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Timestamp: 2019-03-18 19:17:59+00:00

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Foroeuropeo Rivista Giuridica Online - Art.59.(Procedimento disciplinare)
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Art.59.(Procedimento disciplinare)
LEGGE 31 dicembre 2012, n. 247 Nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense. (GU n.15 del 18-1-2013)
Collegio giudicante - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 152
Inammissibile la ricusazione dell’intero Collegio giudicante E’ inammissibile l’istanza di ricusazione che investa la totalità dei membri del collegio giudicante, perché l’istituto della ricusazione può essere adoperato per contestare l’imparzialità di singoli componenti del collegio stesso, ma non contro il medesimo nella sua globalità, al fine di metterne in discussione l’idoneità a decidere. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 152 ...
Colpevolezza “al di là di ogni ragionevole dubbio” - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 202
Il principio della colpevolezza “al di là di ogni ragionevole dubbio” vale anche in sede disciplinare Ai fini della condanna disciplinare, la prova della responsabilità dell’incolpato deve essere raggiunta oltre ogni ragionevole dubbio, così da superare la presunzione di non colpevolezza. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 202 ...
Comunicazioni o notifiche - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 68
Procedimento disciplinare e comunicazioni o notifiche a mezzo PEC In tema di procedimento disciplinare, le comunicazioni e notifiche ben possono avvenire anche a mezzo PEC, che -salvo che la legge disponga diversamente- equivalgono a quelle effettuate “per mezzo della posta” (art. 48, co. 2, CAD – D.Lgs. n. 82 del 2005) e si considerano perfezionate nel momento in cui risulta emessa la ricevuta di avvenuta consegna (RAC) da parte del suo gestore della posta elettronica certificata (Nella specie trattavasi di comunicazione della fissazione dell’udienza disciplinare inviata a mezzo PEC all’incolpato, che eccepiva di non averla ricevuta, nonostante la seconda ricevuta PEC. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha rigettato l’eccezione). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 68 ...
Esposto disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 80
La rinuncia all’esposto disciplinare è irrilevante (tanto in rito quanto nel merito) L’azione disciplinare non rientra nella disponibilita` delle parti, sicché la rinuncia all’esposto da parte dei soggetti esponenti cosi come l’eventuale dichiarazione degli interessati di essere pervenuti ad una risoluzione bonaria della controversia non condiziona ne´ implica l’estinzione o l’interruzione del procedimento, ne´ attenua la gravita` del comportamento dell’incolpato. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 80 ...
Esposto disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 397
Inammissibile l’esposto disciplinare depositato al CNF - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 397 In tema di procedimento disciplinare, il CNF è giudice speciale di secondo grado, sicché è inammissibile l’esposto quivi depositato, che non puo` quindi essere preso in esame. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 397 ...
Istruttoria del tutto espletata - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 53
L’istruttoria del tutto espletata in secondo grado comprometterebbe il diritto di difesa dell’incolpato Il C.N.F. può integrare in sede di impugnazione la decisione del Consiglio territoriale non solo in ipotesi di inadeguatezza o incompletezza ma, addirittura, in caso di assenza della motivazione. Tuttavia, cio` non comporta che, in applicazione del principio accusatorio che regola il procedimento disciplinare, il C.N.F. debba sostituirsi integralmente al Consiglio territoriale per l’espletamento di una istruttoria che sia stata del tutto omessa, giacché altrimenti, una eventuale istruttoria svolta completamente in secondo grado determinerebbe la coincidenza in un unico organo dei ruoli di giudice di primo grado e di secondo grado con una sostanziale compromissione del diritto di difesa per l’incolpato. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 53 Revoca del provvedimento impugnato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 aprile 2017, n. 43 La revoca del...
Legittimo impedimento - prova documentale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 dicembre 2016, n. 377
Legittimo impedimento: la prova documentale dell’impedimento (assoluto) a comparire non ammette equipollenti Chi intenda chiedere il rinvio dell’udienza disciplinare ha l’onere di fornire la prova documentale del legittimo impedimento con riferimento all’esistenza, assolutezza ed attualita` dello stesso, a nulla rilevando peraltro eventuali informazioni pervenute aliunde al Giudice della deontologia. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 dicembre 2016, n. 377 ...
Legittimo impedimento: la prova documentale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 213
Legittimo impedimento: la prova documentale dell’impedimento (assoluto) a comparire non ammette equipollenti Chi intenda chiedere il rinvio dell’udienza disciplinare ha l’onere di fornire la prova documentale del legittimo impedimento con riferimento all’esistenza, assolutezza ed attualita` dello stesso, a nulla rilevando peraltro eventuali informazioni pervenute aliunde al Giudice della deontologia. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 213 ...
obbligo di audizione personale dell’incolpato
Procedimento disciplinare e obbligo di audizione personale dell’incolpato Nel caso in cui il Consiglio dell’Ordine proceda a raccogliere informazioni e documentazione ex art. 47 R.D. n. 37/34, non sussiste alcun obbligo di informarne l’incolpato con avvisi o convocazioni prima dell’atto di citazione previsto dal successivo art. 48. La fase delle indagini preliminari deve essere considerata, infatti, propedeutica e non necessaria al procedimento disciplinare, non è regolata da norme dell’ordinamento professionale e nella prassi si svolge senza formalità, sicchè in questa fase la convocazione e l’audizione dell’incolpato non sono obbligatorie ma facoltative.Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 luglio 2015, n. 96...
Prescrizione - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 24966 del 23 ottobre 2017
Gli atti propulsivi del procedimento disciplinare interrompono la prescrizione Gli atti propulsivi del procedimento, come ad esempio la delibera di apertura del procedimento disciplinare o quella di rinvio a giudizio dell’incolpato, sono idonei a determinare l’interruzione della prescrizione dell’azione disciplinare, trattandosi di atti ad efficacia istantanea che conservano, quindi, i propri effetti una volta prodottisi (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, la Corte ha respinto in parte qua l’impugnazione proposta avverso Consiglio Nazionale Forense – pres. f.f. Picchioni, rel. Sica – sentenza del 9 marzo 2017, n. 9). Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 24966 del 23 ottobre 2017 ...
Presunzione di non colpevolezza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 198
In dubio pro reo: il principio di presunzione di non colpevolezza vale anche in sede disciplinare Il procedimento disciplinare è di natura accusatoria, sicché va accolto il ricorso avverso la decisione del Consiglio territoriale allorquando la prova della violazione deontologica non si possa ritenere sufficientemente raggiunta, per mancanza di prove certe o per contraddittorietà delle stesse, giacché l’insufficienza di prova su un fatto induce a ritenere fondato un ragionevole dubbio sulla sussistenza della responsabilità dell’incolpato, che pertanto va prosciolto dall’addebito, in quanto per l’irrogazione della sanzione disciplinare non incombe all’incolpato l’onere di dimostrare la propria innocenza né di contestare espressamente le contestazioni rivoltegli, ma al Consiglio territoriale di verificare in modo approfondito la sussistenza e l’addebitabilità dell’illecito deontologico. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 198 ...
Presunzione di non colpevolezza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 55
In dubio pro reo: il principio di presunzione di non colpevolezza vale anche in sede disciplinare Il procedimento disciplinare è di natura accusatoria, sicché va accolto il ricorso avverso la decisione del Consiglio territoriale allorquando la prova della violazione deontologica non si possa ritenere sufficientemente raggiunta, per mancanza di prove certe o per contraddittorietà delle stesse, giacché l’insufficienza di prova su un fatto induce a ritenere fondato un ragionevole dubbio sulla sussistenza della responsabilità dell’incolpato, che pertanto va prosciolto dall’addebito, in quanto per l’irrogazione della sanzione disciplinare non incombe all’incolpato l’onere di dimostrare la propria innocenza né di contestare espressamente le contestazioni rivoltegli, ma al Consiglio territoriale di verificare in modo approfondito la sussistenza e l’addebitabilità dell’illecito deontologico. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 55 ...
Presunzione di non colpevolezza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 178
In dubio pro reo: il principio di presunzione di non colpevolezza vale anche in sede disciplinare Il procedimento disciplinare è di natura accusatoria, sicché va accolto il ricorso avverso la decisione del Consiglio territoriale allorquando la prova della violazione deontologica non si possa ritenere sufficientemente raggiunta, per mancanza di prove certe o per contraddittorietà delle stesse, giacché l’insufficienza di prova su un fatto induce a ritenere fondato un ragionevole dubbio sulla sussistenza della responsabilità dell’incolpato, che pertanto va prosciolto dall’addebito, in quanto per l’irrogazione della sanzione disciplinare non incombe all’incolpato l’onere di dimostrare la propria innocenza né di contestare espressamente le contestazioni rivoltegli, ma al Consiglio territoriale di verificare in modo approfondito la sussistenza e l’addebitabilità dell’illecito deontologico. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 178 ...
Presunzione di non colpevolezza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 aprile 2017, n. 33
In dubio pro reo: il principio di presunzione di non colpevolezza vale anche in sede disciplinare Il procedimento disciplinare è di natura accusatoria, sicché va accolto il ricorso avverso la decisione del Consiglio territoriale allorquando la prova della violazione deontologica non si possa ritenere sufficientemente raggiunta, per mancanza di prove certe o per contraddittorietà delle stesse, giacché l’insufficienza di prova su un fatto induce a ritenere fondato un ragionevole dubbio sulla sussistenza della responsabilità dell’incolpato, che pertanto va prosciolto dall’addebito, in quanto per l’irrogazione della sanzione disciplinare non incombe all’incolpato l’onere di dimostrare la propria innocenza né di contestare espressamente le contestazioni rivoltegli, ma al Consiglio territoriale di verificare in modo approfondito la sussistenza e l’addebitabilità dell’illecito deontologico. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 aprile 2017, n. 33 ...
Presunzione di non colpevolezza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 402
In dubio pro reo: il principio di presunzione di non colpevolezza vale anche in sede disciplinare Il procedimento disciplinare è di natura accusatoria, sicché va accolto il ricorso avverso la decisione del Consiglio territoriale allorquando la prova della violazione deontologica non si possa ritenere sufficientemente raggiunta, per mancanza di prove certe o per contraddittorietà delle stesse, giacché l’insufficienza di prova su un fatto induce a ritenere fondato un ragionevole dubbio sulla sussistenza della responsabilità dell’incolpato, che pertanto va prosciolto dall’addebito, in quanto per l’irrogazione della sanzione disciplinare non incombe all’incolpato l’onere di dimostrare la propria innocenza né di contestare espressamente le contestazioni rivoltegli, ma al Consiglio territoriale di verificare in modo approfondito la sussistenza e l’addebitabilità dell’illecito deontologico (Nel caso di specie, l’istruttoria disciplinare non aveva consentito di raggiungere una prova...
Presunzione di non colpevolezza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 158
In dubio pro reo: il principio di presunzione di non colpevolezza vale anche in sede disciplinare Il procedimento disciplinare è di natura accusatoria, sicché va accolto il ricorso avverso la decisione del Consiglio territoriale allorquando la prova della violazione deontologica non si possa ritenere sufficientemente raggiunta, per mancanza di prove certe o per contraddittorietà delle stesse, giacché l’insufficienza di prova su un fatto induce a ritenere fondato un ragionevole dubbio sulla sussistenza della responsabilità dell’incolpato, che pertanto va prosciolto dall’addebito, in quanto per l’irrogazione della sanzione disciplinare non incombe all’incolpato l’onere di dimostrare la propria innocenza né di contestare espressamente le contestazioni rivoltegli, ma al Consiglio territoriale di verificare in modo approfondito la sussistenza e l’addebitabilità dell’illecito deontologico. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 158 ...
Presunzione di non colpevolezza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 settembre 2017, n. 118
In dubio pro reo: il principio di presunzione di non colpevolezza vale anche in sede disciplinare Il procedimento disciplinare è di natura accusatoria, sicché va accolto il ricorso avverso la decisione del Consiglio territoriale allorquando la prova della violazione deontologica non si possa ritenere sufficientemente raggiunta, per mancanza di prove certe o per contraddittorietà delle stesse, giacché l’insufficienza di prova su un fatto induce a ritenere fondato un ragionevole dubbio sulla sussistenza della responsabilità dell’incolpato, che pertanto va prosciolto dall’addebito, in quanto per l’irrogazione della sanzione disciplinare non incombe all’incolpato l’onere di dimostrare la propria innocenza né di contestare espressamente le contestazioni rivoltegli, ma al Consiglio territoriale di verificare in modo approfondito la sussistenza e l’addebitabilità dell’illecito deontologico. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 settembre 2017, n. 118 ...
Procedimento amministrativo avanti al COA - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 148
Il procedimento amministrativo avanti al COA non ha un termine massimo di durata (a pena di nullità) Il procedimento disciplinare di primo grado ha sì natura amministrativa, ma speciale, in quanto disciplinato specificamente dalle norme di cui agli artt. 38, 45 – 50 del RDL n. 1578/1933 e dagli artt. 47-51 del R.D. n. 37/1934, che non contengono termini perentori per l’inizio, lo svolgimento e la definizione del procedimento stesso davanti al Consiglio dell’Ordine circondariale all’infuori di quelli posti a tutela del diritto di difesa, nonché quello di prescrizione dell’azione disciplinare fissato in cinque anni dall’art. 51 RDL n. 1578/1933. In tale procedimento, pertanto, non trovano applicazione l’art. 2, co. 3, L. n. 241/1990 (sulla durata del procedimento amministrativo) né gli artt. 24 Cost. e 6 Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo in tema di ragionevole durata del processo. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 148 ...
Procedimento disciplinare - collegio giudicante - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 398
Procedimento disciplinare: la composizione del collegio giudicante non è immutabile In tema di procedimento disciplinare a carico di avvocati, non integra nullita` alcuna il mutamento della composizione del Consiglio territoriale, poiche´ il principio dell’invariabilita` del Collegio giudicante, sancito dall’art. 473 c.p.c., e` applicabile, in base al richiamo dell’art. 63, comma 3, r.d. n. 37/1934, solo nel procedimento giurisdizionale dinanzi al Consiglio Nazionale Forense, organo giurisdizionale, e non puo` essere esteso, in mancanza di specifica norma, nel procedimento amministrativo dinanzi al Consiglio territoriale, considerate la natura e la funzione amministrativa dell’attivita` svolta e del provvedimento adottato, essendo sufficiente che sia rispettato il quorum previsto per la validita` delle deliberazioni. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 398 ...
Procedimento disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 197
L’istanza di sospensione del procedimento disciplinare in pendenza di quello penale Non può essere accolta l’istanza di sospensione ex art. 295 c.p.c. qualora l’incolpato non abbia in alcun modo dimostrato né la pendenza nei suoi confronti del procedimento penale invocato, né che il procedimento disciplinare riguardi gli stessi fatti oggetto del procedimento penale. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 197 ...
Procedimento disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 199
Procedimento disciplinare: i vizi formali in sede di escussione del teste sono sanati se non eccepiti seduta stante In tema di procedimento disciplinare di primo grado, qualora il teste consulti propri appunti senza esplicita autorizzazione (arg. ex art. 499 c.p.p.), ogni eventuale nullità è sanata se non vi sia stata rituale opposizione dell’incolpato nel corso dell’esame del testimone stesso. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 199 ...
Procedimento disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 147
La sospensione del procedimento disciplinare in presenza di azione penale La sospensione del procedimento disciplinare in presenza di un’azione penale, che deve essere comunque promossa ex art. 415 bis c.p.p. (non essendo perciò sufficiente l’apertura delle indagini preliminari), presuppone identità ovvero sovrapponibilità tra i fatti contestati in sede penale e quelli addebitati in sede disciplinare, con relativo onere della prova a carico dell’incolpato. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 147 ...
Procedimento disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 175
Procedimento disciplinare: l’interruzione della prescrizione ha effetto permanente solo in sede giurisdizionale Nel procedimento disciplinare dinanzi al CNF (che ha natura giurisdizionale), l’interruzione della prescrizione ha effetto permanente (art. 2943 cc) mentre, in quello amministrativo dinanzi ai Consigli territoriali, l’interruzione fa iniziare un nuovo periodo di prescrizione (art. 2945 cc), la quale peraltro continua a decorrere anche tra la data dell’udienza dibattimentale nella quale il procedimento è stato trattato o deciso dal Consiglio territoriale e la data del deposito e successiva notifica all’incolpato della decisione stessa. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 175 ...
Procedimento disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 186
Il procedimento disciplinare non ha una durata minima (né massima) prefissata per legge Nessuna norma di diritto positivo dispone la durata minima (né massima) del dibattimento nel procedimento disciplinare (Nel caso di specie, l’incolpato aveva eccepito l’asserita nullità del procedimento in ragione della sua brevità). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 186 ...
Procedimento disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 394
Il procedimento disciplinare non presuppone un esposto ma è attivabile d’ufficio Il Consiglio territoriale ha il potere dovere di promuovere d’ufficio l’azione disciplinare e l’esercizio di tale potere non è condizionato dalla tipologia della fonte della notizia dell’illecito disciplinare rilevante, che può essere costituita anche dalla denuncia di persona non direttamente coinvolta nella situazione nel cui ambito l’illecito è stato posto in essere (Nel caso di specie, l’incolpato aveva eccepito l’asserita mancanza di legittimazione attiva in capo all’esponente. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha rigettato l’eccezione). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 394 ...
Procedimento disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 408
Procedimento disciplinare: la sostituzione della persona fisica del relatore La sostituzione della persona fisica del relatore è ininfluente sia che avvenga nella fase precedente a quella incardinata con la citazione per il giudizio disciplinare, attesa la sua autonomia rispetto alla seconda, sia che avvenga nella seconda fase, tenuto conto che, stante la natura amministrativa del procedimento innanzi al Consiglio territoriale, non trova applicazione il principio dell’immodificabilità dei membri del collegio giudicante, e non potendosi configurare pertanto alcuna ipotesi di violazione di diritto di difesa. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 408 ...
Procedimento disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 408 - 2
La mancata comunicazione di apertura del procedimento disciplinare Il procedimento disciplinare di primo grado ha natura amministrativa e, come tale, improntato alla semplicita` e libertà di forme, con l’unico limite della non comprimibilita` del diritto di difesa. Conseguentemente, l’omessa comunicazione all’interessato dell’apertura del procedimento non costituisce motivo di nullita` del procedimento qualora il destinatario abbia avuto comunque la conoscenza effettiva e completa del contenuto del provvedimento e abbia percio` potuto compiere (come nella specie) tutti gli atti previsti dall’ordinamento a garanzia del diritto di difesa. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 408 ...
Procedimento disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 408 - 3
Procedimento disciplinare: inammissibili le istanze di accesso generiche, defatigatorie ed ostruzionistiche Ai sensi dell’art. 22 della L. n. 241/90, cosi` come modificato dall’art. 15 della l. n. 15/2005, non e` consentita una conoscenza illimitata della documentazione in possesso della PA, ma solo quella connessa al procedimento, sicché è inammissibile in quanto generica l’istanza di accesso formulata dall’incolpato senza specificazione dei singoli atti del procedimento disciplinare nei confronti dei quali l’istanza stessa sia stata depositata (Nel caso di specie, ritenendo ingiusto il rigetto della propria istanza di accesso agli atti del procedimento disciplinare, il ricorrente aveva eccepito l’asserita nullita della della sanzione e dell’intero procedimento disciplinare, per ritenuta violazione degli artt. 3-24-25 e 97 della Costituzione. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha rigettato l’eccezione). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre...
Procedimento disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 marzo 2017, n. 9
Nel procedimento disciplinare non opera lo stare decisis E’ giuridicamente irrilevante la decisione di altro giudice disciplinare in diverso ed autonomo procedimento per fatti asseritamente analoghi a quelli oggetto di incolpazione (Nel caso di specie, peraltro, trattavasi di archiviazione). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 marzo 2017, n. 9 ...
Procedimento disciplinare - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 16993 del 10 luglio 2017 - 2
La delibera del Consiglio locale che dispone l’apertura o la prosecuzione del procedimento disciplinare non è impugnabile al CNF (né al TAR) La deliberazione dei CDD che dispone l’apertura o la prosecuzione del procedimento disciplinare non è immediatamente impugnabile innanzi al Consiglio Nazionale Forense, stante la tassativà degli atti scrutinabili dal CNF, nonché in ragione della sua natura di atto amministrativo endoprocedimentale, come tale privo di rilevanza esterna. Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 16993 del 10 luglio 2017 ...
Procedimento disciplinare - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 31108 del 28 dicembre 2017
La discrezionalità del giudice disciplinare in sede di istruttoria In tema di procedimento disciplinare a carico di avvocati, il Consiglio territoriale ha il potere di valutare la convenienza a procedere all’esame di tutti o di parte dei testimoni ammessi, e, quindi, di revocare l’ordinanza ammissiva e di dichiarare chiusa la prova, quando ritenga superflua la loro ulteriore assunzione perché in possesso, attraverso la valutazione delle risultanze acquisite, di elementi sufficienti a determinare l’accertamento completo dei fatti da giudicare (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, la Corte haa rigettato il ricorso proposto avverso Consiglio Nazionale Forense – pres. f.f. Logrieco, rel. Esposito – sentenza del 25 luglio 2016, n. 231). Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 31108 del 28 dicembre 2017 ...
Procedimento disciplinare - decadenze istruttorie - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 dicembre 2016, n. 389
Procedimento disciplinare: la mancata intimazione dei testi non produce decadenze istruttorie In caso di mancata citazione dei testimoni alla prima seduta, il Consiglio territoriale non decade dalla indagine testimoniale, e ciò per tre distinte ragioni: perché non è prescritta alcuna forma specifica di intimazione; perché la mancata citazione, ma financo l’indicazione dei testi nel decreto di citazione, non è sanzionata con la nullità; perché è prevista espressamente dall’art. 49 comma 3, R.D. n. 37/34, la possibilità che il giudizio sia rinviato ad altra seduta per mancata tempestiva citazione dei testi.. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 dicembre 2016, n. 389 ...
Procedimento disciplinare - fede privilegiata - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 70
Le accuse del P.M. non hanno fede privilegiata rispetto alle difese dell’incolpato Nell’ambito del procedimento disciplinare, l’esponente -chiunque esso sia- non ha dignita` maggiore rispetto all’incolpato, il quale gode della presunzione di “innocenza” al pari di qualsiasi “convenuto” e deve, in ogni caso, essere giudicato per quanto commesso ed accertato e non per la “qualita`” di chi ha formulato la doglianza o la segnalazione (Nel caso di specie, il Consiglio territoriale aveva ritenuto che la documentazione dimessa dall’incolpato fosse probatoriamente irrilevante sol perché contrastante con “gli esiti degli accertamenti indicati dalla Procura”). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 70 ...
Procedimento disciplinare - rinvio dell’udienza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 luglio 2017, n. 86
Procedimento disciplinare: il certificato medico generico non dà diritto al rinvio dell’udienza per legittimo impedimento L’impedimento del professionista a comparire innanzi al giudice disciplinare non puo` ritenersi sussistente qualora generico e non documentale e lo stesso impedimento non puo` ritenersi sussistente anche qualora non sia supportato da certificato medico che dimostri l’assoluto impedimento del professionista a comparire (Nel caso di specie, il certificato medico si limitava a comprovare visite mediche per “accertamenti ed esami strumentali”). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 luglio 2017, n. 86 ...
Procedimento disciplinare - rinvio dell’udienza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 91
Procedimento disciplinare: il certificato medico generico non dà diritto al rinvio dell’udienza per legittimo impedimento L’impedimento del professionista a comparire innanzi al giudice disciplinare non puo` ritenersi sussistente qualora generico e non documentale e lo stesso impedimento non puo` ritenersi sussistente anche qualora non sia supportato da certificato medico che dimostri l’assoluto impedimento del professionista a comparire. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 91 ...
Procedimento disciplinare - rinvio dell’udienza - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 13982 del 6 giugno 2017
Procedimento disciplinare: il certificato medico generico non dà diritto al rinvio dell’udienza per legittimo impedimento L’impedimento del professionista a comparire all’udienza disciplinare non può ritenersi sussistente qualora generico e non documentale e lo stesso impedimento non può ritenersi sussistente qualora non sia supportato da certificato medico che dimostri l’assoluto impedimento del professionista a comparire (Nel caso di specie, l’incolpato aveva vanamente richiesto al consiglio territoriale il rinvio dell’udienza disciplinare sulla scorta di certificato medico che si limitava a dichiarare una sua patologia gastrointestinale. Impugnata la relativa sanzione, il CNF rigettava l’eccezione, ritenendo l’impedimento non assoluto e generico. In applicazione del principio di cui in massima, la Corte ha confermato in parte qua Consiglio Nazionale Forense – pres. f.f. Logrieco, rel. Marullo di Condojanni, sentenza del 20 ottobre 2016, n. 311). Corte di Cassazione, SS.UU,...
Procedimento disciplinare - rinvio dell’udienza - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 13982 del 6 giugno 2017 -2
Procedimento disciplinare: il mancato rinvio dell’udienza per (asserito) legittimo impedimento è insindacabile in Cassazione La censura relativa al mancato rinvio per legittimo impedimento della seduta disciplinare da parte del Consiglio territoriale non prospetta un vizio di natura processuale sindacabile dalle Sezioni Unite in sede di ricorso avverso la decisione del Consiglio nazionale forense, atteso che le funzioni esercitate in materia disciplinare dai Consigli locali ed il relativo procedimento hanno natura amministrativa, e non giurisdizionale. Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 13982 del 6 giugno 2017 ...
Procedimento disciplinare - rinvio dell’udienza - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 16690 del 6 luglio 2017
Procedimento disciplinare: il certificato medico generico non dà diritto al rinvio dell’udienza per legittimo impedimento L’impedimento del professionista a comparire innanzi al giudice disciplinare non puo` ritenersi sussistente qualora generico e non documentale e lo stesso impedimento non puo` ritenersi sussistente anche qualora non sia supportato da certificato medico che dimostri l’assoluto impedimento del professionista a comparire (Nel caso di specie, il certificato medico si limitava a comprovare un ricovero in codice bianco per una caduta con trauma contusivo ad una spalla e dimissioni immediate con antidolorifico. In applicazione del principio di cui in massima, la Corte ha rigettato il ricorso avverso Consiglio Nazionale Forense – pres. f.f. Picchioni, rel. Sorbi, sentenza del 28 dicembre 2015, n. 217). Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 16690 del 6 luglio 2017 ...
Procedimento disciplinare – COA - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 dicembre 2016, n. 389
Al procedimento disciplinare davanti al COA non si applica il principio costituzionale del giusto processo ma quello del buon andamento dell’amministrazione Nel procedimento disciplinare davanti al Consiglio territoriale, che ha natura amministrativa, non si applica tanto l’art. 111 Cost. (con i correlativi ivi enunciati principi del giusto processo, pertinenti alla sola attività giurisdizionale), quanto piuttosto l’art. 97, comma 1, Cost., secondo il quale vanno assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 dicembre 2016, n. 389 ...
Procedimento disciplinare – domicilio - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 settembre 2017, n. 127
Procedimento disciplinare: l’incolpato può eleggere un solo domicilio (e prevale l’ultimo) In caso di plurime elezioni di domicilio, l’ultima elezione comporta la revoca di quelle precedenti, in quanto l’incolpato può avere un solo domicilio e ogni mutamento, ritualmente comunicato all’autorità procedente, comporta necessariamente la revoca della precedente dichiarazione/elezione, anche in mancanza di una espressa dichiarazione in tal senso. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 settembre 2017, n. 127 ...
Procedimento disciplinare avanti al CNF - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 dicembre 2017, n. 219
Il procedimento disciplinare avanti al CNF non è un giudizio di secondo grado in senso stretto Il procedimento che si instaura avanti al CNF con l’impugnazione della decisione disciplinare del Consiglio territoriale non costituisce giudizio di secondo grado in senso stretto ai fini dell’art. 342 cpc, né trova applicazione il c.d. principio dell’autosufficienza del ricorso (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto decidibile nel merito il ricorso, pur a fronte della richiesta di inammissibilità avanzata in via principale dal P.G. per genericità dei motivi di appello). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 dicembre 2017, n. 219 ...
Procedimento disciplinare avanti al Consiglio territoriale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 179
Il procedimento disciplinare avanti al Consiglio territoriale non ha un termine massimo di durata Il procedimento disciplinare di primo grado ha sì natura amministrativa, ma speciale, in quanto disciplinato specificamente dalle norme dell’Ordinamento forense, che non contengono termini perentori per l’inizio, lo svolgimento e la definizione del procedimento stesso davanti al Consiglio territoriale all’infuori di quelli posti a tutela del diritto di difesa, nonché quello di prescrizione dell’azione disciplinare. In tale procedimento, pertanto, non trovano applicazione gli artt. 24 Cost. e 6 Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo in tema di ragionevole durata del processo, né l’art. 2 L. 241/1990 sulla durata del procedimento amministrativo, giacché la mancata previsione di un termine finale d procedimento disciplinare è coessenziale al fatto che esso debba avere una durata sufficiente per consentire all’incolpato di sviluppare compiutamente la propria difesa. Consiglio Nazionale...
Procedimento disciplinare Collegio giudicante - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 158
Procedimento disciplinare: la composizione del collegio giudicante non è immutabile In tema di procedimento disciplinare a carico di avvocati, non integra nullita` alcuna il mutamento della composizione del Consiglio territoriale, poiche´ il principio dell’invariabilita` del Collegio giudicante, sancito dall’art. 473 c.p.c., e` applicabile, in base al richiamo dell’art. 63, comma 3, r.d. n. 37/1934, solo nel procedimento giurisdizionale dinanzi al Consiglio Nazionale Forense, organo giurisdizionale, e non puo` essere esteso, in mancanza di specifica norma, nel procedimento amministrativo dinanzi al Consiglio territoriale, considerate la natura e la funzione amministrativa dell’attivita` svolta e del provvedimento adottato, essendo sufficiente che sia rispettato il quorum previsto per la validita` delle deliberazioni. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 158 ...
Procedimento disciplinare di primo grado - collegio giudicante - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 398
Procedimento disciplinare di primo grado: l’asserita irregolare composizione del collegio giudicante non è causa di nullità In tema di procedimento disciplinare di primo grado, non integra nullita` alcuna l’irregolare composizione del collegio giudicante (nella specie, non presieduto dal componente più anziano di età), considerate la natura e la funzione amministrativa dell’attivita` svolta e del provvedimento adottato, essendo sufficiente che sia rispettato il quorum previsto per la validita` delle deliberazioni. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 398 ...
Procedimento disciplinare- annullamento decisione e rinvio - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 22516 del 7 novembre 2016
Procedimento disciplinare: annullamento della decisione di primo grado e rinvio al giudice a quo In applicazione delle disposizioni del codice di procedura penale (artt. 604 e 605 cpp), ove il CNF dichiari la nullità della decisione disciplinare impugnata, deve rimettere gli atti al Consiglio territoriale a quo per un nuovo giudizio, salvo il caso di superfluità del rinvio stesso per proscioglimento dell’incolpato ex art. 129 cpp (Nel caso di specie, nel dichiarare la nullità della decisione impugnata, la Corte ha ritenuto superfluo il rinvio, stante la prescrizione dell’azione disciplinare). Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 22516 del 7 novembre 2016 ...
Procedimento disciplinare: la mancata audizione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 186
Procedimento disciplinare: la mancata audizione dell’indagato e dell’incolpato (nel regime previgente) La mancata audizione del professionista nella fase di indagini non è motivo di nullità del procedimento disciplinare, mentre nella successiva fase dibattimentale essa rileva solo qualora l’incolpato abbia fatto espressa richiesta di avere la parola e non gli sia stata data (art. 50 del RD 37/34, ratione temporis applicabile). (Nel caso di specie, il professionista eccepiva l’asserita nullità del procedimento disciplinare a suo carico, nel quale era stato ascoltato il suo difensore costituito e non pure lui personalmente. In applicazione del principio di cui in massima, rilevato che l’incolpato non aveva richiesto di interloquire e che comunque non vi era stata violazione del suo diritto di difesa stante l’arringa dal proprio avvocato, il CNF ha rigettato l’eccezione). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 186 ...
Provvedimento disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 155
Inefficace l’acquiescenza anteriore alla notificazione del provvedimento disciplinare La deliberazione adottata dall’organo disciplinare a conclusione della discussione costituisce un primo elemento del procedimento di formazione della decisione, di per sé inidoneo ad integrarne da solo gli effetti sostanziali, di talché la decisione assume consistenza giuridica di provvedimento sanzionatorio soltanto con la sua pubblicazione mediante deposito dell’originale nella segreteria del Consiglio territoriale, così come prescritto dall’art. 51, co. 2 del R.D. n. 37/34, cui deve seguire ai fini dell’opponibilità degli effetti la sua notificazione all’incolpato. Va pertanto esclusa la configurabilità dell’acquiescenza dell’incolpato che abbia inteso conformarsi “di fatto” al dispositivo pronunciato dal Consiglio territoriale a conclusione della trattazione del procedimento disciplinare, atteso che l’acquiescenza, pur prescindendo dalla necessaria ricorrenza dei connotati della chiarezza e...

References: Art.59

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 art. 47
 art. 48
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In dubio
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 art. 295
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 art. 499
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 art. 415
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 art. 129
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