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⭐QUESITI FREQUENTI AFFERENTI LA GESTIONE DOCUMENTALE
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1 QUESITI FREQUENTI AFFERENTI LA GESTIONE DOCUMENTALE Aree tematiche: 1. Classificazione e fascicolazione 2. Conservazione & accreditamento 3. Dematerializzazione 4. Documenti informatici 5. Fatturazione elettronica 6. Gestione documentale - Aspetti organizzativi 7. Gestione documentale Aspetti tecnici Pagina 1 di 452 Area tematica: Classificazione e fascicolazione ID Quesito Risposta 1.1 Cos è la classificazione? La classificazione è un attività che consente di organizzare tutti i documenti correnti prodotti da un determinato soggetto (nel caso specifico, da una Area Organizzativa Omogenea), protocollati e non, secondo uno schema articolato di voci (il piano di classificazione, comunemente detto titolario) che descrive l attività del soggetto produttore identificandone funzioni e competenze. 1.2 Quali documenti devono essere classificati? 1.3 Cos è la fascicolazione? Sono soggetti a classificazione tutti i documenti che entrano a far parte di un sistema documentale, a prescindere dal loro stato di trasmissione (a prescindere cioè dal fatto che siano documenti ricevuti, spediti o interni) e dal supporto utilizzato (a prescindere cioè dal fatto che si tratti di documenti cartacei o informatici). In quanto strumento di prima organizzazione dei documenti, la classificazione si applica contestualmente allo svolgimento delle attività correnti e mai a posteriori in archivi già formati secondo criteri diversi. La fascicolazione è l attività di riconduzione logica (e, nel caso di documenti cartacei, anche fisica) di un documento all interno dell unità archivistica che ne raccoglie i precedenti, al fine di mantenere vivo il vincolo archivistico che lega ogni singolo documento alla pratica relativa. Tale attività permette di costruire un sistema basato sull organizzazione funzionale dei documenti in unità complesse stabili nel tempo (i fascicoli), che riflettono la concreta attività del soggetto produttore. La classificazione e la fascicolazione favoriscono la sedimentazione stabile dei documenti prodotti e acquisiti dall Amministrazione nel corso della propria attività: solo così si assicura la possibilità per l Amministrazione stessa e per il cittadino di accedere ad una informazione contestualizzata, che dia conto del patrimonio informativo utilizzato a supporto di una determinata attività amministrativa. 1.4 Perché creare un piano di classificazione unico condiviso da tutta l AOO? La normativa vigente prevede che le amministrazioni individuino gli uffici da considerare ai fini della gestione unica e coordinata dei documenti per grandi aree organizzative omogenee, assicurando criteri uniformi di classificazione e archiviazione, nonché di comunicazione interna tra le aree stesse 1.5 È corretto creare un piano di classificazione basato In linea di principio, no, poiché la rapida trasformazione delle strutture organizzative Pagina 2 di 453 1.6 sull organigramma dell Ente? Stante che l'art. 67 del DPR 445/2000 impone a ciascuna amministrazione la definizione di un piano di classificazione, si chiede di conoscere: - se ogni amministrazione deve stabilire in totale autonomia il piano di classificazione? - se esiste un "titolario" ufficiale per tutti i comuni d'italia - perché altri comuni non sono in grado di leggere la classificazione di altre amministrazioni, e viceversa? dell Amministrazione scoraggia l adozione di piani di classificazione ritagliati sull organigramma: meglio basarsi sull analisi delle competenze, delle funzioni e delle attività, che solitamente si rivelano più durature nel tempo in quanto legate alla missione/scopo dell ente. L'uso del titolario è obbligatorio. I piani di classificazione normalmente rispondono a regole dettate dall archivistica e possono essere diversi da amministrazione ad amministrazione. Nella sezione "Gestione documentale" del sito di DigitPA - -sono disponibili alcuni titolari di interesse delle amministrazioni comunali predisposti dalla Direzione Generale degli Archivi di Stato Considerato che la classificazione è uno strumento ad uso interno dell'amministrazione per facilitare le ricerche e per ordinare gli archivi digitali, non c'è nessun obbligo di renderlo visibile all esterno, nel senso che una altra amministrazione non ha l'obbligo di leggere/conoscere la classificazione in questione. Pagina 3 di 454 Area tematica: Conservazione & accreditamento ID Quesito Risposta 2.1 La procedura di conservazione sostitutiva di documenti fiscali effettuata con un programma che genera un'impronta con SHA1 sottoscritta con un certificato aggiornato con algoritmo SHA2 è corretta anche se l'impronta dell'archivio delle fatture attive non è stata sottoscritta con SHA1? Si fa osservare che la direttiva rende necessario adeguare il certificato di firma e non il file dell'impronta dell'archivio. Ai fini dell'assolvimento degli obblighi dì legge per la conservazione dei documenti informatici fiscali l'agenzia delle Entrate ha emanato la circolare n. 36/E del 2006 esplicativa del Decreto del Ministero dell'economia del 23 gennaio 2004 sull'argomento. Nella normativa citata si afferma che il processo di conservazione dei documenti informatici di natura fiscale avviene secondo il procedimento indicato nell'art. 3 della deliberazione AIPA n, 42 del 2001 successivamente sostituita dalla vigente Deliberazione CNIPA n. 11 del Ciò premesso, nella Deliberazione n. 45 del 21 maggio 2009 del Cnipa, contenente le regole tecniche per il riconoscimento e la verifica del documento informatico, viene indicato quale algoritmo da utilizzarsi ai fini della generazione e verifica della firma digitale per la sottoscrizione dei documenti informatici il dedicated hash-function 4, corrispondente alla funzione SHA-256. Pertanto l'applicativo utilizzato ai fini del calcolo dell'impronta sull'insieme dei documenti da conservare deve essere adeguato al suddetto algoritmo. Nei merito delle indicazioni operative sui tempi e modalità di adeguamento al nuovo algoritmo ai fini dell'assolvimento degli obblighi fiscali è necessario consultare direttamente l'agenzia delle Entrate, competente in materia Quali sono le istruzioni per presentare opportuna domanda per diventare Conservatore Accreditato? È stato predisposto un procedimento, della modulistica o un elenco degli steps necessari per proporre correttamente tale candidatura? Istanza di accreditamento per lo svolgimento di attività di conservazione dei documenti e di certificazione dei relativi processi ai sensi del D.Lgs. 235/2010 Le modalità di presentazione delle domande di accreditamento presso DigitPA da parte di soggetti pubblici e privati che svolgono attività di conservazione dei documenti informatici ai sensi dell'art. 44-bis del CAD, sono definite nella Circolare DigitPA n. 59 del 29 dicembre 2011, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.32 dell 8 febbraio 2012 e disponibile sul sito di DigitPA I soggetti, pubblici e privati, che svolgono attività di conservazione dei documenti informatici e intendono conseguire il riconoscimento dei requisiti del livello più elevato, in termini di qualità e sicurezza, possono presentare a DigitPA domanda di accreditamento per la conservazione dei documenti informatici al sensi del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, Codice dell'amministrazione digitale, art 44-bìs, comma 1 e secondo quanto disposto dal medesimo Pagina 4 di 455 articolo al comma Avendo necessità di mantenere gli originali dei documenti ricevuti ed inviati a mezzo PEC per In analogia con quanto già previsto per i certificatori accreditati di cui all'articolo 29, comma 1, del suddetto Codice e per i gestori di posta elettronica certificata, le modalità di presentazione della domanda sono definite nella Circolare DigitPA n. 59 del 29 dicembre 2011, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.32 dell 8 febbraio 2012 e disponibile sul sito di DigitPA. Attualmente, però, non è possibile procedere all accreditamento di soggetti pubblici e privati che ne facciano richiesta in quanto non è stato ancora completato il quadro normativo di riferimento. Al momento, la domanda può essere presentata da parte dei soggetti interessati, tuttavia, il percorso di accreditamento potrà essere completato solo a seguito della pubblicazione delle regole tecniche relative al sistema di conservazione previste dall articolo 43 del Codice. Tali regole tecniche, contenute nei decreti di attuazione del Codice, sono attualmente in fase di concerto tra le amministrazioni competenti. In aggiunta, si evidenzia che, riguardo ai requisiti dei quali occorre dimostrare il possesso, all'articolo 27, comma 2, lettera b), del suddetto Codice è richiesto di "utilizzare personale dotato delle conoscenze specifiche, dell'esperienza e delle competenze... e che sia in grado di rispettare le norme del Codice e le regole tecniche ivi previste all'articolo 71" e all'articolo 29, comma 2, del suddetto Codice è disposto che "il richiedente deve rispondere ai requisiti di cui all'articolo 27 e allegare alla domanda, oltre ai documenti indicati nel medesimo articolo 27, il profilo professionale del personale... nonché l'impegno al rispetto delle regole tecniche". Poiché, come anzi detto, tali regole tecniche sono in corso di emanazione, sino al momento in cui quest'ultime non saranno pubblicate ufficialmente, il rispetto di tali requisiti non potrà essere garantito. Inoltre si precisa che, in carenza delle regole tecniche di cui all'articolo 71 del Codice dell'amministrazione digitale,!a presentazione della domanda risulta viziata da un difetto di fondo e non può applicarsi quanto disposto dall'articolo 29, comma 4, del suddetto Codice. Tutto ciò premesso la domanda eventualmente presentata deve ritenersi sospesa, pur tuttavia DigitPA provvedere ad esaminare la documentazione inviata. Entro 30 giorni dalla pubblicazione delle regole tecniche sarà cura dell'istante integrare la documentazione poiché in assenza di tale integrazione la domanda, risultando incompleta, si considererà respinta Il messaggio di posta elettronica certificata è a tutti gli effetti un documento informatico sottoscritto con firma digitale dal gestore di posta elettronica certificata del mittente. Pertanto, il Pagina 5 di 456 un periodo di 10 anni, considerato che la suo valore legale è mantenuto anche se esportato dalla casetta di posta. Questione diversa è il capienza della PEC è limitata e che pertanto mantenimento del suo valore legale nel tempo che richiede il trasferimento del messaggio stesso necessita di essere periodicamente svuotata, in un idoneo sistema di conservazione. I requisiti di tale sistema sono quelli indicati all'art. 44 chiediamo: del CAD le cui regole tecniche sono in corso di emanazione e consultabili in bozza sul sito di DigitPA. 1. se l esportazione del messaggio dalla casella PEC determina il venir meno del valore legale (del tutto corrispondente a quello della tradizionale raccomandata con ricevuta di ritorno) riconosciuto alla stessa; 2. quale misura deve essere adottata sui messaggi esportati per far mantenere alle comunicazioni analogo valore legale. 3. qualora la risposta al quesito di cui al punto 2. sia la marcatura temporale di ciascun messaggio, se esistono per i soggetti che svolgono attività pubblicistiche (quali le Agenzie) disposizioni specifiche o strumenti particolari che esonerino dal pagamento del costo delle marche temporali Pagina 6 di 457 Area tematica: Dematerializzazione ID Quesito Risposta L'esigenza è quella di dematerializzare molti documenti in formato.doc per il loro caricamento nel sistema di protocollazione dell'ente. A tal proposito si osserva che in vari articoli di archiviazione si parla dell'opportunità di usare il formato xml, a volte se ne parla come se si dovesse applicare tale formato ai documenti stessi da archiviare, a volte se ne parla come architettura su cui basare il funzionamento del programma di protocollazione stesso. Qual è il rapporto che deve esistere tra il documento word realizzato dalla PA e il formato xml, considerato che: - se si identificassero tipologie di documenti e se per ciascuna di queste fosse condivisa una struttura DTD con cui costruirli, le informazioni del documento potrebbero essere facilmente riutilizzate mediante altre applicazioni; - la ricomposizione finale del documento dovrebbe essere comunque eseguita da un parser (nel nostro caso il word stesso) per produrre un documento leggibile dall'utente non informatizzato. Di conseguenza, che indicazioni dare agli utenti che producono i documenti da archiviare? - scriverli in word, salvarli in formato xml, firmarli digitalmente e poi protocollare il risultato finale? - dotarli di un editor che garantisca la creazione di un file xml aderente a delle definizioni contenute in un DTD dell'ente? Quali modalità si possono adottare per inviare della documentazione a destinatari diversi dalle pubbliche La questione dei formati per il documento informatico nel contesto della gestione documentale e della conservazione è un tema aperto da molto tempo. Sull argomento sono stati effettuati degli approfondimenti nell ambito del Gruppo di lavoro che ha predisposto le bozze delle regole tecniche disponibili sul sito DigitPA che hanno portato alla stesura dell Allegato 2. In generale si tende a distinguere i formati per la fase di formazione del documento, (tipicamente legati alle più comuni suite documentali), da quelli per la gestione dei documenti informatici e per la conservazione. Come indicato nel suddetto Allegato 2, XML è uno standard che si presta particolarmente bene a definire la struttura dei documenti ma a questo va accompagnata la definizione di opportuni fogli di stile in grado di definirne gli aspetti di presentazione. Prima di procedere a fornire indicazioni in merito alla possibilità di procedere alla trasmissione della documentazione a destinatari diversi dalle pubbliche amministrazioni, garantendo Pagina 7 di 458 3.3 amministrazioni garantendo l autenticità della stessa documentazione E' possibile con un software che consente di impostare la firma digitale e di effettuare la conservazione l autenticità della stessa documentazione, è opportuno richiamare la normativa corrente in materia di trasmissione a soggetto diverso dalla PA. Questa: garantisce l'identificabilità dell'autore, l'integrità e l'immodificabilità del documento informatico con la sottoscrizione digitale dello stesso ai sensi dell art. 20, comma 2 del DL n. 82 del 7 marzo Codice dell'amministrazione Digitale; non impone, né la firma digitale della comunicazione del documento informatico da inviare, né l impiego della posta elettronica certificata (PEC) ove non sia necessaria una ricevuta di invio e di una ricevuta di consegna, coerentemente a quanto indicato nell art. 14/comma 1 del DPR n.445 del 28 dicembre 2002 e negli artt. 45/ comma 2; 48/comma 1 del - Codice dell'amministrazione Digitale; obbliga la pubblica amministrazione a fornire una casella di PEC ai cittadini che ne facciano richiesta ai sensi dell art 16 bis, comma 5 della L. n.2 del 28 gennaio 2009 di conversione del DL 185/2008. Di conseguenza riteniamo che le soluzioni possibili per l invio della documentazione a destinatari diversi delle pubbliche amministrazioni consentite dalla vigente normativa si possano così riassumere: 1. caso in cui il destinatario è collegato a Internet ed è necessario disporre di una ricevuta di invio e ritorno con effetto equivalente, ove necessario, alla notificazione per mezzo della posta: a) se il destinatario dispone della PEC, non esiste problema; b) se il destinatario non dispone della PEC, l amministrazione in indirizzo dovrebbe attivare a sue spese una casella di PEC al destinatario medesimo, per operare come alla precedente lettera a); 2. caso in cui il destinatario è collegato a Internet e non è necessario disporre di una ricevuta di invio e ritorno con effetto equivalente, ove necessario, alla notificazione per mezzo della posta: in questo caso si può inviare il documento alla casella di posta convenzionale del destinatario; 3. caso in cui il destinatario non è collegato a Internet: l unica alternativa adottabile, è eseguire una copia cartacea conforme all originale informatico e inviarla con la posta convenzionale, raccomandato o meno, in base alle esigenze dell amministrazione. Premesso che: - le regole tecniche sulla conservazione sono in corso di emanazione secondo quanto previsto Pagina 8 di 459 sostitutiva della documentazione cartacea, estendere la conservazione sostitutiva anche a terze persone? La normativa vigente prevede che solo il titolare del software possa conservare solo i suoi documenti? Ciò deriva dall'idea di offrire a terzi (aziende, professionisti, ecc.) la conservazione sostitutiva come servizio professionale. Intenzione dell'ente è adottare il timbro digitale per l'emissione di documenti che mantengano validità legale. Utilizzando un processo di codifica/decodifica open source dei dati documentali (e della firma digitale), quale PDF417, viene mantenuta la validità legale del documento? In particolare, la versione cartacea di un documento informatico rilasciato da una amministrazione con codifica PDF417 e riprodotto da un utente (cittadino, impresa o professionista) attraverso il suo timbro digitale, presentata ad una amministrazione diversa da quelle produttrice mantiene la sua validità? Quali sono i fondamenti normativi su cui fare leva per implementare l'uso della PEC nelle comunicazioni amministrative dirette ai magistrati i sostituzione quelle cartacee? dal Codice dell amministrazione digitale, - le nuove regole tecniche sostituiranno la Deliberazione CNIPA n. 11/ in generale sull argomento si tende a parlare di conservazione lasciando cadere l aggettivo sostitutiva, lo svolgimento di tali servizi a maggior ragione verso terzi non può limitarsi alla mera disponibilità di un software e della firma digitale, suggeriamo di attendere la pubblicazione delle nuove regole tecniche che forniranno un quadro completo sugli aspetti e le implicazioni tecnico-organizzative della conservazione. Le tecniche afferenti il codice a barre bidimensionale, note come "timbro digitale" di fatto consentono di veicolare il documento informatico su un supporto cartaceo anziché su di un supporto informatico quale un CD-Rom. Già altre amministrazioni utilizzano questa tecnologia, fra queste una amministrazione comunale nel rilascio di certificati anagrafici. Al cittadino è fornito un documento pdf, piuttosto che la stampa dello stesso, che contiene il certificato richiesto dal cittadino + il codice a barre bidimensionale. Il certificato contiene solo la firma a stampa del Sindaco. Utilizzando l'apposito software gratuito, disponibile sul sito del Comune stesso, è possibile dal timbro riacquisire il documento informatico sottoscritto con firma digitale dal Sindaco e salvarne copia informatica (p7m). L utilizzo delle tecnologie dell informazione da parte della PA è uno dei cardini del nuovo CAD. In particolare l art. 47 comma 1, indica che Le comunicazioni di documenti tra le pubbliche amministrazioni avvengono mediante l'utilizzo della posta elettronica o in cooperazione applicativa; esse sono valide ai fini del procedimento amministrativo una volta che ne sia verificata la provenienza. ; il comma 3 dello stesso articolo, per quanto concerne le comunicazioni scambiate all'interno della singola amministrazione dispone che "...Le pubbliche amministrazioni utilizzano per le comunicazioni tra l amministrazione ed i propri dipendenti la posta elettronica o altri strumenti informatici di comunicazione nel rispetto delle norme in materia di protezione dei dati personali e previa informativa agli interessati in merito al grado di riservatezza degli strumenti utilizzati." Infine, secondo l articolo 17 comma 1 le PA sono tenute ad individuare un unico ufficio dirigenziale generale responsabile del coordinamento funzionale relativo all attuazione del CAD. Tra i compiti assegnati a tale ufficio alla lettera j, si legge pianificazione e Pagina 9 di 4510 E' possibile avviare una sperimentazione all'interno di una amministrazione per gestire i flussi di documentali relativi, ad esempio, a domande di ferie, uscite per servizio, autorizzazione alla missione, ecc. in forma digitale anziché a cartacea, tenendo conto che, ad esempio nel caso di richieste di ferie, risulterebbero provenienti da caselle di posta interne protette da password. Questa iniziativa può essere avviata liberamente? Sono per caso disponibili specifiche relative a questo tema? E' possibile inviare a DigitPA una relazione di inizio e una di fine progetto? La dematerializzazione delle deliberazioni e delle determinazioni fa sorgere il problema della validazione temporale delle firme digitali apposte sui citati atti stessi. Infatti, in considerazione delle economie che si realizzano attraverso la digitalizzazione dei processi appare opportuno utilizzare una validazione temporale delle firme digitali diversa da quella ottenuta attraverso i certificatori accreditati, in quanto questa modalità prevede un costo fisso per ogni firma apposta che, moltiplicata per il numero di firme totali necessarie per ogni atto, produrrebbe una costo molto alto. Nell ambito delle alternative previste nel comma 4 dell art. 37 del DPCM 30/03/2009 Regole tecniche in coordinamento del processo di diffusione, all'interno dell'amministrazione, dei sistemi di posta elettronica, protocollo informatico, firma digitale e mandato informatico, e delle norme in materia accessibilità e fruibilità. L utilizzo delle tecnologie dell informazione da parte della PA è uno dei cardini del nuovo CAD. In particolare l art. 47 comma 1 afferma che Le comunicazioni di documenti tra le pubbliche amministrazioni avvengono mediante l'utilizzo della posta elettronica o in cooperazione applicativa; esse sono valide ai fini del procedimento amministrativo una volta che ne sia verificata la provenienza., mentre il comma 3 dello stesso articolo, per quanto concerne le comunicazioni scambiate all'interno della singola amministrazione impone che : "...Le pubbliche amministrazioni utilizzano per le comunicazioni tra l amministrazione ed i propri dipendenti la posta elettronica o altri strumenti informatici di comunicazione nel rispetto delle norme in materia di protezione dei dati personali e previa informativa agli interessati in merito al grado di riservatezza degli strumenti utilizzati." Pertanto è opportuno incentivare ogni possibile iniziativa volta all attuazione di quanto previsto dal CAD nell'ambito del sistema di gestione documentale della singola amministrazione. Per completezza la informiamo che sull argomento non sono al momento disponibili specifiche tecniche di dettaglio o linee guida e che la validazione di progetti non rientra tra i compiti istituzionali di DigitPA se non nell ambito di opportuni accordi di collaborazione stipulati direttamente con l Ente. La tenuta dei repertori informatici, definiti nell ambito del Sistema di gestione documentale e protocollo informatico dell Amministrazione, segue le regole tecniche del protocollo informatico, la cui corretta applicazione è assolta dal Servizio per la tenuta del protocollo informatico, della gestione dei flussi documentali e degli archivi secondo le modalità descritte nel manuale di gestione. Ciò premesso l albo pretorio on-line è anch esso una procedura che fa riferimento al sistema di gestione documentale dell Amministrazione. Pertanto sono ad esso applicabili le regole del protocollo informatico così come ad ogni registro/repertorio informatico definito dall amministrazione in tale sistema ( e dichiarato nel manuale di gestione). Da questa assunzione si ritiene che il riferimento temporale associato alle registrazioni di cui sopra abbia le caratteristiche di validazione temporale della segnatura di protocollo. Per ulteriori informazioni inerenti la pubblicazione all albo pretorio è opportuno far riferimento al Vademecum Modalità di pubblicazione dei documenti nell Albo online che fa seguito alle Pagina 10 di 4511 materia di generazione, apposizione e verifica delle firme digitali e validazione temporale dei documenti informatici per realizzare la validazione temporale: non sembra opportuno utilizzare la segnatura di protocollo prevista dalla lettera a) del citato comma 4. in quanto le deliberazioni e le determinazioni sono già numerate all interno di un registro e come tali, ai sensi del DPR 445/2000 art. 53 sono escluse dalla protocollazione come documenti soggetti a registrazione particolare dell amministrazione. sembra opportuno fare riferimento al disposto della lettera b) del citato comma 4 dato che costituisce validazione temporale il riferimento temporale ottenuto attraverso la procedura di conservazione dei documenti in conformità alle norme vigenti, ad opera di un pubblico ufficiale o di una pubblica amministrazione;. Può dunque costituire validazione temporale opponibile a terzi ai sensi della lettera b) del citato comma 4, la numerazione progressiva degli atti in apposito registro e la successiva pubblicazione all albo pretorio, che altrettanto prevede una numerazione progressiva delle pubblicazioni in apposito registro (attualmente prevista dalla legge per le delibere),? Linee guida siti web delle pubbliche amministrazioni. A tal fine, si riporta un brano del paragrafo 5 del Vademecum Checklist di orientamento, relativo al Repertorio delle pubblicazioni: Repertorio delle pubblicazioni Attualmente la normativa non prevede l obbligatorietà della sostituzione dei repertori cartacei con repertori digitali. Nel caso si voglia operare in questo senso va ricordato che il repertorio deve essere integrato funzionalmente con eventuali applicazioni di flusso documentale, compreso il protocollo informatico e gli eventuali sistemi di workflow documentale in uso presso l Ente. Inoltre il repertorio digitale alla conclusione dell anno solare dovrà essere trattato secondo le procedure previste per la conservazione sostitutiva dall art. 44 del D.Lgs n.82/2005 e relative regole tecniche. Pagina 11 di 4512 Area tematica: Documenti informatici ID Quesito Risposta In relazione alla esigenza dell'amministrazione di rilasciare od inviare "copie informatiche conformi all'originale cartaceo formato o detenuto dall'amministrazione", in attesa della emanazione delle nuove regole tecniche, chiediamo se la seguente procedura può risultare conforme alla prescrizione dell'art. 22 del CAD.. Sovrapposizione della dichiarazione di conformità alla copia informatica (PDF/A) del documento cartaceo e apposizione poi della firma digitale del dichiarante la conformità sul file così ottenuto. In relazione al DPCM 26 aprile Pubblicazione nei siti informatici di atti e provvedimenti concernenti procedure ad evidenza pubblica o di bilanci, adottato ai sensi dell articolo 32 della legge 18 giugno 2009, n. 69, - si chiede di conoscere il termine ultimo per l'applicazione di tali nuove procedure. Nelle more dell emanazione delle regole tecniche previste dall art. 71 del CAD si conferma che la prassi descritta è in linea con le indicazione del CAD e con le regole tecniche i via di emanazione. L obbligatorietà della pubblicazione digitale di procedure ad evidenza pubblica e dei bilanci è indicata nel 1 gennaio Tuttavia è opinione ampiamente condivisa che la pubblicazione digitale in una data antecedente assolve da subito gli obblighi della pubblicità legale. Pagina 12 di 4513 Area tematica: Fatturazione elettronica ID Quesito Risposta Nel caso di invio alla pubblica amministrazione di documenti tipo fatture di vendita, è sufficiente creare files con estensione.tiff, oppure occorre creare files con altre estensioni? È stato chiesto ad una azienda privata, di inviare per i prpri clienti fatture alla pubblica amministrazione; al riguardo chiede se, disponendo di una casella di PEC, può inoltrare alla pubblica amministrazione le fatture dallo stesso indirizzo? E' possibile che da un unico indirizzo PEC possano La fatturazione elettronica (e-invoicing) non è la mera trasposizioni di una fattura cartacea in formato digitale, bensì il risultato di un processo informatizzato che comprende tutto il ciclo di vita della fattura (ordine, consegna, fatturazione, pagamento, riconciliazione) attraverso l integrazione del processo commerciale con il processo finanziario per realizzare un unico processo dove tutti i documenti (a partire dal contratto e dall impegno di spesa) sono trattati in forma esclusivamente automatica. Per quanto i riguarda i formati utilizzati dagli operatori economici in ambito nazionale le suggerisco ad esempio il sito del Consorzio CBI al link mentre a livello europeo può consultare il sito del CEN/ISSS sul e-invoicing al link Per quanto riguarda invece le iniziative previste dalla legge 244/2007 (finanziaria 2008) che istituisce l obbligo dell invio delle fatture in formato elettronico nei confronti della PA centrale ( Al fine di semplificare il procedimento di fatturazione e registrazione delle operazioni imponibili, a decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 213, l emissione, la trasmissione, la conservazione e l archiviazione delle fatture emesse nei rapporti con le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, e con gli enti pubblici nazionali, anche sotto forma di nota, conto, parcella e simili, deve essere effettuata esclusivamente in forma elettronica [art.1 comma ]), siamo in attesa della emanazione del decreto attuativo concernente la data di decorrenza di tale obbligo e le modalità di scambio ed i formati da utilizzare. La normativa emanata in materia di fatturazione elettronica (Legge 244 del 24 dicembre 2007 Finanziaria 2008, art 1 da comma 209 a 214) che ha l obiettivo di realizzare in forma esclusivamente elettronica l emissione, la trasmissione, la conservazione delle fatture elettroniche emesse nei rapporti con le amministrazioni dello Stato, prevede l emanazione, ai fini della sua effettiva applicazione, di un decreto del Ministero dell economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per la PA e l Innovazione al fine di definire: Pagina 13 di 4514 essere inviate fatture di utenti diversi? le regole di identificazione univoca degli Uffici centrali e periferici delle amministrazioni destinatarie della fatturazione; le regole tecniche relative alla soluzione informatiche da utilizzare per l emissione e la trasmissione delle fatture elettroniche e le modalità di integrazione con il sistema di interscambio; le linee guida per l adeguamento delle procedure interne alle amministrazioni interessate alla ricezione e alla gestione delle fatture elettroniche (cfr. Legge Finanziaria 2008 del 24 dicembre 2007 art 1 comma 213). Nel suddetto decreto verranno definiti i tempi e le modalità di effettiva applicazione della fatturazione elettronica che progressivamente verrà estesa a tutta la PA. Alla data il suddetto decreto ha superato il processo di concertazione tra i ministeri interessati è in fase di emanazione. Nel merito tutte le fatture elettroniche indirizzate alla PA dovranno essere trasmesse al Sistema d interscambio secondo le modalità ed i formati previsti nelle regole tecniche. In particolare tra le modalità di trasmissione delle fatture elettroniche viene regolato l uso della posta elettronica certificata 5.3 Le fatture in entrata presso un'amministrazione pubblica sono da repertoriare con un numero progressivo? Per rispondere al primo quesito si fa riferimento al comma 5 dell art. 53-Registrazione di protocollo- del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 dove si legge Sono oggetto di registrazione obbligatoria i documenti ricevuti e spediti dall'amministrazione e tutti i documenti informatici. Ne sono esclusi le gazzette ufficiali, i bollettini ufficiali e i notiziari della pubblica amministrazione, le note di ricezione delle circolari e altre disposizioni, i materiali statistici, gli atti preparatori interni, i giornali, le riviste, i libri, i materiali pubblicitari, gli inviti a manifestazioni e tutti i documenti gia' soggetti a registrazione particolare dell'amministrazione. Il documento fattura in quanto già oggetto di registrazione particolare ai fini della normativa fiscale può essere ricompreso tra i documenti per cui non è obbligatoria la registrazione nel Registro Ufficiale della corrispondenza in ingresso e uscita. Evidenziamo peraltro che l emananda normativa sulla fatturazione elettronica, richiederà il trattamento del documento fattura esclusivamente come documento informatico che ai sensi dello stesso citato comma richiede obbligatoriamente la registrazione nel suddetto registro. In ogni caso è necessario che le modalità di funzionamento del servizio di protocollo vengano descritte nel manuale di gestione del servizio, che tra le altre informazioni dovrà esplicitare: g) l elenco dei documenti esclusi dalla registrazione di protocollo; h) l elenco dei documenti soggetti a registrazione particolare e le relative modalità di Pagina 14 di 4515 trattamento; come richiesto nelle regole tecniche per il protocollo informatico vigenti Pagina 15 di 4516 Area tematica: Gestione documentale - Aspetti organizzativi ID Quesito Risposta 6.1 Soddisfatti gli adempimenti minimi previsti dalla normativa, quali altre possibilità ci sono per attuare la gestione digitale dei documenti? Oltre all attuazione del nucleo minimo del protocollo, possono essere individuati tre ulteriori "livelli realizzativi", che consentono di migliorare progressivamente l efficienza, la trasparenza e la qualità dell azione amministrativa: la gestione informatica dei documenti in modalità avanzata (scansione dei documenti cartacei, assegnazione per via telematica all interessato, gestione avanzata della classificazione, collegamento dei documenti alla gestione dei procedimenti) la razionalizzazione dei processi documentali la reingegnerizzazione dei processi primari. 6.2 Cosa s intende per BPR? BPR è l acronimo di Business Process Reenginering ed è l applicazione di nuove tecnologie per ridisegnare i processi dell amministrazione in modo radicalmente diverso dal passato ottenendo una discontinuità nel livello di prestazione. 6.3 Come procedere all attuazione del progetto di gestione informatica dei documenti? È necessario creare un apposito gruppo interno di lavoro e posizionarlo al vertice, affinché possa realmente decidere e sostenere le trasformazioni organizzative che il progetto comporta. Il gruppo deve essere composto da esperti nelle diverse materie afferenti al progetto, nonché dai responsabili delle principali unità organizzative; eventualmente può essere richiesta assistenza a DigitPA e/o possono essere invitati a partecipare anche consulenti esterni, nel caso in cui manchino le specifiche competenze all interno dell Amministrazione. 6.4 Da dove iniziare l analisi dei flussi documentali? Non è importante da dove si parte (documenti in entrata, o in uscita, o ad esclusiva rilevanza interna), quanto piuttosto che non si tralasci alcun tipo di iter documentale. 6.5 Quali tipologie di documenti prendere in considerazione nell analisi dei flussi documentali? Tale scelta dipende della tipologia di intervento che si intende attuare. A livello generale, è comunque opportuno prendere in considerazione tutti i documenti, anche quelli informali, in particolare tutti quelli che concorrono a determinare gli iter di processo, in quanto non solo garantiscono la trasparenza dell azione amministrativa, ma costituiscono per l Amministrazione un preciso know-how di cui fare patrimonio. Pagina 16 di 4517 6.6 Quando e come coinvolgere gli esperti archivisti? Gli archivisti devono essere coinvolti dall inizio, come partecipanti al gruppo di progetto. Nella fase di rilevazione, essi dovranno analizzare lo stato pregresso del sistema di gestione dei documenti dell ente e valutare le esigenze degli utenti interni; nella fase di riprogettazione organizzativa, dovranno definire i nuovi piani di classificazione e conservazione dei documenti e gestire tutte le problematiche connesse 6.7 Quando e come coinvolgere gli esperti informatici? Gli informatici devono essere coinvolti dall inizio, come partecipanti al gruppo di progetto. Nella fase di rilevazione, essi avranno il compito di censire il parco tecnologico; nella fase di analisi e riprogettazione, dovranno individuare le criticità e proporre le relative soluzioni tecnologiche; nella fase di realizzazione del progetto informatico, infine, lavoreranno pressoché in autonomia, coerentemente con gli indirizzi espressi nello studio di fattibilità Come scegliere le unità pilota del progetto di informatizzazione? Come condurre la fase di rilevazione e a chi fare le interviste? Come fare per garantire il coordinamento fra le diverse AOO all interno di un unica Amministrazione? Nell individuazione delle unità pilota possono essere scelte strutture che si candidano autonomamente, oppure quelle a più elevato tasso di informatizzazione, o ancora quelle di dimensioni più ridotte: tale scelta ha il vantaggio di conseguire l operatività del prototipo in tempi brevi, ma non risolve l incognita dei tempi e dei costi necessari alla diffusione generalizzata. Al contrario, la scelta di una struttura caratterizzata da numerose problematiche allunga certo i tempi di prima attuazione, ma assicura tempi e costi contenuti per la completa diffusione, in quanto l analisi necessariamente più complessa permette di capitalizzare sul know-how acquisito a vantaggio delle altre unità organizzative. Le informazioni devono essere raccolte e strutturate secondo una griglia comune, capace di rilevare le maggiori criticità ed opportunità. In linea di massima devono essere sentiti tutti i responsabili delle unità organizzative, fino ad un ragionevole livello di dettaglio, coerentemente con l esigenza di disegnare un quadro sufficientemente chiaro dei processi documentali. Può essere utile prevedere un "decollo" uniforme, al fine di tracciare un percorso di riferimento, in seguito liberamente personalizzabile da ciascuna AOO nell ambito della propria analisi specifica. Allo scopo si può predisporre un primo gruppo di lavoro, di altissimo livello e trasversale a tutte le AOO, che individui le linee guida generali dell assetto organizzativodocumentale auspicato. Pagina 17 di 4518 6.11 Dove è possibile trovare informazioni e riferimenti bibliografici concernenti metodi e tecniche per procedere all'analisi dei flussi documentali e delle procedure amministrative? 6.12 Chi ha l'obbligo di dotarsi di un sistema di gestione informatica dei documenti, comprensivo del protocollo informatico? Sul sito di DigitPA è disponibile un lavoro svolto dal CNIPA qualche anno fa che, nei suoi principi base, risulta ancora attuale. Tutte le pubbliche amministrazioni di cui al comma 2 dell articolo 2 del D.Lgs. 7 marzo 2005, n.85 (Codice) provvedono a realizzare o revisionare sistemi informativi automatizzati finalizzati alla gestione del protocollo informatico e dei procedimenti amministrativi. In particolare ci riferiamo: alle amministrazioni dello Stato alle aziende e le amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo alle regioni, le province, i comuni, le comunità montane ai consorzi e le associazioni dei predetti enti gli istituti autonomi case popolari alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, e le loro associazioni agli enti pubblici non economici agli istituti e le scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative alle istituzioni universitarie alle amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale indicate nell articolo 1, comma 2 del D.Lgs. n.165/2001 nel rispetto del riparto di competenza di cui all articolo 117 della Costituzione, nonché alle società, interamente partecipate da enti pubblici o con prevalente capitale pubblico inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi dell articolo 1, comma 5, della legge 30 dicembre 2004, n Quali sono gli obblighi di carattere generale per realizzare la gestione informatica dei documenti? Ciascuna amministrazione deve: definire un adeguato piano di sviluppo dei sistemi informativi automatizzati individuare le aree organizzative omogenee (AOO)e i relativi uffici istituire i servizi per la gestione digitale dei flussi documentali e degli archivi nominare i responsabili di tali servizi redigere e adottare il manuale di gestione del sistema documentario introdurre un sistema informatico per la gestione digitale dei flussi documentali a partire dal Pagina 18 di 4519 nucleo minimo del protocollo informatico quale entry point del flusso documentale 6.14 Cosa si intende per nucleo minimo del protocollo informatico? La componente applicativa che realizza le funzioni di registrazione di protocollo, segnatura e classificazione dei documenti ricevuti/inviati Cos è una AOO? Si definisce AOO un insieme di unità organizzative dell amministrazione che usufruiscono, in modo omogeneo e coordinato, degli stessi servizi di gestione dei flussi documentali. In particolare, all interno di una AOO esiste un solo servizio di protocollazione informatica dei documenti in entrata ed in uscita che adotta un unico registro generale di protocollo Come individuare le unità organizzative che compongono una AOO? Quali sono i criteri da adottare per la definizione delle AOO? La nascita delle AOO ha effetti sui registri di protocollo intermedi? Una AOO è individuata da un insieme di uffici che, per tipologia di mandato istituzionale, di funzione amministrativa perseguita, di obiettivi e di attività svolta, presentano esigenze di gestione della documentazione in modo unitario e coordinato Per definire al meglio le AOO da istituire, l amministrazione deve effettuare una analisi della propria struttura organizzativa e il proprio modello funzionale, valutando attentamente alcune variabili quali: il grado di omogeneità degli uffici dal punto di visto delle funzioni svolte il volume e del flusso dei documenti all interno dell amministrazione la dislocazione geografica delle sedi la cultura informatica del personale interno l esistenza di precedenti sistemi informatici di supporto alla gestione documentale grado di coerenza dell attività amministrativa svolta dagli uffici. L individuazione delle AOO va effettuata dopo un attenta analisi di tali informazioni e dopo avere evidenziato le criticità della modalità operativa in essere e gli eventuali vincoli organizzativo-logistici esistenti. Si! La norma chiede di eliminare, secondo un piano da riportare nel manuale di gestione del protocollo, i protocolli di settore e di reparto, protocolli multipli e di fax (tutti registri intermedi) a favore di un unico registro generale di protocollo Pagina 19 di 4520 6.19 Con le AOO si eliminano i registri di protocollo intermedi: come si fa a tenere traccia delle comunicazioni interne agli uffici della AOO stessa? L individuazione delle AOO determina l eliminazione della frammentazione dei sistemi di protocollo e una riorganizzazione dei flussi documentali: all interno di ogni area, la certificazione del passaggio dei documenti a valenza esterna (registrazione di protocollo) potrà essere separata dal tracciamento dei passaggi dei documenti all interno della struttura A quali documenti si applica la segnatura? 6.21 Qual è lo scopo della segnatura? Si applica, con modalità diverse, a tutta la corrispondenza in ingresso e in uscita sia che si tratti di documenti cartacei che informatici Mantenere una associazione indissolubile tra il documento e la corrispondente registrazione di protocollo; nel caso di supporto cartaceo l associazione è manifesta Perché registrazione e segnatura devono avvenire contemporaneamente? L operazione di segnatura deve avvenire contemporaneamente a quella di registrazione perché prevista da regolamento; ciò serve infatti a garantire che ogni registrazione di protocollo venga eseguita effettivamente a fronte di un documento pervenuto alla AOO o inviato dalla medesima. In altre parole non deve essere consentito, nel modo più assoluto, che si effettuino registrazioni di protocollo senza disporre del documento a cui la registrazione si riferisce Il fax va protocollato? Il documento, in quanto tale, è indipendente dal supporto sul quale viene scritto e dal mezzo di trasporto sul quale viene veicolato. La norma stabilisce che il fax soddisfa il requisito della forma scritta ed è quindi "documento" a tutti gli effetti di legge e, come tale, è quindi soggetto alla protocollazione. In seguito, pervenuto l originale, non si dovrà procedere ad una nuova registrazione, ma si dovranno riportare su esso tutti i dati della segnatura di protocollo reperibili sul fax precedentemente protocollato: si tratta infatti del medesimo documento, anche se pervenuto in tempi e con modalità diverse. Infatti, in caso di riprotocollazione dello stesso documento, si potrebbe ingenerare, sia confusione sulla reale data di avvio del procedimento con incertezza del diritto acquisito, sia un incoerenza dell azione amministrativa la dove il documento riprotocollato venisse assegnato ad altro istruttore Nel caso in cui ricorra la necessità di acquisire a mezzo scanner riproduzioni di originali cartacei, si viola il principio di contestualità della riproduzione informatica del documento? Poiché non risulta a questo Ente nessun principio di contestualità della riproduzione informatica dei documenti cartacei da rispettare, riteniamo che la modalità di acquisizione dei documenti cartacei, in termini di tipo di immagine, di conformità all'originale, ecc., sia da collocare nell'ambito della organizzazione della gestione documentale interna alla Pagina 20 di 45 Vedere altro
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 art. 20
 art. 14
 art. 47
 articolo 17
 art. 37
 art. 47
 art. 53
 art. 44
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 art. 53
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