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Timestamp: 2016-12-08 02:08:05+00:00

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INPS:DATI OSSERVATORIO PRECARIATO PRIMO SEMESTRE 2015
11/08/2015 Nel primo semestre del 2015 aumenta, rispetto al corrispondente periodo del 2014, il numero di nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato nel settore privato (+252.177), rimangono sostanzialmente stabili i contratti a termine mentre si riducono le assunzioni in apprendistato (-11.500).
Sono i nuovi dati dell’”Osservatorio sul precariato” Inps, pubblicati sul sito istituzionale.
Nei primi sei mesi del 2015 le nuove assunzioni a tempo indeterminato stipulate in Italia, rilevate da Inps, sono state 952.359, il 36% in più rispetto all’analogo periodo del 2014. Le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine, comprese le “trasformazioni” degli apprendisti, sono state 331.917 (l’incremento rispetto allo stesso periodo del 2014 è del 30,6%.
il Report gennaio-giugno 2015 Fonte: Inps
INAIL: LINEE INDIRIZZO INCENTIVI PER INVESTIMENTI IN SICUREZZA
06/12/2016 Il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’Inail ha pubblicato la Delibera n. 20 del 29 novembre 2016, con la quale fornisce le Linee di indirizzo per la concessione di incentivi economici alle imprese che investono in sicurezza, con particolare riferimento ai Bandi ISI 2016.
06/12/2016 Sentenza 02 dicembre 2016, n. 24671 Rapporto di lavoro – Svolgimento di attività lavorativa in stato di malattia – Violazione degli obblighi di correttezza – Lesione del vincolo fiduciario
– Sentenza 02 dicembre 2016, n. 24678 Inps – Ex combattenti, profughi e categorie assimilate – Maggiorazioni previdenziali – – Sentenza 02 dicembre 2016, n. 24680 Assegno di invalidità – Pensione – Requisiti socio economici – Domanda
– Sentenza 02 dicembre 2016, n. 24681 Licenziamento – Controllo domiciliare di malattia – Assenza – Giustificazione – Inosservanza dell’obbligo di reperibilità
Sentenza 02 dicembre 2016, n. 24682 – Pagamento maggiorazione – Prestazione di lavoro domenicale
– Sentenza 02 dicembre 2016, n. 24683 Lavoro
Demansionamento – Menomazione dell’immagine professionale – Reintegrazione nelle mansioni precedenti o equivalenti – Risarcimento
– Sentenza 02 dicembre 2016, n. 24684 Rapporto di lavoro – Vestizione e svestizione – Tempo di lavoro – Retribuzione
COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO DISABILI SI APPLICA SUBITO DAL 1° GENNAIO 2017 ANCHE IMPRESE DA 15 A 35 DIPENDENTI
06/12/2016 Si ricorda che dal 1° gennaio 2017 entra in vigore la soppressione dell’art. 3, comma 2, del legge n. 68/1999, che prevedeva, nelle aziende da 15 a 35 dipendenti, un anno di tempo per assumere un lavoratore disabile dal momento in cui veniva effettuata una nuova assunzione (la sedicesima).
DISCIPLINA LICENZIAMENTO COLLETTIVO DAL 1° GENNAIO 2017
06/12/2016 La disciplina del licenziamento collettivo , di cui al titolo ,gia’ prevista dalla legge n.223/91 sotto il titolo di “procedura di mobilita”,.ha subito nel tempo varie modifiche normative , la piu’ significativa delle quali e’ stata operata dalla legge n.92//2012(riforma Fornero),disponendo nello specifico quanto segue:
3) con il comma 73 dell’art.2 a decorrere dal 1° gennaio 2017, sono abrogate le seguenti disposizioni della citata clegge:
comma 31 del presente articolo e' moltiplicato per tre volte",  rimarcando che il predetto comma 31 recita:"31. In tutti i casi di interruzione di  un  rapporto  di  lavoro  atempo indeterminato per causa diversa dalle dimissioni, intervenuti a
La rocedura di licenziamento collettivo ,in precedenza denominata” procedura di mobilità”, presuppone un esubero di personale collegato a situazioni aziendali di ristrutturazione, riorganizzazione o riconversione ovvero di riduzione, trasformazione o cessazione dell’attività, che non può essere risolto e che conduce ad unariduzione del personale attraverso licenziamenti collettivi.
Tale procedura, prevista dall’art. 4, della l. n. 223/1991, si attua nelle seguenti ipotesi
Il Ministero del lavoro ha precisato che, qualora la riduzione di personale investa unità
produttive in più regioni, è necessario trattare unitariamente la controversia. Devono pertanto ricondursi alla procedura tutti i licenziamenti, anche se relativi a unitàproduttive ubicate fuori della provincia, semprechè almeno in una provincia sussistano i requisiti idonei ad integrare la fattispecie legale e risulti provata la connessione causale dell’unitarietà del processoriorganizzativo.
CASI DI ESCLUSIONE DELLA PROCEDURA LICENZIAMENTO COLLETTIVO La procedura non si applica nei casi di:
Come gia segnalto sopra,La legge . n. 92/2012, , ha introdotto alcune importanti modifiche alla procedura di mobilità, sia per quanto attiene al procedimento ad essa relativo, sia per quanto attiene alle conseguenze sanzionatorie a seguito di un giudizio in cui si accerti la illegittimità del licenziamento per vizi di varia natura, ivi inclusi quelli relatiovi alla procedura.
I commi da 44 a 46 dell’articolo 1 della riforma Fornero hanno disciplinato , a conclusione dell’ampia riscrittura dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori contenuta nel comma 42, anche la materia dei licenziamenti collettivi, nella prospettiva diuna migliore identificazione degli obblighi procedurali gravanti sul datore e, dunque, al fine evidente di rendere meno incerto l’esito dei giudizi eventualmente instaurati a contestazione della legittimità del recesso collettivamente intimato.
Poiche’ la richiamata legge n. 92/2012 ha disposto l’abrogazione, a decorrere dal 1° gennaio 2017, dellenorme che disciplinano le liste di mobilità, l’indennità di mobilità ed il collocamento dei lavoratori in mobilità.l’INPS ha precisato ,tra l’altro , che i lavoratori licenziati a far data dal 31 dicembre 2016 non potranno più essere collocati in mobilità ordinaria, in quanto l’iscrizione nelle liste decorrerebbe dal 1° gennaio 2017, giorno successivo alla data di licenziamento. I suddetti lavoratori, quindi, potranno beneficiare a tale data, ricorrendone i requisiti, esclusivamente dell’indennità di disoccupazione (NASpI), ancorché provenienti da una procedura di licenziamento collettivo.
.Questo comportera’ ,come gia’ detto, che dal 1° gennaio 2017 i lavoratori il cui rapporto termina a seguito di procedure di licenziamento collettivo di cui all’articolo 4 della legge 23 luglio 1991, n. 223 ,non veranno piu’ iscritti nella lista di mobilita’ abolita,e non riceveranno l’indennità di mobilita’ ,ma quella della nnova disoccupazione come disciplinata dalla assicurazione sociale per l’impiego ,ricordando ,peraltro,che nel periodo transitorio, dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2016, il periodo massimo di diritto all’indennità per i lavoratori collocati in moblità e’ decresciuto.
L’art. 4 l. 223/19,pur modificato, continua a disciplinare, anche dopo il 1°gennaio 2017 ,la procedura per il licenziamento collettivo.,in applicazione del seguente testo che ,come in precedenza evidenziato , il comma 72 dell’art2 che ha apportato a tale articolo 4 le seguenti modificazioni , a decorrere dal 1° gennaio 2017 :
Pertanto, in base alle disposizioni vigenti previste dall’art.4 e sopra esposte, il primo adempimento che,anche dall’1.1.2017, le imprese, che intendano esercitare la facoltà di avviare la procedura di licenziamento collettivo ,devono compiere è quello di effettuare una comunicazione preventiva per iscritto alle rappresentanzesindacali aziendali, nonché alle rispettive associazioni di categoria,mentre ,In mancanza di tali rappresentanze sindacali ,si prevede che detta comunicaszione deve essere effettuata alle associazioni di categoria aderenti alle confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale e può essere effettuata per il tramite dell’associazione dei datori di lavoro alla quale l’impresa aderisce o conferiscemandato.
La l. n. 92/2012 è intervenuta sulla procedura preliminare al licenziamento dei lavoratori stabilendo al comma 44 che la comunicazione conclusiva del procedimento non debba essere inviata contestualmente alla autorità amministrativa, comeoriginariamente si prevedeva, ma entro «settegiorni dalla comunicazione dei recessi individuali».
La l. n. 92/2012, all’art. 1 comma 45, prevede che gli eventuali vizi della comunicazione che introduceil procedimento in oggetto, possano essere sanati nell’ambito di un accordo sindacale concluso nel corso della procedura di licenziamento collettivo.
Il finanziamento delle prestazioni conseguenti alla procedura di mobilità sino al 31.12.2016 ovvero di licenziamento collettivo dall’12.1.2017 è costituito da due tipologie di contributo interamente a carico del datore di lavoro.
Esso sino al 31.12.2016 risulta commisurato al trattamento mensile iniziale di mobilità per ciascun lavoratore considerato inesubero, è quindi legato al valoreannuo dell’indennità di mobilità e può essere versato in 30 rate mensili.
Tale contributo, non dovuto dai datori di lavoro privati non imprenditori, e’ stato commisurato alla“retribuzione di riferimento”, considerando cioè tutti gli elementi retributivi assoggettati a contribuzione, corrisposti con carattere di continuità, ai quali deve essere aggiunta la quota di tredicesima e, ove prevista dal contratto collettivo, la quota di quattordicesima.
Non risultano, invece, considerati nella “retribuzione di riferimento” quegli elementi retributivi il cui ammontare è collegato all’effettiva presenza al lavoro (ad esempio: compenso e maggiorazioni per lavoro straordinario, indennità di turno, indennità specifiche collegate alla mansione, ecc.).
Si sottolinea ,peraltro ,che Il mancato versamento dell’anticipazione non comporta , comunque, la sospensione della procedura. Tuttavia ro l’Azienda che effettuare ilversamento successivamente all’apertura della procedura deve fare riserva, nella comunicazione di apertura di inviare in un secondo momento la copia della relativa ricevuta
Per il 2016 il contributo di ingresso della mobilit à per ciascun lavoratore è risultato pari a :
a) anticipo :Euro 971,71per retribuzioni inferiori o uguali a euro2.102,24 mensili(ratei compresi) ovvero Euro1.167,91 per retribuzioni superiori a euro2.102,24 mensili(ratei compresi)
b) saldo Euro 914,96per retribuzioni inferiori o uguali a euro2.102,24 mensili(ratei compresi)ovvero Euro1.099,70per retribuzioni superiori a euro 2.102,24 mensili(ratei compresi).
Come sopra precisato il saldo risulta calcolato nella misura di 3, 6 o 9 volte a seconda dell’esito della consultazione sindacale .
Il contributo anticipato risulta pari al trattamento massimo mensile di integrazione salariale,il cui versamento a titolo veniva in passato effettuato a mezzo bollettino di conto corrente postale precompilato dalla sede INPS competente.
A partire da gennaio 2012, a seguito della risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 129/E del dicembre 2011 e, come confermato dal Messaggio INPS n. 7215 del 27 aprile 2012, i datori di lavoro interessati devono effettuare il suddetto versamento esclusivamente a mezzomodello F24 utilizzando, nel campo della sezione INPS, la causale di nuova istituzione “ACIM” denominata “Datori di lavoro -anticipazione contributo di ingresso mobilità”.
Restano invariate le modalità di versamento delle rate del contributo a carico delle aziende
Esaurita la procedura e comunicati ilicenziamenti si dovrà calcolare l’importo complessivo dovuto all’INPS, secondo le misure fissate , detraendo l’anticipo già versato.
Tale somma deve essere versata in un’unica soluzione, se la ditta ha fatto ricorso allaprocedura di mobilità per cessazione osospensione dell’attività;-in30 rate mensili, senza applicazione di interessi, nelle altre ipotesi; le imprese devonoiniziare a pagare gli importi delle rate mensili dovutecon la denuncia contributiva relativa al mese nelcorso del quale è stato comunicato il recesso ai lavoratori posti in mobilità.
A norma dell’art. 4, comma 10, l. n. 223/1991, se l’impresa – avendo rinunciato in tutto o in parte alicenziamento collettivo – si trova ad aver versato una somma superiore a quella dovuta, potrà conguagliare la somma eccedente con i contributi dovuti all’INPS nel primo versamento utilesuccessivo.
Le imprese debbono inviare, a tal fine, copia della documentazione atta a dimostrare l’eventualeaccordo sindacale (qualora quest’ultimo sia stato raggiunto dopo l’intervento della rorvnncia e, in ogni caso, una dichiarazione attestante:
-gli estremi del versamento dell’anticipo già effettuato;
-gli estremi del versamento relativo alla denuncia contributivaUniEmensindividuale con ilquale l’importo a credito è stato conguagliato;
-l’importo globale dovuto.
Peraltro ,occorre tener ptresente che , partire dal 2017, a seguito dell’eliminazione dell’indennità di mobilità, sarà abrogato il contributo di ingresso alla mobilità con l’abrogazione del comma 4 dell’articolo5 della legge 23 luglio 1991, n.223/91,che sarà sostituito dal c.d.contributo di licenziamento di cui al comma 35 all’articolo 4 della legge28 giugno 2012, n. 92, come specificato dal comma 31 dello stesso articolo.
Concludendo sul punto, nel regime attuale, è esclusa l’applicazione del contributo di licenziamento per le procedure di mobilità dove viene versato il cosiddetto contributo di ingresso.
Qualora le rappresentanze sindacali in azienda e le rispettive associazioni di categoria ne faccianorichiesta, l’impresa interessata procede -entro 7 giorni dal ricevimento da parte delle stesse dellacomunicazione di cui sopra:
– ad un esame congiunto con le medesime, allo scopo dianalizzare le cause che hanno determinato l’eccedenza delpersonale e la possibilità di evitare in tuttoo in parte i licenziamenti. In caso negativo, tali soggetti saranno tenuti a vagliare l’eventualità diricorrere a misure sociali di accompagnamento, in particolare per la riqualificazione e riconversionedei lavoratori licenziati.
.Deve essere rispettato il divieto di collocare in mobilità una percentuale di manodopera femminilesuperiore a quella della manodopera femminile occupata con riguardo alle mansioni prese inconsiderazione.
Inoltre, la disciplina relativa al collocamento obbligatorio (art. 10, comma 4, l. n. 68/1999) stabilisceche in tutti i casi in cui la procedura in questione coinvolga anche lavoratori occupatiobbligatoriamente, il numero dei rimanenti lavoratori appartenenti alle categorie protette non deveessere inferiore alla quota di riserva prevista dalla legge stessa.
La procedura di esame congiunto deve esaurirsi entro 45 giorni; qualora il numero di lavoratoriinteressati sia inferiore a 10 il termine è di23 giorni
. Il termine decorre dal ricevimento, da parte dellerappresentanze e delle associazioni sindacali, della comunicazione da parte dell’azienda, la qualedovrà comunicare alla Provincia l’esito dell’esame congiunto.
Qualora non sia possibile addivenire ad un accordo fra le parti, l’impresa deve indicarne i motivi edeffettuare la relativa comunicazione alla Provincia ,nonché alle associazioni sindacali cui appartengono i lavoratori.
In tal caso, infatti, l’autorità amministrativa inquestione, convoca le parti al fine di procedere ad unulteriore esame delle cause che hanno determinato l’eccedenza di personale e può anche formulareproposte al fine di raggiungere una intesa, ma tale fase dovrà esaurirsi al massimo entro 30 giorni daricevimento della comunicazione relativa al mancato accordo (termine che va ridotto alla metà se ilnumero dei lavoratori interessati dalle procedure di licenziamento è inferiore a 10).
A carico del datore di lavoro, sussiste solo ed esclusivamente un dovere di consultazione; lo stesso,quindi, non è tenuto ad accogliere le istanze sindacali, che può respingere in tutto o in parte, né aconcludere un accordo, essendo legittimato alla fine della procedura ad effettuare comunque ilicenziamenti programmati.
Inoltre, gli accordi stipulati nel corso delle procedure sindacali, che prevedano il riassorbimento totaleo parziale dei lavoratori ritenuti eccedenti, possonostabilire la loro assegnazione a mansioni diverseda quelle svolte, anche in deroga al secondo comma dell’articolo 2103 del codice civile.
INPS FONDO ASSEGNI ‘INTEGRAZIONE SALARIALE
05/12/2016 L’Inps, con il messaggio n. 4885 del 29 novembre 2016, fornisce le istruzioni operative e contabili per il pagamento diretto dell’assegno ordinario e dell’assegno di solidarietà riguardante il Fondo di integrazione salariale.
INPS :ISTRUZIONI RELATIVE FONDO SOLIDARIETA’ CONVERSIONE E RIQUALIFICAZIONE PROFESSIONALE
05/12/2016 L’Inps, con la circolare n. 213 del 2 dicembre 2016, fornisce le istruzioni amministrative, operative e contabili in ordine alle prestazioni ordinarie ed emergenziali erogate dal Fondo di solidarietà per la riconversione e riqualificazione professionale, per il sostegno dell’occupazione e del reddito del personale del credito, con evidenza, per ciascuna di esse, delle principali modifiche normative introdotte dal Decreto Legislativo n. 148/2015
INPS:CONTRIBUZIONE FIGURATIVA DIPENDENTI ENTI PUBBLICJ
05/12/2016 L’Inps, con la circolare n. 212 del 2 dicembre 2016, fornisce alcune precisazioni relative all’accredito della contribuzione figurativa ed alla conseguente valorizzazione dei periodi di erogazione di prestazioni a sostegno del reddito in favore del personale dipendente di aziende ed enti iscritto alle gestioni pensionistiche dei dipendenti pubblici per l’assicurazione IVS e a favore dei quali la c.d. contribuzione minore è versata nell’assicurazione generale obbligatoria.
PARLAMENTO :PUBBLICATA LEGGE CONVERSIONE DECRETO-LEGGE FISCALE
05/12/2016 È stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 282 del 2 novembre 2016, il Testo del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193 (in Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 249 del 24 ottobre 2016), coordinato con la legge di conversione 1° dicembre 2016, n. 225, recante: «Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili.».
MLPS:RISULTATI ATIVITA’ VIGILANZA PERIODO GENNAIO-SETTEMBRE 2016
05/12/2016 La Direzione generale per l’Attività Ispettiva, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha pubblicato, in data 1° dicembre 2016, i risultati dell’attività di vigilanza, svolta dagli ispettori del lavoro, aggiornati al III trimestre 2016 (per la precisione, al 22 settembre 2016).
Monitoraggio gennaio-settembre 2016
Accessi ispettivi e accertamenti
Irregolarità accertate
Importi sanzionatori introitati
INL:ISTRUZIONI PER ATTIVITA’ VIGILANZA ASSOCIAZIONI E SOCIETA’ SPORTIVE DILETTANTISTICHE
05/12/2016 L’Ispettorato nazionale del Lavoro, ha emanato la lettera circolare prot. n. 1 del 1° dicembre 2016, con la quale fornisce indicazioni operative circa il trattamento, ai fini previdenziali, dei compensi erogati dalle associazioni sportive dilettantistiche e dalle società sportive dilettantistiche.
Sul primo punto sono di supporto le pronunce della Corte di appello di Milano, (sent. 1172/14 del 10 dicembre 2014) e della Direzione interregionale del lavoro di Napoli (decreto del 29 ottobre 2015) che hanno posto l’attenzione sul soggetto erogante, ribadendo che per l’applicazione del regime agevolativo “ciò che conta è che le collaborazioni vengano svolte a favore di organismi che perseguono finalità sportive dilettantistiche riconosciuti dal C.O.N.I.”. Pertanto, non solo è necessario che siano perseguite finalità sportive dilettantistiche, ma il soggetto erogante deve essere anche riconosciuto dal C.O.N.I. Nell’ambito del mondo sportivo perseguono certamente tali finalità il C.O.N.I., le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva;
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