Source: https://www.miolegale.it/norme/dlgs-23-2011-feralismo-fiscale-municipale/
Timestamp: 2019-07-24 06:31:30+00:00

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Home Amministrativo Enti locali Disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale.
[1. Con regolamento da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della citata legge n. 400 del 1988, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze e d’intesa con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, è disciplinata la graduale cessazione, anche parziale, della sospensione del potere dei comuni di istituire l’addizionale comunale all’imposta sul reddito delle persone fisiche, ovvero di aumentare la stessa nel caso in cui sia stata istituita. Nel caso di mancata emanazione del decreto previsto nel primo periodo del presente comma nel termine ivi indicato, in ogni caso possono esercitare la predetta facoltà i comuni che non hanno istituito la predetta addizionale ovvero che l’hanno istituita in ragione di un’aliquota inferiore allo 0,4 per cento; per i comuni di cui al presente periodo, il limite massimo dell’addizionale per i primi due anni è pari allo 0,4 per cento e, comunque, l’addizionale non può essere istituita o aumentata in misura superiore allo 0,2 per cento annuo. Le deliberazioni adottate, per l’anno 2011, ai sensi del presente comma non hanno efficacia ai fini della determinazione dell’acconto previsto dall’ultimo periodo dell’articolo 1, comma 4, del decreto legislativo 28 settembre 1998, n. 360.] (1)
(1) Articolo abrogato dall’articolo 1, comma 11, del D.L. 13 agosto 2011, n. 138convertito, con modificazioni, in legge 14 settembre 2011 n. 148 .
1. Con regolamento da adottare ai sensi dell’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni, i comuni, nella disciplina dell’imposta di scopo di cui all’articolo 1, comma 145, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, possono anche prevedere (1):
2. A decorrere dall’applicazione dell’imposta municipale propria, in via sperimentale, di cui all’articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, l’imposta di scopo si applica, o continua ad applicarsi se già istituita, con riferimento alla base imponibile e alla disciplina vigente per tale tributo. Il comune adotta i provvedimenti correttivi eventualmente necessari per assicurare il rispetto delle disposizioni di cui ai commi da 145 a 151 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (2).
(1) Alinea modificato dall’articolo 4, comma 1-quater, lettera a), del D.L. 2 marzo 2012, n. 16 convertito, con modificazioni, in legge 26 aprile 2012, n. 44 .
(2) Comma sostituito dall’articolo 4, comma 1-quater, lettera b), del D.L. 2 marzo 2012, n. 16 convertito, con modificazioni, in legge 26 aprile 2012, n. 44 .
1. In attuazione della citata legge n. 42 del 2009, e successive modificazioni, per il finanziamento dei comuni, in sostituzione dei tributi indicati rispettivamente negli articoli 8, comma 1, e 11, comma 1, [a decorrere dall’anno 2014] sono introdotte nell’ordinamento fiscale le seguenti due nuove forme di imposizione municipale:
b) una imposta municipale secondaria (1).
2. A decorrere dall’anno 2014, ai comuni è attribuita una compartecipazione al gettito dei tributi nell’ipotesi di trasferimento immobiliare di cui all’articolo 10, pari al trenta per cento.
3. Resta inoltre assegnato ai comuni il gettito dei tributi devoluto ai sensi dell’articolo 2, tenuto conto di quanto già attribuito ai sensi del comma 2 del presente articolo.
(1) Comma modificato dall’articolo 1, comma 714, lettera a), della Legge 27 dicembre 2013, n. 147.
Imposta municipale propria (1) (A)
1. L’imposta municipale propria è istituita[, a decorrere dall’anno 2014], e sostituisce, per la componente immobiliare, l’imposta sul reddito delle persone fisiche e le relative addizionali dovute in relazione ai redditi fondiari relativi ai beni non locati, e l’imposta comunale sugli immobili, fatto salvo quanto disposto nel successivo articolo 9, comma 9, terzo periodo. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano, dal periodo d’imposta 2014, anche all’imposta municipale immobiliare della provincia autonoma di Bolzano, istituita dalla legge provinciale 19 aprile 2014, n. 3, ed all’imposta immobiliare semplice della provincia autonoma di Trento, istituita dalla legge provinciale 30 dicembre 2014, n. 14 (2) (B).
[3. L’imposta municipale propria non si applica al possesso dell’abitazione principale ed alle pertinenze della stessa. Si intende per effettiva abitazione principale l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente. L’esclusione si applica alle pertinenze classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo. L’esclusione non si applica alle unità immobiliari classificate nelle categorie catastali A1, A8 e A9.] (3)
[4. L’imposta municipale propria ha per base imponibile il valore dell’immobile determinato ai sensi dell’articolo 5 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504.] (4)
[5. Nel caso di possesso di immobili non costituenti abitazione principale ai sensi del comma 3, l’imposta è dovuta annualmente in ragione di un’aliquota dello 0,76 per cento. La predetta aliquota può essere modificata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanare su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, nel rispetto dei saldi di finanza pubblica, tenendo conto delle analisi effettuate dalla Commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale ovvero, ove istituita, dalla Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica. I comuni possono, con deliberazione del consiglio comunale adottata entro il termine per la deliberazione del bilancio di previsione, modificare, in aumento o in diminuzione, sino a 0,3 punti percentuali, l’aliquota fissata dal primo periodo del presente comma, ovvero sino a 0,2 punti percentuali l’aliquota determinata ai sensi del comma 6. [Nel caso di mancata emanazione della delibera entro il predetto termine, si applicano le aliquote di cui al primo periodo del presente comma ed al comma 6].(5)] (6)
[6. Nel caso in cui l’immobile sia locato, l’aliquota di cui al comma 5, primo periodo, è ridotta alla metà.] (7)
[7. I comuni possono, con deliberazione del consiglio comunale, adottata entro il termine per la deliberazione del bilancio di previsione, prevedere che l’aliquota di cui al comma 5, primo periodo, sia ridotta fino alla metà anche nel caso in cui abbia ad oggetto immobili non produttivi di reddito fondiario ai sensi dell’articolo 43 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, ovvero nel caso in cui abbia ad oggetto immobili posseduti dai soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società. Nell’ambito della facoltà prevista dal presente comma, i comuni possono stabilire che l’aliquota ridotta si applichi limitatamente a determinate categorie di immobili.] (8)
(1) A norma dell’articolo 4, comma 12-quinquies, del D.L. 2 marzo 2012, n. 16, ai soli fini dell’applicazione dell’imposta municipale propria di cui al presente articolo, l’assegnazione della casa coniugale al coniuge, disposta a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, si intende in ogni caso effettuata a titolo di diritto di abitazione.
(2) Comma modificato dall’articolo 1, comma 713, lettera a), della Legge 27 dicembre 2013, n. 147 , dall’articolo 1, comma 717, lettera a), della Legge 27 dicembre 2013, n. 147 a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013 e dall’articolo 1, comma 12, della Legge 28 dicembre 2015, n. 208.
(3) Comma abrogato dall’articolo 1, comma 713, lettera b), della Legge 27 dicembre 2013, n. 147.
(4) Comma abrogato dall’articolo 1, comma 713, lettera b), della Legge 27 dicembre 2013, n. 147.
(5) Comma modificato dall’articolo 13, comma 14, lettera c), del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201convertito, con modificazioni, in legge 22 dicembre 2011, n. 214 .
(6) Comma abrogato dall’articolo 1, comma 713, lettera b), della Legge 27 dicembre 2013, n. 147.
(7) Comma abrogato dall’articolo 1, comma 713, lettera b), della Legge 27 dicembre 2013, n. 147.
(8) Comma abrogato dall’articolo 1, comma 713, lettera b), della Legge 27 dicembre 2013, n. 147.
(B) In riferimento al presente comma vedi: Circolare dell’Agenzia delle Entrate 21 maggio 2014, n. 11/E.
1. Soggetti passivi dell’imposta municipale propria sono il proprietario di immobili, inclusi i terreni e le aree edificabili, a qualsiasi uso destinati, ivi compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l’attività dell’impresa, ovvero il titolare di diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie sugli stessi. Nel caso di concessione di aree demaniali, soggetto passivo è il concessionario. Per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria, soggetto passivo è il locatario a decorrere dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto.
2. L’imposta è dovuta per anni solari proporzionalmente alla quota ed ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso; a tal fine il mese durante il quale il possesso si è protratto per almeno quindici giorni è computato per intero. A ciascuno degli anni solari corrisponde un’autonoma obbligazione tributaria.
3. I soggetti passivi effettuano il versamento dell’imposta dovuta al comune per l’anno in corso in due rate di pari importo, scadenti la prima il 16 giugno e la seconda il 16 dicembre. Resta in ogni caso nella facoltà del contribuente provvedere al versamento dell’imposta complessivamente dovuta in unica soluzione annuale, da corrispondere entro il 16 giugno.
[4. A far data dal completamento dell’attuazione dei decreti legislativi in materia di adeguamento dei sistemi contabili adottati ai sensi dell’articolo 2, comma 2, lettera h), della citata legge n. 42 del 2009, e successive modificazioni, e dell’articolo 2 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e comunque a partire dal 1° gennaio 2015, l’imposta è corrisposta con le modalità stabilite dal comune.] (1)
6. Con uno o più decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, sentita l’Associazione Nazionale Comuni Italiani sono approvati i modelli della dichiarazione, i modelli per il versamento, nonché di trasmissione dei dati di riscossione, distintamente per ogni contribuente, ai comuni e al sistema informativo della fiscalità.
7. Per l’accertamento, la riscossione coattiva, i rimborsi, le sanzioni, gli interessi ed il contenzioso si applicano gli articoli 10, comma 6, 11, commi 3, 4 e 5, 12, 14 e 15 del citato decreto legislativo n. 504 del 1992 e l’articolo 1, commi da 161 a 170, della citata legge n. 296 del 2006 (A).
8. Sono esenti dall’imposta municipale propria gli immobili posseduti dallo Stato, nonché gli immobili posseduti, nel proprio territorio, dalle regioni, dalle province, dai comuni, dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, ove non soppressi, dagli enti del servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali. Si applicano, inoltre, le esenzioni previste dall’articolo 7, comma 1, lettere b), c), d), e), f), h), ed i) del citato decreto legislativo n. 504 del 1992. Sono altresì esenti i fabbricati rurali ad uso strumentale di cui all’articolo 9, comma 3-bis, del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133, ubicati nei comuni classificati montani o parzialmente montani di cui all’elenco dei comuni italiani predisposto dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT). [Le province autonome di Trento e di Bolzano possono prevedere che i fabbricati rurali ad uso strumentale siano assoggettati all’imposta municipale propria nel rispetto del limite delle aliquote definite dall’articolo 13, comma 8, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, ferma restando la facoltà di introdurre esenzioni, detrazioni o deduzioni ai sensi dell’articolo 80 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, e successive modificazioni] (2).
9. Il reddito agrario di cui all’articolo 32 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, i redditi fondiari diversi da quelli cui si applica la cedolare secca di cui all’articolo 3, i redditi derivanti dagli immobili non produttivi di reddito fondiario ai sensi dell’articolo 43 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, e dagli immobili posseduti dai soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società, continuano ad essere assoggettati alle ordinarie imposte erariali sui redditi. Fermo restando quanto previsto dai periodi precedenti, il reddito degli immobili ad uso abitativo non locati situati nello stesso comune nel quale si trova l’immobile adibito ad abitazione principale, assoggettati all’imposta municipale propria, concorre alla formazione della base imponibile dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle relative addizionali nella misura del cinquanta per cento. Sono comunque assoggettati alle imposte sui redditi ed alle relative addizionali, ove dovute, gli immobili esenti dall’imposta municipale propria (3)(B).
(1) Comma abrogato dall’ articolo 13, comma 14, lettera c), del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201 convertito, con modificazioni, in legge 22 dicembre 2011, n. 214 .
(2) Comma modificato dall’articolo 4, comma 1-ter, lettera a), del D.L. 2 marzo 2012, n. 16 convertito, con modificazioni, in legge 26 aprile 2012, n. 44 e successivamente dall’articolo 1, comma 11, della Legge 28 dicembre 2015, n. 208.
(3) Comma modificato dall’articolo 4, comma 1-ter, lettera b), del D.L. 2 marzo 2012, n. 16 convertito, con modificazioni, in legge 26 aprile 2012, n. 44 e successivamente dall’articolo 1, comma 717, lettera b), della Legge 27 dicembre 2013, n. 147, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013.
(A) In riferimento al presente comma vedi : Circolare Ministero dell’Economia e delle Finanze 15 aprile 2014, n. 7812/2014.
All’articolo 1 della tariffa, parte prima, allegata al citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 131 del 1986, sono apportate le seguenti modificazioni:
« 1. Atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di beni immobili in genere e atti traslativi o costitutivi di diritti reali immobiliari di godimento, compresi la rinuncia pura e semplice agli stessi, i provvedimenti di espropriazione per pubblica utilità e i trasferimenti coattivi: 9 per cento.
Se il trasferimento ha per oggetto case di abitazione, ad eccezione di quelle
categoria catastale A1, A8 e A9 , ove ricorrano le condizioni di cui alla
II-bis): 2 per cento»
2. Nei casi di cui al comma 1, l’imposta, comunque, non può essere inferiore a 1.000 euro.
3. Gli atti assoggettati all’imposta di cui ai commi 1 e 2 e tutti gli atti e le formalità direttamente conseguenti posti in essere per effettuare gli adempimenti presso il catasto ed i registri immobiliari sono esenti dall’imposta di bollo, dai tributi speciali catastali e dalle tasse ipotecarie e sono soggetti a ciascuna delle imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di euro cinquanta .
3. Gli atti assoggettati all’imposta di cui ai commi 1 e 2 e tutti gli atti e le formalità direttamente conseguenti posti in essere per effettuare gli adempimenti presso il catasto ed i registri immobiliari sono esenti dall’imposta di bollo, dai tributi speciali catastali e dalle tasse ipotecarie e sono soggetti a ciascuna delle imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di euro cinquanta (1).
4. In relazione agli atti di cui ai commi 1 e 2 sono soppresse tutte le esenzioni e le agevolazioni tributarie, anche se previste in leggi speciali ad eccezione delle esenzioni di cui agli articoli 19 e 20 dell’Accordo tra la Repubblica italiana e il BIE sulle misure necessarie per facilitare la partecipazione all’Esposizione universale di Milano 2015, ratificato con legge 14 gennaio 2013, n. 3, ad eccezione delle disposizioni di cui all’articolo 2, comma 4-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, e delle disposizioni di cui all’articolo 2 della legge 1º dicembre 1981, n. 692, e all’articolo 40 della legge 16 giugno 1927, n. 1766. È altresì esclusa la soppressione delle esenzioni e delle agevolazioni tributarie riferite agli atti di cui ai commi 1 e 2 aventi ad oggetto immobili pubblici interessati da operazioni di permuta, dalle procedure di cui agli articoli 2, 3, 3-ter e 4 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, e successive modificazioni, all’articolo 11-quinquies del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, e successive modificazioni, e agli articoli 33 e 33-bis del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni, e all’articolo 32 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, e delle disposizioni di cui all’articolo 9, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601 (2) (B).
(1) Comma sostituito dall’articolo 26, comma 1, del D.L. 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla Legge 8 novembre 2013 n. 128.
(2) Comma modificato dall’articolo 1, comma 608, della Legge 27 dicembre 2013, n. 147 ; dall’articolo 13, comma 3, del D.L. 28 marzo 2014, n. 47 , convertito, con modificazioni, dalla Legge 23 maggio 2014, n. 80; dall’articolo 5, comma 1 bis, del D.L. 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla Legge 23 giugno 2014, n. 89; dall’ articolo 20, comma 4-ter, del D.L. 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla Legge 11 novembre 2014, n. 164 e, da ultimo dall’articolo 1, comma 47, della Legge 11 dicembre 2016, n. 232.
(A) In riferimento al presente articolo vedi: Circolare Agenzia delle Entrate 21 febbraio 2014, n. 2/E.; Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate 20 giugno 2014, n. 64/E.
(B) In riferimento al presente comma vedi: Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate 29 agosto 2014, n. 80/E.
Imposta municipale secondaria (A)
[ 1. L’imposta municipale secondaria è introdotta, a decorrere dall’anno 2016, con deliberazione del consiglio comunale, per sostituire le seguenti forme di prelievo: la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, il canone di occupazione di spazi ed aree pubbliche, l’imposta comunale sulla pubblicità e i diritti sulle pubbliche affissioni, il canone per l’autorizzazione all’installazione dei mezzi pubblicitari. L’addizionale per l’integrazione dei bilanci degli enti comunali di assistenza è abolita a decorrere dall’introduzione del tributo di cui al presente articolo (1).
2. Con regolamento, da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della citata legge n. 400 del 1988, d’intesa con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, è dettata la disciplina generale dell’imposta municipale secondaria, in base ai seguenti criteri:
b) soggetto passivo è il soggetto che effettua l’occupazione; se l’occupazione è effettuata con impianti pubblicitari, è obbligato in solido il soggetto che utilizza l’impianto per diffondere il messaggio pubblicitario;
d) le modalità di pagamento, i modelli della dichiarazione, l’accertamento, la riscossione coattiva, i rimborsi, le sanzioni, gli interessi ed il contenzioso sono disciplinati in conformità con quanto previsto dall’articolo 9, commi 4, 6 e 7, del presente decreto legislativo;
e) l’istituzione del servizio di pubbliche affissioni non è obbligatoria e sono individuate idonee modalità, anche alternative all’affissione di manifesti, per l’adeguata diffusione degli annunci obbligatori per legge, nonché per l’agevolazione della diffusione di annunci di rilevanza sociale e culturale;
f) i comuni, con proprio regolamento da adottare ai sensi dell’articolo 52 del citato decreto legislativo n. 446 del 1997, hanno la facoltà di disporre esenzioni ed agevolazioni, in modo da consentire anche una più piena valorizzazione della sussidiarietà orizzontale, nonché ulteriori modalità applicative del tributo.] (2)
(1) Comma modificato dall’articolo 1, comma 714, lettera b), della Legge 27 dicembre 2013, n. 147 e successivamente dall’articolo 10, comma 11-bis, del D.L. 31 dicembre 2014, n. 192 , convertito, con modificazioni, dalla Legge 27 febbraio 2015, n. 11.
(2) Articolo abrogato dall’articolo 1, comma 25, della Legge 28 dicembre 2015, n. 208.
(A) In riferimento al presente articolo vedi: Risoluzione del Ministero dell’Economia e delle Finanze 12 gennaio 2015, n. 1/DF.
1. L’autonomia finanziaria dei comuni deve essere compatibile con gli impegni finanziari assunti con il patto di stabilità e crescita.
2. In ogni caso, dall’attuazione dei decreti legislativi di cui alla citata legge n. 42 del 2009, e successive modificazioni, non può derivare, anche nel corso della fase transitoria, alcun aumento del prelievo fiscale complessivo a carico dei contribuenti.
3. In caso di trasferimento di ulteriori funzioni ai comuni, ai sensi dell’articolo 118 della Costituzione, secondo le modalità di cui all’articolo 7 della legge 5 giugno 2003, n. 131, è assicurato al complesso degli enti l’integrale finanziamento di tali funzioni, ove non si sia provveduto contestualmente al finanziamento e al trasferimento.
1. Per il finanziamento delle spese dei comuni e delle province, successivo alla determinazione dei fabbisogni standard collegati alle spese per le funzioni fondamentali, è istituito nel bilancio dello Stato un fondo perequativo, con indicazione separata degli stanziamenti per i comuni e degli stanziamenti per le province, a titolo di concorso per il finanziamento delle funzioni da loro svolte. Previa intesa sancita in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione territoriale e del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabilite, salvaguardando la neutralità finanziaria per il bilancio dello Stato e in conformità con l’articolo 13 della legge 5 maggio 2009, n. 42, le modalità di alimentazione e di riparto del fondo. Il fondo perequativo a favore dei comuni è alimentato da quote del gettito dei tributi di cui all’articolo 2, commi 1 e 2, e dalla compartecipazione prevista dall’articolo 7, comma 2. Tale fondo è articolato in due componenti, la prima delle quali riguarda le funzioni fondamentali dei comuni, la seconda le funzioni non fondamentali. Le predette quote sono divise in corrispondenza della determinazione dei fabbisogni standard relativi alle funzioni fondamentali e riviste in funzione della loro dinamica (1) (2).
(1) Per la riduzione del fondo perequativo, di cui al presente articolo, vedi l’ articolo 28, comma 7, del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201. Vedi anche il comma 9 del medesimo articolo 28 del D.L. n. 201 del 2011.
(2) Per la riduzione del fondo perequativo, di cui al presente articolo, vedi l’articolo 16, comma 6, del D.L. 6 luglio 2012, n. 95.
1. L’imposta municipale propria relativa agli immobili strumentali è deducibile ai fini della determinazione del reddito di impresa e del reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni nella misura del 20 per cento. La medesima imposta è indeducibile ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche all’imposta municipale immobiliare (IMI) della provincia autonoma di Bolzano, istituita con legge provinciale 23 aprile 2014, n. 3, e all’imposta immobiliare semplice (IMIS) della provincia autonoma di Trento, istituita con legge provinciale 30 dicembre 2014, n. 14 (1) (2).
2. Al fine di assicurare la neutralità finanziaria del presente decreto, nei confronti delle regioni a statuto speciale il presente decreto si applica nel rispetto dei rispettivi statuti e in conformità con le procedure previste dall’articolo 27 della citata legge n. 42 del 2009, e in particolare:
b) sono stabilite la decorrenza e le modalità di applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 2 nei confronti dei comuni ubicati nelle regioni a statuto speciale, nonché le percentuali delle compartecipazioni di cui alla lettera a); con riferimento all’imposta municipale propria di cui all’articolo 8 si tiene conto anche dei tributi da essa sostituiti.
3. Nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome che esercitano le funzioni in materia di finanza locale, le modalità di applicazione delle disposizioni relative alle imposte comunali istituite con il presente decreto sono stabilite dalle predette autonomie speciali in conformità con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione; per gli enti locali ubicati nelle medesime regioni e province autonome non trova applicazione quanto previsto dall’articolo 2, commi da 1 a 8; alle predette regioni e province autonome spettano le devoluzioni e le compartecipazioni al gettito delle entrate tributarie erariali previste dal presente decreto nelle misure e con le modalità definite dai rispettivi statuti speciali e dalle relative norme di attuazione per i medesimi tributi erariali o per quelli da essi sostituiti.
4. Il presente decreto legislativo concorre ad assicurare, in prima applicazione della citata legge n. 42 del 2009, e successive modificazioni, e in via transitoria, l’autonomia di entrata dei comuni. Gli elementi informativi necessari all’attuazione del presente decreto sono acquisiti alla banca dati unitaria delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 13 della citata legge n. 196 del 2009, nonché alla banca dati di cui all’articolo 5, comma 1, lettera g), della citata legge n. 42 del 2009.
6. È confermata la potestà regolamentare in materia di entrate degli enti locali di cui all’articolo 52 del citato decreto legislativo n. 446 del 1997 anche per i nuovi tributi previsti dal presente provvedimento (3).
[7. Sino alla revisione della disciplina relativa ai prelievi relativi alla gestione dei rifiuti solidi urbani, continuano ad applicarsi i regolamenti comunali adottati in base alla normativa concernente la tassa sui rifiuti solidi urbani e la tariffa di igiene ambientale. Resta ferma la possibilità per i comuni di adottare la tariffa integrata ambientale.] (4)
8. A decorrere dall’anno 2011, le delibere di variazione dell’addizionale comunale all’imposta sul reddito delle persone fisiche hanno effetto dal 1° gennaio dell’anno di pubblicazione sul sito informatico di cui all’articolo 1, comma 3, del citato decreto legislativo n. 360 del 1998, a condizione che detta pubblicazione avvenga entro il 20 dicembre dell’anno a cui la delibera afferisce (5).
Le delibere relative all’anno 2010 sono efficaci per lo stesso anno d’imposta se la pubblicazione sul predetto sito avviene entro il 31 marzo 2011. Restano fermi, in ogni caso, gli effetti delle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 169, della citata legge n. 296 del 2006.
9. Per il perseguimento delle finalità istituzionali, di quelle indicate nell’articolo 10, comma 5, del citato decreto legislativo n. 504 del 1992, nonché dei compiti attribuiti con i decreti legislativi emanati in attuazione della citata legge n. 42 del 2009, e successive modificazioni, anche al fine di assistere i comuni nell’attuazione del presente decreto e nella lotta all’evasione fiscale, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani si avvale delle risorse indicate nell’articolo 10, comma 5, del citato decreto legislativo n. 504 del 1992. A decorrere dal 1° gennaio 2012, l’aliquota percentuale indicata nel predetto articolo è calcolata con riferimento al gettito annuale prodotto dall’imposta di cui all’articolo 8. Con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare d’intesa con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, sono stabilite le modalità di attribuzione delle risorse in sostituzione di quelle vigenti, nonché le altre modalità di attuazione del presente comma (6).
10. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 2, comma 4, stabilisce le modalità per l’acquisizione delle informazioni necessarie al fine di assicurare, in sede di prima applicazione, l’assegnazione della compartecipazione all’imposta sul valore aggiunto sulla base del gettito per provincia. Fino a che le predette informazioni non sono disponibili, l’assegnazione del gettito dell’imposta sul valore aggiunto per ogni comune ha luogo sulla base del gettito di tale imposta per Regione, suddiviso per il numero degli abitanti di ciascun comune.
(1) Comma modificato dall’articolo 1, comma 715, della Legge 27 dicembre 2013, n. 147. Vedi inoltre l’articolo 1, comma 716, della Legge 147/2013 medesima. Successivamente modificato dall’articolo 1, comma 508, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 e, da ultimo, dall’articolo 1, comma 9-ter, del D.L. 24 gennaio 2015, n. 4, convertito con modificazioni, dalla Legge 24 gennaio 2015, n. 34.
(2) A norma dell’articolo 1, comma 9-quater, del D.L. 24 gennaio 2015, n. 4, convertito con modificazioni dalla Legge 24 marzo 2015, n. 34, il presente comma, relativamente alla deducibilità dell’imposta municipale immobiliare (IMI) della provincia autonoma di Bolzano, deve intendersi nel senso che la deducibilità nella misura del 20 per cento ai fini della determinazione del reddito di impresa e del reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni si applica, anche per l’imposta municipale immobiliare (IMI) della provincia autonoma di Bolzano, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014.
(3) Comma modificato dall’articolo 4, comma 1, del D.L. 2 marzo 2012, n. 16 convertito, con modificazioni, in legge 26 aprile 2012, n. 44 .
(4) Comma abrogato dall’ articolo 14, comma 47, del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, in legge 22 dicembre 2011, n. 214, con efficacia a decorrere dalla data di cui al comma 46 del medesimo articolo.
(5) Comma modificato dall’articolo 4, comma 1, del D.L. 2 marzo 2012, n. 16 convertito, con modificazioni, in legge 26 aprile 2012, n. 44 .
(6) Comma modificato dall’articolo 13, comma 13, del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, in legge 22 dicembre 2011, n. 214.

References: articolo 9
 articolo 13
 articolo 20
 articolo 28
 articolo 28
 articolo 14