Source: https://it.scribd.com/document/101048104/PDL-UDC-DDL-957-Testo-Affidamento-Condiviso
Timestamp: 2020-01-19 11:25:27+00:00

Document:
Testo DDL 957 (Pdl e Udc) affidamento condiviso http://www.donnapratica.com/forum/separazione-divorzio/
SalvaSalva (PDL UDC) DDL 957 Testo Affidamento Condiviso per dopo
diniziativa dei senatori VALENTINO, CIARRAPICO, COSSIGA, TOFANI, BEVILACQUA, THALER AUSSERHOFER, GIAI, SANTINI, RAMPONI, IZZO, AMORUSO, Nicola Paolo DI GIROLAMO, DI GIACOMO, SACCOMANNO, Giancarlo SERAFINI, ASCIUTTI, DE GREGORIO, SPEZIALI, STRADIOTTO, DE LILLO, AMATO e BOLDI
COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 29 LUGLIO 2008
Senato della Repubblica N. 957
Onorevoli Senatori. Laffidamento con` diviso e legge relativamente recente (legge 8 febbraio 2006, n. 54), che la Camera dei de` putati approvo con voto pressoche unanime ` in data 7 luglio 2005 e che il Senato licenzio pure concordemente pochi mesi dopo, rinunciando a introdurvi le modifiche che a molti erano apparse opportune, ossia, in sostanza, a ` fondare piu rigorosamente e ineludibilmente il diritto del minore allaffidamento a entrambi i genitori: lesigenza di condurre in porto la riforma rese necessario lasciare il testo inalterato, rimandando gli eventuali interventi a quanto avrebbe suggerito la prova stessa sul campo. E, in effetti, il primo biennio di applica` zione ha gia fornito gli elementi necessari in tal senso. Questo disegno di legge nasce, dunque, dalle problematiche a suo tempo intuite e si fonda su uno studio dellassociazione nazionale Crescere Insieme, che dopo avere partecipato alla stesura della legge ne ha monitorato le disfunzioni applicative ed elaborato i correttivi (cfr. M. Maglietta, Laffidamento condiviso dei figli. Guida alla nuova legge, F. Angeli, 2006; e Affido condiviso: un ` anno di vita tra difficolta e scarsa conoscenza, editoriale in Guida al Diritto, (10) 2007, pp. 10-12). ` Come e noto, nel mondo occidentale il ` principio della bigenitorialita viene affermato e applicato con sempre maggior vigore e in` cisivita, a partire dalla Convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989, di cui alla legge 27 maggio 1991, n. 176. Nel nostro Paese, tuttavia, solo assai faticosamente, con un lavoro di ` quattro legislature, si e riusciti a far passare come forma privilegiata laffidamento condiviso. E, analogamente, la sua concreta appli-
cazione incontra sensibili ostacoli, non a causa di una cattiva risposta dellutenza (ad esempio di un dilagare del contenzioso che, si sosteneva, avrebbe dovuto paralizzare i tri` bunali), bens a causa di resistenze culturali degli operatori, peraltro favorite in alcuni ` casi da oggettive difficolta di lettura del testo, mancando in alcuni fondamentali passaggi la non diretta e inequivoca prescritti` vita delle norme. In effetti, il primo periodo di applicazione della nuova legge ha consentito di osservare ` una estesa disomogeneita dei provvedimenti, che non riguarda soltanto gli aspetti in cui la ` norma puo effettivamente presentare delle ` ` ambiguita, ma si presenta anche la dove il messaggio del legislatore, pur essendo limpido, si pone in contraddizione con gli orientamenti giurisprudenziali in precedenza maggioritari. Non va dimenticato, infatti, che laffidamento condiviso ha ribaltato la scala ` di priorita adottata per decenni nei tribunali italiani, ove si era abituati a considerare laffidamento a un solo genitore come la forma ` da privilegiare, perche piu adatta a limitare i danni che i figli subiscono dalla separazione dei genitori: adatta, in particolare, a conte` nere la conflittualita. Un concetto discutibilissimo: sembra logico ritenere, al contrario, che sia proprio laffidamento esclusivo a non poter essere stabilito quando il conflitto ` e acceso, poiche prevede che le decisioni del quotidiano siano assunte dal genitore affidatario anche quando i figli si trovano presso ` laltro: nulla di piu provocatorio e intrinsecamente adatto a creare rancori, anche dove non ve ne fossero. Tuttavia, tale radicato pregiudizio ha comportato a suo tempo che lalternativa allaffidamento esclusivo, laffidamento congiunto, venisse adottato solo in un numero assai ridotto di casi, ossia quando
` la conflittualita medesima era bassa. Laffidamento condiviso avrebbe dovuto risolvere tale limitato ricorso a forme di affidamento ad entrambi i genitori, sia per la esplicita ` priorita ad esso assegnata prevedendo che un genitore possa essere escluso dallaffidamento solo per sue personali e comprovate carenze, pericolose per il figlio, sia in quanto, a differenza dellaffidamento congiunto, prevede anche lesercizio separato ` della potesta per le decisioni ordinarie, che elimina ogni preoccupazione per i casi di ` ` ` elevata conflittualita. Tuttavia, cos non e stato, quanto meno per quanto riguarda gli aspetti sostanziali dei provvedimenti. Infatti, nel biennio di vita della nuova nor` mativa si e assistito al proliferare di sentenze in cui laffidamento condiviso veniva illegittimamente negato per motivi non direttamente attribuibili al soggetto da escludere, ` ma esterni, come la reciproca conflittualita, ` leta dei figli o la distanza tra le abitazioni. ` E una volta aperta una cos grave falla sul ` piano della legittimita ne sono seguite prevedibili conseguenze sul piano del merito, come negare laffidamento condiviso per una distanza di 12 chilometri (tribunale di Locri, ordinanza del 27 luglio 2006) e stabilirlo con il padre che vive in Spagna e la madre in Abruzzo (tribunale dei minori dellAquila, decreto del 26 marzo 2007). Con il che il danno torna ad assumere un carattere generale: la perdita per il cittadino della certezza dei diritti. ` Allo stesso modo e stato travisato, o non compreso, un altro essenziale e qualificante aspetto della legge: il mantenimento diretto, nel quale i due genitori, entrambi affidatari, sono entrambi impegnati a fornire personalmente al figlio i beni e i servizi che gli ab` bisognano. E questo lo strumento essenziale per rendere effettivo il diritto dei figli a un contatto significativo con entrambi i genitori, ` ` appartenente alla quotidianita. E anche lo strumento per gratificare il figlio rassicurandolo sullinteresse che ciascuno di essi ha per lui attraverso lassolvimento di compiti
di cura a contenuto economico, nonche per liberargli gli spazi ricreativi che altrimenti sarebbe costretto a riservare allincontro con uno dei genitori. Di tutto questo, purtroppo, la giurisprudenza non si sta ricordando e sono rarissimi, eccezionali, i provvedimenti che prendono in considerazione la valenza relazionale e sociale del mantenimento diretto. Al di fuori di questi pochi si ` rimane allassegno, un sistema che puo far comodo, nella migliore delle ipotesi, solo agli adulti. Il giudice risparmia lo sforzo di individuare e ripartire compiti di cura e, conseguentemente, capitoli di spesa; il genitore ` che lo riceve puo farne quello che vuole; e lobbligato, se non ha a cuore i figli, se la cava dando una tantum una disposizione alla banca. Ragioni che scavalcano nella nostra giurisprudenza i motivi relazionali con` ` trari gia visti, ai quali e da aggiungere la scarsissima propensione dellobbligato a versare allaborrito ex partner, come lui affidatario, un contributo che non deve a lui, ma ai figli. Con il risultato di una altissima percentuale di inadempienze, a danno anche queste ` essenzialmente della prole. E tutto cio, si osservi, a dispetto della evidente indicazione del legislatore, il quale non a caso al primo comma dellarticolo 155 ha sostituito al termine mantenimento, presente come diritto-dovere di entrambi i genitori nellarticolo 30 della Costituzione, quello di ` cura, visibilmente piu ampio, e al quarto comma ha lasciato allassegno una funzione solo integrativa o perequativa, laddove recita: Salvo accordi diversi liberamente sottoscritti dalle parti, ciascuno dei genitori provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito; il giudice stabilisce, ove necessario, la corresponsione di un assegno periodico al fine di realizzare ` il principio di proporzionalita. Logica impone che se il mantenimento indiretto, me` diante assegno, e sistema straordinario, al quale si ricorre solo limitatamente al rispetto ` della proporzione tra oneri e risorse, cio vuol
` dire che la via ordinaria e il mantenimento diretto. ` Cos pure, in molti tribunali si considera inevitabile per il giudice lomologazione di affidamenti esclusivi concordati tra le parti senza che vi siano indicate le ragioni di pregiudizio a carico del genitore da escludere. Si tratta di una evidente violazione del diritto indisponibile del minore a un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori di cui al primo comma dellarticolo 155; ma ` in molti casi e sfuggito. ` Forse, tuttavia, la piu insidiosa forma di non applicazione della legge n. 54 del 2006 consiste nello stabilire nominalmente laffi` damento condiviso, al quale pero vengono dati contenuti pressoche identici a quelli di un affidamento esclusivo, soprattutto attraverso lintroduzione della figura del genitore convivente, di origine esclusivamente ` giurisprudenziale. Si puo vedere un esempio, ex multis, di questo orientamento nella sentenza del tribunale di Napoli (16 gennaio ` 2007, estensore Casaburi) che cos configura un affidamento condiviso: Resta fermo che i minori devono risiedere stabilmente presso solo uno dei genitori (cosidetta residenza privilegiata), con conseguente neces` ` sita di stabilire le modalita di incontro con laltro genitore (sicche, in definitiva, laffido ` condiviso non e realmente diverso da un ben strutturato affido monogenitoriale). Pertanto, ... va disposto che i figli minori, affidati congiuntamente ai genitori, risiederanno in via ` privilegiata presso la madre. ... Il padre potra vederli e tenerli con se a fine settimana alterni, dalle 10 del sabato (o dalla fine della scuola) alle 21 della domenica: un pomeriggio infrasettimanale, dalla fine della scuola alle 21 ... , una settimana consecutiva nel periodo natalizio ... , ad anni alterni per le intere vacanze pasquali, 3 settimane consecutive destate. Dove si rileva che il modello ` dellaffidamento esclusivo non solo e riprodotto nei fatti come nella quantificazione ` dei tempi di contatto o nella facolta, anziche nellobbligo, dei contatti padre-figli ma ne
viene esplicitamente e con compiacimento esibita la teorizzazione. In questo modo, dunque, si riproduce lantico modello del genitore affidatario, con allincirca le sue ` ` stesse funzioni e opportunita. Cio, evidente` ` ` mente, e lesatto contrario di cio che si e proposta la riforma del 2006, introdotta per sostituire al modello monogenitoriale quello bigenitoriale, mediante una legge che evita accuratamente di distinguere i genitori sotto il profilo della convivenza con i figli. Si pensi al primo comma dellarticolo 155: il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi [genitori]. Una chiarissima enunciazione di principio, dal carattere anche prescrittivo, ribadita al comma secondo, dove si dice che il giudice ...determina i tempi e ` le modalita della loro presenza presso cia scun genitore..., anziche stabilisce presso quale dei genitori i figli vivranno. La ragione di questo favor giurisprudenziale per il modello esclusivo sembra risiedere essenzialmente in una non corretta comprensione della ratio della riforma, che riposa in una personale lettura del concetto di interesse del minore. In pratica, si tende a contrapporre e sostituire al concetto di bi` genitorialita, privilegiato dal legislatore quale elemento fondante di tale interesse e garante ` della stabilita affettiva, il concetto di sta` bilita fisica, che attribuisce la medesima ` funzione allunicita della collocazione abita` tiva, e cos facendo si giustificano gli esigui tempi di contatto stabiliti per il genitore esterno. Una tesi ampiamente e convincentemente contestata in dottrina. Si veda, ad esempio, la posizione di P. Casula, presidente del tribunale di Rimini (relazione presentata ad Ancona il 4 dicembre 2006 presso il Corso di perfezionamento in Diritto di Famiglia): In sostanza linteresse del minore rileva unicamente nellambito della regola ` di bigenitorialita e quindi non esiste un interesse del minore tout court puro e semplice: ` ` linteresse del minore e la bigenitorialita, ` questo dice il nostro legislatore, questo e
linteresse del minore, nellambito di questo codificato e giuridicamente cogente principio legislativo di definizione dellinteresse del minore. E stessi concetti esprimono Ceniccola e Sarracino (in Laffidamento condiviso, Halley Editrice, 2007, p. 49). Del resto, commenti negativi alla prassi di cui sopra giungono coralmente anche dalluniverso femminile. In perfetta sintonia con le posizioni dellAssociazione Donne Separate (Genova), molto concretamente la presidente di Arcidonna, Valeria Ajovalasit, ha criticato linadeguatezza della legislazione in materia di affidamento dei figli di genitori separati, che tende a produrre un rapporto asimmetrico tra i genitori circa i compiti di cura verso i loro bambini. Asimmetria che si ripercuote negativamente sulla crescita e ` sulleducazione dei minorenni ... E innegabile, infatti, che ancora oggi i carichi familiari continuino a gravare in gran parte sulle spalle delle donne, tanto per la cura della casa che per quella dei figli ... . Per concludere che la normativa sullaffidamento dei figli va rivista equilibrando diritti e doveri dei padri e delle madri (comunicazione al convegno Affidamento condiviso dei figli ` e pari opportunita genitoriali, Palermo 21 e 22 maggio 2008). In aggiunta, unaccoglienza del nuovo in` dirizzo cos parziale e disomogenea pone lItalia in serio imbarazzo di fronte alla tendenza che si manifesta con sempre maggiore evidenza negli altri Paesi del mondo occidentale, nei quali i principi della bigenitoria` lita vengono affermati e applicati con cre` scente vigore e incisivita. Si veda, ad esempio, il caso del Belgio dove, per iniziativa del vice primo ministro, Madame Onkelinx, ` e stato introdotto e privilegiato addirittura laffidamento paritetico: legge 18 luglio 2006, basata sulla doppia residenza, ispirata agli stessi concetti della legge francese n. 2002-305 del 4 marzo 2002, sulla resi dence partagee (residenza alternata), ma ` piu avanzata di questa, poiche prevede, in ` piu, che i tempi di permanenza presso i
` due genitori siano circa uguali. E questo un ` tema assai delicato, che in Italia e stato fi` nora decisamente mal compreso. Si e sostenuto spesso, infatti, in sede giurisprudenziale, che il bilanciamento dei tempi di permanenza del figlio presso le due abitazioni dei genitori avrebbe condotto laffidamento condiviso a coincidere con quello alternato e che questultimo sarebbe stato messo al bando dagli psicologi per i gravi scompensi che produrrebbe nei figli. Le cose stanno invece ben diversamente. Appare pacifico che nel momento in cui si intende trarre conclusioni operative di notevole peso sul piano giuridico, come il rifiuto di una forma di affidamento introdotta nel nostro ordinamento con legge dello Stato nel ` 1987, non si puo fare riferimento a mere opinioni espresse a titolo personale da singoli soggetti, ma ai risultati di ricerche condotte con rigore scientifico su campioni affidabili. Con questa premessa, lunica indagine che abbia condotto gli autori a conclusioni par` zialmente negative e quella di J. Solomon e C. George (Development of attachment in separated and divorced families, in Psycology Selection, Attachment and Human Development, VoI. 1, No. 1. pp. 2-33, 1999) Tutta` via, e questo uno studio che si limita a considerare un solo parametro, lattaccamento, e ` la cui evidenza e talmente bassa da non essere valida in campo statistico. Viceversa, a fronte di esso si colloca tutto il resto della letteratura, che ha evidenziato i danni da col` locazione esclusiva, cos come i numerosi e inconfutabili vantaggi della residenza alter` nata. In tal senso a titolo di esempio si puo ricordare lampia indagine di M. K. Pruett, R. Ebling e G.M. Insabella (Critical aspects of parenting plans for young children: Interjecting data into the debate about overnights, in Family Court Review, 42 (1), pp. 39-59, 2004). Alla luce di quanto esposto, la proposta di introdurre in Italia il doppio domicilio, salvo diversi accordi, appare assolutamente ragionevole.
` Analoga riflessione e stata svolta a favore della mediazione familiare, uno strumento di supporto alla coppia che ovunque nel mondo sta guadagnando consensi, ma che il Parlamento italiano aveva virtualmente eliminato dal progetto iniziale nella definitiva stesura, ` riducendolo ad una blanda possibilita di se` ` gnalazione, ad ostilita gia iniziate. Si pensi, viceversa, ai brillantissimi risultati ottenuti in Argentina rendendo obbligatorio un passaggio preliminare informativo presso un ` centro di mediazione familiare, modalita che ha fornito un picco di composizioni amichevoli delle liti altrimenti impensabile. In parallelo, daltra parte, anche lUnione euro` pea si e mossa a favore della risoluzione alternativa delle controversie con la direttiva n. 2008/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008, che intende facilitare laccesso ad essa e promuoverla mediante il ricorso alla mediazione, che viene incoraggiato, garantendo anche unequilibrata relazione tra mediazione e procedimento giudiziario. Il nuovo intervento, inoltre, ha dovuto an` che tenere conto della necessita di porre fine a quei frequenti tentativi di manipolazione da parte di un genitore di regola quello che ha maggiori spazi di convivenza miranti ad eliminare completamente laltro dalla vita dei figli, inducendo in essi il rifiuto di ogni contatto, un malessere indotto che va sotto il nome di Sindrome di alienazione genitoriale (PAS, Parental Alienation Syndrome: cfr. Gardner R.A., Recent trends in divorce and custody litigation. The Academy Forum, 29(2) pp. 3-7. New York: The American Academy of Psychoanalysis; in lingua italiana, cfr. Buzzi L., La sindrome di alienazione genitoriale, in Separazione, divorzio e affidamento dei figli, a cura Cigoli V., Gu lotta G., Santi G., Milano, Giuffre 1997). La letteratura scientifica ha ormai ampiamente documentato sia lesistenza di questa specifica sindrome che il principale suo rimedio, che consiste nel togliere potere al genitore condizionante, negandogli lesercizio
` della potesta. Parimenti, numerosi tribunali di Stati Uniti, Canada ed Europa hanno dato ad essa ufficiale riconoscimento; per tutti si rammenta la pronuncia della Corte europea dei diritti delluomo del 13 luglio 2000 nel caso Elsholz contro la Germania ` (causa n. 25735/94). In Italia si sono gia avute illuminate sentenze nello stesso senso, come quella storica del tribunale di Alessandria (n. 318/99 del 24 giugno 1999, confermata dalla corte di appello di Torino). ` In definitiva, e apparso necessario non solo rendere del tutto impossibile una interpretazione riduttiva della normativa e la sua sostanziale disapplicazione, ma al tempo stesso cogliere loccasione per completare ` la riforma, per introdurre quelle novita, assolute o relative, che possono dare maggiore compiutezza alla recente rilettura delle norme sulla separazione. Passando ad unanalisi puntuale dellarticolato, osserviamo che la lettera a) dellarticolo 1 intende mettere fine alla non circoscritta tendenza, sopra accennata, a concedere laffidamento condiviso svuotando lo al contempo dei suoi essenziali requisiti, come il diritto del minore ad un rapporto effettivamente equilibrato con entrambi i genitori, in modo che ciascuno di essi si impegni quanto laltro nel fornirgli cura oltre che educazione e istruzione: condizioni che evidentemente non si realizzano se il figlio tra` scorre con uno di essi poco piu di due finesettimana al mese, o se in sentenza si omette di stabilire per entrambi equivalenti compiti di accudimento. Lattenuazione per quanto possibile va intesa, ovviamente, come do` vuta alla necessita di considerare quei casi in cui condizioni di salute, allattamento o particolari impegni lavorativi dei genitori rendano materialmente impossibile una ge` stione paritaria; ma cio non toglie che ovunque realizzabile questa debba essere assicurata al figlio. La lettera b) sostituisce interamente il secondo comma dellarticolo 155 del codice ci` vile. I primi due periodi del comma cos no-
` vellato esprimono piu efficacemente la prio` rita dellopzione bigenitoriale, quale mante` nimento il piu possibile inalterato delle condizioni antecedenti la separazione, e rende ` piu evidenti e inderogabili i limitati ambiti di applicazione dellaffidamento esclusivo ` (articolo 155-bis). Cio avviene anche attraverso leliminazione del generico riferimento allinteresse del minore, del tutto fuori posto e fuorviante laddove una norma direttamente prescrittiva si propone di assicurare al figlio laffidamento ad entrambi i genitori, visto come aspetto prioritario della realizzazione del suo diritto e del suo interesse (Per rea` lizzare la finalita di cui al primo comma ...). La modifica o meglio, come detto ` piu avanti, il ripristino sul punto della formulazione del vecchio codice assume particolare rilievo, tanto da apparire indispensabile, ove si osservi che tale illogica collocazione dellinteresse del minore costituisce attualmente in giurisprudenza la prevalente giustificazione formale della non applicazione dellaffidamento condiviso a favore dellesclusivo: ossia della mancata attuazione della riforma. Allo stesso modo e nel medesimo spirito viene precisata lirrilevanza di circostanze estranee alle caratteristiche dei genitori singolarmente considerati e si elimina ` la possibilita di negare ai figli la tutela di uno dei genitori quale coaffidatario, utilizzando circostanze che non possono porsi a suo carico. Il terzo periodo del comma novellato si articola in due parti. Nella prima, alla pari del primo comma, sviluppa e rende effettiva la doppia tutela a vantaggio dei figli. Poiche gli inconvenienti attuali sono conseguenza diretta dellattribuzione ai figli di ununica appartenenza domiciliare, la nuova formulazione evidenzia la scelta a favore di due ` case, purche cio permetta di continuare ad avere due genitori. Nella seconda disincen` tiva la conflittualita allinterno della coppia, stabilendo che il giudice nel decidere le mo` dalita della frequentazione e nellassegnare i compiti di cura a ciascun genitore deve te-
nere conto della propensione di ciascuno a rispettare laltro, dando la preferenza, in nome dellinteresse della prole, a quel fair parent, genitore corretto e leale, nel quale ` la giurisprudenza anglosassone gia da tempo individua quello meglio in grado di allevare i figli. Tutto questo dovrebbe scoraggiare ` quella aggressivita, soprattutto processuale, quella tendenza a denigrare gratuitamente laltro che i precedenti orientamenti vice versa premiavano allorche il giudice, di fronte a memorie vivacemente polemiche presentate ad arte da chi non gradiva laffidamento ad entrambi i genitori, concludeva ` che il livello di conflittualita registrato non permetteva formule bigenitoriali e affidava i figli esclusivamente allaggressore. Lultimo periodo del comma novellato riposiziona il riferimento allinteresse del minore, collocandolo correttamente nellambito ` delle scelte non prevedibili, per le quali e logico che il giudice sia guidato da un principio aspecifico. Questa, del resto, era esattamente la formulazione precedente alla riforma del 2006, che prima prescriveva tassativamente laffidamento esclusivo e poi, per le decisioni secondarie e particolari, dava al giudice un criterio generale e generico, invitandolo ad adottare ogni altro provvedimento relativo alla prole con esclusivo riferimento allinteresse morale e materiale di essa. La lettera c) si preoccupa di rendere effettivo il diritto dei figli a mantenere rapporti significativi con i due ambiti parentali al completo, ovviando al problema di una lettura dellarticolato che sembrava voler riser` vare ai nipoti la possibilita di tutelare il loro rapporto con i nonni a condizione di essere loro stessi ad attivarsi; cosa a dir poco pro` blematica, visto che manca loro la capacita di agire, nonche le risorse economiche per farlo. ` La lettera d) e destinata a precisare che nei ` ` casi di affidamento esclusivo la potesta sara esercitata solo dal genitore affidatario; un aspetto che aveva fatto molto discutere.
La lettera e) rende del tutto inequivoca, e quindi ineludibile, la prescrizione a favore ` del mantenimento diretto, che dovra essere stabilito ogniqualvolta sia chiesto, anche da un genitore solo. Inoltre, mette ordine nellelenco dei parametri di cui il giudice deve tenere conto per fissare un eventuale assegno. ` La norma attuale, infatti, mescola cio che serve a stabilire il costo totale del figlio con quanto serve a scalare dallassegno perequativo, se stabilito, forme dirette di contribuzione (come il lavoro di cura). Viene anche eliminato il parametro relativo al tenore di vita antecedente la separazione poiche tale evento ha, ovviamente, sconvolto il sistema economico familiare. Stabilisce, infine, che in caso di trascuratezza da parte ` di uno dei genitori questi perda la possibilita del mantenimento diretto e sia obbligato a versare un assegno allaltro. Larticolo 2 sia nella rubrica che nel primo comma novellato dellarticolo 155-bis afferma in termini prescrittivi che solo ove si verifichino determinate condizioni, lonere ` della cui prova spetta allaccusa, si puo escludere un genitore dallaffidamento. Pertanto resta fuori discussione che al giudice ` ` non e data facolta di scegliere a sua discrezione tra due istituti, laffidamento condiviso e quello esclusivo, ma solo di proteggere il minore da uno dei genitori, ove essere a lui affidato possa arrecargli pregiudizio. La let` tera b) determina le modalita di attuazione dellaffidamento esclusivo precisando, tra laltro, che il genitore che ne sia investito ` non per questo e legittimato a trasferire quando e ovunque creda la residenza del figlio, sradicandolo dallhabitat di crescita. Inoltre si chiarisce definitivamente che il ` mantenimento diretto e la forma da privilegiare anche in caso di affidamento esclusivo e che i genitori hanno diritto, qualitativamente, al medesimo trattamento in termini di detrazioni, assegni familiari e agevolazioni fiscali di ogni genere, a prescindere dal tipo di affidamento e dalla qualifica di genitore affidatario o non.
Larticolo 3, coerentemente con lorientamento della Corte di cassazione, (sentenza n. 26574 del 17 dicembre 2007), stabilisce che il cessato uso della casa familiare come abitazione, o lintroduzione in essa di un soggetto estraneo al nucleo originario, fa venire meno quei requisiti di nido, di habitat consueto dei figli che in via del tutto eccezionale permette di superare le normali regole di godimento dei beni immobili. Pertanto, a domanda dellinteressato, il giudice ` ` accertera le nuove circostanze e assumera le varie decisioni che competono alle diverse ` situazioni di locazione, comodato o proprieta del genitore non assegnatario. Larticolo 4 risolve unaltra questione oggetto di intenso dibattito: lattribuzione al fi` glio maggiorenne della titolarita delleventuale assegno che fosse stato stabilito per il suo mantenimento. La formulazione proposta permette di tutelare gli eventuali danni subiti dal genitore prevalentemente convivente, legittimando anche lui, in concorrenza con il figlio, ad attivarsi in caso di inadempienza dellaltro. Al tempo stesso lo tutela disciplinando anche i rapporti con il figlio, prevedendo che questi debba concordare con il genitore il proprio eventuale contributo alle spese e alle cure domestiche. Larticolo 5 al comma 1 rafforza la posizione del figlio minore, esaltando il peso ` delle sue parole ogni volta che e disposto ` lascolto. Stabilisce anche le modalita consigliabili per procedere allascolto del medesimo. Il comma 2 permette di spostare le norme sulla mediazione dal codice civile a quello di procedura civile (articolo 8). Larticolo 6 aggiorna alla nuova legge la formulazione dellarticolo 317-bis, secondo comma, del codice civile relativo alleserci` zio della potesta su figli di genitori non coniugati. Larticolo 7 rende possibile reclamare i provvedimenti del giudice istruttore, che a volte creano situazioni invivibili, per modificare le quali occorre attendere la sentenza, anche per anni. La scelta del reclamo al col-
` legio e dovuta al desiderio di tenere conto ` delle difficolta logistiche che si potrebbero incontrare in talune zone optando per il reclamo in corte dappello. Larticolo 8 restituisce alla mediazione familiare il riconoscimento pieno che aveva ricevuto nella penultima stesura della legge n. 54 del 2006 da parte Commissione Giustizia della Camera. Limpoverimento di tale ` strumento e stato concordemente biasimato da tutti gli operatori del settore, che hanno reiteratamente segnalato i vantaggi di prevedere una informazione obbligatoria sulle po` tenzialita di un eventuale percorso di mediazione prima di qualsiasi contatto con la via giudiziale. Larticolo 9, integrando la precedente previsione dellarticolo 709-ter del codice di procedura civile, interviene alla lettera a) in tutte quelle situazioni in cui un genitore compie unilateralmente atti che richiedono laccordo con laltro (ad esempio, cambiando residenza e portando il figlio con se, oppure iscrivendo il figlio ad istituti scolastici di propria esclusiva scelta), azzerando tali iniziative, ovvero nel caso in cui abbia costruito ad arte situazioni ostative al contatto del fi` glio con laltro genitore. In questo caso si e ritenuto che non sia sufficiente la previsione di un meccanismo punitivo o risarcitorio del
danno, ma che andasse prioritariamente disposto, ove possibile, il ripristino dello stato antecedente, ovvero interventi mirati alla restituzione o compensazione di quanto indebitamente sottratto o negato (si pensi, ad esempio, a giorni di frequentazione saltati). Inol` tre viene soppressa la possibilita di semplice ammonizione: poiche si tratta di infrazioni ` ` gravi, se la segnalazione e falsa e da perse` guire il denunciante, e se e corretta limitarsi ` ad ammonire non puo essere sufficiente. La lettera b), di notevole portata innovativa, intende scoraggiare e bloccare quelle frequenti sottili manovre e denigrazioni strumentali volte a indurre nei figli la Sindrome di alienazione genitoriale. Larticolo 10, infine, risolve il dilemma dellattribuzione della competenza per laffidamento dei figli di genitori non coniugati, inizialmente in dubbio tra il tribunale ordinario e il tribunale per i minorenni e che una ordinanza della prima sezione civile della Cassazione (n. 8362 del 3 aprile 2007) ha at` tribuito al secondo. Lindicazione e a favore del primo, in quanto si ritiene preferibile che ` il dibattito si svolga in luogo ove sono piu ampie le garanzie per le parti: una precauzione che appare necessaria, atteso il principio del rispetto dellinteresse del minore che informa tutti i provvedimenti in materia.
Art. 1. 1. Allarticolo 155 del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni: a) al primo comma, dopo le parole: di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi sono inserite le seguenti: paritetica` mente, salvi i casi di impossibilita materiale,; ` b) il secondo comma e sostituito dal seguente: ` Per realizzare la finalita di cui al primo comma, il giudice che pronuncia la separazione personale dei coniugi dispone che i figli minori restino affidati ad entrambi i genitori, salvo quanto stabilito allarticolo 155` bis. Leta dei figli, la distanza tra le abitazioni dei genitori e il tenore dei loro rapporti non rilevano ai fini del rispetto del diritto dei minori allaffidamento condiviso, ma solo ` sulle relative modalita di attuazione. Deter` mina i tempi e le modalita della loro presenza presso ciascun genitore, stabilendone il domicilio presso entrambi, salvi accordi diversi dei genitori, e tenendo conto della ca` pacita di ciascun genitore di rispettare la fi` gura e il ruolo dellaltro. Fissa altres la misura e il modo con cui ciascuno di essi deve contribuire al mantenimento, alla cura, allistruzione e alleducazione dei figli. Prende atto, se non contrari allinteresse dei figli, degli accordi intervenuti tra i genitori. Adotta ogni altro provvedimento relativo alla prole con esclusivo riferimento allinteresse morale e materiale di essa.; ` c) dopo il secondo comma e inserito il seguente: ` ` Agli ascendenti e data facolta di chiedere al giudice che sia riconosciuta e disciplinata
` la propria possibilita di contatto con i minori.; d) al terzo comma, dopo le parole: da entrambi i genitori sono inserite le seguenti: salvo quanto disposto allarticolo 155-bis; ` e) il quarto comma e sostituito dai seguenti: Salvo accordi diversi delle parti, ciascuno dei genitori provvede in forma diretta e per capitoli di spesa al mantenimento dei figli in misura proporzionale alle proprie risorse ` economiche. Le modalita sono concordate direttamente dai genitori o, in caso di disaccordo, sono stabilite dal giudice. Il costo dei ` figli e valutato tenendo conto: 1) delle attuali esigenze del figlio; 2) delle attuali risorse economiche complessive dei genitori. Quale contributo diretto il giudice valuta anche la valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore. Ove necessario al fine di realizzare il sud` detto principio di proporzionalita, il giudice ` puo stabilire la corresponsione di un assegno ` perequativo periodico. Lassegno e automaticamente adeguato agli indici ISTAT, in difetto di altro parametro indicato dalle parti o dal giudice. Qualora un genitore venga meno, comprovatamente, al dovere di provvedere alle ne` cessita del figlio nella forma diretta per la parte di sua spettanza, il giudice stabilisce, a domanda, che provveda mediante assegno da versare allaltro genitore.; ` f) il quinto comma e abrogato.
Art. 2. 1. Allarticolo 155-bis del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni: ` a) il primo comma e sostituito dal seguente: ` Il giudice puo escludere un genitore dallaffidamento, con provvedimento motivato,
qualora ritenga che da quel genitore, se affidatario, possa venire pregiudizio al minore. ` In ogni caso il giudice puo per gravi motivi ordinare che la prole sia collocata presso una ` terza persona o, nellimpossibilita, in un istituto di educazione.; b) dopo il secondo comma sono aggiunti i seguenti: Il genitore cui sono affidati i figli ha le` sercizio esclusivo della potesta su di essi; egli deve attenersi alle condizioni determinate dal giudice. Le decisioni di maggiore interesse per i figli sono adottate congiuntamente da entrambi i coniugi. Il cambiamento di residenza dei figli costituisce decisione di maggiore interesse e deve essere concordato. ` In caso di disaccordo la decisione e rimessa al giudice. Il coniuge cui i figli non siano affidati ha il diritto e il dovere di vigilare sulla ` loro istruzione ed educazione e puo ricorrere al giudice quando ritenga che siano state assunte decisioni pregiudizievoli al loro interesse. Le norme sul mantenimento dei figli di cui al quinto comma dellarticolo 155 si applicano a prescindere dal tipo di affidamento; ` parimenti, la posizione fiscale dei genitori e la stessa; ` c) la rubrica e sostituita dalla seguente: Esclusione di un genitore dallaffidamento e disciplina dellaffidamento esclusivo.
Art. 3. 1. Allarticolo 155-quater del codice civile, al primo comma, le parole: Il diritto al godimento della casa familiare viene meno nel caso che lassegnatario non abiti o cessi di abitare stabilmente nella casa familiare o conviva more uxorio o contragga nuovo matrimonio sono sostituite dalle seguenti: Nel caso in cui lassegnatario della casa familiare non vi abiti o cessi di abitarvi stabilmente o contragga nuovo matrimonio o conviva more uxorio, la sua assegnazione in
godimento, a tutela dellinteresse dei figli a conservare intatto il luogo di crescita, perde efficacia e il giudice dispone, a domanda, secondo i criteri ordinari.
Art. 4. 1. Allarticolo 155-quinquies del codice ` civile il primo comma e sostituito dai seguenti: Dellassegno perequativo eventualmente stabilito per il mantenimento del figlio, o degli assegni che entrambi i genitori siano obbligati a versare in un conto corrente comune ` a favore del figlio, e titolare questultimo quando diventa maggiorenne; il figlio mag` ` giorenne e altres tenuto a collaborare con i genitori e a contribuire alle spese familiari, finche convivente. Ove il genitore obbligato si renda inadempiente, in caso di inerzia ` del figlio e legittimato ad agire anche laltro genitore, come persona che ne subisce un danno. ` Nel caso in cui un figlio sia gia maggiorenne al momento della separazione personale dei genitori, ma non ancora autosuffi` ciente economicamente, puo essere chiesta lapplicazione del quinto comma dellarticolo 155 del codice civile da uno qualsiasi dei genitori o dal figlio.
Art. 5. 1. AllArticolo 155-sexies del codice sono apportate le seguenti modificazioni: a) al primo comma sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: e prende in considerazione la sua opinione, tenendo conto del` ` ` leta e del grado di maturita. Il giudice puo disporre che il minore sia sentito con audi` zione protetta, in locali a cio idonei, anche fuori dellufficio giudiziario, e che la medesima, oltre che verbalizzata, sia registrata con mezzi audiovisivi;
` b) il secondo comma e abrogato.
Art. 6: 1. Allarticolo 317-bis del codice civile, il ` secondo comma e sostituito dal seguente: ` Se il riconoscimento e fatto da entrambi i ` genitori, lesercizio della potesta spetta congiuntamente a entrambi qualora siano conviventi. Si applicano le disposizioni dellarticolo 316. Se i genitori non convivono leser` ` cizio della potesta e regolato secondo quanto disposto dagli articoli da 155 a 155-sexies.
Art. 7. 1. Allarticolo 178 del codice di procedura ` civile, dopo il primo comma e inserito il seguente: Lordinanza del giudice istruttore in materia di separazione e affidamento dei figli ` e impugnabile dalle parti con reclamo al collegio. Il reclamo deve essere proposto nel termine perentorio di dieci giorni, decorrente dalla pronuncia dellordinanza se avvenuta in udienza, o altrimenti decorrente dalla comunicazione dellordinanza medesima.
Art. 8. 1. Dopo larticolo 709-bis del codice di ` procedura civile e inserito il seguente: Art. 709-bis.1. - (Mediazione Familiare). In tutti i casi di disaccordo nella fase di elaborazione del progetto condiviso le parti hanno lobbligo, prima di adire il giudice e salvi i casi di assoluta urgenza o di grave ed imminente pregiudizio per i minori, di ac` quisire informazioni sulle potenzialita di un eventuale percorso di mediazione familiare, rivolgendosi a un centro pubblico o privato, i cui operatori abbiano formazione specifica ed appartengano ad albi nazionali specifici
pubblici o privati registrati nellapposito elenco del Consiglio nazionale delleconomia e del lavoro. ` Ove lintervento, che puo essere interrotto in qualsiasi momento, si concluda positivamente, le parti presentano al presidente del tribunale il testo dellaccordo raggiunto. Gli aspetti economici della separazione possono far parte del documento finale, anche se concordati al di fuori del centro di cui al primo comma. In caso di insuccesso le parti possono rivolgersi al giudice, ai sensi dellarticolo 709-ter. In ogni caso la parte ricorrente deve allegare al ricorso la certificazione del passaggio presso il centro di cui al primo comma o concorde dichiarazione circa lavvenuto passaggio. In caso di contrasti insorti successivamente, in ogni stato e grado del giudizio o anche dopo la sua conclusione, il giudice se` gnala alle parti lopportunita di rivolgersi ad un centro di mediazione familiare, di cui al primo comma. Se la segnalazione trova il consenso delle parti, il giudice rinvia la causa ad altra data in attesa dellespleta` mento dellattivita di mediazione.
Art. 9. 1. Allarticolo 709-ter del codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni: ` a) al secondo comma, lalinea e sostituito dal seguente: A seguito del ricorso, il giudice convoca le parti e adotta i provvedimenti opportuni. In caso di gravi inadempienze o di atti che comunque arrechino pregiudizio al minore od ostacolino il corretto ` svolgimento delle modalita dellaffidamento, il giudice emette prioritariamente provvedimenti di ripristino, restituzione o compensazione. In particolare, nel caso in cui uno dei genitori, anche se affidatario esclusivo, trasferisca la prole senza il consenso scritto dellaltro genitore in luogo tale da interferire
con le regole dellaffidamento, il giudice dispone il rientro immediato dei figli e il risarcimento di ogni conseguente danno, valutando tale comportamento ai fini delaffida` mento e delle sue modalita di attuazione. Il ` giudice, inoltre, puo modificare i provvedi` menti in vigore e puo, anche congiunta` mente: e il numero 1) e abrogato; ` b) dopo il secondo comma e inserito il seguente: Il comprovato condizionamento della vo` lonta del minore, in particolare se mirato al rifiuto dellaltro genitore attivando la sindrome di alienazione genitoriale, costituisce ` inadempienza grave, che puo comportare lesclusione dallaffidamento. Art. 10. 1. Allarticolo 4 della legge 8 febbraio 2006, n. 54, sono aggiunte, in fine, le se` guenti parole: La competenza e attribuita in ogni caso al tribunale ordinario.
Documenti simili a (PDL UDC) DDL 957 Testo Affidamento Condiviso
Con Flit To

References: sentenza 
 sentenza 

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5
in fine

Art. 6

Art. 7

Art. 8
 Art. 709

Art. 9
 Art. 10
in fine