Source: http://docplayer.it/16636596-E-learning-dirittosanitario-net.html
Timestamp: 2018-06-24 17:15:02+00:00

Document:
2 LA C.T.U. MEDICO LEGALE NEL GIUDIZIO CIVILE INDICE 1. La natura della Consulenza Tecnica d Ufficio 2. La nomina del C.T.U. 3. La redazione della Consulenza Tecnica 4. La responsabilità del consulente 2
3 1. LA NATURA DELLA CONSULENZA TECNICA D UFFICIO Quando si parla di consulenza tecnica d ufficio è opportuno evidenziare che si è già in un ambito strettamente processuale, poiché nel momento in cui si qualifica un perito come d ufficio si vuole indicare che l attività di consulenza non è più rimessa alla discrezionalità della parte, ma si è già dinanzi ad un giudice ed il procedimento civile è nella fase di acquisizione delle prove. Pertanto, la disciplina normativa di riferimento va individuata nelle disposizioni contenute negli articoli del Codice di Procedura Civile che si occupano della consulenza e della figura del consulente. PERCHÉ È NECESSARIA LA CONSULENZA TECNICA? La Consulenza Tecnica è utilizzabile nel processo quando il giudice si trova a dover esaminare questioni la cui risoluzione comporti la conoscenza di specifiche cognizioni di natura tecnica. La sua acquisizione non è rimessa alla libera disponibilità delle parti, ma al potere discrezionale del giudice, in quanto non è compresa fra i mezzi di prova, la cui ammissione è subordinata al fatto che vi sia l espressa richiesta delle parti. Non può essere disposta al fine di esonerare la parte dall onere di fornire la prova della domanda formulata nel giudizio né può essere utilizzata allo scopo di compiere un indagine esplorativa su fatti o circostanze che non siano già stati provati dalle parti. 3
4 Può costituire fonte oggettiva di prova solo quando si risolva in valutazioni tecniche e in accertamenti di situazioni di fatto tali da essere rilevabili unicamente con il ricorso a determinate cognizioni scientifiche, senza che il consulente possa essere chiamato ad accertare circostanze che possono essere oggetto di prova testimoniale. QUAL È IL RUOLO DEL CONSULENTE TECNICO? Il C.T.U., nell ambito del processo civile, svolge il ruolo di ausiliario del giudice, il quale può farsi assistere dallo stesso per il compimento di singoli atti o per tutto il processo 1. Il consulente compie le indagini che gli vengono richieste dal giudice e fornisce risposta ai chiarimenti, eventualmente necessari, che siano formulati dal giudice o delle parti. Il giudice può anche disattendere le conclusioni a cui giunge il consulente tecnico d'ufficio, purché fornisca adeguata motivazione del proprio dissenso, essendo sufficiente il rilievo della evidente discordanza, sul piano strettamente logico, fra gli accertamenti eseguiti, e riportati nella relazione scritta, e le conseguenze che il consulente trae nella parte conclusiva del proprio elaborato. Il difetto di motivazione di una sentenza che abbia prestato adesione alle conclusioni del consulente tecnico d'ufficio è ravvisabile solo nel caso di evidente devianza dalle nozioni correnti della scienza medica o nella omissione degli accertamenti strumentali dai quali, secondo tali nozioni, non si può prescindere per la formulazione di una corretta diagnosi. 2 1 Cfr. Articolo 61 Codice di Procedura Civile 2 Cfr. Cassazione Civile Sez. Lavoro, Sentenza n del , consultabile su pubblicata il 17/03/
5 Nel caso di procedimenti per responsabilità medica, poiché si tratta di valutazioni di natura prettamente tecnico-scientifica, il giudice può fondare le sue osservazioni facendo riferimento alle consulenze di parte, valutate in maniera comparativa con quella d ufficio, per rilevare possibili incongruenze o illogicità in quest ultima. 2. LA NOMINA DEL C.T.U. Il giudice, quando rileva la necessità della nomina di un consulente, individua il nominativo del perito scegliendolo, preferibilmente, tra le persone iscritte negli apposti albi tenuti presso il Tribunale 3. QUANDO AVVIENE LA NOMINA DEL CONSULENTE? La nomina avviene con apposita ordinanza formulata in udienza, successivamente notificata al consulente tecnico a cura del cancelliere, con invito a comparire all'udienza fissata dal giudice per il giuramento. All udienza di comparizione il giudice istruttore ricorda al consulente l'importanza delle funzioni che è chiamato ad adempiere e riceve il giuramento di rito: Giuro di bene e fedelmente adempiere le funzioni affidatemi al solo scopo di fare conoscere al giudice la verità 4 IL CONSULENTE D UFFICIO PUÒ RINUNCIARE ALL INCARICO? Il consulente iscritto nell albo dei CTU del Tribunale ha l obbligo di prestare il suo ufficio, mentre quello che non è inserito nell albo ha la facoltà di rinunciare anche senza motivare la sua rinuncia. 3 Cfr. Articolo 61, comma 2, Codice di Procedura Civile 4 Cfr. Articolo 193 Codice di Procedura Civile 5
6 Nella prassi processuale, però, anche il consulente iscritto all albo può chiedere di essere esonerato dall incarico, facendo istanza al giudice che l'ha nominato almeno tre giorni prima dell'udienza di comparizione e adducendo giustificati motivi alla sua richiesta. IN QUALI CASI IL C.T.U. PUÒ ESSERE RICUSATO DALLE PARTI? Il consulente può essere ricusato dalle parti per i motivi espressamente indicati nell'articolo 51 del Codice di Procedura Civile, cioè in tutte quelle circostanze in cui è previsto l obbligo di astenersi per il giudice: se ha interesse nella causa o in altra vertente su identica questione di diritto; se egli stesso o la moglie è parente fino al quarto grado o legato da vincoli di affiliazione, o è convivente o commensale abituale di una delle parti o di alcuno dei difensori; se egli stesso o la moglie ha causa pendente o grave inimicizia o rapporti di credito o debito con una delle parti o alcuno dei suoi difensori; se ha dato consiglio o prestato patrocinio nella causa, o ha deposto in essa come testimone o vi ha prestato assistenza come consulente tecnico di una delle parti; se è tutore, curatore, amministratore di sostegno, procuratore, agente o datore di lavoro di una delle parti; se è amministratore o gerente di un ente, di un'associazione anche non riconosciuta, di un comitato, di una società o stabilimento che ha interesse nella causa; in ogni altro caso in cui esistono gravi ragioni di convenienza. 6
8 Articolo 191 C.P.C. - Nomina di consulente tecnico. Nei casi previsti dagli articoli 61 e seguenti il giudice istruttore, con ordinanza ai sensi dell articolo 183, settimo comma, o con altra successiva ordinanza, nomina un consulente, formula i quesiti e fissa l udienza nella quale il consulente deve comparire. Possono essere nominati più consulenti soltanto in caso di grave necessità o quando la legge espressamente lo dispone. QUANDO DEVONO ESSERE RESI I CHIARIMENTI RICHIESTI DALLE PARTI O DAL GIUDICE? Anche l articolo 195 C.P.C. è stato parzialmente modificato dalla Legge n. 69 del 18 giugno 2009, al fine di eliminare la precedente necessità di fissare un apposita udienza per consentire al CTU di rendere i chiarimenti richiesti, dalle parti o dal giudice, a seguito dell esame della perizia. Prima della novella, la relazione tecnica veniva depositata in cancelleria nel termine fissato dal giudice e, alla successiva udienza, le parti formulavano le loro osservazioni, con la facoltà di chiedere al giudice la convocazione del C.T.U. per rendere i chiarimenti in ordine alle contestazioni sollevate. Con l attuale disposizione normativa, nella stessa ordinanza disposta a seguito del giuramento, il giudice: fissa un temine al consulente per trasmettere la relazione tecnica alle parti; individua un ulteriore termine entro il quale le parti devono trasmettere al consulente le proprie osservazioni sulla relazione; indica un altro termine per il consulente, anteriore alla successiva udienza, entro il quale deve depositare in cancelleria la relazione, le osservazioni delle parti e una sintetica valutazione sulle stesse. 8
9 Articolo 195 C.P.C. - Processo verbale e relazione. Delle indagini del consulente si forma processo verbale, quando sono compiute con l'intervento del giudice istruttore, ma questi può anche disporre che il consulente rediga relazione scritta. Se le indagini sono compiute senza l'intervento del giudice, il consulente deve farne relazione, nella quale inserisce anche le osservazioni e le istanze delle parti. La relazione deve essere trasmessa dal consulente alle parti costituite nel termine stabilito dal giudice con ordinanza resa all udienza di cui all articolo 193. Con la medesima ordinanza il giudice fissa il termine entro il quale le parti devono trasmettere al consulente le proprie osservazioni sulla relazione e il termine, anteriore alla successiva udienza, entro il quale il consulente deve depositare in cancelleria la relazione, le osservazioni delle parti e una sintetica valutazione sulle stesse. *** *** *** Ultimo comma così sostituito dal comma 5 dell art. 46, L. 18 giugno 2009, n. 69, con i limiti di applicabilità previsti dalle disposizioni transitorie di cui all art. 58 della stessa legge. Il testo precedentemente in vigore era il seguente: «La relazione deve essere depositata in cancelleria nel termine che il giudice fissa.». 9
20 Fermi restando gli obblighi di legge, il medico curante non può svolgere funzioni medico-legali di ufficio o di controparte nei casi nei quali sia intervenuto personalmente per ragioni di assistenza o di cura e nel caso in cui intrattenga un rapporto di lavoro dipendente con la struttura sanitaria coinvolta nella controversia giudiziaria. La consulenza di parte deve tendere unicamente a interpretare le evidenze scientifiche disponibili pur nell ottica dei patrocinati nel rispetto della oggettività e della dialettica scientifica nonché della prudenza nella valutazione relativa alla condotta dei soggetti coinvolti. L espletamento di prestazioni medico-legali non conformi alle disposizioni di cui ai commi precedenti costituisce, oltre che illecito sanzionato da norme di legge, una condotta lesiva del decoro professionale. 20

References: sentenza 
 Articolo 61
 Sentenza 
 Articolo 61
 Articolo 193
 Articolo 191
 articolo 183
 articolo 195
 Articolo 195
 articolo 193
 art. 46
 art. 58