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1 STUDIO TRIBUTARIO E COMMERCIALE DOTT. DOMENICO PASCUZZI Dottore Commercialista e Revisore Ufficiale dei Conti - PDF
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Susanna Dolce
1 1 STUDIO TRIBUTARIO E COMMERCIALE DOTT. DOMENICO PASCUZZI Dottore Commercialista e Revisore Ufficiale dei Conti Sedi: Recapito: Via Felice Casati, 32 Via L. Da Vinci, 9 Via S. Francesco Milano (MI) Gabicce Mare ( PU) Pesaro (PU) Tel: Tel: Tel: Fax: Fax: Fax: A TUTTI I CLIENTI LORO SEDI Milano, 8 luglio 2010 CIRCOLARE N. 6/2010 Oggetto : Operazioni con soggetti in Black list Per effetto del decreto del Ministero dell Economia e delle Finanze, datato 30 marzo 2010 e pubblicato sulla G. U. n. 88 del , a partire dal 1 luglio 2010 è OBBLIGATORIO comunicare telematicamente all Agenzia delle entrate le operazioni effettuata/ricevute (beni e servizi), registrate o soggette a registrazione, nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi così detti black list. OPERAZIONI CON PAESI IN BLACK LIST Il Decreto incentivi (D.l n. 40, pubblicato sulla G.U n. 71), contiene, oltre alle disposizioni dei più noti bonus al consumo, anche disposizioni in materia fiscale che hanno l obiettivo di contrastare le frodi fiscali internazionali e nazionali operate, tra l altro, nella forma dei cosiddetti caroselli e cartiere. A tal fine, quindi, secondo quanto definito dal decreto del Ministero dell Economia e delle Finanze del e pubblicato sulla G. U. n. 88 del , è stato previsto l OBBLIGO a partire dal 1 luglio 2010 per i soggetti passivi IVA di: comunicare telematicamente all Agenzia delle Entrate le cessioni di beni e leprestazioni di servizi:
2 ³ effettuate e ricevute, registrate o soggette a registrazione; ³ nei confronti di operatori economici (es. imprese, professionisti ed enti) aventi sede, domicilio o residenza nei c.d. Paesi black list, ossia nei c.d. paradisi fiscali. Nelle comunicazioni dovranno essere indicati: i dati del contribuente italiano; il codice fiscale (o altro codice identificativo) del soggetto estero; la relativa denominazione (ovvero nome e cognome e data di nascita per le persone fisiche); il domicilio fiscale; l'importo complessivo delle operazioni effettuate nel periodo di riferimento per ciascuna controparte, distinguendo tra imponibili, non imponibili, esenti e non soggette a Iva; l'imposta sul valore aggiunto riferita alle operazioni imponibili. Tali operazioni dovranno essere individuate secondo le regole previste ai fini Iva e dovranno essere presentate: PERIODICITA PRIMO INVIO Su base TRIMESTRALE, in caso di operazioni che, per ciascuna categoria (cessioni e prestazioni), non eccedono i euro nei quattro trimestri precedenti : la prima scadenza sarà il 31 ottobre 2010 relativo alle operazioni del terzo trimestre 2010; su base MENSILE negli altri casi: la prima scadenza sarà il 31 agosto relativo alle operazioni del mese di luglio. ATTENZIONE La soglia di euro si applica distintamente a ciascuna delle seguenti quattro categorie di operazioni: cessioni di beni, servizi resi, acquisti di beni, servizi ricevuti. OPERAZIONI Per quanto riguarda le operazioni attive, ci si deve rifare a quanto previsto dall art. 21, comma 6, del DPR 633/72, che impone di emettere fattura e di adempiere ai correlati
3 obblighi di registrazione anche per: le cessioni di beni in transito o soggetti a vigilanza doganale (non soggette a IVA in Italia ai sensi dell art. 7-bis, comma 1, del DPR 633/72), le prestazioni di servizi generiche rese a soggetti IVA comunitari (non soggette all imposta ai sensi dell art. 7-ter) le operazioni non imponibili (artt. 8, 8-bis, 9 e 38-quater), le operazioni esenti (eccezion fatta per lotterie ecc.) PROBLEMI NON ANCORA RISOLTI Da osservare con attenzione un aspetto caratterizzato da poca chiarezza (verso la quale si auspica presto chiarimenti) in merito alle operazioni da inserire nel modello, ossia il riferimento alle operazioni non soggette ad Iva, in quanto, in tale categoria di operazioni possono esservi ricomprese: sia le operazioni escluse da Iva ex art. 2, co. 3, ed art. 3, co. 4, del D.P.R. n. 633/1972; sia le operazioni carenti del presupposto territoriale di cui agli artt. 7 e ss. dello stesso D.P.R. n. 633/1972. In attesa di un chiarimento ufficiale, entrambe le ipotesi sembra debbano essere escluse, in quanto: con riferimento alla prima tipologia: 1. operazioni escluse ex art. 2 e 3, co. 4 trattasi di operazioni che, secondo i richiamati dettati normativi, non costituiscono né cessioni di beni, né prestazioni di servizi (trattasi, infatti, di operazioni fuori campo Iva), mentre, gli artt. 1 e 4 del D.L. n. 40/2010, per individuare le operazioni da indicare nella comunicazione, fanno un riferimento generico alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi; 2. con riferimento alla seconda tipologia di operazioni operazioni prive del presupposto territoriale l indicazione delle stesse sembra debba venire meno visto il mancato obbligo per le stesse, salve alcune limitazioni, di fatturazione e di registrazione che, invece, costituisce il secondo requisito necessario perché siano incluse nella comunicazione (ex art. 4, co. 2 del D.L. n. 40/2010). Si osservi, tuttavia, che con riferimento a tale ultima tipologia di operazioni, si verrebbe a creare un esclusione tutt altro che perseguita dal legislatore e finalizzata al monitoraggio fiscale delle operazioni concluse con operatori in black list
4 Prestazioni di servizi E necessario porre particolare attenzione alle prestazioni di servizi quali operazioni soggette alla predetta comunicazione telematica, alla luce delle nuove disposizioni in materia di territorialità Iva. In altri termini, se dal lato delle operazioni attive le prestazioni generiche, quali ad esempio le consulenze, sono soggette a fatturazione e registrazione solo se effettuate nei confronti di soggetti passivi IVA comunitari, non altrettanto può dirsi per le operazioni passive, ove il debitore d imposta è il committente italiano quale che sia lo Stato di stabilimento del prestatore (comunitario o meno). Da ciò deriva che la consulenza della società italiana verso la società estera residente in uno degli Stati extracomunitari contemplati dalla nuova black list non deve essere comunicata all Amministrazione finanziaria, mentre quella ricevuta dalla stessa società, autofatturata e registrata dal committente, è soggetta al nuovo monitoraggio. Analogo ragionamento deve essere effettuato per le operazioni contemplate dai nuovi artt. 7-quater e 7-quinquies del DPR 633/72 secondo i quali le operazioni attive escluse da IVA italiana possono non essere fatturate mentre per quelle passive il debitore d imposta è il committente italiano, con il conseguente obbligo, se la controparte risiede in uno degli Stati appartenenti alla nuova black list, di indicazione nelle comunicazioni previste dall art. 1 del DL 40/2010. Infine, si osservi che dal tenore letterale della norma si ritiene di poter desumere (il riferimento dello stesso DL 40/2010 alle prestazioni rese nei confronti di operatori economici, dovrebbe intendere i soli soggetti IVA) che l'obbligo di comunicazione non riguarda le prestazioni verso committenti esteri non soggetti passivi, ai sensi degli articoli 7-sexies e 7-septies del Dpr 633/72. Acquisto di beni Altro aspetto che dovrà trovare chiarimenti in via interpretativa riguarda l art. 1, comma 1, del DM 30 marzo 2010 secondo cui vi è obbligo di segnalare, tra gli altri, gli acquisti di beni. Appare necessario che venga correttamente interpretato il termine acquisti, chiarendo se in tale locuzione rientrano o meno anche le importazioni (fattispecie distinte dalla disciplina IVA, tanto che il DPR 633/72 dedica alle importazioni un intero Titolo, il Quinto). L esclusione delle importazioni sgraverebbe, infatti, molti operatori da obblighi di comunicazione molto articolati (molti Stati del Far East, infatti, rientrano nelle liste nere),
5 legati per lo più a operazioni con rischio frode praticamente nullo, visto che l IVA è assolta in dogana. Vero è, per contro, che anche le importazioni costituiscono operazioni soggette a registrazione ai sensi della disciplina IVA, che impone di annotare le bollette doganali. Si tratta, comunque, di una questione di estrema importanza, sulle quale gli organi competenti, a parere di chi scrive, dovrebbero pronunciarsi ufficialmente e in tempo utile per dare agli operatori il tempo di predisporsi all adempimento. PAESI IN BLACK LIST Per l individuazione dei Paesi black list il decreto attuativo del 30 marzo 2010, di cui sopra, rimanda ai DM 4 maggio 1999 e 21 novembre 2001, senza prevedere alcuna esclusione, né soggettiva, né legata alla tipologia di attività esercitata; per cui è sufficiente che uno Stato o territorio sia ricompreso in una delle due black lists per determinare l obbligo della comunicazione dei dati all Agenzia delle Entrate. Riteniamo opportuno segnalare, inoltre, che, in mancanza di ulteriori precisazioni in merito, il trattamento da riservare agli Stati che non sono contemplati dal DM 4 maggio 1999 e che, invece, lo sono dal DM 21 novembre 2001, sia da limitare alle tipologie societarie espressamente indicate. Paesi interessati alla comunicazione delle operazioni effettuate/ricevute a partire dal DM 4 maggio 1999 DM 21 novembre 2001 Alderney (Isole del Canale) ; Andorra Angola: interessa le Sole società: - petrolifere esenti dall Oil Income Tax; - società che godono di esenzioni o riduzioni d imposta in settori fondamentali dell economia; - investimenti previsti dal Foreign Investment Code Anguilla Antigua (sole International business companies non operanti in Antigua e società che effettuano produzioni autorizzate)
6 Antille Olandesi Aruba Bahamas Bahrein (escluse le società che svolgono attività di esplorazione, estrazione e raffinazione nel settore petrolifero) Barbados Barbuda Belize Bermuda Brunei Cipro Corea del Sud: per le Sole società che godono delle agevolazioni previste dalla Tax Incentives Limitation Law) Costarica (sole società i cui proventi affluiscono da fonti estere, nonché società di alta tecnologia) Dominica (sole international companies esercenti l attività all estero) Emirati Arabi Uniti (escluse le società operanti nei settori petrolifero e petrolchimico assoggettate ad imposta) Ecuador (sole società operanti nelle Free Trade Zones che beneficiano dell esenzione dalle imposte sui redditi) Filippine Gibilterra Giamaica: Sole società di produzione per l esportazione che usufruiscono dei benefici dell Export Industry Encourage Act e società localizzate nei territori individuati dal Jamaica Export Free Zone Act Gibuti Grenada Guatemala Guernsey (Isole del Canale) Herm (Isole del Canale) Hong Kong
7 Isola di Man Isole Cayman Isole Cook Isole Marshall Isole Turks e Caicos Isole Vergini britanniche Isole Vergini statunitensi Jersey (Isole del Canale) Kenia : per le Sole società insediate nelle Export Processing Zones Kiribati Libano Liberia Liechtenstein Lussemburgo : per le Sole holding di cui alla L Macao Malaysia Maldive Malta : per le sole società i cui proventi affluiscono da fonti estere) Mauritius (sole società certificate che si occupano di servizi all export, espansione industriale, gestione turistica, ecc. soggette a imposta in misura ridotta, Off-shore Companies e International Companies) Monaco (escluse le società che realizzano almeno il 25% del fatturato fuori dal Principato) Montserrat Nauru Niue Nuova Caledonia Oman Panama (sole società i cui proventi affluiscono da fonti estere, società situate nella Colon Free Zone e società operanti nelle Export Processing Zones)
8 Polinesia francese Portorico (sole società esercenti attività bancarie e società previste dal Puerto Rico Tax Incentives Act del 1988 o dal Puerto Rico Tourist Development Act del 1993) Saint Kitts e Nevis Saint Lucia Saint Vincent e Grenadine Salomone Samoa San Marino Sant Elena Sark (Isole del Canale) Seychelles Singapore Svizzera (sole società non soggette alle imposte cantonali e municipali, quali le società holding, ausiliarie e di domicilio) Taiwan Tonga Tuvalu Oman Uruguay (sole società esercenti attività bancarie e holding che esercitano esclusivamente attività offshore) Vanuatu In merito ai paese in black list si aspetta un ulteriore chiarimento da parte dell agenzia delle entrate se il monitoraggio riguardi: a) Per la SVIZZERA tutte le controparti residenti o solo le società non soggette alle imposte cantonali e municipali: b) Per il LUSSEBURGO tutti i soggetti ivi residenti o solo le Holding c) Per CIPRO, MALTA, LUSSEMBURGO, le operazioni già inserite nei modelli Intra
9 Sanzioni Ricordiamo che la mancata comunicazione è soggetta a pesanti sanzioni da un minimo di 516 a un massimo di euro; tali sanzioni saranno relative ad ogni violazione, anche nel caso in cui vengano commesse violazioni diverse, originate da un unica azione od omissione, o riferite a più periodi d imposta. Si invierà una nuova circolare non appena l agenzia delle entrate fornirà gli opportuni chiarimenti. Cordiali saluti. STUDIO TRIBUTARIO E COMMERCIALE DOTT. DOMENICO PASCUZZI

References: art. 21
 art. 7
 art. 7
 art. 2
 art. 3
 art. 2
 art. 4
 art. 1
 art. 1