Source: https://www.brocardi.it/codice-civile/libro-quarto/titolo-i/capo-vii/sezione-iii/art1305.html?utm_source=internal&utm_medium=link&utm_campaign=articolo&utm_content=nav_art_prec_top
Timestamp: 2020-07-05 11:50:46+00:00

Document:
Art. 1305 codice civile - Giuramento - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice civile > LIBRO QUARTO - Delle obbligazioni > Titolo I - Delle obbligazioni in generale > Capo VII - Di alcune specie di obbligazioni > Sezione III - Delle obbligazioni in solido > Articolo 1305
Articolo 1305 Codice civile
Dispositivo dell'art. 1305 Codice civile
Il giuramento [2736] sul debito e non sul vincolo solidale(1), deferito da uno dei debitori in solido al creditore o da uno dei creditori in solido al debitore, ovvero dal creditore a uno dei debitori in solido o dal debitore a uno dei creditori in solido, produce gli effetti seguenti: il giuramento ricusato dal creditore o dal debitore, ovvero prestato dal condebitore o dal concreditore in solido, giova agli altri condebitori o concreditori; il giuramento prestato dal creditore o dal debitore, ovvero ricusato dal condebitore o dal concreditore in solido, nuoce solo a chi lo ha deferito o a colui al quale è stato deferito.
(1) Il giuramento sul vincolo solidale riguarda tutto ciò che può concernere la natura solidale dell'obbligazione.
La norma è espressione del principio, proprio delle obbligazioni solidali, per cui le vicende riguardanti uno solo dei debitori o creditori in solido del rapporto obbligatorio producono effetti ma solo quelli positivi si estendono agli altri debitori o creditori solidali, mentre quelli negativi non si estendono.
Spiegazione dell'art. 1305 Codice civile
Comunicabilità degli effetti giovevoli della prestazione o del rifiuto del giuramento. Non comunicabilità di quelli dannosi. Limiti di queste due regole. Posizione del soggetto rispetto al soggetto che ha deferito il giuramento od al quale è stato deferito
In ordine al giuramento, il codice del 1865 distingueva la solidarietà attiva da quella passiva.
In ordine alla prima, stabiliva che essa avesse effetto liberatorio, limitatamente alla parte del creditore che aveva deferito il giuramento: in ordine alla seconda disponeva effetti pieni, all'unica condizione che il giuramento fosse stato deferito sul debito e non sulla solidarietà (articolo #1373#).
Il codice vigente anzitutto limita la disciplina unicamente al caso di giuramento deferito sul debito e non sul vincolo solidale ed in questo caso distingue gli effetti giovevoli da quelli dannosi.
Per i primi si ammette in via di regola che i condebitori o concreditori possono invocare a proprio favore le conseguenze giuridiche della ricusazione fatta dal creditore o debitore o della prestazione del giuramento da parte del condebitore o concreditore.
In ordine ai secondi, invece, si è stabilito che la recusazione del giuramento del condebitore o concreditore o la prestazione di questo del creditore o debitore non nuoccia se non a colui che lo ha deferito o a quegli cui è stato deferito.
Si dice al riguardo nella Relaz. Ministeriale: «la recusazione del giuramento giova a chi lo ha deferito e nuoce a chi doveva prestarlo. Le stesse conseguenze si applicano a coloro che si trovano nella stessa posizione giuridica del deferente, ma non si estendono a coloro che si trovano nella medesima posizione giuridica di colui al quale il giuramento era stato deferito.» La prestazione del giuramento nuoce a colui che lo ha deferito, giova a colui al quale è stato deferito, si hanno effetti estensivi solo nel secondo caso».
In ordine al giuramento, che pure ha grande analogia con la transazione, si segue un criterio differente da quello seguito per la seconda.
Mentre per questa è demandato alla determinazione positiva del soggetto estraneo alla transazione l'invocarne o meno gli effetti, per il giuramento invece la comunicabilità degli effetti dipende solo dalla posizione giuridica del soggetto, rispetto a coloro fra cui il giuramento si è svolto.
E’ esclusa ogni determinazione volontaria come fattore concretamente influente sugli effetti del giuramento e non può neanche dirsi che sia sempre assicurato che la comunicabilità del fatto sia circoscritta nell'ipotesi di effetti favorevoli ed esclusa nell'altra di effetti dannosi.
a) Al posto dell'ovvio capoverso dell'art. 137 del pro­getto del 1936 (il rifiuto di adesione esclude la conclusione della novazione) si è ritenuto di considerare il caso di novazione parziale, che non era disclplinato dal progetto (art. 42).
Massime relative all'art. 1305 Codice civile
Cass. civ. n. 1511/1976
L'estensibilità al debitore solidale degli effetti del giuramento prestato dal coobbligato in senso sfavorevole al creditore, prevista dall'art. 1305 c.c., presuppone, oltre che il giuramento non sia stato deferito ad entrambi i condebitori congiuntamente convenuti nello stesso giudizio (in tal caso, infatti, l'autonomia e scindibilità dei singoli rapporti fa sì che ciascuno rimane regolato dall'esito del singolo giuramento), anche che il giuramento medesimo verta sul debito o su circostanze oggettive inerenti alla sua estensione. Ne consegue che il giuramento decisorio prestato dagli eredi di un condebitore solidale, ex art. 2960 secondo comma c.c., sulla notizia dell'estinzione del debito per il quale sia stata eccepita la prescrizione presuntiva, non avendo per contenuto l'obbligazione nella sua oggettività, ma una posizione soggettiva del giurante, non può in alcun caso giovare all'altro coobbligato; e ciò, a maggior ragione quando quest'ultimo, sostenendo in causa la sua totale estraneità al rapporto controverso e, quindi, l'inesistenza di un'obbligazione a suo carico, si sia precluso la possibilità di avvalersi della prescrizione presuntiva, a norma dell'art. 2959 c.c.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 1511 del 28 aprile 1976)
Cass. civ. n. 649/1969
Ove il creditore agisca contemporaneamente contro tutti i suoi debitori solidali o contro alcuni di essi, si ha un'ipotesi di litisconsorzio facoltativo e le cause rimangono distinte l'una dall'altra; donde la possibilità che la sentenza che definisce tale processo contenga pronunce contrastanti. Così, qualora il creditore abbia deferito, sulla circostanza dell'avvenuta estinzione del credito, giuramento decisorio a tutti i condebitori in solido, il giudice dovrà necessariamente ritenere pienamente provato il fatto rispetto a chi abbia giurato e mandarlo in conformità assolto; mentre potrà non accogliere la domanda nei confronti degli altri litisconsorti che si siano rifiutati di prestare il giuramento.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 649 del 27 febbraio 1969)

References: Articolo 1305

Articolo 1305

Cass. 
 art. 2960
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 
 sentenza