Source: http://liberocredo.org/fecris-un-gruppo-eversivo-nel-cuore-dell%E2%80%99europa
Timestamp: 2019-01-18 06:43:26+00:00

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FECRIS, un gruppo eversivo nel cuore dell’Europa | Libero Credo
La campagna di odio e intolleranza degli anti-sette ha dei mandanti e finanziatori. È tempo di buttare l’occhio oltre le fila della soldataglia di cui abbiamo parlato finora per vedere chi li dirige.
Facciamo una breve premessa per riassumere le linee generali di quel che già sappiamo degli attori italiani, per poi passare al soggetto anticipato nel titolo.
Le associazioni italiane che compongono il cosiddetto FORUM Anti-Sette (FAVIS, CeSAP, ARIS Veneto e ARIS Toscana) e che collaborano con la Squadra Anti Sette (S.A.S.) del Ministero dell’Interno, sono i manovali, esecutori periferici di un sistema organizzato allo scopo di superare, violandoli, i limiti costituzionali che furono eretti a difesa della libertà di credo, pensiero ed espressione.
Il loro scopo è la creazione dell’isteria anti-sette. Lo fanno seminando di continuo notizie allarmanti. Alterano, gonfiano, travisano informazioni e statistiche per far credere che in Italia ci siano migliaia di “sette pericolose”, praticamente dietro ogni angolo, che turlupinano centinaia di migliaia di persone normali e abbindolano milioni di incapaci. Quando non ci sono notizie da alterare le inventano di sana pianta.
Basta dare un’occhiata alla miriade di strampalate “notizie” stampa, alle centinaia di conferenze, dibattiti, convegni e seminari che organizzano di continuo per lanciare i loro messaggi allarmistici, quindi paragonarli alla vita e agli avvenimenti di ogni giorno per capire che si tratta di una campagna organizzata per rendere reale un problema inesistente. Sempre le stesse persone, sempre le stesse associazioni, anno dopo anno, decennio dopo decennio e sempre i soliti quattro gatti che raccontano le solite storie e si radunano in convegni e conferenze davanti ai soliti “relatori” ed “esperti”.
Missione: ripetere ad nauseam che le “sette sono pericolose, sono ovunque, sono distruttive e vanno assolutamente eliminate”. Sempre, ovunque, comunque per omnia secula seculorum. Isteria, questo è l’obiettivo, proprio come in altri tempi si è seminata l’isteria contro le streghe, gli eretici e gli ebrei.
Negli anni 80 e 90, i fondatori dei gruppi anti-sette erano dediti ai sequestri di persona allo scopo di “deprogrammare” con la violenza e coercizione i fedeli di gruppi religiosi. Le campagne mediatiche allarmistiche che istigavano all’odio contro le “sette” rendevano possibile il ricorso al sequestro di persona e alla deprogrammazione senza subire gravi ripercussioni legali, almeno all’inizio. Ora rinnegano vanamente quel passato (si vedano gli articoli “Forum anti-sette e i sequestri di persona - 1° atto”, “2° atto” e “3° atto”).
Poi i tempi sono cambiati e, dopo qualche querela e qualche processo, gli anti-sette hanno abbandonato la deprogrammazione [1] e modificato la loro strategia.
Come ben sappiamo, quelli elencati non sono i soli gruppi anti-sette operanti nel nostro Paese. Esistono altre mini-associazioni più o meno laiche, poi c’è il golem cattolico chiamato GRIS (Gruppo Ricerca Informazione Socio-Religiosa; anticamente la “S” stava per “Sette”, ma in seguito fu sostituita col più politically correct “Socio-Religiosa”). Finanziato e sostenuto dalle diocesi e ufficialmente riconosciuto dall’allora Presidente della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) Card. Camillo Ruini, il GRIS è nato per difendere il “vino dell’osteria” cattolica sostenendo quanto sia dannoso e contraffatto il “vino delle osterie” non cattoliche (“Ecumenismo anti-sette”).
Ufficialmente il GRIS non ha collegamenti con la S.A.S., ma di fatto il legame è molto stretto, se si considera che il referente ufficiale della S.A.S. è il prete cattolico don Aldo Buonaiuto (“La Squadra Anti Sette”). Peraltro la S.A.S. è nata a seguito di pressioni cattoliche, stando a quel che scriveva Maurizio Alessandrini della FAVIS il 14 luglio 2009 all’allora Presidente del Senato Renato Schifani. Ecco l’estratto:
La stessa S.A.S., sebbene sia un organismo ufficiale del Governo, finanziato col denaro dei contribuenti, è solo il braccio esecutivo di questo disegno dal forte odore di incostituzionalità.
Come nei secoli andati, i semina zizzania (gli anti-sette) scatenano il fanatismo ideologico contro presunti pericoli sociali per diffondere allarme e timori atti a scatenare il panico. Poi gli sbirri delle autorità civili danno corso alle persecuzioni che al giorno d’oggi, anziché realizzarsi negli autodafé, si manifestano con gogne mediatiche e processi farseschi e pretestuosi, non meno violenti della deprogrammazione praticata dai primi anti-sette.
Forse la premessa non è stata esattamente breve, ma era necessaria per fare il punto per passare oltre.
Le associazioni anti-sette italiane, in particolare quelle del Forum Anti-Sette, fanno parte di una federazione europea chiamata FECRIS. Abbiamo citato la FECRIS in alcuni articoli precedenti, ma non abbiamo mai approfondito l’argomento come merita.
La FECRIS è la Fédération Européenne del Centres de Recherche ed d’Information sur le Sectarism (Federazione Europea dei Centri di Ricerca e Informazione sul Settarismo), fondata a Parigi nel 1994, ha sede a Marsiglia, con membri e corrispondenti in una trentina di paesi.
Sebbene la FECRIS si presenti come un’insieme di associazioni che si sono federate spontaneamente per difendere i diritti umani dalle “organizzazioni che hanno caratteristiche settarie e totalitarie”, in realtà è stata creata da due associazioni anti-sette francesi chiamate CCMM (Centre Contre les Manipulationes Mentale) e UNADFI (Union Nationale des Associations de Défense de la Famille et de l’Individu). A loro volta queste associazione francesi sono organismi voluti e finanziati da alcuni politici che hanno sfruttato a tale scopo la loro posizione in seno alle istituzioni e al governo francesi.
Prima di proseguire col soggetto FECRIS, parliamo un po’ del CCMM e dell’UNADFI.
Negli anni 90 il presidente del CCMM era Alain Vivien. Mentre presiedeva questo gruppo anti-sette privato, Vivien era al contempo un deputato del parlamento francese.
Risale al 1983 (ma reso pubblico solo nel 1985) il suo rapporto estremamente allarmistico contro le “sette”. Tale documento era molto simile al famigerato rapporto sulle sette del 1998 pubblicato dal Ministero dell’Interno Italiano (“Allarmismo di Stato”).
Il rapporto Vivien sulle “Sette in Francia” raccomandava, tra le altre cose, la costituzione di un organismo dipendente dal governo che si occupasse del “problema delle sette”. Questo organismo venne creato nel 1996 col nome di Observatoire Interministériel sur le Sectes (Osservatorio Interministeriale sulle Sette).
Pur rimanendo un amministratore del CCMM, Vivien divenne presidente di questo osservatorio nel 1998 quando il nome fu mutato in Mission Interministerielle de Lutte Contre les Sectes (MILS; Missione Interministeriale per la Lotta Contro le Sette).
La MILS dipendeva direttamente dall’ufficio del Primo Ministro francese, disponeva dei fondi stanziati a vari ministeri e operava con polizia e servizi segreti francesi (RG = Renseignements Généraux).
Dalla sua posizione di presidente della MILS Vivien istituì una stabile linea di finanziamenti pubblici sia verso il CCMM che l’UNADFI.
Per la sua attività fortemente repressiva e discriminatoria nei confronti dei movimenti religiosi la MILS fu severamente e ripetutamente criticata da osservatori stranieri come il Dipartimento di Stato americano.
Nel novembre 2002, a seguito di scandali finanziari relativi all’uso improprio dei sostanziosi fondi stanziati per la “lotta alle sette”, Vivien rassegnò le dimissioni e la MILS fu smantellata. Vivien aveva speso metà del budget della MILS per viaggi all’estero e altre cifre rilevanti per l’acquisto di lussuosi ed inutili immobili destinati all’UNADFI e al CCMM.
Al suo posto venne creata la MIVILUDES (Mission Interministérielle de Vigilance et de Lutte Contre le Dérives Sectaries) che, dopo un breve periodo di assestamento, riprese le stesse attività della MILS.
Ecco un grafico raffigurante la quantità di fondi che, ad esempio, la UNADFI riceveva ai tempi della gestione Vivien della MILS:
Seguono altri grafici che mostrano la proporzione tra i fondi pubblici ricevuti dalla UNADFI rispetto ai fondi ricevuti da privati (donazioni e tesseramenti):
La stessa quantità di fondi veniva e viene destinata anche al CCMM. In pratica, UNADFI e CCMM (ora anche la FECRIS) ricevono finanziamenti in stragrande maggioranza dal governo francese e solo in misura ridottissima da privati cittadini.
Operanti su tutto il territorio francese, UNADFI e CCMM, hanno a disposizione un “bacino d’utenza” di oltre 66 milioni di abitanti. Cittadini che da decenni vengono inondati da campagne mediatiche incessanti e martellanti, finanziate dal governo, sul “pericolo delle sette”. Ciononostante, i fondi privati provenienti da tesseramenti, donazioni e atti di liberalità a sostegno della loro opera rappresentano solo un’infima parte delle loro entrate, a dimostrazione del fatto che l’apprezzamento pubblico per la loro attività è pari a zero o poco più.
Per fare un esempio, Medecins sans Frontieres, una delle ONG (Non Governamental Organization) più conosciute e rispettate di Francia, incamera solo il 5% circa delle loro entrate dal governo, mentre raccolgono la stragrande maggioranza dei loro fondi da sostenitori, simpatizzanti e associati. Al contrario, UNADFI e CCMM ricevono oltre il 97% dei finanziamenti dagli enti pubblici e meno del 3% da privati e sostenitori. Ecco il paragone:
Quanto sopra per capire da quale ambiente ha avuto origine l’odierno movimento anti-sette europeo.
Nonostante gli scandali finanziari, le critiche internazionali e le dimissioni di Alain Vivien, il sodalizio MIVILUDES-UNADFI-CCMM “funzionava” egregiamente in Francia. Grazie agli abbondanti finanziamenti pubblici, negli anni sono riusciti a creare in Francia una vera e propria fobia verso le “sette” tramite le campagne stampa e i rapporti ufficiali della MIVILUDES basati sulle “informazioni” fornite, anche quelle, da CCMM e UNADFI.
Ma la Francia era isolata in Europa e criticata da più parte per la politica intollerante e la “laicità troppo aggressiva” in materia di libertà religiosa. Serviva una soluzione per far accettare ed esportare il modello francese in altri paesi. La soluzione scelta fu la creazione di una federazione europea degli anti-sette controllata dalla Francia, la FECRIS appunto.
Dalla consultazione dei documenti di un’associazione anti-sette americana, ormai smantellata e discreditata, chiamata CAN (Cult Awareness Network) [2], si apprende che l’idea di creare la FECRIS risale al 1987. Se ne parlò durante un convegno internazionale tenutosi a Barcellona, Spagna, sponsorizzato dalla American Family Foundation (AFF), l’associazione statunitense anti-sette consorella della defunta CAN.
Il successivo convegno internazionale si tenne a Parigi il 27 e il 28 aprile 1990, ospitato dalla AFF e dalla sua controparte francese l’ADFI [3]. Prima del convegno, il presidente dell’AFF Herbert L. Rosedale, indirizzò la seguente lettera di ringraziamento all’Executive Director del CAN Cynthia S. Kisser:
“Voglio esprimere il mio apprezzamento alla tua associazione per aver inviato un vostro rappresentante al meeting che noi, la American Family Foundation (AFF) e l'Association pour la Defense des Families et de I'Individu (sic) (A.D.F.I.), terremo a Parigi... Lo scopo del meeting è la discussione dei modi in cui le organizzazioni di educazione sulle sette possono cooperare e collaborare per ottenere vantaggi comuni… Si tratterà di un meeting per iniziare un processo di pianificazione cooperativa, quindi la pubblicità non è gradita”.
Herbert L. Rosedale presiedette il meeting parigino durante il quale vennero perfezionati i piani e prese le decisioni per formare un gruppo internazionale anti-sette. Infatti, dopo il convegno Rosedale divenne il presidente temporaneo di un cosiddetto “Consortium of groups” che rappresentava diverse nazioni. Rosedale offrì le esperienze del CAN e dall’AFF come modelli operativi che dovevano essere adottati dai gruppi europei.
Il progetto franco-americano dell’ADFI, CAN e AFF per creare l’organismo anti-sette europeo si sviluppava lentamente, sia per l’annoso sentimento anti-americano esistente in Francia che per la difficoltà di ottenere l’adesione di altri paesi europei. Poi, nell’aprile del 1994, Cynthia Kisser venne in Europa per sbloccare la situazione e visitò le associazioni anti-sette di Inghilterra, Francia e Germania.
Finalmente il 30 giugno 1994 la FECRIS venne costituita e registrata presso gli enti governativi francesi. Il dirigente dell’ADFI Jacques Richard venne scelto come primo presidente. Al momento della costituzione la FECRIS includeva solo associazioni europee, ma Jacques Richard rassicurò la Kisser che la parola "europea" nel nome della FECRIS non significava l’esclusione di gruppi non europei.
Al tempo Alain Vivien era presidente del CCMM e operò in prima linea per la realizzazione di questo progetto. Mantenne la carica fino alla nascita della MILS di cui, come abbiamo visto, assunse la presidenza nel 1998.
Oltre a sostenere il progetto per la nascita della federazione europea anti-sette, fin dalla seconda metà degli anni 80 i dirigenti del CAN e dall’AFF istruirono sulle tecniche di "deprogrammazione” i membri dei gruppi anti-sette [4] che in seguito composero la FECRIS.
Nel 1995 il CAN venne travolto da dozzine di cause penali e civili scaturite da numerosi tentativi falliti di deprogrammazione forzata. I guai legali prosciugarono le energie e le finanze dei dirigenti del CAN finché, il 23 ottobre 1996, l’associazione chiuse i battenti e subì un procedimento per bancarotta alla fine del quale i suoi beni e gli archivi furono messi all’asta.
Anche in assenza del CAN, l’AFF mantenne ed ampliò i contatti con la FECRIS.
Dopo la sua costituzione, avvenuta col patrocinio della MIVILUDES e della CCMM, la FECRIS ha avuto immediato accesso alla stessa linea di finanziamenti provenienti dal governo francese che, come per le altre due associazioni, cominciò ad assegnare anche a loro ogni anno somme adeguate affinché potessero svolgere la funzione di diffusore europeo della politica anti-religiosa di quel paese.
Tale finanziamento non è chiaramente ammesso dai rappresentanti della FECRIS, ma la documentazione che segue, relativa all’anno 2006, ne prova l’esistenza al di là di ogni dubbio.
Come mostra lo specchietto che segue prodotto dalla stessa FECRIS e relativo agli anni dal 2003 al 2008, la FECRIS riceve questi finanziamenti anno dopo anno solo dal governo francese e da nessun altro ente pubblico di altri paesi. Incassa pochi spiccioli dal tesseramento dei membri e nient’altro da privati.
La stessa cosa accade ogni anno dalla costituzione della FECRIS fino ad oggi. Altri fondi, sempre provenienti dal governo francese, vengono messi a disposizione per l’attività della federazione capeggiata dalla FECRIS tramite l’UNADFI e il CCMM.
Ovviamente non sono gli unici fondi che queste associazioni, tutte francesi, ricevono da quel governo. Ad esempio, come accennavamo poc’anzi, lo scandalo che travolse Alain Vivien riguardava anche l’utilizzo improprio di una grossa somma (circa 700.000 euro odierni) per l’acquisto di un immobile da destinare all’UNADFI, e una cifra simile venne spesa per un immobile destinato al CCMM.
Se vi fossero dubbi riguardo al fatto che anche le associazioni italiane federate alla FECRIS (FAVIS, CeSAP, ARIS Toscana e ARIS Veneto) beneficino dei finanziamenti francesi, ecco un’e-mail che l’attuale segretario generale della FECRIS Mireille Degen ha inviato loro in occasione del convegno FECRIS di Varsavia del 2011.
Sebbene la legge non consenta che associazioni finanziate da un ente governativo possano ottenere lo status di ONG, il Consiglio d’Europa ha concesso tale accreditamento alla FECRIS nel 2005, non senza polemiche da varie fonti in tutta Europa.
Nonostante i finanziamenti pubblici e gli accreditamenti presso il Consiglio d’Europa e altri organismi, la federazione di associazioni facenti capo alla FECRIS è, in effetti, un simulacro, un contenitore semivuoto. L’apparenza di organizzazione ramificata e potente è, appunto, solo un’apparenza.
Basti pensare che il cosiddetto Segretario Generale della FECRIS nonché rappresentante dell’ufficio di Bruxellles, Mireille Degen, è un’insegnante in pensione e la sede dell’ufficio belga della FECRIS è il salotto del suo appartamento; mentre il corrispondente e tesoriere della FECRIS di Marsiglia Didier Pachoud è un conducente di tram e la sede dell’associazione è la sua stanza degli ospiti.
La scena non è diversa per le associazioni anti-sette italiane federate alla FECRIS. Anch’esse, come la maggior parte delle associazioni facenti capo alla FECRIS, sono in realtà minuscoli gruppi che, come abbiamo visto sopra, grazie ai fondi pubblici francesi, partecipano ai convegni “internazionali” tenuti a scadenze periodiche nei vari paesi dell’Unione. Lo sforzo evidente è quello di esportare in tutti i paesi membri il modello francese di “lotta alle sette”.
Va aggiunto che i membri della FECRIS, quando non difettano ampiamente di competenze accademiche e professionali, annoverano nei loro curricula altre “qualità” che li rendono quanto meno inattendibili. Ecco un elenco parziale e non aggiornato di sentenze di condanna e decisioni emesse contro gruppi e rappresentanti della FECRIS:
1. ADFI Parigi – Il 27 maggio 1992, l’ADFI Parigi è stata condannata dal Tribunale di Grande Istanza di Parigi per diffamazione commessa nei confronti della signorina Josiane Henri e del signor Ian Combe. (Sentenza RP 59 656, RG 7 987/92, ASS/20.02.92, Tribunale Civile della Giurisdizione Generale di Parigi, I Camera, I Sezione).
2. Janine Tavernier (Presidente UNADFI) – Il 5 gennaio 1994 la Corte d’Appello di Parigi ha confermato la sentenza di condanna penale per diffamazione nei confronti della signora Janine Tavernier e la sanzione precedentemente comminata dal Tribunale della Contea di Parigi il 22 giugno 1993. (Sentenza n. 5490/93, Corte d’Appello di Parigi XI).
3. Ovigneur-Dewynter (Presidente ADFI Nord) – La Corte d’Appello di Douai ha condannato la signora Ovigneur-Dewynter, Presidente dell’ADFI Nord, per diffamazione commessa nei confronti dell’Associazione Culturale dei Testimoni di Geova in Francia. (Procedimento n. 96/02832, Sentenza del 15 gennaio 1997, IV Camera, Corte d’Appello di Douai).
4. Jacky Cordonnier (membro dell’UNADFI) – Il 29 marzo 2002 Jacky Cordonnier è stato condannato per diffamazione dell’Associazione dei Testimoni di Geova dal Tribunale Regionale di Marsiglia. (Sentenza n. 2972/02 – 01207964).
5. Janine Tavernier (Presidente UNADFI) – Il 5 febbraio 2003 la Corte d’Appello di Parigi ha confermato la sentenza emessa dal Tribunale Civile nei confronti di Janine Tavernier e dell’UNADFI (sentenza del Tribunale Regionale di Parigi del 20 novembre 2001. Procedimento n. 01/03757, sentenza de 5 febbraio 2003, Corte d’Appello di Parigi XI Camera, Sezione A).
6. Friedrich Griess, Segretario Generale della FECRIS – Procedimento 37Cg 19/00y del Tribunale del Commercio di Vienna, marzo 2000. Condanna per diffamazione e ordine del Tribunale di pubblicare una dichiarazione di rettifica sulla sua pagina web e di mettere un link a quella della Life Fellowship (Movimento norvegese).
7. Friedrich Griess, Segretario Generale della FECRIS – Procedimento GZ 8E 3407/00w del Tribunale Distrettuale di Klosterneuburg. Violazione dell’accordo di transazione. Omesso pagamento di una sanzione e non aver rimosso informazioni dalla sua pagina web e dai motori di ricerca come ordinatogli dal Tribunale.
8. Friedrich Griess, Segretario Generale della FECRIS – Procedimento GZ 8F 2687/02 s-3 del Tribunale Distrettuale di Klosterneuburg. Violazione dell’accordo di transazione e ordine di pagare una sanzione.
9. Friedrich Griess, Segretario Generale della FECRIS – Procedimento 17Cg 15/96d del Tribunale di Commercio di Vienna, settembre 1996. Condanna per diffamazione della Christian Family Fellowship, della Styrian Christian Fellowship e della Life Fellowship (Movimento norvegese), per aver asserito che arruolano gente tramite “flirty fishing” e che praticavano l’incesto, l’adulterio e la truffa.
10. Friedrich Griess, Segretario Generale della FECRIS – Procedimento 17Cg 15/96d del Tribunale di Commercio di Vienna, marzo 1997. Condanna per diffamazione nei confronti della Christian Family Fellowship, della Styrian Christian Fellowship e della Life Fellowship (Movimento norvegese).
11. Friedrich Griess, Segretario Generale della FECRIS – Procedimento 37Cg 77/98x del Tribunale di Commercio di Vienna, settembre 1998. Condanna per diffamazione nei confronti della Christian Family Fellowship, della Styrian Christian Fellowship e della Life Fellowship (Movimento norvegese) - Sanzione di 60.000 scellini austriaci.
12. SADK, gruppo svizzero affiliato alla FECRIS – Nel 1990, due membri della SADK sono stati condannati alla detenzione in relazione a un tentativo di deprogrammazione violento commesso nei confronti di un membro del movimento degli Hare Krishna. Uno dei due condannati, signor Rossi, a quel tempo portavoce della SADK, si era apertamente espresso a favore della pratica di deprogrammazione (durante la quale la vittima era stata sottomessa con l’uso di gas lacrimogeni), affermando: “Noi sosteniamo e approviamo questo atto”.
13. FRI, gruppo svedese affiliato alla FECRIS – Caso n. B4901-88, RG 75636712, sentenza emessa il 19 dicembre 1990. In questo procedimento, Eva Perhersson (ora Pohl), membro della FRI è stata condannata per privazione illegale della libertà e rapimento del sig. Gustavsson.
14. FAIR, gruppo inglese affiliato alla FECRIS – Nel dicembre 1987 Cyril Vosper, a quel tempo uno dei membri del consiglio direttivo del FAIR, è stato condannato in Germania per sequestro di persona e lesioni colpose.
15. Ian Haworth, membro fondatore del CIC (Cult Information Centre), gruppo affiliato FECRIS – Il 24 ottobre 1989 la Corte Suprema dell’Ontario (Canada) ha emesso nei suoi confronti una sentenza con la quale gli si ordinava di pagare 10.000 dollari di danni in una causa per diffamazione nei confronti di un gruppo filosofico. Il 17 aprile 1996 la l’Alta Corte del Regno Unito ha emesso nei suoi confronti una sentenza di condanna per non aver pagato i danni.
17. AGPF e Sect-Info Essen, gruppi tedeschi affiliati FECRIS – Il 27 marzo 1992 la Suprema Corte Federale tedesca ha stabilito che il finanziamento da parte dello Stato di organizzazioni quali l’AGPF e la Sect-Info Essen era incostituzionale. (La causa era stata intentata dal movimento religioso OSHO, procedimento n. 7C21-90LU66). La sentenza inoltre ha affermato molto chiaramente che il modus operandi dell’AGPF e della Sect-Info nei confronti dei nuovi movimenti religiosi non poteva essere considerato né obiettivo né neutrale.
18. Heide-Marie Cammans, fondatrice della Sect-info Essen, gruppo tedesco affiliato FECRIS – Con una sentenza passata in giudicato emessa il 19 dicembre 2001 dal Tribunale Statale di Monaco, alla signorina Heide-Marie Cammans, fondatrice della Sect-info Essen, è stato ordinato di porre fine alla circolazione di falsità sul gruppo Takar Singh (un gruppo religioso orientale), pena una sanzione fino a 500.000 marchi tedeschi o la detenzione fino a 6 mesi. Procedimento n. Az: 908736/99 I° Tribunale Statale di Monaco, Camera Civile 9 (in tedesco: Landgericht Munchen I).
19. Siren, gruppo olandese affiliato FECRIS – Il 27 marzo 1997 due membri di questo gruppo sono stati condannati per sequestro di persona.
20. AIS/PRO Juventud, gruppo spagnolo affiliato FECRIS - (Caso Canals 1995) La sentenza del tribunale spagnolo in questo caso afferma che “Il gruppo AIS è intervenuto violando tutti i diritti fondamentali”, che “né il presidente né il suo gruppo avevano alcun consenso per svolgere un qualsiasi ‘trattamento terapeutico’ su di lui” [Canals], che questo gruppo “non aveva alcuna autorizzazione legale per rimpiazzare la mancanza di ‘consenso’ da parte della persona presunta malata”, che, di conseguenza, “in uno Stato di Diritto, non è possibile tollerare il degrado, qualunque ne sia lo scopo, di un cittadino che ha dimostrato di essere mentalmente integro.”
21. AIS/PRO Juventud, gruppo spagnolo affiliato FECRIS - (Caso Riera Blume 1999) La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha stabilito che “Alla luce di quanto sopra, la Corte considera che le autorità nazionali in tutti i casi hanno accondisceso alla privazione della libertà degli appellanti. Mentre è vero che sono state le famiglie degli appellanti e l’associazione Pro Juventud a farsi carico della diretta e immediata responsabilità della supervisione degli appellanti durante i dieci giorni in cui sono stati privati della loro libertà, è egualmente vero che senza la collaborazione attiva delle autorità catalane, la privazione della libertà non avrebbe potuto aver luogo.”
La lista è sicuramente incompleta, ma non si può concludere la disamina delle “qualifiche” dei rappresentanti della FECRIS senza citare le prodezze dell’attuale vice presidente Alexander Dvorkin.
Oltre che vice-presidente della FECRIS, Dvorkin è il fondatore e presidente dell’Associazione dei Centri Russi per gli Studi sulle Religioni e le Sette (RACIRS) e uno dei principali consulenti del Ministero della Giustizia russo.
Spesso oggetto di severe critiche da parte di studiosi e di leader religiosi per le sue dichiarazioni intolleranti e discriminatorie, recentemente Dvorkin è stato dichiarato persona non gradita in Ucraina (si vedano gli articoli di Human Rights Without Frontiers).
Criticato dallo stesso Ministro della Giustizia A. Konovalov, Alexander Dvorkin è recentemente assurto agli onori della cronaca per la sua storia psichiatrica.
Risulta infatti che Dvorkin sia stato più volte internato in istituti psichiatrici e che gli abbiano diagnosticato una ciclotimia (psicosi maniaco-depressiva), uno sviluppo patologico della personalità e un infantilismo psicofisico.
Secondo il sito www.alexanderdvorkin.info, che ha pubblicato le sue cartelle cliniche, e alla stampa che ne ha ripreso le informazioni, “In base all’esperienza psichiatrica pratica, sia russa che estera, le sopracitate diagnosi non sono completamente curabili, è possibile ottenerne solo una temporanea remissione. Un paziente con disturbi del tipo maniaco-depressivo dovrebbe essere sotto supervisione di uno psichiatra, essere visitato per lo meno una volta alla settimana e ricevere costantemente un trattamento di supporto sotto forma di psicofarmaci prescritti dal medico curante. I disturbi diagnosticati, rendono il paziente incapace di svolgere attività scientifiche, sociali o politiche di alcun tipo a causa dell’estrema soggettività della sua percezione e della sua incapacità di valutare adeguatamente le conseguenze delle sue azioni o della sua relativa presa di responsabilità per esse.”
Una traduzione non professionale della stampa sull’argomento è consultabile qui.
1) la FECRIS è un’organizzazione internazionale voluta da gruppi anti-sette, politici e funzionari del governo francese che hanno copiato la fallimentare esperienza americana perfino nella pratica illegale della “de-programmazione” forzata;
2) la MILS (oggi MIVILUDES) non è dissimile dall’italiana S.A.S. e svolge un compito simile avvalendosi dell’opera degli anti-sette;
3) i politici francesi che sostengono UNADFI, CCMM e FECRIS svolgono lo stesso ruolo dei politici italiani che sostengono il FORUM Anti-Sette italiano (vedere “C’è poco da spare Allegrini” e seguenti) per promuovere e sostenere leggi e risoluzioni illiberali;
4) la FECRIS è finanziata dal governo francese che, tramite essa e le sue associazioni corrispondenti nei vari paesi, cerca di sovvertire le politiche nazionali in materia di libertà religiosa e di credo;
5) sebbene sia illegale (poiché finanziata da un ente pubblico), la FECRIS è accreditata presso il Consiglio d’Europa e presso altri organismi internazionali presso i quali svolge un intenso lavoro di lobby (si veda qui un esempio recentissimo);
6) la FECRIS svolge la sua opera deleteria in numerosi paesi replicando il modello francese di istigazione dell’isteria anti-sette conducendo campagne mediatiche, pianificate a tavolino e realizzate tramite la rete di associazioni federate, basandosi su statistiche e informazioni fasulle o alterate;
7) le associazioni facenti capo alla FECRIS sono per la maggior parte gusci vuoti o poco più, la cui attività di “ricerca” e “studio” è inesistente ed è solo una copertura per la diffusione di informazioni allarmistiche;
8) la loro principale attività è lo sfruttamento e/o l’invenzione di incidenti riguardanti le “sette” e l’arruolamento e sfruttamento di fuoriusciti e apostati per avvalorare tesi anti-sette e produrre ulteriori “notizie” per le loro campagne di stampa;
9) nello svolgimento di questa attività coinvolgono politici poco avveduti che propongono leggi, mozioni, interpellanze e raccomandazioni sfavorevoli ai movimenti religiosi, quindi aizzano magistrati inquirenti dalla mentalità ristretta per fomentare procedimenti giudiziari infondati che, quando non si concludono con assoluzioni, producono sentenze aberranti;
10) l’inattendibilità degli “esperti anti-sette” della FECRIS e delle associazioni corrispondenti è provata dalle vicende giudiziarie citate sopra e dalla storia psichiatrica del loro vice presidente Alexander Dvorkin.
[1] Oltre che violare la legge penale di tutti i paesi dell’Unione Europea, la pratica della deprogrammazione forzata viola l’articolo 9 della European Convention on Human Rights and Fundamental Freedoms, che afferma: "Ognuno ha diritto alla libertà di pensiero, coscienza e religione; questo diritto include la libertà di cambiare religione o credo e la libertà di manifestare il proprio credo o religione in atti di fede, insegnamenti, pratiche e osservanza, sia da solo che in comunione con altri, in pubblico o in privato."
[2] Il CAN (Cult Awarness Nertwork) aveva sede a Chicago. La bancarotta del 1996 fu causata principalmente da una sentenza che li condannava a pagare 5 milioni di dollari ad un querelante che ha chiesto i danni per un sequestro di persona a scopo di deprogrammazione compiuto da un membro del CAN.
[3] ADFI (Association de Défense de la Famille et de l’Individu). Negli anni 90 le varie associazioni francesi denominate ADFI vennero riunite sotto una sede nazionale, l’UNADFI (Union Nationale des Associations de Défense de la Famille et de l’Individu) che da allora le dirige mentre intrattiene rapporti con la MIVILUDES e gestisce gli stanziamenti che riceve dal governo.
[4] Lo psichiatra Joseph Jansa e l’assistente sociale Enrique Sagues della Pro­-Juventud (ora conosciuta come AIS, Assessment and Information about Sects) hanno soggiornato per mesi negli Stati Uniti nel 1985 per apprendere le tecniche di deprogrammazione dai membri dell’AFF Luis J. West, Lorna e Bill Goldberg. Tornati in Europa istruirono altri componenti della futura FECRIS sulle tecniche apprese. Negli anni seguenti altri deprogrammatori arrivarono dagli Stati Uniti e operarono in varie nazioni europee (Spagna, Svissera, Italia) per mostrare sul campo agli anti-sette locali le tecniche di deprogrammazione sui membri delle “sette”.

References: sentenza 
 Sentenza 
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