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Timestamp: 2019-03-23 03:47:38+00:00

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Le valutazioni compiute dalle Commissioni superiori di avanzamento, in sede di giudizio di avanzamento, a scelta degli ufficiali militari sono caratterizzate da un’amplissima discrezionalità (Consiglio di Stato, Sezione IV, Sentenza 11 dicembre 2018, n. 6997). – Noi Radiomobile™
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Le valutazioni compiute dalle Commissioni superiori di avanzamento, in sede di giudizio di avanzamento, a scelta degli ufficiali militari sono caratterizzate da un’amplissima discrezionalità (Consiglio di Stato, Sezione IV, Sentenza 11 dicembre 2018, n. 6997).
Posted on 9 Marzo 2019 AuthorNoi RadiomobileLeave a comment
Dott. Fabio Taormina – Consigliere
Dott. Daniela Di Carlo – Consigliere
Dott. Alessandro Verrico – Consigliere, Estensore
Dott. Roberto Caponigro – Consigliere
per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Liguria n. 55/2008;
6.1. Il Collegio ritiene infondata la censura, alla luce della consolidata giurisprudenza sulla natura ampiamente discrezionale della valutazione e sulla natura sintetica del giudizio (ex multis, Cons. Stato, sez. IV, 23 maggio 2016, n. 2112; id., sez. IV, 1 settembre 2015, n. 4095; id., sez. IV, 20 gennaio 2015, n. 129; id., sez. IV, 12 luglio 2013, n. 3751; id., sez. IV, 17 ottobre 2012, n. 5345).
Invero, le valutazioni compiute dalle Commissioni superiori di avanzamento in sede di giudizio di avanzamento a scelta degli ufficiali militari sono caratterizzate da un’amplissima discrezionalità, essendo per lo più riferite ad ufficiali dotati di ottimi profili di carriera, le cui qualità sono definibili solo mediante sfumate analisi di merito che non sono la mera risultanza aritmetica dei titoli e dei requisiti degli scrutinandi, ma implicano una complessiva ponderazione delle loro qualità .
6.3. Ciò considerato, il Collegio, in relazione al caso di specie, rileva che i giudizi espressi dalla Commissione di valutazione risultano sufficientemente motivati e non presentano esiti incongruamente distanti dal profilo attitudinale e dalla pregressa esperienza professionale dell’appellante.
Ciò in quanto, oltre agli elementi positivi valorizzati nell’atto di appello e specificatamente valutati dalla Commissione, con riferimento all’appellante si riscontrano – nel corso della carriera – nove qualifiche non apicali (due nella media – di cui uno da sottotenente di vascello ed uno da tenente di vascello – e sette superiore alla media, di cui due da guardiamarina, due da sottotenente di vascello, uno da tenente di vascello e due da ufficiale superiore), nonché quattro abbassamenti di qualifica (i giudizi di “nella media” sono stati riportati dopo aver ottenuto in precedenza il “superiore alla media”; le qualifiche di “superiore alla media” da capitano di corvetta e da capitano di fregata sono state riportate dopo aver ottenuto in precedenza quella di “eccellente”).
b) non risulta corroborata dalla documentazione la doglianza dell’appellante in ordine alla considerazione della relazione “Na. Pi.” da parte della Commissione ai fini della valutazione, ricadendo peraltro il relativo onere probatorio proprio in capo allo stesso.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Quarta, definitivamente pronunciando sull’appello (R.G. n. 383/2009), come in epigrafe proposto, lo respinge.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del giorno 22 novembre 2018.
Depositato in Cancelleria il giorno 11 dicembre 2018.
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