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Timestamp: 2017-08-16 17:31:31+00:00

Document:
Programma Elettorale del 20 Marzo 1458
Titolo: Programma Elettorale del 20 Marzo 1458 Sab Mar 20, 2010 3:06 pm
Mariaiolanda,
Afrottola,
Vittorioveneto,
- Abbiamo intenzione di proporre una modifica dell’attuale legge sulla manipolazione dell'economia. Riteniamo che i municipi siano abbastanza ricchi da poter controllare il mercato cittadino senza l’utilizzo di numerosi decreti cittadini che limitino il commercio, gravando sull’economia ducale.
- Ribadiamo la necessità di una modifica alle attuali modalità di acquisto, tramite mandato, dei beni municipali. Vogliamo, dunque, favorire la vendita di prodotti artigiani, affinché questa categoria di lavoratori non sia danneggiata, aumentando da 3500 a 3800 ducati, i soldi offerti ai sindaci per migliorare la loro economia municipale, destinando una parte di questi 300 ducati, offerti in più, per favorire l’acquisto di prodotti artigianali.
- Intendiamo favorire gli scambi commerciali tramite la fiera del ducato, rimborsando sempre la tassa d’acquisto e di vendita. Inoltre vogliamo incentivare i commerci interducali rincompensando i mercanti che intendono commerciare fuori dal nostro ducato.
- Trasparenza ed Amministrazione -
- Intendiamo apportare una modifica significativa alla legge sulla divulgazione di informazioni che renda più trasparente e luminoso il lavoro dei nostri consiglieri.
- I consiglieri poco attivi provocano un notevole ritardo nella scelta di una decisione, importante o meno, per questo motivo appoggeremo qualunque Duca voglia prendere provvendimenti in tal senso.
- Diplomazia -
- Vogliamo emanare una legge che definisca l’amministrazione della nostro corpo diplomatico. La legge, chiamata “Magna Charta Legatorum”, è già presente in consiglio ducale, per questo motivo ci auguriamo che venga presto messa ai voti.
- Intendiamo concludere la revisione di tutti i trattati firmati dal Ducato di Milano.
- E’ nostra intenzione ricercare nuovi rapporti diplomatici in ottica internazionale.
- Codice Legislativo -
Intendiamo proporre numerose aggiunte o modifiche al nostro Codice Legislativo.
- Porti -
Intendiamo proporre una modifica all'attuale legge riguardante i porti, il Codice Marittimo!
Vogliamo, attraverso la Borsa di Studio, favorire l’insegnamento di materie non presenti nella nostra Università.
- GDR e Attività Ludiche -
Proponiamo la creazione di un Ministro delle attività ludiche, da affiancare ai dodici consiglieri eletti. Costui avrà l’alto compito, soprattutto per mettere in risalto il GDR, di organizzare eventi, giochi, tornei, concorsi, a livello ducale… situazioni queste che esigono di essere ben studiate ed organizzate. L’autonomia del Ministro è garantita al fine di sollevare gli altri consiglieri, che dovranno affrontare temi più importanti per il ducato, soprattutto a livello di tempo: qui si parla di un lavoro che, l’esperienza ci insegna, è di fatica e dedizione costante. Compito del Ministro sarà quello di coordinare un comitato a livello ducale, che coinvolga consiglieri eletti in ogni città.
Per la Libera Fratellanza Italica il Segretario Generale Ferdinando I di Castiglia detto "Tyrannus".
Ultima modifica di Ferdinando il Sab Mar 20, 2010 4:16 pm, modificato 17 volte
Titolo: Re: Programma Elettorale del 20 Marzo 1458 Sab Mar 20, 2010 3:07 pm
De Magna Charta Libertatum
Art.1 La "Magna Charta Libertatum" è un documento ufficiale che, ogni neo eletto Duca, deve firmare ed approvare davanti a tutto il popolo del Ducato di Milano dopo massimo 3 giorni dalla sua nomina.
Art.2 La "Magna Charta Libertatum" sancisce definitivamente i principi di base e principali del Ducato di Milano.
Art.3 Il giuramento della "Magna Charta Libertatum" prevede questa forma che dovrà essere seguita dal nuovo Duca senza la possibilità di essere modificata secondo i propri interessi :
Nome del Duca, Titoli del Duca, per grazia di Aristotele, Duca di Milano, saluta tutti i suoi fedeli che leggeranno il presente documento.
Sappiate che noi, in contemplazione del sacro ordine Aristotelico e per la riforma del nostro Ducato, abbiamo dato ed accordato, di nostra propria e buona volontà, al popolo tutto, le libertà qui sotto specificate, per essere da essi possedute in perpetuità.
Noi, _________, Duca di Milano, decretiamo che la Santa Chiesa Aristotelica di Milano, religione uffiale del Ducato di Milano, sia libera da ogni qualsivoglia ingerenza del potere temporale nell’esercizio delle proprie funzioni spirituali.
Noi, _________, Duca di Milano, ci impegniamo a difendere il diritto di ogni persona umana a condurre un'esistenza degna, conforme alla sua identità culturale, e a costituire liberamente una famiglia che le sia propria.
Noi, _________, Duca di Milano, ci impegniamo altresì a sottoporre noi stessi, in ogni circostanza, alla Legislazione del Ducato, esclusi i fattispecie previsti dal codice militare, come un comune cittadino del Ducato di Milano.
Noi, _________, Duca di Milano, decretiamo che ogni città godrà sempre di tutte le sue antiche libertà e libere consuetudini, nei limiti delle leggi Ducali.
Noi, _________, Duca di Milano, decretiamo che nessun uomo libero potrà essere imprigionato, spossessato della sua libertà o libere usanze, messo fuori della legge, esiliato, ucciso, e noi non metteremo né faremo mettere la mano su lui, se non in virtù di un giudizio legale secondo la legge del nostro Ducato.
Noi, _________, Duca di Milano, decretiamo che tutti i mercanti potranno, se non ne avranno anteriormente ricevuto pubblico divieto, liberamente e in tutta sicurezza uscire dal Ducato e rientrarvi, soggiornarvi e viaggiarvi, sia per terra che per acqua, per comprare e per vendere, seguendo la legislazione delle città in cui lo faranno, eccettuato in tempo di guerra o qualora essi fossero di una nazione in guerra con noi.
Noi, _________, Duca di Milano, decretiamo che ogni cittadino ha il diritto di poter liberamente concorrere al conseguimento di cariche pubbliche, perciò mai negheremo questo diritto attraverso scelte arbitrarie.
Noi, _________, Duca di Milano, ci impegniamo a promuovere la cultura del dialogo, in modo da sviluppare la comprensione e la fiducia reciproche tra gli individui e tra i popoli, perché queste sone le condizioni di una pace autentica.
Noi, _________, Duca di Milano, decretiamo che ogni cittadino ha il diritto di essere informato circa il lavoro del Consiglio Ducale intero, potendo porre quesiti in pubblica piazza, senza che sia perseguibile in alcun modo, purché vengano rispettate tutte le leggi ducali riguardanti l'informazione.
Noi, _________, Duca di Milano, abbiamo accordato loro ugualmente, in nostro nome e in nome dei nostri eredi, che né noi, né i nostri eredi, esigeremo da essi qualche cosa per cui le libertà contenute nella presente carta vengano distrutte o diminuite. Se ciò dovesse avvenire, sarà diritto del popolo rivoltarsi contro al sovrano e dovere del Pubblico Ministero aprire un processo a carico del Principe con come capo di imputazione “Alto Tradimento” e tutte le aggravanti del caso.
Art.4 Se il neo - eletto Duca non avrà giurato entro tre giorni dalla propria nomina, oppure se il Duca giurante non mantesse fede alle promesse, rivolte al popolo, sarà processabile per Alto Tradimento, con tutte le aggravanti del caso.
Art.5 Qualunque istituzione, gruppo politico, o persona che cercherà di annullare giuridicamente tale legge sarà processabile per Alto Tradimento, con tutte le aggravanti del caso.
Art.6 Nel caso in cui il Pubblico Ministero si rifiuti di aprire i processi per Alto Tradimento, sarà diritto del popolo spodestare qualunque istituzione, gruppo politico, o persona che cercherà di annullare l'effetto giuridico di tale legge, processando i diretti interessati, compreso il Pubblico Ministero, per Alto Tradimento, con tutte le aggravanti del caso.
Titolo: Re: Programma Elettorale del 20 Marzo 1458 Sab Mar 20, 2010 3:12 pm
I,1,0 Principi generali sulla Giustizia
I. Preambolo.
Questo documento ufficiale stabilisce i principi di base e generali della giustizia del Ducato di Milano.
II. Della valenza delle leggi e dei decreti.
1. L'attuale Corpus Legislativo obbliga all’osservanza delle norme tutti i cittadini presenti sul territorio del Ducato, compresi, dunque, i cittadini nativi e provenienti dagli Stati esteri.
2. Il valore giuridico delle leggi del Ducato di Milano è sempre maggiore rispetto ai decreti emanati dal Duca di Milano, pur essendo appoggiato dal Consiglio Ducale intero. Qualunque decreto sia in conflitto con le leggi vigenti nel Ducato di Milano, perderà, con effetto immediato, il proprio valore giuridico.
3. Tutte le leggi e i decreti diventano esecutivi solo dopo 24 ore dalla loro pubblicazione. Le leggi, per essere esecutive, devono comunque essere pubblicate in Taverna del Ducato e al Castello Sforzesco. Faranno eccezione i decreti emanati per casi d'emergenza, che potranno essere esecutivi con effetto immediato.
III. Delle Pene e degli Aggravanti.
1. Nessun cittadino può essere punito per un fatto che non sia espressamente previsto come reato penale. Il Pubblico Ministero, prima di aprire un processo, deve sempre controllare che l'accusato abbia infranto una legge prevista nel Codice Legislativo.
2. Il Giudice deve sempre assolvere l'imputato accusato di un reato non previsto nel Codice Legislativo.
3. Nessun cittadino può essere punito per un fatto che, secondo la legge del tempo in cui fu commesso, non costituiva reato o illecito; la legge non ha carattere retroattivo.
4. La legge non ammette ignoranza: la non conoscenza delle norme contenute nel Codice Legislativo non può essere considerata una scusante per il reato commesso.
IV. Della Legge per eccellenza.
Tutte le leggi presenti nel Codice Legislativo non dovranno assolutamente entrare in conflitto con la "Magna Charta Libertatum", considerata la legge per eccellenza; in caso contrario, tale legge perderà il suo valore giuridico.
Ultima modifica di Ferdinando il Sab Mar 20, 2010 3:28 pm, modificato 1 volta
Titolo: Re: Programma Elettorale del 20 Marzo 1458 Sab Mar 20, 2010 3:15 pm
I.1.6 Del Conflitto di Interessi
Ogni cittadino ha il diritto di poter concorrere liberamente al conseguimento di cariche pubbliche, purché non si trovi nella condizione di "conflitto di interessi".
II. Definizione.
Viene considerato "conflitto di interessi" la condizione che porta chiunque ad occupare contemporaneamente due posizioni, tra loro collegate, in campi specifici.
1. Economia : Tutti i cittadini potranno ricoprire solo una delle seguenti cariche : Sindaco - Ministro del Commercio/Sceriffo/Sergente.
2. Giustizia : Tutti i cittadini potranno ricoprire solo una delle seguenti cariche : Sindaco - Vice-Prefetto - Giudice/Pubblico Ministero/Principe.
3. Esercito : Tutti i cittadini potranno ricoprire solo una delle seguenti cariche : Conestabile - Sergente/Capitano.
4. Diplomazia : Tutti i cittadini potranno ricoprire solo una delle seguenti cariche : Principe - Gran Ciambellano - Cancelliere.
III. Del Consigliere Ducale.
1. Ogni cittadino ha il diritto di poter concorrere liberamente al conseguimento della carica di Consigliere Ducale, tuttavia, nessuna carica consigliare (Giudice, Sergente, Capitano...[ ]) potrà essere assegnata ad un libero cittadino che possiede un'altra pubblica carica : Rettore, Sindaco, Tribuno, Vice-Prefetto, Conestabile, Gran Ciambellano, Cancelliere e Capo-Porto.
2. Qualunque Consigliere Ducale, a cui fosse stata assegnata una carica consigliare, non ha il diritto di concorre al conseguimento di un'altra pubblica carica, nonostante questa condizione rispetti il punto II di tale legge, a condizione che il Principe non rimuova la carica consigliare al diretto interessato.
IV. Dei casi eccezionali.
In casi di emergenza e di estrema necessità, il Principe potrà permettere, ad una persona di estrema fiducia, di possedere due cariche, che provocano conflitto di interessi, per un tempo non maggiore di dieci giorni.
V. Delle Pene
Chiunque si trovasse nella condizione di "conflitto di interessi", ha un massimo di tre giorni per rinunciare ad uno dei due ruoli istituzionali, in caso contrario, verrà accusato di disturbo all'ordine pubblico, con tutte le aggravanti del caso.
Titolo: Re: Programma Elettorale del 20 Marzo 1458 Sab Mar 20, 2010 3:20 pm
Art. 1 Dei Porti e della loro gestione.
I. Nel territorio del Ducato di Milano sono presenti cinque porti, divisi in due categorie:
- Cittadini, ovvero quelli di Pavia, Piacenza, Lodi e Como.
- Naturali, ovvero quello situato sul nodo tra Lodi e Pavia.
II. La gestione di tutti i porti presenti sul suolo milanese è affidata al Ministro delle Miniere e delle Grandi Opere.
Art. 2 Del Capo - Porto
I. Il Capo - Porto è un pubblico ufficiale del Ducato di Milano, che si trova sotto la diretta responsabilità del Ministro delle Miniere e delle Grandi Opere, il quale controlla e coordina il suo lavoro.
II. Affinché siano sfruttate interamente le sue funzione e per garantire una buona gestione dei traffici marittimi, il Ducato di Milano nominerà un Capo Porto per ogni porto presente nel Ducato di Milano.
Art. 3 Della nomina del Capo - Porto.
I. Il Capo - Porto è nominato in seguito ad un bando, pubblicato dal Ministro delle Miniere e delle Grandi Opere in Taverna Ducale, con un certo anticipo rispetto al termine del mandato dei suoi predecessori.
II. Chiunque potrà presentare la propria candidatura ma, dovrà soddisfare alcuni importanti requisiti:
- Essere un libero cittadino milanese e avere residenza nel municipio in cui si intende diventare Capo - Porto.
- Avere una buona conoscenza delle tecniche di costruzione/riparazione delle navi, nonché delle principali regole di navigazione.
- Saper utilizzare un mandato.
- Poter dedicare un tempo adeguato alla propria occupazione, allontanandosi dal proprio municipio non prima di aver chiesto e ricevuto il permesso dal Ministro delle Miniere e delle Grandi Opere.
- Assicurare costanza e serietà.
III. Dopo la conslusione del bando, i consiglieri avranno due giorni di tempo per decidere i nominativi dei prossimi Capi - Porto.
Art. 4 Dei compiti del Capo - Porto.
I. Il Capo - Porto ricopre una carica importante, difficile, e che necessità una grande attenzione e costanza. Il suo mandato durerà 2 mesi.
II. Le sue funzioni saranno molteplici e richiederanno la massima serietà:
- Avviare e controllare i lavori di costruzione e di ampliamento del porto, stabilendo e controllando sia il numero di lavoratori da assumere quotidianamente sia la quantità e la tipologia dei materiali presenti nell'inventario dei loro rispettivi porti.
- Controllare, dal proprio posto di vedetta, la situazione circostante, più volte al giorno, per garantire una maggiore sicurezza delle rotte fluviali.
- Provvedere alla costruzione o alla riparazione di una nave, dopo aver controllato che l'armatore abbia le autorizzazioni necessarie.
- Concedere o rifiutare, alle navi, l’autorizzazione per approdare nel porto di propria competenza, a seconda della situazione rispettiva.
- Avvertire il Consiglio Ducale, nel caso in cui una nave tentasse l'approdo al porto di competenza, pur non avendo ricevuto il permesso necessario.
III. Inoltre, il Capo - Porto dovrà rendere all’attenzione del Ministro delle Miniere e delle Grandi Opere, quotidianamente, un resoconto sulla propria attività.
Art. 5 Della revoca della nomina e della sostituzione.
I. Il Consiglio Ducale assieme al Duca di Milano si riserba la possibilità di revocare la nomina di Capo - Porto a chiunque dimostri di non saper adempire alle proprie funzioni e responsabilità o a chi dimostra una completa inaffidabilità che potrebbe mette in dubbio la sicurezza del Ducato di Milano.
II. Qualunque Capo - Porto ha la possibilità di essere sostituito, per un breve tempo, a causa di gravi motivi, esposti al Ministro delle Miniere e delle Grandi Opere, che provvede alla nomina di un Capo - Porto protempore.
Art. 6 Delle Pene.
I. Nel caso in cui il Ministro delle Miniere e delle Grandi Opere, non rispettando le proprie funzioni e doveri, dovesse mettere in pericolo la sicurezza dell'intero ducato, verrà processato per Alto Tradimento, con tutte le aggravanti del caso.
II. Nel caso in cui un Capo - Porto, non rispettando le proprie funzioni e doveri, dovesse mettere in pericolo la sicurezza dell'intero ducato, verrà processato per Tradimento, con tutte le aggravanti del caso.
Art. 7 Della costruzione e riparazione delle navi.
I. Tutti i cittadini del Ducato di Milano, compresi gli stranieri presenti sul suolo milanese, hanno la possibilità di costruire e riparare una nave, dopo aver chiesto e ricevuto l'autorizzazione dal Ministro delle Miniere e delle Grandi Opere.
II. La costruzione la riparazione di Navi da Guerra, vista la loro pericolosità, è vietata ai privati cittadini, ed è riservata esclusivamente alle Compagnie Militari e agli Ordini Cavallereschi ufficialmente riconosciuti dal Ducato di Milano.
III. Nella richiesta di autorizzazione, l'armatore dovrà esporre i fini della propria nave e dovrà dimostrare di possedere i materiali necessari alla costruzione e alla riparazione della propria nave.
Art. 8 Dell'approdo.
I. Prima di approdare in un determinato porto, il Capitano di una nave dovrà necessariamente chiedere e ricevere l'autorizzione dal rispettivo Capo - Porto.
II. Nella richiesta di autorizzazione, il Capitano dovrà dare al Capo - Porto le seguenti informazioni:
- Passeggeri ed equipaggio della nave.
- Motivazioni dell'approdo e del viaggio.
- Destinazione del viaggio.
III. Qualora il Capitano tentasse l'approdo, pur non avendo ricevuto il permesso dal Capo - Porto, sarà processato per disturbo all'ordine pubblico.
IV. Nel caso in cui un Capo - Porto rifiutasse l'approdo di una nave, per futili motivi, sarà processato per disturbo all'ordine pubblico.
Art. 9 Dei permessi di navigazione.
I. Tutte le navi di proprietà milanese, salvo norme contrarie, avranno la libertà di navigare nelle acque fluviali del Ducato di Milano.
II. Tutte le navi di proprietà straniera, per poter entrare nelle acque fluviali del Ducato di Milano, dovranno chiedere e ricevere l'autorizzazione dal Prefetto del Ducato di Milano indicando:
- Motivazioni del viaggio.
III. Saranno denunciati per disturbo all'ordine pubblico tutti i Capitani che, pur non avendo ricevuto l'autorizzazione, tenteranno di entrare nelle acque fluviali del Ducato di Milano.
Art. 10 Del nodo tra Lodi e Pavia.
I. Il controllo del nodo tra Lodi e Pavia verrà affidato alle Compagnie Militari, che dovranno provvedere alla sua amministrazione e alla sua sicurezza.
Titolo: Re: Programma Elettorale del 20 Marzo 1458 Sab Mar 20, 2010 3:29 pm
Art. 1 La Borsa di Studio è un premio in ducati, offerto dal Ducato di Milano, secondo un regolamento prestabilito.
Art. 2 La Borsa di Studio può essere offerta ad uno studente milanese che abbia raggiunto almeno il livello 3.
Art. 3 La Borsa di Studio prevede un premio massimo di 300 ducati.
Art. 4 Uno studente milanese può beneficiare di una sola Borsa di Studio alla volta.
Art. 5 Possono ricevere la Borsa di Studio tutti gli studenti che sono in grado di completare da soli l'apprendimento di una materia "rara".
Art. 6 Un materia è definita "rara" quando nessuno studente ha completato il suo apprendimento e che quindi, nessuno è in grando di insegnare all'Università.
Art. 7 Una volta ricevuta la Borsa di Studio, lo studente avrà a disposizione massimo tre mesi prima di completare l'apprendimento della materia considerata rara.
Art. 8 Se una volta passati i tre mesi concessi per l'apprendimento di tale materia, lo studente non fosse ancora in grado di poterla insegnare, dovrà restituire tutti i ducati ricevuti in massimo 3 giorni, altrimenti sarà condannato per disturbo all'ordine pubblico, con tutte le aggravanti del caso.
Art. 9 Quando lo studente completerà l'apprendimento della materia rara, sarà un suo obbligo, per almeno due settimane consecutive, mettersi a disposizione del Rettore affinché insegni la materia rara all'Università milanese.
Titolo: Re: Programma Elettorale del 20 Marzo 1458 Sab Mar 20, 2010 3:39 pm
Manipolazione dell'Economia
Chiunque dovesse manipolare l’economia (o tentasse di farlo) di qualunque città del Ducato di Milano, inclusa l’economia del Ducato stesso, sarà condannato al pagamento di un’ammenda pari al valore del danno causato aumentato del 10%.
Con il termine “Manipolazione Economica” si intendono tutte quelle azioni che portano o mirano a:
• Speculare facendo incetta di beni per crearne carenza e farne aumentare il prezzo.
• Speculare comprando beni dal mercato per poi rimetterli sul mercato della stessa città ad un prezzo più alto.
Il sindaco nella sua funzione di controllo della amministrazione della città può agire liberamente, indipendentemente da questa legge sul mercato.
Inoltre il sindaco per regolare il mercato cittadino può emettere le seguenti ordinanze:
• Calmierare i prezzi, potendo imporre un tetto massimo ai prezzi di uno o più prodotti.
• Limitare l’acquisto o la vendita di uno o più beni ai non residenti nel municipio rispettivo, purché ci sia una valida motivazione. I mercanti e/o cittadini non residenti, potranno commerciare liberamente in ogni città del Ducato purché ciò non destabilizzi l'economia interna al Municipio e al Ducato e qualora non fosse vietato dalle ordinanze locali.
• Limitare le quantità di acquisto dei beni per i cittadini.
• Stabilire un salario minimo.
• Limitare l'accesso alla risorsa cittadina.
Affinché siano valide, le ordinanze devono essere pubblicate:
• nel Forum cittadino
• in Taverna ducale
• nella Camera dei Sindaci.
Se il neo-sindaco, al momento dell'elezione, non ha accesso alla Camera dei Sindaci, le ordinanze cittadine in vigore saranno ancora valide per le 48 ore successive all'elezione, in modo da coprire i tempi tecnici necessari per l'abilitazione del neo-sindaco alla Camera dei Sindaci.
Qualunque variazione alle ordinanze municipali entrerà in vigore 24 ore dopo la pubblicazione, in modo da dare ai cittadini il tempo di adeguarsi.
Il consiglio ducale va solo informato, ma lo stesso consiglio può dichiararne nulla qualunque ordinanza, in questo caso tutti coloro che l'avranno trasgredita non saranno punibili.
Ultima modifica di Ferdinando il Sab Mar 20, 2010 3:52 pm, modificato 1 volta
Titolo: Re: Programma Elettorale del 20 Marzo 1458 Sab Mar 20, 2010 3:51 pm
Sulla Divulgazione di Informazioni
1. Ragioni e scopi.
Da tempo è stato espresso da più parti il desiderio e la necessità di una legge che regoli l'esposizione pubblica di informazioni diffuse nelle sale private di amministrazione del Ducato.
In esse, infatti, molti temi spesso sensibili vengono trattati, ed è sentito il bisogno che il Ducato venga protetto da fuoriuscite inopportune di informazioni, che potrebbero arrivare a minacciare la sicurezza stessa del Ducato di Milano e delle sue città.
Questa legge si prefigge di regolamentare in modo chiaro e senza ambiguità i diritti e i doveri di coloro che possono accedere a tali sale.
2. Definizione: sale private di amministrazione ducale, o "sale amministrative". Questa legge interessa le seguenti sale [forum]:
- Consiglio del Ducato di Milano
- Camera dei Sindaci del Ducato di Milano
- Camera Prefettizia del Ducato di Milano
3. Persone interessate dalla presente legge.
Chiunque abbia accesso alle suddette sale.
4. Delle Modalità.
4.1 Coloro che hanno l'accesso alle suddette sale non possono pubblicare alcun intervento [post], né totale né parziale, presente nelle sale amministrative, in altri locali [forum] dei Regni Rinascimentali che riguardino argomenti militari, di sicurezza interna, di difesa dei terrotori, di politica estera. Questo vale anche per i propri interventi.
È altresì vietato riportare tali discussioni, presenti nelle sale amministrative, sia in forma letterale (citazione di interventi propri o altrui) che in forma parafrasata.
Tale divieto persiste anche dopo che la persona non avrà più accesso alla sala.
4.2 In caso di gravi avvenimenti in sicurezza interna, i sindaci sono autorizzati ad informare i propri consiglieri comunali, postando, nel Consiglio Cittadino, le informazioni acquisite nelle sale soggette a questa legge.
4.3 Se si vuole riportare all'esterno delle sale un proprio intervento, riguardante uno degli argomenti predisposti da tale legge, occorre una richiesta ufficiale da presentare al custode [moderatore] della sala in questione e l'autorizzazione scritta da parte del Duca.
4.3.1 Se si vuole riportare un intervento di terzi, occorre anche l'autorizzazione dell'autore dell'intervento.
5. Delle Pene.
Qualunque cittadino, di qualunque rango politico e sociale, che dovesse infrangere i divieti imposti da questa legge, verrà denunciato per Tradimento, con tutte le aggravanti del caso.
Titolo: Re: Programma Elettorale del 20 Marzo 1458

References: Art.1

Art.2

Art.3

Art.4

Art.5

Art.6

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9