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Timestamp: 2016-10-28 04:44:35+00:00

Document:
Risoluzione Agenzia Entrate n. 125 del 29.09.2004
Istanza di Interpello - X - Disciplina
applicabile ai compensi d'intermediazione richiesti dalla agenzie di viaggi e
turismo per la prenotazione e l'emissione di biglietteria aerea - Articolo 22
del dPR 26 ottobre 1972, n. 633
presentata in data 03 maggio 2004, ai sensi dell'articolo 11 della legge 27
luglio 2000, n. 212, la X ha esposto il
seguente quesito volto a conoscere l'esatta applicazione dell'articolo 22 del dPR 26 ottobre 1972, n. 633.
La X associazione di imprese operanti nel settore
viaggi e turismo, ha chiesto conoscere la corretta disciplina fiscale
applicabile ai compensi che le agenzie di viaggio percepiscono direttamente dai
propri clienti per l'attività di intermediazione, riferita al servizio di
prenotazione ed emissione di biglietteria aerea, svolta in nome e per conto del
In particolare, atteso che molti vettori aerei hanno
scelto di ridurre le commissioni corrisposte alle agenzie intermediarie per la
vendita dei biglietti aerei, le imprese del settore hanno iniziato a richiedere
al cliente un compenso per il servizio d'intermediazione reso. Pertanto accanto
alla commissione, in misura ridotta, corrisposta dal vettore, le agenzie
percepiscono direttamente dai clienti un compenso, che costituisce una vera e
propria remunerazione dell'attività esercitata e non può usufruire
dell'esonero dagli obblighi di certificazione (articolo 2, comma 1, lettera ff)
del dPR 21 dicembre 1996, n. 696).
Ciò premesso, è stato chiesto alla scrivente di
chiarire quale siano le disposizioni IVA applicabili ai corrispettivi in
argomento, sia nell'ipotesi di emissione di biglietteria aerea nazionale sia
nell'ipotesi di emissione di biglietteria aerea internazionale, nonché di
precisare quale siano le corrette modalità di certificazione degli stessi.
La X è dell'avviso che gli importi percepiti dalle
agenzie di viaggio per l'emissione della biglietteria nazionale debbano essere
assoggettati ad IVA, ad aliquota ordinaria del 20 per cento, mentre quelli
incassati per l'emissione della biglietteria internazionale debbano essere
considerati non imponibili IVA ai sensi dell'articolo 9, comma 1, punto 7 del dPR n. 633 del
1972. Ciò sia nell'ipotesi in cui detti corrispettivi siano corrisposti dal
vettore a titolo di commissione, sia nell'ipotesi in cui siano pagati
direttamente dai clienti a titolo di compenso per la prestazione
d'intermediazione resa.
In merito alle modalità di certificazione, l'istante
propone la seguente soluzione:
- certificare la commissione percepita dal
vettore mediante l'emissione di fattura, secondo le disposizioni di cui
all'articolo 21 del dPR n. 633 del
- certificare il compenso percepito
direttamente dai clienti per l'attività di intermediazione resa, mediante
l'emissione - in luogo dello scontrino o ricevuta fiscale - di un ulteriore
tagliando integrativo del biglietto di viaggio (il cui fax simile è stato
allegato all'istanza d'interpello), distinto e separato dal titolo di viaggio,
sul quale riportare: > la ditta, la denominazione
o ragione sociale e la partita IVA dell'agenzia di viaggio che emette il
> la data di
> il numero progressivo
(costituito dal numero del biglietto aereo e il codice identificativo IATA);
> il compenso
d'intermediazione (imponibile, imposta, aliquota applicata nell'ipotesi di
trasporto nazionale, titolo di non imponibilità nell'ipotesi di trasporto
internazionale);
> i dati relativi al
trasporto - ripresi dal biglietto aereo - a cui il compenso si riferisce.
L'istanza di interpello è inammissibile poiché
presentata da soggetto non portatore di interesse personale e diretto. Invero,
il quesito in esame riguarda la posizione fiscale delle agenzie di viaggio
associate alla X (soggetto istante) e non la posizione fiscale della X medesima.
Come stabilito dagli articoli 11, comma 1, della legge
n. 212 del 2000 e 1, commi 1, 2 e 3 del
D.M. n. 209 del 2001 e, inoltre,
chiarito con la circolare del 31 maggio 2001, n. 50, sono legittimati a presentare
l'istanza di interpello, oltre al contribuente, i soggetti che in base a
tributari per conto dello stesso.
Sono esclusi, pertanto, i soggetti portatori di
interessi collettivi, quali le associazioni sindacali e di categoria e gli
ordini professionali (nel caso di specie, la X fatta eccezione per le istanze
relative alle questioni afferenti la loro posizione fiscale e non quella dei
loro rappresentati, associati o iscritti.
merito la questione prospettata, rappresentando qui di seguito un parere non è
produttivo degli effetti tipici dell'interpello di cui all'articolo 11, commi 2
e 3, della legge n. 212 del 2000, ma
riconducibile nell'attività di consulenza giuridica secondo le modalità
Come già chiarito con circolare 24 dicembre 1997, n.
328, le agenzie di viaggio e turismo, oltre ad esercitare l'attività di
organizzazione e vendita in proprio e tramite mandatari con rappresentanza di
pacchetti turistici (attività cui si applica la disciplina contenuta
nell'articolo 74-ter del dPR n. 633
del 1972), possono, altresì, operare in veste di rappresentanti dei viaggiatori
per fornire agli stessi singoli servizi.
In tal caso si instaura tra le parti coinvolte un
doppio rapporto di mandato - vettore-agenzia, agenzia-cliente - con
remunerazione a carico non solamente dei vettori, ma anche dei clienti, che
versano un corrispettivo per il servizio di intermediazione ricevuto.
Se è il vettore a corrispondere la commissione, le
agenzie riscuotono dai clienti il prezzo lordo del biglietto aereo e lo
riversano al vettore al netto del compenso di loro spettanza. In tale
circostanza le agenzie emettono fattura direttamente al vettore, assoggettando
ad aliquota del 20 per cento le commissioni concernenti la biglietteria
nazionale, mentre per quelle percepite per la biglietteria internazionale
applicano il regime di non imponibilità ex articolo 9, comma 1, n. 7, del dPR n. 633 del
1972, ossia il medesimo regime IVA previsto per l'operazione principale.
Lo stesso trattamento fiscale IVA si applica anche se
il compenso è corrisposto direttamente dai clienti, posto che trattasi di
remunerazione di un servizio di intermediazione derivante ad un rapporto di
Pertanto, il corrispettivo percepito dai clienti per
l'emissione di biglietteria aerea nazionale deve essere assoggettato ad imposta
con aliquota al 20 per cento, mentre quello percepito per l'emissione di
biglietteria internazionale deve essere considerato non imponibile ex articolo 9, comma 1, n. 7 del dPR n. 633.
In merito alle modalità di certificazione, si osserva
che ai compensi corrisposti direttamente dai clienti alle agenzie di viaggio, si
applicano, "ricorrendone i presupposti, i sistemi ordinari di
certificazione di cui al dPR 21 dicembre 1996, n. 696 (alternatività tra la
ricevuta fiscale, lo scontrino fiscale e la fattura), secondo quanto
chiarito...con la circolare n. 97/E del 4 aprile 1997 ovvero, nell'ipotesi di
estrema marginalità economica, l'esonero contemplato per le prestazioni in
parola dall'articolo 2, lettera ff) del medesimo decreto." (cfr circ. n.
328/97).
Il citato articolo 2 dispone, infatti, che "non
sono soggette all'obbligo di certificazione... le prestazioni rese dalle agenzie
di viaggio e turismo concernenti la prenotazione di servizi in nome e per conto
del cliente", ossia quelle prestazioni aventi ad oggetto la mera esecuzione
di servizi connessi alla prenotazione del servizio turistico e prestati
nell'interesse dei clienti delle agenzie.
Nel caso prospettato dall'interpellante, tuttavia, il
compenso corrisposto dai clienti non è riferibile a prestazioni di marginale
importanza; infatti, non è destinato a coprire le spese direttamente connesse
alla mera esecuzione del servizio, bensì costituisce un vero compenso per
l'attività di intermediazione, per cui non può trovare applicazione la
disposizione di esonero recata dall'articolo 2 del dPR n. 696 del 1996.
La scrivente è dell'avviso che la proposta procedura
di certificazione dei menzionati corrispettivi incassati dalle agenzie di
viaggio, incentrata su un tagliando integrativo del biglietto di viaggio, sia
ammissibile qualora vengano rispettate sia le disposizioni contenute
nell'articolo 1 del DM 30 giugno 1992 (che ha fissato le indicazioni che il
biglietto di trasporto deve contenere al fine di assolvere la funzione dello
scontrino fiscale), sia le disposizioni concernenti la certificazione dei
corrispettivi per i quali non è obbligatoria l'emissione della fattura se non
richiesta dal cliente (cfr articolo 1 del dPR n. 696 del 1996, che a sua volta
rinvia alla disciplina dello scontrino fiscale e della ricevuta fiscale
contenute nel DM 23 marzo 1983 e nel DM 30 marzo 1992).
Dai dati dell'istanza sembra emergere che, nel
tagliando annesso al biglietto di viaggio saranno riepilogati gli elementi
essenziali che dovrebbero essere indicati nello scontrino o nella ricevuta
fiscale, mentre la progressività del documento certificativo dovrebbe essere
garantita dal numero progressivo del biglietto aereo e dal codice identificativo
I.A.T.A. (sistema che disciplina le relazioni tra vettori ed agenzie, concedendo
a quest'ultime l'abilitazione all'emissione della biglietteria aerea solo dopo
aver riscontrato l'esistenza di determinati requisiti di affidabilità).
In conclusione, si è dell'avviso che i tagliandi
annessi al biglietto di trasporto possano assolvere gli obblighi di
certificazione delle agenzie di viaggio dei compensi corrisposti direttamente
dai clienti, senza che, per questo, sia alterata la funzione sostitutiva di
scontrino fiscale assolta dal titolo di viaggio (cfr risoluzione 27 giugno 2001,
n. 93).
In ordine al momento impositivo, l'articolo 6, commi 3 e 4 del dPR n. 633 del 1972
prevede che per le prestazioni di servizio esso si realizza all'atto del
pagamento del corrispettivo, ovvero all'atto dell'emissione della fattura
limitatamente all'importo fatturato. Ne consegue che, per le agenzie di viaggio
che si avvalgono della procedura in esame, il momento impositivo coinciderà con
quello di emissione del titolo di viaggio.
Per quanto concerne gli obblighi di registrazione e di
liquidazione degli importi sui registri obbligatori di cui agli articoli 23 e 24 del dPR n. 633 del 1972, gli
stessi potranno essere assolti mediante l'ausilio del sistema B.S.P. (Bank
settlement Plan) I.A.T.A., ossia il sistema in uso nel settore che consente di
contabilizzare e gestire i pagamenti tra i vettori e gli agenti autorizzati
mediante l'ausilio di rendiconti periodici (cfr ris. 22 novembre 2001, n. 189).
In merito, infine, al ruolo di intermediazione, in nome
e per conto dei clienti, svolto dalle agenzie di viaggio nelle transazioni
tramite il canale web, ed agli obblighi certificativi dei compensi percepiti per
detta attività, si osserva che in tale circostanza le agenzie non emettono un
vero e proprio titolo di viaggio, bensì assegnano ai clienti un codice di
prenotazione con il quale è possibile presentarsi direttamente in aeroporto e
ricevere la carta d'imbarco.
In assenza di un biglietto di trasporto nel quale
inserire il compenso, secondo le modalità sopra descritte, le agenzie dovranno
certificare il corrispettivo nelle forme ordinarie, mediante l'emissione di uno
scontrino o ricevuta fiscale, ovvero, se richiesta dai clienti, di una fattura
che, ovviamente, potrà assumere anche la forma di fattura elettronica così
come disciplinata dal novellato articolo 21 del dPR n. 633 del 1972.

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 articolo 21