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Timestamp: 2020-08-03 21:25:04+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 26153 del 19/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26153 del 19/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 19/12/2016, (ud. 20/10/2016, dep.19/12/2016), n. 26153
sul ricorso 22734-2015 proposto da:
M.C., elettivamente domiciliato in Rom PIAZZA DELLA
rappresentato e difeso dall’avvocato VITTORIO PICECI giusto mandato
avverso la sentenza n. 1654/24/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
1. In fattispecie relativa ad avviso di accertamento Irpef 2004, con il primo motivo di ricorso l’amministrazione finanziaria lamenta l’assoluta carenza di motivazione, sotto forma di “motivazione apparente in violazione dell’art. 132 c.p.c.” e del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, “in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4”, per avere la C.T.R. acriticamente recepito le conclusioni dei giudici di prime cure, senza dar conto delle contestazioni mosse dall’appellante e facendo criptico riferimento ad una “speciale condizione” della ditta individuale, della società e dei soci, senza indicare come essa avrebbe integrato la prova contraria rispetto alla presunzione di distribuzione degli utili extracontabili della società “LAP srl” – a ristretta base azionaria e familiare – ai soci, tra i quali il controricorrente M.C. (al 70%). La censura è fondata.
3. Il giudice d’appello si limita invero a rilevare che “la Guardia di Finanza redigeva il p.v.c. nei confronti della LAP srl. e dei soci M.C. e M.V.F. traendo occasione dalla visita ispettiva presso la ditta individuale LAP EUROBORSE di F.M.A., moglie di M.C. e madre di M.V.F., disposta dalla Prefettura di Brindisi in relazione all’istanza di accesso al Fondo di solidarietà per le vittime dell’usura”, aggiungendo che “a M.C. e F.M.A. (moglie convivente) venivano concessi i benefici di cui alla L. n. 44 del 1999, art. 20 (provvedimento del Prefetto di Brindisi del 04/05/2007), entrambi soggetti passivi del delitto di usura, accertato in sede di indagini preliminari dai periti della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi”, per poi infine concludere: “data la speciale condizione in cui versava la ditta individuale, la società ed i soci, questo Collegio non può che rigettare l’appello dell’Ufficio e confermare la sentenza impugnata”.
6. Le ulteriori censure, con le quali l’amministrazione ricorrente denuncia anche la violazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, , L. n. 44 del 1999, art. 20 artt. 2263, 2727 e 2729 c.c. (secondo motivo) e dell’art. 295 c.p.c. (terzo motivo), nonchè l’omesso esame di fatto decisivo, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, (quarto motivo), restano assorbite.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 36
 art. 20
 sentenza 
 art. 38
 art. 20