Source: http://statvalt.eu/documenti/relazione2012/cap15.html
Timestamp: 2018-01-22 08:39:01+00:00

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Come evidenziato nel capitolo introduttivo e nel box sullo Statuto Comunitario alla fine del capitolo 2, il 2012 è stato un anno importante per la pubblicazione della nuova edizione dello Statuto Comunitario, che dà conto anche delle attività avviate con il percorso di progressiva implementazione dello Statuto Comunitario e benchmarking territoriale.
Nel 2012 continuano le attività previste all’interno del “Protocollo d’intesa per la progressiva implementazione del sistema di monitoraggio prefigurato nello Statuto Comunitario per la Valtellina”, sottoscritto da Provincia di Sondrio, Camera di Commercio, Sev, Vivi le Valli, Credito Valtellinese, Banca Popolare di Sondrio e Iperal. Nell’anno si è avviata concretamente l’attività di collaborazione fra le Camere di Commercio Alpine, con la partecipazione di Sondrio, Aosta, Belluno, Bolzano, Cuneo, Trento e Verbano-Cusio-Ossola. Si sono così poste le basi per la definizione di un progetto di collaborazione volto a consolidare una rete di relazioni, avviare progettualità comuni, mutuare esempi e buone pratiche. Fino ad ora i temi trattati sono stati quelli dell’internazionalizzazione, del lattiero caseario, della filiera bosco-legno-energia e del turismo, su cui procedere con iniziative comuni, come per la valorizzazione della filiera del lattiero-caseario con un progetto a valere sul Fondo perequativo, o il documento previsto di promozione congiunta della montagna da parte dei diversi territori alpini.
In questo quadro, anche in un’ottica di sviluppo di lungo periodo, di valorizzazione dei punti di forza e risposta congiunta alle criticità, si prevede di continuare con la partecipazione ai periodici appuntamenti dell’International benchmarking forum di Basilea, che per il 2013 prevede proprio di occuparsi di smart specialisation e sviluppo economico locale, con una forte complementarietà con le risorse del territorio, per una diversificazione che sia base di una nuova leva competitiva.
Osservazioni di carattere metodologico
Ricordiamo che per lo svolgimento delle attività di analisi e studio orientata al benchmarking territoriale nel corso del primo incontro di lavoro tenuto a Sondrio il 9 febbraio 2012 si sono condivisi indicatori, tempi e modi per operare insieme. Tutte le Camere di Commercio dell’arco alpino hanno presentato per la Giornata dell’Economia 2012 una sezione sul benchmarking, che nel caso di Sondrio è andata continuamente rafforzandosi e consolidandosi1. Su questo fronte degna di nota è poi la realizzazione del Report di benchmarking condiviso, realizzato in maniera congiunta con i tecnici delle diverse Camere di Commercio. Come per la scorsa edizione e secondo le indicazioni contenute nello Statuto Comunitario per la Valtellina, per gli indicatori identificati all’interno delle aree Società, Istituzioni, Economia, Infrastrutture e Ambiente viene confrontata la performance di Sondrio con quella delle altre aree alpine, sia nei valori specifici sia rispetto ad un indicatore di comparazione.
Ricordiamo innanzitutto quali siano le aree di indagine per il confronto:
“Società: i temi/indicatori considerati, piuttosto che descrivere lo stato della società, cercano di cogliere la disponibilità di reti di protezione e supporto, anche da parte di organizzazioni di società civile, nelle fasi critiche della vita individuale e sociale (infanzia, anziani, posto di lavoro), includendo inoltre la condizione universitaria come indicatore di dinamismo delle capacità individuali e sociali. Corrispondenza: Articoli 6 e 8 dello Statuto.
Istituzioni: i temi/indicatori cercano di cogliere lo stato, e possibilmente l’efficienza erogativa, dei servizi offerti dalle istituzioni pubbliche ai cittadini e alle imprese. Comprendono inoltre la sicurezza personale, ritenuta parte dei servizi pubblici stessi. Corrispondenza: Articolo 6 dello Statuto.
Economia: i temi/indicatori mirano ad un’immagine sintetica di vari caratteri dell’economia locale. Oltre a quelli usuali di performance del sistema (prodotto e occupazione), vengono considerati l’imprenditorialità e innovatività e due settori di importanza critica come il turismo e il credito. Corrispondenza: Articolo 7 dello Statuto.
Infrastrutture: i temi/indicatori cercano di caratterizzare più gli aspetti di intensità nell’uso delle infrastrutture piuttosto che la loro dotazione, che cambia solo gradualmente. I settori considerati sono quelli della mobilità fisica, delle forniture energetiche, delle tecnologie info-telematiche. Corrispondenza: Articolo 10 dello Statuto.
Ambiente e territorio: i temi/indicatori cercano di caratterizzare, da un lato, la dinamica di uso del territorio e il mutamento dei fattori di rischio, e, dall’altro, la qualità ambientale (aria, acqua, gestione di rifiuti). Corrispondenza: Articolo 9 dello Statuto2.
Rispetto agli indicatori afferenti alle aree sopracitate il dato di Sondrio viene confrontato con quello degli altri territori alpini.
E’ opportuno osservare che nella presente edizione viene inserito anche il territorio di Cuneo per cui la base dati relativa alle comparazioni effettuate nell’edizione proposta per il 2011 e nella presente edizione varia. In ogni caso, nella presente edizione viene offerto sempre un confronto su due anni per un monitoraggio dell’andamento in tutti i territori. Come da indicazione contenuta nello Statuto Comunitario, viene calcolata la distanza di Sondrio dall’indicatore di comparazione, che permette a colpo d’occhio di osservare l’andamento della performance. Come già indicato in precedenza, ricordiamo che l’indicatore di comparazione è generalmente calcolato come media semplice di (a) Lombardia; (b) media delle province indicate ponderata su popolazione delle province stesse. Per la Lombardia non viene calcolata la media ponderata perché il dato lombardo così calcolato dominerebbe la media. Il dato lombardo non viene considerato nel calcolo dell’indicatore di comparazione per quelle aree dove si ritiene privo di significato (es. turismo, ambiente, criminalità) e quando presenta un dato che comprime troppo quelli delle province alpine rendendone più difficile il confronto (es. nel caso dell’innovazione).
Se il dato locale si colloca sopra quello corrispondente di comparazione la performance è positiva altrimenti è negativa. Inoltre, per muovere dalla fotografia della situazione all’evoluzione, è possibile osservare la distanza dall’indicatore di comparazione: se il dato locale è sopra e la distanza aumenta ancora, il cambiamento è positivo; positivo è anche se si colloca sotto, ma vi si avvicina, mentre è negativo nei casi opposti. In questo modo viene monitorato l’andamento assoluto di Sondrio e andamento relativo rispetto all’indicatore di comparazione.
Gli indicatori utilizzati per il rapporto di benchmarking, dalla prima proposta di benchmarking nell’edizione della relazione 2010, rappresentano un ampliamento nel ventaglio di parametri da monitorare rispetto a quanto prefigurato inizialmente, allo scopo di avere un sistema agile ma nello stesso tempo tale da consentire un più articolato confronto anche con le altre realtà.
E’ sempre opportuno ribadire la filosofia che sta dietro lo Statuto Comunitario: si tratta di un monitoraggio proposto per crescere, per costruire un futuro di qualità, per dare indicazioni su quali strade seguire per perseguire tale obiettivo, senza fare una graduatoria sterile dei bravi e meno bravi.
Nell’ambito dello Statuto Comunitario, anche nella nuova edizione dello stesso, sono indicate le iniziative concrete che andranno monitorate per verificare il percorso. Con la nuova edizione dello Statuto Comunitario viene formalizzato il Titolo IV con i capitoli 15-16-17 sui temi dell’identità.
A questo riguardo nell’articolo 15 “Soggetti di programmazione e operativi” si evidenzia il ruolo di soggetti come Provincia e Camera di Commercio dalla cui iniziativa congiunta insieme a soggetti sociali ed economici può discendere la “valorizzazione concreta dello Statuto come fondamento della progettazione di un nuovo modello di sviluppo sostenibile per la comunità valtellinese”. La Cabina di Regia potrà così essere costituita ai sensi del nuovo articolo 15 dello Statuto Comunitario potendo valutare l’opportunità di implementare con politiche le indicazioni emerse negli studi effettuati. Si ricorda che nel tempo anche le politiche e le azioni concrete dovranno essere oggetto di valutazione d’impatto così da verificare l’avvicinamento al futuro di qualità che lo Statuto auspica.
Dal punto di vista metodologico è anche opportuno segnalare la realizzazione di una piattaforma di raccolta e condivisione dati e indicatori per il confronto e per una base dati comune realizzata da parte dell’Istituto Guglielmo Tagliacarne con la piattaforma Geowebstarter.
Con la presente analisi ci si propone di osservare l’evoluzione della performance di Sondrio rispetto alla fotografia offerta nell’edizione 2010 e all’evoluzione del 2011. E’ opportuno ricordare, tuttavia, che con l’introduzione del territorio di Cuneo nel quadro di confronto, potrà essere meno possibile in alcuni casi osservare l’evoluzione della fotografia, dati gli aggiuntivi elementi di confronto, che possono rendere i confronti con analisi effettuate in precedenza anche disomogenee (specie riguardo alla sintesi dell’indicatore di comparazione).
L’obiettivo che ci si propone è quello di confrontare la performance di Sondrio con tutti i territori alpini. Ove possibile si intende anche verificare come i dati siano migliorati o peggiorati rispetto allo scorso anno per introdurre aggiuntivi elementi di analisi ed estensione del patrimonio informativo.
Come base di confronto fra i diversi territori, è opportuno considerare la popolazione e la sua evoluzione. Rispetto al 2011, tutti i territori considerati hanno registrato un decremento della popolazione residente3: dalla riduzione più marcata, dell’1,9% di Verbania, a quella meno consistente, pari a -0,5% di Bolzano. Ricordiamo che l’anno precedente tutti i territori avevano invece registrato incrementi nella popolazione. Considerando la popolazione ripartita per classi di età, Bolzano si conferma la provincia con la popolazione più giovane: il 20,8% della popolazione ha meno di 21 anni, seguita da Trento con il 19,8% (in leggero calo rispetto al 2011 quando era il 20,2%). Seguono Sondrio, Cuneo e Aosta con quota fra 17,7 e 17,4% (anche qui in leggero calo rispetto al 2011). Le provincie con meno giovani sotto i 19 anni sono Belluno con 16,13% (era il 12,9%) e Verbania, dove tale classe di età rappresenta solo il 15,5% della popolazione (il dato aumenta sensibilmente rispetto al 2011 quando era il 12%).
Considerando poi il peso della popolazione anziana sul totale della popolazione, l’indice di vecchiaia fornisce indicazioni interessanti in merito all’invecchiamento della popolazione.
La figura 15.1 offre la serie storica di tale indice per provincia alpina, permettendo di osservare come varia negli anni il peso della popolazione anziana sul totale della popolazione, essendo dato dal rapporto fra la popolazione con oltre 65 anni e quella fra 0 e 14 anni. Di fatto, mette in evidenza la presenza di anziani rispetto ai giovanissimi: a livello italiano il valore è di 148,59 (era 144,5 nel 2010).
Figura 15.1 - Indice di vecchiaia - Serie storica 2006-2011. Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - Istat
Il dato di Sondrio è esattamente nella media italiana. Valori molto più alti della media italiana e dell’indicatore di comparazione (come media delle province alpine) sono registrati da Aosta, Cuneo, Belluno e Verbania. Verbania e Belluno sono anche i territori che registrano l’incremento maggiore nel 2011. Al di sotto della media si collocano solo Trento e Bolzano, che registrano per il 2011 rispettivamente un valore indice di 128,7 e 111,79. Si tratta di valori sempre superiori a 100 dove quindi la quota degli anziani è comunque maggiore di quella dei giovanissimi, anche se decisamente fra le più contenute. L’indice di vecchiaia è correlato negativamente al tasso di natalità: dove l’indice è più alto il tasso di natalità si riduce. Il tasso di natalità più alto si registra infatti a Bolzano (10,41), quello più basso a Verbania (7,5). A Sondrio nel 2011 il tasso di natalità ogni 1.000 abitanti è 8,9 (era 9,05 nel 2010), un valore medio rispetto a quelli degli altri territori, comunque più basso rispetto al valore medio dei territori alpini (9,4), che registrano un tasso di natalità più alto della media italiana (9,1).
Se consideriamo la quota della popolazione straniera sul totale, Sondrio conferma la quota di popolazione immigrata più bassa, anche in contrazione rispetto al 2010: era il 4,6% nel 2010, è il 4,34 nel 2011. Le province che hanno la quota maggiore di immigrati regolari sono Cuneo, con il 9,26% del totale e Trento con l‘8,74% (in leggera contrazione rispetto al 2010, quando erano rispettivamente 9,48% e 9,18%).
L’area Società nel quadro dello Statuto Comunitario per la Valtellina, ha l’obiettivo di monitorare la situazione che va dall’infanzia all’età adulta e anziana, per valutare il livello di soddisfacimento e disponibilità di servizi, dall’asilo nido in avanti, considerando anche tematiche legate al disagio sociale e e alla condizione degli anziani.
Considerando la disponibilità dei posti in asilo nido, Sondrio si colloca al di sotto dell’indicatore di comparazione, solo al di sopra dei valori registrati per Cuneo, Belluno e Bolzano. Mentre l’indicatore di comparazione è andato migliorando il dato corrispondente di Sondrio è andato peggiorando; quindi, per questo importante servizio, legato anche alla possibilità di occupazione femminile, il dato di Sondrio è negativo in quanto si allontana dall’elemento di confronto.
Figura 15.2 - Disponibilità asili comunali in % su utenza 0 - 3 anni. Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Sole 24 ore
Dal nido alla scuola. Considerando l’evoluzione di indicatori classici come quelli legati al numero di studenti per classe, possiamo osservare che nell’anno scolastico 2011/2012, a fronte di una media nazionale pari a 21,52 alunni/classe e ad una media regionale di 22 alunni/classe, la provincia di Sondrio si colloca al di sotto della media con 20,3 alunni per classe. Si tratta di un valore indicativo di una buona disponibilità di docenti e di una relazione studente insegnante costruttivo. Se ci si confronta con gli altri territori, si osserva che il rapporto alunni/classi per la scuola primaria è 17,04 a fronte di un indicatore di comparazione di 18,26. Se lo stesso raffronto viene spostato sulla scuola secondaria di I grado il dato di Sondrio è 21,06 a fronte di un dato medio (indicatore di comparazione) di 21,36; per la scuola secondaria di II grado, il valore registrato a Sondrio è 20,5, a fronte di un dato di 20,47.
Rispetto al tasso di abbandono scolastico, rileviamo che a livello europeo la percentuale di abbandono scolastico tra i giovani è in media del 12,8%, in calo rispetto al dato del 13,5% registrato nel 2011. In Italia il dato è del 17,6% nel 2012 (-0,6% rispetto all’anno precedente) con obiettivo fissato di arrivare a 15-16% entro il 2020.
L’indice di dispersione scolastica per dati sia pur registrati a livello regionale e non provinciale offre l’evoluzione seguente. I dati migliorano per tutti i territori tranne che a Belluno con un tasso di abbandono pari al 16,8%. Sondrio si colloca in posizione intermedia, ma con un tasso di abbandono più alto della media dei territori, 18,4% a fronte di un indicatore di comparazione che è 17,9%.
Figura 15.3 - Dispersione scolastica - regionale - scuole secondarie di II grado - 2010 e 2011. Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - MIUR
Considerando poi la quota dei laureati (che viene considerata come numero di laureati per 1.000 giovani di età 25-30 anni), osservando l’evoluzione 2010-2011, si nota che in tutti i territori la quota di laureati aumenta. Quella più alta è a Trento, anche in relazione all’ateneo che vi si trova, con un valore pari all’81,8%. Segue Belluno con un dato superiore al 75%. Anche Sondrio si colloca al di sopra della media, con una quota di laureati sulla popolazione di 25-30 anni pari al 63,3%. Il dato più basso si registra a Bolzano, dove la quota di giovani laureati sui giovani di 25-30 anni è il 36,7% del totale, di poco superiore a 1 su 3.
Figura 15.4 - Laureati 2011 ogni 1.000 giovani 25-30 anni. Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - MIUR
Confrontando la quota delle persone con titolo di studio universitario sul totale della popolazione e quindi non solo in relazione alla classe di età dei giovani di 25 - 30 anni, si osserva che nel confronto 2010-2011 l’indicatore di comparazione aumenta ancora (da 9,8% del 2010 al 10% del 2011). Il dato relativo a Sondrio aumenta, come per tutti i territori, tranne che per Belluno, dove si ha una contrazione dello 0,2%. Sondrio si colloca in posizione intermedia fra le province alpine, comunque al di sotto dell’indicatore di comparazione, con un dato che sull’anno aumenta di quasi un punto percentuale, da 8,9% a 9,7%. Al di sopra della media si ha soltanto il valore relativo a Trento, sede di una famosa Università, come già ricordato.
Figura 15.5 - Quota popolazione con titolo di studio universitario e superiore (sulla popolazione over 15 anni). Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - MIUR
Muovendo fra i vari passaggi, avendo osservato dati relativi a infanzia e scuola, passiamo a considerare qualche dato relativo alla condizione degli anziani. Avendo osservato i dati relativi all’invecchiamento della popolazione, si può osservare l’evoluzione relativa all’indice di dipendenza strutturale degli anziani - indice che viene dato dal rapporto tra gli over 65 anni e più e la popolazione in età attiva (15-64 anni).
Figura 15.6 - Indice di dipendenza strutturale degli anziani - serie storica 2006 -2011. Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - Istat
Il dato di Sondrio nell’anno è aumentato passando da 30,6 a 31,7. La provincia di Verbania è quella con il più alto tasso di dipendenza strutturale, in linea certamente con i dati registrati sopra con l’indice di vecchiaia.
Considerando l’assistenza domiciliare integrata (ADI) agli anziani, si possono osservare i dati resi disponibili dal Ministro della Salute e relativi al 2010. Si osserva che i pazienti anziani (sono considerati tali quelli con età uguale o superiore a 65 anni) rappresentano più dell’84% del totale dei pazienti assistiti in ADI.
Si rileva che in provincia di Sondrio gli anziani trattati in ADI sono il 12,23% del totale degli anziani sopra i 65 anni. Nel cuneese sono circa il 5% della popolazione, nel VCO lo 0,54% della popolazione, in Val d’Aosta lo 0,43%, come a Bolzano. A Trento la quota è più alta, pari al 3,57% e a Belluno ancora di più, quasi il 6,30% del totale. A giudicare quindi dal numero di pazienti trattati, Sondrio registra un dato molto positivo in un panorama comunque molto variegato nel confronto con gli altri territori.
Per quanto riguarda le reti di protezione e di supporto, legato quindi anche alle attività che si svolgono sul territorio come associazionismo e volontariato, permettono di osservare che il dato di tutte le organizzazioni e associazioni registrate a Sondrio era 279 a marzo 2011 ed è 298 a marzo 2012 ed è 312 a maggio 2013, con un incremento costante (dati Lavops) oltre a quelli registrati da legge regionale.
Un elemento ulteriore da considerare è quello relativo al tasso dei suicidi, diventato critico anche a seguito della crisi economica e spesso correlato all’isolamento percepito nelle aree alpine.
Nelle province alpine, il numero di suicidi più alto, per il 2010, è relativo alla provincia di Cuneo, con 72 suicidi (5 in più dell’anno precedente). Il più basso è quello relativo alla provincia di Verbania, con 13, comunque 6 in più rispetto al 2009. Per quanto riguarda la provincia di Sondrio, nel 2010 i suicidi sono stati 22, per un valore pari a 7 unità in meno rispetto al 2009. Seguono le province di Aosta con 15 suicidi e Verbania, con 13. Il dato medio fra le province alpine per il 2010 è di 28. Sopra la media si colloca solo il valore relativo a Cuneo.
Per osservare poi, la società ancora da un’altra prospettiva, considerando le reti di protezione sul lavoro, elemento di interesse è l’indice relativo agli infortuni sul lavoro, come indice di sicurezza, di cui considerare l’evoluzione negli anni dal 2010 al 2011. La figura 15.7 mette in luce i dati relativi agli infortuni in percentuale sulla popolazione. Sondrio, anche per questa rilevazione si colloca fra i primi posti, subito dopo Verbania e il dato medio lombardo. In tutti i territori nel 2011 si registrano lievi miglioramenti del dato rispetto al 2010.
Figura 15.7 - Infortuni sul lavoro - 2010 - 2011 in percentuale sulla popolazione. Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - Inail
Così come il tema società ha l’obiettivo di verificare e seguire l’andamento delle reti di protezione e supporto nella società, allo stesso modo il tema istituzioni intende verificare e monitorare l’andamento e l’efficienza nell’erogare servizi ad imprese e cittadini. Dal punto di vista istituzionale, intanto, è opportuno osservare che il tema del riordino istituzionale è diventato tema sempre più caldo sull’agenda politica e anche nei diversi livelli territoriali. Su questo tema, infatti, si è dibattuto a Sondrio anche il 17 maggio 2013 all’interno del convegno “Riforme e Innovazioni” nel quadro specifico dello Statuto Comunitario, e lo stesso Titolo IV proposto nella nuova edizione dello Statuto, che, come da introduzione del Prof Quadrio Curzio, “da un lato identifica nella Provincia di Sondrio e nella Camera di Commercio le istituzioni principali per assumere decisioni di rilevanza comunitaria e getta quindi le basi per la costituzione della “cabina di regia” prevista nel Protocollo d’intesa dall’altro, intende sottolineare quanto sia consolidata l’identità della Comunità locale da preservare a fronte della necessità di riprogettare le istituzioni anche in conseguenza delle prefigurate riforme costituzionali avviate nell’estate 2011”.
Efficienza dei servizi si lega anche a considerazione della morfologia dei territori; in questo quadro rientra per esempio la richiesta di status di sanità di montagna in considerazione delle specificità del territorio.
Rimanendo sulla sanità, si osserva che la media dei posti letto ospedalieri nei vari territori alpini è molto variegata: Sondrio si trova in buona posizione - 4,4 per 1.000 abitanti - subito dopo Verbania che è al primo posto, e prima del dato di Belluno. In quasi tutti i territori nel confronto 2007-2008 si registrano delle contrazioni, forse riconducibili a disegni di semplificazione, efficienza e riduzione costi e oneri di gestione delle strutture.
Se si osserva invece un altro dato, quello dell’emigrazione ospedaliera, cioè quella dei residenti che si spostano fuori provincia per ricevere le cure mediche, la figura 15.9 evidenzia che Sondrio ha la quota più bassa di emigrazione sanitaria, un valore in leggero aumento rispetto all’anno precedente, ma comunque sotto il 2%. Più elevate sono le quote di Aosta, Trento e Verbania, fra il 15% e il 21%.
Figura 15.8 - Posti letto (su mille abitanti) - dato 2007/2008. Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - Ministero della Salute
Figura 15.9 - Servizi sanitari (emigrazione ospedaliera, in %) - 2009/2010. Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - Ministero della Salute
Considerando ordine pubblico e sicurezza, Sondrio si posiziona comunque ancora ai vertici. Tuttavia, nel confronto fra i dati 2010 e 2011 si osserva che il tasso di criminalità diffusa, relativo solo a furti e rapine, è in aumento, da 8,82 a 10,69, a fronte comunque di un indicatore di comparazione pari a 14 circa. Pertanto la sicurezza personale risulta ancora eccellente nonostante un certo peggioramento negli ultimi anni: per l’ordine pubblico Sondrio era al secondo posto nel 2011 ed è all’undicesimo posto nel 2012, perdendo ben 9 posizioni4.
Figura 15.10 - Criminalità diffusa (n° reati - furti e rapine - per 1.000 abitanti) - dato 2010/2011. Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - Ministero dell’Interno
Infine, per l’efficienza nei servizi, è opportuno verificare anche che ci sia una velocità della giustizia adeguata alle esigenze. Rispetto al 2010, i dati del 2011 di tutti i territori peggiorano tranne nel Verbano dove l’indicatore registra un miglioramento. Bolzano e Trento si confermano alla guida di questa classifica. Sondrio resta in posizione intermedia, appena al di sotto dell’indicatore di comparazione e, pertanto, con dati comunque migliorabili.
Figura 15.11 - Giustizia (cause evase/cause nuove + pendenti) - 2010/2011. Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - Ministero della Giustizia
Classicamente, come indicatore di sintesi per confrontare le performance di diverse realtà, a diversi livelli territoriali, di Paesi ma anche di Regioni e Province, si utilizza il prodotto interno lordo pro capite. Considerando il dato relativo al 2011 si osserva che per Sondrio è 27.934,74 Euro, più alto del valore medio delle aree alpine (26.972 Euro). Nel 2011, dai dati disponibili, Sondrio si colloca al secondo posto per PIL procapite appena prima di Trento, Aosta e Belluno, territori tutti con PIL procapite compreso fra 27.700 e 27.900 Euro. Il PIL procapite più contenuto per i territori alpini si rileva a Verbania con un dato pari a 20.585 Euro5.
Molti economisti hanno evidenziato come il PIL non sia un indicatore che riflette molte sfaccettature di cui tenere conto, ed è per questo che vari studi si sono concentrati sul calcolo del benessere interno lordo, BIL, ma per questo indicatore, ancorché molto interessante, si tratta ancora di riflessioni e di studi piuttosto che di indicatori consolidati aggiornati e disponibili per tutti i livelli territoriali. Rispetto all’indicatore “qualità della vita” - indicatore composito che di fatto si avvicina al concetto di BIL, combinando il tenore di vita, la qualità e disponibilità di servizi sul fronte dell’ambiente e della salute, aspetti legati agli affari e al lavoro, l’ordine pubblico, dinamiche legate a popolazione e tempo libero - è possibile fare riferimento alla classifica che annualmente viene diffusa dal Sole 24 ore. Secondo tale classifica per le province alpine nel passaggio dal 2011 al 2012, si registra un significativo peggioramento di posizione per Sondrio. Sondrio, che era al terzo posto nel 2010 ed era già scesa al nono nel 2011, perde ancora undici posizioni e si colloca al ventesimo posto a livello nazionale; fra le province alpine Sondrio è soltanto prima di Verbania che comunque migliora, ma solo di una posizione, collocandosi al trentottesimo posto. Al primo posto si trova Bolzano, che comunque era già sul podio nel 2011 al secondo posto, e al terzo posto a livello nazionale si trova Trento. Belluno, che era al terzo posto nel 2011, perde quattro posizioni e si trova al settimo posto.
Figura 15.12 - Qualità della vita 2011/2012. Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - Sole 24 ore
Nell’area economia è sempre cruciale considerare la dinamicità del sistema imprenditoriale, su cui hanno impatto dinamiche diverse. Da un lato, la congiuntura incide sia sull’apertura di nuove iniziative imprenditoriali, sia sulla chiusura di esperienze che registrano delle difficoltà. Inoltre, come evidenziato in molteplici studi, anche la dimensione normativa incide sulla propensione delle imprese ad innovare e anche a creare quindi nuove iniziative imprenditoriali ad essa collegate. Dove le procedure concorsuali sono più favorevoli ai creditori, gli imprenditori tendono ad essere allontanati da iniziative orientate all’innovazione radicale6. Considerando le dinamiche della creazione e chiusura di impresa e quindi il rapporto iscrizioni/cessazioni, è possibile osservare che anche per il 2012 Bolzano si colloca al primo posto per dinamicità del sistema: il rapporto fra iscrizioni e cessazioni è maggiore di 1 e questo significa che le imprese iscritte superano le cessate. Sull’anno si registra una leggera contrazione del rapporto (da 1,15 a 1,11). Sondrio si colloca anche nel 2012 all’ultimo posto, con un rapporto fra iscrizioni e cessazioni pari a 0,8, comunque in miglioramento rispetto al 2011 quando era pari a 0,77. Di conseguenza, è possibile osservare che la forbice tende a ridursi (a differenza di quanto registrato nel 2011), anche perché l’indicatore di comparazione - pari a 0,95 - segna un rallentamento di 0,02 rispetto al 2011. Aosta è, insieme a Bolzano, l’altro territorio dove il valore del rapporto è appena superiore a 1, ad indicazione del fatto che qui sono di fatto cessate tante imprese quante se ne siano iscritte.
Figura 15.13a - Iscrizioni / Cessazioni - 2011 - 2012. Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - Movimprese
Volendo osservare con attenzione la situazione dei giovani, è possibile raffrontare il rapporto iscrizioni/cessazioni di imprese giovanili nei diversi territori con quelli relativi al complesso delle imprese. Si osserva innanzitutto che i rapporti iscrizioni/cessazioni per le imprese giovanili sono più elevati che per quelli relativi al totale delle imprese, a dimostrazione del fatto che, in tutti i territori, nascono più imprese giovanili di quante ne muoiano. Per tutti i territori infatti il rapporto è superiore a 1. E’ particolarmente dinamico il territorio di Bolzano che si conferma al primo posto anche per le imprese giovanili, seguito da Belluno. Sondrio si colloca in posizione intermedia, ma fra le posizioni più in basso, al di sotto dell’indicatore di comparazione. Anche qui, come sopra, l’indicatore di comparazione segna un rallentamento, mentre il rapporto relativo a Sondrio segna un dato più positivo e quindi sotto questo profilo la performance di Sondrio migliora leggermente (il rapporto passa da 1,90 a 1,98).
Figura 15.13b - Iscrizioni / Cessazioni - 2011 - 2012. Imprese giovanili. Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - Movimprese
Anche le notizie di cronaca si sono occupate nel 2012 dei dati relativi ai fallimenti: nel 2012 a livello complessivo italiano ogni giorno 34 imprese si sono trovate costrette a portare i libri in tribunale. La cifra totale è di 12.463 fallimenti in Italia, da gennaio a dicembre 2012. Si tratta di un valore elevatissimo ed il più alto dal 2009, a dimostrazione che la crisi da finanziaria ha sempre più colpito anche l’economia reale. La crisi economica persistente si riflette così anche sul dato dei fallimenti.
A livello regionale, in Lombardia si sono registrati i maggiori fallimenti, con 2.817 fallimenti nel 20127 e 4.378 fallimenti, solo in provincia di Milano, nel periodo 2009-2012. Dopo la Lombardia si trova il Lazio con 1.342 fallimenti nel 2012.
I dati relativi alle province alpine resi disponibili dall’elaborazione dell’Istituto Tagliacarne via piattaforma Geowebstarter, che possono essere analizzate anche attraverso una serie storica specifica, permettono di osservare che Sondrio è al terzo posto fra le province alpine per minor numero di fallimenti, dopo Bolzano e Cuneo. A Sondrio il rapporto fra imprese fallite e attive passa da 1,55 a 1,68. Si registra un aumento del rapporto ma meno consistente rispetto all’andamento registrato in altre province (ad esempio Verbania). Sondrio si colloca proprio appena sopra la media dei valori delle province alpine; ben sopra la media sono Belluno, Verbania e Aosta. E’ altrettanto opportuno ricordare che tutti i valori registrati sono decisamente al di sotto dei valori registrati complessivamente a livello italiano.
Figura 15.14 - Imprese fallite su imprese attive (in %). Serie storica 2008-2012. Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - Movimprese
Da più parti è stato evidenziato che le chiavi per uscire dalla crisi consistono in azione di rete, apertura internazionale e competizione basate su qualità e innovazione. Ecco, quindi, che è opportuno osservare l’evoluzione della performance della provincia di Sondrio rispetto alle altre province alpine sotto il profilo di internazionalizzazione e innovazione.
L’innovazione rappresenta un elemento chiave di competitività. Non è da leggersi solo con attenzione all’innovazione tecnologica ma di più ampio respiro, di tipo organizzativo e per abbracciare tutto il sistema. Molti studi hanno messo in luce anche come le imprese innovative abbiano continuato percorsi di crescita durante la crisi, realizzando innovazioni di prodotto e di processo, che hanno permesso di identificare anche nuove nicchie di mercato. Le imprese che crescono di più sono quelle che innovano e quelle che intensificano la presenza sui mercati internazionali, come aveva evidenziato anche una ricerca di Unioncamere del 2012.
In provincia di Sondrio l’aggregatore di sistema che ha come mission quella di diffondere l’innovazione sul territorio è il Polo dell’Innovazione. Il suo ruolo è quello di operare come animatore di rete per l’innovazione. Negli ultimi tempi specifico focus di attività del Polo è stato quello dell’efficienza energetica, come soggetto tecnico di riferimento per la realizzazione del Polo di efficienza energetica della provincia di Sondrio, nel quadro dell’iniziativa Valtellina EcoEnergy.
Se vogliamo confrontare le performance delle province alpine sul tema dell’innovazione, indicatori classici sono le domande di invenzione, marchi, modelli di utilità, disegni e brevetti.
E’ sempre bene ricordare che si tratta di dati soltanto indicativi e non esaustivi perché non comprendono tutto ciò che viene registrato al di fuori della provincia anche da aziende che operano sul territorio locale. Inoltre, si tratta di indicatori che non esplicitano le collaborazioni Università impresa, il livello di spesa in attività di R&S, il tipo di investimenti effettuato e i progetti congiunti di ricerca e innovazione.
Considerando l’evoluzione storica del macroindicatore dato dalla somma di domande di invenzioni, disegni, modelli di utilità e marchi, si osserva che Sondrio e Aosta sono in ultima posizione per tutto il periodo considerato. Negli ultimi anni Sondrio registra un incremento nel valore del dato, soprattutto nel 2010, con un leggero calo nel 2011 e valore stabile per il 2012. L’indicatore di comparazione cresce più di quanto cresca il dato corrispondente di Sondrio. Il dato di Sondrio passa da 54 a 55. L’indicatore di comparazione passa da 346 a 3658. Sondrio, quindi, si allontana dall’indicatore di comparazione. Relativamente al dato sui brevetti EPO, disponibile al 2011, si osserva che il valore di Sondrio passa da 4 dell’anno precedente a 6. Si tratta del terzo valore più basso fra le province alpine, dopo i 2 di Verbania e le 5,5 domande di Aosta. L’indicatore di comparazione per i territori considerati è pari a 32 (era 37,52 nella rilevazione precedente). Il valore di Sondrio quindi migliora rispetto al precedente.
Figura 15.15 - Domande di invenzioni, disegni, modelli di utilità, marchi - serie storica 2007/2012. Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - Ministero dello Sviluppo Economico
Il binomio innovazione e internazionalizzazione è sempre più inscindibile per la competitività delle imprese e dei sistemi economici in cui operano. Tenere quindi sempre monitorata l’evoluzione della presenza sui mercati esteri è importante per fornire indicazione sulla propensione all’export e il tasso di apertura delle imprese localizzate nei diversi territori.
Rispetto alla propensione all’export, si può osservare che al primo posto si conferma Belluno, con un dato in aumento rispetto al 2011, da 48,9% a 54%.
Tutti i territori, tranne Aosta, registrano un aumento nella propensione all’export rispetto al 2011. Il dato di Cuneo aumenta di un punto percentuale, così come quello di Verbania, mentre quello della Lombardia di 1,5 punti percentuali. I dati di Trento e Bolzano invece si mantengono più stabili rispetto al 2011. Considerando Sondrio, si osserva che la propensione all’export aumenta e si colloca al 12,4%, in aumento di 1,2 punti percentuali rispetto al 2011: la nostra provincia quindi migliora la propria performance, grazie all’aumento delle esportazioni, ma si colloca ancora all’ultimo posto ed è a 3 punti percentuali di distanza dalla provincia di Aosta. Se si considera invece il grado di apertura, dato dal rapporto sul valore aggiunto della somma di importazioni ed esportazioni, si osserva un dato stabile per Sondrio, su cui incide anche la riduzione delle importazioni conseguente alla ridotta attività per la crisi. Il dato di Sondrio è 20,77%, ultimo fra i territori alpini, di poco sotto al valore di Aosta, pari a 21,95%, con valore costante rispetto al 2011. Al primo posto Belluno con il 68,8% seguita da Cuneo con il 63,05%.
Figura 15.16 – Propensione all’export nelle province alpine (export/valore aggiunto) – 2011 e 2012. Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - Istat Coeweb
Fra gli elementi strategici da considerare in un quadro di benchmarking territoriale delle aree alpine, importante è poi la presenza dei turisti sul territorio, per un settore non delocalizzabile e strategico.
Un indicatore importante è quello relativo alla permanenza media del turista sul territorio. La figura 15.17 mette in evidenza l’andamento della permanenza media nei diversi territori negli ultimi anni indicando anche l’andamento medio (totale area vasta). Possiamo osservare che Belluno, Bolzano e Trento si collocano al di sopra del valore medio, con valori di permanenza media compresi fra 5,68 e 4,63, mentre gli altri territori sono al di sotto. Nel 2011 la permanenza media di fatto è molto vicina per Sondrio, Cuneo, Aosta e Verbania, compresa fra 2,93 e 3,28 giorni. Per quanto riguarda Sondrio si può osservare che la permanenza media si erode ancora scendendo da 3,41 a 3,28. L’indicatore di comparazione corrispondente si riduce leggermente passando da 4,13 a 4,08. Il dato di Sondrio, quindi, si riduce di più del corrispondente indicatore di comparazione, richiamando alla necessità di procedere con azioni integrate per un turismo di qualità e per una destagionalizzazione lungo tutto l’arco dell’anno.
Figura 15.17 – Permanenza media – serie storica 2007-2011. Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - Istat
Sul fronte turistico interessante notare anche un ulteriore indicatore, quello del numero di arrivi per mille abitanti (calcolati sugli arrivi Istat al 2011).
La tabella in figura 15.18 evidenzia il numero di arrivi ogni mille abitanti per i vari territori alpini, confermando il primato di Bolzano, dove gli arrivi ogni mille abitanti erano 11.223 nel 2010 e sono 11.530 nel 2011. Non vi sono variazioni di posizione rispetto al risultato relativo al 2010 e tutti i territori migliorano la posizione. Sondrio è in penultima posizione, molto al di sopra del valore registrato da Cuneo e con un dato che aumenta significativamente rispetto al 2011: mentre nel 2010 gli arrivi in Valtellina e Valchiavenna per mille abitanti erano 3.469 e salgono a 3.670 nel 2011.
Riguardo alla quota dei turisti stranieri sul totale, sia Bolzano sia Verbania aumentano la quota dei turisti stranieri che arrivano sul loro territorio: a Bolzano la quota sale dal 61,3% al 62,5% a Verbania sale dal 70,9% al 72,5%. A Sondrio gli stranieri rappresentavano nel 2010 il 32% degli arrivi, quota che nel 2011 sale al 34,7%.
Altro indicatore degno di nota, di cui si ritiene opportuno fornire un’evoluzione dell’andamento nel tempo, è quella dell’indice di qualità alberghiera. Si ricorda che esso viene definito come la quota di stanze di hotel categoria superiore alle 3 stelle sul totale. Di fatto si tratta di un indice della qualità dell’offerta ricettiva locale. Per le province alpine l’indicatore di comparazione si mantiene al 20% del totale, con valori che segnano leggeri miglioramenti in tutti i territori nel passaggio dal 2010 al 2011. Sondrio si colloca all’ultimo posto con una quota pari al 14,9% del totale - in aumento di 0,8 punti percentuali - per gli hotel di categoria superiore. Il valore massimo invece si registra a Verbania con il 33%. Un elevato valore di tale indicatore si associa in genere ad un’offerta di tipo medio alto e spesso a tipologie di clientela con elevata capacità di spesa.
Figura 15.19 – Quota stanze hotel categoria superiore alle 3 stelle (% sul totale) – 2010 e 2011. Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - Istat
Innovazione, internazionalizzazione e turismo sono elementi cruciali nello sviluppo di un sistema economico alpino. In questo, minimo comune denominatore sono le persone, vero elemento chiave delle strategie di sviluppo di un sistema. E’ per questo che si ritiene opportuno osservare anche indicatori che possano riferirsi alla valorizzazione del capitale umano in un disegno di attrattività del territorio. Su questa linea vogliamo considerare l’evoluzione nelle richieste di previsione di assunzioni di capitale umano con titolo universitario e, quindi, di capitale umano qualificato sul totale delle assunzioni non stagionali previste all’interno del sistema Excelsior. Anche per il 2012, come per il 2011 al primo posto si trova Trento con un valore fortemente aumentato rispetto al 2011, tale da incidere in modo netto sull’indicatore di comparazione. Al di sopra dell’indicatore di comparazione si trova solo Trento. Poco sotto il valore medio (indicatore di comparazione) si collocano Bolzano e Cuneo. Sondrio è al penultimo posto, prima di Aosta, con un dato che migliora rispetto al 2011 (mentre le previsioni di Aosta si riducono rispetto a quelle del 2011). Se l’indicatore di comparazione aumenta di quasi 4 punti percentuali, quello di Sondrio, pur migliorando, aumenta di circa 1 punto percentuale. Pertanto la performance di Sondrio segna un miglioramento anche se meno rapido rispetto a quello registrato dall’indicatore di comparazione corrispondente.
Figura 15.20 – Assunzioni non stagionali previste per livello di istruzione - titolo universitario - 2011 - % sul totale. Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - Excelsior
Altro elemento che permette di dare valutazioni aggiuntive sul tema dell’attrattività può essere quello della quota della popolazione immigrata sul totale della popolazione, perché può offrire anche indicazioni - comunque parziali e da integrare con altri dati per esempio su provenienza, occupazione e titolo di studio - rispetto alla capacità del territorio di attrarre capitale umano da fuori perché vi si inserisca e rilocalizzi stabilmente. Se ci si confronta con la rilevazione effettuata si osserva che a livello lombardo la quota di immigrati regolari diminuisce passando dal 10,7% al 9,8% del totale; anche a Trento la quota cala a 8,7% dal 9,2%; Si riduce anche l’indicatore di comparazione con cui confrontare la situazione di Sondrio. Il dato per Sondrio si riduce e passa da 4,6% al 4,3% sul totale dei residenti. Il valore medio è ancora più che doppio rispetto a quello di Sondrio. Pur con le limitazioni e relativi approfondimenti indicati più sopra, si tratta di un dato indicativo della composizione di un territorio, importante riferimento per il mix di politiche socio economiche e culturali su cui agire per favorire un rafforzamento dell’attrattività.
Figura 15.21 - Immigrati regolari sul totale della popolazione - 31.12.2011 - 31.12.2010. Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - Istat
Per monitorare l’andamento nella presenza di infrastrutture culturali e ricreative che giocano un ruolo non indifferente nel costruire l’attrattività di un territorio, si può osservare che nel 2012 il dato per Sondrio è pari a 35,6 (era 33,6 l’anno precedente). Si conferma il più basso di tutte le province alpine, con un indicatore medio di comparazione che passa da 59,7 la rilevazione precedente a 58,05. Pertanto, mentre l’indicatore di comparazione si riduce leggermente il valore di Sondrio aumenta, ma restano ancora importanti margini d’azione su questo fronte. E’ opportuno osservare che sul territorio vi sono molte associazioni attive anche sul fronte culturale. Nell’ambito più specifico dei progetti di attuazione dello Statuto Comunitario è opportuno ricordare anche il progetto dello “Spettacolo dal vivo” promosso da SEV e supportato dalla Fondazione Cariplo, che mira alla creazione del teatro sociale dell’intero sistema locale, favorendo sinergie fra le associazioni presenti. Considerando l’importanza che la qualità culturale ha per le persone, operare sulla qualità e varietà dell’offerta culturale sul territorio può costituire una delle leve per potenziare l’attrattività del sistema locale.
In un confronto fra territori non può mancare un approfondimento sul tema del lavoro, tanto più in un anno come il 2012 dove la crisi ha manifestato fortemente il proprio impatto sull’economia reale. Osservando la dinamica di occupazione e disoccupazione (figura 15.22), si può rilevare che anche nel 2012 Sondrio registra il tasso di disoccupazione più alto fra le province alpine, pari all’8,9%, ben più alto dell’indicatore di comparazione, che segna un valore pari a 6,63%. La linea lilla è relativa al dato registrato da Sondrio nell’arco di sei anni. Nel confronto con gli altri territori, si osserva che il dato di Sondrio resta quasi stabile fino al 2009 per poi crescere in modo significativo negli ultimi tre anni. Negli altri territori, invece, l’effetto della crisi sul mercato del lavoro in qualche modo si era fatto sentire già prima, con tassi di disoccupazione che erano cresciuti già nel 2008 e 2009. In tutti i territori l’impennata generalizzata si è però avuta nel 2012 e ha interessato anche quelle aree come Bolzano che fino ad allora non erano state colpite dal fenomeno. L’area che sembra risentirne maggiormente è comunque la provincia di Sondrio che vede il tasso di disoccupazione del 2012 sulla soglia del 9% mentre gli altri territori sono fermi al 6,75% con Bolzano sotto la soglia del 4,5%.
Figura 15.22 - Tasso di disoccupazione nelle province alpine - serie storica 2007 - 2012. Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - Istat
Nel quadro della crisi, particolarmente critica è la situazione della disoccupazione giovanile 15-29 anni (figura 15.23). I giovani sono infatti i soggetti più colpiti dalla crisi e per i quali la soglia di preoccupazione è elevatissima: l’alto tasso di disoccupazione giovanile è allarmante perché rischia di creare per il futuro una società perduta per almeno una intera generazione. Anche in questo caso si osserva come la situazione sia rimasta più o meno stabile fino al 2009 con però alcune criticità per la provincia di Sondrio che già allora faceva registrare un tasso di disoccupazione giovanile di quasi 4 punti più elevato rispetto a tutti gli altri territori (circa 11% contro tassi inferiori al 7,5% per le altre provincie).
Tuttavia, la crisi del 2009 ha colpito tutti i territori in modo abbastanza uniforme con due eccezioni, Belluno e Sondrio, con andamenti successivi diversi. La provincia di Sondrio, che nel 2009 era rimasta stabile in termini di disoccupazione giovanile, ha da lì in avanti fatto registrare una crescita continua fino a toccare il dato record del 17,3% nel 2011 raggiunto nel 2012 da Belluno che dopo un parziale recupero nel 2010 ha da lì in avanti dovuto fare i conti con una continua crescita del tasso di disoccupazione giovanile. Nel 2012 il dato record si contrae leggermente e scende dal 17,3% al 16,6%9.
Figura 15.23 - Tasso di disoccupazione giovanile nelle province alpine - serie storica 2007 - 2012. Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - Istat
Nell’area dedicata all’economia elemento chiave è il credito. Si tratta di un pilastro portante dell’economia locale, in particolar modo in provincia di Sondrio, dove le due banche locali cooperative radicate sul territorio hanno forte identità locale, e partecipano al progetto di attuazione dello Statuto Comunitario per la Valtellina, condividendone principi e prospettive.
Effettuando un confronto fra territori, per monitorare la situazione, è opportuno osservare l’evoluzione di due indicatori, il rapporto sofferenze impieghi e il rapporto impieghi depositi10, per confrontare in modo sintetico l’evoluzione nell’andamento del sistema creditizio. Sondrio conferma ancora il dato più basso di tutte le aree territoriali oggetto del confronto - il rapporto passa da 2,5 a 2,7 - e al di sotto dell’indicatore di comparazione che nel 2012 segna 4,8 mentre nel 2011 era 4,08. E’ questa un’altra conferma della qualità eccellente del credito nel sistema valtellinese dato l’aumento non irrilevante, anche nel 2012, delle sofferenze.
Figura 15.24 - Sofferenze/impieghi sul totale della popolazione. Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - Banca d’Italia
Figura 15.25 - Impieghi/depositi sul totale della popolazione. Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - Banca d’Italia
Il rapporto fra impieghi e depositi a Sondrio è nel 2012 1,18 (era 1,20 nel 2011), mentre l’indicatore di comparazione è di 1,64 (era 1,9 nel periodo precedente), se, come di consueto, viene considerato anche il dato lombardo. Aosta si conferma la provincia con la quota di deposito maggiore in rapporto agli impieghi (0,85, in leggero calo rispetto al 2011), subito seguita da Sondrio e Belluno, come nei periodi precedenti. Si tratta di valori che denotano una attenta gestione del credito. Bolzano si conferma invece provincia dove gli impieghi sono più alti in rapporto ai depositi (1,85, con dato in leggero calo rispetto al 2011), seguita dalla Lombardia con 1,8 quale dato medio lombardo, anch’esso in calo rispetto al 2011.
Abbiamo già osservato quanto sia critico il buon funzionamento delle infrastrutture per un sistema economico locale. Nel momento di redazione della presente Relazione, i lavori di messa in sicurezza della galleria Monte Piazzo sul lago di Como hanno messo in luce tutta la vulnerabilità della provincia di Sondrio sotto il profilo dei collegamenti, per quanto molteplici iniziative vi siano in corso. Non va dimenticato infatti l’impegno diretto di istituzioni ed enti locali nel contribuire direttamente al finanziamento della nuova SS38. In vista del progetto Valtellina Valposchiavo Expo si stanno conducendo verifiche per proporre un treno di collegamento ad hoc da Fiera Milano a Tirano e Engadina, all’insegna di una mobilità su ferro maggiore per una mobilità più sostenibile.
Dal punto di vista degli indicatori disponibili è possibile confrontare la situazione dei diversi territori con riferimento alla dotazione infrastrutturale negli anni 2011 e 2012. Abbiamo già rilevato come obiettivo dello Statuto Comunitario vorrebbe essere quello di considerare utilizzo e sfruttamento delle infrastrutture e non solo la dotazione delle stesse, visto che questo è un indicatore che cambia poco nel tempo, mentre più variabili sono i pattern di utilizzo e la soddisfazione nell’utilizzo delle infrastrutture stesse, verso una condivisione di buone pratiche sul fronte della mobilità sostenibile, riprendendo anche esperienze come quelle presentate a Sondrio nel luglio 2009 in occasione della presentazione delle proposta del Prof. Quadrio Curzio 3V, Valtellina Vettori Veloci.
Osservando l’evoluzione della situazione infrastrutturale dal punto di vista della dotazione si rileva il quadro seguente (figura 15.26). Mentre nel 2009 il dato di Sondrio era pari a 37,4, nel 2011 è pari a 33,3 e nel 2012 è 29. Si ha un continuo peggioramento perché le iniziative in corso non sono ancora concluse e quindi non hanno ancora impatto su tali indicatori. Anche l’indicatore di comparazione segna una riduzione, da 82,4 a 80,6. Il dato di Sondrio, tuttavia, peggiora di più di quanto non peggiori il dato riassunto dall’indicatore di comparazione.
Figura 15.26 - Indice dotazione infrastrutturale - stradale - 2011/2012. Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - Unioncamere
Volendo offrire un aggiornamento rispetto all’uso delle infrastrutture stradali, è possibile osservare l’indicatore relativo alle autovetture circolanti ogni 1.000 abitanti per provincia alpina.
La tabella in figura 15.27 evidenzia che il maggior numero di veicoli si ha ad Aosta, per un valore che è quasi doppio di quello della provincia che si trova in seconda posizione, Cuneo.Sondrio si colloca ancora nella parte bassa della graduatoria con 591 autovetture per 1.000 abitanti, (erano 583 l’anno precedente) appena prima di Trento (con 588) e di Bolzano (con 530 autovetture per 1.000 abitanti, anch’essa in aumento di 8 unità).
Spostandosi poi sulla dotazione ferroviaria, si può osservare che non ha segnato significative variazioni rispetto al 2011: al primo posto si trova sempre Verbania, con un dato costante, pari a 132,8. Segue Bolzano con un dato migliorato rispetto al 2011. Al terzo posto si trova Cuneo. La provincia di Sondrio registra un dato costante, leggermente migliorato, da 66,7 nel 2011 a 67,01 nel 2012. Gli ultimi posti sono sempre quelli di Aosta e Belluno con valori indice che sono un decimo del valore medio nazionale. Per Sondrio si confermano necessità di miglioramento del materiale rotabile e esigenze di potenziamento del trasporto ferroviario per merci e persone e dell’integrazione ferro - gomma.
Figura 15.28 - Indice dotazione infrastrutturale - ferroviaria - 2011/2012. Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - Unioncamere
Nel mondo globalizzato in cui viviamo, restano fondamentali i collegamenti “fisici”, ma sono critiche anche le connessioni “virtuali”. Ecco perché è importante considerare gli aspetti di telefonia e telematica e servizi a banda larga. Riguardo a questi si conferma che Sondrio si trova ben al di sotto dell’indicatore di comparazione e con dati stabili rispetto al 2011. Vi sono spazi di miglioramento importanti verso una completa infrastrutturazione e sviluppo tecnologico e dell’ICT per tutti coloro che operano nel sistema.
Figura 15.29 - Indice dotazione infrastrutturale - telefonia e telematica - 2011/2012. Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - Unioncamere
Un tema importante dell’area infrastrutture e strategico per tutti i territori alpini e per la provincia di Sondrio in particolare è l’energia. Ricordiamo che per quanto riguarda la produzione di energia da fonte idroelettrica la provincia di Sondrio produce circa il 12% del totale nazionale.
Se osserviamo poi l’evoluzione nella produzione di energia da fonte idroelettrica, avendo l’obiettivo di offrire qualche confronto con la situazione riscontrata nelle altre province alpine, Sondrio si conferma al primo posto per la produzione di energia da fonte idroelettrica per Km di superficie ed incrementa la propria produzione per kmq nel passaggio da 2010 a 2011.
Sondrio si conferma ancora al primo posto per la produzione di energia idroelettrica per abitante, rispetto alle altre province alpine.
Figura 15.30 - Produzione di energia idroelettrica per Kmq. Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - GSE
Figura 15.31 - Produzione di energia idroelettrica procapite confronto 2009 - 2010. Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - GSE
Riferendoci all’energia, è infine possibile considerare i dati relativi ai consumi di energia elettrica: il dato di Sondrio per il 2011 aumenta dell’1,8%, possiamo poi considerare il consumo di energia elettrica totale che nel 2011 è 1.024,50 milioni di Kwh (era 1.006,1 nel 2010). Sondrio si colloca fra le province con i consumi di energia elettrica più bassi, subito dopo Aosta (con 961 milioni di Kwh). In un quadro di attenzione alla sostenibilità e all’ambiente, anche a seguito delle linee guida comunitarie di Europa 2020, diventa importante pensare ad iniziative che razionalizzino e contraggano i consumi energetici e gli sprechi di energia. Importante ricordare qui il già citato “protocollo Valtellina EcoEnergy” per la realizzazione di un Polo per l’efficienza energetica, in provincia di Sondrio, grazie al supporto delle istituzioni locali e delle associazioni di categoria.
Per un territorio alpino l’ambiente rappresenta uno dei principali asset di riferimento, un punto di forza da tutelare e valorizzare anche per il proprio vantaggio competitivo all’insegna della sostenibilità. In questo quadro, infatti, lo Statuto Comunitario per la Valtellina afferma la centralità della sostenibilità ambientale e territoriale (Art. 9 dello Statuto): “la Comunità tutela il paesaggio quale elemento fondante dell’identità, promuove la salvaguardia dell’ambiente e l’uso sostenibile delle risorse territoriali”. La centralità dell’ambiente richiede soluzioni urbanistiche ed architettoniche adeguate per un patrimonio da preservare e valorizzare in un equilibrio intra e intergenerazionale.
Nel monitoraggio degli indicatori selezionati e nella considerazione della loro evoluzione, le aree tematiche fanno riferimento a foreste, ecosistemi, uso del suolo e rischio ambientale, oltre a qualità dell’aria. Il dato di sintesi di riferimento è l’indice Ecosistema di Legambiente, che, ricordiamo, è un indicatore composito costituito da venticinque indici tematici. Sono compresi indicatori su qualità dell’aria, trattamento dei rifiuti, presenza di isole pedonali, traffico, utilizzo di energie rinnovabili e eco-management.
La provincia alpina che si colloca al primo posto nel 2012 è Verbania con un dato del 73% a fronte di un valore medio (indicatore di comparazione) pari a 65%; segue Belluno che era al primo posto nel 2011 e che conferma un dato del 70%. La performance di Trento migliora e fa avvicinare Trento al dato di Belluno, Bolzano è al quarto posto con dati in miglioramento sull’anno. Sondrio si colloca sempre all’ultimo posto delle province alpine, ma con un dato migliore di quello registrato in precedenza: mentre l’indicatore di comparazione migliora di circa due punti percentuali, il dato di Sondrio migliora di quasi 6 punti percentuali: in questo modo quindi si accorcia la distanza con l’indicatore di comparazione, per quanto i margini di miglioramento siano ancora ben presenti.
Figura 15.32 - Indice Ecosistema di Legambiente sui capoluoghi di provincia (in %). Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - Legambiente
Se ci spostiamo ad osservare l’indicatore relativo alla qualità dell’aria, possiamo rilevare che anche nel 2011 il capoluogo Sondrio, fra i vari capoluoghi alpini, ha registrato il maggior numero di superamenti di livello di PM 10, 44, come Trento, con dati che nel 2011 sono aumentati rispetto a quanto registrato nel 2010. Il dato migliore è quello di Aosta con 15 giorni di superamento del livello di PM 10 nel 2011. Sondrio quindi si colloca ben al di sotto dell’indicatore di comparazione, pari a 30 giorni; anche l’indicatore peggiora nel passaggio 2010, 2011, ma come numero di giornate peggiora meno di quanto sia avvenuto al dato di Sondrio. Il dato registrato per la qualità dell’aria nel 2011 quindi è di rallentamento.
Considerando invece i rifiuti urbani, si osserva che la quota della raccolta differenziata in provincia di Sondrio è nel 2010 al 44% (quota costante rispetto all’anno precedente). Una quota più bassa è registrata solo da Aosta con il 40% di quota di raccolta differenziata.
Un dato interessante sul fronte della sostenibilità, che si colloca fra gli indicatori d’impresa e quelli legati alla attenzione all’ambiente è quello che deriva dalla propensione delle imprese a investire in tecnologie green, sulla base di un’indagine Unioncamere condotta su imprese di industria e servizi: il 29% delle imprese della provincia di Sondrio ha investito in tecnologie green specie per la riduzione dei consumi di materie prime. Si tratta di un dato ben al di sopra del valore medio italiano, pari al 23,6% e anche della media delle aree alpine (indicatore di comparazione, che tiene conto anche del dato lombardo), pari a 25,11.
Figura 15.34 - Superficie percorsa da incendi in ettari - serie storica 2008-2010. Fonte: elaborazione CCIAA Sondrio su dati Geowebstarter - Corpo Forestale dello Stato
Sul fronte dell’ecosistema è possibile osservare anche l’andamento degli incendi in termini di superficie percorsa da incendi. Si può osservare che nel 2009 nelle province alpine la superficie che ha subìto incendi è stata particolarmente contenuta per aumentare di nuovo nel 2010. Riguardo alla provincia di Sondrio si può osservare che gli incendi si sono radicalmente contratti dal 2008 al 2010.
Considerando il rischio ambientale si ricorda che tutti i Comuni della provincia di Sondrio sono registrati con indice 4, equivalente a possibilità di rischi sismici molto bassi, come per i comuni della provincia di Bolzano. Per le altre province alpine vi sono invece alcuni comuni (ricordiamo Courmayeur in Val d’ Aosta, e Longarone in provincia di Belluno, a titolo di esempio) con valori più bassi e quindi potenzialmente soggetta a terremoti.
Infine, rispetto ai permessi di costruire, si può osservare che il dato di Sondrio relativo al 2010 si riduce rispetto a quello 2009 e colloca la provincia di Sondrio ad un livello ben più basso di quello medio dell’indicatore di comparazione che si riduce passando da 286.758 mq a 186.691 mq. Il valore di Sondrio per il 2010 è 48.809 mq. Sondrio si conferma in posizione intermedia rispetto agli altri territori.
1	Rispetto alla prima proposta di Benchmarking nell'edizione 2010
2	A queste aree si aggiunge anche quella dell'Identità; l'indicatore di ricomposizione dei precedenti dovrebbe cercare di caratterizzare la consapevolezza che identità e apertura debbono essere coniugate nella prospettiva dello sviluppo sostenibile. Corrispondenza: Articolo 5 dello Statuto".
3	Dati disponibili a novembre 2012
4	Dati classifica Sole 24 ore
5	Dati Sole 24 ore. Dal Centro Studi Unioncamere si rileva invece che il valore aggiunto procapite relativo al 2011 per Sondrio è 26.446,85 Euro e per il 2012 è 28.946 Euro
6	Cfr. Il mosaico dell'innovazione sostenibile - Valtellina Profili di Sviluppo e Acharia Subramanian (2007)
7	Fonte: Cerved group - Sole 24 ore
8	Ricordiamo che dalla presente edizione negli indicatori di comparazione viene inserito anche il valore relativo a Cuneo
9	Tale calo è riconducibile anche a dinamiche di natura demografica di modifica delle classi di età di riferimento per il calcolo del dato
10	Nel box del capitolo 7 abbiamo proposto anche il dato relativo alle sofferenze utilizzate nette procapite nel confronto fra i territori

References: Articolo 6
 Articolo 7
 Articolo 10
 Articolo 9
 articolo 15
 Articolo 5