Source: http://zeldawasawriter.com/2016/07/cosa-servono-gli-uomini/
Timestamp: 2017-02-26 10:20:33+00:00

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Twitter0Facebook0LinkedIn0Pinterest0Ciao a tutti, sono Camilla, ho 30 e qualcosa anni – ok, 39 – sono single e conosco tantissime storie sui single. Alcune fanno ridere a crepapelle, altre piangere e diventare tristi. Ne conosco talmente tante che ci potrei scrivere un libro ma, tranquilli, non lo farò mai, nemmeno sotto tortura. La strana congiuntura astrale di questi ultimi anni, la stessa che ci vuole sempre più soli e sempre più alla ricerca di un completamento, riguarda democraticamente donne e uomini perché – è bene ribadirlo una volta di più – siamo persone, prima di essere generi.
Ognuno avrà i suoi modi ma tutti siamo in cerca di un vestito che ci calzi a pennello, di un doppio che s’intoni con il colore delle nostre aspettative, che faccia pace con i nostri difetti e ce ne regali di nuovi, che ci scaldi i piedi e il cuore nelle notti buie e tempestose. Soffro per la mia condizione da single? Alcune volte.Vorrei cambiare le cose? Spesso.Ho piani? Il mio miglior piano è non avere piani. Non la chiamerei saggezza ma praticità… Forse è vero che s’invecchia per qualcosa.
Con il tempo, abbiamo capito quali sono certi desideri indotti, quanto peso abbia avuto la nostra educazione, in cosa consista esattamente il ruolo che la società ci ha voluto dare e che, nonostante il passaggio delle stagioni e delle consapevolezze, pare continui a restarci addosso, in un recondito e microscopico angolo di pelle.
Alcune volte, voglio dire, l’ansia da relazione è più dettata da quello che ci sta attorno, dalle aspettative della famiglia, dal sentimento di in/completezza che ci trasmette la società. Uomo single a 30/40 anni? Problematico!Donna single a 30/40 anni? E quando diventa madre?!Camilla, quando ti sposi? Chissà quanti pretendenti avrai!
Questo potrebbe apparire a tutti gli effetti l’inizio di un libro alla Sophie Kinsella o forse il prologo di voce over che chiudeva ogni episodio di Sex and the city. Invece è un post e parla di un film e di due libri. Metto le mani avanti: non ambisce a dirvi qualcosa di sconvolgentemente nuovo e non ha in mano nessuna soluzione riguardo all’intricatissima situazione che ingarbuglia in modo diabolico due matasse: quella degli uomini e quella delle donne.
Se vi pare che stia sragionando, beh, siete sulla strada giusta…Recentemente ho visto un film, Il Piano di Maggie – A cosa servono gli uomini, tutt’ora in programmazione nelle sale italiane, e mi sono posta un sacco di domande sull’intricato gomitolo dei nostri rapporti sentimentali. Non ne sono venuta a capo e forse è per questo che sono qui, a discorrerne idealmente con voi.Cerco di riassumere la storia senza togliervi la gioia della visione: Maggie (Greta Gerwig) è un docente di New York che, allo scoccare dei 30 anni, inizia a sentire l’insistente richiamo del suo orologio biologico. Vuole diventare mamma a tutti i costi ma crede che, visti i precedenti fallimenti amorosi e una vita ormai calcolata al millimetro, la presenza di un compagno sia del tutto superflua. Proprio quando chiede a un vecchio compagno del liceo di farle da donatore di sperma, si innamora di John (Ethan Hawke) un professore alla ricerca di sé che, per lei, lascia la moglie Georgette (Julianne Moore) e figli. Dopo poco tempo, Maggie è finalmente incinta. Andrà tutto liscio? No, per niente o forse sì…Ecco, basta, la finisco qui.Questo film, scritto e diretto da Rebecca Miller, è tratto dall’omonimo libro di Karen Rinaldi (Rizzoli) ma prende a prestito solo una delle protagoniste della sua vicenda corale e a quanto pare molto più scanzonata.
Scegliere lei, Maggie, è parlare di una generazione di donne alla ricerca di certezze e di controllo e, al contempo, di uomini desiderosi di lasciarsi andare alla ricerca di sé e al sentimento. Trovo che sia un approccio per nulla scontato ma molto vero, molto reale.Il film viene definito una commedia sentimentale e, di certo, ci sono tutti gli ingredienti per ritenerlo tale ma, a mio parere, esiste un sottotesto agrodolce che lascia nello spettatore un senso di disorientamento.
Perché? Perché vi si intravede uno sforzo sovraumano (o forse un’ambizione divina?) di decidere il proprio corso degli eventi, facendo a gara con il Destino.Forse si è disorientati perché ci si riconosce, forse perché la lotta contro gli dèi dell’Olimpo continua a essere un affronto capace di sconvolgere anche noi contemporanei, forse – e qui concludo le mie ipotesi – perché gli affari degli Uomini (uomini o donne che siano) sono qualcosa che sfugge a qualunque tipo di catalogazione e di controllo. Passati i 25, ok facciamo i 27, lo sai e ci fai pace. Anzi, a dirla tutta, diventa un fatto speciale.
La commedia che vi troverete davanti ha il sapore delle storie parlate fitte fitte, più cervellotiche che agite, più interessate ai caratteri che agli svolgimenti. Ci sono eroine ed eroi, buffi e inadatti, in cui sarà meravigliosamente liberatorio riconoscersi; eroine ed eroi che si muovono nell’aria dai colori saturi e pieni di certe pellicole indipendenti.
Se vi conosco come vi conosco, vi resterà sospesa per qualche giorno una domanda: è possibile chiedere così tanto alla vita? Pretendere che risponda a tutte le nostre necessità, biologiche e sentimentali? È possibile aver maturato una tale impazienza nei confronti degli accadimenti? È giusto che gli stessi accadimenti tanto agognati, una volta magicamente entrati nella nostra esistenza, si trasformino in qualcosa da cui scappare alla prima fatica, al primo intoppo?Lo so, vi avevo promesso una sola domanda e invece…
La vicenda di Maggie è certamente portata all’eccesso, come tutte le storie che seguono le logiche e i tempi serrati di un film, ma io ci vedo tantissimo di noi, della nostra ansia di perfezione rispetto a certi fatti della vita.
E se fosse un’ansia indotta? Se l’essere soli o senza figli, oltre un evidente dato di fatto, fosse anche una scelta, una fase della vita, un arricchimento e non solo una privazione? E poi, è ancora auspicabile predisporsi ad accettare quello che la Natura decide per noi, senza sentirsi deficitari di qualcosa, senza sentirsi vittime degli eventi?Si può essere madri senza pancia, come dice Azeb, o avere quello che Emma Bonino, durante la passata edizione de Il Tempo delle Donne, aveva definito l’istinto fraterno. Si può essere madri di tanti pargoli o decidere di non averne. Così come si può avere amato di un amore pieno di carne e passione o di uno più sublimato e contemplativo.Tutto è lecito se non è coercitivo, se non danneggia, se non toglie ad altri.Voglio lasciarvi con l’unica parola che contorna i miei giorni e che sana ogni mia ansia verso il futuro: l’Amore. Non si ama solo un uomo o una donna. Si ama in generale, si ama in modo intransitivo.
L’Amore verso quello che ci accende è sacro, destinato a non morire mai. Cresce, non si estingue. E così, se certe passioni arrivano e poi se ne vanno, l’approccio amoroso resta, un po’ come diceva quella bellissima canzone di Vinicio Capossela: vai vai, tanto non è l’Amore che va via.
Vorrei che potessimo educarci a questo, ancora prima che a qualunque altro tipo di amore. Vorrei che ci nutrissimo di amore e non di aspettative o di controllo. Perché sono certa che, come l’appetito vien mangiando, è solo mentre si prova Amore che ci si riconosce improvvisamente e ci si ama. Ognuno come vuole, ognuno con l’incastro che preferisce per sé.
Proprio per questo, vi lascio con il secondo libro che vi ho promesso, a mio parere bellissimo: si chiama 20 Lezioni d’Amore (di filosofi e poeti dall’antichità ai giorni nostri) di Armando Massarenti per Utet. Portatelo con voi, come fosse un pulsante e utile tesoro di emozioni!A ripensarci, i più grandi risultati della mia corta e inesperta vita si sono palesati quando mi stavo divertendo, non avevo piani ed ero immersa nella vita. E così, questa sera, credo di volervi augurare lo stesso miracolo.
Buona serata,CamillaZelda was a writer(ph. credits – ad eccezione delle ultime due, che sono di mia proprietà: Photo by John Pack, Hall Monitor, Inc., Courtesy of Sony Pictures Classics)
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20 pensieri su “A cosa servono gli Uomini?”	Mirella 7 luglio 2016 alle 8:12 pm	Grazie, davvero mille grazie. Avevo bisogno di queste tue parole, ti queste domande. Ti seguo sul blog, su instagram, facebook… ovunque insomma, anche se commento poco. Ma oggi, in questo periodo della mia vita, avevo proprio bisogno di queste parole, così non ho potuto non ringraziarti con tutto il cuore)
Replica ↓	Zelda was a writer Autore articolo7 luglio 2016 alle 8:18 pm	Mirella, sono io che ringrazio te!
Replica ↓	Sabrina 7 luglio 2016 alle 9:08 pm	Grazie Camilla,
i filosofi greci parlavano di “meraviglia” come approccio alla vita.
Per me meraviglia o Amore si declinano allo stesso modo.
Quello che ci hai regalato con le tue parole è proprio questo: meraviglia!
Tutto così semplicemente vero…
Ti seguo da tempo e ti ringrazio, di cuore.
Replica ↓	Zelda was a writer Autore articolo7 luglio 2016 alle 9:10 pm	Ti sorrido, Sabrina!
A questo punto, ti lascio un’altra canzone (stasera va così): https://www.youtube.com/watch?v=cbbjJantGbw
Replica ↓	Sabrina 7 luglio 2016 alle 10:50 pm	Ma che bella! Non la conoscevo…
E allora grazie ancora (sì, stasera va così)
Replica ↓	Giulia 7 luglio 2016 alle 10:03 pm	“..è ancora auspicabile predisporsi ad accettare quello che la Natura decide per noi, senza sentirsi deficitari di qualcosa, senza sentirsi vittime degli eventi?”, non sai quante volte al giorno me lo chiedo. Grazie per aver dato voce a un groviglio di punti interrogativi che mi giravano per la testa. E, a proposito di amore, c’è un’altra tua frase che mi sono scritta un po’ ovunque e che mi ripeto come un mantra: “Amo e non ho tempo da perdere in non amore”. Sarebbe una frase da indossare..! ;) <3
Replica ↓	Zelda was a writer Autore articolo8 luglio 2016 alle 10:59 am	Vedrai che l’anno prossimo ci sarà ;)
Replica ↓	Stefy Bridget 8 luglio 2016 alle 12:05 am	Questo post è bellissimo, e credo sia giusto lasciare fondamentalmente irrisolta la domanda sull’ Amore perché credo sia nella sua stessa natura essere una nostra continua ricerca, ed essere un contenitore di domande apoese qua e là che ci dicono molto, prima di tutto su noi stessi. Non so se quello che ho scritto abbia un senso – ho la testa che mi ciondola per la stanchezza – ma era per dirti che il post è veramente molto bello e profondo. Domani per me sarà una giornata molto “forte” sulla questione dell’ Amore, e posso dire che – malgrado i guai che spesso provoca – sia non solo il motore più potente, ma anche la vera missione della nostra vita. Un grosso abbraccio, bravissima!
Replica ↓	Zelda was a writer Autore articolo8 luglio 2016 alle 10:59 am	Grazie Stefy, in bocca al lupo per oggi <3
Replica ↓	Alessandra 8 luglio 2016 alle 12:56 am	Mi sono un po’ commossa :-)
Grazie, che bello questo post.
Replica ↓	Zelda was a writer Autore articolo8 luglio 2016 alle 10:58 am	Un bacio, Alessandra!
Replica ↓	Gi 8 luglio 2016 alle 8:00 am	È molto difficile trovare il limite tra quello che nella vita possiamo desiderare e quanto è lecito, o persino sano, far succedere le cose. Credo che come società spesso facciamo prevalere la seconda cosa sulla prima, senza pensare che a volte basta solo fare un passo indietro, e che se l’adesso conta – sto bene adesso, ho scelto adesso, adesso è sì al 100% – il domani non può contenere rimpianti.
Certo sono temi complicatissimi, e le aspettative altrui non fanno bene – persino se non si è single ma non si è nella relazione che gli altri vorrebbero per te. Porto un anello con su scritto “c’è un sacco di tempo”, perchè è una verità di cui spesso mi scordo. Perchè è vero: c’è un sacco di tempo.
Questo post è anche molto bello e mi ha molto fatta pensare, grazie.
Replica ↓	Zelda was a writer Autore articolo8 luglio 2016 alle 10:58 am	Amo la frase “c’è un sacco di tempo”! Penso proprio che l’appunterò nel mio taccuino dei pensieri!
GRAZIE A TE, Giulia!
Replica ↓	Alex 8 luglio 2016 alle 8:56 am	Un tema senz’altro di difficile svolgimento cara Camilla.
Anche io nella condizione di single pluriennale (e di anni ne ho qualcuno più di te!) mi domando spesso le stesse cose e giuro che non ne sono mai venuto a capo.
Non lo so cosa sia l’ansia che provo; se provenga da un condizionamento sociale oppure se si semplicemente mancanza come la leggenda che ci vorrebbe mezze mele in attesa della metà complementare (escluderei l’orologio biologico!).
In ogni caso vivo questa condizione con il timore che la mancanza di serenità mi possa portare a fare scelte sbagliate e dolorose (e questo forse è pure peggio).
Replica ↓	Zelda was a writer Autore articolo8 luglio 2016 alle 10:57 am	Non si sbaglia mai a scegliere, secondo me. Anche con il rischio di sbagliare.
Un sorriso, caro Alex e grazie per essere passato qui!
Replica ↓	mir 8 luglio 2016 alle 9:10 am	Cari, ho passato i 27.
Replica ↓	Zelda was a writer Autore articolo8 luglio 2016 alle 10:55 am	Bene, da qui inizia il bello ;)
Replica ↓	(Gaia Diana Dalia 22 luglio 2016 alle 8:45 pm	Avevo letto di questo film, e a maggior ragione dopo questa profonda condivisione (che mi tocca da vicino riguardo allo sconfinato tema “Amore”), andrò a vederlo, abbinandolo alla lettura del titolo consigliato (interessantissimo!).
Vivere in amore, questo è ciò che anche io, tempo fa, mi sono (ri)promessa.
Replica ↓	Zelda was a writer Autore articolo25 luglio 2016 alle 4:32 pm	ti abbraccio, cara Gaia!
Replica ↓	Stefania 4 agosto 2016 alle 5:32 pm	Ho visto proprio ieri sera questo film e sono molto contenta di averne letto la tua interpretazione.
Grazie Camilla e buona estate

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