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Conferenza Episcopale Campana - ppt scaricare
PubblicatoFranco Pala
Presentazione sul tema: "Conferenza Episcopale Campana"— Transcript della presentazione:
Conferenza Episcopale Campana Ufficio per l'Educazione, la Scuola e l'Università Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca - Ufficio Scolastico della Campania Corso Regionale di formazione degli Insegnanti di Religione Cattolica della Scuola Statale di ogni ordine e grado Cambiamenti interculturali e obiettivi specifici della Religione Cattolica a vent'anni dalla revisione concordataria Marcianise (CASERTA) – 24 novembre 2004
La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica Relazione MAPPA LA RIFORMA DELLA SCUOLA Aspetti generali la personalizzazione dell'azione educativa della scuola I principi di fondo Personalizzazione e IRC IL PORTFOLIO IL TUTOR GLI ASPETTI ORGANIZZATIVI
Cambiamenti interculturalie obiettivi specifici della Religione Cattolica a vent'anni dalla revisione concordataria LA RIFORMA DELLA SCUOLA 1 Aspetti generali IL QUADRO DI RIFERIMENTO
Aspetti generali La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA IL QUADRO DI RIFERIMENTO La legislazione relativa all’autonomia Legge delega del 28 marzo 2003, n. 53 Il Decreto Legislativo del 19 febbraio 2004, n. 59 Istanze internazionali e del mondo del lavoro Decreto legislativo concernente il "Diritto-dovere all'istruzione e alla formazione, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera c) della legge 28 marzo 2003, n. 53", luglio 2004 Decreto legislativo concernente la definizione delle norme generali relative all'alternanza scuola-lavoro, ai sensi dell'articolo 4 della legge 28 marzo 2003, n.53 1 2 3
istanze internazionali e del mondo del lavoroAspetti generali La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA Istanze internazionali e del mondo del lavoro 1 1 istanze internazionali e del mondo del lavoro Elevamento obbligo formativo Tempo scuola leggero e modulare Life long learning Tecnologie
5. LE FAMIGLIE: PARTECIPANO (o ASSISTONO?) alle scelte (419/74)Aspetti generali La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA La legislazione relativa all’autonomia 2 PRIMA DELL'AUTONOMIA Il sistema scolastico M.P.I. SISTEMA PIRAMIDALE La responsabilità è del MINISTERO Le scuole: esecutrici di disposizioni ministeriali Sovrintendenze Elementi di rigidità 1 Ogni docente ha le sue classi, ha un orario settimanale determinato; Provveditorati 2. Tempo settimanale rigido (unità oraria 50’, 60’), tempi annuali, di ciclo predeterminati; Scuola 3. I PROGRAMMI predeterminati dal centro, applicati dai docenti; Scuola 4. NESSUNA FLESSIBILITA’ ORGANIZZATIVA, FUNZIONALE… 5. LE FAMIGLIE: PARTECIPANO (o ASSISTONO?) alle scelte (419/74)
La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica Aspetti generali La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA La legislazione relativa all’autonomia 2 Nel sistema scolastico RIGIDO Organizzazione scolastica tradizionale (tyloristica) 1 Ogni docente ha una funzione di sostituzione delle famiglie 2. OGNI DOCENTE applica alla lettera i programmi stabiliti a livello superiore; DIDATTICA DIRETTIVA Dominio dell’insegnamento – Mancanza di condivisione “Affollamento di nozioni e competenze” Scuola SELETTIVA Progressivamente vengono introdotti elementi di flessibilità NUOVE FRONTIERE DELLA PSICOPEDAGOGIA DIDATTICA NON DIRETTIVA LEGGE 517/77 PROGRAMMI ’85 ORIENTAMENTI DEL 91
La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica Aspetti generali La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA La legislazione relativa all’autonomia 2 LA LEGGE 59/97 TRASFERIMENTO DI FUNZIONI E COMPITI DALLO STATO ALLE REGIONI E AGLI ENTI LOCALI ART. 21 PERSONALITA' GIURIDICA E AUTONOMIA FUNZIONALE ALLE SCUOLE LEGISLAZIONE CORRELATA DPR 275/99 RIFORME CONNESSE IL REGOLAMENTO DELL'AUTONOMIA La riforma Moratti
Uffici Regionali MinisteroAspetti generali La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA La legislazione relativa all’autonomia 2 M.P.I. Il NUOVO SISTEMA Sovrintendenze Scuola LIVELLO LOCALE Provveditorati Scuola Responsabilità autonomia funzionale Scuola Legate al territorio; rispondono ai bisogni locali Uffici Regionali SISTEMA PIRAMIDALE LIVELLO INTERMEDIO Tramite tra nazionale e locale; orienta, coordina, vigila e informa Ministero Definisce le strategie amministrative; obiettivi generali; controllo e monitoraggio LIVELLO NAZIONALE
La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica Aspetti generali La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA La legislazione relativa all’autonomia 2 DPR 275/99, ART. 8 Il Ministero della PI (…) definisce per i diversi tipi e indirizzi di studio: Gli obiettivi generali del processo formativo Gli obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze degli alunni Le discipline e le attività costituenti la quota nazionale dei curricoli e il relativo monte ore annuale L’orario obbligatorio annuale (quota nazionale) e la quota obbligatoria riservata alle ist. scolastiche
La finaltà della scuola:Aspetti generali La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA La legislazione relativa all’autonomia 2 La finaltà della scuola: la realizzazione di un SERVIZIO ALLA PERSONA E ALLA COMUNITÀ DECENTRAMENTO: D.L.vo n. 112/98 Quindi deve offrire Valori di riferimento che aiutino gli alunni ad orientarsi nella società complessa; Competenze, più che conoscenze, che possano mettere gli alunni in condizione di spenderle e di spendersi nel concreto del territorio in cui vivono; Una formazione permanente In quanto “servizio” Deve essere efficace ed efficiente
La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica Aspetti generali La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA La legislazione relativa all’autonomia 2 L’autonomia è espressione di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale È finalizzata al ALUNNO Cuore dell’autonomia Articolo 1 DPR 275/99 SUCCESSO SCOLASTICO SUCCESSO FORMATIVO di tutti gli alunni MIGLIORAMENTO dell’EFFICACIA e dell’EFFICIENZA dell’insegnamamento-apprendimento. attraverso la realizzazione di attività di EDUCAZIONE, FORMAZIONE, ISTRUZIONE per lo sviluppo della persona umana nel rispetto di 2 1 PRINCIPI COSTITUZIONALI VALORI umani LE SCELTE VALORIALI POSITIVE delle famiglie e del territorio
La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica Aspetti generali La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA La legislazione relativa all’autonomia 2 Nel sistema scolastico dell'Autonomia Organizzazione scolastica FLESSIBILE AUTONOMIA DIDATTICA, ORGANIZZATIVA, RICERCA, SPERIMENTAZIONE E SVILUPPO DIDATTICA CENTRATA SULL’APPRENDIMENTO le parole chiave dell'autonomia LA COLLEGIALITÀ LA CONCERTAZIONE INTERNA L’INTEGRAZIONE LA CONCERTAZIONE ESTERNA LA CO-RESPONSABILITÀ LA FLESSIBILITÀ LA VERIFICABILITÀ E LA VALUTAZIONE
La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica Aspetti generali La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA La Legge Delega n. 53/2003 3 Legge n. 53 del 28 marzo 2003 Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali in materia di istruzione e di formazione Art.1 Consta di 7 articoli Il Governo è delegato ad adottare, entro ventiquattro mesi (marzo 2005) dalla data di entrata in vigore della legge, nel rispetto delle competenze costituzionali delle regioni e di comuni e province, in relazione alle competenze conferite ai diversi soggetti istituzionali, e dell'autonomia delle istituzioni scolastiche, UNO O PIÙ DECRETI LEGISLATIVI per la definizione delle norme generali sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e di istruzione e formazione professionale. Art. 2 (Sistema educativo di istruzione e di formazione) Art. 3 (Valutazione degli apprendimenti e della qualità del sistema educativo di istruzione e di formazione) Art. 4 (Alternanza scuola-lavoro) Art. 5 (Formazione degli insegnanti)
PRINCIPI E CRITERI DIRETTIVI (sistema valoriale)Aspetti generali La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA La Legge Delega n. 53/2003 3 Legge n. 53 del 28 marzo 2003 Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali in materia di istruzione e di formazione Art.2 PRINCIPI E CRITERI DIRETTIVI (sistema valoriale) FINALITÀ Apprendimento per tutto l’arco della vita Pari opportunità di raggiungere elevati livelli culturali Pari opportunità di sviluppare capacità e competenze Formazione spirituale e morale, anche ispirata a Costituzione Senso di appartenenza a comunità nazionale e civiltà europea Favorire la crescita e la valorizzazione della persona umana; Rispetto per ritmi dell’età evolutiva differenze/identità di ciascuno scelte educative della famiglia Cooperazione scuola/genitori Coerenza con principio di autonomia scolastica
La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica Aspetti generali La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA La Legge Delega n. 53/2003 3 Art.2 Articolazione interna del sistema educativo 3 anni SCUOLA DELL’INFANZIA 1 Possono essere iscritti le bambine E i bambini che compiono i 3 anni di età entro il 30 aprile dell'anno scolastico di riferimento 5 anni SECONDO CICLO Costituito dal sistema dei Licei: classico, artistico, economico... 1 + ESAME DI STATO UNIVERSITA' 8 anni PRIMO CICLO Scuola Primaria Scuola Secondaria di 1° grado 1 + Il primo ciclo di istruzione si conclude con un esame di Stato, il cui superamento costituisce titolo di accesso al sistema dei licei e al sistema dell'istruzione e della formazione professionale I.F.T.S e dal sistema dell’istruzione e della formazione professionale affidato alla competenza delle regioni 1 QUALIFICA PASSAGGI 3 - 5 anni
La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica Aspetti generali La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA La Legge Delega n. 53/2003 3 Legge n. 53 del 28 marzo 2003 Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali in materia di istruzione e di formazione Sperimentazione a.s 2002/2003 Progetto nazionale 2003/2004 diffuso con la Circolare Ministeriale n. 101 del 18 settembre 2002, Decreto di attuazione del progetto nazionale di sperimentazione ex art. 11 D.P.R. n. 275/99 - Scuola dell'infanzia e prima classe di scuola elementare - Indicazioni e istruzioni con la Circolare di accompagnamento n. 62 Circolare Ministeriale 68 dell’8 agosto 2003 Decreto Ministeriale n. 100 del 18 settembre 2002, Decreto Ministeriale n. 61
Indicazioni Nazionali per i Piani di studio personalizzatiAspetti generali La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA La Legge Delega n. 53/2003 3 Il Decreto Legislativo del 19 febbraio 2004, n. 59 ALLEGATI Indicazioni Nazionali per i Piani di studio personalizzati Raccomandazioni per l’attuazione dei Piani di studio personalizzati; Allegato A Sc. Infanzia Allegato B Sc. primaria Allegato C Sc. Sec.i PECUP Profilo educativo, culturale e professionale dello studente alla fine del primo ciclo di istruzione (6-14 anni) Finalità Obiettivi Generali Obiettivi Specifici di Apprendimento (Osa) Discipline/educazioni Conoscenze (sapere) Abilità (saper fare) Allegato D
24 maggio 2004 (scuola Secondaria di Primo grado)Aspetti generali La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA La Legge Delega n. 53/2003 3 TESTI PROGRAMMATICI dell’IRC EMANATI NEGLI ULTIMI 20 ANNI –	DPR 24/6/1986, n.539: Specifiche ed autonome attività educative in ordine all’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche materne. –	DPR 8/5/1987 n.204: Specifiche ed autonome attività d’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche elementari. DPR 21/7/1987 n.350: Programma d’insegnamento della religione cattolica nella scuola media. DPR 21/7/1987 n.339: Programma d’insegnamento della religione cattolica nella scuola secondaria superiore. Card. C. Ruini- L. Berlinguer 1988 “Sperimentazione nazionale biennale sui programmi di religione cattolica nella prospettiva dell’autonomia scolastica e di nuovi programmi di religione cattolica” (anni ). 1 luglio 2001 “Documento conclusivo della sperimentazione nazionale per la formazione dei docenti di religione della scuola dell’infanzia, della scuola elementare e della scuola media inferiore e della scuola media superiore” 2002 Ripubblicato(con l’eliminazione di ogni riferimento alla Legge 30/00) OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO DELL’IRC NELL'AMBITO DELLE INDICAZIONI NAZIONALI PER I PIANI PERSONALIZZATI DELLE ATTIVITÀ EDUCATIVE Intese tra Ia C.E.I. e il M.I.U.R. 23 ottobre 2003 (Scuola dell’Infanzia e Scuola Primaria) 24 maggio 2004 (scuola Secondaria di Primo grado)
La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica Aspetti generali La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA La Legge Delega n. 53/2003 3 G. Bertagna CURRICOLI (ieri) Il Centro detta i vincoli nazionali (compreso ciò che gli allievi devono sapere e saper fare alla fine di un ciclo di studi); i docenti progettano l’attuazione dell’offerta formativa nella realtà concreta di una scuola e di una classe nel rispetto di tali vincoli PIANI DI STUDIO PERSONALIZZATI (oggi): come nei Curricoli, ma i docenti progettano l’attuazione dell’offerta formativa, tenendo conto della realtà personale (capacità, attitudini, conoscenze pregresse, contesto socio-familiare, stili cognitivi, ritmi di apprendimento, ecc.) di ciascun allievo e delle scelte educative delle famiglie (cooperazione – corresponsabilità - ruolo del docente coordinatore-tutor).
Personalizzazione e IRCCambiamenti interculturali e obiettivi specifici della Religione Cattolica a vent'anni dalla revisione concordataria 2 LA PERSONALIZZAZIONE DELL’AZIONE EDUCATIVA DELLA SCUOLA a) I principi di fondo b) Personalizzazione e IRC
Cambiamenti interculturalie obiettivi specifici della Religione Cattolica a vent'anni dalla revisione concordataria LA PERSONALIZZAZIONE DELL’AZIONE EDUCATIVA DELLA SCUOLA 2 a) I principi di fondo
La personalizzazione: i principi La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA PECUP L'AZIONE EDUCATIVA della scuola autonoma e riformata, con le famiglie, deve tendere a: SVILUPPARE IN MODO ARMONICO, INTEGRALE ED INTEGRATO, LA PERSONA IN TUTTE LE SUE DIMENSIONI 1 CONTRIBUIRE ALLA DETERMINAZIONE DI UN PROPRIO "PROGETTO DI VITA" E CONFERIRE SENSO ALLA VITA 2 fornire "GLI STRUMENTI DI BASE" PER ORIENTARSI ED INTERAGIRE CON IL MONDO CIRCOSTANTE 3 4 SVILUPPARE PERSONALITA' CAPACI DI CONVIVERE
La personalizzazione: i principiLa riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA ATTRAVERSO dall'individualizzazione alla PERSONALIZZAZIONE UNA NUOVA CONCEZIONE ANTROPOLOGICA (il SiF è alunno, uomo, persona?) 1 Impostazione-organizzazione della didattica (libertà di insegnamento) 2 Dai Moduli - UD agli OSA, PSP, UA Portfolio - Tutor UNA NUOVA ORGANIZZAZIONE UNA NUOVA FORMA DI PARTECIPAZIONE ORGANIZZAZIONE UNITARIA - QO E QF/O FAMIGLIE E ALUNNI: dalla partecipazione alla CORRESPONSABILITA' 3
La personalizzazione: i principi La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA QAUALE CONCETTO DI PERSONA OGNI ESSERE UMANO E’ PERSONA nel momento in cui si nasce ogni uomo per natura possiede delle CAPACITA’ EDUCAZIONE è irrobustirle, esercitarle, dispiegarle al massimo livello possibile, farle diventare sempre più competenze personali. Nessun intervento educativo le può dare o creare, perché ogni persona le possiede per natura CONCEZIONE SOFISTICA CONCEZIONE SOCRATICA L’essere umano ha già dentro di sé tutto ciò che può diventare. L’EDUCAZIONE, e le sue «tecniche», è soltanto l’arte di aiutarlo a tirar fuori con le sue forze ogni sua potenzialità (maieutica), costruendo le occasioni di aiuto perché ciò sia possibile. “CONOSCI TE STESSO” La natura (phýsis) di ciascuno non esiste. La natura personale di ogni allievo, è soltanto un prodotto della «cultura» e della «storia». Con la «tecnica educativa» (l’insieme degli interventi di istruz. e di forma.) noi potremmo MODELLARE (=CLONARE, RENDERE UGUALI), a nostro piacimento tutti i soggetti.
LA FORMAZIONE DEVE DURARE PER TUTTO L’ARCO DELLA VITALa personalizzazione: i principi La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA QAUALE CONCETTO DI PERSONA Un educatore “maieutico” per quanti sforzi faccia, e per quanto sia tecnicamente scaltrito, è difficile che possa mai pretendere di aver conosciuto a tal punto le capacità personali di ciascuno da dichiarare di averle prima identificate e poi concretizzate del tutto LE CAPACITA’ UMANE NON SONO MAI COMPLETAMENTE CONOSCIBILI, NE’ PER L’EDUCATORE, NE’ PER L’EDUCANDO Il processo educativo non può che rivelarsi sempre inesauribile, ovvero un processo che non ha mai fine, sempre aperto alla scoperta, in ogni persona, di capacità insospettate e sorprendenti che possono diventare competenze di ciascuno. LA FORMAZIONE DEVE DURARE PER TUTTO L’ARCO DELLA VITA
LA VISIONE CRISTIANA precisa il concetto di PERSONALa personalizzazione: i principi La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA QAUALE CONCETTO DI PERSONA Da tale paradigma antidogmatico, anticomportamentista, antimaterialista, antitecnicista LA VISIONE CRISTIANA precisa il concetto di PERSONA L’UOMO È «PERSONA UMANA» PERCHÉ: non è soltanto un corpo; non è soltanto un soggetto pensante; non è soltanto affettività e sentimenti; non è soltanto un individuo, ovvero la componente non ulteriormente indivisibile della società umana. PERCHÉ È ALLO STESSO TEMPO TUTTE QUESTE COSE INSIEME: E’ UNITA’ DI CORPO, MENTE, SENTIMENTI… E ANCHE QUALCOSA DI PIÙ. L’UOMO È «PERSONA UMANA» PERCHÉ E’ ANCHE: relazionalità (l’uomo non è un’isola, la libertà e la responsabilità personali sono sempre inserite in una rete relazionale; è inesauribilità, abisso sorgivo senza fondo; è un’identità unica e irripetibile; NON ESISTE PER TÉCHNE UMANA,
La personalizzazione: i principi La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA DA QUESTA VISIONE PER L'ATTIVITA' EDUCATIVA NASCE UNA DUPLICE ESIGENZA LA PRIMA TENER CONTO DELL’ALUNNO-PERSONA SVILUPPO PSICOLOGICO; STILI COGNITIVI; RITMI DI APPREDNIMENTO; CURRICOLO IMPLICITO. CAPACITA’ E POTENZIALITA’ Per trasformarle in COMPETENZE
PASSARE DALL’INDIVIDUALIZZAZIONE ALLA PERSONALIZZAZIONELa personalizzazione: i principi La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA LA SECONDA PASSARE DALL’INDIVIDUALIZZAZIONE ALLA PERSONALIZZAZIONE PERSONALIZZAZIONE INDIVIDUALIZZAZIONE strategie didattiche che mirano ad assicurare ad ogni studente il raggiungimento delle competenze fondamentali del curricolo attraverso una diversificazione dei percorsi di insegnamento (mastery learning); strategie didattiche finalizzate a garantire ad ogni studente una propria forma di eccellenza cognitiva, attraverso possibilità elettive di coltivare le proprie potenzialità intellettive Strategia: individualizzazione Caratteristiche: rigidità della programmaz. – flessibilità interna debole Strategia: personalizzazione Caratteristiche: flessibilità della programmaz. – flessibilità intrinseca
Un cambiamento indispensabileLa personalizzazione: i principi La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA …ALLA FORMAZIONE CENTRATA SULL’APPRENDIMENTO DALLA FORMAZIONE CENTRATA SULL’INSEGNAMENTO Un cambiamento indispensabile
È l’alunno “competente” che deve emergere da questo documento.sono per la scuola non per gli alunni Epistemologicamente ordinati, da utilizzare secondo un ordine psicologico “La scuola ha organizzato”, non “l’alunno è in grado di…” Sono i livelli standard essenziali di prestazione GLI OSA devono essere trasformati in COMPETENZE PERSONALI OBIETTIVI FORMATIVI CULTURA è l’insieme di quanto è stato prodotto dallo spirito umano nella sua attività storica e che gode di una sua autonoma consistenza (esiste oggettivamente) GLI OSA sono costituiti da Abilità Conoscenze L’insieme delle conoscenze e delle abilità si può dire che costituisca la «cultura formale». IL NUOVO MODELLO DI CERTIFICAZIONEDELLA RIFORMA È l’alunno “competente” che deve emergere da questo documento. L’attenzione è alla persona, alle sue modalità di apprendimento, alle caratteristiche particolari con cui affronta le esperienze formative, alle competenze che mobilita per gestire le difficoltà. Esplicita ciò che gli studenti, al fine del corso di studi, devono sapere (le conoscenze disciplinari, interdisciplinari) e saper fare (le abilità operative o professionali) per crescere e maturare (per essere persona e cittadino) Il PPAE-PSP Non è definito a priori. La sua progettazione è legata a quella delle UA da cui è costituito Si completa e, se necessario, si modifica in itinere. Il PSP va progettato, come le UA, a maglie larghe Si “chiude” solo alla fine del percorso. Quando le UA sono realizzate Sfocia nel Portfolio delle competenze individuali. La personalizzazione La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA Perché le conoscenze e le abilità (OSA) possano diventare patrimonio personale delle giovani generazioni (educazione personale) e trasformate nelle competenze attese dal PECUP, è necessario la PERSONALIZZAZIONE dell’insegnamento Abilità “Corrispondono al SAPER FARE e alla razionalità tecnica dell’uomo” “Sono il prodotto dell’attività teoretica (ricerca scientifica, principi, regole e concetti etici.” Conoscenze Non costituiscono finalità educative e formative ma strumenti per acquisire competenze PPAE Piani personalizzati attività educative PSP Piani di studio personalizzati SONO Insieme delle UA effettivamente realizzate Far sì che l’insegnamento sia personalizzato è lo scopo precipuo delle Unità di apprendimento, individuali, di gruppi di livello, di compito o elettivi oppure di gruppo classe Il Profilo mette in luce come la dimensione culturale (il sapere) e quella professionale (il fare) siano occasioni e strumenti inscindibili per la crescita educativa personale (per l’essere di ciascuno) . IERI: a livello Nazionale OGGI: a livello Nazionale OGGI: a livello di Scuola singola IERI: a livello di Scuola singola Piano dell’Offerta Formativa PROGRAMMAZIONE educativa e didattica PECUP Profilo Educativo, Culturale e Professionale Per rispondere a queste esigenze, a partire da un nuovo quadro valoriale, LA RIFORMA ha ridefinito tutto l’assetto organizzativo della scuola in Italia Definisce l’identità della scuola e le scelte organizzative PROGRAMMI NAZIONALI Identità Strumenti culturali Convivenza civile ALUNNO Cuore dell’autonomia P.E.I. PERSONA Cuore della Riforma PPAE - PSP. P.O.F. INDICAZIONI NAZIONALI CURRICOLI “Saperi essenziali” Unità di apprendimento PROGRAMMAZIONE disciplinare Finalità Obiettivi Generali Obiettivi Specifici di Apprendimento (Osa) Discipline/educazioni Conoscenze (sapere) Abilità (saper fare) Unità Didattiche PORTFOLIO SCHEDA DI VALUTAZIONE
La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica Capacità “Per capacità si intende una potenzialità e una propensione dell’essere umano a fare, pensare, agire in un certo modo, cioè da essere umano” Sono sempre unitarie ed integrate tra loro:coinvolgono sempre, nel loro esibirsi, tutto insieme ciò che siamo e che possiamo essere. Non sono mai statiche, definite una volta per tutte, ma sempre dinamiche. La personalizzazione La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA Per chi lavora con le UA non è sufficiente che le conoscenze e le abilità siano acquisite e imparate dall’alunno, occorre anche che siano assimilate e personalizzate, cioè digerite e metabolizzate dal tessuto delle capacità dell’alunno, trasformandosi in competenze. Il compito proprio dell’educazione è quello di favorire la trasformazione delle capacità in competenze, implementando nel processo di maturazione gli unici componenti su cui ha presa diretta: abilità e conoscenze. Competenze “Le competenze sono l’insieme delle buone capacità potenziali di ciascuno portate effettivamente al miglior compimento nelle particolari situazioni date” Al centro dei due assi si pongono le UNITÀ DI APPRENDIMENTO NATURA CULTURA VITA conoscenze ASSE DELL'ISTRUZIONE (cultura oggettiva) UNITA' DI APPRENDIMENTO capacità competenze L’ISTRUZIONE HA SENSO SOLO SE È FORMATIVA ASSE DELLA FORMAZIONE (personale) abilità L’EDUCAZIONE PERSONALE È UN PROCESSO che parte dalla natura di ciascuno e che, interconnettendosi con la cultura, determina via via la qualità della nostra vita umana nel mondo naturale e sociale.
Scopo dell’istruzioneLa personalizzazione: i principi La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA Fine dell’educazione Scopo dell’istruzione Crescita e maturazione della persona capacità competenze ASSE DELLA FORMAZIONE (personale) abilità conoscenze ASSE DELL'ISTRUZIONE (cultura oggettiva) Acquisizione delle abilità e delle conoscenze Finalità: rendere possibile l’incontro tra U. A. Possono essere PLURI(INTER)- DISCIPLINARI o semplicemente DISCIPLINARI(?) L’UA trova posto al crocevia tra l’asse della formazione e l’asse delle istruzione
La personalizzazione La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA Sono “laiche” non sposano nessuna teoria, sono compatibili con tutte le teorie Le UA sono schema con pochi contenuti che si andrà riempiendo e completando strada facendo, una sorta di Diario di bordo. BASSA DEFINIZIONE FASE PRE-ATTIVA: Le UA innescano l’attività che deve essere capace di governo interno ed in situazione (progettazione a bassa risoluzione, debole) La funzione formativa e didattica Funzione delle UA non è la trasmissione di conoscenze e le abilità astrattamente considerate; esse devono essere piuttosto occasioni per lo sviluppo integrale della persona, in questo senso so “formative”, ma hanno anche una funzione didattica in quanto “orientano l’azione didattica”. FASE ATTIVA: Programmata a bassa risoluzione orienta l’azione didattica, recepisce i ritorni di questa stessa azione, secondo una logica di interdipendenza e si arricchisce e precisa strada facendo. Le Unità di apprendimento… [sono] costituite dalla progettazione: di uno o più obiettivi formativi tra loro integrati (definiti anche con i relativi standard di apprendimento, riferiti alle conoscenze e alle abilità coinvolte); dalle attività educative e didattiche unitarie, dai metodi, dalle soluzioni organizzative ritenute necessarie per concretizzare gli obiettivi formativi formulati; dalle modalità con cui verificare sia i livelli delle conoscenze e delle abilità acquisite, sia se e quanto tali conoscenze e abilità si siano trasformate in competenze personali di ciascuno.” Dalle Indicazioni Naz. Ogni istituzione scolastica, o ogni gruppo docente, deciderà il grado di analiticità di questa progettazione delle Unità di apprendimento FASE POST-ATTIVA: Nel caso delle UA, non è previsto soltanto l’accertamento del livello delle conoscenze e delle abilità acquisite, ma anche l’accertamento relativo all’intero di apprendimento, e cioè se e quanto le conoscenze e abilità abbiano maturato le competenze La centratura sull’apprendimento le UA sono concepite come occasioni di apprendimento (processo che trasforma le capacità in competenze; processo di acquisizione delle conoscenze e abilità) PECUP OSA UA Ascendente Per la progettazione DUE STRADE PECUP OSA UA Discendente Prospettiva statica Nelle Indicazioni Nazionali, l’UA è presentata come un oggetto poliedrico, con diverse facce Le UA sono uno strumento di lavoro FASE DELLA DOCUMENTAZIONE gli elaborati significativi, con il commento e la descrizione dei docenti e degli alunni, sono raccolti nel Portfolio Partendo dal PECUP e dagli OSA, giunge ad incontrare i bisogni e la storia di un certo gruppo di alunni egli alunni La curvatura personalizzata Articola l’intero di apprendimento in obiettivi adeguati ai reali bisogni formativi di ciascuno Prospettiva dinamica Le UA, come evento o processo didattico- Pedagogico prevedono una realizzazione in tre fasi: progettazione, realizzazione, controllo. Partendo dai bisogni e dalle storia degli alunni giunge a raccordarsi con gli Obiettivi specifici e con il Profilo Prospettiva metodologica Le UA viste come idea o indicazione su come organizzare e gestire l’attività di apprendimento insegnamento
La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA Unità di apprendimento Apprendimento unitario Compito unitario Obiettivo/i formativo/i COLLEGIALMENTE (ovvero con il coordinamento del tutor e tra i docenti interessati all’UA) PER RISPONDERE AI BISOGNI (PREVISTI O REALI = PARTENDO DALL’ALTO O DAL BASSO)) POF Finalità - OGPF OSA disciplinari che utilizziamo PECUP Nell’UA bisogna indicare il riferimento a attività didattica Disciplina 1 Laboratori PROGETTARE (a maglie larghe) Obiettivi, metodi, mezzi…. Classi aperte Larsa Modalità verifica REALIZZAZIONE Coinvolgimento delle famiglie VALUTAZIONE DOCUMENTAZIONE
La personalizzazione: i principi La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA “Oggetto dell’educazione è quello di costituire nell’allievo uno stato interiore profondo, una sorta di polarità dell’anima che l’orienti in senso definitivo, non solamente durante l’infanzia, ma per tutta la vita” (Durkheim) Unitarietà della PERSONA La persona con tutte le sue dimensioni è e resta una unità inscindibile: corpo, anima, mente. Unitarietà dell’APPRENDIMENTO L’APPRENDIEMENTO è UNITARIO, non è disciplinare -> E’ inutile programmare attività che si pensa sollecitino solo capacità intellettuali. Bisogna pensare a progettare attività che coinvolgono anche quelle affettive, relazionali, espressive, … NON C’È SEPARAZIONE TRA THEORIA E TECNÈ Unitarietà del SAPERE Le discipline sono un artificio OLOGRAMMA Permette di far passare la situazione di insegnamento/apprendimento di TUTTE le discipline dall’auditorium al laboratorium sia nel gruppo classe, sia nei Gruppi di livello, compito, elezione, creando ambienti di apprendimento adatti e significativi per gli allievi. LA DIDATTICA LABORATORIALE I LABORATORI OPZ.-FACOLT. Utilizzano spazi attrezzati per realizzare, ad esempio, Attività informatiche Attività espressive (teatro, danza, musica, mimo,…) Attività linguistiche (inglese, italiano, …) Attività di progettazione (bricolage, giardinaggio, cura dei beni ambientali, …) Attività motorie e sportive Larsa (Laboratori di Approfondimento, Recupero e Sviluppo degli Apprendimenti) Superare il didatticismo fine a se stesso che vede l’azione d’aula come trasmissione di frammenti di conoscenza. Coniugare nella pratica scolastica l’appartenenza ad una cultura con il senso di meraviglia che l’uomo coltiva di fronte al mistero della vita consente di cogliere i saperi come risposta ai grandi interrogativi dell’umanità Curare un approccio transdisciplinare come approdo alla dimensione esistenziale propria dell’uomo che permette di oltrepassare la frammentazione del sapere culturale. Andare oltre le discipline per conservarle, per legittimarle, per vedere in esse la risposta ai bisogni dell’uomo, alle domande sulla condizione umana È Necessario
La personalizzazione: i principiLa riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA ricordiamo che... attenzione ai processi conta il prodotto alunno persona punto di partenza per il progetto di scuola è pienezza in ogni stadio adattarsi al progetto di scuola vale il dopo non l'adesso imparare la cultura portatori di cultura in ingresso tutti variamente competenti in ingresso tutti ugualmente ignoranti
Cambiamenti interculturalie obiettivi specifici della Religione Cattolica a vent'anni dalla revisione concordataria LA PERSONALIZZAZIONE DELL’AZIONE EDUCATIVA DELLA SCUOLA 2 b) Personalizzazione e IRC
LA FIGURA E COMPITI DEL DOCENTE DI RELIGIONEPersonalizzazione e IRC La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA L’IdR nella Nota pastorale CEI 1991 CEI, Insegnare religione cattolica oggi. Nota pastorale, 1991 LA FIGURA E COMPITI DEL DOCENTE DI RELIGIONE L'Insegnamento della Religione Cattolica è: •	un servizio educativo in una scuola che vuole formare; •	una disciplina che promuove l'acquisizione della cultura religiosa; •	una risorsa offerta a tutti; •	un insegnamento facoltativo (favorisce il valore della libertà di coscienza), svolto come precisa il testo del Concordato «in conformità alla dottrina della Chiesa» (quindi presenta i contenuti del Cattolicesimo tramite docenti riconosciuti idonei dalla Chiesa) e «nel quadro delle finalità della scuola». «L'Insegnamento della Religione Cattolica intende promuovere una ricerca della verità, offrendo agli alunni tutti quegli elementi culturali che sono necessari per la conoscenza della religione cattolica e per l'esercizio di un'autentica libertà di pensiero e di decisione» (n. 13).
LA FIGURA E COMPITI DEL DOCENTE DI RELIGIONEPersonalizzazione e IRC La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA L’IdR nella Nota pastorale CEI 1991 CEI, Insegnare religione cattolica oggi. Nota pastorale, 1991 LA FIGURA E COMPITI DEL DOCENTE DI RELIGIONE L'Insegnante di Religione è: •	uomo di fede, una fede professata e vissuta («Gli alunni hanno diritto d'incontrare in lui una personalità credente»); •	professionista della scuola, culturalmente qualificato; •	in comunione con la Chiesa, dalla quale riceve il necessario conoscimento di idoneità; •	uomo della sintesi (sul piano della mediazione culturale, del rapporto con gli alunni e di quello tra comunità ecclesiale e scolastica); •	educatore dalla spiritualità ricca di atteggiamenti evangelici.
Esso mira a quattro grandi traguardiPersonalizzazione e IRC La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA L'AZIONE EDUCATIVA NON PUO' PRESCINDERE DALL'IRC Esso mira a quattro grandi traguardi Contribuire allo sviluppo della persona, nello specifico della dimensione spirituale e religiosa: contribuire al processo unitario e integrale di maturazione della persona umana. Guidarlo a rispondere alle domande di verità e di senso, di bene e di male per l’uomo (connaturale alla religione). Guidare i discenti alla conoscenza della realtà (c’è anche la religione = cattolica!) in cui vive, dandogli anche gli strumenti per interpretarla. Mostrare come il Cristianesimo abbia contribuito e contribuisca Allo sviluppo dell’uomo nella storia come nel nostro oggi. Sviluppare le capacità di aprirsi all’altro, al diverso, scoprirlo come valore, come persona e come “fratello”. LE FINALITA' DELL'IRC sono quelle della scuola
Personalizzazione e IRC La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA Alcuni riferimenti fondamentali per l'IRC Dal PECUP Dal punto di vista educativo, non esistono età, né scuole, che non siano fondamentali per la costruzione del proprio progetto di vita. L’educazione è nemica di ogni parzialità ed esige costantemente uno sviluppo armonico, integrale ed integrato di tutte le dimensioni della persona e in tutti i momenti della vita. il Primo Ciclo di istruzione, dai 6 ai 14 anni, è un passaggio fondamentale per la costruzione del “progetto di vita” di ogni persona Il Bambino “scopre la difficoltà, ma anche la necessità, dell’ascolto delle ragioni altrui, del rispetto, della tolleranza, della cooperazione e della solidarietà, anche quando richiedono sforzo e disciplina interiore; si pone problemi esistenziali, morali, politici, sociali ai quali avverte la necessità di dare risposte personali non semplicemente ricavate dall’opinione comune” “ha consapevolezza, sia pure in modo introduttivo, delle radici storico-giuridiche, linguistico-letterarie e artistiche che ci legano al mondo classico e giudaico-cristiano, e dell'identità spirituale e materiale dell'Italia e dell'Europa”
conoscenza, rispetto, dialogo con le altre confessioni religiose.Personalizzazione e IRC La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA con attenzione alla scuola in conformità alla dottrina della Chiesa Correttezza della trattazione dei nuclei fondanti Essenzialità e organicità Fenomenicità del dato cristiano Concentrazione sui nuclei tematici essenziali GLI OSA di IRC SVILUPPANO dimensione storico-rivelata espressa nel dato cristiano dimensione antropologica Dio e l’uomo, Cristo, la Chiesa, la morale, la fonte biblica, i segni e i linguaggi. conoscenze, atteggiamenti, abilità, rispetto, dialogo con l’altro. dimensione interculturale conoscenza, rispetto, dialogo con le altre confessioni religiose.
Personalizzazione e IRC La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA Lo stile sintetico secondo il principio dell’ologramma, cioè all’unità del sapere, Il progetto di Dio x l’uomo I valori morali La storia della salvezza GESU’ CRISTO SALVATORE Le grandi figure dell’AT, NT, santi I grandi perché della vita LE DOMANDE DI SENSO Il cristianesimo nella storia L’AGIRE CRISTIANO La Bibbia e i Vangeli LA CHIESA Le religioni monoteiste e le altre religioni ECUMENISMO e DIALOGO INTERRELIGIOSO Sacramenti e carismi Chiesa e mondo L’uomo che incontra DIO Segni e simboli del cristianesimo Preghiere e feste cristiane espressi con attenzione alla scuola e allo specifico religioso cattolico con tutta la sua valenza culturale
Non tutti gli alunni apprendono in modo ugualePersonalizzazione e IRC La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA Non tutti gli alunni apprendono in modo uguale Ci sono condizioni interne (stili cognitivi di apprendimento, esperienze, conoscenze e competenze acquisite…) e condizioni esterne (famiglia, strutture scolastiche, modalità di insegnamento …) che condizionano l’apprendimento, L'INTERVENTO DELLA SCUOLA Sulle condizioni dell’apprendimento Sull'apprendimento mettendo al centro dell’azione formativa L'ALUNNO E L’APPRENDIMENTO strutturando l’azione formativa, l’ambiente, le strutture… in modo tale che favoriscano l’apprendimento PERSONALIZZANDO (centralità dell'alunno e della sua formazione integrale e piena) INDICAZ. NAZ. Finalità - OGPF OSA POF PECUP PPAE-PSP l'azione educativa e formativa OBIETTIVI FORMATIVI UNITA' DI APPRENDIMENTO
Si devono tener presenti i bisogni dei fanciulliPersonalizzazione e IRC La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA CRITERI GUIDA PER LA FORMULAZIONE degli OF di IRC 1 Devono tener conto del dinamismo evolutivo degli alunni nel loro approccio al sapere 2 Formulati insieme al team docente/CdC 3 Condivisi dalle singole Istituzioni scolastiche Nel quadro delle possibilità offerte alla scuola dall’autonomia 4 Si collocano sul piano psicologico e didattico 5 Formulati in relazione a un contenuto unitario, organico, significativo e articolato 6 Si devono tener presenti i bisogni dei fanciulli Sia come gruppo che come individui
Personalizzazione e IRC La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA L’accoglienza della diverse religioni CONFESSIONALITÀ APERTA (ai segni religiosi di ambiente e a quelli altri popoli, nonché al confronto) ATTENZIONE alla multiculturalità INTERCULTURALITÀ Una pedagogia religiosa La pedagogia del documento della religione cattolica: la Bibbia L’attenzione all’esperienza umana e culturale dei bambini e dei ragazzi La progressività ciclica La fedeltà ai nuclei fondanti del dato cristiano L’interdisciplinarità Filo rosso Dinamica di un processo che va dall’umano, all’umano religioso, al religioso cattolico, con l’accoglienza e l’apertura verso chi professa un credo diverso..
INTERCULTURA E DI "CONVIVENZA CIVILE"Personalizzazione e IRC La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA A PROPOSITO DI... INTERCULTURA E DI "CONVIVENZA CIVILE" Nel fare educazione interculturale non si può prescindere dall’insegnamento della religione cattolica in quanto la religione - come afferma Giovanni Paolo II - è “il nucleo generatore di ogni autentica cultura, in quanto costituito dal suo approccio al mistero di Dio, nel quale soltanto trova fondamento incrollabile un ordine sociale incentrato sulla dignità e responsabilità personale”. Fare IRC in chiave interculturale significa sviluppare in termini educativo-didattici le tematiche connesse all’Ecumenismo e al Dialogo interreligioso per superare stereotipi e pregiudizi, forme di chiusure e di intolleranza, e per promuovere la conoscenza, il dialogo e la convivenza tra persone di diverse culture che interagiscono su uno stesso territorio.
INTERCULTURA E DI "CONVIVENZA CIVILE"Personalizzazione e IRC La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA A PROPOSITO DI... INTERCULTURA E DI "CONVIVENZA CIVILE" La Convivenza pacifica è il fine e la logica conseguenza della conoscenza e del dialogo e il fine ultimo dell’educazione interculturale. Essa comporta il superamento di ogni forma di intolleranza e di conflittualità negativa, permettendo a persone di razza, cultura e religione diverse di “vivere insieme” nel piccolo villaggio del mondo. Il riferimento fondamentale della convivenza è la dignità della persona umana. L’altro è la persona da rispettare in tutte le sue manifestazioni e dimensioni, è la persona con la quale, in un clima di solidarietà e reciprocità, dobbiamo collaborare per costruire un futuro migliore. Questo tipo di “convivenza”, resta per il Cristiano un obiettivo minimo. Egli, infatti, secondo i principi del cristianesimo, non è solo la persona da rispettare, ma anche il fratello da amare in virtù della comune origine (tutti siamo creati da Dio a sua immagine e somiglianza) e della fratellanza in Cristo (morto e risorto per tutti gli uomini). Con le altre Comunità Cristiane e le altre Religioni condividiamo la ricerca della convivialità, che è vivere insieme nella verità e carità, nella condivisione e com-prensione di se stessi e degli altri, è lasciarsi coinvolgere dalle ricchezze e dalle povertà degli altri, accogliendo ed amando.
Cambiamenti interculturalie obiettivi specifici della Religione Cattolica a vent'anni dalla revisione concordataria 3 IL PORTFOLIO
La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica Il portfolio La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA IL PORTFOLIO RICHIEDE "ATTENZIONE" A: DOCUMENTI GENERALI ESTERNI E INTERNI RUOLO della FAMIGLIA - ALUNNI 2 3 1 VALUTAZIONE 4 COLLEGIALITA' - RESPONSABILITA' - SINERGIE e INTESE collegiali, tutor-equipe
I MODELLI OPERATIVI DELLA VALUTAZIONE,Il portfolio La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA LA VALUTAZIONE NELLA SCUOLA AUTONOMA E RIFORMATA I MODELLI OPERATIVI DELLA VALUTAZIONE, evolvono col tempo e si storicizzano, in base alle svolte culturali che si verificano, all’ evoluzione del pensiero pedagogico, al modo di vedere la scuola, , ecc. Questo ci deve far capire che dietro ogni modello operativo di valutazione c’è una cultura della valutazione che, prendendo corpo in una serie di norme giuridiche, vincola operativamente i comportamenti collettivi ed individuali all’interno della scuola
La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica Il portfolio La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA LA VALUTAZIONE NELLA SCUOLA AUTONOMA E RIFORMATA PARLARE DI VALUTAZIONE NELLA SCUOLA DELL’AUTONOMIA E DELLA RIFORMA SIGNIFICA DELINEARE DUE DIFFERENTI PIANI: il PIANO DELLA VALUTAZIONE ESTERNA, realizzata dall’ I.N.VAL.S.I., con funzione di supporto alle politiche educative nazionali e alla valutazione interna della scuola il PIANO DELLA VALUTAZIONE INTERNA; 1 2
La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica Il portfolio La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA Dai documenti nazionali emerge la modalità con cui osservare lo studente: · considerando le sue capacità potenziali · confrontando le conoscenze e le abilità che possiede con quelle indicate negli OSA · definendo quali obiettivi formativi sono a lui accessibili e per lui significativi per promuovere le competenze personali. competenze capacità abilità conoscenze NATURA CULTURA VITA UNITA' DI APPRENDIMENTO LA VALUTAZIONE DEVE ESSERE COERENTE CON QUESTA IMPOSTAZIONE OBIETTIVI FORMATIVI Sono il centro o il perno attorno a cui tutta l’UA ruota
NELLA VALUTAZIONE TRADIZIONALEIl portfolio La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA La VALUTAZIONE tradizionale NELLA VALUTAZIONE TRADIZIONALE valutando ciò che un ragazzo “sa”, si controlla e si verifica la “riproduzione” ma non la “costruzione” e lo “sviluppo” della conoscenza e neppure la “capacità di applicazione reale” della conoscenza posseduta. LA VALUTAZIONE AUTENTICA Una valutazione che voglia essere maggiormente autentica dovrebbe consentire di esprimere un giudizio più esteso dell’apprendimento e cioè della capacità di pensiero critico, di soluzione dei problemi, di metacognizione, di efficienza nelle prove, di lavoro in gruppo, di ragionamento e di apprendimento permanente (Arter & Bond,l996).
Per questo nella valutazione autentica le prove sono preparateIl portfolio La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA LA VALUTAZIONE AUTENTICA La prospettiva di una “valutazione alternativa” (=AUTENTICA) in sostituzione di quella tradizionale sta a indicare una valutazione che intende verificare non solo ciò che uno studente sa, ma ciò che “sa fare con ciò che sa” fondata su una prestazione reale e adeguata dell’apprendimento. Grant Wiggins (l993) La valutazione autentica o alternativa si fonda quindi anche sulla convinzione che l’apprendimento scolastico non si dimostra con l’accumulo di nozioni, ma con la capacità di generalizzare, di trasferire e di utilizzare la conoscenza acquisita a contesti reali. Per questo nella valutazione autentica le prove sono preparate in modo da richiedere agli studenti di utilizzare processi di pensiero più complesso, più impegnativo e più elevato.
La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica Il portfolio La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA La valutazione autentica o alternativa GENERA UNO SPOSTAMENTO DELL’ATTENZIONE VALUTATIVA dall’asse degli apprendimenti culturali (conoscenze e abilità) all’asse della maturazione personale (capacità e competenze), individuato come l’asse portante e di riferimento per tutte le pratiche di valutazione. significa affermare che qualsiasi pratica valutativa non deve mai perdere di vista l’unità della persona e la continuità del processo formativo conoscenze e abilità sono un accertamento strumentale e di mezzo, estrinseco rispetto all’essere del soggetto, alla sua individualità e specificità I DUE PIANI (AVERE e ESSERE – ISTRUZIONE e FORMAZIONE) Per quanto connessi, sono due piani differenti … si richiamano, ma non sono sovrapponibili La sfida delle scuola dell’autonomia è di far convivere, mediante un giusto equilibrio, la tensione verso l’oggettività con quella verso il significato.
PORTFOLIO DELLE COMPETENZEIl portfolio La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA PORTFOLIO IN ENTRATA dell'allievo UNITA' DI APPRENDIMENTO L'INSIEME DELLE UA EFFETTIVAMENTE SVOLTE PIANO PERSONALIZZATO DELLE ATTIVITA' EDUCATIVE PIANO DI STUDIO PERSONALIZZATO PORTFOLIO DELLE COMPETENZE IN USCITA - al termine di ogni anno scolastico È il punto di arrivo del percorso compiuto, il punto di partenza per la promozione progressiva delle competenze definite nel PECUP alla fine del primo ciclo di istruzione.
Dalle INDICAZIONI NAZIONALI IL COLLEGIO DEI DOCENTI deve effettuarreIl portfolio La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA Dalle INDICAZIONI NAZIONALI l’individuazione dei criteri di scelta per organizzare i materiali contenuti nel Portfolio è un preciso dovere di ogni istituzione scolastica il Portfolio non deve essere semplicemente un contenitore ma una selezione di materiali dotata di organicità e significatività i materiali sono scelti con precise annotazioni sia dei docenti, sia delle famiglie, ed eventualmente, degli alunni comprende due sezioni, una valutativa e l’altra orientativa, in cui comunque le due dimensioni della valutazione e dell’orientamento sono strettamente interconnesse; la compilazione esige il coinvolgimento dell’alunno e della famiglia IL COLLEGIO DEI DOCENTI deve effettuarre
La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica Il portfolio La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA IL PORTFOLIO ESTESO Il Portfolio “seguirà poi lo studente per tutta la durata del suo percorso scolastico. Con gli opportuni adattamenti, potrà, inoltre rimanere un documento che accompagna i cittadini anche dopo i 12 anni di istruzione e formazione obbligatoria come strumento da utilizzare per la ricerca del lavoro, la riconversione professionale e la formazione continua”. Portfolio annuale, o biennale, potrà essere consegnato all’alunno, suddiviso in volumi IL PORTFOLIO RIDOTTO Ha la funzione di documento formale del percorso scolastico degli alunni: Rimane agli atti della Scuola, in forma meno estesa, contiene gli elementi di valutazione e orientamento che certificano l’apprendimento dello studente. È predisposto secondo gli stessi criteri di quello esteso, ma ha una forma più agile
Cambiamenti interculturalie obiettivi specifici della Religione Cattolica a vent'anni dalla revisione concordataria ORGANIZZAZIONE E RIFORMA 4
La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica L'organizzazione La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA Organizzazione L’organizzazione non è mai neutra È specchio di un’idea specifica di scuola Deve essere funzionale: nessuna organizzazione è valida in assoluto ogni organizzazione deve essere calata nel contesto
(quota fissa/quota opzionale)L'organizzazione La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA PUNTI FOCALI Tenere il tutto organizzativo in base ad una progettualità forte unitaria di scuola (quota fissa/quota opzionale) Abbattere i vincoli rigidi e utilizzare la flessibilità funzionalmente al progetto della scuola e alla didattica
Modello a scelta liberoL'organizzazione La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA La proposta va fatta in tempo utile alle famiglie perché scelgano secondo criteri non quantitativi, ma qualitativi. La scelta va guidata secondo i reali bisogni degli alunni. Ogni scuola deve innanzitutto decidere, sulla base dei bisogni formativi riscontrati, quali insegnamenti e attività mettere in conto alla quota F/O, quale monte ore destinare ad ogni insegnamento e attività, secondo quali modalità temporali. TRE MODELLI La scuola propone tre opzioni possibili di tempo scuola, già pre-confezionati, predeterminando i laboratori per ciascuno di essi. Modello strutturato obbligatorio a 891 ore (ossia 27 ore medie) – senza attività o laboratori opzionali (solo ordinari); opzionale a 990 ore (891+99, ossia 30 ore medie) – che preveda un numero di attività o laboratori F/O e relativa quantificazione oraria, tali da arrivare a 99 ore; opzionale a 1089 ( , ossia 33 ore medie) – che preveda un numero di attività o laboratori F/O, tali da arrivare a 198 ore. La scuola propone una serie di laboratori tra cui gli alunni-famiglie devono scegliere Modello a scelta libero La scelta delle famiglie deve comunque prevedere un blocco che consenta agli alunni di effettuare ore (p. es. 3 o 6 laboratori di 33 ore ciascuno) Il modello prevede l’integrazione delle dei due modelli precedenti. Modello a scelta mista Si potrebbe, ad esempio, proporre una quota già confezionata, x es. 3 lab di 33 ore, e dare la possibilità di scegliere tra varie proposte altri 3 laboratori di 33 ore B = 24 x 33 C= B - A B = 24 x 33
Cambiamenti interculturalie obiettivi specifici della Religione Cattolica a vent'anni dalla revisione concordataria 5 TUTOR E RIFORMA
La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica Il tutor La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA Il tutor nella moderna accezione, esplica una funzione di supporto-guida allo studente per aiutarlo ad affrontare lo studio e a superarne le difficoltà e le frustrazioni senza lasciarsi demotivare dall’insuccesso.
La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica Il tutor La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA Le due funzioni coordinatore e tutor COODINATORE svolge all’interno della scuola un ruolo finalizzato a favorire e a mantenere comunicazioni e relazioni virtuose con/tra studenti, colleghi, famiglie, istituzioni e enti esterni alla scuola; sa documentare le esperienze ottimizzare la circolazione delle informazioni e delle programmazioni; propizia collaborazioni interdisciplinari e transdisciplinari; cura gli orari e le eventuali modifiche
La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica Il tutor La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA TUTOR sa accogliere e integrare gli studenti affidatigli nel gruppo: sa individuarne potenzialità e limiti, sa consigliare sui Laboratori che sarebbe bene essi frequentassero sulla base degli <<stili di apprendimento>> e dei livelli di preparazione; sa monitorare i progressi degli allievi favorire la creazione delle condizioni più opportune affinché vengano superate le difficoltà presenti nel percorso di formazione. offre attenzione, ascolto, guida, orienta, accogliendo, se è il caso, anche le richieste di aiuto.
La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica Il tutor La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA Il coordinatore-tutor nei Documenti della Riforma ATTIVITÀ e COORDINAMENTO TEAM “ASSICURA una presenza temporale di almeno 18 ore settimanali con gli alunni nei primi tre anni della scuola primaria” “SVOLGE funzioni di coordinatore del team docente” “FACILITA le relazioni interpersonali ed educative”
Il coordinatore-tutor nei Documenti della RiformaIl tutor La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA Il coordinatore-tutor nei Documenti della Riforma I PERCORSI FORMATIVI “ASSICURA la coerenza e la gradualità dei percorsi formativi” “CURA la continuità educativa e didattica”; “PROGETTA un’organizzazione del percorso formativo degli allievi; una successione organica e ordinata dei momenti differenti tra gruppi classe, di livello, di compito o progetto ed elettivi” “COORDINA i percorsi formativi per gli alunni; “MONITORA per apportare adattamenti in itinere sia di intensificazione sia di rallentamento”;
Il coordinatore-tutor nei Documenti della RiformaIl tutor La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA Il coordinatore-tutor nei Documenti della Riforma LABORATORI “INDICA in accordo con altri docenti e famiglie quali laboratori possono essere particolarmente utili per lo sviluppo delle capacità di ciascun allievo” “può CONDURRE moduli di lavoro all’interno di uno o più laboratori” “può SVOLGERE attività laboratoriali in presenza dell’intero gruppo classe” “può coordinare la propria attività con quella dei colleghi responsabili dei laboratori”.
Il coordinatore-tutor nei Documenti della RiformaIl tutor La riforma Moratti e l'Insegnamento della Religione Cattolica LA RIFORMA DELLA SCUOLA Il coordinatore-tutor nei Documenti della Riforma IL PORTFOLIO “RACCOGLIE osservazioni sistematiche per identificare il percorso di apprendimento adatto a ciascuno degli allievi che gli sono affidati”. “CURA la compilazione del portfolio d’intesa con altri docenti del team in collaborazione con le famiglie”. “COMPILA e AGGIORNA il portfolio delle competenze individuali in collaborazione con colleghi di laboratorio, famiglie e fanciulli”; “COINVOLGE in prima persona l’allievo nella elaborazione del portfolio”.
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References: ART. 21
 ART. 8
 Articolo 1
 Art.1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art.2
 Art.2
 art. 11