccanismo "della fascia" determinava nel passato; ma che nel contempo richiede al CSM di ben esercitare la discrezionalità amministrativa che possiede. Soprattutto perché in questa fase le valutazioni comparative che il Consiglio dovrà fare si baseranno su dati già esistenti nei fascicoli personali, che come tutti sappiamo, sono frutto di un sistema di valutazione della professionalità del tutto insoddisfacente e comunque inadeguato a valorizzare le attitudini specifiche. A tal fine occorrerà arricchire le valutazioni di tutti gli elementi che il Consiglio possiede o può acquisire (tabelle, atti di prima commissione, oltre a quelli in corso di elaborazione come gli indicatori sulla dirigenza che a breve verranno deliberati). Occorrerà inevitabilmente favorire ancora di più le scelte che valorizzano i percorsi professionali e le specificità attitudinali.
Ecco perché la trasparenza delle decisioni, la congruità della motivazione, la correlazione tra la decisione assunta e le professionalità in valutazione ai fini della legittimità dell'atto amministrativo, il controllo da parte degli stessi magistrati, saranno tutti momenti indispensabili per avviare il cambiamento di cui c'è bisogno.
Ancora una volta molto dipenderà da noi, da come la magistratura si porrà di fronte a questa importante "chance", visto che del fallimento del sistema precedente siamo in gran parte responsabili.
Sarà un'importante stagione di svolta, in cui alla magistratura è riservato un ruolo attivo. La passione, l'entusiasmo, l'orgoglio che saremo capaci di mettere in campo ci consentirà di superare anche quelle latenti contrapposizioni che negli ultimi tempi si avvertono al nostro interno (tra direttivi e non direttivi, tra anziani e meno anziani, tra requirenti e giudicanti, etc.).
Non dimentichiamo che il ruolo di direzione, costituisce una delle tante attitudini in cui si può esplicare l'attività del magistrato. Un'attitudine che non esaurisce "il senso" del nostro lavoro, che in alcuni momenti (quando si ricoprono ruoli di direzione) potrà caratterizzare maggiormente lo specifico lavorativo di ognuno di noi, ma che ha pari dignità con tutti gli altri mestieri che arricchiscono la nostra funzione.
Con questo spirito la V commissione, ha iniziato ad attuare la riforma. Una scelta condivisa, nella consapevolezza che a questo Consiglio spetta il compito di "governare" la difficile fase applicativa della riforma ordinamentale. Una convergenza di idealità ben evidenziata dalle comunicazioni inviate in questi giorni da altri consiglieri che operano in V commissione, amici che si riconoscono in aree culturali diverse da MD, che avvertono l'esigenza di un cambiamento che per essere effettivo non può che essere di tutti.
Ai magistrati spetterà il compito, forse più difficile, del controllo dell'operato del Consiglio e dei Consigli Giudiziari rinnovati. Dovrà essere un controllo serio, tempestivo ed efficace, che richiede sia la denuncia delle scelte errate sia la manifesta condivisione di quelle corrette, unitamente ad una precisa individuazione delle responsabilità e dei meriti. Ben sapendo che scegliere la strada delle critiche talvolta generiche, talvolta prive di fondamento o dei pettegolezzi nei corridoi, non è meno dannoso dell'indifferente accettazione di nomine discutibili, legate a mere logiche di appartenenza e non a professionalità accertate.

References: art. 18
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