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Timestamp: 2019-04-22 22:05:40+00:00

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Tribunale di Prato – Fallimento: dovere per il conservatore dei registri immobiliari di ottemperare all'ordine del G.D. di cancellazione delle formalità pregiudizievoli gravanti sui beni di cui si sia disposta la vendita. | Unijuris 2.0 - Osservatorio sulla Giurisprudenza Fallimentare
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Tribunale di Prato – Fallimento: dovere per il conservatore dei registri immobiliari di ottemperare all'ordine del G.D. di cancellazione delle formalità pregiudizievoli gravanti sui beni di cui si sia disposta la vendita.
Inserito da Francesco Gabassi il Mar, 29/01/2019 - 11:40
Tribunale di Prato, Sez. Unica Civile, 03 settembre 2018 – Pres. Rel. Maria Novella Legnaioli, Giud. Michele Sirgiovanni e Manuela Granata.
Fallimento – Vendita dei beni – Procedura competitiva – Aggiudicazione – Pagamento del prezzo – Giudice delegato – Trascrizioni o iscrizioni - Ordine di cancellazione - Definitività - Conservatore dei registri immobiliare – Dovere di provvedervi immediatamente.
Fallimento – Vendita dei beni – Giudice delegato – Decreto di trasferimento - Trascrizioni o iscrizioni - Ordine di cancellazione - Effetti protettivi dei creditori – Mantenimento.
Il decreto di trasferimento, ex art. 586 c.p.c., all'aggiudicatario del bene espropriato, che definisce la fase liquidatoria, non può essere equiparato ai provvedimenti giurisdizionali suscettibili di produrre giudicato e, ai sensi dell'art.2884 c.c., quale "altro provvedimento emesso dall'autorità competente" diverso dalle sentenze, va considerato "definitivo". Alla luce di ciò, in particolare, anche il decreto del giudice delegato, come emesso in sede fallimentare una volta eseguita la vendita dei beni immobili e degli altri beni iscritti nei pubblici registri, che ai sensi dell'art. 107, secondo comma, L.F. si sia svolta secondo le disposizioni del codice di procedura civile, si deve considerare immediatamente esecutivo non essendo impugnabile ma semmai assoggettabile a reclamo. Vieppiù in quanto l'art. 108, secondo comma, L.F. subordina "la cancellazione delle iscrizioni relative ai diritti di prelazione, nonché delle trascrizioni dei pignoramenti e dei sequestri conservativi e di ogni altro vincolo” al solo versamento del prezzo e non al decorso del tempo per l’impugnazione ed in quanto, ai sensi dell'art. 2929 c.c., anche le nullità antecedenti la vendita non risultano opponibili agli aggiudicatari [nel caso specifico, il tribunale, decidendo del ricorso proposto ai sensi dell'art. 2888 c.c. dal professionista delegato, ex art.591 bis c.p.c., alla vendita dei beni, ha riconosciuto che illegittimamente il conservatore dei registri immobiliari avesse, adducendo l’impugnabilità di quel provvedimento con reclamo ex art. 26 L.F., rifiutato di annotare l’ordine, emesso dal giudice dell'esecuzione, di cancellazione delle formalità pregiudizievoli (iscrizioni e trascrizioni) gravanti sui beni oggetto della vendita, come eseguita dal curatore a favore dell'aggiudicatario]. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)
Il decreto di trasferimento con cui il giudice delegato ordina la cancellazione delle trascrizioni dei pignoramenti e delle iscrizioni ipotecarie si deve ritenere che non faccia venir meno gli effetti protettivi ex art. 45 L.F. della dichiarazione di fallimento, effetti protettivi che consistono nella inefficacia/inopponibilità degli atti di disposizione trascritti o iscritti dopo la dichiarazione medesima, in quanto i creditori privilegiati non perdono per ciò solo gli effetti della garanzia dal momento che mantengono il diritto ad essere preferiti ai creditori non muniti di una analoga causa di prelazione nella successiva distribuzione della somma ricavata dalla vendita e che gli stessi mantengono inalterati i loro diritti anche nel caso di caducazione del decreto di trasferimento a seguito dell'accoglimento di un reclamo. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)
http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/21094.pdf
Art. 26. - Reclamo contro i decreti del giudice delegato e del tribunale.
Art. 45. - Formalita' eseguite dopo la dichiarazione di fallimento.
Art. 107. - Modalita' delle vendite.
Art. 108. - Poteri del giudice delegato.
Art. 117. - Ripartizione finale.
(03/02/2019) Tribunale di Bergamo – Inefficacia del sequestro preventivo per equivalente dei beni disposto dal GIP nei confronti dell'indagato dopo la di lui dichiarazione di fallimento.
(10/10/2018) Corte di Cassazione (45574/2018) - Misura cautelare penale successiva alla dichiarazione di fallimento: inoperatività della confisca per equivalente.
(28/09/2018) Corte di Cassazione (23482/2018) – Esecuzione promossa dal Fondiario e procedura fallimentare. Intervento del curatore, distribuzione del ricavato, assegnazione in sede esecutiva di somme liquidate in prededuzione in sede fallimentare.
(24/09/2018) Corte di Cassazione (22472/2018) La L. 19 marzo 1990, n. 55, art. 17, comma 3, in tema di divieto di interposizione fiduciaria nei pubblici appalti, non si applica alle vendite svolte in ambito fallimentare.
(03/07/2018) Tribunale di Milano – Concordato preventivo liquidatorio: possibilità che venga risolto per grave inadempimento anche prima del termine fissato per l'esecuzione.
(25/06/2018) Tribunale di Rimini – Concordato con cessione dei beni in cui non sia ancora spirato il termine per l'esecuzione: rigetto dell'istanza di risoluzione pur in presenza di un obiettivo ritardo nella esitazione dei beni. Decisione sulle spese.

References: art. 586
 art.591
 art. 26
 art. 45

Art. 26

Art. 45

Art. 107

Art. 108

Art. 117
 art. 17