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Timestamp: 2020-06-04 15:40:36+00:00

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TAR CAMPANIA - SENTENZA 8 febbraio 2019, n.713
| Catalogo libri | Rivista | Distribuzione | Formazione | GIOVEDÌ 4 GIUGNO AGGIORNATO ALLE 17:40
Codice dei contratti pubblicii, sostituzione dell'impresa ausiliaria
TAR CAMPANIA - SENTENZA 8 febbraio 2019, n.713MASSIMA
Il disposto dall’art. 89, terzo comma, del d.lgs. n. 50 del 2016 pone in luce il carattere di doverosità del comportamento della stazione appaltante che rinvenga un motivo di esclusione in capo all’ausiliaria, statuendo la necessità che sia accordata al concorrente la facoltà di provvedere alla sostituzione, evitando per tale via l’esclusione, in considerazione del fatto che le vicende riguardanti l’ausiliaria sono logicamente e giuridicamente destinate a ripercuotersi sul concorrente.
TAR CAMPANIA - SENTENZA 8 febbraio 2019, n.713 -
ex art. 60 cod. proc. amm.; sul ricorso numero di registro generale 268 del 2019, proposto da: -OMISSIS- con sede in Benevento alla Via Pietro Nenni n. 13, in persona del legale rappresentante Amministratore Unico pro tempore sig.ra Ilaria Valletta, rappresentata e difesa dagli avvocati Valerio Di Stasio e Francesco Nobile, con domicilio eletto presso lo studio Di Stasio in Napoli al Centro Direzionale Isola G-1 e domicili digitali: distasio@pec.studiodistasio.it e f.nobile@avvocatinocera-pec.it;�
Comune di Portici, quale capogruppo della Centrale Unica di Committenza (C.U.C.) tra i Comuni di Portici, Ercolano, San Giorgio a Cremano e San Sebastiano al Vesuvio, in persona del legale rappresentante Sindaco pro tempore dott. Vincenzo Cuomo, rappresentato e difeso dall'avvocato Umberto Marrazzo, con domicilio eletto presso il suo studio in Portici alla Via Libertà n. 209 e domicilio digitale: marrazzo@legalmail.it;� Comune di San Giorgio a Cremano, in persona del legale rappresentante Sindaco pro tempore sig. Giorgio Zinno, rappresentato e difeso dagli avvocati Adele Carlino e Lucia Cicatiello, con domicilio eletto presso la Casa comunale in Piazza Vittorio Emanuele II n. 10 e domicili digitali: adelecarlino@avvocatinapoli.legalmail.it e luciacicatiello@avvocatinapoli.legalmail.it;�
del provvedimento del Responsabile della C.U.C. Portici-Ercolano-San Giorgio-San Sebastiano al Vesuvio prot. 0080107 del 17/12/2018 e del verbale della Commissione di Gara n. 2 del 12/12/2018, recanti l’esclusione della-OMISSIS-. dalla procedura ad evidenza pubblica per l’affidamento del Servizio di Igiene Integrata dei rifiuti solidi urbani per un periodo di anni cinque nel territorio comunale di San Giorgio a Cremano, unitamente a tutti i verbali delle operazioni di gara in seduta pubblica e riservata ivi richiamati e non conosciuti; ove e per quanto di interesse: del disciplinare e del bando di gara pubblicato sulla GUCE in data 20/6/2018, in particolare del punto “b4. Insussistenza nel triennio 2015, 2016, 2017 di alcuna risoluzione di contratto per inadempienza o revoche di aggiudicazione per mancata attivazione del servizio a carico della concorrente”, nonché di ogni altro atto connesso, presupposto e consequenziale, comunque lesivo e non conosciuto.�
La Società ricorrente vi è stata esclusa con l’impugnato provvedimento del 17/12/2018, sulla scorta delle motivazioni recate dalla Commissione di gara nel verbale del 12/12/2018, valutando le dichiarazioni della�ausiliaria�-OMISSIS-e ritenendo che la stessa è “coinvolta in procedure di revoca per motivi legati a problemi sul servizio o DURC irregolari o quant’altro che inficiano la professionalità e la affidabilità richiesta per l’espletamento del servizio de quo” (verbale cit.).
- la clausola del disciplinare di gara, che ha richiesto 'l'insussistenza nel triennio 2015, 2016, 2017 di alcuna risoluzione di contratto per inadempienza o revoche di aggiudicazione a carico della concorrente”, contrasta con l’art. 80, co. 5, lett.c), del d.lgs. cit., con i principi generali della materia e con l’art. 24 della Cost., in quanto lesiva degli operatori che abbiano contestato in giudizio le determinazioni delle stazioni appaltanti e che sono meritevoli di fiducia almeno fino alla definizione del contenzioso;
4. - Si può passare all’esame del ricorso.�
4.2. Ciò posto, il ricorso va in parte dichiarato irricevibile, nella parte in cui è rivolto avverso la menzionata clausola del disciplinare che, nel caso di specie e nella prospettazione della parte, assumeva un onere gravoso per il partecipante e di fatto impeditivo della sua partecipazione, cosicché quest’ultimo era tenuto ad impugnarla tempestivamente, nel termine decadenziale decorrente dalla conoscenza dell’atto lesivo, e cioè dalla pubblicazione del bando (cfr., sul punto, Cons. Stato, sez. III, 18/4/2017 n. 1809: “Occorre al riguardo rammentare, infatti, che l'onere di impugnare immediatamente le previsioni della legge di gara non concerne solo quelle in senso classico 'escludenti', che prevedono requisiti soggetti di partecipazione (Ad. plen., 29 gennaio 2003, n. 1), ma anche le clausole afferenti alla formulazione dell'offerta, sia sul piano tecnico che economico, laddove esse rendano (realmente) impossibile la presentazione di una offerta (v., ex plurimis, Cons. St., sez. IV, 11 ottobre 2016, n. 4180)”).
4.3. Sono infondate le censure contenute nel primo motivo di ricorso, alla stregua delle seguenti considerazioni.�
4.3.1. Le circostanze dichiarate dall’ausiliaria�(di cui si dirà appresso) sono riconducibili ad altrettante ipotesi di illecito professionale, in presenza delle quali è possibile procedere all’esclusione del concorrente, secondo l’apprezzamento discrezionale della stazione appaltante in ordine alla riconducibilità degli inadempimenti alla fattispecie di cui all’art. 80, quinto comma, lett. c) del d.lgs. n. 50 del 2016. Peraltro l’esemplificazione contenuta nella citata disposizione (nel testo anteriore alla modifica da ultimo introdotta di recente dall’art. 5, co. 1, del recente decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135) ha una portata dichiaratamente non esaustiva (“tra questi rientrano:”), che invero non esclude la rilevanza di un apprezzamento discrezionale della posizione dei concorrenti specie quando tale valutazione sia effettuata sulla base di specifiche clausole sull’argomento nella disciplina di gara.
Si deve poi precisare che le vicende riguardanti l’ausiliaria�sono logicamente e giuridicamente destinate a ripercuotersi sul concorrente, non potendo evidentemente ammettersi che quest’ultimo possa partecipare alla gara con i requisiti di un soggetto immeritevole di contrarre con la P.A. e carente dei requisiti generali ex art. 80, secondo quanto prescritto dall’art. 89 del codice dei contratti pubblici, essendo da escludere che possa di fatto essere favorita una sua dissimulata forma di partecipazione e l’aggiramento del divieto.
b) non assume rilievo l’invocata sentenza di questo Tribunale n. 2131 del 2015 su quella vicenda, trattandosi di un accertamento meramente incidentale con cui la Sez. VIII, nel giudicare di un ricorso proposto da altro soggetto, ha ritenuto condivisibili le argomentazioni secondo cui non “si tratterebbe di un inadempimento, bensì di un contenzioso innescato dalla mancata corresponsione [...] dei corrispettivi pattuiti del servizio reso” (tant’è che, in sede di appello, con la sentenza n. 3444 del 2016 a sua volta invocata, il Consiglio di Stato ha piuttosto evidenziato che la questione e l’accomunata vicenda, riguardante il servizio nel Comune di Arzano, “ineriscono a situazioni complesse” che, pur non facendo emergere “una situazione di evidente inaffidabilità” necessitano di valutazione che “non può che essere rimessa all’apprezzamento discrezionale della stazione appaltante”);
- la falsa dichiarazione relativa al DURC, nella partecipazione in qualità di�ausiliaria�al servizio di igiene urbana in Santa Maria Capua Vetere, che ha determinato l’applicazione di sanzione pecuniaria e interdittiva da parte da parte dell’ANAC, rinvenendo la colpa grave dell’impresa�(provvedimento n. 247-S del 10/6/2015: doc. 30);
5. - È invece meritevole di accoglimento la censura contenuta nel secondo motivo di ricorso, con il quale si fa valere che i fatti ascrivibili al comportamento dell’ausiliaria�(che pure, per quanto detto, si ripercuotono necessariamente sulla partecipazione alla gara del concorrente) non determinano automaticamente la sanzione espulsiva, dovendo la stazione appaltante ammettere la�sostituzione�dell’ausiliaria.�
Viene in rilievo quanto disposto dall’art. 89, terzo comma, del d.lgs. n. 50 del 2016, a tenore del quale:�
Con riferimento in particolare al secondo periodo della disposizione (“Essa [stazione appaltante] impone all'operatore economico di sostituire i soggetti che non soddisfano un pertinente criterio di selezione o per i quali sussistono motivi obbligatori di esclusione”), la giurisprudenza ha evidenziato l’ampiezza dell’ambito di operatività della norma (riferibile “a tutti i motivi di esclusione dell’art. 80”: Cons. Stato, sez. V, 21/2/2018 n. 2527), ponendo in luce il carattere di doverosità del comportamento della stazione appaltante che rinvenga un motivo di esclusione in capo all’ausiliaria, statuendo la necessità che sia accordata al concorrente la facoltà di provvedere alla�sostituzione, evitando per tale via l’esclusione (cfr. Cons. Stato, cit.: “La disposizione del d.lgs. n. 50 del 2016, che innova al sistema del d. lgs. n. 163 del 2006, recepisce la previsione dell’art. 63 della Direttiva 24/2014/UE, per cui: «L’amministratore aggiudicatrice può imporre o essere obbligata dallo Stato membro a imporre che l’operatore economico sostituisca un soggetto per il quale sussistono motivi non obbligatori di esclusione», con ampliamento dell’ambito di operatività a tutti i motivi di esclusione dell’art. 80. In precedenza, sotto il d.lgs. n. 163 del 2006, la�sostituzione�era consentita solo in caso di raggruppamento temporaneo di imprese per i motivi ivi previsti (art. 37, comma 19, d.lgs. n. 163 del 2006) e solamente nella fase esecutiva (Cons. Stato, V, 20 gennaio 2015, n. 169). L’art. 89, comma 3, invece, consente (anzi, impone) la�sostituzione�anche nell’ambito di rapporto tra imprese scaturito dalla stipulazione di un contratto di avvalimento ed anche nella fase precedente l’esecuzione del contratto (per questo, è stato definito “istituto del tutto innovativo” da Cons. Stato, III, 25 novembre 2015, n. 5359, nell’affrontare il tema dell’immediata applicabilità dell’art. 63 prima del recepimento nazionale, nonché dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea in C-223/16 del 14 settembre 2017 causa Casertana costruzioni s.r.l. cui era stata sottoposta la medesima questione). La�sostituzione�dell’ausiliaria�durante la gara è istituto derogatorio al principio dell’immodificabilità soggettiva del concorrente nel corso della procedura (nonché di coloro di cui intende avvalersi, e, per questa via, della stessa offerta); ma risponde all’esigenza di evitare l’esclusione dell’operatore per ragioni lui non direttamente riconducibili e così, seppur di riflesso, stimolare il ricorso all’avvalimento. Il concorrente, infatti, può far conto sul fatto che, nel caso in cui l’ausiliaria�non presenti i requisiti richiesti, potrà procedere alla sua�sostituzione�e non sarà, per ciò solo, escluso”; conf., sez. V, 21/2/2018 n. 1101; è stato inoltre precisato che la disposizione si applica in tutti i casi in cui ricorra una causa “mediata” di esclusione del concorrente, per motivi riconducibili all’ausiliaria, ovverossia non solo se dette condizioni siano successivamente venute meno, ma anche qualora esse siano dall’inizio rinvenibili (cfr. Cons. Stato, sez. V, 3/1/2019 n. 69: “il legislatore, infatti, non ha distinto il caso in cui l’ausiliaria, in possesso del requisito di partecipazione (messo a disposizione dell’operatore concorrente) al momento della stipulazione del contratto di avvalimento, lo abbia perduto – nel quale la�sostituzione�sarebbe consentita – da quello in cui il requisito non è mai stato posseduto – in cui, invece, la�sostituzione�sarebbe preclusa – ma ha ammesso la�sostituzione�dell’ausiliaria�in assenza del requisito (ovvero di ricorrenza di una causa obbligatoria di esclusione), quale che sia il momento cui essa risale. [...] La mancanza del requisito di partecipazione (messo a disposizione), che sia originaria o sopravvenuta alla stipulazione del contratto di avvalimento, non è, in entrambi i casi, riconducibile all’operatore economico il quale, pertanto, per volontà di legge, non ne deve subire le conseguenze”).
8. - Le spese processuali sono poste a carico, in solido, della Centrale Unica di Committenza che ha adottato gli atti e il provvedimento impugnato (e, per essa, del capofila Comune di Portici), nonché del Comune di San Giorgio a Cremano, che risultano in prevalenza soccombenti, con distrazione in favore dei difensori della ricorrente dichiarati antistatari.�
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara in parte irricevibile e in parte lo accoglie, come chiarito in motivazione, con conseguente annullamento dell’impugnato provvedimento di esclusione, nei termini illustrati.�

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