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Timestamp: 2020-07-11 11:38:01+00:00

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Berica impianti, dibattito alla Camera con Zanettin e le risposte del governo - Parlaveneto
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Berica impianti, dibattito alla Camera con Zanettin e le risposte del governo
Di seguito il dibattito (anche nel video) con l’interpellanza urgente di Pierantonio Zanettin sugli intendimenti in ordine ai crediti vantati nei confronti del Ministero della giustizia dalla Berica impianti s.p.a. di Arzignano (Vicenza), alla luce delle relative pronunce giurisdizionali – n. 2-00785)
PRESIDENTE. Passiamo alla prima interpellanza urgente all’ordine del giorno Zanettin e Gelmini n. 2-00785
Chiedo all’onorevole Zanettin se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica.
PIERANTONIO ZANETTIN (FI). Grazie, Presidente. Questo è il terzo atto di sindacato ispettivo che presento in ordine alle vicende della Berica Impianti. Nel corso della discussione del primo di questi atti di sindacato ispettivo, il 22 gennaio 2019, il Governo era venuto qui e aveva detto attraverso il sottosegretario, che all’epoca era Morrone, che questi contenziosi sarebbero stati definiti a breve. In quell’occasione avevo invitato il Governo a leggere un po’ le carte e ipotizzavo già pronunce rovinose ai danni dello Stato perché le carte parlano chiaro: sono un avvocato un minimo esperto della materia e quindi sono stato facile profeta.
Immediatamente dopo, nel gennaio 2019, sono arrivate in particolare una sentenza del tribunale di Torino e un’altra sentenza in cui lo Stato è stato condannato. Oggi la Berica Impianti vanta nei confronti dello Stato circa 6 milioni di euro di crediti esecutivi; addirittura, la sentenza di Torino è passata in giudicato, quindi non è più discutibile e lo Stato non ha fatto appello.
Quelle somme sono assolutamente necessari alla Berica Impianti perché l’azienda, che è un’azienda sana, è stata costretta al concordato preventivo e quelle somme sono proprio necessarie per adempiere agli obblighi che il concordato preventivo impone e io mi aspetto che oggi il Governo ci venga a dire quando intende pagare quanto dovuto, quanto sancito da una sentenza, quanto oggi indiscutibile al legittimo creditore che appunto è la Berica Impianti.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per la Giustizia, Vittorio Ferraresi, ha facoltà di rispondere.
VITTORIO FERRARESI, Sottosegretario di Stato per la Giustizia. Grazie, Presidente. Con riferimento all’atto di sindacato ispettivo in oggetto si rappresenta quanto segue. Il provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria per la Toscana non ha ritenuto di aderire alla proposta conciliativa formulata dal tribunale di Firenze in data 17 gennaio 2019, in quanto il servizio legale regionale, su espressa indicazione degli uffici tecnici locali e centrali, ha rappresentato al patrocinio erariale l’impossibilità di procedere a una quantificazione di una proposta transattiva che prevede un’ulteriore spesa a carico del Ministero, avendo parte convenuta già corrisposto a parte ricorrente, sulla base dei conteggi effettuati, un importo superiore a quanto realmente spettante; si è riservata di valutare un’eventuale azione tesa al recupero del credito.
La causa si trova attualmente in fase istruttoria (sono in corso di svolgimento le operazioni peritali) e la prossima udienza è fissata per il prossimo 14 luglio.
Il consulente tecnico d’ufficio nominato dal giudice ha comunque rappresentato alle parti la possibilità di ritentare la transazione della controversia, alla luce delle risultanze del suo incarico e prima dell’invio della bozza della relazione.
Con sentenza n. 545 del 2019 il tribunale di Torino ha condannato il Ministero della Giustizia al pagamento, in favore di Berica Impianti Spa, della somma di euro 4.677.825,70 oltre agli interessi moratori e alle spese di lite.
Con provvedimento del direttore generale del personale e delle risorse del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, datato 26 marzo 2020, è stata richiesta la conservazione fondi sul capitolo 1762 p.g. 1 per un importo complessivo pari a euro 5 milioni ai fini del pagamento in favore di Berica Impianti Spa, mentre in data 7 maggio 2020, con nota n. 151351, è stata trasmessa al Gabinetto di questo Ministero la richiesta di variazione compensativa di bilancio per il successivo inoltro al competente Ministro dell’Economia e delle finanze; i suddetti fondi saranno dunque disponibili nell’arco di 20-30 giorni circa.
Con sentenza n. 2469/2019, il tribunale di Bologna ha condannato il Ministero della Giustizia a pagare a Berica Impianti Spa la somma di 86.864,99 oltre IVA se dovuta, interessi dalla pronuncia al saldo e la metà delle spese di lite.
Il provveditorato regionale di Bologna ha ordinato il pagamento di quanto disposto nella suddetta sentenza; sono attualmente in corso contatti con il commissario giudiziale della società per ottenere specifiche indicazioni sulle modalità di pagamento. Il competente ufficio del Ministero della Giustizia provvederà comunque ad assegnare i fondi necessari al suddetto provveditorato per il pagamento delle spese legali e della quota parte del compenso del CTU.
Infine, causa civile n. 19877/2016 R.G. è stata promossa innanzi al tribunale di Bologna da Berica Impianti Spa con atto di citazione notificato nel dicembre 2016 nei confronti del Ministero della Giustizia-Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e Ministero della Giustizia-Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per quanto riguarda il provveditorato regionale dell’Emilia Romagna per ottenere la condanna in via principale al pagamento di un importo di euro 3.362.182 a titolo di costi addizionali nell’ambito di contratto di appalto di “fornitura del servizio di energia” dal primo al settimo anno contrattuale, avuto riguardo alle variazioni dei prezzi intervenute dal 2004, previo scomputo degli acconti già versati di 418.000 IVA inclusa, oltre agli interessi moratori dal dovuto al saldo o, per il periodo successivo alla notifica dell’atto di citazione, agli interessi ai sensi dell’articolo 1284 del codice civile dalla domanda al saldo.
Il Ministero della Giustizia si è costituito con l’Avvocatura dello Stato resistendo alle domande. La causa è stata iscritta a ruolo del dicembre 2016, con prima udienza fissata dall’attrice ad aprile del 2017. I successivi tre mesi di causa sono stati impegnati in un tentativo di conciliazione, concordemente richiesto dalle parti e auspicato dal giudice; successivamente è stato conferito incarico al consulente tecnico d’ufficio al fine di calcolare i costi addizionali. Il consulente tecnico d’ufficio ha depositato la sua relazione, ed è stato successivamente disposto un supplemento di consulenza tecnica d’ufficio (è stato assegnato termine fino al 30 maggio 2020 per il deposito del supplemento di relazione) e la trattazione della causa è stata rinviata al 25 giugno del 2020.
PRESIDENTE. L’onorevole Zanettin ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza.
PIERANTONIO ZANETTIN (FI). No, Presidente, non sono soddisfatto per la risposta che ci ha dato oggi il sottosegretario, perché trovo svariate lacune nella sua risposta e cercherò di argomentarle. La prima: lei mi ha dato dei numeri, li ho elaborati molto in fretta in modo spannometrico, però da quello che ho capito comunque rispetto a quanto è oggi sancito giudizialmente gli importi che vengono messi a disposizione da parte dell’amministrazione sono di circa 2 milioni inferiori rispetto a quelli dovuti perché gli interessi moratori e gli interessi legali, che sono applicati sulla sentenza del tribunale di Torino, in particolare, sono molto elevati e maturano di giorno in giorno, e quindi quei 5 milioni che mettete a disposizione, che intendete mettere a disposizione, non coprono quanto già dovuto.
Per quanto riguarda anche l’ipotesi di transazione pendente avanti il tribunale di Firenze, ricordo, ma lo avevo già detto nella scorsa seduta, il 22 gennaio, che quella ipotesi di transazione non l’ha formulata la Berica Impianti, ma l’ha formulata addirittura il giudice della causa. Quindi, alla luce anche di quello che tecnicamente si chiama il giudicato esterno, cioè il fatto che sono passate in giudicato sentenze che dirimono questioni esattamente identiche, con la stessa causa petendi, noi dobbiamo ipotizzare che altre rovinose condanne arriveranno a carico dello Stato.
Quindi, invito caldamente l’amministrazione a trovare delle soluzioni transattive, altrimenti, sarò facile profeta oggi come sono stato facile profeta il 22 gennaio 2019, lo Stato sarà chiamato a pagare ingenti somme, sempre maggiori, a carico del bilancio statale. Ricordo che ogni giorno che passa, da qui al pagamento effettivo delle somme, matura un interesse, a vantaggio della Berica e a svantaggio dello Stato, di mille euro al giorno. Ora, questa è una vicenda che lascia l’amaro in bocca, perché questa era un’azienda assolutamente sana sul mercato, vinceva appalti; poi, a seguito di una serie di contenziosi che stiamo vedendo, è andata in crisi di liquidità, è stata costretta al concordato preventivo e rischia il fallimento se il Governo non paga queste somme assolutamente dovute. La vicenda ci impone una riflessione anche su come la burocrazia statale, forse non è neanche la politica qui, ma come la burocrazia statale amministra in modo assolutamente sciatto e superficiale il danaro pubblico. Molti partiti anche in questo momento, in particolare il Partito Democratico, ho sentito attraverso il suo capogruppo qui, alla Camera, ipotizza ipotesi di tassazioni straordinarie piuttosto che di addizionali per il periodo relativo all’emergenza sanitaria. Vicende come queste, la sciatteria con cui lo Stato amministra il proprio danaro e anche i contratti che ha in essere con i suoi fornitori, che sono anche suoi cittadini, ci inducono a ritenere che queste ipotesi non potranno mai essere formulate fintanto che c’è una così cattiva amministrazione dell’erario e dei contratti da parte della pubblica amministrazione. Ripeto, non possiamo essere soddisfatti: qui avevamo un’azienda sana, che era sul mercato, e che, a seguito di un comportamento assolutamente inadempiente da parte della pubblica amministrazione, si è trovata in crisi di liquidità, in concordato preventivo e rischia il fallimento. Non è questo il modo di amministrare il Paese.
(Iniziative di competenza volte a valorizzare il ruolo delle donne negli incarichi di responsabilità, con particolare riferimento alla composizione degli organismi di consulenza per il contrasto al COVID-19 e alle nomine dei vertici delle aziende partecipate – n. 2-00784)
PRESIDENTE. Passiamo all’interpellanza urgente Boldrini ed altri n. 2-00784 (Vedi l’allegato A). Chiedo all’onorevole Boldrini se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica.
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