Source: https://aspettarestanca.wordpress.com/2018/02/
Timestamp: 2019-07-20 22:32:05+00:00

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febbraio | 2018 | Aspettare stanca
LA CASA MUSEO DI LUIGI PIRANDELLO – VENERDI 16 MARZO ORE 14.45
Via Antonio Bosio 13b
La Casa Museo Luigi Pirandello è l’unica dimora abitata dall’artista che rechi tracce originali del suo passaggio. È situata all’ultimo piano di un villino liberty nei pressi di Villa Torlonia, a Roma.
Nello stesso villino Luigi Pirandello abitò precedentemente con la famiglia al piano rialzato negli anni 1913-1918 e, negli anni di permanenza all’ultimo piano (1933-1936, attuale casa museo), quando riceve la notizia del conferimento del Premio Nobel, suo figlio Stefano abitava al piano inferiore.
La villa è passata alla storia come Villa Pirandello.
Dal 1961, con la fondazione dell’Istituto di Studi Pirandelliani, tutto il patrimonio donato dagli Eredi Pirandello allo Stato italiano è tutelato, valorizzato e fruibile al pubblico di studiosi, e turisti: gli archivi (manoscritti autografi, carteggi ed altri documenti, fotografie d’epoca), la biblioteca personale di Luigi Pirandello, i quadri alle pareti opera del figlio Fausto e di Pasquarosa Bertoletti, la targa del Premio Nobel, la divisa della Reale Accademia d’Italia, la macchina da scrivere portatile, un archivio di foto d’epoca, numerosi oggetti d’arte (doni di Gabriele d’Annunzio), il mobilio, varie suppellettili e il guardaroba personale di Luigi Pirandello.
Con gli anni l’Istituto ha arricchito il proprio patrimonio con le donazioni da parte degli eredi Ugo Betti dell’archivio; da parte di una erede Pirandello di tre quadri a olio opera di Luigi Pirandello; da parte degli eredi Alessandro d’Amico dell’archivio Alessandro d’Amico.
Costo della visita 10,00 a persona per i soci Ideando – Per gli ospiti non iscritti 12,50 euro a persona.
Le prenotazioni, da effettuare con il pagamento della quota di partecipazione, dovranno pervenire entro e non oltre il 10 marzo.
Conferenza stampa del Forum nazionale Salviamo il Paesaggio GIOVEDÌ 1 MARZO 2018 – ORE 11.00, Istituto della Enciclopedia Italiana, Piazza della Enciclopedia Italiana 4 – Roma.
Il nostro Forum racconta il suo progetto normativo e le prime reazioni delle forze sociali, economiche e politiche …
Le risposte dei Partiti alla richiesta di valutazione della nostra Proposta di Legge Popolare
Diciamocelo: non è stata una bella campagna elettorale per l’ambiente, tema che è stato affrontato dalle forze politiche in maniera insufficiente ed estremamente marginale. Il nostro Forum Salviamo il Paesaggio ha cercato di costringere i Partiti, nell’ultimo mese, a pensarci, discuterne, parlarne, indicarci orientamenti.
Ad oggi queste sono le risposte (e le non risposte) ricevute: tenetene conto quando sarete con la vostra scheda elettorale in cabina…
La politica all’assalto dei boschi
Prima hanno “svuotato” di potere la Forestale, fin quasi a smantellarne il Corpo; con la scusa di abbinarlo ai Carabinieri gli hanno dato solo più compiti di “ecologia” (prevalentemente controlli sugli inquinamenti, sulla difesa degli animali e sulla caccia). In pratica, allontanandoli da tutti quei compiti “forestali” e di controllo dei boschi e del territorio che ne aveva caratterizzato il Corpo fin dalla sua nascita. Oggi stanno partendo all’assalto dei boschi, quei boschi che il Corpo Forestale aveva per quasi cento anni curato e fatto gestire con oculatezza per cui stanno lentamente ritrasformandosi in foreste vere da fare concorrenza a quelle europee …
L’appello di Luca Marchesi, presidente AssoArpa e vicepresidente Snpa, sulla necessità di continuare il cammino intrapreso nella Legislatura appena conclusa con l’istituzione del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente.
Una riforma che segna il passo, ma abbiamo bisogno di un sistema di controllo ambientale che sia non solo repressivo e operi come una vera e propria funzione di “controllo-qualità” nei confronti dell’intero processo di sviluppo economico di un territorio. A garanzia di tutti e nell’interesse di tutti.
Tag:Art. 9 Costituzione, costituzione italiana, elezioni politiche, informazione politica, regione lazio
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Neve a Vigna Clara
Molto prima delle recenti nevicate a Roma del 2012 (3-11 febbraio) e del 17 gennaio 2016, che penso, ricordiamo tutti, io che abito a Vigna Clara dal 1958, ho memoria e alcune foto delle abbondanti nevicate del 9-12 marzo 1958, del 9 febbraio 1965 e del 6-7 marzo 1971.
Le nevicate più abbondanti, che bloccarono Roma per circa una settimana, sono state quelle del 1985, dal 6 al 9 gennaio.
Purtroppo non ho rintracciato mie foto, credo di non averle fatte, ma ricordo quei giorni tra quelli più rilassanti e divertenti della mia vita.
Trascorsi una settimana in casa, scuole chiuse, telefoni bloccati, a giocare quasi tutto il giorno con i miei due figli e le mie due nipoti ai vari giochi da tavolo. Altro che vacanze in montagna!
Ricordo anche in quell’anno la terza nevicata, che arrivò a sorpresa ii 18 marzo, perché avevo messo sul terrazzo delle primule e le trovai imbiancate.
NB ho ricostruito le date dalle mie foto e da notizie sul WEB, ma potrebbero esserci imprecisioni che prego di segnalare.
Tag:Art. 9 Costituzione, Cambiamento, regione lazio
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Tag:Associazioni, Cambiamento, camera dei deputati, campagna elettorale, cariche elettive, comunicazione politica, costituzione italiana, deficit democratico, elezioni politiche, informazione politica
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Proseguiamo con questo post nel tradizionale impegno di Aspettare stanca di seguire le leggi elettorali dei vari livelli con particolare attenzione ai meccanismi che ostacolano o favoriscono la presenza delle donne nelle assemblee elettive, anche come cartina di tornasole per giudicare sulla democraticità del sistema elettorale.
Per il riepilogo di quanto, anche con l’aiuto di questo BLOG, l’associazione ha fatto, a partire dalla richiesta della pubblicazione delle liste di candidati e candidate sul sito del Ministero dell’interno, ora previsto per legge, leggi in presentazione-di-aspettare-stanca
Le varie nuove disposizioni per l’elezione della Camera e quella del Senato sono analoghe, con poche differenze collegate al fatto che per il Senato è stato necessario rispettare l’articolo 57 della Costituzione, che prevede che il Senato è eletto a base regionale, salvo i seggi assegnati alla circoscrizione Estero.
Sono analoghe anche le norme di garanzia di genere o quote rosa, con l’eccezione dell’elezione nei collegi esteri, per i quali non sono previste, e di pochi altri particolari. (art. 18-bis, TU Camera; art. 9 TU Senato)
Le disposizioni si adeguano all’articolo 51 Cost. , che prevede l’accesso alle cariche elettive degli uomini e delle donne in condizioni di parità e la promozione con appositi provvedimenti delle pari opportunità tra donne e uomini.
Si tratta di articoli che discendono dal principio fondamentale dell’uguaglianza dei cittadini dell’uno e dell’altro sesso davanti alla legge – art. 3 Cost, primo comma-, che si riferisce anche all’uguaglianza sostanziale nell’assegnare alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che di fatto impediscono tale uguaglianza – art. 3 Cost, secondo comma- .
Sono le norme costituzionali alle quali si devono anche le norme di garanzia di genere previste in numerose leggi regionali elettorali (per le quali va ricordato anche l’art. 117 Cost.), senza dimenticare la tripla preferenza di genere prevista dalla legge elettorale per il Parlamento europeo, fino ad arrivare ad alcune norme di garanzia di genere che erano state inserite, sia pure a fatica, nell’ITALICUM.
Per il proporzionale della Camera è previsto l’obbligo di liste alternate per genere a pena di inammissibilità.
Per le capolisture presentate a livello nazionale da una singola forza politica va rispettato il 60% massimo del sesso più rappresentato, con arrotondamento all’unità più prossima.
Per il maggioritario Camera nei collegi uninominali deve essere rispettato il 60% massimo con arrotondamento all’unità più prossima. nel complesso delle candidature uninominali a livello nazionale.
L’Ufficio centrale nazionale assicura il rispetto di tali prescrizioni. Non è chiarito però come l’Ufficio debba operare, in assenza della previsione di una misura sanzionatoria, nei casi del mancato rispetto del massimo delle capolisture e delle candidature uninominali.
Per il proporzionale del Senato è previsto l’obbligo di liste alternate per genere a pena di inammissibilità a cura dell’Ufficio regionale.
Per le capolisture presentate a livello regionale da una singola forza politica va rispettato il 60% massimo del sesso più rappresentato con arrotondamento all’unità più prossima..
Per il maggioritario Senato nei collegi uninominali deve essere rispettato il 60% massimo con arrotondamento all’unità più prossima. nel complesso delle candidature uninominali a livello regionale..
Anche in questo caso non è chiarito come l’Ufficio regionale debba operare, in assenza della previsione di una misura sanzionatoria, nei casi del mancato rispetto del massimo delle capolisture e delle candidature uninominali.
E’ possibile votare donna?
Per rispondere bisogna prima rispondere alla domanda
A chi andrà il mio voto?
Le pluricandidature
Gli effetti distorsivi delle pluricandidature sono gravi perché impediscono di conoscere se il proprio voto concorrerà all’elezione del candidato o candidata prescelto nel maggioritario e dei candidati e delle candidate della lista votata nel proporzionale.
Né può essere ignorato che altri effetti distorsivi possono derivare dall’eventuale trasferimento dei voti ottenuti dalle liste che non raggiungono il minimo dei consensi.
Le pluricandidature rispetto al porcellum sono state limitate a cinque ed è ora anche previsto un sistema automatico di individuazione in caso di più risultati positivi, ma rimangono criticabili perché permettono di trasferire consensi per un/una candidato/a ad altre candidature.
Da notare che le conseguenze negative delle pluricandidature sono state messe in evidenza quasi esclusivamente per attaccare alcune candidate criticando la loro presenza in più liste, in contemporanea con la candidatura in un collegio uninominale, in quanto nel proporzionale trasferiscono a un uomo il voto espresso per una donna.
La risposta alle due domande è che si può votare donna individuando le donne candidate che stimiamo, dopo aver capito quali sono i quattro collegi che troveremo nelle nostre due schede, ma non possiamo sapere se quel voto andrà effettivamente a lei.
Sia alla Camera, sia al Senato nessun candidato può essere incluso in liste con lo stesso contrassegno in più di 5 collegi plurinominali, a pena di nullità. La candidatura della stessa persona in più di un collegio uninominale è nulla. Il candidato in un collegio uninominale può essere candidato altresì nei collegi plurinominali, fermo restando il limite di 5 (art. 19 TU Camera richiamato dall’art. 9 TU Senato).
Non può essere, infine, candidato alla Camera o al Senato il candidato nella circoscrizione Estero (su cui l’art. 5 detta ulteriori disposizioni – v. infra).
Il deputato eletto in più collegi plurinominali è proclamato nel collegio nel quale la lista cui appartiene ha ottenuto la minore percentuale di voti validi rispetto al totale dei voti validi del collegio. Il deputato eletto in un collegio uninominale e in uno o più collegi plurinominali si intende eletto nel collegio uninominale (art. 85 TU Camera, richiamato dall’art. 17-bis TU Senato).
Nel caso di liste collegate in coalizione, queste presentano il medesimo candidato nei collegi uninominali, ad eccezione delle liste rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute che possono presentare separatamente il proprio candidato; in ogni caso, nella lista e nei manifesti, un riquadro più ampio ricomprende tutte le liste collegate (art. 18-bis TU Camera, art. 9 TU Senato).
Il Ministero dell’interno è tenuto a mettere a disposizione sul proprio sito internet il facsimile dei moduli per il deposito delle liste e degli altri documenti necessari.
Come funziona l’effetto flipper
Tag:affidamento dei figli, Art. 9 Costituzione, articolo 51, camera dei deputati, campagna elettorale, cariche elettive, costituzione italiana, deficit democratico, diritti, elezioni politiche, informazione politica, parità uomo donna, Senato della Repubblica
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In attesa che il prossimo Parlamento, in attuazione dei principi costituzionali, ribaditi dalla sentenza n. 286/2016 della Corte costituzionale, approvi finalmente una legge che faciliti anche l’aggiunta all’Anagrafe del cognome materno, Aspettare stanca, una delle associazioni della Rete per la Parità, che dal 2010 è impegnata per ottenere il doppio cognome per legge, suggerisce:
A uomini e donne, come gesto d’amore verso le madri, di aggiungere nei social e in tutte le occasioni informali il cognome materno al solo cognome paterno ancora imposto dalla legge, seguendo l’esempio di chi lo ha già fatto l’anno scorso dopo la sentenza della Corte costituzionale,
Agli uomini, come gesto d’amore verso le loro compagne, di impegnarsi ad attribuire i cognomi della mamma e del papà alle figlie e ai figli che nasceranno, (come possibile per le nuove nascite a seguito della sentenza).
Sono gesti d’amore anche verso figlie e figli, ai quali, attraverso il doppio cognome sarà riconosciuto il diritto alla completa identità, rompendo con retaggi culturali ormai superati.
Nell’udienza dell’otto novembre 2016 la Corte costituzionale, nel rispetto dei principi fondamentali costituzionali della parità tra uomini e donne e della tutela dell’identità, con la propria decisione ha eliminato l’automatica attribuzione del solo cognome paterno se i genitori chiedono di aggiungere anche il cognome della madre. Un risultato immediato e importante, ma ancora parziale, anche perché non tutti i neogenitori sono informati. Siamo tutt’ora in attesa di una legge, definita dalla Corte costituzionale, indifferibile.
Per saperne di più: http://www.reteperlaparita.it/cognome-della-madre/
https://aspettarestanca.wordpress.com
Tag:Associazioni, Cambiamento, camera dei deputati, costituzione italiana, diritti, parità uomo donna, Senato della Repubblica, XVIII Legislatura
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Come votare sulle due schede Camera e Senato per il collegio uninominale maggioritario e per i listini bloccati proporzionali e come evitare che il proprio voto venga invalidato.
N.B. Vista la complessità del tema, consigliamo a chi non ha sufficiente tempo di leggere solo l’ultima parte IN BREVE.
Ci scusiamo inoltre per eventuali inesattezze, che vi preghiamo di segnalare via mail a info@aspettarestanca.it
Il 4 marzo, a circa due mesi dallo scioglimento del Parlamento, si voterà per rinnovare Camera e Senato: per la prima volta dopo più di dieci anni (le Camere le ultime tre volte sono state elette con il cosiddetto Porcellum) si applicherà una nuova legge elettorale, nominata Rosatellum 2.0, che il Parlamento ha approvato dopo le sentenze della Corte costituzionale del gennaio 2014, che ha modificato il Porcellum eliminando il premio di maggioranza e le liste bloccate, e del gennaio 2017, che ha modificato l’Italicum eliminando il ballottaggio.
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-04-28/nuova-legge-elettorale-mattarellum-165657.shtml?uuid=AEejfPDB&nmll=2707
Una o due schede?
Chi si recherà ai seggi Domenica 4 marzo e ha almeno 25 anni. riceverà due schede, una per la Camera e una per il Senato; chi non ha compiuto 25 anni solo la scheda per la Camera.
Con che sistema si vota? E’un sistema misto. Circa un terzo dei seggi sia della Camera che del Senato sarà eletto in confronti diretti nei collegi uninominali, e i restanti circa due terzi saranno eletti con sistema proporzionale.
Con il sistema “maggioritario uninominale” in ogni collegio ciascun partito, movimento e gruppo politico organizzato candida una sola persona, e chi prende anche un solo voto in più tra le persone candidate ottiene un seggio; con il “proporzionale” uno o più seggi dello stesso collegio sono invece divisi in modo proporzionale ai voti presi da ciascuna forza politica .
Saranno possibili brogli? Le nuove schede elettorali sono dotate di un’appendice cartacea munita di un “tagliando antifrode”. Per saperne di più
Ogni scheda sarà divisa in un certo numero di aree separate tra loro, corrispondenti a uno dei partiti o movimenti che si presentano da soli o a una coalizione.
All’interno di ogni area ci sarà in testa uno spazio rettangolare con un unico nome: è il candidato scelto da ogni coalizione – o partito o movimento – nel collegio uninominale in cui risiediamo. Siccome all’uninominale ogni coalizione deve presentare un solo candidato, può capitare che nel vostro collegio non ci sia il candidato del vostro partito preferito, ma quello scelto dalla coalizione a cui appartiene. Esempio: se i partiti Rosso, Verde e Blu sono alleati in una coalizione, nel collegio di Roma sosterranno tutti insieme un candidato del partito, per esempio Rosso, nel collegio di Milano uno del partito Blu, eccetera.
Sotto lo spazio rettangolare con il nome di chi si candida nel collegio uninominale ci saranno una o più caselle con un simbolo di partito o movimento, ciascuna con un certo numero di nomi, dai due ai quattro. Sono le singole liste dei candidati e candidate delle forze politiche che sostengono quel nome e sotto al simbolo ci sono i nomi dei candidati e candidate di quel partito nel collegio proporzionale.
Uno o due segni sulla scheda?
Opzione n. 1: voto con due segni:
Si possono fare al massimo due segni sulla scheda: per barrare il nome del candidato al collegio uninominale e per scegliere una delle liste che lo appoggiano, tracciando, come di consueto una x. Ma attenzione: una volta scelto un candidato /candidata nell’uninominale, si potrà scegliere solo una delle liste che lo appoggiano. Quindi i due segni devono restare all’interno della stessa area sulla scheda.
Inoltre non è possibile scegliere il candidato o la candidata tra i nomi che compongono quella lista. La lista dei nomi vale solo come informazione.
Opzione n. 2: voto con un solo segno:
Tracciando solo un segno su uno dei partiti, movimenti e gruppo politico organizzato, il voto sarà esteso anche alla persona sostenuta da quella forza politica nel collegio uninominale.
Se, invece, viene barrato solo il candidato o la candidata nell’uninominale, i voti che questi riceverà saranno distribuiti tra le liste che l’appoggiano in proporzione alle preferenze ricevute dalle liste stesse.
Chi sarà eletto?
– Nel collegio uninominale sarà eletto chi avrà ricevuto il maggior numero di voti. Basta anche un solo voto in più.
– Nelle liste per il proporzionale, fermo restando che i seggi da attribuire a ciascuna lista saranno assegnati nell’ordine in cui candidate e candidati compaiono sulla scheda, il risultato dipende da vari fattori perché per il proporzionale sono possibili fino a cinque pluricandidature e in aggiunta ci si può presentare anche in un seggio uninominale.
Se chi si candida è eletto in un collegio uninominale e in uno o più collegi plurinominali sarà proclamato nel collegio uninominale, se è eletto in più collegi plurinominali, sarà proclamato nel collegio in cui la sua lista ha ottenuto la minore percentuale di voti validi rispetto al totale dei voti validi del collegio.
Non è possibile, quindi, sapere chi è eletto in base semplicemente al risultato della lista in un collegio.
Per la Camera la ripartizione dei seggi avviene su base nazionale, mentre per il Senato è fatta su base regionale.
In un primo momento, grossomodo, si saprà per ogni lista il numero di parlamentari, ma per i risultati effettivi serve un calcolo più complesso, che rende opaco l’intero meccanismo. Si tratta dell’effetto flipper, potenzialmente più ostico alla Camera rispetto al Senato, che avrà anche ricadute sulle quote di genere.
proporzionale ai voti che ha ottenuto
Estero I Deputati e i Senatori eletti nella circoscrizione estero, inoltre, saranno 18 (12 seggi per la Camera e 6 per il Senato).
Quote di genere (da approfondire in un successivo post)
Le liste plurinominali sono alternate per genere e nelle capolisture presentate dalla stessa forza politica nessuno dei due generi potrà essere rappresentato in misura superiore al 60% . La stessa differnza massima va rispettata anche nei collegi uninominali.
Altri aspetti della legge elettorale
Per eleggere candidati alla Camera nel proporzionale, una singola forza politica deve ottenere almeno il 3 per cento dei voti su base nazionale, al Senato invece riceve seggi anche se – fallendo l’obiettivo del 3 per cento a livello nazionale – abbia ottenuto in una sola regione almeno il 20 per cento dei voti. La soglia per le coalizioni è del 10 per cento nel totale dei voti, a patto che almeno una dei partiti o movimenti che la compongono raggiunga il 3 per cento a livello nazionale. Se una lista che fa parte di una coalizione non riceve il 3 per cento a livello nazionale, non elegge nessun parlamentare: se ottiene però più dell’1 per cento, i voti che ha raccolto vengono distribuiti tra i suoi alleati.
I collegi sono stati ridisegnati.
Purtroppo, a oggi ancora non è possibile individuare i collegi digitando sul sito interno.gov.it il numero della tessera elettorale o altri dati. Ciò provoca inconvenienti soprattutto per chi voterà nelle grandi città.
Intanto per Roma vedi
http://www.romatoday.it/politica/elezioni/camera-senato-2018/collegi-roma-lazio-quali-sono.html
– Si riceve una scheda per la Camera e una scheda per il Senato.
– Su ciascuna scheda si può votare facendo un solo segno, oppure due, basta che entrambi i segni siano fatti nell’area della scheda che spetta a un’unica coalizione.
– È possibile votare un candidato/candidata all’uninominale e, con un secondo segno, scegliere una delle liste che lo appoggiano.
– Non si può votare una lista diversa da quelle che appoggiano il candidato/candidata che abbiamo scelto.
Se avete deciso di votare per un candidato/candidata nel maggoritario ma non vi piace uno dei partiti che lo appoggiano, per evitare che il vostro voto finisca a quel partito, fate due croci, esprimendo anche una scelta per un partito che non sia quello. Attenzione: deve essere parte della stessa coalizione, altrimenti il vostro voto rischia di essere annullato.
Se vorreste votare una forza politica ma non vi piace il candidato/candidata che ha presentato nel vostro collegio uninominale, l’unico modo che avete per non votarlo è votare solo per il proporzionale un altro simbolo sotto un altro candidato/candidata.
N.B. Nella lista proporzionale non si possono esprimere preferenze sui candidati e candidate.
Tag:articolo 51, campagna elettorale, cariche elettive, comunicazione politica, costituzione italiana, deficit democratico, elezioni politiche, parità di accesso, parità uomo donna
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Verso le elezioni del 4 marzo. Secondo Post
(articolo 48, 2° comma Costituzione)
Dei simboli depositati entro il 21 gennaio, i contrassegni ammessi a partecipare alle elezioni politiche del 4 marzo sono 84.
http://www.interno.gov.it/it/notizie/i-contrassegni-ammessi-partecipare-elezioni-politiche-sono-84
Il 31 gennaio il Ministero dell’interno ha pubblicato accanto a ogni contrassegno ammesso la denominazione del partito o del gruppo politico organizzato e se iscritto nel registro di cui all’articolo 4 della legge 21 febbraio 2014, n. 13, il relativo statuto. In mancanza, è stata depositata una dichiarazione, con la sottoscrizione del legale rappresentante autenticata dal notaio, che indica i seguenti elementi minimi di trasparenza: 1) il legale rappresentante del partito o del gruppo politico organizzato, il soggetto che ha la titolarità del contrassegno depositato e la sede legale nel territorio dello Stato; 2) gli organi del partito o del gruppo politico organizzato, la loro composizione e le relative…
Il 31 gennaio il Ministero dell’interno ha pubblicato accanto a ogni contrassegno ammesso la denominazione del partito o del gruppo politico organizzato e se iscritto nel registro di cui all’articolo 4 della legge 21 febbraio 2014, n. 13, il relativo statuto. In mancanza, è stata depositata una dichiarazione, con la sottoscrizione del legale rappresentante autenticata dal notaio, che indica i seguenti elementi minimi di trasparenza: 1) il legale rappresentante del partito o del gruppo politico organizzato, il soggetto che ha la titolarità del contrassegno depositato e la sede legale nel territorio dello Stato; 2) gli organi del partito o del gruppo politico organizzato, la loro composizione e le relative attribuzioni.
http://www.interno.gov.it/it/notizie/line-elezioni-trasparenti-programmi-statuti-contrassegni-politiche-2018
Le liste dei candidati e delle candidate saranno pubblicate entro l’8 febbraio prossimo.
Dal 4 febbraio, fino al 2 marzo, potranno essere utilizzati gli spazi di affissione e autorizzato l’uso delle piazze e dei luoghi pubblici. Nelle 24 ore prima del voto si deve rispettare il silenzio elettorale. Per quanto riguarda i sondaggi, infine, è vietata la loro diffusione nei 15 giorni che precedono le elezioni.
Da molti anni le campagne elettorali si svolgono principalmente in TV e via radio, importante, quindi, conoscere e far rispettare i due regolamenti sulla campagna elettorale 2018 che si applicano per alcuni ambiti già dal dodici gennaio.
Si tratta del regolamento della Commissione parlamentare di vigilanza per il servizio radiotelevisivo pubblico
http://www.gazzettaufficiale.it/atto/vediMenuHTML;jsessionid=3h9zb1q3Pr2fNlKY9ruoNQ__.ntc-as3-guri2a?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2018-01-11&atto.codiceRedazionale=18A00212&tipoSerie=serie_generale&tipoVigenza=originario
e di quello dell’AGCOM che riguarda tutti gli altri mass media, stampa compresa.
http://www.gazzettaufficiale.it/atto/vediMenuHTML;jsessionid=5dKN2SDYHDq7mwRezR+rrg__.ntc-as5-guri2a?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2018-01-11&atto.codiceRedazionale=18A00238&tipoSerie=serie_generale&tipoVigenza=originario
Prima di emanare le regole attuative della par condicio, la Commissione e l’Autorità hanno l’obbligo di consultazione reciproca. Tali regole, infatti, sono di norma quasi identiche.
Ci sono varie disposizioni sulla par condicio di genere, argomento da sempre all’attenzione di Aspettare stanca.
Per questo argomento, su come presentare segnalazioni, e per considerazioni sui programmi, rinviamo ad un prossimo post.
Tag:articolo 51, camera dei deputati, campagna elettorale, cariche elettive, comunicazione politica, costituzione italiana, Elezioni 2018, elezioni politiche, informazione politica, parità di accesso, parità uomo donna, Senato della Repubblica, servizio pubblico
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Equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza (76)
Pari opportunità (425)
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Studi di Genere (212)

References: Art. 9
 art. 9
 art. 3
 art. 3
 art. 9
 Art. 9
 articolo 51
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