Source: http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2013/08/29/news/di_cinzia_franceschini_un_sogno_che_si_realizza_al_prezzo_di_una_rinuncia_avere_dei_figli_in_italia_quasi_ogni_uomo_o_do-65479688/
Timestamp: 2018-01-19 17:19:46+00:00

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Il ricatto della procreazione "Niente più figli per chi cambia" - Inchieste - la Repubblica
Il ricatto della procreazione
"Niente più figli per chi cambia"
La legge 164 non lo prevede esplicitamente, ma la prassi vuole che chi transita da un genere all'altro rinunci al proprio apparato procreativo. Non tutti sono d'accordo e una recente sentenza del tribunale di Rovereto apre nuovi scenari.
MILANO - Un sogno che si realizza al prezzo di una rinuncia: avere dei figli. In Italia quasi ogni uomo o donna che decide di completare la transizione verso l'altro sesso viene sterilizzato. Non si tratta di una richiesta esplicita della legge 164 del 1982, la legge sulla transessualità, ma di un'interpretazione giuridica. Da trent'anni i trans che desiderano ottenere la rettifica del genere nell'atto di nascita e in tutti gli altri documenti sono obbligati a operarsi. Un percorso che comincia con il riconoscimento di un "Distrurbo di identità di genere (Dig)" e si conclude con una sentenza che autorizza l'intervento chirurgico di riattribuzione del sesso. Gli organi sessuali vengono adeguati al nuovo status e dell'apparato genitale di un tempo non resta più nulla. Il giudice, allora, emette una sentenza che ordina la modifica dell'atto di nascita. E la persona acquisisce tutti i diritti del nuovo sesso a cui appartiene. Matrimonio incluso.
Una prassi che riguarda tutti. Il 99 per cento dei casi segue questa prassi. Lo conferma Francesco Bilotta della Rete Lenford, l'avvocatura per i diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender (Lgtb): "Quando si è cominciato ad applicare la legge", spiega, "lo scopo era riconfermare il binarismo sessuale uomo-donna come fondamento della nostra organizzazione sociale. Ma anche evitare che due persone dello stesso sesso anagrafico potessero procreare. Insomma, non interessava tanto che le neo-donne o i neo-uomini apparissero tali, quello che importava era che fossero sterili".
Previste eccezioni. Allo stesso tempo, però, sono previste delle eccezioni, in genere solo in caso di rischi gravi per la salute. "Alle donne che transitano verso il genere maschile spesso non viene richiesta la ricostruzione chirurgica del pene, ma sono sufficienti la riduzione del seno e l'asportazione dell'utero", continua l'avvocato. In due casi, nel 1997 e nel 2012, per motivi di salute il giudice ha autorizzato il cambio dell'atto di nascita senza alcun intervento all'apparato genitale. E ancora, nel 2011 il tribunale di Roma non ha richiesto l'operazione perché la persona trans aveva raggiunto il proprio equilibrio e non voleva operarsi. È stata sufficiente la terapia ormonale, che impedisce la procreazione.
La sentenza di Rovereto. Solo lo scorso agosto i giudici di Rovereto hanno collegato la norma sulla transessualità all'articolo due della Costituzione. E Lucia, 50 anni, è diventata donna senza dover affrontare alcuna operazione. "Per ora non sento l'esigenza", dice, "mi vivo questa dimensione. Non escludo l'intervento in futuro, ma tutto il mio percorso è stato fatto a piccoli passi", sempre ponderando quello successivo, "perché avrebbe portato comunque a una dimensione ignota. Lo stesso vale per l'operazione". "In passato", spiega l'avvocato Alexander Schuster che ha assistito Lucia, "erano gli stessi trans a volere l'operazione, era un passo importante per l'equilibrio del proprio corpo. Oggi questa esigenza di conformazione si è attenuata". Nel quadro italiano la sentenza di Rovereto è importante perché significa che "da oggi chiedere ad una persona trans di operarsi per cambiare sesso sarebbe contrario ai diritti inviolabili dell'uomo".
L'intervento della Ue. Lo stesso motivo per cui nel 2009 il Commissario del Consiglio d'Europa per i Diritti Umani ha chiesto agli stati membri di "abolire la sterilizzazione e ogni terapia medica obbligatoria dai requisiti legali necessari a riconoscere l'identità di genere di una persona". In Europa finora solo Svezia, Spagna, Portogallo e Gran Bretagna consentono il cambio di genere senza la sterilità. L'Italia potrebbe essere il prossimo paese ad accogliere - nella pratica - la linea europea.

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