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Timestamp: 2020-05-29 04:18:03+00:00

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CONSIGLIO DI STATO, SEZ. III - SENTENZA 29 novembre 2019, n.8175
| Catalogo libri | Rivista | Distribuzione | Formazione | VENERDÌ 29 MAGGIO AGGIORNATO ALLE 6:18
Diniego del permesso di soggiorno a causa di una condanna per il reato di violenza sessuale
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. III - SENTENZA 29 novembre 2019, n.8175MASSIMA
Il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno ex art. 4, comma 3, del d.lgs. n. 286/1998, adottato dall’amministrazione a motivo dell’esistenza di una sentenza di condanna per il reato di violenza sessuale ex art. 609-bis comma 3 c.p., è legittimo in quanto la tipologia e la gravità del reato commesso risultano incompatibili non solo con i valori fondanti della Costituzione, ma anche con l’interesse alla stabilità del nucleo familiare interessato.
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. III - SENTENZA 29 novembre 2019, n.8175 -
N. 08175/2019REG.PROV.COLL.
N. 03743/2018 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 3743 del 2018, proposto dal Ministero dell'Interno, U.T.G. - Prefettura di La Spezia, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliato ex lege in Roma, via dei Portoghesi, 12;�
-OMISSIS-, rappresentato e difeso dagli avvocati Pier Giorgio Leoni, Giovanni Corbyons, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio Giovanni Corbyons in Roma, via Cicerone n.44;�
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 24 ottobre 2019 il Cons. Raffaello Sestini e uditi per le parti l’avvocato Giovanni Corbyons e l'avvocato dello Stato Wally Ferrante;
1 - Il signor -OMISSIS-, cittadino -OMISSIS-, impugnava innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria il decreto del Questore della Spezia avente ad oggetto il diniego del rinnovo del permesso di soggiorno per “motivi di lavoro subordinato”, nonché il decreto del Prefetto della Spezia, di rigetto del ricorso gerarchico.�
2 - Il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno era stato adottato dall’amministrazione a motivo dell’esistenza della sentenza del Tribunale penale della Spezia del -OMISSIS-.2015, di condanna per il reato di violenza sessuale ex art. 609-bis comma 3 c.p., ostativo al soggiorno nel territorio dello Stato ex art. 4, comma 3, del d.lgs. n. 286/1998.�
3 - Si costituiva in giudizio il convenuto Ministero dell’Interno, contestando quanto ex adverso dedotto e insistendo sulla legittimità dell’operato dell’Amministrazione.�
4 - Il Tar per la Liguria, con sentenza n. -OMISSIS-, accoglieva il ricorso, ritenendo che “pur in presenza di una sentenza di condanna per un reato ostativo, i provvedimenti impugnati non contengono la doverosa valutazione – indefettibilmente richiesta dalla legislazione di recepimento della disciplina comunitaria - circa la natura e l’effettività dei vincoli familiari dello straniero, padre di un figlio minore residente in Italia”.�
5 - Avverso tale sentenza propone appello, previa istanza di sospensiva, il Ministero dell’Interno, deducendo la palese erroneità della sentenza gravata.�
6 - La questione ruota attorno al bilanciamento di valori costituzionalmente garantiti che occorre tutelare anche mediante una interpretazione costituzionalmente orientata della normativa specifica in materia di immigrazione.�
9 – Tuttavia, nella specifica fattispecie considerata la tipologia e la gravità del reato commesso (violenza sessuale) risultano incompatibili non solo con i valori fondanti della nostra Comunità nazionale, ma anche con l’interesse alla stabilità del nucleo familiare interessato,, in quanto in questo caso la valutazione di pericolosità sociale dell’appellato risulta essere stata adeguatamente riferita alla condanna per fatti che risultano gravemente contrastanti con il principio fondamentale sancito dall’art. 2 della Costituzione, che impone alla Repubblica di garantire i diritti inviolabili della persona sia come singolo, sia nelle formazioni sociali –come il nucleo familiare in esame- in cui svolge la propria personalità, con particolare riguardo, nella fattispecie considerata, ai precetti costituzionali che impongono la tutela della vita, dell’integrità fisica, della parità e della libertà della donna.�
10 – Tali considerazioni neppure risultano in contrasto con i precedenti giurisprudenziali di questa Sezione, in quanto è proprio l’interesse familiare, ed in particolare l’esigenza di garantire i diritti inviolabili delle altre persone componenti il nucleo familiare ai sensi del citato art. 2 Cost. a rafforzare ed imporre un ancora più tempestivo intervento della Repubblica italiana, al fine di allontanare l’autore di reati incompatibili con le ragioni fondanti della nostra Repubblica sia dalla Comunità nazionale, sia dalle altre persone del nucleo familiare già lese o potenzialmente messe in pericolo dal medesimo soggetto.�

References: SENTENZA 
 SENTENZA 
 art. 4
 sentenza 
 art. 609
 SENTENZA 
 sentenza 
 art. 609
 art. 4
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2