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Timestamp: 2018-07-19 23:07:09+00:00

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Novità fiscali del 30 marzo 2011: leasing immobiliare: versamento in scadenza il 31 marzo 2011; rimborsi IVA UE relativi al 2009 in scadenza; sostituti d’imposta: scadenza relativa al Modello 730/2011; imprese: sportello unico telematico al via; controllo società: doppio test per i sindaci indipendenti; agevolazioni fiscali prima casa: tempi lunghi per il trasferimento della residenza; notifica accertamenti tributari: può essere provata per la prima volta anche in appello; é nullo l’accertamento IVA se basato su un atto IRES definitivo; nel lease-back l’IRAP segue il codice civile; emersione del lavoro nero: come regolarizzare la posizione previdenziale; Ministero del lavoro: pagamento della sanzione ridotta sul verbale unico | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 30 marzo 2011
1) Leasing immobiliare: versamento in scadenza il 31 marzo 2011
2) Rimborsi IVA UE relativi al 2009 in scadenza
3) Sostituti d’imposta: scadenza relativa al Modello 730/2011
4) Imprese: Sportello unico telematico al via
5) Controllo società: doppio test per i sindaci indipendenti
6) Agevolazioni fiscali prima casa: tempi lunghi per il trasferimento della residenza
7) Notifica accertamenti tributari: può essere provata per la prima volta anche in appello
8) E’ nullo l’accertamento Iva se basato su un atto Ires definitivo
9) Nel lease-back l’Irap segue il codice civile
10) Emersione del lavoro nero: come regolarizzare la posizione previdenziale
11) Sicilia: credito d’imposta regionale dal prossimo 23 maggio
12) Minlavoro: pagamento della sanzione ridotta sul verbale unico
Scadrà domani il termine per pagare l’imposta sostitutiva. La Legge di stabilità per il 2011 ha, infatti, previsto l’introduzione di un’imposta sostitutiva straordinaria delle imposte ipotecarie e catastali su tutti i contratti di leasing immobiliare in corso di esecuzione alla data del 1˚ gennaio 2011. Tale imposta va corrisposta entro il 31 marzo 2011, con le modalità di cui ai provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 14.01.2011 e del 04.03.2011.
In particolare, scade il 31 marzo 2011 il termine per il versamento dell’imposta sostitutiva delle imposte ipotecaria e catastale, dovuta per i contratti di locazione finanziaria di immobili in corso di esecuzione alla data del 1° gennaio 2011 (art. 1, comma 16, della legge 13 dicembre 2010, n. 220 – c.d. Legge di stabilità per il 2011).
La Legge di stabilità per il 2011
In relazione al contratto di leasing applicato al settore immobiliare, in genere, ai sensi dei commi 15 e 16 dell’art. 1 della Legge di stabilità:
– i contratti di locazione finanziaria (non formati per atto pubblico o scrittura privata autenticata) aventi ad oggetto beni immobili sono soggetti ad imposta di registro in misura fissa solo in caso d’uso;
– non risulta più dovuta l’imposta di registro in relazione ai contratti di locazione finanziaria di immobili in corso alla data del 1° gennaio 2011;
– l’utilizzatore e la società di leasing sono solidalmente responsabili per il versamento dell’imposta di registro e delle imposte ipotecaria e catastale. Riguardo alle imposte ipotecarie e catastali dovute in caso di acquisizione di immobili da parte di società di leasing, occorre rilevare che, ai sensi dell’art. 35, comma 10-ter, D.L. n. 223/2006, dette imposte erano dovute nella misura complessiva del 4%, da versare secondo le seguenti modalità:
– il 2% al momento dell’acquisto del bene finanziato;
– il restante 2% al momento del riscatto. In seguito alle modifiche introdotte dalla legge di stabilità, a decorrere dal 1° gennaio 2011, tali imposte devono essere versate interamente al momento dell’acquisto del bene immobile da parte della società di leasing, mentre al momento del riscatto le stesse spettano in misura fissa.
Al contempo, è stata abrogata la norma che prevedeva la possibilità di scomputare dal valore dovuto in sede di riscatto quanto corrisposto a titolo di imposta di registro sui canoni periodici (art. 35, comma 10-sexies, del D.L. n. 223/2006).
In sintesi, in base alle nuove norme le imposte ipotecarie e catastali sono dovute rispettivamente:
Per le cessioni di beni immobili strumentali:
– Nella misura del 3% e dell’1%, se la cessione rientra nel campo di applicazione dell’IVA;
– nella misura del 2% e dell’1%, se la cessione non rientra nel campo di applicazione dell’IVA;
Per le cessioni di fabbricati abitativi:
Nella misura del 2% e dell’1%, se la cessione non rientra nel campo di applicazione dell’Iva o venga effettuata in regime di esenzione, ex art. 10, comma 1, n. 8-bis, del D.P.R. n. 633/1972.
Inoltre, le imposte di registro, ipotecaria e catastale sono dovute in misura fissa:
– per il trasferimento dei beni immobili derivanti dall’esercizio del riscatto da parte dell’utilizzatore;
– per le cessioni di immobili rivenienti da contratti di locazione finanziaria risolti per inadempienza dell’utilizzatore;
– per le cessioni di immobili rivenienti da contratti di locazione finanziaria risolti per inadempienza dell’utilizzatore.
Per riequilibrare gli oneri fiscali che gravano sui contratti di leasing immobiliare stipulati prima del 1° gennaio 2011, la Legge di stabilità ha introdotto un’imposta sostitutiva da versare, una tantum, entro il 31 marzo 2011, secondo le modalità indicate nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 14 gennaio 2011, pubblicato sul sito internet dell’Agenzia stessa.
Tale prelievo costituisce “un’anticipazione degli oneri tributari che sarebbero stati sostenuti dalle parti contraenti se la disciplina non fosse stata modificata. Sotto questo profilo, il pagamento dell’imposta sostitutiva consente all’erario di ottenere un’entrata tributaria straordinaria, giacché riferita a situazioni (i contratti di leasing in essere al 1° gennaio 2011) che, nell’ordinario – se la disciplina non fosse stata modificata – avrebbero consentito di ottenere un gettito protratto negli anni” (Assonime, circolare n. 3 del 15 febbraio 2011).
In concreto, le parti di un contratto di locazione finanziaria avente ad oggetto beni immobili, anche da costruire o in costruzione, in corso di esecuzione alla data del 1° gennaio 2011, sono tenute al versamento di una somma che viene determinata applicando alla base imponibile costituita dal valore dell’immobile finanziato (ossia dal prezzo pagato dalla società di leasing in sede di acquisto) le aliquote del 2% per i fabbricati strumentali e del 3% per i fabbricati abitativi.
Dall’ammontare risultante deve essere detratta l’imposta di registro (ora abolita), già pagata per la registrazione del contratto di locazione.
Su quest’ultimo importo si applica uno sconto forfetario del 4% per ogni anno di durata residua del contratto.
A tal fine, il periodo di durata residua del contratto deve essere computato a partire dal 1° gennaio 2011 (incluso) fino alla data contrattualmente prevista per l’esercizio del riscatto.
Se il periodo di durata residua del contratto è inferiore all’anno – o se eccede l’anno, ma comprende comunque una frazione di anno solare – la riduzione del 4% deve essere computata proporzionalmente alla durata del contratto nell’anno, sulla base del rapporto tra i giorni di durata del contratto nell’anno e 365. Pertanto, ai fini della determinazione dello sconto spettante per le annualità residue si deve tener conto, fino alla data prevista per l’esercizio del riscatto, del numero di anni completi e, per l’eventuale ultima frazione di anno, del numero di giorni residui diviso 365.
Per motivi di semplificazione si assume che tutti gli anni solari (compresi i bisestili) si compongono di 365 giorni (Agenzia delle Entrate, circolare n. 12/E dell’11 marzo 2011).
L’imposta sostitutiva deve essere assolta anche quando il contratto di leasing abbia cessato di avere esecuzione, a seguito di esercizio del riscatto o per altre cause (ad esempio, per risoluzione anticipata), tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2011 e anche se il riscatto sia stato esercitato entro il 31 dicembre 2010, ma a tale data non sia stato ancora stipulato il relativo atto di cessione (Assonime, circolare n. 3/2011).
L’imposta non è, invece, dovuta per i contratti di locazione finanziaria aventi ad oggetto immobili rispetto ai quali, entro il 31 dicembre 2010, la società di leasing non aveva ancora acquisito la proprietà.
L’assolvimento dell’imposta dovuta da parte di uno dei contraenti comporta l’estinzione dell’obbligo tributario verso l’erario, con effetto anche nei confronti degli altri contraenti.
L’imposta sostitutiva deve essere versata, entro il 31 marzo 2011, esclusivamente mediante i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate e con le modalità indicate nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 14 gennaio 2011.
Con provvedimento 4 marzo 2011, n. 35830 del Direttore della stessa Agenzia delle Entrate, inoltre, si è provveduto all’attivazione delle procedure telematiche per il pagamento dell’imposta, a partire dal 7 marzo 2011.
L’omesso o insufficiente versamento dell’imposta in esame comporta l’applicazione della sanzione amministrativa pari al 30% dell’importo non versato (art. 13, D.Lgs. n. 471/1997).
Infine, da tenere presente che l’imposta sostitutiva non può essere compensata con altre imposte o tributi
(Agenzia delle Entrate, circolare n. 12/E dell’11 marzo 2011)
2) In scadenza i rimborsi IVA UE relativi al 2009
Il 31 marzo 2011 è anche l’ultimo giorno utile per presentare le richieste di rimborso IVA UE e le eventuali domande correttive per l’anno d’imposta 2009.
Scade, infatti, il 31 marzo il termine utile per presentare le richieste di rimborso IVA UE, relativamente ai periodi di riferimento del 2009.
Infatti, a seguito del recepimento della direttiva UE n. 2008/9/CE del 12 febbraio 2008, dal 1° gennaio 2010 è stata radicalmente modificata la disciplina del rimborso dell’IVA ai soggetti stabiliti in un altro Stato membro diverso da quello del rimborso, con l’obiettivo di rendere i rimborsi più rapidi.
Il nuovo sistema prevede che i soggetti passivi IVA possano richiedere, mediante appositi portali elettronici, il rimborso dell’imposta assolta in altro Stato membro mediante richiesta fatta nello Stato membro di “stabilimento”.
Normalmente, la richiesta di rimborso deve essere presentata allo Stato membro di “stabilimento” al più tardi entro il 30 settembre dell’anno civile successivo al periodo di riferimento.
Però, a seguito del mancato funzionamento di alcuni portali elettronici, taluni soggetti passivi non hanno potuto esercitare il loro diritto a detrarre l’IVA sulle spese sostenute nel 2009.
Pertanto, in via eccezionale il Consiglio Europeo ha modificato l’art. 15 della direttiva n. 2008/9/CE, prorogando, di fatto, al 31 marzo 2011 il termine per le richieste di rimborso relative ai periodi di riferimento del 2009 (direttiva n. 2010/66/UE del 14 ottobre 2010 e provvedimento Agenzia delle Entrate 11 novembre 2010).
La proroga è, quindi, valida esclusivamente per le richieste di rimborso relative all’anno d’imposta 2009.
Le istanze di rimborso relative all’anno d’imposta 2010 dovranno essere presentate entro il 30 settembre 2011.
Modalità di presentazione delle istanze di rimborso
Le istanze di rimborso devono essere tassativamente presentate tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate:
– tramite gli incaricati alla trasmissione telematica;
– tramite i soggetti appositamente delegati in possesso di adeguata capacità tecnica, economica, finanziaria e organizzativa;
– tramite le camere di commercio italiane all’estero che abbiano ottenuto il riconoscimento governativo.
Le istanze correttive
In caso di errori nella richiesta di rimborso già inviata, il contribuente può presentare una seconda istanza correttiva dell’originaria con le medesime modalità.
La nuova istanza, oltre al dato corretto, conterrà anche tutte le informazioni già inserite nella richiesta originaria, ma non potranno essere inserite ulteriori fatture rispetto a quelle indicate nella precedente richiesta di rimborso.
Entro domani (31.03.2011) i sostituti d’imposta devono inviare il modello per la “Comunicazione per la ricezione in via telematica dei dati relativi ai 730-4 resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate”, esclusivamente per via telematica, per segnalare l’indirizzo web presso cui intendono ricevere i risultati contabili emersi dalle dichiarazioni dei redditi 730/2011.
Soggetti che devono presentare la comunicazione
I sostituti d’imposta che richiedono di essere inseriti nel flusso telematico dei modelli 730-4 devono compilare e inviare il modello, approvato con Provvedimento del 25 febbraio 2011, indicando la propria sede telematica (Fisconline o Entratel) o quella dell’intermediario presso cui saranno resi disponibili i dati contabili del modello 730-4.
La sola eccezione è costituita dai “grandi sostituti” – Inps, Mef (personale centrale e periferico gestito dal Service Personale Tesoro), Inpdap, Ferrovie dello Stato, Poste italiane – che già ricevono telematicamente sui propri siti la comunicazione del risultato contabile.
La novità: i sostituti che hanno più sedi operative, indicate nei Cud rilasciati ai propri dipendenti, non devono riportare i codici sede in questo modello di comunicazione.
Tale codice deve essere riportato nel modello730-4 al solo scopo di agevolare l’impresa nelle sue diverse articolazioni.
Nella prima parte, va indicato il codice fiscale e il numero di protocollo attribuito dall’Agenzia delle Entrate alla dichiarazione modello 770 Semplificato, presentata nel 2010; nel caso in cui il modello non sia stato presentato, va barrata la relativa casella.
Nello stesso riquadro vanno indicati un numero di cellulare e, in alternativa (almeno uno degli elementi è obbligatorio), una casella e-mail per permettere all’Amministrazione finanziaria di comunicare direttamente con gli interessati.
La sezione II è riservata agli utenti Entratel, che dovranno barrare l’apposita casella di richiesta e indicare nello spazio riservato a questo scopo il “codice sede Entratel”.
Il quadro B è indirizzato ai sostituti d’imposta che richiedono che i dati provenienti dai modelli 730-4 siano resi disponibili presso l’utenza telematica di un intermediario abilitato e da ciascuna società appartenente a un gruppo societario che richieda di fare pervenire i dati presso l’utenza telematica di un’altra società appartenente al gruppo.
La richiesta è effettuata barrando l’apposita casella, così da permettere l’invio del “flusso telematico” all’indirizzo dell’intermediario abilitato prescelto.
Nella colonna 1 va riportato il codice fiscale dell’intermediario incaricato della ricezione dei modelli 730-4 resi disponibili dalle Entrate, nella 2 il corrispondente codice sede Entratel.
In colonna 3 e in colonna 4 vanno, rispettivamente, il numero di cellulare dell’intermediario e un suo indirizzo e-mail (l’indicazione di almeno uno dei due è obbligatoria).
Una sezione del modello è riservata alla revoca della comunicazione precedentemente inviata.
Questa parte va compilata esclusivamente nel caso di cessazione di attività che dà luogo alla perdita della qualifica di sostituto d’imposta.
Si effettua barrando la casella predisposta a tale scopo e indicando la “data di cessazione attività” nel formato “gg/mm/aaaa”.
E’ prevista una sezione riservata all’intermediario abilitato riguardante l’impegno alla presentazione telematica della comunicazione, in cui vanno riportati il codice fiscale, la firma e la data dell’incarico.
L’intermediario deve conservare copia cartacea della comunicazione sottoscritta e della delega all’incarico conferita dal sostituto.
L’ultima parte del modello è riservata ai sostituti che hanno compilato il quadro B, incaricando un intermediario alla ricezione dei dati relativi ai modelli 730-4 dei propri dipendenti.
La delega, con indicazione del codice fiscale del sostituto e quello dell’intermediario, va firmata del sostituto.
I sostituti d’imposta devono trasmettere le comunicazione tramite i servizi telematici, direttamente o tramite un intermediario, inderogabilmente entro il 31 marzo 2011.
Tutte le comunicazioni che arriveranno dopo tale data non avranno effetto per il 2011, mentre quelle inviate entro i termini, ma scartate dal servizio telematico, verranno considerate valide a condizione che vengano ritrasmesse entro i cinque giorni lavorativi successivi alla ricezione della comunicazione che attesta il motivo dello scarto.
Infine, l’Agenzia delle Entrate (nota del 28.03.2011) ha precisato che la scadenza del 31 marzo riguarda anche l’invio delle comunicazioni sostitutive, che se inviate entro tale termine, mantengono la loro efficacia per l’anno 2011.
E’ partito il 28.03.2011 lo Sportello unico telematico per le imprese ma con proroga parziale.
Il Ministero dello Sviluppo economico, sulla base di una comunicazione governativa resa nota il 28.03.2011, ha deciso di tenere in vita anche la via cartacea.
Sulla base di apposita richiesta avanzata da taluni comuni è stato deciso di introdurre nel sistema una parziale proroga facendo, comunque, partire la procedura telematica.
Il doppio binario (telematico-cartaceo) sarà possibile fino al 30 settembre 2011, in questo modo le amministrazioni che non sono in regola potranno affrettarsi a diventarlo.
Il doppio test sull’indipendenza dei sindaci non è privo di punti incerti. Occorre determinare il “peso” del cliente sul totale dei compensi annuali percepiti:
I compensi per lo svolgimento dell’incarico vanno sommati a quelli che eventualmente spettano per altri incarichi compatibili con l’attività di sindaco e l’importo totale va rapportato ai compensi totali.
Se il peso percentuale è inferiore o uguale al 5%, l’indipendenza non è a rischio.
E’ quanto emerge dalle recenti norme di comportamento del CNDCEC, le quali, peraltro, fanno riferimento non solo alla società in cui il sindaco svolge il mandato, ma anche al gruppo di appartenenza.
In caso di rivendita e successivo riacquisto, entro l’anno, il termine per cambiare la residenza nel comune può essere di 36 mesi.
La Commissione Tributaria Regionale Lazio, con la sentenza n. 282/22/10, è intervenuta sul trasferimento della prima abitazione per la conservazione delle agevolazioni fiscali.
Secondo tali giudici regionali la legge, pur stabilendo un termine perentorio di un anno entro il quale i contribuenti devono riacquistare il nuovo immobile, non fissa alcun termine per il suo utilizzo come abitazione principale.
In particolare, a parere dei suddetti giudici, l’art. 2, nota II bis della Tariffa allegata al D.P.R. n. 131/1986, pur disponendo che:
– Il termine per il trasferimento della residenza nel comune in cui è ubicata la prima casa (primo acquisto) è di diciotto mesi;
– nel caso di cessione dell’immobile, il successivo riacquisto della prima casa deve avvenire entro un anno;
– non si esprime sui termini nel caso di trasferimento di residenza in caso di cessione e riacquisto della prima casa.
Pertanto, detta C.T.R. ha ritenuto che nel caso di specie poteva essere applicato il termine di 36 mesi, previsto dal Legislatore per la liquidazione dell’imposta di registro, anche in considerazione del fatto che, per essere utilizzato, il nuovo fabbricato necessitava di importanti lavori di ristrutturazione.
(Commissione Tributaria Regionale Lazio, sentenza n. 282/22/10)
La notifica degli accertamenti tributari può essere provata per la prima volta anche in appello costituendo indicazione di un fatto già acquisito in giudizio e non nuovo elemento di indagine.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 6921 del 25 marzo 2011.
Secondo la Suprema Corte, tale nuova deduzione è diretta a sollevare il rilievo d’ufficio da parte del giudice dell’inesistenza dei fatti costitutivi dedotti in giudizio e, pertanto, non rientra nel novero delle eccezioni in senso stretto, per le quali vige il divieto di proposizione in appello ai sensi dell’art. 57, del D.Lgs. n. 546/1992.
In accoglimento del ricorso presentato da una società la Suprema Corte, con la sentenza n. 6913 del 25 marzo 2011, ha stabilito che è nullo l’accertamento Iva basato un atto impositivo Ires divenuto definitivo poiché non impugnato dall’azienda.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 6913 del 25 marzo 2011)
Nell’interpello del mese di gennaio 2011, l’Agenzia delle Entrate ha sostenuto che le plusvalenze derivanti da operazioni di lease-back concorrono alla formazione delle base imponibile Irap secondo criteri civilistici e non in base alle regole del Tuir.
La domanda riguardava, nell’applicazione del principio di derivazione della determinazione del valore della produzione (in vigore dal 2008), se nell’ipotesi dovessero valere i criteri contabili che prevedono l’imputazione pro-rata temporis o quelli più restrittivi contenuti nel Tuir.
Il principio di dipendenza dei dati di bilancio era stato interpretato dalle Entrate in senso restrittivo (circolare 36/E/2009).
Per questo caso, le Entrate hanno confermato la soluzione del contribuente e cioè che per questa fattispecie prevale il disposto civilistico sui criteri di imputazione Ires.
(Il Sole 24 Ore del 29 marzo 2011)
Sono state rese note le modalità di regolarizzazione della posizioni previdenziali dei lavoratori che hanno aderito a programmi di emersione da lavoro non regolare (Inps, circolare n. 58 del 28 marzo 2011).
Inoltre, l’Inps con la successiva circolare n. 59 del 28 marzo 2011 ha trattato il seguente tema:
La presentazione delle istanze per il “Credito d’imposta Sicilia” è stata differita dal 21 Marzo 2011 al 23 maggio 2011.
L’Assessorato dell’Economia (Dipartimento delle finanze e del credito) della Regione Siciliana con D.A. n. 104 del 14 marzo 2011 ha provveduto al differimento dei termini previsti dal D.A. n. 91 del 1° marzo 2011 per la presentazione delle istanze per accedere alle agevolazioni di cui alla l.r. n. 11/2009.
Sono agevolabili i programmi di investimento iniziale relativi a strutture produttive già esistenti o che vengano impiantate nell’ambito del territorio siciliano.
Il Ministero del Lavoro ha chiarito quali sono i termini per il pagamento in misura ridotta ex art. 16, Legge n. 689/1981, nel caso in cui nel verbale unico vi siano, contestualmente, diffide per alcuni illeciti e per altri illeciti sia richiesto il pagamento in misura ridotta.
Qualora nel verbale unico l’ispettore provveda, contestualmente, per alcuni illeciti a diffidare il trasgressore, e per altri illeciti a richiedere il pagamento in misura ridotta, il termine di 60 gg. per il pagamento in misura ridotta, ex art. 16 della Legge n. 689/1981, decorre dal 46° giorno dalla notifica del verbale unico. Tuttavia, nel caso in cui vi siano solo diffide ora per allora, il suddetto termine decorre dal 16° giorno.
Il termine di 60 giorni per aderire alla conciliazione amministrativa decorre invece dalla ricezione del verbale unico qualora nello stesso siano presenti esclusivamente illeciti non diffidati.
(Ministero del Lavoro, circolare n. 10 del 28 marzo 2011)

References: art. 10
 sentenza 
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 art. 16
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