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Timestamp: 2019-09-22 16:17:00+00:00

Document:
Bozza del Codice Urbani all'esame delle Commissioni (art. 1-52)
SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE CODICE DEI BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI ASSEGNATO A COMMISSIONI DI CAMERA E SENATO
Articolo 5 Cooperazione delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali in materia di tutela del patrimonio culturale
Articolo 41 Obblighi di versamento agli Archivi di Stato dei documenti conservati dalle amministrazioni statali
Articolo 55 Alienabilità di immobili di interesse artistico o storico appartenenti al demanio culturale
Articolo 63 Obbligo di denuncia dell’attività commerciale e di tenuta del registro. Obbligo di denuncia della vendita o dell’acquisto di documenti
Articolo 90 Scoperta fortuita
Articolo 101 Luoghi della cultura
Articolo 102 Fruizione dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica
Articolo 103 Accesso ai luoghi della cultura
Sezione II Fruizione degli archivi
Articolo 106 Archivi di Stato e archivi storici degli enti pubblici: consultabilità dei documenti
Articolo 107 Archivi di Stato e archivi storici degli enti pubblici: consultabilità dei documenti riservati
Articolo 108 Consultazione a scopi storici degli archivi correnti
Articolo 109 Declaratoria di riservatezza
Articolo 110 Protezione di dati personali
Articolo 111 Consultabilità degli archivi privati
Sezione III Uso dei beni culturali
Articolo 112 Uso individuale di beni culturali
Articolo 113 Uso strumentale e precario e riproduzione di beni culturali
Articolo 114 Canoni di concessione, corrispettivi di riproduzione, cauzione
Articolo 115 Catalogo di immagini fotografiche e di riprese di beni culturali
Articolo 116 Incasso e riparto di proventi
Articolo 117 Attività di valorizzazione
Articolo 118 Valorizzazione dei beni culturali di appartenenza pubblica
Articolo 119 Valorizzazione dei beni culturali di proprietà privata
Articolo 120 Livelli di valorizzazione
Articolo 121 Forme di gestione
Articolo 122 Tutela dei beni culturali conferiti o concessi in uso
Articolo 123 Servizi aggiuntivi
Articolo 124 Promozione di attività di studio e ricerca
Articolo 125 Diffusione della conoscenza del patrimonio culturale nelle scuole
Articolo 126 Sponsorizzazione di beni culturali
Articolo 127 Accordi con le fondazioni bancarie
Articolo 148 Commissione per il paesaggio
Articolo 157 Notifiche eseguite, elenchi compilati, provvedimenti e atti
Articolo 169 Rinvio
PARTE QUINTA Disposizioni in materia di deroghe, abrogazioni ed entrata in vigore
Articolo 170 Disposizioni finali
Articolo 171 Norme abrogate
PARTE PRIMA	Disposizioni generali
Articolo 1	Principi
1. In attuazione dell’articolo 9 della Costituzione, la Repubblica tutela e valorizza il patrimonio culturale quale elemento costitutivo e rappresentativo dell’identità nazionale, in coerenza con le attribuzioni di cui all’articolo 117 della Costituzione e secondo le disposizioni del presente codice.
2. I soggetti pubblici, nello svolgimento della loro attività, assicurano il rispetto delle esigenze della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale.
3. I privati proprietari, possessori o detentori di beni appartenenti al patrimonio culturale sono tenuti a garantirne la conservazione.
Articolo 2	Patrimonio culturale
Articolo 3	Tutela del patrimonio culturale
1. La tutela del patrimonio culturale è diretta a preservare e promuovere la memoria storica e la coscienza della comunità e del territorio. Essa concerne la disciplina delle attività e le funzioni dirette a garantire l’individuazione, la conoscenza, la protezione e la conservazione del patrimonio stesso, nonché a conformare e regolare i diritti e i comportamenti ad esso inerenti.
Articolo 4	Funzioni dello Stato in materia di tutela del patrimonio culturale
1. Al fine di garantire l’esercizio unitario delle funzioni di tutela, ai sensi dell’articolo 118 della Costituzione, le funzioni stesse sono attribuite al Ministero per i beni e le attività culturali, di seguito denominato «Ministero», che le esercita direttamente o ne conferisce l’esercizio alle regioni ai sensi dell’articolo 5.
Articolo 5	Cooperazione delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali in materia di tutela del patrimonio culturale
1. Le regioni, nonché i comuni, le città metropolitane e le province, di seguito denominati «altri enti pubblici territoriali», cooperano con il Ministero nell’esercizio delle funzioni di tutela secondo quanto disposto dal presente codice.
2. Le regioni esercitano le funzioni di tutela previste dal presente codice su manoscritti, autografi, carteggi, documenti, incunaboli, su raccolte librarie non appartenenti allo Stato o non sottoposte alla tutela statale, nonché su libri, stampe e incisioni non appartenenti allo Stato.
3. Sulla base di specifici accordi od intese e previo parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, le regioni possono esercitare le funzioni di tutela anche su raccolte librarie private, nonché su carte geografiche, spartiti musicali, fotografie, pellicole o altro materiale audiovisivo, con relativi negativi e matrici, non appartenenti allo Stato.
4. Nelle forme previste dal comma 3 ed in attuazione dei principi di differenziazione ed adeguatezza, ulteriori funzioni di tutela possono essere conferite alle regioni che ne facciano richiesta.
5. Gli accordi o le intese di cui al comma 3 possono prevedere particolari forme di cooperazione con gli altri enti pubblici territoriali.
7. Relativamente alle funzioni di cui ai commi 2, 3, 4, 5 e 6, il Ministero esercita le potestà di indirizzo e di vigilanza e il potere sostitutivo in caso di inerzia o inadempienza.
Articolo 6	Valorizzazione del patrimonio culturale
1. La valorizzazione concerne la disciplina delle attività e le funzioni dirette a migliorare la conoscenza e le condizioni di conservazione del patrimonio culturale, a promuoverne la conoscenza nonché ad incrementare la fruizione dei beni nelle relazioni con il loro contesto.
2. La valorizzazione del patrimonio culturale è attuata in forme coerenti con la sua tutela e comunque tali da non pregiudicarne le esigenze.
3. La Repubblica favorisce la partecipazione dei cittadini, singoli o associati, alla valorizzazione del patrimonio culturale.
Articolo 7	Funzioni e compiti in materia di valorizzazione del patrimonio culturale
1. Il presente codice fissa i principi fondamentali in materia di valorizzazione del patrimonio culturale.
2. Nell’ambito dei principi fondamentali le regioni esercitano la potestà legislativa concorrente.
3. Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali perseguono il coordinamento e l’armonizzazione delle attività di valorizzazione dei beni pubblici ai sensi dell’articolo 118.
Articolo 8	Regioni e province ad autonomia speciale
Articolo 9	Beni culturali di interesse religioso
1. Per i beni culturali di interesse religioso appartenenti ad enti ed istituzioni della Chiesa Cattolica o di altre confessioni religiose, si osservano le disposizioni stabilite, rispettivamente, dalle intese concluse ai sensi dell’articolo 12 dell’Accordo di modificazione del Concordato lateranense, firmato il 18 febbraio 1984, e delle relative norme di ratifica ed esecuzione, ovvero dalle leggi emanate sulla base delle intese sottoscritte con le confessioni religiose diverse dalla cattolica, a norma dell’articolo 8, comma 3, della Costituzione.
3. Le regioni possono emanare norme e stipulare intese ed accordi per la valorizzazione dei beni culturali di cui al comma 1, sulla base degli accordi o intese stipulati rispettivamente tra lo Stato e la chiesa cattolica e tra lo Stato e le altre confessioni religiose, formalmente ratificati o recepiti con legge statale.
PARTE SECONDA	Beni culturali
Capo I	Oggetto della tutela
Articolo 10	Beni culturali
5. Salvo quanto disposto dall’articolo 64 e 178, non sono soggette alla disciplina del presente Titolo le cose indicate al comma 1 e al comma 3, lettere a), c) ed e), che siano opera di autore vivente o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni.
Articolo 11	Beni oggetto di specifiche disposizioni di tutela
a) gli affreschi, gli stemmi, i graffiti, le lapidi, le iscrizioni, i tabernacoli e gli altri ornamenti di edifici, esposti o non alla pubblica vista, di cui all’articolo 50;
g) i mezzi di trasporto aventi più di settantacinque anni, di cui all’articolo 65;
i) le vestigia individuate dalla vigente normativa in materia di tutela del patrimonio storico della Prima guerra mondiale, di cui all’articolo 50.
Articolo 12	Verifica dell’interesse culturale
Articolo 13	Dichiarazione dell’interesse culturale
2. La dichiarazione non è richiesta per i beni di cui all’articolo 10, comma 2. Essi rimangono sottoposti a tutela anche qualora i soggetti cui essi appartengono mutino in qualunque modo la loro natura giuridica.
Articolo 14	Procedimento di dichiarazione
Articolo 15	Notifica della dichiarazione
3. Al provvedimento di dichiarazione non si applicano le disposizioni di cui alla legge 14 gennaio 1994, n. 20.
Articolo 16	Ricorso amministrativo avverso la dichiarazione
Si applicano le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199.
Articolo 17	Catalogazione
2. Le procedure e le modalità di catalogazione sono stabilite con decreto ministeriale. A tale fine il Ministero, con il concorso delle regioni, individua e definisce metodologie comuni di raccolta ed elaborazione dei dati a livello nazionale e di integrazione in rete delle banche dati dello Stato, delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali.
3. Il Ministero e le regioni, anche con la collaborazione delle università, concorrono alla definizione di programmi concernenti studi, ricerche ed iniziative scientifiche in tema di catalogazione e inventariazione.
4. Le regioni e gli altri enti pubblici territoriali, con le modalità di cui al decreto ministeriale previsto al comma 2, curano la catalogazione dei beni culturali loro appartenenti e, previe intese con gli enti proprietari, degli altri beni culturali presenti sul proprio territorio. I dati affluiscono al catalogo nazionale dei beni culturali.
5. Il catalogo nazionale dei beni culturali è reso accessibile alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali con le modalità stabilite dal decreto di cui al comma 2.
6. I dati concernenti le dichiarazioni emesse a norma dell’articolo 13 affluiscono nella catalogazione La loro consultabilità è disciplinata in modo da garantire la sicurezza dei beni e la tutela della riservatezza.
Capo II	Vigilanza e ispezione
Articolo 18	Vigilanza
2. Al Ministero compete altresì la vigilanza sulle cose indicate all’articolo 12, comma 1, se di appartenenza statale, da chiunque siano tenute in uso o in consegna.
3. Per l’esercizio dei poteri di vigilanza sulle cose indicate all’articolo 12, comma 1, appartenenti alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali, il Ministero procede anche mediante forme di intesa e di coordinamento con le regioni.
Articolo 19	Ispezione
Capo III	Protezione e conservazione
Sezione I	Misure di protezione
Articolo 20	Interventi vietati
Articolo 21	Interventi soggetti ad autorizzazione
e) il trasferimento ad altre persone giuridiche di complessi organici di documentazione di archivi pubblici nonché di archivi di soggetti giuridici privati.
5. L’autorizzazione è resa, di regola, sul progetto presentato dal richiedente, e può dettare prescrizioni.
Articolo 22	Procedimento di autorizzazione per interventi di edilizia
Articolo 23	Procedure edilizie semplificate
Qualora gli interventi autorizzati ai sensi dell’articolo 21 necessitino anche di titolo abilitativo in materia edilizia, è possibile il ricorso alla denuncia di inizio attività, nei casi previsti dalla legge. A tal fine l’interessato, all’atto della denuncia, trasmette al Comune l’autorizzazione conseguita corredata dal relativo progetto.
Articolo 24	Interventi su beni pubblici
1. Per gli interventi su beni culturali pubblici da eseguirsi da parte di amministrazioni dello Stato, delle regioni, di altri enti pubblici territoriali nonché di ogni altro ente ed istituto pubblico, l’autorizzazione necessaria ai sensi dell’articolo 21 può essere espressa nell’ambito di accordi tra il Ministero ed il soggetto pubblico interessato
Articolo 25	Conferenza di servizi
1. Nei procedimenti relativi ad opere o lavori incidenti su beni culturali, ove si ricorra alla conferenza di servizi, l’autorizzazione necessaria ai sensi dell’articolo 21 è rilasciata in quella sede dal Ministero con dichiarazione motivata, acquisita al verbale della conferenza e contenente le eventuali prescrizioni impartite per la realizzazione del progetto.
Articolo 26	Valutazione di impatto ambientale
3. Se nel corso dei lavori risultano comportamenti contrastanti con l’autorizzazione espressa nelle forme di cui al comma 1, tali da porre in pericolo l’integrità dei beni culturali soggetti a tutela, il Ministero ordina la sospensione dei lavori.
Articolo 27	Situazioni di urgenza
Articolo 28	Misure cautelari e preventive
Sezione II	Misure di conservazione
Articolo 29	Interventi di conservazione
3. Per manutenzione si intende il complesso delle operazioni tecniche destinate al controllo delle condizioni del bene culturale e al mantenimento della integrità e della efficienza funzionale delle sue parti.
4. Per restauro si intende l’intervento diretto sulla cosa attraverso un complesso di operazioni, ivi comprese quelle di prevenzione e manutenzione, finalizzate all’integrità materiale del bene ed al recupero, alla protezione ed alla trasmissione dei suoi valori culturali. Nel caso di beni immobili situati nelle zone dichiarate a rischio sismico in base alla normativa vigente, il restauro comprende l’intervento di miglioramento strutturale.
6. Fermo quanto disposto dalla normativa vigente in materia di progettazione ed esecuzione di interventi su beni architettonici, i lavori su beni culturali mobili e superfii decorate di beni architettonici sono eseguiti in via esclusiva da coloro che hanno conseguito il titolo di restauratore.
7. I profili di competenza dei restauratori e degli altri operatori che partecipano alle attività di conservazione dei beni culturali mobili e delle superfici decorate di beni architettonici sono definiti con decreto del Ministero adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
8. Con decreto del Ministero adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge n. 400 del 1988 di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, previo parere della Conferenza permanente, sono definiti i criteri ed i livelli di qualità cui si adegua l’insegnamento del restauro.
9. L’insegnamento del restauro è impartito dalle scuole di alta formazione e di studio di cui all’articolo 9 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368 e dagli altri soggetti pubblici accreditati presso lo Stato. Con decreto del Ministero adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge n. 400 del 1988 di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, previo parere della Conferenza permanente, sono individuati le modalità di accreditamento, o requisiti minimi organizzativi e di funzionamento dei soggetti di cui al presente comma, le modalità della vigilanza sullo svolgimento delle attività didattiche e dell’esame finale, cui partecipa almeno un rappresentante del Ministero, nonché le caratteristiche del corpo docente.
10. La formazione delle figure professionali che collaborano con i restauratori può essere svolta da soggetti pubblici e privati ai sensi della normativa regionale. I relativi corsi si adeguano a criteri e livelli di qualità definiti con accordo in sede di Conferenza permanente, ai sensi dell’articolo del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
4. I proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di archivi sottoposti alle disposizioni del presente Titolo, hanno l’obbligo di conservarli nella loro organicità e di ordinarli. Hanno, altresì, l’obbligo di inventariare i propri archivi storici, costituiti dai documenti relativi agli affari esauriti da oltre quaranta anni.
Articolo 31	Interventi conservativi volontari
1. Il restauro e gli altri interventi conservativi su beni culturali ad iniziativa del proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo, sono autorizzati ai sensi dell’articolo 21.
2. In sede di autorizzazione, il soprintendente si pronuncia, a richiesta dell’interessato, sulla ammissibilità dell’intervento ai contributi statali previsti dagli articoli 35 e 37 e certifica eventualmente il carattere necessario dell’intervento stesso ai fini della concessione delle agevolazioni tributarie previste dalla legge.
Articolo 32	Interventi conservativi imposti
Articolo 34	Oneri per gli interventi conservativi imposti
2. Se le spese degli interventi sono sostenute dal proprietario, possessore o detentore, il Ministero provvede al loro rimborso, anche con le modalità di cui all’articolo 36, comma 2, nei limiti dell’ammontare determinato ai sensi del comma 1.
3. Se le spese degli interventi sono sostenute direttamente dal Ministero, lo stesso, determinata la somma da porre a carico del proprietario, possessore o detentore, ne cura il recupero nelle forme previste dalla vigente normativa in materia di riscossione coattiva delle entrate patrimoniali dello Stato.
Articolo 35	Intervento finanziario del Ministero
Articolo 38	Apertura al pubblico degli immobili oggetto di interventi conservativi
Articolo 39	Interventi conservativi su beni dello Stato
Articolo 40	Interventi conservativi su beni delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali
Articolo 41	Obblighi di versamento agli Archivi di Stato dei documenti conservati dalle amministrazioni statali
1. La Presidenza della Repubblica conserva gli atti presso il proprio archivio storico, secondo le determinazioni assunte dal Presidente della Repubblica con proprio decreto, su proposta del Segretario generale della Presidenza della Repubblica. Con lo stesso decreto sono stabilite le modalità di consultazione e di accesso agli atti conservati presso l’archivio storico della Presidenza della Repubblica.
2. La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica conservano gli atti presso il proprio archivio storico, secondo le determinazioni dei rispettivi uffici di presidenza.
3. La Corte Costituzionale conserva gli atti presso il proprio archivio storico, secondo le disposizioni stabilite con regolamento adottato ai sensi della vigente normativa in materia di costituzione e funzionamento della Corte medesima.
Articolo 43	Custodia coattiva
Articolo 44	Comodato e deposito di beni culturali
1. I direttori degli archivi e degli istituti che abbiano in amministrazione o in deposito raccolte o collezioni artistiche, archeologiche, bibliografiche e scientifiche possono ricevere in comodato da privati proprietari, previo assenso del Ministero, beni culturali mobili al fine di consentirne la fruizione da parte della collettività, qualora si tratti di beni di particolare importanza o che rappresentino significative integrazioni delle collezioni pubbliche e purché la loro custodia presso i pubblici istituti non risulti particolarmente onerosa.
5. I direttori possono ricevere altresì in deposito, previo assenso del Ministero, beni culturali appartenenti ad enti pubblici. Le spese di conservazione e custodia specificamente riferite ai beni depositati sono a carico degli enti depositanti.
6. Per quanto non espressamente previsto dal presente articolo, si applicano le disposizioni vigenti in materia di comodato e di deposito.
Sezione III	Altre forme di protezione
Articolo 45	Prescrizioni di tutela indiretta
2. Le prescrizioni di cui al comma 1, adottate e notificate ai sensi degli articoli 46 e 47, sono immediatamente precettive. Gli enti pubblici territoriali interessati provvedono ad uniformare alle prescrizioni medesime i regolamenti edilizi e gli strumenti urbanistici.
2. Al provvedimento non si applicano le disposizioni di cui alla legge 14 gennaio 1994, n. 20.
3. Le prescrizioni sono trascritte nei registri immobiliari e hanno efficacia nei confronti di ogni successivo proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo degli immobili cui le prescrizioni stesse si riferiscono.
4. Avverso il provvedimento contenente le prescrizioni di tutela indiretta è ammesso ricorso amministrativo ai sensi dell’articolo 16. La proposizione del ricorso, tuttavia, non comporta la sospensione degli effetti del provvedimento impugnato.
Articolo 48	Autorizzazione per mostre ed esposizioni
1. E’ soggetto ad autorizzazione del Ministero il prestito per mostre ed esposizioni:
d) delle raccolte e dei singoli beni ad esse pertinenti, di cui all’articolo 10, comma 2, lettera a), delle raccolte librarie indicate all’articolo 10, commi 2, lettera c) e 3, lettera c), nonché degli archivi e dei singoli documenti indicati all’articolo 10, comma 2, lettera b), e comma 3, lettera b).
4. Il rilascio dell’autorizzazione è altresì subordinato all’assicurazione delle cose e dei beni da parte del richiedente, per il valore indicato nella domanda, previa verifica della sua congruità da parte del Ministero. Per le mostre e le manifestazioni sul territorio nazionale promosse dal Ministero o, con la partecipazione statale, da enti o istituti pubblici, l’assicurazione può essere sostituita dall’assunzione dei relativi rischi da parte dello Stato.
5. La garanzia statale è rilasciata secondo le procedure, le modalità e alle condizioni stabilite con decreto ministeriale, sentito il Ministero dell’economia e delle finanze.
6. Ai corrispondenti oneri si provvede mediante utilizzazione delle risorse disponibili nell’ambito del fondo di riserva per le spese obbligatorie e d’ordine istituito nello stato di previsione della spesa del Ministero dell’economia e delle finanze.
7. Il Ministero ha facoltà di dichiarare, a richiesta dell’interessato, il rilevante interesse culturale o scientifico di mostre o esposizioni di beni culturali e di ogni altra iniziativa a carattere culturale, ai fini dell’applicazione delle agevolazioni previste dalla vigente normativa fiscale.
Articolo 49	Manifesti e cartelli pubblicitari
1. E’ vietato collocare o affiggere cartelli o altri mezzi di pubblicità sugli edifici e nelle aree tutelati come beni culturali. Il soprintendente può, tuttavia, autorizzare il collocamento o l’affissione quando non ne derivi danno all’aspetto, al decoro e alla pubblica fruizione di detti edifici ed aree. L’autorizzazione è trasmessa al Comune ai fini dell’eventuale rilascio del provvedimento autorizzativi di competenza.
2. Lungo le strade site nell’ambito o in prossimità dei beni indicati al comma 1, è vietato collocare cartelli o altri mezzi di pubblicità, salvo autorizzazione rilasciata ai sensi della vigente normativa in materia di circolazione stradale e di pubblicità sulle strade e sui veicoli, previo parere favorevole della soprintendenza sulla compatibilità della collocazione o della tipologia dell’insegna con l’aspetto, il decoro e la pubblica fruizione dei beni tutelati.
Articolo 50	Distacco di beni culturali
2. E’ altresì vietato, senza l’autorizzazione del soprintendente, disporre ed eseguire il distacco di stemmi, graffiti, lapidi, iscrizioni, tabernacoli nonché la rimozione di cippi e monumenti, costituenti vestigia della Prima guerra mondiale ai sensi della vigente normativa in materia.
Articolo 51	Studi d’artista
1. E’ vietato modificare la destinazione d’uso degli studi d’artista nonché rimuoverne il contenuto, costituito da opere, documenti, cimeli e simili, qualora esso sia dichiarato di interesse particolarmente importante, per il suo valore storico, a norma dell’articolo 13.
Articolo 52	Esercizio del commercio in aree di valore culturale
1. Con le deliberazioni previste dalla vigente normativa in materia di riforma della disciplina relativa al settore del commercio, i comuni, sentito il soprintendente, individuano le aree pubbliche aventi valore archeologico, storico, artistico e ambientale nelle quali vietare o sottoporre a condizioni particolari l’esercizio del commercio.

References: Articolo 5

Articolo 41

Articolo 55

Articolo 63

Articolo 90

Articolo 101

Articolo 102

Articolo 103

Articolo 106

Articolo 107

Articolo 108

Articolo 109

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Articolo 113

Articolo 114

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Articolo 43

Articolo 44

Articolo 45

Articolo 48

Articolo 49

Articolo 50

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