Source: http://www.eccellenzeitaliane.com/dop-doc-igp/olio-extravergine-oliva-tuscia.html
Timestamp: 2016-10-25 06:38:39+00:00

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Olio Extravergine di Oliva TUSCIA - Eccellenze Italiane
Denominazione La Denominazione di Origine Protetta Tuscia è riservata all’olio extravergine di oliva cherisponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal regolamento (CEE) n.2081/92 ed indicati nelpresente disciplinare di produzione.
. Art.2Zona di produzione La zona di produzione e .trasformazione delle olive della D.O.P. Tuscia comprende il territoriodella Provincia di Viterbo idoneo a conseguire le produzioni con le caratteristiche qualitativepreviste dal presente disciplinare.
Nel suo insieme la zona della D.O.P. Tuscia comprende i territori dei seguenti Comuni:Acquapendente, Bagnoregio, Barbarano Romano, Bassano in Teverina, Bassano Romano, Blera,Bolsena, Bomarzo, Calcata, Canapina, Capodimonte, Capr nica, Caprarola, Carbognano, CastelS.Elia, Castiglione in Teverina, Celleno, Civita Castellana Civitella d’Agliano, Corchiano, Fabricadi Roma, Faleria, Gallese, Grado li, Graffignano, Grotte di Castro, Latera, Lubriano, Marta,Montalto di Castro (parte) Montefiascone, Monteromano, Nepi, Oriolo Romano, Orte, Piansano,Proceno, Ronciglione, S.Lorenzo Nuovo, Soriano nel Cimino, Sutri, Tarquinia, Tuscania (parte)Valentano, Vallerano, Vasanello, Vejano, Vetralla, Vignanello, Villa S.Giovanni in Tuscia, Viterbo,Vitorchiano.
La parte del Comune di Tuscania e Montalto di Castro è delimitata da una linea immaginaria cheparte dal punto di incrocio tra i comuni di Arlena di Castro, Piansano e Tuscania e prosegue indirezione Sud Sud-Ovest lungo il confine che divide il Comune di Tuscania da quello di Arlena diCastro fino al fosso Arroncino di Pian di Vico e continua lungo il percorso del predetto fosso fino altorrente Arrone; prosegue poi lungo lo stesso torrente fino al Guado dell’Olmo; continua indirezione Nord Nord-Ovest dal Guado dell’Olmo percorrendo la strada provinciale dogana checollega Tuscania a Montalto di Castro fino al bivio con la strata statale n.312 Castrense; prosegueverso Nord- Ovest ripartendo dal suddetto bivio e percorrendo la strada statale castrense fino alfosso del Sasso che attraversa gli archi di Pontecchio; percorre detto fosso fino al fiume Fiore eprosegue verso monte, lungo l’alveo del fiume stesso, fino al punto di incontro dei confini deicomuni di Canino, di Ischia di Castro eManciano; prosegue in direzione Ovest fino al Mar Tirrenolungo il confine che separa la Regione Lazio dalla Regione Toscana Art.3
Varietà di olivo L’olio a D.O.P. Tuscia deve essere prodotto dalle olive delle varietà Frantoio, Caninese e Leccino,presenti per almeno il 90%, da sole o congiuntamente, nei singoli oliveti. E’ ammessa la presenzanegli oliveti, in percentuale massima del 10 %, di altre varietà.
Art. 4Caratteristiche naturali dell’ambiente di coltivazione Le condizioni pedoclimatiche e di coltura degli oliveti destinati alla produzione degli oli a D.O.P.
Tuscia di cui all’art. 1, cosi come i sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi dipotatura, devono essere quelle atte a conferire tradizionali caratteristiche qualitative, Dal punto di vista geomorfologico, la zona si presenta con altimetrie diverse. L’origine vulcanicadei terreni genera una predominanza sull’intera zona delle piroclastiti rendendo così il suolo che nederiva di-elevata fertilità. Nel complesso i terreni sono, dotati di buona fertilità ed in particolarealcune caratteristiche del suolo quale la composizione granulometrica, la capacità di ritenzioneidrica, le riserve minerali e la reazione, insieme ai fattori pedogenetici (clima, esposizione,altitudine, ecc..) confermano la vocazione coltura dell’olivo.
Il clima temperato con precipitazioni intomo ai 900 mm annui distribuiti prevalentemente nelperiodo primaverile-autunnale fatta eccezione per l’area dei Colli Cimini caratterizzata da sensibiliescursioni termiche e maggiori piovosità.
Nella zona, l’olivo rappresenta una delle colture più diffuse, con impianti specializzati aventi 150300piante ad ettaro, intensivi con oltre 300 piante ad ettaro e promiscui con fino a 100 piante adettaro.
Negli oliveti specializzati ed intensivi le forme di allevamento possono essere il vaso cespugliato, laforma Y, il monocono, il cono rovescio e qualunque altra forma adattabile all’olivo. Per gli olivetipromiscui, le forme di allevamento più diffuse sono il vaso policonico ed il vaso libero.
Le pratiche di potatura sono eseguite generalmente con cadenza annuale, mentre ad intervalli piùlunghi si esegue la potatura di rinnovo.
La concimazione dei terreni è di tipo minerale ed organica; sono raccomandati apporti annui difertilizzanti che non superino le asportazioni al netto delle perdite e garantiscano il mantenimentodella fertilità del terreno e la stabilità dell’ecosistema ad esso collegato.
La difesa fitosanitaria è eseguita nel rispetto dell’equilibrio dell’ecosistema, evitando gli interventiinutili e dannosi all’entomofauna utile ed attenendosi quindi alle indicazioni dei servizi di lottaguidata ed integrata operanti sul territorio. Sono vietati trattamenti al terreno con prodotti diserbantie disseccanti.
Ulteriori pratiche agronomiche dovranno essere condotte in maniera razionale e tale dasalvaguardare la qualità del prodotto.
DI PIPABTIMENTO DEbbA Q IAL BEI jpRGDGTT AGSOALEMlFTAia E HEI SERVIZI
D REZ Om GENERALE PER LA QUALIT DEI PRODOTTI ROALIMENTARI .
Art.6Raccolta e post-raccolta Le olive devono essere prelevate direttamente dall’albero mediante la raccolta manuale o meccanica o quant’altro non danneggi il prodotto.
Il grado di maturazione delle olive alla raccolta non dovrà eccedere lo stadio fenologico diinVaiatura superficiale dell’epicarpo e comunque dovrà protrarsi non oltre il 20 dicembre per lecultivars precoci (Leccino, Frantoio, Maurino, Pendolino, ecc.. ) e non oltre il 15 gennaio per lecultivars tardive (Caninese, Moraiolo, ecc.. ). E’ tassativamente vietato l’uso di prodotti cascolanti odi abscissione.
La produzione massima di olive per ettaro non può superare i Kg 9.000 (novemila) negli olivetispecializzati ed intensivi mentre negli oliveti consociati e promiscui la produzione massima di oliveper pianta non può superare i Kg 90 (novanta).
Il trasporto delle olive al frantoio dovrà essere effettuato in recipienti idonei subito dopo la raccoltae comunque entro un giorno dalla stessa.
Le partite di olive pervenute al frantoio devono rispondere ai requisiti di maturazione, freschezza edintegrità, pena il rigetto delle stesse. Le olive dovranno essere lavorate entro e non oltre un giornodal conferimento al frantoio.
Art. 7Modalità di oleificazione Le pratiche di oleificazione sono: 1.lavaggio con acqua potabile a temperatura ambiente, cernita e defogliazione;2.
molitura con frangitori idonei;3.
gramolatura a temperatura controllata non superiore a 30 0C e per tempi inferiori ai 60minuti;4.
estrazione fisica con impianti del tipo a pressione, a centrifugazione continua (con o senzaaggiunta di acqua), a percolamento più pressione, a percoiamento più centrifugazione:-nel caso di estrazione per pressione, i fiscoli devono essere puliti ad ogni riavvio delciclo, le pressioni esercitate non devono essere superiori a 400 Kg/cmq con unicaestrazione e tempo massimo di due ore;-nel caso di estrazione per centrifugazione con aggiunta di acqua, questa dovrà esserepotabile ed avere una temperatura tale da non aumentare la temperatura della pasta diolive all’entrata della centrifuga.
5.Gentrifugazione del mosto oleoso: l’olio ed il mosto oleoso estratto dovranno essereimmediatamente allontanati dai residui di acqua di vegetazione mediante separatori continuiin acciaio inox. All’uscita degli impianti di estrazione, la temperatura dell’olio non dovrà’j:. i 5IPA TIMENTO DELLA QUALIT BELPBODOTT AGROALIMEHTAia . D S SERVIZI
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E L TUTELA DEL CONSUMATORE
superare i 280C.
6.Purificazione dell’olio per filtrazione o altro mezzo di tipo fisico.
7.E’ vietato effettuare la doppia centrifugazione della pasta di olive senza interruzione,metodo di trasformazione noto come ripasso .
Le operazioni di oleif cazione dovranno essere effettuate in oleifici situati entro i limiti della zonaindicata dall’art.2 e non dovranno protrarsi oltre il 16 gennaio.
La conservazione dell’olio dovrà avvenire in recipienti di acciaio inox perfettamente puliti e senzatracce di detergenti.
ArL8Caratteristiche al consumo L’olio di oliva extravergine a D.O.P. Tuscia all’atto dell’immissione ai consumo deve risponderealle seguenti caratteristiche: Colore: verde smeraldo con riflessi dorati;Odore: fruttato che ricorda il frutto sano fresco, raccolto al punto ottimale di maturazione;Sapore: difruttato medio con equilibrato retrogusto di amaro e piccante; Acidità massima totale espressa in acido oleico, in peso, non eccedente grammi 0,5 per 100 gr diolio;Numero di perossidi: . 12meq 0 /Kg di olio; 2Valutazione organolettica conforme all’attuale normativa U.E.
Altri parametri chimico-fisici non espressamente citati devono essere conformi all’attualenormativa U.E..
Art.9Designazione e presentazione Alla D.O.P. Tuscia , è vietata l’aggiunta di qualsiasi ulteriore menzione del presente disciplinare ivicomprese le indicazioni: tipo, gusto, selezionato, scelto e similari, nonché indicazioni che faccianoriferimento ad aree geografiche diverse da quelle espressamente previste nel presente disciplinare.
E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento ad aziende, nomi, ragioni sociali o. marchi privati purché non abbiano significato laudativo, non siano tali da trarre in inganno ilconsumatore e siano riportate in dimensioni dimezzate rispetto ai caratteri con cui viene trascritta laD.O.P. ‘Tuscia .
Sono inoltre consentite una contro-etichetta e/o cartellino in cui siano riportate notizie circa la zonadi produzione, le modalità di coltivazione, il tipo di lavorazione, la varietà ed il significato biologico PARTIMENTO DELLA Q LaLIT DE ..PMODOTT AGE ALMEFTAK E BLI SERVIZI
e merceologico dell’olio.
I recipienti in cui è confezionato l’olio extravergine di oliva a D.O.P. Tuscia ai finidell’immissione al consumo devono essere in vetro o in lamina metallica stagnata di capacità nonsuperiore a litri 5.
Dovrà figurare, inoltre, il simbolo grafico relativo all’immagine del logotipo specifico ed univocoda utilizzare in abbinamento inscindibile con la denominazione di origine protetta.
II simbolo grafico è stato opportunamente ridisegnato da reperto etrusco di Antefìssa in terracottaproveniente dagli scavi dell’abitato di Acquarossa (VT) 1 cui originale è presso il Museo diCivitacastellana (VT). La Antefìssa è un colore ocre scuro (colore pantone n.1685 C) sostenutadalla scritta TUSCIA in colore rosso scuro (colore pantone n.187 C) in campo rettangolare verticalegiallo (retino 70% colore pantone 130 C) e fascia di base’in colore nero (process Black C) conscritta su due righe olio extravergine di oliva a denominazione di origine protetta.
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References: Art.2
 Art.3

Art. 4

Art.6

Art. 7

Art.9