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Timestamp: 2020-04-03 00:18:04+00:00

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Legge regionale e normativa bed and breakfast regione Valle d'Aosta
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La presente legge, in attuazione dei principi stabiliti dalla legge 17 maggio 1983, n. 217 (Legge quadro per il turismo e interventi per il potenziamento e la qualificazione dell’offerta turistica), disciplina le strutture ricettive non regolamentate dalle leggi regionali 22 luglio 1980, n. 34 (Disciplina delle attività di ricezione turistica all’aperto) e 6 luglio 1984, n. 33 (Disciplina della classificazione delle aziende alberghiere), e in particolare:
1bis. L’esercizio dell’attività ricettiva extralberghiera è consentito esclusivamente in immobili con caratteristiche strutturali conformi ai requisiti igienico-sanitari, edilizi o di sicurezza previsti dalla normativa vigente, nonché a quelli sulla destinazione d’uso dei locali e degli edifici ed è subordinato:
a) all’iscrizione presso il registro delle imprese, fatta eccezione per le strutture di cui al comma 1, lettere a), b) e ebis) ;
b) al rispetto delle disposizioni previste dalla normativa vigente in materia di pubblica sicurezza, nonché all’insussistenza di cause di divieto, di decadenza o di sospensione.
Posti tappa escursionistici
Strutture ricettive a conduzione familiare (bed & breakfast ¤ chambre et petit dejeuner)
Cessazione e sospensione dell’attività
Comunicazione dei provvedimenti e rilevazioni statistiche
Informativa ai turisti
Art. 2 – Case per ferie
3. Nelle case per ferie deve essere garantita non solo la prestazione dei servizi ricettivi di base, ma anche la disponibilità di strutture e servizi che consentano di perseguire le finalità di cui al comma 1, nonché il possesso di un regolamento interno per l’uso della struttura. Può essere esercitata l’attività di somministrazione di alimenti e bevande, sempre che sussistano i requisiti igienico-sanitari previsti dalla normativa vigente, limitatamente alle sole persone alloggiate e a quelle che possono utilizzare la struttura in relazione alle finalità sociali cui la stessa è destinata.
Art. 3 – Requisiti tecnici
1. Le case per ferie devono possedere i requisiti previsti dai regolamenti igienicoedilizi. In particolare, devono avere:
1 bis. E’ consentito sovrapporre ad ogni posto letto un altro letto, senza con ciò dover incrementare le dimensioni delle camere, purché sia garantita la cubatura minima di mc. 10 a persona. Per il rispetto di tutti gli altri rapporti si computano i posti letto effettivi (5).
1 ter. Le camere da letto e i locali igienici devono essere predisposti separatamente per gli uomini e le donne(5).
Art. 4 – Segnalazione certificata di inizio attività
1. Chiunque intenda gestire le case per ferie presenta al Comune competente per territorio la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) di cui all’articolo 22 della legge regionale 6 agosto 2007, n. 19 (Nuove disposizioni in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), su apposito modulo predisposto dalla struttura regionale competente in materia di strutture ricettive. L’attività può essere iniziata dalla data di presentazione della SCIA.
a) le generalità del proprietario dell’immobile e del soggetto gestore;
c) la descrizione dell’arredo e della tipologia di servizi forniti in rapporto alle finalità cui la struttura è destinata;
d) il periodo di esercizio dell’attività e la durata minima e massima dei soggiorni;
Art. 5 – Ostelli per la gioventù
2. Negli ostelli per la gioventù deve essere garantita non solo la prestazione dei servizi ricettivi di base, ma anche la disponibilità di strutture e servizi che consentano di perseguire le finalità di cui al comma 1, nonché il possesso di un regolamento interno per l’uso della struttura. Può essere esercitata l’attività di somministrazione di alimenti e bevande, sempre che sussistano i requisiti igienico-sanitari previsti dalla normativa vigente, limitatamente alle sole persone alloggiate e a quelle che possono utilizzare la struttura in relazione alle finalità sociali cui la stessa è destinata (7).
Art. 7 – Segnalazione certificata di inizio attività
1. Chiunque intenda gestire gli ostelli per la gioventù presenta al Comune competente per territorio la SCIA di cui all’articolo 22 della l.r. 19/2007, su apposito modulo predisposto dalla struttura regionale competente in materia di strutture ricettive. L’attività può essere iniziata dalla data di presentazione della SCIA.
Art. 8 – Rifugi alpini e bivacchi fissi
Art. 9 – Requisiti tecnici
1bis. I rifugi alpini possono esercitare l’attività di somministrazione di alimenti e bevande sia nei confronti di persone alloggiate che di persone non alloggiate, fatto salvo il rispetto dei requisiti igienico-sanitari previsti dalla normativa vigente.
Art. 10 – Segnalazione certificata di inizio attività
1. Chiunque intenda gestire i rifugi alpini presenta al Comune competente per territorio la SCIA di cui all’articolo 22 della l.r. 19/2007, su apposito modulo predisposto dalla struttura regionale competente in materia di strutture ricettive. L’attività può essere iniziata dalla data di presentazione della SCIA.
c) il periodo di esercizio dell’attività ed i servizi prestati;
d) gli estremi dell’attestato di abilitazione ed iscrizione nel relativo elenco professionale regionale ai sensi della normativa regionale vigente in materia di disciplina della professione di gestore di rifugio alpino;
e) gli estremi dell’attestato di idoneità psicofisica all’esercizio della professione, certificata da un medico di sanità pubblica in data non anteriore a tre mesi dalla data di presentazione della SCIA;
f) le indicazioni concernenti la località dove si trova il rifugio, l’altitudine e il tipo di manufatto, nonché le vie di accesso, sentieri o mulattiere.
Art. 11 – Posti tappa escursionistici
1. Sono posti tappa escursionistici o dortoirs le strutture sommariamente attrezzate, site anche in località servite da strade aperte al pubblico transito veicolare, atte a consentire il pernottamento a coloro i quali percorrano itinerari escursionistici.
Art. 12 – Requisiti tecnici
Art. 13 – Segnalazione certificata di inizio attività
1. Chiunque intenda gestire i posti tappa escursionistici presenta al Comune competente per territorio la SCIA di cui all’articolo 22 della l.r. 19/2007, su apposito modulo predisposto dalla struttura regionale competente in materia di strutture ricettive. L’attività può essere iniziata dalla data di presentazione della SCIA.
c) il periodo di esercizio dell’attività ed i servizi prestati.
Art. 14 – Esercizi di affittacamere
1. Sono esercizi di affittacamere le strutture ricettive nelle quali sono forniti alloggio e, eventualmente, servizi complementari, con una capacità ricettiva complessiva non superiore a dodici posti letto e composte da non più di sei camere destinate ai clienti, delle quali una, configurata come monolocale di superficie minima pari a metri quadrati 17,50 al netto della superficie del bagno, può essere dotata di cucina autonoma. Le camere possono essere ubicate al massimo in tre stabili o in una porzione di tre stabili, purché distanti non più di 50 metri l’uno dall’altro.
Art. 15 – Requisiti tecnici
Art. 16 – Segnalazione certificata di inizio attività
1. Chiunque intenda gestire l’attività di affittacamere presenta al Comune competente per territorio la SCIA di cui all’articolo 22 della l.r. 19/2007, su apposito modulo predisposto dalla struttura regionale competente in materia di strutture ricettive. L’attività può essere iniziata dalla data di presentazione della SCIA.
b) il possesso dei requisiti di cui agli articoli 1, comma 1bis, e 15, nonché il numero e l’ubicazione delle camere destinate all’attività ricettiva, dei posti letto distinti per camera e dei servizi igienici messi a disposizione degli ospiti;
c) il periodo di esercizio dell’attività;
e) gli estremi dell’atto di approvazione dell’assemblea dei condomini, qualora l’attività sia esercitata in unità condominiali.
Art. 16bis Strutture ricettive a conduzione familiare (bed & breakfast ¤ chambre et petit dejeuner)
2. L’attività di bed & breakfast – chambre et petit déjeuner è svolta avvalendosi della normale organizzazione familiare.
2ter. La somministrazione di alimenti e bevande ai sensi del comma 2bis, lettera b), non rientra nell’ambito di applicazione del regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sull’igiene dei prodotti alimentari, e può essere esercitata a condizione che il soggetto gestore del bed & breakfast – chambre et petit déjeuner sia in possesso, alla data di presentazione della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) di cui all’articolo 16quater, di uno dei requisiti professionali di cui all’articolo 71, comma 6, del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 (Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno). In mancanza di detto requisito professionale, il soggetto gestore deve frequentare, con esito positivo, il corso professionale di cui all’articolo 6, comma 4, della legge regionale 3 gennaio 2006, n. 1 (Disciplina delle attività di somministrazione di alimenti e bevande. Abrogazione dellalegge regionale 10 luglio 1996, n. 13), limitatamente alle materie inerenti all’igiene nella manipolazione degli alimenti.
3. L’esercizio dell’attività di bed & breakfast – chambre et petit déjeuner non costituisce cambio di destinazione d’uso dell’immobile a fini urbanistici e comporta, per i proprietari o possessori dei locali, l’obbligo di abituale dimora, per i periodi in cui l’attività è esercitata, nel medesimo immobile oppure in immobile ubicato a non più di 50 metri di distanza dai locali in cui l’attività è esercitata.
Art. 16 ter – Requisiti tecnici
Art. 16quater – Segnalazione certificata di inizio attività
1. Chiunque intenda gestire i bed & breakfast – chambre et petit déjeuner presenta al Comune competente per territorio la SCIA di cui all’articolo 22 della l.r. 19/2007, su apposito modulo predisposto dalla struttura regionale competente in materia di strutture ricettive. L’attività può essere iniziata dalla data di presentazione della SCIA.
b) il possesso dei requisiti di cui agli articoli 1, comma 1bis, 16bis, comma 2ter, e 16ter, nonché il numero e l’ubicazione delle camere destinate all’attività ricettiva, dei posti letto distinti per camera e dei servizi igienici messi a disposizione degli ospiti;
Art. 17 – Case e appartamenti per vacanze
5. Agli effetti della presente legge si considera gestione di case e appartamenti per vacanze la gestione non occasionale e organizzata di due o più unità abitative ad uso turistico. (19a)
Art. 18 – Requisiti tecnici
3. In deroga a quanto previsto dagli articoli 73 e 74 della legge regionale 6 aprile 1998, n. 11 (Normativa urbanistica e di pianificazione territoriale della Valle d’Aosta), e dagli strumenti urbanistici comunali, l’utilizzo di unità abitative aventi destinazione d’uso ad abitazione temporanea ai sensi dell’articolo 73, comma 2, lettera dbis), della medesima legge in forma di case e appartamenti per vacanze può non comportare il mutamento della loro destinazione d’uso.
Art. 19 – Segnalazione certificata di inizio attività
1. Chiunque intenda gestire le case e appartamenti per vacanze presenta al Comune competente per territorio la SCIA di cui all’articolo 22 della l.r. 19/2007, su apposito modulo predisposto dalla struttura regionale competente in materia di strutture ricettive. L’attività può essere iniziata dalla data di presentazione della SCIA.
b) il possesso dei requisiti di cui agli articoli 1, comma 1bis, e 18, nonché il numero, l’ubicazione e le caratteristiche delle unità abitative destinate all’attività ricettiva, dei posti letto distinti per unità abitativa e dei servizi igienici messi a disposizione degli ospiti;
Art. 20 – Adempimenti dei Comuni
1. Entro sessanta giorni dalla data di presentazione della SCIA, il Comune competente per territorio verifica la sussistenza dei presupposti e dei requisiti di legge richiesti procedendo, se del caso, ai sensi dell’articolo 22, comma 2, della l.r. 19/2007. Entro lo stesso termine, il Comune effettua, inoltre, apposito sopralluogo diretto a verificare l’idoneità della struttura all’esercizio dell’attività ricettiva extralberghiera; gli esiti del sopralluogo sono comunicati alla struttura regionale competente in materia di strutture ricettive e all’Office régional du tourisme – Ufficio regionale del turismo.
Art. 22 – Cessazione e sospensione dell’attività
1. L’esercizio di un’attività ricettiva extralberghiera senza aver presentato la SCIA comporta, oltre all’applicazione delle sanzioni amministrative di cui all’articolo 28, la cessazione dell’attività medesima con provvedimento del Comune competente per territorio.
2. In caso di sopravvenuta carenza rispetto a una o più condizioni che hanno legittimato l’esercizio dell’attività, il Comune competente per territorio assegna un termine per il ripristino delle medesime, decorso inutilmente il quale l’attività è sospesa fino ad un massimo di sessanta giorni. In casi eccezionali, tale termine può essere prorogato. Trascorso il periodo di sospensione senza il ripristino delle condizioni di legge, il Comune competente per territorio dispone la cessazione dell’attività.
Art. 23 – Comunicazione dei provvedimenti e rilevazioni statistiche
1. Il Comune dà immediata comunicazione all’Assessorato regionale del turismo, sport e beni culturali della presentazione della SCIA per le attività ricettive di cui alla presente legge, nonché delle diffide, sospensioni, revoche e cessazioni (24).
Art. 24 – Comunicazione dei prezzi
1. Il titolare dell’attività ricettiva extralberghiera comunica alla struttura regionale competente i prezzi minimi e massimi che intende praticare; nel caso in cui siano comunicati solo prezzi minimi o solo prezzi massimi, gli stessi sono considerati come prezzi unici.
2. La comunicazione, concernente anche i servizi offerti, è inviata entro il 15 settembre di ogni anno, con validità dal 1° dicembre al 30 novembre dell’anno successivo. E’ consentita un’ulteriore comunicazione entro il 1° marzo dell’anno successivo con la quale il titolare dell’attività ricettiva extralberghiera comunica la variazione di prezzi e di servizi che intende applicare a partire dal 1° giugno dello stesso anno.
Art. 25 – Appartamenti ammobiliati per uso turistico
Art. 25 bis – Informativa ai turisti
Art. 26 – Funzioni di vigilanza e di controllo
Art. 27 – Osservanza di norme statali e regionali
Art. 28 – Sanzioni amministrative
2. Chiunque gestisca una delle attività ricettive extralberghiere disciplinate dalla presente legge in violazione dell’articolo 20, comma 2, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma di denaro da euro 800 a euro 3.000.
3. E’ soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma di denaro da euro 600 a euro 6.000, il titolare di una delle attività ricettive extralberghiere disciplinate dalla presente legge che:
a) attribuisce alla propria attività, con qualsiasi mezzo, un’attrezzatura non conforme a quella esistente, o una denominazione diversa da quella dichiarata;
5. La mancata o incompleta comunicazione dei prezzi entro i termini stabiliti dall’articolo 24 e l’omessa esposizione di tabelle e cartellini prezzi, ove previsti, comporta la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma di denaro da euro 500 a euro 1.200.
6. Fatto salvo quanto disposto dalla normativa statale vigente in materia di prezzi, l’applicazione di prezzi difformi da quelli comunicati comporta la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma di denaro da euro 1.000 a euro 2.400.
8. All’accertamento delle violazioni di cui al presente articolo e all’applicazione delle relative sanzioni provvede il Comune competente per territorio con le procedure di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).
Art. 30 – Regolamento di applicazione
3. Il regolamento di cui al comma 1 deve contenere l’indicazione dei requisiti minimi igienico-sanitari previsti dalle disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 1980, n. 327 (Regolamento di esecuzione della L. 30 aprile 1962, n. 283, e successive modificazioni, in materia di disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande), nonché dei requisiti minimi con riferimento ai servizi igienici necessari in relazione alle differenti strutture disciplinate dalla presente legge. Detto regolamento, inoltre, fissa le modalità tecnicoamministrative per l’approvvigionamento idro-potabile e per lo scarico delle acque reflue, in conformità alle disposizioni vigenti in materia di tutela delle acque destinate al consumo umano e di tutela delle acque dall’inquinamento.
Art. 31 – Disposizioni transitorie e finali
1. Entro cinque anni dall’entrata in vigore della presente legge le strutture ricettive extralberghiere già operanti devono essere adeguate, per poter continuare l’attività, ai requisiti della presente legge: in tale periodo possono essere rinnovate le autorizzazioni di esercizio sempre che sussistano i requisiti previsti dalla legislazione che disciplinava

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 16

Art. 16

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 30

Art. 31