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Timestamp: 2019-04-25 05:06:37+00:00

Document:
L’Agenzia non concede il termine di 60 giorni al contribuente per presentare osservazioni. L’avviso è nullo. Rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, la quale doveva rispettare l’art. 12 dello Statuto dei diritti del contribuente
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DLP - Avvocati Tributaristi
Avv. Francesco L. De Luca
Avv. Federico Pau
Processi e Giurisprudenza
Domenica, 27 Gennaio 2019 11:46
Scritto da	DLP
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Estratto: “la giurisprudenza della Corte è però ferma nel ritenere che le specifiche ragioni di urgenza non possano identificarsi con l'imminente spirare del termine di decadenza per l'accertamento (cfr., ex multis Cass. nn. 16707/2015; 16602/2015; 14803/2015; 7315/2014; 2592/2014; 2279/2014; 2281/2014; 1869/2014), giacché è dovere dell'amministrazione attivarsi tempestivamente per consentire il dispiegarsi del contraddittorio procedimentale; in caso contrario, si è rimarcato, si verrebbero a convalidare, in via generalizzata, tutti gli atti in scadenza, in contrasto col principio secondo cui il requisito dell'urgenza deve essere riferito alla concreta fattispecie e, cioè, al singolo rapporto tributario controverso, fermo restando, hanno ribadito le Sezioni Unite, che spetta all'ufficio l'onere di provare in giudizio la sussistenza della situazione urgente”.
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Alcuni successi professionali di DLP Studio Tributario dell’ultimo biennio:
Sentenza n. 875/2017 della CTR della Lombardia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 15.119,37 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).
Sentenza n. 490/2017 della CTR della Lombardia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 12.846,00 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).
Sentenza n. 855/2017 della CTR della Lombardia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 605.009,00 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).
Sentenza n. 943/2017 della CTR della Lombardia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 922.077,96 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).
Sentenza n. 230/2017 della CTP di Vicenza, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 1.068.789,70 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).
Sentenza n. 2452/2017 della CTR della Lombardia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 397.925,54 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).
Sentenza n. 3487/2017 della CTR della Lombardia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 922.077,96 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).
Sentenza n. 204/2017 della CTP di Pavia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 1.647.081,62 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare circa 50.000,00 Euro.
Sentenza n. 750/2017 della CTR della Lombardia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 39.844,99 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).
Sentenza n. 2094/2017 della CTR della Lombardia - Sez. dist. Brescia; l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 36.462,88 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).
Sentenza n. 6201/2017 della CTP di Milano, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 14.975,25 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).
Sentenza n. 7082/2017 della CTP di Milano, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 34.000,27 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).
Sentenza n. 256/2018 della CTR della Lombardia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 282.589,47 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare circa 58.000,00 euro.
Sentenza n. 3002/2018 della CTP di Milano, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 68.997,11 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).
Sentenza n. 4565/2018 della CTR della Lombardia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 1.044.994,94 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).
Sentenza n. 41/2018 della CTP di Pavia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 674.185,47 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).
Annullamento spontaneo dell’Agenzia delle Entrate del 04.09.2018, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 15.001.06, in esito all’atto depositato il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).
Annullamento spontaneo dell’Agenzia delle Entrate del 27.09.2018, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 13.187,54; in esito all’atto depositato il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).
Annullamento spontaneo dell’Agenzia delle Entrate del 23.01.2019, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 14.632,05; in esito all’atto depositato il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).
Sentenze in cui l'Agenzia delle Entrate è stata condannata a pagare al nostro cliente un risarcimento / rimborso.
Tribunale ordinario di Milano, sez. I Civile sentenza n. 2515/2017: condanna dell'Ade a pagare a favore del nostro cliente 1.071.107,08 euro a titolo di risarcimento danni ex art. 2043 c.c.
Sentenza n. 3723/2017 della CTR della Lombardia: condanna dell'Agenzia a pagare a favore del nostro cliente 236.515,94 euro.
Sentenza n. 415/2017 della CTR della Lombardia condanna dell'Agenzia a pagare a favore del nostro cliente 17.013,89 euro.
Corte di Cassazione, Sez. 5
Ordinanza n. 1798 del 23 gennaio 2019
RILEVATO CHE
l'Agenzia delle Entrate ricorre per la cassazione della sentenza indicata in epigrafe, con cui la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia aveva accolto l'appello di B. avverso la sentenza n. 38/1/2010 della Commissione Tributaria Provinciale di Lecco, che aveva accolto il ricorso della contribuente avverso avviso di accertamento con cui erano state applicate maggiori imposte IRPEF ed addizionali regionali (anno 2003) per maggiori ricavi non dichiarati e costi indeducibili; l'Ufficio ha proposto ricorso per cassazione, affidato a due motivi; con il primo motivo ha denunciato, ai sensi dell'art. 360, primo comma, n. 3 c.p.c., «violazione e falsa applicazione dell'art. 12, comma 7, legge 212/2000»; con il secondo motivo ha denunciato, ai sensi dell'art. 360, primo comma, n. 3 c.p.c., «violazione e falsa applicazione dell'art. 12, comma 7, legge 212/2000, degli artt. 3, 21 septies e 21 octies, legge 241/1990, dell'art. 42, DPR 600/1973, e dell'art. 56, DPR 633/1972>>; la contribuente è rimasta intimata
CONSIDERATO CHE
1.1. i due motivi di ricorso, che possono congiuntamente esaminarsi in quanto strettamente connessi, sono infondati;
1.2. la CTR, nell'accogliere l'appello della parte contribuente, ha fatto leva sull'inosservanza, da parte dell'Agenzia, del termine dilatorio di sessanta giorni che deve intercorrere, a norma del comma 7 dell'art. 12 dello Statuto dei diritti del contribuente, tra il rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni di constatazione e l'emanazione dell'avviso di accertamento, nonché sulla mancata motivazione dei motivi d'urgenza che avessero potuto legittimare l'operato dell'ufficio;
1.3. orbene, in primo luogo va rilevato che, in tema di avviso di accertamento, l'esonero dall'osservanza del termine di sessanta giorni dal rilascio al contribuente della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, previsto dall'art. 12, comma 7, della legge 27 luglio 2000, n. 212, opera in presenza del requisito dell'urgenza dell'emissione dell'atto, anche se in questo non sia enunciato il fatto determinativo dell'urgenza, poiché, a norma dell'art. 7 della legge citata, l'obbligo di motivazione si riferisce esclusivamente alle ragioni della pretesa tributaria, ma non anche ai tempi di emanazione dei provvedimenti impositivi o alle regole procedimentali (cfr. Cass. n. 11944/2012); 1.3. è, dunque, ius receptum che l'inosservanza del termine dilatorio di sessanta giorni per l'emanazione dell'avviso di accertamento, decorrente dal rilascio al contribuente della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni, comporti l'illegittimità dell'atto impositivo emesso ante tempus, salvo che ricorrano specifiche ragioni dì urgenza (cfr. Cass., S.U., n. 18184/2013);
1.4. la giurisprudenza della Corte è però ferma nel ritenere che le specifiche ragioni di urgenza non possano identificarsi con l'imminente spirare del termine di decadenza per l'accertamento (cfr., ex multis Cass. nn. 16707/2015; 16602/2015; 14803/2015; 7315/2014; 2592/2014; 2279/2014; 2281/2014; 1869/2014), giacché è dovere dell'amministrazione attivarsi tempestivamente per consentire il dispiegarsi del contraddittorio procedimentale; in caso contrario, si è rimarcato, si verrebbero a convalidare, in via generalizzata, tutti gli atti in scadenza, in contrasto col principio secondo cui il requisito dell'urgenza deve essere riferito alla concreta fattispecie e, cioè, al singolo rapporto tributario controverso, fermo restando, hanno ribadito le Sezioni Unite, che spetta all'ufficio l'onere di provare in giudizio la sussistenza della situazione urgente;
1.5. qualora l'amministrazione deduca, come nel caso in esame, quale circostanza di «particolare e motivata urgenza», il fatto di non aver potuto rispettare il termine dilatorio di sessanta giorni allegando l'imminente scadenza del termini previsti per l'azione di accertamento, l'oggetto della prova va allora individuato nell'oggettiva impossibilità di adempimento dell'obbligo, traducendosi nella deduzione che l'imminente scadenza del termine di decadenza, che non ha consentito di adempiere l'obbligo di legge, sia dipesa da fatti o condotte all'ufficio non imputabili a titolo di incuria, negligenza o inefficienza (cfr. in termini Cass. n. 11993/2015);
1.6. nella specie, la circostanza, addotta dall'Ufficio nell'avviso di accertamento - riportato nella sentenza impugnata - a giustificazione dell'inosservanza del termine dilatorio, ossia la sussistenza di motivi di urgenza legati all'approssimarsi dei termini di decadenza dell'azione accertatrice, in luogo di sostanziare una ragione di urgenza, contribuisce ad escludere l'urgenza, mancando la prova che la circostanza in questione non sia stata determinata da fatto imputabile alla stessa P.A., e non essendo, quindi, logicamente ipotizzabile una diversa interpretazione della norma tale da legittimare, in astratto, condotte elusive del termine dilatorio, volte a precostituire la ragione di urgenza mediante l'ingiustificato differimento dell'inizio o della chiusura delle operazioni di verifica fiscale;
1.7. in definitiva, rispetto al termine ordinario di accertamento, ed alla mera imminente scadenza di esso, non è ravvisabile, di per sé ed in mancanza di specificazione di particolari circostanze, alcuna situazione di urgenza tutelabile;
2, sulla base dei principi sin qui illustrati consegue il rigetto del ricorso;
3. nulla sulle spese stante la mancanza di attività difensiva della parte intimata
La Corte rigetta il ricorso proposto dall'Agenzia delle Entrate. Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione, in data 10.7.2018.
Inoltre, anche grazie alle innovazioni del processo tributario telematico DLP Studio Tributario - e gli avvocati Francesco L. De Luca e Federico Pau - rappresentano ed assistono in giudizio contribuenti ed aziende in tutti i fori processuali d’Italia, attraverso la proposizione di ricorsi tributari nonché appelli e ricorsi per cassazione avverso sentenze sfavorevoli.
Abbiamo maturato una significativa expertise, tra l’altro, con particolare riguardo a contenziosi riguardanti:
- Difesa dei contribuenti cui viene contestato l'utilizzo di fatture per operazioni oggettivamente o soggettivamente inesistenti (anche nell’ambito di asserite “frodi carosello”), nonché difesa in caso di presunzione di distribuzione di utili extracontabili ai soci;
- Difesa in caso di contestazioni avanzate nei confronti di imprese operanti digitalmente.
Letto 172 volte	Last modified on Martedì, 26 Febbraio 2019 15:11
Pubblicato in Contenzioso Tributario
avviso di accertamento
Statuto dei diritti del contribuente
legge 212 del 2000
tributarista
Latest from DLP
L’Agenzia può contestare il valore dell’importazione, aggiungendovi i diritti di licenza / royalties, solo se dimostra la presenza di tutte le condizioni previste dalla legge. Rigettato il ricorso per cassazione dell’Agenzia delle Dogane.
L’accesso in clinica dei funzionari fa scattare l’obbligo di consegna del PVC e di attendere 60 giorni per permettere al contribuente di presentare osservazioni. Avvisi a società e soci annullati per violazione del diritto al contraddittorio.
Processo tributario ed opzioni alternative - come le descrive l'Agenzia delle Entrate
L’allevatore dovette abbattere il 75% degli animali a causa di emergenza sanitaria, ma l’Agenzia delle Entrate non volle considerare la circostanza a giustificazione del reddito. Confermato l’annullamento dell’avviso emesso sugli studi di settore.
L’informazione tariffaria vincolante (la c.d. ITV) può essere valorizzata, seppur successiva, per provare la correttezza della classificazione delle merci. Respinto il ricorso dell’Agenzia delle Dogane
L’Agenzia aveva riclassificato l’importazione di un libro educativo come importazione di album fotografico, ma il giudice le dà torto nel merito. Riclassificazione errata. La valutazione non è censurabile in cassazione. Atto nullo.
Applicata la ritenuta sulle somme corrisposte all’ente estero, quest’ultimo, anche se non paga imposte nel suo Stato, può ottenere il rimborso sulla base del trattato contro le doppie imposizioni che preveda minori ritenute. Il rimborso è dovuto.
Cartella impugnabile dal socio della società di persone che, a differenza degli altri soci, non ha impugnato il pregresso accertamento. Nel processo incardinato dagli altri soci è litisconsorte necessario. Accolto il ricorso del socio.
L’Agenzia presumeva (senza prove certe) 110.000 euro di ricavi in più in quanto i soci lavoravano nel supermercato senza esser dipendenti. In realtà, non era lavoro irregolare (non vi era obbligo di assumerli come dipendenti). Avviso annullato.
Se non è chiaro il motivo per cui è confermato l’avviso di accertamento la sentenza va cassata. Accolto il ricorso del contribuente, esercente commercio di autoveicoli.
Esclusione delle royalties dal valore doganale. L’Agenzia non può richiedere alla Cassazione una nuova valutazione di merito. Respinto il ricorso, in parte inammissibile, dell’Agenzia delle Dogane.
La Cassazione respinge il ricorso dell’Agenzia delle Dogane. Non era stato notificato il processo verbale di constatazione. Non può porsi a carico del contribuente l’onere di esercitare il diritto di accesso agli atti. Confermato l’annullamento.
Verifica all’attività di commercio di articoli di pelletteria. Per applicare una diversa percentuale di ricarico occorre provare con presunzioni sia gravi, sia precise, sia concordanti, che è corretta la nuova percentuale. Ricorso accolto.
Se non vi era autorizzazione del PM le prove acquisite dalla Guardia di Finanza in violazione di libertà costituzionalmente tutelate sono inutilizzabili. Accolto il ricorso del contribuente.
La CTR della Lombardia annulla l’avviso che ridetermina il valore dell’avviamento utilizzando metodi comparativi: l’Agenzia deve provare puntualmente perché ha adottato criteri di calcolo diversi e perché i propri sarebbero più affidabili.
Associazione sportiva: l’Agenzia delle Entrate le attribuisce partita IVA e la tassa come società. Avviso di accertamento annullato totalmente dalla Commissione Tributaria Regionale.
L’Agenzia non può lamentarsi del fatto che il contribuente non abbia prodotto un documento in risposta al questionario se essa stessa non l’aveva espressamente richiesto. L’appello dell'Agenzia è rigettato e la stessa viene condannata alle spese
Vendita della licenza taxi: l’Agenzia prova a riqualificare la vendita come cessione di attività per chiedere in pagamento una parte del prezzo, ma la CT annulla tutto. La voltura della sola licenza non consente la riqualificazione
La compilazione delle schede carburanti non è sempre e comunque necessaria ai fini della detrazione IVA. La Commissione Tributaria respinge l’appello dell’Agenzia delle Entrate e conferma la nullità dell’avviso.
Deducibili i costi dell’autovettura e le spese sostenute al ristorante. È l’Agenzia che doveva provare che i costi non erano inerenti e non l'ha fatto. Riformata la sentenza che riconosceva deducibilità parziale. CTR annulla l'avviso integralmente
Massime tratte da sentenze emesse nel 2018 dalle Commissioni Tributarie operanti in Lombardia - parte 5
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L’Agenzia delle Entrate può tassare solo la plusvalenza derivante dalla destinazione edificatoria originariamente conferita ad area non edificata, non quella ripristinata a seguito di demolizione. Respinta la tesi dell’Agenzia, condannata alle spese.
La detrazione IVA spetta anche se il contribuente, dopo i primi investimenti preparatori, ha deciso di abbandonare l’iniziativa e non proseguire nell’attività. L’Agenzia delle Entrate deve rimborsare il credito IVA.
La motivazione dell’avviso di accertamento non può limitarsi al richiamo degli studi di settore, ma deve spiegare anche perché questi sono ritenuti applicabili. Gli elementi addotti dal contribuente a giustificazione devono essere valutati.
Se il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione, il costo derivante da tale presunto reato non è necessariamente indeducibile. Il giudice dovrà accertare se il reato vi fu realmente o meno.
Lo stato di salute e la crisi economica sono entrambi elementi legittimamente considerabili per contestare la rettifica fondata sugli studi di settore. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.
Se l’Agenzia delle Entrate non deposita di sua iniziativa l’avviso di ricevimento non può demandare, solo poi, un rinvio dell’udienza ai fini della produzione. Il ricorso dell’Agenzia viene dichiarato inammissibile.
Caso di esenzione dall’IVA per le spese di trasporto (in quanto prestazioni accessorie). Confermato l’annullamento dell’avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate.
Accertamento derivante dal possesso di immobili, imbarcazioni e auto. Il contribuente non è chiamato a provare anche di aver utilizzato i redditi per coprire le spese contestate; sufficiente provare che ciò è astrattamente potuto accadere.
Accesso dell’Agenzia delle Entrate finalizzato all’acquisizione di documentazione. Anche in questo caso va atteso il termine di 60 giorni previsto dallo Statuto dei diritti del contribuente. Ricorso accolto ed avviso annullato.
Associazione sportiva dilettantistica e attività commerciale. Devono essere indicati i motivi per cui si ritiene che l’associazione abbia natura commerciale. Accolto il ricorso dell’associazione.
Se il ritardo nella consegna dei documenti non è imputabile al contribuente gli stessi possono essere prodotti anche successivamente, così come possono essere valutati dai giudici. Confermato l'annullamento dell'avviso dell'Agenzia delle Entrate
Inerenza. Il costo è inerente e rimane deducibile anche se non vi è stato vantaggio economico. Respinta la tesi dell’Agenzia delle Entrate. Confermato l’annullamento totale dell’avviso di accertamento.
Tra società di persone e soci di quest’ultima c’è sempre il litisconsorzio. Se qualcuno non ha partecipato il processo si rifà da capo. Accolto il ricorso del contribuente.
Presunta frode carosello. L’Agenzia delle Entrate non fornisce prove (oggettive e specifiche) della consapevolezza. Annullati tutti gli avvisi di accertamento. Agenzia condannata a rimborsare 55.000 euro di spese processuali.
L’Agenzia pretendeva il pagamento delle sanzioni per un giorno di ritardo. Il contribuente aveva pagato il lunedì ma il termine, affermava l’Agenzia, era scaduto domenica. I giudici annullano le sanzioni ed accolgono il ricorso del contribuente.
Accise: esenzioni. Se il tipo di prodotto è esente dalle accise l’Ufficio non può chiedere il pagamento solo perché non c’è stata la denuncia, che non è di regola condizione per usufruire dell’esenzione.
Non perdono i benefici “prima casa” i coniugi che nell’ambito della separazione consensuale si accordano per vendere ad un terzo la casa acquistata meno di 5 anni prima e dividersi il ricavato. Accolto il ricorso del contribuente.
La procedura di c.d. dichiarazione incompleta è facoltativa. L’importatore può demandare il rimborso allegando i certificati anche con la procedura di revisione. l'Agenzia delle Dogane dovrà operare il rimborso e rimborsare le spese.
Avviso di accertamento emesso sulla base del possesso di case, auto e barche. Argomentazioni sviluppate in memoria da ultimo accolte dalla sentenza della CTR di Milano che ha annullato integralmente l’atto.
Listini FIMAA: alle rilevazioni certamente non è attribuito certificazione di legge. Occorre spiegare perché le stesse dovrebbero essere applicabili ad una data attività e perché tali valori siano attendibili nel caso specifico. Ricorso accolto
Agenzia delle Dogane incompetente territorialmente non può emettere gli avvisi di rettifica. La Cassazione annulla tutti gli avvisi e conseguenti cartelle. Il contribuente non è tenuto al pagamento.
Controllo doganale sull’olio lubrificante presente nelle autovetture. Confermata la nullità della richiesta di pagamento avanzata dall’Agenzia delle Dogane sulla base di mere presunzioni.
È possibile dimostrare che il valore di importazione è corretto anche se l’esportatore ha dichiarato un valore maggiore. Il giudice tributario può condividere le valutazioni effettuate dal P.M. Respinta impugnazione delle Dogane.
Rimborso imposta di consumo su oli minerali lubrificanti non destinati ad uso carburante. Illegittimo il diniego di rimborso. La Cassazione richiama le regole sull’efficacia temporale delle sentenze della Corte di Giustizia UE.
Verifica dell’Agenzia delle Entrate sul conto corrente. Confermato l’annullamento dell’avviso di accertamento. Inammissibile il ricorso dell’Agenzia scritto con il copia / incolla.
La Cassazione ribadisce che l’Agenzia delle Entrate deve aspettare 60 giorni dalla consegna del PVC prima di notificare l’avviso. Confermato l’annullamento totale
Termini di proposizione del ricorso
Frode carosello
La Corte di Cassazione valorizza nuovamente il diritto al contraddittorio. L’avviso emesso prima del decorso di 60 giorni è nullo, anche se la GdF ha redatto il PVC all’inizio di dicembre. Rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate
Anche se il contribuente non presenta interpello disapplicativo può comunque dimostrare in giudizio che non sussistono i presupposti per l’applicazione della disciplina sulle società di comodo. Accolto il ricorso della società contribuente.
Le risultanze della consulenza tecnica favorevole al contribuente devono essere valutate. Accolto il ricorso della contribuente.
Mero rinvio al PVC. Annullato l’avviso di accertamento non motivato. Il ricorso per cassazione dell’Agenzia delle Entrate è inammissibile per difetto di specificità.
Se l’Agenzia non contesta una parte della sentenza, questa diventa definitiva, e se è incompatibile con le richieste di riforma delle parti impugnate, determina l’inammissibilità dell’impugnazione. Inammissibile il ricorso del Fisco.
Annullato l’avviso emesso a carico del commerciante di elettrodomestici. La Cassazione conferma la correttezza della sentenza che ha ritenuto rilevante la congruità agli studi di settore, e non corretti i criteri di calcolo a campione dell'Agenzia
L’Agenzia delle Entrate non deposita in giudizio il PVC e così non assolve l’onere probatorio su di essa gravate. Confermato l’annullamento dell’avviso emesso per presunto utilizzo di false fatture.
L’Agenzia non può invocare la mancata produzione, da parte del contribuente, di documenti che erano già in suo possesso. Confermata la nullità di tutti gli avvisi emessi a carico di s.a.s. e soci.
Corretto distinguere tra la forza probatoria delle informative OLAF derivanti da accertamenti diretti da quelle derivanti da accertamenti solo indiretti. In ogni caso l’Agenzia doveva allegarle a pena di inammissibilità al ricorso.
Anche l’avviso emesso nei confronti del rappresentante indiretto dell’importatore è nullo se emesso da ufficio incompetente (diverso da quello presso il quale si sono svolte le operazioni di importazione). Respinte doglianze dell’Agenzia delle Dogane
Il contribuente può offrire la prova contraria, a confutazione dell’avviso di accertamento fondato sul redditometro, provando di aver ricevuto un’eredità. La relativa valutazione dei giudici non è censurabile in sede di legittimità.
Nullo l’avviso di rettifica emesso da un ufficio dell’Agenzia delle Dogane territorialmente incompetente. La Cassazione accoglie il ricorso e, decidendo nel merito, annulla l’avviso.
Rimborso IRAP a favore dell’avvocato privo di autonoma organizzazione. La Cassazione riforma la sentenza di merito che aveva negato il diritto al rimborso. Accolto il ricorso del contribuente.
Accertamento analitico-induttivo a carico a carico della società operante nella vendita di immobili. È necessario esaminare le circostanze indicate dal contribuente a giustificazione dei prezzi praticati. Ricorso accolto.
Il finanziamento soci, a differenza del contributo dei soci, non è tassabile. La qualificazione va operata facendo riferimento alle risultanze di bilancio. Confermato l’annullamento dell’avviso.
Il giudicato esterno determinato da acquiescenza dell’Erario impedisce all’Agenzia di considerare i contribuenti quali eredi nel successivo giudizio. Respinto il ricorso per cassazione dell’Agenzia delle Entrate
Confermato il diritto al rimborso dell’IRAP versata dal medico pediatra. La collaboratrice aveva funzioni meramente esecutive. La Cassazione rigetta la tesi del Fisco.
Se l’Agenzia delle Entrate è stata così negligente da aspettare fino all’ultimo momento prima di notificare l’avviso di accertamento, di prossima scadenza, non può invocare l’esistenza di particolari ragioni di urgenza. Accolto il ricorso
Presunzione di distribuzione di utili alla socia minoritaria. Non vi erano prove né documentali né indiziarie. Ricorso dell’Agenzia inammissibile. Confermato l’annullamento dell’avviso di accertamento.
Non riesce ad affittare l’immobile. L’Agenzia delle Entrate gli applica la disciplina sulle società di comodo e presume così guadagni per oltre 130.000,00 euro. Cassazione accoglie ricorso: non può obbligare il contribuente ad affittare sottoprezzo
L’Agenzia delle Entrate deve rimborsare le imposte versate in caso di concorso a premi che preveda la vincita di beni (seppur ritirabili tramite buoni) e non buoni in denaro. Confermata la condanna a rimborsare quasi 4 milioni di euro.
Rimborso dell’IRAP al medico convenzionato senza autonoma organizzazione. Cassazione riconosce il diritto al rimborso integrale, per ciascuno degli anni in discussione. Accolto il ricorso del contribuente
L’Agenzia delle Entrate non può tassare come se fosse una cessione di terreno edificabile la permuta di edificio da demolire in cambio di appartamento da costruire. Confermato l’annullamento dell’avviso. Agenzia delle Entrate pagherà le spese.
Annullato l’avviso di accertamento sottoscritto dal capo dell’area ma non dal capo dell'ufficio. Agenzia non aveva dimostrato che si trattava di soggetto legittimato. Fattispecie in cui veniva contestato utilizzo di false fatture
Diritto al rimborso IVA soggetto alla prescrizione decennale. La presentazione del modello VR non è necessaria. Agenzia condannata ad effettuare il rimborso IVA.
La sesta direttiva UE osta ad una normativa italiana che richieda il pagamento dell’IVA che è stata già pagata con autofattura. Confermata la nullità degli oltre 50 atti notificati al contribuente.
L’Agenzia delle Entrate non può ignorare la documentazione prodotta dalla parte a giustificazione dello scostamento dagli studi di settore. Confermato l’annullamento dell’illegittimo avviso di accertamento notificato alla contribuente.
Confermato l’annullamento dell’avviso che recepiva acriticamente le risultanze del PVC. La Corte di Cassazione rigetta le doglianze dell’Agenzia delle Entrate.
Deducibili i costi dei servizi di consulenza assicurativa resi a favore degli associati del consorzio. Respinto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, condannata a pagare 10.000,00 euro di spese.
Per contestare in cassazione la ratio decidendi di una sentenza che non abbia accolto l’interpretazione dei fatti dell’Agenzia delle Entrate, quest’ultima deve riferirsi a fatti certi e non solo probabili. Respinto ricorso dell’Agenzia delle Entrate
Confermato l’annullamento degli avvisi di rettifica del valore emessi dopo la decorrenza del termine di decadenza triennale. Agenzia delle Dogane condannata a pagare le spese processuali.
Medico convenzionato con il SSN ottiene il rimborso dell’IRAP. Non era tenuto a pagare l’imposta. Confermata la condanna dell’Agenzia delle entrate ad operare il rimborso.
Deducibili i costi delle operazioni soggettivamente inesistenti per il solo fatto che sono stati sostenuti. Accolto il ricorso del contribuente.
Deposito IVA virtuale. Annullato l’avviso di rettifica dell’Agenzia delle Dogane. Il contribuente ha versato in inversione contabile, la violazione è solo formale, e dunque l’IVA è detraibile.
Confermata la spettanza del rimborso a favore dell’agente di commercio. Irrilevante che il professionista abbia due studi. Tesi dell’Agenzia delle Entrate respinta in tutti i gradi con condanna dell’Agenzia a pagare le spese processuali.
La Cassazione valorizza ancora il contraddittorio e l'obbligo di attendere 60 giorni dall’ultimo verbale prima di emettere l’avviso. Decidendo nel merito annulla l’avviso. Fattispecie in tema di deducibilità di costi ritenuti inesistenti
L’estensione dei termini per la presentazione dell’istanza di rimborso si applica anche se si chiede il rimborso di tributi versati prima dell’estensione. Ricorso accolto.
La nuova formulazione, intervenuta nel 2012, dell’art. 14, comma 4bis della legge n. 537/1993 (sulla deducibilità dei costi da reato) si applica anche retroattivamente. Se si tratta di reati contravvenzionali i costi sono deducibili. Ricorso accolto
Accertamento sintetico: non è necessario dimostrare che la spesa sia stata sostenuta attraverso l’impiego proprio degli stessi denari. Sufficiente dimostrare che in quel periodo si possedevano denari idonei a coprire la spesa. RIcorso accolto
Se vi è stato il pubblico incanto l’Agenzia delle Entrate non può emettere avviso di rettifica e liquidazione e modificare il prezzo di cessione ai fini della tassazione. Tesi della Direzione Provinciale respinta in entrambi i gradi
Se il contribuente utilizza una struttura organizzata da altri non deve pagare l’IRAP. La CTR della Lombardia condanna l’Agenzia delle Entrate ad effettuare il rimborso.
Gli avvisi non sottoscritti dal Direttore dell’Ufficio o da un suo delegato devono essere annullati. Accolti i ricorsi dei contribuenti. La Cassazione dichiara nulli tutti gli avvisi.
L’Amministrazione non può disconoscere il diritto alla detrazione dell’IVA versata con l’autofattura. Respinto il ricorso dell’Agenzia delle Dogane.
Sempre possibile provare l’inapplicabilità degli studi di settore in ragione delle particolari caratteristiche della società contribuente. Confermato l’annullamento dell’avviso.
Prima di iscrivere ipoteca l’Amministrazione Finanziaria deve instaurare il contraddittorio. In caso contrario l’iscrizione ipotecaria è nulla. Ricorso accolto.
È corretto annullare un avviso di rettifica che fa riferimento ai soli valori OMI. Rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.
Per dimostrare l’infondatezza dell’avviso di accertamento, che aveva rideterminato il reddito con metodologia sintetica, ben rileva il bonifico bancario effettuato da un parente. Accolto il ricorso del contribuente.
Se la Guardia di Finanza o l’Agenzia delle Entrate hanno acquisito le prove senza autorizzazione del PM, malgrado fosse obbligatoria, le prove sono inutilizzabili a prescindere dal consenso dell’interessato. Occorre l’autorizzazione. Avviso nullo
L’Agenzia delle Entrate non può negare il diritto del contribuente al contraddittorio solo perché stavano per scadere i termini decadenziali previsti per l’accertamento. Respinto il ricorso per cassazione del Fisco
L’affittuario ha diritto di detrarre l’IVA pagata per la realizzazione di impianti realizzati su terreni di terzi. Agenzia delle Entrate condannata al rimborso del credito IVA.
Noto presentatore televisivo ottiene l’annullamento della cartella emessa per presunta IRAP non versata. In realtà l’IRAP non era dovuta. Infatti, la circostanza che pagasse l’agente non significa vi fosse autonoma organizzazione
Irap: non è dovuta se il professionista pagava un dipendente e colleghi per la propria sostituzione nei periodi di assenza. Agenzia delle entrate condannata ad operare il rimborso.
Il principio UE di non discriminazione in materia fiscale si applica anche alla società. La Corte rigetta il ricorso dell’Agenzia delle Entrate e conferma il diritto al rimborso della società
Provvedimento di assegnazione del credito pignorato presso terzi: l’imposta di registro è in misura fissa. Annullato l’avviso di rettifica e liquidazione.
La CTR della Lombardia amplia e valorizza l’obbligatorietà del contraddittorio procedimentale. Il contribuente deve essere comunque messo in condizione di interloquire prima dell’adozione dell’atto finale.
Ricorso contro intimazione di pagamento - mancata notifica - prescrizione - obblighi di allegazione
Fornitura illecita di manodopera. I costi sono comunque deducibili. Ben poteva il giudice, come ha fatto, annullare integralmente (e non parzialmente) tutti gli avvisi: non vi era vizio di extrapetizione.
L’Agenzia presumeva guadagni in nero sulla base di presunti acquisti di olio extravergine. In realtà, i maggiori acquisti non vi erano mai stati. Avviso annullato. Agenzia condannata a pagare le spese.
La Cassazione conferma la spettanza del rimborso IRAP a favore del commercialista. La CTR poteva rigettare implicitamente l’eccezione di giudicato dell’Agenzia. Non ricorre vizio di omessa pronuncia.
Le somme percepite a titolo di danno da perdita di chance non sono soggette a tassazione. Accolto il ricorso. L’Agenzia delle Entrate deve effettuare il rimborso.
Motivi di ricorso contro avviso di liquidazione, annullato con sentenza definitiva.
Anche il sostituto è legittimato a chiedere il rimborso della ritenuta versata. Confermata la sentenza di condanna dell’Agenzia delle Entrate a procedere al rimborso.
Motivi di ricorso contro avviso di accertamento catastale
Annullato l’avviso che, senza prove, riqualificava come vendita una procura a vendere nell’ambito della compravendita di auto. Rigettato il ricorso per cassazione dell’Agenzia delle Entrate.
Cessione attività professionale. La tassazione ipotizzata dall’Ufficio non era rispettosa della normativa al tempo vigente. Accolto il ricorso per cassazione della contribuente.
La rettifica del valore di vendita, sulla base del prezzo di vendita di complessi considerati simili, deve indicare precisamente le caratteristiche degli atti presi a comparazione. Avviso annullato e Agenzia Entrate condannata a 13.000 euro di spese
Agenzia delle Entrate considera fittizio il finanziamento dedotto dal contribuente ed emette l’avviso. A seguito di ricorso l’avviso è annullato. La Cassazione rigetta il ricorso dell'Agenzia e la condanna a pagare 18.000,00 euro di spese.
Niente sanzioni se è colpa del consulente. La cassazione accoglie il ricorso del contribuente ed annulla le sanzioni. Il contribuente non consapevole non è sanzionabile.
L’Agenzia rideterminava il reddito dello studio dentistico anche applicando un ricarico del 400% agli acquisti. La Cassazione accoglie il ricorso del contribuente che aveva offerto elementi a confutazione dell’avviso.
Rilevato in memoria un vizio di forma: il ricorso dell’Agenzia delle Entrate non era sottoscritto. Ricorso dichiarato inammissibile con condanna dell’Agenzia a pagare 15.000,00 euro di spese a favore della società contribuente.
Se l’Agenzia delle Entrate non prova l’avvenuta notifica dell’invito non riscontrato, l’avviso con metodo induttivo, che ne è seguito, è nullo. Accolto ricorso. Atto annullato.
Confermata l’iniziale erroneità della rideterminazione induttiva dei ricavi del bar, anche avuto riguardo al consumo di caffè. Respinto il ricorso per cassazione dell’Agenzia delle Entrate.
L’Agenzia delle Entrate contesta alla figlia una presunta cessione in nero della licenza taxi operata dal padre, senza offrire prove né individuare studi o indagini a giustificazione del valore di vendita presunto. Accolto ricorso della contribuente
Avviso di accertamento con cui viene contestata l’esistenza di proventi illeciti da tassare. Il giudice ben può apprezzare gli esiti favorevoli del parallelo procedimento penale. Confermato l’annullamento dell’avviso.
Scostamento da studi di settore pienamente giustificabile (nel caso, la diminuzione di incassi era collegato alla revoca (in considerazione dell’età avanzata) della licenza per veicoli pesanti. Errata la tesi dell'Agenzia, condannata anche alle spese
La norma che permette all’Agenzia delle Entrate di presumere che siano frutto di evasione i denari detenuti in conti ubicati in paradisi fiscali non è retroattiva. Accolto il ricorso per cassazione del contribuente.
Mancata immissione nel deposito fiscale. Deposito fiscale virtuale. Applicazione del regime di sospensione. Non può essere richiesta l’IVA se il contribuente ha comunque operato l’autofatturazione. Avvisi annullati.
La Cassazione valorizza la recente pronuncia della Corte di Giustizia secondo cui la sanzione pari al 30% dell’imposta ex art. 13 D.lgs. 471/1997 è “sproporzionata”. Accolto il ricorso per cassazione della società contribuente.
L’Agenzia delle Entrate deve rispettare il termine di 60 giorni di cui all’art. 12 dello Statuto a pena di nullità a prescindere dall’imminente scadenza dei termini o dal deposito di una memoria difensiva. Avviso annullato integralmente.
Se l’Agenzia non ha contestato per tempo l’elusione (ed il costo dell’operazione) non può neanche rettificarne i riflessi (contestando l’ammortamento) negli anni successivi. La Cassazione respinge la tesi dell’Erario e conferma la decadenza.
Se la pretesa dell’Agenzia è stata annullata dalla Commissione Tributaria, l’Agenzia non può sospendere altro rimborso affermando che la decisione non è definitiva. Giudicato non necessario. Sospensione illegittima. Respinto il ricorso del Fisco
Vendita di appartamenti. Per rideterminare la plusvalenza l’Agenzia deve provare, oltre allo scostamento rispetto ai valori OMI, anche ulteriori elementi presuntivi gravi, precisi e concordanti. Accolto il ricorso per cassazione del venditore.
La Cassazione conferma nuovamente i limiti cui deve sottostare l’Agenzia delle Dogane nella rideterminazione del valore. I criteri di cui agli artt. 30 e 31 del codice doganale stabiliscono la sequenza. Rigettato il ricorso delle Dogane
Diritto al rimborso delle ritenute alla fonte applicate sui dividendi. La Cassazione valorizza la giurisprudenza della Corte di Giustizia. Occorre eliminare la “disparità di trattamento”. Respinto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.
L'albergatore costruisce l’albergo ma l’Agenzia contesta la detraibilità di tali costi ai fini IVA. La Cassazione dà torto all’Agenzia e la condanna al rimborso. Infatti, devono considerarsi deducibili (con iva detraibile) anche tali spese
Una presunta antieconomicità dell’operazione non incide sul diritto alla detrazione dell’IVA pagata. La tesi dell’Agenzia viene respinta anche dalla Cassazione con condanna alle spese.
Il padre acquista la casa al figlio con assegni circolari. L’Agenzia contesta l’evasione al figlio nonostante la prova del pagamento da parte del padre. Accolto il ricorso per cassazione del contribuente.
Accertamento fondato su studi di settore: per essere motivato deve spiegare perché gli studi prescelti sono applicabili in concreto e perché non sono condivisibili le osservazioni del contribuente. Accolto il ricorso per cassazione della società.
I costi solo soggettivamente inesistenti sono comunque deducibili in quanto sostenuti. Accolto il ricorso per cassazione della società contribuente.
La rettifica reddituale non può basarsi solo sul valore accertato ai fini dell’imposta di registro. Accolto il ricorso del contribuente.
Il curatore che non presenta la dichiarazione dei redditi della società fallita non diventa responsabile solidale per la sanzione. Respinto il ricorso per cassazione dell’Agenzia delle Entrate.
Tassazione dell’indennità da illegittimo licenziamento. La Corte di Cassazione respinge la più onerosa qualificazione giuridica dell’Agenzia delle Entrate. Inoltre, cassa con rinvio dato che l’Agenzia non era stata condannata alle spese processuali
Transfer Pricing: l’Agenzia delle Entrate deve dimostrare evidenti discrepanze. La CTR della Lombardia respinge l’appello dell’Agenzia, già soccombente in primo grado
La qualificazione catastale deve tener conto della destinazione urbanistica ed edilizia. La CTR conferma l’annullamento dell’avviso.
L’Agenzia delle Dogane non può ricalcolare il valore delle merci sulla base del sistema MERCE se il valore pagato è diverso. Respinto il ricorso dell’Agenzia delle Dogane.
Se non vi erano finalità fraudolente l’operazione è da considerare cessione intracomunitaria non imponibile anche se non si è curato direttamente il trasporto. Errata l’interpretazione letterale dell’Agenzia. Occorre guardare allo scopo della norma
Confermata la nullità della cartella di pagamento. I motivi di ricorso per cassazione sono stati dedotti in maniera inammissibile dall’Agenzia delle Entrate. Il ricorso di quest’ultima è respinto con condanna della stessa alle spese.
Inapplicabile la disciplina sulle società operative. Trattavasi di start up. Confermata la valutazione operata dai giudici di merito. Accertamenti nulli. Respinto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate
Lo scostamento rispetto ai valori OMI non giustifica mai da solo la rettifica. La riduzione operata dai giudici del merito non è sufficiente. L’avviso è nullo ed il contribuente non deve pagare nulla. Accolto il ricorso per cassazione
L’annullamento dell’avviso di liquidazione ottenuto dal coobbligato può essere rivendicato per ottenere l’annullamento della cartella. La Cassazione accoglie il ricorso incidentale del contribuente.
Rivenditori d’auto. Non c’è elusione nell’utilizzo delle procure a vendere relativamente all’usato. Avviso nullo e rigettato il ricorso per Cassazione dell’Agenzia.
Acquisto intracomunitario di autovetture. I giudici annullano l’avviso ed a nulla vale il ricorso per cassazione proposto dall’Agenzia, contenente solo motivi inammissibili.
Se i giudici hanno ritenuto insufficienti le prove offerte dall’Agenzia delle Entrate in ordine all’inesistenza soggettiva delle vendite trattasi di accertamenti di fatto non censurabili in cassazione. Rigettato il ricorso dell’Agenzia.
Agenzia delle Dogane pretendeva, oltre all’indennità di mora, anche il 30% in più delle imposte per avere il contribuente ritardato nel pagamento rispettivamente di 1 e 3 giorni. La Cassazione le dà torto. Accolto il ricorso del contribuente.
Confermata la sentenza che annulla l’avviso avendo considerato i singoli elementi che giustificavano un margine ridotto nella vendite di villette e una vendita sottocosto. Nullità dell’atto confermata in Cassazione.
Dopo l’intervento della Corte Costituzionale l’agevolazione spetta anche per i finanziamenti degli intermediari finanziari. La Cassazione rigetta il ricorso dell’Agenzia.
L’imposta complementare va richiesta notificando l’atto alle parti (e non solo al notaio) entro 3 anni dalla registrazione. La cassazione annulla l’avviso in accoglimento del ricorso.
Le spese sostenute per ospitare la stampa rappresentano un costo deducibile ai fini II.DD. e detraibile ai fini IVA, in quanto vanno qualificate spese di pubblicità. Respinto il ricorso per Cassazione dell’Agenzia delle Entrate.
L’Agenzia delle Entrate erra nell’operare il pignoramento. Una volta proposto ricorso si costituisce in udienza ed ammette l’errore già in sede di sospensiva. Atto annullato ed Agenzia condannata a pagare dieci mila euro di spese.
L’Agenzia non può accertare la plusvalenza sulla base della rettifica operata ai fini dell’imposta di registro. La norma si applica anche agli atti anteriori al d.lgs. 147 del 2015. Avviso annullato dalla Cassazione.
Le dichiarazioni di clienti non bastano a provare il nero, se non vi sono riscontri oggettivi. La Cassazione accoglie il ricorso del contribuente
Cassazione. Va confermata la nullità dell’avviso formato sulla base di mere presunzioni senza reali riscontri probatori. Respinto il ricorso per cassazione dell’Agenzia delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate deve rimborsare il costo delle fideiussioni richieste al contribuente ai fini dell’erogazione dei rimborsi IVA ex artt. 30 e 38-bis D.P.R. n. 633/1972. CTP Milano condanna l’Agenzia al rimborso. Caso 5
Agenzia non prova la corretta notifica dell’appello e la Cassazione cancella la vittoria ottenuta dall’Agenzia delle Entrate (soccombente in primo grado) in appello.
Deducibili le spese di manutenzione di immobili in locazione. Cassazione respinge il ricorso dell’Agenzia delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate deve rimborsare il costo delle fideiussioni richieste al contribuente ai fini dell’erogazione dei rimborsi IVA ex artt. 30 e 38-bis D.P.R. n. 633/1972. CTP Milano condanna l’Agenzia al rimborso. Caso 4
Motivi di ricorso: nullità dell’avviso per mancato contraddittorio.
L'articolo 23 della Costituzione
Il Comune ha l’obbligo di specificare le giustificazioni della riclassificazione operata. Avviso nullo. La Cassazione respinge il ricorso del Comune.
Impianti solari: rideterminazione del valore da parte dell'Agenzia delle Entrate. Motivi di ricorso
La residenza fiscale delle persone fisiche
Gli studi di settore, da soli, non sono sufficienti per giustificare l’avviso. Respinto l’appello dell’Agenzia delle Entrate.
Principio della fonte e principio della tassazione su base mondiale.
Manuale di diritto tributario - Fonti - Costituzione - Nozioni - Definizioni - Imposte e tasse
Se l’Agenzia non ha correttamente dimostrato il maggiore valore dell’immobile compravenduto l’avviso deve essere annullato totalmente senza rideterminazioni intermedie del valore. La Cassazione accoglie il ricorso del contribuente
I costi sono deducibili anche in caso di mancato pagamento. Respinto l’appello dell’Agenzia delle Entrate.
In caso di cessazione dell'attività la contribuente aveva 10 anni di tempo per richiedere il rimborso dell'eccedenza IVA e non due, come affermato dall'Ufficio. Respinto l’appello dell’Agenzia delle Entrate, condannata a pagare le spese
Fallimento: illegittima la tassazione con imposta proporzionale sulla sentenza che ha ad oggetto crediti soggetti ad IVA. Avviso meritevole di annullamento.
Costo deducibile anche se non ha generato ricavi. La Commissione Tributaria Regionale conferma l’annullamento dell’avviso.
Le omissioni motivazionali determinano la nullità dell’atto e non possono essere integrate dall’Ufficio in corso di processo. La Cassazione accoglie il ricorso del contribuente e, decidendo nel merito, annulla l’avviso.
Dopo la notifica di un avviso l’Agenzia delle Entrate non può “ripensarci” e sostituire il primo atto chiedendo di più. Infatti, la pretesa impositiva si è consumata con l’emissione del primo atto. Avviso annullato dalla Commissione Tributaria
Agenzia delle Entrate condannata a rimborsare oltre 3,5 milioni di euro. I Giudici ritengono infondata la tesi dell’Agenzia che pretendeva di negare il rimborso invocando la decadenza.
Presunta frode carosello ed utilizzo di fatture soggettivamente inesistenti: le irregolarità del cedente non giustificano l’emissione dell’avviso a carico dell’acquirente. Specie se i prezzi sono in linea con il mercato. Avvisi annullati.
Calciatori Professionisti: l’agente non paga l’IVA subito in caso di pagamenti rateizzati e assoggettati a condizione. Rilevante sentenza della Corte di Giustizia.
Operazioni asseritamente elusive: non basta l’invito a presentarsi di persona entro 15 giorni. L’Agenzia delle Entrate doveva riconoscere il termine di 60 giorni per presentare chiarimenti per iscritto. La Cassazione annulla l’avviso di accertamento.
Massime tratte da sentenze emesse nel 2017 dalle Commissioni Tributarie operanti in Trentino - Alto Adige
Contratto di affitto d’azienda. Valido a fini fiscali anche senza forma scritta. Accolto il ricorso per cassazione del contribuente.
Accusa di partecipazione ad una frode carosello: nel dubbio si presume che il contribuente sia in buona fede. Annullato l’avviso di accertamento.
Decreto di omologa del concordato fallimentare è soggetto all’imposta di registro in misura fissa e non proporzionale. Annullato l’avviso di liquidazione.
Lease-back. Immobile acquistato e ceduto lo stesso giorno ad un prezzo superiore tra società dello stesso gruppo. Le contestazioni dell’Agenzia delle Entrate sono infondate. Operazione economicamente giustificata. L’avviso viene annullato.
Cassazione: illegittimo l’avviso di liquidazione per imposta di registro che indica solo data e numero del provvedimento civile ma omette di allegarlo all’avviso. Accolto il ricorso per cassazione.
La firma falsa sullo studio di marketing, di cui la società si è dedotta il costo, non rende l’operazione “inesistente”. Infondate le contestazioni di utilizzo di false fatture avanzate dall’Agenzia. Accertamento annullato.
Accuse di partecipazione in una frode carosello: la mancata consapevolezza è corroborata dal fatto che gli acquisti avvenivano al prezzo di mercato. Avviso di accertamento annullato.
Come verificare la validità di una partita IVA tramite il VIES (VAT information exchange system)
Le dichiarazioni accusatorie del missing trader – società filtro – non sono sufficienti per dimostrare la consapevolezza in capo all’utilizzatore delle fatture. Rigettate le accuse dell’Agenzia delle Entrate. Avviso di accertamento annullato.
Presunta frode carosello: l’identificabilità tramite VIES dei fornitori intracomunitari depone a favore del contribuente. L’Agenzia non ha provato la frode e l’insussistenza delle operazioni. Avviso nullo.
Argomentazione Processuale. Persuasione Processuale. 11 punti ispirati dalla lettura di “L'arte di avere sempre l'ultima parola” (in inglese, “Thank you for arguing”).
La cartella consegnata nelle mani di un “amico” del contribuente non si considera validamente notificata. La Cassazione decide nel merito ed annulla le cartelle.
Se vi era stato un accesso in sede, anche solo per acquisire documentazione, l’Agenzia doveva consegnare il PVC ed attendere 60 giorni. Non avendo rispettato la procedura prevista dalla legge, l’avviso è nullo. Accolto il ricorso del contribuente.
Verifica fiscale dell’Agenzia delle Entrate a carico di chi opera digitalmente. Apple, Google, Amazon, Facebook, Booking. Chi saranno i prossimi?
Argomentazione processuale, Persuasione, Influenza. 11 spunti tratti dal libro “come i migliori avvocati pensano, argomentano e vincono” (“How the best lawyers think, argue and win”).
Le sanzioni devono essere irrogate entro 3 anni dal controllo della dichiarazione doganale. L’Agenzia delle dogane era decaduta. Annullati 22 atti di contestazione.
Argomentazione processuale, Persuasione, Influenza. Alcuni spunti tratti dal libro “Arguments: How To Persuade Others To Your Way Of Thinking”.
Per la deducibilità del costo non è necessario che il bene acquistato sia effettivamente stato utilizzato. Accolto il ricorso del contribuente. La Cassazione, decidendo nel merito, annulla totalmente l’avviso di accertamento.
Controlli automatizzati. Non può essere recuperato il credito dedotto dal contribuente, mediante mera iscrizione a ruolo ex art. 36-bis, essendo necessario previo avviso di recupero. Respinta la tesi dell’Agenzia delle Entrate.
L’Agenzia delle Entrate non può riqualificare la vendita di edificio da demolire come cessione di terreno edificabile. Come già le sentenze n. 1329 e n. 1333 della CTR Lombardia, altra CT applica il recente orientamento della Cassazione
L’esenzione IVA è estesa anche all’attività di coassicurazione. La Commissione Tributaria Regionale della Lombardia respinge l’appello dell’Agenzia delle Entrate.
Il principio di proporzionalità deve essere rispettato tanto in tema di IVA che di imposte dirette. Lo scostamento lieve dagli studi di settore non giustifica l’avviso di accertamento. Ricorso accolto con annullamento totale dell’avviso.
Persuasione, Argomentazione Processuale, Influenza. 10 errori “logici” che è possibile eccepire per confutare una tesi.
Ridurre il debito d'imposta prima del processo (o in corso di processo) con una negoziazione: 3 suggerimenti tratti dal libro “Le nuove regole della negoziazione”.
Il contribuente ben può dimostrare che le percentuali di ricarico applicate sono diverse a seconda degli anni. Accolto il ricorso dell’esercente vendita di articoli di cartoleria.
Annullato l’avviso che considera abitazione di lusso un immobile sulla base di “note dell’Agenzia del Territorio” non allegate all’atto. Se si fa riferimento ad altro atto questo deve essere allegato a pena di nullità dell’avviso.
Non va pagata l’imposta di registro proporzionale in relazione alle ricognizioni di debito, tanto più se l’operazione sottostante è soggetta ad IVA. Confermato l’annullamento dell’avviso di liquidazione. Agenzia delle Entrate condannata alle spese.
Non vi è abuso del diritto se l’operazione ha ragioni ulteriori rispetto al risparmio di imposta. Rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate ed accolto quello incidentale del contribuente.
Il mancato rispetto della garanzia di cui all’art. 12, comma 7, dello Statuto determina la nullità dell’atto. La Cassazione valorizza ancora una volta il diritto ivi previsto ed, accogliendo il ricorso del contribuente, annulla l’avviso.
La rivendita ad un prezzo doppio rispetto al prezzo di acquisto (risultante dall’importazione) non significa di per sé che il prezzo di acquisto dichiarato non corrisponda a verità. Corretto l’annullamento operato. Respinto il ricorso dell'Agenzia
L’annullamento dell’avviso ottenuto dal coobbligato può essere rivendicato per ottenere l’annullamento delle cartelle. La cassazione accoglie i ricorsi dei contribuenti.
Non si paga l’imposta di registro per la reintegrazione dei diritti lesi del legittimario. La Cassazione accoglie il ricorso originario ed annulla l’avviso di liquidazione
Deducibili i premi corrisposti ai promotori finanziari. Accolto il ricorso per cassazione della società contribuente, con annullamento dell’avviso.
Il ricorso per cassazione dell’Agenzia delle Entrate viene dichiarato inammissibile per difetto di autosufficienza data l’omessa allegazione delle fatture.
Medico convenzionato con SSN, con una dipendente, non deve pagare l’IRAP. La Cassazione respinge il ricorso dell’Agenzia delle Entrate
Se l’Agenzia non prova la corretta notifica del questionario non riscontrato è invalida la ricostruzione induttiva. DLP ottiene l’annullamento con condanna alle spese dell’Agenzia delle Entrate.
Cassazione: la sentenza passata in giudicato che ha escluso l’applicabilità dello studio di settore per causa persistente vale anche per l’accertamento relativo ad altro anno. Accolto il ricorso del contribuente.
L’Agenzia delle Entrate deve rimborsare il costo delle fideiussioni richieste al contribuente ai fini dell’erogazione dei rimborsi IVA ex artt. 30 e 38-bis D.P.R. n. 633/1972. CTR Lombardia condanna l’Agenzia al rimborso. Caso 3
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 art. 2043

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 art. 13
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 art. 36
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