Source: http://documenti.camera.it/leg18/resoconti/commissioni/bollettini/html/2020/02/11/0105/comunic.htm
Timestamp: 2020-05-31 21:03:28+00:00

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﻿Commissioni Riunite (I e V) - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - martedì 11 febbraio 2020
Martedì 11 febbraio 2020. — Presidenza del presidente della V Commissione Claudio BORGHI – Intervengono i sottosegretari di Stato per l'economia e le finanze Laura Castelli e Antonio Misiani.
Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 10 febbraio 2020.
Claudio BORGHI, presidente, avverte che i deputati Versace, Carnevali, Villani, Trizzino, Scutellà, Saitta e Di Stasio sottoscrivono l'emendamento Marco Di Maio 8.1; il deputato Lollobrigida sottoscrive il subemendamento Garavaglia 0.5.03.3.
Ricorda che nella seduta di ieri i relatori e il rappresentante del Governo avevano, da ultimo, espresso il parere sulle proposte emendative riferite all'articolo 2 del provvedimento in esame.
Silvana Andreina COMAROLI (LEGA) interviene preliminarmente sull'ordine dei lavori onde acquisire dai relatori e dal rappresentante del Governo più precise indicazioni in merito al prosieguo dei lavori per la seduta odierna, anche al fine di comprendere quale potrebbe essere il termine di presumibile conclusione dell'esame del provvedimento ed il conseguente avvio della discussione sulle linee generali Pag. 4in Assemblea, allo stato già prevista per la giornata di domani pomeriggio.
Andrea MANDELLI (FI) si associa alla richiesta testé formulata dalla collega Comaroli, esprimendo altresì il proprio personale disappunto per l'andamento sin qui osservato nell'esame del provvedimento, a suo avviso assai poco rispettoso delle intese precedentemente intercorse, sia pure in via informale, tra i diversi gruppi parlamentari e ritenendo inoltre opportuna una rassicurazione da parte dei relatori e del Governo in ordine al fatto che non saranno presentate ulteriori proposte emendative.
Claudio BORGHI, presidente, preso atto delle richieste avanzate dai deputati Comaroli e Mandelli, si riserva di convocare, d'intesa con il Presidente della I Commissione, Brescia, una riunione congiunta degli uffici di presidenza, integrati dai rappresentanti dei gruppi, della Commissioni riunite I e V, che potrebbe orientativamente avere luogo al termine della odierna seduta antimeridiana. Ai fini della massima chiarezza nell'andamento dei lavori, invita quindi i relatori e il rappresentante del Governo ad esprimere nuovamente il parere sulle proposte emendative riferite all'articolo 2, già anticipato al termine della seduta di ieri.
Vittoria BALDINO (M5S), relatrice per la I Commissione, anche a nome del relatore per la V Commissione, ribadisce la proposta di confermare l'accantonamento delle proposte emendative riferite all'articolo 2, ad eccezione dell'emendamento Giacomelli 2.2, sul quale esprime invece parere contrario.
Ylenja LUCASELLI (FdI), nel prendere atto del perdurante accantonamento, già a partire dall'articolo 2, di numerose proposte emendative, ritiene sarebbe opportuno anticipare sin d'ora lo svolgimento dell'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, della Commissioni riunite I e V, dianzi preannunziato dal presidente Borghi, al fine di definire in detta sede il prossimo andamento dei lavori.
Claudio BORGHI, presidente, non essendovi obiezioni, sospende quindi la seduta per consentire l'immediato svolgimento dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, della Commissioni riunite I e V.
La seduta, sospesa alle 10.50 è ripresa alle 11.15.
Claudio BORGHI, presidente, avverte che nell'ambito dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, testé svoltosi si è convenuto di concludere l'esame in sede referente entro le ore 15 del prossimo giovedì 13 febbraio. Pertanto le presidenze procederanno a comunicare al Presidente della Camera tale intendimento, al fine di chiedere che l'avvio della discussione del provvedimento in Assemblea sia ulteriormente posticipato al pomeriggio di venerdì 14 febbraio prossimo.
Avverte quindi che si riprenderà l'esame dall'emendamento Giacomelli 2.2.
Le Commissioni respingono l'emendamento Giacomelli 2.2.
Claudio BORGHI, presidente, avverte che gli identici emendamenti Prisco 2.5, Capitanio 2.7 e De Menech 2.11, gli identici emendamenti Casciello 2.9 e Sisto 2.10, l'emendamento Casciello 2.8, nonché gli identici articoli aggiuntivi Angiola 2.01, Gagliardi 2.02 e Colucci 2.03 rimangono accantonati.
Vittoria BALDINO (M5S), relatrice per la I Commissione, anche a nome del relatore per la V Commissione, passando ad esaminare le proposte emendative accantonate riferite all'articolo 3 esprime parere favorevole sugli identici emendamenti Nardi 3.12, Schullian 3.13, De Menech 3.15, Andreuzza 3.18 e Zucconi 3.20 a Pag. 5condizione che siano riformulati nei termini riportati in allegato (vedi allegato). Invita quindi al ritiro degli identici emendamenti Nardi 3.11, Schullian 3.14, De Menech 3.16, Andreuzza 3.17 e Zucconi 3.19, nonché dell'emendamento Iezzi 3.21, in quanto assorbiti dall'eventuale approvazione degli identici emendamenti Nardi 3.12, Schullian 3.13, De Menech 3.15, Andreuzza 3.18 e Zucconi 3.20. Propone quindi l'accantonamento dell'emendamento Lucaselli 3.27, invitando al ritiro degli identici emendamenti Zucconi 3.26, Binelli 3.28, Schullian 3.31, Nardi 3.33, De Menech 3.35 e Mandelli 3.41 i quali sarebbero a loro volta assorbiti dall'eventuale approvazione degli identici emendamenti Nardi 3.12, Schullian 3.13, De Menech 3.15, Andreuzza 3.18 e Zucconi 3.20. Esprime quindi parere contrario sugli identici articoli aggiuntivi Gallinella 3.01 e Zucconi 3.02.
Claudio BORGHI, presidente, prende atto che i presentatori degli emendamenti Nardi 3.12, Schullian 3.13, De Menech 3.15, Andreuzza 3.18 e Zucconi 3.20 accettano la riformulazione proposta dai relatori.
Le Commissioni approvano gli identici emendamenti Nardi 3.12, Schullian 3.13, De Menech 3.15, Andreuzza 3.18 e Zucconi 3.20, come riformulati (vedi allegato).
Claudio BORGHI, presidente, avverte che gli identici emendamenti Nardi 3.11, Schullian 3.14, De Menech 3.16, Andreuzza 3.17 e Zucconi 3.19, nonché l'emendamento Iezzi 3.21, si intendono assorbiti dall'approvazione degli identici emendamenti Nardi 3.12, Schullian 3.13, De Menech 3.15, Andreuzza 3.18 e Zucconi 3.20, come riformulati. Dispone l'accantonamento dell'emendamento Lucaselli 3.27. Avverte altresì che gli identici emendamenti Zucconi 3.26, Binelli 3.28, Schullian 3.31, Nardi 3.33, De Menech 3.35 e Mandelli 3.41 si intendono assorbiti dall'approvazione degli identici emendamenti Nardi 3.12, Schullian 3.13, De Menech 3.15, Andreuzza 3.18 e Zucconi 3.20, come riformulati. Prende atto che i presentatori dell'articolo aggiuntivo Gallinella 3.01 lo ritirano.
Le Commissioni respingono l'articolo aggiuntivo Zucconi 3.02.
Vittoria BALDINO (M5S), relatrice per la I Commissione, anche a nome del relatore per la V Commissione, passando ad esaminare le proposte emendative riferite all'articolo 4 esprime parere contrario sugli emendamenti Gusmeroli 4.95, Mandelli 4.20, Gava 4.6, Zennaro 4.106. Propone l'accantonamento dell'emendamento Mancini 4.90, esprimendo parere contrario sull'emendamento Rotta 4.42. Propone l'accantonamento degli emendamenti Bucalo 4.51, Boldi 4.25 e 4.28, degli identici emendamenti Bellachioma 4.62, Marco Di Maio 4.65 e Mandelli 4.119. Propone altresì l'accantonamento degli identici emendamenti Lollobrigida 4.45, Gusmeroli 4.101, Mandelli 4.116 e Lorenzin 4.152, nonché dell'emendamento Marco Di Maio 4.75. Esprime quindi parere contrario sui subemendamenti Paolo Russo 0.4.156.1 e 0.4.156.2, esprimendo parere favorevole sull'emendamento 4.156 del Governo e raccomandando l'approvazione dell'emendamento 4.155 dei relatori.
Silvana Andreina COMAROLI (LEGA), preso atto che l'esame del provvedimento continua ad essere frammentato, con continue proposte di accantonamento, si chiede, dunque, se non sia il caso di sospendere i lavori per consentire alla maggioranza di chiarirsi le idee e risolvere i nodi ancora non sciolti.
Claudio BORGHI, presidente, ritiene utile proseguire i lavori, procedendo secondo il normale ordine di votazione ed Pag. 6esaminando i vari emendamenti sui quali non vi sono proposte di accantonamento. In tal modo, ritiene si possano ottimizzare i tempi in vista di una più rapida conclusione dell'esame.
Massimo GARAVAGLIA (LEGA) ritiene che le modalità di prosecuzione dell’iter testé prospettate, piuttosto che accelerare i lavori, rischiano di ritardarli. Giudicherebbe più utile una sospensione al fine di consentire alla maggioranza e al Governo di trovare una posizione chiara e condivisa.
Andrea MANDELLI (FI) giudica opportuno sospendere i lavori al fine di consentire alla maggioranza di trovare una «quadra» al proprio interno.
Claudio BORGHI, presidente, fa notare che gli uffici di presidenza, integrati dai rappresentanti dei gruppi, sono già stati convocati proprio al fine di definire le più opportune modalità di prosecuzione dell’iter. Ritiene utile proseguire i lavori nelle modalità prospettate, che, a suo avviso, consentiranno di concludere prima i lavori.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Gusmeroli 4.95, Mandelli 4.20, Gava 4.6.
Claudio BORGHI, presidente, prende atto che i presentatori dell'emendamento Zennaro 4.106 lo ritirano. Dispone l'accantonamento dell'emendamento Mancini 4.90, prendendo atto che la presentatrice dell'emendamento Rotta 4.42 lo ritira. Dispone l'accantonamento degli emendamenti Bucalo 4.51, Boldi 4.25 e 4.28, degli identici emendamenti Bellachioma 4.62, Marco Di Maio 4.65 e Mandelli 4.119, degli identici emendamenti Lollobrigida 4.45, Gusmeroli 4.101, Mandelli 4.116 e Lorenzin 4.152, nonché dell'emendamento Marco Di Maio 4.75.
Paolo RUSSO (FI) illustra il suo subemendamento 0.4.156.1, non comprendendo le ragioni del parere contrario dei relatori e del Governo, considerato che esso non reca alcun onere.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono i subemendamenti Paolo Russo 0.4.156.1 e 0.4.156.2, ed approvano l'emendamento 4.156 del Governo e l'emendamento 4.155 dei relatori (vedi allegato).
Vittoria BALDINO (M5S), relatrice per la I Commissione, anche al nome del collega relatore per la V Commissione, passando ad esaminare le proposte emendative riferite all'articolo 5, esprime parere contrario sugli emendamenti Paolo Russo 5.1, Benigni 5.2 e Brambilla 5.3 e sugli emendamenti Boldi 5.4 e Rizzetto 5.5 e invita al ritiro dell'emendamento Boldi 5.8. Esprime parere contrario sugli emendamenti Bellucci 5.9 e Carlo De Luca 5.11, nonché sugli identici emendamenti Ferro 5.13, D'Arrando 5.25 e Mandelli 5.28. Invita al ritiro degli emendamenti Boldi 5.15 e 5.16, vertenti sulla materia dei medici specializzandi, in quanto risulterebbero assorbiti dall'eventuale approvazione dell'articolo aggiuntivo 5.03 del Governo. Esprime quindi parere contrario sugli identici emendamenti De Filippo 5.18, Sisto 5.21 e Siani 5.35. Invita al ritiro dell'emendamento Marco Di Maio 5.19 in quanto assorbito dall'emendamento Madia 1.114 (Nuova formulazione), approvato nella seduta di ieri. Esprime parere favorevole sull'emendamento Comaroli 5.22, la cui approvazione determinerebbe l'assorbimento dell'emendamento Comaroli 5.23, che, per questo, invita a ritirare. Esprime, quindi, parere contrario sull'emendamento Saccani Jotti 5.31 e parere favorevole sull'emendamento Rizzo Nervo 5.38, a condizione che sia riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato), esprimendo altresì parere favorevole, a condizione che siano riformulati nei medesimi termini, sugli emendamenti Ubaldo Pagano 11.49 ed Epifani 11.60. Esprime quindi parere contrario sui subemendamenti Carnevali 0.5.03.9 e Mandelli 0.5.03.6 ed esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo 5.03 del Governo.
Il Sottosegretario Antonio MISIANI esprime parere conforme a quello dei relatori.
Paolo RUSSO (FI) illustra il suo emendamento 5.1, che intende rendere vincolante il procedimento di riparto del fondo sanitario tra le regioni basato anche su criteri ulteriori, quale la deprivazione sociale, rispetto alla spesa storica. La proposta si rende, a suo avviso, necessaria in quanto tale procedimento, pur previsto da uno specifico accordo con le regioni del 2015, non ha mai trovato applicazione, a detrimento delle aree caratterizzate da maggiori disagi. Invita, pertanto, il Governo e i relatori a un'ulteriore riflessione sul tema, rivedendo il parere contrario precedentemente espresso e dando così una nuova prospettiva ai territori in stato di bisogno, che potranno godere di maggiori risorse.
Il Sottosegretario Antonio MISIANI, pur ritenendo legittime le argomentazioni dell'onorevole Paolo Russo, sottolinea che il parere contrario è stato espresso proprio dal Ministero della salute.
Roberto OCCHIUTO (FI) sottolinea che, ancora una volta, il Governo non fornisce motivazioni che giustifichino i pareri espressi e ribadisce le argomentazioni portate dal collega Paolo Russo a sostegno della sua proposta emendativa.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Paolo Russo 5.1, Benigni 5.2 e Brambilla 5.3.
Claudio BORGHI, presidente, ricorda che l'emendamento Ianaro 5.39 è stato ritirato nella seduta di ieri.
Massimo GARAVAGLIA (LEGA), intervenendo sull'emendamento Boldi 5.4, di cui è firmatario, sottolinea che, esprimendo parere contrario, il Governo e la maggioranza contraddicono la sbandierata intenzione di sostenere la ricerca.
Le Commissioni respingono l'emendamento Boldi 5.4.
Emanuele PRISCO (FdI), intervenendo sull'emendamento Rizzetto 5.5, di cui è firmatario, invita il Governo e i relatori ad approfondire la problematica della sperimentazione animale in campi diversi da quello medico, di cui l'emendamento propone una sospensione di sei mesi.
Le Commissioni respingono l'emendamento Rizzetto 5.5.
Claudio BORGHI, presidente, ricorda che gli emendamenti Sarli 5.7 e Di Lauro 5.6 sono stati ritirati nella seduta di ieri.
Le Commissioni respingono l'emendamento Boldi 5.8.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Bellucci 5.9, Luca De Carlo 5.11 e gli identici emendamenti Ferro 5.13 e Mandelli 5.28, mentre l'emendamento D'Arrando 5.25 è stato ritirato dai presentatori.
Silvana Andreina COMAROLI (LEGA), intervenendo sugli emendamenti Boldi 5.15 e 5.16, di cui è firmataria, ricordando che il Governo si era impegnato a valorizzare i lavori delle Commissioni sul tema dei medici specializzandi con la presentazione del proprio articolo aggiuntivo 5.03, chiede di sapere se tale proposta emendativa assorba anche gli emendamenti Boldi 5.15 e 5.16, chiedendo che i relatori propongano una riformulazione dei medesimi emendamenti al fine di porli in votazione unitamente all'articolo aggiuntivo del Governo 5.03.
Claudio BORGHI, presidente, osserva che, essendo stati presentati subemendamenti all'articolo aggiuntivo 5.03 del Governo, gli emendamenti Boldi 5.15 e 5.16 non possono essere riformulati in modo da essere posti in votazione unitamente al predetto articolo aggiuntivo 5.03.
Beatrice LORENZIN (PD) osserva che l'articolo aggiuntivo 5.03 del Governo ha un impianto diverso da quello degli emendamenti Boldi 5.15 e 5.16. Non le appare, quindi, percorribile la strada della riformulazione.
Claudio BORGHI, presidente, condividendo l'osservazione della collega Lorenzin, ribadisce tuttavia che si tratta di proposte emendative vertenti sulla stessa materia.
Silvana Andreina COMAROLI (LEGA), prendendo atto delle dichiarazioni del Presidente, intende comunque sottolineare la mancanza di coerenza del Governo, che agisce senza tenere conto delle assicurazioni fatte ai commissari.
Claudio BORGHI, presidente, osserva che gli emendamenti Boldi 5.15 e 5.16 risulteranno assorbiti dall'eventuale approvazione dall'articolo aggiuntivo 5.03 del Governo. Pertanto gli emendamenti Boldi 5.15 e 5.16 devono intendersi accantonati. Avverte, altresì, che l'emendamento De Filippo 5.18 è stato ritirato.
Elena CARNEVALI (PD) ritira l'emendamento Siani 5.35, di cui è firmataria.
Le Commissioni respingono l'emendamento Sisto 5.21.
Claudio BORGHI, presidente, avverte che l'emendamento Marco Di Maio 5.19 è assorbito dall'emendamento Madia 1.114 (Nuova formulazione), approvato nella seduta di ieri.
Le Commissioni approvano l'emendamento Comaroli 5.22 (vedi allegato).
Claudio BORGHI, presidente, avverte che l'emendamento Comaroli 5.23 risulta assorbito dall'approvazione dell'emendamento Comaroli 5.22.
Le Commissioni respingono l'emendamento Saccani Jotti 5.31.
Massimo GARAVAGLIA (LEGA) osserva che la proposta di riformulazione degli emendamenti Rizzo Nervo 5.38, Pagano 11.49 ed Epifani 11.60, in distribuzione, presenta, a suo giudizio, un problema di copertura. Ritiene, pertanto, opportuno acquisire la relazione tecnica della Ragioneria generale dello Stato, nonché i pareri del Ministero dell'economia e delle finanze e del Dipartimento della funzione pubblica.
Il Sottosegretario Antonio MISIANI, dopo aver sottolineato che sulla proposta di riformulazione sono stati acquisiti i pareri sia dei Ministeri dell'economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali sia del Dipartimento della funzione pubblica, ricorda che rimane fermo per gli enti locali interessati il vincolo del pareggio di bilancio.
Massimo GARAVAGLIA (LEGA) ribadisce i suoi dubbi sulla correttezza della nuova formulazione delle proposte emendative.
Claudio BORGHI, presidente, osserva che il Governo si è assunto la responsabilità delle sue scelte.
Luca RIZZO NERVO (PD) accetta la proposta di riformulazione del suo emendamento 5.38.
Claudio BORGHI, presidente, avverte che la proposta di riformulazione è stata accettata anche dai firmatari degli emendamenti Ubaldo Pagano 11.49 e Epifani 11.60.
Le Commissioni approvano gli emendamenti Rizzo Nervo 5.38, Ubaldo Pagano 5.42 (ex 11.49) ed Epifani 5.43 (ex 11.60), come riformulati (vedi allegato).
Claudio BORGHI, presidente, avverte che il subemendamento Carnevali 0.5.03.9 è stato ritirato.
Andrea MANDELLI (FI) interviene sul proprio subemendamento 0.5.03.6, volto a Pag. 9estendere ai farmacisti la possibilità di partecipare alle procedure di reclutamento del Servizio sanitario nazionale, le cui gravi carenze di organico sono evidenti. Per questa ragione, invita i relatori e il Governo ad accantonare la proposta emendativa, al fine di valutarla più attentamente.
Elena CARNEVALI (PD) dichiara di condividere le sollecitazioni del collega Mandelli rispetto a un'emergenza che, se non potesse venire risolta in occasione dell'esame del presente decreto-legge, auspica venga comunque affrontata il prima possibile.
Fabio MELILLI (PD), relatore per la V Commissione, accoglie, anche a nome della relatrice per la I Commissione, la richiesta del collega Mandelli di accantonare il suo subemendamento 0.5.03.6, al fine di condurre le opportune verifiche.
Claudio BORGHI, presidente, dispone l'accantonamento del subemendamento Mandelli 0.5.03.6 e, conseguentemente, dell'articolo aggiuntivo 5.03 del Governo.
Fabio MELILLI (PD), relatore per la V Commissione, anche a nome della relatrice per la I Commissione, passando alle proposte emendative riferite all'articolo 6, esprime parere contrario sull'emendamento Fratoianni 6.2, propone l'accantonamento degli identici emendamenti Angiola 6.6, Morgoni 6.8, Fragomeli 6.11, Paolo Russo 6.22, Pella 6.25 e Lollobrigida 6.33 ed esprime parere contrario sull'emendamento Piccoli Nardelli 6.9. Invita altresì i presentatori a ritirare gli emendamenti Casa 6.45 e 6.47, mentre esprime parere favorevole sull'emendamento Schullian 6.7 favorevole a condizione che sia riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato) e Fratoianni 6.31 a condizione che sia riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato). Esprime quindi parere contrario sugli emendamenti Fratoianni 6.32 e Giarrizzo 6.46, propone l'accantonamento dell'emendamento D'Attis 6.21, esprime parere contrario sull'emendamento Sasso 6.23 e propone l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo De Filippo 6.06. Esprime, infine, parere contrario sui subemendamenti Nevi 0.6.50.1 e Fassina 0.6.50.2, mentre esprime parere favorevole sull'emendamento 6.50 del Governo.
Claudio BORGHI, presidente, dispone l'accantonamento delle proposte emendative per le quali vi è una proposta dei relatori in tal senso. Avverte, inoltre, che i presentatori degli emendamenti Fratoianni 6.2, Piccoli Nardelli 6.9, Casa 6.45 e 6.47 hanno ritirato i propri emendamenti e che i presentatori degli emendamenti Schullian 6.7 e Fratoianni 6.31 accettano le riformulazioni proposte dai relatori.
Le Commissioni approvano, con distinte votazioni, gli emendamenti Schullian 6.7, nel testo riformulato, e Fratoianni 6.31, nel testo riformulato (vedi allegato).
Claudio BORGHI, presidente, avverte che gli emendamenti Fratoianni 6.32 e Giarrizzo 6.46 sono stati ritirati.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, l'emendamento Sasso 6.23 e il subemendamento Nevi 0.6.50.1.
Claudio BORGHI, presidente, avverte che il subemendamento Fassina 0.6.50.2 è stato ritirato.
Le Commissioni approvano l'emendamento 6.50 del Governo (vedi allegato).
Fabio MELILLI (PD), relatore per la V Commissione, anche a nome della relatrice per la I Commissione, passando alle proposte emendative riferite all'articolo 7, fa presente che l'emendamento Rospi 7.5 Pag. 10risulterebbe assorbito dagli identici emendamenti Piccoli Nardelli 7.7 e Rospi 7.6, sui quali esprime parere favorevole. Propone l'accantonamento degli emendamenti Pastorino 7.8, Gallo 7.12 e Piccoli Nardelli 7.14. Esprime parere contrario sugli identici emendamenti Brunetta 7.15, Casciello 7.16, Dall'Osso 7.18 e Sgarbi 7.19, mentre esprime parere favorevole sugli emendamenti Mollicone 7.20 e Masi 7.22. Propone l'accantonamento degli identici emendamenti Ceccanti 7.29, Fornaro 7.31, Prestigiacomo 7.32, Migliore 7.48 e Sensi 7.53. Propone inoltre l'accantonamento degli emendamenti Di Giorgi 7.26, Paolo Russo 7.33, Capitanio 7.35, Mollicone 7.45 e Marco Di Maio 7.47, vertenti sullo stesso argomento, in attesa di una riformulazione che si riserva di illustrare nel prosieguo dell'esame. Propone altresì l'accantonamento degli emendamenti Piccoli Nardelli 7.38, Tuzi 7.40, Lattanzio 7.41 e D'Alessandro 7.49. Esprime parere favorevole sul subemendamento Carbonaro 0.7.54.1, a condizione che sia riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato), mentre esprime parere contrario sul subemendamento Mollicone 0.7.54.3, raccomandando, infine, l'approvazione degli emendamenti 7.54 e 7.55 dei relatori.
Claudio BORGHI, presidente, dispone l'accantonamento delle proposte emendative per le quali vi è una proposta dei relatori in tal senso.
Rebecca FRASSINI (LEGA) chiede ai relatori e al Governo di proporre l'accantonamento anche dell'emendamento Sgarbi 7.19, identico agli emendamenti Brunetta 7.15, Casciello 7.16 e Dall'Osso 7.18.
Il Sottosegretario Antonio MISIANI conferma il parere contrario del Governo.
Fabio MELILLI (PD), relatore per la V Commissione, informa la collega Frassini che il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo è disposto ad aprire immediatamente un tavolo di confronto sulla situazione del teatro Eliseo, oggetto delle richiamate proposte emendative.
Stefania PRESTIGIACOMO (FI) si associa alla richiesta della collega Frassini e chiede al Governo di pronunciarsi in merito alla questione del teatro Eliseo.
Il Sottosegretario Antonio MISIANI conferma la disponibilità del Ministro per i beni e le attività culturali ad aprire al più presto un tavolo per affrontare un tema fortemente sentito, quale è quello del teatro Eliseo. Ritiene che sarebbe utile, in ogni caso, presentare sull'argomento un ordine del giorno in Assemblea, che il Governo potrà valutare favorevolmente, sempre che vada in una direzione condivisibile.
Massimo GARAVAGLIA (LEGA) fa presente che il Governo e la maggioranza sono disposti ad accantonare tutte le proposte emendative riferite all'articolo 7, tranne il citato emendamento Sgarbi 7.19 e gli emendamenti ad esso identici, a dimostrazione del fatto che sul teatro Eliseo è stata già assunta una decisione prettamente politica. Non ha infatti alcun senso, da parte del Governo e della maggioranza, rifiutare l'accantonamento dell'emendamento, se vi è l'intenzione di avviare un tavolo di confronto.
Paolo TRANCASSINI (FdI) si associa alle considerazioni espresse dai colleghi che lo hanno preceduto e rammenta che il teatro Eliseo è una realtà storica, appartenente alla capitale d'Italia, che versa in una situazione di estrema gravità, gravità che il Governo dice di riconoscere, ma che poi nega nei fatti, dal momento che si rifiuta di accantonare gli emendamenti che risolverebbero tale questione. Invita, perciò, a lasciare da parte le appartenenze ideologiche, per affrontare la situazione in modo oggettivo.
Le Commissioni approvano gli identici emendamenti Piccoli Nardelli 7.7 e Rospi 7.6 (vedi allegato).
Claudio BORGHI, presidente, avverte che, in seguito all'approvazione degli identici emendamenti Piccoli Nardelli 7.7 e Rospi 7.6, l'emendamento Rospi 7.5 si intende assorbito.
Stefania PRESTIGIACOMO (FI) fa presente che la questione del teatro Eliseo, che indiscutibilmente rappresenta un aspetto significativo della storia culturale del nostro Paese, si trascina da anni e che, così facendo, si abbandona la struttura a un destino già scritto, cioè quello della sua definitiva chiusura. L'argomentazione fornita da taluni, secondo la quale lo Stato non può finanziare teatri privati, è totalmente infondata, dal momento che la lista dei teatri privati finanziati dallo Stato è lunghissima. La verità è che il Governo non ha alcuna intenzione di affrontare tale questione, perché vi è un accanimento nei confronti di coloro che sostengono quel teatro, e a farne le spese saranno i lavoratori, i cittadini della capitale e i turisti. Si chiede per quale ragione alcune vertenze ricevano attenzione da parte dei parlamentari, mentre altre vengono liquidate con fastidio, forse perché le pressioni da parte dei rappresentanti del teatro in questione vengono ritenute, a torto, eccessive e troppo insistenti.
Paolo RUSSO (FI) sottolinea che un'azienda in crisi rappresenta sempre un problema di rilevanza imprenditoriale e assume un particolare valore sociale. Questo però è ancora più marcato per un'azienda culturale, in quanto la sua cessazione difficilmente potrebbe implicare la ripresa dell'attività. Sottolinea inoltre la specificità del teatro Eliseo, luogo storico dell'attività teatrale della capitale d'Italia. Sollecita quindi la massima attenzione al problema, che non può essere affrontato solo in un secondo tempo, ma necessita di un intervento tempestivo e urgente. Auspica una riflessione e un accantonamento degli emendamenti, che sarebbe un segnale di assenza di volontà punitiva e ritorsiva della maggioranza verso chi gestisce il teatro Eliseo.
Paolo TRANCASSINI (FdI) sollecita anch'egli l'accantonamento degli emendamenti in questione. Osserva che l'esistenza di un pregiudizio da parte della maggioranza e del Governo è dimostrata dall'accantonamento di molte altre proposte emendative riferite all'articolo 7. Rivolge un appello ai deputati che vivono a Roma e che fanno parte dell'osservatorio di Roma Capitale, affinché prendano posizione sulla questione del teatro Eliseo, in quanto ciò rappresenterebbe un aiuto alla stessa città. L'Eliseo, infatti rappresenta un patrimonio culturale e una parte rilevante della storia teatrale di Roma.
Federico MOLLICONE (FdI) si associa alle riflessioni già svolte dai colleghi intervenuti. Come componente della Commissione cultura, ricorda che la medesima ha approvato un parere con un'osservazione, volta a prevedere fondi per tutti i teatri italiani di rilevanza culturale. In questo modo, intende rispondere anche alle critiche di chi, come l'AGIS, ha sottolineato l'interesse per il solo teatro Eliseo. Ricorda altresì che il suo gruppo ha sollecitato l'apertura di un tavolo di crisi per tutti i teatri. Osserva, però, che l'importanza del teatro Eliseo è dimostrata dall'attenzione per il suo centenario, culminata con l'emissione di un francobollo. Osserva che un voto contrario sugli emendamenti in esame significherebbe l'immediata chiusura del teatro. Desidera ricordare, in particolare, ai colleghi del gruppo Partito Democratico che il teatro Eliseo ha ospitato momenti particolarmente importanti della storia della CGIL. Osserva che per altri teatri, come il Piccolo di Milano, esistono fondi stanziati sia dal comune, sia dallo Stato. Auspica, quindi, che non si giunga alla chiusura del teatro Eliseo e che sia messo in atto un intervento straordinario per tutto il settore teatrale italiano.
Claudio MANCINI (PD) preannuncia la propria astensione sugli identici emendamenti Brunetta 7.15, Casciello 7.16, Dall'Osso 7.18 e Sgarbi 7.19.
Le Commissioni respingono gli identici emendamenti Brunetta 7.15, Casciello Pag. 127.16, Dall'Osso 7.18 e Sgarbi 7.19 e approvano, con distinte votazioni, gli emendamenti Mollicone 7.20 e Masi 7.22 (vedi allegato).
Claudio BORGHI, presidente, avverte che è stata accolta dai presentatori la riformulazione del subemendamento Carbonaro 0.7.54.1, nei termini proposti dai relatori.
Daniela TORTO (M5S) dichiara di sottoscrive il subemendamento Carbonaro 0.7.54.1, come riformulato.
Le Commissioni approvano il subemendamento Carbonaro 0.7.54.1, nel testo riformulato (vedi allegato), e respingono il subemendamento Mollicone 0.7.54.3. Approvano quindi, con distinte votazioni, l'emendamento 7.54 dei relatori nonché l'emendamento 7.55 dei relatori (vedi allegato).
Igor Giancarlo IEZZI (LEGA), a nome di tutti i deputati del gruppo Lega della I e della V Commissione, dichiara di sottoscrivere l'emendamento Annibali 8.56.
Claudio BORGHI, presidente, rinvia il seguito dell'esame alla seduta che sarà convocata per le ore 15 della giornata odierna, avvertendo che le Commissioni riprenderanno l'esame del provvedimento dall'articolo 8.
Martedì 11 febbraio 2020. — Presidenza del presidente della I Commissione Giuseppe BRESCIA. – Intervengono i sottosegretari di Stato per l'economia e le finanze Laura Castelli e Antonio Misiani, il sottosegretario di Stato per la giustizia Vittorio Ferraresi e la sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Simona Flavia Malpezzi.
Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella odierna seduta antimeridiana.
Giuseppe BRESCIA, presidente, avverte che le Commissioni riprenderanno l'esame del provvedimento dall'articolo 8.
Vittoria BALDINO (M5S), relatrice per la I Commissione, anche a nome del relatore per la V Commissione, esprimendo il parere sulle proposte emendative riferite all'articolo 8, propone l'accantonamento dell'emendamento Marco Di Maio 8.1, nonché degli articoli aggiuntivi Prisco 8.02 e Bruno Bossio 8.011, ai fini di una loro riformulazione in un identico testo. Invita al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, degli emendamenti Fornaro 8.2 e Rizzetto 8.19. Segnala che gli identici emendamenti Varchi 8.3, Prestigiacomo 8.4, Belotti 8.5, Miceli 8.6 e Bartolozzi 8.7, nonché l'emendamento D'Orso 8.30 risultano assorbiti dall'approvazione dell'emendamento 1.124 del Governo. Esprime parere contrario sugli emendamenti Marco Di Maio 8.8 e Lollobrigida 8.9. Propone l'accantonamento dell'emendamento Cattaneo 8. 12 ai fini di una sua riformulazione. Esprime parere favorevole sull'emendamento Siracusano 8.18, per la parte ammissibile, e sull'emendamento Colletti 8.53, a condizione che siano riformulati in termini identici all'articolo aggiuntivo D'Orso 8.08, su cui esprime parere favorevole. Esprime parere contrario sugli emendamenti Garavaglia 8.21, Costa 8.16, Magi 8.51, Costa 8.45, Annibali 8.56, Magi 8.52 e Cavandoli 8.42. Esprime parere favorevole sull'emendamento Tateo 8.17 a condizione che sia riformulato nel senso di sostituire, nel capoverso 6.ter, la parola: «otto» con la seguente: «nove». Gli identici emendamenti Miceli 8.48, Tateo 8.36, Pag. 13Dori, 8.31, Bucalo 8.29, Varchi 8.26 e Conte 8.11, gli identici emendamenti Miceli 8.47, Tateo 8.37, Vitiello 8.33 e Dori 8.32, nonché gli identici emendamenti Dori 8.24, Maschio 8.28, Claudio Borghi 8.34 e Mandelli 8.41, risulterebbero assorbiti in caso di approvazione dell'emendamento Tateo 8.17 come riformulato.
Esprime parere contrario sull'emendamento Costa 8.23. Rileva come gli emendamenti Colletti 8.54 e 8.38 risulterebbero assorbiti dall'eventuale approvazione dell'emendamento 8.53 di cui ha proposto la riformulazione unitamente all'emendamento Siracusano 8.18, nel testo identico all'articolo aggiuntivo D'Orso 8.08
Esprime parere favorevole, per la parte ammissibile, sull'emendamento Giacomoni 8.40, come sull'articolo aggiuntivo Garavaglia 15.018, se riformulati nel medesimo testo dell'emendamento Ubaldo Pagano 8.46, su cui esprime parere favorevole. Esprime parere contrario sugli identici emendamenti Andreuzza 8.10, De Menech 8.49 e Zucconi 8.57. Esprime parere contrario sull'articolo aggiuntivo Annibali 8.01.
Esprime parere favorevole sull'emendamento 8.58 del Governo.
Esprime parere contrario sui subemendamenti Potenti 0.8.59.1 e 0.8.59.2 ed esprime parere favorevole sugli emendamenti 8.59 e 8.60 del Governo.
Giuseppe BRESCIA, presidente, dispone l'accantonamento dell'emendamento Marco Di Maio 8.1, nonché degli articoli aggiuntivi Prisco 8.02 e Bruno Bossio 8.011 e dell'emendamento Cattaneo 8.12.
Ricorda inoltre per completezza che sulla tematica affrontata dagli emendamenti Garavaglia 8.21, Costa 8.16, Magi 8.51, Costa 8.45, Annibali 8.56, Magi 8.52, Annibali 8.01 insistono anche l'articolo aggiuntivo Magi 22.01, dichiarato inammissibile, e l'articolo aggiuntivo Magi 22.06, anch'esso inammissibile in quanto del tutto analogo all'articolo aggiuntivo Magi 22.01 già dichiarato inammissibile, ma che, per un mero errore tecnico nella predisposizione del fascicolo, risulta mancante della dicitura inammissibile.
Massimo GARAVAGLIA (LEGA) chiede di conoscere il testo delle riformulazioni annunciate prima della loro votazione. Chiede altresì chiarimenti su notizie di stampa che annunciano il deposito di un emendamento del Governo riguardante l'ex-ILVA.
Giuseppe BRESCIA, presidente, fa presente che non è stato depositato alcun nuovo emendamento del Governo. Fa altresì presente che le proposte emendative di cui è stata annunciata una riformulazione sono state appositamente accantonate.
Silvana Andreina COMAROLI (LEGA) osserva che quello che desiderava sottolineare il deputato Garavaglia è la necessità di avere un tempo congruo per esaminare le riformulazioni proposte.
Giuseppe BRESCIA, presidente, concorda con le osservazioni della deputata Comaroli.
La Sottosegretaria Laura CASTELLI precisa che non è stata presentata alcuna nuova proposta emendativa da parte del Governo. Le notizie di stampa a cui accennava il deputato Garavaglia si riferiscono alla riformulazione di una proposta emendativa di iniziativa parlamentare che sarà esaminata con riferimento all'articolo 11.
Giusi BARTOLOZZI (FI) desidera rilevare un'anomalia dei pareri espressi dai relatori e dal Governo. Oggi è stato dato parere favorevole su una proposta emendativa che comprende anche il tema degli idonei assistenti giudiziari, sul quale ieri sono state bocciate analoghe proposte emendative. Sottolinea inoltre che il tema è presente in vari articoli, come il 18 e il 49, e andrebbe affrontato nella sua interezza.
Giuseppe BRESCIA, presidente, fa presente che le proposte emendative a cui si riferisce la deputata Bartolozzi erano dei subemendamenti.
Franco VAZIO (PD) osserva che, a suo avviso, gli identici emendamenti Miceli 8.47, di cui è cofirmatario, Tateo 8.37, Vitiello 8.33 e Dori 8.32 non sarebbero assorbiti dall'eventuale approvazione dell'emendamento Tateo 8.17. Tutti gli emendamenti sono riferiti all'articolo 49, comma 1, della legge n. 247 del 2012, riguardanti la disciplina transitoria dell'esame di Stato per avvocato. Mentre l'emendamento 8.17 sostituisce la parola: «sette» con «otto» prolungando di fatto di un anno l'entrata in vigore della riforma dell'esame, gli altri emendamenti sostituiscono la parola: «sette» con «nove», prolungando la proroga di due anni.
Giuseppe BRESCIA, presidente, assicura che la questione posta dal deputato Vazio sarà oggetto di riflessione.
Giuseppe BRESCIA, presidente, avverte che sono pervenute le riformulazioni relative a talune proposte emendative dell'articolo 8, che saranno distribuite prima di esaminarle e porle in votazione.
Massimo GARAVAGLIA (LEGA) chiede che i gruppi dispongano di un tempo congruo per esaminare le riformulazioni. Chiede chiarimenti circa l'esame dell'articolo aggiuntivo a sua prima firma 15.018.
Giuseppe BRESCIA, presidente, precisa che relatori e Governo hanno espresso parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Garavaglia 15.018, purché riformulato nel medesimo testo dell'emendamento Ubaldo Pagano 8.46, su cui Governo e relatori hanno espresso parere favorevole. Avverte, inoltre, che l'esame riprende dall'emendamento Marco Di Maio 8.1.
Vittoria BALDINO (M5S), relatrice per la I Commissione, anche a nome del relatore per la V Commissione, esprime parere favorevole sull'emendamento Marco Di Maio 8.1, purché riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato). Esprime parere favorevole anche sugli articoli aggiuntivi Prisco 8.02 e Bruno Bossio 8.011, se riformulati nel medesimo testo proposto con riferimento all'emendamento Marco Di Maio 8.1.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI) ricorda che l'emendamento Marco di Maio 8.1, sottoscritto dal collega Cannizzaro e da altre deputati del gruppo Forza Italia, mira a stabilizzare la situazione dei tirocinanti del settore della giustizia, particolarmente critica nelle Regioni Toscana e Calabria. Evidenzia che, benché nella riformulazione proposta dal Governo si individui un'adeguata copertura degli oneri finanziari, la relazione tecnica che accompagna l'emendamento risulta piuttosto criptica nella indicazione delle funzioni che verranno svolte dal personale da assumere a tempo indeterminato.
Ingrid BISA (LEGA) si associa al deputato D'Ettore in merito alle questioni da lui sollevate. È dell'avviso che la delicatezza della questione dei tirocinanti richieda una maggiore specificità della norma relativamente alle funzioni che essi andrebbero a svolgere a seguito della loro assunzione.
Emanuele PRISCO (FdI) ritiene che la riformulazione dell'emendamento Marco Di Maio 8.1, la cui approvazione determinerebbe l'assorbimento del suo articolo aggiuntivo 8.02, non comprende la parte riferita ai tirocinanti regionali.
Giuseppe BRESCIA, presidente, precisa che l'articolo aggiuntivo 8.02 non si intenderebbe assorbito, ma riformulato, e che occorre dichiarare se tale riformulazione sia accettata.
Emanuele PRISCO (FdI) chiede che i rappresentanti del Governo forniscano ulteriori elementi di chiarezza quanto ai tirocinanti regionali.
La Sottosegretaria Laura CASTELLI fornisce le precisazioni richieste sulla proposta di riformulazione dell'emendamento Di Maio 8.1.
Il Sottosegretario Vittorio FERRARESI chiarisce che le misure recate nella proposta di riformulazione sono rivolte ai tirocinanti che hanno prestato servizio per 7 anni, fino al 31 dicembre 2019, per conto del Ministero della giustizia e prevedono un punteggio aggiuntivo nell'ambito delle procedure concorsuali del Ministero. Specifica, in proposito, che non si tratta di procedure di stabilizzazione, che non sarebbero comunque possibili. Diversamente, i tirocinanti regionali non sono di diretta competenza del Ministero della giustizia, ma delle regioni che hanno stipulato specifici accordi con gli uffici giudiziari. Pertanto, la loro assunzione non spetta al Ministero, ma alle regioni. Invita quindi le diverse forze politiche a chiarire tale aspetto ai rispettivi interlocutori che chiedono al Ministero di farsi garante per l'assunzione di questa categoria di tirocinanti.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI) è dell'avviso che spetti comunque al Ministero della giustizia dare l'assenso all'utilizzo dei tirocinanti regionali presso i tribunali che, come noto, non rientrano tra le competenze delle regioni. Ricorda, quindi, che è tutt'ora vigente la graduatoria del bando 2016 per gli assistenti giudiziari, con 837 idonei ancora da assumere, dalla quale non si è più attinto per procedere alle relative assunzioni. Invita quindi il Governo a fare maggiore chiarezza nella programmazione delle assunzioni, che potrebbero avvenire anche in modo scaglionato, e a specificare le qualifiche funzionali per le quali si ritiene di poter procedere ad assunzioni a tempo determinato.
Massimo GARAVAGLIA (LEGA) chiede che sia presentata una relazione tecnica dalla quale emerga la distinzione di imputazione degli oneri tra Ministero della giustizia e regioni.
Il Sottosegretario Vittorio FERRARESI, dopo aver puntualizzato che tale distinzione è già stata evidenziata, ribadisce che le assunzioni di personale in virtù di accordi stipulati dalle regioni sono imputabili esclusivamente a queste ultime. Precisa, inoltre, che con riferimento agli assistenti giudiziari sarà effettuato lo scorrimento della graduatoria il cui esaurimento è ipotizzabile nell'arco dei prossimi 12-18 mesi.
Anna Rita TATEO (LEGA) ritiene che la questione delle graduatorie degli assistenti giudiziari sia un tema diverso da quello affrontato dall'emendamento.
Vincenza BRUNO BOSSIO (PD), in merito ai tirocinanti, ritiene che questa sia l'occasione per affrontare e risolvere la questione, pensando ad una riserva assunzionale per chi da anni svolge il servizio presso i tribunali.
Cosimo Maria FERRI (IV) invita i rappresentanti del Governo a riconsiderare il contenuto dell'emendamento Marco Di Maio 8.1, di cui è cofirmatario, perché sono in gioco la dignità e la professionalità di tante persone che hanno consentito agli uffici giudiziari di andare avanti per anni. L'emendamento Marco Di Maio 8.1 prevede una soluzione diversa dalla stabilizzazione, consistendo in una riserva di posti che tiene conto del percorso formativo svolto dai tirocinanti, come avviene nella maggior parte dei bandi della pubblica amministrazione. Pur apprezzando lo sforzo del Governo, crede che la riformulazione proposta non serva a risolvere il problema. Propone quindi che venga Pag. 16indicata una strada percorribile, eventualmente attraverso un ordine del giorno.
Il Sottosegretario Vittorio FERRARESI ricorda che le disposizioni vigenti già prevedono la valorizzazione del tirocinio in termini di punteggio aggiuntivo nei concorsi e che quella proposta dal Governo, attraverso la riformulazione dell'emendamento, costituisce l'unica soluzione al momento praticabile.
Giuseppe BRESCIA, presidente, prende atto che la riformulazione dell'emendamento Marco Di Maio 8.1 è stata accettata dai presentatori.
Vincenza BRUNO BOSSIO (PD) non accetta la riformulazione del suo articolo aggiuntivo 8.011 e lo ritira.
Giuseppe BRESCIA, presidente, prende atto che l'articolo aggiuntivo 8.011, ritirato dall'onorevole Bruno Bossio, è sottoscritto dal deputato Mandelli, che non accetta la riformulazione proposta dai relatori.
Emanuele PRISCO (FdI) dichiara di non comprendere perché la soluzione individuata per i tirocinanti nazionali non possa essere estesa a quelli regionali che svolgono le medesime funzioni, pur essendo remunerati dalle regioni per svolgere un servizio per il Ministero della giustizia.
Massimo GARAVAGLIA (LEGA) chiede delucidazioni sulla copertura finanziaria dell'emendamento Marco Di Maio 8.1, come riformulato.
Il Sottosegretario Vittorio FERRARESI fa notare che, come precisato nella relazione tecnica della proposta emendativa, non sussistono problemi di copertura.
Emanuele PRISCO (FdI) dichiara di accettare la riformulazione proposta dai relatori sul suo articolo aggiuntivo 8.02.
Le Commissioni approvano l'emendamento Marco Di Maio 8.1 e l'articolo aggiuntivo Prisco 8.61 (ex 8.02), come riformulati nel medesimo testo (vedi allegato).
Giuseppe BRESCIA, presidente, prende atto che i presentatori dell'emendamento Fornaro 8.2 lo ritirano.
Le Commissioni respingono l'emendamento Rizzetto 8.19.
Giuseppe BRESCIA, presidente, ricorda che gli identici emendamenti Varchi 8.3, Prestigiacomo 8.4, Belotti 8.5, Miceli 8.6, Bartolozzi 8.7 si intendono assorbiti dall'approvazione dell'emendamento 1.124 del Governo. Prende atto che i presentatori dell'emendamento Di Maio 8.8 lo ritirano.
Emanuele PRISCO (FdI) illustra l'emendamento Lollobrigida 8.9, di cui è cofirmatario, auspicando su di esso una riflessione ulteriore.
Le Commissioni respingono l'emendamento Lollobrigida 8.9.
Vittoria BALDINO (M5S), relatrice per la I Commissione, anche a nome del relatore per la V Commissione, esprime parere favorevole sull'emendamento Cattaneo 8.12, purché riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato).
Giuseppe BRESCIA, presidente avverte che il presentatore ha accettato la proposta di riformulazione proposta dai relatori sull'emendamento 8.12.
Le Commissioni approvano l'emendamento Cattaneo 8.12, come riformulato (vedi allegato).
Giuseppe BRESCIA, presidente, ricorda che l'emendamento D'Orso 8.30 si intende assorbito dall'approvazione dell'emendamento 1.124 del Governo. Pag. 17
Prende atto che i presentatori dell'emendamento Siracusano 8.18, dell'articolo aggiuntivo D'Orso 8.08 e dell'emendamento Colletti 8.53 accettano di riformularli nel medesimo testo, come proposto dai relatori.
Le Commissioni approvano l'emendamento Siracusano 8.18, l'articolo aggiuntivo D'Orso 8.08 e l'emendamento Colletti 8.53, come riformulati nel medesimo testo (vedi allegato).
Massimo GARAVAGLIA (LEGA), illustrando il suo emendamento 8.21, fa notare che esso mira a rinviare sino al 31 dicembre 2023 l'applicazione delle norme di cui all'articolo 1, comma 1, lettere d), e), ed f) della legge n. 3 del 2019, in materia di prescrizione nel processo penale.
Anna Rita TATEO (LEGA), nel prendere atto che ad oggi non è stata introdotta alcuna riforma del processo penale, condizione necessaria per acconsentire ad un intervento sulla prescrizione, auspica che si discuta in modo approfondito sul tema, affinché si giunga ad una modifica normativa, come richiesto anche dalla categoria degli avvocati.
Ingrid BISA (LEGA), nel condividere le considerazioni della deputata Tateo, auspica si ponga rimedio ad un errore commesso in precedenza, che rischia, in nome di un giustizialismo volto ad acquisire consensi nell'opinione pubblica, di rendere illimitata la durata dei processi. Auspica si giunga ad una soluzione equilibrata che contemperi le legittime pretese di giustizia con le garanzie dei cittadini imputati. Ricorda che sulla questione, al tempo del primo Governo Conte, il gruppo del Partito Democratico si espresse duramente contro l'intervento sulla prescrizione, tanto che parlò di norma pericolosa, che, peraltro – ad avviso di quel gruppo – fu imposta senza alcuna discussione, attraverso l'approvazione di una proposta emendativa nell'ambito dell'esame del provvedimento cosiddetto «spazza corrotti».
Franco VAZIO (PD), rivolgendosi alle deputate Bisa e Tateo, osserva che il gruppo del Partito Democratico sulla questione delle prescrizione ha sempre mantenuto un atteggiamento coerente, dal momento che – a differenza del gruppo della Lega – votò contro la norma sulla prescrizione, recata dalla legge n. 3 del 2019, ritenendo sbagliato e pericoloso intervenire su tale aspetto – peraltro con un emendamento approvato furtivamente – senza prevedere una complessiva riforma del processo penale in grado di incidere effettivamente sulla durata dei processi, da attuare nel rispetto dell'articolo 111 della Costituzione. Ritiene che oggi si persista nell'errore, tanto che, sempre attraverso una proposta emendativa nell'ambito del decreto-legge in esame, si tenta di cancellare un errore del quale il gruppo della Lega deve prendere atto. Ritiene, infatti, che la questione seria della durata dei processi non possa essere affrontata con un intervento sulla prescrizione slegato da qualsiasi riforma organica.
Anna Rita TATEO (LEGA), replicando al deputato Vazio, ricorda che la Lega acconsentì, all'epoca, a quell'intervento sulla prescrizione, a condizione che fosse accompagnato da una contestuale riforma del processo penale. Fa notare che, non essendo stata realizzata tale riforma, il gruppo della Lega ha deciso di interrompere l'esperienza di Governo con il M5S. Respinge dunque le accuse mosse al suo gruppo dal deputato Vazio, facendo notare che gli emendamenti presentati dal suo gruppo sull'argomento consentono di affrontare una discussione pubblica e trasparente, peraltro già avviata nell'ambito della Commissione giustizia.
Ylenja LUCASELLI (FdI) preannuncia il voto favorevole del gruppo di Fratelli d'Italia sull'emendamento Garavaglia 8.21, ritenendo in gioco una questione di civiltà che attiene alla ragionevole durata dei processi, che, a suo avviso, non può che essere affrontata con una riforma organica.
Francesco Paolo SISTO (FI), condividendo l'impianto dell'emendamento Garavaglia 8.21, ritiene che il tema della deflazione del contenzioso non può essere affrontato con un intervento sulla prescrizione – a suo avviso posto in essere in violazione delle Costituzione – ma richiede una approfondita analisi delle possibili soluzioni in campo. Giudica scellerato quell'intervento sulla prescrizione, rilevando che il gruppo della Lega, allora, sbagliò a fidarsi del proprio alleato di Governo, che, invece, a suo avviso, perseguiva mere finalità propagandistiche, in nome di un giustizialismo volto all'acquisizione di consensi. Giudica paradossale che il gruppo del Partito Democratico, che allora si scagliò contro quella norma, oggi ne condivida le finalità, con un atteggiamento che ritiene palesemente contraddittorio. Osservato che sul tema in discussione, invece, il gruppo di Forza Italia ha sempre mantenuto un atteggiamento coerente, preannuncia che voterà convintamente a favore dell'emendamento Garavaglia 8.21.
Le Commissioni respingono l'emendamento Garavaglia 8.21.
Enrico COSTA (FI) interviene sull'emendamento a sua prima firma 8.16, la cui illustrazione consente di esplicitare le specifiche ragioni che sottostanno alla intensa battaglia parlamentare condotta dal gruppo di Forza Italia sulla questione dirimente rappresentata dall'istituto della prescrizione. In particolare, tiene ad evidenziare preliminarmente come il citato istituto risulti inestricabilmente connesso al fattore tempo, il quale costituisce senza dubbio l'elemento centrale del complessivo sistema giudiziario del nostro Paese, essendo la nozione del tempo inevitabilmente associata a quella della vita di una persona, cui si lega altresì quella relativa alla credibilità ovvero al recupero della credibilità stessa da parte di ciascun imputato.
Rileva quindi come una pluralità di elementi tendano a caratterizzare l'attuale clima italiano sul tema generale della giustizia in senso non più garantista, bensì chiaramente colpevolizzante nei confronti dell'imputato. Intende fare riferimento, a puro titolo esemplificativo, alle modalità con le quali viene spesso annunciato l'avvio di un'inchiesta giudiziaria, nella maggior parte dei casi condizionate da mere esigenze di risonanza mediatica, ovvero alla recente evoluzione della disciplina in materia di intercettazioni, che rende spesso possibile la diretta consultazione sui siti di informazione online delle registrazioni vocali delle comunicazioni stesse, in entrambi i casi determinando un contesto sicuramente non favorevole al rispetto delle garanzie e delle tutele costituzionalmente riconosciute a ciascun imputato nell'ambito del processo.
Si tratta, a suo avviso, di un sistema che mira nel complesso a colpevolizzare in maniera aprioristica e preventiva l'imputato stesso, infamandone la reputazione in via definitiva, anche a prescindere da eventuali archiviazioni, assoluzioni o proscioglimenti nel prosieguo della vicenda processuale che non ottengono invece, anche a livello mediatico, alcun rilievo.
Ritiene invece indispensabile porre nuovamente al centro dell'attenzione l'imputato, cui debbono essere riconosciute tutte le garanzie e le tutele previste a livello costituzionale.
In tale quadro evidenzia come l'emendamento 8.16, ora in discussione, sia essenzialmente volto a sanare l'inadempienza sinora dimostrata dal Ministro Bonafede, prevedendo un congruo periodo di sospensione della nuova disciplina in tema di prescrizione, al fine di definire nel frattempo quella riforma organica del processo penale fin dall'inizio promessa ma mai realizzata. A suo giudizio, occorre intervenire sul tale delicata materia attraverso norme coerenti, tali da non stravolgere radicalmente l'impianto configurato dal nostro ordinamento, laddove l'attuale maggioranza, per ragioni attinenti esclusivamente al mantenimento dei difficili equilibri interni, ha persino ipotizzato il varo di un decreto-legge ad hoc ovvero la presentazione di specifiche proposte emendative al provvedimento in corso di Pag. 19esame, in ciò denotando una totale ignoranza dei più elementari principi costituzionali.
Nell'esprimere stupore per il ripensamento del Partito Democratico rispetto alle posizioni assunte, solo all'inizio dello scorso anno, all'atto dell'approvazione della legge Bonafede in materia di prescrizione, avverte che su tale rilevante questione il gruppo di Forza Italia proseguirà in ogni sede la battaglia politica già intrapresa, anche al fine di tener conto delle numerose criticità manifestate da pressoché tutti gli operatori del diritto.
Ingrid BISA (LEGA), nel replicare alle valutazioni, a suo avviso poco rispettose, in precedenza svolte dal deputato Vazio, contesta a quest'ultimo il radicale cambio di posizione compiuto rispetto alle convinzioni politiche espresse durante l'esame parlamentare della legge n. 3 del 2019, cosiddetta «Spazzacorrotti», laddove lamentava una inaccettabile lesione dell'articolo 111 della Costituzione e sosteneva che la nuova disciplina sulla prescrizione avrebbe ingenerato effetti perniciosi sul corretto svolgimento dei processi. Richiama inoltre l'attenzione sulla proposta di riforma del processo civile tuttora all'esame del Consiglio dei Ministri, evidenziando come essa sia volta ad eliminare talune fondamentali garanzie di terzietà del giudice nella delicata fase dell'assunzione delle prove testimoniali, che verrebbe di fatto delegata ai soli avvocati. Censura inoltre la riforma delle intercettazioni, allo stato in discussione presso il Senato, in base alla quale, attraverso una profonda revisione della tempistica di esame da parte del difensore delle intercettazioni depositate nel corso delle indagini, risulterebbero decisamente ridotte le garanzie poste a tutela degli imputati.
Francesco Paolo SISTO (FI), nell'apprezzare la ratio dell'emendamento Costa 8.16, essenzialmente volto ad attribuire al Ministro Bonafede l'opportunità, attraverso la sospensione dell'efficacia delle norme in materia di prescrizione, di pervenire all'adozione di una coerente riforma del processo penale, dallo stesso più volte preannunziata ma mai realizzata, richiama altresì l'attenzione sulla necessità di assicurare il dovuto presidio ad alcuni fondamentali valori costituzionali, quali quelli sanciti, in particolare, dall'articolo 111 in tema di giusto processo.
A suo giudizio, con gli interventi spesso incoerenti e poco comprensibili posti in essere dalla attuale maggioranza in materia di prescrizione, si rischia seriamente di introdurre in via surrettizia l'inaccettabile nozione della presunzione di colpevolezza, con effetti anche in relazione alla estinzione dei reati, attribuendo peraltro a sentenze non definitive di condanna, sia di primo che di secondo grado, conseguenze del tutto estranee al nostro ordinamento giuridico, tanto più ponendo mente alla circostanza secondo cui spesso le citate sentenze subiscono in sede di ricorso in Cassazione una profonda revisione in favore dell'imputato.
Anna Rita TATEO (LEGA) ritiene che l'emendamento Costa 8.16 cerchi di portare ordine nella materia della prescrizione. Ricorda quindi le dichiarazioni rese nel novembre del 2018 da rappresentanti del Partito Democratico e di LEU sull'incostituzionalità dell'applicazione della prescrizione sul reato continuato. Si stupisce che ora che gli stessi colleghi hanno la possibilità di modificare la norma nel senso da loro auspicato, si esprimano contro la proposta emendativa rinviando genericamente alla riforma del processo penale, senza specificare se questa inciderà anche sul codice penale.
Franco VAZIO (PD) ricorda che le circostanze nelle quali lui stesso ha espresso le sue opinioni sulla proposta di riforma della prescrizione sono cambiate. Oggi il Partito Democratico può confidare nella bozza di processo penale su cui il Governo sta lavorando, che garantirebbe una tranquillità che non si aveva al momento della approvazione della norma che ha abolito la prescrizione. La stessa previsione di una commissione ministeriale, composta da operatori della giustizia, per Pag. 20la verifica dell'efficacia delle nuove norme costituisce un elemento positivo. Ricorda, quindi, che, dopo venti anni, i Governi Renzi, Gentiloni e Conte II hanno sbloccato le assunzioni di personale amministrativo e di magistrati e che il Governo attuale si è impegnato a proseguire nel rafforzamento della struttura amministrativa e giudicante. Sottolinea che i cittadini reclamano tempi certi dei processi e non certo l'abolizione della prescrizione. I tempi lunghi della giustizia rovinano la vita delle vittime dei reati. Quello intrapreso dal Governo è un percorso lungo, che riguarda una materia estremamente vasta e non si limita ad un tema, tutto sommato di ampiezza ridotta, come quello della prescrizione. Esorta, pertanto, maggioranza e opposizione a non confondere e mettere sullo stesso piano temi di peso e di importanza estremamente diversi.
Le Commissioni respingono l'emendamento Costa 8.16.
Riccardo MAGI (MISTO-CD-RI-+E), intervenendo sul suo emendamento 8.51, ricorda di aver votato contro la cosiddetta riforma Bonafede, auspicando, allora come ora, una riforma organica del processo penale, che purtroppo, ad oggi, ancora non vede. È per questo che il suo emendamento, così come il suo successivo 8.52, propone la sospensione dell'entrata in vigore della riforma, rispettivamente, fino al 2021 e fino al 2023.
Catello VITIELLO (IV) ritiene necessario fare chiarezza e ricorda che Italia Viva, sin dallo scorso ottobre, ha posto il problema alle forze politiche che oggi sono in maggioranza così come anche a quelle che costituirono la maggioranza precedente. Per la sua parte politica, infatti, la proposta di modifica della disciplina del processo penale è approssimativa e presenta anche profili di incostituzionalità. Ricorda che l'intera Costituzione, pur non parlando espressamente di prescrizione, in più parti vi fa riferimento. Nella proposta di riforma del processo penale, sostenuta dal Partito Democratico e dal MoVimento 5 Stelle, vi è un'incongruenza, dal momento che la riduzione dei tempi del processo rende inutile l'abolizione della prescrizione. Stigmatizza il braccio di ferro in atto a spese dello Stato di diritto e del cittadino. Infine, ritiene che anche il cosiddetto «lodo Conte-bis», che prevede la sospensione della prescrizione dal secondo grado di giudizio, presenta profili di incostituzionalità e, ancora una volta, dimostra che il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle danno la priorità al rito rispetto al merito. Infine, respinge le accuse rivolte a Matteo Renzi sulla presunta personalizzazione della vicenda, in quanto è lo stesso Ministro Bonafede che, minacciando le dimissioni in caso di voto contrario alla sua riforma, personalizza lo scontro in atto.
Giuseppe BRESCIA, presidente, avverte che le Commissioni procederanno alla votazione dell'emendamento Magi 8.51 e invita i segretari di presidenza a procedere al conteggio dei voti.
Giuseppe BRESCIA, presidente, non essendo possibile appurare con certezza l'esito del voto, invita i segretari di presidenza a procedere alla controprova mediante appello nominale.
Giuseppe BRESCIA, presidente, dà conto dell'esito del voto, avvertendo che le Commissioni respingono l'emendamento Magi 8.51, per due voti di differenza.
Enrico COSTA (FI), intervenendo sul suo emendamento 8.45, invita il Governo a prendere atto che la votazione testé avvenuta dimostra la spaccatura della maggioranza sul tema della prescrizione e quindi a chiarire in Parlamento, e non attraverso i mezzi di comunicazione, come intenda proseguire sulla riforma della giustizia.
Le Commissioni respingono l'emendamento Costa 8.45.
Lucia ANNIBALI (IV), intervenendo sull'emendamento 8.56 a sua firma, si rammarica per il parere contrario di Governo e relatori. Sottolinea che si tratta di un emendamento di buon senso che rinvia di un anno la riforma Bonafede per consentire un intervento normativo costruttivo in materia di giustizia. Insiste quindi per la votazione dell'emendamento e ne raccomanda l'approvazione.
Devis DORI (M5S) ricorda che la linea del MoVimento 5 Stelle sul tema della prescrizione è sempre stata molto chiara. Riferendosi all'intervento del deputato Vitiello, rimarca che l'Italia non è una repubblica fondata sul lavoro, ma sulla prescrizione. Dopo aver ringraziato il gruppo della Lega per aver riconosciuto la bontà della riforma Bonafede, sottolinea il lungo lavoro portato avanti per rivedere il processo penale, rispetto al quale l'emendamento Annibali 8.56 costituisce un ostacolo alla rapida definizione del percorso.
Riccardo MOLINARI (LEGA) intende chiarire la posizione del gruppo della Lega sulla prescrizione. In proposito, ricorda che per alcuni il blocco della prescrizione dopo la sentenza di primo grado servirebbe a evitare di lasciare impuniti i colpevoli di reato. Tuttavia, per altri versi, essa costituisce un incentivo a velocizzare le procedure che appesantiscono il sistema giudiziario italiano. Il vero problema da affrontare, a suo avviso, è quello dell'impunità per quei reati per i quali è prevista la prescrizione, che si concretizza attraverso opportune tecniche dilatorie. Sottolinea che il diritto alla difesa, il ricorso in appello e in Cassazione, ovvero l'ascolto di testimoni, non costituiscono tecniche dilatorie, ma legittimi strumenti utilizzati dagli avvocati. Con il blocco della prescrizione dopo il primo grado, a suo parere, il rischio è quello di veder allungare ingiustamente i processi a carico di innocenti condannati. A suo giudizio, pertanto, andrebbero individuati strumenti a garanzia della conclusione del processo in tempi ragionevoli. Ritiene, quindi, opportuno un rinvio dell'entrata in vigore della riforma al fine di promuovere un ragionamento costruttivo sull'intero sistema.
Bruno TABACCI (MISTO-CD-RI-+E), rilevato che il tema in discussione evoca anche la questione del rapporto tra magistratura e politica, ritiene positivo che si sia avviato un dibattito in cui magistrati e politici manifestano chiaramente la propria opinione. Ritiene opportuno che la questione della prescrizione sia accompagnata da una riforma organica del processo penale, facendo notare che il Ministro Bonafede su tale punto non possa non dialogare. Fa notare, infatti, che sull'argomento nessuno può sentirsi depositario di verità assolute. Constata che su tale tema permane una certa diversità di vedute.
Emanuele FIANO (PD) ritiene necessario concentrare la questione su argomenti di merito, piuttosto che soffermarsi su sterili polemiche. Evidenzia che si è di fronte ad un importante cambiamento del quadro politico, dal momento che il Governo in carica ha preannunciato la realizzazione di una riforma organica del processo penale. Rivolgendosi al deputato Molinari, fa dunque notare che, a differenza di quanto avvenuto con il Governo precedente, quando si intervenne sulla prescrizione senza prevedere alcuna forma di garanzia sulla durata del processo, oggi la situazione è radicalmente cambiata. Pur facendo notare che la riforma preannunciata non appare ancora del tutto soddisfacente, ritiene sia giusto proseguire su tale strada, portando avanti un'esperienza di Governo, nella quale gli elementi di diversità, seppur presenti, possono costituire un arricchimento del confronto democratico. Ritiene che un'alleanza di governo, anche se caratterizzata da alcune differenze di opinione, sia sempre da preferire all'eventualità di lasciare il Paese nell'incertezza, senza una guida governativa.
Valentina D'ORSO (M5S) invita gli schieramenti politici ad abbandonare atteggiamenti conflittuali e a raccogliere, con senso di responsabilità, il messaggio rivolto Pag. 22alla Camera dal giudice Piergiorgio Morosini – ascoltato in audizione nell'ambito della II Commissione – il quale ha richiamato la necessità di costruire un'alleanza per la giustizia tra tutti gli attori istituzionali, al fine di affrontare la questione della durata del processo penale con una visione d'insieme.
Mariastella GELMINI (FI) ritiene necessario abbandonare logiche di schieramento e di convenienza politica, affrontando la questione di merito della prescrizione con lucidità, a tutela di interessi fondamentali dei cittadini e a presidio dei principi costituzionali. Ritiene che su tale questione sia necessario manifestare la propria posizione con chiarezza, abbandonando certe ambiguità che possono essere dettate dalla necessità di mantenere alleanze politiche.
Paolo TRANCASSINI (FdI) ritiene che alcuni interventi di esponenti dei gruppi di maggioranza testimonino come la ragion di Stato possa prevalere su altri importanti interessi, osservando che alcuni repentini cambi di opinione nell'ambito di certi schieramenti, motivati dalla necessità di mantenere in carica il Governo, non giovano certo alla credibilità della politica. Sugli aspetti di merito, osserva che è sbagliato interrompere il corso della prescrizione, così come attualmente previsto, facendo notare, anche sulla base della sua esperienza personale di soggetto imputato in processi e poi sempre dichiarato innocente, che tale istituto può rappresentare un elemento che spinge le parti processuali e i giudici a giungere quanto prima all'accertamento della verità processuale.
Giuseppe BRESCIA, presidente, con riferimento alla votazione sull'emendamento Magi 8.51, sulla quale è stata disposta la controprova mediante appello nominale, ricorda che non hanno preso parte alla votazione tre deputati del MoVimento 5 Stelle, per i quali, secondo quanto affermato dal rappresentante di gruppo presso la Commissione Bilancio, era stata regolarmente comunicata la sostituzione. Al riguardo informa che, a seguito di un ulteriore controllo, anche sentito il Presidente della V Commissione, è risultato che la comunicazione della sostituzione era stata effettivamente presentata all'inizio della seduta di questa mattina.
Avverte che ciò, in ogni caso, non incide sul risultato della votazione, che rimane quello comunicato. Ritiene pertanto che la differenza tra voti favorevoli e contrari potrebbe risultare anche maggiore nelle successive votazioni.
Andrea MANDELLI (FI) giudica infelice la considerazione svolta in conclusione dal presidente, ritenendo grave che si diano per scontate le intenzioni di voto dei deputati e che, peraltro, non si dia conto per tempo delle sostituzioni.
Silvana Andreina COMAROLI (LEGA) fa notare che, dal momento che i gruppi erano a conoscenza delle sostituzioni comunicate dalla presidenza, se fosse stata riscontrata qualche anomalia avrebbero dovuto comunicarlo tempestivamente.
Giuseppe BRESCIA, presidente, fa notare che durante la votazione sull'emendamento Magi 8.51 la presidenza si era appunto riservata di svolgere verifiche in merito ad alcune sostituzioni richieste dal gruppo M5S.
Silvana Andreina COMAROLI (LEGA) ritiene irrituale quanto accaduto, dal momento che delle sostituzioni si dà conto di norma ad inizio seduta.
Luigi MARATTIN (IV), facendo riferimento alle considerazioni testé svolte dal presidente Brescia, ritiene irrituale che la presidenza si avventuri in previsioni circa l'esito di votazioni future.
Stefania PRESTIGIACOMO (FI) non giudica corretto mettere in discussione a posteriori il risultato della votazione sulla base di un fatto sul quale non vi è stata alcuna contestazione da parte dei deputati sostituti.
Giuseppe BRESCIA, presidente, fa notare che durante la votazione sull'emendamento Magi 8.51, il deputato Donno ha segnalato alla presidenza di aver presentato alcune sostituzioni di cui non si era dato conto, sulle quali la medesima presidenza si è riservata di svolgere alcune verifiche.
Con riferimento ad alcune considerazioni da lui svolte, precisa di essersi limitato ad affermare che la maggioranza dei voti favorevoli potrebbe risultare incrementata, senza, peraltro, alcuna volontà di anticipare le intenzioni di voto dei deputati. Ribadisce comunque che non vi è stata alcuna modifica del risultato della votazione sull'emendamento 8.51.
Federico FORNARO (LEU) fa notare che, tra le sostituzioni di cui si è dato conto ad inizio seduta, oltre a quella riguardante deputati M5S, sembra mancare anche quella del deputato Rampelli con la deputata Montaruli.
Leonardo DONNO (M5S) fa presente di aver consegnato al Presidente Borghi il foglio delle sostituzioni comunicate dal suo gruppo parlamentare, di cui ritiene non sia stata data lettura per un mero disguido. Ritiene che il Presidente Brescia abbia ora fornito i chiarimenti necessari al riguardo.
Claudio BORGHI (LEGA) fa presente che il documento attestante le sostituzioni in questione è stato a lui consegnato in mattinata.
Roberto GIACHETTI (IV) ritiene necessario che le votazioni si svolgano in condizioni di maggiore certezza, osservando, in particolare, che appare opportuno chiarire se le sostituzioni comunicate valgano per la seduta antimeridiana o per quella pomeridiana. Fa notare, in ogni caso, che non si sarebbe potuto conteggiare i voti espressi da deputati sostituti con quelle modalità, a meno che la presidenza non avesse sospeso la seduta e provveduto a darne conto alla sua ripresa.
Giuseppe BRESCIA, presidente, ribadisce che il risultato della votazione originariamente comunicato non è mai stato messo in discussione.
Francesco Paolo SISTO (FI) ritiene indispensabile procedere ad una attenta verifica circa la regolarità delle sostituzioni comunicate, ai fini della presente seduta, dai rappresentanti di gruppo, al fine di appurare, in particolare, l'effettiva legittimità dei partecipanti alla votazione sull'emendamento Magi 8.51, non essendo all'evidenza ammissibili sostituzioni intervenute in corso d'opera. Reputa altresì necessario che, qualora dovessero in proposito emergere irregolarità, si proceda all'annullamento e alla successiva ripetizione della predetta votazione, riservandosi altrimenti di investire eventualmente della questione la Presidenza della Camera.
Giuseppe BRESCIA, presidente, avverte che, con riferimento alla votazione sull'emendamento Magi 8.51, la verifica in ordine alla sua regolarità è stata positivamente esperita all'atto dell'appello nominale svolto dai segretari di presidenza.
Igor Giancarlo IEZZI (LEGA) si associa alle valutazioni espresse dal deputato Sisto, invitando le presidenze a compiere la più scrupolosa verifica in ordine alla legittimità delle sostituzioni comunicate dai rappresentanti di gruppo ai fini della presente seduta ed alla regolarità delle votazioni effettuate tenendo conto delle stesse.
Anna MACINA (M5S) esprime apprezzamento per la correttezza del comportamento osservato nel caso di specie dal Presidente Brescia, il quale si è esclusivamente attenuto alla scrupolosa applicazione delle norme regolamentari poiché hanno preso parte alla votazione solo coloro le cui sostituzioni la presidenza aveva potuto accertare al momento in cui si è proceduto all'appello nominale.
Giuseppe Ercole BELLACHIOMA (LEGA) ritiene che le eventuali sostituzioni Pag. 24comunicate dai rappresentanti di gruppo all'inizio della odierna seduta antimeridiana, poi non espressamente confermate alla ripresa della seduta pomeridiana, debbano essere considerate come non valide.
Giuseppe BRESCIA, presidente, sospende quindi la seduta, onde consentire, anche alla luce della discussione in corso, la verifica circa il quadro delle sostituzioni comunicate dai gruppi.
La seduta, sospesa alle 19.40, è ripresa alle 19.55.
Giuseppe BRESCIA, presidente, sospende nuovamente la seduta, riservandosi di convocare, d'intesa con il presidente Borghi, gli uffici di presidenza, integrati dai rappresentanti dei gruppi, delle Commissioni riunite I e V.
La seduta, sospesa alle 20, è ripresa alle 20.55.
Giuseppe BRESCIA, presidente, preso atto di quanto convenuto in sede di ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, delle Commissioni riunite I e V, rinvia il seguito dell'esame a domani, allorché saranno convocate sedute alle ore 15 e alle ore 21.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 10.50 alle 11.15 e dalle 20.30 alle 20.55.
Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari n. 311 del 23 gennaio 2020, a pagina 26, prima colonna, prima riga, le parole: «, volto a» sono sostituite dalle seguenti: «e 22.06, volti a».

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