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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 18/02/2014 | Diritti EuropaDiritti Europa
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Posted by: Marco Occhipinti in In evidenza, Rassegna sulla Corte Europea 18 febbraio 2014
Di seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Martedì 18 Febbraio 2014, di cui, per ciascuna, si ripropongono:
A.L. v. Poland 28609/08 2 A.L. è un cittadino polacco che, credendosi padre di D., lo riconosce come suo figlio alla nascita. Dopo il divorzio dalla moglie, madre di D., si fanno avanti in lui alcuni dubbi sulla paternità: il test del DNA dimostrerà che lui non è il padre naturale. Dopo tale scoperta, A.L. decide di disconoscere il figlio, ma la legge polacca non lo consente una volta trascorsi 12 mesi dalla nascita del figlio riconosciuto; si rivolge allora al pubblico ministero, il quale avvia un procedimento giudiziario di disconoscimento conclusosi negativamente: la Corte Regionale, nel 2008, rigetta la sua richiesta sul rilievo che A.L., conoscendo le relazioni della campagna (non ancora moglie) con altri uomini, quando ha riconosciuto il figlio era consapevole del rischio che non ne fosse il padre naturale. Oggi A.L. rivendica quello del disconoscimento come suo diritto e chiede alla Corte Europea di ottenerne tutela. Articolo 8 Nessuna violazione dell’Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8-1 - Rispetto della vita privata)
Jalbă v. Romania 43912/10 3 Laurentiu Emilian Jalbă è un alto funzionario del gabinetto del sindaco di Galati. In un articolo, pubblicato sul quotidiano online locale Antidotul, si denuncia il suo “doppio lavoro”: sarebbe infatti il proprietario di una compagnia di taxi cittadina e ciò getterebbe più di un sospetto sulla sua compatibilità con l’incarico cittadino. Il Sign. Jalbă accusa di diffamazione l’autore dell’articolo, perché scritto in malafede e senza alcuna prova, ma il giudice gli dà torto – l’interesse pubblico a conoscere eventuali situazioni di incompatibilità di un funzionario municipale prevale sul suo diritto alla privacy. Oggi il Sign. Jalbă accusa davanti al giudice europeo la giustizia rumena di non averlo debitamente protetto da quell’articolo diffamatorio. Articolo 8 Violazione dell’Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8-1 - Rispetto della vita privata)
Necula v. Romania 33003/11 3 Florin Necula è un cittadino rumeno che sta scontando 22 anni di carcere per omicidio aggravato nel carcere di Mărgineni. Lamenta pessime condizioni di detenzione: celle umide, condizioni igieniche inadeguate, pessimo cibo; mancherebbe l’acqua corrente persino nel reparto sanitario. Articolo 3 Violazione dell’Articolo 3 - Divieto della tortura (art. 3 - trattamento degradante; Trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
Ruiz Rivera v. Switzerland 8300/06 2 Carlos Humberto Ruiz Rivera è un cittadino peruviano emigrato a Zurigo, il quale il 6 Aprile 1996 mozza la testa della moglie,
- dopo averla ripetutamente accoltellata - e la getta dalla finestra; era sotto effetto di alcool e cocaina. Le autorità svizzere lo internano subito in una struttura psichiatrica, sulla base di una perizia psichiatrica stesa nel 2001 e confermata nel 2004. Il Sign. Rivera vorrebbe opporsi subito a questa perizia, ma non ne ha occasione: non gli è consentito di discutere oralmente il merito di quella perizia, né sono accolte le sue richieste di nuove perizie. Solo nel 2007, novellato il codice penale svizzero, è stesa una nuova perizia, che lo trova capace di intendere e di volere. Oggi il Sign. Rivera – ormai espulso in Perù – accusa la Svizzera di averlo detenuto illegalmente negandogli una veloce revisione della perizia medica e uno via di ricorso interna per contestare quella detenzione.
Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-4 - Garanzie procedurali di revisione; Esame della legalità della detenzione)
Danno patrimoniale - domanda respinta
Danno non patrimoniale - accertamento di infrazione da solo sufficiente
Batmaz v. Turkey 714/08 3 Selman Batmaz è un cittadina turca sospettata di essere un’affiliata del PKK, il movimento armato per l’indipendenza del Kurdistan. Arrestata e poi rilasciata dalle autorità turche, oggi ha ottenuto lo status di rifugiato in Germania. La Sign.ra Batmaz denuncia di essere stata torturata da agenti turchi, durante il suo arresto, che la sua detenzione fosse illegale e che lo stesso procedimento giudiziario non rispettasse i principi dell’equo processo: in particolare, i giudici non erano imparziali. Articolo 3
Violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (Articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Bayram Güçlü v. Turkey 31535/04 3 Bayram Güçlü è un cittadino turco condannato per traffico di sostanze stupefacenti prima in Olanda – dove sconta 33 mesi di carcere – e poi in Turchia – dove è condannato a 36 anni. Il Sign. Güçlü lamenta un processo ingiusto in Turchia: per un certo periodo non ha avuto possibilità di ricorrere ad un avvocato e la sua condanna si è fondata sulla testimonianze decisive di testimoni che non sono stati sottoposti ad un esame incrociato. Articolo 6 Violazione dell’Articolo 6 +6-3- c - Diritto ad un processo equo (Articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo) (Articolo 6 - Diritto ad un processo equo; Procedimento penale; Articolo 6-3-c - Difesa attraverso il suo legale)
Tüm Bel-Sen v. Turkey 38927/10, 47475/10, 47476/10 3 Tüm Bel-Sen è un sindacato turco di dipendenti del settore pubblico. Dopo aver negoziato alcuni accordi collettivi con i datori di lavori, e ottenuto incrementi di salario per i propri iscritti, subentra una pronuncia del giudice turco che pone particolare condizioni alla contrattazione collettiva. Oggi il sindacato turco rivendica, nell’alveo dell’articolo 11 – libertà di riunione ed associazione - , un pieno potere di contrattazione collettiva. Articolo 11 Violazione dell’Articolo 11 - Libertà di riunione e di associazione (art. 11-1 - Libertà di associazione)
Figueiredo Gonçalves v. Portugal 57422/09 3 Articolo 6
Violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (Articolo 6 - Procedura di esecuzione; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Petrović v. Serbia 75280/10 3 Articolo 6
Articolo 13 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (Articolo 6 - Procedura di esecuzione; Articolo 6-1 - Accesso al tribunale)
Dülek v. Turkey 3790/09 3 Articolo 6
Violazione dell’Articolo 6 +6-3- c - Diritto ad un processo equo (Articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo) (Articolo 6 - Diritto ad un processo equo; Articolo 6-3-c - Difesa attraverso il suo legale)
Széchenyi v. Hungary 4153/10 3 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (Articolo 6 - Procedura civile; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Turul Kft. v. Hungary 46218/09 3 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (Articolo 6 - Procedimento amministrativo; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Ferreira Alves v. Portugal 25861/11 3 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (Articolo 6 - Procedura civile; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Violazione dell’Articolo 13 - Diritto ad un ricorso effettivo (art. 13 - Efficace rimedio)
Dajbukat and Szilagyi-Palko v. Romania 43901/07 3 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (Articolo 6 - Procedura civile; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Cserny v. Hungary 65833/09 3 Violazione_dell’Articolo_6 - Diritto ad un processo equo (Articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Polonia Portogallo Romania Serbia Svizzera Turchia Tutte le sentenze Ungheria	2014-02-18
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References: Articolo 8
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 Articolo 6
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