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Timestamp: 2019-12-07 00:06:01+00:00

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Legge 8 luglio 1998, n. 230 - Nuove norme sull'obiezione di coscienza. - Assoarmieri | Associazione Armieri
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Legge 8 luglio 1998, n. 230 – Nuove norme sull’obiezione di coscienza.
Obiezione di coscienza – Legge 8 luglio 1998 n. 230 modificata il 2 agosto 2007 n. 130
Art. 1. 1. I cittadini che, per obbedienza alla coscienza, nell’esercizio del diritto alle liberta’ di pensiero, coscienza e religione riconosciute dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e dalla Convenzione internazionale sui diritti civili e politici, opponendosi all’uso delle armi, non accettano l’arruolamento nelle Forze armate e nei Corpi armati dello Stato, possono adempiere gli obblighi di leva prestando, in sostituzione del servizio militare, un servizio civile, diverso per natura e autonomo dal servizio militare, ma come questo rispondente al dovere costituzionale di difesa della Patria e ordinato ai fini enunciati nei “Principi fondamentali” della Costituzione. Tale servizio si svolge secondo le modalità e le norme stabilite nella presente legge.
a) risultino titolari di licenze o autorizzazioni relative alle armi indicate negli articoli 28 e 30 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modifiche ed integrazioni, ad eccezione delle armi e dei materiali esplodenti privi di attitudine a recare offesa alle persone ovvero non dotati di significativa capacità offensiva, individuati con decreto del Ministro dell’interno, sentita la commissione consultiva centrale per il controllo delle armi di cui all’articolo 6 della legge 18 aprile 1975, n. 110, e successive modificazioni. Ai cittadini soggetti agli obblighi di leva che facciano richiesta di rilascio del porto d’armi per fucile da caccia, il questore, prima di concederlo, fa presente che il conseguimento del rilascio comporta rinunzia ad esercitare il diritto di obiezione di coscienza;
6. A coloro che sono stati ammessi a prestare servizio civile è vietato detenere ed usare le armi di cui all’articolo 2, comma 1, lettera a), nonché assumere ruoli imprenditoriali o direttivi nella fabbricazione e commercializzazione, anche a mezzo di rappresentanti, delle predette armi, delle munizioni e dei materiali esplodenti. I trasgressori sono puniti, qualora il fatto non costituisca più grave reato, con le pene previste dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni ed integrazioni, per detenzione abusiva di armi e munizioni e, inoltre, decadono dai benefici previsti dalla presente legge. È fatto divieto alle autorità di pubblica sicurezza di rilasciare o di rinnovare ai medesimi qualsiasi autorizzazione relativa all’esercizio delle attività di cui al presente comma.
7. A coloro che sono stati ammessi a prestare servizio civile è vietato partecipare ai concorsi per l’arruolamento nelle Forze armate, nell’Arma dei carabinieri, nel Corpo della guardia di finanza, nella Polizia di Stato, nel Corpo di polizia penitenziaria e nel Corpo forestale dello Stato o per qualsiasi altro impiego che comporti l’uso delle armi.
Con circolare 557/PAS.10880-12982(5)del 22 novembre 2007 il Ministero ha scritto che ” a parere di quest’Ufficio appare possibile consentire, a favore degli obiettori di coscienza che non abbiano ottenuto la prevista revoca dello status, la detenzione e l’uso delle sole armi a modesta capacità offensiva individuate dal D.M. 362/2001, mentre, per tutti coloro che esibiranno la “presa d’atto” rilasciata dal citato Ufficio, le SS.LL. potranno procedere al rilascio delle richieste licenze in materia di armi o esplosivi”.
Scrivono che l’obiettore, per ritornare cittadino normale deve attendere ed esibire la “presa d’atto” dell’Ufficio nazionale per il servizio civile”. Peccato che la legge non preveda nessuna presa d’atto e che quindi il cittadino corre il rischio di attendere anni. Peccato che ignorino che le informazioni da una PA non le deve richiedere il cittadino, ma la stessa PA!
Scrivono che, bontà loro, l’obiettore può fin d’ora continuare a detenere armi liberalizzate. E sparano ignorantesche cavolate perchè: I) Le armi sono state liberalizzate dalla legge 256/1999 e non certo da un decreto ministeriale! 2) L’obiettore può PER LEGGE detenere ogni tipo di arma ad aria compressa e ogni tipo di arma ad avancarica; è vero che il regolamento da emanare potrbebe modificare questa situazione ma: a) deve essere emanato il regolamento e non basta certo una circolare; b) non credo che una legge fatta per agevolare gli obiettori possa, per mezzo di stravaganti interpretazioni del ministero, trasformarsi in una legge ancora più vessatoria di prima, che tolga loro i diritti che già avevano acquisiti. In altre parole: sarebbe una enormità giuridica se la legge venisse interpretata nel senso che gli obiettori non possono più detenere le armi che la legge del 1999 consentiva loro! La modifica è stata fatta per ampliare i loro diritti, non per limitarli.
“Nuove norme in materia di obiezione di coscienza.”
Art. 1. 1. I cittadini che, per obbedienza alla coscienza, nell’esercizio del diritto alle liberta’ di pensiero, coscienza e religione riconosciute dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e dalla Convenzione internazionale sui diritti civili e politici, opponendosi all’uso delle armi, non accettano l’arruolamento nelle Forze armate e nei Corpi armati dello Stato, possono adempiere gli obblighi di leva prestando, in sostituzione del servizio militare, un servizio civile, diverso per natura e autonomo dal servizio militare, ma come questo rispondente al dovere costituzionale di difesa della Patria e ordinato ai fini enunciati nei “Principi fondamentali” della Costituzione. Tale servizio si svolge secondo le modalita’ e le norme stabilite nella presente legge.
Art. 2. 1. Il diritto di obiezione di coscienza al servizio militare non e’ esercitabile da parte di coloro che:
Art. 3. 1. Nel bando di chiamata di leva predisposto dal Ministero della difesa deve essere fatta esplicita menzione dei diritti e dei doveri concernenti l’esercizio dell’obiezione di coscienza.
Art. 14. 1. L’obiettore ammesso al servizio civile che rifiuta di prestarlo e’ punito con la reclusione da sei mesi a due anni.
Art. 15. 1. L’obiettore ammesso al servizio civile decade dal diritto di prestarlo o di portarlo a compimento esclusivamente quando sopravvengano o siano accertate le condizioni ostative indicate all’articolo 2.
ASSOARMIERI ARMI E TIRO OTTOBRE 2019 30 ottobre 2019

References: Art. 1

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 14

Art. 15