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Timestamp: 2017-12-16 18:54:20+00:00

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Vigor: le motivazioni della sentenza CAF – Cittasport.it
Vigor: le motivazioni della sentenza CAF
Di seguito le motivazioni pubblicate in serata:
“Gara VIGOR LAMEZIA – PAGANESE del 12 aprile 2015 – S.S. 2014/2015 – Campionato di Lega Pro Girone C.
“Il ricorso della Procura Federale e quello dell’A.C.R. Messina, con riferimento alla gara in questione, sono fondati e meritano in parte qua accoglimento. Ad avviso di questa Corte dagli atti del procedimento, ed in particolare da quelli sopra richiamati dalla Procura Federale e dal Messina, emergono, infatti, significativi e plurimi elementi che provano l’interessamento ed il coinvolgimento del Presidente Arpaia e del DS Maglia nell’attività illecita posta in essere dal Bellini per la realizzazione della combine della gara tra il Vigor Lamezia e la Paganese. Ricordato che l’illecito sportivo, come previsto e sanzionato dall’art. 7 del C.G.S., è fattispecie a consumazione anticipata il cui perfezionamento consegue al compimento di un atto diretto a raggiungere il fine di alterare lo svolgimento o il risultato di una gara ovvero di assicurare a chiunque un vantaggio in classifica, indipendentemente dunque dalla realizzazione del fine stesso che costituisce evento aggravante della condotta illecita (ex art. 7, comma 6, C.G.S.), le intercettazioni e le ulteriori risultanze investigative acquisite agli atti del procedimento, contrariamente a quanto ritenuto dal giudice di prime cure, attestano univocamente la circostanza che il Presidente Arpaia ed il DS Maglia abbiano dapprima aderito al piano fraudolento del Bellini e poi rinunciato alla sua compiuta definizione e realizzazione.
Depongono in tal senso, in primo luogo, la circostanza di fatto dell’arrivo a Lamezia dei fratelli maltesi Farrugia, la cui presenza agli incontri del Bellini con il Maglia, prima, e con l’Arpaia, poi, trova logica ragione d’essere non solo nell’attività sino ad allora posta in essere dal Bellini, quanto anche nel positivo riscontro in termini di disponibilità da parte dei dirigenti lametini alla combine della gara in questione che, ad esito dei frequenti rapporti pacificamente intrattenuti dal Bellini con l’Arpaia ed il Maglia, il primo aveva avuto già modo di rilevare dai secondi. D’altro canto, sempre in punto di fatto, nessuna diversa plausibile ragione della presenza dei due maltesi a Lamezia in occasione dei due incontri dell’8 aprile 2015 viene addotta dalla difesa dell’Arpaia, del Maglia e del Vigor Lamezia.
Ed invero, come da allegato 47 dell’informativa di reato Prot. 280/2015/Mob/SCO _A/RM, all’esito dell’incontro dell’8 aprile 2015 alle ore 16.40 circa presso lo stadio comunale “G. D’Ippolito” di Lamezia Terme tra il DS Maglia ed il Bellini, a bordo della cui autovettura attendevano i due fratelli Farrugia, quest’ultimo chiamava alle ore 17.35 il Presidente Arpaia – il quale esordiva nella conversazione telefonica con un significativo “allora?” chiaramente riferito all’esito dell’incontro appena intercorso con il Maglia del quale l’Arpaia era pacificamente a conoscenza (come da conversazione telefonica allegato 46 informativa cit.) – comunicandogli il suo arrivo dal momento “che il direttore è in calcio d’angolo … è in confusione …”. Il Presidente Arpaia non si sottrae all’incontro col Bellini, da tenersi a casa (“vieni là con calma …”) dell’Arpaia stesso o presso un bar posto nelle immediate vicinanze.
Come attesta il contenuto della conversazione tra il Maglia ed il Bellini delle ore 20.30 dello stesso giorno (allegato 48 informativa cit.), l’incontro in questione risulta poi essersi effettivamente tenuto (afferma Bellini: “dove vado … che l’ho chiamato e mi ha detto che non era la sede … che veniva a casa … ed è venuto dopo un’ora pure quello …”; in senso confermativo lo stesso Maglia: “… io oggi ti ho spiegato … tu ti sei visto con lui …? Penso che ti ha spiegato le stesse cose mie lui …”) con esito anche esso negativo ai fini del concordamento definitivo della combine, per la stessa ragione della presenza di terzi estranei e cioè dei fratelli Farrugia (afferma Maglia: “…se poi ti sto dicendo che ci sono stati un sacco di problemi e di altre cose … ti ho spiegato … poi è normale che quello ti dice il giocatore non lo voglio più … non mi interessa più … tu porti i procuratori … tu sei tutto scemo … come se tu il giocatore lo hai già preso … se io ti ho detto vedi che non è in questa maniera … siamo rimasti che venivi da solo …”).
A giudizio di questa Corte, si ricavano dalle risultanze istruttorie che precedono elementi probatori sufficientemente chiari ed univoci in ordine all’esistenza di pregresse intese (Maglia: “… siamo rimasti che venivi da solo …”) tra il Bellini ed il Maglia per le quali il primo avrebbe dovuto incontrare l’8 aprile 2015 il secondo da solo per definire compiutamente la combine, intese delle quali il Presidente Arpaia risulta essere stato a conoscenza ed alle quali ha personalmente partecipato, ponendovi fine solo con l’incontro conclusivo avuto col Bellini, che all’Arpaia si è significativamente rivolto, con ciò riconoscendone il ruolo decisivo ai fini disciplinari che qui interessano, dopo che l’incontro allo stadio comunale con il DS Maglia aveva avuto quale sorprendente esito il brusco arresto degli accordi in corso di definizione a causa dell’imprevista e non gradita presenza di terzi soggetti.
5.4. Alla luce di tutto quanto precede, anche in conformità all’indirizzo giurisprudenziale di questa Corte secondo il quale la prova di un fatto relativo ad un illecito sportivo può anche essere – e talvolta non può che essere – logica piuttosto che circostanziale (Com. Uff. n. 47/CGF del 22 settembre 2011) e in applicazione del principio generale, condiviso dalla giurisprudenza del TNAS del CONI, per il quale in materia di illecito disciplinare sportivo il grado di prova richiesto per poter ritenere sussistente una violazione deve essere superiore alla semplice valutazione della probabilità ma inferiore all’esclusione di ogni ragionevole dubbio e può ritenersi raggiunto sulla base di indizi gravi, precisi e concordanti (Com. Uff. n. 115/CGF del 28 novembre 2013), la Corte ritiene conclusivamente di accogliere in parte qua il ricorso della Procura Federale e quello dell’A.C.R. Messina s.r.l. e di ascrivere al Presidente Arpaia ed al DS Maglia le responsabilità loro contestate ex art. 7, commi 1 e 2, del C.G.S. in relazione alla gara Vigor Lamezia – Paganese del 12 aprile 2015, nonché, conseguentemente, alla Vigor Lamezia s.r.l. la responsabilità diretta ex art. 7, comma 2, e art. 4, comma 1, del C.G.S., e la responsabilità oggettiva ex art. 7, comma 2, e art. 4, comma 2, del C.G.S”.
Per questi motivi la C.F.A., in parziale accoglimento del ricorso come sopra proposto dal Procuratore Federale dispone: nei confronti del sig. ARPAIA Claudio la sanzione della inibizione per anni 5 e mesi 6 e l’ammenda per 80.000 euro, ai sensi dell’art. 7, commi 1, 2 e 7, C.G.S.; nei confronti del sig. MAGLIA Fabrizio la sanzione dell’inibizione di anni 4 e mesi 6 e ammenda di 80.000 euro , ai sensi dell’art. 7, commi 1, 2, e 7 C.G.S.; nei confronti della società Vigor Lamezia S.r.l. a titolo di responsabilità diretta e oggettiva per le violazioni ascritte al proprio presidente munito di poteri di legale rappresentanza Sig. ARPAIA e del proprio direttore sportivo Sig. MAGLIA dispone la retrocessione all’ultimo posto in classifica del campionato per la Stagione Sportiva 2014/2015 con l’assegnazione al campionato di competenza per la Stagione Sportiva 2015/2016 e l’ammenda di 30.000 euro.
Respinge l’appello della Procura Federale in relazione alle posizioni del sig. CASAPULLA e della società Barletta Calcio; respinge i ricorsi come sopra proposti dalla società Vigor Lamezia S.r.l. di Lamezia Terme (Catanzaro), del sig. Fabio Di Lauro, per l’effetto infliggendo al medesimo in relazione all’omessa denunzia contestata per la partita Vigor Lamezia-Paganese, sulla base delle richieste della Procura Federale, la sanzione dell’ulteriore squalifica di mesi 2 e l’ammenda di € 10.000, del sig. Claudio Arpaia, del sig. Felice Bellini e del sig. Fabrizio Maglia e dispone incamerarsi le tasse reclamo; accoglie parzialmente il ricorso come sopra proposto dal signor Ninni Corda riducendo la sanzione alla squalifica di anni 1 con l’ammenda di 30.000 euro. Dispone restituirsi la tassa reclamo; accoglie parzialmente il ricorso come sopra proposto dalla società A.C.R. Messina S.r.l. di Messina relativamente alla posizione della società Vigor Lamezia. Dispone restituirsi la tassa reclamo”.
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