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Timestamp: 2017-11-19 02:41:27+00:00

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Denuncia contro i P.M. Dott. Francesco Raffaele (oggi presso il Tribunale di Napoli) e Carmine Renzulli (presso la Procura Nola (NA)) e quant'altri hanno vanificato le mie denunce penali per il reato di estorsione subito a Casalnuovo di Napoli nel 2004. > vs Magistrati > Esposti, denunce, querele > Denunciati & Querele... > Delitti in Tribunale > Diritti Violati, Vite nella ragnatela della Malagiustizia
Denuncia contro i P.M. Dott. Francesco Raffaele (oggi presso il Tribunale di Napoli) e Carmine Renzulli (presso la Procura Nola (NA)) e quant'altri hanno vanificato le mie denunce penali per il reato di estorsione subito a Casalnuovo di Napoli nel 2004.
Riassunto/denuncia di quanto accaduto alle mie denunce penali presentate o pervenute presso la Procura di Nola (NA) a partire dal 20 giugno 2004 da cui si era originato e poi fu archiviato dal dott. Raffaele, il procedimento penale n. 7225/04.
Premesso quant'altro esposto con la denuncia Al dott. Raffaele unitamente al P.M. in Napoli dott.ssa Lucchetta Annamaria (per la archiviazione dei proc. pen. n° 45579/04, 41286/05 e seguenti eludendo e vanificando le mie domande di giustizia esimendosi dall'esercicio obbligatorio dell'azione penale e sottraendo i denunciati al giudizio della legge)
Archiviato con un nulla di fatto il procedimento R.G.N.R. n. 7225/04, il dott. Raffaele venne da me compulsato per l'emergere di nuovi reati realizzati dalla controparte presso la Corte di Appello di Napoli con documenti solo apparentemente legali, ottenuti presso l'U.T.C. del Comune di Casalnuovo di Napoli. (vedasi verbale udienza) dall'Architetto D'Alise Domenico.
Parallelamente che i procedimenti penali nati dalle mie denunce venivano archiviati la ns controparte continuava ad opporsi alle ns citazioni attestando materialmente ed ideologicamente il falso in giudizio, in ciò coadiuvato dall'Avvocato Roberto Morante.
Accadde che all'udienza del 28.04.05, nel procedimento in Corte di Appello Tribunale di Napoli, III Sez. Civ. R.G. n. 1360/04, per controbilanciare il deposito da parte ns della denuncia prot. 50944 (prova dell'esistenza di abusi edilizi mai condonati con l'unica istanza presentata nel 1995) Ciro Rossi, - amministratore/liquidatore/estorsore per la S.p.A., in complicità con l'Avv. Roberto Morante, - depositò, con annessa dichiarazione millantatoria di aver integrato l'istanza di condono n° 2780/95 prot. 10503 (fatto impossibile in conseguenza della procurata decadenza per precedente mancata integrazione a prescindere dall'inerzia del Comune - vedasi racc. prot. 53150 del 6.12.1995) – una richiesta di integrazione - apparentemente proveniente dal Comune di Casalnuovo di Napoli – prot. 49951 10.12.04 – e una ricevuta deposito atti – prot. 10426 del 17.03.05 – attestante l'avvenuta integrazione, sostenendo che l'istanza di condono era ancora in istruttoria e che gli abusi denunciati con prot. 50944 14.12.04 erano ivi ricompresi (dato del tutto inveritiero che una semplice C.T.U. avrebbe potuto smentire).
La C.T.U. ci fu rifiutata.
Il dato incredibile fu che i magistrati in Appello, chiamati a giudicare la fondatezza della "Decisione del Dott. Criscuolo nella sentenza n° 309/04, che aveva applicato le norme in tema di aliud pro alio a favore della controparte sull'assunto infondato che l'istanza di condono in questione fosse stata conclusa positivamente, non risposero sulle contestazioni, ma giunsero ad altre conclusioni sbagliate, esponedoci ancora una volta alla elusione della domanda in giudizio e alla negazione di giustizia, poi rappresentata dalla sentenza n° 2360 del 18 luglio 2005, contro cui dovemmo opporre in Cassazione, dove poi abbiamo ottenuto piena ragione (vedasi sentenza n° 7632/011)
Chiesti e ottenuti dal Comune copia dei documenti depositati dal Rossi (con l'aiuto del complice Architetto Carlo Severi che asseverò il falso nella relazione che avrebbe dovuto integrare il condono) rilevata la loro incongruenza rispetto alla realtà dei luoghi, mentre a nulla portavano le mie denunce al Comune per far valere la decadenza della istanza dalla presentazione, fatte nuove denunce, ottenni, ma solo dopo una prima archiviazione, che il Dott. Francesco Raffaele, aperto il procedimento penale n° 860/2007, fatta eseguire una C.T.U. sui luoghi e sulla pratica di condono, nel gennaio 2009 emise un decreto di citazione in giudizio per i colpevoli delle falsità, ma solo per i reati al Comune, mentre per i reati in Corte di Appello di Napoli se ne lavò le mani, come già aveva fatto la Lucchetta presso la Procura di Napoli, cui pure erano stati esposti i reati.
A seguito della citazione del dott. Raffaele ex art. 110 e 481 per falso in atti pubblici, in correo con il complice, si instaurò il dibattimento penale conclusosi con mancata assoluzione, ma prescrizione dei reati, il 2 febbraio 2013. (vedasi stralcio sentenza n° 379/2013).
Insoddisfatto che il dott. Raffaele non avesse in alcun modo tenuto conto dell'estorsione che materialmente aveva stravolto la nostra vita in Casalnuovo di Napoli, dovendo contestare anche comportamenti omissivi e materialmente ed ideologicamente operati dalla controparte anche nel dibattimento penale in corso a Nola (n. 1309/09) presentammo altre denunce, per i fatti nuovi, che solo la mancata punizione dei reati precedenti rendeva possibili, ma ci siamo trovati di fronte a un muro di gomma fatto di rifiuti del P.M. Dott. Carmine Renzulli di vedere ciò che aveva sotto gli occhi, anche in presenza di diverse testimonianze rilasciate alla Polizia Giudiziaria e ai Carabinieri.
Sul merito e su chi abbia consentito la cristallizzazione degli abusi e dei reati, dirette e indiretti, contro la Amministrazione Pubblica di Casalnuovo di Napoli e contro me e la mia famiglia vedasi l'Ordinanza del 18.11.2011 depositata dal G.I.P. c/o il Tribunale di Nola Dott.ssa Paola Borrelli, unica tra tanti a non abbassare lo sguardo di fronte a una serie incredibili di reati.
Non sappiamo perché, ma possiamo immaginarlo, come era successo in Roma per il G.I.P. Mario Frigenti, che aveva ordinato nuovo corso alle indagini, anche la Dott.ssa fu esonerata dall'occuparsi del fascicolo penale, in favore del G.I.P. Giuseppe De Simone, che ha dato credito alle reiterate richieste di Archiviazione del P.M. Renzulli, nonostante i soggetti denunciati non siano mai stati iscritti al modello previsto dall'Art. 335 c.p.p. per il reato contestato di estorsione.
Anche a Nola, come era già accaduto a Napoli e a Roma, dei magistrati si stanno sostituendo alla legge vanificando l'obbligo dell'azione penale previsto all'art. 112 della Costituzione italiana, e ledendo il principio di eguaglianza di cittadini davanti alla legge.
Quanto sopra in consapevolezza che il magistrato che vanifica l'obbligatorietà dell'azione penale commette egli stesso reato.
Valga a titolo di conferma e descrizione dei fatti:
03.06.2013 - Opposizione Archiviazione chiesta dal GIP c/o Il Tribunale di Roma Dott.ssa Alessandra Boffi
10_06_2013 - Opposizione Archiviazione chiesta da G.I.P. Napoli Uff. 41 Dott.ssa Anita Polito
04.03.2013 - Opposizione Archiviazione chiesta dal G.I.P. c/o il Trib.le di Nola (NA) Dott. G. Sepe
Sentenza favorevole Corte Suprema di Cassazione R.G. n. 7632/211
Per la responsabilità del Giudice di Napoli Mauro Criscuolo leggi: Sentenza n. 309/04 - Falsità del Giudice Mauro Criscuolo Proc.Civ. n.13288/98 Trib.le NA
Per le responsabilità contestate al tecnico Santo Flagiello leggi: CTU Flagiello, attestante il falso nel proc. Civ. 13288/98 Trib.le di Napoli nel silenzio del Giudice Criscuolo
Per la conferma di ogni altra contestazione ai magistrati denunciati ogni altro documento non reperibile in questo sito sarà disponibile a richiesta.
Denuncia firmata

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 110
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Sentenza 
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