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Cons. Stato – sez. II – parere 21 giugno 2012 n. 2991 |
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CONSIGLIO DI STATO Sez. IV - 8 giugno 2011, Sentenza n. 3498
DIRITTO URBANISTICO - Fascia di rispetto stradale - Art. 9 L. n. 729/1961 - Finalit - Divieto assoluto di edificare - Verifica in concreto dei rischi per la circolazione stradale - Necessit - Esclusione. Il divieto di costruire a una certa distanza dal nastro autostrdale, imposto dall'art. 9 l. n. 729/1961 e dal d.m. Lavori Pubblici 1 aprile 1968, non pu essere inteso restrittivamente, e cio come previsto al solo scopo di prevenire l'esistenza di ostacoli materiali emergenti dal suolo e suscettibilit di costituire, per la prossimit alla sede stradale, pregiudizio alla sicurezza del traffico e alla incolumit delle persone, in quanto correlato alla pi ampia esigenza di assicurare una fascia di rispetto utilizzabile, all'occorrenza, dal concessionario per l'esecuzione dei lavori, per l'impianto dei cantieri, per il deposito dei materiali, per la realizzazione di opere accessorie, senza limitazioni connesse alla presenza di costruzioni. Pertanto, il vincolo in questione, traducendosi in un divieto assoluto di costruire, rende legalmente inedificabili le aree site in fascia di rispetto stradale o autostradale, indipendentemente dalle caratteristiche dell'opera realizzata e dalla necessit di accertamento in concreto dei connessi rischi per la circolazione stradale (Cass. civ., sez. II, 3 novembre 2010 n. 22422; Cons. Stato, sez. IV, 14 aprile 2010 n. 2076) Pres. f.f. Leoni, Est. Forlenza - M.L. e altri (avv.ti Liuzzi e Maggiora) c. A. s.p.a. (Avv. Stato) - (Conferma T.A.R. VENETO, n. 06733/2002) - CONSIGLIO DI STATO, Sez. IV - 8 giugno 2011, n. 3498 DIRITTO URBANISTICO - Fascia di rispetto autostradale - Divieto di costruire a distanza inferiore a 25 metri - Art. 9, c. 1 L. n. 729/1961 - Vigenza - Autostrade costruite successivamente allentrata in vigore della legge. Il divieto di costruire di ampliare edifici o manufatti di qualsiasi specie, a distanza inferiore a 25 m. dal limite della zona di occupazione dell'autostrada, di cui all'art. 9, 1 comma, l. 24 luglio 1961, n. 729, opera soltanto per le autostrade la cui costruzione avvenuta dopo l'entrata in vigore della legge medesima, oppure alle autostrade la cui costruzione stata gi concessa anteriormente a tale data. la stessa lettera della legge ad implicare tale conclusione, laddove fa riferimento alle autostrade e ai relativi accessi, previsti sulla base di progetti regolarmente approvati: tanto basta a rendere inapplicabile la nuova normativa ad autostrade gi edificate in base al generale principio della irretroattivit sancito dall'art. 11 delle preleggi. (Consiglio di Stato sez. IV, 29 aprile 2002 n. 2277) Pres. f.f. Leoni, Est. Forlenza - M.L. e altri (avv.ti Liuzzi e Maggiora) c. A. s.p.a. (Avv. Stato) - (Conferma T.A.R. VENETO, n. 06733/2002) - CONSIGLIO DI STATO, Sez. IV - 8 giugno 2011, n. 3498
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 03498/2011REG.PROV.COLL. N. 01951/2004 REG.RIC. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 1951 del 2004, proposto da:
Montresor Lodovico, e successivamente , Montresor Francesco e Montresor Michele, in proprio e quali soci accomandatari della Azienda agricola Ottella s.a.s. di F. e M. Montresor, rappresentati e difesi dagli avv. Antonio Liuzzi, Maria Gabriella Maggiora, con domicilio eletto presso Antonio Liuzzi in Roma, via Dardanelli, 13; contro Anas S.p.A. gia' Ente Nazionale Per Le Strade-Anas, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Gen.Stato, domiciliata per legge in Roma, via dei Portoghesi, 12; nei confronti di Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.A., rappresentato e difeso dall'avv. Alberto Cartia, con domicilio eletto presso Andrea Manzi in Roma, via Federico Confalonieri, 5; Comune di Peschiera del Garda; per la riforma della sentenza del T.A.R. VENETO - VENEZIA: SEZIONE II n. 06733/2002, resa tra le parti, concernente diniego di sanatoria di opere edilizie realizzate in zona di rispetto autostradale.
Visti il ricorso in appello e i relativi allegati; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 1 marzo 2011 il Cons. Oberdan Forlenza e uditi per le parti gli avvocati Maggiora, Gigli, su delega di Cartia e l'avv. dello Stato Greco; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO 1. Con lappello in esame, il ricorrente impugna la sentenza 24 dicembre 2002 n. 6733, con la quale il TAR Veneto, sez. II, ha dichiarato improcedibile il primo ricorso, da lui proposto avverso la diffida a demolire 7 ottobre 1983 n. 5893 del Comune di Peschiera del Garda; e accolto parzialmente il secondo, proposto avverso il parere 22 settembre 1997 n. 3309, con il quale lENAS (oggi ANAS), si pronunciato in senso sfavorevole sulla sanatoria di opere edilizie da lui realizzate, ed avverso la successiva nota 27 novembre 1997 n. 4100, con la quale stata respinta la richiesta di riesame del precedente parere sfavorevole. Il Tribunale ha dichiarato limprocedibilit del primo ricorso per essere stata successivamente proposta istanza di condono. Ha rigettato il secondo (relativo proprio agli atti ostativi al rilascio di permesso di concessione in sanatoria), ritenendo: a) quanto ai manufatti realizzati prima dellentrata in vigore dei limiti di rispetto dalle autostrade previsti dal D.M. 1 aprile 1968, gli stessi, posti a 20 metri dalla stessa, violano il limite di rispetto (non edificare a meno di 25 m.) gi previsto dallart. 9 l. n. 729/1961;
b) quanto ai manufatti realizzati dopo il 1968, consistenti, dapprima, in modifica di una scala esterna, ampliamento della terrazza e spostamento dellapertura di una porta; successivamente, nella realizzazione di ulteriori tettoie, gli stessi sono posti a circa 40 m. dal confine autostradale, in palese contrasto con il D.M. 1 aprile 1968, che impone un limite di rispetto di 60 m.. Tuttavia, i primi interventi rappresentano modifiche ad un edificio gi esistente, realizzato con regolare licenza, di modo che non contrastano con la finalit del vincolo autostradale, con conseguente accoglimento (limitatamente ad essi) del ricorso. Gli ulteriori interenti (tettoie e recinti risalenti al 1978) consistono in manufatti nuovi, realizzati in violazione della fascia di rispetto autostradale, e pertanto non sanabili; c) a tali conclusioni si perviene anche considerando che il vincolo autostradale, nelle zone poste al di fuori dei centri abitati, un vincolo assoluto di inedificabilit, assoggettato al disposto dellart. 33 l. n. 47/1985, che non consente alcuna possibilit di deroga da parte dellautorit preposta alla tutela dello stesso. Avverso tale decisione, vengono proposti (limitatamente al capo della sentenza che respinge il secondo ricorso) i seguenti motivi di appello: a) error in iudicando; errore e travisamento dei fatti; violazione e falsa applicazione art. 9 l. n. 729/1961, D.M. 1 aprile 1968, artt. 32 e 33 l. n. 47/1985; ci in quanto nessuno degli atti dellANAS impugnati fa riferimento ad un vincolo imposto dalla l. n. 729/1961, la cui violazione stata sostenuta dallANAS solo in corso di giudizio, quindi a posteriori e con una motivazione estranea allatto. Al contrario, per valutare la legittimit o meno di un parere negativo, esclusivamente fondato sulla asserita incompatibilit (delle opere di cui si chiede la sanatoria) con i vincoli derivanti dal D.M. 1 aprile 1968, occorre esclusivamente accertare se sussista o meno lincompatibilit con le prescrizioni di cui al D.M. 1 aprile 1968, senza che abbia rilievo alcuno lasserita incompatibilit con altri vincoli, la cui violazione non stata contestata; in fatto, tale incompatibilit con i vincoli del citato D.M. non sussiste. Inoltre, per un verso, i manufatti sono anteriori anche al 1961, e quindi agli stessi non possono essere applicati i vincoli di cui alla l. n. 729/1961; per altro verso, il tratto autostradale in oggetto stato realizzato a cavallo degli anni cinquanta e sessanta, prima dellentrata in vigore della l. 729/1961, che si applica solo ai tratti autostradali costruiti successivamente. In definitiva, si tratta di vincoli inapplicabili al caso in esame (o comunque di vincoli che non comportano una inedificabilit assoluta); b) error in iudicando; errore e travisamento dei fatti nonch carenza di istruttoria; poich si assume senza alcun riscontro che i manufatti siano collocati a 20 m. dal ciglio autostradale (quelli realizzati prima del 1968) ed a 40 m. (quelli realizzati successivamente a tale data). Al contrario, occorre rilevare che, in epoca successiva, vi stato ampliamento della sede autostradale con corrispondente traslazione della fascia di rispetto, e di tanto non ha tenuto conto n il parere ANAS, n la impugnata sentenza; c) error in iudicando; motivazione incongrua, poich se, come affermato dalla stessa sentenza, la finalit del vincolo di inedificabilit quella di impedire che la presenza di costruzioni nella fascia di rispetto costituisca un pericolo per la sicurezza del traffico veicolare e lincolumit delle persone, il parere ANAS avrebbe dovuto rilevare la intrinseca irrilevanza degli interventi realizzati dopo il 1968 in rapporto alle finalit di sicurezza stradale; d) omessa pronuncia sulle censure proposte con il ricorso, e segnatamente: d1) del motivo
volto a denunciare il vizio di eccesso di potere per carenza di motivazione, poich il parere ANAS non contiene alcuna valutazione in merito alla asserita pericolosit delle opere oggetto della richiesta di condono; d2) del motivo volto a denunciare eccesso di potere per carenza di istruttoria, errore e travisamento dei fatti (con riferimento alla effettiva epoca di realizzazione degli asseriti abusi) nonch in merito alla illogicit e contraddittoriet degli atti dellANAS, che prima consente la costruzione di muri a salvaguardia delle opere e poi nega il proprio nulla osta alla sanatoria di quelle stesse opere; d3) del motivo di omessa considerazione della circolare 50/85, secondo la quale i vincoli posti a protezione del nastro autostradale vanno valutati con minor rigore nelle zone in cui il vincolo sia sostanzialmente gi compromesso dalla esistenza di opere non abusive come tali, escluse dalla necessit di sanatoria e cio di opere ultimate prima del 1 settembre 1967; nel caso di specie, larea dove sorgono i manufatti gi compromessa per lesistenza di opere non abusive e lANAS ha omesso di comparare i distinti interessi pubblici (alla tutela della sicurezza stradale e alla sanatoria di opere esistenti). Intervenuto, in pendenza di giudizio, il decesso dellappellante Montresor Lodovico, i signori Michele e Francesco Montresor, in proprio (in qualit di eredi) e come soci accomandatari della Azienda agricola Ottella s.a.s. di F. e M. Montresor, sono intervenuti per la prosecuzione volontaria del giudizio (atto 1 dicembre 2009) e, successivamente, hanno notificato atto di riassunzione del 3 giugno 2010. Si sono costituite in giudizio lANAS e la societ Autostrada Brescia, Verona, Vicenza, Padova s.p.a., la quale ha dapprima concluso per il rigetto dellappello, stante la sua infondatezza, e successivamente, con memoria del 7 maggio 2010 ha eccepito linammissibilit dellatto di riassunzione del giudizio da parte degli eredi dellappellante (Francesco e Michele Montresor), stante la loro non dimostrata qualit di eredi e la loro non dimostrata propriet dei manufatti oggetto del denegato condono edilizio. Allodierna udienza, la causa stata riservata in decisione. DIRITTO 2. Lappello infondato e deve essere, pertanto, respinto, potendosi conseguentemente prescindere dalleccezione di inammissibilit dellatto di riassunzione del giudizio. Si sono gi enunciati, nella parte espositiva in fatto, i precisi limiti del presente appello, rivolto esclusivamente avverso il capo della sentenza n. 6733/2002, con la quale il TAR Veneto ha rigettato il (secondo) ricorso proposto in I grado, avverso gli atti dellANAS volti al diniego dellistanza di condono, in pratica con riferimento ai manufatti consistenti in mangiatoie e relative tettoie (risalenti ad epoca anteriore al 1968) ed in alcune tettoie e recinti risalenti al 1978. Lart. 9 l. 24 luglio 1961 n. 729 (dapprima parzialmente abrogato dallart. 231 d. lgs. n. 285/1992 e successivamente abrogato dallart. 24 d.l. n. 112/2008) prevede, in particolare, che: lungo i tracciati delle autostrade e relativi accessi, previsti sulla base dei progetti regolarmente approvati, vietato costruire, ricostruire o ampliare edifici o manufatti di qualsiasi specie a distanza inferiore a metri 25 dal limite della zona di occupazione dell'autostrada stessa. La distanza ridotta a metri 10 per gli alberi da piantare (comma 1). Tale vincolo opera gi prima del diverso e successivo vincolo introdotto dal D.M. 1 aprile
1968 (il cui art. 4 prevede un vincolo di inedificabilit di 60 m. dal ciglio della autostrada), sia per effetto diretto dellentrata in vigore della legge n. 729/1961, sia per effetto dellart. 41-septies della l. 17 agosto 1942 n. 1150 (introdotto dallart. 19 l. n. 765/1967), in base al quale, in attesa del decreto ministeriale di definizione delle categorie di strade e delle distanze minime di rispetto a protezione del nastro stradale (il successivo D.M. 1 aprile 1968), si applicano a tutte le autostrade le disposizioni di cui all'art. 9 della legge 24 luglio 1961, n. 729.. Quanto alla natura dei vincoli stradali (ed, in particolare, autostradali) la giurisprudenza, con interpretazione che si condivide, ha gi avuto modo di affermare che si tratta di vincoli di inedificabilit assoluta (Cass. civ., sez. II, 3 novembre 2010 n. 22422 e 10 gennaio 2007 n. 229; Cons. Stato, Ad. Plen. 16 novembre 2005 n. 9; Cons. St., sez. IV, 18 ottobre 2002 n. 5716 e, con specifico riferimento alle autostrade, sez. IV, 25 settembre 2002 n. 4927). Si anche precisato che il divieto di costruire a una certa distanza, imposto dall'art. 9 l. n. 729/1961 e dal d.m. Lavori Pubblici 1 aprile 1968, non pu essere inteso restrittivamente, e cio come previsto al solo scopo di prevenire l'esistenza di ostacoli materiali emergenti dal suolo e suscettibilit di costituire, per la prossimit alla sede stradale, pregiudizio alla sicurezza del traffico e alla incolumit delle persone, in quanto correlato alla pi ampia esigenza di assicurare una fascia di rispetto utilizzabile, all'occorrenza, dal concessionario per l'esecuzione dei lavori, per l'impianto dei cantieri, per il deposito dei materiali, per la realizzazione di opere accessorie, senza limitazioni connesse alla presenza di costruzioni. Pertanto, il vincolo in questione, traducendosi in un divieto assoluto di costruire, rende legalmente inedificabili le aree site in fascia di rispetto stradale o autostradale, indipendentemente dalle caratteristiche dell'opera realizzata e dalla necessit di accertamento in concreto dei connessi rischi per la circolazione stradale (Cass. civ., sez. II, 3 novembre 2010 n. 22422; Cons. Stato, sez. IV, 14 aprile 2010 n. 2076) Infine, con riferimento allambito di applicazione dei vincoli ex art. 9 l. n. 729/1961, questo Consiglio di Stato (sez. IV, 29 aprile 2002 n. 2277) ha affermato: Va, in ogni caso, ribadito come l'art. 9, l. n. 729/61 trova applicazione solo in relazione alle autostrade di nuova costruzione e cio a quelle che non erano state realizzate all'epoca dell'entrata in vigore della legge . . . La disciplina della fattispecie di che trattasi pertanto sottratta all'art. 9, 1 comma, l. 24 luglio 1961, n. 729, il cui divieto di costruire di ampliare edifici o manufatti di qualsiasi specie, a distanza inferiore a 25 m. dal limite della zona di occupazione dell'autostrada, opera soltanto per le autostrade la cui costruzione avvenuta dopo l'entrata in vigore della legge medesima, oppure alle autostrade la cui costruzione stata gi concessa anteriormente a tale data. la stessa lettera della legge ad implicare tale conclusione, laddove fa riferimento alle autostrade e ai relativi accessi, previsti sulla base di progetti regolarmente approvati: tanto basta a rendere inapplicabile la nuova normativa ad autostrade gi edificate in base al generale principio della irretroattivit sancito dall'art. 11 delle preleggi. Infine, con riferimento al rapporto tra vincolo stradale e cd. condono edilizio, occorre osservare che lart. 33 l. n. 47/1985 prevede che le opere di cui all'articolo 31 non sono suscettibili di sanatoria quando siano in contrasto con i seguenti vincoli, qualora questi
comportino inedificabilit e siano stati imposti prima della esecuzione delle opere stesse: . . . d) ogni altro vincolo che comporti la inedificabilit delle aree.. E tra tali vincoli stante la sua natura gi ampiamente esposta - rientra senza dubbio il vincolo ex art. 9 l. n. 729/1961 e D.M. 1 aprile 1968 (Cons. Stato, sez. IV, 12 febbraio 2010 n. 772 e 30 dicembre 2008 n. 6627) Alla luce di quanto esposto, occorre dunque affermare, anche con riferimento al caso di specie: a) che i vincoli di rispetto del nastro autostradale sono vincoli inderogabili; b) che il vincolo di inedificabilit a 25 m. dal nastro autostradale, di cui allart. 9 l. n. 729/1961, si applica alle autostrade la cui costruzione avvenuta dopo lentrata in vigore della legge medesima, ovvero alle autostrade la cui costruzione stata gi concessa a tale data; c) che il vincolo autostradale, stante la sua natura e gli interessi pubblici per la cui tutela esso previsto, opera indipendentemente dalle caratteristiche dell'opera realizzata e dalla necessit di accertamento in concreto dei connessi rischi per la circolazione stradale; d) che, con riferimento alla l. n. 47/1985 (cd. condono edilizio) per le opere abusivamente realizzate dopo limposizione del vincolo a tutela del nastro autostradale trova conseguentemente applicazione lart. 33, comma 1, lett. d), l. n. 47/1985, che sancisce la insanabilit dellopera realizzata. Quanto appena affermato sub c) gi consente di ritenere infondati i motivi di appello riportati sub lettere c) e d) dellesposizione in fatto questultimo con riferimento ai motivi, assorbiti in primo grado ed ora riproposti e riportati sub d1), d2) e d3) - con i quali in sostanza si lamentano vizi di eccesso di potere connessi al difetto di motivazione e di istruttoria, con riferimento al mancato accertamento e valutazione della concreta idoneit dei manufatti realizzati a costituire pericolo per la sicurezza stradale. 3. Anche il motivo sub a) dellesposizione in fatto infondato. Con tale motivo si lamenta lerror in iudicando; errore e travisamento dei fatti da parte della sentenza appellata, nonch violazione e falsa applicazione art. 9 l. n. 729/1961, D.M. 1 aprile 1968, artt. 32 e 33 l. n. 47/1985; ci in quanto, in sintesi: - nessuno degli atti dellANAS impugnati fa riferimento ad un vincolo imposto dalla l. n. 729/1961, la cui violazione stata sostenuta dallANAS solo in corso di giudizio, quindi a posteriori e con una motivazione estranea allatto. Al contrario, per valutare la legittimit o meno di un parere negativo, esclusivamente fondato sulla asserita incompatibilit (delle opere di cui si chiede la sanatoria) con i vincoli derivanti dal D.M. 1 aprile 1968, occorre esclusivamente accertare se sussista o meno lincompatibilit con le prescrizioni di cui al D.M. 1 aprile 1968, senza che abbia rilievo alcuno lasserita incompatibilit con altri vincoli, la cui violazione non stata contestata; - i manufatti sono anteriori anche al 1961, e quindi agli stessi non possono essere applicati i vincoli di cui alla l. n. 729/1961;
- il tratto autostradale in oggetto stato realizzato a cavallo degli anni cinquanta e sessanta, prima dellentrata in vigore della l. 729/1961, che si applica solo ai tratti autostradali costruiti successivamente. In definitiva, si tratta di vincoli inapplicabili al caso in esame (o comunque di vincoli che non comportano una inedificabilit assoluta). Nessuno dei profili rappresentati con il riportato motivo di appello pu trovare accoglimento. In primo luogo, risulta del tutto irrilevante la circostanza che lANAS abbia citato o meno, negli atti impugnati, il vincolo ex art. 9 l. n. 729/1961. Tale vincolo, come si gi affermato, ha natura di vincolo di inedificabilit assoluta, che come tale opera direttamente ed automaticamente, indipendente da ogni eventuale citazione dello stresso da parte dellatto amministrativo. In tali casi, ci che rileva, in via di fatto, se il manufatto abusivo ricade (o meno) nella fascia di rispetto, soggetta ad inedificabilit assoluta. Daltra parte, stante la predetta operativit del vincolo, anche a voler seguire la tesi (puramente formale) articolata dallappellante, si rileva che questi non avrebbe interesse ad una pronuncia di annullamento per difetto di motivazione, posto che una volta attestata in concreto la violazione del vincolo di inedificabilit il parere dellamministrazione sullistanza di condono (ex art. 33 l. n. 47/1985) non potrebbe essere che negativo In secondo luogo, essendosi chiarito che il vincolo ex art. 9 l. n. 729/1961 si applica alle autostrade costruite dopo la sua entrata in vigore ed a quelle la cui costruzione stata gi concessa a tale data, non risulta fondata la doglianza dellappellante che (pagg. 10-11 appello) si fonda su una supposta applicazione del vincolo solo alla prima ipotesi (cio autostrade costruite dopo la l. n. 729/1961), mentre si assume che lautostrada in oggetto sarebbe stata costruita prima, e quindi ad essa non applicabile il vincolo della legge del 1961 Al contrario, occorre osservare che, come si evince da un atto depositato dallappellante (v. all. A alla produzione del 22 aprile 2010), lautostrada Brescia-Verona-VicenzaPadova collega la autostrada Milano-Brescia e quella Padova Venezia cosa che avvenne nel febbraio 1962, al termine di quattro anni e mezzo di lavori. Da quanto risultante da tale atto, e da quanto esposto dalla societ autostradale nel proprio controricorso (pag. 6 ed allegati), lautostrada in esame stata oggetto di concessione ben prima del 1961, e pertanto per la stessa trovano puntuale applicazione i vincoli di cui allart. 9 l. n. 729/1961. In terzo luogo, non risulta fornita dallappellante, a supporto delle proprie affermazioni, alcuna prova in ordine alla realizzazione dei manufatti ante 1961, e ci in disparte di ogni valutazione sullistanza di condono, proposta anche ai sensi dellart. 9 l. n. 729/1961, con il che implicitamente si ammette un contrasto tra ledificato e detto vincolo (e quindi una posteriorit del primo al secondo). 4. E infondato anche il secondo motivo di appello, sub b) dellesposizione in fatto, con il quale si lamenta error in iudicando; errore e travisamento dei fatti nonch carenza di istruttoria; poich, secondo lappellante:
- si assume senza alcun riscontro che i manufatti siano collocati a 20 m. dal ciglio autostradale (quelli realizzati prima del 1968) ed a 40 m. (quelli realizzati successivamente a tale data); - si deve rilevare che, in epoca successiva, vi stato ampliamento della sede autostradale con corrispondente traslazione della fascia di rispetto, e di tanto non ha tenuto conto n il parere ANAS, n la impugnata sentenza. Sul punto, la costituita societ autostradale rileva (pag. 10 controricorso) che a nulla rileva la questione fattuale ex adverso sollevata, attinente alla misurazione delle distanze tra le opere abusive de quibus e la fascia di rispetto autostradale, questione che, configurandosi come jus novorum, involge un nucleo tematico di censure la cui trattazione tassativamente preclusa nel presente giudizio in grado di appello. Indipendentemente da ogni considerazione sulleccepito ius novorum in appello, rileva il Collegio che la sentenza impugnata ha espressamente affermato sulla base di tutta la documentazione di causa la collocazione dei manufatti a 20 m. dal ciglio autostradale (opere anteriori al D.M. 1 aprile 1968), ci in particolare deducendo dalla prospettazione del ricorrente in I grado (v. pg. 8 sentenza) ed a circa 40 m. per i manufatti realizzati dopo il 1968. A fronte di tali affermazioni, lappellante avrebbe in ogni caso dovuto, a maggior ragione laddove lamenti lapoditticit ed il difetto di supporto probatorio di tali affermazioni, comprovare la fondatezza del proprio motivo di appello, indicando al giudice di II grado gli atti del giudizio fondanti la proposta doglianza e, in concreto, una diversa situazione di fatto; cosa che, al contrario, non desumibile dal ricorso (v. pagg. 10-12). Per tutte le ragioni sin qui esposte, lappello deve essere rigettato, con conseguente conferma della sentenza impugnata. Stante la natura e complessit delle questioni trattate, sussistono giusti motivi per compensare tra le parti spese, diritti ed onorari di giudizio. P.Q.M. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) definitivamente pronunciando sullappello proposto da Montresor Lodovico, e successivamente riassunto da Montresor Michele e Francesco (n. 1951/2004 r.g.), lo rigetta e, per leffetto, conferma la sentenza impugnata. Compensa tra le parti spese, diritti ed onorari di giudizio. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorit amministrativa. Cos deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 1 marzo 2011 con l'intervento dei magistrati: Anna Leoni, Presidente FF Sandro Aureli, Consigliere
Raffaele Greco, Consigliere Andrea Migliozzi, Consigliere Oberdan Forlenza, Consigliere, Estensore L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 08/06/2011 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)
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dossier VINCOLO STRADALE anno 2012
EDILIZIA PRIVATA: Il vincolo di rispetto stradale ha carattere
assoluto, in quanto perseguente una serie concorrente di interessi pubblici fondamentali ed inderogabili, dal che si tratta la conseguenza che il diniego di condono di un edificio abusivamente realizzato in violazione di detto vincolo non richiede un previo accertamento sulla effettiva pericolosit dello stesso per il traffico stradale. Si rammenta sul punto: "il vincolo di rispetto stradale ha carattere assoluto, in quanto perseguente una serie concorrente di interessi pubblici fondamentali ed inderogabili, dal che si tratta la conseguenza che il diniego di condono di un edificio abusivamente realizzato in violazione di detto vincolo non richiede un previo accertamento sulla effettiva pericolosit dello stesso per il traffico stradale - Consiglio Stato, sez. IV, 06.05.2010, n. 2644" (Consiglio di Stato, Sez.
IV, sentenza 05.10.2012 n. 5204 - link a www.giustizia-amministrativa.it). URBANISTICA: Il vincolo di inedificabilit della "fascia di rispetto
stradale" -che una tipica espressione dellattivit pianificatoria della p.a. nei riguardi di una generalit di beni e di soggetti- non ha natura espropriativa, ma unicamente conformativa, perch ha il solo effetto
16-APPALTI 17-ARIA 18-ASL + ARPA 19-ATTI
AMMINISTRATIVI 20-ATTI AMMINISTRATIVI (impugnazionelegittimazione) 21-AVCP 22-BOSCO 23-BOX 24-CAMBIO DESTINAZIONE D'USO (con o senza opere) 25-CARTELLI STRADALI 26-CERTIFICATO DESTINAZIONE URBANISTICA 27-CERIFICAZIONE ENERGETICA e F.E.R. 28-COMPETENZE GESTIONALI 29-COMPETENZE PROFESSIONALI PROGETTUALI 30-CONDOMINIO 31-CONSIGLIERI COMUNALI 32-CONTRIBUTO DI COSTRUZIONE 33-CONTRIBUTO DI COSTRUZIONE (gratuit per oo.pp. e/o private di interesse pubblico) 34-CONTRIBUTO DI COSTRUZIONE (prescrizione termine dare/avere) 35-CONTRIBUTO DI COSTRUZIONE (rateizzato e/o ritardato versamento) 36-DEFINIZIONI INTERVENTI EDILIZI 37-DIA e SCIA 38-DIAP 39-DISTANZE CONFINI 40-DISTANZE CORSI D'ACQUA 41-DISTANZE FERROVIA
di imporre alla propriet lobbligo di conformarsi alla destinazione impressa al suolo in funzione di salvaguardia della programmazione urbanistica, indipendentemente dalleventuale instaurazione di procedure espropriative. --------------In presenza di un vincolo conformativo previsto dalla legge (quale la fascia di rispetto), non sono predicabili riferimenti di effettualit edificatoria di fatto, ma, ai fini del ristoro del proprietario inciso, rileva solo la distinzione tra aree edificabili di diritto ed aree giuridicamente non edificabili".
La giurisprudenza ha correttamente concluso che il vincolo di inedificabilit della "fascia di rispetto stradale" -che una tipica espressione dellattivit pianificatoria della p.a. nei riguardi di una generalit di beni e di soggetti- non ha natura espropriativa, ma unicamente conformativa, perch ha il solo effetto di imporre alla propriet lobbligo di conformarsi alla destinazione impressa al suolo in funzione di salvaguardia della programmazione urbanistica, indipendentemente dalleventuale instaurazione di procedure espropriative (cfr. Consiglio Stato, sez. IV, 13.03.2008, n. 1095). --------------Deve dunque concordarsi con la Cassazione che, in presenza di un vincolo conformativo previsto dalla legge (quale la fascia di rispetto), non sono predicabili riferimenti di effettualit edificatoria di fatto, ma, ai fini del ristoro del proprietario inciso, rileva solo la distinzione tra aree edificabili di diritto ed aree giuridicamente non edificabili" (cfr. infra multa: Cassazione civile, sez. I, 13.04.2006, n. 8707; Cassazione civile, sez. I, 28.10.2005, n. 21092) (Consiglio di Stato, Sez. IV, sentenza 27.09.2012 n. 5113 - link a www.giustiziaamministrativa.it). EDILIZIA PRIVATA: Insanabilit opere su area di rispetto autostradale.
Il vincolo di rispetto autostradale previsto dal D.M. n. 1404/1968 comporta, dopo la sua imposizione, un divieto di edificabilit di carattere assoluto ex art. 33 (opere non suscettibili di sanatoria), comma 1, lett. d, della Legge n. 47/1985, differente dalla inedificabilit relativa e rimuovibile, di cui allart. 32 della legge n. 47/1985.
Come correttamente ritenuto dal TAR, ricadendo la fattispecie in esame nel contesto dellart. 33, comma 1, lett. d, della Legge n. 47/1985 (opere non suscettibili di sanatoria), lAmministrazione comunale non era tenuta ad acquisire alcun parere da parte dellAutorit preposta al vincolo di rispetto stradale che nella specie era lA.N.A.S. Il vincolo di rispetto autostradale, previsto dal D.M. n. 1404/1968, comporta infatti un divieto di edificabilit di carattere assoluto dopo la sua imposizione, differentemente dalla inedificabilit relativa e rimuovibile, di cui allart. 32 della legge n. 46/1985 (massima tratta da www.lexambiente.it - Consiglio di Stato, Sez. V, sentenza 03.08.2012 n. 4432 - link a www.giustizia-amministrativa.it). EDILIZIA PRIVATA: Il vincolo di inedificabilit gravante sulla fascia di
rispetto stradale ha carattere assoluto e prescinde dalle caratteristiche dellopera realizzata, in quanto il divieto di costruzione sancito dallart. 9 della legge n. 729 del 1961 e dal successivo D.M. 01.04.1968 n. 1404 non pu essere inteso restrittivamente al solo scopo di prevenire lesistenza di ostacoli materiali suscettibili di costituire, per la loro prossimit alla sede stradale, pregiudizio alla sicurezza del traffico e allincolumit delle persone, ma appare correlato alla pi ampia esigenza di assicurare unarea contigua allarteria stradale utilizzabile in qualsiasi momento dallEnte proprietario o gestore per lesecuzione di lavori ivi compresi quelli di ampliamento senza limiti connessi alla presenza di costruzioni; pertanto tale distanze vanno mantenute anche con riferimento ad
42-DISTANZE PARETI
FINESTRATE 43-DURC 44-EDIFICIO UNIFAMILIARE 45-ESPROPRIAZIONE 46-INCARICHI LEGALI e/o RESISTENZA IN GIUDIZIO 47-INCARICHI PROFESSIONALI E PROGETTUALI 48-INCENTIVO PROGETTAZIONE 49-INDUSTRIA INSALUBRE 50L.R. 12/2005 51-L.R. 23/1997 52-LEGGE CASA LOMBARDIA 53-LOTTO INTERCLUSO 54-MOBBING 55-OPERE PRECARIE 56-PERGOLATO e/o GAZEBO e/o BERCEAU 57-PERMESSO DI COSTRUIRE (annullamento e/o impugnazione) 58-PERMESSO DI COSTRUIRE (decadenza) 59-PERMESSO DI COSTRUIRE (deroga) 60-PERMESSO DI COSTRUIRE (legittimazione richiesta titolo) 61-PERMESSO DI COSTRUIRE (prescrizioni) 62-PERMESSO DI COSTRUIRE (proroga) 63-PERMESSO DI COSTRUIRE (volturazione) 64-PERTINENZE EDILIZIE ED URBANISTICHE 65-PIANI PIANIFICATORI ED ATTUATIVI 66-PIANI PIANIFICATORI ED ATTUATIVI (aree a
opere che pur rientrando nella fascia stessa, siano arretrate rispetto ad opere preesistenti qual nel caso il muro di confine con la strada. Tale principio trova applicazione per tutte le opere stabilmente realizzate sul terreno, a prescindere dalla loro tipologia, utilizzazione e dalla precariet dei materiali utilizzati. Trattandosi di vincolo assoluto permanente e inderogabile, non occorre alcuna particolare motivazione che si faccia carico della situazione in concreto, essendo sufficiente la verifica della violazione del limite di distanza dalla strada dato che latto di diniego si configura come un provvedimento del tutto vincolato. Dal che consegue anche linfondatezza del vizio di disparit di trattamento, peraltro genericamente dedotta, non potendo giustificare eventuali illegittime precedenti autorizzazioni ladozione di un provvedimento in ripetuta violazione della legge. Neppure lesistenza di un muro di confine fra lopera abusiva e la fascia posta a rispetto della strada pu costituire una deroga al divieto posto dalla legge posto che verificandosi la necessit anche tale muro di cinta pu essere oggetto di interventi ripristinatori. --------------La specialit del procedimento di condono edilizio, rispetto all'ordinario procedimento di rilascio della concessione ad edificare, e l'assenza di una specifica previsione in ordine alla sua necessit rendono, per il rilascio della concessione in sanatoria c.d. straordinaria (o condono), il parere della Commissione edilizia non obbligatorio ma, tutt'al pi, facoltativo, al fine di acquisire eventuali informazioni e valutazioni con riguardo a particolari e sporadici casi incerti e complessi, in assenza dei quali il rilascio della concessione in sanatoria subordinato alla semplice verifica dei numerosi presupposti e delle condizioni espressamente e chiaramente fissati dal legislatore.
Va detto che un pacifico orientamento giurisprudenziale che il Collegio non ha motivo di disattendere, ha da tempo affermato che il vincolo di inedificabilit gravante sulla fascia di rispetto stradale abbia carattere assoluto e prescinda dalle caratteristiche dellopera realizzata, in quanto il divieto di costruzione sancito dallart. 9 della legge n. 729 del 1961 e dal successivo D.M. 01.04.1968 n. 1404 non pu essere inteso restrittivamente al solo scopo di prevenire lesistenza di ostacoli materiali suscettibili di costituire, per la loro prossimit alla sede stradale, pregiudizio alla sicurezza del traffico e allincolumit delle persone, ma appare correlato alla pi ampia esigenza di assicurare unarea contigua allarteria stradale utilizzabile in qualsiasi momento dallEnte proprietario o gestore per lesecuzione di lavori ivi compresi quelli di ampliamento senza limiti connessi alla presenza di costruzioni; pertanto tale distanze vanno mantenute anche con riferimento ad opere che pur rientrando nella fascia stessa, siano arretrate rispetto ad opere preesistenti qual nel caso il muro di confine con la strada (cfr. sul punto Cons. Stato, sez. IV, 30.09.2008 n. 4719). Tale principio trova applicazione per tutte le opere stabilmente realizzate sul terreno, a prescindere dalla loro tipologia, utilizzazione e dalla precariet dei materiali utilizzati. Trattandosi di vincolo assoluto permanente e inderogabile, non occorre alcuna particolare motivazione che si faccia carico della situazione in concreto, essendo sufficiente la verifica della violazione del limite di distanza dalla strada dato che latto di diniego si configura come un provvedimento del tutto vincolato. Dal che consegue anche linfondatezza del vizio di disparit di trattamento, peraltro genericamente dedotta, non potendo giustificare eventuali illegittime precedenti autorizzazioni ladozione di un provvedimento in ripetuta violazione della legge. Neppure lesistenza di un muro di confine fra lopera abusiva e la fascia posta a rispetto della strada pu costituire una deroga al divieto posto dalla legge posto
standard) 67-PISCINE 68-PUBBLICO IMPIEGO 69-RIFIUTI E BONIFICHE 70-RINNOVO/PROROGA CONTRATTI 71-RUDERI 72-RUMORE 73-SAGOMA EDIFICIO 74-SANATORIA GIURISPRUDENZIALE 75-SCOMPUTO OO.UU. 76-SEGRETARI COMUNALI 77-SIC-ZPS - VAS - VIA 78-SICUREZZA SUL LAVORO 79-SINDACATI & ARAN 80-SOPPALCO 81-SOTTOTETTI 82-SUAP 83-STRADA PUBBLICA o PRIVATA o PRIVATA DI USO PUBBLICO 84-TELEFONIA MOBILE 85-VERANDA 86-VINCOLO CIMITERIALE 87-VINCOLO IDROGEOLOGICO 88-VINCOLO PAESAGGISTICO + ESAME IMPATTO PAESISTICO + VINCOLO MONUMENTALE 89-VINCOLO STRADALE 90-VOLUMI TECNICI
che verificandosi la necessit anche tale muro di cinta pu essere oggetto di interventi ripristinatori. La circostanza che dalla data di realizzazione dellopera il Comune non abbia adottato alcun provvedimento repressivo non costituisce legittimo affidamento al mantenimento del manufatto abusivo n impedimento per lAmministrazione al ripristino della legalit in occasione dellesame della domanda di sanatoria. Quanto alla mancanza del parere della C.E., va detto che lorientamento costante dei giudici amministrativi nel senso che la specialit del procedimento di condono edilizio, rispetto all'ordinario procedimento di rilascio della concessione ad edificare, e l'assenza di una specifica previsione in ordine alla sua necessit rendono, per il rilascio della concessione in sanatoria c.d. straordinaria (o condono), il parere della Commissione edilizia non obbligatorio ma, tutt'al pi, facoltativo, al fine di acquisire eventuali informazioni e valutazioni con riguardo a particolari e sporadici casi incerti e complessi, in assenza dei quali il rilascio della concessione in sanatoria subordinato alla semplice verifica dei numerosi presupposti e delle condizioni espressamente e chiaramente fissati dal legislatore (cfr. tra le tante Cons. Stato, sez. IV, 03.08.2010 n. 5156) (TAR Toscana, Sez. III, sentenza 23.07.2012 n. 1347 - link a www.giustizia-amministrativa.it). EDILIZIA PRIVATA: Diniego di rilascio del Permesso di costruire nel
caso in cui la costruzione ricada nella fascia di rispetto stradale.
E legittimo il diniego di rilascio di un permesso di costruire per una costruzione che ricade nella fascia di rispetto stradale, atteso che il vincolo di rispetto stradale ha carattere assoluto, in quanto perseguente una serie concorrente di interessi pubblici fondamentali ed inderogabili; da ci deriva la conseguenza che il diniego di condono di un edificio abusivamente realizzato in violazione di detto vincolo non richiede un previo accertamento sulla effettiva pericolosit dello stesso per il traffico stradale (Cfr. Cons. Stato, sez. IV, 06.05.2010, n. 2644) (massima tratta da www.regione.piemonte.it - Consiglio di Stato, Sez. IV, sentenza 17.05.2012 n. 2842 - link a www.giustizia-amministrativa.it). EDILIZIA PRIVATA: OGGETTO: Distanza delle costruzioni dalle autostrade. In relazione al Suo quesito sulla distanza da rispettare dalle pertinenze autostradali nel caso in cui si debba costruire o condonare un manufatto edile, sia in zona rurale che in zona urbana (allinterno del centro urbano) osservo quanto segue (Regione Marche, parere 20.04.2012 n. 255/2012). EDILIZIA PRIVATA: Il divieto di costruire ad una certa distanza dalla
sede autostradale ha natura assoluta. Lo stesso, cio, ha una giustificazione che non ammette prova contraria. La sussistenza del divieto vale anche nel caso in cui il vincolo sopravvenga alla realizzazione della costruzione e nel caso in cui il sedime autostradale si trovi a un livello diverso da quello della realizzanda costruzione. Di talch le distanze previste dalla normativa NORMATIVA: vanno rispettate anche con riferimento ad opere che non superino il dt.finanze.it livello della sede stradale. Ovvero anche nel caso, invero speculare, di entilocali.leggiditalia.it costruzioni realizzate ad un livello superiore rispetto al sedime leggiditaliaprofessionale.it autostradale. simone.it --------------Lart. 4 d.m. 01.04.1968 n. 1404 si limita ad imporre il divieto di SITI REGIONALI edificazione senza ulteriormente specificare, onde deve ritenersi STAMPA lirrilevanza del carattere frontistante alla strada dellampliamento.
CONIUGATORE VERBI COSTO DI COSTRUZIONE
Il ricorso in esame rivolto avverso il parere negativo rilasciato dalla societ Autostrade relativamente alla deroga al rispetto delle distanze autostradali per la ristrutturazione di un immobile. Con il primo motivo i ricorrenti, dopo avere evidenziato come il vincolo di inedificabilit sia funzionale al perseguimento di interessi e utilit pubbliche, hanno lamentato lillegittimit del provvedimento impugnato in quanto, per la conformazione dei luoghi e le caratteristiche dellarea ove previsto lintervento
DIZIONARI indici ISTAT: link 1 - link 2-BG interessi legali:
link 3-MI link 1
METEO 1 - PAGINE bianche 2 - PAGINE gialle PREZZI:
osservatorio prezzi e tariffe prodotti petroliferi link 1 - link 2
PUBBLICO IMPIEGO: 1 - il portale pubblico per il lavoro 2 - mobilit
edilizio, non sarebbe ravvisabile, nella specie, alcun interesse o utilit pubblica nel rispetto del vincolo. Il motivo infondato: il divieto di costruire ad una certa distanza dalla sede autostradale ha natura assoluta (da ultimo Cass. civ. II 22.11.2010 n. 22422). Lo stesso, cio, ha una giustificazione che non ammette prova contraria. La sussistenza del divieto vale anche nel caso in cui il vincolo sopravvenga alla realizzazione della costruzione e nel caso in cui il sedime autostradale si trovi a un livello diverso da quello della realizzanda costruzione. Di talch le distanze previste dalla normativa vanno rispettate anche con riferimento ad opere che non superino il livello della sede stradale (Cass., II, 01.06.1995, n. 6118; Cons. di St., IV, 18.10.2002, n. 5716; id., 25.09.2002, n. 4927; TAR CampaniaSalerno, II, 09.04.2009, n. 1383). Ovvero anche nel caso, invero speculare, di costruzioni realizzate ad un livello superiore rispetto al sedime autostradale (Cass. civ. II 03.02.2005 n. 2164). -------------Con il secondo motivo i ricorrenti invocano il disposto dellart. 26, comma 2, del d.p.r. 495/1992 recante regolamento di esecuzione del codice della strada sostenendo che il divieto di costruzione vale esclusivamente riguardo alle costruzioni che fronteggiano la strada e non gi gli ampliamenti non fronteggianti la strada per essere, ad esempio, che come nel caso di specie . Il motivo infondato. Il complesso normativo che regole le distanze dalle strade ancora costituito dal d.m. 01.04.1968 n. 1404 per effetto della norma transitoria contenuta allart. 234, comma 5, cds che recita: Le norme di cui agli articoli 16, 17 e 18 si
applicano successivamente alla delimitazione dei centri abitati prevista dall'articolo 4 ed alla classificazione delle strade prevista dall'articolo 2, comma 2. Fino all'attuazione di tali adempimenti si applicano le previgenti disposizioni in materia.
Poich il decreto ministeriale previsto dallart. 2, comma 8, non stato mai emanato, con conseguente impossibilit di classificazione delle strade, per effetto del disposto della norma transitoria di cui allart. 234, comma 5, cds ancora applicabile il complesso normativo previgente cio per quanto qui interessa il d.m. 01.04.1968 n. 1404. La misura della fascia di rispetto autostradale cos come disciplinata dall'art. 26 del regolamento di attuazione del codice della strada e dall'art. 16, comma 3, c. strad., in base al disposto dell'art. 234, comma 5, del codice, si applica "successivamente alla delimitazione dei centri abitati prevista dall'art. 4 ed alla
classificazione delle strade prevista dall'art. 2, comma 2. Fino all'attuazione di tali adempimenti si applicano le previgenti disposizioni in materia ". La
classificazione delle strade in conformit alle indicazioni di cui all'art. 2, comma 2, demandata ad un decreto del Ministro delle infrastrutture, non emanato, con conseguente inapplicabilit della norme richiamate (TAR Toscana Firenze, sez. III, 12.07.2010, n. 2449). Orbene lart. 4 d.m. 01.04.1968 n. 1404 si limita ad imporre il divieto di edificazione senza ulteriormente specificare, onde deve ritenersi lirrilevanza del carattere frontistante alla strada dellampliamento (TAR Liguria, Sez. I, sentenza 13.02.2012 n. 281 - link a www.giustizia-amministrativa.it).
EDILIZIA PRIVATA: Il vincolo di inedificabilit gravante sulla fascia di
rispetto autostradale ha carattere assoluto e prescinde dalla caratteristiche dellopera realizzata, in quanto il divieto di costruzione sancito dallart. 9 della l. n. 729/1961 e dal successivo d.m. n. 1404/1968 non pu essere inteso restrittivamente al solo scopo di prevenire lesistenza di ostacoli materiali suscettibili di costituire, per la loro prossimit alla sede autostradale, pregiudizio alla sicurezza del traffico e alla incolumit delle persone, ma appare correlato alla pi ampia esigenza di assicurare una fascia di rispetto utilizzabile,
alloccorrenza, dal concessionario, per lesecuzione dei lavori, per limpianto dei cantieri, per il deposito di materiali, per la realizzazione di opere accessorie, senza limiti connessi alla presenza di costruzioni. Cosicch le distanze previste vanno osservate anche con riferimento ad opere che non superino il livello della sede stradale o che costituiscano mere sopraelevazioni o che, pur rientrando nella fascia, siano arretrate rispetto alle opere preesistenti. Come affermato da recente giurisprudenza, che il Collegio condivide, il vincolo di inedificabilit gravante sulla fascia di rispetto autostradale ha carattere assoluto e prescinde dalla caratteristiche dellopera realizzata, in quanto il divieto di costruzione sancito dallart. 9 della l. n. 729/1961 e dal successivo d.m. n. 1404/1968 non pu essere inteso restrittivamente al solo scopo di prevenire lesistenza di ostacoli materiali suscettibili di costituire, per la loro prossimit alla sede autostradale, pregiudizio alla sicurezza del traffico e alla incolumit delle persone, ma appare correlato alla pi ampia esigenza di assicurare una fascia di rispetto utilizzabile, alloccorrenza, dal concessionario, per lesecuzione dei lavori, per limpianto dei cantieri, per il deposito di materiali, per la realizzazione di opere accessorie, senza limiti connessi alla presenza di costruzioni. Cosicch le distanze previste vanno osservate anche con riferimento ad opere che non superino il livello della sede stradale (Cass. civ., n. 6118/1995) o che costituiscano mere sopraelevazioni (Cass. civ., n. 193/1987) o che, pur rientrando nella fascia, siano arretrate rispetto alle opere preesistenti (TAR Campania, Napoli, VIII, 14.03.2011, n. 1461; altres, ex multis, Cassazione
civile, II, 03.11.2010, n. 22422; Consiglio di Stato, IV, 14.04.2010, n. 2076) (TAR Lombardia-Milano, Sez. IV, sentenza 05.10.2011 n. 2353 - link a www.giustizia-amministrativa.it). EDILIZIA PRIVATA: Per espresso dato normativo (art. 9 della legge
24/07/1961 n. 729), le fasce di rispetto autostradali sono soggette a vincolo di inedificabilit assoluta non suscettibile a deroghe o sanatorie. Sul punto conforta altres lorientamento giudice di seconde cure. Il Consiglio di Stato ha chiarito come le opere realizzate all'interno della fascia di rispetto autostradale prevista al di fuori del perimetro del centro abitato (fascia di sessanta metri) sono ubicate in aree assolutamente inedificabili e, pertanto, se costruite dopo l'imposizione del vincolo, rientrano nella previsione di cui all'articolo 33, comma 1, lettera d), della legge 28.02.1985, n. 47 e non sono suscettibili di sanatoria. Le distanze previste dalla norma suddetta vanno rispettate anche con riferimento ad opere che non superino il livello della sede stradale o che costituiscano mere sopralevazioni o che, pur rientrando nella fascia, siano arretrate rispetto alle opere preesistenti. In altri termini, in presenza di una norma introduttiva di un vincolo di inedificabilit assoluto, non pu operare, allinterno del procedimento volto alleventuale rilascio di una concessione edilizia in sanatoria, listituto del silenzio significativo per lacquisizione del parere da parte dellautorit preposta alla tutela dello specifico vincolo. N come gi sopra evidenziato, possono venire il rilievo le caratteristiche concrete delle opere abusive realizzate nellambito della fascia medesima.
Analoga questione stata gi affrontata da questa sezione con la condivisibile sentenza n. 1070/2009 dalla quale il Collegio non trae oggi motivo di discostarsi. Ed invero il dettato letterale dellart. 23, comma nono, della L.R. n. 37/1985 prevede la concedibilit del titolo edilizio in sanatoria per le costruzioni realizzate allinterno delle fasce di rispetto stradali, come definite dal D.M.
01/04/1968 e semprech a giudizio degli enti preposti alla tutela della viabilit le costruzioni stesse non costituiscano minaccia alla sicurezza del traffico . Si osserva a tal fine che per espresso dato normativo (art. 9 della legge 24/07/1961 n. 729), le fasce di rispetto autostradali sono soggette a vincolo di inedificabilit assoluta non suscettibile a deroghe o sanatorie. Sul punto conforta altres lorientamento giudice di seconde cure. Il Consiglio di Stato ha chiarito come le opere realizzate all'interno della fascia di rispetto autostradale prevista al di fuori del perimetro del centro abitato (fascia di sessanta metri) sono ubicate in aree assolutamente inedificabili e, pertanto, se costruite dopo l'imposizione del vincolo, rientrano nella previsione di cui all'articolo 33, comma 1, lettera d), della legge 28.02.1985, n. 47 e non sono suscettibili di sanatoria. A tale riguardo giova premettere che, ai sensi dell'articolo 41-septies, commi 1 e 2, della legge urbanistica 17.08.1942, n. 1150 (articolo aggiunto dall'articolo 19 della l. 06.08.1967, n. 765) "Fuori del perimetro dei centri abitati debbono
osservarsi nell'edificazione distanze minime a protezione del nastro stradale, misurate a partire dal ciglio della strada. Dette distanze vengono stabilite con decreto del Ministro per i Lavori pubblici di concerto con i Ministri per i trasporti e per l'Interno, entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, in rapporto alla natura delle strade ed alla classificazione delle strade stesse, escluse le strade vicinali e di bonifica".
Tale vincolo di inedificabilit configurato come assoluto nel caso di autostrade per le aree situate al di fuori del centro abitato, perch -ai sensi del D.M. 01.04.1968- esclusa ogni possibilit di deroga alla distanza minima, fissata in sessanta metri (la fascia di rispetto , invece, ridotta a venticinque metri all'interno del perimetro del centro abitato ed derogabile a mente dell'articolo 9, comma 1, della legge 24.07.1961, n. 729). [...] Va, inoltre, osservato che il carattere assoluto del vincolo sussiste a prescindere dalla concrete caratteristiche dell'opera realizzata. Infatti il divieto di costruire ad una certa distanza dalla sede autostradale, posto dall'articolo 9 della legge 24.07.1961, n. 729 e dal successivo d.m. 01.04.1968, non pu essere inteso restrittivamente e cio come previsto al solo scopo di prevenire l'esistenza di ostacoli materiali emergenti dal suolo e suscettibili di costituire, per la loro prossimit alla sede autostradale, pregiudizio alla sicurezza del traffico ed alla incolumit delle persone, ma appare correlato alla pi ampia esigenza di assicurare una fascia di rispetto utilizzabile, all'occorrenza, dal concessionario, per l'esecuzione dei lavori, per l'impianto dei cantieri, per il deposito di materiali, per la realizzazione di opere accessorie, senza vincoli limitativi connessi con la presenza di costruzioni. Pertanto le distanze previste dalla norma suddetta vanno rispettate anche con riferimento ad opere che non superino il livello della sede stradale (in termini, Cass. civ., 01.06.1995, n. 6118) o che costituiscano mere sopralevazioni (v. Cass. civ., 14.01.1987, n. 193), o che, pur rientrando nella fascia, siano arretrate rispetto alle opere preesistenti (Cons. Stato, sez. IV, 18.10.2002 n. 5716; Cons. Stato, sez. IV, 25.09.2002 n. 4927; Cons. Stato, sez. V, 08.09.1994 n. 968). In altri termini, in presenza di una norma introduttiva di un vincolo di inedificabilit assoluto, non pu operare, allinterno del procedimento volto alleventuale rilascio di una concessione edilizia in sanatoria, listituto del silenzio significativo per lacquisizione del parere da parte dellautorit preposta alla tutela dello specifico vincolo. N come gi sopra evidenziato, possono venire il rilievo le caratteristiche concrete delle opere abusive realizzate nellambito della fascia medesima (cfr. TAR Lombardia Brescia, sez. I, 30.04.2010, n. 1628; TAR Emilia Romagna Bologna, sez. II, 20.05.2009, n. 768; Consiglio Stato, sez. IV, 14.04.2010, n. 2076) (TAR Sicilia-Palermo, Sez. II, sentenza 20.09.2011 n. 1663 - link a www.giustizia-amministrativa.it).
EDILIZIA PRIVATA: Fascia di rispetto stradale - Art. 9 L. n. 729/1961 -
Finalit - Divieto assoluto di edificare - Verifica in concreto dei rischi per la circolazione stradale Necessit Esclusione.
Il divieto di costruire a una certa distanza dal nastro autostrdale, imposto dall'art. 9 l. n. 729/1961 e dal d.m. Lavori Pubblici 01.04.1968, non pu essere inteso restrittivamente, e cio come previsto al solo scopo di prevenire l'esistenza di ostacoli materiali emergenti dal suolo e suscettibilit di costituire, per la prossimit alla sede stradale, pregiudizio alla sicurezza del traffico e alla incolumit delle persone, in quanto correlato alla pi ampia esigenza di assicurare una fascia di rispetto utilizzabile, all'occorrenza, dal concessionario per l'esecuzione dei lavori, per l'impianto dei cantieri, per il deposito dei materiali, per la realizzazione di opere accessorie, senza limitazioni connesse alla presenza di costruzioni. Pertanto, il vincolo in questione, traducendosi in un divieto assoluto di costruire, rende legalmente inedificabili le aree site in fascia di rispetto stradale o autostradale, indipendentemente dalle caratteristiche dell'opera realizzata e dalla necessit di accertamento in concreto dei connessi rischi per la circolazione stradale (Cass. civ., sez. II, 03.11.2010 n. 22422; Cons. Stato, sez. IV, 14.04.2010 n. 2076).
Fascia di rispetto autostradale - Divieto di costruire a distanza inferiore a 25 metri - Art. 9, c. 1 L. n. 729/1961 - Vigenza - Autostrade costruite successivamente allentrata in vigore della legge.
Il divieto di costruire di ampliare edifici o manufatti di qualsiasi specie, a distanza inferiore a 25 m. dal limite della zona di occupazione dell'autostrada, di cui all'art. 9, 1 comma, l. 24.07.1961, n. 729, opera soltanto per le autostrade la cui costruzione avvenuta dopo l'entrata in vigore della legge medesima, oppure alle autostrade la cui costruzione stata gi concessa anteriormente a tale data. la stessa lettera della legge ad implicare tale conclusione, laddove fa riferimento alle autostrade e ai relativi accessi, previsti sulla base di progetti regolarmente approvati: tanto basta a rendere inapplicabile la nuova normativa ad autostrade gi edificate in base al generale principio della irretroattivit sancito dall'art. 11 delle preleggi (Consiglio di Stato sez. IV, 29.04. 2002 n. 2277) (Consiglio di Stato, Sez. IV, sentenza 08.06.2011 n. 3498 - link a www.ambientediritto.it). EDILIZIA PRIVATA: E' vero che, in base al T.U. n. 380/2001, la
ristrutturazione edilizia pu consistere nella demolizione e ricostruzione di un edificio, ma questo ha rilievo solo dal punto di vista edilizio. Ai fini dellapplicazione delle norme del Codice della Strada, invece, la demolizione e fedele ricostruzione assimilata ad una nuova costruzione (art. 26, commi 2 e 3, DPR n. 495/1992). Questo obbedisce allesigenza di rimuovere con il tempo situazioni di pericolo che preesistevano allintroduzione delle fasce di rispetto.
E' vero che, in base al T.U. n. 380/2001, la ristrutturazione edilizia pu consistere nella demolizione e ricostruzione di un edificio, ma questo ha rilievo solo dal punto di vista edilizio. Ai fini dellapplicazione delle norme del Codice della Strada, invece, la demolizione e fedele ricostruzione assimilata ad una nuova costruzione (art. 26, commi 2 e 3, DPR n. 495/1992). Questo obbedisce allesigenza di rimuovere con il tempo situazioni di pericolo che preesistevano allintroduzione delle fasce di rispetto (TAR Marche, sentenza 26.05.2011 n. 361 - link a www.giustizia-amministrativa.it). EDILIZIA PRIVATA: Fascia di rispetto autostradale - Vincolo di
inedificabilit
Nellambito della fascia di rispetto autostradale di 60 metri, prevista dal D.M. 01.04.1968 n. 1404, il vincolo di inedificabilit assoluto (conforme Cons. Stato, Sez. V, 25.09.2002 n. 4927), essendo a tal fine irrilevanti le caratteristiche concrete delle opere abusive realizzate nellambito della fascia
medesima; il divieto di costruire infatti in questo caso correlato alla esigenza di assicurare unarea libera utilizzabile dal concessionario dellautostrada alloccorrenza- per installarvi cantieri, depositare materiali e, comunque, per ogni necessit di gestione relativa ad interventi in loco sulla rete autostradale. (Tar Toscana, sez. II, sentenza 25.06.2007, n. 934; Tar Liguria, I, 05.07.2010, n. 5565; Cass. civ., II, 03.11.2010, n. 22422) (TAR Lombardia-Brescia, Sez. I, sentenza 21.03.2011 n. 450 - link a www.ambientediritto.it). EDILIZIA PRIVATA: D.M. 01.04.1968 n. 1404 - Fascia di rispetto
autostradale - Vincolo assoluto di inedificabilit - Condono edilizio Non ammissibile - Caratteristiche concrete delle opere abusive - Non rilevano.
Nell'ambito della fascia di rispetto autostradale di 60 metri, prevista dal D.M. 01.04.1968 n. 1404, il vincolo di inedificabilit assoluto e la sua violazione impedisce il conseguimento di una concessione edilizia a seguito di domanda di condono edilizio, essendo a tal fine irrilevanti le caratteristiche concrete delle opere abusive realizzate nell'ambito della fascia medesima (massima tratta da www.solom.it - TAR Lombardia-Milano, Sez. II, sentenza 02.03.2011 n. 603 link a www.giustizia-amministrativa.it). EDILIZIA PRIVATA: Fascia di rispetto autostradale - Inedificabilit
Le opere realizzate all'interno della fascia di rispetto autostradale prevista al di fuori del perimetro del centro abitato (fascia di sessanta metri) sono ubicate in aree assolutamente inedificabili e, pertanto, se costruite dopo l'imposizione del vincolo, rientrano nella previsione di cui all'articolo 33, comma 1, lettera d), della legge 28.02.1985, n. 47 e non sono suscettibili di sanatoria.
Insuscettibilit
Vincolo autostradale - Carattere assoluto - Caratteristiche dellopera Opere che non superino il livello della sede stradale - Rilevanza Esclusione.
Il carattere assoluto del vincolo di cui allart. 9 della L. n. 729/1961 sussiste a prescindere dalla concrete caratteristiche dell'opera realizzata. Infatti il divieto di costruire ad una certa distanza dalla sede autostradale, posto dal menzionato art. 9 e dal successivo d.m. 01.04.1968, non pu essere inteso restrittivamente e cio come previsto al solo scopo di prevenire l'esistenza di ostacoli materiali emergenti dal suolo e suscettibili di costituire, per la loro prossimit alla sede autostradale, pregiudizio alla sicurezza del traffico ed alla incolumit delle persone, ma appare correlato alla pi ampia esigenza di assicurare una fascia di rispetto utilizzabile, all'occorrenza, dal concessionario, per l'esecuzione dei lavori, per l'impianto dei cantieri, per il deposito di materiali, per la realizzazione di opere accessorie, senza vincoli limitativi connessi con la presenza di costruzioni. Pertanto le distanze previste dalla norma suddetta vanno rispettate anche con riferimento ad opere che non superino il livello della sede stradale (in termini, Cass. civ., 01.06.1995, n. 6118) o che costituiscano mere sopralevazioni (v. Cass. civ., 14.01.1987, n. 193), o che, pur rientrando nella fascia, siano arretrate rispetto alle opere preesistenti. (Cons. Stato, sez. IV, 30.09.2008, n. 4719; 18.10.2002 n. 5716; 25.09.2002 n. 4927; Cons. Stato, sez. V, 08.09.1994 n. 968) (TAR Sicilia-Palermo, Sez. II, sentenza 11.01.2011 n. 24 - link a www.ambientediritto.it).
EDILIZIA PRIVATA: Le norme sulle distanze in materia urbanistica di
cui agli articoli 19 l. 06.08.1967 n. 765 e 4 d.m. 01.04.1968 -le quali prescrivono che le distanze minime a protezione del nastro stradale debbono osservarsi nell'edificazione fuori del perimetro dei centri abitati- hanno lo scopo di garantire la sicurezza della circolazione stradale nei confronti di quanti transitano sulle strade o passano nelle immediate vicinanze ovvero in queste abitano od operano.
Pertanto, esse impongono all'attivit edificatoria un vincolo (ontologico e funzionale) d'assoluta inedificabilit la cui applicazione costituisce puntuale esecuzione dell'art. 33 l. 28.02.1985 n. 47. La Sezione condivide lorientamento giurisprudenziale secondo cui le norme sulle distanze in materia urbanistica di cui agli articoli 19 l. 06.08.1967 n. 765 e 4 d.m. 01.04.1968 -le quali prescrivono che le distanze minime a protezione del nastro stradale debbono osservarsi nell'edificazione fuori del perimetro dei centri abitati- hanno lo scopo di garantire la sicurezza della circolazione stradale nei confronti di quanti transitano sulle strade o passano nelle immediate vicinanze ovvero in queste abitano od operano. Pertanto, esse impongono all'attivit edificatoria un vincolo (ontologico e funzionale) d'assoluta inedificabilit la cui applicazione costituisce puntuale esecuzione dell'art. 33 l. 28.02.1985 n. 47 (cfr. TAR Puglia Bari, sez. II, 08.01.2003 n. 20)" (TAR Roma-Latina, Sez. I, sentenza 15.12.2010 n. 1981 link a www.giustizia-amministrativa.it). EDILIZIA PRIVATA: Sebbene la fascia di rispetto della strada
demaniale sia vincolata ad inedeficabilit assoluta dalla normativa vigente, il divieto di costruire su tale striscia di terreno non impedisce che essa sia computata come superficie fondiaria, ai fini del calcolo dellindice di fabbricabilit. In altri termini, il proprietario non pu costruire sulla parte di fondo fiancheggiante la strada pubblica, ma ci non impedisce che tale superficie debba essere presa in considerazione ai fini della determinazione della volumetria complessivamente edificabile, in quanto lo strumento urbanistico determina lindice di fabbricabilit facendo riferimento al rapporto tra volume della costruzione e superficie del fondo, ivi compresa la parte vincolata al rispetto della sicurezza stradale.
Deve ritenersi che sebbene la fascia di rispetto della strada demaniale sia vincolata ad inedeficabilit assoluta dalla normativa vigente, il divieto di costruire su tale striscia di terreno non impedisce che essa sia computata come superficie fondiaria, ai fini del calcolo dellindice di fabbricabilit. In altri termini, il proprietario non pu costruire sulla parte di fondo fiancheggiante la strada pubblica, ma ci non impedisce che tale superficie debba essere presa in considerazione ai fini della determinazione della volumetria complessivamente edificabile, in quanto lo strumento urbanistico determina lindice di fabbricabilit facendo riferimento al rapporto tra volume della costruzione e superficie del fondo, ivi compresa la parte vincolata al rispetto della sicurezza stradale (TAR Calabria-Catanzaro, Sez. I, sentenza 14.12.2010 n. 2945 - link a www.giustizia-amministrativa.it). EDILIZIA PRIVATA: L'area sita in fascia di rispetto, sebbene
inedificabile, esprime una volumetria concentrabile sulle aree adiacenti esterne a detta fascia, secondo i parametri nelle stesse fissate e, quindi, concorre per intero alla determinazione della superficie utile ai fini del calcolo della cubatura assentibile e della superficie che pu essere coperta. Ci corrisponde ad un principio pacifico e consolidato in giurisprudenza, secondo cui la fascia di rispetto partecipa, come regola generale e salvi gli specifici obblighi da essa nascenti, della natura e della disciplina della zona nella quale essa inserita, concorrendo alla determinazione delle capacit edificatorie della pi vasta area in cui essa inclusa. Il vincolo derivante da una fascia di rispetto stradale ha l'effetto urbanistico di prescrivere un semplice obbligo di distanza, ma non quello di rendere inedificabile l'area che vi ricade, posto che la "ratio" delle disposizioni che danno origine alla cosiddetta "zona di rispetto viario" sono quelle di garantire la sicurezza della circolazione stradale,
con la conseguenza che tali aree possono essere computabili ai fini della volumetria edificabile. Le norme che impongono vincoli di rispetto dalla sede stradale operano al pari della disciplina sulle distanze tra costruzioni e tra costruzioni e confini, che hanno natura edilizia ed impongono arretramenti e distacchi, senza incidenza sulla vocazione edificatoria del suolo compreso nella distanza, la quale, a sua volta, trae origine dalla disciplina a natura urbanistica. La fascia di rispetto stradale costituisce un vincolo al quale riconosciuta natura conformativa, per essere configurato in maniera obiettiva e rispetto
alla totalit dei soggetti e beni che si trovano nelle suddette condizioni nonch in considerazione del fatto che esso non funzionale ad alcuna vicenda ablatoria, per cui non incide sulla qualit edificatoria della superficie, che deriva esclusivamente dalla destinazione impressa dalla zonizzazione nello strumento urbanistico. Lamministrazione sostiene, nella specie, che larea derivante dalla fascia di rispetto stradale, essendo graficizzata come zona bianca, non potrebbe essere computata ai fini volumetrici, non essendo compresa tra le aree a destinazione agricola. Osserva il Collegio che l'area sita in fascia di rispetto, sebbene inedificabile, esprime una volumetria concentrabile sulle aree adiacenti esterne a detta fascia, secondo i parametri nelle stesse fissate e, quindi, concorre per intero alla determinazione della superficie utile ai fini del calcolo della cubatura assentibile e della superficie che pu essere coperta. Ci corrisponde ad un principio pacifico e consolidato in giurisprudenza, secondo cui la fascia di rispetto partecipa, come regola generale e salvi gli specifici obblighi da essa nascenti, della natura e della disciplina della zona nella quale essa inserita, concorrendo alla determinazione delle capacit edificatorie della pi vasta area in cui essa inclusa (conf: Cons. Stato Sez. IV 31.01.2005 n. 253; TAR Campania-Salerno, Sez. I, 27/11/2006, n. 2178; TAR Catania, I, 15.10.2007 n. 1663, in cui si richiama Cass. Civ., Sez. I 06.09.2006 n. 19132; TAR Toscana n. 1982 del 2000). In definitiva, il vincolo derivante da una fascia di rispetto stradale ha l'effetto urbanistico di prescrivere un semplice obbligo di distanza, ma non quello di rendere inedificabile l'area che vi ricade, posto che la "ratio" delle disposizioni che danno origine alla cosiddetta "zona di rispetto viario" sono quelle di garantire la sicurezza della circolazione stradale, con la conseguenza che tali aree possono essere computabili ai fini della volumetria edificabile. La tesi del Comune e la conclusione della relazione, posta alla base dellattivit amministrativa svolta in via di autotutela non condivisibile, poich la ricostruzione della cubatura assentibile effettuata appare viziata dal medesimo errore di fondo e, cio, l'aver escluso, dalla superficie "utile" dellunit culturale, quella oggetto della fascia di rispetto stradale. In particolare, le norme che impongono vincoli di rispetto dalla sede stradale operano al pari della disciplina sulle distanze tra costruzioni e tra costruzioni e confini, che hanno natura edilizia ed impongono arretramenti e distacchi, senza incidenza sulla vocazione edificatoria del suolo compreso nella distanza, la quale, a sua volta, trae origine dalla disciplina a natura urbanistica. Nella specie, la volumetria derivante dalla fascia di rispetto (pari a quella agricola 0,03) non determina un superamento della densit fondiaria: infatti per le residenze previsto un indice di densit fondiaria di edificazione=0,03 mc/mq che il medesimo previsto anche per la restante propriet. Pertanto, non risultando dimostrato che laccorpamento della volumetria, derivante anche dal computo della fascia di rispetto, abbia superato i limiti della densit fondiaria, non esiste alcuna valida ragione per ritenere i provvedimenti autorizzativi a suo tempo assentiti non conformi alle previsioni legislative e regolamentari disciplinati la fattispecie, trattandosi, peraltro, di situazioni urbanistiche assolutamente equiparabili (TAR Calabria-Catanzaro, Sez. I,
sentenza 17.11.2010 n. 2709 - link a www.giustizia-amministrativa.it). EDILIZIA PRIVATA: La fascia di rispetto stradale ha un contenuto
omnicomprensivo, che incide sulla recinzione e su qualsiasi altro manufatto avente carattere di consistenza e stabilit.
Gli interventi in questione, oggetto dellimpugnata ordinanza, sono costituiti dallinstallazione di sette pali metallici alti 9 metri posti a sostegno di fari, dieci lampioni alti 3,50 metri, quattro pali portabandiera alti 7-8 metri, una zona lavaggio auto con calcestruzzo grigliato, un cartellone pubblicitario, due tettoie, zona pavimentata con grigliato in calcestruzzo, recinzione e cancello metallici anzich in legno, recinzione su cordolo in cemento armato. Trattasi di opere che, nellinsieme, per dimensioni e destinazione modificano in via definitiva lassetto del territorio, in contrasto sia con la zonizzazione agricola, sia con le preclusioni derivanti dalla fascia di rispetto stradale in cui esse ricadono. Le ricorrenti, in particolare, affermano che la recinzione ed il cancello in esame rientrano tra gli interventi liberamente realizzabili, in quanto espressione del diritto di escludere i terzi dalla propriet privata. Al riguardo occorre considerare che la predetta fascia di rispetto ha un contenuto omnicomprensivo, che incide sulla recinzione e su qualsiasi altro manufatto avente carattere di consistenza e stabilit (TAR Toscana, III, 20/05/2002, n. 1035). Inoltre, come specificato al punto 10 della contestata ordinanza, una parte della recinzione su cordolo in calcestruzzo, il quale richiede il rilascio del permesso di costruire e giustifica di per s lordine di rimessa in pristino, a prescindere dagli effetti della destinazione a fascia di rispetto stradale (TAR Lombardia, Milano, IV, 29/12/2009, n. 6266) (TAR Toscana, Sez. III, sentenza 04.10.2010 n. 6437 - link a www.giustizia-amministrativa.it). EDILIZIA PRIVATA: Fascia di rispetto stradale e autostradale - Artt.
16, 17 e 18 C.d.S. e Artt. 26-28 Regolamento di attuazione - Limiti alledificazione - Finalit - Parcheggi pertinenziali - Disciplina ex art. 6 L.r. Campania n. 19/2001 - Applicabilit - Esclusione.
L'esistenza di limiti all'edificazione da rispettare con riferimento al nastro di autostrade e strade, tanto fuori del centro abitato che nell'ambito di quest'ultimo, deriva direttamente dalla normativa del Codice della Strada (artt. 16, 17, e 18 Decr. Leg.vo 285/1992) e del suo Regolamento di attuazione (artt. 26, 27, e 28 D.P.R. 495/1992). Il limite in questione finalizzato a mantenere una fascia di rispetto utilizzabile per l'esecuzione di lavori, l'impianto di cantieri, l'eventuale allargamento della sede stradale, e per evitare possibili pregiudizi alla percorribilit della via di comunicazione; per cui le relative distanze vanno rispettate anche con riferimento ad opere che non superino il livello della sede stradale (cfr. Cons. di Stato sez. IV, n. 7275 del 23.12.2002; Cons. di Stato sez. IV, n. 5716 del 18.10.2002; TAR Campania-Napoli n. 5226 del 05.12.2001). Sulla base di tali premesse deve allora escludersi che possa trovare applicazione la speciale disciplina prevista dall'art. 6 L. Reg. Campania 19/2001 in tema di parcheggi pertinenziali: il comma 8 assicura la prevalenza di essa rispetto alle sole disposizioni dei Regolamenti edilizi comunali, ma non pu superare previsioni che promanano da norme primarie anch'esse speciali.
Fascia di rispetto autostradale - Tutela dellincolumit pubblica Applicabilit dellistituto del silenzio-assenso - Esclusione. - Art. 19, c. 4, L. n. 241/1990.
La fascia di rispetto autostradale, disciplinata dallart. 18 del codice della strada e dallart. 28, comma 1, del relativo regolamento, che ne hanno fissato l'ampiezza in metri 30, prevista al fine di evitare possibili pregiudizi alla percorribilit delle strade e per assicurare lincolumit non solo dei conducenti dei veicoli, ma anche della popolazione che risiede vicino alle autostrade. Trattandosi, quindi, di un divieto che ha la funzione di assicurare l'incolumit
pubblica, non pu trovare applicazione il meccanismo del silenzio assenso, in virt dellespressa esclusione sancita dall'articolo 19, comma 4, della legge 241/1990 (TAR Campania-Napoli, Sez. II, sentenza 23.07.2010 n. 16967 - link a www.ambientediritto.it). EDILIZIA PRIVATA: Il divieto di costruire ad una certa distanza dalla
sede stradale non deve essere inteso restrittivamente, e cio come previsto al solo scopo di prevenire l'esistenza di ostacoli materiali emergenti dal suolo e suscettibili di costituire, per la loro prossimit alla sede autostradale, pregiudizio alla sicurezza del traffico ed alla sua incolumit delle persone, ma connesso alla pi ampia esigenza di assicurare una fascia di rispetto utilizzabile, all'occorrenza, dal concessionario, per l'esecuzione dei lavori, per l'impianto dei cantieri, per il deposito di materiali, per la realizzazione di opere accessorie, senza vincoli limitativi connessi con la presenza di costruzioni, sicch le distanze previste dalla normativa vanno rispettate anche con riferimento ad opere che non superino il livello della sede stradale.
Giova richiamare lart. 1 del D.Lgs. 16.12.1992, n. 495 (recante il regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada), a mente del quale le
distanze dal confine stradale all'interno dei centri abitati, da rispettare nelle nuove costruzioni, nelle demolizioni integrali e conseguenti ricostruzioni o negli ampliamenti fronteggianti le strade, non possono essere inferiori a: a) 30 m per le strade di tipo A []. Contrariamente a quanto ritenuto dai ricorrenti, il termine fronteggianti non si riferisce affatto ai soli manufatti in elevazione rispetto al livello della strada,
bens a tutte le costruzioni che si trovino, in proiezione orizzontale, di fronte al confine stradale, e siano dunque finitime ad esso. Per costante giurisprudenza, infatti, il divieto di costruire ad una certa distanza dalla sede stradale non deve essere inteso restrittivamente, e cio come previsto al solo scopo di prevenire l'esistenza di ostacoli materiali emergenti dal suolo e suscettibili di costituire, per la loro prossimit alla sede autostradale, pregiudizio alla sicurezza del traffico ed alla sua incolumit delle persone, ma connesso alla pi ampia esigenza di assicurare una fascia di rispetto utilizzabile, all'occorrenza, dal concessionario, per l'esecuzione dei lavori, per l'impianto dei cantieri, per il deposito di materiali, per la realizzazione di opere accessorie, senza vincoli limitativi connessi con la presenza di costruzioni, sicch le distanze previste dalla normativa vanno rispettate anche con riferimento ad opere che non superino il livello della sede stradale (Cass., II, 01.06.1995, n. 6118; Cons. di St., IV, 18.10.2002, n. 5716; id., 25.09.2002, n. 4927; TAR CampaniaSalerno, II, 09.04.2009, n. 1383). Del resto, gi la normativa precedente (art. 4 del D.M. 01.04.1968) -rispetto alla quale quella di cui allart. 1 del D. Lgs. 16.12.1992, n. 495 si pone in linea di coerente continuit stabiliva che alle distanze da osservarsi nella edificazione a partire dal ciglio della strada e da misurarsi in proiezione orizzontale, va aggiunta la larghezza dovuta alla proiezione di eventuali scarpate , con ci confermando che, al fine di escludere lapplicazione della fascia di rispetto stradale, non rileva che lautostrada corra (come nel caso di specie) su di un rilevato posto ad una quota superiore rispetto a quella del terreno oggetto della progettata edificazione. Per il resto, lart. 9 della legge 24.03.1989, n. 122, nella parte in cui consente di derogare agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi vigenti, costituisce norma eccezionale, non applicabile ex art. 14 disp. prel. c.c. oltre i casi in essa specificamente considerati (i divieti contenuti negli strumenti urbanistici e nei regolamenti edilizi) (TAR Liguria, Sez. I, sentenza 05.07.2010 n. 5565 - link a www.giustizia-amministrativa.it). EDILIZIA PRIVATA: Vincolo stradale - Finalit - Sicurezza della
circolazione - Impianto di cantieri e deposito di materiali - Opere realizzate a livello della sede stradale, non emergenti dal suolo -
Il divieto di costruire ad una certa distanza dalla sede stradale non deve essere inteso restrittivamente, e cio come previsto al solo scopo di prevenire l'esistenza di ostacoli materiali emergenti dal suolo e suscettibili di costituire, per la loro prossimit alla sede stradale, pregiudizio alla sicurezza del traffico ed alla sua incolumit delle persone, ma connesso alla pi ampia esigenza di assicurare una fascia di rispetto utilizzabile, all'occorrenza, dal concessionario, per l'esecuzione dei lavori, per l'impianto dei cantieri, per il deposito di materiali, per la realizzazione di opere accessorie, senza vincoli limitativi connessi con la presenza di costruzioni, sicch le distanze previste dalla normativa vanno rispettate anche con riferimento ad opere che non superino il livello della sede stradale (Cass., II, 01.06.1995, n. 6118; Cons. di St., IV, 18.10.2002, n. 5716; id., 25.09.2002, n. 4927; TAR Campania-Salerno, II, 09.04.2009, n. 1383) (TAR Liguria, Sez. I, sentenza 05.07.2010 n. 5565 - link a www.ambientediritto.it). EDILIZIA PRIVATA: Il divieto di inedificabilit nella fascia di rispetto
autostradale ha carattere assoluto e prescinde dalla caratteristica dellopera realizzanda e risulta finalizzato a mantenere una fascia di rispetto, utilizzabile per l'esecuzione di lavori, l'impianto di cantieri, l'eventuale allargamento della sede stradale, nonch per evitare possibili pregiudizi alla percorribilit della via di comunicazione; per cui le relative distanze vanno rispettate anche con riferimento ad opere che non superino il livello della sede stradale. Il Collegio osserva, in linea con la consolidata giurisprudenza ( ex plurimis Tar
Campania, Salerno, n. 1383/2009 e n. 89/2006) che: a) lesistenza di limiti di edificazione da rispettare con riferimento al nastro di autostrade e strade, tanto fuori del centro abitato che nell'ambito di quest'ultimo, deriva direttamente dalla normativa del Codice della Strada (artt. 16, 17 e 18 d.lvo 285/2002) e del suo Regolamento di attuazione, nonch per le sole autostrade dall'art. 9 della l. 729/1961: in particolare l'art. 28 del dpr 495/1992 fissa delle "fasce di rispetto per l'edificazione nei centri abitati " (mt. 30 per le strade di tipo A, cio per le autostrade), mentre il comma 1 dell'art. 9 l. n. 729/1961 pone comunque il divieto di realizzare qualsivoglia edificazione a distanza inferiore a mt. 25 dal limite della zona di occupazione dell'autostrada; b) la giurisprudenza ha in proposito precisato che il divieto di inedificabilit nella fascia di rispetto autostradale ha carattere assoluto e prescinde dalla caratteristica dellopera realizzanda (CS, sez. IV, n. 4618/2008) e risulta finalizzato a mantenere una fascia di rispetto, utilizzabile per l'esecuzione di lavori, l'impianto di cantieri, l'eventuale allargamento della sede stradale, nonch per evitare possibili pregiudizi alla percorribilit della via di comunicazione; per cui le relative distanze vanno rispettate anche con riferimento ad opere che non superino il livello della sede stradale (cfr. Cass. n. 6118 dell'01-06-1995; Cons. Stato, IV, n. 7275/2002, n. 5716/2002, n. 3731/2000; TAR Calabria, Catanzaro, n. 130/2003; TAR Campania, Napoli, n. 5226/2001); c) alla luce di quanto sopra deve escludersi che, con riferimento alla fascia di rispetto oggetto della presente controversia, possa trovare applicazione sia la speciale disciplina di cui allart. 9 della L. n. 122/1989 sia quella regionale dettata dall'art. 6, comma 8, della L.R. Campania n. 19/2001, atteso che nelle suddette disposizioni prevista la prevalenza rispetto alle sole disposizioni degli strumenti urbanistici e dei regolamenti edilizi comunali, con esclusione, quindi, delle previsioni che promanino direttamente da norme primarie anch'esse speciali (TAR Lazio-Roma, Sez. III, sentenza 17.05.2010 n. 11642 - link a www.giustizia-amministrativa.it). EDILIZIA PRIVATA: Il divieto di costruire ad una certa distanza dalla
sede stradale si applica anche nel caso di opere che costituiscono mera sopraelevazione di un edificio esistente.
Come noto, la giurisprudenza della Suprema Corte e quella del Consiglio di
Stato convergono nellaffermare che il divieto di costruire ad una certa distanza dalla sede stradale si applica anche nel caso di opere che costituiscono come nel caso allesame- mera sopraelevazione di un edificio esistente (cfr. Cass. Civile II Sez. n. 2164 del 2005 e Consiglio di Stato IV Sez. n. 5716 del 2002) (Consiglio di Stato, Sez. IV, sentenza 14.05.2010 n. 3032 - link a www.giustiziaamministrativa.it). EDILIZIA PRIVATA: Il divieto di edificare nelle fasce di rispetto
stradale risulta finalizzato a mantenere una fascia di rispetto, utilizzabile per lesecuzione di lavori, limpianto di cantieri, leventuale allargamento della sede stradale, nonch per evitare possibili pregiudizi alla percorribilit della via di comunicazione; per cui lo stesso di carattere assoluto, tanto che le relative distanze vanno rispettate anche con riferimento ad opere che non superino il livello della sede stradale. La fascia di rispetto stradale determina, dunque, una limitazione dello ius aedificandi: come stabilito dallart. 26 del Regolamento del Codice della Strada, al suo interno non consentito costruire, ricostruire o ampliare fabbricati.
Ai sensi dellarticolo 41-septies, commi 1 e 2 della legge urbanistica 17.08.1942, n. 1150 (articolo aggiunto dallarticolo 19 della l. 06.08.1967, n. 765) Fuori del
perimetro dei centri abitati debbono osservarsi nelledificazione distanze minime a protezione del nastro stradale, misurate a partire dal ciglio della strada. Dette distanze vengono stabilite con decreto del Ministro per i Lavori pubblici di concerto con i Ministri per i trasporti e per lInterno, entro sei mesi dallentrata in vigore della presente legge, in rapporto alla natura delle strade ed alla classificazione delle strade stesse, escluse le strade vicinali e di bonifica .
Lesistenza di limiti di edificazione da rispettare con riferimento al nastro di autostrade e strade, tanto fuori del centro abitato che nellambito di questultimo, deriva direttamente dalla normativa del Codice della Strada (artt. 16, 17 e 18 d.lvo 285/2002) e del suo Regolamento di attuazione, nonch per le sole autostrade dallart. 9 della l. 729/1961. La disciplina delle zone di rispetto stradale oggi dettata dal Codice della Strada, approvato con il D.Lgs. n. 285/1992, e dal relativo Regolamento di cui al D.P.R. n. 495/1992. E lart. 26 del D.P.R. n. 495/1992 in attuazione dellart. 16 del Codice della Strada- che detta la disciplina relativa alle fasce di rispetto fuori dai centri abitati, prescrivendo che: Fuori dai centri abitati le distanze dal confine
stradale, da rispettare nelle nuove costruzioni, nelle ricostruzioni conseguenti a demolizioni integrali o negli ampliamenti fronteggianti le strade, non possono essere inferiori a: d) 20 mt. per strade di tipo F, ad eccezione delle strade vicinali, come definite dallart. 3, comma 1, n. 52 del Codice; e) 10 mt. per le strade vicinali di tipo F;
A sua volta il comma 3 dispone: "3. Fuori dai centri abitati, come delimitati ai sensi dell'articolo 4 del codice, ma
all'interno delle zone previste come edificabili o trasformabili dallo strumento urbanistico generale, nel caso che detto strumento sia suscettibile di attuazione diretta, ovvero se per tali zone siano gi esecutivi gli strumenti urbanistici attuativi, le distanze dal confine stradale, da rispettare nelle nuove costruzioni, nelle ricostruzioni conseguenti a demolizioni integrali o negli ampliamenti fronteggianti le strade, non possono essere inferiori a: a) 30 m per le strade di tipo A; b) 20 m per le strade di tipo B; c) 10 m per le strade di tipo C. ".
Il divieto in oggetto, secondo la costante interpretazione della giurisprudenza, risulta finalizzato a mantenere una fascia di rispetto, utilizzabile per lesecuzione di lavori, limpianto di cantieri, leventuale allargamento della sede stradale,
nonch per evitare possibili pregiudizi alla percorribilit della via di comunicazione; per cui lo stesso di carattere assoluto, tanto che le relative distanze vanno rispettate anche con riferimento ad opere che non superino il livello della sede stradale (cfr. TAR Campania Salerno Sez. II sent. 1383 del 09.04.2009; Cassazione Civile, sezione II, n. 2164 del 03.02.2005). In termini pi generali, va comunque osservato che, poich il Codice della Strada contiene norme di rango primario in una materia, quale la sicurezza della circolazione stradale, attribuita alla legislazione esclusiva dello Stato, tali norme devono ritenersi oggetto di immediata applicazione sullintero territorio nazionale cosicch ad esse devono adeguarsi gli strumenti urbanistici locali, come del resto sistematicamente ricordano le deliberazioni regionali con le quali vengono approvati i P.R.G. e le relative varianti. La fascia di rispetto stradale determina, dunque, una limitazione dello ius aedificandi: come stabilito dallart. 26 del Regolamento del Codice della Strada, al suo interno non consentito costruire, ricostruire o ampliare fabbricati (TAR Campania-Napoli, Sez. II, sentenza 05.05.2010 n. 2673 - link a www.giustiziaamministrativa.it). EDILIZIA PRIVATA: Fascia di rispetto autostradale - Vincolo di inedificabilit assoluto - Fondamento - D.M. 01.04.1968 n. 1404. Nellambito della fascia di rispetto autostradale di 60 metri, prevista dal D.M. 01.04.1968 n. 1404, il vincolo di inedificabilit assoluto (Cons. Stato, Sez. V, 25.09.2002 n. 4927), essendo a tal fine irrilevanti le caratteristiche concrete delle opere abusive realizzate nellambito della fascia medesima; il divieto di costruire infatti in questo caso correlato alla esigenza di assicurare unarea libera utilizzabile dal concessionario dellautostrada -alloccorrenza- per installarvi cantieri, depositare materiali, per necessit varie e, comunque, per ogni necessit di gestione relativa ad interventi in loco sulla rete autostradale (Tar Toscana, 25.06.2007, n. 934) (TAR Lombardia-Brescia, Sez. I, sentenza 30.04.2010 n. 1628 - link a www.ambientediritto.it). EDILIZIA PRIVATA: Il vincolo di rispetto stradale ha carattere
assoluto, in quanto perseguente una serie concorrente di interessi pubblici fondamentali ed inderogabili. Il vincolo prescinde dalla caratteristiche dell'opera realizzata, in quanto il divieto di costruzione (sancito prima dall'art. 9 della L. n. 729/1961 e poi dal successivo D.M. n. 1404 del 1968) non pu essere inteso restrittivamente, cio al solo scopo di prevenire l'esistenza di ostacoli materiali suscettibili di costituire, per la loro prossimit alla sede stradale, pregiudizio alla sicurezza del traffico e alla incolumit delle persone, ma appare correlato alla pi ampia esigenza di assicurare una fascia di rispetto utilizzabile per finalit di interesse generale, ad esempio per l'esecuzione dei lavori, per l'impianto dei cantieri, per il deposito di materiali, per la realizzazione di opere accessorie, senza vincoli limitativi connessi alla presenza di costruzioni.
Come chiarito da univoca giurisprudenza penale ed amministrativa, le fasce di rispetto previste dal codice della strada, che comportano l'inedificabilit assoluta dell'area, vanno incluse tra i vincoli previsti dal citato articolo 33, lett. d). Ed infatti il codice stradale prevede, nell'ipotesi di violazione di dette fasce, l'obbligo per l'autore della stessa di "ripristino dei luoghi a proprie spese" (u.c. degli artt. 16, 17, 18, 19 cod. vigente). Deve, allora, escludersi l'applicabilit della sanatoria prevista dalla L. n. 326 del 2003 alle opere costruite abusivamente (Cons. St., sez. IV, 05.07.2000, n. 3731; cfr. Cass. Pen., Sez. III, 25-11-2008 n. 47106). Rileva la Sezione che il vincolo di rispetto stradale ha carattere assoluto, in quanto perseguente una serie concorrente di interessi pubblici fondamentali ed inderogabili (posti in evidenza dalla fondamentale sentenza della Corte Costituzionale n. 133 del 1971, che ha evidenziato anche come il vincolo rilevi
pur quando sopraggiunga alla realizzazione del manufatto, in ragione della riconducibilit del relativo regime giuridico alla categoria identificata dalla normativa primaria). Il vincolo, infatti, prescinde dalla caratteristiche dell'opera realizzata, in quanto il divieto di costruzione (sancito prima dall'art. 9 della L. n. 729/1961 e poi dal successivo D.M. n. 1404 del 1968) non pu essere inteso restrittivamente, cio al solo scopo di prevenire l'esistenza di ostacoli materiali suscettibili di costituire, per la loro prossimit alla sede stradale, pregiudizio alla sicurezza del traffico e alla incolumit delle persone, ma appare correlato alla pi ampia esigenza di assicurare una fascia di rispetto utilizzabile per finalit di interesse generale, ad esempio per l'esecuzione dei lavori, per l'impianto dei cantieri, per il deposito di materiali, per la realizzazione di opere accessorie, senza vincoli limitativi connessi alla presenza di costruzioni (Consiglio di Stato, sez. IV, 18.10.2002, n. 5716; id., 30.09.2008, n. 4719; id. 12.02.2010, n. 772). Daltra parte, la correlazione del vincolo di rispetto stradale con la tutela di interessi fondamentali della collettivit traspare dalla semplice osservazione dellentit e quantit delle opere accessorie necessarie per tutelare i diritti fondamentali delle persone che abitano in insediamenti sorti incontrollatamente a ridosso delle sedi stradali (barriere antiacustiche, barriere antisfondamento, strumenti di protezione e mitigazione visiva ed ambientale, ecc. ), opere poste a carico delle finanze pubbliche e, quindi, dellintera collettivit. Non rileva in contrario la giurisprudenza di questo Consiglio, sulla realizzabilit nella fascia di rispetto di manufatti completamente interrati e di modesta entit, tale da non compromettere gli interessi pubblici coinvolti (C.d.S sez. V, 19.06.2003, n. 3641 ). Infatti, nel caso di specie la domanda di condono ha riguardato un vano seminterrato, quindi parzialmente sporgente dal terreno, tale da compromettere i sopra evidenziati profili di viabilit e di sicurezza. Quanto al profilo della rilevanza della situazione di fatto in mancanza di formale provvedimento di perimetrazione del centro abitato, richiamato dal TAR per ritenere illegittimo il parere negativo, osserva la Sezione che il TAR ha considerato sussistente una circostanza rimasta indimostrata nel corso del giudizio. Larticolo 41-septies della legge n. 1150 del 1942, come modificato con l'art. 19 della legge 06.08.1967, n. 765, ha disposto che fuori del perimetro dei centri
abitati debbono osservarsi nell'edificazione distanze minime a protezione del nastro stradale, misurate a partire dal ciglio della strada, ... stabilite con decreto del Ministro per i lavori pubblici di concerto con i Ministri per i trasporti e per l'interno, entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge .
Il TAR, al riguardo, ha ritenuto che, allepoca della sua realizzazione, il manufatto si trovava nel centro abitato, desumendo tale situazione da una presunzione, cio dal fatto che solo nel settembre 1998 il Comune di Diso ha formalmente delimitato il territorio comunale: ci varrebbe come conferma a
posteriori di una situazione preesistente di fatto e valutabile come tale gi allepoca del procedimento di sanatoria .
Ritiene la Sezione che unoperazione ermeneutica del genere non sia corretta, poich ha invertito lonere della prova disciplinato dalla legge, spettando a chi richieda il condono l'onere di dimostrare il fatto che si sostiene e l'epoca dell'abuso e la sussistenza dei relativi presupposti (Cons. St., sez. IV, 12.02.2010, n. 772; id., 24.12.2008, n. 6548; V, 27.09.1996, n. 1275). Inoltre, il TAR non ha considerato che il provvedimento di perimetrazione stato emesso a distanza di oltre 20 anni dalla commissione dellabuso e da esso, pertanto, non pu ricavarsi nessuna presunzione di conformit dello stato di fatto esistente allepoca dellabuso stesso rispetto a quello ricostruito ed accertato con il provvedimento formale di limitazione del centro abitato (Consiglio di Stato, Sez. IV, sentenza 14.04.2010 n. 2076 - link a www.giustiziaamministrativa.it).
In merito al vincolo di rispetto stradale l'esistenza di limiti di edificazione da rispettare con riferimento al nastro stradale, tanto fuori del centro abitato che nell'ambito di quest'ultimo, deriva direttamente dalla normativa del codice della Strada (art. 16, 17 e 18 d.lgs. 285/2002) e del suo Regolamento di attuazione) ed ha natura cogente in quanto finalizzata alla tutela della sicurezza del traffico (massima tratta da www.solom.it - TAR Lombardia-Milano, Sez. II, sentenza 26.01.2010 n. 178 - link a www.giustizia-amministrativa.it). LAVORI PUBBLICI: E' legittima la realizzazione di una piazzola
Vincolo di rispetto stradale - Vincolo di assoluta Sussiste.
ecologica, in difetto di qualsivoglia opera edilizia, nell'ambito della fascia di rispetto cimiteriale e di rispetto stradale.
Le isole ecologiche sono aree pubbliche sulle quali sono collocati a cielo aperto i contenitori (amovibili) per i rifiuti urbani, per cui deve essere condivisa lobiezione addotta dal difensore del Comune, secondo cui non si tratta di opere o di manufatti che, in quanto tali, non potrebbero essere collocati nelle aree di rispetto cimiteriale e nelle fasce di rispetto stradale. Le vigenti prescrizioni urbanistiche locali sono chiare, infatti, nel far divieto di realizzazione nelle aree ricadenti in fascia di rispetto cimiteriale unicamente per quei manufatti che, per durata, inamovibilit ed incorporazione al suolo, possano qualificarsi come costruzioni edilizie. Solo queste, infatti, sono incompatibili con la natura insalubre dei luoghi e con l'eventuale futura espansione del cimitero. Alcun rischio del tipo considerato si profila al contrario per le viste isole ecologiche, di cui da ritenere legittima la realizzazione in difetto di qualsivoglia opera edilizia (cfr., per una fattispecie analoga: TAR Lombardia, Milano, sez. II, 12.10.1990, n. 837) (TRGA Trentino Alto Adige-Trento, sentenza 14.01.2010 n. 20 - link a www.giustizia-amministrativa.it).
URBANISTICA: 1. Piano regolatore generale - Vincolo di rispetto
stradale - Natura espropriativa - Non sussiste - Natura conformativa Sussiste Decadenza del vincolo Non sussiste. 2. Piano regolatore generale - Azzonamenti - Obbligo di motivazione Non sussiste - Superamento degli standard minimi - Obbligo di motivazione Sussiste. 3. Variante al P.R.G. - Annullamento - Diritto al risarcimento del danno - Non sussiste atteso il carattere eventuale dell'emanazione del provvedimento ampliativo della sfera giuridico- patrimoniale dell'interessato.
1. Il vincolo di rispetto stradale non ha natura espropriativa, ma unicamente conformativa e, in quanto tale, non soggetto a decadenza. E' pacifico, infatti, che il vincolo di inedificabilit relativo alla "fascia di rispetto stradale" riguardante una generalit di beni e di soggetti, ha una funzione di salvaguardia della circolazione, indipendentemente dalla eventuale instaurazione di procedure espropriative; esso quindi non soggetto a scadenze temporali. 2. Sebbene gli azzonamenti non richiedano apposita motivazione, oltre quella implicita nelle scelte tecnico-urbanistiche effettuate in sede di redazione del piano regolatore, una pi incisiva motivazione si impone, viceversa, in talune ipotesi, tra le quali va annoverata quella del superamento degli standard minimi di cui al d.m. 02.04.1968 n. 1444. 3. Il risarcimento del danno pu essere ammesso solo quando l'attivit amministrativa rinnovatoria conseguente ad annullamento di illegittimo diniego si connoti in termini tali da escludere ogni ulteriore apprezzamento discrezionale, ovvero quando spetti all'Autorit amministrativa un potere sostanzialmente vincolato, anche se entro i termini della sentenza di annullamento.
Esso deve escludersi, al contrario, nei casi, quali la rinnovazione della pianificazione urbanistica, nei quali in capo all'Autorit stessa residui un margine di apprezzamento discrezionale che configuri come eventuale l'emanazione del provvedimento ampliativo della sfera giuridico patrimoniale dell'interessato (massima tratta da www.solom.it - TAR Lombardia-Milano, Sez. II, sentenza 01.12.2009 n. 5215 - link a www.giustizia-amministrativa.it). EDILIZIA
Si chiede parere in merito alla possibilit di rilascio di un permesso di costruire avente ad oggetto la realizzazione di un impianto fotovoltaico da installare in zona sottoposta a vincolo di rispetto cimiteriale e, parzialmente, in fascia di rispetto stradale (Regione Piemonte, parere n. 140/2009 - link a www.regione.piemonte.it). EDILIZIA PRIVATA: 1. Ordinanza di demolizione opera abusiva -
Rilascio sottoposto
permesso a costruire impianto a vincolo urbanistico.
Istanza di permesso di costruire in sanatoria - Improcedibilit. 2. Opera abusiva - Vincolo di inedificabilit - Diniego di sanatoria Mancata comunicazione avvio procedimento - Atto vincolato - Art. 21octies L. n. 241/1990 Legittimit.
1. L'ordinanza di demolizione impugnata, per effetto della presentazione dell'istanza di permesso di costruire in sanatoria e del successivo provvedimento di diniego, ha perso la propria efficacia lesiva con conseguente improcedibilit del ricorso (principale) per sopravvenuta carenza di interesse. 2. La presenza di un vincolo di inedificabilit assoluta sull'area in questione (ricadente in una fascia di rispetto stradale), imposto prima dell'esecuzione delle opere, esclude la sanabilit delle stesse ai sensi dell'art. 33 L. n. 47/1985, senza che assumano rilievo le norme dettate dal codice della strada e dal relativo regolamento in tema di recinzioni e le norme del regolamento edilizio relative alle distanze delle recinzioni dall'asse stradale. Peraltro, in considerazione della natura vincolata del potere esercitato con il diniego di sanatoria e della correttezza del contenuto dispositivo dello stesso atto, la mancata comunicazione di avvio del procedimento, di cui si duole il ricorrente, non porta, ai sensi dell'art. 21-octies, L. n. 241/1990, all'annullamento del provvedimento impugnato (massima tratta da www.solom.it - TAR Lombardia-Milano, Sez. II, sentenza 06.10.2009 n. 4762 link a www.giustizia-amministrativa.it).
EDILIZIA PRIVATA: Fascia di rispetto stradale. Lesistenza di limiti di edificazione da rispettare con riferimento al nastro di autostrade e strade, tanto fuori del centro abitato che nellambito di questultimo, deriva direttamente dalla normativa del Codice della Strada (artt. 16, 17 e 18 d.lvo 285/2002) e del suo Regolamento di attuazione), nonch per le sole autostrade dallart. 9 della l. 729/1961: in particolare lart. 28 del dpr 495/1992 fissa delle fasce di rispetto per ledificazione nei centri abitati (mt. 30 per le strade di tipo A, cio per le autostrade), mentre il comma 1 dellart. 9 l. n. 729/1961 pone comunque il divieto di realizzare qualsivoglia edificazione a distanza inferiore a mt. 25 dal limite della zona di occupazione dellautostrada. Il divieto in oggetto risulta finalizzato a mantenere una fascia di rispetto, utilizzabile per lesecuzione di lavori, limpianto di cantieri, leventuale allargamento della sede stradale, nonch per evitare possibili pregiudizi alla percorribilit della via di comunicazione; per cui le relative distanze vanno rispettate anche con riferimento ad opere che non superino il livello della sede stradale (TAR Campania-Salerno, Sez. II, sentenza 09.04.2009 n. 1383 - link a www.giustizia-amministrativa.it). EDILIZIA PRIVATA: Ampliamento edificio rurale. Rispetto limite fascia
La questione posta nel quesito riguarda la distanza delle costruzioni dalle strade. Nello specifico, il Comune ha evidenziato la seguente situazione.
Nel territorio agricolo esiste un fabbricato rurale, edificato antecedentemente allentrata in vigore del d.m. 01.04.1968, n. 1404, (distanze minime a protezione del nastro stradale da osservarsi nella edificazione fuori del perimetro dei centri abitati). Ledificio ricade, in base alla normativa anzidetta, successivamente intervenuta ed oggi vigente, in fascia di rispetto stradale. In virt delle disposizioni del Piano Regolatore Generale Comunale in vigore, il fabbricato pu essere fatto oggetto di ampliamento nel limite massimo del 20% del volume residenziale esistente. Il privato ipotizza di sfruttare la facolt di ampliamento predetta, sopraelevando ledificio a filo. La sopraelevazione, pertanto, verrebbe a ricadere nella fascia di rispetto stradale di cui dianzi si detto. Sia la legge reg. 56/1977 (art. 27) che il P.R.G. medesimo dispongono che in fascia di rispetto gli ampliamenti siano ammessi esclusivamente sul lato opposto alla strada, nei casi in cui essi sono di per s possibili. Viene quindi richiesto se lintervento, cos come proposto, sia ammissibile o se, invece, debba rispettare il limite della fascia di rispetto stradale come dianzi statuita (Regione Piemonte, parere 39/2009 - link a www.regione.piemonte.it). EDILIZIA PRIVATA: Disciplina edilizia concernente fasce di rispetto
E chiesto parere in merito alla disciplina edilizia concernente le fasce di rispetto stradali. Il Comune richiedente, partendo dal presupposto che il Codice Stradale equipara le strade vicinali alle strade comunali, chiede di sapere, nel caso in cui il P.R.G. preveda distanze diverse (20 mt. per le comunali e 10 mt. per le vicinali) e in sede di approvazione del P.R.G. la Regione abbia prescritto fatto salvo il codice della strada, quale distanza deve essere rispettata in caso di realizzazione di un edificio limitrofo ad una strada vicinale e se sia possibile realizzare costruzioni interrate nelle fasce di rispetto stradali (Regione Piemonte, parere 22/2009 - link a www.regione.piemonte.it).
EDILIZIA PRIVATA: Quesito 7 - Sulla natura del vincolo derivante dalla fascia di rispetto stradale e sul procedimento per la sanatoria di abusi commessi in area di rispetto stradale (Geometra Orobico n. 5/2008). EDILIZIA PRIVATA: 1. Giustizia amministrativa - Ricorso avverso
ordinanza di demolizione opera abusiva- Presentazione sanatoria dell'opera abusiva - Improcedibilit del ricorso - Sussiste. 2. Vincolo di rispetto stradale - Vincolo di inedificabilit assoluta Sussiste - Vincoli di rispetto stradale che rientrano nell'art. 32 della L. n. 47/1985 - Vincoli ex art. 32, comma 2, lett. c), della L. n. 47/1985 a condizione che siano stati imposti dopo l'esecuzione delle opere abusive Sussiste. 3. Concessione edilizia in sanatoria - Specialit del procedimento Obbligo del parere della commissione edilizia - Non sussiste.
1. La presentazione della domanda di sanatoria fa venire meno l'interesse alla decisione sul ricorso contro l'ordinanza di demolizione dell'abuso, considerato che, da un lato, il rilascio della concessione in sanatoria produce evidentemente l'improcedibilit del ricorso e, dall'altro, uguale effetto si produce in caso di diniego di sanatoria, concentrandosi l'interesse nel contestare con apposito ricorso l'eventuale provvedimento di diniego della sanatoria, nei termini e nei limiti in cui essa stata richiesta. 2. IL vincolo di rispetto stradale costituisce vincolo di inedificabilit assoluta che rientra nelle previsioni dell'art. 33 L. n. 47/1985 applicabile al condono in base all'art. 32, comma 25, del D.L. n. 269/2003, e gli unici vincoli di rispetto stradale che rientrano nella disciplina dell'art. 32 della L. n. 47/1985 sono quelli indicati
al comma 2, lettera c), a condizione che siano stati imposti dopo l'esecuzione delle opere abusive. 3. Ai fini del rilascio della concessione edilizia in sanatoria non obbligatorio, al pi facoltativo, il parere della commissione edilizia e ci in considerazione della specialit del procedimento di condono edilizio rispetto all'ordinario procedimento di rilascio di concessione edilizia (massima tratta da www.solom.it - TAR Lombardia-Milano, Sez. II, sentenza 10.09.2008 n. 4045 - link a www.giustizia-amministrativa.it). URBANISTICA: Vincolo di inedificabilit relativo alla fascia di rispetto
stradale - Natura conformativa e non espropriativa - Sussiste Scadenza temporale del vincolo Non sussiste.
Il vincolo di inedificabilit relativo alla "fascia di rispetto stradale" non ha natura espropriativa, ma unicamente conformativa, in quanto riguarda una generalit di beni e di soggetti ed ha una funzione di salvaguardia della circolazione indipendentemente dalla eventuale instaurazione di procedure espropriative; esso, quindi, non soggetto a scadenze temporali (massima tratta da www.solom.it - TAR Lombardia-Milano, Sez. II, sentenza 10.09.2008 n. 4045 link a www.giustizia-amministrativa.it). EDILIZIA PRIVATA: Quesito 6 - Sul vincolo di inedificabilit derivante dalla fascia di rispetto stradale prevista dal p.r.g. (Geometra Orobico n. 3/2008). EDILIZIA PRIVATA: 1. Destinazione di un piazzale a deposito duraturo
di autoveicoli - Comporta attivit di modifica del territorio urbanisticamente rilevante - Necessit di titolo abilitativo edilizio Sussiste. 2. Realizzazione di opere o destinazione di un'area ad usi precari - Non comporta attivit di modifica del territorio urbanisticamente rilevante - Necessit di titolo abilitativo edilizio - Non sussiste. 3. Fascia di rispetto stradale - Carattere espropriativo del vincolo Non sussiste - Carattere conformativo del vincolo - Sussiste. 4. Vincolo urbanistico - Qualificazione - Dipende dalla circostanza che il vincolo precluda o meno l'iniziativa privata - Vincolo espropriativo Sussiste solo quando il bene viene sottratto alla disponibilit del privato.
1. Adibire un piazzale in modo duraturo al deposito di autoveicoli costituisce attivit di modifica dell'assetto del territorio urbanisticamente rilevante e quindi necessitante di titolo abilitativo. 2. irrilevante sul piano urbanistico, e rientra nel mero esercizio del diritto di propriet, la realizzazione di opere o la destinazione di un'area ad usi precari, in quanto le opere precarie sono inidonee ad incidere sull'assetto urbanistico del territorio. 3. L'apposizione di una fascia di rispetto stradale non ha carattere espropriativo, ma rappresenta vincolo conformativo, conseguenza di una previsione generale ed astratta relativa a tutte le aree del territorio comunale che si trovino in una certa situazione. 4. Ci che decisivo per qualificare la natura di un vincolo urbanistico non la quantit di facolt dominicali incise, ma la circostanza che il vincolo non precluda del tutto l'iniziativa privata, consentendo l'utilizzazione dell'area da parte della collettivit anche tramite costruzioni non di propriet pubblica; in presenza di tali possibilit di utilizzo del bene non si pu parlare di un vincolo espropriativo, perch di espropriazione in senso tecnico si pu parlare solo quando il bene viene sottratto alla disponibilit del privato (massima tratta da www.solom.it - TAR Lombardia-Milano, Sez. II, sentenza 28.04.2008 n. 1271). EDILIZIA PRIVATA: Distanza dalle strade. (...) detto divieto di edificazione non preclude, di norma, il recupero di edifici esistenti entro le fasce in oggetto; in difetto di specifici divieti stabiliti dalla disciplina edificatoria comunale (PRG o Regolamento edilizio), il recupero pu considerarsi quindi ammissibile, anche eventualmente spinto ai limiti estremi
della ristrutturazione integrale da cui deriva un edificio completamente diverso, purch venga accertato, in sede istruttoria, che il nuovo edificio non rechi, rispetto alla situazione preesistente, pregiudizi maggiori alle esigenze di tutela sopra indicate (massima tratta da www.lavatellilatorraca.it - TAR LombardiaBrescia, sentenza 07.04.2008 n. 357 - link a www.giustizia-amministrativa.it). EDILIZIA PRIVATA: Fascia di rispetto stradale - Ratio - Sicurezza della
circolazione e possibilit di esecuzione lavori - Edifici esistenti Recupero - E' ammissibile -Ristrutturazione integrale - E' ammissibile - Ipotetici maggiori oneri espropriativi - Sono irrilevanti.
La fascia di rispetto stradale si traduce in un divieto di edificazione, che rende le aree medesime legalmente inedificabili per favorire la circolazione ed offrire idonee garanzie di sicurezza a quanti transitano sulle strade, passano nelle vicinanze od abitano in esse, nonch per assicurare una fascia di rispetto utilizzabile, all'occorrenza, per l'esecuzione dei lavori, per l'impianto dei cantieri, per il deposito dei materiali, per la realizzazione di opere accessorie, senza limitazioni connesse alla presenza di costruzioni, tuttavia, detto divieto di edificazione non preclude, di norma, il recupero di edifici esistenti entro le fasce in oggetto. Pertanto, in difetto di specifici divieti stabiliti dalla disciplina edificatoria comunale, il recupero pu considerasi ammissibile, anche eventualmente spinto ai limiti estremi della ristrutturazione integrale da cui deriva un edificio completamente diverso, purch venga accertato, in sede istruttoria, che il nuovo edificio non rechi, rispetto alla situazione preesistente, pregiudizi maggiori alle esigenze di tutela sopra indicate senza che il mero riferimento ad ipotetici maggiori oneri di esproprio o di indennizzo in caso di eventuali lavori di adeguamento della sede viaria, non pu considerarsi legittima causa di diniego (massima tratta da www.solom.it - TAR Lombardia-Brescia, sentenza 07.04.2008 n. 357 - link a www.giustizia-amministrativa.it). URBANISTICA: Fascia di rispetto stradale - Vincolo di inedificabilit -
Il vincolo di inedificabilit relativo alla fascia di rispetto stradale non ha natura espropriativa, ma unicamente conformativa, in quanto riguarda una generalit di beni e di soggetti ed ha una funzione di salvaguardia della circolazione, indipendentemente dalla eventuale instaurazione di procedure espropriative; esso quindi non soggetto a scadenze temporali.
Le scelte effettuate dallamministrazione allatto di adozione del piano regolatore generale costituiscono apprezzamenti di merito sottratti come tali al sindacato di legittimit, salvo che non siano inficiate da errori di fatto o abnorme illogicit (in tal senso, ex plurimis, Consiglio Stato, IV, 06.02.2004, n. 664) (Consiglio di Stato, Sez. IV, sentenza 13.03.2008 n. 1095 - link a www.ambientediritto.it).
EDILIZIA PRIVATA: Nellambito della fascia di rispetto autostradale o
stradale il vincolo di inedificabilit assoluto per cui sono irrilevanti le caratteristiche concrete delle opere abusive realizzate nellambito della fascia medesima; il divieto di costruire infatti in questo caso correlato alla esigenza di assicurare unarea libera utilizzabile dal concessionario dellautostrada -alloccorrenza- per installarvi cantieri, depositare materiali, per necessit varie e, comunque, per ogni necessit di gestione relativa ad interventi in loco sulla rete autostradale. Le opere abusive realizzate allinterno della fascia di rispetto autostradale, al di fuori del perimetro del centro abitato, se realizzate dopo limposizione del vincolo, non sono suscettibili di sanatoria anche se si tratta di mere sopraelevazioni di manufatti preesistenti ed anche se lopera resti al di sotto del livello della strada.
Nellambito della fascia di rispetto autostradale o stradale, come stato chiarito dalla giurisprudenza (vedi ex multis C.d..S. 25.09.2002 n. 4927), il vincolo di inedificabilit assoluto per cui sono irrilevanti le caratteristiche concrete delle opere abusive realizzate nellambito della fascia medesima; il divieto di costruire infatti in questo caso correlato alla esigenza di assicurare unarea libera utilizzabile dal concessionario dellautostrada -alloccorrenza- per installarvi cantieri, depositare materiali, per necessit varie e, comunque, per ogni necessit di gestione relativa ad interventi in loco sulla rete autostradale. Premesso che il divieto di edificazione nellambito della fascia di rispetto autostradale assoluto, nel caso di specie le opere abusive non risultano condonabili poich innegabilmente hanno comportato un aumento della superficie utile del fabbricato preesistente; inoltre, secondo la citata giurisprudenza seguita anche da questo TAR (vedi Sez. 3^, 12.02.2003 n. 277), le opere abusive realizzate allinterno della fascia di rispetto autostradale, al di fuori del perimetro del centro abitato, se realizzate dopo limposizione del vincolo, non sono suscettibili di sanatoria anche se si tratta di mere sopraelevazioni di manufatti preesistenti ed anche se lopera resti al di sotto del livello della strada (TAR Toscana, Sez. II, sentenza 25.06.2007 n. 934 - link a www.giustizia-amministrativa.it).
PRIVATA: Il sopralzo di un fabbricato esistente subordinato al rispetto delle norme sulle distanze dalle strade o da altre costruzioni. EDILIZIA
Il rilascio del titolo edilizio, con riguardo alla parte dellintervento qualificabile come nuova costruzione, subordinato al rispetto delle norme sulle distanze dalle strade o da altre costruzioni (v. Cass. Civ., Sez. II, 16.03.2000, n. 3054; id., 24.05.2000, n. 6809; TAR Veneto, sez. II, 22.04.2005, n. 1778, relative ad interventi di sopraelevazione di edifici esistenti) (TAR Valle d'Aosta, sentenza 18.10.2005 n. 109 - link a www.giustizia-amministrativa.it).
EDILIZIA PRIVATA: Il divieto di costruire ad una determinata distanza
dalle strade vale anche per le sopraelevazioni di edifici gi esistenti. Non suscettibile di sanatoria, ai sensi della citata legge n. 47 del 1985, la sopraelevazione di edificio che disti dal ciglio dellautostrada, allesterno dei centri abitati, meno di quanto previsto dal d.m. 01.04.1968, se la sopraelevazione stata realizzata dopo limposizione del vincolo autostradale. Il divieto di costruire ad una certa distanza dalla sede autostradale, posto dallarticolo 9 della legge 24.07.1961, n. 729 e dal successivo d.m. 01.04.1968, non pu essere inteso restrittivamente e cio come previsto al solo scopo di prevenire lesistenza di ostacoli materiali emergenti dal suolo e suscettibili di costituire, per la loro prossimit alla sede autostradale, pregiudizio alla sicurezza del traffico ed alla sua incolumit delle persone, ma appare correlato alla pi ampia esigenza di assicurare una fascia di rispetto utilizzabile, alloccorrenza, dal concessionario, per lesecuzione dei lavori, per limpianto dei cantieri, per il deposito di materiali, per la realizzazione di opere accessorie, senza vincoli limitativi connessi con la presenza di costruzioni. Pertanto le distanze previste dalla norma suddetta vanno rispettate anche con riferimento ad opere che non superino il livello della sede stradale o che costituiscano mere sopralevazioni o che, pur rientrando nella fascia, siano arretrate rispetto alle opere preesistenti.
Le opere realizzate allinterno della fascia di rispetto autostradale prevista al di fuori del perimetro del centro abitato (fascia di sessanta metri) sono ubicate in aree assolutamente inedificabili e, pertanto, se costruite dopo limposizione del
vincolo, rientrano nella previsione di cui allarticolo 33, comma 1, lettera d) della legge 28.02.1985, n. 47 e non sono suscettibili di sanatoria. A tale riguardo giova premettere che, ai sensi dellarticolo 41-septies, commi 1 e 2 della legge urbanistica 17.08.1942, n. 1150 (articolo aggiunto dallarticolo 19 della l. 06.08.1967, n. 765) Fuori del perimetro dei centri abitati debbono
osservarsi nelledificazione distanze minime a protezione del nastro stradale, misurate a partire dal ciglio della strada. Dette distanze vengono stabilite con decreto del Ministro per i Lavori pubblici di concerto con i Ministri per i trasporti e per lInterno, entro sei mesi dallentrata in vigore della presente legge, in rapporto alla natura delle strade ed alla classificazione delle strade stesse, escluse le strade vicinali e di bonifica.
Tale vincolo di inedificabilit configurato come assoluto nel caso di autostrade per le aree situate al di fuori del centro abitato, perch -ai sensi del D.M. 01.04.1968- esclusa ogni possibilit di deroga alla distanza minima, fissata in sessanta metri (la fascia di rispetto , invece, ridotta a venticinque metri allinterno del perimetro del centro abitato ed derogabile a mente dellarticolo 9, comma 1 della legge 24.07.1961, n. 729). Il ricorrente, che ha realizzato unopera abusiva allinterno della predetta fascia di rispetto ed al di fuori del perimetro del centro abitato, non pu, inoltre, avvalersi della possibilit di sanatoria offerta dallarticolo 32, comma 4, lettera c), della citata legge n. 47 del 1985 (per cui Sono suscettibili di sanatoria, alle
condizioni sottoindicate, le opere insistenti su aree vincolate dopo la loro esecuzione e che risultino: [] c) in contrasto con le norme del D.M. 01.04.1968 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 96 del 13.04.1968, sempre che le opere stesse non costituiscano minaccia alla sicurezza del traffico ), perch
nella fattispecie in esame il vincolo sullarea era stato imposto prima della costruzione del manufatto. Trova, allora, applicazione la norma di cui allarticolo 33, comma 1, lettera d), della legge 28.02.1985, n. 47, che esclude la possibilit di sanatoria delle opere di cui al precedente articolo 31 quando siano in contrasto con i seguenti
vincoli, qualora questi comportino inedificabilit e siano stati imposti prima della esecuzione delle opere stesse: [] d) ogni altro vincolo che comporti la inedificabilit delle aree.
In tal senso si espressa sia la giurisprudenza della Corte di cassazione (cfr. Cass. civ., 14.01.1987, n. 193, per cui non suscettibile di sanatoria, ai sensi della citata legge n. 47 del 1985, la sopraelevazione di edificio che disti dal ciglio dellautostrada, allesterno dei centri abitati, meno di quanto previsto dal d.m. 01.04.1968, se la sopraelevazione stata realizzata dopo limposizione del vincolo autostradale; v. anche Cass. civ., 26.01.2000, n. 841, che per tale ragione esclude la natura edificatoria del terreno rientrante nella fascia di rispetto) sia quella del Consiglio di Stato (Sez. V, 08.09.1994, n. 968, che qualifica come inedificabile larea ricompresa nella predetta fascia di rispetto). Va, inoltre, osservato che il carattere assoluto del vincolo sussiste a prescindere dalla concrete caratteristiche dellopera realizzata. Infatti il divieto di costruire ad una certa distanza dalla sede autostradale, posto dallarticolo 9 della legge 24.07.1961, n. 729 e dal successivo d.m. 01.04.1968, non pu essere inteso restrittivamente e cio come previsto al solo scopo di prevenire lesistenza di ostacoli materiali emergenti dal suolo e suscettibili di costituire, per la loro prossimit alla sede autostradale, pregiudizio alla sicurezza del traffico ed alla sua incolumit delle persone, ma appare correlato alla pi ampia esigenza di assicurare una fascia di rispetto utilizzabile, alloccorrenza, dal concessionario, per lesecuzione dei lavori, per limpianto dei cantieri, per il deposito di materiali, per la realizzazione di opere accessorie, senza vincoli limitativi connessi con la presenza di costruzioni. Pertanto le distanze previste dalla norma suddetta vanno rispettate anche con riferimento ad opere che non superino il livello della sede stradale (in termini, Cass. civ., 01.06.1995, n. 6118) o che costituiscano mere sopralevazioni (v. la citata Cass. civ., 14.01.1987, n. 193), o che, pur rientrando nella fascia, siano
arretrate rispetto alle opere preesistenti (Consiglio di Stato, Sez. IV, sentenza 18.10.2002 n. 5716 - link a www.giustizia-amministrativa.it). EDILIZIA PRIVATA: Non suscettibile di sanatoria, ai sensi della
citata legge n. 47 del 1985, la sopraelevazione di edificio che disti dal ciglio dellautostrada, allesterno dei centri abitati, meno di quanto previsto dal d.m. 01.04.1968, se la sopraelevazione stata realizzata dopo limposizione del vincolo autostradale. Il divieto di costruire ad una certa distanza dalla sede autostradale, posto dallarticolo 9 della legge 24.07.1961, n. 729 e dal successivo d.m. 01.04.1968, non pu essere inteso restrittivamente e cio come previsto al solo scopo di prevenire lesistenza di ostacoli materiali emergenti dal suolo e suscettibili di costituire, per la loro prossimit alla sede autostradale, pregiudizio alla sicurezza del traffico ed alla incolumit delle persone, ma appare correlato alla pi ampia esigenza di assicurare una fascia di rispetto utilizzabile, alloccorrenza, dal concessionario, per lesecuzione dei lavori, per limpianto dei cantieri, per il deposito di materiali, per la realizzazione di opere accessorie, senza vincoli limitativi connessi con la presenza di costruzioni. Pertanto, le distanze previste dalla norma suddetta vanno rispettate anche con riferimento ad opere che non superino il livello della sede stradale o che costituiscano mere sopralevazioni o che, pur rientrando nella fascia, siano arretrate rispetto alle opere preesistenti.
Le opere realizzate allinterno della fascia di rispetto autostradale prevista al di fuori del perimetro del centro abitato (fascia di 60 metri) sono ubicate in aree assolutamente inedificabili e, pertanto, se costruite dopo limposizione del vincolo, rientrano nella previsione di cui allarticolo 33, comma 1, lettera d), della legge 28.02.1985, n. 47 e non sono suscettibili di sanatoria, anche se si tratti di mere soprelevazioni di manufatti preesistenti ed anche se lopera resti al di sotto del livello della strada. A tale riguardo giova premettere che, ai sensi dellarticolo 41-septies, commi 1 e 2 della legge urbanistica 17.08.1942, n. 1150 (articolo aggiunto dallarticolo 19 della l. 06.08.1967, n. 765) Fuori del perimetro dei centri abitati debbono
Tale vincolo di inedificabilit configurato come assoluto nel caso di autostrade per le aree situate al di fuori del centro abitato, perch -ai sensi del D.M. 01.04.1968- esclusa ogni possibilit di deroga alla distanza minima, fissata in 60 metri (la fascia di rispetto , invece, ridotta a 25 metri allinterno del perimetro del centro abitato ed derogabile a mente dellarticolo 9, comma 1 della legge 24.07.1961, n. 729). Il ricorrente, che ha realizzato unopera abusiva allinterno della predetta fascia di rispetto ed al di fuori del perimetro del centro abitato, non pu, inoltre, avvalersi della possibilit di sanatoria offerta dallarticolo 32, comma 4, lettera c), della citata legge n. 47 del 1985 (per cui Sono suscettibili di sanatoria, alle
In tal senso si espressa sia la giurisprudenza della Corte di cassazione (cfr. Cass. civ., 14.01.1987, n. 193, per cui non suscettibile di sanatoria, ai sensi della citata legge n. 47 del 1985, la sopraelevazione di edificio che disti dal ciglio dellautostrada, allesterno dei centri abitati, meno di quanto previsto dal d.m. 01.04.1968, se la sopraelevazione stata realizzata dopo limposizione del vincolo autostradale; v. anche Cass. civ., 26.01.2000, n. 841, che per tale ragione esclude la natura edificatoria del terreno rientrante nella fascia di rispetto) sia quella del Consiglio di Stato (Sez. V, 08.09.1994, n. 968, che qualifica come inedificabile larea ricompresa nella predetta fascia di rispetto). Va, inoltre, osservato che il carattere assoluto del vincolo sussiste a prescindere dalla concrete caratteristiche dellopera realizzata. Infatti il divieto di costruire ad una certa distanza dalla sede autostradale, posto dallarticolo 9 della legge 24.07.1961, n. 729 e dal successivo d.m. 01.04.1968, non pu essere inteso restrittivamente e cio come previsto al solo scopo di prevenire lesistenza di ostacoli materiali emergenti dal suolo e suscettibili di costituire, per la loro prossimit alla sede autostradale, pregiudizio alla sicurezza del traffico ed alla incolumit delle persone, ma appare correlato alla pi ampia esigenza di assicurare una fascia di rispetto utilizzabile, alloccorrenza, dal concessionario, per lesecuzione dei lavori, per limpianto dei cantieri, per il deposito di materiali, per la realizzazione di opere accessorie, senza vincoli limitativi connessi con la presenza di costruzioni. Pertanto, le distanze previste dalla norma suddetta vanno rispettate anche con riferimento ad opere che non superino il livello della sede stradale (in termini, Cass. civ., 01.06.1995, n. 6118) o che costituiscano mere sopraelevazioni (v. la citata Cass. civ., 14.01.1987, n. 193), o che, pur rientrando nella fascia, siano arretrate rispetto alle opere preesistenti (Consiglio di Stato, Sez. IV, sentenza 25.09.2002 n. 4927 - link a www.giustizia-amministrativa.it).
EDILIZIA PRIVATA: Distanza dalle strade. Le fasce di rispetto stradale previste dalle norme poste dal c. strad. non costituiscono vincoli urbanistici, ma misure poste a tutela della sicurezza stradale che, tuttavia, comportano l'inedificabilit delle aree interessate (massima tratta da www.lavatellilatorraca.it - Consiglio di Stato, Sez. IV, sentenza 20.10.2000 n. 5620 - link a www.giustizia-amministrativa.it).
EDILIZIA PRIVATA: Fattispecie in materia di ristrutturazione -
Le limitazioni contenute nell'art. 19 legge n. 765 del 1967 e nel d.m. 01.04.1968 n. 1404 in tema di distanze legali delle costruzioni dal ciglio stradale, mentre non possono essere applicate in caso di interventi di semplice restauro e risanamento volti alla conservazione degli elementi strutturali, tipologici e formali dell'edificio, sono invece operanti in caso di ristrutturazione o di ricostruzione dal momento che, intervenendo sull'immobile in modo consistente e tale da modificarlo in tutto od in parte, si devono necessariamente osservare le limitazioni imposte allo "ius aedificandi" nell'interesse pubblico (massima tratta da www.studiospallino.it - TAR Lombardia-Milano, Sez. II, sentenza 12.05.1990 n. 356).
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