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Timestamp: 2017-07-24 02:36:04+00:00

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Statuti e Regolamenti - Camere Penali sito ufficiale
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Regolamento del Centro studi giuridici e sociali
Regolamentazione dell'astensione
Lo Statuto dell'Unione Camere Penali Italiane
L'Unione delle Camere Penali Italiane è l'associazione volontaria senza scopo di lucro dei penalisti italiani e ha sede in Roma. All'Unione possono aderire le Camere Penali che abbiano, al momento della richiesta, almeno 20 iscritti, costituite: - nel territorio del circondario di un Tribunale (camera penale circondariale); - nel territorio dello stesso distretto in cui sono compresi più circondari di Tribunale (camera penale intercircondariale); In ogni camera penale intercircondariale possono essere costituite sezioni, coincidenti con un circondario di Tribunale, aventi almeno dodici iscritti. La sede delle camere penali deve coincidere con quella di un Tribunale circondariale.
Nel caso in cui una sezione di camera penale intercircondariale raggiunga un numero di iscritti pari o superiore a 20, con assemblea convocata da almeno un terzo degli iscritti alla sezione, può deliberare a maggioranza degli iscritti la costituzione di un’autonoma camera penale circondariale, con la conseguente estinzione della sezione. Non può essere riconosciuta dall’Unione una nuova camera penale nel circondario di un Tribunale ove già sia presente una Camera Penale circondariale aderente all’Unione ovvero si trovi la sede di una Camera Penale intercircondariale aderente all’Unione. Non può essere riconosciuta dall’Unione una nuova camera penale nel circondario di un Tribunale ove già sia presente una sezione, facente parte di una Camera Penale intercircondariale aderente all’Unione. Ogni Camera Penale aderente all'Unione è tenuta ad uniformare il proprio statuto a quello dell'Unione stessa per quanto concerne gli scopi e i principi informatori.
L'Unione ha i seguenti scopi: a) promuovere la conoscenza, la diffusione, la concreta realizzazione e la tutela dei valori fondamentali del diritto penale e del giusto ed equo processo penale in una società democratica; b) operare affinché i diritti e le prerogative dell'avvocatura siano garantiti conformemente alle norme costituzionali e internazionali; c) tutelare il prestigio e il rispetto della funzione del difensore, gli interessi professionali dell'avvocatura, anche attraverso l'elaborazione di proposte di riforma legislativa; d) promuovere gli studi e le iniziative culturali e politiche volti a migliorare la giustizia penale, a sostenere le riforme dell'ordinamento giudiziario aderenti alle esigenze della collettività e a garantire l'indipendenza e l'autonomia della giurisdizione;
Il patrimonio dell'Unione è costituito dai contributi di ciascuna Camera Penale circondariale ed eventuali contributi e lasciti di enti e privati. I contributi degli iscritti sono intrasmissibili. E' espressamente vietata la distribuzione di utili o di avanzi di gestione durante la vita dell'associazione. Nel caso di scioglimento, il patrimonio dell'Unione sarà devoluto ad altre associazioni con finalità analoghe.
e) l'Organismo di Controllo;
Il Congresso è composto dai delegati delle singole Camere Penali iscritte, in misura di un delegato per ogni Camera Penale circondariale, con l'aggiunta di un delegato per ogni 50 iscritti o frazione di 50 superiore a 20. Ogni delegato non può essere portatore di più di due deleghe. Ogni Camera Penale intercircondariale avrà, inoltre, un ulteriore delegato per ogni sezione, sempre che ad essa siano iscritti almeno venti avvocati. Il numero degli iscritti alle Camere Penali e alle sezioni è quello risultante certificato dagli elenchi che le Camere Penali invieranno obbligatoriamente al Segretario dell’Unione entro il 31 gennaio di ogni anno unitamente al versamento delle relative quote riferite al numero degli iscritti in regola con le quote al 31 dicembre dell’anno precedente, fatta eccezione per le camere penali costituite successivamente. Il Congresso è convocato dal Presidente del Consiglio delle Camere Penali ogni due anni, mediante avviso scritto da comunicare almeno 45 giorni prima a mezzo di raccomandata. In via straordinaria il Congresso è convocato dal Presidente del Consiglio delle Camere Penali per deliberazione del Consiglio delle Camere Penali ovvero su richiesta del Presidente dell'Unione. Per il Congresso Straordinario il termine di convocazione, in caso di urgenza, può essere ridotto a 30 giorni. Il numero dei delegati al Congresso verrà calcolato sulla base della media, approssimata per difetto, dei due anni precedenti, del numero totale degli iscritti in regola con il pagamento della quota come risultante dagli elenchi trasmessi al Segretario dell’Unione. Qualora l’elenco degli iscritti di cui al comma precedente sia stato inviato solo per l’anno precedente al Congresso, il numero dei delegati, fatto salvo il pagamento delle morosità, sarà calcolato in relazione alla metà della media del numero degli iscritti risultanti dagli elenchi di due anni precedenti, fatta eccezione per le Camere Penali costituite nell’anno precedente al Congresso.
All'inizio dei lavori, il Congresso, sotto la presidenza del Presidente della Camera Penale locale, elegge un presidente e un Ufficio di Presidenza composto da non più di cinque membri; un Ufficio di Segreteria e la Commissione Verifica Poteri, composta da cinque delegati che eleggono, al loro interno, un Presidente. La Commissione Verifica Poteri è competente anche a decidere su ricorsi in materia di elezioni.
Essa presenta una relazione al Congresso, che l'approva. Per le votazioni, l'Ufficio di Presidenza del Congresso si costituisce in seggio elettorale. La votazione avviene su schede fornite dall'Ufficio di Presidenza previa numerazione e sigla di autenticità. È altresì consentito l'uso di sistemi di votazione elettronici o di altro tipo, secondo le modalità indicate dall'Ufficio di Presidenza.
Articolo 7 Il Congresso: a)definisce e approva le direttive politiche generali dell'Unione per il successivo biennio; b) delibera con maggioranza di due terzi dei votanti le proposte di modifica dello Statuto, sempre che il Congresso sia stato espressamente convocato a tale scopo; c) delibera su ogni questione a maggioranza dei voti; d) elegge il Presidente dell'Unione e la Giunta nonché il Collegio dei Revisori. Le deliberazioni del Congresso sono vincolanti per tutti gli organi dell'Unione per le Camere Penali Associate all'Unione per quanto attiene alle direttive politiche generali alle modifiche statutarie.
II Consiglio delle Camere Penali è formato dai Presidenti di ciascuna Camera Penale aderente all'Unione o, in caso di loro impedimento, dal Vicepresidente. Il Consiglio delle Camere Penali elegge il proprio Presidente, il Vicepresidente e il Segretario. Il Consiglio si riunisce su convocazione del suo Presidente o su richiesta di almeno un quinto dei suoi componenti. Si riunisce, altresì, a richiesta del Presidente dell'Unione per le ragioni consultive e deliberative previste al comma 7. II Consiglio delle Camere Penali è validamente costituito con la presenza di almeno un terzo dei suoi componenti e delibera con il voto della maggioranza dei presenti aventi diritto. Il diritto di voto è sospeso per i Presidenti delle Camere Penali non in regola con il pagamento delle quote associative. Nessuna limitazione è posta alla partecipazione della vita associativa. Alle riunioni del Consiglio delle Camere Penali possono essere invitati, senza diritto di voto, il Presidente dell'Unione e la Giunta.
Il Consiglio delle Camere, Penali ha il potere di: a) elaborare, definire e approvare, per iniziativa di ciascuno dei suoi componenti o su proposta del Presidente dell'Unione o della Giunta, direttive politiche generali in sviluppo, aggiornamento o integrazione di quelle approvate dal Congresso; b) ratificare le decisioni della Giunta circa la determinazione delle quote associative annuali delle singole Camere Penali. In caso di rifiuto delle ratifiche, compiere direttamente tale determinazione;c) assumere iniziative per rafforzare i vincoli di solidarietà e di operatività e gli scambi di informazioni tra le Camere penali e per arricchire attraverso i contributi e le tradizioni di ciascuna il patrimonio culturale e politico dell'Unione; d) deliberare l’adesione delle Camere Penali all’Unione, concedendo l’uso del marchio dell’Unione, e la revoca della medesima qualora vengano meno i requisiti di ammissione o non siano osservati gli obblighi di cui all’art.1; e) dirimere le controversie tra le Camere Penali; f) deliberare la convocazione del Congresso Straordinario. In questo caso la convocazione è fatta a cura del Presidente del Consiglio delle Camere Penali; g) approvare norme regolamentari nelle materie di propria competenza e per l'attuazione dello Statuto relativamente alle modalità di convocazione dei Congressi. h) approvare il bilancio della gestione annuale trasmesso dal Collegio dei Revisori. Il Consiglio delle Camere Penali ha altresì poteri consultivi nei confronti del Presidente dell'Unione e della Giunta. Tutte le deliberazioni del Consiglio delle Camere Penali sono comunicate, a cura del suo Segretario, al Presidente dell'Unione e alla Giunta, nonché ai Presidenti delle singole Camere Penali. Il Consiglio delle Camere Penali, su segnalazione dell'Organismo di Controllo, convoca, con la maggioranza assoluta degli aventi diritti, il Congresso Straordinario per deliberare sulla fiducia al Presidente dell'Unione e della Giunta. Le deliberazioni del Congresso Straordinario sono assunte con le maggioranze previste per l'elezione del Presidente dell'Unione.
Articolo 9 Il Presidente e la Giunta dell'Unione.
Il Presidente dell'Unione e la Giunta formata da dodici componenti costituiscono l'organo di governo dell'Unione e ne operano le scelte politiche nell'ambito dello Statuto, delle direttive dei programmi approvati dal Congresso e delle deliberazioni adottate dal Consiglio delle Camere Penali. La Giunta dell’Unione Camere Penali Italiane provvede alla tenuta dell’elenco delle Camere Penali aderenti all’Unione e segnala al Consiglio, per le deliberazioni di sua competenza, i casi di inosservanza da parte delle singole camere penali delle norme regolamentari sull’uso del marchio e ogni altra causa di revoca dell’adesione all’Unione. Il Presidente ha la rappresentanza legale dell'Unione e presiede la Giunta, assicurando l'unità di indirizzo e la collegialità delle scelte, delle quali assume, con la Giunta, la responsabilità verso il Congresso e il Consiglio Penale. La Giunta può nominare, su proposta del Presidente, un ufficio di presidenza composto dal Presidente, dal Vicepresidente, da un componente della Giunta e dal Segretario. Il Presidente e la Giunta non sono eleggibili per più di due volte consecutive.
In caso di impedimento, il Presidente è sostituito dal Vicepresidente. Questi assume le funzioni di Presidente nel caso in cui l'impedimento sia definitivo o in caso di dimissioni del Presidente. In caso di dimissioni o impedimento di componenti della Giunta il Presidente nomina i sostituti.
Il Presidente e la Giunta sono eletti dal Congresso. Sono eleggibili tutti gli iscritti alle Camere Penali, fatte salve le incompatibilità di cui all'articolo 14. Le candidature per la carica di Presidente sono presentate per iscritto all'ufficio di Presidenza da almeno 25 delegati, e contengono, a pena di inammissibilità: a) l'indicazione delle generalità del candidato; b) l'enunciazione del programma che si propone di attuare.
Prima di dare corso alle votazioni per eleggere il Presidente dell'Unione e della Giunta, il Presidente del Congresso invita i candidati alla Presidenza a illustrare al Congresso i relativi programmi e apre la discussione sugli stessi. Terminata la discussione sono presentate all'ufficio di Presidenza del Congresso, da delegati o da gruppi di essi, le mozioni sui temi discussi. Successivamente ciascun candidato Presidente dichiara quali mozioni intende fare specificamente proprie e includere nel suo programma. Indica altresì i candidati della propria lista per la Giunta, specificando a chi, tra costoro, affiderà la carica di Vicepresidente, Segretario e Tesoriere. Le votazioni per eleggere il Presidente e la Giunta sono segrete e si svolgono con le modalità indicate all'articolo 6, comma 5. Ciascun delegato indica il solo nome di colui che intende eleggere Presidente. L'elezione del Presidente determina anche quella della Giunta nelle persone dei candidati indicati dal Presidente a norma del precedente comma 3. Per l'elezione al primo scrutinio è necessario il voto favorevole della maggioranza degli aventi diritto al voto. Se nessun candidato ha raggiunto al primo scrutinio la maggioranza necessaria, si procede a una votazione di ballottaggio tra i due candidati che abbiano ottenuto il maggior numero di voti nella votazione precedente.
Articolo 11 - Attività della Giunta
La Giunta si riunisce su convocazione del Presidente dell'Unione. Si riunisce altresì a richiesta di uno dei suoi componenti. Ai lavori della Giunta partecipano di diritto, senza diritto di voto, i precedenti Presidenti dell'Unione e il Presidente del Consiglio delle Camere Penali. Il Segretario cura la stesura e Ia tenuta dei verbali della Giunta. Coordina le commissioni di lavoro e i rapporti con il Consiglio delle Camere Penali e con le singole Camere Penali. Le delibere della Giunta sono inviate entro dieci giorni al Segretario Coordinatore dell'Organismo di Controllo nonché ai Presidenti delle Camere Penali. Il Tesoriere gestisce il patrimonio dell'Unione delle Camere Penali Italiane. Effettua i prelievi dai conti correnti bancari e postali intestati all'Unione e provvede ai pagamenti, predispone il bilancio preventivo e consuntivo annuale, che, previo esame da parte della Giunta deve essere trasmesso per la redazione al Collegio dei Revisori.
L'Organismo di Controllo è formato da nove componenti eletti dal Consiglio delle Camere Penali tra gli iscritti all'Unione che non esercitino altre funzioni all'interno di essa. Il Presidente dell'Unione entro 15 giorni dalla sua elezione convoca il Consiglio delle Camere Penali per procedere all'elezione dell'Organismo di Controllo. L'Organismo di Controllo nomina fra i suoi componenti un Segretario Coordinatore, si convoca almeno due volte l'anno e ogni volta che sia ritenuto necessario da almeno tre dei suoi componenti.
L'Organismo di Controllo invia le proprie decisioni al Consiglio delle Camere Penali, che dovrà deliberare in merito ad essa entro 30 giorni.
L'Organismo di Controllo garantisce il rispetto, da parte del Presidente dell'Unione e della Giunta, dello Statuto, delle direttive e del programma espressi dal Congresso e le delibere assunte dal Consiglio delle Camere Penali in attuazione dell'articolo 8, comma 6, lettera a).
Il Collegio dei Revisori, eletto dal Congresso, è composto da tre membri elettivi e da due supplenti, i quali, nella prima seduta dopo l'elezione, eleggono nel loro seno un Presidente. Dura in carica due anni ed ha il compito: a) di esercitare il controllo sulla gestione economica e patrimoniale dell'Unione; b) di redigere la relazione sul bilancio della gestione annuale,che la Giunta deve ad esse trasmettere entro il 31 gennaio di ogni anno. Tale relazione, insieme con il bilancio, deve essere trasmessa al Consiglio delle Camere Penali per l'approvazione. Il Collegio dei Revisori è convocato dal suo Presidente e si riunisce almeno una volta l'anno. Deve essere inoltre convocato su richiesta di almeno due dei suoi componenti.
La carica di Presidente dell'Unione delle Camere Penali Italiane, la qualità di componente della Giunta e la qualità di componente dell’Organismo di Controllo sono incompatibili con: a) la carica di Presidente di Camera Penale; b) la carica di Presidente di un Consiglio dell'Ordine degli Avvocati; c) la carica di componente del Consiglio Nazionale Forense; d) la carica di componente dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura e comunque con la carica di dirigente di altre Associazioni e Organismi Forensi; e) la funzione di parlamentare nazionale ed europeo, la carica di Ministro, Viceministro o Sottosegretario di Stato.
Norme transitorie (concernenti la modifica dell'art. 1 approvata a Torino il 4 ottobre 2009) Le modifiche delle norme contenute nell’art. 1 dello statuto non hanno effetto retroattivo. Le camere penali circondariali e intercircondariali che, alla data dell’approvazione delle modiche statutarie non abbiano sezioni con un numero di iscritti pari o superiore a 12, devono adeguarsi entro due anni.
Il Consiglio delle Camere penali italiane, riunito in Roma il 22 luglio 1997 , visto l’art.6 lett. f) dello Statuto, ha approvato il seguente testo delle
ARTICOLO 1 (Composizione del Consiglio, assunzione e perdita della qualità di componente)
1. Il Consiglio delle Camere penali è organo permanente dell’Unione delle Camere Penali per l’esercizio dei poteri indicati nell’articolo 5 comma 3, nell’articolo 8 commi 6, 7 e 9 e nell’articolo 12 comma 1 dello Statuto. 2. Il Consiglio è formato dai Presidenti delle Camere penali aderenti all’Unione. 3. Fermo quanto previsto dall’articolo 9 comma 3 in materia di rappresentanza, il Vice Presidente di ciascuna Camera penale sostituisce di diritto il Presidente in ogni caso di impedimento, anche temporaneo. L’impedimento è dichiarato, anche verbalmente, dal Vice Presidente che interviene in luogo del Presidente e non è sindacabile. 4. La qualità di membro del Consiglio delle Camere penali si acquista con l’assunzione della qualità di Presidente della Camera penale di appartenenza e permane per tutta la durata della carica stabilita dalle norme dello Statuto di tale Camera penale. Tuttavia l’assunzione della qualità ha effetto nei confronti del Consiglio dell’Unione dal giorno in cui perviene la comunicazione della nomina. Fino a tale giorno sono prorogati gli effetti della nomina precedente.
ARTICOLO 2 (Poteri deliberativi)
1. Per l’esercizio di ciascuno dei poteri deliberativi previsti dall’art.8 comma 6 lettere a), b), c), d) e f) dello Statuto, il Consiglio istituisce tra i propri membri Commissioni, composte da almeno tre persone. 2. Al coordinatore di ciascuna Commissione, nominato dai membri della medesima, sono rimessi, a cura del Segretario del Consiglio, gli atti e i documenti relativi alle iniziative e questioni di competenza. Entro trenta giorni la Commissione li esamina, assume gli elementi necessari e formula una o più proposte di deliberazione, che rimette al Presidente del Consiglio, il quale ne dispone la trasmissione a tutti i consiglieri, fissando la data della riunione destinata a discutere e deliberare sulla materia. 3. Gli atti e i documenti relativi ad iniziative o questioni che possono comportare la deliberazione di convocare un Congresso straordinario, secondo la previsione dell’articolo 8 comma 6 lett.e) dello Statuto, nonché le decisioni dell’Organismo di controllo trollo previste nell’articolo 12 comma 4 dello Statuto, sono assegnati all’Ufficio di presidenza del Consiglio per l’attività preparatoria e gli ulteriori adempimenti indicati al precedente comma 2. Durante questa attività è sospeso il corso del termine stabilito dallo stesso articolo 12 comma 4 dello Statuto. 4. Per il controllo dei requisiti di ammissione e di permanenza delle singole Camere penali all’Unione il Consiglio istituisce una Commissione, composta da almeno tre propri membri, i quali nominano un coordinatore. La Commissione: a) esamina le domande di adesione all’Unione delle nuove Camere penali; b) esegue, anche d’ufficio, verifiche periodiche sulla permanenza dei requisiti di appartenenza delle Camere penali all’Unione; c) formula al Consiglio le proposte per le relative deliberazioni. 5. II Consiglio determina l’ammontare delle spese necessarie alla propria attività e lo comunica al Tesoriere dell’Unione per la imputazione nel bilancio e per i mandati di pagamento.
ARTICOLO 3 (Poteri consultivi)
1. Le richieste di pareri, previste dall’articolo 8 comma 3 e comma 7 dello Statuto, sono inviate dal Presidente dell’Unione al Presidente del Consiglio, con indicazione dell’oggetto e con gli eventuali atti e documenti pertinenti. 2. Per l’attività preparatoria dei pareri indica ti al comma 1 e di ogni altro parere o proposta che intenda dare, anche di propria iniziativa, il Consiglio può istituire Commissioni nei modi previsti dall’articolo 2 commi 1 e 2.
ARTICOLO 4 (Ufficio di presidenza)
1. L’Ufficio di presidenza del Consiglio delle Camere penali è composto dal Presidente, dal Vice Presidente e dal Segretario. 2. Il Presidente, il Vice Presidente e il Segretario sono eletti per la durata di due anni. Tuttavia, cessano dalla carica, se perdono la qualità di componenti dei Consiglio. 3. L’elezione si svolge a scrutinio segreto con schede separate per ciascuna carica. 4. La qualità di Presidente, di Vice Presidente e di Segretario è incompatibile con ogni altra carica negli organi dell’Unione. 5. II Presidente, il Vice Presidente e il Segretario decadono dalla carica e dalle funzioni, se accettano di essere presentati come candidati all’elezione di Presidente dell’Unione delle Camere Penali ai sensi dell’articolo 10 dello Statuto.
ARTICOLO 5 (Presidente)
1. II Presidente del Consiglio delle Camere penali: a) convoca il Congresso ordinario biennale dell’Unione, secondo la disposizione del successivo articolo 12 in attuazione dell’articolo 5 comma 2 dello Statuto;b) cura la convocazione del Congresso straordinario deliberata dal Consiglio secondo le previsioni del successivo articolo 13 in attuazione degli articoli 5 comma 3, 8 comma 6 lettera e) e 8 camma 9 dello Statuto; c) convoca le riunioni del Consiglio; d) presiede le riunioni del Consiglio e) partecipa di diritto alle riunioni della Giunta dell’Unione secondo la previsione dell’articolo 11 comma 2 dello Statuto, riferendo sull’attività, sulle deliberazioni e sulle iniziative del Consiglio; f) rappresenta il Consiglio nei rapporti con gli altri organi dell’Unione e nei rapporti esterni.
ARTICOLO 6 (Vice Presidente)
1. Il Vice Presidente: a) collabora con il Presidente nello svolgimento delle attività del medesimo; b) in ogni caso di impedimento, sostituisce il Presidente nell’esercizio delle attribuzioni indicate all’articolo 5; c) concorre con il Presidente e con il Segretario a formare l’ordine del giorno delle riunioni del Consiglio.
ARTICOLO 7 (Segretario)
1. Il Segretario del Consiglio: a) collabora con il Presidente e con il Vice Presidente nello svolgimento delle loro attività;b) concorda con il Presidente e con il Vice Presidente la formazione dell’ordine dei giorno delle riunioni del Consiglio; c) cura che i coordinatori delle Commissioni ricevano sollecitamente gli atti e i documenti per le attività di competenza di ciascuna e facciano pervenire all’Ufficio di Presidenza nel termine previsto dall’articolo 2 comma 2 i risultati delle medesime attività; d) tiene i rapporti con il Segretario della Giunta ai fini indicati nell’articolo 11 comma 3 dello Statuto; e) redige e conserva i verbali delle riunioni del Consiglio e ne rilascia copia ai componenti che la richiedono; f) comunica al Presidente dell’Unione e alla Giunta tutte le deliberazioni, i pareri e le proposte del Consiglio; g) acquisisce e conserva, ai fini di quanto è previsto dall’articolo 8 comma 6 letta) dello Statuto, tutti gli atti e le deliberazioni dei Congressi, che contengano direttive politiche generali, nonché la documentazione degli atti del Presidente e della Giunta dell’Unione; h) acquisisce e conserva tutti gli atti e i documenti relativi alle deliberazioni adottate e alle questioni comunque discusse dal Consiglio; i) acquisisce e conserva gli Statuti delle Camere penali aderenti all’Unione; l) trasmette copia delle deliberazioni e dei verbali delle riunioni del Consiglio al Segretario coordinatore dell’Organismo di controllo.
ARTICOLO 8 (Convocazione del Consiglio)
1. La convocazione del Consiglio è fatta, inviando a tutti i suoi componenti, a mezzo di telefax o fonogramma o telegramma o raccomandata, almeno dieci giorni prima, avviso che contiene l’ordine del giorno e l’avvertimento che, fino a sei giorni prima, ciascun componente può chiederne l’integrazione con altri argomenti; nelle situazioni di urgenza i termini possono essere ridotti alla metà. 2. In caso di vacanza congiunta delle cariche di Presidente e di Vice Presidente, la convocazione è fatta dal consigliere anziano, al solo fine della elezione del Presidente e del Vice Presidente. 3. La convocazione del Consiglio, fatta su richiesta di almeno un quinto dei suoi componenti o su richiesta del Presidente dell’Unione, secondo la previsione dell’articolo 8 comma 3 dello Statuto, è disposta immediatamente per una data non oltre il trentesimo giorno dalla richiesta. 4. II Consiglio è convocato di regola almeno una volta ogni due mesi. 5. Della convocazione del Consiglio sono sempre informati il Presidente dell’Unione e la Giunta e il Segretario coordinatore dell’Organismo di controllo. 6. II Presidente dell’Unione e la Giunta sono invitati a intervenire, quando il Consiglio è convocato per deliberare sulle materie indicate nell’articolo 8 comma 6 lettera a) dello Statuto ovvero sulla convocazione del Congresso straordinario, diverso da quello previsto dall’articolo 8 comma 9 dello Statuto. Negli altri casi possono essere invitati.
ARTICOLO 9 (Validità delle riunioni, verifiche del numero legale e rappresentanza)
1. II Consiglio è validamente costituito con la presenza di almeno un terzo dei suoi componenti. 2. Nel corso della riunione ogni componente ha sempre diritto di richiedere la verifica del numero legale e il Presidente ha il dovere di procedervi d’ufficio prima di ogni deliberazione attinente alle materie indicate all’articolo 8 comma 6 lettere a), e) ed f) dello Statuto. 3. Ogni componente del Consiglio, in caso di impedimento, può farsi rappresentare da uno degli iscritti alla sua Camera Penale ovvero da altro componente del Consiglio che sia Presidente o Vicepresidente di altra Camera penale dello stesso distretto di Corte d’appello. Nessuno può essere portatore di più di due deleghe.
ARTICOLO 10 (Svolgimento delle riunioni)
1. Nelle riunioni sono trattati di seguito, secondo la sequenza in cui sono indicati, gli argomenti all’ordine dei giorno, salvo che, a giudizio dell’Ufficio di Presidenza, particolari ragioni di urgenza o di importanza delle questioni rendano opportuna una sequenza diversa. 2. Se vi è stata attività preparatoria di una Commissione, il coordinatore di questa svolge una relazione. In caso di dissenso all’interno della Commissione, anche gli altri componenti possono svolgere osservazioni. 3. Successivamente si svolge la discussione, secondo l’ordine in cui gli aventi diritto si sono iscritti a parlare. Il Presidente può determinare, la durata massima degli interventi. 4. Di seguito, sono formulate e presentate in forma scritta le proposte di deliberazione. II Presidente può invitare i presentatori di proposte simili per contenuto ovvero suscettibili di integrazione reciproca a presentare una proposta unificata. In relazione a ciascuna proposta possono essere presentati emendamenti.
ARTICOLO 11 (Deliberazioni)
1. Salvo quanto previsto da particolari disposizioni, il Consiglio delibera a maggioranza dei presenti aventi diritto al voto. 2. Quando è stata presentata la proposta di una Commissione, questa è posta ai voti per prima. Indi sono poste ai voti le altre, nell’ordine di presentazione, salvo che non debbano essere ritenute assorbite o caducate dall’esito di una votazione precedente. Gli emendamenti sono posti ai voti prima della proposta alla quale si riferiscono. 3. Sono ammesse una breve dichiarazione di voto a favore e una contraria. 4. Il voto si esprime in modo palese.
ARTICOLO 12 (Convocazione del Congresso ordinario)
1. Il Presidente del Consiglio convoca il Congresso ordinario dell’Unione per una data che cade non oltre il mese di ottobre del secondo anno successivo a quello del Congresso precedente. 2. Il Congresso ordinario è convocato per trattare e deliberare su uno o più temi politici specifici nell’ambito degli scopi dell’Unione indicati all’articolo 2 dello Statuto, nonché per l’elezione del Presidente e della Giunta e del Collegio dei revisori. 3. Il Consiglio delibera la data, il luogo, i temi congressuali e i nomi dei relatori, sentite anche le proposte del Presidente dell’Unione e della Giunta. 4. Il Congresso ordinario è convocato inviando a tutte le Camere penali presso i rispettivi Presidenti, almeno quarantacinque giorni prima a mezzo di raccomandata, avviso, che contiene l’ordine del giorno, nonché l’indicazione dei criteri per determinare il numero dei delegati spettanti a ciascuna Camera penale e delle modalità previste dall’articolo 10 comma 2 dello Statuto per la presentazione delle candidature a Presidente dell’Unione con la Giunta. 5. la documentazione dell’invio degli avvisi è depositata alla Commissione congressuale per la verifica dei poteri.
ARTICOLO 13 (Delibera di convocazione e convocazione del Congresso straordinario)
1. La convocazione del Congresso straordinario è deliberata dal Consiglio delle Camere Penali ed è fatta a cura del Presidente, inviando a tutte le Camere penali presso i rispettivi Presidenti, almeno quarantacinque giorni prima a mezzo di raccomandata, avviso che contiene l’ordine del giorno, nonché l’indicazione dei criteri per determinare il numero dei delegati spettanti a ciascuna Camera penale. In caso di urgenza il Consiglio può deliberare la riduzione del termine a trenta giorni. Si applica la disposizione del comma 5 dell’articolo 12. 2. Salvo quanto è previsto dal successivo comma 3, la proposta di deliberare la convocazione del Congresso straordinario può essere fatta anche dal Presidente dell’Unione e dalla Giunta. 3. Il Consiglio delle Camere Penali delibera la convocazione del Congresso straordinario anche quando, su segnalazione dell’Organismo di controllo, rileva l’esigenza di porre la fiducia sull’attività del Presidente dell’Unione e della Giunta. Fermo quanto previsto dall’articolo 2 comma 3 ultimo,periodo, la convocazione è deliberata entro trenta giorni dal ricevimento della segnalazione. 4. Nel caso previsto dal comma 3 la delibera è adottata con la maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio aventi diritto al voto.
ARTICOLO 14 (Elezione)
1. L’Organismo di controllo, previsto dall’articolo 12 dello Statuto, è eletto dal Consiglio delle Camere Penali, convocato entro quindici giorni dalla conclusione del Congresso ordinario su richiesta del Presidente dell’Unione o direttamente da questi, quando siano vacanti congiuntamente le cariche di Presidente e Vicepresidente del Consiglio.2. L’Organismo di controllo è eletto tra gli iscritti alle Camere penali che non esercitino altre funzioni negli organi dell’Unione. 3. L’elezione avviene a scrutinio segreto con schede nelle quali è possibile esprimere non più di cinque preferenze. 4. I componenti dell’Organismo di controllo durano in carica fino al successivo Congresso ordinario.
ARTICOLO 15 (Segretario coordinatore)
1. La prima riunione dell’Organismo di controllo, successiva alla sua elezione, è convocata dal Presidente dei Consiglio delle Camere penali. 2. In tale riunione l’Organismo nomina un Segretario coordinatore, che dispone le successive convocazioni. 3. Il Segretario coordinatore ha facoltà di partecipare, senza diritto di voto, alle riunioni del Consiglio delle Camere penali. Ha il dovere di partecipare, quando il Consiglio deve deliberare la convocazione del Congresso straordinario previsto dall’articolo 13 comma 3 ovvero quando viene richiesto di riferire sull’attività dell’Organismo.
ARTICOLO 16 (Riunioni e deliberazioni)
1. L’Organismo di controllo è validamente costituito con la presenza di almeno cinque suoi componenti e delibera a maggioranza dei presenti.
Art. 2 – Organizzazione. 1.L’attività di formazione e di qualificazione professionale viene organizzata e gestita, in conformità al presente regolamento, dalla Scuola nazionale di formazione specialistica dell’avvocato penalista e dalle Scuole territoriali dell’Unione Camere Penali Italiane.
Art. 4 – Formazione e qualificazione professionale. 1. Le Scuole territoriali organizzano:
Art. 6 - La formazione penalistica di base 1. Le Scuole territoriali impartiscono la formazione penalistica di base mediante l’organizzazione di un Corso di formazione tecnica e deontologica dell’avvocato penalista, destinato a fornire ad avvocati e praticanti avvocati una adeguata formazione, nonché gli strumenti indispensabili per l’esercizio della funzione difensiva penale.
8. Per creare il più ampio scambio di informazioni la segreteria dell’Unione avrà cura di comunicare almeno quindicinalmente ai responsabili delle Scuole ed ai Presidenti delle Camere penali tutti gli eventi organizzati dalle Scuole dell’Unione. TITOLO III –LA SCUOLA NAZIONALE DI FORMAZIONE SPECIALISTICA DELL’AVVOCATO PENALISTA
Capo I Istituzione, organizzazione, scopi, attività
4. Gli incontri si svolgeranno, anche tramite videoconferenza, nelle sedi centrali di Roma e Milano o in quelle decentrate. Ciascuna sede decentrata opererà come previsto dai commi 5 e 6 dell’art. 10 del presente regolamento. Art. 14 – Contenuti della didattica.
Art. 16 – Destinatari e criteri selettivi 1. L’iscrizione al Corso è consigliata agli avvocati che abbiano già maturato continuative esperienze professionali nel settore penale da almeno cinque anni. Possono partecipare gli iscritti ad uno degli Albi degli Ordini forensi italiani. Possono essere prese in considerazione, inoltre, richieste di iscrizione da parte di avvocati iscritti agli Albi di Ordini forensi di Stati dell’Unione Europea.
1. Il Corso prevede la frequenza obbligatoria. Saranno ammessi alla prova di verifica finale soltanto coloro che abbiano frequentato almeno l’80 % delle ore previste del programma biennale.
Regolamento del Centro studi giuridici e sociali " Aldo Marongiu"
1. Il “Centro Studi giuridici e sociali Aldo Marongiu” istituito a Siracusa con delibera del 30 maggio 1992 dal Congresso dell’Unione Camere Penali Italiane ha sede in Roma presso i locali della stessa Unione. E’ istituzione culturale e scientifica con funzioni di studio e di ufficio legislativo in stretto collegamento con il Presidente dell’Unione e la Giunta.2. Il Centro Studi ha lo scopo di contribuire, attraverso lo studio e la ricerca nelle materie di interesse penalistico, alla diffusione della conoscenza dei valori fondamentali del diritto penale e del giusto processo, oltre che alla indicazione e alla scelta degli strumenti idonei alla loro affermazione.Fornisce, a richiesta del Presidente dell’Unione, contributi di natura propositiva attraverso l’esame dell’attività giudiziaria, l’analisi dei provvedimenti legislativi anche in corso di formazione e la elaborazione di progetti di legge.3. Al Presidente dell’Unione è conferito il potere di nomina e revoca del Responsabile del Centro che potrà scegliere anche al di fuori dell’associazione. In caso di revoca del Responsabile decadono anche i componenti del Consiglio Direttivo.4. L’attività del Centro è realizzata da un Consiglio Direttivo formato da otto componenti che, sentito il Responsabile, vengono nominati in modo paritetico dalla Giunta e dal Consiglio delle Camere Penali. Il Responsabile ed il Consiglio Direttivo restano in carica per la durata del mandato del Presidente dell’Unione. La carica di Responsabile e quella di componente il Consiglio Direttivo del Centro sono incompatibili con ogni altra carica nell’Unione e con la qualità di Presidente di Camera Penale.5. Il Consiglio Direttivo è convocato dal Responsabile che ne coordina i lavori. Detta convocazione può essere sollecitata anche dal Presidente dell’Unione che potrà partecipare alle riunioni direttamente o per delega ad un componente della Giunta.6. Il Centro si avvale delle risorse economiche che verranno messe a disposizione secondo necessità dalla Giunta e per essa dal Tesoriere in carica, d’intesa con il Responsabile.
Articolo 1 (Norme deontologiche applicabili)1. Nello svolgimento delle investigazioni difensive il difensore osserva le norme del Codice deontologico forense, con particolare riferimento ai doveri di probità, fedeltà, competenza e verità, nonché le ulteriori norme degli articoli che seguono, nel rispetto del principio di lealtà processuale e a garanzia della reale dialettica nel procedimento.2. Nessuna distinzione circa i doveri professionali in materia di investigazioni difensive è consentita tra difensore di fiducia e difensore d’ufficio.
Articolo 2 (Legittimazione alle investigazioni difensive) 1. Il difensore è legittimato a svolgere investigazioni difensive sin dal momento della nomina senza necessità di specifico mandato ed indipendentemente dal deposito dell’atto di nomina presso l’autorità giudiziaria.2. Il mandato con sottoscrizione autenticata, necessario per svolgere l’attività investigativa preventiva prevista dall’articolo 391-nonies del codice di procedura penale, indica i fatti ai quali si riferisce in modo sintetico al solo fine della individuazione dell’oggetto di tale attività, con esclusione di ogni riferimento ad ipotesi di reato.3. La previsione del comma 2 non si applica al mandato rilasciato dalla persona offesa dal reato.4. Le disposizioni sull’attività investigativa preventiva si intendono applicabili, oltre che per l’eventualità che si instauri un procedimento penale, anche per le ipotesi: a) che possa essere richiesta la riapertura delle indagini preliminari dopo il decreto di archiviazione; b) che possa essere richiesta la revoca della sentenza di non luogo a procedere; c) che possa essere richiesta la revisione; d) che possano essere instaurati procedimenti davanti al giudice dell’esecuzione o alla magistratura di sorveglianza.
Articolo 3 (Dovere di valutazione) 1. Il difensore, fin dal momento dell’incarico e successivamente fino alla sua conclusione, ha il dovere di valutare, in relazione alle esigenze e agli obbiettivi della difesa, la necessità o l’opportunità di svolgere investigazioni, sia ai fini delle determinazioni inerenti alla difesa stessa, sia per l’ipotesi di un impiego dei risultati nel procedimento, secondo le forme, i tempi e i modi previsti dalla legge.
Articolo 4 (Direzione delle investigazioni)1. La decisione di iniziare e terminare le investigazioni, le scelte sull’oggetto, sui modi e sulle forme di esse competono al difensore [, in accordo con l’eventuale condifensore].2. Quando non svolge di persona le investigazioni e, secondo la previsione del comma 3 dell’articolo 327-bis del codice di procedura penale, si avvale di sostituti, investigatori privati autorizzati e consulenti tecnici, il difensore dà, anche oralmente, le direttive necessarie, cui i sostituti e tali ausiliari hanno il dovere di attenersi, fermi tutti i loro obblighi previsti dalla legge.3. Nel dare le direttive il difensore rammenta gli obblighi indicati al comma 2, con particolare riguardo a quelli relativi agli avvertimenti alle persone con le quali occorre conferire, agli accessi ai luoghi e alla ispezione delle cose, alla eventuale redazione di verbali, al segreto sugli atti e sul loro contenuto, nonché a quello di riferirgli tempestivamente i risultati dell’attività svolta.4. Ai fini dell’esercizio dell’incarico il difensore dà ai sostituti e agli ausiliari le informazioni necessarie e può fornire a essi, anche nell’ipotesi di segretazione dell’atto, copie di atti e documenti, in ogni caso con vincolo di segreto.5. L’incarico agli investigatori privati e ai consulenti tecnici è conferito con atto scritto, nel quale, fermo quanto previsto al comma 3, il difensore indica i loro doveri di: a) osservare le disposizioni di legge, in particolare quelle sulle investigazioni difensive e sulla tutela dei dati personali; b) comunicare le notizie e i risultati delle investigazioni e rimetterne l’eventuale documentazione soltanto al difensore che ha conferito l’incarico o al suo sostituto; c) salva specifica autorizzazione scritta del difensore, rifiutare ogni altro incarico relativo o connesso alla vicenda alla quale attiene quello conferito.
Articolo 5 (Informazioni preventive tra difensore e persona assistita)1. Nell’ambito dei rapporti informativi con la persona assistita al fine di coordinare la difesa tecnica e l’autodifesa, il difensore, oltre ad attingere eventuali notizie utili per apprezzare la necessità o l’opportunità di svolgere investigazioni difensive, valuta la esigenza di comunicare tempestivamente alla persona medesima tale apprezzamento, anche con riguardo alle spese prevedibili per le relative attività.
Articolo 6 (Dovere di segretezza, limiti di utilizzazione, conservazione della documentazione)1. Il difensore ha il dovere di mantenere il segreto professionale sugli atti delle investigazioni difensive e sul loro contenuto, finché non ne faccia uso nel procedimento, salva la rivelazione per giusta causa nell’interesse del proprio assistito.2. In ogni caso, il difensore utilizza la documentazione degli atti delle investigazioni difensive e i relativi contenuti nei soli limiti e nei tempi in cui siano necessari all’esercizio della difesa.3. Il difensore cura di conservare scrupolosamente e riservatamente la documentazione, anche informale, delle investigazioni difensive per tutto il tempo in cui egli ritiene che possa essere necessaria o utile per l’esercizio della difesa.
Articolo 7 (Rimborso delle spese documentate)1. E’ fatto divieto al difensore, al suo sostituto, agli ausiliari e ai loro collaboratori di corrispondere compensi o indennità, sotto qualsiasi forma, salvo il rimborso delle spese documentate, alle persone che ai fini delle investigazioni difensive danno informazioni o si prestano al compimento di accessi ai luoghi, ispezione di cose, rilievi, consegna o esame di documenti e in genere alla esecuzione di atti .
Articolo 8 (Ricerca e individuazione di fonti)1. Il difensore, il sostituto e gli ausiliari incaricati procedono senza formalità alla individuazione delle persone che possono riferire circostanze utili alle investigazioni difensive. In ogni caso, nello svolgimento dell’attività di individuazione di tali persone, informano sempre le persone interpellate della propria qualità, senza necessità di rivelare il nome dell’assistito.2. Nello stesso modo si procede alla individuazione delle altre fonti di prova e, in genere, delle altre fonti di notizie utili alle indagini.
Articolo 9 (Avvertimenti)1. I soggetti della difesa, nell’informare le persone interpellate della loro qualità, indicano la vicenda in ordine alla quale svolgono investigazioni, senza necessariamente rivelare il nome dell’assistito.2. Oltre quanto è previsto dal comma 3 dell’articolo 391-bis del codice di procedura penale, invitano le persone interpellate a dichiarare se si trovano in una delle situazioni di incompatibilità previste dall’articolo 197 comma 1, lettere c) e d) del codice di procedura penale.3. Inoltre, informano le persone interpellate che, se si avvarranno della facoltà di non rispondere, potranno essere chiamate ad una audizione davanti al pubblico ministero ovvero a rendere un esame testimoniale davanti al giudice, ove saranno tenute a rispondere anche alle domande del difensore.4. Se si tratta di persone sottoposte a indagine o imputate nello stesso procedimento o in altro procedimento connesso o collegato ai sensi dell’articolo 210 del codice di procedura penale, le informano che, se si avvarranno della facoltà di non rispondere, potranno essere chiamate a rendere esame davanti al giudice in incidente probatorio.5. Se si tratta di prossimi congiunti di un imputato o di una persona sottoposta alle indagini, li avvertono che, anche in ragione di tale rapporto, hanno facoltà di astenersi dal rispondere o dal rendere la dichiarazione nei casi previsti dalla legge.6. I soggetti della difesa possono altresì ricordare che ogni persona può utilmente concorrere alla ricostruzione dei fatti e all’accertamento della verità in un procedimento penale anche rendendo dichiarazioni al difensore.7. Quando i soggetti della difesa procedono con invito scritto, gli avvertimenti previsti dalla legge e dalle norme deontologiche, se non sono contenuti nell’invito stesso, possono essere dati oralmente, ma devono comunque precedere l’atto.
Articolo 10 (Inviti e avvisi: casi particolari)1. Per conferire, chiedere e ricevere dichiarazioni scritte o assumere informazioni da documentare dalla persona offesa dal reato i soggetti della difesa procedono mediante un invito scritto.2. Se la persona offesa è assistita da un difensore, a costui è dato avviso almeno ventiquattro ore prima. Se non risulta assistita da un difensore, nell’invito è indicata l’opportunità che comunque un difensore sia consultato e intervenga all’atto.3. La disposizione del comma 1 si applica anche quando si intende chiedere e ricevere una dichiarazione scritta o assumere informazioni da documentare da una persona minore. L’invito è comunicato anche a chi esercita la potestà dei genitori, con l’avviso della facoltà di intervenire all’atto. In caso dipersona minore infraquattordicenne, ferme restando le disposizioni precedenti, per l'assunzione di informazioni o la richiesta di rendere dichiarazioni, il difensore potrà avvalersi della presenza di un esperton all'uopo nominato quale consulente della difesa.4. Ai fini dell’applicazione del comma 5 dell’articolo 391-bis del codice di procedura penale, al difensore d’ufficio, nominato per l’atto, che ne faccia richiesta, è dato un termine non inferiore a quelli previsti dall’articolo 108 del codice di procedura penale.
Articolo 11 (Rapporti tra difensore e assistito nell’ambito delle investigazioni difensive)1. E’ fatto divieto ai soggetti della difesa di applicare le disposizioni degli articoli 391-bis e 391-ter del codice di procedura penale nei confronti della persona assistita.2. Il difensore e il sostituto, anche, se del caso, con la presenza degli ausiliari, scambiano liberamente e riservatamente con il proprio assistito, nelle forme e nei tempi opportuni, le informazioni necessarie ad assicurare un coordinato esercizio della difesa tecnica e dell’autodifesa su tutti i temi ritenuti utili. Inoltre, lo consigliano e lo assistono in relazione agli atti, orali o scritti, nonché alle scelte che egli compie personalmente nel procedimento.
Articolo 12 (Garanzie di genuinità delle dichiarazioni)1. Il difensore o il suo sostituto danno tutte le disposizioni necessarie per realizzare condizioni idonee ad assicurare la genuinità delle dichiarazioni.
Articolo 13 (Documentazione)1. Le informazioni assunte dal difensore, secondo le previsioni degli articoli 391-bis comma 2 e 391-ter comma 3 del codice di procedura penale, sono documentate in forma integrale. Quando è disposta la riproduzione almeno fonografica possono essere documentate in forma riassuntiva. 2. Nel verbale, redatto con le modalità previste al comma 1, sono specificamente indicati i mezzi impiegati. Esso è sottoscritto da tutte le persone presenti ed è conservato dal difensore ai sensi del comma 6 dell’articolo 3.3. Il difensore non è tenuto a rilasciare copia del verbale alla persona che ha reso informazioni né al suo difensore.
Articolo 14 (Doveri negli accessi ai luoghi e nella ispezione di cose)1. Il difensore, il sostituto e gli ausiliari, che procedono agli atti indicati nell’articolo 391-sexies del codice di procedura penale, anche quando non redigono un verbale, documentano nelle forme più opportune lo stato dei luoghi e delle cose, procurando che nulla sia mutato, alterato o disperso.2. Oltre a quanto è previsto dal comma 2 dell’articolo 391-septies del codice di procedura penale, quando intendono compiere un accesso a luogo privato o non aperto al pubblico, i soggetti della difesa, nel richiedere il consenso di chi ne ha la disponibilità, lo avvertono della propria qualità, della natura dell’atto da compiere e della possibilità che, ove non sia prestato il consenso, l’atto sia autorizzato dal giudice.3. Gli avvertimenti indicati al comma 2 sono documentati almeno mediante annotazione.
Articolo 15 (Dovere di assicurare il contraddittorio negli accertamenti tecnici irripetibili)1. Quando i soggetti della difesa intendono compiere accertamenti tecnici irripetibili, a cura del difensore o del sostituto è dato avviso senza ritardo a tutti coloro nei confronti dei quali l’atto può avere effetto e dei quali si abbia conoscenza.
Articolo 161. Sono abrogate tutte le norme deontologiche relative alle investigazioni difensive, approvate a Catania il 30 marzo 1996.2. Entro il 31 maggio 2002 saranno valutati i risultati della applicazione delle presenti norme e approvate eventuali norme integrative, modificative o soppressive.3. Le presenti norme sono trasmesse subito al Consiglio Nazionale Forense per tutte le determinazioni di competenza.
4. Ciascuna proclamazione deve riguardare un unico periodo di astensione. L'astensione non può superare otto giorni consecutivi con l'esclusione dal computo della domenica e degli altri giorni festivi. Con riferimento a ciascun mese solare non può comunque essere superato la durata di otto giorni anche se si tratta di astensioni aventi ad oggetto questioni e temi diversi. In ogni caso tra il termine finale dì un'astensione e l'inizio di quella successiva deve intercorrere un intervallo di almeno quindici giorni.. Tali limitazioni non si applicano nei casi in cui è prevista la proclamazione dell'astensione senza preavviso. Nel caso di più astensioni proclamate in difformità dalla presente norma, la Commissione di garanzia provvederà in via preventiva alla valutazione del prevedibile impatto delle proclamazioni in conflitto.
1. Quanto alle violazioni delle disposizioni concernenti la proclamazione e l'attuazione dell'astensione, oltre a quanto previsto dagli artt. 2 bis e 4, comma 4, della L. n. 146/1990, così come riformulati dalla L. n. 83/2000, resta ferma anche l'eventuale valutazione dei Consigli dell'Ordine in sede di esercizio dell'azione disciplinare.
Gli stessi Ordini Professionali vigilano sul rispetto individuale delle regole e modalità di astensione.
1. che le astensioni collettive dalle udienze degli avvocati sono attualmente disciplinate dalla Regolamentazione provvisoria adottata dalla Commissione con delibera n. 02/137 del 4 luglio 2002, pubblicata in G.U. n. 171 del 23 luglio 2002;
1. che la legge n. 146/1990, all'art. 1, comma 1, lett. a), individua “l’amministrazione della giustizia, con particolare riferimento ai provvedimenti restrittivi della libertà personale ed a quelli cautelari ed urgenti, nonché ai processi penali con imputati in stato dì detenzione", come un servizio pubblico essenziale rientrante nel campo di applicazione della legge medesima;
3. che il comma 1 del citato art-2-bis della legge n. 146/1990, così come novellata dalla menzionata legge di riforma n. 83/2000 prevede l'obbligo nei casi in esame del "rispetto di misure dirette a consentire l'erogazione delle prestazioni indispensabili" di cui all'art. 1, ed afferma che la Commissione "promuove l'adozione da parte delle associazioni e degli organismi di rappresentanza" del lavoro autonomo, ivi compreso quello prestato dai professionisti "di codici di autoregolamentazione che "devono in ogni caso prevedere un termine di preavviso non inferiore" a quello, tipico, di dieci giorni, nonché l'indicazione della durata e delle motivazioni dell'astensione collettiva" e debbono altresì "assicurare in ogni caso un livello di prestazioni compatibile con le finalità di cui al comma 2 dell'art. 1”;
Statuto dell'Unione Camere Penali Italiane Regolamento del Consiglio delle Camere Penali Regolamento Scuole UCPI Regolamento Centro Marongiu Regole di comportamento del penalista nelle investigazioni difensive Regolamentazione dell'astensione Social

References: Articolo 7

Articolo 9

Articolo 11

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 sentenza 

Articolo 3

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Articolo 161