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Timestamp: 2018-06-18 07:44:52+00:00

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S. GIUSEPPE: giugno 2012
DIRITTO: CITAZIONE NOTAIO
II Sig. ________, rappresentato e difeso nel presente procedimento dall’Avv. ________ ed elettivamente domiciliato presso il suo studio in ________, Via ________ n. ___, giusta procura speciale posta in calce al presente atto
1. - Con atto di compravendita, a rogito Notaio ________di ________del ___ il Sig. ________ nel___, rep. n. ___registrato a ________ e trascritto a ________ il ________al n. ___di Formalità, il Sig. ________ acquistava dalla ________ le porzioni immobiliari site in________, Via ________km. ________, e segnatamente: aa) appartamento facente parte dell'edificio "___" sito al piano ________ interno ___; bb) box facente parte dell'edificio "___" sito al piano________. Porzioni censite nel N.C.E.U. del Comune di________, alla partita________, foglio ___, part.lla ___ sub ___ (per 1'appartamento) e sub ___ (per il________)( doc. n. ___).
Nell'art. ___ della suddetta compravendita si dava atto, per dichiarazione della________ e per espressa menzione del Notaio, che: "Le porzioni immobiliari in contratto vengono vendute e rispettivamente acquistate con tutti gli annessi e connessi, dipendenze e pertinenze, diritti, azioni e ragioni, servitù attive e passive se esistenti e risultanti da giusto titolo, nello stato di fatto in cui oggi si trova, ben noto alla parte acquirente, cosi come si possiede e si ha diritto di possedere e godere dalla venditrice, con le più ampie garanzie da parte della medesima, circa la proprietà e la libertà da oneri, privilegi e gravami anche fiscali, iscrizioni e trascrizioni pregiudizievoli, eccezion fatta per gli obblighi assunti dal costruttore nei confronti del Comune di ________per il rilascio della concessione edilizia, per le formalità ipotecarie a garanzia di mutuo di cui appresso; e fatta altresì eccezione per le seguenti formalità: ipoteca iscritta in data ________al n. ________di formalità a favore della ________della Provincia di________, in corso di cancellazione giusta atto autenticato nelle firme dal Notaio ________di ________in data ________rep. n. ___, registrato a ________il ________(doc. n. ___);
- ipoteca iscritta in data ________al n. ___ di formalità a favore della Banca ________; - ipoteca iscritta in data ________al n. ___ di formalità a favore della Banca ________; a garanzia di mutui, i cui debiti il venditore si impegna ad estinguere a tutte sue cure e spese, obbligandosi conseguentemente a cancellare le dette ipoteche, il tutto alle condizioni previste nei relativi atti di mutuo. Il venditore presta le garanzie di legge per i casi di evizione...omissis".
2. - Ne dal venditore ne dal Notaio rogante, peraltro, si dava atto che sulle porzioni immobiliari acquistate gravava un'ulteriore ipoteca a favore della banca ________ iscritta in data ________, alla Form. n. ___, e concessa allo stesso venditore a garanzia di un precedente mutuo a rogito Notaio ________di ________ del ________, rep. n. ________e dell'atto di erogazione e quietanza in data ________, rep. n. ________ (doc. n. ___)
Ed invero, di tale ulteriore formalità pregiudizievole l’odierno esponente e venuto a conoscenza in data ___, laddove, a seguito del mancato pagamento da parte del venditore-mutuatario delle semestralità del mutuo sopra richiamato, veniva notificato ex art. 602 e ss. c.p.c. ad esso Sig. ________, in qualità di terzo proprietario, un atto di precetto intimante il pagamento al venditore mutuatario della somma complessiva di £. ________ = €________, comprensiva di saldi arretrati ed interessi di mora al ________.(doc.___)
3. - Con lettera raccomandata del ________ (doc.___)inviata al venditore ed al Notaio rogante, il Sig. ________ riferiva della notifica del sopra richiamato atto di precetto chiedendo al contempo ampie spiegazioni in merito. Quindi, con successiva lettera raccomandata del ________ inviata alla Banca mutuante e, per conoscenza all’Avv. ________, legale di quest'ultimo, l’odierno esponente, attesa l’urgenza di ottenere l’immediata disponibilità dell’immobile, formulava una proposta transattiva per conseguire l'estromissione delle porzioni immobiliari di sua proprietà dalla procedura esecutiva, e comunque, in via immediata, per evitare la trascrizione dell'imminente atto di pignoramento.
In data ___ (doc. n. ___), veniva, quindi, notificato al Sig. ________- unitamente ai proprietari delle altre unita immobiliari costruite sull’area di terreno gravata dalla sopra richiamata ipoteca - atto di pignoramento immobiliare avente specificamente ad oggetto l’appartamento con annesso giardino esclusivo Ed. ___piano ___ int.___ NCEU di ________ fgl.___ part ___ sub.___", acquistato, unitamente al ________, con 1'atto di compravendita del ___.
4. - La Banca ________., quale istituto mutuante, in accoglimento della proposta solutoria della vertenza in atto, comunicava in data ___ (doc. n. ___) al Sig. ________ delle somme necessarie al fine di estinguere la quota ideale di €___ = £. ___ di capitale originario, relative al mutuo n. ___ garantito dall’ipoteca sopra richiamata.
In data ___, l’odierno esponente, non avendo ricevuto alcuna risposta da parte del venditore, ne tanto meno dal Notaio, provvedeva, pertanto, in accordo con la Banca ________. e con l'Avv. ________, al versamento presso il citato Istituto (doc. n. ___) della somma di € ___=£. ___, quale acconto del maggior importo dovuto per 1'estinzione del mutuo gravante sul proprio appartamento ed al fine di evitare la trascrizione del gia notificato atto di pignoramento comprensivo dell'unita immobiliare di sua proprietà. Veniva, quindi, fissato nel giorno ___il termine ultimo per il versamento della residuale somma.
5. - Orbene, il Sig. ________, di quanto accaduto, informava tempestivamente, con lettere raccomandate di pari data, tanto il venditore ________ quanto il Notaio ________, senza tuttavia, anche in questa occasione, ottenere il benché minimo concreto riscontro.
Pertanto, in data ___ (doc. ___), L’odierno esponente provvedeva, come da accordi intercorsi con la Banca mutuante, al versamento a saldo dell'ulteriore somma di € ___ = £ ___, oltre a €.___ = £ ___per spese ed onorari legali, necessaria per estinzione della quota di mutuo gravante sull’appartamento di proprietà e per la cancellazione dell'ipoteca ivi gravante.
6. - In data ___ , il Sig. ________ con lettere raccomandate inviate al venditore ed al Notaio rogante (doc. ___), nel riferire di aver provveduto all'integrale estinzione del mutuo mediante il pagamento della complessiva somma di € ___ = £. ___, così come richiesto dalla Banca mutuante, e di € ___= £ ___a saldo delle spese legali, diffidava gli stessi a provvedere alla immediata restituzione in suo favore delle somme suddette.
7. - I fatti, quali riportati, dimostrano ictu oculi come la ________ ed il Notaio ________, sia pure, come si osserverà in prosieguo, per 'titoli' contrattuali diversi, siano comunque solidalmente responsabili nella produzione di tutti i danni subiti dall'odierno esponente nella fattispecie concreta.
Va preliminarmente rilevato, infatti, che la responsabilità del venditore e del Notaio rogante, pur se derivanti dall'inadempimento di due distinte ed autonome prestazioni contrattuali, sono accomunate ed unite sotto il profilo del fatto unitario del danno, quale idoneo presupposto per l’operatività della solidarietà passiva.
A) Sulla responsabilita del venditore.
La responsabilità della parte venditrice, nelle ipotesi delineate in giurisprudenza analoghe al caso de quo, viene pacificamente ricondotta nell’alveo della garanzia da evizione, ovvero quel tipo di responsabilità contrattuale diretta e conseguente alla violazione dell'impegno traslativo.
II venditore, infatti, non solo e tenuto ad osservare un comportamento conforme alle regole di correttezza e buona fede nella fase anteriore al contralto di vendita (ex art. 1337 c.c.), ma e anche titolare di una precisa posizione obbligatoria scaturente da tale contratto (ex art. 1476 n. 3 c.c.), dovendo garantire, e far acquistare al compratore, la piena proprietà e disponibilità del bene compravenduto senza che vizi esistenti e non dichiarati all'atto della vendita, ne possano in alcun modo diminuire in maniera apprezzabile il completo esercizio delle facoltà annesse al diritto trasferito.
Orbene, è di palmare evidenza, nel caso di specie, che l’inadempimento agli obblighi contrattuali assunti dalla parte venditrice nei confronti dell’odierno esponente, si sia concretizzato:
a) nell'aver taciuto dolosamente dell'esistenza di un ulteriore formalità ipotecaria gravante sull'immobile acquistato (cfr. art. ___ del contratto di compravendita);
b) nell’essersi a sua volta resa inadempiente al contratto di mutuo stipulate, antecedentemente la vendita, con la Banca mutuante ________ .
Ed e proprio nel rapporto casualmente ricollegabile tra la condotta omissiva (sub a) e commissiva (sub b) del venditore e "l’evento danno" causato, in primis, dall’instaurarsi della procedura esecutiva ex artt.602 e ss. c.p.c., ed, in secundis, dalla necessaria purgazione del bene dall’ipoteca, che si fonda la responsabilità del ________.
Appare evidente, dunque, che solo il preciso obbligo assunto dal venditore di procedere all'estinzione dei mutui, con la correlativa cancellazione delle formalità insistenti sul bene acquistato - ed espressamente menzionate nel citato art. ___ del contratto di compravendita -, è stato determinante per il consenso della parte acquirente, la quale se avesse conosciuto l’esistenza dell'ulteriore formalità, non avrebbe senza dubbio proceduto all'acquisto nei termini contrattualmente pattuiti, o, per lo meno, avrebbe richiesto di addivenire alla stipula del rogito solo dietro assunzione di analogo obbligo, da parte del venditore, per l’ulteriore formalità che, invece, giova ripeterlo, non e stata affatto menzionata.
Pertanto, alla luce dei principi di buona fede contrattuale, deve ritenersi che la falsa rappresentazione della realtà ingenerata nella parte acquirente, assume nella fattispecie un carattere essenziale e determinante.
Non vi e chi non veda come l'odierno esponente sia stato indotto a stipulare l’atto di compravendita citato, proprio in virtù delle mendaci dichiarazioni rilasciate dal rappresentante legale della parte venditrice, sia nella fase preparatoria delle trattative che in quella attuativa del contratto stesso.
Da tale comportamento - che ha determinato il Sig. ________ alla stipula del rogito notarile e che si appalesa gia di per se censurabile e sufficiente a far ritenere la sussistenza in capo alla parte venditrice di ogni responsabilità derivante dal contralto stesso – è derivata la diretta produzione del danno al Sig. ________, atteso che lo stesso si e visto notificare:
- in data ___, atto di precetto ex art. 602. c.p.c. dalla ________ intimante il pagamento della somma di € ___ = £. ___, a causa del mancato pagamento, da parte della parte venditrice (mutuataria), delle semestralità di mutuo gravanti e relative all'ipoteca iscritta sull’ immobile di proprietà del Sig. ________ (ipoteca, giova ribadire, né menzionata né dichiarata nell’art. ___ del più volte citato atto di compravendita);
- in data ___, il conseguente atto di pignoramento immobiliare.
Orbene, a seguito delle trattative intercorse tra 1'istituto mutuante e la parte acquirente, appare evidente come si e reso necessario procedere all'immediato pagamento di quanto richiesto dall’istituto bancario, al fine di evitare, in via immediata la trascrizione del pignoramento presso la Conservatoria dei RR.II. di ________, e comunque la produzione del maggior danno derivante dall'eventuale assoggettamento di tutto 1'appartamento alla procedura esecutiva in atto, e ciò, per un duplice ordine di motivi.
In primo luogo il mutuo concesso dal citato Istituto mutuante alla parte venditrice, e la relativa ipoteca iscritta a garanzia, non sono stati (e non lo sono tutt’ora) frazionati.
L'ipoteca, infatti, e stata concessa a garanzia del mutuo suddetto, su un terreno edificabile sul quale poi e' stato successivamente edificato un complesso edilizio ove e' compresa anche 1'unita immobiliare acquistata dal Sig. ________ (a conferma del mancato frazionamento dell'ipoteca, sovviene 1'atto di precetto ed il successivo atto di pignoramento, dai quali emerge, con chiarezza, come l’ingiunzione sia stata intimata al Sig. ________, ex art. 602 e ss. c.p.c., per il pagamento dell'intero mutuo per un importo, quindi, di complessive € ___ = £. ___, relative a semestralità scadute ed interessi di mora maturati).
In secondo luogo ed in conformità del disposto normativo di cui all'art. 1227 c.c., il Sig. ________ ha legittimamente provveduto all'immediato pagamento di quanto resosi necessario per provvedere all’estinzione della procedura esecutiva, nonché alla cancellazione della richiamata ipoteca, previa estinzione della quota ideale di mutuo gravante sull’appartamento di sua proprietà, pari a € ___ = £ ___.
Si osserva che con tale comportamento, quindi, il Sig. ________, non solo ha impedito il prodursi di un ulteriore danno derivante dall'instauranda procedura esecutiva, evitando in tal modo di incorrere in quanto disposto dall'art. 1227 c.c., ma ha anche ottemperato ai principi di correttezza in ossequio al disposto normativo di cui all'art. 1175 c.c. (cfr., tra tante, App. Milano 6.12.1966, in Arch. Resp. Civ. 1967, 1039, ove si é ritenuto che, qualora l’acquirente paghi il residuo credito alla Banca mutuante evitando così le spese dell'instauranda procedura esecutiva, "abbia uniformato la propria condotta a quel generate obbligo di cooperazione del creditore danneggiato di non aggravare le conseguenze pregiudizievoli dell'altrui inadempimento. Tale obbligo si inquadra nel comportamento del creditore secondo le regole di correttezza (art. 1175 c.c.), discende dalla regola contenuta nell'art. 1227 comma I c.c., secondo cui il creditore deve contenere i danni nei limiti che rappresentino una diretta conseguenza dell'inadempimento del debitore".
Infine, non si può non sottacere come la parte venditrice sollecitata più volte a tenere indenne il Sig. ________ da quanto allo stesso richiesto dall'Istituto bancario, ha inteso sottrarsi sino ad oggi, come gia in sede di stipula dell’atto di compravendita del ___, ai propri obblighi contrattuali.
B) Sulla responsabilità del Notaio rogante.
Quanto alla responsabilità del Notaio rogante, corre 1'obbligo di mettere in evidenza, preliminarmente, come il Notaio ________, sia stato incaricato dal Sig. ________, proprio in considerazione della peculiare fiducia riposta in tale professionista, con il quale, peraltro, nel passato aveva già intrattenuto rapporti professionali. Ed e proprio in tale professionista, che il Sig. ________ riponeva ulteriormente la fiducia, nella preparazione dell'atto pubblico di compravendita con la citata parte venditrice.
Orbene, giova ricordare come la fonte dell'obbligo del Notaio di procedere a tutti i necessari accertamenti ipotecari e catastali, viene pacificamente individuata nel combinato disposto di cui agli artt. 1176 c.c. e 47 Legge Notarile.
II Notaio, infatti, anche in difetto di espresso mandato conferito dal cliente, nella preparazione e nella stesura di un atto pubblico di trasferimento immobiliare, deve predisporre ed impiegare tutti i mezzi a sua disposizione in vista del risultato voluto dalle parti.
Viene, dunque, in evidenza, che, in materia di trasferimenti immobiliari, al Notaio sono imposte, per l’obbligo derivante dall’incarico professionale, tutte quelle attività preparatorie (e successive) tra le quali, primariamente, vi rientrano quelle volte ad accertare la concreta libertà del bene trasferito da gravami di qualsiasi natura, onde consentire, per 1'appunto, il raggiungimento dello scopo voluto dalle parti e, segnatamente, della parte acquirente che ha il preminente e legittimo interesse a conseguire un 'pieno' godimento del bene acquistato.
L'inadempimento della prestazione professionale e del dovere di diligenza, determina in capo al notaio, di conseguenza, una forma di responsabilità contrattuale nei confronti della parte che risente direttamente del danno casualmente collegato a tale inadempienza. Infatti, se il notaio avesse debitamente eseguito le prescritte visure ipotecarie ed evidenziato lo 'status' del bene oggetto della compravendita, la parte acquirente non avrebbe acquistato, oppure avrebbe acquistato, ma a condizioni diverse.
La conferma delle suesposte considerazioni deriva, in via diretta ed immediata, proprio dall’analisi del citato articolo ___ dell'atto di compravendita rogato dal Notaio ________ e meglio sopra riportato.
E' di palese evidenza, infatti, che le dichiarazioni di parte venditrice in ordine all'immobile libero da gravami di qualsiasi natura, devono trovare riscontro nelle visure ipotecarie effettuate dal notaio rogante, risultando altrimenti frustrato il dovere nascente dal contratto di opera intellettuale richiesto al notaio stesso. Orbene nel caso in esame, a fronte della menzione delle tre formalità gravanti (n. ­­­____ del ­­­____, in corso di cancellazione, n. ­­­____ del ­­­____ e n. ­­­____ del ­­­____) la responsabilità del notaio si ravvisa proprio nel non aver menzionato la ulteriore formalità gravante sull’appartamento acquistato dalla parte acquirente (e segnatamente la form. n. ­­­____ del ­­­____ oggetto della procedura esecutiva promossa dalla Banca ________).
In ragione di ciò, delle due 1'una.
a. 0 il notaio ha omesso di eseguire le visure ipotecarie che costituiscono il presupposto necessario al fine di addivenire ad una corretta stipula, oppure il notaio, avendo effettuato le prescritte e necessarie visure, non ha poi riportato tutte le formalità pregiudizievoli riscontrate, determinando in tal modo la convinzione nel Sig. ________ , che 1'immobile era libero da qualsiasi trascrizione o iscrizione pregiudizievole, ad eccezione di quelle indicate nell’art. ___ del citato atto di compravendita, che la parte venditrice si impegnava a cancellare a propria cura e spese.
Ipotesi, quest'ultima, che sembrerebbe più probabile nel caso di specie, atteso che, della sussistenza delle tre formalità insistenti, se n’è data comunque espressa menzione, come emerge dalla lettura del sopra riportato articolo ___.
Consegue da tali considerazioni, che vi sia stato un comportamento per lo meno colposo del notaio, non volendo configurare in tal modo ben più gravi responsabilità, atteso che lo stesso non ha adottato quella particolare diligenza che si richiede ad un professionista, nel caso, anche in veste di pubblico ufficiale, omettendo di acquisire tutte quelle conoscenze che, per la sua funzione, costituiscono presupposti inderogabili al corretto svolgimento non solo del mandato ricevuto ma anche della funzione della quale egli è investito, cagionando in tal modo l’evento dannoso prodotto nei confronti del Sig. ________ (cfr. in tal senso, Cass. n. 4847/78).
Infine, non si può non evidenziare, come il grado di diligenza richiesto al Notaio ________, nel caso di specie, doveva essere ben maggiore solo se si considera la natura del fatto (a titolo oneroso ed avente ad oggetto beni che, per loro natura o valore, hanno maggiori probabilità di essere gravati da formalità pregiudizievoli);
b. il rischio obiettivamente insito nel fatto stesso (e, segnatamente, la posizione ipotecaria del venditore qualora la visura ipotecaria abbia già evidenziato la presenza di formalità pregiudizievoli tali da indurre ad una maggiore cautela rispetto a quel venditore, dimostratosi già persona poco affidabile (cfr. per tutte Cass. 29.8.1987 n. 7127 in Giur. It. 1988/1/1, c.1388);
c. la qualità dei richiedenti il rogito (ovvero la qualità professionale della parte venditrice la quale, come nel caso de quo, svolga attività imprenditoriale nel campo edilizio, suscettibile di esposizioni debitorie di varia natura (cfr. Appello Milano 29.4.1977 n. 869 Arch. civ. 1977, pag. 1028 e Cass. 24.3.1976 n. 1039, riportata in Angeloni La responsabilità civile del Notaio, cit., pag. 315) ricorre costantemente al credito bancario, circostanze queste, concrete ed obiettive e, peraltro, 'tipizzate' dalla costante giurisprudenza di legittimità e di merito, quali indici di sicura rilevanza in funzione dei quali va individuata la valutazione del comportamento del Notaio per determinare una sua responsabilità.
C) Sulla responsabilità solidale.
Le suesposte considerazioni in ordine alle delineate responsabilità della parte venditrice e del notaio, devono essere ora unitariamente considerate alla luce dei principi giuridici in tema di solidarietà acquisiti dalla dottrina e dalla giurisprudenza.
Come sopra dimostrato, le obbligazioni del venditore e del notaio derivano ciascuna da un titolo distinto che si specifica per 1'uno nel contratto di vendita per 1'altra nel contratto di opera intellettuale.
La dottrina e giurisprudenza unanimi (cfr., per tutte, Cass. 5.1.1976, n. 1, in Foro It., 1976,1, 44), individuano una nozione unitaria di solidarietà quale strumento di attuazione sia di un obbligazione soggettivamente complessa e sia come vincolo fra più obbligazioni distinte.
II problema in materia di responsabilità contrattuale, involve, pertanto, il caso di inadempimento di contratti diversi che abbia provocato un medesimo danno nei confronti della stessa persona. Solo così, infatti, viene rispettato il principio cardine dell'obbligazione solidale, ovvero la sussistenza della 'eadem causa obligandi' e della 'eadem res debita', cioè, nel caso de quo, la unicità dell'evento dannoso e 1'unicità del danno risarcibile.
II fondamento dell'applicazione alla fattispecie concreta di siffatti chiari principi di diritto, si rinviene proprio dall'esame concreto ed obiettivo dei fatti dai quali emerge, ictu oculi, tanto l'unicità dell'evento dannoso quanto del danno risarcibile a seguito dell'inadempimento della parte venditrice e del Notaio rogante.
8 - Acclarata, pertanto la responsabilità degli odierni convenuti - seppur con condotte illecite diverse - nella causazione del danno subito dal Sig. ________, consistito, giova ripetere, nella necessaria ed improcrastinabile purgazione dell'ipoteca gravante sul proprio appartamento, consegue a favore di quest'ultimo il risarcimento integrale di quanto dovuto pari a L.___, = € ___ nonché degli esborsi pari. a L. ___, = € ___ per le spese di assistenza legale operata dal sottoscritto procuratore ad litem, oltre agli interessi maturati per Legge ed il maggior danno conseguente ex art. 1224 c.c.
Per gli esposti motivi, il Sig. ________, come in epigrafe rappresentato e difeso, impregiudicato ogni altro diritto, ragione ed azione
la ________., in persona del legale rappresentante pro-tempore, con sede in ________, Via ________, n. ___;
il Notaio Dott. ________, domiciliato in ________ Via________, n. ___; a voler comparire innanzi al Tribunale ordinario di ________, sezione e Giudice designandi, all'udienza del ________ore di rito, con invito a costituirsi almeno venti giorni prima delta udienza e con 1'avvertimento che la costituzione oltre il suddetto termine implicherà le decadenze di cui all'art. 167 c.p.c., e che comunque, in difetto di costituzione, si procederà in loro contumacia, per ivi sentir accogliere le seguenti:
"Piaccia al Tribunale Ill.mo, ogni contraria istanza, eccezione e deduzione disattesa, e previ i necessari accertamenti e declaratorie: A) accertare e dichiarare, per le causali di cui in narrativa, 1'inadempimento degli odierni convenuti alle obbligazioni rispettivamente assunte nel contratto di vendita del ___ - a rogito Notaio Dott. ________, rep. ___ per quanto concerne la ________, e nel contratto di opera intellettuale, per quanto riguarda il Notaio rogante ________; B) accertare e dichiarare la conseguente responsabilità degli odierni convenuti; C) condannare, in via solidale, gli odierni convenuti al risarcimento dei danni in favore del Sig. ________, nella misura che sin d'ora si quantifica in complessive €___ = £ ___, oltre interessi legali e maggior danno ex art. 1224 c.c.; D) in ogni caso con vittoria di spese, competenze ed onorari di giudizio e con salvezza di ogni altro diritto, ragione ed azione".
Con riserva di ogni altra deduzione istruttoria, nel termine che il Giudice vorrà concedere, all'esito della costituzione avversaria, unitamente all'originale notificato del presente atto di citazione, verranno prodotti in giudizio mediante deposito i seguenti documenti in copia: 1) Copia del contratto di compravendita del ___; 2) Copia dell’atto di precetto; 3) Copia della lettera racc. del ___; 4) Copia della lettera racc. del___; 5) Copia dell’atto di pignoramento; 6) Copia della lettera racc. del ___; 7) Copia della ricevuta di versamento del ___; 8) Copia della lettera del___ e degli assegni nn. ___ per Lit. ___ = € ___ e ___ -___ per Lit. ___ = € ___ ; 9) Copia lettera racc. del ___ .
Delego a rappresentarmi e difendermi nel presente giudizio l’Avv. ________, cui conferisco ogni potere e facoltà di legge. Eleggo domicilio presso il suo Studio legale in ________, Via ________ n. ___
V. per autentica
Si notifichi a :
1) ________, in persona del legale rappresentante pro-tempore, con sede in ________ Via ________, n. ___, cap. ;
2) Notaio Dott. ________, domiciliato in ________ Via ________, n. ___, cap. .
Pubblicato da Pino Sagittario a 07:47 Nessun commento: Link a questo post
Esistono nella affermazioni della Bibbia alcune contraddizioni, come ad esempio quella di Gen 7,2-3 e quella di Gen 7,8-9.
Nella prima si afferma che di ogni animale Noè ne avrebbe dovuti prendere sette paia da mettere nell’arca, nella seconda invece non si parla più di sette paia.
Secondo Gen 4,26 l’umanità fin dall’origini invoca JHWH, mentre secondo Es 3,13 questo nome è manifestato a Israele solo con la vocazione di Mosè.
Nei racconti delle piaghe ci sono versetti in cui si afferma che JHWH permette che il cuore del faraone si indurisca (Es 7,3), accanto ad altri passi in cui si dice che il Faraone indurisce il proprio cuore (Es 8,11).
Allo stesso modo si possono rilevare vari doppioni: Due racconti della creazione (Gn 1,1-2,3; Gn 2,4-3,24);
Due racconti dell’alleanza tra Dio e Abramo (Gn 15; Gn 17);
Due racconti dell’espulsione di Agar (Gn 16; Gn 21,9);
Due racconti della vocazione di Mosè (Es 3; Es 6,2-8);
Due versioni del Decalogo (Es 20; Dt 5)Ci sono nella Bibbia, testi molto antichi vicino a testi quasi contemporanei all’ultimo autore che pose insieme i testi.
“Dio non concepì a tavolino uno schema astratto, ma si coinvolse concretamente con gli uomini.
Per mezzo di loro Dio parlò a noi – e non nonostante loro.”
Nel caso del diluvio universale, non si voleva analizzare ciò che era realmente accaduto ma far vedere come Dio non si prende cura soltanto degli uomini ma di tutta la creazione.
Espressero queste idee con il modo di pensare dell’epoca.
Secondo Wellhausen il Pentateuco (I primi 5 libri dell’Antico Testamento) è il risultato della fusione di quattro documenti:
il documento jahwista, così chiamato per la preferenza in esso accordata al nome divino JHWH, il documento elogista, nel quale ricorre invece la preferenza per il nome Elohim, il deuteronomio primitivo e il documento sacerdotale.
Pubblicato da Pino Sagittario a 11:23 Nessun commento: Link a questo post
Le ondate più importanti di migrazioni nell’età precristiana sono:
1) dopo il 3000 l’ondata accado-egiziana, che portò i semiti in Babilonia e in Egitto
2) fra il 2500 e il 2300 l’ondata antico-amorita che creò le premesse per il regno di Akkad
3) fra il 2100 e il 1700 l’ondata Cananea con lo sviluppo di una propria cultura e religione
4) tra il 1400 e il 900 l’ondata aramea. Resti linguistici nell’ebraico indicano che essi in origine parlavano l’aramaico e che solo in Palestina adottarono l’ebraico. Anche antiche tradizioni mettono in rapporto Israele con gli Arami (Deut. 26,5).
Gli israeliti credono di discendere dagli Aramei; ma non è sicura la loro origine Aramea.
La tradizione infatti dice che gli Israeliti sono imparentati con numerose stirpi arabe, compresa quella di Madian (Gen. 25,I-5. I2-I8).
E la schiera uscita dall’Egitto non era forse di origine Aramea, e anche se lo fosse stata, comunque raccolse dopo tra le proprie file, altri elementi.
All’inizio di Israele non c’è quindi un gruppo etnicamente omogeneo anche se in maggioranza arameo.
Gli israeliti prima di diventare sedentari, erano dei nomadi che si fermavano solo temporaneamente nel territorio di uno stato.
Erano nomadi con bestiame minuto (pecore, capre ecc..), che vivevano in territori semideserti.
Esattamente non erano nomadi ma seminomadi, infatti coltivavano anche la terra, tuttavia questo avveniva in via secondaria infatti i Patriarchi sono prevalentemente descritti appunto come proprietari di bestiame minuto, che sono interessati al diritto sui pozzi e che uniscono all’allevamento del bestiame una primitiva agricoltura.
Visto che erano proprietari di bestiame minuto, a differenza dei nomadi con i cammelli, non potevano pretendere dai loro animali che coprissero grandi distanze su territori desertici, quindi non passavano da oasi a oasi, ma giravano prevalentemente nella steppa attorno alla terra coltivata e abitata.
I patriarchi non sono figure leggendarie, sono persone storiche anche se diverse da come appaiono nella Genesi.
L’esistenza storica dei patriarchi non può più essere messa in discussione:
gli studiosi usano il termine saga per i racconti dei patriarchi, però ha un significato totalmente diverso”quei racconti, prima di essere messi per iscritto, sono stati per secoli e secoli tramandati oralmente di generazione in generazione”.
La tradizione così conosce Abramo, Isacco e Giacobbe mentre la fiaba di Giuseppe probabilmente non ha una realtà storica, ma è un rifacimento di un racconto egiziano.
Pubblicato da Pino Sagittario a 08:05 Nessun commento: Link a questo post
GENEALOGIA DELLE PERSONE
LE PERSONE in modo GENEALOGICO
Nel mondo antico il modo per situare le persone nel tempo è quello genealogico soprattutto.
Tuttavia la successione padre-figlio, non indica sempre necessariamente una continuità biologica.
Infatti la genealogia è il mezzo ideale per trasmettere nel tempo un legame esistente o crearlo.
Per quanto riguarda i Patriarchi, oggi si ritiene che la struttura genealogica sia stata imposta dal narratore.
Gli itinerari consentono di situare ogni gruppo in uno spazio determinato:
il ciclo di Isacco si sviluppa intorno a Beersheba;
quello di Abramo a Hebron-Mambre;
quello di Giacobbe probabilmente a Betel, mentre i testi relativi a Israele ruotano intorno a Sichem.
Queste situazioni geografiche che si presentano, esigono la distinzione delle tradizioni patriarcali.
“Abramo errava ai margini di Canaan.
Veramente fertili erano quasi solamente le pianure della costa.
Assieme alla fertile valle del Nilo e alle valli dell’Eufrate e del Tigri esse costituivano una fascia di territorio fertile, la Fertile Mezzaluna.
I fondatori delle città non furono attratti solamente dalle fertili pianure costiere, ma anche dalle numerose alture, perché le si poteva fortificare. Diversi popoli avevano costruito citta-stato.”
A nord e a nord-ovest, a sud e a est c’erano grandi potenze che circondavano questo territorio e miravano a conquistarlo.
A sud e a sud-ovest c’era l’Egitto, la sapienza degli egiziani era celebre, in Egitto si era scoperta la scrittura geroglifica, erano state costruite da molto tempo le piramidi di Giza, anche se il territorio coltivato era delimitato in pratica alle rive del Nilo.
A nord, nord-ovest c’erano invece gli ittiti, in quell’epoca si trovavano ovunque in Canaan usanze ittite.
L’Egitto in seguito contribuì insieme ai popoli marinari e alle altre potenze che andavano consolidandosi nella Mesopotamia al crollo del regno ittita. Ma in questo modo si ruppero gli equilibri.
Non vi era più alcuna limitazione alla penetrazione di truppe dalla Mesopotamia.
Nel Golfo Persico si trovavano altre due potenze in lotta tra di loro: quella babilonese e quella assira.
Babilonia era una grande potenza, usava la scrittura cuneiforme, aveva grandi edifici cultuali: le torri del tempio.
Nella Bibbia non si fa riferimento a questi problemi politici e militari, ma d’altronde questi dovevano interessare poco Abramo e inoltre all’epoca non c’era una grande comunicazione, non c’erano i mass-media, ci si occupava più che altro del proprio gruppo.
Pubblicato da Pino Sagittario a 08:12 Nessun commento: Link a questo post
VITA NOMADE E PECULIARITA' RELIGIOSE
LA VITA NOMADE E
LE PECULIARITA' RELIGIOSE
La vita nomade porta a determinati modi di comportarsi e a peculiarità religiose. Due fondamentali norme di vita sono:
la larga ospitalità
il perseguimento del proprio giudizio facendosi giustizia da sé.
Le donne erano considerate proprietà economica: servi e donne erano forza lavoro a buon mercato.
La sopravvivenza della famiglia era garantita dai figli maschi, le femmine di solito non possedevano diritti sull’eredità.
Con il matrimonio la giovane passava al gruppo familiare del marito, quindi perdeva il proprio.
Spesso l’influsso di una donna era legato al numero dei figli che aveva generato.
Il figlio primogenito otteneva in genere la successione e diveniva il sovrano assoluto anche sui fratelli minori, i figli e le mogli.
Ci sono stati comportamenti primitivi che si sono mantenuti nell’epoca successiva, e altri che invece sono scomparsi.
Il patrimonio primitivo include elementi importanti come la circoncisione.
Questa usanza si trova presso gli Ammoniti, Moabiti e gli Edomiti.
In origine questa aveva un significato forse di raggiunta virilità, o persino di consacrazione per il matrimonio.
Ma già dalla circoncisione del figlio di Mosè sembra valere per i bambini: “Mentre si trovava in viaggio, nel luogo dove pernottava, il Signore gli venne contro e cercò di farlo morire.
Allora si ritirò da lui. Essa aveva detto sposo di sangue a causa della circoncisione”.
E’ primitivo anche il termine “tabù”, “che ha un presupposto religioso e la cui trasmissione provoca determinate sanzioni;
anche le cose sacre sono tabù quando sono considerate intoccabili da ciò che è profano la sfera sessuale è circondata di tabù: coito, polluzione, mestruazione e flussi anormali (di pus) nella zona degli organi genitali rendono tabù la persona, ordinariamente fino alla sera del giorno in corso.”
Sono primitive anche le usanze magiche: probabilmente sono primitive l’uso magico dell’abbigliamento o del bastone (Mosè, Elia, Eliseo), la credenza nel malocchio e il potere magico della mano
“Nàaman si sdegnò e se ne andò protestando: «Ecco, io pensavo: Certo, verrà fuori, si fermerà, invocherà il nome del Signore suo Dio, toccando con la mano la parte malata e sparirà la lebbra”.
Più importante di tutti è però la benedizione o la maledizione.
Ad esempio la benedizione di Giuseppe e i fratelli (Gn 48,15) e quella di Giacobbe (Gn 27,27).
Pubblicato da Pino Sagittario a 06:26 Nessun commento: Link a questo post
L’opinione che la religione dei primi Israeliti sia stata una specie di animismo e di politeismo non è più sostenibile.
L’elemento magico ha avuto un’importanza notevole ma vi è pure la credenza in un dio personale.
Le fonti parlano spesso del Dio di mio padre, “le formule della Genesi indicano dunque un solo dio senza nome, oppure non chiamato per nome, che i membri del clan adorano in base alla decisione di un antenato”(Gen 31,5.29; 43,23; 49,25; 50,17).
Le fonti a volte specificano anche i nomi dei padri: il Dio di Abramo (“Il Dio di Abramo e il Dio di Nacor siano giudici tra di noi”), Il Dio di tuo padre Abramo (Gen. 26,24; 28,13; 32,10), il Dio di Isacco (Gen. 28,13), il Dio di mio / suo padre Isacco (Gen. 32,10; 46,1) il Dio di Nacor (Gen. 31,53) e inoltre c’è la formula collettiva: Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe (“E disse: «Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe»”).
Troviamo il termine El come un termine per Dio o come nome del Dio supremo.
Infatti può trattarsi semplicemente di un nome divino, espressione di una religione nomade di El, oppure del nome della suprema divinità Cananea.
Nell’epoca israelitica primitiva ogni clan adorava un proprio dio, come risulta anche dalla tradizione che dice che i padri hanno adorato altri dei (Gen. 35,1-7).
C’è un rapporto personale tra il fondatore del culto e la divinità; il fondatore del culto probabilmente era anche il fondatore o capo del clan.
La divinità era considerata come il vero capo del clan, e i suoi membri potevano designarla come padre, fratello e si sentivano suoi figli, fratelli, parenti.
Il culto originariamente era molto semplice, probabilmente c’erano sacrifici di animali, offerti di solito dai capi dei clan.
E’ improbabile che ci si servisse di altari, non si trovano neanche presso gli altri popoli semitici nomadi e sono una caratteristica dei santuari stabili.
Gressmann sviluppò una teoria secondo cui quelli che sono stati intesi come attributi di Dio, in realtà sono diversi Dei.
Così fa un primo esempio con Gn 14,18 Melkisedek benedice “Abramo dal Dio Altissimo creatore del cielo e della terra”, e fa notare che l’espressione “Dio Altissimo” può essere anche intesa come “il dio più alto di tutti” (El Elijon).
Quello che viene inteso come un attributo divino, in realtà potrebbe quindi essere il nome specifico di un dio.
Lo stesso discorso si può fare con Gn 17,1 dove si dice che apparve ad Abramo JHWH e gli disse “Io sono il Dio Onnipotente”.
Il testo ebraico consente anche quest’altra traduzione: “Io sono il Dio che si chiama Onnipotente” (El Shaddaj), questo significherebbe che il testo testimonia un’altra divinità accanto a quella di El Eljon.
Un altro esempio è quello di Gn 21,22-34 dove Abramo invoca il nome del Signore, Dio eterno.
Anche in questo caso potrebbe essere inteso come un’altra divinità El Olam (Il dio Eternità). Con questo sistema i patriarchi avrebbero venerato molti dei: Eljon, Shaddaj, Olam, Betel, Roj, Berit. I patriarchi quindi sarebbero stati adoratori non di un unico Dio ma di più Elim.
A sostegno c’è anche il fatto che i nomi di queste divinità sono legati a località specifiche, così ad esempio El Betel è adorato nel luogo omonimo. Lo sviluppo della scienza ha però mostrato l’inesattezza di questa teoria.
Un’altra teoria è quella di Alt che riprende da Gressmann la teoria che i patriarchi erano adoratori di più dei, ma dice che, ogni patriarca aveva il proprio Dio, e così c’è il dio di Abramo, il dio di Isacco e il dio di Giacobbe.
A conferma usa Es 3,6 dove JHWH si presenta così: “Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”.
Questa frase era stata comunemente intesa come espressione della famigliarità con Dio dei vari patriarchi, ora invece Alt la intende come se la divinità non venisse chiamata con il proprio nome ma in base al legame stabilito con l’antenato del proprio clan.
Non esisteva quindi un'unica divinità del padre, ogni clan venerava il dio del proprio antenato. L’interpretazione di queste denominazioni come titoli di JHWH, sarebbe quindi una reinterpretazione fatta in un epoca successiva.
Pubblicato da Pino Sagittario a 08:45 Nessun commento: Link a questo post
CITAZIONE CONTRAFFAZIONE ASSEGNO
DIVERSA RELIGIONE TRA NOMADI E SEDENTARI
TRIBU' D'ISRAELE
IL NOME DI JAHVE'
LA FORMAZIONE D'ISRAELE
DIRITTO: SFRATTO X MOROSITA'
FESTA S. CUORE DI GESU'
DIRITTO NOMADE E CANANEO
ISRAELE- FASE MEDIOMONARCHICA
DIRITTO: APPELLO CONTRO COEFFICIENTE CATASTALE
LA MONARCHIA D'ISRAELE
VARI TIPI DI PROFETI
DIRITTO: MEMORIA RISOLUZIONE LOCAZIONE
I PROFETI AMOS E OSEA

References: art. 602
 art. 1337
 art. 1476
 art. 602
 art. 602
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 1224
 art. 1224