Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_procedura_civile/342
Timestamp: 2018-05-21 11:00:40+00:00

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I. L'appello si propone con citazione contenente le indicazioni prescritte dall'articolo 163. L'appello deve essere motivato. La motivazione dell'appello deve contenere, a pena di inammissibilità:
1)l'indicazione delle parti del provvedimento che si intende appellare e delle modifiche che vengono richieste alla ricostruzione del fatto compiuta dal giudice di primo grado;
2)l'indicazione delle circostanze da cui deriva la violazione della legge e della loro rilevanza ai fini della decisione impugnata.
II. Tra il giorno della citazione e quello della prima udienza di trattazione devono intercorrere termini liberi non minori di quelli previsti dall'articolo 163-bis.
(1) Comma sostituito dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, che ha convertito in legge il d.l. 22 giugno 2012, n. 83. La disposizione si applica ai giudizi di appello introdotti con ricorso depositato o con citazione di cui sia stata richiesta la notificazione dal 11 settembre 2012.
Processo civile – Appello – Contenuto dell’atto di appello – Individuazione delle questioni e dei punti contestati della sentenza impugnata e delle relative doglianze – Forme sacramentali – Redazione di un progetto alternativo di decisione – Esclusione.
Gli artt. 342 e 434 cod. proc. civ., nel testo formulato dal decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, nella legge 7 agosto 2012, n. 134, vanno interpretati nel senso che l'impugnazione deve contenere una chiara individuazione delle questioni e dei punti contestati della sentenza impugnata e, con essi, delle relative doglianze, affiancando alla parte volitiva una parte argomentativa che confuti e contrasti le ragioni addotte dal primo giudice. Resta tuttavia escluso, in considerazione della permanente natura di revisio prioris instantiae del giudizio di appello, il quale mantiene la sua diversità rispetto alle impugnazioni a critica vincolata, che l'atto di appello debba rivestire particolari forme sacramentali o che debba contenere la redazione di un progetto alternativo di decisione da contrapporre a quella di primo grado. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 16 Novembre 2017, n. 27199. Segue...
Atto di appello – Impugnazione della statuizione di condanna alle spese processuali di primo grado – Deduzione solo della “ingiustizia” della decisione – Insufficienza – Specificazione delle ragioni ritenute rilevanti ai fini della compensazione – Necessità – Fattispecie regolata dall'art. 342 c.p.c., come modificato dal d.l. n. 83 del 2012, conv., con modif., dalla l. n. 134 del 2012.
In sede di gravame, nel vigore dell’art. 342 c.p.c., come novellato dall’art. 54, comma 1, lett. a), del d.l. n. 83 del 2012 (conv., con modif., dalla l. n. 134 del 2012), qualora venga impugnato il capo della sentenza di primo grado con il quale l’appellante sia stato condannato al pagamento delle spese processuali in applicazione del principio della soccombenza, non è ammissibile il motivo che deduca soltanto “l’ingiustizia” della decisione, senza specificare le circostanze, costituenti gravi ed eccezionali ragioni, per le quali, secondo l’appellante stesso, il giudice avrebbe potuto compensare tra le parti le spese di lite, ai sensi dell’art. 92, comma 2, c.p.c. (nel testo applicabile “ratione temporis”). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 25 Maggio 2017, n. 13151. Segue...
Requisito di ammissibilità dell’appello di cui all’art. 342, comma 1, n.1 c.p.c. – Sua ratio.
Con l’art. 342 comma 1 n. 1, c.p.c. il legislatore ha inteso agevolare, da un lato, l’immediata percezione da parte del giudice di appello, già ad una prima lettura dell’atto di impugnazione, delle conseguenze che l’accoglimento delle doglianze dell’appellante può avere sulla tenuta della decisione impugnata e, dall’altro, la stesura della sentenza di riforma, nel caso l’appello venisse ritenuto fondato in tutto o in parte, consentendo il ricorso ad una motivazione mediante richiamo alle deduzioni dello stesso appellante. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 12 Novembre 2015. Segue...
Procedimento civile - Appello - Specificità dei motivi - Violazione - Conseguenze - Riesame - Esclusione.
Qualora l'appellante non contrasti in modo adeguato e con sufficiente grado di specificità, come previsto dall'articolo 342 c.p.c., il fondamento logico giuridico di tutte le argomentazioni del primo giudice, l'accertamento ed il giudizio valutativo di quest'ultimo non possono essere assoggettati a riesame. (Nella fattispecie, le motivazioni dell'atto di appello erano tali da poter essere superate sulla base delle argomentazioni contenute nella decisione impugnata). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 14 Ottobre 2014. Segue...
Finalità della modifica dell’art. 342 c.p.c. ad opera del d.l. 22 giugno 2012 n.83, convertito dalla L. 7 agosto 2012 n.134 – Possibilità di una pronuncia di inammissibilità parziale dell’appello – Sussistenza – Ricorso al modello decisorio previsto dall’art. 281 sexies c.p.c. – Ammissibilità..
Il legislatore con la modifica dell’art. 342 c.p.c. ad opera del d.l. 22 giugno 2012 n.83, convertito dalla L. 7 agosto 2012 n.134, ha inteso agevolare, da un lato, l’immediata percezione da parte del giudice di appello, già ad una prima lettura dell’atto di impugnazione, delle conseguenze che l’accoglimento delle doglianze dell’appellante può avere sulla tenuta della decisione impugnata e, dall’altro, la stesura della sentenza di riforma, nel caso l’appello venisse ritenuto fondato in tutto o in parte, consentendo il ricorso ad una motivazione mediante richiamo alle deduzioni dello stesso appellante. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)
La sussistenza dei presupposti di cui all’art. 342 c.p.c. riformato può essere valutata rispetto a ciascuna delle doglianze che l’appellante muova alla decisione impugnata, a fortiori nel caso in cui esse siano state formulate sotto forma di motivi di appello, sul modello dell’atto di appello di cui all’art. 342 c.p.c previgente. E’ quindi possibile pervenire a conclusioni diverse rispetto ad esse, con una pronuncia di inammissibilità per alcune e di fondatezza o infondatezza nel merito per altre. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)
Ai fini di una pronuncia di inammissibilità di alcuni dei motivi di appello e di infondatezza di altri ben può essere utilizzato il modello decisorio previsto dall’art. 281 sexies c.p.c. al quale, dopo la modifica dell’art. 351, comma 4, c.p.c. ad opera dell’art. 27, comma 1, lett. c), n. 2) della Legge 12 novembre 2011 n. 183, è possibile ricorrere in tutti i casi in cui la causa sia di pronta decisione e non solo in quelli in cui sia stata fissata udienza ai sensi dell’art. 283 c.p.c.. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 28 Maggio 2013. Segue...
Procedimento civile - Appello - Avvertimento al convenuto prescritto dal terzo comma dell’art. 163, n. 7 c.p.c. - Non necessità..
L.’art. 342 cod. proc. civ., nel testo derivante dall’art. 50 della legge n. 353 del 1990 e prima delle modifiche apportate dall’art. 54 d.l. n. 83 del 2012 (conv. nella l. n. 134 del 2012), non richiede anche lo specifico avvertimento prescritto dal terzo comma dell’art. 163, n. 7, cod. proc. civ., per il quale la costituzione del convenuto oltre i termini previsti implica le decadenze di legge nel giudizio di primo grado. Cassazione Sez. Un. Civili, 18 Aprile 2013, n. 9407. Segue...
Impugnazioni civili - Appello - Onere dell'appellante di produrre documenti su cui fonda il gravame - Sussistenza..
E' onere dell’appellante, quale che sia stata la posizione da lui assunta nella precedente fase processuale, al fine di dimostrare l’ingiustizia o l’invalidità della sentenza impugnata, produrre, o ripristinare in appello se già prodotti in primo grado, i documenti sui quali egli basa il proprio gravame o comunque attivarsi, anche avvalendosi della facoltà di cui all’art. 76 disp. att. cod. proc. civ. di farsi rilasciare dal cancelliere copia degli atti del fascicolo delle altre parti, perché questi documenti possano essere sottoposti all’esame del giudice di appello. Cassazione Sez. Un. Civili, 08 Febbraio 2013, n. 3033. Segue...
Appello - Indicazione specifica dei motivi di impugnazione - Mera denuncia dell'ingiustizia della decisione perché fondata su ingiusta valutazione delle prove dei fatti delle ragioni di diritto e volontà di sottoporre la controversia al giudice dell'impugnazione - Sufficienza..
Ai fini dell'osservanza della disposizione di cui all'articolo 342, comma 1, c.p.c., relativa al contenuto dell'atto di citazione di appello, è sufficiente la mera denuncia della ingiustizia della decisione perché fondata su una ingiusta valutazione delle prove, dei fatti o delle ragioni di diritto, accompagnata dalla volontà di sottoporre l'intera controversia al giudice dell'impugnazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 15 Giugno 2012. Segue...
Procedimento civile – Termine a comparire – Nullità – Sanatoria con effetto ex tunc – Rinnovazione della citazione – Fissazione di nuova udienza al convenuto che eccepisca la nullità..
Nel procedimento di appello la nullità derivante dalla assegnazione al convenuto di un termine a comparire inferiore a quello stabilito dalla legge è suscettibile di sanatoria, con efficacia “ex tunc”, sia mediante rinnovazione della notificazione dell’atto di appello disposta dal giudice entro un termine perentorio all’uopo assegnato sia, in via alternativa, per effetto della costituzione in giudizio della parte appellata, alla quale, ove deduca nel costituirsi l’inosservanza del termine a comparire, il giudice dovrà fissare una nuova udienza nel rispetto del termine stesso. (edc) Tribunale Torino, 19 Novembre 2008, n. 0. Segue...
Sanzioni amministrative – Giudizio di opposizione ex art. 23 l. 689/1981 – Grado d’appello – Procedimento ordinario – Applicabilità..
Mentre nel giudizio di opposizione di primo grado è prevista la specifica disciplina procedurale di cui all’art. 23 Legge n. 689/1981, nel giudizio in grado di appello trova invece applicazione l’ordinaria disciplina prevista dal codice di procedura civile e, in particolare, gli artt. 341 segg. c.p.c. tra cui l’art. 342 in base al quale il giudizio d’appello deve quindi introdursi con atto di citazione e non con ricorso. (edc) Tribunale Torino, 31 Ottobre 2008, n. 0. Segue...
Processo civile – Opposizione a sanzione amministrativa – Impugnazione della sentenza del giudice di pace – Modalità – Applicazione del procedimento avanti il tribunale – Ammissibilità..
In seguito alle modifiche introdotte all’art. 23 della legge 689/1981 ad opera dell’art. 26, comma 1, lett b) del d. lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, che hanno espressamente previsto la possibilità di appellare le sentenze del giudice di pace in materia di sanzioni amministrative ed altresì a seguito delle modifiche introdotte con la legge istitutiva del giudice unico di primo grado, si deve ritenere che il giudizio di appello possa essere introdotto nei modi e nei termini previsti per il processo avanti il tribunale; ai fini della inammissibilità del gravame, è quindi ininfluente la scelta dell’atto di citazione o del ricorso, dovendosi, invece, fare esclusivo riferimento al rispetto delle forme, dei tempi e dei modi propri della forma di impugnazione prescelta dalla parte. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Saluzzo, 27 Maggio 2008. Segue...

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