Source: https://foroeuropeo.it/codice-procedura-civile-2/677-del-procedimento-davanti-al-tribunale-163-310/4259-306-rinuncia-agli-atti-del-giudizio
Timestamp: 2019-05-21 01:11:43+00:00

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306. (Rinuncia agli atti del giudizio) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online
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Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - ultra ed extra petita - Pronuncia su domanda oggetto di rinuncia in primo od in secondo grado - Ultrapetizione - Sussistenza. Incorre nel vizio di ultrapetizione la sentenza del giudice del merito che pronunci su una domanda sulla quale vi sia stata rinuncia, tanto se intervenuta nel giudizio di primo grado, quanto in quello d'appello. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 2060 del 24/01/2019 ...
Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - ultra ed extra petita - pronuncia dell'estinzione per "causa petendi" differente rispetto a quella indicata - vizio di ultrapetizione – sussistenza - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 26733 del 23/10/2018 >>> Nel processo civile, è affetta da vizio di ultrapetizione la decisione che dichiari l'estinzione del giudizio per una "causa petendi" diversa da quella indicata dalle parti. (Nella specie, in applicazione del principio, la S.C. ha ravvisato il vizio in questione nella pronuncia impugnata che aveva dichiarato cessata la materia del contendere, a fronte di un'istanza del contribuente di "rinuncia al proseguimento del contenzioso" non subordinata a quella dell'Amministrazione finanziaria al recupero del proprio credito nella misura dei due terzi conseguente al rigetto del ricorso di primo grado). Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 26733 del 23/10/2018...
Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - interesse all'impugnazione - Ordinanza di estinzione del giudizio - Interesse del convenuto ad impugnare - Esclusione - Ragioni. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. 6 - L, ORDINANZA N. 21977 DEL 11/09/2018 Non sussiste l'interesse del convenuto ad impugnare un'ordinanza di estinzione del giudizio, trattandosi di statuizione meramente processuale inidonea ad arrecare pregiudizio alle parti coinvolte ed a costituire giudicato sostanziale sulla pretesa fatta valere, limitandosi l'efficacia di tale giudicato al solo aspetto del venir meno dell'interesse alla prosecuzione del giudizio. ...
Procedimento monitorio - Rinuncia agli atti da parte del ricorrente Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 110 del 07/01/2016 prima della scadenza del termine per l'opposizione - Accettazione dell'ingiunto - Necessità - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 110 del 07/01/2016 Ai fini della declaratoria di estinzione del processo monitorio per rinuncia agli atti del giudizio, ai sensi dell'articolo 306 c.p.c., l'accettazione da parte dell'ingiunto si rende necessaria solo quando questi abbia assunto la veste di parte costituita mediante opposizione, e non anche quando, pur essendo già il rapporto processuale per l'intervenuta notificazione del ricorso e del decreto ingiuntivo, il contraddittorio sia soltanto eventuale, non essendo stata ancora esercitata la facoltà di proporre opposizione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 110 del 07/01/2016 ...
Procedimento monitorio - Rinuncia agli atti da parte del ricorrente prima della scadenza del termine per l'opposizione - Accettazione dell'ingiunto - Necessità - Esclusione. Ai fini della declaratoria di estinzione del processo monitorio per rinuncia agli atti del giudizio, ai sensi dell'articolo 306 c.p.c., l'accettazione da parte dell'ingiunto si rende necessaria solo quando questi abbia assunto la veste di parte costituita mediante opposizione, e non anche quando, pur essendo già il rapporto processuale per l'intervenuta notificazione del ricorso e del decreto ingiuntivo, il contraddittorio sia soltanto eventuale, non essendo stata ancora esercitata la facoltà di proporre opposizione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 110 del 07/01/2016 ...
Presupposti - Completa eliminazione delle ragioni di contrasto tra le parti - Necessità - Dimissioni del lavoratore nel corso del giudizio e contestuale dichiarazione del difensore di rimettersi al giudice - Rilevanza - Insufficienza - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 16886 del 17/08/2015 La cessazione della materia del contendere presuppone che le parti si diano reciprocamente atto del sopravvenuto mutamento della situazione sostanziale dedotta in giudizio e sottopongono al giudice conformi conclusioni in tal senso, con la conseguenza che le dimissioni del lavoratore, rese note nel corso del giudizio di appello relativo a domanda di nullità del termine apposto ad un contratto a tempo determinato, e la contestuale dichiarazione di rimettersi al giudice, espressa dal difensore del datore di lavoro, non sono sufficienti ad eliminare la posizione di contrasto tra le parti. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 16886 del 17/08/2015 ...
Cancellazione della società dal registro delle imprese - Sottoscrizione della rinuncia al ricorso per cassazione da parte dei soci - Ammissibilità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 9828 del 13/05/2015 A seguito della cancellazione della società dal registro delle imprese, i soci, a norma e nei limiti previsti dall'art. 2495 cod. civ., hanno la legittimazione passiva rispetto ai crediti vantati verso la società estinta e sono, come tali, legittimati ad intervenire nel processo di cassazione già proposto da quest'ultima ed a rinunciare al relativo ricorso. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 9828 del 13/05/2015 ...
Presupposti - Mancanza di accordo tra le parti - Valutazione da parte del giudice - Necessità. Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 5188 del 16/03/2015 Nel processo tributario, come in quello civile, la cessazione della materia del contendere presuppone, da un lato, che nel corso del giudizio siano sopravvenuti fatti tali da eliminare le ragioni di contrasto e l'interesse alla richiesta pronuncia di merito e, dall'altro, che le parti formulino conclusioni conformi. Ne consegue che l'allegazione di un fatto sopravvenuto, assunto da una sola parte come idoneo a determinare la cessazione della materia del contendere, comporta la necessità della valutazione del giudice, a cui spetterà l'eventuale dichiarazione dell'avvenuto soddisfacimento del diritto azionato ovvero la pronuncia sul merito dell'azione. Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 5188 del 16/03/2015 ...
Anteriorità alla proposizione del gravame - Necessità - Pendenza dell'impugnazione - Attività rilevante per la caducazione della stessa - Rinuncia nelle forme di legge - Necessità. L'acquiescenza contemplata dall'art. 329 cod. proc. civ. opera come preclusione rispetto ad un'impugnazione non ancora proposta, mentre nell'ipotesi in cui la sentenza sia già stata impugnata è possibile avvalersi soltanto di un'espressa rinunzia all'impugnazione stessa, da compiersi nelle forme e con le modalità prescritte dalla legge. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.23529 del 16/10/2013 ...
Terzo chiamato dal convenuto - Rimborso delle spese del giudizio - Onere a carico dell'attore rinunciante - Sussistenza - Condizioni - Fondamento. In caso di rinuncia agli atti del giudizio, il rimborso delle spese processuali sostenute dal terzo chiamato in garanzia dal convenuto deve essere posto a carico dell'attore rinunciante, ove la chiamata in causa si sia resa necessaria in relazione alle tesi sostenute dall'attore stesso, a nulla rilevando che l'attore non abbia proposto nei confronti del terzo alcuna domanda, operando, al riguardo, il principio di causalità della lite, senza che il giudice debba compiere alcuna delibazione sulla soccombenza virtuale, né valutare se la domanda attorea si estendesse o meno al terzo, essendo a tal fine sufficiente soltanto stabilire se l'instaurazione del rapporto processuale fra il chiamante e il chiamato fosse giustificata dal contenuto della domanda proposta dall'attore verso il convenuto. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25781 del 15/11/2013 ...
Terzo chiamato dal convenuto - Rimborso delle spese del giudizio - Onere a carico dell'attore rinunciante - Sussistenza - Condizioni - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25781 del 15/11/2013 In caso di rinuncia agli atti del giudizio, il rimborso delle spese processuali sostenute dal terzo chiamato in garanzia dal convenuto deve essere posto a carico dell'attore rinunciante, ove la chiamata in causa si sia resa necessaria in relazione alle tesi sostenute dall'attore stesso, a nulla rilevando che l'attore non abbia proposto nei confronti del terzo alcuna domanda, operando, al riguardo, il principio di causalità della lite, senza che il giudice debba compiere alcuna delibazione sulla soccombenza virtuale, né valutare se la domanda attorea si estendesse o meno al terzo, essendo a tal fine sufficiente soltanto stabilire se l'instaurazione del rapporto processuale fra il chiamante e il chiamato fosse giustificata dal contenuto della domanda proposta dall'attore verso il convenuto. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25781 del 15/11/2013 ...
Art. 75 cod. proc. pen. - Costituzione di parte civile nel processo penale - Effetti - Estinzione del giudizio civile precedentemente proposto - Natura giuridica - Litispendenza - Conseguenze. Il trasferimento dell'azione civile nel processo penale, regolato dall'art. 75 cod. proc. pen., determina una vicenda estintiva del processo civile riconducibile al fenomeno della litispendenza, e non a quello disciplinato dall'art. 306 cod. proc. civ., in quanto previsto al fine di evitare contrasti di giudicati. Ne consegue che detta estinzione è rilevabile anche d'ufficio, ma può essere dichiarata solo se, nel momento in cui il giudice civile provvede in tal senso, persista la situazione di litispendenza e non vi sia stata pronuncia sull'azione civile in sede penale. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza interlocutoria n. 8353 del 05/04/2013 ...
Atto di rinuncia non notificato alle parti costituite - Idoneità a determinare l'estinzione del processo - Esclusione - Inammissibilità del ricorso - Sussistenza - Condizioni. L'atto di rinuncia al ricorso per cassazione, in assenza dei requisiti di cui all'art. 390, ultimo comma, cod. proc. civ. (notifica alle parti costituite o comunicazione agli avvocati delle stesse per l'apposizione del visto), sebbene non idoneo a determinare l'estinzione del processo, denota il venire meno definitivo di ogni interesse alla decisione e, comporta, pertanto, l'inammissibilità del ricorso, salvo che la controparte manifesti la volontà di ottenere, comunque, la pronuncia sull'oggetto del contendere. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2259 del 31/01/2013 ...
Fatto che impedisce il proseguimento del processo civile - Rilevabilità d'ufficio - Ammissibilità. Il trasferimento dell'azione civile nel processo penale costituisce fatto che - sia esso qualificato co me impeditivo alla prosecuzione del primo processo, ovvero estintivo dello stesso - opera di diritto ed è rilevabile d'ufficio, perché comporta, a norma dell'art. 75 cod. proc. pen., la rinuncia agli atti del giudizio civile, sempre che si accerti l'identità delle due azioni alla stregua dei comuni canoni di identificazione ("personae", "petitum" e "causa petendi") delle medesime. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7633 del 16/05/2012 ...
Rinuncia agli atti del giudizio nel giudizio di cassazione - Accettazione - Necessità - Esclusione - Fondamento. L'art. 306 cod. proc. civ., secondo il quale la rinuncia agli atti del giudizio dev'essere accettata, non si applica al giudizio di cassazione nel quale la rinuncia, non richiedendo l'accettazione della controparte per essere produttiva di effetti processuali, non ha carattere "accettizio" e, determinando il passaggio in giudicato della sentenza impugnata, comporta il conseguente venir meno dell'interesse a contrastare l'impugnazione. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 9857 del 05/05/2011 ...
Accettazione della rinuncia - Necessità - Limiti. Ai fini della declaratoria di estinzione del processo, ai sensi dell'articolo 306 cod. proc. civ., l'accettazione della rinuncia agli atti del giudizio è necessaria solo quando, nel rapporto processuale già instaurato, vi sia una parte costituita che potrebbe avere interesse alla prosecuzione del giudizio, non rilevando a tal fine che la parte non costituita abbia un interesse a partecipare al giudizio o un interesse di da quello ivi dedotto. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 6850 del 24/03/2011 ...
Azioni revocatorie proposte da creditori diversi nei confronti dello stesso atto - Processo unico con pluralità di parti - Causa inscindibile - Esclusione - Conseguenze - Evento interruttivo riguardante una delle parti di una delle cause connesse - Interruzione del solo giudizio di cui è parte il soggetto colpito dall'evento interruttivo - Necessità - Fattispecie. Più azioni revocatorie proposte da creditori diversi per il pregiudizio arrecato ai loro rispettivi crediti, ancorché dirette alla dichiarazione di inefficacia dello stesso atto, non danno luogo ad una causa inscindibile ma a tante cause distinte, riunite soltanto per ragioni di connessione, atteso che l'azione revocatoria ha natura personale e giova soltanto al creditore che la esercita. Pertanto, nel caso di trattazione unitaria o riunione di più azioni revocatorie nei confronti dello stesso atto, che comporta litisconsorzio facoltativo tra le parti dei singoli procedimenti, l'evento interruttivo relativo ad una delle parti di una delle cause connesse opera, di regola, solo in riferimento al procedimento di cui è parte il soggetto colpito dall'evento. (Nella specie, dichiarata l'estinzione, per rinuncia agli atti ed accettazione, dell'azione revocatoria proposta da uno soltanto dei creditori, la S.C. ha ritenuto che nessun onere sussisteva per l'altro creditore, che aveva agito nello stesso processo contro il medesimo atto, di impugnare con appello il provvedimento di estinzione che non lo riguardava). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24546 del 20/11/2009 ...
Ordinanza interruttiva emessa in difetto dei presupposti - Omessa fissazione dell'udienza per il prosieguo - Adozione di un provvedimento integrativo ad istanza di parte - Ammissibilità - Fattispecie. La dichiarazione di interruzione del processo, emessa erroneamente per difetto del presupposto richiesto dall'art. 300 cod. proc. civ., non comporta la nullità degli atti successivi del processo, che sia stato proseguito per impulso di una delle parti nel rispetto del contraddittorio con le altre. In tal caso si configura, a seguito dell'omessa fissazione dell'udienza per il prosieguo, una fattispecie equiparabile, in via analogica, a quella prevista dall'art. 289 cod. proc. civ. (che prevede l'integrazione ad istanza di parte dei provvedimenti istruttori che non contengono la fissazione dell'udienza successiva o del termine entro il quale le parti debbono compiere gli atti processuali), con il conseguente onere della parte di richiedere al giudice l'integrazione del provvedimento con la fissazione dell'udienza di prosecuzione della causa. (Nella fattispecie, relativa ad azioni revocatorie contro uno stesso atto, riunite in unico processo, la S.C. ha ritenuto come equipollente all'istanza ex art. 289 cod. proc. civ. la domanda con cui uno dei creditori aveva chiesto la revoca del provvedimento di estinzione, per rinuncia agli atti da parte dell'altro creditore e conseguente accettazione, e la rimessione della causa sul ruolo). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24546 del 20/11/2009 ...
Ordinanza interruttiva emessa in difetto dei presupposti - Omessa fissazione dell'udienza per il prosieguo - Adozione di un provvedimento integrativo ad istanza di parte - Ammissibilità - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24546 del 20/11/2009 La dichiarazione di interruzione del processo, emessa erroneamente per difetto del presupposto richiesto dall'art. 300 cod. proc. civ., non comporta la nullità degli atti successivi del processo, che sia stato proseguito per impulso di una delle parti nel rispetto del contraddittorio con le altre. In tal caso si configura, a seguito dell'omessa fissazione dell'udienza per il prosieguo, una fattispecie equiparabile, in via analogica, a quella prevista dall'art. 289 cod. proc. civ. (che prevede l'integrazione ad istanza di parte dei provvedimenti istruttori che non contengono la fissazione dell'udienza successiva o del termine entro il quale le parti debbono compiere gli atti processuali), con il conseguente onere della parte di richiedere al giudice l'integrazione del provvedimento con la fissazione dell'udienza di prosecuzione della causa. (Nella fattispecie, relativa ad azioni revocatorie contro uno stesso atto, riunite in unico processo, la S.C. ha ritenuto come equipollente all'istanza ex art. 289 cod. proc. civ. la domanda con cui uno dei creditori aveva chiesto la revoca del provvedimento di estinzione, per rinuncia agli atti da parte dell'altro creditore e conseguente accettazione, e la rimessione della causa sul ruolo). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24546 del 20/11/2009 ...
Rimborso delle spese del giudizio - Parte in causa avente diritto - Delibazione sulla titolarità del diritto - Necessità - Esclusione - "Legitimatio ad causam" - Rilevanza esclusiva - Sussistenza. La regolamentazione delle spese in caso di rinuncia agli atti del giudizio non richiede al giudice una delibazione sulla fondatezza della domanda, giacché la natura processuale della relativa statuizione comporta semplicemente che "il rinunciante deve rimborsare le spese alle altre parti", restando in particolare preclusa, ai fini dell'attribuzione del rimborso in favore di una delle parti, ogni delibazione in merito alla corrispondenza tra l'assunzione formale della veste di parte e la titolarità del rapporto sostanziale in virtù del quale la stessa ha partecipato al giudizio. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 21933 del 12/10/2006 ...
Terzo chiamato dal convenuto - Rimborso delle spese del giudizio - Onere a carico dell'attore rinunciante - Sussistenza - Condizioni. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 21933 del 12/10/2006 In sede di regolamentazione delle spese in caso di rinuncia agli atti del giudizio, il rimborso delle spese processuali sostenute dal terzo chiamato in garanzia dal convenuto deve essere posto a carico dell'attore rinunciante, ove la chiamata in causa si sia resa necessaria in relazione alle tesi sostenute dall'attore stesso, a nulla rilevando che l'attore non abbia proposto nei confronti del terzo alcuna domanda. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 21933 del 12/10/2006 ...
Difetto di legittimazione attiva - Rinuncia all'azione da parte dell'attore - Conseguenze - Estinzione del giudizio - Configurabilità - Condizioni - Fondamento. Qualora l'originario attore riconosca il fondamento dell'eccezione di difetto di legittimazione attiva, dedotta parte dalla convenuta, e chieda di essere estromesso dal giudizio, si ha una rinunzia all'azione, disciplinata dall'art. 306 cod.proc.civ., che può dar luogo non ad estromissione dal giudizio, ma all'estinzione del giudizio stesso in caso di accettazione da parte del convenuto e previa offerta di rimborso delle spese di giudizio. L'estromissione, ex art. 109 cod.proc.civ., ricorre invece nella diversa ipotesi in cui due o più soggetti richiedano l'adempimento di una stessa obbligazione nei confronti di una medesima persona, che non contesti di dovere la prestazione, ma si dichiari disponibile ad eseguirla in favore di chi risulterà averne diritto all'esito del giudizio. Corte Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18740 del 09/12/2003 ...

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Art. 75
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 art. 289
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 art. 109
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