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Timestamp: 2013-05-23 09:51:59+00:00

Document:
98/0102 (CNS) Proposta di REGOLAMENTO (CE) N. . . . DEL CONSIGLIO del . . .
sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG) (98/C 170/06)
considerando che una politica comune dello sviluppo rurale deve accompagnare e integrare altri strumenti della politica agricola comune e contribuire in tal modo al conseguimento degli obiettivi di tale politica, enunciati nell'articolo 39, paragrafo 1, del trattato;
considerando che, secondo l'articolo 39, paragrafo 2, lettera a), del trattato, nell'elaborazione della politica agricola comune e dei metodi speciali che questa può implicare, si dovrà considerare il carattere particolare dell'attività agricola che deriva dalla struttura sociale dell'agricoltura e dalle disparità strutturali e naturali fra le diverse regioni agricole;
considerando che, secondo l'articolo 130 B del trattato, l'attuazione delle politiche comunitarie tiene conto degli obiettivi della coesione economica e sociale stabiliti dagli articoli 130 A e 130 C e concorre alla loro realizzazione; che le misure destinate allo sviluppo rurale devono pertanto contribuire a tale politica nelle regioni in ritardo di sviluppo (obiettivo 1) e nelle regioni con difficoltà strutturali (obiettivo 2), definite dal regolamento (CE) n. . . . ./. . del Consiglio (regolamento generale dei Fondi strutturali);
considerando che fin dal 1972 sono state introdotte nella politica agricola comune misure intese a sostenere il miglioramento delle strutture agrarie; che da quasi due decenni si cerca di inserire la politica delle strutture agrarie nel più ampio contesto socioeconomico delle zone rurali; che la riforma del 1992 ha dato particolare rilievo alla dimensione ambientale dell'agricoltura in quanto principale utilizzatrice della terra;
considerando che la politica rurale è attualmente condotta attraverso una serie di strumenti complessi privi di coerenza globale;
considerando che nei prossimi anni l'agricoltura dovrà adeguarsi a nuove realtà e ad ulteriori cambiamenti per quanto riguarda l'evoluzione del mercato, la politica che lo disciplina e le norme commerciali, le esigenze e preferenze del consumatore e il prossimo ampliamento della Comunità; che tali cambiamenti influenzeranno non soltanto i mercati agricoli, ma anche l'economia locale delle zone rurali in generale; che una politica dello sviluppo rurale dev'essere finalizzata a ricostituire e rafforzare la competitività delle zone rurali, contribuendo in tal modo a mantenere e a creare posti di lavoro in queste zone;
considerando che tale evoluzione dev'essere incoraggiata e sostenuta mediante una riorganizzazione e un semplificazione degli attuali strumenti dello sviluppo rurale;
considerando che tale riorganizzazione dovrebbe tener conto dell'esperienza acquisita nell'applicazione degli strumenti già esistenti e basarsi pertanto su tali strumenti, che sono quelli utilizzati nell'ambito degli attuali obiettivi prioritari, volti a promuovere lo sviluppo rurale accelerando l'adattamento delle strutture agrarie nel quadro della riforma della politica agricola comune, nonché ad agevolare lo sviluppo e l'adeguamento delle zone rurali (obiettivi 5a e 5b), come previsto dal regolamento (CEE) n. 2052/88 del Consiglio, del 24 giugno 1988, relativo alle missioni dei Fondi a finalità strutturali, alla loro efficacia e al coordinamento dei loro interventi e di quelli della Banca europea per gli investimenti e degli altri strumenti finanziari esistenti (1) e dal regolamento (CEE) n. 4256/88 del Consiglio, del 19 dicembre 1988, recante le disposizioni d'applicazione del regolamento (CEE) n. 2052/88 per quanto riguarda il FEAOG, sezione «orientamento» (2), nonché da quelli introdotti quali misure di accompagnamento della riforma della politica agricola comune del 1992 dal regolamento (CEE) n. 2078/92 del Consiglio, del 30 giugno 1992, relativo a metodi di produzione agricola compatibili con le esigenze di protezione dell'ambiente e con la cura dello spazio naturale (3), dal regolamento (CEE) n. 2079/92 del Consiglio, del 30 giugno 1992, che istituisce un regime comunitario di aiuti al prepensionamento in agricoltura (4), e dal regolamento (CEE) n. 2080/92 del Consiglio, del 30 giugno 1992, che istituisce un regime comunitario di aiuti alle misure forestali nel settore agricolo (5);
considerando che le linee generali della politica riformata dello sviluppo rurale devono applicarsi a tutte le zone rurali della Comunità;
considerando che le tre misure di accompagnamento introdotte dalla riforma della politica agricola comune del 1992 (politica agroambientale, prepensionamento e imboschimento) devono essere completate dal regime di aiuto per le zone svantaggiate;
considerando che altre misure per lo sviluppo rurale devono essere inserite in programmi di sviluppo integrato per le regioni dell'obiettivo 1 e per quelle dell'obiettivo 2;
considerando che nelle zone rurali non contemplate dagli obiettivi 1 e 2 le misure per lo sviluppo rurale devono accompagnare e completare le politiche di mercato;
considerando che il sostegno del FEAOG allo sviluppo rurale dev'essere basato su un unico quadro giuridico che definisca le misure ammissibili al sostegno, i loro obiettivi e i criteri per l'ammissione;
considerando che, data la varietà delle zone rurali della Comunità, la politica di sviluppo rurale deve attenersi al principio della sussidiarietà; che essa deve pertanto essere il più decentrata possibile e imperniata sulla partecipazione e su un approccio dal basso verso l'alto; che i criteri per poter beneficiare del sostegno allo sviluppo rurale non devono quindi oltrepassare la misura necessaria a raggiungere gli obiettivi della politica di sviluppo rurale;
considerando che, per garantire la coerenza con altri strumenti della politica agricola comune e con altre politiche comunitarie, occorre comunque definire a livello comunitario i criteri fondamentali in base ai quali è possibile ottenere il sostegno; che, in particolare, è opportuno evitare che le misure per lo sviluppo rurale provochino distorsioni ingiustificate della concorrenza;
considerando che, al fine di assicurare la flessibilità e di semplificare la normativa, il Consiglio conferirà alla Commissione tutte le necessarie competenze di attuazione, conformemente all'articolo 155 del trattato;
considerando che nella Comunità la struttura del settore agricolo è caratterizzata da un vasto numero di aziende alle quali mancano le condizioni strutturali atte a garantire redditi e condizioni di vita equi agli agricoltori e alle loro famiglie;
considerando che gli aiuti comunitari agli investimenti hanno per oggetto l'ammodernamento delle aziende agricole e il miglioramento della loro redditività;
considerando che è opportuno semplificare le condizioni comunitarie per beneficiare di aiuti agli investimenti, quali stabilite dal regolamento (CE) n. 950/97 del Consiglio, del 20 maggio 1997, relativo al miglioramento dell'efficienza delle strutture agricole (6);
considerando che la concessione di vantaggi particolari ai giovani agricoltori può agevolare non soltanto il loro insediamento, ma anche l'adattamento della struttura della loro azienda dopo il loro primo insediamento;
considerando che l'evoluzione e la specializzazione dell'agricoltura richiedono un livello adeguato di formazione generale, tecnica ed economica della popolazione agricola attiva, in particolare nel caso di nuovi orientamenti della gestione, della produzione o della commercializzazione;
considerando che occorre intensificare le iniziative di formazione e informazione degli agricoltori riguardo ai metodi di produzione agricola compatibili con l'ambiente;
considerando che è opportuno incentivare la cessazione anticipata dell'attività agricola, al fine di migliorare l'efficienza economica delle aziende, tenendo conto dell'esperienza acquisita nell'attuazione del regolamento (CEE) n. 2079/92;
considerando che il sostegno alle zone svnataggiate deve contribuire ad un uso continuato delle superfici agricole, alla cura dello spazio naturale, al mantenimento e alla promozione di sistemi di produzione agricola e al rispetto dei requisiti in materia ambientale;
considerando che il regime di sostegno alle zone svantaggiate deve costituire uno strumento fondamentale per mantenere e promuovere sistemi di produzione agricola a bassi consumi intermedi;
considerando che è opportuno classificare le zone svantaggiate in base a criteri comuni; che i criteri attuali devono essere modificati per consentire la classificazione di nuove zone e in particolare di quelle che soffrono di particolari svantaggi ambientali;
considerando che non è necessario procedere a livello comunitario ad un'ulteriore classificazione delle zone svantaggiate;
considerando che occorre stabilire condizioni relative alla possibilità di beneficiare di indennità compensative, allo scopo di garantire l'efficacia di tale regime di sostegno e il raggiungimento dei suoi obiettivi;
considerando che nei prossimi anni gli strumenti agroambientali devono assumere un ruolo fondamentale nel promuovere lo sviluppo sostenibile delle zone rurali e nel soddisfare la crescente domanda di servizi nel settore ambientale;
considerando che è opportuno proseguire il sostegno agroambientale attualmente previsto dal regolamento (CEE) n. 2078/92 per misure ambientali mirate, tenendo conto dell'esperienza acquisita nell'applicazione di tale regime quale descritta dettaglitamente nella relazione presentata dalla Commissione in conformità dell'articolo 10, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 2078/92;
considerando che il regime di aiuti agroambientali deve continuare a incoraggiare gli agricoltori ad operare nell'interesse dell'intera società, introducendo o mantenendo metodi di produzione compatibili con le crescenti esigenze di tutela dell'ambiente e delle risorse naturali, nonché con la necessità di salvaguardare lo spazio naturale e il paesaggio;
considerando che occorre incentivare i miglioramenti nei settori della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli sostenendo gli investimenti in tali settori;
considerando che tale sostegno può basarsi in larga misura sulle condizioni attualmente stabilite dal regolamento (CE) n. 951/97 del Consiglio, del 20 maggio 1997, relativo al miglioramento delle condizioni di trasformazione di commercializzazione dei prodotti agricoli (7);
considerando che è necessario garantire la redditività di tali investimenti e la partecipazione degli agricoltori ai vantaggi economici dell'azione;
considerando che il settore forestale costituisce parte integrante dello sviluppo rurale e che pertanto il regime di sostegno allo sviluppo rurale deve comprendere misure forestali;
considerando che le misure forestali devono essere conformi agli impegni presi a livello internazionale dalla Comunità e dagli Stati membri e devono basarsi sui piani forestali degli Stati membri; che tali misure devono tener conto anche dei problemi specifici relativi al cambiamento climatico;
considerando che le misure forestali devono essere proseguite sulla linea dei regimi esistenti stabiliti dal regolamento (CEE) n. 1610/89, del 29 maggio 1989, recante norme d'applicazione del regolamento (CEE) n. 4256/88 per quanto riguarda l'azione di sviluppo e la valorizzazione delle foreste nelle zone rurali della Comunità (8), e dal regolamento (CEE) n. 867/90 del Consiglio, del 29 marzo 1990, relativo al miglioramento delle condizioni di trasformazione e di commercializzazione dei prodotti della silvicoltura (9);
considerando che l'imboschimento delle superfici agricole riveste particolare importanza sia per l'utilizzazione del suolo e per la difesa dell'ambiente, sia come contributo al potenziamento delle risorse silvicole; che occorre pertanto mantenere il sostegno all'imboschimento attualmente previsto dal regolamento (CEE) n. 2080/92, tenendo conto dell'esperienza acquisita nell'applicazione di tale regime quale descritta dettagliatamente nella relazione presentata dalla Commissione in conformità dell'articolo 8, paragrafo 3, del regolamento (CEE) n. 2080/92;
considerando che occorre accordare indennità compensative per il mantenimento di una silvicoltura sostenibile in zone che soffrono di gravi svantaggi naturali;
considerando che occorre sostenere altre misure legate alle attività di coltivazione e alla loro riconversione; che l'elenco di tali misure dev'essere stabilito in base all'esperienza acquisita e tenendo conto dell'esigenza che lo sviluppo rurale si basi in parte su attività e servizi extra agricoli, in modo da invertire la tendenza al declino socioeconomico e allo spopolamento della campagna; che occorre sostenere misure volte ad eliminare le ineguaglianze e a promuovere la parità di opportunità fra uomini e donne;
considerando che le misure di sviluppo rurale ammissibili al sostegno comunitario devono essere conformi alla normativa comunitaria e coerenti con le altre politiche comunitarie e con gli altri strumenti della politica agricola comune;
considerando che devono essere escluse dal sostegno comunitario alcune misure che possono beneficiare di altri strumenti della politica agricola comune, in particolare quelle che rientrano nell'ambito dei regimi di sostegno delle organizzazioni comuni di mercato;
considerando che, tenuto conto degli aiuti ad associazioni di produttori e alle loro unioni già esistenti nell'ambito di diverse organizzazioni comuni di mercato, non risulta più necessario fornire un sostegno specifico a gruppo di produttori nel quadro dello sviluppo rurale; che pertanto il regime di aiuti previsto dal regolamento (CEE) n. 952/97 del Consiglio, del 20 maggio 1997, concernente le associazioni di produttori e le relative unioni (10), non dev'essere proseguito;
considerando che il finanziamento del contributo comunitario alle misure di accompagnamento e ad altre misure di sviluppo rurale nelle zone non comprese nell'obiettivo 1 dev'essere fornito dalla sezione «garanzia» del FEAOG; che le norme finanziarie fondamentali stabilite dal regolamento (CE) n. . . . ./. . (regolamento generale dei Fondi strutturali) sono state modificate a tal fine;
considerando che il finanziamento del contributo comunitario alle misure di sviluppo rurale nelle zone comprese nell'obiettivo 1 deve continuare ad essere fornito dalla sezione «orientamento» del FEAOG, fatta eccezione per le tre attuali misure di accompagnamento e per il sostegno alle zone svantaggiate;
considerando che, per quanto riguarda il sostegno alle misure di sviluppo rurale contemplate dalla programmazione degli obiettivi 1 e 2, si applica il regolamento (CE) n. . . . ./. . (regolamento generale dei Fondi struturali), in particolare relativamente alla programmazione integrata di tali misure; che le norme in materia di finanziamento devono tuttavia tener conto del finanziamento erogato dalla sezione «garanzia» per le suddette misure nelle regioni dell'obiettivo 2;
considerando che le misure di sviluppo rurale non contemplate dalla programmazione dell'obiettivo 1 o dell'obiettivo 2 devono essere oggetto della programmazione relativa allo sviluppo rurale, secondo norme specifiche; che i tassi di assistenza per tali misure devono essere differenziati in base ai principi generali previsti dall'articolo 28, paragrafo 1, del regolamento (CE) . . . ./. . (regolamento generale dei Fondi strutturali), tenendo sufficientemente conto delle esigenze di coesione economica e sociale, e che pertanto i tassi di assistenza relativi rispettivamente alle zone contemplate dall'obiettivo 1 e dall'obiettivo 2 e alle altre zone devono essere, in linea di massima, differenziati; che i tassi stabiliti dal presente regolamento costituiscono i massimali dell'assistenza comunitaria;
considerando che, in aggiunta ai programmi di sviluppo rurale, la Commissione deve poter predisporre di propria iniziativa studi sullo sviluppo rurale, a prescindere dall'iniziativa per lo sviluppo rurale di cui agli articoli 18 e 19 del regolamento (CE) n. . . . ./. . (regolamento generale dei Fondi strutturali);
considerando che occorre stabilire norme adeguate per il controllo e la valutazione del sostegno allo sviluppo rurale, utilizzando come riferimento indicatori ben definiti da concordare e fissare prima della realizzazione del programma;
considerando che le misure di sviluppo rurale devono poter beneficiare del sostegno degli Stati membri senza alcun cofinanziamento comunitario; che, dato il notevole impatto economico di tali aiuti e al fine di garantirne la coerenza con le misure ammissibili al sostegno comunitario, nonché per semplificare le procedure, occorre stabilire norme specifiche relative agli aiuti di Stato;
considerando che dev'essere possibile adottare norme transitorie per agevolare la transizione dagli attuali regimi di sostegno al nuovo regime di sostegno dello sviluppo rurale,
TITEL I Draagwijdte en doelstellingen TITOLO I Campo di applicazione e obiettivi Artikel 1
1. Il presente regolamento definisce il quadro del sostegno comunitario per uno sviluppo rurale sostenibile.
2. Le misure per lo sviluppo rurale accompagnano e integrano altri strumenti della politica agricola comune e contribuiscono in tal modo al conseguimento degli obiettivi previsti dall'articolo 39 del trattato.
3. Le misure di sviluppo rurale
- sono inserite nelle misure volte a promuovere lo sviluppo e l'adeguamento strutturale delle regioni in ritardo di sviluppo (obiettivo 1) e
- accompagnano le misure di sostegno alla riconversione socioeconomica delle zone con difficoltà strutturali (obiettivo 2)
nelle regioni interessate, tenendo conto dei fini specifici del sostegno comunitario nell'ambito di tali obiettivi, quali previsti dagli articoli 130 A e 130 C del trattato e dal regolamento (CE) n. . . . ./. . (regolamento generale dei Fondi strutturali), e alle condizioni stabilite dal presente regolamento.
Il sostegno allo sviluppo rurale, legato alle attività agricole e alla loro riconversione, può riguardare:
- il miglioramento delle strutture delle aziende agricole e delle strutture di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli,
- la riconversione e il riorientamento del potenziale di produzione agricola, l'introduzione di nuove tecnologie e il miglioramento della qualità dei prodotti,
- uno sviluppo forestale sostenibile,
- la diversificazione delle attività al fine di sviluppare attività complementari o alternative,
- il mantenimento e il consolidamento di un tessuto sociale vitale nelle zone rurali,
- lo sviluppo di attività economiche e il mantenimento e la creazione di posti di lavoro, allo scopo di garantire un migliore sfruttamento del potenziale endogeno,
- il mantenimento e la promozione di sistemi di coltivazione a bassi consumi intermedi nelle zone svantaggiate,
- la tutela e la promozione di un alto valore naturale e di un'agricoltura sostenibile che rispetti le esigenze ambientali,
- l'abolizione delle ineguaglianze e la promozione della parità di opportunità fra uomini e donne, in particolare mediante il sostegno a progetti concepiti e realizzati da donne.
È concesso un sostegno a favore delle misure di sviluppo rurale definite al titolo II alle condizioni ivi previste.
TITEL II Maatregelen voor plattelandsontwikkeling TITOLO II Misure di sviluppo rurale HOOFDSTUK I INVESTERINGEN IN LANDBOUWBEDRIJVEN CAPITOLO I INVESTIMENTI NELLE AZIENDE AGRICOLE Artikel 4
Tali investimenti sono finalizzati ad uno o più dei seguenti obiettivi:
- ridurre i costi di produzione,
- migliorare e riconvertire la produzione,
- migliorare la qualità,
- tutelare e migliorare l'ambiente naturale, le condizioni di igiene e il benessere degli animali,
- promuovere la diversificazione delle attività agricole.
Il sostegno agli investimenti viene concesso ad aziende agricole
- che dimostrino efficienza economica,
- che rispettino requisiti minimi in materia di ambiente, igiene e benessere degli animali,
- il cui imprenditore possieda una sufficiente capacità professionale.
Non vengono sostenuti investimenti il cui obiettivo è un aumento della produzione aziendale di prodotti che non trovano sbocchi normali sui mercati.
Gli Stati membri fissano gli importi massimi degli aiuti agli investimenti.
HOOFDSTUK II VESTIGING VAN JONGE LANDBOUWERS CAPITOLO II INSEDIAMENTO DI GIOVANI AGRICOLTORI Artikel 8
1. Gli aiuti per il primo insediamento dei giovani agricoltori sono concessi alle seguenti condizioni:
- l'agricoltore non ha ancora compiuto 40 anni,
- l'agricoltore possiede una sufficiente capacità professionale,
- l'agricoltore si insedia per la prima volta in un'azienda agricola,
i) dimostra efficienza economica e
ii) rispetta requisiti minimi in materia di ambiente, igiene e benessere degli animali,
- l'agricoltore si insedia in qualità di capo dell'azienda.
Possono essere applicate condizioni specifiche nel caso in cui il giovane agricoltore non si insedi nell'azienda come unico capo di essa. Tali condizioni devono essere equivalenti a quelle richieste per l'insediamento come unico capo dell'azienda.
2. Gli aiuti all'insediamento possono consistere in:
- un premio unico il cui importo massimo ammissibile figura nell'allegato,
- un abbuono d'interessi per i prestiti contratti a copertura delle spese derivanti dall'insediamento; il valore capitalizzato di tale abbuono non può essere superiore al valore del premio unico.
CAPITOLO III FORMAZIONE HOOFDSTUK III OPLEIDING Articolo 9
Il sostegno alla formazione professionale contribuisce al miglioramento delle capacità professionali degli agricoltori e di altre persone coinvolte in attività agricole e nella loro riconversione.
La formazione è finalizzata in particolare a preparare gli agricoltori al riorientamento qualitativo della produzione, all'applicazione di metodi di produzione compatibili con la protezione dello spazio naturale, con la tutela dell'ambiente, con l'igiene e con il benessere degli animali, nonché a impartire loro la formazione necessaria per gestire un'azienda agricola economicamente efficiente.
CAPITOLO IV PREPENSIONAMENTO HOOFDSTUK IV VERVROEGDE UITTREDING Articolo 10
1. Gli aiuti al prepensionamento contribuiscono a conseguire i seguenti obiettivi:
- procurare un reddito agli imprenditori agricoli anziani che decisono di cessare l'attività agricola,
- far subentrare a questi imprenditori anziani agricoltori in grado di mgiliorare l'efficienza economica delle aziende rimaste in esercizio,
- riorientare superfici agricole verso usi extra agricoli, quando non sia possibile destinarle alla produzione agricola in condizioni soddisfacenti dal punto di vista dell'efficienza economica.
2. Il sostegno al prepensionamento può comprendere misure destinate a procurare un reddito ai salariati agricoli.
1. Il cedente
- cessa definitivamente ogni attività agricola; può però continuare a svolgere attività agricole non commerciali e conservare la disponibilità degli edifici in cui continuerà ad abitare,
- ha almeno 55 anni, senza aver raggiunto l'età normale di pensionamento, al momento della cessazione,
- ha esercitato l'attività agricola nei dieci anni che precedono la cessazione.
2. Il rilevatario agricolo
- subentra al cedente come capo azienda o rileva la totalità o una parte dei terreni resi disponibili; l'efficienza economica dell'azienda del rilevatario dev'essere aumentata entro un periodo e a condizioni da definire, segnatamente in termini di capacità professionale del rilevatario, di superficie, di volume di lavoro o di reddito, a seconda delle regioni e dei tipi di produzione,
- possiede una sufficiente capacità professionale,
- s'impegna ad esercitare l'attività agricola nell'azienda per almeno cinque anni, rispettando requisiti minimi in materia di ambiente, igiene e benessere degli animali.
- cessa definitivamente ogni attività agricola,
- ha almeno 55 anni, senza aver raggiunto l'età normale di pensionamento,
- ha dedicato all'agricoltura, nei cinque anni che precedono la cessazione, almeno la metà del proprio tempo di lavoro, quale coadiuvante familiare o salariato agricolo,
- ha lavorato nell'azienda del cedente almeno l'equivalente di due anni a tempo pieno nei quattro anni che precedono il prepensionamento del cedente stesso,
- è iscritto a un regime di previdenza sociale.
4. Rilevatario non agricolo può essere qualsiasi persona fisica o giuridica che rileva terreni resi disponibili per destinarli ad usi extra agricoli, alla silvicoltura o alla creazione di riserve ecologiche, in maniera compatibile con la tutela o il miglioramento della qualità dell'ambiente e dello spazio naturale.
5. Le condizioni stabilite dal presente articolo si applicano per tutto il periodo durante il quale il cedente fruisce di un aiuto al prepensionamento.
1. Gli aiuti al prepensionamento concessi ai cedenti non possono superare i massimali annui che figurano nell'allegato.
2. La durata dell'aiuto al prepensionamento non dev'essere superiore a dieci anni, non deve eccedere la normale età di pensionamento del cedente o del lavoratore e comunque non deve oltrepassare il settantesimo compleanno del cedente o del lavoratore. Qualora lo Stato membro corrisponda una normale pensione, l'aiuto al prepensionamento è versato in via complementare, tenuto conto dell'importo della pensione nazionale.
CAPITOLO V ZONE SVANTAGGIATE HOOFDSTUK V PROBLEEMGEBIEDEN Articolo 13
- garantire un uso continuato delle superfici agricole e favorire in tal modo il mantenimento di una comunità rurale vitale,
- conservare lo spazio naturale,
- mantenere e promuovere sistemi di produzione agricola sostenibili,
- rispettare i requisiti in materia di ambiente.
1. Gli agricoltori delle zone svantaggiate possono ricevere indennità compensative.
2. Le indennità compensative sono accordate per ettaro di terreno ad agricoltori
- che coltivano una superficie minima di terreno da definire,
- che si impegnano a proseguire un'attività agricola in una zona svantaggiata per almeno un quinquennio a decorrere dal primo pagamento dell'indennità compensativa,
- che utilizzano pratiche rispondenti alle esigenze di tutela dell'ambiente e di conservazione dello spazio naturale, in particolare applicano sistemi di produzione agricola sostenibili; tali pratiche devono essere definite per le varie zone.
3. Qualora la presenza di residui di sostanze vietate in applicazione della direttiva 96/22/CE del Consiglio (11), o di residui di sostanze autorizzate ai sensi di tale direttiva ma utilizzate illecitamente, sia riscontrata, in applicazione delle pertinenti disposizioni della direttiva 96/23/CE del Consiglio (12), concernente le misure di controllo, in un animale appartenente all'allevamento bovino di un produttore, o qualora una sostanza o un prodotto non autorizzati, o una sostanza o un prodotto autorizzati in applicazione della direttiva 96/22/CE, ma detenuti illecitamente, siano rinvenuti nell'azienda di tale produttore sotto qualsiasi forma, quest'ultimo è escluso, per l'anno civile dell'accertamento, dal beneficio delle indennità compensative.
In caso di recidiva il periodo di esclusione può, secondo la gravità dell'infrazione, essere prolungato fino a 5 anni a decorrere dall'anno di accertamento dell'infrazione.
In caso di ostruzionismo da parte del proprietario o del detentore degli animali durante l'esecuzione delle ispezioni e dei prelievi necessari all'applicazione dei piani nazionali di sorveglianza dei residui, nonché durante lo svolgimento delle operazioni di indagine e di controllo effettuate in applicazione della direttiva 96/23/CE di cui al primo comma, si applicano le sanzioni previste al primo comma.
1. Le indennità compensative sono fissate a un livello
- sufficiente per contribuire efficacemente a compensare gli svantaggi esistenti e
- tale da evitare compensazioni eccessive.
La compensazione può tener conto, se necessario, dei costi sostenuti dagli agricoltori e del mancato guadagno subito dagli stessi per effetto dei loro obblighi nell'ambito della normativa in materia di ambiente.
2. Le indennità compensative sono debitamente diversificate in funzione
- della situazione e degli obiettivi di sviluppo propri di ciascuna regione,
- della gravità degli svantaggi naturali permanenti che pregiudicano le attività agricole,
- degli specifici problemi ambientali da risolvere,
- del tipo di produzione e della situazione economica dell'azienda nonché del reddito dell'agricoltore.
3. Le indennità compensative sono fissate a un livello compreso tra gli importi minimi e gli importi massimi che figurano nell'allegato. Possono essere concesse indennità compensative superiori all'importo massimo purché l'importo medio di tutte le indennità compensative concesse nella regione di programmazione interessata non superi tale massimale.
Le zone svantaggiate comprendono
- zone di montagna,
- altre zone svantaggiate e
- zone nelle quali ricorrono svantaggi specifici.
1. Sono considerate zone di montagna quelle caratterizzate da una notevole limitazione delle possibilità di utilizzazione delle terre e da un notevole aumento del costo del lavoro, dovuti
- in zone di altitudine inferiore, all'esistenza nella maggior parte del territorio di forti pendii che rendono impossibile la meccanizzazione o richiedono l'impiego di materiale speciale assai onerose, ovvero
- quando lo svantaggio derivante da ciascuno di questi fattori presi separatamente è meno accentuato, a una combinazione dei due fattori, purché la loro combinazione comporti uno svantaggio equivalente.
2. Le zone situate a nord del 62° parallelo e talune zone adiacenti sono assimilate alle zone di montagna.
Le zone svantaggiate minacciate di spopolamento e nelle quali è necessario conservare l'ambiente naturale sono composte di territori agricoli omogenei sotto il profilo delle condizioni naturali di produzione, per le quali devono ricorrere simultaneamente le seguenti caratteristiche:
- esistenza di terre poco produttive, poco idonee alla coltura, le cui scarse potenzialità non possono essere migliorate senza costi eccessivi e che si prestano soprattutto all'allevamento estensivo,
- a causa della scarsa produttività dell'ambiente naturale, ottenimento di risultati notevolmente inferiori alla media quanto ai principali indici che caratterizzano la situazione economica dell'agricoltura,
- scarsa densità, o tendenza alla regressione demografica, di una popolazione dipendente in modo preponderante dall'attività agricola e la cui contrazione accelerata comprometterebbe la vitalità e il popolamento della zona medesima.
Possono essere assimilate alle zone svantaggiate altre zone nelle quali ricorrono svantaggi specifici, in particolare problemi ambientali, e nelle quali il mantenimento dell'attività agricola, se del caso a talune condizioni particolari, è necessario per assicurare la conservazione o il miglioramento dell'ambiente naturale, la conservazione dello spazio naturale e il mantenimento del potenziale turistico o per motivi di protezione costiera.
La superficie dell'insieme di tali zone non può superare, in uno Stato membro, il 10 % della sua superficie.
CAPITOLO VI MISURE AGROAMBIENTALI HOOFDSTUK VI MILIEUMAATREGELEN IN DE LANDBOUW Articolo 20
Il sostegno a metodi di produzione agricola finalizzati alla protezione dell'ambiente e alla conservazione dello spazio naturale (agroambientali) contribuisce alla realizzazione degli obiettivi delle politiche comunitarie in materia agricola e ambientale.
- forme di conduzione dei terreni agricoli compatibili con la tutela e con il miglioramento dell'ambiente, del paesaggio e delle sue caratteristiche, delle risorse naturali, del suolo e della diversità genetica,
- l'estensivazione, favorevole all'ambiente, della produzione agricola e la gestione di sistemi di pascolo a scarsa intensità,
- la tutela di ambienti agricoli ad alto valore naturale esposti a rischi,
- la salvaguardia del paessagio e delle caratteristiche tradizionali dei terreni agricoli,
- il ricorso alla pianificazione ambientale nell'ambito della produzione agricola.
1. Gli agricoltori ricevono un sostegno in compenso di impegni agroambientali della durata minima di cinque anni. Ove necessario, può essere fissato un periodo più lungo per particolari tipi di impegni, a causa degli effetti di tali impegni sull'ambiente.
2. Gli impegni agroambientali oltrepassano l'applicazione delle normali regole di comportamento in agricoltura.
Essi procurano servizi non forniti da altre misure di sostegno, quali il sostegno dei mercati o le indennità compensative.
1. Il sostegno agli impegni agroambientali viene concesso annualmente ed è calcolato in base ai seguenti criteri:
- il mancato guadagno,
- i costi aggiuntivi derivanti dall'impegno e
- la necessità di fornire un incentivo.
Nel calcolo dell'importo annuo del sostegno si può tener conto anche del costo degli investimenti non remunerativi necessari all'adempimento degli impegni.
2. Gli importi annui massimi che possono beneficiare del sostegno comunitario figurano nell'allegato. Tali importi sono basati sulla superficie dell'azienda a cui si applicano gli impegni agroambientali.
CAPITOLO VII MIGLIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DI TRASFORMAZIONE E DI COMMERCIALIZZAZIONE DEI PRODOTTI AGRICOLI HOOFDSTUK VII VERBETERING VAN DE VERWERKING EN AFZET VAN LANDBOUWPRODUCTEN Articolo 23
1. Il sostegno agli investimenti favorisce il miglioramento e la razionalizzazione delle condizioni di trasformazione e di commercializzazione dei prodotti agricoli, contribuendo in tal modo ad aumentare la competitività e il valore aggiunto di tali prodotti.
2. Tale sostegno è finalizzato ad uno o più dei seguenti obiettivi:
- orientare la produzione in base all'andamento prevedibile dei mercati o favorire la creazione di nuovi sbocchi per la produzione agricola,
- migliorare o razionalizzare i circuiti di commercializazione o i processi di trasformazione,
- migliorare la presentazione e il confezionamento dei prodotti o contribuire ad un migliore impiego o ad una eliminazione dei sottoprodotti,
- applicare nuove tecnologie,
- favorire investimenti innovativi,
- migliorare e controllare la qualità e le condizioni sanitarie,
- proteggere l'ambiente.
1. Il sostegno viene accordato alle persone cui incombe l'onere finanziario degli investimenti nell'ambito di imprese
- che dimostrino efficienza economica e
- che rispettino requisiti minimi in materia di ambiente, di igiene e di benessere degli animali.
2. Gli investimenti devono concorrere al miglioramento della situazione dei settori di produzione agricola di base interessati. Essi devono garantire una partecipazione adeguata dei produttori di tali prodotti di base ai vantaggi economici che da essi derivano.
3. Dev'essere offerta una sufficiente garanzia che esistano sbocchi normali sui mercati per i prodotti interessati.
1. Gli investimenti si applicano alla trasformazione e alla commercializzazione dei prodotti di cui all'allegato II del trattato, esclusi i prodotti della pesca.
2. Gli investimenti devono essere conformi a criteri di scelta che stabiliscano le priorità ed indichino quali investimenti non siano ammissibili al sostegno.
Sono esclusi dal sostegno gli investimenti
- a livello di commercio al dettaglio,
- per la commercializzazione o la trasformazione di prodotti provenienti da paesi terzi.
CAPITOLO VIII SILVICOLTURA HOOFDSTUK VIII BOSBOUW Articolo 27
1. Il sostegno al settore forestale contribuisce allo sviluppo delle funzioni economiche, ecologiche e sociali di tale settore nelle zone rurali.
2. Tale sostegno è finalizzato, in particolare, ad uno o più dei seguenti obiettivi:
- una gestione e uno sviluppo forestale sostenibili,
- la conservazione delle risorse della silvicoltura,
- l'estensione delle superfici boschive.
3. Tale sostegno contribuisce al rispetto degli impegni assunti dalla Comunità e dagli Stati membri a livello internazionale. Esso si basa sui piani forestali nazionali adottati dal gruppo intergovernativo sulle foreste. Per quanto riguarda le superfici boschive classificate come ad alto o medio rischio di incendio, devono essere predisposti piani di protezione contro gli incendi conformemente al regolamento (CEE) n. 2158/92 del Consiglio, del 23 luglio 1992, relativo alla protezione delle foreste nella Comunità contro gli incendi (13).
1. Gli aiuti al settore forestale riguardano una o più delle seguenti misure:
- l'impianto e la ricostituzione di superfici non agricole, a condizione che le specie impiantate siano adatte alle condizioni locali e compatibili con l'ambiente,
- investimenti in aziende forestali di proprietà di privati, delle loro associazioni o di comuni e destinati ad accrescere in misura significativa il valore economico o ecologico di tali aziende,
- investimenti diretti a migliorare e razionalizzare la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti della silvicoltura; gli investimenti legati all'uso del legname come materia prima devono essere limitati alle operazioni precedenti l'uso industriale,
- la promozione di nuovi sbocchi per l'uso e la commercializzazione del legname e dei prodotti della silvicoltura,
- la costituzione di associazioni di imprenditori forestali, create al fine di aiutare i loro membri a realizzare una gestione più sostenibile ed efficiente delle aziende,
- la ricostituzione del potenziale silvicolo danneggiato da disastri naturali e da incendi e l'introduzione di adeguati strumenti di prevenzione.
2. Le norme indicate ai capitoli I, III e VII si applicano analogamente alle misure forestali.
1. Viene accordato un sostegno per l'imboschimento delle superfici agricole.
Tale sostegno può comprendere, oltre ai costi d'impianto,
- un premio annuale per ettaro imboschito, destinato a coprire per un periodo non superiore a cinque anni i costi di manutenzione;
- un premio annuale per ettaro, volto a compensare le perdite di reddito provocate dall'imboschimento per un periodo non superiore a 20 anni, destinato a imprenditori agricoli o a gruppi di imprenditori agricoli che hanno coltivato le terre prima dell'imboschimento, o a qualsiasi altra persona di diritto privato;
2. Il sostegno per l'imboschimento delle superfici agricole non viene accordato
- ad agricoltori che beneficiano del sostegno al prepensionamento,
- per l'impianto di abeti natalizi.
In caso di imboschimento con specie a rapido accrescimento coltivate a breve durata, l'aiuto per i costi di imboschimento è concesso purché dette specie siano adatte alle condizioni locali e compatibili con l'ambiente.
3. Gli importi massimi del premio annuale volto a compensare le perdite di reddito che possono beneficiare del sostegno comunitario figurano nell'allegato.
1. Allo scopo di
- mantenere e migliorare la stabilità ecologica delle foreste o ricostituire le foreste danneggiate in zone con gravi svantaggi naturali, laddove la funzione protettiva ed ecologica di tali foreste sia di interesse generale e qualora tale funzione non possa essere garantita unicamente dai redditi derivanti dalla silvicoltura, oppure
- mantenere fasce tagliafuoco mediante pratiche agricole,
viene accordato un sostegno sotto forma di pagamento compensativo ad individui o le loro associazioni, volto a tutelare il pubblico interesse alla conservazione delle foreste, purché sia garantita una gestione sostenibile delle stesse.
2. I pagamenti compensativi sono fissati a un livello compreso tra gli importi minimi e gli importi massimi che figurano nell'allegato. Possono essere concessi pagamenti compensativi superiori all'importo massimo purché l'importo medio di tutti i pagamenti compensativi concessi nella regione di programmazione interessata non superi tale massimale.
CAPITOLO IX PROMOZIONE DELL'ADEGUAMENTO E DELLO SVILUPPO DELLE ZONE RURALI HOOFDSTUK IX BEVORDERING VAN DE AANPASSING EN DE ONTWIKKELING VAN PLATTELANDSGEBIEDEN Articolo 31
Viene accordato un sostegno a misure, legate alle attività di coltivazione e alla loro riconversione nonché ad attività rurali, che non rientrano nel campo di applicazione di altre misure di cui al presente titolo.
Tali misure riguardano
- le opere di miglioramento fondiario o di ricomposizione fondiaria,
- l'avviamento di servizi di sostituzione e di assistenza alla gestione delle aziende agricole,
- la commercializzazione di prodotti di qualità,
- il miglioramento delle condizioni di vita,
- il rinnovamento e il miglioramento dei villaggi e la protezione e la tutela del patrimonio rurale,
- la diversificazione delle attività al fine di sviluppare attività plurime o fonti alternative di reddito,
- la gestione delle risorse idriche in agricoltura,
- lo sviluppo e il miglioramento delle infrastrutture rurali,
- l'incentivazione di attività turistiche e artigianali,
- la tutela dell'ambiente e la gestione delle zone rurali,
- la ricostituzione del potenziale agricolo danneggiato da disastri naturali e l'introduzione di adeguati strumenti di prevenzione,
- l'ingegneria finanziaria.
CAPITOLO X MODALITÀ DI APPLICAZIONE HOOFDSTUK X UITVOERINGSBEPALINGEN Articolo 32
Le modalità di applicazione del presente titolo sono adottate secondo la procedura prevista all'articolo 49 del regolamento (CE) n. . . . ./. . (regolamento generale dei Fondi strutturali).
Tali modalità possono riguardare, in particolare,
- le condizioni per il sostegno agli investimenti nelle aziende agricole (articoli 4-7),
- il periodo e le condizioni per il miglioramento dell'efficienza economica di un'azienda agricola e le condizioni per l'uso dei terreni resi disponibili in caso di prepensionamento (articolo 11, paragrafo 2),
- le condizioni per la concessione e il calcolo delle indennità compensative (articoli 14 e 15),
- le condizioni che disciplinano gli impegni agroambientali (articoli 21 e 22),
- i criteri di selezione per gli investimenti destinati a migliorare le condizioni di trasformazione e di commercializzazione dei prodotti agricoli (articolo 25, paragrafo 2),
- le condizioni relative alle misure forestali (articoli 27-30).
In base alla stessa procedura, la Commissione può derogare all'articolo 26, secondo trattino, nelle regioni ultraperiferiche, purché i prodotti trasformati siano destinati al mercato della regione in questione.
TITOLO III Principi generali. Disposizioni amministrative e finanziarie TITEL III Algemene beginselen. Administratieve en financiële bepalingen CAPITOLO I PRINCIPI GENERALI HOOFDSTUK I ALGEMENE BEGINSELEN Parte I Sostegno da parte del FEAOG Afdeling I Steun uit het EOGFL Articolo 33
1. Il sostegno comunitario al prepensionamento (articoli 10-12), alle zone svantaggiate (articoli 13-19), alle misure agroambientali (articoli 20-22) e all'imboschimento (articolo 29) è finanziato dal FEAOG, sezione «garanzia», in tutta la Comunità.
2. Il sostegno comunitario ad altre misure di sviluppo rurale è finanziato dal FEAOG,
- sezione «orientamento», nelle zone dell'obiettivo 1 e
- sezione «garanzia», nelle zone non comprese nell'obiettivo 1.
3. Il sostegno alle misure di cui all'articolo 31, terzo, sesto e ottavo trattino, è finanziato dal FEAOG nelle zone contemplate dagli obiettivi 1 e 2, a condizione che tale finanziamento non sia effettuato dal FESR.
1. Per quanto riguarda il sostegno alle misure di sviluppo rurale di cui all'articolo 33, paragrafo 2,
- nelle zone dell'obiettivo 1, si applica il regolamento (CE) n. . . . ./. . (regolamento generale dei Fondi strutturali), integrato dalle norme specifiche del presente regolamento,
- nelle zone dell'obiettivo 2, si applica il regolamento (CE) n. . . . ./. . (regolamento generale dei Fondi strutturali), integrato dalle norme specifiche del presente regolamento e salvo disposizioni contrarie del presente regolamento.
2. Per quanto riguarda il sostegno alle misure di sviluppo rurale finanziate dal FEAOG, sezione «garanzia», si applicano le norme specifiche previste dal regolamento (CE) n. . . . ./. . (regolamento finanziario per il settore agricolo), e le disposizioni adottate in applicazione di tale regolamento, salvo disposizioni contrarie del presente regolamento.
Parte II Compatibilità e coerenza Afdeling 2 Verenigbaarheid en coherentie Articolo 35
1. Il sostegno allo sviluppo rurale è concesso soltanto per misure conformi alla normativa comunitaria.
2. Tali misure devono essere coerenti con le altre politiche comunitarie e con le misure applicate nell'ambito di tali politiche.
In particolare, le misure che rientrano nel campo di applicazione del presente regolamento possono beneficiare di un sostegno nell'ambito di altri regimi di sostegno comunitari, purché esse non siano incompatibili con le condizioni specifiche previste dal presente regolamento.
3. Dev'essere inoltre garantita la coerenza con le misure attuate nell'ambito di altri strumenti della politica agricola comune. In particolare, dev'essere garantita la coerenza tra le misure di sostegno rurale, da un lato, e le misure realizzate nell'ambito delle organizzazioni comuni di mercato e quelle relative alla qualità dei prodotti agricoli e alle condizioni sanitarie, dall'altro, nonché la coerenza tra le varie misure di sostegno allo sviluppo rurale.
A tal fine, non viene concesso alcun sostegno in virtù del presente regolamento per
- misure che possono beneficiare di regimi di sostegno nell'ambito delle organizzazioni comuni di mercato,
- misure volte a sostenere progetti di ricerca, la promozione di prodotti agricoli o l'eradicazione di malattie animali.
4. Gli Stati membri possono stabilire condizioni ulteriori o più restrittive per la concessione del sostegno comunitario allo sviluppo rurale, purché tali condizioni siano coerenti con gli obiettivi e con i requisiti previsti dal presente regolamento.
1. La stessa misura non può beneficiare di pagamenti contemporaneamente in virtù del presente regolamento e nell'ambito di altri regimi di sostegno comunitari.
2. È possibile combinare il sostegno a diverse misure in virtù del presente regolamento a condizione che tali misure siano coerenti e compatibili fra loro. Se del caso, il livello del sostegno viene adeguato.
1. Gli Stati membri adottano tutti i provvedimenti necessari per garantire la compatibilità e la coerenza tra le misure di sviluppo rurale conformemente alle disposizioni di cui al presente capitolo.
2. Per tutte le misure di sviluppo rurale, i piani presentati dagli Stati membri devono comprendere una valutazione della compatibilità e della coerenza tra le misure di sostegno allo sviluppo rurale previste e un'indicazione dei provvedimenti adottati per garantire compatibilità e coerenza.
3. Ove necessario per garantire compatibilità e coerenza, le misure di sostegno sono riesaminate successivamente.
CAPITOLO II PROGRAMMAZIONE HOOFDSTUK II PROGRAMMERING Articolo 38
1. Le misure di sviluppo rurale finanziate dalla sezione «garanzia» del FEAOG rientrano nella programmazione per le regioni dell'obiettivo 1 conformemente al regolamento (CE) n. . . . ./. . (regolamento generale dei Fondi strutturali).
2. Le misure di sviluppo rurale diverse da quelle previste dall'articolo 33, paragrafo 1, rientrano nella programmazione per le regioni dell'obiettivo 2 conformemente al regolamento (CE) n. . . . ./. . (regolamento generale dei Fondi strutturali).
3. Le altre misure di sviluppo rurale sono soggette alla programmazione dello sviluppo rurale, conformemente agli articoli 39-42.
1. I piani di sviluppo rurale sono redatti al livello geografico ritenuto più opportuno. Essi sono preparati dalle autorità competenti designate dallo Stato membro e presentati dallo Stato membro alla Commissione, previa consultazione delle autorità e delle organizzazioni competenti all'adeguato livello territoriale.
2. Le misure di sostegno allo sviluppo rurale da applicare in una determinata zona sono comprese, ove possibile, in un unico piano. Qualora sia necessario redigere diversi piani, viene indicata la relazione tra le misure previste da tali piani e viene garantita la loro compatibilità e coerenza.
I piani di sviluppo rurale si estendono su un periodo di sette anni a decorrere dal 1° gennaio 2000.
1. I piani di sviluppo rurale comprendono
- una descrizione quantificata della situazione attuale, che indichi le disparità, le carenze e il potenziale di sviluppo, le risorse finanziarie impiegate e i principali risultati delle azioni intraprese nel precedente periodo di programmazione, in base ai risultati delle valutazioni disponibili,
- una descrizione della strategia proposta, i suoi obiettivi quantificati, i progetti di sviluppo rurale selezionati e la zona geografica interessata,
- una valutazione preventiva, che indichi gli effetti previsti dal punto di vista economico, ambientale e sociale, compreso l'impatto sull'occupazione,
- una tabella finanziaria generale indicativa, recante una sintesi delle risorse finanziarie nazionali e comunitarie impiegate e corrispondenti a ognuno degli obiettivi prioritari di sviluppo rurale previsti dal piano,
- una descrizione delle misure prevista ai fini dell'attuazione dei piani, e in particolare dei regimi di aiuto, comprendente gli elementi necessari per valutare le norme relative alla concorrenza,
- se del caso, dati relativi ad eventuali studi, progetti dimostrativi, azioni di formazione o di assistenza tecnica necessari per la preparazione, la realizzazione o l'adeguamento delle misure previste,
- l'indicazione delle autorità competenti e degli organismi responsabili,
- provvedimenti che garantiscano una realizzazione efficace e corretta, compresi il controllo e la valutazione, con la definizione degli indicatori quantificati per la valutazione, delle disposizioni relative al controllo e alle sanzioni, nonché di pubblicità adeguata,
- i risultati delle consultazioni e dei provvedimenti adottati allo scopo di coinvolgere le autorità e gli organismi competenti, nonché le parti economiche e sociali ai livelli appropriati.
2. Nei loro piani, gli Stati membri
- predispongono misure agroambientali sul loro territorio e secondo le loro specifiche esigenze,
- garantiscono il necessario equilibrio tra le varie misure da sostenere.
1. I piani di sviluppo rurale sono presentati entro sei mesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento.
2. La Commissione esamina i piani presentati per valutarne la conformità al presente regolamento. In base a tali piani, la Commissione approva i documenti di programmazione per lo sviluppo rurale conformemente alla procedura di cui all'articolo 49 del regolamento (CE) n. . . . ./. . (regolamento generale dei Fondi strutturali) entro sei mesi dalla presentazione dei piani stessi.
CAPITOLO III MISURE COMPLEMENTARI ADOTTATE E INIZIATIVA DELLA COMUNITÀ HOOFDSTUK III AANVULLENDE MAATREGELEN EN INITIATIEF VAN DE GEMEENSCHAP Articolo 43
1. In base all'articolo 20, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. . . . ./. . (regolamento generale dei Fondi strutturali), la Commissione può, secondo la procedura di cui all'articolo 51 di tale regolamento, ampliare il campo di applicazione dell'assistenza fornita dalla sezione «garanzia» del FEAOG oltre i limiti previsti dall'articolo 33, paragrafo 2, del presente regolamento per la realizzazione dell'iniziativa comunitaria di sviluppo rurale.
2. La sezione «garanzia» del FEAOG può finanziare, su iniziativa della Commissione, studi legati alla programmazione dello sviluppo rurale.
CAPITOLO IV DISPOSIZIONI FINANZIARIE HOOFDSTUK IV FINANCIËLE BEPALINGEN Articolo 44
1. Il sostegno comunitario per lo sviluppo rurale da parte della sezione «garanzia» del FEAOG è soggetto a una programmazione e a una contabilità finanziaria su base annua. La programmazione finanziaria rientra nell'ambito della programmazione dello sviluppo rurale (articolo 38, paragrafo 3) e della programmazione relativa all'obiettivo 2.
2. La Commissione assegna agli Stati membri stanziamenti iniziali su base annua secondo criteri obiettivi, che tengano conto delle situazioni ed esigenze particolari e delle azioni impegnative da intraprendere, specialmente per quanto riguarda l'ambiente, l'occupazione e la conservazione del paesaggio.
3. Gli stanziamenti iniziali sono modificati in funzione delle spese effettive e in base a previsioni di spesa rivedute, presentate dagli Stati membri tenendo conto degli obiettivi dei programmi e dei fondi disponibili e, di norma, coerentemente con l'intensità degli aiuti a favore delle zone rurali contemplate dall'obiettivo 2.
1. Le disposizioni finanziarie di cui agli articoli 30, 31 (tranne il quinto comma del paragrafo 1), 33, 37 e 38 del regolamento (CE) n. . . . ./. . (regolamento generale dei Fondi strutturali) non si applicano al sostegno per le misure di sviluppo rurale relative all'obiettivo 2.
La Commissione adotta i provvedimenti necessari per garantire un'attuazione efficace e coerente di tali misure, alle quali si applicano almeno i criteri stabiliti nelle disposizioni di cui al primo comma, compreso il principio di un'unica autorità responsabile della gestione.
2. Per le misure contemplate dalla programmazione dello sviluppo rurale (articolo 38, paragrafo 3), la Comunità partecipa al finanziamento conformemente ai principi di cui agli articoli 28 e 29 del regolamento (CE) n. . . . ./. . (regolamento generale dei Fondi strutturali). La partecipazione della Comunità ammonta al massimo al 50 % del costo totale ammissibile e, in linea di massima, almeno al 25 % della spesa pubblica ammissibile nelle zone non contemplate dagli obiettivi 1 e 2. In tali zone si applicano i tassi di cui all'articolo 28, paragrafo 4, lettera a), punti ii) e iii) e lettera b), punti ii) e iii), del regolamento (CE) n. . . . ./. . (regolamento generale dei Fondi strutturali).
Nell'ambito della programmazione per l'applicazione degli articoli 20, 21 e 22, del presente regolamento, è possibile fissare in via eccezionale un tasso di cofinanziamento superiore al massimo del 10 % alle aliquote massime previste al primo comma per misure specifiche di particolare valore dal punto di vista ambientale.
A tali pagamenti si applica il disposto dell'articolo 31, paragrafo 1, quinto comma, del regolamento (CE) n. . . . ./. . (regolamento generale dei Fondi strutturali).
3. L'assistenza finanziaria da parte della sezione «garanzia» del FEAOG può assumere la forma di pagamenti anticipati per la realizzazione del programma e di pagamenti in funzione delle spese sostenute.
CAPITOLO V CONTROLLO E VALUTAZIONE HOOFDSTUK V TOEZICHT EN EVALUATIE Articolo 46
1. La Commissione e gli Stati membri garantiscono un controllo efficace dell'attuazione della programmazione dello sviluppo rurale (articolo 38, paragrafo 3).
2. Tale controllo è svolto mediante procedure stabilite congiuntamente.
Questo si basa su specifici indicatori fisici e finanziari convenuti e definiti in precedenza.
Gli Stati membri presentano alla Commissione relazioni annuali sull'evoluzione dei progetti.
3. Se del caso, vengono istituiti comitati di controllo.
La valutazione delle misure contemplate dalla programmazione dello sviluppo rurale (articolo 38, paragrafo 3) viene effettuata in base ai principi di cui agli articoli da 39 a 42 del regolamento (CE) n. . . . ./. . (regolamento generale dei Fondi strutturali).
CAPITOLO VI MODALITÀ DI APPLICAZIONE HOOFDSTUK VI UITVOERINGSBEPALINGEN Articolo 48
Tali modalità possono definire, in particolare, le informazioni relative
- alla presentazione di piani di sviluppo rurale (articoli 39-42),
- alla revisione dei documenti di programmazione relativi allo sviluppo rurale,
- alla programmazione finanziaria, in particolare al fine di garantire la disciplina di bilancio (articolo 44) e la partecipazione al finanziamento (articolo 45, paragrafo 2),
- al controllo e alla valutazione (articoli 46 e 47).
TITOLO IV Aiuti di Stato TITEL IV Steunmaatregelen van de staten Articolo 49
1. Salvo disposizione contraria prevista dal presente titolo, agli aiuti concessi dagli Stati membri per misure di sostegno allo sviluppo rurale si applicano gli articoli 92, 93 e 94 del trattato.
Tuttavia, gli articoli 92, 93 e 94 del trattato non si applicano ai contributi finanziari accordati dagli Stati membri per misure che beneficiano del sostegno comunitario in virtù dell'articolo 42 del trattato e secondo le disposizioni del presente regolamento.
2. Sono vietati gli aiuti di Stato a favore degli agricoltori nelle zone svantaggiate che non soddisfano le condizioni di cui agli articoli da 13 a 19, o che superano gli importi fissati in conformità dell'articolo 15.
3. Sono vietati gli aiuti di Stato a favore degli agricoltori in compenso di impegni agroambientali che non soddisfano le condizioni di cui agli articoli 20, 21 e 22. Possono tuttavia essere accordati aiuti supplementari che superino gli importi fissati in conformità dell'articolo 22, paragrafo 2, purché siano giustificati in conformità del paragrafo 1 di detto articolo.
Conformemente all'articolo 42 del trattato, gli aiuti di Stato destinati a fornire finanziamenti supplementari a favore di misure di sviluppo rurale che beneficiano del sostegno comunitario sono notificati dagli Stati membri e approvati dalla Commissione secondo le disposizioni previste dal presente regolamento, nell'ambito della programmazione di cui all'articolo 38. Agli aiuti così notificati non si applica la prima frase dell'articolo 93, pragrafo 3, del trattato.
TITOLO V Disposizioni transitorie e finali TITEL V Overgangs- en slotbepalingen Articolo 51
1. Qualora siano necessarie misure specifiche per agevolare la transizione dal sistema attualmente in vigore a quello stabilito dal presente regolamento, tali misure sono adottate dalla Commissione secondo le procedure di cui all'articolo 49 del regolamento (CE) n. . . . ./. . (regolamento generale dei Fondi strutturali).
2. Tali misure sono adottate, in particolare, per inserire nell'ambito del sostegno allo sviluppo rurale previsto dal presente regolamento azioni di sostegno comunitarie già esistenti, approvate dalla Commissione per un periodo che termina dopo il 1° gennaio 2000 o senza limiti di tempo.
1. Il testo dell'articolo 17 del regolamento (CEE) n. 1696/71 del Consiglio, del 26 luglio 1971, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del luppolo (14), è sostituito dal testo seguente:
1. I regolamenti relativi al finanziamento della politica agricola comune si applicano al mercato dei prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, a decorrere dalla data di applicazione delle disposizioni ivi previste.
2. L'aiuto di cui all'articolo 8 può beneficiare di un cofinanziamento da parte della Comunità.
3. Gli Stati membri versano ai produttori l'aiuto di cui all'articolo 12 tra il 16 ottobre e il 31 dicembre dell'anno della campagna di commercializzazione per la quale è richiesto l'aiuto.
4. La Commissione adotta le modalità di applicazione del presente articolo secondo la procedura di cui all'articolo 20.»
2. Il testo dell'articolo 6 del regolamento (CEE) n. 404/93 del Consiglio, del 13 febbraio 1993, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore della banana (15), è sostituito dal testo seguente:
1. Gli Stati membri concedono alle organizzazioni di produttori riconosciute, per i cinque anni successivi alla data del riconoscimento, aiuti intesi a incoraggiare la loro costituzione e ad agevolarne il funzionamento amministrativo.
2. L'importo di tale aiuto
- nel primo, secondo, terzo, quatro e quinto anno ammonta rispettivamente al 5 %, al 5 %, al 4 %, al 3 % e al 2 % del valore della produzione commercializzata, coperta dall'azione dell'organizzazione di produttori;
- non può superare il costo effettivo della costituzione e del funzionamento amministrativo dell'organizzazione in questione;
- viene versato in rate annuali, al massimo per sette anni a decorrere dalla data del riconoscimento.
Per ciascun anno il valore di tale produzione è calcolato sulla base
- della produzione media effettivamente commercializzata e
- dei prezzi medi alla produzione ottenuti.
3. Le organizzazioni di produttori derivanti da organizzazioni che soddisfano già in gran parte le condizioni di cui al presente regolamento possono beneficiare di aiuti in virtù del presente regolamento, purché siano nate da una fusione finalizzata a realizzare più efficacemente gli obiettivi di cui all'articolo 5. In tal caso, tuttavia, l'aiuto può essere accordato soltanto a copertura del costo di costituzione dell'organizzazione (spese sostenute per il lavoro preparatorio e per la redazione di memorandum e statuti).
4. Gli aiuti di cui al presente articolo sono portati a conoscenza della Commissione con una relazione trasmessa da ciascuno Stato membro alla fine di ogni esercizio finanziario.»
3. Il regolamento (CE) n. 2200/96 del Consiglio, del 28 ottobre 1996, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore degli ortofrutticoli (16), è modificato come segue:
- Il testo dell'articolo 15, paragrafo 6, è sostituito dal testo seguente:
«6. Per quanto concerne le regioni della Comunità in cui il livello di organizzazione dei produttori è particolarmente scarso, gli Stati membri possono essere autorizzati, previa richiesta debitamente giustificata, a concedere alle organizzazioni di produttori un aiuto finanziario nazionale non superiore alla metà dei contributi finanziari dei produttori. Tale aiuto si aggiunge al fondo d'esercizio.
Per gli Stati membri in cui meno del 15 % della produzione di ortofrutticoli è commercializzato da organizzazioni di produttori e in cui la produzione di ortofrutticoli rappresenta almeno il 15 % della produzione agricola totale, l'aiuto di cui al precedente comma può essere parzialmente rimborsato dalla Comunità, su richiesta dello Stato membro interessato.»
- Il testo dell'articolo 52 è sostituito dal testo seguente:
1. Le spese connesse al pagamento dell'indennità comunitaria di ritiro e al finanziamento comunitario del fondo d'esercizio, delle misure specifiche di cui all'articolo 17 ed agli articoli 53, 54 e 55, nonché delle attività di controllo degli esperti degli Stati membri messi a disposizione della Commissione in base all'articolo 40, paragrafo 1, si considerano interventi intesi a stabilizzare i mercati agricoli a norma dell'articolo 1, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (CE) n. . . . ./. . (regolamento finanziario del settore agricolo).
2. Le spese connesse agli aiuti concessi dagli Stati membri a norma dell'articolo 14 e dell'articolo 15, paragrafo 6, secondo comma si considerano interventi intesi a stabilizzare i mercati agricoli a norma dell'articolo 2, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. . . . ./. . (regolamento finanziario del settore agricolo). Tali spese possono beneficiare di un cofinanziamento da parte della Comunità.
3. La Commissione stabilisce le modalità d'applicazione del paragrafo 2 secondo la procedura di cui all'articolo 46.
4. Le disposizioni del titolo VI si applicano fatta salva l'attuazione del regolamento (CEE) n. 4045/89 (1).
(1) Regolamento del Consiglio del 21 dicembre 1989, relativo ai controlli, da parte degli Stati membri, delle operazioni che rientrano nel sistema di finanziamento del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia, sezione «garanzia», e che abroga la direttiva 77/435/CEE (GU L 388 del 30.12.1989, pag. 18). Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 3235/94 (GU L 338 del 28.12.1994, pag. 16).»
- regolamento (CEE) n. 4256/88,
- regolamenti (CE) n. 950/97, (CE) n. 951/97, (CE) n. 952/97 e (CEE) n. 867/90,
- regolamenti (CEE) n. 2078/92, (CEE) n. 2079/92 e (CEE) n. 2080/92,
- regolamento (CEE) n. 1610/89.
- articolo 21 del regolamento (CEE) n. 3763/91 (17),
- articolo 32 del regolamento (CEE) n. 1600/92 (18),
- articolo 27 del regolamento (CEE) n. 1601/92 (19),
- articolo 13 del regolamento (CEE) n. 2019/93 (20).
3. I regolamenti e le disposizioni abrogate ai sensi dei paragrafi 1 e 2 rimangono applicabili alle azioni approvate dalla Commissione in virtù di tali regolamenti anteriormente al 1° gennaio 2000.
4. Le direttive del Consiglio e della Commissione relative all'adozione di elenchi di zone svantaggiate, o alla modifica di tali elenchi in conformità dell'articolo 21, paragrafi 2 e 3, del regolamento (CE) n. 950/97, rimangono in vigore, tranne se ulteriormente modificate nell'ambito dei programmi.
Esso si applica, per quanto riguarda il sostegno comunitario, a decorrere dal 1° gennaio 2000.
(1) GU L 185 del 15.7.1988, pag. 9. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 3193/94 (GU L 337 del 24.12.1994, pag. 11).
(2) GU L 374 del 31.12.1988, pag. 25. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2085/93 (GU L 193 del 31.7.1993, pag. 44).
(3) GU L 215 del 30.7.1992, pag. 85. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2272/95 della Commissione (GU L 288 dell'1.12.1995, pag. 35). Regolamento rettificato dal regolamento (CE) n. 1962/96 della Commissione (GU L 259 del 12.10.1996, pag. 7).
(4) GU L 215 del 30.7.1992, pag. 91. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2773/95 della Commissione (GU L 288 dell'1.12.1995, pag. 37).
(5) GU L 215 del 30.7.1992, pag. 96. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 231/96 della Commissione (GU L 30 dell'8.2.1996, pag. 33).
(6) GU L 142 del 2.6.1997, pag. 1.
(7) GU L 142 del 2.6.1997, pag. 22.
(8) GU L 165 del 15.6.1989, pag. 3.
(9) GU L 91 del 6.4.1990, pag. 7.
(10) GU L 142 del 2.6.1997, pag. 30.
(11) Direttiva del Consiglio concernente il divieto d'utilizzazione di talune sostanze ad azione ormonica, tireostatica e delle sostanze â-agioniste nelle produzioni animali e che abroga le direttive 81/602/CEE, 88/146/CEE e 88/299/CEE (GU L 125 del 23.5.1996, pag. 3).
(12) Direttiva del Consiglio concernente le misure di controllo su talune sostanze e sui loro residui negli animali vivi e nei loro prodotti e che abroga le direttive 85/358/CEE e 86/469/CEE e le decisioni 89/187/CEE e 91/664/CEE (GU L 125 del 23.5.1996, pag. 10).
(13) GU L 217 del 31.7.1992, pag. 3. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 308/97 (GU L 51 del 21.2.1997, pag. 11).
(14) GU L 175 del 4.8.1971, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1554/97 (GU L 208 del 2.8.1997, pag. 1).
(15) GU L 47 del 25.2.1993, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 3290/94 (GU L 349 del 31.12.1994, pag. 105).
(16) GU L 296 del 21.11.1996, pag. 46. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2520/97 della Commissione (GU L 346 del 17.12.1997, pag. 41).
(17) Regolamento del Consiglio del 16 dicembre 1991, recante misure specifiche a favore dei dipartimenti francesi d'oltremare per quanto riguarda taluni prodotti agricoli (GU L 356 del 24.12.1991, pag. 1). Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2598/95 (GU L 267 del 9.11.1995, pag. 1).
(18) Regolamento del Consiglio del 15 giugno 1992, relativo a misure specifiche in favore delle Azzorre e di Madera per taluni prodotti agricoli (GU L 173 del 27.6.1992, pag. 1). Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2348/96 (GU L 320 dell'11.12.1996, pag. 1).
(19) Regolamento del Consiglio del 15 giugno 1992, relativo a misure specifiche in favore delle isole Canarie per taluni prodotti agricoli (GU L 173 del 27.6.1992, pag. 13). Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2348/96 (GU L 320 dell'11.12.1996, pag. 1).
(20) Regolamento del Consiglio del 19 luglio 1993, recante misure specifiche per taluni prodotti agricoli in favore delle isole minori del Mar Egeo (GU L 184 del 27.7.1993, pag. 1). Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2417/95 della Commissione (GU L 248 del 14.10.1995, pag. 39).
ALLEGATO BIJLAGE >SPAZIO PER TABELLA>

References: Articolo 9
 Articolo 10
 Articolo 13
 Articolo 20
 Articolo 23
 Articolo 27
 Articolo 31
 Articolo 32
 Articolo 33
 Articolo 35
 Articolo 38
 Articolo 43
 Articolo 44
 Articolo 46
 Articolo 48
 Articolo 49
 Articolo 51
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