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Timestamp: 2019-12-07 01:42:12+00:00

Document:
DECRETO 4 agosto 1994, n. 569
Regolamento recante norme per la determinazione delle modalità di esecuzione della pena accessoria della prestazione di attività non retribuita a favore della collettività conseguente a condanne per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi o per delitti di genocidio.
Pubblicato in GU, n. 236 del 08/10/1994
Vigente dal: 23/10/1994
urn:nir:ministero.grazia.giustizia:decreto:1994-08-04;569
Art. 1. - Attività non retribuita a favore della collettività
Art. 2. - Modalità di svolgimento
Art. 3. - Esecuzione ed accertamenti
Visto l' art. 1 del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122 , convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205 , recante: "Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa";
Ritenuto che, ai sensi del comma 1-ter dell'art. 1 del citato decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122 ,con decreto del ministro di grazia e giustizia devono essere determinate le modalità di svolgimento dell'attività non retribuita a favore della collettività disposta ai sensi del comma 1-bis, lettera a) dell'art. 1 del medesimo decreto-legge, quale pena accessoria per uno dei reati previsti dall' art. 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654 , o per uno dei reati previsti dalla legge 9 ottobre 1967, n. 962 ;
Visti i commi 1-quinquies e 1-sexies dell'art. 1 del medesimo decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122 ;
Visto l' art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 ;
Vista la comunicazione al presidente del consiglio dei ministri, a norma dell' art. 17, comma 3, della citata legge n. 400 del 1988 , con nota n. 5181-12/5-2 ul del 4 agosto 1994;
1 . L'attività non retribuita a favore della collettività di cui all' art. 1 del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122 , convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205 , può avere per oggetto:
a) opere di restauro e manutenzione di beni immobili, anche se appartenenti a privati, danneggiati con scritte, emblemi o simboli propri o usuali delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi di cui al comma 3 dell'art. 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654 ;
b) prestazioni di lavoro a favore di organizzazioni di assistenza sociale o volontariato operanti, in particolare, nei confronti di tossicodipendenti, persone affette da infezione da hiv, portatori di handicaps, malati, anziani, minori, ex-detenuti o extracomunitari;
c) prestazioni di lavoro per finalità di protezione civile, anche mediante soccorso alla popolazione in caso di calamità naturali, di tutela del patrimonio ambientale e culturale, ivi compresa la collaborazione ad opere di prevenzione incendi, di salvaguardia del patrimonio boschivo e forestale o di particolari produzioni agricole, di recupero del demanio marittimo e di custodia di musei, gallerie o pinacoteche;
d) l'impiego in opere di tutela della flora e della fauna e di prevenzione del randagismo degli animali;
e) la manutenzione e il decoro di ospedali e case di cura o di beni del demanio e del patrimonio pubblico ivi compresi giardini, ville e parchi, con esclusione di immobili utilizzati dalle forze armate o dalle forze di polizia.
1 . Con la sentenza di condanna il giudice determina la durata minima e massima giornaliera o settimanale di effettiva prestazione dell'attività individuando, di regola, la struttura, l'organizzazione o l'ente presso il quale l'attività medesima è svolta. le ulteriori modalità di svolgimento dell'attività sono stabilite nella convezione di cui ai commi 2 e 3 , nel rispetto dei limiti di durata giornaliera e settimanale stabiliti dai contratti collettivi di lavoro applicabili alle attività corrispondenti a quella espletata.
2 . L'attività di cui all' art. 1 può essere svolta, sulla base di convenzioni da stipulare con il ministero di grazia e giustizia, nell'ambito e a favore delle strutture pubbliche esistenti in seno alle amministrazioni pubbliche indicate nell' art. 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 , ovvero di enti ed organizzazioni private anche non riconosciuti.
3 . Le convenzioni di cui al comma 2 possono essere stipulate anche successivamente alla sentenza di condanna, in riferimento ad uno o più casi. in esse sono individuati i soggetti incaricati, presso lo strutture, gli enti o le organizzazioni interessati, di coordinare la prestazione lavorativa del condannato e di impartire a quest'ultimo le relative istruzioni. le medesime convenzioni individuano, altresì, le modalità di copertura assicurativa del condannato contro gli infortuni e le malattie professionali nonché riguardo alla responsabilità civile verso i terzi, anche mediante polizze collettive. i relativi oneri sono posti a carico delle strutture, delle organizzazioni o degli enti interessati.
Esecuzione ed accertamenti
1 . Prima di provvedere agli adempimenti previsti dall' art. 662 del codice di procedura penale il pubblico ministero verifica se ricorrono i presupposti di cui al comma 2 dell'art. 2 e, nei casi in cui l'amministrazione, l'organizzazione o l'ente non sia convenzionato, abbia cessato la propria attività ovvero non sia stato individuato dal giudice, designa un altro organismo svolgente analoga attività.
2 . Agli effetti di quanto disposto dall' art. 389 del codice penale il pubblico ministero incarica gli organi della polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza di svolgere le verifiche necessarie circa la regolare prestazione dell'attività lavorativa. a tal fine, i medesimi organi si avvalgono anche di apposite relazioni che i soggetti di cui al comma 3 dell'art. 2 provvedono a redigere per documentare, periodicamente, il lavoro svolto.
Roma, 4 agosto 1994

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3
 art. 1
 art. 3
 art. 17
 art. 17
 art. 1
 sentenza 
 art. 1
 art. 1
 sentenza 
 art. 662
 art. 389