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Timestamp: 2020-08-13 21:30:02+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 2104 del 28/01/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2104 del 28/01/2011
Cassazione civile sez. I, 28/01/2011, (ud. 14/12/2010, dep. 28/01/2011), n.2104
D.C.S. (C.F. (OMISSIS)), elettivamente
domiciliato in ROMA, VIA PIERO FOSCARI 40, presso l’avvocato
COLAIACOVO VINCENZO, che lo rappresenta e difende, giusta procura in
PUBBLICO MINISTERO PRESSO LA CORTE DI APPELLO DELL’AQUILA;
M.T.C.;
avverso la sentenza n. 773/2006 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA;
14/12/2010 dal Consigliere Dott. MARIA ROSARIA CULTRERA;
Con ricorso 28 maggio 2004, D.C.S. ha chiesto al Tribunale di Sulmona di pronunciare la sua separazione dalla moglie M.T. con cui aveva contratto matrimonio il 31 marzo 1979, con addebito della separazione a carico della predetta, siccome aveva violato l’obbligo di fedeltà coniugale intrattenendo relazione con altro uomo, ostentata e comunque non celata, che aveva determinato la rottura del legame di convivenza, nonchè l’affidamento del figlio minorenne C., l’assegnazione della casa coniugale e la determinazione del contributo di mantenimento.
Radicatosi il contraddittorio, la convenuta ha chiesto a sua volta l’addebito a carico del marito, aduso a violenza e maltrattamenti e dedito all’abuso di alcolici, l’affidamento dei figli e l’assegno per il proprio ed il loro mantenimento.
Il Tribunale adito, con sentenza n. 83/04, ha pronunciato la separazione con addebito al D.C., ha assegnato alla M. la casa coniugale e le ha attribuito un assegno di mantenimento di Euro 142,00 in suo favore e di pari importo in favore dei figli.
La decisione è stata impugnata dal D.C. innanzi alla Corte d’appello di L’Aquila che, con sentenza n. 773 depositata il 16.5.2006 e notificata il 2.1.2007, in parziale riforma della precedente pronuncia, ha escluso l’addebito al D.C., confermando nel resto ogni altra statuizione.
Quest’ultima decisione è stata infine impugnata innanzi a questa Corte dal D.C. con ricorso articolato in tre motivi.
L’intimata non ha spiegato difesa.
1.- vizio d’insufficiente e contraddittoria motivazione in duplice profilo: a.- perchè, pur in presenza di prova documentata della relazione extraconiugale intrattenuta dalla moglie con tale D. L., la Corte ha desunto l’esclusione dell’addebito della separazione a suo carico senza spiegarne le sottostanti ragioni; b.- perchè, in presenza di tale accertata violazione dell’obbligo di fedeltà coniugale, non ha adeguatamente spiegato le ragioni per le quali ha ritenuto che la crisi fosse stata determinata da distacco spirituale intervenuto nella coppia.
2.- Analogo vizio, in ordine all’incidenza sulla cessazione dell’affectio coniugalis delle assoluzioni, conclamate dalle sentenze penali prodotte in atti, dalle imputazioni di maltrattamenti ascrittegli su denuncia della moglie.
3.- medesimo vizio e violazione dell’art. 155 c.c. in ordine all’attribuzione dell’assegno di mantenimento a favore della M., nonostante le sue esigue entrate patrimoniali nonchè in ordine all’assegnazione della casa coniugale.
I motivi espongono la denuncia del vizio di motivazione, soffermandosi sulle carenze riscontrate omettendo tuttavia di esporre la prescritta sintesi conclusiva che deve contenere, a conclusione del motivo di censura, l’esposizione chiara e sintetica del fatto controverso -in relazione al quale la motivazione si assume omessa o contraddittoria – ovvero delle ragioni per le quali la dedotta insufficienza e contraddittorietà rende inidonea la motivazione a giustificare la decisione, secondo quanto disposto dall’art. 366 bis c.p.c. per tutte Cass. n. 4556/2009 -. Devono perciò essere dichiarati inammissibili. Non vi è luogo a provvedere sul governo delle spese in assenza d’attività difensiva della parte intimata. A norma del D.Lgs. n. 196 del 2003, art. 52, in caso di diffusione del presente provvedimento devono essere omessi generalità e dati identificativi delle parti.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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 Cass. 
 art. 52