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Timestamp: 2017-07-27 15:00:47+00:00

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– L’editoriale Di Luigi Nappo | L'Aurora
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Pubblicato il 21 giugno 2017 da laurora2	Rispondi	Aeroporto Orio
Pubblicato il 23 marzo 2017 da laurora2	Rispondi	Aeroporto Orio
Il Comune di Bergamo da che parte sta? Durante la campagna elettorale Giorgio Gori si espresse a favore della riduzione dei voli. Ora non si capisce più la strategia del sindaco che siede anche nel consiglio di amministrazione della Sacbo. Egli tenta di temporeggiare rispetto alle richieste degli altri sindaci dei paesi coinvolti che chiedono la moratoria sull’aumento dei voli. L’esatto opposto delle intenzioni della Sacbo che puntano allo sviluppo dei voli. Gori è solito rilasciare ampie interviste sui vari temi della vita pubblica e della politica, ma su questo argomento si è chiuso a riccio. Lunghi fiumi di inchiostro per gli eventi, le feste, le inaugurazioni, ma sulla salute dei cittadini il sindaco passa la mano. Interessante in proposito un passaggio di un articolo apparso oggi sul Corriere/Bergamo :”Sacbo è concessionaria di Orio, con Enav che obbliga i concessionari a piani di sviluppo. Nessuno può obbligare Sacbo a mettere un «tappo» al traffico aereo. Quella che entra in gioco è piuttosto una sensibilità che afferisce, in particolare, all’azionariato pubblico che nella società riveste un ruolo non secondario.” Questo vuol dire che l’azionariato pubblico non può continuare a galleggiare. I partiti della maggioranza si sono tenuti alla larga dall’argomento con l’intento evidente di non mettere in difficoltà il primo cittadino L’unica certezza ad oggi è che si avvicina il Radici III.
Pubblicato il 28 gennaio 2017 da laurora2	Rispondi	Oggi il Corriere della Sera dedica una pagina intera al parcheggio di Astino. Il servizio riporta un questionario con domande rivolte ai visitatori (estate 2016) sulla modalità utilizzata per raggiungere il sito. Risposte : a) nessuno ha utilizzato i mezzi pubblici; b) il 65,5% con l’automobile; c) il 28,3% a piedi; d) il 3,5% in bicicletta; e) il 2,8% moto. Attualmente il parcheggio a pagamento di Astino in via Ripa Pasqualina è dimensionato su una superficie di 3.500 metri quadrati, ma l’assetto a regime prevede oltre 10.000 metri quadrati di superficie fondiaria in un’area molto delicata. In una relazione del Centro studi del traffico dello Studio Percudani e Minoia di San Donato Milanese si riporta che “la sosta di via Ripa Pasqualina solleva molteplici problematiche alcune di carattere ambientali e altre di carattere quantitativo”. Naturalmente si rinuncia definitivamente all’opzione (che dovrebbe essere quella privilegiata) del servizio pubblico e si accetta l’accesso con l’auto in misura non coerente con il contesto interessato. Questo quanto riportato dal giornale. Cosa ne pensa il Consiglio comunale di Bergamo? E il Parco dei Colli? E’ questo il prezzo da pagare per inserire “Il Corso di Alta Cucina” ad Astino al quale qualcuno è tanto affezionato? Pubblicato in - L'EDITORIALE di Luigi Nappo	| Contrassegnato Parcheggio; Astino	| Lascia una risposta
Pubblicato il 14 novembre 2015 da laurora2	Rispondi	Il consiglio di amministrazione di Porta Sud (nominato nel 2005 dalla Giunta Bruni di centrosinistra) aveva da gestire un progetto per la riqualificazione dello scalo merci ferroviario secondo i parametri del Piano regolatore vigente all’epoca, vale a dire 350.000 cubi. L’obiettivo mirava a togliere dal degrado una vasta zona che va da Via Gavazzeni e arriva fino a Borgo Palazzo attraverso un processo di rigenerazione urbana Invece di procedere in quella direzione si decise di portare le volumetrie a circa un milione e novecentomila metri cubi. Come se non bastasse, si mise mano a un progetto a fattibilità zero che prevedeva, per esempio, la costruzione di una piastra sui binari ferroviari. Per non tirarla lunga si è finito con chiudere società e progetto dopo anni di bilanci in rosse. Risultato: il degrado è aumentato e i soldi dei cittadini sono stati bruciati. Tant’è vero che nel 2009 il Consiglio comunale, presieduto dall’attuale assessore ai lavori pubblici del Comune geometra Marco Brembilla, ha approvato una delibera di ricapitalizzazione della società. Tradotto in pratica il debito della società se l’è accollato il Comune e gli altri soci pubblici (Camera di Commercio, Provincia e Ferrovie dello Stato), vale a dire i cittadini Riportiamo, per rendere l’idea, alcune voci di spesa della società.
“Il consiglio comunale di Bergamo è chiamato a decidere una ricapitalizzazione di 800.000 euro per coprire le perdite ammontanti complessivamente a 772.729 euro. In un anno di ricavi fermi a 43.333 euro, la società ha speso, tra le tante voci, 101.733 euro per il consiglio di amministrazione, 127.966 per consulenze tecniche, 18.162 per consulenze legali, 136.066 per stipendi, tra cui figurano 67.500 euro come costo per il personale distaccato dalle ferrovie dello stato (anche loro a mungere), 13.183 per partecipazione a fiere e convegni, 4.224 per viaggi e trasferte, 8.004 per rimborsi spese, 5.194 per spese di rappresentanza, più altro.
Pubblicato il 14 novembre 2015 da laurora2	Rispondi	Per esigenza di chiarezza e trasparenza riporteremo dei virgolettati con gli stralci della sentenza. In sostanza si tratta di un confronto serrato tra le valutazioni del consulente tecnico dei proprietari (ctp) delle aree e il consulente d’ufficio nominato (ctu)dalla Corte. Sulla natura dei terreni si legge: “è sabagliato sostenere, come pretendono i proprietari, che la Suprema Corte (Cassazione) avrebbe sostenuto che i terreni sarebbero edificabili”. “l’accordo di programma sottende un vincolo preordinato all’esproprio per la realizzazione di una sola opera pubblica, ossia il polo fieristico e deve essere interpretato come una previsione per l’utilizzazione del compendio. L’intero impianto, come sostiene il ctu, costituisce un organismo unitario funzionalmente indirizzato all’utilità pubblica” Quindi, compresi i parcheggi, sale convegni ecc .”oltre ciò non si rilevano previsioni di edificazioni a qualsivoglia destinazione privata”. “Non è invero consentito ipotizzare l’utilizzazione ad iniziativa privata, come prospettato dal ctp (consulente dei proprietari), poiché i vincoli che comportano una destinazione ad iniziativa privata o promiscua pubblica privata attuabili da soggetto privato sono fuori dallo schema espropriativo.” Risulta incomprensibile la censura del consulente di parte, a mente del quale il consulente della Corte avrebbe travisato il tema della capacità edificatoria” In effetti siamo di fronte ad un’area non edificabile sulla quale si va a insediare un’opera pubblica che è la fiera, ma avrebbe potuto essere una scuola o una struttura sanitaria. Per quanto riguarda il valore dell’area “si sono presi in considerazione immobili paragonabili per ubicazione, tipologia e composizione , tenendo conto di tutte le peculiari caratteristiche dell’immobile in argomento” “Costituisce riferimento particolarmente significativo, l’accordo raggiunto tra il Comune di Bergamo e i vari proprietari per l’acquisizione di una vastissima area a destinazione agricola per il nuovo ospedale al prezzo di 31,50 centesimi al mq.” Alla fine il valore è determinato in 42 euro a metro quadrato “in base ai parametri della Corte Costituzionale, sentenza n.181 del 2011”. A questo proposito si ricorda che il recente pronunciamento è nato a seguito dell’annullamento da parte della Cassazione della precedente sentenza del 2006 della corte d’Appello . Il motivo è stato, appunto, la necessità di adeguamento alla sentenza della Corte Costituzionale del 2011. Che secondo la Corte di Cassazione: “è dunque l’unico criterio legale oggi vigente, per di più non stabilito per specifiche fattispecie, ma destinato a funzionare in linea generale in ogni ipotesi o tipo di espropriazione (salve eccezioni previste da leggi speciali)”, non potendosi più applicare il c.d. criterio tabellare, del valore agricolo medio come effettuato nella sentenza annullata, peraltro non erroneamente, secondo la normativa all’epoca vigente, essendo stata la decisione della Corte d’Appello assunta anni prima della sentenza n. 181/20Il della Corte Costituzionale”. Uguale discorso va fatto per la valutazione di esproprio del Comune di Bergamo che è stata effettuata dieci anni prima della sentenza che ha cambiato tutti i i parametri di riferimento.

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