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Timestamp: 2016-10-26 19:08:49+00:00

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LA RICERCA DEI BENI DA PIGNORARE EX ART. 492 BIS C.P.C. IN ATTESA DEL DECRETO MINISTERIALE EX ART. 155 QUATER DISP. ATT. C.P.C. | Avvocati Telematici
LA RICERCA DEI BENI DA PIGNORARE EX ART. 492 BIS C.P.C. IN ATTESA DEL DECRETO MINISTERIALE EX ART. 155 QUATER DISP. ATT. C.P.C.	20
Posted by robertoarcella in Quesiti e risposte	≈ 43 commenti
di Roberto Arcella e Stefano Baldoni
Prima dell’entrata in vigore dell’art. 492 bis cpc, l’art. 492, comma 7, c.p.c. (nel testo risultante dalla riforma ex L. 1 marzo 2006 n. 52) prevedeva un procedimento finalizzato alla ricerca dei beni d pignorare: qualora il pignoramento fosse risultato infruttuoso o incapiente, l’Ufficiale giudiziario, se richiesto dal creditore, poteva ricercare beni da sottoporre ad esecuzione con apposita richiesta ai gestori dell’anagrafe tributaria e/o di altre banche dati pubbliche. Si trattava quindi non di accesso diretto dell’ufficiale giudiziario alle banche dati pubbliche, poiché era previsto che l’ufficiale giudiziario attingesse indirettamente le notizie necessarie mediante la collaborazione dei gestori delle predette banche dati cui doveva avanzare apposita domanda.
Il d.l. 12 settembre 2014, n. 132 ha introdotto una nuova forma di ricerca dei beni che si distingue in modo radicale dalla precedente: abrogato l’art. 492 comma 7 c.p.c., è stato introdotto l’art. 492 bis c.p.c. (“ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare”). La più evidente novità della nuova norma rispetto alla precedente attiene al momento in cui la ricerca può essere effettuata perché essa, infatti, di regola precede ora il tentativo di espropriazione.
Il procedimento muove da un’istanza del creditore che richiede al Giudice di autorizzare la ricerca dei beni da pignorare mediante accesso telematico dell’Ufficiale Giudiziario alle banche dati. Tale accesso, tuttavia, dovrà essere regolamentato, ai sensi dell’art. 155 quater disp. att. c.p.c., da un decreto del Ministro della giustizia, da adottarsi di concerto con il Ministro dell’interno e con il Ministro dell’economia e delle Finanze e sentito il Garante per la protezione dei dati personali, che dovrà individuare “i casi, i limiti e le modalità di esercizio della facoltà di accesso alle banche dati di cui al secondo comma dell’articolo 492-bis del codice, nonché le modalità di trattamento e conservazione dei dati e le cautele a tutela della riservatezza dei debitori. Con il medesimo decreto sono individuate le ulteriori banche dati delle pubbliche amministrazioni o alle quali le stesse possono accedere, che l’ufficiale giudiziario può interrogare tramite collegamento telematico diretto o mediante richiesta al titolare dei dati”.
Intanto va segnalato che sulla norma è intervenuto il recente DL 83/2015 che ha modificato i commi 2 e 3 dell’art. 492 bis c.p.c., la cui formulazione è ora la seguente:
“Fermo quanto previsto dalle disposizioni in materia di accesso ai dati e alle informazioni degli archivi automatizzati del Centro elaborazione dati istituito presso il Ministero dell’interno ai sensi dell’articolo 8 della legge 1° aprile 1981, n. 121, con l’autorizzazione di cui al primo comma il presidente del tribunale o un giudice da lui delegato dispone che l’ufficiale giudiziario acceda mediante collegamento telematico diretto ai dati contenuti nelle banche dati delle pubbliche amministrazioni o alle quali le stesse possono accedere e, in particolare, nell’anagrafe tributaria, compreso l’archivio dei rapporti finanziari, nel pubblico registro automobilistico e in quelle degli enti previdenziali, per l’acquisizione di tutte le informazioni rilevanti per l’individuazione di cose e crediti da sottoporre ad esecuzione, comprese quelle relative ai rapporti intrattenuti dal debitore con istituti di credito e datori di lavoro o committenti. Terminate le operazioni l’ufficiale giudiziario redige un unico processo verbale nel quale indica tutte le banche dati interrogate e le relative risultanze. L’ufficiale giudiziario procede a pignoramento munito del titolo esecutivo e del precetto, anche acquisendone copia dal fascicolo informatico. Nel caso di cui al primo comma, quarto periodo il precetto è consegnato o trasmesso all’ufficiale giudiziario prima che si proceda al pignoramento.
Se l’accesso ha consentito di individuare cose che si trovano in luoghi appartenenti al debitore compresi nel territorio di competenza dell’ufficiale giudiziario, quest’ultimo accede agli stessi per provvedere d’ufficio agli adempimenti di cui agli articoli 517, 518 e 520. Se i luoghi non sono compresi nel territorio di competenza di cui al periodo precedente, copia autentica del verbale è rilasciata al creditore che, entro dieci giorni dal rilascio a pena d’inefficacia della richiesta, la presenta, unitamente all’istanza per gli adempimenti di cui agli articoli 517, 518 e 520, all’ufficiale giudiziario territorialmente competente.”
Come detto, l’art. 155 quater disp. att. cpc non risulta ancora attuato.
E pertanto, in via transitoria, l’art. 155 quinquies disp. att. c.p.c. prevede che il creditore procedente, previa autorizzazione a norma dell’articolo 492-bis, primo comma, del codice, possa ottenere dai gestori delle banche dati previste dal predetto articolo e dall’articolo 155-quater di queste disposizioni le informazioni nelle stesse contenute.
L’istanza di cui all’art. 492 bis co. 1 c.p.c. “deve contenere l’indicazione dell’indirizzo di posta elettronica ordinaria ed il numero di fax del difensore nonché, ai fini dell’art. 547 c.p.c., dell’indirizzo di posta elettronica certificata”. Essa deve altresì essere accompagnata dal versamento del contributo unificato: l’art. 13 co. 1 quinquies ne stabilisce la misura (euro 43) e l’art. 14 co. 1 bis prescrive che tale contributo unificato debba essere corrisposto contestualmente alla presentazione dell’istanza di autorizzazione all’accesso alle banche dati.
Tali banche dati sono: 1) Anagrafe tributaria, compreso l’archivio dei rapporti finanziari. 2) Pubblico Registro Automobilistico; 3) Banche dati degli enti di previdenza. 4) Le ulteriori banche dati di cui al decreto di attuazione del Ministero della Giustizia.
L’archivio dei rapporti finanziari è l’archivio dei dati obbligatoriamente comunicati all’anagrafe tributaria, ai sensi dell’art. 7 del Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605: dagli enti pubblici, dalle aziende e dalle banche e da altri soggetti.: in particolare, si ricorda che è fatto obbligo alle banche, alla società Poste italiane Spa e ad ogni altro operatore finanziario di rilevare e tenere in evidenza i dati identificativi, compreso il codice fiscale, di ogni soggetto che intrattenga con loro qualsiasi rapporto o effettui per conto proprio ovvero per conto o a nome di terzi, qualsiasi operazione di natura finanziaria ad esclusione di quelle effettuate tramite bollettino di conto corrente postale per un importo unitario inferiore a 1.500 Euro (la “sezione di cui all’articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605” di cui all’art. 155 bis disp. att. c.p.c.).
Dopo alcune titubanze (secondo alcuni interpreti la domanda ex art. 492 bis poteva essere depositata solo cartaceamente), è generalmente ammesso il deposito dell’istanza in via telematica, ancorché il codice generico del procedimento potrà creare in prospettiva non pochi problemi in punto di raccolta di dati statistici.
Va ancora segnalata una notevole oscillazione della Giurisprudenza in ordine all’ammissibilità di siffatta istanza. Tra le tante, propendono per l’ AMMISSIBILITA’ delle ricerche telematiche:
Ordinanza, Tribunale di Pavia, Dott. Balba, 25-02-2015
Ordinanza, Tribunale Mantova, dott.ssa Laura De Simone, 03-02-2015
Ordinanza, Tribunale Napoli Nord, dott. Caria, 24-12-2014;
Ordinanza, Tribunale Napoli, Pres. Azzariti Fumaroli Francesco Saverio, 02-04-2015
Ritengono invece l’INAMMISSIBILITA’ di siffatte istanze:
Ordinanza, Tribunale Vicenza, 19.03.2015
Ordinanza, Tribunale di Modena, 30.01.2015
Comunicazione, Tribunale di Novara, 21.01.2015;
Comunicazione, Tribunale di Cremona
L’istanza – per l’esercizio delle facoltà transitoriamente riconosciute al creditore procedente senza l’intervento dell’U.G. – può essere formulata sulla falsariga che segue:
………………………… , elettivamente domiciliato in ………………….. presso lo studio dell’avv………………….., indirizzo di posta elettronica certificata ……………………, indirizzo di posta elettronica ordinaria ……………………………….., dal quale è rappresentato e difeso come da procura……..
Si tratta di un atto introduttivo, sceglieremo dunque nel registro “Volontaria Giurisdizione” compilando tutti i campi necessari (fig. 1).
Nella schermata successiva inseriremo come oggetto il codice 400999 (altri istituti camerali e di volontaria giurisdizione) come visibile in fig. 2.
Andrà poi allegato il contributo unificato. Tra gli allegati da inserire figurano inoltre il titolo esecutivo e il precetto notificato, l’atto principale da impostare sarà la richiesta ex art. 492 bis, chiaramente in pdf nativo.
43 risposte a “LA RICERCA DEI BENI DA PIGNORARE EX ART. 492 BIS C.P.C. IN ATTESA DEL DECRETO MINISTERIALE EX ART. 155 QUATER DISP. ATT. C.P.C.”	alberto cristallini ha detto:	20 ottobre 2015 alle 20:00	L’Agenzia Regionale delle Entrate emette, una volta ricevuta la richiesta di interrogazione per conoscere i rapporti finanziari ecc., un mod. F23 a carico del soggetto interrogante (il creditore procedente) per € 30.98 di “tributi speciali”, da corrispondere per la ricerca, previsti dalla Tabella “A” allegata al DPR 26 ottobre 1972 n.648
Andrea ha detto:	29 ottobre 2015 alle 10:57	ciò è legittimo?oppure in forza del provv. autorizzativo del Presidente Trib. devono mettere gratuitamente a disposizione i dati richiesti
robertoarcella ha detto:	30 ottobre 2015 alle 7:48	La gratuità é sicuramente prevista per l’accesso a cura dell’UG. Per il resto no
roberto ha detto:	12 dicembre 2015 alle 10:43	l’art 155 quinquies delle disposizioni attuative ha esteso la possibilità di istanza ex 492 bis al creditore istante ( addirittura nei cadi d’urgenza prima della notificazione del precetto…) e non solo al procedente….. Vi risulta? Mi conferma la possibilità del deposito telematico dell’istanza?
ruggierodistaso ha detto:	20 ottobre 2015 alle 20:08	Districarsi nei meandri della procedura civile è sempre un problema, seguirò con attenzione il tuo blog sicuro che avrò solo da imparare, anticipatamente ti ringrazio.
LR ha detto:	28 ottobre 2015 alle 12:32	Come si deve (si può) fare per depositare in via telematica un’ istanza ex art.492 bis.
luca ha detto:	5 novembre 2015 alle 9:38	Buongiorno.
Mi chiedevo perchè si debba depositare l’istanza nel registro della volontaria giurisdizione e non in quello del pignoramento diretto.
annarita ha detto:	20 novembre 2015 alle 17:21	buonasera,
dopo l’accoglimento dell’istanza ex art. 492bis c.p.c. qual’è la procedura da seguire?
Mariano Gargiulo ha detto:	27 novembre 2015 alle 17:13	per Luca: suppongo perchè la presente procedura è volta SOLAMENTE alla ricerca dei beni da pignorare, non al pignoramento stesso. Mi spiego meglio. la procedura ex art. 492 – bis è un atto precedente al pignoramento, finalizzato alla RICERCA dei beni da pignorare. SUCCESSIVAMENTE, poi, una volta fatta la ricerca dei beni da pignorare, sarà nostra cura scegliere il tipo di esecuzione…presso terzi, mobiliare etc…
Luca ha detto:	27 novembre 2015 alle 17:33	Grazie Mariano.
Alberto Lovisetti ha detto:	10 gennaio 2016 alle 18:53	Se il precetto notificato è perento si può utilizzare lo strumento del 492 bis c.p.c.?
Guido ha detto:	5 febbraio 2016 alle 15:58	Buonasera a tutti,
mi associo alla domanda di Annarita, chiedendo se, gentilmente, qualcuno è in grado di indicarmi, dopo il rilascio dell’autorizzazione,come procedere per effettuare la ricerca dei beni…
robertoarcella ha detto:	6 febbraio 2016 alle 6:23	Qui l’abbiamo spiegato: https://avvocatotelematico.wordpress.com/2016/01/27/492-bis-breve-guida-per-laccesso-allanagrafe-tributaria-dellagenzia-delle-entrate-dopo-aver-ottenuto-il-decreto-di-autorizzazione-dal-tribunale/ Rispondi
nfabi ha detto:	5 febbraio 2016 alle 17:03	occorre mandare una pec ALLA DIREZIONE REGIONALE di riferimento- UFFICIO GESTIONE TRIBUTI con un’istanza di accesso ed allegando l’autorizzazione del Tribunale
daste17 ha detto:	18 marzo 2016 alle 11:09	Quando l’art. 155 quater disp. att. c.p.c. all’ultimo comma dice: “… La disposizione di cui al periodo precedente si applica anche all’accesso effettuato a norma dell’articolo 155-quinquies di queste disposizioni”, estende la gratuità dell’accesso alle banche dati anche al creditore che ha ottenuto l’autorizzazione o vale solo per l’autorizzazione ottenuta dall’ U.G.?
Claudia ha detto:	22 aprile 2016 alle 19:25	oltre al contributo di €43,00 bisogna pagare anche la marca da € 27,00?
robertoarcella ha detto:	22 aprile 2016 alle 21:15	No, solo cu da 43 €
Giuseppe Mesi ha detto:	17 luglio 2016 alle 19:23	Salve, potete darmi conferma se, nei procedimenti di lavoro e previdenza, il contributo unificato non deve essere versato in quanto materia esente? grazie a tutti e buon lavoro.
LorenzoMassimi ha detto:	27 aprile 2016 alle 12:28	ma questi 43 euro di contributo sono recuperabili come spese di esecuzione?
ed inoltre il precetto in corso di validità utilizzato per ottenere l ‘autorizzazione ex 492bis-155quinquies, se è nelle more perento, va notificato in rinnovazione per procedere al successivo pignoramento, ovvero l’istanza ex 492bis accolta mi vale come primo atto esecutivo?
luca ha detto:	9 maggio 2016 alle 10:41	Buongiorno a tutti.
ottenuto il decreto autorizzativo, qualcuno sa dirmi -anche in via approssimativa-quanto tempo occorre aspettare per avere un riscontro dall’ADE?
Opero su Milano.
LorenzoMassimi ha detto:	10 maggio 2016 alle 16:11	la direzione provinciale del lazio parla di 30 gg dall invio della richiesta alla stessa. ovviamente i tempi si allungano, e non si sa per quanto, dato l’alto carico di richieste ex 492bis pervenute in questo periodo!
Qualcuno ha idea se i costi del sicuramente necessario precetto in rinnovazione per procedere al successivo pignoramento saranno recuperabili come spese di esecuzione? (il problema mi sorge dal fatto che normalmente le spese di precetto in rinnovazione non sono mai recuperabili come spese di esecuzione)
silvia ha detto:	2 giugno 2016 alle 20:54	Mi associo alla domanda di Lorenzo Massimi, qualcuno sa rispondere?
Marino Cavestro ha detto:	14 giugno 2016 alle 19:35	Buongiorno
ho ottenuto autorizzazione ex 492bis ad accedere alle banche dati e l’INAIL mi ha comunicato l’esistenza di un credito (a rimborso, per un importo definito) del debitore (una società), del mio cliente.
Leggendo il 492bis, se la comunicazione fosse arrivata all’Ufficiale Giudiziario lo stesso avrebbe redatto un verbale (comma 2), lo avrebbe notificato notificato al debitore ed al terzo come pignoramento (comma 5), con gli avvertimenti di cui al 492 e quello di cui al 546, la notifica sarebbe stata restituita al creditore che entro 15 giorni doveva iscrivere a ruolo e poi chiedere l’assegnazione (non la vendita trattandosi di un credito) ai sensi del 518 cpc (non nelle forme del PP3).
Mi chiedo se sia possibile il 492bis anche nel caso di ricerca fatta dal creditore e, quindi, portare all’UG un atto che contiene quanto prescritto dal 5 comma in modo che venga notificato al terzo ed al debitore e poi procedere ex art. 518 cpc.
Paola Forti ha detto:	16 giugno 2016 alle 19:51	Buonasera,
vorrei chiedere se in tutti i tribunali gli ufficiali giudiziari hanno accesso telematico alle banche dati. Mi è stato detto riferito che in alcune province più piccole non è prevista questa possibilità, in caso negativo quale alternativa c’è ?
giuseppina ha detto:	18 giugno 2016 alle 15:58	Buonasera volevo chiedervi se è possibile utilizzare la stessa autorizzazione del Tribunale ottenuta al fine di effettuare un nuovo accesso all’anagrafe tributaria per lo stesso soggetto.
In pratica con l’accesso agli atti sono state individuate delle somme da pignorare……svanite però nel giro di pochi giorni, cioè dal precetto al pignoramento in meno di 30 giorni. Mi sorge dubbio che il debitore abbia potuto effettuare trasferimenti di denaro nel tempo occorrente la notifica del pignoramento e poi rimpinguati i conti una volta passato tutto. Vorrei verificare nuovamente i conti….posso farlo con lo stesso decreto di autorizzazione?
ester ha detto:	29 giugno 2016 alle 19:33	Salve, volevo sapere cortesemente come fare per accedere alle scritture contabili dell’imprenditore commerciale. grazie
robertoarcella ha detto:	18 luglio 2016 alle 23:38	Allo stato, non c’è modo
cristina ferrazzano ha detto:	29 settembre 2016 alle 13:16	la procedura per accedere alle scritture contabili del debitore imprenditore commerciale è prevista dall’art. 492 penultimo comma c.p.c.
Ester Illuminato ha detto:	30 giugno 2016 alle 15:52	Buongiorno, volevo sapere per accedere direttamente alle scritture contabili in modo da vedere quali sono i debitori del mio debitore e rivalermi su questi quale procedura devo seguire? Specifico che ho già fatto un precetto su assegno ed un pignoramento (banca) negativo.
Marco Mizzon ha detto:	13 luglio 2016 alle 14:23	SPESE PER IL PROCEDIMENTO: c’è la possibilità di recuperare in qualche modo le spese per la procedura? Se sì, le si mette in precetto autoliquidandole? immagino non sia possibile chiederne la liquidazione all’interno del procedimento 492bis. Per l’ammissibilità, vi segnalo che Gorizia è favorevole.
robertoarcella ha detto:	14 luglio 2016 alle 6:53	Io sarei per l’autoliquidazione in precetto: tanto alla fine deciderà il G.E?
cristina ferrazzano ha detto:	30 settembre 2016 alle 12:12	riflettendo sulla questione rilevo diverse ipotesi:
1) di fatto se il precetto è prodromico all’istanza 492 bis non posso autoliquidarle in anticipo, ma laddove l’autorizzazione del tribunale e la risposta dell’agenzia delle entrate intervengano entro il termine di perenzione del precetto, nulla questio , alla fine del procedimento esecutivo instaurato le spese successive al precetto saranno inserite nella nota di precisazione del credito e il GE le valuterà.
2) Se invece l’iter si conclude ( come quasi sempre capita) dopo la scadenza del precetto originario, sarà a quel punto necessario rinotificare un nuovo precetto. Ecco in questo caso ci sarebbe la tentazione di inserirle in autoliquidazione con un dubbio. La giurisprudenza è chiara nel prevedere la non riproposizione nel nuovo precetto delle spese di pignoramento precedente negativo o dei precedenti precetti perenti, (occorre capire se estensibile anche a questa tipologia di spese).
3) una eventuale condanna alle spese da parte del tribunale che concede l’autorizzazione all’accesso necessiterebbe comunque d una formula esecutiva e l’iter diverrebbe veramente complicato.
4) potrebbe soccorrere l’art. 165 disp attuazione che prevede che le spese di partecipazione del creditore al pignoramento restano a suo carico, norma che però attiene al pignoramento mobiliare 516 e 518 e di certo non era riferibile al nuovo 492 bis.
Questi i mie spunti di riflessione per un utile confronto.
Giuseppe Mesi ha detto:	17 luglio 2016 alle 19:24	Salve, potete darmi conferma se, nei procedimenti di lavoro e previdenza, il contributo unificato non deve essere versato in quanto materia esente? grazie a tutti e buon lavoro.
robertoarcella ha detto:	18 luglio 2016 alle 6:41	Confermato, ma occorre allegare comunque la dichiarazione sostitutiva attestante la percezione di redditi inferiori al triplo previsto per l’accesso al patrocinio a spese dello Stato
giuseppe mesi ha detto:	19 luglio 2016 alle 17:35	Egr. Collega, grazie della cortese risposta, ma nel mio caso si tratta di un recupero crediti per conto di una cassa di previdenza e dunque forse si pone qualche aspetto più problematico.
nicola ha detto:	27 luglio 2016 alle 11:12	Egr. Collega, cosa accade se nelle more dell’accoglimento dell’istanza e della successiva ricerca telematica decorrono i novanta giorni di validità del precetto?
robertoarcella ha detto:	27 luglio 2016 alle 23:41	Che devi rinotificarlo😦
Fabio ha detto:	8 settembre 2016 alle 10:59	Egr. Collega, ottenuta l’autorizzazione (e dopo la rinotifica del precetto che nelle more è andato perento) come dovrei procedere ?
Devo chiedere copia dell’autorizzazione stessa e della richiesta e consegnare il tutto nelle mani dell’ufficiale giudiziario, o vi sono diverse modalità su napoli
robertoarcella ha detto:	8 settembre 2016 alle 21:28	Qui trovi tutto https://avvocatotelematico.wordpress.com/2016/01/27/492-bis-breve-guida-per-laccesso-allanagrafe-tributaria-dellagenzia-delle-entrate-dopo-aver-ottenuto-il-decreto-di-autorizzazione-dal-tribunale/.
Tieni presente che, se l’autorizzazione é generica, ovvero non contiene riferimenti al ricorso, conviene allegare una dichiararne sostitutiva a tua firma con cui attesti che la stessa si riferisce al ricorso ex art. 492 bis, che pure allegherai. Rispondi
Fabio ha detto:	9 settembre 2016 alle 6:48	Grazie mille!
Solo un dubbio, sul tribunale di napoli non era stata attivata la ricerca diretta da parte degli ufficiali?
robertoarcella ha detto:	9 settembre 2016 alle 7:21	No. Non lo é stata dappertutto Francesca ha detto:	18 ottobre 2016 alle 16:00	Buongiorno,
ho un dubbio. Ai fini della concessione del provvedimento ex art. 492bis è sufficiente che il precetto sia in corso di validità al momento del deposito?
robertoarcella ha detto:	18 ottobre 2016 alle 22:41	Tribunale di Roma é orientato in tal senso. Altri tribunali ritengono di no
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