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UNIVERSITA POLITECNICA DELLE MARCHE FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA - PDF
UNIVERSITA POLITECNICA DELLE MARCHE FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA
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Felice Di Carlo
1 UNIVERSITA POLITECNICA DELLE MARCHE FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA MASTER PER COORDINATORI DELLE PROFESSIONI SANITARIE IL RUOLO DEL MEDIATORE CULTURALE NELL ASSISTENZA INFERMIERISTICA OSPEDALIERA ALLE DONNE MIGRANTI: DAL PARTO ALLA DIMISSIONE RELATORE: DOTT.SSA PAMELA BARBADORO TESI DI: FRANCESCA GIORGETTI Anno Accademico2 INDICE: Premessa.2 INTRODUZIONE Dalle basi etiche del diritto alla salute.al pregiudizio...3 La migrazione femminile.5 Che cos è la cultura?...7 Chi è il mediatore culturale 8 Maternità e cultura 12 Obiettivo della tesi.13 METODOLOGIA...14 RISULTATI Questionario..18 DISCUSSIONI E CONCLUSIONI...26 Bibliografia.28 Sitografia e Video.31 23 PREMESSA Secondo i dati dell'oms, nel 1999 sono stati oltre 1 miliardo e 200 milioni gli individui che almeno una volta sono usciti dai propri confini nazionali (OMS, 2000) Negli ultimi anni, a dispetto di ogni politica di controllo dei flussi immigratori, il numero degli stranieri immigrati, sia regolarmente che illegalmente, è aumentato in tutti i Paesi a sviluppo avanzato, segno dell importante ruolo che essi svolgono nell economia e nella società dei Paesi sviluppati (Saskia Sassen, 1999). La componente straniera è una significativa percentuale all interno delle strutture ospedaliere, presente in maniera generalizzata. L assistenza rivolta alle popolazioni immigrate rappresenta per il Servizio Sanitario Nazionale: occasione di crescita organizzativa occasione di crescita culturale Le principali difficoltà comunicative rilevate sono: Barriere linguistiche che ostacolano l interazione perché molti immigrati non conoscono la lingua italiana e, quando la conoscono spesso non comprendono la terminologia specifica sanitaria. Distanza culturale tra immigrati ed operatori, non soltanto nella rappresentazione della salute e della malattia, ma anche nella concezione del rapporto tra utenti e servizi Scarsa conoscenza da parte degli immigrati, del funzionamento e le modalità di accesso e di utilizzo del sistema sanitario, anche a causa delle differenze, più o meno rilevanti, con i sistemi sanitari dei rispettivi Paesi d origine Particolare esposizione degli immigrati a patologie o problemi sanitari (ad esempio: infortuni, malattie infettive, gravidanze, ) a causa delle disagiate condizioni socio economiche in cui versa una quota significativa di tale popolazione 34 Limitate conoscenze degli operatori sanitari circa le caratteristiche e le specificità di tipo sociale, culturale e comportamentale dei cittadini immigrati. Gli effetti delle difficoltà comunicative determinano: Disfunzioni organizzative Problemi nelle prestazioni diagnostiche terapeutiche ed assistenziali Complicanze burocratiche Aumento dei costi e dei tempi di erogazione delle prestazioni sanitarie. Le aree di intervento sono: Qualità/Organizzazione Miglioramento del rapporto con l utenza Miglioramento dell assistenza infermieristica Miglioramento dell accesso ai servizi/strutture Informazione/comunicazione L idea è quella di costruire un Ospedale Interculturale che sia capace di fornire risposte differenziate alle diverse esigenze culturali, affinché queste diventino una risorsa e siano occasione di integrazione e di crescita di tutte le persone coinvolte..dalle BASI ETICHE DEL DIRITTO ALLA SALUTE.. E ormai accettato dalla società che la tutela della salute di ogni individuo risponde ad un esigenza di solidarietà umana e contemporaneamente ad una logica di prevenzione della collettività. Ma nella storia umana il diritto alla salute è un acquisizione recente, un diritto positivo solo da poco universalmente condiviso. Questo diritto si esplica non solo nel non subire danni alla propria integrità psico fisica ( concetto di medicina preventiva, igiene ambientale, tutela sul lavoro, ), ma anche a non essere discriminato per accedere ai mezzi di prevenzione e cura delle malattie. La società deve assicurare quindi, condizioni di vita che non ledano lo stato di salute dell individuo o della collettività. Da parte sua l individuo ha l obbligo di 45 diritto alla salute, avendo possibilità di scelta consapevole delle stesse cure e di avere attenzione per il proprio corpo. La salute diventa quindi una condizione di equilibrio tra scelte individuali, quando queste sono possibili, e l ambiente familiare e sociale. Le norme di diritto, le scelte delle politiche sanitarie e sociali dovrebbero assicurare il migliore compromesso possibile. Nonostante i progressi della medicina e la diffusa democratizzazione spesso politiche poco illuminate hanno escluso ampie fette della popolazione dal diritto all assistenza. Ciò diventa drammaticamente evidente parlando di immigrati: discriminati socialmente e politicamente, più a rischio per le condizioni di vita, tollerati nella migliore delle ipotesi, ma esclusi da forme partecipative. Se a ciò aggiungiamo anche la condizione di irregolarità giuridica, è facile comprendere la precarietà della loro condizione di salute e la necessità di protezione. La Costituzione italiana all art. 32 recita: La Repubblica Italiana tutela la salute come fondamentale diritto dell individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. Considerando che l art. 2 afferma il rispetto dei diritti inviolabili dell uomo nonché adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale, appare evidente come la Costituzione, stabilisca il principio del diritto alla tutela della salute, riconoscendo come destinatari tutti gli individui: non solo i cittadini italiani, ma chiunque si trovi all interno dei confini della Repubblica. AL PREGIUDIZIO. Storicamente i movimenti migratori delle popolazioni hanno accompagnato la trasmissione di alcune malattie: dall America i conquistatori importarono la sifilide che fece epidemie in Europa; nel 1600 gli schiavi neri deportati diffusero la febbre gialla; nel mondo contemporaneo l AIDS si diffuse per via sessuale e in associazione fra virus ed eroina, nonché dall ignoranza e dalla resistenza verso i 56 metodi e comportamenti preventivi; cronaca recente la SARS che dalle prime evidenze in Oriente, ha provocato malati ed alcuni decessi in vari paesi e allarme (eccessivo?) in tutto il mondo (Berlinguer, 2000). Tutto ciò ha determinato che l incontro con persone di altre culture è un ambito straordinario per costruire il pregiudizio. Nell immaginario collettivo, la persona immigrata che arriva nella nostra società assume valenze attribuite da percezioni generalizzate e presupposti stereotipati: l emarginato, il povero, l ambulante, la donna analfabeta che fa la colf o la badante o costretta alla prostituzione. Tali stereotipi trovano conferma in una realtà marginale, provocate dalla presenza di organizzazioni che facilitano la clandestinità e creano condizioni di esclusione sociale per chi ha pochi strumenti per garantirsi un inserimento dignitoso o per chi è arrivato da solo, senza familiari di riferimento. LA MIGRAZIONE FEMMINILE Le persone di cittadinanza straniera che giungono dall Africa, dall America latina, dall Est Europa o dal Sud Est Asiatico sono in genere giovani ed adulti che nel proprio paese vivono in condizioni sociali e culturali adeguate: sono operai, professionisti, diplomati e riferendosi alle donne, spesso, sono insegnanti, impiegate o neolaureate. Le ragioni che accompagnano il loro viaggio possono essere sia quelle ufficiali ( disoccupazione, povertà nel loro paese) che quelle più latenti (ricerca di prospettive sociali migliori per sé e la propria famiglia, maggior libertà di autoaffermazione e di pari dignità). La figura della donna immigrata non è ancora considerata come un soggetto autonomo nello studio della dinamica migratoria, ma come figura secondaria alla migrazione maschile. Attualmente quasi il 50% degli immigrati nel modi è costituito da donne e le proiezioni delle Nazioni Unite indicano come, in tempi più o meno vicini, la 67 componente femminile costituirà la quota più consistente della popolazione nata all estero. Si delinea quindi una nuova immagine di donna migrante; non più donne ai margini, non visibili, che dipendono solo dalle scelte di espatrio degli uomini, ma donne portatrici di un mandato di emancipazione familiare e culturale ben preciso. E sulla figura femminile che si basa per le famiglie di immigrati, il passaggio ad una reale integrazione con la vita e la cultura locale senza che questo comporti una rinuncia ai propri valori tradizionali. Pur riconoscendo una reale varietà e la continua mutazione del fenomeno migratorio, possiamo distinguere cinque gruppi principali: Asiatiche (soprattutto India, Pakistan e Bangladesh), Nord Africane (Marocco, Tunisia, Algeria e Egitto), Africane dell Africa Sub-sahariana (Niger), Est Europee (Romania, Albania, Polonia, Ucraina,Russia), Latino Americane. Un gruppo a sé è rappresentato dalla popolazione femminile filippina e cinese le cui caratteristiche di storia e lingua e di religione né costituiscono una modalità unica di immigrazione nel nostro paese. L Italia oggi è al quarto posto dopo Germania, Francia, Gran Bretagna come nazione ospitante in termine di popolazione straniera; il Veneto è la regione del Nord- Est con la più alta presenza di immigrati. La condizione della donna immigrata, pur non discostandosi dalle linee generali, presenta tuttavia delle peculiarità: è un fenomeno tutt ora in via di sviluppo assai instabile e puntiforme. E importante dedicare risorse ed attenzioni alle nuove rappresentazioni della migrazione femminile per interpretare l evoluzione socioculturale. La migrazione femminile ha come motivazioni di base le esigenze economiche, unite a quelle più intime come i ricongiungimenti familiari, le aspettative personali. Spesso l impatto con la nostra società può rivelarsi deludente e le condizioni iniziali di difficoltà rispetto all alloggio e al lavoro possono comportare emarginazione, precarietà e la percezione di solitudine. Dare visibilità alle donne migranti significa riconoscere e valorizzare la loro presenza, garantendo con politiche sanitarie e sociali la loro autonomia sociale ed economica mediante progetti innovativi ed interculturali. Come afferma Giovanna Vicarelli (1994), la visibilità, la molteplicità, la rapidità, la leggerezza e l esattezza, potrebbero anche essere le nuove connotazioni della presenza femminile straniera nel nostro paese. 78 La sapienza delle donne migranti si esprime nella loro capacità di negoziare ( costruire relazioni) e nella forza di mantenere i riferimenti simbolici al di là delle regole sociali. L evento maternità, quindi, si inserisce in un processo di conferma della propria legittimità e sicurezza della propria identità, come fonte esclusiva di valore. Le esperienze positive che possono accompagnare il percorso nascita devono diventare elementi basilari per l equilibrio psico fisico della donna nel percorso di integrazione. CHE COS E LA CULTURA? Per cultura s intende l insieme di valori, opinioni e conoscenze che sono condivisi e insegnati. Gli elementi visibili della cultura sono espressione di valori profondi e radicati nelle menti dei singoli individui. Gli assunti, le opinioni, i processi mentali rappresentano la vera cultura. La cultura fornisce ai membri un senso di identità e genera impegno nei confronti di opinioni e valori che hanno un significato più ampio rispetto ai singoli individui. Alcuni aspetti tipici, osservabili e importanti di una cultura sono: - riti e cerimonie: attività pianificate che costituiscono un evento speciale - storie: racconti basati su eventi reali o leggende, dove agli eventi effettivamente accaduti sono aggiunti dettagli immaginari. Altre storie sono i miti ovvero valori coerenti non supportati dai fatti - simboli: sono qualcosa che rappresentano qualcos altro e simboleggiano valori più profondi o talvolta rappresentano elementi negativi - linguaggio: è la modalità per rappresentare i valori, gli elementi visibili e i comportamenti osservabili. Il sistema culturale è quindi costituito: - da una lingua - da un sistema di parentela - da un insieme di valori condivisi 89 TUTTE LE CULTURE SONO DEGNE DI RISPETTO, NON ESISTE GERARCHIA TRA LE CULTURE. L atteggiamento del personale sanitario deve essere caratterizzato da: 1. consapevolezza della nostra appartenenza culturale 2. conoscenze antropologiche dell altro 3. ascolto e non giudizio 4. nella relazione clinica negoziare un fare che tenga conto della cultura e della persona. CHI E IL MEDIATORE CULTURALE? Il mediatore culturale è una figura professionale di recente nascita, nata dall esigenza di creare un ponte tra utenti stranieri e le istituzioni del paese ospitante e la sua crescente diffusione nella realtà italiana ha originato esperienze differenti e quasi sperimentali. Lo straniero immigrato si trova a vivere a cavallo di due culture: quella del proprio paese d origine e quella del paese di accoglienza, nel quale deve creare una nuova rete di relazioni. Ogni cultura ha un diverso modo di percepire le cose: dal confronto fra generazioni e fra sessi, alla religione e alle tradizioni. Il mediatore è il punto d incontro delle due culture, sia a livello umano e sociale e sia a livello tecnico e amministrativo. Il concetto di intercultura non è semplice: si tende a concretizzare una cultura che sta nel mezzo, ma spesso tale termine evidenzia distanze, differenze e a volte conflitti tra le due culture a confronto. Da alcuni anni i mediatori culturali operano su tutto il territorio in collaborazione con Enti pubblici e privati e con varie Associazioni del Terzo Settore. I primi corsi di formazione per mediatori che furono fatti erano basati sulle esperienze di altri paesi europei, in particolar modo di quello francese e dell esperienza americana. Il mediatore culturale deve quindi: avvicinare la cultura straniera a quella dei servizi 910 rispondere alle necessità e ai bisogni della persona migrante fornire le necessarie informazioni sulle regole e sul funzionamento della struttura nella quale avviene la relazione. Il mediatore si configura come risorsa sia per la persona, che ha così la possibilità di esprimersi e di trasmettere il proprio vissuto e la propria storia, sia per il Servizio Sanitario che può progettare interventi in grado di rispondere alle sue reali esigenze. All interno dell ospedale : 1. Le funzioni del mediatore culturale sono: interprete traduzione facilitazione della relazione comprendere i problemi socio-sanitari degli immigrati informazione/ avere un ruolo attivo decodificare il bisogno di salute orientamento accompagnamento promozione della cultura d origine recuperare l esperienza e i valori del paziente riguardo alla salute e alla malattia accogliere,valorizzare e reinterpretare le diversità/ differenze stabilire relazioni di alleanza fra le parti, evitando atteggiamenti di subordinazione, esclusione o compiacimento. 2. Diritti del mediatore culturale essere informato dettagliatamente sul caso in questione rifiutare di infrangere le leggi dello stato italiano, del servizio o ente per il qule svolge la sua attività/funzione rifiutare di svolgere mansioni per le quali non ha le necessarie competenze o necessaria formazione 1011 rifiutare di essere partecipe in casi di discriminazione, razzismo, offesa ai costumi, alla cultura, alle credenze ed ai valori di una delle tre parti (paziente/utente, operatore sanitario, mediatore), riservandosi il diritto di tutelarsi legalmente. 3. Doveri del mediatore culturale assicurarsi che il colloquio avvenga tenersi sempre aggiornato sui regolamenti, le circolari, le leggi che riguardano gli utenti e gli operatori rifiutare l incarico dove ci sia incompatibilità a livello linguistico, culturale o personale con una delle due parti chiarire i presupposti culturali e gli stereotipi delle due culture messe a confronto tenere costantemente informate le due parti su quello che sta succedendo, traducendo accuratamente riformulare le frasi che non sono state comprese da uno dei due interlocutori chiedere chiarimenti se lui stesso non ha capito rendere noto quando egli stesso ha delle carenze relativa alla cultura di una delle due parti denunciare illegalità,ingiustizia e discriminazione 4. Obiettivi: creazione di un ponte tra paziente/utente ed operatore rendere visibile il disagio psico-sociale che si nasconde dietro la richiesta di assistenza sanitaria favorire la conoscenza e l uso appropriato dei servizi presenti sanitari divulgare la conoscenza dei diritti 5. Difficoltà che incontra il mediatore culturale identificazione con il paziente/utente caricandosi di tensioni e ansie specialmente se appartenente alla stessa etnia 1112 identificazione con la struttura di appartenenza, imponendo rigidamente l organizzazione passaggi burocratici conflitto con altre figure professionali 6. Limiti del mediatore culturale mancato riconoscimento da parte di appartenenti alla stessa etnia ad esempio per motivi politici e culturali sesso, nazionalità e livello culturale. 7. Riconoscimento del ruolo e della professionalità del mediatore culturale E importante portare a conoscenza degli operatori sanitari il ruolo svolto dal mediatore attraverso la sua: - partecipazione ai progetti aziendali - corsi di formazione interculturali agli operatori - riunioni di équipe Il lavoro del mediatore culturale è di tipo dinamico e non statico; è uno strumento di conoscenza della trasformazione e del cambiamento sociale (Geertz, 1999). Rappresenta uno strumento operativo necessario, ma anche un opportunità straordinaria per coniugare i bisogni dell Istituzione Sanitaria con i bisogni di salute di tutte le persone straniere. In sintesi: La presenza del mediatore culturale consente agli operatori sanitari di affrontare: 1. le diverse modalità di comunicazione 2. fronteggiare i bisogni che si esprimono nella relazione tra operatori e immigrati. Per cui si rende necessario: 1213 misura umana. Una programmazione di Servizi Socio-sanitari diversificati a A tutt oggi manca un vero e proprio riconoscimento istituzionale in grado di definire il profilo, il ruolo e lo spazio entro il quale deve operare del mediatore culturale. Tutti i lavori svolti dai mediatori culturali hanno avuto come obiettivo il rispetto delle finalità del Decreto Legislativo 286/98. Questo mira al processo di integrazione tra cittadini stranieri e il territorio. Sono attualmente in fase di elaborazione in tutta Italia progetti per l inserimento di mediatori culturali nelle scuole e negli ospedali. Nel settore della sanità infatti c è la necessità di mediare tra le aziende ospedaliere e gli stranieri, che oltre al problema della lingua, hanno diverse concezioni della medicina e delle cure. MATERNITA E CULTURA La gravidanza e il parto sono, sotto il profilo biologico, uguali in tutto il mondo; ciò che li caratterizza e li diversifica sono gli aspetti culturali. La nascita di un figlio in primo luogo induce nella famiglia immigrata a riconsiderare il proprio progetto e porsi una nuova prospettiva: la permanenza in Italia è vista non più come un fatto temporaneo o transitorio, legato a motivi economici ( realizzare un reddito e poi ritornare al proprio paese), ma una prospettiva più lunga che può prevedere la stabilizzazione e l integrazione. La gravidanza prima e la nascita dopo, spingono la famiglia ad uscire dalla loro condizione di invisibilità sociale che spesso caratterizza il rapporto di molte donne straniere con la realtà locale e favorisce una serie di relazioni con la società ( consultorio, ospedale, ) e ne favorisce la partecipazione. La maternità può essere tuttavia anche un momento molto critico nella vita della donna/famiglia migrante in particolare quando non vi sono solidi strumenti culturali e non hanno un lavoro con regolare permesso di soggiorno: 1. la nascita di un figlio è la ragione più ricorrente per la quale una donna straniera perde il posto di lavoro (non sono rari i casi di donne che hanno vissuto la maternità clandestinamente e per paura di essere 1314 scoperte e licenziate hanno fatto ricorso all interruzione di gravidanza perché prive di supporto e sostegno) 2. la gravidanza è spesso vissuta in solitudine, soprattutto per le donne giunte da poco in Italia, senza l aiuto della famiglia di origine. 3. la difficoltà di accudire il figlio dopo la nascita. Per molte famiglie la gestione del figlio nella fascia 0-3 anni è molto faticosa. Secondo il Rapporto Unicef Caritas le famiglie straniere con un solo genitore è molto alta nel gruppo marocchino e in quello albanese e cinese e quindi per inconciliabilità tra lavoro domestico e cura della maternità, alcune di queste madri sono costrette a rimandare i figli nel paese di origine per essere accuditi dai parenti. I servizi socio sanitari e in particolare l ospedale devono essere presenti e capaci di organizzare attività di sostegno da un lato e attività pedagogiche da un altro, finalizzate a facilitare l esperienza della maternità e della nascita e sviluppare le capacità genitoriali, tenendo conto della multiculturalità. OBIETTIVO DELLA TESI L obiettivo della Tesi è stato quello di costruire un progetto di miglioramento della qualità assistenziale infermieristica e mediazione culturale all interno dell ospedale rivolta alle donne partorienti provenienti da culture diverse da quella italiana. 1415 METODOLOGIA La costruzione del progetto è stata articolata in 5 fasi. Il seguente diagramma di Gantt mostra i periodi in cui è stata svolta ogni singola fase. STUDIO IN 5 FASI Ricerca bibliografica di protocolli e procedure nella Regione Marche Costruzione del questionario per la valutazione outocome donne immigrate Somministrazione del Questionario novembre dicembre gennaio febbraio marzo aprile Proiezione del video in lingue della Regione Marche Inserimento dati, elaborazione e valutazione dei risultati Fase I: ricerca bibliografica su protocolli e procedure attualmente in uso nella Regione Marche E stata effettuata una ricerca bibliografica su protocolli o procedure attualmente in uso nella Regione Marche riguardanti l utilizzo del mediatore culturale. L Azienda Ospedali Riuniti di Ancona si avvale, insieme all ASUR 7, del servizio di mediazione linguistico culturale dell Associazione Senza Confini di Ancona. L Associazione Senza Confini di Ancona è un associazione di volontariato che nasce nel 1995 per iniziativa di un gruppo di operatori sanitari dipendenti dell Azienda Ospedaliera di Ancona, dell ASL 7 e dell INRCA di Ancona e dal 1996 è accreditata per lo svolgimento per lo svolgimento all interno dell Ospedale. Le attività offerte dall Associazione Senza Confini sono: formazione interculturale agli operatori dei servizi socio sanitari con l obiettivo di fornire strumenti necessari per affrontare le differenze culturali e quindi garantire una qualità efficace nella salute, malattia e cura alle persone immigrate 1516 servizio di mediazione linguistico culturale all interno dei vari presidi ospedalieri Gruppo UMAN. Tale servizio viene attivato con la collaborazione del coordinatore dell Unità Operativa e dell l assistente sociale dell Ospedale, la quale poi contatta i responsabili dell Associazione. In genere il mediatore entra in servizio nell Unità Operativa nelle successive ore dalla chiamata, ma può essere rintracciato telefonicamente per le urgenze. collaborazione con le istituzioni e servizi socio sanitari della Regione Marche per stimolare iniziative istituzionali a tutela della salute degli immigrati. Il servizio di mediazione culturale è svolto da 28 mediatori linguistico culturali che offrono 25 lingue e offre: mediazione interculturale in 25 lingue/culture traduzione e interpretariato accoglienza, orientamento e informazione consulenza interculturale per particolari problemi socio assistenziali progettazione di interventi specifici locali enpowerment delle comunità straniere mediante iniziative ad hoc. Fase II: costruzione di un questionario di valutazione inerente la soddisfazione della donna migrante. Il questionario è uno strumento necessario per ottenere informazioni relative alla soddisfazione delle donne straniere partorienti ricoverate presso il Salesi circa l assistenza infermieristica ricevuta durante il ricovero e il ruolo del mediatore culturale. Per la costruzione degli items del questionario è stata condotta una ricerca nelle banche dati della letteratura internazionale utilizzando le seguenti parole chiave: cultural diversity, patient satisfaction, maternal care. Lo strumento d indagine è costituito da 70 domande chiuse con possibilità di scelta multipla o dicotomiche. 1617 Per quanto riguarda la forma lessicale questa è semplice ma tecnico scientifica per poter rendere il questionario facilmente chiaro e comprensibile. Tale questionario infatti è stato tradotto in 7 lingue. La prima sezione del questionario raccoglie informazioni di tipo anagrafico, domande inerenti la precedente esperienza con il servizio sanitario italiano, domande rispetto all assistenza sanitaria ricevuta durante l ultima gravidanza. Il questionario sarà validato durante una fase pilota preliminare su un campione di donne partorienti. Fase III : somministrazione del questionario Considerata l importanza di mantenere l indagine anonima e, contemporaneamente, la possibile difficoltà di alcune donne di legger,e si è optato per la tecnica di somministrazione di un questionario anonimo e con la possibilità di intervenire con una compilazione assistita nel caso di difficoltà di comprensione delle domande. Il questionario verrà somministrato a: tutte le donne partorienti con status di legalità o clandestinità con modalità del parto eutocico e taglio cesareo Fase IV : proiezione del video Per la vostra salute donne del mondo Il video Per la vostra salute donne del mondo nasce nel 2005 dalla collaborazione dell Osservatorio Epidemiologico sulle Disuguaglianze/ARS Marche e l Associazione Senza Confini di Ancona. Gli obiettivi specifici del video sono: Diffusione del video nei consultori e punti nascita della Regione Marche destinato alle donne migranti (e non) che si rivolgono ai servizi Preparazione del personale socio sanitario che opera nei servizi materno infantili 1718 Creazione e consolidamento di un gruppo di lavoro regionale per la promozione della salute materno infantile delle donne immigrate. Il video è in 11 lingue ( italiano, inglese, francese, spagnolo, arabo, russo, cinese, albanese, rumeno, ucraino, angla) E articolato in 5 capitoli, ciascuno della durata di cinque minuti, per consentire un più agevole utilizzo: 1. cosa fare durante la gravidanza 2. il parto 3. il periodo dopo il parto e l allattamento al seno 4. le cure del bambino e della mamma 5. la salute femminile In particolare, verranno proiettate in ambito ospedaliero i capitoli n. 3 e 4. Il video intende contribuire al miglioramento dello stato di salute delle donne immigrate colmando quel vuoto informativo e suggerendo comportamenti sanitari corretti. Fase V : inserimento dei dati, elaborazione e valutazione dei risultati Inoltre, è in corso di traduzione nelle lingue più diffuse (inglese, francese, spagnolo, arabo, cinese, rumeno, albanese, bengalese) un opuscolo guida intitolato Consigli alla mamma. Esso comprende diversi capitoli: - allattamento al seno - come spremere e conservare il latte materno - la cura del capezzolo - l alimentazione materna durante l allattamento - consigli per l assistenza al neonato sano (calo ponderale, cura dell ombelico). 1819 RISULTATI Si presenta di seguito il testo completo del questionario. QUESTIONARIO OBIETTIVI DELL INDAGINE La presente indagine intende analizzare la Sua esperienza relativa all assistenza sanitaria ricevuta DURANTE L ULTIMA GRAVIDANZA E IL PARTO. La Sua opinione e le Sue osservazioni sono molto importanti per la valutazione dei nostri servizi e per poterli eventualmente migliorare per il bene di tutte le future mamme. CONSIGLI PER LA COMPILAZIONE DEL QUESTIONARIO 1. Nel rispondere alle domande, La preghiamo di pensare alle cure sanitarie ricevute durante la SUA ULTIMA GRAVIDANZA E DURANTE IL PARTO. 2. Nella maggior parte dei casi le domande richiedono una sola risposta che va segnata su un solo riquadro o scritta chiaramente sulla linea tratteggiata. Dove specificato nella domanda potrà dare più di una risposta. 3. Talvolta dovrà saltare alcune sezioni del questionario seguendo le istruzioni presenti e segnare la risposta in altri riquadri. La compilazione minuziosa del questionario ha una durata di minuti. 4. La preghiamo di non indicare il Suo nome e cognome sul questionario ma di identificarlo con le sole iniziali del Suo nome e cognome. 5. La partecipazione a questa indagine è volontaria e anonima. Le risposte da Lei fornite saranno trattate con riservatezza. 6. Nel caso avesse qualche perplessità o qualche interrogativo rispetto all indagine, potrà rivolgersi direttamente a noi, chiamando il numero indicato nel questionario, al Suo medico di famiglia o al servizio di Ostetricia dell ospedale G. Salesi. EVENTUALI RICHIESTE NELLA COMPILAZIONE DEL QUESTIONARIO Se dovesse incontrare delle difficoltà nella compilazione del presente questionario o avesse bisogno di precisazioni, potrà chiamare il numero di telefono qui indicato (071 ). Saremo lieti di aiutarla. La preghiamo di scrivere la data di oggi (il giorno della compilazione del questionario): Giorno/mese/anno Reparto Ospedaliero : 1 Clinica 2 Divisione Modalità di parto: 1 Normale 2 Parto cesareo I SUOI DATI SOCIO DEMOGRAFICI: 1. Iniziali di nome e cognome: Data di nascita: il Nazione/Paese. 3. La Sua cittadinanza(paese):. 4. Stato civile: 1 coniugata 2 celibe 3 divorziata o separata 4 vedova 5 altro 1920 5. Numero di figli minori :.. 6. Residenza (Provincia): 1 Ancona 2 Macerata 3 Pesaro 4 Ascoli-Piceno 5 Fuori Marche 7. Domiciliata in Italia dall anno:. 8. Conoscenza della lingua italiana: 1 eccellente 2 buona 3 sufficiente 4 mediocre 5 pessima 9. Il suo titolo di studio: 1 laurea e più 2 licenza scuola superiore 3 alcuni anni scuola superiore senza licenza 4 licenza scuola elementare 5 Nessun titolo 10. Lei ha un lavoro regolare?: 1 Si 2 No 11. Reddito netto dichiarato l anno scorso (dal suo nucleo familiare): 1 > I. LA SUA ESPERIENZA PRECEDENTE (PRIMA DI QUEST ULTIMA GRAVIDANZA) CON IL SERVIZIO SANITARIO ITALIANO Pensa all esperienza di cura che Lei ha avuto negli anni passati in ospedale o dal suo medico di famiglia oppure da un qualsiasi operatore sanitario in Italia. Vorremmo sapere come Lei valuta quella esperienza. 1. Lei pensa di essere stata mai trattata di una maniera scorretta o non uguale ai cittadini Italiani? 1. Si 2. No 3. No so/ No ricordo 4. Non avevo mai avuto un altro contatto con il servizio sanitario italiano prima di oggi Per le risposte affermative Si (trattata di una maniera scorretta), passare alle questioni 2 e 3: 2. Secondo Lei, questo trattamento scorretto era dovuto al suo statuto di: 1. straniera/ extracomunitaria 2. donna 3. altri motivi 3. Lei pensa che, in quella occasione, sarebbe stata trattata meglio da un operatore sanitario (medico, infermieri, ecc) DELLA SUA CULTURA O DEL SUO PAESE D ORIGINE? 1. Si 2. No 3. No lo so II. LA SUA ESPERIENZA RISPETTO ALL ASSISTENZA SANITARIA DURANTE L ULTIMA GRAVIDANZA A. ASSISTENZA MEDICA DURANTE LA GRAVIDANZA (PRIMA DEL RICOVERO) A1. Questa gravidanza è stata da Lei pianificata? Per gravidanza pianificata si intende che Lei è rimasta incinta in seguito ad una sua precisa scelta. 1 Si 2 No 20 Vedere altro
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