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1 XVII LEGISLATURA Giunte e Commissioni RESOCONTO STENOGRAFICO n. 41 4ª COMMISSIONE PERMANENTE (Difesa) INTERROGAZIONI 116ª seduta (antimeridiana): mercoledì 4 marzo 2015 Presidenza del presidente LATORRE IN 0504 TIPOGRAFIA DEL SENATO2 2 INDICE INTERROGAZIONI PRESIDENTE... Pag. 3, 5 ALFANO, sottosegretario di Stato per la difesa... 3 COTTI (M5S)... 5 ALLEGATO (contiene i testi di seduta)... 6 N.B. L asterisco accanto al nome riportato nell indice della seduta indica che gli interventi sono stati rivisti dagli oratori. Sigle dei Gruppi parlamentari: Area Popolare (NCD-UDC): AP (NCD-UDC); Forza Italia-Il Popolo della Libertà : FI-PdL XVII; Grandi Autonomie e Libertà (Grande Sud, Libertà e Autonomia-noi SUD, Movimento per le Autonomie, Nuovo PSI, Popolari per l Italia): GAL (GS, LA-nS, MpA, NPSI, PpI); Lega Nord e Autonomie: LN-Aut; Movimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE: Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE; Misto: Misto; Misto-Italia Lavori in Corso: Misto- ILC; Misto-Liguria Civica: Misto-LC; Misto-Movimento X: Misto-MovX; Misto-Sinistra Ecologia e Libertà: Misto-SEL.3 3 Interviene il sottosegretario di Stato per la difesa Gioacchino Alfano. I lavori hanno inizio alle ore 9,05 PROCEDURE INFORMATIVE Interrogazioni PRESIDENTE. L ordine del giorno reca lo svolgimento dell interrogazione , presentata dal senatore Cotti e da altri senatori. ALFANO, sottosegretario di Stato per la difesa. Signor Presidente, onorevoli senatori, ho organizzato il mio intervento dividendolo in sette risposte (poiché sono sette i questi posti dagli interroganti), preceduti da una premessa, che è la seguente. Lo scorso 8 gennaio è stato sottoscritto un accordo per l avvio del tavolo di confronto istituzionale tra il Ministero della difesa e la Regione Sardegna, volto a valutare, in coerenza con le linee programmatiche del Ministro della difesa e con le risoluzioni parlamentari e consiliari, la percorribilità dell avvio del processo di graduale dismissione di parte dei poligoni e l individuazione di misure di riequilibrio e di armonizzazione in termini di riduzione quantitativa e qualitativa dell incidenza della realtà militare. Si tratta di un percorso complesso che investe, ovviamente, differenti profili tecnici e operativi, sociali e ambientali, che richiedono approfondimenti e valutazioni di ampia portata. Un primo risultato positivo dell avvio di questo dialogo concreto è l esito della riunione del 9 gennaio scorso del comitato misto paritetico che, all unanimità e per la prima volta da alcuni anni, si è espresso favorevolmente sull attività addestrativa programmata per il primo semestre 2015; attività addestrativa che è stata rivisitata e armonizzata per consentire una maggiore fruibilità del territorio durante la stagione turistica estiva mediante la sospensione delle esercitazioni a fuoco già a partire dal 1º giugno e fino al 30 settembre del corrente anno. Terminata la premessa, passo alle risposte ai quesiti formulati. In merito all episodio oggetto dell atto in discussione, la Difesa ha già avuto modo di riferire rispondendo ad analoghi atti di sindacato ispettivo; si conferma, in particolare, che l incendio ha interessato essenzialmente vegetazione secca e bassa e che non si sono mai verificati in passato episodi di simile magnitudine dovuti ad attività militari. Riguardo ai contenuti delle risposte fornite dal Governo tedesco all interpellanza alla quale fa riferimento l interrogante, non si ravvisano inesattezze.4 4 Terzo quesito: per quanto concerne gli accordi tecnici, 1 accordo esistente tra i Ministeri della difesa italiano e tedesco, riguardante l uso del poligono di Capo Frasca, è un accordo tecnico della AWTI (Air Weapon Training Installation), rinnovato dal Capo di Stato maggiore dell Aeronautica il 5 febbraio Tale accordo prevede che il co-utente tedesco contribuisca nella misura del 50 per cento alle spese sostenute dalla Forza armata per il funzionamento di quasi tutti i settori della base di Decimomannu, incluso il poligono di Capo Frasca. A seguito, peraltro, dell evento e del carattere di eccezionalità dello stesso, l Aeronautica militare tedesca si è dichiarata disponibile a cofinanziare le predisposizioni atte ad incrementare la protezione antincendio sul poligono di Capo Frasca. Quarto quesito: circa, invece, l aspetto inerente i costi a carico della Germania o, comunque, degli Stati stranieri, premesso che per l utilizzo dei poligoni non è previsto il pagamento di una specifica quota di affitto (perché il poligono deve rimanere sempre nella nostra disponibilità), il Governo tedesco nel 2013 (ultimo esercizio finanziario consolidato) ha versato, complessivamente, poco più di 19 milioni di euro; tali somme ricadono, per la gran parte, in via diretta o indiretta, sull economia locale. Quinto quesito: relativamente alla richiesta per il rimborso delle spese sostenute per gli interventi di spegnimento avanzata dalla Sardegna nei confronti della Difesa, non risulta formalizzata, ad oggi, alcuna richiesta di indennizzo a fronte dell intervento di un elicottero dei Vigili del fuoco. Quanto al paventato rischio per le popolazioni e per il territorio in caso di incidenti e/o di contaminazione derivanti dalle esercitazioni condotte nei poligoni militari sardi da forze aree militari straniere (sesto quesito), la Difesa ha avviato, già dal 2005, una serie di attività finalizzate anche a controllare e censire il materiale utilizzato presso i poligoni, promuovendo l istituzione di comitati per la tutela ambientale e adottando i disciplinari ambientali che prevedono il monitoraggio delle componenti ambientali (acqua, aria, suolo, flora e fauna) e subordinano l effettuazione di tutte le attività esercitative alla redazione di schede di sicurezza ambientale. Lo scopo di queste schede è quello di raccogliere in un unico documento tutti i dati concernenti una specifica tipologia di munizionamento, in modo da poter meglio valutare i potenziali rischi e adottare, conseguentemente, le misure più idonee di protezione per il personale e di contenimento degli effetti sull ambiente. Settimo quesito: sulla opportunità, infine, di intervenire per «inibire le attività militari e addestrative nei poligoni militari» che insistono su aree naturali rilevanti, fermo restando che non sono intervenuti, nel tempo, significativi mutamenti degli ambienti naturali floro-faunistici protetti, tali da giustificare una significativa incidenza delle attività militari condotte nei poligoni, la Difesa non si è mai sottratta alla disponibilità di incontri specifici con le competenti autorità regionali, per definire appositi accordi o convenzioni al fine di minimizzare ogni possibile impatto per l habitat.5 5 Nel caso, per esempio, del poligono di Capo Teulada, la Regione Sardegna ha comunicato al competente Ministero dell ambiente e della tutela del territorio e del mare che è in fase avanzata la procedura di valutazione ambientale-strategica per il piano di gestione del cosiddetto SIC a Capo Teulada. Tale piano contiene le misure di conservazione previste dall articolo 6.1 della direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992, in materia di valutazione di incidenza. Sono stati inoltre inseriti, nell ultima versione del documento, due interventi volti a regolamentare le attività del Poligono militare che prescrivono: identificazione e delimitazione di aree di rispetto per la tutela degli habitat e delle specie di interesse comunitario e introduzione di criteri ambientali per la gestione delle attività militari e attivazione di un tavolo di consultazione tra il Comune di Teulada e il poligono militare sulla gestione naturalistica del SIC. COTTI (M5S). Signor Presidente, non mi dichiaro soddisfatto della risposta del Sottosegretario. Innanzitutto continua a permanere una vaghezza sugli introiti che derivano ai poligoni militari, considerata l assenza di un contratto di locazione; la Germania avrebbe versato 19 milioni di euro. Il Sottosegretario poteva risparmiarsi la parte della risposta in cui ha sostenuto che, in via diretta e indiretta, tali cifre ricadono sull economia locale: non mi risulta che sia affatto così. Questo è un aspetto molto delicato dell utilizzo dei poligoni perché di fatto ciò viene versato al Ministero dell economia e al Ministro della difesa e quasi mai viene utilizzato a favore della Sardegna, se per non indennizzi a categorie particolari di lavoratori, come ad esempio i pescatori. Di fatto rimangono sul territorio un enormità di costi non coperti da nessuno. Quanto al fatto che non c è stata alcuna richiesta di indennizzo, questo contrasta con alcune notizie di stampa, che mi preoccuperò di verificare ulteriormente, secondo le quali ci sarebbe stata un interlocuzione tra la Regione e lo Stato per rimediare ai danni. Da questo punto di vista, mi è stata sicuramente utile la risposta del Sottosegretario. Per quanto riguarda l incendio che ha colpito la base a settembre, a me risulta che ci siano stati altri episodi, seppur minori, tra l altro con l effettuazione di esercitazioni cosiddette «in bianco», con testate non esplosive, per fortuna senza conseguenze negative, come è invece accaduto, questa volta, a Capo Frasca. PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni all ordine del giorno è così esaurito. I lavori terminano alle ore 9,15.6 6 Allegato INTERROGAZIONI COTTI, SANTANGELO, BERTOROTTA, BUCCARELLA, CAP- PELLETTI, CASTALDI, CIOFFI, CRIMI, FUCKSIA, GAETTI, GI- ROTTO, LUCIDI, MANGILI, MARTELLI, MOLINARI, MONTEVEC- CHI, MORRA, NUGNES, SCIBONA, SERRA, SIMEONI. - Ai Ministri della difesa, degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dell ambiente e della tutela del territorio e del mare. Premesso che: sulla costa occidentale della Sardegna insiste il poligono militare di capo Frasca, dell estensione di ettari, utilizzato dalle aeronautiche e dalle marine italiane, tedesche e Nato per esercitazioni di tiro a fuoco ariaterra e mare-terra; nelle giornate del 3 e 4 settembre 2014, a seguito di esercitazioni militari, sono divampati 2 vasti incendi che hanno complessivamente interessato un area di 32 ettari e a cui si è posto rimedio solo grazie all intervento di uomini e mezzi del Corpo forestale regionale, con 86 lanci di acqua da elicottero ed una spesa di oltre euro sostenuta interamente dalla Regione autonoma della Sardegna; per quanto riferito dal presidente della Regione nell assemblea del Consiglio regionale, urgentemente convocata il 9 settembre 2014, «uno degli incendi si è sviluppato a soli 50 metri dagli operatori di soccorso, costretti a lavorare in condizioni di sicurezza molto precarie», mentre «dal 1998 ad oggi si sono verificati incendi che hanno distrutto, solo restando al poligono militare di Teulada, oltre 440 ettari di bosco»; il presidente della Regione, nel denunciare che «non esiste una stima del costo pagato dalla Sardegna per le servitù militari», si è detto risoluto ad aprire «un conflitto istituzionale sui poligoni, negando l assenso alle servitù» al fine di cambiare una situazione non più sostenibile e secondo il percorso tracciato dal Consiglio regionale con l approvazione all unanimità dell ordine del giorno n. 9 del 17 giugno 2014, «fino alla stipula di una nuova intesa con lo Stato che dovrà essere approvata dal Consiglio» per «il riequilibrio del gravame militare sull Isola, la dismissione di alcuni siti tra cui proprio Capo Frasca e la riconversione di altri»; il presidente, in fase di replica agli interventi in Consiglio regionale, ha dichiarato che «siamo in una situazione in cui lo Stato italiano prende dei soldi da forze armate straniere che scaricano il loro materiale da esercitazione sul nostro territorio. La Difesa in effetti intasca soldi per attività che impongono costi al territorio che le ospita, e quei costi in gran parte lo Stato, la Difesa, fa finta che non esistano, non li conosce, non li valuta in modo realistico. Questa situazione è sempre più inaccettabile»;7 7 in data 13 settembre 2014 si è tenuta in prossimità dell ingresso del poligono di capo Frasca un imponente e partecipata, oltre ogni previsione, manifestazione popolare di protesta contro le servitù militari dell isola, che ha avuto vasta eco nei mezzi di informazione italiani e non; considerato che a quanto risulta agli interroganti: a seguito degli incendi occorsi nel poligono di capo Frasca, delle prese di posizione dei rappresentanti istituzionali sardi e della protesta popolare culminata nella manifestazione del 13 settembre 2014, il partito della sinistra tedesca Die-Linke ha presentato in data 9 ottobre 2014 al Governo della cancelliera Angela Merkel l interpellanza 18/2961, avente ad oggetto l impatto delle esercitazioni Nato in Sardegna; l interpellanza parlamentare, a prima firma Inge Höger, sottoscritta anche dal segretario e capogruppo della Die-Linke al Bundestag, Gregor Gysi, ha rivolto al Governo tedesco 14 precise richieste di chiarimenti, in particolare sul tipo di esercitazione condotta dai Tornado tedeschi che hanno causato l incendio dell area di 32 ettari a capo Frasca; sulle precauzioni atte ad evitare il ripetersi degli incidenti; sui provvedimenti presi per la rimozione dei residui bellici; sulle precauzioni assunte riguardo agli addetti alla bonifica; sul tipo di risarcimento proposto dal Governo tedesco per indennizzare la Sardegna e il popolo sardo per i danni subiti al proprio territorio e ai propri beni culturali; il 7 novembre il Governo tedesco ha risposto all interpellanza parlamentare, con atto 18/3113; per quanto riportato dai mezzi di informazione, tra il 21 e 23 novembre 2014 («Sardinia Post», «La Nuova Sardegna», TG regionale Rai Sardegna), il Governo guidato da Angela Merkel avrebbe chiarito «che i danni a Capo Frasca li pagheranno gli italiani» e che gli stessi sarebbero conseguenti ad esercitazioni militari svolte nel poligono esclusivamente da caccia tedeschi. In particolare, riguardo ai provvedimenti «per la rimozione dei residui bellici e di quelli inesplosi dopo l esercitazione», il Governo tedesco avrebbe risposto che gli stessi sono di competenza del nostro Paese in ragione di «accordi tecnici tra il Ministero della difesa italiano e quello tedesco per l uso del poligono di Capo Frasca», in base ai quali «gestione, funzionamento e manutenzione, servizi di supporto, logistica e responsabilità della sicurezza sono in capo all Aeronautica italiana»; stando alle risposte del Governo tedesco riportate dai mezzi di informazione, «quando le forze Nato utilizzano i poligoni, gli eventuali effetti collaterali come decine di ettari di vegetazione in fumo, sono compresi nei diritti di utilizzo», mentre in merito ad eventuali risarcimenti «per indennizzare la Sardegna e il popolo sardo per i danni subiti al proprio territorio e ai propri beni culturali», la risposta dell esecutivo tedesco avrebbe ribadito che «non sono previsti indennizzi, anche perché non esistono richieste in tal senso», si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione esposta e se ritenga di poter confermare il contenuto delle risposte tecniche fornite8 8 dal Governo tedesco all interpellanza del 9 ottobre 2014, 18/2961, presentata dal partito della sinistra tedesca Die-Linke; di quali eventuali, ulteriori e diverse notizie o precisazioni disponga, per quanto di propria competenza, relativamente ai fatti descritti; in cosa consistano, più precisamente e nel dettaglio, gli accordi tecnici tra il Ministero della difesa italiano e quello tedesco per l uso del poligono di capo Frasca e quando e da chi siano stati sottoscritti; se gli accordi tecnici tra il Ministero della difesa italiano e quello tedesco per l uso del poligono di capo Frasca e/o altri poligoni militari della Sardegna prevedano l esborso di canoni e corrispettivi economici da parte delle Forze armate tedesche, ovvero a quanto ammontino e come vengano eventualmente reimpiegati tali proventi sul territorio sardo; se la Regione autonoma della Sardegna abbia inoltrato al Ministero della difesa richiesta per il rimborso delle spese sostenute per gli interventi di spegnimento incendi del 3 e 4 settembre 2014 nel poligono militare di capo Frasca e se il Ministero intenda provvedere alla liquidazione e in quali termini; se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dell altissimo livello di rischio che le popolazioni e il territorio corrono nel caso di incidenti e/o contaminazione derivanti dalle esercitazioni condotte nei poligoni militari sardi da forze aree militari straniere; se ritengano di dover intervenire in sede di autotutela per inibire le attività militari e addestrative nei poligoni militari ricompresi in siti di importanza comunitaria appartenenti alla rete «Natura 2000», che tutela le aree naturali rilevanti ai sensi delle normative comunitarie per la salvaguardia degli habitat e dell avifauna selvatica, in assenza di positiva conclusione della procedura di valutazione d incidenza ambientale passibile di procedura di infrazione per la violazione della normativa comunitaria in materia. ( ) E 1,00 Documenti analoghi
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 Art. 1
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 art. 26
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 Art. 2
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