Source: https://www.slideserve.com/callum/l-impatto-della-direttiva-servizi-sulle-attivit-commerciali-di-serenella-milia
Timestamp: 2018-06-19 17:01:15+00:00

Document:
PPT - L’impatto della Direttiva Servizi sulle attività commerciali di Serenella Milia PowerPoint Presentation - ID:5639763
L’impatto della Direttiva Servizi sulle attività commerciali di Serenella Milia PowerPoint Presentation
L’impatto della Direttiva Servizi sulle attività commerciali di Serenella Milia
<iframe src="https://www.slideserve.com/embed/5639763" width="600" height="485" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" style="border:1px solid #CCC;border-width:1px 1px 0;margin-bottom:5px" allowfullscreen webkitallowfullscreen mozallowfullscreen> </iframe>
L’impatto della Direttiva Servizi sulle attività commerciali di Serenella Milia - PowerPoint PPT Presentation
L’impatto della Direttiva Servizi sulle attività commerciali di Serenella Milia in rappresentanza del Coordinamento delle Regioni Italiane. Direttiva “Bolkestein” persegue l’obiettivo di garantire la libera concorrenza dei servizi nel mercato interno. Decreto legislativo 26 marzo 2010 n. 59
PowerPoint Slideshow about 'L’impatto della Direttiva Servizi sulle attività commerciali di Serenella Milia' - callum
di Serenella Milia
Coordinamento delle Regioni Italiane
Direttiva “Bolkestein”
persegue l’obiettivo di garantire la libera concorrenza dei servizi nel mercato interno.
“Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno”.
Entrato in vigore l’8 maggio 2010.
Articolo 84 del d.lgs. 59/2010
CLAUSOLA DELLA CEDEVOLEZZA
Il Decreto Legislativo è composto di TRE PARTI
contiene disposizioni di carattere generale, che, ai sensi del comma secondo dell’articolo 1 del decreto legislativo: “sono adottate ai sensi dell’art. 117, comma 2, lettere e) ed m), della Costituzione, al fine di garantire la libertà di concorrenza secondo condizioni di pari opportunità e il corretto ed uniforme funzionamento del mercato, nonché per assicurare ai consumatori finali un livello minimo e uniforme di condizioni di accessibilità ai servizi sul territorio nazionale”.
IMMEDIATA APPLICAZIONE e PREVALGONO sulla vigente normativa regionale, in caso di difformità.
Art. 1, comma 2 del d.lgs. 59/2010 riconduce solo le disposizioni della sua Parte prima all’articolo 117, comma 2, lettere e) ed m) della Costituzione,
La parte seconda contiene “disposizioni relative ai procedimenti di competenza dei Ministeri”.
Opinabile che si applichino perché di competenza esclusiva regionale
Contiene articolo 84
le disposizioni del presente decreto si applicano fino alla data di entrata in vigore della normativa di attuazione della direttiva 2006/123/CE, adottata da ciascuna regione e provincia autonoma
le disposizioni del decreto legislativo riconducibili a tale competenza statale riservata non sono in alcun modo derogabili dalle leggi regionali di settore
La DIRETTIVA SERVIZI e successivi provvedimenti
D.lgs.26-3-2010 n.59
D.L. 31-5-2010 n.78 Art. 49 4-bis S.C.I.A.
Convertito in L. 29-7-2010 n.122
Modificato l’art. 19 della L. 241/1990
D.P.R. 9-7-2010 n. 159AGENZIA IMPRESE
D.P.R. 7-9-2010 n. 160SPORTELLO UNICO
ENTRAMBI D.P.R.
In applicazione art. 38 L.n.133/2006
UN’OPPORTUNITÀ PER LE IMPRESE?
DOPO 27 ANNI DALLA 426/1971
D.LGS. N. 114/1998 COMMERCIO
D.LGS. N. 32/1998 CARBURANTI
PRIMA LIBERALIZZAZIONE SETTORE
L. COST. N.3/2001-TITOLO V-PARTE 2
NORMATIVE E PROGRAMMAZIONI REGIONALI IN
ALTRA LIBERALIZZAZIONE
ART. 83 BIS (C. 17-22)
SU LIBERALIZZAZIONE CARBURANTI
ART. 117 COST. , COMMA 2 LETT E) E M)
TUTELA CONCORRENZA E L.E.P.
REGOLAMENTI ATTUATIVI PER
SPORTELLO UNICO E AGENZIA IMPRESE
POCHE REGIONI CHE OGGI HANNO ADOTTATO
MATERIE DEL TESTO UNICO L.R. LIGURIA E ALTRE REGIONI
Carburanti stradali e autostradali
Phone-centre
ELEMENTI INNOVATIVI DEL T.U.C.
SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA dei procedimenti di AUTORIZZAZIONE o D.I.A. (OGGI) S.C.I.A.
CORRELAZIONE più stretta tra procedura urbanistica e commerciale sia per grandi che per medie strutture di vendita: CONFERENZE DI SERVIZI come unico momento (CONTESTUALITA’) per il rilascio delle varie autorizzazioni e/o pareri
LA SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA IN ATTUAZIONE DIRETTIVA SERVIZI
Censiti tutti i procedimenti in materia di accesso alle attività di servizi delle Regioni
( primavera 2009-2010)
Valutazione reciproca tra Stati
I REGIMI ABILITATIVI
eccezionale il ricorso al regime AUTORIZZATORIO
è giustificato da un motivo imperativo di interesse generale;
non è discriminatorio nei confronti del prestatore;
l’obiettivo perseguito non potrebbe essere raggiunto con una misura meno restrittiva
CENSIMENTO DEI PROCEDIMENTI REGIONALI
TUTTE LE REGIONI prevedono
DIA per:
SOMMINISTRAZIONE RISERVATA A CERCHIE DETERMINATE DI PERSONE:tranne la Puglia, ( AUTORIZZAZIONE )
MEDIE E LE GRANDI STRUTTURE DI VENDITA
tranne il Friuli che prevede DIA PER MEDIE FINO 400 MQ
tranne la Toscana, che prevede la DIA
COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE SU POSTEGGIO E IN FORMA ITINERANTE
tranne la Toscana e la Puglia, che prevedono la DIA per itinerante
tranne la Sardegna con la DUAAP (dichiarazione autocertificativa unica) e le Marche (dia);
VENDITA DEI CARBURANTI E STAMPA (escluse dalla Direttiva)
MANTENIMENTO REGIMI AUTORIZZATIVI
(nel sistema AUTOVALUTAZIONI)
GIUSTIFICATI DA :
MOTIVI IMPERATIVI INTERESSE GENERALE
PRINCIPIO DI PROPORZIONALITÀ della misura.
NON DISCRIMINAZIONE tra i soggetti richiedenti
MOTIVI IMPERATIVI DI INTERESSE GENERALE
tutela dell’ambiente, compreso l’ambiente urbano
tutela del patrimonio artistico e storico
D.LGS. 59/2010 previsto
l’AUTORIZZAZIONE per:
APERTURA DI ESERCIZI DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE
COMMERCIO AREE PUBBLICHE SU POSTEGGIO E FORMA
VENDITA DELLA STAMPA ( non si applica il d.lgs. 59/2010).
TRASFERIMENTO SOMMINISTRAZIONE da zona senza programm. a zona con programm.
DIA AD EFFICACIA IMMEDIATA (oggi S.C.I.A.) per:
trasferimento, subingresso e somministrazione riservata a particolari soggetti;
Esempio LEGGE REGIONE LIGURIA n.1/2007
L’articolo 55 (Funzioni amministrative dei Comuni) della L.R. stabilisce che:
1.L’apertura e il trasferimento di sede degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande aperti al pubblico sono soggetti ad autorizzazione rilasciata dal Comune nel cui territorio è ubicato l’esercizio.
Mantenuta AUTORIZZAZIONE per TRASFERIMENTO
Ipotesi dei MOTIVI IMPERATIVI DI INTERESSE GENERALE previsti dall’art. 4 della direttiva servizi.
Tutelare i consumatori-cittadini, nei loro fondamentali diritti, con particolare riferimento alla tutela della salute, della sicurezza e dell’integrità ambientale. Sostenibilità ambientale e sociale, di viabilità, di tutela dell’ordine pubblico, del consumo di alcolici, del diritto dei residenti alla vivibilità del territorio e alla normale mobilità
NON È DISCRIMINATORIO nei confronti del prestatore, in quanto non sono previste differenziazioni tra prestatori nazionali e transfrontalieri
i Controlli ex-post NO GARANZIA e tutela dei cittadini, destinatari dei servizi, nei loro fondamentali diritti fenomeno della c.d. “Movida”,
D.LGS. 59/2010 prevede:
SUBINGRESSO E CESSAZIONECOMMERCIO IN SEDE FISSA=
SUBINGRESSO NELLA SOMMINISTRAZIONE =
APPLICAZIONE art. 5, comma 1 della Direttiva 2006/123/CE,
DEVE applicarsi il REGIME ABILITATIVO PIÙ SEMPLIFICATO.
SUBINGRESSO (TRASFERIMENTO DELLA GESTIONE, O DELLA PROPRIETÀ)
(Subingresso) PER TUTTE LE ATTIVITA’ COMMERCIALI
Documento del Coordinamento interregionale Commercio-Industria artigianato Affari istituzionali-energia-edilizia
ARTICOLO 14 DIRETTIVA
NELLE NORMATIVE ITALIANE IN MATERIA DI COMMERCIO NON SONO STATI RISCONTRATI TALI REQUISITI, COSTITUITI DA RESTRIZIONI, DISCRIMINAZIONI, DIVIETI E OBBLIGHI
Il numero 5), VIETA le verifiche di natura economica quali:
esistenza di un bisogno economico o di una domanda di mercato;
valutazione degli effetti economici potenziali o effettivi dell’attività;
valutazione dell’adeguatezza della stessa rispetto agli obiettivi di
programmazione economica, salvo che siano dettati da motivi imperativi di
POTREBBE risultare CONTRASTO con qualche programmazione comunale
Il punto 1), lett. b), VIETA di subordinare l’accesso ad un’attività di servizi al rispetto di requisiti fondati sulla RESIDENZA sul territorio dello Stato da parte del prestatore o del suo personale.
Il Comune è quello :
in cui si “INTENDE AVVIARE L’ATTIVITÀ”; ovvero
“COMPETENTE PER TERRITORIO”che poi è sempre quello nel quale si avvia l’attività.
ARTICOLO 15 DIRETTIVA
Gli Stati membri sono chiamati a verificare se il loro ordinamento giuridico preveda i seguenti requisiti:
a)restrizioni quantitative o territoriali, anche fissate in funzione della popolazione o della distanza minima tra prestatori;
b)imposizione di un determinato statuto giuridico per il prestatore;
c)obblighi relativi alla detenzione del capitale di una società;
d)requisiti, non previsti da norme comunitarie, che riservano l’accesso all’attività di servizi a prestatori particolari;
e)divieto di avere più stabilimenti sullo stesso territorio nazionale;
f)imposizione di un numero minimo di dipendenti;
g)rispetto di tariffe obbligatorie minime o massime;
h) obbligo di fornire anche altri servizi specifici, insieme al proprio
I REQUISITI DA VALUTARE non sono vietati in manieraassoluta ma sottoposti ad una valutazione da parte degli Stati membri
QUINDI SI POSSONO MANTENERE SE SONO
EFFETTI DIRETTIVA SU PROGRAMMAZIONI COMMERCIALI
SETTORE DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE,
Quasi tutte le Regioni, sia pure con modalità diverse, prevedono forme di programmazione :
puramente ed esclusivamente quantitative;
di tipo urbanistico-territoriale;
di tipo più prettamente qualitativo
Si tratta di valutare, in tutti i casi, se le “restrizioni quantitative o territoriali” di cui all’articolo 15, comma 2, lettera a) della Direttiva, trovino la loro giustificazione in
uno dei MOTIVI IMPERATIVI DI INTERESSE GENERALE riconosciuti dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia ed elencati all’articolo 4, punto 8), della Direttiva.
D.L. 4 luglio 2006, n. 223 (convertito, con modificazioni, dalla L. 4 agosto 2006, n. 248) che fa già proprie alcune delle disposizioni della Direttiva Bolkestein, stabilisce che:
Le attività di commercio e somministrazionenon possono essere sottoposte ad alcuni requisiti tra cui il rispetto :
di distanze minime obbligatorie tra attività della stessa tipologia;
di limiti riferiti a quote di mercato predefinite o calcolate sul volume delle vendite a livello territoriale sub regionale.
ART. 64 somministrazione
I provvedimenti di programmazione, limitati a zone del territorio comunale da sottoporre a tutela:
a) devono garantire l’interesse della collettività alla fruizione di un servizio adeguato e quello dell’imprenditore al libero esercizio dell’attività;
b) possono consistere in parametri oggettivi e indici di qualità del servizio;
c) possono prevedere divieti o limitazioni all’apertura di nuove strutture solo per ragioni non altrimenti risolvibili di sostenibilità ambientale, sociale e di viabilità, rendendo impossibile consentire ulteriori flussi di pubblico nella zona senza ledere il diritto dei residenti alla vivibilità del territorio ed alla normale mobilità;
d) devono garantire la tutela e salvaguardia delle zone di pregio artistico, storico, architettonico e ambientale;
e) non possono prevedere criteri legati alla verifica di natura economica o fondati sulla prova dell’esistenza di un bisogno economico o sulla prova di una domanda di mercato, quali entità delle vendite e presenza di altri esercizi.
EFFETTI DIRETTIVA SU COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE
ART. 70 commercio su aree pubbliche
Comma1 oltre società di persone anche alle “società di capitali regolarmente costituite o cooperative”.
L’articolo 15, comma 2, lett. b) Direttiva tra i requisiti discriminatori, ricomprende quelli che “impongono al prestatore di avere un determinato statuto giuridico”;
Comma 2 individua nel Comune nel quale si”intende avviare l’attività” L’articolo 14, comma 1, lett. b) della Direttiva tra i requisiti discriminatori, ricomprende “il requisito della residenza sul loro territorio per il prestatore, il suo personale, i detentori di capitale sociale o i membri degli organi di direzione e vigilanza”
Comma 3 elimina il ricorso alla programmazione comunale legata a criteri di natura economica o fondati sulla prova di un bisogno economico o di una domanda di mercato e viene mantenuto un regime di regolamentazione limitatamente ai casi in cui sussistano motivazioni di sostenibilità ambientale e sociale e di viabilità. Resta salva la programmazione avente per finalità di tutela e salvaguardia delle zone di pregio artistico, storico, architettonico e ambientale.
Tale prescrizione da intendersi prevalentemente rivolta ai Comuni in quanto titolari della funzione di regolamentazione economica e commerciale.
ARTICOLO 12 DELLA DIRETTIVA trasposto NELL’ART. 16 DEL D.LGS. 59/2010,
SELEZIONE tra diversi candidati se numero di autorizzazioni disponibili limitato per
SCARSITÀ DELLE RISORSE NATURALE;
garanzie di IMPARZIALITÀ E DI TRASPARENZA
un’adeguata PUBBLICITÀ dell’avvio della procedura
AUTORIZZAZIONE rilasciata per DURATA LIMITATA
NO RINNOVO AUTOMATICO né ALTRI VANTAGGIO PRIORITA’al prestatore uscente o a persone che con tale prestatore abbiano particolari legami
COLLEGAMENTO dell’AUTORIZZAZIONE con la CONCESSIONE di suolo pubblico
QUASI TUTTE NORMATIVE REGIONALI prevedono:
- durata decennale concessione di posteggio;
- rinnovo tacito (o automatico) alla scadenza;
- priorità agli operatori che hanno già utilizzato l’area pubblica.
In CONFERENZA UNIFICATA si INDIVIDUERANNO NUOVI CRITERI PER IL RILASCIO E IL RINNOVO DELLE CONCESSIONI DI POSTEGGIO (ART. 70, C.5 )
- esigenze occupazionalI e sociali;
- interessi pubblici legati alla tutela e valorizzazione del patrimonio storico artistico, culturale e ambientale;
- investimenti economici effettuati.
GRUPPO RISTRETTO DI REGIONI sta affrontando queste tematiche.
IN ATTESA DI DEFINIRE CONTINUA APPLICARSI DISCIPLINA VIGENTE
EFFETTI DIRETTIVA SU DISTRIBUZIONE CARBURANTI STRADALE E AUTOSTRADALE
CARBURANTI ESCLUSI DISCIPLINA DIRETTIVA
Procedura infrazione 2006 e Legge n.133/2008 art. 83 bis
ELIMINATI ( in quasi tutte le Regioni )
VINCOLI COMMERCIALI quali:
contingentamenti numerici
distanze minime tra prestatori
obbligo di fornire servizi aggiuntivi
ANTINCENDIO-BENI STORICI
OGGI PROGRAMMAZ. REG.LI SOLO NATURA QUALITATIVA (REG. LIGURIA D.C.R. DEL 2009
EFFETTI DIRETTIVA SULLA STAMPA QUOTIDIANA E PERIODICA
STAMPA ESCLUSA DISCIPLINA DIRETTIVA
La materia della stampa è stata stralciata dalla bozza originaria del D.lgs. N.59, si ritiene però che i principi in esso contenuti debbano applicarsi anche a questa materia.
ART. 12 Direttiva e art. 12 del D. Lgs. N.59/2010, non possono trovare applicazione i PIANI COMUNALI di regolamentazione del settore elaborati sulla base di CRITERI che prevedano RESTRIZIONI QUANTITATIVE O TERRITORIALI ETC..
EFFETTI DIRETTIVA SU REQUISITI MORALI E PROFESSIONALI
L’art. 71 del d.lgs. 59/2010
ambedue le tipologie di attività ( commercio e somministrazione alimenti e bevande)
La direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo definisce “professione regolamentata”
recepita in Italia con
D.lgs. 6 novembre 2007, n. 206.
L’attività commerciale HA le caratteristiche della “professione regolamentata”
Tale attività, infatti, quando è relativa alla vendita nel settore alimentare ed alla somministrazione di alimenti e bevande, richiede il possesso di una qualifica professionale
EFFETTI DIRETTIVA SU TITOLI STUDIO-MATERIE-CORSI FORMAZIONE
Corte Costituzionale:in materia di professionicompete allo Stato individuare :
Requisiti - titoli - ordinamenti didattici
ABILITANO indifferentemente ad entrambe le attività: alimentare e/o sommin.
Art.71,c.6,lett. c) D.lgs.n.59/10 =
essere in possesso DIPLOMA ad indirizzo profess. almeno triennale PURCHE’ ci siano MATERIE attinenti al COMMERCIO/PREPARAZIONE/SOMMINISTRAZIONE ALIMENTI
Il PRINCIPIO è che nelle MATERIE DEI TITOLI DI STUDIO E/O DEI CORSI DI FORMAZIONE ci sia SEMPRE il tema degli ALIMENTI
VERIFICARE I TITOLI DI STUDIO: COMMERCIO/PREPARAZIONE/SOMMINISTRAZIONE
SEMPRE RIFERITE AGLI ALIMENTI
PRIMA NO corsi per ogni attività-Vedi anche Artigiani
Tema da DIBATTERE CON MSE
Tavolo aperto REGIONI GRUPPO RISTRETTO- MSE
TITOLI STUDIO= DECISIONE MSE MA CONCORDATA CON REGIONI
UGUALI TUTTA ITALIA
es: RAGIONIERE NO-LAUREA FARMACIA SI
MATERIE=DECISIONE CONGIUNTA MSE/REGIONI
TENTATIVO OMOGENEITA’ NAZIONALE
DURATA=MINIMO DI ORE UGUALE TUTTE REGIONI (100 ORE?)
SALVO REGIONI DECIDANO AUMENTARE
IN TUTTA ITALIA RICONOSCIUTO CORSO DI DURATA MINIMA CONCORDATA
IN CONFERENZA PRESIDENTI PER APPROVAZIONE
ATTESTATO PROFESSIONALE CONSEGUITO PER FREQUENZA CORSO AUTORIZZATO DA 1 REGIONE
HA VALIDITA’ IN TUTTA ITALIA
(Risoluz. Mse del 20-7-2010)
L. 29 luglio 2010, n. 122, di conversione e modifica del D.L. 31 maggio 2010, n. 78 che, all’art. 49, comma 4-bis, ha modificato l’art. 19 della L. 241/1990 introducendo l’istituto della Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA).
la SCIA rappresenta veramente una SEMPLIFICAZIONE PER LE IMPRESE ?
Art. 49, comma 4-ter.
Il comma 4-bis attiene alla TUTELA DELLA CONCORRENZA (articolo 117, comma 2, lettera e) Costituzione, e livello essenziale delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali ai sensi della lettera m).
Le espressioni «segnalazione certificata di inizio attività» e «Scia»sostituiscono, rispettivamente, quelle di «dichiarazione di inizio attività» e «Dia»,OVUNQUE RICORRANO
La disciplina di cui al comma 4-bis sostituisce direttamente, dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, quella della dichiarazione di inizio attività recata da ogni normativa statale e regionale.
dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell’atto di notorietà per quanto riguarda tutti gli stati, le qualità personali e i fatti (D.P.R. n. 445/2000);
attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati
dalle dichiarazioni di conformità da parte dell’Agenzia delle imprese
della sussistenza dei requisiti e dei presupposti di cui al primo periodo (sono i requisiti e presupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi )
attestazioni e asseverazioni sono ANCHE corredate dagli elaborati tecnici necessari per consentire le verifiche di competenza dell’amministrazione
Nuovo art. 19 L. n.241 modificato da
L. n.122/2010 art. 49 c. 4-bis
RICHIEDE S.C.I.A. CON:
DICHIARAZIONI E CERTIFICAZIONI (D.P.R. n.445/2000)
ATTESTAZIONI -ASSEVERAZIONI TECNICI ABILITATI
DICHIARAZIONI CONFORMITA’ AGENZIA IMPRESE
Vecchio art. 19 L.n.241 modificato da L. n.80/2005
RICHIEDEVA D.I.A. CON:
AUTOCERTIFICAZIONI E ATTESTAZIONI
VEDI MOD COM.1 per esercizi vicinato Nel "quadro autocertificazione" :
"Il sottoscritto dichiara inoltre di aver rispettato, relativamente al locale dell'esercizio: a) i regolamenti locali di polizia urbana; b) i regolamenti locali di polizia annonaria e igienico-sanitaria; c) i regolamenti edilizi; d) le norme urbanistiche e quelle relative alla destinazione d'uso".
Nessuna certificazione veniva richiesta in allegato
La disciplina della SCIA, piuttosto che semplificare “sposti” i compiti istruttori, aggravando gli oneri in capo al “segnalante” rispetto a quelli del “dichiarante”.
Si è parlato, infatti, di "privatizzazione della funzione istruttoria", non più svolta dal soggetto pubblico ma dal privato.
ANCHE l’art. 5 del D.P.R. 7 settembre 2010, n. 160 ( Sportello Unico)
PREVEDE SCIA SIA CORREDATA DA:
“tutte le dichiarazioni, le attestazioni,le asseverazioni, nonché dagli elaborati tecnici di cui all’articolo 19, comma 1, della legge 7 agosto 1990, n. 241”.
D.P.R. 9-7-2010 n. 159
1. Le Agenzie sono soggetti privati, dotati di personalità giuridica e costituiti anche in forma societaria. Per l'esercizio delle attività di cui al Regolamento SUAP le Agenzie devono ottenere l'accreditamento
3. Le Agenzie accertano e attestano la sussistenza dei requisiti e dei presupposti previsti dalla normativa per l'esercizio dell'attività di impresa e, fatti salvi i procedimenti che comportano attività discrezionale da parte dell'amministrazione, in caso di istruttoria con esito positivo, rilasciano dichiarazioni di conformità che costituiscono titolo autorizzatorio per l'esercizio dell'attività.
Pare CONTRADDIZIONE
Da un lato si assegna alle AGENZIE ruolo rilevante
(accertano-attestano-rilasciano dichiarazioni di conformità)
Da un altro lato la disciplina della S.C.I.A. prevede la DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ quale SEMPLICE ALLEGATO che ADDIRITTURA POSSA ESSERE SOSTITUITO DALLE ATTESTAZIONI DEI TECNICI ABILITATI
CONTROLLI ART. 49 4-BIS, COMMI 2,3,4
L’attività oggetto della segnalazione può
dalla data della presentazione della segnalazione
all’amministrazione competente.(COME EX D.I.A. IMMEDIATA)
D.I.A. EDILIZIA E S.C.I.A.
CASO LEGGE SPECIALE
IMPUGNATIVA DI N. 7 REGIONI
OPINIONE CHE NON SI APPLICHI LA SCIA ALL’EDILIZIA
CIRCOLARE 16-9-2010 MINISTERO SEMPLIFICAZIONE NORMATIVA
DISTINGUE TRA DIA “GENERALE E DIA “SPECIALE”
QUESTIONE MOLTO CONTROVERSA IN ATTESA DI ESITI TAVOLO
Traumi cranici (cranio-encefalici) -. eventi patologici a carico dell’encefalo causati dall’impatto con un agente esterno. traumi cranici: definizioni. in dipendenza del meccanismo e dell’agente traumatico si possono avere: traumi

References: Articolo 84

Art. 1
 articolo 84
 Art. 49
 art. 38

ART. 83

ART. 117
 art. 5

ARTICOLO 14

ARTICOLO 15

ART. 64

ART. 70

ARTICOLO 12
 art. 83

ART. 12
 art. 12

Art.71

Art. 49
 art. 19
 art. 49
 art. 19
 ART. 49