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Timestamp: 2020-05-27 07:01:11+00:00

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TARGHE ESTERE E SUBNOLEGGIO – CHIARIMENTI SUL SUBNOLEGGIO - Studio Legale Kòsa Musacchio
TARGHE ESTERE E SUBNOLEGGIO – CHIARIMENTI SUL SUBNOLEGGIO
TARGHE ESTERE E SUBNOLEGGIO (RENT TO RENT) – LE PREVISIONI DI CUI ALL’ART. 93 COMMA 1-BIS CDS – NONOSTANTE I DUBBI DI INCOSTITUZIONALITA’ E CONTRASTO CON LE NORMATIVE EUROPEE – AD OGGI NON HANNO SUBITO ALCUNA MODIFICA – LA GIURISPRUDENZA HA SEMPLICEMENTE CHIARITO IL PROBLEMA DEL SUBNOLEGGIO EX ART. 93 COMMA 1-TER CDS
Il Giudice di Pace di Rimini, con sentenza n. 796/2019 del 11.11.2019, chiariva la precisa portata dell’art. 93 CdS in relazione al subnoleggio delle auto targate all’estero (Casi dello Studio Legale Kòsa Musacchio – Click Avvocato). Le società europee, senza sede secondaria o di fatto in Italia, possono regolarmente concedere in locazione senza conducente i propri veicoli, ex art. 93 comma 1-ter CdS, a soggetti residenti da più di 60 giorni in Italia. Le società italiane, ricevute in locazione le suddette auto targate all’estero, possono a loro volta concederle in subnoleggio, non risultando, neanche in questo caso, alcuna violazione dell’art. 93 comma 1-bis del CdS.
La società X con sede in Repubblica Federale di Germania è una società per azioni tedesca, senza sede secondaria o di fatto in Italia, con attività principale, da oltre 50 anni, di noleggio senza conducente di veicoli. La società X concedeva in locazione una unità delle proprie autovetture, targate appositamente per locazione senza conducente, con autorizzazione a subnoleggio (rent to rent), alla società italiana Y. La società italiana Y, a sua volta, concedeva in locazione detti veicoli, con autorizzazione a subnoleggio ad utilizzatori finali, ai propri affiliati in franchising italiani, tutte società di autonoleggio con regolare e valida licenza. Il veicolo de quo, veniva, infatti, locata alla società italiana Z. La società italiana Z noleggiava il veicolo all’utilizzatore finale, Sig. A.
In data 8.8.2019, verso le ore 9,10, sul Viale D’Annunzio, a … (RN), una pattuglia di C.C. della Compagnia di …, elevava al conducente, utilizzatore finale della suddetta autovettura, la contravvenzione n. …, per violazione dell’art. 93 comma 1-bis del CdS e disponeva il sequestro del mezzo.
Non appena venuta a conoscenza di quanto accaduto, l’odierna ricorrente, stesso giorno, inoltrava alla Compagnia accertatrice istanza di annullamento della contravvenzione, in autotutela, al fine di evitare l’insorgenza di ingenti danni, evidenziando la palese ingiustizia ed illegittimità del provvedimento, allegando alla stessa anche autorizzazione a subnoleggio, munita di data certa, come prevista dalla Circolare del Ministero dell’Interno prot. n. 300/A/245/19/149/2018/06 del 10.1.19.
Successivamente e precisamente in data 13.8.2019, la società tedesca versava la prevista cauzione, al fine di potere custodire il mezzo sequestrato presso le proprie autorimesse.
Nonostante i chiarimenti, le spiegazioni e la ulteriore documentazione fornita dai ricorrenti ai C. C., nonché la produzione di altri provvedimenti di altre autorità accertatrici, che hanno provveduto all’immediato annullamento della contravvenzione elevata, sempre alle ricorrenti, per l’asserita violazione della stessa norma, la Compagnia di … non riteneva dare alcun riscontro.
Per tale ragione, le ricorrenti si rivolgevano alla scrivente avvocato, la quale, in data 31.8.2019, riproponeva l’istanza in autotutela, fornendo chiare motivazioni in diritto, in relazione alla illegittimità del provvedimento impugnato ed alla necessità dell’annullamento dello stesso.
Tutto senza esito e quindi le ricorrenti si sono viste costrette ad adire il Giudice di Pace di Rimini, al fine di richiedere, in primis, l’immediata sospensiva, nonché l’annullamento della contravvenzione e pedissequo sequestro, principalmente per i seguenti motivi:
LA NORMA IN ESAME NON VIETA LA CIRCOLAZIONE CON MEZZI CONCESSI IN LOCAZIONE SENZA CONDUCENTE DA PARTE DI SOCIETA’ SENZA SEDE IN ITALIA:
Secondo il comma 1-ter il divieto di cui al comma 1-bis non è applicabile:
“Nell’ipotesi di veicolo concesso (…) in locazione senza conducente da parte di un’impresa costituita in un altro Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo che non ha stabilito in Italia una sede secondaria o altra sede effettiva”.
Nel caso in esame, l’auto di cui alla contravvenzione veniva concessa in locazione da parte della proprietaria X, società tedesca, la quale non ha sede principale, secondaria o effettiva in Italia. Tale circostanza si evince con estrema chiarezza dal libretto di circolazione, messo a piena disposizione degli accertatori.
LA CONTRAVVENZIONE E’ IN PALESE CONTRASTO ANCHE CON LA CIRCOLARE SULLA CIRCOLAZIONE DEI VEICOLI STRANIERI IN ITALIA (CIRCOLARE DEL MINISTERO DELL’INTERNO PROT. N. 300/A/245/19/149/2018/06 DEL 10.1.19):
Secondo il comma 1 dell’art. 9 della detta Circolare:
“Non sembra, però, che il veicolo locato possa essere dato in sublocazione dal locatario residente in Italia senza il permesso dell’intestatario straniero ovvero dato a sua volta in comodato ad altri non indicati nel titolo di uso contenuto nell’atto”.
Sorprendentemente, i C.C. hanno elevato una contravvenzione in contrasto, addirittura, con la propria Circolare.
Risulta incontestabile che non è vietata la circolazione con i veicoli concessi in locazione senza conducente, da parte di società costituite in un altro Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo che non hanno stabilito in Italia una sede secondaria o altra sede effettiva, se detti veicoli risultano sublocati con il permesso dell’intestatario straniero.
Nel caso in esame, la ricorrente produceva ai C. C. accertatori regolare autorizzazione alla sublocazione, sottoscritta dalla società estera e munita di data certa.
Nonostante ciò, i C. C. hanno deciso e preferito di violare le previsione anche della detta Circolare.
Per tale ragione la contravvenzione risulta illegittima ed ingiusta e deve essere annullata.
Inoltre al comma 1 art. 13 della detta Circolare si legge:
“Per alcune particolari situazioni, di seguito indicate, in cui la nuova normativa dovrà essere raccordata con altre disposizioni, non espressamente richiamate, sono in corso approfondimenti.
(…) 13.1 Veicolo di impresa europea di noleggio senza conducente che loca a impresa di noleggio italiana che, a sua volta, loca a persona residente in Italia che conduce il veicolo”.
Infatti, la Circolare indica ed elenca degli specifici casi pratici, in relazione ai quali la normativa in esame, in attesa di approfondimenti e chiarimenti, è sospesa (non dovrà essere applicata!!!).
Uno di questi casi è anche quello in esame, previsto dall’art. 13.1):
caso di subnoleggio di auto da impresa europea ad impresa di noleggio italiana che loca il mezzo ad utilizzatore finale residente in Italia.
E’ tanto chiaro che la pattuglia accertatrice, s’immagina per mera superficialità, ma anche disinteresse, violava addirittura doppiamente anche la propria circolare, oltre che la legge, causando consapevolmente un danno economico, soprattutto da lucro cessante, considerevole, alla ricorrente.
La difesa della Prefettura si limitava all’eccezioni di inammissibilità del ricorso, in quanto, a suo avviso, la contravvenzione sarebbe stata pagata.
Il Giudice di Pace di Rimini, con sentenza n. 796/2019 del 11.11.2019, accoglieva il ricorso delle ricorrenti, facendo chiarezza sia sulla errata qualificazione del versamento effettuato dalle stesse che sulla illegittimità della contravvenzione:
l’organo accertatore aveva erroneamente qualificato quale oblazione (pagamento in misura ridotta) il pagamento effettuato dalle ricorrenti in relazione alla contravvenzione opposta.
Dalla corrispondenza con i C.C. si evince con chiarezza l’intenzione delle parti ricorrenti di versare esclusivamente una cauzione al fine di potere assumere la custodia del mezzo e non quella di pagare la contravvenzione:
“le società ricorrenti non hanno affatto provveduto ad effettuare l’oblazione della violazione amministrativa contestata ma hanno provveduto unicamente a corrispondere l’importo della cauzione onde poter assumere la custodia del mezzo sequestrato in conseguenza della violazione amministrativa di cui si discute in questa sede.
I documenti trasmessi via pec in Cancelleria e prodotti dalle parti ricorrenti il 20.10.2019 unitamente alla querela di falso da proporre in via incidentale eventuale unitamente ai documenti nn. 6/7 già prodotti attestano tale circostanza inconfutabilmente ed al di là dell’errata attribuzione che abbia voluto darne l’organo accertatore e la Prefettura resistente”.
in relazione al merito “va rilevato come l’art. 93 comma 1-bis CdS non sia applicabile al caso in esame in forza dell’espressa previsione normativa di cui all’art. 93 comma 1-ter CdS; la prima delle società ricorrenti è infatti impresa comunitaria con sede all’estero, senza sede principale o secondaria sul territorio nazionale che ha concesso in locazione il veicolo de quo.
Il dato normativo testuale è laconico, chiaro ed applicabile al caso in esame e non ammette incertezze o diverse applicazioni della norma richiamata”.
In conclusione, le società europee, senza sede secondaria o di fatto in Italia, possono regolarmente concedere in locazione senza conducente i propri veicoli, ex art. 93 comma 1-ter CdS, a soggetti residenti da più di 60 giorni in Italia. Le società italiane ricevute in locazione le suddette auto targate all’estero possono a loro volta concederle in subnoleggio, non risultando, neanche in questo caso alcuna violazione dell’art. 93 comma 1-bis del CdS.
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