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Timestamp: 2017-01-22 18:32:20+00:00

Document:
Risoluzione Agenzia Entrate n. 39 del 16.03.2004
Istanza di interpello IVA-Prestazioni educative, didattiche e complementari
rese presso asili nido comunali. Prestazioni socio-assistenziali, infermieristiche e riabilitative rese presso case di riposo. Comune di
Con l'istanza di interpello concernente l'esatta applicazione del
Il Comune di ..... mette a disposizione dell'utenza case di riposo per
anziani ed asili nido. La gestione delle menzionate strutture è articolata come segue: - gestione diretta con impiego esclusivo di proprio personale;
Il Comune di ..... in tale contesto conserva il rapporto con l'utenza
da cui incassa i corrispettivi e, per converso, paga al soggetto aggiudicatario il compenso contrattualmente pattuito.
Nella fattispecie prospettata il medesimo ente locale ha bandito due
gare di appalto per l'espletamento dei seguenti servizi:
Ciò premesso, il comune interpellante ha chiesto di conoscere il
trattamento fiscale, agli effetti dell'IVA, applicabile ai suddetti servizi sia quando vengono resi direttamente dallo stesso ente sia
nell'eventualità che vengano affidati a terzi, siano essi cooperative sociali e non.
Il Comune di ....., nella stipula dei nuovi contratti, intende adottare,
in relazione al soggetto che esegue il servizio, il seguente comportamento:
vengono considerate oggettivamente esenti in quanto trattasi di prestazioni
proprie degli asili nido e case di riposo e, pertanto, riconducibili nell'articolo
10, n. 21), del citato d.P.R. n. 633 del 1972;
1) sono considerate oggettivamente esenti dall'IVA, ai sensi del suddetto
articolo 10, n. 21) del medesimo decreto n. 633 del 1972, le prestazioni
concernenti la gestione globale di una casa di riposo o di un asilo nido fatturate da terzi al comune, conservando quest'ultimo la
titolarità del servizio nei confronti degli utenti finali;
2) vengono ritenute, altresì, oggettivamente esenti dall'IVA le prestazioni
rese da terzi presso gli asili nido e le case di riposo, anche se distintamente specificate, sempre che le stesse nell'insieme configurino una
gestione globale delle suddette strutture, la cui titolarità rimane in capo al comune;
3) sono considerate, altresì, oggettivamente esenti, ai sensi dell'articolo
10, n. 18), del predetto d.P.R. n. 633 del 1972, le prestazioni
infermieristiche e riabilitative rese separatamente dalla gestione globale della casa di riposo, pertanto si prescinde dal soggetto erogatore
(cooperativa o non) anche nell'eventualità in cui le stesse vengano effettuate in maniera separata rispetto alla gestione globale della casa di
4) considerare le prestazioni socio-assistenziali ed educative, quando le
stesse siano le uniche richieste nell'ambito del contratto e non concretizzino, quindi, una gestione globale di un asilo nido o di una casa
di riposo, nel seguente modo:
parte seconda, della Tabella allegata al citato d.P.R. n. 633 del 1972,
quando sono rese da cooperative non sociali e non ONLUS;
b) da ritenere esenti, ai sensi dell'articolo
10, n. 27-ter, del suddetto d.P.R. n. 633 del 1972 o da assoggettate all'aliquota del 4 per cento, ai
sensi del citato n. 41-bis, se rese da cooperative sociali in relazione all'opzione dalle stesse effettuata;
c) da considerare esenti dall'IVA, ai sensi del citato articolo
10, n. 27-ter, se effettuate da ONLUS non cooperative.
L'articolo 10, n. 21), del citato d.P.R. n. 633 del 1972, dispone
l'esenzione dall'IVA, tra le altre, delle "prestazioni proprie dei brefotrofi, orfanotrofi, asili, case di riposo per anziani e simili, ...,
comprese le somministrazioni di vitto, indumenti e medicinali, le prestazioni curative e le altre prestazioni accessorie;". Il numero 18) del
medesimo articolo 10 prevede l'esenzione per "le prestazioni sanitarie di
diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell'esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza, ai sensi dell'art. 99 del
testo unico delle leggi sanitarie, approvato con R.D. 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni, ovvero individuate con decreto del
Ministro della sanità, di concerto con il Ministro delle finanze;". Il successivo numero 27-ter del citato articolo
10 prevede, invece, l'esenzione dall'imposta per "le prestazioni socio-sanitarie, di assistenza domiciliare
o ambulatoriale, in comunità e simili, in favore degli anziani ed inabili adulti, di tossicodipendenti e di malati di AIDS, degli handicappati
psicofisici, dei minori anche coinvolti in situazioni di disadattamento e di devianza, rese da organismi di diritto pubblico, da istituzioni sanitarie
riconosciute che erogano assistenza pubblica, previste dall'art. 41 della L. 23 dicembre 1978, n. 833, o da enti aventi
finalità di assistenza sociale e da ONLUS;". Infine, il n. 41-bis), parte seconda, della Tabella A allegata al suddetto decreto presidenziale n. 633 del 1972, prevede l'applicazione
dell'aliquota IVA del 4 per cento alle " prestazioni socio-sanitarie, educative, comprese quelle di assistenza domiciliare o ambulatoriale o in
psicofisici, dei minori, anche coinvolti in situazioni di disadattamento e di devianza, rese da cooperative e loro consorzi, sia direttamente che in
esecuzione di appalto e di convenzione in generale;".
Ciò premesso, la scrivente ritiene di formulare al riguardo le
La disposizione recata dal citato articolo 10, n. 21), del d.P.R. n. 633 del 1972, come si evince dalla risoluzione n. 1/E del 2002, ha valenza oggettiva, nel senso che le prestazioni di servizi in essa elencate
rientrano nell'esenzione dall'IVA a prescindere dalla natura giuridica del soggetto che le rende.
dall'interpellante nelle lettere sub A), coerentemente con quanto previsto da una consolidata prassi amministrativa, e sub B) n. 1), sempre che le
prestazioni si realizzino nell'ambito di una gestione globale di un asilo nido o di una casa di riposo.
Parimenti si ritiene di condividere la soluzione indicata
dall'interpellante nella lettera sub B) n. 2), in quanto le prestazioni, anche se distintamente specificate, caratterizzano nella loro interezza e
sostanzialmente la gestione globale di una casa di riposo e di un asilo nido la cui
titolarità rimane in capo al Comune di ....., il quale si limita ad una mera
attività di controllo ed indirizzo a garanzia della qualità e dell'interesse collettivo.
Con riferimento alle prestazioni infermieristiche e riabilitative rese
distintamente dalla gestione globale della casa di riposo, la scrivente ritiene di condividere la soluzione prospettata alla lettera sub B), n. 3),
che riconduce le prestazioni in argomento nell'articolo 10, n. 18), del decreto n. 633 del 1972. Quest'ultima disposizione
è stata da ultimo modificata con il decreto 17 maggio 2002 del Ministero della salute, con il
quale è stato esteso l'ambito delle prestazioni sanitarie che possono beneficiare dell'esenzione dall'IVA, ivi comprendendo quelle inerenti le
professioni infermieristiche ed una serie di professioni riabilitative.
Detta agevolazione risulta fruibile, come emerge dalla prassi ministeriale
consolidata, a prescindere dalla forma organizzativa della struttura che fornisce le medesime prestazioni,
purché, ovviamente la direzione tecnica venga affidata ad un medico abilitato all'esercizio delle stesse. Per cui,
qualora il terzo, che assume l'obbligo nei confronti del comune di rendere le prestazioni riabilitative ed infermieristiche, risulti in possesso di
detti requisiti, le medesime prestazioni rientrano a tutti gli effetti nella esenzione innanzi richiamata.
Infine, per quanto attiene le prestazioni socio-assistenziali ed
educative considerate distintamente rispetto alla gestione globale della casa di riposo e dell'asilo nido, indicate alla lettera B, n. 4, si osserva
Dette prestazioni, se rese al comune da cooperative non sociali e non
ONLUS, sono da assoggettare ad IVA con l'applicazione dell'aliquota agevolata del 4 per cento, ai sensi del citato n. 41-bis. Allo stesso regime
sono assoggettate le medesime prestazioni rese da cooperative sociali. Si precisa, al riguardo, che per le cooperative sociali che effettuano le
predette prestazioni non sussiste la possibilità di scegliere la norma di maggior favore tra la disposizione esentativa di cui al citato n. 27-ter
dell'articolo 10 del d.P.R. n. 633 del 1972 e quella di cui al richiamato n.
41-bis) della Tabella A, parte seconda, del medesimo d.P.R. n. 633 (circolare n. 168/E del 1998), in quanto le prestazioni in argomento
vengono effettuate, nella fattispecie oggetto di interpello, nei confronti del comune. In proposito, la scrivente ha chiarito nella risoluzione n.
290/E del 2002, che l'esenzione di cui all'articolo 10, n. 27-ter) si riferisce alle sole specifiche prestazioni effettuate direttamente nei
confronti degli assistiti e non si estende alle prestazioni rese in forza di convenzioni o contratti di appalto. Conseguentemente, nella fattispecie in
esame, alle operazioni rese dalle cooperative sociali, a seguito di contratti di appalto o convenzioni stipulati con il Comune di ......, si
rende applicabile soltanto la disposizione di cui al n. 41-bis), parte seconda, della Tabella A allegata al d.P.R. n. 633 del 1972.
Parimenti, le stesse operazioni socio-assistenziali effettuate da
ONLUS non possono rientrare nella disposizione di esenzione dal tributo, ex articolo
10, n. 27-ter), del d.P.R. n. 633 del 1972 se rese sulla base di
appalti e convenzioni. Diversamente sono esenti dal tributo, ai sensi del n. 20) del medesimo articolo
10, le prestazioni educative effettuate da ONLUS; infatti, detta disposizione prevede, oggettivamente, l'esenzione dall'IVA,
tra le altre, per le prestazioni educative dell'infanzia rese da ONLUS.

References: articolo 10
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