Source: https://www.ambientediritto.it/giurisprudenza/corte-di-cassazione-civile-sez-6-14-02-2017-ordinanza-n-3941/
Timestamp: 2020-08-14 00:49:52+00:00

Document:
CORTE DI CASSAZIONE CIVILE Sez. 6^ 14/02/2017, Ordinanza n.3941 – AmbienteDiritto.it
Giurisprudenza: Giurisprudenza Sentenze per esteso massime | Categoria: Diritto processuale civile, Pubblica amministrazione, Rifiuti Numero: 3941 | Data di udienza: 30 Novembre 2016
Numero: 3941
Data di udienza: 30 Novembre 2016
Presidente: SCHIRO'
Estensore: NAPOLITANO
In tema di contenzioso tributario relativo alla TARSU, la circostanza che l’atto di appello del Comune sia stato sottoscritto da un funzionario e da un dirigente del Comune non è causa di nullità dell’atto, in quanto l’art. 74 del d. lgs. n. 507/1997 concede specificamente al Comune la facoltà, indetta materia, di designare un funzionario cui attribuire la funzione ed i poteri per l’esercizio di ogni attività organizzativa e gestionale, precisando che a questi spetta anche di sottoscrivere le richieste, gli avvisi, i provvedimenti relativi e di disporre i rimborsi; pertanto, attesa l’ampiezza dei poteri dispositivi di natura sostanziale, deve ritenersi che tra le competenze del funzionario responsabile sia compresa anche la gestione dell’eventuale contenzioso, rappresentando essa non già un’attività diversa ed ulteriore, ma soltanto l’attività successiva necessaria al fine di difendere in giudizio la pretesa tributaria dell’ente come già in precedenza affermata negli atti impositivi (Cass. sez. 5, 28/01/2010, n, 1855).
(conferma sentenza n. 1519/39/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE SEZIONE DISTACCATA di LATINA del 10/12/2014, depositata il 12/03/2015) Pres. SCHIRO’, Rel. NAPOLITANO, Ric. Top Class Arredamenti SRL c. COMUNE SORA
TOP CLASS ARREDAMENTI SRL in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA A. FUSCO 104, presso lo studio dell’avvocato FEDERICO ANTIGNANI, rappresentata e difesa dall’avvocato LUCA COST ANTINI giusta procura a margine del ricorso;
COMUNE SORA in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DI TOR VERGATA 12, presso lo studio dell’avvocato MASSIMO DI CENSO, rappresentato e difeso dall’avvocato MARGHERITA QUADRINI giusta procura a margine del controricorso;
udito l’Avvocato MARGHERITA QUADRINI, difensore del controricorrente, che chiede il rigetto del ricorso.
La CTR del Lazio – sezione staccata di Latina, con sentenza n. 1519/39/15, depositata il 12 marzo 2015, non notificata, accolse l’appello proposto dal Comune di Sora nei confronti della società Top Class Arredamenti S.r.l., (di seguito società), avverso la sentenza della CTP di Frosinone, che aveva invece accolto il ricorso della società avverso l’avviso di accertamento per TARSU relativa agli anni dal 2004 al 2009.
Con il primo motivo la ricorrente denuncia violazione e/o falsa applicazione dell’art. 3 bis del d.l. n. 44/2005, convertito, con modificazioni, nella 1. n. 38/2005, in relazione all’art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c., quanto al mancato rilievo, da parte dell’impugnata pronuncia, del difetto di rappresentanza processuale dell’ente impositore, essendo stato il ricorso in appello sottoscritto da un funzionario e da un dirigente del Comune, ciò che avrebbe dovuto comportare l’inammissibilità dell’appello proposto avverso la sentenza resa dalla CTP di Frosinone.
Il motivo è manifestamente infondato, avendo questa Corte (cfr. Cass. sez. 5, 28 gennaio 2010, n, 1855), osservato che “in tema di contenzioso tributano relativo alla TARSU, la circostanza che l’atto di appello del Comune sia stato sottoscritto da un funzionario e da un dirigente del Comune non è causa di nullità dell’atto, in quanto l’art. 74 del d. lgs. n. 507/1997 concede specificamente al Comune la facoltà, in detta materia, di designare un funzionario cui attribuire la funzione ed i poteri per l’esercizio di ogni attività organizzativa e gestionale, precisando che a questi spetta anche di sottoscrivere le richieste, gli avvisi, i provvedimenti relativi e di disporre i rimborsi pertanto, attesa l’ampiezza dei poteri dispositivi di natura sostanziale, deve ritenersi che tra le competenze del funzionario responsabile sta compresa anche la gestione dell’eventuale contenzioso, rappresentando essa non già un ‘attività diversa ed ulteriore, ma soltanto l’attività successiva necessaria al fine di difendere in giudizio la pretesa tributaria dell’ente come già in precedenza affermata negli atti impositivi”. Né parte ricorrente ha dato conto del suddetto orientamento, prospettando considerazioni idonee a sollecitarne una revisione.
Con il secondo motivo la società lamenta violazione e falsa applicazione degli artt. 2697 e.e., 115 e 116 c.p.c. in relazione all’art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c. assumendo che erroneamente la decisione impugnata avrebbe finito col porre a carico della contribuente l’onere di dimostrare di non occupare la superficie in oggetto, per la quale era stato emesso l’atto impositivo per le annualità in contestazione, superficie che sarebbe stata destinata ad attività industriale e magazzino, appartenendo l’immobile a terzi.
Il motivo è inammissibile, atteso che nella fattispecie in esame la decisione impugnata non ha astrattamente statuito in punto di spettanza dell’onere probatorio della sussistenza del presupposto impositivo, ma, in punto dì accertamento dì fatto, ha ritenuto la produzione documentale versata in atti dal Comune in grado di appello (segnatamente la visura camerale attestante che i locali in oggetto sono a disposizione della società sin dal 4 aprile 1987 con destinazione “sala esposizione, magazzino, deposito) idonea a comprovare, da parte dell’ente impositore, l’occupazione dei locali medesimi da parte della società e quindi la sussistenza della soggettività passiva d’imposta in capo alla medesima. A ciò consegue che in realtà, sotto la specie del vizio di violazione di legge, la ricorrente ha inteso sollecitare alla Corte una diversa valutazione delle risultanze istruttorie, ciò che è precluso in questa sede (cfr., tra le molte, Cass. sez. 6-5, ord. 7 gennaio 2014, n. 91; Cass. sez. 6-5, ord. 28 marzo 2012, n. 5024).
Va dato atto, infine, della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez.