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Timestamp: 2017-09-19 22:30:38+00:00

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Arriva la giustizia!!! | newaeci
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Arriva la giustizia!!!
LA SCUOLA NAZIONALE ELICOTTERI DELL’AEROCLUB D’ITALIA
Nell’anno 1981, l’Aeroclub d’Italia (AeCI), Ente Pubblico, per sopperire alla mancanza di una scuola per la formazione di piloti di elicotteri, istituì la Scuola Nazionale Elicotteri (SNE) e affidò la gestione all’Aeroclub di Lugo (AeC Lugo) l’unico che si era impegnato a costruire le strutture. La AeCI comprò due elicotteri, divenuti cinque negli anni a seguire. In venti anni di attività, la SNE ha costruito hangar per il ricovero dei mezzi, aule, uffici, cucine e mensa, con foresteria per un totale di 16 posti letto e 5 bagni, ad uso degli allievi, a titolo gratuito. Per ottenere dall’Ente Nazionale Aviazione Civile (ENAC) l’FTO 035 (Flight Training Organization) e la certificazione europea Jar 145, per la manutenzione degli elicotteri, ha costruito un capannone uso officina dotata di tutte le strutture più moderne.
Grazie a questi investimenti, la SNE dell’AeCI è stata in grado di rilasciare tutte le varie licenze di volo per elicotteri, compreso il volo notturno, con esami in lingua inglese e svolgere la manutenzione degli elicotteri, fino alla revisione generale.
Grazie a queste strutture la SNE poteva vantarsi di essere l’unica scuola in Italia, ove un giovane, vergine di volo, poteva entrare in aeroporto e senza più uscire, volare, studiare, mangiare e dormire, sostenere esami fino ad essere istruttore di volo.
Grazie ai titoli acquisiti, poteva presentarsi per ottenere lavoro, in tutti gli stati dell’Unione Europea. In vent’anni di attività la SNE dell’AeCI aveva totalizzato oltre 33.000 ore di volo, rilasciato oltre 700 brevetti con costi inferiore del 20% a quello delle scuole private.
Grazie all’ottima organizzazione e alla professionalità del personale della scuola, la SNE non ha subito alcun piccolo incidente di volo.
SEMBRA IERI, MA SONO TRASCORSI DIECI ANNI
Alla fine dell’anno 2002, il Governo ha commissariato la AeCI e nominato Commissario il Sen. Giuseppe Leoni, con un mandato di sei mesi ma è rimasto tre anni.
Sono affiorate, credevo sommerse, vecchie polemiche!
Nell’anno 1995, l’Avv. Andrea Corte, Presidente dell’Aeroclub di Milano, aveva scritto una lettera a tutti i Presidenti degli aeroclub, annunciando “grazie alla collaborazione del Sen. Leoni è stata abolita la tassa sugli aeroplani privati” (D.L. n. 720 del 27/12/94), invitando a gioire tutti, per la loro grande vittoria. Risposi allo stesso modo, facendo presente che si trattava di “un semplice baratto, fra una legge iniqua che penalizzava loro due, proprietari di aereo privato, con una legge iniqua che penalizzava tutti i piloti italiani ovvero il raddoppio della tassa d’approdo”, che si paga all’ENAC per ogni volo. Ne scaturì una polemica a livello nazionale che è ancora attuale, in quanto oggi, dopo 19 anni i piloti italiani pagano ancora il doppio la tassa per ogni volo, grazie alla loro vittoria. Forse da quel giorno, sono diventato loro antipatico; entrati all’AeCI, grazie alla forza della politica, hanno messo in scadenza le cambiali.
L’1/4/2003, sul sito dell’AeCI è apparsa la notizia: “Avviso importante: comunichiamo che la SNE dell’AeCI, traslocherà a Milano”.
Il 5/5/2003, in occasione dell’assemblea dell’A.O.P.A., mi sono recato a Milano, aeroporto di Bresso, accompagnato da due soci del mio aeroclub, muniti di registratore tascabile. Ho incontrato Leoni e ho chiesto spiegazioni sulla notizia. La risposta: “Tu sei Spazzoli? Io sono all’AeCI per riparare i danni arrecati dalla vostra gestione e tu, anziché aiutarmi, vai all’Aeroclub di Bologna ad indire riunioni degli Aeroclub italiani per criticare il nuovo Statuto, frutto del mio lavoro. Tu non mi conosci, io non ho paura di nessuno, io sono il fondatore della Lega, ti porto via gli elicotteri, li porto a Milano così impari”; la trascrizione è stata fatta da ditta autorizzata; l’avviso sul sito dell’Ente è stato tolto.
Chiari, i motivi i personali antichi e recenti e non istutuzionali della minaccia.
Il 12/6/2003 con delibera AeCI n.309, il Commissario Leoni ha disposto un’ispezione all’Aeroclub di Lugo, motivandolo con una lettera di due soci che segnalavano irregolarità amministrative. È arrivato l’ispettore, il Rag. Pierluigi Arnera, Presidente dell’Aeroclub di Alessandria, commercialista di professione; era da solo, non accompagnato da un funzionario dell’AeCI come da prassi; è stato appurato che i firmatori della lettera non erano soci, ma nomi di fantasia; chi è stato il mittente? Ha fatto l’ispezione, non ha fatto leggere quanto scritto nella relazione ed è rientrato.
Il 16/7/2003 con delibera n. 363 l’Aeroclub di Lugo è stato commissariato per irregolarità amministrative, il Rag. Arnera nominato Commissario e io esautorato dopo 27 anni di presidenza.
Il 22/7/2003, dopo solo sei giorni, Leoni ha disdetto la convenzione per la gestione della SNE, nonostante l’art. 18 prevedesse che eventuali divergenze dovevano essere valutate da una commissione formata da due rappresentanti delle parti più un Presidente da loro nominato.
Compito di un Commissario competente e diligente, dovrebbe essere quello di sanare le eventuali irregolarità, continuare l’attività per non danneggiare la gestione, quindi indire nuove elezioni. Al contrario, ha esautorato il capo controllo dell’officina e il direttore della scuola, con automatico fermo dell’attività di volo, per mancanza di manutenzione. Perchè?
In quattro mesi di fermo dell’attività, con stipendi da pagare, crollo dei ricavi, perdita dei crediti degli allievi, risparmi finiti, mancanza di liquidità, con investimenti inalienabili in quanto costruiti su aree demaniali, in parte ancora da pagare, l’Aeroclub ha rischiato di scomparire.
Il comportamento del Rag. Arnera, non è stato quello di un professionista diligente e competente ma quello di una persona che si è prestata ad andare a Lugo a distruggere anziché ricostruire. La collaborazione con Leoni continua, oggi è Revisore dei Conti presso l’AeCI, da alcuni anni.
Il 30/7/2003, il Commissario Leoni accompagnato dall’Avv. Andrea Corte si è recato a Lugo dal Sindaco Roi. L’Avv. Corte ha spiegato al Sindaco i motivi del trasferimento dei cinque elicotteri a Milano (il suo Aeroclub) per le irregolarità commesse dal Presidente Spazzoli. A richiesta del Sindaco si è qualificato come “amico, avvocato e consulente di Leoni”; a richiesta di spiegare come il trasferimento della SNE sia stato annunciato dal sito dell’Ente l’1/4/03 e le irregolarità siano state accertate quattro mesi dopo, da buon avvocato (o presunto tale) ha divagato e non ha chiarito. L’incontro è confermato dallo stesso Avvocato Corte in una lettera di risposta ad una interrogazione parlamentare presentata dall’On. Tidei, pubblicata dall’agenzia AirPress, pag. 1708 del 3/11/2003.
Il 7/11/2003, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di un gruppo di soci dell’Aeroclub di Lugo contro il commissariamento dell’Aeroclub e la disdetta della convenzione per la gestione della SNE. La sentenza “rilevato che è necessario garantire un pieno contradditorio circa la veridicità degli elementi, posti a fondamento della delibera, accoglie l’appello”.
È stato abuso d’ufficio. Il reato, art. 323 C.P. recita: “Il Pubblico Ufficiale che nello svolgimento delle sue funzioni, arreca ad altri un danno ingiusto, è punibile con la reclusione da sei mesi a tre anni”. Leoni non ha rispettato la sentenza, non ha tolto il commissariamento, non ha annullato la disdetta della SNE anzi, ha deliberato il trasferimento dei cinque elicotteri quindi ha reiterato il reato. I Revisori dei Conti nulla hanno eccepito.
Il 6/9/2003, il Commissario Leoni ha denunciato “le irregolarità amministrative” dell’Aeroclub di Lugo e del sottoscritto alla Finanza e all’Ispettorato del Lavoro di Ravenna.
Il 6/2/2004, la Procura di Ravenna ha emesso a mio nome un avviso di garanzia per appropriazione indebita e peculato e la Finanza ha sottoposto a perquisizione la mia abitazione alle ore 6.00 del mattino. Articoli sui giornali con il mio nome su titoli a cinque colonne. L’Ispettorato del Lavoro in Aeroclub con verbali per presunti contributi evasi.
Il 29/11/2005, dopo ventun mesi di indagini, interrogatori e controlli bancari incrociati, la G.d.F. ha comunicato alla Procura che “le somme movimentate dal Presidente Spazzoli sono servite a fini sociali e nessuna somma è stata distratta per fini privati”. E l’accusa è stata archiviata.
Il 29/9/2009, il Tribunale del Lavoro di Ravenna ha accolto il ricorso dell’Aeroclub di Lugo contro l’INPS; la sentenza “non c’è stata evasione dei contributi”.
Sei anni di udienze, umiliazioni e spese legali pagate personalmente dal sottoscritto e non dall’Aeroclub di Lugo.
Per il Commissario AeCI Giuseppe Leoni, si potrebbe ipotizzare nei miei confronti, il reato di diffamazione; l’art. 595 C.P. riporta: “Chiunque…… comunicando con più persone offende l’altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a tre anni”. L’Aeroclub di Lugo è stato danneggiato nelle spese e nell’immagine; l’art. 2043 C.C. riporta: “Qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il reato a risarcire il danno”. Lo prevede anche l’art. 28 della Costituzione.
DOVE SONO FINITI I CINQUE ELICOTTERI DELLA SNE?
Con delibera n. 63 del 2006, il Sen. Leoni eletto Presidente AeCI, ha deliberato una Commissione per accertare l’attività della SNE e dei cinque elicotteri; la relazione: “In assenza di esaurienti relazioni dei sodalizi responsabili non è possibile verificare quale utilizzo sia stato fatto delle risorse affidate dalla AeCI per la gestione della SNE, né quali risultati sono stati raggiunti….. l’esperienza della SNE si è consumata con l’Aeroclub di Lugo”. Gli elicotteri hanno volato, due su cinque solo nell’anno 2005 e nessun brevetto di volo è stato rilasciato.
L’ 01/7/2006, Leoni ha incaricato un “tecnico esperto” per accertare lo stato dei cinque elicotteri. Il tecnico ha relazionato: “Nessuna registrazione di messa in moto periodica, né una preservazione di lunga durata di motore a trasmissione; ritengo che una macchina volante non possa essere abbandonata senza alcun controllo…. lasciare gli elicotteri senza preservazione è economicamente svantaggioso”.
Delibera n. 90 del 17/4/09: Tenuto conto che la commissione ha comunicato che “La rimessa in efficienza degli elicotteri potrebbe essere lunga e antieconomica si delibera la cessione agli aeroclub che ne faranno richiesta, nello stato attuale”. Nessuna richiesta pervenuta.
Il 10/7/2009 su autorizzazione AeCI, gli elicotteri sono stati visionati da quattro tecnici dell’Aeroclub di Lugo; erano depositati in un hangar dell’Aeroclub di Sarzana, erano smontati, sporchi, cannabilizzati (perchè?), le pale adagiate sul pavimento, i libretti non aggiornati; un elicottero che non risulta abbia volato, aveva il motore smontato, aperto con in pezzi in una cassa e un pattino rotto, non hanno trovato alcuna nota nei libretti. Hanno confermato il parere della commssione AeCI “La rimessa in efficienza è antieconomica”. Quindi non conviene.
Nell’anno 2011 i cinque elicotteri erano assicurati per un importo di € 821.400 (si, oltre un miliardo e 600 mila delle vecchie lire) ma è un vero peccato che se uno tsunami, un incendio, un atto terroristico distrugga quanto di loro è rimasto, l’assicurazione paghi solo il valore reale, quindi il danno erariale rimanga immutato; è stato solo un ulteriore spreco di denaro pubblico.
Nell’anno 2011 sono stati rimessi in vendita, sempre a prezzi ribassati con la clausola di essere usati per scopi istituzionali minimo tre anni; le condizioni di vendita: “L’Aeroclub dichiara di acquistare gli elicotteri nello stato di diritto nel quale si trovano, che dichiara di conoscere pienamente e li accetta senza nessuna eccezione, pertanto, con la sottoscrizione solleva l’AeCI dalle garanzie di cui art. 1490 seguenti del C.C”. Gli articoli riguardano i vizi occulti. Si potrebbe ipotizzare, un tentativo da parte del Presidente Leoni, di scaricare i danni erariali ad un aeroclub locale, sperando nell’ingenuità e buona fede del suo Presidente, al fine di diminuire i danni erariali e risolvere un problema personale.
Con circolare n. 23 del 4/7/11, l’AeCI ha comunicato che un lotto di tre elicotteri è stato venduto ad un aeroclub del centro Italia; curioso il fatto che pratichi la specialità del paracadutismo.
L’art. 28 della Costituzione prevede: “I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli Enti Pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili, amministrative, degli atti compiuti in violazione dei diritti, in tal caso, la Responsabilità Civile si estende agli Enti Pubblici”.
L’art. 100, delega la Corte dei Conti il controllo sulla gestione degli Enti Pubblici.
Secondo il regolamento della Corte dei Conti, il Sen. Leoni per i danni erariali relativi alla rovina dei cinque elicotteri è colpevole di Responsabilità Amministrativa; per i danni arrecati all’Aeroclub di Lugo e al sottoscritto è colpevole di Responsabilità Civile; deve rimborsare personalmente i danni arrecati e la sentenza deve essere pubblicata.
Ho segnalato alla Corte dei Conti, i danni erariali causati dal Sen. Leoni all’AeCI, con lettera raccomandata ricevuta l’8/1/2008 quindi prima della prescrizione. Ho pure segnalato, che secondo la trasmissione de Le Iene in Italia 1 del 22/03/12, il Sen. Giuseppe Leoni ha usato i soldi dell’AeCI, delibera n. 234 del 20/07/11, per pagare le spese legali per una causa di diffamazione, che ha perduto, da lui intentata come persona fisica e non come Commissario dell’AeCI, ad un socio dell’Aeroclub di Lugo che lo aveva accusato di aver chiuso la SNE con la conseguente rovina dei cinque elicotteri della flotta. Le Iene, dopo tre tentativi andati a vuoto, l’hanno trovato in un ristorante a Roma; era accompagnato dall’Avv. Corte (la collaborazione continua) e hanno chiesto spiegazioni sul fatto.
La risposta: “L’avvocato mi ha detto di non parlare e io non parlo”.
Non risultando alcuna smentita, si potrebbe trattare veramente di peculato. Il reato, art. 314 C.P. recita: “Il Pubblico Ufficiale o l’incaricato di Pubblico Servizio, che avendo per ragioni del suo ufficio, il possesso o la disponibilità di denaro, se ne appropria, è punito con la reclusione da tre a dieci anni”.
Deluso e amareggiato per non avere ottenuto alcun provvedimento, ho segnalato quanto sopra elencato ad un alto Magistrato, da poco eletto all’apice della sua carriera
E HO CHIESTO:
1) A chi mi devo rivolgere per il rispetto della legge se coloro che dovrebbero vigilare, considerano un optional l’art. 28 della Costituzione?
2) Come è possibile che i Revisori dei Conti dell’AeCI, nella loro relazione alla Corte dei Conti, non abbiano segnalato l’irregolarità e i danni erariali arrecati dal Sen. Leoni?
3) Come è possibile che essendo persone competenti, scelte, qualificate e ben remunerate, abbiano ignorato l’art. 2407 C.C. che per loro prevede: “Sono responsabili solidamente con gli amminitratori, per il fatto e le omissioni di questi, quando il danno non si sarebbe prodotto se avessero vigilato in conformità alla loro carica” e quindi, non vigilando, siano in buona fede?
Sembra che ultimamente all’AeCI, si stia verificando un intenso traffico di visite ministeriali, di Guardia di Finanza e di Carabinieri, per acquisire documenti e notizie.
Sarà per caso che, detto con un termine in uso fra piloti, il Sen. Leoni, dopo aver volato dieci anni nell’AeCI, ora sia in corto finale?
Se così sarà, nel mondo del volo nessuno piangerà per la sua assenza, tutti saranno tranquilli in quanto non potrà creare altri disastri; all’AeCI basterà aprire le finestre per cambiare l’aria, purificare l’ambiente e incominciare a riparare i danni arrecati da dieci anni di malgoverno, anche se sarà un lavoro lungo e faticoso.
Il reato di diffamazione, art. 595 C.P., prevede una pena fino a tre anni di reclusione; aspetto la querela.
Enrico Spazzoli, ex Presidente dell’Aeroclub di Lugo per 27 anni e della SNE per 21 anni.

References: sentenza 
 art. 323
 sentenza 
 art. 1490
 sentenza 
 art. 314
 art. 595