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Timestamp: 2020-08-07 18:34:12+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 24602 del 18/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24602 del 18/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 18/10/2017, (ud. 23/06/2017, dep.18/10/2017), n. 24602
sul ricorso 30050-2014 proposto da:
COMUNE DI ISCHIA, in persona del Sindaco p.t., elettivamente
domiciliato in ROMA, alla via ILLIRIA 19, presso lo studio
dell’avvocato ANTONELLA ZAINA, rappresentato e difeso dall’avvocato
MAURIZIO BARBATELLI;
V.E., elettivamente domiciliato in ROMA, alla via
TAGLIAMENTO 14, presso lo studio dell’avvocato CARLO MARIA BARONE,
che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato ANSELMO BARONE;
V.A., V.M., elettivamente domiciliati in ROMA,
al CORSO VITTORIO EMANUELE II, presso lo studio dell’avvocato GIAN
MARCO GREZ, rappresentati e difesi dagli avvocati ALESSANDRO MAROTTA
avverso la sentenza n. 3846/2014 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,
La Corte d’appello di Napoli, pronunciando in sede di rinvio dalla cassazione, ha liquidato le indennità dovute dal Comune di Ischia, per l’esproprio di un terreno in comproprietà di V.A., M. ed E., in Euro 445.912,55 oltre interessi.
La sentenza è stata impugnata dal Comune di Ischia con ricorso per cassazione affidato a due motivi, cui hanno resistito V.E. e, con separato controricorso, V.A. e M..
Con entrambi i motivi, l’uno illustrato sotto il profilo della violazione della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, comma 4 e art. 40, L. n. 865 del 1971, art. 15, comma 1, art. 16, commi 5 e 6, e l’altro del vizio di motivazione, il ricorrente lamenta che le indennità siano state liquidate commisurandole all’intera estensione del terreno espropriato, senza tener conto che ciascuno dei tre originari attori ne era comproprietario solo per la quota indivisa di 1/5.
Dopo la notificazione della proposta e del decreto di fissazione d’udienza di cui all’art. 380 bis c.p.c., il Comune ha depositato atto di rinuncia al ricorso proposto nei confronti di Adriana e V.M., da costoro sottoscritto per accettazione.
Il giudizio fra le predette parti va pertanto dichiarato estinto, con conseguente prosecuzione solo di quello pendente fra il Comune ed V.E., che hanno entrambi depositato memoria illustrativa.
I motivi del ricorso, che sono fra loro connessi e possono essere esaminati congiuntamente, sono manifestamente infondati.
Appare, in proposito, dirimente il rilievo che la questione posta nei motivi non risulta essere stata dedotta dal Comune nel corso del giudizio di merito conclusosi con la decisione cassata, sicchè la sua proposizione era preclusa dal giudicato formatosi a seguito della sentenza rescindente.
Costituisce, peraltro, principio ripetutamente enunciato da questa Corte (Cass. nn. 12700/014, 6873/011, 9172/05) che, allorchè si procede all’espropriazione di un bene indiviso, l’opposizione del singolo comproprietario alla stima dell’indennità effettuata in sede amministrativa estende i suoi effetti anche agli altri comproprietari, con la conseguenza che il giudice deve determinare l’indennità in rapporto al bene considerato nel suo complesso ed unità e non alle singole quote spettanti ai compartecipi, e che l’opponente ha diritto a richiedere il deposito dell’intera indennità giudizialmente determinata (o della differenza fra quest’ultima e quella che sia stata eventualmente già depositata), salvo che vi siano posizioni di comproprietari già definite (ipotesi che, pacificamente, non ricorreva all’atto della notificazione dell’impugnazione e della quale, ove e nei limiti in cui debba ritenersi sopravvenuta per effetto della transazione stipulata dal Comune con gli altri due originari opponenti, si potrà tener conto in sede di esecuzione della sentenza).
Il ricorso proposto contro V.E. va pertanto respinto.
La Corte rigetta il ricorso proposto dal Comune di Ischia nei confronti di V.E. e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali in favore della predetta parte, che liquida in Euro 10.200, di cui Euro 200 per esborsi, oltre rimborso forfetario e accessori di legge.
Dichiara estinto il giudizio fra il Comune di Ischia e V.A. e M..
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, si dà atto che, nel solo giudizio fra il Comune di Ischia ed Enrico V., sussistono i presupposti per il versamento da parte del ricorrente di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per la stessa impugnazione.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 5
 art. 40
 art. 15
 art. 16
 sentenza 
 art. 13
 art. 1