Source: https://www.guidaconsulenzalegale.com/00169_cassazione-sentenza-sull%E2%80%99uso-del-cellulare-in-macchina/
Timestamp: 2019-06-18 18:56:58+00:00

Document:
Cassazione, sentenza sull’uso del cellulare in macchina
Home > Multe e ricorsi > Cassazione, sentenza sull’uso del cellulare in macchina
redazione Multe e ricorsi
I giudici della Corte di Cassazione sono intervenuti sul caso di una automobilista sorpresa dai vigili a parlare al cellulare in macchina, senza l’auricolare. La sentenza n. 13118/2009 ha intrapreso una linea rigida contro gli automobilisti che parlano al cellulare mentre sono alla guida di un autoveicolo, stabilendo che i vigili possono comminare la multa anche in mancanza di contestazione immediata. A quanto pare, a nulla è valso il ricorrere in Cassazione per la donna multata a causa dell’uso del cellulare in auto senza auricolare. La donna ha fondato il ricorso sul fatto che i vigili non sono intervenuti a
I giudici della Corte di Cassazione sono intervenuti sul caso di una automobilista sorpresa dai vigili a parlare al cellulare in macchina, senza l’auricolare. La sentenza n. 13118/2009 ha intrapreso una linea rigida contro gli automobilisti che parlano al cellulare mentre sono alla guida di un autoveicolo, stabilendo che i vigili possono comminare la multa anche in mancanza di contestazione immediata.
A quanto pare, a nulla è valso il ricorrere in Cassazione per la donna multata a causa dell’uso del cellulare in auto senza auricolare. La donna ha fondato il ricorso sul fatto che i vigili non sono intervenuti a contestare l’infrazione al momento in cui si è verificata, e quindi che la multa (recapitatale a casa) non è da ritenersi valida.
Ma la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, evidenziando come la prova dell’errore di percezione da parte dei vigili non può basarsi, in via presuntiva, sulla distanza dell’agente rispetto al veicolo. Insomma, occorrerebbe dimostrare, con un effettivo strumento di misurazione “ad hoc”, che l’agente di polizia municipale si trovava ad una distanza tale da non poter percepire che l’automobilista stava effettivamente parlando al cellulare.
Non è quindi sufficiente, a provare l’errore dell’agente, dedurre la lontananza di questi dal luogo in cui è avvenuta la violazione, in base alla omessa contestazione immediata. L’accertamento, infatti, può essere compiuto anche ad una certa distanza, senza che si proceda al fermo del veicolo.
L’uso del cellulare mentre si guida è un’abitudine scorretta che molti automobilisti continuano ad avere, nonostante ora le contravvenzioni si siano inasprite. Senza sottovalutare i rischi che questa abitudine comporta per la propria e l’altrui incolumità.
I riflessi di chi parla al cellulare guidando si riducono di molto, e questo può causare incidenti anche gravi. Usare un auricolare può limitare parecchio il problema e l’incidenza di rischi, ma comunque bisogna stare attenti. Torneremo sull’argomento “sicurezza sulla strada” con altre pronunce della giurisprudenza.
Il portatore di handicap deve pagare il ticket parcheggio
Confisca dell’auto per guida in stato di ebbrezza: in Cassazione è caos
La legge parla chiaro. I commenti li lascio a Voi.
Si può certamente provare che l’auto non era quella di cui al verbale, oppure inviare comunicazione di chi fosse il conducente.
I tabulati telefonici servono a ben poco, poiché il vigile accertatore non indica quel numero di cellulare o un altro…
E se poi una persona non era nemmeno in auto in quel momento e i vigili hanno confuso la targa ? Vale la testimonianza dei famigliari ? oppure se non c’è nessuna telefonata sui tabulati della società telefonica ? può essere una prova da opporre il fatto che non risultano né telefonate in entrata o in uscita a quell’ora e quel giorno ?
E inoltre come si può vedere bene se i capelli sono lunghi ?
Che tipo di difesa si ha da questo ? E allora perché viene consentito di fumare in auto mentre si guida ? non è ugualmente pericoloso visto che si deve togliere una mano dal volante ?
Siamo senza difesa e spesso chi provoca incidenti gravissimi non è al telefono….
caro alberto si dice che in italia non ci sia libertà pero ognuno vole fa fa che ie pare e questa la realtà
Cacciapuoti Pasquale
Questa sentenza pone un angoscioso interrogativo: “Come farà il cittadino a difendersi dall’accusa dell’agente?”.Posto che,com’è accaduto presso il GdP di Napoli,per il Giudicante il verbale “fa fede fino a querela di falso”.Viene,così,riconosciuto all’agente un potere valutativo illimitato e senza controllo,in netto contrasto con la sent. Cass. 8457/2006 e con l’onere della prova,art. 23 L. 689/1981.
una sentenza che lascia sconcertati. si dica che la magistratura ha il potere di sconvolgere il dettato legislativo.Ma ve l’immaginate il povero cristo che passa all’incrocio e magari si gratta l’orecchio! >Si dovrà procedere a installare una telecamera sull’auto riprendendo tutta la scena per poter dimostrare che l’agente di polizia stradale è ad una distanza che non consentiva la precisa percezione della violazione. Che molti ci potrebbero marciare va bene ma che qualcuno ci debba rimettere le penne mi sembra troppo. un bel 2 in pagella ci sta più che bene.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 sentenza