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Timestamp: 2018-07-17 09:24:52+00:00

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SENTENZA 26 AGOSTO 2014 nr 18244 – Studio Legale Avvocato Carmela Ruggeri – Vicenza
SENTENZA 26 AGOSTO 2014 nr 18244
C.L. , promissario acquirente di una serie di immobili di proprietà di XX. YY. e ZZ. , con citazione notificata il 13 maggio 1995, li convenne innanzi al Tribunale di Treviso per sentir pronunciare sentenza di trasferimento coattivo, ex art. 2932 cod. civ..
Peraltro, nelle more tra la trascrizione della domanda di esecuzione in forma specifica e quella del contratto definitivo, la Banca Popolare Veneta, la Banca Commerciale Italiana e il Banco di Napoli chiesero e ottennero la pronuncia di decreti ingiuntivi per rilevanti importi nei confronti dei XX. . E in forza dei provvedimenti monitori iscrissero ipoteca sui loro beni, spiegando poi intervento nel giudizio intentato dal C. .
Con sentenza del 2 maggio 1995 il giudice adito dichiarò l’inammissibilità della domanda per intervenuta cessazione della materia delcontendere, ordinando conseguentemente la cancellazione della relativa trascrizione.
Le critiche si appuntano contro l’affermazione del giudice di merito secondo cui conseguenza diretta e immediata dell’inadempimento delnotaio era il solo pagamento del prezzo, considerato che proprio il C. aveva affermato che, se fosse stato reso edotto della esistenza di iscrizioni pregiudizievoli, non avrebbe sottoscritto il contratto definitivo.
3 Sotto altro, concorrente profilo, va poi osservato che, una volta circoscritta l’azione del C. nei confronti del notaio rogante alla richiesta di rifusione dei danni derivati dall’acquisto di immobili giuridicamente fallati, il negativo apprezzamento della responsabilità del convenuto per la mancata acquisizione degli incrementi patrimoniali che sarebbero conseguiti alla loro apprensione nello stato di verginità che avevano al momento della stipula del preliminare e della trascrizione della domanda ex art. 2932 cod. civ., costituisce corretta applicazione dei principi in materia di nesso eziologico. È infatti evidente che, nel contesto processuale innanzi delineato, al B. non poteva essere addebitato altro che la mancata intercettazione della esistenza di annotazioni pregiudizievoli, il mancato avvertimento del cliente, la conseguente, mancata desistenza dello stesso dall’acquisto, fuori le problematiche inerenti alla compromissione della causa di esecuzione in forma specifica delpreliminare inadempiuto.
Si duole quindi l’esponente che su tale punto, segnatamente allegato sia in primo grado che in appello, il giudice a quo abbia omesso di prendere posizione, limitandosi a definire irrilevante la doglianza relativa alle preclusioni che si sarebbero verificate nel giudizio di primo grado. E invece, una volta qualificata come domanda nuova le ulteriori prospettazioni attoree e rilevatane la tardività, la pretesa risarcitoria avrebbe dovuto essere disattesa, sulla base del consolidato principio per cui, in caso di omessa verifica, da parte del notaio rogante, dell’ eventuale sussistenza di iscrizioni o trascrizioni pregiudizievoli e di omessa segnalazione all’acquirente di un vincolo ipotecario gravante sull’immobile, l’esistenza, in sé, dell’iscrizione non costituisce un concreto pregiudizio, e cioè un fatto idoneo a sorreggere da solo la domanda risarcitoria avanzata dall’acquirente dell’immobile. Conseguentemente, per le stesse ragioni, avrebbero dovuto essere dichiarate e la nullità della sentenza di primo grado e l’inammissibilità della proposta impugnazione in quanto basate, entrambe, su presupposti non regolarmente acquisiti al processo.
Oggetto delle critiche è l’affermazione del giudice di merito secondo cui conseguenza diretta e immediata dell’inadempimento delprofessionista era la somma corrisposta dal C. a titolo di corrispettivo della vendita, senza considerare che già nel 1988, e cioè ben sette anni prima del definitivo, il C. aveva versato a XX. la quasi totalità dell’importo concordato.
9.2 Anche il notaio B.M. , dal canto suo, lamenta mancanza di motivazione con riferimento al fatto decisivo che il compratore versò al momento della sottoscrizione del definitivo solo dieci milioni di lire, avendo già corrisposto la quasi totalità del prezzo alla stipula delpreliminare, nonché con riferimento alle deduzioni volte a rappresentare che l’atto con cui il debitore disponga la traslazione di più cespiti, costituenti l’intero patrimonio dell’alienante è revocabile, secondo la giurisprudenza di legittimità, presumendosene il carattere frodatorio a danno dei creditori (confr. Cass. civ. n. 10430 del 2005).
12 In definiva, accolto il terzo motivo del ricorso principale della Compagnia di Assicurazioni Milano s.p.a. nonché, per quanto di ragione, il ricorso incidentale di B.M. , la sentenza impugnata deve essere cassata in relazione ai motivi accolti, con rinvio, anche per le spese delgiudizio di legittimità alla Corte d’appello di Venezia in diversa composizione.
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References: SENTENZA 
 sentenza 
 art. 2932
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 Cass. 
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