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Timestamp: 2019-11-22 19:19:44+00:00

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RS 0.631.252.512 Convenzione doganale del 14 novembre 1975 concernente il trasporto internazionale di merci con libretti TIR (Convenzione TIR) (con allegati)
0.631.252.512 Convenzione doganale del 14 novembre 1975 concernente il trasporto internazionale di merci con libretti TIR (Convenzione TIR) (con allegati)
Convenzione doganale concernente il trasporto internazionale di merci con libretti TIR
(Convenzione TIR)
Conchiusa a Ginevra il 14 novembre 1975
Approvata dall’Assemblea federale il 27 settembre 19771
Istrumento di ratificazione depositato dalla Svizzera il 3 febbraio 1978
Entrata in vigore per la Svizzera il 3 agosto 1978
(Stato 3 febbraio 2019)
desiderose di facilitare i trasporti internazionali di merci con veicoli stradali;
considerando che il miglioramento delle condizioni di trasporto costituisce un fattore essenziale allo sviluppo della reciproca collaborazione;
dichiarandosi favorevoli ad una semplificazione e armonizzazione delle formalità amministrative nell’ambito dei trasporti internazionali, segnatamente alle frontiere,
Secondo la presente Convenzione, sono considerati:
«trasporto TIR», il trasporto di merci da un ufficio doganale di partenza ad un ufficio doganale di destinazione, effettuato nel cosiddetto regime TIR, disciplinato nella presente Convenzione;
«operazione TIR», la parte di un trasporto TIR effettuato in una Parte contraente, da un ufficio di partenza o di entrata (di passaggio) a un ufficio doganale di destinazione o di uscita (di passaggio);
«inizio di un’operazione TIR», il fatto che il veicolo stradale, l’autotreno o il contenitore sono stati presentati, a scopo di controllo, all’ufficio doganale di partenza o di entrata (di passaggio), con il carico e il libretto TIR relativi, e che il libretto TIR è stato accettato dall’ufficio doganale;
«fine di un’operazione TIR», il fatto che il veicolo stradale, l’autotreno o il contenitore sono stati presentati, a scopo di controllo, all’ufficio doganale di destinazione o di uscita (di passaggio), con il carico e il libretto TIR relativi;
«appuramento di un’operazione TIR», l’attestazione da parte delle autorità doganali che un’operazione TIR si è conclusa secondo le norme di una Parte contraente. Esso è effettuato dalle autorità doganali in base a un confronto tra i dati o le informazioni disponibili all’ufficio doganale di destinazione o di uscita (di passaggio) e quelli di cui dispone l’ufficio doganale di partenza o di entrata (di passaggio);
f)6
«tributi d’entrata e d’uscita», i dazi e tutti gli altri tributi, imposte, tasse e aggravi diversi riscossi all’atto dell’importazione o dell’esportazione, oppure in correlazione con l’importazione o l’esportazione di merci, escluse le tasse e gli aggravi il cui importo è limitato al costo approssimativo dei servizi resi;
g)7
«veicolo stradale», non solo un autoveicolo stradale, ma anche qualsiasi rimorchio o semirimorchio costruito in modo da poter essere agganciato ad un autoveicolo;
h)8
«autotreno», i veicoli agganciati l’uno all’altro, inseriti nel traffico stradale come un’unità;
ij)9
«contenitore», un dispositivo per il trasporto (cassa mobile, cisterna amovibile o altro dispositivo analogo):
rappresentante un corpo cavo, interamente o parzialmente chiuso, destinato a contenere merci;
di natura durevole e quindi abbastanza resistente da poter essere adoperato più volte;
costruito particolarmente per agevolare il trasporto di merci, senza trasbordo, in uno o più generi di trasporto;
costruito in modo da essere facilmente manipolato, segnatamente all’atto del trasbordo da un genere di trasporto all’altro;
costruito in modo da poter essere facilmente riempito e vuotato; e
d’un volume interno di almeno un metro cubo;
Le «carrozzerie amovibili» sono equiparate ai contenitori;
«ufficio doganale di partenza», ogni ufficio doganale di una Parte contraente dove inizia, per l’intero carico o per una parte di esso, il trasporto TIR;
«ufficio doganale di destinazione», ogni ufficio doganale di una Parte contraente dove termina, per l’intero carico o una parte di esso, il trasporto TIR;
m)12
«ufficio doganale di passaggio», ogni ufficio doganale di una Parte contraente attraverso il quale un veicolo stradale, un autotreno o un contenitore entra in questa parte contraente o la lascia nel corso di un trasporto TIR;
n)13
«persone», tanto le persone fisiche, quanto le persone giuridiche;
o)14
«titolare» di un libretto TIR, la persona a cui è stato rilasciato un libretto TIR conformemente alle pertinenti disposizioni della Convenzione e in nome della quale è stata fatta una dichiarazione doganale sotto forma di un libretto TIR indicante la volontà di assoggettare merci al regime TIR all’ufficio doganale di partenza. Il titolare è responsabile della presentazione del veicolo stradale, dell’autotreno o del contenitore, con il carico e il libretto TIR relativi, all’ufficio doganale di partenza, all’ufficio doganale di passaggio e all’ufficio doganale di destinazione, nel debito rispetto delle pertinenti disposizioni della Convenzione;
p)15
«merci ponderose o voluminose», tutte le merci ponderose o voluminose che a cagione del loro peso, delle loro dimensioni o della loro natura non sono di solito trasportate nè in un veicolo stradale chiuso, nè in un contenitore chiuso;
q)16
«associazione garante», un’associazione autorizzata17 dalle autorità doganali o da altre autorità competenti18 di una Parte contraente come garante delle persone che usufruiscono del regime TIR;
«organizzazione internazionale» un’organizzazione autorizzata dal Comitato di gestione ad assumere la responsabilità dell’organizzazione e del funzionamento efficaci di un sistema internazionale di garanzia.
1 Nuovo testo giusta la mod. approvata dal CF l’8 mar. 2002, in vigore dal 12 mag. 2002 (RU 2003 915).
2 Introdotta dalla mod. approvata dal CF l’8 mar. 2002, in vigore dal 12 mag. 2002 (RU 2003 915).
3 Introdotta dalla mod. approvata dal CF l’8 mar. 2002, in vigore dal 12 mag. 2002 (RU 2003 915).
4 Introdotta dalla mod. approvata dal CF l’8 mar. 2002, in vigore dal 12 mag. 2002 (RU 2003 915).
5 Introdotta dalla mod. approvata dal CF l’8 mar. 2002, in vigore dal 12 mag. 2002 (RU 2003 915).
6 Originaria lett. b
7 Originaria lett. c
8 Originaria lett. d
9 Originaria lett. e
10 Originaria lett. f. Nuovo testo giusta la mod. approvata dal CF l’8 mar. 2002, in vigore dal 12 mag. 2002 (RU 2003 915).
11 Originaria lett. g. Nuovo testo giusta la mod. approvata dal CF l’8 mar. 2002, in vigore dal 12 mag. 2002 (RU 2003 915).
12 Originaria lett. h. Nuovo testo giusta la mod. approvata dal CF l’8 mar. 2002, in vigore dal 12 mag. 2002 (RU 2003 915).
13 Originaria lett. ij.
14 Introdotta dalla mod. approvata dal CF l’8 mar. 2002, in vigore dal 12 mag. 2002 (RU 2003 915).
15 Originaria lett. k.
16 Originaria lett. l.
17 Nuovo termine giusta la mod. approvata dal CF l’8 giu. 2012, in vigore dal 13 set. 2012 (RU 2012 4503).
18 Nuovo termine giusta la mod. del 12 ott. 2017, in vigore per la Svizzera dal 3 feb. 2019 (RU 2019 375).
19 Introdotta dalla mod. approvata dal CF l’8 giu. 2012, in vigore dal 13 set. 2012 (RU 2012 4503).
b) Campo d’applicazione
La presente Convenzione concerne i trasporti di merci, senza trasbordo, attraverso una o parecchie frontiere, eseguiti da un ufficio doganale di partenza d’una Parte contraente ad un ufficio doganale di destinazione di un’altra Parte contraente, o della medesima Parte contraente, con veicoli stradali, autotreni o contenitori, a condizione che una parte del tragitto tra l’inizio e la fine del trasporto TIR1 sia effettuato su strada.
1 Nuova espressione giusta la mod. approvata dal CF l’8 mar. 2002, in vigore dal 12 mag. 2002 (RU 2003 915). Di detta mod. é tenuto conto in tutto il presente testo.
Per applicare le disposizioni della presente Convenzione:
i trasporti devono essere effettuati:
con veicoli stradali, autotreni o contenitori precedentemente ammessi a tenore delle condizioni menzionate al capo III a); o
con altri veicoli stradali, autotreni o contenitori, sempreché siano adempiute le condizioni menzionate al capo III c);
con veicoli stradali o veicoli speciali come torpedoni, gru, spazzatrici, betoniere ecc., esportati e dunque equiparati a merci che si spostano con i propri mezzi da un ufficio doganale di partenza a un ufficio doganale di destinazione a tenore delle condizioni menzionate nel capo III c). Quando questi veicoli trasportano altre merci, si applicano di conseguenza le condizioni di cui nei commi i) o ii) qui sopra.
i trasporti devono essere garantiti da associazioni ammesse2 conformemente all’articolo 6 ed essere effettuati sulla scorta di un libretto TIR conforme al modello riprodotto nell’allegato 1 della presente Convenzione.
2 Nuova espressione giusta la mod. del 12 ott. 2017, in vigore per la Svizzera dal 3 feb. 2019 (RU 2019 375).
c) Principi
Presso gli uffici doganali di passaggio, le merci trasportate nel regime TIR non soggiacciono all’obbligo di pagare o di depositare i tributi d’entrata o d’uscita.
1. Per principio, le merci trasportate nel regime TIR con veicoli stradali, autotreni o contenitori piombati non devono essere sottoposte alla visita presso gli uffici doganali di passaggio.
2. Per impedire abusi le autorità doganali possono tuttavia, in casi straordinari e segnatamente allorché sospettano irregolarità, procedere alla visita delle merci presso detti uffici.
Capo II Rilascio dei libretti TIR
Responsabilità delle associazioni garanti
1. Fintanto che saranno rispettate le condizioni e prescrizioni minime convenute nella prima parte dell’Allegato 9, ogni Parte contraente può autorizzare delle associazioni a rilasciare libretti TIR, sia direttamente, sia per il tramite di associazioni con le quali esse sono in relazione, nonché ad assumerne la garanzia. L’autorizzazione è revocata se sono disattese le condizioni e prescrizioni minime contenute nella prima parte dell’Allegato 9.1
2. Un’associazione può essere ammessa2 in un Paese soltanto se la garanzia da essa prestata copre anche gli obblighi risultanti, in tale Paese, da trasporti di merci effettuati sulla scorta di libretti TIR rilasciati da associazioni estere affiliate alla medesima organizzazione internazionale cui è affiliata l’associazione garante.
2bis. Un’organizzazione internazionale è autorizzata dal Comitato di gestione ad assumere la responsabilità dell’organizzazione e del funzionamento efficaci di un sistema internazionale di garanzia. L’autorizzazione è concessa fintanto che l’organizzazione adempie le condizioni e i requisiti di cui alla terza parte dell’allegato 9. Il Comitato di gestione può revocare l’autorizzazione qualora vengano meno tali condizioni e requisiti.3
3. Un’associazione rilascia i libretti TIR unicamente a persone alle quali le autorità competenti delle Parti contraenti sul cui territorio dette persone risiedono o sono domiciliate non abbiano rifiutato l’accesso al regime TIR.4
4. Le persone che adempiono le condizioni e le prescrizioni minime convenute nella seconda parte dell’Allegato 9 alla presente Convenzione possono essere autorizzate ad accedere al regime TIR. Senza pregiudicare le disposizioni dell’articolo 38, l’autorizzazione è revocata qualora non fosse più garantito il rispetto di questi criteri.5
5. L’accesso al regime TIR è accordato in virtù delle procedure definite nella seconda parte dell’allegato 9 alla presente Convenzione.6
1 Nuovo testo giusta la mod. del 27 giu. 1997, approvata dall’AF il 24 set. 1998 in vigore dal 17 feb. 1999 (RU 2003 664 663; FF 1998 3293).
3 Introdotto dalla mod. approvata dal CF l’8 mar. 2002 (RU 2003 915). Nuovo testo giusta la mod. approvata dal CF il 26 giu. 2013 ed in vigore dal 10 ott. 2013 (RU 2013 2787).
4 Introdotto dalla mod. del 27 giu. 1997, approvata dall’AF il 24 set. 1998 in vigore dal 17 feb. 1999 (RU 2003 664 663; FF 1998 3293).
5 Introdotto dalla mod. del 27 giu. 1997, approvata dall’AF il 24 set. 1998 in vigore dal 17 feb. 1999 (RU 2003 664 663; FF 1998 3293).
6 Introdotto dalla mod. del 27 giu. 1997, approvata dall’AF il 24 set. 1998 in vigore dal 17 feb. 1999 (RU 2003 664 663; FF 1998 3293).
I moduli di libretti TIR, inviati alle associazioni garanti da associazioni estere con le quali sono in relazione o da organizzazioni internazionali, saranno ammessi in esenzione da tributi d’entrata o d’uscita e non saranno assoggettati nè a divieti, nè a restrizioni d’importazione e d’esportazione.
1. L’associazione garante s’impegna a pagare i tributi d’entrata o d’uscita esigibili fino all’importo massimo garantito, più eventuali interessi di mora, dovuti in virtù di leggi e regolamenti doganali della Parte contraente in cui è stata accertata un’irregolarità, in correlazione con un’operazione TIR, che comporti una richiesta nei confronti dell’associazione garante. L’associazione garante risponde solidalmente, insieme con le persone debitrici dei succitati importi, del pagamento di dette somme.1
2. Allorché le leggi e i regolamenti di una Parte contraente non prevedono il pagamento dei tributi d’entrata o d’uscita nei casi previsti al paragrafo 1 che precede, l’associazione garante deve impegnarsi a pagare, nelle medesime condizioni, una somma pari all’importo dei tributi d’entrata o d’uscita, più gli eventuali interessi di mora.
3. Ogni Parte contraente fissa l’importo massimo, per ogni libretto TIR, delle somme che possono essere richieste dall’associazione garante in virtù delle disposizioni dei succitati paragrafi 1 e 2.
4. La responsabilità solidale dell’associazione garante verso le autorità del Paese nel quale è sito l’ufficio doganale di partenza sorge all’atto in cui il libretto TIR è accettato dall’ufficio doganale. Rispetto agli altri Paesi, attraverso i quali le merci sono successivamente trasportate nel regime TIR, la responsabilità sorge all’entrata delle merci in questi Paesi, oppure, allorché il trasporto TIR è sospeso giusta l’articolo 26 paragrafi 1 e 2, all’atto dell’accettazione del libretto TIR da parte dell’ufficio doganale presso il quale il trasporto TIR riprende.2
5. L’associazione garante risponde non solo delle merci menzionate nel libretto TIR, ma anche delle merci che, pur non essendo menzionate nel libretto TIR, si trovassero nella parte piombata di un veicolo stradale o in un contenitore piombato; essa non è invece tenuta a rispondere di altre merci.
6. Per la determinazione dei tributi menzionati ai paragrafi 1 e 2 fanno stato, fino a prova contraria, le indicazioni contenute nel libretto TIR.
7. ... 3
1 Nuovo testo giusta la mod. approvata dal CF l’8 giu. 2012, in vigore dal 13 set. 2012 (RU 2012 4503).
2 Nuovo testo della frase giusta la mod. approvata dal CF l’8 mar. 2002, in vigore dal 12 mag. 2002 (RU 2003 915).
3 Abrogato dalla mod. approvata dal CF l’8 giu. 2012, con effetto dal 13 set. 2012 (RU 2012 4503).
1. L’associazione garante fissa la durata di validità del libretto TIR, specificando l’ultimo giorno di validità dopo il quale il libretto non può più essere presentato, per l’accettazione, all’ufficio doganale di partenza.
2. Se il libretto è stato accettato dall’ufficio doganale di partenza al più tardi l’ultimo giorno della sua validità, conformemente al paragrafo 1 che precede, esso rimarrà valevole sino al termine dell’operazione TIR presso l’ufficio doganale di destinazione.
1. L’appuramento di un’operazione TIR deve essere effettuato senza ritardo.
2. Se hanno appurato un’operazione TIR, le autorità doganali di una Parte contraente2 non possono più esigere dall’associazione garante il pagamento dei tributi menzionati all’articolo 8 paragrafi 1 e 2, tranne nel caso in cui l’attestazione della fine dell’operazione TIR sia stata ottenuta abusivamente o fraudolentemente o non vi sia stata la fine dell’operazione.
2 Nuova espressione giusta la mod. approvata dal CF l’8 giu. 2012, in vigore dal 13 set. 2012 (RU 2012 4503).
1. In caso di non appuramento di un’operazione TIR, le autorità competenti possono:
notificare il non appuramento al titolare del libretto TIR, all’indirizzo indicato sul libretto;
notificare il non appuramento all’associazione garante.
Entro un anno dalla data di accettazione del libretto TIR da parte delle autorità competenti, dette autorità notificano all’associazione garante il non appuramento, oppure entro un termine di due anni, qualora l’attestazione della fine dell’operazione TIR sia stata falsificata oppure ottenuta abusivamente o fraudolentemente.1
2. Qualora il pagamento degli importi di cui all’articolo 8, paragrafi 1 e 2, diventi esigibile, le autorità competenti, per quanto possibile, ne faranno richiesta alle persone tenute al pagamento prima di rivolgersi all’associazione garante.2
3. La richiesta di pagamento delle somme di cui all’articolo 8, paragrafi 1 e 2, è inviata all’associazione garante al più presto dopo un mese3, e al più tardi dopo due anni, a decorrere dal giorno in cui si è notificato all’associazione che l’operazione TIR non è stata appurata oppure che l’attestazione della fine dell’operazione TIR è stata falsificata oppure ottenuta abusivamente o fraudolentemente. Tuttavia, nei casi di operazioni TIR che, durante il succitato termine di due anni, sono soggette a procedimenti amministrativi o giudiziari relativi all’obbligo di pagamento delle persone di cui al paragrafo 2 del presente articolo, la richiesta di pagamento è notificata entro il termine di un anno, a decorrere dal giorno in cui ha effetto la decisione delle autorità competenti o del tribunale.4
4. L’associazione garante versa gli importi richiesti entro un termine di tre mesi a decorrere dalla data della richiesta di pagamento.5
5. Gli importi versati sono restituiti all’associazione garante a condizione che, entro due anni dalla data della richiesta di pagamento, si comprovi, a soddisfazione delle autorità competenti, che in relazione all’operazione TIR in questione non è stata commessa alcuna irregolarità. Il termine di due anni può essere prolungato conformemente alla legislazione nazionale.6
2 Introdotto dalla mod. approvata dal CF l’8 giu. 2012, in vigore dal 13 set. 2012 (RU 2012 4503).
3 Nuova espressione giusta la mod. del 12 ott. 2017, in vigore per la Svizzera dal 3 feb. 2019 (RU 2019 375).
4 Originario par. 2. Nuovo testo giusta la mod. approvata dal CF l’8 giu. 2012, in vigore dal 13 set. 2012 (RU 2012 4503).
5 Originario par. 3. Nuovo testo giusta la mod. approvata dal CF l’8 giu. 2012, in vigore dal 13 set. 2012 (RU 2012 4503).
6 Introdotto dalla mod. approvata dal CF l’8 giu. 2012, in vigore dal 13 set. 2012 (RU 2012 4503).
Capo III Trasporto di merci con libretto TIR
a) Ammissione di veicoli e di contenitori
Per usufruire delle disposizioni giusta le sezioni a) e b) del presente Capo, ogni veicolo stradale deve adempiere, riguardo al tipo di costruzione e all’equipaggiamento, le condizioni fissate nell’Allegato 2 della presente Convenzione ed essere stato ammesso secondo la procedura stabilita nell’Allegato 3 della presente Convenzione. Il certificato d’ammissione dev’essere conforme al modello riprodotto nell’Allegato 4.
1. Le disposizioni delle sezioni a) e b) del presente Capo sono applicabili solo se i contenitori sono costruiti secondo le norme fissate nell’Allegato 7, Parte I, e se sono stati ammessi conformemente alla procedura stabilita nella Parte II di detto Allegato.
2. Sono reputati conformi alle disposizioni del paragrafo 1 che precede i contenitori ammessi al trasporto di merci sotto chiusura doganale in applicazione della Convenzione doganale concernente le casse mobili, del 1956, dei successivi accordi stipulati in tale ambito sotto l’egida delle Nazioni Unite, della Convenzione doganale concernente i contenitori, 19721, o di qualsiasi altro trattato internazionale che sostituisse o modificasse detta Convenzione; i succitati contenitori devono essere ammessi al trasporto nel regime TIR senza nuova ammissione.
1 RS 0.631.250.112
1. Ciascuna Parte contraente si riserva il diritto di rifiutare il riconoscimento della validità dell’ammissione dei veicoli stradali o dei contenitori che non soddisfano alle condizioni previste negli articoli 12 e 13 che precedono. Le Parti contraenti eviteranno tuttavia un ritardo del trasporto quando le lacune accertate sono di poco conto e non implicano il pericolo di contrabbando.
2. Se un veicolo stradale o un contenitore non adempie più le condizioni che avevano giustificato la sua ammissione, prima di riutilizzarlo per il trasporto di merci sotto chiusura doganale dovrà essere rimesso nel suo stato iniziale, oppure essere nuovamente ammesso dall’autorità competente.
b) Procedura di trasporto sulla scorta di un libretto TIR
1. Per l’importazione temporanea di veicoli stradali, autotreni o contenitori utilizzati per il trasporto di merci nel regime TIR non è richiesto un documento doganale particolare. Per i veicoli stradali, gli autotreni o i contenitori non è richiesta una garanzia.
2. Le disposizioni del paragrafo 1 di questo articolo non impediscono ad una Parte contraente di esigere che presso l’ufficio doganale di destinazione siano effettuate le formalità prescritte dai suoi regolamenti nazionali, al fine di assicurarsi che il veicolo stradale, l’autotreno o il contenitore sia riesportato al termine dell’operazione TIR.
I veicoli stradali o gli autotreni impiegati per effettuare trasporti TIR devono essere provvisti, sulla parte anteriore e su quella posteriore, di una targa rettangolare avente le caratteristiche menzionate nell’Allegato 5 e recante la dicitura «TIR». Tali targhe devono essere apposte in modo che siano ben visibili; esse devono essere amovibili. Devono essere amovibili o fissate o concepite in modo da poter essere rigirate, ricoperte o piegate o da poter comunque indicare che non è in corso un’operazione di trasporto TIR.
1. Dev’essere allestito un libretto TIR separatamente per ogni veicolo stradale e ogni contenitore. È tuttavia possibile rilasciare un solo libretto TIR per un autotreno, risp. per parecchi contenitori caricati su un solo veicolo stradale o su un autotreno. In tal caso il manifesto delle merci del libretto TIR deve menzionare separatamente il contenuto di ogni veicolo facente parte di un autotreno o di ogni contenitore.
2. Il libretto TIR è valevole soltanto per un viaggio. Esso deve contenere almeno i tagliandi staccabili necessari per il trasporto TIR in questione.1
Un trasporto TIR può comprendere diversi uffici doganali di partenza e di destinazione, ma il numero totale degli uffici doganali di partenza e di destinazione non dev’essere superiore a quattro. Il libretto TIR può essere presentato agli uffici doganali di destinazione soltanto se è stato approvato da tutti gli uffici doganali di partenza.
1 Nuovo testo giusta la mod. approvata dal CF il 20 giu. 1988, in vigore dal 1° ago. 1988 (RU 1988 1304).
Le merci e il veicolo stradale, l’autotreno o il contenitore vanno presentati all’ufficio doganale di partenza insieme con il libretto TIR. Le autorità doganali del Paese di partenza devono prendere i necessari provvedimenti per verificare l’esattezza del manifesto delle merci e per l’apposizione delle chiusure doganali, oppure per controllare le chiusure doganali apposte, sotto la responsabilità delle citate autorità doganali, dalle persone debitamente autorizzate.
Le autorità doganali possono fissare un termine per il trasporto attraverso il loro Paese ed esigere che il veicolo stradale, l’autotreno o il contenitore segua un itinerario prestabilito.
Il veicolo stradale, l’autotreno o il contenitore devono essere presentati con il carico e il rispettivo libretto TIR, per il controllo, ad ogni ufficio doganale di passaggio e agli uffici doganali di destinazione.
1. Sempreché siano intatte, gli uffici doganali di passaggio di ogni Parte contraente accetteranno, di regola, le chiusure doganali apposte dalle autorità doganali delle altre Parti contraenti, a meno che essi procedano ad una visita delle merci giusta l’articolo 5 paragrafo 2. Se necessario agli effetti del controllo, essi possono tuttavia apporre, di sopraggiunta, le proprie chiusure doganali.
2. Le chiusure doganali così accettate da una Parte contraente fruiscono, sul suo territorio, della medesima protezione giuridica prevista per le chiusure doganali nazionali.
Solo in casi straordinari le autorità doganali possono
far scortare sul loro territorio, a spese dei trasportatori, i veicoli stradali, gli autotreni o i contenitori,
procedere, in corso di viaggio, al controllo e alla visita del carico dei veicoli stradali, degli autotreni o dei contenitori.
Se le autorità doganali procedono, in corso di viaggio o presso un ufficio doganale di passaggio, alla visita del carico di un veicolo stradale, di un autotreno o di un contenitore, esse devono menzionare le nuove chiusure apposte, nonché il genere dei controlli eseguiti, nei tagliandi del libretto TIR impiegati nel loro Paese, nelle rispettive matrici e nei rimanenti tagliandi del libretto TIR.
Se, in casi diversi da quelli menzionati agli articoli 24 e 35, una chiusura doganale è deteriorata in corso di viaggio o se delle merci sono state distrutte o danneggiate senza lesione delle chiusure doganali, il libretto TIR dovrà essere utilizzato conformemente alla procedura prevista nell’Allegato 1 della presente Convenzione, salva restando l’eventuale applicazione delle disposizioni legislative nazionali; si dovrà inoltre stendere il processo verbale di accertamento inserito nel libretto TIR.
1. Se un trasporto effettuato sulla scorta di un libretto TIR attraversa, su una parte del percorso, il territorio di uno Stato che non è Parte contraente della presente Convenzione, il trasporto TIR è sospeso durante detto tragitto. In tal caso le autorità doganali della Parte contraente sul cui territorio il trasporto è quindi proseguito accetteranno il libretto TIR, per la ripresa del trasporto TIR, sempreché le chiusure doganali e/o i segni di riconoscimento siano rimasti intatti. Se le chiusure doganali non sono più intatte, le autorità doganali possono accettare il libretto TIR per la ripresa del trasporto TIR conformemente alle disposizioni dell’articolo 25.1
2. Ciò vale anche per la parte del tragitto durante la quale il libretto TIR non è utilizzato dal titolare del libretto, sul territorio di una Parte contraente, perché può usufruire di procedure doganali di transito più semplici o quando per il transito non è richiesta una procedura doganale.
3. In tali casi gli uffici doganali presso i quali il trasporto TIR è interrotto o ripreso saranno reputati uffici di passaggio in uscita, rispettivamente in entrata.
1 Per. introdotto dalla mod. approvata dal CF il 26 mag. 2004 ed in vigore dal 19 set. 2004 (RU 2005 703).
Verso riserva delle disposizioni della presente Convenzione, segnatamente dell’articolo 18, l’ufficio doganale di destinazione inizialmente designato può essere sostituito con un altro ufficio doganale di destinazione.
1. La fine di un’operazione TIR deve essere attestata senza ritardo dalle autorità doganali. Esse possono farlo con o senza riserve; qualora vengano formulate, eventuali riserve devono essere basate su fatti legati all’operazione TIR stessa. Questi fatti devono essere chiaramente annotati nel libretto TIR.
2. Nei casi in cui le merci siano assoggettate a un altro regime doganale o a un altro sistema di sorveglianza doganale, tutte le irregolarità che possono essere state accertate sotto questo altro regime doganale o sotto questo altro sistema di sorveglianza doganale non devono essere attribuite al titolare del libretto TIR nella sua veste di titolare o a qualsiasi altra persona agente in suo nome.
1 Nuove testo giusta la mod. approvata dal CF l’8 mar. 2002, in vigore dal 12 mag. 2002 (RU 2003 915).
c) Disposizioni concernenti i trasporti di merci ponderose o voluminose
1. Le disposizioni della presente sezione sono applicabili unicamente ai trasporti di merci ponderose o voluminose definite all’articolo 1 lettera p)1 della presente Convenzione.
2. Allorché le disposizioni della presente sezione sono applicabili, spetta alle autorità dell’ufficio doganale di partenza decidere se il trasporto di merci ponderose o voluminose può essere effettuato con veicoli o contenitori non piombati.
3. Le disposizioni della presente sezione saranno applicate soltanto se le autorità dell’ufficio doganale di partenza reputano che sulla scorta della descrizione presentata è senz’altro possibile identificare le merci ponderose o voluminose, nonché, dato il caso, gli accessori trasportati contemporaneamente, o se le merci possono essere provviste di chiusure doganali e/o segni di riconoscimento, in modo da impedire che siano sostituite o sottratte senza lasciare tracce visibili.
1 Nuove parole giusta la mod. approvata dal CF l’8 mar. 2002, in vigore dal 12 mag. 2002 (RU 2003 915).
Sempreché le prescrizioni particolari della presente sezione non prevedano delle deroghe, tutte le disposizioni della presente Convenzione sono applicabili al trasporto di merci ponderose o voluminose nel regime TIR.
L’associazione garante risponde non solo delle merci menzionate nel libretto TIR, ma anche delle merci che, pur non essendo annotate nel libretto, si trovassero sulla superficie di carico o tra le merci menzionate nel libretto TIR.
Il libretto TIR utilizzato deve recare sulla copertina e su tutti i tagliandi l’indicazione «merci ponderose o voluminose», scritta in grassetto in lingua inglese o francese.
L’ufficio doganale di partenza può esigere che al libretto TIR siano allegati liste dei colli, fotografie, piani, ecc., occorrenti per identificare le merci trasportate. In tal caso esso deve apporre un visto su tali documenti, indi appuntare un esemplare di ognuno di essi sul verso della copertina del libretto TIR; tutti i manifesti delle merci dovranno parimenti menzionare detti documenti.
Gli uffici doganali di passaggio di ciascuna Parte contraente accetteranno le chiusure doganali e/o i segni di riconoscimento apposti dalle autorità competenti delle altre Parti contraenti. Essi possono tuttavia apporre di sopraggiunta altre chiusure doganali e/o altri segni di riconoscimento, annotando poscia nei tagliandi del libretto TIR utilizzati nel loro Paese, nelle rispettive matrici e nei rimanenti tagliandi del libretto TIR, le chiusure doganali e/o i segni di riconoscimento suppletori.
Se a cagione di una visita del carico, eseguita in corso di viaggio o presso un ufficio doganale di passaggio, le autorità doganali sono costrette a danneggiare le chiusure doganali e/o i segni di riconoscimento, esse dovranno annotare nei tagliandi del libretto TIR utilizzati nel loro Paese, nelle rispettive matrici e nei rimanenti tagliandi del libretto TIR, le nuove chiusure doganali e/o i nuovi segni di riconoscimento apposti.
Capo IV Irregolarità
Qualsiasi infrazione alle disposizioni della presente Convenzione esporrà il contravventore, nel Paese in cui l’infrazione è stata commessa, alle sanzioni previste dalla legislazione di detto Paese.
Allorché non è possibile stabilire dove un’irregolarità è stata commessa, la stessa sarà reputata commessa nel territorio della Parte contraente in cui è stata accertata.
1. Ciascuna Parte contraente ha il diritto di escludere, temporaneamente o definitivamente, dalle agevolazioni della presente convenzione chiunque abbia commesso una grave e ripetuta infrazione alle leggi o ai regolamenti doganali applicabili ai trasporti internazionali di merci. Le condizioni alle quali l’infrazione alle leggi o ai regolamenti doganali è considerata grave sono stabilite dalla Parte contraente.1
2. Detta esclusione sarà notificata entro una settimana alle autorità competenti della Parte contraente sul cui territorio il contravventore risiede o è domiciliato, alla (alle) associazione(i) del Paese o del territorio doganale nel quale l’infrazione è stata commessa e alla Commissione di controllo TIR.2
1 Nuovo testo giusta la mod. del 12 ott. 2017, in vigore per la Svizzera dal 3 feb. 2019 (RU 2019 375).
2 Nuovo testo giusta la mod. del 27 giu. 1997, approvata dall’AF il 24 set. 1998 in vigore dal 17 feb. 1999 (RU 2003 664 663; FF 1998 3293).
Se del rimanente le operazioni TIR sono reputate conformi alle prescrizioni, vale quanto segue:
1. Le Parti contraenti trascureranno le divergenze di poco conto inerenti all’obbligo di osservare il termine e l’itinerario prestabiliti.
2. Parimenti, le sconcordanze tra le indicazioni nel manifesto delle merci del libretto TIR e il carico di un veicolo stradale, di un autotreno o di un contenitore non saranno considerate infrazioni a carico del titolare del libretto TIR, a tenore della presente Convenzione, allorché sarà addotta la prova, a soddisfazione delle autorità competenti, che le sconcordanze non sono dovute a errori commessi con piena cognizione di causa o per negligenza all’atto del caricamento o della spedizione delle merci o della stesura del suddetto manifesto.
Le amministrazioni doganali dei Paesi di partenza e di destinazione non imputeranno al titolare del libretto TIR le divergenze eventualmente accertate nei loro Paesi, allorché le stesse concernono procedure doganali svoltesi prima, rispettivamente dopo un trasporto TIR, cui il titolare del libretto TIR non ha partecipato.
Allorché è accertato, a soddisfazione delle autorità doganali, che le merci menzionate nel manifesto di un libretto TIR sono state distrutte o sono irrimediabilmente perse a cagione di un incidente o per forza maggiore, oppure che esse mancano per cause connesse alla loro natura, sarà accordata l’esenzione dal pagamento dei dazi e di altri tributi normalmente esigibili.
Verso domanda motivata di una Parte contraente, le autorità competenti delle Parti contraenti interessate ad un trasporto TIR comunicheranno alla stessa tutte le informazioni disponibili, necessarie per l’applicazione degli articoli 39, 40 e 41 che precedono.
Le autorità competenti, in stretta collaborazione con le associazioni, adottano tutte le misure atte a garantire una corretta utilizzazione dei libretti TIR. All’uopo dette autorità possono prendere adeguate misure di controllo nazionali e internazionali. Le misure di controllo nazionali adottate in questo contesto dalle autorità competenti sono immediatamente comunicate alla Commissione di controllo TIR che verificherà la loro conformità con le disposizioni della Convenzione. Le misure di controllo internazionali sono adottate dal Comitato di gestione.
1 Introdotto dalla mod. del 27 giu. 1997, approvata dall’AF il 24 set. 1998 in vigore dal 17 feb. 1999 (RU 2003 664 663; FF 1998 3293).
Art. 42b1
1. Se del caso, le autorità competenti delle Parti contraenti forniscono alle associazioni autorizzate le informazioni di cui esse necessitano per poter soddisfare i loro impegni conformemente al paragrafo 1 lettera f) iii) della parte prima dell’Allegato 9.
2. L’Allegato 10 stabilisce quali informazioni devono essere fornite in casi particolari.
1 Introdotto dalla mod. approvata dal CF il 3 mag. 2006, in vigore dal 12 ago. 2006 (RU 2007 1187).
Capo V Note esplicative
Le note esplicate degli Allegati 6 e 7 (Parte III) contengono l’interpretazione di certe disposizioni della presente Convenzione e dei suoi Allegati. Esse menzionano parimenti certe pratiche raccomandate.
Capo VI Disposizioni diverse
Ciascuna Parte contraente accorderà alle associazioni garanti interessate delle facilitazioni per il trasferimento delle valute necessarie al pagamento:
delle somme richieste dalle autorità delle Parti contraenti in base alle disposizioni dell’articolo 8 della presente Convenzione; e
di moduli di libretti TIR inviati alle associazioni garanti dalle associazioni estere con le quali sono in relazione o dalle organizzazioni internazionali.
Ciascuna Parte contraente pubblicherà una lista degli uffici doganali di partenza, di passaggio e di destinazione abilitati a compiere le operazioni TIR. Le Parti contraenti i cui territori sono limitrofi designeranno di comune accordo i rispettivi uffici doganali di confine e le ore d’apertura degli stessi.
1. Per le operazioni ufficiali menzionate nella presente Convenzione, svolte dal personale delle dogane, non saranno riscosse delle tasse, tranne allorché esse fossero effettuate fuori dei giorni, delle ore e dei luoghi previsti di regola per tali operazioni.
2. Per quanto possibile le Parti contraenti agevoleranno, presso gli uffici doganali, lo sdoganamento delle merci facilmente deperibili.
1. Le disposizioni della presente Convenzione non impediscono né l’applicazione di restrizioni e controlli previsti da ordinamenti nazionali concernenti la pubblica moralità e la pubblica sicurezza, l’igiene o la salute pubblica, nonché le misure di polizia veterinaria o fitopatologica, né la riscossione di somme esigibili in virtù di tali ordinamenti.
2. Le disposizioni della presente Convenzione non impediscono l’applicazione di altre prescrizioni nazionali o internazionali disciplinanti i trasporti.
Le disposizioni della presente Convenzione non pregiudicano il diritto delle Parti contraenti, formanti un’unione doganale o economica, di emanare particolari norme disciplinanti i trasporti di merci che iniziano o terminano nei loro territori o transitano attraverso quest’ultimi, a condizione che tali norme non riducano le agevolezze previste dalla presente Convenzione.
La presente Convenzione non impedisce l’applicazione di agevolezze più ampie che le Parti contraenti accordano o intendessero accordare, sia mediante disposizioni unilaterali, sia in virtù di accordi bilaterali o multilaterali, a condizione che tali agevolezze non intralcino l’applicazione delle disposizioni della presente Convenzione, segnatamente lo svolgimento delle operazioni TIR.
Le Parti contraenti si comunicheranno vicendevolmente, verso domanda, le informazioni necessarie all’applicazione delle disposizioni della presente Convenzione, segnatamente quelle concernenti l’ammissione dei veicoli stradali o dei contenitori, nonché le caratteristiche tecniche della loro costruzione.
Gli Allegati alla presente Convenzione costituiscono parte integrante della Convenzione.
Art. 52 Firma, ratificazione, accettazione, approvazione e adesione
1. Tutti gli Stati membri dell’Organizzazione delle Nazioni Unite o membri di una delle sue istituzioni specializzate o dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica, nonché qualsiasi Stato che ha aderito allo statuto della Corte internazionale di Giustizia, e qualsiasi altro Stato invitato dall’Assemblea generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite possono diventare Parte contraente della presente Convenzione:
firmandola, senza riserva di ratificazione, d’accettazione o d’approvazione;
depositando uno strumento di ratificazione, d’accettazione o d’approvazione, dopo averla firmata verso riserva di ratificazione, d’accettazione o d’approvazione; o
depositando uno strumento d’adesione.
2. La presente Convenzione sarà aperta dal 1° gennaio 1976 al 31 dicembre 1976, incluso, presso l’Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra, per la firma da parte degli Stati menzionati nel paragrafo 1 del presente articolo. Dopo detta data, essa sarà aperta alla loro adesione.
3. Le unioni doganali o economiche possono parimenti, giusta le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 del presente articolo, diventare Parti contraenti della presente Convenzione contemporaneamente a tutti i loro Stati membri o in qualsiasi momento dopo che tutti i loro Stati membri sono diventati Parti contraenti di detta Convenzione. Tuttavia, tali unioni non avranno diritto di voto.
4. Gli strumenti di ratificazione, d’accettazione, d’approvazione o d’adesione saranno depositati presso il Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.
Art. 53 Entrata in vigore
1. La presente Convenzione entrerà in vigore nove mesi dopo la data alla quale cinque degli Stati membri menzionati al paragrafo 1 dell’articolo 52 l’avranno firmata senza riserva di ratificazione, d’accettazione o d’approvazione, oppure avranno depositato il loro strumento di ratificazione, d’accettazione, d’approvazione o d’adesione.
2. Dopo che cinque degli Stati membri menzionati al paragrafo 1 dell’articolo 52 l’avranno firmata senza riserva di ratificazione, d’accettazione o d’approvazione, oppure avranno depositato il loro strumento di ratificazione, d’accettazione, d’approvazione o d’adesione, la presente Convenzione entrerà in vigore, per tutte le nuove Parti contraenti, sei mesi dopo la data del deposito del loro strumento di ratificazione, d’accettazione, d’approvazione o d’adesione.
3. Ogni strumento di ratificazione, d’accettazione, d’approvazione o d’adesione depositato dopo l’entrata in vigore di un emendamento alla presente Convenzione sarà reputato come applicantesi al testo modificato della presente Convenzione.
4. Ogni strumento di tal genere, depositato dopo l’accettazione di un emendamento, ma prima della sua entrata in vigore, sarà considerato come applicantesi al testo modificato della presente Convenzione alla data dell’entrata in vigore dell’emendamento.
Art. 54 Disdetta
1. Ciascuna Parte contraente potrà disdire la presente Convenzione mediante notificazione indirizzata al Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.
2. La disdetta avrà effetto quindici mesi dopo, a contare dalla data in cui la notificazione sarà pervenuta al Segretario generale.
3. La validità dei libretti TIR accettati dall’ufficio doganale di partenza prima della data alla quale ha effetto la disdetta non sarà infirmata dalla disdetta e la garanzia prestata dalle associazioni garanti conserverà la sua validità a tenore delle condizioni della presente Convenzione.
Art. 55 Abrogazione
Se, dopo l’entrata in vigore della presente Convenzione, il numero degli Stati che sono Parti contraenti risulta inferiore a cinque durante un qualsiasi periodo di dodici mesi consecutivi, la presente Convenzione sarà abrogata a contare dalla scadenza di detto periodo di dodici mesi.
Art. 56 Abrogazione della Convenzione TIR (1959)
1. All’atto della sua entrata in vigore la presente Convenzione abrogherà e sostituirà, agli effetti delle relazioni tra le Parti contraenti della presente Convenzione, la Convenzione TIR (1959)1.
2. I certificati di nullaosta rilasciati per i veicoli stradali e i contenitori secondo le condizioni della Convenzione TIR (1959) saranno accettati dalle Parti contraenti alla presente Convenzione, per il trasporto di merci sotto chiusura doganale, nell’ambito del loro periodo di validità o verso riserva di rinnovo, sempreché tali veicoli e contenitori adempiano ancora le condizioni che avevano inizialmente giustificato la loro ammissione.
1 RS 0.631.252.511
Art. 57 Componimento di controversie
1. Ogni controversia tra due o più Parti contraenti concernente l’interpretazione o l’applicazione della presente Convenzione sarà regolata, per quanto possibile, mediante negoziazioni tra le Parti contendenti o in altro modo.
2. Ogni controversia tra due o più Parti contraenti concernente l’interpretazione o l’applicazione della presente Convenzione, che non può essere regolata nel modo previsto al paragrafo 1 del presente articolo, sarà sottoposta, a richiesta di una di esse, a un tribunale arbitrale così composto: ciascuna delle Parti contendenti nominerà un arbitro; gli arbitri designati nomineranno a loro volta un altro arbitro che fungerà da presidente. Se, tre mesi dopo aver ricevuto la richiesta, una delle Parti non ha ancora designato un arbitro o se gli arbitri non hanno potuto scegliere un presidente, ciascuna delle Parti potrà allora chiedere al Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite di procedere alla nomina di un arbitro o del presidente del tribunale arbitrale.
3. La decisione del tribunale arbitrale costituito conformemente alle disposizioni del paragrafo 2 avrà forza obbligatoria per le Parti contendenti.
4. Il tribunale arbitrale redigerà il suo proprio regolamento interno.
5. Le decisioni del tribunale arbitrale saranno prese alla maggioranza.
6. Qualsiasi controversia che potrebbe sorgere tra le Parti contendenti riguardo all’interpretazione e all’esecuzione della sentenza arbitrale potrà essere portata, da una delle Parti, davanti al tribunale arbitrale che ha emanato la sentenza, per il giudizio da parte di quest’ultimo.
Art. 58 Riserve
1. All’atto della firma o della ratificazione della presente Convenzione o in occasione della sua adesione ogni Stato può dichiarare che non si considera vincolato dai paragrafi da 2 a 6 dell’articolo 57 della presente Convenzione. Le altre Parti contraenti non saranno vincolate da tali paragrafi rispetto alla Parte contraente che avrà espresso una siffatta riserva.
2. La Parte contraente che avrà espresso una riserva conformemente al paragrafo 1 del presente articolo, potrà ritirarla in qualsiasi momento mediante notificazione al Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.
3. Tranne le riserve previste al paragrafo 1 del presente articolo, nessuna riserva è ammessa alla presente Convenzione.
Art. 58a1Comitato di gestione
È istituito un Comitato di gestione composto di tutte le Parti contraenti. La sua composizione, le sue funzioni e il suo regolamento interno sono definiti nell’Allegato 8.
Art. 58b1Commissione di controllo TIR
Il Comitato di gestione istituisce una Commissione di controllo TIR che fungerà da organo sussidiario e adempirà in suo nome i compiti che le sono trasmessi nell’ambito della Convenzione. La sua composizione, le sue funzioni e il suo regolamento interno sono definiti nell’Allegato 8.
Art. 59 Procedura d’emendamento della presente Convenzione
1. La presente Convenzione, compresi i suoi Allegati, potrà essere modificata su proposta di una Parte contraente, conformemente alla procedura prevista nel presente articolo.
2. Ogni proposta di emendamento della presente Convenzione sarà esaminata dal Comitato di gestione composto di tutte le Parti contraenti, conformemente al Regolamento interno oggetto dell’Allegato 81. Ogni emendamento di detto genere, esaminato o elaborato durante la riunione del Comitato di gestione e adottato dal Comitato alla maggioranza dei due terzi dei suoi membri presenti e votanti, sarà comunicato dal Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite alle Parti contraenti, per l’accettazione.
3. Verso riserva delle disposizioni dell’articolo 60, ogni emendamento proposto, comunicato in applicazione delle disposizioni del paragrafo che precede, entrerà in vigore per tutte le Parti contraenti tre mesi dopo la scadenza d’un periodo di dodici mesi, a contare dalla data alla quale è stato comunicato, sempreché durante tale periodo nessuna obiezione all’emendamento proposto sia stata notificata al Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite da uno Stato che è Parte contraente.
4. Se un’obiezione all’emendamento proposto è stata notificata conformemente alle disposizioni del paragrafo 3 del presente articolo, l’emendamento sarà reputato non accettato e non avrà alcun effetto.
Art. 60 Procedura speciale d’emendamento degli Allegati 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 101
1. Ogni proposta di emendamento degli Allegati 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 esaminata conformemente2 alle disposizioni dei paragrafi 1 e 2 dell’articolo 59, entrerà in vigore ad una data che sarà fissata dal Comitato di gestione all’atto della sua accettazione, tranne se a una data anteriore, che il Comitato di gestione fisserà simultaneamente, un quinto degli Stati che sono Parti contraenti o cinque Stati che sono Parti contraenti, qualora detto numero sia inferiore, avranno notificato al Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite che essi sollevano obiezioni contro l’emendamento3. Le date menzionate nel presente paragrafo saranno fissate dal Comitato di gestione alla maggioranza di due terzi dei suoi membri presenti e votanti.
2. All’atto della sua entrata in vigore, un emendamento adottato conformemente alla procedura prevista al paragrafo 1 che precede sostituirà, per tutte le Parti contraenti, qualsiasi disposizione anteriore cui esso si riferisce.
1 Nuovo testo giusta la mod. approvata dal CF il 3 mag. 2006, in vigore dal 12 ago. 2006 (RU 2007 1187).
2 Nuovo testo di parte del per. giusta la mod. approvata dal CF il 3 mag. 2006, in vigore dal 12 ago. 2006 (RU 2007 1187).
3 Nuovo testo giusta la mod. del 27 giu. 1997, approvata dall’AF il 24 set. 1998 in vigore dal 17 feb. 1999 (RU 2003 664 663; FF 1998 3293).
Art. 61 Domande, comunicazioni e obiezioni
Il Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite notificherà a tutte le Parti contraenti e a tutti gli Stati menzionati al paragrafo 1 dell’articolo 52 della presente Convenzione ogni domanda, comunicazione o obiezione presentata in virtù dei succitati articoli 59 e 60, nonché la data dell’entrata in vigore di un emendamento.
Art. 62 Conferenza di revisione
1. Uno Stato che è Parte contraente potrà, mediante notificazione indirizzata al Segretariato generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, chiedere la convocazione di una conferenza al fine di sottoporre la presente Convenzione a revisione.
2. Una conferenza di revisione, alla quale saranno invitate tutte le Parti contraenti e tutti gli Stati menzionati al paragrafo 1 dell’articolo 52, sarà indetta dal Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite allorché entro un termine di sei mesi, a decorrere dalla data in cui il Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite avrà trasmesso la notificazione almeno un quarto degli Stati che sono Parti contraenti gli avranno comunicato che acconsentono alla domanda.
3. Una conferenza di revisione, alla quale saranno invitate tutte le Parti contraenti e tutti gli Stati menzionati al paragrafo 1 dell’articolo 52, sarà parimenti indetta dal Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite tosto che avrà ricevuto una corrispondente richiesta da parte del Comitato di gestione. Il Comitato di gestione deciderà alla maggioranza dei suoi membri presenti e votanti se dev’essere presentata una tale richiesta.
4. Se una conferenza è indetta in applicazione delle disposizioni del paragrafo 1 o 3 del presente articolo, il Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite ne informerà tutte le Parti contraenti, invitandole a sottoporre, entro un termine di tre mesi, le proposte che esse desiderano siano esaminate durante la conferenza. Il Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite trasmetterà a tutte le Parti contraenti, almeno tre mesi prima della data d’apertura della conferenza, l’ordine del giorno provvisorio della conferenza e i testi di tali proposte.
Art. 63 Notificazioni
Oltre alle notificazioni e comunicazioni previste agli articoli 61 e 62, il Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite notificherà a tutti gli Stati menzionati all’articolo 52:
le firme, ratificazioni, accettazioni, approvazioni e adesioni a tenore dell’articolo 52;
le date d’entrata in vigore della presente Convenzione, conformemente all’articolo 53;
le disdette a tenore dell’articolo 54;
l’abrogazione della presente Convenzione, a tenore dell’articolo 55;
le riserve formulate conformemente all’articolo 58.
Art. 64 Testo autentico
Dopo il 31 dicembre 1976 l’originale della presente Convenzione sarà depositato presso il Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, il quale ne trasmetterà copie autenticate a ciascuna delle Parti contraenti e a ciascuno degli Stati menzionati al paragrafo 1 dell’articolo 52 che non sono Parti contraenti.
Fatto a Ginevra, il quattordici novembre millenovecentosettantacinque in un solo esemplare, in francese, inglese e russo, testi che fanno ugualmente fede.
Modello del libretto TIR2
1. Il libretto TIR è stampato in francese, tranne la pagina 1 della copertina le cui rubriche sono stampate anche in inglese; le «Règles relatives à l’utilisation du carnet TIR» sono riprodotte in inglese a pagina 3 della copertina. Il «Procès-verbal de constat» può, secondo i bisogni, figurare sul retro in una lingua diversa dal francese.
2. I libretti utilizzati per le operazioni TIR nell’ambito di una catena di garanzia regionale possono essere stampati in una delle lingue ufficiali dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, tranne la pagina 1 della copertina le cui rubriche sono stampate anche in inglese o in francese. Le «Règles relatives à l’utilisation du carnet TIR» sono stampate a pagina 2 della copertina nella lingua ufficiale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite utilizzata, come pure in inglese o in francese, a pagina 3 di detta copertina.
3. Per il trasporto del tabacco e dell’alcool ai fini dei quali in conformità della nota esplicativa 0.8.3 dell’allegato 6 può essere chiesta una garanzia più elevata all’associazione garante, le autorità doganali dovranno esigere i libretti TIR recanti chiaramente sulla copertina e su tutti i fogli la menzione «TABAC/ALCCOL» e «TOBACCO/ALCOHOL». Detti libretti devono inoltre recare almeno in inglese e in francese, su un foglietto separato posto dopo la pagina 2 della copertina, precisazioni concernenti le categorie di tabacco e di alcool garantite.
1 Nuovo testo giusta la mod. approvata dal CF il 16 giu. 1986 (RU 1986 1395). Aggiornato giusta le mod. approvate dal CF il 20 giu. 1988 (RU 1988 1304), il 29 giu. 1994 (RU 1994 1921), il 12 mag. 1995 (RU 1997 881), l’8 mar. 2002 (RU 2003 915), il 21 dic. 2005 (RU 2006 1157) e dalla mod. del DFF del 30 set. 2014, in vigore per la Svizzera il 1° gen. 2015 (RU 2014 4423).
2 Il modello non è pubblicato nella RS, per lo stato attuale vedi le modifiche qui avanti. Può essere ottenuto presso la Direzione generale delle dogane, Sezione Franchigia doganale e transiti, 3003 Berna.
Prescrizioni sulle condizioni tecniche applicabili ai veicoli stradali che possono essere ammessi al trasporto internazionale sotto chiusura doganale
Per il trasporto internazionale di merci sotto chiusura doganale saranno ammessi soltanto i veicoli il cui compartimento riservato al carico è costruito in modo che:
nessuna merce possa essere asportata né introdotta dalla parte piombata del contenitore senza lasciare tracce visibili di manomissione o senza danneggiare la chiusura doganale;
la chiusura doganale possa esservi apposta in modo semplice ed efficace;
non comportino ricettacoli in cui possano essere celate merci;
tutti gli spazi atti a contenere merci siano facilmente accessibili per il controllo doganale.
Art. 2 Struttura del compartimento riservato al carico
1. Affinché i compartimenti riservati al carico soddisfino alle condizioni del succitato articolo 1 è richiesto quanto segue:
gli elementi costitutivi del compartimento riservato al carico (pareti, pavimenti, porte, tetto, montanti, telai, traverse, ecc.) devono essere commessi sia mediante dispositivi che non possono essere rimossi e riapplicati dall’esterno senza lasciare tracce visibili, sia fissandoli in modo da costituire un tutto che non possa essere modificato senza lasciare tracce visibili. Se le pareti, il pavimento, le porte e il tetto sono costituiti da diversi elementi, quest’ultimi devono soddisfare alle medesime condizioni ed essere sufficientemente resistenti;
le porte e tutti gli altri congegni di chiusura (compresi i rubinetti, i passi d’uomo, le flange, ecc.) vanno provvisti di un dispositivo che permetta l’apposizione della chiusura doganale. Detto dispositivo non deve poter essere rimosso e riapplicato dall’esterno senza lasciare tracce visibili e anche la porta o la chiusura non dovrà poter essere aperta senza danneggiare la chiusura doganale. Quest’ultima dev’essere sufficientemente protetta. Sono ammessi i tetti scorrevoli;
le aperture di aerazione e di scolo vanno provviste di un dispositivo che impedisca l’accesso all’interno del compartimento riservato al carico. Tale dispositivo sarà costruito in modo da non poter essere rimosso e riapplicato dall’esterno senza lasciare tracce visibili.
2. Nonostante le disposizioni dell’articolo 1 lettera c) delle presenti prescrizioni, gli elementi costitutivi del compartimento riservato al carico che, per motivi di praticità, comportano degli spazi vuoti, sono ammessi (ad es. interstizi di doppie pareti). Per impedire che tali spazi siano utilizzati per dissimularvi merci vale quanto segue:
se il rivestimento interno del compartimento ricopre la parete su tutta la sua altezza dal pavimento al tetto o, in altri casi, se lo spazio tra il rivestimento e la parete esterna è interamente chiuso, detto rivestimento dovrà essere applicato in modo che non possa essere smontato e riapplicato senza lasciar tracce visibili; e
se il rivestimento non ricopre la parete su tutta la sua altezza e se gli spazi che lo separano dalla parete esterna non sono interamente chiusi, e in tutti gli altri casi in cui la costruzione genera degli spazi, il numero di detti spazi dovrà essere ridotto al minimo e tali spazi dovranno essere facilmente accessibili per il controllo doganale.
3. I lucernari sono permessi a condizione che siano costituiti da materiali sufficientemente resistenti e che non possano essere rimossi e riapplicati dall’esterno senza lasciare tracce visibili. Il vetro può essere ammesso; se è però utilizzato un vetro diverso da quello di sicurezza i lucernari dovranno essere provvisti di una rete metallica fissa, inamovibile dall’esterno. La dimensione delle maglie della rete non deve superare 10 mm.
4. Le aperture praticate nel pavimento a scopi tecnici, come la lubrificazione, la manutenzione, il riempimento della sabbiera, sono ammesse soltanto se provviste di un coperchio fissato in modo tale che non sia possibile accedere dall’esterno al compartimento riservato al carico.
Art. 3 Veicoli provvisti di copertone
1. Nella misura in cui sono applicabili, gli articoli 1 e 2 delle presenti prescrizioni fanno stato anche per i veicoli provvisti di copertone. Quest’ultimi dovranno inoltre adempiere le condizioni del presente articolo.
2. Il copertone dev’essere di tela olona, oppure di tessuto gommato o ricoperto di materia plastica, inestensibile e sufficientemente resistente. Esso dev’essere in buono stato e confezionato in modo che dopo l’apposizione del dispositivo di chiusura non sia possibile accedere al compartimento riservato al carico senza lasciare tracce visibili.
3. Se il copertone è costituito da diversi pezzi, gli orli di quest’ultimi saranno ripiegati l’uno nell’altro e commessi mediante due cuciture distanti tra loro almeno 15 mm. Le cuciture vanno eseguite conformemente all’illustrazione n. 1 allegata alle presenti prescrizioni; tuttavia, se certe parti del copertone non possono essere commesse in tal modo (ad es. trattandosi di raddoppiature e di angoli rinforzati), basterà ripiegare l’orlo della parte superiore ed eseguire le cuciture secondo le illustrazioni n. 2 o 2a) allegate alle presenti prescrizioni. Una delle due cuciture dev’essere visibile solo dall’interno ed eseguita con filo di colore nettamente diverso da quello dell’altra cucitura e dal colore del copertone. Tutte le cuciture saranno eseguite a macchina.
4. Se il copertone è costituito da diversi pezzi di tessuto ricoperto di uno strato di materia plastica, i pezzi possono essere commessi anche mediante saldatura, conformemente all’illustrazione n. 3 allegata alle presenti prescrizioni. Gli orli dei pezzi vanno sovrapposti su almeno 15 mm e fusi insieme su tutta la larghezza di 15 mm. Il bordo del lato esterno dev’essere ricoperto di un nastro di materia plastica, della larghezza di almeno 7 mm, che sarà fissato con il medesimo procedimento di saldatura. Sul nastro di materia plastica, nonché ai due lati dello stesso, su una larghezza di almeno 3 mm, si imprimerà un rilievo uniforme e ben visibile. La saldatura va eseguita in modo che i pezzi non possano essere separati e poi ricongiunti senza lasciare tracce visibili.
5. Le raccomandature saranno eseguite conformemente all’illustrazione n. 4 allegata alle presenti prescrizioni; a tal uopo gli orli dovranno essere ripiegati l’uno nell’altro e congiunti mediante due cuciture visibili e distanti tra loro almeno 15 mm; il colore del filo visibile dall’interno dev’essere diverso da quello del filo visibile dall’esterno e dal colore del copertone. Tutte le cuciture vanno eseguite a macchina. Se un copertone deteriorato ai bordi deve essere raccomodato inserendo delle toppe nei punti danneggiati, le cuciture possono essere eseguite anche secondo il paragrafo 3 del presente articolo, conformemente all’illustrazione n. 1 allegata alle presenti prescrizioni. I copertoni costituiti da tessuto ricoperto di uno strato di materia plastica possono essere riparati anche secondo il metodo descritto al paragrafo 4 del presente articolo, ma in tal caso la toppa va applicata sulla faccia interna e il nastro apposto su entrambe le facce del copertone.
6. Il copertone dev’essere fissato al veicolo in modo che siano integralmente adempite le condizioni menzionate all’articolo 1 lettere a) e b) delle presenti prescrizioni. Sono possibili i seguenti sistemi di fissazione:
Il copertone può essere fissato mediante:
anelli metallici apposti al veicolo;
occhielli praticati nell’orlo del copertone;
un mezzo di chiusura introdotto negli anelli, sopra il copertone, visibile dall’esterno su tutta la sua lunghezza.
Il copertone deve ricoprire le parti solide del veicolo su una larghezza di almeno 250 mm misurata dal centro degli anelli di fissazione, tranne nei casi in cui il veicolo sia già costruito in modo da impedire qualsiasi accesso al compartimento riservato al carico.
Se l’orlo di un copertone dev’essere fissato durevolmente al veicolo, la commettitura sarà eseguita senza lasciare interstizi e impiegando dispositivi solidi.
Se è utilizzato un dispositivo di chiusura a catenaccio, allo stato chiuso esso dovrà unire saldamente il copertone all’esterno del compartimento riservato al carico (vedi a titolo d’esempio l’illustrazione n. 6).
7. Il copertone sarà sorretto da un’adeguata sovrastruttura (montanti, pareti, archi, panconcelli, ecc.).
8. Lo spazio tra gli anelli e quello tra gli occhielli non dev’essere superiore a 200 mm. Può essere però superiore a detto limite ma non a 300 mm tra gli anelli e tra gli occhielli apposti su ambedue i lati del montante, se il genere di costruzione del veicolo e del copertone impedisce l’accesso alla superficie di carico. Gli occhielli vanno rinforzati.
9. Per fissare il copertone si utilizzeranno:
cavi di acciaio d’un diametro di almeno 3 mm;
corde di canapa o di sisal d’un diametro di almeno 8 mm, provviste di una guaina di materia plastica trasparente e inestensibile;
cavi costituiti da un certo numero di fibre di vetro incorporate in una guaina in acciaio ritorto, provvista a sua volta di una guaina di materia plastica trasparente e inestensibile; oppure
cavi con anima di materia tessile avvolta in almeno quattro trefoli, costituiti esclusivamente da fili d’acciaio ricoprenti interamente l’anima, a condizione che il diametro di detti cavi sia di almeno 3 mm (misurato senza l’eventuale guaina di materia plastica trasparente).
I cavi di cui alla lettera a) o d) possono essere provviste di una guaina di materia plastica trasparente e inestensibile.
Se il copertone deve essere fissato all’armatura in un sistema di costruzione peraltro conforme alle disposizioni del paragrafo 6a) del presente articolo, può essere utilizzata una correggia per fissazione (l’illustrazione n. 7 qui aggiunta mostra un esempio di sistema di costruzione di questo tipo). La correggia deve essere conforme alle prescrizioni previste nel paragrafo 11a) iii) per quanto riguarda il materiale, le dimensioni e la forma.
10. Ogni cavo o corda di qualsiasi tipo dovrà essere d’un sol pezzo e provvisto, alle due estremità, di una ghiera di metallo duro. Ogni ghiera di metallo dovrà permettere il passaggio della cordicella o del nastro metallico della chiusura doganale. Il dispositivo d’aggancio di ogni ghiera alle estremità del cavo o della corda di cui al paragrafo 9 lettere a), b) o d) sarà munito di un ribadino cavo, attraversante il cavo o la corda, per introdurvi la cordicella o il nastro metallico della chiusura doganale. Il cavo o la corda dovranno essere visibili da ambo le parti del ribadino cavo, affinché si possa accertare che sono costituiti da un sol pezzo (v. illustrazione n. 5 allegata alle presenti prescrizioni).»
11. Nelle aperture serventi al caricamento e allo scaricamento delle merci, le due superfici devono essere congiunte. Si potrà far uso dei seguenti sistemi:
I due orli del copertone devono essere sufficientemente sovrapposti. La loro chiusura sarà inoltre assicurata mediante:
una raddoppiatura cucita o saldata conformemente ai paragrafi 3 e 4 del presente articolo;
anelli e occhielli rispondenti alle condizioni del paragrafo 8 del presente articolo; gli anelli devono essere di metallo; e
una cinghia , costituita da materiale idoneo, d’un sol pezzo e inestensibile, d’una larghezza di almeno 20 mm e d’uno spessore di almeno 3 mm, la quale sarà introdotta negli anelli in modo da riunire entrambi gli orli del copertone e la raddoppiatura; la correggia dev’essere fissata alla parte interna del copertone e provvista:
sia di un occhiello per introdurvi il cavo o la corda menzionati al paragrafo 9 del presente articolo,
sia di un occhiello per accogliere l’anello metallico menzionato al paragrafo 6 del presente articolo e fissato dal cavo o dalla corda menzionati al paragrafo 9 del presente articolo.
Non è necessaria una raddoppiatura allorché il veicolo è già munito di un dispositivo speciale (bloccaggio ecc.) che impedisce di accedere al compartimento riservato al carico senza lasciare tracce visibili. Sui veicoli dotati di copertoni scorrevoli non è necessario neppure un dispositivo di fissazione.
Uno speciale sistema di chiusura di sicurezza che mantiene gli orli dei copertoni strettamente uniti quando il compartimento riservato al carico è chiuso e sigillato. Questo sistema sarà munito di un’apertura attraverso la quale si farà passare l’anello metallico menzionato al paragrafo 6 del presente articolo per poi assicurarlo con una corda o un cavo menzionati al paragrafo 9 del presente articolo (v. ad es. l’illustrazione n. 8 acclusa al presente allegato).
Art. 4 Veicoli provvisti di copertoni scorrevoli
1. Nella misura in cui sono applicabili, gli articoli da 1 a 3 delle presenti prescrizioni fanno stato anche per i veicoli dotati di copertoni scorrevoli. Questi veicoli devono inoltre adempiere le disposizioni del presente articolo.
2. Copertoni scorrevoli, pavimenti, porte e altri componenti del compartimento di carico devono adempiere sia i requisiti prescritti dall’articolo 3 paragrafi 6, 8, 9 e 11 sia quelli prescritti nelle lettere a)-f) di seguito:
copertoni scorrevoli, pavimento, porte e tutti gli altri elementi costitutivi del compartimento di carico sono commessi sia mediante dispositivi che non possono essere rimossi e riapplicati dall’esterno senza lasciare tracce visibili sia fissandoli in modo da costituire un tutto che non possa essere modificato senza lasciare tracce visibili;
il copertone deve ricoprire la parte fissa sul tetto del veicolo per almeno 1/4 della distanza effettiva che separa le cinghie di tensionamento. Il copertone deve ricoprire per almeno 50 mm la parte fissa sul pavimento del veicolo. L’apertura orizzontale tra il copertone e la parte fissa del compartimento di carico, misurata perpendicolarmente in un punto qualsiasi lungo l’asse longitudinale, non deve essere superiore ai 10 mm nel caso in cui il compartimento di carico sia stato sottoposto a chiusura doganale;
la guida e i dispositivi di tensione dei copertoni scorrevoli nonché le altre parti mobili sono commessi in modo che, una volta chiuse e dotate di sigillo doganale, le porte e le altre parti mobili non possano essere aperte o chiuse dall’esterno senza lasciare tracce visibili. La guida e i dispositivi di tensione dei copertoni scorrevoli e le altre parti mobili sono assemblate in modo che sia impossibile accedere al compartimento di carico senza lasciare tracce visibili una volta fissati i dispositivi di chiusura. Un esempio di tale sistema è mostrato nell’illustrazione n. 9 in appendice al presente regolamento;
la distanza orizzontale tra gli anelli per la chiusura doganale dai componenti fissi del veicolo non deve superare i 200 mm. La distanza può essere anche maggiore ma non deve comunque superare i 300 mm su ogni lato del montante se la tipologia costruttiva del veicolo e il copertone impediscono l’accesso al compartimento di carico. Le norme di cui alla lettera b) vanno comunque soddisfatte;
lo spazio che separa le cinghie di tensionamento non deve essere superiore ai 600 mm;
i dispositivi per il fissaggio della fodera di protezione sui componenti fissi del veicolo devono soddisfare i requisiti prescritti dall’articolo 3 paragrafo 9.
Art. 5 Veicoli con tetto scorrevole telonato
1. Se del caso, le disposizioni degli articoli 1, 2, 3 e 4 del presente regolamento si applicano ai veicoli con tetto scorrevole telonato. Inoltre, tali veicoli sono conformi alle disposizioni del presente articolo.
2. Il tetto scorrevole telonato è conforme ai requisiti di cui alle lettere a–c seguenti:
il tetto scorrevole telonato è commesso sia mediante dispositivi che non possono essere rimossi e riapplicati dall’esterno senza lasciare tracce visibili sia fissandoli in modo da costituire un tutto che non possa essere modificato senza lasciare tracce visibili;
il copertone del tetto scorrevole si sovrappone alla parte solida del tetto nella parte anteriore del compartimento di carico in modo da impedire che possa essere tirato sopra il bordo superiore del telaio superiore. Su tutta la lunghezza e su entrambi i lati del compartimento di carico, viene inserito nell’orlo del copertone del tetto un cavo di acciaio pretensionato in modo tale che non possa essere rimosso e reinserito senza lasciare tracce visibili. Il copertone del tetto è fissato al supporto scorrevole in modo che non possa essere rimosso e riposizionato senza lasciare tracce visibili;
la guida e i dispositivi di tensione del tetto scorrevole nonché le altre parti mobili sono commessi in modo che, una volta chiusi e dotati di sigillo doganale, le porte, il tetto e le altre parti mobili non possano essere aperti o chiusi dall’esterno senza lasciare tracce visibili. La guida e i dispositivi di tensione del tetto scorrevole e le altre parti mobili sono commessi in modo che sia impossibile accedere al compartimento di carico senza lasciare tracce visibili una volta fissati i dispositivi di chiusura.
Un esempio di un possibile sistema di costruzione è mostrato nell’illustrazione n. 10 in appendice al presente regolamento.
Illustrazione n. 1
Copertone costituito da diversi pezzi connessi mediante cucitura
Illustrazione n. 2
Illustrazione n. 2a)
Illustrazione n. 3
Copertone costituito da diversi pezzi connessi mediante saldatura
Illustrazione n. 4
Raccomodatura del copertone
Illustrazione n. 5
Modello di una ghiera
Illustrazione n. 6
Esempio di un dispositivo di chiusura a catenaccio per copertoni
Il presente dispositivo di chiusura a catenaccio del copertone può essere autorizzato a condizione che lo stesso sia munito di almeno un anello metallico a ciascuna estremità delle sponde. Le aperture adibite all’introduzione dell’anello sono di forma ovale e di dimensione appena sufficiente per permettere il passaggio dell’anello. La parte visibile dell’anello metallico non supera il doppio del diametro massimo del cavo di chiusura allorquando il dispositivo è chiuso.
Illustrazione n. 7
Esempio di copertone fissato ad un’armatura specialmente concepita
È ammessa la fissazione del copertone ai veicoli sempre che gli anelli siano incastrati nel profilo e la parte esterna non superi la profondità massima del profilo. La larghezza del profilo deve essere il più possibile ridotta.
Illustrazione n. 8
Grazie a questo sistema di chiusura di sicurezza i due orli delle aperture del copertone utilizzate per il caricamento e lo scaricamento sono collegati da un’asta di chiusura di sicurezza in alluminio. Le aperture del copertone sono munite, per l’intera lunghezza, d’una corda o d’un cavo fissati in un occhiello (v. illustrazione n. 8.1), in modo tale che risulta impossibile togliere il copertone dalla scanalatura dell’asta di chiusura di sicurezza. L’occhiello si trova all’esterno ed è saldato secondo le prescrizioni del paragrafo 4 dell’articolo 3 dell’allegato 2 della Convenzione. Gli orli devono essere introdotti nelle scanalature dell’asta di chiusura di sicurezza in alluminio e poi introdotti nelle due guide di scorrimento longitudinali parallele. Quando l’asta di chiusura di sicurezza è in posizione verticale gli orli del copertone devono essere uniti. All’estremità superiore dell’apertura l’asta di chiusura di sicurezza è bloccata da una placca di plastica trasparente ribattuta al copertone (v. illustrazione n. 8.2). L’asta di chiusura di sicurezza consta di due parti, collegate da una cerniera ribattuta in modo da poterla piegare per sistemarla o toglierla più facilmente. Detta cerniera deve essere ideata in maniera tale da impedire l’asportazione del fermaglio quando il sistema è chiuso (v. illustrazione n. 8.3). Nella parte inferiore dell’asta di chiusura di sicurezza bisogna prevedere un’apertura per lasciar passare l’anello. Questa apertura è ovale e deve appena permettere il passaggio dell’anello (v. illustrazione n. 8.4). La corda o il cavo di chiusura TIR vengono fatti passare in questo anello per bloccare l’asta di chiusura di sicurezza.
Illustrazione n. 9
Esempio della struttura di un veicolo dotato di copertoni scorrevoli

References: Art. 42

Art. 52

Art. 53

Art. 54

Art. 55

Art. 56

Art. 57
 sentenza 

Art. 58

Art. 58

Art. 58

Art. 59

Art. 60

Art. 61

Art. 62

Art. 63

Art. 64

Art. 2
 articolo 1

Art. 3

Art. 4

Art. 5