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Home Ricerca Giuridica D.Lgs n.626/1994 sulla sicurezza e salute dei lavoratori
D.Lgs n.626/1994 sulla sicurezza e salute dei lavoratori
(1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 12 novembre 1994, n. 265, S.O.
(1/a) Titolo così sostituito dall'art. 1, D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 66. Vedi, anche, l'art. 6, D.L. 31 gennaio 1995, n. 26, riportato alla voce Industrializzazione e sviluppo economico del Mezzogiorno. In attesa dell'emanazione del D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riportato al n. A/XL, che ha corretto ed integrato il presente decreto, i termini da questo previsti e non ancora decorsi sono stati differiti con D.L. 25 novembre 1995, n. 500, reiterato con D.L. 19 gennaio 1996, n. 28 e con D.L. 19 marzo 1996, n. 135, non convertito in legge, fino alla data di entrata in vigore del suddetto D.Lgs. n. 242 del 1996.
Vedi, inoltre, l'art. 6, comma 10, L. 13 maggio 1999, n. 133, riportata alla voce Imposte e tasse in genere.
- I.N.P.D.A.P. (Istituto nazionale previdenza dipendenti amministrazione pubblica): Circ. 19 maggio 1997, n. 26;
- I.N.P.S. (Istituto nazionale previdenza sociale): Circ. 12 marzo 1996, n. 60; Circ. 24 dicembre 1997, n. 263; Circ. 15 luglio 1998, n. 153;
- Istituto centrale di statistica: Circ. 9 settembre 1996, n. 35;
- Ministero dei lavori pubblici: Circ. 9 luglio 1996, n. 4187; Circ. 24 settembre 1996, n. 5241; Circ. 3 dicembre 1996, n. 6995; Circ. 6 dicembre 1996, n. 7105; Circ. 20 febbraio 1997, n. 924; Circ. 21 febbraio 1997, n. 1127;
- Ministero dei trasporti e della navigazione: Circ. 29 maggio 1997, n. MP1/11184;
- Ministero del lavoro e della previdenza sociale: Circ. 19 novembre 1996, n. 154/96; Circ. 20 dicembre 1996, n. 172; Circ. 5 marzo 1997, n. 28/97; Circ. 30 maggio 1997, n. 73/97; Circ. 5 novembre 1997, n. 141/97; Circ. 9 aprile 1998, n. 51/98; Circ. 8 maggio 1998, n. 67/98; Circ. 13 maggio 1998, n. 65/98; Circ. 1 ottobre 1998, n. 116/98; Circ. 29 ottobre 1998, n. 125; Circ. 2 aprile 1999, n. 28/99; Circ. 29 aprile 1999, n. 34/99; Circ. 5 gennaio 2000, n. 1/2000;
- Ministero del tesoro: Circ. 30 dicembre 1996, n. 725; Circ. 30 luglio 1997, n. 63;
- Ministero dell'ambiente: Circ. 3 settembre 1998, n. UL/98/16364;
- Ministero dell'interno: Circ. 17 dicembre 1996, n. 3/96; Circ. 5 maggio 1998, n. 9; Circ. 8 luglio 1998, n. 16/MI.SA;
- Ministero della pubblica istruzione: Circ. 29 dicembre 1997, n. 939; Circ. 24 aprile 1998, n. 197;
Circ. 13 maggio 1998, n. 226; Circ. 14 maggio 1998, n. 227; Circ. 29 aprile 1999, n. 119; Circ. 6 ottobre 1999, n. 231; Circ. 3 dicembre 1999, n. 293;
- Ministero delle finanze: Circ. 15 ottobre 1997, n. 265/P; Circ. 16 marzo 1998, n. 86/D; Circ. 11 maggio 1998, n. 121/E;
- Ministero di grazia e giustizia: Circ. 9 dicembre 1996, Circ. 21 dicembre 1996, Circ. 25 marzo 1997;
- Ministero per i beni culturali e ambientali: Circ. 12 gennaio 1996, n. 1; Circ. 25 gennaio 1996, n. 14;
Circ. 7 giugno 1996, n. 70; Circ. 14 agosto 1996, n. 94; Circ. 20 agosto 1996, n. 95; Circ. 27 agosto 1996, n. 96; Circ. 4 ottobre 1996, n. 117; Circ. 14 novembre 1996, n. 29; Circ. 19 dicembre 1996, n. 162; Circ. 2 gennaio 1997, n. 1; Circ. 9 gennaio 1997, n. 6; Circ. 5 febbraio 1997, n. 35; Circ. 1 agosto 1997, n. 14; Circ. 26 agosto 1997, n. 182; Circ. 6 ottobre 1997, n. 20; Circ. 14 ottobre 1997, n. 21; Circ. 10 dicembre 1997, n. 23; Circ. 4 febbraio 1999, n. 23; Circ. 21 settembre 1999, n. 15;
- Presidenza del Consiglio dei Ministri: Dipartimento per la funzione pubblica e gli affari regionali:
Circ. 16 maggio 1996, n. 30209; Circ. 13 giugno 1996, n. 10;
- Ragioneria generale dello Stato: Circ. 11 gennaio 1996, n. 1; Circ. 11 gennaio 1996, n. 2; Circ. 29 ottobre 1996, n. 69; Circ. 2 luglio 1997, n. 51;
- Ufficio italiano Cambi: Circ. 19 luglio 1996, n. 308; Circ. 6 dicembre 1996, n. 334; Circ. 28 luglio 1997, n. 392; Circ. 12 marzo 1998, n. 449.
ARTICOLI 1 - 49
ART. 1. Campo di applicazione. (Legge n. 626/1994)
2. Nei riguardi delle Forze armate e di Polizia, dei servizi di protezione civile, nonché nell'ambito delle strutture giudiziarie, penitenziarie, di quelle destinate per finalità istituzionali alle attività degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica, delle università, degli istituti di istruzione universitaria, degli istituti di istruzione ed educazione di ogni ordine e grado, degli archivi, delle biblioteche, dei musei e delle aree archeologiche dello Stato delle rappresentanze diplomatiche e consolari e dei mezzi di trasporto aerei e marittimi, le norme del presente decreto sono applicate tenendo conto delle particolari esigenze connesse al servizio espletato, individuate con decreto del Ministro competente di concerto con i Ministri del lavoro e della previdenza sociale, della sanità e della funzione pubblica (2).
3. Nei riguardi dei lavoratori di cui alla legge 18 dicembre 1973, n. 877 (3), nonché dei lavoratori con rapporto contrattuale privato di portierato, le norme del presente decreto si applicano nei casi espressamente previsti.
4-bis. Il datore di lavoro che esercita le attività di cui ai commi 1, 2, 3 e 4 e, nell'ambito delle rispettive attribuzioni e competenze, i dirigenti e i preposti che dirigono o sovraintendono le stesse attività, sono tenuti all'osservanza delle disposizioni del presente decreto (4).
4-ter. Nell'ambito degli adempimenti previsti dal presente decreto, il datore di lavoro non può delegare quelli previsti dall'art. 4, commi 1, 2, 4, lettera a), e 11, primo periodo (4).
(2) Comma prima sostituito dall'art. 1, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riportato al n. A/XL e poi così modificato dall'art. 9, D.L. 1° ottobre 1996, n. 510, riportato alla voce Lavoro. All'individuazione delle particolari esigenze di cui al presente comma si è provveduto con:
- D.M. 29 agosto 1997, n. 338, relativamente alle strutture giudiziarie e penitenziarie;
- D.M. 14 giugno 1999, n. 450, relativamente al servizio espletato nelle strutture della Polizia di Stato, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e degli uffici centrali e periferici dell'Amministrazione della pubblica sicurezza, comprese le sedi delle autorità aventi competenze in materia di ordine e sicurezza pubblica, di protezione civile e di incolumità pubblica.
(3) Riportata alla voce Lavoro.
(4) Comma aggiunto dall'art. 1, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riportato al n. A/XL.
ART. 2. Definizioni. (Legge n. 626/1994)
a) lavoratore: persona che presta il proprio lavoro alle dipendenze di un datore di lavoro, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari, con rapporto di lavoro subordinato anche speciale. Sono equiparati i soci lavoratori di cooperative o di società, anche di fatto, che prestino la loro attività per conto delle società e degli enti stessi, e gli utenti dei servizi di orientamento o di formazione scolastica, universitaria e professionale avviati presso datori di lavoro per agevolare o per perfezionare le loro scelte professionali. Sono altresì equiparati gli allievi degli istituti di istruzione ed universitari e i partecipanti a corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, macchine, apparecchi ed attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici. I soggetti di cui al precedente periodo non vengono computati ai fini della determinazione del numero dei lavoratori dal quale il presente decreto fa discendere particolari obblighi;
3) autorizzazione di cui all'art. 55 del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277 (5);
i) unità produttiva: stabilimento o struttura finalizzata alla produzione di beni o servizi, dotata di autonomia finanziaria e tecnico funzionale (6).
(5) Riportato al n. C/III.
(6) Così sostituito dall'art. 2, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riportato al n. A/XL.
ART. 3. Misure generali di tutela. (Legge n. 626/1994)
f) rispetto dei princìpi ergonomici nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione, anche per attenuare il lavoro monotono e quello ripetitivo;
ART. 4. Obblighi del datore di lavoro, del dirigente e del preposto. (Legge n. 626/1994)
1. Il datore di lavoro, in relazione alla natura dell'attività dell'azienda ovvero dell'unità produttiva, valuta, nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, i rischi per la sicurezza e per la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari.
f) richiede l'osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonché delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuali messi a loro disposizione;
h) adotta le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dà istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;
o) tiene un registro nel quale sono annotati cronologicamente gli infortuni sul lavoro che comportano un'assenza dal lavoro di almeno un giorno. Nel registro sono annotati il nome, il cognome, la qualifica professionale dell'infortunato, le cause e le circostanze dell'infortunio, nonché la data di abbandono e di ripresa del lavoro. Il registro è redatto conformemente al modello approvato con decreto del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, sentita la commissione consultiva permanente, di cui all'art. 393 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, e successive modifiche, ed è conservato sul luogo di lavoro, a disposizione dell'organo di vigilanza. Fino all'emanazione di tale decreto il registro è redatto in conformità ai modelli già disciplinati dalle leggi vigenti;
q) adotta le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell'evacuazione dei lavoratori, nonché per il caso di pericolo grave e immediato. Tali misure devono essere adeguate alla natura dell'attività, alle dimensioni dell'azienda, ovvero dell'unità produttiva, e al numero delle persone presenti.
9. Per le piccole e medie aziende, con uno o più decreti da emanarsi entro il 31 marzo 1996 da parte dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale, dell'industria, del commercio e dell'artigianato e della sanità, sentita la commissione consultiva permanente per la prevenzione degli infortuni e per l'igiene del lavoro, in relazione alla natura dei rischi e alle dimensioni dell'azienda, sono definite procedure standardizzate per gli adempimenti documentali di cui al presente articolo. Tali disposizioni non si applicano alle attività industriali di cui all'art. 1 del decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, e successive modifiche, soggette all'obbligo di dichiarazione o notifica ai sensi degli articoli 4 e 6 del decreto stesso, alle centrali termoelettriche, agli impianti e laboratori nucleari, alle aziende estrattive ed altre attività minerarie, alle aziende per la fabbricazione e il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni, e alle strutture di ricovero e cura sia pubbliche sia private (6/a).
b) i casi in cui è possibile la riduzione a una sola volta all'anno della visita di cui all'art. 17, lettera h), degli ambienti di lavoro da parte del medico competente, ferma restando l'obbligatorietà di visite ulteriori, allorché si modificano le situazioni di rischio (6/b)
11. Fatta eccezione per le aziende indicate nella nota [1] dell'allegato I, il datore di lavoro delle aziende familiari, nonché delle aziende che occupano fino a dieci addetti non è soggetto agli obblighi di cui ai commi 2 e 3, ma è tenuto comunque ad autocertificare per iscritto l'avvenuta effettuazione della valutazione dei rischi e l'adempimento degli obblighi ad essa collegati. L'autocertificazione deve essere inviata al rappresentante per la sicurezza. Sono in ogni caso soggette agli obblighi di cui ai commi 2 e 3 le aziende familiari nonché le aziende che occupano fino a dieci addetti, soggette a particolari fattori di rischio, individuate nell'ambito di specifici settori produttivi con uno o più decreti del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con i Ministri della sanità, dell'industria, del commercio e dell'artigianato, delle risorse agricole alimentari e forestali e dell'interno, per quanto di rispettiva competenza.
12. Gli obblighi relativi agli interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare, ai sensi del presente decreto, la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati in uso a pubbliche amministrazioni o a pubblici uffici, ivi comprese le istituzioni scolastiche ed educative, restano a carico dell'amministrazione tenuta, per effetto di norme o convenzioni, alla loro fornitura e manutenzione. In tal caso gli obblighi previsti dal presente decreto, relativamente ai predetti interventi, si intendono assolti, da parte dei dirigenti o funzionari preposti agli uffici interessati, con la richiesta del loro adempimento all'amministrazione competente o al soggetto che ne ha l'obbligo giuridico (7).
(6/a) Con D.M. 5 dicembre 1996 (Gazz. Uff. 16 dicembre 1996, n. 294) sono state determinate le procedure standardizzate per gli adempimenti documentali di cui al presente comma 9 dell'art. 4, con l'approvazione del modello per la redazione del documento di cui al comma 2 dell'art. 4.
(6/b) Per la definizione dei casi di riduzione della frequenza della visita di cui alla presente lettera, vedi il D.M. 16 gennaio 1997, riportato al n. A/XLVII.
(7) Così sostituito dall'art. 3, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riportato al n. A/XL.
ART. 5. Obblighi dei lavoratori. (Legge n. 626/1994)
ART. 6. Obblighi dei progettisti, dei fabbricanti, dei fornitori e degli installatori. (Legge n. 626/1994)
1. I progettisti dei luoghi o posti di lavoro e degli impianti rispettano i princìpi generali di prevenzione in materia di sicurezza e di salute al momento delle scelte progettuali e tecniche e scelgono macchine nonché dispositivi di protezione rispondenti ai requisiti essenziali di sicurezza previsti nelle disposizioni legislative e regolamentari vigenti (8).
2. Sono vietati la fabbricazione, la vendita, il noleggio e la concessione in uso di macchine, di attrezzature di lavoro e di impianti non rispondenti alle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di sicurezza. Chiunque concede in locazione finanziaria beni assoggettati a forme di certificazione o di omologazione obbligatoria è tenuto a che gli stessi siano accompagnati dalle previste certificazioni o dagli altri documenti previsti dalla legge (9).
(8) Comma così modificato dall'art. 4, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riportato al n. A/XL.
(9) Comma così sostituito dall'art. 4, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riportato al n. A/XL.
ART. 7. Contratto di appalto o contratto d'opera. (Legge n. 626/1994)
informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte nell'esecuzione dell'opera complessiva.
3. Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento di cui al comma 2. Tale obbligo non si estende ai rischi specifici propri dell'attività delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi (10).
(10) Comma così sostituito dall'art. 5, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riportato al n. A/XL.
ART. 8. Servizio di prevenzione e protezione. (Legge n. 626/1994)
4. Salvo quanto previsto dal comma 2, il datore di lavoro può avvalersi di persone esterne all'azienda in possesso delle conoscenze professionali necessarie per integrare l'azione di prevenzione o protezione (11).
a) nelle aziende industriali di cui all'art. 1 del decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175 (12) e successive modifiche, soggette all'obbligo di dichiarazione o notifica, ai sensi degli articoli 4 e 6 del decreto stesso;
g) nelle strutture di ricovero e cura sia pubbliche sia private (11).
6. Salvo quanto previsto dal comma 5, se le capacità dei dipendenti all'interno dell'azienda ovvero dell'unità produttiva sono insufficienti, il datore di lavoro può far ricorso a persone o servizi esterni all'azienda, previa consultazione del rappresentante per la sicurezza (11).
(11) Comma così sostituito dall'art. 6, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riportato al n. A/XL.
(12) Riportato al n. F/XIV.
ART. 9. Compiti del servizio di prevenzione e protezione. (Legge n. 626/1994)
ART. 10. Svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi. (Legge n. 626/1994)
b) una dichiarazione attestante gli adempimenti di cui all'art. 4, commi 1, 2, 3 e 11 (13);
(13) Lettera così sostituita dall'art. 7, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riportato al n. A/XL.
ART.11. Riunione periodica di prevenzione e protezione dai rischi. (Legge n. 626/1994)
1. Nelle aziende, ovvero unità produttive, che occupano più di 15 dipendenti, il datore di lavoro, direttamente o tramite il servizio di prevenzione e protezione dai rischi, indìce almeno una volta all'anno una riunione cui partecipano:
5. Il datore di lavoro, anche tramite il servizio di prevenzione e protezione dai rischi, provvede alla redazione del verbale della riunione che è tenuto a disposizione dei partecipanti per la sua
ART. 12. Disposizioni generali. (Legge n. 626/1994)
b) designa preventivamente i lavoratori incaricati di attuare le misure di cui all'art. 4, comma 5, lettera a) (13);
ART. 13. Prevenzione incendi. (Legge n. 626/1994)
1. Fermo restando quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577 (14), i Ministri dell'interno, del lavoro e della previdenza sociale, in relazione al tipo di attività, al numero dei lavoratori occupati ed ai fattori di rischio, adottano uno o più decreti nei quali sono definiti (14/a):
(14) Riportato alla voce Servizi antincendi.
(14/a) Vedi, anche, il D.M. 10 marzo 1998, riportato alla voce Servizi antincendi.
ART. 14. Diritti dei lavoratori in caso di pericolo grave ed immediato. (Legge n. 626/1994)
ART. 15. Pronto soccorso. (Legge n. 626/1994)
3. Le caratteristiche minime delle attrezzature di pronto soccorso, i requisiti del personale addetto e la sua formazione sono individuati in relazione alla natura dell'attività, al numero dei lavoratori occupati e ai fattori di rischio, con decreto dei Ministri della sanità, del lavoro e della previdenza sociale, della funzione pubblica e dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentiti la commissione consultiva permanente e il Consiglio superiore di sanità.
ART. 16. Contenuto della sorveglianza sanitaria. (Legge n. 626/1994)
3. Gli accertamenti di cui al comma 2 comprendono esami clinici e biologici e indagini diagnostiche mirati al rischio ritenuti necessari dal medico competente (15/cost).
(15/cost) La Corte costituzionale, con sentenza 13-21 novembre 1997, n. 354 (Gazz. Uff. 26 novembre 1997, n. 48, Serie speciale), ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 16 sollevata in riferimento agli artt. 35 e 38 della Costituzione.
ART. 17. Il medico competente. (Legge n. 626/1994)
e) fornisce informazioni ai lavoratori sul significato degli accertamenti sanitari cui sono sottoposti e, nel caso di esposizione ad agenti con effetti a lungo termine, sulla necessità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell'attività che comporta l'esposizione a tali agenti.
Fornisce altresì, a richiesta, informazioni analoghe ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
3. Qualora il medico competente, a seguito degli accertamenti di cui all'art. 16, comma 2 esprima un giudizio sull'inidoneità parziale o temporanea o totale del lavoratore, ne informa per iscritto il datore di lavoro e il lavoratore (15).
7. Il dipendente di una struttura pubblica non può svolgere l'attività di medico competente qualora esplichi attività di vigilanza (15).
(15) Comma così modificato dall'art. 8, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riportato al n. A/XL.
ART. 18. Rappresentante per la sicurezza. (Legge n. 626/1994)
ART. 19. Attribuzioni del rappresentante per la sicurezza. (Legge n. 626/1994)
di cui all'art. 4, commi 2 e 3, nonché al registro degli infortuni sul lavoro di cui all'art. 4, comma 5, lettera o).
ART. 20. Organismi paritetici. (Legge n. 626/1994)
2. Sono fatti salvi, ai fini del comma 1, gli organismi bilaterali o partecipativi previsti da accordi
interconfederali, di categoria, nazionali, territoriali o aziendali.
3. Agli effetti dell'art. 10 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 (16), gli organismi di cui al comma 1 sono parificati alla rappresentanza indicata nel medesimo articolo.
(16) Riportato alla voce Impiegati civili dello Stato.
ART. 21. Informazione dei lavoratori. (Legge n. 626/1994)
1. Il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore, ivi compresi i lavoratori di cui all'art. 1, comma 3, riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di sicurezza e di salute, con particolare riferimento al proprio posto di lavoro ed alle proprie mansioni (17).
5. I lavoratori incaricati dell'attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di pronto soccorso e, comunque, di gestione dell'emergenza devono essere adeguatamente formati (17).
7. I Ministri del lavoro e della previdenza sociale e della sanità, sentita la commissione consultiva permanente, possono stabilire i contenuti minimi della formazione dei lavoratori, dei rappresentanti per la sicurezza e dei datori di lavoro di cui all'art. 10, comma 3, tenendo anche conto delle dimensioni e della tipologia delle imprese (17/a).
(17) Comma così sostituito dall'art. 9, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riportato al n. A/XL.
(17/a) In attuazione della norma di cui al presente comma, vedi il D.M. 16 gennaio 1997, riportato al n. A/XLVI.
ART. 23. Vigilanza. (Legge n. 626/1994)
1. La vigilanza sull'applicazione della legislazione in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro è svolta dall'unità sanitaria locale e, per quanto di specifica competenza, dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché, per il settore minerario, dal Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, e per le industrie estrattive di seconda categoria e le acque minerali e termali delle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano.
2. Ferme restando le competenze in materia di vigilanza attribuite dalla legislazione vigente all'ispettorato del lavoro, per attività lavorative comportanti rischi particolarmente elevati, da individuare con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale e della sanità, sentita la Commissione consultiva permanente, l'attività di vigilanza sull'applicazione della legislazione in materia di sicurezza può essere esercitata anche dall'ispettorato del lavoro che ne informa preventivamente il servizio di prevenzione e sicurezza dell'unità sanitaria locale competente per territorio (17/b).
3. Il decreto di cui al comma 2 è emanato entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
4. Restano ferme le competenze in materia di sicurezza e salute dei lavoratori attribuite dalle disposizioni vigenti agli uffici di sanità aerea e marittima ed alle autorità marittime, portuali ed aeroportuali, per quanto riguarda la sicurezza dei lavoratori a bordo di navi e di aeromobili ed in ambito portuale ed aeroportuale, ed ai servizi sanitari e tecnici istituiti per le Forze armate e per le Forze di polizia; i predetti servizi sono competenti altresì per le aree riservate o operative e per quelle che presentano analoghe esigenze da individuarsi, anche per quel che riguarda le modalità di attuazione, con decreto del Ministro competente di concerto con i Ministri del lavoro e della previdenza sociale e della sanità. L'Amministrazione della giustizia può avvalersi dei servizi istituiti per le Forze armate e di polizia, anche mediante convenzione con i rispettivi ministeri, nonché dei servizi istituiti con riferimento alle strutture penitenziarie (18).
(17/b) Il regolamento di cui al presente comma è stato approvato con D.P.C.M. 14 ottobre 1997, n. 412, riportato al n. A/LII.
(18) Così sostituito dall'art. 10, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riportato al n. A/XL.
ART. 24. Informazione, consulenza, assistenza. (Legge n. 626/1994)
1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, il Ministero dell'interno tramite le strutture del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, l'Istituto superiore per la prevenzione e sicurezza sul lavoro, anche mediante i propri dipartimenti periferici, il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, per mezzo degli ispettorati del lavoro, il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, per il settore estrattivo, tramite gli uffici della direzione generale delle miniere, l'Istituto italiano di medicina sociale, l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e gli enti di patronato svolgono attività di informazione, consulenza e assistenza in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, in particolare nei confronti delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese delle rispettive associazioni dei datori di lavoro (19).
(19) Comma così sostituito dall'art. 11, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riportato al n. A/XL.
ART. 25. Coordinamento. (Legge n. 626/1994)
1. Con atto di indirizzo e coordinamento, da emanarsi, su proposta dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale e della sanità, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono individuati criteri al fine di assicurare unità ed omogeneità di comportamenti in tutto il territorio nazionale nell'applicazione delle disposizioni in materia di sicurezza e salute dei lavoratori e di radioprotezione (20).
(20) Così modificato dall'art. 12, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riportato al n. A/XL.
ART. 26. Commissione consultiva permanente per la prevenzione degli infortuni e l'igiene del lavoro. (Legge n. 626/1994)
1. (21).
2. (22).
3. L'art. 395 del D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547 (23), è soppresso.
(21) Sostituisce l'art. 393, D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547, riportato al n. A/II.
(22) Sostituisce l'art. 394, D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547, riportato al n. A/II.
(23) Riportato al n. A/II.
ART. 27. Comitati regionali di coordinamento. (Legge n. 626/1994)
1. Con atto di indirizzo e coordinamento, da emanarsi entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sentita la Conferenza Stato-regioni, su proposta dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale e della sanità, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sono individuati criteri generali relativi all'individuazione di organi operanti nella materia della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro al fine di realizzare uniformità di interventi ed il necessario raccordo con la commissione consultiva permanente (23/a).
(23/a) Vedi, anche, l'atto di indirizzo e coordinamento approvato con D.P.C.M. 5 dicembre 1997, riportato al n. A/LIII.
ART. 28. Adeguamenti al progresso tecnico. (Legge n. 626/1994)
a) è riconosciuta la conformità alle vigenti norme per la sicurezza e la salute dei lavoratori sul luogo di lavoro di mezzi e sistemi di sicurezza (24);
(24) Lettera così sostituita dall'art. 14, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riportato al n. A/XL. Il riconoscimento di conformità di cui alla presente lettera è stato disposto con D.M. 27 marzo 1998 (Gazz. Uff. 5 maggio 1998, n. 102) per i mezzi ed i sistemi di sicurezza relativi alla costruzione e all'impiego di ponti su ruote a torre; con D.M. 27 marzo 1998 (Gazz. Uff. 5 maggio 1998, n. 102) per i mezzi e sistemi di sicurezza relativi alla costruzione e all'impiego di un nuovo tipo di scala portatile in legno ad un montante; con D.M. 27 marzo 1998 (Gazz. Uff. 5 maggio 1998, n. 102) per un sistema di sicurezza anticaduta montato su una scala fissa metallica ad un montante; con D.M. 27 marzo 1998
(Gazz. Uff. 5 maggio 1998, n. 102) per i separatori elettrici ad alta tensione con interruzione non evidente della continuità metallica dei conduttori; con D.M. 23 marzo 2000 (Gazz. Uff. 3 maggio 2000, n. 101) per i mezzi e i sistemi di sicurezza relativi alla costruzione ed all'impiego di scale portatili.
ART. 29. Statistiche degli infortuni e delle malattie professionali. (Legge n. 626/1994)
2. L'ISPESL e l'INAIL indicono una conferenza permanente di servizio per assicurare il necessario coordinamento in relazione a quanto previsto dall'art. 8, comma 3, del D.Lgs. 7 dicembre 1993, n. 517, nonché per verificare l'adeguatezza dei sistemi di prevenzione ed assicurativi, e per studiare e proporre soluzioni normative e tecniche atte a ridurre il fenomeno degli infortuni e delle malattie professionali.
ART. 30. Definizioni. (Legge n. 626/1994)
ART. 31. Requisiti di sicurezza e di salute. (Legge n. 626/1994)
1. Ferme restando le disposizioni legislative e regolamentari vigenti e fatte salve le disposizioni di cui all'art. 8, comma 4, del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, come modificato dal D.Lgs. 7 dicembre 1993, n. 517, i luoghi di lavoro costruiti o utilizzati anteriormente all'entrata in vigore del presente decreto devono essere adeguati alle prescrizioni di sicurezza e salute di cui al presente titolo entro il 1° gennaio 1997.
4. Ove vincoli urbanistici o architettonici ostino agli adeguamenti di cui al comma 1, il datore di lavoro, previa consultazione del rappresentante per la sicurezza, adotta le misure alternative di cui al comma 3. Le misure, nel caso di cui al presente comma, sono autorizzate dall'organo di vigilanza competente per territorio (25).
(25) Così sostituito dall'art. 15, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riportato al n. A/XL.
ART. 32. Obblighi del datore di lavoro. (Legge n. 626/1994)
ART. 33. Adeguamenti di norme. (Legge n. 626/1994)
1. (26).
2. (27).
3. (28).
4. (29).
5. (30).
6. (31).
7. (32).
8. (33).
10. (35).
11. (36).
12. (37).
13. (38).
(26) Sostituisce l'art. 13, D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547, riportato al n. A/II.
(27) Sostituisce l'art. 14, D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547, riportato al n. A/II.
(28) Sostituisce l'art. 8, D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547, riportato al n. A/II.
(29) Sostituisce l'intestazione del titolo II, D.P.R. 19 marzo 1956, n. 303, riportato al n. C/I.
(30) Modifica il comma 1 dell'art. 6, D.P.R. 19 marzo 1956, n. 303, riportato al n. C/I.
(31) Sostituisce l'art. 9, D.P.R. 19 marzo 1956, n. 303, riportato al n. C/I.
(32) Sostituisce l'art. 11, D.P.R. 19 marzo 1956, n. 303, riportato al n. C/I.
(33) Sostituisce l'art. 10, D.P.R. 19 marzo 1956, n. 303, riportato al n. C/I.
(34) Sostituisce l'art. 7, D.P.R. 19 marzo 1956, n. 303, riportato al n. C/I.
(35) Sostituisce l'art. 14, D.P.R. 19 marzo 1956, n. 303, riportato al n. C/I.
(36) Sostituisce l'art. 40, D.P.R. 19 marzo 1956, n. 303, riportato al n. C/I.
(37) Sostituisce gli artt. 37 e 39, D.P.R. 19 marzo 1956, n. 303, riportato al n. C/I.
(38) Sostituisce l'art. 11, D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547, riportato al n. A/II.
ART. 34. Definizioni. (Legge n. 626/1994)
ART. 35. Obblighi del datore di lavoro. (Legge n. 626/1994)
2. Il datore di lavoro attua le misure tecniche ed organizzative adeguate per ridurre al minimo i rischi connessi all'uso delle attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori e per impedire che dette attrezzature possano essere utilizzate per operazioni e secondo condizioni per le quali non sono adatte. Inoltre, il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché durante l'uso delle attrezzature di lavoro siano rispettate le disposizioni di cui ai commi 4-bis e 4-ter (38/a).
c-bis) i sistemi di comando, che devono essere sicuri anche tenuto conto dei guasti, dei disturbi e delle sollecitazioni prevedibili in relazione all'uso progettato dell'attrezzatura (38/b).
c-bis) disposte in maniera tale da ridurre i rischi per gli utilizzatori e per le altre persone, assicurando in particolare sufficiente spazio disponibile tra gli elementi mobili e gli elementi fissi o mobili circostanti e che tutte le energie e sostanze utilizzate o prodotte possano essere addotte o estratte in modo sicuro (38/b).
d) le attrezzature di lavoro mobili, dotate di motore a combustione, siano utilizzate nelle zone di lavoro soltanto qualora sia assicurata una quantità sufficiente di aria senza rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori (38/c).
a) gli accessori di sollevamento siano scelti in funzione dei carichi da movimentare, dei punti di
presa, del dispositivo di aggancio, delle condizioni atmosferiche, nonché tenendo conto del modo e della configurazione dell'imbracatura; le combinazioni di più accessori di sollevamento siano contrassegnate in modo chiaro per consentire all'utilizzatore di conoscerne le caratteristiche qualora esse non siano scomposte dopo l'uso; gli accessori di sollevamento siano depositati in modo tale da non essere danneggiati o deteriorati;
f) allorché le condizioni meteorologiche si degradano ad un punto tale da mettere in pericolo la sicurezza di funzionamento, esponendo così i lavoratori a rischi, l'utilizzazione all'aria aperta di attrezzature di lavoro che servono al sollevamento di carichi non guidati sia sospesa e siano adottate adeguate misure di protezione per i lavoratori e, in particolare, misure che impediscano il ribaltamento dell'attrezzatura di lavoro (38/c).
4-quater. Il datore di lavoro, sulla base della normativa vigente, provvede affinché le attrezzature di cui all'allegato XIV siano sottoposte a verifiche di prima installazione o di successiva installazione e a verifiche periodiche o eccezionali, di seguito denominate "verifiche", al fine di assicurarne l'installazione corretta e il buon funzionamento (38/c).
4-quinquies. I risultati delle verifiche di cui al comma 4-quater sono tenuti a disposizione dell'autorità di vigilanza competente per un periodo di cinque anni dall'ultima registrazione o fino alla messa fuori esercizio dell'attrezzatura, se avviene prima. Un documento attestante l'esecuzione dell'ultima verifica deve accompagnare le attrezzature di lavoro ovunque queste sono utilizzate (38/c).
(38/a) Periodo aggiunto dall'art. 2, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 359 (Gazz. Uff. 19 ottobre 1999, n. 246), entrato in vigore sei mesi dopo la sua pubblicazione.
(38/b) Lettera aggiunta dall'art. 2, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 359 (Gazz. Uff. 19 ottobre 1999, n. 246), entrato in vigore sei mesi dopo la sua pubblicazione.
(38/c) Comma aggiunto dall'art. 2, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 359 (Gazz. Uff. 19 ottobre 1999, n. 246), entrato in vigore sei mesi dopo la sua pubblicazione.
ART. 36. Disposizioni concernenti le attrezzature di lavoro. (Legge n. 626/1994)
2. Le modalità e le procedure tecniche delle verifiche seguono il regime giuridico corrispondente a quello in base al quale l'attrezzatura è stata costruita e messa in servizio (38/d).
3. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con i Ministri dell'industria, del commercio e dell'artigianato e della sanità, sentita la commissione consultiva permanente, stabilisce modalità e procedure per l'effettuazione delle verifiche di cui al comma 2 (38/e).
5. (40).
6. (41).
7. (42).
8-bis. Il datore di lavoro adegua ai requisiti di cui all'allegato XV, entro il 30 giugno 2001, le attrezzature di lavoro indicate nel predetto allegato, già messe a disposizione dei lavoratori alla data del 5 dicembre 1998 e non soggette a norme nazionali di attuazione di direttive comunitarie concernenti disposizioni di carattere costruttivo, allorché esiste per l'attrezzatura di lavoro considerata un rischio corrispondente (42/a).
8-ter. Fino a che le attrezzature di lavoro di cui al comma 8-bis non vengono adeguate il datore di lavoro adotta misure alternative che garantiscano un livello di sicurezza equivalente (42/a).
8-quater. Le modifiche apportate alle macchine definite all'articolo 1, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 459, a seguito dell'applicazione delle disposizioni del comma 8-bis, e quelle effettuate per migliorare le condizioni di sicurezza sempre che non comportino modifiche delle modalità di utilizzo e delle prestazioni previste dal costruttore, non configurano immissione sul mercato ai sensi dell'articolo 1, comma 3, secondo periodo, del predetto decreto (42/a).
(38/d) Comma così sostituito dall'art. 3, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 359 (Gazz. Uff. 19 ottobre 1999, n. 246), entrato in vigore sei mesi dopo la sua pubblicazione.
(38/e) Comma così modificato dall'art. 3, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 359 (Gazz. Uff. 19 ottobre 1999, n. 246), entrato in vigore sei mesi dopo la sua pubblicazione.
(39) Aggiunge un comma all'art. 52, D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547, riportato al n. A/II.
(40) Aggiunge un comma all'art. 53, D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547, riportato al n. A/II.
(41) Aggiunge un comma all'art. 374, D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547, riportato al n. A/II.
(42) Aggiunge due commi all'art. 20, D.P.R. 19 marzo 1956, n. 303, riportato al n. C/I.
(42/a) Comma aggiunto dall'art. 3, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 359 (Gazz. Uff. 19 ottobre 1999, n. 246), entrato in vigore sei mesi dopo la sua pubblicazione.
ART. 37. Informazione. (Legge n. 626/1994)
1-bis. Il datore di lavoro provvede altresì a informare i lavoratori sui rischi cui sono esposti durante l'uso delle attrezzature di lavoro, sulle attrezzature di lavoro presenti nell'ambiente immediatamente circostante, anche se da essi non usate direttamente, nonché sui cambiamenti di tali attrezzature (42/b).
(42/b) Comma aggiunto dall'art. 5, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 359 (Gazz. Uff. 19 ottobre 1999, n. 246), entrato in vigore sei mesi dopo la sua pubblicazione.
ART. 38. Formazione ed addestramento. (Legge n. 626/1994)
b) i lavoratori incaricati dell'uso delle attrezzature che richiedono conoscenze e responsabilità
particolari di cui all'art. 35, comma 5, ricevono un addestramento adeguato e specifico che li metta in grado di usare tali attrezzature in modo idoneo e sicuro anche in relazione ai rischi causati ad altre persone.
ART. 39. Obblighi dei lavoratori. (Legge n. 626/1994)
ART. 40. Definizioni. (Legge n. 626/1994)
ART. 41. Obbligo di uso. (Legge n. 626/1994)
ART. 42. Requisiti dei DPI. (Legge n. 626/1994)
1. I DPI devono essere conformi alle norme di cui al decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 475 (43).
(43) Riportato al n. A/XXXV. (giurisprudenza)
ART. 43. Obblighi del datore di lavoro. (Legge n. 626/1994)
d) aggiorna la scelta ogni qualvolta intervenga una variazione significativa negli elementi di valutazione (44).
a) per ogni DPI che, ai sensi del D.Lgs. 4 dicembre 1992, n. 475 (45), appartenga alla terza categoria;
(44) Lettera così modificata dall'art. 18, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riportato al n. A/XL.
(45) Riportato al n. A/XXXV.
ART. 44. Obblighi dei lavoratori. (Legge n. 626/1994)
ART. 45. Criteri per l'individuazione e l'uso. (Legge n. 626/1994)
ART. 46. Norma transitoria. (Legge n. 626/1994)
1. Fino alla data del 31 dicembre 1998 e, nel caso di dispositivi di emergenza destinati
all'autosalvataggio in caso di evacuazione, fino al 31 dicembre 2004, possono essere impiegati:
a) i DPI commercializzati ai sensi dell'art. 15, comma 1, del D.Lgs. 4 dicembre 1992, n. 475 (45);
ART. 47. Campo di applicazione. (Legge n. 626/1994)
ART. 48. Obblighi dei datori di lavoro. (Legge n. 626/1994)
ART. 49. Informazione e formazione. (Legge n. 626/1994)
Dal 12/06/09 15077641

References: ART. 1

ART. 2

ART. 3

ART. 4

ART. 5

ART. 6

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ART. 8

ART. 9

ART. 10

ART.11

ART. 12

ART. 13

ART. 14

ART. 15

ART. 16
 sentenza 

ART. 17

ART. 18

ART. 19

ART. 20

ART. 21

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ART. 24

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ART. 38

ART. 39

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ART. 41

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ART. 43

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ART. 45

ART. 46

ART. 47

ART. 48

ART. 49