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Timestamp: 2018-09-23 08:05:52+00:00

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L. R. Toscana 26/07/2002, n. 32 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NR27616
B.U.R. Toscana 05/08/2002, n. 23
- L.R. 04/08/2003, n. 42
- L.R. 24/12/2003, n. 65
- L.R. 03/01/2005, n. 5
- Sentenza C. Cost. 24/01/2005, n. 26
- L.R. 01/02/2005, n. 20
- L.R. 27/07/2007, n. 40
- L.R. 19/05/2008, n. 26
- L.R. 02/04/2009, n. 16
- L.R. 05/11/2009, n. 63
- Sentenza C. Cost. 05/11/2010, n. 309
- L.R. 02/05/2011, n. 15
- L.R. 11/05/2011, n. 19
- L.R. 27/01/2012, n. 3
- L.R. 07/05/2012, n. 16
- L.R. 20/07/2012, n. 39
- L.R. 23/01/2013, n. 2
- L.R. 04/07/2013, n. 34
- L.R. 24/12/2013, n. 77
- L.R. 14/10/2014, n. 59
- L.R. 03/03/2015, n. 22
- L.R. 25/01/2016, n. 2
- L.R. 09/08/2016, n. 58
- L.R. 04/10/2016, n. 68
- L.R. 03/02/2017, n. 1
- L.R. 20/06/2017, n. 27
- L.R. 12/12/2017, n. 70
- L.R. 16/04/2018, n. 15
- L.R. 08/06/2018, n. 28
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1. La presente legge disciplina gli interventi che la Regione Toscana promuove per lo sviluppo dell’educazione, dell’istruzione, dell’orientamento, della formazione professionale e dell’occupazione, al fine di costruire un sistema regionale integrato che garantisca, in coerenza con le strategie dell’Unione europea per lo sviluppo delle risorse umane, la piena realizzazione della libertà individuale e dell’integrazione sociale, nonché il diritto “all'orientamento e”N97 all’apprendimento lungo tutto l’arco della vita quale fondamento necessario per il diritto allo studio e il diritto al lavoro.
2. Gli interventi di cui al comma 1 concorrono ad assicurare lo sviluppo dell’identità personale e sociale, nel rispetto della libertà e della dignità della persona, dell’uguaglianza e delle pari opportunità, in relazione alle condizioni fisiche, culturali, sociali e di genere.
3. Per realizzare le finalità di cui al comma 1, la Regione determina l'allocazione delle funzioni amministrative disciplinate dalla presente legge nel rispetto dei principi di sussidiarietà e adeguatezza previsti dall’
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Titolo II - LE POLITICHE DI INTERVENTO
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Capo I - LE POLITICHE INTEGRATE DELL’EDUCAZIONE, DELL’ISTRUZIONE, DELL’ORIENTAMENTO E DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE
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Art. 2 - Interventi di attuazione delle politiche integrate dell’educazione, dell’istruzione, dell’orientamento e della formazione professionale
1. Le politiche integrate dell’educazione, dell’istruzione, dell’orientamento e della formazione professionale si attuano attraverso interventi diretti e indiretti. Per interventi diretti si intendono azioni di sostegno, anche di tipo finanziario, in risposta a bisogni riferibili alla domanda individuale; per interventi indiretti si intendono azioni di consolidamento e sviluppo dei sistemi dell’educazione, dell’istruzione, della formazione professionale e dell’orientamento, finalizzate ad assicurare l’accessibilità e il mig
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1. La Regione individua nei servizi educativi per la prima infanzia i contesti finalizzati alla realizzazione di un sistema di opportunità educative che, in collaborazione con le famiglie, concorrono allo sviluppo armonico e integrale delle potenzialità e competenze delle bambine e dei bambini nei primi tre anni di vita.
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1. Il sistema regionale dei servizi educativi per la prima infanzia è costituito dai comuni e dai soggetti pubblici e privati che istituiscono e gestiscono tali servizi.
2. I comuni sono titolari delle funzioni amministrative in materia di servizi educativi per la prima infanzia. Nel rispetto degli standard
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1. I servizi educativi per la prima infanzia pubblici e privati costituiscono un sistema integrato, finalizzato a garantire una pluralità di offerte, capaci di promuovere e diffondere un’aggiornata cultura dell’infanzia, attenta e consapevole, anche attraverso il coinvolgimento della comunità locale. Il sistema integrato è costituito dal nido d’infanzia e dai servizi integrativi.
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1. Con regolamento regionale sono definite le disposizioni attuative e organizzative del sistema dei servizi educativi
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1. La Regione riconosce alla scuola dell’infanzia, di cui all’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 89 (Revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione ai sensi dell’articolo 64, comma 4
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1. Per educazione non formale si intende l’insieme di interventi educativi non finalizzati direttamente al rilascio di titoli di studio o di attestati professionali, ancorché valutabili secondo quanto stabilito nel sistema generale dei crediti formativi e di istruzione di cui all’ art
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Art. 6 ter - Conferenza zonale per l’educazione e l'istruzione
N80 N91
1. La conferenza zonale per l'educazione e l’istruzione è composta da tutti i sindaci o assessori delegati di ciascuna zona socio-sanitaria.
2. La conferenza zonale disciplina con regolamento interno il proprio funzi
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Art 6 ter 1 - Conferenza regionale per l'educazione, l’istruzione e la formazione
N81 N91
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Art. 6 quater - Intese Stato-Regione per la continuità del diritto all’istruzione
1. Al fine dell’attuazione della programmazione della rete scolastica, fino al completo trasfe
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1. La Regione promuove servizi e interventi volti a rendere effettivo il diritto all’apprendimento e all’istruzione scolastica dei soggetti frequentanti le scuole statali, le scuole paritarie private e degli enti locali, dall’infanzia fino all’
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Art. 7 bis - Anagrafe regionale degli studenti
1. L'anagrafe regionale degli studenti, di cui all’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76 (Definizione delle norme generali sul diritto-dovere all'istruzione e alla formazione, a norma dell' articolo 2, comma 1, lettera c), della L. 28 marzo 2003, n. 53) è gestita dalla competente struttura regionale.
2. L'anagrafe regionale degli studenti contiene gli elementi conoscitivi necessari a garantire, a livello regionale, l'adempimento delle competenze in materia di diritto-dovere all'istruzione e alla formazione e in particolare:
a) la programmazione della rete scolastica;
b) la realizzazione di interventi integrati di orientamento scolastico e professionale;
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1. In attuazione degli articoli 3 e 34 della Costituzione, la Regione interviene
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1. Gli interventi attuati per le finalità di cui all’ articolo 8, comma 1, sono realizzati avendo riguardo sia al momento di ingresso nel sistema universitario toscano, con azioni di informazione e di integrazione culturale, sia agli aspetti logistici e di possibilità di permanenza nelle sedi di studio, attivando appositi servizi di ristorazione, di alloggio e di sostegno finanziario attraverso borse di studio ed altre forme, sia alle prospettive di collocazione professionale con azioni di orientamento al lavoro in rapporto con i centri per l’impiego.
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1. È istituita, a far data dal 1° luglio 2008, l’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario (di seguito Azienda), ente dipendente dalla Regione, dotato di personalità giuridica, di autonomia amministrativa e gestionale, di proprio patrimonio e di proprio personale, con sede a Firenze.
2. L’Azienda, in collaborazione con le Università degli Studi di Firenze, Pisa e Siena, la Scuola Normale Superiore di Pisa, la Scuola Superiore di Studi universitari e di perfezionamento Sant’Anna di Pisa, l’Università per Stranieri di Siena, N126 l’Institution Markets Technologies di Lucca, l’Accademia di Belle Arti di Firenze, l
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Art. 10 bis -Consiglio di amministrazione dell’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario
1. Il Consiglio di amministrazione dell’Azienda è composto da:
a) cinque componenti, di cui uno con funzioni di Presidente, scelti dal Presidente della Giunta regionale;
b) il Presidente del Comitato Regionale di Coordina
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Art. 10 ter - Collegio dei revisori
1. Il Collegio dei revisori è composto da tre membri effettivi, di cui uno con funzioni di Presidente, nominati dal Consiglio regionale, scelti tra gli iscritti nel registro dei revisori contabili, di cui al decreto legislativo 27 gennaio “2010, n. 39 (Attuazione della direttiva 2006/43/CE, relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati, che modifica le direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE, e che abroga la direttiva 84/253/CEE)” N68.
2. Il C
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Art. 10 quater - Poteri di vigilanza
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Art. 10 quinquies - Istituzione della Conferenza regionale per il diritto allo studio universitario
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Art. 10 sexies - Consiglio territoriale degli studenti per il controllo della qualità
1. Al fine della verifica e del controllo sulla qualità e sulla regolare e corretta erogazione dei servizi sul territorio è istituito per ogni ambito territoriale delle Università di Firenze, Pisa e Siena, un Consiglio territoriale degli studenti per il controllo della qualità.
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Art. 10 septies - Consiglio regionale degli studenti
1. Al fine di garantire il coinvolgimento e l’effettiva partecipazione degli studenti alla realizzazione del sistema integrato degli interventi e dei servizi di cui alla presente legge, è istituito il Consiglio regionale degli studenti, composto dagli studenti membri dei Consigli territoriali, di cui al all’articolo 10sexies.
2. Il Consiglio regionale degli studenti &eg
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Art. 11 - Disposizioni relative al personale
1. Al personale dell’Azienda di cui all’articolo 10 si applica il contratto collettivo di lavoro del comparto Regioni - Autonomie locali.
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1. La Regione garantisce il diritto all'orientamento lungo tutto l’arco della vita, promuovendo l’accesso a risorse e servizi per
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Art. 13 - Obbligo di istruzione e diritto dovere all’istruzione e formazione
1. La Regione, al fine di assicurare l’assolvimento dell’obbligo di istruzione e del diritto-dovere all’istruzione e formazione, di favorire le opportunità di integrazione e di personalizzazione per il successo formativo e di prevenire l’abbandono scolastico:
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1. Al fine di sostenere lo sviluppo delle competenze di base, trasversali e tecnico-professionali dei giovani e dei soggetti inoccupati, disoccupati e occupati, la Regione promuove i seguenti interventi:
a) percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) di cui all'articolo 14, comma 2, finalizzati all'acquisizione di una qualifica o di un diploma professionale;
b) percorsi formativi a supporto dell’inserimento, del reinserimento lavorativo e della mobilità professionale;
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1. N104
2. “Nel rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni stabiliti dal decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 (Norme generali e livelli essenziali delle prestazioni relativi al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione, a norma dell'art. 2 della L. 28 marzo 2003, n. 53)”N105, l'offerta regionale di istruzione e formazione professionale si articola in:
a) percorsi di durata triennale, finalizzati al conseguimento di una qualifica professionale che costituisce titolo per l'accesso al quarto anno del siste
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Art. 14 bis - Istruzione e formazione tecnica superiore e poli tecnico-professionali
1. La Regione programma gli interventi di istruzione e formazione tecnica superiore al fine di favorire l’innalzamento della qualità dell’offerta formativa e promuovere una maggiore aderenza ai fabbisogni del sistema produttivo, in coerenza con le disposizioni del decreto del
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2. Per realizzare le finalità di cui al comma 1, la Regione, in attuazione delle linee generali di cui all’articolo 13 bis, comma 3, garantisce:
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Art. 16 - Catalogo regionale dell’offerta formativa
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1. La Regione, al fine di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro, tutela il tirocinio non curriculare quale esperienza formativa, orientativa o professionalizzante, non costituente rapporto di lavoro, realizzata presso soggetti pubblici e privati nel territorio regionale.
2. I tirocini non curriculari si distinguono in:
b) tirocini finalizzati all’inserimento o al reinserimento al lavoro.
3. I tirocini formativi e di orientamento sono finalizzati ad agevolare le scelte professionali e la occupabilità dei soggetti neo-diplomati, neo-laureati, di coloro che hanno conseguito il certificato di specializzazione tecnica superiore, il diploma di tecnico superiore o una qualifica professionale, entro ventiquattro
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Art. 17 ter - Modalità di attivazione e di svolgimento dei tirocini non curriculari
1. Il tirocinio non curriculare è attivato da un soggetto promotore che è garante della regolarità e qualità dell’esperienza formativa.
2. Sono soggetti promotori:
d) le università e gli istituti di alta formazione e specializzazione artistica e musicale abilitati al rilascio di titoli accademici aventi valore legale in Italia;
e) gli istituti tecnici superiori (ITS);
f) le associazioni rappresentative delle professioni non organizzate, iscritte nell’elenco di cui all’
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Art. 17 quater - Disposizioni sull’ammissibilità dei soggetti ai tirocini non curriculari
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1. L’attività di controllo è finalizzata all’accertamento, da parte del dirigente della competente struttura regionale, della violazione della normativa regionale con particolare riferimento:
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Art. 17 quinquies - Tirocini non curriculari svolti da cittadini comunitari ed extracomunitari
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Art. 17 quinquies 1 - Tirocini estivi di orientamento
1. I tirocini estivi di orientamento possono essere promossi dai centri per l'impiego, dalle istituzioni sc
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Art. 17 sexies - Agevolazioni per i tirocini
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Art. 18 - Accertamento della situazione economica per l’accesso alle prestazioni
1. L’accesso alle prestazioni per cui rilevano le condizioni economiche dei destinatari è subordinato all’accertamento della situazione economica effettuato secondo gli indicatori di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109 (Definizioni di criteri unificati di valutazione della situa
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Art. 18 bis - Formazione nell’apprendistato
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Art. 18 ter - Disciplina dell’apprendistato
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Capo II - IL SISTEMA REGIONALE PER L’IMPIEGO E LE POLITICHE DEL LAVORO
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1. Al fine di rendere effettivo il diritto al lavoro, la Regione definisce le strateg
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Art. 20 - Il sistema regionale per l’impiego
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Art. 20 bis - Istituzione dell’albo regionale delle agenzie per il lavoro
1. È istituito l’albo regiona
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Art. 20 ter - Istituzione dell’elenco regionale dei soggetti accreditati a svolgere servizi al lavoro
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1. La Regione sviluppa e promuove politiche del lavoro per prevenire e contrastare la disoccupazione, in particolare quella di lunga durata, agevolare l'inserimento lavorativo, favorendo la stabilità del lavoro, la mobilità professionale e le carriere individuali, sostenendo il reinserimento nella vita professionale, in particolare di gruppi svantaggiati a rischio di esclusione sociale, nonché sostenendo azioni positive per le pari opportunità e l'inclusione sociale. La Regione garantisce inoltre l'integrazione con le politiche per l'istruzione e la formazione anche nell'ottica della realizzazione della rete dell'apprendimento permanente.
2. Per il conseguimento dei fini di cui al comma 1 la Regione:
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Art. 21 bis - Convenzioni per l’inserimento lavorativo dei lavoratori svantaggiati e dei disabili
1. Le agenzie autorizzate alla somministrazione di lavoro possono operare ai sensi dell’
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Art. 21 ter - Istituzione dell’Agenzia regionale toscana per l'impiego (ARTI)
N96 N81
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Art. 21-quater - Funzioni dell'Agenzia
a) gestione della rete regionale dei centri per l'impiego, nonché dei servizi erogati e delle misure di politica attiva alla luce dei LEP e degli standard definiti a livello nazionale e regionale;
b) sottoscrizione di convenzioni con soggetti pubblici e privati accreditati, ai sensi del
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Art. 21 quinquies - Articolazione organizzativa
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Art. 21 sexies - Organi
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Art. 21 septies - Direttore
3. Il trattamento economico del direttore è determinato dalla Giunta regionale in misura compresa fra gli emolumenti spettanti
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Art. 21 octies - Attribuzioni del direttore
N96 N81 N92
1. Il direttore rappresenta legalmente l’Agenzia ed è responsabile della gestione complessiva della medesima. E’tenuto ad attuare gli indirizzi della Giunta regionale.
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Art. 21 novies - Collegio dei revisori
3. Il collegio esamina, sotto il profilo della legittimità contabile ed amministrativa, gli atti che comportano un onere a carico del bilancio e non sono direttamente riferiti alla corresponsione di aiuti a carico dei fondi comunitari.
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Art. 21-novies 1 - Piano della qualità della prestazione organizzativa e relazione sulla qualità della prestazione
1. Il piano della qualità della prestazione organizzativa dell'Agenzia definisce annualmente, con pr
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N96 N81 N92 N146
1. La Giunta regionale, sentita la Commissione regionale permanente tripar
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Art. 21 undecies - Vigilanza e poteri sostitutivi
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Art. 21-duodecies - Bilanci e contabilità
2. I contenuti del bilancio preventivo economico e del bilancio di esercizio sono stabiliti, con deliberazione della Giunta regionale, in conformità alla disciplina statale in
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Art. 21 terdecies - Entrate
a) contributo regionale per le spese di funzionamento,
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Art. 21 quaterdecies - Patrimonio
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Art. 21 quinquiesdecies - Personale
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Art. 22 - Il sistema provinciale per l’impiego
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N1 N58
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N2 N58
1. Le pubbliche amministrazioni, come individuate dall’
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1. Al fine di assicurare il concorso delle parti sociali alla determinazione delle politiche “dell’educazione, dell’istruzione, dell’orientamento, della formazione professionale e”N97 del lavoro e alla definizione delle relative scelte programmatiche e di indirizzo della Regione, è costituita una Commissione regionale permanente tripartita.
2. La Commissione di cui al comma 1 svolge compiti di progettazione, proposta in tema di “educazione,”N112 istruzione, orientamento, formazione, ivi compreso il concorso all'individuazione dei fabbisogni di formazione professionale e
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1. Al fine di assicurare l’efficace coordinamento delle funzioni istituzionali ai diversi livelli del sistema regionale per l’impiego e l’effettiva integrazione sul territorio tra i servizi all’impiego, le politiche attive del lavoro “,“dell’educazione,”
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Art. 26 - Istituzione del Fondo regionale per l’occupazione dei disabili
1. È istituito il Fondo regionale per l’occupazione dei disabili, finalizz
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Art. 27 - Comitato regionale per il Fondo per l’occupazione dei disabili
1. È istituito il Comitato regionale per il Fondo regionale per l’occupazione dei disabili, che propone alla Giunta regio
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Titolo III - PROGRAMMAZIONE ED ESERCIZIO DELLE FUNZIONI AMMINISTRATIVE
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1 bis. La Regione esercita le funzioni amministrative in materia di orientamento professionale e formazione professionale.
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1. N113.
2. Le Province sono titolari delle funzioni di programmazione e coordinamento intermedio per le iniziat
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1. I Comuni sono titolari delle funzioni in materia di servizi educativi per la prima
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Art. 31 - Programmazione delle politiche regionali in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro e del diritto allo studio universitario
1. La Regione stabilisce gli
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1. Entro centoventi giorni dall’entrata in vigore della presente legge, la Regione, N7 sentiti gli organismi rappresentativi degli enti locali e delle parti sociali, attuando le procedure di concertazione con i soggetti istituzionali e con i soggetti economici e sociali, approva un regolamento di esecuzione con il quale definisce le regole generali di funzionamento del sistema integrato disciplinato dalla presente legge, ferma restando la competenza degli enti locali, ai sensi dell’articolo 117, sesto comma, della Costituzione, all’emanazione delle norme regolamentari attinenti alla organizzazione e svolgimento delle funzioni amministrative loro attribuite.
a) alla classificazione dei presìdi ed ai loro requisiti tecnico strutturali, relativamente agli standard riguardanti la localizzazione dei servizi, le caratteristiche funzionali generali, gli spazi per gli utenti, la ricettività, il dimensionamento;
2 bis. Il regolamento regionale definisce la composizione, la durata in carica e la procedura di nomina della conferenza regionale per l’educazione, l’istruzione e la formazione. N79
3. Il regolamento regionale definisce, relativamente al diritto allo studio universitario, le modalità di funzionamento dell’Azienda, gli atti di competenza del Consiglio di amministrazione, le procedure di control
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1. Dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui all’ articolo 32, sono abrogate le seguenti disposizioni e leggi:
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684158 4760774
- 611 (Sistema formativo professionale - spese correnti);
- 612 (Lavoro - spese correnti);
- 613 (Sistema dell’educazione e dell’istruzione - spese correnti);
- 614 (Sistema dell’educazione e dell’istruzione - spese di investimento);
- 615 (Attuazione programma fondo sociale europeo - spese correnti);
- 616 (Completamento regolamenti UE 2052/88 e 2081/93 - spese correnti);
- 617 (Completamento regolamenti UE 2052/88 e 2081/93 - spese di investimento);
- 618 (Sistema formativo professionale - spese di investimento).
1 bis. All’onere di spesa di cui all’articolo 9, comma 4 bis, si fa fronte per euro 10.575.000,00 con gli stanziamenti dell’UPB 613 “Sistema dell’educazione e dell’istruzione - spese correnti” del bilancio di previsione 2014N75
1 ter. Agli oneri per gli esercizi successivi si fa fronte con legge di bilancio. N75
Testo coordinato con modifiche fino alla L.R. 16/2012.
L. R. Toscana 16/04/2018, n. 15
Disposizioni in materia di tirocini non curriculari. Modifiche alla l.r. 32/2002.
Articolo 17 bis; articolo 17 ter; articolo 17 quater; articolo 17 quater 1; articolo 17 quater 2; articolo 17 quinquies; articolo 32, comma 4 bis, lettera e), lettera g), lettera g bis.
La legge entra in vigore dal 25/04/2018. Con la legge si intende completare il recepimento delle linee guida di cui all’Acc. Conf. Stato-Regioni 25/05/2017, n. 86/CSR, che ha avuto avvio con l’art. 40 della L.R. 70/2017 (Legge di manutenzione dell’ordinamento regionale 2017), che ha disposto l’eliminazione dell’assolvimento dell’obbligo di istruzione dai requisiti dei soggetti interessati all’attivazione del tirocinio.
Previsti anche ulteriori elementi a garanzia del corretto utilizzo dell’istituto del tirocinio, con particolare riguardo all’introduzione di un sistema di controllo più capillare sul territorio regionale, anche attraverso la promozione di intese con l’Ispettorato nazionale del lavoro.
L. R. Toscana 12/12/2017, n. 70
Articolo 17 quater, comma 1.
La legge entra in vigore dal 14/12/2017. In particolare la legge:
interviene sulla vigente disciplina in materia di accesso, di pubblicità e trasparenza (L.R. 26/2017);
raccorda alcune disposizioni della L.R 60/1996 alle disposizioni del legislatore statale introdotte con la L. 221/2015 (c.d. green economy) e in vigore dal 02/02/2016;
corregge la L.R. 49/2011 nella parte in cui omette, per mero refuso, di prescrivere il rispetto dei criteri localizzativi di cui all’articolo 10, comma 1, lettera c) e all’articolo 11, comma 1, della medesima legge, ai fini del rilascio del titolo abilitativo in attesa del programma comunale o del suo aggiornamento e aggiorna la lettera b) del comma 1 dell’articolo 9, sostituendo il riferimento al regolamento urbanistico di cui all’abrogata L.R. 1/2005 (Norme per il governo del territorio) con il piano operativo di cui all’articolo 95 della L.R. 65/2014;
modifica la L.R. 26/2012 proponendo una nuova composizione della commissione regionale per il paesaggio, rispondente alla nuova organizzazione del Ministero dei beni, attività culturali e del turismo.
L. R. Toscana 20/06/2017, n. 27
Disposizioni in materia di formazione. Modifiche alla l.r. 32/2002.
Articolo 13 bis, comma 4 bis.
La legge modifica l’articolo 13 bis, comma 4, della L.R. 32/2002. Tale modifica risolve la questione di legittimità costituzionale dello stesso per violazione della competenza esclusiva dello Stato, ai sensi dell’art. 117, comma 2, lettere m) e n) della Costituzione, nelle materie afferenti alla “determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti in tutto il territorio nazionale” e alle “norme generali sull’istruzione”.
Disposizioni in materia di programmazione settoriale. Modifiche alle leggi regionali 3/1994, 25/1998, 39/2000, 32/2002, 1/2004, 7/2005, 39/2005, 41/2005, 1/2006, 14/2007, 9/2008, 16/2009, 20/2009, 26/2009,29/2009, 40/2009, 54/2009, 58/2009, 9/2010, 21/2010, 55/2011, 27/2012, 51/2013, 21/2015, 30/2015.
Articolo 7, commi 3, 4.
La legge entra in vigore dal 03/04/2017.
L’intervento rientra nel processo di razionalizzazione e semplificazione introdotto dal modello di programmazione definito dalla L.R. 1/2015 che ha tra i propri obiettivi quello di snellire le procedure e ridurre i tempi della programmazione regionale.
Le modifiche possono essere suddivise due tipologie.
La prima riguarda le leggi di programmazione settoriale che sino ad ora hanno previsto un piano quale strumento di attuazione delle proprie politiche che non è stato riproposto:
L.R. 21/2010 "Testo unico in materia di beni, istituti e attività culturali”;
L.R. 26/2009 “Disciplina delle attività europee e di rilievo internazionale della Regione Toscana”;
L.R. 1/2004 “Promozione dell'amministrazione elettronica e della società dell'informazione e della conoscenza nel sistema regionale. Disciplina della "Rete telematica regionale toscana"";
L.R. 32/2002 “Testo unico della normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro”.
La seconda tipologia di intervento riguarda la proroga di alcuni piani ai sensi dell’art. 10, comma 5, L.R. 1/2015:
L.R. 55/2011 “Istituzione del piano regionale integrato delle infrastrutture e della mobilità (PRIIM)”;
L.R. 25/1998 “Norme per la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati”;
L.R. 14/2007 “Istituzione del piano ambientale ed energetico regionale” .
Articoli 9, commi 2, 3, 4; 10, comma 2; 10 quinquies, comma 4; 10 septies, comma 5, lett. a), b); 14 bis, comma 3; 21 quater, comma 1, alinea; 21 decies, comma 1; 26, comma 2; 31.
L. R. Toscana 03/02/2017, n. 1
Disposizioni in materia di istruzione, formazione e di concertazione con le parti sociali. Modifiche alla l.r. 32/2002.
Articoli 4 ter; 13 bis, comma 4 bis; 18 bis; 23, comma 4 bis; 32, commi 5, lett. c), 5 bis.
Tra gli interventi attuati e le modifiche alla L.R. 26/07/2002, n. 32 si segnalano in particolare:
in materia di istruzione il sostegno del pluralismo dell’offerta formativa per la scuola dell’infanzia alla quale la Regione riconosce il ruolo di servizio educativo di interesse pubblico;
in materia di formazione professionale la sostituzione dell’art. 18 bis relativo alla formazione nell’apprendistato alla luce delle modifiche introdotte dalla normativa statale - in particolare dal D. Leg.vo 15/06/2015, n. 81 (Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell'articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183), che ha abrogato il D. Leg.vo 14/09/2011, n. 167 (Testo unico dell'apprendistato, a norma dell'articolo 1, comma 30, della Legge 24 dicembre 2007, n. 247) e dal D. Min. Lav. e Pol. Soc. 12/10/2015 - che lasciano un limitato margine di autonomia legislativa alla Regione;
in materia di Commissione regionale permanente tripartita vengono ampliate le deroghe ad alcune disposizioni in materia di nomine e designazioni e di rinnovo degli organi amministrativi di competenza della Regione.
L. R. Toscana 04/10/2016, n. 68
Interventi normativi relativi alla seconda variazione al bilancio 2016. Modifiche alle leggi regionali 42/1998, 32/2002, 21/2010, 66/2011, 77/2012, 77/2013, 86/2014, 70/2015, 81/2015.
Articolo 21, coma 2, lett. d ter)
L. R. Toscana 09/08/2016, n. 58
Legge di manutenzione dell’ordinamento regionale 2016.
Articolo 17 ter, comma 2, lett. f)
L. R. Toscana 25/01/2016, n. 2
Riordino delle funzioni in materia di orientamento e formazione professionale in attuazione della l.r. 22/2015. Modifiche alla l.r. 32/2002.
Articoli 13 bis, comma 2; 14, commi 1, 8; 15, comma 6; 29, commi 1, 5, 7
Entro centottanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, ovvero entro il 28/07/2016, si provvederà alla modifica del regolamento emanato con D.P.G.R. 08/08/2003, n. 47/R (Regolamento di esecuzione della legge regionale 26 luglio 2002, n. 32 “Testo unico della normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro”).
Articoli 1, commi 1, 3, 4, lett. c), i ter), i ter 1); 13 bis, commi 1, 3, 3 bis; 14, commi 2, alinea, 7, 8 bis; 14 bis, comma 2, lett. b); 15, comma 2, alinea; 17, comma 8; 17 ter, comma 2, lett. d bis); 17 quinquies 1; 23, commi 1, 2; 24, commi 1, 2, 4; 28, comma 1 bis; 32, comma 5 bis
Articolo 31, comma 5 bis
Articolo 31, commi 1, 3, 5
L. R. Toscana 14/10/2014, n. 59
Modifiche alla legge regionale 26 luglio 2002, n. 32 (Testo unico della normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro), in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro.
Articoli 1, comma 4, lett. i ter), i quater), i quinquies); 2, commi 2, 2 bis; 6, commi 2, 3 bis; 6 bis; 6 ter; 6 ter 1; 7 bis; 12; 13; 13 bis; 14; 14 bis; 15; 16; 16 bis; 16 ter; 17; 17 quater, comma 2; 21, comma 2, lett. d ter), d quinquies); 21 ter; 21 quater; 21 quinquies; 21 sexies; 21 octies; 21 novies; 21 decies; 21 undecies; 21 duodecies; 21 terdecies; 21 quaterdecies; 21 quinquiesdecies; 22 bis, comma 1, lett. a); 23, commi 2, 4 ter; 24, commi 1, 2, 3, 4; 29, comma 1; 32, commi 2 bis, 4, 4 bis, lett. b bis)
L. R. Toscana 24/12/2013, n. 77
Legge finanziaria per l’anno 2014.
Art. 9 (comma 4 bis)
L. R. Toscana 04/07/2013, n. 34
Disciplina del sostegno regionale alle imprese di informazione. Modifiche alla l.r. 35/2000, alla l.r. 22/2002 ed alla l.r. 32/2002.
Art. 31 [comma 4 lett. a bis)]
L. R. Toscana 23/01/2013, n. 2
Modifiche alla legge regionale 26 luglio 2002, n. 32 (Testo unico della normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro), in materia di sistema regionale dei servizi educativi per la prima infanzia e di tirocini.
artt. 3, 3 bis, 4, 4 bis, 17 ter (comma 8), 21 [comma 2, lett. d quater)], 32 [comma 4 bis, lett. e)]
L. R. Toscana 20/07/2012, n. 39
Disposizioni in materia di revisori dei conti e di contabilità e bilancio negli enti e agenzie regionali. Modifiche alle l.r. 24/1994, 83/1995, 59/1996, 65/1997, 60/1999, 6/2000, 32/2002, 40/2005, 30/2009, 39/2009, 23/2012.
art. 10 ter (commi 1, da 4 bis a 4 septies)
L. R. Toscana 07/05/2012, n. 16
Modifiche alla legge regionale 26 luglio 2002, n. 32 (Testo unico della normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro) in materia di apprendistato.
artt. 18 bis (c. 1 bis), 32 (c. 5 bis)
Deliberaz. G.R. Toscana 21/06/2016, n. 584
L.R. n. 32/2002 art. 6 ter: Criteri generali per il funzionamento delle conferenze zonali per l’educazione e l’istruzione.
D. P.G.R. Toscana 30/07/2013, n. 41/R
Regolamento di attuazione dell’articolo 4 bis della legge regionale 26 luglio 2002, n. 32 (Testo unico della normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro) in materia di servizi educativi per la prima infanzia.
D. P.G.R. Toscana 08/08/2003, n. 47/R
Regolamento di esecuzione della L.R. 26.7.2002, n. 32 (Testo unico della normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale, lavoro).
DURC: acquisizione d’ufficio e autocertificazione dopo la Legge di stabilità 2012
Esaminiamo in questo articolo, dopo la cosiddetta «decertificazione» introdotta dalla Legge di stabilità 2012 (L. 183/2011), in quali casi la pubblica amministrazione è tenuta ad acquisire d’ufficio il Documento unico di regolarità contributiva, quando invece il privato è ancora tenuto a produrlo direttamente e se sia possibile sostituirlo con una autocertificazione.
Nuovo Ccnl per gli enti locali da Italia Oggi
P.a., stretta contro i finti malati da Italia Oggi
Grandi comuni penalizzati sulla Tari delle scuole da Italia Oggi
Senza risposta entro 180 giorni si apre la strada del contenzioso da Il Sole 24 Ore

References: Sentenza 
 Sentenza 

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Art. 31
 articolo 32

Articolo 17
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Articolo 13

Articolo 7

Articolo 21

Articolo 17

Articolo 31

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Art. 9

Art. 31

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