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Timestamp: 2020-08-06 07:24:21+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 426 del 11/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 426 del 11/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 11/01/2017, (ud. 26/10/2016, dep.11/01/2017), n. 426
sul ricorso 26427-2012 proposto da:
EDIL MAIKO S.R.L. IN LIQUIDAZIONE;
avverso la sentenza n. 39/9/2012 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di BARI, emessa il 05/03/2012 e depositata il 03/04/2012;
L’Agenzia delle Entrate ha disconosciuto il credito di imposta (anni 2004 e 2005) fatto valere dalla società Edil Maiko, in quanto la contribuente aveva omesso la dichiarazione IVA per quell’anno, limitandosi a riportare il credito IVA nella dichiarazione 2006, relativa all’anno di imposta 2005. L’Agenzia, sul presupposto della tardività della dichiarazione del credito IVA, ha negato quel credito, con atto impugnato dalla società.
La CtR ha ritenuto, invece, che il credito può utilmente essere fatto valere al più tardi con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto è sorto, rigettando cosi l’appello del Fisco. La tesi dei giudici di merito è contestata dall’Agenzia ricorrente, che invece, ritiene che l’omessa dichiarazione del credito IVA nell’anno di competenza preclude al contribuente la possibilità di far valer il credito con la dichiarazione successiva, entro i due anni dalla maturazione del credito.
Con un primo motivo, l’Agenzia denuncia violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 19, sostenendo che la cartella esattoriale emessa D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 36 bis non è impugnabile se non per vizi formali, propri dell’atto impugnato, e che dunque il contribuente non può, nel giudizio di impugnazione, far valere errori materiali in cui sarebbe incorso nella dichiarazione dei redditi, come avviene nel caso presente, in cui la società assume di non aver effettuato la dichiarazione IVA nell’anno di competenza per mero errore.
Il motivo è infondato, poichè è pacifica giurisprudenza di questa Corte che in tema d’imposte sui redditi, la dichiarazione affetta da errori di fatto o di diritto da cui possa derivare, in contrasto con l’art. 53 Cost., l’assoggettamento del contribuente a tributi più gravosi di quelli previsti per legge è emendabile anche in sede contenziosa, attesa la sua natura di mera esternazione di scienza, dovendosi ritenere che il limite temporale di cui al D.P.R. n. 322 del 1998, art. 2, comma 8 bis, sia circoscritto ai fini dell’utilizzabilità in compensazione, ai sensi del D.Lgs. n. 241 del 1997, art. 17 dell’eventuale credito risultante dalla rettifica (Sez. 6 n. 22443 del 2015; Sez. 5 n. 4049 del 2015).
Inoltre, la cartella è autonomamente impugnabile, per costante indirizzo di questa Corte (Cass. 1263/2014; Cass. 13378/2016).
Con il secondo motivo, invece, l’Agenzia lamenta erronea interpretazione de3l D.P.R. n. 633 del 1972, art. 30, ed assume che la mancata indicazione del credito IVA nella dichiarazione dell’anno di competenza impedisce di poterlo fare con le dichiarazioni annuali successive, consentendo soltanto un recupero extra dichiarazione, attraverso autonoma domanda di rimborso.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 19
 art. 36
 art. 2
 art. 17
 Cass. 
 art. 30