Source: https://www.laleggepertutti.it/174880_conti-corrente-a-zero-spese-quali-sono
Timestamp: 2019-07-20 19:34:35+00:00

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Conti corrente a zero spese: quali sono?
Conto base: a fronte di un canone “tutto compreso” il correntista ha diritto a un numero determinato di operazioni senza addebito di ulteriori costi.
Si chiama «conto base» e finalmente, dopo anni di gestazione, è approdato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero delle Economia e delle Finanze che ne regola l’attuazione ed in vigore dal 20 giugno 2018. Il tutto a quasi un anno (era il 3 agosto 2017) dalla pubblicazione del decreto della Banca d’Italia che ne regola la disciplina, integrando le disposizioni in materia di «Trasparenza delle operazioni dei servizi bancari e finanziari». Grazie al conto base, il correntista ha la possibilità di ottenere un conto corrente a zero spese o meglio «tutto compreso». In pratica, a fronte di un canone fisso annuale, il cliente ha diritto a un numero determinato di operazioni senza addebito di ulteriori costi. Pertanto le operazioni rientranti nei limiti prefissati dal contratto non vengono pagate e sono gratuite. Se detto limite viene superato, le ulteriori operazioni saranno regolarmente addebitate. Ma procediamo con ordine e vediamo come funziona e quali sono i conti correnti a zero spese.
1 Chi ha diritto al conto base?
2 A cosa dà diritto il conto base?
2.1 Per chi ha l’Isee sotto 11.600 euro
2.2 Per chi ha la pensione fino a 18mila euro
2.3 I costi per le ulteriori operazioni
3 Cos’è il conto base?
4 Quanto costa il conto base?
Chi ha diritto al conto base?
Hanno diritto al conto base due categorie di cittadini:
soggetti con Isee inferiore a 11.600 euro;
pensionati con non più di 18mila euro lordi.
A cosa dà diritto il conto base?
Il conto base dà diritto a una serie di operazioni gratuite. Eccole.
Per chi ha l’Isee sotto 11.600 euro
36 bonifici in accredito compreso lo stipendio;
12 versamenti allo sportello di contanti o assegni;
addebiti diretti Sepa senza limiti;
prelievi illimitati sul bancomat della propria banca;
12 prelievi bancomat su banca diversa dalla propria.
Per chi ha la pensione fino a 18mila euro
6 versamenti allo sportello di contanti o assegni;
6 prelievi bancomat su banca diversa dalla propria.
I costi per le ulteriori operazioni
Chi supera le predette soglie dovrà sostenere una spesa «ragionevole» da definire sulla base della media delle commissioni praticate dalle altre banche.
Cos’è il conto base?
Quest’anno è stato modificato il testo unito bancario [1] con l’introduzione dell’obbligo per la banca di predisporre, a favore della clientela, il conto base a «zero spese» e di darne adeguata comunicazione.
Si tratta di un conto di pagamento con caratteristiche minimali. È un conto leggero, che consente di fare operazioni bancarie minime, tipiche del consumatore, che non ha esigenze finanziarie. Il conto di base è un diritto di chi ha i presupposti di reddito che abbiamo elencato sopra.
A fronte del pagamento di un canone annuale onnicomprensivo e senza addebito di altre spese, oneri o commissioni di alcun tipo e natura, il conto base garantisce un numero predeterminato di operazioni annue, elencate in due allegati al decreto stesso. Se si sta entro il numero delle operazioni si paga solo il canone calmierato annuo; se si supera il numero, c’è l’addebito di spese ulteriori, che devono essere ragionevoli.
Il conto a zero spese deve prevedere almeno i seguenti servizi:
apertura, gestione e chiusura del conto;
accreditamento di fondi (es. deposito di contante, ricezione di bonifici);
prelievo di contante all’interno dell’Unione europea, presso le dipendenze del prestatore di servizi di pagamento o gli sportelli bancomat, anche al di fuori degli orari di apertura della banca;
emissione, rinnovo e sostituzione della carta bancomat;
le seguenti operazioni di pagamento nell’ambito dell’Unione europea: a) addebiti diretti; b) operazioni di pagamento mediante carta di pagamento, utilizzabile anche online tramite e-banking; c) bonifici e ordini permanenti di bonifico presso le dipendenze del prestatore di servizi di pagamento e attraverso gli altri canali eventualmente disponibili, ivi compreso il canale online.
Sul conto di base non possono essere concessi né aperture di credito né finanziamenti. Il titolare può richiedere alla banca, che però ha facoltà di non accettare, operazioni aggiuntive ma il relativo costo deve essere “ragionevole e coerente” con il livello di reddito nazionale e ai costi mediamente applicabili.
Il titolare del conto di base può eseguire le operazioni avvalendosi, senza maggiori costi, dei canali telematici disponibili (cosiddetta homebanking), fermo restando il possibile addebito di spese per le operazioni aggiuntive o in numero superiore.
Se la banca non intende aprire il conto base, deve darne comunicazione al cliente entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta. Il cliente ha la possibilità di presentare un reclamo alla banca e successivamente un esposto alla banca d’Italia.
Quanto costa il conto base?
Il cliente pagherà un canone onnicomprensivo, gli oneri fiscali, come l’imposta di bollo, da cui saranno esentate le fasce socialmente svantaggiate che dovranno includere «i titolari di trattamenti pensionistici».
Se la banca già offre conti di pagamento/conti correnti gratuiti (cioè con Indice sintetico di costo pari a zero) a fronte di operazioni che chiamiamo basiche, si può ritenere adempiuto l’obbligo di istituzione del conto base annotando ciò nel foglio informativo che periodicamente si invia alla clientela stessa.
[1] Dlgs 37/2017 di attuazione alla Direttiva 2014/92/UE che ha inserito al testo unico bancario gli articoli 126-noviesdecies e ss. in materia di diritto al conto di base.
Art. 126-noviesdecies
Le banche, la societa’ Poste italiane s.p.a. e gli altri prestatori di servizi di pagamento abilitati ad offrire servizi a valere su un conto di pagamento sono tenuti, limitatamente ai servizi di pagamento che essi offrono ai consumatori, a offrire un conto di pagamento denominato in euro con caratteristiche di base, “conto di base”.
Tutti i consumatori soggiornanti legalmente nell’Unione europea, senza discriminazioni e a prescindere dal luogo di residenza, hanno diritto all’apertura di un conto di base nei casi e secondo le modalita’ previste dalla presente sezione.
Ai fini della presente sezione, per consumatore soggiornante legalmente nell’Unione europea si intende chiunque abbia il diritto di soggiornare in uno Stato membro dell’Unione europea in virtu’ del diritto dell’Unione o del diritto italiano, compresi i consumatori senza fissa dimora e i richiedenti asilo ai sensi della Convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951 relativa allo status dei rifugiati, del relativo protocollo del 31 gennaio 1967 nonche’ ai sensi degli altri trattati internazionali in materia.
Art. 126-vicies
Fermo restando l’obbligo di osservare le disposizioni in materia di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, il prestatore di servizi di pagamento puo’ rifiutare la richiesta di apertura di un conto di base solo in mancanza dei requisiti previsti dall’articolo 126-noviesdecies o se il consumatore e’ gia’ titolare in Italia di un conto di pagamento che gli consente di utilizzare i servizi indicati dall’allegato A salvo il caso di trasferimento del conto o salvo che il consumatore dichiari di aver ricevuto comunicazione dal proprio prestatore di servizi di pagamento che il conto verra’ chiuso. A tal fine, prima di aprire un conto di base, il prestatore di servizi di pagamento puo’ chiedere al consumatore di dichiarare per iscritto se lo stesso e’ gia’ titolare in Italia di un conto di pagamento che gli consente di utilizzare tutti i servizi indicati dall’allegato A.
In caso di rifiuto di apertura del conto, il prestatore di servizi di pagamento ne informa il consumatore immediatamente, e al piu’ tardi entro dieci giorni lavorativi dalla ricezione della richiesta, per iscritto e senza spese, indicando le specifiche motivazioni del rifiuto e informando il cliente delle procedure di reclamo disponibili e della sua facolta’ di inviare un esposto alla Banca d’Italia o di adire i sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie previsti dall’articolo 128-bis. La comunicazione delle motivazioni del rifiuto non e’ tuttavia dovuta ove tale comunicazione sia in contrasto con obiettivi di ordine pubblico o di pubblica sicurezza, individuati ai sensi dell’articolo 126, o ricorrano altri giustificati motivi ostativi in base alle disposizioni in materia di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.
L’apertura del conto di base non puo’ essere condizionata all’acquisto di servizi accessori o di azioni del prestatore di servizi di pagamento, salvo che questa condizione si applichi in modo uniforme a tutta la clientela del prestatore di servizi di pagamento.
Art. 126-vicies semel
Il conto di base include, a fronte di un canone annuale onnicomprensivo, il numero di operazioni annue effettuabili senza addebito di ulteriori spese definito con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia. Il decreto individua, per uno o piu’ profili di clientela ai quali il conto di base e’ destinato, un numero di operazioni sufficiente a coprire l’uso personale da parte del consumatore. Le operazioni e i servizi inclusi nel conto di base comprendono almeno quelli elencati nell’allegato A, nonche’ le relative eventuali scritturazioni contabili. Sul conto di base non possono essere concesse aperture di credito ne’ sconfinamenti.
Il titolare del conto di base puo’ eseguire le operazioni avvalendosi, senza maggiori costi, dei canali telematici disponibili presso il prestatore di servizi di pagamento per i conti analoghi, fermo restando il possibile addebito di spese per le operazioni aggiuntive o in numero superiore.
Il titolare del conto puo’ richiedere, ma il prestatore di servizi di pagamento non puo’ imporre, l’effettuazione di operazioni aggiuntive o in numero superiore a quello individuato ai sensi del comma 1. Alle spese addebitabili per tali operazioni si applica l’articolo 126-vicies-bis. In ogni caso, il conto di base non puo’ prevedere limiti al numero di operazioni che il consumatore puo’ effettuare, in relazione ai servizi elencati nell’allegato A, in eccedenza rispetto a quanto stabilito dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di cui al comma 1.
Il prestatore di servizi di pagamento non agisce da intermediario, a qualsiasi titolo, per la conclusione di contratti tra terzi fornitori di beni e servizi e titolari di conti di base.
Art. 126-vicies bis
Nessuna spesa, salvo il canone annuo onnicomprensivo e gli oneri fiscali previsti per legge, puo’ essere addebitata al titolare del conto per il numero annuo di operazioni individuato ai sensi dell’articolo 126-vicies semel, comma 1, e le relative eventuali scritturazioni contabili.
Il canone annuo onnicomprensivo e il costo delle operazioni aggiuntive o in numero superiore sono ragionevoli e coerenti con finalita’ di inclusione finanziaria, avendo riguardo al livello di reddito nazionale e ai costi mediamente addebitati dai prestatori di servizi di pagamento a livello nazionale per i servizi collegati al conto di pagamento, secondo quanto stabilito con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia, tenendo anche conto delle condizioni dei soggetti socialmente svantaggiati.
Il costo delle operazioni in numero superiore non e’ in ogni caso superiore a quello pubblicizzato dallo stesso prestatore di servizi di pagamento per i conti di pagamento offerti a consumatori con esigenze di base.
Art. 126-vicies ter
Il consumatore puo’ esercitare il diritto di recesso ai sensi dell’articolo 126-septies, commi 1 e 3.
Il prestatore di servizi di pagamento puo’ recedere dal contratto relativo al conto di base solo se ricorre una o piu’ delle seguenti condizioni:
c) l’accesso al conto di base e’ stato ottenuto dal consumatore sulla base di informazioni errate, determinanti per ottenerlo;
d) il consumatore non soggiorna piu’ legalmente nell’Unione europea;
e) il consumatore, successivamente al conto di base, ha aperto in Italia un altro conto di pagamento che gli consente di utilizzare i servizi indicati dall’allegato A.
In caso di recesso, il prestatore di servizi di pagamento comunica al consumatore i motivi del recesso con un preavviso di almeno due mesi per iscritto e senza spese. Nei casi di cui al comma 2, lettere a) e c), il recesso ha effetto immediato. Si applicano l’articolo 126-septies, comma 3 e, con riferimento alla comunicazione delle motivazioni del recesso, l’articolo 126 e le disposizioni in materia di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.
Nella comunicazione del recesso il consumatore e’ informato delle procedure di reclamo disponibili, della sua facolta’ di inviare un esposto alla Banca d’Italia o di adire i sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie previsti dall’articolo 128-bis.
Fermo restando il divieto di concedere aperture di credito o sconfinamenti sul conto di base, il prestatore di servizi di pagamento puo’ disporre, per eventuali situazioni di incapienza, la sospensione dei servizi collegati al conto fino al ripristino dei fondi.
Art. 126-vicies quater
Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia, sono individuate le fasce di clientela socialmente svantaggiate e i titolari di trattamenti pensionistici ai quali il conto di base e’ offerto senza spese. Il medesimo decreto definisce altresi’ le condizioni e le modalita’ per l’accesso ai conti di base gratuiti e le loro caratteristiche.
Art. 126-vicies quinquies
I prestatori di servizi di pagamento forniscono chiarimenti e informazioni sul conto di base, secondo quanto previsto dalle disposizioni della Banca d’Italia.
Art. 126-vicies sexies
La Banca d’Italia promuove iniziative dirette a fornire ai consumatori, e in particolare a quelli individuati ai sensi dell’articolo 126-vicies quater, informazioni chiare e comprensibili sul conto di base, sulle relative condizioni generali di prezzo, sulle procedure per accedervi e sulle possibilita’ di ricorso a procedure alternative di risoluzione delle controversie.
La Banca d’Italia puo’ promuovere la redazione di codici di condotta per l’offerta indipendente di iniziative di educazione finanziaria da parte degli intermediari, finalizzate a favorire l’orientamento della clientela e l’assistenza per la gestione responsabile delle finanze personali.».
Al comma 3-bis dell’articolo 128-bis del Titolo VI, Capo III, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, la parola: «reclamo» e’ sostituita dalla seguente: «esposto» e le parole: «al reclamante» sono sostituite dalle seguenti: «all’esponente».
All’articolo 144 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, lettera b), dopo le parole: «126-novies, comma 3» sono inserite le seguenti: «126-undecies, commi 3 e 4, 126-duodecies, 126-quaterdecies, comma 1, 126-septiesdecies, comma 1, e 126-vicies quinquies»;
b) al comma 1, lettera c), dopo le parole: «126-septies» sono inserite le seguenti: «126-quinquiesdecies, 126-octiesdecies, 126-noviesdecies, comma 1, 126-vicies, 126-vicies semel, 126-vicies ter, 127, comma 01»;
«4. La stessa sanzione di cui al comma 1 si applica: a) per l’inosservanza delle norme contenute nell’articolo 128, comma 1, ovvero nei casi di ostacolo all’esercizio delle funzioni di controllo previste dal medesimo articolo 128, di mancata adesione ai sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie previsti dall’articolo 128-bis, nonche’ di inottemperanza alle misure inibitorie adottate dalla Banca d’Italia ai sensi dell’articolo 128-ter;
b) nel caso di frazionamento artificioso di un unico contratto di credito al consumo in una pluralita’ di contratti dei quali almeno uno sia di importo inferiore al limite inferiore previsto ai sensi dell’articolo 122, comma 1, lettera a);
c) nel caso di mancata partecipazione ai siti web di confronto previsti dall’articolo 126-terdecies, ovvero di mancata trasmissione agli stessi siti web dei dati necessari per il confronto tra le offerte.».
22/06/2018 alle 15:01
NON sarebbe sbagliato indicare fin d’ora, magari anche approssimativamente, quello che sarà l’importo annuo del canone per il “conto base”, da un minimo a un massimo!!! Infatti comincerà senza ombra di dubbio da subito – e sempre sulla pelle degli “affezionati” clienti – il “balletto” fra banche sul quantum… O no?

References: Art. 126

Art. 126

Art. 126

Art. 126

Art. 126

Art. 126

Art. 126

Art. 126
 articolo 128