Source: http://documenti.camera.it/leg16/resoconti/commissioni/bollettini/html/2012/12/18/07/comunic.htm
Timestamp: 2019-09-19 06:52:26+00:00

Document:
﻿VII Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - martedì 18 dicembre 2012
Martedì 18 dicembre 2012. — Presidenza del presidente Manuela GHIZZONI. — Interviene il sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali, Roberto Cecchi.
Ratifica ed esecuzione dell'Accordo sul reciproco riconoscimento dei titoli di studio universitari rilasciati nella Repubblica italiana e nella Repubblica di San Marino ai fini del proseguimento degli studi, con Allegati, fatto a San Marino il 24 agosto 2011.
C. 5585 Governo, approvato dal Senato.
Eugenio MAZZARELLA (PD), relatore, illustre il disegno di legge in esame, ricordando che esso reca la ratifica e l'esecuzione dell'Accordo sul reciproco riconoscimento dei titoli di studi universitari rilasciati nella Repubblica italiana e nella Repubblica di San Marino ai fini del proseguimento degli studi, con Allegati, fatto a San Marino il 24 agosto 2011. L'Accordo sul reciproco riconoscimento dei titoli di studi universitari rilasciati nella Repubblica italiana e nella Repubblica di San Marino ai fini del proseguimento degli studi, con Allegati è stato stipulato a San Marino il 24 agosto 2011 allo scopo di rafforzare le relazioni bilaterali fra le due Parti, e di recepire i mutamenti dei rispettivi ordinamenti in materia di istruzione universitaria intervenuti dopo il precedente Accordo del 1983. Il reciproco riconoscimento dei titoli di studio è infatti tuttora regolato dall'accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di San Marino sul riconoscimento reciproco dei titoli di studio, firmato a San Marino il 28 aprile 1983, che l'Italia ha autorizzato alla ratifica con legge 18 ottobre 1984, n. 760.
Ricorda, quindi, che l'Accordo in esame consentirà agli studenti universitari iscritti Pag. 87negli atenei indicati nell'Allegato A (Università italiane) e nell'Allegato B (Università degli Studi della Repubblica di San Marino) di trasferirsi da uno degli atenei dell'Allegato A a quello dell'Allegato B, e viceversa, per proseguire gli studi dopo il completamento del primo livello di studi nell'università del paese di origine. Oltre che dei due Allegati, l'Accordo consta di dieci articoli.
Osserva quindi, nel dettaglio, che l'articolo 1 (Ambito di validità) la sfera di applicazione dell'Accordo, precisando che esso si applica ai titoli rilasciati dagli istituti Universitari elencati nei due Allegati. Il secondo paragrafo del medesimo articolo 2 specifica che i due Allegati sono parte integrante dell'Accordo e che loro eventuali modifiche ed integrazioni dovranno essere notificate per via diplomatica. L'articolo 2 (Uso della qualifica accademica) fornisce alcune definizioni di termini utilizzate nell'Accordo. In particolare, in esso viene specificato che il termine «titolo» sta ad indicare qualsiasi titolo che gli Istituti universitari sono autorizzati a rilasciare al termine di un ciclo di studi, in base alla normativa del proprio paese. L'articolo 3 (Individuazione dei titoli di livello corrispondente) contiene una tabella in base alla quale viene stabilita la corrispondenza di livello dei titoli accademici rilasciati dalle Università delle due parti. L'equipollenza dei titoli è però riconosciuta solo in assenza di differenze rilevanti nei percorsi formativi. L'articolo 4 (Riconoscimento di periodi di studio e di esami) sancisce l'obbligatorietà del conseguimento del titolo di studio di scuola secondaria superiore per l'accesso alle istituzioni universitarie di una delle due parti e, ove fosse previsto, il superamento dell'esame di idoneità al corso universitario prescelto. L'articolo 5 (Riconoscimento di certificati, di periodi di studio e di esami), prevede l'equipollenza degli esami e l'equivalenza dei periodi di studio sulla base di una certificazione rilasciata dall'Istituto di provenienza sulla quale l'Istituzione di accoglienza esprime un giudizio. L'articolo 6 (Riconoscimento di titoli finali di studio per l'accesso a corsi di livello successivo) assegna all'Istituzione di accoglienza la competenza a giudicare altresì sulla corrispondenza sostanziale dei titoli di studio universitari conseguiti nell'Istituzione di origine, richiesti per il proseguimento degli studi in quella di accoglienza. L'uso del titolo accademico è regolamentato dall'articolo 7 che prevede che il possessore se ne possa fregiare nella forma consentita dall'ordinamento della parte nella quale si trova l'Istituzione che lo ha conferito. L'articolo 8 (Convenzioni interuniversitarie) prevede che le parti favoriscano la stipula di convenzioni tra le proprie istituzioni universitarie, per la creazione di corsi di studio al termine dei quali sarà rilasciato un titolo finale congiunto, valido in entrambi i Paesi. L'articolo 9 demanda ad esperti designati dalle parti la corretta interpretazione ed attuazione dell'Accordo. L'articolo 10 contiene la clausola per l'entrata in vigore dell'Accordo e ne stabilisce la durata illimitata.
Ricorda, poi, che il disegno di legge di autorizzazione alla ratifica dell'Accordo con San Marino per il reciproco riconoscimento dei titoli di studi universitari, approvato dal Senato il 15 novembre scorso, si compone di tre articoli. Il primo reca l'autorizzazione alla ratifica del provvedimento, il secondo il relativo ordine di esecuzione ed il terzo la disposizione relativa all'entrata in vigore del provvedimento. Il disegno di legge presentato al Senato (A.S. 3144) è corredato di una breve relazione tecnica che esclude nuovi o maggiori oneri finanziari a carico del bilancio dello Stato come conseguenza dell'applicazione dell'Accordo.
Propone, quindi, di deliberare parere favorevole sul disegno di legge in esame.
La Commissione approva, quindi, la proposta di parere favorevole del relatore.
Martedì 18 dicembre 2012. — Presidenza del presidente Manuela GHIZZONI. — Intervengono il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca, Marco Rossi Doria, il sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali, Roberto Cecchi, e il sottosegretario di Stato con delega all'informazione, la comunicazione, l'editoria e il coordinamento amministrativo, Paolo Peluffo.
Nuovo testo Doc. XXII, n. 32.
(Seguito dell'esame e conclusione – Nomina del Comitato dei nove).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta dell'11 dicembre 2012.
Manuela GHIZZONI, presidente, avverte che sul nuovo testo della proposta di legge in esame la VI Commissione finanze ha espresso nulla osta. Propone quindi di conferire il mandato al relatore in senso favorevole all'Assemblea sul nuovo testo del provvedimento in esame.
Emerenzio BARBIERI (PdL) preannuncia a nome del suo gruppo il voto contrario sulla proposta di conferire il mandato al relatore in senso favorevole all'Assemblea sul nuovo testo del provvedimento in esame. Rileva, al riguardo, l'inutilità di un eventuale conferimento del mandato al relatore, nell'imminenza dello scioglimento preannunciato dalle Camere.
Enzo CARRA (UdCpTP) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sul conferimento del mandato al relatore a riferire in senso favorevole all'Assemblea sul nuovo testo del provvedimento in esame, ritenendo utile proseguire su tale iniziativa parlamentare, che rischia di essere stranamente bloccata da chi l'aveva inizialmente promossa.
Emilia Grazia DE BIASI (PD) ritiene massimamente stravagante che vi sia qualche collega che possa votare contro la proposta di conferire il mandato al relatore a riferire in senso favorevole all'Assemblea sul nuovo testo del provvedimento in esame. Si conferma che la presentazione da parte di taluni deputati di numerosissimi emendamenti aveva un carattere meramente dilatorio. Osserva, quindi, che il Parlamento ha il dovere morale di istituire la Commissione di inchiesta per tutelare la serietà del lavoro finora svolto dalle istituzioni. Preannuncia, quindi, il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di conferire il mandato al relatore a riferire in senso favorevole all'Assemblea sul nuovo testo del provvedimento in esame, osservando come sarebbe ben grave che ci si nascondesse dietro lo scioglimento imminente delle Camere per non istituire la Commissione di inchiesta.
Giuseppe GIULIETTI (Misto) condivide le riflessioni svolte dai colleghi Carra e De Biasi, stigmatizzando la schizofrenia dell'atteggiamento di chi prima promuove l'istituzione della Commissione di inchiesta, e, poi, assume un atteggiamento dilatorio e ostativo. Ricordando anche l'attività dell'associazione «Articolo 21» in materia di tutela degli interessi del diritto d'autore degli artisti, auspica che le gravi situazioni esistenti presso la SIAE, rilevate nel corso dell'attività conoscitiva del Parlamento finora svolta, possano divenire oggetto dell'attività della Commissione di inchiesta.
Erica RIVOLTA (LNP) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di conferire il mandato al relatore in senso favorevole all'Assemblea sul nuovo testo del provvedimento in esame, osservando che si tratta di un atto dovuto, per onestà intellettuale, nei confronti dei lavoratori e degli artisti nel settore che si Pag. 89aspettano di ricevere chiarezza sulle gravi vicende rilevate.
Paola FRASSINETTI (PdL), in dissenso dal rappresentante del suo gruppo, preannuncia il suo voto favorevole sulla proposta di conferire il mandato al relatore a riferire in senso favorevole all'Assemblea sul nuovo testo del provvedimento in esame. Segnala che da oggi è associata ad un diversa formazione politica, anche se non ancora ufficialmente formalizzata.
Paola GOISIS (LNP), relatore, intende ringraziare i colleghi che hanno preannunciato il voto favorevole dei rispettivi gruppi sulla proposta di conferirle il mandato a riferire in senso favorevole all'Assemblea sul nuovo testo del provvedimento in esame.
La Commissione delibera, quindi, di conferire il mandato al relatore a riferire in senso favorevole all'Assemblea sul nuovo testo del provvedimento in esame.
Manuela GHIZZONI (PD), presidente, si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.
Istituzione del Premio biennale di ricerca Giuseppe Di Vagno e disposizioni per il potenziamento della biblioteca e dell'archivio storico della Fondazione Di Vagno, per la conservazione della memoria del deputato socialista assassinato il 25 settembre 1921.
C. 4333 Distaso.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 7 dicembre 2012.
Manuela GHIZZONI, presidente, avverte che sul nuovo testo del provvedimento in esame sono stati presentati emendamenti del relatore, finalizzati al recepimento delle condizioni espresse dalla V Commissione bilancio in data 13 dicembre 2012 (vedi allegato 1).
Gabriella CARLUCCI (UdCpTP), relatore, ne raccomanda l'approvazione.
Il sottosegretario Roberto CECCHI esprime parere favorevole sugli emendamenti presentati dal relatore.
La Commissione approva quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti del relatore 1.5 e 4.3.
Manuela GHIZZONI, presidente, avverte che il provvedimento, come modificato dagli emendamenti approvati, sarà trasmesso al Governo per acquisirne l'assenso al trasferimento in sede legislativa.
Nuovo testo unificato C. 136 Carlucci, C. 459 Ciocchetti, C. 769 Carlucci, C. 1018 Froner, C. 1156 Ceccacci Rubino, C. 1183 De Biasi, C. 1480 Zamparutti, C. 1564 Giammanco, C. 1610 Zazzera, C. 1849 Rampelli, C. 1935 Caparini e C. 2280 Goisis.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 7 novembre 2012.
Manuela GHIZZONI, presidente, ricorda che sul provvedimento in esame sono stati presentati dal relatore alcuni emendamenti, pubblicati in allegato al resoconto della seduta del 2 ottobre 2012.
La Commissione approva, con distinte votazioni, gli emendamenti del relatore 2.1, 3.1, 3.2, 4.1, 7.1, 10.1, 11.1, 12.1, 13.1, 13.2, 13.3, 13.4, 15.1, 16.1, 18.1, 20.1, 21.1, 22.1, 23.1, 23.2, 26.1 e 27.1 (vedi allegato 2).
Emilia Grazia DE BIASI (PD), relatore, a conclusione del lungo iter svolto, si rammarica per aver perso la battaglia, Pag. 90condotta a lungo, di giungere all'approvazione di un provvedimento per cui sarebbero occorsi finanziamenti di basso importo. Stigmatizza il fatto che i diversi ministri che si sono succeduti al dicastero dei beni e delle attività culturali abbiano espresso, a parole, sempre un parere favorevole sul provvedimento, senza poi far seguire alcun aiuto fattivo per la sua approvazione. A riguardo, osserva che l'attuale riparto di poteri nell'organigramma del Ministero non ha di certo agevolato il lavoro della Commissione, su un testo che è stato condiviso su moltissime realtà del settore. Ricorda, in proposito, la situazione drammatica in un cui versa, ad esempio, il mondo della musica, che aspetta il riconoscimento di identità culturali importanti come i teatri di tradizione e le orchestre. Intende, quindi, ringraziare tutti i colleghi della Commissione, che hanno proceduto con un'unità di intenti nell'esame del provvedimento, la cui approvazione avrebbe costituito un tassello importante per risolvere le varie problematiche del settore. Tiene a ricordare come, tuttavia, alcune soluzioni siano state anticipate mediante l'approvazione di proposte emendative, presentate in sede di esame di altri provvedimenti, come ad esempio in materia di indennità di disoccupazione per gli artisti. Giudica importante, in definitiva, aver contribuito a creare una grandissima sensibilità su un tema che favorisce e promuove l'identità culturale italiana, auspicando che nella prossima legislatura si possa varare una riforma complessiva del settore.
Manuela GHIZZONI, presidente, riterrebbe opportuno sospendere brevemente la seduta per passare all'esame dell'atto del Governo n. 518.
La seduta, sospesa alle 12.25, è ripresa alle 12.35.
Gabriella CARLUCCI (UdCpTP), relatore, ricorda come il provvedimento in esame abbia il merito di attuare anche la riforma del titolo V in materia. Osserva, fra l'altro, come anche il ministro Passera si sia mostrato a favore di un credito di imposta da applicare al settore. Rileva, più in generale, come vi sia un consenso unanime sul riconoscimento professionale dei lavoratori del settore. Ricorda, fra l'altro, come la copertura finanziaria richiesta dal provvedimento fosse davvero minima, consistendo in soli 15 milioni di euro. Si rammarica, pertanto, per la mancata approvazione del provvedimento, sui cui temi, comunque, è stata operata una opportuna sensibilizzazione dell'opinione pubblica, anche perché da quando ne ha proposto l'adozione dal suo ingresso in Parlamento tutti i ministri coinvolti hanno espresso a parole il loro parere favorevole, ma nei fatti non hanno contribuito alla sua approvazione. Ribadisce quindi l'esigenza che nella prossima legislatura si possa ripartire dal testo approvato, ai fini di una sua adozione definitiva.
Paola GOISIS (LNP) si rammarica per la mancata attuazione definitiva del provvedimento in esame, il cui testo assumeva anche due proposte di legge presentate dal suo gruppo. Osserva, quindi, come sia importante il riconoscimento e la promozione della cultura italiana all'estero, anche come elemento di promozione dei commerci fra paesi. Considerando, poi, come sia importante preservare e promuovere la cultura dei territori, auspica che nella prossima legislatura si possa riprendere anche questo tema.
Emerenzio BARBIERI (PdL) ricorda i lunghi sforzi messi in atto fin dal 2006 per giungere all'approvazione di un provvedimento di riforma del settore, ringraziando in ogni caso tutti i colleghi per il lavoro fin qui compiuto.
Benedetto Fabio GRANATA (FLpTP) si rammarica, a nome del suo gruppo, per la mancata adozione definitiva del provvedimento in esame, anch'egli auspicando che nella prossima legislatura si possa giungere all'approvazione di una riforma generale del settore.
Manuela GHIZZONI (PD), presidente, si associa alle considerazioni dei colleghi, esprimendo rammarico per il lungo e fecondo lavoro che si lascia, in un testo condiviso, in eredità al nuovo Parlamento. Tiene a ricordare, d'altra parte, come i numerosissimi lavoratori del settore rappresentino una fonte di ricchezza non solo culturale ma anche economica per tutto il Paese. È positiva in ogni caso la consapevolezza che del problema il Parlamento ha raggiunto, anche in prospettiva di una sua futura soluzione definitiva. Avverte quindi che il testo del provvedimento come ulteriormente modificato verrà trasmesso alla Commissione bilancio per l'espressione del parere di competenza.
Disposizioni per la celebrazione del centenario della nascita di Alberto Burri.
Nuovo testo C. 5397 Verini.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 5 dicembre 2012.
Manuela GHIZZONI, presidente, avverte che sul nuovo testo della proposta di legge in esame, la V Commissione bilancio in data 12 dicembre 2012 ha espresso parere favorevole con condizioni. Avverte quindi che la relatrice ha predisposto alcuni emendamenti in recepimento del suddetto parere (vedi allegato 3).
Il sottosegretario Marco ROSSI DORIA esprime parere favorevole sugli emendamenti 5.1 e 6.1 del relatore.
La Commissione approva quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti 5.1 e 6.1 del relatore.
Maria COSCIA (PD), relatore, auspica che l'esame della proposta di legge possa concludersi, al più presto, in sede legislativa.
Disposizioni per la celebrazione del centenario della fondazione dell'Istituto nazionale per il dramma antico e per la valorizzazione dei siti e degli edifici storici di interesse culturale ad esso collegati.
C. 5239 Granata.
La Commissione prosegue l'esame della proposta di legge all'ordine del giorno, rinviato, da ultimo, nella seduta del 7 dicembre 2012.
Manuela GHIZZONI, presidente, avverte che sul nuovo testo del provvedimento in esame la I Commissione ha espresso un parere favorevole con osservazione. Si resta pertanto in attesa del parere delle Commissioni V, VIII, X e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.
Benedetto Fabio GRANATA (FLpTP), relatore, auspica che possa essere risollecitata l'espressione dei restanti pareri.
Manuela GHIZZONI, presidente, assicurando il relatore nel senso da lui auspicato, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
Apprendimento delle specificità antropologiche, culturali e storiche delle comunità territoriali.
Nuovo testo C. 1428 Goisis.
Manuela GHIZZONI, presidente, avverte che è pervenuto l'assenso del Governo al trasferimento in sede legislativa del provvedimento in esame.
Paola GOISIS (LNP), relatore, auspica una rapida conclusione dell'esame del provvedimento.
Manuela GHIZZONI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
Istituzione del fondo per il pluralismo dell'informazione e disposizioni relative all'utilizzo del fondo stesso.
Testo unificato C. 5270 Governo e C. 5116 Giulietti.
Manuela GHIZZONI, presidente, avverte che sul testo unificato in esame sono stati presentati emendamenti e articoli aggiuntivi (vedi allegato 4).
Ricardo Franco LEVI (PD), relatore, ricordando che il provvedimento in esame non reca oneri per l'Erario, esprime parere contrario sull'emendamento Zazzera 1.9; invita al ritiro dell'emendamento De Biasi 1.11; esprime parere contrario sugli emendamenti Carra 1.8 e Goisis 1.1 e 1.2. Invita, quindi, a ritirare gli emendamenti Goisis 1.3 e 1.4, in quanto contengono disposizioni già previste dalla normativa vigente. Esprime parere favorevole sull'emendamento Goisis 1.5, mentre esprime parere contrario sull'emendamento Goisis 1.6, in quanto contiene disposizioni rientranti nelle competenze normative dell'Unione europea ed è oneroso per l'Erario. Esprime parere favorevole sull'emendamento Carra 1.7, a condizione che sia riformulato, riservandosi di indicare la riformulazione, mentre esprime parere contrario sugli emendamenti De Biasi 1.12 e Zazzera 1.10.
Il sottosegretario Paolo PELUFFO esprime parere conforme a quello del relatore.
Pierfelice ZAZZERA (IdV), intervenendo sul complesso degli emendamenti, intende denunciare la situazione di eccezionale gravità in cui versa il settore dell'editoria, che il provvedimento in esame non risolve, mentre occorrerebbe invece liberare risorse finanziarie private, attualmente detenute da due soli soggetti sul mercato. Illustra, quindi, il suo emendamento 1.9 di cui raccomanda l'approvazione.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Zazzera 1.9.
Emilia Grazia DE BIASI (PD) ritira il suo emendamento 1.11.
Gabriella CARLUCCI (UdCpTP) ritira l'emendamento Carra 1.8, di cui è cofirmataria.
Paola GOISIS (LNP) ritira i suoi emendamenti 1.1 e 1.2.
Emilia Grazia DE BIASI (PD) chiede al rappresentante del Governo se sia disponibile ad assumere un impegno con riguardo all'onere per il rimborso alla società Poste italiane, nel senso configurato dall'emendamento 1.1, ritirato dal presentatore.
Il sottosegretario Paolo PELUFFO, rispondendo all'onorevole De Biasi, ritiene la soluzione proposta nell'emendamento 1.1, ritirato dal presentatore, ragionevole ma purtroppo onerosa per l'Erario, necessitando quindi di apposita copertura finanziaria. Auspica, quindi, in ogni caso che si possa giungere anche nella prossima legislatura ad una tale soluzione.
Paola GOISIS (LNP) ritira i suoi emendamenti 1.3, 1.4 e 1.6.
La Commissione approva quindi l'emendamento Goisis 1.5.
Ricardo Franco LEVI (PD), relatore, riterrebbe opportuno riformulare l'emendamento Carra 1.7 che si propone di utilizzare il previsto Fondo per il pluralismo dell'informazione anche per il sostegno dei trattamenti di pensione di vecchiaia anticipata per i giornalisti dipendenti da aziende in ristrutturazione o in riorganizzazione per crisi aziendale.
Manuela GHIZZONI, presidente, ritiene che la proposta del collega Levi debba essere valutata sia nel merito che nella forma, in quanto dalla relativa formulazione dipende se si tratti una riformulazione dell'emendamento in esame o di un ulteriore emendamento del relatore.
Emilia Grazia DE BIASI (PD) chiede chiarimenti al relatore sulla riformulazione proposta, al fine di comprendere se tali finanziamenti andrebbero indistintamente a tutte le aziende editoriali, ritenendo che non sia giusto dare contributi anche ai grandi gruppi, sottraendo risorse ad altri che più ne necessitano.
Emerenzio BARBIERI (PdL) chiede chiarimenti al relatore sulla riformulazione proposta, riservandosi di consultare su tali temi anche l'onorevole Palmieri che ha seguito i lavori del Comitato ristretto.
Il sottosegretario Paolo PELUFFO rassicura l'onorevole De Biasi nel senso che tali finanziamenti non andranno ai grandi gruppi editoriali, pur osservando come anche la grande editoria versa in uno stato di crisi che si fa ogni giorno più grave.
Ricardo Franco LEVI (PD), relatore, ricorda che ai contributi diretti è riservato il 60 per cento del fondo per il pluralismo, mentre a valere sulle restanti risorse si può ben prevedere un ammortizzatore sociale per i lavoratori del settore.
Giuseppe GIULIETTI (Misto) apprezza l'intenzione di tutelare le realtà lavorative nel settore editoriale ormai in crisi, anche prevedendo opportuni ammortizzatori sociali.
Manuela GHIZZONI, presidente, invita il relatore a valutare una definitiva soluzione nel merito, scegliendo se proporre una riformulazione dell'emendamento in esame 1.7. Propone quindi di accantonarlo.
La Commissione delibera quindi di accantonare l'emendamento 1.7.
Manuela GHIZZONI, presidente, prende atto della volontà dei gruppi di rinunciare alla facoltà di subemendare eventuali ulteriori emendamenti al riguardo presentati dal relatore.
Emilia Grazia DE BIASI (PD) ritira il suo emendamento 1.12.
Pierfelice ZAZZERA (IdV) illustra il suo emendamento 1.10, di cui raccomanda l'approvazione.
Giuseppe GIULIETTI (Misto) preannuncia il suo voto favorevole sull'emendamento Zazzera 1.10.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Zazzera 1.10.
Manuela GHIZZONI, presidente, propone quindi di sospendere la seduta, per consentire al relatore di definire una proposta relativa alla riformulazione dell'emendamento 1.7.
Manuela GHIZZONI, presidente, sospende quindi la seduta.
La seduta, sospesa alle 13,25, è ripresa alle 14.35.
Manuela GHIZZONI, presidente, avverte che il relatore ha presentato gli emendamenti 1.20 e 4.10 (vedi allegato 4).
Ricardo Franco LEVI (PD), relatore, raccomanda l'approvazione dei suoi emendamenti 1.20 e 4.10, invitando, quindi, al ritiro dell'emendamento Carra 1.7 e degli emendamenti 4.2 e 4.1.
Gabriella CARLUCCI (UdCpTP) ritira l'emendamento Carra 1.7, di cui è cofirmataria.
Il sottosegretario Paolo PELUFFO esprime parere favorevole sugli emendamenti 1.20 e 4.10 del relatore.
La Commissione approva quindi l'emendamento 1.20 del relatore.
Si passa quindi all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 2.
Ricardo Franco LEVI (PD), relatore, invita al ritiro degli emendamenti Zazzera 2.1 e Di Biagio 2.2, altrimenti il parere è contrario.
Pierfelice ZAZZERA (IdV) illustra il suo emendamento 2.1, contestando come i criteri di finanziamento indicati nel provvedimento in esame siano troppo generici.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Zazzera 2.1 e Di Biagio 2.2.
Si passa quindi all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 3.
Ricardo Franco LEVI (PD), relatore, invita al ritiro dell'emendamento De Biasi 3.2, altrimenti il parere è contrario, mentre esprime parere favorevole sull'emendamento Palmieri 3.1.
Il sottosegretario Paolo PELUFFO si rimette al parere del relatore, osservando come, in relazione al contenuto dell'emendamento De Biasi 3.2, per il finanziamento degli abbonamenti dell'editoria cartacea occorrerebbe una copertura finanziaria di gran lunga maggiore.
Emilia Grazia DE BIASI (PD) insiste per l'approvazione del suo emendamento 3.2, chiedendo al relatore e al rappresentante del Governo una modifica del parere espresso, tenuto conto che la sua proposta emendativa completa la previsione normativa esistente, con la specificazione dell'avverbio «prioritariamente». Ribadisce quindi che il Parlamento ha una propria autonomia rispetto al Governo che ritiene necessario mantenere.
Ricardo Franco LEVI (PD), relatore, alla luce dei chiarimenti forniti, modificando il parere precedente, esprime parere favorevole sull'emendamento 3.2.
Il sottosegretario Paolo PELUFFO è conforme al parere espresso dal relatore sull'emendamento De Biasi 3.2.
La Commissione approva quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti De Biasi 3.2 e Palmieri 3.1.
Si passa quindi all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 4.
Ricardo Franco LEVI (PD), relatore, raccomanda l'approvazione del suo emendamento 4.10 e invita al ritiro degli emendamenti Carra 4.2 e De Biasi 4.1, altrimenti il parere è contrario. Raccomanda quindi l'approvazione del suo articolo aggiuntivo *4.02, identico all'articolo aggiuntivo De Biasi *4.01, sul quale è favorevole.
Gabriella CARLUCCI (UdCpTP) ritira l'emendamento Carra 4.2, di cui è cofirmataria.
Emilia Grazia DE BIASI (PD) ritira il suo emendamento 4.1.
La Commissione approva quindi, con distinte votazioni, l'emendamento 4.10 del relatore e gli identici articoli aggiuntivi De Biasi *4.01 e *4.02 del relatore. Pag. 95
Si passa, infine, all'esame delle proposte emendative riferite agli articoli 5 e 6.
Ricardo Franco LEVI (PD) invita al ritiro dell'articolo aggiuntivo De Biasi 5.01, altrimenti il parere è contrario, mentre è favorevole all'emendamento Palmieri 6.1.
Emilia Grazia DE BIASI (PD), intervenendo sul suo articolo aggiuntivo 5.01, auspica che il Parlamento intenda ragionare su una consistenza economica più ampia. Ritira, ad ogni modo, il suo articolo aggiuntivo 5.01.
La Commissione approva quindi l'emendamento Palmieri 6.1.
Manuela GHIZZONI, presidente, avverte che il testo del provvedimento in esame, come modificato nel corso dell'esame in sede referente, verrà trasmesso alle Commissioni di merito per l'espressione del parere di competenza. Auspica che il proficuo lavoro svolto dalla Commissione possa, anche in questo caso, essere ripreso nella prossima legislatura.
Martedì 18 dicembre 2012. — Presidenza del presidente Manuela GHIZZONI. — Intervengono il sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali, Roberto Cecchi e il sottosegretario di Stato con delega all'informazione, la comunicazione, l'editoria e il coordinamento amministrativo, Paolo Peluffo.
Schema di decreto ministeriale recante criteri per l'utilizzo delle risorse destinate al piano straordinario per la chiamata dei professori universitari di seconda fascia per gli anni 2012 e 2013.
Atto n. 518.
Paola FRASSINETTI (PdL), relatore, illustra lo schema di decreto in esame, che dispone in merito all'utilizzo della quota parte del fondo di finanziamento ordinario (FFO) riservata dall'articolo 29, comma 9, della legge n. 240 del 2010 alla chiamata di professori di seconda fascia per il 2012 e il 2013; quantifica il relativo onere; indica i criteri di riparto della somma fra le università statali e gli istituti universitari ad ordinamento speciale; ribadisce infine, le procedure da utilizzare per la chiamata. Nel dettaglio, l'articolo 1 individua i criteri per la ripartizione fra le università statali e le istituzioni ad ordinamento speciale della quota parte del FFO, relativa all'anno 2012, destinata al piano straordinario per la chiamata di professori di seconda fascia. Tale quota, già individuata in 15 milioni di euro dal decreto ministeriale 16 aprile 2012, n. 71, recante criteri di ripartizione del FFO per l'anno 2012, corrisponde ad un importo a regime di 90 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013. Al riguardo, la relazione tecnico-illustrativa evidenzia che l'ammontare della quota parte per il 2012 e di quella per il 2013, deriva dalle somme complessivamente disponibili ai sensi dell'articolo 29, comma 9, della legge n. 240 del 2010, decurtate dell'onere a regime relativo alle assunzioni effettuate con le risorse relative agli anni precedenti. Inoltre – come già avvenuto per il 2011 –, tali quote sono calcolate in ragione della frazione d'anno di due dodicesimi (novembre e dicembre per ciascun anno). Dal punto di vista soggettivo, la ripartizione riguarda le università statali e le istituzioni ad ordinamento speciale. I criteri per l'assegnazione della Pag. 96quota si differenziano da quelli utilizzati nel 2011, in ragione delle novità normative intervenute, con particolare riferimento all'articolo 14, comma 2-quinquies, del decreto-legge n. 216 del 2011. Il criterio generale è costituito dalla previsione che ad ogni istituto universitario è attribuita una quota fissa e una quota variabile.
Ricorda, in particolare, che ad ogni istituzione universitaria è attribuita una quota fissa pari al costo medio di 1 posto di professore di seconda fascia (indicato dalla relazione tecnico-illustrativa in 84.106 euro – che, rapportato per il 2012 ai 2/12 di anno, porta a un importo di euro 14.018 per ateneo – e corrispondente a 0,7 punti organico); la relazione tecnico-illustrativa evidenzia che in tal modo si attua uno dei principi posti dall'articolo 14, comma 2-quinquies, del decreto-legge n. 216 del 2011, «con ciò superando l'esclusione dal beneficio per quelle università che avendo superato il limite previsto per l'incidenza delle spese di personale non potevano procedere a nuove assunzioni ai sensi dell'articolo 1, comma 1, del decreto-legge n. 180 del 2008, ora abrogato»; le risorse residue sono ripartite fra due gruppi cui afferiscono, rispettivamente, le istituzioni universitarie che concorrono alla ripartizione della quota premiale del FFO 2012 (ossia, della quota, finalizzata a promuovere l'incremento qualitativo delle attività delle università statali e a migliorare l'efficacia e l'efficienza nell'utilizzo delle risorse, prevista dall'articolo 2 del decreto-legge n. 180 del 2008) e quelle che non vi concorrono; in particolare, in base alla prima parte dell'alinea della lettera b) del comma 1 dello schema, la ripartizione delle risorse residue tra i gruppi avviene proporzionalmente alla somma delle assegnazioni del FFO attribuito a ciascun gruppo nell'anno 2012. Segnala che dalle tabelle esemplificative presenti nella relazione tecnico-illustrativa sembrerebbe in realtà evincersi che tale prima ripartizione è effettuata proporzionalmente alla somma delle assegnazioni relative al FFO consolidabile 2012. Al riguardo, pertanto, osserva che sembrerebbe opportuno un chiarimento. Inoltre, osserva che sembrerebbe necessario che di tale preliminare suddivisione fosse data evidenza anche nell'ambito della sezione II dell'Allegato 1, che costituisce parte integrante del decreto. Ricorda, poi, che la ripartizione all'interno di ciascun gruppo è effettuata applicando criteri distinti. In particolare, osserva che per le università statali che concorrono alla ripartizione della quota premiale del FFO 2012, si utilizza il peso della rispettiva quota – che costituisce l'indicatore della quota premiale utilizzato nel modello matematico di cui all'Allegato 1 –, secondo quanto indicato nella sezione I dello stesso Allegato 1, che corrisponde al modello di ripartizione della quota premiale FFO 2012 di cui all'Allegato 1 del già citato decreto ministeriale n. 71 del 2012. Al riguardo, ricorda che il decreto ministeriale n. 71 del 2012 ha disposto che i 910 milioni di euro costituenti la quota premiale 2012 sono distribuiti per il 34 per cento – 309 milioni di euro – sulla base degli indicatori relativi alla qualità dell'offerta formativa e ai risultati dei processi formativi e per il restante 66 per cento – 601 milioni di euro – sulla base degli indicatori relativi alla qualità della ricerca scientifica. Inoltre, osserva che per le 16 università che non hanno partecipato al riparto delle risorse relative al piano straordinario per la chiamata di professori di seconda fascia relativo al 2011, a causa del superamento del limite di spesa per il personale, allora previsto, si dispone l'attribuzione di un coefficiente moltiplicativo pari a 1,5. La relazione tecnico-illustrativa evidenzia che, in tal modo, si attua il principio di perequazione previsto dall'articolo 14, comma 2-quinquies, del decreto-legge n. 216 del 2011. Ricorda che per le università statali che non concorrono al riparto della quota premiale del FFO 2012 – fra le quali, come evidenzia la relazione tecnico-illustrativa, le università per stranieri) e per gli istituti universitari ad ordinamento speciale, si utilizza il peso della relativa quota di FFO consolidabile 2012 rispetto al totale costituito dalle quote di FFO consolidabile 2012 assegnate alle istituzioni afferenti al medesimo Pag. 97gruppo, che costituisce l'indicatore relativo al peso sul sistema del FFO consolidabile richiamato nel modello matematico di cui all'Allegato 1. Inoltre, ai valori ottenuti per ciascuna istituzione in base ai criteri sopra indicati, si applica, in maniera analoga per entrambi i gruppi, un ulteriore coefficiente moltiplicativo finalizzato a graduare gli importi da assegnare, in base al criterio indicato dall'articolo 14, comma 2-quinquies, del decreto-legge n. 216 del 2011. Il coefficiente in questione – che non può in ogni caso superare il valore di 1,5, al fine, indicato dalla relazione tecnico-illustrativa, di contenere la graduazione – è pari al rapporto fra le seguenti misure: l'82 per cento della somma delle entrate 2011 relative al FFO e al Fondo per la programmazione del sistema universitario, nonché delle entrate derivanti da tasse, soprattasse e contributi universitari, al netto delle spese per fitti passivi; la somma delle spese di personale e degli oneri di ammortamento annuo a carico del bilancio di ateneo sostenuti al 31 dicembre 2011. Al riguardo, la relazione tecnico-illustrativa evidenzia che un valore del rapporto inferiore ad 1 indica una situazione non virtuosa. Il peso della quota premiale (o della quota FFO) di ciascuna istituzione così ottenuto viene poi «normalizzato», al fine di riportare a 100 la somma relativa a ciascuno dei due gruppi. Tale indicatore di ateneo normalizzato è infine utilizzato per il calcolo della quota variabile da assegnare a ciascuna istituzione. Segnala che, al punto 3 dell'articolo 1, occorre eliminare il riferimento all'articolo 7 del decreto legislativo n. 49 del 2012, poiché lo stesso non reca definizioni.
Osserva, quindi, che l'articolo 2 individua i criteri per l'assegnazione della quota 2013, che viene determinata dal medesimo articolo in 5 milioni di euro a decorrere dal 2013. Più correttamente, la relazione tecnico-illustrativa chiarisce che la quota per l'anno 2013 ammonta a 0,83 milioni di euro, corrispondente ad un onere a regime di 5 milioni di euro a decorrere dal 2014. Infatti, se la quota 2013 fosse pari a 5 milioni di euro – essendo, come già detto, calcolata in ragione di due dodicesimi d'anno – ciò porterebbe ad un onere a regime di 30 milioni di euro a decorrere dal 2014, rispetto al quale lo stanziamento di cui all'articolo 29, comma 9, della legge n. 240 del 2010 risulterebbe incapiente. Rileva, pertanto, la necessità di apportare la dovuta modifica all'articolo 2. A differenza di quanto disposto per il 2012, osserva che per il 2013 non è prevista una quota fissa, ma solo una quota variabile. Per quest'ultima si utilizzano – sempre con riferimento alla quota premiale del FFO 2012 e al FFO consolidabile 2012 – gli stessi criteri già ante illustrati, fatta eccezione per il coefficiente perequativo. Al riguardo, la relazione tecnico-illustrativa evidenzia che ciò è motivato dalla circostanza che la perequazione, con riferimento alle università che non hanno usufruito della quota 2011, è già operata con riferimento al 2012. Segnala che non è chiaro perché all'articolo 2, comma 1, lettera a), punto 3, si faccia riferimento alle assegnazioni e alle spese relative al 2011 e non a quelle relative al 2012. Inoltre, con riguardo alla prima parte dell'alinea della lettera a) del medesimo comma, nonché alla sezione III dell'Allegato 1, si rinvia alle osservazioni già formulate, rispettivamente, con riguardo all'articolo 1, comma 1, lettera b), e alla sezione II dell'Allegato 1. Rileva che all'articolo 1, comma 1, lettera b), punti 1) e 2), nonché all'articolo 2, comma 1, lettera a), punti 1) e 2), sarebbe opportuno sostituire le parole «concorrono alla quota premiale» con le parole «concorrono al riparto della quota premiale». Inoltre, al punto 2) di entrambi gli articoli, osserva che sarebbe opportuno aggiungere, in fine, le parole «sul totale costituito dalla somma delle quote di FFO consolidabile 2012 assegnate alle istituzioni afferenti al medesimo gruppo». Ricorda, poi, che l'articolo 3 ribadisce, anzitutto, quanto già indicato dalle norme vigenti in materia con riferimento: all'utilizzo delle risorse secondo le procedure indicate dagli articoli 18 e 24, comma 6, della legge n. 240 del 2010, nonché dall'articolo 1, comma 9, della legge n. 230 del 2005; all'equiparazione dell'idoneità conseguita ai sensi della Pag. 98legge 210 del 1998, limitatamente al periodo di durata della stessa, all'abilitazione scientifica nazionale, ai sensi dell'articolo 29, comma 8, della legge n. 240 del 2010; al fatto che alle chiamate in questione non si applicano le norme vigenti in materia di turn-over, di cui all'articolo 66, comma 13, del decreto-legge n. 112 del 2008. Ribadisce, inoltre, che ogni università statale vincola le risorse corrispondenti ad almeno un quinto dei posti disponibili di professore associato alla chiamata di soggetti «esterni», ossia soggetti che negli ultimi tre anni non hanno prestato servizio, non sono stati titolari di assegni di ricerca, o non sono stati iscritti a corsi nella stessa università. Si tratta del principio stabilito dall'articolo 18, comma 4, della legge n. 240 del 2010, con riferimento alla programmazione triennale dei reclutamenti, per tutti i professori di ruolo: dunque, la sua applicabilità si ricavava già dal richiamo alle procedure di cui all'articolo 18 della legge n. 240 del 2010, presente nel comma 1 dell'articolo 3 in esame. Dispone, infine, che, nel caso di chiamata di un professore o di un ricercatore precedentemente in servizio presso un altro ateneo, quest'ultimo utilizza le conseguenti economie integralmente per il reclutamento di professori associati. La relazione tecnico-illustrativa precisa che ciò potrà avvenire anche in deroga alle percentuali di cui all'articolo 4 del decreto legislativo n. 49 del 2012. Si tratta di una richiesta formulata al MIUR dal MEF- Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato allegata allo schema di decreto in esame, in ragione del fatto che l'utilizzo delle risorse per l'assunzione di ricercatori e di professori di prima fascia «porterebbe a veicolare su altre categorie di personale risorse che il legislatore aveva finalizzato alla chiamata di professori associati». Conclusivamente, la relazione tecnico-illustrativa evidenzia che le risorse saranno assegnate previa trasformazione in punti organico, così da tener conto, nel medio-lungo termine, del costo medio dell'assunzione. In particolare, la relazione evidenzia che, posto il valore di 1 punto organico per un professore di prima fascia, per un costo medio di euro 120.151, il piano 2012 si traduce in una assegnazione, a regime, di circa 749 punti organico, cui si aggiungono circa 41 punti organico del piano 2013. Evidenzia, inoltre, che il numero delle unità che possono essere assunte con le risorse disponibili varia a seconda del numero delle chiamate di personale già in servizio nell'ateneo, ovvero di nuove assunzioni. In particolare, la stessa relazione stima un reclutamento di circa 3.100 unità.
Segnala infine, all'articolo 3, comma 4, l'opportunità di sostituire le parole «mantiene integralmente le conseguenti economie per essere destinate» con le parole «destina integralmente le conseguenti economie». Illustra quindi una proposta di parere favorevole con condizioni e osservazioni (vedi allegato 5).
Manuela GHIZZONI, presidente, nessuno chiedendo di intervenire rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
Martedì 18 dicembre 2012. — Presidenza del presidente Manuela GHIZZONI. — Intervengono il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca, Marco Rossi Doria, e il sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali, Roberto Cecchi.
5-04035 Tommaso Foti: Chiarimenti sulla «collezione di Alberto Bruni Tedeschi».
Il sottosegretario Roberto CECCHI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 6).
Tommaso FOTI (PdL), replicando, si dichiara non soddisfatto della risposta fornita dal rappresentante del Governo, ricordando come ad una precedente interrogazione presentata nel 2007, il Governo Pag. 99avesse risposto che non vi era la relativa autorizzazione. Osserva come adesso, invece, nella risposta dell'Esecutivo si afferma che il permesso sarebbe stato rilasciato, anche se non sono stati reperiti i documenti amministrativi che lo possono comprovare. Ritiene si tratti di una risposta tartufesca che dice qualcosa, ma che in realtà omette di dire tutto, senza alcuno sforzo degli uffici del ministero di coordinare le risposte già svolte.
5-07320 Maurizio Turco: Sulle intese tra Stato Italiano e CEI siglate il 28 giugno 2012.
Il sottosegretario Marco ROSSI DORIA risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 7).
Maurizio TURCO, replicando, si dichiara insoddisfatto della risposta che giunge con estremo ritardo da parte del Ministero, evidenziando come permanga da parte dello Stato la rinuncia a disciplinare le modalità di insegnamento della religione, rimettendo alla CEI la decisione esclusiva al riguardo.
5-07613 De Pasquale: Sull'incarico del signor Antonio Corsi presso il MIBAC.
Il sottosegretario Roberto CECCHI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 8).
Manuela GHIZZONI (PD), replicando in qualità di cofirmataria, prende atto della risposta fornita dal rappresentante del Governo che tardivamente ha chiarito il ruolo del signor Antonio Corsi in seno al Ministero, pur manifestando forti perplessità sull'accaduto.
5-07719 Farina Coscioni: Sul rifiuto di iscrizione di una studentessa disabile da parte di varie università.
Il sottosegretario Marco ROSSI DORIA risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 9).
Maurizio TURCO, replicando in qualità di cofirmatario, si dichiara soddisfatto della risposta.
5-08049 Siragusa: Sull'attività lavorativa di modelli viventi presso Accademie e licei artistici.
Il sottosegretario Marco ROSSI DORIA risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 10).
Alessandra SIRAGUSA (PD), replicando, si dichiara non soddisfatta della risposta fornita dal rappresentante del Governo, che non tiene conto della necessità di trovare idonee soluzioni per l'inquadramento professionale di tale tipologia di lavoratori. Auspica, quindi, che nella prossima legislatura si potrà definire lo status professionale dei modelli viventi che risultano essenziali per la didattica. Ricorda, infatti, come dopo gli ultimi provvedimenti volti a conseguire risparmi di spesa, gli istituti non abbiano neanche fondi sufficienti per lavorare con i modelli viventi.
5-08063 Zazzera: Iniziative volte a garantire ai docenti la retribuzione per ferie non godute per l'anno scolastico 2011-2012.
Il sottosegretario Marco ROSSI DORIA risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 11).
Pierfelice ZAZZERA (IdV), replicando, si dichiara non soddisfatto della risposta fornita dal rappresentante del Governo.
5-08456 Lorenzin: Sul sorteggio delle commissioni per l'abilitazione scientifica nazionale.
Il sottosegretario Marco ROSSI DORIA risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 12).
Giancarlo MAZZUCA (PdL), replicando, in qualità di cofirmatario, si dichiara soddisfatto della risposta inequivocabile e precisa fornita dal rappresentante del Governo.
5-08495 Tocci: Sul personale precario dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV).
Il sottosegretario Marco ROSSI DORIA risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 13).
Manuela GHIZZONI, presidente, replicando, in qualità di cofirmataria, rileva che motivi di soddisfazione per la risposta del rappresentante del Governo sono parzialissimi, in quanto i problemi segnalati nell'atto di sindacato ispettivo non sono stati evasi. Ricorda, quindi, che in sede di esame parlamentare è stato approvato un apposito emendamento al decreto-legge sullo sviluppo che consente di prorogare i contratti in scadenza relativi al personale in questione. Rileva, al riguardo, come tale disposizione, non risolve tuttavia la situazione di precarietà in cui versano i ricercatori e il personale dell'ente. Manca infatti un disegno di riforma di lungo periodo, che possa dare risposte adeguate per svolgere un lavoro fondamentale per il Paese quale quello della prevenzione dei fenomeni sismici.
Dichiara quindi concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.
Martedì 18 dicembre 2012. — Presidenza del presidente Manuela GHIZZONI. — Intervengono il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca, Marco Rossi Doria e il sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali, Roberto Cecchi.
Modifica della disciplina transitoria del conseguimento delle qualifiche professionali di restauratore di beni culturali e di collaboratore restauratore di beni culturali.
C. 5613, approvato in un testo unificato dalla 7a Commissione permanente del Senato, e abbinate C. 4547 Berretta e C. 4818 Bossa.
(Discussione e approvazione).
Manuela GHIZZONI, presidente e relatore, avverte che la pubblicità dei lavori della seduta odierna è assicurata anche tramite la trasmissione attraverso l'impianto audiovisivo a circuito chiuso, ai sensi dell'articolo 65, comma 2 del regolamento. Non essendovi obiezioni, così rimane stabilito. Ricorda che la I Commissione affari Costituzionali ha espresso parere favorevole con osservazioni; la Commissione per le questioni regionali ha espresso parere favorevole con osservazione; le altre Commissioni hanno espresso un parere favorevole.
Si passa all'esame dell'articolo 1.
La Commissione approva quindi l'articolo 1.
La Commissione approva quindi l'articolo 2.
Benedetto Fabio GRANATA (FLpTP) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sul provvedimento in esame, che rappresenta un segnale incoraggiante per offrire un primo riconoscimento alla professionalità dei lavoratori del settore, anche se ancora molto resta da fare.
Emilia Grazia DE BIASI (PD) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sul provvedimento in esame, ricordando che vi è un gran numero di professionisti anche giovani che attende di veder riconosciuta la propria professionalità. Osserva, quindi, che il provvedimento è assolutamente opportuno per risolvere le attuali incertezze normative e assicurare, quindi, la qualità degli interventi di restauro, Pag. 101mediante il riconoscimento da parte del Ministero della relativa attività professionale.
Paola GOISIS (LNP) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo, associandosi alle considerazioni dei colleghi.
Gabriella CARLUCCI (UdCpTP) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sul provvedimento in esame, che mira al riconoscimento di un professione di elevata qualificazione.
Pierfelice ZAZZERA (IdV) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sul provvedimento in esame.
Enzo CARRA (UdCpTP) tiene a sottolineare, preannunciando il suo voto favorevole, come si tratti del necessario riconoscimento professionale di una figura, quale quella del restauratore, di peculiare qualità e competenza per il Paese.
Il sottosegretario Marco ROSSI DORIA esprime soddisfazione per il provvedimento in esame.
Manuela GHIZZONI, presidente e relatore, intende ringraziare i colleghi per il senso di responsabilità manifestato nel pervenire ad una rapida approvazione del provvedimento in discussione. Esprime comunque rammarico per il mancato riconoscimento che tuttora si registra di altre importanti professioni nel settore delle attività e dei beni culturali.
Il sottosegretario Roberto CECCHI intende ringraziare la Commissione per la rapidità con cui ha svolto l'esame del provvedimento a cui il Ministero tiene in modo particolare, certo che lo stesso provvedimento farà da apristrada per futuri riconoscimenti delle altre professioni del mondo culturale. Tiene a sottolineare, fra l'altro, come tale provvedimento potrà produrre effetti positivi in termini di crescita economica.
Manuela GHIZZONI, presidente, non essendovi obiezioni, avverte che la Presidenza si intende autorizzata al coordinamento formale del testo, ai sensi dell'articolo 90, comma 2, del Regolamento.
La Commissione approva quindi, con votazione nominale finale, il testo della proposta di legge n. 5613, approvato in un testo unificato dalla 7a Commissione permanente del Senato, risultando assorbite le abbinate proposte di legge C. 4547 Berretta e C. 4818 Bossa.
Valorizzazione del sistema dell'alta formazione e specializzazione artistica e musicale. (C. 4822 sen. Asciutti, approvata dal Senato, e abbinate C. 814 Angela Napoli e C. 3808 Carlucci).
Modifiche al codice dei beni culturali e del paesaggio, in materia di professioni dei beni culturali.
C. 1614 Madia.

References: articolo 2
e contrario
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in fine