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Timestamp: 2020-08-03 15:52:25+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 26131 del 19/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26131 del 19/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 19/12/2016, (ud. 12/10/2016, dep.19/12/2016), n. 26131
sul ricorso 4240/2014 proposto da:
M.R., in proprio e quale titolare della ditta Mondial 2000,
elettivamente domiciliata in ROMA, BORGO PIO 160, presso lo studio
dell’avvocato BRUNO CHIARANTANO, rappresentata e difesa unitamente
di disgiuntamente dagli avvocati SALVATORE RUJLI e LUCA GIULIANTE,
FALLIMENTO (OMISSIS) S.R.L., C.F. (OMISSIS), in persona del Curatore,
elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE MAZZINI 88, presso lo
studio dell’avvocato RAFFAELE SPERATI, che lo rappresenta e difende
unitamente all’avvocato MARCO DE INNOCENTIS, giusta delega in calce
FALLIMENTO M.R., titolare dell’Impresa individuale Mondial
2000, in persona del curatore, autorizzato con decreto del Giudice
Delegato del 7-10/03/2014, elettivamente domiciliato in ROMA, PLAZZA
G. MAZZINI 27, presso lo studio dell’avvocato Raffaele Sperati che
lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato Marco De
Innocentis, giusta delega in calce al controricorso;
E.R., in proprio e quale amministratore giudiziario della
ditta individuale Mondial 200 di M.R., elettivamente
domiciliato in ROMA, VIA OTTANTANO 91 presso lo studio degli
avvocati Gabriele D’Ottavo e Giuseppe D’Ottavo, giusta procura in
calce al controricorso e giusta autorizzazione del 20/02/2014 del
Giudice Delegato del Tribunale Misure di Prevenzione;
avverso la sentenza n. 33/2014 della CORTE D’APPELLO di MILANO,
emessa il 28/11/2013 e depositata il 10/01/2014;
12/10/2016 dal Consigliere Relatore Dott. ANDREA SCALDAFIRRI;
uditi gli Avvocati Raffaele Sperati e Marco de Innocentis che
insistono per il rigetto del ricorso) riportandosi agli scritti.
1. E’ stata depositata in Cancelleria, e regolarmente comunicata, la seguente relazione: “Il consigliere relatore, letti gli atti depositati, rilevato che M.R., in proprio e quale titolare della ditta individuale Mondial 2000, ha proposto ricorso per cassazione della sentenza della Corte d’appello di Milano che ha rigettato il reclamo proposto avverso la sentenza con la quale il Tribunale di Milano aveva dichiarato il fallimento in estensione della società di fatto tra la (OMISSIS) s.r.l. (già dichiarata fallita) e M.R., titolare dell’impresa Mondial 2000, nonchè del socio illimitatamente responsabile M.R.;
che l’amministratore giudiziario della ditta individuale Mondial 2000 di M.R., la Curatela del Fallimento (OMISSIS) e la Curatela del Fallimento M.R. resistono con distinti controricorsi;
considerato che con unico motivo la ricorrente denunzia la violazione e falsa applicazione della L. Fall., art. 147, comma 5, atteso che il giudice di merito avrebbe illegittimamente applicato per analogia il disposto di tale articolo alla fattispecie in esame, mentre la L. Fall., art. 147, comma 5, limiterebbe tassativamente l’estensione del fallimento alla sola ipotesi dell’iniziale fallimento di un imprenditore individuale, non potendo pertanto essere applicato al caso di specie in cui ad essere dichiarata inizialmente fallita sia stata una società di capitali;
ritiene che il motivo di ricorso non appare meritevole di accoglimento in quanto il giudice di merito pare aver giudicato in conformità con la più recente giurisprudenza di questa Corte, secondo cui la L. Fall., art. 147, comma 5, trova applicazione non solo quando, dopo la dichiarazione di fallimento di un imprenditore individuale, risulti che l’impresa è, in realtà, riferibile ad una società di fatto tra il fallito ed uno o più soci occulti, ma, in virtù di sua interpretazione estensiva, anche laddove, come nel caso di specie, il socio già fallito sia una società, anche di capitali, che partecipi, con altre società o persone fisiche, ad una società di persone (cfr. Cass. n. 10507/16; n. 1095/16);
2. In esito alla odierna adunanza camerale, il Collegio, letti gli atti, sentiti i difensori delle procedure resistenti, condivide integralmente le considerazioni esposte nella relazione in coerenza con la consolidata giurisprudenza di questa Corte.
La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al rimborso in favore di ciascuna delle parti resistenti delle spese di questo giudizio di cassazione, Euro 3.100,00 (di cui Euro 100,00 per esborsi), oltre spese generali forfetarie e accessori di legge, per ciascuno.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 147
 art. 147
 art. 147
 Cass.