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Timestamp: 2017-07-26 23:07:47+00:00

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1 Comitato nazionale per la gestione della direttiva 2003/87/CE e per il supporto nella gestione delle attività di progetto del protocollo di Kyoto Deliberazione n. 22/2011 DISCIPLINA DELL AUTORIZZAZIONE AD EMETTERE GAS AD EFFETTO SERRA PER GLI IMPIANTI O PARTI DI IMPIANTO NON AUTORIZZATE AI SENSI DEL DECRETO LEGISLATIVO 4 APRILE 2006, N. 216 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI. Il Comitato nazionale per la gestione della direttiva 2003/87/CE e per il supporto nella gestione delle attività di progetto del protocollo di Kyoto, VISTO il Decreto Legislativo, 4 aprile 2006, n. 216, di attuazione delle direttive 2003/87/CE e 2004/101/CE e successive modifiche ed integrazioni, in materia di scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità, con riferimento ai meccanismi di progetto del Protocollo di Kyoto, ed in particolare l articolo 3-bis, che attribuisce a questo Comitato il ruolo di autorità nazionale competente per l attuazione della direttiva 2003/87/CE; VISTA la direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, come modificata dalla direttiva 2004/101/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 ottobre 2004, dalla direttiva 2008/101/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008, dalla direttiva 2009/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009 e dal Regolamento (CE) n. 219/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio dell 11 marzo 2009, d ora in poi la direttiva 2003/87/CE, ed in particolare: l articolo 3), lettera h), che definisce quale nuovo entrante : l impianto che esercita una o più attività indicate nell allegato I, che ha ottenuto un autorizzazione ad emettere gas a effetto serra per la prima volta dopo il 30 giugno 2011, l impianto che esercita per la prima volta un attività inclusa nel sistema comunitario ai sensi dell articolo 24, paragrafi 1 o 2, o l impianto che esercita una o più attività indicate nell allegato I o un attività inclusa nel sistema comunitario ai sensi dell articolo 24, paragrafi 1 o 2, che ha subito un ampliamento sostanziale dopo il 30 giugno 2011, solo nella misura in cui riguarda l ampliamento in questione ; l articolo 5, il quale stabilisce che la domanda rivolta all'autorità competente, diretta ad ottenere l'autorizzazione ad emettere gas a effetto serra, contiene la descrizione di quanto segue: a) l'impianto e le sue attività compresa la tecnologia utilizzata; b) le materie prime e secondarie il cui impiego è suscettibile di produrre emissioni elencate nell'allegato I; c) le fonti di emissioni di gas dell'impianto elencate nell'allegato I, e d) le misure previste per monitorare e comunicare le emissioni secondo il regolamento di cui all articolo 14. ; Deliberazione_22_2011approvata.doc2 l articolo 6, paragrafo 2, il quale prevede che l'autorizzazione ad emettere gas a effetto serra contiene i seguenti elementi: a) nome e indirizzo del gestore; b) descrizione delle attività e delle emissioni dell'impianto; c) un piano di monitoraggio conforme alle disposizioni del regolamento di cui all articolo 14. Gli Stati membri possono autorizzare i gestori ad aggiornare i piani di monitoraggio senza modificare l autorizzazione. I gestori devono trasmettere i piani di monitoraggio aggiornati all autorità competente per approvazione; d) disposizioni in tema di comunicazioni, e e) obbligo di restituire quote di emissioni, diverse dalle quote rilasciate a norma del capo II, pari alle emissioni complessivamente rilasciate dall impianto durante ciascun anno civile, come verificate a norma dell articolo 15, entro quattro mesi dalla fine di tale anno. ; l articolo 11, paragrafo 1 che stabilisce che gli Stati membri pubblicano e trasmettono alla Commissione, entro il 30 settembre 2011, l elenco degli impianti situati nel loro territorio che ricadono nell ambito di applicazione della presente direttiva e le quote eventualmente assegnate a titolo gratuito a ciascuno dei suddetti impianti e calcolate a norma dell articolo 10 bis, paragrafo 1 e dell articolo 10 quater ; l articolo 14, paragrafo 1, secondo il quale entro il 31 dicembre 2011 la Commissione adotta un regolamento sul monitoraggio e la comunicazione delle emissioni e, se opportuno, i dati riguardanti le attività, dalle attività che figurano nell allegato I, per il monitoraggio e la comunicazione dei dati relativi alle tonnellate-chilometro ai fini della domanda di cui agli articoli 3 sexies e 3 septies, ispirandosi ai principi di monitoraggio e comunicazione delle emissioni definiti nell allegato IV e specificando, nelle prescrizioni relative al monitoraggio e alla comunicazione delle emissioni, il potenziale di riscaldamento globale di ciascun gas a effetto serra considerato ; l allegato I e II, che a partire dal 2013 includono nel sistema comunitario per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra attività e gas addizionali a quelli regolamentati per il periodo VISTO il documento Guidance on Interpretation of Annex I of the EU ETS Directive (excl. aviation activities), pubblicato l 8 marzo 2010 dalla Commissione europea e condiviso dal Comitato di cui all articolo 23 della direttiva 2003/87/CE nella seduta del 18 marzo 2010, allo scopo di assicurare un interpretazione armonizzata del campo di applicazione della direttiva 2003/87/CE; CONSIDERATO che la definizione di nuovo entrante data nell art. 3, lettera h) della direttiva 2003/87/CE sopra richiamato, implica che gli impianti attualmente funzionanti e che entreranno dal 2013 nel campo di applicazione della direttiva 2003/87/CE, se non autorizzati entro il 30 giugno 2011, si vedrebbero trattati come nuovo entrante ai fini dell assegnazione delle quote di CO2 per il periodo , con conseguente disparità di trattamento e penalizzazione rispetto agli impianti in possesso dell autorizzazione ad emettere gas ad effetto serra al 30 giugno 2011, rilasciata ai sensi del decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216 e successive modificazioni; CONSIDERATO che la disparità di trattamento di cui al punto precedente andrebbe a ledere il diritto alla giusta assegnazione di quote a tutti gli impianti o parti d impianto non autorizzati alla data3 del 30 giugno 2011, causando fra l altro con ciò alterazione della concorrenza sui mercati interno e nazionale; CONSIDERATO che secondo l articolo 288, comma 3, del Trattato sul Funzionamento dell Unione Europea, la direttiva vincola lo Stato membro cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere, salva restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi necessari a tale scopo; CONSIDERATO che, in mancanza del provvedimento legislativo di recepimento nel diritto interno della direttiva 2009/29/CE, il rilascio dell autorizzazione da parte del Comitato ai sensi della presente deliberazione rappresenta un adeguamento dell ordinamento interno al diritto comunitario così detto derivato e che per tale adeguamento vige il principio della libertà di forme, con la conseguente libertà dello Stato Membro di recepire il diritto comunitario, per la precisa attività di rilascio dell autorizzazione agli impianti o parti di impianto relativamente alle attività per le quali è stato esteso il campo di applicazione della direttiva 2003/87/CE, attraverso il tipo di fonte ritenuto più adeguato; CONSIDERATO inoltre, che le emissioni di gas ad effetto serra associate alle attività riportate in allegato A alla presente deliberazione, provenienti da fonti di emissione non autorizzate ad emettere gas ad effetto serra ai sensi del decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, sono già state oggetto di raccolta dati ai sensi della deliberazione n. 10/2010 di questo Comitato del 28 maggio 2010, al fine di determinare il contributo dell Italia all adeguamento del quantitativo comunitario di quote di emissione da rilasciare nel periodo CONSIDERATO che il Regolamento di cui all articolo 14, paragrafo 1, della direttiva 2003/87/CE, sul monitoraggio e la comunicazione delle emissioni non risulta ancora emanato. RITENUTO opportuno, pertanto, garantire agli impianti o parti di impianto che esercitano le attività indicate nell allegato A per i gas a effetto serra elencati nell'allegato B, che non risultino già autorizzati ai sensi del decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216 e successive modificazioni, il diritto di presentare la domanda per il rilascio dell autorizzazione di cui alla presente delibera, in conformità alla normativa europea in materia di emissioni di gas ad effetto serra. Su proposta del coordinatore della Segreteria Tecnica, approvata con procedura scritta in data 1 giugno 2011 DELIBERA Articolo 1 (Campo di applicazione) 1. La presente deliberazione si applica alle emissioni di gas ad effetto serra provenienti da:4 a) impianti non in possesso dell autorizzazione ad emettere gas ad effetto serra ai sensi del decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216 e successive modificazioni e in cui al 1 giugno 2011 sono esercitate le attività riportate in Allegato A; b) impianti in possesso dell autorizzazione ad emettere gas ad effetto serra ai sensi del decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216 e successive modificazioni e in cui al 1 giugno 2011 sono esercitate le attività riportate in Allegato A non autorizzate ad emettere gas ad effetto serra. Articolo 2 (Domanda di autorizzazione ad emettere gas ad effetto serra) 1. Entro il 15 giugno 2011, i gestori degli impianti come individuati dall articolo 1, trasmettono a questo Comitato domanda di autorizzazione ad emettere gas ad effetto serra per le attività indicate nell allegato A non già autorizzate ai sensi del decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216 e successive modificazioni. 2. La domanda di cui al comma 1 è trasmessa attraverso la base-dati AGES Autorizzazione Gas Effetto Serra con le modalità indicate nella sezione del sito web del Ministero dell ambiente e della tutela del territorio e del mare (http://www.minambiente.it) dedicata all attuazione dell Emissions Trading, raggiungibile attraverso il seguente percorso ( Aria-Emissions Trading-Direttiva Emissions Trading ) Articolo 3 (Rilascio dell autorizzazione a emettere gas ad effetto serra) 1. Il Comitato, verificata la completezza e la correttezza della domanda di autorizzazione di cui all articolo 2, rilascia l'autorizzazione ad emettere gas ad effetto entro il 30 giugno Il termine di cui al comma 1 è sospeso nel caso in cui il Comitato richieda al gestore dell'impianto informazioni o certificazioni essenziali per il rilascio dell autorizzazione stessa. Articolo 4 (Disposizioni finali) 1. Il Comitato definisce, con propria successiva deliberazione, le modalità e le tempistiche per la predisposizione e la trasmissione delle misure di monitoraggio di cui all articolo 5 della direttiva 2003/87/CE da parte dei gestori degli impianti di cui alla presente deliberazione.5 2. Il rilascio dell autorizzazione ad emettere gas ad effetto serra di cui alla presente delibera non comporta automatica inclusione nell elenco di cui all articolo 11 della direttiva 2003/87/CE. IL PRESIDENTE Rosaria Romano6 Allegato A Categorie di attività a cui si applica la presente deliberazione 1. I valori limite riportati di seguito si riferiscono alle capacità produttive. Qualora varie unità rientranti nella medesima attività siano svolte in uno stesso impianto, si sommano le capacità di tale unità. 2. In sede di calcolo della potenza termica nominale totale di un impianto al fine di decidere in merito alla sua inclusione nel sistema comunitario, si sommano le potenze termiche nominali di tutte le unità tecniche che ne fanno parte e che utilizzano combustibili all interno dell impianto. Tali unità possono comprendere, in particolare, tutti i tipi di caldaie, bruciatori, turbine, riscaldatori, altiforni, inceneritori, forni vari, essiccatoi, motori, pile a combustibile, unità di chemical looping combustion, torce e dispositivi post-combustione termici o catalitici. Le unità con una potenza termica nominale inferiore a 3 MW e le unità che utilizzano esclusivamente biomassa non sono prese in considerazione ai fini del calcolo. Tra le unità che utilizzano esclusivamente biomassa rientrano quelle che utilizzano combustibili fossili solo in fase di avvio o di arresto. Tuttavia nel caso in cui l impianto ricada nel campo di applicazione anche le unità con una potenza termica nominale inferiore a 3 MW e le unità che utilizzano esclusivamente biomassa devono essere oggetto di domanda o di aggiornamento dell autorizzazione ad emettere gas serra e le loro emissioni monitorate. 3. Se un unità serve per un attività per la quale la soglia non è espressa come potenza termica nominale totale, la soglia di tale attività è prioritaria per la decisione in merito all inclusione nel sistema comunitario. 4. Quando in un impianto si supera la soglia di capacità di qualsiasi attività prevista nel presente allegato, tutte le unità in cui sono utilizzati combustibili, diverse dalle unità per l incenerimento di rifiuti pericolosi o urbani, sono incluse nell autorizzazione ad emettere gas a effetto serra. Attività Combustione di carburanti in impianti di potenza termica nominale totale superiore a 20 MW (tranne negli impianti per l'incenerimento di rifiuti pericolosi o urbani) Raffinazione di petrolio Produzione di coke Arrostimento o sinterizzazione, compresa la pellettizzazione, di Gas serra 1/37 minerali metallici (tra cui i minerali sulforati) Produzione di ghisa o acciaio (fusione primaria o secondaria), compresa la relativa colata continua di capacità superiore a 2,5 tonnellate all'ora Produzione o trasformazione di metalli ferrosi (incluse le ferroleghe), ove siano in funzione unità di combustione di potenza termica nominale totale superiore a 20 MW. La trasformazione comprende, tra l'altro, laminatoi, riscaldatori, forni di ricottura, impianti di forgiatura, fonderie, impianti di rivestimento e impianti di decapaggio. Produzione di alluminio primario Produzione di alluminio secondario ove siano in funzione unità di combustione di potenza termica nominale totale superiore a 20 MW. Produzione o trasformazione di metalli non ferrosi, compresa la fabbricazione di leghe, l affinazione, la formatura in fonderia, ecc., ove siano in funzione unità di combustione di potenza termica nominale totale superiore a 20 MW (tra cui i combustibili utilizzati come agenti riducenti). Produzione di clinker (cemento) in forni rotativi la cui capacità di produzione supera 500 tonnellate al giorno oppure in altri tipi di forni aventi una capacità di produzione di oltre 50 tonnellate al giorno Produzione di calce viva o calcinazione di dolomite o magnesite in forni rotativi con capacità di produzione superiore a 50 tonnellate al giorno e perfluorocarburi 2/38 Fabbricazione del vetro, tra cui le fibre di vetro, con capacità di fusione superiore a 20 tonnellate al giorno Fabbricazione di prodotti ceramici mediante cottura, in particolare tegole, mattoni, mattoni refrattari, piastrelle, gres, porcellane, con capacità di produzione superiore a 75 tonnellate al giorno Fabbricazione di materiale isolante in lana minerale a base di vetro, roccia o scorie con capacità di fusione superiore a 20 tonnellate al giorno Essiccazione o calcinazione del gesso o produzione di pannelli di cartongesso e altri prodotti a base di gesso, ove siano in funzione unità di combustione di potenza termica nominale superiore a 20 MW Fabbricazione di pasta per carta a partire dal legno o da altre materie fibrose Fabbricazione di carta o cartoni con capacità di produzione superiore a 20 tonnellate al giorno Produzione di nerofumo, compresa la carbonizzazione di sostanze organiche quali oli, bitumi, residui del cracking e della distillazione, ove siano in funzione unità di combustione di potenza termica nominale totale superiore a 20 MW Produzione di acido nitrico Produzione di acido adipico e protossido di azoto e protossido di azoto 3/39 Produzione di gliossale e acido gliossilico Produzione di ammoniaca Produzione di prodotti chimici organici su larga scala mediante cracking, reforming, ossidazione parziale o totale o processi simili, con una capacità di produzione superiore a 100 tonnellate al giorno Produzione di idrogeno (H2) e di gas di sintesi mediante reforming o mediante ossidazione parziale, con una capacità di produzione superiore a 25 tonnellate al giorno Produzione di carbonato di sodio (Na2CO3) e di bicarbonato di sodio (NaHCO3) Cattura dei gas a effetto serra provenienti da impianti disciplinati dalla presente direttiva ai fini del trasporto e dello stoccaggio geologico in un sito di stoccaggio autorizzato a norma della direttiva 2009/31/CE Trasporto dei gas a effetto serra mediante condutture ai fini dello stoccaggio geologico in un sito di stoccaggio autorizzato a norma della direttiva 2009/31/CE Stoccaggio geologico dei gas a effetto serra in un sito di stoccaggio autorizzato a norma della direttiva 2009/31/CE e protossido di azoto 4/3 Documenti analoghi
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