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Smaltimento rifiuti direttiva 96 2002 | Multiservizi
Smaltimento rifiuti direttiva 96 2002
0.1 Del 27 gennaio 2003 sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)
1 HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
1.2 Articolo 2
1.3 Articolo 3
1.4 Articolo 4
1.5 Articolo 5
1.6 Articolo 6
1.7 Articolo 7
1.8 Articolo 8
1.9 Articolo 9
1.10 Articolo 10
1.11 Articolo 11
1.12 Articolo 12
1.13 Articolo 13
1.14 Articolo 14
1.15 Articolo 15
1.16 Articolo 16
1.17 Articolo 17
1.18 Articolo 18
1.19 Articolo 19
1.20 ALLEGATO I A
1.21 ALLEGATO I B
1.22 ALLEGATO II
1.23 ALLEGATO III
Del 27 gennaio 2003 sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)
deliberando secondo la procedura di cui all’articolo 251 del trattato (4), visto il progetto comune approvato l’8 novembre 2002 dal comitato di conciliazione,
Gli obiettivi della politica ambientale della Comunità sono in particolare la salvaguardia, la tutela e il migliora-mento della qualità dell’ambiente, la protezione della salute umana e l’uso accorto e razionale delle risorse naturali. Questa politica è essere basata sul principio di precauzione, sul principio dell’azione preventiva, e su quello della correzione del danno ambientale, in via prioritaria, alla fonte e sul principio «chi inquina paga».
Secondo il programma comunitario di politica ed azione a favore dell’ambiente e di uno sviluppo sostenibile («Quinto programma di azione a favore dell’ambiente») (5), il conseguimento dello sviluppo sostenibile comporta cambiamenti significativi nell’attuale andamento di sviluppo, produzione, consumo e comportamento. Inoltre, il programma auspica, fra l’altro, di ridurre lo spreco di risorse naturali e di prevenire l’inquinamento. Esso menziona i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (in prosieguo: «RAEE») come uno dei settori da regolare in relazione ai principi di prevenzione, recupero e smaltimento sicuro dei rifiuti.
Secondo la comunicazione della Commissione del 30 luglio 1996 sul riesame della strategia comunitaria per la gestione dei rifiuti, quando non è possibile evitare la produzione dei rifiuti, essi devono essere riusati o recu¬perati a livello di materiale o di energia.
GU C 365 E del 19.12.2000, pag. 184 e GU C 240 E del 28.8.2001, pag. 298.
GU C 116 del 20.4.2001, pag. 38.
GU C 148 del 18.5.2001, pag. 1.
Parere del Parlamento europeo del 15 maggio 2001 (GU C 34 E del 7.2.2002, pag. 115), posizione comune del Consiglio del 4 dicembre 2001 (GU C 110 E del 7.5.2002, pag. 1) e decisione del Parlamento europeo del 10 aprile 2002 (non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale). Decisione del Parlamento europeo del 18 dicembre 2002 e decisione del Consiglio del 16 dicembre 2002.
GU C 138 del 17.5.1993, pag. 5.
(4) Nella risoluzione del 24 febbraio 1997 sulla strategia comunitaria per la gestione dei rifiuti (6) il Consiglio ha insistito sulla necessità di promuovere il recupero dei rifiuti al fine di ridurne la quantitàda smaltire e di preservare le risorse naturali, in particolare mediante il reimpiego, il riciclaggio, il compostaggio e il recupero dell’energia dai rifiuti ed ha riconosciuto che la scelta delle opzioni nei casi specifici deve tener conto delle conseguenze ambientali ed economiche, ma che fino a quando non interverranno progressi scientifici e tecnici al riguardo e non saranno ulteriormente sviluppate le analisi del ciclo biologico, bisogneràoptare per il reimpiego e per il recupero dei materiali se e nella misura in cui essi rappresentano le migliori opzioni ambientali. Il Consiglio ha inoltre invitato la Commissione a dare opportunamente seguito, il più presto possibile, ai progetti del programma sui flussi di rifiuti prioritari, compresi i RAEE.
(5) Nella risoluzione del 14 novembre 1996 (7) il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione di presentare proposte di direttive su vari flussi di rifiuti prioritari, tra cui i rifiuti elettrici ed elettronici, e di basare tali proposte sul principio della responsabilitàdel produttore. Nella stessa risoluzione il Parlamento europeo ha chiesto al Consiglio e alla Commissione di presentare proposte per ridurre il volume dei rifiuti.
(6) La direttiva 75/442/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1975, relativa ai rifiuti (8), prevede la possibilitàdi adottare norme specifiche mediante singole direttive in particolari casi o per completare detta direttiva relativamente alla gestione di categorie particolari di rifiuti.
(7) Le quantità di RAEE generate nella Comunità aumentano rapidamente. La presenza di componenti pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (in prosieguo: «AEE») solleva grandi problemi nella fase di gestione dei rifiuti e i RAEE non sono sufficientemente riciclati.
(8) L’obiettivo di migliorare la gestione dei RAEE non può essere efficacemente raggiunto dagli Stati membri a livello individuale. In particolare, le diverse applicazioni nazionali del principio della responsabilità del produttore possono provocare notevoli disparitàtra gli oneri finanziari a carico degli operatori economici. La presenza di politiche nazionali diverse sulla gestione dei RAEE ostacola l’efficacia delle politiche di riciclaggio. Pertanto, i criteri essenziali dovrebbero essere stabiliti a livello comunitario.
(6) GU C 76 dell’11.3.1997, pag. 1.
(9) Le disposizioni della presente direttiva dovrebbero applicarsi ai prodotti e ai produttori, a prescindere dalle tecniche di vendita, comprese televendite e vendite elet¬troniche. In tale contesto gli obblighi dei produttori e dei distributori che utilizzano canali di televendita e vendita elettronica dovrebbero, per quanto possibile, avere la stessa forma ed essere attuati nello stesso modo, onde evitare che altri canali di distribuzione debbano sostenere i costi delle disposizioni della presente direttiva concernenti i RAEE di attrezzature vendute mediante televendita o vendita elettronica.
(10) L’ambito di applicazione della presente direttiva dovrebbe includere tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche usate dai consumatori e le apparecchiature elettriche ed elettroniche ad uso professionale. La presente direttiva si dovrebbe applicare ferma restando la normativa comunitaria in materia di sicurezza e di salute pubblica che protegge chiunque entri in contatto con i RAEE e la normativa specifica sulla gestione dei rifiuti, in particolare la direttiva 91/157/CEE del Consiglio, del 18 marzo 1991, relativa alle pile ed agli accumulatori contenenti sostanze pericolose (1).
(12) L’introduzione, da parte della presente direttiva, della responsabilità del produttore è uno degli strumenti per incoraggiare la progettazione e la produzione di apparecchiature elettriche ed elettroniche che tengano pienamente in considerazione e facilitino la riparazione, l’eventuale adeguamento al progresso tecnico, il reimpiego, smontaggio e riciclaggio.
(13) Al fine di garantire la salute e la sicurezza del personale del distributore incaricato del ritiro e della gestione dei RAEE, gli Stati membri, in conformitàcon le norme nazionali e comunitarie in materia di salute e sicurezza, dovrebbero definire le condizioni in cui i distributori possono rifiutare il ritiro.
(14) Gli Stati membri dovrebbero incoraggiare la progettazione e la produzione di apparecchiature elettriche ed elettroniche che tengano in considerazione e facilitino la soppressione e il recupero, in particolare il reimpiego e il riciclaggio dei RAEE, dei loro componenti e materiali.
I produttori non dovrebbero impedire, mediante caratteristiche specifiche della progettazione o processi di fabbricazione, il reimpiego dei RAEE, a meno che tali caratteristiche specifiche della progettazione o processi di fabbricazione presentino vantaggi di primaria importanza, ed esempio in relazione alla protezione dell’ambiente e/o ai requisiti di sicurezza.
(15) La raccolta separata è la condizione preliminare per garantire il trattamento specifico e il riciclaggio dei RAEE ed è necessaria per raggiungere il livello stabilito di protezione della salute umana e dell’ambiente nella Comunità. I consumatori devono contribuire attivamente al successo di questa raccolta e dovrebbero essere inco
raggiati a riportare i RAEE. A tal fine è opportuno creare idonee strutture per la restituzione dei RAEE, compresi punti pubblici di raccolta, dove i nuclei domestici possano restituire almeno gratuitamente i loro rifiuti.
(17) Un trattamento specifico dei RAEE è indispensabile per evitare la dispersione degli inquinanti nel materiale riciclato o nel flusso di rifiuti. Esso costituisce il metodo più efficace per garantire l’osservanza del livello di protezione dell’ambiente comunitario che è stato stabilito. Gli stabilimenti o le imprese che effettuano operazioni di riciclaggio e di trattamento dovrebbero essere conformi a talune norme minime per evitare gli impatti ambientali negativi legati al trattamento dei RAEE. Si dovrebbe ricorrere alle migliori tecniche di trattamento, recupero e riciclaggio disponibili purché assicurino il rispetto della salute umana e un’elevata protezione dell’ambiente. Le migliori tecniche di trattamento, recupero e riciclaggio disponibili possono essere ulteriormente definite secondo le procedure della direttiva 96/61/CE.
(19) A livello comunitario devono essere definiti i principi di base concernenti un finanziamento della gestione dei RAEE e i regimi di finanziamento devono contribuire a livelli elevati di raccolta, nonché all’attuazione del principio della responsabilitàdel produttore.
(20) I nuclei domestici utenti delle apparecchiature elettriche ed elettroniche dovrebbero poter restituire almeno gratuitamente i RAEE. I produttori dovrebbero quindi finanziare il ritiro dal punto di raccolta, il trattamento, il recupero e lo smaltimento dei RAEE. Per ottimizzare l’efficacia del concetto di responsabilità del produttore, ciascun produttore dovrebbe essere responsabile del finanziamento della gestione dei rifiuti derivanti dai suoi prodotti. Il produttore dovrebbe poter scegliere di adempiere tale obbligo o individualmente o aderendo ad un regime collettivo. Ciascun produttore, allorché immette un prodotto sul mercato, dovrebbe fornire una garanzia finanziaria per evitare che i costi della gestione dei RAEE derivanti da prodotti orfani ricadano sulla società o sugli altri produttori.
Tutti i produttori esistenti dovrebbero condividere la responsabilità del finanziamento della gestione dei rifiuti storici nell’ambito di regimi di finanziamento collettivi ai quali contribuiscono proporzionalmente tutti i produttori esistenti sul mercato al momento in cui si verificano i costi. I regimi di finanziamento collettivi non dovrebbero avere l’effetto di escludere i produttori di nicchie di mercato o con ridotti volumi di produzione, gli importatori e i nuovi arrivati. Per un periodo transitorio i produttori dovrebbero poter indicare agli acquirenti, su base volontaria al momento della vendita di nuovi prodotti, i costi della raccolta, del trattamento e dello smaltimento inoffensivo per l’ambiente dei rifiuti storici. I produttori che si avvalgono ditale disposizione dovrebbero provvedere affinché i costi indicati non superino le spese effettivamente sostenute.
(21) L’informazione degli utenti sull’obbligo di non smaltire i RAEE come rifiuti municipali solidi misti e di raccogliere tali RAEE separatamente, nonché sui sistemi di raccolta e sul proprio ruolo nella gestione dei RAEE, è indispensabile per il successo della raccolta dei RAEE. Tale informazione comporta la marcatura appropriata delle apparecchiature elettriche ed elettroniche che potrebbero finire nei contenitori della spazzatura o in simili canali di raccolta dei rifiuti municipali.
(22) L’informazione sull’identificazione delle componenti e dei materiali fornita dai produttori è importante per facilitare la gestione e, in particolare, il trattamento e il recupero/riciclaggio dei RAEE.
(23) Gli Stati membri dovrebbero assicurare che le infrastrutture d’ispezione e monitoraggio permettano di verificare la corretta attuazione della presente direttiva, tenendo conto, fra l’altro, della raccomandazione 2001/331/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 aprile 2001, che stabilisce criteri minimi per le ispezioni ambientali negli Stati membri (1).
(24) L’informazione sul peso o, se ciò non è possibile, sul numero delle apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato nella Comunitàe sui tassi di raccolta, reimpiego (compreso per quanto possibile il reimpiego di interi apparecchi), recupero/riciclaggio ed esportazione dei RAEE raccolti a norma della presente direttiva è necessaria per monitorare il raggiungimento degli obiettivi della presente direttiva.
(1) GU L 118 del 27.4.2001, pag. 41.
3. Sono escluse dall’ambito di applicazione della presente direttiva le apparecchiature connesse alla tutela degli interessi essenziali della sicurezza degli Stati membri, le armi, le munizioni e il materiale bellico, ad eccezione tuttavia dei prodotti che non siano destinati a fini specificamente militari.
c) «prevenzione»: le misure volte a ridurre la quantitàe la nocività per l’ambiente dei RAEE e dei materiali e delle sostanze che li compongono;
2) rivende sotto il suo marchio apparecchiature prodotte da altri fornitori; il rivenditore non viene considerato «produttore», se l’apparecchiatura reca il marchio del produttore a norma del punto 1);
3) importa o esporta apparecchiature elettriche ed elettroniche in uno Stato membro nell’ambito di un’attività professionale.
Chiunque fornisca finanziamenti esclusivamente sulla base o a norma di un accordo finanziario non è considerato «produttore» a meno che non agisca in qualità di produttore ai sensi delle lettere da 1) a 3);
j) «distributore»: chi fornisce un’apparecchiatura elettrica od elettronica nell’ambito di un’attivitàcommerciale ad una parte che la userà;
(2) GU L 196 del 16.8.1967, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2001/59/CE della Commissione (GU L 225 del 21.8.2001, pag. 1).
(3) GU L 200 del 30.7.1999, pag. 1. Direttiva modificata dalla direttiva 2001/60/CE della Commissione (GU L 226 del 22.8.2001, pag. 5).
a) siano istituiti sistemi che consentano ai detentori finali e ai distributori di rendere almeno gratuitamente tali rifiuti. Gli Stati membri assicurano la disponibilità e l’accessibilità dei centri di raccolta necessari, tenendo conto soprattutto della densità della popolazione;
b) quando forniscono un nuovo prodotto, i distributori si assumano la responsabilità di assicurare che tali rifiuti possano essere resi almeno gratuitamente al distributore, in ragione di uno per uno, a condizione che le apparecchiature siano di tipo equivalente e abbiano svolto le stesse funzioni dell’apparecchiatura fornita. Gli Stati membri possono derogare a tale disposizione purché garantiscano che la resa dei RAEE non diventi in tal modo più difficile per il detentore finale e purché tali sistemi restino gratuiti per il detentore finale. Gli Stati membri che si avvalgono di questa disposizione ne informano la Commissione;
Gli Stati membri possono prevedere modalitàspecifiche di resa dei RAEE ai sensi delle lettere a) e b) se l’apparecchiatura in questione non contiene i suoi componenti essenziali o se contiene rifiuti diversi dai RAEE.
3. Per quanto riguarda i RAEE diversi da quelli provenienti dai nuclei domestici, gli Stati membri assicurano, fatto salvo il disposto dell’articolo 9, che i produttori o i terzi che agiscono a nome loro provvedano alla raccolta ditali rifiuti.
Il Parlamento europeo e il Consiglio, su proposta della Commissione e tenendo conto dell’esperienza tecnica ed economica acquisita negli Stati membri, determinano entro il 31 dicembre 2008 un nuovo obiettivo obbligatorio. Esso può assumere la forma di una percentuale della quantità di apparecchiature elettriche ed elettroniche vendute ai nuclei domestici negli anni precedenti.
2. Gli Stati membri garantiscono che gli stabilimenti o le imprese che effettuano operazioni di trattamento ottengano un’autorizzazione dalle autorità competenti, ai sensi degli articoli 9 e 10 della direttiva 75/442/CEE.
La deroga all’obbligo di autorizzazione di cui all’articolo 11, paragrafo 1, lettera b), della direttiva 75/442/CEE può essere applicata alle operazioni di recupero dei RAEE se le autorità competenti effettuano un’ispezione prima della registrazione per garantire la conformità con l’articolo 4 della direttiva 75/ 442/CEE.
3. Gli Stati membri provvedono a che gli stabilimenti o le imprese che effettuano operazioni di trattamento effettuino lo stoccaggio e il trattamento dei RAEE conformemente ai requisiti tecnici indicati nell’allegato III.
IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 37/29
4. Gli Stati membri provvedono a che l’autorizzazione o la registrazione di cui al paragrafo 2 includa tutte le condizioni necessarie ai fini dell’osservanza dei requisiti di cui ai paragrafi
1 e 3 e del conseguimento degli obiettivi di recupero di cui all’articolo 7.
5. L’operazione di trattamento può anche essere effettuata al di fuori dello Stato membro rispettivo o della Comunità, a condizione che la spedizione di RAEE sia conforme al regolamento (CEE) n. 259/93 del Consiglio, del 1o febbraio 1993, relativo alla sorveglianza e al controllo delle spedizioni di rifiuti all’interno della Comunità europea, nonché in entrata e in uscita dal suo territorio (1).
I RAEE esportati dalla Comunità a norma del regolamento (CEE) n. 259/93 del Consiglio e del regolamento (CE) n. 1420/ 1999 del Consiglio, del 29 aprile 1999, recante regole e procedure comuni per le spedizioni di determinati tipi di rifiuti verso taluni paesi non appartenenti all’OCSE (2), e del regolamento (CE) n. 1547/1999 della Commissione, del 12 luglio 1999, che stabilisce la procedura di controllo prevista dal regolamento (CEE) n. 259/93 del Consiglio in relazione alle spedizioni di determinati tipi di rifiuti verso taluni paesi ai quali non si applica la decisione dell’OCSE C(92) 39/def. (3), sono presi in considerazione ai fini dell’adempimento degli obblighi e del conseguimento degli obiettivi di cui all’articolo 7, paragrafi 1 e 2, della presente direttiva solo se l’esportatore può dimostrare che l’operazione di recupero, reimpiego e/o riciclaggio ha avuto luogo in condizioni che siano equivalenti ai requisiti della presente direttiva.
a) per i RAEE che rientrano nelle categorie 1 e 10 dell’allegato I A,
— aumento del tasso di recupero ad un minimo dell’80 % in peso medio per apparecchio, e
(1) GU L 30 del 6.2.1993, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2557/2001 della Commissione (GU L 349 del 31.12.2001, pag. 1).
(2) GU L 166 dell’1.7.1 999, pag. 6. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2243/2001 della Commissione (GU L 303 del 20.11.2001, pag. 11).
(3) GU L 185 del 17.7.1999, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2243/2001.
(4) GU L 114 del 24.4.2001, pag. 1.
— per il reimpiego e il riciclaggio di componenti, materiali
e sostanze, aumento ad un minimo del 75 % in peso medio per apparecchio;
b) per i RAEE che rientrano nelle categorie 3 e 4 dell’allegato I A
c) per i RAEE che rientrano nelle categorie 2, 5, 6, 7, e 9 dell’allegato I A,
3. Gli Stati membri provvedono affinché, ai fini del calcolo ditali obiettivi, i produttori o i terzi che agiscono a loro nome detengano la documentazione relativa al volume dei RAEE, ai loro componenti, materiali o sostanze in entrata e in uscita dai centri di trattamento e/o in entrata nei centri di recupero o di riciclaggio.
La Commissione stabilisce, secondo la procedura di cui all’articolo 14, paragrafo 2, le modalità d’applicazione, comprese le specifiche per i materiali, necessarie per sorvegliare il rispetto, da parte degli Stati membri, degli obiettivi di cui al paragrafo 2. La Commissione sottopone tale misura entro il 13 agosto 2004.
Gli Stati membri provvedono affinché ciascun produttore, allorché immette un prodotto sul mercato, fornisca una garanzia che dimostra che la gestione di tutti i RAEE sarà finanziata e affinché i produttori marchino chiaramente i loro prodotti a norma dell’articolo 11, paragrafo 2. Detta garanzia assicura che le operazioni di cui al paragrafo 1 relative a tale prodotto saranno finanziate. La garanzia può assumere la forma di una partecipazione del produttore a regimi adeguati per il finanziamento della gestione dei RAEE, di un’assicurazione di riciclaggio o di un conto bancario vincolato.
4. Gli Stati membri possono esigere che i produttori e/o distributori forniscano, integralmente o parzialmente, ad esempio nelle istruzioni per l’uso o presso i punti di vendita, le informazioni di cui ai paragrafi da 1 a 3.
1. Al fine di agevolare il reimpiego e il trattamento corretto e sano sotto il profilo ambientale dei RAEE, compresi la manutenzione, l’aggiornamento, la rimessa a nuovo e il riciclaggio, gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire che i produttori forniscano informazioni in materia di reimpiego e trattamento per ogni tipo di nuove AEE immesso sul mercato entro un anno dalla data di immissione sul mercato dell’apparecchiatura. Le informazioni segnalano, nella misura in cui ciò è necessario per i centri di reimpiego e gli impianti di trattamento e riciclaggio al fine di uniformarsi alle disposizioni della presente direttiva, i diversi componenti e materiali delle AEE, nonché il punto in cui le sostanze e i preparati pericolosi si trovano nelle AEE. Vengono messe a disposizione dei centri di reimpiego e degli impianti di trattamento e riciclaggio da parte dei produttori di AEE in forma di manuali o attraverso gli strumenti elettronici (ad esempio CD-Rom e servizi on-line).
1. Gli Stati membri redigono un registro dei produttori e raccolgono informazioni, su base annua, comprese stime circo-stanziate, sulle quantità e sulle categorie di apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul loro mercato, raccolte attraverso tutti i canali, reimpiegate, riciclate e recuperate negli Stati membri, nonché sui rifiuti raccolti esportati, per peso o, se non è possibile, per numero.
Gli Stati membri garantiscono che i produttori che forniscono apparecchiature elettriche ed elettroniche mediante tecniche di comunicazione a distanza informino sulla conformità ai requisiti di cui all’articolo 8, paragrafo 4, e sulle quantitàe categorie di tali apparecchiature immesse sul mercato dello Stato membro in cui risiede l’acquirente.
La Commissione pubblica una relazione sull’attuazione della presente direttiva entro nove mesi dalla ricezione delle relazioni degli Stati membri.
Gli Stati membri provvedono affinché l’ispezione e il monito-raggio consentano di verificare la corretta attuazione della presente direttiva.
3. Purché i risultati perseguiti dalla presente direttiva siano raggiunti, gli Stati membri possono recepire le disposizioni di cui all’articolo 6, paragrafo 6, all’articolo 10, paragrafo 1 e all’articolo 11 mediante accordi tra le autorità competenti e i settori economici interessati. Tali accordi devono soddisfare i seguenti requisiti:
carenze di infrastrutture di riciclaggio,
circostanze geografiche come la presenza di un gran numero di piccole isole o di zone rurali e di montagna,
bassa densità di popolazione, e
basso livello di consumo di AEE,
non sono in grado di raggiungere l’obiettivo di raccolta di cui all’articolo 5, paragrafo 5, primo comma, o gli obiettivi di recupero di cui all’articolo 7, paragrafo 2, e che, a norma dell’articolo 5, paragrafo 2, terzo comma, della direttiva 1999/31/CE del Consiglio, del 26 aprile 1999, relativa alle discariche di rifiuti (1), possono chie¬dere una proroga del termine di cui a detto articolo, possono prorogare le scadenze previste negli articoli 5, paragrafo 5 e 7, paragrafo 2, della presente direttiva, fino a ventiquattro mesi.
Per il Parlamento europeo Per il Consiglio Il Presidente Il Presidente
Grandi apparecchi di refrigerazione Frigoriferi
Apparecchi elettrici di riscaldamento Radiatori elettrici
Macinini elettrici, macinacaffé elettrici e apparecchiature per aprire o sigillare contenitori o pacchetti Coltelli elettrici
Sveglie, orologi da polso o da tasca e apparecchiature per misurare, indicare e registrare il tempo Bilance
Personal computer (unità centrale, mouse, schermo e tastiera inclusi) Computer portatili (unità centrale, mouse, schermo e tastiera inclusi)
Terminali e sistemi utenti Fax
Telefoni pubblici a pagamento Telefoni senza filo
Apparecchi radio Apparecchi televisivi Videocamere
Videoregistratori Registratori hi-fi Amplificatori audio Strumenti musicali
Lampadari per lampade fluorescenti ad eccezione dei lampadari delle abitazioni Tubi fluorescenti
Apparecchiature per tornire, fresare, carteggiare, smerigliare, segare, tagliare, tranciare, trapanare, perforare, punzo¬nare, piegare, curvare o per procedimenti analoghi su legno, metallo o altri materiali
Strumenti per rivettare, inchiodare o avvitare o rimuovere rivetti, chiodi e viti o impiego analogo Strumenti per saldare, brasare o impiego analogo
Computer per ciclismo, immersioni subacquee, corsa, canottaggio, ecc. Apparecchiature sportive con componenti elettrici o elettronici Macchine a gettoni
Cardiologia Dialisi
Analizzatori Congelatori
Distributori automatici di prodotti solidi Distributori automatici di denaro contante
1. Come minimo si devono rimuovere da tutti i RAEE raccolti separatamente le sostanze, i preparati e i componenti seguenti: ù
Condensatori contenenti difenili policlorurati (PCB), ai sensi della direttiva 96/59/CE del Consiglio, del 16 settembre 1996, concernente lo smaltimento dei policlorodifenili e dei policlorotrifenili (PCB/PCT) (1)
Componenti contenenti mercurio, come gli interruttori o i retroilluminatori
Circuiti stampati dei telefoni mobili in generale e di altri dispositivi se la superficie del circuito stampato è superiore a 10 cm²
Cartucce di toner, liquido e in polvere, e di toner di colore
Plastica contenente ritardanti di fiamma bromurati
Rifiuti di amianto e componenti che contengono amianto
Clorofluorocarburi (CFC), idroclorofluorocarburi (HCFC), idrofluorocarburi (HFC) o idrocarburi (HC)
Schermi a cristalli liquidi (se del caso con il rivestimento) di superficie superiore a 100 cm² e tutti quelli retroilluminati mediante lampade a scarica
Cavi elettrici esterni
Componenti contenenti fibre ceramiche refrattarie descritte nella direttiva 97/69/CE della Commissione, del 5 dicembre 1997, recante adeguamento al progresso tecnico della direttiva 67/548/CEE del Consiglio relativa alla classificazione, all’imballaggio e all’etichettatura delle sostanze pericolose (2)
Componenti contenenti sostanze radioattive, fatta eccezione per i componenti che sono al di sotto delle soglie di esenzione previste dall’articolo 3 e dall’allegato I della direttiva 96/29/Euratom del Consiglio, del 13 maggio 1996, che stabilisce le norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti (3)
Condensatori elettrolitici contenenti sostanze potenzialmente pericolose (altezza> 25mm, diametro > 25 mm o proporzionalmente simili in volume).
Queste sostanze, preparati e componenti sono eliminati o recuperati a norma dell’articolo 4 della direttiva 75/442/ CEE del Consiglio.
Tubi catodici: rimuovere il rivestimento fluorescente
Apparecchiature contenenti gas che riducono l’ozono o che hanno un potenziale di riscaldamento globale (GWP) superiore a 15, presenti ad esempio nella schiuma e nei circuiti di refrigerazione: i gas devono essere estratti e trattati in maniera adeguata. I gas che riducono l’ozono devono essere trattati ai sensi del regolamento (CE) n. 2037/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 giugno 2000, sulle sostanze che riducono lo strato di ozono (4)
3. Tenuto conto di considerazioni di ordine ambientale e dell’opportunità del reimpiego e del riciclaggio, i paragrafi 1 e 2 sono applicati in modo da non impedire il reimpiego e il riciclaggio ecologicamente corretto dei componenti o degli interi apparecchi.
4. Nell’ambito della procedura di cui all’articolo 14, paragrafo 2, la Commissione valuta in via prioritaria se le indicazioni concernenti:
i circuiti stampati dei telefoni mobili e
(3) GUL 159 del 29.6.1996, pag. 1.
Superfici impermeabili per determinate zone con centri di raccolta degli spandimenti e, ove opportuno, decantatori e detersivi-sgrassanti
Bilance per misurare il peso dei rifiuti trattati
Superfici impermeabili e copertura resistente alle intemperie per determinate zone con centri di raccolta degli spandimenti e, ove opportuno, decantatori e detersivi-sgrassanti
Stoccaggio adeguato per i pezzi smontati
Container adeguati per lo stoccaggio di pile, condensatori contenenti PCB/PCT e altri rifiuti pericolosi come i residui radioattivi
Apparecchiature per il trattamento dell’acqua, in conformità della regolamentazione in materia sanitaria e ambientale.

References: Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 4
 Articolo 5
 Articolo 6
 Articolo 7
 Articolo 8
 Articolo 9
 Articolo 10
 Articolo 11
 Articolo 12
 Articolo 13
 Articolo 14
 Articolo 15
 Articolo 16
 Articolo 17
 Articolo 18
 Articolo 19