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Timestamp: 2020-05-28 08:58:17+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25426 del 12/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25426 del 12/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 12/12/2016, (ud. 19/10/2016, dep.12/12/2016), n. 25426
sul ricorso 15346/2015 proposto da:
elettivamente domiciliato in ROMA, V.LE DI VILLA MASSIMO 33, presso
lo studio dell’avvocato GIORGIO SICARI, che lo rappresenta e difende
unitamente all’avvocato MAURIZIO BENINCASA giusta procura in calce
avverso la sentenza n. 1380/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di MILANO del 9/03/2015, depositata il 09/04/2015;
1. In fattispecie relativa ad impugnazione di cartella di pagamento per Iva 2008, e con riguardo alla “questione controversa concerne la possibilità – per il contribuente che abbia regolarmente tenuto la contabilità dalla quale risulti un credito IVA, ma non abbia presentato poi la dichiarazione annuale – di computare l’imposta detraibile nella dichiarazione dell’anno successivo”, l’Agenzia delle Entrate con unico motivo di ricorso lamenta la “violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 633 del 1972, artt. 19, 27, 28, 30 e 33, nonchè del D.Lgs. n. 471 del 1992, art. 13, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3)”, da parte della C.T.R., che detta possibilità ha invece riconosciuto.
2. Il ricorso è manifestamente infondato, alla luce della recente pronunzia delle Sezioni Unite di questa Corte n. 17757 dell’8/9/2016, la quale in fattispecie analoga ha formulato il seguente principio di diritto: “La neutralità dell’imposizione armonizzata sul valore aggiunto comporta che, pur in mancanza di dichiarazione annuale, l’eccedenza d’imposta – risultante da dichiarazioni periodiche e regolari versamenti per un anno e dedotta entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto è sorto – sia riconosciuta dal giudice tributario se siano stati rispettati dal contribuente tutti i requisiti sostanziali per la detrazione; pertanto, in tal caso, il diritto di detrazione non può essere negato nel giudizio d’impugnazione della cartella emessa dal fisco a seguito di controllo formale automatizzato, laddove, pur non avendo il contribuente presentato la dichiarazione annuale per il periodo di maturazione, sia dimostrato in concreto – ovvero non controverso – che si tratti di acquisti fatti da un soggetto passivo d’imposta, assoggettati a IVA e finalizzati a operazioni imponibili”.
3. La sentenza impugnata risulta conforme al suddetto principio, avendo il giudice d’appello precisato che “nel caso in esame il credito IVA risulta dalle liquidazioni IVA relative all’anno 2007 (per il quale l’anno successivo è stata omessa la presentazione della dichiarazione) e dalle dichiara ioni precedenti e non è contestato che detto credito non sia mai stato utilizzato, ma solo chiesto a rimborso”.
4. Nonostante il rigetto del ricorso, sussistono le condizioni per la compensazione delle spese tra le parti, poichè il menzionato arresto nomofilattici è sopravvenuto nel corso del giudizio di legittimità.
6. Non ricorrono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato, in quanto per la ricorrente amministrazione pubblica opera il meccanismo della prenotazione a debito delle spese (cfr. Cass. S.U. n. 9338/14; conf. Cass. sez. 4-L, n. 1778/16 e 6-T n. 18893/16).

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 13
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. sez.