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Timestamp: 2018-05-23 10:29:22+00:00

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Raffaele Boccia | Legge Pinto: più complicato l’accesso all’equa riparazione
Legge Pinto: più complicato l’accesso all’equa riparazione
Pubblicato su 7 gennaio 2016 di Raffaele Boccia
La Legge di Stabilità 2016 (Legge, 28/12/2015 n° 208, G.U. 30/12/2015) ha apportato rilevanti modifiche alla Legge Pinto in tema di accesso all’indennizzo in caso di eccessiva durata del processo.
A parte alcune modifiche procedurali, tra le quali segnalare la modifica della competenza del Giudice, che passa ora alla Corte d’Appello del distretto in cui ha sede il giudice innanzi al quale si è svolto il primo grado del processo presupposto, e a quella attinente la misura dell’indennizzo, notevolmente diminuita (ora è previsto un indennizzo tra i 400 e gli 800 euro per ogni anno di ritardo), va evidenziato che l’accesso alla procedura è subordinato all’esperimento di rimedi preventivi che condizionano la procedibilità dell’azione.
Riportiamo qui di seguito la Legge Pinto con in grassetto le modifiche apportate dalla Legge di Stabilità.
Art. 1-bis. – (Rimedi all’irragionevole durata del processo).
Art. 1-ter. – (Rimedi preventivi). – 1. Ai fini della presente legge, nei processi civili costituisce rimedio preventivo a norma dell’articolo 1-bis, comma 1, l’introduzione del giudizio nelle forme del procedimento sommario di cognizione di cui agli articoli 702-bis e seguenti del codice di procedura civile. Costituisce altresi’ rimedio preventivo formulare richiesta di passaggio dal rito ordinario al rito sommario a norma dell’articolo 183-bis del codice di procedura civile, entro l’udienza di trattazione e comunque almeno sei mesi prima che siano trascorsi i termini di cui all’articolo 2, comma 2-bis. Nelle cause in cui non si applica il rito sommario di cognizione, ivi comprese quelle in grado di appello, costituisce rimedio preventivo proporre istanza di decisione a seguito di trattazione orale a norma dell’articolo 281-sexies del codice di procedura civile, almeno sei mesi prima che siano trascorsi i termini di cui all’articolo 2, comma 2-bis. Nelle cause in cui il tribunale giudica in composizione collegiale, il giudice istruttore quando ritiene che la causa puo’ essere decisa a seguito di trattazione orale, a norma dell’articolo 281-sexies del codice di procedura civile, rimette la causa al collegio fissando l’udienza collegiale per la precisazione delle conclusioni e per la discussione orale.
7. Restano ferme le disposizioni che determinano l’ordine di priorita’ nella trattazione dei procedimenti.
Art. 2. Diritto all’equa riparazione.
2-quater. Ai fini del computo non si tiene conto del tempo in cui il processo è sospeso e di quello intercorso tra il giorno in cui inizia a decorrere il termine per proporre l’impugnazione e la proposizione della stessa .
d) in ogni altro caso di abuso dei poteri processuali che abbia determinato una ingiustificata dilazione dei tempi del procedimento;
2-septies. Si presume parimenti insussistente il danno quando la parte ha conseguito, per effetto della irragionevole durata del processo, vantaggi patrimoniali eguali o maggiori rispetto alla misura dell’indennizzo altrimenti dovuto
Art. 2-bis. Misura dell’indennizzo.
1. Il giudice liquida a titolo di equa riparazione, di regola, una somma di denaro non inferiore a euro 400 e non superiore a euro 800 per ciascun anno, o frazione di anno superiore a sei mesi, che eccede il termine ragionevole di durata del processo. La somma liquidata puà essere incrementata fino al 20 per cento per gli anni successivi al terzo e fino al 40 per cento per gli anni successivi al settimo.
Art. 3. Procedimento.
Art. 4. Termine di proponibilità.
Art. 5. Notificazioni e comunicazioni.
Art. 5-bis. Gratuità del procedimento.
(1) L’articolo che recitava: “1. Il procedimento di cui all’articolo 3 è esente dal pagamento del contributo unificato di cui all’articolo 9 della legge 23 dicembre 1999, n. 488. Il procedimento iscritto prima del 13 marzo 2002 è esente dalla imposta di bollo, dai diritti di cancelleria e dai diritti di chiamata di causa dell’ufficiale giudiziario.” è stato aggiunto dall’art. 2, D.L. 11 marzo 2002, n. 28 e successivamente abrogato dall’art. 299, D.Lgs. 30 maggio 2002, n. 113 e dall’art. 299, D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115.
Art. 5-ter. Opposizione .
Art. 5-quater. Sanzioni processuali.
Art. 5-quinquies. Esecuzione forzata.
Art. 5-sexies. – (Modalità di pagamento).
8. Qualora i creditori di somme liquidate a norma della presente legge propongano l’azione di ottemperanza di cui al titolo I del libro quarto del codice del processo amministrativo, di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, il giudice amministrativo nomina, ove occorra, commissario ad acta un dirigente dell’amministrazione soccombente, con esclusione dei titolari di incarichi di Governo, dei capi dipartimento e di coloro che ricoprono incarichi dirigenziali generali. I compensi riconosciuti al commissario ad acta rientrano nell’onnicomprensivita’ della retribuzione dei dirigenti.
11. Nel processo di esecuzione forzata, anche in corso, non puo’ essere disposto il pagamento di somme o l’assegnazione di crediti in favore dei creditori di somme liquidate a norma della presente legge in caso di mancato, incompleto o irregolare adempimento degli obblighi di comunicazione. La disposizione di cui al presente comma si applica anche al pagamento compiuto dal commissario ad acta.
12. I creditori di provvedimenti notificati anteriormente all’emanazione dei decreti di cui al comma 3 trasmettono la dichiarazione e la documentazione di cui ai commi precedenti avvalendosi della modulistica presente nei siti istituzionali delle amministrazioni. Le dichiarazioni complete e regolari, gia’ trasmesse alla data di entrata in vigore del presente articolo, conservano validita’ anche in deroga al disposto dei commi 9 e 10
Art. 6. Norma transitoria.
Art. 7. Disposizioni finanziarie.
1. All’onere derivante dall’attuazione della presente legge, valutato in lire 12.705 milioni a decorrere dall’anno 2002, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2001-2003, nell’àmbito dell’unità previsionale di base di parte corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica per l’anno 2001, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero.
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References: Art. 1

Art. 1

Art. 2

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 5

Art. 5

Art. 5

Art. 5

Art. 5

Art. 6

Art. 7