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Timestamp: 2019-02-20 02:50:46+00:00

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Art. 602 codice civile - Testamento olografo - Brocardi.it
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Articolo 602 Codice civile
(1) Non è ammessa la scrittura in stampatello (salvo non venisse abitualmente usata dal testatore), o la scrittura con mezzi meccanici o ad opera di un terzo, anche se per conto del testatore.
(2) Se posta nel corpo dell'atto, sono valide le disposizioni che precedono la sottoscrizione.
(3) Di norma la sottoscrizione deve contenere nome e cognome dell'autore del testamento o indicazioni equivalenti che ne permettano l'identificazione (es. uno pseudonimo o la dicitura "tuo padre" in una lettera indirizzata al figlio).
(4) Sono ammesse le indicazioni equipollenti (es. "Natale 2012"). La data può essere inserita all'inizio o alla fine del testo, anche dopo la sottoscrizione. Deve essere autografa.
(5) La mancanza di autografia e sottoscrizione rende il testamento nullo (v. art. 606 c. 1 del c.c.). Il testamento privo di data è annullabile (v. art. 606 c. 2 del c.c.), quello con la data non veritiera può essere annullato solo nei casi elencati dalla norma in commento.
Il testamento olografo coniuga in sè numerosi vantaggi (soprattutto la segretezza, la semplicità formale e la gratuità) con inconvenienti notevoli (il rischio di smarrimento, di alterazione e di soppressione). Per evitare ciò, oltre all'autografia e alla data, si richiede che il testatore sottoscriva l'atto, al fine di consentire l'identificazione dell'autore e di confermarne definitivamente la volontà.
“ Ordo scripturae non impedit causam iuris ac voluntatis ”
L'ordine delle scritturazioni non ostacola l'accertamento del diritto, e della volontà del testatore
293 Com'è stato suggerito a proposito dei requisiti essenziali del testamento olografo, ho indicato prima la data e poi la sottoscrizione, convenendo peraltro nell'avviso di escludere che sussista una causa di nullità nel tatto che la data segua eventualmente la sottoscrizione. Ha riscosso approvazione l'art. 144 del progetto definitivo anche per quanto riguarda il tormentato problema della data nel testamento olografo. Ho creduto necessario tuttavia riesaminare tale problema e ho provveduto a eliminare la parte dell'articolo in cui si disponeva che la data indica il giorno della sua apposizione. Questa norma è stata da molti discussa e criticata in base alla considerazione che la data, quando è apposta a una dichiarazione negoziale, non rappresenta una dichiarazione a sè stante, ma indica il momento cronologico in cui il negozio viene compiuto. D'altro lato, la difficoltà pratica di determinare concretamente quando il testamento è stato fatto e se la data deve riferirsi al momento in cui il testamento fu sottoscritto o a uno dei momenti in cui il testamento fu scritto, o addirittura al momento in cui fu datato, non poteva essere risolta con una precisa norma di legge, che avesse riguardo a tutte le contingenze e tanto meno con una norma, che determinasse aprioristicamente uno di questi vari possibili momenti. Si tratta di un punto sul quale è bene che l'interprete abbia una certa libertà di movimenti che gli permetta di adattare la norma alle mutevoli esigenze concrete. Del resto, l'accennata difficoltà pratica è, nella normalità dei casi, irrilevante, in quanto che si è mantenuto il principio, sul quale concorda la più recente giurisprudenza, che la data fittizia (antidata e postdata) non importa nullità, del testamento e che non si può dare la prova della non verità della data se non quando tale circostanza sia decisiva per risolvere una questione che debba decidersi appunto con la considerazione del tempo in cui è stato fatto il testamento. Tale principio, per ogni verso approvabile, impedisce facili impugnazioni del testamento; mentre la determinazione del momento che la data deve indicare si desumerà, quando eccezionalmente tale determinazione avrà rilievo pratico, dal principi generali relativi alla data nelle dichiarazioni di volontà.
Massime relative all'art. 602 Codice civile
Cass. civ. n. 18616/2017
(Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 18616 del 27 luglio 2017)
Cass. civ. n. 26791/2016
L'art. 602 c.c., respingendo ogni rigore formale, riconosce valore alla sottoscrizione del testamento olografo anche se non è fatta con l'indicazione del nome e cognome, purché designi con certezza la persona del testatore, sicché deve ritenersi valida la manifestazione della volontà testamentaria effettuata mediante uno scritto avente forma di lettera, quando risulti con certezza la persona del testatore e l’espressione della di lui volontà testamentaria. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, che aveva riconosciuto natura di testamento olografo ad una lettera, il cui contenuto era stato anticipato telefonicamente prima della spedizione e che, pur mancante di una firma per esteso del "de cuius", ne conteneva le disposizioni di ultima volontà, con l'indicazione degli eredi e la previsione di un legato in favore di un amico, concludendosi, infine, con l'espressione:“grazie ed un abbraccio Marcello”).
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 26791 del 22 dicembre 2016)
Cass. civ. n. 10613/2016
In tema di testamento olografo, l'inesatta indicazione della data, dovuta ad errore materiale del testatore (per distrazione, ignoranza od altra causa), pur se essa, senza essere così voluta dal "de cuius", sia impossibile (nella specie, il "12-112-1990" ), può essere rettificata dal giudice, ricorrendo ad altri elementi intrinseci della scheda testamentaria, sì da rispettare il requisito essenziale della autografia dell'atto.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 10613 del 23 maggio 2016)
Cass. civ. n. 23014/2015
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 23014 del 11 novembre 2015)
Cass. civ. n. 4492/2014
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 4492 del 25 febbraio 2014)
Cass. civ. n. 24882/2013
La guida della mano del testatore da parte di una terza persona esclude, di per sé, il requisito dell'autografia, indispensabile per la validità del testamento olografo, a nulla rilevando l'eventuale corrispondenza del contenuto della scheda rispetto alla volontà del testatore ed essendo ultroneo verificare se la "mano guidante" sia intervenuta (come nella specie) su tutta la scheda testamentaria o se la parte non interessata dal suo intervento rappresenti una compiuta manifestazione di volontà.
(Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 24882 del 6 novembre 2013)
Cass. civ. n. 22420/2013
Le conseguenze della mancanza della sottoscrizione di un testamento olografo - requisito prescritto dall'art. 602 c.c., distintamente dall'autografia delle disposizioni in esso contenute, per l'imprescindibile esigenza di avere l'assoluta certezza non solo della loro riferibilità al testatore, già assicurata dall'olografia, ma anche dell'inequivocabile paternità e responsabilità del medesimo nel disporre del suo patrimonio - non sono ovviabili da una firma apposta dal testatore sul plico contenente la scheda testamentaria, non rivelandosi essa sufficiente a collegare, logicamente e sostanzialmente, lo scritto della scheda con quello del plico stesso.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 22420 del 1 ottobre 2013)
Cass. civ. n. 20703/2013
La validità del testamento olografo esige, ai sensi dell'art. 602 c.c., l'autografia della sottoscrizione, della data e del testo del documento, essendo sufficiente ad escluderla ogni intervento di terzi, indipendentemente dal tipo e dall'entità, anche se il terzo abbia scritto una sola parola durante la confezione del testamento (nella specie, la parola "lasciare", in sostituzione della parola cancellata "donare"), senza che assuma rilievo, peraltro, l'importanza sostanziale della parte eterografa ai fini della nullità dell'intero testamento in forza del principio "utile per inutile non vitiatur".
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 20703 del 10 settembre 2013)
Cass. civ. n. 8490/2012
Ai fini della configurabilità di una scrittura privata come testamento olografo non è sufficiente il riscontro dei requisiti di forma individuati dall'art. 602 c.c., occorrendo, altresì, l'accertamento dell'oggettiva riconoscibilità nella scrittura della volontà attuale del suo autore di compiere non già un mero progetto, ma un atto di disposizione del proprio patrimonio per il tempo successivo al suo decesso. Tale accertamento, che costituisce un "prius" logico rispetto alla stessa interpretazione della volontà testamentaria, è rimesso al giudice del merito e, se congruamente e logicamente motivato, è incensurabile in sede di legittimità. (Nella specie, in applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito, la quale aveva ravvisato la sussistenza di un testamento olografo in un documento recante soltanto la dichiarazione ricognitiva dell'autore che tutti i beni a lui intestati fossero esclusivamente di proprietà della moglie, ritenendo plausibile l'intento del "de cuius" di disporre in tal modo delle sue sostanze per il tempo in cui avesse cessato di vivere).
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 8490 del 28 maggio 2012)
Cass. civ. n. 1239/2012
In materia di testamento olografo, il rispetto del principio dell'autografia di cui all'art. 602 c.c. non impedisce che, nell'ambito dello stesso documento, siano enucleabili, da un lato, un testamento pienamente rispondente ai requisiti di legge e, dall'altro, scritti provenienti da una mano sicuramente diversa - apposti dopo la sottoscrizione da parte del testatore e, perciò, collocati in una parte diversa del documento - i quali, di per sé, non possono invalidare per intero la scheda testamentaria redatta dal testatore. (Nella specie, si trattava di una scheda testamentaria composta di due parti distinte, l'una contenente l'istituzione di erede, siglata dal testatore con firma autografa, e l'altra contenente un codicillo nel quale era evidente che la mano del testatore era stata guidata da un terzo; la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva dichiarato la nullità dell'intero testamento).
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 1239 del 27 gennaio 2012)
Cass. civ. n. 26406/2008
Il testamento olografo alterato da terzi può conservare il suo valore quando l'alterazione non sia tale da impedire l'individuazione della originaria, genuina volontà che il testatore ha inteso manifestare nella relativa scheda; ne consegue che l'annullamento per carenza dell'olografia opera in presenza di un intervento di terzi anche quando vi sia stata l'aggiunta di una sola parola, a condizione che l'azione del terzo si sia svolta durante la redazione del testamento stesso (nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva respinto la domanda di annullamento del testamento sul rilievo che l'esistenza, all'interno del testo, di un inciso apocrifo peraltro di contenuto sostanzialmente irrilevante ai fini della destinazione dei beni non potesse far venire meno il requisito dell'olografia, per di più in assenza di prova che l'autore dell'aggiunta fosse stato presente al momento della redazione del testamento).
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 26406 del 3 novembre 2008)
Cass. civ. n. 12124/2008
In tema di validità del testamento olografo, la completa indicazione della data, composta di giorno, mese ed anno, costituisce un requisito essenziale di forma dell'atto anche nel caso in cui, in concreto, l'omissione sia irrilevante rispetto al regolamento d'interessi risultante dalle disposizioni testamentarie. (Nella fattispecie, la Corte ha confermato la pronuncia di annullamento del testamento olografo che non conteneva nella data, accanto al mese e all'anno, l'indicazione del giorno).
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 12124 del 14 maggio 2008)
Cass. civ. n. 13487/2005
In tema di nullità del testamento olografo, la finalità del requisito della sottoscrizione, previsto dall'art. 602 c.c. distintamente dall'autografia delle disposizioni in esso contenute, ha la finalità di soddisfare l'imprescindibile esigenza di avere l'assoluta certezza non solo della loro riferibilità al testatore, già assicurata dall'olografia, ma anche dell'inequivocabile paternità e responsabilità del medesimo che, dopo avere redatto il testamento — anche in tempi diversi — abbia disposto del suo patrimonio senza alcun ripensamento; d'altra parte, nel caso in cui sia accertata la non autenticità della sottoscrizione apposta al testamento, non può trovare applicazione l'art. 590 c.c. che, nel consentirne la conferma o l'esecuzione da parte degli eredi, presuppone l'oggettiva esistenza di una disposizione testamentaria che, pur essendo affetta da nullità, sia comunque frutto della volontà del de cuius.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 13487 del 23 giugno 2005)
Cass. civ. n. 16186/2003
Tenuto conto che, ai sensi dell'art. 602 c.c., la sottoscrizione del testamento olografo deve essere apposta alla fine delle disposizioni, è affetto da nullità per mancanza della sottoscrizione, ai sensi dell'art. 606 c.c., il testamento olografo in cui l'apposizione della firma a margine della scheda testamentaria non sia stata determinata da necessità per mancanza di spazio su cui apporla.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 16186 del 28 ottobre 2003)
Cass. civ. n. 11733/2002
Ai fini dell'identificazione del requisito dell'autografia del testamento olografo è necessario distinguere tra la dichiarazione di ultima volontà e il documento cartaceo sul quale essa è vergata, di tal che detto requisito è rispettato quando la disposizione di ultima volontà sia stata interamente scritta di pugno dal testatore e da lui sottoscritta pur se il documento cartaceo che la reca contenga scritti di mano aliena in una parte diversa da quella occupata dalla disposizione testamentaria; mentre la nullità per difetto di autografia del testamento è configurabile allorché l'intervento del terzo ne elimini il carattere di stretta personalità, interferendo sulla volontà di disporre del testatore, come avviene quando nel corpo della disposizione di ultima volontà anche una sola parola sia di mano altrui e risulti scritta dal terzo durante la confezione del testamento, ancorché su incarico o col consenso del testatore. (Nella specie, in applicazione del principio di cui in massima, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, la quale aveva escluso la nullità del testamento olografo in un caso nel quale nel documento cartaceo, contenente la disposizione di ultima volontà interamente scritta dal de cuias e, immediatamente sotto, la sottoscrizione dello stesso, comparivano anche, redatte da mano aliena, le sottoscrizioni di due infermiere che gli prestavano assistenza e altre scritte in stampatello riproducenti i nomi e gli indirizzi delle stesse).
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 11733 del 5 agosto 2002)
Cass. civ. n. 11703/2001
Quando il testamento olografo risulti redatto in più fogli separati, occorre, perché la manifestazione del testatore possa essere ritenuta valida, che tra i diversi fogli esista un collegamento materiale e che tra le varie disposizioni in essi contenute, sottoscritte alla fine dal testatore, esista un collegamento logico e sostanziale. (Nella specie, la S.C. ha rigettato il ricorso presentato avverso la pronuncia del giudice di merito che aveva ritenuto configurarsi un tale tipo di collegamento fra una busta ed un cartoncino in essa contenuto).
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 11703 del 18 settembre 2001)
Cass. civ. n. 15379/2000
Le conseguenze della mancanza della sottoscrizione di un testamento olografo, requisito richiesto dall'art. 602 c.c. distintamente dall'autografia delle disposizioni in esso contenute per l'imprescindibile esigenza di avere l'assoluta certezza non solo della loro riferibilità al testatore, già assicurata dall'olografia, ma anche dell'inequivocabile parternità e responsabilità del medesimo nel disporre del suo patrimonio, senza ripensamento alcuno dopo averlo redatto — anche in tempi diversi — non sono ovviabili da firme apposte dal testatore, unitamente alle parole «mio testamento», su una busta contenente la scheda testamentaria, fermata con punti metallici, perché tali elementi non sono sufficienti a collegare, logicamente e sotanzialmente, lo scritto della scheda con quello della busta, attestando invece dette firme soltanto l'esistenza all'interno di essa di un testamento, valido o invalido che sia.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 15379 del 1 dicembre 2000)
Cass. civ. n. 8899/1994
Tra requisiti formali del testamento olografo (costituiti, a norma dell'art. 602 c.c., dalla sua totale autografia, dall'apposizione della data — per la quale non è richiesta una particolare posizione rispetto al testo dell'atto — e dalla sottoscrizione in calce, che può anche non essere fatta per esteso, alla condizione, espressamente prevista dalla legge, che essa valga a designare con certezza la persona del testatore) non è compreso quello della regolarità e leggibilità della scrittura, salva la necessità che il testo autografo sia decifrabile, affinché possa essere accertata la volontà del testatore.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 8899 del 28 ottobre 1994)
Cass. civ. n. 7636/1991
La validità del testamento olografo, ai sensi dell'art. 602 c.c., esige l'autografia non solo della sottoscrizione, ma anche della data e del testo del documento, e, pertanto, deve essere esclusa quando tale data o testo risultino in tutto od in parte opera pure di altra persona (ancorché si tratti di mero aiuto o guida della mano, per sopperire alla carenza d'istruzione od allo stato di salute del testatore).
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 7636 del 10 luglio 1991)
Cass. civ. n. 6682/1988
Per il combinato disposto degli arti. 602 e 606 c.c., l'omessa o l'incompleta indicazione della data comportano l'annullabilità del testamento olografo, la quale può essere fatta valere nel termine di cinque anni dalla data in cui le disposizioni testamentarie hanno avuto esecuzione da chiunque vi ha interesse. Trattandosi di requisito di forma, cui la legge ricollega la validità dell'atto, deve escludersi che Ia data del testamento possa ricavarsi aliunde da elementi estranei all'atto, né l'invalidità del testamento può essere subordinata all'incidenza in concreto dell'omissione della data sui rapporti dipendenti dalle disposizioni testamentarie.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 6682 del 9 dicembre 1988)
Cass. civ. n. 6641/1987
La data, nel testamento olografo, può essere apposta in ogni parte della scheda e può anche precedere le stesse disposizioni di ultima volontà. Pertanto, non essendo richiesta per la validità del testamento olografo l'unicità del contesto, ma essendo in facoltà del testatore redigerlo in più tempi, in tal caso, la data apposta nella parte della scheda contenente le disposizioni stese per prime soddisfa il relativo requisito, ai fini della perfezione del testamento, anche riguardo alle disposizioni introdotte successivamente, siccome parte dell'unica scheda, cui nella sua interezza la data è riferibile.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 6641 del 31 luglio 1987)
Cass. civ. n. 2074/1985
Poiché nessuna norma stabilisce che il testamento olografo debba essere redatto e firmato in un unico contesto temporale, è configurabile la formazione progressiva di esso, con la conseguenza che è valido l'olografo per cui il testatore utilizza propri scritti precedentemente stilati di suo pugno aggiungendovi, in un secondo tempo, la data, la sottoscrizione ed eventuali espressioni che rivelino la volontà di imprimere a tali scritti il carattere di testamento.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 2074 del 22 marzo 1985)
Cass. civ. n. 1570/1978
Quando l'attore, erede in forza di un testamento olografo, agisca per far dichiarare che quello di data posteriore, che istituisce erede il convenuto, è stato alterato nella data da terzi, si è fuori della previsione del terzo comma dell'art. 602 c.c., il quale riguarda i casi in cui è consentita la prova della non corrispondenza della data apposta dal testatore a quella del giorno di redazione del documento, e la lamentata alterazione della data da parte di terzi può essere contestata ed accertata soltanto per mezzo della querela di falso.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 1570 del 5 aprile 1978)
relative all'articolo 602 Codice civile
Norma di riferimento: Articolo 602 Codice civile - Testamento olografo | Quesito Q20101513
“Che c'è di vero nella voce giuntami circa una recente disposizione (norma/sentenza o ddl) tendente a inficiare gli olografi stesi negli ultimi 3 mesi di vita?
Non riscontriamo disposizioni di tal genere nella normativa attualmente vigente, né in disegni di legge.
Se il riferimento agli ultimi tre mesi di vita implica un giudizio sulla capacità di intendere e di volere del testatore (plausibilmente malato), resta valida la norma dell'art. 591 del c.c. che prevede l'impugnabilità del testamento nel termine di 5 anni dal giorno in cui è stata data esecuzione alle disposizioni testamentarie.
La perdita di efficacia di un testamento e il termine indicato di tre mesi sembrano elementi rilevanti solo della fattispecie descritta nell'art. 609 del c.c. La norma tratta dei c.d. testamenti speciali, ammessi in forma diversa da quelli ordinari al sussistere delle cause previste ex lege:
- il testatore si trova in un luogo in cui domina una malattia reputata contagiosa;
- pubblica calamità;
L'art. art. 610 del c.c. stabilisce che il testamento redatto ai sensi dell'articolo precedente perde efficacia trascorsi tre mesi dalla cessazione della causa che ha impedito al testatore di valersi delle forme ordinarie: se nell'intervallo il testatore muore, il testamento deve essere depositato, appena possibile, nell'archivio notarile del luogo in cui è stato ricevuto.

References: Articolo 602

Articolo 602
 art. 606
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 Articolo 602
 art. 610