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Timestamp: 2018-09-24 11:17:06+00:00

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Risarcimento del danno esistenziale da privazione della figura paterna
LA QUESTIONE La privazione per i figli della figura genitoriale paterna è un comportamento rivelatore di responsabilità genitoriale, con conseguente configurabilità del danno ex art. 2059 c.c. da privazione della figura genitoriale paterna a causa del comportamento consapevole e colposo del padre, quantificabile in termini equitativi.
L'ANALISI DELLA DECISIONE Il Tribunale di Matera, con la sentenza in commento, è intervenuto sulla discussa questione del danno alla persona, esprimendo un importante principio di diritto, tale per cui l'avvenuta deprivazione per i figli della figura genitoriale integra gli estremi dell'illecito endofamiliare, dando luogo ad una fattispecie risarcitoria di natura non patrimoniale ex art. 2059 c.c.
Onere della prova nei giudizi ex art. 615 c.p.c. e vincolo del fondo patrimoniale
LA QUESTIONE In tema di obbligazioni, nell'ipotesi del fondo patrimoniale, è fatto divieto di intraprendere azioni esecutive su detti beni e sui loro frutti soltanto qualora ricorrano i presupposti indicati dalla norma di cui all'art. 170 c.c.
Profili di impignorabilità dei beni oggetto del fondo patrimoniale ed onere della prova nei giudizi di opposizione ex art. 615 c.p.c.
L'ANALISI DELLA DECISIONE Il vincolo del fondo patrimoniale ex art. 170 cod. civ. non stabilisce la impignorabilità assoluta dei beni in fondo patrimoniale, bensì il divieto di intraprendere azioni esecutive su detti beni e sui loro frutti, qualora sussistano i presupposti ivi indicati, rappresentati dall'elemento oggettivo (la "non inerenza del debito alle esigenze familiari") e soggettivo ("la consapevolezza di tale circostanza in capo al creditore") che rappresentano il "presupposto di operatività" del divieto di esecuzione sui beni del fondo patrimoniale. Assume rilievo, inoltre, l'individuazione dei bisogni della famiglia, nonché l'opponibilità del fondo patrimoniale ai terzi in relazione alle forme di pubblicità imposte dall'ordinamento.
La qualifica di incaricato di un pubblico servizio in tema di delitti dei privati contro la P.A.
LA QUESTIONE In tema di reati dei privati contro la Pubblica Amministrazione, deve intendersi quale "pubblico" quel servizio che realizzi direttamente finalità pubbliche. In tal senso deve essere riconosciuta la qualifica di incaricato di un pubblico servizio all'operatore di un centro di accoglienza, in quanto non svolge soltanto attività meramente manuali, ma anche attività di vigilanza e di controllo.
Il reato di violenza o minaccia a pubblico ufficiale o a incaricato di un pubblico servizio
L'ANALISI DELLA DECISIONE Nell'ipotesi del delitto di cui all'art. 336 c.p. la violenza o la minaccia sono teleologicamente tese a forzare il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio al compimento di un atto o di una omissione contrari ai propri doveri d'ufficio. L'aggressione nei confronti degli operatori dei centri di accoglienza integra il reato di violenza a un pubblico ufficiale, in quanto questi ultimi hanno la qualifica di incaricato di pubblico servizio.
Irripetibilità degli atti di indagine della Polizia giudiziaria
LA QUESTIONE Qualora nel corso dell'attività di indagine della Polizia giudiziaria sorga la necessità di documentare una situazione modificabile dei luoghi, delle persone o delle cose, i relativi rilievi possono assumere natura di atti non ripetibili e (per questa sola parte) divenire inseribili nel fascicolo per il dibattimento.
Atti di indagine della Polizia Giudiziaria: irripetibilità delle annotazioni di servizio descrittive
L'ANALISI DELLA DECISIONE Il pieno recupero del concetto di genuinità della informazione probatoria riprodotta in dibattimento, nel senso di medesimezza qualitativa e quantitativa rispetto a quella contenuta nell'atto di indagine, alla luce della fondamentale esigenza della sua conservazione, cosi come accolta dalla Corte Costituzionale e che pure la Corte di Cassazione accoglie, consente di ritenere irripetibile anche l'annotazione di servizio che si limiti alla descrizione di circostanze di tempo, fatti, luoghi, cose o persone e attività (consistenti in osservazione, constatazione, pedinamenti, accertamento della presenza di persone e di loro attività come contatti, spostamenti ecc.) di interesse per lo sviluppo delle indagini, o per la celebrazione del processo, redatta dall'operatore di P.G. nella immediatezza delle operazioni svolte.
Il requisito della regolarità contributiva nell'appalto pubblico
LA QUESTIONE Negli appalti pubblici il requisito della regolarità contributiva deve sussistere dalla presentazione dell'offerta e permanere per tutta la durata della procedura, restando irrilevante un eventuale adempimento tardivo dell'obbligazione contributiva che violerebbe il principio della par condicio tra i concorrenti.
Niente regolarizzazione del Durc in corso di gara
L'ANALISI DELLA DECISIONE La regolarità contributiva deve sussistere dalla presentazione dell'offerta e deve permanere per tutta la durata della procedura di aggiudicazione e del rapporto con la stazione appaltante, restando irrilevante un eventuale adempimento tardivo dell'obbligazione contributiva, altrimenti violandosi la par condicio .
La legittimità dei provvedimenti disciplinari irrogati dall'amministrazione scolastica
LA QUESTIONE La condotta violenta dello studente legittima il provvedimento disciplinare deliberato dal Consiglio di classe di non ammissione alla classe successiva.
Le sanzioni disciplinari nel giudizio complessivo del Consiglio di classe sul comportamento dello studente
L'ANALISI DELLA DECISIONE Ai fini della complessiva valutazione del comportamento dello studente e della sua conseguente ammissione o non ammissione al successivo anno scolastico, il Consiglio di Classe non può non tenere conto di tutte le sanzioni disciplinari a questi irrogate, incluse quelle derivanti da episodi che hanno originato indagini penali delle quali non si conosce ancora l'esito.
Notifica telematica del ricorso attraverso gli indirizzi Pec indicati dal Ministero
LA QUESTIONE Deve ritenersi inammissibile il ricorso presentato al giudice amministrativo, notificato attraverso un indirizzo Pec non contenuto tra quelli previsti negli appositi registri tenuti dal Ministero della Giustizia.
Processo amministrativo: notifica Pec solo agli indirizzi ReGindE
L'ANALISI DELLA DECISIONE È inammissibile un ricorso proposto innanzi al G.A., ove sia stato notificato ad un indirizzo PEC non contenuto negli specifici registri appositamente individuati dalla legge. Nel caso in cui l'indirizzo PEC utilizzato sia indicato nel sito web della P.A., non può configurarsi nemmeno un errore scusabile tenuto conto, tra l'altro, che incombe sul ricorrente l'onere di verificare se l'eventuale recapito indicato dall'Amministrazione sul proprio sito sia utile non solo per l'accettazione della corrispondenza proveniente dall'utenza, ma anche ai fini della notificazione dei ricorsi in vigenza del c.d. Processo Amministrativo Telematico; né tale attività si appalesa di speciale difficoltà, risolvendosi la stessa nella consultazione dei registri all'uopo individuati dalle disposizioni normative di riferimento.

References: art. 2059
 sentenza 
 art. 2059
 art. 615
 art. 615
 art. 170