Source: http://demetra.regione.emilia-romagna.it/al/articolo?urn=er:assemblealegislativa:resoconto:20181128;A
Timestamp: 2019-03-20 01:52:29+00:00

Document:
SEDUTA DI MERCOLEDÌ 28 NOVEMBRE 2018
MEZZETTI, assessore
OGGETTO 6577
Progetto di legge di iniziativa della Giunta recante: «Istituzione di nuovo comune mediante fusione dei Comuni di Colorno e Torrile nella provincia di Parma»
(Relazione della Commissione, relazione di minoranza e reiezione)
(Ordine del giorno oggetto 6577/1 “Non passaggio all’esame degli articoli” - Presentazione e approvazione)
IOTTI, relatore della Commissione
DELMONTE, relatore di minoranza
OGGETTO 6578
Progetto di legge di iniziativa della Giunta recante: «Istituzione di nuovo comune mediante fusione dei Comuni di Baricella e Malalbergo nella Città metropolitana di Bologna»
(Relazione della Commissione, relazione di minoranza, discussione e reiezione)
(Ordine del giorno oggetto 6578/1 “Non passaggio all’esame degli articoli” - Presentazione e approvazione)
PARUOLO, relatore della Commissione
MARCHETTI Daniele, relatore di minoranza
OGGETTO 6579
Progetto di legge di iniziativa della Giunta recante: «Istituzione di nuovo comune mediante fusione dei Comuni di Mezzani e Sorbolo nella provincia di Parma» (97)
(Relazione della Commissione, relazione di minoranza e approvazione)
OGGETTO 7337
Progetto di legge d’iniziativa Consiglieri recante: «Promozione della salute, del benessere della persona e della comunità e prevenzione primaria». A firma dei Consiglieri: Zoffoli, Boschini, Marchetti Daniele, Taruffi, Sassi, Sensoli, Prodi, Alleva, Calvano, Paruolo, Poli, Soncini, Cardinali, Molinari, Ravaioli, Pruccoli, Sabattini, Iotti, Bagnari, Rontini, Mumolo, Serri, Benati, Campedelli, Rossi, Tarasconi, Caliandro, Torri, Fabbri, Liverani, Bargi, Tagliaferri, Galli, Facci, Montalti, Lori, Zappaterra, Bertani (98)
(Relazione della Commissione, relazione di minoranza, discussione e approvazione)
(Ordine del giorno 7337/1 oggetto 7597 - Presentazione, discussione e approvazione)
(Ordine del giorno 7337/2 poi risoluzione oggetto 7596 - Presentazione)
BOSCHINI, relatore della Commissione
TORRI (SI)
BOSCHINI (PD)
OGGETTO 7487
Delibera: «Piano triennale regionale degli interventi a favore degli emiliano-romagnoli all’estero per gli anni 2019-2021 - articolo 17 della L.R. n. 5 del 27 maggio 2015 (Proposta del Presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, consigliere Molinari).» (181)
(Ordine del giorno 7487/1 oggetto 7598 - Presentazione, dichiarazioni di voto e approvazione)
CARDINALI (PD)
Votazioni elettroniche oggetti 6579 - 7597 - 7337
Emendamenti oggetto 7337
Ordini del giorno “Non passaggio all’esame degli articoli” 6577/1 - 6578/1
La seduta ha inizio alle ore 10,12
PRESIDENTE (Saliera): Dichiaro aperta la duecentoquindicesima seduta della X legislatura dell’Assemblea legislativa.
Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta i consiglieri Caliandro e Montalti e gli assessori Caselli, Corsini, Costi e Venturi.
PRESIDENTE (Saliera): Prima di riprendere i lavori della seduta di ieri con la discussione dell’oggetto 6577, un brevissimo ricordo di Bernardo Bertolucci.
La parola all’assessore Mezzetti, prego.
MEZZETTI, assessore: Grazie, presidente. Come sapete, Bernardo Bertolucci non c’è più, se n’è andato l’ultimo imperatore del nostro cinema e del Novecento che ha consacrato l’Emilia-Romagna nel mondo come terra votata alla settima arte. È commovente leggere in un’intervista che ha appena rilasciato poco tempo fa a “Vanity Fair” proprio Bertolucci, quando dice: «Per tanto tempo ho creduto che quella gioia molto infantile, quel piacere profondo, quel senso di essere a proprio agio soltanto sul set fosse finito per sempre. Da pochissime settimane invece c’è un’idea, allo stato è molto embrionale, ma inizia a prendere forma, non so cosa diventerà né che durata avrà, ma so che sono tornato a scrivere e a pensare che, sì, un film posso e voglio ancora farlo». Quella cosa a cui stava lavorando il regista è diventata nel frattempo la sceneggiatura del suo nuovo film “The echo chamber”, che molto probabilmente vedrà comunque la luce.
Bertolucci aveva ritrovato desiderio di lavorare ancora, a sei anni da quello che resterà il suo commiato “Io e te”: titolo che aveva segnato il suo ritorno sul grande schermo dopo quasi un decennio di assenza. Quando terminò la stesura di questa sceneggiatura, cominciò a star male perché per lui è come se, chiudendo il film, avesse chiuso una fase.
Con la morte di Bernardo la famiglia Bertolucci si è estinta, privandoci totalmente del talento e del legame creativo che ancora univa il grande regista al padre Attilio, al fratello Giuseppe che, fino alla sua scomparsa, ha ricoperto l’incarico di presidente della Cineteca di Bologna e al cugino Giovanni. Una famiglia in cui il potere della parola e delle immagini è sempre stato amato e valorizzato, contribuendo in modo significativo a rendere inimitabile e invidiata la fucina di talento e genialità che, partendo dall’Emilia-Romagna, ha investito la cinematografia mondiale del ventesimo secolo.
È difficile dire in breve quanto Bertolucci abbia dato al cinema e quanto il cinema abbia dato a Bertolucci. Splendido sognatore, visionario, innovativo, Bernardo Bertolucci ha sempre avuto con la sua terra d’origine, con Parma specialmente, un rapporto insieme particolare e conflittuale, in cui il suo bisogno di orizzonte sconfinato difficilmente trovava appagamento nella vita di provincia, ma contemporaneamente riempiva di nostalgia i suoi pensieri e i suoi ricordi. Probabilmente proprio a questo conflitto incessante e tormentato e al suo sentirsi perennemente figlio di qualcuno o di qualcosa dobbiamo la nascita di capolavori indimenticabili, in cui memorie e relazioni personali si sono intrecciate con partenze e ritorni, con mondi lontani che però potevano essere raccontati anche in luoghi circoscritti. Pochissimi sanno, ad esempio, che “L’ultimo Imperatore”, il kolossal da nove Oscar e nove David di Donatello, solo per citare alcuni premi vinti, è stato girato in gran parte a Salsomaggiore, nelle zone che dal ’74 al ’76 avevano ospitato un’altra sua grande opera che è “Novecento”. Ha scritto nella sceneggiatura di “The dreamers” «prima di cambiare il mondo devi capire che ne fai parte anche tu. Non puoi restare ai margini e guardarci dentro». Il cinema di Bertolucci è infatti così, una grande storia di vita e cultura che ha coperto oltre mezzo secolo, un racconto che sembra non trovare mai compiutezza nelle sue palpabili smanie di un oltre, in cui si perdono e si trovano legami, spazi temporali ma anche geografici in cui realtà e visione si cedono continuamente il passo.
Ne “L’ultimo Imperatore” Bertolucci è riuscito a raccontare con uno sguardo suo il Nepal, la Cina, un filtro non tanto italiano quanto proprio della Pianura Padana, un mondo che lui aveva ereditato da suo padre. Bernardo Bertolucci ci ha insegnato a guardare e a vedere il mondo come fosse la prima volta. Sì, Bertolucci in tutti i suoi film, dall’imponente saga popolare dei contadini emiliani alla morte di Giuseppe Verdi fino alla caduta del fascismo, al ménage à trois nel pieno maggio francese o all’educazione sessuale di una giovane straniera in Toscana, ha trovato in tutto ciò soltanto una parola: fede. Bertolucci ha sempre creduto nella magia del cinema difendendone l’importanza e la dignità, anche quando la polemica ha raggiunto la sua arte e messo in discussione i suoi valori più intimi e civici, ponendo sempre al primo posto la sua coerenza rispetto all’empatia che così facilmente conquista i consensi dell’opinione pubblica.
L’Emilia-Romagna ha amato e ogni volta perdonato con benevolenza questo suo figlio, sapendo in fondo di essere ricambiata, a partire dalla Cineteca di Bologna con cui il caro fratello Giuseppe ha fatto spesso da ponte e che ha omaggiato ripetutamente Bernardo con ciò che tutto il mondo ci stima: riportare all’originale splendore una pellicola, un capolavoro da salvare. Ha iniziato nel 2011 con il restauro del “Conformista”, ha poi proseguito a Venezia settantaquattro classici con il restauro di “Novecento”, tornato quest’anno nelle sale cinematografiche insieme alla bellezza ritrovata del cult “Ultimo tango a Parigi”. Il 16 dicembre 2014 umanità e cultura lo riportano a Parma, nella sua Parma, dove è stato insignito dall’Ateneo della città della laurea honoris causa in storia e critica delle arti e dello spettacolo. Omaggio alle storie e a mondi in cui questo grande cineasta ha saputo addentrarsi.
Bertolucci aveva iniziato a seguire con interesse l’istituzione del nostro fondo regionale per l’audiovisivo e il cinema, confidando in una nuova generazione di cineasti che potessero riconsacrare di diritto l’Emilia-Romagna come terra di cinema. A maggior ragione da oggi continueremo a lavorare con impegno per fare in modo che sia così.
PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore Mezzetti.
Ci possiamo alzare per rendere omaggio per un minuto alla figura di Bernardo Bertolucci.
(L’Assemblea, in piedi, osserva un minuto di silenzio)
PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con l’ordine del giorno, l’oggetto 6577, su cui avevo dato ieri la parola al relatore della Commissione, consigliere Iotti.
Prego, consigliere Iotti.
IOTTI, relatore della Commissione: Grazie, presidente. Il risultato del referendum di questa proposta di fusione è noto, ma lo richiamo. In un comune, quello di Colorno, il sì ha prevalso anche se di pochi voti, mentre nel comune di Torrile il risultato è stato nettamente negativo, con un 75 per cento circa di no. Non mi dilungo, quindi il risultato chiaro, non c’è nessuna intenzione di procedere nemmeno nella parte da parte dei Consigli comunali. Posso solo dire questo che è frutto anche della discussione che c’è stata in precedenza, io resto convinto che comunque le opportunità e le condizioni dei due territori assolutamente omogenei e stretti di connessioni sia a livello di mobilità che anche di relazioni sui luoghi di lavoro sia ancora una potenzialità da tenere. Le potenzialità di fusione dei due comuni vanno valutate sempre a livello locale, perché le particolarità dei territori sono tante.
Certamente mettere assieme due comuni di quasi pari dimensioni è molto più complicato che altri casi ed altre tipologie. Io credo che il risultato abbia dimostrato una cosa: non sono ancora pronti, non è ancora maturata la volontà di fare un passo importante. Ricordo che il Comune sarebbe stato di una dimensione di circa diciassettemila abitanti, quindi un comune che cambiava anche classe e rango di dimensione, quindi il referendum è stato chiaro, si blocca il processo. Però, da quello che è lo studio e credo che questa sia la valutazione da fare, cioè le condizioni oggettive per cui due territori possono andare alla fusione, ritengo che mantengano tutto il potenziale e tutte le opportunità, sarà nella decisione futura di quelli che saranno i rappresentanti in Consiglio comunale e di quelle autonomie locali a decidere, a vedere se ci sarà la possibilità di proseguire questo percorso o di interromperlo definitivamente.
PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Iotti.
La parola al relatore di minoranza consigliere Delmonte.
DELMONTE, relatore di minoranza: Grazie, presidente. Il risultato è stato netto in questo caso, ricordiamo come a Torrile ci siano stati 1.515 no contro i 493 voti a favore. L’avevamo detto fin dalla relazione: secondo noi era un percorso completamente affrettato, con ancora alcuni dubbi tecnici tra cui le tariffe di IMU e TASI, tra cui il tardivo conferimento delle funzioni all’Unione precedente che ricordiamo essere quella della Bassa Est Parmense, un percorso di condivisione con i cittadini partito tardissimo (a luglio) e secondo noi i cittadini hanno capito chiaramente che non era un percorso fatto per il loro interesse, ma forse per quello di qualche apparato politico e di qualche candidato politico precedente all’interno del Comune. Quindi è chiaro che il no è stato abbastanza secco. Condividiamo e auspicavamo questo risultato in quel territorio e quindi siamo contenti di interrompere questo percorso, che magari potrebbe essere eventualmente ripreso, se lo vorranno e se lo faranno finalmente nell’interesse dei cittadini.
È aperto il dibattito generale.
Non ho iscritti in dibattito generale, non chiedo ai relatori se intendono replicare, la Giunta non mi chiede di intervenire.
Nomino gli scrutatori: i consiglieri Campedelli, Mumolo e Piccinini.
Se nessun consigliere chiede di parlare, pongo in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno oggetto 6577/1 di non passaggio all’esame degli articoli.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Saliera): L’ordine del giorno oggetto 6577/1 è approvato.
PRESIDENTE (Saliera): Passiamo all’oggetto 6578, progetto di legge di iniziativa della Giunta recante: «Istituzione di nuovo comune mediante fusione dei comuni di Baricella e Malalbergo nella Città metropolitana di Bologna». Il testo n. 25 è stato licenziato con parere contrario con il titolo «Istituzione di nuovo comune mediante fusione dei comuni di Baricella e Malalbergo nella Città metropolitana di Bologna».
Il relatore della commissione Stefano Caliandro viene sostituito dal consigliere Paruolo, a cui do la parola per la relazione.
PARUOLO, relatore della Commissione: Grazie, presidente. Purtroppo, oggi il consigliere Caliandro è assente, quindi lo sostituisco io nel compito di relatore. Ovviamente richiamo, senza ripeterle, le cose che ho già detto ieri, sono considerazioni generali sull’andamento dei referendum sulle fusioni che ci sono state e le considerazioni che ho fatto in particolare sul caso di Castenaso e Granarolo sono largamente riciclabili anche sulla fusione di Malalbergo e Baricella, che è stata sottoposta all’attenzione dei suoi cittadini, ha ricevuto un riscontro negativo e pertanto oggi voteremo il non passaggio alla discussione della legge e si ferma qui anche questo processo di fusione.
PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Paruolo.
La parola al relatore di minoranza, consigliere Daniele Marchetti.
MARCHETTI Daniele, relatore di minoranza: Grazie, presidente. Non andrò per le lunghe, anche perché sulle fusioni in generale ci siamo già confrontati ampiamente ieri in occasione della discussione di un ordine del giorno abbinato ad un altro processo di fusione, però credo sia importante perdere tre minuti per ricordare quel che è successo e i passaggi fondamentali che hanno caratterizzato la fusione dei comuni di Baricella e Malalbergo.
Il processo di fusione in questione – vorrei ricordarlo – in realtà partì con tre comuni, infatti, oltre a quelli che ho citato prima (cioè Baricella e Malalbergo), faceva parte della partita anche il comune di Minerbio. Dopo circa un anno di percorso più o meno partecipato, se proprio lo vogliamo chiamare così, al fotofinish, prima che il documento approdasse in commissione regionale, il comune di Minerbio si è sfilato da questo progetto, e lo fece non in punta di piedi ma sbattendo la porta, perché – ricordiamolo pubblicò il primo cittadino di Minerbio sulla propria pagina Facebook un annuncio nel quale diceva che usciva da questo processo di fusione, perché non c’era alcun progetto e non riteneva opportuno e vantaggioso per il suo territorio andare avanti.
Questo a nostro avviso era un fatto che avrebbe dovuto far ragionare chiunque, però, nonostante tutto, le due Amministrazioni comunali di Baricella e Malalbergo decisero di portare avanti il processo di fusione. Venne riscritto in fretta e furia lo studio di fattibilità in pochissimi giorni, facendo un’opera di taglia e cuci, togliendo i riferimenti a Minerbio da quello precedente (sono capace anch’io di fare uno studio di fattibilità così), misero in piedi un percorso partecipato di qualche giornata, giusto per dire di averlo fatto e hanno portato così avanti il processo di fusione che a quel punto diventò a due anziché a tre. Noi a quel punto chiedemmo alla Giunta regionale con un atto di fermare questo processo e di far riflettere quelle due Amministrazioni comunali, per il semplice fatto che ritenevamo che non ci fossero più le condizioni per portare avanti un processo realmente partecipato, che potesse informare correttamente i cittadini sul da farsi.
Purtroppo, quel nostro appello andò a vuoto e i comuni continuarono il loro percorso indisturbati. Però nel frattempo tra i cittadini regnava la confusione, perché a quel punto non capivano più per quale motivo Minerbio si fosse sfilato, per quale motivo uno studio di fattibilità rimaneva in piedi lo stesso, avendo tolto soltanto i riferimenti ad un comune... era tutto abbastanza confuso. Da quel momento ne abbiamo viste di tutti i colori, perché abbiamo perso il conto ormai delle forzature messe in campo dalle Amministrazioni comunali, tutte segnalate al CORECOM che è intervenuto ogni volta, richiamando le Amministrazioni comunali in questione. Potrei ricordare i canali Web aperti come la pagina Facebook, pagata con i soldi di tutti i contribuenti, che però diventò esclusivamente un mezzo pro-fusione oppure l’impiego dei volontari della protezione civile per la distribuzione di materiale porta a porta, sempre pro-fusione.
Anche questo fatto mai smentito dalla Giunta regionale, nonostante alcune interrogazioni. Giornalini del Comune distribuiti nonostante i divieti con il porta a porta, oltre i limiti consentiti. Così come anche i banner sui siti istituzionali pro-fusione, anche questi oltre i limiti consentiti. Poi eravamo arrivati anche a livello di fake news, perché si parlava con dei volantini che, se fosse passata la fusione, si sarebbero addirittura abbassate le bollette delle utenze della luce, dell’acqua del gas. Eravamo proprio ad un livello di follia. Evidentemente le Amministrazioni comunali e il comitato che portava avanti questo processo di fusione, che sosteneva questo processo di fusione si erano accorti che erano stati commessi parecchi errori e fortunatamente, nonostante le forzature, le pressioni, le azioni portate avanti, nonostante i divieti, i cittadini hanno risposto in maniera chiara bocciando questo progetto di legge, questo processo di fusione e oggi poniamo definitivamente la parola fine su un progetto di fusione totalmente fallimentare.
PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Daniele Marchetti.
Apro la discussione generale.
La parola alla consigliera Piccinini.
PICCININI: Grazie, presidente. Come percorso, questa fusione era senza dubbio il percorso peggiore di questa tornata. Era nata come una fusione a tre, poi è diventata una fusione a tre meno uno perché il comune di Minerbio si è sfilato all’ultimo minuto in polemica con gli altri due. Anche qui, come è successo per Castenaso e Granarolo, sono stati spesi dei soldi pubblici per cercare non di dare informazioni corrette, ma di pilotare il voto verso un tentativo di fusione approssimativo e raffazzonato, con uno studio di fattibilità che era un mezzo copia/incolla. A questo si aggiunge il fatto che è stata messa in piedi una vera e propria campagna di marketing da parte delle Amministrazioni, anche qui pagata con soldi pubblici, addirittura con un incarico ad una società di consulenza che ha elaborato grafiche e loghi evocanti scenari idilliaci a cui evidentemente non credevate nemmeno voi. Altrimenti non si spiega il fatto per cui nessuno di questa Assemblea ci abbia messo la faccia in questa fusione.
Ricordo tra l’altro, compreso in questa campagna marketing, un logo ideato su un Comune che ancora non esisteva, utilizzato addirittura dentro i documenti istituzionali: una roba vergognosa! Oltre a noi oggi ce lo dicono anche i cittadini che questa fusione non si deve fare e metteremo convintamente la parola fine ad un progetto sconclusionato che aveva tutt’altre finalità.
Non ho altri iscritti in discussione generale, pertanto chiudo la discussione generale. Procediamo alle dichiarazioni di voto sull’ordine del giorno di non passaggio all’esame degli articoli.
Se nessun consigliere chiede di parlare, pongo in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno oggetto 6578/1 di non passaggio all’esame degli articoli.
PRESIDENTE (Saliera): L’ordine del giorno oggetto 6578/1 è approvato.
PRESIDENTE (Saliera): Ora procediamo con l’oggetto 6579, progetto di legge di iniziativa della Giunta recante: «Istituzione di nuovo comune mediante fusione dei comuni di Mezzani e Sorbolo nella provincia di Parma».
Il testo è stato licenziato dalla Commissione “Bilancio e Affari generali” nella seduta del 13 novembre 2018 con il titolo «Istituzione del comune di Sorbolo Mezzani mediante fusione dei comuni di Mezzani e Sorbolo nella provincia di Parma».
Il relatore della commissione, consigliere Massimo Iotti, ha preannunciato di svolgere la relazione orale; il relatore di minoranza, consigliere Gabriele Delmonte, ha preannunciato anch’egli di svolgere la relazione orale.
Ricordo che il progetto di legge è composto da sei articoli e il CAL ha espresso parere favorevole.
La parola al relatore della Commissione consigliere Iotti.
IOTTI, relatore della Commissione: Grazie, presidente. Personalmente non nascondo una certa soddisfazione per quello che è stato l’esito, ma anche di tutto quello che è stato l’iter che ha portato qua, e lo voglio richiamare, perché credo che debba rimanere anche nelle registrazioni di questa seduta.
Nel comune di Sorbolo il risultato è stato 83 per cento del sì, in tre delle otto sezioni ha superato l’87 per cento. Nel comune di Mezzani, più piccolo, ha raggiunto il 76 per cento e nella frazione che, a detta di molti, doveva essere in discussione, ha toccato il 72. Non è un caso né sia frutto dell’emozione o del clima che si era andato a creare; c’è stata durante la campagna referendaria una intensa attività di incontri, direi anche di discussioni, anche se apparentemente l’esito poteva essere scontato, è stata una campagna dove non si è dovuto spiegare, perché da diciannove anni i due comuni avevano di fatto unificato gran parte delle loro funzioni e delle loro prerogative, arrivando al 95 per cento delle funzioni associate. Questa campagna referendaria ha fornito un’occasione di discussione credo molto positiva che, al di là delle motivazioni di fondere i due comuni, ha riflettuto su come investire nei prossimi anni, come programmare quelli che sono e potranno essere gli interventi, dati anche dalle ulteriori risorse, quindi come pensare la fusione una nuova opportunità di partenza. Lo dico perché i due comuni non arrivano alla fusione, vorrei dire partono dalla nuova realtà comunale con un indebitamento pari quasi a zero, nessun mutuo pendente, risultati di efficacia nell’azione amministrativa che sono di gran lunga inferiori anche a quelli che sono i parametri medi regionali.
Su questo percorso, tra l’altro sono già state prodotte alcune tesi di laurea, io mi permetto di aprire una parentesi, ma è una considerazione che faccio a titolo personale che non fa riferimento a nessun altro ambito di discussione. Io credo che questa sia una pratica da studiare, sia un caso che ha consentito di pensare ad un processo di fusione che aveva alle spalle un lavoro di riorganizzazione della macchina comunale, un lavoro che ha portato in questi anni davvero a far pensare, prima fra tutti i dipendenti, che ci potesse essere una strada migliore per gestire un Comune, di unificare e di pensare che davvero questa fosse anche qualità dell’offerta verso i cittadini. Un percorso che alla fine chi è andato a votare sono stati comunque tanti, perché proporre un referendum consultivo sappiamo oggi che l’appeal non è alto, ma il risultato è stato di estremamente positivo, forse anche superiore alle previsioni.
Mi rimane solo da dire che questo è stato un lavoro partito un po’ di anni fa, vanno ringraziati gli amministratori; personalmente credo che diciannove anni fa, quando da sindaco abbiamo prodotto questa Unione comunale, che era una delle prime in regione, sicuramente la prima in provincia, non c’era grande considerazione e credibilità, invece in questi anni la costanza con cui nuovi sindaci e amministratori nei due comuni si sono succeduti hanno portato a questo risultato, che ha avuto una fase di rallentamento tra il 2010 e il 2018 quando gli incentivi si sono spostati più che sulla qualità dell’unificazione dei servizi, a premiare la dimensione delle popolazioni coinvolte. Per quello che riguarda questo caso non è stato certamente positivo. Quindi voglio ricordare il lavoro degli amministratori, come ho fatto, ma in particolare di una figura di una segretaria comunale, la dottoressa Caterina Soli, che per trent’anni ha svolto il ruolo di segretario comunale con le funzioni di direttore generale. Grazie a lei questo lavoro è stato portato a termine e grazie quindi a tutti quelli che sono i lavoratori dei due Comuni che hanno fin da subito concordato nel percorso e grazie a loro, credo, si pongono le basi per un rilancio di un territorio che, sarà un caso, ma nei primi sei mesi di quest’anno ha portato un aumento nel comune di Sorbolo di quasi duecento abitanti. Non sono pochi, perché sono in controtendenza. Questo significa che, se i processi di fusione sono ben gestiti e portati avanti, credo che siano anche di grande capacità di aumento dell’attrattività di questi territori. Un territorio che porta ai confini di Parma a collegare un intero territorio comunale fino al Po. Per quello che riguarda il territorio della Bassa Parmense è una grandissima opportunità proprio perché tutto quello che riguarda la progettazione e il pensare ad un futuro importante di un comune, che sarà il quinto della provincia, ritengo sia stato un percorso che non arriva solo al termine, ma lancia le basi per un futuro importante.
La parola al relatore di minoranza, consigliere Delmonte.
DELMONTE, relatore di minoranza: Grazie, presidente. Questo percorso di fusione è molto particolare, credo che sia un percorso che andrebbe studiato e intrapreso nelle altre fusioni, perché parliamo di una fusione di fatto da diciannove anni in un territorio che ha saputo unire forze, risorse, personale, sinergie anche senza una promessa di soldi. Quindi hanno fatto un percorso che era pregevole e lodevole fin dall’inizio e che poi si sono trovati ad un certo punto ad essere gli unici a farlo, senza avere la contropartita monetaria che invece gli altri chiedevano per avviare questo percorso. Quindi trovo sia giusto riconoscerglielo e ufficializzare quella che di fatto era già una situazione in essere.
È stata un’occasione anche per smentire tutti quelli che dicevano che noi siamo contro a prescindere alle fusioni e siamo contro a prescindere quando sono di sindaci opposti, in questo caso erano comuni governati da forze politiche opposte, ma crediamo che il percorso è stato fatto in maniera corretta, con trasparenza, con un percorso di condivisione da anni anche con i cittadini e quindi l’esito secondo noi era scontato ed è giusto che sia così, quindi procederemo e voteremo a favore di questa fusione.
Apro la discussione generale. Non ho nessun iscritto, possiamo procedere con la discussione e l’esame dell’articolato.
Discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 1.
PRESIDENTE (Saliera): L’articolo 1 è approvato.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 2.
PRESIDENTE (Saliera): L’articolo 2 è approvato.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 3.
PRESIDENTE (Saliera): L’articolo 3 è approvato.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 4.
PRESIDENTE (Saliera): L’articolo 4 è approvato.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 5.
PRESIDENTE (Saliera): L’articolo 5 è approvato.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 6.
PRESIDENTE (Saliera): L’articolo 6 è approvato.
Ora passiamo alla dichiarazione di voto sull’intero progetto di legge.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, si proceda alla votazione dell’intero testo di legge, oggetto 6579, con l’uso del dispositivo elettronico.
(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese
con registrazione dei nomi)
PRESIDENTE (Saliera): Comunico l’esito della votazione:
PRESIDENTE (Saliera): Proclamo approvata la legge riguardante «Istituzione del Comune di Sorbolo Mezzani mediante fusione dei Comuni di Mezzani e Sorbolo nella provincia di Parma».
PRESIDENTE (Saliera): Ora procediamo con l’oggetto 7337, progetto di legge d’iniziativa consiglieri recante: «Promozione della salute, del benessere della persona e della comunità e prevenzione primaria». A firma dei consiglieri: Zoffoli, Boschini, Marchetti Daniele, Taruffi, Sassi, Sensoli, Prodi, Alleva, Calvano, Paruolo, Poli, Soncini, Cardinali, Molinari, Ravaioli, Pruccoli, Sabattini, Iotti, Bagnari, Rontini, Mumolo, Serri, Benati, Campedelli, Rossi, Tarasconi, Caliandro, Torri, Fabbri, Liverani, Bargi, Tagliaferri, Galli, Facci, Montalti, Lori, Zappaterra e Bertani.
Il testo n. 3/2018 è stato licenziato dalla Commissione “Politiche per la Salute e Politiche sociali” nella seduta del 20 novembre 2018.
Il relatore della Commissione è il consigliere Giuseppe Boschini che ha preannunciato di svolgere relazione orale; il relatore di minoranza è il consigliere Daniele Marchetti che ha anch’egli preannunciato di svolgere la relazione orale.
Il progetto di legge è composto di ventinove articoli.
Su tale oggetto insistono otto proposte di emendamento: una a firma dei consiglieri Boschini, Daniele Marchetti, Zoffoli, Prodi, Torri, Taruffi, Galli e Tagliaferri; una a firma dei consiglieri Boschini, Daniele Marchetti, Zoffoli, Galli e Tagliaferri; quattro a firma dei consiglieri Sensoli, Daniele Marchetti, Boschini, Prodi, Torri, Taruffi, Galli, Tagliaferri; una a firma dei consiglieri Calvano, Boschini, Zoffoli, Daniele Marchetti, Galli e Tagliaferri; una a firma dei consiglieri Boschini e Daniele Marchetti.
È stato altresì presentato un ordine del giorno, a firma dei consiglieri Zoffoli, Boschini, Caliandro, Calvano, Daniele Marchetti, Sensoli, Prodi, Torri, Taruffi, Galli, Tagliaferri, Sassi e Facci.
La parola al relatore della Commissione, consigliere Boschini.
BOSCHINI, relatore della Commissione: Grazie, presidente. Inizio questa mia relazione con un ringraziamento. Di solito si fanno alla fine, ma la specificità di questo percorso di legge credo richieda di ricordare fin dall’inizio il grande lavoro che è stato fatto da tutta la commissione, da tutta questa Assemblea, dall’intergruppo che ha generato questa legge e che oggi ci permette credo di presentarla come una legge largamente condivisa che ha avuto in commissione un voto unanime e spero naturalmente che questo possa riprodursi anche oggi. Un ringraziamento in particolare al presidente Zoffoli, che ha avuto la capacità di aiutarci a riunire diversi progetti, diverse idee di legge che poi trovano una sintesi in questa proposta, ma naturalmente anche al relatore di minoranza Marchetti, alla consigliera Sensoli e a tanti altri che non ricordo, ma che hanno dato un loro contributo sostanziale al miglioramento progressivo di questa legge.
Credo che sia anche importante come messaggio che diamo ai cittadini il fatto che ogni tanto siamo davvero capaci, al di là delle legittime diversità di opinione, che anche in questo caso poi in parte ci sono state, ma di avere una visione comune della nostra società e che, quando si parla di salute, questa visione davvero ci pone nella capacità di pensare a come sarà l’Emilia-Romagna fra dieci o vent’anni, chiunque la governerà, perché questo possa naturalmente essere un segnale che la salute dei nostri cittadini ci interessa. Spesso la politica è accusata di dividersi, di occuparsi dei problemi quotidiani esclusivamente, questi sono problemi quotidiani, ma soprattutto problemi che diventeranno concreti fra vent’anni, quando le politiche che facciamo oggi arriveranno a maturazione nella vita e nella popolazione. Può sembrare una cosa sbagliata occuparsi del futuro, invece io credo che sia proprio la cifra della politica più alta: quando ti occupi del futuro, stai davvero facendo politica.
Siamo credo anche abbastanza orgogliosi tutti di poter dire che questa è la prima legge organica che si fa sul tema della prevenzione primaria e della promozione della salute a livello nazionale, quindi con riferimento sia alle leggi dello Stato che alle leggi regionali, e vorrei cominciare dicendo che nei giorni scorsi, come spesso si fa, ormai siamo tutti abituati ad usare Facebook e i social e anch’io su Facebook ho annunciato che questa legge stava per arrivare in Aula e una delle persone che, evidentemente con tanto tempo da perdere, mi segue ha scritto “ma siamo sicuri che questa sia una legge davvero importante? È una legge concreta? È una legge davvero utile per i cittadini? Non ci sarebbero cose più utili di cui occuparsi – lui mi ha scritto – che non finanziare qualche corsetta o qualche piatto di verdure?”. Io credo che l’atteggiamento di questo cittadino che ha così commentato la proposta di legge sia comprensibile, ma non corretto. Comprensibile perché, come sempre quando si parla di cose che incidono sulla nostra salute, non tanto di oggi ma di domani, può sembrare che non sia una cosa molto concreta e sulla prevenzione oggettivamente qualche pregiudizio da scontare c’è. Sono contento che abbiamo saputo insieme andare al di là di questo pregiudizio, che pensa che sia più importante magari occuparsi soltanto delle cure e non anche della prevenzione in materia di salute.
Vorrei citare due dati, non perché si devono sempre dire i dati nelle relazioni, ma per convincerci insieme che la prevenzione è davvero importante e riguarda davvero la qualità della nostra vita. In Emilia-Romagna il 31 per cento della popolazione, e temo di farne parte fra l’altro, è in sovrappeso e forse tanti di noi, guardandosi attorno, ci scopriremmo parte, non tutti, le signore escluse naturalmente, di questa fetta di popolazione in sovrappeso. Sopra i cinquant’anni addirittura arriva al 40 per cento. E noi sappiamo che il sovrappeso è uno dei fattori di rischio per tante malattie cardiache, respiratorie, per il diabete. Nella nostra regione fuma il 28 per cento della popolazione. Anche qui nessuno mette in discussione il fatto che qualcuno di noi fuma, però sappiamo che il 28 per cento della popolazione fuma e sappiamo che il fumo è un importante fattore di rischio per tante patologie. Addirittura, fra i giovani si fuma di più che tra gli adulti, quindi questo 28 per cento diventa il 29 per cento per i quindicenni (un terzo dei nostri ragazzi quindicenni fuma). Fra i diciotto e i ventiquattro il 32 per cento fuma, il 34 per cento fra i venticinque e i trentaquattro. Quindi addirittura i giovani fumano più degli anziani. Credo che questi siano segnali da prendere con attenzione, perché l’OMS ci dice che in regione Emilia-Romagna ogni anno perdiamo duecentomila anni di vita come popolazione per malattie che sarebbero prevenibili attraverso stili di vita diversi. Duecentomila anni di vita sono ventimila persone che potevano vivere dieci anni di più, duecentomila persone che potevano vivere un anno di più ogni anno in regione. Credo che, se proviamo a focalizzare questo fatto, quello che avrebbero potuto fare in questi duecentomila anni di vita, se solo avessero mangiato meglio, fumato meno, fatto più movimento, forse ci rendiamo conto dell’importanza di questa legge.
Cito anche uno studio che ho trovato del professor Mennini dell’università di Tor Vergata, che ha fatto uno studio molto interessante stimando che in Europa il costo delle patologie cardiovascolari è di circa 200 miliardi di euro all’anno, in Italia è di circa 20 miliardi. Ha in particolare individuato, soltanto per la parte dei costi di invalidità connessa alle patologie cardiovascolari, un costo di circa 2 miliardi all’anno, in particolare da parte di INPS che fa assegni di invalidità previdenziali e assegni ordinari di invalidità. Noi sappiamo che gran parte delle patologie cardiovascolari, anche se hanno una componente genetica e una componente di età che naturalmente non è, purtroppo per noi, prevenibile, hanno però un grande fattore di prevenzione che è quello dello stile di vita sano. Anche questo ci aiuta a capire come ogni anno nel nostro continente 200 miliardi di spesa previdenziale sanitaria sarebbero in parte risparmiabili attraverso strategie attente di prevenzione. Non è un problema economico la prevenzione, questo lo vorrei dire in modo molto chiaro! Ho usato il tema economico per sottolinearne la rilevanza, per rispondere a quella persona che su Facebook mi diceva “vi occupate di corsette e di piatti di verdure”. Non sono corsette e non sono piatti di verdure, è la vita delle persone e, cominciando oggi soprattutto sui giovani, poniamo le basi non per risparmiare, che non è questo il tema – anche, se volete – ma soprattutto per dare più qualità della vita ai nostri concittadini.
Sappiamo che la nostra età media di vita si è prolungata, ma il problema non è soltanto vivere di più: è vivere più a lungo e in salute, perché arrivare a ottanta, ottantacinque anni è bellissimo, ma se ci arrivi in salute e noi sappiamo che più o meno dai cinquanta agli ottant’anni c’è un periodo in cui cominciamo a prendere pilloline per la pressione, pilloline per il cuore, pilloline per il colesterolo e tutto questo è prevenibile in gran parte con gli stili di vita, per esempio con il movimento. Il tema credo diventa proprio questo: quello di cercare di convincerci che stiamo parlando di una cosa seria.
Qualcun altro mi ha detto “ma non è una legge un po’ troppo etica? Non è che ci volete dire come bisogna comportarsi? Io poi in fondo, se fumo fumo, se mangio mangio, sono affari miei”. È così. Sappiamo che in altri Paesi, per esempio negli Stati Uniti che sono vittime fra l’altro di una vera e propria ondata di obesità, in particolare sulla costa est più del 30 per cento della popolazione è obesa, cosa che non era vera vent’anni fa, e sappiamo che le cose che avvengono in America spesso succedono anche da noi. È una legge etica? No, noi non siamo come in America qui a dire che chi non collabora con i suoi comportamenti alla salute deve essere penalizzato. Assolutamente! Stiamo dicendo una cosa diversa, che vogliamo una legge che ci aiuti ad informare, sensibilizzare, rendere più sempre più consapevoli e partecipi i nostri cittadini alle strategie della loro salute, che dipende naturalmente dai servizi sanitari, dal medico, dagli ospedali e su quelli continueremo a lavorare per la loro qualità, ma dipende anche dalle scelte che ognuno di noi fa quotidianamente. Questa è la filosofia di questa legge.
Questa legge cerca soprattutto di dotare la nostra Regione di una strategia regionale, che approveremo in futuro qui in Assemblea, come strategia integrata. La salute non si fa soltanto con gli ospedali – dicevamo – si fa con le politiche giovanili, con le politiche di informazione, con le politiche scolastiche, con le politiche dello sport, con le politiche del lavoro, perché tante malattie cominciano sul lavoro, quindi integrando le diverse strategie all’interno di un’unica strategia regionale. Ci sarà un tavolo che deve coordinare i diversi settori della Regione.
Spesso nelle pubbliche amministrazioni abbiamo il problema di lavorare a canne d’organo, per settore, questa è una prima legge che credo affronti il problema dell’intersettorialità in maniera vera. Ad attuarla saranno i territori, perché è giusto che i programmi di prevenzione siano gestiti dalla USL, dai Comuni, dai distretti sul territorio più vicini possibile ai cittadini, ma il vero asso nella manica speriamo sarà il fatto che a realizzare questa legge saranno le associazioni, il mondo del volontariato, il mondo dello sport: sarà a loro affidata l’idea di fare progetti per i gruppi di cammino, per l’educazione all’alimentazione, per tutto ciò che può servire davvero nelle scuole e nei nostri luoghi di vita. Le risorse ci sono, perché forse l’altro fatto importante di questa legge è che mettiamo 3,5 milioni per finanziare questa progettualità, che in gran parte nella nostra Regione c’è già, perché abbiamo già un piano della prevenzione che fa queste cose, ma con queste risorse aggiuntive naturalmente sarà possibile sostenere questa rete di soggetti, una rete regionale che la legge va a creare che potremmo definire un piccolo nucleo di futuro welfare della prevenzione. Parliamo sempre di welfare di cura, parliamo sempre di welfare sanitario, anche il welfare della prevenzione deve cominciare ad esistere ed è una politica – io credo – innovativa.
Vorrei aggiungere un altro elemento per dare altro peso e altra risposta a quel critico osservatore di Facebook. Questa legge non solo è importante perché fa risparmiare anni di vita, se funzionerà naturalmente; non solo è importante perché concretamente, senza entrare nell’etica dei cittadini, li mobilizza, li aiuta ad essere responsabili e consapevoli, è importante anche per un problema di equità: questo non ce lo diciamo mai, ma le persone che hanno un titolo di studio più basso, quindi che non hanno avuto la possibilità di studiare o le persone che hanno un reddito più basso vivono meno e vivono in maniera meno sana. Questa è anche conseguenza di una minore consapevolezza, perché hanno magari meno accesso all’informazione o anche del fatto che hanno meno risorse per mangiare bene, per pagarsi una palestra o cose del genere, e i dati sono incontrovertibili perché le persone che hanno meno istruzione e meno reddito sono più spesso obese, sono più spesso fumatrici, si ammalano prima e hanno minore aspettativa di vita. Quindi parlare di prevenzione significa anche fare equità sociale e noi questo non lo ricordiamo mai, mi fa piacere che nella legge invece questo ci sia come obiettivo.
Ho chiuso. I temi specifici che la legge affronta sono tantissimi: quella dell’educazione scolastica, del luogo di lavoro come luogo in cui si comincia a fare prevenzione, il fatto di rendere la nostra regione per la prima volta regione cardioprotetta attraverso la diffusione di defibrillatori, il ruolo che ha lo sport, ma non tanto come sport agonistico a cui abbiamo dedicato anche un’altra legge, naturalmente non solo a quella, ma come attività motoria di base, attività diffusa, il tema dell’alimentazione e della sua sicurezza, il tema del diabete che è (il diabete di tipo 2 dell’adulto) assolutamente una malattia prevenibile in gran parte attraverso una corretta alimentazione e il movimento. Il tema in particolare delle dipendenze da alcol e da nuove sostanze che, come sappiamo, soprattutto fra i giovani stanno tornando e portano patologie importanti; le dipendenze da nuove tecnologie, quindi con tutte le cyber-dipendenze. Parliamo in questi giorni della dipendenza del gioco d’azzardo. Questo è un altro tema importantissimo. Non so se lo sapete, i nostri figli in regione Emilia-Romagna passano, temo anche i miei, più di due ore al giorno davanti a device elettronici o schermi e il 48 per cento dei nostri figli in Italia ha la televisione in camera. Sono segni che ci portano a pensare che, se non agiamo adesso, davvero nel nostro futuro rischiamo l’epidemia di diabete e di sovrappeso che ha già colpito i bambini americani. Quindi nuove tecnologie. Il tema della sicurezza dei bambini, soprattutto il tema della disostruzione delle vie aeree che è stato sottolineato da altri gruppi e che è sicuramente merito loro avere inserito nella legge. Il tema della salute mentale, perché anche sul benessere mentale si può fare prevenzione e purtroppo anche fra i giovani abbiamo sempre più disagio mentale, quindi credo che sia un altro tema di frontiera affrontato dalla legge. Il tema della prevenzione oncologica, il tema della comunicazione, il tema della valutazione.
Mi fa molto piacere che in questa legge ci sia una valutazione importante, che non ci limitiamo a farla e a dimenticarla, ma che fra un anno e mezzo, e poi di nuovo fra tre anni, ci sia una clausola valutativa con un articolo molto importante, che è l’articolo 25, che addirittura indica come la vogliamo questa valutazione. Quindi non affrettata, fatta bene, approfondita, con la creazione anche di un apposito osservatorio che ci aiuti a capire non solo se abbiamo speso i soldi e li abbiamo spesi tutti, ma se quei soldi hanno prodotto effetti per la società. Non sarà facile, ma noi vogliamo andare in questa direzione, domandarci se quei 3,5 milioni che mettiamo sulla legge, anche grazie credo alla disponibilità fondamentale dell’Assessorato e dell’assessore Venturi, saranno in grado di produrre un vantaggio di salute per i nostri cittadini. Sono 3,5 milioni che potranno andare a finanziare le associazioni, i mondi, i Comuni che promuovono progetti per il benessere sul territorio. Credo che questa sia la cosa forse più concreta di questa legge.
È accompagnata da un ordine del giorno che riporta anche temi che forse nella legge non siamo riusciti a realizzare appieno e che soprattutto chiede una cosa ai nostri uffici, al nostro Assessorato: applichiamo questa legge subito e bene. È una legge immediatamente attuativa, andrà in vigore il primo gennaio, se la approviamo oggi e quindi anche per questo cerco di andare veloce e chiudere in fretta, perché vorrei davvero oggi la approvassimo, perché dal 2019 possa cominciare ad essere attuativa e spendere quei 3,5 milioni che non sono secondari – spero di averlo spiegato – ma sono fondamentali per la vita dei nostri cittadini.
Cito per chiudere il premio Nobel Rita Levi Montalcini, quindi qualcuno di più autorevole di me nel richiamare il fatto che la prevenzione è importante, è una sua frase che abbiamo messo nella relazione della legge che mi piacerebbe restasse un po’ come il titolo vero di questa legge: «Se la durata della vita media è di circa ottant’anni, la durata della vita media in salute è in realtà di cinquant’anni – perché a quell’età si cominciano a prendere tante pastiglie –. Riuscire a trasformare questo intervallo di trent’anni in un periodo di vita sana significherebbe non solo liberare risorse importanti del Servizio sanitario nazionale, ma elevare la qualità della vita delle persone». Questo è l’obiettivo della legge molto ambizioso, ma ogni tanto la politica deve davvero guardare al futuro.
PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Boschini.
La parola al relatore di minoranza consigliere Daniele Marchetti.
MARCHETTI Daniele, relatore di minoranza: Grazie, presidente. Direi che oggi il mio ruolo da relatore di minoranza è più semplice del solito, visto che stiamo discutendo un progetto di legge d’iniziativa dei consiglieri condiviso da tutti i gruppi che siedono all’interno di quest’Aula, quindi non ho particolari osservazioni da avanzare, però credo che sia necessario ripercorrere un po’ i passi che abbiamo fatto per arrivare a questo punto. Oggi stiamo per chiudere un percorso iniziato più di due anni fa, correggetemi se sbaglio, quando dalla Commissione IV nacque l’intenzione di formare un’intergruppo dedicato alla prevenzione incaricata di elaborare un progetto di legge che oggi poi voteremo.
Io ricordo quelle giornate, ricordo che la discussione partì quando in commissione venne calendarizzato un progetto di legge di cui ero primo firmatario, che aveva come obiettivo quello di diffondere le tecniche di disostruzione pediatrica all’interno degli istituti scolastici del nostro territorio e quello fu un po’ il tema che avviò il confronto e il dibattito tra le varie forze politiche e nacque la richiesta, l’idea di formare un intergruppo per approfondire la tematica della prevenzione in maniera più ampia. Mi venne chiesto di “congelare” il progetto di legge sulla disostruzione pediatrica e a quel punto avevo due scelte davanti: o farmi bocciare il progetto di legge o accettare la sfida di ampliare la discussione e aderire a questo intergruppo e dare il via a quel percorso che ci ha portato fino a questo punto. Devo dire che, giunti a questo punto in Aula, con il frutto del lavoro di questo intergruppo posso dire di non essermi pentito nemmeno per un attimo di aver fatto quella scelta, perché abbiamo fatto davvero una discussione costruttiva, che ci ha permesso di produrre un progetto di legge che affronta a 360 gradi tutti gli ambiti.
Gli ambiti toccati sono numerosi: parliamo della sanità, del welfare, del lavoro, poi passiamo allo sport, alla scuola, alla sicurezza del bambino, al contrasto delle dipendenze, al servizio veterinario e così via. Quindi un progetto di legge davvero trasversale, non solo come forze politiche che l’hanno sottoscritto, ma anche come ambiti toccati.
Come ricordava giustamente anche il relatore di maggioranza, sarà una legge che prevede già un finanziamento e che quindi non diverrà una di quelle normative cosiddette manifesto, ma avrà la forza comunque di mettere in campo delle azioni concrete.
Vorrei ricordare giusto alcuni strumenti previsti dal presente progetto di legge, senza stare a ripetere troppo quello che ha già illustrato il consigliere Boschini in qualità di relatore di maggioranza. Verrà infatti aperto un tavolo multisettoriale di coordinamento delle politiche di promozione della salute e prevenzione, che verrà istituito per assicurare l’integrazione ed il coordinamento delle politiche previste dai singoli strumenti di programmazione settoriale, cosa fondamentale proprio perché gli ambiti interessati sono vari. Poi la rete regionale per la promozione della salute e la prevenzione, a cui possono partecipare gli enti locali, in forma singola o associata, gli istituti scolastici autonomi, le università e ogni altro soggetto pubblico o a promozione pubblica. Possono inoltre partecipare anche i soggetti pubblici e privati con sede nel nostro territorio.
Poi vorrei ricordare alcuni interventi contenuti in questo testo: la valorizzazione del ruolo del medico di medicina generale, del pediatra di libera scelta e, più in generale, anche di tutte le professioni sanitarie. Quando parliamo dei medici di medicina generale e del pediatra di libera scelta, dobbiamo tenere in considerazione che stiamo parlando del front office della sanità sul territorio, quindi hanno sicuramente un ruolo importantissimo. Poi c’è la valorizzazione del ruolo del sistema formativo, scolastico, universitario ai fini della promozione della salute e della prevenzione; la partecipazione attiva in tutti questi processi della famiglia in quanto contesto fondativo per l’educazione agli stili di vita sani, anche questo è un concetto a mio avviso importantissimo e contenuto in questo progetto di legge. Poi c’è la valorizzazione del ruolo dei luoghi di lavoro ai fini della promozione della salute e della prevenzione, la diffusione dei defibrillatori semiautomatici esterni, i cosiddetti DAE, in tutti i luoghi e mezzi collettivi prioritariamente previsti dalla disciplina statale vigente in materia di defibrillatori automatici esterni, oltre a quelli previsti dalle norme nazionali in materia di attività sportive.
Poi c’è la prevenzione attraverso l’attività motoria e la pratica sportiva, la prevenzione attraverso l’alimentazione sana e sicura, valorizzando il servizio veterinario che ha un ruolo centrale sul controllo dell’intera filiera: dalle materie prime ai mangimi, su tutto il processo di allevamento fino al prodotto finale. Poi c’è la prevenzione del diabete dell’adulto, azioni di prevenzione e contrasto delle dipendenze da alcol e sostanze stupefacenti, ma anche delle dipendenze legate alle nuove tecnologie, perché oggi dobbiamo far fronte anche a queste casistiche. Importanti sono anche le azioni di prevenzione in ambito oncologico ovviamente. La Regione, infatti, in attuazione della strategia regionale e del piano regionale della prevenzione, promuoverà e sosterrà azioni finalizzate alla prevenzione del rischio comportamentale, ambientale e genetico connesso allo sviluppo di patologie oncologiche, tenuto conto – e qui è un passaggio importante – anche delle informazioni provenienti dal Registro tumori. Si andranno quindi a valorizzare questi strumenti e qui, a maggior ragione, bisognerebbe andare a risolvere anche tutte quelle problematiche che abbiamo sui Registri tumori sul nostro territorio. Come potrei dimenticare le azioni di prevenzione per la sicurezza del bambino, tema su cui ho puntato tantissimo fin dal principio: la disostruzione pediatrica, come ha ricordato il relatore di maggioranza Boschini, oggetto anche di un passaggio dell’ordine del giorno abbinato e tema da cui è partito un po’ tutto.
Insomma, è davvero un progetto di legge che tratta il tema della prevenzione in maniera ampia e credo che la sua potenzialità sia quella di mettere a sistema e in rete diversi soggetti e diverse azioni che magari prima si muovevano e agivano in maniera scoordinata. Io credo che, in conclusione, senza aggiungere altro, visto che ritengo anch’io opportuno approvare questo testo in mattinata, credo che questo sia un bel segnale che diamo ai cittadini, perché ritengo che investire sulla prevenzione voglia dire investire sul futuro della nostra popolazione e sulla loro salute.
La parola alla consigliera Sensoli.
SENSOLI: Grazie, presidente. Volevo spendere due parole relativamente a questo progetto di legge e parto dai ringraziamenti sia ai due relatori, ovviamente, e concordo sul fatto che finalmente si sia riusciti a dare, su un tema così importante, un esempio di buona politica. A dimostrazione che, quando si vuole, si possono lasciare da parte le speculazioni politiche e pensare effettivamente ai contenuti che possono essere inseriti all’interno di un progetto di legge che è della massima importanza.
Non sto a ripetere parole già dette dai due relatori, che condivido, relativamente all’aspettativa di vita. È vero, viviamo di più, però purtroppo sappiamo che gli ultimi anni della vita delle persone molto spesso si vivono peggio rispetto a prima e quindi l’importante è, sì, vivere di più, ma anche vivere meglio e la prevenzione è il primo passo.
È ovvio, il tema è ampio, complicato; come spesso succede, forse si poteva fare di più, ma sicuramente il metodo che è stato utilizzato e questo progetto di legge sono un punto di partenza ottimo per poi continuare eventualmente a lavorare anche nelle prossime legislature, a prescindere da chi governerà la Regione, da chi ci sarà seduto su queste poltrone per poter migliorare ulteriormente quello che è un ambito fondamentale che dovrebbe diventare sempre più importante nel corso degli anni. La Costituzione tutela la salute dei cittadini, quindi ancor prima di sanità e di servizio sanitario si dovrebbe parlare di salute dei cittadini, perché poi la cura è sempre importante a tutela di tutti, ma dovrebbe venire innanzitutto la salute. A proposito di questo naturalmente uno dei temi che riteniamo importanti inseriti all’interno del progetto di legge è il concetto di multisettorialità, perché non riguarda solo l’ambito sanitario, ma riguarda l’ambito ambientale, l’ambito dell’alimentazione. Se noi inquiniamo l’ambiente dove viviamo, poi non possiamo pretendere di mangiare sano e, di conseguenza, di continuare a vivere in salute. A tal proposito abbiamo voluto inserire un concetto fondamentale all’interno del progetto di legge, che riguarda ad esempio la medicina di iniziativa, che può essere quella che può calcolare i fattori di rischio, individuarli e, di conseguenza, programmare e pianificare quelle azioni che possono andare a tutela della salute. Quindi medicina non solo vista come cura, ma come tutela preventiva della salute.
Legata alla medicina di iniziativa c’è l’educazione alla salute: altro concetto importante che abbiamo inserito all’interno di questo progetto di legge, perché naturalmente il cittadino deve essere aiutato dalle istituzioni, ma deve essere il primo consapevole di cosa significa mantenersi in salute. Quindi tutto quello che riguarda gli stili di vita deve partire come promozione ovviamente dalle istituzioni, ma poi il cittadino deve essere il primo consapevole di che cosa significhi mantenersi in buona salute.
Poi abbiamo voluto inserire, e ringrazio nuovamente per il lavoro svolto e per aver accettato i diversi emendamenti proposti dal Movimento 5 Stelle, alcuni aggiustamenti, magari anche ad altri emendamenti presentati, che riguardano sia i DAE (i defibrillatori): abbiamo voluto inserire la promozione della presenza dei defibrillatori anche all’interno dei condomini, perché ci sembra importante che anche all’interno dei condomini esistano dei dispositivi che possono essere fondamentali in caso di emergenza e, legata ad esempio alla disostruzione delle vie aeree in ambito pediatrico, ma non solo, questo potrebbe applicarsi ad esempio anche al discorso dei defibrillatori, per noi è sembrato importante inserire anche degli elementi di formazione sulla rianimazione cardiopolmonare ed elementi di primo soccorso, perché dove purtroppo, ad esempio in ambito pediatrico, non si riesca con le manovre di disostruzione pediatrica a far uscire il corpo estraneo dal corpo del bambino, in attesa che poi arrivino i professionisti è importante che ci sia qualcuno e che siano sempre più diffuse le attività di formazione e anche di rianimazione cardiopolmonare e gli elementi di primo soccorso che, in alcuni casi, possono salvare la vita dei nostri bambini.
A proposito di salvare la vita, naturalmente i presìdi ospedalieri, che sono l’elemento in cui curiamo i nostri cittadini, purtroppo è notizia di ieri che sono a volte forieri invece di malattie. Notizia di ieri: 7.800 casi all’anno di morti per infezioni nosocomiali, questo è un altro tema che è sempre stato a cuore nel corso degli anni al Movimento 5 Stelle e ringrazio anche qui per l’inserimento di un emendamento che inserisce anche il concetto di prevenzione all’interno degli ospedali, ma proprio di quelle infezioni che possono essere correlate all’assistenza. Se ci si reca in ospedale per curarsi, non si deve invece rischiare la vita a causa di infezioni contratte all’interno dell’ospedale stesso.
Concludo ringraziando per il lavoro svolto, naturalmente il voto sarà a favore anche degli emendamenti presentati, perché comunque c’è stato un metodo di lavoro condiviso e mi auguro nuovamente che questo sia un primo, importante passo per poi poter continuare su questa strada, augurandomi che anche in futuro sul tema della prevenzione della salute ci siano sempre meno divisioni ideologiche e politiche, speculazioni soprattutto politiche, ma si lavori soprattutto sui contenuti.
La parola al consigliere Torri.
TORRI: Grazie, presidente. Penso che il lavoro che arriva in Aula oggi sia un lavoro importante per il metodo che è stato utilizzato per affrontarlo, per svolgerlo, per i contenuti che presenta e per la prospettiva che lascia, una volta che avremo approvato questo provvedimento. Sono aspetti che sono già stati richiamati anche negli interventi precedenti, ma penso sia giusto soffermarcisi.
Io ho partecipato solo nelle ultime fasi al lavoro riguardo a questo progetto di legge, ma vedo ugualmente rispecchiati molti dei contenuti che sono emersi non soltanto nell’ambito dell’intergruppo dei lavori di commissione, ma più in generale anche nei lavori di quest’Aula. Ne cito uno perché ha riguardato direttamente la mia attività: può essere il tema della prevenzione del diabete nell’adulto, che noi qui avevamo affrontato anche con una risoluzione, che poi ottenne l’unanimità, per gli aspetti e le conseguenze che ha questo tipo di malattia sul lavoro, le difficoltà che comporta. Altri possono essere i temi della salute dei bambini e altri ancora quelli richiamati.
Un altro aspetto importante da sottolineare è l’attenzione che viene posta nella legge alla possibilità di incrociare dati e quindi garantire non soltanto la prevenzione degli stili di vita, ma anche nei metodi di ricerca e di conoscenza. Sono tutti aspetti credo molto positivi e che quindi meritino il massimo del consenso e hanno già ottenuto il massimo della condivisione nel lavoro.
Un aspetto però su cui vorrei soffermarmi, prima di chiudere l’intervento, è proprio quello che riguarda il metodo e la prospettiva che ne consegue. Penso che qui, più che in altre occasioni, si sia cercato di fare l’attività legislativa vera e propria e, di conseguenza, la politica come dovrebbe essere: su un tema che riguarda tutti si è andati a cercare la condivisione, si è andati a cercare di proporre un provvedimento ampio che possa essere condiviso e che possa guardare proprio in questa condivisione e proprio perché parla di prevenzione, quindi di un tema dove forse è più facile ancora ed è più essenziale comunque esercitare l’attività politica legislativa nel pieno, si guarda al futuro. Quindi si è lavorato in tempi necessariamente lunghi con uno sguardo che deve essere necessariamente lungo e risolve quella contrapposizione, che richiamava anche il relatore Boschini, tra tempi lunghi e quotidianità, dimostrando che è una contrapposizione fittizia, perché con questa prospettiva e con questo tipo di lavoro si va, con dei tempi che sono necessariamente lunghi, perché ci sono problemi che non possono avere soluzioni immediate, a risolvere in realtà anche i problemi quotidiani che sarà la quotidianità di domani, ma anche di tra un mese e anche di tra un anno. Come i problemi quotidiani con cui ci confrontiamo oggi probabilmente sono frutto di mancate visioni precedenti. È su questo che bisogna, penso, ragionare nell’affrontare la discussione su questo progetto di legge.
Questo penso sia il ragionamento che è stato fatto nell’ambito del lavoro che ha portato fino a qua e che lo rende ancora più apprezzabile. Capisco che sono aspetti, quando si va a parlare di strategia, di tempi lunghi, di rete che sono passati di moda, che fanno sorridere qualcuno, però nessuno obbliga nessuno a conformarsi alle mode. Si possono scegliere metodi diversi, come è stato fatto in questo caso, e penso dovrebbe essere fatto più spesso. E penso anche sia alla base della politica, poi c’è l’amministrazione che deve intervenire sui problemi concreti. La legislazione e la politica devono avere per forza su tante cose tempi lunghi, che aiutano poi a risolvere le questioni immediate mano a mano che si presentano.
Qualcuno li chiamava pensieri lunghi, così continuiamo a fare citazioni passate di moda, però penso che siano ancora un valore e che questa legge più di altre li rispecchi, motivo per cui merita consenso e motivo per cui, proprio da questo più ancora che dai provvedimenti in sé, riesce a sostanziare quel tema che dovrebbe essere basilare sulla salute, come su altre questioni che riguardano tutti i cittadini, dell’equità, perché con la consapevolezza, con il lavoro di rete, con la diffusione delle informazioni si fa quella cosa che sancisce la nostra Costituzione: cercare di dare a tutti le stesse possibilità nel trattamento e nella cura della persona, partendo dalla consapevolezza e dal fatto di cercare di tenere tutti assieme e quindi andando (e questo testo penso lo faccia) a rimuovere quegli ostacoli che l’articolo 3 della Costituzione dice dovrebbe rimuovere la Repubblica.
PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Torri.
La parola al consigliere Zoffoli.
ZOFFOLI: Grazie, presidente. Nel mio intervento non parlerò dei contenuti di questa legge, perché li ha ampiamente documentati chi mi ha preceduto e comunque la legge è molto chiara.
Il mio intervento vuole prima di tutto esprimere soddisfazione e orgoglio di aver partecipato a questo tavolo e di aver fatto un grande progetto che sembrava difficilmente realizzabile e che oggi invece si concretizza. Un grande progetto con un obiettivo chiaro, con una forte volontà politica da parte di tutti i gruppi di cercare di mettere la propria sensibilità, la propria competenza, i propri contatti, le proprie volontà al servizio generale e quindi cercare di fare sintesi di tutte queste sensibilità in un unico documento, nel quale tutti ci riconosciamo. In questo sforzo che abbiamo fatto abbiamo avuto tanti attori e tanti protagonisti che è giusto in questo momento ricordare. Prima di tutto i dirigenti dell’Assessorato, i dirigenti degli Uffici legislativi e amministrativi dell’Assemblea e dell’Assessorato, ma soprattutto tutte le associazioni, gli enti che abbiamo ascoltato nelle audizioni, nell’udienza conoscitiva che dal basso hanno fatto sentire quanto importante e sentito è questo argomento e come la necessità di ascoltare tutti porti, alla fine, chi deve decidere come noi, a fare sintesi, con la consapevolezza di aver ascoltato tutti e la considerazione di chi è venuto a parlare per dire la propria.
Vorrei soffermarmi poi sui due grandi valori che secondo me la legge ha. Il primo è evidente: come tutte le leggi, ha un valore normativo che dovrebbe disciplinare la prevenzione, principalmente quella primaria, della nostra Regione e spero anche che possa fare da riferimento alle altre Regioni e a livello nazionale. La Regione Emilia-Romagna sulla prevenzione è una delle Regioni più all’avanguardia, il cui Piano triennale della prevenzione è molto dettagliato e molto completo, chiede sui territori dei piani territoriali. Quindi non partiamo da zero ma un piano è un piano, una legge è una legge. È una legge che può in qualche modo consolidare il piano e i percorsi, indispensabile per mantenere quella forma di regole che debbono comunque condizionare le politiche sulla prevenzione del territorio. Dicevo che ha due valori. Il secondo valore, che non è meno importante del primo, è il segnale politico forte che viene dato a tutti. La politica che fa le leggi e che esprime le volontà di questa Regione, tutti assieme, ci siamo trovati e abbiamo deciso di dire a tutti “dobbiamo investire, dobbiamo puntare, dobbiamo fare in modo che la prevenzione sia uno dei nostri punti di riferimento importanti”. È un segnale che abbiamo dato, che diamo di una forte volontà politica che credo e spero possa condizionare anche gli atti della Regione stessa con il tavolo interdisciplinare, ma tutti noi, prima come legislatori e poi come cittadini, perché con questa legge tutti diventiamo attori protagonisti, ognuno per il proprio ruolo, di questa legge.
Non mi dilungo oltre, anche perché ho voglia di vedere il tabellone con finalmente il risultato finale del nostro sforzo. In conclusione vorrei ringraziare tutti i gruppi politici, in particolare quelli che hanno partecipato all’Intergruppo perché hanno dimostrato che si può fare politica anche in questo modo, senza mettere una bandierina, ma solo nell’interesse dei cittadini e abbiamo lavorato sodo per un paio d’anni, sono state scritte almeno trenta/quaranta stesure della legge, e di questo devo ringraziare il consigliere Boschini per la sua pazienza veramente notevole; abbiamo ascoltato tutti e, anche nella predisposizione non solo della legge ma anche dell’ordine del giorno, abbiamo preso la strada di dire “cerchiamo su questo percorso di non mettere la bandierina”. C’erano delle richieste che, proprio per dare organicità alla legge, non potevano essere ammesse e allora le abbiamo raccolte tutte e le abbiamo messe tutte nei dispositivi finali di un ordine del giorno comune, sottoscritto da tutti. Anche questo credo che sia un importante segnale. Per cui credo e spero che tutte le sensibilità, tutte le richieste, tutte le volontà abbiano trovato spazio all’interno della legge e all’interno dell’ordine del giorno, per cui sarà con soddisfazione che alzerò la mano nell’approvare questa legge.
La parola alla consigliera Gibertoni.
GIBERTONI: Grazie, presidente. Rispetto ad un tema specifico che è entrato nel progetto di legge sulla prevenzione vorrei ringraziare per l’accoglimento che c’è stato ad una mia richiesta fatta in commissione di non dimenticare il ruolo dei veterinari per quanto riguarda la prevenzione, il benessere animale, la salubrità dell’alimentazione. So che questo è stato anche molto apprezzato all’esterno, quindi mi auguro che possa anche rinsaldare quei settori, possa rinsaldare quella fiducia che è necessario ci sia e che può avere un ruolo molto importante sul tema di oggi, ma non soltanto. E, se è servito inserire un segnale importante rispetto alla valorizzazione dei servizi che si occupano di verificare la salute degli animali, potrebbe essere questo un punto di partenza per contrastare quell’idea di svalorizzazione, quell’idea di depotenziamento che purtroppo i servizi veterinari molto spesso si trovano a dover affrontare.
Io quindi ne approfitto per ricordare, ringraziando per l’accoglimento di questa mia proposta specifica, molto specifica, che per adeguare i livelli di sicurezza sanitaria, tutelando sia la salute dei cittadini che il benessere degli animali, la Regione può effettivamente, valorizzando le attività svolte dai servizi veterinari delle Unità sanitarie locali, fare ancora molto di più rispetto alla loro organizzazione e rispetto alla loro efficacia ed efficienza, perché la nuova organizzazione che si sta imponendo, soprattutto in certe aree del nostro territorio regionale, rischia di non essere la forma migliore per organizzare le attività di prevenzione. Quindi quello che auspichiamo oggi è che la Regione punti, anche a partire da questo PDL sulla prevenzione, ad invertire la tendenza in corso che, per problemi di contrazioni di risorse, si è avviata sempre di più verso una riorganizzazione che tende a tagliare il personale in servizio, puntare sulla interprofessionalità e che non debbano pagare in questo modo questi costi i veterinari. Valorizzare il ruolo dei veterinari significa valorizzare coloro che fanno in modo che le persone non debbano mangiare alimenti insani, che non debbano mangiare alimenti inquinati, adulterati e tutto ciò corrisponde pienamente a far prevenzione primaria. Quindi bene che sia stato inserito questo riferimento, che sia stata inserita con forza la segnalazione dell’importanza del loro ruolo.
Avevo presentato un ordine del giorno che riguardava un altro punto di prevenzione, che è la prevenzione ospedaliera, che ci richiama anche all’importanza di non sottovalutare quello che abbiamo letto che sta succedendo, che è successo rispetto a infezioni nosocomiali, mancata igienizzazione e abbiamo letto di recente anche a proposito del noto purtroppo batterio killer, l’accordo con il presidente della Commissione IV è quello, per non discutere oggi un altro ordine del giorno, oltre a quello comune, che io farò, di tramutarlo in una risoluzione – e il presidente Zoffoli mi conferma annuendo e fa fede il suo annuire qui – che verrà a brevissimo calendarizzata in Commissione IV a cui io tengo molto, che spero vedrà presto un’informativa dell’assessore sullo stesso tema, perché non dimentichiamoci che la prevenzione passa anche dalla prevenzione ospedaliera. Si muore purtroppo di infezioni nosocomiali il doppio di quanto si muore di incidenti stradali, stiamo rasentando gli ottomila decessi l’anno, credo che su questo la Regione Emilia-Romagna, come dà oggi un segnale forte e importante sulla prevenzione intesa come stili di vita, non possa sottrarsi a darlo anche come prevenzione primaria nelle strutture che si occupano di rafforzare e di curare i cittadini. Grazie per aver inserito con forza e per proseguire spero insieme il potenziamento del ruolo del servizio veterinario, quindi l’ordine del giorno lo ritiro, verrà tramutato in una risoluzione da discutere tutti insieme e mi auguro, sull’onda delle buone intenzioni di oggi, da approvare al più presto in Commissione salute.
PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Gibertoni.
Non ho più iscritti, per cui chiudo la discussione generale. Non ci sono repliche da parte dei relatori e della Giunta, possiamo pertanto passare all’articolato.
Articolo 7. Su questo articolo insiste l’emendamento 1, a firma dei consiglieri Boschini e altri.
Discussione generale congiunta. Dichiarazioni di voto congiunte.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 1, a firma dei consiglieri Boschini e altri.
PRESIDENTE (Saliera): L’emendamento 1 è approvato.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 7, come emendato.
PRESIDENTE (Saliera): L’articolo 7 è approvato.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 8.
PRESIDENTE (Saliera): L’articolo 8 è approvato.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 9.
PRESIDENTE (Saliera): L’articolo 9 è approvato.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 10.
PRESIDENTE (Saliera): L’articolo 10 è approvato.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 11.
PRESIDENTE (Saliera): L’articolo 11 è approvato.
Articolo 12. Su questo articolo insistono l’emendamento 2, a firma dei consiglieri Boschini e altri, e l’emendamento 3, a firma dei consiglieri Sensoli e altri.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 2, a firma dei consiglieri Boschini e altri.
PRESIDENTE (Saliera): L’emendamento 2 è approvato.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 3, a firma dei consiglieri Sensoli e altri.
PRESIDENTE (Saliera): L’emendamento 3 è approvato.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 12, come emendato.
PRESIDENTE (Saliera): L’articolo 12 è approvato.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 13.
PRESIDENTE (Saliera): L’articolo 13 è approvato.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 14.
PRESIDENTE (Saliera): L’articolo 14 è approvato.
Articolo 15. Su questo articolo insiste l’emendamento 4, a firma dei consiglieri Sensoli e altri.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 4, a firma dei consiglieri Sensoli e altri.
PRESIDENTE (Saliera): L’emendamento 4 è approvato.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 15, come emendato.
PRESIDENTE (Saliera): L’articolo 15 è approvato.
Articolo 16. Su questo articolo insiste l’emendamento 5, a firma dei consiglieri Calvano e altri.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 5, a firma dei consiglieri Calvano e altri.
PRESIDENTE (Saliera): L’emendamento 5 è approvato.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 16, come emendato.
PRESIDENTE (Saliera): L’articolo 16 è approvato.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 17.
PRESIDENTE (Saliera): L’articolo 17 è approvato.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 18.
PRESIDENTE (Saliera): L’articolo 18 è approvato.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 19.
PRESIDENTE (Saliera): L’articolo 19 è approvato.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 20.
PRESIDENTE (Saliera): L’articolo 20 è approvato.
Articolo 21. Su questo articolo insistono l’emendamento 6 e l’emendamento 7, entrambi a firma dei consiglieri Sensoli e altri.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 6, a firma dei consiglieri Sensoli e altri.
PRESIDENTE (Saliera): L’emendamento 6 è approvato.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 7, a firma dei consiglieri Sensoli e altri.
PRESIDENTE (Saliera): L’emendamento 7 è approvato.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 21, come emendato.
PRESIDENTE (Saliera): L’articolo 21 è approvato.
Articolo 22. Su questo articolo insiste l’emendamento 8, a firma dei consiglieri Boschini e Daniele Marchetti.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 8, a firma dei consiglieri Boschini e Daniele Marchetti.
PRESIDENTE (Saliera): L’emendamento 8 è approvato.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 22, come emendato.
PRESIDENTE (Saliera): L’articolo 22 è approvato.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 23.
PRESIDENTE (Saliera): L’articolo 23 è approvato.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 24.
PRESIDENTE (Saliera): L’articolo 24 è approvato.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 25.
PRESIDENTE (Saliera): L’articolo 25 è approvato.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 26.
PRESIDENTE (Saliera): L’articolo 26 è approvato.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 27.
PRESIDENTE (Saliera): L’articolo 27 è approvato.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 28.
PRESIDENTE (Saliera): L’articolo 28 è approvato.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 29.
PRESIDENTE (Saliera): L’articolo 29 è approvato.
Ora procediamo con le dichiarazioni di voto congiunte sull’intero progetto di legge e sull’ordine del giorno.
Ricordo che l’ordine del giorno 7337/2, a firma della consigliera Gibertoni, è stato ritirato (presentazione risoluzione oggetto 7596).
La parola al consigliere Boschini.
BOSCHINI: Grazie, presidente. Per esprimere il ringraziamento a tutti e la soddisfazione per il clima credo positivo e costruttivo in cui si è svolto il dibattito della legge e vorrei soltanto lasciare agli atti questo credo profondo desiderio, visto che l’Assemblea ha espresso in maniera unanime il suo impegno su questa norma, perché anche da parte della Giunta, degli uffici possa essere considerata una norma prioritaria su cui la volontà politica si è espressa in maniera molto forte, quindi l’attuazione possa essere considerata una priorità dal momento che entra in vigore dal primo gennaio, le risorse ci sono, bastano pochi passi e possiamo davvero fare qualcosa di utile per i nostri cittadini oggi e che ha valore anche per il futuro. Quindi questo è l’auspicio che desidero rimanga agli atti. Ancora grazie.
ZOFFOLI: Grazie, presidente. Chiedo la votazione elettronica sia per l’ordine del giorno che per la legge.
Se nessun altro consigliere chiede di intervenire, si proceda alla votazione dell’ordine del giorno 7337/1, a firma dei consiglieri Zoffoli e altri, con l’uso del dispositivo elettronico.
PRESIDENTE (Saliera): L’ordine del giorno 7337/1 (oggetto 7597) è approvato.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, si proceda alla votazione dell’intero testo di legge, oggetto 7337, con l’uso del dispositivo elettronico.
PRESIDENTE (Saliera): Proclamo approvata la legge riguardante «Promozione della salute, del benessere della persona e della comunità e prevenzione primaria».
Delibera: «Piano triennale regionale degli interventi a favore degli emiliano-romagnoli all’estero per gli anni 2019-2021 - articolo 17 della L.R. n. 5 del 27 maggio 2015 (Proposta del Presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, consigliere Molinari)». (181)
PRESIDENTE (Saliera): Ora procediamo con gli atti amministrativi. Oggetto 7487: «Piano triennale regionale degli interventi a favore degli emiliano-romagnoli all’estero per gli anni 2019-2021 - articolo 17 della L.R. n. 5 del 27 maggio 2015 (Proposta del Presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, consigliere Molinari)», a firma del consigliere Molinari.
La Commissione per la Parità e per i diritti delle persone ha espresso parere favorevole nella seduta del 20 novembre 2018 con la seguente votazione: 32 voti a favore, nessun contrario e 1 astenuto.
Apro la discussione generale sul provvedimento.
La parola al consigliere Molinari.
MOLINARI: Grazie, presidente. A tre anni dall’approvazione del primo piano triennale che chiuderà i propri effetti nel 2018, andiamo a rifare la programmazione per il triennio successivo. Sono stati tre anni che hanno permesso di riavviare un meccanismo su cui anche tante parole sono state spese con la consulta; abbiamo avuto necessità di lavorare per circa un anno, un anno e mezzo per ricostituire gli uffici, ricostituire tutta la base associativa da cui l’attività della consulta trae la filosofia stessa, quindi la costruzione di un radicamento esercitato tramite associazioni che si iscrivono, con regole precise, all’interno anche dei registri regionali. Ricordo che prima degli eventi degli anni passati, quindi prima del 2010, avevamo toccato anche dati che superavano le cento associazioni iscritte, siamo partiti di fatto nel 2014 con nessuna associazione iscritta e, dopo l’avvio della consulta, siamo arrivati, con un lavoro che non è stato, soprattutto da parte degli uffici, anche di relazione, non è stato semplice, siamo riusciti ad arrivare a quota ottantasette associazioni iscritte, che sono state in gran parte associazioni storiche riprese e che avevano interrotto anche i rapporti con la Regione stessa, pur spesso andando avanti con le loro attività di sodalizio, attività sociale di confronto e di aiuto alle nostre comunità e altre associazioni che, seguendo il lavoro fatto dalla consulta soprattutto sul recupero della nuova emigrazione, quindi di quei territori in cui ovviamente non in modo storico ma in modo anche nuovo legato ai nuovi flussi dell’emigrazione si stanno concentrando comunità piccole o medie di emiliano-romagnoli all’estero.
Come ho detto, circa un anno e mezzo per riavviare il lavoro della consulta e l’avvio due anni fa dei primi bandi. Eravamo oggettivamente un po’ preoccupati, dopo questa sorta di momento, anche per l’interruzione dei lavori. Noi siamo partiti dai bandi sulle Amministrazioni comunali, estendendo e tornando ai bandi legati alle attività ordinarie delle associazioni stesse, quindi siamo riusciti più o meno ogni bando a riempirlo anche di proposte, quindi avendo anche delle domande che abbiamo dovuto scartare proprio per assenza di fondi; siamo riusciti a partire con quelli che erano un po’ gli obiettivi della nuova legge, anche del piano triennale precedente, su alcune esperienze anche che lasceremo a chi verrà dopo di noi, come l’esperienza su cui maggiormente si può agire, soprattutto quella delle scuole. Noi abbiamo erogato quasi 200 mila euro su bandi legati alle scuole che, tramite le nostre associazioni, hanno costruito i progetti in cui la conoscenza del territorio, l’approfondimento anche del tema dell’emigrazione è stato effettuato tramite i diretti interessati.
Abbiamo rilevato che uno degli elementi fondamentali, su cui la consulta deve e dovrà concentrarsi, è proprio far capire e approfondire dal punto di vista storico e sociologico l’emigrazione italiana con le ragioni che hanno portato agli esodi di fine 1800, ma anche del dopoguerra, e soprattutto approfondendo quelle che sono state le storie eccezionali dei nostri emigrati e, cosa che noi riteniamo anche molto importante anche per il tessuto economico emiliano-romagnolo attuale, cercare di capire come si possono mettere in opera anche interventi che possono essere utili per l’attuale economia emiliano-romagnola. C’è una fortissima richiesta di informazioni o comunque anche un interessante ritorno dal punto di vista turistico, dal punto di vista enogastronomico, perché poi le valenze e comunque l’eccellenza anche della nostra regione sono richieste e quindi sono anche motivo di orgoglio per le nostre associazioni.
È stato un piano e quindi un’attività in questi primi due anni che ovviamente, anche con il meccanismo creato dalla stessa legge, ha drasticamente, ma anche per scelta, diminuito l’attività di rappresentanza della consulta stessa, quindi l’attività di rappresentanza nella fattispecie del presidente e del vicepresidente che, insieme anche al collega Alessandro Cardinali, abbiamo cercato soprattutto di lavorare per creare le condizioni di operatività della consulta, ovviamente con una forte richiesta di presenza all’estero che non sempre siamo riusciti ad accontentare. A volte l’esigenza del contatto fisico e comunque anche del contatto a tu per tu è un’esigenza che non può essere superata dall’email, da WhatsApp o dalla videoconferenza.
Abbiamo operato rispetto alla legge una modifica rispetto al numero delle consulte organizzate per ogni anno, da due le abbiamo portate ad una obbligatoria in Italia, tramutando la seconda obbligatoria in una videoconferenza, anche lì giungendo ad un risparmio di almeno 30/40 mila euro l’anno, cercando di lavorare anche su alcuni bandi innovativi come quelli sull’università. Si è chiuso da pochi giorni l’ultimo bando che abbiamo lanciato, un bando nuovo, avevamo un po’ di timore per quanto riguarda anche gli esiti; sulle quattro domande che potevamo finanziare sono arrivate dieci richieste, questo a significare che c’è interesse per quanto riguarda questa tematica. Anche nell’ultima consulta, che abbiamo organizzato qui a Bologna, abbiamo voluto portare la testimonianza di un settore molto difficile da approfondire, ma su cui la nuova consulta dovrà lavorare tantissimo pur con tutte le difficoltà del caso, che è quella della nuova emigrazione: di necessità che è aspetto, nuova emigrazione anche di professionalità, perché non dimentichiamo che molti giovani, non solo per disperazione ma anche per voglia e necessità di migliorare il proprio curriculum o anche le proprie esperienze, stanno scegliendo di sviluppare le propria professionalità all’estero, anche portando esempi che è necessario mappare, perché possono anche rappresentare un’opportunità per la nostra regione.
È un piano triennale ed è una legge, questa è una valutazione che andrà fatta anche con calma, che ovviamente ha rappresentato e ha dato alcune opportunità importanti. Dal punto di vista personale contavo molto anche sulla possibilità di sviluppare i bandi sulle Camere di Commercio, ma l’incontro che abbiamo fatto, perché la legge lo prevedeva, anche con le Camere di Commercio ha trovato Unioncamere e i suoi rappresentanti freddi proprio per la difficoltà loro di gestire questi bandi. A mio avviso questo è un aspetto, soprattutto sulle produzioni tipiche e comunque sugli aspetti enogastronomici, così come anche sul tema delle piccole e medie imprese, che dovrà essere sviluppato, se non saremo noi a farlo, nella prossima programmazione, perché l’opportunità di entrare in contatto con i nostri emigrati, che sono spesso anche ai vertici delle Camere di Commercio estere, delle istituzioni estere, di aziende estere è un’opportunità che dà di fatto una corsia preferenziale anche alla nostra Regione.
Dovremo, e questo sarà un tema anche da approfondire, capire come il lavoro della consulta, incentrata sull’Assemblea, possa lavorare meglio e in modo anche più proficuo con gli Assessorati. Assessorati che ovviamente sono legati ad eventi e ad attività legate ad un livello internazionale più alto rispetto al semplice lavoro con la pura consulta, perché i tentativi fatti in questi anni sono stati un po’ zoppi dal punto di vista dei risultati. Stiamo parlando ovviamente di un’attività che è ripresa a pieno regime nel corso dell’ultimo anno e mezzo.
Abbiamo trovato associazioni che hanno voglia di lavorare, che hanno voglia di rappresentare l’emiliano-romagnolità, come la possiamo definire; associazioni che stanno scontando un forte invecchiamento degli iscritti, con caratteristiche diverse in Sudamerica rispetto all’Europa o comunque al mondo anglosassone, in cui questa compenetrazione nelle realtà di accoglienza è stato più forte, in cui ovviamente le seconde e terze generazioni sono perfettamente inserite nei meccanismi degli Stati che li hanno accolti e si fa anche più fatica ovviamente ad interagire con queste associazioni. Però dal punto di vista del lavoro credo che l’impostazione che è stata data, un’impostazione, almeno dal punto di vista generale dell’azione, di sobrietà che ci ha portato poi anche, come abbiamo annunciato e abbiamo condiviso con la stessa consulta e anche con il direttivo (e all’interno della commissione già si è aperta questa discussione), di rispondere ai fondi accumulati sugli anni precedenti, quindi scomputando di fatto, e qui lo vedremo all’interno del bilancio 2019, la quota assegnata alla consulta stessa, che sul 2019 la nostra richiesta fatta alla Giunta sarà pari a zero euro per poter esaurire i fondi accumulati negli anni precedenti. Cercando poi di arrivare, quando tutti i bandi saranno a regime, e in questi anni li stiamo sperimentando tutti, a capire quella che potrà essere la dotazione finanziaria finale e soprattutto l’operatività della stessa.
La macchina è già in moto ed è pronta quindi ad affrontare anche le sfide del futuro, io ad oggi devo dire che, al di là dei differenti punti di vista, devo ringraziare anche i colleghi, perché dal punto di vista dialettico anche su chi comunque qui all’interno della discussione sulla legge ovviamente ci sono state anche prese di posizioni contrarie all’istituzione, quindi all’approvazione della legge stessa, c’è stato anche un confronto sereno e costruttivo. Devo dire che la consulta si è mossa, come è ovvio che sia, dal punto di vista dei bandi in modo molto aperto e anche costruttivo con tutte le Amministrazioni comunali, e vi assicuro che le Amministrazioni comunali di destra, di centro e di sinistra si sono rivolte anche per la costruzione di progetti in modo assolutamente aperto e non ideologico; dal punto di vista del piano triennale, questo viene riconfermato in toto, se non per quanto riguarda piccoli ritocchi riguardanti i massimali legati ai progetti che vengono portati a 30 mila euro e i progetti e i bandi sulle attività ordinarie, che era una sperimentazione del nuovo triennale che hanno funzionato e che vengono portate da 2 mila a 3 mila euro, perché a volte abbiamo visto che sulle associazioni estere funzionano meglio rispetto a progetti di grandi dimensioni che le associazioni a volte hanno difficoltà a seguire dal punto di vista burocratico, in quanto stiamo cercando di dare un’impostazione e anche un filtro dal punto di vista della rendicontazione piuttosto rigido e non sempre, trattandosi di associazioni non professionali, la possibilità di gestione dei progetti diventa complicata.
PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Molinari.
La parola al consigliere Galli.
GALLI: Grazie, presidente. È un tema innovativo, non foss’altro perché rispetto al passato c’è stata una cesura, evidente dalle parole del collega Molinari, che ha dovuto ricostruire un percorso che in passato ha avuto dei problemi.
È un percorso che ci trova d’accordo sia come finalità che come modalità di intrapresa. Ci trova d’accordo come finalità, perché non può essere solo uno studio delle radici che riteniamo importantissima, perché la nostra terra, che oggi è una terra ricca, in passato è stata una terra di emigrazione, le nostre montagne si sono svuotate e migliaia di nostri concittadini sono andati negli Stati Uniti, in Canada, in Sudamerica, le località tipiche dell’emigrazione di fine Ottocento, primi del Novecento, oggi quell’emigrazione è cambiata, è cambiata sia come tipologia – molto spesso sono dei giovani di alta scolarizzazione – sia come mete, molto spesso sono scuole o sono imprese, comunque non più un’emigrazione povera ma un’emigrazione qualificata. Quindi lo studio di quelle radici deve essere portato al nostro presente, perché riteniamo che il ritorno sia rilevante. Un ritorno rilevante non solo come mantenimento di questi legami con queste comunità all’estero, ma anche come un ritorno economico, come è stato giustamente richiamato.
Riteniamo che non sia vile il richiamo ad una motivazione economica di questi collegamenti, vuol dire le nostre imprese che potrebbero avere una maggiore esportazione, i nostri prodotti maggiormente conosciuti e maggiormente acquistati, quindi riteniamo che questi collegamenti siano rilevanti. I filoni che devono essere seguiti sono quelli indicati: le scuole, le associazioni, gli enti locali. Bene si fa ad avere una rendicontazione attenta, perché in passato purtroppo su questa voce ci sono stati problemi. Bene ad evitare che diventi una specie di agenzia di viaggi, mi ricordo in anni passati problemi a questo riguardo, perché deve essere uno strumento agile e funzionale. I collegamenti con gli enti locali e con le scuole sono fondamentali, perché ci permettono di avere un riscontro puntuale. Le scuole sono la fucina di nuove classi dirigenti e oggi molte delle Camere di Commercio all’estero sono rette da italiani di seconda o di terza generazione. In queste categorie gli emiliani sono ben presenti. Dico emiliani perché non voglio incorrere in quella bruttura linguistica degli emiliano-romagnoli che mi suona non bene, ma emiliano-romagnoli la nostra regione sa cosa vuole dire.
Credo che sia un processo da seguire e da incentivare.
La parola al consigliere Cardinali.
CARDINALI: Grazie, presidente. Solo alcune valutazioni che il presidente ha portato a conoscenza dell’attività fatta per incrementare due temi in particolare. Il primo che l’ultima consulta fatta a Bologna in ottobre ha sancito che questo lavoro, durato tre o quattro anni, è stato riconosciuto molto bene anche da tutti i consultori e dalle associazioni estere. Mi riferisco in particolare a quello che anche il consigliere Galli diceva adesso: c’è stata una valutazione altamente positiva di questo lavoro che vede coinvolta l’intera Assemblea ed è un lavoro che ha permesso di dare continuità forte ed innovazione forte rispetto al fatto che tutte le nuove associazioni che stanno nascendo, il presidente forse non lo ha accennato mi sembra, se pensate che abbiamo un’associazione anche in Cina adesso, che testimonia proprio della nuova emigrazione. Questo per dire che si riesce a fare anche cose in territori che magari anni fa sembravano impossibili. Ma anche per il forte impulso che i bandi hanno dato e anche al risultato dei bandi che è stato straordinario, devo dire oltre le attese.
Devo dire anche dal gruppo di lavoro che si è creato all’interno dell’Assemblea che sta portando ad avere all’interno del gruppo che lavora per la consulta, quindi tutto questo penso che abbia fatto bene a dare continuità. Ha fatto bene, anche perché la nostra Regione a livello nazionale viene ricordata, anche sotto questo profilo, per un motivo molto semplice che è quello di dire che noi siamo riusciti con una spesa contenuta a dare un risultato importante rispetto anche ad altre Regioni italiane, dove si è deciso o di non fare niente o di spendere magari risorse per sostenere delle progettualità che sono più di rappresentanza che non di attività vera nei confronti degli emigrati. Quindi per questo motivo ritengo che ci sia un valore aggiunto che dobbiamo riconoscere a questo lavoro, ma un valore aggiunto che dobbiamo riconoscere anche all’impostazione che, pur con discussioni, in questa Assemblea abbiamo voluto affrontare e abbiamo voluto anche rispettare il desiderio anche dei consiglieri che magari avevano questi dubbi sulla consulta, che invece in questi anni secondo me siamo riusciti a dare un risultato positivo, in termini di immagine e anche in termini di valore complessivo. Questo è il valore aggiunto che oggi ha la nostra consulta. Questo è il valore aggiunto che ha nel portare avanti nella tradizione, ma nel portare avanti anche delle innovazioni. Scuole e università, mondi economici, ma anche tanti enti locali e tante progettualità che non solo fanno la storia ma, in molti casi, danno anche la continuità per pensare a cosa potrà essere questo tipo di azioni anche in futuro.
Il presidente ricordava bene, lo voglio fare anch’io, che su alcuni passaggi dovremo avere un valore aggiunto anche rispetto, e questo è un lavoro che noi abbiamo fatto in preparazione anche per la prossima legislatura, ad un contatto forte con gli Assessorati, ma anche di una valutazione e valorizzazione del luogo dove meglio si possa lavorare per fare attività in maniera semplice e anche attività di continuità. Anche questo non è banale, ma merita una valutazione fatta d’assieme e non può essere una valutazione che fanno soltanto i referenti della consulta. Quindi devo dire che ci siamo trovati davanti ad un percorso interessante. È anche un percorso di spesa intelligente, questo lo voglio definire, perché da questo punto di vista la dimostrazione è anche che quest’anno si è deciso di mettere a disposizione risorse che nella progettualità della consulta potranno non servire, perché i bandi sono stati riforniti completamente delle proprie risorse, a disposizione dell’attività che la Regione può fare in altri campi. Anche questa mi sembra una modalità di lavoro corretta che dà valorizzazione complessiva al fatto che non viviamo in maniera autonoma, ma che facciamo parte di un’Assemblea, facciamo parte di comunità più vaste e quindi siamo in grado anche di dare una risposta concreta a tutto questo.
Per queste motivazioni credo che si finisce un periodo, si fa l’ultimo anno di azione, si ha quasi la certezza che i bandi andranno bene, perché dopo gli ultimi risultati e l’attenzione che c’è stata si è avuta la certezza che dall’estero è stata presa coscienza della modalità nuova di lavoro, ma anche dei risultati che siamo riusciti ad ottenere e si è fatto in modo che tutto questo ci metta nelle condizioni di augurare a tutti noi buon lavoro nei nostri rapporti che dobbiamo avere con le associazioni degli emigrati e con i nostri emigrati, proprio perché i nostri emigrati rappresentano un aspetto fondamentale anche della divulgazione e del valore della nostra Emilia-Romagna. Lo possiamo dire in questi giorni quando in Argentina si sta celebrando la settimana della cucina dell’Emilia-Romagna e Casa Artusi, che è tra l’altro un altro degli elementi di forza che le nostre associazioni usano molto spesso, sta facendo insieme a loro una grande diffusione sul territorio argentino anche del tema economico. Dietro a questo si fa tradizione e cultura, ma si crea anche molto spesso l’opportunità di fare economia ed economia per le nostre aziende, perché in molti casi le nostre aziende poi vanno e cercano di portare a casa il miglior risultato possibile.
PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Cardinali.
BERTANI: Grazie, presidente. La nostra posizione sulla consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo è sempre stata critica fin dall’inizio, perché si veniva da una storia che aveva delle evidenti e sicure criticità. È stata critica, anche perché la soluzione che proponevamo noi, sulla quale io continuo a credere, è che portare in Assemblea questa competenza, nonostante l’impegno che voi state oggi ricordando, secondo noi era sufficiente mantenere in capo alle strutture della Giunta un accompagnamento di quelle che sono le esigenze degli emiliano-romagnoli all’estero. Per questo ci sono strutture già dedicate. Ma anche a livello nazionale il lavoro che fanno le Camere di Commercio o gli istituti di cultura italiana sarebbe stato sicuramente un supporto. Per questo siamo sicuramente intervenuti in maniera critica.
Un riconoscimento lo devo però fare, perché effettivamente un approccio innovativo è stato fatto e un approccio anche rispetto all’utilizzo delle risorse. Noi abbiamo sempre detto che l’ammontare di quelle risorse era sicuramente esagerato e andava fatta una spesa accurata e ben seguita: dal piano di quest’anno si evince che effettivamente si dice che ci sarà un avanzo d’amministrazione derivante dall’esercizio 2018 o comunque delle eventuali economie nel 2019. Noi su questo avevamo già discusso anche in commissione e mi sembra di capire che su questo c’è un avanzamento. Per questo, a seguito anche di una discussione su un altro argomento che sempre abbiamo avuto in commissione, che era un’esigenza che sta venendo fuori nella nostra Regione, che è quella di aiutare anche le scuole montane e i trasporti sui territori montani per le scuole, avevamo fatto una battuta insieme: aiutare gli emiliano-romagnoli nel mondo, ma anche aiutare gli emiliano-romagnoli nei monti. Su questo mi sembra che ci sia una disponibilità e quindi apprezzo l’impegno che c’è per una spesa oculata e per le economie che si possono far riconfluire all’interno di una gestione di bisogni, che comunque anche in Emilia-Romagna ci sono.
L’altro aspetto che mi sembra importante è quello di riconoscere sì che c’è una emigrazione storica, ma comincia a esserci una emigrazione attuale, che è quella di giovani che hanno bisogno di trovare alternative all’estero e qui abbiamo dati drammatici di quante migliaia di giovani italiani stanno cercando lavoro all’estero, e su questo io penso che l’azione del Governo nazionale sarà importante per cercare di mantenere in Italia e di creare occasioni di lavoro in Italia. A questo sicuramente va affiancato, e questo è un aspetto positivo, il fenomeno di giovani che vanno all’estero per migliorare la propria formazione e per portare la nostra esperienza e la nostra capacità. All’interno di questo quadro noi riteniamo che il cambiamento rispetto al passato di come veniva gestita la consulta per gli emiliano-romagnoli comincia a vedersi, ma io penso che in prospettiva noi dobbiamo pensare di vedere ancora un modello diverso, che probabilmente è un modello nazionale, perché le comunità degli italiani nel mondo cominciano ad essere comunità italiane più che regionali, e su questo un ragionamento io penso bisogna cominciarlo a fare, rispetto anche alle Camere di Commercio e agli istituti di cultura italiana all’estero.
TARUFFI: Grazie, presidente. Intervengo innanzitutto per sottolineare come è vero che sono state apportate modifiche sulla consulta degli emiliano-romagnoli all’estero, è anche vero però che io mi sento di non disprezzare il lavoro che questa consulta ha svolto negli anni che abbiamo alle spalle, perché mi sembrerebbe ingeneroso tracciare una linea e una netta demarcazione tra quello che è stato e quello che è. Sarebbe sbagliato e credo che sia corretto ripristinare un pochino l’ordine delle cose da un lato. Dall’altro, devo dirlo, mi capita spesso quando parliamo di questo tema, dispiace vedere una parte dell’Aula volutamente vuota, è un comportamento che non condivido e che, visto che si presenta in modo puntuale quando parliamo di questo strumento e di questa consulta, lo volevo sottolineare, vorrei che rimanesse agli atti, se non altro perché credo sia un atteggiamento non condivisibile e per certi versi che va anche stigmatizzato. Forse anche perché in questo caso non parliamo di immigrazione ma parliamo di emigrazione. La nostra è stata una regione che ha visto molti nostri concittadini abbandonare questa terra per andare a cercare fortuna e una vita altrove, forse per qualcuno riconoscere questo dato di fatto, cioè che l’Italia e la nostra regione non sono solo terra di immigrazione, ma sono state anche e soprattutto terre di emigrazione, forse a qualcuno dà un po’ fastidio.
Detto questo, abbiamo apprezzato l’impostazione che è stata data dal consigliere Molinari, del lavoro che è stato fatto in questi mesi e di quello che abbiamo di fronte. Abbiamo partecipato all’incontro annuale della consulta e devo dire che sono sempre momenti interessanti, che arricchiscono e che danno anche il segno di alcune delle problematiche alle quali credo questa consulta può contribuire a dare una risposta, problematiche concrete di esperienza di chi giorno dopo giorno vive lontano dalla nostra terra, dall’Emilia-Romagna e però continua a mantenere un rapporto forte con la stessa. In quella occasione ho avuto modo, e lo faccio a titolo puramente esemplificativo, però tra le persone che fanno parte della consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo esistono ovviamente anche persone che arrivano dall’Appennino bolognese, che hanno origini nell’Appennino bolognese, in particolar modo mi riferisco all’avvocato Jack Bernardini che oggi conduce un importante studio a Chicago. Lo cito perché è una persona che riveste un importante ruolo nell’organizzazione del Porretta Soul Festival, che è un’iniziativa culturale di rilievo nazionale e internazionale, l’unico festival di musica soul che si celebra in Europa. Questo è un piccolo esempio per dimostrare come il rapporto con l’Emilia-Romagna, con le terre di origine continua ad essere forte da parte di queste persone, di questi cittadini che vivono e lavorano all’estero. Jack Bernardini ha dato e dà un contributo importante per l’organizzazione del Porretta Soul Festival, è stato elemento di contatto tra Porretta e gli Stati Uniti anche nel sostegno concreto di quella manifestazione. Mi piace sottolinearlo, perché è un elemento simbolico, ma che ci spiega bene di come questa attività, la consulta di cui ci occupiamo spesso in termini forse un pochino generalisti, almeno qualcuno tende ad avere approcci generalisti, in realtà sia uno strumento molto concreto che può avere tanti risvolti e, quando parliamo di cultura, di radici e di storia e quando questi ambiti si mescolano, come nell’esempio che ho citato e danno poi concreti risultati in termini anche culturali e di promozione culturale, io credo che tutto questo vada sottolineato. L’ho fatto volentieri e colgo l’occasione per farlo non solo per partigianeria, perché ovviamente io vengo da là, ma per ragioni più generali che mi piacerebbe fossero anche oggetto di riflessione da parte di chi critica questo strumento in modo un pochino aprioristico.
Mi fermo qua, non voglio rubare altro tempo, però ci tenevo a fare questa specifica, a fare questa sottolineatura nella condivisione dello spirito che ha animato questa consulta e invito tutti la prossima volta, quando magari c’è la riunione annuale della consulta a partecipare, perché potrebbe essere l’occasione per imparare qualcosa di nuovo e cambiare anche magari approccio nei confronti di questo strumento.
BERTANI: Grazie, presidente. Vorrei chiederle un minuto, perché c’è un ordine del giorno che stiamo controfirmando. Giusto per avere il tempo di consegnarlo al tavolo della Presidenza.
Sospendo l’Aula per cinque minuti, in attesa della definizione dell’ordine del giorno su questo argomento.
(La seduta, sospesa alle ore 12,36, è ripresa alle ore 12,47)
PRESIDENTE (Saliera): Riprendiamo i lavori. Credo che l’ordine del giorno sia stato distribuito. Eravamo in discussione generale, ci sono altri iscritti? Non ci sono altri iscritti in discussione generale, procediamo con le dichiarazioni di voto congiunte sul provvedimento e sull’ordine del giorno.
MOLINARI: Grazie, presidente. Ho ascoltato gli interventi, devo ringraziare anche per il tono e il contenuto degli interventi; ci sono ancora alcune distanze su alcune idee, però ritengo che lo sforzo nostro, ma anche e soprattutto degli uffici e delle associazioni, quindi degli attori della consulta sia stato apprezzato.
Dal punto di vista dell’ordine del giorno è una posizione condivisibile, nata anche dalla discussione all’interno della commissione, cercheremo di lavorare per quanto riguarda soprattutto il discorso dei risparmi sul 2019 per cercare di capire, insieme alla Giunta, come trovare risposte all’ordine del giorno stesso.
Sottolineo una cosa importante: non abbiamo, anche confrontandoci con l’Ufficio di Presidenza e anche con il gruppo, voluto presentare né risoluzioni né ordini del giorno che potessero essere interpretati anche in modo provocatorio, lo abbiamo visto parlando con le nostre associazioni, lo abbiamo visto parlando con le Regioni italiane sul tema emigrazione, noi riteniamo, andando anche al di là dell’osservazione e comunque il nostro compito che il lavoro, l’avevamo già fatto presente quando il Governo era il nostro, lo facciamo presente anche con un Governo diverso, il lavoro su cui anche a livello centrale si dovrà lavorare, e poi faremo anche comunicazione ufficiale da questo punto di vista, è soprattutto di cercare di mettere maggiormente a sistema gli sforzi regionali, troppo diversi gli uni dagli altri, per cercare di lavorare, pur nel rispetto delle caratteristiche regionali, su un concetto di italianità che ormai all’interno delle nostre associazioni è l’elemento più forte. Troviamo l’emiliano-romagnolo DOC, ma troviamo l’emiliano-romagnolo che ha sposato la friulana, la calabrese, in cui l’elemento importante è proprio la caratterizzazione regionale, ma anche e soprattutto il fatto di sentirsi italiani. Quindi il lavoro di prospettiva che dovrà essere fatto, proprio perché comunque passano le generazioni e perché comunque a volte questo ci viene anche chiesto dagli emigrati stessi, dovrà essere una maggiore azione di coordinamento e di azione comune da parte del ministero che speriamo arrivi anche dalle altre Regioni, con le quali noi possiamo dare la nostra testimonianza, il nostro aiuto e anche la disponibilità a collaborare dal punto di vista economico su progetti che però facciano risaltare il valore dell’italianità che vi assicuro, non devo nemmeno spiegarlo, all’estero ha una forza veramente dirompente, molto superiore anche a quanto ne abbiamo la percezione qui in Italia.
Non ho altri iscritti in dichiarazione di voto, pertanto procediamo.
Sostituisco come scrutatori il consigliere Mumolo con il consigliere Iotti e la consigliera Piccinini con il consigliere Galli.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno 7487/1, a firma dei consiglieri Bertani e altri.
PRESIDENTE (Saliera): L’ordine del giorno oggetto 7487/1 (oggetto 7598) è approvato.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, la delibera oggetto 7487.
(È approvata a maggioranza dei presenti)
PRESIDENTE (Saliera): La delibera oggetto 7487 è approvata.
A questo punto direi che ci possiamo vedere questo pomeriggio alle 14 con lo svolgimento delle interpellanze e poi procederemo con l’oggetto 6863, il prosieguo della discussione iniziata ieri, sulla disciplina del contributo di costruzione.
La seduta ha termine alle ore 12,53
Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Michele FACCI, Andrea GALLI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.
gli assessori Patrizio BIANCHI, Paola GAZZOLO, Elisabetta GUALMINI, Massimo MEZZETTI, Emma PETITTI.
Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta gli assessori Simona CASELLI, Andrea CORSINI, Palma COSTI, Raffaele DONINI, Sergio VENTURI e i consiglieri Stefano CALIANDRO e Lia MONTALTI.
OGGETTO 6579 “Progetto di legge di iniziativa della Giunta recante: «Istituzione di nuovo comune mediante fusione dei Comuni di Mezzani e Sorbolo nella provincia di Parma».” (97)
Stefano BARGI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.
Piergiovanni ALLEVA, Mirco BAGNARI, Stefano BONACCINI, Stefano CALIANDRO, Michele FACCI, Andrea GALLI, Andrea LIVERANI, Lia MONTALTI, Marco PETTAZZONI, Fabio RAINIERI, Katia TARASCONI.
OGGETTO 7597 “Ordine del giorno n. 1 collegato all’oggetto 7337 Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: «Promozione della salute, del benessere della persona e della comunità e prevenzione primaria». A firma dei Consiglieri: Zoffoli, Boschini, Marchetti Daniele, Sensoli, Prodi, Torri, Taruffi, Galli, Tagliaferri, Sassi, Facci, Bagnari, Caliandro, Calvano”
Favorevoli: 40
Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Michele FACCI, Andrea GALLI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Giuseppe PARUOLO, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.
Piergiovanni ALLEVA, Stefano BONACCINI, Stefano CALIANDRO, Alan FABBRI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Marco PETTAZZONI, Massimiliano POMPIGNOLI.
OGGETTO 7337 “Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: «Promozione della salute, del benessere della persona e della comunità e prevenzione primaria». A firma dei Consiglieri: Zoffoli, Boschini, Marchetti Daniele, Taruffi, Sassi, Sensoli, Prodi, Alleva, Calvano, Paruolo, Poli, Soncini, Cardinali, Molinari, Ravaioli, Pruccoli, Sabattini, Iotti, Bagnari, Rontini, Mumolo, Serri, Benati, Campedelli, Rossi, Tarasconi, Caliandro, Torri, Fabbri, Liverani, Bargi, Tagliaferri, Galli, Facci, Montalti, Lori, Zappaterra, Bertani” (98)
Emendamento 1, a firma dei consiglieri Boschini, Daniele Marchetti, Zoffoli, Prodi, Torri, Taruffi, Galli e Tagliaferri:
«Nell’articolo 7, comma 6, dopo le parole “sono definiti” inserire le parole: “, sentite le parti sociali comparativamente più rappresentative,”.»
Emendamento 2, a firma dei consiglieri Boschini, Daniele Marchetti, Zoffoli, Galli e Tagliaferri:
«Nell’articolo 12, comma 1, le parole “Aziende sanitarie territoriali e ospedaliere, al fine di garantirne” sono sostituite dalle parole: “Aziende ospedaliere e territoriali, anche attraverso le Case della salute, al fine di garantirne la”.»
Emendamento 3, a firma dei consiglieri Sensoli, Daniele Marchetti, Boschini, Prodi, Torri, Taruffi, Galli e Tagliaferri:
«All’articolo 12, al termine del comma 1, sono aggiunte le seguenti parole: “La Regione promuove inoltre le azioni che possono essere sostenute all’interno della rete ospedaliera e sociosanitaria allo scopo di migliorare le attività di prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza.”»
Emendamento 4, a firma dei consiglieri Sensoli, Daniele Marchetti, Boschini, Prodi, Torri, Taruffi, Galli e Tagliaferri:
«All’articolo 15, comma 3, al termine della lettera a) sono aggiunte le seguenti parole: “inoltre ne promuove la diffusione all’interno dei condomini, agendo con le associazioni di categoria degli amministratori condominiali e immobiliari presenti sul territorio regionale;”.»
Emendamento 5, a firma dei consiglieri Calvano, Boschini, Zoffoli, Daniele Marchetti, Galli e Tagliaferri:
«All’articolo 16, al termine del comma 2, sono aggiunte le seguenti parole: “La Regione con propri atti ne definisce criteri, requisiti e modalità per il riconoscimento.”.»
Emendamento 6, a firma dei consiglieri Sensoli, Daniele Marchetti, Boschini, Prodi, Torri, Taruffi, Galli e Tagliaferri:
«All’articolo 21, comma 2, lettera a) dopo le parole “corpo estraneo” inserire le parole: “con rianimazione cardiopolmonare ed elementi di primo soccorso”.»
Emendamento 7, a firma dei consiglieri Sensoli, Daniele Marchetti, Boschini, Prodi, Torri, Taruffi, Galli e Tagliaferri:
«All’articolo 21, comma 3, le parole “possono essere previste attività di formazione sulle manovre di disostruzione pediatrica e sulla sicurezza del bambino e della bambina,” sono sostituite dalle parole: “possono essere previste attività di formazione sulle manovre di disostruzione delle vie aeree in ambito pediatrico, rianimazione cardiopolmonare con elementi di primo soccorso e sulla sicurezza del bambino e della bambina; tali attività sono”.»
Emendamento 8, a firma dei consiglieri Boschini e Daniele Marchetti:
«All’articolo 22, comma 3, le parole “, comma 3” sono eliminate.»
OGGETTO 6577/1 “Ordine del giorno di non passaggio all’esame degli articoli del progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei Comuni di Colorno e Torrile nella provincia di Parma». A firma del Consigliere: Poli”
«L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna
Visto il progetto di legge di cui all’oggetto;
Considerato il parere contrario espresso in sede referente dalla Commissione assembleare “Bilancio, Affari generali ed istituzionali”;
Ritenuto di condividere le argomentazioni che hanno portato al parere contrario della Commissione assembleare;
Ai sensi dell’art. 92 del Regolamento
il non passaggio all’esame degli articoli.»
OGGETTO 6578/1 “Ordine del giorno di non passaggio all’esame degli articoli del progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei Comuni di Baricella e Malalbergo nella Città metropolitana di Bologna». A firma del Consigliere: Poli”

References: articolo 17
e contrario

Articolo 7

Articolo 12

Articolo 15

Articolo 16

Articolo 21

Articolo 22
 articolo 17
 articolo 17
e contrario
e contrario