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Timestamp: 2018-02-21 13:43:10+00:00

Document:
Annibale Benedetti
1 COMUNE DI S. MARGHERITA LIGURE Provincia di Genova PIANO REGOLATORE GENERALE Norme tecniche di attuazione Approvato con D.P.G.R. n 965 del 13/11/95 e successiva rettifica con D.P.G.R. n 536 del 09/09/96; Entrato in vigore il 2/1/1996; Modificato con variante di adeguamento alla l.r. n. 19/99 approvata con delibera di C.C. n 81 del 20/12/2001, nonché con varianti approvate dalla Provincia con provvedimento dirigenziale dell'area 05 rispettivamente n. 1281/19552 del 1/3/2002, n. 2663/45838 del 23/4/2003, n del 4/6/2004 e n del 20/9/2004; Integrato con variante adottata dal C.C. con deliberazione n. 4 del 30/1/2006 (introduzione art. 52 bis); Modificato con variante approvata dalla Regione con D.G.R. n. 219 del 14/3/2006 concernente l introduzione delle Norme Puntuali del P.T.C.P., la revisione delle zone agricole ed altre varianti. Testo normativo coordinato a cura dell Ufficio Tecnico Comunale.
2 INDICE GENERALE TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI CAPITOLO 1 - GENERALITÀ... ART. 1 - OBIETTIVI GENERALI DEL P.R.G.... ART. 3 - APPLICAZIONE DEL P.R.G.... ART. 4 - EDIFICABILITÀ... ART. 5 - INDICI URBANISTICI... ART. 6 - DEFINIZIONI... ART. 7 - VARIAZIONI D'USO... ART. 8 - ASSERVIMENTO DELLE PERTINENZE... ART. 9 - DEROGHE... TITOLO II - ATTUAZIONE DEL P.R.G. CAPITOLO 1 - STRUMENTI DI ATTUAZIONE... ART MODALITÀ DI ATTUAZIONE... ART STRUMENTI URBANISTICI ATTUATIVI (S.U.A.)... ART INTERVENTI EDILIZI DIRETTI... CAPITOLO 3 - INTERVENTI EDILIZI DIRETTI... ART TITOLO ABILITATIVO... ART UTILIZZAZIONE DEGLI INDICI... ART TRASCRIZIONE IN MAPPA... CAPITOLO 4 - URBANIZZAZIONI... ART URBANIZZAZIONI PRIMARIE... ART URBANIZZAZIONI SECONDARIE... CAPITOLO 5 - VIABILITA'... ART LA RETE STRADALE... ART ACCESSI STRADALI VEICOLARI SU STRADE PUBBLICHE... TITOLO III - NORME GENERALI E SPECIALI CAPITOLO 1 - NORME GENERALI... ART DECORO DELL'AMBIENTE URBANO ART. 26 BIS - VETRINE, INSEGNE PUBBLICITARIE, TENDE DA SOLE,... ART DISTANZE MINIME TRA FABBRICATI... ART DISTANZE DEI FABBRICATI DAI CONFINI DI PROPRIETÀ... ART RAPPORTO TRA ALTEZZA E LARGHEZZA DELLE STRADE... ART ALTEZZA DEI FABBRICATI... ART VOLUME DELLE COSTRUZIONI... CAPITOLO 2 - NORME ECOLOGICO PAESISTICHE... ART TUTELA E SVILUPPO DEL VERDE... ART RAPPORTO TRA AMBIENTE E MATERIALI EDILIZI... ART TRACCIAMENTO DI NUOVE STRADE... ART. 34-BIS - PARCHEGGI PRIVATI... ART RECINZIONI ART. 35 BIS- PISCINE... ART VINCOLI LUNGO LE LINEE ELETTRICHE AD ALTA TENSIONE ART. 36 BIS - IMPIANTI TECNOLOGICI... TITOLO IV - PREVISIONI DEL P.R.G. CAPITOLO 1 - SUDDIVISIONE IN ZONE DEL TERRITORIO COMUNALE... ART AZZONAMENTO... CAPITOLO 2 - ZONE INEDIFICABILI E PER LA VIABILITA'... ART ZONE DI RISPETTO AMBIENTALE - R... ART ZONE DESTINATE ALLA RETE STRADALE... ART ZONE DI RISPETTO STRADALE... ART ZONE DI RISPETTO CIMITERIALE E TECNOLOGICO... ART ZONE SOGGETTE A VINCOLO IDROGEOLOGICO... CAPITOLO 3 - ZONE DL INTERESSE COMUNALE... 2
3 ART ZONE PER SERVIZI PUBBLICI DI QUARTIERE... ART. 43BIS - AUTORIMESSE DA REALIZZARSI IN ZONE A SERVIZI... ART ZONE A SERVIZI PER ATTIVITÀ PRODUTTIVE... ART ZONE PER ATTREZZATURE TECNOLOGICHE... ART ZONE PER ATTREZZATURE TURISTICHE DI INTERESSE PUBBLICO... ART. 46 BIS - ZONA PORTUALE... ART. 46 TER - ZONA CANTIERE NAVALE... CAPITOLO 4 - ZONE RESIDENZIALI... ART ZONE DI INTERESSE STORICO ARTISTICO -... ART ZONE DI TUTELA AMBIENTALE -... ART ZONE DI TUTELA PAESAGGISTICO-AMBIENTALE -... ART ZONE DI TUTELA PAESAGGISTICA... ART ZONE DI COMPLETAMENTO... ART ZONE DI COMPLETAMENTO - B... ART. 52 BIS - ATTIVITA' NON AMMISSIBILI NEL CENTRO STORICO COMMERCIALE... ART INTERVENTI SUL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE... ART ZONE DI ESPANSIONE... ART ZONE DI ESPANSIONE C3... ART ZONA C4... CAPITOLO 5 - ZONE PRODUTTIVE... ART ZONE ALBERGHIERE - DA... ART ZONA ALBERGHIERA SPECIALE - DA.1... ART. 59 BIS - ZONA ALBERGHIERA SPECIALE MISTA - DA.2... ART ZONE ARTIGIANALI ESISTENTI E DI COMPLETAMENTO - D1... ART ZONE ARTIGIANALI DI ESPANSIONE - D2... ART ZONE AGRICOLE - E... ART ZONE AGRICOLE SPECIALI - EA... ALLEGATO: SCHEMA DI PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE... 3
4 TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI CAPITOLO 1 - GENERALITÀ ART. 1 - OBIETTIVI GENERALI DEL P.R.G. L'Amministrazione comunale di Santa Margherita Ligure accertata l'inadeguatezza dello strumento urbanistico vigente in relazione ai fabbisogni nel frattempo maturati e alle modificazioni legislative intervenute in sede nazionale e regionale, ai sensi dell art. 1 della Legge regionale 6 febbraio n. 7 ha provveduto ad una revisione dello stesso strumento urbanistico dotandosi di una Variante Generale. Attraverso la Variante Generale P.R.G., di seguito denominata brevemente P.R.G., il Comune si propone: di tutelare il territorio in quanto risorsa per il migliore assetto e qualità dell'ambiente anche nella prospettiva del P.T.C.P. adottato dalla Regione il ; di definire, ubicare e coordinare le destinazioni di uso del suolo per uno sviluppo organico dei propri insediamenti residenziali e produttivi in rapporto alle loro infrastrutture e attrezzature tecnologiche e collettive; di privilegiare forme di orientamento e di contratti pubblici della trasformazione urbanistica o edilizia del proprio territorio tese a dare soddisfacimento al fabbisogno abitativo e sociale della popolazione residente. (ART. 2 STRALCIATO) ART. 3 - APPLICAZIONE DEL P.R.G. Tutto il territorio comunale è disciplinato dal Piano Regolatore Generale ai sensi della vigente legislazione urbanistica statale e regionale ad eccezione delle aree comprese nel Sistema naturalistico-ambientale del Monte di Portofino sottoposte ad apposito Piano dell' Area Parco predisposto dalla Regione in collaborazione con l'ente regionale Monte di Portofino istituito con Legge regionale 4 dicembre 1986, n 32. Ai sensi della legge 765/1967 il P.R.G. disciplina anche le aree appartenenti al demanio Marittimo fatte salve le prerogative ad esse spettanti. Ogni attività comportante trasformazione urbanistica o edilizia del territorio comunale è soggetta alle leggi vigenti, alla disciplina delle presenti Norme, alle disposizioni del Regolamento edilizio e degli altri regolamenti comunali per quanto non in contrasto con le presenti Norme. Le presenti Norme integrano le previsioni urbanistiche contenute nelle tavole grafiche del piano, anche agli effetti dell applicazione delle misure di salvaguardia di cui alla legge 3 novembre 1952 n e successive modificazioni e integrazioni. 4
5 ART. 4 - EDIFICABILITÀ Le destinazioni d'uso, che risultino già in atto all'entrata in vigore delle presenti norme, in maniera contrastante con queste ultime, devono essere ritenute a esaurimento. Vi sono pertanto ammessi solo interventi interni, nonché di manutenzione ordinaria e straordinaria, fatta salva ogni iniziativa cui la Amministrazione comunale intenda fare ricorso per favorirne l'allontanamento. Qualora la difformità dell'insediamento sia limitata ai parametri di V e/o Sp in rapporto alle soglie per questi previste dalle presenti norme, possono essere ammessi contenuti ampliamenti di V e Sp con un tetto del 10%, purché detti ampliamenti non configurino un nuovo V o Sp che superi del 30% o più le soglie sopra menzionate. ART. 5 - INDICI URBANISTICI I seguenti indici, con le relative descrizioni e definizioni generali, servono a regolare l'organizzazione planivolumetrica ed urbanistica delle varie zone di attuazione del P.R.G.. Superficie territoriale (St) (misurata in mq). La superficie territoriale comprende tutto il territorio di riferimento ad eccezione delle aree interessate dalla rete principale della viabilità. Indice di fabbricabilità territoriale (It). L indice di fabbricabilità territoriale é il rapporto tra il volume complessivo delle costruzioni - non destinate a servizi pubblici - esistenti e di nuova realizzazione (ovvero nel caso di densità superficiaria delle superfici di pavimento delle stesse costruzioni) e la relativa superficie territoriale. Superficie fondiaria (Sf) (misurata in mq). La superficie fondiaria comprende il territorio di riferimento con esclusione delle aree destinate alle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, in misura non inferiore a quella stabilita dallo strumento urbanistico generale e nei termini dallo stesso previsti, nonché con esclusione della rete principale della viabilità. Nella superficie fondiaria sono comprese le aree destinate alla viabilità, al verde ed al parcheggio di esclusivo uso privato. Indice di fabbricabilità fondiario (If). L'indice di fabbricabilità fondiario é il rapporto tra il volume complessivo delle costruzioni esistenti e di nuova realizzazione (ovvero nel caso di densità superficiaria della superficie di pavimento delle stesse costruzioni) e la relativa superficie fondiaria. Superficie lorda di piano di un fabbricato (Sp) Ai fini del calcolo del volume di un fabbricato, la superficie lorda di piano è la somma di tutte le superfici lorde dei solai orizzontali e delle proiezioni orizzontali di quelli inclinati in esso compresi. 5
6 Sono da escludere dal computo della superficie lorda i terrazzi scoperti nonché i balconi e le logge o loro porzioni non sporgenti più di m 1,20 dai muri perimetrali del piano; le parti eccedenti tale limite sono invece da computare totalmente. Le superfici dei solai orizzontali e delle proiezioni orizzontali di quelli inclinati, relative a scale esterne (se diverse da quelle necessarie a collegare la quota del terreno sistemato circostante l edificio e il piano terra dell edificio stesso) e corridoi scoperti in aggetto per uso di disimpegno o di comunicazione, anche non circoscritti su tutti i lati da muri perimetrali, vanno computate, ai fini della determinazione dei volumi dei fabbricati, con le stesse modalità di cui al primo capoverso della presente definizione. La disposizione di cui al comma precedente non si applica nei confronti delle scale esterne prescritte ai sensi della normativa antincendio. Sono altresì da escludere dal computo della superficie lorda di piano le passerelle di raccordo con il terreno sistemato circostante, dove quest ultimo si trovi a quote diverse rispetto al piano terra, purché la larghezza di tali manufatti non superi m 1,20. Questa disposizione non si applica qualora le passerelle comportino la realizzazione di scale che superino il dislivello di un piano dal terreno di raccordo. Superficie coperta (Sc) (misurata in mq). E' la superficie risultante dalla proiezione su un piano orizzontale delle parti costruite fuori terra e delimitate dalle strutture perimetrali. Sono escluse dal computo le parti aggettanti aperte, come: balconi, sporti di gronda, tettoie a sbalzo e simili fino all aggetto di m 1,20. Rapporto di copertura (misurato in %). Il rapporto di copertura è misurato in percentuale, tra la superficie coperta (Sc) e la superficie fondiaria (Sf) e/o territoriale (St). Non sono da conteggiare nel suddetto rapporto le aree coperte da tettoie a sbalzo o aperte almeno su tre lati, fino al 40% dell'area scoperta, quando inserite in costruzioni ricadenti in aree omogenee classificate D o di proprietà pubblica e destinate ad attrezzature pubbliche. Le tettoie sono da considerare corpi di fabbrica ai fini della verifica delle distanze' tra i medesimi. Rapporto di occupazione del Sottosuolo (Ro) (misurato in %) E' il rapporto percentuale dell area dei distacchi di ciascun lotto utilizzabile in sottosuolo per destinazioni di servizio (cantine, autorimesse, centrali termiche, serbatoi, cabine elettriche ecc.). Le fronti dei corpi di fabbrica in sottosuolo, pur totalmente compresi al di sotto dei profili naturali o comunque preesistenti, ma affacciate su aree poste a quota inferiore, devono adeguarsi alle prescrizioni relative alle distanze dai confini stabilite dal Codice Civile. Per quanto riferito ai fili stradali pubblici o di uso pubblico, il distacco minimo delle autorimesse ricavate nelle balze del terreno naturale, entro l andamento del profilo originario, con accesso diretto dalla strada, non potrà essere inferiore a m 2,50; nel rispetto comunque delle disposizioni sulla costruzione di autorimesse contenute nell art. 34-bis delle presenti norme. 6
7 In detti terrapieni e in quelli risultanti per l arretramento dell edificio dal ciglio stradale, possono essere praticati solo passaggi carrai nel rispetto delle norme sugli accessi veicolari contenute nell art. 25 delle presenti norme. ART. 6 - DEFINIZIONI Numero convenzionale degli abitanti. E' il rapporto che si costituisce fra il volume V dell'unità edilizia e il volume convenzionale attribuito ad ogni abitante (80 mc) pari a circa 25 mq di Sp. Impresa artigianale. L impresa artigianale é definita ai sensi delle leggi vigenti. Tipo edilizio. Insieme di elementi (figurativi, funzionali, storici) che costituiscono un organismo edilizio. Tali elementi possono essere diversi e diversamente organizzati nella costruzione. La ricerca tipologica si propone di coglierli, ordinarli e trasmetterli oltre ogni lettura unilaterale dell organismo, attraverso lo studio dell'aggregazione delle unità edilizie nella città e sul territorio, degli impianti strutturali della costruzione, della distribuzione delle funzioni in quest ultima, dei caratteri e delle eventuali solidarietà di destinazione d'uso. Pertinenze di un fabbricato. Le pertinenze di un fabbricato sono i manufatti non abitabili e destinati al servizio esclusivo del medesimo. Tale destinazione deve risultare nell'autorizzazione o nella concessione. Le pertinenze, sia di tipo condominiale che singolo, comprendono i locali adibiti ad autorimessa, a cantina, ad impianti tecnologici e le opere di sistemazione, arredo e recinzione del terreno. Superficie minima di intervento. E la superficie minima del lotto o comprensorio da asservire agli interventi di attuazione del P.R.G. Tipologia a villa. Tipologia a villa è quella di un edificio con corpo di fabbrica principale residenziale, impostato con criterio unifamiliare (o plurifamiliare per famiglie affini), con annesse pertinenze funzionali e tecnologiche. Spesso, specie nelle impostazioni più antiche, i corpi aggregati o distinti sono destinati alla residenza di servizio, alla portineria, a servizi ausiliari (scuderie, depositi, rimesse, cantine, ecc.). Gruppo Funzionale (Sf). 7
8 Insieme di destinazioni d'uso privato e collettivo del suolo e deg1i immobili in generale, raggruppate secondo criteri di reciproca compatibilità. I gruppi funzionali cui fanno riferimento le presenti norme sono i seguenti: GRUPPO FUNZIONALE I: abitazioni; studi professionali e uffici privati: attrezzature collettive compatibili con l'edilizia residenziale; attività artigianali non inquinanti e di commercializzazione delle merci prodotte nel laboratorio artigianale e, subordinatamente, affini. GRUPPO FUNZIONALE II: attrezzature commerciali di dettaglio con superficie di vendita sino a 200 mq; attrezzature direzionali e paracommerciali (come banche con sportello, agenzie di viaggi, uffici cambi, ecc.) con Sp inferiore a 400 mq. GRUPPO FUNZIONALE III: attrezzature commerciali di dettaglio con superficie di vendita compresa tra i 200 ed i 1000 mq, la cui dotazione di parcheggi pertinenziali per la clientela sia conforme ai criteri ed alle direttive regionali di cui alla D.C.R.29/1999, riferiti alla parametrazione media dipendenza da auto ; attrezzature paracommerciali con superficie uguale o superiore a 400 mq. GRUPPO FUNZIONALE IV: laboratori di produzione, svolgenti attività non inquinanti ai sensi di legge e/o magazzini coperti non destinati a depositi di materiali infiammabili o, comunque, pericolosi; uffici connessi con l'attività produttiva, residenza per il guardianaggio ed abitazioni connesse con l'attività artigianale. GRUPPO FUNZIONALE V: a) attività e/o impianti agricoli e/o silvopastorali e residenza; attività artigianali compatibili con la residenza e/o connesse con quella agricola; b) impianti di serre di tipo artigianale sia connesse ad attività agricole sia di tipo hobbistico; c) attività agricole in serra, con caratteristiche e attrezzature industriali, relativi edifici di servizio; infrastrutture tecnologiche puntuali; d) attività di trasformazione dei prodotti agricoli e/o di allevamento, anche specialistiche, con relative attrezzature di ricovero. GRUPPO FUNZIONALE VI: a) attrezzature pubbliche o di uso pubblico per l assistenza all'infanzia e per l'istruzione obbligatoria; b) attrezzature di interesse comune; 8
9 c) parcheggio pubblico o di uso pubblico; d) chiese e altre attrezzature per il culto; relativi servizi ed opere annesse; e) istituti di istruzione e di assistenza gestiti da religiosi e privati; f) verde pubblico a scala urbana e di quartiere con caratteristiche di parco; q) verde pubblico a scala urbana e di quartiere con caratteristiche di parco attrezzato; h) spiagge e passeggiate litoranee. GRUPPO FUNZIONALE VII: attrezzature pubbliche per l istruzione superiore (scuole medie superiori ed eventualmente per il compimento dell obbligo scolastico). GRUPPO FUNZIONALE VIII: a) attrezzature pubbliche per servizi di medicina preventiva, consultori, dispensari, ecc.: b) attrezzature ospedaliere. GRUPPO FUNZIONALE IX: a) attrezzature per la ricettività alberghiera (alberghi e residenze turistico alberghiere) b) attrezzature per la ricettività non alberghiera a carattere socio sanitario (case di cura e di riposo, ecc.) c) attrezzature per il ristoro, per il tempo libero e la cultura (ristoranti, bar, cinematografi, teatri, centri per congressi) d) attrezzature per la ricettività all aria aperta (villaggi turistici, campeggi e parchi per vacanze) e) attrezzature agrituristiche. GRUPPO FUNZIONALE X: a) impianti produttivi artigianali e relativi uffici; b) impianti produttivi industriali e relativi uffici; c) impianti terziari in genere, implicanti tipologie edilizie ed esigenze infrastrutturali di carattere industriale depositi di materie prime, di merci per la distribuzione all'ingrosso, di imbarcazioni, altri mezzi di trasporto, ecc.); d) impianti cantieristici; e) approdi turistici e relativi servizi. GRUPPO FUNZIONALE XI: servizi per le attività del gruppo funzionale X, da specificare caso per caso; 9
10 a) abitazioni per artigiani limitate alla Sp di 120 mq per lotto e al 20% della Sp esistente o in allestimento per la relativa attività produttiva sul lotto stesso; b) abitazioni, indotte dagli altri impianti produttivi per esigenze di custodia, fino a 120 mq di Sp per ogni ragione sociale e/o lotto e al 8% della Sp esistente in allestimento come sopra. GRUPPO FUNZIONALE XII: attrezzature tecnologiche per la distribuzione di servizi di pubblico interesse (cabine Enel, armadi Sip, centri di pompaggio ecc.). GRUPPO FUNZIONALE XIII: attrezzature sportive: a) impianti, coperti e scoperti da competizione e per spettacoli sportivi e relative attrezzature (spogliatoi, sedi di circoli sportivi ecc.); b) impianti coperti e scoperti per la pratica sociale dello sport e relative attrezzature ausiliarie. ART. 7 - VARIAZIONI D'USO Ogni variazione alla destinazione d'uso dei fabbricati (ad es.: da residenza a terziario), o di parte di essi, compiuta mediante l esecuzione di opere edilizie, è soggetta a preventiva concessione edilizia salvo diverse specifiche norme legislative. Sono di variazione della destinazione d'uso gli interventi volti, mediante l'esecuzione di opere edilizie, a qualunque modificazione della destinazione d'uso di una unità edilizia come delle singole unità immobiliari e trattandosi di unità immobiliari residenziali. La destinazione d'uso dei suoli e degli edifici, nonché di parte dei medesimi, deve essere indicata negli Strumenti Urbanistici Attuativi (S.U.A.) e nei progetti di intervento edilizio diretto. ART. 8 - ASSERVIMENTO DELLE PERTINENZE La superficie asservita alle nuove costruzioni è quella necessaria a soddisfare i parametri di fabbricabilità stabiliti dal P.R.G.. Negli elaborati richiesti per i S.U.A. e per il rilascio delle concessioni edilizie dovrà sempre, e obbligatoriamente, figurare l'individuazione planimetrica delle superfici asservite, distinte per fondiarie e territoriali, con l elenco dei relativi estratti di mappa e dei dati catastali della proprietà, a dimostrazione del calcolo degli indici, distinguendo le aree sature da quelle non sature. Le aree asservite ad un edificio possono restare di proprietà diversa da quella dell'edificio stesso, con l'obbligo della loro assoluta inedificabilità. 10
11 Per le costruzioni esistenti, non ricadenti in zone nelle quali gli interventi edilizi sono sottoposti all'obbligo di S.U.A., la superficie asservita è quella stabilita dalla normativa vigente al momento dell'edificazione. Nel caso di costruzioni autorizzate prima del , ove non esista agli atti regolare asservimento, s'intende asservita una fascia minima di m 6,00 attorno al perimetro dell'edificio e comunque non oltre il confine di proprietà da determinarsi con riferimento alla situazione catastale esistente all'atto dell'adozione dello Strumento Urbanistico Generale. Nel caso si intervenga su di un volume preesistente mediante parziale ricostruzione dello stesso o con aggiunta di un nuovo corpo di fabbrica, per determinare la superficie da asservire al nuovo intervento, dovrà essere computato anche il volume già esistente, fatta salva l'ipotesi in cui le norme di attuazione dello Strumento Urbanistico Generale consentano incrementi volumetrici indipendentemente dal rispetto dell'indice di zona. E fatta salva la facoltà di determinare la superficie asservita agli edifici esistenti applicando eventuali maggiori indici di fabbricabilità previsti dallo Strumento Urbanistico Generale vigente al momento in cui si effettuano gli interventi edilizi. Negli Strumenti Urbanistici Attuattivi la superficie territoriale deve essere asservita sia alle nuove volumetrie sia a quelle esistenti confermate con l'osservanza dei parametri vigenti. Tutte le superfici asservite, con le eventuali modificazioni, devono risultare in apposito repertorio, composto di planimetria e registro, tenuti dal Comune. ART. 9 - DEROGHE Per edifici od impianti pubblici o di pubblico interesse, in essi compresi quelli a carattere alberghiero, il Sindaco, previa conforme deliberazione del Consiglio comunale, potrà concedere deroghe alle prescrizioni delle presenti norme per quanto riguarda la distanza minima delle costruzioni dagli altri fabbricati, dagli assi e dai fili stradali, nonché le altezze massime delle costruzioni. Al fine di cui sopra il Sindaco dovrà richiedere preventivo nullaosta al competente organo regionale secondo le procedure di cui all'art.3 della legge 21/12/1955, n.1357, ed all'art.16 della legge 6/8/1967, n Le costruzioni alberghiere approvate in deroga alle presenti norme saranno vincolate ad uso alberghiero per un periodo non inferiore ad anni 20 e tale vincolo dovrà essere trascritto alla Conservatoria dei Registri Immobiliari prima del rilascio della concessione edilizia. I manufatti inerenti il G.F. XII (es.: cabine ENEL) potranno essere realizzati a prescindere dal rispetto delle norme di zona a condizione che siano adeguatamente inseriti all interno di costruzioni già esistenti o in nuove costruzioni. In ogni caso, è preferibile, laddove possibile, inserire gli impianti in un manufatto parzialmente interrato. 11
12 TITOLO II - ATTUAZIONE DEL P.R.G. CAPITOLO 1 - STRUMENTI DI ATTUAZIONE ART MODALITÀ DI ATTUAZIONE II P.R.G. si attua per mezzo di interventi edilizi diretti e di Strumenti Urbanistici Attuativi di iniziativa pubblica e privata definiti e specificati dalla legge regionale 8 luglio 1987, n. 24, coordinati dai Programmi Pluriennali di Attuazione, nei contenuti della legislazione nazionale e della legge regionale 9 marzo 1978, n. 16. (ART 11 STRALCIATO) ART STRUMENTI URBANISTICI ATTUATIVI (S.U.A.) Gli strumenti attuativi, sulla base della analisi dello stato di fatto da condursi con particolare riferimento al patrimonio edilizio esistente, alle destinazioni d'uso in atto ed ai rapporti tra l'area interessata e l'ambito circostante - e nel rispetto delle previsioni e delle finalità dello strumento urbanistico generale vengono elaborati conformemente alla disciplina posta dalla L.R. 8 luglio 1987 n. 24 e s.m.. Le singole norme di zona contenute nella presente normativa indicano espressamente in quali aree sono da porre in esecuzione obbligatoriamente gli Strumenti Urbanistici Attuativi (S.U.A.). ART INTERVENTI EDILIZI DIRETTI A titolo esemplificativo si elencano i casi più tipici ricorrenti caratterizzanti le singole categorie: Manutenzione ordinaria: Gli interventi di manutenzione ordinaria riguardano le opere di riparazione, rinnovamento delle finiture interne ed esterne degli edifici, nonché quelle necessarie a mantenere in efficienza ed eventualmente ad integrare gli impianti tecnologici esistenti. In particolare vengono considerati tali: la riparazione, il rinnovamento e la sostituzione di infissi esterni, pluviali, recinzioni, nonché di parti di manti di copertura e pavimentazioni esterne, adoperando materiali analoghi a quelli tradizionali ed eventualmente già esistenti; la riparazione e la sostituzione di infissi, pavimentazioni e intonaci interni senza alterazione dei caratteri tradizionali degli spazi interni; la riparazione, il rinnovamento e la sostituzione di impianti che non comportino la costruzione e la destinazione ex novo di locali per servizi igienici ed impianti tecnologici. Manutenzione straordinaria: 12
13 Consiste in opere di rinnovamento e di sostituzione totale o parziale delle finiture e delle parti strutturali degli edifici, nonché di realizzazione ed integrazione dei servizi igienico sanitari e degli impianti tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche dei prospetti degli edifici e variazioni nelle destinazioni d uso. In particolare vengono considerati tali, oltre a tutti gli interventi già consentiti per la manutenzione ordinaria, i seguenti interventi: rifacimento di intonaci, rivestimenti esterni, tinteggiature dei prospetti; interventi di consolidamento e risanamento delle strutture verticali esterne ed interne; interventi di sostituzione, consolidamento e risanamento delle strutture orizzontali (architravi, solai e coperture), senza che ciò comporti variazione nelle quote (d imposta e di colmo) delle strutture medesime; adeguamento delle murature perimetrali, delle coperture, dei solai ai fini della coibentazione termica ed acustica; realizzazione ed integrazione di servizi igienico - sanitari purché ciò non comporti la creazione di nuovi volumi e superfici. E comunque esclusa negli interventi di manutenzione straordinaria qualsiasi modifica: della forma e della posizione delle aperture esterne: della posizione delle scale o delle rampe; del tipo e delle pendenze delle coperture, delle destinazioni d uso. Restauro e risanamento conservativo Sono quegli interventi rivolti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano destinazioni d'uso compatibili senza modifiche della forma e posizione delle aperture esterne. Tali interventi comprendono il consolidamento e il ripristino delle caratteristiche originarie, nonché il rinnovo degli elementi accessori costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli impianti richiesti dalle esigenze d'uso, l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio. Sono consentiti i seguenti lavori: tutti gli interventi già previsti per la manutenzione straordinaria ; il consolidamento ed il risanamento (anche a mezzo di parziali demolizioni e coerenti ricostruzioni) delle strutture portanti, verticali e orizzontali, senza alcuna alterazione delle quote; rifacimenti di tetti e coperture la demolizione di superfetazioni, sopraelevazioni, ampliamenti, aggiunte provvisorie e permanenti che alterino le caratteristiche tipologiche e dimensionali del fabbricato; l allestimento o l adeguamento di servizi igienici e/o simili, e di impianti tecnici richiesti dalle esigenze d uso; 13
14 il ripristino e l eventuale rinnovo di elementi decorativi architettonici o scultorei esterni e interni. Ristrutturazione edilizia Gli interventi di ristrutturazione edilizia sono quelli rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell edificio, la eliminazione, la modifica e l inserimento di nuovi elementi ed impianti. Negli edifici costruiti anteriormente al 1942, nel caso si proceda con interventi di ristrutturazione edilizia, si dovrà operare con criteri improntati alla massima salvaguardia architettonica dei manufatti. Pertanto non sono consentite variazioni delle caratteristiche tipologiche originarie, interventi che implichino l inserimento di elementi incongrui con l edificio esistente, variazioni nella sagoma esterna dell edificio, mutamenti nelle destinazioni d uso incompatibili con le caratteristiche tipologiche preesistenti. In generale, gli interventi classificabili come ristrutturazione edilizia, si articolano nel seguente modo (a livello di descrizione esemplificativa): 1. Ristrutturazione interna Rientrano in questi casi tutte le operazioni di riorganizzazione interna delle unità immobiliari, di adeguamento e sostituzione di elementi anche strutturali, di realizzazione di nuovi servizi igienici anche con contenuti aumenti di volume e di superficie di piano, sempre nel rispetto dei parametri fissati in ciascuna zona, sempre nella sagoma dell edificio esistente. 2. Ristrutturazione attraverso demolizione con ricostruzione a campione Oltre a comprendere tutti gli interventi di cui al punto precedente, questo tipo di operazione consente di intervenire anche sull involucro esterno dell edificio, procedendo attraverso parziali demolizioni e ricostruzioni, nel mantenimento delle sagome preesistenti. 3. Demolizione integrale con ricostruzione Si tratta della sostituzione integrale dell edificio esistente con un altro identico al precedente del quale sia documentata la consistenza planivolumetrica e la relativa funzione. 4. Mutamento di destinazione d uso comportante aumento della capacità insediativa. 5. Recupero di ruderi di fabbricati residenziali esistenti Si tratta del recupero di ruderi di fabbricati esistenti sui sedimi preesistenti. 6. Ristrutturazione urbanistica Sono gli interventi rivolti a sostituire l esistente tessuto urbanistico - edilizio con altro diverso mediante un insieme sistematico di interventi edilizi anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale. (ARTT STRALCIATI) 14
15 CAPITOLO 3 - INTERVENTI EDILIZI DIRETTI ART TITOLO ABILITATIVO Nelle zone dove è prescritto il S.U.A. le concessioni edilizie sono subordinate all approvazione definitiva dello stesso, fatti salvi gli interventi assentibili nelle more di approvazione dello SUA in relazione alle specifiche destinazioni di zona. Nelle zone dove è consentito l'intervento urbanistico diretto la Concessione o l autorizzazione edilizia sono rilasciate ai sensi delle Norme Vigenti. ART UTILIZZAZIONE DEGLI INDICI L'utilizzazione totale degli indici di fabbricabilità corrispondenti ad una determinata superficie esclude ogni successiva richiesta di altre concessioni edilizie sulle superfici stesse tese ad utilizzare nuovamente detti indici, salvo il caso di demolizione e ricostruzione, indipendentemente da qualsiasi frazionamento o passaggio di proprietà La superficie asservita alle nuove costruzioni è quella necessaria a soddisfare i parametri di fabbricabilità stabiliti dallo Strumento Urbanistico Generale. Non è ammesso il trasferimento di volume edificabile o di superficie utile tra aree a diversa destinazione di zona e di uso, nonché tra aree non contermini, salvo quanto diversamente disposto dalla normativa relativa alle zone agricole. ART TRASCRIZIONE IN MAPPA Presso l'ufficio tecnico comunale è conservato un archivio delle mappe catastali vigenti distinte per isolato urbanistico-edilizio che viene aggiornato a cura di detto Ufficio per le opere realizzate. Ogni progetto tendente ad ottenere il rilascio della concessione edificatoria deve essere corredato di una tavola che riproduce l'isolato interessato dalla richiesta mettendo in risalto a tratto marcato i confini dell'area asservita e a campitura piena il profilo planimetrico del nuovo edificio o dell'edificio oggetto di intervento. 15
16 CAPITOLO 4 - URBANIZZAZIONI ART URBANIZZAZIONI PRIMARIE Sono definite opere di urbanizzazione primaria quell insieme di servizi, aree ed opere, che costituiscono i requisiti atti e necessari per rendere edificabile un area, ai sensi della Legge 1150/1942 e successive modificazioni. Ai sensi della Legge 847/1964, tali opere risultano essere le seguenti: a) sedi viarie (strade di viabilità principale al servizio di qualsiasi tipo di insediamento e, in particolare di allacciamento dei lotti edificabili alla viabilità principale); b) spazi di sosta o di parcheggio (spazi eventualmente necessari per la sosta e il parcheggio, anche in sottosuolo, degli autoveicoli al servizio dei singoli insediamenti o a integrazione delle sedi viarie) secondo le minime dimensioni seguenti: per destinazioni d uso residenziale 1 mq di parcheggio ogni 10 mc di volume; per destinazione d uso industriale, artigianale e terziario da definire volta per volta a seconda della natura dell insediamento e della sua ubicazione, per non meno di 1 mq ogni 8 mq di Sp; per destinazione d uso alberghiero e simili da definire come sopra e per non meno di 1 mq ogni 10 mc di volume; per destinazione d uso commerciale al dettaglio non meno di 1 mq ogni 2,5 mq di Sp. Restano ferme le disposizioni di legge in materia, con riferimento alle singole categorie. Tali norme non sono vincolanti per le zone ricadenti nelle aree omogenee A, TA, PAP, PA fatto salvo il rispetto delle specifiche prescrizioni delle singole norme di zona. In dette aree la disciplina in materia potrà essere dettata dagli strumenti esecutivi in ragione delle situazioni specifiche al fine di tutelare l ambiente storico e il patrimonio arboreo. c) Fognatura: condotti o, nel caso di edifici isolati, equivalenti sistemi idonei alla raccolta e allo scarico delle acque nere ed eventualmente anche meteoriche comprese le relative opere accessorie, costituenti la rete principale urbana, nonché i condotti di allacciamento dei singoli edifici alla suddetta rete principale e gli eventuali impianti di trattamento e depurazione integrale. d) Rete idrica: condotti per l erogazione mediante acquedotto pubblico o consortile, salvo i casi di edifici isolati dotati di rifornimento autonomo dell acqua potabile, relative opere per la captazione e sollevamento e allacciamento del singolo edificio alla rete principale urbana. e) Rete di distribuzione dell'energia elettrica ed eventualmente del gas: reti per l'erogazione e la distribuzione dell'energia elettrica per usi industriali e domestici, ivi comprese le cabine primarie a secondarie, nonché condotti di allacciamento dei fabbricati alla rete principale urbana. 16
17 f) Pubblica illuminazione: reti e impianti per l'illuminazione delle aree e delle strade pubbliche e di uso pubblico. g) telefono: rete telefonica, ivi comprese le centraline telefoniche al servizio di fabbricati o di gruppi di fabbricati. h) Spazi a verde di urbanizzazione primaria: aree private o di uso collettivo, in prossimità e al servizio diretto dei singoli edifici, da mantenere, verde con alberature ed eventuali attrezzature, a cura delle singole proprietà. ART URBANIZZAZIONI SECONDARIE Sono definite opere di urbanizzazione secondaria gli interventi inerenti l'attrezzatura collettiva degli insediamenti e le aree atte a ospitarla come previsto dalla legislazione vigente in materia. Ai sensi della legge 765/1967 e successive integrazioni tali opere a scala urbana sono: a) asili nido, scuole materne, scuole dell'obbligo, comprese le attrezzature accessorie e scoperte; b) attrezzature di interesse comune (mercati comunali, uffici e servizi di enti pubblici e parapubblici aperti al pubblico, sedi di enti e associazioni pubbliche, centri sociali e centri culturali, unità sanitarie e assistenziali, destinazione residenziale per finalità sociali e assistenziali svolte da Enti Pubblici o mediante stipula di apposita convenzione tra Comune e soggetto attuatore che ne garantisca l erogazione dei servizi in termini prestazionali ed economici delle corrispondenti strutture pubbliche, parrocchie, servizi parrocchiali e affini, altri edifici per il culto, impianti tecnologici di limitate dimensioni); c) attrezzature per il tempo libero di quartiere, parchi urbani e di quartiere, impianti sportivi, balneari e nautici, sempre che ne venga garantito l utilizzo pubblico mediante stipula di idonea convenzione tra Comune e soggetto attuatore; d) parcheggi pubblici da organizzare sulle aree di pubblica circolazione, per quote da attribuire alle attrezzature collettive, attraverso appositi impianti. Per le aree destinate totalmente o parzialmente a insediamenti produttivi (industriali, artigianali e terziari) le opere di urbanizzazione secondaria comprendono in particolare servizi aziendali consolidati (come mense e spacci alimentari, centri culturali e biblioteche, unità sanitarie e assistenziali, centri sociali e attrezzature sportive) e possono includere altresì parcheggi per mezzi pesanti e/o speciali. Ai sensi della legge 765/1967 e successive integrazioni, le opere di urbanizzazione secondaria a scala territoriale risultano essere: a) impianti per l'istruzione superiore comprese le attrezzature accessorie e scoperte; b) attrezzature sanitarie ospedaliere; c) attrezzature per il tempo libero di interesse urbano e territoriale, parchi territoriali, impianti sportivi pubblici di interesse urbano e territoriale, attrezzature turistiche 17
18 aperte come impianti balneari e nautici, nel caso in cui venga garantito l uso pubblico del servizio, sempre che di interesse urbano e territoriale. L'allestimento di piccole attrezzature (come asili nido, biblioteche ed emeroteche di quartiere, parcheggi pubblici, cappelle ecc.) all'interno di costruzioni abitate ad uso privato consente lo stralcio, ai fini del calcolo dell'indice fondiario, degli spazi impegnati dalle stesse a condizione che: restino conformi alle presenti norme tecniche in attuazione gli altri indici da queste ultime stabiliti; il vincolo di uso pubblico dei suddetti spazi sia legalmente trascritto. 18
19 CAPITOLO 5 - VIABILITA' ART LA RETE STRADALE La rete stradale esistente e di progetto è riportata dettagliatamente nelle tavole di Azzonamento di P.R.G. alla scala 1:2000. In dette tavole le strade di trasversale. progetto sono corredate dagli elementi relativi alla sezione ART ACCESSI STRADALI VEICOLARI SU STRADE PUBBLICHE Sulle strade statali, provinciali e comunali non possono essere realizzati nuovi accessi stradali diretti o mediati da strade pubbliche o private inserite nella rete viabilistica, se non previo nulla osta delle amministrazioni competenti e alle condizioni che seguono: a) siano in posizione di corretta visibilità, eventualmente potenziata dalla attrezzatura di specchi; b) gli accessi siano realizzati predisponendo adeguati spazi di attesa per le svolte che implicano conflitto con i filetti di traffico principali; c) i nuovi accessi diretti sulla via Aurelia debbono essere distanziati fra loro di almeno m 80,00; quelli diretti sulla via Provinciale e statale costiera debbono essere distanziati fra loro di almeno m 40,00 e quelli sulle altre strade pubbliche e di uso pubblico di almeno mt 20,00. 19
20 TITOLO III - NORME GENERALI E SPECIALI CAPITOLO 1 - NORME GENERALI ART DECORO DELL'AMBIENTE URBANO Gli edifici esistenti e le relative aree di pertinenza vanno mantenuti nelle condizioni di decoro richieste dall'ambiente urbano, a cura e spese della proprietà Il Sindaco ha facoltà di imporre alle proprietà interessate l'esecuzione di opere (tinteggiatura, rifacimento di intonaci, di rivestimenti, di coperture, di aggetti, di porticati, di infissi, di insegne pubblicitarie, di recinzioni, di pavimentazioni, di giardini e aree verdi) necessarie al mantenimento del decoro dell'ambiente urbano. ART. 26 BIS VETRINE, INSEGNE PUBBLICITARIE, TENDE DA SOLE - Vetrine In tutto il territorio comunale le vetrine e gli ingressi degli esercizi commerciali dovranno essere coordinati con la facciata dell edificio cui appartengono, cercando di rifarsi il più possibile agli elementi architettonici che la caratterizzano: in particolare, cornici e soglie delle bucature, serramenti, eventuali zoccolature dell edificio. Il progetto dei nuovi interventi dovrà, di conseguenza, interpretare in modo corretto il contesto storico dell edificio di appartenenza. Sono da preferirsi, possibilmente, chiusure a maglia o a cancello, evitando l uso di serrande completamente cieche (a saracinesca); è comunque ammesso l uso e/o la conservazione di chiusure a portoncino in legno o similari. Per comprovate esigenze di protezione da possibili eventi alluvionali sono ammessi anche serramenti di tipo cieco, possibilmente in legno. Per quanto riguarda il tessuto classificato come zone A e TA, eventuali modifiche di trasformazione alle vetrine composte da cornici, chiusure o elementi decorativi storici (intendendo per tali le testimonianze dell originaria iniziativa commerciale) questi vanno salvaguardati in modo tale da rispettare il valore tipologico, estetico e ambientale di detta presenza, elemento grazie al quale si caratterizza tutt ora il valore di via. - Insegne pubblicitarie In tutto il territorio comunale per l installazione di insegne pubblicitarie si fa riferimento alle Norme tecniche per l installazione di tende, insegne e cartelli approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 27 del 14/5/1994 e successive modificazioni e integrazioni. 20
21 - Tende da sole In tutto il territorio comunale è permessa l installazione di tende da sole, alle seguenti condizioni: - Le tende devono avere sporgenza contenuta entro 30 cm dal filo del marciapiede, ad esclusione delle zone pedonali. - Devono inoltre essere manovrate da appositi congegni a sezioni leggere in modo da non deturpare il carattere degli edifici. - L altezza minima dal suolo deve essere di m 2,20 escluse le mantovane, che comunque non dovranno avere altezza superiore a cm 50. Il materiale utilizzato per le tende dovrà essere tela di tipo Olona (o materiali similari e aventi una trama tipo tessuto) preferibilmente di colore ecrue. L installazione delle tende deve inoltre rispettare le seguenti condizioni: - devono permettere la lettura dell architettura e non devono essere ne di forma ne di dimensione tale da coprire o mascherare anche parzialmente i decori dell architettonico - devono essere coordinate per bucature uguali - preferibilmente non devono essere di forma diversa dalla bucatura - non devono impedire il passaggio - possono avere disegni o righe, ma i materiali e i colori devono essere coordinati con i colori della facciata (ad esclusione delle zone A, TA, B, E ed Ea, nelle quali le tende non devono avere disegni o essere di materiali non coordinati con i colori della facciata, ma essere in tinta unita, preferibilmente di colore ecrue) Inoltre, nelle zone A, TA, B devono essere rispettate le seguenti condizioni: - preferibilmente non devono coprire più di un apertura per volta - rispetto all'apertura sottostante non devono essere più larghe di cm 50 per lato al massimo ART DISTANZE MINIME TRA FABBRICATI Distanze fra le costruzioni (Dc). In tutto il territorio comunale devono essere osservate le disposizioni sui vincoli di distanza fra le costruzioni, delle quali all'art. 9 del D.M. 1444/1968. Sono ammesse distanze inferiori soltanto fra costruzioni che formino oggetto di Piani Particolareggiati, Piani di Lottizzazione Convenzionata con previsioni planivolumetriche e, secondo le procedure di deroga dettate dalle leggi vigenti, quando trattasi di edifici pubblici o di pubblico interesse, limitatamente alle aree asservite a questi ultimi e senza aggravare gli obblighi di distanza delle proprietà finitime. Nel caso di ampliamenti di edifici pubblici preesistenti le distanze possono essere ridotte a 9 m. 21
22 Misurazione delle distanze La distanza di un edificio da un qualunque elemento esterno è quella minore misurata dai muri perimetrali dell'edificio stesso, ivi compresi tutti gli elementi aggettanti. Negli interventi sul patrimonio edilizio esistente è ammesso, nei casi di ricomposizione dei prospetti, l inserimento di nuovi elementi aggettanti, in deroga alle norme sulle distanze sopra citate, nei limiti di sporgenza di strutture similari preesistenti e comunque nei limiti di una sporgenza massima di m 1,20 (e sempre nel rispetto delle disposizioni sul punto contenute nel Codice Civile). ART DISTANZE DEI FABBRICATI DAI CONFINI DI PROPRIETÀ In tutte le nuove costruzioni la distanza dal confine di proprietà sarà pari alla metà dell'altezza del fabbricato nella sua porzione più alta prospiciente i confini stessi, con un minimo di m 5, ad esclusione delle costruzioni a carattere industriale che osserveranno una distanza minima di m 6 dai limiti di zona. Sono ammesse distanze inferiori nel caso di intervento mediante strumento urbanistico attuativo. E' ammessa la costruzione in aderenza del confine di proprietà, se preesiste parete o porzione di parete in aderenza senza finestre, o in base a presentazione di progetto unitario per i fabbricati da realizzare in aderenza, o in base a specifica convenzione tra i proprietari confinanti. Le distanze tra fabbricati e tra questi e i confini si misurano non computando balconi e scale a giorno con aggetto inferiori a m. 1,20. ART RAPPORTO TRA ALTEZZA E LARGHEZZA DELLE STRADE L'altezza dei fabbricati deve stare in un rapporto pari alla larghezza stradale, più gli eventuali arretramenti; nel caso di fronti obliqui può essere assunta la larghezza media; nel caso di piani arretrati il rapporto pari a 1 deve essere verificato anche per l'altezza e la larghezza corrispondente agli arretramenti. ART ALTEZZA DEI FABBRICATI Corpo di fabbrica Ai fini della misurazione dell altezza massima di un fabbricato, il corpo di fabbrica di una costruzione è la porzione della stessa, compresa tra la quota di riferimento del fabbricato e la rispettiva copertura; il corpo di fabbrica così individuato dovrà presentare, rispetto alla restante parte, una propria autonomia distributiva o funzionale, fatta eccezione per le parti interne che garantiscono la continuità funzionale dell edificio. Altezza lorda di piano 22
23 Ai fini del calcolo del volume di un fabbricato l altezza lorda di piano è la distanza tra gli estradossi del solaio di calpestio e del solaio soprastante. Nel caso in cui il solaio soprastante o una sua porzione non sia orizzontale, per altezza lorda ad esso relativa, o alle singole porzioni inclinate, è da intendersi la distanza tra il solaio di calpestio ed il piano virtuale orizzontale, mediano tra le quote minima e massima degli estradossi delle singole porzioni inclinate. Altezza di un fabbricato Per altezza di un fabbricato si intende la distanza tra la quota di riferimento ed il piano virtuale orizzontale, passante per il punto di intersezione tra la verticale del perimetro esterno e l estradosso della falda di copertura, con esclusione di corpi tecnici e vano scala. Nel caso di copertura piana l altezza viene misurata tra la quota di riferimento e l estradosso del solaio di copertura. Nel caso di un fabbricato a gradoni addossato al terreno, è ammessa la misurazione per corpi di fabbrica. Piano di spiccato di un fabbricato Il piano di spiccato di un fabbricato è il piano orizzontale di separazione tra le fondazioni, considerato in tal senso anche i locali totalmente interrati, con la sola eccezione dell apertura di accesso, e la restante parte della costruzione. Quota di riferimento di un corpo di fabbrica La quota di riferimento di un corpo di fabbrica è il punto più basso della giacitura del terreno sul perimetro della costruzione, ovvero il piano di spiccato della costruzione stessa qualora questo sia posto a quota inferiore a detta giacitura. Altezza massima di un fabbricato (h max): vedi Altezza di un fabbricato ART VOLUME DELLE COSTRUZIONI Volume di un fabbricato Agli effetti dell applicazione delle presenti norme, il volume di un fabbricato è la somma dei prodotti della superficie lorda di ogni piano per la rispettiva altezza lorda, con l esclusione delle autorimesse pertinenziali al fabbricato. Sono inoltre da escludere dal computo del volume le altre pertinenze del fabbricato e le autorimesse private non pertinenziali, sempreché entrambe siano poste al di sotto della quota di riferimento. 23
24 CAPITOLO 2 - NORME ECOLOGICO PAESISTICHE ART TUTELA E SVILUPPO DEL VERDE Si richiamano le disposizioni del Piano Territoriale di Coordinamento paesistico approvato con D.C.R. n. 6 del febbraio 1990 e si confermano, acquisendole alla normativa del P.R.G., le discipline generali relative agli interventi sul territorio, precisando appresso la loro incidenza quantitativa differenziata nei diversi ambiti, in aderenza alle rispettive valenze urbanistiche. Al fine di operare correttamente sul territorio comunale, riconosciuto dal P. T.C.P. in equilibrio soddisfacente, è prescritto in via preliminare ad ogni intervento modificativo dello stato attuale, rilevare la situazione planimetrica esistente e rappresentarla in elaborati nelle scale 1:200 e 1:500. Vi saranno annotati con la vegetazione esistente i manufatti di finitura caratterizzanti con la indicazione dei materiali e dei colori. La documentazione di cui sopra sarà limitata all'area di intervento, qualora questa si limiti ad opere che non modifichino il rapporto morfologico con le aree limitrofe. La stessa documentazione sarà estesa ad una fascia di l0 m oltre il confine, qualora l'intervento si riferisca all'inserimento di un edificio singolo, e si estenderà ad una fascia di 30 m qualora interessi un'area estesa (ad es.: una lottizzazione o un servizio di ampia dimensione). E' fatta salva la facoltà della C.E. di richiedere un maggiore approfondimento dello stato di fatto all'interno e all'esterno dell'area. La visione dell'area, in più ampia colori. apertura è affidata alla documentazione fotografica a Con riferimento agli elaborati che documentano lo stato di fatto debbono essere compilati quelli corrispondenti con la annotazione degli interventi proposti nella successiva ricomposizione complessiva della morfologia ambientale, con la specifica dei tipi di manufatti impiegati e dei relativi materiali e colori, nonché di quelli volti alla ricostruzione del manto vegetale. Nelle aree boscate con esposizione a mezzanotte le essenze proprie dell'area e da utilizzare per la ricostruzione o il completamento del manto vegetale sono quelle comprese fra le angiosperme mesofile (carpino nero, orniello, castagno, faggio, acaro, rovere ecc.). Il manto arboreo delle aree con esposizione migliore è preferibilmente composto da essenze di leccio, roverelle, pino d'aleppo. Nelle zone coltive è l'ulivo la componente arborea che caratterizza l'ambiente dell'intera Regione Liguria. 24
Approvato con D.P.G.R. n. 965 del 13/11/95 e successiva rettifica con D.P.G.R. n. 536 del 09/09/96;
COMUNE DI S. MARGHERITA LIGURE Provincia di Genova PIANO REGOLATORE GENERALE Norme tecniche di attuazione Approvato con D.P.G.R. n. 965 del 13/11/95 e successiva rettifica con D.P.G.R. n. 536 del 09/09/96;

References: art. 52
 ART. 1
 ART. 3
 ART. 4
 ART. 5
 ART. 6
 ART. 7
 ART. 8
 ART. 9
 ART. 26
 ART. 34
 ART. 35
 ART. 36
 ART. 43
 ART. 46
 ART. 46
 ART. 52
 ART. 59
 ART. 1
 art. 1
 ART. 3
 ART. 4
 ART. 5
 art. 34
 art. 25
 ART. 6
 ART. 7
 ART. 8
 ART. 9
 ART. 26