Source: http://www.vincenzobrancatisano.it/articoli/scatti.htm
Timestamp: 2019-02-19 10:44:44+00:00

Document:
Scatti di orgoglio per i precari della scuola
La Corte di giustizia scredita i sindacati sulla mancata carriera
Scatti d'orgoglio per precari della scuola
Partono iniziative giudiziarie per riconoscimento dell’anzianità
L’Approfondimento. Risarcimenti e scuse ai precari della scuola
AGGIORNAMENTO-AGGIORNAMENTO-AGGIORNAMENTO-AGGIORNAMENTO-AGGIORNAMENTO
20 GIUGNO 2008 - Ci avevamo visto giusto, e questa è una delle tesi del libro di prossima uscita di Vincenzo Brancatisano, "La scuola raccontata al sindacato" (il titolo definitivo sarà poi "Una vita da supplente"): è illegale la reiterazione dei contratti a termine nella scuola e va risarcito il danno alle vittime dell'abuso. Ora arriva la sentenza di un Tribunale. Di seguito un comunicato della UIl di Milano. «La successione dei contratti a termine è illegittima nella parte in cui non viene riconosciuta la stessa retribuzione per gli assunti in ruolo. La fascia stipendiale (anzianità) va determinata con riferimento agli anni di servizio prestati con tutti i contratti a termine. Ciò anche ai fini della ricostruzione di carriera, una volta immessi in ruolo. Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Milano, con udienza del 22 maggio u.s., nella causa promossa da un associato UIL-Scuola di Milano col patrocinio degli avvocati Angelo Latino e Vincenzo Di Trani, ha pronunciato sentenza favorevole, accertata l’illegittimità dei contratti a termine per cui è causa, condannando il Ministero al risarcimento dei danni in favore della ricorrente, nella misura delle differenze retributive conseguenti al mancato computo dei periodi di servizio. Il ricorso abusivo da parte della Pubblica Amministrazione a successive reiterazioni di contratti di lavoro a tempo determinato, comporta, a parere della UIL-Scuola, che debba essere adottata una contromisura che presenti garanzie effettive ed equivalenti di tutela dei lavoratori, raggiungibili solo con la conversione del rapporto a tempo determinato in contratto di lavoro a tempo indeterminato. Stante questa prima sentenza favorevole per la parte economica, la UIL-Scuola di Milano continua a patrocinare l’azione legale dei ricorrenti anche per rivendicare la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, per i contratti a termine oltre i tre anni».
8 GIUGNO 2008 – Si stanno moltiplicando, in questi ultimi tempi, le iniziative giudiziarie volte a vedere riconosciuti gli scatti di anzianità ai precari alla luce dell’importante sentenza della Corte di Giustizia delle Comunità Europeee. La testata Vincenzobrancatisano.it ritiene che l’iniziativa sia fondata sul piano giuridico e consiglia gli interessati di intraprenderla se non altro per interrompere i termini di prescrizione. I sindacati che solo ora si sono accorti dell’ignobile e anticostituzionale sperequazione tra precari e non precari in ordine alla progressione di carriera hanno la grave responsabilità di avere consentito che i precari storici ventennali e trentennali abbiano visto perse ingenti somme di denaro visto che i diritti economici si perdono a causa dell’inerzia prolungata nel tempo. La sentenza della Corte di Giustizia non lascia dubbi circa la responsabilità dei sindacati laddove si scrive, in merito alla nozione di “ragioni oggettive” che giustificherebbero il precariato, che tale nozione «dev’essere intesa nel senso che essa non autorizza a giustificare una differenza di trattamento tra i lavoratori a tempo determinato e i lavoratori a tempo indeterminato per il fatto che quest’ultima sia prevista da una norma interna generale ed astratta, quale una legge o un contratto collettivo». Rileggiamo: “Quale una legge o un contratto collettivo”. Qualcuno potrà ricordare la norma del precedente Ccnl che stabiliva che “in nessun caso il lavoro a tempo determinato si può trasformare in lavoro a tempo indeterminato”. Una norma odiosa accettata e firmata dai sindacati che pure dicono di rappresentare i precari. La nostra testata ha più volte criticato in questi anni la norma, che peraltro riprende una norma di un decreto legislativo. Ora che il re si sente nudo e sa che in molti si sono messi a scandagliare i segreti custoditi nelle torri d’avorio (il fenomeno si verifica anche in Medicina, grazie al libero accesso online a banche dati come Medline Express), si corre ai ripari. Infatti, il nuovo testo del Ccnl ha appena ritoccato quella norma e ha scritto che “il rapporto di lavoro a tempo determinato può trasformarsi in rapporto di lavoro a tempo indeterminato per effetto di specifiche disposizioni normative”. Vedi citazione pubblicata qui sotto. Se la nuova norma contrattuale ha lo scopo di svilire l’efficacia dei ricorsi giudiziari i sindacati si sbagliano di grosso. Si gonfiano la bocca con la sentenza della Corte di Giustizia che vorrebbe mandare Emilio Fede sul satellite per far largo a Europa 7 e snobbano la Corte di Giustizia quando sottolinea la vergogna di cui sono corresponsabili. Quella norma è abusiva, il precariato scolastico ultradecennale è abusivo. I sindacati che ostacolano i ricorsi giudiaziari per l’applicazione della sentenza della Corte di Giustizia sono abusivi. In attesa del ricorso giudiziario, che ha i propri tempi, questo giornale ritiene utile ai fini dell’interruzione dei termini di prescrizione, che gli interessati chiedano intanto con una raccomandata AR (da inviare a dirigenti scolastici, Usp e ministero dell’Istruzione) il riconoscimento degli scatti di anzianità nonché il risarcimento dei danni subiti a causa dell’abuso dei contratti a termine.
«[…] Il nuovo contratto, firmato alla fine del 2007 e valido fino al 2009, recita all’art. 40 che “il rapporto di lavoro a tempo determinato può trasformarsi in rapporto di lavoro a tempo indeterminato per effetto di specifiche disposizioni normative”, edulcorando la precedente disposizione che, in questo modo, tradisce tutta la propria gravità. Se quella norma è stata eliminata vuol dire che era abusiva, come lo sono le clausole vessatorie apposte nei contratti predisposti a danno di consumatori e utenti. Ma allora perché i sindacati hanno consentito il suo mantenimento in vita per così tanto tempo? In realtà, alla base della nuova formulazione dell’art. 40 del contratto potrebbe esserci una ragione ben diversa e assai inquietante, per scoprire la quale vi rimandiamo al capitolo che questo libro dedica alle vie d’uscita dall’abuso dei contratti a termine». […] [Tratto dal libro di Vincenzo Brancatisano di prossima pubblicazione “La scuola raccontata al sindacato”. Lo sfuttamento del lavoro precario nella scuola pubblica italiana, pag. 213]
Dichiaro per correttezza l’esistenza, in questo articolo, di un conflitto d’interesse ideologico poiché rivesto la qualifica di docente oltre che di giornalista (Vincenzo Brancatisano)

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