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⭐I PROCESSI DI LIBERALIZZAZIONE NEL SETTORE FERROVIARIO
I PROCESSI DI LIBERALIZZAZIONE NEL SETTORE FERROVIARIO
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Muzio Biaggio Corti
1 I PROCESSI DI LIBERALIZZAZIONE NEL SETTORE FERROVIARIO Aprile 2008 PAGINA 12 Uniontrasporti è una società promossa da Unioncamere e dalle Camere di commercio locali, nata nel 1990 per sostenere lo sviluppo del sistema dei trasporti, della logistica e delle infrastrutture. E un organismo tecnico, di supporto all nostra elaborazione delle linee di politica dei trasporti a livello nazionale e locale, alla promozione degli interessi collettivi; fornisce servizi qualificati mirati al potenziamento dei sistemi infrastrutturali locali, alla crescita degli operatori e supporta i progetti di fattibilità e di finanza di progetto. Il presente lavoro è stato realizzato da Uniontrasporti con il contributo scientifico del dr. Massimiliano Maurizi. PAGINA 23 Indice PREMESSA: LA CRISI DEL TRASPORTO FERROVIARIO... 4 CAPITOLO 1 IL QUADRO COMUNITARIO DELLA LIBERALIZZAZIONE FERROVIARIA Il quadro di riferimento strategico della Commissione Gli ostacoli all accesso al mercato I primi provvedimenti degli Anni Novanta Il Pacchetto Ferroviario del Il Pacchetto Ferroviario del Il Terzo Pacchetto Ferroviario CAPITOLO 2 IL PROCESSO DI LIBERALIZZAZIONE IN ITALIA L adozione del quadro comunitario Un primo bilancio in chiaro scuro Conclusioni ALLEGATO NOTA SULLE PROCEDURE PER IL RILASCIO DELLE LICENZE PER L ATTIVITÀ DI IMPRESA FERROVIARIA Definizioni Riferimenti normativi A. PROCEDURE PER L ACQUISIZIONE DELLA LICENZA PER L ESERCIZIO DELL ATTIVITÀ DI IMPRESA FERROVIARIA B. PROCEDURE PER L ACQUISIZIONE DEL CERTIFICATO DI SICUREZZA C. LE REGOLE DI OPERATIVITÀ D. IMPRESE FERROVIARIE ITALIANE CHE SVOLGONO ATTIVITÀ DI TRASPORTO MERCI IN POSSESSO DEL CERTIFICATO DI SICUREZZA E. RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI PAGINA 34 Premessa: la crisi del trasporto ferroviario Il trasporto ferroviario in Europa e in Italia è passato da una situazione di controllo quasi assoluto del trasporto terrestre merci e passeggeri ad una situazione di grande difficoltà, oggi certificata da una quota di traffico sempre in diminuzione. E opinione condivisa che tale arretramento derivi dalle caratteristiche intrinseche dei trasporti ad impianti fissi, quale è quello ferroviario, contraddistinti da un elevata complessità tecnica e tecnologica e da una minore flessibilità e presenza capillare sul territorio. Così, sia pure in presenza di tassi di inquinamento che, rispetto alla modalità stradale, sono inferiori di un terzo nel comparto passeggeri e di un quinto nel comparto merci, la ferrovia ha progressivamente perso quote di traffico, passando, su scala europea, dal 21% del 1970 all attuale 8%. Naturalmente, non sono estranee a questo trend le politiche pubbliche adottate negli Stati membri e in particolare quelle volte a promuovere il trasporto privato di automobili e a realizzare poderose infrastrutture stradali. Nel settore merci, poi, non c è dubbio che l autotrasporto usufruisca molto del vantaggio di essere, come si dice in termini ingegneristici, un trasporto effettuato su infrastruttura non specializzata e a guida non vincolata. A ciò si devono essere aggiunti i diversi costi di produzione (molto inferiori per il trasporto su strada), le esigenze odierne della domanda, focalizzata sempre più sul just in time e sempre meno sugli stock di magazzino e la stessa velocità commerciale che, sulle lunghe percorrenze, è inferiore per il treno di circa 18Km/h a quella stradale. Naturalmente, anche altri fattori hanno contribuito a definire l attuale stato dell arte: le condizioni tariffarie più favorevoli per la modalità stradale; la scarsa dotazione di impianti per la concentrazione del traffico in vista dell interscambio strada/rotaia; lo scarso rilievo dato, almeno fino a qualche anno fa, al problema delle esternalità negative prodotte dal trasporto stradale, normalmente scaricate sulla collettività. PAGINA 45 Ma l insieme di tali considerazioni, certamente valide, non possono far ignorare altri due strategici elementi di analisi In primo luogo, il mercato in trasformazione. Il fenomeno della globalizzazione non è estranea al processo in atto di perdita di quota di traffico della modalità ferroviaria. Nella nuova divisione internazionale del lavoro, le economie avanzate basano una quota ormai rilevante del proprio PIL sui consumi, mentre i paesi di nuova industrializzazione accentrano produzioni manifatturiere per effetto di una competitività che ha indotto una redistribuzione dei siti produttivi. In altre parole, il nuovo modello di specializzazione colloca l industria manifatturiera e i prodotti di base, quali ad esempio la siderurgia e la chimica, nei paesi emergenti, lasciando ai paesi di vecchia industrializzazione le funzioni di assemblaggio, lavorazione e commercializzazione. La movimentazione delle merci, anche quella ferroviaria, è ancora in grado di aggiungere valore all attività produttiva, ma solo nella misura in cui mette in connessione i luoghi della produzione e quelli del consumo. In questo senso, il valore aggiunto sta nella differenza di valore che ha la merce nel luogo di produzione (inferiore) rispetto a quello che ha nel luogo di consumo (maggiore). Da questo punto di vista, uno dei problemi più gravi da risolvere per le ferrovie europee e italiane è che esse sono fortemente sbilanciate verso servizi a mercati tradizionalmente a maggior vocazione ferroviaria (l industria chimica, quella automobilistica e siderurgica) che, però, sono attraversati da un profondo processo di delocalizzazione produttiva. Stentano invece a decollare i servizi per il mercato di consumo finale dei prodotti importati e, più in generale, quelli che consentirebbero l integrazione con i processi logistici territoriali. In buona sostanza, l offerta di trasporto ferroviario non è cambiata, mentre i processi globali hanno nel frattempo rivoluzionato la domanda di trasporto ferroviario. L altro elemento di analisi è certamente la struttura del mercato ferroviario. Esso è stato sin dall inizio uno dei settori economici storicamente più regolati, in termini di tariffe, condizioni di ingresso e di uscita e procedure operative. Almeno fino al 1991, la regola aurea del mercato europeo era la piena integrazione della rete e del servizio, nei singoli paesi entrambi in capo ad un monopolista PAGINA 56 pubblico la cui presenza era ammessa in quanto erogatore di un servizio economico di interesse generale. Questo concetto di public utility si fondava sul convincimento che le caratteristiche economiche del mercato precludevano qualsiasi forma di concorrenza e che non c erano alternative ad un industria ferroviaria nazionale intesa come entità pubblica integrata detentrice perfino del materiale rotabile. Questa indivisibilità tra rete e servizio finiva per nascondere gli alti costi del modello intorno al quale si era strutturato il mercato. Ciò che però rimaneva difficilmente eludibile erano alcuni elementi di criticità che l Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha così di recente individuato: Eccessi di capacità Costi operativi eccessivamente elevati Inefficienti scelte di investimento Progressivo deterioramento dell infrastruttura. Servizi non congrui con le esigenze del mercato. Continuo ricorso alla fiscalità generale Assoluta eterogeneità degli standard (15 sistemi di segnalazione diversi in Europa, 5 sistemi di voltaggio, normative sulla sicurezza molto diverse, ecc.). Appare ora dunque evidente come la crisi del trasporto ferroviario abbia radici profonde che travalicano la flessibilità dell autotrasporto o la costruzione di un imponente rete stradale. Rispetto a questa crisi, l Unione Europea ha imposto un percorso di progressiva liberalizzazione mirante a formare un mercato vero nel comparto ferroviario. Questo percorso sarà oggetto del presente rapporto che intende approfondire non solo gli aspetti normativi, di cui pure naturalmente si darà conto, ma anche la reazione del mercato ai nuovi assetti organizzativi proposti, sia pure nella consapevolezza che il percorso non è ancora terminato e che quindi un giudizio definitivo non è al momento possibile. PAGINA 67 Capitolo 1 Il quadro comunitario della Liberalizzazione Ferroviaria 1.1. Il quadro di riferimento strategico della Commissione Il processo di liberalizzazione ferroviaria avviata dall Unione Europea deve essere correttamente posto all interno degli obiettivi di settore che si è posta la Commissione e che sono stati condivisi dagli Stati membri. Essi sono così riassumibili: un efficiente sistema dei trasporti, in grado di assicurare alle imprese e agli Stati membri uno strumento efficace per la loro competitività, garantendo livelli di servizio e qualità delle prestazioni di trasporto elevati, con un offerta affidabile e continua, ma che sia al tempo stesso ambientalmente e socialmente sostenibile; il riequilibrio modale, con netta inversione del trend negativo degli ultimi 30 anni, che permetta il raggiungimento di quote di mercato del trasporto ferroviario simili a quelle registrate in Europa negli Anni Settanta; l introduzione della concorrenza nel mercato del trasporto ferroviario per condurre alla convenienza economica del trasporto su ferro e ad una migliore qualità del trasporto; l avvio del processo di liberalizzazione del sistema di trasporto ferroviario, con un adeguamento graduale delle strutture pubbliche e private ai modelli scelti, in modo che siano comunque perseguiti, nel transitorio, due obiettivi particolari: un offerta non inferiore a quella del regime di monopolio e la diminuzione progressiva delle barriere all ingresso, al fine di garantire alla concorrenza un costante incremento Gli ostacoli all accesso al mercato Prima di iniziare il processo di liberalizzazione, la Commissione, attraverso alcune analisi di settore, ha così individuato i problemi che impedivano l accesso al mercato. PAGINA 78 Limiti di interoperabilità dei diversi sistemi ferroviari nazionali Elevati costi di avviamento Dinamica di mercato debole e, soprattutto per le merci, estremamente sensibile alle oscillazioni congiunturali dei sistemi economici nazionali Elevato costo unitario del lavoro elevata conflittualità che si riflette sulla regolarità e sulla certezza dei servizi. Presenza di operatori dominanti sussidiati, anche nei segmenti commerciali, e prezzi spesso al di sotto dei costi unitari Ostilità dell'ambiente, caratterizzato quasi sempre dalla presenza di operatori di proprietà pubblica, spesso in possesso di asset strategici e di rapporti consolidati con i gestori delle reti e dei terminal Assenza di Autorità di regolazione e/o di organismi di vigilanza indipendenti, dotati di esperienza sufficientemente consolidata e di strutture tecniche idonee ad assicurare un'adeguata supervisione I primi provvedimenti degli Anni Novanta Le prime azioni di indirizzo dell Unione Europea hanno avuto come obiettivo la garanzia della sicurezza, nonché il potenziamento del trasporto merci su rotaia e la predisposizione dei primi tasselli del quadro della liberalizzazione. Oltre alla Direttiva n. 440/1991 sullo sviluppo delle ferrovie comunitarie, va segnalata l emanazione del Regolamento n. 1893/1991, diretta a limitare l erogazione dei sussidi a imprese ferroviarie a 3 soli: Compensazioni a tutti gli operatori per particolari esigenze tecniche, operative, di qualità, sicurezza e ambientali; Compensazioni per oneri di servizio pubblico, definiti in contratti affidati con gara; affidamento con gara di diritti esclusivi, senza compensazioni monetarie. PAGINA 89 Degne di rilievo sono anche le Direttive 18 e 19 del 1995, sul rilascio delle licenze alle imprese ferroviarie e sulla ripartizione di capacità ed esazione del canone di pedaggio. Gli altri provvedimenti, di seguito descritti, possono essere considerati di pianificazione e di contesto. Libro verde " Toward fair and efficient pricing in transport", 1995 Libro bianco "A Strategy for revitalizing the Community's Railway",1996 Direttiva n. 48/1996 sull interoperabiliia del sistema ferroviario europeo AV Regolamento n. 2196/1998, relativo alla concessione di contributi finanziari a favore del trasporto combinato (programma PACT) Il Pacchetto Ferroviario del 2001 Nel 2001 la politica di liberalizzazione entra nel vivo grazie ad un pacchetto di provvedimenti che innova profondamente il quadro normativo complessivo, a partire dal Libro Bianco che pone gli indirizzi e le linee guida per il processo di liberalizzazione. La Direttiva 12 definisce l insieme delle linee facenti parte delle reti Trans European Rail Freight Network (TERFN) e sancisce il diritto di accesso a tali reti per ciascuna impresa ferroviaria titolare di licenza per il trasporto internazionale di merci, con l estensione di tale diritto a tutta le rete ferroviaria europea entro un orizzonte temporale di sette anni. E anche disposto esplicitamente che gli Stati membri provvedano a garantire che le funzioni essenziali per la gestione equa, trasparente e non discriminatoria dell accesso all infrastruttura siano affidati a soggetti non operanti nel settore dei servizi di trasporto ferroviario e garantiscano la presenza di un organo regolatore che vigili sull assenza di distorsioni o abusi nel contesto concorrenziale di mercato generato dalle riforme di liberalizzazione. Le imprese ferroviarie avranno l obbligo di tenere e pubblicare separatamente i conti profitti e perdite ed i bilanci per le attività merci e viaggiatori. È vietato espressamente il trasferimento ad altre attività dei finanziamenti ricevuti per i servizi di trasporto passeggeri riconosciuti come servizio pubblico. PAGINA 910 La Direttiva 13, inerente al rilascio delle licenze alle imprese ferroviarie, statuisce i seguenti principi: il rilascio delle licenze è attribuito dagli Stati ad un ente che non esercita attività di servizio ferroviario; la licenza diviene un requisito indispensabile per qualsiasi operatore che effettui trasporto (nazionale o internazionale); gli Stati possono escludere dall'applicazione della Direttiva gli operatori che svolgono esclusivamente servizi: - passeggeri, su infrastruttura locale e regionale autonoma; - passeggeri, urbani e suburbani; - ferroviari regionali di trasporto merci; - di trasporto su infrastruttura privata, utilizzata dal proprietario per il trasporto delle proprie merci. La Direttiva 14 prevede, oltre alla presenza di un organismo di regolazione in ciascuno degli Stati membri, l introduzione del requisito della terzietà del soggetto responsabile del processo di ripartizione della capacità di infrastruttura e di allocazione delle tracce orarie, richiedendo per esso l indipendenza giuridica, organizzativa o decisionale dai soggetti richiedenti l assegnazione. Viene inoltre fornito maggior dettaglio sui criteri di calcolo del canone di accesso all infrastruttura, recependo i moderni principi di tariffazione dell accesso alle infrastrutture di trasporto che prevedono la corrispondenza o quanto meno la commisurazione del canone al costo marginale sociale imputabile all esercizio dello specifico servizio di trasporto cui le infrastrutture stesse sono destinate. Infine, la Direttiva 16 affronta il problema dell interoperabilità dell infrastruttura convenzionale (esclusa la rete AV). PAGINA 1011 1.5. Il Pacchetto Ferroviario del 2004 Adottato il 29 aprile 2004, esso è composto da 3 Direttive e 1 Regolamento e individua un insieme di norme e raccomandazioni mirate alla realizzazione di un mercato sempre più aperto e concorrenziale per il trasporto ferroviario. Direttiva 51 Estende i diritti di accesso ai servizi di trasporto ferroviario internazionale delle merci ed obbliga l applicazione della interoperabilità a tutta la rete ferroviaria nazionale; impone in particolare l apertura, a partire dal 2007, dei singoli mercati nazionali del trasporto merci di cabotaggio, al fine di garantire che i trasporti nazionali di merci nell ambito di uno Stato membro possano essere effettuati anche da imprese ferroviarie non residenti nello stesso Stato membro. Direttiva 49 Istituisce in ogni Paese membro una Safety Authority (a cui dovranno essere affidate le funzioni in materia di sicurezza, comprese quelle svolte dal gestore dell infrastruttura) e un organismo indipendente di investigazione sugli incidenti ferroviari; impone che gli standard in materia di sicurezza per i trasporti e le reti infrastrutturali siano basati su norme e principi di regolazione armonizzati a livello europeo e definiti da soggetti indipendenti, con una chiara definizione delle responsabilità di ciascun soggetto operante nel sistema ferroviario. Tale stadio di attuazione prevede necessariamente la trasformazione del gestore dell infrastruttura da soggetto avente sia poteri gestionali che poteri pubblicistici in materia di sicurezza, in soggetto avente esclusivamente poteri gestionali. Direttiva 50 Aggiorna le direttive sull'interoperabilità, per la progressiva armonizzazione dei requisiti tecnici dei sistemi ferroviari ad alta velocità e convenzionali. PAGINA 1112 Regolamento 881 Istituisce l'agenzia Ferroviaria Europea quale organismo comunitario per la sicurezza e l interoperabilità e le affida il ruolo di coordinamento e sviluppo della sicurezza e dell interoperabilità dei diversi sistemi ferroviari nazionali 1.6. Il Terzo Pacchetto Ferroviario Esso costituisce il proseguimento del percorso intrapreso e riguarda: l apertura alla concorrenza del trasporto internazionale di passeggeri all interno dell Unione europea: a partire dal 1 gennaio 2010 le imprese ferroviarie titolari di licenza e di certificato di sicurezza potranno operare servizi di trasporto internazionale passeggeri all'interno del territorio comunitario; l istituzione della certificazione a livello europeo dei macchinisti attraverso la creazione di un meccanismo armonizzato a livello europeo per definire meglio le competenze e le responsabilità in materia di formazione, valutazione e riconoscimento delle qualifiche dei macchinisti e del personale di scorta. In particolare, i macchinisti dovrebbero essere titolari di una certificazione nominativa che attesti l idoneità e le competenze generali acquisite e valide su tutto il territorio comunitario. Questa certificazione dovrebbe essere completata da un attestazione rilasciata dal datore di lavoro che riconoscerà la formazione specifica relativa alla linea percorsa, al materiale rotabile usato e alle procedure operative; l affermazione e la tutela dei diritti dei passeggeri dei servizi di trasporto internazionale, come già avvenuto nel settore del trasporto aereo. Sono individuate le regole minime per l informazione dei passeggeri, prima e durante il viaggio, quelle da rispettare in caso di ritardo, il trattamento dei reclami e l assistenza alle persone a mobilità PAGINA 1213 ridotta; il miglioramento della qualità del trasporto ferroviario delle merci, attraverso l introduzione di clausole minime di qualità nei contratti tra le imprese ferroviarie e i clienti. PAGINA 1314 Capitolo 2 Il processo di liberalizzazione in Italia 2.1. L adozione del quadro comunitario L attuazione del processo di liberalizzazione comunitario si deve inizialmente a due decreti presidenziali, il 227/1998 e il 146/1999. Essi hanno introdotto nel nostro ordinamento i principi fondamentali in materia di autonomia gestionale, risanamento finanziario, separazione contabile ed accesso al mercato. In breve: è stata istituita la figura del gestore dell infrastruttura come soggetto autonomo ed indipendente e prevista la costituzione di una struttura aziendale autonoma e distinta, sotto il profilo contabile, dalle altre strutture che svolgono servizi ferroviari; i rapporti tra Gestore dell infrastruttura e Stato sono regolati da un Atto di concessione e dal Contratto di programma; è stato consentito l accesso all infrastruttura ferroviaria alle associazioni internazionali di imprese ferroviarie ed alle imprese ferroviarie che effettuano trasporti combinati internazionali di merci; sono stati previsti i criteri di massima per la determinazione del canone di utilizzo dell infrastruttura; in materia di ripartizione della capacità ferroviaria il gestore dell infrastruttura è individuato quale soggetto preposto a detta attività, su base equa, non discriminatoria, trasparente e tale da consentire un utilizzo efficace e ottimale dell infrastruttura; PAGINA 1415 sono stati disciplinati il rilascio delle licenze alle imprese ferroviarie ed il rilascio del certificato di sicurezza. Tutto ciò costituisce un adeguamento della normativa perfettamente in linea con la prima fase del processo di liberalizzazione del quadro comunitario, al punto che è stato possibile affermare come, con riferimento alla suddivisione dei ruoli in seno alle Ferrovie dello Stato delle strutture aziendali responsabili della gestione delle infrastrutture e di quella dei servizi, l Italia sia anche andata oltre la separazione contabile, spingendosi fino alla creazione di due distinte società: RFI e Trenitalia. I pacchetti ferroviari successivi sono stati recepiti in Italia attraverso il decreto legislativo 188/2003. Esso abolisce i due precedenti decreti presidenziali e statuisce: la centralità del gestore dell infrastruttura ferroviaria nazionale, dal 2000 unico Concessionario dello Stato. Il ruolo è stato concepito per essere formalmente e sostanzialmente lo strumento del Governo per il perseguimento degli obiettivi strategici e specifici relativi all efficienza del sistema ma anche dello sviluppo del trasporto ferroviario. Il Gestore è ora chiamato ad assicurare la maggiore efficienza possibile per un sistema rigido ed articolato come quello ferroviario: i servizi dovrebbero essere forniti in modo che i diversi operatori privati (imprese ferroviarie, operatori ferroviari in generale) abbiano convenienza economica ad entrare e restare nel mercato; l estensione della liberalizzazione alle reti regionali e locali relativamente all utilizzo e alla gestione dell'infrastruttura, all attività di trasporto, al diritto di accesso e alla ripartizione della capacità; l introduzione della figura del richiedente autorizzato, vale a dire qualsiasi soggetto con un interesse di pubblico servizio o commerciale, sia esso una amministrazione regionale o provinciale autonoma, un impresa PAGINA 1516 ferroviaria o commerciale/industriale in genere può chiedere l utilizzo dell infrastruttura; l Accordo Quadro, tra il soggetto interessato e il gestore dell infrastruttura. Va evidenziato che lo strumento contrattuale dell accordo quadro, che ha di regola la durata di cinque anni, non identifica specifiche tracce orarie da utilizzarsi su base pluriennale da parte del sottoscrittore dell accordo, quanto piuttosto alcuni fondamentali parametri di massima, quali ad esempio il numero di tracce orarie giornaliere e le fasce orarie entro cui si desidera che queste siano inserite, in un contesto temporale pluriennale. Il processo di adeguamento alla normativa comunitaria ha registrato un ulteriore passo avanti nel 2007 con il Decreto Legislativo n. 162 che ha istituito, con sede in Firenze, l Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, con compiti di garanzia della sicurezza del sistema ferroviario nazionale, in linea con le funzioni previste dalla direttiva 49. L Agenzia è sottoposta a poteri di indirizzo e di vigilanza del Ministro dei Trasporti che annualmente relaziona al Parlamento sulla attività svolta. Essa è inoltre dotata di poteri di regolamentazione tecnica di settore, in conformità con le disposizioni comunitarie e con quelle assunte dall Agenzia europea per la sicurezza delle ferrovie. L'Agenzia pubblica annualmente e trasmette entro il 30 settembre al Ministero dei trasporti, al Ministero delle infrastrutture ed all Agenzia ferroviaria europea la relazione sulle attività svolte nell anno precedente. Il Ministero dei trasporti valuta l evoluzione dello stato del raggiungimento degli obiettivi comuni di sicurezza e definisce, se necessario, di concerto con il Ministero delle infrastrutture ed il Ministero dell Economia e delle Finanze, gli investimenti necessari al raggiungimento degli obiettivi. Entro il 30 ottobre di ogni anno, il Ministro dei trasporti trasmette al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Parlamento il rapporto informativo sull'attività svolta dall'agenzia, relativamente al periodo 1 gennaio-31 dicembre dell anno precedente. PAGINA 1617 Circa i poteri normativi sulla sicurezza ferroviaria, l Agenzia provvede affinché gli standard e le norme nazionali di sicurezza siano pubblicate in un linguaggio chiaro e accessibile agli interessati e messe a disposizione di tutti i gestori dell infrastruttura, delle imprese ferroviarie, di chiunque richieda, un certificato o un autorizzazione di sicurezza; apporta, quando necessarie, le modifiche agli standard ed alle norme di sicurezza nazionali, notificando tali modifiche alla Commissione. Il decreto stabilisce che per le infrastrutture transfrontaliere specializzate i compiti di Autorità preposta alla sicurezza sono affidati a seguito di apposite convenzioni internazionali, all Agenzia, all Autorità per la sicurezza ferroviaria del Paese limitrofo o ad apposito organismo binazionale Un primo bilancio in chiaro scuro L'attuazione del processo di liberalizzazione in Italia ha prodotto una serie di risultati di seguito riassunti. Licenze Sono 39 le imprese ferroviarie che, al 31 dicembre 2005, risultavano in possesso di licenza: 22 di esse hanno richiesto ed ottenuto il certificato di sicurezza e 15 sono effettivamente operanti con contratto di accesso alla rete ferroviaria nazionale (di cui 4 operanti sia nel settore passeggeri che nel settore merci, 4 solo nel settore passeggeri e 7 esclusivamente nel settore merci). Le imprese entranti hanno conquistato una quota di mercato pari a circa il 6% (in termini di treni-km effettuati) del traffico ferroviario sul territorio nazionale. La seguente tabella visualizza i dati aggiornati al Prodotti Treni/Km Percentuale incremento - 54% 49% 44% Fonte: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti PAGINA 1718 Qualità dei servizi Nelle relazioni ferroviarie nelle quali la concorrenza nel mercato si è sviluppata, la qualità dei servizi, complessivamente, è sensibilmente migliorata, specialmente per la puntualità. Trasformazione della Società FS S.p.A. La suddivisione dei ruoli e la separazione delle strutture aziendali responsabili della gestione dell'infrastruttura e della produzione dei servizi di trasporto, è andata rapidamente oltre la prevista separazione contabile, giungendo alla creazione di due distinte realtà aziendali, aventi la forma giuridica di società per azioni e quindi dotate di strutture giuridiche ed organizzative indipendenti. Il processo di trasformazione della Società FS S.p.A. è stato avviato nel luglio 1998 (subito dopo l'emanazione del d.p.r. n. 277/1998), con la creazione della Divisione Infrastruttura, seguita, nel maggio dell anno successivo, dalla costituzione delle tre Divisioni del trasporto: Passeggeri, Trasporto Regionale e Merci. Successivamente, con il Piano d'impresa sono stati previsti la profonda riorganizzazione strutturale delle aziende dell'ex monopolista. Nel giugno del 2000, la costituzione della Società Trenitalia ha portato al raggruppamento delle tre Divisioni di trasporto in un unica società. Il processo è stato concluso nel mese di luglio del 2001, con la creazione di un nuovo soggetto societario - R.F.I. S.p.A. - unico concessionario dello Stato e gestore dell'infrastruttura ferroviaria nazionale. Alla holding Ferrovie dello Stato S.p.A. (posseduta al 100% dal Ministero dell Eeconomia con poteri di indirizzo, coordinamento strategico e controllo finanziario) fanno capo oltre 30 società, tra le quali le più importanti sono: RFI (da cui dipende TAV), Trenitalia, Italferr, Metropolis, Grandi Stazioni, Fercredit, Sogin. L'Italia è tra i primi paesi ad aver attuato il processo di liberalizzazione. Già all atto del recepimento delle prime direttive comunitarie in materia di liberalizzazione del trasporto ferroviario in Italia è stata adottata una politica di riforma del settore per larga parte in anticipo rispetto alle norme successivamente emanate PAGINA 1819 dal legislatore comunitario con il "pacchetto infrastruttura". Che l'italia sia stata tra i primi Paesi ad adottare una serie di misure normative ed organizzative volte ad accogliere il principio dell'apertura al mercato del trasporto ferroviario è stato riconosciuto ufficialmente dall'ocse nel marzo 2001, dalla Commissione Europea nel 2003 e da diversi studi specialistici sullo stato del processo di liberalizzazione. Ponendo l attenzione sugli aspetti positivi dell avvio del processo di liberalizzazione ai fini del perseguimento degli obiettivi strategici del riequilibrio modale, dell incremento delle quote di trasporto delle merci su ferrovia e dello sviluppo sostenibile del sistema nazionale dei trasporti, i dati e le esperienze acquisite sembrano dimostrare che: il sistema di regole creato ha funzionato, nel senso che con successo è stata utilizzata l'opportunità economica di investire sul trasporto ferroviario come concreta attività di business; il mercato del trasporto ferroviario nazionale è contendibile, ancorché non pienamente, nonostante le barriere all'ingresso, tecniche ed economiche, ancora presenti; la concorrenza può produrre maggiore efficienza del sistema del trasporto ferroviario; le nuove imprese ferroviarie hanno iniziato ad operare puntando sulla specializzazione e focalizzando le proprie attività sulle nicchie di mercato più pregiate e più esigenti in termini di livelli di servizio richiesti. Permangono tuttavia, anche aspetti negativi, primo fra tutti il convincimento, supportato dall analisi empirica, che la liberalizzazione è certamente necessaria ma non sufficiente, da sola, a garantire il raggiungimento degli obiettivi, più generali, dello sviluppo del trasporto ferroviario e del riequilibrio modale. PAGINA 1920 Infatti, a 10 anni dall avvio della liberalizzazione del mercato del trasporto ferroviario nazionale e trascorsi 8 anni dal rilascio della prima licenza ferroviaria (maggio 2000), al di là dei risultati emblematici e simbolici, non sono registrabili quegli effetti sul potenziamento del trasporto ferroviario e sul riequilibrio modale (quote di mercato del trasporto ferroviario merci sottratte al trasporto su gomma) che ci si aspettava quando il processo fu avviato. In conclusione, i dati disponibili dimostrano che è necessario operare ancora per un sostanziale sviluppo del trasporto ferroviario e per sottrarre traffico alla modalità stradale, sviluppando le condizioni per l'ingresso nel mercato di ulteriori operatori. Queste considerazioni valgono a maggior ragione per il processo di liberalizzazione a livello regionale. A circa 10 anni dall avvio del processo, i fatti dimostrano che non sono presenti sostanziali effetti positivi; nel concreto, ormai giunti ad una fase di attuazione che necessita solo di qualche perfezionamento, si riscontrano oggettive difficoltà, come dimostrano i rinvii del termine del periodo transitorio, i pochi casi di gare svolte ed il ridotto numero dei partecipanti. Le ragioni alla base dei risultati poco incoraggianti sono riferibili alla scarsa disponibilità di materiale rotabile, alla qualità dei servizi ed ai costi e molto ha pesato anche l oggettiva difficoltà di costituire, nella fase di avvio, a livello di amministrazione regionale, strutture tecniche ed amministrative in grado di svolgere a pieno il ruolo di programmazione, amministrazione, vigilanza e controllo. La scarsa disponibilità di materiale rotabile e di risorse strumentali, in particolare, rappresentano criticità gravi per le imprese ferroviarie nuove. Le difficoltà connesse al reperimento di materiale rotabile sono dovute essenzialmente ai costi elevati, ai tempi di produzione lunghi, all'assenza di un sufficiente mercato dell usato ed alle difficoltà di affermazione di società di leasing. Inoltre le numerose differenze tecniche tra i mercati amplificano ulteriormente le suddette difficoltà in quanto non consentono l individuazione di un prodotto tipo destinato a soddisfare le esigenze dei diversi mercati (e la conseguente convenienza alla creazione di scorte). PAGINA 20 Vedere altro
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 Art. 1
 Art. 1
 Art. 2
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 articolo 28
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Art. 5
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