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Timestamp: 2018-05-24 15:49:45+00:00

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La decentralizzazione della scuola e degli insegnanti in Italia Problemi e prospettive aperte dal nuovo Titolo V.
PubblicatoConcetto Tommasi Modificato 4 anni fa
Presentazione sul tema: "La decentralizzazione della scuola e degli insegnanti in Italia Problemi e prospettive aperte dal nuovo Titolo V."— Transcript della presentazione:
1 La decentralizzazione della scuola e degli insegnanti in Italia Problemi e prospettive aperte dal nuovo Titolo V
2 DECENTRALIZZAZIONE NOVITÀ E DIFFICOLTÀ Il nuovo titolo V ha portato novità significative nel settore dellistruzione. Nulla di rivoluzionario o di eversivo, e tuttavia importante, data la nostra storia e situazione. Però nelle sedi istituzionali il cambiamento tarda ad attuarsi: gli apparati ministeriali tendono a sfumarlo e devitalizzarlo, le Regioni reagiscono con cautela, impreparate a gestire il nuovo Nella scuola queste novità non sono né dibattute né conosciute in modo diffuso.
3 LA DIREZIONE DEL CAMBIAMENTO (I) Precedente art.114 La Repubblica si riparte in Regioni, Province e Comuni Attuale art.114 La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato Novità: ordine inverso: al primo posto lente più piccolo e più vicino ai cittadini (il Comune) non articolazione della Repubblica (si riparte), ma un insieme di elementi costitutivi (è costituita), in cui lo Stato è inter pares
4 LA DIREZIONE DEL CAMBIAMENTO (II) La titolazione del nuovo Titolo V indizio di cambiamento sofferto e incompiuto Le reticenze attuative elencate in premessa si comprendono bene attraverso la genesi della titolazione del nuovoTitolo V Precedente titolazione :LE REGIONI, LE PROVINCE, I COMUNI Prima modificazione in corso dopera: COMUNE, PROVINCIA, REGIONE E STATO". Seconda modificazioneORDINAMENTO FEDERALE DELLA REPUBBLICA Troppo osé! Conclusione…… Titolazione definitivaLE REGIONI, LE PROVINCE, I COMUNI !
5 LA DIREZIONE DEL CAMBIAMENTO Precedente art. 117 La Regione emana per le seguenti materie norme legislative nei limiti dei principi fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato … (seguiva elenco) Attuale art. 117 Spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato (elencate le materie spettanti allo Stato) Inversione del criterio di riparto delle competenze. Regioni: passaggio dal precedente elenco "in positivo" (alle Regioni la potestà legislativa per le sole materie elencate, tutte le altre allo Stato) ad uno "in negativo", ( sono elencate le competenze dello Stato, tutte le altre alle Regioni )
6 LA SCUOLA NEL NUOVO TITOLO V (I) 1. i livelli essenziali delle prestazioni (lep) concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale (quindi anche quello allistruzione) (legislazione esclusiva) 2. le norme generali sullistruzione (legislazione esclusiva) 3. i principi fondamentali La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni Allo Stato compete definire
7 LA SCUOLA NEL NUOVO TITOLO V (II) E materia di legislazione concorrente (legislazione concorrente = potestà legislativa delle Regioni nel rispetto dei principi fondamentali riservati allo Stato ) listruzione salva lautonomia delle istituzioni scolastiche con esclusione della istruzione e formazione professionale
8 GRANDE E LA CONFUSIONE SOTTO IL CIELO (I) Regna tuttora confusione su ciò che spetta alle norme generali ai livelli essenziali delle prestazioni ai principi fondamentali anche per lintreccio e la sovrapposizione fra i tre La titolazione della legge 53/03 è: Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale. Ma la distinzione fra norme generali i lep non è chiaramente definita. E i principi fondamentali?
9 GRANDE E LA CONFUSIONE SOTTO IL CIELO (II) Leggi e decreti in sequenza illogica: la legge delega 53 del 28/03/03 (riforma della scuola) ha preceduto la legge delega 131 del 5/06/03 (legge generale attuativa del Titolo V) il primo decreto attuativo della legge 53/03 (23/01/04) ha preceduto il decreto attuativo sullistruzione della legge 131/03 (ancora inesistente) Conseguenza il caos: cè chi intende impugnare il decreto per incostituzionalità.
10 IL PRIMO DOVERE È LA CHIAREZZA (I) Occorre prendere atto che con il nuovo Titolo V: statali sono alcune regole (le "norme generali sull'istruzione" i "livelli essenziali" e "i principi fondamentali"), ma queste non sono il servizio dell'istruzione. Le norme sono prescrizioni di carattere generale, sono un "prevedere". Il servizio è un fare in concreto, un "provvedere": servizio vuol dire organizzare, erogare prestazioni, rilevare e soddisfare bisogni. Con il Titolo V il servizio è quasi per intero regionale (e locale).
11 IL PRIMO DOVERE È LA CHIAREZZA (II) Non esiste il diritto di aggirare o di ignorare il Titolo V, è in gioco il rispetto della Costituzione Lattuazione del Titolo V esige un ordine preciso e un quadro dinsieme che ora non cè ( es. non si sa ancora chi sia il datore di lavoro o la quota regionale dei curricoli).
12 LINTERVENTO DELLA CORTE COSTITUZIONALE: UNA SVOLTA La sentenza 13/2004 della Corte costituzionale ha accelerato il cambiamento, sancendo che: La gestione di tutto il personale della scuola non è più statale Alle Regioni spetta fin da ora di legiferare e gestire gli organici Gli Uffici scolastici regionali non hanno più ragion dessere Lautonomia scolastica non è incondizionata libertà di autodeterminazione.
13 DECENTRALIZZAZIONE E AUTONOMIA Lautonomia è regolata da norme statali ma sta dentro al sistema regionale Decentralizzazione e autonomia sono complementari: qualità La qualità si sviluppa meglio con lautonomia didattica, organizzativa e di ricerca equità Lequità del sistema richiede programmazione e controllo territoriali (potere a regioni ed enti locali)
14 DECENTRALIZZAZIONE E DOCENZA La Costituzione assegnando allo Stato le norme generali ha inteso mantenere lunitarietà del sistema nazionale di istruzione Per mantenere lunitarietà della docenza occorre che i suoi elementi fondanti siano definiti o entro le norme generali o nei principi fondamentali, attraverso un nuovo Stato giuridico Non tutti gli elementi dovranno essere materia di legge statale, ci sono spazi anche per la legislazione regionale
15 QUASI NESSUNO VUOLE LO STATO GIURIDICO I sindacati i più drastici oppositori: pretesa di intervenire su tutto con contratto in spregio alla legge e alla Costituzione (Legge 421/92 - Costituzione art. 33 e 97) I partiti del centrosinistra allineati con i sindacati Il governo indifferente, non vuole altri contrasti con le OOSS Singoli deputati del centro destra hanno presentato 2 progetti di legge sullo stato giuridico che languono fra un dibattito surreale e stop vari. Pregio: avere posto il problema, difetto: utilizzo del Regolamento
16 SI POTREBBE RICORDARE CHE … Nella seduta 957 del 15/11/2000 del Senato, il Governo DAlema accolse questo ordine del giorno: "… nella fissazione dei principi fondamentali in materia di istruzione, la legislazione statale deve stabilire i seguenti punti essenziali in armonia con l'art. 33 della Costituzione: a) libertà di insegnamento; b) stato giuridico e carriera dei docenti; c) criteri e procedure nazionali di concorso e di assunzione; d) formulazione dei piani di studio e delle discipline
17 LA COMPLESSITA DELLA QUESTIONE DOCENTE Piano legislativo: un nuovo Stato Giuridico Piano contrattuale: un CCNL snellito Piano professionale: organismo di autogoverno della docenza Agire su tre piani contemporaneamente
18 Il Piano Legislativo: un nuovo Stato Giuridico Le materie oggetto di stato giuridico: funzione docente libertà dinsegnamento (non basta il principio costituzionale occorre definire come e in che contesto si realizza) Organismo di autoidentificazione della professione formazione iniziale e continua dipendenza funzionale, datore di lavoro reclutamento valutazione carriera e leadership professionale dirigenza (non recidere il legame con la docenza)
19 Il Piano Professionale: un organismo di autoidentificazione della professione Il Consiglio Superiore della Docenza (esplicito riferimento al Consiglio Superiore della Magistratura) Le funzioni: Standard professionali Codice deontologico Albo professionale Alternativa agli OOCC territoriali
20 Il Piano Sindacale: Il contratto Cosa compete al contratto: Le questioni generali sulle relazioni sindacali La retribuzione Lorario di servizio I criteri generali sulla mobilità Le condizioni per fruire della formazione in servizio Le assenze, i permessi e le aspettative
21 PREOCCUPAZIONI E RESISTENZE FRA DOCENTI E DIRIGENTI La decentralizzazione, a differenza di quanto finora avvenuto con lautonomia, genera paure e resistenze La principale preoccupazione riguarda la regionalizzazione del personale scolastico degli Istituti professionali e tecnici, i quali si troverebbero così separati dai colleghi di tutte le altre scuole Ma secondo il nuovo Titolo V lo Stato non è più il datore di lavoro del personale di nessuna scuola quindi la destatalizzazione riguarda tutto il personale, non solo parte di esso
22 Ciò che serve … Considerare i problemi nostri amici Può sembrare una perversione dire che i problemi sono nostri amici, ma è impossibile dare efficaci risposte a situazioni complesse se non si fanno emergere i problemi di difficile soluzione e se con questi non ci si confronta. Le organizzazioni che funzionano bene non evitano i problemi, li affrontano. Impegno e chiarezza Ciò che serve è che tutti si impegnino a fare chiarezza, ad approfondire le analisi, a discutere le possibili soluzioni, senza fare terrorismo o invitare alla lotta per la conservazione a oltranza dellesistente. Non serve. Conoscere, capire guidare i processi se non si vuole essere travolti occorre conoscere, capire e guidare i processi, con lungimiranza e misura.
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References: art.114
 art.114
 art. 117
 art. 117
 sentenza 
 art. 33