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L argomento. Infestante. Vecchie leggi per le mosche DERATTIZZAZIONE BUONE NORME E LEGGI SPECIFICHE - PDF
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Floriano Di Pietro
1 L argomento DERATTIZZAZIONE BUONE NORME E LEGGI SPECIFICHE 1 Infestante. L argomento del corso: gli infestanti urbani d interesse sanitario. infestanti + interesse sanitario. Il termine infestante indica un organismo pluricellulare che provoca all uomo fastidio, disagio o addirittura malattia. Infestante per definizione : le mosche. 2 Vecchie leggi per le mosche R.D. 27 luglio 1934, n. 1265: T.U.L.S. Art. 263: impedire disseminazione delle mosche. Legge 29 marzo 1928, n. 858: Disposizioni per la lotta contro le mosche Decreto Capo del Governo del 20 maggio 1928: Norme obbligatorie per l attuazione della legge 29 marzo 1928, n. 858 contenente disposizioni per la lotta contro le mosche. 3 1
2 Modalità diffusione Gli infestanti trasmettono microbi. Microbi: patogeni + patogeni opportunisti. Contagio: via diretta (aerea, contatto, sangue, saliva, sessuale) e per via indiretta. Quest ultima: tramite veicoli e vettori. Veicoli: acqua, alimenti, oggetti d uso Vettori sono gli organismi animati Vettori sono obbligati se senza di loro l infezione non si propaga, e non obbligati quando l infestazione si può egualmente propagare. 4 Modalità diffusione differenza fra serbatoio e sorgente: il serbatoio è la specie dove genericamente veicola il patogeno, mentre la sorgente è l animale specifico che sta propagando l infezione. diffusione delle malattie: pandemia, epidemia, endemia, sporadicità. 5 Roditori Quindi parlare di infestanti ha obbligato a parlare dei termini base che si occupano di infezioni e della loro propagazione. Roditori Adesso parliamo di roditori, intesi come infestanti, e specificamente dove i roditori hanno generato un intervento del legislatore. 6 2
3 Pacchetto igiene Igiene degli alimenti: il legislatore mira a dare norme che limitino al massimo la presenza di roditori nelle attività alimentari La lotta agli infestanti e quella particolare per i roditori è oggetto della normativa nazionale ed europea: del cosiddetto pacchetto igiene ricordiamo: 7 Infestanti e Reg 852/2004 Reg 852/2004 -Reg 852/2004, Allegato I (Produzione primaria), parte B (Raccomandazioni inerenti si manuali di corretta prassi igienica) sancisce che i manuali di corretta prassi igienica dovrebbero contenere informazioni adeguate sui pericoli che possono insorgere nella produzione primaria, e tali pericoli comprendono gli animali infestanti. 8 Infestanti e Reg 852/2004 -Poi nell Allegato II, (requisiti generali in materia di igiene applicabili a tutti gli operatori del settore alimentare, diversi da quelli di cui all allegato I), gli infestanti compaiono in alcuni punti: --Capitolo 1: requisiti generali applicabili alle strutture destinate agli alimenti 2.c)consentire una corretta prassi di igiene alimentare, compresa la protezione contro la contaminazione e in particolare, la lotta contro gli animali infestanti 9 3
4 Infestanti e Reg 852/ Capitolo 3: requisiti applicabili alle strutture mobili e/o temporanee 1)le strutture devono. essere situate e progettati e costruite, nonché mantenute pulite e sottoposte a regolare manutenzione in modo da evitare rischi di contaminazione, in particolare da parte di animali e animali infestanti 10 Infestanti e Reg 852/ Capitolo 6: rifiuti alimentari 3: se devono prevedere opportune disposizioni per il deposito e la rimozione dei rifiuti alimentare.i magazzini di deposito dei rifiuti devono essere progettati e gestiti in modo da poter essere mantenuti costantemente puliti e ove necessario al riparo da animali e altri animali infestanti. 11 Infestanti e Reg 852/ Capitolo 9): requisiti applicabili ai prodotti alimentari 4)occorre predisporre procedure adeguate per controllare gli animali infestanti e per impedire agli animali domestici di accedere ai luoghi dove gli alimenti sono preparati, trattati o conservati (ovvero qualora l autorità competente autorizzi tale accessi in circostanze speciali, impedire che esse sia fonte di contaminazioni). 12 4
5 Infestanti e Reg 853/2004 Reg 853/2004 Nel Reg 853/2004 nella sezione IX del latte crudo si chiede che i locali magazzino del latte siano protetti dagli infestanti. 13 R.C.I. I RCI (Regolamenti Comunali di Igiene) si occupano di vari aspetti dell igiene, avendo come target le comunità locali,al fine di salvaguardare la salute pubblica: nei RCI ci sono vari capitoli: l igiene delle acque, dell aria, dell edilizia, degli alimenti, la profilassi delle malattie infettive, etc. I roditori sono generalmente oggetto del RCI nella sezione profilassi delle malattie infettive. Esaminiamo alcuni RCI di grandi comuni italiani. 14 RCI di Pordenone Capitolo 7: profilassi malattie infettive e parassitarie Articolo 42 Lotta agli insetti noci e molesti: disinfestazione derattizzazione Divieto di scarico rifiuti Cortili e terreni tenuti sgombri da erbe, sterpi, rifiuti, no ristagno acqua Cura dei pneumatici Interventi derattizzazione: li esegue il Comune su parere ASL Se il privato non interviene quando è tenuto, il Comune derattizza e poi ci sarà la rivalsa 15 5
6 RCI di Pescara Articolo 14 Lotta agli insetti noci e molesti: disinfestazione derattizzazione Divieto abbandono oggetti e contenitori Divieto di abbandono rifiuti Roditori: limitare il più possibile il cibo a loro disposizione Lotta contro i roditori, mediante uso di esche rodenticide posizionate in punti strategici di strade, piazze e aree prossime a discariche, aree incolte. I proprietari devono trattare le aree infestate fino ad assenza di avvistamenti Gli amministratori di condominio devono con cadenza almeno annuale derattizzare le parti comuni dei fabbricati e darne notizia all ufficio di igiene 16 RCI DI Milano Obbligo disinfezione disinfestazione Le attività di disinfestazione devono essere svolte a cura dei proprietari almeno 1 volta all anno di regola nei mesi da marzo a giugno in tutti gli esercizi e depositi dove si trovano prodotti alimentari e bevande 17 RCI DI Milano Interventi derattizzazione quando per la presenza di ratti o topi accertata, in un edificio o zona possa temersi danno alla salute pubblica, il responsabile igiene pubblica dispone le necessarie operazioni di derattizzazione 18 6
7 RCI di Forlì Articolo 181 Competenze Comune e ASL 1)il Comune deve disporre in proprio o tramite convenzione di un servizio di disinfezione, disinfestazione e derattizzazione 2)il SIP svolge funzioni di supporto tecnico scientifico e di vigilanza sulle operazioni di disinfezione, disinfestazione e derattizzazione 3)il Sindaco sentito il S.I.P. dispone affinché i trattamenti di D.D.D. vengano condotti in modo da evitare ogni possibile inconveniente nei confronti della popolazione, degli animali domestici e dell ambiente circostante 19 RCI di Forlì Articolo 187 Lotta contro i topi e i ratti 1) In tutte le aree private e pubbliche ove si possono verificare condizioni favorevoli al ricovero, alla nidificazione (tana) e alla cibazione di topi e ratti devono essere attuate, a cura dei proprietari o dei responsabili, interventi atti a risolvere le condizioni di crisi in essere e a prevenirne il ripetersi. 20 RCI Forlì 2)Gli interventi di derattizzazione effettuati da privati con l'utilizzo di rodenticidi in rilevante quantità (presso insediamenti, stabilimenti, magazzini e simili) devono avvenire previa presentazione al Servizio di Igiene Pubblica di un piano che contenga, oltre alla descrizione delle modalità dell'intervento, le precauzioni messe in atto al fine di evitare conseguenze per persone e animali che con tali prodotti possano venire in qualsiasi modo a contatto. rilevante quantità: un po vago presentazione al Servizio di Igiene Pubblica di un piano: chi ne ha visti? evitare conseguenze per persone e animali: è stata precorsa l ordinanza ministeriale 21 7
8 RCI di Forlì 3)Gli interventi effettuati a mezzo di ditte specializzate devono essere segnalati al S.I.P. al fine di un censimento che permetta di individuare la presenza, i movimenti ed eventualmente la formazione di colonie murine. 22 Come derattizzare? Ma per eliminare i roditori servono delle sostanze chimiche che agiscano potentemente. Mentre per le zanzare si tende ad agire sulle larve e quindi si conduce una lotta avente come target lo stadio preadulto, sui roditori ci si mira agli adulti. Ma agire sui roditori può avere effetti crociati anche per l uomo (specie i bambini) e per altri animali, in particolare i cani. 23 Derattizzare: effetti su altre specie Se quindi già era buona norma, buon senso, derattizzare senza gettare materiale (tossico, velenoso) alla rinfusa, evitando di contaminare alimenti, evitando che cani e bambini ingerissero accidentalmente un prodotto rivolto ai soli roditori, ad un certo punto il legislatore ha dovuto constatare che la pratica di uccidere cani tramite esche, bocconi avvelenati, era un problema diffuso in ambito nazionale e si è intervenuti tramite un ordinanza ministeriale, seguita da altre due. 24 8
9 Tre Ordinanze La prima ordinanza è del , seguita dall O.M. del e dall l O.M. del Ordinanza di base Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali ORDINANZA 18 dicembre 2008 Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati. 26 Ordinanza di base Visto il testo unico delle leggi sanitarie approvato con regio decreto del 27 luglio 1934, n. 1256, e successive modifiche; Visto il decreto del Presidente della Repubblica n. 392, del 6 ottobre 1998; Visto il decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 174; Considerando il dilagare del fenomeno di uccisione di animali mediante l'utilizzo di esche o bocconi avvelenati sia in ambito urbano, che extraurbano nonchè le sempre più frequenti morti tra la fauna selvatica per ingestione di sostanze tossiche abbandonate volontariamente nell'ambiente, con conseguenti rilevanti danni al patrimonio faunistico selvatico e in particolare alle specie in via di estinzione; 27 9
10 Ordinanza di base Tenuto conto che la presenza di veleni e sostanze tossiche sul territorio, in particolare sotto forma di esche o bocconi, rappresenta un serio rischio per la popolazione umana e per l'ambiente, sia direttamente, in particolare per i bambini, che indirettamente, attraverso la contaminazione ambientale; 28 Ordinanza di base Articolo 1 Finalità 1. La presenza nell'ambiente di bocconi ed esche contenenti veleni o sostanze nocive costituisce un grave rischio per la salute dell'uomo, degli animali e per l'ambiente. IL PRINCIPIO 29 Ordinanza di base 2. Ai fini della tutela della salute pubblica, della salvaguardia e dell'incolumità delle persone, degli animali e dell'ambiente è vietato a chiunque utilizzare in modo improprio, preparare, miscelare e abbandonare esche e bocconi avvelenati o contenenti sostanze tossiche o nocive, compresi vetri, plastiche e metalli o materiale esplodente; è vietato, altresì, la detenzione, l'utilizzo e l'abbandono di qualsiasi alimento preparato in maniera tale da poter causare intossicazioni o lesioni al soggetto che lo ingerisce. IL DIVIETO 30 10
11 Ordinanza di base 4. Le operazioni di derattizzazione e disinfestazione, eseguite da ditte specializzate, devono essere effettuate con modalità tali da non nuocere in alcun modo alle persone e alle specie animali non bersaglio e devono essere pubblicizzate dalle stesse ditte, tramite avvisi esposti nelle zone interessate con almeno cinque giorni lavorativi d'anticipo. La tabellazione deve contenere l'indicazione di pericolo per la presenza del veleno, gli elementi identificativi del responsabile del trattamento, la durata del trattamento e l'indicazione delle sostanze utilizzate. L INFORMAZIONE 31 Ordinanza di base 5. Al termine delle operazioni il responsabile della ditta specializzata deve provvedere alla bonifica del sito mediante il ritiro delle esche non utilizzate e delle spoglie dei ratti o di altri animali infestanti. LA FINE DELLE OPERAZIONI 32 Ordinanza di base Articolo 2 Compiti del medico veterinario Articolo 3 Istituti Zoooprofilattici Sperimentali Articolo 4 Compiti del sindaco 33 11
12 Ordinanza di base Articolo 5 Obblighi per i produttori 1. I produttori di presidi medico-chirurgici, di prodotti fitosanitari e di sostanze pericolose appartenenti alle categorie dei rodenticidi, lumachicidi ad uso domestico, civile ed agricolo aggiungono al prodotto una sostanza amaricante o repellente che lo renda sgradevole ai bambini e agli animali non bersaglio. Nel caso di rodenticidi per uso civile deve essere previsto un contenitore, all'atto dell'utilizzo, con accesso solo all'animale bersaglio fatti salvi i casi previsti dall art.1, comma Nell' etichetta dei prodotti di cui al comma 1 devono essere indicati le modalità d'uso e di smaltimento del prodotto stesso. 34 La prima modifica Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali ORDINANZA 19 marzo 2009 Modifiche all'ordinanza 18 dicembre 2008 del ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, recante «norme sul divieto di utilizzo di detenzione di esche o di bocconi avvelenati». 35 La seconda modifica Ministero della salute ORDINANZA 14 gennaio 2010 Proroga e modifica dell'ordinanza 18 dicembre 2008, come modificata dall'ordinanza 19 marzo 2009, recante: «norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati»
13 Validità temporale O.M Pubblicata Valida fino al O.M Pubblicata Valida fino al Validità temporale O.M Pubblicata Valida fino al Precedenti? Questa Ordinanza ha avuto un precedente regionale: la Regione Umbria nel 2001 aveva già affrontato il problema con la Legge regionale , n. 27 Norme in materia di divieto di detenzione e utilizzazione di esche avvelenate 39 13
14 Susseguenti? Dopo la O.M. anche la regione Emilia Romagna è intervenuta con la Delibera regionale 20 aprile 2009 n. 469 Approvazione linee guida regionali per la lotta agli avvelenamenti degli animali che riprende l ordinanza del Ministero e approfondisce la parte operativa, coinvolgendo anche il Corpo Forestale dello Stato. 40 Cosa si usa per derattizzare? La derattizzazione avviene tramite sostanze tossiche, e la nostra normativa dà regole anche per queste sostanze; infine questi trattamenti possono essere eseguiti domiciliarmene da chiunque, ma ci sono anche ditte specializzate, e il Legislatore interviene anche su questi specialisti. Esaminiamo due aspetti, cioè la normativa di riferimento dei prodotti ratticidi e la normativa di riferimento delle ditte di disinfestazione. 41 Ratticidi e D.P.R. 392/1998 I PRODOTTI CHIMICI: Ratticidi Chimicamente i topicidi e ratticidi rientrano nell ambito dei presidi medico chirurgici e sono normati dal D.P.R. 392/1998, che suddivide i presidi medico chirurgici (PMC) in: a) disinfettanti e sostanze poste in commercio come germicide o battericide; b) insetticidi per uso domestico e civile; c) insettorepellenti; d) kit di reagenti per il rilevamento di anticorpi anti-hiv; e) kit di reagenti per la rilevazione di HBsAg ed anti-hcv o eventuali altri marcatori di infezione da HCV; f) topicidi e ratticidi ad uso domestico e civile
15 Ratticidi e D.lgs. 174/2000 Ma a tale D.P.R. si è affiancato un Decreto legislativo, il n. 174/2000 che riprende la Direttiva 98/8/CE. Questo D.lgs. inserisce nell Allegato 4, gruppo 3, i prodotti per roditori, insetticidi e i repellenti. 43 I professionisti e la L. 82/1994 LE DITTE Infine parliamo di chi lavora con la disinfestazione, cioè delle ditte e la norma a loro indirizzata: la Legge 82/1994. Questa legge ha dato dei paletti utili, ma non ha indicato chiari titoli di studio per il responsabile tecnico delle imprese. Se queste imprese trattano infestanti, usano sostanze chimiche con impatto su animali, uomo e ambiente importanti, perché non definire in modo rigoroso e chiaro la responsabilità tecnica delle azioni lavorative? 44 I professionisti e il D.M. 274/1997 Il titolo della legge è: Disciplina delle attività di pulizia, di disinfezione, di disinfestazione, di derattizzazione e di sanificazione Dopo la legge è stato emanato il Decreto Ministeriale n. 274/1997: Regolamento di attuazione degli articoli 1 e 4 della legge 25 gennaio 1994, n. 82, per la disciplina delle attività di pulizia, di disinfezione, di disinfestazione, di derattizzazione e di sanificazione Questo decreto contiene alcune importanti definizioni
16 Definizioni Articolo 1 a)sono attività di pulizia quelle che riguardano il complesso di procedimenti e operazioni atti a rimuovere polveri, materiale non desiderato o sporcizia da superfici, oggetti, ambienti confinati ed aree di pertinenza b) sono attività di disinfezione quelle che riguardano il complesso dei procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti confinati e aree di pertinenza mediante la distruzione o inattivazione di microrganismi patogeni 46 Definizioni c) sono attività di disinfestazione quelle che riguardano il complesso di procedimenti e operazione atti a distruggere piccoli animali, in particolare artropodi, sia perché parassiti, vettori o riserve di agenti infettivi sia perché molesti e specie vegetali non desiderate. La disinfestazione può essere integrale se rivolta a tutte le specie infestanti ovvero mirata se rivolta a singola specie 47 Definizioni d)sono attività di derattizzazione quelle che riguardano il complesso di procedimenti e operazioni di disinfestazione atti a determinare o la distruzione completa oppure la riduzione del numero della popolazione dei ratti o dei topi al di sotto di una certa soglia e)sono attività di sanificazione quelle che riguardano il complesso di procedimenti e operazioni atti a rendere più sani determinati ambienti mediante l attività di pulizia e/o di disinfezione ovvero mediante il controllo e il miglioramento delle condizioni del microclima per quanto riguarda la temperatura, l umidità e la ventilazione ovvero e quanto riguarda l illuminazione e il rumore
17 Un passo indietro Per concludere ricordiamo anche che la Regione Emilia Romagna con la legge 4 maggio 1982 n. 19 ( Norme per l esercizio delle funzioni in materia di igiene e sanità pubblica, veterinaria e farmaceutica) affronta in due articoli la disinfestazione e derattizzazione. 49 L.R.19/1982 Articolo 15 Attività di disinfezione, disinfestazione e zooprofilassi Le Unità sanitarie locali possono assicurare anche congiuntamente le seguenti attività: -le attività di disinfezione, disinfestazione e derattizzazione... Nulla è innovato per quanto concerne le competenze dei Comuni e le attività da essi svolte direttamente o tramite aziende municipalizzate in materia di disinfezione e disinfestazione 50 L.R.19/1982 Articolo 19 Funzioni in materia di igiene e sanità pubblica svolte dall USL,tramite il servizio di igiene pubblica g)la vigilanza igienica sulle operazioni di disinfezione e disinfestazione eseguite dai Comuni, dalle Aziende municipalizzate e da altri enti pubblici o privati
19 Ringraziamenti finali Si ringrazia per la concessione delle foto la rivista Igiene alimenti dinsifestazione e igiene ambientale di Milano 55 19
Condotte vietate Le condotte vietate dal provvedimento in rassegna sono le seguenti:
OGGETTO: ORDINANZA MINISTRO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI DEL 18 DICEMBRE 2008 IN MATERIA DI DIVIETO DI UTILIZZO E DETENZIONE DI ESCHE O DI BOCCONI AVVELENATI. Il Ministro del Lavoro,
Comune di Livorno Ufficio Tutela e Salvaguardia Animali
Comune di Livorno Ufficio Tutela e Salvaguardia Animali LEGGE REGIONALE N. 39 DEL 16-08-2001 REGIONE TOSCANA Norme sul divieto di utilizzo e detenzione di esche avvelenate. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE

References: Art. 263
 Articolo 42
 Articolo 14
 Articolo 181
 Articolo 187
 Articolo 1
 Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 4
 Articolo 5
 art.1
 Articolo 1
 Articolo 15
 Articolo 19