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Timestamp: 2020-07-05 23:50:48+00:00

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Art. 322 codice di procedura penale - Riesame del decreto di sequestro preventivo - Brocardi.it
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Articolo 322 Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 322 Codice di procedura penale
1. Contro il decreto di sequestro emesso dal giudice(1) l'imputato e il suo difensore(2), la persona alla quale le cose sono state sequestrate e quella che avrebbe diritto alla loro restituzione(3) possono proporre richiesta di riesame, anche nel merito, a norma dell'articolo 324.
2. La richiesta di riesame non sospende l'esecuzione del provvedimento [588].
(1) Nel caso si tratti di decreto di sequestro preventivo emesso dal P.M. ex art. 321, comma 3-bis, non è esperibile alcuna autonoma impugnazione.
(2) Non è quindi legittimato attivo, per quanto attiene al riesame, la persona offesa dal reato.
(3) Deve trattarsi di un soggetto che riveste una posizione giuridica autonoma in virtù di con un diritto soggettivo o di una mera situazione di fatto, ma giuridicamente protetto, come ad esempio, il possesso.
Spiegazione dell'art. 322 Codice di procedura penale
La norma in oggetto stabilisce solamente che avverso il sequestro preventivo, analogamente a quanto previsto in merito al riesame del sequestro conservativo (v. art. 318 il soggetto interessato possa chiedere il riesame, per la cui disciplina si rinvia all'articolo 324).
Il rimedio del riesame è fruibile da chiunque abbia interesse, ovvero dall'imputato, dal responsabile civile e da coloro che vantano un diritto reale sulla cosa in sequestro o possano ricevere un pregiudizio dallo stesso.
Viene inoltre stabilito che la mera richiesta di riesame non sospende l'esecuzione, per la quale è invece necessario un apposito provvedimento del giudice.
Massime relative all'art. 322 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 49966/2015
Il termine per proporre ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del tribunale del riesame, emessa ai sensi dell'art. 322 cod. proc. pen. e avente per oggetto l'annullamento di misura cautelare disposta dal G.i.p. non è quello di dieci giorni previsto dall'art. 311, comma primo, dello stesso codice, che si riferisce esclusivamente alla materia delle misure cautelari personali e non viene richiamato dal successivo art. 325 (il quale fa riferimento solo ai commi terzo e quarto dell'art. 311), bensì quello di quindici giorni, previsto in via generale dall'art. 585, comma primo, lett. a) per i provvedimenti emessi in seguito a procedimento in camera di consiglio.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 49966 del 18 dicembre 2015)
Cass. pen. n. 15933/2015
Non è legittimato a proporre richiesta di riesame avverso il provvedimento di sequestro preventivo dei beni di una società l'indagato che sia socio unico di questa, ma non ne abbia - o non ne abbia più - la rappresentanza formale, poiché non è configurabile una rappresentanza di fatto dell'ente, autonomamente attributiva della legittimazione ad agire per conto di esso.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 15933 del 16 aprile 2015)
Cass. pen. n. 15804/2015
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 15804 del 16 aprile 2015)
Cass. pen. n. 2319/2015
Sussiste la legittimazione del creditore pignoratizio ad impugnare il decreto di sequestro preventivo, considerato che, ai sensi dell'art. 322 cod. proc. pen., legittimato all'impugnazione è anche il soggetto non titolare del bene o, comunque, diverso da quello al quale le cose devono essere restituite, purché dimostri che il provvedimento ablativo abbia prodotto una lesione nella sua sfera giuridica e la sua eliminazione o la riforma determinino risultati a lui favorevoli. (Fattispecie in cui, censurando il provvedimento impugnato, la S.C. ha ritenuto legittimata all'impugnazione una banca, stante la disponibilità della stessa in ordine ai beni sequestrati, costituiti da un conto corrente con saldo negativo e un deposito titoli a garanzia di pegno rotativo con saldo positivo).
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 2319 del 16 gennaio 2015)
Cass. pen. n. 41114/2013
In tema di sequestro preventivo, qualora la cosa sequestrata sia stata successivamente restituita a persona diversa da quella che ne aveva la disponibilità al momento dell'esecuzione del sequestro, l'originario possessore, legittimato alla proposizione del riesame, perde interesse all'impugnazione, non potendo conseguire, per effetto dell'eventuale accertamento di illegittimità della misura cautelare, il ripristino nella disponibilità del bene, mentre il distinto provvedimento di restituzione è autonomamente impugnabile con la forma dell'incidente di esecuzione. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta la declaratoria di inammissibilità da parte del tribunale del riesame, investito a seguito di annullamento con rinvio del precedente decreto confermativo, essendo nelle more il bene stato restituito a soggetto diverso dall'istante).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 41114 del 4 ottobre 2013)
Anche l'imputato o indagato in procedimento connesso a quello in relazione al quale è stato disposto il sequestro preventivo può essere legittimato a proporre istanza di riesame a norma dell'art. 322 c.p.p., purché vanti un interesse concreto ed attuale ad ottenere la rimozione del vincolo cautelare. (Nella specie, la Corte ha ritenuto la legittimazione ad impugnare di indagati per reato connesso titolari dell'intero capitale sociale di società proprietarie o affittuarie dei beni sottoposti a sequestro).
Cass. pen. n. 8942/2012
È inammissibile l'istanza di riesame proposta dal difensore della "persona offesa e terzo interessato", privo di procura speciale, avverso il decreto di sequestro preventivo disposto dal giudice per le indagini preliminari.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 8942 del 7 marzo 2012)
Cass. pen. n. 5959/2012
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 5959 del 15 febbraio 2012)
Cass. pen. n. 11966/2011
La richiesta di riesame proposta dal difensore del terzo interessato alla restituzione del bene in sequestro, ove sia rilevato il difetto di procura, non può essere dichiarata inammissibile, perché è fatto obbligo al giudice, in tal caso, di assegnare alla parte un termine perentorio per munirsi di una valida procura.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 11966 del 24 marzo 2011)
Cass. pen. n. 10977/2010
L'indagato non titolare del bene oggetto di sequestro preventivo è legittimato a proporre richiesta di riesame del titolo cautelare purché vanti un interesse concreto ed attuale alla proposizione del gravame. (Nella specie, la legittimazione del ricorrente, non più proprietario dell'immobile per averlo alienato a terzi ma sottoposto a sequestro preventivo per il reato di costruzione abusiva, è stata riconosciuta in quanto titolare di un autonomo interesse a far valere le ragioni a sostegno della regolarità della procedura di rilascio sin dal momento di esecuzione del sequestro, ciò in considerazione delle conseguenze contrattuali cui egli è esposto ove l'immobile risulti abusivamente realizzato).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 10977 del 22 marzo 2010)
Cass. pen. n. 1456/2009
In tema di riesame del decreto di sequestro preventivo emesso dal G.i.p., non è richiesto che il difensore del proponente sia munito di procura speciale.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 1456 del 16 gennaio 2009)
Cass. pen. n. 44036/2008
L'indagato che proponga richiesta di riesame avverso il provvedimento di sequestro preventivo di un bene di cui egli non sia titolare, deve vantare un interesse concreto ed attuale alla proposizione del gravame, derivante dalla menomazione di una qualunque situazione giuridica soggettiva sulla cosa, apportata con il vincolo impresso dal sequestro. (In applicazione di tale principio la Corte ha ritenuto, nel caso di sequestro preventivo dei libri sociali e della documentazione contabile di una società di capitali, la carenza d'interesse all'impugnazione da parte del socio di minoranza indagato con conseguente inammissibilità del ricorso ).
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 44036 del 25 novembre 2008)
Cass. pen. n. 43801/2008
In tema di riesame avverso il decreto di sequestro preventivo emesso dal G.i.p., non è richiesto che il difensore dell'indagato che formuli la relativa istanza sia munito di procura speciale.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 43801 del 24 novembre 2008)
Cass. pen. n. 29951/2004
Il curatore del fallimento, nell'espletamento dei compiti di amministrazione del patrimonio fallimentare, ha facoltà di proporre sia l'istanza di riesame del provvedimento di sequestro preventivo, sia quella di revoca della misura, ai sensi dell'art. 322 c.p.p., nonchè di ricorrere per cassazione ai sensi dell'art. 325 stesso codice avverso le relative ordinanze emesse dal tribunale del riesame. (In motivazione la Corte ha precisato che in questi casi il curatore agisce, previa autorizzazione del giudice delegato, per la rimozione di un atto pregiudizievole ai fini della reintegrazione del patrimonio, attendendo alla sua funzione istituzionale rivolta alla ricostruzione dell'attivo fallimentare).
(Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza n. 29951 del 9 luglio 2004)
Cass. pen. n. 18079/2003
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 18079 del 16 aprile 2003)
Cass. pen. n. 33992/2002
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 33992 del 10 ottobre 2002)
Cass. pen. n. 29391/2001
Tra le «ordinanze in materia di sequestro preventivo» avverso le quali è esperibile l'appello previsto dall'art. 322 bis c.p.p. rientrano quelle con le quali il custode dei beni sequestrati venga autorizzato a compiere atti eccedenti l'ordinanza amministrazione. (Nella specie, in applicazione di tale principio, è stato ritenuto che fosse appellabile, da parte del pubblico ministero, l'ordinanza con la quale il giudice per le indagini preliminari, in presenza di sequestro preventivo avente ad oggetto il pacchetto azionario di una società, aveva consentito al custode giudiziario di cedere all'imputato una parte del suindicato pacchetto, a fronte dell'impegno assunto dal cessionario di sistemare le pendenze esistenti tra la società e l'amministrazione finanziaria).
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 29391 del 20 luglio 2001)
Cass. pen. n. 484/2000
In tema di sequestro preventivo, avverso il provvedimento del giudice delle indagini preliminari nella parte non concernente la imposizione del vincolo cautelare in quanto tale, ma unicamente le modalità di attuazione dello stesso, non può essere esperito procedimento di riesame, ma solo ricorso per cassazione. (Fattispecie relativa a decisione del tribunale del riesame, che, confermando il provvedimento cautelare di sequestro di due pontili galleggianti con accessori corpi morti, catene, passerelle ecc., aveva annullato parte delle disposizioni attuative del provvedimento stesso, ritenendole esorbitanti dalla funzione della misura cautelare. La Cassazione, su ricorso del P.M., enunciando il principio sopra riportato, ha annullato con rinvio l'ordinanza del riesame).
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 484 del 24 febbraio 2000)
Cass. pen. n. 3317/1999
Le ordinanze inoppugnabili e quelle impugnabili, qualora non siano state impugnate o si siano esauriti i diversi gradi di impugnazione, acquistano la caratteristica dell'irrevocabilità allo stato degli atti che, pur non essendo parificabile all'autorità della cosa giudicata, porta ugualmente seco il limite negativo della presclusione, nel senso di non consentire il bis in idem, salvo che non siano cambiate le condizioni in base alle quali fu emessa la precedente decisione.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 3317 del 13 dicembre 1999)
Cass. pen. n. 4496/1999
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 4496 del 27 luglio 1999)
Cass. pen. n. 1925/1999
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 1925 del 6 luglio 1999)
Cass. pen. n. 1766/1999
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 1766 del 16 giugno 1999)
Cass. pen. n. 1621/1999
Rientra tra i soggetti legittimati a proporre l'istanza di riesame contro il provvedimento di sequestro preventivo, ai sensi dell'art. 322 c.p.p., anche chi utilizzava illegittimamente il bene sequestrato, e tra questi il detentore qualificato nella sua qualità di locatario avente la disponibilità della res e l'interesse a riottenerla.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 1621 del 28 maggio 1999)
Cass. pen. n. 415/1999
L'ambito dei soggetti legittimati a proporre richiesta di riesame del sequestro preventivo è più ristretto rispetto a quello dei soggetti che hanno il diritto di proporre istanza di sequestro conservativo (nell aprima ipotesi l'art. 22 c.p.p. fa riferimento ai soggetti «che avrebbero diritto alla restituzione», mentre nella seconda l'art. 318 c.p.p. attribuisce il diritto a «chiunque vi abbia interesse»). Ne consegue che il promissario acquirente in virtù di contratto preliminare, essendo titolare di un mero diritto di credito, non rientra tra i soggetti che possono proporre l'istanza di riesame del decreto di sequestro preventivo.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 415 del 16 marzo 1999)
Cass. pen. n. 26/1997
In tema di riesame del decreto di sequestro preventivo, l'avviso della data fissata per la udienza camerale a norma dell'art. 324 c.p.p. deve essere dato anche ad ogni interessato che risulti dagli atti a disposizione del tribunale. Non è quindi consentito circoscrivere la partecipazione alla detta udienza ai soli soggetti indicati dall'art. 324, comma sesto, c.p.p. (pubblico ministero, difensore e “chi ha proposto la richiesta”), poiché tale limitazione contrasta non soltanto con l'art. 127 c.p.p., alle cui forme il detto comma sesto fa espresso richiamo, e che prevede che l'avviso della udienza venga dato “alle parti, alle altre persone interessate e ai difensori”, ma soprattutto con gli artt. 322 e 325 c.p.p., che consentono la richiesta di riesame e il successivo ricorso per cassazione, oltre che all'imputato o indagato, al suo difensore, al pubblico ministero e alla persona alla quale sono state sequestrate le cose, anche a colui “che avrebbe diritto alla loro restituzione”. (Fattispecie nella quale non era stato dato avviso della udienza camerale ex art. 324 c.p.p. al proprietario di un autoveicolo sequestrato ad altra persona).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 26 del 10 luglio 1997)
Cass. pen. n. 1573/1997
All'appello ex art. 322 bis c.p.p. contro le ordinanze in materia di sequestro preventivo si applicano le disposizioni dell'art. 310 c.p.p., per il quale il procedimento si svolge nelle forme previste dall'art. 127 c.p.p., senza le precisazioni, riguardanti solo il procedimento di riesame, dell'art. 324, comma sesto, c.p.p. sulle persone destinatarie dell'avviso di udienza, che deve perciò essere notificato anche ai soggetti controinteressati. (Nella fattispecie la Corte ha stabilito che l'avviso dell'udienza di appello doveva essere notificato anche alle curatele dei fallimenti interessate a contrastare la pretesa della banca appellante).
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 1573 del 22 aprile 1997)
Cass. pen. n. 2775/1996
In tema di sequestro preventivo il soggetto che non sia quello a cui la cosa è stata sequestrata e che non abbia diritto alla restituzione della stessa, quand'anche possa assumere qualità di parte offesa, non è legittimato a chiedere il riesame di un provvedimento in positivo della suddetta misura e pertanto non ha diritto a ricevere l'avviso per l'udienza fissata per tale incombente. (Fattispecie in tema di sequestro preventivo di una cosa; affermando il suddetto principio la Cassazione ha escluso la legittimazione al riesame di una società titolare di permesso di ricerca, non seguito da concessione).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 2775 del 14 novembre 1996)
La differenza esistente tra il potere di cognizione del giudice del riesame e quello dell'appello ex art. 322 bis c.p.p., essendo il secondo vincolato dall'effetto devolutivo, non può impedire al giudice di quest'ultima impugnazione di tralasciare di trattare il motivo dedotto, qualora esista una causa ostativa al suo accoglimento (nella specie rinvenuta nell'assenza nell'attestazione sindacale dell'accertamento della congruità della somma).
Cass. pen. n. 2784/1996
Nell'ipotesi in cui gli elementi di fatto siano interamente noti nella loro integrità, il tribunale del riesame non può negare il loro apprezzamento e la configurabilità dell'ipotesi di reato, osservando che in tesi il reato potrebbe essere configurabile e che ogni deduzione appartiene al giudice della cognizione. Deve, invece, svolgere in toto la funzione di giudice del merito, che, pur non essendo di plena cognitio, non può ignorare la realtà di fatto sottoposta al suo esame. (Nella specie, relativa ad annullamento dell'ordinanza impugnata e del decreto di sequestro preventivo, il tribunale del riesame aveva asserito che in astratto il muro di contenimento potrebbe determinare un rilevante mutamento del territorio ed ha riservato al giudice del merito l'accertamento sul tema omettendo di considerare che il diritto vigente ha escluso la necessità della concessione per i muri di cinta).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 2784 del 31 luglio 1996)
Cass. pen. n. 4622/1996
Il decreto di sequestro preventivo emesso in via di urgenza dal P.M. ex art. 321, comma 2 bis c.p.p. non è autonomamente impugnabile per la sua natura intrinsecamente provvisoria e per il principio di tassatività delle impugnazioni. Perciò la Corte di cassazione deve annullare senza rinvio per violazione di legge il provvedimento del tribunale del riesame che abbia deciso, confermando o revocando, in merito all'impugnazione proposta.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 4622 del 29 febbraio 1996)
Cass. pen. n. 4452/1996
Il provvedimento di convalida del sequestro preventivo e quello con il quale viene adottata la misura cautelare sono indipendenti ed autonomi, ciascuno soggetto ad uno specifico mezzo di impugnazione: il primo è appellabile ai sensi dell'art. 322 bis c.p.p., il secondo è riesaminabile ex art. 322 stesso codice. (La Suprema Corte ha osservato che, avendo l'indagato optato per l'impugnazione prevista da tale ultima norma, è improponibile ogni questione - nella specie difetto del requisito dell'urgenza nel sequestro effettuato dalla P.G. - concernente la convalida del sequestro).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 4452 del 13 febbraio 1996)
Cass. pen. n. 3282/1995
Avverso il provvedimento di restituzione di cose sequestrate, adottato dal Gip a seguito dell'accoglimento della richiesta del pubblico ministero di archiviazione non è esperibile il mezzo di impugnazione previsto dall'art. 322 bis c.p.p. (appello) ma esclusivamente il rimedio generale dell'incidente di esecuzione, attivabile anche nella suddetta materia.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 3282 del 2 dicembre 1995)
Cass. pen. n. 3603/1995
Deve riconoscersi sussistenza dell'interesse a proporre istanza di riesame avverso un provvedimento di sequestro preventivo con riguardo ad indagato che, pur non proprietario del bene oggetto della misura, ne abbia comunque la disponibilità; quanto sopra peraltro non può valere per ipotesi di potere di disposizione esplicato in virtù di rapporto organico con un ente: in tal caso la disponibilità che costituisce il presupposto dell'interesse al gravame non spetta all'indagato in quanto tale, ma all'ente in nome del quale viene esercitata ed in nome del quale solo può essere fatta valere. (Fattispecie nella quale era stato sequestrato denaro appartenente al CONI in un procedimento a carico del presidente di tale ente, indagato per abuso di ufficio. Affermando il principio di cui sopra la Cassazione ha ritenuto inammissibile il riesame proposto dal predetto indagato in tale veste rilevando che lo stesso non aveva interesse, che potesse considerarsi tutelato, alla eliminazione della misura che avrebbe invero comportato la restituzione della somma e della sua disponibilità all'ente citato).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 3603 del 27 novembre 1995)
Cass. pen. n. 4911/1995
Il principio secondo cui il giudice competente a pronunciarsi sulla revoca delle misure cautelari personali non incontra alcuna preclusione nella mancata impugnazione dell'ordinanza cautelare nei termini previsti dagli artt. 309, comma 1 e 311, comma 2, c.p.p., si applica anche alle misure cautelari reali. Ne consegue l'ammissibilità dell'appello (art. 322 bis c.p.p.) proposto contro il diniego di revoca del sequestro, anche nel caso in cui non sia stato proposto il riesame previsto dall'art. 322 c.p.p.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 4911 del 31 gennaio 1995)
Cass. pen. n. 2923/1994
In caso di sequestro preventivo di bene immobile, sito in luogo ove vige il sistema tavolare, già appartenente a società incorporata in altra, quest'ultima subentrando colla fusione in tutti i rapporti facenti capo alla prima, ivi comprese le situazioni possessorie, deve ritenersi legittimata, quale titolare del diritto al ripristino del potere sulla cosa posseduta, ad ottenere la restituzione del suddetto bene e quindi a proporre istanza di riesame della misura cautelare; ciò a prescindere dalla intavolazione del diritto di proprietà da lei acquistato.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 2923 del 8 settembre 1994)
Cass. pen. n. 2599/1994
Sussiste la legittimazione ad impugnare la mancata concessione del sequestro preventivo, richiesto dal P.M., da parte della persona che avrebbe diritto alla restituzione delle cose passibili di sequestro, trattandosi di soggetto astrattamente indicato dal legislatore come portatore di interesse meritevole di tutela senza alcuna limitazione in relazione alla natura del provvedimento oggetto di gravame, se non con riferimento al tipo di gravame previsto (riesame contro il provvedimento di sequestro; appello contro le altre ordinanze in materia di sequestro e quindi anche contro quella di mancato accoglimento della relativa istanza del P.M.).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 2599 del 22 agosto 1994)
Cass. pen. n. 1512/1994
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 1512 del 21 giugno 1994)
Cass. pen. n. 1722/1994
La persona offesa dal reato, in quanto tale, qualora non rivesta anche la qualità di persona che potrebbe avere diritto alla restituzione delle cose sequestrate, non è legittimata né a proporre richiesta di riesame avverso il decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice né a presentare appello avverso i provvedimenti in materia di sequestro preventivo né a proporre ricorso per cassazione contro le ordinanze emesse a norma degli artt. 322 bis e 324 c.p.p.
(Cassazione penale, Sez. II, ordinanza n. 1722 del 22 aprile 1994)
Cass. pen. n. 4136/1994
In tema di sequestro, l'art. 322 bis c.p.p. attribuisce al pubblico ministero la facoltà di proporre appello, fuori dei casi previsti dall'art. 322 c.p.p., contro le ordinanze in materia di sequestro preventivo. Con tale norma, introdotta dal D.L.vo 14 gennaio 1992, n. 12 — in analogia con la corrispondente norma dell'art. 310, comma 1, c.p.p. in tema di misure cautelari personali — il legislatore, prevedendo anche per il sequestro una impugnazione diversa dal riesame, ha voluto riferirsi a quelle situazioni in cui la doglianza ha motivo di rivolgersi contro la reiezione di una istanza, promossa per ottenere la concessione di una misura cautelare reale, al fine di ottenerne l'accoglimento, in via sostitutiva, dal giudice del gravame.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 4136 del 22 marzo 1994)
Cass. pen. n. 4905/1994
Per «ordinanze in materia di sequestro preventivo» l'art. 322 bis c.p.p. non ha inteso riferirsi soltanto a quelle con cui la misura cautelare viene disposta, ma a tutti quei provvedimenti che comunque operano in tema di misura cautelare reale.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 4905 del 22 gennaio 1994)
Cass. pen. n. 5099/1994
Poiché l'art. 322 bis c.p.p. prevede la possibilità di proporre appello contro tutte le ordinanze in materia di sequestro preventivo e, quindi, anche in ipotesi di mancato accoglimento da parte del Gip dell'istanza di sequestro formulata dal P.M., sussiste la legittimazione ad impugnare la mancata concessione del sequestro preventivo da parte della persona che avrebbe diritto alla restituzione delle cose passibili di sequestro, trattandosi di soggetto astrattamente indicato dal legislatore come portatore di un interesse meritevole di tutela senza alcuna limitazione in relazione alla natura del provvedimento oggetto del gravame, se non con riferimento al tipo di impugnazione previsto (riesame o appello).
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 5099 del 19 gennaio 1994)
Cass. pen. n. 1605/1993
In tema di provvedimenti cautelari reali, l'impugnazione innanzi al tribunale ha effetto devolutivo ed attribuisce al giudice del gravame una pienezza di cognizione con la possibilità di rimediare sia alla insufficienza che alla mancanza di motivazione.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 1605 del 14 agosto 1993)
Cass. pen. n. 1266/1993
Nell'ipotesi in cui il giudice per le indagini preliminari, con unico provvedimento, convalidi il sequestro preventivo eseguito di propria iniziativa dalla polizia giudiziaria e, su autonoma richiesta del pubblico ministero, emetta decreto di sequestro relativo al manufatto, già sequestrato dalla polizia giudiziaria, l'istanza con la quale l'interessato chiede al tribunale il riesame deve intendersi riferita ad entrambi i sequestri (a quello ad opera della polizia giudiziaria e a quello a richiesta autonoma del P.M.).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 1266 del 25 giugno 1993)
Cass. pen. n. 555/1993
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 555 del 13 aprile 1993)
Cass. pen. n. 515/1993
Contro le ordinanze del giudice per le indagini preliminari di convalida di sequestri preventivi disposti dal pubblico ministero o eseguiti di iniziativa della polizia giudiziaria è consentito l'appello, a norma dell'art. 322 bis c.p.p., con la disciplina indicata dall'art. 310 stesso codice.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 515 del 7 aprile 1993)
Cass. pen. n. 3366/1992
Come si desume dalla chiara lettera dell'art. 322 c.p.p., rafforzata dal principio generale espresso dall'art. 568, comma terzo, dello stesso codice, la persona sottoposta alle indagini nei cui confronti sia stato adottato un decreto di sequestro preventivo è legittimata a richiedere il riesame di detto provvedimento anche se la cosa sequestrata sia di proprietà di terzi. Né può contestarsi la presenza nell'indagato dell'interesse al gravame: sia perché presupposto del sequestro preventivo è che la persona sottoposta alle indagini abbia un qualche potere di disposizione sulla cosa sia perché i provvedimenti cautelari influenzano comunque il corso del procedimento penale.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 3366 del 29 ottobre 1992)
relative all'articolo 322 Codice di procedura penale
Norma di riferimento: Articolo 322 Codice proc. penale - Riesame del decreto di sequestro preventivo | Quesito Q201616151
Mariangela M. chiede
giovedì 12/05/2016 - Piemonte
“Sono accusata di truffa su dei contratti telefonici, non sono la proprietaria del negozio ma hanno fatto un sequestro preventivo lo stesso, l indagata sono io , ho fatto istanza di dissequestro ma il pM ha posto diniego , può la proprietaria del negozio attivarsi per riavere la sua attività? E il pM quanto tempo può sequestrare in negozio, la proprietaria vive solo di quello con un minore a carico grazie per la risposta ...”
L'art. 321 del c.p.p., nel disciplinare il cd. sequestro preventivo in materia penale, al comma 1 stabilisce che:
"1. Quando vi è pericolo che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze di esso ovvero agevolare la commissione di altri reati, a richiesta del pubblico ministero il giudice competente a pronunciarsi nel merito ne dispone il sequestro con decreto motivato. Prima dell'esercizio dell'azione penale provvede il giudice per le indagini preliminari".
Tale sequestro può essere revocato su istanza del pubblico ministero o dell'interessato "quando risultano mancanti, anche per fatti sopravvenuti, le condizioni di applicabilità previste dal comma 1. Nel corso delle indagini preliminari provvede il pubblico ministero con decreto motivato" (art. 321, comma 3, del c.p.p.).
L'art. 322 del c.p.p. prevede che avverso il decreto di sequestro "emesso dal giudice l'imputato e il suo difensore, la persona alla quale le cose sono state sequestrate e quella che avrebbe diritto alla loro restituzione possono proporre richiesta di riesame, anche nel merito, a norma dell'articolo art. 324 del c.p.p.".
Pertanto, con particolare riferimento al caso di specie, alla luce del dettato della norma ora richiamata, si ritiene che la proprietaria del negozio sia legittimata a presentare la richiesta di riesame del decreto di sequestro in questione.
Per quanto riguarda la durata del sequestro preventivo occorre evidenziare che solamente "con la sentenza di proscioglimento o di non luogo a procedere, ancorché soggetta a impugnazione, il giudice ordina che le cose sequestrate siano restituite a chi ne abbia diritto, quando non deve disporre la confisca a norma dell'articolo 240 del codice penale" (art. 323, comma 1, del c.p.p.).
Pertanto, all'esito dell'analisi della normativa in materia di sequestro preventivo, si suggerisce di rivolgersi il prima possibile ad un legale in modo da predisporre tempestivamente l'atto più idoneo volto a contestare i presupposti del sequestro, evidenziando altresì la situazione personale della proprietaria del negozio.

References: Articolo 322

Articolo 322
 art. 321
 art. 318

Cass. 
 art. 325
 sentenza 

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 art. 324
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 art. 322
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 art. 322

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 art. 321
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 art. 322
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 Articolo 322
 art. 324
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