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Timestamp: 2020-05-27 22:07:31+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23368 del 06/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23368 del 06/10/2017
Cassazione civile, sez. trib., 06/10/2017, (ud. 11/07/2017, dep.06/10/2017), n. 23368
sul ricorso 8261-2013 proposto da:
VALVA, che lo rappresenta e difende unitamente agli avvocati ANDREA
BODRITO, GIANNI MARONGIU;
Avvocati ERSILIO GAVINO, GIOVANNI CALISI (avviso postale ex art.
avverso la sentenza n. 42/2012 della COMM.TRIB.REG. di GENOVA,
p. 1. La Citis Park srl in liquidazione propone cinque motivi di ricorso per la cassazione della sentenza n. 42 del 4 giugno 2012 con la quale la commissione tributaria regionale della Liguria, a conferma della prima decisione, ha ritenuto legittima l’intimazione di pagamento notificatale da Gest Line spa (poi Equitalia Polis spa, poi Equitalia Nord spa) per tassa smaltimento rifiuti dovuta al Comune di Loano (SV).
La commissione tributaria regionale, per quanto qui ancora rileva, ha ritenuto che: – l’agente per la riscossione fosse territorialmente competente sul rapporto impositivo in oggetto, in quanto investito, D.L. n. 203 del 2005, ex art. 3, comma 1, della riscossione per la provincia di Genova, città nella quale aveva sede la società contribuente; – l’intimazione di pagamento in oggetto fosse stata debitamente preceduta dalla notificazione a mezzo posta della cartella di pagamento, con conseguente sua impugnabilità soltanto per vizi propri, non attinenti alla pretesa impositiva; – la prova della previa notificazione della cartella di pagamento risultasse dall’avviso di ricevimento del plico raccomandato depositato dal concessionario, e recante numero conforme della cartella notificata; – a nulla rilevasse, ex art. 2719 c.c., che tale avviso fosse stato prodotto soltanto in copia, dal momento che la società contribuente non aveva proposto formale disconoscimento di conformità della copia all’originale; tale non potendo ritenersi la mera istanza di esibizione in giudizio dell’originale (già disposta dal primo giudice con ordine al quale il concessionario non aveva ottemperato, esponendo la soverchia difficoltà di reperire, in cartaceo, il documento richiesto).
p. 2.1 Con il primo motivo di ricorso la società contribuente lamenta – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 – violazione o falsa applicazione dell’art. 2719 c.c., art. 210 c.p.c. e D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 7. Per non avere la commissione tributaria regionale rilevato che il formale disconoscimento di conformità all’originale della copia dell’avviso di ricevimento in questione doveva desumersi implicitamente dalla sua istanza di esibizione dell’originale del medesimo. A sua volta conseguente al fatto che, nell’intimazione di pagamento opposta nel presente procedimento, la data di notificazione della cartella risultava indicata in un giorno (15 dicembre 2006) diverso e successivo a quello risultante dall’avviso di ricevimento prodotto in copia.
Infatti si è in proposito affermato (Cass. 13425/14; 4476/09 ed altre) che l’art. 2719 c.c. esige l’espresso disconoscimento con riguardo alla contestazione non solo dell’autenticità del contenuto o della sottoscrizione della scrittura, ma anche della conformità della copia all’originale; in entrambi i casi deve osservarsi la procedura di cui agli artt. 214 e 215 c.p.c..
p. 3.1 Con il secondo, terzo e quarto motivo di ricorso la società contribuente deduce – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 – insufficiente motivazione su fatti controversi e decisivi per il giudizio, così evidenziabili: – (secondo motivo), le ragioni per cui l’istanza di disconoscimento non potesse individuarsi nella stessa istanza di esibizione dell’originale; – (terzo motivo) le ragioni per cui era stata ritenuta raggiunta la prova della previa notificazione della cartella di pagamento, nonostante l’eclatante divario (di alcuni anni) della data risultante dalla copia dell’avviso di ricevimento e quella indicata dal concessionario nell’intimazione di pagamento opposta; (quarto motivo) le ragioni per cui il giudice di merito non aveva desunto argomenti di prova contraria, ex art. 116 c.p.c., dal comportamento processuale del concessionario, che non aveva ottemperato all’ordine di esibizione in originale dell’avviso di ricevimento in questione.
Profilo, quest’ultimo, che la ricorrente non ha affrontato, mediante la specifica indicazione in ricorso della rilevanza, in fatto e diritto, dell’individuazione dell’esatta data di notificazione della cartella; cartella che – nell’alternativa tra data dell’ avviso di ricezione e data indicata nell’atto di intimazione risultava in ogni caso eseguita prima dell’intimazione stessa.
In secondo luogo, essa individua entrambe le rationes decidendi poste dal giudice di appello a fondamento della propria decisione (- competenza dell’agente per la riscossione che ha qui proceduto nell’ambito della provincia di Genova, città dove la società contribuente aveva sede; sopravvenuta concentrazione della funzione di riscossione, all’esito di fusioni per incorporazione, in capo ad Equitalia Nord spa, parte nel giudizio), ma ne censura specificamente soltanto una (la prima).
In ogni caso, la motivazione del giudice di appello appare del tutto congrua ed adeguata nel dare conto del proprio convincimento in ordine al fatto che la competenza dell’agente per la riscossione fosse stata qui correttamente radicata (indipendentemente dalla sede legale della società di riscossione, all’epoca in (OMISSIS)), in ragione: a. del luogo di residenza del contribuente (sede legale della società), in (OMISSIS), ambito geografico di operatività istituzionale dell’agente medesimo (D.P.R. n. 602 del 1973, art. 46); b. della ravvisabilità nella specie di delega telematica da parte del concessionario consegnatario del ruolo operante in diversa provincia, insita nella stessa trasmissione dell’estratto di ruolo e nella coincidenza dei numeri identificativi di quest’ultimo con quelli della cartella e dell’intimazione di pagamento.
condanna parte ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, che liquida in Euro 1.300,00, oltre i rimborso forfettario spese generali ed accessori di legge; ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del cit. art. 13, comma 1 bis.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della sezione quinta civile, il 11 luglio 2017.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 3
 art. 2719
 art. 360
 art. 210
 art. 7
 art. 360
 art. 116
 art. 46
 art. 13
 art. 13