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Timestamp: 2019-10-17 13:14:47+00:00

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Contratti - Studio Legale Ripoli Matera
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Area di competenza Contratti
Categoria Contratti
E x art. 1321 c.c., “il contratto è l’accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere fra loro un rapporto giuridico patrimoniale”; il successivo art. 1325 c.c. definisce quali sono i requisiti necessari del contratto ovvero, l’accordo fra le parti, la causa, l’oggetto e la forma, quando risulta che è prescritta per legge sotto pena di nullità; il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell’accettazione dell’altra parte (art. 1326 c.c.), la causa è illecita quando quando è contraria a norme imperative, all’ordine pubblico o al buon costume (art. 1343 c.c.), l’oggetto del contratto deve essere possibile, lecito, determinato o determinabile (art. 1346 c.c.) mentre l’art. 1350 c.c. determinano quali sono gli accordi che vanno necessariamente sanciti per iscritto a pena di nullità.
Quanto all’interpretazione del contratto il Codice di riferimento ne fa menzione agli artt. 1362-1371 c.c: mentre gli articoli 1362-1365 c.c. contemplano i criteri di interpretazione soggettiva, perché diretti alla ricerca della comune intenzione delle parti, gli articoli 1366-1370 c.c. dettano i criteri di interpretazione oggettiva, che invece si rifanno alla clausola generale di buona fede o ad altri criteri che esulano dalla comune volontà delle parti.
A rtt. 1321 e ss. c.c. (il Contratto, disciplina); art. 1470 e ss. c.c. (Vendita, disciplina); artt. 1552-1555 c.c. (Permuta, disciplina); art. 1803-1812 c.c. (Comodato, disciplina); art. 1571 e ss. c.c. (Locazione, disciplina); art. 1655-1677 c.c. (Appalto, disciplina); art. 1322 c.c. (Franchising, disciplina).
Nozioni Generali: “Il contratto ha forza di legge fra le parti. Non può essere sciolto che per mutuo consenso o per cause ammesse dalla legge. Il contratto non produce effetti rispetto ai terzi che nei casi previsti dalla legge” (art. 1372 c.c.); si introducono quindi i concetti di nullità ed annullabilità del contratto rammentandosi che la prima, che attiene a vizi genetici dell’accordo e non è sanabile né convalidabile, determina il venir meno di tutti gli effetti prodotti dall’accordo, come se lo stesso non fosse mai esistito, mentre la seconda attiene a vizi di minore gravità sicchè il contratto è comunque idoneo a spiegare i propri effetti ma questi possono venire meno se viene esperita, con successo, l’azione di annullamento. “Il contratto è nullo quando è contrario a norme imperative, salvo che la legge disponga diversamente. Producono nullità del contratto la mancanza di uno dei requisiti indicati dall’articolo 1325, l’illiceità della causa, l’illiceità dei motivi nel caso indicato dall’articolo 1345 e la mancanza nell’oggetto dei requisiti stabiliti dall’articolo 1346. Il contratto è altresì nullo negli altri casi stabiliti dalla legge” (art. 1418); gli artt. 1447-1452 c.c. si occupano invece della rescissione contrattuale, istituto che tende a far venire meno gli effetti del contratto ancorchè si versi in una delle ipotesi espressamente previste dalla legge; diverso è invece l’istituto della risoluzione (artt. 1453-1469 c.c.) allorchè, quale teorema generale, il Codice prevede che “Nei contratti con prestazioni corrispettive, quando uno dei contraenti non adempie le sue obbligazioni, l’altro può a sua scelta chiedere l’adempimento o la risoluzione del contratto, salvo, in ogni caso, il risarcimento del danno. La risoluzione può essere domandata anche quando il giudizio è stato promosso per ottenere l’adempimento; ma non può più chiedersi l’adempimento quando è stata domandata la risoluzione. Dalla data della domanda di risoluzione l’inadempiente non può più adempiere la propria obbligazione”.

References: art. 1321
 art. 1325
 art. 1470
 art. 1803
 art. 1571
 art. 1655
 art. 1322