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Timestamp: 2020-04-06 07:46:26+00:00

Document:
Ravenna, 03.05.1944
Questo è lo scenario in cui si registra un inasprimento degli omicidi di matrice partigiana e fascista. Questo è lo scenario in cui si registra un inasprimento degli omicidi di matrice partigiana e fascista. In aprile gli omicidi nazifascisti salgono a 7, in maggio si mantengono costanti mentre in giugno salgono a 11. La grande maggioranza sono compiuti in circostante diverse dallo scontro armato tipico della battaglia. Gli omicidi sono compiuti un po' ovunque nel territorio provinciale ed in particolar modo nelle frazioni dove la morte di una singola persona incide notevolmente sulle comunità di ridotte dimensioni. L'assassinio di Ricci si inserisce in questo contesto ed esprime l'inasprimento dello scontro.
La sera del 3 maggio 1944, verso le 22.45, una pattuglia del centro addestramento della GNR composta da tre militi, Luciano Fogli, Enrico Orioli e il capo pattuglia Ruggero Sciottola, in servizio di perlustrazione lungo la periferia di Ravenna, giunta alla porta del sobborgo San Mama è invitata dal fascista Gaetano Morelli ad effettuare il fermo di tre individui che si trovano vicino alla porta con involti che stanno cercano di nascondere. Sciottola intima loro l’alt. I tre fuggono precipitosamente verso il Borgo San Rocco. Nella fuga uno di tre rimane indietro. Sta portando la mano sinistra verso la tasca dei pantaloni. Sciottola ripete per altre due volte l’alt. Sono in piazza Vecchio Lavatoio e i tre stanno per dileguarsi. Su pressione di Morelli, qualificatosi come appartenente alla direzione del fascio, Sciottola ordina ai militi di fare fuoco.
Sono sparati sei colpi di fucile. Il giovane che si portava la mano alla gamba, Romolo Ricci, resta ucciso. Nel suo pugno sinistro stringe ancora parecchi manifestini antifascisti e bandierine tricolori con falce e martello e altre con stella rossa al centro. La bandierine portano le diciture: «W il martire Celso Strocchi», «Gloria ai martiri Mario Gordini e Settimio Garavini», «Viva i partigiani, chi lotta contro i fascisti lotta per la Patria», «Viva il martire Sintoni Dino». Vicino al suo corpo è rotolato un barattolo di latta contenete colla a base di farina e un pennello.
Le indagini successive diranno che un secondo individuo è rimasto ferito, poiché saranno rilevate a terra altre tracce di sangue.
Il 7 maggio la questura di Ravenna redigerà il seguente rapporto arricchito delle opportune menzogne:
«Alle ore 22.45 del 3 maggio nel Borgo S. Rocco una pattuglia di GNR intimava il fermo ad alcuni individui sorpresi a diffondere manifestini sovversivi e poiché uno di essi faceva l’atto di estrarre un’arma, i militi esplodevano vari colpi di arma da fuoco contro gli individui medesimi uccidendone uno, identificato per il comunista Ricci Romolo di Alfredo di anni 21, operaio da Ravenna».
Estremi e note penali: Orioli Enrico, Plazzi Vincenzo, Morelli Gaetano, Sciottola Gaetano Ruggero, imputati di aver collaborato col tedesco invasore [e oltretutto ] di avere, in correità fra loro, causato volontariamente la morte per fine fascista di Ricci Romolo. Con sentenza del 18/06/46 la corte rileva che solo Orioli e Sciottola rimangono estranei al suddetto reato perché spararono in aria. La corte giudica:
Morelli Gaetano colpevole del reato di collaborazione ascrittogli e dell’uccisione di Ricci Romolo, come al capo d’imputazione, in concorso delle attenuanti di cui l’art. 62 bis cp;
Orioli Enrico del solo reato di collaborazione ascrittogli in concorso delle stesse attenuanti;
Sciottola Ruggero dei reati ascrittigli, esclusa la partecipazione all’uccisione del Ricci, in concorso delle dette attenuanti, perciò condanna il Morelli ad anni 25 di reclusione e 4 anni di libertà vigilata, l’Orioli ad anni 6 e mesi 8 di reclusione, lo Sciottola a trent’anni di reclusione, 4 anni di libertà vigilata, tutti alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge, alla confisca della totalità dei beni per il Morelli e lo Sciottola e di ¼ per il Morelli. Assolve Plazzi Vincenzo per insufficienza di prove, quanto al reato di collaborazione e per non aver commesso il fatto, quanto alle altre imputazioni ed ordina sia scarcerato se non detenuto per altra causa. Declaratoria 16.7.46 per l’Orioli estinto il reato per amnistia. Con sentenza 6.6.47 la Corte di Cassazione rigetta il ricorso di Sciottola condannandolo alle maggiori spese e a £. 2000 di ammenda. Annulla la sentenza nei confronti del Morelli e rinvia per il nuovo esame all’Assise di Novara. Con sentenza 13.9.48 la Corte d’Appello di Bologna ha dichiarato condonati nei confronti dello Sciottola, anni 10 per il decreto 22.6.46 n.4 ed altri anni 10 in data 9.2.48 n.32, determinando la pena residua ad anni 10.
Fogli Sauro detto Luciano, imputato di aver collaborato col tedesco invasore [e oltretutto ] di avere partecipato all'uccisione di Ricci Romolo. Con sentenza del 27/06/45 la corte rileva la sua presenza ai fatti ma reputa possibile che abbia sparato in aria, pertanto lo assolve per insufficienza di prove ed ordina sia scarcerato se non detenuto per altra causa..
Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-01-03 11:16:49
Ricci Romolo, di 21 anni
Enrico Orioli
Note responsabile Orioli Enrico, imputato di procedimento.
Note procedimento Orioli Enrico, Plazzi Vincenzo, Morelli Gaetano, Sciottola Gaetano Ruggero, imputati di aver collaborato col tedesco invasore [e oltretutto ] di avere, in correità fra loro, causato volontariamente la morte per fine fascista di Ricci Romolo. Con sentenza del 18/06/46 la corte rileva che solo Orioli e Sciottola rimangono estranei al suddetto reato perché spararono in aria. La corte giudica: Morelli Gaetano colpevole del reato di collaborazione ascrittogli e dell’uccisione di Ricci Romolo, come al capo d’imputazione, in concorso delle attenuanti di cui l’art. 62 bis cp; Orioli Enrico del solo reato di collaborazione ascrittogli in concorso delle stesse attenuanti; Sciottola Ruggero dei reati ascrittigli, esclusa la partecipazione all’uccisione del Ricci, in concorso delle dette attenuanti, perciò condanna il Morelli ad anni 25 di reclusione e 4 anni di libertà vigilata, l’Orioli ad anni 6 e mesi 8 di reclusione, lo Sciottola a trent’anni di reclusione, 4 anni di libertà vigilata, tutti alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge, alla confisca della totalità dei beni per il Morelli e lo Sciottola e di ¼ per il Morelli. Assolve Plazzi Vincenzo per insufficienza di prove, quanto al reato di collaborazione e per non aver commesso il fatto, quanto alle altre imputazioni ed ordina sia scarcerato se non detenuto per altra causa. Declaratoria 16.7.46 per l’Orioli estinto il reato per amnistia. Con sentenza 6.6.47 la Corte di Cassazione rigetta il ricorso di Sciottola condannandolo alle maggiori spese e a £. 2000 di ammenda. Annulla la sentenza nei confronti del Morelli e rinvia per il nuovo esame all’Assise di Novara. Con sentenza 13.9.48 la Corte d’Appello di Bologna ha dichiarato condonati nei confronti dello Sciottola, anni 10 per il decreto 22.6.46 n.4 ed altri anni 10 in data 9.2.48 n.32, determinando la pena residua ad anni 10. Con declaratoria 13.9.48 la Corte di Appello di Bologna dichiara condonati anni 10 di reclusione nei confronti dello Sciottola per il decreto 22.6.46 e altri anni 10 per il decreto 9.2.48 n.32, determinando la pena residua scontabile in anni 10 di reclusione. Estratto conforme per uso di liberazione condizionale. Con declaratoria 27.2.50 della Corte d’Appello a favore dello Sciottola, dichiarato ulteriormente condonato un anno di reclusione della pena inflitta allo Sciottola. Concessa liberazione condizionale a Sciottola Ruggero con decreto (…) Guardasigilli in data 28.3.51 n.39 F e sottoposto a libertà vigilata con decreto del giudice di sorveglianza Ravenna del 6.4.51 fino al 29.8.52. Con decreto del Tribunale di Ravenna in data 28.11.52 è stata dichiarata estinta la pena inflitta allo Sciottola e revocata la misura di sicurezza della libertà vigilata e le altre misure di sicurezza personali ordinate in sentenza.
Note responsabile Morelli Gaetano, imputato di procedimento.
Sauro Fogli
Note responsabile Fogli Sauro detto Luciano, imputato di procedimento.
Note procedimento Fogli Sauro detto Luciano, imputato di aver collaborato col tedesco invasore [e oltretutto ] di avere partecipato all\'uccisione di Ricci Romolo. Con sentenza del 27/06/45 la corte rileva la sua presenza ai fatti ma reputa possibile che abbia sparato in aria, pertanto lo assolve per insufficienza di prove ed ordina sia scarcerato se non detenuto per altra causa..
Vincenzo Plazzi
Note responsabile Plazzi Vincenzo, imputato di procedimento.
lapide a via Gardini, Ravenna
Ubicazione: via Gardini, Ravenna
Descrizione: Lapide posta a Ravenna in ex via Romolo Ricci, ora via Gardini.
G. Casadio, La memoria della Resistenza nelle iscrizioni dei cippi, lapidi e monumenti della provincia di Ravenna, Longo Editore, Ravenna, 1995, vol. 1, p. 32.
E. Cavina, Crimini di guerra e violenza nazifascista nella provincia di Ravenna tra l'8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945, tesi di dottorato di ricerca in Storia e Informatica - XVI Ciclo, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, a.a. 2003-2004, seconda parte p. 84.
ATRA, Sentenze Csa e Ca Sez. Speciale 1945-1947, sent. 18/06/46 n. 101 a carico di Enrico Orioli, Plazzi Vincenzo, Morelli Gaetano e Sciottola Gaetano Ruggero; sent. 3/04/46 n. 59 a carico di Fogli Sauro detto Luciano.
ACS, AF, RSI, GNR, AG, b. 40, fasc. 1 Categoria B3, 81ª legione Ravenna, relazione del 5 maggio 1944 dell’UPI del comando provinciale di Ravenna della GNR; MI, DGPS, DAG, AG, RSI, b. 6, fasc. 52, relazione del 7 maggio 1944 della questura di Ravenna.

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