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Timestamp: 2017-09-23 00:01:25+00:00

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Sangue Infetto e risarcimento del danno in campo sanitario - Studio Legale Lana Lagostena Bassi
Sangue Infetto e Tutela Diritti Umani
Diritto Famiglia, Diritto Sanitario, Responsabilità Civile, Tutela dei Diritti Umani
Web Site di Lana Lagostena-Bassi in modalitò testuale:
Rifugiati ed Immigrati
Un ambito nel quale si va sempre più intensificando la tutela di interessi giuridicamente rilevanti in materia sanitaria, è quello del c.d. sangue infetto.
Nel 1993, un gruppo di avvocati ha promosso per la prima volta nei confronti del Ministero della Salute un giudizio per il risarcimento dei danni subiti da emofilici che avevano contratto i virus dell'epatite B e C nonché dell'HIV perché si erano sottoposti a trasfusioni di sangue o avevano fatto uso di farmaci emoderivati, c.d. salvavita, infetti.
DOTTRINA SULL’ARGOMENTO (articoli Criscuolo e Melillo).
Nell'ambito del diritto civile, le questioni inerenti alla famiglia ed alla tutela dei minori costituiscono una delle aree ove maggiormente si incentra l'attività professionale dello STUDIO LANA-LAGOSTENA BASSI, che può valersi in questo campo delle competenze particolarmente qualificate dell'Avv. Augusta Lagostena Bassi. Sono notori, anche a livello internazionale, il suo impegno istituzionale profuso in qualità di Presidente della Commissione per la parità e le pari opportunità istituita presso la Presidenza del Consiglio, e le sue numerose battaglie in difesa dei diritti delle donne, che da ultimo l'hanno vista partecipare attivamente alla predisposizione della legge n. 66 del 15 febbraio 1996, in materia di violenza sessuale. Lo studio inoltre è attento anche alle problematiche in materia di status civile delle persone, fornendo consulenza e curando anche l’assistenza alla procedura giudiziale di cui alla legge n. 164 del 14 aprile 1982.
L'attività dello studio si sofferma, con particolare riguardo, su tutte le problematiche riguardanti il momento patologico del vincolo matrimoniale, curando le relative incombenze che conducono alla separazione tra i coniugi nonché all'eventuale successivo divorzio. L'assistenza legale fornita in questo settore dallo STUDIO LANA-LAGOSTENA BASSI, si realizza prestando scrupolosa attenzione ai problemi relativi all'affidamento della prole, connotandosi per il costante interesse verso tutte le problematiche sottese alla continua evoluzione degli istituti giuridici in materia. Particolare attenzione viene prestata alle questioni di diritto internazionale relative al riconoscimento delle sentenze e della giurisdizione straniera in materia di diritto di famiglia, quindi all’interpretazione ed applicazione di quel complesso di norme che va dal diritto internazionale pattizio alla normativa comunitaria di riferimento, con particolare riguardo al recente regolamento n. 2201 del 27 novembre 2003.
Particolare cura viene posta dallo STUDIO LANA-LAGOSTENA BASSI in ordine all'adozione di strumenti giuridici a garanzia e tutela dei minori in ambito familiare e per l'esecuzione in loro favore delle statuizioni rese dal tribunale in caso di separazione e di divorzio dei genitori. L'attività dello studio si incentra, altresì, sulla predisposizione e l'adozione degli strumenti di tutela previsti dall'ordinamento e finalizzati alla protezione del minore in caso di uso distorto della potestà genitoriale, secondo le competenze attribuite al Tribunale per i minorenni. In questo ambito lo Studio si è contraddistinto per alcune battaglie che hanno avuta una vasta eco anche sulla stampa nazionale, portate avanti in materia di illecito trasferimento o mancato rientro di minori all’estero, materia questa regolata dalla Convenzione dell’Aja del 1980 e dalla Convenzione di Lussemburgo dello stesso anno, entrambe rese esecutive nel nostro ordinamento con la legge n. 64 del 15 gennaio 1994, come integrate dal già citato regolamento comunitario n. 2201/2003. Vengono, altresì, trattate dallo Studio le iniziative processuali avanti il giudice tutelare, nel caso in cui il minore rimanga privo dei genitori o nel caso in cui questi siano incapaci di esercitare la potestà su di esso, od ancora per l'ottenimento di provvedimenti a tutela del patrimonio del minore medesimo. Attiene alla tutela dei minori anche l’esperimento delle procedure atte ad ottenere il riconoscimento giudiziale e volontario dei figli da parte dei genitori naturali, nonché per il disbrigo delle pratiche relative all'adozione e affidamento di minori italiani o stranieri.
Il settore relativo al diritto di famiglia ed alla tutela dei minori è curato e coordinato all'interno dello Studio dall'Avv. Augusta Lagostena Bassi e dall'Avv. Anton Giulio Lana con la collaborazione dell'Avv. Mario Melillo, dell’Avv. Francesca Pachini, dell’Avv. Claudio Scicchitano, dell’Avv. Marcella Biondi e dell'Avv. Valentina Rao.
Per maggiori informazioni sulle attività dello STUDIO LANA-LAGOSTENA BASSI nel campo del diritto familiare, è possibile rivolgersi al seguente indirizzo di posta elettronica: studio@lanalagostenabassi.it.
Particolare interesse riveste in questo settore la legge n. 269 del 3 agosto 1998, contenente, tra l'altro, norme contro il turismo sessuale in danno dei minori (c.d. legge contro la pedofilia) e lo sfruttamento della prostituzione, quali nuove forme di autoriduzione in schiavitù. Si segnala, altresì, la legge n. 476 del 31 dicembre 1998, contenente la ratifica ed esecuzione della Convenzione per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, stipulata a L'Aja il 29 maggio 1993, nonché modifiche alla legge n. 184 del 4 maggio 1983, in tema di adozione di minori stranieri. Il Regolamento n. 2201/03, entrato in vigore il 1° marzo 2005, rappresenta un riferimento imprescindibile, andando ad innovare una molteplicità di materie ed istituti del diritto di famiglia.
- Legge del 1° marzo 2001, recante "Modifiche alla legge n. 184 del 4 maggio 1983, in materia di adozione e di affidamento dei minori, nonché al titolo VIII del libro primo del codice civile".
- Legge del 7 marzo 2001, recante "Misure contro la violenza nelle relazioni familiari".
- Regolamento n. 2201 del 27 novembre 2003 recante “Competenze, riconoscimento ed esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e di responsabilità genitoriale”.
Si indicano, in prosieguo, alcuni siti di interesse generale riconducibili all'attività prestata dallo Studio legale in materia:
• www.dirittoefamiglia.it
Risarcimento del danno in campo sanitario
Tra le questioni di maggiore rilevanza in questo settore, cui lo STUDIO LANA-LAGOSTENA BASSI ormai da anni continua a dedicarsi, si annoverano le numerose iniziative intraprese sul piano legale ed anche istituzionale per la tutela dei diritti dei cittadini vittime delle disfunzioni verificatesi nel settore della sanità pubblica. Infatti, oltre a numerose campagne di sensibilizzazione sfociate nella approvazione da parte del Parlamento della legge n. 210 del 25 febbraio 1992 e della successiva legge n. 238 del 25 luglio 1997, sono stati promossi da parte dello Studio legale diversi giudizi nei confronti dell'amministrazione sanitaria, allo scopo di ottenere il risarcimento dei danni materiali, morali e biologici, occorsi a determinate categorie di utenti, a seguito della diffusione e somministrazione - avvenuta a cura e sotto la vigilanza dello Stato - di farmaci necessari alle terapie delle patologie da cui gli stessi erano affetti, farmaci rivelatisi alterati ed infettati. Sulla scorta di tali giudizi, intrapresi in raccordo con l'Unione forense per la tutela dei diritti dell'uomo, sono state, peraltro, ottenute dallo Studio importanti pronunzie dal Tribunale di Roma (sent. n. 21060/98 del 27 novembre 1998, pubblicata sulla rivista I diritti dell'uomo, cronache e battaglie e sent. n. 23097/01 del 4 giugno 2001) e della Corte di Appello di Roma (sent. n. 3242/00 del 23 ottobre 2000 e sent. n. 133/04 del 12 gennaio 2004), le quali hanno affermato la responsabilità dell'amministrazione per la causazione dei danni in parola. Lo Studio legale, inoltre, è stato il primo studio in Italia ad aver ottenuto numerose sentenze avanti al Tribunale di Roma, nelle quali, oltre ad affermarsi la responsabilità del Ministero delle Salute per i pregiudizi occorsi agli attori che lamentavano di aver contratto il virus dell'HIV, dell'HCV e dell'HBV, in seguito alla somministrazione di sangue ed emoderivati infetti, l'amministrazione è stata condannata al risarcimento del danno di natura biologica, morale, psichica, esistenziale e patrimoniale, oltre alla liquidazione delle spese documentate. Lo Studio legale, alla luce dell’esperienza positiva maturata nel foro romano, ha instaurato analoghi giudizi nelle curie di tutta Italia.
Il settore concernente la tutela dei cittadini nei confronti della Pubblica Amministrazione, specie nel campo sanitario, è curato direttamente dall'Avv. Mario Lana nonché dall'Avv. Anton Giulio Lana con la collaborazione dell'Avv. Mario Melillo, dell’Avv. Francesca Pachini, dell’ Avv. Marcella Biondi, dell’Avv. Claudio Scicchitano e dell'Avv. Valentina Rao.
Per maggiori informazioni sulle attività dello STUDIO LANA-LAGOSTENA BASSI in materia di diritto sanitario, è possibile rivolgersi al seguente indirizzo di posta elettronica: studio@lanalagostenabassi.it.
Lo studio legale, previo appuntamento telefonico con la segreteria, offre consulenze legali relative:
• all’applicazione e all'interpretazione delle leggi 210/92 e 238/97
• alla valutazione dei presupposti per promuovere giudizi di risarcimento del danno derivanti da trasfusioni di sangue o emoderivati infetti
• alla valutazione dei presupposti per promuovere giudizi di risarcimento del danno derivanti da responsabilità medico-professionale
In materia di diritto sanitario vengono in rilievo:
La legge n. 210 del 25 febbraio 1992 istitutiva dell'indennizzo a favore di soggetti danneggiati a causa di trasfusioni o somministrazione di emoderivati nonché la successiva legge n. 238 del 25 luglio 1997 contenente modifiche ed integrazioni della normativa precedente.
Si indicano, in prosieguo, alcuni siti internet di interesse generale riconducibili all'attività dello Studio legale prestata in tale settore:
• www.sanita.it
• www.guidamed.com
• www.economiasanitaria.com
• www.msf.it
• www.who.int.com
• www.defemo.it
L'attenzione alle problematiche connesse ai diritti fondamentali del singolo, non si esaurisce con la trattazione degli aspetti più spiccatamente "personalistici". Essa, infatti, si estende alla tutela degli interessi di natura economica e, più in generale, alla salvaguardia dell'integrità patrimoniale dell'individuo stesso, intesa come mezzo di realizzazione dei primi. In tale prospettiva, l'attività professionale dello STUDIO LANA-LAGOSTENA BASSI si rivolge anche al settore della responsabilità civile, contrattuale ed extracontrattuale, settore che viene affrontato sia in ambito giudiziale, sia attraverso consulenze ed assistenze stragiudiziali. Rilievo particolare assume in tale ambito la competenza dello Studio in materia di responsabilità della Pubblica amministrazione per illeciti commessi a danno dei privati, specie alla luce della recente giurisprudenza di legittimità che ha riconosciuto la risarcibilità degli interessi legittimi (cfr. sentenza n. 500 del 22 luglio 1999 della Corte di Cassazione a sezioni unite). Lo Studio, in tale ottica, ha da sempre profuso un impegno attivo, e per certi versi innovativo, nella tutela del cittadino di fronte alla Pubblica amministrazione, in piena coerenza con l'attività di promozione e salvaguardia dei diritti fondamentali.
In tema di risarcimento danni, lo STUDIO LANA-LAGOSTENA BASSI dedica una particolare attenzione al fenomeno del mobbing ed alle molteplici problematiche ad esso connesse. Con il termine mobbing (dall’inglese to mob: attaccare, assalire) si deve intendere qualunque condotta impropria che si manifesti, in particolare, attraverso comportamenti, parole, atti, gesti o scritti capaci di arrecare offesa alla personalità fisica o psichica di una persona e di metterne in pericolo l’impiego e di degradarne il clima lavorativo. Le potenziali conseguenze giuridiche a cui danno origine i comportamenti qualificati come mobbing sono tanto di natura penale, che civile. Sotto l’aspetto civilistico esiste la possibilità di adire le vie legali, al fine di ottenere la cessazione del comportamento ritenuto lesivo, nonché di chiedere il risarcimento dei danni subiti ex artt.li 2087 c.c., che impone al datore di lavoro di tutelare l’integrità psicofisica dei propri dipendenti, ex art. 32 della Cost., che tutela la salute (nella sua accezione più lata di salute psico-fisica) quale diritto fondamentale dell’individuo, ed infine ex art. 2043 c.c.. La responsabilità aquiliana, così richiamata, può nell’ ipotesi di mobbing estendersi sino a ricomprendere il concetto stesso di danno esistenziale. Sempre in ambito civilistico si segnalano una serie di interessanti pronunce della Corte di Cassazione (Cass, n. 475/1999; Cass. 8267/97; Cass. n. 1307/00; Cass. n. 314/99; Cass. n. 54), in merito alle quali si rileva che, raramente il comportamento vessatorio del datore di lavoro viene definito con il termine mobbing. Questo evidenzia che l’ordinamento vigente, pur in assenza di una specifica disciplina del fenomeno in oggetto, fornisce, comunque, una tutela di fatto al soggetto che ne è vittima. A conferma di quanto detto merita, poi, un’evidenza particolare, soprattutto in ragione dei suoi contenuti innovativi, la sentenza n. 1765, emessa dal Tribunale di Roma in data 17 gennaio 2003, a seguito di un giudizio instaurato da questo Studio per mobbing attuato ai danni di un ricercatore, anatomopatologo, dell’Università Cattolica (Policlinico Gemelli), che aveva denunciato i numerosi errori diagnostici perpetrati nel corso degli anni dal proprio superiore - Direttore dell’Istituto di anatomopatologia della Cattolica. In accoglimento delle domande di risarcimento, inoltrate da questo studio, a tutela degli interessi del proprio assistito “mobbizzato”, il Tribunale di Roma condannava l’Università Cattolica del Sacro Cuore al pagamento in favore dello stesso della complessiva somma di € 212,000,00, a titolo di danno per lesione dell’identità personale, danno per la perdita di changes, nonchè danno per sospensione di emolumenti.
Inoltre, come già rilevato, il mobbing ha, anche, un’autonoma rilevanza penale, ed è proprio sotto questo aspetto che è data la possibilità di denunciare chi è responsabile di maltrattamenti, per reato di violenza privata, in quanto la responsabilità penale è sempre personale. Tuttavia, si sottolinea che in ambito penalistico non esiste alcuna previsione normativa che sanzioni espressamente il comportamento del datore di lavoro, nel caso di vessazioni morali od aggressioni dallo stesso perpetrate sul luogo di lavoro. In ragione di detta lacuna legislativa, la tutela del soggetto “mobbizzato” in ambito penalistico è difficilmente praticabile e, comunque, subordinata all’ipotesi di una effettiva compromissione della integrità psicofisica dello stesso, vale a dire che è possibile solo quando ricorrono gli estremi della lesione personale, reato per il quale è prevista una responsabilità tanto a titolo di dolo, quanto a titolo di colpa. Sulla materia sono stati presentati ben cinque progetti di Legge, attualmente all’esame del Parlamento. E’ auspicabile che in futuro le anzidette lacune legislative vengano colmate e che ogni comportamento vessatorio tenuto sul luogo di lavoro, a prescindere dall’eventuale effetto lesivo allo stesso riconducibile, venga, comunque, sanzionato.
- Sentenza Corte di Cass. n.500 del 22 luglio 1999, relativa ad una situazione di mobbing nell’ambito del pubblico impiego;
- Sentenza Corte Cassazione, Sez. Lav. n.5491 del 2 marzo 2000, sul nesso causale tra comportamento vessatorio e pregiudizio subito;
- Sentenza Tribunale di Roma n. 1765, Sez. II, del 17 gennaio 2003;
Altro tema al quale è rivolta l’attenzione dello STUDIO LANA-LAGOSTENABASSI è quello del risarcimento danni per anatocismo, ossia per la capitalizzazione degli interessi scaduti. Lo sfavore del legislatore in merito alla detta capitalizzazione ha portato lo stesso ad escluderla in via di principio, facendo però, espressamente, salva l’applicazione degli “usi contrari”, così come indicati all’art. 1283 c.c., da intendersi quali usi normativi.
Ampiamente si è dibattuto nel corso degli anni in merito alla possibilità di considerare rientranti o meno tra gli usi normativi le “norme bancarie uniformi”, predisposte dalla Associazione Bancaria Italiana (ABI) ed in particolare le clausole relative alla produzione di interessi anatocistici , così come contenute nei contratti bancari. Sul punto, capovolgendo un orientamento giurisprudenziale che sembrava essersi consolidato negli anni, la Suprema Corte ha, dapprima con sentenza del 20 febbraio 2003, n. 2593 e successivamente con sentenza del 4 novembre 2004, n.2195 (Sez. Unite), negato la natura normativa delle dette clausole bancarie che, pertanto, se inserite in un contratto di conto corrente, debbono essere considerate affette da nullità insanabile. In ragione del detto orientamento giurisprudenziale, il diritto alla ripetizione delle ingenti somme corrisposte agli Istituti di credito da parte dei privati può attualmente ritenersi garantito. Tale stato di cose rende pressoché automatico l’accoglimento delle domande giudiziali volte al rimborso delle somme indebitamente percepite dagli Istituti Bancari nel corso degli anni passati. Al riguardo giova sottolineare che gran parte delle cause intentate dagli utenti in materia di anatocismo sono state definite con sentenze di merito favorevoli agli stessi. Ma vi è di più, grazie alla citata sentenza della Corte di Cassazione (2593/03) il meccanismo anatocistico ha trovato logica e conseguente applicazione anche con riferimento ad altra figura contrattuale: il mutuo. Ed in particolare, non è possibile cumulare gli interessi di mora con gli interessi dovuti sulle somme concesse in mutuo. Il diritto alla ripetizione degli interessi anatocistici corrisposti alle banche sussiste, dunque, anche in relazione a quest’ultima tipologia di contratti. Questo fornisce agli utenti una serie di opportunità che consentono loro non solo di ripetere quanto indebitamente versato agli Istituti Bancari, bensì anche di vedersi riconosciuto un diritto sino ad oggi negato.
- Decreto legislativo 4 agosto 1999, n.3342, il cui art. 25 ha modificato l’art. 120 del Testo Unico delle Leggi in materia bancaria e creditizia;
- Sentenza Corte Costituzionale n.425/00;
- Sentenza Corte di Cassazione del 20 Febbraio 2003, n. 2593;
- Sentenza Corte di Cassazione , Sez. Unite, 4 Novembre 2004, 21095;
Le attività in materia di responsabilità civile sono gestite da tutti i componenti dello Studio sotto la direzione ed il coordinamento dell'Avv. Mario Lana e dall'Avv. Augusta Lagostena Bassi.
Per maggiori informazioni sulle attività dello STUDIO LANA-LAGOSTENA BASSI in materia di responsabilità civile, è possibile rivolgersi al seguente indirizzo di posta elettronica: studio@lanalagostenabassi.it
• www.giustizia.it
• www.diritto.it
Tutela dei rifugiati, richiedenti asilo ed immigrati
Nel campo della tutela dei diritti umani è di particolare interesse l'attività che lo STUDIO LANA-LAGOSTENA BASSI svolge a tutela dei rifugiati, dei richiedenti asilo e degli immigrati. Per queste categorie di persone lo Studio segue le relative vicende, sia che consistano nelle richieste di riconoscimento dinanzi alla competente Commissione, sia che riguardino opposizioni o ricorsi dinanzi al giudice ordinario e/o amministrativo, con ulteriore riguardo alle questioni concernenti il soggiorno degli extracomunitari in territorio italiano ed agli eventuali provvedimenti di espulsione.
Grazie alla competenza acquisita nel settore e, in particolare, alla specifica qualificazione dell'Avv. Mario Lana, dell’Avv. Anton Giulio Lana e dell'Avv. Mario Melillo (autore di vari articoli in materia di immigrazione), lo STUDIO LANA-LAGOSTENA BASSI svolge attualmente attività di consulenza giuridica per il Comitato italiano dei rifugiati (CIR) e per l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR). Tra le questioni di maggiore interesse, si ricordano la vicenda legata ai componenti della squadra nazionale di calcio etiope e relativa al riconoscimento dello status di rifugiato, nonché l'attività svolta dall'Avv. Mario Lana, nella sua veste di Presidente dell'Unione forense per la tutela dei diritti dell'uomo, nel giudizio promosso dinanzi al Tribunale di Roma per il riconoscimento dell'asilo politico a favore di Abdullah Ocalan.
Il settore relativo alla tutela dei rifugiati, dei richiedenti asilo e degli immigrati è curato e coordinato dagli Avvocati Mario Lana, Anton Giulio Lana e Mario Melillo.
Per maggiori informazioni sulle attività dello STUDIO LANA-LAGOSTENA BASSI in tale settore, è possibile rivolgersi al seguente indirizzo di posta elettronica: studio@lanalagostenabassi.it.
Assoluta importanza riveste in materia di immigrazione, la legge n. 40 del 6 marzo 1998 nonché il decreto legislativo n. 286 del 25 luglio 1998 costituente il testo unico della disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero. Tale normativa ha rappresentato la prima sistemazione organica della materia dopo la c.d. “legge Martelli” (legge n. 39/1990).
Ad integrazione del sopracitato dettato normativo, si segnala il decreto legislativo n. 113 del 13 aprile 1999 contenente disposizioni integrative al testo unico, nonché il D.P.R. n. 394 del 31 agosto 1999 recante norme di attuazione del T.U. delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero. Successivamente il testo unico è stato oggetto di una incisiva novellazione ad opera della legge 30 luglio 2002, n. 189 (c.d. legge “Fini-Bossi”), la quale ha altresì introdotto una disciplina specifica della condizione del rifugiato politico. Siffatta ultima regolamentazione è tuttavia entrata in vigore nella sua pienezza soltanto a seguito dell’emanazione del regolamento attuativo, stabilito dal D.P.R. 16 settembre 2004, n. 303. Si segnala infine il decreto legge 14 settembre 2004, n. 241, convertito con modificazioni nella legge 12 novembre 2004, n. 271, introdotto allo scopo di “rimediare” alla parziale dichiarazione di incostituzionalità del Testo Unico ad opera delle sentenze Corte Costituzionale del 15 luglio 2004, nn. 222 e 223.
Disegno di legge n. C 6018 del 7 marzo 2001 contenente norme in materia di asilo politico.
• www.acnur.org
• www.unhcr.ch
La tutela dei diritti fondamentali dell'individuo rappresenta una delle sfide più ardue del mondo civile contemporaneo, dove i fenomeni della globalizzazione economica e politica finiscono inevitabilmente per anteporre le esigenze dei gruppi e delle collettività a quelle delle singole persone che le compongono. D'altronde, l'esposizione dell'individuo ad una serie eterogenea di interferenze nell'esercizio delle proprie libertà e nel godimento dei propri diritti accresce ogni giorno la domanda di tutela giuridica e giudiziaria del singolo. Per rispondere a questa domanda, lo STUDIO LANA-LAGOSTENA BASSI offre una serie di competenze specifiche ed altamente qualificate nel settore a livello nazionale ed internazionale. In particolare, lo Studio è in grado di assicurare l'esperimento di ogni utile azione dinanzi agli organismi internazionali istituiti allo scopo specifico di tutelare i diritti dell'uomo, quali ad esempio la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ed il Comitato dei diritti dell'uomo di Ginevra, ovvero dinanzi ad altre istanze di giustizia sovranazionale comunque competenti a conoscere di questioni concernenti i diritti dell'uomo, quali la Corte di giustizia di Bruxelles. In questo campo assume una rilevanza decisiva l'attività svolta di fronte alla Corte europea dei diritti dell'uomo, che rappresenta allo stato il supremo garante dei diritti fondamentali davanti alla quale gli individui possono convenire lo Stato italiano per far accertare la loro violazione ed ottenere un ristoro economico del pregiudizio subito. L'impegno continuo in questo campo fa dello STUDIO LANA-LAGOSTENA BASSI uno dei punti di riferimento in Italia per la predisposizione di ricorsi al giudice europeo di Strasburgo e per lo svolgimento di ogni collegata attività difensiva.
Da anni ormai la Corte europea svolge una insostituibile funzione di garanzia giurisdizionale dei diritti e delle libertà fondamentali sanciti dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, firmata a Roma nel 1950 e ratificata dall'Italia nel 1955. Tuttavia, questa realtà non ha ancora trovato il giusto riconoscimento nel nostro Paese, sebbene siano sempre più frequenti le violazioni che potrebbero essere portate al vaglio del giudice europeo. Ciò presuppone anzitutto una conoscenza approfondita della giurisprudenza della Corte europea, la quale rappresenta il fondamentale parametro interpretativo delle norme della Convenzione, nonché una scrupolosa dimestichezza con le procedure previste dalla Convenzione medesime e dal Regolamento di procedura della Corte per la presentazione dei ricorsi individuali. Vi sono, infatti, numerose condizioni formali che devono essere rispettate per il buon esito del procedimento internazionale e che rischiano di sfuggire all'operatore inesperto. Quanto alle questioni che possono essere portate al vaglio della Corte di Strasburgo, esse possono concernere i più disparati settori (equità del processo, diritto di famiglia, libertà personale, riservatezza, tutela dei minori, diritti patrimoniali, diritto di associazione, libertà di religione, ecc.). Di particolare rilievo per l'Italia sono le violazioni concernenti l'irragionevole durata dei processi civili, penali ed amministrativi: è ormai un dato all'evidenza di tutti che la giustizia italiana si muove in tempi assolutamente intollerabili, che lasciano per anni i cittadini sprovvisti di una reale tutela giurisdizionale dei propri diritti. Attualmente, la situazione è tale per cui si può dire che chiunque si rivolge al giudice italiano (o è dinanzi ad esso convenuto) può, dopo qualche anno di pendenza giudiziaria, lamentare la violazione dell'art. 6 comma 1 della Convenzione europea nella parte in cui riconosce il diritto ad un processo in un tempo ragionevole, per ottenere la liquidazione in suo favore una somma a titolo di compensazione del pregiudizio sofferto. Mentre in passato tale doglianza poteva essere sollevata solamente dinanzi alla Corte europea dei diritti umani, la legge n. 89 del 24 marzo 2001 (c.d. legge "Pinto") ha previsto la facoltà di ricorrere all'autorità giudiziaria italiana. Di conseguenza, coloro i quali intendano ottenere la riparazione del danno materiale e morale subito per effetto della durata irragionevole del processo, possono rivolgersi alla Corte di appello competente, ai sensi dell'art. 11 c.p.p., ferma restando, in caso di esito sfavorevole, la possibilità di adire la Corte europea dei diritti umani.
Attività nel campo della promozione dei diritti umani
L'impegno dello STUDIO LANA-LAGOSTENA BASSI in materia di diritti umani non si limita all'offerta di tutte le opportune forme di tutela giurisdizionale, ma si esplica anche nel campo della promozione e della diffusione della cultura dei diritti umani a livello nazionale ed internazionale. In questo contesto, lo Studio si avvale di diversi strumenti, tra i quali spicca l'attiva partecipazione in seno all'Unione forense per la tutela dei diritti dell'uomo nella variegata opera di sensibilizzazione delle istituzioni, degli operatori giuridici e della collettività. Oltre a svolgere un ruolo di primo piano nell'organizzazione di importanti convegni sui temi della tutela dei diritti (da ultimo, si ricorda il corso di perfezionamento sulla Tutela internazionale dei diritti umani organizzato annualmente per avvocati, magistrati ed altri operatori giuridici), lo Studio apporta un contributo essenziale alla rivista quadrimestrale edita dall'Unione forense dal titolo I diritti dell'uomo, cronache e battaglie, che costituisce un fondamentale veicolo per la diffusione e l'approfondimento della materia. La vasta rete intessuta dallo Studio con personalità di alto rilievo nel campo della tutela dei diritti dell'uomo (magistrati, avvocati, professori universitari, membri di organizzazioni ed organismi internazionali) favorisce un continuo afflusso di conoscenze e di competenza nel settore.
Il settore relativo alla tutela dei diritti umani è curato e coordinato all'interno dello Studio dall'Avv. Mario Lana, Presidente dell'Unione forense per la tutela dei diritti dell'uomo, e dall'Avv. Anton Giulio Lana con la collaborazione dell' Avv. Andrea Saccucci.
Per maggiori informazioni sulle attività dello STUDIO LANA-LAGOSTENA BASSI in materia di tutela dei diritti umani, è possibile rivolgersi al seguente indirizzo di posta elettronica: studio@lanalagostenabassi.it.
- Legge n. 296 del 28 agosto 1997 contenente autorizzazione alla ratifica ed esecuzione del Protocollo n.11 alla Convenzione di salvaguardia di diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.
- Legge n. 482 del 15 dicembre 1999 sulla tutela delle minoranze linguistiche storiche.
- Human Rights Act approvato dal Regno Unito il 9 novembre 1998 ed entrato in vigore il 1° ottobre 2000.
- Legge n. 89 del 24 marzo 2001 (c.d. legge "Pinto").
- Protocollo n. 12 alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, che riconosce il principio di eguaglianza di fronte alla legge, aperto alla firma a Roma il 4 novembre 2000 in occasione del cinquantesimo anniversario della Convenzione.
- Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, proclamata a Nizza dal Consiglio, dalla Commissione e dal Parlamento europeo il 7 dicembre 2000.
- Scordino ed altri c. Italia, Decisione della Corte europea dei diritti umani del 17 marzo 2003 sull'esaurimento delle vie di ricorso interno in materia di eccessiva durata delle procedure nazionali.
- Sentenza n. 1340/2004 della Corte di Cassazione SS. UU., relativa all'obbligo di uniformarsi alla giurisprudenza della Corte di Strasburgo per quanto riguarda la determinazione del quantum relativo alle somme che lo Stato deve corrispondere a titolo di equa riparazione per violazioni del diritto ad un processo in tempi ragionevoli.
Si indicano, in prosieguo, alcuni siti internet di interesse generale riconducibili all'attività dello Studio legale prestata nel presente settore:
• www.echr.coe.int
• www.unionedirittiumani.it
Avv. Augusta Lagostena Bassi:
• "La depenalizzazione";
• "La responsabilità, guida giurisprudenziale", "La R.C. per la circolazione dei veicoli a motore"; "La liquidazione del danno" (tomo primo, Principi generali, tomo secondo, Danni a persona, tomo terzo, Danni a cose) tutti editi da Giuffrè;
• "La legge è con noi" (voci: Assicurazioni, circolazione stradale, arti e professioni, navigazione da diporto, Costituzione) per le edizioni Selezione Readers Digest;
• "Diritto e pratica del sinistro stradale".
Ha collaborato alla seconda edizione di "Pagine Rosa", guida ai diritti delle donne (voci: violenza, maltrattamenti ed abusi, accesso alla giustizia e assistenza legale) e al "Codice Donna" (voci: norme penali, codice penale e codice di procedura penale) entrambi pubblicati dalla Commissione Nazionale Parità.
• "L’avvocato delle donne – dodici storie di ordinaria violenza", coautrice Emanuela Moroli, Arnoldo Mondadori Editore;
• "Così è deciso", una raccolta di sentenze della trasmissione televisiva "Forum" in onda su Rete4 per risolvere i problemi legali quotidiani, Sperling & Kupfer Editori;
• "Il Manuale dei diritti e doveri del giovane cittadino", Children’s Divisio, Arnoldo Mondatori Editore.
Avv. Mario Lana:
• Terrore in Iran e dall’Iran in I diritti dell'uomo, cronache e battaglie, 1990, n. 1, 29 ss.
• Una conferenza nazionale sulla cultura della legalità in I diritti dell'uomo, cronache e battaglie, 1991, n. 2, 52 ss.;
• Per un “cahier de doleances” in I diritti dell'uomo, cronache e battaglie, 1991, n. 3, 47 ss.;
• Stato di attuazione della L. 25.2.1992 n. 210 in materia di indennizzo di soggetti danneggiati da trasfusioni e somministrazione di emoderivati. Problemi, esigenze di riforma ed azioni da intraprendere in I diritti dell'uomo, cronache e battaglie, 1993, n. 3, 81 ss.;
• I diritti dell’uomo; l’arma vincente contro la criminalità organizzata in I diritti dell'uomo, cronache e battaglie, 1996, n. 3, 5 ss.;
• L’informazione globale e la violenza nel mondo in I diritti dell'uomo, cronache e battaglie, 1997, n. 1, 5 ss.;
• La conoscenza dei diritti umani in Italia in I diritti dell'uomo, cronache e battaglie, 1999, n. 2, 27 ss.;
• Celebrazione del 10° anniversario della rivista – relazioni in I diritti dell'uomo, cronache e battaglie, 2000, n. 3, 33 ss.;
• Iran - chi lotta per la democrazia non è mai terrorista in Umanitaria, 2006, aprile-maggio, 7.
Avv. Anton Giulio Lana:
• Rassegna della giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, in Temi Romana, 1987, n. 3 - 4, 581 ss.
• La tutela dei diritti fondamentali nel contesto europeo, in L'Italia e l'Europa, 1991, n. 28-29, 366 ss.
• Massimario ragionato delle decisioni della Corte europea dei diritti dell'uomo, in I diritti dell'uomo, cronache e battaglie, 1991, n. 1, 77 ss.; 1991, n. 3, 63 ss.; ibidem 1992, n. 1, 80 ss.
• Presupposti di applicazione della C.M.R., in Diritto dei trasporti, 1992, n. 3,
751 ss.
• Il trasporto multimodale, L.E.A., Roma 1994, tradotto in spagnolo per l'Universidad Externado de Colombia, 1997.
• Brevi considerazioni su una "svista" del nostro S.C. in ordine all'applicazione delle convenzioni uniformi e delle norme di diritto internazionale privato in materia di trasporto aereo, nota a sentenza, Cass. Civ., I sez., 4.5.1995 n. 4852, in Nuova giurisprudenza civile commentata, 1996.
• I contratti di trasporto multimodale: alcuni profili, in Dai tipi legali ai modelli sociali nella contrattualistica della navigazione, dei trasporti e del turismo, 1996, 339 ss..
• Le regole UNCTAD/CCI applicabili ai documenti di trasporto multimodale, in Studi in Onore di Gustavo Romanelli, Pubblicazioni della facoltà di Giurisprudenza, Dipartimento di Scienze Giuridiche Università di Modena, 1997, 677 ss..
• Il protocollo n. 11 alla Convenzione europea: luci ed ombre in I diritti dell'uomo, cronache e battaglie, 1997, n. 3, 46 ss.
• Il fatto e il diritto (dopo la guerra in Kosovo), in Mondo Operaio, 1999 n. 2, 102 ss..
• La legge Pinto: un’innovazione necessaria ma di problematica applicazione in I diritti dell’uomo, cronache e battaglie, 2001, n. 1, 39 ss..
• Principio riparatorio e principio propositivo della legge n. 89/2001, in I diritti dell’uomo, cronache e battaglie, 2001, nn. 2-3, 101 ss..
• I tempi del processo e l’equa riparazione a tre anni dall’entrata in vigore della c.d. legge Pinto, in I diritti dell’uomo, cronache e battaglie, 2004, n. 1, 9 e ss..
• Il nuovo intervento legislativo alla luce delle norme internazionali sui diritti umani in D&G diritto e giustizia, Terrorismo internazionale modifiche al sistema penale e nuovi strumenti di provenienza, 2006, suppl. fasc. 16, 149 ss.
Avv. Mario Melillo:
• Processo di separazione: sono ammissibili nuove domande relative alla prole in fase d'appello? (nota a Cass., 9 giugno 1990, n. 5636, in Giustizia civile, 1991, I, 1546)
• Sulla pregiudizialità dell'azione di annullamento del contratto di locazione rispetto al procedimento di determinazione giudiziale dell'equo canone in Temi Romana, 1994, 781 ss.
• Notificazione di decreto ingiuntivo a soggetto di nazionalità estera: problematiche processuali in Temi Romana, 1995, 592 ss.
• La nuova disciplina dell'immigrazione (prima parte) in I diritti dell'uomo,cronache e battaglie, 1998, I, 64 ss.
• La nuova disciplina dell'immigrazione (seconda parte), ibidem, 1999, II, 75 ss.
• Immigrazione clandestina: un esempio di “equità umanitaria” in I diritti dell'uomo, cronache e battaglie, 2002, I, 67 ss.
• Tutela processuale del richiedente lo status di rifugiato: breve rassegna giurisprudenziale in I diritti dell'uomo, cronache e battaglie, 2004, I, 21 ss.
• Due rilevanti interventi della Consulta sulla legge Fini-Bossi e la conseguente “risposta” del legislatore in I diritti dell'uomo, cronache e battaglie, 2004, III, 80 ss.
• Sangue infetto: la responsabilità dello Stato tra certezze, mezze verità e reticenze nel primo responso della Cassazione, in I diritti dell'uomo, cronache e battaglie, 2005, II, 72 ss.
• Brevi note in tema di discriminazione sull'acquisto della cittadinanza italiana da parte dei cittadini argentini figli di madre italiana, nati anerirmente al 1° gennaio 1948, in I diritti dell'uomo, cronache e battaglie, 2006, I, 52 ss.
Avv. Andrea Saccucci:
• Il doppio grado di giurisdizione nel Patto di New York e nella Convenzione di Roma” – Rivista di diritto processuale, 1999, n. 1
• “Commento alla ratifica dei Protocolli n. 1 e n. 2 alla Convenzione europea per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti” – Diritto penale e processo, 1999, n. 4
• “Come ha risposto l’Europa all’arresto di Öcalan” – Diritto penale e processo, 1999, n. 10
• “Brevi riflessioni sulla tutela internazionale dei diritti del fanciullo” – Giurisprudenza italiana, 2000, n. 1
• “Nominato in Europa il super-investigatore antifrode” – Diritto penale e processo, 2000, n. 1
• “La Corte europea sospende la condanna a morte di Ocalan” – Diritto penale e processo, 2000, n. 3
• “La dimensione sovranazionale dei diritti umani”, relazione tenuta al Convegno internazionale su “Diritti umani, pace e tolleranza” svoltosi a L’Aquila il 14 e 15 aprile 2000, pubblicato dall’IRRE Abruzzo (Istituto Regionale di Ricerca Educativa), L’Aquila, 2002
• “Adottato a Strasburgo il Protocollo n. 12 alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo” – I diritti dell’uomo, cronache e battaglie, 2000, n. 1-2
• “Un nuovo status per i giudici della Corte europea dei diritti umani”, in Rivista internazionale dei diritti dell’uomo, 2000, n. 3
• “Nato’s bombing in Yugoslavia under international scrutiny: issues of jurisdiction and procedure before the ICJ” – Italian Yearbook of International Law, The Hague-London-New York, 2000
• “Le attuali forme di cooperazione europea nella lotta alla criminalità organizzata” – in A.A., Diritto penale europeo – Spazio giuridico e rete giudiziaria, a cura di N. Bartone, Padova, 2001
• “Riparazione per irragionevole durata dei processi tra diritto interno e diritto internazionale” – Diritto penale e processo, 2001, n. 7
• “La legge Pinto al vaglio della Corte europea” – Diritto penale e processo, 2001, n. 10
• “L’incidenza della Convenzione europea di diritti umani sulle regole in materia di formazione e valutazione della prova” – A.A., Giusto processo e prove penali, Milano, 2001
• “Codice dei diritti umani. Nazioni Unite – Consiglio d’Europa”, a cura di G. CONSO e A. SACCUCCI, Padova, 2001
• “Profili di tutela dei diritti umani: tra Nazioni Unite e Consiglio d’Europa”, Padova, 2002 (ristampa riveduta e aggiornata 2005)
• “Obblighi di riparazione e revisione dei processi nella Convenzione europea dei diritti umani”, in Rivista di diritto internazionale, 2002, n. 3
• “Le due prospettive della ‘ragionevole durata del processo” tra diritto interno e diritto internazionale”, in Giurisprudenza costituzionale, 2002, n. 3
• “La tutela dei diritti umani fondamentali fra giurisdizione statale e corti internazionali”, relazione tenuta il 9 aprile 2003 nell’ambito dell’incontro di studi sul tema “Il controllo degli atti da parte degli organi di giustizia costituzionale e comunitaria”, organizzato dal Consiglio Superiore della Magistratura, in corso di pubblicazione
• “La gerarchia delle fonti: rapporti fra giurisdizione nazionale e corti internazionali”, relazione tenuta il 13 dicembre 2003 nell’ambito del Corso di formazione per uditori giudiziari organizzato dal Consiglio Superiore della Magistratura, in corso di pubblicazione
• “Il caso Mamatkulov dinanzi alla Corte europea dei diritti umani: un problematico revirement in tema di efficacia delle misure provvisorie”, in Rivista di diritto internazionale, 2003, n. 4
• “Il Protocollo istitutivo della Corte africana dei diritti dell’uomo e dei popoli: un primo confronto con le altre corti regionali”, in Rivista di diritto internazionale, 2004, n. 4
• “L’abolizione della pena di morte in tempo di guerra nel Protocollo n. 13 alla Convenzione europea”, in I diritti dell’uomo, cronache e battaglie, 2004, n. 3
• “Le misure provvisorie nella protezione internazionale dei diritti umani”, Giappichelli, 2005 (in corso di stampa nella collana “Studi di diritto internazionale” curata da A. Giardina, B. Nascimbene, N. Ronzitti, U. Villani)
• “Dizionario di diritto pubblico”, a cura di S. Cassese e G. Napoletano, voci Corte europea dei diritti dell’uomo e Consiglio d’Europa, in corso di pubblicazione.

References: sentenza 
 art. 32
 art. 2043
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza 
 Sentenza 
 Cass. 
 Sentenza 
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 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 25
 Sentenza 
 Sentenza 
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 Cass.