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Timestamp: 2018-08-16 23:29:13+00:00

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appalti pubblici e bandi di gara, notizie
Il Consiglio di Stato, con la Sentenza n. 590 del 20.2.2008, ha affermato che il diritto di una impresa partecipante ad una gara d‘appalto di accedere a tutti gli atti relativi alla regolarità contributiva dell‘impresa aggiudicataria, detenuti dall‘Inps, prevale sul diritto alla tutela dei dati personali, ai sensi dell‘art. 13, comma 6, del D. Leg.vo n. 163/2006 (Codice appalti).
NEWS APPALTI PUBBLICI 2008
05/11/2008 - Congruità costo del lavoro negli appalti
Il mancato rispetto dei minimi tabellari del costo del lavoro, ovvero, in mancanza di questi, dei valori indicati dalla contrattazione collettiva, pur costituendo un importante indice di anomalia che dovrà essere poi verificata sulla base delle giustificazioni fornite dall'impresa, non determina l'automatica esclusione dell'offerta da una gara di appalto.
E' quanto stabilito dal Consiglio di Stato, con la sentenza n. 4847 del 7.10.2008, nella quale la Corte ha ritenuto legittimo il comportamento tenuto dalla stazione appaltante, la quale ha ammesso le giustificazioni relative al costo del personale presentate dall'impresa aggiudicataria senza procedere all'esclusione automatica della stessa dalla gara, anche in ossequio ai principi di diritto comunitario in materia di libera concorrenza.
14/10/2008 - Indennizzo in caso di appalto non valido
Con la importante ed articolata pronuncia n. 23385 in data 11.9.2008 le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno chiarito il proprio orientamento in merito alla quantificazione dell'indennizzo dovuto dalla pubblica amministrazione al professionista o all'impresa a seguito dell'annullamento di una gara d'appalto.
Dunque le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, dopo aver effettuato un'ampia e dettagliata trattazione dei differenti orientamenti giurisprudenziali espressi sulla materia e degli argomenti a favore e sfavore di ciascuno, ha ritenuto di accogliere la tesi che esclude dal calcolo dell'indennizzo quanto il professionista o l'impresa avrebbe percepito nel caso in cui il contratto di appalto fosse stato valido.
Dunque in altri termini, in caso di invalidità o annullamento del contratto di appalto, al professionista o all'imprenditore spetta unicamente quanto sostenuto a titolo di spesa (materiali e mano d'opera) per le prestazioni eseguite, e non invece il mancato guadagno, vale a dire il compenso che avrebbe percepito in caso di regolare esecuzione del contratto.
Ricorso alla revisione dei prezzi
Quanto alla revisione dei prezzi, le considerazioni sopra svolte rendono superflua la questione della utilizzabilità dell'istituto nella determinazione dell'indennizzo per un'opera eseguita al di fuori di un valido contratto di appalto.
Ad ogni modo la Corte ha precisato che la revisione prezzi non potrebbe comunque costituire un valido criterio di riferimento, poiché la sua utilizzabilità è sottoposta dalla legge a specifici limiti e condizioni, peraltro sempre nell'ambito di un valido contratto di appalto, per cui non sarebbe corretto estrapolarlo dal suo contesto ed utilizzarlo senza i limiti di legge cui esso è soggetto.
19/09/2008 - Divieto di rinnovo contratti di appalto
Con la sentenza n. 3391 dell'8.7.2008 il Consiglio di Stato ha sancito che nel caso allo scadere di un contratto di appalto la pubblica amministrazione abbia bisogno dello stesso tipo di prestazioni deve bandire una nuova gara, ed è di conseguenza illegittimo il rinnovo del contratto con una semplice delibera, che dà luogo ad una forma di trattativa privata non consentita dalla normativa vigente.
14/05/2008 - Aggiudicazione appalto con singola offerta
Con la recentissima Sentenza n. 2016 del 6.5.2008 il Consiglio di Stato ha chiarito che, in fase di gara d'appalto, nel caso le altre offerte presentate siano escluse perché ritenute anomale, può procedersi comunque all'aggiudicazione al solo soggetto rimanente.
Con tale assunto la Corte ha giudicato inapplicabile la disposizione di cui all'art. 69 del Regio Decreto 827/1924, secondo il quale non può essere aggiudicata una gara con una sola offerta, in quanto tale ipotesi si riferisce esclusivamente alla fattispecie in cui sia stata presentata offerta da un solo concorrente. Tale circostanza non è assimilabile, secondo i giudici, al caso di esistenza concreta di una singola offerta valida determinata dall'esclusione delle altre per violazione delle disposizioni concorsuali.
07/03/2008 - Affidamento incarichi progettazione OO.PP.
Con la Sentenza n. 1008 del 7.3.2008, si è ha affermato che, ai sensi degli artt. 90 e 91 del D.Leg.vo n. 163/2006, soltanto l'Amministrazione competente ad eseguire le opere può elaborare direttamente la progettazione dell'opera pubblica da realizzare oppure affidarla a terzi mediante specifiche procedure di evidenza pubblica.
Dalla Sentenza emerge altresì che il codice dei contratti pubblici proibisce che un soggetto diverso dall'amministrazione interessata possa avviare e gestire il procedimento volto all'affidamento di un incarico di progettazione di un'opera pubblica.
Il Consiglio ha inoltre legittimato una società di progettazione di infrastrutture pubbliche ad impugnare una delibera con la quale si affida un incarico di progettazione, essendo titolare della pretesa a che l'Amministrazione competente svolga una procedura a evidenza pubblica, in modo da non sottrarre al mercato detto servizio.
07/03/2008 - Accesso dati partecipanti ad appalti DURC non equipollente
Il Consiglio di Stato, con la Sentenza n. 590 del 20.2.2008, ha affermato che il diritto di una impresa che partecipa ad una gara d‘appalto e di accedere a tutti gli atti relativi alla regolarità contributiva dell‘impresa aggiudicataria, detenuti dall‘Inps, prevale sul diritto alla tutela dei dati personali, ai sensi dell‘art. 13, comma 6, del D. Leg.vo n. 163/2006 (Codice appalti).
Nella fattispecie in esame i giudici hanno accolto il ricorso di una Cooperativa partecipante ad un appalto alla quale era stato negato dall‘Inps l‘accesso al fascicolo elettronico dei versamenti contributivi dell‘impresa aggiudicataria, perché considerato un atto contenente dati riservati di terzi.
In particolare la Corte ha ravvisato la non equipollenza del DURC, seppur acquisito in giudizio, al fascicolo detenuto dall‘Inps dei versamenti contributivi e legittimato il diritto di un‘impresa partecipante ad una gara di appalto di accedere al fascicolo elettronico stesso dell‘impresa aggiudicataria.
Inoltre è stato precisato che tale diritto non può essere negato dal giudice, asserendo che l‘interesse dell‘accedente è concretamente soddisfatto da un documento acquisito in giudizio, atteso che, una volta accertata la rilevanza dei dati oggetto della documentazione richiesta, il giudice non può inferire la sufficienza di una fonte conoscitiva mediata, qual è nel caso specifico un certificato dell‘Inps, che non costituisce prova direttamente rappresentativa della situazione di regolarità contributiva dell‘aggiudicataria della gara, ma semplice dichiarazione di scienza.

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