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OGGETTO COLLABORAZIONE PROFESSIONALE CON UNA ORGANIZZAZIONE NON PROFIT - PDF
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1 1 OGGETTO COLLABORAZIONE PROFESSIONALE CON UNA ORGANIZZAZIONE NON PROFIT QUESITO (posto in data 22 aprile 2010) Sono un anestesista rianimatore con un rapporto di lavoro esclusivo. Che tipo di attività professionale potrei svolgere al di fuori di quello istituzionale con l'asp? Io mi occupo in ospedale, oltre al resto, anche di nutrizione artificiale clinica e sono stata contattata da una ONLUS, che si occupa anch'essa di nutrizione, e che poiché vorrebbe sviluppare un progetto nel nostro territorio ha richiesto la mia collaborazione per le mie competenze professionali in tale settore. L'idea a me piace molto, sia perché sul territorio non c'è nulla di ciò, sia perché mi offrirebbe una opportunità professionale per il periodo della pensione, che non è tanto lontano. Ma non so come conciliare dal punto di vista normativo questa attività con il mio lavoro. È da escludere sia l'intramoenia perché è l'onlus il gestore del lavoro, sia l'extramoenia perché a me non conviene ai fini pensionistici essendo appunto gli ultimi anni di lavoro dipendente. E allora cosa pensare: collaborazione esterna? Consulenza? La normativa cosa prevede a tal proposito? RISPOSTA (inviata in data 4 maggio 2010) Il rapporto di lavoro esclusivo esclude di per sé qualsiasi possibilità di mettere la propria professionalità a disposizione di altri che non siano l Azienda con la quale il rapporto stesso è instaurato. Sarebbe una vera e propria contraddizione in termini, oltre che una esplicita violazione di quanto disposto dall articolo 10, comma 6, del CCNL 2002_2005, che a questo riguardo dispone: Il rapporto di lavoro esclusivo comporta la totale disponibilità del dirigente nello svolgimento delle proprie funzioni nell'ambito dell'incarico attribuito e della competenza professionale nell'area e disciplina di appartenenza. 1
2 2 L unica strada percorribile per instaurare un rapporto di collaborazione con l Organizzazione di cui si parla nel quesito è che ciò avvenga attraverso una convenzione tra l istituzione esterna e l azienda con la quale si ha un rapporto di lavoro, utilizzando gli spazi che in questa direzione sono resi possibili dalla normativa contrattuale vigente. Tra le diverse forme in cui può esplicarsi la libera professione intramoenia l articolo 58 del CCNL 1998_2001 prevede infatti che Qualora l'attività di consulenza sia chiesta all'azienda da soggetti terzi, essa costituisce una particolare forma di attività aziendale a pagamento, rientrante tra le ipotesi di cui all'articolo 55 lettera c), da esercitarsi al di fuori dell'impegno di servizio Questa modalità prevede la stipula di una apposita convenzione, possibile solo con un altra azienda sanitaria o con una istituzione socio sanitaria senza fini di lucro, che disciplini le modalità e i costi della prestazione, secondo criteri che devono essere preliminarmente specificati nel regolamento aziendale che disciplina l esercizio dell attività libero professionale intramoenia. 2
3 3 RIFERIMENTI NORMATIVI CCNL 1998_2001 ARTICOLO 55 Tipologie di attività libero professionali 1. L'esercizio dell'attività libero professionale avviene al di fuori dell'impegno di servizio e si può svolgere nelle seguenti forme: a) libera professione individuale, caratterizzata dalla scelta diretta da parte dell'utente del singolo professionista cui viene richiesta la prestazione b) attività libero professionale a pagamento, svolte in équipe all'interno delle strutture aziendali, caratterizzata dalla richiesta di prestazioni da parte dell'utente, singolo o associato anche attraverso forme di rappresentanza, all'equipe, che vi provvede nei limiti delle disponibilità orarie concordate. c) partecipazione ai proventi di attività professionale richiesta a pagamento da singoli utenti e svolta individualmente o in équipe, in strutture di altra azienda del SSN o di altra struttura sanitaria non accreditata, previa convenzione con le stesse. d) partecipazione ai proventi di attività professionali, a pagamento, richieste da terzi (utenti singoli, associati, aziende o enti) all'azienda anche al fine di consentire la riduzione dei tempi di attesa, secondo programmi predisposti dall'azienda stessa, d'intesa con le équipes dei servizi interessati. 2. Si considerano prestazioni erogate nel regime di cui alla lettera d) del comma 1 anche le prestazioni richieste, in via eccezionale e temporanea, ad integrazione dell'attività istituzionale, dalle aziende ai propri dirigenti allo scopo di ridurre le liste di attesa o di acquisire prestazioni aggiuntive, soprattutto in presenza di carenza di organico ed impossibilità anche momentanea di coprire i relativi posti con personale in possesso dei requisiti di legge, in accordo con le équipes interessate e nel rispetto delle direttive regionali in materia. 3
4 4 CCNL 1998_2001 ARTICOLO 58 Altre attività a pagamento 1. L'attività di consulenza per lo svolgimento di compiti inerenti i fini istituzionali, all'interno dell'azienda si configura come incarico dirigenziale di consulenza e ricerca, e non rientra nell attività libero professionale intramoenia 2. Qualora l'attività di consulenza sia chiesta all'azienda da soggetti terzi, essa costituisce una particolare forma di attività aziendale a pagamento, rientrante tra le ipotesi di cui all'articolo 55 lettera c), da esercitarsi al di fuori dell'impegno di servizio. Essa viene attuata nei seguenti casi e con le modalità sotto indicate: a) in servizi sanitari di altra azienda o ente del comparto, mediante apposita convenzione tra le istituzioni interessate che disciplini: i limiti orari minimi e massimi dell'impegno, comprensivi anche dei tempi di raggiungimento delle sedi di servizio, compatibili con l'articolazione dell'orario di lavoro; il compenso e le modalità di svolgimento. b) presso istituzioni pubbliche non sanitarie o istituzioni socio - sanitarie senza scopo di lucro, mediante apposita convenzione tra i soggetti istituzionali che attesti che l'attività non è in contrasto con le finalità ed i compiti istituzionali del Servizio Sanitario Nazionale e disciplini: la durata della convenzione; la natura della prestazione, che non può configurare un rapporto di lavoro subordinato e deve essere a carattere occasionale; i limiti di orario dell'impegno, compatibili con l'articolazione dell'orario di lavoro; l'entità del compenso; motivazioni e fini della consulenza, al fine, di accertarne la compatibilità con l'attività di istituto. 3. Il compenso per le attività di cui alle lettere a) e b) deve affluire all'azienda o ente di appartenenza che provvede ad attribuirne il 95 % al dirigente avente diritto quale prestatore della consulenza con la retribuzione del mese successivo. 4
5 5 4. Tra le attività di cui al presente articolo rientra quella di certificazione medico legale resa dall'azienda per conto dell'istituto Nazionale degli Infortuni sul lavoro (INAIL) a favore degli infortunati sul lavoro e tecnopatici. 5. L'atto aziendale che disciplina l esercizio dell attività libero professionale intramoenia disciplina anche i casi in cui l'assistito può chiedere all'azienda che la prestazione sia resa direttamente dal dirigente da lui scelto ed erogata al suo domicilio, fuori dell'orario di servizio, in relazione alle particolari prestazioni assistenziali richieste o al carattere occasionale e straordinario delle prestazioni stesse o al rapporto fiduciario già esistente con il medico prescelto con riferimento all'attività libero professionale intramuraria svolta individualmente o in equipe nell'ambito dell'azienda. 6. L'onorario della prestazione di cui al comma 3, stabilito nel rispetto dei vincoli ordinistici, viene riscosso dal dirigente che ha effettuato la prestazione, il quale ne rilascia la ricevuta al paziente su apposito bollettario dell'azienda. L'onorario viene versato entro cinque giorni dalla riscossione all'azienda, che ne accredita il 95% al dirigente stesso con la retribuzione del mese successivo. 7. L'atto aziendale che disciplina l esercizio dell attività libero professionale intramoenia disciplina i casi in cui le attività professionali sono richieste a pagamento da singoli utenti e svolte, individualmente o in équipe, in strutture di altra azienda del Servizio sanitario nazionale o di altra struttura sanitaria non accreditata, sono disciplinate da convenzione. Le predette attività sono consentite solo se a carattere occasionale e se preventivamente autorizzate dall'azienda con le modalità stabilite dalla convenzione. L'azienda con l'atto richiamato disciplina in conformità al presente contratto: il limite massimo di attività di ciascun dirigente tenuto anche conto delle altre attività svolte; l'entità del compenso dovuto al dirigente o all'equipe che ha effettuato la prestazione; le modalità di riscossione e di attribuzione dei compensi, la quota della tariffa spettante all'azienda stabilita in conformità ai criteri indicati nell'articolo 56. 5
6 6 8. Gli onorari per le prestazioni di cui al comma 7 sono riscossi dalla struttura presso la quale il dirigente ha svolto l'attività, la quale ne rilascia ricevuta su appositi bollettari forniti dall'azienda di appar-tenenza del dirigente stesso; la struttura citata, dedotte le quote di propria spettanza, versa all'azienda ed al dirigente le quote di loro competenza con le cadenze previste nella convenzione. 9. L'atto aziendale che disciplina l esercizio dell attività libero professionale intramoenia disciplina, infine, l'attività professionale, richiesta a pagamento da terzi all'azienda e svolta, fuori dall'orario di lavoro, sia all'interno che all'esterno delle strutture aziendali. Tale attività può, a richiesta del dirigente interessato, essere considerata attività libero-professionale intramuraria e sottoposta alla disciplina per tale attività ovvero considerata come obiettivo prestazionale incentivato con le specifiche risorse introitate, in conformità al presente contratto. 10. Per le prestazioni di cui al comma 9, l'atto aziendale in conformità di quanto previsto dal presente articolo, stabilisce per le attività svolte, per conto dell'azienda in regime libero professionale: a) i limiti minimi e massimi di ciascun dirigente, comprensivi anche degli eventuali tempi di raggiungimento delle sedi di servizio, compatibili con l'articolazione dell'orario di lavoro; b) l'entità del compenso dovuto al dirigente che ha effettuato la prestazione, ove l'attività abbia luogo fuori dell'orario di lavoro e l'eventuale rimborso spese, dallo stesso sostenute ove l'attività abbia luogo nell'orario di lavoro ma fuori della struttura di appartenenza; c) le modalità di attribuzione dei compensi e rimborsi spese. stabiliti dai contratti collettivi nazionali di lavoro; d) la partecipazione ai proventi per le prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio non può essere superiore al 50 per cento della tariffa per le prestazioni finalizzate alla riduzione delle liste di attesa; e) l'attività deve garantire, di norma, il rispetto dei principi della fungibilità e della rotazione di tutto il personale che eroga le prestazioni. 6
7 7 INDICAZIONI OPERATIVE In una logica di trasparenza che deve permeare i comportamenti di un dipendente pubblico, il percorso che dovrebbe essere seguito può articolarsi nelle fasi seguenti: 1) verificare preliminarmente, in modo informale, la disponibilità dei soggetti interessati a dar vita ad una collaborazione istituzionale, condizione essenziale per l applicazione del citato articolo 58; a questo fine può essere utile far presente che questa collaborazione potrebbe consentire di rispondere ad esigenze che attualmente non trovano sul territorio una risposta adeguata 2) predisporre una bozza di convenzione, da sottoporre alle parti interessate, come base per una più puntuale definizione di aspetti che devono essere studiati e definiti nell ambito di un incontro 3) organizzare un incontro tra i rappresentanti legali delle istituzioni interessate, per concordare ulteriori aspetti operativi che devono essere esplicitati nella convenzione 4) seguire l iter amministrativo di perfezionamento dell accordo, dando il necessario supporto agli uffici a ciò preposti. Un percorso come quello prospettato consentirebbe anche di creare condizioni ottimali per una continuità di rapporto in un futuro che sembra non particolarmente lontano. 7
Allegato alla deliberazione n. 330 del 30/06/2008 REGOLAMENTO DELL AZIENDA SANITARIA LOCALE DELLA PROVINCIA DI LECCO PER L ESERCIZIO DELLA LIBERA PROFESSIONE INTRAMURARIA DEI DIRIGENTI MEDICI VETERINARI
REGOLAMENTO LIBERA PROFESSIONE - CAPO PRIMO NORME GENERALI Art.1 Principi generali Art.2 Categorie professionali autorizzate Art.3 Prestazioni soggette a libera professione Art.4 Tipologie di attività
REGOLAMENTO DELL ATTIVITÀ LIBERA PROFESSIONE INTRAMURARIA DEI DIRIGENTI DEL RUOLO SANITARIO
REGIONE CALABRIA AZIENDA SANITARIA PROVINCIALE - CATANZARO REGOLAMENTO DELL ATTIVITÀ LIBERA PROFESSIONE INTRAMURARIA DEI DIRIGENTI DEL RUOLO SANITARIO ART. 1 PREMESSA GENERALE E FINALITA Il presente regolamento

References: articolo 10
 articolo 58
 ARTICOLO 55
 ARTICOLO 58
 articolo 58
 Art.1
 Art.2
 Art.3
 Art.4
 ART. 1