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Timestamp: 2020-08-15 14:41:05+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23448 del 06/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23448 del 06/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 06/10/2017, (ud. 06/09/2017, dep.06/10/2017), n. 23448
sul ricorso 23050-2014 proposto da:
persona del Ministro pro tempore, elettivamente domiciliato in RONR,
S.P.M., elettivamente domiciliato in ROMA VIA COSSERIA
2, presso lo studio dell’avvocato RICCARDO FARANDA, che lo
avverso la sentenza n. 1689/2014 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
depositata il 2/4/2014;
– con la sentenza impugnata, la Corte di Appello di Torino ha respinto l’impugnazione proposta dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca avverso la pronuncia di primo grado che aveva dichiarato il diritto di S.P.M., assunto con contratto a tempo determinato nel comparto della scuola, a vedersi attribuire gli scatti biennali di cui alla L. n. 312 del 1980, art. 53, e condannato il Ministero al pagamento delle relative differenze retributive;
– la Corte territoriale ha sviluppato l’intero percorso argomentativo richiamando propri precedenti che avevano riconosciuto la progressione economica sulla base del principio di non discriminazione ivi invocato. Ciò pur a fronte di uno specifico rilievo da parte del Miur circa l’interpretazione ed applicazione della L. n. 312 del 1980 e dei contratti collettivi di compatto (cfr. pag. 2 della sentenza);
– per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca sulla base di un unico articolato motivo;
– S.P.M. ha resistito con controricorso;
va preliminarmente disattesa l’eccezione di inammissibilità formulata dal controricorrente sul rilievo che il ricorso per cassazione è stato notificato a P.L., persona diversa dall’effettivo destinatario dell’atto;
– secondo quanto da questa Corte più volte affermato, la notificazione è inesistente quando sia stata effettuata in un luogo o con riguardo ad una persona che non presentino alcun riferimento con il destinatario dell’atto, risultando a costui del tutto estranei, mentre è affetta da nullità (sanabile con effetto “ex tunc” attraverso la costituzione del convenuto, ovvero attraverso la rinnovazione della notifica cui la parte istante provveda spontaneamente o in esecuzione dell’ordine impartito dal giudice), quando, pur eseguita mediante consegna a persona o in luogo diversi da quello stabilito dalla legge, un simile collegamento risulti tuttavia ravvisabile, così da rendere possibile che l’atto, pervenuto a persona non del tutto estranea al processo, giunga a conoscenza del destinatario – cfr. Cass. 2 dicembre 2009, n. 25350; Cass. 29 luglio 2011, n. 16759; sulla sanabilità della notifica del ricorso per cassazione si veda Cass., Sez. U, 20 luglio 2016, n. 14916;
– nella specie, la notifica del ricorso per cassazione, ancorchè indirizzata a persona diversa dalla quella stabilita dalla legge, è stata effettuata all’avv. Riccardo Faranda che dalla sentenza impugnata risultava essere il difensore di S.P.M., con ciò realizzandosi quel collegamento che esclude l’inesistenza e rende possibile la sanatoria;
– con l’unico articolato motivo il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca si denuncia violazione e falsa applicazione: della L. 11 luglio 1980, n. 312, art. 53; dell’art. 142 c.c.n.l. 24 luglio 2003 e 146 c.c.n.l. comparto scuola del 29 novembre 2007; del D.P.R. 23 agosto 1988, n. 399, art. 3; D.L. 13 maggio 2011, n. 70, dell’art. 9, comma 18 come convertito con modificazioni dalla L. 12 luglio 2011, n. 106, art. 1, comma 2; della L. 3 maggio 1999, n. 124, art. 4; della direttiva 99/70/CE. Evidenzia che il giudice di primo grado aveva riconosciuto gli scatti biennali di anzianità sulla scorta della L. n. 312 del 1980, art. 53, disposizione, questa, sicuramente non applicabile alle supplenze. Gli aumenti biennali previsti da detta norma, infatti, avevano come destinatari i soli docenti non di ruolo, incaricati dal Provveditore agli studi ed assunti con contratti a tempo indeterminato. La categoria degli insegnanti non di ruolo, distinta da quella dei supplenti, era stata, però, soppressa dalla L. 20 maggio 1982, n. 270. Per i docenti di ruolo la contrattazione collettiva, sin dalla prima tornata contrattuale, aveva provveduto a disciplinare gli effetti economici della anzianità, abolendo gli scatti biennali e sostituendoli con un sistema di progressione economica per “scaglioni”. La L. n. 312 del 1980, art. 53,ha, quindi, continuato a disciplinare il solo trattamento economico degli insegnanti di religione, come ben chiarito dall’art. 142 del c.c.n.l. 24.7.2003;
– è stato affermato da questa Corte che l’invocata attribuzione degli scatti biennali non può trovare titolo nel principio di non discriminazione, posto che tali scatti, a far tempo dalla contrattualizzazione dell’impiego pubblico, non hanno più fatto parte della retribuzione del personale di ruolo della scuola, docente, tecnico ed amministrativo; da tale momento, infatti, la L. n. 312 del 1980, art. 53, può dirsi vigente ed efficace solo relativamente ai docenti di religione e ad alcune particolari categorie di insegnanti che, sebbene non immessi nei ruoli, prestano attività sulla base, non di supplenze temporanee o annuali, bensì in forza di contratti a tempo indeterminato previsti in via eccezionale dalla L. n. 270 del 1982, art. 15. Anche il richiamo a tale disposizione ad opera della contrattazione collettiva deve, così, ritenersi limitato ai soli insegnanti di religione, per i quali è prevista la perdurante vigenza della norma, così come integrata dal D.P.R. n. 399 del 1988. In tal senso si è espressa questa Corte nella decisione n. 22558/2016 (alla cui ampia ricostruzione normativa si rimanda) con la quale è stato affermato il seguente principio di diritto: “La L. 11 luglio 1980, n. 312, art. 53, che prevedeva scatti biennali di anzianità per il personale non di ruolo, non è applicabile ai contratti a tempo determinato del personale del comparto scuola ed è stato richiamato, D.Lgs. n. 165 del 2001, ex art. 69, comma 1, e art. 71 dal c.c.n.l. 4.8.1995 e dai contratti successivi, per affermarne la perdurante vigenza limitatamente ai soli insegnanti di religione”, principio che, in questa sede, va confermato;
in conclusione, la sentenza impugnata deve essere cassata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa può essere decisa nel merito ex art. 384 c.p.c. con il rigetto integrale dell’azionata domanda;

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 53
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza 
 art. 53
 art. 3
 art. 1
 art. 4
 art. 53
 art. 53
 art. 53
 art. 15
 art. 53
 art. 69
 art. 71
 sentenza 
 art. 384