Source: https://www.perildono.it/la-fondazione/
Timestamp: 2020-07-16 15:41:01+00:00

Document:
La Fondazione | Fondazione Italia per il dono
promuovere il dono, democratizzando la filantropia attraverso l’intermediazione filantropica
una comunità in cui ciascuno, grazie al dono, possa testimoniare la propria umanità contribuendo alla definizione e realizzazione del bene comune
Grazie al contributo e al supporto di Fondazione Allianz UMANAMENTE, Assifero (Associazione italiana fondazioni ed enti di erogazione), Fondazione italiana Charlemagne a finalità umanitarie onlus, Gruppo ERSEL Investimenti S.p.A., CFO Sim S.p.A., Consiglio Nazionale del Notariato, INTEK Group S.p.A. e l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano ha preso vita la Fondazione Italia per il dono ONLUS, una nuova struttura non profit capace di offrire servizi filantropici a livello nazionale e internazionale a tutti quei soggetti che vogliono dare organicità e coerenza alle loro erogazioni.
La Fondazione nasce dalla volontà di diffondere anche in Italia quello che è il strumento più sofisticato ed efficace che la filantropia istituzionale abbia mai sviluppato: l’intermediazione filantropica, la quale si sta sviluppando con tassi di crescita esponenziale in tutto il mondo.
L’esperienza delle fondazioni di comunità, introdotte in Italia nel 1999, ha mostrato come per permettere lo sviluppo di questo strumento era necessario:
Un’organizzazione in grado di dar vita a partnership con i principali istituti bancari e assicurativi, gli ordini professionali e le associazioni di categoria e che per questo doveva operare a livello nazionale;
Un ente che potesse assistere quei donatori che hanno esigenze che non possono essere confinate in un determinato territorio e che quindi non potrebbero utilizzare le fondazioni di comunità;
Un incubatore che potesse favorire la nascita di nuove fondazioni di comunità in quei territori che ne sono ancora sprovvisti.
La fattibilità nel contesto italiano di una siffatta istituzione è stata sperimentata per più di due anni dal Comitato per la promozione del dono onlus, nato il 13 dicembre 2011, con lo scopo di testare lo strumento nel nostro Paese. Grazie agli esiti incoraggianti di questa sperimentazione nel 2014 è nata la Fondazione Italia per il dono onlus che sta concretamente dimostrando di essere una risposta efficace a tutti questi bisogni.
Per perseguire la sua Missione, nella sua operatività concreta la Fondazione Italia per il dono testimonia la volontà di:
Servire i donatori evitando qualsiasi conflitto d’interessi. F.I.Do non ha progetti propri e non gestisce campagna di raccolta fondi per conto terzi, ma si concentra esclusivamente nell’aiutare i donatori a perseguire i loro obiettivi.
Garantire alti standard a costi contenuti, diversificando le fondi d’entrata grazie al contributo dei fondatori, dei sostenitori, di donazioni istituzionali e del 5 per mille dei propri organi; mantenendo una struttura leggera con l’informatizzazione; riducendo o eliminando i costi bancari.
Porsi al servizio di chi ha un interesse oggettivo a promuovere l’intermediazione filantropica come le istituzioni finanziarie offrendo loro la propria infrastruttura anche in white label.
Non essere tutto a tutti, ma concentrarsi sulle proprie competenze, mettendo a disposizione dei donatori una rete di professionisti per soddisfare tutte le loro esigenze.
Favorire lo sviluppo del privato sociale evitando di entrare in competizione con gli enti non profit, ma utilizzandoli, quando è possibile, come fornitori, mettendosi a disposizione di chi vuole creare un proprio intermediario filantropico e promuovendo concretamente la cultura del dono.
Sviluppare sempre nuovi servizi per i donatori, come, per esempio, una piattaforma di crowdfunding, uno strumento per gestire le donazioni via busta paga, delle app per permettere ai commercianti di destinare le loro donazioni sulla base delle indicazioni dei clienti.
Agire con umiltà evitando i proclami, ma facendo parlare i fatti.
Perseguire una crescita sostenibile in modo da poter garantire relazioni personali e un’elevata qualità del servizio.
Comitato Strategico:
Fabrizio Carazzai
Paolo M. Mori
Consulente filantropico junior:
Comunicazione e Donor Care:
Elena Abbruzzese
Statuto della “Fondazione Italia per il Dono”
1. È costituita una Fondazione denominata
“FONDAZIONE ITALIA PER IL DONO ONLUS”
(di seguito la “Fondazione”) che avrà l’obbligo di utilizzare la locuzione “organizzazione non lucrativa di utilità sociale” o l’acronimo “ONLUS” in ogni rapporto con i terzi.
2.1 La Fondazione ha sede legale in Milano.
La variazione di indirizzo all’interno del medesimo Comune è deliberata dal Consiglio di Amministrazione con le maggioranze di cui all’articolo 10 del presente statuto. Nei trenta giorni successivi, il verbale relativo al trasferimento di indirizzo dovrà essere depositato presso la Prefettura competente. Il trasferimento di indirizzo acquista efficacia verso i terzi dal momento dell’iscrizione del trasferimento nel Registro delle Persone Giuridiche.
2.2.Delegazioni e uffici potranno essere costituiti, sia in Italia che all’estero, per svolgere, in via accessoria e strumentale rispetto alle finalità della Fondazione, attività di promozione nonché di sviluppo ed incremento della necessaria rete di relazioni nazionali e internazionali di supporto alla Fondazione stessa.
Articolo 3- Scopo e Attività
3.1 La Fondazione non ha scopo di lucro, persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale, e si prefigge di promuovere la cultura della solidarietà e della responsabilità sociale, sviluppando la pratica del dono, in collaborazione con chi già opera in tal senso, in particolare con le strutture di intermediazione filantropica già operanti sul territorio e con le fondazioni di comunità.
3.2 La Fondazione svolge la propria attività nel settore della beneficenza, sia diretta che indiretta, attraverso l’elargizione di risorse monetarie e non monetarie con utilizzo di somme provenienti dalla gestione patrimoniale o da donazioni appositamente raccolte, anche con modalità innovative, a favore di enti senza scopo di lucro che operano prevalentemente nei settori di cui all’art. 10 comma 1, lettera a) del lgs 460/97, per la realizzazione diretta o indiretta di progetti di utilità sociale.
3.3. La Fondazione non può svolgere attività diverse da quelle istituzionali, ad eccezione di quelle attuate per la realizzazione di progetti propri, nel rispetto delle disposizioni in materia di fondazioni, con particolare riferimento a quelle poste a tutela del patrimonio.
La Fondazione opera sia in Italia che all’estero.
La Fondazione ha l’obbligo di impiegare gli avanzi di gestione nella realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.
Articolo 4- Attività strumentali, accessorie e connesse
4.1 La Fondazione, nel perseguimento delle proprie finalità istituzionali, potrà, a titolo esemplificativo e non esaustivo, porre in essere le seguenti attività:
a) assistere coloro che intendono donare e sensibilizzare alla cultura del dono;
b) promuovere la raccolta, diretta o indiretta, di fondi da erogare a favore di progetti ed iniziative di utilità sociale,nel rispetto delle disposizioni in materia di fondazioni;
c) collaborare con altri enti privati o pubblici impegnati in iniziative di erogazione a favore di progetti perseguenti finalità d’utilità sociale;
d) sostenere iniziative volte a creare al proprio interno stabili fondi di dotazione destinati a finalità d’utilità sociale, in linea con i propri scopi, anche relativamente a specifiche aree geografiche o particolari settori d’intervento, che, una volta costituiti, potranno essere modificati e/o liquidati unicamente, nel rispetto di quanto convenuto con i donatori, per l’avvenuto raggiungimento dello scopo, per la sopravvenuta impossibilità di raggiungerlo, per esaurimento del patrimonio dedicato; in questi casi i beni del fondo che residuano dopo la liquidazione sono devoluti, con deliberazione del Consiglio di Amministrazione, sentito il parere del Collegio dei Revisori, ad altri fondi della Fondazione aventi finalità analoghe, ovvero, in mancanza, ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale;
e) attuare ogni forma di stabile collaborazione ed integrazione con enti, pubblici e privati, e organizzazioni che operino per la crescita civile, culturale e sociale;
f) sviluppare una maggiore consapevolezza circa i bisogni e le potenzialità della società civile, anche attraverso la promozione e l’effettuazione di ricerche, studi, convegni, seminari, pubblicazioni e periodici;
g) promuovere la costituzione di nuove realtà di intermediazione filantropica in grado di rispondere ad esigenze non ancora soddisfatte; costituire e partecipare ad associazioni, fondazioni, enti ed istituzioni, pubbliche o private, italiane o straniere, le cui attività risultino organiche o funzionali a quelle svolte dalla Fondazione;
h) assumere il ruolo di trustee o di altre funzioni nell’ambito di trust costituiti per il perseguimento di finalità d’utilità sociale compresa la tutela di specifici soggetti svantaggiati.
4.2 La Fondazione non potrà svolgere attività diverse da quelle sopra indicate, ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse in conformità al disposto dell’art. 10 del D. Lgs. 460/97.
Articolo 5 – Fondo di Dotazione
Il Fondo di Dotazione della Fondazione è costituito:
a) dalla dotazione iniziale, quale risulta dall’atto costitutivo;
b) dalle pubbliche e private contribuzioni con destinazione espressa e/o deliberata dal Consiglio di Amministrazione ad incremento del Fondo di Dotazione;
c) da ogni altro bene che pervenga alla Fondazione a qualsiasi titolo e che sia espressamente destinato ad incremento del Fondo di Dotazione;
d) dai residui di gestione non utilizzati e non trasferiti ai successivi esercizi;
Il Consiglio di Amministrazione può costituire amministrazioni separate per i beni pervenuti alla Fondazione in forza di donazioni e/o lasciti testamentari per il perseguimento di particolari finalità indicate dai donatori.
La Fondazione potrà altresì acquisire da altri enti e gestire analoghi fondi aventi destinazioni specifiche, impegnandosi a mantenerne, per quanto possibile, tali destinazioni originarie, purché non in contrasto con le proprie finalità.
La Fondazione finanzia le proprie attività con:
a) le rendite e i proventi derivanti dalla gestione del Fondo di Dotazione;
b) le erogazioni liberali e i contributi pubblici e privati versati alla Fondazione per il raggiungimento del suo scopo;
c) le somme derivanti da alienazione di beni facenti parte del Fondo di Dotazione, destinate a finalità diverse dall’incremento del Fondo di Dotazione per delibera del Consiglio di Amministrazione;
d) i ricavi delle attività istituzionali, accessorie, strumentali e connesse svolte a titolo oneroso;
e) gli avanzi di gestione dei precedenti esercizi.
il Consiglio Strategico;
8.1 La Fondazione è amministrata da un Consiglio di Amministrazione (di seguito anche solo “Consiglio”) composto da otto membri, nominati come segue:
quattro Consiglieri nominati dal Comitato dei Sostenitori;
tre consiglieri nominati dal Consiglio Strategico.
un consigliere nominato dal Consiglio di Amministrazione con il ruolo di Consigliere Delegato con la rappresentanza generale per tutti gli affari allo stesso delegati. Il Consiglio d’Amministrazione potrà revocare il Consigliere Delegato ed eventualmente sostituirlo con altra persona di sua fiducia che assumerà la stessa qualifica.
8.2 I membri del Consiglio dovranno essere in possesso di requisiti di onorabilità e comprovata esperienza nei campi della filantropia, delle professioni, del management, dell’accademia o delle attività sociali.Questi requisiti verranno verificati dal Consiglio stesso nella prima adunanza disponibile.
8.3 I membri così nominati durano in carica per quattro esercizi e quindi fino all’approvazione del bilancio relativo al quarto esercizio successivo alla loro nomina. Il Consiglio Strategico e il Comitato dei Sostenitori possono determinare che la durata della carica non sia coincidente per tutti i membri, al fine di garantire un cambiamento progressivo dei membri del Consiglio e continuità all’attività della Fondazione.
8.4 I membri del Consiglio di Amministrazione, con la sola eccezione dell’eventuale Consigliere Delegato che può essere riconfermato senza limiti di tempo, possono essere rieletti unicamente per non più di due mandati. Non può essere nominato consigliere e, se nominato, decade dal suo ufficio, l’interdetto, l’inabilitato, il fallito o chi è stato condannato ad una pena che comporta l’interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici o l’incapacità ad esercitare uffici direttivi.
8.5 In caso di dimissioni, decadenza o decesso di un Consigliere si procede alla sua sostituzione secondo le modalità indicate nel presente articolo. Nel caso in cui il Consiglio Strategico e/o il Comitato dei Sostenitori non provvedano alla sostituzione dei membri entro due mesi dal verificarsi dell’evento che ha determinato la cessazione dalla carica, il Consiglio di Amministrazione provvederà, mediante cooptazione, alla nomina dei nuovi Consiglieri. I Consiglieri così nominati resteranno in carica per il periodo determinato all’atto della loro nomina.
Articolo 9 – Competenze del Consiglio di Amministrazione
9.1 Al Consiglio di Amministrazione è affidata l’amministrazione ordinaria e straordinaria della Fondazione. In particolare, il Consiglio, oltre a quanto eventualmente previsto in altre disposizioni del presente statuto:
b) redige e approva annualmente il bilancio consuntivo e preventivo; il bilancio consuntivo (comprensivo della contabilità relativa ai singoli fondi) dovrà essere trasmesso alla Prefettura competente entro sessanta giorni dalla relativa approvazione, unitamente ai regolamenti dei fondi approvati nell’esercizio di riferimento;
c) delibera sull’accettazione delle donazioni e dei lasciti testamentari, nel rispetto del principio di trasparenza e valutando la presenza di eventuali conflitti di interessi tra donatore e Fondazione;
d) decide la destinazione degli avanzi di gestione ad incremento del Fondo di Dotazione e la devoluzione dei beni dei fondi a seguito della liquidazione, ai sensi dell’articolo 4, lettera d) del presente statuto;
e) definisce la struttura operativa della Fondazione;
f) conferisce incarichi professionali;
h) sottoscrive contratti di qualsiasi natura;
i) amministra il patrimonio della Fondazione, che dovrà essere investito con l’obiettivo di conseguire un rendimento compatibile con la conservazione del valore reale dello stesso nel lungo periodo tenendo in considerazione, per quanto possibile l’impatto sociale ed ambientale degli investimenti;
j) delibera, sentito il parere obbligatorio ma non vincolante del Comitato dei Sostenitori, eventuali modifiche allo statuto e operazioni straordinarie e le sottopone alle autorità competenti per l’approvazione, nei modi e ai sensi di legge;
k) delibera, sentito il parere obbligatorio ma non vincolante del Comitato dei Sostenitori, in merito allo scioglimento della Fondazione e alla devoluzione del patrimonio;
l) approva i regolamenti interni di cui il Consiglio di Amministrazione ritenga opportuno dotarsi;
m) delibera la costituzione e la partecipazione a fondazioni, associazioni, imprese sociali, consorzi, società, e, in generale, enti privati o pubblici sia in Italia che all’estero;
n) può attribuire la carica meramente onorifica di Presidente Onorario, sentito il parere obbligatorio, ma non vincolante del Comitato dei Sostenitori. Il Consiglio può delegare alcune funzioni espressamente determinate a singoli consiglieri o ad un comitato esecutivo composto da tre/cinque dei suoi membri;
o) può nominare, revocare e stabilire l’eventuale compenso del Consigliere Delegato. Tali delibere dovranno prese in assenza di quest’ultimo;
p) può nominare procuratori per determinati atti o categorie di atti, il tutto nei limiti individuati con propria deliberazione assunta e depositata nelle forme di legge; può avvalersi di consulenti.
Articolo 10 – Riunioni del Consiglio di Amministrazione
10.1 Il Consiglio di Amministrazione si riunisce presso la sede della Fondazione o anche altrove sia in Italia che all’estero.
10.2 Le riunioni del Consiglio di Amministrazione sono convocate, di sua iniziativa o quando gli venga fatta richiesta motivata da almeno un consigliere, dal Presidente o da altro consigliere o da persona designata dal Presidente, con avviso contenente l’ordine del giorno, spedito con lettera raccomandata, telefax, messaggio di posta elettronica certificata o semplice, a condizione che venga garantita in ogni caso la prova dell’avvenuta ricezione, almeno dieci giorni prima della data della riunione o, in caso di urgenza, almeno due giorni prima.
10.3 Le adunanze del Consiglio di Amministrazione e le sue deliberazioni sono valide, anche senza convocazione formale, quando intervengono tutti i consiglieri in carica.
Il Consiglio di Amministrazione delibera validamente quando siano presenti la maggioranza dei suoi componenti in carica; le delibere sono adottate a maggioranza assoluta di voti dei presenti.
10.4 Le riunioni del Consiglio di Amministrazione sono presiedute dal Presidente ovvero, in caso di sua assenza, dal Vice Presidente, o, in caso di assenza anche di quest’ultimo, dalla persona designata dai consiglieri presenti.
10.5 Delle riunioni del Consiglio è redatto verbale, sottoscritto dal Presidente e dal Segretario generale o dal segretario della riunione. Le funzioni di segretario delle riunioni sono svolte dal Segretario generale della Fondazione o, in caso di sua assenza, e comunque nei casi nei quali il Presidente lo ritenga opportuno, da persona designata dal Consiglio stesso.
10.6 Le riunioni del Consiglio di Amministrazione si possono svolgere anche mediante mezzi di telecomunicazione, alle seguenti condizioni di cui si darà atto nei relativi verbali:
a) che sia consentito al Presidente della riunione di accertare l’identità degli intervenuti, regolare lo svolgimento della riunione, constatare e proclamare i risultati delle votazioni;
b) che sia consentito al soggetto verbalizzante di percepire adeguatamente gli eventi della riunione oggetto di verbalizzazione;
c) che sia consentito agli intervenuti di partecipare alla discussione ed alla votazione simultanea sugli argomenti all’ordine del giorno, nonché di visionare, ricevere o trasmettere documenti;
d) che nell’avviso di convocazione siano indicati i luoghi in cui è attivo il collegamento. Verificandosi tali presupposti, la riunione si ritiene svolta nel luogo ove sono presenti il Presidente della riunione e il soggetto verbalizzante. Il Presidente Onorario, ove nominato, può partecipare alle adunanze del Consiglio senza diritto di voto.
11.1 Il Presidente è nominato dal Consiglio di Amministrazione tra i suoi membri. Ha la legale rappresentanza della Fondazione di fronte ai terzi e in giudizio; nel corso della prima riunione il Consiglio nomina il Vice Presidente.
Il Presidente esegue le deliberazioni del Consiglio ed esercita i poteri che lo stesso gli delega in via generale o di volta in volta. In caso di urgenza il Presidente può adottare i provvedimenti di competenza del Consiglio di Amministrazione, salva la ratifica da parte di questo nella sua prima riunione. Il Presidente ha la facoltà di rilasciare procure speciali per singoli atti e di nominare avvocati e procuratori alle liti.
11.2 Il Vice Presidente sostituisce e fa le veci del Presidente in caso di sua assenza o impedimento. La firma del Vice Presidente fa prova dell’assenza o dell’impedimento del Presidente.
12.1 Il Segretario generale è nominato dal Consiglio di amministrazione tra i suoi membri o anche all’esterno, tra persone che abbiano maturato esperienza nei settori di attività della Fondazione.
12.2 Sovrintende all’attività tecnica e finanziaria della Fondazione, cura ed è responsabile dell’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione e del comitato esecutivo, se nominato. A tal fine compie ogni atto necessario e conseguente riferendo al Consiglio di Amministrazione, cui compete il coordinamento e la vigilanza sull’esecuzione delle attività gestiorie.
12.3 Possono inoltre essere delegati al Segretario generale ulteriori poteri finalizzati all’esecuzione di specifiche delibere, di volta in volta, adottate dal Consiglio di Amministrazione, o in generale ogni potere connesso all’implementazione, al coordinamento, all’esecuzione e alla buona riuscita di progetti approvati dal Consiglio di Amministrazione volti al conseguimento degli scopi della Fondazione.
12.4 Il Segretario generale redige e sottoscrive con il Presidente i verbali delle riunioni del Consiglio di Amministrazione, sottoscrive la corrispondenza e ogni atto esecutivo delle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione.
12.5 Provvede, previa autorizzazione del Consiglio di Amministrazione, all’eventuale assunzione di personale, determinandone l’inquadramento e il trattamento economico, con il relativo potere disciplinare in conformità con le norme di legge.
Articolo 13 – Consiglio Strategico
13.1 Il Consiglio Strategico è composto da un minimo di cinque ad un massimo di quindici persone che svolgono ruoli di primaria importanza per la vita sociale ed economica del Paese e che vogliono promuovere strategie volte a sostenere il dono in Italia.
13.2 Il Consiglio Strategico si riunisce una volta all’anno con lo scopo di elaborare linee strategiche su come promuovere il dono.
I primi cinque membri del Consiglio Strategico verranno nominati dal Consiglio d’Amministrazione entro un anno dall’approvazione del presente statuto. In seguito il Consiglio Strategico si rinnova e si integra per cooptazione. I membri del Consiglio restano in carica 4 esercizi.
13.3 Le riunioni del Consiglio Strategico sono presiedute dal Presidente della Fondazione o un suo rappresentante.
14.1 Il Collegio dei Revisori è composto da tre membri scelti tra gli iscritti nel Registro dei Revisori legali, nominati inizialmente nell’atto costitutivo e successivamente dal Comitato dei sostenitori.
14.2 Il Collegio dei Revisori dura in carica sino all’approvazione del bilancio consuntivo relativo al terzo esercizio successivo alla sua nomina e i suoi membri sono riconfermatili.
14.3 Il Collegio dei Revisori è incaricato del controllo della regolarità dell’amministrazione e della contabilità della Fondazione, predispone le relazioni ai bilanci consuntivi e preventivi, ne riferisce al Consiglio di Amministrazione ed effettua le verifiche di cassa.
Il Collegio dei Revisori assiste alle riunioni del Consiglio di Amministrazione.
Articolo 15 – Comitato dei Sostenitori
15.1 Il Comitato dei Sostenitori è composto dai soggetti (persone fisiche o enti) che partecipano in misura rilevante all’attività della Fondazione con donazioni e/o contributi di natura economica e/o professionale, sulla base di un regolamento predisposto dal Consiglio d’Amministrazione che stabilisca i requisiti necessari per essere membro del Comitato e le eventuali diverse tipologie di sostenitori in funzione del loro apporto alla vita della Fondazione.
15.2 I membri del Comitato dei Sostenitori durano in carica sino a quando sono in regola con quanto stabilito dal regolamento sopra
Sono inoltre membri di diritto del Comitato dei Sostenitori:
un rappresentante del Presidente pro-tempore del Consiglio nazionale del Notariato;
un rappresentante del Presidente pro-tempore del Consiglio nazionale dei Dottori Commercialisti e degli EspertiContabili;
un rappresentante del Presidente pro-tempore di Assifero – Associazione Italiana Enti e Fondazioni diErogazione
15.3 Nel caso i Sostenitori fossero troppo numerosi è possibile costituire un’assemblea dei sostenitori che si riunisce una volta all’anno e nomina i propri rappresentanti all’interno del Comitato dei Sostenitori.
15.4 Alle riunioni del Comitato dei Sostenitori si applicano le disposizioni di cui all’art. 10 del presente statuto, in quanto compatibili.
15.5 Il Comitato dei sostenitori nomina quattro Consiglieri d’Amministrazione e i componenti del Collegio dei Revisori.
Il Comitato dei Sostenitori esprime pareri non vincolanti sull’attività della Fondazione quando previsto nel presente statuto o richiesto dal Consiglio di Amministrazione.
Le riunioni del Comitato dei Sostenitori sono presiedute dal Presidente della Fondazione o un suo rappresentante.
Tutte le cariche sono gratuite, salvo il rimborso delle spese per lo svolgimento dell’ufficio, fatta eccezione per il Segretario generale e per l’eventuale consigliere delegato, ai quali può essere riconosciuto un compenso nella misura determinata dal Consiglio di Amministrazione all’atto della nomina, e comunque nel rispetto di quanto previsto al comma 6 dell’art. 10 del D. Lgs. 460/97.
Articolo 17 – Esercizio Finanziario – Bilancio – Utili e avanzi di gestione
17.1 L’esercizio finanziario della Fondazione ha inizio il 1 gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno.
17.2 Entro il mese di dicembre di ogni anno il Consiglio di Amministrazione approva il bilancio economico di previsione dell’esercizio successivo ed entro il 30 aprile di ogni anno il bilancio consuntivo relativo all’esercizio finanziario conclusosi il 31 dicembre precedente.
17.3 Nella redazione del bilancio, costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa, in ossequio alle norme vigenti tempo per tempo, dovranno essere seguiti i principi previsti dagli articoli del Codice Civile in tema di società di capitali.
17.4 È fatto espresso divieto alla Fondazione di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita della Fondazione a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge.
Gli utili e gli avanzi di gestione dovranno essere obbligatoriamente impiegati per la realizzazione delle attività istituzionali o di quelle ad esse direttamente connesse.
Articolo 18 – Operazioni straordinarie
La trasformazione, la fusione e la scissione della Fondazione, nonché ogni altra operazione straordinaria, sono deliberate dal Consiglio di Amministrazione sentito il parere obbligatorio, ma non vincolante, del Comitato dei Sostenitori.
19.1 La Fondazione si estingue nei casi previsti dagli Articoli 27 e 28 c.
In caso di estinzione della Fondazione, il Consiglio di Amministrazione nomina uno o più liquidatori, che verranno scelti fra i suoi membri.
19.2 In caso di scioglimento, per qualsiasi causa, tutti i beni della Fondazione che residuano dopo eseguita la liquidazione, devono essere devoluti, su indicazione del Consiglio di Amministrazione, ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.
19.3 Qualora il fondo di dotazione e il fondo di gestione non fossero sufficienti a far fronte alle obbligazioni della Fondazione i debiti residui verranno rimborsati pro quota dai fondi gestiti dalla Fondazione con la sola eccezione dei fondi destinati a specifiche persone disabili costituiti ai sensi della legge n. 112/2016.
Per tutto quanto non espressamente previsto nel presente statuto, si intendono richiamate le disposizioni del Codice Civile in tema di Fondazioni, il D. Lgs. 460/97 e le altre norme di legge in materia.
rapporto Bilancio

References: Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 13

Articolo 15

Articolo 17

Articolo 18