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Timestamp: 2018-04-21 18:54:32+00:00

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Diritto Penale dell'Impresa - Ultime Pubblicate
Rinvio pregiudiziale – Direttiva 2003/6/CE – Manipolazione del mercato – Sanzioni – Normativa nazionale che prevede una sanzione amministrativa e una sanzione penale per gli stessi fatti – Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – Articolo 50 – Principio del ne bis in idem – Natura penale della sanzione amministrativa – Esistenza di uno stesso reato – Articolo 52, paragrafo 1 – Limitazioni apportate al principio del ne bis in idem – Presupposti.
Il principio del ne bis in idem garantito dall’articolo 50 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea conferisce ai soggetti dell’ordinamento un diritto direttamente applicabile nell’ambito di una controversia come quella oggetto del procedimento principale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Corte Giustizia UE, 20 March 2018, n. .
Rapporti tra giudizio penale e giudizio civile - Efficacia extrapenale della sentenza penale nelle ipotesi tassativamente previste non suscettibili di applicazione analogica - Inidoneità ad acquisire efficacia di giudicato extrapenale dei provvedimenti del GUP in tema di diritto alla restituzione di beni già sequestrati penalmente; “ne bis in idem” , ipotesi non ricorrente.
Non ricorre violazione del divieto di “ne bis in idem” quando il giudice civile decide sulla controversia circa la proprietà/ possesso di beni (nella specie cambiali ipotecarie), già oggetto di sequestro penale preventivo, per cui il GUP, dopo aver dichiarato il proscioglimento (per prescrizione), abbia disposto la restituzione dei medesimi ad una parte contendente, quella da esso ritenuta titolata. (Fausto Galeotti) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 22 March 2017.
Dichiarazione di fallimento – Effetti – Spossessamento dei beni – Sequestro preventivo per equivalente – Inammissibilità – Legittimazione attiva all’impugnazione in capo al curatore – Sussistenza.
(La decisione del Tribunale di Rimini aderisce al più recente orientamento giurisprudenziale in punto alla legittimazione del curatore ad impugnare il provvedimento di sequestro penale di beni appresi al fallimento, v. Cass. pen. 2016/42469). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 22 May 2017.
Reato tributario – Concorso di sanzione penale e sanzione tributaria – Ne bis in idem – Esclusione.
L’effettivo pagamento delle sanzioni tributarie e il ne bis in idem sostanziale possono discendere essenzialmente da una libera scelta dell’interessato finalizzata a beneficiare dei trattamenti premiali codificati dal D.Lgs. n.74/2000 e/o dalle circostanze attenuanti generiche. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 07 November 2016.
Indennizzo in favore delle vittime da reato - Obbligo dello Stato - Prova dell’impossibilità della vittima di ottenere il risarcimento del danno da parte del responsabile del reato.
L’obbligo dello Stato di corrispondere un indennizzo in favore delle vittime da reato, previsto dalla Direttiva 2004/80/CE del 29.04.2004, presuppone la prova dell’impossibilità della vittima di ottenere il risarcimento del danno da parte del responsabile del reato, perché soggetto incapiente o non identificato. Ne consegue che in mancanza della predetta prova​ la domanda di indennizzo nei confronti dello Stato deve essere respinta. (Giuseppe Marra) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 18 April 2017.
Rinvio pregiudiziale – Direttiva 2011/16/UE – Cooperazione amministrativa nel settore fiscale – Articolo 1, paragrafo 1 – Articolo 5 – Richiesta di informazioni rivolta ad un terzo – Diniego di risposta – Sanzione – Nozione di “prevedibile pertinenza” delle informazioni richieste – Controllo dell’autorità interpellata – Sindacato giurisdizionale – Portata – Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – Articolo 51 – Attuazione del diritto dell’Unione – Articolo 47 – Diritto ad un ricorso giurisdizionale effettivo – Accesso del giudice e del terzo alla richiesta di informazioni rivolta dall’autorità richiedente.
1) L’articolo 51, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea deve essere interpretato nel senso che uno Stato membro attua il diritto dell’Unione, nell’accezione di tale disposizione, – e che, di conseguenza, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea risulta applicabile – quando attraverso la propria normativa commina una sanzione pecuniaria a carico di un amministrato che si rifiuti di fornire informazioni nel contesto di uno scambio tra autorità tributarie, fondato, segnatamente, sulle disposizioni della direttiva 2011/16/UE del Consiglio, del 15 febbraio 2011, relativa alla cooperazione amministrativa nel settore fiscale e che abroga la direttiva 77/799/CEE.
5) L’articolo 47, secondo comma, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea deve essere interpretato nel senso che il giudice dello Stato membro interpellato, nell’ambito dell’esercizio del proprio sindacato giurisdizionale, deve avere accesso alla richiesta di informazioni rivolta dallo Stato membro richiedente allo Stato membro interpellato. Per contro, l’amministrato interessato non dispone di un diritto di accesso alla richiesta di informazioni nella sua interezza, richiesta che rimane un documento segreto, conformemente all’articolo 16 della direttiva 2011/16. Allo scopo di far esaminare pienamente la sua causa quanto all’assenza di prevedibile pertinenza delle informazioni richieste è sufficiente, in linea di principio, che egli disponga delle informazioni contemplate all’articolo 20, paragrafo 2, di tale direttiva. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Corte Giustizia UE, 16 May 2017, n. .
Bancarotta fraudolenta per distrazione di beni conferiti in società fiduciaria.
La natura di intermediario dell’impresa fallita e l’esistenza del consenso dei clienti alla (generica) utilizzazione degli strumenti finanziari e delle disponibilità liquide non esclude l’attribuibilità al patrimonio del soggetto in liquidazione coatta amministrativa dei beni dallo stesso gestiti, in qualsiasi modo essi siano stati ottenuti, e quindi la loro idoneità a formare oggetto di distrazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 17 March 2016, n. 20108.

References: Articolo 50
 Articolo 52
 sentenza 
 Cass. 
 Articolo 1
 Articolo 5
 Articolo 51
 Articolo 47