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Timestamp: 2019-02-20 05:51:03+00:00

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Parliamo di Genitorialità e Legge: Fecondazione naturale e doveri del padre biologico (anche se non vi era da parte sua alcuna volontà di procreare) - Il Nido e il Volo Centro di Psicologia e Psicoterapia
In questo articolo l’avvocato Simona Sebastiani commenta una sentenza della Corte di Cassazione riguardante i doveri del padre biologico.
Fecondazione naturale e doveri del padre biologico, che deve mantenere il figlio, anche se non vi era da parte sua alcuna volontà di procreare.
Corte di Cassazione Civile, sezione prima, sentenza n. 21882 del 25 Settembre 2013.
Il caso dal quale trae origine la Sentenza surrichiamata è relativo ad un presunto padre che veniva citato in giudizio dalla madre, la quale, oltre a richiedere la dichiarazione di paternità, chiedeva la sua condanna al rimborso delle spese di mantenimento da lei sostenute dalla nascita del figlio. Il presunto padre costituendosi in giudizio, dichiarava di non aver mai avuto rapporti sessuali con
l’istante. Non solo, chiedeva, a tal riguardo che fosse accertato il comportamento doloso della donna, che secondo la sua ricostruzione dei fatti, avrebbe sottratto, contro la sua volontà, una provetta contenente il suo liquido seminale, al fine di procurarsi la gravidanza oggetto di causa.
In primo grado, la donna ottenne soltanto la dichiarazione giudiziale di paternità e quindi impugnò la sentenza sul punto. La Corte d’Appello, in riforma della sentenza di primo grado, condannò il padre naturale al versamento di un assegno periodico a titolo di mantenimento.
Avverso tale statuizione l’interessato propose ricorso dinanzi la Corte di Cassazione, per difetto di motivazione e violazione di legge.
La Suprema Corte, con la sentenza n. 21882 del 25 settembre 2013, a tal riguardo, stabilisce che “Nell’ipotesi di nascita per fecondazione naturale la paternità è attribuita come conseguenza giuridica del concepimento, sicchè è esclusivamente decisivo l’elemento biologico e, non occorrendo anche una cosciente volontà di procreare, nessuna rilevanza può attribuirsi al disvolere del presunto padre…..omissis….”
Pertanto, in estrema sintesi, secondo l’orientamento della Suprema Corte testè evidenziato, per il nostro ordinamento, ogni comportamento potenzialmente procreativo deve essere improntato ad un principio di responsabilità, con tutte le potenziali implicazioni.
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