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Timestamp: 2019-05-24 23:59:40+00:00

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Autovelox: nulla la multa se manca l'ordinanza del Prefetto
da Soluzione Multa | Dic 2, 2018 | Autovelox, Come contestare una multa, Guide | 6 commenti
La Corte di Cassazione con una recente sentenza ha ribadito che se nel verbale è assente l’indicazione dell’ordinanza Prefettizia che autorizza la rivelazione attraverso autovelox la multa è incompleta e quindi può essere annullata.
Questo perché, come ha ribadito la Corte di Cassazione, è fondamentale garantire il diritto di difesa all’automobilista al quale viene contestata la violazione, pertanto, è necessario che nel verbale siano indicati gli estremi del decreto prefettizio che autorizza la contestazione differita.
La novità, dunque, per contestare la multa, riguarda l’eccesso di velocità in strade urbane “di scorrimento” e quelle “extraurbane secondarie”. Perché in queste strade l’autovelox può essere installato “in modalità fissa e automatica”, ossia senza la presenza della polizia, solo previa autorizzazione del prefetto.
Quando il verbale deve indicare anche gli estremi dell’ordinanza del Prefetto
Il Codice della Strada prevede un principio generale di contestazione immediata delle violazioni in materia di violazione limiti di velocità accertate con autovelox, questo significa che gli organi accertatori possono procedere liberamente alla cosiddetta contestazione differita – ovvero senza l’obbligo di fermare immediatamente il conducente – solo sulle autostrade e strade extraurbane principali.
Mentre sulle strade “urbane di scorrimento” e sulle strade “extraurbane ordinarie” la rilevazione in assenza di contestazione immediata può essere effettuata solo se autorizzata da un apposito decreto del Prefetto.
Pertanto come precisato dall’art. 4 della Legge 168/2002 che disciplina i cosiddetti controlli di velocità da “remoto”, cioè con autovelox tali rilevazioni sono sempre possibili sulle autostrade e sulle strade “extraurbane principali” ma non sulle strade “urbane ordinarie”, mentre per quelle “extraurbane ordinarie” e per quelle “urbane di scorrimento” o “ad alto scorrimento” occorre l’autorizzazione del Prefetto.
Quindi nel caso in cui l’autovelox sia stato posizionato su una strada “urbana ordinaria”, il verbale è sempre annullabile, anche se il tratto di strada è stato inserito all’interno del decreto del Prefetto che autorizza la rilevazione senza obbligo di contestazione immediata della violazione.
Infatti la rilevazione mediante autovelox senza contestazione immediata – cioè senza la presenza degli agenti – nelle strade urbane è possibile solo per quelle di “scorrimento” caratterizzate da pericolosità, traffico o difficoltà nel fermare il veicolo.
Quando una strada può essere classificata come “urbana di scorrimento” o “extraurbana secondaria”
L’articolo 2 del Codice della Strada identifica come strada “urbana di scorrimento” quella a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia e un’eventuale corsia riservata ai mezzi pubblici.
Tale strada deve poi avere una banchina pavimentata a destra e marciapiedi con eventuali intersezioni a raso semaforizzate, inoltre ai lati della carreggiata deve prevedere aree o fasce laterali con immissioni e uscite concentrate.
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 490/2019 ha precisato che il dato testuale – del citato articolo 2 – impone:
la presenza della banchina pavimentata a destra, del marciapiede e delle aree di sosta, i quali costituiscono perciò elementi strutturali necessari della strada urbana di scorrimento, ovvero i requisiti minimi
Lo stesso articolo 2 del Codice della strada qualifica la strada “extraurbana secondaria” come quella al di fuori del centro abitato “ad unica carreggiata con almeno una corsia per senso di marcia e banchine”.
Quando la strada presenta le caratteristiche elencate, la rilevazione della velocità mediante autovelox in assenza di contestazione immediata può essere effettuata solo se la strada in cui avviene è espressamente indicata nel decreto Prefettizio che autorizza la contestazione differita della violazione per esigenze di tutela della circolazione.
Nulla la multa con autovelox se nel verbale mancano gli estremi del decreto Prefettizio
Con la sentenza n. 26441 del 20 dicembre 2016 la Corte di Cassazione ha affermato il principio secondo cui: la multa per eccesso rilevata con autovelox su strada “urbana ad alto scorrimento” o “extraurbana secondaria” è nulla se non contiene gli estremi del decreto Prefettizio.
La Corte richiamando precedenti sentenze ha ribadito che:
La mancata indicazione degli estremi del decreto prefettizio nel verbale di contestazione integra un vizio di motivazione del provvedimento sanzionatorio, che pregiudica il diritto di difesa e non è rimediabile nella fase eventuale di opposizione (Cass., sez. 2, sentenza n. 2243 del 2008; Cass. ordinanza n. 331 del 2015).
Il decreto prefettizio pertanto ha lo scopo di verificare che l’installazione dell’autovelox in “modalità automatica” corrisponda davvero ad esigenze di tutela della circolazione e non a scopi di cassa del Comune.
Tale orientamento è stato ribadito dalla stessa Corte di Cassazione con la sentenza n. 24214 del 4 ottobre 2018, con la quale ha precisato che:
La mancata indicazione degli estremi del decreto prefettizio nella contestazione integra, un vizio di motivazione del provvedimento sanzionatorio, che pregiudica il diritto di difesa e non è rimediabile nella fase eventuale di opposizione
Inoltre la Corte ha rilevato che l’indicazione degli estremi del decreto prefettizio è necessaria per consentire all’automobilista, mediante l’accesso alla documentazione amministrativa, di conoscere i motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, pertanto si precisa nella sentenza:
Il trasgressore deve poter rinvenire gli estremi del decreto prefettizio che tali motivi, più ampiamente, esplicita (…)
Quali caratteristiche deve avere l’ordinanza prefettizia che autorizza la rilevazione con autovelox senza la contestazione immediata
Tale decreto deve indicare esattamente la strada o il tratto di strada in cui l’autovelox può essere installato, questo perché l’ordinanza è necessaria per verificare se l’autovelox è stato installato in un tratto di strada in nel quale esistono realmente esigenze di tutela della circolazione, che legittimano l’impiego di strumenti di accertamento a distanza delle violazioni in deroga al principio generale della contestazione immediata, e non per garantire entrate extra all’amministrazione.
Il Prefetto gode di ampia discrezionalità nello stabilire in quali strade, diverse dalle autostrade e dalle strade extraurbane principali, il fermo immediato del veicolo rischia di pregiudicare la sicurezza degli agenti accertatori, la fluidità del traffico o l’incolumità di automobilisti e agenti accertatori.
Tuttavia la Corte di Cassazione con la sentenza. n. 7872 /2011 ha chiarito che il provvedimento prefettizio che autorizza la rilevazione in assenza di contestazione immediata può includere soltanto le strade del tipo imposto dalla legge.
Pertanto il decreto Prefettizio che autorizza la rilevazione in assenza di contestazione immediata in una strada “extraurbana secondaria” o “urbana di scorrimento” che non presenta i requisiti minimi previsti dalla legge è illegittimo e di conseguenza è illegittima la rilevazione effettuata con tali dispositivi.
Tale conclusione è stata confermata dal Tribunale di Firenze con la sentenza n. 1518 del 22 maggio 2018 con la quale ha ritenuto illegittimo il decreto prefettizio di installazione di un autovelox su una strada priva dei requisiti strutturali “minimi” per qualificarla come strada urbana di scorrimento e pertanto in tale tratto alla rilevazione avrebbe dovuto seguire la contestazione immediata.
A seguito della Sentenza n. 26441 del 20 dicembre 2016 se nel verbale per eccesso di velocità rilevato su strada “urbana di scorrimento” o su strada “extraurbana secondaria” è assente l’indicazione dell’ordinanza Prefettizia che autorizza la rivelazione attraverso autovelox senza contestazione immediata la multa è incompleta è quindi può essere annullata.
La stessa Corte di Cassazione ha precisato che al fine di garantire il diritto di difesa dell’autore dell’infrazione, è sufficiente che nel verbale di contestazione vengano richiamati gli estremi del decreto prefettizio che autorizza contestazione differita, potendo l’automobilista destinatario del verbale ottenere ogni utile informazione con l’esercizio del diritto di accesso alla documentazione amministrativa.
Se hai già ricevuto una multa per eccesso di velocità su strada “urbana di scorrimento” o “extraurbana secondaria” e questa non contiene gli estremi dell’ordinanza del Prefetto non esitare a presentare ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace contro il verbale per eccesso di velocità utilizzando il nostro servizio di redazione del ricorso a cui puoi accedere cliccando sul tasto “Voglio acquistare il ricorso”.
Tuttavia anche se il verbale contiene l’indicazione dell’ordinanza questo potrebbe presentare altri vizi sui quali fondare il ricorso, pertanto se vuoi far osservare il verbale ad occhi esperti clicca sul tasto “Si, voglio la consulenza” e fai analizzare il verbale da uno dei nostri specialisti.
claudio	il Febbraio 24, 2018 alle 10:08 pm
l’indicazione del decreto prefettizio è necessaria anche se l’autovelox è posizionato lungo una strada extraurbana secondaria con la presenza dei vigili? O solo nel caso che non sia presidiato e invii i dati da remoto?
Soluzione Multa	il Febbraio 24, 2018 alle 11:17 pm
In assenza dell’apposita autorizzazione prefettizia può ritenersi illegittima l’installazione di autovelox fissi, che quindi non prevedono la presenza degli agenti per la contestazione immediata.
La rilevazione è da ritenere illegittima anche in presenza degli agenti, quando in assenza della specifica ordinanza di autorizzazione non provvedono alla contestazione immediata dell’infrazione.
Nilo Pacenza	il Gennaio 21, 2017 alle 10:36 am
nel mio caso ho ricevuto due multe per omissione di cui una probabilmente nei termini e l’altra no. In realtà la tesi che volevo adottare era diversa. Entrambe le contravvenzioni sono avvenute con due auto a noleggio, il cui contratto non prevede seconda guida. La notifica mi è arrivata tramite la società di noleggio, e in NESSUN MODO il conducente poteva essere differente da chi ha ricevuto la contravvenzione (cioè il sottoscritto). la comunicazione dei dati era prevista ma in questo non necessaria poiche la stessa polizia ha dovuto richiedere i dati alla società di noleggio per fare la contravvenzione.
Soluzione Multa	il Gennaio 21, 2017 alle 1:20 pm
Non conosco il dettaglio delle condizioni contrattuali previste dalla società presso la quale ha effettuato il noleggio, tuttavia generalmente la violazione delle condizioni di noleggio ha generalmente effetti sul piano assicurativo e della responsabilità per i danni al veicolo, nonché sulle limitazioni/esclusioni di responsabilità previste dal contratto eventualmente sottoscritto. Mentre tali violazioni non hanno particolare rilievo in tema di sanzioni per violazioni al Codice della Strada.
Sottoscrivendo il contratto di noleggio il cliente accetta che i suoi dati e una copia del contratto siano trasmessi all’autorità competente per la rinotifica del verbale. Tuttavia in alcuni casi le società possono non essere autorizzate ad effettuare tale comunicazione, per tali ipotesi la società di noleggio provvederà ad effettuare il pagamento della sanzione addebitando i relativi costi al cliente (si tratta di una clausola presente nella maggioranza delle condizioni contrattuali di noleggio che abbiamo avuto modo di visionare).
A seguito della citata rinotifica del verbale il titolare del contratto dovrà poi comunicare le generalità dell’effettivo conducente, poiché come detto il mancato rispetto della clausola relativa alla guida esclusiva, nella generalità dei casi, non ha effetti al fine dell’applicazione della sanzione accessoria della decurtazione dei punti della patente di guida.
massimo	il Gennaio 17, 2017 alle 11:32 am
Buongiorno ho ricevuto una multa che però purtroppo mia madre ha gia pagato. È una multa per eccesso di velocità in Via della chiesa Rossa palo n. 125 a Milano. Stavo cercando dei modi per fare ricorso e ho trovato il vostro articolo. Sulla mia multa è indicato il Decreto Prefettizio ma leggendo nel decreto non è indicato il nome della via esatta ma solo il tipo di strada. Era quindi possibile fare ricorso quindi l’ho pagata per niente?
Soluzione Multa	il Gennaio 17, 2017 alle 9:41 pm
Il pagamento della multa impedisce la presentazione del ricorso.

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