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Timestamp: 2019-06-19 10:44:49+00:00

Document:
Programma regionale triennale per l’impiantistica e per gli spazi sportivi, pubblici e di uso pubblico, destinati alle attività motorio sportive, ai sensi del comma 3, dell’art. 2 della legge regionale 25 febbraio 2000, n. 13 “Norme in materia di sport”. Priorità e strategie di intervento - 2015-2017. (Proposta della Giunta regionale in data 7 settembre 2015, n. 1283) — E-R BUR 266/2015
DELIBERAZIONE DELL'ASSEMBLEA LEGISLATIVA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA 30 SETTEMBRE 2015, N. 34
Programma regionale triennale per l’impiantistica e per gli spazi sportivi, pubblici e di uso pubblico, destinati alle attività motorio sportive, ai sensi del comma 3, dell’art. 2 della legge regionale 25 febbraio 2000, n. 13 “Norme in materia di sport”. Priorità e strategie di intervento - 2015-2017. (Proposta della Giunta regionale in data 7 settembre 2015, n. 1283)
L'ASSEMBLEA LEGISLATIVA
Richiamata la deliberazione della Giunta regionale, progr. n. 1283 del 7 settembre 2015, recante ad oggetto "Programma regionale triennale per l’impiantistica e per gli spazi sportivi, pubblici e di uso pubblico, destinati alle attività motorio sportive, ai sensi del comma 3, dell’art. 2 della legge regionale 25 febbraio 2000, n. 13, Norme in materia di sport. Priorità e strategie di intervento - 2015-2017. Proposta all’Assemblea legislativa";
Preso atto del favorevole parere espresso dalla Commissione referente "Cultura, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport" di questa Assemblea legislativa, giusta nota prot. AL/2015/39201 in data 21 settembre 2015;
Previa votazione palese, all’unanimità dei presenti,
- di approvare le proposte contenute nella deliberazione della Giunta regionale, progr. n. 1283 del 7 settembre 2015, sopra citata e qui allegata quale parte integrante e sostanziale;
- di pubblicare la presente deliberazione nel Bollettino Ufficiale Telematico della Regione Emilia-Romagna.
Viste le leggi regionali:
25 febbraio 2000, n. 13 e ss.mm. «Norme in materia di sport» ed in particolare l’art. 2, comma 1, lettera b) che prevede, fra le funzioni della Regione, la “programmazione regionale delle sedi degli impianti e degli spazi destinati all'attività sportiva, al fine di favorire la loro effettiva fruizione da parte dei cittadini, la perequazione della dotazione di impianti sportivi nel territorio regionale, il miglioramento e la qualificazione delle strutture e delle attrezzature esistenti” e all’art. 7 stabilisce che per l’esercizio di tali funzioni venga approvato dall’Assemblea regionale, su proposta della Giunta un “Programma triennale”;
30 luglio 2015 n. 13 “Riforma del sistema di governo regionale e locale e disposizioni su Città metropolitana di Bologna, Province, Comuni e loro Unioni” che al Capo V, Sezione II “Norme in materia di cultura, sport e giovani” - art. 56 “Funzione della Regione”, punto b), prevede che la Regione esercita le funzioni di: “programmazione e pianificazione in materia di sport, nonché adozione e attuazione dei relativi piani e programmi di intervento”;
Visto l’Allegato 1, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione, recante: “Programma regionale triennale per l'impiantistica e per gli spazi sportivi, pubblici e di uso pubblico, destinati alle attività motorio sportive, ai sensi del comma 3, dell’art. 2 della legge regionale 25 febbraio 2000, n. 13 «Norme in materia di sport». Priorità e strategie di intervento – 2015-2017”;
- il Decreto del Presidente della Giunta regionale n. 87/2015 di "Ricostituzione del Consiglio delle Autonomie Locali e nomina dei componenti di diritto";
- la propria deliberazione n. 878 del 13 luglio 2015 recante “L.R. 13/00, art. 6 - Definizione composizione Consulta regionale dello Sport e approvazione modalità di funzionamento” nonché il Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 167 del 27 agosto 2015 di nomina dei componenti della predetta Consulta;
Dato atto che il Programma in questione è stato oggetto di confronto con gli enti che operano nel settore, al fine di condividere priorità e strategie di intervento e, in particolare, in data 4 settembre 2015, nell'ambito della Consulta regionale dello Sport ai sensi della L.R. 13/2000, art. 7, comma 2, così come modificato dalla L.R. 13/201 5;
Acquisito il parere favorevole espresso, a norma dell’art. 7 comma 2 della L.R. 13/2000 e ss.mm., dal Consiglio delle Autonomie Locali in data 7/9/2015 (PG/2015/640234);
Dato atto altresì che i contributi in argomento, in attuazione dell’art. 4, comma 3 della L.R. 13/2000 e ss.mm., che prevede che “I soggetti destinatari di finanziamenti ai sensi della presente legge sono tenuti a fornire dati e informazioni per lo svolgimento delle attività di osservatorio”, potranno essere liquidati a condizione che risultino aggiornate le informazioni del censimento regionale degli impianti sportivi, in relazione al territorio comunale di riferimento degli impianti e spazi pubblici oggetto di richiesta di contributo;
- la propria deliberazione n. 57 del 26 gennaio 2015 "Programma per la trasparenza e l’integrità. Approvazione aggiornamento per il triennio 2015-2017";
Dato atto che con Decreto del Presidente n. 220 del 29/12/2014, successivamente modificato ed integrato con il Decreto n. 4/2015, sono stati nominati i componenti della Giunta regionale e definite le rispettive attribuzioni sulla base delle quali competono al Presidente le “politiche correlate con quelle turistiche e culturali in materia di promozione delle attività sportive con particolare riferimento allo sport non professionistico ed al tempo libero”;
Dato atto, inoltre, del parere allegato;
Su proposta del Presidente della Giunta regionale
di proporre all'Assemblea legislativa regionale:
di approvare il “Programma regionale triennale per l’impiantistica e per gli spazi sportivi, pubblici e di uso pubblico, destinati alle attività motorio sportive, ai sensi del comma 3, dell’art. 2 della legge regionale 25 febbraio 2000, n. 13, Norme in materia di sport. Priorità e strategie di intervento 2015-2017”, di cui all’Allegato 1 parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;
di dar atto che alla Giunta regionale spetterà l’approvazione dei criteri di concessione, erogazione e revoca dei contributi, nonché delle modalità di presentazione delle domande, sulla base degli indirizzi definiti nel sopracitato Allegato 1;
che il Programma regionale triennale per l'impiantistica sportiva sopra indicato resti valido fino ad approvazione da parte dell'Assemblea legislativa del programma per il triennio successivo;
di prevedere che agli obblighi di pubblicazione ai sensi del D.Lgs. n. 33/2013, nonché sulla base degli indirizzi interpretativi e modalità operative contenuti nella propria deliberazione n. 57/2015 e nella circolare prot. PG/2015/71195, si provvederà a seguito dell’approvazione del seguente atto da parte dell’Assemblea legislativa.
Programma regionale triennale per l’impiantistica e per gli spazi sportivi, pubblici e di uso pubblico, destinati alle attività motorio sportive, ai sensi del comma 3, dell’art. 2 della legge regionale 25 febbraio 2000, n. 13, Norme in materia di sport. Priorità e strategie di intervento 2015-2017
1.QUADRO CONOSCITIVO
1.1 Contesto normativo di riferimento
1.2 Interventi regionali a favore degli impianti e spazi sportivi nella programmazione degli anni passati
2. ANALISI CONOSCITIVA DELL'IMPIANTISTICA SPORTIVA SUL TERRITORIO
2.1 Il censimento degli impianti sportivi presenti sul territorio regionale
2.2 I dati sull’impiantistica regionale
3. DETTAGLIO LEGISLATIVO SULL’IMPIANTISTICA SPORTIVA
4. OBIETTIVI E STRATEGIE DELLA PROGRAMMAZIONE TRIENNALE 2015/2017
5. LINEE STRATEGICHE DI INTERVENTO
5.1 Realizzazione di nuovi interventi di completamento, ampliamento degli impianti e spazi sportivi esistenti e di nuovi impianti
5.2 Recupero funzionale e manutenzione straordinaria
5.3 Procedure di valutazione
5.4 Condizioni di accesso ai finanziamenti
6. MODALITA’ PER LA VERIFICA DEL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI
7. VALIDITA' DEL PROGRAMMA
8. RISORSE FINANZIARIE
9. AVVISI PER LA PRESENTAZIONE DEI PROGETTI
1. QUADRO CONOSCITIVO
La competenza in materia di programmazione sportiva sul territorio è delle Regioni, infatti, fin dal 1987 la Corte Costituzionale ha affermato come dall’art. 56 del D.P.R. n. 616 del 1977 discenda l’attribuzione alle Regioni della competenza sugli impianti e sulle attrezzature necessari in relazione all’organizzazione delle attività sportive di base o non agonistiche e, con la revisione costituzionale operata dalla legge Costituzionale n. 3 del 2001, l’ordinamento sportivo è stato inserito nel novellato art. 117, terzo comma, tra le materie oggetto di competenza legislativa ripartita tra Stato e Regioni.
La Regione Emilia-Romagna con la Legge regionale 25 febbraio 2000, n. 13 «Norme in materia di sport» ha previsto la “programmazione regionale delle sedi degli impianti e degli spazi destinati all'attività sportiva”.
Con la L.R. 30 luglio 2015 n. 13, di “Riforma del sistema di governo regionale e locale e disposizioni su Città metropolitana di Bologna, Province, Comuni e loro Unioni”, al Capo V, Sezione II “Norme in materia di cultura, sport e giovani” - art. 56 “Funzione della Regione”, punto b), si conferma il ruolo regionale di “programmazione e pianificazione in materia di sport, nonché adozione e attuazione dei relativi piani e programmi di intervento”.
Il Programma poliennale degli interventi a favore dell’impiantistica sportiva rappresenta lo strumento con cui la Regione programma a medio termine i propri interventi, in relazione alle risorse finanziarie a disposizione. Esso delinea il quadro degli interventi da privilegiare per operare con maggiore incisività.
In assenza di trasferimento di fondi statali destinati alla programmazione degli impianti e dello sviluppo della pratica sportiva, lo stanziamento annuale regionale negli anni dal 2000 a oggi è stato limitato e non ha consentito di intervenire in maniera adeguata ai principi conclamati ed alla valenza e potenzialità di questo settore e dall’anno 2010 la totale assenza di risorse regionali non ha permesso la formulazione di Programmi di intervento per lo sviluppo dello sport. Gli stanziamenti del Bilancio regionale dell'ultimo Programma di interventi 2008-2010 ammontarono a circa 7.000.000,00 di Euro per il triennio e, successivamente, fino al 2014, sono stati composti pressoché esclusivamente da somme residuali dei Programmi precedenti al 2010.
Tali Programmi hanno consentito il finanziamento di interventi di recupero e ripristino della funzionalità di impianti sportivi pubblici e la realizzazione di aree attrezzate per le attività all’aria aperta. I principali interventi hanno riguardato il recupero funzionale, la manutenzione, il completamento e la messa a norma degli impianti sportivi. Sono stati ripristinati o realizzati ex novo anche servizi fondamentali come spogliatoi, illuminazione, recinzioni, oltre ad interventi di abbattimento delle barriere architettoniche.
Il censimento degli impianti sportivi presenti nei Comuni della Regione effettuato nell’anno 2000, secondo un piano di rilevazione predisposto su indicazione dei competenti Uffici della Regione con il coinvolgimento diretto degli Uffici sport delle singole amministrazioni comunali, ai quali è affidato il compito dell’aggiornamento costante dei dati, allo stato attuale non ha subìto variazioni significative dato che la prevalenza degli interventi del periodo è stata relativa al potenziamento delle strutture esistenti al fine di ottimizzarne l’uso, e, soprattutto, ad assicurare il mantenimento e l’adeguamento, la messa a norma dell’insieme degli impianti, nonché di consentire l’accesso alle più diverse categorie di soggetti. I nuovi interventi realizzati nel periodo, compresi quelli non oggetto di sostegno pubblico, hanno compensato la dismissione di una serie di altri.
In termini numerici, la Regione può vantare una buona dotazione di strutture sportive, superiore alla media nazionale, ma va anche rilevato che il 77% delle strutture è stato realizzato prima del 1990.
Sul territorio regionale risultano attualmente attivi e variamente distribuiti tra le Province: oltre 6.000 impianti sportivi e 11.000 spazi elementari di attività presenti nelle banche dati regionali.
Una prima indicazione sulla distribuzione dell’impiantistica sportiva sul territorio regionale viene fornita dal rapporto tra numero di complessi sportivi e le dimensioni del territorio servito. L’analisi di questi rapporti indica come la Provincia di Rimini abbia la più alta densità di complessi sportivi, più che doppia rispetto alla densità regionale, e le province di Ravenna, Reggio Emilia, Modena e Bologna siano al di sopra del dato regionale e tutte le altre al di sotto.
Al fine di valutare più correttamente l’offerta di strutture per lo sport delle singole Province il parametro maggiormente indicativo appare l’Indice di Dotazione che rapporta il numero di strutture alla popolazione residente di ogni territorio (ID = numero di strutture x 100.000 abitanti). Sulla base di questi Indici si compone un quadro significativo della reale dotazione impiantistica delle singole province e la loro collocazione relativa nel panorama regionale da cui si evince che quella di Reggio Emilia e Ravenna sono le più dotate di strutture per l’attività sportiva e quelle di Rimini e di Bologna le meno dotate.
Se, in particolare, si focalizza l’analisi sui dati relativi allo spazio di attività (che è l’elemento strutturale che definisce l’effettiva capacità di risposta dell’impianto sportivo alla domanda di pratica) è possibile valutare meglio la potenzialità di offerta espressa dai singoli territori provinciali.
Rileggendo il dato, alla luce di questa prospettiva, l’analisi cambia di molto rispetto alla considerazione dei soli numeri assoluti. Difatti, una graduatoria delle Province realizzata in base all’ID di spazi per l’attività sportiva presenta, a dato decrescente, il seguente ordine: Reggio Emilia, Ravenna, Modena, Parma, Piacenza, Forlì, Cesena, Ferrara, Rimini e Bologna.
Un ulteriore approfondimento su come si articola l’offerta territoriale di strutture per lo sport per le diverse discipline è dato dall’analisi dalla tipologia degli Spazi di Attività che compongono il quadro regionale. Dalla lettura dei dati, emerge che le tipologie di spazio più diffuse sono i campi da calcio e da calcetto.
Quanto sopra riportato rappresenta una situazione utilizzata a fini statistici per comparazioni territoriali sulla offerta di strutture sportive molto significativa, ma non può di certo rappresentare la situazione effettiva del territorio e le sue reali necessità poiché le analisi sulle dotazioni sportive ai vari livelli sono basate sulla quantità di strutture e spazi e non sulla possibilità di pratica offerta o sull'effettivo utilizzo. Inoltre, i bisogni sportivi di un territorio sono condizionati da una serie di fattori di tipo socio-economico, ambientale, climatico, turistico, dalla sua vocazione sportiva anche rispetto a una determinata disciplina più praticata o seguita di altre la cui conoscenza maggiore è patrimonio del territorio stesso e, quindi, degli enti locali di riferimento.
3. DETTAGLIO LEGISLATIVO SULL'IMPIANTISTICA SPORTIVA
La L.R. 13/2000 all’art. 1 stabilisce che “La Regione Emilia-Romagna riconosce la funzione sociale dello sport e della pratica delle attività motorio-sportive e ricreative sotto il profilo della formazione e della tutela della salute dei cittadini, dello sviluppo delle relazioni sociali e del miglioramento degli stili di vita”, promuovendo “una equilibrata distribuzione e congruità degli impianti e degli spazi al fine di garantire a ciascun cittadino la possibilità di partecipare ad attività fisico-ricreative in ambiente sicuro e sano e favorendo lo sviluppo e la qualificazione degli spazi e degli impianti sportivi”.
La L.R. 30 luglio 2015 n. 13 Riforma del sistema di governo regionale e locale e disposizioni su Città metropolitana di Bologna, Province, Comuni e loro Unioni” che al Capo V, Sezione II “Norme in materia di cultura, sport e giovani” - art. 56 “Funzione della Regione”, punto b), prevede che la Regione esercita le funzioni di: “programmazione e pianificazione in materia di sport, nonché adozione e attuazione dei relativi piani e programmi di intervento.
L'art. 3 della L.R. 13/2 000, così come sostituito dall'art. 87, comma 3, della L.R. n. 13/2015, stabilisce che i Comuni partecipano alla definizione dei programmi regionali in materia di sport per il tramite del Consiglio delle Autonomie Locali e svolgono funzioni amministrative e promozionali anche attraverso le Unioni di Comuni istituite ai sensi della L.R. n. 21 del 2012, ed "elaborano i progetti riguardanti l'impiantistica sportiva"; assegna, inoltre, alle Prov ince, per il proprio ambito territoriale, la funzione di coordinamento istituzionale ed associativo.
Il presente Programma triennale d’intervento per l'impiantistica pubblica ad uso pubblico, in relazione alla situazione esistente, ai nuovi scenari della pratica sportiva ed alle integrazioni con gli altri settori economici allo sport collegati, contiene:
a) gli obiettivi e le linee strategiche di intervento;
b) le priorità nella individuazione degli interventi e le procedure di attuazione.
Coerentemente con i principi e le finalità indicati dalla legge regionale e tenendo conto delle osservazioni e delle riflessioni svolte e del percorso tracciato con i precedenti interventi finanziari e delle costanti consultazioni sul territorio, con particolare riferimento ai Comuni, in quanto proprietari della maggior parte degli impianti sportivi, è possibile definire le linee fondamentali per la formulazione delle politiche per l’impiantistica sportiva dei prossimi anni.
I problemi dell'impiantistica sportiva in Emilia-Romagna vengono individuati, non tanto nella scarsità di strutture, ma piuttosto nella necessità di interventi di miglioramento rispetto alle nuove esigenze sportive, al mutare delle tipologia di attività svolte, alla carenza di interventi di manutenzione straordinaria o di miglioramento qualitativo.
Obiettivo del presente Programma triennale di interventi è quello di cercare di colmare, almeno in parte, tali carenze, intervenendo in particolare per la qualificazione del patrimonio esistente in modo equilibrato sul territorio regionale.
L’azione regionale nel settore dello sport potrà maggiormente qualificarsi perseguendo i seguenti obiettivi:
a) l’ampliamento delle possibilità di utilizzo degli impianti esistenti sul territorio regionale, migliorando la dotazione di spazi sportivi e qualificando il patrimonio impiantistico;
b) la realizzazione di nuovi impianti sovracomunali, per creare gli spazi sportivi necessari per nuove inderogabili esigenze sportive di bacini di utenza almeno provinciale;
c) la conservazione e il miglioramento degli impianti esistenti, da realizzarsi anche attraverso il completamento degli interventi di adeguamento degli stessi impianti alle norme di sicurezza;
d) la diffusione di spazi e attrezzature sportive che favoriscano abbinamenti tra pratica motoria e sportiva e la valorizzazione di risorse naturali e ambientali” che consentano in particolare un’attività sportiva in ambiente naturale per rispondere alla richiesta della popolazione per promuovere la pratica di un'attività fisica diffusa e per la promozione del turismo sportivo;
e) l’ampliamento delle possibilità di fruizione degli spazi sportivi da parte delle persone diversamente abili.
Il presente Programma triennale, in relazione agli obiettivi individuati nel presente punto 4. definisce le linee strategiche di intervento finalizzate alla individuazione di criteri e priorità.
L’azione, tesa al riequilibrio dei servizi nei confronti della domanda, è diretta a favorire il completamento, l’ampliamento, l’adeguamento e la realizzazione di impianti e spazi per la pratica sportiva di base e specialistica su tutto il territorio regionale.
In tale ambito assumono particolare importanza e urgenza gli interventi di seguito indicati in ordine di priorità:
intesi a ampliare e migliorare l’offerta di spazi, servizi e impianti sportivi sovracomunali che possano interessare bacini di utenza di livello almeno provinciale;
da realizzare in impianti di interesse diffuso che, per unicità di tipologia a livello provinciale, rilevanza sportiva, possono riguardare una molteplicità di sodalizi sportivi e di cittadini del territorio e che, nell'ambito della propria tipologia, raggiungano il maggior livello competitivo nel territorio provinciale interessato dall'intervento;
finalizzati a realizzare nuovi spazi attrezzati per promuovere la pratica delle attività fisica motorie nella popolazione e aree verdi in ambiente naturale, volti alla corretta fruizione delle aree dal punto di vista ambientale e della sicurezza.
L’azione è diretta a migliorare la possibilità di utilizzo degli impianti e spazi esistenti ed a favorire la loro gestibilità.
Sono compresi in detta azione:
a. il completamento degli interventi relativi all’abbattimento delle barriere architettoniche negli impianti e degli spazi esistenti a servizio degli stessi;
b. interventi volti al miglioramento dell’efficienza energetica in termini di risparmio dei costi di gestione degli impianti sportivi;
c. l’adeguamento degli impianti e degli spazi esistenti alle norme di sicurezza e igienico-sanitarie;
d. interventi di bonifica legati alla presenza nelle strutture sportive di materiali contenenti amianto;
e. il completamento, il miglioramento e la manutenzione straordinaria degli impianti e degli spazi sportivi.
La Regione adotterà annualmente una procedura di selezione comparativa di progetti candidati da enti locali secondo le modalità e tempi di presentazione delle istanze che saranno definiti dalla Regione stessa e che dovranno attenersi ad una logica di semplificazione delle procedure ed adottare punteggi premianti in relazione ai seguenti criteri generali:
a) evitare la parcellizzazione delle risorse, in una logica di ottimizzazione delle stesse;
b) operare al fine di garantire la realizzazione completa degli interventi, in rapporto alla copertura finanziaria dell’intero costo del progetto e al grado di esecutività dei progetti;
c) privilegiare le proposte che si contraddistinguono per caratteristiche qualitative (qualità architettonica, cura del verde e degli spazi esterni, risparmio energetico) attraverso valutazioni comparative di merito sulle stesse;
d) privilegiare le iniziative relative ad impianti sportivi per i quali non sono stati assegnati contributi nel corso dell’anno precedente (a valere dagli anni successivi al 2015);
e) priorità ai lavori di completamento e ampliamento delle opere rispetto alla ristrutturazione, messa a norma e, nel secondo caso, assegnando precedenza alle situazioni che denuncino il più elevato grado carenziale in relazione alla densità demografica;
f) un punteggio aggiuntivo dovrà essere riservato agli interventi da attuarsi in forma associata.
Al fine di dare risposta immediata alle necessità del territorio e del miglior utilizzo delle risorse stanziate per l’anno 2015, l’accesso a i contributi viene organizzato in due fasi.
Alla prima fase, da attivare nel 2015, potranno essere ammesse opere relative alla realizzazione di interventi urgenti e di pronta cantierabilità, o anche avviati, di realizzazione, completamento e ampliamento di impianti e spazi sportivi che soddisfano le priorità indicate al precedente paragrafo 5.1, punti 1. e 2.
Per la suddetta fase non potranno essere ammesse ai contributi opere già iniziate alla data del 1° luglio 2015.
La fase successiva relativa alle priorità di cui ai paragrafi 5.1, punto 3, e 5.2, punti a. b. c. d. e., sarà attivata nel corso dell’esercizio finanziario 2016 sulla base delle risorse che saranno rese disponibili sul relativo Bilancio regionale.
Per ognuna delle due fasi sono stabiliti i seguenti limiti:
la soglia minima dell’importo progettuale per la richiesta dei contributi regionali è stabilita in:
€. 300.000,00, per interventi di realizzazione, completamento e ampliamento di impianti e spazi sportivi
€. 100.000,00, per interventi di recupero funzionale e manutenzione straordinaria di impianti e spazi sportivi, nonché per la realizzazione di spazi attrezzati per le attività fisico motorie e aree verdi in ambiente naturale
e non verranno pertanto ammessi interventi che prevedano un costo inferiore a tali cifre;
a) per ciascun intervento dovrà essere assicurata la totale copertura della spesa (compreso il contributo regionale), indicando, altresì, le fonti di finanziamento ed i relativi esercizi finanziari sui quali esse sono previste;
b) potrà essere dichiarata ammissibile una sola proposta da parte di un singolo ente.
A parità di punteggio sarà prioritariamente finanziato l’intervento proposto nel Comune con il maggior numero di abitanti.
6. MODALITÀ PER LA VERIFICA DEL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI
Al fine di rendere sempre più efficiente l’uso delle risorse pubbliche, la Regione intende verificare il raggiungimento dei sopracitati obiettivi attraverso un monitoraggio puntuale degli interventi effettuati.
7. VALIDITÀ DEL PROGRAMMA
ll presente Programma regionale è valido fino ad approvazione da parte dell'Assemblea Legislativa del programma per il triennio successivo.
In relazione agli obiettivi e agli interventi individuati e con specifico riferimento alla prima fase di attuazione del presente Programma, le risorse finanziarie previste all’interno del bilancio per l’anno 2015 ammontano a complessivi Euro 3.819.798,00 da ripartire sul territorio sulla base dei territori provinciali e i dati relativi alla popolazione residente.
Per gli anni successivi al primo si fa riferimento alle reali disponibilità che verranno individuate sui pertinenti capitoli di spesa del bilancio regionale per gli anni 2016 e 2017 sempre mantenendo una ripartizione territoriale da definire con parametri oggettivi.
In attuazione del presente Programma, la Giunta regionale approva gli Avvisi per la presentazione dei progetti da realizzarsi nel triennio 2015-2017 per ciascuna annualità di riferimento, previa verifica della disponibilità di risorse sul pertinente capitolo di bilancio.
Negli Avvisi per la presentazione dei progetti, verranno definite, oltre alle modalità di presentazione delle domande, più dettagliatamente le procedure per l’assegnazione dei contributi regionali, i criteri di spesa e quelli per eventuali revoche.

References: art. 56
 art. 6
 art. 7
 art. 117
 art. 56
 art. 56