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Timestamp: 2019-08-26 01:47:06+00:00

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9788849538243
La irriducibilità della tutela dei crediti verso terzi, ad una tappa della espansione della frontiera del danno risarcibile, riacquista uno spessore di teoria generale proprio dopo lʼacquisizione al diritto vivente della risarcibilità degli interessi legittimi. Se infatti questi consistono sia in interessi oppositivi che pretensivi, poichè lo schema satisfattorio del credito è di natura pretensiva, lʼanalisi della tutela esterna di tali interessi pretensivi presenta rinnovata fertilità euristica proprio una volta superata la frontiera del diritto soggettivo: in tal quadro, è esaminata la duplice fenomenologia del fatto del terzo incidente sulla persona del debitore ovvero sulla cosa dovuta e della cooperazione del terzo con il debitore nel danneggiare la ragione creditoria.
Antonio Bellizzi di San Lorenzo, dottore di ricerca nellʼUniversità di Pisa, è professore aggregato di diritto privato nellʼUniversità di Firenze. In questa stessa collana ha pubblicato, nel 2005, Dal subcontratto al subordinamento giuridico. In materia di obbligazioni, nel 2018, ha tenuto delle lezioni presso lʼUniversité Saint-Louis di Bruxelles.
Il problema della tutela aquiliana dei diritti di credito nell’ambito dell’evoluzione dell’illecito civile
1. La nuova prospettiva: dalla teoria delle fonti delle obbligazioni alla tutela civile delle situazioni soggettive
2. La frantumazione della tradizionale identità tra illecito e danno
3. La frantumazione della tradizionale identità tra illecito aquiliano e colpa
4. La frantumazione della tradizionale identità tra illecito aquiliano e tutela dei diritti assoluti
5. Attualità analitica della tutela esterna dei diritti relativi nel “mare aperto” oltre la tutela del diritto soggettivo
Il limite della tradizionale distinzione fra diritti assoluti e diritti relativi
1. Cenni di “analisi economica del diritto”sulla tradizionale distinzione, in prospettiva storica
2. Considerazioni storico-dogmatiche sulla contrapposizione fra le categorie di proprietà di obbligazione; l’evoluzione giuspositiva dal Codice Napoleone in poi
3. L’emancipazione dell’obbligazione dalla sudditanza nei confronti della proprietà
4. Il dibattito sul contenuto dei diritti assoluti: cenni; le posizioni di Augusto Thon e di Santi Romano sulla tutela esterna dei crediti
5. La categoria dell’inerenza nella posizione sui generis del Giorgianni: critiche a tale categoria in relazione ad una rigorosa distinzione fra opponibilità ed assolutezza
6. Delimitazione del concetto di tutela esterna dei crediti nel più ampio quadro della relazione fra credito e terzi
7. Tentativo di ricostruire i profili sistematici della tutela esterna dei crediti: la svolta di Busnelli, come sviluppo della teoria del Nicolò sulla struttura dell’obbligazione
Il problema del rapporto di causalità tra fatto del terzo e danno subito dal creditore, nel quadro della vicenda interpretativa dell’art. 1223 c.c. come richiamato dall’art. 2056 c.c.
1. L’impostazione tradizionale, secondo cui il danno subito dal creditore per fatto del terzo e necessariamente conseguenza mediata e riflessa e quindi irrisarcibile ex art. 1223 c.c.
2. Il problema causale nel quadro complessivo delle Scienze dell’uomo e della natura: cenno; constatazione della mancanza di una riflessione autenticamente civilistica sulla problematica causale; la riduzione del problema causale a mera quaestio facti» o a sede di acritico recepimento di impostazioni penalistiche; la chimera della unitarietà dell’illecito; necessità della emancipazione dell’interpretazione dell’art. 1223 c.c. da un’indebita sudditanza nei confronti della Scienza penale
3. Il nucleo fondamentale dell’art. 1223 c.c. espresso dalla parola “conseguenza”: il principio della “causalità necessaria” e della condicio sine qua non, come punto di riferimento metodologicamente imprescindibile
4. Il distinto profilo della qualificazione “immediata e diretta” della “conseguenza”; limiti dell’impostazione tradizionale che la riduce ad una tautologia, intendendola come necessità di non interruzione del nesso eziologico ed inconferenza di tale tesi per negare la tutela aquiliana dei diritti di credito
5. Limiti della lettura della qualificazione “immediata e diretta” della “conseguenza”, ora come codificazione della “teoria della causa prossima”, ora della “teoria della causalità adeguata” per stabilire se i titolari di diritti di credito abbiano o meno legittimazione risarcitoria ex lege Aquilia (Rescigno); la c.d. “causalità adeguata” e la sua tendenza a scivolare ed a confondersi col campo dell’elemento soggettivo dell’illecito; la c.d. “causalità adeguata” come assolutizzazione del concetto di “prevedibilità” dell’art. 1225 c.c. non richiamato dall’art. 2056 in sede aquiliana: peculiarità contrattuale di tale disciplina; ancora sull’ambiguità dei c.d. danni mediati ed indiretti ma ordinari, nell’evoluzione della disciplina dei danni derivanti da “vizi occulti della cosa venduta” per il compratore o per terzi: cenni
6. Espunzione dal problema causale di ipotesi di lesione del credito da parte di terzi incidenti solo sulla posizione giuridica del creditore (Busnelli). La teoria del Gorla, recepita da Busnelli, che frantuma la causalità in due fasi distinte: una fra “atto” ed “evento”, un’altra fra “fatto” (= atto + evento) e “conseguenze dannose
7. Inaccettabilità della teoria del Gorla recepita dal Busnelli: fallacia di tale teoria disgregatrice sotto il profilo gnoseologicogenerale e necessaria unitarietà del concetto di “causalità”; l’indebita estrapolazione dei concetti penalistici di “evento” e “conseguenze civili del reato”. Necessità di un’autonoma valutazione della fenomenologia delle c.d. conseguenze civili del reato, dal punto di vista del diritto civile, specialmente in materia di danni ad interessi che trovano il loro punto di riferimento oggettivo nella persona umana, cui sono da ricondurre molte ipotesi di lesione del credito da parte di terzi
8. Inconferenza della teoria recepita da Busnelli sotto il profilo empirico-operativo: pericoli di proliferazione dei danni risarcibili; il caso del “Pastificio Puddu” ed i rilievi del Santosuosso: necessità di un limite alle legittimazioni risarcitorie per lesione esterna dei crediti
9. La qualificazione “immediata e diretta” della “conseguenza” ex art. 1223 c.c. come “criterio di cernita d’interessi” danneggiati dal fatto: diversa operatività di tale criterio nell’ambito contrattuale (determinazione dei limiti del quantum respondeatur) e nell’ambito aquiliano (individuazione delle varie legittimazioni risarcitorie originate da uno stesso fatto naturalistico)
10. Necessità d’intendere la qualificazione “immediata e diretta”, nella prospettiva aquiliana,come immediatezza tra bene (materialmente colpito dal processo causale naturalistico) ed interesse qualificato giuridicamente, la cui lesione si lamenta; verifica empirico-operativa di tale tesi nelle ipotesi di responsabilità civile che involgono lesioni esterne dei crediti incidenti A) sulla persona del debitore B) sulla cosa dedotta in obbligazione; soluzione del caso del “Pastificio Puddu”
Le fattispecie di lesione del diritto di credito da parte di terzi, incidenti sulla persona del debitore o sulla cosa dovuta
1. Contrapposizione delle ipotesi di lesione del credito incidenti sulla persona del debitore o sulla cosa dovuta alle altre ipotesi di lesione del credito, in cui vi è cooperazione fra debitore e terzo
2. Le ipotesi di lesione del credito incidenti sulla persona del debitore; oggetto dell’indagine:ricerca di un “interesse del creditore alla conservazione della persona dell’obbligato”,oggettivamente apprezzabile come afferente alla “struttura” e dalla “funzione” del rapporto obbligatorio e rilevante erga omnes sub specie damni; il “diritto alla conservazione alla vita altrui di Carnelutti: rilievi critici”; l’emersione di tale interesse nell’ambito dei crediti a prevalente fondamento familiare; la problematica dei c.d.”danni da morte”:legittimazione iure hereditatis e iure proprio; la compensatio lucri cum damno
3. Rilievi critici sulla eccezionalità della tutela erga omnes dei crediti aventi fondamento prevalentemente familiare, rispetto ad altri crediti, dai quali può emergere un interesse alla conservazione della vita dell’obbligato, oggettivamente apprezzabile: l’argomento degli alimenti aventi fondamento convenzionale o nel rapporto di donazione
4. La persona in seno alla dinamica di soddisfazione del rapporto obbligatorio: rilevanza costituzionale ex art. 2 della Carta. L’intuitus personae in uno dei possibili momenti genetici del rapporto obbligatorio: cenni sull’error in persona come causa dell’annullabilità del contratto: inutilità dell’intuitus personae in tale fase genetica ai fini della ricostruzione di un interesse del creditore alla conservazione della vita del debitore; rilevanza dell’intrasmissibilità mortis causa ma non di quella inter vivos per qualificare come “personale” un rapporto obbligatorio e quindi per costituire un primo indice di apprezzabilità obiettiva dell’interesse alla conservazione personalità/infungibilità della vita altrui; la prestazione come limite all’esecuzione forzata in forma specifica e come condizione dell’operatività degli effetti liberatori dell’impossibilità sopravvenuta incidente sulla Persona del debitore ex art. 1256 c.c.: rilevanza di quest’ultimo profilo per accertare la potenziale lesione del credito da parte del terzo ma sua insufficienza; il concetto di infungibilità relativa, ossia attinente esclusivamente alla vicende dello specifico rapporto obbligatorio ed il concetto di insostituibilità obiettiva,trascendente lo specifico rapporto obbligatorio: le varie circostanze che rivelano la insostituibilità obiettiva
5. La revisione critica del Mengoni della distinzione tra”obbligazioni di risultato” ed “obbligazioni di mezzi” in relazione al concetto teleologico di “interesse primario” sottostante al diritto di credito; l’eliminazione della prestazione “oggettivamente insostituibile” come lesione dell’interesse primario sottostante al diritto di credito
6. Il diritto di risarcimento spettante al datore di lavoro verso il terzo che ha provocato l’infortunio del lavoratore dipendente, per il “danno emergente” dato dalla retribuzione versata ai sensi dell’art. 2110 c.c. o delle disposizioni di contratti collettivi – in assenza della prestazione lavorativa
7. Le ipotesi di lesione del credito incidenti sulla cosa; il problema del coordinamento della tutela aquiliana dovuta con il particolare diritto di subingresso del creditore ex art. 1259 c.c.; l’equivoco dell’art. 2864 Ia comma c.c.
8. L’art. 1585 co. 2, c.c. e la problematica della “tutela aquiliana dei diritti personali di godimento”: critica all’impostazione sistematica del Luminoso per il quale i diritti personali di godimento, suscettibili di tutela erga omnes, non sarebbero dei “diritti di credito” e quindi affermazione della suddetta tutela aquiliana dei diritti personali di godimento come un caso di tutela aquiliana dei diritti di credito
Le fattispecie di lesione del credito risultanti dalla cooperazione fra debitore e terzo
1. Il principio di “relatività degli effetti contrattuali” e la sua irrivelanza ai fini dell’esclusione della tutela extracontrattuale delle obbligazioni
2. L’impostazione della “tutela aquiliana del contratto” (Ziccardi); cenni sulle origini concettuali di Common Law di tale impostazione ed inaccettabilità di tale prospettiva; in particolare, pericolo di confusione concettuale fra il profilo della tutela verso terzi della “libertà contrattuale”
3. Il concorso del terzo con il debitore nella lesione del credito : le ipotesi ed il concetto; la c.d.”induzione all’inadempimento” (Ziccardi); irrilevanza di tale attività d’induzione da parte del terzo come ipotesi autonoma di lesione del credito : sua utilizzabilità come indizio del dolo del terzo che concluda un contratto incompatibile, con il debitore indotto all’inadempimento; cenno sulla possibile rilevanza dell’induzione all’inadempimento come atto di concorrenza sleale ex art. 2598 n. 3 c.c.
4. Configurabilità di un rapporto di solidarietà (artt. 1294 e 2055 c.c.) fra responsabilità del debitore e responsabilità del terzo; l’elemento soggettivo dell’illecito del terzo: la malafede come presupposto necessario e sufficiente e sue possibili manifestazioni; le infiltrazioni della problematica dell’azione pauliana (art. 2901 c.c.) in termini di “concerto fraudolento”; inaccettabilità della tesi (Busnelli) che ravvisa nell’elemento soggettivo il criterio individuatore dell’ingiustizia del danno; negozio valido ed efficace e fatto illecito: limiti di operatività della massima fraus omnia corrumpit, nel nostro ordinamento; possibilità della concorrenza fra tutela aquiliana dei crediti ed azione pauliana ex art. 2901 c.c.
5. Riflessione su alcuni aspetti della moderna realtà dei traffici e sui possibili spazi di operatività della fattispecie di cooperazione fra terzo e debitore nella lesione del credito: la valorizzazione di
schemi contrattuali obbligatori nella dinamica dello scambio: cenni su ipotesi di “vendita obbligatoria” ed esigenze di programmazione dei soggetti economici; cenni su schemi obbligatori che garantiscono il godimento di “beni strumentali” o la disponibilità di beni destinati alla distribuzione; cenni sulla fattispecie obbligatoria nascente da contratto preliminare, frequentemente oggetto della lesione in esame. La fenomenologia del diritto di prelazione: in particolare i problemi di coordinamento fra tutela risarcitoria del conduttore-prelazionario e tutela reale di cui sono munite le ipotesi di prelazione previste dalla legislazione speciale
6. La vexata quaestio della responsabilità aquiliana del secondo acquirente di malafede nel caso di c.d. “doppia vendita immobiliare”: sicurezza dei traffici e sicurezza dei diritti soggettivi; trascrizione e consensus parit proprietatem; formalismo giuridico ed apparentia iuris; separazione della soluzione del conflitto de acquirendo dominio dalla questione di responsabilità del venditore e del secondo acquirente; teoria della responsabilità extracontrattuale :confutazione; teoria dell’evizione per fatto proprio del venditore :limiti; principio di buonafede; teoria dell’impegno traslativo e interesse economico finale del primo acquirente;rilettura dell’impegno traslativo alla luce del dibattito francese culminato nell’espulsione della “causa” dal Code civil; il problema del risarcimento in forma specifica
7. La “teoria dell’inadempimento efficiente” (Posner, Trimarchi): inaccettabilità di tale teoria sotto un profilo di teoria generale del diritto; fallacia di tale teoria da un punto di vista della stessa “analisi economica del diritto” da essa propugnata; il problema del “risarcimento in forma specifica” ex art. 2058 c.c. del danno subito dal creditore per effetto del contratto incompatibile concluso tra debitore e terzo

References: sui generis
 art. 1223
 art. 1223
 art. 2
 art. 1256
 art. 1259
 art. 2598
 art. 2901
 art. 2058