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Timestamp: 2020-05-28 08:39:09+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25049 del 07/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25049 del 07/12/2016
Cassazione civile sez. un., 07/12/2016, (ud. 11/10/2016, dep. 07/12/2016), n.25049
sul ricorso 19057-2014 proposto da:
ASSOCIAZIONE IRRIGAZIONE EST SESIA, PROVINCIA DI PAVIA;
avverso la sentenza n. 101/2014 del TRIBUNALE SUPERIORE DELLE ACQUE
PUBBLICHE, depositata il 22/05/2014;
udito l’Avvocato Federico NOVELLI per delega dell’avvocato Fabio
L’Associazione Est Sesia, già titolare di concessione di grande derivazione d’acqua a fini idroelettrici dal (OMISSIS), si opponeva alla domanda con la quale Edison Energie Speciali aveva chiesto la concessione di piccola derivazione con utilizzazione del salto esistente sulle opere di presa del Roggione.
L’Associazione proponeva a sua volta domanda di concessione per la derivazione in questione.
Rigettata l’opposizione,la concessione di piccola derivazione veniva rilasciata alla Edison Energie Speciali.
Avverso detto provvedimento l’Associazione adiva il TSAP che, disattese alcune eccezioni preliminari e rigettato il ricorso incidentale di Edison volto ad affermare la tardività della domanda dell’Associazione, accoglieva il ricorso, annullando la concessione assentita a Edison E.S..
Il TSAP riteneva sussistenti: il denunciato sviamento di potere, ravvisabile nella conduzione riservata e separata delle diverse procedure istruttorie, senza fasi contraddittorie nè conferenze di servizi; il mancato preavviso di rigetto; il denunciato vizio di motivazione, disparità di trattamento e travisamento dei fatti nonchè svariate altre violazioni di legge.
Edison Energie Speciali ricorre per la cassazione della sentenza del TSAP sulla base di otto motivi.
1. Con il primo motivo di ricorso principale la società Edison si duole della reiezione del ricorso incidentale, riproponendo la questione della mancata dichiarazione inammissibilità da parte della Provincia di Pavia della domanda della Associazione che non avrebbe dovuto essere ammessa a partecipare al procedimento amministrativo di concessione a causa della tardività della domanda e che quindi non avrebbe avuto interesse alla proposizione del ricorso innanzi al TSAP.
Con il secondo censura la valutazione espressa in ordine alla essenzialità della conferenza di servizi, che ben poteva non essere nella specie convocata.
Con il terzo deduce l’avvenuto espletamento di idonea istruttoria, attraverso l’acquisizione del parere dell’Organo consultivo tecnico amministrativo provinciale.
Con il quarto rileva la inconferenza dell’accertata violazione della L.R. Lombardia n. 1 del 2012, art. 7 concernente materia del tutto in conferente.
Con il quinto sostiene la non applicabilità della L. n. 241 del 1990, art. 10 bis (preavviso di rigetto) alle procedure che si svolgono in concorrenza, come quella in esame.
Con il settimo motivo deduce che l’opposizione proposta dall’Associazione era stata formulata dalla stessa quale ente preposto alla tutela di un bene demaniale e non già come partecipante in concorrenza al rilascio della concessione di piccola derivazione.
Per quanto concerne l’omessa notifica alle autorità sovraindicate, si osserva che questa Corte ha già avuto occasione di affermare che il procedimento davanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche deve svolgersi nei confronti, sia dell’autorità che ha emanato l’atto o provvedimento impugnato, sia “delle persone alle quali esso direttamente si riferisce”, giacchè il t.u. n. 1775 del 1933, art. 192 prescrive la notificazione anche a queste ultime. E le persone così designate sono quelle che hanno un interesse concreto alla conservazione dell’atto o provvedimento impugnato e che siano identificabili in base al suo contenuto anche se in esso non siano citate nominativamente (Cass. sez. un. 10623/94).
Tale principio è del tutto conforme al costante orientamento giurisprudenziale del Consiglio di Stato secondo cui il controinteressato, cui va notificata l’impugnazione, è il soggetto, nominato nel provvedimento o facilmente identificabile dal provvedimento stesso, cui il provvedimento attribuisce una posizione giuridica favorevole che vorrebbe eliminata dall’annullamento del provvedimento medesimo; mentre non ha rilievo la figura di colui che è controinteressato “di fatto”. (Cons. Stato 2143/04).
Occorre infatti considerare che,oltre al già citato art. 192 TU acque pubbliche, risulta applicabile anche l’art. 208 medesimo testo unico che stabilisce che “per tutto ciò che non sia regolato dalle disposizioni del presente titolo si osservano le norme del Codice di procedura civile dell’ordinamento e del regolamento giudiziario approvati… e delle successive leggi modificatrici, ed integratrici, in quanto siano applicabili nonchè, per ricorsi previsti nell’art. 143, le norme del Titolo 3^, Capo 2^ del T U 26 giugno 1924, n. 1054, delle leggi sui Consiglio di Stato”.
Ebbene, l’art. 192 del TU non prevede la possibilità di integrare il contraddittorio nei confronti dei controinteressati a cui non sia stato notificato il ricorso. Tale possibilità era invece prevista dall’art. 36, comma 2, del TU del Consiglio di Stato, che era contenuto nel titolo 3^ Capo 2^ dello stesso T.U., qualora l’errore fosse stato ritenuto scusabile.
Come è noto, il T.U. del Consiglio di Stato è stato abrogato nella sua quasi totalità, ivi incluse le norme di cui al Titolo 3^ Capo 2^, dall’art. 4 all. 4 del D.Lgs. n. 104 del 2010 recante il codice del processo amministrativo, per cui il richiamo fatto dall’art. 208 t.u. acque pubbliche al titolo 3^ capo 2^ del TU Cons. Stato deve ritenersi riferito alle corrispondenti norme del predetto codice.
In particolare la norma che risulta applicabile catione temporis alla presente fattispecie è l’art. 95 codice in questione che recita come segue.
6. Ai giudizi di impugnazione non si applica l’art. 23, comma 1”.
La norma in esame prevede l’obbligo per il giudice, in caso di omessa notifica ad una delle parti del giudizio, di disporre l’integrazione del contraddittorio.
In osservanza di detta disposizione normativa il TSAP avrebbe in ogni caso dovuto disporre la predetta integrazione nei confronti delle parti che, a suo giudizio, avrebbero dovuto essere citate in giudizio.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 7
 art. 10
 art. 192
 art. 192