Source: http://www.ardea.org/oasi/parchi_ita/lex.htm
Timestamp: 2018-12-14 08:11:41+00:00

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ARDEA fotografi naturalisti - Parchi e riserve in Italia
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Listituzione e la gestione delle Aree Marine Protette in Italia sono regolate dalle seguenti leggi di cui riportiamo i punti più salienti:
Legge 31 dicembre 1992 , numero 979
Legge 6 dicembre 1991, numero 394
Legge 8 ottobre 1997, numero 344
Legge 9 dicembre 1998, numero 426
27. Nelle riserve naturali marine, ogni attività può essere regolamentata attraverso la previsione di divieti e limitazioni o sottoposta a particolari autorizzazioni in funzione delle finalità per la cui realizzazione la riserva è stata istituita. Nelle riserve naturali marine, ogni attività può essere regolamentata attraverso la previsione di divieti e limitazioni o sottoposta a particolari autorizzazioni in funzione delle finalità per la cui realizzazione la riserva è stata istituita. Nelle riserve naturali marine, ogni attività può essere regolamentata attraverso la previsione di divieti e limitazioni o sottoposta a particolari autorizzazioni in funzione delle finalità per la cui realizzazione la riserva è stata istituita.
30. Per violazione dei divieti o dei vincoli contenuti nel decreto di costituzione della riserva si applica, salvo che i fatto costituisca reato, la sanzione amministrazione da lire 200.000 a lire 5 milioni Per violazione dei divieti o dei vincoli contenuti nel decreto di costituzione della riserva si applica, salvo che i fatto costituisca reato, la sanzione amministrazione da lire 200.000 a lire 5 milioni Per violazione dei divieti o dei vincoli contenuti nel decreto di costituzione della riserva si applica, salvo che i fatto costituisca reato, la sanzione amministrazione da lire 200.000 a lire 5 milioni
Golfo di Portofino;
Secche della Meloria;
Arcipelago Toscano;
Isola di Ustica;
Torre Guaceto;
Golfo di Trieste;
Tavolara, Punta Coda Cavallo;
Golfo di Orosei, Capo Monte Santu;
Capo Caccia, Isola Piana;
Isole Pelagie;
Punta Campanella;
Penisola del Sinis, Isola di Mal di Ventre.
Articolo 18  Istituzione di aree protette marine
1.In attuazione del programma il Ministro dellambiente, di concerto con il Ministro della marina mercantile e dintesa con il Ministro del tesoro istituisce le aree protette marine, autorizzando altresì il finanziamento definito dal programma medesimo. Listruttoria preliminare è in ogni caso svolta, ai sensi dellarticolo 26 della legge 31 dicembre 1982, n. 979, dalla Consulta per la difesa del mare dagli inquinamenti.
2. Il decreto istitutivo contiene tra laltro la denominazione e la delimitazione dellarea, gli obiettivi cui è finalizzata la protezione dellarea e prevede altresì, la concessione duso dei beni del demanio marittimo e delle zone di mare di cui allarticolo 19, comma 6.
4. Per il finanziamento dei programmi e progetti di investimento per le aree protette marine è autorizzata la spesa di lire 5 miliardi per ciascuno degli anni 1992, 1993 e 1994.
Articolo 19  Gestione delle aree protette marine
1. Il raggiungimento delle finalità istitutive di ciascuna area marina è assicurato attraverso lIspettorato centrale per la difesa del mare. Per leventuale gestione delle aree protette marine, lIspettorato centrale si avvale delle competenti Capitanerie di porto. Con apposita convenzione da stipularsi da parte del Ministro dellambiente, di concerto con il Ministro della marina mercantile, la gestione dellarea protetta marina può essere concessa ad enti pubblici, istituzioni scientifiche o associazioni riconosciute.
2. Qualora unarea marina protetta sia istituita in acque confinanti con unarea protetta terestre, la gestione è attribuita al soggetto competente per questultima.
3. Nelle aree protette marine sono vietate le attività che possono compromettere la tutela delle caratteristiche dellambiente oggetto della protezione e delle finalità istitutive. In particolare sono vietati:
la cattura, la raccolta e il danneggiamento delle specie animali e vegetali nonché lasportazione di minerali e reperti archeologici;
lalterazione dellambiente geofisico e delle caratteristiche chimiche e idrobiologiche delle acque;
lintroduzione di armi, di esplosivi e ogni altro mezzo distruttivo e di cattura;
4. I divieti di cui allarticolo 11, comma 3, si applicano ai territori inclusi nelle aree protette marine.
5. Con decreto del Ministro dellambiente, di concerto con il Ministro della marina mercantile, sentita la Consulta per la difesa del mare dagli inquinamenti, è approvato un regolamento che dosciplina i divieti e le eventuali deroghe in funzione del grado di protezione necessario.
6. Beni del demanio marittimo e zone di mare comprese nelle aree marine protette possono essere concessi in uso esclusivo per le finalità della gestione dellarea medesima con decreto del Ministro della marina mercantile. I beni del demanio marittimo esistenti allinterno dellarea protetta fanno parte della medesima.
7. La sorveglianza nelle aree protette marine è esercitata dalla Capitanerie di porto, ai sensi dellarticolo 28 della legge 31 dicembre 1982, n. 979.
Articolo 29  Norme di rinvio
Articolo 21  Vigilanza e sorveglianza
1. La vigilanza sulla gestione delle aree naturali protette di rilievo internazionale e nazionale è esercitata per le aree terrestri dal Ministro dellambiente e dal Ministro della marina mercantile.
2. La sorveglianza sui territori delle aree naturali protette di rilievo internazionale e nazionale è esercitata, ai fini della presente legge, dal Corpo forestale dello Stato senza variazioni allattuale pianta organica dello stesso.
Per lespletamento di tali servizi e di quantaltro affidato al Corpo medesimo della presente legge, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro dellambiente, di concerto con il Ministro dellagricoltura e foreste, sono individuate le strutture ed il personale del Corpo da dislocare presso il Ministero dellambiente e presso gli Enti parco, sotto la dipendenza funzionale degli stessi, secondo modalità stabilite dal decreto medesimo.
Il decreto determina altresì i sistemi e le modalità di reclutamento e di ripartizione su base regionale, nonché di formazione professionale del personale forestale di sorveglianza. Ai dipendenti dellEnte parco possono essere attribuiti poteri di sorveglianza da esercitare in aggiunta o in concomitanza degli ordinari obblighi di servizio. Nellespletamento dei predetti poteri i dipendenti assumono la qualifica di guardia giurata.
Fino allemanazione del predetto decreto alla sorveglianza provvede il Corpo forestale dello Stato, sulla base di apposite direttive impartite dal Ministro dellambiente, dintesa con il Ministro dellagricoltura e delle foreste.
Nelle aree protette marine la sorveglianza è esercitata ai sensi dellarticolo 19, comma 7.
Articolo 36  Aree marine di reperimento
1. Sulla base delle indicazioni programmatiche di cui allarticolo 4 possono essere istituiti parchi marini o riserve marine, oltre che nelle aree di cui allarticolo 31 della legge 31 dicembre 1982, n. 979, nelle seguenti aree:
Isola di Gallinara;
Monti dellUccellina  Formiche di Grosseto  Foce dellOmbrone Talamone;
Secche di Torpaterno;
Penisola della Campanella  Isola di Capri;
Costa degli Infreschi;
Costa di Maratea;
Penisola Salentina (Grotte Zinzulusa e Romanelli);
Costa del Monte Conero;
Promontorio Monte Cofano  Golfo di Custonaci;
Acicastello  Le Grotte;
Arcipelago della Maddalena (isole ed isolotti compresi nel territorio del Comune della Maddalena);
Capo Spartivento  Capo Teulada;
Capo Testa  Punta Falcone;
Santa Maria di Castellabate;
Monte di Scauri;
Monte a Capo Gallo  Isola di Fuori o delle Femmine;
Isole di Ischia, Vivara e Procida, area marina protetta integrata denominata "Regno di Nettuno";
Isola di Bergeggi;
Stagnone di Marsala;
Capo Passero;
Pantani di Vindicari;
Isola di San Pietro;
Isola dellAsinara;
2. La Consulta per la difesa del mare, può, comunque, individuare, ai sensi dellarticolo 26 della legge 31 dicembre 1982, n. 979, altre aree marine di particolare interesse nelle quali istituire parchi marini o riserve marine.
Nella legge 8 ottobre 1997, n. 344 è stata inoltre aggiunta larea:
Parco Marino "Torre del Cerrano".
LEGGE 9 DICEMBRE 1998, N.426.
10. Allart. 36, comma 1, della legge 6 dicembre 1991, n.. 394, e successive modificazioni, dopo la lettera ee-biss), è aggiunta la seguente:
<<ee-ter) Alto Tirreno-Mar Ligure "Santuario dei cetacei">>.
11. Il Ministro dellambiente entro il 30 giugno 1999 provvede allistruttoria tecnica necessaria per avviare listituzione dellarea marina protetta di cui al comma 10, con il precipuo obiettivo della massima salvaguardia dei mammiferi marini.
12. Il Ministro dellambiente promuove entro il 31 dicembre 1998 le opportune iniziative a livello comunitario ed internazionale per estendere larea protetta marina di cui al comma 10 alle acque territoriali dei Paesi esteri confinanti ed alle acque internazionali.
13. Per listituzione, lavviamento e la gestione di aree marine protette previste dalle leggi 31 dicembre 1982, n. 979, e 6 dicembre 1991, n. 394, è autorizzata la spesa di lire 6.000 milioni per gli anni 1998 e 1999 e di lire 7.000 milioni a decorrere dallanno 2000.
14. La Consulta per la difesa del mare dagli inquinamenti, istituita con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 ottobre 1979, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 306 del 9 novembre 1979, è soppressa e le relative funzioni sono trasferite ai competenti uffici del Ministero dellambiente. Per listruttoria preliminare relativa allistituzione e allaggiornamento delle aree protette marine, per il supporto alla gestione, al funzionamento nonché alla progettazione degli interventi da realizzare anche con finanziamenti comunitari nelle aree marine protette, presso il competente servizio del Ministero dellambiente è istituita la segreteria tecnica per le aree protette marine, composta da dieci esperti di elevata qualificazione individuati ai sensi dellarticolo 3, comma 9, della legge 6 dicembre 1991, n. 394. Per listituzione della segreteria tecnica per le aree marine protette, di cui al presente comma è autorizzata la spesa di 450 milioni per il 1998 e 900 milioni annue a decorrere dal 1999. In sede di prima applicazione della legge, cinque degli esperti sono trasferiti, a decorrere dal 1° gennaio 1999, dal contingente integrativo previsto dallarticolo 4, comma 12, della legge 8 ottobre 1997, n. 344, intendendosi dalla predetta data conseguentemente ridotta, per un importo pari a 450 milioni, lautorizzazione di spesa di cui allarticolo 4, comma 12 della legge 8 ottobre 1997, n. 344, che concorre alla parziale copertura finanziaria della predetta spesa di lire 900 milioni a decorrere dallanno 1999.
16. La Commissione di riserva, di cui allarticolo 28 della legge 31 dicembre 1982, n. 979, è istituita presso lente cui è delegata la gestione dellarea protetta marina ed è presieduta da un rappresentante designato dal Ministro dellambiente. Il comandante della locale Capitaneria di porto, o un suo delegato, partecipa ai lavori della Commissione di riserva in qualità di membro.
17. Allarticolo 19, comma 7, della legge 6 dicembre 1991, n. 394, le parole: <<ai sensi dellarticolo 28 della legge 31 dicembre 1982, n. 979>> sono sostituite dalle seguenti: <<nonché dalle polizie degli enti locali delegati nella gestione delle medesime aree protette>>.
19. Per la predisposizione di un programma nazionale di individuazione e valorizzazione della <<Posidonia oceanica>> nonché di studio delle misure di salvaguardia della stessa da tutti i fenomeni che ne comportano il degrado e la distruzione, è autorizzata la spesa di lire 200 milioni annue per il triennio 1998-2000. A tal fine, il Ministero dellambiente può avvalersi del contributo delle università, degli enti di ricerca e di associazioni ambientaliste.
22. Dopo larticolo 1 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, è inserito il seguente:
<<ART. 1-bis.  (Programmi nazionali e politiche di sistema).  1. Il Ministro dellambiente promuove, per ciascuno dei sistemi territoriali dei parchi dellarco alpino, dellappennino, delle isole e di aree marine protette, accordi di programma per lo sviluppo di azioni economiche sostenibili con particolare riferimento ad attività agro-silvo-pastorali tradizionali, dellagriturismo e del turismo ambientale con i Ministri per le politiche agricole, dellindustria, del commercio e dellartigianato, del lavoro e della previdenza sociale e per i beni culturali e ambientali, con le regioni e con altri soggetti pubblici e privati.
2. Il Ministro dellambiente, sentito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, degli Enti parco interessati e delle associazioni ambientaliste maggiormente rappresentative, individua altresì le risorse finanziarie nazionali e comunitarie, impiegabili nellattuazione degli accordi di programma di cui al comma 1 >>.
32. Allarticolo 21, comma 2, della legge 6 dicembre 1991, n. 394, al secondo periodo, dopo le parole:<<su proposta del Ministro dellambiente>> sono inserite le seguenti: <<e, sino allemanazione dei provvedimenti di riforma in attuazione dellarticolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e del decreto di cui allarticolo 4, comma 1, del decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143, e fermo restando il disposto del medesimo articolo 4, comma 1.>>
34. Il comma 3 dellarticolo 31 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, è sostituito dal seguente: <<3. La gestione delle riserve naturali, di qualunque tipologia, istituite su proprietà pubbliche, che ricadano o vengano a ricadere allinterno dei parchi nazionali, è affidata allEnte parco>>.
37. Con decreto del Ministro dellambiente, sentiti la regione e gli enti locali territorialmente interessati, la gestione delle aree protette marine previste dalle leggi 31 dicembre 1982, n. 979, e 6 dicembre 1991, n. 394, è affidata ad enti pubblici, istituzioni scientifiche o associazioni ambientaliste riconosciute.
(Rifinanziamento degli interventi previsti dalla legge8 ottobre 1997, n.344).
1. Per la prosecuzione dellattività di sviluppo della progettazione di interventi ambientali e di promozione di figure professionali, prevista allarticolo 1 della legge 8 ottobre 1997, n. 344, è autorizzata la spesa di lire 1.800 milioni per lanno 2000.
2. Per la prosecuzione delle attività di promozione delle tecnologie pulite e dello sviluppo della sostenibilità urbana, previste dallarticolo 2 della legge 8 ottobre 1997, n. 344, è autorizzata la spesa di lire 6.000 milioni per lanno 2000.
3. Per la prosecuzione di specifiche campagne di informazione sui temi dello sviluppo sostenibile e delle attività connesse al coordinamento e al funzionamento del sistema nazionale per leducazione, linformazione, la formazione e la ricerca in campo ambientale, previste dallarticolo 3 della legge 8 ottobre 1997, n. 344, è autorizzata la spesa di 7.000 milioni per lanno 2000. Tale sistema è integrato col sistema di cooperazione internazionale per leducazione ambientale nel Mediterraneo.
4. Per la promozione e lattuazione delle attività di cui ai commi 1, 2 e 3 e per la formazione di specifiche figure professionali per la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale ed ambientale delle aree marginali, il Ministero dellambiente può avvalersi anche di enti o fondazioni esistenti, aventi specifiche finalità e consolidata esperienza nelle predette attività.
5. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dellambiente, dintesa con il Ministro della pubblica istruzione e delluniversità e della ricerca scientifica e tecnologica, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le provincie autonome di Trento e Bolzano, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite, nei limiti delle risorse finanziarie già autorizzate a legislazione vigente, le modalità organizzative e funzionali del sistema nazionale per leducazione, linformazione , la formazione e la ricerca in campo ambientale, articolato in un archivio nazionale per la documentazione e la ricerca ambientale, un osservatorio sulle ricerche e le metodologie delleducazione ambientale, una rete di laboratori territoriali e di centri di esperienze su base regionale e una banca dati sulla formazione professionale in campo ambientale
6. Per ulteriori finalità connesse alla diffusione di informazioni inerenti allo stato dellambiente è autorizzato il limite di spesa di lire 300 milioni per lanno 1998, di lire 200 milioni per lanno 1999, e di lire 500 milioni per lanno 2000.
7. Per la predisposizione del progetto di Biblioteca nazionale per lambiente è autorizzata la spesa di lire 350 milioni per lanno 1998.

References: Articolo 18

Articolo 19

Articolo 29

Articolo 21

Articolo 36
 articolo 4