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Timestamp: 2018-05-27 09:46:30+00:00

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SKA-P! il forum italiano più seguito dai fans degli Ska-P -> Federico Aldrovandi
Inviato il: Lunedì, 06-Lug-2009, 20:30
quoto ..sperando non la riducano successivamente
cmq ho trovato un altro articolo...secondo me certi avvocati si dovrebbero vergognare di difendere certi personaggi...capisco che è un lavoro ma un po' di dignità no?..
Condannati i poliziotti per la morte di Aldrovandi
Tre anni e sei mesi ai quattro agenti accusati di eccesso colposo nell'omicidio del ragazzo di 18 anni
I DIFENSORI DEGLI AGENTI: «RICORREREMO IN APPELLO» - «Tutti i processi hanno tre gradi di giudizio, vedremo la coda lunga di questo». Alessandro Pellegrini, uno dei quattro difensori ha fatto questa considerazione uscendo dall'aula dopo la sentenza. «Ciò che dovevo dire l'ho detto al giudice», si è limitato a dire Gabriele Bordoni che aveva creduto fino in fondo su un esito diverso al processo proponendo l'assoluzione degli agenti. Mentre Michela Vecchi ha annuito ai colleghi in merito al fatto che la sentenza dovrà avere il vaglio degli altri gradi di giudizio. Visi lunghi, come è comprensibile dopo la lettura della sentenza da parte dei difensori. Giovanni Trombini è sembrato il più distaccato: «Leggeremo le motivazioni, attentamente e poi proporremo appello». E le sue non sono state solo le solite dichiarazioni di circostanza: «Abbiamo prospettato al giudice ciò di cui eravamo e siamo convinti ossia la totale estraneità dei quattro agenti, che riproporremo in appello». Unico a commentare la sentenza tra gli imputatio, è stato Enzo Pontani (l'altro agente presente era Luca Pollastri, mentre gli altri due erano assenti, uno perchè in servizio al G8 de L'Aquila): «Posso dire che stasera giustizia non è stata fatta. E posso anche dire che io la notte dormo sonni tranquilli, qualcun altro non lo so».
LA VICENDA - All'alba del 25 settembre 2005 Federico Aldrovandi, 18 anni, era morto su un marciapiede di Ferrara. La ricostruzione della questura aveva sostenuto che stava tornando a casa dopo una serata con gli amici, si era sentito male e dava in escandescenze. Ammanettato dagli agenti era svenuto ed era poi deceduto prima che arrivassero i soccorsi.
Inizialmente si era parlato di droga, poi di un malore. La madre del ragazzo denunciava invece un pestaggio da parte della polizia. Nel 2006, una foto choc, pubblicata da Liberazione, mostrava i segni di percosse sul corpo del ragazzo e riapriva il caso.
Inviato il: Martedì, 07-Lug-2009, 16:07
ho sentito alla radio! io sono "parzialmente contento"... federico non c'è più, e questo è un fatto. i puniti non hanno ricevuto abbastanza anni di reclusione, ma almeno sono stati dichiarati colpevoli, ma questo non è un fatto.
Inviato il: Martedì, 07-Lug-2009, 16:32
QUOTE (alamierda84 @ Lunedì, 06-Lug-2009, 21:30)
accusati di eccesso colposo nell'omicidio colposo
io porrei vorrei capire che significa cio'? non è omicidio colposo? l'ecceso dove sta? c'era un motivo per arrestarlo?
Inviato il: Martedì, 07-Lug-2009, 16:38
Esatto: eccesso di cosa????
Non ho capito a cosa sei contrario jaq.
Inviato il: Sabato, 18-Set-2010, 10:57
FIRMA LA PETIZIONE QUI:
"Il film sulla storia di Federico Aldrovandi di Filippo Vendemmiati "E' stato morto un ragazzo" presentato alla Mostra del Cinema di Venezia ripercorre l'emblematico caso giudiziario e giornalistico legato alla morte del giovane. Un film non contro un'istituzione, ma a difesa... dei diritti dei cittadini, per la trasparenza dello stato e per evitare che in futuro in Italia possano accadere altre morti assurde come quella di Federico. Un film importante, ed è per questo che riteniamo altrettanto importante che la Rai decida di trasmetterlo!" E' l'appello lanciato a Venezia dal portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti.
Primi firmatari: Patrizia Moretti madre di Federico, il padre Lino Aldrovandi, il fratello Stefano, lo zio Franco, gli amici Aldrea Boldrini, Paolo Burini, Matteo Parmegiani, gli avvocati Fabio Anselmo, Alessandro Gamberini, Riccardo Venturi, Alessandra Pisa, l'insegnante Giampiero Benedetti. Oltre a loro hanno aderito, tra gli altri, anche gli attori Ottavia Piccolo e Valerio Mastandrea, il presidente della provincia Nicola Zingaretti, i giornalisti Roberto Natale, Bice Biagi, Loris Mazzetti, Ottavio Olita, Stefano Corradino e Federico Orlando".
Inviato il: Martedì, 12-Ott-2010, 21:25
Omicidio Aldrovandi, lo Stato risarcisce la famiglia
Lo Stato ha riconosciuto un risarcimento alla famiglia di Federico Aldrovandi, il ragazzo morto a Ferrara durante un controllo di polizia il 25 settembre 2005. È stato raggiunto due giorni fa l’accordo per la
transazione economica a favore delle parti civili costituite nei processi nati dalle inchieste sulla morte del ragazzo. Complessivamente ai familiari di Federico andranno quasi due milioni. In cambio lo Stato chiede alla famiglia di non costituirsi parte civile nei procedimenti ancora aperti sulla vicenda.
«Sono soddisfatto dal punto di vista professionale, si tratta di una ammissione di responsabilità di indubbia valenza - ha spiegato uno dei legali della famiglia, Fabio Anselmo, ricordando che il ministero dell’Interno non era mai stato citato come responsabile civile - ma anche dispiaciuto dal punto di vista umano, avrei voluto essere in appello. Però capisco la fatica della famiglia per tutta questa battaglia». Ma - ha assicurato - il papà e la mamma di Federico, Lino Aldrovandi e Patrizia Moretti, saranno comunque in aula in appello. Le responsabilità penali restano ovviamente in capo agli imputati.
I quattro poliziotti di pattuglia quella mattina sono stati condannati in primo grado per eccesso colposo in omicidio colposo, e altri tre loro colleghi sono stati condannati per il depistaggio delle indagini (per un quarto il processo è ancora in corso).
«Oggi si può iniziare a parlare di pacificazione» ha detto Anselmo, ricordando che la famiglia di Federico non ha mai avuto un atteggiamento di contrapposizione nei confronti della polizia, ma ha solo lottato perché fosse ristabilita la verità su quanto gli era accaduto.
«In prima fila alla proiezione ferrarese del film “È stato morto un ragazzo” del giornalista Filippo Vendemmiati sulla vicenda di Federico c’era il questore - ha detto Anselmo - e anche lo stesso Manganelli è stato molto vicino alla madre». «L’associazione delle vittime delle forze dell’ordine che stiamo fondando - ha concluso - nasce per aiutare chi si trova in situazioni simili ed è in difficoltà. Lo scopo è chiedere aiuto allo Stato affichè non lasci solo chi si trova in queste situazioni».
La mamma di Federico: è un altro passo «È un altro passo: una tragedia così non si chiuderà mai, Federico non ce lo restituirà mai nessuno, ma l’importante è che la sua memoria sia quella giusta. Quello che mi interessava era far sapere quello che è successo, e questo è un obiettivo raggiunto».
Patrizia Moretti, la mamma di Federico Aldrovandi, commenta così il risarcimento di 2 milioni di euro riconosciuto dallo Stato alla sua famiglia per la morte del ragazzo, avvenuta a Ferrara durante un controllo di polizia il 25 settembre 2005. Le motivazioni della sentenza di condanna di primo grado, che hanno accertato le responsabilità dei quattro poliziotti coinvolti nell’intervento degenerato in pestaggio che causò la morte del giovane, per la famiglia sono chiare, anche se parteciperà comunque al processo di appello. Il decreto con l’accordo tra le parti, spiega uno dei legali della famiglia, Fabio Anselmo, è già stato firmato dal ministero dell’Interno e prevede che la famiglia non si costituisca più parte civile nei procedimenti ancora aperti. «Non è solo una questione economica, ma un segnale importante - spiega ancora la mamma di Federico - dopo una battaglia durissima, che lo Stato stesso si faccia portavoce, promuova un avvicinamento alla famiglia, è una bella cosa».
Per il legale c’è la soddisfazione professionale «per un’ ammissione di responsabilità di indubbia valenza» ma anche il rammarico dal punto di vista umano di non essere parte in appello. «La famiglia è stremata da cinque anni di feroci battaglie - commenta Anselmo - è soddisfatta dalla sentenza di primo grado che vedrà una sicura conferma dell’impianto in secondo grado, cerca di voltare pagina». Se si è arrivati a questo punto, è comunque perché la famiglia di Federico non si è mai fermata davanti alla ricostruzione ufficiale dei fatti, raccogliendo anche tramite un blog divenuto tra i più cliccati in Italia, prove e testimonianze su quello che era veramente avvenuto quella sera.
Per la mamma di Federico Aldrovandi, la ricerca della verità continuerà in sede penale, ma anche al di fuori delle aule dei tribunali. «La nostra idea è costituire una associazione - spiega ancora Patrizia Moretti - affinché fatti come questi non si ripetano mai più: l’idea ci è’ venuta lo scorso 25 settembre, nel quinto anniversario della morte di mio figlio. Il nostro è uno scopo propositivo - conclude la mamma - lo Stato ci ha dato una grande risposta, vorrei questa fosse una strada da seguire».
Inviato il: Mercoledì, 13-Ott-2010, 12:52
ecco, bravo, volevo postarlo ma poi non mi sono ricordato.
Lati "positivi", finalmente, della vicenda...
Inviato il: Mercoledì, 13-Ott-2010, 18:57
si anche se non penso che i soldi possano valere la vita di un figlio...
Inviato il: Lunedì, 22-Nov-2010, 17:45
La mamma di Aldrovandi: “Ecco cosa avrei detto a Vieni via con me”
La replica di Maroni a Saviano cancella l’intervento di Patrizia Moretti. Riportiamo gli elenchi che avrebbe dovuto leggere in diretta.
La mamma di Aldrovandi: Ecco cosa avrei detto a Vieni via con me
Inviato il: Mercoledì, 13-Apr-2011, 10:31
Caso Aldrovandi, "Io imputata dopo la morte di mio figlio"
Patrizia Moretti sarà processata il 1 marzo 2012 con l’accusa di diffamazione verso la pm Mariaemanuela Guerra per le critiche che fece alle prime indagini condotte dal magistrato sulla morte del figlio. A giudizio anche giornalisti e direttore della Nuova Ferrara
Il dolore ce l'ha dentro, e se lo tiene stretto. La rabbia invece la getta fuori con le lacrime che si asciuga, uscendo dal tribunale, e con parole misurate che non vuol più tenere a freno: «Non avrei mai immaginato di ritrovarmi imputata dopo la morte di mio figlio».
«Ma come hanno voluto fare il processo a Federico indagando su di lui solo sulla droga, ora lo faremo al magistrato che mi ha denunciato, la dottoressa Guerra». A 6 anni dalla morte del figlio, dopo processi, sentenze e veleni come vittima di una delle tragedie umane e giudiziarie più impensabili, Patrizia Moretti da ieri è imputata di diffamazione a mezzo stampa nei confronti del pm Mariaemanuela Guerra. E' stato il gup Villani del tribunale di Mantova a decidere, con una udienza lampo, che lei, il direttore della Nuova Ferrara e due giornalisti (uno di loro a processo nonostante non abbia scritto nessuno degli articoli incriminati e chiamato in causa dalla procura perchè comunque avrebbe collaborato alla stesura o il suo nome potrebbe essere uno pseudonimo) dovranno presentarsi in tribunale il 1 marzo 2012.
«Sono da oggi imputata - ha spiegato la Moretti - per aver criticato il modo con cui vennero fatte le prime indagini sulla morte di mio figlio. I giudici hanno deciso per il processo, lo faremo, andando fino in fondo, senza scorciatoie e nemmeno remissioni di querele». All'udienza velocissima, il pm Fabrizio Celenza aveva rinnovato la richiesta di rinvio a giudizio, nonostante le difese della Moretti e del giornale avessero prodotto copiosa documentazione su tutte le sentenze del caso Aldrovandi, Aldrovandi bis che contengono le dichiarazioni di altri magistrati ferraresi che si sono occupati di questi casi e di atti del Csm che aveva valutato l'operato della pm Guerra sul mancato sopralluogo il giorno della morte di Federico in via Ippodromo, il 25 settembre 2005. «Il processo non ci spaventa, sarà la stessa dottoressa Guerra il nostro principale teste a discarico» ha detto l'avvocato Fabio Anselmo, difensore della Moretti.
Il legale nella sua arringa ha fatto anche un accostamento singolare: le stesse affermazioni critiche sulle indagini della pm Guerra per cui ora è a processo la Moretti - ha riferito - sono le stesse, e più dirette, riproposte nel docu-film sul caso Aldrovandi di Filippo Vendemmiati, giornalista pluri-premiato in tutta Italia e che l'8 maggio prossimo sarà premiato dal presidente della Repubblica Napolitano, per la sua opera di denuncia. «Un filmato che non è stato querelato», ha spiegato al giudice il legale: «Perchè allora la Nuova Ferrara sì e altri no?».
Il difensore della Nuova Ferrara, Arrigo Gianolio ha sottolineato al giudice «che un magistrato dovrebbe avere sempre equilibrio e che in questa vicenda purtroppo mi pare sia mancato».
«E' assurdo tutto questo - ha commentato Patrizia Moretti -. A pensarci bene non ho ancora capito per quale motivo debba sostenere un processo come imputata. Solo per aver criticato come mio diritto l'operato del magistrato che si occupò della prima parte dell'inchiesta sulla morte di mio figlio: si è trattato di critiche che ho potuto fare solo dopo aver appreso nuovi fatti da inchieste e processi condotti da altri magistrati a Ferrara». «Voglio ricordare - conclude - che questa inchiesta era stata condotta da un altro magistrato, il pm Nicola Proto che ha portato a processo e fatto condannare i quattro poliziotti per la morte di mio figlio».
Inviato il: Giovedì, 01-Set-2011, 12:09
Caso Aldrovandi, i giudici di Appello: “La Questura ordinò di manipolare la verità”
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