Source: https://mioblog.notaiopescaradambrosio.it/come-cancellare-domanda-giudiziale/
Timestamp: 2019-09-21 02:58:17+00:00

Document:
Cos'è e come si cancella la domanda giudiziale?
Cos’è e come si cancella la trascrizione della domanda giudiziale?
La domanda giudiziale è l’atto (solitamente un atto di citazione) con cui un soggetto (attore) chiede al giudice il riconoscimento di un determinato diritto, che ritiene violato da un altro soggetto (convenuto) ed in relazione al quale è sorta una controversia. Si tratta dunque di una dichiarazione di volontà con cui un soggetto chiede la tutela in via giurisdizionale di un suo diritto o di un suo interesse legittimo e costituisce al contempo l’atto genetico del processo che determina il contenuto sul quale il giudice dovrà decidere.
La trascrizione della domanda giudiziale
Il codice civile stabilisce innanzitutto che devono essere trascritte nei pubblici Registri le domande giudiziali che hanno ad oggetto i diritti previsti all’art. 2684 c.c., ovvero il diritto di proprietà o il diritto di usufrutto o uso. In particolare, possiamo citare a titolo esemplificativo, la trascrizione della domanda giudiziale diretta ad accertare i contratti che trasferiscono la proprietà o costituiscono/modificano il diritto di usufrutto o di uso; quelle dirette a far dichiarare la nullità o a far pronunciare l’annullamento di atti trascritti o ad impugnare la validità della trascrizione; quelle dirette a contestare il fondamento di un acquisto a causa di morte; quelle dirette a far dichiarare l’acquisto per usucapione e così via.
L’effetto prenotativo contro il convenuto
La trascrizione della domanda giudiziale (ossia l’inserimento del suo contenuto in un pubblico registro) non modifica la situazione giuridica preesistente ma ha l’effetto di prenotazione del diritto a favore dell’attore. Qualora il giudice accolga la domanda giudiziale proposta e riconosca con sentenza l’esistenza del diritto rivendicato a favore della parte attrice, tale diritto prevarrà sulle trascrizioni e iscrizioni effettuate successivamente all’annotazione della domanda giudiziale. Pertanto, gli effetti della trascrizione della sentenza con la quale è stata accolta la domanda giudiziale a suo tempo trascritta, retroagiranno a partire dalla data di trascrizione della domanda giudiziale. La trascrizione delle domande giudiziali inerenti atti soggetti a trascrizione assolve sostanzialmente quindi una funzione prenotativa dell’effetto della successiva sentenza d’accoglimento. A decorrere, infatti, dalla data della trascrizione della domanda, la trascrizione di eventuali atti successivi non potrà pregiudicare i diritti spettanti sulla base della sentenza che accolga la domanda trascritta.
La trascrizione della domanda giudiziale può essere cancellata o con un atto di consenso delle parti o di una sentenza passata in giudicato.
Può, dunque, cancellarsi:
a) con un atto notarile (atto pubblico o scrittura privata autenticata dal notaio) che raccolga il consenso delle parti che hanno promosso l’azione giudiziaria;
b) con una sentenza passata in giudicato in cui il giudice ordini al Conservatore dei Registri Immobiliari di procedere alla cancellazione della stessa quando venga rigettata la domanda dell’attore o nel caso in cui il processo si sia estinto per rinunzia o inattività delle parti (nonchè, a seguito di un costante orientamento giurisprudenziale, nel caso di declaratoria della materia del contendere, risultando tale ipotesi assimilabile a quella di estinzione del processo per rinuncia all’azione).
La omissione del provvedimento di cancellazione
Purtroppo può accadere che il proprietario di un immobile che intenda venderlo, in sede di trattative, si accorga che sull’immobile grava ancora la trascrizione di una domanda giudiziale (anche datata molti anni addietro) e relativa ad un processo ormai da tempo chiuso per rigetto della domanda dell’attore o per rinunzia o inattività delle parti. Spesso, infatti, il giudice omette di ordinare la cancellazione della trascrizione.
Come si può sanare la dimenticanza?
In tali casi le uniche vie percorribili sarebbero quelle di presentare un ricorso per ottenere la correzione dell’errore materiale della sentenza nella parte in cui non è stata ordinata la cancellazione o di convincere l’attore a presentarsi davanti ad un notaio per firmare consensualmente la cancellazione.
Sicuramente le parti non hanno alcun potere di provvedere autonomamente alla cancellazione della trascrizione. Come detto, ciò è possibile solo nel caso in cui il consenso sia manifestato direttamente dalla parte interessata al giudizio, ossia la parte che ha trascritto la domanda (e che nel nostro caso non è il proprietario dell’immobile). A ciò si aggiunga che a distanza di anni potrebbe essere molto difficoltoso reperire l’attore di un vecchio giudizio e convincerlo a presentarsi davanti al notaio per consentire la cancellazione, considerato anche il fatto che la causa potrebbe essersi chiusa in maniera a lui sfavorevole perchè il giudice ha rigettato la sua domanda. L’attore quindi potrebbe non aver alcun interesse a presentarsi davanti al notaio o potrebbe addirittura essere irreperibile.
Limiti alla cancellazione notarile
Tra l’altro, secondo un orientamento dottrinale, la cancellazione consensuale (quella cioè fatta davanti al notaio attraverso la manifestazione della volontà della parte che ha trascritto la domanda giudiziale di volerla cancellare) si può utilizzare solo per casi diversi da quelli in cui il procedimento si sia concluso con il rigetto della domanda o si sia estinto per rinuncia o inattività delle parti, ipotesi nelle quali la legge riserva solo al giudice il potere di disporre la cancellazione della trascrizione. La via della cancellazione notarile stragiudiziale sarebbe quindi percorribile solo nelle ipotesi residuali di spontanea rinuncia dell’attore in pendenza della lite.
La scadenza ventennale della domanda
E’ da evidenziare infine che l’art. 62 della L. n. 69/2009 ha introdotto l’art. 2668 bis nel quale è stabilito che gli effetti della trascrizione della domanda giudiziale cessano dopo vent’anni, fatta salva la possibilità di rinnovare la trascrizione prima della scadenza del termine. La trascrizione della domanda giudiziale ormai scaduta per il decorso del termine ventennale, anche se inefficace nei confronti dei terzi, non si cancella automaticamente con il decorso del termine ma presuppone l’esecuzione di una formalità di cancellazione con le modalità sopra previste (atto notarile o sentenza passata in giudicato).
Cos’è e come si cancella la trascrizione della domanda giudiziale? ultima modifica: 2015-02-21T21:59:59+02:00 da notaio
Tag:cancellare, cancellazione, d'ambrosio, domanda, giudiziale, massimo, notaio, trascrizione
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62 Commenti su “Cos’è e come si cancella la trascrizione della domanda giudiziale?”
8 Luglio 2016 alle 22:10
Vorrei sapere come si fa a togliere la trascrizione di una domanda giudiziale e la trascrizione di una sentenza passata in giudicato relativamente ad una domanda di revocatoria ex. art. 2901 c.c.
Questi i fatti ……………….. Quindi, ora e’ definitiva la sentenza di revocatoria sugli immobili acquistati dalla societa’ A e dalla societa’ B dalla societa’ venditrice . Naturalmente in giudizio venne chiamata in causa anche la societa’ venditrice…………..La societa’ B vuole fare un accordo transattivo con i vincitori della domanda di revocatoria. Come si fa’ a togliere le trascrizioni sia della domanda di revocatoria che della sentenza di revocatoria passata in giudicato? Basta l’ accordo delle parti o e’ necessario passare per il giudice? Il notaio che si sta occupando della questione dice che se nell ‘atto di transazione non intervengono gli eredi della societa’ venditrice o non si dice che la societa’ venditrice e’ stata cancellata e che i figli del titolare hanno rinunciato all’ eredita’ o qualche cosa del genere le trascrizioni non si possono togliere ? E’ vero ? Non basta il consenso dei vincitori della sentenza di revocatoria e della societa’ B? Che c’ entra la societa’ venditrice o gli eredi della societa’ venditrice ?
Scusi se ho tagliato un po’ il suo quesito per motivi di spazio. Comunque qui abbiamo una revocatoria esperita con successo dal creditore contro il venditore e l’acquirente (in realtà sono due). Il collega ha ragione. Qualsiasi accordo in modifica del risultato del giudicato deve essere sottoscritto da tutte le parti in causa, quindi anche dalla società venditrice. Ciò non solo per motivi formali, sicchè il Conservatore legittimamente rifiuterebbe la cancellazione della domanda giudiziale chiesta senza il consenso di tutte le parti (anzi occorre pure un certificato della cancelleria che dichiari che non esistevano altre parti), ma anche per motivi sostanziali perchè la venditrice potrebbe avere interesse alla esecuzione del giudicato. Tenga presente che nel mio scritto ho esaminato le comuni ipotesi del ritiro o del rigetto della domanda, o dell’estinzione del processo, non del caso in cui la domanda sia stata accolta con giudicato.
25 Agosto 2016 alle 2:28
Cosa dovrebbero dire gli eredi della societa’ venditrice nell’ atto?
25 Agosto 2016 alle 2:31
Dire solo che non si oppongono all’ accordo transattivo e alla cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale e della sentenza di revocatoria?
25 Agosto 2016 alle 2:48
Gli artt. 2668, art. 2878, art. 2882 fanno riferimento al consenso dei creditori perche’ nell’ accordo transattivo dovrebbe partecipare anche la societa’ venditrice se per cancellare la trascrizione della domanda giudiziale e della sentenza cio’ non e’ richiesto dalla leggei ? Se c’ e’ l’ accordo tra i i vincitori in revocatoria e la societa’ acquirente del bene perche’ cio’ non basta alla cancellazione delle trascrizioni da parte del Conservatore dei Registri immobiliari? Trascrizione della domanda giudiziale e della sentenza che ha accolto la domanda di revocatoria trascritte dai vincitori in revocatoria.
Comprendo la situazione, ma qui c’è stata una causa con diverse parti, non siamo in presenza di una ipoteca, che è un rapporto a due. Quindi qualsiasi transazione, specie se in contrasto col giudicato, deve essere approvata da tutte le parti della causa, per poter essere annotata. Non saprei farle un esempio ma teoricamente la società venditrice potrebbe avere dei diritti in contrasto. Si informi comunque presso la conservatoria competente. In fondo sono loro quelli che decidono.
26 Agosto 2016 alle 1:11
Devono prestare il consenso all’accordo
26 Agosto 2016 alle 1:10
le società non hanno eredi. Occorrono i soci, se la società è chiusa
6 Agosto 2016 alle 14:56
scusi se La disturbo. Le scrivo in quanto vorrei chiarirmi un dubbio.
La situazione è la seguente: con atto di vendita all’incanto di immobile per indivisibilità nel 1994 fu acquistato un appartamento, sul quale gravavano diverse formalità pregiudizievoli. Tra queste vi era: 1) iscrizione di ipoteca giudiziale; 2) trascrizione del pignoramento immobiliare; 3) trascrizione della sentenza dichiarativa di fallimento; 4) trascrizione dell’atto di citazione contenente domanda giudiziale diretta alla divisione dell’immobile.
A seguito della proposizione delle relative istanze, sono state cancellate le prime tre formalità. Resta ancora sussistente ad oggi l’ultima relativa alla trascrizione dell’atto di citazione contenente domanda giudiziale diretta alla divisione dell’immobile. Quanto a quest’ultima, mi è stato riferito dal giudice competente che la formalità, sebbene scaduta, è ormai storia dell’immobile e, come tale, necessaria per attestare la continuità delle trascrizioni
Il mio dubbio è: essendoci ancora questa formalità pregiudizievole, seppur priva di effetti, in quanto sono decorsi ventisette anni dalla stessa, se io volessi vendere l’immobile ad un soggetto che deve contrarre mutuo bancario, la banca glielo concederebbe?
Come potrei fare per risolvere questo problema?
7 Agosto 2016 alle 22:54
No, la trascrizione della citazione per la divisione coattiva non è necessaria per la continuità delle trascrizioni. Comunque non mi preoccuperei: se ho ben capito lei ha comprato l’intero immobile, indiviso, a seguito della decisione del Giudice nel corso di una causa di divisione coattiva che ne ha stabilito la indivisibilità. Quindi col suo acquisto ha dato esecuzione definitiva alla citazione. E’ un po’ come chi acquista un immobile sul quale c’è una trascrizione di un preliminare a suo favore. Non dovrebbero esserci problemi con le banche. Uso il condizionale perchè a volte gli uffici legali delle banche assumono raccomandati….. 🙂
vorrei gentilmente porle un quesito che mi sta logorando.
Ho ricevuto da parte del condominio un’iscrizione e successivamente una trascrizione ipotecaria.
adesso ho pagato il mi debito e l’avvocato del condominio dopo scrittura privata firmata da tutte le parti ed alla presenza del mio avvocato mi ha rilasciato una carta del giudice in questione dove si evince che nessun procedimento è in atto ed ordina alla cancelleria la cancellazione della trascrizione. La domanda è la seguente se mi consente : l’iscrizione viene levata in automatico solo possedendo questi documenti oppure bisogna produrne uno ulteriore del giudice dove ordina di levare anche l’iscrizione? so che i miei tecnicismi lasciano a desiderare, ma spero che con la sua esperienza riesca comunque a comprendere il senso della domanda. Resto in attesa di una sua risposta, Cordiali saluti e grazie
Gli ordini di cancellazione del giudice vanno eseguiti materialmente. Da lei. Occorre presentare in Conservatoria la copia autentica del decreto con tutti i documenti relativi in formato digitale e cartaceo, pagando ovviamente le tasse. Non è difficile ma neanche facile. Suggerisco di chiedere ad un notaio di farlo per lei.
Salve notaio, volevo complimentarmi con Lei.
16 Ottobre 2016 alle 23:52
Molto gentile.. se si riferisce a questo blog, in effetti ci lavoro molto.
15 Ottobre 2016 alle 7:41
Gentile notaio, vorrei sapere quali sono gli articoli a cui fare riferimento per una istanza di cancellazione della domanda giudiziale di revocatoria ex art. 2901 del c.c. – domanda giudiziale accolta con sentenza passata in giudicato- di un immobile il cui atto di vendita e’ stato oggetto di revocatoria. Ritengo che non sia possibile fare riferimento all’ art.2668 comma 2 perche’ la domanda giudiziale e’ stata accolta con sentenza passata in giudicato e perche’ la domanda giudiziale di revocatoria faceva riferimento a due beni immobili i cui atti di vendita sono stati oggetto di revocatoria, ma l’ accordo transattivo riguarda un solo immobile. E’ allora applicabile l’ art.2668 comma 1, art. 2878 del c.c. o 2882 del c.c.?
16 Ottobre 2016 alle 12:07
Non si comprende a chi lei vorrebbe fare l’istanza. Nel mio scritto ho dettagliato quando si può procedere con atto notarile e quando occorre una pronuncia del giudice.
acquirente ha detto:
mi inserisco nella conversazione per chiederle un parere?
Ho acquistato una casa con trascrizione di domanda giudiziale contro il dante causa del mio dante causa. La domanda è stata rigettata in primo grado e in appello e non ci sono ricorsi in cassazione. Mi sono accollato che nell’atto è citata la trascrizione. Dovrei procedere alla cancellazione o posso attendere il ventennio (altri due anni ) perchè diventi inefficace? Le comunico inoltre che la banca mi ha erogato il mutuo per questo acquisto.
2 Novembre 2016 alle 23:10
Come vuole… se la domanda giudiziale non le da fastidio…. Ma nella mia ottica biecamente notarile la toglierei. Obbligati alla cancellazione sono gli attori che l’hanno trascritta, a loro spese.
28 Novembre 2016 alle 18:16
Sono tre articoli che disciplinano argomenti diversi. Per la cancellazione della domanda giudiziale si applica l’articolo 2668 in quanto il 2878 tratta delle cause di estinzione delle ipoteche (e non della cancellazione della domanda giudiziale) e l’articolo 2882 si occupa della cancellazione delle ipoteche (e non della domanda giudiziale).
La ringrazio per la risposta. Il fatto é che nella sentenza non è presente l’ordine di cancellazione. Ad ogni modo mi sembra di avere capito che non rischio nulla
in una causa di impugnazione testamentaria, l’erede (in forza di testamento anteriore) che ha agito ha trascritto la domanda contro l’erede in forza del testamento impugnato. Nella causa è poi intervenuto l’altro erede (in forza del medesimo testamento anteriore fatto valere dall’attore), per una mera questione di litisconsorzio processuale, il quale infatti si è limitato a chiedere l’accoglimento delle domande dell’attore.
L’attore impugnante e trascrivente e la convenuta contro cui è stata trascritta la domanda si sono accordati per la cancellazione della domanda, con atto notarile.
La Conservatoria di Venezia ha cancellato senza problemi. La Conservatoria di Belluno vuole un certificato di inesistenza di intervenuti in causa.
In realtà un intervenuto c’è, ma dice che a lui della trascrizione non interessa niente (è vero!) e che, pertanto, non presterà alcun consenso a una trascrizione non fatta da lui e non fatta contro di lui.
Mi chiedo: qual è il fondamento legale del rifiuto alla cancellazione della Conservatoria di Belluno?
L’art. 2668 c.c. richiede il consenso delle parti interessate alla trascrizione, ossia di chi ha la trascrizione a favore. Una strana prassi (ahimè nota e abominevole) richiede il consenso anche della parte interessata alla cancellazione (!), ossia di chi ha la trascrizione contro (come detto, a questa sciocca prassi mi sono adeguato procurandomi questa manifestazione di consenso: ci mancherebbe che chi ha una trascrizione contro non la voglia cancellata! salvo frodi, chiaramente, che la Conservatoria non può avallare). Ma su cosa si fonda la necessità del consenso di una parte non interessata alla trascrizione, in quanto essa non è né a suo favore né contro di lui?
Di fronte al rifiuto della Conservatoria di Belluno, che posso fare? (escluso che io riesca a ottenere il consenso del terzo non interessato, come detto sopra) Ma è mai possibile che alla Conservatoria di Venezia ci siano persone intelligenti che hanno convenuto subito dopo che ho spiegato loro quanto sopra, mentre alla Conservatoria di Belluno o non mi risponde nessuno o, quando mi rispondono, mi dicono che o così o niente?
La ringrazio per il tempo che mi dedicherà: sto fronteggiando una situazione assurda e, di fronte alla cecità della burocrazia, mi sento impotente.
Purtroppo è così… anche gli Uffici pubblici sono fatti di uomini che hanno idee diverse, teorie diverse e interpretazioni diverse. Se non riesce ad ottenere il consenso anche del soggetto intervenuto non le resta che chiedere al giudice di ordinare la cancellazione della trascrizione stessa.
AvvocatoMilano ha detto:
15 Dicembre 2016 alle 18:03
Gentile Notaio, scusi ma anche io mi inserisco nell’interessante conversazione.
Ecco il caso: Tizia è debitrice di un sacco di soldi verso il crditore Sempronio. Tizia e sua sorella Caia trascrivono nel 2012 sull’immobile di Tiza un compromesso arbitrale nel quale danno atto (a) dell’esistenza di un preliminare di vendita di Tizia in favore di Caia (non trascritto); e (b) del rifiuto di Tizia di vendere l’immobile a Caia, e nominano insieme un arbitro che provveda ai sensi dell’art. 2932 c.c..
Siamo nel 2016 e ancora nessun lodo è stato trascritto. Assumendo che il creditore Semproniopossa provare per fatti gravi precisi e concordanti che il compromesso è una simulazione assoluta, perché tre le sorelle Tizia e Caia non vi è una controversia , ma l’atto è stato posto in essere solo per rendere inefficace l’azione esecutiva dei creditori stante l’effetto prenotativo della trascrizione del compromesso, può il creditore Sempronio in giudizo per chiedre l’invalidità della trascrizione e la cancellazione deella tracrizione? In altre parole, allorché l’art. 2668, I° comma, menziona la setenza passata in giudcato, fa riferiemtno (solo) alla setenza che conclude il giudizio tra le aprti interessate, o ricomprende anche la setenza che conclude il giudizio promosso dal terzo creditore che impugna la trascrizione e contesta l’abuso dll’effetto prenotativo che così si è ottenuto in danno dei creditori?
16 Dicembre 2016 alle 0:23
Tizia e Caia avrebbero fatto bene a trascrivere un banale preliminare. Dura tre anni ma lo si può rinnovare prima della scadenza di tre anni in tre anni. Molto più semplice ed efficace. Detto ciò il creditore deve provare la simulazione, chiedendo la inefficacia della trascrizione del “compromesso arbitrale” nei suoi confronti. Se il giudice gli darà ragione ordinerà di conseguenza. L’art. 2688 c.c. si riferisce a qualsiasi giudicato che per qualsiasi motivo concluda con l’ordine di cancellazione.
Grazie Sig. Notaio dela rispsota.
Credo che Tizia e Caia abbiano scelto la trascrizione del compromesso anziché del prelimnianre perché più economica e funzioine arispetto all’obiettivo effettivamente perseguito: costa solo la notiifca e 294 euro di trascrizione, non hai bisogno di un notaio per redarre il titolo da trascrivere, l’effetto premotativo dura 20 anni senza bisogno di rinnovarlo dopo tre.
Putroppo però io assisito i creditori ed ho trovato un giudica Milano che d’ufficio ha sollevato la questione della carenza di legittimazione attiva dei creditori del “compromittente alienante” perché sembra ritenere che l’art. 2668 c.c. faccia riferimento, allorché menzion “sentenza passata in giudicato” al solo giudizio tra le prti dell’atto trascritto, e non anche ai terzi creditori. Soluzione che mi sembra folle perché la norma non contempla siffatta giusitifcazione restrittiv menre il terzo creditorie ha un indubbio interesse ad elimianre l’effetto prenotativo della trascrizione ex art. 2652, n. 2 c.c. che sarebbe altrimenti nell’esclusiva dispoiniblità del mdebitore e del terzo complice nella simulaizone.
Mi sono già espresso: qualsiasi giudicato che si concluda con l’ordine di cancellazione. Non sarebbe la prima volta che la Cassazione debba occuparsi di chiarire delle superficialità dei giudici di merito.
Enric123 ha detto:
Gent.Le Notaio
Le scrivo perchè ho acquistato un immobile ad un asta giudiziaria con un sequestro preventivo con annotazione di inefficacia totale (da visura) e vorrei cancellare la trascrizione.
Inoltre volevo chiederLe come comportarmi in fase di futura vendita o richiesta di mutuo.
L’immobile è stato venduto in asta per un credito bancario (mutuo) non saldato; Il reato del sequestro è circonvenzione di incapace artt 110, 81 cpv 61 n7, 643 c.p. non è di natura mafiosa, (non avrei acquistato altrimenti) e leggendo le carte il decreto di revoca del sequestro preventivo è stato firmato dallo stesso PM della vicenda e tra le motivazione del dissequestro dopo anni non si sono fatte azioni penali (non è iniziato il primo grado di giudizio ? ), il soggetto offeso è deceduto, esistono diritti di terzi (creditori e pignoramento), e di conseguenza “si impone la revoca del sequestro preventivo, essendo venute meno le condizione normative per il suo mantenimento”. Inoltre dal mio calcolo il reato è prescritto ed inoltre l’immobile non è oggetto del reato ma è stato sequestrato perché gli imputati stavano vendendo anche quello in altre vicende di società……. (in sintesi l’immobile entra nella vicenda in movimentazione di soldi e attività economiche ma non è oggetto principale della vicenda.)
Come posso cancellare la trascrizione e l’annotazione di inefficacia totale del sequestro preventivo?
Se in futuro voglio vendere l’immobile o fare un mutuo il notaio, il perito o l’acquirente potrebbero fare delle problematiche?
dopo 20 anni cosa succede (oramai dalla trascrizione sono passati 7 anni)
Grazie mille dell’aiuto e della risposta
La trascrizione produce i suoi effetti per venti anni e si prescrive solo se allo scadere del ventesimo anno non viene rinnovata. È vero che è stata annotata di inefficacia ma una cosa è l’inefficacia, altra cosa è la cancellazione. La soluzione migliore è proprio quella di cancellare la trascrizione del sequestro in modo da non avere problemi in caso di futura vendita. L’acquirente, infatti, sarebbe legittimato a richiederle la cancellazione e nessuna Banca gli concederebbe un mutuo. La trascrizione della domanda giudiziale si fa o con un atto notarile che raccolga il consenso delle parti che hanno promosso l’azione giudiziaria o con una sentenza passata in giudicato in cui il giudice ordini al Conservatore dei Registri Immobiliari di procedere alla cancellazione della stessa. La cancellazione di un sequestro penale si fa allo stesso modo. Mi sembra di capire che c’è già un ordine di revoca: se contiene tutti gli elementi richiesti dalla legge per l’esecuzione delle si deve ottenere dalla cancelleria copia autentica ad uso cancellazione e depositarla in Conservatoria, pagandone i costi. Se invece il decreto del PM non è formalmente esaustivo occorre fare istanza al PM affinche emetta conseguentemente un decreto formale contenente l’esplicito ordine al Conservatore di procedere alla cancellazione.
Manuel86 ha detto:
Buongiorno notaio, sto cercando di acquistare un appartamento a Roma dove grava una domanda giudiziale. L’attuale proprietario dell’appartamento lo acquista in contanti nel 1994 e successivamente nel 1999 acquista un box (di pertinenza) dagli stessi proprietari dell’appartamento che erano anche proprietari del terreno dove sotto sono stati costruiti i box. Sulla RNP notarile compare questa trascrizione giudiziale del 1997 a carico dei vecchi proprietari dell’appartamento e del terreno dei box. Per questo il notaio e la banca hanno bloccato l’acquisto di tale appartamento.
Volevo chiederle, come è possibile che abbiano “ipotecato” un appartamento a nome dei vecchi proprietari se non era più loro?
Inoltre vorrei capire come può riuscire l’attuale proprietario ad avere la sentenza senza essere il soggetto diretto?
E sempre per questo come può procedere alla cancellazione?
Quali sono i tempi per la cancellazione utilizzando il metodo della sentenza in giudicato?
15 Aprile 2017 alle 20:25
La distanza di tempo è tranquillizzante: probabilmente si tratta di una causa poi abbandonata. Puoi cancellare la domanda sia con decreto del giudice sia per atto volontario delle parti dell’epoca. Quanto al perchè ci sia già una ipoteca successiva alla domanda giudiziale le risposte possono essere molte: si va dalla fiducia della banca sulla sostanziale non pericolosità della domanda all’errore tecnico di chi non se ne è accorto.
Silvana Minonni ha detto:
gentile notaio ,innanzitutto complimenti per il suo blog che trovo molto interessante .le pongo il mio problema :io e i miei fratelli insieme a mia madre abbiamo ereditato in successione un uliveto in campagna che confina con la casa di famiglia .a causa di una controversia con uno zio , fratello di mio padre per una negata servitù di passaggio ci siamo costituiti in giudizio .lo zio ha esibito una scrittura privata scritta di sua mano ma firmata da mio padre dove si parla di una vendita a suo favore dell ‘ uliveto ma specifica anche che la stipula si farà quanto prima e che se ci fosse stato un ripensamento ci sarebbe stato una penalità monetaria (cioè la somma da restituire piu la penalità).la data del documento porta il 1977 sono passati ben 40 anni mio padre non cè per potersi difendere. una cosa pero è certa che l ‘ uliveto e intestato ancora oggi agli eredi .che da sempre la mia famiglia ha pagato le tasse ,e da sempre lo abbiamo coltivato in famiglia ..lui x anni ha tenuto nascosto questo documento senza mai chiedere o pretendere nulla, posso anche pensare che la somma sia stata restituita ma di questo non ho la certezza. allora la mia domanda è:una scrittura privata non autenticata dopo 40 anni scritta su un foglio volante che validità puo avere? , la scrittura privata in quanti anni puo andare in pescrizione ..grazie mille della sua risposta
Quella scrittura privata può valere solo come preliminare di vendita e di solito i compromessi prevedono una scadenza. Dopo 40 anni si è sicuramente prescritto il relativo diritto potestativo ad acquistare il terreno. Grazie per le buone parole.
23 Giugno 2017 alle 8:33
gentile notaio desidero ringraziarla per la sua risposta
30 Giugno 2017 alle 0:40
gentilissimo notaio ,il mio avvocato non è d accordo con lei , secondo la sua esperienza il documento vale a tutti gli effetti di legge ,dal momento che :ha una data , un qualcosa da vendere ,un importo monetario e la firma di chi vende .leggendo bene il documento pero mi accorgo che in certi punti ci sarebbero delle cancellature ma per fortuna si legge benissimo cosa stava scritto ……inizialmente lo scritto parlava di un acconto di £………che la stipula si farà quanto prima e in quel momento la parte interessata versera la somma di £…..piu tutte le spese che ne deriva —-invece il documento con correzzini dice :che i 2 convengono alla somma di £…..la stipula si fara quanto prima penalita £……—-io sono daccordo con lei notaio che il documenti ha tutti i requisiti per essere un preliminare di vendita anzi che (come dice l avvocato un atto a tutti gli effetti di legge )sopratutto se il documento e stato modificato prendendo un altro significato …secondo me oltre a non valere piu perche sono trascorsi 40 anni credo che diventi nullo sopratutto perchè e stato modificato nel contenuto originale .il mio quesito eè Lei lo farebbe un rogito se le presentassi un documento simile?
16 Luglio 2017 alle 19:20
Il notaio stipula secondo la volontà delle parti espressa davanti a lui, non valutando documenti pregressi, che non gli interessano affatto, salvo che non siano trascritti. E non mi sembra sia questo il caso.
9 Giugno 2017 alle 23:12
Buonasera, ho un quesito da porle.
in una perizia di un CTU per immobili all’asta c’è scritto testualmente:
e2) Trascrizione
Trascrizione del 18/04/2014 – Reg. Part. 3215 – Reg. Gen. 4322-
a favore ****
Contro ****
Beni distinti al N.C.E.U. del Comune di Teramo al Fog. 56 Part. 913 Sub. 25-24-40
Trascrizione del 01/02/2011 – Reg. Part. 986 – Reg. Gen. 1676-
VERBALE DI PIGNORAMENTO IMMOBILIARE
Beni distinti al N.C.E.U. del Comune di Teramo al Fog. 56 Part. 913 Sub. 5-6-8-23-29-
30-31-32-33-34-35-36-37-38-39-42-43-44;
Beni distinti al N.C.E.U. del Comune di Teramo al Fog. 52 Part. 42 Sub. 22 graffata
Part. 1598.
1. la trascrizione del 18/04/2014, successiva al pignoramento, che valore ha rispetto al pignoramento?
2. nella trascrizione del 01/02/2011, che dovrebbe essere il pignoramento, la riga “DOMANDA GIUDIZIALE” potrebbe essere un refuso? altrimenti non capisco cosa significhi
3. la DOMANDA GIUDIZIALE del 2014 grava solo su tre sub che non sono oggetto di pignoramento, come mai è stata inserita in perizia se non riguarda beni all’asta?
4. acquistando ad esempio il sub 35, devo temere qualcosa?
Magari potrei usufruire in futuro di un suo servizio visto che a Pescara sto cercando degli immobili
La risposta alle sue molteplici domande merita un preventivo esame della documentazione, non sono certo sufficienti le sole righe che mi ha riportato. Posso dirle solo che quando si acquista all’asta il Giudice ordina la cancellazione di tutte le trascrizioni e iscrizioni gravanti sull’immobile. Quindi tutte le pregiudizievoli preesistenti scompariranno.
lucasan ha detto:
25 Agosto 2017 alle 16:20
Buongiorno Sig. notaio, cortesemente mi chiarisca una questione.
Sto per sottoscrivere un mutuo ma sull’abitazione soggetta ad ipoteca c’è una domanda giudiziale di una controversia ereditaria del 2006 finita con sentenza di primo grado nel 2014 e lì passata in giudicato senza nessun appello.
Da quello che leggo sopra non c’è verso per un privato cittadino cancellare tale domanda, visto che non c’è alternativa che rivolgersi ad un professionista, chi si deve accollare le spese, l’attore della domanda o è tutto a mio carico?
Grazie molte, un cordiale saluto.
Se tu sei l’acquirente dell’appartamento è ovvio che spetta al venditore. Se tu sei una delle originarie parti in causa bisogna leggere cosa dice la sentenza: normalmente paga il soccombente
27 Agosto 2017 alle 19:52
Buongiorno Sig. notaio, La disturbo ancora per spiegarLe meglio la situazione. Con la controversia ereditaria del 2006 la controparte iscrive domanda giudiziale sulle proprietà immobiliari riguardanti l’asse ereditario, nel 2014 il processo si conclude in primo grado con compensazione in denaro da parte mia e nessun successivo appello.
Oggi vorrei sottoscrivere un mutuo su tale proprietà ma lo studio legale della banca non me lo concede se non cancello tale domanda giudiziale ed è stato irremovibile pur essendo la sentenza passata in giudicato.
So che bisogna fare istanza di cancellazione al tribunale di competenza per poi andare in conservatoria con il titolo rilasciato dal tribunale, ma ci sono già stato, in tribunale, e non mi hanno chiarito praticamente nulla, mi hanno consigliato di rivolgermi ad un professionista, ma se posso risparmiare qualcosa preferirei, se lecito, farmela da solo.
Cortesemente se può rispondere alle seguenti domande:
Come privato cittadino mi è consentito fare da solo questa procedura (in tribunale) e se posso c’è della modulistica già pronta e la lista dei documenti da presentare?
La ringrazio anticipatamente, un saluto cordiale.
Deve rivolgersi ad un avvocato il quale farà apposita istanza al giudice affinchè ordini la cancellazione della domanda giudiziale. Poi può anche procedere alla cancellazione personalmente e senza l’ausilio di un professionista.
ho un quesito da porle e spero possa rispondermi.
Si è di recente conclusa una causa civile nella quale io ero convenuto come proprietario di un immobile. La causa si è risolta in mio favore ed il giudice ha ordinato la cancellazione della trascrizione pregiudizievole. Qualche anno fà ho stipulato un contratto di vendita dello stesso immobile in favore di mia nipote (da lei tuttora occupato), con riserva di proprietà, visto che il pagamento è stato rateizzato per tutta la durata della causa. In caso di esito a me favorevole della stessa, mia nipote avrebbe dovuto versarmi la somma residua in un’unica soluzione. Purtroppo, circa 3 anni fa, lei si è sposata e ha deciso di comprare casa nella stessa città del marito, interrompendo così i pagamenti delle rate. Mia nipote dovrebbe liberare l’appartamento questo mese, il mio quesito si riferisce al modo migliore per concludere questa faccenda, senza che io possa avere ulteriori problemi con questo immobile, che ho già messo in vendita. Immagino che una semplice scrittura privata non sia sufficiente e che dovremo fare un ulteriore atto notarile per annullare quello precedente (che è stato pure trascritto). In questo caso il notaio può effettuare contemporaneamente la cancellazione della trascrizione pregiudizievole fatta dall’attore della suddetta causa? Oppure – anche da un punto di vista economico – mi conviene risolvere prima l’aspetto della trascrizione e poi fare l’atto notarile?
Cancellazione della pregiudizievole e trascrizione dello scioglimento del contratto sono due cose diverse. La scelta di cosa fare prima spetta a lei. I costi sono sempre quelli.
Per la cessazione degli effetti del contratto con mia nipote serve comunque un atto notarile?
se trascritto, si
6 Dicembre 2017 alle 15:34
Salve Notaio, di nuovo le pongo dei quesiti : Secondo la sua esperienza qual’ è il modo per costringere gli eredi di un certo soggetto deceduto a presentarsi davanti ad un notaio per dare il loro assenso alla cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale ? Oppure anche se non si presentano gli eredi il notaio può ugualmente provvedere alla cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale ? Gli andrebbe notificato oltre alla lettera di invito anche l’ atto transattivo ?
Se per l’assenso alla cancellazione esistono dei soggetti obbligati dei quali occorre la cooperazione e loro si rifiutano, occorre chiedere giudizialmente l’emissione di una sentenza che ordini la cancellazione citando gli obbligati in modo che siano condannati al pagamento delle spese
Gaspare58 ha detto:
gentile Notaio D’Ambrosio, nel ringraziarla per l’attività da lei fatta con questo blog che trovo utili, avrei un paio di questi da porle che non sono riuscito a dissipare pur avendo parlato con conoscenti avvocati:
nel 2013 io ed altre 20 persone affittuarie di immobili appartenenti ad un Ente previdenziale privatizzato, abbiamo fatto causa all’Ente, che peraltro aveva trasferito la proprietà ad un fondo bancario le cui quote erano al 100% in mano all’ente stesso, adducendo tra l’altro l’inefficacia di questo trasferimentoi ed avanzando altre richieste finalizzate all’acquisto da parte nostra della casa che abitiamo (21 appartamenti sun un totale di 90 di proprietà dell’Ente). Comunque nel 2016 la causa arriva a sentenza che ci vede soccombenti in tutte le richieste avanzate. Pagate le spese di giustizia alla controparte, non abbiamo ricorso in appello. Giorni fa il legale che ci aveva assistito in quella causa, ci informa che dovremmo procedere alla cancellazione della trascrizione domanda giudiziale. Specifico che in calce alla sentenza non c’è l’ordine di cancellazione della trascrizione e leggendo il suo blog mi son fatto la convinzione che questa debba essere proposta giudizialmente dalla parte proprietaria degli immobili (nel mio caso l’Ente previdenziale). I dubbi che le pongo sono:
1- innanzitutto se la mia convinzione è esatta;
2- nel caso venga richiesta ed ottenuta dall’Ente, come può chiedere a noi soccombenti il pagamente delle spese ? Dovrà essere instaurato un ulteriore causa davanti ad un giudice ? O magari potrà chiedere a ciascuno dei 21 il rimborso relativo alla spesa di cancellazione della trascrizione sul quell’appartamento.
3- Posso io, tramite un professionista abilitato, chiedere la cancellazione “SOLTANTO” della trascrizione gravante sull’appartamento di cui ero affittuario (nel frattempo ho cambiato casa) ?
4- Ed in quest’ultimo caso, quanto può costarmi mediamente (il mediamente si riferisce all’onorario da pagare al notaio/avvocato)
5- Se lasciassi tutto com’è fino a quando qualcuno dovessi cercarmi per qualche rivendicazione, a cosa o che spese vado incontro?
Come avrà intuito, la difficoltà principale sta ne mettere insieme i 21 ricorrenti che sia a causa di cambio di abitazione, sia per indolenza o strafottenza, sono difficili da raggiungere ed aventualmente concordi nel pagare.
3 Marzo 2018 alle 11:41
Capisco la problematica. La cosa migliore è fare un’Istanza al Giudice per far ordinare la cancellazione della domanda giudiziale. Una volta ordinata dal giudice, infatti, chiunque può procedere alla cancellazione ed il costo è limitato (circa 300 euro). Grazie delle buone parole.
PRTK ha detto:
Avrei un pressante quesito da porLe.
Sono separato – e poi divorziato – ormai dal 2011.
Mia moglie, tuttavia, annotava entrambe la pendenze di lite presso l’Ufficio Tavolare di Gorizia. Quella relativa al divorzio veniva cancellata senza problemi: quella relativa alla separazione, invece, no, e nella sentenza naturalmente nulla si disponeva in proposito.
Ora, volendo vendere l’immobile, il compratore pretende che provveda alla cancellazione di questa pendenza, che però la mia ex moglie rifiuta di concedermi in via stragiudiziale.
Qual è la procedura corretta? Ho letto che dovrei ottenere, in giudizio, la correzione dell’errore materiale della sentenza e poi richiedere la cancellazione.
E’ corretto? Perchè non si tratta né di un caso di inerzia delle parti nè di estinzione del processo.
1 Marzo 2018 alle 22:51
Non comprendo bene cosa intende per “pendenza di lite”. Se si tratta di una ipoteca a garanzia di impegni economici deriventi da sentenza tenga presente che c’è recente sentenza di Cassazione che dice come tale iscrizione sia ammissibile solo in caso di inadempimento. Si rivolga ad un avvocato esperto
Salve Notaio volevo una sua opinione in merito a questa situazione: sono in procinto di acquistare un immobile (già fatta anche la perizia bancaria)ma ad oggi non è stata ancora fatta la cancellazione della trascrizione di domanda giudiziale relativa ad un processo ormai da tempo chiuso(sentenza novembre 2012) per rigetto della domanda dell’attore, l’agente immobiliare mi dice che per una questione di tempistica il suo notaio ,che poi sarebbe colui che dovrà stipulare l’atto,ha affermato che detta cancellazione può essere effettuata anche successivamente e che si prende lui l’impegno di farlo formalizzandolo anche nell’atto stesso .
Quello che le chiedevo è normale fare un accordo del genere o successivamente potrei avere dei problemi e quali
22 Novembre 2018 alle 14:59
Si, è possibile. Occorre però informarsi bene quali sono i costi del notaio ed eventualmente dell’avvocato e, se del caso, trattenere una somma a garanzia
Grazie mille per l’immediata risposta se è possibile avrei un altro paio di domande da farle
1) se ho letto bene all’inizio del suo blog nel mio caso (rigetto della domanda dell’attore) la cancellazione tramite notaio non sarebbe possibile ma solo tramite giudice
2) la cancellazione automatica dopo venti anni non si verificherebbe
3) cosa accadrebbe se alla fine,acquistato l’immobile la cancellazione non avvenisse ?
25 Novembre 2018 alle 13:31
Purtroppo non ho tempo per ricercare e leggere la sua precedente domanda. Tenga presente comunque che 1) le cancellazioni a seguito di causa sono di competenza del giudice. 2) Dopo 20 anni, anche se la iscrizione è prescritta, occorre sempre un titolo per la cancellazione da presentare al Conservatore. 3) E’ una decisione dell’acquirente valutare la esistenza di un rischio o meno per la presenza della trascrizione
RobertoN ha detto:
Buongiorno Notaio, vorrei una sua opinione in merito alla seguente situazione.
A seguito del fallimento dell’azienda di mia moglie (con cui sono in separazione dei beni), azienda nella quale io non avevo alcun titolo, interesse od incarico, ci è stato annullato il fondo patrimoniale che avevamo costituito per la nostra casa perchè costituito entro i 5 anni dal fallimento (mia moglie aveva dato in garanzia il suo 50% dell’immobile).
Ora a mio nome, sulla visura ipotecaria, vedo una domanda giudiziale di revoca atti soggetti a trascrizione (la revoca del fondo patrimoniale in cui era iscritta solo la prima casa di proprietà).
Poichè sto comprando un altro immobile (intestandolo solo a me) con l’obiettivo di ristrutturarlo e rivenderlo, il futuro acquirente di questo immobile potrebbe avere problemi nell’acquisto stante la domanda giudiziale presente nella mia visura? Sia dal punto di vista del notaio che da quello della banca che erogherebbe un mutuo all’acquirente?
28 Aprile 2019 alle 18:39
Lo escludo. Nella visura c’è scritto che si tratta della domanda di revoca del fondo per poter poi aggredire il 50% di proprietà di sua moglie. Nella malaugurata ipotesi che tutto andasse male lei rimane sempre proprietario dell’altro 50%, semprechè, come mi ha riferito, lei sia estraneo al fallimento
Alex5609 ha detto:
30 Aprile 2019 alle 15:31
Nel lontano 1991 mio suocero dono’ ai miei 2 figli ( il 3 non era ancora nato ) un piccolo appartamento con annesso deposito e la sua legittima. Nel 2006, alla sua morte,gli eredi hanno aperto una controversia con trascrizione di domanda giudiziale. Il nostro e il loro avvocato non hanno chiesto la divisione della controversia inglobando in un unico processo sia la donazione che l’eredita’. Nel 2015, con sentenza parziale, il Giudice ha dato ragione ai miei figli, mentre sull’asse ereditario il giudizio e’ ancora in sospeso. Nel mentre sono morti 2 eredi ( mia suocera e mio marito ) ed e’ cambiato anche il Giudice. Nel 2016, oltre ad essere passati 10 anni della morte di mio suocero ( donante ), anche la sentenza e’ passata ingiudicato, senza appello: Purtroppo il Giudice di allora non ha ordinato la cancellazione della domanda giudiziale e non l’ha richiesta neanche il nostro avvocato. Nel gennaio del 2018 i miei figli hanno messo in vendita la donazione a mio cognato (coniuge di una delle eredi ); nel compromesso ( non registrato ), il compratore si e’ impegnato a cancellare la domanda giudiziale. Secondo il mio modesto parere, dopo un anno,e’ giusto pretendere altro tempo per cancellazione giudiziale, dato che chi compra e’ il marito di colei che ha creato queste difficolta’? E’ giusto pretendere che tutti gli eredi partecipino, con il loro assenso, alla cancellazione della domanda giudiziale ( eredi sparsi in tutta Italia ) anche del 3° figlio ( attualmente residente all’estero ) che non e’ proprietario dell’appartamento con annesso deposito donato? Se il Giudice per cancellare la domanda giudiziale ha chiesto solo una dichiarazione dei due ragazzi intestatari dell’immobile perche’ pretendere anche l’assenso del terzo figlio da parte di mio cognato? Mi scuso per il linguaggio poco professionale e Le faccio i miei complimenti per l’egregio lavoro che Lei svolge per tutti noi. Cordiali saluti. Attendo una Sua risposta
Non ho ben capito la dinamica ma per poter ottenere la cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale è necessario il consenso di tutte le parti interessate (ovvero di tutti coloro che hanno partecipato alla causa o i loro eredi). Se poi la causa si è conclusa con una sentenza passata in giudicato è il giudice ad ordinare la cancellazione della trascrizione e se ciò non avviene è possibile chiedere che venga rilasciata un’ordinanza ad hoc in tal senso.

References: sentenza 
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 art. 2901
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 art. 2878
 art. 2882
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 art.2668
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 art. 2878
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