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Timestamp: 2020-06-02 19:10:15+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23895 del 11/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23895 del 11/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 11/10/2017, (ud. 20/07/2017, dep.11/10/2017), n. 23895
sul ricorso 22994-2016 proposto da:
G.V., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA PAIS
ETTORE 18, presso lo studio dell’avvocato ELISABETTA CERIOLI,
rappresentato e difeso dall’avvocato LUIGI CAPONE;
avverso la sentenza n. 617/2016 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,
che G.V., con ricorso affidato a quattro motivi, ha impugnato la sentenza della Corte di appello di Napoli, in data 12 febbraio 2016, che ne ha rigettato il gravame avverso la decisione del Tribunale di Nola, la quale, a sua volta, aveva respinto la domanda proposta dal medesimo G. per conseguire il risarcimento dei danni subiti a seguito delle lesioni provocategli da una caduta causata da una buca non avvistabile, situata su marciapiede in custodia del Comune di Pomigliano d’Arco, da ritenersi, quindi, responsabile del sinistro ai sensi dell’art. 2051 c.c.;
che l’intimato Comune di Pomigliano d’Arco non ha svolto attività difensiva;
preliminarmente (e in via assorbente, esimendo il Collegio anche dal dar conto dei motivi di impugnazione), che il ricorso è improcedibile ai sensi dell’art. 369 c.p.c., comma 1, per non esser stato depositato nei venti giorni dall’effettuazione della notificazione all’intimato Comune;
la notificazione, infatti, è avvenuta in data 12 settembre 2016 presso il procuratore costituito in grado di appello (avv. Romano) nel domicilio eletto, presso gli uffici comunale e a mani di dipendente incaricato alla ricezione degli atti (cfr. all. 1) in atti), là dove il ricorso è stato poi consegnato all’ufficio postale, ai fini della spedizione per il relativo deposito presso la Cancelleria di questa Corte (per la rilevanza, ai fini in esame, del momento della consegna all’ufficio postale: tra le altre, Cass. n. 684/2016), il 12 ottobre 2016 (come da timbro sul relativo plico in atti) e, dunque, ben oltre il termine previsto a pena di improcedibilità dal citato art. 369;
che, inoltre, ulteriore causa di improcedibilità del ricorso è il mancato deposito della copia autentica della sentenza impugnata, giacchè allegata al fascicolo del presente giudizio di legittimità vi è copia priva di autentica (cfr. all. 2);
che il ricorso va, quindi, dichiarato improcedibile, non occorrendo provvedere alla regolamentazione delle spese del giudizio di legittimità in assenza di attività difensiva da parte dell’intimato.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della 6- 3 Sezione civile della Corte suprema di Cassazione, il 20 luglio 2017.

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 Cass. 
 art. 369
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