Source: https://renatodisa.com/2013/10/17/corte-di-cassazione-sezione-ii-sentenza-14-ottobre-2013-n-23277-in-tema-annullamento-di-una-vendita-tra-una-anziana-signora-sucessivamente-deceduta-ed-i-convenuti-per-lincapacita-a-contrarr/
Timestamp: 2018-07-17 17:40:22+00:00

Document:
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 14 ottobre 2013, n. 23277. In tema annullamento di una vendita tra una anziana signora (sucessivamente deceduta) ed i convenuti, per l'incapacità a contrarre della vecchia signora, la quale colpita da infarto cerebrale, solo due giorni dopo, era stata accompagnata da un notaio per la stipula dell'atto. - Avvocato Renato D'Isa
Diritto Amministrativo (2324)
Diritto Civile e Procedura Civile (5616)
Diritto Penale e Procedura Penale (5817)
Diritto Tributario (844)
Sentenze & Ordinanze (15992)
Consiglio di Stato (2155)
Consiglio di Stato 2018 (350)
Cassazione civile 2018 (720)
Cassazione penale 2018 (677)
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 14 ottobre 2013, n. 23277. In tema annullamento di una vendita tra una anziana signora (sucessivamente deceduta) ed i convenuti, per l’incapacità a contrarre della vecchia signora, la quale colpita da infarto cerebrale, solo due giorni dopo, era stata accompagnata da un notaio per la stipula dell’atto.
Home/Annullabilità, Cassazione civile 2013, Contratti - Obbligazioni, Contratto in generale, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze/Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 14 ottobre 2013, n. 23277. In tema annullamento di una vendita tra una anziana signora (sucessivamente deceduta) ed i convenuti, per l’incapacità a contrarre della vecchia signora, la quale colpita da infarto cerebrale, solo due giorni dopo, era stata accompagnata da un notaio per la stipula dell’atto.
sentenza 14 ottobre 2013, n. 23277
Con citazione del 21.1.1993 D.P.F. conveniva davanti al tribunale di Lucera I.C. e M.M. per sentir disporre l’annullamento dell’atto di vendita 4.5.1990 tra la defunta D.P.L. , zia dell’attore ed i coniugi convenuti, previa declaratoria del difetto di capacità della D.P.L. con condanna alla restituzione dell’immobile, delle somme in loro possesso e del rateo di pensione di dicembre 1990.
Adduceva che l’anziana zia, vivendo da sola in (omissis) , nel (omissis) si era fatta convincere dai coniugi ad accettare la loro assistenza dietro cessione della pensione; che gli stessi si erano fatti consegnare tutti i risparmi ammontanti a L. 20.000.000, si erano impossessati di oggetti vari; che la zia era stata colpita da infarto cerebrale con conseguente ricovero e solo due giorni dopo, accompagnata presso un notaio, per la stipula.
I convenuti contestavano la domanda, svolgendo riconvenzionale per la restituzione delle chiavi dell’appartamento.
Con sentenza 11.3.2003 il Goa rigettava la domanda principale ed accoglieva la riconvenzionale, mentre la Corte di appello si limitava a compensare le spese, lasciando a carico dell’attore i costi della ctu, deducendo non essere stata accertata la presenza di una malattia permanente e che incombeva sull’appellante la prova rigorosa dell’effettivo stato di incapacità non fornita.
La Corte faceva riferimento alla deposizione del notaio, del medico curante ed alle risultanze della consulenza medico legale.
Ricorre D.P. con quattro motivi, resistono le controparti.
Col primo motivo si denunzia violazione degli artt. 428 cc e 2697 cc perché nell’atto di appello si faceva riferimento ad infarto cerebrale a soggetto già colpito da tumore al cervello in stato avanzato col quesito se le persone con tumore al cervello in stato avanzato e colpite da infarto cerebrale rientrano nella categoria di persone con malattia mentale a carattere permanente e l’onere della prova della lucidità incombe su chi reclama la validità del contratto.
Col secondo motivo si lamenta violazione degli art. 2727 e ss cc 115 e 116 cpc perché l’onere della prova era stato assolto.
Il medico curante aveva riferito dell’ictus cerebrale e della neoplasia, del rifiuto di mangiare e dei graffi. Lo stesso pagamento di lire 7.000.000 al rogito viene fatto risalire dai convenuti a consegna davanti al notaio mentre dall’atto risulta la somma essere già stata consegnata, col quesito se è inammissibile la testimonianza del notaio riferita a valutazioni personali e non a fatti concreti.
Col terzo motivo si deduce violazione degli artt. 132 n. 4 cpc e 115 cpc in ordine alla consulenza medico legale che ha riconosciuto le patologie indicate ma concluso non potersi affermare con certezza la riduzione significativa della capacità di intendere e volere fino al ricovero col quesito se il parere dubitativo del ctu si può concretare in certezza delle capacità intellettive.
Col quarto motivo si lamenta violazione degli artt. 428, 2727 cc, 115 e 116 cpc criticando l’affermazione della sentenza che il difetto di prova del presupposto essenziale per l’annullabilità dell’atto esimeva dà la prova della mala fede conclamata da tutti gli elementi indicati comprese le modalità di pagamento del prezzo.
La sentenza impugnata deduce che la testimonianza del notaio è stata valutata rientrando nei doveri del pubblico ufficiale rendersi conto delle facoltà mentali del soggetto al momento del compimento dell’atto.
La deposizione del medico non è stata sottovalutata perché la circostanza che la D.P.L. si fosse rifiutata di mangiare e si fosse graffiata non è illuminante dell’esistenza di una malattia mentale in atto, generica era l’affermazione di un peggioramento delle condizioni dopo l’ictus mentre la ci:u, pur esprimendo il legittimo dubbio, aveva concluso per l’insussistenza della significativa compromissione delle capacità di intendere e di volere.
Né era utilizzabile la relazione stragiudiziale tardivamente depositata in assenza di pregresse contestazioni.
Si chiede la Corte se tale motivazione sia sufficiente.
Il giudizio di legittimità non può consistere nella riproposizione di quanto precedentemente dedotto ma deve specificamente indicare le violazioni di legge od i vizi logici della motivazione, carenze o lacune nelle argomentazioni, ovvero illogicità nell’attribuire agli elementi di giudizio un significato fuori dal senso comune, od ancora mancanza di coerenza tra le varie ragioni esposte per assoluta incompatibilità razionale degli argomenti ed insanabile contrasto tra gli stessi.
In virtù degli artt. 115 e 116 CPC, non si richiede al giudice del merito di dar conto dell’esito dell’avvenuto esame di tutte le prove prodotte o comunque acquisite e di tutte le tesi prospettategli, ma di fornire una motivazione logica ed adeguata dell’adottata decisione evidenziando le prove ritenute idonee e sufficienti a suffragarla ovvero la carenza di esse.
Fermi tali principi, resta da esaminare se l’esame compiuto dalla Corte territoriale possa o meno dirsi esaustivo rispetto alla problematica sollevata.
La consulenza di parte, pur se tardiva come tale, costituisce comunque un atto difensivo, e perciò da esaminarsi nelle sue connotazioni relative allo stato di salute mentale della D.P.L. , soprattutto se correlate alle gravi patologie da cui incontestatamente era affetta.
Deve affermarsi che nella specie, alle considerazioni ivi svolte, la sentenza impugnata non ha dedicato neppure una parola, evidentemente ritenendo che la tardività della consulenza di parte rendesse non degne di esame le ragioni difensive che la stessa conteneva; recentemente le Sezioni unite di questa Corte hanno riaffermato che se la consulenza di parte risulta viziata sotto il profilo processuale, la stessa conserva le connotazioni di atto difensivo e pertanto sotto tale aspetto non può essere ignorata dal giudice del merito.
Se si inquadra il completo silenzio mantenuto su tale atto nella condizione generale della D.P.L. , affetta da gravi malattie, tutte influenti sulla sfera psichica e nella quasi coincidenza temporale tra la dimissione dall’ospedale per infarto cerebrale in soggetto affetto da neoplasia cerebrale e la redazione dell’atto notarile in questione, la motivazione appare quanto meno carente ed inidonea a dare conto compiuto della decisione assunta.
L’impugnata sentenza va pertanto cassata per il rilevato vizio motivazionale e rinviata alla Corte di appello di Bari, in diversa composizione, la quale provvederà anche sulle spese del presente procedimento per cassazione.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia anche per spese alla Corte di appello di Bari, altra sezione.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa| 2013-10-21T10:35:48+00:00	17 ottobre 2013|Annullabilità, Cassazione civile 2013, Contratti - Obbligazioni, Contratto in generale, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Categorie Seleziona una categoria Articoli e saggi (110) Articoli in PDF (77) Codice degli appalti (185) Codice della privacy (33) Codice della strada (388) Leggi – Decreti – Regolamenti – Relazioni della Cassazione – Circolari (174) Anno 2010 (1) Anno 2011 (49) Anno 2012 (23) Anno 2013 (15) Anno 2014 (24) Anno 2015 (24) Anno 2016 (19) Anno 2017 (13) Anno 2018 (3) Responsabilità e deontologia professionale (299) Sentenze – Ordinanze (16.051) Consiglio di Stato (2.233) Consiglio di Stato 2011 (7) Consiglio di Stato 2012 (10) Consiglio di Stato 2013 (73) Consiglio di Stato 2014 (246) Consiglio di Stato 2015 (423) Consiglio di Stato 2016 (458) Consiglio di Stato 2017 (667) Consiglio di Stato 2018 (350) Corte Costituzionale (158) Corte Costituzionale 2011 (15) Corte Costituzionale 2012 (21) Corte Costituzionale 2013 (28) Corte Costituzionale 2014 (30) Corte Costituzionale 2015 (29) Corte Costituzionale 2016 (21) Corte Costituzionale 2017 (9) Corte Costituzionale 2018 (5) Corte di Cassazione (13.633) Cassazione civile 2011 (302) Sezioni Unite (23) Cassazione civile 2012 (588) Sezioni Unite (40) Cassazione civile 2013 (978) Sezioni Unite (57) Cassazione civile 2014 (1.293) Sezioni Unite (51) Cassazione civile 2015 (1.191) Sezioni Unite (81) Cassazione civile 2016 (1.379) Sezioni Unite (97) Cassazione civile 2017 (1.422) Sezioni Unite (91) Cassazione civile 2018 (720) Sezioni Unite (22) Cassazione penale 2011 (201) Sezioni Unite (21) Cassazione penale 2012 (454) Sezioni Unite (23) Cassazione penale 2013 (613) Sezioni Unite (11) Cassazione penale 2014 (865) Sezioni Unite (28) Cassazione penale 2015 (1.016) Sezioni Unite (22) Cassazione penale 2016 (971) Sezioni Unite (28) Cassazione penale 2017 (966) Sezioni Unite (20) Cassazione penale 2018 (677) Sezioni Unite (10) Senza categoria (7) Sezioni Diritto (15.720) Diritto Amministrativo (2.324) Diritto Bancario (185) Diritto Civile e Procedura Civile (5.879) Contratti – Obbligazioni (1.228) Contratti atipici (92) Assicurazione fideiussoria (4) Concessione (1) Contratto autonomo di garanzia (9) Factoring (1) Franchising (1) Informazione (1) Intermediazione finanziaria (23) Leasing (22) Ormeggio (2) Parcheggio (4) Ricovero (1) sale and lease back (1) Sponsorizzazione (3) Trust (12) Vitalizio alimentare (8) Contratti tipici (896) Agenzia (19) Appalto (111) Assicurazione (81) Associazione in partecipazione (1) Commissione (1) Comodato (25) Compravendita (131) Conto corrente (10) Deposito (10) Estimatorio (2) Fideiussione (34) Locazione (224) Mandato (27) Mediazione (27) Mutuo (35) Permuta (6) Preliminare (125) Prestazione d’opera (19) Rendita vitalizia (9) Somministrazione (6) Spedizione (3) Transazione (7) Trasporto (21) Contratto in generale (259) Annullabilità (16) Cessione del contratto (6) Collegamento (14) condizioni generali di contratto (5) Forma (1) Interpretazione (31) Nullità (28) Prelazione (9) Rappresentanza (9) Recesso (8) Risoluzione (74) Simulazione (26) Vessatorietà (10) Delle persone e della Famiglia (711) Diritti reali e Condominio (861) Accessione (12) Atti emulativi (3) Azioni possessorie e petitorie (71) Comunione (65) Condominio (464) Distanze (116) Divisione (27) Immissioni (58) Occupazione (5) Possesso (21) Proprietà (1) Servitù (74) Stillicidio e scolo delle acque (2) Superficie (6) Uso (3) Usucapione (46) Usufrutto (15) Illecito aquiliano (o extracontrattuale) (620) Societario (194) Successioni (222) Tutela dei diritti (108) Cause di prelazione e conservazione della garanzia patrimoniale (30) Le prove (36) Prescrizione e decadenza (16) Responsabilità patrimoniale (3) Trascrizione (21) Diritto Comunitario (15) Diritto del consumatore (94) Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale (1.383) Diritto Fallimentare (598) Diritto Penale e Procedura Penale (5.817) Diritto Tributario (844) Diritto Urbanistico (320) Sezioni Unite (1)
Archivi Seleziona mese luglio 2018 (167) giugno 2018 (262) maggio 2018 (324) aprile 2018 (299) marzo 2018 (316) febbraio 2018 (258) gennaio 2018 (246) dicembre 2017 (224) novembre 2017 (308) ottobre 2017 (300) settembre 2017 (300) agosto 2017 (125) luglio 2017 (286) giugno 2017 (247) maggio 2017 (282) aprile 2017 (252) marzo 2017 (324) febbraio 2017 (255) gennaio 2017 (271) dicembre 2016 (195) novembre 2016 (267) ottobre 2016 (285) settembre 2016 (259) agosto 2016 (124) luglio 2016 (244) giugno 2016 (299) maggio 2016 (255) aprile 2016 (238) marzo 2016 (238) febbraio 2016 (237) gennaio 2016 (230) dicembre 2015 (211) novembre 2015 (217) ottobre 2015 (248) settembre 2015 (248) agosto 2015 (114) luglio 2015 (231) giugno 2015 (236) maggio 2015 (228) aprile 2015 (215) marzo 2015 (270) febbraio 2015 (224) gennaio 2015 (236) dicembre 2014 (189) novembre 2014 (226) ottobre 2014 (276) settembre 2014 (246) agosto 2014 (67) luglio 2014 (184) giugno 2014 (204) maggio 2014 (175) aprile 2014 (207) marzo 2014 (235) febbraio 2014 (223) gennaio 2014 (177) dicembre 2013 (134) novembre 2013 (172) ottobre 2013 (205) settembre 2013 (190) agosto 2013 (57) luglio 2013 (169) giugno 2013 (129) maggio 2013 (163) aprile 2013 (112) marzo 2013 (128) febbraio 2013 (107) gennaio 2013 (144) dicembre 2012 (111) novembre 2012 (148) ottobre 2012 (156) settembre 2012 (112) agosto 2012 (83) luglio 2012 (91) giugno 2012 (96) maggio 2012 (92) aprile 2012 (88) marzo 2012 (60) febbraio 2012 (66) gennaio 2012 (63) dicembre 2011 (51) novembre 2011 (69) ottobre 2011 (80) settembre 2011 (73) agosto 2011 (37) luglio 2011 (70) giugno 2011 (47) maggio 2011 (46) aprile 2011 (36) marzo 2011 (19) febbraio 2011 (19) gennaio 2011 (16) dicembre 2010 (3)

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

sentenza 
 sentenza 
 art. 2727
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza