Source: https://www.centrodisolidarietarho.it/statuto/
Timestamp: 2019-03-23 03:33:26+00:00

Document:
Lo statuto del Centro di Solidarietà di Rho | Cds Rho
Statuto del Centro di Solidarietà di Rho
Art. 1) DENOMINAZIONE – SEDE LEGALE – DURATA
È costituita, ai sensi della legge 11 agosto 1991, n. 266 l’associazione di volontariato denominata “CENTRO DI SOLIDARIETÀ DELLA COMPAGNIA DELLE OPERE DI RHO – Maria Murgida e Marco Martini” con sede in Rho, via Madonna 67.
L’associazione si riconosce nei valori e nei principi che ispirano l’attività dell’associazione “Compagnia delle Opere” con sede in Milano, alla quale aderisce. L’associazione aderisce alla “Associazione dei centri di Solidarietà della compagnia delle Opere” con sede in Milano.
L’associazione è libera, apartitica e democratica e non ha fini di lucro ma persegue finalità di solidarietà sociale.
Suo scopo primario è essere strumento di presenza sociale, culturale e ricreativa per la realizzazione di una autentica solidarietà sociale con particolare riguardo alle famiglie ed alla loro funzione educativa nei riguardi dei figli, ai carcerati ed ex carcerati che anelano al reinserimento nella società, ai lavoratori ed alle persone che si affacciano sul mercato del lavoro e, più in generale, a tutte le forme di povertà e di bisogno, con ciò operando forme di carità che si ispirano alla Dottrina sociale della Chiesa.
Per realizzare i suoi scopi primari essa si propone di:
a) partecipare attivamente alle politiche del lavoro regionali assicurando all’utenza la fruizione dell’offerta complessiva dei servizi per il lavoro e garantendo altresì servizi essenziali di accompagnamento al lavoro alle persone disabili, svantaggiate, carcerate, o in stato di particolare difficoltà o debolezza;
b) promuovere attività di informazione ed orientamento dei lavoratori interagendo con le istituzioni scolastiche, la pubblica amministrazione e le altre istituzioni al fine di rendere accessibili i servizi e le opportunità disponibili sul mercato del lavoro, favorendo altresì l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro;
c) promuovere ed organizzare attività di prevenzione e contrasto alla disoccupazione mediante azioni di orientamento ed accompagnamento al lavoro, favorendo l’attuazione del principio di pari opportunità tra uomini e donne;
d) promuovere ed organizzare forme ed azioni di mediazione culturale e linguistica per i lavoratori stranieri;
e) promuovere ed organizzare azioni di formazione, informazione ed accompagnamento per favorire la mobilità professionale e territoriale dei lavoratori nonché l’accesso e l’accompagna-mento dei lavoratori svantaggiati, dei carcerati e delle persone disabili nel mondo del lavoro;
f) promuovere azioni di ricerca riguardanti il mercato del lavoro e la sua organizzazione nonché azioni e attività di monitoraggio dei flussi sul mercato del lavoro;
g) sostenere le famiglie nello sviluppo del loro compito educativo mediante:
– l’integrazione, l’aiuto ed il sostegno nello svolgimento delle attività scolastiche dei figli con particolare riguardo allo studio;
– la prevenzione del disadattamento minorile attraverso la valorizzazione delle risorse positive all’interno della famiglia ed all’esterno sui luoghi di studio e di aggregazione dei minori;
– la promozione, l’avvio e la gestione di attività culturali, ricreative e di animazione nonché di reti sociali che sostengano la persona al fine di migliorarne la qualità della vita e la famiglia nel suo compito educativo verso i figli;
– la sensibilizzazione sui problemi del disadattamento scolastico e dell’emarginazione in generale;
h) favorire l’inserimento dei giovani e, più in generale, dei disoccupati, nel mondo del lavoro fornendo informazioni riguardo la disponibilità di posti di lavoro. A questo scopo l’associazione intratterrà rapporti con Enti Pubblici, aziende artigiane, commerciali e industriali, con il mondo professionale e con le organizzazioni culturali oltre che con le organizzazioni sindacali;
i) favorire ed avviare la costituzione di corsi di educazione permanente di formazione professionale e di riqualificazione, nonché la nascita di uno stabile rapporto tra mondo della scuola e mondo del lavoro, anche tramite collaborazione con gli enti scolastici;
l) favorire i giovani nel reperimento della prima abitazione sia promuovendo la costituzione di cooperative edilizie, sia fornendo informazioni riguardo la disponibilità di alloggi;
m) promuovere attività culturali per diffondere la dottrina sociale della Chiesa mediante convegni, assemblee, spettacoli, mostre etc. anche in collaborazione con Enti pubblici e privati;
n) promuovere ed avviare attività sociali, ricreative e turistiche mediante l’organizzazione di soggiorni per attività culturali, visite al patrimonio artistico e naturale della nazione, momenti di convivenza e festa, organizzazione di attività sportive in genere;
o) promuovere ed organizzare la raccolta di viveri, vestiario, farmaci, elargizioni, contributi ed aiuti in genere a favore di realtà e di persone bisognose, tanto in Italia quanto a quelle presenti nel Terzo Mondo;
p) promuovere l’organizzazione, anche attraverso terzi, di centri di somministrazione di alimenti, bevande e generi di ristoro con servizio bar, tavola calda e mensa.
L’associazione si avvale di ogni strumento utile al raggiungimento degli scopi sociali ed in particolare della collaborazione con gli Enti locali, anche attraverso la stipula di apposite convenzioni, ai sensi dell’art. 7 della legge n. 266/1991 della partecipazione ad altre associazioni, società o Enti aventi scopi analoghi o connessi ai propri.
L’associazione potrà in particolare accedere a contributi e sovvenzioni di qualsiasi genere previste dalle vigenti normative regionali, nazionali o comunitarie ed offrire collaborazione, assistenza e consulenza nei settori di attività.
Essa potrà assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo esclusivamente nei limiti necessari al suo regolare funzionamento.
L’associazione potrà infine svolgere qualsiasi altra attività culturale o ricreativa e potrà compiere qualsiasi operazione economica o finanziaria, mobiliare o immobiliare, purché operi per il migliore raggiungimento dei propri fini istituzionali.
L’associazione si compone di un numero illimitato di soci. Nell’associazione si distinguono:
– i soci volontari;
– i soci sostenitori.
Sono soci fondatori coloro che intervengono all’atto costitutivo e danno vita alla prima fase degli organi sociali. Sono soci volontari tutti coloro che, avendo presentato domanda, avendo accettato totalmente il presente statuto ed il regolamento interno, e impegnandosi per il raggiungimento degli scopi che l’associazione si prefigge, vengono ammessi a farne parte dal Consiglio Direttivo e prestano una attività gratuita e volontaria in favore dell’associazione, sempre secondo le modalità stabilite dal Consiglio Direttivo.
Sono soci sostenitori le persone giuridiche aderenti e tutti coloro che desiderano versare una quota annuale maggiore di quella ordinaria, in segno tangibile di appoggio alle iniziative ed all’attività dell’associazione.
Tutti i soci godono degli stessi diritti e sono assoggettati agli stessi doveri e sono tenuti al pagamento delle quote associative nella misura stabilita annualmente dal Consiglio Direttivo pena l’esclusione dall’associazione.
Possono chiedere di essere ammessi come soci sia le persone fisiche sia le persone giuridiche, sia le associazioni di fatto, mediante inoltro di domanda scritta sulla quale decide senza obbligo di motivazione il Consiglio Direttivo. La medesima persona può appartenere anche a più categorie di soci.
Art. 4) DIRITTI DOVERI E PRESTAZIONI DEI SOCI
Tutti i soci sono tenuti ad osservare le disposizioni statutarie e regolamentari nonché le direttive e le deliberazioni che nell’ambito delle disposizioni medesime sono emanate dagli organi dell’associazione.
Le prestazioni fornite dai soci volontari sono a titolo gratuito e non possono essere retribuite nemmeno dal beneficiario. Ai soci volontari possono essere rimborsate soltanto le spese effettivamente sostenute e documentate, secondo opportuni parametri validi per tutti gli aderenti, preventivamente stabiliti dal Consiglio Direttivo e approvati dall’Assemblea.
Art. 5) PERDITA DELLA QUALIFICA DI SOCIO
a) per dimissioni volontarie, da comunicarsi per iscritto al Consiglio Direttivo tre mesi prima della scadenza dell’esercizio;
b) per decadenza, e cioè per la perdita dei requisiti in base ai quali è avvenuta l’ammissione; tra le altre costituisce causa di decadenza dalla qualifica di socio il mancato versamento della quota associativa annuale nei termini prescritti dal Consiglio Direttivo il quale ne constata la avvenuta decadenza avanti alla successiva assemblea;
c) per delibera assembleare di esclusione per accertati motivi di incompatibilità o per aver contravvenuto alle norme ed obblighi del presente statuto, o per altri motivi che comportino indegnità. A tale scopo il Consiglio Direttivo sottoporrà la proposta di esclusione alla assemblea dei soci che decide in merito all’esclusione. La delibera viene notificata dal Consiglio Direttivo al socio escluso con mezzi idonei ad assicurare la prova dell’avvenuta notifica. In ogni caso il socio escluso può ricorrere all’autorità giudiziaria entro sei mesi dal giorno in cui gli è stata notificata la deliberazione di esclusione.
L’assemblea viene convocata in via ordinaria almeno una volta all’anno entro quattro mesi e occorrendo in seconda convocazione entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio per l’approvazione del bilancio e per l’eventuale rinnovo delle cariche sociali.
a) su richiesta del Consiglio Direttivo;
b) su richiesta, indirizzata al Presidente, di almeno un decimo dei soci.
L’assemblea dei soci è presieduta dal Presidente o da chi ne fa le veci. In essa ciascun socio può farsi rappresentare da un altro socio. Ogni socio non può avere più di due deleghe, salvo i soci fondatori che potranno rappresentare più associati.
Le assemblee ordinarie e straordinarie sono convocate, con preavviso di almeno 8 giorni liberi, mediante invito per lettera oppure e-mail indirizzato ai soci a cura della presidenza; in casi di urgenza il termine di preavviso può essere ridotto a 5 giorni purché la convocazione venga effettuata a mezzo telegramma o con qualsiasi altro mezzo ritenuto idoneo dal presidente.
L’assemblea il sede ordinaria è regolarmente costituita in prima convocazione con la presenza di almeno la metà dei soci e delibera a maggioranza. In seconda convocazione è regolarmente costituita qualunque sia il numero dei presenti e delibera sempre a maggioranza.
L’assemblea straordinaria è validamente costituita sia in prima che in seconda convocazione quando sono presenti almeno i tre quarti dei soci e delibera con la maggioranza dei presenti.
Per le deliberazioni inerenti lo scioglimento dell’associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno i tre quarti dei soci.
È ammesso l’intervento per delega da conferirsi per iscritto esclusivamente ad un altro socio. Ogni socio non può rappresentare più di altri cinque soci.
I verbali della riunione dell’assemblea sono redatti da un segretario verbalizzante scelto dall’assemblea e controfirmati dal presidente. Ogni socio può far allibrare, successivamente alla stesura del verbale, eventuali chiarimenti in ordine al suo pensiero espresso in assemblea.
Il presidente ha inoltre la facoltà, quando lo ritenga opportuno, di nominare segretario dell’assemblea un notaio.
Il Consiglio Direttivo è composto da tre a undici membri scelti liberamente dall’assemblea tra tutti i soci.
Il Consiglio Direttivo viene eletto dall’assemblea dei soci a maggioranza semplice. Qualora venisse a mancare uno o più membri del Consiglio Direttivo, gli altri integreranno il Consiglio per cooptazione. I membri cooptati dureranno in carica fino alla scadenza del Consiglio che li ha cooptati. Qualora venisse a mancare la maggioranza dei membri, tutto il Consiglio decade e l’assemblea deve provvedere alla nuova elezione.
Il Consiglio direttivo dura in carica tre esercizi ed i suoi membri sono rieleggibili. Al Consiglio direttivo spettano i più ampi poteri per l’ordinaria e straordinaria amministrazione.
Il Consiglio direttivo può compilare un regolamento per il funzionamento dell’associazione che deve essere sottoposto all’assemblea per l’approvazione, di singoli settori di attività e di tutte le iniziative ad essa promesse, regolamento la cui osservanza è obbligatoria per tutti gli associati.
Potrà altresì distribuire incarichi di responsabilità per la gestione ordinaria di tali settori o iniziative fra i propri componenti o fra i soci.
Il Consiglio Direttivo può conferire eventuali deleghe di funzioni sia al Presidente, sia ai singoli componenti il Consiglio stesso, nei limiti individuati con propria deliberazione assunta nelle forme previste dalla legge e dal presente statuto.
Il Consiglio Direttivo, nell’esercizio delle sue funzioni, può avvalersi della collaborazione di commissioni consultive o di studio, nominate dal consiglio stesso, composte da soci o da non soci.
Il Consiglio direttivo si riunisce tutte le volte che il Presidente lo ritenga necessario o che ne sia fatta richiesta di almeno un terzo dei suoi membri, e comunque una volta per ogni esercizio per deliberare in ordine alla predisposizione del progetto di bilancio ed alle quote sociali.
Per la validità delle deliberazioni occorre la presenza effettiva della maggioranza dei membri del Consiglio direttivo e il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
Il Consiglio direttivo è presieduto dal presidente, in sua assenza i membri del comitato nominano un presidente di turno.
Il Presidente è eletto dall’assemblea. Ha la legale rappresentanza dell’Associazione nei confronti dei terzi ed in giudizio; firma gli atti e quanto occorra per l’esplicazione degli affari che vengono deliberati dal Consiglio Direttivo.
Nei casi di decesso, dimissioni, decadenza, permanente impedimento del Presidente, in attesa della nomina del nuovo Presidente, ne fa le veci un Vice Presidente che viene eletto dal Consiglio Direttivo.
Al presidente non può essere corrisposto compenso alcuno e la sua carica è assolutamente gratuita, salvo il rimborso delle spese sostenute a piè di lista per il suo ufficio.
Art. 10) ORGANO DI CONTROLLO
L’amministrazione e i conti dell’associazione potranno essere controllati da un Organo di controllo che, qualora nominato in forma collegiale, dovrà essere composto da tre membri effettivi di cui almeno uno (il presidente) iscritto al Registro dei Revisori dei Conti. Nel caso di nomina di un organo monocratico, lo stesso dovrà essere in ogni caso scelto tra professionisti iscritti al Registro dei Revisori dei Conti.
L’organo di controllo dura in carica tre esercizi e potrà essere retribuito per la sua opera.
Art. 11) RISORSE ECONOMICHE, PATRIMONIO DESTINAZIONE DEGLI AVANZI DI GESTIONE
b) dal patrimonio libero dell’associazione formato con gli avanzi di gestione annuali;
c) dalle eventuali riserve istituite dall’assemblea e destinate a particolari scopi o attività;
d) dai beni mobili ed immobili che diverranno di proprietà dell’associazione.
a) dalle quote associative e dagli eventuali contributi volontari dei soci che potranno essere richiesti in relazione alle necessità e al funzionamento dell’associazione;
b) dai maggiori contributi versati dai soci sostenitori;
b) dai contributi contrattuali (su convenzione), in conto capitale, in conto esercizio, e/o a fondo perso degli enti pubblici e di altre persone fisiche e giuridiche private;
c) da eventuali donazioni, anche modali, erogazioni liberali, lasciti anche testamentari;
d) dalle entrate per attività commerciali e produttive marginali prestate dall’associazione;
È fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o distribuzione non siano imposte dalla legge. L’eventuale avanzo di gestione sarà reinvestito per il perseguimento degli scopi istituzionali.
Gli esercizi sociali si chiudono il 31 dicembre di ogni anno e con la chiusura dell’esercizio verrà predisposto il progetto di bilancio che, insieme con la Relazione sull’andamento delle attività sociali, dovrà essere presentato all’assemblea per l’approvazione entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale e, in caso di mancato raggiungimento del quorum costitutivo, entro sei mesi in seconda convocazione.
Dal bilancio devono risultare dettagliatamente i beni, i contributi o i lasciti ricevuti dall’associazione.
Lo scioglimento è deliberato dall’assemblea straordinaria con maggioranza di almeno i tre quarti degli aventi diritto. La delibera di scioglimento nomina uno o più liquidatori che provvederanno alla liquidazione del patrimonio risultante dalla liquidazione.
In caso di scioglimento il patrimonio dell’associazione non potrà essere diviso tra i soci ma, su proposta del Consiglio Direttivo approvata dall’assemblea, sarà interamente devoluto, sentita l’Agenzia istituita con D.P.C.M. del 26 settembre 2000, ad altre associazioni di volontariato aderenti alla “Associazione della Compagnia delle Opere” operanti in identico o analogo settore.
Art. 14) NORME DI RINVIO

References: Art. 1

Art. 4

Art. 5

Art. 10

Art. 11

Art. 14