Source: http://www.agriatlante.it/index.php/piano-casa-2-civita-quadrana-e-le-conquiste-del-68/
Timestamp: 2020-05-29 19:42:33+00:00

Document:
Piano casa 2: Civita, Quadrana e le conquiste del ’68 |
Il centro sinistra che approva questo Piano casa Ã¨ come “il mondo alla rovescia”
Piano Casa Polverini-Zingaretti: gli emendamenti dellâ€™assessore Civita (e del consigliere Quadrana)
AbbiamoÂ ricostruito il testo della PL 75 Â evidenziando in colori diversi le modifiche apportate allâ€™originale Ciocchetti/Polverini dalla â€œcopia quasi conformeâ€ Civita/Zingaretti, provando a inserirvi gli ulteriori emendamenti proposti dallo stesso Assessore, in certi casi ancora piÃ¹ allarmanti. E allarmanti sono sicuramente gli emendamenti del Consigliere Quadrana (Lista Civica Zingaretti) che vorrebbe derogare addirittura allâ€™art.7 del DM 1444/68, una legge che fu introdotta per garantire gli standard urbanistici minimi[i]
[Mettiamo ancora una volta in calce la sintesi delle nostre obiezioni alla proroga e alle pseudo modifiche apportate al testo Polverini]
Purtroppo i cittadini, vista la totale latitanza dei principali organi di informazione, se ne accorgeranno solo quando le ricadute cementizie sui territori saranno ineluttabili. Ma sarÃ comunque nella responsabilitÃ di tuttiÂ Â quegli amministratori che oggi preferiscono non approfondire le conseguenze di persona [ii], accontentandosi delle spiegazioni dellâ€™ Assessore Civita che continua a sostenere di voler â€œâ€cancellare oÂ modificare le norme che possono stravolgereÂ la pianificazione urbanisticaâ€[iii]. E ripetiamo che ciÃ² NON CORRISPONDE A VERITAâ€™ e che proprio a partire da questo punto fondamentale lâ€™attuale versione Ã¨ praticamente identica a quella vigente: basti dire che per 6 volte, negli stessi capoversi degli articoli aggiunti dal Piano Polverini â€“ tutti rimasti â€“ si legge Â lâ€™espressione â€œin deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici edilizi comunali vigenti o adottatiâ€. E ribadiamo che lâ€™allarme Ã¨ stato lanciato in piÃ¹ occasioni dallo stesso Assessore Caudo, che ha segnalato Â i rischi del Piano casa al dibattito alla Casa dellâ€™Archietttura nel gennaio scroso[iv] (in seguito Ã¨ cambiato poco o niente) , e ancora Â nel corso delle commissioni congiunte sullo Stadio di Tor di Valle il 2 ottobre. Queste le sue testuali parole: â€œLa â€œcementificazione di Romaâ€ a seguito dello stadio Ã¨ lo 0,9% delle previsioni del Piano regolatore Generale ed esattamente la metÃ di tutte le previsioni di cambio di destinazione dâ€™uso del â€œPiano casaâ€ di cui non si occupa nessuno, non câ€™Ã¨ un articolo, non câ€™Ã¨ nessuno che si agitaâ€¦â€Â E se a qualcuno venisse il dubbio che lâ€™assessore si riferisse al Piano Casa Polverini, deve sapere che rispondendo allâ€™obiezione di un consigliere â€œagitati te...”, ha dichiarato: â€œâ€¦ Ã¨ esattamente quello che stiamo facendo dallâ€™inizio dellâ€™anno scorso sul Piano casa e le modifiche che avevamo in qualche modo concordato con Civita adesso con gli emendamenti si stanno annacquandoâ€¦â€
Intanto si torna a parlare del maxiemendamento che, pare, la prossima settimana dovrebbe mettere una pietra tombale su ogni voce critica. ChissÃ se nellâ€™escamotage che costringe alla votazione â€œo cosÃ¬ o pomÃ¬â€, la giunta avrÃ il coraggio di inserire anche gli emendamenti di Quadrana, che cancellano diritti affermati da una legge del â€˜68 che Ã¨ stata una conquista della sinistra, per cancellare i quartieri/ghetto e rendere le cittÃ piÃ¹ vivibili per tutti, non solo per i ricchiâ€¦
COSA NON Eâ€™ CAMBIATO DALLA LEGGE POLVERINI ALLA LEGGE ZINGARETTI[2]
1) LA POSSIBILITAâ€™ DI DEROGARE AGLI STRUMENTI URBANISTICI ED EDILIZI COMUNALI, CANCELLANDO IL POTERE DECISIONALE DELLE ISTITUZIONI – COMUNE E MUNICIPI â€“ PREPOSTE
Lâ€™Intesa Stato-Regioni lo dice molto chiaramente, sebbene con il solito â€œpreferibilmenteâ€: le leggi regionali di applicazione del â€œPiano Casaâ€ devono essere scritte â€œin coerenza con i principi della legislazione urbanistica ed edilizia e della pianificazione comunale[3]. Il Piano casa Polverini/Zingaretti invece sottrae gli interventi ai pareri e alle scelte urbanistiche dellâ€™Amministrazione, permettendo sistematicamente di derogare ai Piani Regolatori vigenti[4]. Ma la deroga non riguarda solo le norme e le pianificazioni giÃ approvate: se il Piano casa verrÃ prorogato, durante tutta la sua ulteriore durata consentirÃ di rimettere in discussione qualsiasi progetto in corso e qualunque accordo con il Comune, permettendo ai soggetti privati di chiedere ulteriori aumenti di cubature e cambi di destinazione, dato che â€“ come vedremo â€“ il Piano si applica anche agli edifici ancora da costruire.Â
Noi chiediamo che venga cancellata la frase â€œIn deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici ed edilizi comunali vigenti o adottati nonchÃ© nei comuni sprovvisti di tali strumentiâ€, soprattutto dagli articoli introdotti nel 2011 dal Piano Polverini (6) : lâ€™Art. 3 ter (cambiamento di destinazione dâ€™uso da non residenziale a residenziale) e lâ€™Art. 3 quater (riutilizzo del patrimonio edilizio dismesso e delle aree libere attraverso il cambiamento della destinazione in altro uso non residenziale).
Nota: Potremmo fermarci qui, visto che, se i cambi di destinazione e lâ€™aumento di cubatura fossero sottoposti al parere dellâ€™Amministrazione, non solo rispetto alla â€œfattibilitÃ â€, ma rispetto allâ€™â€opportunitÃ â€ e al â€œpubblico interesseâ€, verrebbe ristabilito lâ€™indispensabile sistema di regole e garanzie assicurato dal governo pubblico delle trasformazioni[5].
2) IL LAZIO Eâ€™ Lâ€™UNICA REGIONE Dâ€™ITALIA IN CUI IL PIANO CASA SI APPLICA A CASE CHE NON ESISTONO
La citata Intesa Stato-Regioni prevedeva esclusivamente interventi di ampliamento di edifici di volumetrie limitate e anche interventi â€“ denominati â€œstraordinariâ€ – di demolizione e ricostruzione, tutti a destinazione residenziale[6]. Il Piano casa Polverini (e ora quello Zingaretti) â€œforzaâ€ lâ€™Intesa inserendovi anche gli interventi di nuova costruzione, cioÃ¨ non solo gli edifici ultimati e magari dismessi, ma anche quelli â€œche abbiano ottenuto il titolo abitativo edilizioâ€[i], cioÃ¨ edifici ancora â€œsulla cartaâ€. E carta straccia diventano cosÃ¬ i progetti approvati dallâ€™amministrazione, che possono essere rimodulati nella direzione del maggiore profitto del privato anzichÃ© della pianificazione pubblica. E fanno parte del â€œpacchettoâ€ anche gli â€œaccordi di programmaâ€, uno strumento urbanistico utilizzato per fissare delle regole a quegli interventi privati che devono â€œprodurreâ€ un interesse pubblico, e che grazie al Piano Casa possono/potranno cancellare i patti giÃ sottoscritti. CioÃ¨ cambiare le regole del gioco durante la partita.
Chiediamo che siano esclusi dai benefici dalla Legge 11 Agosto 2009, n. 21 gli interventi di â€œnuova costruzioneâ€, o che siano quantomeno sottoposti al parere vincolante delle amministrazioni competenti, e che siano comunque esclusi gli interventi giÃ oggetto di accordi di programma, se venisse annullata la â€œcontropartita pubblicaâ€ giÃ negoziata .
3) IL PIANO CASA PUOâ€™ DIVENTARE â€œPIANO CENTRO COMMERCIALEâ€
Il Piano casa Civita Zingaretti conserva un altro articolo introdotto dalle modifiche Polverini/Ciocchetti del 6 agosto 2012, lâ€™Art. 3 quater (Interventi finalizzati al riutilizzo del patrimonio edilizio dismesso e delle aree libere attraverso il cambiamento della destinazione in altro uso non residenziale) che permette addirittura i cambi di destinazione di edifici dismessi, da “uso non residenziale” (ad esempio uffici) a â€œaltro uso non residenzialeâ€ (ad esempio centri commerciali) . Con la nuova aggiunta, a â€œriutilizzo del patrimonio edilizio dismessoâ€ anche delleâ€aree libereâ€. E naturalmente sempre â€œin deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici ed edilizi comunali vigenti o adottatiâ€. Sono esclusi, bontÃ loro, â€œteatri e cinemaâ€, ma questo Ã¨ in realtÃ un â€œmeritoâ€ della Polverini, che lâ€™aveva giÃ intordotto, cosÃ¬ come il limite â€œmassimo di 2.500 metri quadrati di superficie utile lordaâ€ e lâ€™esclusione â€œdelle zone omogenee Eâ€â€¦
Chiediamo di abolire la possibilitÃ di autorizzazione â€œin automaticoâ€ di queste trasformazioni, restituendo al Comune e ai Municipi la titolaritÃ delle decisioni, e prevedendo anche forme di consultazione dei cittadini.
[i] DM 1444/68 Art. 7. (Limiti di densitÃ edilizia).
I limiti inderogabili di densitÃ edilizia per le diverse zone territoriali omogenee sono stabiliti come segue:
1) Zone A)
-per le operazioni di risanamento conservativo ed altre trasformazioni conservative, le densitÃ edilizie di zona e fondiarie non debbono superare quelle preesistenti, computate senza tener conto delle soprastrutture di epoca recente prive di valore storico- artistico;
-per le eventuali nuove costruzioni ammesse, la densitÃ fondiaria non deve superare il 50% della densitÃ fondiaria media della zona e, in nessun caso, 5 mc/mq;
2) Zone B): le densitÃ territoriali e fondiarie sono stabilite in sede di formazione degli strumenti urbanistici tenendo conto delle esigenze igieniche, di decongestionamento urbano e delle quantitÃ minime di spazi previste dagli articoli 3, 4 e 5. Qualora le previsioni di piano consentano trasformazioni per singoli edifici mediante demolizione e ricostruzione, non sono ammesse densitÃ fondiarie superiori ai seguenti limiti:
-7 mc/mq per comuni superiori ai 200mila abitanti;
-6 mc/mq per comuni tra 200mila e 50mila abitanti;
-5 mc/mq per comuni al di sotto dei 50mila abitanti.
Gli abitanti sono riferiti alla situazione del comune alla data di adozione del piano.Sono ammesse densitÃ superiori ai predetti limiti quando esse non eccedano il 70% delle densitÃ preesistenti.
3) Zone C): i limiti di densitÃ edilizia di zona risulteranno determinati dalla combinata applicazione delle norme di cui agli artt. 3, 4 e 5 e di quelle di cui agli articoli 8 e 9, nonchÃ© dagli indici di densitÃ fondiaria che dovranno essere stabiliti in sede di formazione degli strumenti urbanistici, e per i quali non sono posti specifici limiti.
4) Zone E): Ã¨ prescritta per le abitazioni la massima densitÃ fondiaria di mc 0,03 per mq
[ii] Apprezziamo invece la serietÃ di quei consiglieri di alcuni Municipi che si sono pronunciati per la modifica dellâ€™attuale testo in discussione, compresi coloro che pur appartenendo a schieramenti diversi hano approvato la mozione di SEL
[iii] Dal discorso in Consiglio regionale dellâ€™11 ottobre > scarica il testo ricavato dal resoconto stenografico sul sito del Consiglio Piano casa intervento Civita 11 settembre 2014
[iv] leggi il testo trascritto dellâ€™intervento: https://carteinregola.wordpress.com/piano-casa-2/convegno-piano-casa/intervento-delassessore-caudo-al-seminario-piano-casa/
[2] Le obiezioni che solleviamo si riferiscono a modifiche introdotte dalla Giunta Polverini che permangono nella versione attuale
[3] Dallâ€™ Intesa 31 marzo 2009: Le Regioni si impegnano ad approvare entro e non oltre 90 giorni proprie leggi ispirate preferibilmente ai seguenti obiettivi: (â€¦) c) introdurre forme semplificate e celeri per l’attuazione degli interventi edilizi di cui alla lettera a) e b) in coerenza con i principi della legislazione urbanistica ed edilizia e della pianificazione comunale.
[4] â€œIn deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici ed edilizi comunali vigenti o adottatiâ€- appare nel testo 6 volte, corrispondenti ad altrettanti commi, Art.3 comma 1, Art.3 Comma 2, Art. 3 ter comma 1, Art. 3 quater comma 1, Art. 4 comma 1, Art.5 comma 1
[5] Si tratta del punto fondamentale, da cui discendono tutti gli altri, in cui molti ravvisano anche il rischio incostituzionalitÃ (> leggi lâ€™articolo su democrazia e Diritto 1/2009Il secondo â€œpiano casaâ€: una (incostituzionale) de-pianificazione del territori di Cerulli Irelli, Vicenzo; De Lucia, Luca) . Nella Proposta 75 rimangono le norme che costituiscono una sorta di â€œprevaricazioneâ€ rispetto alÂ potere decisionale del Comune, e soprattutto un sovvertimento del principio di pianificazione, unicoÂ baluardo per lâ€™armonica crescita dellaÂ cittÃ , fondata sullaÂ tutela del patrimonio storico e culturale e sul rispetto dei dirittiÂ dei cittadini, rispetto Â allâ€™anarchia di un sistema in cui sono solo le leggi del mercato e del profitto a guidare lo sviluppo urbanistico. Recita la circolare esplicativa del gennaio 2012: â€œâ€¦Ã¨ fuor di dubbio che la legge regionale Ã¨ fonte prevalente sulle difformi disposizioni della normativa pianificatoria comunale, soprattutto considerando che, nel caso di specieâ€¦ reca norme speciali e di carattere eccezionaleâ€. In pratica lâ€™eccezione e la Â deroga prevalgono sulla pianificazione e la regola
[6]Sempre utilizzando perÃ² una formula sibillina che lascia aperte altre possibilitÃ a discrezione delle Regioni che devono emanare le leggi: Da Intesa Stato regioni: (â€¦)
a) regolamentare interventi â€” che possono realizzarsi attraverso piani/programmi definiti tra Regioni e Comuni â€” al fine di migliorare anche la qualitÃ architettonica e/o energetica degli edifici entro il limite del 20% della volumetria esistente di edifici residenziali uni-bi familiari o comunque di volumetria non superiore ai 1000 metri cubi, per un incremento complessivo massimo di 200 metri cubi, fatte salve diverse determinazioni regionali che possono promuovere ulteriori forme di incentivazione volumetrica;
b) disciplinare interventi straordinari di demolizione e ricostruzione con ampliamento per edifici a destinazione residenziale entro il limite del 35% della volumetria esistente, con finalitÃ di miglioramento della qualitÃ architettonica, dell’efficienza energetica ed utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e secondo criteri di sostenibilitÃ ambientale, ferma restando l’autonomia legislativa regionale in riferimento ad altre tipologie di intervento;

References: Art. 7
 Art.3
 Art.3
 Art. 3
 Art. 3
 Art. 4
 Art.5