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Timestamp: 2017-07-25 16:40:01+00:00

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“La Costituzione italiana figlia della Resistenza”: con questo testo Serena Santinami ha vinto la terza edizione di “A scuola di Costituzione” | ANPI GROSSETO COMITATO PROVINCIALE "NORMA PARENTI"
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“La Costituzione italiana figlia della Resistenza”: con questo testo Serena Santinami ha vinto la terza edizione di “A scuola di Costituzione”
Posted by AnpiProvincialeGrosseto	Pubblichiamo integralmente l’elaborato di Serena Santinami, studentessa dal Liceo Rosmini di Grosseto, scelto come migliore per la terza edizione di “A scuola di Costituzione”. Il progetto, promosso dall’ANPI di Grosseto e organizzato dalla sezione “Elvio Palazzoli” in collaborazione con il Comune e gli istituti scolastici del territorio, con l’obiettivo di diffondere i valori di democrazia e antifascismo, con una serie di seminari dedicati agli studenti.
Venerdì 5 giugno 2015, nella sala del consiglio del Comune di Grosseto, è stata consegnata ai ragazzi una copia della Costituzione ed è stato premiato l’elaborato della studentessa del liceo Rosmini. Eccolo, di seguito (scarica il pdf):
La Costituzione italiana figlia della Resistenza. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità della nazione, andate là, o giovani, col pensiero, perché là è nata la nostra costituzione. Piero Calamandrei
La resistenza fu guerra di liberazione, una guerra civile, una netta rottura con il fascismo e la creazione di una democrazia repubblicana e lo fu attraverso atti militari e politici. Su tutti questi atti da parte dei partigiani esistono precisi documenti, che vanno dalla memoria del periodo della Resistenza alle lettere dei condannati a morte, dalla politica intrapresa dal CNL, alle libere repubbliche, fino alla Carta Costituzionale. Tutti questi documenti ci offrono una precisa visione dei valori che vollero essere il simbolo di una svolta, l’impegno e la speranza di una rifondazione che ci ha portato all’ avvio di una nuova storia collettiva. In questi documenti si delinea la base di una società civile e politica nuova, animata da un insieme di ideali e di principi che proprio la lotta del popolo italiano dal 1943 al 1945 ha messo sempre più in luce, ponendoli alla base del patto Costituzionale. Soprattutto la libertà, la democrazia, la solidarietà sono i valori della Resistenza, ma anche la partecipazione, il dialogo e l’incontro. Sono i valori vissuti dai partigiani che dettero vita alla Resistenza stessa. Basta leggere lettere o documenti che testimoniano la vita dei condannati a morte e ci appare l’idea di una nuova convivenza sociale e politica, per la quale i partigiani erano disposti a morire. Anche nella nostra Carta Costituzionale questi valori, resi giuridici e formalizzati, sono al centro: libertà e solidarietà per creare una democrazia nuova e autentica fondata sugli equilibri dei poteri e testimoni dei diritti fondamentali dell’uomo, come il diritto al lavoro, all’istruzione, all’assistenza, alla protezione sociale, alla partecipazione attiva. La Costituzione del 1948 nacque attraverso il compromesso tra 3 principali movimenti politici che contribuirono attraverso i Costituenti a definire i valori fondanti. I tre filoni di pensiero furono quello social-comunista, quello cristiano-sociale e quello liberale che durante la Resistenza costituirono il CNL, nato il 9 settembre del 1943. La Costituzione rappresenta una risorsa di estrema importanza perché dalle sue tradizioni antifasciste si enunciarono quei valori di giustizia, di libertà, di solidarietà, di emancipazione, di partecipazione che si muovono attorno alla Costituzione, assieme all’autonomia e ai reciproci controlli tra i corpi dello Stato che li rappresentano. Si può ben comprendere come la Resistenza, nonostante si sia definita fin dall’inizio un atto politico e militare, abbia unificato i 3 filoni e come sia stata, in primo luogo e soprattutto, un movimento dal basso, una grande esperienza di partecipazione civile e di protagonismo popolare. La Resistenza ha imposto e istituzionalizzato la democrazia, che la classe dirigente liberale non aveva accettato e che aveva poi respinto attraverso il fascismo. Ciò è avvenuto non solo perché dalla Resistenza e nella Resistenza si sono rinforzati i partiti politici che avrebbero poi assunto la guida della nuova Italia, ma soprattutto perché nella lotta armata è emersa quell’autonomia delle masse, quell’ iniziativa collettiva sociale che era mancata nel processo di unificazione italiana. La guerra di liberazione è una vera e propria guerra civile, una guerra ideologica e politica, una guerra destinata non solo a scacciare gli invasori nazisti ed eliminare i traditori fascisti, ma a gettare le basi per un nuovo ordine politico e sociale. In effetti la Costituzione fu l’unico terreno su cui lo spirito della Resistenza e il pacifico rapporto di forze di sinistra trovarono uno sbocco favorevole, nel quadro di una mediazione con le forze moderate. Il modello politico da essa costituito privilegiava il momento della democrazia e della socialità, intrecciandosi con il solidarismo interclassista cattolico e il più radicale classismo comunista e socialista, che concepiva il ruolo dello Stato finalizzato a realizzare i principi di giustizia sociale e limitare l’uso del diritto di proprietà e ad assegnare alle classi lavoratrici un ruolo di rilievo nella vita politica e sociale della nazione. La Costituzione della repubblica La Costituzione italiana, approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 ed entrata in vigore il primo gennaio del 1948, costituisce una delle migliori Costituzioni del mondo e la più adeguata per quanto riguarda gli obiettivi democratici e gli strumenti per affrontare le complesse esigenze delle società moderne più civili. I fondamenti che hanno fatto e continuano a fare della nostra Costituzione il centro focale di quella che dovrebbe essere la nostra cultura istituzionale sono: il fondamento storico, il fondamento giuridico e il fondamento politico. Il fondamento storico è costituito dai risultati della II° Guerra Mondiale, della Resistenza, della fine del regime fascista e della nascita della Repubblica con il referendum del 2 giugno del 1946. Il fondamento politico é formato dall’affermazione del metodo democratico come strumento di lotta politica contro il fascismo, dal riconoscimento delle libertà civili e della volontà di costruire uno stato sociale diretto alla realizzazione di valori primari, detti Principi Fondamentali ( art. 1 al art. 12 ), attraverso una rigorosa disciplina dei rapporti civili, economici e politici dei cittadini in una concezione che comprende diritti e doveri. Il fondamento istituzionale è rappresentato dal sistema parlamentare, basato sulla tripartizione dei poteri per lo svolgimento dell’attività unitaria dello Stato, volta alla realizzazione dei valori ed al raggiungimento dei fini prefissati nelle disposizioni previste dall’ art.1 all’art. 54. Il tema centrale che caratterizza la nostra Costituzione è costituito dai valori portanti indicati nei Principi Fondamentali, che vanno dal suffragio universale, al metodo democratico, dai diritti inviolabili ai doveri inderogabili dell’uomo, dal principio di uguaglianza, alla tutela del lavoro, dal rifiuto della violenza e della guerra come mezzi per risolvere i problemi interni e internazionali, al diritto d’asilo. L’art 1 è l’affermazione della democrazia, con il riconoscimento della sovranità popolare e del sistema democratico proiettato alla tutela del lavoro, cui corrisponde il diritto al lavoro previsto nell’art. 4. Gli art. 2 e 3 sono la proclamazione del riconoscimento dei diritti dello stato sociale, con il principio di uguaglianza, sia sotto il profilo formale che sostanziale. Gli art. 7 e 8 disegnano i rapporti tra lo Stato e la Chiesa cattolica e le altre confessioni religiose. Si sancisce il principio del pluralismo religioso, ovvero il riconoscimento della libertà religiosa di ciascuno, ma con un limite all’esercizio delle religioni diverse dalla cattolica. Con l’art. 9 la Costituzione garantisce la massima libertà nella formazione e diffusione della cultura e nello svolgimento dell’attività di ricerca, in contrapposizione alla politica seguita dal fascismo che aveva imposto la cultura di regime. Negli art. 10 ed 11 si parla dell’ Italia nella comunità internazionale, della condizione giuridica dello straniero, del diritto d’asilo e del netto rifiuto della guerra per una cultura di pace da diffondere e costruire attraverso organismi internazionali. Tra i valori da tutelare possono emergere dei contrasti nella complessa realtà della società, come i valori dell’ autorità e della libertà o i valori della giustizia sociale e dei diritti individuali, ma la Costituzione risolve questo problema con il bilanciamento degli interessi, con il perseguimento degli obiettivi finali e con la funzione giurisdizionale esercitata dalla Magistratura. A Settant’anni dalla fine della guerra di liberazione questi valori sono ancora presenti e attuali perché sono ancora i nostri valori, di cittadini che vogliono andare verso la massima attuazione dei diritti umani, verso un mondo fatto di dialogo, di confronto e verso una società sempre più consapevole di dover agire attraverso la solidarietà, di cui estremismi e fanatismi non fanno che ritardare lo sviluppo. Per questo dobbiamo ricordare le parole di Piero Calamandrei: “ su queste strade, se vorrai tornare, ai nostri posti ci ritroverai morti e vivi con lo stesso impegno, popolo serrato intorno al monumento che si chiama, ora e sempre, Resistenza!“
Serena Santinami
Liceo economico-sociale “Antonio Rosmini” di Grosseto
Inviato su Articoli	Giu·07

References: art. 1
 art. 12
 art.1
 art. 2
 art. 7
 art. 10