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Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza 23 maggio 2016, n.10630 - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza 23 maggio 2016, n.10630
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La mancata indicazione, nella relazione di notifica dell’ufficiale giudiziario, della persona ad istanza della quale viene eseguita la notificazione della sentenza, non determina nullità della notificazione stessa nel caso in cui dall’atto notificato sia possibile desumere le generalità del soggetto che l’ha richiesta; né sulla validità della notifica può incidere la mancata specificazione, nella relazione predetta, delle complete generalità del destinatario e del ricevente, ove tali dati siano desumibili dall’atto da notificare
SENTENZA 23 maggio 2016, n.10630
Con sentenza del 15 gennaio 2007 il Tribunale di Roma ha accolto l’opposizione allo stato passivo proposta da C.I.V. , I.G. e I.M. nei confronti della Compagnia Tirrena di Assicurazioni S.p.A. in liquidazione coatta amministrativa, ammettendo gli opponenti, quali eredi dell’avvocato I.F. , a titolo di compenso per prestazioni professionali, per gli importi di Euro 247.396,71 in privilegio ex articolo 2751 bis numero 2 c.c. per diritti ed onorari, nonché di Euro 5.971,00 per spese imponibili e 30.820,61 per anticipazioni in chirografo, rigettando altresì l’opposizione concernente il mancato riconoscimento degli interessi e delle spese generali.
Vale infatti osservare, in fatto, che la sentenza pronunciata dalla Corte d’appello nei confronti di C. Iannetti.V. , I.G. e I.M. , tutti nella qualità di eredi di I.F. , è stata spedita in forma esecutiva, in data 25 settembre 2012, ad istanza del ‘Sig./Avv. L. Romano nell’interesse di C. IANNETTI.V. +2’. Dopodiché, ‘Ad istanza come in atti’, l’assistente ufficiale giudiziario presso la Corte d’appello di Roma ha effettuato la notifica, sia alla parte personalmente che al difensore, in entrambi i casi mediante consegna a persona incaricata della ricezione degli atti.
Tali essendo le circostanze di fatto dalle quali occorre muovere, si deve rammentare che deve ritenersi esistente un’istanza di notificazione riconducibile al soggetto legittimato a richiederla ogni qual volta sia possibile risalire all’identificazione dell’istante, come, per l’appunto, nel caso delle notificazioni eseguite ‘ad istanza di chi in atti’ e simili (Cass. 3 aprile 1979, n. 1917; Cass. 18 febbraio 1995, n. 1781; Cass. 25 settembre 1999, n. 10630). Perciò, la mancata indicazione, nella relazione di notifica dell’ufficiale giudiziario, della persona ad istanza della quale viene eseguita la notificazione della sentenza (ed è il caso appena menzionato della notificazione effettuata ‘a richiesta come in atti’: in particolare, di recente, per la validità della notificazione della sentenza effettuata ‘a richiesta come in atti’, v. Cass. 31 ottobre 2012, n. 18705; Cass. 31 maggio 2011, n. 11971), non determina nullità della notificazione stessa nel caso in cui dall’atto notificato sia possibile desumere le generalità del soggetto che l’ha richiesta; né sulla validità della notifica può incidere la mancata specificazione, nella relazione predetta, delle complete generalità del destinatario e del ricevente, ove tali dati siano desumibili dall’atto da notificare (Cass. 1 dicembre 1997, n. 12126; Cass. 15 febbraio 1995, n. 1615; Cass. 4 gennaio 1995, n. 140; Cass. 8 febbraio 1991, n. 1300). L’istante, insomma, è sufficientemente individuato ogniqualvolta non vi sia incertezza assoluta sulla sua identità (Cass. 10 dicembre 1981, n. 6540; Cass. 6 novembre 1982, n. 5830; Cass. 3 marzo 1983, n. 1581; Cass. 18 giugno 1985, n. 3670; Cass. 27 maggio 1987, n. 4750; Cass. 8 giugno 1991, n. 6522; Cass. 23 maggio 1992, n. 6186; Cass. 15 marzo 1994, n. 2467; Cass. 26 maggio 1994, n. 5169; Cass. 4 settembre 1999, n. 9391; Cass. 10 maggio 2000, n. 5991; Cass. 22 settembre 2000, n. 12538; Cass. 21 maggio 2004, n. 9749; Cass. 22 luglio 2005, n. 15500).
Nel caso in esame, allora, detta incertezza appare da escludere, ove si consideri che, pronunciata la sentenza nei confronti di tutti e tre gli odierni ricorrenti, richiesta dai medesimi la spedizione in forma esecutiva, la notificazione della sentenza munita del ‘comandiamo’, ‘ad istanza come in atti’, non può che farsi risalire a tutti e tre gli originari attori, nulla rilevando l’indicazione ‘AVV. I. ‘ contenuta quale indicazione del richiedente nella relazione di notificazione redatta dall’ufficiale giudiziario.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna i ricorrenti al rimborso, in favore della resistente, della somma di Euro 3.200,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre accessori come per legge
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2016-05-25T12:39:10+00:0025 maggio 2016|Cassazione civile 2016, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti

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