Source: http://www.lavoropostmercato.org/indice.php?rivista=295&dal=01-02-2019&anno=19&pagina=1
Timestamp: 2019-02-16 13:48:10+00:00

Document:
Rivista n. 295 - del 01-02-2019
Argomento: Laboratorio sociale
Antropologia: Stato etico 2.0 la profezia di S.S. Papa Benedetto XVI
In un momento di particolare difficoltà per i Cristiani nel mondo non solo per le persecuzioni sistematiche di cui sono vittima nei regimi islamisti e nei regimi comunisti, ma anche per il laicismo liberticida social liberale che sta sopprimendo qualunque di pensiero diverso da quello relativista dallo stesso affermato tornano alla mente le profetiche parole di Papa Benedetto XVI contenuto in troppo poco conosciuto testo del 2012:"si sta diffondendo un'intolleranza di tipo nuovo, è evidente. Esistono dei parametri di pensiero ben rodati che devono essere imposti a tutti. Questi poi vengono promossi in nome della cosiddetta tolleranza negativa. Come, ad esempio, quando si dice che in virtù della tolleranza negativa non devono esserci crocifissi negli edifici pubblici. In fondo così sperimentiamo l'eliminazione della tolleranza, perché in realtà questo significa che la religione, che è la fede cristiana, non può più esprimersi in modo visibile.
Quando, ad esempio, in nome della non discriminazione si vuole costringere la Chiesa Cattolica a cambiare la propria posizione riguardo all'omosessualità o all'ordinazione sacerdotale delle donne, questo significa che non le è più consentito vivere la propria identità, ergendo invece un'astratta religione negativa a tirannico criterio ultimo, al quale tutti devono piegarsi. E questa sarebbe la libertà, per il solo fatto che libererebbe da tutto quello che è venuto prima.
In realtà si tratta di uno sviluppo che conduce sempre più a una rivendicazione intollerante da parte di una nuova religione che pretende di essere valida per tutti perché razionale, anzi, perché è la ragione stessa che tutto conosce e che quindi stabilisce i criteri che devono essere determinati per ognuno.
La vera minaccia di fronte alla quale ci troviamo è che la tolleranza venga abolita in nome della tolleranza stessa. C'è il pericolo che la ragione, la cosiddetta ragione occidentale, sostenga di aver finalmente riconosciuto ciò che è giusto ed avanzi così una pretesa di totalità che è nemica della libertà. Credo necessario denunciare con forza questa minaccia. Nessuno è costretto ad essere cristiano. Ma nessuno deve essere costretto a vivere secondo la "nuova religione", come se fosse l'unica vera, vincolante per tutta l'umanità". (Benedetto XVI, la luce del mondo. Il Papa , la Chiesa e i segni dei tempi. Una conversazione con Peter Seewald 2012).
In una parola e semplificando si sta imponendo nuovamente uno Stato Etico quello che potremmo denominare 2.0 dove in nome del "Bene" come definito da una Oligarchia laicista viene presentata come conquista la negazione della libertà dell'individuo di poter anche solo pensare... diversamente ...da quanto stabilito. Libertà di pensiero che aveva, invece, costituito il fondamento della bimillenaria civiltà occidentale (evidentemente non socialista).
ULTIMISSIME: ASSOLTA ASIA BIBI!!!
La nostra Rivista non è solita affrontare temi di cronaca, ma la notizia è davvero clamorosa: Asia Bibi è stata di nuovo assolta.
Onore alla Corte Pakistana...che ha coraggiosamente confermato la sentenza di assoluzione contro il volere, le pressioni minatorie del partito e del movimento islamico: ma la domanda che tutti si pongono ora è cosa accadrà ad Asia Bibi?
La Corte Suprema del Pakistan , secondo quanto riportato da Ansa.it mondo, ha confermato mercoledì l'assoluzione di Asia Bibi.
Secondo il giudice Asif Saeed Khosa, presidente dei tre membri della Corte chiamati a rivedere il caso, il firmatario del ricorso "non è stato in grado di individuare alcun errore nel verdetto della Corte Suprema che ha assolto Asia Bibi".
Ma facciamo un passo indietro Asia Bibi è una contadina pakistana madre e sposa esemplare di fede cristiana ma in un paese a maggioranza islamica, un giorno nell'anno 2009 fa molto caldo ed ha la disgrazia di recarsi al pozzo per bere accanto a delle compagne di lavoro di fede islamica, lei non ha un secchio né un recipente proprio e chiede di utilizzare il secchio comune. Le compagne di fede islamica le rifiutano il secchio perché lei in quanto cristiana è impura e glielo avrebbe infettato ne nasce una piccola discussione subito conclusa.
Ma non finisce qui le islamiche denunciano falsamente Asia Bibi di aver insultato il Profeta Maometto e dunque di blasfemia reato per il quale in Pakistan è prevista la condanna a morte.
Senza nessuna prova e sulla mera base della denuncia la ragazza viene imprigionata, picchiata e stuprata.
A seguito dello stupro rimarrà in cinta
e fatta partorire con le gambe incatenate.
A seguito di tale crudeltà la bambina subirà una disabilità alla nascita.
Sempre detenuta dal 2009 è stata condannata a morte in 1°nel 2010 ed in 2° nel 2014.
Il Ministro per le minoranze (Cristiano) ed un importante politico pakistano di fede islamica che avevano tentato di difenderla vista l'inconsistenza delle prove sulla base delle quali era stata condannata vengono assassinati da adepti del partito islamico, il suo legale più volte minacciato di morte.
Detenuta ingiustamente per quasi 10 (DIECI) anni il 30 ottobre 2018 la Corte Suprema guidata dal coraggiosissimo presidente Mian Saqib Nisar ha assolto Asia Bibi,il Paese sobillato dal partito islamico insorge con tumulti di piazzza...Asia Bibi deve morire (uomini, donne e bambini islamici sfilano minacciosi portando un cappio Asia Bibi deve essere impiccata). Il suo avvocato è costretto a fuggire all'estero.
A novembre Qari Muhammad Sallam presenta addirittura un insolito ricorso contro il provvedimento definitivo di assoluzione della Corte Suprema, chiedendo un ulteriore riesame della sentenza e la proibizione per Asia Bibi di uscire dal Pakistan.
Tutto sembra finito solo gli Stati Uniti d'America e poche associazioni europee che difendono i cristiani dalle sistematiche persecuzioni denunciano la violazione dello stato di diritto in Pakistan e chiedono il rispetto della sentenza con l'immediato rilascio di Asia Bibi .
e' di questi giorni la notizia che il giudice Asif Saeed Khosa, presidente dei tre membri della Corte chiamati a rivedere il caso, il firmatario del ricorso ha confermato l'assoluzione dichiarando che "non è stato in grado di individuare alcun errore nel verdetto della Corte Suprema che ha assolto Asia Bibi".
La Redazione (R.S.)
Argomento: Formazione
Il trattamento fiscale Indennizzo contratto di locazione ai fini IVA – REGISTRO ed IRES. Pubblicata la Risposta AdE n.16/2019 (Prima parte)
In data 29 gennaio 2019 è stata pubblicata un'interessante risposta (la n.16 del 2019) dell'Agenzia delle Entrate in merito al "trattamento fiscale Indennizzo contratto di locazione ai fini IVA –
REGISTRO ed IRES".
Ecco il QUESITO posto dal contribuente:
"La società X rappresenta che, dal giorno .../…/n, conduce in locazione un
immobile strumentale in forza di un contratto di locazione sottoscritto in data
…/…/n.
L'Immobile è utilizzato dall'Istante X per lo svolgimento della propria
L'efficacia del contratto di locazione attualmente in essere cesserà in data
…/…/n+8, in virtù della disdetta comunicata alla Società da parte del Locatore in
data …/…/n+6, il quale ha inteso inibire il rinnovo del rapporto locatizio alle
medesime condizioni del contratto stipulato, in considerazione del rilevante
incremento del valore commerciale e locatizio dell'immobile. Secondo il
Locatore, infatti, il valore commerciale del canone annuo dell'Immobile sarebbe
sensibilmente superiore al canone attualmente praticato nei confronti della
Società in base al contratto oggi vigente.
Alla luce di queste considerazioni, la società proprietaria dell’immobile
Società Y aveva inizialmente proposto all’istante di stipulare un nuovo contratto
di locazione dell'Immobile, con la previsione di un canone annuale pari ad euro
Divisione Contribuenti
Direzione Centrale Grandi Contribuenti
X, in considerazione del particolare valore commerciale dell'Immobile, ha
manifestato il proprio interesse a sottoscrivere un nuovo contratto di locazione,
richiedendo alla controparte Y una riduzione del canone da quest'ultima
Ad esito della negoziazione intercorsa tra le parti, Y ha infine acconsentito
ad accettare una riduzione del canone annuo, richiedendo però in contropartita il
pagamento di una somma al momento del rinnovo del rapporto locatizio. In
particolare, Y ha proposto di stipulare un nuovo accordo da formalizzare come
- sottoscrizione, entro il …/…/n+8, di un nuovo contratto di locazione
dell'Immobile con un canone annuo pari ad euro 50 (in luogo dei 100
inizialmente richiesti), e che prevede una durata di 9 anni, con automatico
rinnovo per altri 9 anni laddove le parti non comunichino la disdetta. Il Locatore
rinuncia espressamente alla facoltà di impedire il rinnovo del Contratto di
Locazione al termine del primo novennio, pertanto la disdetta dopo i primi 9 anni
potrebbe essere comunicata solo dall'Istante. Ne consegue che il Locatore è
vincolato al Contratto di Locazione per un periodo di 18 anni;
- sottoscrizione, entro il medesimo termine del …/…/n+8, di una scrittura
privata che prevede il pagamento di una somma una tantum pari ad euro 500
dovuta a Y in considerazione della sensibile riduzione di canone annuo da
quest'ultima accettato, non ripetibile in caso di cessazione anticipata del
Contratto di Locazione ("il Pagamento Anticipato").
La Società ha accettato quest'ultima proposta.
Di conseguenza, le parti - mediante la sottoscrizione in data …/…/n+7 di un
contratto preliminare e contestuale versamento da parte della Società X di una
somma di euro 10 a titolo di caparra confirmatoria - si sono impegnate a
sottoscrivere, entro il …/…/n+8, il Contratto di Locazione e la Scrittura Privata,
il cui contenuto è riprodotto nel medesimo Contratto Preliminare.
Tanto premesso, la Società ritiene che il Pagamento Anticipato, in virtù
dell'evidente e necessario legame economico e giuridico tra lo stesso e la
locazione dell'Immobile, debba essere considerato come una componente del
corrispettivo dovuto per il godimento dello stesso e debba, pertanto, essere
soggetto al medesimo regime fiscale del canone di locazione annuale, come di
seguito meglio precisato.
Dal punto di vista civilistico, infatti, il Pagamento Anticipato è dovuto
inconsiderazione della riduzione del canone annuo di locazione ad un importo
inferiore a quello che sarebbe stato convenuto tra le parti in assenza del
Pagamento Anticipato stesso, come stabilito dalla Scrittura Privata di cui sopra.
Il Pagamento Anticipato costituisce quindi una modalità alternativa (rispetto
al versamento periodico in corso di locazione) di pagamento di una porzione del
canone, realizzando per tale quota un'anticipazione finanziaria, ferma restando la
ragione economica e la causa giuridica dello stesso.
A tal proposito, la società rileva che, ove non fosse riconosciuta la sua natura
di versamento (anticipato) del canone, risulterebbe assolutamente privo di causa
in concreto, provocando con ciò la nullità della Scrittura Privata.
La stessa, inoltre, rileva che la pattuizione con la quale le parti hanno
stabilito che il Pagamento Anticipato non sia ripetibile anche in caso di
cessazione anticipata della locazione, conferma ulteriormente la natura di canone
del Pagamento Anticipato.
Tenuto conto che, su richiesta del Locatore, il Pagamento Anticipato è
denominato "indennizzo" e sarà regolato da un contratto (la Scrittura Privata)
separato rispetto al Contratto di Locazione, la Società X ritiene che - pur alla luce
dell'analisi civilistica sopra riportata - vi siano obiettive condizioni di incertezza
circa il relativo trattamento fiscale (ai fini delle imposte indirette e dirette).
A fronte di quanto sopra rappresentato, l'Istante X presenta istanza di
interpello per formulare i seguenti quesiti.
L'istante chiede conferma del fatto che il Pagamento Anticipato dovrà essere
trattato fiscalmente come una componente del canone di locazione dell'Immobile
e, pertanto, che ai fini dell'imposta di registro di cui al d.p.r.. n. 131/1986
("TUR"), la Scrittura Privata dovrà essere registrata in termine fisso con
applicazione dell'imposta proporzionale nella misura dell'1 per cento, calcolata
sul Pagamento Anticipato.
L'istante, rilevato che il Pagamento Anticipato, al pari del canone di
locazione annuale, costituirà il corrispettivo di una prestazione di servizi
rilevante ai fini IVA ai sensi dell'articolo 3, comma 2, n. 1), del d.P.R. n.
633/1972, domanda se il pagamento sia da ricondurre al regime di esenzione o di
imponibilità ai sensi dell'articolo 10, comma 1, n. 8, del d.P.R. n. 633/1972, a
seconda dell'opzione esercitata dal Locatore.
La stessa società chiede se il Pagamento Anticipato potrà essere dedotto, ai
fini dell'IRES e dell'IRAP, in quote costanti lungo i 18 anni di durata prevista del
Contratto di Locazione, e se in caso di interruzione del Contratto di Locazione
prima del diciottesimo anno dalla data di inizio della locazione, la quota non
ancora dedotta potrà essere interamente dedotta nell'esercizio in cui si verifica
Infine, l'istante chiede se, laddove l'istante ceda il Contratto di Locazione
ricevendo in cambio un corrispettivo, la cessione sarà soggetta ad IVA secondo il
medesimo regime applicato al Contratto di Locazione (esenzione ovvero
imponibilità previa opzione del Locatore) e se l'imposta di registro troverà
applicazione nella misura fissa di 67 euro".
Ed ecco la soluzione proposta:
In relazione al primo quesito, la società rileva che il Pagamento Anticipato
costituisce una mera anticipazione di una parte del canone di locazione dovuto
per il godimento dell'Immobile.
L'Istante ritiene pertanto che - ai fini dell'imposta di registro - il Pagamento
Anticipato debba essere assoggettato al medesimo regime applicabile al canone
annuale di locazione (che, come meglio esplicitato nel prossimo quesito, rientra
nel campo di applicazione dell'IVA essendo il Locatore un Soggetto passivo ai
fini di detto tributo).
In dettaglio, a parere dell'istante:
- la Scrittura Privata dovrà essere registrata in termine fisso e, non trattandosi
di un risarcimento, non potrà, invece, godere del regime di registrazione in caso
d'uso previa stipula secondo la modalità dello "scambio di corrispondenza";
- in base al combinato disposto dell'articolo 40, comma 1-bis, del TUR e
dell'articolo 5, Tariffa Parte Prima, del TUR, l'imposta di registro sarà dovuta in
misura proporzionale con aliquota dell'1 per cento, poiché trattasi di locazione di
immobile strumentale. La base imponibile sarà pari a 500, e l'imposta dovuta sarà
complessivamente pari a euro 5, con possibilità di scomputare l'imposta già
assolta sulla caparra. Vista la peculiarità della fattispecie e tenuto conto della non
ripetibilità del Pagamento Anticipato, le Parti intenderebbero procedere al
pagamento dell'imposta di registro in un'unica soluzione, dato che la durata della
locazione potrebbe essere inferiore a diciotto anni (laddove la Società decidesse
di interrompere il rapporto al termine del nono anno). Pertanto, la Società ritiene
applicabile la riduzione dell'imposta di registro prevista dalla nota 1 dell'articolo
5,Tariffa Parte Prima, del TUR, calcolandola su un periodo di nove anni.
In merito al secondo quesito, la società ritiene invece che "l'irrilevanza della
denominazione attribuita dalle parti costituisce un principio generale applicabile
anche in ambito IVA", e che "parimenti irrilevante ai fini in esame è la
circostanza che il Pagamento anticipato sia interamente corrisposto al momento
della sottoscrizione della Scrittura privata, e non, invece, periodicamente, lungo
tutta la durata del rapporto locatizio. Infatti, gli aspetti finanziari del pagamento
del corrispettivo non incidono sulla qualificazione di una operazione ai fini del
dell'IVA (potendo al limite rilevare sull'individuazione del momento di
effettuazione dell'operazione)".
Tanto premesso, ritiene - come già argomentato in relazione al primo quesito
sopra riportato - che l'adozione di un approccio volto ad individuare la natura
giuridica ed economica del Pagamento anticipato conduca indubbiamente, anche
nel comparto IVA, a qualificare quest'ultimo come una parte del corrispettivo per
la locazione dell'Immobile.
A fronte dell'accettazione di un canone annuale più basso rispetto a quello
inizialmente richiesto, il Locatore richiede difatti il versamento del Pagamento
Anticipato, che, per questa ragione, è in rapporto necessariamente sinallagmatico
con il godimento dell'Immobile. A parere dell'Istante, pertanto, tale pagamento
concorre a formare, unitamente ai canoni annuali, il corrispettivo dovuto dalla
Società per il godimento dell'Immobile per un determinato periodo di tempo. Al
contempo, sarebbe palesemente distorsivo applicare un regime IVA differente al
Pagamento Anticipato rispetto a quello applicato al canone annuale, tenuto conto
che il Pagamento Anticipato, nelle intenzioni delle parti, è dovuto proprio per
"reintegrare" il minor canone annuale. Oltre a ciò, l'interpellante rileva che la
corresponsione del Pagamento Anticipato, nonostante lo stesso sia stato definito
"indennizzo" su richiesta del Locatore, non risponde in alcun modo all'esigenza
di risarcire un danno subito dal Locatore medesimo.
Come anticipato, infatti, il Locatore ha semplicemente accettato di ricevere
un canone annuo più ridotto rispetto a quello richiesto inizialmente, e di
vincolarsi per non meno di 18 anni alle condizioni economiche e contrattuali
pattuite.
Pertanto, l'inesistenza di un danno effettivo determina l'impossibilità di
considerare il Pagamento Anticipato fuori dal campo di applicazione dell'IVA, ai
sensi dell'articolo 15, comma 1, n. 1), del d.P.R. n. 633/1972.
In definitiva, l'Istante ritiene che anche ai fini dell'IVA il Pagamento
Anticipato debba essere trattato come una parte del corrispettivo dovuto
dall'Istante al Locatore per una prestazione di servizi, rilevante, quindi, ai fini
dell'IVA ai sensi dell'articolo 3,comma 2, n. 1), del d.P.R. n. 633/1972. II
Pagamento Anticipato, pertanto, rientrerà nella fattispecie di cui all'articolo 10,
comma 1, n. 8), del d.P.R. n. 633/1972, da assoggettare al medesimo regime IVA
(imponibilità ovvero esenzione, a scelta del Locatore), applicabile al canone
annuale dovuto in virtù del Contratto di Locazione.
In merito al Pagamento Anticipato ai fini dell'IRES e dell'IRAP, la società X
predispone il proprio bilancio in conformità alla normativa del codice civile,
interpretata e integrata dai principi contabili elaborati dall'Organismo Italiano di
Contabilità (OIC), e rileva che, ai fini della contabilizzazione del Pagamento
Anticipato, troverà applicazione l'articolo 2423-bis, comma 1, n. 1-bis, del codice
civile in base al quale la rilevazione e la presentazione delle voci di bilancio è
effettuata tenendo conto della sostanza dell'operazione o del contratto.
Pertanto, il Pagamento Anticipato potrà essere contabilizzato secondo le
regole dettate dai principi contabili OIC 12 e OIC 18.
In particolare, facendo ricorso all'analogia, potrà trovare applicazione la
disciplina prevista dal principio contabile OIC 12 (Appendice A) per la
fattispecie(seppure differente) delle operazioni di locazione finanziaria.
Alla luce di questo principio, e in considerazione del fatto che la locazione ha
un contenuto economico costante nel tempo, la Società - in applicazione del
criterio del tempo fisico, come disciplinato dal OIC 18, par. 16 - intende ripartire
il Pagamento Anticipato in proporzione al tempo e, in particolare, lungo un
periodo pari alla durata contrattuale (18 anni), tramite l'iscrizione di un risconto
Conformemente alla rappresentazione contabile sopra delineata, la Società
ritiene che l'onere relativo al Pagamento Anticipato debba essere imputato, ai fini
fiscali, in quote costanti lungo tutta la durata del Contratto di locazione e che,
quindi, non sia possibile dedurre l'intero importo nell'esercizio in cui avviene il
pagamento, in linea con quanto previsto dal primo comma dell'articolo 83 del
Di conseguenza, sostiene che ai fini IRES il Pagamento Anticipato debba
essere, in primo luogo, qualificato in maniera conforme al trattamento contabile.
Tenuto conto dell'analisi civilistica sopra riportata e del trattamento contabile
ipotizzato, deriva che il Pagamento Anticipato rileverà, anche ai fini IRES,
quale" canone di locazione".
Pertanto, in conformità alla rappresentazione contabile sopra descritta:
- il Pagamento Anticipato sarà dedotto in quote costanti in 18 anni
(assumendo che il rapporto locatizio si protragga per l'intera durata attualmente
prevista, pari a nove anni con rinnovo automatico per altri nove). Nello specifico,
ai fini contabili e, quindi, fiscali, l'istante ritiene che la deduzione del Pagamento
Anticipato debba essere imputata lungo un periodo comprensivo anche del
periodo di primo rinnovo del rapporto locatizio, essendo tale rinnovo rimesso
all'esclusiva volontà della Società, la quale, stante il versamento del Pagamento
Anticipato, ha ogni interesse a beneficiare di tale rinnovo automatico;
- in caso di risoluzione anticipata del Contratto di Locazione, la quota di
Pagamento anticipato non ancora dedotta potrà essere interamente dedotta
nell'esercizio di verificazione di tale evento.
Per completezza, l'interpellante rappresenta che - anche volendo prescindere
dall'applicazione del principio della derivazione rafforzata - il trattamento fiscale
appena descritto risulterebbe comunque coerente con le regole fiscali previste dal
TUIR per i contratti di durata. Pertanto, appurato che l'aspetto finanziario risulta
irrilevante ai fini della individuazione del periodo d'imposta di competenza,
discende che il Pagamento Anticipato non sarà deducibile interamente
nell'esercizio di pagamento (n+8), ma dovrà essere ripartito in 18 quote costanti,
pari al periodo massimo di durata del Contratto di Locazione che la Società può
esigere in base alle relative previsioni contrattuali.
Anche ai fini IRAP, ritiene che il Pagamento Anticipato debba essere dedotto
lungo tutta la durata del Contratto di Locazione, in adesione al trattamento
contabile sopra descritto.
Da ultimo, rappresenta che le conclusioni sin qui descritte resterebbero
pienamente valide anche laddove, in sede di redazione del bilancio, il Pagamento
Anticipato - anziché come un "maxicanone" - venisse invece contabilizzato come
un'immobilizzazione immateriale ai sensi del principio contabile OIC 24.
In quest'ultima ipotesi, ai fini IRES, troverebbe infatti applicazione
l'articolo103, comma 2, del TUIR, in forza del quale il Pagamento Anticipato
sarebbe dedotto - attraverso l'ammortamento in quote costanti - lungo tutta la
prevedibile durata del Contratto di Locazione, vale a dire lungo un periodo di 18
L'adozione di quest'ultima impostazione contabile non muterebbe poi le
conclusioni sopra raggiunte nemmeno ai fini IRAP, in forza del sopra citato
principio di "presa diretta dal bilancio".
In merito all'ultimo quesito l'interpellante rappresenta che la cessione avrà
luogo a fronte del pagamento di un corrispettivo in favore della società Istante, il
quale potrebbe, ad esempio, essere commisurato alla porzione del Pagamento
Anticipato.
Ciò posto, ritiene che la cessione del contratto sarà soggetta all'IVA in
regime di imponibilità o di esenzione, a seconda del regime applicato al
Contratto di Locazione in conformità all'opzione esercitata dal Locatore, in virtù
dell'articolo 10, comma 1, n.8), del d.P.R. n. 633/1972.
Ai fini dell'imposta di registro, l'Istante ritiene che, a prescindere dal regime
di imponibilità ovvero di esenzione applicato alla cessione del contratto,
l'imposta trovi comunque applicazione in misura fissa (euro 67) in base al
principio di alternatività tra l'IVA e l'imposta di registro.
In base a quanto precede, l'Istante ritiene "che possa essere confermato anche
oggi che, a prescindere dal regime applicabile alla cessione del Contratto di
Locazione l'esenzione dall'IVA ovvero l'imponibilità, laddove la cessione del
contratto avvenga a fronte di un corrispettivo troverà in ogni caso applicazione
l'imposta di registro in misura fissa".
Riconoscimento presupposti per la disapplicazione dello articolo 10 co. 4 del DM (MEF) del 3.8.17 e termini periodo di imposta.
Importanti novità in tema disapplicazione dell'articolo 10, comma 4, DM nuovo Decreto ACE, in data 30 gennaio 2019 è stata pubblicata dalla Agenzia delle Entrate la risposta n. 17 all'interpello così rubricato: "Disapplicazione articolo 10, comma 4, del Decreto del MEF del
3 agosto 2017 (nuovo decreto ACE)".
L'interpello si sostanziava nei termini seguenti:
"QUESITO
La società ALFA S.p.A. ("ALFA", "Istante" o "Società") ha chiesto il
riconoscimento dei presupposti per la disapplicazione dell'articolo 10, comma 4, del Decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 3 agosto 2017 ("Nuovo
decreto ACE"), in relazione al periodo d'imposta che termina al 31 marzo 2017
nonché ai successivi.
L'Istante, infatti, ha beneficiato di apporti di somme indirettamente
provenienti da taluni fondi d'investimento (prevalentemente) stabiliti nello Stato
di Guernsey e indicati più in dettaglio nel seguito.
A questo riguardo segnala che, in data 30 agosto 2017, BETA S.p.A. (di
seguito "BETA") ha presentato, in relazione ai conferimenti indirettamente
provenienti dagli stessi fondi d'investimento, istanza di interpello probatorio
ACE, al fine di ottenere la disapplicazione della citata disposizione anti-elusiva
per il periodo d'imposta che termina al 31 dicembre 2016.
Tanto premesso, l'Istante rappresenta che nel corso del 2015 il fondo di
private equity GAMMA ha acquisito il controllo indiretto di ALFA (in
precedenza già ALFA1 e, al momento dell'acquisizione, ALFA2), società
operante in Italia nel settore ….
L'acquisto della partecipazione del 100 per cento al capitale di ALFA è
stato posto in essere da DELTA S.p.A. ("DELTA"), società indirettamente
controllata dalla società inglese EPSILON (a capo del gruppo operante nel
medesimo settore allora denominato "gruppo EPSILON") che era, a sua volta,
indirettamente controllata da alcune società che hanno investito in parallelo (di
seguito congiuntamente "i Fondi"), ovverosia:
- quattro partnership ("le Partnership") stabilite nello Stato di Guernsey,
il cui general partner, GAMMA GP L.P. ("il General Partner"), è anch'esso
stabilito nello Stato di Guernsey. Si precisa che il General Partner partecipa in
misura esigua al capitale di due delle quattro Partnership;
- GAMMA Investments, una società di capitali costituita nello Stato di
- LAMBDA una società di capitali di diritto lussemburghese.
Successivamente, in data 1° marzo 2016, al fine di ridurre la catena
partecipativa si è perfezionato l'atto di fusione inversa che ha portato
all'incorporazione di DELTA in ALFA, con efficacia contabile e fiscale
retrodatata al 1° gennaio 2016 ("la Fusione") .
Ai fini che qui interessano, l'Istante evidenzia che nel corso del 2015
DELTA ha ricevuto le seguenti somme di denaro (di seguito, congiuntamente,
"Conferimenti"):
- Euro …… a titolo di capitale sociale e riserva sovrapprezzo erogato
dall'allora socio unico di DELTA, IOTA Ltd, che ha ricevuto le predette somme
dalla propria controllata inglese IOTA1 Ltd che, a sua volta, ha ricevuto le stesse
dal proprio socio unico EPSILON. EPSILON ha reperito le predette somme
contraendo un debito nei confronti di istituti di credito residenti in Stati white
listed ("Capitale Iniziale");
- un finanziamento per Euro ……. erogato da EPSILON. Tale
finanziamento era stato integralmente alimentato da apporti derivanti dal socio di
EPSILON che, a sua volta, li ha indirettamente ricevuti dai Fondi. Nel corso
dell'esercizio chiuso al 31 marzo 2017, tale finanziamento è stato poi apportato da
ZETA alla sua controllata inglese IOTA1 Ltd che, a sua volta, lo ha apportato
alla sua controllata inglese IOTA Ltd. socia diretta dell'Istante. Successivamente
IOTA Ltd ha rinunciato in data 28 giugno 2016 al finanziamento nei confronti
dell'Istante con conseguente incremento del capitale proprio rilevante ai fini ACE
in capo alla Società ("Credito Rinunciato"). Il Credito Rinunciato proviene
indirettamente dai Fondi nelle seguenti percentuali: ETA (78,062 per cento),
THETA (17,08 per cento), GAMMA Investments (2,938 per cento)
OMICRON(1,224 per cento), RHO(0,516 per cento), SIGMA Sarl (0,18 per
L'istante fa presente che, successivamente, IOTA Ltd ha assegnato la
partecipazione in ALFA a EPSILON (mediante un'assegnazione delle relative
azioni a IOTA1 Ltd e una successiva assegnazione delle stesse da IOTA1 Ltd a
EPSILON); conseguentemente, al 31 marzo 2017, ALFA S.p.A. risultava
direttamente detenuta da EPSILON.
Pertanto, con specifico riferimento alle variazioni in aumento originate
da conferimenti in denaro, ALFA beneficia di una variazione in aumento del
capitale proprio di:
- Euro …… in relazione al Capitale Iniziale versato da IOTA Ltd a
- Euro …… originata dal Credito Rinunciato di Euro ……, ragguagliato
per tenere conto del periodo che intercorre tra la data della rinuncia (28 giugno
2016) e la chiusura dell'esercizio (31 marzo 2017).
L'istante precisa, altresì, che nel medesimo periodo d'imposta chiuso al
31 marzo 2017, oltre alle variazioni in aumento "da conferimento" di cui sopra,
deve tener conto di:
- una variazione in aumento pari agli utili accantonati a riserve
disponibili negli esercizi pregressi, per complessivi Euro ……;
- una variazione in diminuzione complessivamente pari a Euro ……,
generatasi per effetto della distribuzione di riserve nel corso degli anni e, per il
limitato importo di Euro ……, a fronte del versamento erogato nel corso del 2014
a favore di KAPPA S.r.l., società che ad oggi non risulta più parte del medesimo
gruppo della Società ex articolo 2359 c.c.. Tuttavia, la Società segnala che i
Conferimenti ricevuti (Capitale Iniziale e Credito Rinunciato) rientrerebbero
nell'ambito applicativo della disposizione antielusiva speciale, considerato che
taluni dei limited partners dei Fondi al vertice della catena societaria sono
localizzati in Stati che, alla data di erogazione dei predetti conferimenti, non
erano inclusi nella lista di cui al D.M. 4 settembre 1996.
Ciò posto, sulla base della documentazione e delle informazioni prodotte,
ALFA chiede la disapplicazione della disposizione di cui all'articolo 10, comma
4, del Nuovo Decreto ACE:
a) in via principale, con riferimento all'intero importo dei Conferimenti
(Capitale Iniziale e Credito Rinunciato), per complessivi Euro ……. Con
specifico riferimento al Credito Rinunciato, l'Istante ritiene che la disapplicazione
integrale della disposizione antielusiva in esame non sia preclusa dalla
circostanza che una percentuale minoritaria del predetto credito provenga da
limited partners delle Partnership residenti in Stati non white listed;
b) in via subordinata, con riferimento a un importo di Euro ……,
corrispondente all'intero importo del Capitale Iniziale e alla porzione del 90,37
per cento del Credito Rinunciato di cui si è provata la provenienza da soggetti
residenti in Stati white listed inclusi, alla data dell'erogazione, nella lista di cui al
D.M. 4 settembre 1996, per i quali è senza dubbio possibile verificare l'assenza di
una duplicazione del beneficio ACE grazie allo scambio di informazioni esistente
tra l'Italia e lo Stato di residenza dei soggetti indirettamente conferenti. Si tratta,
in particolare, della porzione del Credito Rinunciato proveniente dai limited
partners di THETA e ETA residenti in Stati white listed;
c) in via ulteriormente subordinata, con riferimento a un importo di Euro
…… sul totale complessivo di Euro …… dei Conferimenti. Nel periodo
d'imposta 2016/2017 in esame, infatti, il Credito Rinunciato, pari a Euro ……
genera una variazione in aumento di soli Euro ……, in quanto ex articolo 5,
comma 5, del Nuovo decreto ACE l'importo del credito rinunciato deve essere
ragguagliato in riduzione per tenere conto del tempo che intercorre tra la data
della rinuncia e la chiusura dell'esercizio. In altri termini, posto che il pericolo di
moltiplicazione del beneficio ACE con riferimento al Credito Rinunciato si
verifica solamente in relazione all'importo che genera una variazione in aumento
in capo alla Società, si ritiene legittimo sterilizzare la variazione in diminuzione
originata dalla predetta rinuncia per l'importo di Euro …… che non genera una
corrispondente variazione in aumento in ragione del ragguaglio ad anno.
In relazione al periodo d'imposta chiuso al 31 marzo 2017, la Società
ritiene sussistenti i presupposti per la disapplicazione delle disposizioni
antielusive di cui all'articolo 10, comma 4, del Nuovo decreto ACE con
riferimento ai Conferimenti ricevuti, pari a Euro …….
A tal fine intende dimostrare, sulla base dei chiarimenti forniti nel
paragrafo 3.1. della circolare n. 21/E del 2015:
a) la provenienza dei conferimenti da un soggetto residente in un Paese
white listed;
b) l'assenza di fenomeni di duplicazione dell'agevolazione ACE.
Con specifico riferimento al punto sub a), l'istante fa presente che il
Capitale Iniziale è stato erogato attingendo, indirettamente, da somme reperite da
EPSILON da istituti di credito residenti in Stati white listed e tale circostanza
dovrebbe essere di per sé sufficiente a dimostrare che lo stesso non proviene da
soggetti residenti in Stati non collaborativi.
Il Credito Rinunciato ricevuto da ALFA proviene indirettamente dai
Fondi che hanno ricevuto le predette somme dai propri limited partner/soci,
erogandole successivamente (indirettamente) a DELTA.
L'istante precisa, inoltre, che:
- le quattro Partnership sono entità trasparenti ai fini fiscali e pertanto
non sono assoggettate a tassazione nel loro Stato d'incorporazione (Guernsey);
- THETA e ETA, le partnership da cui proviene il 95,14 per cento delle
somme indirettamente erogate dai Fondi, sono partecipate da investitori terzi,
mentre le restanti entità sopra indicate sono le società per il tramite delle quali a
vario titolo hanno partecipato all'investimento i manager e i partner di GAMMA
e/o gli industrial advisor di GAMMA.
L'istante fornisce, per ciascuna società, informazioni circa la residenza
fiscale dei limited partner/soci da cui indirettamente proviene il Credito
Rinunciato, dalle quali emerge, in definitiva, che nessuno dei limited partner di
THETA e ETA è fiscalmente residente in Italia e che il 94,98 per cento di essi
risiede in Stati white listed, con la conseguenza che la porzione del Credito
Rinunciato indirettamente erogata da THETA e ETA è da considerarsi
proveniente in pari percentuale da soggetti residenti in Stati white listed.
Come risulta anche dalla dichiarazione sostitutiva di GAMMA allegata
all'istanza di interpello di BETA:
- il 52,85 per cento dei limited partner di THETA e ETA sono fondi
pensione pubblici;
- il 17,16 per cento dei limited partner di THETA e ETA sono fondi
sovrani, ovvero speciali veicoli di investimento pubblici controllati direttamente
dai governi dei relativi Paesi, che vengono utilizzati per investire le riserve di
valuta estera in strumenti finanziari e altre attività.
GAMMA investments è una società stabilita nel Guernsey e partecipata
da tre limited partner, veicoli societari riconducibili ai manager di GAMMA, di
cui due veicoli residenti in Guernsey (Stato non white listed) e uno residente in
Cina (Stato white listed).
OMICRON è una partnership stabilita nel Guernsey e partecipata da 123
investitori (in larga prevalenza persone fisiche), di cui solo 10 risiedono in Stati
non white listed.
RHO è una partnership stabilita nel Guernsey e partecipata da 47 limited
partner (in larga prevalenza persone fisiche), di cui solo 11 risiedono in Stati non
SIGMA Sarl è una società di capitali di diritto lussemburghese
partecipata interamente da un veicolo appartenente a GAMMA, mentre i manager
di GAMMA investono in SIGMA Sarl tramite strumenti di debito emessi dalla
stessa SIGMA Sarl.
Passando al punto sub b), l'istante fornisce le informazioni che ritiene
idonee a dimostrare che l'erogazione ad ALFA del Credito Rinunciato non
determini una moltiplicazione del beneficio ACE per il periodo d'imposta chiuso
al 31 marzo 2017.
Innanzitutto, precisa che l'Istante è controllata (in via indiretta)
contrattualmente, ex articolo 2359, comma 1, numero 3) del codice civile, dal
General Partner dei Fondi, GAMMA GP LP. Quest'ultimo dispone, infatti, del
potere di gestione dei Fondi, che a loro volta detengono, direttamente o
indirettamente, la maggioranza dei voti nell'assemblea ordinaria dell'Istante.
Inoltre, il General Partner detiene ex art. 2359 c.c. il controllo delle
seguenti ulteriori società fiscalmente residenti in Italia:
· A S.r.l.
· B S.r.l.
· C S.r.l.
· D S.r.l.
· E S.r.l.
· F S.r.l.
· G S.r.l.
· H S.r.l.
· I S.r.l.
· L S.r.l. Unipersonale
· M S.r.l.
· N S.r.l.
· O S.r.l.
· P S.r.l.
· BETA S.p.A.
· TAU 1 S.p.A.
· TAU 2 S.p.A.
Ciò premesso, l'assenza di una moltiplicazione del beneficio ACE è
comprovata, a parere dell'istante, dai seguenti elementi:
- il conferimento indirettamente erogato dai limited partner per finanziare
l'acquisto di BETA, compiutamente descritto nell'istanza di interpello di BETA
menzionata sopra, ha generato incrementi di capitale in capo a tutti i soggetti
italiani che hanno ricevuto tali somme a titolo di conferimento lungo la catena
societaria e, in particolare, in capo a TAU 1 S.p.A. ("TAU 1"), TAU 2 S.p.A.
("TAU 2") e TAU 3 S.p.A. ("TAU 3", successivamente fusa in BETA). Tuttavia,
tali incrementi di capitale proprio non hanno generato una moltiplicazione del
beneficio ACE, atteso che ai sensi dell'articolo 10, comma 2, del Nuovo decreto
(i) l'incremento di capitale proprio di Euro …… di cui ha beneficiato
TAU 1 (Euro …… in sede di costituzione e il residuo importo a fronte del
conferimento ricevuto dai Fondi in data ….) è sterilizzato in capo a TAU 1 per
Euro ……, corrispondente al conferimento complessivo effettuato da TAU 1 a
favore di TAU 2 (Euro …… in sede di costituzione ed il residuo importo in sede
di successivo aumento di capitale); e
(ii) l'incremento di capitale proprio di Euro …… di cui ha beneficiato
TAU 2 (Euro …… in sede di costituzione e il residuo importo a fronte del
successivo conferimento ricevuto da TAU 1 e dal management di BETA), è
sterilizzato in capo a TAU 2 per Euro ……, corrispondente al conferimento
effettuato a favore di TAU 3;
- ad eccezione degli incrementi di capitale proprio di cui sopra, oltre ad
ALFA, al 31 dicembre 2016 le altre società residenti in Italia controllate dal
General Partner ex art. 2359 c.c. ad aver beneficiato di un incremento di capitale
proprio rilevante ai fini ACE per effetto di conferimenti in denaro (per un totale
complessivo pari ad euro ……) sono esclusivamente le seguenti:
- I S.r.l.: euro … nel 2016
- E S.r.l.: euro … nel 2013
- A S.r.l.: euro … nel 2014-2016
- H S.r.l.: euro … nel 2015
- L S.r.l. Unipersonale: euro … nel 2016
- M S.r.l.: euro … nel 2014
- F S.r.l.: euro … nel 2016
- D S.r.l.: euro … nel 2015.
A parere dell'istante, tuttavia, tali incrementi di capitale proprio non si
sono originati mediante l'utilizzo delle medesime somme di denaro utilizzate dai
Fondi per erogare indirettamente il Credito Rinunciato a favore di ALFA e,
pertanto, non possono aver determinato una moltiplicazione del beneficio ACE
all'interno del gruppo di società controllate dal General Partner.
A riprova di tale circostanza, l'istante evidenzia che nessuna delle
predette società fiscalmente residenti in Italia controllate dal General Partner ex
articolo 2359 c.c. ha effettuato, direttamente o indirettamente, conferimenti in
denaro, finanziamenti, acquisti di aziende o di partecipazioni di controllo nei
confronti dei Fondi, del General Partner e/o a favore di altri soggetti controllati
ex articolo 2359 c.c. dal General Partner e residenti in Stati non white listed.
Una ulteriore riprova del fatto che il Credito Rinunciato proveniente dai
Fondi non abbia generato una duplicazione del beneficio ACE si rinviene
dall'analisi dei soggetti che hanno investito nelle Partnership:
- le quattro Partnership sono entità dal capitale estremamente frazionato,
con la conseguenza che nessuna volontà di duplicazione della base ACE risulta
rinvenibile;
- le decisioni d'investimento delle Partnership sono prese dal General
Partner. Al contrario, i limited partner non hanno alcun potere di indirizzare le
scelte di investimento; in sostanza, i limited partner non possono in alcun modo
aver influenzato le politiche di gestione delle Partnership al fine di generare una
moltiplicazione della base ACE in capo a più società residenti in Italia;
- i limited partner di THETA e ETA, da cui proviene il 95,14 per cento
dell'investimento complessivo dei Fondi, sono per il 94,98 per cento investitori
residenti in Stati white-listed, per i quali è possibile verificare l'assenza di una
duplicazione del beneficio ACE grazie allo scambio di informazioni esistente tra
l'Italia e lo Stato di residenza dei soggetti indirettamente conferenti;
pensione pubblici e il 17,16 per cento sono fondi sovrani. Con riferimento a tali
soggetti, già solo per la natura dell'investitore, deve escludersi che tali entità
possano essere state destinatarie di un apporto di capitale di una società residente
in Italia al fine di ottenere una duplicazione del beneficio ACE;
- gran parte dei limited partner sono fondi (d'investimento o di pensione)
residenti in Stati white listed e soggetti a vigilanza nel relativo Stato
d'incorporazione.
L'Istante ha presentato istanza di interpello probatorio in relazione alla
possibilità di beneficiare dell'agevolazione ACE con riferimento a due distinti
incrementi di capitale proprio derivanti rispettivamente da:
- un conferimento in denaro ereditato a seguito della fusione con
DELTA (ricevuto da quest'ultima nel corso del 2015) proveniente da
un "pool di banche";
- una rinuncia a credito del 28 giugno 2016 proveniente indirettamente
dai fondi citati nell'istanza.
L'Istante ha richiesto l'applicazione della disciplina antielusiva dettata in
materia di ACE dal Nuovo decreto ACE.
Si rammenta, al riguardo, che la possibilità di applicare anticipatamente
le nuove disposizioni antielusive è stata confermata con la circolare del 26
ottobre 2017, n. 26/E, nella quale è stato chiarito che, in relazione ai periodi
d'imposta 2016 e 2017, è rimessa al singolo contribuente la facoltà di anticipare,
purché integralmente, le disposizioni dettate all'articolo 10 del Nuovo decreto
Tanto premesso, nell'articolo 10, comma 4, del Nuovo decreto ACE è
prevista la riduzione della base di calcolo dell'ACE in capo al conferitario per un
importo pari ai conferimenti in denaro provenienti da soggetti diversi da quelli
domiciliati in Stati o territori che consentono un adeguato scambio di
informazioni, anche se non appartenenti al gruppo.
Tuttavia, nella predetta disposizione è limitata l'indagine c.d. look
through in presenza di fondi d'investimento dotati di determinate caratteristiche.
In particolare, è previsto che l'indagine effettuata dal contribuente sulla
provenienza dei conferimenti, in presenza "di un fondo di investimento
regolamentato e localizzato in Stati o territori che consentono un adeguato
scambio di informazioni non è operata in relazione ai sottoscrittori del fondo
medesimo".
L'istante fa presente che i fondi d'investimenti localizzati nello Stato di
Guernsey ("Fondi GAMMA") non sono fondi regolamentati.
Nel caso di specie non risulta, pertanto, applicabile il più lieve onere
probatorio previsto nel citata disposizione.
Ciò premesso deve comunque riconoscersi al contribuente la possibilità
di fornire le informazioni idonee a dimostrare che, nel suo caso concreto, non si
siano prodotti gli effetti duplicativi scongiurati dalla disposizione antielusiva
speciale contenuta nel comma 4 dell'articolo 10 del Nuovo decreto ACE.
A questo proposito, occorre fare riferimento alla circolare n. 21/E del
2015, nella quale sono indicate le informazioni che il contribuente deve fornire
all'amministrazione finanziaria per dimostrare che non si sono verificati gli effetti
duplicativi che la disposizione antielusiva speciale vuole evitare.
Al riguardo, si osserva che in merito al conferimento in denaro ereditato
a seguito della fusione con DELTA spa (ricevuto da quest'ultima nel corso del
2015) proveniente da un pool di banche, l’istante ha dichiarato che queste ultime,
individuate con elenco, sarebbero soggetti terzi non riconducibili alla compagine
sociale di ALFA.
La circostanza per cui i suddetti conferimenti provengono da soggetti
terzi non riconducibili alla compagine sociale di ALFA risulta idonea ad
escludere che in relazione a tali somme, possa essersi verificato l'effetto
duplicativo del beneficio che l'articolo 10 del decreto ACE contrasta.
In merito alla rinuncia a credito del 28 giugno 2016 proveniente per circa
il 95,14 per cento dalle partnership THETA e ETA - l'istante ha fornito i relativi
partnership agreements nonché i nominativi e la residenza fiscale dei limited
partner/soci da cui indirettamente proviene il Credito Rinunciato.
Da tali documenti emerge che nessuno dei limited partner di THETA e
ETA è fiscalmente residente in Italia e che il 94,98 per cento di essi risiede in
Stati white listed, con la conseguenza che la porzione del Credito Rinunciato
indirettamente erogata da THETA e ETA è da considerarsi proveniente in pari
percentuale da soggetti residenti in Stati white listed.
In particolare, come risulta anche dalla dichiarazione sostitutiva di
GAMMA allegata all'istanza di interpello di BETA:
La trasparenza fiscale di THETA e ETA nello Stato di Guernsey è stata
confermata da GAMMA G.P. Limited con dichiarazione sostitutiva.
Ciò posto, con riferimento alla porzione del Credito Rinunciato
indirettamente erogata da THETA e ETA proveniente da soggetti residenti in
Stati white listed, occorre analizzare i flussi finanziari intercorsi tra le società
appartenenti al medesimo gruppo di ALFA al fine di verificare l'assenza di
fenomeni duplicativi.
Sulla base di quanto rappresentato dall'istante, nel periodo compreso tra
l'1/1/2011 e il 31/03/2017, nessuna delle società fiscalmente residenti in Italia,
controllate dal General Partner ex articolo 2359 c.c. ha effettuato, direttamente
e/o indirettamente, conferimenti in denaro, finanziamenti, acquisti di aziende o di
partecipazioni di controllo nei confronti dei fondi, del GP e/o in favore di altri
soggetti controllati ex articolo 2359 c.c. dal GP residenti in Stati non white listed
e che "non vi sono ulteriori flussi di denaro di cui all'art. 10 del D.M. ACE 3
agosto 2017 - oltre a quelli rappresentati in istanza e nella documentazione
integrativa - posti in essere dalla società istante e/o dalle altre società residenti
del gruppo con altri soggetti facenti parte della compagine sociale (i Fondi e/o il
General Partner e/o società in cui i Fondi e il GP detengono partecipazioni).
Non vi sono flussi in uscita ex art. 10 del D.M. ACE 3 agosto 2017 posti
in essere da società del gruppo italiane verso entità black-list della compagine
sociale (come sopra definita)".
Tali circostanze escludono che le somme che hanno determinato un
beneficio ACE in capo all'istante possano avere in precedenza prodotto una
giovamento fiscale in capo ad altri soggetti del gruppo, e quindi esclude il
verificarsi degli effetti duplicativi del beneficio che la disposizione normativa
contrasta.
Riguardo, infine, alla parte dei conferimenti provenienti dagli altri veicoli
di investimento (GAMMA Investments, OMICRON, RHO e SIGMA Sarl), non
sono state fornite dall'istante le informazioni richieste al fine di consentire la
disapplicazione del citato articolo 10 citato.
Tutto ciò considerato, si esprime parere favorevole alla disapplicazione
della disciplina antielusiva speciale di cui al citato articolo 10 limitatamente alla
porzione del Credito Rinunciato indirettamente erogata da THETA e ETA
proveniente da soggetti residenti in Stati white listed, nonché ai conferimenti
ereditati a seguito della fusione con la società DELTA.
La presente risposta, che ha valenza annuale, è riferita esclusivamente al
periodo d'imposta chiuso al 31 marzo 2017 e si basa sulle informazioni fornite dal
richiedente, assunte acriticamente così come illustrate nell'istanza, nel
presupposto della loro veridicità e completezza.
Resta impregiudicato ogni potere di controllo dell'Amministrazione
finanziaria volto a verificare se la fattispecie rappresentata (anche in relazione ad
eventuali atti, fatti o negozi ad essa collegati) realizzi un disegno elusivo
censurabile ai sensi dell'articolo 10-bis della Legge n. 212/2000 volto, in
particolare, alla creazione artificiosa di base ACE.
Si segnala, infine, che il presente parere si riferisce esclusivamente alla
disapplicazione della norma antielusiva in oggetto e non anche alla correttezza
della determinazione della base agevolabile ACE dell'Istante, che potrà dunque costituire oggetto di esame in sede di controllo da parte dell'Amministrazione
(Fonte: Agenzia delle Entrate)

References: sentenza 
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 articolo 2359
 articolo 5
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