Source: https://www.osservatoriofamiglia.it/categoria/8/174
Timestamp: 2020-07-14 15:21:10+00:00

Document:
L'assegno di mantenimento va pagato anche d'estate, pure se i figli stanno con il papà . Trib. Milano, sez. IX civ., sentenza 1 luglio 2015
No all'assegno all'ex moglie, che ha una casa di proprietà e gode di un reddito da lavoro sufficiente ad assicurarle un'esistenza dignitosa Ordinanza Sez VI Civ Cass. 23 settembre 2015 n. 18816
Giurisprudenza | Separazione e divorzio
La convivenza stabile dimostrata dalla nascita di un figlio, fa venir meno l'assegno di mantenimento." sent. n 17195/1
L'assegno divorzile non va commisurato al tenore di vita tollerato o subìto ma a quello offerto dalle potenzialità economiche delle parti. - Cass. sez. I, 16 maggio 2005, n. 10210
Può venir meno il diritto all'assegno di divorzio se il coniuge beneficiario trae i mezzi di vita da una convivenza more uxorio. - Cass. sez. I, 9 aprile 2003, n. 5560
L'assegno divorzile non è dovuto se il beneficiario trae i mezzi di vita da una stabile convivenza more uxorio. - Cass. sez. I, 8 agosto 2003 n. 11975
Può essere ridotto l'assegno di divorzio se il coniuge beneficiario trae i mezzi di vita da una stabile convivenza more uxorio. - Cass. sez. I, 6 febbraio 2004, n. 2251
Il miglioramento delle condizioni economiche del beneficiari dell'assegno divorziale dovuto agli apporti del convivente more uxorio rende ammissibile la revisione della misura dell'assegno. - Cass. sez. I, 8 luglio 2004, n. 12557
Perché l'assegno divorzile venga meno occorre provare che la convivenza more uxorio del beneficiario ha determinato un miglioramento delle sue condizioni di vita. - Cass. sez. I, 20 gennaio 2006, n. 1179
La prestazione di assistenza di tipo coniugale da parte di un convivente more uxorio di uno dei coniugi possono avere incidenza sull'assegno divorzile ma non sul mantenimento dei figli. - Cass. sez. I, 24 febbraio 2006, n. 4203
La convivenza more uxorio della ex moglie beneficiaria di assegno divorzile ove comporti per lei risparmi di spesa ha rilevanza ai fini di una diminuzione del quantum dell'assegno. - Cass. sez. I, 10 novembre 2006, n. 24056
L'assegno divorzile è in astratto dovuto anche se l'ex coniuge beneficiario ha ormai instaurato una nuova stabile convivenza more uxorio e durante il periodo della separazione non aveva ricevuto né richiesto l'assegno. - Cass. sez. I, 28 giugno 2007, n. 14921
La nascita di un figlio non è di per sé prova della convivenza more uxorio con un terzo del coniuge beneficiario dell'assegno. - Cass. sez. I, 4 febbraio 2009, n. 2709
La convivenza "more uxorio" può rilevare ai fini dell'assegno non in sé ma in quanto comporti un miglioramento della situazione economica dell'avente diritto all'assegno. - Cass. sez. I, 13 maggio 2009, n. 11131
In caso di revoca dell'assegno per errata concessione devono essere restituite le somme già erogate. - Cass. sez. I, 28 maggio 2004, n. 10291
L'assegno corrisposto nella misura maggiore stabilita in sede presidenziale rispetto a quello stabilito in sentenza può essere oggetto di ripetizione se si dimostra la colpa del coniuge beneficiario. - Cass. sez. I, 12 aprile 2006, n. 8512
La prescrizione dell'assegno di mantenimento decorre dalle singole scadenze e non dalla sentenza che lo prevede. - Cass. sez. I, 4 aprile 2005, n. 6975
Le migliori condizioni economiche di uno dei genitori non comportano necessariamente una riduzione del contributo di mantenimento dei figli posto a carico dell'altro genitore. - Cassazione sezione I, 24 gennaio 2007, n. 1607
Ai fini della valutazione sull'entità dell'assegno di mantenimento il giudice deve valutare non solo i redditi delle parti ma anche tutti gli altri elementi suscettibili di incidere sulle condizioni delle parti. - Cass. sez. I, 24 aprile 2007, 9915
Nella valutazione comparativa dei redditi va considerata l'indennità di lavoro all'estero. - Cass. sez. I, 9 giugno 2008, n. 15221
Il giudice deve quantificare l'assegno di mantenimento in relazione al concreo contesto sociale di riferimento. - Cass. sez. I, 28 gennaio 2009, n. 2191
L'assegno di divorzio non è di per sé incompatibile con la breve durata del matrimonio. - Cass. sez. I, 4 febbraio 2009, n. 2721
Il giudice di merito ha l'obbligo di valutare il tenore di vita familiare al fine di statuire in ordine all'assegno di mantenimento. - Cass. sez. I, 19 marzo 2009, n. 6698
L'assegno di separazione è dovuto fino al giudicato di divorzio. - Cass. sez. I, 15 gennaio 2009, n. 813
Il diritto all'assegno decorre decorre dalla domanda. - Cass. sez. I, 26 settembre 2003, n. 14341
L'assegno di separazione è caducato dalla data della sentenza anche non definitiva di divorzio. - Tribunale di Reggio Calabria, 3 novembre 2003
L'assegno di divorzio decorre dal passaggio in giudicato della sentenza ma il giudice può farlo decorrere dalla domanda a differenza dell'assegno per i figli che decorre dalla domanda. - Cass. sez. I, 25 giugno 2004, n. 11863
Il giudice può indicare una decorrenza per l'assegno divorzile diversa dalla data della domanda. - Cass. sez. I, 21 luglio 2004, n. 13507
Il giudice può far decorrere l'assegno divorzile dalla domanda ovvero può indicare una decorrenza diversa. - Cass. sez. I, 16 dicembre 2004, n. 23396
L'assegno coniugale e per i figli stabilito nella sentenza di separazione decorre dalla domanda salvo il potere del giudice di graduarlo nel tempo. - Cass. sez. I, 17 dicembre 2004, n. 23570
L'assegno divorzile decorre dal giudicato ma il giudice può disporre che decorra dalla data della domanda. - Cass. sez. I, 29 marzo 2006, n. 7117
L'assegno divorzile ha natura assistenziale nel senso che è dovuto solo ove il coniuge beneficiario non abbia mezzi per conservare il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio. - Cass. sez. I, 12 dicembre 2003, n. 19026
Causa di attribuzione dell'assegno è sia l'assenza che l'impossibilità di procurarsi mezzi adeguati a mantenere il tenore di vita matrimoniale. - Cass. sez. I, 16 luglio 2004, n. 13169
L'assegno di divorzio è determinato sulla base di criteri diversi e autonomi rispetto all'assegno di separazione. - Cass. sez. I, 27 agosto 2004, n. 17128
Ai fini dell'attribuzione dell'assegno divorzile il giudice deve porre a raffronto i redditi percepiti dagli ex coniugi durante e dopo il matrimonio. - Cass. sez. I, 13 giugno 2005, n. 12625
L'assegno divorzile è dovuto quando un coniuge non può mantenere lo stesso tenore di vita goduto in costanza di matrimonio. - Cass. sez. I, 15 giugno 2005, n. 12838
L'assegno divorzile è dovuto quando un coniuge non può mantenere lo stesso tenore di vita goduto in costanza di matrimonio. - Cass. sez. I, 27 luglio 2005, n. 15726
L'assegno divorzile compete al coniuge che non è in grado di mantenere con i propri redditi il tenore di vita goduto all'epoca della cessazione della convivenza matrimoniale. - Cass. sez. I, 6 ottobre 2005, n. 19446
Ai fini dell'attribuzione dell'assegno di divorzio il giudice deve tenere conto dei mutamenti intervenuti dopo separazione. - Cass. sez. I, 21 maggio 2008, n. 13058
Le condizioni di salute della parte richiedente l'assegno divorzile vanno valutate in connessione con la possibilità di mantenere il tenore di vita pregresso. - Cass. sez. I, 4 maggio 2009, n. 10221
Non è dovuto l'assegno divorzile se il coniuge onerato non riesce più a permettersi il tenore di vita pregresso. - Cass. sez. I, 17 luglio 2009, n. 16800
E' manifestamente infondata la questione di costituzionalità delle norme che prevedono il diritto all'assegno divorzile. - Cass. sez. I, 17 luglio 2009, n. 16789
Il diritto all'assegno divorzile ha natura assistenziale in quanto presuppone l'inadeguatezza del coniuge richiedente a mantenere il tenore di vita pregresso. - Cass. sez. I, 11 novembre 2009, n. 23906
Il giudice deve accertare in concreto sia i presupposti per l'attribuzione dell'assegno divorzile che quelli relativi alla sua quantificazione. - Cass. sez. I, 28 gennaio 2004, n. 1487
I criteri di quantificazione dell'assegno di divorzio costituiscono criteri moderatori dell'importo idoneo a consentire all'ex coniuge debole di mantenere il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio. - Cass. sez. I, 25 giugno 2004, n. 11863
I criteri di quantificazione dell'assegno di divorzio costituiscono criteri moderatori dell'importo idoneo a consentire all'ex coniuge debole di mantenere il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio. - Cass. sez. I, 21 luglio 2004, n. 13507
Nella quantificazione dell'assegno di divorzio si deve tener conto degli incrementi retributivi prevedibili. - Cass. sez. I, 27 agosto 2004, n. 17128
Per determinare l'assegno di divorzio occorre far riferimento alla condizione dei coniugi al momento della pronuncia di divorzio. - Cass. sez. I, 4 settembre 2004, n. 17901
I criteri di quantificazione indicati nell'art. 5 della legge sul divorzio sono criteri di moderazione e diminuzione dell'assegno. - Cass. sez. I, 16 maggio 2005, n. 10210
I criteri di quantificazione indicati nell'art. 5 della legge sul divorzio sono criteri di moderazione e diminuzione dell'assegno. - Cass. sez. I, 7 marzo 2006. n. 4873
La riduzione anche volontaria dei propri redditi può avere rilevanza ai fini della riduzione dell'importo dell'assegno divorzile. - Cass. sez. I, 11 marzo 2006, n. 5378
Il tribunale può fondare la quantificazione dell'assegno anche solo su uno dei parametri previsti ritenuto prevalente. - Cass. sez. I, 28 aprile 2006, n. 9876
La determinazione dell'assegno di divorzio è indipendente dalle condizioni di separazione. - Cass. sez. I, 6 novembre 2006, n. 23671
L'eredità percepita dal coniuge obbligato al pagamento di un assegno non influenza l'ammontare dell'assegno. - Cass. sez. I, 30 maggio 2007, n. 12687
L'assegno ha natura assistenziale ed è dovuto se il beneficiario non ha mezzi adeguati a mantenere il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio ed è quantificato tenendo conto dei criteri indicati nell'art. 5 della legge sul divorzio. - Cass. sez. I, 12 luglio 2007, n. 15610
L'assegno presuppone la mancanza di redditi adeguati a mantenere il tenore di vita a quello goduto durante il matrimonio. - Cass. sez. I, 19 marzo 2003, n. 4039
Il parametro di riferimento per attribuzione dell'assegno è costituito dalle potenzialità economiche dei coniugi nel corso del matrimonio. - Cass. sez. I, 12 dicembre 2003, n. 19042
L'inattività lavorativa non è necessariamente indice di scarsa diligenza nella ricerca di un lavoro, almeno finché non sia provato il rifiuto di una concreta opportunità d'occupazione. - Cass. sez. I, 2 luglio 2004, n. 12121
L'obbligo di indicizzazione riguarda anche l'assegno di separazione. - Cass. sez. I, 5 agosto 2004, n. 15101
Il coniuge che richiede l'assegno non deve necessariamente provare di non possedere redditi propri sufficienti a mantenere il tenore di vita. - Cass. sez. I, 27 agosto 2004, n. 17136
La durata del matrimonio non è di ostacolo al riconoscimento del diritto all'assegno influendo solo sul quantum. - Cass. sez. I, 16 dicembre 2004, n. 23378
È irrilevante la volontarietà del pensionamento per escludere il diritto all'assegno di separazione. - Cass. sez. I, 21 settembre 2005, n. 18604
L'assegno di separazione è dovuto quando vi è disparità di posizione economica tra i coniugi da valutarsi con riferimento a ogni reddito o mezzo ivi compresa la disponibilità della casa coniugale. - Cass. sez. I, 3 ottobre 2005, n. 19291
L'assegno di separazione deve consentire la conservazione, sia pure tendenziale, del tenore di vita goduto durante il matrimonio. - Cass. sez. I, 28 aprile 2006, n. 9878
L'attitudine al lavoro costituisce elemento valutabile ai fini della determinazione dell'assegno di separazione. - Cass. sez. I, 22 agosto 2006, n. 1824
Il giudice può porre l'assegno a carico dell'ente pensionistico. - Cass. sez. I, 27 gennaio 2004, n. 1398
Gli aiuti della famiglia d'origine non escludono il diritto all'assegno di mantenimento. - Cass. sez. I, 13 marzo 2009, n. 6200
L'accordo assunto durante il matrimonio circa la mancata prestazione lavorativa da parte di uno dei coniugi vale solo durante la separazione e non dopo il divorzio. - Cass. sez. I, 19 marzo 2004, n. 5555
L'inattività lavorativa del richiedente l'assegno può costituire circostanza idonea ad annullare l'altrui obbligo di versarlo, solo se conseguente al rifiuto accertato di effettive e concrete, non meramente ipotetiche, opportunità di lavoro. - Cass. sez. I, 2 luglio 2004, n. 12121
Il giudice ha l'obbligo di disporre accertamenti d'ufficio se le parti non riescono a dimostrare i redditi. - Cass. sez. I, 17 maggio 2005, n. 10344
Il giudice può rigettare la richiesta di accertamenti tributari se ritiene raggiunta la prova dell'insussistenza dei presupposti per l'assegno. - Cass. sez. I, 28 aprile 2006, n. 9861
Revisione dell'assegno - Cass. sez. I, 17 luglio 2008, n. 19722
- Cass. sez. I, 3 gennaio 2008, n. 6
- Cass. sez. I, 24 gennaio 2008, n. 1595
- Cass. sez. I, 3 agosto 2007, n. 17041
- Cass. Sez. I, 10 agosto 2007, n. 17643
- Cass. Sez. I, 5 novembre 2007, n. 23501
- Cass. sez. I, 29 novembre 2007, n. 24932
- Cass. sez. I, 30 novembre 2007, n. 25010
- Cass. sez. I, 14 gennaio 2008, n. 593
- Cass. sez. I, 28 gennaio 2008, n. 1758
- Cass. sez. I, 22 febbraio 2008, n. 4527
Svalutazione monetaria - Cass. sez. I, 25 maggio 2007, n. 12317
Rilevanza della convivenza more uxorio del beneficiario - Cass. sez. I, 28 giugno 2007, n. 14921
Quantificazione - Cass. sez. I, 12 luglio 2007, n. 15610

References: sentenza 
 Cass. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 sentenza 
 Cass. sez. 
 sentenza 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 sentenza 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. Sez. 
 Cass. Sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez.