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Timestamp: 2016-10-24 18:32:10+00:00

Document:
Circolare INPS n. 163 del 20.10.2003
Indennità di disoccupazione ordinaria,
agricola e non agricola, con requisiti normali o ridotti: giusta causa di
dimissioni da parte del lavoratore: integrazioni al testo della Circolare n. 97
SOMMARIO: Pagamento dellindennità ordinaria
di disoccupazione in caso di dimissioni per giusta causa
La Circolare n. 97 del 4
giugno 2003, accogliendo lorientamento indicato nella sentenza n. 269/2002
della Corte Costituzionale, prevede il pagamento dellindennità ordinaria di
disoccupazione anche quando vi siano state dimissioni per giusta causa,
indicando, a titolo esemplificativo, alcune fattispecie, riportate di seguito
Sulla base di quanto finora indicato dalla
giurisprudenza, si considerano "per giusta causa" le dimissioni
a) dal mancato pagamento della
b) dall'aver subito molestie sessuali nei
c) dalle modificazioni peggiorative delle
mansioni lavorative;
d) dal c.d. mobbing, ossia di crollo
dellequilibrio psico-fisico del lavoratore a causa di comportamenti vessatori
da parte dei superiori gerarchici o dei colleghi (spesso, tra laltro, tali
comportamenti consistono in molestie sessuali o demansionamento, già
previsti come giusta causa di dimissioni). Il mobbing è una figura ormai
accettata dalla giurisprudenza (per tutte, Corte di Cassazione, sentenza
n.143/2000);
e) dalle notevoli variazioni delle
condizioni di lavoro a seguito di cessione ad altre persone (fisiche o
giuridiche) dellazienda (anche Corte di Giustizia Europea, sentenza del 24
gennaio 2002);
f) dallo spostamento del lavoratore da una
sede ad unaltra, senza che sussistano le comprovate ragioni tecniche,
organizzative e produttive previste dallart. 2103 codice civile (Corte di
Cassazione, sentenza n. 1074/1999);
g) dal comportamento ingiurioso posto in
essere dal superiore gerarchico nei confronti del dipendente (Corte di
Cassazione, sentenza n. 5977/1985).
Larticolo 2119 codice civile (Ciascuno dei
contraenti può recedere dal contratto  a tempo indeterminato, qualora si
verifichi una causa che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del
rapporto ) demanda alla giurisprudenza il compito di enucleare le varie
fattispecie di giusta causa. Per tale motivo, lINPS può riconoscere
l'indennità di disoccupazione solo nei casi in cui sussista una delle cause già
indicate dalla giurisprudenza.
Relativamente alla presentazione delle domande, se il
lavoratore dichiara che si è dimesso per giusta causa, dovrà corredare la
domanda con una documentazione (dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà
di cui agli articoli 38 e 47 del
Decreto del Presidente della Repubblica n. 445/2000) da cui risulti almeno la
sua volontà di difendersi in giudizio nei confronti del comportamento
illecito del datore di lavoro (allegazione di diffide, esposti, denunce,
citazioni, ricorsi durgenza ex articolo 700 c.p.c., sentenze ecc. contro il
datore di lavoro, nonché ogni altro documento idoneo), impegnandosi a
comunicare lesito della controversia giudiziale o extragiudiziale. Laddove
lesito della lite dovesse escludere la ricorrenza della giusta causa di
dimissioni, si dovrà procedere al recupero di quanto pagato a titolo di
indennità di disoccupazione, così come avviene nel caso di reintegra del
lavoratore nel posto di lavoro successiva a un licenziamento illegittimo che ha
dato luogo al pagamento dellindennità di disoccupazione.
In attesa di un adeguamento della modulistica,
loperatore INPS che riceve la domanda dovrà avvisare il lavoratore che il
riconoscimento dellindennità di disoccupazione sarà provvisorio fino alla
comunicazione dellesito della controversia con il datore di lavoro.
Si precisa che tali criteri si applicano anche per
lindennità ordinaria di disoccupazione agricola.
- Iglesias, 9 ore fa	AteneoWeb s.r.l.

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