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Timestamp: 2019-02-19 05:55:13+00:00

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Legge Fallimentare: Articoli da 161 a 266
ARTICOLI 161 - 266
Articolo 161 Domanda di concordato (1). (legge fallimentare)
Il piano e la documentazione di cui ai commi precedenti devono essere accompagnati dalla relazione di un professionista in possesso dei requisiti di cui all'articolo 67, terzo comma, lettera d), che attesti la veridicita' dei dati aziendali e la fattibilita' del piano medesimo (2).
La domanda di concordato e' comunicata al pubblico ministero (3).
(2) Comma sostituito dall'articolo 12, comma 3, del D.Lgs. 12 settembre 2007 n.169, con la decorrenza indicata nell'articolo 22 del medesimo D.Lgs. 169/2007.
(3) Comma aggiunto dall'articolo 12, comma 3, del D.Lgs. 12 settembre 2007 n.169, con la decorrenza indicata nell'articolo 22 del medesimo D.Lgs. 169/2007.
Articolo 162 Inammissibilita' della proposta (1) (2). (legge fallimentare)
Articolo 163 Ammissione alla procedura (1). (legge fallimentare)
Il tribunale, ove non abbia provveduto a norma dell'articolo 162, commi primo e secondo, con decreto non soggetto a reclamo, dichiara aperta la procedura di concordato preventivo; ove siano previste diverse classi di creditori, il tribunale provvede analogamente previa valutazione della correttezza dei criteri di formazione delle diverse classi (2).
4) stabilisce il termine non superiore a quindici giorni entro il quale il ricorrente deve depositare nella cancelleria del tribunale la somma pari al 50 per cento delle spese che si presumono necessarie per l'intera procedura, ovvero la diversa minor somma, non inferiore al 20 per cento di tali spese, che sia determinata dal giudice. Su proposta del commissario giudiziale, il giudice delegato puo' disporre che le somme riscosse vengano investite secondo quanto previsto dall' articolo 34, primo comma (3).
Qualora non sia eseguito il deposito prescritto, il commissario giudiziale provvede a norma dell' articolo 173, primo comma (2).
(1) Articolo così sostituito dall'articolo 2, comma 1 del D.L. 14 marzo 2005, n. 35.
(2) Comma modificato dall'articolo 12, comma 5, del D.Lgs. 12 settembre 2007 n.169, con la decorrenza indicata nell'articolo 22 del medesimo D.Lgs. 169/2007.
(3) Numero modificato dall'articolo 12, comma 5, del D.Lgs. 12 settembre 2007 n.169, con la decorrenza indicata nell'articolo 22 del medesimo D.Lgs. 169/2007.
Articolo 164 Decreti del giudice delegato (1). (legge fallimentare)
(1) Articolo sostituito dall'articolo 141 del D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, con effetto a decorrere dal 16 luglio 2006.
Articolo 165 Commissario giudiziale. (legge fallimentare)
Articolo 166 Pubblicità del decreto (1) (legge fallimentare)
Il decreto e' pubblicato, a cura del cancelliere, a norma dell'articolo 17. Il tribunale può, inoltre, disporne la pubblicazione in uno o più giornali, da esso indicati (2).
(1) Articolo sostituito dall'articolo 142 del D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, con effetto a decorrere dal 16 luglio 2006.
(2) Comma modificato dall'articolo 12, comma 6, del D.Lgs. 12 settembre 2007 n.169, con la decorrenza indicata nell'articolo 22 del medesimo D.Lgs. 169/2007.
Articolo 167 Amministrazione dei beni durante la procedura. (legge fallimentare)
Durante la procedura di concordato, il debitore conserva l'amministrazione dei suoi beni e l'esercizio dell'impresa, sotto la vigilanza del commissario giudiziale (1).
Con il decreto previsto dall'articolo 163 o con successivo decreto, il tribunale può stabilire un limite di valore al di sotto del quale non è dovuta l'autorizzazione di cui al secondo comma (2).
(1) Comma modificato dall'articolo 143, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, con effetto a decorrere dal 16 luglio 2006.
(2) Comma inserito dall'articolo 143, comma 1, lettera b) del D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, con effetto a decorrere dal 16 luglio 2006.
Articolo 168 Effetti della presentazione del ricorso. (legge fallimentare)
Dalla data della presentazione del ricorso e fino al momento in cui il decreto di omologazione del concordato preventivo diventa definitivo, i creditori per titolo o causa anteriore al decreto non possono, sotto pena di nullità, iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore (1).
(1) Comma modificato dall'articolo 13 del D.Lgs. 12 settembre 2007 n.169, con la decorrenza indicata nell'articolo 22 del medesimo D.Lgs. 169/2007.
Articolo 169 Norme applicabili. (legge fallimentare)
Si applicano, con riferimento alla data di presentazione della domanda di concordato, le disposizioni degli articoli 45 , 55, 56, 57, 58, 59, 60, 61, 62, 63 (1) (2).
(1) Comma modificato dall'articolo 144 del D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, con effetto a decorrere dal 16 luglio 2006.
(2) La Corte costituzionale, con sentenza 19 dicembre 1986, n. 300, aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale del combinato disposto dell'articolo 59, richiamato dal presente articolo, nella parte in cui escludeva le rivalutazioni dei crediti di lavoro per il periodo successivo alla domanda di concordato preventivo.
Successivamente la Corte costituzionale, con sentenza sentenza 18 luglio 1989, n. 408, aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale degli articoli 54, comma terzo, e 55, comma primo, nonchè del presente articolo laddove richiama l'art. 55, nella parte in cui, nelle procedure di fallimento, del debitore e di concordato preventivo, non estendevano la prelazione agli interessi dovuti sui crediti privilegiati delle società o enti cooperativi di produzione e di lavoro, di cui all'art. 2751-bis, n. 5, del c.c., che rispondono ai requisiti prescritti dalla legislazione in tema di cooperazione.
Articolo 170 Scritture contabili. (legge fallimentare)
Articolo 171 Convocazione dei creditori. (legge fallimentare)
Il commissario giudiziale deve procedere alla verifica dell'elenco dei creditori e dei debitori con la scorta delle scritture contabili presentate a norma dell'art. 161 , apportando le necessarie rettifiche.
Il commissario giudiziale provvede a comunicare con raccomandata o con telegramma ai creditori un'avviso contenente la data di convocazione dei creditori e le proposte del debitore.
Articolo 172 Operazioni e relazione del commissario. (legge fallimentare)
Articolo 173 Revoca dell'ammissione al concordato e dichiarazione del fallimento nel corso della procedura (1) . (legge fallimentare)
Il commissario giudiziale, se accerta che il debitore ha occultato o dissimulato parte dell'attivo, dolosamente omesso di denunciare uno o piu' crediti, esposto passivita' insussistenti o commesso altri atti di frode, deve riferirne immediatamente al tribunale, il quale apre d'ufficio il procedimento per la revoca dell'ammissione al concordato, dandone comunicazione al pubblico ministero e ai creditori.
Articolo 174 Adunanza dei creditori. (legge fallimentare)
Possono intervenire anche i coobbligati, i fideiussori del debitore egli obbligati in via di regresso.
Articolo 175 Discussione della proposta di concordato. (legge fallimentare)
La proposta di concordato non puo' piu' essere modificata dopo l'inizio delle operazioni di voto (1).
(1) Comma aggiunto dall'articolo 15, comma 1, del D.Lgs. 12 settembre 2007 n.169, con la decorrenza indicata nell'articolo 22 del medesimo D.Lgs. 169/2007.
Articolo 176 Ammissione provvisoria dei crediti contestati. (legge fallimentare)
Articolo 177 Maggioranza per l'approvazione del concordato (1). (legge fallimentare)
Il concordato e' approvato dai creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi al voto. Ove siano previste diverse classi di creditori, il concordato e' approvato se tale maggioranza si verifica inoltre nel maggior numero di classi.
(1) Articolo sostituito dall'articolo 2, comma 1 del D.L. 14 marzo 2005, n. 35 e dall'articolo 15, comma 2, del D.Lgs. 12 settembre 2007 n.169, con la decorrenza indicata nell'articolo 22 del medesimo D.Lgs. 169/2007.
Articolo 178 Adesioni alla proposta di concordato. (legge fallimentare)
Le adesioni, pervenute per telegramma o per lettera o per telefax o per posta elettronica nei venti giorni successivi alla chiusura del verbale, sono annotate dal cancelliere in calce al medesimo e sono considerate ai fini del computo della maggioranza dei crediti (1).
(1) Comma sostituito dall'articolo 15, comma 3, del D.Lgs. 12 settembre 2007 n.169, con la decorrenza indicata nell'articolo 22 del medesimo D.Lgs. 169/2007.
Articolo 179 Mancata approvazione del concordato. (legge fallimentare)
Se nei termini stabiliti non si raggiungono le maggioranze richieste dal primo comma dell'articolo 177, il giudice delegato ne riferisce immediatamente al tribunale, che deve provvedere a norma dell'art. 162, secondo comma (1) .
(1) Comma modificato dall'articolo 16, comma 1, del D.Lgs. 12 settembre 2007 n.169, con la decorrenza indicata nell'articolo 22 del medesimo D.Lgs. 169/2007.
Articolo 180 Giudizio di omologazione (1). (legge fallimentare)
(1) Articolo sostituito dall'articolo 2, comma 1 del D.L. 14 marzo 2005, n. 35 e dall'articolo 16, comma 2, del D.Lgs. 12 settembre 2007 n.169, con la decorrenza indicata nell'articolo 22 del medesimo D.Lgs. 169/2007.
Articolo 181 (Chiusura della procedura) (1). (legge fallimentare)
La procedura di concordato preventivo si chiude con il decreto di omologazione ai sensi dell' articolo 180 . L'omologazione deve intervenire nel termine di sei mesi dalla presentazione del ricorso ai sensi dell' articolo 161; il termine può essere prorogato per una sola volta dal tribunale di sessanta giorni.
Articolo 182 Provvedimenti in caso di cessione di beni. (legge fallimentare)
Se il concordato consiste nella cessione dei beni e non dispone diversamente, il tribunale nomina nel decreto di omologazione uno o più liquidatori e un comitato di tre o cinque creditori per assistere alla liquidazione e determina le altre modalità della liquidazione (1).
Si applicano ai liquidatori gli articoli 28, 29, 37, 38, 39 e 116 in quanto compatibili (2).
Si applicano al comitato dei creditori gli articoli 40 e 41 in quanto compatibili. Alla sostituzione dei membri del comitato provvede in ogni caso il tribunale (2).
Le vendite di aziende e rami di aziende, beni immobili e altri beni iscritti in pubblici registri, nonche' le cessioni di attivita' e passivita' dell'azienda e di beni o rapporti giuridici individuali in blocco devono essere autorizzate dal comitato dei creditori (2).
Si applicano gli articoli da 105 a 108-ter in quanto compatibili (2).
(1) Comma modificato dall'articolo 16, comma 3, del D.Lgs. 12 settembre 2007 n.169, con la decorrenza indicata nell'articolo 22 del medesimo D.Lgs. 169/2007.
(2) Comma aggiunto dall'articolo 16, comma 3, del D.Lgs. 12 settembre 2007 n.169, con la decorrenza indicata nell'articolo 22 del medesimo D.Lgs. 169/2007.
Articolo 182 Bis Accordi di ristrutturazione dei debiti (1) . (legge fallimentare)
L'imprenditore in stato di crisi puo' domandare, depositando la documentazione di cui all' articolo 161, l'omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti stipulato con i creditori rappresentanti almeno il sessanta per cento dei crediti, unitamente ad una relazione redatta da un professionista in possesso dei requisiti di cui all'articolo 67, terzo comma, lettera d) sull'attuabilita' dell'accordo stesso, con particolare riferimento alla sua idoneita' ad assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei.
Dalla data della pubblicazione e per sessanta giorni i creditori per titolo e causa anteriore a tale data non possono iniziare o proseguire azioni cautelari o esecutive sul patrimonio del debitore. Si applica l' articolo 168, secondo comma.
(1) Articolo aggiunto dall'articolo 2, comma 1 del D.L. 14 marzo 2005, n. 35 e successivamente sostituito dall'articolo 16, comma 4, del D.Lgs. 12 settembre 2007 n.169, con la decorrenza indicata nell'articolo 22 del medesimo D.Lgs. 169/2007..
Articolo 182 Ter Transazione fiscale (1) (legge fallimentare)
Con il piano di cui all'articolo 160 il debitore può proporre il pagamento, anche parziale, dei tributi amministrati dalle agenzie fiscali e dei relativi accessori, limitatamente alla quota di debito avente natura chirografaria anche se non iscritti a ruolo, ad eccezione dei tributi costituenti risorse proprie dell'Unione europea. La proposta può prevedere la dilazione del pagamento. Se il credito tributario è assistito da privilegio, la percentuale, i tempi di pagamento e le eventuali garanzie non possono essere inferiori a quelli offerti ai creditori che hanno un grado di privilegio inferiore o a quelli che hanno una posizione giuridica ed interessi economici omogenei a quelli delle agenzie fiscali; se il credito tributario ha natura chirografaria, il trattamento non può essere differenziato rispetto a quello degli altri creditori chirografari.
Copia della domanda e della relativa documentazione, contestualmente al deposito presso il tribunale, deve essere presentata al competente concessionario del servizio nazionale della riscossione ed all'ufficio competente sulla base dell'ultimo domicilio fiscale del debitore, unitamente alla copia delle dichiarazioni fiscali per le quali non è pervenuto l'esito dei controlli automatici nonché delle dichiarazioni integrative relative al periodo sino alla data di presentazione della domanda, al fine di consentire il consolidamento del debito fiscale. Il concessionario, non oltre trenta giorni dalla data della presentazione, deve trasmettere al debitore una certificazione attestante l'entità del debito iscritto a ruolo scaduto o sospeso. L'ufficio, nello stesso termine, deve procedere alla liquidazione dei tributi risultanti dalle dichiarazioni ed alla notifica dei relativi avvisi di irregolarità, unitamente ad una certificazione attestante l'entità del debito derivante da atti di accertamento ancorché non definitivi, per la parte non iscritta a ruolo, nonché da ruoli vistati, ma non ancora consegnati al concessionario. Dopo l'emissione del decreto di cui all'articolo 163, copia dell'avviso di irregolarità e delle certificazioni devono essere trasmessi al Commissario giudiziale per gli adempimenti previsti dall'articolo 171, primo comma, e dall'articolo 172. In particolare, per i tributi amministrati dall'agenzia delle dogane, l'ufficio competente a ricevere copia della domanda con la relativa documentazione prevista al primo periodo, nonché a rilasciare la certificazione di cui al terzo periodo, si identifica con l'ufficio che ha notificato al debitore gli atti di accertamento.
Il debitore puo' effettuare la proposta di cui al primo comma anche nell'ambito delle trattative che precedono la stipula dell'accordo di ristrutturazione di cui all'articolo 182-bis. La proposta di transazione fiscale e' depositata presso gli uffici indicati nel secondo comma, che procedono alla trasmissione e alla liquidazione ivi previste. Nei successivi trenta giorni l'assenso alla proposta di transazione e' espresso relativamente ai tributi non iscritti a ruolo, ovvero non ancora consegnati al concessionario del servizio nazionale della riscossione alla data di presentazione della domanda, con atto del direttore dell'ufficio, su conforme parere della competente direzione regionale, e relativamente ai tributi iscritti a ruolo e gia' consegnati al concessionario del servizio nazionale della riscossione alla data di presentazione della domanda, con atto del concessionario su indicazione del direttore dell'ufficio, previo conforme parere della competente direzione generale. L'assenso cosi' espresso equivale a sottoscrizione dell'accordo di ristrutturazione (2).
(1) Articolo inserito dall'articolo 146 del D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, con effetto a decorrere dal 16 luglio 2006.
(2) Comma sostituito dall'articolo 16, comma 5, del D.Lgs. 12 settembre 2007 n.169, con la decorrenza indicata nell'articolo 22 del medesimo D.Lgs. 169/2007.
Articolo 183 Reclamo (1) (2). (legge fallimentare)
Con lo stesso reclamo e' impugnabile la sentenza dichiarativa di fallimento, contestualmente emessa a norma dell' articolo 180, settimo comma.
(1) Articolo sostituito dall'articolo 16, comma 6, del D.Lgs. 12 settembre 2007 n.169, con la decorrenza indicata nell'articolo 22 del medesimo D.Lgs. 169/2007.
(2) La Corte costituzionale, con sentenza 12 novembre 1974, n. 255, aveva precedentemente dichiarato la illegittimità costituzionale del terzo comma del precedente articolo, nella parte in cui, per le parti costituite, faceva decorrere il termine per proporre appello contro la sentenza che omologa o respinge il concordato preventivo dall'affissione, anziché dalla data di ricezione della comunicazione della stessa.
Con la medesima sentenza aveva dichiarato, altresì, l'illegittimità costituzionale dello stesso comma, nella parte in cui faceva decorrere dall'affissione i termini per ricorrere in cassazione contro la sentenza di appello che decide in merito alla omologazione o reiezione del concordato preventivo.
Articolo 184 Effetti del concordato per i creditori. (legge fallimentare)
Articolo 185 Esecuzione del concordato. (legge fallimentare)
Si applica il secondo comma dell' art. 136.
Articolo 186 Risoluzione e annullamento del concordato. (legge fallimentare)
Si applicano le disposizioni degli articoli 137 e138, in quanto compatibili, intendendosi sostituito al curatore il commissario giudiziale.
(1) Articolo sostituito dall'articolo 17 del D.Lgs. 12 settembre 2007 n.169, con la decorrenza indicata nell'articolo 22 del medesimo D.Lgs. 169/2007.
Articolo 187 Domanda di ammissione alla procedura (1). (legge fallimentare)
[ L'imprenditore che si trova in temporanea difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, se ricorrono le condizioni previste dai numeri 1, 2 e 3 del primo comma dell'articolo 160 e vi siano comprovate possibilità di risanare l'impresa, può chiedere al tribunale il controllo della gestione della sua impresa e dell'amministrazione dei suoi beni a tutela degli interessi dei creditori per un periodo non superiore a due anni.
La domanda si propone nelle forme stabilite dall' articolo 161.] (2)
(1) Articolo sostituito dall'articolo 1 della legge 24 luglio 1978, n. 391.
(2) Articolo abrogato dall'articolo 147, comma 1 del D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, con effetto a decorrere dal 16 luglio 2006.
Articolo 188 Ammissione alla procedura. (legge fallimentare)
[ Il tribunale, se concorrono le condizioni stabilite dalla legge e se ritiene il debitore meritevole del beneficio, ammette il ricorrente alla procedura di amministrazione controllata con decreto non soggetto a reclamo. Con lo stesso provvedimento:
3) nomina il commissario giudiziale secondo le disposizioni degli artt. 27, 28e 29;
Il decreto è pubblicato a norma dell'art. 166 e per la durata della procedura produce gli effetti stabiliti dagli artt. 167 e168.
Si applicano inoltre le disposizioni degli articoli 164 , 165, 170 a 173.] (1)
(1) Articolo abrogato dall'articolo 147, comma 1 del D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, con effetto a decorrere dal 16 luglio 2006.
Articolo 189 Adunanza dei creditori. (legge fallimentare)
[ Alla deliberazione dei creditori si applicano le disposizioni degli artt. 174, 175, 176, primo comma, 177, quarto comma, 178 primo, secondo e terzo comma.
Si tiene conto a tutti gli effetti dei voti dati per lettera o per telegramma, purché pervenuti prima della chiusura delle operazioni.
Se le maggioranze prescritte non sono raggiunte cessano gli effetti del decreto di ammissione alla procedura.] (1)
Articolo 190 Provvedimenti del giudice delegato. (legge fallimentare)
[ Se le maggioranze prescritte sono raggiunte, il giudice delegato, tenuto conto del parere dei creditori intervenuti all'adunanza, nomina con decreto un comitato di tre o cinque creditori che assiste il commissario giudiziale.
Contro il decreto del giudice delegato è ammesso reclamo da parte di ogni interessato entro dieci giorni dalla sua data. Il tribunale decide in camera di consiglio con decreto non soggetto a gravame (1).] (2)
(1) La Corte costituzionale, con sentenza 26 luglio 1988, n. 881, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma, nella parte in cui si fa decorrere il termine di decadenza di dieci giorni per il reclamo avverso il provvedimento del giudice delegato di cessazione degli effetti dell'amministrazione controllata, dalla data del decreto anziché dalla sua rituale comunicazione all'interessato.
Articolo 191 Poteri di gestione del commissario giudiziale. (legge fallimentare)
[ Durante la procedura il tribunale, su istanza di ogni interessato o d'ufficio sentito il comitato dei creditori, può con decreto non soggetto a reclamo affidare al commissario giudiziale in tutto o in parte la gestione dell'impresa e l'amministrazione dei beni del debitore, determinando i poteri.
Il decreto è pubblicato a norma dell'art. 166 .
In tal caso il commissario al termine del suo ufficio deve rendere conto della sua amministrazione a norma dell'art. 116 .] (1)
Articolo 192 Relazioni dell'amministrazione e revoca dell'amministrazione controllata. (legge fallimentare)
[ Il commissario giudiziale riferisce ogni due mesi al giudice delegato sull'andamento dell'impresa.
Se in qualunque momento risulta che l'amministrazione controllata non può utilmente essere continuata, il giudice delegato, promuove dal tribunale la dichiarazione di fallimento salva la facoltà dell'imprenditore di proporre il concordato preventivo secondo le disposizioni del titolo precedente.] (1)
Articolo 193 Fine dell'amministrazione controllata. (legge fallimentare)
[ Il debitore che dimostra di essere in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni può chiedere al tribunale anche prima del termine stabilito la cessazione della procedura. In tal caso il tribunale provvede con decreto pubblicato a norma dell'art. 17.
Se al termine dell'amministrazione controllata risulta che l'impresa non è in condizioni di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni, si applica il terzo comma dell'articolo precedente.] (1)
Articolo 194 Norme applicabili. (legge fallimentare)
Sono abrogate le disposizioni delle leggi speciali, incompatibili con quelle degli artt. 195, 196, 200, 201, 202, 203, 209, 211 e 213.
Articolo 195 Accertamento giudiziario dello stato d'insolvenza anteriore alla liquidazione coatta amministrativa (1). (legge fallimentare)
Se un'impresa soggetta a liquidazione coatta amministrativa con esclusione del fallimento si trova in stato di insolvenza, il tribunale del luogo dove l'impresa ha la sede principale, su richiesta di uno o più creditori, ovvero dell'autorità che ha la vigilanza sull'impresa o di questa stessa, dichiara tale stato con sentenza. Il trasferimento della sede principale dell'impresa intervenuto nell'anno antecedente l'apertura del procedimento, non rileva ai fini della competenza.
Contro la sentenza predetta può essere proposto reclamo da qualunque interessato, a norma degli articoli 18 e 19 (2) .
(1) Articolo sostituito dall'articolo 148 del D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, con effetto a decorrere dal 16 luglio 2006.
La Corte costituzionale, con sentenza 27 giugno 1972, n. 110, aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale del secondo comma del presente articolo, nella parte in cui non prevedeva l'obbligo per il tribunale di disporre la comparizione del debitore in camera di consiglio per l'esercizio del diritto di difesa nel corso dell'istruttoria diretta ad accertare lo stato di insolvenza dell'impresa soggetta a liquidazione coatta amministrativa con esclusione del fallimento.
Successivamente la Corte costituzionale, con sentenza 4 luglio 2001, n. 211, aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale del quarto comma del presente articolo, nella parte in cui prevedeva che il termine per proporre opposizione contro la sentenza che dichiarava lo stato di insolvenza di impresa soggetta a liquidazione coatta amministrativa decorresse, anche per l'impresa, dall'affissione invece che dalla notificazione della sentenza.
(2) Comma modificato dall'articolo 18, comma 1, del D.Lgs. 12 settembre 2007 n.169, con la decorrenza indicata nell'articolo 22 del medesimo D.Lgs. 169/2007.
Articolo 196 Concorso fra fallimento e liquidazione coatta amministrativa. (legge fallimentare)
Articolo 197 Provvedimento di liquidazione. (legge fallimentare)
Il provvedimento che ordina la liquidazione entro dieci giorni dalla sua data è pubblicato integralmente, a cura dell'autorità che lo ha emanato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed è comunicato per l'iscrizione all'ufficio del registro delle imprese, salve le altre forme di pubblicità disposte nel provvedimento.
Articolo 198 Organi della liquidazione amministrativa. (legge fallimentare)
Con il provvedimento che ordina la liquidazione o con altro successivo viene nominato con commissario liquidatore. È altresì nominato un comitato di sorveglianza di tre o cinque membri scelti fra persone particolarmente esperte nel ramo di attività esercitato dall'impresa, possibilmente fra i creditori.
Articolo 199 Responsabilità del commissario liquidatore. (legge fallimentare)
Si applicano al commissario liquidatore le disposizioni degli artt. 32 , 37 e 38, primo comma, intendendosi sostituiti nei poteri del tribunale e del giudice delegato quelli dell'autorità che vigila sulla liquidazione.
Articolo 200 Effetti del provvedimento di liquidazione per l'impresa. (legge fallimentare)
Dalla data del provvedimento che ordina la liquidazione si applicano gli artt. 42, 44, 45, 46 e 47 e se l'impresa è una società o una persona giuridica cessano le funzioni delle assemblee e degli organi di amministrazione e di controllo, salvo per il caso previsto dall'art. 214.
Articolo 201 Effetti della liquidazione per i creditori e sui rapporti giuridici preesistenti. (legge fallimentare)
Articolo 202 Accertamento giudiziario dello stato d'insolvenza. (legge fallimentare)
Se l'impresa al tempo in cui è stata ordinata la liquidazione, si trovava in stato d'insolvenza e questa non è stata preventivamente dichiarata a norma dell'art. 195, il tribunale del luogo dove l'impresa ha la sede principale, su ricorso del commissario liquidatore o su istanza del pubblico ministero, accerta tale stato con sentenza in camera di consiglio, anche se la liquidazione è stata disposta per insufficienza di attivo.
Articolo 203 Effetti dell'accertamento giudiziario dello stato d'insolvenza. (legge fallimentare)
Accertato giudizialmente lo stato d'insolvenza a norma degli artt. 195 o 202 , sono applicabili con effetto dalla data del provvedimento che ordina la liquidazione le disposizioni del titolo II, capo III, sezione III, anche nei riguardi dei soci a responsabilità illimitata (1).
Il commissario liquidatore presenta al procuratore della Repubblica una relazione in conformità di quanto è disposto dall'art. 33, primo comma.
(1) Comma così modificato dall'articolo 99 del D.Lgs. 8 luglio 1999, n. 270.
Articolo 204 Commissario liquidatore. (legge fallimentare)
Articolo 205 Relazione del commissario. (legge fallimentare)
Il commissario è dispensato dal formare il bilancio annuale, ma deve presentare alla fine di ogni semestre all'autorità che vigila sulla liquidazione una relazione sulla situazione patrimoniale dell'impresa e sull'andamento della gestione accompagnata da un rapporto del comitato di sorveglianza
Articolo 206 Poteri del commissario. (legge fallimentare)
L'azione di responsabilità contro gli amministratori e i componenti degli organi di controllo dell'impresa in liquidazione, a norma degli artt. 2393 e 2394 del codice civile, è esercitata dal commissario liquidatore, previa autorizzazione dell'autorità che vigila sulla liquidazione.
Per il compimento degli atti previsti dall'art. 35, in quanto siano di valore indeterminato o di valore superiore a lire 2 milioni e per la continuazione dell'esercizio dell'impresa il commissario deve essere autorizzato dall'autorità predetta, la quale provvede sentito il comitato di sorveglianza (1) (2).
(1) L'importo di cui al presente comma è stato così elevato dall'articolo 4 della legge 17 luglio 1975, n. 400.
(2) Per una deroga alle disposizioni di cui al presente comma, vedi articolo 3, comma 4 del D.Lgs. 13 ottobre 1998, n. 373.
Articolo 207 Comunicazione ai creditori e ai terzi. (legge fallimentare)
Articolo 208 Domande dei creditori e dei terzi. (legge fallimentare)
Articolo 209 Formazione dello stato passivo. (legge fallimentare)
Salvo che le leggi speciali stabiliscano un maggior termine, entro novanta giorni dalla data del provvedimento di liquidazione, il commissario forma l'elenco dei crediti ammessi o respinti e delle domande indicate nel secondo comma dell'art. 207 accolte o respinte, e le deposita nella cancelleria del luogo dove l'impresa ha la sede principale, dandone notizia con raccomandata con avviso di ricevimento a coloro la cui pretesa non sia in tutto o in parte ammessa. Col deposito in cancelleria l'elenco diventa esecutivo.
Le impugnazioni, le domande tardive di crediti e le domande di rivendica e di restituzione sono disciplinate dagli articoli 98, 99, 101 e 103, sostituiti al giudice delegato il giudice istruttore ed al curatore il commissario liquidatore (1).
[ Il presidente del tribunale nomina un giudice per l'istruzione e per i provvedimenti ulteriori. Sono osservate le disposizioni degli artt. da 98 a 103, in quanto applicabili, sostituiti al giudice delegato il giudice istruttore e al curatore il commissario liquidatore. ] (2)
(1) Comma sostituito dall'articolo 18, comma 2, del D.Lgs. 12 settembre 2007 n.169, con la decorrenza indicata nell'articolo 22 del medesimo D.Lgs. 169/2007.
Precedentemente la Corte costituzionale, con sentenza 2 dicembre 1980, n. 155, aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale del secondo comma del presente articolo, nella parte in cui prevedeva che il termine per le opposizioni dei creditori in tutto o in parte esclusi decorresse dalla data del deposito, nella cancelleria del tribunale del luogo ove l'impresa in liquidazione coatta amministrativa ha la sede principale, dell'elenco dei crediti ammessi o respinti, formato dal commissario liquidatore, anziché non dalla data di ricezione delle raccomandate con avviso di ricevimento, con le quali il commissario liquidatore dà notizia dell'avvenuto deposito ai creditori le cui pretese non sono state in tutto o in parte ammesse.
Successivamente la Corte costituzionale con sentenza 20 maggio 1987, n. 181, aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale del secondo comma del presente articolo, applicato all'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi in virtù dell'art. 1, quinto comma della legge 3 aprile 1979, n. 95, di conversione del D.L. 30 gennaio 1979, n. 26, nella parte in cui non prevedeva che l'imprenditore individuale o gli amministratori della società o della persona giuridica soggetti ad amministrazione straordinaria fossero sentiti dal commissario con riferimento alla formazione dell'elenco indicato nello stesso articolo 209 legge fallimentare.
Infine, con sentenza 29 aprile 1993, n. 201, la Corte costituzionale, aveva nuovamente dichiarato l'illegittimità costituzionale del secondo comma del presente articolo, nella parte in cui prevedeva che il termine di 15 giorni per proporre l'impugnazione dei crediti ammessi decorresse dalla data del deposito in Cancelleria, da parte del commissario liquidatore, dell'elenco dei crediti medesimi, anziché da quella di ricezione della lettera raccomandata con avviso di ricevimento, con la quale lo stesso commissario doveva dare notizia dell'avvenuto deposito ai singoli interessati.
(2) Comma soppresso dall'articolo 18, comma 2, del D.Lgs. 12 settembre 2007 n.169, con la decorrenza indicata nell'articolo 22 del medesimo D.Lgs. 169/2007.
Articolo 210 Liquidazione dell'attivo. (legge fallimentare)
Articolo 211 Società con responsabilità sussidiaria limitata o illimitata dei soci. (legge fallimentare)
[ Nella liquidazione di una società con responsabilità sussidiaria limitata o illimitata dei soci, il commissario liquidatore, dopo il deposito nella cancelleria del tribunale dell'elenco previsto dall'art. 209 , comma primo, previa autorizzazione dell'autorità che vigila sulla liquidazione, può chiedere ai soci il versamento delle somme che egli ritiene necessarie per l'estinzione delle passività. Si osservano per il rimanente le disposizioni dell'art. 151, sostituiti ai poteri del giudice delegato quelli del presidente del tribunale e al curatore il commissario liquidatore ed escluso il reclamo a norma dell'art. 26. ] (1)
(1) Articolo abrogato dall'articolo 18, comma 3, del D.Lgs. 12 settembre 2007 n.169, con la decorrenza indicata nell'articolo 22 del medesimo D.Lgs. 169/2007.
Articolo 212 Ripartizione dell'attivo. (legge fallimentare)
Le domande tardive per l'ammissione di crediti o per il riconoscimento dei diritti reali non pregiudicano le ripartizioni già avvenute, e possono essere fatte valere sulle somme non ancora distribuite, osservate le disposizioni dell'art. 112.
Articolo 213 Chiusura della liquidazione (1) (2). (legge fallimentare)
Decorso il termine senza che siano proposte contestazioni, il bilancio, il conto di gestione e il piano di riparto si intendono approvati, e il commissario provvede alle ripartizioni finali tra i creditori. Si applicano le norme dell'articolo 117, e se del caso degli articoli 2495 e 2496 del codice civile.
(1) Articolo modificato dall'articolo 149 del D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5 e successivamente sostituito dall'articolo 18, comma 4, del D.Lgs. 12 settembre 2007 n.169, con la decorrenza indicata nell'articolo 22 del medesimo D.Lgs. 169/2007.
(2) La Corte costituzionale, con sentenza 14 aprile 2006, n. 154, aveva dichiarato l'illegittimita' costituzionale del presente comma, nella parte in cui faceva decorrere, nei confronti dei "creditori ammessi", il termine perentorio di venti giorni per proporre contestazioni avverso il piano di riparto, totale o parziale, dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della notizia dell'avvenuto deposito del medesimo in cancelleria, anziche' dalla comunicazione dell'avvenuto deposito effettuata a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento ovvero con altra modalita' prevista dalla legge.
Articolo 214 Concordato (1). (legge fallimentare)
La proposta di concordato e' depositata nella cancelleria del tribunale col parere del commissario liquidatore e del comitato di sorveglianza, comunicata dal commissario a tutti i creditori ammessi al passivo nelle forme previste dall'articolo 26, terzo comma, e pubblicata mediante inserzione nella Gazzetta Ufficiale e deposito presso l'ufficio del registro delle imprese.
Il tribunale, sentito il parere dell'autorita' che vigila sulla liquidazione, decide sulle opposizioni e sulla proposta di concordato con decreto in camera di consiglio. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 129, 130 e131.
(1) Articolo sostituito dall'articolo 18, comma 5, del D.Lgs. 12 settembre 2007 n.169, con la decorrenza indicata nell'articolo 22 del medesimo D.Lgs. 169/2007. Vedi, anche, l'articolo 22, comma 3, del medesimo D.Lgs. 12 settembre 2007 n.169.
Articolo 215 Risoluzione e annullamento del concordato (1). (legge fallimentare)
(1) Articolo sostituito dall'articolo 18, comma 6, del D.Lgs. 12 settembre 2007 n.169, con la decorrenza indicata nell'articolo 22 del medesimo D.Lgs. 169/2007.
Articolo 216 Bancarotta fraudolenta. (legge fallimentare)
Articolo 217 Bancarotta semplice. (legge fallimentare)
Articolo 218 Ricorso abusivo al credito (1). (legge fallimentare)
Articolo 219 Circostanze aggravanti e circostanza attenuante. (legge fallimentare)
Articolo 220 Denuncia di creditori inesistenti e altre inosservanze da parte del fallito. (legge fallimentare)
Articolo 221 Fallimento con procedimento sommario. (legge fallimentare)
Articolo 222 Fallimento delle società in nome collettivo e in accomandita semplice. (legge fallimentare)
Articolo 223 Fatti di bancarotta fraudolenta. (legge fallimentare)
Articolo 224 Fatti di bancarotta semplice. (legge fallimentare)
Articolo 225 Ricorso abusivo al credito. (legge fallimentare)
Articolo 226 Denuncia di crediti inesistenti. (legge fallimentare)
Articolo 227 Reati dell'institore. (legge fallimentare)
Articolo 228 Interesse privato del curatore negli atti del fallimento. (legge fallimentare)
Salvo che al fatto non siano applicabili gli artt. 315, 317, 318, 319, 321, 322 e 323 del codice penale, il curatore che prende interesse privato in qualsiasi atto del fallimento direttamente o per interposta persona o con atti simulati è punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa non inferiore a lire 400.000 (1).
(1) L'importo di cui al presente comma è stato in ultimo elevato dall'articolo 113, comma 1 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
Articolo 229 Accettazione di retribuzione non dovuta. (legge fallimentare)
Il curatore del fallimento che riceve o pattuisce una retribuzione, in danaro o in altra forma, in aggiunta di quella liquidata in suo favore dal tribunale o dal giudice delegato, è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da lire 200.000 a 1.000.000 (1).
Articolo 230 Omessa consegna o deposito di cose del fallimento. (legge fallimentare)
Il curatore che non ottempera all'ordine del giudice di consegnare o depositare somme o altra cosa del fallimento, ch'egli detiene a causa del suo ufficio, è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a lire 2.000.000 (1).
Se il fatto avviene per colpa, si applica la reclusione fino a sei mesi o la multa fino a lire 600.000 (1).
Articolo 231 Coadiutori del curatore.
Articolo 232 Domande di ammissione di crediti simulati o distrazioni senza concorso col fallito.
È punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da lire 100.000 a 1.000.000 , chiunque fuori dei casi di concorso in bancarotta anche per interposta persona presenta domanda di ammissione al passivo del fallimento per un credito fraudolentemente simulato (1).
Articolo 233 Mercato di voto. (legge fallimentare)
Il creditore che stipula col fallito o con altri nell'interesse del fallito vantaggi a proprio favore per dare il suo voto nel concordato o nelle deliberazioni del comitato dei creditori, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a lire 200.000 (1).
Articolo 234 Esercizio abusivo di attività commerciale. (legge fallimentare)
Chiunque esercita un'impresa commerciale, sebbene si trovi in stato di inabilitazione ad esercitarla per effetto di condanna penale, è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa non inferiore a lire 200.000 (1).
Articolo 235 Omessa trasmissione dell'elenco dei protesti cambiari (1).
Il pubblico ufficiale abilitato a levare protesti cambiari che, senza giustificato motivo, omette di inviare nel termine prescritto al presidente del tribunale gli elenchi dei protesti cambiari per mancato pagamento, o invia elenchi incompleti, è punito con la sanzione amministrativa da lire 500.000 a lire 3.000.000 (2).
Articolo 236 Concordato preventivo e amministrazione controllata (1). (legge fallimentare)
È punito con la reclusione da uno a cinque anni l'imprenditore, che, al solo scopo di essere ammesso alla procedura di concordato preventivo o di amministrazione controllata, siasi attribuito attività inesistenti, ovvero, per influire sulla formazione delle maggioranze, abbia simulato crediti in tutto o in parte inesistenti (1).
4) le disposizioni degli artt. 232 e 233 ai creditori (1).
Articolo 237 Liquidazione coatta amministrativa (1). (legge fallimentare)
Articolo 238 Esercizio dell'azione penale per reati in materia di fallimento. (legge fallimentare)
Articolo 239 Mandato di cattura. (legge fallimentare)
[Per i reati preveduti negli articoli 216, 222, 223, 227 e 236, in rapporto all' art. 216, comma 1 e 2, e nel caso di inosservanza dell'ordine di cui all' art. 16, n. 3, è obbligatoria la spedizione del mandato di cattura.
(1) Articolo abrogato dall'articolo unico della legge 18 novembre 1964, n. 1217.
Articolo 240 Costituzione di parte civile. (legge fallimentare)
Articolo 241 Riabilitazione. (legge fallimentare)
Articolo 242 Disposizione generale. (legge fallimentare)
Articolo 243 Rappresentante degli eredi. (legge fallimentare)
Nei fallimenti in corso il rappresentante degli eredi previsto dall'art. 12, comma secondo deve essere designato entro quindici giorni dall'entrata in vigore del presente decreto.
Articolo 244 Sentenza dichiarativa di fallimento. (legge fallimentare)
Il gravame contro il provvedimento che respinge la istanza di fallimento è regolata dalle nuove disposizioni, sempreché la causa relativa non sia stata già assegnata a sentenza.
Articolo 245 Deposito delle somme riscosse. (legge fallimentare)
Articolo 246 Provvedimenti del giudice delegato. (legge fallimentare)
I reclami contro i provvedimenti del giudice delegato sono regolati dalle nuove disposizioni, sempreché le cause relative non siano già state assegnate a sentenza.
Articolo 247 Delegazione dei creditori. (legge fallimentare)
Articolo 248 Esercizio provvisorio. (legge fallimentare)
Articolo 249 Giudizi di retrodatazione. (legge fallimentare)
Articolo 250 Accertamento del passivo. (legge fallimentare)
Articolo 251 Domande tardive e istanze di revocazione. (legge fallimentare)
Se sono in corso giudizi su domande tardive per l'ammissione di crediti al passivo o su istanze di revocazione contro crediti ammessi e le cause relative non sono già state assegnate a sentenza, il tribunale con ordinanza rimette le parti davanti al giudice delegato per la prosecuzione del giudizio secondo le disposizioni degli artt. 101 e 102.
Articolo 252 Liquidazione dell'attivo. (legge fallimentare)
Articolo 253 Ripartizione dell'attivo. (legge fallimentare)
Articolo 254 Rendiconto del curatore. (legge fallimentare)
Articolo 255 Concordato. (legge fallimentare)
Tuttavia i termini previsti dagli artt. 137 e 138 per l'esercizio delle azioni di risoluzione e di annullamento si applicano anche ai concordati omologati prima della data di entrata in vigore del presente decreto con decorrenza dalla data medesima, a meno che il tempo ancora utile per proporre l'azione, secondo le disposizioni anteriori, sia più breve.
Articolo 256 Riabilitazione civile. (legge fallimentare)
Articolo 257 Azione di responsabilità contro gli amministratori. (legge fallimentare)
Articolo 258 Versamenti dei soci. (legge fallimentare)
Nei giudizi promossi contro soci per i versamenti ancora dovuti, in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, se la causa non è stata ancora assegnata a sentenza, il tribunale rimette le parti con ordinanza davanti al giudice delegato, che provvede a termini dell'art. 150.
Articolo 259 Piccoli fallimenti. (legge fallimentare)
Articolo 260 Concordato preventivo. (legge fallimentare)
La procedura di concordato preventivo, per la quale prima dell'entrata in vigore del presente decreto sia intervenuto il decreto previsto dall'art. 4 della L. 24 maggio 1903, n. 197, sul concordato preventivo e sulla procedura dei piccoli fallimenti, prosegue secondo le disposizioni anteriori. Ma il giudizio di omologazione è regolato dalle nuove disposizioni.
Per i giudizi di omologazione in corso e per gli effetti e le modalità di esecuzione del concordato si applicano le disposizioni dell'art. 255, commi secondo, terzo e quarto.
Articolo 261 Liquidazione coatta amministrativa. (legge fallimentare)
Articolo 262 Iscrizione nel registro delle imprese. (legge fallimentare)
Articolo 263 Ruolo degli amministratori giudiziari. (legge fallimentare)
Col regio decreto preveduto nell'art. 27 , comma terzo, o con altro decreto separato saranno riunite e coordinate le disposizioni in vigore relative al fondo speciale preveduto nella L. 10 luglio 1930, n. 995.
Parimenti continueranno ad osservarsi, fino a quando non sarà provveduto ai sensi dell'art. 39, le norme contenute nel D.M. 30 novembre 1930 sulla determinazione della misura dei compensi spettanti ai curatori dei fallimenti (1).
(1) Vedi ora D.M. 28 luglio 1992, n. 570.
Articolo 264 Istituto di credito. (legge fallimentare)
Quando nel presente decreto si fa riferimento a Istituti di credito in detta espressione s'intendono comprese, oltre l'istituto di emissione, le imprese autorizzate e controllate a norma delle leggi vigenti dall'ispettorato per la difesa del risparmio e per l'esercizio del credito (1).
(1) A norma del D. Lgs. Lgt. 14 settembre 1944, n. 226 l'Ispettorato è stato soppresso. Le funzioni svolte dall'Ispettorato sono state trasferite alla Banca d'Italia ai sensi di quanto disposto dal D.Lgs. del Capo Provvisorio dello Stato 17 luglio 1947, n. 691.
Articolo 265 Norma di rinvio. (legge fallimentare)
Articolo 266 Disposizioni abrogate. (legge fallimentare)
Con l'entrata in vigore del presente decreto sono abrogate le disposizioni del codice di commercio approvato con L. 2 aprile 1882, n. 681, relative al fallimento, le disposizioni della L. 24 maggio 1903, n. 197, sul concordato preventivo e sulla procedura dei piccoli fallimenti, della L. 10 luglio 1930, n. 995, sul fallimento, sul concordato preventivo e sui piccoli fallimenti, salvo quanto disposto dall'art. 263, nonché ogni altra disposizione contraria o incompatibile con quelle del decreto medesimo.

References: Articolo 161

Articolo 162

Articolo 163
 articolo 34
 articolo 173

Articolo 164

Articolo 165

Articolo 166

Articolo 167

Articolo 168

Articolo 169
 sentenza 
 sentenza 

Articolo 170

Articolo 171

Articolo 172

Articolo 173

Articolo 174

Articolo 175

Articolo 176

Articolo 177

Articolo 178

Articolo 179

Articolo 180

Articolo 181
 articolo 180
 articolo 161

Articolo 182

Articolo 182
 articolo 161
 articolo 168

Articolo 182

Articolo 183
 sentenza 
 articolo 180
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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Articolo 184

Articolo 185
 art. 136

Articolo 186

Articolo 187
 articolo 161

Articolo 188

Articolo 189

Articolo 190
 sentenza 

Articolo 191

Articolo 192

Articolo 193

Articolo 194

Articolo 195
 sentenza 
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Articolo 196

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 art. 216
 art. 16

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 Sentenza 

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Articolo 264

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Articolo 266