Source: http://www.eurus.it/2017/04/14/gli-avvoltoi-volano-ancora-su-beslan-ennio-bordato-commenta-lassurda-sentenza-che-condanna-la-russia-per-la-mancata-prevenzione-della-strage/
Timestamp: 2019-08-19 09:46:50+00:00

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Pubblicato aprile 14, 2017 · Aggiornato aprile 14, 2017
È il mondo alla rovescia: un organismo che si denomina pomposamente Corte Europea di Giustizia ha rovesciato sulla Russia la “colpa” di quanto accadde a Beslan il 1 settembre 2004: giorno di Erode in cui 186 bambini innocenti persero la vita per mano dei terroristi che fecero in quella occasione una prova generale del modo d’agire del futuro ISIS e dei suoi mandanti. A distanza di 13 anni su quei bambini continuano a volare gli avvoltoi, che sono tali anche se portano il nome imponente di “Corte di Giustizia”. Abbiamo chiesto a Ennio Bordato, presidente dell’Associazione Aiutateci a Salvare i Bambini e cittadino onorario della città di Beslan, di spiegarci cosa accadde in quel tragico evento e perché continuano le impietose strumentalizzazioni.
Cosa fu la strage di Beslan e quale fu il contesto storico in cui maturò quell’orrido eccidio?
Il 1°settembre 2004, primo giorno di scuola, un gruppo di trentadue terroristi ingushi e arabo-ceceni, sequestrarono la scuola n. 1 della cittadina dell’Ossezia del Nord-Alania (Federazione Russa). Per tre giorni oltre millequattrocento persone rimasero senza cibo e senza acqua stipate nella palestra della scuola. La Russia tentò una mediazione con la partecipazione di personalità politiche (tra gli altri l’ex presidente della repubblica dell’Inguscezia e Leonid Roshal, un pediatra diventato famoso durante il sequestro del teatro Dubrovka).
Chi c’era dietro i sequestratori?
Il gruppo era stato inviato, come poi appurato, dall’agente della Cia Shamil Basaev con il precipuo obiettivo di instaurare un Califfato nel Caucaso russo (prima “sperimentazione” dell’ISIS) ed iniziare una guerra etnica e religiosa fra le moltissime popolazioni del sud della Federazione per indebolire la Russia.
La risposta russa fu, come prevedibile, energica.
Sì, il 3 settembre a seguito dello scoppio di una delle bombe piazzate dai terroristi nella palestra colma di persone ormai sfinite, le forze di sicurezza russe iniziavano un assalto per la liberazione degli ostaggi. Le bombe dei terroristi, le sparatorie degli stessi contro le forze di sicurezza e la risposta di queste causarono una carneficina: 333 morti di cui 186 bambini. Oltre 800 i feriti e i disabili permanenti.
Una catastrofe immensa. Sulla quale però sembra che il mondo non abbia versato troppe lacrime, anzi…
Passata l’eco della solidarietà umana, subito iniziò la disinformazione dei mass media mondiali che pose la Russia da vittima a responsabile e carnefice. Questo “racconto” dura da oltre tredici anni e ha visto la sua apoteosi nella scandalosa sentenza della Corte europea di Strasburgo del 13 aprile.
Ma quali accuse muove la Corte Europea di Giustizia?
La motivazione della sentenza è un altro caso di assurdità giuridica: la Russia è stata condannata per non aver prevenuto l’attentato e per l’eccessivo uso della forza nella liberazione degli ostaggi.
Se questo fosse un capo d’accusa allora dovremmo attenderci anche …
una condanna agli USA per non aver saputo prevenire l’11 settembre, alla Francia per non aver saputo prevenire il Bataclan, alla Germania per i molti casi di attentato subito e soprattutto dell’Italia per non aver prevenuto Piazza Fontana, Piazza della Loggia, l’Italicus, l’Itavia, la strage di Bologna, l’assassino di Aldo Moro …… Riguardo all’ uso della forza sarebbe logico attendersi la condanna degli Usa per i casi di omicidio della popolazione di colore ad opera della polizia. Ma a parte queste considerazioni surreali stupisce il fatto che la sentenza della “Corte” non citi mai i terroristi …. che, sembrano non essere mai esistiti.
Quale è stata la risposta del Cremlino?
Il portavoce della Presidenza ha dichiarato che la Russia ricorrerà avverso alla sentenza considerata profondamente sbagliata: “naturalmente, non possiamo essere d’accordo con questa sentenza, un paese che è stato più volte oggetto di attacchi terroristici” – ha detto il portavoce della Presidenza. Peraltro l’aspetto maggiormente irritante di questa vicenda non solo sta nel non aver nemmeno accennato ai responsabili della tragedia – i terroristi arabo-ceceni – ma anche di non aver nemmeno tenuto in minima considerazione l’eroismo delle forze speciali (Alfa, Vympel) e delle altre forze russe che si sono eroicamente sacrificate per la liberazione dei bambini e degli ostaggi della scuola.
Ma in Europa c’è qualche personalità istituzionale o non che ha protestato per l’assurdità di questa “sentenza”?
L’Europa, quando si dà contro alla Russia, non solo tace ma acconsente e sfodera i migliori tromboni russofobici che, grazie ai media poco “oggettivi”, fanno risuonare le loro pseudo analisi in tutto l’etere ….
Come hanno preso i cittadini, le madri e i padri di Beslan, gli scampati all’eccidio questa sentenza kafkiana?
Qui bisogna fare un distinguo. Vi è, a quattordici anni di distanza dalla tragedia, ancora dolore. Dolore immenso e non comprensibile se non si vive quella realtà. La causa contro la Russia è nata anche per cercare un qualche appiglio che portasse una risposta alla domanda: perché è successo? Perché a mio figlio, a mia madre, a mia moglie? Ma anche fra i 409 ricorrenti la sentenza non soddisfa. Il Comitato Madri di Beslan giustamente pone l’accento sulla non soluzione dell’intera vicenda. Se si dichiara soddisfatta della sentenza (è importante riconoscere gli errori), sottolinea come “non vi è stata alcuna indagine efficace sugli eventi”.
Certo, nel contesto specifico e senza strumentalizzazioni si può sempre fare uno sforzo più approfondito per capire cosa è successo ed evitare che accada ancora.
La presidente dell’Associazione Madri di Beslan, signora Dudieva, persona degnissima ed integerrima, ha dichiarato che “siamo molto perplessi che la Corte non abbia ritenuto necessario esaminare in modo più dettagliato i fatti che abbiamo presentato sulla balistica, nel lavoro investigativo non è stato eseguito un corretto esame dei corpi delle vittime, non vi è stata alcuna indagine sulla scena del crimine che già la sera (del 3 settembre ndt) era stata completamente distrutta dalle sparatorie, … questi sono fatti importanti che dovevano essere indagati”.
Tuttavia indagare su una strage disumana non significa capovolgere il ruolo di vittime e carnefici!
Infatti la presidente Dudieva concludeva il suo discorso affermando: “Noi non dimentichiamo e tentiamo con i nostri sforzi di garantire la sicurezza alle altre persone, a combattere il terrorismo, non è una battaglia contro le autorità, noi siamo per un forte Stato di diritto e per questo l’errore deve essere riconosciuto qui, in casa, sul lavoro ed anche in questa vicenda, credo che questo sarà fatto”. Invece a dispetto di queste parole ecco apparire una sentenza chiaramente politicizzata che segue la direttiva internazionale per cui la Russia vada condannata sempre, in ogni luogo ed in ogni occasione, Anche a costo di tralasciare la verità…
Quale dovrebbe essere invece il giusto atteggiamento nei confronti di quel tragico accadimento?
La tragedia di Beslan non deve essere dimenticata. Come non deve essere dimenticato il contesto in cui è avvenuta. Al di là dell’aspetto umano, tragico come forse mai nella storia moderna, un altro aspetto va evidenziato. La Russia del 2004 era ancora governata da amministrazioni repubblicane, regionali e locali di “matrice” El’ciniana. La parola d’ordine dopo la tragedia storica dell’implosione dell’URSS fu: “fatevi tutti gli affari vostri. Arricchitevi e gestite le amministrazioni come volete”. Tutta la vicenda di Beslan, del periodo antecedente il settembre 2004 sino alla riforma putiniana della “verticale del potere”, decisa proprio a seguito dei fatti di Beslan, non ha testimoniato la complicità (da escludere tassativamente) ma una profonda debolezza politica, amministrativa e culturale nella lotta al terrorismo internazionale contro la Russia dell’epoca.
Come proseguono le attività di solidarietà e di sostegno medico-psicologico alle vittime di Beslan da parte della sua associazione?
“Aiutateci a Salvare i Bambini” ha un rapporto profondo con Beslan. Subito dopo la tragedia organizzò un periodo di accoglienza di due mesi a Trento per 63 cittadini ex ostaggio (33 bambini e 30 adulti) della scuola n. 1. Da quell’esperienza, importantissima, nacque il successivo impegno in loco che durò sino al 2010. Un’equipe di psicologhe dell’emergenza dell’Università di Padova gestirono un complesso interventi di sostegno e cura psicologica per tutti i bambini ex ostaggio della scuola e per la popolazione locale. Alla fine dell’intervento quinquennale fu prodotto e distribuito in mille copie un DVD interattivo volto alla gestione del PDTS (Sindrome post traumatica da stress) e fu fatta una formazione alle insegnanti e alle psicologhe locali per il suo uso corretto.
Dal 2011 la nostra Associazione continua ad avere un rapporto stretto con la cittadina e la sua popolazione. Una delegazione ha partecipato al 10mo anniversario della strage dei bambini (2014) e in molte occasioni sono stati aiutati “ex bambini” ora diventati adulti a proseguire cure a Mosca o all’estero a causa della permanenza di gravi quadri clinici dovuti alle ferite riportate nel 2004.
Poi arriva la Corte Europea di Giustizia dall’alto della sua sapienza giuridica…
Proprio per quegli antefatti, la Sentenza della Corte ci indigna. Indigna perché, ancora una volta sulla pelle dei bambini morti la seconda volta, si gioca un gioco molto sporco: la demonizzazione della Russia e temiamo possa essere la preparazione psicologica delle popolazioni europee ad una terribile, vera guerra che molti vogliono iniziare a combattere contro la Russia. La verità su Beslan serve anche a questo, a comprendere quanto oggi sia vitale conoscere per capire, capire ed indignarsi.
Eppure Beslan dovrebbe essere un luogo in cui tutti dovrebbero interrogarsi per ritrovare una comune pietà e un comune senso di umanità.
Certo, dobbiamo tutti portare il massimo rispetto ai cittadini di Beslan comunque e sempre. Beslan ha sofferto atrocemente anche per noi affinché non prevalga il terrorismo internazionale affinché i nostri bambini, i bambini di tutto il modo possano esistere.
Per un ulteriore approfondimento della questione consigliamo la lettura dell’articolo di F. William Enghdal “Beslan, la verità”, consultabile al sito http://trentinorussia.blogspot.it/2017/03/normal-0-14-false-false-false-it-x-none_2.html#links
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