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Timestamp: 2020-01-28 06:40:02+00:00

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Art. 36 disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito - Responsabilità ed obblighi degli amministratori, dei liquidatori e dei soci - Brocardi.it
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Articolo 36 Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito
Responsabilità ed obblighi degli amministratori, dei liquidatori e dei soci
Dispositivo dell'art. 36 Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito
relative all'articolo 36 Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito
Norma di riferimento: Articolo 36 Disp. risc. imp. reddito - Responsabilità ed obblighi degli amministratori, dei liquidatori e dei soci | Quesito Q201924332
domenica 17/11/2019 - Liguria
“Con la cancellazione della s.r.l., qualora residuino debiti tributari questi si trasmettono ai soci per un fenomeno successorio ed essi ne devono rispondere nei limiti di quanto conseguito in fase di riparto ai sensi dell'art. 2495 cc.
Pare invece dirompente la sentenza della Cassazione civile, sez. tributaria, sentenza 19/04/2018 n° 9672 la quale dice che i soci tali debiti tributari interamente indipendentemente da quanto conseguito in fase di riparto.
Alcuni commenti accettano tale impostazione ma poi dicono che comunque l'aver conseguito nulla, limita la fondatezza dell'azione.
Allora la cosa non mi è chiara poiché, se così fosse, sarebbe una aberrazione che minerebbe la stessa responsabilità limitata per cui i soci, con la società in vita rispondono limitatamente ai conferimenti e non certo col proprio patrimonio ma a società estinta, ne rispondono illimitatamente.
Potete chiarire questo aspetto?”
Prescindendo da eventuali nozioni in tema di azione di responsabilità ex art. 2495 del c.c. o ex art. 36 del d.P.R. n. 602/73 che, comunque sembrano acquisite da chi pone il quesito, ed entrando direttamente nel merito della questione posta si fa rilevare che, in realtà, la lettura della sentenza della Corte di Cassazione non pare in linea con quanto dalla stessa espresso.
Invero la Corte, nella sentenza di cui si discute, esprime un orientamento già in precedenza manifestato (Cfr. Sentenza n. 9094 del 7 aprile 2017).
In sostanza la Corte riconosce il diritto dell’amministrazione finanziaria di agire nei confronti degli ex soci anche quando questi “abbiano allegato e documentato (…), mediante produzione della visura camerale e del bilancio finale di liquidazione (…), che nessuna somma (…) è stata ripartita per mancanza di attivo”.
La predetta azione, tuttavia, non è giustificata dalla considerazione che i soci sarebbero responsabili “interamente indipendentemente da quanto conseguito in fase di riparto” così come indicato nel quesito ma, come espresso dalla stessa Corte tanto nella sentenza in commento quanto nella precedente n. 9094 del 07.04.2017, troverebbe il suo fondamento nella considerazione che è sempre possibile che sopravvengano attività, beni o diritti, non contemplati nel bilancio finale di liquidazione che giustificano comunque l’interesse dell’Amministrazione ad agire al fine di procurarsi un titolo nei confronti degli ex soci.
In altre parole, la Suprema Corte riconosce il diritto ad agire dell’amministrazione nei confronti degli ex soci, anche quando questi non abbiano ricevuto nulla in fase di liquidazione finale, perché è sempre possibile che, successivamente, sopravvenga l’esistenza di beni o di diritti, non contemplati nel bilancio finale, che comunque potrebbero essere aggrediti dall’amministrazione per effetto del titolo costituito sulla base della predetta azione.
Quella degli ex soci è, quindi, sempre una responsabilità limitata a ciò che gli stessi hanno ricevuto in sede di riparto o anche successivamente, posto che è sempre possibile che, anche dopo la chiusura della procedura di liquidazione, sopravvenga una attività (quale può essere un bene o un diritto) che, chiaramente verrà assegnata alla comunione degli ex soci.
È evidente che, laddove l’Amministrazione finanziaria non facesse valere il proprio diritto di credito, muovendo dalla considerazione che, in fase di liquidazione della società non è emerso alcun attivo da ripartire, non avrebbe alcun titolo per rivalersi coattivamente sulle attività sopravvenute ed assegnate alla comunione dei soci.
Laddove, invece, l’Amministrazione finanziaria ha agito per far valere il proprio diritto di credito nei confronti degli ex soci in modo che fosse stabilito che questi sono destinati a succedere nei rapporti debitori già facenti capo alla società cancellata a prescindere dall’avere goduto o meno di un qualche riparto in base al bilancio finale di liquidazione, è chiaro la stessa potrà rivalersi nei confronti di quelli in riferimento e, ovviamente, limitatamente alle attività sopravvenute ed agli stessi assegnati.
Di qui la considerazione, espressa dalla Suprema Corte, che l'interesse dell’Amministrazione ad agire ha natura dinamica, che rifugge da considerazioni statiche allo stato degli atti.

References: Articolo 36

Articolo 36
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 sentenza 
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 art. 2495
 art. 36
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