Source: https://livornoptcp.ldpgis.it/?q=indice_normativa_ptcp&normativa=_ptcp&sottoalbero=105&id_variante=1
Timestamp: 2020-04-07 07:36:27+00:00

Document:
Art. 59 Principi e criteri generali.
L'utilizzazione delle risorse essenziali, in quanto beni comuni costituenti patrimonio della collettività, deve avvenire garantendone la salvaguardia, il mantenimento e l'uguaglianza di diritti nel loro uso e godimento, nel rispetto delle esigenze legate alla migliore qualità della vita delle generazioni presenti e future.
Le azioni di trasformazione del territorio sono assoggettate a procedure preventive di valutazione degli effetti che si presume inducano sull'insieme delle risorse essenziali e sottoposte a monitoraggio periodico secondo quanto previsto dalla presente disciplina.
Nessuna delle risorse essenziali del territorio può essere ridotta in modo significativo e irreversibile con riferimento agli equilibri degli ecosistemi di cui è componente.
Con lo statuto delle risorse essenziali del territorio il PTC determina obiettivi, criteri e prestazioni al fine di promuovere processi di sviluppo sostenibile alla scala provinciale fondati:
- sulla individuazione dei valori naturali, culturali, sociali ed economici che nel loro insieme costituiscono il patrimonio condiviso dell'intera comunità provinciale rispetto al quale integrare, specificare e qualificare gli indirizzi e le scelte di sviluppo comunitarie, statali e regionali e per raccordarle con la pianificazione comunale;
- sulla integrazione disciplinare delle politiche di settore provinciali orientate alla valorizzazione delle risorse essenziali ad alla loro tutela attiva individuando azioni integrate in grado di cogliere ogni possibile sinergia;
- su strumenti di pianificazione comunale che, basandosi su valori statutari condivisi a scala territoriale, determinino comportamenti omogenei rispetto alle risorse essenziali del territorio e, pertanto, capaci di attivare percorsi di sviluppo in grado di contrastare efficacemente le posizioni di rendita e concorrere alla concretizzazione della "città toscana" postulata dal PIT;
- sulla necessità di condividere un quadro omogeneo di riferimenti per la valutazione ed il monitoraggio delle scelte e delle azioni di trasformazione del territorio e di uso delle risorse essenziali;
- sulla preventiva definizione di esaustivi livelli di conoscenza e sulla definizione di bilanci certi e condivisi per la gestione delle diverse risorse da assumere a base delle azioni di tutela, di utilizzazione e di scelta fra usi concorrenti;
- su una stretta correlazione fra le attività di pianificazione, programmazione e gestione delle trasformazioni territoriali con le corrispondenti attività rivolte all'uso e tutela delle risorse essenziali.
Il PTC, in conformità con la L.R. 1/2005 ed in relazione alle funzioni assegnate alla Provincia, individua:
A. le risorse essenziali del territorio rispetto alle quali definire criteri per la loro tutela attiva ed utilizzazione in coerenza con i principi di sviluppo sostenibile ed i relativi livelli minimi prestazionali, ed in particolare:
- l'aria, per quanto attiene alle emissioni atmosferiche delle attività umane;
- l'acqua, per quanto attiene alla localizzazione delle falde acquifere e delle relative zone di ricarica delle falde, alla determinazione dei dati relativi alla loro potenzialità, alla loro utilizzazione per i diversi usi, alla determinazione univoca delle quantità di risorsa disponibile in relazione alle ipotesi di sviluppo del territorio e delle attività;
- il suolo per quanto attiene alla difesa costiera;
- gli ecosistemi della flora e della fauna individuati nella relazione d'incidenza;
- il paesaggio ed i documenti della cultura secondo le specifiche elaborazioni allegate al presente piano;
- le componenti dei sistemi infrastrutturali e tecnologici individuate dallo Statuto.
B. Le risorse essenziali del territorio per le quali definire principi, indirizzi ed obiettivi per la loro utilizzazione ai fini della formazione coordinata degli strumenti della pianificazione comunali ed, in particolare:
- le città e il sistema degli insediamenti in relazione alla necessità di determinare criteri per un quadro di conoscenze comune e condiviso ai fini della valutazione integrata, del monitoraggio e di verifica degli effetti conseguiti.
I suddetti principi e criteri di ordine generale, assieme agli obiettivi, indirizzi, criteri e prestazioni relativi alle singole risorse essenziali ed alle eventuali specificazioni espresse nei sistemi territoriali e funzionali del PTC, costituiscono elementi da assumere per la definizione degli obiettivi strategici ed operativi dei piani di settore e degli altri atti di governo del territorio della Provincia, per la formazione coordinata dei Piani Strutturali e dagli atti di governo del territorio comunali, nonché per la gestione delle risorse essenziali ai diversi livelli territoriali.
Art. 60 Criteri e prescrizioni per il quadro conoscitivo per il governo del territorio.
Il PTC costituisce riferimento sostanziale per gli strumenti della pianificazione territoriale e gli atti di governo del territorio e i Piani di Settore ai fini dell'acquisizione di dati concernenti le risorse. L'implementazione costante del quadro conoscitivo del PTC avverrà anche relativamente al processo di acquisizione dei suddetti dati. Per l'omogeneità di lettura dei fenomeni a scala provinciale è opportuno che il riferimento al quadro conoscitivo del PTC avvenga tenendo di conto delle modalità rappresentative dei medesimi dati su scala locale. L'implementazione del quadro conoscitivo del PTC è pubblicato sul sito web della Provincia.
L'elaborazione dei dati tiene di conto delle iniziative di ricerca e sperimentazione sui medesimi dati.
Capo I Lo statuto per risorsa aria
Art. 63 Inquinamento acustico
In base alle disposizioni della L.R. n.64 del 2004 le Province hanno il compito di:
1. Adeguare il piano territoriale di coordinamento (P.T.C.), indicando e coordinando gli obiettivi da perseguire nell'ambito del territorio provinciale ai fini della tutela ambientale e della prevenzione dall'inquinamento acustico.
2. Esercitare le funzioni di vigilanza e controllo da espletare avvalendosi dell' A.R.P.A.T., mediante la promozione di campagne di misurazione del rumore e monitoraggio complessivo dell'inquinamento acustico del territorio provinciale.
3. Esercitare i poteri sostitutivi qualora i comuni non provvedano all'approvazione del piano di classificazione acustica e nel caso dia mancata approvazione del piano di risanamento comunale.
Art. 64 Gli obiettivi, indirizzi e prestazioni generali. Criteri
Si indicano di seguito i valori limite di immissione e emissione in relazione alle diverse classificazioni zonali del territorio provinciale che i piani di zonizzazione acustica devono osservare.
(6.00 - 22.00)
Classe II Aree destinate ad uso prevalentemente residenziali 55 45
Classe II Aree destinate ad uso prevalentemente residenziali 50 40
Classe III Aree di tipo misto 55 45
Valori limite emissioni
I Comuni una volta elaborati i piani di zonizzazione acustica li forniscono alla Provincia per l'implementazione del quadro conoscitivo del PTC.
Art. 65 Inquinamento luminoso.
L'inquinamento luminoso è una generale luminescenza del cielo causata dalla dispersione di luce artificiale nell'atmosfera o più precisamente la sommatoria di tutti gli effetti sfavorevoli dovuti alla luce artificiale; anche, una sorta di disturbo della percezione visiva dovuto alla dispersione di parte del flusso luminoso, emesso da una sorgente artificiale.
L' inquinamento luminoso è essenzialmente dovuto ad un'eccessiva e/o inadeguata illuminazione notturna delle aree ad alta densità di popolazione,può anche dipendere: dall'uso di lampade con caratteristiche fotometriche inadeguate; dal flusso luminoso riflesso dalla superficie della strade verso la volta celeste; dai segnali luminosi intrusivi; dal non corretto controllo e manutenzione dei sistemi di illuminazione.
L'inquinamento luminoso ha molteplici effetti negativi sulla salute dell'uomo (disturbi del sonno, irritabilità, alterazione dei cicli circadiani,sicurezza stradale), sull'ambiente (alterazione della fotosintesi clorofilliana, comportamento animale e vegetale, depauperamento delle risorse energetiche) e sugli aspetti culturali e scientifici.
Necessitano alcune regole di protezione come le fasce di rispetto di 10 Km.. di raggio degli osservatori astronomici di Livorno e Piombino ed i fasci di luce degli impianti di illuminazione esterni rivolti verso il basso.
Art. 66 Gli obiettivi, indirizzi e prestazioni generali. Criteri
Gli indirizzi di carattere generale secondo le linee guida regionali sono i seguenti:
a) riduzione dei consumi energetici, nonché l'innalzamento dei livelli di razionalizzazione di efficienza energetica degli impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati;
b) riduzione dell'inquinamento luminoso sul territorio provinciale e conseguentemente alla salvaguardia degli equilibri ecologici sia all'interno che all'esterno dei parchi e delle aree naturali protette;
c) protezione delle stazioni astronomiche, in quanto patrimonio regionale, per tutelarne le attività di ricerca scientifica e divulgativa;
d) valorizzazione, fatti salvi il diritto all'energia ed all'illuminazione, delle "zone buie", cioè delle aree del territorio che mostrano attualmente bassi livelli di inquinamento luminoso, esaltandone il valore culturale, ambientale ed economico in rapporto anche al turismo di qualità.
Art. 67 Inquinamento elettromagnetico.
Le radiazioni non ionizzanti comprese nel range di frequenza 0-300 GHz, in generale, sono emesse da impianti per le radio-telecomunicazioni e dal sistema di produzione e utilizzo finale dell'energia elettrica (linee elettriche, cabine di trasformazione, elettrodomestici, ecc.). Oltre alla frequenza di 300 GHz, lo spettro elettromagnetico si compone della radiazione infrarossa, luce visibile, ultravioletta e ionizzante (radioattività).
In base alla frequenza, le radiazioni non ionizzanti vengono suddivise in bassa frequenza (0-100 kHz) o ELF e radio frequenza RF(30 kHz-300GHz); la distinzione deriva dal diverso comportamento che i due tipi di radiazioni hanno in rapporto agli effetti sull'uomo.
Bassa frequenza (0-100kHz)
L'inquinamento elettrico e magnetico associato alle basse frequenze si riconduce essenzialmente a quello derivante dal sistema di produzione, trasporto e utilizzo finale dell'energia elettrica che avviene alla frequenza di 50 Hz.
Il campo elettrico è facilmente schermabile e il campo magnetico, contrariamente al primo, non è schermabile coi materiali d'uso comune.
Radio frequenza (100kHz-300GHz)
Le sorgenti a radiofrequenza rilevanti per l'ambiente comprendono tutti i sistemi di radiotelecomunicazione che utilizzano frequenze diverse in funzione della tecnologia usata e comprendono Radio, TV, Radar, Stazioni radio base per la telefonia cellulare e impianti microcellulari.
La criticità è in funzione dell'intensità dell'esposizione delle persone nelle immediate vicinanze all'impianto.
I limiti di esposizione sono in funzione degli indicatori di qualità previsti dalla legge da applicarsi di volta in volta in relazione alle caratteristiche dell'impianto.
Le radiazioni elettromagnetiche superiori a 10000 THz sono dette ionizzanti e le possibili cause di contaminazione radioattiva dell'ambiente sono varie e possono essere riassunte per le condizioni attuali del territorio provinciale in:
- incidenti a laboratori per produzione o uso di materiali radioattivi, incidenti a materiali radioattivi durante il loro uso o trasporto, incidenti a navi a propulsione nucleare;
- smaltimento abusivo di rifiuti radioattivi;
- caduta di satelliti o proiettili contenenti materiali radioattivi;
In caso di verifica di questi eventi si attiva la protezione civile. Le radiazioni elettromagnetiche non sono percepibili dai sensi umani.
Art. 68 Gli obiettivi, indirizzi e prestazioni generali. Criteri
La Provincia, di concerto con i Comuni, coordina l'attività di individuazione dei limiti di esposizione derivanti dagli indicatori di qualità stabiliti dalle norme regolamentari applicabili agli impianti di emissione di campi elettromagnetici per ridurne l'esposizione umana. È parte integrante di sistema la rete di telecomunicazioni e quella delle stazioni radio base.
Capo II Lo statuto per la risorsa acqua
Capo III Lo statuto per il suolo.
Capo IV Lo statuto per gli ecosistemi della flora e della fauna.
Capo V Lo statuto per la risorsa "Città e sistema degli insediamenti".
Art. 82 Criteri per la tutela della riconoscibilità paesaggistica delle città e degli insediamenti.
Il PTC individua nella riconoscibilità paesaggistica della "città toscana" un momento determinante per tutelare, recuperare e valorizzare l'integrazione fra la componente urbana e quella rurale come condizione essenziale per la sostenibilità del governo del territorio livornese e come fattore di reciproca qualità.
I Piani strutturali, sulla base dei contenuti dell'atlante dei paesaggi provinciali e degli specifici approfondimenti effettuati dai loro quadri conoscitivi, si conformano ai criteri di lettura paesistica stabilito dagli appositi elaborati allegati al presente piano ed in particolare:
- conservano le discontinuità esistenti per evitare la saturazione degli insediamenti e per la salvaguardia delle visuali paesaggistiche, limitando lo sviluppo degli insediamenti lineari;
- individuano specifiche porzioni di territorio da progettare come aree ecologiche attrezzate, al fine di evitare la dispersione degli insediamenti e come incentivo per interventi specifici e complessi di riqualificazione paesaggistica;
- incentivano interventi di recupero dei borghi e nuclei storici, e di tipi di colture in abbandono ove costituiscano componenti paesaggistiche di pregio;
- definiscono prescrizioni per gli ambiti territoriali che concorrono alla tutela e valorizzazione dei beni storici ed archeologici presenti.
Capo VI Lo statuto del paesaggio e i documenti della cultura.
Art. 85 I sistemi di Paesaggio regionali e provinciali.
I sistemi di paesaggio costituiscono l'articolazione identitaria di base di tutto il territorio della Provincia di Livorno fondata sull'analisi dei suoi caratteri strutturali riferita agli ambiti di paesaggio di rango provinciale; l'aggregazione di ambiti porta alla individuazione progettuale di sistemi di paesaggio a indirizzo di governo omogeneo; l'isolamento di ambiti individua gli eventuali sottosistemi di specificazione della disciplina di piano in relazione delle peculiarità paesaggistiche.
L'articolazione del territorio in sistemi e sottosistemi territoriali, per la scala propria del PTC, non costituisce distinzione di piano tra territorio urbano e territorio rurale o aperto; l'articolazione territoriale contempla anche la definizione degli ambiti di paesaggio sovracomunali prescritta dalla legislazione (e diversa dall'articolazione spaziale sovracomunale degli ambiti); a tale articolazione "verticale" del territorio provinciale, concepita in termini di identità locali, la disciplina di piano riferisce obiettivi e politiche di qualità paesaggistica, in ottemperanza alla Convenzione Europea del paesaggio e nello specifico alla relativa finalità della integrazione del paesaggio nella pianificazione territoriale in sintonia col piano paesistico regionale.
L'articolato riferito al paesaggio (cui si rinvia) individua per ciascun sistema territoriale la dominante paesistica .
Art. 86 Individuazione ed articolazione della risorsa paesaggio
Le norme statutarie recano l'identificazione patrimoniale delle caratteristiche di rilevanza del paesaggio secondo i tre punti di vista adottati a livello di pianificazione territoriale regionale (PIT) e recepiti dal PTC:
- valori naturalistici e ecosistemici
- valori storici e culturali
- valori estetici e percettivi
Per ciascun punto di vista la specifica disciplina, cui si rinvia, individua le categorie di pertinenza
Art. 87 Gli obiettivi, indirizzi e prestazioni generali
La Provincia, attraverso il PTC, promuove un criterio di lettura del territorio fondata sul paesaggio:
- promuove attraverso l'esplicitazione della concezione del paesaggio la definizione di politiche di governo del territorio efficaci nel conferire di fatto al paesaggio il valore di componente complessa imprescindibile del bilancio della qualità della vita delle popolazioni, a cui il governo territoriale della Provincia intende riferirsi attraverso una impostazione processuale del Piano e una sua definizione partecipata e condivisa;
- promuove il riconoscimento della sostenibilità delle trasformazioni del paesaggio rispetto ai suoi caratteri e alle sue dinamiche strutturali e funzionali come chiave essenziale di interpretazione di un rinnovato concetto condiviso della sostenibilità del governo del territorio della Provincia di Livorno. Tale principio base del Piano risulta assumere particolare significato strategico in relazione all'elevato e diffuso potenziale turistico-ricreativo del paesaggio della costa e dell'entroterra continentali e dell'arcipelago, la cui valorizzazione dipende sostanzialmente dalla salvaguardia e dalla produzione di qualità;
- disciplina le disposizioni generali essenziali per la definizione e l'attuazione coordinata di efficaci politiche di salvaguardia del paesaggio, coerenti con quelle sovraordinate di tutela dei beni paesaggistici e delle realtà ad essi giuridicamente equiparate dal piano paesaggistico regionale (PIT). Le disposizioni generali di salvaguardia sono principalmente volte a "integrare" (sensu Convenzione Europea del Paesaggio) il paesaggio nelle politiche territoriali piuttosto che astrarlo come risorsa a sé stante;
- pone il paesaggio al centro del progetto di governo del territorio. Secondo la Concezione del paesaggio, esso costituisce una essenziale matrice di progettazione della sostenibilità delle azioni di conservazione e di trasformazione prodotte o promosse dalle politiche territoriali. Lo Statuto del territorio reca pertanto le regole di salvaguardia del patrimonio territoriale in relazione ai valori paesaggistici e alle invarianti strutturali e funzionali, nell'ambito delle quali i disegni strategici di valorizzazione del paesaggio possono delineare scenari sostenibili.

References: Art. 60

Art. 63

Art. 64

Art. 65

Art. 66

Art. 67

Art. 68

Art. 82

Art. 85

Art. 86

Art. 87