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Timestamp: 2020-08-08 02:58:10+00:00

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Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2014 (III. Diritto di famiglia) | Comunicato importante:
1c Art. 3 segg. Lag
Assistenza giudiziaria – provisio ad litem nella causa di divorzio
In una causa di divorzio la domanda di assistenza giudiziaria dev’essere preceduta da una domanda di provisio ad litem.
(Nota: alla procedura, la cui litispendenza risale al 2009, è ancora applicabile il precedente diritto. Il principio rimane tuttavia attuale anche in applicazione del CPC).
III CCA 10.5.2013 N. 13.2013.39
2c Art. 421 seg. CPC/TI
Istanza comune di divorzio con accordo parziale
Il giudice non può statuire sull’istanza comune di divorzio con accordo parziale senza essersi fatto demandare dai coniugi la decisione sui punti rimasti litigiosi.
I CCA 22.5.2013 N. 11.2012.55
3c Art. 122 segg. CC
Divorzio – divisione delle prestazioni d’uscita in materia di previdenza professionale
Prestazioni d’uscita acquisite presso istituti di previdenza esteri non possono essere suddivise dal giudice svizzero (consid. 6a).
La rinuncia di un coniuge al riparto di prestazioni d’uscita maturate dall’altro coniuge durante il matrimonio può avvenire solo in una convenzione sugli effetti del divorzio (consid. 6b).
Casi in cui il giudice può rifiutare la divisione di prestazioni d’uscita per manifesto abuso di diritto (consid. 6c).
I CCA 13.12.2012 N. 11.2011.182
4c Art. 124 cpv. 1 CC; 5 cpv. 1 lett. b) LFLP
5c Art. 125 CC
6c Art. 134 cpv. 2, 286 cpv. 2 CC
Modifica di contributi alimentari per i figli fissati in una sentenza di divorzio
Criteri per ridefinire eventualmente il contributo alimentare in favore dei figli nel caso in cui il padre divorziato si sia risposato nel frattempo e abbia avuto un altro figlio dalla seconda moglie: adeguamento alla nuova giurisprudenza del Tribunale federale (consid. 6 e 7).
I CCA 31.10.2012 N. 11.2012.36 (ricorsi in materia civile respinti dal Tribunale federale in quanto ammissibili con sentenza 5A_902/2012 e 5D_192/2012 del 23 ottobre 2013)
7c Art. 393 CC; 18 Reg. Laps
8c Art. 445 cpv. 2 e 3, 273 CC; 221 CPP
9c Art. 447, 314 cpv. 1, 449b CC; 297 cpv. 1 CPC
Diritto della persona interessata di essere sentita personalmente – diritto di consultare gli atti
Nel settore della protezione del minore e dell’adulto il diritto della persona interessata di essere sentita personalmente (oralmente) va oltre il diritto della Costituzione federale (art. 29 cpv. 1), nella misura in cui l’art. 447 CC – applicabile anche in materia di regolamentazione del diritto di visita dei genitori e figli (art. 314 cpv. 1 CC) – prevede un obbligo generale dell’autorità di protezione di procedere a un’audizione personale. Prima di prendere disposizioni riguardo ai figli, l’autorità di protezione deve sentire personalmente i genitori anche riguardo all’art. 297 cpv. 1 CPC, applicabile per analogia per rimando generale dell’art. 450f CC.
In concreto violazione del diritto di essere sentito (consid. 4.1). L’autorità di protezione non ha proceduto all’audizione personale della madre prima di modificare le modalità di esercizio dei diritti di visita tra padre e figlio. Pochi istanti dopo l’udienza, alla quale era presente unicamente il patrocinatore della stessa, sono appunto stati modificati i diritti di visita (tema non menzionato nella convocazione dell’udienza).
Il diritto procedurale di consultare gli atti (art. 449b CC) appartiene alle persone che partecipano al procedimento, di principio, senza riserve e senza che debbano giustificare un interesse particolare. Questo diritto non è tuttavia illimitato, ma il diniego di mostrare una perizia sulle capacità genitoriali deve essere motivato.
Nel caso in esame violazione del diritto di essere sentito della madre (consid. 4.2) che, nell’ambito della modifica dei diritti di visita tra padre e figlio è stata informata unicamente sulle conclusioni della perizia. L’autorità di protezione non ha invece speso maggiori parole sulla valutazione che l’ha indotta a sottacere alla madre il restante contenuto della perizia, che quest’ultima chiedeva di conoscere.
CDP 27.5.2013 N. 9.2013.125/126/147
10c Art. 450a cpv. 2, 273 CC
12c Art. 650 cpv. 1, 169 CC
Scioglimento di comproprietà – abitazione coniugale
Casi in cui un coniuge non possa legittimamente opporsi allo scioglimento della comproprietà costituita dall’abitazione coniugale.
I CCA 24.6.2013 N. 11.2010.77
36c Art. 283 cpv. 2, 319 lett. b) n. 2 CPC; 93 cpv. 1 LTF
40c Art. 339 cpv. 1 CPC; 22 n. 5 CLug; 4 Conv. Aia obb. alim.
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References: Art. 3
 Art. 421
 Art. 122
 Art. 124
 Art. 125
 Art. 134
 sentenza 
 sentenza 
 Art. 393
 Art. 445
 Art. 447
 Art. 450
 Art. 650
 Art. 283
 Art. 339