Source: http://www.giurdanella.it/2014/05/29/decreto-droghe-testo-coordinato-in-vigore-dal-21-maggio/
Timestamp: 2018-05-21 18:32:53+00:00

Document:
Decreto droghe, testo coordinato in vigore dal 21 maggio
Documenti, servizi e cittadini − 29 maggio 2014 di Redazione
Il testo del decreto droghe 36/2014 coordinato con la legge di conversione 16 maggio 2014 n. 79
Decreto droghe: è stato pubblicato in Gazzetta, ed è in vigore dal 21 maggio, il testo convertito in legge del decreto in materia di disciplina degli stupefacenti. Si tratta del TESTO COORDINATO DEL DECRETO LEGGE 20 marzo 2014, n. 36.
Di seguito, il testo del decreto legge 20 marzo 2014, n. 36 (in Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 67 del 21 marzo 2014), coordinato con la legge di conversione 16 maggio 2014, n. 79, recante “Disposizioni urgenti in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, nonche’ di impiego di medicinali”.
Avvertenza: Il testo coordinato qui pubblicato e’ stato redatto dal Ministero della giustizia ai sensi dell’art. 11, comma 1, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, nonche’ dell’art. 10, comma 3, del medesimo testo unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate dalla legge di conversione, che di quelle richiamate nel decreto, trascritte nelle note. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui riportati. Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate con caratteri corsivi. Tali modifiche in video sono riportate tra i segni ((…)) A norma dell’art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), le modifiche apportate dalla legge di conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
a) al comma 1, alla lettera e), il numero 2) e’ sostituito dal seguente: «2) il completamento e l’aggiornamento delle tabelle di cui all’art. 13, sentiti il Consiglio superiore di sanita’ e (( l’Istituto superiore di sanita’;))».
a) il comma 1 e’ sostituito dal seguente: «1. Le sostanze stupefacenti o psicotrope sottoposte alla vigilanza ed al controllo del Ministero della salute e i medicinali a base di tali sostanze, ivi incluse le sostanze attive ad uso farmaceutico, sono raggruppate, in conformita’ ai criteri di cui all’art. 14, in cinque tabelle, allegate al presente testo unico. Il Ministero della salute stabilisce con proprio decreto il completamento e l’aggiornamento delle tabelle con le modalita’ di cui all’art. 2, comma 1, lettera e), numero 2).»;
(( 3-bis. Al comma 2 dell’articolo 19 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le autorizzazioni non possono essere rilasciate ai soggetti di cui al presente comma, persone fisiche o legali rappresentanti di enti, che abbiano avuto condanne o sanzioni ai sensi degli articoli 73, 74 e 75; in tali casi sono immediatamente revocate anche le autorizzazioni gia’ rilasciate )) ».
« (( 1-bis. Il Ministero della salute stabilisce, con proprio decreto, il modello dei buoni acquisto.». 9-bis. L’art. 39 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e’ abrogato. ))
«Art. 43 (Obblighi dei medici chirurghi e dei medici veterinari). –
1. I medici chirurghi e i medici veterinari prescrivono i medicinali compresi nella tabella dei medicinali, sezione A, di cui all’art. 14, su apposito ricettario approvato con decreto del Ministero della salute.
2. La prescrizione dei medicinali indicati nella tabella dei medicinali, sezione A, di cui all’art. 14 puo’ comprendere un solo medicinale per una cura di durata non superiore a trenta giorni, ad eccezione della prescrizione dei medicinali di cui all’allegato III-bis per i quali la ricetta puo’ comprendere fino a due medicinali diversi tra loro o uno stesso medicinale con due dosaggi differentiper una cura di durata non superiore a trenta giorni.
4. Le ricette di cui al comma 1 sono compilate in duplice copia a ricalco per i medicinali non forniti dal Servizio sanitario nazionale, ed in triplice copia a ricalco per i medicinali forniti dal Servizio sanitario nazionale. Una copia della ricetta e’ comunque conservata dall’assistito o dal proprietario dell’animale ammalato. Il Ministero della salute stabilisce con proprio decreto la forma ed il contenuto del ricettario di cui al comma 1.
6. I medici chirurghi e i medici veterinari sono autorizzati ad approvvigionarsi attraverso autoricettazione, a trasportare e a detenere i medicinali compresi nell’allegato III-bis per uso professionale urgente, utilizzando il ricettario di cui al comma 1. Una copia della ricetta e’ conservata dal medico chirurgo o dal medico veterinario che tiene un registro delle prestazioni effettuate, annotandovi le movimentazioni, in entrata ed uscita, dei medicinali di cui si e’ approvvigionato e che successivamente ha somministrato. Il registro delle prestazioni non e’ di modello ufficiale e deve essere conservato per due anni a far data dall’ultima registrazione effettuata; le copie delle autoricettazioni sono conservate, come giustificativo dell’entrata, per lo stesso periodo del registro.
7. La dispensazione dei medicinali di cui alla tabella dei medicinali, sezione E, e’ effettuata dal farmacista dietro presentazione di ricetta medica
«Art. 60 (Registro di entrata e uscita). – 1. Ogni acquisto o cessione, anche a titolo gratuito, di sostanze e di medicinali di cui alle tabelle previste dall’art. 14, e’ iscritto in un registro speciale nel quale, senza alcuna lacuna, abrasione o aggiunta, in ordine cronologico, secondo una progressione numerica unica per ogni sostanza o medicinale, e’ tenuto in evidenza il movimento di entrata e di uscita delle stesse sostanze o medicinali. Tale registro e’ numerato e firmato in ogni pagina dal responsabile dell’azienda unita’ sanitaria locale o da un suo delegato che riporta nella prima pagina gli estremi della autorizzazione ministeriale e dichiara nell’ultima il numero delle pagine di cui il registro e’ costituito. Il registro e’ conservato da parte degli enti e delle imprese autorizzati alla fabbricazione, per la durata di dieci anni dal giorno dell’ultima registrazione. Detto termine e’ ridotto a cinque anni per le officine autorizzate all’impiego e per le imprese autorizzate al commercio all’ingrosso. Lo stesso termine e’ ridotto a due anni per le farmacie aperte al pubblico e per le farmacie ospedaliere. I direttori sanitari e i titolari di gabinetto di cui all’art. 42, comma 1, conservano il registro di cui al presente comma per due anni dal giorno dell’ultima registrazione.
6. Il registro di cui al comma 3 e’ vidimato dal direttore sanitario, o da un suo delegato, che provvede alla sua distribuzione. Il registro e’ conservato, in ciascuna unita’ operativa, dal responsabile dell’assistenza infermieristica per due anni dalla data dell’ultima registrazione.
«1. Gli enti o le imprese autorizzati alla fabbricazione di sostanze stupefacenti o psicotrope nonche’ dei medicinali compresi nelle tabelle di cui all’art. 14 tengono anche un registro di lavorazione, numerato e firmato in ogni pagina da un funzionario del Ministero della salute all’uopo delegato, nel quale sono iscritte le quantita’ di materie prime poste in lavorazione, con indicazione della loro esatta denominazione e della data di entrata nel reparto di lavorazione, nonche’ i prodotti ottenuti da ciascuna lavorazione. Tale registro e’ conservato per dieci anni a far data dall’ultima registrazione.».
«1. Gli enti e le imprese autorizzati alla produzione, alla fabbricazione e all’impiego di sostanze stupefacenti o psicotrope nonché dei medicinali, compresi nelle tabelle di cui all’art. 14, trasmettono al Ministero della salute, alla Direzione centrale per i servizi antidroga e alla competente unita’ sanitaria locale annualmente, non oltre il 31 gennaio di ciascun anno, i dati riassuntivi dell’anno precedente e precisamente:
(( 24-bis. La rubrica del titolo VII del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e’ sostituita dalla seguente:«Prescrizioni particolari relative ai precursori di droghe».
24-ter. All’art. 73 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 5 e’ sostituito dal seguente:
«5-bis. Nell’ipotesi di cui al comma 5, limitatamente ai reati di cui al presente articolo commessi da persona tossicodipendente o da assuntore di sostanze stupefacenti o psicotrope, il giudice, con la sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell’art. 444 del codice di procedura penale, su richiesta dell’imputato e sentito il pubblico ministero, qualora non debba concedersi il beneficio della sospensione condizionale della pena, puo’ applicare, anziche’ le pene detentive e pecuniarie, quella del lavoro di pubblica utilita’ di cui all’art. 54 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, secondo le modalita’ ivi previste. Con la sentenza il giudice incarica l’ufficio locale di esecuzione penale esterna di verificare l’effettivo svolgimento del lavoro di pubblica utilita’. L’ufficio riferisce periodicamente al giudice. In deroga a quanto disposto dal citato art. 54 del decreto legislativo n. 274 del 2000, il lavoro di pubblica utilita’ ha una durata corrispondente a quella della sanzione detentiva irrogata. Esso puo’ essere disposto anche nelle strutture private autorizzate ai sensi dell’art. 116, previo consenso delle stesse. In caso di violazione degli obblighi connessi allo svolgimento del lavoro di pubblica utilita’, in deroga a quanto previsto dal citato art. 54 del decreto legislativo n. 274 del 2000, su richiesta del pubblico ministero o d’ufficio, il giudice che procede, o quello dell’esecuzione, con le formalita’ di cui all’art. 666 del codice di procedura penale, tenuto conto dell’entita’ dei motivi e delle circostanze della violazione, dispone la revoca della pena con conseguente ripristino di quella sostituita. Avverso tale provvedimento di revoca e’ ammesso ricorso per cassazione, che non ha effetto sospensivo. Il lavoro di pubblica utilita’ puo’ sostituire la pena per non piu’ di due volte».
b) dopo il comma 1 e’ inserito il seguente: «1-bis. Ai fini dell’accertamento della destinazione ad uso esclusivamente personale della sostanza stupefacente o psicotropa o del medicinale di cui al comma 1, si tiene conto delle seguenti circostanze:
b) che i medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope elencate nella tabella dei medicinali, sezioni A, B, C e D, non eccedano il quantitativo prescritto».))
«1. Chiunque fa uso di sostanze stupefacenti e di sostanze psicotrope puo’ chiedere al (( servizio pubblico per le dipendenze )) o ad una struttura privata autorizzata ai sensi dell’art. 116 e specificamente per l’attivita’ di diagnosi, di cui al comma 2, lettera d), del medesimo articolo di essere sottoposto ad accertamenti diagnostici e di eseguire un programma terapeutico e socio-riabilitativo.»;
c) il comma 4 e’ sostituito dal seguente: «4. Gli esercenti la professione medica che assistono persone dedite all’uso di sostanze stupefacenti e di sostanze psicotrope possono, in ogni tempo, avvalersi dell’ausilio del (( servizio pubblico per le dipendenze )) e delle strutture private autorizzate ai sensi dell’art. 116.»;
d) il comma 7 e’ sostituito dal seguente: «7. Gli operatori (( del servizio pubblico per le dipendenze )) e delle strutture private autorizzate ai sensi dell’art. 116 non possono essere obbligati a deporre su quanto hanno conosciuto per ragione della propria professione, ne’ davanti all’autorita’ giudiziaria ne’ davanti ad altra autorita’. Agli stessi si applicano le disposizioni dell’art. 200 del codice di procedura penale e si estendono le garanzie previste per il difensore dalle disposizioni dell’art. 103 del codice di procedura penale in quanto applicabili.».
28. All’art. 122 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1 e’ sostituito dal seguente: «1. (( Il servizio pubblico per le dipendenze )) e le strutture private autorizzate ai sensi dell’art. 116, compiuti i necessari accertamenti e sentito l’interessato, che puo’ farsi assistere da un medico di fiducia autorizzato a presenziare anche agli accertamenti necessari, definiscono un programma terapeutico e socio-riabilitativo personalizzato che puo’ prevedere, ove le condizioni psicofisiche del tossicodipendente lo consentano, in collaborazione con i centri di cui all’art. 114 e avvalendosi delle cooperative di solidarieta’ sociale e delle associazioni di cui all’art. 115, iniziative volte ad un pieno inserimento sociale attraverso l’orientamento e la formazione professionale, attivita’ di pubblica utilita’ o di solidarieta’ sociale. Nell’ambito dei programmi terapeutici che lo prevedono, possono adottare metodologie di disassuefazione, nonche’ trattamenti psico-sociali e farmacologici adeguati. (( Il servizio pubblico per le dipendenze verifica l’efficacia del trattamento e la risposta del paziente al programma.» )) ;
d) il comma 4 e’ sostituito dal seguente: «4. Quando l’interessato ritenga di attuare il programma presso strutture private autorizzate ai sensi dell’art. 116 e specificamente per l’attivita’ di diagnosi, di cui al comma 2, lettera d), del medesimo articolo, la scelta puo’ cadere su qualsiasi struttura situata nel territorio nazionale che si dichiari di essere in condizioni di accoglierlo.».
29. All’art. 127 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, il comma 8 e’ sostituito dal seguente: «8. I progetti di cui alle lettere a) e c) del comma 7 non possono prevedere la somministrazione delle sostanze stupefacenti o psicotrope incluse nelle tabelle I e II di cui all’art. 14 e delle sostanze non inserite nella Farmacopea ufficiale, fatto salvo l’uso dei medicinali oppioidi prescrivibili.».
30. Al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, sono inserite le tabelle, previste dagli articoli 13, comma 1, e 14 del citato testo unico, come modificati dai commi 2 e 3 del presente articolo, nonche’ l’allegato III-bis, riportati nell’allegato A al presente decreto. Riferimenti normativi Si riporta il testo dell’art. 2 del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza), come modificato dalla presente legge:
“Art. 2. Attribuzioni del Ministro della sanita’
1. Il Ministro della sanita’, nell’ambito delle proprie competenze:
a) determina, sentito il Consiglio sanitario nazionale, gli indirizzi per le attivita’ di prevenzione del consumo e delle dipendenze da sostanze stupefacenti o psicotrope e da alcool e per la cura e il reinserimento sociale dei soggetti dipendenti da sostanze stupefacenti o psicotrope e da alcool;
b) partecipa ai rapporti, sul piano internazionale, con la Commissione degli stupefacenti e con l’Organo di controllo sugli stupefacenti del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite e con il Fondo delle Nazioni Unite per il controllo dell’abuso delle droghe (UNFDAC), con i competenti organismi della Comunita’ economica europea e con ogni altra organizzazione internazionale avente competenza nella materia di cui al presente testo unico; a tal fine cura l’aggiornamento dei dati relativi alle quantita’ di sostanze stupefacenti o psicotrope effettivamente importate, esportate, fabbricate, impiegate, nonche’ alle quantita’ disponibili presso gli enti o le imprese autorizzati;
c) determina, sentito il Consiglio sanitario nazionale, gli indirizzi per il rilevamento epidemiologico da parte delle regioni, delle province autonome di Trento e Bolzano e delle unita’ sanitarie locali, concernente le dipendenze da alcool e da sostanze stupefacenti o psicotrope;
d) concede le autorizzazioni per la coltivazione, la produzione, la fabbricazione, l’impiego, il commercio, l’esportazione, l’importazione, il transito, l’acquisto, la vendita e la detenzione delle sostanze stupefacenti o psicotrope, nonche’ quelle per la produzione, il commercio, l’esportazione, l’importazione e il transito delle sostanze suscettibili di impiego per la produzione di sostanze stupefacenti o psicotrope di cui al comma 1 dell’art. 70;
1) l’elenco annuale delle imprese autorizzate, alla fabbricazione, all’impiego e al commercio all’ingrosso di sostanze stupefacenti o psicotrope, nonche’ di quelle di cui al comma 1 dell’art. 70;
2) il completamento e l’aggiornamento delle tabelle di cui all’art. 13, sentiti il Consiglio superiore di sanita’ e l’Istituto superiore di sanita’;
f) verifica, ad un anno, a due anni, a tre anni e a cinque anni dall’entrata in commercio di nuovi farmaci, la loro capacita’ di indurre dipendenza nei consumatori;
g) promuove, in collaborazione con i Ministri dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica e di grazia e giustizia, studi e ricerche relativi agli aspetti farmacologici, tossicologici, medici, psicologici, riabilitativi, sociali, educativi, preventivi e giuridici in tema di droghe, alcool e tabacco;
h) promuove, in collaborazione con le regioni, iniziative volte a eliminare il fenomeno dello scambio di siringhe tra tossicodipendenti, favorendo anche l’immissione nel mercato di siringhe monouso autobloccanti”. Si riporta il testo dell’art. 13 del citato decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, come modificato dalla presente legge:
“Art. 13. Tabelle delle sostanze soggette a controllo
1. Le sostanze stupefacenti o psicotrope sottoposte alla vigilanza ed al controllo del Ministero della salute e i medicinali a base di tali sostanze, ivi incluse le sostanze attive ad uso farmaceutico, sono raggruppate, in conformita’ ai criteri di cui all’art. 14, in cinque tabelle, allegate al presente testo unico. Il Ministero della salute stabilisce con proprio decreto il completamento e l’aggiornamento delle tabelle con le modalita’ di cui all’art. 2, comma 1, lettera e), numero 2).
2. Le tabelle di cui al comma 1 devono contenere l’elenco di tutte le sostanze e dei preparati indicati nelle convenzioni e negli accordi internazionali e sono aggiornate tempestivamente anche in base a quanto previsto dalle convenzioni e accordi medesimi ovvero a nuove acquisizioni scientifiche.
4. Il decreto e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e inserito nella successiva edizione della Farmacopea ufficiale.
5. Il Ministero della salute, sentiti il Consiglio superiore di sanita’ e l’Istituto superiore di sanita’ ed in accordo con le convenzioni internazionali in materia di sostanze stupefacenti o psicotrope, dispone con apposito decreto l’esclusione da una o piu’ misure di controllo di quei medicinali e dispositivi diagnostici che per la loro composizione qualitativa e quantitativa non possono trovare un uso diverso da quello cui sono destinati.”. Si riporta il testo dell’art. 19 del citato decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, come modificato dalla presente legge:
“Art. 19. Requisiti soggettivi per l’autorizzazione
1. Le autorizzazioni previste dal comma 1 dell’art. 17 sono personali e non possono essere cedute, ne’ comunque utilizzate da altri a qualsiasi titolo ed in qualsiasi forma.
2. Le autorizzazioni medesime possono essere accordate soltanto ad enti o imprese il cui titolare o legale rappresentante, se trattasi di societa’, sia di buona condotta e offra garanzie morali e professionali. Gli stessi requisiti deve possedere il direttore tecnico dell’azienda.Le autorizzazioni non possono essere rilasciate ai soggetti di cui al presente comma, persone fisiche o legali rappresentanti di enti, che abbiano avuto condanne o sanzioni ai sensi degli articoli 73, 74 e 75; in tali casi sono immediatamente revocate anche le autorizzazioni gia’ rilasciate.
3. Nel caso di enti o imprese che abbiano piu’ filiali o depositi e’ necessaria l’autorizzazione per ciascuna filiale o deposito. I requisiti previsti dal comma 2 devono essere posseduti anche dalla persona preposta alla filiale o al deposito.
4. Nel caso di cessazione dell’attivita’ autorizzata o di cessazione dell’azienda, di mutamento della denominazione o della ragione sociale, di morte o di sostituzione del titolare dell’impresa o del legale rappresentante dell’ente, l’autorizzazione decade di diritto, senza necessita’ di apposito provvedimento.
5. Tuttavia nel caso di morte o di sostituzione del titolare dell’impresa o del legale rappresentante dell’ente, il Ministero della sanita’ puo’ consentire in via provvisoria, per non oltre il termine perentorio di tre mesi, la prosecuzione dell’attivita’ autorizzata sotto la responsabilita’ del direttore tecnico.”.
Si riporta il testo dell’art. 26 del citato decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, come modificato dalla presente legge:
“Art. 26. (Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 26) Coltivazioni e produzioni vietate
1. Salvo quanto stabilito nel comma 2, e’ vietata nel territorio dello Stato la coltivazione delle piante comprese nelle tabelle I e II di cui all’art. 14, ad eccezione della canapa coltivata esclusivamente per la produzione di fibre o per altri usi industriali, diversi da quelli di cui all’art. 27, consentiti dalla normativa dell’Unione europea.
2. Il Ministro della sanita’ puo’ autorizzare istituti universitari e laboratori pubblici aventi fini istituzionali di ricerca, alla coltivazione delle piante sopra indicate per scopi scientifici, sperimentali o didattici.”.
Si riporta il testo dell’art. 31 del citato decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309:
“Art. 31. Quote di fabbricazione 1. Il Ministro della sanita’, entro il mese di novembre di ogni anno, tenuto conto degli impegni derivanti dalle convenzioni internazionali, stabilisce con proprio decreto le quantita’ delle varie sostanze stupefacenti o psicotrope, comprese nelle tabelle di cui all’art. 14, con esclusione di quelle incluse nelle sezioni C, D ed E della tabella dei medicinali, che possono essere fabbricate e messe in vendita, in Italia o all’estero, nel corso dell’anno successivo, da ciascun ente o impresa autorizzati alla fabbricazione.
5. Chiunque per colpa fabbrica sostanze stupefacenti o psicotrope in quantita’ superiori a quelle consentite o tollerate e’ punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a euro 10.329 (lire venti milioni).”.
Si riporta il testo dell’art. 34 del citato decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, come modificato dalla presente legge:
“Art. 34. Controllo sui cicli di lavorazione
1. Presso ciascun ente o impresa, autorizzati alla fabbricazione di sostanze stupefacenti o psicotrope, comprese nelle tabelle I, II e nella tabella dei medicinali, sezione A, di cui all’art. 14, devono essere dislocati uno o piu’ militari della Guardia di finanza per il controllo dell’entrata e dell’uscita delle sostanze stupefacenti o psicotrope, nonche’ per la sorveglianza a carattere continuativo durante i cicli di lavorazione.
2. La vigilanza puo’ essere disposta, su richiesta del Ministero della sanita’, previa intesa con il Comando generale della Guardia di finanza, anche presso singoli enti o imprese autorizzati all’impiego di dette sostanze.
4. Le aziende, che fabbricano sostanze stupefacenti o psicotrope, hanno l’obbligo di mettere a disposizione dei militari addetti alla vigilanza presso lo stabilimento i locali idonei per lo svolgimento delle operazioni di controllo, adeguatamente attrezzati per i turni di riposo, quando la lavorazione si svolga durante la notte.”.
Si riporta il testo dell’art. 35 del citato decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, come modificato dalla presente legge:
“Art. 35. Controllo sulle materie prime
1. Il Ministero della sanita’ esercita il controllo sulle quantita’ di materie prime ad azione stupefacente, sulle quantita’ di sostanze stupefacenti o psicotrope comprese nelle tabelle di cui all’art. 14, con esclusione di quelle incluse nelle sezioni C, D ed E della tabella dei medicinali, fabbricate o comunque in possesso di ciascuna officina e sulla loro destinazione, con particolare riguardo alla ripartizione quantitativa sul mercato.
3. Gli organi specializzati di controllo sono tenuti ad effettuare saltuarie ed improvvise azioni di controllo sia di iniziativa propria che su richiesta del Ministero della sanita’.”.
Si riporta il testo dell’art. 36 del citato decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309,come modificato dalla presente legge:
“Art. 36. Autorizzazione all’impiego
1. Chiunque intende ottenere l’autorizzazione all’impiego di sostanze stupefacenti o psicotrope comprese nelle tabelle di cui all’art. 14, purche’ regolarmente autorizzato all’esercizio di officina farmaceutica, deve presentare domanda al Ministero della sanita’, secondo le modalita’ previste dal comma 4 dell’art. 32, in quanto applicabili.
3. Il decreto di autorizzazione e’ valido per l’acquisto e per l’impiego delle sostanze sottoposte a controllo, nonche’ per la vendita dei prodotti ottenuti.
4. Le spese relative agli accertamenti di cui al comma 2 sono a carico del richiedente ed i relativi recuperi sono versati con imputazione ad apposito capitolo dello stato di previsione delle entrate statali.”.
Si riporta il testo dell’art. 38 del citato decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, come modificato dalla presente legge:
“Art. 38. Vendita o cessione di sostanze stupefacenti o psicotrope
1.La vendita o cessione, a qualsiasi titolo, anche gratuito, delle sostanze e dei medicinali compresi nelle tabelle di cui all’art. 14, esclusi i medicinali di cui alla tabella dei medicinali, sezioni D ed E, e’ fatta alle persone autorizzate ai sensi del presente testo unico in base a richiesta scritta con buono acquisto conforme al modello predisposto dal Ministero della salute. I titolari o i direttori di farmacie aperte al pubblico o ospedaliere possono utilizzare i buoni acquisto anche per richiedere, a titolo gratuito, i medicinali compresi nella tabella dei medicinali, esclusi i medicinali e le sostanze attive ad uso farmaceutico di cui alla tabella dei medicinali, sezioni D ed E, ad altre farmacie aperte al pubblico o ospedaliere, qualora si configuri il carattere di urgenza terapeutica.
1-bis. Il Ministero della salute stabilisce, con proprio decreto, il modello dei buoni acquisto.
2. In caso di perdita, anche parziale, del bollettario “buoni acquisto”, deve essere fatta, entro ventiquattro ore dalla scoperta, denuncia scritta all’autorita’ di pubblica sicurezza. Chiunque viola tale disposizione e’ punito con la sanzione amministrativa del pagamento della somma da euro 103 (lire duecentomila) a euro 2.065 (lire quattro milioni).
3. I produttori di specialita’ medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope sono autorizzati, nei limiti e secondo le norme stabilite dal Ministero della sanita’, a spedire ai medici chirurghi e ai medici veterinari campioni di tali specialita’.
4. E’ vietata comunque la fornitura ai medici chirurghi e ai medici veterinari di campioni delle sostanze stupefacenti o psicotrope elencate nelle tabelle I, II e III di cui all’art. 14.
5. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque viola la disposizione di cui al comma 4 e’ punito con la sanzione amministrativa del pagamento della somma da euro 103 (lire duecentomila) a euro 516 (lire un milione).
6. L’invio delle specialita’ medicinali di cui al comma 4 e’ subordinato alla richiesta datata e firmata dal sanitario, che si impegna alla somministrazione sotto la propria responsabilita’.
7. Chiunque cede buoni acquisto a qualsiasi titolo e’ punito, salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 2.582 (lire cinque milioni) a euro 15.493 (lire trenta milioni).”.
Si riporta il testo dell’art. 40 del citato decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, come modificato dalla presente legge:
“Art. 40. Confezioni per la vendita
1. Il Ministero della salute, nel rispetto delle normative comunitarie, al momento dell’autorizzazione all’immissione in commercio, determina, in rapporto alla loro composizione, indicazione terapeutica e posologia, le confezioni dei medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope che possono essere messe in commercio ed individua, in applicazione dei criteri di cui all’art. 14, la sezione della tabella dei medicinali in cui collocare il medicinale stesso.
2. Composizione, indicazioni terapeutiche, posologia ed eventuali controindicazioni devono essere riportate in modo inequivoco nel foglio illustrativo che accompagna la confezione.”.
Si riporta il testo dell’art. 41 del citato decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, come modificato dalla presente legge:
“Art. 41. Modalita’ di consegna
1. La consegna di sostanze sottoposte a controllo, da parte degli enti o delle imprese autorizzati a commerciarle, deve essere fatta:
a) personalmente all’intestatario dell’autorizzazione al commercio o al farmacista, previo accertamento della sua identita’, qualora la consegna sia effettuata presso la sede dell’ente o dell’impresa, e annotando i dati del documento di riconoscimento in calce al buono acquisto;
b) a mezzo di un qualunque dipendente dell’ente o dell’impresa, debitamente autorizzato, direttamente al domicilio dell’acquirente, previo accertamento della identita’ di quest’ultimo e annotando i dati del documento di riconoscimento in calce al buono acquisto;
d) mediante agenzia di trasporto o corriere privato. In questo caso, ove si tratti di sostanze stupefacenti o psicotrope indicate nelle tabelle I, II, III e nella tabella dei medicinali, sezione A, di cui all’art. 14 e il cui quantitativo sia superiore ai cento grammi, il trasporto deve essere effettuato previa comunicazione, a cura del mittente, al piu’ vicino ufficio di Polizia di Stato o comando dei carabinieri o della Guardia di finanza.
1-bis. In deroga alle disposizioni di cui al comma 1, la consegna di sostanze sottoposte a controllo puo’ essere fatta anche da parte di operatori sanitari, per quantita’ terapeutiche di medicinali di cui all’allegato III-bis, accompagnate da dichiarazione sottoscritta dal medico di medicina generale, di continuita’ assistenziale o dal medico ospedaliero che ha in cura il paziente, che ne prescriva l’utilizzazione anche nell’assistenza domiciliare di malati che hanno accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore secondo le vigenti disposizioni, ad esclusione del trattamento domiciliare degli stati di tossicodipendenza da oppiacei.
2. La comunicazione, di cui al comma 1, lettera d), compilata in triplice copia, deve indicare il mittente ed il destinatario, il giorno in cui si effettua il trasporto, la natura e la quantita’ degli stupefacenti trasportati. Una delle copie e’ trattenuta dall’ufficio o comando predetti; la seconda e’ da questo inviata al corrispondente ufficio o comando della giurisdizione del destinatario, per la opportuna azione di vigilanza; la terza, timbrata e vistata dall’ufficio o comando di cui sopra, deve accompagnare la merce ed essere restituita dal destinatario al mittente.
3. Chiunque consegni o trasporti sostanze stupefacenti o psicotrope non ottemperando alle disposizioni del presente articolo e’ punito con l’arresto fino ad un anno e con l’ammenda da euro 516 (lire un milione) a euro 10.329 (lire venti milioni).
4. Chi vende o cede sostanze sottoposte a controllo, deve conservare la copia della fattura, il relativo buono acquisto, nonche’, ove la consegna avvenga a mezzo posta o corriere, la ricevuta postale o dell’agenzia di trasporto o del corriere privato, relativa alla spedizione della merce. L’inosservanza delle disposizioni del presente comma e’ punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma fino a euro 516 (lire un milione).”.
Si riporta il testo dell’art. 42 del citato decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309,come modificato dalla presente legge:
“Art. 42. Acquisto di medicinali a base di sostanze stupefacenti e di sostanze psicotrope da parte di medici chirurghi.
1. I medici chirurghi ed i medici veterinari, i direttori sanitari o responsabili di ospedali, case di cura in genere, prive dell’unita’ operativa di farmacia, e titolari di gabinetto per l’esercizio delle professioni sanitarie qualora, per le normali esigenze terapeutiche, si determini la necessita’ di approvvigionarsi di medicinali a base di sostanze stupefacenti o psicotrope compresi nella tabella dei medicinali, sezioni A, B e C, di cui all’art. 14, devono farne richiesta scritta in triplice copia alla farmacia o al grossista di medicinali. La prima delle predette copie rimane per documentazione al richiedente; le altre due devono essere rimesse alla farmacia o alla ditta all’ingrosso; queste ultime ne trattengono una per il proprio discarico e trasmettono l’altra all’azienda sanitaria locale a cui fanno riferimento.
2. Salvo che il fatto costituisca reato, l’acquisto dei predetti medicinali in misura eccedente in modo apprezzabile quelle occorrenti per le normali necessita’ e’ punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 100 ad euro 500.
3. I direttori sanitari ed i titolari di gabinetto di cui al comma 1 debbono tenere un registro di carico e scarico dei medicinali acquistati, nel quale devono specificare l’impiego dei medicinali stessi.
4. Detto registro deve essere vidimato e firmato in ciascuna pagina dall’autorita’ sanitaria locale.”. Il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 17 marzo 2008 reca; “Revisione del decreto ministeriale 18 maggio 2004, attuativo del comma 2 dell’art. 50 della legge n. 326 del 2003 (Progetto tessera sanitaria), concernente il modello di ricettario medico a carico del Servizio sanitario nazionale”.
Si riporta il testo dell’art. 116 del citato decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309:
“Art. 116. Livelli essenziali relativi alla liberta’ di scelta dell’utente e ai requisiti per l’autorizzazione delle strutture private
1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano assicurano, quale livello essenziale delle prestazioni ai sensi dell’art. 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, la liberta’ di scelta di ogni singolo utente relativamente alla prevenzione, cura e riabilitazione delle tossicodipendenze. La realizzazione di strutture e l’esercizio di attivita’ sanitaria e socio-sanitaria a favore di soggetti tossicodipendenti o alcool dipendenti e’ soggetta ad autorizzazione ai sensi dell’art. 8-ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni.
2. L’autorizzazione alla specifica attivita’ prescelta e’ rilasciata in presenza dei seguenti requisiti minimi, che rappresentano livelli essenziali ai sensi dell’art. 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione:
6. L’autorizzazione con indicazione delle attivita’ prescelte e’ condizione necessaria oltre che per l’ammissione all’accreditamento istituzionale e agli accordi contrattuali di cui all’art. 117, per:
a) lo svolgimento dei compiti di cui all’art. 114;
c) la stipula con il Ministero della giustizia delle convenzioni di cui all’art. 96 aventi ad oggetto l’esecuzione dell’attivita’ per la quale e’ stata rilasciata l’autorizzazione.
9. Per le finalita’ indicate nel comma 1 dell’art. 100 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le regioni e le province autonome di cui al comma 1 sono abilitate a ricevere erogazioni liberali fatte ai sensi del comma 2, lettera a), del suddetto articolo. Le regioni e le province autonome ripartiscono le somme percepite tra gli enti di cui all’art. 115, secondo i programmi da questi presentati ed i criteri predeterminati dalle rispettive assemblee.
Il decreto del Ministro della salute 10 marzo 2006 reca: “Approvazione del ricettario per la prescrizione dei farmaci di cui alla tabella II, sezione A e all’allegato III-bis al D.P.R. del 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni, come modificato dal D.L. 30 dicembre 2005, n. 272, convertito, con modificazioni, dalla L. 21 febbraio 2006, n. 49″.
Il decreto del Ministro della salute 15 luglio 2004 reca: “Istituzione, presso l’Agenzia italiana del farmaco, di una banca dati centrale finalizzata a monitorare le confezioni dei medicinali all’interno del sistema distributivo”.
Si riporta il testo dell’art. 46 del citato decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, come modificato dalla presente legge:
“Art. 46. Approvvigionamento e somministrazione a bordo delle navi mercantili
1. La richiesta per l’acquisto dei medicinali compresi nella tabella dei medicinali, sezioni A, B, C e D, prevista dall’art. 14, di cui devono essere provviste le navi mercantili a norma della legge 16 giugno 1939, n. 1045, e’ fatta in triplice copia, nei limiti stabiliti dalle tabelle allegate alla legge medesima, dal medico di bordo o, qualora questi manchi, da un medico fiduciario dell’armatore. Essa deve precisare il nome o il numero del natante, nonche’ il luogo ove ha sede l’ufficio di iscrizione della nave per la quale viene rilasciata; inoltre deve essere vistata dal medico di porto del luogo ove trovasi il natante.
2. La prima delle predette copie rimane per documentazione al richiedente; le altre due devono essere rimesse al farmacista, il quale ne trattiene una per il proprio discarico e trasmette l’altra al medico di porto annotandovi la dicitura: “spedita il giorno…”.
3. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque viola una o piu’ delle disposizioni del presente articolo e’ punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 103 (lire duecentomila) a euro 516 (lire un milione).
4. Il medico di bordo o, quando questi manchi, il capitano della nave, e’ consegnatario dei medicinali e deve annotare in apposito registro il carico e lo scarico.
5. Il registro di cui al comma 4 e’ vidimato e firmato in ciascuna pagina dal medico di porto del luogo ove e’ iscritta la nave.
6. Esso deve essere conservato a bordo della nave per la durata di due anni a datare dal giorno dell’ultima registrazione.”.
Si riporta il testo dell’art. 47 del citato decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, come modificato dalla presente legge:
“Art. 47. Approvvigionamento e somministrazione nei cantieri di lavoro
1. La richiesta per l’acquisto dei medicinali compresi nella tabella dei medicinali, sezioni A, B, C e D, prevista dall’art. 14, di cui devono essere provviste le aziende industriali, commerciali e agricole, a norma del decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 303, e’ fatta in triplice copia, nei limiti stabiliti nelle disposizioni previste dal decreto medesimo, dal medico fiduciario dell’azienda. Essa deve precisare il nome dell’azienda e il luogo ove e’ ubicato il cantiere per il quale e’ rilasciata, nonche’ il numero dei lavoratori addetti; inoltre deve essere vistata dall’autorita’ sanitaria locale nella cui circoscrizione il cantiere e’ ubicato.
2. La prima delle predette copie rimane per documentazione al richiedente; le altre due devono essere rimesse al farmacista, che ne trattiene una per il proprio discarico e trasmette l’altra alla competente unita’ sanitaria locale apponendovi la dicitura: “spedita il giorno…”.
4. Il titolare dell’azienda o il medico del cantiere o, in mancanza, l’infermiere addetto o il capo cantiere e’ consegnatario dei medicinali e deve annotare in apposito registro il carico e lo scarico.
5. Il registro di cui al comma 4 e’ vidimato e firmato in ciascuna pagina dall’autorita’ sanitaria locale nella cui circoscrizione l’azienda ha sede. Esso deve essere conservato per la durata di due anni a datare dal giorno dell’ultima registrazione.”.
Si riporta il testo dell’art. 50 del citato decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, come modificato dalla presente legge:
“Art. 50. Disposizioni generali
1. L’importazione, l’esportazione ed il transito di sostanze stupefacenti o psicotrope possono essere effettuati esclusivamente dagli enti e dalle imprese autorizzati alla coltivazione delle piante, alla produzione, alla fabbricazione, all’impiego e al commercio di sostanze stupefacenti o psicotrope, nonche’ all’impiego delle predette sostanze, a fini di ricerca scientifica e di sperimentazione.
2. Le operazioni di cui al comma 1 devono essere svolte soltanto tramite le dogane di prima categoria.
3. Il permesso deve essere rilasciato per ogni singola operazione; ha la validita’ di mesi sei e puo’ essere utilizzato anche per quantitativi inferiori a quelli assegnati.
4. Le sostanze stupefacenti o psicotrope dirette all’estero devono essere spedite a mezzo pacco postale con valore dichiarato.
5. E’ vietata l’importazione di sostanze stupefacenti o psicotrope con destinazione ad una casella postale o ad una banca.
6. Le norme del presente testo unico si applicano alle zone, punti o depositi franchi qualora la disciplina a questi relativa vi consenta la introduzione di sostanze stupefacenti o psicotrope.
7. Durante il transito e’ vietato manomettere o in qualsiasi modo modificare gli involucri contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope salvo che per finalita’ doganali o di polizia. E’ vietato altresi’ destinarli, senza apposita autorizzazione del Ministro della sanita’, a Paese diverso da quello risultante dal permesso di esportazione e da quello di transito.
8. Per il trasporto e la consegna di sostanze stupefacenti o psicotrope in importazione, esportazione o transito si applicano le norme di cui all’art. 41.
9. Le disposizioni dei commi da 2 a 8 si applicano soltanto alle sostanze stupefacenti o psicotrope comprese nelle tabelle I, II, III e IV di cui all’art. 14.”.
Si riporta il testo dell’art. 54 del citato decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, come modificato dalla presente legge:
“Art. 54.Prelevamento dei campioni
1. Nel caso di importazione di sostanze stupefacenti o psicotrope comprese nelletabelle di cui all’art. 14, con esclusione dei medicinali di cui alle sezioni C, D ed E della tabella dei medicinali, la dogana destinataria provvede al prelevamento di campioni, a richiesta del Ministero della sanita’ e con le modalita’ da questi fissate.
2. Se l’importazione concerne le sostanze stupefacenti e psicotrope incluse nelle tabelle di cui all’art. 14, con esclusione dei medicinali di cui alle sezioni B, C, D ed E della tabella dei medicinali, la dogana preleva quattro separati campioni con le modalita’ indicate nel presente articolo.
3. Ciascun campione, salvo diversa determinazione disposta dal Ministero della sanita’ all’atto del rilascio del permesso di importazione, deve essere costituito da almeno 10 grammi per l’oppio, per gli estratti di oppio, per la resina di canape e per la pasta di coca; di grammi 20 per le foglie di coca, per la canapa indiana, per le capsule e per la paglia di papavero; di grammi uno per la cocaina, per la morfina, per la codeina, per la etilmorfina e per qualunque altra sostanza chimica allo stato grezzo o puro, di sali o di derivati, inclusi nella tabella I indicata al comma 1.
4. I singoli campioni devono essere contenuti in flaconi di vetro, con chiusura a tenuta, suggellati.
5. Sulla relativa etichetta, oltre le indicazioni della quantita’ e qualita’ della sostanza, della ditta importatrice e della provenienza, devono figurare anche il titolo dichiarato del principio attivo dominante e la percentuale di umidita’ della sostanza.
6. All’operazione di prelevamento dei campioni deve presenziare anche un militare della Guardia di finanza.
7. Per la predetta operazione deve essere redatto apposito verbale compilato in contraddittorio con l’importatore o un suo legale rappresentante e firmato dagli intervenuti.
8. Una copia del verbale e’ trasmessa, a cura della dogana, al Ministero della sanita’, altra copia e’ allegata alla dichiarazione di importazione ed una terza copia e’ consegnata all’importatore.
9. Dei campioni prelevati, due devono essere trasmessi, a cura della dogana, al Ministero della sanita’, uno rimane alla dogana stessa ed uno e’ trattenuto in custodia dall’importatore, il quale deve tenerne conto agli effetti delle registrazioni di entrata ed uscita.”.
Si riporta il testo dell’art. 61 del citato decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, come modificato dalla presente legge:
“Art. 61. Registro di entrata e uscita per gli enti e le imprese autorizzati alla fabbricazione di sostanze stupefacenti o psicotrope
1. Nel registro di cui all’art. 60, comma 1, tenuto da enti e imprese autorizzati alla fabbricazione di sostanze stupefacenti o psicotrope nonche’ dei medicinali, compresi nelle tabelle di cui all’art. 14, e’ annotata ciascuna operazione di entrata e di uscita o di passaggio in lavorazione.
4. Le variazioni quantitative delle giacenze di ogni sostanza devono essere contabilizzate, in apposita colonna da intestare alla sostanza stessa, in corrispondenza della registrazione concernente l’operazione da cui sono state determinate.”.
Si riporta il testo dell’art. 62 del citato decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, come modificato dalla presente legge:
“Art. 62. Registro di entrata e uscita per gli enti o le imprese autorizzati all’impiego o al commercio di sostanze stupefacenti o psicotrope e per le farmacie
1. Il registro di cui all’art. 60, comma 1, tenuto dagli enti e imprese autorizzati all’impiego ed al commercio di sostanze stupefacenti o psicotrope nonche’ dei medicinali di cui alle tabelle previste dall’art. 14 ed il registro delle farmacie per quanto concerne i medicinali di cui alla tabella dei medicinali, sezioni A, B e C, dell’art. 14, sono chiusi al 31 dicembre di ogni anno. La chiusura si compie mediante scritturazione riassuntiva di tutti i dati comprovanti i totali delle qualita’ e quantita’ dei prodotti avuti in carico e delle quantita’ e qualita’ dei prodotti impiegati o commercializzati durante l’anno, con l’indicazione di ogni eventuale differenza o residuo.”.
Si riporta il testo dell’art. 63 del citato decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, come modificato dalla presente legge:
“Art. 63. Registro di lavorazione per gli enti e le imprese autorizzati alla fabbricazione di sostanze stupefacenti o psicotrope
1. Gli enti o le imprese autorizzati alla fabbricazione di sostanze stupefacenti o psicotrope nonche’ dei medicinali compresi nelle tabelle di cui all’art. 14 tengono anche un registro di lavorazione, numerato e firmato in ogni pagina da un funzionario del Ministero della salute all’uopo delegato, nel quale sono iscritte le quantita’ di materie prime poste in lavorazione, con indicazione della loro esatta denominazione e della data di entrata nel reparto di lavorazione, nonche’ i prodotti ottenuti da ciascuna lavorazione. Tale registro e’ conservato per dieci anni a far data dall’ultima registrazione.
2. 3. Il registro di lavorazione deve essere conforme a modello predisposto dal Ministero della sanita’ ed approvato con decreto del Ministro.”.
Si riporta il testo dell’art. 65 del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni:
“Art. 65. Obbligo di trasmissione di dati
1.Gli enti e le imprese autorizzati alla produzione, alla fabbricazione e all’impiego di sostanze stupefacenti o psicotrope nonche’ dei medicinali, compresi nelle tabelle di cui all’art. 14, trasmettono al Ministero della salute, alla Direzione centrale per i servizi antidroga e alla competente unita’ sanitaria locale annualmente, non oltre il 31 gennaio di ciascun anno, i dati riassuntivi dell’anno precedente e precisamente:
d) la quantita’ e la qualita’ delle giacenze esistenti al 31 dicembre.”.
Si riporta il testo dell’art. 66 del citato decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, come modificato dalla presente legge:
“Art. 66. Trasmissione di notizie e dati trimestrali
1. Gli enti e le imprese autorizzati ai sensi dell’art. 17 che abbiano effettuato importazioni o esportazioni di sostanze stupefacenti o psicotrope nonche’ di medicinali compresi nelle tabelle di cui all’art. 14, trasmettono al Ministero della salute, entro quindici giorni dalla fine di ogni trimestre, i dati relativi ai permessi di importazione o di esportazione utilizzati nel corso del trimestre precedente. Gli enti e le imprese autorizzati alla fabbricazione trasmettono, altresi’, un rapporto sulla natura e quantita’ delle materie prime ricevute e di quelle utilizzate per la lavorazione degli stupefacenti o sostanze psicotrope nonche’ dei medicinali ricavati, e di quelli venduti nel corso del trimestre precedente. In tale rapporto, per l’oppio grezzo, nonche’ per le foglie e pasta di coca e’ indicato il titolo in sostanze attive ad azione stupefacente.
3. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque non ottemperi alle condizioni prescritte o non fornisca entro il termine stabilito le informazioni previste dal presente articolo e dall’art. 65 ovvero fornisca dati inesatti o incompleti e’ punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 103 (lire duecentomila) a euro 1.032 (lire due milioni).”.
Si riporta il testo dell’art. 73 del citato decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, come modificato dalla presente legge:
“Art. 73. Produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope
1. Chiunque, senza l’autorizzazione di cui all’art. 17, coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre o mette in vendita, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque scopo sostanze stupefacenti o psicotrope di cui alla tabella I prevista dall’art. 14, e’ punito con la reclusione da sei a venti anni e con la multa da euro 26.000 a euro 260.000. 1-bis. Con le medesime pene di cui al comma 1 e’ punito chiunque, senza l’autorizzazione di cui all’art. 17, importa, esporta, acquista, riceve a qualsiasi titolo o comunque illecitamente detiene:
2. Chiunque, essendo munito dell’autorizzazione di cui all’art. 17, illecitamente cede, mette o procura che altri metta in commercio le sostanze o le preparazioni indicate nelle tabelle I e II di cui all’art. 14, e’ punito con la reclusione da sei a ventidue anni e con la multa da euro 26.000 a euro 300.000. 2-bis.
4. Quando le condotte di cui al comma 1 riguardano i medicinali ricompresi nella tabella II, sezioni A, B, C e D, limitatamente a quelli indicati nel numero 3-bis) della lettera e) del comma 1 dell’ art. 14 e non ricorrono le condizioni di cui all’art. 17, si applicano le pene ivi stabilite, diminuite da un terzo alla meta’.
5. Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, chiunque commette uno dei fatti previsti dal presente articolo che, per i mezzi, la modalita’ o le circostanze dell’azione ovvero per la qualita’ e quantita’ delle sostanze, e’ di lieve entita’, e’ punito con le pene della reclusione da sei mesi a quattro anni e della multa da euro 1.032 a euro 10.329.
5-bis. Nell’ipotesi di cui al comma 5, limitatamente ai reati di cui al presente articolo commessi da persona tossicodipendente o da assuntore di sostanze stupefacenti o psicotrope, il giudice, con la sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell’art. 444 del codice di procedura penale, su richiesta dell’imputato e sentito il pubblico ministero, qualora non debba concedersi il beneficio della sospensione condizionale della pena, puo’ applicare, anziche’ le pene detentive e pecuniarie, quella del lavoro di pubblica utilita’ di cui all’art. 54 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, secondo le modalita’ ivi previste. Con la sentenza il giudice incarica l’ufficio locale di esecuzione penale esterna di verificare l’effettivo svolgimento del lavoro di pubblica utilita’. L’ufficio riferisce periodicamente al giudice. In deroga a quanto disposto dal citato art. 54 del decreto legislativo n. 274 del 2000, il lavoro di pubblica utilita’ ha una durata corrispondente a quella della sanzione detentiva irrogata. Esso puo’ essere disposto anche nelle strutture private autorizzate ai sensi dell’art. 116, previo consenso delle stesse. In caso di violazione degli obblighi connessi allo svolgimento del lavoro di pubblica utilita’, in deroga a quanto previsto dal citato art. 54 del decreto legislativo n. 274 del 2000, su richiesta del pubblico ministero o d’ufficio, il giudice che procede, o quello dell’esecuzione, con le formalita’ di cui all’art. 666 del codice di procedura penale, tenuto conto dell’entita’ dei motivi e delle circostanze della violazione, dispone la revoca della pena con conseguente ripristino di quella sostituita. Avverso tale provvedimento di revoca e’ ammesso ricorso per cassazione, che non ha effetto sospensivo. Il lavoro di pubblica utilita’ puo’ sostituire la pena per non piu’ di due volte.
5-ter. La disposizione di cui al comma 5-bis si applica anche nell’ipotesi di reato diverso da quelli di cui al comma 5, commesso, per una sola volta, da persona tossicodipendente o da assuntore abituale di sostanze stupefacenti o psicotrope e in relazione alla propria condizione di dipendenza o di assuntore abituale, per il quale il giudice infligga una pena non superiore ad un anno di detenzione, salvo che si tratti di reato previsto dall’art. 407, comma 2, lettera a), del codice di procedura penale o di reato contro la persona.
7. Le pene previste dai commi da 1 a 6 sono diminuite dalla meta’ a due terzi per chi si adopera per evitare che l’attivita’ delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori, anche aiutando concretamente l’autorita’ di polizia o l’autorita’ giudiziaria nella sottrazione di risorse rilevanti per la commissione dei delitti.”.
Si riporta l’art. 666 del codice di procedura penale:
“Art. 666. Procedimento di esecuzione.
2. Se la richiesta appare manifestamente infondata per difetto delle condizioni di legge ovvero costituisce mera riproposizione di una richiesta gia’ rigettata, basata sui medesimi elementi, il giudice o il presidente del collegio, sentito il pubblico ministero, la dichiara inammissibile con decreto motivato, che e’ notificato entro cinque giorni all’interessato. Contro il decreto puo’ essere proposto ricorso per cassazione.
3. Salvo quanto previsto dal comma 2, il giudice o il presidente del collegio, designato il difensore di ufficio all’interessato che ne sia privo, fissa la data dell’udienza in camera di consiglio e ne fa dare avviso alle parti e ai difensori. L’avviso e’ comunicato o notificato almeno dieci giorni prima della data predetta. Fino a cinque giorni prima dell’udienza possono essere depositate memorie in cancelleria.
4. L’udienza si svolge con la partecipazione necessaria del difensore e del pubblico ministero. L’interessato che ne fa richiesta e’ sentito personalmente; tuttavia, se e’ detenuto o internato in luogo posto fuori della circoscrizione del giudice, e’ sentito prima del giorno dell’udienza dal magistrato di sorveglianza del luogo, salvo che il giudice ritenga di disporre la traduzione.
5. Il giudice puo’ chiedere alle autorita’ competenti tutti i documenti e le informazioni di cui abbia bisogno; se occorre assumere prove, procede in udienza nel rispetto del contraddittorio.
6. Il giudice decide con ordinanza. Questa e’ comunicata o notificata senza ritardo alle parti e ai difensori, che possono proporre ricorso per cassazione. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni sulle impugnazioni e quelle sul procedimento in camera di consiglio davanti alla corte di cassazione.
8. Se l’interessato e’ infermo di mente, l’avviso previsto dal comma 3 e’ notificato anche al tutore o al curatore; se l’interessato ne e’ privo, il giudice o il presidente del collegio nomina un curatore provvisorio. Al tutore e al curatore competono gli stessi diritti dell’interessato. 9. Il verbale di udienza e’ redatto soltanto in forma riassuntiva a norma dell’art. 140 comma 2″.
Si riporta il testo dell’art. 75 del citato decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, come modificato dalla presente legge:
“Art. 75. Condotte integranti illeciti amministrativi
1. Chiunque, per farne uso personale, illecitamente importa, esporta, acquista, riceve a qualsiasi titolo o comunque detiene sostanze stupefacenti o psicotrope e’ sottoposto, per un periodo da due mesi a un anno, se si tratta di sostanze stupefacenti o psicotrope comprese nelle tabelle I e III previste dall’art. 14, e per un periodo da uno a tre mesi, se si tratta di sostanze stupefacenti o psicotrope comprese nelle tabelle II e IV previste dallo stesso articolo, a una o piu’ delle seguenti sanzioni amministrative:
a) sospensione della patente di guida, del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneita’ alla guida di ciclomotori o divieto di conseguirli per un periodo fino a tre anni;
1-bis. Ai fini dell’accertamento della destinazione ad uso esclusivamente personale della sostanza stupefacente o psicotropa o del medicinale di cui al comma 1, si tiene conto delle seguenti circostanze:
b) che i medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope elencate nella tabella dei medicinali, sezioni A, B, C e D, non eccedano il quantitativo prescritto.
2. L’interessato, inoltre, ricorrendone i presupposti, e’ invitato a seguire il programma terapeutico e socio-riabilitativo di cui all’art. 122 o altro programma educativo e informativo personalizzato in relazione alle proprie specifiche esigenze, predisposto dal servizio pubblico per le tossicodipendenze competente per territorio analogamente a quanto disposto al comma 13 o da una struttura privata autorizzata ai sensi dell’art. 116.
4. Entro il termine di quaranta giorni dalla ricezione della segnalazione, il prefetto, se ritiene fondato l’accertamento, adotta apposita ordinanza convocando, anche a mezzo degli organi di polizia, dinanzi a se’ o a un suo delegato, la persona segnalata per valutare, a seguito di colloquio, le sanzioni amministrative da irrogare e la loro durata nonche’, eventualmente, per formulare l’invito di cui al comma 2. In tale attivita’ il prefetto e’ assistito dal personale del nucleo operativo costituito presso ogni prefettura-ufficio territoriale del Governo. Nel caso in cui l’interessato si avvalga delle facolta’ previste dall’art. 18 della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni, e non venga emessa ordinanza motivata di archiviazione degli atti, da comunicare integralmente all’organo che ha effettuato la segnalazione, contestualmente all’ordinanza con cui viene ritenuto fondato l’accertamento, da adottare entro centocinquanta giorni dalla ricezione degli scritti difensivi ovvero dallo svolgimento dell’audizione ove richiesta, il prefetto convoca la persona segnalata ai fini e con le modalita’ indicate nel presente comma. La mancata presentazione al colloquio comporta l’irrogazione delle sanzioni di cui al comma 1. Avverso l’ordinanza con cui il prefetto ritiene fondato l’accertamento e convoca la persona segnalata puo’ essere proposta opposizione al giudice di pace, entro il termine di dieci giorni dalla notifica all’interessato. Nel caso di minore l’opposizione viene proposta al tribunale per i minorenni. Valgono per la competenza territoriale in merito all’opposizione gli stessi criteri indicati al comma 13.
6. Degli accertamenti e degli atti di cui ai commi da 1 a 5 puo’ essere fatto uso soltanto ai fini dell’applicazione delle misure e delle sanzioni previste nel presente articolo e nell’art. 75-bis.
9. Avverso il decreto con il quale il prefetto irroga le sanzioni di cui al comma 1 ed eventualmente formula l’invito di cui al comma 2, che ha effetto dal momento della notifica all’interessato, puo’ essere fatta opposizione dinanzi all’autorita’ giudiziaria ordinaria. Le controversie di cui al presente comma sono disciplinate dall’art. 8 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150. Copia del decreto e’ contestualmente inviata al questore di cui al comma 8. (83)
12. Si applicano, in quanto compatibili, le norme della sezione II del capo I e il secondo comma dell’art. 62 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
14. Se per i fatti previsti dal comma 1, nel caso di particolare tenuita’ della violazione, ricorrono elementi tali da far presumere che la persona si asterra’, per il futuro, dal commetterli nuovamente, in luogo della sanzione, e limitatamente alla prima volta, il prefetto puo’ definire il procedimento con il formale invito a non fare piu’ uso delle sostanze stesse, avvertendo il soggetto delle conseguenze a suo danno.”.
Si riporta il testo dell’art. 114 del citato decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, come modificato dalla presente legge:
“Art. 114. Compiti di assistenza degli enti locali
1. Nell’ambito delle funzioni socio-assistenziali di propria competenza i comuni e le comunita’ montane, avvalendosi ove possibile delle associazioni di cui all’art. 115, perseguono, anche mediante loro consorzi, ovvero mediante appositi centri gestiti in economia o a mezzo di loro associazioni, senza fini di lucro, riconosciute o riconoscibili, i seguenti obiettivi in tema di prevenzione e recupero dei tossicodipendenti:
2. Il perseguimento degli obiettivi previsti dal comma 1 puo’ essere affidato dai comuni e dalle comunita’ montane o dalle loro associazioni alle competenti aziende unita’ sanitarie locali o alle strutture private autorizzate ai sensi dell’art. 116.”.
Si riporta il testo dell’art. 115 del citato decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, come modificato dalla presente legge:
“Art. 115. Enti ausiliari
1. I comuni, le comunita’ montane, i loro consorzi ed associazioni, i servizi pubblici per le tossicodipendenze costituiti dalle unita’ sanitarie locali, singole o associate, ed i centri previsti dall’art. 114 possono avvalersi della collaborazione di gruppi di volontariato o degli enti di cui all’art. 116 che svolgono senza fine di lucro la loro attivita’ con finalita’ di prevenzione del disagio psico-sociale, assistenza, cura, riabilitazione e reinserimento dei tossicodipendenti ovvero di associazioni, di enti di loro emanazione con finalita’ di educazione dei giovani, di sviluppo socio-culturale della personalita’, di formazione professionale e di orientamento al lavoro.
2. I responsabili dei servizi e dei centri di cui agli articoli 113 e 114 possono autorizzare persone idonee a frequentare i servizi ed i centri medesimi allo scopo di partecipare all’opera di prevenzione, recupero e reinserimento sociale degli assistiti.”.
Si riporta il testo dell’art. 120 del citato decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, come modificato dalla presente legge:
“Art. 120. Terapia volontaria e anonimato.
1. Chiunque fa uso di sostanze stupefacenti e di sostanze psicotrope puo’ chiedere al servizio pubblico per le dipendenze o ad una struttura privata autorizzata ai sensi dell’art. 116 e specificamente per l’attivita’ di diagnosi, di cui al comma 2, lettera d), del medesimo articolo di essere sottoposto ad accertamenti diagnostici e di eseguire un programma terapeutico e socio-riabilitativo.
2. Qualora si tratti di persona minore di eta’ o incapace di intendere e di volere la richiesta di intervento puo’ essere fatta, oltre che personalmente dall’interessato, da coloro che esercitano su di lui la potesta’ parentale o la tutela.
3. Gli interessati, a loro richiesta, possono beneficiare dell’anonimato nei rapporti con i servizi, i presidi e le strutture delle aziende unita’ sanitarie locali,e con le strutture private autorizzate ai sensi dell’art. 116, nonche’ con i medici, gli assistenti sociali e tutto il personale addetto o dipendente.
4. Gli esercenti la professione medica che assistono persone dedite all’uso di sostanze stupefacenti e di sostanze psicotrope possono, in ogni tempo, avvalersi dell’ausilio del servizio pubblico per le dipendenze e delle strutture private autorizzate ai sensi dell’art. 116.
5. 6. Coloro che hanno chiesto l’anonimato hanno diritto a che la loro scheda sanitaria non contenga le generalita’ ne’ altri dati che valgano alla loro identificazione.
7.Gli operatori del servizio pubblico per le dipendenze e delle strutture private autorizzate ai sensi dell’art. 116 non possono essere obbligati a deporre su quanto hanno conosciuto per ragione della propria professione, ne’ davanti all’autorita’ giudiziaria ne’ davanti ad altra autorita’. Agli stessi si applicano le disposizioni dell’art. 200 del codice di procedura penale e si estendono le garanzie previste per il difensore dalle disposizioni dell’art. 103 del codice di procedura penale in quanto applicabili.
8. Ogni regione o provincia autonoma provvedera’ ad elaborare un modello unico regionale di scheda sanitaria da distribuire, tramite l’ordine dei medici-chirurghi e degli odontoiatri di ogni provincia, ai singoli presidi sanitari ospedalieri ed ambulatoriali. Le regioni e le province autonome provvedono agli adempimenti di cui al presente comma.
9. Il modello di scheda sanitaria dovra’ prevedere un sistema di codifica atto a tutelare il diritto all’anonimato del paziente e ad evitare duplicazioni di carteggio.”.
Si riporta il testo dell’art. 122 del citato decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, come modificato dalla presente legge:
“Art. 122. Definizione del programma terapeutico e socio-riabilitativo
1.Il servizio pubblico per le dipendenze e le strutture private autorizzate ai sensi dell’art. 116, compiuti i necessari accertamenti e sentito l’interessato, che puo’ farsi assistere da un medico di fiducia autorizzato a presenziare anche agli accertamenti necessari, definiscono un programma terapeutico e socio-riabilitativo personalizzato che puo’ prevedere, ove le condizioni psicofisiche del tossicodipendente lo consentano, in collaborazione con i centri di cui all’art. 114 e avvalendosi delle cooperative di solidarieta’ sociale e delle associazioni di cui all’art. 115, iniziative volte ad un pieno inserimento sociale attraverso l’orientamento e la formazione professionale, attivita’ di pubblica utilita’ o di solidarieta’ sociale. Nell’ambito dei programmi terapeutici che lo prevedono, possono adottare metodologie di disassuefazione, nonche’ trattamenti psico-sociali e farmacologici adeguati. Il servizio pubblico per le dipendenze verifica l’efficacia del trattamento e la risposta del paziente al programma.
2. Il programma viene formulato nel rispetto della dignita’ della persona, tenendo conto in ogni caso delle esigenze di lavoro e di studio e delle condizioni di vita familiare e sociale dell’assuntore.
3. Il programma e’ attuato presso strutture del servizio pubblico o presso strutture private autorizzate ai sensi dell’art. 116 o, in alternativa, con l’assistenza del medico di fiducia.
4. Quando l’interessato ritenga di attuare il programma presso strutture private autorizzate ai sensi dell’art. 116 e specificamente per l’attivita’ di diagnosi, di cui al comma 2, lettera d), del medesimo articolo, la scelta puo’ cadere su qualsiasi struttura situata nel territorio nazionale che si dichiari di essere in condizioni di accoglierlo.
5. Il servizio pubblico per le tossicodipendenze, destinatario delle segnalazioni previste nell’art. 121 ovvero del provvedimento di cui all’art. 75, comma 9, definisce, entro dieci giorni decorrenti dalla data di ricezione della segnalazione o del provvedimento suindicato, il programma terapeutico e socio-riabilitativo.”.
Si riporta il testo dell’art. 123 del citato decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, come modificato dalla presente legge:
“Art. 123. Verifica del trattamento in regime di sospensione di esecuzione della pena nonche’ di affidamento in prova in casi particolari.
1. Ai fini dell’applicazione degli istituti di cui agli articoli 90 e 94, viene trasmessa dall’azienda unita’ sanitaria locale competente o dalla struttura privata autorizzata ai sensi dell’art. 116, su richiesta dell’autorita’ giudiziaria, una relazione secondo modalita’ definite con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro della giustizia, relativamente alla procedura con la quale e’ stato accertato l’uso abituale di sostanze stupefacenti o psicotrope, all’andamento del programma, al comportamento del soggetto e ai risultati conseguiti a seguito del programma stesso e della sua eventuale ultimazione, in termini di cessazione di assunzione delle sostanze e dei medicinali di cui alla tabella I e alla tabella dei medicinali, previste dall’art. 14. 1-bis. Deve, altresi’, essere comunicata all’autorita’ giudiziaria ogni nuova circostanza suscettibile di rilievo in relazione al provvedimento adottato.”.
Si riporta il testo dell’art. 127 del citato decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, come modificato dalla presente legge:
“Art. 127. Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga.
1. Il decreto del Ministro per la solidarieta’ sociale di cui all’art. 59, comma 46, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, in sede di ripartizione del Fondo per le politiche sociali, individua, nell’ambito della quota destinata al Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga, le risorse destinate al finanziamento dei progetti triennali finalizzati alla prevenzione e al recupero dalle tossicodipendenze e dall’alcoldipendenza correlata, secondo le modalita’ stabilite dal presente articolo. Le dotazioni del Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga individuate ai sensi del presente comma non possono essere inferiori a quelle dell’anno precedente, salvo in presenza di dati statistici inequivocabili che documentino la diminuzione dell’incidenza della tossicodipendenza.
2. La quota del Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga di cui al comma 1 e’ ripartita tra le regioni in misura pari al 75 per cento delle sue disponibilita’. Alla ripartizione si provvede annualmente con decreto del Ministro per la solidarieta’ sociale tenuto conto, per ciascuna regione, del numero degli abitanti e della diffusione delle tossicodipendenze, sulla base dei dati raccolti dall’Osservatorio permanente, ai sensi dell’art. 1, comma 7.
3. Le province, i comuni e i loro consorzi, le comunita’ montane, le aziende unita’ sanitarie locali, gli enti di cui agli articoli 115 e 116, le organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, le cooperative sociali di cui all’art. 1, comma 1, lettera b), della legge 8 novembre 1991, n. 381, e loro consorzi, possono presentare alle regioni progetti finalizzati alla prevenzione e al recupero dalle tossicodipendenze e dall’alcoldipendenza correlata e al reinserimento lavorativo dei tossicodipendenti, da finanziare a valere sulle disponibilita’ del Fondo nazionale di cui al comma 1, nei limiti delle risorse assegnate a ciascuna regione.
4. Le regioni, sentiti gli enti locali, ai sensi dell’art. 3, comma 6, della legge 8 giugno 1990, n. 142, nonche’ le organizzazioni rappresentative degli enti ausiliari, delle organizzazioni del volontariato e delle cooperative sociali che operano sul territorio, come previsto dall’atto di indirizzo e coordinamento di cui al comma 7 del presente articolo, stabiliscono le modalita’, i criteri e i termini per la presentazione delle domande, nonche’ la procedura per la erogazione dei finanziamenti, dispongono i controlli sulla destinazione dei finanziamenti assegnati e prevedono strumenti di verifica dell’efficacia degli interventi realizzati, con particolare riferimento ai progetti volti alla riduzione del danno nei quali siano utilizzati i farmaci sostitutivi. Le regioni provvedono altresi’ ad inviare una relazione al Ministro per la solidarieta’ sociale sugli interventi realizzati ai sensi del presente testo unico, anche ai fini previsti dall’art. 131.
6. Per la valutazione e la verifica delle spese connesse ai progetti di cui al comma 5 possono essere disposte le visite ispettive previste dall’art. 65, commi 5 e 6, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni.
7. Con atto di indirizzo e coordinamento deliberato dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la solidarieta’ sociale, previo parere delle commissioni parlamentari competenti, sentite la Conferenza unificata di cui all’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e la Consulta degli esperti e degli operatori sociali di cui all’art. 132, sono stabiliti i criteri generali per la valutazione e il finanziamento dei progetti di cui al comma 3. Tali criteri devono rispettare le seguenti finalita’:
a) realizzazione di progetti integrati sul territorio di prevenzione primaria, secondaria e terziaria, compresi quelli volti alla riduzione del danno purche’ finalizzati al recupero psicofisico della persona;
8. I progetti di cui alle lettere a) e c) del comma 7 non possono prevedere la somministrazione delle sostanze stupefacenti o psicotrope incluse nelle tabelle I e II di cui all’art. 14 e delle sostanze non inserite nella Farmacopea ufficiale, fatto salvo l’uso dei medicinali oppioidi prescrivibili.
10. Qualora le regioni non provvedano entro la chiusura di ciascun anno finanziario ad adottare i provvedimenti di cui al comma 4 e all’impegno contabile delle quote del Fondo nazionale di cui al comma 1 ad esse assegnate, si applicano le disposizioni di cui all’art. 5 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
11. Per l’esame istruttorio dei progetti presentati dalle amministrazioni indicate al comma 5 e per l’attivita’ di supporto tecnico-scientifico al Comitato nazionale di coordinamento per l’azione antidroga, e’ istituita, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, una commissione presieduta da un esperto o da un dirigente generale in servizio presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri designato dal Ministro per la solidarieta’ sociale e composta da nove esperti nei campi della prevenzione e del recupero dalle tossicodipendenze, nei seguenti settori: sanitario-infettivologico, farmaco-tossicologico, psicologico, sociale, sociologico, riabilitativo, pedagogico, giuridico e della comunicazione. All’ufficio di segreteria della commissione e’ preposto un funzionario della carriera direttiva dei ruoli della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Gli oneri per il funzionamento della commissione sono valutati in euro 103.291,98 (lire 200 milioni) annui.
12. L’organizzazione e il funzionamento del Comitato nazionale di coordinamento per l’azione antidroga sono disciplinati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. L’attuazione amministrativa delle decisioni del Comitato e’ coordinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per gli affari sociali attraverso un’apposita conferenza dei dirigenti generali delle amministrazioni interessate, disciplinata con il medesimo decreto.”.
(( 1-bis. Nei decreti applicativi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, adottati dalla data di entrata in vigore della legge 21 febbraio 2006, n. 49, fino alla data di pubblicazione della sentenza della Corte costituzionale n. 32 del 12 febbraio 2014, ogni richiamo alla tabella II e’ da intendersi riferito alla tabella dei medicinali, di cui all’allegato A al presente decreto. )) Riferimenti normativi Per i riferimenti al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, vedasi nei riferimenti normativi all’art. 1.
Disposizioni in materia di impiego di medicinali (( 1. All’art. 48, comma 19, lettera b), numero 3), del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:
«, e, anche su richiesta delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano o delle societa’ scientifiche nazionali del settore clinico di specifico interesse, sentito il Consiglio superiore di sanita’, alla sperimentazione clinica di medicinali per un impiego non compreso nell’autorizzazione all’immissione in commercio».
Si riporta l’art. 48, comma 19, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell’andamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, come modificato dalla presente legge:
“Art. 48. Tetto di spesa per l’assistenza farmaceutica. (Omissis).
2) alla realizzazione, di concerto con le Regioni, di un programma di farmacovigilanza attiva tramite strutture individuate dalle Regioni, con finalita’ di consulenza e formazione continua dei Medici di Medicina generale e dei Pediatri di libera scelta, in collaborazione con le organizzazioni di categorie e le Societa’ scientifiche pertinenti e le Universita’;
3) alla realizzazione di ricerche sull’uso dei farmaci ed in particolare di sperimentazioni cliniche comparative tra farmaci, tese a dimostrare il valore terapeutico aggiunto, nonche’ sui farmaci orfani e salvavita, anche attraverso bandi rivolti agli IRCCS, alle Universita’ ed alle Regioni,e, anche su richiesta delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano o delle societa’ scientifiche nazionali del settore clinico di specifico interesse, sentito il Consiglio superiore di sanita’, alla sperimentazione clinica di medicinali per un impiego non compreso nell’autorizzazione all’immissione in commercio;
4) ad altre attivita’ di informazione sui farmaci, di farmacovigilanza, di ricerca, di formazione e di aggiornamento del personale. (Omissis).”.
Si riporta il testo del comma 4 dell’art. 1 del decreto-legge 21 ottobre 1996, n. 536 (Misure per il contenimento della spesa farmaceutica e la rideterminazione del tetto di spesa per l’anno 1996), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 22 ottobre 1996, n. 248:
“La seconda fase dell’adeguamento al prezzo medio europeo dei farmaci rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale, di cui alla delibera CIPE 8 agosto 1996, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 192 del 17 agosto 1996, avra’ effetto dal 1° gennaio 1997. Restano valide le disposizioni sulle modalita’ di applicazione dell’adeguamento al prezzo medio europeo previste al punto 3 della predetta delibera CIPE.”.

References: in fine
 sentenza 
 sentenza 
 art. 54
 art. 54
 art. 26
 art. 14
 sentenza 
 sentenza 
 art. 54
 art. 54
 sentenza 
in fine