Source: http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/html/2016/12/06/08/comunic.htm
Timestamp: 2019-03-27 01:13:37+00:00

Document:
﻿VIII Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - martedì 6 dicembre 2016
Martedì 6 dicembre 2016. — Presidenza del presidente Ermete REALACCI.
Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2015/720 che modifica la direttiva 94/62/CE per quanto riguarda la riduzione dell'utilizzo di borse di plastica in materiale leggero.
Atto n. 357.
Stella BIANCHI (PD), relatrice, ricorda che la Commissione avvia, ai fini del prescritto parere, l'esame dello schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2015/720 che, in linea con gli obiettivi generali della politica sui rifiuti dell'Unione europea, è volta a ridurre in modo significativo l'utilizzo di borse di plastica in materiale leggero, vale a dire con uno spessore inferiore a 50 micron. Secondo le valutazioni della Commissione europea e sulla base di quanto riportato nei «considerando» della direttiva, esse rappresentano infatti la grande maggioranza delle borse di plastica utilizzate nell'Unione europea e sono riutilizzate meno frequentemente rispetto a borse di spessore superiore. Per raggiungere l'obiettivo indicato, la direttiva (UE) 2015/720 apporta una serie di modifiche alla direttiva 94/62/CE su imballaggi e rifiuti da imballaggio, che l'Italia ha trasposto con le disposizioni previste agli articoli 217-226 del decreto legislativo n. 152 del 2006, cosiddetto codice ambientale. In particolare, l'articolo 1 della nuova direttiva consente agli Stati membri di adottare le misure necessarie per conseguire sul loro territorio una riduzione sostenuta dell'utilizzo di borse di plastica in materiale leggero. Tali misure possono comprendere Pag. 216il ricorso a obiettivi di riduzione a livello nazionale, il mantenimento o l'introduzione di strumenti economici nonché restrizioni alla commercializzazione, purché proporzionate e non discriminatorie, in deroga alle disposizioni dell'articolo 18 della stessa direttiva che reca il divieto per gli Stati membri di ostacolare l'immissione sul mercato di imballaggi conformi alle disposizioni della direttiva. Il medesimo articolo 1 prevede poi che gli Stati membri possono adottare misure, tra cui strumenti economici e obiettivi di riduzione nazionali, in ordine a qualsiasi tipo di borse di plastica, indipendentemente dal loro spessore. Come riportato nella relazione illustrativa allegata al provvedimento, secondo il Governo su tali basi la possibilità di introdurre restrizioni alla commercializzazione deve ritenersi consentita per qualsiasi tipo di borse di plastica, indipendentemente dal loro spessore. Su impulso dell'Italia, infatti, in sede negoziale sarebbe stato eliminato dal testo definitivo della direttiva il divieto di imporre misure restrittive alla commercializzazione per quanto riguarda le borse di plastica sopra i 50 micron.
Ricorda a tale proposito che l'Italia aveva già vietato con l'articolo 1, comma 1130, della legge finanziaria 2007 (legge n. 296 del 2006) l'immissione sul mercato nazionale dei sacchetti di plastica non biodegradabili e che tale disposizione aveva comportato l'apertura di una procedura di infrazione (n. 2011/4030) per violazione del citato articolo 18 della citata direttiva 94/62/CE. Sulla base delle nuove disposizioni introdotte con la direttiva (UE) 2015/720 – che, come riportato, prevede tra le varie opzioni anche il ricorso a restrizioni alla commercializzazione – il 28 aprile 2016 la Commissione europea ha provveduto all'archiviazione della procedura di infrazione in questione.
Rileva che, ai fini dell'attuazione della direttiva (UE) 2015/720, lo schema di decreto legislativo all'esame – composto da 3 articoli – apporta modifiche alle citate disposizioni del codice ambientale, nel rispetto degli specifici criteri di delega contenuti all'articolo 4 della legge di delegazione europea 2015 (12 agosto 2016, n. 170), tra i quali in particolare l'obbligo di garantire il medesimo livello di tutela ambientale assicurato dalla legislazione già adottata in materia.
Le modifiche ritenute necessarie per dare attuazione alla direttiva in questione sono contenute all'articolo 1 dello schema che (con il comma 1, lettera g)) introduce i due nuovi articoli 226-bis e 226-ter al codice ambientale, per disciplinare il divieto di commercializzazione delle borse di plastica. In particolare, il comma 1 dell'articolo 226-bis – confermando i divieti già previsti (ma di fatto mai applicati), per alcuni tipi di borse di plastica, dalla legislazione nazionale vigente – vieta la commercializzazione delle borse di plastica in materiale leggero, nonché delle altre borse di plastica, ad eccezione delle borse di plastica biodegradabili e compostabili e delle borse di plastica riutilizzabili rispondenti a determinati requisiti di spessore e di contenuto di plastica riciclata. Il successivo comma 2 del nuovo articolo 226-bis dispone che le borse di plastica commercializzabili non possono essere distribuite a titolo gratuito e a tal fine il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o dalla fattura d'acquisto delle merci o dei prodotti trasportati per il loro tramite. I commi 1 e 2 dell'articolo 226-ter perseguono la riduzione della commercializzazione delle borse di plastica in materiale ultraleggero, prevedendo che siano commercializzabili solo le borse di plastica «biodegradabili e compostabili» e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile. Tale obiettivo viene perseguito in maniera progressiva fissando un contenuto minimo di materia prima rinnovabile (MPR) sempre più elevato con il passare del tempo, fino a raggiungere il contenuto minimo di MPR non inferiore al 60 per cento a partire dal 1o gennaio 2021. Il comma 3 del nuovo articolo 226-ter contempera i vincoli alla commercializzazione introdotti dai commi precedenti con gli obblighi derivanti dalla normativa a tutela della salute dei consumatori relativa all'utilizzo dei materiali destinati al contatto con gli alimenti. Il Pag. 217comma 4 del nuovo articolo 226-ter disciplina le modalità per la determinazione, da parte degli organismi accreditati, del contenuto minimo di materia prima rinnovabile che le borse di plastica in materiale ultraleggero devono possedere per poter essere commerciabili. Il comma 5, in analogia con quanto previsto dal comma 2 dell'articolo 226-bis per le borse di plastica di materiale leggero, introduce il divieto di fornitura a titolo gratuito delle borse di plastica ultraleggere.
Per quanto riguarda le altre modifiche introdotte dall'articolo 1 dello schema di decreto legislativo, segnala che: il comma 1, lettera a), aggiunge alle finalità della disciplina degli imballaggi, quella di favorire livelli sostenuti di riduzione dell'utilizzo di borse di plastica; il comma 1, lettera b) aggiunge nuove definizioni, relative agli imballaggi in plastica, a quelle contemplate dall'articolo 218 del decreto legislativo n. 152 del 2006, che si rendono necessarie ai fini dell'applicazione della nuova disciplina; il comma 1, lettera c), modifica il comma 3 dell'articolo 219 del citato decreto legislativo imponendo agli operatori economici – in omaggio ai principi generali «chi inquina paga» e di responsabilità condivisa – di fornire agli utenti degli imballaggi, ed in particolare ai consumatori, ulteriori informazioni, oltre a quelle già previste, relative a: impatto delle borse di plastica sull'ambiente e misure necessarie al raggiungimento dell'obiettivo di riduzione del loro utilizzo; sostenibilità dell'utilizzo di borse di plastica biodegradabili e compostabili; impatto delle borse «oxo-biodegradabili» e «oxo-degradabili»; sulla base del comma 1, lettera d), i produttori delle borse di plastica ammesse alla commercializzazione devono apporre su di esse i propri elementi identificativi nonché diciture idonee ad attestare che le borse prodotte rientrino in una delle tipologie commercializzabili. Questi accorgimenti sono indicati come necessari al fine di fornire idonee modalità di informazione ai consumatori e di consentire il riconoscimento delle borse di plastica commercializzabili; il comma 1, lettera e), aggiunge un nuovo articolo 220-bis, al fine di far fronte all'obbligo degli Stati membri di riferire alla Commissione europea sull'utilizzo annuale di borse di plastica di materiale leggero, attribuendo al Consorzio nazionale imballaggi (CONAI) il compito di acquisire dai produttori e dai distributori di borse di plastica i dati necessari ad elaborare tale relazione; con il comma 1, lettera f) si integrano le funzioni del CONAI che è chiamato a organizzare, in accordo con le pubbliche amministrazioni, specifiche campagne di educazione ambientale e di sensibilizzazione dei consumatori sull'impatto delle borse di plastica sull'ambiente; il comma 1, lettera h), novellando l'articolo 261 del codice dell'ambiente, stabilisce le sanzioni comminate a chi violi le disposizioni in materia di commercializzazione delle borse di plastica (articolo 226-bis) o di riduzione della commercializzazione delle borse in materiale ultraleggero (articolo 226-ter). In particolare, si prevede il pagamento di una somma da 2.500 a 25.000 euro, che è aumentata fino al quadruplo del massimo in determinate circostanze.
L'articolo 2 dello schema di decreto legislativo reca la clausola di invarianza finanziaria del provvedimento disponendo, per un verso, che dalla sua attuazione non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e, per l'altro, che le amministrazioni pubbliche provvedono agli adempimenti previsti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
L'articolo 3 infine dispone l'abrogazione, a decorrere dall'entrata in vigore del provvedimento in esame, delle disposizioni vigenti in materia di commercializzazioni di sacchi per asporto merci, facendo salvi i provvedimenti sanzionatori adottati ai sensi della previgente normativa per fattispecie verificatesi prima della data di entrata in vigore del provvedimento all'esame.
Da ultimo ricorda ai colleghi che la riduzione dell'utilizzo delle borse di plastica non biodegradabili e compostabili va nella direzione degli impegni assunti in più Pag. 218occasioni dalla Commissione ambiente oltre che – come già sottolineato – delle decisioni adottate dall'Italia.
Ermete REALACCI, presidente, sollecita un'attenzione particolare e trasversale sul provvedimento, considerati i possibili ostacoli che potrebbero frapporsi alla diffusione delle «nuove plastiche».
Martedì 6 dicembre 2016. — Presidenza del presidente Ermete REALACCI. – Interviene la sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio, Sesa Amici.
D.L. 189/2016: Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento rinviato nella seduta del 30 novembre scorso.
Ermete REALACCI, presidente, ricorda che la seduta odierna è stata convocata per consentire ai colleghi che lo volessero di esporre le proprie considerazioni sul provvedimento all'esame.
Patrizia TERZONI (M5S), nell'esprimersi anche a nome del gruppo M5S in senso favorevole al provvedimento, chiede al presidente chiarimenti sul seguito dell'esame, essendole pervenuta la notizia, non confermata, che l'inizio dell'esame da parte dell'Assemblea potrebbe essere anticipato alla giornata di domani.
Ermete REALACCI, presidente, fa notare che allo stato resta ferma la calendarizzazione del provvedimento in Assemblea decisa nell'ultima riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo. Ricorda che, considerato quindi l'inizio dell'esame da parte dell'Assemblea a partire da lunedì 12 dicembre, l'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, della Commissione aveva convenuto di votare gli eventuali emendamenti presentati nella giornata di mercoledì 7 dicembre e, a seguire, dopo l'acquisizione dei pareri delle Commissioni competenti in sede consultiva, il mandato al relatore a riferire in Assemblea. Aggiunge che allo stato sono stati presentati emendamenti dal gruppo SEL e dal gruppo Misto.
Patrizia TERZONI (M5S), pur nell'ambito di un giudizio sostanzialmente positivo sul provvedimento, evidenzia alcuni elementi di criticità dello stesso, preannunciando la presentazione di alcune proposte emendative da parte del gruppo M5S. In primo luogo, con riferimento all'articolo 5, ritiene che, contrariamente a quanto previsto dal testo del provvedimento, sarebbe preferibile puntare all'adeguamento sismico in luogo del miglioramento sismico anche in caso di interventi di ripristino. Per quanto riguarda l'articolo 8 relativo agli interventi di immediata esecuzione, ritiene che la deroga ai titoli richiesti per l'attività edilizia dal testo unico n. 380 del 2011 non debba essere consentita alle costruzioni interessate da interventi totalmente abusivi. Diversamente, il testo del provvedimento prevede che tale deroga non possa essere applicata esclusivamente in caso di interventi totalmente abusivi per i quali siano stati emessi i relativi ordini di demolizione. Sottolinea altresì la necessità che tra gli edifici e gli impianti di interesse prioritario, per i quali è prevista la ricostruzione pubblica ai sensi dell'articolo 14, siano inseriti anche gli acquedotti e gli impianti idrici, ricordando a tale proposito le criticità riscontrate all'acquedotto nella zona dell'ascolano e confermate da una relazione tecnica che evidenzia problemi Pag. 219alla falda Rispetto a tali situazioni segnala la necessità che venga predisposta una rete di emergenza per evitare che futuri terremoti possano creare seri problemi all'approvvigionamento idrico di una zona di 300.000 abitanti.
Da ultimo, rileva i rischi derivanti dalle disposizioni degli articoli 28 e 29 in materia di utilizzazione delle macerie e delle rocce e terre da scavo, che possono configurare a suo avviso una deregulation nel trattamento di rifiuti pericolosi. Preannuncia infine l'intenzione di far pervenire al relatore un'illustrazione puntuale in forma scritta dei rilievi critici avanzati al provvedimento dal M5S.
Ermete REALACCI, presidente, rileva che, come evidenziato anche dalle audizioni svolte nell'ambito dell'indagine conoscitiva in corso sui temi della ricostruzione e della prevenzione sismica, sono emersi alcuni aspetti critici nella gestione dell'emergenza, in particolare per quanto riguarda il coordinamento con il MIBACT per gli interventi sul patrimonio architettonico e culturale. A tale proposito, segnala che si sarebbe potuto intervenire in sede di delega al Governo per il riordino delle disposizioni in materia di protezione civile. Stigmatizza inoltre il mancato intervento da parte della Camera sull'articolo 2 del disegno di legge di bilancio, in considerazione del fatto che il Senato, data l'attuale situazione, non potrà procedere alle modifiche del testo nel senso auspicato. Rileva da ultimo la necessità di evitare lo spopolamento delle aree colpite dal terremoto, sostenendo tanto le attività economiche già in corso quanto quelle potenziali. A tale proposito ribadisce l'importanza di valorizzare il ruolo dei due parchi che insistono sull'area.
Piergiorgio CARRESCIA (PD), relatore, ricorda ai colleghi che nella seduta del 30 novembre era stato rivolto l'invito ai diversi gruppi a valutare la possibilità di soprassedere alla presentazione di proposte emendative, demandando l'eventuale indicazione di aspetti critici agli ordini del giorno da sottoporre al Governo in sede di esame in Assemblea, ai fini di futuri interventi modificativi del decreto-legge in questione.
Patrizia TERZONI (M5S) preannuncia l'intenzione di non presentare proposte emendative in Assemblea, se gli altri gruppi di opposizione faranno altrettanto.
Serena PELLEGRINO (SI-SEL) sottolinea il carattere politico delle proposte emendative già presentate, volte a dimostrare la volontà dell'opposizione di migliorare il provvedimento all'esame. Preannuncia in ogni caso l'intenzione del suo gruppo di non presentare proposte emendative in Assemblea.
Chiara BRAGA (PD) preannuncia l'intenzione del suo gruppo di non presentare proposte emendative né in Commissione né in Assemblea, auspicando che anche gli altri gruppi parlamentari facciano altrettanto per dimostrare il loro sostegno al provvedimento. Ritiene che l'impegno politico sul tema oggetto del provvedimento possa essere dimostrato con un serio dibattito e non necessariamente con la presentazione di proposte emendative, tanto più che le popolazioni colpite dal terremoto aspettano risposte sicure e rapide ai loro problemi.
Samuele SEGONI (Misto-AL-P), nel sottolineare lo spirito collaborativo del suo gruppo, che non ha alcun intenzione di ostacolare l'approvazione del provvedimento, preannuncia una seria valutazione dell'invito a ritirare le proposte emendative presentate, trasponendole in ordini del giorno. Tiene in particolare a segnalare una proposta che proviene dai territori interessati e di cui la sua componente si è fatta tramite. Al fine di favorire il recupero del tessuto economico e sociale della zona, chiede infatti che con fondi nazionali, di cui peraltro nel testo della proposta emendativa è assicurata la copertura finanziata, venga organizzato a Roma un mercato semi permanente destinato alla vendita dei prodotti tipici locali, in particolare di quelli enogastronomici.
Giuseppina CASTIELLO (LNA) interviene per manifestare l'apprezzamento del suo gruppo al lavoro svolto dalla Commissione.
Ermete REALACCI, presidente, in conclusione, ricorda che è stata presentata una risoluzione sul consumo del suolo, che invita i colleghi a sottoscrivere, benché nell'attuale situazione politica non è dato sapere quando potrà avere luogo il suo esame.
Nessun altro chiedendo di intervenire, dichiara chiuso l'esame preliminare del provvedimento. Ricorda che il termine per la presentazione di proposte emendative è fissato alle ore 15 della giornata odierna. Rinvia il seguito dell'esame del provvedimento ad altra seduta.
Ermete REALACCI, presidente, avverte i colleghi che sono state presentate circa 270 proposte emendative (vedi allegato). Nel fare presente che è pervenuto il ritiro da parte del gruppo Lega Nord di tutte le proposte emendative presentate, avverte poi che è in corso la Conferenza dei presidenti di gruppo che potrebbe decidere di anticipare l'esame in Assemblea del provvedimento a domani, mercoledì 7 dicembre.
Patrizia TERZONI (M5S) dichiara di ritirare tutte le proposte emendative presentate dal gruppo M5S.
Cristian IANNUZZI (Misto) dichiara di ritirare tutte le proposte emendative presentate dal gruppo Misto.
Filiberto ZARATTI (SI-SEL) dichiara di ritirare tutte le proposte emendative presentate dal gruppo SEL.
Paolo VELLA (FI-PdL) dichiara di ritirare tutte le proposte emendative presentate dal gruppo Forza Italia.
Ermete REALACCI, presidente, nel fare quindi presente che, a seguito dei ritiri effettuati, non vi sono emendamenti da esaminare, avverte che risultano pervenuti i prescritti pareri delle Commissioni Affari costituzionali, Giustizia, Difesa, Finanze, Cultura, Attività produttive, Lavoro, Affari sociali, Politiche dell'Unione europea, nonché della Commissione parlamentare per le questioni regionali e del Comitato per la legislazione. Avverte poi che la Commissione Bilancio esprimerà il prescritto parere ai fini dell'esame in Assemblea.
Propone quindi di procedere comunque alla deliberazione del mandato al relatore a riferire in Assemblea, prescindendo dall'esito della riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo, in corso di svolgimento, in ordine al possibile spostamento della calendarizzazione del provvedimento in Assemblea da lunedì 12 dicembre a domani, 7 dicembre.
Patrizia TERZONI (M5S) si dichiara favorevole alla proposta del presidente.
Cristian IANNUZZI (Misto) aderisce alla proposta del presidente.
Angelo CERA (AP) concorda con la proposta del presidente.
Filiberto ZARATTI (SI-SEL) si dichiara favorevole alla proposta del presidente.
Paolo VELLA (FI-PdL) si dichiara favorevole alla proposta del presidente.
Enrico BORGHI (PD) si dichiara favorevole alla proposta del presidente.
Tino IANNUZZI (PD) reputa opportuno procedere comunque alla deliberazione del mandato al relatore a riferire in Assemblea.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione delibera di conferire il mandato al relatore, onorevole Carrescia, a riferire in senso favorevole all'Assemblea sul provvedimento in esame. Delibera altresì di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.
Ermete REALACCI, presidente, si riserva quindi di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.

References: articolo 1
 articolo 18
 articolo 226
 articolo 226
 articolo 226
 articolo 220