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Timestamp: 2020-01-25 21:43:15+00:00

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DIETRO LA FASE B E C LE SENTENZE DELLE CORTI EUROPEE - Centro Studi per la Scuola Pubblica di Padova
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DIETRO LA FASE B E C LE SENTENZE DELLE CORTI EUROPEE
di Francesco Guadagno
A FASE B E C LE SENTENZE DELLE CORTI EUROPEE
di Francesco Guadagno da Orizzontescuola.it
Tutti si chiedono a poche ore dalla scadenza del termine delle domande da effettuare on line quale sia l’algoritmo utilizzato dal MIUR per la fase B e C del piano straordinario di assunzioni in ruolo per i docenti precari.
La verità è alla portata di tutti. Purtroppo le fasi sono condizionate da due sentenze definitive date rispettivamente dalla Corte di Giustizia Europea e dalla Consulta.
La sentenza Europea dello scorso anno ha chiarito che vanno eliminati gli abusi sull’utilizzo di personale precario per i posti vacanti e disponibili.
Pertanto la fase B necessita obbligatoriamente della copertura pressoché totale dei posti vacanti e disponibili in tutta la nazione per dimostrare all’Europa che l’Italia si è allineata con la direttiva comunitaria n.70 del 1999 e, pertanto, la procedura per la fase B sarà evidentemente nazionale in cui il punteggio è discriminante a prescindere dalle preferenze espresse.
A nulla sono valse le richieste dei cosiddetti sindacati rappresentativi che ben conoscono la portata della sentenza Europea e dei vari comitati dei precari. La sentenza va applicata!
Ma chi verrà coinvolto in tale situazione? Non sicuramente i docenti delle GAE o GM del concorso 2012 che appartengono alle seguenti cdc comuni come *infanzia, A017, A019, A025, A028, A031, A032, A036, A037, A048, A060, A061, A074, A075, A345*. Su tali posti i residui per la fase B sono praticamente zero.
Discorso opposto vale per i docenti che hanno titolo sul sostegno o su altre classi di concorso diverse dalle precedenti. Le cattedre residue nazionali per la fase B sono presenti ma la precedenza su tutti posti della fase B riservata agli idonei del concorso rischia di lasciare ai presenti in GAE posti in province più lontane da quelle che si sarebbero attesi.
Allora cosa fare in tal caso? La scelta è personale e non semplice. Sicuramente se si ha la possibilità di avere una supplenza per quest’anno si rimanda il problema della presa servizio ma va ricordato che la mobilità nazionale per la legge 107 del 2015 (comma 108) sarà effettuata su tutti i posti vacanti dell’autonomia (organico di diritto e potenziato) in due fasi: prima coloro che sono stati assunti a tempo indeterminato entro l’anno scolastico 2014/2015 (compresi i cosiddetti docenti “immobilizzati” - bloccati per un triennio) e successivamente a tutti i docenti assunti nella fase B e C. Pertanto la possibilità di rientro nella propria provincia per coloro che verranno assorbiti nella fase B diventa complicata. Per cui a nulla valgono le rassicurazioni del Ministro Giannini o dei vari onorevoli…!!
E per la fase C? Anche qui una sentenza della Consulta n.41/2011 ha già deciso il da farsi. Nel biennio 2009-2011 furono delineate da parte dell’allora Ministro Gelmini le fantomatiche “code” in accordo sindacale per cercare di limitare il taglio di circa 8 miliardi sulla scuola voluta dalla legge 133 del 2008 che effettuò l’espulsione coatta di migliaia di docenti precari. Il sindacato Anief impugnò tale abominio e la Corte Costituzionale diede ragione. Le code furono uno scempio e violavano la Costituzione. L’unica discriminante era il punteggio nelle graduatorie che rappresentava il dato incontrovertibile per la definizione del ruolo.
La sentenza aveva valore per le code pertanto nessun docente poteva essere posizionato in coda ad una data provincia a parte la prima provincia.
Pertanto il MIUR, oggi, dopo attenta analisi legale, per evitare di essere sommersa dai ricorsi, (ad un giorno dalla scadenza..) sembrerebbe optare per la fase C con la prima provincia a pettine solo per coloro che la _scelgono_ come prima a livello nazionale (con limitazione notevole della platea degli interessati al ruolo in base al punteggio) e per le restanti provincie in base al punteggio di ciascuno, estesa a tutti i candidati nazionali sia delle GAE che delle GM.
La sentenza della Consulta va applicata!!
Pertanto coloro che hanno punteggi elevati nelle GAE e GM e non sono finiti nella lotteria della fase B si ritroveranno con la possibilità di essere assunti praticamente nella propria provincia se indicata come prima. Ne è un dato la volontà del MIUR di far indicare al collegio docenti per la definizione dell’organico potenziato le aree disciplinari, quasi nella volontà di far inserire la maggior parte di coloro che sono da anni precari. Discorso diverso sarà per coloro che hanno punteggio basso nelle GAE della propria provincia poiché se viene scelta la stessa provincia come prima ciò potrebbe comportare il rischio di essere catapultati nella lotteria nazionale dei vari posti della fase C i quali saranno i posti residuati dalla scelta delle prime provincie da parte degli altri candidati.
Dispiace che siano le sentenze a costringere lo Stato a correre ai ripari, ma la situazione attuale dichiara semplicemente un dato: dopo anni di precariato sia la parte sindacale che la parte ministeriale hanno fallito miseramente…!!

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