Source: https://lexscripta.it/codici/codice-civile/articolo-948
Timestamp: 2019-09-20 22:54:21+00:00

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Art 948 cc | Codice Civile | Azione di rivendicazione. | Lexscripta
Art. 948 c.c. Azione di rivendicazione.
Il proprietario può rivendicare la cosa da chiunque la possiede o detiene e può proseguire l'esercizio dell'azione anche se costui, dopo la domanda, ha cessato, per fatto proprio, di possedere o detenere la cosa. In tal caso il convenuto è obbligato a recuperarla per l'attore a proprie spese, o, in mancanza, a corrispondergliene il valore, oltre a risarcirgli il danno. Il proprietario, se consegue direttamente dal nuovo possessore o detentore la restituzione della cosa, è tenuto a restituire al precedente possessore o detentore la somma ricevuta in luogo di essa. L'azione di rivendicazione non si prescrive, salvi gli effetti dell'acquisto della proprietà da parte di altri per usucapione [c.c. 1158, 1162, 2653, n. 1, 2934].
Ultimo aggiornamento: 25 aprile 2016
chevron_left Art. 947
Art. 949 chevron_right
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 16 feb 2016, n. 2950
Appartiene al giudice ordinario la giurisdizione sulle controversie tra privati, o tra privati e P.A., aventi ad oggetto l'esistenza ed estensione del diritto di proprietà, controversie nelle quali le risultanze catastali possono essere utilizzate a fini probatori; tuttavia, qualora tali risultanze siano contestate per ottenerne la variazione, anche al fine di adeguarle all'esito di un'azione di rivendica o regolamento di confini, la giurisdizione spetta al giudice tributario, ai sensi dell'art. 2, comma 2, del d.lgs. n. 546 del 1992 e in ragione della diretta incidenza degli atti catastali sulla determinazione dei tributi.
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 28 mar 2014, n. 7305
In tema di azioni a difesa della proprietà, le difese di carattere petitorio opposte, in via di eccezione o con domande riconvenzionali, ad un'azione di rilascio o consegna non comportano - in ossequio al principio di disponibilità della domanda e di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato - una "mutatio" od "emendatio libelli", ossia la trasformazione in reale della domanda proposta e mantenuta ferma dell'attore come personale per la restituzione del bene in precedenza volontariamente trasmesso al convenuto, né, in ogni caso, implicano che l'attore sia tenuto a soddisfare il correlato gravoso onere probatorio inerente le azioni reali (cosiddetta "probatio diabolica"), la cui prova, idonea a paralizzare la pretesa attorea, incombe solo sul convenuto in dipendenza delle proprie difese.
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 13 nov 2013, n. 25454
In tema di condominio negli edifici, qualora un condomino agisca per l'accertamento della natura condominiale di un bene, non occorre integrare il contraddittorio nei riguardi degli altri condomini, se il convenuto eccepisca la proprietà esclusiva, senza formulare, tuttavia, un'apposita domanda riconvenzionale e, quindi, senza mettere in discussione - con finalità di ampliare il tema del decidere ed ottenere una pronuncia avente efficacia di giudicato - la comproprietà degli altri soggetti.
Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 16 mag 2008, n. 12378
Posto che la giurisdizione si determina in base alla domanda e, ai fini del riparto tra giudice ordinario e giudice amministrativo, rileva non già la prospettazione delle parti, bensì il "petitum" sostanziale, il quale va identificato non solo e non tanto in funzione della concreta pronuncia che si chiede al giudice, ma anche e soprattutto in funzione della "causa petendi", ossia della intrinseca natura della posizione dedotta in giudizio ed individuata dal giudice con riguardo ai fatti allegati ed al rapporto giuridico del quale detti fatti costituiscono manifestazione, spetta alla giurisdizione del giudice ordinario la controversia in cui una Parrocchia chieda l'accertamento, in proprio favore, della proprietà di una chiesa sulla quale un Comune rivendichi lo stesso diritto. Infatti, non può invocarsi, per la sua inconferenza rispetto alla domanda proposta, la regola di giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia di urbanistica ed edilizia di cui alla legge n. 205 del 2000, rimanendo devoluti alla cognizione "incidenter tantum" dello stesso giudice ordinario gli eventuali atti amministrativi illegittimi posti in essere dal Comune stesso nella gestione "uti dominus" dell'immobile predetto.
Art. 2653 c.c.
Art. 2934 c.c.
Art. 62 L.T.
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References: Art. 948
 Art. 947

Art. 949
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 

Art. 2653

Art. 2934

Art. 62