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Timestamp: 2019-06-24 13:45:49+00:00

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Contatti - Un tè con Jane Austen
Isabel Bishop (1902-1988), “The Examination of All the Letters which Jane had Written to Her”, da www.janeausten.co.uk
Scrivimi, per qualunque motivo di tipo austeniano, anche solo per raccontare la tua vita con Jane Austen e condividere un’altra tazza di tè. Non prometto di rispondere subito ma, di sicuro, prima o poi non mancherò di farlo.
Scrivi il tuo nome, non è necessario il cognome.
Scrivi il tuo indirizzo email, dove riceverai la risposta.
Scrivi il tuo messaggio, lo riceverò alla mia email personale e ti risponderò appena possibile, grazie. Silvia
Miki 17 Marzo 2015 alle 15:10
grazie infinite per questo sito 🙂
Sono recentemente approdata nell’universo della Austen tramite Orgoglio e Pregiudizio e il film MISS AUSTEN REGRETS (IO, JANE AUSTEN) e sono già addicted. Il tuo sito è meraviglioso e colma l’infinito desiderio che ho di saperne di più.
Grazie mille per il bel lavoro,
condivido con grande piacere una tazza virtuale di te 🙂
Silvia Ogier Autore articolo 18 Marzo 2015 alle 21:33
Grazie infinite, Miki, per il tuo commento e benvenuta nella sala da tè più austeniana della blogosfera. Soprattutto, benvenuta in Austenland – terra felicemente popolata di molti Janeite come me e te. Il tuo biglietto d’ingresso è notevole: O&P è il mio preferito e il film Miss Austen Regrets è tra i migliori adattamenti austeniani. Non dimenticare di passare anche dal sito della Jane Austen Society of Italy http://www.jasit.it dove senza dubbio troverai altro nutrimento per questa tua dipendenza (molto salutare).
pietro bognetti 11 Agosto 2015 alle 17:13
Mi sfugge il significato del titolo del bel disegno della Bishop sotto il frontespizio: Liz che legge le lettere di Jane. Rappresenta forse il personaggio di Liz Bennett in dialogo con la sua autrice?
Silvia Ogier Autore articolo 11 Agosto 2015 alle 22:24
Non avevo pensato che la Jane autrice dei messaggi potesse essere anche… l’Autrice!
pietro bognetti 13 Agosto 2015 alle 0:49
Sottopongo questo ulteriore problema di comprensione. Mi riferisco a questo passo, che compare verso la fine del 3 capitolo di Persuasion:”Sir Walter was not very wise; but still he had experience enough of
the world to feel, that a more unobjectionable tenant, in all essentials,than Admiral Croft bid fair to be, could hardly offer”. Il senso generale è chiaro e viene reso anche da Giuseppe Ierolli:”Sir Walter non era molto intelligente, ma aveva abbastanza esperienza del mondo per rendersi conto che, in sostanza, un inquilino più ineccepibile dell’ammiraglio Croft sarebbe stato difficile da trovare”. Quello che non comprendo è:” bid fair to be” e come si raccordi con tutto il periodo. Cercando di render ragione del significato parola per parola, si può azzardare: “un inquilino più ineccepibile dell’ammiraglio Croft ed un’offerta apprezzabile sarebbero stati difficili da trovare”? In tal caso si dovrebbe pensare che resta sottinteso un “and”. Oppure si potrebbe tradurre:”un’offerta apprezzabile da parte di un inquilino più ineccepibile” ecc.. O si deve pensare tutt’altro?
Silvia Ogier Autore articolo 14 Agosto 2015 alle 22:04
Ciao, Pietro e bentornato. L’espressione “to bid fair to” seguita dal verbo (che alcuni dizionari danno per letteraria o arcaica) significa anche “essere probabile” o “promettere”. Provando a tradurre parola per parola, come nel tuo esempio, la frase: a more unobjectionable tenant, in all essentials, than Admiral Croft bid fair to be, could hardly offer.
diventerebbe: un inquilino più ineccepibile di quanto l’ammiraglio Croft prometteva di essere [oppure: era probabile che fosse], sarebbe stato difficile da trovare.
Spero di aver chiarito questo dubbio. Non esitare a scrivere a Giuseppe (sul suo sito trovi l’email), nel caso in cui volessi ulteriori ragguagli sulla sua traduzione.
Grazie per questa chiacchierata linguistica!
pietro bognetti 15 Agosto 2015 alle 11:25
Ti ringrazio per la spiegazione. Certe volte l’inglese mi sembra simile, per alcuni aspetti, al greco antico: un vocabolo può avere un significato base, ma poi ne acquista altri, lontanissimi dal primo. E la sintassi? Il latino e il francese non ti abbandonano mai anche nel periodare più complesso, ma Tucidide e Jane Austen (per non parlare di Dickens), possono pure fare impazzire un principiante.
pietro bognetti 10 Settembre 2015 alle 0:22
Torno, cara Silvia, a chiedere il tuo aiuto per tre espressioni che non capisco del capitolo 8 di Persuasion. Il primo inciampo è questo:”From thus listening and thinking, she was roused by a whisper of
Mrs Musgrove’s who, overcome by fond regrets, could not help saying. Non capisco quel “Mrs Musgrove’s”: è un genitivo sassone? Ma c’è già “of” di fronte a Mrs Musgrove e poi semmai la posizione avrebbe dovuto essere: “Mrs Musgrove’s whiper”.
Altro problema: Mrs Musgrove apre, poche righe dopo, il suo cuore ad Ann e dice: “I dare say he would have been just such another by this time.” La traduzione è: “credo proprio che ormai sarebbe stato come lui”. E’ “another by this time”, che non arrivo a capire. Puoi darmi qualche lume? Grazie, comunque anticipatamente. Pietro
Silvia Ogier Autore articolo 17 Settembre 2015 alle 18:42
Caro Pietro, non mi sono dimenticata di te e dei tuoi quesiti, mi scuso per il ritardo ma presto ti rispondo. Dopodiché, dovrai proprio raccontarmi il terzo quesito (mi ricorda tanto i tre quesiti di Turandot, ma per fortuna meno cruenti e molto più interessanti). Grazie per la tua pazienza.
Silvia Ogier Autore articolo 17 Settembre 2015 alle 21:59
Quesito n.1 – she was roused by a whisper of Mrs. Musgrove’s
Sì, quest’ultimo è un genitivo sassone. Si tratta del cosiddetto double genitive che si costruisce secondo il modello of + genitive (possessive). La frase “un amico di Silvia” diventa infatti “a friend of Silvia’s”. Quindi, la frase di JA indicata segue la regola del doppio genitivo.
Quesito n. 2 – he would have been just such another by this time
Se ho capito bene, il dubbio riguarda la funzione di “another”. Questo pronome è legato a “such” (“such another”) e non a ciò che lo segue, cioè “by this time”, che è una locuzione temporale a sé stante. Immaginando una virgola che tenga questi due pezzi separati, la loro funzione forse appare più chiara, e la traduzione che hai indicato viene confermata.
pietro bognetti 19 Settembre 2015 alle 23:55
Ti ringrazio: non conoscevo l’esistenza del double genitive. Ma è un arcaismo o è tuttora in uso?
Silvia Ogier Autore articolo 20 Settembre 2015 alle 0:13
Ciao, Pietro. Il double genitive non è un arcaismo, è regolarmente utilizzato nell’inglese odierno.
pietro bognetti 22 Settembre 2015 alle 23:55
Non l’avevo mai incontrato prima, né trovato nei due corsi di Inglese che utilizzo. Ciap, Pietro
pietro bognetti 10 Settembre 2015 alle 0:23
Ti ho risparmiato il terzo quesito
pietro bognetti 17 Settembre 2015 alle 19:13
Il terzo quesito me lo sono scordato e resto in attesa della soluzione degli altri due, restando convinto che l’inglese non è una lingua facile, ma difficilissima (almeno per me). In compenso mi sono accorto che la nostra Jane Austen sapeva essere abbastanza cattivella e persino snob. Mi riferisco alla sig.ra Musgrove di Persuasion ed al povero Dick, suo figlio, l’insopportabile guardiamarina, che era morto in servizio. Dapprima Jane Austen non pare credere che la sig.ra Musgrove amasse il figlio, perché questi non era amabile e non lo amava nessuno. Poi, quando la povera donna rivela il suo dolore al capitano Wentworth e lui si siede vicino a lei per consolarla, dice che sì, un po’ di dolore forse c’era…ma era così antiestetica quella donna grassa e vecchia…Ohibò, forse che solo le personcine snelle come Anne Elliott hanno il diritto di soffrire? Che avrebbe detto se avesse incontrato il sig. Stendhal?
Silvia Ogier Autore articolo 17 Settembre 2015 alle 19:38
Ebbene sì, Pietro. Dear Aunt Jane non era affatto quella santarellina che, a partire da James Edward, troppi si ostinano a propinarci. Le sue lettere crepitano di commenti affilatissimi (e divertentissimi). Non posso non citare qui la famosa frase, che è una delle mie citazioni preferite:
Pictures of perfection as you know make me sick & wicked.
Una vera filosofia di vita – e di scrittura, come puoi ben vedere! (A presto)
pietro bognetti 19 Settembre 2015 alle 23:57
pietro bognetti 23 Settembre 2015 alle 0:13
Bisogna però riconoscere che l’inglese è pieno di trabocchetti specialmente per uno zuccone. Per esempio consideriamo questa frase: “whenever my uncle dies, he steps into very pretty property”, pronunciata dal giovane Charles Musgrove nel capitolo 9 di Persuasion a proposito delle aspettative del cugino Charles Hayter. Rettamente il nostro Ierolli traduce: “quando morirà mio zio, lui entrerà in possesso di un’ottima proprietà”, ma un somaro (io ad esempio) potrebbe esser tentato di tradurre: “…entrerà in possesso di un ottimo paio di mutande”. E che dire di quest’altro passo, poco più oltre:”She could only hang over little Charles”? Va tradotto: “Poté soltanto dedicarsi al piccolo Charles” e non “Potè soltanto impiccare il piccolo Charles” (zia scellerata!).
Silvia Ogier Autore articolo 12 Ottobre 2015 alle 21:27
Amo la lingua inglese proprio per queste infinite sottigliezze, è molto più articolata, complessa, sfaccettata, divertente, affascinante di quanto non si creda comunemente. E Jane Austen lo dimostra in modo mirabilissimo.
pietro bognetti 14 Ottobre 2015 alle 22:57
Mi ha colpito questo passo contenuto nei Memoirs del nipote di Jane Austen, James Edward Austen-Leigh, che cito nella traduzione di Ierolli: “Inoltre, si deve ricordare che a quei tempi un paio di cavalli erano quasi necessari, se le signore volevano muoversi, poiché né le condizioni delle strade, né il modo di costruire le carrozze permettevano a un veicolo con una certa comodità di essere tirato da un solo cavallo.”(pag. 27). In realtà nei romanzi di Jane Eyre, mi sembra che i calessi siano largamente presenti, se non vado errato.
pietro bognetti 21 Ottobre 2015 alle 12:39
Cara Silvia, anni fa, trovandomi all’estero, ma non in Gran Bretagna, volendo richiamare l’attenzione di un cameriere, lo chiamai dandogli del “sir”. Suscitai così l’ilarità dei miei compagni di viaggio ben più versati di me nella lingua e nel costume dei Britannici. Mi spiegarono che “sir” viene chiamata una persona di gran riguardo e non corrisponde in nulla al nostro “signore”. Ad un cameriere ci si rivolge, mi dissero, con l’espressione “waiter” e non certo quella di “sir”. Però con mio stupore ho trovato, nel capitolo 12° di Persuasion, il termine “sir” rivolto ad un waiter, per giunta di una modesta locanda. Chi parla è Mary Elliot, il cui snobismo è noto a tutti gli affezionati lettori di zia Jane. Riporto il brano per intero: ““Bless me!” cried Mary; “it must be our cousin; it must be our Mr Elliot, it must, indeed! Charles, Anne, must not it? In mourning, you see, just as our Mr Elliot must be. How very extraordinary! In the very same inn with us! Anne, must not it be our Mr Elliot? my father’s next heir? Pray sir,” turning to the waiter, “did not you hear, did not his servant say whether he belonged to the Kellynch family?” Ora mi chiedo il termine “sir” ha acquistato ulteriore elemento di distinzione di classe nel periodo vittoriano o si tratta qui di una “svista democratica” della nostra Jane Austen?
Irene Francis 13 Gennaio 2017 alle 12:53
dopo anni dalla chiusura di Cipria e Merletti torno con un nuovo blog, in parte simile nell’intento ma completamente rinnovato.
Silvia Ogier Autore articolo 23 Gennaio 2017 alle 0:24
Bentornata! Carissima Irene, è con grande piacere che ti rileggo e verrò a farti visita. Un grande in bocca al lupo per il tuo nuovo angolo di blogosfera. A presto!
Lilla 3 Novembre 2017 alle 18:33
Ho appena finito di leggere l’ottavo libro di Stephanie Barron della serie “le indagini di Jane Austen”. Li ho letti lentamente, alternandoli ad altre letture, perché non avevo trovato in libreria i seguenti. Ora però mi accorgo che in realtà ce ne sono altri 5. Per caso sapete se sono stati tradotti? Li ho trovati solo in inglese su amazon.
Silvia Ogier Autore articolo 12 Novembre 2017 alle 20:21
Cara Lilla, purtroppo la casa editrice italiana TEA ha scelto di non proseguire la serie nonostante ne detenga ancora i diritti per il nostro paese, quindi l’unico modo per leggere i capitoli successivi è farlo in originale inglese. Grazie a te per aver commentato il blog. A presto e bune letture austeniane!
Valentina Falduto 17 Febbraio 2018 alle 18:16
Ciao, sono una fun di Jane Austen da quando ero piccola e sto cercando un dvd che s’intitola appunto, io, Jane Austen regia di Jeremy Lovering (ovviamente il lingua italiana) lo sto cercando dappertutto ma senza successo. Non c’è nemmeno in streaming. Sapete dove posso trovarlo? Grazie

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