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Timestamp: 2017-12-17 06:41:40+00:00

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I requisiti professionali richiesti per svolgere il ruolo di Responsabile e di Addetto al Servizio Prevenzione e Protezione - PDF
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1 CAPITOLO 1. I requisiti professionali richiesti per svolgere il ruolo di Responsabile e di Addetto al Servizio Prevenzione e Protezione Introduzione Il DLgs 23 giugno 2003, n. 195 modifica in modo sostanziale i requisiti professionali richiesti per svolgere sia il ruolo del Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP) che quello di Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione (ASPP). La novità introdotta in materia di sicurezza e igiene sul lavoro (DLgs 626/94, art. 8 e ss.) è rilevante: per poter svolgere queste attività, sarà infatti necessario aver frequentato e superato l esame finale di un corso specifico di formazione (art. 2 comma 5 del DLgs 195/2003). Causa dell emanazione del DLgs 195/2003 (Decreto RSPP) L emanazione di questo decreto è la diretta conseguenza della condanna che l Italia ha ricevuto con la sentenza C- 49/00 della Corte di Giustizia della Comunità Europea 1 per inadempienza alla Direttiva 89/391. La sentenza C-49/00 della Corte di Giustizia della CE condanna dunque l Italia per inadempienza ai seguenti tre punti: Perché è stato emanato il DLgs 195/ Per chiarezza è opportuno ricordare che il DLgs 19 settembre 1994 n. 626 è l attuazione in Italia delle Direttive 89/391/CEE, 89/645/CEE, 89//655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42/CE, 98/24/CE, 99/38/CE, 2001/45/CE e 99/92/CE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro.
2 12 CAPITOLO 1 Le tre inadempienze rilevate dalla Corte di Giustizia della CE 1. Mancata previsione dell obbligo del Datore di Lavoro di valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza esistenti sul luogo di lavoro. 2. Mancata precisazione dell obbligo del Datore di Lavoro di fare ricorso a servizi esterni di protezione e prevenzione quando le competenze interne all Azienda sono insufficienti. 3. Mancata definizione delle capacità e attitudini di cui devono essere in possesso le persone responsabili delle attività di protezione e di prevenzione dei rischi professionali per la salute e la sicurezza dei Lavoratori. Per adempiere agli obblighi imposti con i punti 1 e 2 dalla condanna, il Legislatore italiano è già intervenuto modificando gli articoli 4 e 8 del DLgs 626/94 2 con la Legge n. 39/02 (Disposizioni per l adempimento di obblighi derivanti dall appartenenza dell Italia alle Comunità europee Legge comunitaria 2001). Per quanto riguarda gli obblighi imposti dal punto 3, l adeguamento alle disposizioni comunitarie avviene invece con l entrata in vigore del DLgs 195/03, che ha modificato l art. 8 del DLgs 626/94 con alcune piccole modifiche di coordinamento ed ha aggiunto allo stesso decreto l art. 8 bis, che tratta, per l appunto, delle capacità e requisiti professionali degli Addetti e dei Responsabili dei Servizi di Prevenzione e Protezione interni o esterni. Cosa dice il DLgs 23 giugno 2003 n. 195 (decreto RSPP) DLgs 195/2003 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 174 del 29 luglio 2003 Modifiche ed integrazioni al DLgs 19 settembre 1994, n. 626, per l individuazione delle capacità e dei requisiti professionali richiesti agli addetti ed ai responsabili dei servizi di prevenzione e protezione dei lavoratori, a norma dell art. 21 della legge 1 marzo 2002, n In genere, tutti i testi che riportano il DLgs 626/94, sono aggiornati con il DLgs 242/96 e con le ulteriori modifiche e integrazioni, fino a quelle degli articoli 4 e 8 di cui abbiamo accennato.
3 44 CAPITOLO 1 PROSPETTO 1 Settori Rischi Rischi chimici Rischi fisici Classificazione Macro-settori ATECO agenti di attività (ATECO) cancero- Gas Polveri Liquidi Etichet- Rumore Vibra- Video- Micro- Radiageni e Vapori Fumi tatura zione terminali clima e zioni mutageni Fumi Nebbie illuminazione 1 Agricoltura A X X X X X X X X X 2 Pesca B X X X X X X X X 3 Estrazioni minerali CA X X X X X X X X X Altre industrie estrattive CB Costruzioni F 4 Industrie alimentari, ecc. DA X X X X X X X X X X X Tessili, Abbigliamento, DB Conciarie, Cuoio, DC Legno, DD Carta, Editoria, Stampa, DE Minerali non metalliferi, DI Produzione e lavorazione metalli, DJ Fabbricazione macchine, DK apparecchi meccanici, Fabbricaz. Macchine app. DL elettrici, elettronici, Autoveicoli, DM Mobili, DN Produzione e distribuzione di E energia elettrica, gas, acqua Smaltimento rifiuti O Rischi biologici
4 I requisiti professionali richiesti 45 segue PROSPETTO 1 Settori Rischi Rischi chimici Rischi fisici Classificazione Macro-settori ATECO agenti di attività (ATECO) cancero- Gas Polveri Liquidi Etichet- Rumore Vibra- Video- Micro- Radiageni e Vapori Fumi tatura zione terminali clima e zioni mutageni Fumi Nebbie illuminazione 5 Raffinerie - Trattamento X X X X X X X X X X X combustibili nucleari, DF Industria chimica, Fibre DG Gomma, Pastica DH 6 Commercio ingrosso e dettaglio - Attività Artigianali non assimilabili G alle precedenti (carrozzerie, riparazione veicoli, X X X X X X X X X lavanderie, parrucchieri, panificatori, pasticceri, ecc.) - Trasporti, Magazzinaggi, I Comunicazioni) 7 Sanità Servizi sociali N X X X X X X X X Rischi biologici 8 Pubblica Amministrazione L X X X X X X X Istruzione M 9 Alberghi, Ristoranti, H X X X X X X X Assicurazioni, J Immobiliari, Informatica K Ass.ni ricreative, culturali, sportive, O Servizi domestici, P Organizzazioni Extraterritoriali Q
5 CAPITOLO 2. Il procedimento Proposte per formativo corsi di ed i provvedimenti Formazione per sanzionatori datori di lavoro, Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), lavoratori dipendenti, personale addetto all antincendio Premessa Abbiamo già ampiamente illustrato le innovazioni che sono entrate in vigore con il DLgs 195/03 In sintesi, ripetiamo che in questo decreto: - viene modificata la definizione del RSSP (art.2); - vengono introdotti nuovi criteri anche per gli Addetti al SPP; - vengono modificate alcune definizioni contenuta dall art. 8 (in merito al SPP, ecc.); - viene aggiunto al DLgs 626/94 il nuovo art. 8 bis, che tra l altro prevede: a) la validità solo dei corsi di formazione svolti secondo le norme che entreranno in vigore e che dovranno essere promossi soltanto da soggetti autorizzati; b) l introduzione di materie nuove in cui essere competenti (es. tecniche di comunicazione, aspetto psico-sociale, ecc.) c) l obbligatorietà delle verifiche degli apprendimenti. A questo punto, definiti in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, in merito alla tipologia dei nuovi Corsi che dovranno seguire i Responsabili del Servizio Prevenzione e Protezione dai Rischi e gli Addetti al SPP, non ci resta che completare il quadro della formazione che può essere necessaria in una Azienda riportando anche i contenuti dei Corsi per: - i Rappresentanti del Lavoratori per la Sicurezza (RLS); - i Datori di lavoro che hanno assunto direttamente la funzione di Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezio- Proposte per ulteriori corsi di formazione necessari in Azienda
6 58 CAPITOLO 2 ne dai Rischi nella propria Azienda; - i lavoratori dipendenti; - il personale addetto all antincendio; I Corsi Corso di formazione per Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) Il DLgs 195/03 non prevede assolutamente modifiche al Corso di formazione per Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) i cui contenuti minimi sono già previsti dal DLgs 626/94, all art. 22, comma 4 e 7 e nel DM 16 gennaio 1997 che stabilisce i contenuti minimi e la durata del Corso che per i RLS deve essere almeno di 32 ore. Corso di formazione per Datori di lavoro che hanno assunto direttamente la funzione di Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione dai Rischi nella propria Azienda Come già detto precedentemente, è veramente singolare come il DM 16 gennaio 1997, che regolamenta la durata di questi ultimi due corsi, stabilisca per i Datori di lavoro la semplice frequenza ad un corso della durata minima di ore 16 mentre per i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) impone invece la frequenza ad un corso di durata minima di 32 ore. Corsi di formazione base per Lavoratori L informazione e la formazione che debbono essere date ai lavoratori è prevista dal DLgs 626/94, art. 21 e 22 e dal DM 16 gennaio 1997, art. 1. Naturalmente è destinata a ciascun lavoratore (diritto inalienabile che nemmeno eventuali accordi sindacali potranno inficiare). Deve essere fatta in occasione dell assunzione del Lavoratore; del trasferimento o cambiamento di mansioni; dell introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi.
7 CAPITOLO 3. Il procedimento I Corsi formazione formativo pered i provvedimenti Datori lavoro, sanzionatori per Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza e per i Lavoratori dipendenti Obiettivi Il DM 16 gennaio 1997 è composto soltanto da 4 articoli che trattano dei contenuti minimi della formazione dei Lavoratori, dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza e dei Datori di lavoro che possono svolgere direttamente i compiti propri del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. Il decreto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Italiana n. 27 del 3 Febbraio Alleghiamo al breve commento dato per i Corsi di formazione dei Datori di lavoro, dei Rappresentanti per la Sicurezza dei Lavoratori (RLS) e dei Lavoratori dipendenti, i relativi articoli del decreto. Corso di formazione per Datori di lavoro che hanno assunto direttamente la funzione di Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione dai Rischi nella propria Azienda (durata 16 ore) Abbiamo già detto nel primo capitolo che il comma 7 del nuovo art. 8 bis del DLgs 626/94 sancisce che è fatto salvo l art. 10 del DLgs 626/94 che consente ai Datori di lavoro di Aziende di dimensioni medio piccole (di cui all Allegato I del DLgs 626/94) di svolgere direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione dai Rischi a condizione di aver frequentato un apposito corso di formazione in materia di sicurezza e salute sul luogo di lavoro, della durata minima di ore 16. Tutto ciò sembra porre al riparo i Datori di lavoro dalle novità che dovrebbero scaturire dall indirizzo che verrà defini- Datore di lavoro che svolge direttamente la funzione di RSPP: Corso di 16 ore obbligatorio per legge
8 62 CAPITOLO 3 to in sede di Conferenza permanente tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano in quanto il DM 16 gennaio 1997, all art. 3 specifica quali sono i contenuti minimi di questo corso di 16 ore, senza esame finale. Art. 3 del DM 16 gennaio Formazione dei Datori di lavoro. I contenuti della formazione dei datori di lavoro che possono svolgere direttamente i compiti propri del responsabile del servizio di prevenzione e protezione sono i seguenti: a) il quadro normativo in materia di sicurezza dei lavoratori e la responsabilità civile e penale; b) gli organi di vigilanza e di controlli nei rapporti con le aziende; c) la tutela assicurativa, le statistiche ed il registro degli infortuni; d) i rapporti con i rappresentanti dei lavoratori; e) appalti, lavoro autonomo e sicurezza; f) la valutazione dei rischi; g) i principali tipi di rischio e le relative misure tecniche, organizzative e procedurali di sicurezza; h) i dispositivi di protezione individuale; i) la prevenzione incendi ed i piani di emergenza; l) la prevenzione sanitaria; m) l informazione e la formazione dei lavoratori. La durata minima dei corsi per i datori di lavoro è di 16 ore. Per chiarire meglio quali sono i Datori di lavoro ai quali è consentito lo svolgimento diretto dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi, riportiamo il contenuto dell Allegato 1 al DLgs 626/94: Allegato 1 Casi in cui è consentito lo svolgimento diretto da parte del Datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi (art. 10 del DLgs 626/94). Aziende artigiane e industriali fino a 30 Addetti. Aziende agricole e zootecniche fino a 10 Addetti. Aziende della pesca fino a 20 Addetti. Altre Aziende fino a 200 Addetti.
9 CAPITOLO 4. Il procedimento I Corsi per gli formativo Addetti ed i provvedimenti Antincendio sanzionatori Il DM 10 marzo 1998 nell allegato IX elenca i contenuti minimi dei corsi di formazione per addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze, in relazione al livello di rischio dell attività. CORSO A: Corso per addetti antincendio in attività a rischio di incendio basso (durata 4 ore) Rientrano in tale categoria di attività quelle non classificabili a medio ed elevato rischio e dove, in generale, sono presenti sostanze scarsamente infiammabili, dove le condizioni di esercizio offrono scarsa possibilità di sviluppo di focolai e dove non sussistono probabilità di propagazione delle fiamme. I contenuti del corso dovranno essere: 1) l incendio e la prevenzione (1 ora) - principi della combustione; - prodotti della combustione; - sostanze estinguenti in relazione al tipo di incendio; - effetti dell incendio sull uomo; - divieti e limitazioni di esercizio; - misure comportamentali. 2) protezione antincendio e procedure da adottare in caso di incendio (1 ora) - principali misure di protezione antincendio; - evacuazione in caso di incendio; - chiamata dei soccorsi. 3) esercitazioni pratiche (ore 2) - presa visione e chiarimenti sugli estintori portatili; - istruzioni sull uso degli estintori portatili effettuata o avvalendosi di sussidi audiovisivi o tramite dimostrazione pratica. Questo tipo di corso può essere svolto anche dal Responsabile del SPPR o dal tecnico consulente della stessa Azien- Addetti Antincendio: Corsi di 4 ore
10 66 CAPITOLO 4 da, se sufficientemente esperto. Ovviamente a fine corso il Docente dovrà rilasciare un Attestato (vedi modelli che seguono). Addetti Antincendio: Corso di 8 ore CORSO B: Corso per addetti antincendio in attività a rischio di incendio medio (durata 8 ore) A titolo esemplificativo e non esaustivo rientrano in tale categoria di attività: i luoghi di lavoro compresi nell allegato al DM 16 febbraio 1982 e nelle tabelle A e B annesse al DPR n. 689/59, con esclusione delle attività considerate a rischio elevato. i cantieri temporanei e mobili ove si detengono ed impiegano sostanze infiammabili e si fa uso di fiamme libere, esclusi quelli interamente all aperto. (Per semplicità, vedere se l attività che ci interessa è esclusa dalle categorie di attività inserite nell allegato X del DM 10 marzo 1998 che è riportato per il corso C). 1) L incendio e la prevenzione incendi (2 ore) - principi sulla combustione e l incendio; - le sostanze estinguenti; - triangolo della combustione; - le principali cause di un incendio; - rischi delle persone in caso di incendio; - principali accorgimenti e misure per prevenire gli incendi. 2) Protezione antincendio e procedure da adottare in caso di incendio (3 ore) - le principali misure di protezione contro gli incendi; - vie di esodo; - procedure da adottare quando si scopre un incendio o in caso di allarme; - procedure per l evacuazione; - rapporti con i vigili del fuoco; - attrezzature e impianti di estinzione; - sistemi di allarme; - segnaletica di sicurezza; - illuminazione di emergenza. 3) Esercitazioni pratiche (3 ore)
11 Il procedimento formativo ed Legislazione i provvedimenti essenziale sulla sanzionatori Sicurezza sul Lavoro CAPITOLO 3. La Sicurezza nelle attività lavorative esercitate al di fuori delle mura domestiche non nasce con il DLgs 626/94, ma ha radici molto più profonde nella legislazione italiana. I Principi generali di tutela sul lavoro sono infatti garantiti dalla Costituzione, dal Codice Civile, dal Codice Penale, dal Testo unico delle disposizioni per l assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro (DPR 1124/65), dallo Statuto dei lavoratori (legge 300/70), dall istituzione del Servizio Sanitario nazionale (legge 833/78), ecc. Della Costituzione è sufficiente ricordare i contenuti dei seguenti articoli: art. 32: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell individuo e interesse della collettività - omissis art. 35: La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l elevazione professionale dei lavoratori. Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti dei lavoro - omissis art. 41: L iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali - omissis Questi articoli, sostanzialmente, sanciscono che il diritto alla salute è preminente sul diritto alla produzione, a cui giustamente tende qualsiasi iniziativa economica ed attività lavorativa. Del Codice Civile è opportuno invece ricordare almeno i seguenti articoli: Diritto alla salute Codice Civile
12 74 LEGISLAZIONE ESSENZIALE SULLA SICUREZZA SUL LAVORO art. 2043: Risarcimento per fatto illecito. art. 2050: Responsabilità per l esercizio di attività pericolose art. 2086: Direzione e gerarchia nell Impresa. L Imprenditore è capo dell impresa e da lui dipendono gerarchicamente i suoi collaboratori. art. 2087: Tutela delle condizioni di lavoro L Imprenditore è tenuto ad adottare nell esercizio dell impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro. Codice Penale Quest ultimo articolo, in particolar modo, è fondamentale appunto per la Tutela delle condizioni di lavoro e sancisce chiaramente quali sono gli obblighi e le responsabilità che il Datore di lavoro ha nel tutelare l integrità fisica dei lavoratori. Del Codice Penale, infine, è sufficiente ricordare con gli articoli che seguono, che esistono sanzioni e pene per chi non rispetta le leggi che tutelano la sicurezza sul lavoro: art. 437: Rimozione od omissione dolosa di cautela contro gli infortuni. art. 451: Omissione colposa di cautele o difese contro disastri o infortuni sul lavoro. art. 589: Omicidio colposo. art. 590: Lesioni personali colpose. LA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI Il DPR degli anni 50 La Prevenzione degli infortuni è tutelata da numerose leggi che hanno avuto una forte accelerazione negli anni 50, che, occorre ricordarlo, sono in pratica gli anni del dopoguerra e della ricostruzione. Il legislatore italiano, sulla base delle statistiche degli infortuni rilevate nei primi anni della ricostruzione, negli anni 1955 e 1956 emana quelle leggi sulla prevenzione degli infortuni che sono tuttora fondamentali ed alla base della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.

References: art. 8
 sentenza 
 sentenza 
 art. 8
 art. 8
 art. 21
 art. 8
 art. 8
 art. 22
 art. 21
 art. 1
 art. 8
 art. 10
 art. 3
 Art. 3
 art. 32
 art. 35
 art. 41
 art. 2043
 art. 2050
 art. 2086
 art. 2087
 art. 437
 art. 451
 art. 589
 art. 590