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Timestamp: 2020-08-15 10:24:31+00:00

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la fatturazione elettronica | Il Blog...
Intermediari: Soggetti privati accreditati al colloquio con lo S.d.I. per conto dei soggetti che devono trasmettere o ricevere fatture
Codice destinatario: codice numerico di 7 cifre assegnato dal SdI per identificare un canale telematico utilizzato da un intermediario
B2B: operazioni Business to Business
B2C: operazioni cioè Business to Consumer
Provvedimento: Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 89757 del 30 aprile 2018 contenente le regole per predisporre, trasmettere, ricevere e conservare le fatture elettroniche
XML: eXtensible Markup Language – formato per la predisposizione della fattura elettronica;
FTP: “File Transfer Protocol” – protocollo per la trasmissione di dati tra computer che consente lo scambio “massivo” di documenti ottimizzando i volumi e riducendo al minimo le connessioni tra sistemi remoti
Web Service: sistema per fare conversare due computer tra loro tramite il Web
SPID: Sistema Pubblico dell’Identità Digitale – credenziali che consentono di accedere a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione con un’unica Identità Digitale (username e password)
Hash: codice – attribuito dal SdI – che consente di garantire l’integrità del file della fattura elettronica
QRCode: codice bidimensionale contenente il numero di partita IVA, tutti i dati anagrafici e l’indirizzo telematico comunicato preventivamente al SdI
Si tratta di colloquiare con un cervellone (Sistema di Interscambio da ora in poi SdI) che riceve e trasmette le fatture dai soggetti interessati.
Chi può colloquiare con il cervellone?
Direttamente i soggetti interessati;
Soggetti privati (intermediari) accreditati al colloquio con lo S.d.I. per conto dei soggetti che devono trasmettere o ricevere fatture.
La fattura elettronica è un documento informatico trasmesso per via telematica al Sistema di Interscambio, di cui al decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 7 marzo 2008, e da questo recapitato al soggetto ricevente. Al SdI si può inviare una fattura singola, ovvero ad un lotto di fatture.
In particolare La fattura elettronica è un file in formato XML (eXtensible Markup Language) conforme alle specifiche tecniche di cui all’allegato A del provvedimento.
La fattura elettronica contiene obbligatoriamente le informazioni stabilite dall’articolo 21 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,n. 633 ovvero, nel caso di fattura semplificata, quelle stabilite dall’articolo 21bis del medesimo decreto, nonché le altre informazioni indicate nelle specifiche tecniche di cui allegato A del provvedimento.
A integrazione delle informazioni obbligatorie, il file della fattura consente di inserire facoltativamente ulteriori dati utili alla gestione del ciclo attivo e passivo degli operatori.
Per supportare gli operatori, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione diversi servizi gratuiti per predisporre agevolmente le fatture elettroniche, per trasmetterle e riceverle, per conservarle nel tempo in maniera sicura e inalterabile, nonché per consultare e acquisire la copia originale delle fatture elettroniche correttamente emesse e ricevute.
1.1 Il file della “fattura elettronica” può essere predisposto con gli strumenti messi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate ovvero con software privati
Per la predisposizione del file della fattura l’Agenzia delle entrate rende gratuitamente disponibili: una procedura web, un’applicazione utilizzabile da dispositivi mobile (da ora in poi app) e un software da installare su PC. Per la predisposizione del file della fattura da trasmettere al SdI con software privati sono utilizzate le specifiche tecniche di cui all’allegato A del provvedimento.
Per le fatture elettroniche emesse nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni, invece, restano valide le disposizioni e le regole tecniche di cui al Decreto Ministeriale 3 aprile 2013, n. 55.
1.2 Cos’è la fattura elettronica e che differenze ci sono con la fattura di carta
– verifica se la fattura contiene almeno i dati obbligatori ai fini fiscali (art. 21 ovvero 21-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633) nonché l’indirizzo telematico (c.d. “codice destinatario” ovvero indirizzo PEC) al quale il cliente desidera che venga recapitata la fattura
– controlla che la partita Iva del fornitore (c.d. cedente/prestatore) e la partita Iva ovvero il Codice Fiscale del cliente (c.d. cessionario/committente) siano esistenti.
1.3 Chi è esonerato dall’emissione della fattura elettronica
1.4 Quali sono i vantaggi della fattura elettronica
La conservazione delle fatture può essere eseguita gratuitamente aderendo all’apposito servizio reso disponibile dall’Agenzia delle Entrate.
Inoltre, potendo acquisire la fattura sotto forma di file XML (eXtensible Markup Language), è possibile ridurre gli errori che si possono generare dalla compilazione manuale delle fatture.
la trasmissione della fattura elettronica al SdI e controlli sul file
2.1 La fattura elettronica è trasmessa al SdI dal soggetto obbligato ad emetterla ai sensi dell’articolo 21 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 (cedente/prestatore). La fattura elettronica può essere trasmessa, per conto del soggetto obbligato ad emetterla, da un intermediario di cui al successivo punto 6.1. Per la trasmissione devono essere soddisfatti i requisiti indispensabili alla identificazione del soggetto trasmittente. Tali requisiti sono rispettati utilizzando una delle modalità di colloquio con il SdI di cui al successivo punto 2.2.
2.2 La trasmissione della fattura elettronica al SdI è effettuata con le seguenti modalità, dettagliate nelle specifiche tecniche di cui all’allegato A del provvedimento:
2.2.1 trasmissione diretta
b) servizi informatici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, quali la procedura web e l’
2.2.2. trasmissione tramite intermediario professionista
c) che su delega del cliente colloqui con l’Agenzia dell’Entrate,
2.2.3 trasmissione tramite intermediario “provider”
d) sistema di cooperazione applicativa, su rete Internet, con servizio esposto tramite modello “web service”;
e) sistema di trasmissione dati tra terminali remoti basato su protocollo FTP.
Le modalità di cui alle lettere d) e e) necessitano di un preventivo processo di “accreditamento” al SdI, descritto nell’allegato A del provvedimento, per consentire di impostare le regole tecniche di colloquio tra l’infrastruttura informatica del soggetto intermediario trasmittente e il SdI: al termine di tale procedura il SdI, su richiesta, associa al canale telematico attivato almeno un codice numerico di 7 cifre (da ora in poi, “codice destinatario”).
2.3 Per ogni file della fattura elettronica o lotto di fatture elettroniche correttamente ricevuti dal SdI è fornito riscontro con le modalità descritte nell’allegato A del provvedimento.
2.5 I controlli di cui al punto 2.4 effettuati dal SdI sono dettagliati nell’allegato A del provvedimento.
2.6 Nel caso in cui il file della fattura sia firmato elettronicamente, il SdI effettua un controllo sulla validità del certificato di firma. In caso di esito negativo del controllo, il file viene scartato e viene inviata la ricevuta di cui al punto 2.4.
Anche in questo caso la fattura elettronica o le fatture del lotto di cui al file scartato dal SdI si considerano non emesse.
PREDISPOSIZIONE DELLA FATTURA ELETTRONICA MEDIANTE LA PROCEDURA
WEB DELL’AGENZIA
– inserire i dati del cliente (cessionario/committente), ricordandosi di compilare sempre il campo “Codice Destinatario”: quest’ultimo campo potrà essere compilato con il codice di 7 cifre alfanumerico che avrà comunicato il cliente e rappresenta l’indirizzo telematico dove recapitare le fatture.
E’ importante far rilevare che il fornitore inserirà solo il valore 0000000 se il cliente è un privato o un qualunque altro soggetto che non gli ha fornito né una pec né un codice identificativo fornitogli da un intermediario. Questi ultimi se vogliono ritirare la fattura sulla loro area riservata dovranno necessariamente e preventivamente accreditarsi presso l’Agenzia delle Entrate.
– Inserire i dati relativi alla natura, quantità e qualità del bene ceduto o del servizio prestato, nonché i valori dell’imponibile, dell’aliquota Iva e dell’imposta (ovvero, nel caso di operazioni esenti, non imponibili ecc., l’apposito codice che identifica la “natura” dell’operazione ai fini IVA):
N7 IVA assolta in altro stato UE (vendite a distanza ex art. 40 commi 3 e 4 e art. 41 comma 1 lett. b, DL 331/93; prestazione di servizi di telecomunicazioni, tele-radiodiffusione ed elettronici ex art. 7-sexies lett. f, g, DPR 633/72 e art. 74-sexies, DPR 633/72)
Le fatture elettroniche, come detto, vanno sempre inviate ai propri clienti attraverso il SdI, altrimenti sono considerate non emesse.
a) si può utilizzare un servizio online presente nel portale “Fatture e Corrispettivi” che consente l’upload del file XML preventivamente predisposto e salvato sul proprio PC;
b) si può utilizzare la procedura web ovvero l’App Fatturae messe a disposizione gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate;
c) si può utilizzare una PEC (Posta Elettronica Certificata), inviando il file della fattura come allegato del messaggio di PEC all’indirizzo sdi01@pec.fatturapa.it;
d) si può utilizzare un canale telematico (FTP o Web Service) preventivamente attivato con il SdI (intermediario).
L’operatore IVA può trasmettere direttamente la fattura elettronica oppure può farla trasmettere, per suo conto, da un soggetto terzo, solitamente un intermediario (o un provider) che offre servizi specifici proprio di trasmissione e ricezione delle fatture elettroniche.
Esempio: se l’operatore ha predisposto il file XML della fattura e vuole inviarlo autonomamente, potrà accedere con le sue credenziali al portale “Fatture e Corrispettivi” e usare il servizio di trasmissione oppure, se dispone di una PEC, potrà allegare al messaggio PEC il file della fattura.
Una volta che il file della fattura elettronica è stato trasmesso al SdI, quest’ultimo esegue alcuni controlli e, se tali controlli sono superati, trasmette il file all’indirizzo telematico presente nella fattura.
5.1 QUALI CONTROLLI ESEGUE IL SDI SULLA FATTURA ELETTRONICA
Il Sdi:
– verifica che siano presenti almeno le informazioni minime obbligatorie previste per legge (art. 21 ovvero 21-bis del Dpr n. 633/1972), cioè – in generale – gli estremi identificativi del fornitore e del cliente, il numero e la data della fattura, la descrizione della natura, quantità e qualità del bene ceduto o del servizio prestato, l’imponibile, l’aliquota e l’Iva
– verifica che i valori della partita Iva del fornitore (cedente/prestatore) e della partita Iva oppure del Codice Fiscale del cliente (cessionario/committente) siano esistenti, cioè presenti in Anagrafe Tributaria
– verifica che sia inserito in fattura l’indirizzo telematico dove recapitare il file, cioè che sia almeno compilato il campo «Codice Destinatario»
– verifica che ci sia coerenza tra i valori dell’imponibile, dell’aliquota e dell’Iva (ad esempio, se l’imponibile è 100 euro, l’aliquota è 22%, l’Iva sia di 22 euro).
5.2 FATTURA ELETTRONICA NON CORRETTA: LA RICEVUTA DI SCARTO
Inoltre, la ricevuta di scarto viene sempre messa a disposizione nell’area autenticata “Consultazione – Monitoraggio dei file trasmessi” del portale “Fatture e Corrispettivi”, sia quando viene inviata con il servizio online del medesimo portale, sia quando viene inviata con la procedura web o l’App Fatturae gratuite sia quando la fattura viene inviata con PEC o canale telematico.
5.3 FATTURA ELETTRONICA CORRETTA: LA RICEVUTA DI CONSEGNA O LA RICEVUTA DI IMPOSSIBILITÀ DI CONSEGNA
Inoltre, un duplicato della fattura elettronica è sempre messo a disposizione sia del cliente che del fornitore nelle loro rispettive aree riservate di “Consultazione – Dati rilevanti ai fini IVA” del portale “Fatture e Corrispettivi”. Il duplicato della fattura elettronica ha lo stesso valore giuridico del file originale della fattura.
Nel caso in cui la casella PEC ovvero il canale telematico FTP o Web Service, dove il SdI prova a recapitare il file della fattura, non fossero attivi (ad esempio se la casella PEC è piena ovvero il server del canale telematico è momentaneamente spento), il SdI – leggendo il numero di partita Iva ovvero il Codice Fiscale del cliente (c.d. cessionario/committente) all’interno della fattura – mette comunque a disposizione il duplicato della fattura nell’area riservata di “Consultazione  Dati rilevanti ai fini IVA” del portale “Fatture e Corrispettivi”.
In questo caso la fattura si considera emessa per il fornitore ma non ancora definitivamente ricevuta (ai fini fiscali) dal cliente. Per tale motivo, è importante che il fornitore (cedente/prestatore) avvisi il cliente – per vie diverse dal SdI (ad esempio tramite email, telefono o altro contatto) – che la fattura elettronica è a sua disposizione nell’area riservata, in modo tale che quest’ultimo possa consultarla e scaricarla dalla predetta area: la data di decorrenza della detraibilità dell’Iva, per il cliente, scatterà dal momento di visualizzazione/scarico della fattura. (fatta eccezione per i “privati” e per i minimi/forfettari/agricoltori ove la data di ricezione coincide con la data di messa a disposizione)
Nell’area riservata di “Consultazione Dati rilevanti ai fini IVA” del portale “Fatture e Corrispettivi” sia il fornitore che il cliente potranno agevolmente individuare le fatture elettroniche consegnate (per le quali è stata emessa una ricevuta di consegna) da quelle che, per problemi del canale di ricezione del cliente, non sono state consegnate ma solo messe a disposizione sul portale (per le quali è stata emessa una ricevuta di impossibilità di consegna):
– le fatture consegnate sono marcate da un simbolo verde di spunta
– le fatture non consegnate e da prendere in visione sono marcate da un simbolo rosso di allerta
5.4 COME SI RICEVE UNA FATTURA ELETTRONICA DAL SISTEMA DI INTERSCAMBIO
1) registrare preventivamente presso il SdI l’indirizzo telematico dove desiderano ricevere tutte le loro fatture
2) generare e portare con se un codice bidimensionale (QRCode) contenente il numero di partita IVA, tutti i dati anagrafici e l’indirizzo telematico comunicato preventivamente al SdI.
Queste due azioni possono essere effettuate dall’operatore Iva (o da un suo intermediario appositamente delegato) solo nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” utilizzando i due appositi servizi online denominati “Registrazione della modalità di ricezione delle fatture elettroniche” e “Generazione QRCode”.
Generando il QRCode, poi, si avrà a disposizione, di fatto, una sorta di “biglietto da visita” che potrà essere portato con sé o sullo smartphone sotto forma di immagine oppure su carta: mostrandolo al fornitore (come oggi si fa con la tessera sanitaria quando si effettua una spesa medica), quest’ultimo potrà leggere e acquisire il numero di partita Iva del cliente, i suoi dati anagrafici e il suo indirizzo telematico
Si ribadisce che nel caso in cui il cliente non registri al SdI l’indirizzo telematico ovvero non comunichi alcun indirizzo telematico (PEC o Codice Destinatario di 7 cifre identificativo di un canale FTP o Web Service) al fornitore, e quest’ultimo inserisca il valore “0000000” nel campo Codice Destinatario della fattura, l’unico modo di recuperare la fattura elettronica per il cliente sarà quello di accedere nella sua area riservata di “Consultazione – Dati rilevanti ai fini IVA” del portale “Fatture e Corrispettivi” previo accreditamento se non già presente.
5.4 COME SI CONSERVANO LE FATTURE ELETTRONICHE
Il processo di conservazione elettronica a norma è usualmente fornito da operatori privati certificati facilmente individuabili in internet; tuttavia, l’Agenzia delle Entrate mette gratuitamente a disposizione un servizio di conservazione elettronica a norma per tutte le fatture emesse e ricevute elettronicamente attraverso il Sistema di Interscambio. Tale servizio è, come gli altri descritti in questa guida, accessibile dall’utente dalla sua area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi”:.Le fatture saranno conservate per quindici anni.
5.5 IL PORTALE “FATTURE E CORRISPETTIVI”
Per l’accesso ai servizi messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per la fatturazione elettronica, è stato predisposto un apposito “portale web” – accessibile dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate – denominato “Fatture e Corrispettivi”.
˗ il processo di trasmissione dei dati dei corrispettivi;
˗ il processo di trasmissione delle comunicazioni periodiche di liquidazione Iva;
5.6 NOTE DI VARIAZIONE E AUTOFATTURE PER REGOLARIZZAZIONE
5.6.1 Le regole tecniche stabilite nei punti precedenti sono valide anche per le note emesse in seguito alle variazioni di cui all’articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 (così dette note di credito o di debito)
5.6.2 Le richieste del cessionario/committente al cedente/prestatore di variazioni di cui all’articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, non sono gestite dal SdI.
5.6.3 Nel caso in cui il cedente/prestatore abbia effettuato la registrazione contabile della fattura elettronica per la quale ha ricevuto una “ricevuta di scarto”, di cui al punto 2.4, dal SdI, viene effettuata – se necessario – una variazione contabile valida ai soli fini interni senza la trasmissione di alcuna nota di variazione al SdI.
5.6.4 Per la regolarizzazione dell’operazione secondo le lettere a) e b) di cui all’articolo 6, comma 8, del decreto Legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, il cessionario/committente trasmette l’autofattura al SdI compilando, nel file fattura elettronica, il campo “TipoDocumento” con un codice convenzionale, riportato nelle specifiche tecniche del presente provvedimento, e le sezioni anagrafiche del cedente/prestatore e del cessionario/committente rispettivamente con i dati del fornitore e i propri dati. La trasmissione dell’autofattura al SdI sostituisce l’obbligo, di cui all’articolo 6, comma 8 lettera a), del decreto Legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, di presentazione dell’autofattura in formato analogico all’Ufficio dell’Agenzia delle entrate territorialmente competente
5.7 OPERAZIONI SOGGETTE A REVERSE CHARGE
Nel caso di operazioni soggette a reverse charge il cessionario/committente deve, al fine di assolvere l’eventuale imposta gravante sull’operazione, integrare la fattura ricevuta, ovvero emettere un’autofattura.
Per le fatture soggette a reverse charge esterno (vale a dire per gli acquisti intracomunitari ovvero per i servizi comunitari ed extracomunitari ricevuti da soggetto non residente), il cessionario/committente non è soggetto alle regole della fattura elettronica, in quanto in tali situazioni lo stesso è obbligato a inviare la comunicazione dell’esterometro, di cui all’articolo 1 comma 3 bis del decreto legislativo 127/2015, di cui si dirà appresso.
Al contrario, per le operazioni in reverse charge interno (si immagini il caso della fattura emessa dalla ditta di pulizie residente per i servizi resi su un immobile di un’altra società residente), il prestatore emetterà una fattura elettronica che sarà recapitata al cliente tramite lo SdI nella quale sarà indicato il codice “N6” che sta ad indicare che si tratta di un’operazione soggetta ad inversione contabile.
Il destinatario dovrà, come detto, dovrà integrare la fattura ricevuta, ovvero emettere autofattura, per indicare l’imposta eventualmente dovuta, senza che ciò comporti l’obbligo di trasmissione elettronica della fattura integrata, ovvero dell’autofattura.
In ogni caso il destinatario ha la facoltà di inviarla ugualmente allo Sdi, al solo fine, qualora abbia sottoscritto con l’Agenzia il servizio di conservazione elettronica, della sua conservazione.
5.8 AUTOFATTURE PER OMAGGI
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, invece, le autofatture per omaggi devono essere emesse come fatture elettroniche e inviate al sistema d’interscambio.
Allo stesso modo anche le autofatture, relative ad autoconsumo ovvero per beni o servizi destinati a finalità estranee all’esercizio dell’attività d’impresa e (limitatamente ai beni) all’esercizio di arte e professioni, debbano essere sempre inviate al sistema d’interscambio quali fatture elettroniche. Naturalmente, in tali casi la fattura viene inviata allo Sdi dall’emittente e viene ricevuta dallo stesso emittente, che nel documento viene indicato sia come cedente/prestatore che come cessionario/committente.
5.9 TRASMISSIONE TELEMATICA DEI DATI DELLE OPERAZIONI TRANSFRONTALIERE – “ESTEROMETRO”
Per le operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, gli operatori IVA residenti devono trasmettere all’Agenzia delle Entrate le seguenti informazioni secondo le modalità stabilite nel provvedimento Prot. n. 89757/2018.
In particolare dovranno essere comunicati:
– i dati identificativi del cedente/prestatore,
– la data del documento comprovante l’operazione,
– la data di registrazione (per i soli documenti ricevuti e le relative note di variazione), il numero del documento, la base imponibile, l’aliquota IVA applicata e l’imposta ovvero, ove l’operazione non comporti l’annotazione dell’imposta nel documento, la tipologia dell’operazione.
La comunicazione di cui si è detto è facoltativa per tutte le operazioni per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche secondo le regole stabilite nei punti precedenti.
6 GLI INTERMEDIARI
6.1 Il cedente/prestatore può trasmettere al SdI le fatture elettroniche attraverso un intermediario. Il cessionario/committente può ricevere dal SdI le fatture elettroniche attraverso un intermediario, comunicando al cedente/prestatore “l’indirizzo telematico” (codice destinatario o PEC) dell’intermediario stesso, o indicando tale indirizzo nel servizio di registrazione del SdI1. Gli intermediari di cui ai periodi precedenti possono essere anche soggetti diversi da quelli individuati dall’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322. (i professionisti).
6.2 La consultazione e l’acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici messi a disposizione nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle entrate dei singoli operatori è consentita anche agli intermediari individuati dall’articolo 3, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322 appositamente delegati dal cedente/prestatore o dal cessionario/committente. La delega può essere conferita e revocata dal cedente/prestatore o dal cessionario/committente direttamente attraverso le funzionalità rese disponibili nel sito web dell’Agenzia delle entrate o presentando l’apposito modulo presso un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle entrate stessa. L’intermediario delegato al predetto servizio è abilitato anche alla consultazione dei dati delle fatture transfrontaliere dei dati rilevanti ai fini IVA.
Dal primo gennaio 2019, per l’acquisto del carburante presso i distributori stradali, per l’esercizio dell’attività aziendale, sarà cura del professionista o dell’impresa comunicare, al momento del rifornimento, le informazioni essenziali per l’emissione della fattura elettronica.
Nell’elenco, sotto riportato, sono presenti i dati da comunicare per l’emissione della fattura elettronica:
Molti sono gli interrogativi posti su quali saranno le modalità operative da attuare affinché sia possibile comunicare, rapidamente, al gestore della stazione di servizio i dati per l’emissione della fattura e infatti si stanno ipotizzando sistemi che possano consentire un’acquisizione “ottica” dei dati indispensabili per la fatturazione, una soluzione potrebbe essere rappresentata da un QR code, strutturato, che contiene tutti i dati dell’acquirente.
Parimenti nel caso in cui il rifornimento è effettuato dall’amministratore o da un dipendente che utilizzano l’autovettura aziendale (sia per esigenze aziendali, sia nel caso di autovettura concessa in uso – fringe benefit) questi ultimi dovranno fornire al benzinaio i dati della società per ottenere la fattura elettronica.
Se il rifornimento viene effettuato da un soggetto privato (non titolare di partita IVA), anche nell’ipotesi in cui utilizzi l’auto propria per ottenere un rimborso chilometrico dalla società, quest’ultimo non dovrà richiedere alcuna fattura elettronica.
4 Responses to "la fatturazione elettronica"
in merito alla fatturazione elettronica, nel caso di autofattura per estrazione di merce dal deposito iva rimane tutto invariato ( cartaceo) oppure si deve procedere anche in questo caso con l’invio elettronico? in quanto nulla viene detto in relazione alle ipotesi in cui le disposizioni iva richiedono l’emissione di autofattura
Rimango in attesa di un suo gentile cenno di riscontro, augurandole un buon anno.
26 giugno 2019 alle 09:47
Buongiorno, seguo la contabilità di una casa di spedizioni. Arrivano fatture fornitori da varie Compagnie Navali per il nolo marittimo di solito con sede all estero, che – essendo esportazioni – vengono autofatturate non imp.art. 9.
Caso particolare per un con sede in Turchia. Si appoggiano all’Agente “Italiano Srl”, che ci emette fattura per conto della Compagnia TURCA – stranamente non sogg.IVA art. 15 (anzichè SENZA IVA come fan tutti i non residenti – e per giunta apponendo anche sulla fattura elettronica una nota in inglese evidenziando che il servizio è fatturato per conto della Compagnie Turca e tutte le formalità IVA (reverse charge) devono essere espletate dal cliente.
Appare ovvio che devo AUTOFATTURARE il sevizio, ma l’agente invia una fattura ELETTRONICA esc.at.15 (N3) che con la procedura (software) non riesco ad autofatturarmi e addirittura devo obbligatoriamente registrare la fattura con “IVA N3/art.15″ e anagrafica italiana (non turca).
Alternativa è sospendere/eliminare la fattura elettronica e procedere con l autofatura. Ma la fatt. elettronica rimarrebbe in evidenza allo SDI come se non fosse presa in carico e per il ns commercialista entrambi le soluzioni non sono corrette.
Il fornitore non commenta il problema.
a mio parere la procedura che dovrebbe adottare è la seguente:
–	Emettere autofattura per i servizi ricevuti dalla Compagnia Turca con l’indicazione dell’imposta dovuta, ovvero con l’indicazione del titolo di non imponibilità. L’autofattura dovrà essere registrata con le consuete modalità sia sul registro delle fatture emesse che in quello delle fatture ricevute;
–	registrare la fattura dell’agente “Italiano Srl” imputandola a diminuzione del debito nei confronti della Compagnia Turca.
Gentilissimo Dott. Gargano,
innanzi tutto ringrazio per la sua cortese risposta.
Colgo l’occasione per puntualizzare che la SoftwareHouse T.S. – a seguito segnalazione del problema – ha comunicato che la fattura elettronica dell’Agente Italiano potrebbe comunque essere agganciata e contabilizzata come AUTOFATTURA con Reverse Charge, e manualmente potremmo modificare sia l’anagrafica (inserendo la Compagnia Turca Ark.Container anziché Ark.Italia), sia l’IVA (non imp. art. 9 anziché escl. art. 15).
Reputa corretta tale procedura? (considerando anche la sua risposta avrei delle riserve)
Tengo infine ad evidenziare come altri Agenti Marittimi (esempio. Gast.&C.) per uguali servizi emettono semplici Debit Note senza menzionare articoli iva
(ovvero il fatidico “escl.art.15″/N1 riconducibile ad “anticipazioni per conto”)
annotando che “agiscono per conto della Compagnia Melf./Avana CU”, quindi non inviano fattura elettronica.
Questa procedura rende a noi tutto più semplice, essendo necessario solo l’emissione dell’Autofattura collegata/intestata alla Compagnia Cubana.

References: art. 40
 art. 41
 art. 7
 art. 74
 art. 15
 art. 9
 art. 15