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Timestamp: 2018-12-16 08:09:36+00:00

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Legge Regionale n. 31 del 15 aprile 1985 - Turistico - Fiaip.it
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Legge Regionale n. 31 del 15 aprile 1985
Disciplina delle strutture ricettive extra-alberghiere. (B.U. 24 aprile 1985, n. 17)
Art. 1. Oggetto della legge - La presente legge in attuazione dei principi stabiliti dalla legge 17 maggio 1983, n. 217, disciplina le strutture ricettive non regolamentate dalla legge regionale 31 agosto 1979, n. 54, in materia di complessi ricettivi all'aperto e dalla legge regionale 16 giugno 1981, n. 21, in materia di aziende alberghiere e successive modificazioni ed in particolare:
- case per ferie e ostelli per la gioventù;
Art. 2. Definizioni e caratteristiche - Sono case per ferie le strutture ricettive attrezzate per il soggiorno temporaneo di persone o gruppi non residenti nel Comune sede della casa per ferie e gestite, al di fuori di normali canali commerciali, da Enti pubblici, Associazioni o Enti religiosi operanti senza scopi di lucro per il conseguimento di finalità sociali, culturali, assistenziali, religiose o sportive, nonché da Enti o Aziende per il soggiorno dei propri dipendenti e loro familiari.
Nelle case per ferie possono altresì essere ospitati dipendenti e relativi familiari di altre Aziende e assistiti dagli Enti di cui al comma precedente con cui viene stipulata apposita convenzione.
Sono ostelli per la gioventù le strutture ricettive per il soggiorno ed il pernottamento dei giovani e degli accompagnatori dei gruppi di giovani.
Art. 3. Requisiti tecnici ed igienico-sanitari - Le case per ferie e gli ostelli per la gioventù devono possedere i requisiti previsti dai regolamenti igienico-edilizi comunali.
a) una superficie minima delle camere, al netto di ogni locale accessorio, di mq 8 per le camere ad un letto, mq 12 per le camere a 2 letti con un incremento di superficie di mq 4 per ogni letto in più;
altezza minima dei locali secondo le previsioni del regolamento edilizio con un minimo di m. 2.40 per i Comuni montani al di sopra dei 700 metri sul livello del mare e di m. 2,70 per le altre zone.
Per le camere ricavate in sottotetto abitabili delimitati, anche parzialmente dalla falda del tetto avente un'inclinazione minima del 35% è consentita un'altezza media ponderale di m. 2,20 per gli immobili siti in Comuni montani e di m. 2,50 per gli altri, fermo restando il rispetto delle superfici minime.
Qualora il tipo di utenza lo consenta, a ciascun letto base può essere sovrapposto un altro letto senza dover incrementare superfici e cubature delle camere; per il rispetto degli altri rapporti si computano invece i posti letto effettivi;
b) 1 wc ogni 10 posti letto, 1 bagno o doccia ogni 12 posti letto, 1 lavandino ogni 6 posti letto.
Nel rapporto di cui sopra non si computano le camere dotate di servizi igienici privati;
Art. 4. Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell'attività - L'esercizio dell'attività ricettiva nelle case per ferie e negli ostelli per la gioventù è soggetta ad autorizzazione da rilasciarsi dal Comune, previa stipula di apposita convenzione che, sulla base delle direttive regionali, individua e regola:
- il numero dei posti letto negli ostelli per la gioventù da riservare per i giovani in transito;
- il lipo di gestione che deve in ogni caso garantire l'uso delle strutture e la calmierazione dei prezzi in rapporto alle finalità per cui è autorizzato il complesso da accertarsi mediante anche l'eventuale presentazione di Statuti e bilanci;
L'autorizzazione all'esercizio può comprendere l'amministrazione di cibi e bevande limitatamente alle sole persone alloggiate ed alle altre persone che possano utilizzare la struttura in conformità alle finalità sociali cui la stessa è destinata e nei limiti stabiliti dalla convenzione stipulata con il Comune. Con distinta autorizzazione potrà altresì essere consentita, sempre limitatamente alle persone alloggiate, la somministrazione di bevande superalcooliche.
Art. 5. Uso occasionale di immobili a fini ricettivi - L'uso occasionale e per periodi non superiori ai 60 giorni, da parte dei soggetti e per le finalità di cui all'articolo 1, 1° comma, di immobili non destinati abitualmente a ricettività collettiva è consentito in deroga alle disposizioni di cui alla presente legge, previo nulla osta del Comune.
Art. 6. Definizione e caratteristiche - Sono rifugi alpini le strutture idonee ad offrire ospitalità e ristoro ad alpinisti in zone isolate di montagna raggiungibili attraverso mulattiere, sentieri, ghiacciai, morene, o per periodi limitati anche con strade o altri mezzi di trasporto ed ubicate in luoghi favorevoli ad ascensioni ed escursioni.
I rifugi alpini possono essere gestiti da Enti pubblici e da Enti ed Associazioni operanti nel settore dell'alpinismo e dell'escursionismo, nonché da privati. Nel caso di gestione pubblica, la stessa deve essere effettuata a mezzo di rappresentante o tramite appalto a gestore; tale obbligo non sussiste qualora si tratti di rifugi senza custode.
Sono rifugi escursionistici o rifugi-albergo le strutture gestite da Enti od Associazioni senza scopo di lucro, statutariamente operanti nel settore dell'alpinismo e dell'escursionismo, idonee ad offrire ospitalità ad alpinisti ed escursionisti in zone montane di altitudine non inferiore a m. 700 servite da strade o da altri mezzi di trasporto ordinari anche in prossimità di centri abitati.
Sono altresì assoggettate alla normativa dei rifugi escursionistici le strutture ricettive riservate a coloro che a piedi percorrono itinerari escursionistici di interesse nazionale o regionale anche se poste ad altitudine inferiore a m. 700.
Art. 7. Requisiti tecnici ed igienico-sanitari - I rifugi alpini devono possedere requisiti idonei per il ricovero ed il pernottamento degli ospiti.
b) spazio attrezzato per la somministrazione ed in consumo di alimenti e bevande;
e) attrezzature di pronto soccorso (cassetta pronto soccorso, barelle, slitte, corde. ecc.).
Qualora vi sia la possibilità i servizi di cui ai punti precedenti, dovranno essere posti in locali separati e il rifugio dovrà disporre di locale di fortuna sempre aperto, nonché di servizi igienico-sanitari.
- non è obbligatorio il telefono;
- non è obbligatorio il locale di soggiorno, dovendo essere dotata la struttura semplicemente di un locale comune utilizzabile anche per la somministrazione e il consumo di alimenti è bevande.
I rifugi alpini e i rifugi escursionistici devono inoltre possedere le caratteristiche tecnico edilizie e igienico sanitarie indicate nell'Allegato B della presente legge. Qualora il rispetto di tali requisiti comporti per i rifugi esistenti interventi di ristrutturazione e/o di manutenzione straordinaria, l'adeguamento alle prescrizioni dell'Allegato B deve essere realizzato entro trentasei mesi dall'entrata in vigore della presente legge (1).
Art. 8. Bivacchi fissi - I locali di alta montagna e di difficile accesso, allestiti con un minimo di attrezzatura per il riparo degli alpinisti sono denominati bivacchi fissi.
Art. 9. Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell'attività - L'esercizio dell'attività dei rifugi escursionistici è soggetta ad autorizzazione da rilasciarsi dal Comune, previo accertamento della rispondenza della struttura alle norme della presente legge.
La domanda di autorizzazione deve, in particolare, indicare: altitudine della località, tipo di costruzione, vie di accesso, capacità ricettiva (posti letto, wc, lavabi), periodi di apertura, tariffe per il vitto ed il pernottamento.
Alla domanda dovrà essere allegato un progetto (prospetto esterno, planimetrie e sezione) e relazione tecnico-descrittiva del fabbricato.
Qualora trattasi di rifugio con custodia, l'Ente o il privato proprietario del rifugio, all'atto della richiesta di apertura, deve indicare il nominativo del custode o del gestore che deve sottoscrivere la domanda per accettazione.
Il Comune accerterà che trattasi di persone di sana e robusta costituzione fisica, di buona condotta morale e civile, nonché - mediante attestazione del Corpo nazionale del Soccorso Alpino - che abbiano conoscenza della zona, delle vie di accesso al rifugio, ai rifugi limitrofi ed ai posti di soccorso più vicini, nonché delle nozioni necessarie per un primo intervento di soccorso.
Art. 10. Definizione e caratteristiche - (Omissis) (2).
Art. 11. Requisiti tecnici ed igienico-sanitari - (Omissis) (2).
Art. 12. Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell'attività - (Omissis) (2).
ESERCIZIO DI AFFITTACAMERE
Art. 13. Definizioni e caratteristiche - Sono esercizi di affittacamere le strutture composte da non più di sei camere per clienti con una capacità ricettiva non superiore a 12 posti letto ubicate in non più di due appartamenti ammobiliati in uno stesso stabile, nelle quali sono forniti alloggio e, eventualmente, servizi complementari.
Gli affittacamere devono assicurare - avvalendosi della normale organizzazione familiare - i seguenti servizi minimi di ospitalità compresi nel prezzo della camera:
Art. 14. Caratteristiche tecniche ed igienico-sanitarie - I locali destinati all'esercizio di affittacamere devono possedere le caratteristiche strutturali ed igienico-edilizie previste per i locali di abitazione dal regolamento igienico-edilizio comunale.
Per la camere da letto, l'arredamento minimo deve essere costituito da letto, sedia o sgabello per persona, oltre che da armadio e cestino rifiuti.
Art. 15. Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell'attività - Chi intende esercitare l'attività di affitta camere deve farne preventiva dichiarazione al Comune che, ove sussistano i requisiti previsti, prende atto della dichiarazione stessa, provvedendo all'iscrizione in apposito elenco.
Art. 16. Definizione e caratteristiche - Sono case ed appartamenti per vacanze le unità abitative composte da uno o più locali arredati e dotate di servizi igienici e di cucina autonoma gestite unitariamente in forma imprenditoriale per l'affitto ai turisti, senza offerta di servizi centralizzati, nel corso di una o più stagioni, con contratti aventi validità non superiore a tre mesi consecutivi.
Nella gestione delle case ed appartamenti per vacanze devono essere assicurati i seguenti servizi essenziali per il soggiorno degli ospiti:
- pulizia delle unità abitative ad ogni cambio di cliente ed almeno una volta alla settimana;
- fornitura della biancheria pulita ad ogni cambio di cliente e cambio di biancheria a richiesta;
- fornitura di energia elettrica, acqua, riscaldamento - assistenza di manutenzione delle unità abitative e di ripartizione e sostituzione di arredi, corredi e dotazioni avariate;
Nelle singole unità abitative possono inoltre essere forniti i servizi di telefono, di radiotelevisione e di filodiffusione.
L'uso della denominazione "residence" o "residenza turistica" è consentito soltanto nel caso di gestione di unità abitative poste in stabili a corpo unico o a più corpi.
Agli effetti della presente legge si considera gestione di case e appartamenti per vacanze la gestione non occasionale e organizzata di tre o più case o appartamenti ad uso turistico, ivi compreso il turismo connesso a motivi di lavoro, studio e altri simili motivi.
Art. 17. Requisiti tecnici ed igienico-sanitari - Le case e appartamenti gestiti per la cessione in uso ai turisti, secondo le modalità di cui all'articolo precedente, devono possedere gli ordinari requisiti igienico-edilizi previsti dalle norme statali in materia di edilizia residenziale e dai regolamenti comunali per i locali di abitazione.
Art. 18. Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell'attività - Chi intende gestire case e appartamenti per vacanze, secondo le modalità di cui all'articolo 15, deve richiedere preventiva autorizzazione al Comune in cui svolge l'attività, indicando:
Il titolare dell'autorizzazione a gestire case e appartamenti per vacanza è inoltre tenuto a comunicare preventivamente al Comune ogni variazione del numero e delle caratteristiche delle case e degli appartamenti di cui dispone per la gestione.
I titolari o gestori della suddetta attività ricettiva sono tenuti a iscriversi alla sezione speciale del registro degli esercenti il commercio prevista dall'articolo 5 della legge 27 maggio 1983, n. 217.
Art. 19. Accertamento dei requisiti - Il Comune provvede al rilascio dell'autorizzazione o alla presa d'atto delle attività ricettive di cui alla presente legge dopo aver accertato che sussistono i requisiti strutturali, nonché i requisiti soggettivi, del titolare e degli eventuali rappresentanti, previsti dagli articoli 11 e 12 del T.U.L.P.S approvato con R.D.L. 18 giugno 1931, n. 773.
Art. 20. Rinnovi e dichiarazioni annuali - L'autorizzazione, anche per i complessi ad attività stagionale, viene rinnovata annualmente, a presentazione di domanda, di norma mediante vidimazione sull'atto originale, previo pagamento delle tasse di concessione e delle tasse eventualmente dovute a qualsiasi titolo.
Art. 21. Diffida, sospensione, revoca e cessazione - L'autorizzazione ad esercitare le attività di cui alla presente legge può essere revocata dal Comune in ogni tempo venendo meno alcuno dei requisiti per il rilascio, o quando l'attività sia ritenuta dannosa o contraria agli scopi per cui viene autorizzata oppure per motivi di Pubblica Sicurezza.
Il titolare di una delle strutture ricettive disciplinate dalla presente legge che intende procedere alla sospensione temporanea o alla cessazione dell'attività deve darne preventivo, o qualora ciò non fosse possibile, contestuale avviso al Comune.
Art. 22. Comunicazione dei provvedimenti - Il Comune dà immediata comunicazione alla Regione, o all'Ente da essa delegato, del rilascio delle autorizzazioni e delle prese d'atto per le attività ricettive di cui alla presente legge, nonché delle diffide, soppressioni, revoche e cessazioni.
Art. 23. Denuncia e pubblicità dei prezzi - (Omissis) (3).
Art. 24. Funzioni di vigilanza e controllo - Fermo restando le competenza dell'Autorità di Pubblica Sicurezza, le funzioni di vigilanza e di controllo sull'osservanza delle disposizioni della presente legge sono esercitate dal Comune.
La regione verifica che sia data attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge, anche disponendo controlli ispettivi a mezzo di proprio personale.
Art. 25. Classificazione e comparazione a fini tributari - Gli alloggi utilizzati per l'esercizio di affittacamere o per la gestione di case e appartamenti per vacanze, nonché gli altri alloggi dati in locazione ad uso turistico sono classificati dal Comune al fine della comparazione alle categorie previste dal R.D.L. 24 novembre 1938, n. 1926, in quattro categorie sulla base della tabella di classificazione allegata alla presente legge (Allegato A).
Le case per ferie, gli ostelli per la gioventù e gli alloggi agroturistici sono classificati fra gli alloggi di IV categoria.
Art. 26. Osservanza di norme statali e regionali - E' fatta salva l'osservanza delle altre norme statali e regionali che regolano l'esercizio dell'attività ricettiva, in quanto applicabili alle attività disciplinate dalla presente legge, ed in particolare delle norme riguardanti; la Pubblica Sicurezza, la prevenzione incendi ed infortuni, la tutela igienico-sanitaria e l'uso e tutela del suolo.
Art. 27. Disposizioni transitorie e finali - Entro un biennio dalla data di entrata in vigore della presente legge le case per ferie, gli ostelli per la gioventù, i rifugi alpini e gli esercizi di affittacamere già operanti devono essere adeguati, per poter continuare l'attività, ai requisiti della presente legge: in tale periodo possono essere rinnovate le autorizzazioni di esercizio sempre che sussistano i requisiti previsti dalla legislazione che disciplinava precedentemente le singole attività.
Fatto salvo quanto disposto dal precedente comma, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, non si applicano più nella Regione Piemonte le disposizioni della legge 16 giugno 1939, n. 1111 "Disciplina degli affittacamere", del D.P.R. 4 agosto 1957, n. 918 "Approvazione del testo organico delle norme sulla disciplina dei rifugi alpini", e della legge 21 marzo 1958, n. 326 "Disciplina dei complessi complementari a carattere turistico-sociale".
Art. 28. Sanzioni - Chiunque fa funzionare una delle strutture ricettive disciplinate dalla presente legge sprovvisto della autorizzazione, ove richiesta, o comunque trasgredisce alle disposizioni di cui all'art. 27 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento della somma da lire 1.000.000 a lire 3.000.000.
Chiunque fa funzionare una delle strutture ricettive disciplinate dalla presente legge senza averne fatta preventiva dichiarazione, ove richiesta, o comunque trasgredisce alle disposizioni di cui all'articolo 27 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento della somma da lire 500.000 a lire 1.500.000.
L'omessa esposizione di tabelle e cartellini comporta la sanzione amministrativa del pagamento da lire 50.000 a lire 150.000.
Il superamento della capacità ricettiva consentita, fatto salvo il caso di stato di necessità per i rifugi alpini, comporta la sanzione amministrativa del pagamento della somma da lire 200.000 a lire 600.000.
In caso si recidiva le sanzioni previste ai commi precedenti sono raddoppiate e nei casi più gravi può procedersi alla sospensione dell'attività o alla revoca dell'autorizzazione.
Art. 29. Accertamento delle violazioni

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29