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Timestamp: 2019-10-21 03:44:08+00:00

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ANCE Brescia – Collegio Costruttori Edili » Blog Archive » TUTELA DELLA PRIVACY – TRATTAMENTO DEI DATI SENSIBILI NEI RAPPORTI DI LAVORO CON DIPENDENTI, CLIENTI E FORNITORI – PROCEDURE
01.12.1997 - economia
TUTELA DELLA PRIVACY – TRATTAMENTO DEI DATI SENSIBILI NEI RAPPORTI DI LAVORO CON DIPENDENTI, CLIENTI E FORNITORI – PROCEDURE
TUTELA DELLA PRIVACY – TRATTAMENTO DEI DATI SENSIBILI NEI RAPPORTI DI LAVORO CON DIPENDENTI, CLIENTI E FORNITORI – PROCEDURE TUTELA DELLA PRIVACY – TRATTAMENTO DEI DATI SENSIBILI NEI RAPPORTI DI LAVORO CON DIPENDENTI, CLIENTI E FORNITORI – PROCEDURE
La legge n. 675/96, recante “Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali” ha come finalità quella di garantire che il trattamento dei dati personali si svolga nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali, nonché della dignità delle persone fisiche, garantendo altresì i diritti delle persone giuridiche e di ogni altro ente o associazione.
La legge dà prescrizioni per quanto riguarda la raccolta dei dati personali subordinandone il trattamento, la comunicazione e la diffusione, come regola generale, al consenso espresso dall’interessato.
Le fattispecie più usuali di raccolta di dati di tipo personale nel settore edile riguardano il rapporto di lavoro subordinato e quello relativo a clienti e fornitori.
Una disciplina più rigorosa è prevista per i dati “sensibili ” quelli cioè idonei a rivelare l’origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche e religiose, come pure lo stato di salute e la vita sessuale delle persone. Per tali dati la legge consente l’elaborazione solo dietro consenso scritto dell’interessato e previa autorizzazione del Garante.
Con riguardo alle ipotesi di raccolta, gestione e diffusione dei dati personali riguardanti i lavoratori, il Garante ha emanato un atteso provvedimento che permette ai datori di lavoro del settore privato di utilizzare i dati di carattere sensibile nel rispetto di alcune prescrizioni.
In base a tale provvedimento vengono esonerati dall’obbligo della richiesta di autorizzazione al Garante i datori di lavoro che, per obblighi di legge, devono trattare i dati dei propri dipendenti sotto precisati.
Tale esonero è subordinato al fatto che il trattamento avvenga nell’ambito e per le finalità indicate nell’autorizzazione generale. Resta, comunque, la necessità di ottenere il consenso scritto dell’interessato.
I dati sensibili dei propri dipendenti che il datore di lavoro è autorizzato a trattare sono quelli dai quali si possono evincere:
1. le convinzioni religiose, filosofiche, l’adesione ad Associazioni o Organizzazioni a
carattere religioso o filosofico;
2. le opinioni politiche, l’adesione a Partiti, Sindacati, Associazioni od Organizzazioni di carattere politico o sindacale, i dati inerenti alle trattenute per il versamento delle quote di servizio sindacale o delle quote di iscrizione ad Associazioni, Organizzazioni politiche o sindacali;
3. lo stato di salute, i dati riferiti a malattie anche professionali, infortuni, invalidità, infermità, maternità e puerperio, esposizione a fattori di rischio, all’idoneità psico-fisica a svolgere determinate mansioni, o all’appartenenza a categorie protette.
L’autorizzazione generale consente che i dati sensibili sopra indicati possano essere sottoposti ai seguenti trattamenti:
– adempiere o esigere l’adempimento di obblighi e di compiti previsti da leggi (anche comunitarie), regolamenti, contratti collettivi, in materia di previdenza e assistenza, di igiene e sicurezza del lavoro, fiscale, di tutela della salute dell’ordine e della sicurezza pubblica;
– ai fini, in conformità alla legge e per scopi determinati e legittimi, della tenuta della contabilità o della corresponsione di stipendi, assegni, premi, altri emolumenti, liberalità o benefici accessori;
– il perseguimento delle finalità di salvaguardia della vita o dell’incolumità fisica dell’interessato o di un terzo;
– far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, anche da parte di un terzo, sempreché, qualora i dati siano idonei a rilevare lo stato di salute e la vita sessuale, il diritto da far valere o difendere sia di rango pari a quello dell’interessato.
Come sopra detto restano comunque fermi gli obblighi di acquisire il consenso scritto dell’interessato e di informare l’interessato medesimo, in conformità di quanto previsto dagli artt. 10 e 22 della Legge 675/1996. Per l’adempimento dei predetti obblighi possono essere utilizzati gli allegati riportati di seguito, che possono anche essere riprodotti in un unico documento:
allegato A – schema n.1): per informare il personale del trattamento dei dati comuni e sensibili;
allegato B – schema n.2): per acquisire il consenso dell’interessato al trattamento dei dati personali.
L’autorizzazione di cui all’oggetto ha efficacia a decorrere dal 30 novembre 1997 e sino al 30 novembre 1998.
Qualora alla data del 30 novembre 1997 il trattamento non sia conforme alle prescrizioni dell’autorizzazione adottata dal Garante (sia in ordine all’ambito di applicazione che ai dati trattati, alle finalità e modalità del trattamento e alla conservazione e comunicazione dei dati stessi), il titolare può adeguarsi ad esse entro il 31 dicembre 1997, sempreché le caratteristiche del trattamento non permettano un adeguamento entro un termine più breve.
Per quanto viceversa riguarda gli elenchi relativi a clienti e fornitori la norma non prevede l’obbligo di effettuare alcuna comunicazione al Garante, ma rimane l’obbligo, per i dati acquisiti dopo l’entrata in vigore della legge n. 675/96, di dare agli interessati l’informativa (vedasi allegato B – schema n. 1) e di acquisire il relativo consenso (vedasi allegato B – schema n. 2).
Il titolare del trattamento, cioè l’azienda nella persona del legale rappresentante, ha la possibilità di nominare per iscritto uno o più responsabili del trattamento. Nel caso ciò non sia ritenuto opportuno, le incombenze del responsabile, consistenti essenzialmente nell’istruzione e nel controllo delle attività degli incaricati del trattamento, nonché nell’adempimento degli eventuali obblighi verso il Garante, ricadono sul titolare (vedasi schema allegato).
Autorizzazione n. 1/1997
al trattamento dei dati sensibili
nei rapporti di lavoro
VISTO, in particolare, l’articolo 22, comma 1, della citata legge n. 675/1996, il quale individua come sensibili i dati personali idonei a rivelare l’origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni di carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale;
RILEVATO che tali dati possono essere trattati da soggetti pubblici solo in presenza di un’apposita disposizione di legge che specifichi i dati che possono essere trattati, le operazioni eseguibili e le rilevanti finalità di interesse pubblico perseguite, senza necessità, pertanto, di un’autorizzazione di questa Autorità; constatato che i soggetti pubblici possono proseguire fino al 7 maggio 1988 i trattamenti di dati sensibili iniziati prima dell’8 maggio 1997, previa comunicazione a questo Garante;
CONSIDERATO che i soggetti privati e gli enti pubblici economici possono trattare tali dati solo previa autorizzazione di questa Autorità e con il consenso scritto degli interessati, e che occorre quindi riferire solo a tali soggetti l’ambito di applicazione delle autorizzazioni, fatta eccezione per il trattamento dei dati idonei a rivelare lo stato di salute da parte degli organismi sanitari pubblici, che sarà preso in considerazione con separato provvedimento in applicazione dell’articolo 23 della legge n. 675/1996;
CONSIDERATO che il Garante può rilasciare le autorizzazioni, anche d’ufficio, nei confronti di singoli titolari o, con provvedimenti generali, di determinate categorie di titolari o di trattamenti, come previsto dall’articolo 41, comma 7, della legge n. 675/1996, nel testo sostituito dall’articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 9 maggio 1997, n. 123;
RITENUTO opportuno rilasciare alcune autorizzazioni generali prima della scadenza del termine del 30 novembre 1997, e ciò al fine di semplificare gli adempimenti che la legge n. 675/1996 pone a carico di determinate categorie di titolari, nonché di assicurare una migliore funzionalità dell’Ufficio del Garante e di armonizzare le prescrizioni da impartire con le autorizzazioni;
RILEVATO che sono in fase di predisposizione alcuni decreti legislativi per il completamento della disciplina sulla protezione dei dati personali che, in attuazione della legge 31 dicembre 1996, n.676, dovranno prevedere entro il 23 luglio 1998 alcune norme integrative in tema di dati sensibili, anche in attuazione delle raccomandazioni adottate in materia dal Consiglio d’Europa;
CONSIDERATA, quindi, l’opportunità che in questa fase transitoria le autorizzazioni non rechino disposizioni particolarmente dettagliate, e ciò allo scopo di evitare che l’attività dei titolari, ferme restando alcune garanzie per gli interessati, sia soggetta a modifiche sostanziali in un breve periodo di tempo;
RITENUTO pertanto opportuno rilasciare, allo stato, alcune autorizzazioni provvisorie, in conformità anche a quanto previsto dall’emanando regolamento concernente l’organizzazione e il funzionamento dell’Ufficio di questa Autorità;
RITENUTA, tuttavia, la necessità che le autorizzazioni prendano in considerazione le finalità dei trattamenti, le categorie dei dati, di interessati e di destinatari della comunicazione e della diffusione, nonché il periodo di conservazione dei dati stessi, in quanto la disciplina di tali aspetti è prevista dalla legge n. 675/1996 ai fini dell’applicazione delle norme sull’esonero dall’obbligo della notificazione e sulla notificazione semplificata (articolo 7, comma 5-quater);
CONSIDERATA la necessità che sia garantito, anche nell’attuale fase transitoria, il rispetto di alcuni princìpi volti a ridurre al minimo i rischi di danno o di pericolo che i trattamenti potrebbero comportare per i diritti e le libertà fondamentali, nonché per la dignità delle persone, specie per quanto riguarda la riservatezza e l’identità personale, princìpi valutati anche sulla base delle raccomandazioni del Consiglio d’Europa;
CONSIDERATO che un ampio numero di trattamenti di dati sensibili è effettuato ai fini dell’adempimento di obblighi contabili, retributivi, previdenziali, assistenziali e fiscali nell’ambito dei rapporti di lavoro, e che è pertanto necessario che tali trattamenti formino oggetto di un’autorizzazione generale ai sensi dell’articolo 41, comma 7, della legge n.675 /1996;
il trattamento dei dati sensibili di cui all’art. 22, comma 1, della legge n. 675/96, finalizzato alla gestione dei rapporti di lavoro, alle condizioni di seguito indicate.
L’autorizzazione è rilasciata, anche senza richiesta di parte:
a) alle persone fisiche e giuridiche, alle imprese, agli enti alle associazioni e agli organismi che sono parte di un rapporto di lavoro o che utilizzano prestazioni lavorative anche atipiche o parziali o temporanee ai sensi della legge 24 giugno 1997, n. 196, o che comunque conferiscono un incarico professionale alle figure indicate al successivo punto 2, lett. b) e c);
b) ad organismi paritetici e ad altri organismi che gestiscono osservatori in materia di lavoro, previsti da leggi, da regolamenti o da contratti collettivi anche aziendali, ovvero dalla normativa comunitaria
L’autorizzazione riguarda anche l’attività svolta dal medico competente in materia di igiene e di sicurezza del lavoro, in qualità di libero professionista o di dipendente dei soggetti di cui alla lettera a) o di strutture convenzionate.
2) Interessati ai quali i dati
e) a persone fisiche che ricoprono cariche sociali nelle persone giuridiche, negli enti, nelle associazioni e negli organismi di cui al punto 1).
a) per adempiere o per esigere l’adempimento di specifici obblighi o per eseguire specifici compiti previsti da leggi, da regolamenti o da contratti collettivi anche aziendali, ovvero dalla normativa comunitaria, in particolare ai fini del rispetto della normativa in materia di previdenza ed assistenza anche integrativa, o in materia di igiene e sicurezza del lavoro o della popolazione, nonché in materia fiscale, di tutela della salute, dell’ordine e della sicurezza pubblica;
b) anche fuori dei casi di cui alla lettera a), in conformità alla legge e per scopi determinati e legittimi, ai fini della tenuta della contabilità o della corresponsione di assegni, premi, altri emolumenti, liberalità o benefici accessori;
d) per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria anche da parte di un terzo, sempreché, qualora i dati siano idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale, il diritto da far valere o da difendere sia di rango pari a quello dell’interessato.
Il trattamento può avere per oggetto i dati strettamente pertinenti agli obblighi, ai compiti o alle finalità di cui al punto 3), e in particolare:
a) nell’ambito dei dati idonei a rivelare le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, ovvero l’associazione ad associazioni od organizzazioni a carattere religioso o filosofico, i dati concernenti la fruizione di permessi e festività religiose o di servizi di mensa, nonché la manifestazione, nei casi previsti dalla legge, dell’obiezione di coscienza;
b) nell’ambito dei dati idonei a rivelare le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere politico o sindacale, i dati concernenti l’esercizio di funzioni pubbliche e di incarichi politici, (sempreché il trattamento sia effettuato ai fini della fruizione di permessi o di periodo di aspettativa riconosciuti dalla legge o, eventualmente, dai contratti collettivi anche aziendali), ovvero l’organizzazione di pubbliche iniziative, nonché i dati inerenti alle attività o agli incarichi sindacali, ovvero alle trattenute per il versamento delle quote di servizio sindacale o delle quote di iscrizione ad associazioni od organizzazioni politiche o sindacali;
c) nell’ambito dei dati idonei a rivelare lo stato di salute, i dati raccolti in riferimento a malattie anche professionali, invalidità infermità, maternità e puerperio, ad infortuni, ad esposizioni a fattori di rischio, all’idoneità psico-fisica a svolgere determinate mansioni o all’appartenenza a categorie protette.
Fermi restando gli obblighi previsti dagli articolo 9, 15 e 17 della legge n. 675/1996, concernenti i requisiti dei dati personali, la sicurezza e i limiti posti ai trattamenti automatizzati volti a definire il profilo o la personalità degli interessati, il trattamento deve essere effettuato unicamente con logiche e mediante forme di organizzazione dei dati strettamente correlate agli obblighi o alle finalità di cui al punto 3).
Restano inoltre fermi gli obblighi di acquisire il consenso scritto dell’interessato e di informare l’interessato medesimo, in conformità a quanto previsto dagli articoli 10 e 22 della legge n. 675/1996.
Nel quadro del rispetto dell’obbligo previsto dall’articolo 9, comma 1, lett. e) della legge n. 675/1996, i dati sensibili possono essere conservati per un periodo non superiore a quello necessario per adempiere agli obblighi o ai compiti di cui al punto 3), ovvero per perseguire le finalità ivi menzionate. A tal fine, anche mediante verifiche periodiche, deve essere verificata costantemente la stretta pertinenza e la non eccedenza dei dati rispetto al rapporto, alla prestazione o all’incarico in corso, da instaurare o cessati.
Ai sensi dell’articolo 23, comma 4, della legge n. 675/1996, i dati idonei a rivelare lo stato di salute possono essere diffusi solo se necessario per finalità di prevenzione, accertamento o repressione dei reati, con l’osservanza delle norme che regolano la materia.
I dati idonei a rivelare la vita sessuale non possono essere diffusi.
Gli altri dati sensibili possono essere comunicati, e ove necessario diffusi, nei limiti strettamente pertinenti agli obblighi, ai compiti o alle finalità dei cui al punto 3), a soggetti pubblici o privati, ivi compresi organismi sanitari, casse e fondi di previdenza ed assistenza sanitaria integrativa anche aziendale, agenzie di intermediazione, associazioni di datori di lavoro, liberi professionisti, società esterne titolari di un autonomo trattamento di dati e familiari dell’interessato.
Le richieste di autorizzazione pervenute o che perverranno anche successivamente alla data di adozione del presente provvedimento , devono intendersi accolte nei termini di cui al provvedimento medesimo.
Il Garante non prenderà in considerazione richieste di autorizzazione per trattamenti da effettuarsi in difformità alle prescrizioni del presente provvedimento, salvo che il loro accoglimento sia giustificato da circostanze del tutto particolari o da situazioni eccezionali non considerate nella presente autorizzazione.
Restano fermi gli obblighi previsti da norme di legge o di regolamento, ovvero dalla normativa comunitaria, che stabiliscono divieti o limiti in materia di trattamento dei dati personali e, in particolare, delle disposizioni contenute:
a) nell’articolo 8 della legge 20 maggio 1970, n. 300, che vieta al datore di lavoro ai fini dell’assunzione e nello svolgimento del rapporto di lavoro, di effettuare indagini, anche a mezzo di terzi, sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore, nonché su fatti rilevanti ai fini della valutazione dell’attitudine professionale del lavoratore;
b) nell’articolo 6 della legge 5 giugno 1990, n, 135, che vieta ai datori di lavoro lo svolgimento di indagini volte ad accertare, nei dipendenti o in persone prese in considerazione per l’instaurazione di un rapporto di lavoro, l’esistenza di uno stato di sieropositività;
c) nelle norme in materia di pari opportunità o volte a prevenire discriminazioni.
10) Efficacia temporale e
Qualora alla data del 30 novembre 1997 il trattamento non sia già conforme alle prescrizioni della presente autorizzazione, il titolare può adeguarsi ad esse entro il 31 dicembre 1997, sempreché le caratteristiche del trattamento non permettano un adeguamento entro un termine più breve,
Legge 31/12/96, n. 675
Tutela delle persone e di
altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali
Art. 1.- Finalità e definizioni
b) per -trattamento- qualunque operazione o complesso di operazioni, svolti con o senza l’ausilio di mezzi elettronici o comunque automatizzati, concernenti la raccolta, la registrazione, l’organizzazione, la conservazione, l’elaborazione, la modificazione, la selezione, l’estrazione, il raffronto, l’utilizzo, l’interconnessione, il blocco, la comunicazione, la diffusione, la cancellazione e la distruzione di dati;
f) per -interessato- la persona fisica, la persona giuridica, l’ente o l’associazione cui si riferiscono i dati personali;
g) per -comunicazione- il dare conoscenza dei dati personali a uno o più soggetti determinati diversi dall’interessato, in qualunque forma, anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione;
m) per -Garante- l’autorità istituita ai sensi dell’articolo 30.
Art. 3 – Trattamento di dati per fini esclusivamente personali
Art. 4 – Particolari trattamenti in ambito pubblico
a) dal Centro elaborazione dati di cui all’articolo 8 della legge 1. aprile 1981, n. 121, come modificato dall’articolo 43, comma 1, della presente legge, ovvero sui dati destinati a confluirvi in base alla legge, nonché in virtù dell’accordo di adesione alla Convenzione di applicazione dell’Accordo di Schengen, reso esecutivo con legge 30 settembre 1993, n. 388;
b) dagli organismi di cui agli articoli 3, 4 e 6 della legge 24 ottobre 1977, n. 801, ovvero sui dati coperti da segreto di Stato ai sensi dell’articolo 12 della medesima legge;
c) nell’ambito del servizio del casellario giudiziale di cui al titolo IV del libro decimo del codice di procedura penale e al regio decreto 18 giugno 1931, n. 778, e successive modificazioni, o, in base alla legge, nell’ambito del servizio dei carichi pendenti nella materia penale;
Art. 5 – Trattamento di dati svolto senza l’ausilio di mezzi elettronici
Art. 6 – Trattamento di dati detenuti all’estero
Capo II – OBBLIGHI PER IL TITOLARE DEL TRATTAMENTO
Art. 7 – Notificazione
e) i trasferimenti di dati previsti verso Paesi non appartenenti all’Unione europea o, qualora, riguardino taluno dei dati di cui agli articoli 22 e 24, fuori del territorio nazionale;
g) l’indicazione della banca di dati o delle banche di dati cui si riferisce il trattamento, nonché l’eventuale connessione con altri trattamenti o banche di dati, anche fuori del territorio nazionale;
5. I soggetti tenuti ad iscriversi o che devono essere annotati nel registro delle imprese di cui all’articolo 2188 del codice civile, nonché coloro che devono fornire le informazioni di cui all’articolo 8, comma 8, lettera d), della legge 29 dicembre 1993, n. 580, alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, possono effettuare la notificazione per il tramite di queste ultime, secondo le modalità stabilite con il regolamento di cui all’articolo 33, comma 3. I piccoli imprenditori e gli artigiani possono effettuare la notificazione anche per il tramite delle rispettive rappresentanze di categoria; gli iscritti agli albi professionali anche per il tramite dei rispettivi ordini professionali. Resta in ogni caso ferma la disposizione di cui al comma 3.
5-bis. La notificazione in forma semplificata può non contenere taluno degli elementi di cui al comma 4, lettere b), c), e) e g), individuati dal Garante ai sensi del regolamento di cui all’articolo33, comma 3, quando il trattamento è effettuato:
f) è effettuato, salvo quanto previsto dal comma 5-bis, lettera b) da liberi professionisti iscritti in albi o elenchi professionali, per le sole finalità strettamente collegate all’adempimento di specifiche prestazioni e fermo restando il segreto professionale;
g) è effettuato dai piccoli imprenditori di cui all’articolo 2083 del Codice civile per le sole finalità strettamente collegate allo svolgimento dell’attività professionale esercitata, e limitatamente alle categorie di dati di interessati, di destinatari della comunicazione e diffusione e al periodo di conservazione dei dati necessari per il perseguimento delle finalità medesime;
n) è effettuato temporaneamente ed è finalizzato esclusivamente alla pubblicazione o diffusione occasionale di articoli, saggi e altre manifestazioni del pensiero, nel rispetto del Codice di cui all’articolo 25;
5-quater. Il titolare si può avvalere della notificazione semplificata o dell’esonero di cui ai commi 5-bis e 5-ter, sempre che il trattamento riguardi unicamente le finalità, le categorie di dati, di interessati e di destinatari della comunicazione e diffusione individuate, unitamente al periodo di conservazione dei dati, dai medesimi commi 5-bis e 5-ter, nonchè:
c) nei casi residui, dal Garante, con le autorizzazioni rilasciate con le modalità previste dall’articolo 41, comma 7, ovvero, per i dati diversi da quelli di cui agli articoli 22 e 24, con provvedimenti analoghi.
5-quinquies. Il titolare che si avvale dell’esonero di cui al comma 5-ter deve fornire gli elementi di cui al comma 4 a chiunque ne faccia richiesta
Art. 8 – Responsabile
Capo III – TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI
Sezione I – Raccolta e requisiti dei dati
Art. 9 – Modalità di raccolta e requisiti dei dati personali
Art. 10 – Informazioni rese al momento della raccolta
1. L’interessato o la persona presso la quale sono raccolti i dati personali devono essere previamente informati oralmente o per iscritto circa:
4. La disposizione di cui al comma 3 non si applica quando l’informativa all’interessato comporta un impiego di mezzi che il Garante dichiari manifestamente sproporzionati rispetto al diritto tutelato, ovvero si rivela, a giudizio del Garante, impossibile, ovvero nel caso in cui i dati sono trattati in base ad un obbligo previsto dalla legge, da un regolamento o dalla normativa comunitaria. La medesima disposizione non si applica, altresì, quando i dati sono trattati ai fini dello svolgimento delle investigazioni di cui all’articolo 38 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, approvate con decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, e successive modificazioni, o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento.
Sezione II – Diritti dell’interessato
nel trattamento dei dati
3. Il consenso è validamente prestato solo se è espresso liberamente, e in forma specifica e documentata per iscritto, e se sono state rese all’interessato le informazioni di cui all’articolo 10.
Art. 12 – Casi di esclusione del consenso
e) è effettuato nell’esercizio della professione di giornalista e per l’esclusivo perseguimento delle relative finalità, nel rispetto del codice di deontologia di cui all’articolo 25;
h) è necessario ai fini dello svolgimento delle investigazioni di cui all’articolo 38 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, approvate con decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, e successive modificazioni, o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento.
1) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che lo riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intellegibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento;la richiesta può essere rinnovata, salva l’esistenza di giustificati motivi, con intervallo non minore di novanta giorni;
Art. 14 – Limiti all’esercizio dei diritti
Sezione III – Sicurezza nel trattamento dei dati, limiti alla utilizzabilità dei dati e risarcimento del danno
1.I dati personali oggetto di trattamento devono essere custoditi e controllati, anche in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico, alla natura dei dati e alle specifiche caratteristiche del trattamento, in modo da ridurre al minimo, mediante l’adozione di idonee e preventive misure di sicurezza, i rischi di distruzione o perdita, anche accidentale, dei dati stessi, di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta.
2. Le misure minime di sicurezza da adottare in via preventiva sono individuate con regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, lettera a), della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro di grazia e giustizia, sentiti l’Autorità per l’informatica nella pubblica amministrazione e il Garante.
3 Le misure di sicurezza di cui al comma 2 sono adeguate, entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge e successivamente con cadenza almeno biennale, con successivi regolamenti emanati con le modalità di cui al medesimo comma 2, in relazione all’evoluzione tecnica del settore e all’esperienza maturata.
Art. 16 – Cessazione del trattamento dei dati
Art. 17 – Limiti all’utilizzabilità di dati personali
2. L’interessato può opporsi ad ogni altro tipo di decisione adottata sulla base del trattamento di cui al comma 1 del presente articolo, ai sensi dell’articolo 13, comma 1, lettera d), salvo che la decisione sia stata adottata in occasione della conclusione o dell’esecuzione di un contratto, in accoglimento di una proposta dell’interessato o sulla base di adeguate garanzie individuate dalla legge.
Art. 18 – Danni cagionati per effetto del trattamento di dati personali
Sezione IV – Comunicazione
e diffusione dei dati
Art. 19 – Incaricati del trattamento
Art. 20 – Requisiti per la comunicazione e la diffusione dei dati
g) limitatamente alla comunicazione, qualora questa sia necessaria ai fini dello svolgimento delle investigazioni di cui all’articolo 38 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, approvate con decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, e successive modificazioni, o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, nel rispetto della normativa di cui alla lettera e) del presente comma, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento;
h) limitatamente alla comunicazione, quando questa sia effettuata nell’ambito dei gruppi bancari di cui all’articolo 60 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia approvato con decreto legislativo 1. settembre 1993, n. 385, nonché tra società controllate e società collegate ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile, i cui trattamenti con finalità correlate sono stati notificati ai sensi dell’articolo 7, comma 2, per il perseguimento delle medesime finalità per le quali i dati sono stati raccolti.
Art. 21 – Divieto di comunicazione e diffusione
Capo IV – TRATTAMENTO
DI DATI PARTICOLARI
Art. 22 – Dati sensibili
4. I dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale possono essere oggetto di trattamento previa autorizzazione del Garante, qualora il trattamento sia necessario ai fini dello svolgimento delle investigazioni di cui all’articolo 38 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, approvate con decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, e successive modificazioni, o, comunque, per far valere o difendere in sede giudiziaria un diritto di rango pari a quello dell’interessato, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento. Il Garante prescrive le misure e gli accorgimenti di cui al comma 2 e promuove la sottoscrizione di un apposito codice di deontologia e di buona condotta secondo le modalità di cui all’articolo 31, comma 1, lettera h). Resta fermo quanto previsto dall’articolo 43, comma 2
Art. 23 – Dati inerenti alla salute
Art. 24 – Dati relativi ai provvedimenti di cui all’articolo 686 del codice di procedura penale
Art. 25 – Trattamento di dati particolari nell’esercizio della professione di giornalista
Il codice può prevedere forme semplificate per le informative di cui all’articolo 10.
4-bis. Le disposizioni della presente legge che attengono all’esercizio della professione di giornalista si applicano anche ai trattamenti effettuati dai soggetti iscritti nell’elenco dei pubblicisti o nel registro dei praticanti di cui agli articoli 26 e 33 della legge 3 febbraio 1963, n. 69, nonché ai trattamenti temporanei finalizzati esclusivamente alla pubblicazione o diffusione occasionale di articoli, saggi e altre manifestazioni del pensiero.
Art. 26 – Dati concernenti persone giuridiche

References: articolo 9

Art. 1

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 12

Art. 14

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26