Source: http://aisc-org.it/statuto/
Timestamp: 2019-01-22 06:45:23+00:00

Document:
Statuto – AISC
STATUTO DELLA “ASSOCIAZIONE ITALIANA PER GLI STUDI CINESI”
DENOMINAZIONE – DURATA – FINALITÀ
È costituita l’Associazione Italiana per gli Studi Cinesi, in acronimo “A.I.S.C.”. L’Associazione si prefigge scopi culturali e non ha fini di lucro. L’Associazione assume la forma di “associazione non riconosciuta” ai fini del Codice Civile, e quella di “ente non commerciale” ai fini fiscali, anche se potrà svolgere in via accessoria e marginale, attività commerciale al fine di autofinanziare per quanto possibile le spese necessarie rivolte al conseguimento degli scopi associativi.
L’Associazione ha la propria sede istituzionale presso la Fondazione Cini, Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia. L’Associazione può istituire una sede amministrativa presso l’Università di appartenenza del Presidente pro tempore in carica. Gli organi dell’Associazione possono riunirsi all’occorrenza anche in altra sede, anche all’estero.
Art. 3) Durata
La durata dell’Associazione è fissata al 31.12.2066 e potrà essere prorogata con delibera dell’Assemblea straordinaria degli associati.
Art. 4) Finalità
L’Associazione si propone, quale finalità e scopo istituzionale, la promozione dell’attività scientifica relativa agli studi sulla Cina e la sua civiltà. Per conseguire gli scopi suddetti, l’Associazione potrà compiere tutte le attività ed iniziative a ciò utili o funzionali, ed in particolare si propone di:
a) intervenire presso gli organi statali, gli Enti Pubblici e privati affinché siano assicurate le condizioni più idonee per l’operato degli studiosi della Cina e della sua civiltà, sia per ciò che concerne la ricerca, anche contribuendo a definire gli strumenti per la sua valutazione, sia per quanto attiene alla didattica;
b) organizzare riunioni scientifiche e convegni;
c) adottare e sostenere tutte le iniziative atte a favorire la ricerca scientifica e la didattica nel campo degli studi relativi alla Cina e la conoscenza dei suoi risultati (raccolta di materiale archivistico e bibliografico, istituzione di corsi, assegnazione di premi e di borse di studio, pubblicazioni ecc.);
d) promuovere rapporti con gli organismi e le associazioni di interesse per gli studi sinologici sia in Italia, sia all’estero.
Art. 5) Natura degli associati, loro diritti e doveri
L’Associazione è aperta a tutti coloro che, interessati alla realizzazione delle finalità istituzionali, ne condividano lo spirito e gli ideali. Il numero degli Associati è illimitato. Tutti gli associati beneficiano e godono dei diritti relativi alla partecipazione all’attività associativa.
Ogni associato ha il diritto ed è tenuto a collaborare fattivamente e a dare impulso all’azione degli Organi sociali per il raggiungimento dei fini associativi, nelle forme stabilite dal presente Statuto.
Gli associati si distinguono in Associati Ordinari e Associati d’Onore.
Per diventare Associati Ordinari occorre svolgere o aver svolto attività didattica o di ricerca nel campo degli studi cinesi, in qualità di Docenti e Ricercatori di ruolo, titolari di contratti, assegnisti di ricerca, borsisti post-dottorato, dottori e dottorandi di ricerca attivi presso istituzioni accademiche italiane, ovvero presso istituzioni accademiche straniere purché di nazionalità italiana; ovvero essere studiosi non affiliati con riconosciute qualifiche scientifiche.
Gli Associati d’Onore sono personalità nel campo degli studi sinologici, in numero non superiore a 5, a cui l’Assemblea Ordinaria, su proposta del Consiglio Direttivo, conferisce tale qualifica per acclamazione. Gli Associati d’Onore non sono tenuti al pagamento della quota associativa annuale.
Art 6) Acquisto e perdita della qualifica di Associato
La domanda di iscrizione all’Associazione in qualità di Associato Ordinario deve essere accompagnata dalla presentazione di due Associati. La domanda è inoltrata all’attenzione del Presidente dell’Associazione e viene esaminata dal Consiglio Direttivo che decide inappellabilmente in merito.
L’Associato Ordinario è tenuto al versamento della quota associativa annuale tramite bonifico bancario sul conto corrente dell’Associazione, entro il termine stabilito dall’Assemblea ordinaria. Trascorsi inutilmente 90 giorni dal termine, il Consiglio Direttivo invia comunicazione all’associato moroso nella quale invita a regolarizzare la propria posizione. Trascorsi ulteriori 30 giorni, il Consiglio Direttivo delibera l’esclusione dall’Associazione dell’Associato Ordinario. L’esclusione dall’Associazione dell’Associato Ordinario può essere deliberata dal Consiglio Direttivo anche a seguito di dimissioni presentate dall’Associato stesso.
L’esclusione dall’Associazione dell’Associato d’onore è deliberata dal Consiglio Direttivo a seguito di dimissioni presentate dall’Associato d’Onore.
L’espulsione dall’Associazione dell’Associato Ordinario è deliberata dall’Assemblea Ordinaria su proposta del Consiglio Direttivo in seguito a comportamento contrario alle finalità dell’Associazione. L’espulsione dall’Associazione dell’Associato d’Onore è deliberata dall’Assemblea ordinaria su proposta del Consiglio Direttivo in seguito a comportamento contrario alle finalità dell’Associazione.
Art. 7) Organi dell’Associazione
Art. 8) Assemblea ordinaria degli Associati
L’Assemblea degli Associati, sia ordinaria che straordinaria, è sovrana e tutte le sue deliberazioni adottate in conformità alla Legge e al presente Statuto vincolano gli Associati inclusi gli assenti, i dissenzienti e gli astenuti.
L’Assemblea ordinaria degli Associati è composta dalla totalità degli associati. Essa è validamente costituita se in prima convocazione è presente la maggioranza degli associati. È possibile la costituzione dell’Assemblea ordinaria in seconda convocazione, ad almeno un giorno di distanza dalla prima; in seconda convocazione l’Assemblea ordinaria è validamente costituita qualunque sia il numero degli associati presenti. L’assemblea ordinaria delibera con la maggioranza degli associati presenti all’atto della votazione. Il voto viene calcolato per teste.
L’Assemblea ordinaria degli Associati è convocata dal Presidente almeno una volta l’anno, entro il 30 settembre di ogni anno, o, in caso d’urgenza dal Consiglio Direttivo o su richiesta di almeno un terzo degli Associati. La convocazione sarà fatta dal Presidente tramite invio di messaggio di posta elettronica all’indirizzo fornito in sede di registrazione con almeno 15 giorni d’anticipo; la convocazione sarà, inoltre, pubblicata sul sito internet dell’Associazione. La convocazione, con l’ordine del giorno, la data e la sede dell’Assemblea, potrà essere comunicata anche con qualsiasi altro mezzo idoneo a raggiungere lo scopo quale, per esempio, il fax o mezzi analoghi.
È ammessa la partecipazione per delega. Ogni associato può ricevere al massimo due deleghe. La delega deve contenere il nome del rappresentante e deve altresì essere conferita per singole assemblee. Le deleghe verranno raccolte in ciascuna Assemblea e conservate agli atti. La rappresentanza in Assemblea può essere rilasciata solo agli associati dell’Associazione, con esclusione dei componenti il Comitato Direttivo.
L’Assemblea ordinaria degli Associati è presieduta dal Presidente dell’Associazione. All’Assemblea ordinaria degli Associati compete discutere e deliberare su quanto segue:
a) programma di attività dell’Associazione;
b) esame ed approvazione del rendiconto economico finanziario annuale e del bilancio preventivo;
c) adozione, modificazione ed abrogazione del regolamento elettorale;
d) adozione, modificazione ed abrogazione del regolamento operativo interno;
e) elezione dei componenti del Consiglio Direttivo;
f) determinazione della quota associativa annuale e della data di versamento;
g) espulsione degli associati;
h) conferimento del titolo di Associato d’Onore per acclamazione;
i) elezione dei membri del Collegio dei Revisori dei conti.
Per ogni Assemblea ordinaria degli Associati deve essere redatto un verbale, che deve restare a disposizione di ogni associato presso la sede sociale.
Art. 9) Assemblea straordinaria degli Associati
L’Assemblea straordinaria degli Associati è composta dalla totalità degli associati. Essa è validamente costituita se sono presenti i due terzi degli associati. È ammesso il voto per corrispondenza, il quale vale come presenza. L’assemblea delibera con la maggioranza degli associati presenti presso la sede dell’assemblea a cui vanno aggiunti i voti pervenuti per corrispondenza. Il voto viene calcolato per teste.
Il voto per corrispondenza deve essere inoltrato in busta chiusa a mezzo raccomandata all’attenzione del Presidente dell’Associazione, e deve pervenire prima che inizino i relativi lavori assembleari. I voti per corrispondenza pervenuti successivamente alla chiusura del relativo verbale assembleare sono nulli. Fa fede la data di consegna al destinatario.
L’assemblea straordinaria degli Associati è convocata dal Presidente dell’Associazione, ovvero su richiesta di almeno due terzi degli associati. La convocazione è fatta dal Presidente tramite invio di messaggio di posta elettronica all’indirizzo fornito in sede di registrazione con almeno 30 giorni d’anticipo; la convocazione sarà, inoltre, pubblicata sul sito internet dell’Associazione.
L’Assemblea straordinaria degli Associati è presieduta dal Presidente. All’Assemblea straordinaria degli Associati compete discutere e deliberare su quanto segue:
a) modifiche dello statuto sociale;
b) proroga della durata dell’Associazione;
c) scioglimento anticipato dell’Associazione;
d) modalità di liquidazione del patrimonio e sua devoluzione.
Per ogni Assemblea straordinaria degli Associati deve essere redatto un verbale, che deve restare a disposizione di ogni associato presso la sede sociale.
Art. 10) Consiglio Direttivo
Il Consiglio Direttivo è composto da almeno tre membri eletti dall’Assemblea ordinaria degli Associati.
La determinazione del numero di Consiglieri è atto assembleare che deve precedere l’elezione e può essere adottato nella stessa Assemblea convocata per il rinnovo delle cariche sociali. Il Consiglio Direttivo dura in carica per due anni rinnovabili per una sola volta.
Il Consiglio Direttivo si riunisce almeno due volte l’anno. Il Consiglio Direttivo è validamente costituito se sono presenti la maggioranza dei consiglieri eletti e delibera con la maggioranza dei presenti. In caso di parità prevale il voto del Presidente.
La prima riunione del Consiglio Direttivo si svolge entro un mese dall’elezione ed è convocata e presieduta, sino all’elezione del Presidente, dal Consigliere che ha ottenuto il maggior numero di voti.
Il Consiglio Direttivo è l’organo che amministra l’Associazione con tutti i conseguenti poteri. Adotta tutti i provvedimenti necessari ed opportuni per il buon andamento tecnico ed amministrativo dell’Associazione e per il raggiungimento dello scopo sociale. In particolare sono compiti del Consiglio Direttivo:
a) eleggere il Presidente tra i consiglieri eletti;
b) eseguire le delibere dell’Assemblea degli Associati;
c) accettare i nuovi associati;
d) deliberare lo stato di morosità degli Associati;
e) delegare uno o più consiglieri all’espletamento delle formalità per l’iscrizione dei nuovi Associati;
f) deliberare sulle domande di ammissione non accolte dal consigliere a ciò delegato in sede di presentazione;
g) adottare il rendiconto economico finanziario ed il bilancio preventivo da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;
h) fissare le date delle Assemblee ordinarie degli Associati ed indirla almeno una volta all’anno;
i) redigere gli eventuali regolamenti interni relativi alle attività dell’Associazione da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea degli Associati;
j) adottare i provvedimenti di esclusione nei confronti degli Associati qualora si dovessero rendere necessari;
k) attuare le finalità previste dallo Statuto e concretizzare le decisioni dell’Assemblea degli Associati;
l) determinare annualmente l’importo delle quote associative da sottoporre all’Assemblea.
Il Consiglio Direttivo opera in tutti i campi e delibera per il conseguimento delle finalità associative.
Il Consiglio Direttivo amministra il patrimonio dell’Associazione. A tal fine, nella prima riunione elegge fra i propri membri un Tesoriere. Il Tesoriere predispone il bilancio preventivo e il rendiconto economico finanziario, lo illustra al Consiglio Direttivo che lo adotta per la sua successiva presentazione all’Assemblea ordinaria degli Associati per l’approvazione finale.
Le deliberazioni del Consiglio Direttivo, per loro validità, devono risultare da verbale sottoscritto da chi ha presieduto la riunione e dal segretario. Il verbale deve essere messo a disposizione di tutti gli Associati, con le formalità ritenute più idonee dal Consiglio Direttivo a garantirne la massima diffusione.
I componenti del Consiglio Direttivo rispondono solidalmente delle decisioni e delle obbligazioni assunte per conto dell’Associazione. Per i loro incarichi i consiglieri non avranno diritto ad alcun compenso, se non l’eventuale rimborso delle spese sostenute per l’espletamento di specifiche mansioni.
Il Consiglio può delegare determinate funzioni e/o incarichi ad alcuni suoi componenti.
Se durante il mandato biennale vengono a mancare uno o più consiglieri, i rimanenti potranno procedere alla loro immediata cooptazione, ovvero convocare tempestivamente l’Assemblea degli Associati per sostituirli. In entrambi i casi i nuovi consiglieri resteranno in carica fino alla scadenza dei consiglieri sostituiti.
Si considera automaticamente decaduto il consigliere che non provvede a versare la quota annuale di iscrizione entro il termine annuale di validità dell’affiliazione all’Associazione.
Il Consiglio Direttivo dovrà considerarsi sciolto e non più in carica qualora per dimissioni o per qualsiasi altra causa venga meno la maggioranza dei suoi componenti.
Art. 11) Presidente
Il Presidente è eletto, a scrutinio segreto, dal Consiglio Direttivo.
Il Presidente ha la rappresentanza legale nei confronti dei terzi ed in giudizio e ha la firma sociale, con potestà di delega.
Il Presidente convoca e presiede il Consiglio Direttivo, convoca l’Assemblea ordinaria e, su incarico del Consiglio stesso o di un terzo degli Associati Ordinari, l’Assemblea straordinaria.
Il Presidente da esecuzione alle delibere dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo. Adotta provvedimenti di particolare urgenza, che saranno sottoposti alla ratifica nella prima riunione del Consiglio Direttivo.
Il Collegio dei Revisori dei Conti è costituito da due revisori effettivi e da un supplente, eletti dall’Assemblea, che non abbiano rapporto d’impiego con l’Associazione, né facciano parte del Consiglio Direttivo. Il Collegio dei Revisori dura in carica due anni rinnovabili per una sola volta ovvero fino a revoca o sue dimissioni.
Il Collegio dei Revisori dei Conti provvede a controllare gli atti di gestione, accerta la regolare tenuta dei libri e delle scritture contabili, esamina il bilancio preventivo e il rendiconto economico finanziario prima della proposta all’Assemblea ordinaria degli Associati. Il controllo dallo stesso esercitato è quindi di legalità e di correttezza contabile.
Il Collegio dei Revisori dei Conti deve redigere una relazione annuale con i risultati delle verifiche effettuate. Deve poi presentare detta relazione all’Assemblea convocata per la discussione del rendiconto annuale.
L’incarico di componente del Collegio dei Revisori è incompatibile con quello di consigliere.
L’Associazione trae le risorse economiche per il funzionamento e lo svolgimento della propria attività da contributi e quote associative, donazioni e lasciti, e da ogni altro tipo di entrate ammesse ai sensi della Legge n. 383/2000 e ss.mm. In particolare, il patrimonio dell’Associazione è costituito:
– dai proventi delle quote associative;
– dai proventi di pubblicazioni e di altre eventuali iniziative dell’Associazione;
– dai beni mobili e immobili eventualmente acquisiti dall’Associazione;
– dai fondi di riserva costituiti con le eccedenze di bilancio;
– da sottoscrizioni, donazioni, contributi e lasciti di enti pubblici o privati, da associazioni, dai cittadini, siano essi Associati o meno;
– da eventuali titoli e partecipazioni.
L’eventuale avanzo di gestione non sarà mai distribuibile, neppure indirettamente, tra gli Associati e sarà reinvestito nell’attività associativa per il perseguimento esclusivo degli scopi e degli obiettivi per i quali è stata costituita.
La gestione del patrimonio è affidata al Consiglio Direttivo, il quale risponde della conduzione di ogni attività e dell’impiego del patrimonio nell’annuale seduta di fronte all’Assemblea ordinaria degli Associati.
All’Associazione, in virtù degli scopi sociali sopra esposti, e previa acquisizione delle previste autorizzazioni di Legge, è data possibilità di acquistare e costruire immobili da destinarsi all’attività istituzionale.
In merito alle attività eventualmente poste in essere dall’Associazione, così come l’utilizzo degli impianti, delle attrezzature, dei mobili e degli immobili e qualsiasi altro servizio messo a disposizione dei propri Associati, la gestione potrà essere assunta direttamente dalla stessa Associazione, oppure mediante concessione dei diritti relativi, totale o parziale, a soggetti terzi.
L’esercizio sociale ha inizio il 1° luglio e termina il 30 giugno dell’anno successivo. Entro il 31 agosto dell’anno successivo il Consiglio Direttivo adotta il rendiconto economico e finanziario, ed il bilancio preventivo, che l’Assemblea ordinaria degli Associati deve esaminare, per l’approvazione, entro 4 mesi dal termine dell’esercizio.
Il rendiconto economico finanziario dovrà indicare l’entità delle entrate e delle uscite relative alla gestione, evidenziando il saldo positivo o negativo della stessa. Nel rendiconto annuale dovranno essere riportate esclusivamente le entrate e le uscite effettivamente sostenute facendo riferimento al principio di cassa.
Art. 14) Modifiche allo statuto. Scioglimento dell’Associazione
Il presente statuto è modificato dall’Assemblea straordinaria degli Associati. L’Assemblea straordinaria degli Associati delibera altresì sullo scioglimento anticipato dell’Associazione.
Addivenendosi allo scioglimento dell’Associazione, la delibera assembleare deve prevedere la nomina di uno o più liquidatori con il compito di procedere alle relative incombenze e a destinare gli eventuali residui attivi e/o il patrimonio relitto ad altra associazione con finalità analoghe o a fini di pubblica utilità, sentito l’organo di controllo di cui all’art. 3, comma 190, Legge 23 dicembre 1996, n. 662 e ss.mm.
Art.15) Clausola compromissoria
Le eventuali controversie tra Associazione e gli Associati, ovvero tra gli Associati medesimi, saranno devolute al giudizio di un arbitro scelto di comune accordo.
In mancanza di accordo la scelta dell’arbitro sarà demandata alla richiesta inoltrata al Presidente della CCIAA di Venezia dalla parte più diligente.
L’arbitro si pronuncerà con manifestazione di volontà, che le parti ritengono sin d’ora propria e di valore negoziale secondo equità e senza formalità di procedura. Pertanto le parti stesse dichiarano di accettare fin da ora la decisione quale negozio stipulato fra le parti, per cui rinunciano ad ogni impugnazione di sorta, salve le inderogabili impugnazioni di Legge.
La decisione dell’arbitro dovrà intervenire entro 60 giorni dalla sua nomina. Lo stesso si pronuncerà anche sulle spese dell’arbitrato.
Art. 16) Rinvio
Si applicano all’Associazione, in quanto non derogate da questo Statuto, le norme del Codice Civile sulle Associazioni senza personalità giuridica.
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References: Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 14

Art.15

Art. 16