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Timestamp: 2018-03-24 13:56:31+00:00

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1 - Pubblica amministrazione - Concorsi pubblici, prove scritte, segni di riconoscimento
Gentile avvocato vorrei sapere se sottolineare alcuni periodi della traccia o del tema svolto durante un concorso pubblico, è da considerare segno di riconoscimento ai fini dell'annullamento della prova medesima.
Sottolineare dei concetti con la stessa penna utilizzata per la stesura della prova scritta, non è segno di riconoscimento, secondo l'attuale giurisprudenza consolidata del Tar e del Consiglio di Stato.
Per lo meno non ci sono sentenze in tal senso …
Di seguito sono riportate le massime di alcune sentenze in materia di segni di riconoscimento apposti sulle prove scritte dei concorsi pubblici.
T.A.R. Lazio – Roma Sezione II ter. Sentenza 3 luglio 2007, n. 5980
“In tema di concorsi pubblici, se è vero che per l'invalidità della prova è sufficiente la presenza di un segno di riconoscimento, senza che sia necessario dimostrare il motivo per il quale sia stato apposto o se lo scopo sia stato di fatto raggiunto, si deve tuttavia distinguere tra i segni identificativi, ovvero quelli che contengono un riferimento ad una persona determinata, resa obiettivamente individuabile ed i segni convenzionali, ossia quelli che non hanno di per sè valore identificativo, ma possono essere utilizzati come segno di riconoscimento nell'ambito di un accordo illecito tra candidato e commissione; ne consegue che non può essere considerato segno identificativo la numerazione delle pagine e, pertanto, è illegittimo l'annullamento degli elaborati di chi aveva numerato le pagine”.
Il Tar del Lazio, con la sentenza n. 32366/2010, ha stabilito che sottolineare alcune frasi, sempre negli elaborati di un concorso, costituisce un segno di riconoscimento, se la sottolineatura è avvenuta con delle matite rossa e blu e non con la penna utilizzata per la stesura del compito.
Attenzione, si trattava di un concorso in magistratura ed il regolamento del concorso non prevedeva la possibilità di portare con sé in aula, matite o penne diverse da quelle consegnate dalla commissione. Nel caso della sentenza n. 32366/2010, “la Commissione d'esame ha ritenuto che i segni apposti, in modo incongruo, sulle tracce di due elaborati, per di più con matita di diverso colore da quello dell’inchiostro utilizzato per la stesura del compito, fossero idonei a determinare il riconoscimento del candidato”.
La candidata esclusa dal concorso ha fatto ricorso al Tar. Ecco cosa ha sentenziato il collegio dei giudici del Tar Lazio.
“Tale valutazione relativa al segno di riconoscimento, attiene all’esercizio di potestà tecnico-discrezionale dell’amministrazione, si presenta immune da vizi logici e appare, con riscontro agli elementi concreti che fungono da suo presupposto, sufficientemente e congruamente motivata”.
Attenzione quindi: stabilire la sussistenza di un segno di riconoscimento, all'interno di un compito, rientra esclusivamente nella valutazione discrezionale della commissione d'esame.
Ecco il motivo delle numerose divergenze in giurisprudenza.
Ad esempio, TAR per la Sardegna, sezione prima, nella sentenza 11 dicembre 2008, n. 2158.
“In un concorso pubblico, l’utilizzo di due penne di diverso colore (blu e nera) per la stesura della prova scritta non può essere di per sé qualificato oggettivo “segno di riconoscimento” impeditivo alla correzione, con la conseguenza dell’esclusione per non valutabilità”.
2 - Segno di riconoscimenti, utilizzo di penna di diverso colore, esclusione concorso pubblico ricorso al TAR ammissione con riserva alle prossime prove della selezione pubblica regolamento del concorso pubblico
Buon giorno. Il mese di gennaio ho partecipato ad una prova preselettiva per funzionario Amm.vo cat. C.1. indetto dalla Regione __________ La prova consisteva in 30 domande a risposta (chiusa) multipla. Venerdì 15 febbraio sono stati pubblicati i risultati, io risulto non ammesso. Ho richiesto l'acquisizione del mio compito ed il mio compito risulta essere stato escluso e non essere stato corretto, in quanto ho utilizzato una penna di colore blu anziché nera come quelle distribuite in sede di concorso. Il biglietto con i dati anagrafici l'ho compilato con la penna nera ma per la redazione del compito, forse per distrazione ne ho usata un'altra. Non c'era un regolamento della prova preselettiva, io vagamente ricordo che il presidente ha detto di utilizzare il materiale dato in dotazione, ma non ricordo alcun ammonimento relativo a pena di esclusione per scrittura con inchiostro di diversi colori. Segni identificativi anche per quiz a risposta multipla dove l'esaminatore non ha alcuna discrezionalità nella correzione hanno la stessa valenza? Preciso anche che le domande sono state preparate al momento dalla commissione e che sono state fotocopiate e consegnate davanti a tutti i partecipanti. Alla stregua di quanto descritto chiedo se un eventuale ricorso, chiedendo l'ammissione con riserva, possa avere fondamento o meno. Chiedo altresì se vi siano sentenze favorevoli a riguardo e se possiate indicarle. Cordiali saluti
Dipende dal regolamento del concorso, generalmente allegato ai quiz a cui rispondere: se il regolamento del concorso prevede, a pena di esclusione, che il candidato debba utilizzare soltanto il materiale dato in dotazione, se nel materiale in dotazione non ci sono delle penne blu … il candidato che utilizza la penna blu è escluso del concorso.
Abbiamo già pubblicato in precedenza delle consulenza in materia di segni di riconoscimento delle prove scritte dei concorsi pubblici. Ma il tuo caso è diverso, non si tratta di un tema ma di una prova a quiz.
Nel silenzio del regolamento del concorso, secondo il TAR per la Sardegna, sezione prima, sentenza del 11 dicembre 2008, n. 2158, “in un concorso pubblico, l’utilizzo di due penne di diverso colore (blu e nera) per la redazione della prova scritta non può essere di per sé qualificato oggettivo “segno di riconoscimento” impeditivo alla correzione, con la conseguenza dell’esclusione per non valutabilità”.
Posso citare, a tuo favore, anche altre due pronunce giurisprudenziali (T.A.R. Calabria Catanzaro, sez. II, 10 giugno 2008 , n. 642; T.A.R. Basilicata Potenza, 11 luglio 2007 , n. 489), secondo cui “nelle procedure concorsuali la regola dell'anonimato degli elaborati scritti, benché essenziale, non può essere intesa in modo tanto assoluto e tassativo da comportare l'invalidità delle prove ogni volta che sussista la “ mera possibilità di riconoscimento”, atteso che non si potrebbe mai escludere a priori la possibilità che un commissario riconosca la scrittura di un candidato, sebbene il relativo elaborato sia formalmente anonimo; ne discende che la regola dell'anonimato deve essere intesa nel senso che l'elaborato non deve recare alcun segno che sia « in astratto » ed « oggettivamente » suscettibile di riconoscibilità”.
Nel silenzio del regolamento del concorso, è possibile ricorrere al TAR con ricorso giurisdizionale, chiedendo l'ammissione con riserva alle prossime prove della selezione pubblica. Trattandosi di prova a quiz, da correggere attraverso strumenti automatici e meccanici, l'utilizzo della penna blu, al posto della penna nera, non potrebbe ragionevolmente essere considerato segno di riconoscimento tale da annullare la tua prova !!!
La tua esclusione non è ragionevole, non è legittima.
Sentenza TAR Lazio 32366/2010

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