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Timestamp: 2017-11-23 20:19:31+00:00

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XVIII secolo | Lago Sabatino
Le fluttuazioni del livello delle acque del lago di Bracciano. Il ruolo degli emissari e degli immissari.
2 ottobre 2015 Luoghi d'interesse, XIX secolo, XVII secolo, XVIII secoloElena Felluca
Da sempre il livello del lago di Bracciano viene influenzato dalle condizioni climatiche, in particolare dall’intensità delle precipitazioni, ma non solo, furono varie le fluttuazioni causate dall’uomo, in particolare con le opere per condurre acqua a Roma.
Il lago è alimentato principalmente dalle piogge e dalle sorgenti delle colline circostanti che generano i fossi che sfociano nel lago. L’Arrone è il suo unico emissario naturale, ad oggi non si conoscono uscite sotterranee. Continua a leggere →
Acquedotto Odescalchi, Bracciano
28 gennaio 2014 XVII secolo, XVIII secoloElena Felluca
L’acquedotto Odescalchi nasce dalla Fiora e venne costruito per volere di Livio I Odescalchi tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo su progetto di Carlo Buratti per rifornire Bracciano e favorire l’industria del posto utilizzando l’acqua come forza meccanica per una cartiera, molini, sei ferriere ed anche per rifornire fontane. Per la messa in opera vennero sfruttati bottini di presa e condotti fabbricati in precedenza.
Raggiunta la sesta ferriera, l’acquedotto Odescalchi si congiunge con l’acquedotto delle cisterne che alimenta ancora il fontanile delle Donne.
Percorso dell’acquedotto Odescalchi.
In un documento custodito nell’Archivio Storico di Roma, fondo Odescalchi (ASO VIIG10), probabilmente del XVIII secolo, troviamo un’interessante descrizione dell’opera compiuta da Livio I Odescalchi:
[...] In distanza di 5 miglia da Bracc.no, visitando il med.mo Prpe Odescalchi il nuovo acquisto di questo suo Ducato, osservò tra alcuni pezzi di condotto in piano lungi la Chiesa della Madonna della Fiora scorrere un’acqua limpidiss.ma e copiosa, comunem.te chiamata della Fiora, rispetto forse al detto romitorio, rinvenne essere qti li scoli addunati delle Terme Claudiane, o Aureliane del predetto Pusilipo già nomati condotti Alseatini, terminando ad Also superba città, le cui gran rovine vegonsi ancora à Palo, Signoria parim.te di S. Also, quali condotti provvedevano di quest’acqua dolce quel famoso porto di Also, trovandosi altri segni di ciò per la campagna di Bracc.no, Ceri, à Palo. Per rimettere à beneficio pubblico della sua Ducale la copia di quest’acque in opera perché nei secoli venturi più non si perdessero, con vasta idea, emula degli acquedotti antichi di Roma, fece S. Alt. scavare più monti fino in profondità, et altezza di 162 palmi, p livello delle acque dilatando ed alzando il condotto in un arco continuo, sotto cui camina facilmente un uomo per osservare al didentro, se mai in alcun tempo slamasse, e facilmente restaurarlo, traforando in detta profondità p lunghezza di 220 canne (rimase) sotterraneam.te la viva pietra, a forza di scalpello, e per le nove sorgenti nelle viscere dei monti sbocate fece superare ogni più ostinata difficoltà da uomini vestiti di tela incerata, in tal guisa riducendo l’acquedotto a perfezione delle sue origini per 2500 passi, sino all’imboccatura di una valle fra due monti chiamata per la sua profondità e figura Bocca di Lupo. Per continuare il corso di [...]
L’acquedotto correva per circa 7 km, in alcuni tratti era sottoterra, in altri, invece, il condotto era a vista. Ancora oggi è in parte visibile e si notano anche le rotture dovute alla mancata manutenzione e alla distruzione volontaria per mano dell’uomo. Il punto più maestoso lo possiamo ammirare in località Boccalupo nel fosso di Grotte Renara con tre ordini di arcate. È visibile un tratto che scavalca la via Santa Lucia, un altro tratto corre lungo via Principe di Napoli addossato alle cartiere ed infine in via della catena.
La comunità di Bracciano contribuì all’opera (ASO IF4)…
Per il Duca di Bracciano dai Priori di Bracciano
Li Priori di Bracciano vassalli, et Ori Umil.mi: dell’A.V.S. la rappresentano diuotam.te, come riflettendo loro al beneficio, che sarà per risultare à tutto il paese con la trasportatione dell’acqua, da che ne nascerà un’utile ben grande à tutti, e sapendo la gravità della spesa, alla quale per il sud-o effetto soggiace l’A.V.S., tanto oni ori, come l’altri consiglieri, e publici rappresentanti fecero conseglio sotto li 17: del corrente mese di aprile, e fù venuto à pieni voti, et nemine divrepante all’infrascritta risoluzione; è perche quella là bisogno della conferma di V.A.S. La supplicano perciò li med.mi ori à volersi degnare di concederla, perchè con la sollecita venuta di d.a acqua, possino loro godere l’effetto della sua alta clemenza. quam Deus.
Stemma della Comunità di Bracciano, 1702.
Fù anche proposto in consiglio, che il ser.mo Sig. Duca habbia intrapresa una grandissima spesa nel far condurre l’acqua in questo nostro luogo di Bracciano per pubblico, e privato beneficio, è perciò che sia dovere di concorrere con qualche sollievo, e somministrazione di denaro ad effetto, che resti pertettionata la sud.a opera così necessaria, e di tant’utile, à questo paese, e concordimente dissero doverso la sud.a proposta accettare, con concorrere, à dare il sud.o aiuto à S.A.Prona, tanto più che il denaro da somministrarsi doverà direttamente pagarsi all’artisti, con ordini da sottoscriversi dalli SS.ri Priori prò temoirem soerandosi, che l’intratta somma da stabilirsi sarà gradita da I.A.S., e che riconoscerà da questo atto la gratitudine, che li si deve per la total perfettione d’un’opera di tanto rilievo, e conseguenza; si è dunquerisoluto, che pagante tutte le spese necessarie dovute dalla comm.tà, e specialmente le rubbie venti di grano preso, con altre dieci da pigliarrene, la sestante somma de denari, che rimarrà de sopravanzi maturati sino al (…)nte giorno, resti assegnata per il sud.o effetto, e pagata come sopra. In oltre si è risoluto, che resti esatta una distribuzione da farsi per gradi, tanto de fuocli, e case esistenti in Bracciano, come alli Pisciarelli, et altre case del territorio di Bracciano, e d.a costruzione doverà consistere nella somma in tutto di scudi duemila, e cinquecento, non compresi in essa li sud.i sopravanzi, da doversi esigere la sud.a somma entro lo spazio di due anni da loggi prossimi: e perche la sud.a esattione possa riunire con maggior facilità, e con minor commodo di chi doverà concorrere al sud.o pagamento, fù resoluto che ti dovessero eleggere tre deputati, come furono per il sud.o effetto eletti li SS.ri Cap.no Gio: Simone Baccioni, Fran.co Gentili, et Antonio Apulia, con le facoltà necessarie, et opportune, e con la dichiarazione espressa, che li sud.i tre deputati non siano esenti di dover contribuire anche loro alla d.a costituzione da farsi, come che non possino pretendere per le loro fatiche regnizione alcuna. In oltre fu risoluto ancora, che quando li med.mi troveranno famiglie, che non possino concorre à d.a contribuzione con denari contanti, labbiano l’arbitrio di prenderli à lavorare nella sud.a opera, con riportare li Bollettini dalli Mri circa l’opera, che havranno somministrate, e che possano ancora in luogo de denari da tali, e quali persone bisognose pigliarne grascie per servizio de lavoranti, e Mri con riporterne li loro ricapiti; e perche la sud.a risoluzione riguarda non solo l’assegna dell’entrata communitativa mà ancora una contribuzione di denari, il che non puol’esser permesso di fare alli sud-i Sonsiglieri senza l’approvatione, e licenza espresa di S.A.S., per ciò fù detto, che li d.i SS.riPriori scrivano all’A.S.Ser.ma l’approvazione di tutto il sud.o atto; e che di più l’esprimino, che il presente cons.o n’è mosso à fare la presente dimostrazione per palesare all’A.S.Ser.ma la gratitudine, che li professano per il gran beneficio, che sarà per farli con la conduttura della sud.a acqua, e dovranno ancora li sud.i SS.ri Priori mandar copia à S.A.Ser.ma: della presente risoluzione pigliata à pieni voti, et nemine divrepante; e finalmente fù data anche la facoltà alli sud.i deputati di far la disribuzione de gradi havendo riguardo all’havere de tutti, e doveranno prevedere per es, et libram. Replicandosi, che tanto li sud.i avanzi, come la sud.a contribuzione di scudi duemilà, e cinquecento doverà seguire per una sol volta, acorche per esigere la sud.a somma di s 2500 = sia stato prefisso il termine d’anni due.
Francesco Pensili Priore
Francesco Sala Priore
Approviamo la retroscritta resoluzione fatta dal nro generale consiglio di Bracciano, e vogliamo, che la medesima habbia la dovuta esecuzone, per maggiormente effettuare la conduttura dell’acqua in detto luogo, ogni qualvolta però dalli nostri Priori, à cautela, et quatena(…)
Dal Duca di Bracciano Livio I Odescalchi per i Priori di Bracciano
Stemma Odescalchi, 1702.
Confermiamo, et approviamo la retroscritta resoluz.e fatta dal nro Gnle cosniglio di Bracciano, e permettiamo la dovuta esecuzione di quanto vi è na li contiene per
Roma questo dì 22 aple 1702.
Per saperne di più: E. Mariani (a cura di), L’acquedotto Odescalchi di Bracciano, Centro Ricerche e Studi di Ronciglione, 2003.
Acquedotto Odescalchi, gli Archi di Boccalupo, direzione Fiora.
Acquedotto Odescalchi, gli Archi di Boccalupo, direzione Bracciano.
Acquedotto Odescalchi, gli Archi di Boccalupo.
Acquedotto Odescalchi, via Santa Lucia.
Acquedotto Odescalchi, bottino, via Santa Lucia.
Acquedotto Odescalchi, via Principe di Napoli. Tratto addossato alle Cartiere Cinquecentesche.
Acquedotto Odescalchi, interno condotto, via Principe di Napoli.
Acquedotto Odescalchi, interno condotto, via della catena, sesta ferriera.
Acquedotto Odescalchi, via della catena, sesta ferriera.
Sesta ferriera, congiunzione tra l’acquedotto Odescalchi con l’acquedotto delle cisterne.
Mappa acquedotto Odescalchi a partire dal bottino di via Principe di Napoli fino alla sesta ferriera ed edifici fatti costruire da Baldassarre Odescalchi dal 1719 al 1727. Cusodita nel Museo Civico di Bracciano.
Bracciano, dipinto su carta telata, G. Piaggese 1752, particolare.
Nuove ricerche di Lago Sabatino e del Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio
Acquedotto Odescalchi, interno.
27 gennaio 2014 XVIII secoloElena Felluca
Il lago Morto è attualmente una zona paludosa presso la località Vigna di Valle, tra Bracciano ed Anguillara Sabazia.
Alcuni piccoli inconvenienti per le sue caratteristiche…
7 aprile 1762
Noi sotto pubblici agrimensore, cioè Giacomo Giovanetti della Terra di Campagniano, et io Carlo Carioli della Terra dell’Anguillara, e periti elettio dell’Ill.mo Sig. Servio Milvi proprietario del ristagnio d’acqua del lago Morto a considerare il pregiudizio, che produce il med. nella strada romana de Bracciano, dove essendoci portati abbiamo benissimo riconosciuto, che dal med.o ristagno viene pregiudicata una poca porzione di strada secondo la crescenza dell’acqua p le pioggie, che cadono, mentre va a crescere, e calare secondo li tempi, al presente viene à sfugirsi da passegieri, che si servono di passare p altra strada poco superiore a detto rito, con fare poco gomito di strada di più, dove si passa bene, e con tutto il commodo, anche con carri. Abbiamo ancora riconosciuto, e considerato, che stante la scarzezza d’acqua p abbeverare li bestiami si del territorio di Bracciano, come dell’Anguillara detto ristagno d’acqua sia commodo, et utile non solo alli bestiami sudetti, ma ancora alli bestiami de passegieri, che portano la grascia à Roma, mentre tanto il territorio di Bracciano, che dell’Anguillara, sono talmente scarsi d’acqua in quella parte, che levandosi detto ristagnio, sono costretti d’andare a beverare li loro bestiami al lago grande molto distante dalli confini da detti territorj, e con molto incomodo, e pregiudizio da detti bestiami.
Abbiamo ancora riconosciuto, e considerato, che facendosi detto spurgo sia una spesa considerabile essendo la situazione di detto ristagnio eminente p ogni parte verso il lago, che avendo livellato tra li confini di detti territorj, primo dalla parte verso il lago si trova p la distanza di canne duecentosessanta restar più basso il piano del ristagno palmi ottantacinque, sicche vi vorrebbe un gran cavo, quale sarebbe molto dispendioso non solo p detto cavo, ma p essere in quella parte del peperino, e tufo, come si riconosce in qualche luogo, dove l’acqua ha portato via la terra.
Et avendo poi considerato, et osservato l’altra parte verso mare abbiamo trovato, che p la distanza di canne duecentosessantasette, il piano del ristagno viene ad essere più basso palmi venti, di poi camminando p la distanza di canne trecentottantasette viene à calare palmi 50, et arriva al fosso di Monte Longo, qual fosso nel principio è alto palmi nove; epo facendosi o nell’una, o nell’atra parte il fosso p detto spurgo, vengono a dividersi li terreni degl’adiacenti, alli quali p d.o effetto non verebbe usato del pregiudizio, come chiaramente si vede, che è quanto secondo la nostra coscienza, e perizia, riferiamo, et attestiamo mediante il chro giuram.to in fede.
Io Giacomo Giuannetti
Io Carlo Carioli
Sequit. legalitas e forma
Segue la trascrizione di un altro documento pertinente alla questione…
Territorio di Bracciano. Pianta custodita nel Museo Civico di Bracciano.
Fatto informativo p l’Ill.mo Sig.re March.se Patrizi p il preteso spurgo di Lago Morto.
Li fratelli Milvi possiedono nel territorio di Bracciano fra gli altri loro Beni un prato di capacità di rub.e cinque in circa, chiamato Lago Morto, à cag.to dalla radunanza dell’acque, che cadono dal cielo, quale cresce più, e meno secondo le stagioni più e meno piovosa p non aver esito p motivo dei monti, che lo circondano, ma regolarmente parlando occupa l’estenzione di rubbie tre in circa del d.o prato.
L’Ecc.o Sig. Duca di Bracciano desideroso di asciuttare d’acqua stagnante, e darli esito verso mare, a tal’effetto avanzò mémle à nro Sig, in cui siccome rappresentò, che l’acque del d. lago Morto in tempo d’inverno ingombravano la publica strada, e che sarebbe stato facile rimediare all’incomodo dei passaggeri, ed alla publica strada con spurgare il d. lago Morto; così ottenne rescritto favorevole inaudita parte, et possidentibus colla circostanza di più, che il preteso spurgo s’abbia da fare = sumptibus interesse habentiu.
Fù creduto dalli sud.i fratelli Milvi non già contrariare al desiderio dell’Ecc.mo Sig. Duca loro Pne, mà p evitare l’esorbitantissima spesa, e li notabilissimi pregiudizi che ne risulterebbe loro dal d.o spurgo fù creduto, dico opporsi al d.o lavoro dare altro mémle à sua (A)a, in cui dopo avere espresso ad uno ad uno li pregiudizi, che avrebbe apportato il d.o spurgo alli sud.i flli Milvi, la gravissima spesa, che era necessaria, e la difficoltà d’ottenerne l’effetto stimato, suggerirono, che senza accingersi ad una spesa esorbitante, si poteva mediare all’incomodo dei viandanti a fare altrove un gomito di strada nuova in quella stessa parte, p dove aveva già esposto l’eccmo sig.re Duca nel suo mémle che passavano viandanti con bestie e carri in tempo, che il lago Morto occupava la strada publica, ed in fine domandorono la facoltà di dedurre giudizialm.te le proprie rag.ni.
La congnizione dell’affare fù rimessa dalla (…) di Nro Sig.re al suo uditore, al quale dai flli Milvi fù fatto toccare con mani (…) perizia, che si da annessa à questi pertanto il loro pregiudizio notabilissimo quanto la gravissima spesa necessaria p il d.o spurgo, cosiche riconosciuto sa(…)stente l’esposto nel surriferito mémle era intenzionato di compiacere li flli Milvi; se nonche p rispetto dell’ecc.mo Sig. Duca s’astenne, sperando, che si sarebbe aggiustato l’affare all’amichevole, ed a effetto parlò pma con il Sig. Abb.e Lanzo(…) Uditore di Monsig. Presidente, di poi con il Sig.re A(…) Balzarini, con il prore del tribunale e p fine il
sollecitatore dallo stesso Sig. Duca, dicendogli che non gli pareva giusto, che in vigore d’un rescritto ottenuto = Inaudita parte, si volesse fare il d.o spurgatore pregiudicevole alli Milvi, con esprimersi, che avessero procurato di concordarsi colli sud.i Milvi, altrimenti non averebbe potuto fare a mano di non compiacerli.
In seguito di che d.o Ecc.mo Sig.re fece chiamare il zio delli d.i flli Milvi, che non potè andare à causa che si trovava indisposto, ma bensi mandò uno dei suoi nipoti il quale ebbe lungo discorso sopra il d.o affare senza però alcuna conclusione, mentre il Sig. Duca essendo stato imbevuto, che il d.o spurgo sia facile à condursi a perfez.o, e colla sola spesa di – 300 -, non volle abbandonare la sua idea di procurarne l’effettuazione.
Ciò non ostante p fargli conoscere, che non era p opporsi alla volontà di S. Eccza, e p levargli ogn’ombra di sospetto di contraruetà alle di lui resoluzioni gli fece il progetto, quale anche si rattifica al pnte da tutti gl’altri flli Milvi, che il Sig. Duca p compenso delle tre rubie in circa di prato, che và sott’acqua avesse in pmo luogo dato alli med.i due rubie del suo prato posto à prato Capanna, rilasciando à commodo del med.o Sig. Duca tutte, e tre l’intere rubie, che rimarebbero libere dall’acqua, talche lucrarebbe un rubio, che vale a dire, 100.
In sdo luogo, che non fossero soggetti à spesa di sorta alcuna tanto p la pma spesa dello spurgo quant’anche p il mantenimeto del fosso in avvenire non solo p quella quantità, che cederebbero al Sig. Duca, mà anche p il rimanente del loro terreno p cui doverà passare il fosso, facendone di tutto ciò obligo in f(…). Il med.o Sig. Duca non volle accudire al surriferito progetto p se stesso del tutto onesto, mentre ò credo, che il d.o spurgo di poca spesa, e di tenue pregiudizio, e li flli Milvi domandano, perchè il Sig. Duca hà difficoltà d’accettare il progetto fattoli, giacche alla p fine p due rubie di prato n’acquisterebbe tre; e certamente più fertili e lo crede di grave pregiudizio, e di grave spesa, e li med.i flli Milvi rispondono perchè il Sig.e Duca vuol loro fare un così grave pregiudizio, quando egli stesso fuggirlo non accetta il progetto fattoli senza curarsi del vantaggio d’un rubbio di prato.
In questo stato di cose non essendo stato concluso cosa alcuna all’amichevole fra le parti credono li flli Milvi di continuare ad opporsi al proseguimento di d.o spurgo p evitare ogni loro pregiudizio, non mai p opporsi alla determinazioni dell’Ecc.mo Sig. Duca prone, come pure credono, che il tribunale, non possa in oggi risolvere cosa alcuna circa il d.o spurgo stante il loro ricorso à nro Sig. ben noto al med.o senza pma sentire l’oracolo di Monsig. Uditore SSmo, protestandosi di nuovo li flli Milvi, che saranno contenti acconsentire al d.o spurgo quante volte venga accettato dal Sig.e Duca il progetto fattoli colle condizioni espresse di sopra.
E perche siano à notizia del Sig. Marchese li pregiudizi, che in confuso si sono enunciati di sopra soggiungono li med.i flli Milvi, che il d.o spurgo apporterebbe alli med.i
In pmo luogo una spesa gravissima, come si puol rilevare dalla perizia annessa.
In sdo luogo un esorbitante pregiudizio non solo p quel terreno, che perderebbero nello scavo del fosso, che dovrebbe essere di smisurata estenzione, ma anche di quello che rimarebbe sotto gli argini, che si formerebbero di quà, e di là dal fosso colla terra cavata,
In terzo luogo il loro terreno sarebbe soggetto in tempo di piogge all’inondazioni dell’acque, che impedite dalli soprad.i argini ristagnerebbero intorno al fosso, e se gli si facessero le bocchette coll’andare del tempo si formarebbero tanti riacci, quante esse fossero.
In quarto luogo seguirebbero sempre nel loro terreno delle slamature.
In quinto luogo si vorrebbero forse obligare al mantenimento o il tratto successo.
In sesto luogo finalmente gli verrebbe diviso il proprio terreno, che non solamente pregiudica al lavoro del med.o, ma ne rimarebbe molto non lavorato, perche non si potrebbero accostare molto li bovi alla sponda de fosso.
Queste sono le raggioni, che si deducono dalli Milvi, quali se si considerano dall’Illmo Sig.e Marchese, come cau.o molto savio, ed alt’intendimento si ritrovaranno di molto pregiudizio alli Med.i Milvi, e giustificaranno le loro opposizioni p ben fondate, e giuste.
In fine si prega riflettere, che il Sig. Duca s’è imbarcato à voler fare il d.o spurgo ad istigazione soltanto d’alcuni, che glielo persuadono p facile, senza che pma abbia fatto esaminare la spesa, riconoscere il sito, e se possa avere l’effetto bramato, e che non è improbabile, che s’abbino da fare spese immense senza fr(…)zo.
(ASO IF4)
Aqua Traiana e Aqua Paola, 1772
20 gennaio 2014 XVIII secoloElena Felluca
A proposito dell’aqua paola…
1772, Perizia dell’architetto Carlo Marchionni sulle anomalie della fistola dell’Arrone e del castello dell’acqua (Anguillara Sabazia, località la Marmotta)
Varie sono le controversie insorte fra i possidenti de terreni adiacenti al lago di Bracciano, e fra gl’altri che godono dell’uso dell’acqua d’esso lago in Roma, controversie che n hanno potuto mai ultimarsi in fronte di diversi accessi, e congressi, che si sono tenuti.
I primi n vorrebbero, che il lago fosse inalzato nella sua superficie, affinchè i di loro terreni siano meno esposti ad essere bagnati. I secondi al contrario insistono, perchè n venga diminuita la copia dell’acqua proveniente dal sud.o lago nella fontana di S. Piero in Vaticano, che serve p uso del forno, zecca, ed altro e nel fontanone di S. Pietro in Montorio, da cui viene l’acqua derivata in uso degl’edifizi di mole, filiere, cartiere, valca, moletta a ponte Sisto di ragione del tribunale, ed altre concessioni tanto publiche quanto private.
Per dar termine a pretenzioni diametralmente opposte fra di loro, et ai scambievoli clamori di ambedue i partiti, che si trovano in istato di una vera incompatibilità sua Ecc.za R.ma Mon Sig. Altieri presidente dell’acque hà tenuti avanti di le più congressi coll’intimaz.ne delle parti, affinchè da ciascuna si adducessera le sue ragioni. Non avendo avuta la sorte di venire ad un stabilimento equo, giusto, e confacevole all’interesse comune, stimo bene p venire a qualche conclusione d’intimare un’accesso estragiudiziale, affinchè meglio su la faccia del luogo poichè l’affare amichevolmente discutersi. Tale temperamento essendo stato accettato dell’una, e dall’altra perte Sua Ec.za sud.a si degnò di fare a me sotto architetto dell’acqua Paola la seguente istruzione, che qui si pone e(…) a maggior chiarezza.
Istruzione p l’accesso da farsi dal Sig.r Carlo Marchionni al lago di Bracciano a tenore della risoluz.e presa nel congresso tenuto il 13 aprile pross.to.
Dovrà il Sig. Carlo Marchionni riconoscere la rottura, o sia artificiale, o naturale dell’argine o ripa del lago di Bracciano sotto l’Anguillara, che teneva ristretta l’acqua del med.o lago p tramandare la quantità assegnata al condotto camle con descriverne la grandezza, et estens.e della stessa rottura. Dovrà inoltre riconoscere se d.a rottura che porta via l’acqua dal lago sia coerente, e contraria alli concordati stabiliti tra la Rev.a Cam.a ed il Sig. Duca Orsini p Istro Rog.to il dì 13 Mzo 1694, e considerare se a tenore di d.o istro, e patti debba si o no rimanerci d.a rottura, e se questa, o no possa esser causa della mancanza dell’acqua da tramandarsi dal lago nel condotto camle tanto d’inverno, che d’estate, e riferire la cagione.
E finalmente nel caso, che n debba, ne possa rimanervi d.a rottura, dovrà esso Sig. Marchionni proporre il sistema da tenersi p chiuderla, et indicare il rimedio col quale resti cautelata la R.Cam.a d’avere in ogni tempo la quantità dell’acqua stabilita e concordata, e n siano pregiudicati i possessori del med.o lago, e de terreni, che lo circondano. Il d.o accesso n potè seguire prontam.te a causa di essere io assente da Roma p altre mie incombenze. Ritornato in Roma s’intimarono li p.ssori, che il dì 22 giug.o si ritrovassero all’Anguillara alle ore 14 di d.o giorno p unitamente portarsi al luogo della differenza, come in fatti seguì essendo intervenuti li seguenti Sig.ri
per parte di S. E. il Sig.r Duca Odescalco, e Comta di Bracciano il Sig.r Alessandro Molinari
per parte di S. Ecc.sa la Sig.ra Duch. di Massa, e Cont.a di Trevignano, il Sig. Abb.e Capalti
per parte di S.E. il Sig.r Duca Grillo il Sig.r Amato Iacometto
per parte de Sig.ri possidenti il Sig. Clem.te Orlandi arch.to
per parte della casa Sampieri, e tutti li possessori degl’edificii di Roma il Sig.r Girolamo Baldini
per parte del trible dell’acque l’Ill.mo Sig.r Avv.to Angelo Rosati Fiscale
io sotto come arch.to di d.a acqua Paola Sig. Pietro Rossi, come Rev.e e fontaniero di d. acqua.
Si accedè dunque unitam.te al lago colli sunnominati Sig.ri, e precisam.te all’emissario Arrone, e si osservò, ce terminato il muro verso l’Anguillara, come dalla domostraz.e in fine n(…)let. A. versava il lago gran copia d’acqua a causa della variaz. del sito perchè nel (1651?) terminato il muro v’era un nat.le promontorio di terreno, d.a dimostraz.ne let.B. il q.le impediva l’esito alle acque del lago, questo è stato in parte da pescatori aperto p apporvi qualora mantavello, come fu da un prattico del sito anche confermato. Il lago poi, che p quella parte è inclinato si è fatto strada, ed ha maggiorm.te logorato il terreno, ed ha formato un’altro emissario, il quale versa gran copia d’acqua, e và ad unirsi coll’altra del nat.le emissario Arrone, come dalla stessa dimostraz.e in fine let.C.agevolm.te può rilecarsi. Ad arbitrio dunque de pescatori si apre, e si chiude a tenore della loro indigenza, come giorni prima del’accesso era chiuso, e nell’atto del med.o si vidde aperto, e soltanto rimasti alcuni passoni li quali indicano esservi stata la passonata sia qualunque motivo di tal apertura e chiusura è innegabile, che la med.a è di n poco pregiudizio al lago, e che più sollecitamente lo riduce alla estenuazione delle acque in pregiudizio degl’edifici di Roma, è innegabile altresì che la med.a apertura è una innovaz.e, la quale n deve esservi, come saviam.te accordò il Sig. Orlandi, e gli altri Sig.ri p parte de Sig.ri interessati, perchè restando in simil guisa il lago avrebbe tre emissarii, mentre ha il suo nat.le emissario Arrone, ove si vede, che lo spirito del lago in quella parte è diretto, ed ha l’introduz.e del castello, che porta le acque all’unionte delle sorgenti, le quali unitamente s’incamminano verso Roma.
Il mio parere dunque sarebbe, che sollecitam.te e provisionalm.te (s)i chidesse p quella parte il lago più dentro però della linea del muro con una passonata doppia p togliere un tal’inconveniente, e questa servir potesse p opera morta da tener addietro le acque del lago p operare con sicurezza, e proseguire l’incominciato muro sino alla possessione del Sig.r Amato Iacometto la quale resta elevata, ad intestare colla med.anel suo termine, che sarà in lunghezza di p.mi 125 grosso d. muro pmi 5 e di altezza a similitudine dell’altro che al pnte esiste. Tale chiusura venne dalle parti accordata, essendo troppo giusta la richiesta fatta p parte di quelli, che ne godono l’uso in Roma, ma siccome la med.a tende a racchiudere maggiori acque nel lago in pregiudizio de terreni adiacenti, si ricercò dal Sig. Orlandi, che si
prevedesse p altro alle maggiori escrescenze con fare o sopra l’Emissario Arrone, o prossimam.te al med.o un’apertura, perchè da quella parte in simil caso potesse avere esito l’acqua, e n venissero danneggiati gl’adiacenti terreni. Non fu rigettata l’istanza, ma occorono più ispezioni, e in più tempi, onde dovrà farsi provisionalmente p ora tale apertura p vederne gl’effetti, e riconosciuta proficua si dovrà fissare con la maggior stabilità, acciò n venga rimossa, ed in tal guisa si riparerà all’uno, ed all’altro sconcerto.
S’osservò anche nel muro med.o distante dall’emissario Arrone circa pmi 123. ove sono li stipiti con gl’incastri verso Trevignano, d.a dimostraz.e let. D che similm.te si versa l’acqua, onde in questo sito cadranno le maggiori ispezzioni p fare che il sopravanzo p questa parte abbia il suo esito perchè li terreni adiacenti al lago godino il vantaggio di n essere inondati più del dovere, mentre già naturalmente sempre sono stati bagnati dal lago.
Essendosi in più tempi dibattuto dalle parti quale fosse il vero lume della fistola dell’Arrone dubbitandosi anche da Sig.ri possidenti del lago, che in questa possa esser nata alterazione d’aver ristretto il sforo assegnato dal Fontana, come in apposte ne trascriverà fedelm.te la sua dicitura e questa abbenchè sia stata con incomodo misurata con tutto ciò si è ritrovata sempre minore di quello che viene dal Fontana descritta. Si venne dunque ad una nuova misura, ed in quanto alla sua lungheza si ritrovò pmi 4 1/2, sicchè once 54. La sua altezza poi si ritrovò 5/6, sicchè once 10 dunque un’oncia meno di quello, che dal Fontana viene assegnata come si vedrà dal seguente suo capitolo fedelmente copiato dal suo libro delle acque correnti.
“A carte 189 Altra indice
Delle particolari operazioni, che sono nelle costruzioni fatte a spese dell’Ecc.ma casa Orsini p tener il lago alto, e p aver modo fisso, acciò sia permanente l’alzamento del lago p ottener lo scarico di d.a aqua nuova dentro il condotto antico.
Fistola di macigno pmi quattro, e mezzo di vano once 11 in conformità dell’istro d’accesso, misura di pmi (…) d’architetto situata nel muro trascversale A nell’Arrone nell’arco di mezzo, la quale serve p impedire il corso delle acque, e sversare una porzione d’aqua del proprio vano, o sforo sufficiente”
Il divario dunque che corre della misura del Fontana, e quella dell’ultimo accesso è d’un’oncia, essendo stabilita dal Fontana l’altezza del sforo in once 11 e nell’ultimo accesso in once 10, n si sà capire da niuno, come possa esser accaduto, mentre si tratta d’un’apertura fatta in un macigno di granito, che ammete l’ingrandimento, ma n il ristringimento. Quello è di fatto proprio si è che nell’anno (1651?) ebbi l’incombenza di racchiudere il lago in una cogne tenuta avanti l’E.mo Valenti alora segretario di stato, e nel tempo stesso di riparare al muro dell’Arrone, che dava segni di rovina, trasmettendo p tutta la sua estenz.e acqua anche sopra, e lateralmente alla fistola dell’Arrone. Sicchè convenne rifare i muri all’intorno della med.a nel muro elevato fu fatto un segno stabile alla presenza del Sig. Walvaponi Arch.o p parte di S.E. il Sig. Duca del Grillo, e Sig. Navone p parte della R.C.A. furono tali giuste misure descritte da ambe le parti, e da me ne fu fatta la dimostraz.ne, e messa in actis dal Sig.r Castellani segretario di Camera. Termiato il lavoro s’intimò altro accesso, ove accederono li
sud.i Sig.ri architetti Monsig.r Petroni e Sig. Siscale, con altri ministri del trible, frà gli io sotto. Furono rincontrate tutte le misure stabilite nel pmo accesso, e n si ritrovò alteraz.ne alcuna ne riguardo al lume della fistola dell’Arrone, nè alla sua situaz.ne, e così doveva succedere, perchè tutto l’impegno fù di rifare le mura patite, ma di n muovere giammai il macigno sud.o ov’è la fistola p il fuggire ogni critica, e p n dar moto a qualche litigio. Devesi dunque credere che in anni 21 tale alteraz.ne sicuram.te n’è succeduta, come lo dimostrano le diligenze usate dalli Sig.ri sunnominati architetti, altrimenti avendo rotrovata qualche piccola alteraz.ne avrebbero certam.te reclamato. Quello che sospetta la parte dè possidenti del lago, che possa esser succeduto per l’addietro, a questo supporto, n essedo di fatto proprio, n sò, nè devo rispondere. Solo dirò, che sembrami difficile, che siasi fatta una tale operaz.ne sotto silenzio, e che n se ne abbian una qualche tradizione p determinarsi a crederla. Sembrami poi molto difficile il traspporto di altro macigno di granito, e che niuno da padre in figlio n sia a noi venuta la notizia, e che n comparisca in comput.ria alcun conto di tal spesa, che assolutam.te n poteva occultarsi.
Mi sia permesso fare un’esame sopra il lume assegnato dal Fontana alla fistola dell’Arrone, p vedere di ritrovare almeno qualche ragione, perchè al pnte si ritrovi minore di alteza in minuti cinque, o poco più. ‘in p luogo inutile il parlare della sua lunghezza, perchè in tutti li tempi si è ritrovata in pmi 4 1/2 secondo dal Fontana med.o viene nel suo libro assegnata. Convien dunque soltanto parlare dell’altezza dello sforo, questa altezza è sempre stata difficoltosa a prendersi, mentre tale misura si è dovuta prendere senza levare l’acqua, onde con incomodi n picciolo si è fatta l’operaz.ne; non si pone in dubbio però la misura presa nell’ult.o accesso p esser stata visitabile a tutti, che una cannuccia più volte provata nello sforo sud.o alla fine si ridusse la sua altezza ad once dieci, e forse meno. Mà p escludere lo spontaneo stringimento dello sforo fatto, nella durezza del macigno (cosa impossibile ad esser succeduta) n sarebbe fuor di proposito esaminare, che p loro natura le acque, qual più, qual meno depongono dele parti tartarose, e p gli sperimenti di qualche fabrica di plastica si è osservato, che le aque, quando scorrono orizzontalm.te, ne depongono in maggior quantità, abbenchè queste siano più friabili, quando poi scorrono p un piano inclinato, ne depongono meno, ma sono più tenaci frà loro, e finalm.te quando vanno ad investir qualche sito cogli spruzzi lasciano un tartaro d’una durezza quasi marmorea. e chi potrebbe dunque assicurarci, che p lo spazio d’ottanta, e più anni l’acque n si fossero ristretto il loro alveo con intonacarlo a più strati con questo tartaro oramai quasi pietrificato?
Questo dubbio adunque n può disciogliersi, se n si vede la d.a fistola libera dall’acqua, il che n potè farsi in atto dell’accesso, e solo si potè mettere una tavola inernam. perchè si scostasse al possibile quel corpo d’acqua p quella parte, in cui si prendeva la misura con quella cannuccia p ridurla alla giusta altezza, potrà però tentarsi nel fare il muro p sincerarsi di tal verità, ò almeno abbandonarne il pensiero, potendosi alora con un ferro provare se vi sia tal materia condenzata, che possa con esso consumarsi, e quando ciò succeda, potrebbesi perfettame.te ripulire, perchè lo scarico ritornasse ad essere, come il Fontana lo ha almeno descritto.
Altro dubbio può nascere. Il Fontana hà assegnato la lunghezza in pmi 4 1/2, e l’altezza in once 11. Chi dice, che il med.o dopo la stampa del suo libro siasi avvisto, che lo scarico era maggiore delle onc. 800 e che ne abbia dubitato nell’atto di far fare lo sforo, e l’abbia ordinato scarso di quell’oncia, che al pnte si ritrova, e fattone doppo l’apposiz.e l’esperimento, l’abbia egli lasciato, mentre quello sforo, secondo il suo metodo di misurare, scarica la sud.a fistola n già once 800 d’acqua, ma 1080 come dal calcolo della dimostraz.ne in fine n. 3 può rilevarsi, onde hà dato uno scarico più che vantaggioso al lago, facendolo di lume once 54 p la sua lunghezza, e once 10 p la sua altezza. Se poi le sopravementi al lago si sono accresciute p il peso maggiore scharicherà molto di più.
Giacchè si è parlato della fistola dell’emissario Arrone coll’autorità del Fontanta, ho creduto bene di n tralasciare di parlare di quela dell’acqua nuova, che proviene dal lago, la quale similm.te di granito orientale, assegnandone la giusta misura a 190 del suo libro, e infine di d.o foglio dice = la fistola al n. (6) come sopra è lunga di vano onc. (68) alta onc. (6) ed un terzo misura di passetto fattone il calcolo costituisce la quantità once 1100, come dal Fontata si assegna al fog.o 184 dalla dimostrazione in fine num. 5. Il di sud.o fù misurata, e riconosciuta la fistola, dove sbocca l’acqua nuova del lago di Bracciano dentro il condotto antico, e si trova essere la d.a fistola la solita sua misura longa pmi (…) e un quarto, cioè once 35 alta once 3 e un terzo con pmi uno, ed un quarto d’acqua, che li facea peso n veloce p esser come aqua orizontale, e stagnante onc. 1100.
Le sud.e once 1100 ridotte poi in Roma p la velocità acquistata vengono diminuite, come si dice lo stesso Fontana al fog.o 184 del suo libro, le qli diminuz.i n s’assegnano potendosi agevolm.te rincontrare dal libro medesimo.
Avendo ritrovato il segno stabile fatto nel (1651?) nel muro elevato in fianco la fistola dell’Arrone stimai bene prevalermene, e da esso presi il pelo superiore del lago, e lo trovai pmi 5 (…) e la profondità d’acqua prossimam.te al d.o muro pmi 3 n(…), tal misure dovranno prendersi in altri tempi, che servir potranno di regola p lo sforo, e regolatore da farsi, e perciò in fine se ne assegna a parte la dimostraz.e al num. 4.
Fu finalm.te proseguito l’accesso con andare a visitare il castello dell’introduz.e dell’acqua del lago, le qli si vanno ad unire colle sorgenti, in qual sito furono fatte diverse osservaz.i la p.ma fù, che si vede ripieno l’aquedotto di arena p lungo tratto d’esso, e presane la misura fù d.a riempitura ritrovata in altezza di p.i n 1/6, secondariam.te si esaminò la causa di tale riempitura, e fù giudicato, che le arene venivano spinte dalla tramontana verso le due bocchette laterali al castello, e dal d. vento si riempiva l’acquedotto, chiaram.te anche lo dimostra la spiaggia accresciuta lateralm.te a d.o condotto, sicchè si stima necessario chiuderle ambedue con un muro p vederne in appresso gl’effetti, e fare lo spurgo del med.o acquedotto, e chiudere in fine le aperture ritrovate in fianco alla forma sud.a lasciate dal tempo, che fù fatto altro spurgo. Furono anche osservate le altre fistole all’intorno del d.o castello, le quali si viddero con peso vantaggioso tanto che restavano coperte sopra l’architrave, ma attesa la riempitura del condotto, come si è detto n poteva certam.te godere l’acqua di tal vantaggio convien venire allo spurgo, e far gl’altri indicati lavori lavori p fare in appresso le più esatte osservaz. ed è quanto mi dà l’onore d’umiliare a S.E. Rma in isfogo della mia incombenza.
Ristretto delle operaz.i da farsi al lago di Bracciano sì al muro ov’è la fistola Arrone, che al castello dell’introduz, dell’acqua nuova.
In pmo luogo dovrà farsi una passonata provisionale, ove termina il muro Arrone, perchè chiuda per quella parte il lago che indebitam.te trasmette fuori le acque, e impedire che n venga (estenucto) il lago con quel nuovo emissario, e in appresso dovrà farsi un muro che proseguisca a linea stessa dell’altro in lunghezza di pmi 128 ad intestare col terreno più alto del Sig.r Amato Iacometti. Dovrà rivedersi il muro dell’antico regolatore dello scarico ove sono li stipiti con l’incastri, e riparare alle mancanze, che si potessero ritrovare p ridurli nel suo antico stato, e fare l’esperimento se sia sufficiente quello scarico fato nel (1651) destinato dal Fontana, e se debba accrescersi, e in che misura e altezza. Dovrà mettersi la caditoria nell’incastri internam.te alla fistola dell’Arrone p fare il giusto sperimento, se mai la fistola sud.a fosse munita di tartaro, il che n potè farsi in atto dell’accesso, perchè la med.a n v’era dovrà durante il lavoro, e in più tempi dal segno stabile nel muro elevato, prendersi le giuste misure sino al pelo superiore del lago, indicando le giornate, in cui vengono prese p vederne il divario, servendo di regola p il regolatore del lago da farsi a vantaggio dè terreni adiacenti al medesimo.Lavori da farsi al castello dell’introduzione dell’acqua nuova.
Si dovrà in pmo luogo spurgare il d. braccio dalle arene ritrovate dentro esso in altezza di pmi 2 (1/6).
Si devranno chiudere con muro le due laterali bocchette del castello verso tramontana p evitare l’introduz.e si frequente delle arene anzidette.
Si dovranno chiudere le laterali aperture fatte alla forma sin dal tempo dell’ultimo spurgo fatto, e n chiuse.
Aqua Traiana e Aqua Paola, 1786
17 gennaio 2014 XVIII secoloElena Felluca
Chirografo di Pio VI del 21 gennaio 1786 riguardo alla costruzione di un muro presso il castello dell’acqua onde evitare l’accumulo di arene nell’imbocco ed altre osservazioni e…tasse!
Monsign. Giuseppe Vai Chierico della nostra camera e presidente delle acque. Ci avete rappresentato di avere sin dal principio della vostra presidenza avuti ricorsi, et informazione, che l’acqua ora denominata Paola proveniente dalle sorgenti di Vicarello, Trevignano, e dal lago di Bracciano, fatta portare in questa nostra città di Roma dalla fel. mem. di Paolo V, e Clemente X nostri predecessori in beneficio pubblico, e delle fontane et edifici di essa, si è notabilmente diminuita dalla sua primiera quantità, et è speso trattenuta dal suo libero corso, a causa non solo delle rotture de’ condotti che in molti luoghi versano l’acqua, e dell’immondezze in esse cadute, per non essersi da lunghissimo tempo nè riattati, nè spurgati, ma ancora dall’interrimento cagionato dalle arene del lago di Bracciano trasportate verso il castello dai venti specialmente boreali, che verso di quella parte nelle burrasche del lago spingendo le arene, e facendo cumulo giungono a chiudere le bocchette
del suddetto castello, perilchè resta impedito l’ingresso dell’acqua destinata, e l’imbocco di essa nel condotto e non otante la diligenza di mandare ogn’anno a spurgare il corso dell’acqua, se n’esperimentava la mancanza, e continua diminuzione, anche col pericolo affatto di perderla. E che volendo voi sincerarvi del fatto, et accorrere al disordine, saggiamento vi determinaste di portarvi sù la faccia del luogo, et al lago medesimo coll’idrostatico dottor Bonati, Francesco Tirolo sostituto di Carlo Marchionni architetto della medesima acqua, e Pietro De Rossi fontaniere ove pervenuto il dì 2 novembre pross.to, riconosceste con i medemi, che il sudetto castello, che nella sua prima costruzione s’inoltrava dentro il lago canne 58, e che così senzza impedimento poteva ricevere il pieno dell’acqua destinata e liberamente tramandarla al condotto. Presentemente i venti di tramontana trasportano tutte le arene verso il castello, per cui oltre avere dovuto in passato serrare le bocchette esposte a quella parte, per impedire un maggior interrimento nel condotto, ora si vede ocularmente andare a coprirsi quasi tutto il castello, lo che non sono impedisce l’ingresso per quella parte dell’acqua nel castello, ma fa ancora, che le altre bocchette col progresso del tempo possino chiudersi coll’inalzarsi sempre più il piano delle medesime arene. Pertanto rivolgeste il pensiero a rintracciarne il rimedio, col parere de’ sopraindicati periti, e dopo i più maturi esami fatti sulla faccia del luogo, ci proponeste di far costruire un muro con più angoli per la sua stabilità, che s’inoltri nel lago oltre il castello per 30 canne, e distante dal medesimo non meno di dieci, il quale tenendo indietro le arene grosse nelle burasche spinte dall’onde, dovrà produrre l’effetto, che resterà difeso il castello dalle dd. arene, nè queste potranno più entrare nelle bocchette di esso, nè farvi cumulo avanti per impedire l’ingresso, et il corso dell’acqua almeno per lungo tempo, dopo il quale, se di nuovo gl’interrimenti avanzassero l’estremità di detto muro, et al segno di piegare verso il castello, et introdursi di nuovo per le bocchette, potrà togliersi col rimedio di prolungare il detto muro, nel modo che si prattica ne’ moli de’ porti a canale, come dalla relazione dell’accesso, e pianta a noi umiliata: e che parendovi detto provedimento a proposito, et atto colla costruzione di detto muro, e restaurazione, e spurgo necessario dell’intiero acquedotto a restituire all’acqua particolarmente del lago il suo libero corso, et ad impedirne la tenuta perdita procedeste a considerarne la spesa, che secondo lo scandaglio del’architetto, per il so muro ascende alla somma circa i scudi 3500 non potendosi fissare quella della restaurazione, e spurgo dell’acquedotto, per non sapersi quanta sia l’indigenza, credendosi per questa tassa li suoi 3500 in circa da impiegarsi per il riferito muro, ascendere a somma considerabile, alla quale vi riesca improbabile poter supplire con le rendite de’ capitali spettanti tanto all’acquedtotto di detta acqua Paola, che gli altri due dell’acqua Vergine, e Felice, restando quelle interamente consunte dalle spesse ordinarie, e da frutti de luoghi di monti passivi, alli quali detti acquedotti sono stati ammessi, et obbligati per le passate restaurazioni di essi, anzi non solo dette vendite restano consunte da’ detti pesi, ma neppure sono sufficienti, e secondo lo stato estratto dalla compuristerico ogn’anno sbilanciano, e col tempo andando a crescere, non potrà supplirsi neppure à detti pesi ordinarj, e perciò ci avete umilmente supplicato della nostra benigna approvazione ad effettuare il progetto di detto muro, e la ristrutturazione, e spurgo del condotto delle sorgenti della detta acqua Paola sino alli fontanoni del Gianicolo di questa nostra città a spese de’ possidenti, e partecipanti dell’uso di dett’acqua Paola, come in altri tempi è stato pratticato in caso simile per il
vostro accesso, progetto, pianta, o scandaglio del muro divisato, il preciso stato del tribunale dell’acque, e suoi acquedotti, la spesa occorrente al risarcimento, e spurgo, i capitali, e teridite dell’anzidetto tribunae, e quello specialmente dell’acqua Paola, le concessioni tanto gratuite, che noerose dell’acqua fatte da noi, e nostri antecessori, et ogni altra cosa quantosivoglia necessaria da esprimersi, e benchè degna di special menzione; di nostro moto proprio, certa scienza, e pienezza della nostra suprema potestà ordiniamo a voi, che a tenore del progetto, e pianta dell’isdrostatico dottor Bonati, et architetto sud. facciate costruire il muro disegnato nel lago di Bracciano, come altresì il risarcimento, e spurgo suddetto dell’acquedotto et ogn’altra cosa opera, o lavoro, che all’effetto sud.o sarà necessario di fare, non trovandosi il tribunale dell’acqua, e particolarmente dell’acquedotto dell’acqua Paola in stato di potervi supplire in veruna benchè minima rata, ne essendovi altro modo, e trattandosi di ben pubblico, e dell’interesse de’ partecipanti della detta acqua, vogliamo, che alle totali spese da farsi ne’ divisati lavori a qualsiasi somma ascendenti, contribuiscano, come stimiamo ragionevole, interamente, ed unitamente i particolari possidenti, et utenti di detta acqua ripartitamente come è stato altre volte, in simili casi pratticato, e perciò di simile nostro moto proprio vi ordiniamo, che per supplire al pagamento occorrente impeniate in una, o più volte a vostro arbitrio, siccome noi colla nostra sovrana autorità imponiamo contribuzioni e tassa sino alla somma che importerà la spesa del riferito risarcimento, e di ogni altro a quest’effetto necessario da riparirsi, e pagarsi da tutti, e singoli posidenti, e partecipanti dell’acqua Paola, che in qualsivoglia modo godono dell’uso della medesima, tanto per. titolo di compra, quanto per gratuita concessione fattale da noi, e da nostri predecessori, a proporzione della quantità da essi della quantità da essi perduta e goduta, niuno affatto eccettuato, ancorchè siano luoghi pii, basiliche, chiese, monasterj, conventi, monaci delle undici congregazioni, mendicanti, cavalieri di malta, di S.Stefano, e di qualsiasi altr’ordine, et istituito, chierici della nostra camera, palatini, camera capitolina, vescovi assistenti al nostro soglio pontificio, cardinali di S. Chiesa, ospizio, e palazzo apostolico, nostra camera, sagra inquisizione, ed altro privilegiati, e privilegiatissimi per privilegio ordinato in corpore juris, e di qualsiasi eminenza grado, dignità, siano benchè degni di speciale, et individua menzione ed erogazione di privilegio, contro de’ quali per la più facile esigenza, vi diamo facoltà, ed ampia ancorchè non siano stati citati, nè sentiti Monsig. commissario della nostra camera, fiscale del tribunale del’acqua, i possidenti, et utenti dell’acqua Paola, et altre qualsisiano persone, che vi avessero, o pretendessero avervi interesse, e che saranno in qualsivoglia modo compresi in detta tassa, che così, e non altrimenti debba giudicarsi, definirsi a voi, dal rmo camerlengo, e chierici della nostra camera, Monsig. tesoriere, e da qualunque altro tribunale, e giudice di questa città, bencè collegiato, e da qualunque congregazione, benchè composta di rmi cardinali, togliendo loro, ed a ciascuna di essi la facoltà ed autorità di giudicare, definire, ed interpretare diversamente, dichiarando fin d’adesso nullo, et irrito tutto ciò, che si facesse, o tentasse fare in contrario. Non ostante la costituzione di Paolo V, il chirogrago della fel. mem. di Clemente X nostri predecessori, e l’istromento in sequela del medesimo stipolato col fu don Flavio Orsini sopra l’imbocco dell’acqua del lago, e condotto dell’acqua Paola anticamente alseatina : li chirografi, et istromenti di concessione e vendita della medesima acqua da noi, e da nostri predecessori fatta a favore deì suddetti possidenti, e partecipanti: la bolla di Pio IV nostro predecessore de rigistrandis, la regola della nostra cancellaria de jure quesito non tollendo, e qualsisiano altre costituzioni, ed ordinazioni apostoliche, privilegj, esenzioni di qualisasi sorte, e titolo, leggi, statuti, riforme, usi, stili, consuetudini, et ogni, e qualunque altra cosa, che facesse in contrario, alle quali tutte, e singole avendone il loro tenore qui per espresso, e di parola in parola inserto, per questa volta solamente, ed all’effett(…) permesso, espressamente, et individualmente deroghiamo: dato dal nostro palazzo apostolico Vaticano, questo dì 21 gennaro 1786.
Pius PP VI

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