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Timestamp: 2018-07-22 20:15:46+00:00

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CHI HA PAURA DELL’UE? | Vivere Veneto
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CHI HA PAURA DELL’UE?
Pubblicato il 22/07/2014	di eki9484
Una grossa questione che non trova risposta: Euro o non Euro.
La motivazione è che questa temuta moneta ha dei grossi pregi e dei tremendi svantaggi. Ma cosa ci fa paura veramente? La moneta o la pericolosa macchina Europea?
Un piccolissimo riassunto giusto per ricordare qualche sigla:
U.E.: Unione Europea, ovvero una struttura economica e politica sovranazionale, a cui gli stati possono aderire secondo determinati criteri (istituzioni stabili, stato di diritto, economia di mercato affidabile, accettazione obblighi e obiettivi comunitari), cedendo così parte della propria sovranità agli “organismi europei”.
EURO: Moneta adottata nell’Unione Europea. Valuta unica per facilitare gli scambi commerciali ed il libero mercato. Per poterla adottare ci sono dei requisiti da soddisfare (tasso di inflazione <1,5% rispetto ai 3 stati membri economicamente migliori; rapporto tra debito pubblico e PIL non deve superare il 60%, tassi di interesse non > del 2% sempre rispetto ai 3 stati membri).
B.C.E.: Banca Centrale Europea con il compito di gestire l’Euro ed autorizzare le banche centrali dei stati membri ad emetterlo.
S.E.B.C.: Sistema Europeo delle Banche Centrali formato da BCE e banche centrali dei stati membri con il compito di sostenere le politiche economiche della comunità al fine di un mercato libero.
Aderiamo al U.E. e di conseguenza all’Euro, oppure seguiamo le orme del Regno Unito, entrando nell’U.E. ma non adottando la moneta unica, o ne rimaniamo completamente fuori?
Il pro della moneta unica è innegabile (facilità negli scambi commerciali) mentre il contro è tutta quella macchinosa, espropriante, dittatoriale macchina europea.
Lasciandovi con questo grosso interrogativo voglio solo dirvi una curiosità che forse non tutti sanno: ci sono dei stati fisicamente vicini ai paesi dell’U.E. a cui è stato concesso l’utilizzo dell’Euro senza dover sottostare alla U.E. (ebbene si, nessuno vieta che ciò possa accadere): non sono stati membri, possono coniare la moneta (Euro) scegliendo autonomamente le immagini e l’unico limite che hanno è la quantità di stampa sulla base dell’indice dei prezzi al consumo.
Questo, magari nel primo periodo di passaggio, potrebbe aiutare l’economia, magari fino alla stabilizzazione del nostro grande stato, nessun criterio a cui sottostare nessuna spesa da sostenere nello stampare un nostro conio, con la relativa svalutazione iniziale.
Siamo una macchina ben oliata, siamo una macchina con un ottimo motore, ma non dimentichiamoci che siamo dentro ad una profonda buca e prima di risalire c’è una lunga salita.
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7 risposte a CHI HA PAURA DELL’UE?
22/07/2014 alle 18:02
Uscire dall’ europa, così com’è, è obbligatorio visti risultati raggiunti…stampare moneta in “CASA” e non sottostare al signoraggio…avremo “ROGNE dai banditi dell’ europa perchè si vendicheranno in qualche modo…ma se restiamo dentro saremo “MACELLATI” senza pietà…già lo stanno facendo agevolando paesi NON facenti parte della comunità europea a SFAVORE di qualche paese membro…vedi le arance dal Marocco che mettono a terra i coltivatori del sud itaglia…i cinesi, gli stranieri che hanno diritti più degli italiani…Se poi il Veneto fosse una NAZIONE, GOVERNATA come DIO comanda, non come adesso, lo sviluppo non avrebbe freni…ciò che governo itaGliota ed europa cercano di soffocare PER SEMPRE….fuori dall’ europa, fuori dall’ itaGlia…e un ottimo GOVERNO….e nessuno ci fermerà!!!
Renato Tessarin ha detto:
22/07/2014 alle 20:18
Apprezzo la possibilita di poter coniare in maniera indipendente l’euro – anzi penso proprio che sia la conditio sine qua non ,- senza la quale non avrebbe senso adottare la” moneta delle restrizioni economico-finanziarie” , durante il periodo di transizione – Si ricaverebbero percio’ solo vantaggi , nel periodo in cui , il tipo di moneta da spendere , rappresentera l’incognita piu importante per dare avvio alla macchina produttiva serenissima – Memori di Prodi che col 1936.27 insegno’ , come destabilizzare criminalmente e con una sola mossa , la 5° economia nel mondo –
22/07/2014 alle 22:12
Nessun dubbio!!!! Ne euro ne U.E. LIBERI ED INDIPENDENTI COME LA SVIZZERA !!!!
23/07/2014 alle 15:48
Una domanda così “tosta” merita una risposta elaborata con il cervello piuttosto che con la pancia, ovvero è meglio lasciar da parte opinioni e pregiudizi e concentrarsi sui numeri e sui documenti.
L’idea di un’Unione degli Stati d’Europa, almeno nelle intenzioni, è una cosa intelligente e anche nobile (intesa come progetto di pace), nel corso degli anni però questo ideale si è concretizzato in un qualcosa di diverso. Perché?
Andiamo a vedere cos’è l’UE. Le istituzioni che la costituiscono sono: l’Europarlamento, il Consiglio Europeo, il Consiglio dell’UE, la Commissione Europea, la Corte di giustizia dell’UE, la Banca Centrale Europea (BCE), la Corte dei Conti.
L’Europarlamento è l’unico organo eletto democraticamente dai cittadini europei. È composto da 754 deputati eletti a suffragio universale, ogni 5 anni. A differenza di quelli nazionali, il Parlamento europeo esercita la sua funzione legislativa con molti limiti, non essendo detentore unico del potere legislativo, che condivide con il Consiglio. Storicamente ha sempre avuto una funzione consultiva con pareri non vincolanti. L’entrata in vigore della codecisione, con il Trattato di Maastricht, gli attribuisce poteri decisionali più ampi potendo, in alcuni casi, introdurre modifiche nei testi di legge o impedirne l’emanazione. Esistono tuttavia delle procedure legislative speciali che lo escludono quasi completamente. NOTA BENE: il Parlamento Europeo è l’unica istituzione comunitaria le cui sedute sono pubbliche.
Ora vediamo di capire che cos’è l’altrettanto famosa Commissione Europea. Essa è l’organo esecutivo dell’Unione Europea e detiene il monopolio del potere d’iniziativa legislativa e in materia di bilancio. Le sue principali funzioni sono le seguenti: proporre i testi legislativi che saranno poi rimessi alle valutazioni di Parlamento e Consiglio; garantire l’esecuzione delle leggi europee, del bilancio e dei programmi; vigilare sull’applicazione del diritto comunitario in quanto custode dei Trattati; negoziare gli accordi internazionali in quanto rappresentante legale della UE. È composta da un delegato per ogni Stato membro (tra cui un Presidente), ma dal 2014, come previsto dal Trattato di Lisbona, saranno rappresentati solo i 2/3 degli Stati. La durata del mandato è di 5 anni. I commissari non sono legati da alcun titolo di rappresentanza con lo Stato da cui provengono, agiscono in piena indipendenza nell’interesse generale dell’UE (almeno in teoria…).
Art. 157 par. 1 Trattati di Roma: <> Ne risulta un “organo di individui” non eletti.
Art. 157 par. 2 Trattati di Roma: <>
In più si deve considerare che un atto legislativo dell’Unione può essere adottato solo su proposta della Commissione, salvo che i trattati non dispongano diversamente. Gli altri atti sono adottati su proposta della Commissione se i trattati lo prevedono.
Ci troviamo quindi di fronte ad un organo collegiale non eletto, le cui deliberazioni vengono prese a maggioranza del numero dei suoi membri e che giuridicamente ha un carattere sovranazionale.
Ora cosa sta succedendo qui in Veneto? Succede che “qualcuno” sta lottando per riaffermare la propria legittima sovranità di Cittadino Veneto che sceglie l’autodeterminazione. Al termine di questo duro percorso dovremmo scegliere se cedere una parte di questa nostra preziosa sovranità – che si concretizza in una repubblica libera e indipendente – nelle mani di un’istituzione sovrannazionale le cui decisioni principali sono a discrezione di un ristretto gruppo di persone non elette e scelte “in base alla loro competenza generale”. Io dico che bisogna pensarci bene.
Qualche altro stato dell’UE infatti ci ha pensato molto bene, a differenza dell’Italia, e infatti andiamo a scoprire che alcuni paesi europei ottengono delle importanti esenzioni esplicate tramite «protocolli», tra cui ricordiamo i più importanti:
• Protocollo 15: (1) a meno che il Regno Unito notifichi al Consiglio che intende adottare l’euro, esso non ha nessun obbligo di farlo.
• Protocollo 18 (sulla Francia): La Francia manterrà il privilegio dell’emissione monetaria nella Nuova Caledonia, nella Polinesia francese e a Wallis e Futuna alle condizioni fissate dalla sua legislazione nazionale e avrà il diritto esclusivo di fissare la parità del franco CFP.
• Protocollo 18 (sul Regno Unito): (3) Il Regno Unito mantiene i suoi poteri nel settore della politica monetaria conformemente alla legislazione nazionale. (5) Il Regno Unito si sforza di evitare un disavanzo pubblico eccessivo (niente austerity, LTRO e fiscal compact). (8 comma c) la Banca d’Inghilterra versa la propria sottoscrizione al capitale della BCE per coprire i costi operativi sulla stessa base delle banche centrali nazionali degli Stati membri con deroga.
• Protocollo 19/20 (SULL’ACQUISIZIONE DI SCHENGEN INTEGRATO NELL’AMBITO DELL’UNIONE EUROPEA): Irlanda e Regno unito non recepiscono le disposizioni di Schengen.
• Protocollo 30: Limita le competenze della Corte di Giustizia per Polonia e Regno Unito.
• Germania: con una sentenza della Corte Costituzionale tedesca (settembre 2009), si ribadisce che la Sovranità Costituzionale resta al popolo tedesco. La Corte tedesca può dichiarare assolutamente inapplicabile il diritto comunitario. Inoltre la Germania “non aderisce alle disposizioni in materia di Ampliamento del Trattato” (Parte III, Art. 48: Sicurezza, politica economica, giustizia, agricoltura, sanità, occupazione, trasporti, cultura, sviluppo).
Insomma pare proprio, per dirla come Orwell, che tutti i Paesi sono uguali, ma alcuni lo sono più degli altri… E’ una situazione che mi fa venire in mente la disparità che esiste in Italia tra le Regioni Autonome e quelle cosiddette “normali”. Questo mi fa molto pensare.
Andiamo avanti e chiediamoci se dal punto di vista economico possa essere così vantaggioso essere dentro l’Ue e addirittura adottare la Moneta Unica (Euro).
Sono andato a spulciare i dati dell’Eurostat e ho trovato il grafico dell’andamento del PIL (relativo al 2013) per gli stati UE, Eurozona e resto del mondo. epp.eurostat.ec.europa.eu/tgm/graph.do?tab=graph&plugin=1&language=en&pcode=tec00115&toolbox=type
Dopo aver esaminato il grafico poniamoci la prima domanda: è proprio così vantaggioso essere nell’eurozona? La mia risposta è no, perché possiamo vedere che il dato medio degli stati dell’eurozona è cresciuto molto meno rispetto agli altri Stati sia UE che extra UE. A far riflettere non sono tanto i dati deprimenti dei PIIGS, quanto quelli relativi a Francia, Germania Austria e Olanda che sono molto molto modesti. La Finlandia dell’”austero” Olli Rehn è addirittura in decrescita quasi come l’Italia. Guardiamo i dati dei Paesi UE a moneta sovrana: spiccano i buoni risultati di Regno Unito, Svezia, Ungheria, Lituania, Polonia, Lettonia (che però dal 2014 è passata all’euro) e persino la Bulgaria è cresciuta più della Germania. Guardiamo anche agli stati europei extra-UE: la Svizzera cresce al 2% e la Norvegia allo 0,6% (sempre più della Germania con lo 0,4%). E’ quindi un problema essere fuori dall’UE? La mia risposta è sempre no. Andiamo a vedere anche i dati di Giappone e USA: stanno tutti meglio di noi.
Lascio ognuno libero di fare le sue valutazioni e interpretazioni, ma i numeri non mentono mai. E la verità dei numeri si riflette implacabilmente nella realtà quotidiana che tutti noi abbiamo sotto gli occhi. Io penso che i Veneti abbiano le capacità per diventare un’altra Svizzera, manca però l’ambizione che si acquisisce imparando a ragionare con la nostra testa. e non secondo la dottrina dei partiti.
23/07/2014 alle 15:55
Vedo che c’è stato un problema con la trascrizione dell’art. 157 dei Trattati di Roma, quindi li riscrivo leggibili qui sotto:
Art. 157 par. 1 Trattati di Roma: “i membri della Commissione sono scelti in base alla loro competenza generale e devono offrire ogni garanzia di indipendenza”. Ne risulta quindi un organo di individui non eletti.
Art. 157 par. 2 Trattati di Roma: “i membri della Commissione devono esercitare le loro funzioni in piena indipendenza nell’interesse generale della Comunità. Non sollecitano né accettano istruzioni da alcun Governo, né da alcun organismo”.
24/07/2014 alle 15:50
Da come la vedo IO ,non dobbiamo accettare,nessun periodo di transizione ,anche se al momento avremo ,dei benefici provvisori,entrare in Europa e nell’EURO si entra in una GABBIA che poi è Difficile uscirne.Certamente la Massoneria-Mondialista,ed i vari Gruppi Economici faranno di tutto attraverso,alcuni economisti ,ed intelletuali(pagati da costoro) a convincerci a restare in Europa e nell’Euro,magari con promesse di miglioramento come dicono adesso,la maggioranza dei partiti,anche perchè se il Nuovo Veneto Stato,avesse una moneta Nazionale ,e fosse Neutrale sarebbe un Esempio per l’Europa ,e questa cosa darebbe molto fastidio ..
25/07/2014 alle 09:40
Ricordo a chi non lo sapesse o agli Smemorati che due o tre anni fa quando l’allora Governo GRECO,presieduto da PAPANDREU Voleva fare un Referendum ,sulla uscita dal’Euro,La U.E lo bloccarono Subito e ,su pressione cambiarono il Governo ,Questa è la loro Democrazia .
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References: Art. 157

Art. 157
 sentenza 
 Art. 48

Art. 157

Art. 157