Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2009&numero=196
Timestamp: 2020-02-20 07:47:41+00:00

Document:
Sentenza 196/2009 (ECLI:IT:COST:2009:196)
Giudizio: GIUDIZIO SU CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE TRA ENTI + GIUDIZIO DI LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE IN VIA PRINCIPALE
Udienza Pubblica del 31/03/2009; Decisione del 24/06/2009
Norme impugnate: - Art. 6 decreto legge 23/05/2008, n. 92, convertito con modificazioni in legge 24/07/2008, n. 125. - Decreto del Ministro dell'interno 5/8/2008.
Massime: 33520 33521 33522 33523 33524 33525 33526 33527 33528 33529 33530
Atti decisi: ric. 59/2008; confl. enti 15/2008
Massima n. 33520 Massima successiva
Sicurezza pubblica - Attribuzione ai Sindaci di ampi poteri nell'adozione di provvedimenti di pubblica sicurezza e di ordine pubblico, con previsione di coordinamento diretto col potere centrale - Ricorso della Provincia autonoma di Bolzano - Denunciato contrasto con le norme statutarie che riservano tali poteri, in alcune materie, ai Presidenti delle Province - Ritenuta lesione delle competenze legislative ed amministrative provinciali nonché violazione delle garanzie costituzionali in favore delle autonomie speciali e delle minoranze, oltre che del principio di buon andamento dell'attività amministrativa - Eccepita inammissibilità per l'asserito carattere "meramente interpretativo" della questione prospettata - Reiezione.
Nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 6 del decreto legge 23 maggio 2008, n. 92, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125, il quale ha sostituito l'art. 54 del testo unico sull'ordinamento degli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267), deve essere respinta l'eccezione di inammissibilità sollevata dalla difesa erariale, risultando non implausibile il dubbio di costituzionalità sollevato dalla ricorrente, relativamente alla compatibilità delle innovazioni introdotte ad opera dell'impugnato decreto legge con la propria sfera di competenze in materia. A differenza, infatti, di quanto accade per il giudizio in via incidentale, il giudizio in via principale può concernere questioni sollevate sulla base di interpretazioni prospettate dal ricorrente come possibili, a condizione che queste ultime non siano implausibili o irragionevolmente scollegate dalle disposizioni impugnate, così da far ritenere le questioni del tutto astratte o pretestuose.
In senso analogo, v., citate, sentenze n. 289/2008, n. 249 e n. 449/2005.
decreto legge 23/05/2008 n. 92 art. 6
legge 24/07/2008 n. 125
decreto legislativo 18/08/2000 n. 267 art. 54
statuto regione Trentino Alto Adige art. 17
statuto regione Trentino Alto Adige art. 21
statuto regione Trentino Alto Adige art. 52 co. 2
decreto del Presidente della Repubblica 19/11/1987 n. false art. 3
Massima n. 33521 Massima successiva Massima precedente
Sicurezza pubblica - Attribuzione ai Sindaci di ampi poteri nell'adozione di provvedimenti di pubblica sicurezza e di ordine pubblico, con previsione di coordinamento diretto col potere centrale - Ricorso della Provincia autonoma di Bolzano - Denunciato contrasto con le norme statutarie che riservano tali poteri, in alcune materie, al Presidente della Provincia - Ritenuta lesione delle competenze legislative ed amministrative provinciali nonché violazione delle garanzie costituzionali in favore delle autonomie speciali e delle minoranze, oltre che del principio di buon andamento dell'attività amministrativa - Eccepita inammissibilità per avere la ricorrente censurato "l'intero eterogeneo" della norma e non le singole statuizioni - Reiezione.
Nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 6 del decreto legge 23 maggio 2008, n. 92, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125, il quale ha sostituito l'art. 54 del testo unico sull'ordinamento degli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267), deve essere respinta l'eccezione di inammissibilità sollevata dalla difesa erariale, essendo le censure della ricorrente diversamente articolate proprio in relazione agli specifici contenuti della norma impugnata. Inoltre, la sostanziale omogeneità delle numerose modificazioni apportate all'art. 54 del t.u. sull'ordinamento degli enti locali, consente di individuare adeguatamente le disposizioni impugnate.
Massima n. 33522 Massima successiva Massima precedente
Sicurezza pubblica - Attribuzione ai Sindaci di ampi poteri nell'adozione di provvedimenti di pubblica sicurezza e di ordine pubblico, con previsione di coordinamento diretto col potere centrale - Ricorso della Provincia autonoma di Bolzano - Asserito contrasto con il principio del buon andamento della pubblica amministrazione - Questione non implicante lesione di competenze regionali - Inammissibilità.
È inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 6 del decreto legge 23 maggio 2008, n. 92, sollevate, in riferimento all'art. 97 della Costituzione, trattandosi di censura che, in relazione al parametro evocato, non implica la lesione di competenze regionali.
In senso analogo, v. citata, sentenza n. 326/2008.
Massima n. 33523 Massima successiva Massima precedente
Sicurezza pubblica - Attribuzione ai Sindaci di ampi poteri nell'adozione di provvedimenti di pubblica sicurezza e di ordine pubblico, con previsione di coordinamento diretto col potere centrale - Ricorso della Provincia autonoma di Bolzano - Ritenuta violazione della garanzia costituzionale a tutela delle minoranze linguistiche - Questione priva di motivazione - Inammissibilità.
È inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 6 del decreto legge 23 maggio 2008, n. 92, sollevate, in riferimento all'art. 6 della Costituzione, trattandosi di censura che, in relazione al parametro evocato, è priva di motivazione.
Massima n. 33524 Massima successiva Massima precedente
Sicurezza pubblica - Attribuzione ai Sindaci di ampi poteri nell'adozione di provvedimenti di pubblica sicurezza e di ordine pubblico, con previsione di coordinamento diretto col potere centrale - Ricorso della Provincia autonoma di Bolzano - Denunciato contrasto con le norme statutarie che riservano tali poteri, in alcune materie, al Presidente della Provincia - Ritenuta lesione delle competenze legislative ed amministrative provinciali nonché violazione della garanzia costituzionale a tutela delle autonomie speciali - Esclusione - Assenza di titolarità di competenze proprie della Provincia in materia di ordine pubblico e sicurezza - Necessità di interpretazione conforme allo Statuto, con conseguente salvezza della riserva ivi espressamente attribuita all'organo provinciale - Non fondatezza delle questioni.
Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 6 del decreto legge 23 maggio 2008, n. 92, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125, sollevate, in riferimento agli artt. 8, 9, 16, 17, 20, 21, 52, secondo comma, 104 e 107 del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 679, all'art. 3 del d.P.R. 1 novembre 1973, n. 686, all'art. 3 del d.P.R. 19 novembre 1987, n. 526, all'art. 116 della Costituzione, nonché all'art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. Ed invero, in conformità all'indirizzo di questa Corte, va escluso che le Provincie autonome di Trento e Bolzano siano titolari di competenze proprie in materia di ordine pubblico e sicurezza, dovendosi ritenere che le attribuzioni ivi previste in materia dall'art. 20 dello Statuto della Regione Trentino Alto Adige, anche sulla base di quanto stabilito dalle relative norme di attuazione, siano conferite ai Presidenti delle Giunte provinciali nella loro veste di ufficiali del Governo centrale. Ciò premesso, non potendosi, tuttavia, escludere che l'esercizio, da parte dei Sindaci appartenenti ai comuni della Provincia autonoma, dei vasti ed indeterminati poteri in tema di tutela dell'incolumità pubblica e della sicurezza urbana, di cui all'attuale comma 4 dell'art. 54 del d.lgs. n. 267 del 2000, possa sovrapporsi e ledere le funzioni amministrative affidate statutariamente al Presidente della Provincia, è necessario che l'art. 6 del decreto legge n. 92 del 2008 sia interpretato in senso conforme alle disposizioni statutarie, nonché alla luce del disposto di cui all'art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 267 del 2000, in modo da non produrre uno svuotamento dei poteri dei Presidenti delle province autonome e, dunque, nel senso che dal suo ambito di applicazione esulano i provvedimenti che l'art. 20 dello statuto riserva espressamente all'organo provinciale.
Sulla riserva esclusiva allo Stato dei provvedimenti in materia di ordine pubblico e sicurezza, v., citate, sentenze n. 211/1988 e n. 129/2009.
Massima n. 33525 Massima successiva Massima precedente
Sicurezza pubblica - Attribuzione ai Sindaci del potere di adottare provvedimenti di pubblica sicurezza e di ordine pubblico e di perseguire i casi di inottemperanza - Ricorso della Provincia autonoma di Bolzano - Denunciata lesione dei poteri di pubblica sicurezza attribuiti dallo Statuto ai Presidenti delle Province - Esclusione - Assenza di titolarità di competenze proprie della Provincia in materia di ordine pubblico e sicurezza - Necessità di interpretazione conforme allo Statuto, con conseguente salvezza della riserva ivi espressamente attribuita all'organo provinciale - Non fondatezza delle questioni.
Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 54, commi da 1 a 4 e comma 7, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come sostituito dall'art. 6 del decreto legge 23 maggio 2008, n. 92, sollevate, in riferimento agli artt. 20, comma 1, 21 e 52, secondo comma, dello statuto e all'art. 3, terzo comma, del d.P.R. 19 novembre 1987, n. 526, dovendosi interpretare la norma censurata in modo conforme alle disposizioni statutarie, con conseguente salvezza della riserva ivi espressamente attribuita all'organo provinciale.
decreto legislativo 18/08/2000 n. 267 art. 54 co. 1
decreto legislativo 18/08/2000 n. 267 art. 54 co. 2
decreto legislativo 18/08/2000 n. 267 art. 54 co. 3
decreto legislativo 18/08/2000 n. 267 art. 54 co. 4
decreto legislativo 18/08/2000 n. 267 art. 54 co. 7
statuto regione Trentino Alto Adige art. 20 co. 1
Massima n. 33526 Massima successiva Massima precedente
Sicurezza pubblica - Provvedimenti di pubblica sicurezza e di ordine pubblico adottati dai Sindaci - Prevista spettanza al Prefetto di poteri di ispezione e di intervento in caso di inerzia - Ricorso della Provincia autonoma di Bolzano - Ritenuta esclusione di intervento dei Presidenti delle Province anche nelle materie di loro competenza - Esclusione - Assenza di titolarità di competenze proprie della Provincia in materia di ordine pubblico e sicurezza - Necessità di interpretazione conforme allo Statuto, con conseguente salvezza della riserva ivi espressamente attribuita all'organo provinciale - Non fondatezza delle questioni.
Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 54, commi 9 e 11, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come sostituito dall'art. 6 del decreto legge 23 maggio 2008, n. 92, sollevate, in riferimento all'art. 20 dello statuto della Provincia autonoma di Bolzano, dovendosi interpretare la norma censurata in modo conforme alla disposizione statutaria, con conseguente salvezza della riserva ivi espressamente attribuita all'organo provinciale.
decreto legislativo 18/08/2000 n. 267 art. 54 co. 9
decreto legislativo 18/08/2000 n. 267 art. 54 co. 11
Massima n. 33527 Massima successiva Massima precedente
Sicurezza pubblica - Provvedimenti di pubblica sicurezza e di ordine pubblico adottati dai Sindaci - Prevista adozione di atti di indirizzo da parte del Ministro dell'interno - Ricorso della Provincia autonoma di Bolzano - Lamentata limitazione dei poteri direttivi dei Presidenti delle Province nelle materie loro assegnate dallo Statuto - Esclusione - Assenza di titolarità di competenze proprie della Provincia in materia di ordine pubblico e sicurezza - Necessità di interpretazione conforme allo Statuto, con conseguente salvezza della riserva ivi espressamente attribuita all'organo provinciale - Non fondatezza delle questioni.
Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 54, comma 12, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come sostituito dall'art. 6 del decreto legge 23 maggio 2008, n. 92, sollevata, in riferimento all'art. 3 del d.P.R. n. 686 del 1973 e all'art. 3 del d.P.R. n. 526 del 1987, dovendosi interpretare la norma censurata in modo conforme alle disposizioni statutarie, con conseguente salvezza della riserva ivi espressamente attribuita all'organo provinciale.
decreto legislativo 18/08/2000 n. 267 art. 54 co. 12
Massima n. 33528 Massima successiva Massima precedente
Sicurezza pubblica - Provvedimenti di pubblica sicurezza e di ordine pubblico adottati dai Sindaci con ripercussioni sull'ordinata convivenza delle popolazioni di comuni contigui o limitrofi - Prevista adozione di apposita conferenza da parte del Prefetto - Ricorso della Provincia autonoma di Bolzano - Ritenuto contrasto con la competenza statutaria del Presidente della Provincia di adottare provvedimenti contingibili ed urgenti in materia nell'interesse delle popolazioni di due o più comuni - Esclusione - Possibilità di interpretazione conforme allo Statuto, con conseguente diversificazione degli ambiti di applicazione delle due norme - Non fondatezza della questione.
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 54, comma 5, del decreto legislativo n. 267 del 2000, come sostituito dall'art. 6 del decreto legge n. 92 del 2008, sollevata, in riferimento all'art. 52, secondo comma dello statuto, potendosi dare della disposizione censurata un'interpretazione conforme allo statuto, nel senso che, nell'ambito della Regione Trentino Alto Adige, saranno sempre i Presidenti delle Giunte provinciali ad adottare i provvedimenti contingibili ed urgenti in materia di sicurezza ed igiene pubblica nell'interesse delle popolazioni di due o più comuni, mentre la procedura di cui alla norma impugnata potrà applicarsi a tutte quelle altre tipologie di poteri dei Sindaci attualmente previste.
Sulla natura eccezionale della competenza del Presidente della Giunta provinciale ad adottare i provvedimenti contingibili ed urgenti in materia di sicurezza ed igiene pubblica, v., citata, sentenza n. 45/1976.
decreto legislativo 18/08/2000 n. 267 art. 54 co. 5
Massima n. 33529 Massima successiva Massima precedente
Sicurezza pubblica - Provvedimenti di pubblica sicurezza e di ordine pubblico adottati dai Sindaci - Contenuto - Possibilità, in casi di emergenza, di modifica degli orari di esercizi commerciali, dei pubblici servizi o pubblici uffici - Ricorso della Provincia autonoma di Bolzano - Lamentata violazione delle competenze legislative provinciali in materia di "turismo e industria alberghiera", di "commercio" e di "esercizi pubblici", oltre le competenze di cui all'art. 20 dello Statuto - Esclusione - Operatività della norma impugnata nelle sole ipotesi di emergenza, con conseguente esclusione del potere di regolamentazione ordinaria degli orari - Non fondatezza della questione.
Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 54, comma 6, del decreto legislativo n. 267 del 2000, come sostituito dall'art. 6 del decreto legge n. 92 del 2008, sollevate, in riferimento all'art. 8, n. 20, all'art. 9, n. 3 e n. 7, e all'art. 20 dello statuto, poiché, esordendo il comma censurato facendo riferimento ai "casi di emergenza" e "alle circostanze straordinarie", è evidente che esso riguarda soltanto il potere dei Sindaci di emanare ordinanze con tingibili ed urgenti, restando invece escluso il potere di regolare in via ordinaria gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici.
decreto legislativo 18/08/2000 n. 267 art. 54 co. 6
statuto regione Trentino Alto Adige art. 8 n. 20
statuto regione Trentino Alto Adige art. 9 n. 7
Massima n. 33530 Massima precedente
Sicurezza pubblica - Modifiche normative recate dal decreto legge n. 92/2008, convertito, con modificazioni, nella legge n. 125/2008 - Decreto di attuazione del Ministro dell'interno, recante la definizione delle nozioni di incolumità pubblica e di sicurezza urbana, nonché l'elencazione delle situazioni in cui il Sindaco è autorizzato ad adottare provvedimenti di pubblica sicurezza e di ordine pubblico - Ricorso per conflitto di attribuzione proposto dalla Provincia autonoma di Bolzano - Denunciata violazione delle competenze legislative ed amministrative provinciali nonché delle connesse funzioni di polizia amministrativa - Esclusione - Riconducibilità dell'atto impugnato alla materia "sicurezza pubblica", di competenza esclusiva statale - Spettanza allo Stato, e per esso al Ministro dell'interno, del potere esercitato.
Spetta allo Stato, e per esso al Ministro dell'interno definire, con il decreto 5 agosto 2008, le nozioni di "incolumità pubblica" e di "sicurezza urbana" previste dall'art. 6 del decreto legge n. 92 del 2008, e individuare le situazioni in cui i Sindaci sono autorizzati ad adottare provvedimenti di pubblica sicurezza e di ordine pubblico, dovendosi ricondurre l'atto impugnato alla materia "sicurezza pubblica", di competenza esclusiva statale (in tal senso depongono: la titolazione del decreto legge n. 92 del 2008 che si riferisce alla "sicurezza pubblica"; le premesse del provvedimento impugnato ove, da un lato, si fa espresso riferimento, come fondamento giuridico dello stesso, al secondo comma, lettera h, dell'art. 117 Cost. e, dall'altro, si esclude espressamente dal proprio ambito di riferimento la polizia amministrativa locale).
Sul contenuto dell'art. 117, comma secondo, lettera h), Cost. (prevenzione dei reati e tutela dei primari interessi pubblici sui quali si regge l'ordinata e civile convivenza nella comunità nazionale), v., citate, sentenze n. 237 e n. 222/2006, n. 383/2005.
SENTENZA N. 196 ANNO 2009
nel giudizio di legittimità costituzionale dell'articolo 6 del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92 (Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica), convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125 e nel giudizio per conflitto di attribuzione tra enti sorto a seguito del decreto del Ministro dell'interno del 5 agosto 2008 recante: «Incolumità pubblica e sicurezza urbana: definizione e ambiti di applicazione», promossi dalla Provincia autonoma di Bolzano con ricorsi notificati il 22 e il 26 settembre 2008, depositati in cancelleria il 1° e il 6 ottobre 2008 ed iscritti, rispettivamente, al n. 59 del registro ricorsi 2008 ed al n. 15 del registro conflitti tra enti 2008.
udito nell'udienza pubblica del 31 marzo 2009 il Giudice relatore Ugo De Siervo;
uditi gli avvocati Giuseppe Franco Ferrari e Roland Riz per la Provincia autonoma di Bolzano e l'avvocato dello Stato Gabriella Palmieri per il Presidente del Consiglio dei ministri.
1. – Con ricorso ritualmente notificato e depositato (reg. ric. n. 59 del 2008), la Provincia autonoma di Bolzano ha sollevato questione di legittimità costituzionale in via principale dell'art. 6 del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92 (Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica), convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125, «nella parte in cui viola le competenze» della Provincia medesima quali definite dagli artt. 8, 9, 16, 17, 20, 21, 52, secondo comma, 104 e 107 del d.P.R. 21 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige), dall'art. 3 del d.P.R. 1 novembre 1973, n. 686 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino-Alto Adige concernente esercizi pubblici e spettacoli pubblici), dall'art. 3 del d.P.R. 19 novembre 1987, n. 526 (Estensione alla Regione Trentino-Alto Adige ed alle province autonome di Trento e Bolzano delle disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616), dagli artt. 6, 97 e 116 della Costituzione, nonché dall'art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione).
2. – La ricorrente ricorda, innanzitutto, che l'art. 6 del decreto-legge n. 92 del 2008 sostituisce l'art. 54 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali), attribuendo ai Sindaci ampi poteri in materia di pubblica sicurezza e ordine pubblico.
3. – Esaminando specificamente le singole disposizioni introdotte dall'art. 6 del decreto-legge n. 92 del 2008, (recte:dell'art. 54 del d.lgs. n. 267 del 2000, come sostituito dal suddetto art. 6) la ricorrente osserva come i commi da 1 a 4 attribuiscono ai Sindaci il potere di adottare determinati provvedimenti di pubblica sicurezza e di ordine pubblico, mentre il comma 7 conferisce agli stessi il potere di perseguire i casi di inottemperanza ai medesimi. Poiché tali disposizioni si riferirebbero, indistintamente, a tutte le materie, lederebbero i poteri di pubblica sicurezza dei Presidenti delle Province nelle materie di cui agli artt. 20, primo comma, 52, secondo comma, dello statuto, dell'art. 3 del d.P.R. n. 526 del 1987 nonché i diritti di partecipazione previsti dall'art. 21 dello statuto.
4. – Con distinto e successivo ricorso (reg. confl. enti n. 15 del 2008), la Provincia di Bolzano ha proposto conflitto di attribuzione nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri in relazione al decreto del Ministro dell'interno 5 agosto 2008, che definisce l'ambito di applicazione dei commi 1 e 4 del surrichiamato art. 54, (come sostituito dal menzionato art. 6 del decreto-legge n. 92 del 2008), nonché i concetti di incolumità pubblica e di sicurezza urbana.
In relazione a tale decreto, la ricorrente ricorda che questo dà attuazione al comma 4-bis dell'art. 54 del testo unico sull'ordinamento degli enti locali, introdotto dall'art. 6 del decreto-legge n. 92 del 2008, il quale ha previsto, appunto, che un decreto ministeriale disciplini l'ambito di applicazione delle nuove disposizioni e definisca i concetti di «incolumità pubblica» e di «sicurezza urbana».
La ricorrente ribadisce poi le censure già svolte nel ricorso nei confronti dei singoli commi dell'art. 6 del decreto-legge n. 92 del 2008, svolgendo argomentazioni analoghe a quelle contenute nell'atto introduttivo.
In secondo luogo, il ricorso sarebbe inammissibile perché le censure avanzate riguarderebbero l'intero eterogeneo art. 6 del decreto-legge n. 92 del 2008 e non le sue singole statuizioni.
1. – La Provincia autonoma di Bolzano ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 6 del decreto-legge 23 maggio 2008 n. 92 (Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica), convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125, il quale ha sostituito l'art. 54 del testo unico sull'ordinamento degli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267) che individua le «attribuzioni del sindaco nelle funzioni di competenza statale». La disposizione censurata violerebbe le competenze provinciali previste dagli artt. 8, 9, 16, 17, 20, 21, 52, secondo comma, 104 e 107 del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige), dall'art. 3 del d.P.R. 1 novembre 1973, n. 686 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la Regione Trentino-Alto Adige concernente esercizi pubblici e spettacoli pubblici), dall'art. 3 del d.P.R. 19 novembre 1987, n. 526 (Estensione alla Regione Trentino-Alto Adige ed alle Province autonome di Trento e Bolzano delle disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616), nonché dagli artt. 6, 97 e 116 della Costituzione, e dall'art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione).
2. – Sulla base di analoghe motivazioni la Provincia di Bolzano, con distinto ricorso, ha altresì proposto conflitto di attribuzione nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri in relazione al decreto del Ministro dell'interno 5 agosto 2008 (Incolumità pubblica e sicurezza urbana: definizione e ambiti di applicazione), che disciplina l'ambito di applicazione dei commi 1 e 4 dell'art. 54 del d.lgs. n. 267 del 2000, e definisce i concetti di incolumità pubblica e di sicurezza urbana, secondo quanto previsto del comma 4-bis del medesimo art. 54, sostituito dall'art. 6 del decreto-legge n. 92 del 2008.
3. – Stante la evidente connessione soggettiva ed oggettiva fra il giudizio di legittimità costituzionale relativo all'art. 6 del decreto-legge n. 92 del 2008 ed il giudizio per conflitto di attribuzioni promosso contro il decreto del Ministro dell'interno 5 agosto 2008, di attuazione del medesimo art. 6, essi possono essere riuniti e decisi con unica sentenza.
Nel caso di specie, non sembra esservi dubbio che la sostanziale modificazione del previgente art. 54 del d.lgs. n. 267 del 2000 ad opera dell'impugnato art. 6 del decreto-legge n. 92 del 2008, peraltro specificamente argomentata dalla ricorrente, è intervenuta tramite un decreto-legge espressamente finalizzato ad introdurre urgenti misure in tema di sicurezza pubblica, intesa come materia di esclusiva competenza statale. Da ciò la non implausibilità del dubbio di costituzionalità sollevato dalla Provincia ricorrente relativamente alla compatibilità delle innovazioni introdotte con la propria sfera di competenze in materia.
Non può essere neppure condivisa l'ulteriore eccezione di inammissibilità del ricorso provinciale, che consisterebbe nella mancata individuazione, dinanzi alle numerose modificazioni introdotte dall'art. 6 del decreto-legge n. 92 del 2008, delle singole statuizioni specificamente impugnate. Al contrario, non solo le censure sollevate dalla ricorrente sono diversamente articolate proprio in relazione agli specifici contenuti dell'art. 6, ma le numerose modificazioni ed integrazioni all'art. 54 del d.lgs. n. 267 del 2000 appaiono tra loro sostanzialmente omogenee, sicché risultano adeguatamente individuabili le disposizioni censurate.
Va anzitutto chiarito che le molteplici censure sollevate dalla ricorrente si riferiscono sia all'art. 6 del decreto-legge n. 92 del 2008 nel suo complesso, sia ai singoli commi dell'art. 54 del d.lgs. n. 267 del 2000, come sostituito dall'art. 6 censurato.
Quanto detto, peraltro, non equivale a sottovalutare il rischio che l'esercizio da parte dei Sindaci appartenenti ai comuni della Provincia autonoma dei vasti ed indeterminati poteri in tema di tutela dell'incolumità pubblica e della sicurezza urbana, di cui all'attuale comma 4 dell'art. 54 del d.lgs. n. 267 del 2000, possa sovrapporsi e quindi in effetti ledere le funzioni amministrative affidate al Presidente provinciale dagli artt. 20 e 52, secondo comma, dello statuto regionale. L'art. 6 del decreto-legge n. 92 del 2008, infatti, deve essere interpretato in senso conforme alle disposizioni statutarie, nonché alla luce del disposto dell'art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 267 del 2000, in modo da non produrre uno svuotamento dei poteri dei Presidenti delle Province autonome, e dunque nel senso che dal suo ambito di applicazione esulano i provvedimenti che l'art. 20 dello statuto riserva espressamente all'organo provinciale. Spetterà eventualmente al giudice comune, e a questa stessa Corte in sede di conflitto di attribuzione, verificare, di volta in volta, la lesione di tale ambito di competenze.
In conclusione, le censure relative all'intero art. 6 del decreto-legge n. 92 del 2008, nonché quelle concernenti i commi da 1 a 4, il comma 7, i commi 9 e 11, e il comma 12 dell'art. 54 del d.lgs. n. 267 del 2000, come modificati dal medesimo art. 6 del d.l. n. 92 del 2008 non sono fondate.
8. – Va considerata a parte la censura avanzata in riferimento al comma 5 dell'art. 54 del d.lgs. n. 267 del 2000, come sostituito dall'art. 6 del decreto-legge n. 92 del 2008. Tale disposizione stabilisce che il prefetto convochi un'apposita conferenza allorché «i provvedimenti adottati dai Sindaci ai sensi dei commi 1 e 4 comportino conseguenze sull'ordinata convivenza delle popolazioni dei comuni contigui o limitrofi». La Provincia ricorrente lamenta la violazione del comma secondo dell'art. 52 dello statuto speciale, che espressamente attribuisce al Presidente della Provincia il potere di adottare «i provvedimenti contingibili ed urgenti in materia di sicurezza e di igiene pubblica nell'interesse delle popolazioni di due o più comuni».
Alla luce di tali considerazioni, e pur tenendo conto della rilevante espansione e trasformazione dei poteri dei Sindaci (che peraltro non ha fatto venir meno gli originari poteri di adottare ordinanze contingibili ed urgenti, sulla cui base è stato conferito il potere in parola ai Presidenti delle Province autonome), è ben possibile dare della disposizione censurata un'interpretazione conforme allo statuto, nel senso che, nell'ambito della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, saranno sempre i Presidenti delle Giunte provinciali ad adottare «i provvedimenti contingibili ed urgenti in materia di sicurezza e di igiene pubblica nell'interesse delle popolazioni di due o più comuni», mentre la procedura di cui al comma 5 dell'art. 54 del d.lgs. n. 267 del 2000, come sostituito dall'art. 6 del decreto-legge n. 92 del 2008, potrà applicarsi a tutte quelle altre tipologie di poteri dei Sindaci attualmente previste.
Pertanto, anche la censura relativa al comma 5 dell'art. 54, come sostituito dall'impugnato art. 6, del decreto-legge n. 92 del 2008, non è fondata.
9. – Vanno, inoltre, esaminate le censure avanzate in riferimento all'art. 54, come sostituito dall'impugnato art. 6, del decreto-legge n. 92 del 2008, il quale prevede che, in «casi di emergenza, connessi con il traffico o con l'inquinamento atmosferico o acustico, ovvero quando a causa di circostanze straordinarie si verifichino particolari necessità dell'utenza o per motivi di sicurezza urbana», i Sindaci possano «modificare gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi, nonché, d'intesa con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni interessate, gli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio». La ricorrente Provincia lamenta la violazione della propria «competenza legislativa primaria in materia di “turismo e industria alberghiera”» (art. 8, n. 20 dello statuto), nonché della competenza legislativa secondaria in materia di “commercio” (art. 9, n. 3 dello statuto) e di “esercizi pubblici” (art. 9, n. 7, dello statuto). Lamenta, inoltre, la lesione del più volte citato art. 20, primo comma, dello statuto.
Tra le maggiori innovazioni introdotte dall'art. 6 del decreto-legge n. 92 del 2008 nella previgente legislazione vi è la possibilità riconosciuta ai Sindaci dall'attuale comma 4 dell'art. 54 del testo unico degli enti locali non solo di emanare ordinanze contingibili ed urgenti, ma anche di adottare provvedimenti di ordinaria amministrazione a tutela di esigenze di incolumità pubblica e sicurezza urbana. È evidente che, ove tale ultimo potere dovesse essere riferito anche alle fattispecie previste dal comma 6 dell'art. 54, e dunque anche alla disciplina degli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, esso verrebbe a sovrapporsi alle competenze provinciali.
10. – Venendo al conflitto di attribuzione relativo al decreto del Ministro dell'interno 5 agosto 2008, intitolato «Incolumità pubblica e sicurezza urbana: definizione ed ambiti di applicazione», la Provincia di Bolzano lamenta che esso, nel definire le nozioni di «incolumità pubblica» e di «sicurezza urbana» previste dall'art. 6 del decreto-legge n. 92 del 2008, ed, inoltre, nell'elencare dettagliatamente le situazioni in cui i Sindaci sono autorizzati ad adottare provvedimenti di pubblica sicurezza e di ordine pubblico, violerebbe la propria potestà legislativa primaria in materia di «tutela e conservazione del patrimonio storico, artistico e popolare», di «tutela del paesaggio», di «viabilità», nonché la competenza legislativa secondaria in materia di «commercio» e di «esercizi pubblici», ed altresì in materia di pubblica sicurezza. Inoltre, in contrasto con l'art. 16 dello statuto, il quale sancisce il principio del parallelismo tra funzioni legislative e funzioni amministrative, sarebbe menomato anche l'ambito di tali ultime competenze provinciali.
Il decreto del Ministro dell'interno, infatti, ha ad oggetto esclusivamente la tutela della sicurezza pubblica, intesa come attività di prevenzione e repressione dei reati: non solo la titolazione del decreto-legge n. 92 del 2008 si riferisce alla «sicurezza pubblica», ma, nelle premesse al decreto ministeriale oggetto del presente giudizio, si fa espresso riferimento, come fondamento giuridico dello stesso, al secondo comma, lettera h), dell'art. 117 Cost., il quale, secondo la giurisprudenza di questa Corte, attiene appunto alla prevenzione dei reati e alla tutela dei primari interessi pubblici sui quali si regge l'ordinata e civile convivenza nella comunità nazionale (sentenze n. 237 e n. 222 del 2006, n. 383 del 2005). Lo stesso decreto, poi, sempre nelle premesse, esclude espressamente dal proprio ambito di riferimento la polizia amministrativa locale.
dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 6 del decreto-legge 23 maggio 2008 n. 92 (Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica), convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125, sollevate, in riferimento agli artt. 8, 9, 16, 17, 20, 21, 52, secondo comma, 104 e 107 del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 679 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige), all'art. 3 del d.P.R. 1 novembre 1973, n. 686 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la Regione Trentino-Alto Adige concernente esercizi pubblici e spettacoli pubblici), all'art. 3 del d.P.R. 19 novembre 1987, n. 526 (Estensione alla Regione Trentino-Alto Adige ed alle Province autonome di Trento e Bolzano delle disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616), all'art. 116 della Costituzione, nonché all'art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione), dalla Provincia autonoma di Bolzano con il ricorso (reg. ric. n. 59 del 2008) indicato in epigrafe;
dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 54, commi da 1 a 4 e comma 7, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali), come sostituito dall'art. 6 del decreto-legge n. 92 del 2008, sollevate in riferimento agli artt. 20, comma 1, 21 e 52, secondo comma, dello statuto e all'art. 3, terzo comma, del d.P.R. n. 526 del 1987, dalla Provincia autonoma di Bolzano con il ricorso indicato in epigrafe;
dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 54, comma 5, del decreto legislativo n. 267 del 2000, come sostituito dall'art. 6 del decreto-legge n. 92 del 2008, sollevata, in riferimento all'art. 52, secondo comma dello statuto, dalla Provincia autonoma di Bolzano con il ricorso indicato in epigrafe;
dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 54, comma 6, del decreto legislativo n. 267 del 2000, come sostituito dall'art. 6 del decreto-legge n. 92 del 2008, sollevate, in riferimento all'art. 8, n. 20, all'art. 9, n. 3 e n. 7, e all'art. 20 dello statuto, dalla Provincia autonoma di Bolzano con il ricorso indicato in epigrafe;
dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 54, commi 9 e 11, del decreto legislativo n. 267 del 2000, come sostituito dall'art. 6 del decreto-legge n. 92 del 2008, sollevata, in riferimento all'art. 20 dello statuto dalla Provincia autonoma di Bolzano con il ricorso indicato in epigrafe;
dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 54, comma 12, del decreto legislativo n. 267 del 2000, come sostituito dall'art. 6 del decreto-legge n. 92 del 2008, sollevata, in riferimento all'art. 3 del d.P.R. n. 686 del 1973 e all'art. 3 del d.P.R. n. 526 del 1987, dalla Provincia autonoma di Bolzano con il ricorso indicato in epigrafe;
dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 6 del decreto-legge n. 92 del 2008, sollevate, in riferimento agli artt. 6 e 97 della Costituzione, dalla Provincia autonoma di Bolzano con il ricorso indicato in epigrafe;
dichiara che spettava allo Stato, e per esso al Ministro dell'interno definire, con il decreto 5 agosto 2008, le nozioni di «incolumità pubblica» e di «sicurezza urbana» previste dall'art. 6 del decreto-legge n. 92 del 2008, e individuare le situazioni in cui i Sindaci sono autorizzati ad adottare provvedimenti di pubblica sicurezza e di ordine pubblico.

References: Art. 6
 art. 6
 art. 54
 art. 17
 art. 21
 art. 52
 art. 3
 sentenza 
 art. 54
 art. 54
 art. 54
 art. 54
 art. 54
 art. 20
 art. 54
 art. 54
 art. 54
 sentenza 
 art. 54
 art. 54
 art. 8
 art. 9

SENTENZA 
 art. 6
 art. 54
 art. 6
 art. 6
 art. 54
 art. 6
 art. 54
 art. 6
 art. 6
 art. 6
 art. 6
 art. 6
 art. 20