Source: http://www.slideshare.net/ArtiPuglia/report-pubblicazioni-puglia
Timestamp: 2016-02-12 08:46:59+00:00

Document:
Maestría en TP y TICS
by Brenda_rbk
KundiBCN
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Back Pain and UTIs
by ease24sandra
by Warto Susastro
IT Education and Training Program b...
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Il rapporto fornisce, attraverso l’uso di dati bibliometrici, un quadro dettagliato del capitale intellettuale locale analizzando l’attività di pubblicazione scientifica a livello internazionale nel corso del periodo 1990-2011 di università, enti di ricerca e imprese private che operano nella Regione Puglia. Il rapporto fornisce inoltre un orientamento scientifico-disciplinare degli studi pubblicati.
Innovazione per l’Occupabilità
Azione a supporto del
Piano Straordinario per il Lavoro 2011
Rapporto tecnico per ARTI del Dipartimento di Scienze Aziendali, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna1
A cura di Federico Munari (federico.munari@unibo.it) e Simone Santoni (simone.santoni@unibo.it) . La presente versione
del rapporto è aggiornata al 30 novembre 2012.
1. Introduzione ............................................................................................................................. 5
2. L’utilizzo delle pubblicazioni scientifiche per valutare il capitale intellettuale.............................. 6
2.1. Le pubblicazioni scientifiche come misura di capitale intellettuale ................................................. 6
2.2. L’utilizzo delle pubblicazioni scientifiche per monitorare il capitale intellettuale “locale” ............. 7
2.3. Criticità nell’utilizzo dei dati di pubblicazione scientifica ................................................................. 7
3. Metodologia e costruzione del database .................................................................................... 8
3.1. L’unità di osservazione: pubblicazione scientifica............................................................................ 8
3.2. La costruzione del database ........................................................................................................... 10
4. Analisi e risultati ..................................................................................................................... 11
4.1. I trend della pubblicazione in Puglia............................................................................................... 11
4.2. La distribuzione delle pubblicazioni per settori scientifico-disciplinari.......................................... 12
4.2.1 La distribuzione delle pubblicazioni rispetto alla classificazione Scopus ...................................... 13
4.2.2 La distribuzione delle pubblicazioni nelle aree di interesse regionale .......................................... 15
4.2.3 I profili di specializzazione scientifico-disciplinare della Puglia .................................................... 17
4.2.4 I profili di specializzazione scientifico-disciplinare delle singole provincie della Puglia ............... 21
4.3 La distribuzione delle pubblicazioni rispetto alle istituzioni di ricerca ...................................... 34
4.4 Analisi degli autori in Puglia ................................................................................................... 35
Appendice A: Gli autori pugliesi nei diversi settori scientifico-disciplinari
Il presente rapporto riguarda l’attività di pubblicazione scientifica di università, enti di ricerca e imprese private
che operano nella Regione Puglia. L’obiettivo ultimo è quello di fornire attraverso l’uso di dati bibliometrici un
quadro dettagliato del capitale intellettuale locale, che possa essere utilizzato come basa conoscitiva per
l’esercizio di technological foresight. Inoltre ci si propone di supportare l’analisi di prospettiva tecnologica
regionale anche grazie all’individuazione di una serie di enti e ricercatori pugliesi più attivi sul fronte delle
pubblicazioni scientifiche a livello internazionale, eventualmente da coinvolgere nell’esercizio di foresight nei
rispettivi settori di competenza
Il rapporto affronta i seguenti temi:
• L’evoluzione dell’attività di pubblicazione scientifica a livello internazionale nel corso del periodo 1990-2011;
• L’orientamento scientifico-disciplinare degli studi pubblicati;
• L’attività di pubblicazione di singole università e centri di ricerca;
• L’identificazione degli autori più prolifici con riferimento ai singoli settori scientifico-disciplinari.
Il successivo § 2 inquadra l’uso dei dati bibliometrici nell’ambito dello studio economico-organizzativo del capitale
intellettuale. Il § 3 descrive la fonte dei dati e gli aspetti metodologici relativi all’identificazione delle pubblicazioni
rilevanti per questo rapporto. I risultati delle elaborazioni sono descritti nel successivo § 4. Infine, il § 5 presenta
alcune riflessioni di sintesi sui risultati empirici.
2. L’UTILIZZO DELLE PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE PER VALUTARE IL CAPITALE INTELLETTUALE
Lo sviluppo delle tecnologie dell’informazione e il carattere “pubblico” dei risultati della ricerca scientifica hanno
reso – a partire dagli anni 90 – i dati bibliometrici una fonte di informazione cruciale per investigare il tema del
capitale intellettuale. Adottando una lente economico-organizzativa molti studi hanno per esempio utilizzato i
dati sulle pubblicazioni scientifiche di università, enti e imprese per investigare l’importanza dei processi
collaborativi rispetto alla scoperta scientifica, la relazione tra conoscenza scientifica e competitività, o, ancora, i
fattori che determinano scoperte scientifiche rivoluzionarie.
Ad oggi diversi servizi on-line permettono di identificare con precisione gli studi scientifici collegati ad un certo
argomento, di consultarne il testo pieno e di analizzare gli specifici attributi di ogni singolo studio, inclusi la
compagine degli autori, l’istituto di ricerca presso cui i ricercatori lavorano, la centralità dello studio rispetto ad un
dato dibattito in corso nella comunità scientifica, il settore scientifico disciplinare della rivista su cui lo studio
appare, ed altro ancora.
Due sono le ragioni che rendono i dati bibliometrici importanti per la ricerca sul capitale intellettuale. Primo, gli
attributi delle pubblicazioni – appena menzionati – si prestano ad essere analizzati in termini quantitativi,
permettendo dunque di condurre elaborazioni statistiche su campioni di studi di grandi dimensioni. Secondo, i
dati bibliometrici portano alla luce l’elemento fondamentale degli studi sul capitale intellettuale, vale a dire la
conoscenza. Ogni nuovo studio pubblicato rappresenta infatti un avanzamento di conoscenza che viene codificato
– cioè può essere apprezzato ed utilizzato senza interagire direttamente con chi ha prodotto tale avanzamento –
e che diventa pubblicamente disponibile, in quanto chiunque può accedere a quella conoscenza.
Insieme, questi due elementi hanno dischiuso notevoli opportunità di accertare quantitativamente la relazione
che lega il capitale intellettuale alla competitività non solo di singole organizzazioni, ma anche di più ampi sistemi
come le comunità di imprese, i territori e i sistemi-paese.
2.1. Le pubblicazioni scientifiche come misura di capitale intellettuale
In letteratura sono presenti numerosi esempi di studi empirici che usano dati bibliometrici come misura di
capitale intellettuale. In particolare i dati di pubblicazioni sono stati usati per diversi scopi, ad esempio:
• Misurare la prestazione scientifica di ricercatori accademici, knowledge workers, gruppi e organizzazioni;
• Valutare l’ampiezza e la profondità del capitale intellettuale delle organizzazioni ponendo l’accento sulle
conoscenze formalizzate in studi scientifici;
• Accertare la relazione tra la dotazione di capitale intellettuale e la prestazione delle imprese, intesa in termini
di innovazione tecnologica o di risultati economico-finanziari.
2.2. L’utilizzo delle pubblicazioni scientifiche per monitorare il capitale intellettuale “locale”
Tra gli studi che hanno utilizzato i dati bibliometrici, diversi hanno prestato attenzione agli aspetti di sviluppo
economico locale. Tra i temi più investigati vi sono:
• Il ruolo che i singoli individui (ricercatori) possono giocare rispetto alla formazione del capitale intellettuale
• La relazione tra capitale intellettuale locale e la formazione di nuove imprese di successo sul territorio;
• L’influenza del capitale intellettuale locale rispetto alla creazione di cluster di imprese;
• L’effetto del capitale intellettuale locale rispetto alla prestazione delle singole organizzazioni che operano sul
territorio. intesa in termini di innovazione tecnologica o di risultati economico-finanziari.
2.3. Criticità nell’utilizzo dei dati di pubblicazione scientifica
I dati bibliometrici sono un patrimonio informativo unico per comprendere la formazione e l’utilizzo del capitale
intellettuale (§ 2.3). Tuttavia, questo tipo di dati presenta delle debolezze che è bene considerare quando si
interpretano i risultati. Le più salienti sono riconducibili a quattro punti principali:
• Le pubblicazioni scientifiche colgono solo una parte della conoscenza che viene prodotta da individui e
organizzazioni. Vi è un’altra parte, che ha una dimensione tacita, che non può essere condivisa se non
interagendo direttamente con chi l’ha prodotta.
• La qualità dei dati di pubblicazione scientifica come proxy del capitale intellettuale varia tra aree scientificodisciplinari diverse. Tendenzialmente, nel campo delle scienza della vita ogni scoperta scientifica viene
prontamente divulgata attraverso la pubblicazione in riviste peer reviewed. Questo non è necessariamente vero
in altri campi di ricerca, come le scienze umanistiche e le scienze sociali, dove la divulgazione avviene anche
attraverso l’uso di altri prodotti della ricerca, come monografie, opere collettanee, capitoli di libro (non ancora
mappate dalle banche dati bibliometriche).
• Le analisi bibliometriche sono generalmente basate su database caratterizzati da un’ampia copertura per
quanto riguarda le riviste scientifiche in lingua inglese, ma assai meno completi per quanto riguarda le altre
lingue (tra cui l’italiano), che spesso non ricevono alcuna copertura. Tali differenze rischiano quindi di
penalizzare alcuni settori e ricercatori tradizionalmente più radicati in contesti e specificità nazionali.
• L’analisi del semplice conteggio delle pubblicazioni scientifiche prodotte da singoli ricercatori o istituzioni non
consente di cogliere in alcun modo la qualità scientifica dei rispettivi lavori. Sebbene diversi indicatori di qualità
delle pubblicazioni siano stati utilizzati e validati in letteratura (es, citazioni successive ricevute dall’articolo,
impact-factor della rivista), l’applicazione concreta di tali indicatori presenta ancora alcune criticità, legate alla
disponibilità e alla qualità dei dati e alle specificità dei singoli settori scientifici.
Occorre quindi tenere presente tali limiti nell’interpretare in modo adeguato le analisi bibliometriche riportate
nelle pagine successive. Queste riportano infatti solo informazioni relative a pubblicazioni su riviste scientifiche,
prevalentemente in lingua inglese, censite sul database Scopus e che comunque si basano su semplici conteggi e
non sono dunque in grado di dare piena rappresentazione della qualità scientifica delle pubblicazioni sottostanti.
3. METODOLOGIA E COSTRUZIONE DEL DATABASE
Questo rapporto si basa su dati bibliometrici raccolti dal database “Scopus” (http://www.scopus.com/home.url),
uno tra i più importanti collettori di articoli scientifici disponibili sul mercato. Le ragioni per cui si è utilizzato
questo strumento sono tre. Primo, Scopus assicura la copertura più ampia rispetto a strumenti di ricerca
alternativi – sono disponibili, infatti, oltre 18,500 riviste per un totale di circa 47 milioni di articoli. Secondo, è
possibile ricercare gli articoli d'interesse utilizzando criteri di ricerca molto granulari, ad esempio l’indirizzo
dell’autore. Terzo, Scopus assegna a ciascun autore un identificativo univoco, il che elimina i problemi di
omonimia e/o di name variation durante la fase di analisi e trattamento dei dati bibliometrici.
3.1. L’unità di osservazione: pubblicazione scientifica
L’unità di osservazione dello studio, cioè l’elemento basilare delle nostre analisi empiriche, è costituita dalla
singola pubblicazione scientifica. A titolo esemplificativo riportiamo la scheda che Scopus mette a disposizione
per ciascun articolo scientifico (si veda la sottostante Figura 1). Come si può vedere sono disponibili informazioni
in merito agli autori, l’affiliazione e l’indirizzo di ciascuno di essi, il titolo della pubblicazione e il testo pieno, il
codice alfa-numerico che identifica univocamente la singola pubblicazione, l’anno di pubblicazione, le parole
chiave dello studio, il titolo della rivista e il relativo settore scientifico disciplinare.
A fianco di queste informazioni di base se ne possono richiamare altre, relative, per esempio, alla fonte di
finanziamento dello studi, l’eventuale sponsor e il riferimento degli articoli che investigano il medesimo tema.
Figura 1 – Esempio di “scheda pubblicazione” Scopus
3.2. La costruzione del database
Le pubblicazioni eleggibili per il presente rapporto sono quelle che soddisfano i seguenti criteri:
• La data di pubblicazione dello studio è compresa tra il 1990 e il 2011;
• L’indirizzo di almeno uno degli autori comprende uno dei comuni della regione Puglia;
• La pubblicazione è un articolo già pubblicato presso una delle 18,500 riviste scientifiche contenute
in Scopus (sono cioè esclusi lavori monografici, articoli in corso di pubblicazioni e relazioni a
Al 31 agosto 2012 il risultato di questa ricerca restituisce 31,907 pubblicazioni scientifiche2. Tutte le
analisi empiriche del rapporto fanno riferimento a questo insieme di studi. L’attribuzione delle
pubblicazioni nelle quattro aree “Social sciences and Humanities“, “Life sciences”, “Health sciences”
e “Phisycal sciences” e nelle sottostanti 25 “subject areas” è stata condotta utilizzando la
corrispettiva classificazione di ciascun lavoro da parte di Scopus.
Nell’interpretare i conteggi riportati nelle figure successive, si consideri che l’articolo viene interamente
attribuito alla regione Puglia (o a una sua provincia) nel caso in cui almeno uno dei suoi autori riporti nel campo
indirizzo un comune della Puglia. Non si è dunque seguito in questo rapporto il cosiddetto approccio
frazionario, che prevede invece di attribuire alla regione (o alla provincia) solo una quota parte dell’articolo, nel
caso di articoli con autori appartenenti a regioni (province) diverse.
4. ANALISI E RISULTATI
Le analisi empiriche si articolano in quattro aree tematiche. Il § 4.1 illustra l’attività di pubblicazione
da parte di università, enti di ricerca e imprese della regione Puglia nel corso del periodo 1990-2011.
Il § 4.2 riguarda l’orientamento scientifico-disciplinare dell’attività di pubblicazione in regione
rispetto a quanto si registra nel resto di Italia. Il § 4.3 ha invece un focus sulle singole università ed
enti di ricerca che operano in regione. Da ultimo il § 4.4 assume una prospettiva di analisi individuale
per identificare gli autori più prolifici in regione.
4.1. i trend della pubblicazione in Puglia
Come si può apprezzare dalla Figura 2 il numero complessivo di pubblicazioni scientifiche originate in
Puglia è cresciuto in maniera lineare nel corso degli ultimi venti anni, passando dalle circa 300
pubblicazioni del 1990 sino alle quasi 3,000 del 2011.
Figura 2 – Pubblicazioni scientifiche pugliesi (1990-2011)
Note. N = 31,907; almeno uno degli autori è affiliato a università/ente di ricerca/impresa localizzata
in uno dei comuni della Regione Puglia.
Se ci si concentra sui singoli campi di ricerca (macro aree scientifico-disciplinari) si scopre tuttavia che
l’attività di pubblicazione ha andamenti differenti (Figura 3). Nel campo delle scienze sociali e delle
discipline umanistiche (serie di colore blu) il numero di pubblicazioni rimane sostanzialmente
invariato nel corso di tutti gli anni ’90 e inizia a crescere dopo il 2000. Per contro, nel campo delle
scienze della vita (serie di colore giallo) e nel campo delle scienze naturali (serie di colore celeste) il
numero di pubblicazioni cresce a un ritmo costante nel corso dell’intero intervallo considerato Per
quanto concerne le scienze mediche (serie di colore verde) si apprezzano delle fasi di stabilità (si
veda il periodo 1996-2002) accompagnate da anni di rapida crescita (ad esempio gli anni 1996, 2003,
2005 e 2008).
Figura 3 - Pubblicazioni scientifiche per campo di ricerca
Note. N = 31,907; almeno uno degli autori è affiliato a un’università/ente di ricerca/impresa
localizzata in uno dei comuni della Regione Puglia; una pubblicazione può fare parte di uno o più
campi di ricerca, pertanto il numero cumulato di pubblicazioni può eccedere il totale di 31,907
4.2. La distribuzione delle pubblicazioni per settori scientifico-disciplinari
Al fine di mostrare la distribuzione delle pubblicazioni tra le diverse aree scientifico-disciplinari
abbiamo utilizzato la classificazione “ad albero” proposta da Scopus. Partendo dai quattri campi di
ricerca di cui alla Figura 3 è possibile identificare le seguenti 25 “subject areas”:
Scienze mediche: Dentistry; Nursing; Health Professions; Veterinary; Medicine
Scienze sociali e discipline umanistiche: Arts and Humanities; Economics, Econometrics and
Finance; Business, Management and Accounting; Decision Sciences; Psychology; Social Sciences
Scienze della vita: Neuroscience; Pharmacology, Toxicology and Pharmaceutics; Immunology
and Microbiology; Agricultural and Biological Sciences; Biochemistry, Genetics and Molecular
Scienze naturali: Energy; Chemical Engineering; Computer Science; Environmental Science; Earth
and Planetary Sciences; Materials Science; Mathematics; Engineering; Chemistry; Physics and
4.2.1 La distribuzione delle pubblicazioni rispetto alla classificazione Scopus
La Figura 4 evidenzia la presenza di quattro aree scientifico-disciplinari preminenti. Le pubblicazioni
nel campo della medicina (20,1%), della fisica e dell’astronomi (14,7%), della biochimica, genetica e
biologia molecolare (12,3%) e delle scienze dell’agricoltura e biologiche (8,0%) concentrano oltre la
metà di tutte le pubblicazioni prodotte in regione durante il periodo 1990-2011. Le altre aree
scientifico-disciplinari incidono ciascuna per il 5% o meno.
Figura 4 – Pubblicazioni rispetto alle aree scientifico-disciplinari
Biochemistry, Genetics and
Note. N = 31,907; almeno uno degli autori è affiliato a università/ente di ricerca/impresa localizzata in uno dei comuni della Regione Puglia.
4.2.2. La distribuzione delle pubblicazioni nelle aree d'interesse regionale
Sulla base della nostra conoscenza non esistono - a oggi - delle tabelle di corrispondenza esaustive e
affidabili che mettano in relazione la conoscenza prodotta in dati ambiti scientifico-disciplinari e i
fabbisogni di conoscenza espressi nei vari settori economico-industriali. Le ragioni per cui una tale
corrispondenza non è ancora disponibile sono diverse. Primo, i risultati di una singola ricerca
scientifica possono essere applicati in molti modi diversi, in svariati settori. Secondo, la conoscenza
sottesa a molti business è di frequente di tipo multi-disciplinare (si pensi al settore biotech). Terzo,
università e impresa sono sempre più spesso coinvolte in forme di co-produzione della conoscenza
scientifica che rendono difficile immaginare un flusso di conoscenza che si sposta in maniera
unidirezionale dall’accademia all’industria.
La Tabella 1 identifica delle potenziali aree di sovrapposizione tra la conoscenza prodotta in dati
ambiti scientifico-disciplinari e i fabbisogni di conoscenza espressi dai “Settori prioritari regionali”,
come definiti nel rapporto “Analisi di prospettiva tecnologica regionale per l’inserimento lavorativo –
Allegato A”. Tuttavia riteniamo che la corrispondenza presentata in Tabella rappresenti solo una
proposta di partenza valida per potere identificare ricercatori esperti da coinvolgere eventualmente
nell’esercizio di foresight regionale nelle aree di propria competenza. Ulteriore lavoro è comunque
necessario nella letteratura bibliometrica per arrivare a realizzare e validare matrici di
corrispondenza più esaustive.
In ottica del rapporto continueremo invece a fare esclusivo riferimento ai settori scientificodisciplinari Scopus. Le implicazioni dei risultati per i “Settori prioritari regionali” possono essere
valutate alla luce delle corrispondenze indicate in Tabella 1.
Tabella 1 – Corrispondenza tra aree scientifico-disciplinari Scopus e “Settori prioritari regionali Puglia”
Settore prioritario regionale Puglia
scientificodisciplinare
e scienze della
tecnologie per i
l’energia e
Note. Le aree di colore giallo denotano possibili sovrapposizioni.
4.2.3. I profili di specializzazione scientifico-disciplinare della Puglia
Sebbene le Figure 3 e 4 forniscano delle indicazioni sulle aree scientifico-disciplinare più presidiate in
regione in termini di pubblicazioni scientifiche internazionali, occorre considerare un termine di
paragone per comprendere se, e in quali aree, le università, gli enti di ricerca e le imprese pugliesi
risultino specializzate.
Avendo a riferimento le 25 categorie Scopus abbiamo pertanto comparato la distribuzione delle
quasi 32,000 pubblicazione pugliesi con le quasi 700,000 pubblicazioni prodotte nel corso del periodo
1990-2011 in tutto il resto di Italia (N=695,301), recuperando le rispettive informazioni dal database
La Figura 5 riporta l’indice di specializzazione della Regione Puglia, per ognuna delle 25 aree. Un
indice superiore a “1” indica una situazione di specializzazione – la percentuale di pubblicazioni della
Regione Puglia in quell’area è maggiore della percentuale di pubblicazioni che il resto d’Italia ha nella
medesima area. Viceversa, un indicatore inferiore a “1” indica una situazione di de-specializzazione –
la percentuale di pubblicazioni della Regione Puglia in quell’area è minore della percentuale di
pubblicazioni che il resto d’Italia ha nella medesima area. Le aree sono riportate sul grafico in ordine
di specializzazione decrescente (lettura in senso orario). Il cerchio di colore rosso identifica il valore
critico di parità di specializzazione (indice di specializzazione uguale a “1”, ovvero il profilo di
specializzazione della Puglia in quel settore è perfettamente allineato al profilo di specializzazione
dell’Italia).
Il panel “A” della Figura 5 si riferisce all’intero periodo 1990-2011. La Regione Puglia presenta una
specializzazione marcata nell’area delle scienze dell’agricoltura e biologiche (l’indice, pari a 1,7,
evidenzia oltre il 70% in più di quota di pubblicazioni in questo settore rispetto al resto di Italia), nella
ricerca veterinaria (1,5), nella fisica e nell’astronomia (1,4) e nel campo dell’immunologia e della
microbiologia (1,4). Analogamente, le aree della matematica (1,2) e delle scienze ambientali (1,1)
mostrano una situazione di specializzazione seppure di minore magnitudine. Una situazione di pari
specializzazione riguarda invece l’area della biochimica, genetica e biologia molecolare (1). Le altre
aree denunciano una situazione di leggera o marcata despecializzazione.
Il panel “B” della Figura 5 illustra il medesimo indice di specializzazione calcolato questa volta
rispetto al sotto-periodo 1990-1995, per poi confrontarlo con sotto-periodi successivi. Come si può
apprezzare molte delle aree di specializzazioni sono le stesse rispetto al più ampio periodo 19902011 (ad esempio scienze dell’agricoltura e biologiche, veterinaria, fisica e astronomia, immunologia
e microbiologia, matematica). Questo sembra suggerire che la ricerca in Puglia ha continuato a
coltivare quelle aree scientifico-disciplinari in cui, storicamente, ha mostrato una notevole
Il panel “C” della Figura 5 illustra l’indice di specializzazione calcolato rispetto al sotto-periodo 20062011. Nell’ultimo quinquennio la ricerca della Regione Puglia ha mantenuto la sua specializzazione in
aree come le scienze dell’agricoltura e biologiche, la scienza veterinaria, la fisica e astronomia,
l’immunologia, la microbiologia e la matematica. Tuttavia compare una nuova area di
specializzazione, rappresentata dalle scienze ambientali (l’indice di specializzazione cresce dallo 0,8
del periodo 1990-1995 all’1,2 del periodo 2006-2011)
Figura 5 – La specializzazione scientifico-disciplinare della ricerca in Puglia
Panel “A”, 1990-2011
Economics, Econometrics and
Note. N1 (Puglia) = 31,907; N2 (Italia) = 695,301
Panel “B”, 1990-1995
Panel “C”, 2006-2011
4.2.4. I profili di specializzazione scientifico-disciplinare delle singole provincie della Puglia
Le figure 6-11 illustrano l’indice di specializzazione dell’attività di pubblicazione rispetto alla provincia
dell’università/ente di ricerca/impresa cui il ricercatore risulta affiliato. Come nel precedente § il termine di
paragone è rappresentato dall’insieme degli studi pubblicati nel resto nel territorio nazionale.
I risultati evidenziano i seguenti elementi:
• Ciascuna provincia risulta specializzata in un numero ristretto di aree disciplinari, variabile da 3 a 5;
• I cambiamenti nei livelli di specializzazione all’interno della singola provincia sono piuttosto limitati nel tempo
(in altri termini, il vantaggio di specializzazione che oggi osserviamo è tendenzialmente path dependent);
• Ciascuna provincia ha un profilo di specializzazione peculiare, che la differenzia dagli altri territori della regione.
Figura 6 – La specializzazione scientifico-disciplinare della ricerca nella provincia di Bari
Economics, Econometrics… 7
Agricultural and Biological…
Biochemistry, Genetics and…
Pharmacology, Toxicology…
Business, Management and…
Economics, Econometrics…
Figura 7 – La specializzazione scientifico-disciplinare della ricerca nella provincia di Barletta-Andria-Trani
Figura 8 – La specializzazione scientifico-disciplinare della ricerca nella provincia di Brindisi
Figura 9 – La specializzazione scientifico-disciplinare della ricerca nella provincia di Foggia
Figura 10 – La specializzazione scientifico-disciplinare della ricerca nella provincia di Lecce
Figura 11 – La specializzazione scientifico-disciplinare della ricerca nella provincia di Taranto
4.3. La distribuzione delle pubblicazioni rispetto alle istituzioni di ricerca
La Figura 12 evidenzia la distribuzione delle pubblicazioni rispetto all’istituzione di affiliazione del ricercatore. Le
pubblicazioni prodotte da ricercatori di imprese private non compaiono in questo grafico.
Con riferimento al periodo 1990-2011, l’Università degli Studi di Bari concentra circa il 50% delle pubblicazioni,
scientifiche internazionali, seguita dall’Università del Salento (ca il 18%) e dai laboratori del CNR localizzati in
Puglia (ca il 13%). L’Università degli studi di Foggia e il Politecnico di Bari hanno prodotto ciascuno il 7% degli studi
pubblicati. L’IRCCS - Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza - ha contribuito alle pubblicazioni della Regione
Puglia per circa il 5%.
Figura 12 - Pubblicazioni scientifiche delle istituzioni di ricerca: distribuzione in %
Note. N = 28,900; almeno uno degli autori è affiliato a una delle indicate istituzioni; una pubblicazione può fare
parte di uno o più campi di ricerca.
La Figura 13. illustra l’andamento del numero di studi pubblicati su riviste scientifiche censite da Scopus da
ciascuna delle sei istituzioni sopra considerate. Il periodo di riferimento è il 1990-2011.
Figura 13 – Il trend delle pubblicazioni scientifiche delle istituzioni di ricerca - 2006-2011
4.4. Analisi degli autori in Puglia
Il presente § sposta il focus di analisi dalle organizzazioni ai singoli ricercatori per identificare gli autori più prolifici
in termini di pubblicazioni scientifiche censite su Scopus all’interno delle varie aree scientifico-disciplinari. A
questo scopo abbiamo incrociato i dati di produttività scientifica ottenuti da Scopus con l’anagrafica degli
accademici fornita dal MIUR. Tale anagrafica comprende esclusivamente personale strutturato che risulta ad
ottobre 2012 in carica. Pertanto non compaiono nella lista accademici fuori ruolo, dottorandi di ricerca e
ricercatori post dottorali / assegnisti di ricerca.
Nell’identificare gli autori più produttivi non abbiamo seguito un criterio quantitativo predeterminato (ad
esempio “i top 20”). Dopo aver ordinato gli accademici rispetto al numero di studi, abbiamo, infatti, ottenuto uno
scree trama per ciascuna disciplina. Questo ci ha permesso di riconoscere, visualmente, il valore critico (o “scree”)
di studi in corrispondenza del quale la produttività individuale decresce bruscamente. A titolo di esempio, si
immagini che nell’area scientifico disciplinare “alfa” vi siano 5 ricercatori con un numero di pubblicazioni
compreso tra 10 e 15, mente il sesto ricercatore in ordine di produttività abbia solo 5 pubblicazioni. In tal caso il
valore critico corrispondente sarebbe pari a 10 e i primi 5 ricercatori sarebbero identificati come i più produttivi.
Come risultato dell’applicazione di questo criterio il numero di ricercatori più produttivi che abbiamo identificato
varia da disciplina a disciplina (da un minimo di 5-6 fino ad un massimo di 30).
L’Appendice A riporta l’indicazione dei singoli autori più produttivi in termini di pubblicazioni scientifiche censite
da Scopus nei vari settori, la loro affiliazione, il settore scientifico-disciplinare di appartenenza e il numero di
pubblicazioni. Tali elenchi, a causa delle finalità dell’indagine e delle criticità discusse nel paragrafo 2.3, sono
quindi da intendersi unicamente come un punto di partenza per individuare potenziali esperti da contattare ed
eventualmente coinvolgere per l’esercizio di foresight regionale.
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References: § 2
 § 3
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