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Timestamp: 2019-05-19 21:20:29+00:00

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Imposta di bollo su Fattura Elettronica - Fiscomania
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Modalità di applicazione dell’imposta di bollo sulle Fatture Elettroniche. Modalità di pagamento dell’imposta di bollo e casistiche particolari di applicazione. Cosa succede se il medico non appone la marca da bollo sulla propria fattura? Lo scoprirai in questo articolo.
L’Imposta di Bollo è un tributo alternativo all’Imposta sul Valore Aggiunto.
In questo contributo voglio analizzare le modalità telematiche di assolvimento dell’Imposta di Bollo, da utilizzare sulla Fattura Elettronica ma anche su ricevute ed altri documenti.
Vediamo, quindi, come applicare correttamente l’Imposta di Bollo.
Imposta di Bollo su Fatture e Ricevute e documenti
Alternatività IVA ed Imposta di Bollo
Imposta di bollo sulle prestazioni sanitarie
Cosa fare se il medico non mette il bollo in fattura o ricevuta?
Prestazioni sanitarie escluse da Fattura Elettronica
Soggetti tenuti al pagamento dell’imposta di bollo
Invio fattura tramite e-mail
Pagamento virtuale
Imposta di Bollo su Fattura Elettronica dal 2019 DAL 2019
Indicazione del bollo in Fattura Elettronica
Pagamento del bollo su Fattura Elettronica
Profili sanzionatori legati all’imposta di Bollo
Casi di applicazione dell’imposta di bollo
Imposta di Bollo su Fatture e Ricevute: consulenza
L’Imposta di Bollo deve essere applicata (nella misura di € 2,00) esclusivamente alle fatture, sia cartacee che elettroniche, emesse senza addebito di IVA.
Il bollo si applica quando la fattura supera per un importo superiore a €. 77,47. Per le fatture di importo inferiore la marca da bollo non deve essere invece applicata. Questo in linea generale.
Tuttavia, alcune tipologie di documenti, come fatture e ricevute fiscali, in alcuni casi, possono essere soggette a tale imposta.
In termini generali, l’IVA e l’Imposta di Bollo sono tributi tra loro alternativi. In particolare, ai sensi dell’articolo 6 della tabella B allegata al DPR n. 642/1972, le fatture recanti importi soggetti ad IVA sono esenti in maniera assoluta dall’imposta di bollo.
Tuttavia, scontano l’imposta di bollo le operazioni non soggette ad Iva se l’importo complessivo è superiore ad €. 77,47.
Inoltre, sempre con riferimento alla tabella A, è possibile procedere all’emissione di fatture “miste”: parte, cioè, delle prestazioni elencate può concorrere alla base imponibile IVA, e le restanti essere soggette ad imposta di bollo, se di valore superiore ad €. 77,47.
Sono esenti dall’Imposta di Bollo le fatture e gli altri documenti riguardanti il pagamento di corrispettivi di operazioni assoggettate ad IVA.
Si fa presente che per i documenti in cui non risulta evidenziata l’IVA l’esenzione è applicabile a condizione che gli stessi contengano l’indicazione che trattasi di documenti emessi in relazione al pagamento di corrispettivi di operazioni assoggettate ad IVA.
Il principio di alternatività IVA/bollo, in concreto, comporta che siano esenti dall’Imposta di Bollo in modo assoluto:
Fatture, note, note credito e debito, conti e simili documenti che recano addebitamenti o accreditamenti riguardanti operazioni soggette ad Iva;
Fatture riguardanti operazioni non imponibili relative ad esportazioni di merci (esportazioni dirette e triangolari) ed a cessioni intracomunitarie di beni.
Invece, in linea generale, sono soggette all’imposta di bollo, (articolo 13 della Tariffa, Parte I, allegata al DPR n. 642/1972), le fatture e i documenti di importo complessivo superiore ad €. 77,47 riguardanti operazioni:
Fuori campo Iva per mancanza del presupposto soggettivo od oggettivo (artt. 2, 3, 4 e 5 del DPR n. 633/1972), territoriale (artt. da 7 a 7-septies del DPR n. 633/1972);
Escluse da Iva (per meglio dire i riaddebiti in nome e per conto della controparte, interessi di mora; penalità per inadempimenti, ecc. di cui all’articolo 15 del DPR n. 633/1972);
Esenti da Iva (articolo 10 del DPR n. 633/1972);
Non imponibili perché effettuate in relazione ad operazioni assimilate alle esportazioni, servizi internazionali e connessi agli scambi internazionali, cessioni ad esportatori abituali (esportazioni indirette, articolo 8, lettera c), del DPR n. 633/1972).
In merito alle fatture relative alle prestazioni sanitarie è stato chiarito che (Risoluzione n. 444/E/2008):
L’imposta di bollo, pari ad euro 2, va assolta su ogni fattura medica (ovviamente nel caso in cui la stessa sia esente da Iva ai sensi dell’articolo 10, comma 1, n. 18 del DPR n. 633/1972) di importo superiore ad €. 77,47;
Soggetto tenuto all’applicazione del contrassegno è colui che emette il documento fiscale (quindi, il medico);
E’ facoltà del prestatore (medico), di addebitare l’importo dell’imposta di bollo (pari ad euro 2) al paziente;
Il paziente (cliente) così come il medico (prestatore) ai fini fiscali sono solidalmente responsabili per l’eventuale mancata applicazione dell’imposta di bollo.
Nei casi in cui il prestatore (medico) non proceda ad apporre sulla fattura il contrassegno:
Il cliente (paziente) entro 15 giorni deve presentare all’Ufficio dell’Agenzia delle entrate la fattura medesima per la regolarizzazione facendosi carico dell’imposta di bollo (senza sanzioni e senza interessi). Sarà poi, onere, dell’Ufficio a richiedere sanzioni ed interessi al prestatore (medico) inadempiente;
Se ciò non accade sia prestatore che cliente sono solidalmente responsabili per l’imposta di bollo, sanzioni e interessi.
In tutti i casi in cui il cliente (paziente) abbia pagato l’imposta di bollo pari ad euro 2 (quindi, nei casi in cui l’importo gli sia stato addebitato in fattura ovvero abbia provveduto a regolarizzare la fattura medesima presso l’Ufficio dell’Agenzia delle entrate) potrà detrarre tale importo dalla propria dichiarazione dei redditi, in considerazione del fatto che trattasi di onere accessorio alla prestazione principale riportata in fattura.
Nel gergo comune le fatture per prestazioni sanitarie vengono denominate, impropriamente, “ricevute sanitarie”. Infatti, per le prestazioni mediche di cui all’articolo 10, comma 1, n. 18 del DPR n. 633/1972 non è possibile emettere ricevute fiscali ma necessariamente si deve emettere regolare fattura, ancorché esente Iva, secondo le disposizioni di cui all’articolo 21 del DPR n. 633/1972.
L’esonero dall’obbligo di fatturazione elettronica vige per il 2019 per i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria.
Ricordo che l’esonero è stato poi esteso dal Garante Privacy a tutti gli operatori sanitari
L’importo dell’imposta di bollo sui documenti contabili compete, di norma, al debitore, come stabilito incidentalmente dall’art. 1199 c.c., anche se per il pagamento della stessa sono responsabili solidalmente entrambe le parti.
Se il costo dell’imposta di bollo è posto a carico del cliente, l’importo (2 euro) deve essere indicato in fattura tra le operazioni escluse dall’ambito Iva, ex art. 15 del DPR n. 633/1972; se, invece, il costo grava sul fornitore, l’importo della marca da bollo non deve essere specificato in fattura.
Nel caso di invio della fattura per e-mail (o altro mezzo elettronico) si dovrà procedere nel modo seguente:
La marca da bollo pari ad euro 2 deve essere materialmente applicata sulla fattura in possesso dell’emittente;
Sulla copia inviata al cliente via mail (o altro mezzo elettronico) dovrà essere indicata la dicitura: “Imposta di bollo assolta sull’originale”, riportando anche il numero identificativo della marca da bollo apposta sulla fattura originale.
In alternativa è possibile scansionare ed inviare al cliente la fattura con sopra la marca da bollo che rimarrà materialmente all’emittente.
Il pagamento dell’imposta di bollo può avvenire mediante una delle seguenti modalità:
Mediante pagamento dell’imposta ad un intermediario convenzionato con l’Agenzia delle Entrate, il quale rilascia, mediante apposite emettitrici, un contrassegno che sostituisce a tutti gli effetti la marca da bollo.
Il pagamento dell’imposta di bollo può avvenire:
Con pagamento all’Ufficio dell’Agenzia delle entrate;
Presso altri Uffici autorizzati;
con versamento su cc/postale.
Le caratteristiche tecniche e le modalità d’uso del contrassegno nonché le caratteristiche tecniche del sistema informatico idonee a garantire il collegamento telematico con la stessa Agenzia sono state emanate con Provvedimento dell’Agenzia delle entrate 5 maggio 2005.
Successivamente ad apposita autorizzazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, è possibile assolvere l’imposta di bollo in maniera virtuale.
In questo modo sui documenti soggetti ad imposta non sarà più apposta la marca da bollo, ma la dicitura “assolvimento virtuale dell’imposta di bollo“, con annotato lo specifico numero di autorizzazione rilasciato dalle Entrate.
L’imposta di bollo dovuta sarà poi versata bimestralmente, a seguito di un piano di liquidazione calcolato dall’Agenzia delle Entrate, sulla base dei dati comunicati al momento della richiesta di autorizzazione.
La determinazione del saldo dovuto per il singolo anno solare viene effettuato tramite la presentazione, nel mese di gennaio dell’anno successivo, di una apposita dichiarazione annuale.
Il pagamento in modo virtuale dell’imposta di bollo:
E’ limitato a determinate categorie di atti e documenti stabilite con Decreto (DD.MM. 7 giugno 1973; 25 luglio 1975; 31 ottobre 1981);
Deve essere autorizzato dalle Direzioni regionali delle entrate, su richiesta degli interessati (art. 15 del DPR n. 642/1972).
Autorizzazione DRE
L’autorizzazione della Direzione Regionale delle Entrate:
E’ rilasciata a tempo indeterminato, salvo revoca o rinuncia;
E’ concessa entro gg. 30 dalla richiesta, viene notificata alla parte;
Per motivi di “economicità” l’autorizzazione è concessa per importi superiori a €. 2.582,28 di imposta rapportata ad anno solare;
E’ concessa entro 30 giorni dalla richiesta, viene notificata alla parte previa consegna all’Ufficio di un originale (Modello F23) del versamento, richiesto in via cautelativa, dell’intero ammontare dichiarato, rapportato ad anno solare, ai sensi del comma 3 dell’articolo 15 del DPR n. 642/1972.
Entro il mese di gennaio dell’anno successivo, il contribuente deve presentare una dichiarazione (definitiva) con l’esatto numero degli atti e documenti emessi nell’anno precedente. L’Ufficio procede alla liquidazione definitiva dell’imposta. L’eventuale differenza positiva o negativa viene sommata o detratta dalla rata di febbraio o dalla successiva.
Il D.M. 17 giugno 2014 (in G.U. n. 146 del 26 giugno 2014), entrato in vigore il 27 giugno 2014, ha sostituito il D.M. 23 gennaio 2004, che resta applicabile in relazione ai documenti già conservati alla data del 27 giugno 2014.
Con il citato Decreto è stato stabilito, diversamente da quanto accadeva fino al 26 giugno 2014, che l’imposta di bollo sui documenti informatici fiscalmente rilevanti (in relazione alle fatture, ai registri e agli altri atti emessi o utilizzati nell’anno) dovrà essere corrisposta con il Mod. F24 (quindi, non più mediante Mod. F23), esclusivamente con modalità telematica.
Inoltre, per le fatture, gli atti e i documenti e registri emessi o utilizzati durante l’anno, il pagamento dovrà effettuarsi in unica soluzione entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio.
Dal 1° gennaio 2019 è esteso l’obbligo di fatturazione elettronica a una vasta platea di soggetti.
Una delle domande che sono state posto all’Agenzia delle Entrate nel corso di vari convegni riguarda la marca da bollo.
Infatti, in considerazione del fatto che sulle fatture elettroniche non è possibile apporre fisicamente la marca da bollo, per assolvere l’adempimento è necessario effettuare il versamento telematicamente.
Pertanto il cedente/prestatore dovrà valorizzare nel tracciato XML della fattura elettronica l’apposito campo e pagare l’imposta in modalità telematica.
Con il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 28 dicembre 2018 è stato modificato l’articolo 6 del D.M. 17 giugno 2014. Dal 1° gennaio 2019 è in vigore, quindi, una nuova modalità di assolvimento del bollo sulla Fattura Elettronica.
L’attuale articolo 6 del D.M. 17 giugno 2017 prevede che:
“il pagamento dell’imposta relativa alle Fatture Elettroniche
emesse in ciascun trimestre solare” deve essere effettuato entro il giorno 20 del primo mese successivo a detto trimestre.
Articolo 6 DM 17 giugno 2017
Volendo esemplificare, l’intera imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche emesse nel 2019 deve essere corrisposto entro il 20 aprile 2019. Ovvero, entro il primo giorno feriale successivo, essendo il 20 festivo.
L’ammontare del tributo è comunicato dall’Agenzia delle Entrate ed è determinato sulla base dei dati contenuti nelle fatture elettroniche inviate attraverso il Sistema di Interscambio.
Nel corpo del file della fattura elettronica è infatti presente un’apposita sezione nella quale sono contenuti i campi utili all’applicazione dell’imposta.
Chi utilizza, ad esempio, il software gratuito messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, dopo avere apposto il “flag” nella casella “Dati Bollo”, all’interno della sezione “Dati generali”, e inserito l’indicazione “Si” all’interno del campo “Bollo Virtuale”, potrà riportare il valore di 2 euro nel campo “Importo Bollo”.
L’Amministrazione finanziaria sarà quindi in grado di computare l’ammontare dell’imposta di bollo dovuta dai soggetti passivi, sommando i valori indicati nelle singole fatture emesse. L’importo dovuto verrà comunicato nell’area riservata presente all’interno del portale “Fatture e Corrispettivi”.
Il pagamento potrà essere effettuato mediante un apposito servizio, presente sul medesimo portale, con addebito su conto corrente bancario o postale, o utilizzando il modello F24 predisposto dall’Agenzia delle Entrate. Il codice tributo è 2501.
In generale, con la circolare 16 E del 14/04/2015, l’Agenzia delle Entrate aveva già chiarito che la disciplina inerente l’assolvimento dell’imposta di bollo in modo virtuale, il DPR n 642 del 26 ottobre 1972, non trova applicazione in merito ai documenti informatici.
L’omissione dell’imposta di bollo o l’applicazione di una marca con data posteriore a quella di emissione della fattura prevede una sanzione amministrativa, per ogni singola fattura/ricevuta irregolare.
La sanzione è di un importo pari al doppio o al quintuplo dell’imposta di bollo dovuta.
Operazione soggetta o esente da bollo
Operazioni effettuate, escluse da IVA per mancanza del presupposto soggettivo ed oggettivo Artt. 2, 3, 4 e 5 del D.P.R. n. 633/1972 Soggette ad imposta di bollo
Operazioni effettuate, escluse da IVA per mancanza del presupposto territoriale Artt. da 7 a 7-septies del D.P.R. n. 633/1972 Soggette ad imposta di bollo.
A decorrere dal 1° gennaio 2010, le prestazioni di cui agli artt. da 7-ter a 7-septies del D.P.R. n. 633/1972 (prestazioni di servizi a committenti soggetti passivi non residenti; servizi relativi a immobili ubicati all’estero, ecc.) sono soggette ad imposta di bollo
Escluse da IVA (riaddebiti in nome e per conto della controparte, interessi di mora; penalità per inadempimenti, ecc.) Art. 15 del D.P.R. n. 633/1972 Soggette ad imposta di bollo
Note di rimborso spese di trasferta, rappresentanza, ecc Nota Agenzia entrate 26/1/2001, n. 6/E e nota Ministero Finanze 7 dicembre 1974, n. 432130 Sono soggette ad imposta di bollo se presentate da:
– amministratori;
– prestatori attività lavorative a progetto;
– parasubordinati in genere;
– lavoratori autonomi.
Sono, invece, esenti da bollo le note di rimborso spese di trasferta, rappresentanza, ecc. presentate al datore di lavoro dai propri dipendenti
Esportazioni di beni Art. 8, lett. a) e b), del D.P.R. n. 633/1972, art. 15, comma 3, della Tariffa allegata al D.P.R. n. 642/1972, R.M. 6 giugno 1978, n. 290586 Sono esenti dall’imposta di bollo:
– le esportazioni dirette;
– le esportazioni indirette;
– le esportazioni triangolari
Cessioni ad esportatori abituali che rilasciano dichiarazione d’intento Art. 8, lett. c), del D.P.R. n. 633/1972 Sono soggette ad imposta di bollo.
Sono esenti dall’imposta di bollo le cessioni di beni (con esclusione delle prestazioni di servizio) certamente destinati a successiva esportazione a cura dell’acquirente, sempre che ne sia data indicazione all’interno della fattura (C.M. 1° agosto 1973, n. 415755)
Cessioni intracomunitarie di beni Artt. 41, 42 e 58 del D.L. n. 331/1993 Sono esenti dall’imposta di bollo:
– le cessioni intracomunitarie di cui all’art. 41 del D.L. n. 331/1993;
– le triangolazioni comunitarie di cui all’art. 58 del D.L. n. 331/1993
Operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione art. 8-bis del D.P.R. n. 633/1972, Nota Ministero Finanze 1° agosto 1973, n. 415755, Nota Ministero Finanze 4 ottobre 1984, n. 311654, C.M. Direzione dogane 11/4/1973, n. 233-316/30819/8 Sono esenti dall’imposta di bollo le fatture non imponibili di cui all’art. 8-bis unicamente se emesse nei confronti degli armatori per l’imbarco sulle loro navi di provviste e dotazioni di bordo, in quanto atti inerenti ad operazioni tendenti alla realizzazione dell’esportazione di merci (Nota Ministero Finanze 1° agosto 1973, n. 415755, Nota Ministero Finanze 4 ottobre 1984, n. 311654, circolare Direzione Dogane 11/4/1973, n. 233-316/30819/8).
Le altre operazioni indicate nell’art. 8-bis del D.P.R. n. 633/1972 che non rientrano nella fattispecie sopra evidenziata sono, invece, soggette a bollo nella misura di 2 euro se di importo superiore ad €. 77,47
Servizi internazionali Art. 9 del D.P.R. n. 633/1972, Nota Ministero Finanze 6/6/1978, n. 290586 In linea generale sono soggetti ad imposta di bollo.
Sono esenti dall’imposta di bollo i servizi internazionali diretti a realizzare esclusivamente l’esportazione di merci
Copie conformi di fatture C.M. 1° agosto 1973, n. 415755 Medesimo trattamento riservato alla fattura originale; ne consegue che:
– se esente da imposta di bollo (in quanto ad esempio è soggetta ad IVA) sarà esente anche la copia conforme;
– se soggetta ad imposta di bollo (in quanto la fattura originale è esclusa da IVA) sarà soggetta anche la copia.
Nel caso di copia fattura per utilizzo esclusivo ai fini contabili ed amministrativi interni dalle imprese emittenti, affinché non torni applicabile l’imposta di bollo si dovrà riportare sulla copia/duplicato che “trattasi di copia per uso interno amministrativo o contabile, il bollo è stato applicato sull’originale” (Note Ministero Finanze: 1° febbraio 1973, n. 415051 e 24 aprile 1973, n. 415195)
Cessioni ad esportatori abituali Art. 8, lett. c), del D.P.R. n. 633/1972 Sono soggette ad imposta di bollo.
Sono esenti le fatture per cessioni di beni (mai le prestazioni di servizio): nel caso in cui i beni siano destinati a successiva esportazione a cura dell’acquirente, previa espressa menzione in fattura (C.M. 1° agosto 1973, n. 415755). In assenza di certezza di tale condizione si applica il bollo (R.M. 10 agosto 1978, n. 411861)
Note credito (variazioni in diminuzione) Art. 26 del D.P.R. n. 633/1972 Sono soggette ad imposta di bollo le note di credito:
– senza indicazione dell’IVA;
– riferite ad operazioni originariamente non assoggettate ad IVA
Note debito (variazioni in aumento) Art. 26 del D.P.R. n. 633/1972 Costituiscono delle fatture integrative; conseguentemente seguiranno le regole generali per l’applicazione o meno dell’imposta di bollo
Fatture miste Risoluzione 3 luglio 2001, n. 98/E Le fatture emesse a fronte di più operazioni, i cui corrispettivi in parte non sono assoggettati ad IVA, sono soggette ad imposta di bollo se la somma di uno o più componenti dell’intero corrispettivo fatturato non assoggettato ad IVA supera €. 77,47
Reverse charge Circolare 29 dicembre 2006, n. 37/E, art. 17 del D.P.R. n. 633/1972 e art. 46 del D.L. n. 331/1993 Gli acquisti (di beni o servizi) soggetti a reverse charge sono esenti dall’imposta di bollo in considerazione del fatto che risultano comunque “assoggettati” ad IVA (ancorché debitore dell’imposta sia il cessionario/committente).
Rientrano in tale fattispecie anche i casi di reverse charge c.d. interno previsti dall’art. 17, comma 6, del D.P.R. n. 633/1972 (ad es. subappalto in edilizia, cessioni di fabbricati con opzione per l’assoggettamento ad IVA effettuate nei confronti di soggetti passivi IVA, ecc.; nonché le cessioni di rottami di cui all’art. 74, commi 7 e 8, del D.P.R. n. 633/1972)
Autofattura Art. 17, comma 2, del D.P.R. n. 633/1972 Le autofatture emesse ai fini della regolarizzazione di operazioni soggette ad IVA sono esenti dall’imposta di bollo.
Le autofatture emesse senza addebito di IVA (ad esempio non imponibili, esenti, escluse o fuori campo, ecc.), che non sono state emesse in relazione ad esportazioni di merci, sono soggette ad imposta di bollo
Cessioni a Repubblica di San Marino, Città del Vaticano od organismi aventi trattati ed accordi internazionali Artt. 71 e 72 del D.P.R. n. 633/1972 Esenti dall’imposta di bollo
Fatture emesse dagli agenti di assicurazione per le provvigioni spettanti Legge 29 ottobre 1961, n. 1216 Ancorché le stesse siano emesse in esenzione di IVA, ai sensi dell’art. 10 del D.P.R. n. 633/1972, sono esenti da imposta di bollo in considerazione del fatto che vi è l’alternatività con le imposte sulle assicurazioni
Regimi speciali c.d. base da base Art. 74-ter del D.P.R. n. 633/1972 e D.L. 23 febbraio 1995, n. 41 Non sono soggetti ad imposta di bollo (in considerazione del fatto che il “margine” è soggetto ad IVA - a nulla rilevando l’eventuale margine negativo):
– il regime dei beni usati;
– il regime delle agenzie di viaggio (sono però soggetti ad imposta di bollo i pacchetti turistici con destinazione extra-UE)
Regimi monofasici Artt. 2 e 74 del D.P.R. n. 633/1972 Sono esenti dall’imposta di bollo (in considerazione del fatto che l’IVA si considera “assolta all’origine”):
– la vendita di tabacchi, sali e fiammiferi;
– le cessioni di prodotti editoriali (a condizione che sul documento sia indicata la menzione che l’IVA viene assolta in base alla normativa contenuta nell’art. 74 del D.P.R. n. 633/1972, Note Ministero Finanze 11 aprile 1990, n. 390206 e 28 dicembre 1994, n. 64/E);
– la cessione o ricariche di schede telefoniche;
– la rivendita di documenti di trasporto pubblico e di sosta;
– la cessione di valori bollati;
– la cessione di biglietti dei concorsi a premio nazionali
Se hai un dubbio riguardante la corretta applicazione dell’imposta di bollo su una fattura o una ricevuta fiscale, contattaci attraverso il servizio di consulenza online.
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Gabriele Aprile 23, 2018 at 23:57
Se in una fattura elettronica addebito al cliente i 2 euro per l’imposta di bollo (indicando “escluso art.15”), questi sono da considerare reddito per il calcolo di tasse e contributi? Grazie.
Fiscomania Aprile 24, 2018 at 8:26
Il rimborso della marca deve essere considerato reddito che si andrà a compensare con il costo delle marche che potrà dedursi.
Gabriele Aprile 24, 2018 at 10:44
Grazie. Essendo io in regime forfettario e non potendo dedurre alcun costo, se ho capito bene, non lo devo considerare reddito. Me lo conferma?
Fiscomania Aprile 24, 2018 at 11:45
Per lei è un reddito, che dovrebbe ritrovare anche nella CU.
Antonio Settembre 1, 2018 at 11:34
Odontoiatra in regime forfettario: i bolli da 2 euro vanno considerati ricavi di vendita e concorrono al reddito. Giusto?
Fiscomania Settembre 1, 2018 at 11:42
Il bollo deve far parte della fattura e considerato come ricavo, allo stesso modo la ricevuta di acquisto del bollo è un costo dell’attività.
Gianluigi Febbraio 11, 2019 at 22:27
Salve, se su una fattura il medico ha dimenticato di applicare il bollo (fattura di 150€), c’è modo per far correggere la fattura direttamente dal medico? in caso contrario come posso fare per regolarizzarla con un bollo valido ora che la fattura è stata già emessa?
Federico Migliorini Febbraio 11, 2019 at 22:39
Salve Gianluigi, il medico una volta emessa la fattura non la modifica, per regolarizzare dovrà apporre lei la marca da bollo da 2 euro.

References: articolo 8
 art. 15
 articolo 6

Articolo 6
 Art. 15
 Art. 8
 art. 15
 Art. 8
 art. 8
 Art. 9
 Art. 8
 Art. 26
 Art. 26
 art. 17
 art. 46
 Art. 17
 Art. 74
 art.15