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Timestamp: 2020-01-22 04:24:55+00:00

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PROCEDURE SEMPLIFICATE PER L ADOZIONE DI MODELLI DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE (MOG) NELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE - PDF Free Download
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1 PROCEDURE SEMPLIFICATE PER L ADOZIONE DI MODELLI DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE (MOG) NELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE
2 RIFERIMENTI Legge 3/8/2007 n.123 (riordino disciplina) -> Introduce nel D.Lgs 231/2001 l articolo 25 septies D.Lgs 9/4/2008 n.81 (T.U. sicurezza) (+ D.Lgs 3/8/2009 n. 106 «correttivo») -> all art. 300 modifica l art 25 septies -> all art. 6 istituisce la Commissione Consultiva Permanente (CCP) -> all art. 30 definisce i requisiti del MOG per i reati di cui all art 25 septies -> al comma 5 bis dell art 30 prevede che la CCP elabori procedure semplificate
3 In particolare, ai sensi del comma 5 bis delll art. 30/81: La commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro elabora procedure semplificate per l adozione e la efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione della sicurezza nelle piccole e medie imprese. Tali procedure sono recepite con decreto del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali Le procedure semplificate, approvate dalla C.C.P. il 27/11/2013, sono state recepite con D.M. 13/2/2014 pubblicato su G.U. n. 45 del 24/2/ Circolare Min. Lavoro 11/7/2011 per coordinamento tra art.30/81 e Linee Guida UNI INAIL/Sistemi BS OHSAS 18001:2007
4 FUNZIONE DELLE PROCEDURE SEMPLIFICATE Ai sensi dell art. 1 del D.M , ferma restando l integrale applicazione di quanto previsto dall art. 30 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i., le piccole e medie imprese che decidono di adottare un modello di organizzazione e gestione della salute e sicurezza, possono avvalersi delle indicazioni organizzative semplificate contenute nel documento approvato dalla C.C.P. Ai sensi dell art. 2 del D.M. le procedure semplificate ivi indicate risultano utili per la predisposizione e l efficace attuazione di un sistema aziendale idoneo a prevenire i reati previsti dall art. 25 septies
5 DEFINIZIONE PMI Art. 2 Raccomandazione Commissione Europea 361/2003/CE : La categoria delle microimprese delle piccole imprese e delle medie imprese (PMI) è costituita da imprese che: - occupano meno di 250 persone, e - il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di EUR oppure - il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di EUR.
6 DEFINIZIONE PMI ATTENZIONE (artt. 4 e 6 della Raccomandazione) Regola dei due esercizi consecutivi (in «entrata» e in «uscita») Inclusione integrale imprese «collegate» (maggioranza dei voti o influenza dominante) Inclusione pro quota dei valori delle imprese «associate» ( 25%) D.M. Ministero Attività Produttive , all art. 2 individua i medesimi requisiti della Raccomandazione Commissione Europea citata.
7 STRUTTURA DELLE PROCEDURE SEMPLIFICATE Le linee guida sono suddivise in paragrafi corredati da apposita modulistica - la maggior parte dei quali (par. 4-6/9-17) sono conformi all impianto normativo dell art. 30 D.Lgs 81/2008 e si riferiscono a: 4) Rispetto degli standard tecnico strutturali di legge relativi ad attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici fisici e biologici (art. 30 co. 1 lett. a). vengono forniti in allegato una scheda per elencare le norme di salute e sicurezza applicabili, le fonti di aggiornamento, le funzioni aziendali interessate ed una scheda relativa agli interventi di manutenzione su ogni macchina
8 5) Attività di valutazione dei rischi e predisposizione delle misure di prevenzione e protezione conseguenti (art. 30 co. 1 lett b). rinvio al piano di miglioramento, in cui occorre indicare gli interventi di miglioramento programmati in base alla loro priorità sulla base della rilevanza del rischio come scaturita dal processo di valutazione (viene allegata la scheda di consegna/gestione DPI) 6) Attività di natura organizzativa, quali gestione delle emergenze e primo soccorso (art. 30 co. 1 lett. c). allegati una scheda per elencare le norme applicabili e le funzioni aziendali interessate ed una scheda per gli interventi di manutenzione su ogni macchina
9 9) Attività di sorveglianza sanitaria (art. 30 co. 1 lett. d) 10) Attività di informazione e formazione dei lavoratori (art. 30 co. 1 lett. e) ampia modulistica (programma annuale di formazione informazione e addestramento, registro presenze partecipanti, scheda formazione/ informazione/addestramento lavoratore, registro addestramento lavoratore) 11) Attività di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e delle istruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei lavoratori (art. 30 co.1 lett. f) richiamata la previsione per cui l obbligo di vigilanza in capo al delegante si intende assolto in caso di adozione ed efficace attuazione di un sistema di controllo sull attuazione del modello (par 17).
10 In tale paragrafo 11) è ricordato, ex art. 30 comma 4 T.U., che: il MOG deve prevedere un idoneo sistema di controllo sull attuazione del medesimo modello e sul mantenimento nel tempo delle condizioni di idoneità delle misure adottate, è necessario un riesame del MOG (con eventuale modifica) in caso di violazioni significative delle norme in tema di sicurezza ovvero di mutamenti nell organizzazione e nell attività Prevede che l idoneo sistema di controllo del modello debba essere effettuato, oltre che con le attività di cui ai par. 11,12, 13 e 15, attraverso la combinazione delle attività di due processi che sono strategici per l effettività e la conformità del MOG: gli audit interni di sicurezza e il riesame"
11 12) Acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatorie per legge (art. 30 co. 1 lett g) elencazione esemplificativa della documentazione obbligatoria per legge (DVR, DUVRI, certificazione CE macchinari, ecc.) con relativo modulo. 13) Periodiche verifiche dell applicazione e dell efficacia delle procedure adottate (art. 30 co. 1 lett. h) il processo di verifica deve tener conto, almeno, di Infortuni, incidenti, situazioni pericolose Non conformità, azioni correttive, azioni preventive
12 Grande rilevanza all attività di sorveglianza/monitoraggio, che si basa sul piano di monitoraggio predisposto dall ente e che si avvale del processo di gestione delle non conformità e di pianificazione e di attuazione delle azioni correttive (allegati: modulo rilevazione non conformità/infortunio, piano monitoraggio). 14) Idonei sistemi di registrazione dell avvenuta effettuazione delle attività di cui al comma 1 (art. 30 co. 2) l ente dovrà dotarsi di moduli/registrazioni e, se ritenute opportune, di istruzioni operative, manuale e procedure
13 15) Articolazione di funzioni che assicuri competenze tecniche e poteri per la verifica, la valutazione, la gestione e il controllo del rischio (art. 30 co. 3) L impostazione delle procedure, in linea con quanto esplicitamente previsto dall art. 30, co. 5 T.U., è ispirata alle linee guida dei sistemi di gestione della sicurezza come si desume, ad esempio, da: il riferimento, appunto, all Alta Direzione; l impostazione adottata, che fa riferimento a obiettivi, monitoraggio, piano di miglioramento, azioni di non conformità, Riesame della Direzione, ecc. 16) Sistema disciplinare per sanzionare il mancato rispetto del Modello raccomandato l inserimento di clausole apposite nei contratti di lavoro
14 17) Sistema di controllo sull attuazione del Modello evidenziata l importanza delle attività di audit interno e di riesame (da parte dell Alta Direzione) forniti supporti per documentare le attività di audit (programmi, piani e verbali) richiamato l art 6 c. 4 (231) in base al quale negli enti di piccole dimensioni i compiti indicati nella lettera b), del comma 1 («vigilare sul funzionamento e l'osservanza dei modelli e curare il loro aggiornamento») possono essere svolti direttamente dall'organo dirigente
15 Da rilevare - le linee guida fanno riferimento, quali soggetti responsabili degli adempimenti in materia di SSL, ai soggetti normativamente individuati (DL, dirigenti, preposti, ecc.) - in merito all individuazione dei soggetti apicali viene fatto riferimento altresì all Alta Direzione, in conformità alle Linee Guida SGSL/BS OHSAS 18001:07. v. specifica attenzione che le linee guida pongono - sempre in conformità al sistema BS OHSAS alla necessità della predisposizione da parte dell Alta Direzione di una politica aziendale di salute e sicurezza Il coinvolgimento dell Alta Direzione (non necessariamente coincidente vedi par. 2 linee guida con il Datore di Lavoro) potrebbe celare il rischio di una pericolosa estensione delle responsabilità, con inclusione dell Alta Direzione.
16 Il par. 3) è dedicato all elaborazione della politica aziendale, alla cui predisposizione sono finalizzati la scheda analisi iniziale (allegato 1), che riporta una lista di elementi utili per definire la politica ed i successivi adeguamenti Il modulo pianificazione obiettivi e attuazione della politica (allegato 2), che riporta altresì una serie di indicatori per la misura del grado di raggiungimento degli obiettivi, affinché l Alta Direzione possa valutare l adeguatezza del MOG anche in fase di riesame.
17 I contenuti della politica aziendale, stando alle linee guida, comprendono l impegno dell alta direzione: a rispettare e applicare integralmente la legislazione in materia di SSL a prevenire infortuni e malattie professionali e a migliorare nel tempo le condizioni di SSL, attraverso l individuazione di aree di miglioramento a verificare periodicamente e ad aggiornare la Politica Sulla base della politica aziendale sono definiti gli obiettivi di miglioramento, dei quali va pianificata la realizzazione attraverso il piano di miglioramento, in cui sono individuate responsabilità, tempistiche, priorità degli interventi da realizzare, nonché le relative risorse umane, finanziarie e strumentali.
18 Compito del Datore di Lavoro è la definizione delle modalità con le quali controllare funzionalità, efficacia e puntualità di realizzazione del piano anche attraverso specifici indicatori, quali ad esempio: Obiettivi realizzati rispetto a obiettivi pianificati N interventi formativi realizzati Tempi di fermo impianti per guasti su ore di funzionamento Numero eventi negativi per rischi non valutati Rispetto scadenze riunioni periodiche Numero dichiarazioni di inidoneità da parte del MC Numero e frequenza non conformità rilevate Completezza della documentazione in sede di Riesame
19 Infine: Il par. 7 è dedicato alla gestione appalti e contempla sia gli adempimenti ex art. 26 T.U. ( ) sia quelli previsti dal Titolo IV del medesimo T.U. (Cantieri temporanei o mobili). Il par. 8 è dedicato alle riunioni periodiche di sicurezza e consultazione degli RLS e richiama quali allegati il verbale di riunione periodica e il verbale del Riesame della Direzione.

References: articolo 25
 art. 300
 art. 6
 art. 30
 art. 30
 art.30
 art. 1
 art. 30
 art. 2
 art. 25
 Art. 2
 art. 2
 art. 30
 art. 30
 art. 30
 art. 26