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Timestamp: 2020-07-02 06:21:57+00:00

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Titolo IV DESTINAZIONI D'USO
CAPO I DEFINIZIONI E GENERALITÀ
CAPO II SERVIZI E SPAZI SCOPERTI DI USO PUBBLICO
Art. 58 Generalità e criteri di intervento
1 - Il Regolamento Urbanistico indica come spazi scoperti di uso pubblico a verde e Servizi di uso pubblico aree già destinate a questo uso e altre di nuovo impianto.
2 - Nei casi in cui nelle Tavole "Usi e modalità di intervento" venga indicata una doppia sigla si intendono ammesse entrambe le destinazioni su livelli distinti.
3 - Ai fini della verifica degli standard di cui agli articoli 58.1 "Articolazione dei Servizi e delle attrezzature di uso pubblico", 58.2 "Articolazione degli spazi scoperti d'uso pubblico a verde", 58.3 "Articolazione delle infrastrutture di servizio al Sistema della mobilità" l'area deve essere conteggiata nel seguente modo:
- due volte se su livelli distinti ed entrambe di uso pubblico;
- al 50% nel caso di due destinazioni, entrambe di uso pubblico, distribuite sullo stesso livello.
4 - Criteri per le aree dei Servizi di uso pubblico:
- qualora nelle Tavole "Usi del suolo e modalità di intervento" venga indicata la sola sigla S senza alcuna ulteriore specifica si intendono ammesse tutte le articolazioni dei Servizi di cui al successivo articolo 58.1 con l'esclusione dei Servizi cimiteriali e dei Servizi sportivi coperti.
- per le aree Sa (Servizi amministrativi), Sd (Servizi ricreativi, culturali), Sh (Servizi per l'assistenza socio-sanitari) Sta (Servizi per l'accoglienza turistica) l'Amministrazione comunale potrà consentire il cambio di destinazione dall'uno all'altro dei servizi sopra elencati senza che questo costituisca Variante al presente Regolamento Urbanistico;
- le nuove costruzioni dovranno essere dimensionate tenendo conto dell'effettiva necessità e funzionalità nel rispetto dei valori ambientali e del contesto urbanistico e comunque con un rapporto di copertura massimo del 50%. Nella progettazione dei nuovi edifici dovranno essere utilizzati metodi per la produzione di energia rinnovabile adottando soluzioni progettuali integrate all'architettura e compatibili con il contesto paesistico e rispettando gli standard minimi di legge;
- dovrà essere posta particolare attenzione alla definizione delle sistemazioni esterne (pavimentazioni, piantumazioni, recinzioni, elementi di arredo urbano e illuminazione). Il verde esistente ad alto fusto, se coerente con il contesto ecologico locale, dovrà essere mantenuto e reintegrato;
- gli interventi sono attuati, da parte dell'Amministrazione comunale o da privato convenzionato, per intervento diretto sulla base di progetto preliminare, definitivo ed esecutivo;
- per tutti gli edifici esistenti, salvo diversa specifica prescrizione, sono consentiti interventi fino alla ristrutturazione edilizia oltre a tutti gli interventi necessari al superamento delle barriere architettoniche ai sensi dell'art. 80 delle presenti N.T.A. Per particolari esigenze della pubblica Amministrazione è ammessa la demolizione con o senza ricostruzione purché si tratti di edifici non di pregio architettonico o storico-documentale e comunque non sottoposti a tutela;
- per gli edifici notificati o di pregio storico-architettonico sono consentiti interventi di manutenzione ordinaria e restauro.
5 - Criteri per l'assegnazione delle Fattibilità: la fattibilità geologica, idraulica e sismica relativa alle aree dei Servizi di uso pubblico in relazione ai tipi di intervento e alle condizioni di pericolosità geomorfologica e idraulica riscontrate dovrà avvenire secondo i criteri di cui alla tabella dell'Art.103 comma 3 delle presenti NTA.
Art. 58.2 Articolazione degli spazi scoperti d'uso pubblico a verde - V
1 - Sono le aree scoperte individuate nelle Tavole "Usi e modalità di intervento" che presentano caratteri prevalentemente urbani e contribuiscono al soddisfacimento degli standard ai sensi del DM 1444/68. Svolgono funzioni ornamentali, di riequilibrio atmosferico, di svago, di sport, di riposo. Dovranno essere realizzate tenendo conto della loro funzione.
2 - L'eventuale numero progressivo apposto alla sigla indica la presenza di norme specifiche singolarmente disciplinate ai commi successivi all'interno della specifica tipologia di spazi scoperti d'uso pubblico.
3 - Sulla base degli usi specifici il Regolamento Urbanistico riconosce l'articolazione che segue
4 - Vg - giardini: sono aree destinate allo svago e al riposo con attrezzature per la sosta ed eventuali piccole attrezzature per il gioco dei bambini. Tali aree hanno le caratteristiche di impianti prevalentemente disegnati con riferimento al contesto per la trama dei percorsi e le modalità di trattamento della vegetazione, sono sistemate con prati, alberature, zone pavimentate, percorsi ed elementi di arredo urbano. All'interno dei giardini sono ammesse piccole strutture a servizio dell'area (chioschi, edicole, ecc.) con Sc non superiore a mq. 4 realizzate in legno e/o in metallo e, comunque, con tecniche e materiali coerenti con il contesto. Sono ammessi, inoltre, limitate aree non pavimentate adibite a parcheggio. All'interno delle aree Vg il presente R.U. individua alcune aree per le quali valgono specifiche indicazioni come di seguito indicate:
* Vg1 - aree per manifestazioni all'aperto subordinatamente alla stipula di una convenzione con l'Amministrazione Comunale che ne garantisca l'uso pubblico. In tal caso è ammessa la realizzazione di "strutture accessorie leggere" (art. 9 comma 2 NTA) coerenti con il contesto paesistico. Sono consentite esclusivamente opere di ancoraggio tali da garantire alla cessazione dell'attività il ripristino della situazione originaria dei luoghi. Tali aree devono avere le caratteristiche delle aree permeabili di cui all'art.73 delle presenti norme.
* Vg2 - aree costituite da un alternanza aree verdi, spazi di aggregazione con le caratteristiche della piazza e percorsi pedonali di connessione.
5 - Vp - parchi: sono aree di grande estensione destinate alla valorizzazione e fruizione degli ambiti individuati. Nelle aree destinate a "parco" è consentita la realizzazione di strutture di tipo leggero a servizio dell'area (ristoro, attività didattiche e di informazione). Tali strutture dovranno avere, ove possibile, posizione e accessibilità tali da non richiedere la realizzazione di nuovi tratti stradali, potranno occupare una percentuale massima pari a 1% della superficie complessiva dell'impianto e, comunque, non superiore a 300 mq. di Sc, l'altezza massima, ove non sia diversamente specificato, non deve superare ml. 3,50. A supporto e a servizio dell'area potranno anche essere recuperate eventuali costruzioni agricole presenti. E' consentita la collocazione di isole ecologiche, previa verifica di inserimento nell'impianto spaziale complessivo dello spazio verde e di limitate aree non pavimentate adibite a parcheggio di servizio. Nella riorganizzazione di parchi esistenti e nella realizzazione di nuovi si dovrà curare in particolare:
- il rapporto con il contesto storico attraverso l'analisi critica delle permanenze e dei materiali naturali ed artificiali dell'impianto storico;
- la coerenza dell'articolazione funzionale con le esigenze di tutela del paesaggio e con la morfologia naturale;
- la selezione dei materiali naturali e artificiali dal catalogo della tradizione locale;
- la protezione della fauna selvatica attraverso sistemazioni del suolo, della copertura vegetazionale, dell'illuminazione, che tengano in dovuto conto le esigenze edafiche della fauna terrestre ed avicola nonché la predisposizione di passaggi per la piccola fauna.
6 - Vo - orti urbani: Per orti urbani si intendono aree in adiacenza o interne agli insediamenti nelle quali è ammessa la realizzazione di orti sociali non recintati per la produzione a fini di autoconsumo nonché per la salvaguardia delle risorse genetiche autoctone. Tali aree dovranno avere le seguenti caratteristiche:
- avere posizione ed accessibilità tali da non richiedere la realizzazione di nuovi tratti stradali e da risultare compatibili con il contesto ambientale;
- è ammessa la realizzazione di manufatti ad uso ricovero attrezzi semplicemente appoggiati a terra. Sono consentite esclusivamente opere di ancoraggio che non comportino alcuna modificazione dello stato dei luoghi;
- allo scopo di minimizzarne l'impatto sul paesaggio, i manufatti dovranno essere realizzati accorpati utilizzando un'unica tipologia. Ogni manufatto, la cui superficie non può superare i mq. 4 (H max ml. 2.20), dovrà essere realizzato in legno con pavimento in terra battuta e copertura in legno o in coppi e tegole;
- nei casi nei quali l'area sia inferiore a mq. 500 è ammessa la realizzazione di un unico manufatto ad uso comune;
- non è ammesso l'utilizzo di materiali inquinanti, lamiere o altri materiali di riciclo.
7 - Vs - aree sportive scoperte: sono aree destinate ad impianti sportivi all'aperto. Possono essere attrezzate con spazi per la sosta, piazzole, alberature, aree a prato, percorsi pedonali. Nella realizzazione di nuovi aree sportive scoperte si dovrà prevedere quanto segue:
- almeno il 30% dell'intera superficie essere sistemata a prato e, nel caso non sia previsto, in area limitrofa, uno spazio di parcheggio adeguato, il 10% a parcheggio alberato;
- le recinzioni dovranno essere il più possibile compatibili con il contesto ambientale e realizzate con siepi o con pali infissi semplicemente al suolo e rete metallica, nelle aree urbane i pali potranno essere infissi su un muretto di altezza massima di cm. 60 intonacato o rivestito con materiali idonei;
- all'interno delle aree sportive sono ammesse solo le indispensabili attrezzature di supporto (spogliatoi, servizi di ristoro, accettazione);
- non sono ammessi palloni pressostatici.
- All'interno delle aree Vs il presente R.U. individua alcune aree per le quali valgono specifiche indicazioni come di seguito indicate:
* Vs1 - area sportiva adibita al palio di Casole. In tale area non è ammessa alcuna costruzione neanche a carattere precario ne' la realizzazione di parcheggio.
* Vs2 - in tale area è ammessa la realizzazione di una struttura di supporto al palio con superficie coperta (Sc).max mq 150 e altezza max ml 3.50. La struttura sarà realizzata con materiali leggeri ed eco-sostenibili e dovrà essere collocata in modo tale da non creare impatti e cesure rispetto al paesaggio circostante.
Art. 58.4 Gli spazi scoperti d'uso pubblico pavimentati - piazze Pz
1 - Le piazze sono individuate, nelle Tavole "b - Usi del suolo e modalità di intervento" con la sigla Pz.
2 - Le piazze sono spazi scoperti di uso pubblico a carattere unitario di corredo e complementari al Sistema della Mobilità ma differenziati per forma e funzione dalla viabilità. Sono generalmente pavimentate e adeguatamente illuminate, possono essere attrezzate con elementi di arredo urbano.
3 - Nelle nuove piazze e in quelle esistenti dovranno essere rispettati i seguenti criteri:
- garantire il confort del pedone e curare lo studio di una adeguata illuminazione;
- l'eventuale sistemazione di alberature dovrà essere valutata sulla base della natura storico-compositiva e architettonica della piazza;
- spazi destinati a parcheggio, all'interno delle piazze, sono ammessi solo per aree molto limitate e se questo non compromette la vivibilità complessiva della piazza stessa. L'eventuale disposizione di limitati spazi destinati a carico e scarico merci o di ingresso degli automezzi agli edifici, dovrà essere prevista senza che questi ostacolino i percorsi pedonali ne' condizionino il disegno e l'immagine della piazza;
- per eventuali interventi sugli edifici che interessino i fronti prospicienti le piazze dovrà essere presentata una documentazione idonea a controllare gli esiti degli interventi sulle piazze stesse.
Titolo V SISTEMI, SOTTOSISTEMI E AMBITI
Art. 59 Riferimenti agli indirizzi del Piano Strutturale
1 - Per ciascun Sottosistema o Ambito in cui risulta suddiviso il territorio comunale, sono stabilite norme specifiche relative agli usi del territorio e riferite sia agli spazi aperti che agli edifici.
2 - In riferimento alle disposizioni previste dal Titolo V - "Sistemi, Sottosistemi ed Ambiti" delle Norme del Piano Strutturale, per ciascun Sottosistema si determina:
- la definizione del rapporto percentuale fra gli usi caratterizzanti, previsti ed ammessi.
- le eventuali condizioni specifiche relative agli usi ammessi;
- le condizioni specifiche per la permanenza degli usi esclusi, ma già esistenti alla data di approvazione del Piano Strutturale;
3 - Gli usi caratterizzanti i Sottosistemi, quelli consentiti o esclusi, fanno riferimento alle destinazioni d'uso principali di cui al precedente art. 50.1 e alle relative loro articolazioni.
4 - Le destinazioni d'uso principali o singole loro articolazioni non esplicitamente ammesse nei singoli Sottosistemi si intendono escluse.
5 - Le percentuali, riferite alla Superficie Territoriale (St) o alla Superficie Netta (Sn), dovranno essere verificate sulla superficie complessiva dell'immobile o degli immobili oggetto dell'intervento implicante il cambiamento di destinazione d'uso. Tale parametro dovrà essere verificato anche nel caso di cambiamento di destinazione d'uso senza opere.
Art. 59.1 Riferimenti alla disciplina del Piano Territoriale di Coordinamento provinciale
1 - Aree di pertinenza degli Aggregati:
- le Tavole "a - Usi del suolo e modalità di intervento" individuano le aree di pertinenza di cui alla disciplina (art. 13.13) del PTC della Provincia di Siena relative ai seguenti "Aggregati":
- Il Merlo (rif. PTC scheda 04 - RU: Tav. a4);
- Lucciana (rif. PTC:scheda 01 - RU: Tav. a4);
- Mensano (rif. PTC:scheda 027 - RU: Tav. a3);
- Monteguidi (rif. PTC:scheda 030 - RU: Tav. a3);
- Molino d'Elsa (rif. PTC 2000:scheda 019 - RU 2013: Tav. a1, SD 3A);
- Selva (rif. PTC:scheda 034 - RU: Tav. a2, SP 182);
- Maggiano (rif. PTC:scheda 09 - RU: Tav. a1, SP 217);
- Quegna (rif. PTC:scheda 010 - RU: Tav. a1, SP 218);
- Mucellena (rif. PTC:scheda 017 - RU: Tav. a1, SP 223);
- Case la Senese (rif. PTC 2000:scheda 013 - RU 2013: Tav. a1, SP 230);
- Villa di Marmoraia (rif. PTC:scheda 014 - RU: Tav. a1, SP 232);
- Pietralata (rif. PTC:scheda 020 - RU: Tav. a1, SP 242);
- in riferimento alla disciplina di cui all'art. 13.13 del PTC della Provincia di Siena gli interventi che ricadono all'interno di tali Aree devono rispettare i criteri che seguono.
- Sistema Ambientale - Sottosistemi V2 e V4: è di norma vietata la realizzazione di nuove residenze rurali; nei casi di accertata impossibilità a realizzare le nuove residenze rurali in altra localizzazione è prescritto l'obbligo, previa predisposizione di apposito PAPMAA, di realizzare la nuova costruzione rurale in contiguità con i tessuti esistenti e comunque senza compromettere i rapporti visuali, utilizzando tecniche, materiali e colori in sintonia con il contesto e consolidati nell'uso tradizionale e tenendo presente i criteri dell'art. 60 delle presenti norme.
- Sistema Ambientale - Sottosistemi V1, V2 e V4: è vietata la realizzazione di nuovi annessi, salvo dimostrata impossibilità a realizzare i nuovi annessi in altra localizzazione in quanto l'Azienda rimane totalmente contenuta all'interno dell'area soggetta a tutela. In tal caso, all'interno del PAPMAA, dovrà essere dimostrato che le nuove costruzioni, da realizzare secondo i criteri dell'art. 60 delle presenti norme, non compromettano i rapporti visuali, e utilizzino materiali e colori in sintonia con il contesto e consolidati nell'uso tradizionale.
- Schede normative SP: per gli interventi che comportano riassetto degli spazi aperti (comunque sempre nel rispetto dell'art. 85 delle presenti NTA) e per gli eventuali interventi di sostituzione edilizia/demolizione con ricostruzione dovranno essere predisposti una specifica relazione ed eventuali elaborati tecnici di tipo paesaggistico che dimostrino in particolare:
o la non interferenza visiva e quindi la salvaguardia dell'integrità delle visuali e comunque il valore percettivo d'insieme;
o l'integrazione e la continuità con i tessuti esistenti;
o il buon inserimento del progetto nel rispetto della morfologia dei luoghi;
o il rispetto del rapporto tra "pieni e vuoti" cioè tra gli spazi costruiti e non;
o il contributo migliorativo del nuovo intervento.
- Insediamenti - Sistema della Residenza, Sistema dei Luoghi Centrali: tutti gli interventi ricadenti nelle frazioni Il Merlo, Lucciana, Mensano e Monteguidi sono previsti all'interno di tessuti inglobati nel "sistema urbano" o compromessi dall'urbanizzazione. I Piani attuativi, i PUM o i progetti (nei casi di intervento diretto) relativi ad interventi di completamento (art. 84 presenti NTA) o interventi di nuova edificazione, di ristrutturazione urbanistica/sostituzione edilizia compresi negli Schemi Direttori (Titolo X presenti NTA) e nelle aree di Trasformazione e Riqualificazione (Titolo XI presenti NTA), dovranno contenere una specifica relazione ed eventuali elaborati tecnici di tipo paesaggistico che dimostrino in particolare:
o il buon inserimento delle costruzioni nel rispetto della morfologia dei luoghi;
o la risoluzione dei temi di ricucitura dei margini urbani per le aree di interfaccia città/campagna;
o per gli interventi di ristrutturazione urbanistica/sostituzione edilizia, il contributo migliorativo del nuovo intervento in aree che si trovano in stato di degrado urbanistico/edilizio.
- Per tali interventi è prevista la valutazione da parte della Commissione comunale per il paesaggio.
2 - Pertinenze dei Beni Storico Architettonici (BSA):
- le Tavole "a - Usi del suolo e modalità di intervento" individuano le aree di pertinenza di cui alla disciplina (art. 13.14) del PTC della Provincia di Siena relative ai seguenti "BSA":
- C. La Serra - Chiesa suffraganea S. Lucia (rif. PTC:scheda 028 - RU: Tav. a3,);
- Il Vallone - Villa (rif. PTC:scheda 05 - RU: Tav. a4);
- Pusciano - Chiesa suffraganea S. Michele (rif. PTC:scheda 06 - RU: Tav. a4);
- La Pergola - Villa con giardino e cappella (rif. PTC:scheda 02 - RU: Tav. a4, SP 32);
- Rufena (rif. PTC:scheda 07 - RU: Tav. a4, SP 39);
- C. Ortali (rif. PTC:scheda 025 - RU: Tav. a3, SP112);
- C. S. Maria - Chiesa suffraganea S. Maria (rif. PTC:scheda 026 - RU: Tav. a3 SP157);
- C.se Le Vergene - Castello (rif. PTC:scheda 032 - RU: Tav. a2, SP 176);
- C.se Le Vergene - Chiesa suffraganea S. Maurizio (rif. PTC:scheda 031 - RU: Tav. a2, SP176);
- Podere la Torre - Casa torre;Chiesa suffraganea S. Giorgio (rif. PTC:scheda 035 - RU: Tav. a2, SP 185);
- Fattoria Cotorniano - Villa con giardino; Chiesa suffraganea S. Pietro (rif. PTC:scheda 036 - RU: Tav. a2 SP 188);
- Querceto - Castello/Villa con giardino e cappella S. Antonio; Chiesa suffraganea, parrocchia S. Tommaso (rif. PTC:scheda 018 - RU: Tav. a1, SP 194);
- Villino Bazzani (rif. PTC:scheda 029 - RU: Tav. a2, SP 206);
- S. Fiora - Chiesa suffraganea S. Fiora (rif. PTC:scheda 08 - RU: Tav. a1, SP 213);
- C. Vanti (rif. PTC:scheda 016 - RU: Tav. a1 SP 222);
- Villa S. Chimento - Villa con giardino e cappella; Chiesa suffraganea S. Clemente (rif. PTC:scheda 012 - RU: Tav. a1, SP 226);
- Podere S. Maria - Chiesa suffraganea S. Maria (rif. PTC:scheda 011 - RU: Tav. a1, SP 229);
- Marmoraia - Pieve fortificata, parrocchia SS. Maria e Gervaso (rif. PTC:scheda 015 - RU: Tav. a1, SP 233);
- Fattoria Lucerena - Villa con cappella (rif. PTC:scheda 021 - RU: Tav. a1, SP 239);
- Podere la Croce - Casa torre (rif. PTC:scheda 022 - RU: Tav. a1, SP 250);
- Fattoria la Suvera - Villa con giardino e cappella; Castello (rif. PTC:scheda 024 - RU: Tav. a1, SP 255);
- Gallena - Castello Fattoria; Chiesa suffraganea, parrocchia S. Pietro (rif. PTC:scheda 033 - RU: Tav. a2, SP 259);
- in riferimento alla disciplina di cui all'art. 13.14 del PTC della Provincia di Siena gli interventi che ricadono all'interno di tali Aree devono rispettare i criteri che seguono.
- È di norma vietata la realizzazione di nuovi edifici anche rurali. Per le aree con destinazione d'uso agricola contenuti e ricadenti in aree con esclusiva o prevalente funzione agricola ovvero nei Sottosistemi V1, V2 e V4, nei casi di accertata impossibilità a realizzare i nuovi edifici rurali in altra localizzazione, in quanto l'Azienda rimane totalmente contenuta all'interno dell'area soggetta a tutela, dovrà essere dimostrato, previa predisposizione di apposito PAPMAA corredato da specifica relazione ed eventuali elaborati tecnici di tipo paesaggistico, che le nuove costruzioni, da realizzare secondo i criteri dell'art. 60 delle presenti norme, non compromettano i rapporti visuali, utilizzino materiali e colori in sintonia con il contesto e consolidati nell'uso tradizionale, risultino ben inseriti nel rispetto della morfologia dei luoghi, siano state salvaguardate le relazioni (ecologico - ambientali, funzionali, storiche, visive e percettive, ecc.) che il "BSA" ha instaurato con il contesto paesaggistico.
- Per gli interventi che comportano riassetto degli spazi aperti, comunque sempre nel rispetto dell'art. 85 delle presenti NTA, dovranno essere predisposti una specifica relazione ed eventuali elaborati tecnici di tipo paesaggistico che dimostrino in particolare:
Art. 59.2 Sistema Ambientale - generalità
1 - Riferimenti agli indirizzi del Piano Strutturale:
- in riferimento alle disposizioni previste dai punti 3 e 4 dell'art. 29 delle Norme del Piano Strutturale che individua quali aree con esclusiva o prevalente funzione agricola quelle coincidenti con i Sottosistemi ambientali V1, V2 e V4 , il presente Regolamento Urbanistico nei successivi artt. 60 e 60.1 per i Sottosistemi ambientali V1, V2 e V4, stabilisce le condizioni per la realizzazione dei nuovi edifici rurali, secondo quanto prescritto dall'art.41 della L.R. 1/2005 e successive modifiche ed integrazioni.
- in riferimento alle disposizioni previste dai punti 5 e 5bis dell'art. 29 delle Norme del Piano Strutturale il presente Regolamento Urbanistico limita il cambio d'uso ai soli annessi ritenuti di valenza storico e/o documentale o che comunque rappresentano patrimonio da salvaguardare individuandoli all'interno delle Schede normative di cui all'"Allegato 1" alle presenti norme.
2 - In applicazione al Regolamento d'attuazione del Titolo IV, Capo III "Il territorio rurale" della L.R. 1/2005, il Regolamento Urbanistico nel successivo art. 60.2, per i Sottosistemi ambientali V1, V2 e V4, stabilisce le condizioni per la realizzazione di annessi agricoli per i soggetti diversi dagli imprenditori agricoli e per le aziende che non raggiungono la superficie minima fondiaria ai sensi dell'art. 41 commi 5 e 7, nonché la realizzazione di manufatti precari ai sensi dell'art. 41 comma 8.
3 - Per quanto riguarda gli edifici nel territorio rurale e le case sparse contenuti nelle Schede normative, gli interventi e i criteri relativi al recupero del patrimonio edilizio esistente sono disciplinati dall'art. 85 e dalle specifiche Schede normative (SP) di cui all'"Allegato 1" delle presenti norme.
4 - Gli interventi e i criteri per tutti gli edifici con destinazione d'uso agricola ancorché contenuti in Schede normative (SP) sono disciplinati dall'art.85.1 delle presenti norme.
5 - Gli interventi e i criteri per gli edifici e le case sparse nel territorio rurale con destinazione d'uso non agricola non contenuti nelle Schede normative (SP) sono disciplinati dall'art.85.2 delle presenti norme.
6 - Gli articoli dal 61 al 65 disciplinano relativamente ai Sottosistemi gli usi consentiti e quelli caratterizzanti, l'ammissibilità di edificazione di nuovi edifici rurali nonché criteri e prescrizioni di carattere generale.
7 - Per quanto riguarda la realizzazione di impianti fotovoltaici a terra consentiti ai sensi dell'art.49.1 delle presenti NTA e ricadenti all'interno dei Sottosistemi ambientali V1, V2 e V4, una volta terminato il periodo di vita dell'impianto dovranno essere smantellate le strutture e dovrà essere idoneamente recuperato il sito.
Art. 59.3 Sistema della Residenza - generalità
1 - Fanno parte del Sistema della Residenza i luoghi dell'abitare, comprendendo con tale termine sia gli edifici che gli spazi scoperti al servizio della residenza comprese le attività commerciali, direzionali e di servizio ad essa connessi. I successivi articoli dal 66 al 66.2 disciplinano gli usi consentiti e quelli caratterizzanti vari Sottosistemi.
2 - Sulla base del dimensionamento del Piano Strutturale, relativamente alle diverse UTOE, agli artt. 84 e 84.1 delle presenti norme sono disciplinati e articolati gli interventi di completamento del patrimonio edilizio esistente.
3 - Sulla base del dimensionamento del Piano Strutturale, relativamente alle diverse UTOE, al Titolo X delle presenti norme sono disciplinati gli interventi compresi negli Schemi Direttori e al Titolo XI sono disciplinati e articolati gli interventi diffusi di Trasformazione e Riqualificazione.
Art. 59.4 Sistema dei Luoghi Centrali - generalità
1 - Fanno parte del Sistema dei Luoghi Centrali i luoghi di incontro collettivo che attraggono flussi di persone. Sono i luoghi dello stare e spesso assumono un ruolo e un valore simbolico per l'intera collettività. Nei luoghi centrali si ha concentrazione di attività commerciali e di servizi.
2 - I successivi articoli dal 67 al 67.2 disciplinano gli usi consentiti e quelli caratterizzanti i vari Sottosistemi.
3 - Sulla base del dimensionamento del Piano Strutturale, relativamente alle diverse UTOE, gli interventi sono disciplinati all'interno di Schede normative o di Schemi Direttori.
Art. 59.5 Sistema della Produzione - generalità
1 - Fanno parte del Sistema della Produzione i luoghi dedicati alle attività industriali, artigianali e terziarie comprendendo con tale termine gli edifici, gli spazi scoperti, la viabilità e tutti le attività di servizio a supporto della produzione.
2 - Sulla base del dimensionamento del Piano Strutturale, al Titolo XI delle presenti norme sono disciplinati e articolati gli interventi diffusi di Trasformazione e Riqualificazione riguardanti l'area produttiva "Il Piano".
3 - Sulla base del dimensionamento del Piano Strutturale, al Titolo X, Capo V delle presenti norme sono disciplinati e articolati gli interventi riguardanti l'area produttiva "Ponti di Pievescola" contenuti all'interno dello Schema Direttore SD4 (intervento SD4A - art. 91.1; intervento SD4D - art. 91.2).
Art. 59.6 Sistema della Mobilità - generalità
1 - Fanno parte del Sistema della Mobilità i tracciati stradali che costituiscono la rete principale urbana. Sono infrastrutture di servizio al Sistema i parcheggi e i distributori di carburante; sono infrastrutture di corredo e complementari al Sistema le piazze, i percorsi pedonali, i percorsi ciclo-pedonali e i percorsi di servizio.
2 - Le aree destinate a parcheggio e i distributori di carburante sono disciplinati dall'art. 58.3 delle presenti norme.
3 - Le piazze sono disciplinate dall'art. 58.4 delle presenti norme e sono individuate con apposita campitura e sigla nelle Tavole "b - Usi del suolo e modalità di intervento".
4 - I percorsi pedonali, ciclo-pedonali e i percorsi di servizio sono disciplinati rispettivamente dagli articoli 71, 71.1 e 71.2 delle presenti norme. Tutti i percorsi sono individuati con specifico simbolo nelle Tavole "Usi del suolo e modalità di intervento".
CAPO II SISTEMA AMBIENTALE (V)
Art. 60 Disciplina per la costruzione di nuovi edifici rurali
1 - Coerentemente con l'art. 29 comma 3 del Piano Strutturale sono considerate zone con esclusiva o prevalente funzione agricola le parti del territorio ricadenti nei Sottosistemi V1, V2 e V4.
2 - Il Regolamento Urbanistico limita ai soli Sottosistemi V2 e V4 la costruzione di nuove edifici rurali ad uso abitativo.
3 - La costruzione di nuovi edifici ad uso abitativo riferiti all'esigenze degli imprenditori agricoli impegnati nella conduzione del fondo, dei familiari coadiuvanti o degli addetti a tempo indeterminato è consentita, ai sensi e secondo i limiti della disciplina regionale vigente, nel rispetto delle indicazioni di cui al comma 4 dell'art. 85.1 delle presenti norme e con le caratteristiche, i criteri e i limiti di seguito indicati:
- i progetti devono essere impostati secondo le regole della bioedilizia e perseguendo criteri di risparmio energetico, comportare movimenti di terra per lo stretto indispensabile alla realizzazione degli edifici, rispettare la morfologia dei terreni e comunque la localizzazione che richiede il minimo movimento di terra e col minore impatto visivo sul paesaggio;
- i nuovi edifici devono essere realizzati, ove possibile, in adiacenza o accorpati ad altri edifici e comunque deve essere evitata la collocazione in situazioni di "emergenza visiva" (crinali, sommità di colline, ecc.);
- l'impianto planivolumetrico deve essere impostato con volumi netti e piante regolari. E' vietata la realizzazione di balconi e terrazze in aggetto, abbaini e terrazze a tasca. Materiali, colori, coperture, e elementi di finitura devono essere di tipo tradizionale locale utilizzati tramite approcci contemporanei in modo da non produrre effetti dannosi di "vernacolarismo". Le coperture, se realizzate a falde, devono avere inclinazione tradizionale (evitando sfalsamenti delle falde sullo stesso corpo di fabbrica), gli infissi con forme e dimensioni tradizionali e privi di oscuramenti estranei alla tradizione locale; nei casi in cui la morfologia e lo sfalsamento delle quote dei terreni lo permetta è ammessa la realizzazione di tetti-giardino. Le soluzioni progettuali finalizzate alla produzione di energia per l'autoconsumo da fonti rinnovabili devono essere integrate all'architettura;
- dimensione massima di ogni unità abitativa mq. 120 di Superficie netta (Sn);
- numero massimo 2 piani fuori terra.
4 - La costruzione di nuovi annessi agricoli è consentita secondo le disposizioni della disciplina regionale vigente nel rispetto delle indicazioni di cui al comma 4 dell'art. 85.1 delle presenti norme e rispettando le caratteristiche, i criteri e i limiti di seguito indicati:
- i progetti devono essere impostati perseguendo criteri di risparmio energetico, comportare movimenti di terra per lo stretto indispensabile alla realizzazione degli edifici rispettando la morfologia dei terreni e comunque scegliendo la localizzazione che richiede minore impatto visivo sul paesaggio. Sono auspicabili soluzioni progettuali integrate all'architettura finalizzate alla produzione di energia per l'autoconsumo da fonti rinnovabili;
- gli annessi devono essere progettati secondo caratteristiche tipologiche e architettoniche coerenti e funzionali all'uso agricolo dell'annesso stesso utilizzando volumi di forma semplice e compatta. Gli annessi non devono avere dotazioni che ne consentano l'uso abitativo;
- le aperture devono essere realizzate nella misura e con forme strettamente necessarie all'uso agricolo. Materiali, colori, elementi di finitura devono essere di tipo tradizionale locale;
- le coperture se realizzate a falde devono avere inclinazione. Nei casi in cui la morfologia e lo sfalsamento delle quote dei terreni lo permette è ammessa la realizzazione di tetti-giardino. Altezza massima ml.3,50 salvo diversa dimostrata esigenza produttiva.
5 - Nel caso di edifici o aree ricadenti all'interno delle Aree di pertinenza di Aggregati o di BSA come riportate nelle Tavole "a - Usi del suolo e modalità di attuazione" sono da rispettare i criteri e le prescrizioni di cui all'art. 59.1 delle presenti norme.
Art. 60.1 Criteri per la definizione dei Programmi Aziendali (PAPMAA)
1 - Il Programma aziendale pluriennale di miglioramento agricolo ambientale, di seguito Programma aziendale, è disciplinato dall'art. 42 della L.R.1/2005 ed ha valore di Piano attuativo nei casi previsti dall'art. 96 delle presenti norme.
2 - Per la definizione del Programma aziendale, oltre a quanto previsto dal precedente articolo 60, dal presente Capo in riferimento al Sottosistema di appartenenza nonché dal DPGR 5R/2007, vale quanto prescritto dalla Disciplina del PTC provinciale con particolare riferimento agli artt. 14.4 e 13.25.
Art. 60.2 Disciplina specifica in applicazione del Regolamento 5R/2007 (annessi agricoli di cui all'Art.41 commi 5, 7 e 8 della L.R. 1/2005)
Le presenti norme si applicano ai Sottosistemi V1, V2, V4 considerate zone con esclusiva o prevalente funzione agricola
1 - Annessi agricoli di cui all'Art.41 commi 5 e 7 della L.R. 1/2005
- i soggetti diversi dagli imprenditori agricoli e le aziende agricole che non raggiungono la superficie minima fondiaria da mantenere in produzione, possono realizzare annessi agricoli per la conduzione dei fondi e per l'agricoltura amatoriale comunque commisurati alla capacità produttiva del fondo.
- La realizzazione di nuovi annessi agricoli realizzati da soggetti diversi dagli imprenditori agricoli è soggetta a quanto prescritto all'Art. 41 comma 6 b) della L.R.1/05 nonché all'Art.6 del relativo Regolamento d'attuazione e al rispetto delle indicazioni che seguono.
a) la realizzazione e il dimensionamento di tali annessi è ammessa con riferimento alla superficie agraria utilizzabile:
- fino a mq. 30 di superficie utile con SAU fino a ha 0.5 per colture ad orto e florovivaistiche;
- fino a mq. 50 di superficie utile con SAU compresa tra ha 0.5 e 0.8 per colture ad orto e florovivaistiche;
- fino a mq. 30 di superficie utile con SAU fino a ha 1.5 per vigneti e frutteti specializzati;
- fino a mq. 50 di superficie utile con SAU compresa tra ha 1.5 e 3 per vigneti e frutteti specializzati;
- fino a mq. 30 di superficie utile con SAU fino a ha 2 per oliveto specializzato e seminativo irriguo;
- fino a mq. 50 di superficie utile con SAU compresa tra ha 2 e 4 per oliveto specializzato e seminativo irriguo;
- fino a mq. 30 di superficie utile con SAU fino a ha 3 per colture seminative e prato;
- fino a mq. 50 di superficie utile con SAU fino compresa tra ha 3 e 6 per colture seminative e prato;
b) i soggetti abilitati alla realizzazione di tali annessi sono i proprietari o gli aventi diritto delle aree e le aziende agricole purché in possesso di aree coltivate con le caratteristiche di SAU di cui al punto a);
c) Nel rispetto del corretto inserimento paesistico-ambientale gli annessi agricoli sono realizzati con tipologie e volumi di forma semplice e compatta con le modalità e caratteristiche che seguono:
1) - devono essere realizzati in legno semplicemente appoggiati a terra, utilizzando tecniche costruttive completamente reversibili, altezza max ml.3.00, finitura esterna in legno e coperture in legno o con manto in coppi e tegole. Sono consentite esclusivamente opere di ancoraggio che non comportino alcuna modificazione dello stato dei luoghi;
2) - non è ammessa la realizzazione di servizi igienici o cucina, ne' di altre funzioni collegate alla residenza;
3) - i progetti dovranno rispettare la morfologia dei terreni, comportare movimenti di terra per lo stretto indispensabile alla realizzazione dei manufatti e comunque privilegiare la localizzazione che richiede il minimo movimento di terra e col minore impatto visivo sul paesaggio. Si dovranno scegliere collocazioni territoriali tali da evitare situazioni di "emergenza visiva" (crinali, sommità di colline, ecc.) ricorrendo, quando la morfologia dei terreni lo consente, al loro incasso nel piano campagna per quanto possibile.
d) La realizzazione degli annessi è subordinata alla sottoscrizione di un atto unilaterale sulla base della necessità di utilizzo che non può, comunque, essere superiore a venti (20) anni. L'Atto può essere rinnovato se persistono e vengono adeguatamente dimostrate le condizioni iniziali. L'Atto deve contenere l'obbligo a:
1. demolire tutti i manufatti realizzati con materiali impropri (lamiere o altri materiali di riciclo) e comunque indecorosi eventualmente presenti sul fondo;
2. l'impegno a realizzare il manufatto in legno, o con altri materiali leggeri;
3. a non mutare la destinazione d'uso dell'annesso;
4. a non frazionare le aree per venti anni;
5. l'impegno alla rimozione del manufatto al termine del periodo di utilizzazione fissato;
6. a demolire l'annesso se l'area viene adibita ad altro uso o dismessa;
7. ad accettare le sanzioni comminate per l'inadempienza. L'inadempienza di quanto contenuto nell'atto d'obbligo comporta la demolizione del manufatto in danno del proprietario e la sanzione amministrativa pari al doppio del costo documentato di costruzione dell'annesso al momento in cui viene constatata l'inadempienza stessa.
e) Chiunque intende realizzare gli annessi agricoli di cui al presente articolo deve presentare, ai sensi dell'art. 6 comma 3 del Regolamento d'attuazione 5R/2007, il progetto corredato da:
- l'organizzazione dell'azienda e le esigenze produttive;
- l'esplicitazione del calcolo per il dimensionamento dell'annesso con un elaborato cartografico e la documentazione tecnica che riporti le colture in atto e che intende praticare;
- la descrizione delle caratteristiche tecniche e costruttive, nonché adeguata planimetria con l'esatta localizzazione e la dimostrazione del rispetto di quanto prescritto al punto c) del presente articolo;
- la verifica della conformità dell'intervento alla L.R. 1/2005, al Regolamento di attuazione 5R/2007, nonché alle disposizioni contenute nella presente disciplina.
f) La loro installazione è inibita nei Sottosistemi ambientali V3 e V5 nonché all'interno delle Aree di pertinenza degli Aggregati e dei Beni storico-architettonici (BSA) individuate dal PTC provinciale e riportate nelle Tavole "a - Usi del suolo e modalità di intervento".
g) Nelle aree soggette a vincolo paesistico ai sensi del D.lgs 42/2004 "Codice dei beni culturali e del paesaggio" va dimostrato che l'intervento è assolutamente necessario e che non è possibile o opportuno localizzarlo altrove nonché che la percezione del beni tutelati non viene alterata in modo pregiudizievole
h) Per le aree che non presentano le caratteristiche di cui al punto a) del presente articolo, e, comunque, non inferiori a mq. 600 di superficie agraria, sono consentiti annessi nella misura di uno con superficie fino a mq. 15 di superficie utile. Per la loro realizzazione vale il rispetto di quanto prescritto dal presente articolo.
i) Per le aree inferiori a 600 mq non è ammessa la realizzazione di alcun manufatto.
2 - Manufatti precari di cui all'Art.41 comma 8 L.R. 1/2005
- La realizzazione di manufatti precari deve rispettare le condizioni di cui all'art. 7 e 8 del Regolamento d'attuazione 5R/2007 della L.R. 1/2005.
- Nel rispetto del corretto inserimento paesistico-ambientale i manufatti precari necessari allo svolgimento dell'attività agricola sono realizzati con materiali leggeri semplicemente appoggiati a terra ed utilizzando tecniche costruttive completamente reversibili. Sono consentite esclusivamente opere di ancoraggio che non comportino alcuna modificazione dello stato dei luoghi.
- La loro installazione è inibita nei Sottosistemi ambientali V3 e V5 nonché nelle Aree di Pertinenza Paesistica individuate dal PTC della provincia di Siena.
- Nelle aree soggette a vincolo paesistico ai sensi del D.lgs 42/2004 "Codice dei beni culturali e del paesaggio" va dimostrato che l'intervento è assolutamente necessario e che non è possibile o opportuno localizzarlo altrove nonché che la percezione del beni tutelati non viene alterata in modo pregiudizievole.
Art. 60.3 Strade poderali e vicinali
1 - Con l'obiettivo di migliorare la vivibilità dei complessi rurali, sono ammessi, all'interno del Sistema ambientale, senza che ciò costituisca Variante, leggere modifiche di tracciato alle strade poderali e/o vicinali.
2 - Tali modifiche devono essere realizzate nel rispetto della morfologia esistente, tenendo conto dei dislivelli del terreno ed evitando, in generale, opere che comportano eccessivi movimenti di terra.
3 - Le modifiche sono ammissibili fermo restando le necessarie verifiche di tipo vincolistico, paesistico, di fattibilità geologica e geotecnica.
4 - Al fine di mantenere inalterato il ruolo paesaggistico dei tracciati poderali e vicinali valgono le prescrizioni che seguono:
- eventuali aree di sosta o belvedere lungo i tracciati possono essere realizzate utilizzando sedimi già esistenti, senza sbancamenti, movimenti di terra o contenimenti che alterino i rapporti esistenti tra sede viaria e immediato contesto;
- devono essere mantenuti gli accessi alla viabilità minore presente;
- deve essere garantita la continuità dei percorsi e la ricomposizione dei percorsi ove il reticolo si presenta interrotto, dimostrandone l'esistenza tramite ricognizione storica e confronto tra cartografie e fotografie;
- sono vietate interruzioni a causa delle realizzazioni di recinzioni a delimitazione delle proprietà private. In ogni caso deve essere comunque garantita la continuità del tracciato e la fruizione pubblica;
- sono vietate le asfaltature con asfalto e bitume tradizionale;
- nei tratti particolarmente impervi, per tratti da rendere più sicuri in funzione di insediamenti, nuclei o complessi e per le destinazioni e attività ivi svolte, nonché in prossimità dei nuclei abitati, possono essere utilizzate terre stabilizzate o pavimentazioni in conglomerato bituminoso colorato purché consistenza e colore siano coerenti al contesto paesaggistico;
- in riferimento a condizioni di rischio riferite alla presenza umana, ove le terre stabilizzate non siano garanti di sicurezza, possono essere ammessi materiali diversi, tranne l'asfalto con bitume tradizionale, purché garanti del medesimo risultato sia dal punto di vista della protezione ambientale del contesto (esempio scorrimento/trattenimento delle acque) che dal punto di vista paesaggistico;
- devono essere conservati eventuali manufatti di arredo presenti (lavatoi, fontanili, pozzi, muretti, elementi arborei, siepi) che conferiscono identità e riconoscibilità ai luoghi.
Art. 60.4 Aree per attività estrattive e di escavazione
1 - In coerenza con il Piano delle Attività Estrattive, di Recupero delle aree escavate e Riutilizzo dei residui recuperabili della Provincia di Siena (PAERP), il presente Regolamento Urbanistico individua nel territorio comunale due siti estrattivi:
- Cava di Pusciano (denominazione PAERP 904 II 19): la cava è attualmente in attività ed utilizzata per la produzione di inerti derivanti da rocce ofiolitiche. Il perimetro è riportato nella Tav. a4 "Usi del suolo e modalità di intervento" e nelle schede 1 e 6 di cui all'Allegato 3 alle presenti NTA;
- Cava La Senese (denominazione PAERP 904 VII 14): il sito estrattivo è inserito tra le aree di reperimento di materiali storici. Il perimetro è riportato nella Tav. a1 "Usi del suolo e modalità di intervento" e nella scheda 2 di cui all'Allegato 3 alle presenti NTA.
2 - Per le singole aree di cava valgono gli indirizzi di gestione e le prescrizioni indicati nell'Allegato 3 alle presenti NTA.
Art. 60.5 Aree degradate da sottoporre a ripristino e recupero ambientale
1 - Il Regolamento Urbanistico individua alcune aree che in passato sono state sfruttate per l'escavazione di materiale inerte o per prodotti industriali, e che attualmente si trovano in condizioni di degrado. Tali aree sono da sottoporre a ripristino e recupero ambientale principalmente perché rappresentano situazioni di pericolo, di forte impatto visivo e di degrado, in aree limitrofe a centri abitati e vie di comunicazione.
2 - Le singole aree sono individuate sia nell'Allegato 3 alle presenti NTA che nelle Tavole "Usi del suolo e modalità di intervento". Oltre alle condizioni di cui al presente articolo vale quanto indicato dalle presenti NTA relativamente ai Sistemi, Sottosistemi ed agli eventuali usi specifici assegnati.
3 - Nell'Allegato 3 alle presenti NTA sono indicate le principali condizioni da rispettare per la progettazione di recupero ambientale.
Art. 60.6 Aree interne al demanio regionale
1 - All'interno delle aree di proprietà del patrimonio regionale è ammessa la realizzazione di strutture accessorie leggere come definite dall'art.9 comma 2 delle presenti norme.
2 - Tali strutture saranno realizzate allo scopo di garantire il presidio e la salvaguardia del territorio. Potranno essere realizzate con Superficie coperta (Sc) massima di mq. 100 e nella quantità di una ogni 400 ha.
Art. 61 Sottosistema V1: I serbatoi di naturalità
1 - Le parti del territorio ricadenti nel Sottosistema V1 sono considerate zone con esclusiva o prevalente funzione agricola.
2 - Tutti gli interventi devono rispettare le prescrizioni e i criteri di cui agli artt. 85, 85.1 e 85.2 delle presenti norme. Nel caso di edifici o aree ricadenti all'interno delle Aree di pertinenza di Aggregati o di BSA come riportate nelle Tavole "a - Usi del suolo e modalità di attuazione" sono da rispettare i criteri e le prescrizioni di cui all'art. 59.1 delle presenti norme.
3 - Sono usi caratterizzanti il Sottosistema:
- Attività agricole e funzioni connesse (A) di cui all'art. 57 delle presenti NTA
- Spazi scoperti d'uso pubblico a verde (V) di cui all'art. 58.2 delle presenti NTA con esclusione delle attività di cui al comma 7.
4 -Sono consentiti, in edifici esistenti, se non diversamente indicato sulle Tavv. "Usi del suolo e modalità d'intervento" in misura non superiore al 20% del totale della superficie territoriale:
- Servizi ed attrezzature di uso pubblico (S) di cui all'art. 58.1 delle presenti NTA con esclusione delle seguenti articolazioni:
Sa - servizi amministrativi (di cui all'art. 58.1 comma 4)
Ss - servizi sportivi coperti (di cui all'art. 58.1 comma 10)
5 - Sono altresì consentiti in edifici esistenti:
- Attività turistico-ricettive (Tr) di cui all'art. 54 delle presenti NTA
6 - Sono altresì consentiti qualora esistenti alla data di adozione del presente RU:
- Attività commerciali di somministrazione alimenti e bevande (Tc) di cui al comma 4 dell'art. 53 delle presenti NTA.
7 - All'interno del sottosistema V1 è ammessa l'individuazione di percorsi trekking e ippovie su strade bianche. Per la segnaletica dovrà essere predisposto apposito regolamento comunale a garanzia della massima discrezione e inserimento nel contesto ambientale. Resta il divieto su tutto il territorio di percorrere tali aree con mezzi motorizzati al di fuori delle strade segnalate.
7bis - All'interno del Sottosistema V1 è altresì ammessa la realizzazione di strutture per il ricovero a scopo amatoriale degli animali di affezione e ricovero equini. Tali manufatti dovranno utilizzare materiali leggeri, eco-sostenibili e coerenti con il contesto paesistico; sono consentite esclusivamente opere di ancoraggio tali da garantire alla cessazione dell'attività il ripristino della situazione originaria dei luoghi.
- Relativamente agli animali di affezione tali manufatti dovranno avere le caratteristiche di cui al DPGR 38R/2011.
- I box per cani dovranno essere realizzati in moduli in legno le cui dimensioni minime saranno conformi a quanto previsto dal DPGR 38R/2011; non sono ammesse installazioni superiori ai mq. 70 di Superficie coperta (Sc); fatto salvo il rispetto delle normative igienico-sanitario vigenti, dovranno essere realizzati almeno a distanza di m. 15 dai fabbricati.
- I box per cavalli dovranno essere realizzati in moduli in legno; sono ammesse ricoveri fino ad un massimo di sei (6) cavalli; fatto salvo il rispetto delle normative igienico-sanitario vigenti, dovranno essere realizzati almeno a distanza di m. 15 dai fabbricati.
8 - Non è consentita la realizzazione di nuovi edifici rurali ad uso abitativo anche se necessari alla conduzione del fondo e all'esercizio delle attività agricole e di quelle connesse, in coerenza con l'art.41 comma 2 della L.R. 1/2005 e s.m.i. e con l'art 3 comma 1 del relativo Regolamento d'attuazione 5R/2007 e s.m.i. E', altresì, ammessa la costruzione di annessi agricoli, secondo le disposizioni dell'art.60 e 60.1 delle presenti norme.
Art. 61.1 Ambito V1.1: La Montagnola
1 - Nell'ambito V1.1 oltre a quanto prescritto dal precedente art. 61 sono da rispettare le prescrizioni: che seguono.
2 - Non è consentita l'asfaltatura di strade bianche se non in corrispondenza dei nuclei abitati dove si dovranno attuare tutti gli accorgimenti utili a ridurre l'impatto paesaggistico-ambientale dello strato superficiale attraverso l'utilizzo di idonee miscele colorate.
3 - In tutti i casi di interventi che comportino opere di sistemazione ambientale o opere che interessino spazi esterni è prescritto il mantenimento dei muri in pietra dei coltivi e delle strade.
4 - Deve essere mantenuta e ripristinata la rete sentieristica anche per uso equestre e ciclo-pedonale.
5 - Valgono, inoltre, le norme operative e le regole di buona pratica agricola volte alla tutela ambientale dell'Ambito di cui all'art. 33 delle norme del Piano Strutturale;
Art. 61.2 Ambito V1.2: Berignone
1 - Nell'ambito V1.2 oltre a quanto prescritto dal precedente art. 61 sono da rispettare le prescrizioni: che seguono.
3 - In tutti i casi di interventi che comportino opere di sistemazione ambientale o opere che interessino spazi esterni è prescritto il ripristino dei muri in pietra dei coltivi e delle strade
4 - Deve essere mantenuta e ripristinata la rete sentieristica anche per uso equestre e ciclo-pedonale nonché ripristinato l'accesso alla viabilità interpoderale.
5 - Valgono, inoltre, le norme operative e le regole di buona pratica agricola volte alla tutela ambientale dell'Ambito di cui all'art. 34 delle norme del Piano Strutturale;
Art. 61.3 Ambito V1.3: La Selva
1 - Nell'ambito V1.3 oltre a quanto prescritto dal precedente art. 61 sono da rispettare le prescrizioni che seguono
2 - Non è consentita l'asfaltatura di strade bianche, se non in corrispondenza dei nuclei abitati dove si dovranno attuare tutti gli accorgimenti utili a ridurre l'impatto paesaggistico-ambientale dello strato superficiale, attraverso l'utilizzo di idonee miscele colorate;.
3 - Valgono, inoltre, le norme operative e le regole di buona pratica agricola volte alla tutela ambientale dell'Ambito di cui all'art. 35 delle norme del Piano Strutturale;
Art. 62 Sottosistema V2: I serbatoi di ruralità
1 - Le parti del territorio ricadenti nel Sottosistema V2 sono considerate zone con esclusiva o prevalente funzione agricola.
- Spazi scoperti d'uso pubblico a verde (V) di cui all'art. 58.2 elle presenti NTA con esclusione delle attività di cui al comma 7.
4 - Sono consentiti, in edifici esistenti, in misura non superiore al 20% del totale della superficie territoriale:
5 - La destinazione d'uso Attività turistico-ricettive (Tr) di cui all'art.53 delle presenti NTA è consentita, in edifici esistenti, solo se esplicitamente prevista nelle Schede normative (SP) di riferimento per gli interventi degli edifici rurali e delle case sparse di cui all'art. 86 delle presenti norme
7 - E' ammessa la costruzione di nuovi edifici rurali ad uso abitativo riferiti all'esigenze degli imprenditori agricoli impegnati nella conduzione del fondo, dei familiari coadiuvanti o degli addetti a tempo indeterminato, è consentita, ai sensi e secondo i limiti dell'art. 41 della L.R. 1/2005 e s.m.i. secondo le disposizioni dell'art.60 e 60.1 delle presenti norme.
7bis - All'interno del Sottosistema V2 è altresì ammessa la realizzazione di strutture per il ricovero a scopo amatoriale degli animali di affezione e ricovero equini. Tali manufatti dovranno utilizzare materiali leggeri, eco-sostenibili e coerenti con il contesto paesistico; sono consentite esclusivamente opere di ancoraggio tali da garantire alla cessazione dell'attività il ripristino della situazione originaria dei luoghi.
8 - E' ammessa la costruzione di annessi agricoli, secondo le disposizioni dell'art. 41 della L.R. 1/2005 e s.m.i. ed è soggetta a quanto prescritto all'art. 41 comma 6 L.R. 1/2005 e s.m.i. La realizzazione di nuovi annessi agricoli è soggetta al rispetto delle disposizioni dell'art.60 e 60.1 delle presenti norme.
9 - Valgono, inoltre, le norme operative e le regole di buona pratica agricola volte alla tutela ambientale del Sottosistema di cui all'art. 36 delle norme del Piano Strutturale;
Art. 63 Sottosistema V3: I corridoi di naturalità
1 - Sono usi caratterizzanti il Sottosistema:
- Spazi scoperti d'uso pubblico a verde (V) di cui all'art. 58.2 delle presenti NTA con esclusione delle attività di cui al comma 7. Sono in tutti i casi da rispettare le fasce di rispetto di cui all'art. 26 delle presenti norme
2 - Sono altresì consentite:
- Attività agricole e funzioni connesse (A) di cui all'art. 57 delle presenti NTA con esclusione di ogni nuova edificazione e/o ampliamento anche relativi ad edifici rurali ad uso abitativo e ad annessi.
3 - Sono consentiti in edifici esistenti:
- Residenza (R) di cui all'art. 51 delle presenti NTA.
4 - In tutte le parti di territorio appartenenti al Sottosistema V3 è disposto il divieto assoluto di edificazione e di ampliamento degli edifici esistenti.
5 - Valgono, inoltre, le norme operative e le regole di buona pratica agricola volte alla tutela ambientale dell'Ambito di cui all'art. 37 delle norme del Piano Strutturale.
Art. 64 Sottosistema V4: La maglia ecologica
1 - Le parti del territorio ricadenti nel Sottosistema V4 sono considerate zone con esclusiva o prevalente funzione agricola.
4 - Sono consentiti, in edifici esistenti in misura non superiore al 20% del totale della superficie territoriale:
5 - Sono altresì consentiti qualora esistenti alla data di adozione del presente RU:
- Attività turistico-ricettive (Tr) di cui all'art.53 delle presenti NTA
6 - Sono considerati elementi tipologici dei biocorridoi (elementi lineari di naturalità che definiscono la maglia ecologica):
- i bordi stradali con ciglio inerbito appartenenti al sottosistema della mobilità;
- gli interventi di ingegneria naturalistica;
- le siepi di confine di specie autoctone;
- le alberature stradali con specie autoctone;
- le recinzioni vegetali per bestiame;
- gli elementi frangivento;
- gli alberi isolati.
7 - Tutti gli elementi elencati al precedente punto 5 sono considerati elementi costituenti la maglia ecologica. Ogni modifica su di essi non ne dovrà compromettere l'integrità;
7bis - All'interno del Sottosistema V4 è altresì ammessa la realizzazione di strutture per il ricovero a scopo amatoriale degli animali di affezione e ricovero equini. Tali manufatti dovranno utilizzare materiali leggeri, eco-sostenibili e coerenti con il contesto paesistico; sono consentite esclusivamente opere di ancoraggio tali da garantire alla cessazione dell'attività il ripristino della situazione originaria dei luoghi.
8 - Qualora interventi (pubblici o privati) vadano ad incidere sulla integrità della maglia, nel caso in cui il tratto di discontinuità non possa essere sostituito con la protezione di collegamenti sostitutivi di compensazione nelle immediate vicinanze, dovranno essere obbligatoriamente previste misure per evitare l'interruzione dei biocorridoi attraverso la costruzione di appositi manufatti quali ponti, sopraelevazioni, etc.
9 - E' ammessa la costruzione di nuovi edifici rurali ad uso abitativo riferiti all'esigenze degli imprenditori agricoli impegnati nella conduzione del fondo, dei familiari coadiuvanti o degli addetti a tempo indeterminato, è consentita, ai sensi e secondo i limiti dell'art. 41 della L.R. 1/2005 e s.m.i., secondo le disposizioni dell'art.60 e 60.1 delle presenti norme.
10 - E' ammessa la costruzione di annessi agricoli, secondo le disposizioni dell'art. 41 della L.R. 1/2005 e s.m.i., ed è soggetta a quanto prescritto all'art. 41 comma 6 L.R.1/2005 e s.m.i. La realizzazione di nuovi annessi agricoli è soggetta al rispetto delle disposizioni dell'art.60 e 60.1 delle presenti norme.
11 -In ogni caso gli interventi di nuova edificazione o di ampliamento consentiti dal regolamento Urbanistico non dovranno compromettere l'integrità degli elementi costituenti la maglia ecologica di cui al precedente punto 5.
Art. 65 Sottosistema V5: I capisaldi del verde urbano
- Spazi scoperti d'uso pubblico a verde (V) di cui all'art. 58.2 delle presenti NTA con esclusione delle attività di cui al comma 7 o spazi aperti aventi funzione di interconnessione tra i Sistemi della Residenza e dei Luoghi Centrali con il Sistema Ambientale.
2 - In tutto il Sottosistema è disposto il divieto assoluto di edificazione, fatti salvi gli spazi attrezzati e gli elementi di completamento all'arredo delle aree a verde attrezzato per il tempo libero, il gioco e lo sport e la realizzazione di spazi adibiti a parcheggio pubblico purché realizzati con un trattamento di suolo permeabile.
3 - Per spazi attrezzati e elementi di completamento all'arredo delle aree a verde attrezzato per il tempo libero, il gioco e lo sport di cui al comma 2 del presente articolo si intendono:
- gli spazi, all'interno dei giardini (Vg) relativamente a chioschi e/o edicole di cui all'art. 58.2 comma 4 delle presenti norme.
- gli spazi, all'interno dei parchi (Vp) relativamente a strutture di tipo leggero e per le isole ecologiche di cui all'art. 58.2 comma 5 delle presenti norme.
- gli spazi, all'interno degli orti urbani (Vo) relativamente a manufatti ad uso ricovero attrezzi di cui all'art. 58.2 comma 6 delle presenti norme
- gli spazi all'interno delle aree sportive scoperte (Vs) relativamente alle indispensabili attrezzature di supporto di cui all'art. 58.2 comma 7 delle presenti norme, solo nel caso di dimostrata impossibilità di realizzazione in altra localizzazione.
4 - Nel caso di edifici o aree ricadenti all'interno delle Aree di pertinenza di Aggregati o di BSA come riportate nelle Tavole "a - Usi del suolo e modalità di attuazione" sono da rispettare i criteri e le prescrizioni di cui all'art. 59.1 delle presenti norme.
CAPO III SISTEMA DELLA RESIDENZA (R)
Art. 66 Sottosistema R1: Centri e nuclei antichi
2 - Sono previsti e consentiti in misura non superiore al 30% del totale della Sn:
- Servizi ed attrezzature di uso pubblico (S) di cui all'art. 58.1 delle presenti NTA, con esclusione di:
St - Servizi tecnici
- Attività di servizio (S) di cui all'art. 56 delle presenti NTA
- Attività commerciali (Tc) di cui all'art. 53 delle presenti NTA con esclusione di medie strutture di vendita e delle attività di cui all'art. 53 comma 5;
- Attività direzionali (Td) di cui all'art. 55 delle presenti NTA
3 - Sono altresì ammessi:
Art. 66.1 Sottosistema R2: I margini
2 - Sono previsti e consentiti in misura non superiore al 20% del totale della Sn:
- Servizi ed attrezzature di uso pubblico (S), di cui all'art. 58.1 delle presenti NTA con esclusione di:
Art. 66.2 Sottosistema R3: Le frazioni
- Attività commerciali (Tc) di cui all'art. 53 delle presenti NTA con esclusione di medie strutture di vendita e delle attività di cui all'art. 53 comma 5
CAPO IV SISTEMA DEI LUOGHI CENTRALI (L)
CAPO V SISTEMA DELLA PRODUZIONE (P)
Art. 68 Sottosistema P1: Le aree industriali
1 - Il Sottosistema comprende la parte del territorio dove sono concentrate le principali attività produttive e dove si prevede di localizzare la principale espansione dell'attuale sistema produttivo e delle eventuali aree per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
- Attività produttive (P) di cui all'art. 52 delle presenti NTA con esclusione delle attività di cui al comma 3 dell'art. 52
- Attività commerciali all'ingrosso e depositi (Tci) di cui all'art. 53.1 delle presenti NTA
- Attività commerciali (Tc) in medie strutture di vendita di cui all'art. 53 delle presenti NTA
3 - Sono previsti e consentiti in misura non superiore al 20% del totale della Sc:
- Servizi ed attrezzature di uso pubblico (S) di cui all'art. 58.1 delle presenti NTA limitatamente a:
Sd - servizi culturali, sociali e ricreativi
4 - E' ammessa, in misura non superiore al 10% del totale della Sc, la Residenza (R) di cui all'art. 51 delle presenti NTA limitatamente ad abitazioni permanenti di cui al comma 2 dell'art. 51 e solo se riferita ad attività di custodia o ad abitazione del titolare. L'abitazione deve essere realizzata all'interno dell'area individuata con la sigla P1 e non può essere superiore a 110 mq. di Sn.
5 - Sono altresì consentiti:
- Infrastrutture ed attrezzature della mobilità (M) di cui all'art. 58.3 delle presenti NTA.
Art. 68.1 Sottosistema P2: Le aree produttive miste
1 - Il Sottosistema comprende le parti del territorio occupate da insediamenti prevalentemente artigianali caratterizzate da un basso rapporto di copertura e costituite dalla presenza di attività commerciali e artigianali di servizio nonché da aree per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
- Attività commerciali (Tc) di cui all'art. 53 delle presenti NTA
4 - E' ammessa, in misura non superiore al 10% del totale della Sc, la Residenza (R) di cui all'art. 51 delle presenti NTA limitatamente ad abitazioni permanenti di cui al comma 2 dell'art. 51 e solo se riferita ad attività di custodia o ad abitazione del titolare. L'abitazione deve essere realizzata all'interno dell'area individuata con la sigla P2 e non può essere superiore a 110 mq. di Sn.
- Infrastrutture ed attrezzature della mobilità (M) di cui all'art. 58.3 delle presenti NTA
CAPO VI SISTEMA DELLA MOBILITA' (M)
Art. 69 Sottosistema M1: La traversa Maremmana
2 - Sono altresì consentiti:
3 Per i mezzi pubblici è prevista la realizzazione di piazzole di fermata o eventuale corsia riservata.
4 - Per i mezzi privati è ammessa la sosta su spazi separati con immissioni ed uscite concentrate.
5 - E' ammesso il transito pedonale solo su marciapiedi protetti; è escluso il transito ciclabile, se non previsto in sede propria, salvo i casi nei quali i relativi percorsi protetti siano attuati sui marciapiedi.
Art. 69.1 Sottosistema M2: Le dorsali di distribuzione
3 - Per tali strade è fondamentale sia sotto il profilo paesaggistico che ecologico, il mantenimento della vegetazione (siepi, filari alberati) che marcano il bordo strada e che costituiscono una rete di penetrazione verso gli ecosistemi più lontani. A tale fine è da preservare anche il bordo stradale con ciglio inerbito.
4 - Per i mezzi pubblici è prevista la realizzazione di piazzole di fermata o eventuale corsia riservata.
5 - Per i mezzi privati è ammessa la sosta con immissioni ed uscite libere con corsia di manovra.
6 - E' ammesso il transito pedonale su marciapiedi mentre il transito ciclabile deve essere previsto in sede propria o su corsia riservata.
Art. 69.2 Sottosistema M3: Le strade di connessione
3 - Per i mezzi pubblici è prevista la realizzazione di piazzole di fermata o eventuale corsia riservata.
4 - Per i mezzi privati è ammessa la sosta con immissioni ed uscite libere con corsia di manovra.
5 - E' ammesso il transito pedonale su marciapiedi mentre il transito ciclabile deve essere previsto in sede propria o su corsia riservata.
Art. 69.3 Sottosistema M4: Le strade di distribuzione urbana e locale
4 - Per i mezzi privati è ammessa la sosta libera, a norma del codice della strada.
Art. 69.4 Aree stradali
1 - L'area stradale si compone di:
- carreggiate, spartitraffico, banchine, marciapiedi,
- fasce di connessione verdi con alberature isolate, filari, siepi e barriere,;
- spazi pedonali;
- bande polivalenti, corsie di servizio;
- spazi per la manovra e l'inversione di marcia.
2 - Per le strade di nuovo impianto dovranno essere osservate i criteri relativi a ciascun Sottosistema così come indicati al presente Capo; dovranno, inoltre, essere garantite idonee caratteristiche tecniche (larghezza e andamento del tracciato, pavimentazione) e funzionali.
3 - I tratti stradali di nuovo impianto sono indicati con apposita campitura nelle Tavole "Usi del suolo e modalità di intervento".
4 - La pubblicità lungo la strada dovrà essere collocata in modo non invasivo, non dovrà conferire senso di disordine ne' nascondere le visuali. Dovrà essere limitata a situazioni di assoluta necessità la collocazione di cartelloni pubblicitari lungo le strade che attraversano paesaggi caratterizzati da visuali aperte e da alta intervisibilità.
5 - Per quanto riguarda l'adeguamento di tracciati poderali e vicinali si rimanda a quanto indicato dall'art.60.3 delle presenti NTA.
Art. 69.5 Fattibilità geologica idraulica e sismica degli interventi di adeguamento o nuova realizzazione di tratti stradali
1 - Le prescrizioni di fattibilità relative alla realizzazione di viabilità di accesso interna agli Schemi direttori (SD) o aree di trasformazione (AT) sono contenute negli specifici articoli.
2 - Di seguito vengono indicate le prescrizioni relative alle trasformazioni previste per la rete stradale:
* Adeguamento della viabilità in località Il Merlo (S.P. di Casole d'Elsa bivio Vallone)
Aspetti geologici: Fattibilità F.3 - gli interventi di trasformazione sono sottoposti alle prescrizioni di cui all'Art.100.1.3 delle presenti NTA, con le ulteriori precisazioni:
- gli interventi devono essere realizzati senza aggravare le condizioni di stabilità delle aree adiacenti e senza che sia compromessa la possibilità di realizzare la bonifica del versante di Sud Ovest, L'Autorità di Bacino Toscana Costa dovrà esprimersi sulla compatibilità degli interventi con gli obiettivi della pianificazione di bacino;
- valgono le prescrizioni di cui all'Art.13 delle NTA del PAI Toscana Costa.
* Adeguamento della viabilità in località Il Piano (S.P. di Casole d'Elsa Cavallano bivio Lucciana)
Aspetti geologici: Fattibilità F.2 - Fattibilità secondo i normali vincoli di cui all'Art.100.1.2 delle presenti NTA.
Aspetti idraulici: Fattibilità F.3 - gli interventi di adeguamento della viabilità esistente possono essere realizzati purché ne sia assicurata la trasparenza idraulica ed il non aumento del rischio nelle aree contermini; valgono le prescrizioni di cui agli Artt.6 e 7 delle NTA del PAI Arno.
* Adeguamento della viabilità in località ponti di Pievescola (bivio per Pievescola sulla N.541)
Fattibilità F.3 - gli interventi di adeguamento della viabilità esistente possono essere realizzati purché ne sia assicurata la trasparenza idraulica ed il non aumento del rischio nelle aree contermini; valgono le prescrizioni di cui agli Artt.6 e 7 delle NTA del PAI Arno.
* Realizzazione di nuovo tratto stradale di collegamento all'area a servizi di uso pubblico in loc. Casole d'Elsa
- gli interventi devono essere realizzati senza aggravare le condizioni di stabilità delle aree adiacenti;

References: Art. 58
 articolo 58

Art. 58

Art. 58

Art. 59
 art. 50

Art. 59

Art. 59
 art. 60

Art. 59

Art. 59

Art. 59
 art. 91
 art. 91

Art. 59

Art. 60

Art. 60
 articolo 60

Art. 60

Art. 60

Art. 60

Art. 60

Art. 60

Art. 61

Art. 61
 art. 61

Art. 61
 art. 61

Art. 61
 art. 61

Art. 62

Art. 63

Art. 64

Art. 65

Art. 66

Art. 66

Art. 66

Art. 68

Art. 68

Art. 69

Art. 69

Art. 69

Art. 69

Art. 69

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