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Timestamp: 2019-07-15 22:57:56+00:00

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2056. Valutazione dei danni. - Foroeuropeo
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38.Fatti Illeciti (2043-2059)
2056. Valutazione dei danni.
Codice Civile Libro Quarto: DELLE OBBLIGAZIONI Titolo IX: DEI FATTI ILLECITI Art.2056. Valutazione dei danni.
Art. 2056. Valutazione dei danni.
1. Il risarcimento dovuto al danneggiato si deve determinare secondo le disposizioni degli articoli 1223, 1226 e 1227.
2. Il lucro cessante è valutato dal giudice con equo apprezzamento delle circostanze del caso.
Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 11212 del 24/04/2019 (Rv. 653591 - 01)
Danno da lesione del rapporto parentale per le lesioni di non lieve entità patite dal prossimo congiunto - Ricorso alla prova presuntiva del danno - Ammissibilità - Riferimento a quanto ragionevolmente riferibile alla realtà dei rapporti di convivenza ed alla gravità delle ricadute della condotta - Fattispecie. Il danno non patrimoniale, consistente nella sofferenza morale patita dal prossimo congiunto di persona lesa in modo non lieve dall'altrui illecito, può essere dimostrato con ricorso alla prova presuntiva ed in riferimento a quanto ragionevolmente riferibile alla realtà dei rapporti di convivenza ed alla gravità delle ricadute della condotta. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza gravata che aveva ritenuto insussistente o, comunque, pienamente ristorato con il riconoscimento del danno biologico proprio, il danno cosiddetto parentale patito dalla ricorrente per le lesioni subite dal convivente a seguito di un sinistro, omettendo di considerare l'entità non lieve delle lesioni personali riportate dal danneggiato, quantificate al 79%, e la relativa incidenza sull'ambito dinamico-relazionale della stessa ricorrente). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 11212 del 24/04/2019 (Rv. 653591 - 01) Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_1226, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_2059, Cod_Civ_art_2727...
Risarcimento - Esistenza di danno "in re ipsa" - Esclusione - Fondamento - Conseguenze - Fattispecie. Nel caso di occupazione illegittima di un immobile il danno subito dal proprietario non può ritenersi sussistente "in re ipsa", atteso che tale concetto giunge ad identificare il danno con l'evento dannoso ed a configurare un vero e proprio danno punitivo, ponendosi così in contrasto sia con l'insegnamento delle Sezioni Unite della S.C. (sent. n. 26972 del 2008) secondo il quale quel che rileva ai fini risarcitori è il danno-conseguenza, che deve essere allegato e provato, sia con l’ulteriore e più recente intervento nomofilattico (sent. n. 16601 del 2017) che ha riconosciuto la compatibilità del danno punitivo con l'ordinamento solo nel caso di espressa sua previsione normativa, in applicazione dell'art. 23 Cost.; ne consegue che il danno da occupazione "sine titulo", in quanto particolarmente evidente, può essere agevolmente dimostrato sulla base di presunzioni semplici, ma un alleggerimento dell'onere probatorio di tale natura non può includere anche l'esonero dall'allegazione dei fatti che devono essere accertati, ossia l'intenzione concreta del proprietario di mettere l'immobile a frutto. (In applicazione del principio, la S.C., in fattispecie relativa a richiesta di risarcimento danni per trasloco di mobilio e trasferimento degli abitanti in altro alloggio, ha confermato la sentenza secondo cui difettava la prova del danno - qualificato come emergente - avendo i ricorrenti invocato un obbligo di liquidazione "in re ipsa", attraverso il criterio equitativo del valore locativo dell'immobile, anziché provare nell'"an" e nel "quantum" le conseguenze negative derivanti, di regola, dallo spossessamento). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 11203 del 24/04/2019 (Rv. 653590 - 01) Cod_Civ_art_0832, Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_1226, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2729...
Responsabilità civile - professionisti - attività medico-chirurgica – Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 10812 del 18/04/2019 (Rv. 653826 - 02)
Responsabilità medica - Fattore naturale non imputabile privo di interdipendenza funzionale con la condotta colposa del sanitario - Rilevanza sul piano del nesso causale tra detta condotta e l'evento dannoso - Esclusione - Rilevanza sul piano della determinazione equitativa del danno - Condizioni e limiti. In materia di responsabilità per attività medico-chirurgica, ove si individui in un pregresso stato morboso del paziente/danneggiato (nella specie, deficit da surfactante o sindrome da distress o delle membrane ialine) un antecedente privo di interdipendenza funzionale con l'accertata condotta colposa del sanitario (nella specie, intempestivo intervento di taglio cesareo di fronte a sofferenza fetale acuta), ma dotato di efficacia concausale nella determinazione dell'unica e complessiva situazione patologica riscontrata, allo stesso non può attribuirsi rilievo sul piano della ricostruzione del nesso di causalità tra detta condotta e l'evento dannoso, appartenendo ad una serie causale del tutto autonoma rispetto a quella in cui si inserisce il contegno del sanitario, bensì unicamente sul piano della determinazione equitativa del danno, potendosi così pervenire - sulla base di una valutazione da effettuarsi, in difetto di qualsiasi automatismo riduttivo, con ragionevole e prudente apprezzamento di tutte le circostanze del caso concreto - solamente ad una delimitazione del "quantum" del risarcimento. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 10812 del 18/04/2019 (Rv. 653826 - 02) Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_1226, Cod_Civ_art_2056...
Responsabilità civile - professionisti - attività medico-chirurgica - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 10424 del 15/04/2019 (Rv. 653581 - 01)
Ritardo nella diagnosi di patologie ad esito infausto - Area dei danni risarcibili - Limitazione al pregiudizio all'integrità fisica - Esclusione - Riconducibilità alla perdita di "chance" - Esclusione - Lesione del diritto all'autodeterminazione in relazione all'ultima fase di vita - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie. In caso di colpevole ritardo nella diagnosi di patologie ad esito infausto, l'area dei danni risarcibili non si esaurisce nel pregiudizio recato alla integrità fisica del paziente, né nella perdita di "chance" di guarigione, ma include la perdita di un "ventaglio" di opzioni con le quali scegliere come affrontare l'ultimo tratto del proprio percorso di vita, che determina la lesione di un bene reale, certo - sul piano sostanziale - ed effettivo, apprezzabile con immediatezza, qual è il diritto di determinarsi liberamente nella scelta dei propri percorsi esistenziali; in tale prospettiva, il diritto di autodeterminarsi riceve positivo riconoscimento e protezione non solo mediante il ricorso a trattamenti lenitivi degli effetti di patologie non più reversibili, ovvero, all'opposto, mediante la predeterminazione di un percorso che porti a contenerne la durata, ma anche attraverso la mera accettazione della propria condizione. (Nel ribadire il principio, la S.C. ha cassato con rinvio la decisione di merito la quale aveva rigettato la domanda risarcitoria, fatta valere "iure hereditatis", esclusivamente sulla base dell'assenza di prova che la ritardata diagnosi del carcinoma avesse compromesso "chances" di guarigione della paziente o, quantomeno, di maggiore e migliore sopravvivenza, ignorando che l'accertato negligente ritardo diagnostico aveva determinato la lesione del diritto della stessa di autodeterminarsi). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 10424 del 15/04/2019 (Rv. 653581 - 01) Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_2697...
Responsabilità civile - professionisti - attività medico-chirurgica - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 10423 del 15/04/2019 (Rv. 653580 - 01)
Consenso informato - Diritto del paziente - Contenuto - Limiti - Inderogabilità - Fondamento. Il diritto al consenso informato del paziente, in quanto diritto irretrattabile della persona, va comunque e sempre rispettato dal sanitario, a meno che non ricorrano casi di urgenza, rinvenuti a seguito di un intervento concordato e programmato, per il quale sia stato richiesto ed ottenuto il consenso, e tali da porre in gravissimo pericolo la vita della persona - bene che riceve e si correda di una tutela primaria nella scala dei valori giuridici a fondamento dell'ordine giuridico e del vivere civile -, o si tratti di trattamento sanitario obbligatorio. Tale consenso è talmente inderogabile che non assume alcuna rilevanza, al fine di escluderlo, il fatto che l’intervento "absque pactis" sia stato effettuato in modo tecnicamente corretto, per la semplice ragione che, a causa del totale "deficit" di informazione, il paziente non è stato messo in condizione di assentire al trattamento, consumandosi nei suoi confronti, comunque, una lesione di quella dignità che connota l'esistenza nei momenti cruciali della sofferenza fisica e/o psichica. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 10423 del 15/04/2019 (Rv. 653580 - 01) Cod_Civ_art_0005, Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_2059...
Responsabilità civile - causalità (nesso di) - Accertamento del nesso di causalità tra illecito ed evento – Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 9985 del 10/04/2019 (Rv. 653576 - 01)
Censurabilità in sede di legittimità - Limiti - Fondamento. L'errore compiuto dal giudice di merito nell'individuare la regola giuridica in base alla quale accertare la sussistenza del nesso causale tra fatto illecito ed evento è censurabile in sede di giudizio di legittimità ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c., mentre l'eventuale errore nell'individuazione delle conseguenze derivanti dall'illecito, alla luce della regola giuridica applicata, costituisce una valutazione di fatto, come tale sottratta al sindacato di legittimità se adeguatamente motivata. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 9985 del 10/04/2019 (Rv. 653576 - 01) Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056, Cod_Proc_Civ_art_360_1...
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - criteri equitativi - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 9339 del 04/04/2019 (Rv. 653421 - 01)
Ammissibilità - Condizioni - Difficoltà nella determinazione del danno - Inclusione. La liquidazione equitativa dei danni è dall'art. 1226 c.c. rimessa al prudente criterio valutativo del giudice di merito non soltanto quando la determinazione del relativo ammontare sia impossibile ma anche quando la stessa, in relazione alle peculiarità del caso concreto, si presenti particolarmente difficoltosa. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 9339 del 04/04/2019 (Rv. 653421 - 01) Cod_Civ_art_1226, Cod_Civ_art_2056...
valutazione e liquidazione - criteri equitativi - Erogazioni per viaggi di cura e spese mediche - Liquidazione equitativa - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 8442 del 27/03/2019
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - criteri equitativi - Erogazioni per viaggi di cura e spese mediche - Liquidazione equitativa - Ammissibilità - Condizioni. In tema di risarcimento del danno, il giudice, in presenza di sinistri che abbiano costretto il leso ed i suoi familiari a numerosi e ripetuti ricoveri, purché questi ultimi siano documentati, può liquidare il pregiudizio consistito nelle erogazioni per viaggi di cura e spese mediche anche in assenza della prova dei relativi esborsi, ai sensi dell'art. 1226 c.c. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 8442 del 27/03/2019 Cod_Civ_art_1226, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056...
Processo equo - termine ragionevole - Danno patrimoniale - Obbligo di riparazione - Limite - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 7570 del 18/03/2019
Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle liberta' fondamentali - processo equo - termine ragionevole - Danno patrimoniale - Obbligo di riparazione - Limite - Pregiudizi causati dal ritardo eccessivo nella definizione del giudizio - Perdita di "chance" - Indennizzabilità - Inclusione - Fattispecie. Il danno patrimoniale indennizzabile per violazione del principio della ragionevole durata del processo comprende il pregiudizio che costituisce conseguenza diretta di tale violazione e, quindi, anche quello subito per perdita di "chance", purché esso non si risolva in una mera aspettativa di fatto, ma presenti i caratteri di un'entità patrimoniale a sé stante, giuridicamente ed economicamente suscettibile di autonoma valutazione da parte del giudice di merito, al quale la parte istante ha l'onere di fornire la prova puntuale dell'esistenza di detta posta, pure in via presuntiva, mediante un criterio probabilistico. (Nella specie, la S.C. ha escluso, altresì sotto il profilo della perdita di "chance", che costituisse danno derivante dalla eccessiva durata del giudizio presupposto quello dovuto alla sopravvenuta ammissione al concordato preventivo del debitore, cui era conseguita, in applicazione delle regole di tale procedura, la falcidia del credito vantato dai ricorrenti). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 7570 del 18/03/2019 Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_1226, Cod_Civ_art_2056...
Amministrazione pubblica - Beni demaniali - Responsabilità della P.A. ai sensi dell'art. 2051 c.c. - Configurabilità - Caso fortuito - Onere della prova - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 6326 del 05/03/2019
Responsabilita' civile - amministrazione pubblica - Beni demaniali - Responsabilità della P.A. ai sensi dell'art. 2051 c.c. - Configurabilità - Caso fortuito - Onere della prova - responsabilita' civile - amministrazione pubblica - opere pubbliche - strade - responsabilita' civile - colpa o dolo - caso fortuito e forza maggiore - In genere. In tema di danno cagionato ex art. 2051 c.c. da beni demaniali, grava sulla P.A. custode l'onere di provare la sussistenza di una situazione la quale imponga di qualificare come fortuito il fattore di pericolo, avendo esso esplicato la sua potenzialità offensiva prima che fosse ragionevolmente esigibile l’intervento riparatore dell'ente custode. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza che aveva ritenuto provato il caso fortuito nella verificazione del sinistro soltanto in ragione della consapevolezza da parte dell'attore della presenza sulla strada di ghiaia e sabbia che avevano causato la caduta, senza indagare se il Comune convenuto avesse dato prova di aver fatto quanto in suo potere per rimuovere o ridurre l'incidenza della situazione di pericolo). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 6326 del 05/03/2019 Cod_Civ_art_2051, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_2697...
"Compensatio lucri cum danno" - Assegno di invalidità erogato dall’INPS - Rilevanza ai fini della liquidazione - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 4734 del 19/02/2019
Risarcimento del danno - "compensatio lucri cum danno" - Assegno di invalidità erogato dall’INPS - Rilevanza ai fini della liquidazione - risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - In genere. In tema di danno patrimoniale patito dalla vittima di un illecito, dall'ammontare del risarcimento deve essere detratto il valore capitale dell'assegno di invalidità erogato dall'INPS, attese la funzione indennitaria assolta da tale emolumento e la possibilità per l'ente previdenziale di agire in surrogazione nei confronti del terzo responsabile o del suo assicuratore. (Principio affermato in relazione all'assegno ordinario di invalidità corrisposto, ex art. 1 della l. n. 222 del 1984, dall'INPS alla vittima di un incidente stradale). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 4734 del 19/02/2019 Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056...
Patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Giudizio di liquidazione del danno - Morte sopravvenuta del danneggiato per cause indipendenti dal fatto oggetto del giudizio - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 4551 del 15/02/2019
Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Giudizio di liquidazione del danno - Morte sopravvenuta del danneggiato per cause indipendenti dal fatto oggetto del giudizio - Liquidazione del danno biologico - Riferimento alla durata probabile della vita - Esclusione - Riferimento alla durata effettiva della vita - Necessità. La liquidazione del danno biologico patito da persona deceduta per cause indipendenti dal fatto lesivo oggetto del giudizio va correlata al tempo, noto, trascorso dal sinistro alla morte, in cui il soggetto ha effettivamente sopportato le conseguenze non patrimoniali della lesione alla sua integrità psicofisica, e non invece alla durata della vita futura, rapportata al momento del sinistro e valutata secondo criteri di probabilità statistica. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 4551 del 15/02/2019 Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_2059, Cod_Civ_art_1226...
"Compensatio lucri cum danno" - Trattamento sanitario - Responsabilità per contagio da virus HBV, HIV o HCV a seguito di emotrasfusioni con sangue infetto - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 4309 del 14/02/2019
Risarcimento del danno - "compensatio lucri cum danno" - Trattamento sanitario - Responsabilità per contagio da virus HBV, HIV o HCV a seguito di emotrasfusioni con sangue infetto - Diritto al risarcimento del danno - Cumulo con l'indennizzo di cui alla l. n. 210 del 1992 - Assenza di coincidenza tra danneggiante e soggetto erogatore della provvidenza - Possibilità di compensare le somme versate a titolo d'indennizzo con quelle devolute a titolo di risarcimento del danno ("compensatio lucri cum damno") - Esistenza - Condizioni. In caso di responsabilità per contagio da virus HBV, HIV o HCV a seguito di emotrasfusioni con sangue infetto, opera la "compensatio lucri cum damno" fra l'indennizzo ex l. n. 210 del 1992 e il risarcimento del danno anche laddove non vi sia coincidenza fra il danneggiante e il soggetto che eroga la provvidenza - nella specie, rispettivamente, Azienda Sanitaria Locale e Regione Umbria - , allorquando possa comunque escludersi che, per effetto del diffalco, si determini un ingiustificato vantaggio per il responsabile, benché la l. n. 210 del 1992 non preveda un meccanismo di surroga e rivalsa sul danneggiante in favore di chi abbia erogato l'indennizzo. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 4309 del 14/02/2019 Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_1241, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_1226...
Trattamento sanitario - Responsabilità per contagio da virus HBV, HIV o HCV a seguito di emotrasfusioni con sangue infetto – Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 2778 del 31/01/2019
Igiene e sanita' pubblica - Trattamento sanitario - Responsabilità per contagio da virus HBV, HIV o HCV a seguito di emotrasfusioni con sangue infetto – Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 2778 del 31/01/2019 Giudizio risarcitorio - Possibilità di compensare le somme dovute a titolo di indennizzo con quelle determinate a titolo di risarcimento del danno ("compensatio lucri cum damno") - RISARCIMENTO DEL DANNO - "COMPENSATIO LUCRI CUM DANNO" In genere. Nel giudizio promosso nei confronti del Ministero della salute per il risarcimento del danno conseguente al contagio da virus HBV, HIV o HCV a seguito di emotrasfusioni con sangue infetto, l'indennizzo di cui alla l. n. 210 del 1992 non può essere scomputato dalle somme liquidabili a titolo di risarcimento del danno ("compensatio lucri cum damno"), qualora non sia stato corrisposto e tantomeno determinato o determinabile, in base agli atti di causa, nel suo preciso ammontare, posto che l'astratta spettanza di una somma suscettibile di essere compresa tra un minimo ed un massimo, a seconda della patologia riconosciuta, non equivale alla sua corresponsione e non fornisce elementi per individuarne l'esatto ammontare, né il carattere predeterminato delle tabelle consente di individuare, in mancanza di dati specifici a cui è onerato chi eccepisce il "lucrum", il preciso importo da portare in decurtazione del risarcimento. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 2778 del 31/01/2019 ...
Partecipazione ad una missione di natura militare – Adempimento di un dovere di ufficio – Contrazione di una grave malattia - Diritto al risarcimento del danno
Igiene e sanita' pubblica - in genere - Partecipazione ad una missione di natura militare – Adempimento di un dovere di ufficio – Contrazione di una grave malattia - Diritto al risarcimento del danno - Cumulo con l'indennizzo a titolo di speciale elargizione di cui alla legge n. 244 del 2007 - Possibilità di compensare le somme versate a titolo di indennizzo con quelle dovute a titolo di risarcimento del danno ("compensatio lucri cum damno") - Esistenza - Criteri – Fondamento. Nel caso in cui un militare, a seguito dell'esposizione all'uranio impoverito durante una missione internazionale, abbia contratto una patologia tumorale, dal risarcimento del danno deve essere detratto, in applicazione del principio della "compensatio lucri cum damno", l'indennizzo già erogatogli ai sensi dell'art. 2, commi 78 e 79, della l. n. 244 del 2007 ("ratione temporis" applicabile), trattandosi di una elargizione avente finalità compensativa ed essendo posta a carico del medesimo soggetto (Amministrazione statale) obbligato al risarcimento del danno. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 1002 del 16/01/2019 ...
Patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - danno non patrimoniale - liquidazione
Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - danno non patrimoniale - liquidazione - criteri - integralità del risarcimento - duplicazioni risarcitorie - divieto - conseguenze - congiunta attribuzione del risarcimento per il danno esistenziale e per il danno da perdita del rapporto parentale - ammissibilità - esclusione - fondamento- fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 30997 del 30/11/2018 In virtù del principio di unitarietà e onnicomprensività del risarcimento del danno non patrimoniale, deve escludersi che al prossimo congiunto di persona deceduta in conseguenza del fatto illecito di un terzo possano essere liquidati sia il danno da perdita del rapporto parentale che il danno esistenziale, poiché il primo già comprende lo sconvolgimento dell'esistenza, che ne costituisce una componente intrinseca. (Nella specie, la S.C. ha confermato la pronuncia di merito che aveva negato il riconoscimento di un'ulteriore posta risarcitoria, a titolo di danno esistenziale, in favore della moglie della vittima di un incidente sul lavoro, in mancanza di qualsivoglia allegazione, da parte della ricorrente, delle circostanze di fatto relative al suo rapporto con la vittima primaria, che valessero a rendere il pregiudizio concreto più grave di quello già riconosciutole). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 30997 del 30/11/2018 ...
Valutazione e liquidazione in genere - società in accomandita semplice
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione in genere - società in accomandita semplice - illecito commesso da un terzo da cui sia derivata l’impossibilità della prosecuzione dell’attività sociale - perdita della possibilità di percepire gli utili - danno da perdita di "chance" - configurabilità - onere della prova a carico del socio - liquidazione - criterio equitativo - necessità – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 29829 del 20/11/2018 In caso di illecito commesso da un terzo nei confronti di una società in accomandita semplice con conseguente scioglimento, messa in liquidazione ed impossibilità di prosecuzione dell'attività sociale, il danno da perdita della possibilità di percepire gli utili si configura come perdita di "chance", atteso che esso non consiste nella perdita di un vantaggio economico ma nella perdita della concreta possibilità di conseguirlo e deve essere provato dal socio danneggiato, anche in via presuntiva, in termini di "possibilità perduta" la quale, oltre a rispondere ai parametri di apprezzabilità, serietà e consistenza, va accertata nell' "an" dal giudice di merito sulla base del criterio del "piu probabile che non" e stimata nel "quantum" con valutazione equitativa. (In applicazione del principio la S.C. ha cassato la decisione impugnata che, aveva erroneamente ritenuto presupposto del danno lamentato dal socio accomandante - quale "perdita" della sua "capacità di guadagno" - quello derivatogli dalla perdita della "capacità lavorativa" del socio accomandatario a seguito di sinistro stradale ascritto alla responsabilità di un terzo e non quello derivatogli dalla obiettiva totale perdita della possibilità di percepire gli utili conseguita alla impossibilità di prosecuzione dell'attività sociale). Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 29829 del 20/11/2018...
Morte di congiunti (parenti della vittima) - decesso congiunto - danno patrimoniale da mancato guadagno
Risarcimento del danno - morte di congiunti (parenti della vittima) - decesso congiunto - danno patrimoniale da mancato guadagno - danno futuro - determinazione - prova per presunzioni - ammissibilità - liquidazione equitativa - necessità – fattispecie - risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - danni futuri in genere - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 29830 del 20/11/2018 Il danno patrimoniale da mancato guadagno derivante al congiunto dalla perdita della fonte di reddito collegata all'attività lavorativa della vittima configura un danno futuro, da valutarsi con criteri probabilistici, in via presuntiva e con equo apprezzamento del caso concreto e da liquidarsi in via necessariamente equitativa. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la decisione di merito la quale, nel negare la pretesa risarcitoria, non si è attenuta ai richiamati principi, affermando non sufficientemente provato che la vittima, in assenza di fatto illecito, avrebbe destinato una percentuale del proprio reddito agli investimenti sebbene dalla allegata documentazione relativa al decennio precedente l'evento di danno fosse emerso, da un lato, l'esponenziale aumento dei proventi ritratti dalla vittima dalla sua attività professionale di avvocato e dall'altro, la costante destinazione di una quota parte del reddito complessivo - stimata dalla C.T.U. in quota percentuale pari al 20 per cento - agli investimenti). Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 29830 del 20/11/2018 ...
Valutazione e liquidazione - danno emergente e lucro cessante - occupazione “sine titulo”
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - danno emergente e lucro cessante - occupazione “sine titulo” – spossessamento – danno conseguente – liquidazione – criterio equitativo – individuazione – interessi legali – ammissibilità – fondamento - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 29990 del 20/11/2018 In caso di occupazione illegittima di un immobile è ravvisabile, secondo una presunzione "iuris tantum", l'esistenza di un danno connesso alla perdita di disponibilità del bene ed all'impossibilità di conseguirne la relativa utilità; in conseguenza di un simile spossessamento non sussiste uno specifico criterio di legge che indichi in qual modo il danno debba essere liquidato, ed occorre provvedere ad una stima equitativa, potendo anche utilizzarsi il criterio degli interessi legali calcolati sul prezzo di cessione volontaria del bene, quando esso non conduca ad una quantificazione del danno manifestamente incongrua in considerazione del caso concreto. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 29990 del 20/11/2018...
Danno biologico terminale e danno morale terminale
Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - danno non patrimoniale - danno biologico terminale e danno morale terminale - risarcibilità - condizioni - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26727 del 23/10/2018 >>> In materia di danno non patrimoniale, in caso di morte cagionata da un illecito, nel periodo di tempo interposto tra la lesione e la morte ricorre il danno biologico terminale, cioè il danno biologico "stricto sensu" (ovvero danno al bene "salute"),al quale, nell'unitarietà del "genus" del danno non patrimoniale, può aggiungersi un danno morale peculiare improntato alla fattispecie ("danno morale terminale"), ovvero il danno da percezione, concretizzabile sia nella sofferenza fisica derivante dalle lesioni, sia nella sofferenza psicologica (agonia) derivante dall'avvertita imminenza dell'"exitus", se nel tempo che si dispiega tra la lesione ed il decesso la persona si trovi in una condizione di "lucidità agonica", in quanto in grado di percepire la sua situazione ed in particolare l'imminenza della morte, essendo quindi irrilevante, a fini risarcitori, il lasso di tempo intercorso tra la lesione personale ed il decesso nel caso in cui la persona sia rimasta "manifestamente lucida".(Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza impugnata che aveva escluso il diritto al risarcimento del danno,e, quindi, la conseguente trasmissibilità "iure hereditatis", rappresentato dall'agonia, sia sotto il profilo strettamente biologico che sotto quello psicologico - morale, nonostante la lucidità del soggetto, peraltro medico, manifestata dalla descrizione da parte sua della dinamica del sinistro ai sanitari del pronto soccorso). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26727 del 23/10/2018...
Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - danno biologico trasmissibile "iure successionis" - liquidazione - criteri - riferimento alla durata probabile della vita- esclusione - riferimento alla durata effettiva della vita – inapplicabilità del criterio - fattispecie relativa ad un danneggiato ultranovantenne. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 25157 del 11/10/2018 >>> In ipotesi di morte del danneggiato per cause indipendenti dal fatto illecito subito, il principio secondo il quale il danno non patrimoniale trasmissibile "iure successionis" va parametrato alla durata effettiva della vita del danneggiato, e nona quella probabile, assume rilievo solo nel caso in cui il decesso sia avvenuto in età precoce rispetto all'ordinaria aspettativa di vita, atteso che, nel caso opposto, il punto-base di riferimento per la liquidazione del danno tiene già conto delle ridottissime aspettative di vita del danneggiato, sicché nessuna ulteriore riduzione deve essere applicata in considerazione dell'intervenuto decesso (nella specie sopraggiunto in corso di causa, all'età di 96 anni). Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 25157 del 11/10/2018...
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - criteri equitativi - danno non patrimoniale - ridotta o soppressa funzionalità di un arto - pregiudizi “ordinari” e pregiudizi “peculiari” ulteriori - criteri di individuazione ed oneri della parte - personalizzazione della liquidazione forfettaria - ammissibilità - condizioni. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24155 del 04/10/2018 >>> In tema di liquidazione del danno non patrimoniale per la ridotta o soppressa funzionalità di un arto in seguito ad una ingiusta lesione subita, la parte che chieda il risarcimento per pregiudizi ulteriori rispetto a quelli già forfettariamente compensati con la liquidazione attraverso i meccanismi tabellari, deve allegare altri pregiudizi di tipo esistenziale, individuando specifiche circostanze che incidano su aspetti "eccezionali" e non semplicemente quotidiani della vita, tali, per caratteristiche, dimensione od intensità ed in relazione alle proprie particolari condizioni di vita, da porli al di fuori delle conseguenze ordinariamente derivanti da pregiudizi dello stesso grado sofferti da persone della stessa età. Nella specie, pertanto, non appaiono conferenti il riferimento al riconoscimento costituzionale dell'interesse violato ed alla gravità della lesione invalidante poiché, per quanto riguarda il primo, esso consente di estendere la tutela risarcitoria al danno non patrimoniale in difetto di un'espressa previsione di legge, mentre il secondo è soltanto uno dei parametri utilizzati nell'attribuzione del valore tabellare del danno non patrimoniale, sotto il profilo del danno morale soggettivo. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24155 del 04/10/2018...
Effetti della sfera morale e incidenti sul piano dinamico–relazionale
Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - danno non patrimoniale - carattere unitario e omnicomprensivo - nozione - criteri - prova - conseguenze risarcitorie – liquidazione - valutazione degli effetti verificatisi sul piano della sfera morale del danneggiato e di quelli incidenti sul piano dinamico–relazionale - distinzione - necessità - autonoma risarcibilità. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 23469 del 28/09/2018 >>> In materia di responsabilità civile, la natura unitaria ed omnicomprensiva del danno non patrimoniale deve essere interpretata nel senso che esso può riferirsi a qualsiasi lesione di un interesse o valore costituzionalmente protetto non suscettibile di valutazione economica,con conseguente obbligo, per il giudice di merito, di tenere conto, a fini risarcitori, di tutte le conseguenze "in peius" derivanti dall'evento di danno, nessuna esclusa, e con il concorrente limite di evitare duplicazioni attribuendo nomi diversi a pregiudizi identici; ne deriva che, a fini liquidatori, si deve procedere ad una compiuta istruttoria finalizzata all'accertamento concreto e non astratto del danno, dando ingresso a tutti i necessari mezzi di prova, ivi compresi il fatto notorio, le massime di esperienza e le presunzioni, valutando distintamente, in sede di quantificazione del danno non patrimoniale alla salute, le conseguenze subite dal danneggiato nella sua sfera interiore (c.d. danno morale, "sub specie"del dolore, della vergogna, della disistima di sé, della paura, della disperazione) rispetto agli effetti incidenti sul piano dinamico-relazionale (che si dipanano nell'ambito delle relazioni di vita esterne), autonomamente risarcibili. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 23469 del 28/09/2018...
Quantificazione del danno permanente alla salute
Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - danno permanente alla salute - misura standard del risarcimento individuata dalla legge o in base al criterio equitativo uniforme utilizzato dalla giurisprudenza - personalizzazione - limiti - condizioni - conseguenze - congiunta attribuzione del danno biologico e del danno c.d. esistenziale - duplicazione risarcitoria - sussistenza - autonoma valutazione della sofferenza morale come conseguenza della lesione del diritto alla salute - necessità. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 23469 del 28/09/2018 >>> In tema di quantificazione del danno permanente alla salute, la misura standard del risarcimento prevista dalla legge e dal criterio equitativo uniforme adottato dai giudici di merito (secondo il sistema c.d. del punto variabile) può essere aumentata,nella sua componente dinamico-relazionale attinente alla vita esterna del danneggiato, solo in presenza di conseguenze dannose del tutto anomale, eccezionali e peculiari, che fuoriescono da quelle normali ed indefettibili secondo l'"id quod plerunque accidit" entro le quali non è giustificata alcuna personalizzazione in aumento del risarcimento. Ne deriva, pertanto, che costituisce duplicazione risarcitoria la congiunta attribuzione del "danno biologico" e del c.d. "danno esistenziale", appartenendo tali categorie (o voci) di danno alla stessa area protetta dall'art. 32 Cost., mentre non costituisce duplicazione risarcitoria, la differente ed autonoma valutazione compiuta con riferimento alla sofferenza interiore patita dal danneggiato in conseguenza della lesione del diritto alla salute. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 23469 del 28/09/2018...
Lesione di interessi diversi dal diritto alla salute
Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - danno non patrimoniale - accertamento - modalità - lesione di interessi costituzionalmente tutelati diversi dal diritto alla salute - analoga valutazione dell’aspetto interiore e di quello dinamico-relazionale - necessità. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 23469 del 28/09/2018 >>> In tema di risarcimento del danno non patrimoniale, in assenza di lesione alla salute, ogni "vulnus" arrecato ad altro valore costituzionalmente tutelato va valutato ed accertato, all'esito di compiuta istruttoria, in assenza di qualsiasi automatismo,sotto il duplice aspetto risarcibile sia della sofferenza morale che della privazione, ovvero diminuzione o modificazione delle attività dinamico-relazionali precedentemente esplicate dal danneggiato, cui va attribuita una somma che tenga conto del pregiudizio complessivamente subito sotto entrambi i profili, senza ulteriori frammentazioni nominalistiche. (Fattispecie relativa a danno da perdita del rapporto parentale). Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 23469 del 28/09/2018...
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - danno emergente e lucro cessante - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20545 del 06/08/2018
Danno da occupazione immobiliare abusiva - Risarcimento - Esistenza di danno "in re ipsa" – Sussistenza - Fondamento. Nel caso di occupazione illegittima di un immobile il danno subito dal proprietario è "in re ipsa", discendendo dalla perdita della disponibilità del bene, la cui natura è normalmente fruttifera, e dalla impossibilità di conseguire l'utilità da esso ricavabile. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20545 del 06/08/2018 ...
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - criteri equitativi - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 22201 del 22/09/2017
Danno da "fermo tecnico" di imbarcazione - Risarcibilità - Oneri probatori e di allegazione della parte - Necessità. Il danno da "fermo tecnico" di un’imbarcazione incidentata non è risarcibile in via equitativa, né può considerarsi “in re ipsa”, quale conseguenza automatica del sinistro e della indisponibilità del natante, avendo la parte l’onere di allegare e provare di aver sostenuto costi (sempre che la durata della riparazione non sia stata talmente breve da renderne irrilevante l'entità) e spese per procurarsi un'imbarcazione sostitutiva e, comunque, elementi idonei a determinare la misura del pregiudizio subito. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 22201 del 22/09/2017 ...
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - criteri equitativi - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 21939 del 21/09/2017
Danno non patrimoniale – Liquidazione forfetizzata dei pregiudizi “ordinari” attraverso i meccanismi tabellari – Ulteriori pregiudizi “peculiari” al caso concreto – Personalizzazione della liquidazione forfettaria – Ammissibilità – Condizioni - Oneri motivazionali del giudice – Contenuto. In tema di liquidazione del danno non patrimoniale, ai fini della c.d. "personalizzazione" del danno forfettariamente individuato (in termini monetari) attraverso i meccanismi tabellari cui la sentenza abbia fatto riferimento (e che devono ritenersi destinati alla riparazione delle conseguenze "ordinarie" inerenti ai pregiudizi che qualunque vittima di lesioni analoghe normalmente subirebbe), spetta al giudice far emergere e valorizzare, dandone espressamente conto in motivazione in coerenza alle risultanze argomentative e probatorie obiettivamente emerse ad esito del dibattito processuale, specifiche circostanze di fatto, peculiari al caso sottoposto ad esame, che valgano a superare le conseguenze "ordinarie" già previste e compensate dalla liquidazione forfettizzata assicurata dalle previsioni tabellari; da queste ultime distinguendosi siccome legate all'irripetibile singolarità dell'esperienza di vita individuale nella specie considerata, caratterizzata da aspetti legati alle dinamiche emotive della vita interiore o all'uso del corpo e alla valorizzazione dei relativi aspetti funzionali, di per sé tali da presentare obiettive e riconoscibili ragioni di apprezzamento (in un'ottica che, ovviamente, superi la dimensione "economicistica" dello scambio di prestazioni), meritevoli di tradursi in una differente (più ricca e, dunque, individualizzata) considerazione in termini monetari, rispetto a quanto suole compiersi in assenza di dette peculiarità. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 21939 del 21/09/2017 ...
Responsabilità civile - causalità (nesso di) - Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 17084 del 11/07/2017
Emotrasfusioni - Contagio da sangue infetto - Nesso di causalità tra condotta omissiva ed evento lesivo - Derivazione probabilistica dell'infezione dalla trasfusione - Sufficienza - Successiva individuazione in sede scientifica dei virus HBV, HIV e HCV - Irrilevanza. In caso di patologie contratte a seguito di emotrasfusioni o di somministrazione di emoderivati, il rapporto eziologico tra la somministrazione del sangue infetto in ambiente sanitario e la specifica patologia insorta viene apprezzato sulla base delle cognizioni scientifiche acquisite al tempo della valutazione, le quali hanno consentito di identificare e nominare le malattie tipiche (HBV, HIV e HCV), ma ciò che rileva ai fini del giudizio sul nesso causale è l’evento obiettivo dell’infezione e la sua derivazione probabilistica dalla trasfusione, a prescindere dalla specificazione della prima in termini di malattia tipica. Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 17084 del 11/07/2017 ...
Perdita di “chance” – Nozione – Valutazione – Prova – Limiti – Fattispecie in tema di perdita da future attività lavorative. In tema di risarcimento del danno, il creditore che voglia ottenere, oltre il rimborso delle spese sostenute, anche i danni derivanti dalla perdita di "chance" – che, come concreta ed effettiva occasione favorevole di conseguire un determinato bene, non è una mera aspettativa di fatto ma un'entità patrimoniale a sè stante, giuridicamente ed economicamente suscettibile di autonoma valutazione – ha l'onere di provare, benchè solo in modo presuntivo o secondo un calcolo di probabilità, la realizzazione in concreto di alcuni dei presupposti per il raggiungimento del risultato sperato ed impedito dalla condotta illecita della quale il danno risarcibile deve essere conseguenza immediata e diretta. (Nella specie, relativa alla perdita di “chance” lavorative future asseritamente subite da un'infortunata in un sinistro stradale, la S.C. ha precisato che, configurandosi un danno patrimoniale futuro, come tale diverso ed ulteriore rispetto al danno alla salute, a carattere, invece, non patrimoniale, la perdita di futuri guadagni non può essere desunta in via presuntiva dalla mera esistenza di postumi invalidanti, spettando al danneggiato l’onere di provare, anche presuntivamente, che il danno alla salute gli ha precluso l’accesso a situazioni di studio o di lavoro tali che, se realizzate, avrebbero fornito anche soltanto la possibilità di maggiori guadagni). Corte di Cassazione, Sez. 3 , Sentenza n. 6488 del 14/03/2017 ...
Stampa - responsabilita' civile e penale (reati commessi col mezzo della stampa) - Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 13153 del 25/05/2017
Diffamazione a mezzo stampa - Danno non patrimoniale da lesione della reputazione - Liquidazione - Valutazione equitativa - Necessità - Censurabilità in Cassazione - Condizioni. In tema di risarcimento del danno causato da diffamazione a mezzo stampa, la liquidazione del danno non patrimoniale presuppone una valutazione necessariamente equitativa, la quale non è censurabile in Cassazione, sempre che i criteri seguiti siano enunciati in motivazione e non siano manifestamente incongrui rispetto al caso concreto, o radicalmente contraddittori, o macroscopicamente contrari a dati di comune esperienza, ovvero l’esito della loro applicazione risulti particolarmente sproporzionato per eccesso o per difetto. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 13153 del 25/05/2017 ...
Risarcimento del danno - Pagamento di acconti - Criteri di scomputo dal credito risarcitorio e di decorrenza degli interessi compensativi. La liquidazione del danno da ritardato adempimento di un’obbligazione di valore, ove il debitore abbia pagato un acconto prima della quantificazione definitiva, deve avvenire: a) devalutando l’acconto ed il credito alla data dell’illecito; b) detraendo l’acconto dal credito; c) calcolando gli interessi compensativi individuando un saggio scelto in via equitativa, ed applicandolo prima sull’intero capitale, rivalutato anno per anno, per il periodo intercorso dalla data dell’illecito al pagamento dell’acconto, e poi sulla somma che residua dopo la detrazione dell’acconto, rivalutata annualmente, per il periodo che va da quel pagamento fino alla liquidazione definitiva. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9950 del 20/04/2017 ...
Liquidazione equitativa – Presupposti – Onere della prova incombente sulla parte – Contenuto – Fattispecie. La liquidazione in via equitativa del danno postula, in primo luogo, il concreto accertamento dell'ontologica esistenza di un pregiudizio risarcibile, il cui onere probatorio ricade sul danneggiato e non può essere assolto dimostrando semplicemente che l'illecito ha soppresso una cosa determinata, se non si provi, altresì, che essa fosse suscettibile di sfruttamento economico, e, in secondo luogo, il preventivo accertamento che l’impossibilità o l’estrema difficoltà di una stima esatta del danno stesso dipenda da fattori oggettivi e non dalla negligenza della parte danneggiata nell’allegarne e dimostrarne gli elementi dai quali desumerne l’entità. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che aveva liquidato il danno patito dal proprietario di un appartamento, “per diminuita godibilità del bene”, in conseguenza di un allagamento proveniente da un appartamento sovrastante, in assenza di prova di tale pregiudizio). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 4534 del 22/02/2017 ...
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - danno emergente e lucro cessante - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 19604 del 30/09/2016
Perdita di "chance" - Risarcibilità - Presupposti - Fattispecie in tema di appalti pubblici. La perdita di "chance" costituisce un danno patrimoniale risarcibile, quale danno emergente, qualora sussista un pregiudizio certo (anche se non nel suo ammontare) consistente nella perdita di una possibilità attuale ed esige la prova, anche presuntiva, purché fondata su circostanze specifiche e concrete dell'esistenza di elementi oggettivi dai quali desumere, in termini di certezza o di elevata probabilità, la sua attuale esistenza. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva escluso che la mera appartenenza di un appaltatore al settore degli appalti pubblici fosse tale da concretare una presunzione di perdita altamente probabile della "chance" di aggiudicarsi altre gare, non potendo ciò desumersi dalla sola qualità soggettiva dell'impresa, senza l'allegazione concreta di domande di partecipazione, nonché di elementi di valutazione circa il possesso di particolari requisiti tecnici e finanziari per partecipare ed aggiudicarsi, con rilevante probabilità, le gare tenutesi nell'arco temporale in discussione). Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 19604 del 30/09/2016 ...
Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici - parti comuni dell'edificio - uso - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 19215 del 28/09/2016
Utilizzo del bene comune in via esclusiva, senza il consenso degli altri condomini - Danno in "re ipsa" - Configurabilità - Quantificazione - Criteri. L'utilizzazione in via esclusiva di un bene comune da parte del singolo condomino in assenza del consenso degli altri condomini, ai quali resta precluso l'uso, anche solo potenziale, della "res", determina un danno "in re ipsa", quantificabile in base ai frutti civili tratti dal bene dall'autore della violazione. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 19215 del 28/09/2016 ...
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - danno emergente e lucro cessante - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16670 del 09/08/2016
Danno da occupazione immobiliare abusiva - Risarcimento - Esistenza di danno "in re ipsa" - Presunzione "iuris tantum" - Conseguenze sulla liquidazione. Nel caso di occupazione illegittima di un immobile il danno subito dal proprietario è "in re ipsa", discendendo dalla perdita della disponibilità del bene, la cui natura è normalmente fruttifera, e dalla impossibilità di conseguire l'utilità da esso ricavabile, sicchè costituisce una presunzione "iuris tantum" e la liquidazione può essere operata dal giudice sulla base di presunzioni semplici, con riferimento al cd. danno figurativo, quale il valore locativo del bene usurpato. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16670 del 09/08/2016 ...
Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10897 del 26/05/2016
Danno biologico - Sopravvenuto decesso del danneggiato per cause indipendenti dal sinistro - Liquidazione del danno - Riferimento al tempo intercorso tra il sinistro e il decesso - Necessità - Fondamento. In tema di risarcimento del danno biologico, la liquidazione va parametrata alla durata effettiva della vita, se questa è più breve - per cause indipendenti dal sinistro oggetto del giudizio - rispetto a quella attesa o corrispondente alla vita media (sebbene occorra tenere conto della maggiore intensità del patema d'animo nei primi tempi successivi all'evento), assumendo esclusiva rilevanza la sofferenza effettivamente patita per il residuo tempo di durata della vita, nel rispetto del fondamentale principio di contenimento di qualunque forma di risarcimento all'effettivo pregiudizio arrecato. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10897 del 26/05/2016 ...
lavoro - lavoro subordinato - categorie e qualifiche dei prestatori di lavoro - qualifiche - carriera - concorsi interni – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 14820 del 27/06/2007
Procedura di selezione dei dipendenti per l'accesso alla qualifica superiore - Illegittima esclusione - Danno da perdita di chance - Sussistenza - Onere della prova a carico del creditore - Contenuto - Valutazione equitativa - Ammissibilità. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 14820 del 27/06/2007 Nell'ambito di una procedura finalizzata all'acquisizione, da parte del lavoratore, della superiore qualifica professionale, la "chance" consiste nella mera possibilità di conseguire la promozione a seguito della positiva partecipazione al concorso e va considerata come un'entità patrimoniale a sé stante, suscettibile di autonoma valutazione giuridica ed economica, sicché è onere del preteso creditore dimostrare, pur se solo in modo presuntivo, il danno conseguente alla lesione di tale "chance", tramite il ricorso ad un calcolo delle probabilità che evidenzi i margini di possibile raggiungimento del risultato sperato, mentre è legittima, da parte del giudice di merito, una valutazione equitativa di tale danno, commisurata al grado di probabilità del risultato favorevole. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 14820 del 27/06/2007 ...
Risarcimento del danno - danno immediato e diretto – Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 9942 del 13/05/2016
Danno patrimoniale - Risarcimento - Funzione - Danni subiti da un autoveicolo in un incidente stradale - Riparazioni - Spese superiori ai costi correnti - Rimborsabilità per la parte corrispondente ai prezzi correnti di mercato - Limiti. In materia di risarcimento del danno patrimoniale, poiché esso ha la funzione di reintegrare il patrimonio del danneggiato nella esatta misura della sua lesione, le spese sostenute per le riparazioni dell'autoveicolo, che abbia subito danni in un incidente stradale, sono rimborsabili solo per la parte che corrisponde ai correnti prezzi di mercato, a meno che il maggiore esborso non sia giustificato da particolari circostanze oggettive (quale l'esistenza nella zona di una sola autofficina qualificata) e queste siano state provate dall'interessato, che non può di conseguenza, a fondamento della sua pretesa risarcitoria, limitarsi a produrre la documentazione di spese, da lui sostenute, non corrispondenti ai costi correnti, secondo una valutazione del giudice di merito, fondata su nozioni di comune esperienza o su dati acquisiti con consulenza tecnica di ufficio. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 9942 del 13/05/2016 ...
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - criteri equitativi – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9367 del 10/05/2016
Applicazione delle tabelle milanesi - Variazione prima della pubblicazione della sentenza - Valore di "ius superveniens" - Esclusione - Ragioni. In tema di applicazione delle cd. tabelle milanesi di liquidazione del danno, qualora dopo la deliberazione della decisione e prima della sua pubblicazione, sia intervenuta una loro variazione, deve escludersi che l'organo deliberante abbia l'obbligo di riconvocarsi e di procedere ad una nuova operazione di liquidazione del danno in base alle nuove tabelle, la cui modifica non integra uno "jus superveniens" né in via diretta né in quanto e possano assumere rilievo, ai sensi dell'art. 1226 c.c., come parametri doverosi per la valutazione equitativa del danno non patrimoniale alla persona. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9367 del 10/05/2016 ...
Circolazione stradale - responsabilità civile da incidenti stradali - causalità (nesso di) – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9241 del 06/05/2016
Conducente di un motociclo - Omesso uso del casco protettivo - Fonte di corresponsabilità - Condizioni - Accertamento d'ufficio - Ammissibilità - Fondamento. In materia di responsabilità da sinistro stradale, l'omesso uso del casco protettivo da parte di un motociclista vittima di incidente può essere fonte di corresponsabilità del medesimo, a condizione che tale infrazione abbia concretamente influito sulla eziologia del danno, circostanza che può essere accertata anche d'ufficio dal giudice, giacché riconducibile alla previsione di cui all'art. 1227, comma 1, c.c. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9241 del 06/05/2016 ...
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - invalidità personale - permanente – Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 8896 del 04/05/2016
Danno futuro da incapacità lavorativa - Liquidazione - Valutazione prospettica della progressione reddituale - Fondamento - Elementi oggettivi - Onere di deduzione degli stessi da parte del danneggiato - Necessità - Difetto - Ricorso al criterio del triplo della pensione sociale - Esclusione. Nella liquidazione del danno patrimoniale futuro da incapacità di lavoro il reddito della vittima da porre a base del calcolo deve essere equitativamente aumentato rispetto a quello concretamente percepito, quando sia ragionevole ritenere che esso negli anni a venire sarebbe verosimilmente cresciuto. La relativa valutazione deve essere compiuta dal giudice di merito in base ad elementi oggettivi che è onere del danneggiato dedurre, ed in mancanza dei quali non è consentita la liquidazione del danno in base al triplo della pensione sociale, a nulla rilevando che il reddito della vittima fosse di per sé di modesta entità. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 8896 del 04/05/2016 ...
risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - interessi – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13401 del 22/06/2005
Danno da fatto illecito - Liquidazione - Rivalutazione ed interessi - Natura - Riconoscimento di entrambi d'ufficio, anche in grado di appello - Ammissibilità. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13401 del 22/06/2005 L'obbligo di risarcire il danno aquiliano costituisce una tipica obbligazione di valore, con la conseguenza che l'adeguamento della reintegrazione patrimoniale all'effettivo valore monetario del momento della decisione - mediante la rivalutazione e il risarcimento del danno ulteriore rappresentato dalla perdita delle utilità che il godimento tempestivo della somma di denaro avrebbe consentito - può essere compiuto di ufficio in grado di appello, salvo che il danneggiato non abbia manifestato inequivoca volontà contraria. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13401 del 22/06/2005 ...
assicurazione - veicoli (circolazione-assicurazione obbligatoria) - risarcimento del danno - azione diretta nei confronti dell'assicurato - procedimenti concorsuali a carico dell'assicuratore (effetti) – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 23870 del 0
Responsabilità della società assicuratrice per interessi, rivalutazione e spese oltre i limiti del massimale - Successione "ope legis" dell'impresa designata dal Fondo di Garanzia - Estensione a dette obbligazioni accessorie - Necessità - Limite di risarcibilità ex art. 21, ultimo comma, della legge n. 990 del 1969 - Applicabilità - Esclusione - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 23870 del 08/11/2006 In tema di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e natanti, qualora la società assicuratrice debba rispondere oltre il massimale di polizza anche di interessi, rivalutazione e spese a causa del suo comportamento defatigatorio, la successione "ope legis" dell'impresa designata dal Fondo di Garanzia a seguito della messa in liquidazione coatta amministrativa di detta società si verifica anche riguardo alle indicate obbligazioni accessorie senza il limite di risarcibilità indicato dall'art. 21, ultimo comma, della legge n. 990 del 1969, che concerne soltanto il debito principale di indennizzo, anche se l'impresa designata dal Fondo di Garanzia per il risarcimento del danno sia stata chiamata a rispondere, ai sensi dell'art. 25 della stessa legge n. 990 del 1969, dopo il passaggio in giudicato della sentenza di condanna emessa contro l'assicuratore, azionata come titolo esecutivo. (Nella specie, la S.C., sulla scorta dell'enunciato principio, ha rigettato il relativo motivo di ricorso e confermato sul punto l'impugnata sentenza della Corte territoriale, con la quale era stato riconosciuto che il diritto dei danneggiati, nei confronti del Fondo di Garanzia, al risarcimento, oltre il limite del massimale di legge, dei danni ulteriori poteva essere commisurato solo alla misura della rivalutazione e degli interessi del predetto massimale, risultando tale soluzione in sintonia con il titolo della responsabilità dell'assicuratore per il ritardo nel pagamento dell'indennizzo che, a causa della natura del relativo debito, deve ritenersi governata dal principio dell'art. 1224 cod. civ.). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 23870 del 08/11/2006 ...
risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - criteri equitativi – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 24680 del 21/11/2006
Liquidazione equitativa - Poteri del giudice - Presupposti - Accertamento - Valutazione rimessa al giudice del merito - Sussistenza. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 24680 del 21/11/2006 L'applicazione dell'art. 1226 cod. civ. presuppone l'esistenza ontologica del danno, la liquidazione del quale, con valutazione equitativa, è rimessa al potere discrezionale del giudice, che vi procede quando non sia possibile o riesca difficoltosa la sua precisa determinazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 24680 del 21/11/2006 ...
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - invalidità personale - permanente – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7774 del 20/04/2016
Danno permanete futuro - Spesa da sostenersi vita natural durante - Criteri di liquidazioni applicabili - Individuazione. Il danno permanente futuro, consistente nella necessità di sostenere una spesa periodica vita natural durante (nella specie, per assistenza domiciliare), non può essere liquidato attraverso la semplice moltiplicazione della spesa annua per il numero di anni di vita stimata della vittima, ma va liquidato o in forma di rendita, oppure moltiplicando il danno annuo per il numero di anni per cui verrà sopportato, e, quindi, abbattendo il risultato in base ad coefficiente di anticipazione, ovvero, infine, attraverso il metodo della capitalizzazione, consistente nel moltiplicare il danno annuo per un coefficiente di capitalizzazione delle rendite vitalizie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7774 del 20/04/2016 ...
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - danni futuri – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7774 del 20/04/2016
Vittima di lesioni personali - Spese future da assistenza domiciliare - Benefici previsti "ex lege" - Detrazione dal "quantum" del risarcimento - Necessità. Nella liquidazione del danno patrimoniale consistente nelle spese che la vittima di lesioni personali deve sostenere per l'assistenza domiciliare, il giudice deve detrarre dal credito risarcitorio sia i benefici spettanti alla vittima a titolo di indennità di accompagnamento (ex art. 5 della l. n. 222 del 1984), sia quelli previsti dalla legislazione regionale in tema di assistenza domiciliare, posto che dell'insieme di tali disposizioni il giudice - in virtù del principio "iura novit curia" - dovrà fare applicazione d'ufficio se i presupposti di tale applicabilità risultino comunque dagli atti. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7774 del 20/04/2016 ...
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - invalidità personale - permanente – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7768 del 20/04/2016
Danno alla salute - Liquidazione - Mancata applicazione delle "tabelle di Milano" quale vizio di violazione di legge - Sopravvenienza giurisprudenziale del principio in corso di causa - Richiesta di applicazione del sistema tabellare per la prima volta in sede di precisione delle conclusioni - Ammissibilità. In materia di danno alla salute, quando in corso di causa (ivi compresa la fase di gravame) sia sopravvenuto il principio giurisprudenziale - enunciato dalla S.C. con sentenza n. 12408 del 2011 - secondo cui la mancata adozione delle cd. "tabelle" di Milano integra un vizio di violazione di legge, deve ritenersi consentito, a chi agisce per il risarcimento del danno, chiederne l'applicazione, per la prima volta, anche in fase di precisazione delle conclusioni. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7768 del 20/04/2016 ...
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - invalidità personale - permanente - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7774 del 20/04/2016
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - invalidità personale - permanente - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7768 del 20/04/2016
risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 339 del 13/01/2016
Circolazione stradale - Lesione di lieve entità (micropermanenti) - Danno morale - Condizioni - Accertamento in concreto - Meccanismi semplificativi di tipo automatico - Esclusione - Oneri di allegazione e probatori del danneggiato - Presunzioni - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 339 del 13/01/2016 In caso di incidente stradale, va liquidato anche il danno morale, ancorché conseguente a lesioni di lieve entità (micropermanenti), purchè si tenga conto della lesione in concreto subita, non sussistendo alcuna automaticità parametrata al danno biologico, e il danneggiato è onerato dell'allegazione e della prova, eventualmente anche a mezzo di presunzioni, delle circostanze utili ad apprezzare la concreta incidenza della lesione patita in termini di sofferenza e turbamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 339 del 13/01/2016 ...
risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 336 del 13/01/2016
Danno esistenziale - Autonoma voce di danno - Esclusione - Ragioni - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 336 del 13/01/2016 In tema di risarcimento del danno, non è ammissibile nel nostro ordinamento l'autonoma categoria del "danno esistenziale", in quanto, ove in essa si ricomprendano i pregiudizi scaturenti dalla lesione di interessi della persona di rango costituzionale, ovvero derivanti da fatti-reato, essi sono già risarcibili ai sensi dell'art. 2059 c.c., sicché la liquidazione di una ulteriore posta di danno comporterebbe una non consentita duplicazione risarcitoria; ove, invece, si intendesse includere nella categoria i pregiudizi non lesivi di diritti inviolabili della persona, la stessa sarebbe illegittima, posto che simili pregiudizi sono irrisarcibili alla stregua del menzionato articolo. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto esente da critiche la decisione del giudice di merito di non liquidare, con voce autonoma, il danno esistenziale da morte del congiunto, per essere stato già liquidato il relativo danno non patrimoniale comprensivo sia della sofferenza soggettiva che del danno costituito dalla lesione del rapporto parentale e del conseguente sconvolgimento dell'esistenza). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 336 del 13/01/2016 ...
Società per azioni - organi sociali - amministratori - responsabilità - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 24715 del 04/12/2015
Azione di responsabilità esercitata dal curatore ex art. 146 l.fall. - Cumulo dell'azione sociale e dell'azione dei creditori sociali - Autonomia delle azioni - Sussistenza - Conseguenze. – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 24715 del 04/12/2015 L'azione di responsabilità, esercitata dal curatore ai sensi dell'art. 146, comma 2, l.fall., cumula in sé le diverse azioni previste dagli artt. 2392-2393 c.c. e dall'art. 2394 c.c. a favore, rispettivamente, della società e dei creditori sociali, tant'è che il curatore può, anche separatamente, formulare domande risarcitorie tanto con riferimento ai presupposti dell'azione sociale, che ha natura contrattuale, quanto con riguardo a quelli della responsabilità verso i creditori, che ha natura extracontrattuale. Tali azioni, peraltro, non perdono la loro originaria identità giuridica, rimanendo tra loro distinte sia nei presupposti di fatto, che nella disciplina applicabile, differenti essendo la distribuzione dell'onere della prova, i criteri di determinazione dei danni risarcibili ed il regime di decorrenza del termine di prescrizione. – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 24715 del 04/12/2015 ...
contratti di borsa - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 4037 del 01/03/2016
Attività di intermediazione mobiliare - Consegna da parte del cliente al promotore di somme di danaro con modalità difformi da quelle prescritte - Indebita appropriazione da parte del promotore - Responsabilità dell'intermediario - Concorso del fatto colposo dell'investitore - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 4037 del 01/03/2016 L'intermediario finanziario non può invocare, quale causa di esclusione della responsabilità per i danni arrecati a terzi ex art. 23 del d.lgs. n. 415 del 1996 (applicabile "ratione temporis") nello svolgimento delle incombenze affidate ai promotori finanziari, la semplice allegazione del fatto che il cliente abbia consegnato al promotore le somme di denaro di cui quest'ultimo si è illecitamente appropriato con modalità difformi da quelle con cui lo stesso sarebbe legittimato a riceverle ai sensi dei vigenti regolamenti Consob (nella specie, versate con assegno bancario recante, in bianco, il nome del prenditore invece che con assegni non trasferibili intestati al soggetto abilitato per conto del quale il promotore operava), né un tal fatto può essere addotto dall'intermediario come concausa del danno subito dall'investitore al fine di ridurre l'ammontare del risarcimento dovuto, atteso che le disposizioni regolamentari emanate dalla Consob, anche se inserite nel documento contrattuale sottoscritto dal cliente, sono dirette unicamente a porre a carico del promotore finanziario un obbligo di comportamento a tutela dell'interesse del risparmiatore, sicché non possono tradursi in un onere di diligenza a carico di quest'ultimo, tale da risolversi in un addebito di colpa nei confronti del danneggiato dall'altrui atto illecito, salvo che la condotta dell'investitore presenti connotati, se non di collusione, quanto meno di consapevole e fattiva acquiescenza alla violazione delle regole gravanti sul promotore (diventando, così, rilevante ai fini dell'art. 1227 c.c.). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 4037 del 01/03/2016 ...
risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - criteri equitativi – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 4048 del 01/03/2016
Titolare del diritto di utilizzazione economica di un'opera d'ingegno - Risarcimento del danno da illecita utilizzazione altrui - Quantificazione - Criteri - Fattispecie in materia di danno da contraffazione del marchio. In tema di valutazione equitativa del danno subito dal titolare del diritto di utilizzazione economica di un'opera dell'ingegno, non è precluso al giudice il potere-dovere di commisurarlo, nell'apprezzamento delle circostanze del caso concreto, al beneficio tratto dall'attività vietata, assumendolo come utile criterio di riferimento del lucro cessante, segnatamente quando esso sia correlato al profitto del danneggiante, nel senso che questi abbia sfruttato a proprio favore occasioni di guadagno di pertinenza del danneggiato, sottraendole al medesimo. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva liquidato equitativamente il danno da contraffazione del marchio con riferimento ai profitti ottenuti dal contraffattore, in applicazione della presunzione, legittima ex art. 66, comma 2, del r.d. n. 929 del 1942, applicabile "ratione temporis", per la quale, in assenza di contraffazione, quei profitti sarebbero stati realizzati dal titolare del marchio). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 4048 del 01/03/2016 ...
Beni - immateriali - diritti di autore (proprietà intellettuale) - diritti di utilizzazione economica (contenuto del diritto) - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11464 del 03/06/2015
Opera derivata - Elaborazione creativa - Sussistenza - Differenza con la contraffazione - Diritto di utilizzazione economica - Assenza di autorizzazione dell'autore dell'opera originaria - Conseguenze - Risarcimento del danno - Quantificazione - Criterio della reversione degli utili - Applicabilità. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11464 del 03/06/2015 Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - criteri equitativi - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11464 del 03/06/2015 L'opera derivata, cui l'art. 4 della legge 22 aprile 1941, n. 633, conferisce autonoma tutela, attribuendo al suo autore un diritto esclusivo morale e di utilizzazione economica, si caratterizza per un'elaborazione creativa dell'opera originale e si differenzia, pertanto, dalla contraffazione, che consiste nella riproduzione dell'opera originale con differenze di mero dettaglio, come tali scevre di apporto creativo, e dirette solo a nascondere la contraffazione. Peraltro, lo sfruttamento dell'opera derivata senza la preventiva autorizzazione dell'autore di quella originaria dà diritto a quest'ultimo ad ottenere il risarcimento del danno, che legittimamente può essere determinato, in via equitativa, applicando il cd. principio di reversione degli utili, cioè quantificando il pregiudizio in una quota parte dei proventi realizzati dal titolare dell'opera derivata a seguito del suo sfruttamento. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11464 del 03/06/2015 ...
Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11851 del 09/06/2015
Lesioni di non lieve entità - Danno morale - Autonomia rispetto al danno biologico - Conseguenze - Separata liquidazione - Ammissibilità. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11851 del 09/06/2015 Nel caso di lesioni di non lieve entità e, dunque, al di fuori dell'ambito applicativo delle lesioni cd. micro permanenti di cui all'art. 139 del d.lgs. 7 settembre 2005, n. 209, il danno morale costituisce una voce di pregiudizio non patrimoniale, ricollegabile alla violazione di un interesse costituzionalmente tutelato, da tenere distinta dal danno biologico e dal danno nei suoi aspetti dinamico relazionali presi in considerazione dall'art. 138 del menzionato d.lgs. n. 209 del 2005, con la conseguenza che va risarcito autonomamente, ove provato, senza che ciò comporti alcuna duplicazione risarcitoria. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11851 del 09/06/2015 ...
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - invalidità personale - in genere - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12211 del 12/06/2015
Pregiudizio della capacità lavorativa generica - Natura di danno patrimoniale ulteriore rispetto alla lesione della capacità lavorativa specifica - Perdita di "chance" - Sussistenza. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12211 del 12/06/2015 In tema di danni alla persona, l'invalidità di gravità tale (nella specie, del 25 per cento) da non consentire alla vittima la possibilità di attendere neppure a lavori diversi da quello specificamente prestato al momento del sinistro, e comunque confacenti alle sue attitudini e condizioni personali ed ambientali, integra non già lesione di un modo di essere del soggetto, rientrante nell'aspetto del danno non patrimoniale costituito dal danno biologico, quanto un danno patrimoniale attuale in proiezione futura da perdita di "chance", ulteriore e distinto rispetto al danno da incapacità lavorativa specifica, e piuttosto derivante dalla riduzione della capacità lavorativa generica, il cui accertamento spetta al giudice di merito in base a valutazione necessariamente equitativa ex art. 1226 cod. civ. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12211 del 12/06/2015 ...
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12717 del 19/06/2015
Nascita di feto morto - Liquidazione equitativa del danno non patrimoniale - Criteri - Applicazione delle tabelle predisposte dal tribunale di Milano - Parametri previsti per la perdita del rapporto parentale - Applicazione automatica - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12717 del 19/06/2015 In materia di liquidazione equitativa del danno non patrimoniale da perdita del rapporto parentale, non è adeguatamente motivata la sentenza del giudice di merito che, facendo applicazione dei parametri previsti al riguardo dalle tabelle elaborate dal tribunale di Milano, abbia liquidato, per il pregiudizio subito dai genitori in ragione della nascita di un feto morto, una somma pari ai valori più elevati della forbice risarcitoria ivi contemplata, senza considerare che essa, in quanto dichiaratamente calcolata in ragione della qualità e quantità della relazione affettiva con la persona perduta, non è di per sé utilizzabile nel caso del figlio nato morto, dove tale relazione è solo potenziale. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12717 del 19/06/2015 ...
Beni - immateriali - diritti di autore (proprietà intellettuale) - risarcimento del danno - in genere - Plagio musicale - Risarcimento del danno - Quantificazione - Criteri. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11225 del 29/05/2015
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - criteri equitativi - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11225 del 29/05/2015 In tema di quantificazione del danno subito dal titolare del diritto di utilizzazione economica di una canzone di cui sia rimasto accertato il plagio, il giudice ha il potere-dovere di commisurarlo, nell'apprezzamento delle circostanze del caso concreto, al beneficio tratto dall'attività vietata, che assurge ad utile criterio di riferimento del lucro cessante, segnatamente quando esso sia correlato al profitto del danneggiante, nel senso che questi abbia sfruttato a proprio favore occasioni di guadagno di pertinenza del danneggiato, sottraendole al medesimo. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11225 del 29/05/2015 ...
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - criteri equitativi - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 127 del 08/01/2016
Liquidazione equitativa - Presupposti - Onere della prova incombente sulla parte - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 127 del 08/01/2016 L'esercizio del potere discrezionale di liquidare il danno in via equitativa, conferito al giudice dagli artt. 1226 e 2056 c.c., presuppone che sia provata l'esistenza di danni risarcibili e che risulti obiettivamente impossibile o particolarmente difficile provare il danno nel suo preciso ammontare, sicché grava sulla parte interessata l'onere di provare non solo l'"an debeatur" del diritto al risarcimento, ove sia stato contestato o non debba ritenersi "in re ipsa", ma anche ogni elemento di fatto utile alla quantificazione del danno e di cui possa ragionevolmente disporre nonostante la riconosciuta difficoltà, sì da consentire al giudice il concreto esercizio del potere di liquidazione in via equitativa, che ha la sola funzione di colmare le lacune insuperabili ai fini della precisa determinazione del danno stesso. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 127 del 08/01/2016 ...
Risarcimento del danno - morte di congiunti (parenti della vittima) – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16992 del 20/08/2015
Danno da perdita del rapporto parentale - Autonoma configurabilità - Sussistenza - Condizioni - Sconvolgimento delle abitudini di vita - Necessità - Nozione - Fattispecie. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16992 del 20/08/2015 Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16992 del 20/08/2015 Il pregiudizio da perdita del rapporto parentale, da allegarsi e provarsi specificamente dal danneggiato ex art. 2697 c.c., rappresenta un peculiare aspetto del danno non patrimoniale, distinto dal danno morale e da quello biologico, con i quali concorre a compendiarlo, e consiste non già nella mera perdita delle abitudini e dei riti propri della quotidianità, bensì nello sconvolgimento dell'esistenza, rivelato da fondamentali e radicali cambiamenti dello stile di vita. (In applicazione dell'anzidetto principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata, nella quale, pur dandosi atto che, dalla vicenda della tragica morte del giovane figlio, la madre ne era uscita distrutta nel corpo, trascinando la propria successiva esistenza tra mille difficoltà e problemi nel solo ricordo, quasi ossessivo, del defunto, aveva, poi, sulla base di tali circostanze, riconosciuto alla medesima il solo danno morale, negandole, però, quello da perdita del rapporto parentale). Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16992 del 20/08/2015 ...
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - danni futuri – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18305 del 18/09/2015
Sordità infantile causata da intempestiva diagnosi di meningite - Neutralizzazione del deficit mediante applicazione di protesi - Idoneità ad escludere il danno futuro da riduzione della capacità lavorativa - Esclusione - Ragioni. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18305 del 18/09/2015 Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - invalidità personale - permanente - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18305 del 18/09/2015 L'accertamento, in un minore in età infantile, che lo stato di invalidità permanente (nella specie, sordità causata da intempestiva diagnosi di meningite con esiti invalidanti stimati nel 30 per cento) sia rimediabile mediante applicazione di protesi, non è ragione sufficiente ad escludere - integrando una violazione dell'art. 1223 c.c. - il danno futuro da riduzione della capacità lavorativa del minore, attesa l'incidenza negativa sull'esplicazione di qualsiasi attività di lavoro derivante dalla costante percezione e consapevolezza della necessità di sopperire al deficit. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18305 del 18/09/2015 ...
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - invalidità personale - permanente - Danno biologico - Permanente - Liquidazione - Modalità - Articolazione in due fasi - Necessità. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16788 del 13/08/2015
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - invalidità personale - permanente - Danno biologico - Permanente - Liquidazione - Modalità - Articolazione in due fasi - Necessità. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16788 del 13/08/2015 In tema di danno biologico permanente, la relativa liquidazione va distinta concettualmente in due fasi, la prima, volta a individuare le conseguenze "ordinarie" inerenti al pregiudizio, cioè quelle che qualunque vittima di lesioni analoghe subirebbe, la seconda, le eventuali conseguenze "peculiari", cioè quelle che non sono immancabili, ma che si sono verificate nel caso specifico. Le prime vanno monetizzate con un criterio uniforme; le seconde con criterio "ad hoc" scevro da automatismi. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16788 del 13/08/2015 ...
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - criteri equitativi. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16788 del 13/08/2015
Risarcimento del danno biologico - Criterio del punto variabile - Oneri motivazionali del giudice di merito - Contenuto. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16788 del 13/08/2015 In tema di risarcimento del danno biologico, il giudice di merito che proceda alla liquidazione secondo il criterio cd. "a punto variabile", nel motivare la propria decisione non può limitarsi a generici richiami alle relative "tabelle", dovendo, invece, specificare il valore monetario di base del punto e il grado di invalidità permanente, il coefficiente di abbattimento in funzione dell'età della vittima e le ragioni per cui ha ritenuto di variare o non variare il risarcimento standardizzato. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16788 del 13/08/2015 ...
Società - di capitali - società per azioni - organi sociali - amministratori - responsabilità - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 24715 del 04/12/2015
Azione di responsabilità esercitata dal curatore ex art. 146 l.fall. - Cumulo dell'azione sociale e dell'azione dei creditori sociali - Autonomia delle azioni - Sussistenza - Conseguenze. L'azione di responsabilità, esercitata dal curatore ai sensi dell'art. 146, comma 2, l.fall., cumula in sé le diverse azioni previste dagli artt. 2392-2393 c.c. e dall'art. 2394 c.c. a favore, rispettivamente, della società e dei creditori sociali, tant'è che il curatore può, anche separatamente, formulare domande risarcitorie tanto con riferimento ai presupposti dell'azione sociale, che ha natura contrattuale, quanto con riguardo a quelli della responsabilità verso i creditori, che ha natura extracontrattuale. Tali azioni, peraltro, non perdono la loro originaria identità giuridica, rimanendo tra loro distinte sia nei presupposti di fatto, che nella disciplina applicabile, differenti essendo la distribuzione dell'onere della prova, i criteri di determinazione dei danni risarcibili ed il regime di decorrenza del termine di prescrizione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 24715 del 04/12/2015 ...
Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22885 del 10/11/2015
Danno non patrimoniale di ente collettivo - Pregiudizio risarcibile - Lesione dell'interesse diffuso o collettivo del quale è portatore - Sufficienza - Ragioni. In tema di danno non patrimoniale, il pregiudizio risarcibile nei confronti di un ente collettivo si identifica con la lesione dell'interesse, diffuso o collettivo, del quale esso è portatore e garante e coincide, sul piano obiettivo, con la violazione delle norme poste a tutela dell'interesse medesimo, senza che si possa distinguere, a tali fini, tra l'evento lesivo e la conseguenza negativa, in quanto dall'attività di tutela degli interessi coincidenti con quelli lesi o posti in pericolo deriva, in capo all'ente esponenziale, una posizione di diritto soggettivo che lo legittima all'azione risarcitoria. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22885 del 10/11/2015 ...
Responsabilità medica - Ritardo nella diagnosi di un melanoma - Trattamenti sperimentali all'estero - Accertamento giudiziale della necessità ed efficacia degli stessi - Spese sostenute dal paziente - Danno patrimoniale - Applicazione dell'art. 1227, comma 2, c.c. - Esclusione - Ragioni. In tema di responsabilità medica, nell'ipotesi di cure e interventi sperimentali effettuati all'estero da un paziente, all'esito della ripetuta ricomparsa di metastasi di una formazione neoplastica, le spese all'uopo sostenute dal paziente - sebbene suscettibili di parziale rimborso, ove fossero state osservate le procedure previste dall'art. 14 della l.r. Sicilia n. 27 del 1975 - non vanno ascritte alla fattispecie regolata dall'art. 1227, comma 2, c.c., giacché esse costituiscono l'ulteriore conseguenza del danno patrimoniale ascrivibile alla condotta dei medici precedentemente intervenuti e consistita nell'erronea diagnosi come "nevo a formazione benigna" di un melanoma, tanto più ove sussista l'assoluta urgentissima necessità - oltre che l'utilità - di tali cure praticate fuori del territorio nazionale. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 21782 del 27/10/2015 ...
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18804 del 23/09/2015
Determinazione del "quantum debeatur" - Liquidazione in via equitativa - Applicazione degli artt. 1226 e 2056 c.c. - Conseguenze in ordine alla ripartizione degli oneri probatori tra le parti. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18804 del 23/09/2015 In materia di arricchimento senza causa, ai fini della determinazione giudiziale dell'indennizzo previsto dall'art. 2041 c.c. trovano applicazione i principi sanciti dagli artt. 1226 e 2056 c.c. in relazione alla liquidazione del danno in via equitativa, a mente dei quali, affinché il giudice possa provvedere discrezionalmente alla liquidazione, è necessario che il soggetto interessato provi che sia obiettivamente impossibile o particolarmente difficile dimostrare il danno nel suo preciso ammontare. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18804 del 23/09/2015 ...
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18243 del 17/09/2015
Danno da fatto illecito - Liquidazione per equivalente - Interessi e rivalutazione monetaria - Componenti essenziali e concorrenti implicite nella domanda risarcitoria - Conseguenze - Riconoscimento anche d'ufficio e in appello - Necessità. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18243 del 17/09/2015 Provvedimenti del giudice civile - sentenza - ultra ed extra petita - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18243 del 17/09/2015 Gli interessi sulla somma liquidata a titolo di risarcimento del danno da fatto illecito (nella specie, per irreversibile trasformazione di un'area da parte della P.A.), hanno fondamento e natura diversi da quelli moratori, regolati dall'art. 1224 c.c., in quanto sono rivolti a compensare il pregiudizio derivante al creditore dal ritardato conseguimento dell'equivalente pecuniario del danno subito, di cui costituiscono, quindi, una necessaria componente, al pari di quella rappresentata dalla somma attribuita a titolo di svalutazione monetaria, la quale non configura il risarcimento di un maggiore e diverso danno, ma soltanto una diversa espressione monetaria del danno medesimo (che, per rendere effettiva la reintegrazione patrimoniale del danneggiato, deve essere adeguata al mutato valore del denaro nel momento in cui è emanata la pronuncia giudiziale finale). Ne consegue che nella domanda di risarcimento del danno per fatto illecito è implicitamente inclusa la richiesta di riconoscimento sia degli interessi compensativi sia del danno da svalutazione monetaria - quali componenti indispensabili del risarcimento, tra loro concorrenti attesa la diversità delle rispettive funzioni - e che il giudice di merito deve attribuire gli uni e l'altro anche se non espressamente richiesti, pure in grado di appello, senza per ciò solo incorrere in ultrapetizione. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18243 del 17/09/2015 ...
Impugnazioni civili - revocazione (giudizio di) - motivi di revocazione - errore di fatto - Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 12655 del 18/06/2015
Pronuncia della Corte di cassazione - Vizio revocatorio - Condizioni - Mancata considerazione di tabelle ancora "in fieri" per la liquidazione del danno biologico - Configurabilità - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 12655 del 18/06/2015 Ai fini della revocazione delle sentenze di cassazione per errore di fatto revocatorio, previsto dall'art. 395, n. 4, cod. proc. civ., i requisiti consistenti nell'affermazione o supposizione dell'esistenza o inesistenza di un fatto, la cui verità risulti invece indiscutibilmente esclusa o accertata, e nell'esclusione che il fatto medesimo abbia costituito un punto controverso su cui la Corte si sia pronunciata, debbono presentare anche i caratteri della evidenza e della obiettività, sicché non sussistono i presupposti per la revocazione quando la Corte, in tema di liquidazione del danno biologico, non abbia tenuto conto di una tabella "in fieri" del Tribunale di Milano, pur richiamata dalla parte, trattandosi di tabella ancora inesistente e per la quale, pertanto, la sentenza impugnata ha valutato assolutamente incongruo attivare il contraddittorio in relazione alla sua applicabilità. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 12655 del 18/06/2015 ...
valutazione e liquidazione - invalidità personale - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22228 del 20/10/2014
Danno biologico in caso di morte non immediata del danneggiato - Risarcimento del danno - Determinazione - Criteri - Commisurazione all'inabilità temporanea - Fondamento - Fattispecie. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22228 del 20/10/2014 La determinazione del risarcimento dovuto a titolo di danno biologico "iure hereditatis", nel caso in cui il danneggiato sia deceduto dopo un apprezzabile lasso di tempo dall'evento lesivo (sedici giorni), va parametrata alla menomazione dell'integrità psicofisica patita dallo stesso per quel determinato periodo di tempo, con commisurazione all'inabilità temporanea da adeguare alle circostanze del caso concreto, tenuto conto del fatto che, detto danno, se pure temporaneo, ha raggiunto la massima entità ed intensità, senza possibilità di recupero, atteso l'esito mortale. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva erroneamente liquidato il danno biologico "iure hereditatis" rapportandolo all'invalidità permanente totale, come se il danneggiato fosse sopravvissuto alle lesioni per il tempo corrispondente alla sua ordinaria speranza di vita).Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22228 del 20/10/2014...
Beni - immateriali - diritti di autore (proprietà intellettuale) - risarcimento del danno - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 12314 del 15/06/2015
Plagio - Risarcimento del danno - Lucro cessante - Liquidazione equitativa ex art. 158 della legge n. 633 del 1941- Ragioni della scelta del criterio utilizzato - Indicazione da parte del giudice - Necessità - Omissione - Conseguenze - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 12314 del 15/06/2015 Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - criteri equitativi - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 12314 del 15/06/2015 In tema di plagio, ed alla stregua dell'art. 158 della legge 22 aprile 1941, n. 633, nel testo - utilizzabile "ratione temporis" - modificato dal d.lgs. 16 marzo 2006, n. 140, recante modalità alternative di liquidazione del danno subito dal titolare del diritto di utilizzazione economica di un'opera, il giudice, nel quantificare il lucro cessante riconosciuto a quest'ultimo, deve indicare il criterio a tal fine prescelto e specificare le ragioni per cui lo ha ritenuto come il più adeguato ad individuarne, in rapporto alla concreta fattispecie, il relativo ammontare, altrimenti incorrendo in vizio di motivazione suscettibile di sindacato in sede di legittimità anche ex art. 360, primo comma, n. 5, cod. proc. civ., come novellato dal d.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134. (Così statuendo, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che, nel determinare il danno, aveva omesso di valutare che l'opera plagiata - articoli apparsi su giornali - e quella plagiaria - romanzo - non erano in concorrenza tra loro poiché distribuite su circuiti commerciali affatto diversi e con differenti tipi di pubblico, ed esaurendo la prima, diversamente dalla seconda - peraltro edita dopo più di un anno - la propria distribuzione e vendita in tempi brevissimi). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 12314 del 15/06/2015 ...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - immissioni - azione contro le immissioni illecite - risarcimento dei danni – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10169 del 18/05/2015
Domanda risarcitoria - Contenuto - Mancata disponibilità dell'immobile - Inclusione - Ammissibilità - Condizioni - Liquidazione del danno - Criterio. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10169 del 18/05/2015 Provvedimenti del giudice civile - sentenza - ultra ed extra petita - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10169 del 18/05/2015 La domanda di risarcimento dei danni da immissioni intollerabili, che prescinda da una quantificazione preventiva degli stessi e da un'indicazione specifica delle singole voci risarcitorie, non preclude al giudice di merito di liquidare una somma anche per il pregiudizio derivante dalla mancata disponibilità dell'immobile, avuto riguardo al reddito che lo stesso era suscettibile di fornire e che, per effetto della temporanea perdita di esso, il proprietario non ha potuto conseguire. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10169 del 18/05/2015 ...
responsabilità civile - amministrazione pubblica - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 5954 del 14/03/2014
Trasfusione di sangue e somministrazione di emoderivati infetti - Contagio avvenuto tra il 1979 ed il 1989 - Presunzione di responsabilità del Ministero della salute - Configurabilità - Ragioni - Prova contraria spettante all'amministrazione - Sussistenza. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 5954 del 14/03/2014 In tema di patologie conseguenti ad infezioni con i virus HBV (epatite B), HIV (AIDS) e HCV (epatite C) contratti a causa di assunzione di emotrasfusioni o di emoderivati con sangue infetto, per l'unicità dell'evento lesivo consistente nella lesione dell'integrità fisica, vi è la presunzione di responsabilità del Ministero della salute per il contagio verificatosi negli anni tra il 1979 e il 1989, stante l'avvenuta scoperta scientifica della prevedibilità delle relative infezioni, individuabile nel 1978, con il conseguente obbligo di controllo e di vigilanza in materia di raccolta e distribuzione di sangue umano per uso terapeutico, presunzione che può essere vinta solo se viene fornita dallo stesso Ministero la prova dell'adozione di condotte e misure necessarie per evitare la contagiosità, a prescindere dalla conoscenza di strumenti di prevenzione specifica. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 5954 del 14/03/2014...
obbligazioni in genere - adempimento - pagamento - imputazione - del pagamento agli interessi - In genere. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 6347 del 19/03/2014
risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - in genere - Risarcimento del danno - Pagamento di acconti - Criteri di scomputo dal credito risarcitorio e di decorrenza degli interessi compensativi. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 6347 del 19/03/2014 Qualora, prima della liquidazione definitiva del danno da fatto illecito, il responsabile versi un acconto al danneggiato, tale pagamento va sottratto dal credito risarcitorio attraverso un'operazione che consiste, preliminarmente, nel rendere omogenei entrambi (devalutandoli, alla data dell'illecito ovvero rivalutandoli alla data della liquidazione), per poi detrarre l'acconto dal credito e, infine, calcolando, gli interessi compensativi - finalizzati a risarcire il danno da ritardato adempimento - sull'intero capitale, per il periodo che va dalla data dell'illecito al pagamento dell'acconto, solo sulla somma che residua dopo la detrazione dell'acconto rivalutato, per il periodo che va dal suo pagamento fino alla liquidazione definitiva. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 6347 del 19/03/2014 ...
risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - invalidità personale - permanente - Lesione dell'integrità fisica conseguente a cattiva esecuzione di intervento medico - Paziente già affetto da situazione di compromissione della salute - Risarciment
responsabilità civile - professionisti - attività medico-chirurgica - in genere. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 6341 del 19/03/2014 In tema di responsabilità medica, allorché un paziente, già affetto da una situazione di compromissione dell'integrità fisica, sia sottoposto ad un intervento che, per la sua cattiva esecuzione, determini un esito di compromissione ulteriore rispetto alla percentuale che sarebbe comunque residuata anche in caso di ottimale esecuzione dell'intervento stesso, ai fini della liquidazione del danno con il sistema tabellare, deve assumersi come percentuale di invalidità quella effettivamente risultante, alla quale va sottratto quanto monetariamente indicato in tabella per la percentuale di invalidità comunque ineliminabile, e perciò non riconducibile alla responsabilità del sanitario. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 6341 del 19/03/2014 ...
risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - criteri equitativi – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 5243 del 06/03/2014
Risarcimento del danno - Danno biologico - Tabelle elaborate dal Tribunale di Milano - Omnicomprensività di tutte le componenti - Mancata applicazione - Non conoscibilità della provenienza della tabella applicata né del suo criterio costruttivo - Incongruità della motivazione. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 5243 del 06/03/2014 In tema di risarcimento del danno, poiché le tabelle del Tribunale di Milano per la liquidazione del danno non patrimoniale da lesione all'integrità psico-fisica, elaborate successivamente all'esito delle pronunzie delle Sezioni Unite del 2008, determinano il valore finale del punto utile al calcolo del danno biologico da invalidità permanente tenendo conto di tutte la componenti non patrimoniali, compresa quella già qualificata in termini di <<danno morale>>, nei sistemi tabellari precedenti liquidata invece separatamente, è incongrua la motivazione della sentenza che liquidi il danno alla salute con l'impiego di tabelle diverse da quelle di Milano, senza renderne nota la provenienza e la cui elaborazione non consideri tutte le componenti non patrimoniali di questa tipologia di danno, tra le quali il danno morale. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 5243 del 06/03/2014 ...
risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 5243 del 06/03/2014
Risarcimento del danno - Danno Morale - Liquidazione cosiddetta tabellare - Legittimità - Criteri. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 5243 del 06/03/2014 In tema di risarcimento del danno alla salute, la necessaria liquidazione unitaria del danno biologico e del danno morale può correttamente effettuarsi mediante l'adozione di tabelle che includano nel punto base la componente prettamente soggettiva data dalla sofferenza morale conseguente alla lesione, operando perciò non sulla percentuale di invalidità, bensì con aumento equitativo della corrispondente quantificazione, nel senso di dare per presunta, secondo l' "id quod plerumque accidit", quanto meno per le invalidità superiori al dieci per cento, l'esistenza di un tale tipo di pregiudizio, pur se non accertabile per via medico-legale, salvo prova contraria, a sua volta anche presuntiva. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 5243 del 06/03/2014 ...
titoli di credito - cambiale (o pagherò) - protesto - Levata illegittima – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3427 del 14/02/2014
Lesione all'onore e alla reputazione del protestato - Liquidazione del danno - Valutazione equitativa - Ammissibilità - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3427 del 14/02/2014 L'illegittima levata di un protesto crea nell'attuale regime di mercato, che si fonda, in via principale, sul credito, un'inevitabile lesione dell'immagine del soggetto protestato, comportando una maggiore difficoltà di accesso al credito, idonea a tradursi nella negazione o riduzione di futuri prestiti ovvero nella richiesta immediata di esazione di crediti, e determinando un danno, la cui liquidazione può essere effettuata dal giudice anche in via equitativa. (Nella specie, il giudice di merito aveva limitato l'ammontare del danno entro una soglia risarcitoria contenuta tenendo conto che i fatti erano avvenuti nel contesto d'una realtà economica di non particolare grandezza ed importanza). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3427 del 14/02/2014 com. 1, Regio Decr. 14/12/1933 num. 1669 art. 51...
circolazione stradale - responsabilità civile da incidenti stradali - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2070 del 30/01/2014
Sinistro stradale - Perdita definitiva del bene danneggiato - Danno da "fermo tecnico" di autovettura - Configurabilità - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2070 del 30/01/2014 Il cosiddetto "danno da fermo tecnico" del veicolo danneggiato da un sinistro stradale non sussiste quando il mezzo, a seguito dell'incidente, sia divenuto inservibile, determinandosi in tal caso una perdita definitiva nel patrimonio del danneggiato con diritto al risarcimento sia del danno da perdita dell'autoveicolo, sia di quello relativo alle spese di gestione dell'auto nel periodo in cui essa non è stata utilizzata. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2070 del 30/01/2014 ...
risarcimento del danno - valutazione e liquidazione Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 759 del 16/01/2014
Morte del figlio - Danno patrimoniale futuro dei prossimi congiunti - Risarcibilità - Presupposti - Configurabilità della probabilità del danno alla stregua dei criteri di regolarità causale - Valutazione - Necessità. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 759 del 16/01/2014 Ai fini della liquidazione del danno patrimoniale futuro, patito dai genitori per la morte del figlio in conseguenza del fatto illecito altrui, è necessaria la prova, sulla base di circostanze attuali e secondo criteri non ipotetici ma ragionevolmente probabilistici, che essi avrebbero avuto bisogno della prestazione alimentare del figlio, nonché del verosimile contributo che il figlio avrebbe versato per le necessità della famiglia.Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 759 del 16/01/2014...
risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 7195 del 27/03/2014
Malattia ad esito certamente infausto - Erroneo intervento terapeutico - Perdita della "chance" di maggiore sopravvivenza - Danno risarcibile - Liquidazione equitativa - Criteri. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 7195 del 27/03/2014 In tema di responsabilità medica, dà luogo a danno risarcibile l'errata esecuzione di un intervento chirurgico praticabile per rallentare l'esito certamente infausto di una malattia, che abbia comportato la perdita per il paziente della "chance" di vivere per un periodo di tempo più lungo rispetto a quello poi effettivamente vissuto. In tale eventualità, le possibilità di sopravvivenza, misurate in astratto secondo criteri percentuali, rilevano ai fini della liquidazione equitativa del danno, che dovrà altresì tenere conto dello scarto temporale tra la durata della sopravvivenza effettiva e quella della sopravvivenza possibile in caso di intervento chirurgico corretto.Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 7195 del 27/03/2014Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_2059Massime precedenti Vedi: N. 18945 del 2003, N. 23846 del 2008...
risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - invalidità personale permanente - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 11361 del 22/05/2014
Lesioni non irrilevanti dell'integrità personale con riduzione della capacità lavorativa specifica - Presunzione di danno incidente sulla futura capacità di guadagno - Relativa all' "an" e non al "quantum" - Liquidazione equitativa - Configurabilità - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 11361 del 22/05/2014 Il danno patrimoniale futuro, derivante da lesioni personali, va valutato su base prognostica ed il danneggiato può avvalersi anche di presunzioni semplici, sicché, provata la riduzione della capacità di lavoro specifica, se essa non rientra tra i postumi permanenti di piccola entità, è possibile presumere, salvo prova contraria, che anche la capacità di guadagno risulti ridotta nella sua proiezione futura - non necessariamente in modo proporzionale - qualora la vittima già svolga un'attività lavorativa. Tale presunzione, peraltro, copre solo l' "an" dell'esistenza del danno, mentre, ai fini della sua quantificazione, è onere del danneggiato dimostrare la contrazione dei suoi redditi dopo il sinistro, non potendo il giudice, in mancanza, esercitare il potere di cui all'art. 1226 cod. civ., perché esso riguarda solo la liquidazione del danno che non possa essere provato nel suo preciso ammontare, situazione che, di norma, non ricorre quando la vittima continui a lavorare e produrre reddito e, dunque, può dimostrare di quanto quest'ultimo sia diminuito.Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 11361 del 22/05/2014Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_1226, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056Massime precedenti Vedi: N. 2644 del 2013, N. 25634 del 2013...
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - criteri equitativi - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 11684 del 26/05/2014
Spese funerarie sostenute dagli eredi della vittima - Danno extracontrattuale - Configurabilità - Liquidazione - Condizioni. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 11684 del 26/05/2014 Le spese funerarie, sostenute dagli eredi della persona deceduta per atto illecito, costituiscono una voce di danno ineliminabile e possono essere liquidate anche in mancanza di specifica dimostrazione della precisa entità della somma corrisposta a tale scopo, occorrendo, tuttavia, fornire al giudice i dati dai quali desumere, almeno approssimativamente, i parametri cui commisurare la valutazione, sia pure con riferimento al costo medio delle onoranze funebri della zona in questione.Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 11684 del 26/05/2014Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1226, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056Massime precedenti Vedi: N. 1474 del 1996, N. 4185 del 1998, N. 11601 del 2005...
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - danni futuri – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2737 del 12/02/2015
Danno da perdita di "chance" - Nozione - Perdita della possibilità di un incremento patrimoniale - Accertamento - Criteri - Insindacabilità in sede di legittimità - Condizioni - Fattispecie in tema di mancata trasposizione legislativa di direttive comunitarie. Il danno patrimoniale da perdita di "chance" è un danno futuro, consistente nella perdita non di un vantaggio economico, ma della mera possibilità di conseguirlo, secondo una valutazione "ex ante" da ricondursi, diacronicamente, al momento in cui il comportamento illecito ha inciso su tale possibilità in termini di conseguenza dannosa potenziale; l'accertamento e la liquidazione di tale perdita, necessariamente equitativa, sono devoluti al giudice di merito e sono insindacabili in sede di legittimità se adeguatamente motivati. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza del giudice di merito, che, inquadrata la responsabilità per tardiva trasposizione legislativa delle direttive CEE, relative al compenso in favore dei medici ammessi ai corsi di specializzazione universitari, nell'ambito della responsabilità per inadempimento dell'obbligazione "ex lege" dello Stato, aveva identificato la "chance" perduta nella possibilità di godere dei benefici effettivi sullo sviluppo professionale derivanti da una tempestiva attuazione delle direttive ed aveva liquidato il danno in ragione di un criterio prognostico, basato sulle concrete e ragionevoli possibilità di risultati utili). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2737 del 12/02/2015 ...
Assicurazione - veicoli (circolazione-assicurazione obbligatoria) - risarcimento del danno - azione per il risarcimento dei danni - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 13537 del 13/06/2014
richiesta di risarcimento all'assicuratore (o impresa designata o ina) - in generE - Danno da "mala gestio" - Credito risarcitorio già eccedente il massimale al momento del sinistro - Liquidazione - Cumulo di interessi e rivalutazione - Esclusione - Credito risarcitorio originariamente inferiore al massimale - Criteri di liquidazione - Cumulo di rivalutazione e lucro cessante per ritardato adempimento di obbligazioni di valore - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 13537 del 13/06/2014 Il danno da "mala gestio" dell'assicuratore della r.c.a. deve essere liquidato, allorché il credito del danneggiato già al momento del sinistro risultava eccedere il massimale, attraverso la corresponsione di una somma pari agli interessi legali sul massimale, ovvero, in alternativa, attraverso la rivalutazione dello stesso, se l'inflazione è stata superiore al saggio degli interessi legali, in applicazione dell'art. 1224, secondo comma, cod. civ., mentre, se lo stesso era originariamente inferiore al massimale e solo in seguito è levitato oltre tale soglia, il danno è pari alla rivalutazione del credito, cui va aggiunto il danno da lucro cessante liquidato secondo i criteri previsti per l'ipotesi di ritardato adempimento delle obbligazioni di valore.Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 13537 del 13/06/2014Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1224, Cod_Civ_art_1917, Cod_Civ_art_2056Massime precedenti Vedi: N. 19919 del 2008, N. 3931 del 2010 N. 10839 del 2011...
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - invalidità personale - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 15238 del 03/07/2014
Danno da menomazione della capacità lavorativa specifica - Risarcibilità - Condizioni - Onere della prova - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 15238 del 03/07/2014 L'accertamento dell'esistenza di postumi permanenti incidenti sulla capacità lavorativa specifica non comporta l'automatico obbligo di risarcimento del danno patrimoniale da parte del danneggiante, dovendo comunque il soggetto leso dimostrare, in concreto, lo svolgimento di un'attività produttiva di reddito e la diminuzione o il mancato conseguimento di questo in conseguenza del fatto dannoso. (Fattispecie relativa alla richiesta di risarcimento dei danni riportati al braccio e alla spalla da un soggetto esercente l'attività di barista, senza che fosse stata dimostrata dal danneggiato la diminuzione di reddito conseguitane).Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 15238 del 03/07/2014Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_2697Massime precedenti Conformi: N. 3290 del 2013Massime precedenti Vedi: N. 18489 del 2006...
Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 15491 del 08/07/2014
Danno da perdita della vita - Danno "biologico terminale" - Trasmissibilità "iure hereditatis" - Sussistenza - Criteri di liquidazione.Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 15491 del 08/07/2014 In tema di danno da perdita della vita, nel caso in cui intercorra un apprezzabile lasso di tempo tra le lesioni colpose e la morte causata dalle stesse, è configurabile un danno biologico risarcibile, da liquidarsi in relazione alla menomazione della integrità fisica patita dal danneggiato sino al decesso. Tale danno, qualificabile come danno "biologico terminale", dà luogo ad una pretesa risarcitoria, trasmissibile "iure hereditatis" da commisurare soltanto all'inabilità temporanea, adeguando tuttavia la liquidazione alle circostanze del caso concreto, ossia al fatto che, se pur temporaneo, tale danno è massimo nella sua intensità ed entità, tanto che la lesione alla salute non è suscettibile di recupero ed esita, anzi, nella morte.Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 15491 del 08/07/2014Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_2059Massime precedenti Conformi: N. 3549 del 2004, N. 9959 del 2006Massime precedenti Difformi: N. 1361 del 2014...
Risarcimento del danno - morte di congiunti (parenti della vittima) - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 15491 del 08/07/2014
Danno "edonistico" da perdita del rapporto parentale - Autonoma valutazione - Esclusione - Personalizzazione del danno morale - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 15491 del 08/07/2014 Il danno qualificabile come "edonistico" per la perdita del rapporto parentale deve essere valutato unitamente al risarcimento del danno morale "iure proprio". Infatti il carattere unitario della liquidazione del danno non patrimoniale ex art. 2059 cod. civ. preclude un risarcimento separato e autonomo per ogni tipo di sofferenza patita dalla persona, fermo l'obbligo del giudice di tener conto nel caso concreto di tutte le peculiari modalità di manifestazione del danno non patrimoniale, così da assicurare la personalizzazione della liquidazione.Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 15491 del 08/07/2014Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_2059Massime precedenti Vedi: N. 21716 del 2013, N. 1361 del 2014...
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - invalidità personale - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18161 del 25/08/2014
Lesione della capacità lavorativa generica - Risarcibilità come danno patrimoniale - Esclusione - Risarcibilità all'interno del danno biologico - Ammissibilità. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18161 del 25/08/2014 All'interno del risarcimento del danno alla persona, il danno da riduzione della capacità lavorativa generica non attiene alla produzione del reddito, ma si sostanzia - in quanto lesione di un'attitudine o di un modo d'essere del soggetto - in una menomazione dell'integrità psico-fisica risarcibile quale danno biologico.Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18161 del 25/08/2014Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_2059Massime precedenti Conformi: N. 15187 del 2004, N. 2311 del 2007Massime precedenti Difformi: N. 908 del 2013...
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18161 del 25/08/2014
Liquidazione del danno biologico - Criterio previsto dall'art. 4 del d.l. n. 857 del 1976 - Utilizzabilità - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18161 del 25/08/2014 Nella liquidazione del danno biologico, da effettuarsi con criteri equitativi ai sensi degli artt. 2056 e 1226 cod. civ., eventualmente anche applicando criteri predeterminati e standardizzati come le cosiddette "tabelle", valutabili come parametri uniformi per la generalità delle persone salvo personalizzare il risultato al caso concreto, non può essere utilizzato il criterio del triplo della pensione sociale, di cui all'art. 4 del d.l. 23 dicembre 1976 n. 857, convertito dalla legge 26 febbraio 1977 n. 39, trattandosi di norma eccezionale, utilizzabile esclusivamente nell'ambito dell'azione diretta contro l'assicuratore per la liquidazione del danno patrimoniale.Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18161 del 25/08/2014Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_1226, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056Massime precedenti Conformi: N. 10482 del 2004...
Giudizio civile e penale (rapporto) - Accertamento del danno in sentenza penale passata in giudicato - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18352 del 27/08/2014
Vincolatività per il giudice civile - Sussistenza - Contenuto - Fattispecie in tema di lottizzazione abusiva. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18352 del 27/08/2014 La sentenza del giudice penale che, accertando l'esistenza del reato, abbia altresì pronunciato condanna definitiva dell'imputato al risarcimento dei danni in favore della parte civile, demandandone la liquidazione ad un successivo e separato giudizio, spiega, in sede civile, effetto vincolante in ordine all'affermata responsabilità dell'imputato, che non può più contestarne i presupposti (quali, in particolare, l'accertamento della sussistenza del fatto reato), nonché alla "declaratoria iuris" di generica condanna al risarcimento ed alle restituzioni. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato la decisione con cui il giudice di merito aveva escluso la sussistenza dei presupposti per il risarcimento del danno da lottizzazione abusiva, lamentato dal Comune nel cui territorio risultava avvenuto l'illecito insediamento, rilevando come la sentenza penale di condanna avesse riconosciuto al Comune, costituitosi parte civile, la legittimazione ad agire per il ristoro del danno ambientale, provvedendo anche alla identificazione dello stesso e disponendo la condanna dell'imputato al risarcimento, sebbene da liquidarsi in sede civile).Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18352 del 27/08/2014Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_2059Massime precedenti Vedi: N. 14770 del 2004...
Risarcimento del danno - "compensatio lucri cum damno" - Danno alla persona - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 20548 del 30/09/2014
Liquidazione del danno - Altre somme dovute al danneggiato in ragione della morte o dell'invalidità - "Compensatio lucri cum damno" - Configurabilità - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 20548 del 30/09/2014 In tema di risarcimento del danno da illecito, il principio della "compensatio lucri cum damno" trova applicazione unicamente quando sia il pregiudizio che l'incremento patrimoniale siano conseguenza del medesimo fatto illecito, sicché non può essere detratto quanto già percepito dal danneggiato a titolo di pensione di inabilità o di reversibilità, ovvero a titolo di assegni, di equo indennizzo o di qualsiasi altra speciale erogazione connessa alla morte o all'invalidità, trattandosi di attribuzioni che si fondano su un titolo diverso dall'atto illecito e non hanno finalità risarcitorie.Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 20548 del 30/09/2014 Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056Massime precedenti Conformi: N. 5504 del 2014Massime precedenti Difformi: N. 13537 del 2014...

References: Art.2056

Art. 2056
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 art. 2051
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 art. 21
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 art. 146
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 art. 23
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 art. 66
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