Source: http://tregeoformazione.blogspot.com/2014/06/
Timestamp: 2019-06-24 11:49:41+00:00

Document:
Tregeoformazione: giugno 2014
Processo Civile Telematico - Novità del D.L. 24/06/2014 n. 90
Nella tarda serata del 24 giugno 2014 è stato pubblicato, in Gazzetta Ufficiale, il Decreto Legge 24 giugno 2014 n. 90“Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari”, che è entrato in vigore il 25 Giugno 2014. Le norme contenute nel titolo IV del citato decreto hanno apportato significative modifiche alla normativa del processo civile telematico.
Tra quelle più importanti vi sono:
Obbligo del deposito in modalità telematiche:E’ stato stabilito che l’obbligo del deposito in modalità telematiche riguarda atti dei procedimenti indicati dall’art. 16-bis, co. 4 D.L. n. 179/2012 (atti processuali e documenti da parte dei difensori delle parti precedentemente costituite) iscritti a ruolo dal 30 giugno 2014. Dal 30 giugno 2014 vi è facoltà di deposito telematico per gli atti relativi ai procedimenti già pendenti alla data del 30 giugno 2014 e indicati dall’art. 16-bis, co. 4 D.L. n. 179/2012 e per gli ulteriori atti (diversi da quelli indicati dall’art. 16-bis, co. 4 D.L. n. 179/12) per i quali sia stato rilasciato, all’ufficio giudiziario, il valore legale. Il deposito degli atti in modalità telematiche è obbligatorio a partire dal 31 dicembre 2014 per i procedimenti diversi dalla domanda di ingiunzione (art. 16-bis comma 4, d.l. n. 179/2012) già pendenti al 30 giugno 2014.
In buona sostanza per tutti i processi pendenti alla data del 30 Giugno 2014 l’obbligo del deposito in modalità telematiche è stato fissato a partire dal 31 Dicembre 2014. E’ da precisarsi che nella norma novellata (per la verità piuttosto sommaria) non si esplicita espressamente la consulenza tecnica di ufficio, ma occorre osservare che essa era parte integrante degli atti soggetti a tale obbligo e quindi una sua esclusione – a parere di chi scrive – doveva essere precisata. Qualora si voglia depositare gli atti in via telematica è importante sapere che il deposito potrà perfezionarsi solo con tale modalità.
Pertanto, la definitiva entrata in vigore delle previsioni obbligatorie è fissata per il 31 Dicembre 2014, salva l’anticipazione eventualmente disposta con successivi decreti.
Momento del perfezionamento del deposito telematico (art. 51, D.L. n. 90/2014):L’art. 51 del decreto legge in parola da una parte conferma, come momento di perfezionamento del deposito degli atti telematici quello indicato dalla ricevuta di avvenuta consegna della PEC generata dal gestore PEC del Ministero della Giustizia ma, adesso, prevede espressamente che il deposito è tempestivamente eseguito quando la ricevuta di avvenuta consegna arriva entro la fine del giorno di scadenza (ossia ore 23.59) applicandosi le disposizioni di cui all'articolo 155, co. 4 e 5 c.p.c..
Viene quindi meno quanto disposto delle regole tecniche del processo telematico all’art. 13 del D.M. n. 44/11 comma 3 il quale prevedeva che «Quando la ricevuta e' rilasciata dopo le ore 14 il deposito si considera effettuato il giorno feriale immediatamente successivo».
Eccedenza del limite di 30 MB (art. 51, D.L. n. 90/2014):L’art. 51 D.L. cit. stabilisce che, nel caso in cui “la busta” da depositare telematicamente ecceda il limite di capacità (30 MB) previsto dalle regole tecniche, sarà possibile procedere al successivo invio di ulteriori “buste”, che però potranno considerarsi tempestive se depositate (tutte) entro il termine (ore 23:59 del giorno di scadenza).
(fonte: www.altalex.com - www.paolofrediani.it)
Infiltrazioni nell'immobile, riconducibili a difetto di costruzione…… (da www.condominioweb.com)
Il caso. La proprietaria dell'immobile citava in giudizio la società venditrice chiedendo il risarcimento dei danni causati da infiltrazioni presenti nell'immobile e riconducibili a difetto di costruzione. Si costituiva la società venditrice, la quale eccepiva che l'attrice, che aveva acquistato l'immobile nel 2005, aveva denunciato le infiltrazioni in questione solo nel 2011. A dire della convenuta, peraltro, tali vizi di edificazione erano già stati riscontrati durante un precedente accertamento tecnico preventivo promosso dai alcuni proprietari di altre unità immobiliari adiacenti e, quindi, erano già conosciuti dall'attrice molto prima della denuncia. Chiedeva, dunque, il rigetto della domanda, in quanto promossa oltre il termine annuale previsto dall'art. 1669 c.c.
La garanzia di buona esecuzione dell'opera. L'art. 1169 c.c. (rovina e difetti di cose immobili) configura una forma speciale di responsabilità extracontrattuale disponendo che, quando si tratta di edifici o di altre cose immobili destinate per la loro natura a lunga durata, se, nel corso di dieci anni dal compimento, l'opera, per vizio del suolo o per difetto della costruzione, rovina in tutto o in parte, ovvero presenta evidente pericolo di rovina o gravi difetti, l'appaltatore è responsabile nei confronti del committente e dei suoi aventi causa, purché sia fatta la denunzia entro un anno dalla scoperta. La garanzia, che per consolidata giurisprudenza è esercitabile anche nei confronti del costruttore-venditore, deve essere promossa entro il termine perentorio di un anno dalla denuncia del vizio.
Oggetto della garanzia. I gravi difetti dell'opera di cui all'art. 1669 c.c.ricorrono anche se non si producono fenomeni tali da influire sulla stabilità della costruzione e consistono in qualsiasi alterazione, conseguente ad un'insoddisfacente realizzazione dell'opera, che, pur non riguardando le sue parti essenziali, ne compromettono la conservazione, limitandone sensibilmente il godimento o diminuendone in maniera rilevante il valore. Pertanto, la Cassazione si è spinta fino a considerare rientranti nella nozione di gravi difetti anche le infiltrazioni d'acqua determinate da carenze d'impermeabilizzazione e da inidonea realizzazione degli infissi(Cass. civ. 11/06/2013, n. 14650).
È necessaria la conoscenza oggettiva del vizio. Il Tribunale di Genova ricorda che, poiché la denuncia dei vizi o del pericolo di rovina dell'opera costituisce un presupposto dell'azione, il soggetto interessato ha “l'onere di fornire la prova di avere operato la denunzia entro l'anno dalla scoperta”. Detto termine “decorre dal giorno in cui il committente consegua un apprezzabile grado di conoscenza oggettiva della gravità dei difetti e della loro derivazione causale dall'imperfetta esecuzione dell'opera, non essendo sufficienti, viceversa, manifestazioni di scarsa rilevanza e semplici sospetti” (tra le altre, Cass. civ. 23 gennaio 2008, n. 1463).
Fonte http://www.condominioweb.com/difetto-costruzione-e-richiesta-risarcimento-danni-per-infiltrazioni.2321#ixzz35kOduArx
Ancora un articolo sulla servitù di passaggio……..!!!!! (www.condominioweb.com)
Così ha parlato, a dire il vero senza novità rispetto al passato, la Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 12678 depositata in cancelleria il 5 giugno 2014. Al di là della conformità al consolidato orientamento maggioritario, il caso risolto dagli ermellini merita attenzione perché consente di riconsiderare alcuni aspetti dei poteri dell'amministratore in relazione alle azioni di natura reale.
In questi casi l'utilità sta appunto nel fatto di poter godere o di poter meglio godere di un proprio bene; insomma per il caso del passaggio l'utilità è strettamente legata al fondo.
Non rappresenta una servitù, invece, il diritto di parcheggiare sul fondo del vicino; quando è stata chiamata a pronunciarsi su questo argomento la Corte di Cassazione ha avuto modo di specificare che “il parcheggio dell'auto non rientra nello schema di alcun diritto di servitù, difettando la caratteristica tipica di detto diritto, ovverosia la "realità" (inerenza al fondo dominante dell'utilità così come al fondo servente del peso), in quanto la comodità di parcheggiare l'auto per specifiche persone che accedono al fondo non può valutarsi come una utilità inerente al fondo stesso, trattandosi di un vantaggio del tutto personale dei proprietari" (Cass. n. 1551 del 2009)” (così Cass. 23 settembre 2009 n. 20409).
In tale contesto, ciò che conta – questo è il cuore della sentenza n. 12678 del 5 giugno 2014 – è che le eventuali azioni di riconoscimento della servitù a favore del condominio siano iniziate dai singoli condomini e non dall'amministratore; questi, ricorda la Cassazione, ha poteri – sostanziali e processuali – limitati alla gestione delle cose comuni, nel rispetto dell'art. 1130 c.c.; “ove si tratti invece di azioni a tutela dei diritti esclusivi dei singoli condomini, tale legittimazione può trovare fondamento soltanto nel mandato conferito all'amministratore da ciascuno dei partecipanti alla comunione, e non nel meccanismo deliberativo dell'assemblea condominiale, ad eccezione dell'equivalente ipotesi di una unanime, positiva deliberazione di tutti i condomini (cfr. Cass. 3 marzo 1984 n. 4623; Cass. 29 febbraio 1988 n. 2129; Cass. 11 marzo 1988 n. 2401; Cass. 3 aprile 2003 n. 5147)”. (Cass. 5 giugno 2014 n. 12678).
L'amministratore, quindi, a fronte dell'insistenza di alcuni condomini nell'agire in giudizio per ottenere il riconoscimento di una servitù di passaggio non far altro se non invitarli ad agire personalmente o, se utile, munirsi di procura speciale per intraprendere il giudizio per loro nome e conto.
Fonte http://www.condominioweb.com/breve-panoramica-sulle-servitu-di-passaggio.2296#ixzz34q8BNN6H
Secondo articolo su IL TECNICO LEGALE , n. 6 del 18 Giugno 2014
Si segnala l'uscita del secondo articolo sul periodico "IL TECNICO LEGALE" del Gruppo Sole24 Ore.
L'articolo dal titolo "Il Nuovo Amministratore e il possibile contenzioso" é stato redatto da Simone Scartabelli ed è contenuto nel numero 6 uscito il 18 Giugno 2014 e tratta del contenzioso legale riguardante la nomina dell'amministratore di condominio.
Etichette: condominio, CTU, pubblicazioni
Servitù di passo: presenza del cancello….. (da condominioweb)
Servitù di passaggio, chiusura del fondo servente, aggravamento della servitù e onere della prova di tale fatto; ruota attorno a questi concetti la decisione dei giudici di piazza Cavour.
Si tratta di una regola fondamentale nella disciplina del diritto di proprietà, in quanto, come dice la legge, “il proprietario ha diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l'osservanza degli obblighi stabiliti dall'ordinamento giuridico” (art. 832 c.c.).
In questo contesto generale, mettendo assieme i vari pezzi del puzzle, è lecito domandarsi: la chiusura di un fondo gravato da servitù di passaggio è legittima o la servitù può configurare un limite stabilito dall'ordinamento giuridico, così che possa ritenersi un aggravamento dell'esercizio diritto di passaggio l'apposizione di un cancello a chiusura del fondo servente?
È questo quanto hanno detto i giudici di legittimità nella sentenza n. 10700. Il quadro fattuale è quello descritto in principio. Dato quel contesto, si legge in sentenza che “in tema di servitù di passaggio, rientra nel diritto del proprietario del fondo servente l'esercizio della facoltà di apportare modifiche al proprio fondo e di apporvi un cancello per impedire l'accesso ai non aventi diritto, pur se dall'esercizio di tale diritto possano derivare disagi minimi e trascurabili al proprietario del fondo dominante in relazione alle pregresse modalità di transito. Ne consegue che, ove non dimostrato in concreto dal proprietario del fondo dominante, al quale venga consegnata la chiave di apertura del cancello, l'aggravamento o l'ostacolo all'esercizio della servitù, questi non può pretendere l'apposizione del meccanismo di apertura automatico con telecomando a distanza o di altro similare rimedio, peraltro in u contrasto col principio servitus in faciendo consistere nequit (Cass. n. 14179 del 2011; Cass. n. 6513 del 2003)” (Cass. 15 maggio 2014 n. 10700).
Fonte http://www.condominioweb.com/chiusura-del-fondo-con-un-cancello-spetta-al-proprietario-del.2290#ixzz34q6fPnTd
Demolizione e ricostruzione con sopraelevazione, quando la nuova altezza rende l'opera illegittima? (da www.condominioweb.com)
Il confinante, un condominio, non ci stava: l'opera così realizzata era illegittima in quanto violava le norme dettate dal regolamento edilizio locale in materia di distanze tra le costruzioni anche in ragione della sopraelevazione pratica in corso di ricostruzione.
Come differenziare i due concetti? Secondo la Cassazione, che è tornata sull'argomento con la sentenza n. 12220, “costituisce nuova costruzione qualsiasi modifica della volumetria del fabbricato, derivante sia dall'aumento della sagoma di ingombro sia da qualsiasi sopraelevazione, ancorché di dimensioni ridotte. In entrambi i casi, la normativa da rispettare ai fini delle distanze è quella vigente al momento della modifica suddetta, anche se sopravvenuta rispetto alla costruzione originaria, né rileva la prevenzione, essendo ugualmente obbligati al rispetto della nuova distanza sia il preveniente sia il prevenuto” (Cass. 30 maggio 2014 n. 12220).
Fonte http://www.condominioweb.com/differenza-tra-ricostruzione-e-nuova-costruzione.2295#ixzz34q3fZHyj
Trasformare il tetto del garage in terrazza ed apporvi una ringhiera non vuol dire creare una servitù di veduta (da Condominioweb.com)
In questo contesto di carattere generale la Corte di Cassazione, confermando l' impugnata sentenza di secondo grado, ha negato che l'apposizione di una ringhiera, nella specifica circostanza, potessero configurare la creazione di un diritto reale in re aliena. A dire il vero non è la prima volta che gli ermellini si pronunciano in tal senso. Proprio facendo riferimento ad un precedente analogo, si legge nella sentenza in esame che “l'apertura di una veduta verso il fondo del vicino, ai sensi ed agli effetti degli artt. 905 e ss. c.c., sul fondo che già goda naturalmente di una vista panoramica, in conseguenza di posizione sopraelevata, è configurabile solo quando intervengono opere che aggravino la suddetta situazione naturale (cfr. Cass. 12.6.1982, n. 3597); dall'altro, che un'inferriata posta a separazione tra due fondi anche urbani non può dare luogo all'esercizio di una servitù di veduta, perché anche quando essa consenta di inspicere e di prospicere sul fondo altrui, costituisce pur sempre un'opera avente la funzione di semplice separazione dei fondi, mentre la eventuale possibilità di guardare e di affacciarsi sul fondo del vicino è, in tal caso, reciproca ed esclude, pertanto, quella situazione di soggezione di un fondo nei confronti dell'altro la cui sussistenza è indispensabile per la configurazione del diritto di servitù (cfr. Cass. 27.5.1994, n. 5186)” (Cass. 9 maggio 2014 n. 10181).
Fonte http://www.condominioweb.com/recintare-un-balcone-non-sempre-costituisce-una-servitu-di-veduta.2280#ixzz349yPuoyP
Considerazioni su sottotetti e mansarde…… (da condominioweb.com)
Volume tecnico: nozione. Per orientamento giurisprudenziale consolidato i volumi tecnici sono quelli "destinati esclusivamente agli impianti necessari per l'utilizzo dell'abitazione e che non possono essere ubicati al suo interno; pertanto non sono tali - e quindi sono computabili ai fini della volumetria consentita - le soffitte, gli stenditori chiusi e quelli do sgombero; e non è volume tecnico il piano di copertura, impropriamente definito sottotetto, ma costituente in realtà una mansarda in quanto dotato di rilevante altezza media rispetto al piano di gronda (Consiglio di Stato, sez.V, 13 maggio 1997 n.483) Sono tali , quindi, solo le "opere edilizie completamente prive di una autonomia funzionale, anche potenziale, in quanto destinate a contenere impianti serventi di una costruzione principale, per esigenze tecnico-funzionali della costruzione stessa. Al di fuori di tale ambito, ritiene il Collegio che il concetto non può essere utilizzato né dall'amministrazione né dal privato al fine di negare rilevanza giuridica ai volumi comunque esistenti nella realtà fisica (cfr. anche T.A.R. Milano - sez.II, 4 aprile 2002 n.1337) .(T.A.R. Sicilia, Palermo, sez. I, sent. 9 luglio 2007, n. 1749)
Fonte http://www.condominioweb.com/non-basta-specificare-che-il-sottotetto-non-puo-essere-abitato.2266#ixzz33KDSYXV9
Processo Civile Telematico - Novità del D.L. 24/06...
Infiltrazioni nell'immobile, riconducibili a difet...
Ancora un articolo sulla servitù di passaggio……..!...
Secondo articolo su IL TECNICO LEGALE , n. 6 del 1...
Servitù di passo: presenza del cancello….. (da con...
Considerazioni su sottotetti e mansarde…… (da cond...

References: Cass. 
 sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 Cass.