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Timestamp: 2020-08-08 23:19:38+00:00

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Esecuzione Forzata - Archivio
Il decreto inaudita altera parte emesso dal giudice dell’opposizione a precetto non può essere oggetto dei rimedi della revoca in senso proprio e del reclamo.
Opposizione all'esecuzione – Sospensione del titolo decreto inaudita altera parte ex art. 615 c.p.c. – Modifica decreto con ordinanza all’esito della fase a contraddittorio pieno – Efficacia ex tunc e legittimità azione esecutiva.
L’ordinanza ex art. 615 c.p.c. emessa dal giudice dell’opposizione a precetto all’esito della fase a contraddittorio travolge e assorbe con efficacia ex tunc gli effetti del decreto di sospensione inaudita altera parte; pertanto, nel caso in cui il processo esecutivo sia stato iscritto a ruolo e/o proseguito, nonostante la sospensione del titolo disposta inaudita altera parte ex art. 615 c.p.c. dal giudice dell’opposizione a precetto, l’esecuzione avviata dal creditore procedente è valida poiché l’ordinanza di modifica e/o di revoca del decreto inaudita altera parte ha efficacia retroattiva, rendendo tale decreto tamquam non esset.
Il decreto inaudita altera parte emesso dal giudice dell’opposizione a precetto, avendo carattere del tutto provvisorio ed interinale, non può essere oggetto dei rimedi della revoca in senso proprio ex art. 669 decies c.p.c. e del reclamo ex art. 669 terdecies c.p.c., proponibili soltanto avverso l’ordinanza emessa all’esito della fase a contraddittorio pieno. (Gabriele Potenza) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 02 July 2020.
Rigetto istanza di vendita imputabile al creditore procedente ed effetti sulla prescrizione.
Rigetto Istanza di vendita imputabile al creditore procedente – Effetto interruttivo istantaneo della prescrizione – Ammissibilità
Mancata trascrizione dell’accettazione dell’eredità – Condotta ascrivibile al creditore procedente – Ammissibilità
Riconoscimento del debito – Proposta per comporre bonariamente la lite – Atto idoneo all’interruzione della prescrizione – Esclusione
Proposta transattiva proveniente da un solo coerede – Riparto dei debiti ereditari – Solidarietà – Esclusione.
Nel caso in cui l’istanza di vendita viene respinta per un comportamento ascrivibile al creditore procedente l’effetto interruttivo della prescrizione è istantaneo e non permanente.
E’ onere del creditore procedente, produrre il provvedimento con cui è stata respinta una precedente l’istanza di vendita, afferente ad una procedura che ha ad oggetto il medesimo immobile staggito in seno all’espropriazione, nella quale è stata sollevata l’eccezione di prescrizione.
E’ onere del creditore procedente, provvedere alla trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità, perché in mancanza la procedura esecutiva non può che arrestarsi.
Non costituisce atto idoneo all’interruzione della prescrizione, una proposta contenente delle trattative per comporre bonariamente una lite, quando dal tenore letterale delle espressioni utilizzate, non appaia una chiara volontà di riconoscere il debito.
La proposta transattiva proveniente da uno solo dei coeredi, genera un eventuale riconoscimento del debito solo nei confronti dell’autore della proposta, non estendendosi agli altri coeredi in virtù del disposto di cui all’art. 752 c.c., considerato che l’obbligazione degli eredi non è solidale ma parziaria. (Antonio De Piano) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli Nord, 02 July 2020.
Opposizione all'esecuzione e sospensione del titolo decreto inaudita altera parte ex art. 615 c.p.c..
L’ordinanza ex art. 615 c.p.c. emessa dal giudice dell’opposizione a precetto all’esito della fase a contraddittorio travolge e assorbe con efficacia ex tunc gli effetti del decreto di sospensione inaudita altera parte. Pertanto, nel caso in cui il processo esecutivo sia stato iscritto a ruolo e/o proseguito, nonostante la sospensione del titolo disposta inaudita altera parte ex art. 615 c.p.c. dal giudice dell’opposizione a precetto, l’esecuzione avviata dal creditore procedente è valida poiché l’ordinanza di modifica e/o di revoca del decreto inaudita altera parte ha efficacia retroattiva, rendendo tale decreto tamquam non esset.
I limiti al cumulo dei mezzi di espropriazione ex art. 483 c.p.c., tra abuso del creditore e meritevolezza dell'interesse a una pronta soddisfazione del credito.
Cumulo dei mezzi espropriativi - Opposizione del debitore - Meritevolezza dell’interesse a una tempestiva soddisfazione del credito.
La limitazione del cumulo ai mezzi di espropriazione, a seguito dell’opposizione del debitore ex art. 483 c.p.c., ha carattere eccezionale, potendo essere disposta nel solo caso di abuso del cumulo, ravvisabile quando il sacrificio del debitore, coinvolto in plurime procedure esecutive, non sia giustificato da un ragionevole interesse del creditore.
Non integra abuso del cumulo dei mezzi espropriativi la condotta del creditore chirografario che, trovandosi a concorrere, in una prima espropriazione, con creditori ipotecari, instauri un nuova procedura esecutiva per tutelare il proprio interesse ad una rapida soddisfazione del medesimo credito. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 29 June 2020.
Ordinanza del giudice dell'esecuzione di rigetto dell'istanza di sospensione della procedura e regolamento di competenza.
Opposizione all'esecuzione - Ordinanza del giudice dell'esecuzione di rigetto dell'istanza di sospensione della procedura - Rigetto dell'eccezione preliminare di incompetenza territoriale - Valore di decisione sulla competenza - Esclusione - Regolamento di competenza - Inammissibilità.
Il provvedimento col quale il giudice dell'esecuzione, a conclusione della fase sommaria di un'opposizione esecutiva, rigetta l'istanza di sospensione della procedura dopo aver esaminato l'eccezione di incompetenza territoriale proposta dall'opponente non assume il valore di decisione (nemmeno implicita) sulla competenza, la cui effettiva verifica è affidata alla fase di cognizione piena, onde soltanto la pronuncia in essa resa a proposito della competenza è impugnabile con il regolamento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 24 June 2020, n. 12378.
Gratuito patrocinio, pignoramento presso terzi per somme dovute dalla Stato e competenza per territorio.
Espropriazione di crediti in danno alla Pubblica Amministrazione - Competenza per territorio - Luogo in cui è gestito il servizio di tesoreria - Fattispecie in tema di compenso dovute dallo Stato per gratuito patrocinio.
In tema di espropriazione di crediti in danno delle pubbliche amministrazioni, per il combinato disposto degli artt. 26-bis e 413 c.p.c., che assegna all’art. 1 bis l. n. 720 del 1984, in quanto norma speciale, la portata di regola esclusiva d’individuazione della competenza per territorio, quest’ultima si radica in capo al giudice del luogo in cui il rapporto da dichiarare è localizzato poichè compiutamente gestito per il servizio di tesoreria a beneficio della debitrice esecutata. (Nella specie, il giudice dell’esecuzione del Tribunale di Bergamo si è dichiarato territorialmente incompetente in favore di quello del Tribunale di Napoli, città ove l'agente della riscossione debitore disponeva in concreto, a fini di tesoreria, di un conto corrente presso l'istituto di credito terzo pignorato). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 17 June 2020.
Opponibilità della cessione del credito al pignoramento presso terzi.
Processo esecutivo - Pignoramento presso terzi - Ordinanza di assegnazione nonostante dichiarazione negativa - Sanatoria - Cessione del credito - Anteriorità della cessione rispetto al pignoramento.
Nel pignoramento presso terzi l'eventualità che il giudice dell'esecuzione pronunci ordinanza di assegnazione nonostante il terzo pignorato abbia reso una dichiarazione negativa costituisce un vizio da far valere con l'opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c., in mancanza della quale resta sanato.
L’esito del procedimento di esecuzione presso terzi non viene in rilievo nel separato giudizio tra il terzo pignorato ed il soggetto che si affermi cessionario del credito pignorato; perché anche se in quella procedura esecutiva fosse emessa una ordinanza di assegnazione che abbia acquistato l'efficacia di titolo esecutivo, il cessionario del credito potrà sempre opporre, se escusso dal creditore pignorante ed assegnatario del credito, l'anteriorità della cessione rispetto al pignoramento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 12 June 2020, n. 11287.
Estinzione per infruttuosità della espropriazione immobiliare sulla base di giudizio prognostico basato su dati obiettivi.
Esecuzione forzata – Espropriazione immobiliare – Estinzione per infruttuosità – Soddisfacimento non irrisorio del credito – Ulteriore soddisfazione rispetto alle sole spese di procedura.
In tema di espropriazione immobiliare, la peculiare ipotesi di chiusura anticipata della procedura ai sensi dell’art. 164 bis disp. att. cod. proc. civ. ricorre e va disposta ove, invano applicati o tentati ovvero motivatamente esclusi tutti gli istituti processuali tesi alla massima possibile fruttuosità della vendita del bene pignorato, risulti, in base ad un giudizio prognostico basato su dati obiettivi anche come raccolti nell’andamento pregresso del processo, che il bene sia in concreto invendibile o che la somma ricavabile nei successivi sviluppi della procedura possa dar luogo ad un soddisfacimento soltanto irrisorio dei crediti azionati ed a maggior ragione se possa consentire soltanto la copertura dei successivi costi di esecuzione. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 10 June 2020, n. 11116.
Rinegoziazione del canone di locazione di immobile pignorato.
Esecuzione immobiliare – Locazione risolutivamente condizionata alla vendita – Rinegoziazione del canone.
Il giudice dell’esecuzione può autorizzare, ex art. 484 c.p.c., la rinegoziazione del canone di locazione di immobile staggito locato a terzi (con clausola risolutiva in caso di vendita) in considerazione dell’emergenza epidemiologica e della correlata momentanea chiusura dell’attività svolta nell’immobile. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 09 June 2020.
Il debitore garantito da ipoteca su un bene di un terzo non è legittimato passivo dell'azione esecutiva che abbia ad oggetto tale immobile.
La notifica di un pignoramento immobiliare contro il terzo proprietario, ai sensi degli artt. 602 ss. cod. proc. civ., produce l'effetto di interrompere la prescrizione del credito azionato (art. 2943, primo comma, cod. civ.), e di sospenderne il decorso (art. 2945, secondo comma, cod. civ.), anche nei confronti del debitore diretto, purché lo stesso venga sentito nei casi previsti dall'art. 604, secondo comma, cod. proc. civ. o il creditore gli abbia comunque dato notizia dell'esistenza del processo esecutivo e fermo restando che l'effetto sul decorso della prescrizione sarà solamente interruttivo ma non sospensivo nel caso di estinzione del procedimento ex art. 2945, terzo comma, cod. civ. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 05 June 2020, n. 10808.
Il fallimento del debitore esecutato dichiarato dopo l'ordinanza di assegnazione non comporta la caducazione dell'ordinanza di assegnazione.
Processo esecutivo – Dichiarazione di fallimento successiva alla ordinanza di assegnazione – Caducazione dell'ordinanza di assegnazione – Cessazione della materia del contendere nel giudizio di opposizione – Esclusione.
Nell'espropriazione presso terzi di crediti, il fallimento del debitore esecutato, dichiarato dopo la pronuncia dell'ordinanza di assegnazione di cui all'art. 553 c.p.c. e nelle more del giudizio di opposizione agli atti esecutivi contro di essa proposto dal terzo pignorato, non comporta né la caducazione dell'ordinanza di assegnazione, né la cessazione ipso iure della materia del contendere nel giudizio di opposizione; non spetta al giudice dell'opposizione stabilire se gli eventuali pagamenti compiuti dal terzo pignorato in esecuzione dell'ordinanza di assegnazione siano o meno efficaci, ai sensi dell'art. 44 I. fall., in considerazione del momento in cui vennero effettuati". (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 05 June 2020, n. 10820.
Domanda di risarcimento danni da responsabilità aggravata, ex art. 96 c.p.c. nel giudizio di opposizione all'esecuzione.
Opposizione esecutiva - Domanda di risarcimento danni per responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c. - Carattere accessorio rispetto alla domanda principale - Sussistenza - Conseguenze - Inapplicabilità della sospensione feriale dei termini ai fini dell’impugnazione del relativo capo di sentenza - Fondamento.
Nel giudizio di opposizione all'esecuzione, la domanda di risarcimento danni da responsabilità aggravata, ex art. 96 c.p.c., non ha natura autonoma, ma meramente accessoria alla domanda di opposizione. Ne consegue che, ove l'appello avverso la sentenza di primo grado abbia ad oggetto unicamente la domanda dell'opponente di accertamento della responsabilità dell'opposta a tale titolo, l'esenzione dalla sospensione feriale dei termini prevista, per la natura della causa, perl'opposizione esecutiva, è applicabile anche alla domanda accessoria, stante la prevalenza del regime previsto per la causa principale, inconseguenza del rapporto di accessorietà necessaria intercorrente tra le due domande. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 05 June 2020, n. 10661.
L'interpretazione del titolo esecutivo giudiziale.
Titolo esecutivo giudiziale - Interpretazione extratestuale da parte del giudice dell'esecuzione - Ammissibilità - Limiti e presupposti - Fattispecie.
L'interpretazione del titolo esecutivo giudiziale (nella specie, relativa alla portata del giudicato esterno di una sentenza definitiva di condanna al pagamento di una somma di denaro) compete al giudice dell'esecuzione e, in caso di opposizione ex art. 615 c.p.c., a quello dell'opposizione, che ne individua la portata precettiva sulla base del dispositivo e della motivazione; egli può ricorrere, ove il contenuto del titolo sia obbiettivamente ambiguo o incerto e ferma l'indeducibilità di motivi di contestazione nel merito delle statuizioni, anche ad elementi extratestuali, purché ritualmente acquisiti nel processo ed a condizione che non sovrapponga la propria valutazione in diritto a quella del giudice del merito. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 05 June 2020, n. 10806.
Ordinanza del giudice dell'esecuzione di rimessione ad altro giudice e termine fissato in misura superiore a quella prevista.
Ordinanza del giudice dell'esecuzione ex art. 616 c.p.c. di rimessione ad altro giudice - Termine fissato dal giudice in misura superiore a quella prevista dall'art. 307, comma 3, c.p.c. - Conseguenze - Fondamento.
In tema di opposizione all'esecuzione, ove il giudice, all'esito della fase sommaria, erroneamente assegni alle parti, con l'ordinanza ex art. 616 c.p.c., un termine maggiore rispetto a quello di tre mesi previsto dall'art. 307, comma 3, c.p.c. per introdurre il giudizio di merito o riassumerlo davanti all'ufficio giudiziario competente, non incorre in decadenza la parte che instauri tale giudizio oltre lo spirare dei tre mesi, ma entro il termine in concreto assegnatogli, poiché la legge rimette al giudice di determinare un termine di decadenza entro un limite minimo e massimo, ma non fissa essa stessa un termine perentorio, sostitutivo di quello giudiziario. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 05 June 2020, n. 10806.
La sentenza di mero accertamento di una servitù o della sua inesistenza non costituisce, in difetto di statuizioni di condanna, titolo esecutivo.
Sentenza di mero accertamento della servitù o della sua inesistenza - Mancata determinazione delle misure idonee a far cessare impedimenti, turbative o molestie - Titolo esecutivo - Configurabilità - Esclusione - Determinabilità delle misure da parte del giudice dell'esecuzione - Esclusione.
La sentenza di mero accertamento di una servitù o della sua inesistenza non costituisce, in difetto di statuizioni di condanna, titolo esecutivo per richiedere al giudice dell'esecuzione misure idonee a far cessare impedimenti, turbative o molestie. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 26 May 2020, n. 9637.
Con l'opposizione ex art. 615 c.p.c. il debitore può opporre in compensazione un controcredito certo o un credito illiquido.
Compensazione con controcredito del debitore esecutato - Opponibilità al creditore - Condizioni - Divieto di compensazione con credito azionato per il mantenimento del coniuge separato - Insussistenza - Ragioni.
Con l'opposizione ex art. 615 c.p.c. il debitore esecutato può opporre in compensazione al creditore procedente un controcredito certo (cioè, definitivamente verificato giudizialmente o incontestato) oppure un credito illiquido di importo certamente superiore (la cui entità possa essere accertata, senza dilazioni nella procedura esecutiva, nel merito del giudizio di opposizione) anche nell'ipotesi di espropriazione forzata promossa per il credito inerente al mantenimento del coniuge separato, non trovando applicazione, in difetto di un "credito alimentare", l'art. 447, comma 2, c.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 26 May 2020, n. 9686.
Esecuzione forzata del titolo giudiziale formatosi inter alios, opposizione all'esecuzione ex art. 615 c.p.c. ed opposizione di terzo ex art. 404 c.p.c..
Esecuzione forzata del titolo giudiziale formatosi "inter alios" - Rimedi - Opposizione all'esecuzione ex art. 615 c.p.c. ed opposizione di terzo ex art. 404 c.p.c. - Alternatività - Condizioni - Fattispecie in tema di pretesa usucapione del bene da demolire.
Il terzo che sostiene di aver acquisito per usucapione un bene di cui è stata ordinata la demolizione, per effetto di pronuncia resa in un giudizio svoltosi tra altri soggetti, deve proporre l'opposizione di terzo di cui all'art. 404 c.p.c. quando allega che l'usucapione è maturata anteriormente alla formazione del titolo esecutivo, trattandosi di una pretesa incompatibile con la sentenza azionata, mentre deve proporre l'opposizione all'esecuzione di cui all'art. 615 c.p.c., qualora alleghi che l'usucapione sia maturata successivamente alla formazione del titolo giudiziale e costituisca pertanto un fatto impeditivo della pretesa esecutiva. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 26 May 2020, n. 9720.
Se l'oggetto del pignoramento è costituito da cose appartenenti al debitore che si trovano nella disponibilità di un terzo il giudice dell'esecuzione, ai sensi dell'art. 552 c.p.c., è tenuto a disporne la vendita.
Esecuzione forzata - Assegnazione - Cose appartenenti al debitore - Titoli obbligazionari costituiti in pegno a garanzia di credito del terzo pignorato - Vendita ex art. 552 c.p.c. - Necessità.
Se l'oggetto del pignoramento è costituito da cose appartenenti al debitore che si trovano nella disponibilità di un terzo (nella specie, titoli obbligazionari costituiti in pegno a garanzia di un credito di quest'ultimo), il giudice dell'esecuzione, ai sensi dell'art. 552 c.p.c., è tenuto a disporne la vendita ex artt. 529 e ss. c.p.c., a prescindere dalla loro agevole liquidabilità. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 26 May 2020, n. 9872.
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References: art. 615
 art. 615
 art. 615
 art. 669
 art. 669
 art. 615
 art. 615
 art. 615
 art. 483
 art. 483
 art. 617
 art. 484
 art. 2945
 art. 96
 art. 96
 sentenza 
 art. 96
 sentenza 
 sentenza 
 art. 615
 art. 616
 art. 616
 sentenza 

Sentenza 
 sentenza 
 art. 615
 art. 615
 art. 615
 art. 404
 art. 615
 art. 404
 sentenza 
 art. 552