Source: https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_12_1.page?contentId=SPS153457&previsiousPage=mg_1_12
Timestamp: 2019-08-18 11:14:33+00:00

Document:
Raccolta di temi estratti alle sessioni d'esame per avvocato 2000 - 2009 (2010)
Anni: 2009 - 2008 - 2007 - 2006 - 2005 - 2004 - 2003 - 2002 - 2001 - 2000
SESSIONE D'ESAME 2009
Mevia veniva sottoposta dal dr. Caio, nell’ospedale della città Beta, ad un intervento di laparoscopia operativa e, senza soluzione di continuità, a salpingectomia che determinava l’asportazione della tuba sinistra.
Mevia, lamentando di essere stata informata soltanto della laparoscopia, denunciava i fatti.
Tratto a giudizio dinanzi al Tribunale di Beta il dr. Caio veniva condannato per il delitto di violenza privata.
Tuttavia il non avere preventivamente informato Mevia anche della possibile asportazione della salpinge, secondo intervento assolutamente prevedibile già al momento della programmazione della laparoscopia, andava ascritto ad una scelta consapevole e volontaria dell’imputato che aveva dolosamente leso la libertà di autodeterminazione della persona circa le decisioni mediche che la riguardavano.
Assunte le vesti di avvocato di Caio, rediga il candidato l’atto ritenuto più opportuno evidenziando le problematiche sottese alla fattispecie in esame.
Atto giudiziario in materia di diritto privato
Tizio e Caia stipulano un contratto di soggiorno per due persone presso l’Hotel delle Rose in località Bellavista dal 20 settembre al 29 settembre 2009, con immediato versamento dell’intero importo pattuito.
Il giorno precedente l’inizio del soggiorno, tuttavia, Tizio decede improvvisamente.
Caia, allora, si rivolge ad un legale volendo ottenere la restituzione dell’importo interamente corrisposto a titolo di pagamento.
A seguito di richiesta fatta dal legale di Caia di restituzione della somma di cui sopra, il legale rappresentante dell’Hotel delle Rose, pur rammaricandosi dell’evento infausto, dichiara la non disponibilità alla restituzione della somma richiesta, atteso che, da parte sua, la prestazione era comunque certamente eseguibile.
Il candidato, assunte allora le vesti di legale di Caia, rediga l’atto giudiziario più opportuno, illustrando gli istituti e le problematiche sottese alla fattispecie.
Il Comune di X indice una gara per l’aggiudicazione dell’appalto per la costruzione e gestione degli impianti di illuminazione nel territorio comunale, provvedendo alla pubblicazione del bando.
A seguito della valutazione delle rispettive offerte presentate dalle ditte concorrenti, il Comune aggiudica provvisoriamente l’appalto alla ditta Tizia srl e, successivamente, comunica la aggiudicazione definitiva.
Prima, tuttavia, di procedere alla stipula del contratto, il Comune verifica che non sussisteva la disponibilità di fondi già da prima della aggiudicazione provvisoria, sicchè, ritenendo che non avrebbe dovuto procedere alla indizione della gara, agendo in autotutela, con delibera n. 10 del 30 ottobre 2009 annulla gli atti della gara con conseguente comunicazione alla aggiudicataria di non potersi addivenire alla stipula del contratto.
La ditta Tizia srl, pertanto, si reca da un legale il quale, ricevuto mandato, notifica ricorso con conseguente deposito dinanzi al TAR di X con il quale impugna l’atto di annullamento della gara e del diniego di stipula del contratto di cui alla delibera comunale del 30 ottobre 2009 e proponendo, altresì, domanda di risarcimento del danno a titolo di responsabilità precontrattuale.
Il candidato, assunte le vesti di legale del Comune, rediga memoria di costituzione in giudizio, affrontando gli istituti processuali e sostanziali coinvolti.
Parere su materia regolata dal codice penale
Il 10 febbraio 2000 due amici, Tizio e Caio si accordavano per acquistare eroina da assumere insieme. Tizio raccolto il denaro, si recava nel vicino comune di Beta rivolgendosi ad uno spacciatore dal quale si era già rifornito in passato.
Acquistate due dosi ritornava dall’amico Caio ed insieme assumevano la droga. Caio assumeva anche alcool.
Subito dopo Caio accusava un malore, al quale seguiva il suo decesso.
Il medico-legale attribuiva la morte a narcotismo, esaltato nei suoi effetti dalla contemporanea assunzione di alcool etilico, anch’esso depressivo del sistema nervoso centrale.
Sulla base delle indicazioni fornite da Tizio ai carabinieri, lo spacciatore veniva identificato in Sempronio.
Veniva anche perquisita la sua abitazione, ove venivano rinvenuti e sequestrati mg 800 di eroina, suddivisa in due distinti involucri e frammista a sostanza da taglio,nonché un bilancino di precisione.
Il candidato, assunte le vesti di avvocato di Sempronio, rediga motivato parere illustrando le problematiche sottese alla fattispecie.
Tizio legale rappresentante della società Gamma s.r.l. partecipava alla licitazione privata per l’appalto di lavori di costruzione della nuova sede dell’Istituto polivalente di Beta e, come richiesto dal bando, aveva allegato la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà nella quale aveva attestato che la società era iscritta all’Albo Nazionale Costruttori sin da data anteriore al 24 novembre 1999, requisito indispensabile per la partecipazione alla gara in quanto detta iscrizione doveva preesistere alla gara stessa.
Stante la convenienza della proposta della società Gamma, l’aggiudicazione dell’appalto era avvenuta in suo favore ed i conseguenti atti deliberativi e dispositivi della procedura erano stati redatti sul presupposto, attestato dai pubblici ufficiali redigenti sulla base della anzidetta dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, facente fede di quanto dichiarato, e limitandosi a prendere atto dell’attestazione del privato.
Successivamente si accertava che la società Gamma s.r.l. aveva affermato il falso perché in realtà l’iscrizione era stata conseguita solo il 14 dicembre 1999.
Tizio preoccupato delle conseguenze penali del suo comportamento decide di rivolgersi ad un legale.
Il candidato, assunte le vesti di avvocato di Tizio, rediga motivato parere, illustrando le problematiche sottese alla fattispecie.
Parere motivato in materia regolata dal codice civile
La società Alfa è concessionaria di una casa automobilistica società Beta per la vendita in ambito locale.
In considerazione della contingente situazione di difficoltà economica, soprattutto in relazione alla generale contrazione degli acquisti di automobili, la casa automobilistica società Beta rappresenta con ripetute missive alla società concessionaria la necessità di modificare in senso a sé più favorevole le condizioni economiche previste nel contratto, in particolare di procedere ad una diversa regolamentazione pattizia della misura del prezzo da applicarsi per la vendita tra le parti.
Poiché la società Alfa dichiara, mediante lettera raccomandata, di non essere disponibile ad una modifica delle previsioni contrattuali nel senso richiesto, la società automobilistica Beta si avvale del diritto di recesso ad nutum previsto in suo favore dal contratto di concessione stipulato tra le parti.
Il candidato, assunte le vesti di difensore della società concessionaria Alfa, rediga parere motivato, illustrando gli istituti e le problematiche sottese alla fattispecie; in particolare, analizzi il candidato la questione sotto il profilo della applicabilità alla fattispecie dell’istituto dell’abuso del diritto.
Con testamento olografo Tizio disponeva delle proprie sostanze in favore dei due figli Caio e Sempronia.
In particolare, con il suddetto testamento olografo il de cuius manifestava la volontà di attribuire a titolo di prelegato al figlio Caio un appartamento in Roma, via delle Rose, ed alla figlia Sempronia un appartamento in Roma, via dei Garofani, nominandoli, per il resto, eredi universali.
Nell’atto testamentario, tuttavia, era altresì aggiunta la seguente condizione: “qualora al momento dell’apertura della mia successione mio figlio Caio non si sarà risposato, ad esso lascio, in sostituzione della legittima a lui spettante per legge, l’usufrutto generale vitalizio della suddetta casa di via delle Rose, nonché di tutti gli altri miei beni ad eccezione della casa di via dei Garofani, come sopra attribuita a mia figlia Sempronia, cui sarà devoluta anche la nuda proprietà degli altri beni, tenuto conto del fatto che la stessa è madre di due figli”.
Il candidato, assunte le vesti di difensore di Caio, rediga parere motivato illustrando gli istituti e le problematiche sottese alla fattispecie; in particolare, premessi brevi cenni sulla libertà testamentaria e sui limiti di apponibilità di una condizione nell’atto testamentario, analizzi la questione della validità della clausola in oggetto precisando le previsioni normative di riferimento e gli effetti sul testamento.
SESSIONE D'ESAME 2008
Nell’ottobre 2007 si disputa la prima giornata del torneo di calcio intersociale. Pochi minuti dopo l’inizio della partita tra le squadre degli Azzurri e dei Bianchi, Tizio, calciatore della squadra azzurra destinato al controllo dell’attaccante avversario Caio, interviene violentemente su di lui, scalciandolo mentre corre, facendolo rotolare per terra ed interrompendo in tal modo una pericolosa azione d’attacco.
Caio si rialza ed insieme con il compagno di squadra Sempronio si avventa minacciosamente su Tizio. Accorre, però, immediatamente l’arbitro, che si interpone tra Tizio e i due calciatori della squadra bianca ed impedisce che la situazione degeneri.
Pochi minuti dopo, Sempronio interviene duramente su Tizio – il quale, col pallone tra i piedi, gli volge le spalle – colpendolo ad una gamba con un calcio che gli procura la frattura del perone. Mentre Tizio è a terra dolorante, Sempronio lo apostrofa più volte.
Tizio presenta denuncia e querela nei confronti di Sempronio.
Tizio si ristabilisce soltanto dopo alcuni mesi. Si costituisce successivamente parte civile nel processo penale in cui Sempronio è imputato di lesione personale aggravata, a norma degli articoli 582 - 583, comma 1, numero 1 – 585 – 577, comma 1, numero 4 – 61, numero 4 – del codice penale.
Nel novembre 2008, all’esito del giudizio di primo grado, il tribunale assolve Sempronio. Nella sentenza il giudice rileva che il fatto, poiché avvenuto nell’ambito di una competizione sportiva implicante l’uso della forza fisica e del contrasto duro tra avversari, costituisce oggetto di rischio consentito da parte dei partecipanti, sempre immanente nelle gare di calcio.
Assunte le vesti dell’avvocato di Tizio, il candidato rediga l’atto giudiziario ritenuto più opportuno, illustrando gli istituti e le problematiche sottesi alla fattispecie in esame.
Tizio promuove un’azione giudiziaria per risarcimento di danni nei confronti di Caio.
La notifica dell’atto introduttivo del giudizio viene effettuata dall’ufficiale giudiziario il 16 ottobre 2006 nelle mani di Sempronio, nato il 20 maggio 1988, figlio di Caio ed unica persona che si trovava in casa al momento della presentazione dell’ufficiale giudiziario.
Sempronio era stato inabilitato con provvedimento del gennaio 2006 e curatore dello stesso era stato nominato Mevio.
Sempronio, risentito verso il padre dal momento in cui gli è stata imposta l’assistenza, non consegna l’atto giudiziario al genitore né ne fa parola alcuna a nessuno.
All’inizio del 2007 Sempronio, aggravatesi le sue condizioni mentali in ragione dell’abituale abuso di bevande alcoliche, viene interdetto.
Frattanto il giudizio promosso da Tizio prosegue nella contumacia di Caio e si conclude con la condanna di quest’ultimo nel novembre 2008.
Caio, avuta cognizione della sentenza di condanna, propone appello avverso la stessa, assumendo la nullità della notifica dell’atto introduttivo del giudizio in ragione dello stato di inabilitazione in cui versava Sempronio e della mancanza di conoscenza dell’atto stesso da parte sua e da parte del curatore.
Nel gennaio 2006 l’amministrazione comunale di Alfa affida alla società Beta il servizio di pulizia degli uffici e dei locali comunali. L’esecuzione del contratto è prevista per quattro anni.
Con delibera n. … del 20 ottobre 2008 l’amministrazione annulla la precedente delibera di affidamento del servizio.
La delibera di annullamento è motivata con riferimento sia ad un vizio del procedimento, consistente nella illegittima esclusione dalla gara, per difetto di requisiti, della società Gamma, la quale era, invece, in possesso dei requisiti richiesti (la società, tuttavia, non ebbe a presentare ricorsi in merito), sia all’opportunità che l’annullamento offre all’amministrazione di riorganizzare il servizio, gestendolo direttamente con l’impiego di personale comunale sovrabbondante, al fine di realizzare un risparmio di spese.
In data 15 novembre 2008 il consiglio comunale delibera la riorganizzazione del servizio mediante gestione diretta a mezzo di personale comunale.
La società Beta si rivolge al proprio avvocato, intendendo proseguire il rapporto contrattuale con l’ente locale ed ottenere il risarcimento dei danni.
Assunte le vesti dell’avvocato, il candidato rediga l’atto giudiziario ritenuto più opportuno, illustrando gli istituti e le problematiche sottesi alla fattispecie in esame.
Parere motivato in materia regolata dal codice penale
Da giorni nel liceo Alfa della città è in corso un’occupazione studentesca, accompagnata da forti polemiche.
Un gruppo di genitori si riunisce e chiede lo sgombero coattivo del liceo.
Il telegiornale della più importante emittente televisiva cittadina trasmette un servizio sull’evento. Mentre l’autore del servizio riferisce gli accadimenti, scorrono vecchie immagini di repertorio in cui, tra l’altro, si vede il preside parlare al microfono di un giornalista. L’autore del servizio, nel frattempo, riferisce che il preside ha dichiarato che non richiederà alla polizia lo sgombero coattivo del liceo.
In verità, il preside non ha mai rilasciato una dichiarazione del genere. Arrabbiato per l’attribuzione di tale dichiarazione, presenta querela per diffamazione nei confronti dell’autore del servizio e del direttore del telegiornale. Quest’ultimo – asserisce il preside nella querela – aveva l’obbligo di impedire l’evento diffamatorio e, comunque, è responsabile a norma dell’art. 57 del codice penale.
Il direttore del telegiornale e l’autore del servizio giornalistico si recano insieme dall’avvocato penalista e chiedono di conoscere qual è la situazione in cui versano.
Il candidato – assunte le vesti del legale – rediga motivato parere, illustrando gli istituti e le problematiche sottesi alla fattispecie in esame.
L’ispettore Tizio tiene a bada il pericoloso bandito Caio, ammanettato, nel salone della villa dove si era nascosto, dopo averlo disarmato ed arrestato poco prima insieme con i colleghi Sempronio e Mevio. Costoro, intanto, frugano tra gli oggetti della stanza alla ricerca di armi e documenti.
Caio improvvisamente asserisce di sentirsi male e vuole stendersi sul divano. Tizio, sicuro di sé, libera Caio dalle manette, supponendo di essere in grado di tenerlo sotto controllo.
Caio, tuttavia, repentinamente spintona Tizio, facendogli perdere l’equilibrio ed impossessandosi della sua pistola, quindi spara all’indirizzo di Sempronio e Mevio. Quest’ultimo, pur ferito lievemente ad una gamba, reagisce uccidendo il bandito nel corso del conflitto a fuoco.
Purtroppo, un proiettile sparato da Mevio fora il vetro di una finestra che affaccia sul giardino e colpisce mortalmente al capo un giovane inserviente, che, di ritorno a casa, si accingeva a bussare alla porta.
Tizio si reca dall’avvocato penalista e chiede di conoscere qual è la situazione in cui versa.
Tizio, in data 10 gennaio 2008, conclude un contratto preliminare di vendita a Caio – con previsione della stipula del contratto definitivo in data 10 marzo 2009 – avente ad oggetto un terreno che Caio, ingenuamente, ritiene sia di proprietà di Tizio per aver osservato quest’ultimo, da una dozzina d’anni, esercitare di fatto su di esso, pacificamente, i diritti del proprietario. Nell’occasione Caio corrisponde a Tizio la somma di denaro stabilita a titolo di acconto.
Nel novembre 2008 Caio scopre che il diritto di proprietà sull’immobile spetta a Sempronio, fratello di Tizio. Il terreno, in effetti, si trova tra due fondi, l’uno di proprietà di Tizio e l’altro di proprietà di Sempronio, e quest’ultimo non aveva contrastato Tizio allorquando questi aveva allargato la sfera del proprio possesso, ricomprendendo in esso il terreno intermedio di Sempronio.
Caio decide di agire prontamente in giudizio, chiedendo, in via principale, l’annullamento del contratto per vizio del consenso costituito da errore e, in via subordinata, la risoluzione del contratto stesso per inadempimento, e chiedendo, altresì, la restituzione della somma versata ed il risarcimento del danno subito, avendo egli rinunciato ad acquistare un altro terreno di valore equivalente, sito nella stessa zona, di proprietà di Mevio, che frattanto lo ha venduto ad altri.
Tizio si reca dal proprio avvocato. Il candidato – assunte le vesti del legale – rediga motivato parere, illustrando gli istituti e le problematiche sottesi alla fattispecie in esame.
In un piccolo palazzo nella zona residenziale della città sono siti soltanto due appartamenti, l’uno al primo piano e l’altro al secondo piano, entrambi di proprietà di Tizio, che abita il primo e ha finora tenuto libero il secondo.
Tizio decide di vendere l’appartamento sito al secondo piano a Caia, che ne diventa proprietaria.
Tizio ha sempre trascurato di curare l’androne del fabbricato e tuttora continua a manifestare disinteresse al riguardo quando Caia gliene parla.
Per la migliore conservazione del locale, in effetti, appare necessario provvedere alla tinteggiatura della parete e alla risistemazione della pavimentazione in alcuni punti.
Caia decide di far eseguire i lavori durante le ferie estive, quando Tizio è in montagna, senza interpellarlo.
Al ritorno di Tizio, Caia richiede una somma di ammontare pari alla metà delle spese che ha sostenuto, delle quali ribadisce la necessità.
Tizio nega il rimborso, affermando che nessuna somma era dovuta in mancanza del suo previo consenso.
Caia minaccia, pertanto, un’azione giudiziaria per il recupero della somma e, anzi, assume che richiederà anche i danni, per essere stata costretta alla spesa dall’incuria di Tizio.
Tizio si reca dall’avvocato. Il candidato – assunte le vesti del legale – rediga motivato parere, illustrando gli istituti e le problematiche sottesi alla fattispecie in esame.
SESSIONE D'ESAME 2007
Con ordinanza del 28 ottobre 2003 il Tribunale di Sorveglianza di Roma respingeva l’istanza di riabilitazione presentata da Tizio in relazione a due decreti penali di condanna per violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro sul rilievo che, essendo il predetto stato successivamente denunciato nel 1998 e nel 2000 per ulteriore violazione delle citate norme, non poteva considerarsi realizzata la condizione stabilita dall’articolo 179 comma 1 c.p. secondo il quale il condannato deve aver dato prove effettive e costanti di buona condotta.
Presa conoscenza della pronuncia di rigetto, Tizio si rivolge immediatamente ad un legale esponendo che i procedimenti azionati a seguito delle denuncie subite si erano risolti con l’archiviazione e che l’adito Tribunale di Sorveglianza non aveva tenuto conto delle favorevoli informative dei Carabinieri circa la condotta assunta successivamente ai decreti di condanna.
Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, proponga gravame avverso il provvedimento del Tribunale di Sorveglianza.
In data 15 gennaio 1983 Tizio concede in comodato quinquennale al proprietario confinante Caio un terreno sito in Roma alla via Mareluna, distinto in catasto al foglio x, particella y.
Con atto pubblico del 15 giugno 1986, Tizio dona il fondo di cui sopra all’associazione culturale Beta della quale era membro da svariati anni.
Caio appresa tale notizia, nel mese di luglio dello stesso anno 1986, recinta con paletti di ferro e cancello il fondo sin lì condotto quale comodatario e lo occupa mediante la costruzione di un immobile che adibisce a propria residenza principale.
In data 15 novembre 2007, l’associazione culturale Beta notifica a Caio atto di citazione innanzi al Tribunale di Roma con il quale, dopo aver premesso: di essere proprietaria del fondo sito in Roma alla via Mareluna identificata al foglio x, particella y del catasto terreni in ragione di atto pubblico di donazione del 15 giugno 1986, reso per notar Zeta; che il contratto di comodato concluso dal proprio dante causa Tizio in data 15 gennaio 1983 aveva durata quinquennale e, pertanto, era da considerarsi ormai scaduto; che, a partire dal gennaio del 1988, Caio occupava senza titolo il fondo di proprietà dell’associazione attrice, rifiutandosi di restituire lo stesso; chiedeva l’estromissione di Caio dal possesso del fondo con contestuale condanna al ripristino dello stato dei luoghi nonché al risarcimento del danno per il mancato godimento del bene.
Caio, ritenendo di avere ormai usucapito il bene, si rivolge al proprio legale di fiducia conferendogli mandato alle liti per resistere in giudizio.
In data 1º dicembre 2002 il Comune di Gamma rilasciava in favore della società Beta permesso di costruire n. 40 per la realizzazione di due complessi unifamiliari.
In data 20 gennaio 2003 la società Beta provvedeva a comunicare l’avvio dei lavori.
In data 1º febbraio 2005 il signor Sempronio – proprietario confinante – depositava presso i competenti uffici del Comune di Gamma istanza di riesame del permesso di costruire n. 40/2002 denunciando una presunta difformità edilizia relativa all’unità immobiliare sita sul lato ovest.
Ricevuta l’istanza di riesame, il Comune di Gamma comunicava alla società l’avvio del procedimento amministrativo finalizzato all’accertamento di quanto esposto dal signor Sempronio, invitando la società Beta a consentire l’accesso al sito di proprietà agli operatori tecnici comunali per lo svolgimento, in contraddittorio tra gli interessati, delle opportune indagini istruttorie.
Con nota n. 36 del 31 marzo 2005, comunicata a tutte le parti del procedimento, il Comune di Gamma, esaminate le risultanze delle indagini istruttorie, confermava la piena corrispondenza dei lavori eseguiti alle prescrizioni di cui al titolo edilizio e, per l’effetto, ne autorizzava la ripresa.
Senonchè in data 15 marzo 2006, il signor Sempronio reiterava l’istanza di riesame del permesso di costruire, sollevando identiche censure, questa volta supportate da una perizia di parte.
Recepita la nuova richiesta di riesame, il Comune di Gamma con nota n. 55 del 10 aprile 2006 comunicava alla società Beta l’avvio del procedimento amministrativo finalizzato all’annullamento d’ufficio parziale del permesso di costruire n. 40/2002, ordinando nuovamente la sospensione cautelativa dei lavori. Contestualmente invitava la società interessata al deposito di osservazioni difensive suffragate da una relazione tecnica di parte.
Ricevuta la predetta comunicazione, la società Beta inoltrava al responsabile del procedimento quanto richiesto evidenziando che:
l’istanza di riesame era inammissibile in quanto meramente ripetitiva di censure già ritenute infondate dalla stessa Amministrazione l’anno precedente;
che i lavori assentiti erano ormai completati;
che il titolo edilizio era stato rilasciato molto tempo addietro. Si allegava inoltre la perizia tecnica richiesta attestante la piena corrispondenza dei lavori eseguiti alle prescrizioni del titolo edilizio.
Concluso il procedimento, con determina dirigenziale prot. n. 100 del 10 maggio 2006, il Comune di Gamma disponeva il parziale annullamento del permesso di costruire n. 40/2002, limitatamente all’unità immobiliare sita in angolo ovest, ritenendo fondata la denuncia del signor Sempronio così come comprovata dalla perizia allegata all’istanza di riesame.
Nel corredo motivazionale del provvedimento di annullamento nessuna ragione di interesse pubblico diversa dal mero ripristino della legalità violata veniva evidenziata né, tantomeno, si dava prova di un effettivo riscontro delle deduzioni presentate dalla società Beta in sede procedimentale.
Il candidato, assunte le vesti di legale della società Beta, rediga l’atto giudiziario ritenuto più opportuno a salvaguardarne gli interessi, evidenziando i diversi profili di illegittimità del provvedimento adottato dalla Pubblica Amministrazione.
Il signor Tizio, che attraversa un periodo di difficoltà economica, riesce ad acquistare da uno sconosciuto dieci banconote da 100 euro contraffatte al fine di saldare il pagamento di tre canoni di locazione arretrati. Dopo aver preso appuntamento telefonico con il signor Mevio, suo locatore ed artigiano in pensione, si reca presso il domicilio di quest’ultimo per il saldo dei canoni ma, contrariamente a quanto concordato, trova ad attenderlo il signor Caio, figlio di Mevio, cassiere presso una grossa struttura di vendita.
Nonostante ciò, Tizio decide comunque di consegnare in pagamento le banconote a Caio.
Ricevute le banconote, Caio nota che le stesse sono contraffatte perché sprovviste di filigrana e, di conseguenza, decide di recarsi immediatamente presso la vicina Stazione dei Carabinieri per denunciare l’accaduto.
Il candidato, premessi brevi cenni sul reato di falso nummario, rediga motivato parere circa le conseguenze applicabili alla condotta di Tizio specificando, tra l’altro, se a Tizio è contestabile anche il reato di ricettazione.
Mevio entrava in un supermercato e, dopo aver riposto nel carrello merce per il valore di euro 600, pagava l’importo regolarmente alla cassa.
Uscito fuori con il carrello, Mevio posava la merce nell’auto di proprietà parcheggiata lungo la strada laterale adiacente al supermercato.
Portatosi ad una cassa diversa, in gergo denominata “veloce”, Mevio mostrava lo scontrino relativo alla prima spesa effettuata, giustificando il doppio passaggio con la necessità di comperare una bottiglia di champagne dimenticata nella lista degli acquisti.
Pagata solo la bevanda, Mevio usciva dal supermercato spingendo il carrello ancora pieno allorquando incrociava la prima cassiera, recatasi fuori per svuotare un cestino di rifiuti.
Quest’ultima, insospettita, avvisava i vigilantes i quali, effettuato un controllo, provvedevano a fermare Mevio.
Il candidato, individuato l’elemento differenziale tra il reato di furto aggravato dal mezzo fraudolento ed il reato di truffa, rediga motivato parere evidenziando le conseguenze applicabili alla condotta di Mevio.
Tizio, vedovo, muore il 10 gennaio 1996, lasciando testamento olografo, pubblicato il 20 marzo 1997, nel quale dispone dell’intero suo patrimonio in favore della badante straniera Mevia, in segno di riconoscenza per averlo accudito con affetto e premura durante gli ultimi anni della propria vita, evitando volontariamente di istituire eredi i suoi tre figli Caio, Sempronio e Filano.
Mevia, che precedentemente alla pubblicazione del testamento era tornata nel suo Paese di origine, fa ritorno in Italia a tre anni dalla morte di Tizio e, venuta a conoscenza del lascito in suo favore, accetta l’eredità devolutale.
Il 20 giugno del 2007 Caio, che sta affrontando delle difficoltà finanziarie, decide di promuovere azione di riduzione nei confronti di Mevia. I suoi fratelli invece, nel rispetto della memoria del genitore defunto, decidono di non seguire il suo esempio e rinunziano all’azione di riduzione.
Successivamente Mevia viene pertanto convocata, con atto notificato il 20 settembre 2007, di fronte al Tribunale competente con la richiesta di Caio di procedere a riduzione della disposizione in suo favore, con attribuzione della quota di legittima pari ai due terzi dell’asse ereditario, per accrescimento della quota ex art. 522 c.c., o in via subordinata alla metà dell’eredità, ai sensi e per gli effetti dell’art. 537 comma 1, c.c..
Mevia dunque si rivolge ad un legale di fiducia per conoscere se e di quali mezzi dispone per tutelare le proprie spettanze.
Premessi brevi cenni sull’azione di riduzione, il candidato, assunte le vesti del legale di Mevia, rediga motivato parere evidenziando le problematiche relative alle conseguenze della rinunzia all’azione di riduzione e alla prescrizione dei termini per proporre la suddetta azione.
Tizio nel giugno del 2000 vendeva a Caio un appartamento di cospicuo valore sito all’interno del condominio Beta, tacendo all’acquirente che l’appartamento in questione necessitava di diversi – sia pur modesti – lavori di ristrutturazione, soprattutto in relazione ad un muro dell’appartamento per il quale cinque anni addietro il condominio confinante aveva proposto azione di danno temuto ottenendo, altresì, la condanna del condominio Beta ad eseguire i lavori di messa in sicurezza.
Caio, nel marzo 2007 scopre tale evenienza e, rivoltosi al suo legale di fiducia gli espone la questione nei termini di cui sopra, chiedendogli un parere in ordine alla possibilità di proporre ancora azione di annullamento del contratto di acquisto dell’appartamento per dolo del venditore. Caio infatti afferma che se Tizio non gli avesse taciuto la circostanza di cui sopra, di certo non avrebbe acquistato l’appartamento.
Il candidato, assunte le vesti del legale di Caio, premessi brevi cenni sul dolo contrattuale quale vizio del consenso, rediga motivato parere in ordine alla proponibilità di un’eventuale azione di annullamento.
SESSIONE D'ESAME 2006
Tizia è proprietaria di un immobile acquistato in regime di separazione dei beni nell'anno 1992 a mezzo di compravendita con atto del notaio Filano.
Nello stesso anno, con decreto di omologazione della separazione i coniugi venivano autorizzati a vivere separatamente e la casa coniugale veniva assegnata alla moglie ed ai figli.
Con decreto del 1996, il Tribunale di Roma, Sezione Misure di prevenzione, ordinava la confisca in danno del marito di Tizia, il signor Caio, del cespite patrimoniale suindicato.
I giudici, infatti, avevano proceduto a sequestrare e successivamente a confiscare il bene, essendo il marito di Tizia indagato per appartenenza ad associazione di tipo mafioso.
L'immobile veniva successivamente acquisito al patrimonio comunale e Tizia veniva intimata al rilascio dello stesso. Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizia, premessi brevi cenni sul problema della tutela dei terzi titolari di diritti sulla cosa confiscata, rimasti estranei al procedimento penale conclusosi con sentenza irrevocabile di condanna, proponga incidente di esecuzione dinanzi al Giudice competente.
Tizio è proprietario di un grosso immobile nel centro di Roma, dove &grave; domiciliato, e nel marzo 2005 decide di concederlo in locazione a Caio, che intende aprirsi una gioielleria.
Il contratto, regolarmente registrato, prevede espressamente il pagamento in contanti del canone mensile pattuito in euro 1500,00, presso il domicilio di Tizio entro il giorno 2 di ogni mese.
Dopo i primi sei mesi di regolare esecuzione, Caio per i mesi di ottobre, novembre e dicembre corrisponde a Tizio il canone pattuito mediante assegni circolari.
Tizio, insoddisfatto, si rivolge allora al suo legale, precisando di non avere mai incassato gli assegni summenzionati, di averli restituiti al conduttore e di averlo più volte contattato con diverse raccomandate per invitarlo a rispettare l'obbligo assunto con il contratto.
Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga l'atto ritenuto più opportuno.
La signora Alfa, proprietaria di terreni interessati alla realizzazione di un'opera pubblica, dopo avere ottenuto l'annullamento da parte del Consiglio di Stato della dichiarazione di pubblica utilità e di tutti i provvedimenti inerenti alla procedura di espropriazione delle aree di sua proprietà, richiede all'Amministrazione la restituzione delle stesse, previa riduzione in pristino, nonostante l'opera pubblica in questione sia stata ormai realizzata.
Il candidato, assunte le vesti del legale della signora Alfa, rediga l'atto ritenuto più idoneo a salvaguardare le ragioni della propria assistita, e tratti le questioni sottese all'ambito di operatività del giudizio di ottemperanza.
Tizio il 5 gennaio 2005 si reca di notte nei pressi di un cavalcavia posto a protezione della sottostante sede stradale, e per puro divertimento, comincia a lanciare sassi di grande dimensione, sia pure senza avere l'intenzione di colpire gli automobilisti in transito sulla carreggiata.
Successivamente, Tizio si allontana indisturbato, ma viene riconosciuto e tratto in arresto con l'accusa di lesioni personali.
Il candidato, premessi brevi cenni sul tentativo di reato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga motivato parere, illustrando la fattispecie criminosa imputabile allo stesso, tenendo presente che Tizio non conosceva la vittima né aveva del luogo del lancio una visuale sull'autostrada.
Tizio nel maggio 2004 conclude con Caio un contratto avente ad oggetto la fornitura di scatole di cartone, che però risultano difettose per l'esistenza di vizi che le rendono inidonee all'uso al quale sono destinate.
Nel luglio 2005 Caio propone un'azione nei confronti di Tizio per ottenere il pagamento, facendo presente che l'acquirente è decaduto dalla garanzia ex art. 1490 c.c. per tardiva denuncia dei vizi.
I coniugi Tizio e Caia, noti professionisti, il 15 luglio 2005 decidevano di partire di notte per le sospirate vacanze insieme ai due figli, Primo e Secondo, di 16 e 17 anni.
A metà viaggio sul tratto Roma-Firenze Tizio finiva in una grossa voragine posizionata in piena curva, provocata da un violento temporale avvenuto nei giorni precedenti. A seguito dell'incidente Tizio e Caia riportavano ferite gravissime, e nonostante ripetuti interventi chirurgici nel maggio 2006 morivano, mentre Primo e Secondo se la cavavano con piccole fratture.
Divenuti maggiorenni Primo e Secondo si rivolgono ad un legale per un parere, facendo presente che la voragine non era segnalata e che, ormai, sono caduti in difficoltà economiche tali da temere di non potere più continuare gli studi di Giurisprudenza.
Il candidato, assunte le vesti del legale di Primo e Secondo, premessi brevi cenni sulla responsabilità contrattuale ed extra-contrattuale, rediga motivato parere sulla questione, evidenziando in particolare quali danni potranno essere fatti valere in giudizio.
SESSIONE D'ESAME 2005
Tizio, addetto alla vigilanza presso il comune di Alfa, veniva avvistato dai Carabinieri in servizio, alla guida dell'auto del comune, con a bordo due minori di età, il giorno 22 settembre 2001, alle ore 18,30, circa.
I Carabinieri, che conoscevano Tizio, non fermavano l'autovettura di servizio, ma segnalavano il fatto alla locale Procura della Repubblica.
Tizio veniva, quindi, rinviato a giudizio e, all'esito dell'istruttoria dibattimentale nel corso della quale venivano escussi soltanto i verbalizzanti che avevano proceduto all'accertamento, veniva condannato per il reato di peculato d'uso.
Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga l'atto ritenuto più opportuno evidenziando la problematica sottesa alla fattispecie in esame.
La società Alfa S.p.A. conveniva in giudizio, dinanzi al tribunale di Roma, la società Gamma S.p.A. per sentire dichiarare risolto, per l'inadempimento della convenuta, il contratto stipulato in data 2 marzo 2000 e per ottenere il risarcimento dei danni.
Assumeva che nell'anno 2000, appunto, contestualmente all'acquisto da parte sua di uno stabilimento della società Gamma, quest'ultima (operante nel campo farmaceutico) si era impegnata nei suoi confronti a considerarla sua fornitrice privilegiata di "ferritina", principio attivo impiegato nella produzione di specialità medicinale, ed aveva concluso un accordo in base al quale si era obbligata a rifornirsi presso essa società istante per il 50% del fabbisogno di quel prodotto.
Lamentava che nel dicembre del 2001, la Gamma S.p.A. aveva comunicato l'intenzione di rinunciare, entro l'anno successivo, all'utilizzazione della "ferritina" di origine animale che aveva sostituito, nella preparazione del prodotto medicinale, con altro principio attivo di derivazione sintetica.
L'amministratore delegato della Gamma S.p.A. si reca da un legale, al quale - ad integrazione di quanto esposto nella citazione - rappresenta le ulteriori seguenti circostanze.
Il venir meno del fabbisogno di "ferritina" era stato determinato dal provvedimento del Ministro della Sanità che aveva stabilito di revocare l'autorizzazione al commercio della specialità medicinale, se, per la sua produzione, l'impiego del principio attivo di derivazione animale non fosse stato sostituito con altro di sintesi: ciò a seguito degli interventi diretti a contrastare la diffusione della encefalopatia spongiforme bovina ed a tutelare la salute pubblica.
Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga l'atto ritenuto più idoneo, illustrando le problematiche sottese alla fattispecie sottoposta al suo esame.
A Tizio, agente della Polizia di Stato, viene contestato, da parte dell'amministrazione di appartenenza, di far parte di un sodalizio criminoso, composto da soggetti con precedenti penali specifici, al cui interno avrebbe svolto il compito di movimentare autovetture rubate approfittando della sua qualità di agente, da esibire in caso di controlli da parte delle forze dell'ordine. Viene ipotizzata la violazione disciplinare di cui all'art. 7, n. 1, del D.P.R. 25 ottobre 1981, n. 737, passibile della sanzione della destituzione.
Nel corso del giudizio disciplinare, a seguito di un supplemento istruttorio, emergevano fatti specifici in parte diversi da quelli posti a base dell'originario atto di contestazione degli addebiti, quali la compravendita di autovetture da persone pregiudicate, l'accesso ad un distributore di benzina gestito da un pluripregiudicato per reati in materia di armi, droga e pubblica sicurezza, con cui l'agente si intratteneva in conversazione, e la titolarità, negli anni precedenti l'inchiesta, di un alto numero di targhe, autovetture e motocicli.
Nel frattempo il procedimento penale aperto nei confronti di Tizio si chiudeva con decreto di archiviazione, per non aver commesso il fatto, del Giudice per le indagini preliminari su conforme richiesta del Pubblico Ministero.
Successivamente, l'organo di disciplina dell'amministrazione di appartenenza, senza procedere alla modificazione dell'originaria contestazione, proponeva al Capo della Polizia la sanzione disciplinare della sospensione dal servizio per sei mesi, in forza del combinato disposto degli artt. 6, n. 1, e 4, n. 3, del citato D.P.R., nella parte in cui puniscono l'abituale mantenimento, al di fuori delle esigenze di servizio, di relazioni con persone che notoriamente non godono di pubblica considerazione.
Seguiva il conforme decreto del Capo della Polizia.
Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga l'atto ritenuto più idoneo a salvaguardare le ragioni dell'assistito.
Tizio veniva tratto a giudizio per rispondere, in concorso con Caio, e Mevia - il primo nella qualità di medico ginecologico, il secondo di medico anestesista, la terza di ostetrica - di plurimi omicidi premeditati, commessi al fine di percepire indebiti compensi, su feti in avanzato stato di gestazione (comunque superiore ai novanta giorni), provocando l'induzione al parto tramite somministrazione di idonei farmaci e rottura manuale delle membrane, con successiva fuoriuscita del feto, soppresso mediante consapevole condotta omissiva idonea a determinarne la morte.
Risultava accertato, all'esito della complessa attività istruttoria effettuata nel corso delle indagini preliminari ed in particolare dalle dichiarazioni delle donne alle quali erano stati praticati gli interventi, dalle testimonianze assunte e dalle consulenze tecniche effettuate su alcuni feti riesumati, che quest'ultimi erano vivi e vitali al momento del parto e che la pretesa "sofferenza derivata dalla rottura silente della membrana", patologia surrettiziamente documentata nei referti quale causa della morte dei feti, anche ad ammetterne la sussistenza, non avrebbe mai potuto causare la morte di questi ultimi. Risultava, altresì, accertato che, pur non essendo provata la commissione di azioni dirette alla soppressione dei neonati, il decesso doveva attribuirsi alla volontaria omissione delle cure necessarie per mantenerli in vita.
Il candidato, assunte le vesti di legale degli imputati, rediga motivato parere sulla fattispecie configurabile nel caso in esame soffermandosi sulla individuazione degli elementi costitutivi e distintivi dei delitti di omicidio, infanticidio ed aborto.
Tizio, maggiore di età, veniva tratto a giudizio per rispondere dei delitti, commessi in concorso con i minori Caio, Sempronio e Mevio, di omicidio pluriaggravato (dal nesso teleologico e dai motivi abbietti e futili), di violenza sessuale di gruppo e di sequestro di persona in danno della minore Caia.
Dalle risultanze delle indagini preliminari tecniche, dagli accertamenti medico legali e dalle dichiarazioni confessorie rese da tutti gli imputati, risultava accertato che in occasione e contemporaneamente agli atti di violenza sessuale erano stati posti in essere altresì atti diretti all'uccisione della vittima al fine evitare che la giovane potesse dare l'allarme e denunciare i gravi delitti fino a quel momento commessi.
se la circostanza aggravante prevista dall'art. 576, comma 1, n. 5 c.p. per il reato di omicidio, quando lo stesso sia stato eseguito "nell'atto di commettere taluno dei delitti previsti dagli artt. 519, 520 e 521 c.p.", sia tuttora configurabile, nonostante l'abrogazione di queste ultime disposizioni ad opera dell'art. 1 Legge 15 febbraio 1996, n. 66, con riferimento ai delitti di violenza sessuale di cui agli artt. 609-bis e segg. c.p., inseriti dalla stessa legge tra i delitti contro la libertà personale ed in particolare con riferimento alla fattispecie della violenza sessuale di gruppo prevista dall'art. 609-octies c.p.;
in caso di soluzione positiva al quesito di cui al punto n. 1), se sia compatibile il concorso della circostanza aggravante della violenza sessuale di gruppo, riconducibile all'art. 576, comma 1, n. 5 c.p., con quella della connessione teleologica fra l'omicidio e la violenza sessuale, prevista dall'art. 61, n. 2 c.p., richiamato dall'art. 576, comma 1, n. 1 c.p.
Tizia si reca da un legale, al quale espone quanto segue.
In sede di giudizio di separazione personale tra coniugi, con provvedimento presidenziale è stato a lei assegnato l'appartamento di proprietà di Sempronio e da questi concesso in comodato al figlio Caio, marito di Tizia.
Tizia, nel rappresentare al legale il proprio timore che il suocero possa agire per ottenere la restituzione dell'immobile, precisa che al comodato non fu apposta una scadenza e che l'appartamento destinato a casa familiare fu concesso per soddisfare, appunto, esigenze abitative della famiglia, composta, oltre che dai coniugi, anche da due figli minorenni, affidati entrambi, in sede di separazione, alla madre.
Il candidato, assunte le vesti del legale - premessi sommari cenni sul comodato - rediga motivato parere, illustrando le problematiche sottese alla fattispecie sottoposta al suo esame.
Tizio, quale titolare del camping "Mare azzurro" si reca da un legale, al quale espone quanto segue.
Nel giugno del 2004 era stato stipulato con Caio, assessore al comune di Zeta, un contratto in virtù del quale egli si impegnava a dare, per il tempo di due mesi, presso un bungalow facente parte della struttura turistica del camping, un alloggio a Sempronio ed alla sua famiglia, sfrattati.
Decorso il termine stabilito, Sempronio e la sua famiglia continuavano a detenere il bungalow, senza che nessun pagamento fosse mai stato effettuato a favore di Tizio, a nulla essendo approdate le reiterate richieste di rilascio del bene e di pagamento del prezzo pattuito.
Il candidato, assunte le vesti del legale - premessi sommari cenni sul contratto a favore di terzo e sul contratto atipico o misto - rediga motivato parere, illustrando le problematiche sottese alla questione sottoposta al suo esame.
SESSIONE D'ESAME 2004
Tizio, tratto a giudizio, veniva successivamente condannato dal Tribunale di Roma, territorialmente competente, per il reato di furto, aggravato dall'uso del mezzo fraudolento, di una lampada a basso consumo preventivamente occultata in una confezione vuota di un altro prodotto di costo più basso.
Risultava accertato che l'imputato aveva sottratto la merce presso un grande magazzino corrispondendo alla cassa un prezzo assai inferiore a quello di vendita.
Con atto di citazione notificato il 14 settembre 2003, la Società Sportiva Gamma proponeva opposizione avverso il decreto ingiuntivo del Tribunale di Roma - con il quale, su ricorso di Tizio, le era stato ingiunto il pagamento della somma di euro 10.000,00, pretesa dall'istante per una fornitura di divise da volley - assumendo che il materiale ricevuto non era conforme a quello ordinato e che non era stato pertanto possibile utilizzarlo, sì che gli sponsor avevano ridotto i loro contributi.
Nel costituirsi in giudizio, Tizio assumeva la piena conformità del materiale fornito a quello ordinato ed eccepiva, comunque, la mancata denuncia del vizio nei termini di legge e, quindi, la decadenza della controparte dall'azione.
Disposta ed eseguita consulenza tecnica di ufficio - dalla quale risultava il basso livello di vestibilità delle divise, in quanto le magliette erano adatte a bambini tra i due e i sette anni, mentre i pantaloni erano adatti a bambini tra gli otto e i dieci anni - il Tribunale con sentenza 90/2004 rigettava l'opposizione ritenendo redibitorio il vizio riscontrato nel materiale, oggetto della fornitura e, quindi, inesperibile l'azione in difetto di prova della tempestività della sua denuncia.
Caio, legale rappresentante della Società Sportiva Gamma, si reca da un legale, al quale espone la questione nei termini come sopra riassunti.
Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga l'atto ritenuto più opportuno, illustrando gli istituti e le problematiche sottese alla fattispecie posta al suo esame.
Tizio, docente di ruolo della scuola media superiore, veniva sospeso cautelarmente dal servizio con decreto ministeriale in data 20 novembre 1987 - emanato ai sensi dell'art. 91, primo comma del D.P.R. n. 3 del 10 gennaio 1957 - in quanto sottoposto a procedimento penale, fino alla conclusione del medesimo procedimento.
Intervenuta la sentenza definitiva che condannava Tizio alla pena della reclusione di un anno e quattro mesi, con decreto ministeriale in data 8 marzo 1993 veniva revocata la sospensione cautelare dal servizio, a partire della data del medesimo decreto.
Con lo stesso atto veniva, altresì, disposto che il Provveditore curasse il seguito che consegue a carico del docente ai fini disciplinari.
Tuttavia, nessun procedimento disciplinare veniva instaurato nei confronti di Tizio.
Successivamente, il Provveditorato agli studi procedeva alla ricostruzione del trattamento economico e giuridico ed alla redazione del progetto di liquidazione dell'indennità di buonuscita in favore dell'insegnante non computando il periodo di sospensione cautelare facoltativa dal servizio.
Tizio si rivolge quindi ad un legale. Il candidato, assunte le vesti del legale rediga l'atto ritenuto più idoneo a salvaguardare le ragioni del proprio assistito.
Tizio partecipava ad una rapina in una gioielleria in concorso con Caio e Sempronio, questi ultimi muniti entrambi di pistola.
Nel corso della rapina, di fronte alla reazione armata del marito della titolare, in quel momento addetto alla gioielleria, Caio esplodeva alcuni colpi di arma da fuoco che attingevano mortalmente l'uomo.
A seguito di indagini effettuate nell'immediatezza del fatto veniva tratto in arresto Caio, il quale rendeva dichiarazioni pienamente confessorie e rivelava i nomi dei complici.
In particolare Caio riferiva che essi, anche se avevano accertato, mediante sopralluoghi, che all'interno della gioielleria si sarebbe dovuta trovare, come sempre, una donna, che non avrebbe opposto resistenza, poco prima della rapina avevano constatato che all'interno del negozio vi era invece un uomo; precisava poi che, dopo essersi riuniti, avevano deciso di eseguire ugualmente il colpo secondo i piani prestabiliti e che tutti erano a conoscenza del fatto che la rapina sarebbe stata commessa con l'utilizzo di due armi da sparo.
Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, premessa la trattazione della tematica sul rapporto tra concorso diretto e concorso anomalo, rediga motivato parere soffermandosi sulle problematiche sottese al caso in esame.
Tizio, ricoverato presso il reparto di chirurgia di urgenza dell'ospedale Alfa per forti dolori addominali, veniva operato il giorno successivo per un'infezione addominale in atto.
Restando incerta la causa della patologia venivano, quindi, disposti esami ematologici e una consulenza internistica.
Tizio veniva trasferito nella divisione chirurgica diretta dal dott. Caio, il quale continuava la terapia antibiotica, già iniziata, e disponeva un nuovo emocromo, senza sottoporre il paziente a consulenza internistica.
Dopo alcuni giorni il dott. Caio dimetteva Tizio giudicandolo in via di guarigione chirurgica senza alcuna prescrizione.
Tizio due giorni dopo accusava forti dolori addominali e, recatosi presso il nosocomio, veniva operato d'urgenza. All'esito dell'intervento Tizio decedeva a causa di una grave infezione addominale.
Secondo i consulenti medico legali, incaricati dall'Autorità Giudiziaria di accertare le cause del decesso, Caio non aveva compiuto, durante il periodo di ricovero, una corretta diagnosi, omettendo di valutare i risultati degli esami ematologici e di sollecitare la consulenza internistica prescritta dopo il primo intervento chirurgico, il che avrebbe consentito un'appropriata terapia.
Infatti la diagnosi e la cura, se doverosamente realizzate, sarebbero state idonee ad evitare la progressiva evoluzione della patologia infettiva letale con alto grado di probabilità logica o credibilità razionale.
Il candidato, assunta la veste del legale di Caio, premessa la trattazione della tematica del rapporto di causalità tra omissione ed evento nel reato colposo omissivo improprio, rediga motivato parere sulle problematiche sottese al caso in esame.
Tizio, Caio e Sempronio avevano acquistato, con separati atti datati 10 gennaio 2002, dal venditore Mevio tre appartamenti, situati a Roma, privi di licenza di abitabilità, che però Mevio si era impegnato ad ottenere, in sede di stipula del contratto, entro il 31 luglio 2002.
Decorso inutilmente tale termine, e nella permanenza dell'inadempimento anche successivamente alla costituzione in mora di Mevio, avvenuta il 31 gennaio 2003, Tizio, Caio e Sempronio decidevano di interpellare un legale al quale esponevano i fatti come sopra riassunti e chiedevano in particolare se un eventuale giudizio potesse avere ad oggetto sia il risarcimento in forma specifica mediante condanna del venditore Mevio all'adempimento della prestazione sia l'attribuzione della somma di denaro equivalente al valore della prestazione, somma commisurabile alle spese necessarie per perfezionare la pratica amministrativa ed ottenere la licenza di abitabilità.
Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga motivato parere, illustrando gli istituti e le problematiche sottese alla fattispecie posta al suo esame.
Tizio si reca da un legale al quale espone quanto segue.
Egli è detentore, in veste di conduttore, di un appartamento adibito ad uso abitativo, confinante con un terreno di proprietà di Caio.
Quest'ultimo ha conferito a Sempronio l'appalto per la esecuzione di lavori di scavo, aventi una profondità di circa tre metri al di sotto del livello del suolo ed interessanti la parte di terreno posta al confine rispetto alla casa abitata da Tizio.
In conseguenza dei lavori di scavo, una parete della abitazione di Tizio è crollata provocando la distruzione dell'arredamento ivi esistente, con un danno di euro 8.000,00.
Tizio chiede al legale se sia esperibile una azione giudiziaria diretta, di risarcimento danni, nei confronti di Caio. Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga motivato parere, illustrando gli istituti e le problematiche sottese alla fattispecie posta al suo esame.
SESSIONE D'ESAME 2003
Tizio veniva tratto a giudizio per aver detenuto all'interno del proprio negozio di Milano duecento barattoli di pomodoro contenenti del prodotto scaduto, sulla cui dicitura relativa al cosiddetto "termine minimo di conservazione" era stata applicata un'etichetta recante una data successiva a quella originariamente indicata dal produttore.
Nel corso del dibattimento emergeva che i prodotti alimentari scaduti: 1) non erano stati esposti per la vendita sui banchi, né offerti al pubblico; 2) erano custoditi all'interno del magazzino dell'esercizio.
Tizio, all'esito del giudizio, veniva condannato alla pena della multa di euro cinquecento, in quanto ritenuto responsabile del reato di cui agli artt. 56 e 515 c.p., per aver posto in essere atti idonei diretti in modo non equivoco a consegnare ai potenziali acquirenti alimenti per qualità diversi da quelli dichiarati.
Tizio conveniva in giudizio, dinanzi al tribunale di Roma, Caio con il quale aveva concluso un contratto preliminare di compravendita avente per oggetto un appartamento e, deducendo che il convenuto, immesso nel bene dopo il pagamento di un acconto, si era rifiutato di stipulare l'atto definitivo e di corrispondere il prezzo residuo, chiedeva dichiararsi la risoluzione del contratto per inadempimento e condannarsi il convenuto al rilascio del bene ed al risarcimento del danno.
Costituitosi in giudizio, Caio asseriva che l'immobile si era rivelato affetto da gravi vizi costruttivi e spiegava domanda riconvenzionale tesa ad ottenere la condanna dell'attore all'esatto adempimento del contratto, previa eliminazione dei difetti.
Espletata consulenza tecnica d'ufficio, che accertava la presenza di gravi difetti costruttivi, il tribunale accoglieva la domanda proposta da Tizio, condannando Caio al rilascio dell'immobile ed al risarcimento dei danni da liquidarsi in separata sede.
Osservava il tribunale che la condanna del promittente venditore alla eliminazione dei difetti dell'immobile può essere dichiarata, unitamente alla statuizione che dispone il trasferimento ex art. 2932 c.c., solo nel caso in cui il promittente venditore abbia assunto l'obbligo specifico di costruire la cosa o di conformarla a determinate caratteristiche.
Nella fattispecie tale obbligo non risultava assunto. Nello schema causale del contratto preliminare - rilevava infine il giudice di prima istanza - v'è solo l'obbligo, da parte del promittente venditore, di prestare il consenso per il trasferimento del bene. Non potendo la eliminazione dei vizi essere richiesta neppure a titolo di risarcimento danni, il convenuto Caio avrebbe potuto ricorrere ad altri rimedi per fare valere le proprie ragioni (risoluzione e riduzione del prezzo).
Caio si reca da un legale, al quale illustra la questione nei termini di cui sopra e gli conferisce mandato alle liti.
Una Pubblica Amministrazione bandisce una gara di appalto per l'esecuzione di lavori pubblici e, all'esito del suo espletamento, il Presidente della commissione di gara procede all'aggiudicazione provvisoria in favore dell'Impresa Alfa; al momento di procedere all'aggiudicazione definitiva, l'Amministrazione emette un provvedimento di diniego di approvazione per l'accertata sopravvenuta carenza di copertura finanziaria verificatasi tra la data del bando di gara e l'espletamento di essa.
L'Impresa Alfa si rivolge quindi ad un legale.
Il candidato, assunte le vesti del legale dell'Impresa Alfa rediga l'atto ritenuto più idoneo a salvaguardare le ragioni della propria assistita.
Caia, privata cittadina, rilasciava un'intervista a Tizio, giornalista intervistatore, nella quale costei definiva Sempronio, all'epoca Direttore Generale dell'Azienda Sanitaria di Genova, un "faccendiere" ed "un opportunista che cerca soltanto intrallazzi".
Tizio pubblicava su un quotidiano a rilevanza nazionale l'intervista senza effettuare alcun controllo in ordine alla veridicità delle circostanze addotte dall'intervistata ed alla continenza delle espressioni riferite, ma riportando le affermazioni di Caia tra virgolette.
Tizio si reca da un legale per conoscere le conseguenze della sua condotta.
Il candidato, assunte le vesti del legale, premessi brevi cenni sulla rilevanza della scriminante dell'esercizio del diritto di cronaca, rediga motivato parere soffermandosi sul reato ipotizzabile e sui suoi elementi costitutivi, con particolare riferimento a quello psicologico.
Tizio veniva avvicinato da Caio, maresciallo della Guardia di Finanza, che gli riferiva dell'arrivo di un esposto anonimo in merito a delle irregolarità commesse dalle aziende Alfa e Beta per le quali Tizio svolgeva la propria prestazione professionale in qualità di dottore commercialista, facendogli intendere che avrebbe potuto occultare l'esposto, evitando in tale modo delle conseguenze negative a Tizio stesso ed alle società in questione.
Tizio e Caio si incontravano tre volte presso l'abitazione del dottore commercialista: nel corso della prima riunione si parlava del possibile intervento del maresciallo per definire la vicenda; nel corso della seconda era quantificata la somma pretesa dal sottoufficiale; durante la terza vi era la consegna di una parte della somma.
Caio si reca da un legale per conoscere quali possono essere le conseguenze della sua condotta.
Il candidato, assunte le vesti del legale, premessi brevi cenni sui delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione, rediga motivato parere soffermandosi sulla problematica sottesa al caso in esame.
I coniugi Tizio e Mevia si recano da un legale, al quale espongono quanto segue.
Il giorno 10 maggio 2001 Caio, di anni 9, figlio dei predetti coniugi, veniva investito da una autovettura condotta da Sempronio: nel sinistro il minore riportava lesioni che ne cagionavano il decesso. Il sinistro si verificava in una strada provinciale subito dopo che il minore era disceso nel luogo indicato dai genitori, peraltro in quel momento assenti, da un automezzo guidato dalla guardia comunale Filano ed adibito dal comune di Campagnano Romano al trasporto gratuito degli alunni della scuola materna ed elementare.
Con sentenza irrevocabile del tribunale di Roma emessa nel procedimento penale, Sempronio era assolto dal reato di omicidio colposo, perché il fatto non costituisce reato.
Ad avviso dei coniugi Tizio e Mevia è ravvisabile nell'occorso la responsabilità del Comune, potendosi considerare la morte del figlio come l'effetto della omissione, da parte del dipendente comunale, della doverosa cautela idonea ad assicurare la incolumità del minore a lui affidato; di conseguenza - sempre ad avviso dei predetti coniugi - il Comune è tenuto al risarcimento dei danni.
Caio, con quattro testamenti olografi (redatti nel periodo compreso tra il 1995 ed il 1998) aveva istituito i predetti coniugi legatari, assegnando a Tizio la proprietà di un terreno ed una casa con giardino ed a Mevia la somma di cinque milioni di vecchie lire ed il danaro depositato presso l'ufficio postale di piazza Bologna in Roma.
Con due testamenti di data più recente (redatti tra il 2000 ed il 2002) lo stesso Caio aveva nominato suo erede universale Sempronio.
I predetti coniugi chiedono al legale se ed a quali condizioni le disposizioni testamentarie a loro favore sono da considerare valide ed efficaci.
Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga motivato parere, illustrando gli istituti e le problematiche sottese alla fattispecie al suo esame.
SESSIONE D'ESAME 2002
Tizio, dipendente della ditta Alfa, nel timore che vengano scoperti i numerosi ammanchi di denaro da lui sottratto dai conti della stessa Alfa, appicca nottetempo il fuoco al capannone dell'ufficio contabilità dell'azienda.
Si sviluppa un incendio di notevoli proporzioni, che causa la morte di Mevio, ladruncolo introdottosi clandestinamente nell'immobile prima dell'azione di Tizio.
Tizio chiede al proprio legale di presentare atto di appello avverso la sentenza, ribadendogli che la sua azione era determinata dal solo intento di distruggere la documentazione giacente presso l'Ufficio, che egli reputava deserto.
Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga l'atto richiesto, soffermandosi sugli istituti e sulle problematiche sottese alla fattispecie posta al suo esame.
Tizio citava in giudizio i fratelli Caio e Sempronio.
Premetteva che i fratelli Caio, Sempronio, Mevio e Filano si erano obbligati a vendergli un lotto di terreno edificabile sito in Roma, di proprietà della società Gamma, il cui capitale sociale apparteneva per intero ai quattro predetti fratelli; che il contratto preliminare relativo, avente ad oggetto il bene nella sua interezza, era stato sottoscritto solo da Caio e Sempronio; che la stipula del rogito non era intervenuta per il rifiuto opposto da Caio e Sempronio, mentre egli aveva provveduto a versare quanto pattuito a titolo di caparra confirmatoria; che dalla mancata disponibilità del bene erano a lui derivati danni che quantificava.
Concludeva chiedendo qualificarsi il contratto come preliminare di vendita di cosa altrui; dichiararsi la risoluzione dello stesso per inadempimento; condannarsi i convenuti al risarcimento dei danni, oltre interessi e rivalutazione monetaria.
Caio e Sempronio si recano da un legale.
Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga l'atto ritenuto più opportuno.
La società Alfa, dopo avere ottenuto l'annullamento da parte del Consiglio di Stato di un diniego di concessione edilizia per la realizzazione di due villette destinate ad essere vendute a terzi, richiede all'amministrazione comunale il rilascio del titolo a costruire.
A fronte del silenzio serbato dal Comune, la società Alfa diffida l'amministrazione a dare esecuzione al predetto giudicato e, preso atto della perdurante inerzia, si rivolge ad un legale facendogli presente che il ritardo nell'inizio dell'attività edilizia è causa per essa di un grave pregiudizio patrimoniale.
Il candidato, assunte le vesti del legale della società Alfa, rediga l'atto più idoneo a salvaguardare le ragioni del proprio assistito, tenendo presente che il Consiglio di Stato aveva accertato la compatibilità con il piano regolatore del progetto presentato dalla società interessata, e tratti le questioni sottese alla fattispecie in esame.
Caio presenta al Comune Alfa domanda di rilascio di concessione edilizia per la realizzazione di un fabbricato adiacente alla propria casa di abitazione.
Il Comune, acquisiti i pareri negativi del competente ufficio tecnico e della commissione edilizia, nega a Caio il provvedimento richiesto motivando in ordine alla contrarietà dei requisiti del fabbricato con le prescrizioni del piano regolatore generale, che vietava aumenti di cubatura nella zona.
Tizio, Sindaco dello stesso Comune, emette qualche tempo dopo nei confronti di Caio, suo amico di lunga data, un'ordinanza che prescriveva, per motivi di igiene, la realizzazione dello stesso fabbricato oggetto della richiesta di concessione edilizia.
L'opera veniva quindi realizzata in osservanza dell'ordinanza comunale.
Tizio e Caio, preoccupati per le conseguenze penali della loro condotta, si rivolgono quindi ad un legale.
Il candidato, assunte le vesti del legale dei due, premessa la trattazione del concorso dell'extraneus nel reato proprio, rediga motivato parere, soffermandosi sulle problematiche sottese alla fattispecie in esame.
Si arma quindi di pistola, lo attende nei pressi della di lui abitazione e, al suo arrivo, spara al suo indirizzo un colpo, ferendolo al mignolo sinistro della mano destra. Sempronio, casualmente presente sul luogo, viene colpito dal proiettile, che, di rimbalzo, lo ferisce all'addome, cagionandone poco dopo la morte.
Tizio si rivolge quindi ad un legale per conoscere le conseguenze penali della sua azione.
Il candidato, assunte le vesti del legale, premessa la trattazione della tematica dell'aberratio, rediga motivato parere, soffermandosi sulle problematiche sottese alla fattispecie in esame.
La ditta Alfa, a mezzo del proprio legale, richiede alla ditta Beta il pagamento di Euro 10.000,00, quale prezzo di una fornitura di materiale destinato ad essere utilizzato nel ciclo di lavorazione della ditta acquirente esercente attività siderurgica.
Il titolare della ditta Beta si reca dal priprio legale, al quale espone i fatti come segue.
La merce oggetto del rapporto aveva evidenziato vizi, a causa dei quali si era dovuto scartare parte del materiale e si erano registrate lamentele da parte di clienti destinatari del prodotto finito.
Inoltre fa presente al legale di aver inviato alla società venditrice dopo la consegna del materiale e dopo aver rilevato i vizi in parola- una lettera con la quale aveva dichiarato di essere disposto a pagare, riservandosi di addebitarle il danno subito.
Conclude manifestando la sua intenzione di chiedere la risoluzione del contratto o in subordine la riduzione del prezzo- e la condanna della società venditrice al risarcimento del danno.
Il candidato, assunte le vesti del legale premessi brevi cenni sull'azione di risoluzione del contratto e sull'azione di riduzione del prezzo (quanti minoris)- rediga motivato parere, illustrando le problematiche sottese alla fattispecie posta al suo esame.
Tizio si reca da un legale esponendo quanto segue.
In data 20 agosto 2001 egli si trovava sulla seggiovia denominata Alfa in località Beta, quando, giunto a destinazione, dopo la fine della corsa, sganciata la barra di protezione, non essendosi avvicinato nessun addetto all'impianto che lo aiutasse a scendere, perdeva l'equilibrio, cadeva in terra e riportava gravissime lesioni personali.
Precisava che, nello scendere, non aveva richiamato, a differenza di quanto avevano fatti altri trasportati, l'attenzione dell'addetto alla stazione.
Il candidato, assunte le vesti del legale premessi sommari cenni sul contratto di trasporto di persone rediga motivato parere, illustrando le problematiche sottese alla fattispecie posta al suo esame.
SESSIONE D'ESAME 2001
Tizio e Caio, armati di pistola e con passamontagna, tendevano un agguato in località isolata a Mevia e Sempronio. Al passaggio di questi ultimi li fermavano con la minaccia delle pistole, legavano Sempronio lasciandolo immobilizzato sul posto, narcotizzavano Mevia e si allontanavano portandola con loro su di un'auto fino a raggiungere un appartamento di proprietà di Caio, dove tenevano segregata la donna, chiedendo ai familiari il pagamento di una somma di denaro in cambio della sua liberazione.
Nel corso delle indagini venivano attivate intercettazioni telefoniche, che consentivano, durante una conversazione tra Caio ed il marito di Mevia, di individuare la cabina telefonica dalla quale il primo parlava, per cui questi veniva arrestato sul posto.
Immediatamente Caio indicava il luogo in cui si trovava sequestrata Mevia, e gli investigatori riuscivano a fare irruzione nell'appartamento, a liberare l'ostaggio e ad arrestare Tizio.
Tratti a giudizio con rito direttissimo dinanzi al tribunale per rispondere dei reati di sequestro di persona a scopo di estorsione in danno di Mevia, di sequestro di persona in danno di Sempronio e di porto illegale in luogo pubblico di armi comuni da sparo, ad esito di giudizio abbreviato Tizio e Caio venivano condannati rispettivamente alla pena di anni sedici ed anni quattordici di reclusione.
Venivano inoltre dichiarati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici ed in stato di interdizione legale per la durata della pena ed assoggettati alla misura di sicurezza della libertà vigilata per la durata di tre anni.
Il candidato, assunte le vesti del legale di Caio, rediga l'atto di appello, con particolare riguardo alle cause di attenuazione della pena previste dalle suddette disposizioni di cui all'art. 630 c.p.
La compagnia di assicurazioni "Zeta", avente la sede legale a Roma, dopo aver risarcito un proprio assicurato per il furto di un autovettura avvenuto ad opera di ignoti in un parcheggio a pagamento installato, nei pressi dello svincolo di Caserta dell'autostrada Roma-Napoli, in un'area interamente recintata e protetta con un sistema di ingresso e di uscita automatizzato, gestito dalla società "Alfa" con sede a Napoli, conviene quest'ultima davanti al Tribunale di Roma per sentirla condannare alla refusione della somma corrisposta al proprietario del veicolo.
La compagnia attrice, a sostegno della domanda, deduce che al rapporto di parcheggio in questione sia applicabile la disciplina del deposito a titolo oneroso di cui agli articoli 1766 e seguenti del codice civile e che la responsabilità per la sottrazione sia da attribuire alla società convenuta per la mancata predisposizione del servizio di vigilanza dell'area con apposito personale.
La società Alfa decide di opporsi alla domanda, anche perché citata in giudizio davanti al giudice di luogo diverso da quello della propria sede e da quello dove trovavasi il parcheggio in cui era avvenuto il furto. Il legale rappresentante della suddetta società si rivolge perciò ad un avvocato.
Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga la comparsa di risposta evidenziando le problematiche di ordine processuale e di ordine sostanziale sottese al caso in esame.
La società Alfa partecipa ad una gara d'appalto, indetta dallo Stato, per la costruzione di un edificio giudiziario.
L'appalto, di importo superiore alla soglia comunitaria, viene aggiudicato alla società Beta, in seguito all'esclusione della società Alfa per anomalia dell'offerta.
La società Alfa, ritenendo illegittima l'esclusione in quanto non preceduta dalla richiesta di chiarimenti ed assumendo che, previe idonee giustificazioni sull'effettiva remuneratività dell'offerta, si sarebbe aggiudicata la gara, avendo indicato il prezzo più basso, si rivolge ad un legale.
Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga l'atto più idoneo a salvaguardare la posizione della società Alfa, tenuto conto della circostanza che il contratto tra l'aggiudicataria e la stazione appaltante è già stato stipulato, e tratti le questioni sottese alla fattispecie in esame.
Tizio, associato alla mafia, partecipa ad un conflitto a fuoco con gli esponenti di una cosca rivale, riportando ferite da arma da fuoco ad un piede. Per le necessarie cure viene approntato, in luogo isolato e difficilmente raggiungibile, un ambulatorio di fortuna nel quale viene chiamato a prestare la sua opera, nottetempo, Caio, medico chirurgo, con l'ausilio di un anestesista e due infermieri. Caio, consapevole dell'appartenenza di Tizio ad un'associazione per delinquere di stampo mafioso, presta la propria opera di soccorso ed omette di trasmettere il referto all'Autorità giudiziaria, tornando più volte anche nei giorni successivi a trovare il paziente per verificarne le condizioni di salute.
Temendo conseguenze per la sua condotta, Caio si reca successivamente da un legale.
Il candidato, assunte le vesti del legale, premessi cenni sulla diferenza tra il reato di partecipazione ad associazione mafiosa ed il reato di favoreggiamento, delinei la problematica sottesa alla fattispecie in esame e rediga motivato parere.
Tizio e Caio, entrambi allievi nella disciplina del karatè, il primo in qualità di cintura nera ed il secondo di cintura bianca, si impegnano in un incontro di allenamento a seguito del quale Caio riporta lesioni personali dichiarate guaribili in un periodo di tempo superiore ai cinquanta giorni.
L'incontro si era svolto secondo le regole dello sport praticato, senza tuttavia l'utilizzazione di mezzi di protezione imposti per le competizioni agonistiche di tale tipo.
Un magazzino di proprietà di Tizio sito in uno stabile condominiale viene allagato dalle acque provenienti dalla conduttura fognaria di proprietà comune ostruita, così come accertato atraverso un indagine tecnica, dal materiale scaricatovi da uno dei sovrastanti appartamenti non individuato con certezza. Il condominio, richiesto da Tizio del risarcimento dei danni provocati al locale ed alla merce che vi era depositata, in quanto cagionati da cosa in custodia, rifiuta, con regolare delibera assembleare, il relativo pagamento declinando la propria responsabilità in ordine alla produzione del'evento dannoso.
Tizio si rivolge ad un legale per la tutela delle proprie ragioni.
Il candidato, assunte le vesti del legale, premessi cenni generali sulla responsabilità per danni cagionati da cose in custodia, rediga un motivato parere.
Tizio, celibe, proprietario di un appartamento, convive in esso more uxorio con la vedova Caia. Tra i due viene sottoscritta una scrittura privata, con la quale l'uomo concede in comodato gratuito l'appartamento alla donna, fino a quando questa non porrà eventualmente termine di propria iniziativa termine alla convivenza.
Qualche tempo dopo Tizio, invaghitosi di un'altra donna, va ad abitare altrove con questa, chiedendo subito dopo alla convivente abbandonata la restituzione dell'appartamento.
Tizio sostiene a tal fine che il contratto di comodato, afferendo ad una convivenza fuori dal matrimonio, era contrario all'ordine pubblico e quindi nullo. Sostiene inoltre che il negozio era da ritenersi risolto con la cessazione della precedente convivenza in quanto funzionale al mantenimento di un rapporto familiare di fatto.
Caia, intendendo opporsi alla richiesta di rilascio dell'appartamento, si rivolge ad un legale per un parere.
Il candidato, assunta la veste del legale, rediga motivato parere evidenziando le problematiche sottese alla fattispecie in esame.
SESSIONE D'ESAME 2000
Tizio, nottetempo, si introduce nella casa di Caio al fine di impossessarsi di merce di valore ivi custodita. Affrontato da Caio, Tizio, nel corso della colluttazione viene ferito con un tagliacarte impugnato da Caio e, a sua volta, ferisce quest'ultimo con un cacciavite.
Tizio riesce a fuggire e Caio, che ha riportato ferite non gravi da taglio, si reca all'ospedale dove viene medicato. Dopo qualche tempo risulta che Caio è stato contagiato dal virus Hiv di cui Tizio è portatore.
Tizio, tratto a giudizio, viene condannato alla pena di 12 anni di reclusione e 600.000 di multa per rapina impropria aggravata, porto abusivo di cacciavite, violazione di domicilio aggravata e lesioni personali gravissime.
Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga l'atto ritenuto più opportuno, evidenziando la problematica sottesa alla fattispecie in esame.
Tizio acquista da Caio, commerciante al dettaglio, numerose tegole - prodotte dalla ditta Alfa - per ricoprire il tetto della propria villa. Le tegole vengono consegnate all'acquirente direttamente dalla ditta Alfa.
Le tegole - una volta poste in opera - si rilevano difettose e debbono essere sostituite.
Tizio si rivolge ad un legale che provvede a citare in giudizio Caio, chiedendo la risoluzione del contratto di compravendita ex art. 1492 c.c. oltre al risarcimento del danno.
Caio, nel costituirsi in giudizio, chiama in causa la ditta Alfa chiedendo che quest'ultima - in caso di condanna di esso convenuto - sia a sua volta condannata al rimborso, in suo favore, delle somme da lui corrisposte.
Il candidato, assunte le vesti di difensore della Ditta Alfa, rediga l'atto ritenuto più opportuno, evidenziando la problematica sottesa alla fattispecie in esame.
Tizia, dipendente della società Poste italiane s.p.a. chiede di accedere alla documentazione relativa alla procedura di inquadramento a Quadro di II livello cui ha partecipato. La richiesta, proposta per la prima volta in data 7 maggio 1999, viene reiterata in data 11 giugno 1999 e 3 agosto 1999. Le istanze proposte da Tizia vengono ogni volta rigettate e, da ultimo, l'istanza proposta in data 3 agosto 1999 viene rigettata con atto del 9 agosto 1999.
Tizia, in data 10 agosto 1999, si reca da un legale.
Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga l'atto ritenuto più opportuno, evidenziando la problematica sottesa alla fattispecie in esame.
Tizio, funzionario ministeriale, ha in consegna le buste chiuse contenenti le offerte delle ditte che partecipano ad un'asta pubblica per la costruzione di una scuola. Tizio - presa fraudolentemente visione del contenuto di tutte le offerte contenute nella busta, prima della scadenza del termine stabilito per l'apertura delle buste stesse - al fine di favorire la ditta Alfa dalla quale ha percepito notevoli somme di denaro, sottrae la busta contenente l'offerta fatta pervenire dalla predetta ditta, la distrugge e la sostituisce con altra da lui compilata.
Il candidato, assunte le vesti di un legale, delineata la problematica sottesa alla fattispecie in esame, rediga motivato parere.
Tizio, al fine di risultare vincitore di un pubblico concorso, attesta falsamente di possedere i requisiti richiesti. Scoperto l'inganno viene estromesso dalla graduatoria e denunziato.
Tizio si reca da un legale per conoscere quali possono essere le conseguenze della sua azione.
Tizia, cadendo sui vetri di una bottiglia, riporta, tra l'altro, la recisione del nervo mediano e di quello ulnare. Sottoposta ad intervento chirurgico, presso una struttura pubblica, ad opera del chirurgo dipendente della struttura, rimane menomata, riportando forte limitazione alla funzionalità della mano destra.
Poiché Tizia ha motivo di ritenere che l'insuccesso dell'intervento sia conseguenza della mancata, tempestiva rilevazione della recisione sopra indicata, si rivolge ad un legale, al fine di ottenere il risarcimento dei danni.
Il candidato, assunte le vesti del legale, premessi sintetici cenni sulla responsabilità per la prestazione professionale, rediga motivato parere, indicando in particolare, le argomentazioni giuridiche per cui si ritenga debbano, nel caso di specie, trovare applicazioni i principi propri dell'illecito extracontrattuale ovvero, al contrario, quelli che disciplinano la responsabilità conseguente a contratto d'opera professionale.
Tizio acquista da Caio un appartamento sito in un immobile in regime di condominio. Nell'atto di acquisto viene inserita una clausola per effetto della quale vengono esplicitamente esclusi dall'alienazione i posti macchine del cortile. La clausola viene apposta perché, essendo i posti macchina no delimitati e in numero insufficienti per il parcheggio di un'autovettura per ogni condomino, è interesse di Caio, condomino, limitare il numero di persone che hanno titolo per parcheggiare in detto cortile.
In epoca immediatamente successiva alla stipula dell'atto Tizio, infastidito per il fatto di non poter usufruire di un posto macchina, si rivolge ad un legale, chiedendo se sia possibile agire nei confronti del suo dante causa.
Il candidato - assunte le vesti del legale - premessi cenni generali sulla problematica relativa all'applicazione dell'art. 1117 c.c. - rediga motivato parere.

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 522
 sentenza 
 art. 1490
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2932
 sentenza 
 art. 1492