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Timestamp: 2020-06-01 19:26:51+00:00

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Omessa dichiarazione dei redditi: sanzioni e prescrizione - Fiscomania
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Quando si considera omessa la dichiarazione dei redditi?
Servizio di consulenza: omessa dichiarazione dei redditi
Nel caso in cui non siano dovute imposte è prevista, invece, una sanzione da € 250,00 a € 1.000,00, aumentabile fino al doppio nei confronti dei soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili.
La base di commisurazione della sanzione è costituita “dall’ammontare delle imposte relative agli imponibili accertati, al netto delle ritenute alla fonte operate sui redditi accertati e delle detrazioni spettanti” (C.M. 25.1.99 n. 23).
Nel caso in cui l’omessa dichiarazione concerna anche redditi prodotti all’estero, le sanzioni sono aumentate di 1/3 con riferimento alle imposte relative a tali redditi.
Gli investimenti e le attività di natura finanziaria negli Stati o territori a fiscalità privilegiata in violazione della normativa in tema di monitoraggio fiscale si presumono costituiti, salvo prova contraria, mediante redditi sottratti a tassazione (art. 12 del DL 78/2009). In questo caso, le sanzioni sono raddoppiate.
In caso di opzione per la cedolare secca, in presenza di canone di locazione immobiliare ad uso abitativo non dichiarato o dichiarato in misura inferiore, le sanzioni sono raddoppiate.
Omessa dichiarazione reiterata per più anni
In caso di plurime violazioni, spetta la continuazione, e, secondo un’opinione, opera il solo aumento dalla metà al triplo ex art. 12 co. 5 del DLgs. 472/97. (Cass. 16.9.2016 n. 18230, Cass. 8.2.2017 n. 3364).
Nell’omessa dichiarazione IVA, può essere irrogata la sanzione dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro.
Se sono effettuate solo operazioni per le quali non c’è imposta la sanzione è da 250 euro a 2.000 euro.
Per la dichiarazione IRAP, la disciplina è contenuta nell’art. 1 del DLgs. n. 471/97, e la sanzione è uguale alle imposte sui redditi (dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro).
Fattispecie Sanzione Norma
Omessa dichiarazione dei redditi, IRAP e IVA Dal 120% al 240% delle imposte dovute (minimo 250 euro) Art. 1 co. 1 e 5 co. 1 del DLgs. n. 471/97
Omessa dichiarazione dei redditi e IRAP (se non sono dovute imposte) Da 250 euro a 1.000 euro Art. 1 co. 1 del DLgs. n. 471/97
Infine, omessa dichiarazione IVA (se non sono dovute imposte) Da 250 euro a 2.000 euro Art. 5 co. 3 del DLgs. n. 471/97
La possibilità di presentare la dichiarazione unificata (modello UNICO, che ha rilievo sia per le imposte sui redditi che per l’IVA) è venuta meno dal 2017 (periodo d’imposta 2016).
Essa era una modalità di adempimento dell’obbligo, ma rimaneva ferma l’autonomia delle dichiarazioni (circ. Agenzia delle Entrate 19.6.2002 n. 54).
Il reato dell’omessa dichiarazione dei redditi è volto a tutelare l’interesse all’integrale e tempestiva percezione dei tributi, oltre a quello della trasparenza fiscale.
La norma punisce con la reclusione da 2 a 5 anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, non presenta, essendovi obbligato, una delle dichiarazioni relative a dette imposte, quando l’imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte, ad euro cinquantamila.
È, inoltre, punito con la reclusione da 2 a 5 anni chiunque non presenta, essendovi obbligato, la dichiarazione di sostituto d’imposta, quando l’ammontare delle ritenute non versate è superiore ad euro 50.000.
Non viene punita, dunque, l’omessa la dichiarazione presentata entro novanta giorni dalla scadenza del termine o non sottoscritta o non redatta su uno stampato conforme al modello prescritto.
Nel tentativo di rendere più efficace il contrasto all’evasione fiscale, il DL n. 124/2019 convertito dalla L. 157/2019, ha aggravato la precedente previsione della reclusione che aveva come limiti edittali da 1 anno e 6 mesi a 4 anni.
Tale intervento rende oggi possibile, l’applicazione della custodia cautelare in carcere laddove vengano integrati i presupposti richiesti dal codice di procedura penale (art. 280 c.p.p.).
I soggetti attivi sono tutti i soggetti obbligati alla presentazione delle dichiarazioni sulle imposte dei redditi e sul valore aggiunto, oltre a quelli previsti dall’art. 1 lett. e) del DLgs. 74/2000 nell’ambito delle persone giuridiche.
Riguardo a tale obbligo deve considerarsi soggetto passivo di imposta il cittadino italiano che, pur risiedendo all’estero, stabilisca in Italia, per la maggior parte del periodo di imposta,il suo domicilio, inteso come sede principale degli affari, degli interessi economici e delle relazioni personali (Cass. pen. 29576/2011).
Non si può ritenere che sia un errore scusante ai sensi dell’art. 47 c.p., in quanto il medesimo obbligo si configura come elemento normativo la cui ignoranza non esclude il dolo di evasione (Cass. pen. 37849/2017).
La condotta consiste nell’inottemperanza all’obbligo di presentazione delle dichiarazioni.
Rileva, il termine stabilito dall’art. 2 del DPR 322/1998, sebbene tale termine non sia elemento sufficiente per il perfezionamento dell’illecito, in quanto, “non si considera omessa la dichiarazione presentata entro novanta giorni dalla scadenza del termine”.
Ai sensi del medesimo ultimo comma non si considera omessa nemmeno la dichiarazione “non sottoscritta o non redatta su uno stampato conforme al modello prescritto”.
Più problematiche sono le ipotesi di dichiarazione incompleta. La stessa normativa tributaria indica, infatti, l’obbligatorietà di alcuni dati per la dichiarazione, in assenza dei quali la stessa potrebbe considerarsi omessa.
Per l’omessa dichiarazione è comunque prevista una soglia di punibilità di 50.000 euro che delimita la rilevanza penale dell’omissione.
Il dolo richiesto è specifico, consistente nel “fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto”.
Il soggetto deve essere stato consapevole che a tale inadempienza sia conseguita un’evasione di imposta superiore alla soglia di punibilità normativamente prevista.
La fattispecie dell’omessa dichiarazione è stata, altresì, arricchita di un nuovo comma 1-bis che punisce, con la medesima pena, l’omessa dichiarazione del sostituto d’imposta.
Ciò comporta che oggi l’omissione del modello 770 assume penale rilevanza quando l’ammontare delle ritenute non versate sia superiore a 50.000 euro.
Quest’ultima fattispecie, non richiede il dolo specifico di evasione.
Ai fini dell’integrazione del reato è sufficiente il dolo generico, ovvero la coscienza e volontà di commettere l’illecito.
L’art. 13 co. 2 del DLgs. n. 74/2000 stabilisce che tale reato non sia punibile se i debiti tributari, comprese sanzioni e interessi, sono estinti mediante integrale pagamento degli importi dovuti.
Ciò può avvenire a seguito del ravvedimento operoso o della presentazione della dichiarazione omessa entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo.
Il ravvedimento o la presentazione, tuttavia, devono essere intervenuti prima che l’autore del reato abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali.
La differente disciplina, rispetto a quanto previsto dall’art. 13 co. 1 in riferimento ai reati di omesso versamento e di indebita compensazione, viene ritenuta ragionevole sul presupposto del maggiore disvalore dei reati in materia di dichiarazione che può venir meno solo a seguito di un’iniziativa “spontanea” del contribuente.
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Tommaso Marzo 21, 2016 at 6:56
Mi sono reso conto solo da pochi giorni che nel 2015, pur avendolo preparato e salvato il modelo unico irpef sul sito dell’Agenzia delle Entrate, non l’ho mai concretamente inviato per via telematica… L’ho fatto oggi, ovviamente ben conscio di essere oltre i 90 giorni dalla scadenza, e di rientrare quindi nel caso di omessa dichiarazione.
A oggi, tuttavia, non ho ancora ricevuto alcun avviso/sollecito/cartella da parte dell’Agenzia.
Essendo praticamente da sempre in una situazione di credito d’imposta, quindi non dovendo versare alcuna imposta, da quanto ho capito “è prevista [solo] una sanzione da €. 258 a €. 1.032”.
Ma in base a quali fattori è stabilita esattamente la cifra?
Si può ed eventualmente è consigliabile “giocare d’anticipo”, versando cioè spontaneamente il minimo (un paio di anni fa ho pagato gli allora 25 euro di sanzione per il ritardo nella consegna, ma ero entro i 90 giorni), oppure occorre aspettare un accertamento o una qualche comunicazione dell’Agenzia?
Vi ringrazio per l’attenzione e spero di leggere presto una vostra risposta.
Fiscomania Marzo 21, 2016 at 9:03
in questi casi è l’Agenzia delle Entrate che è chiamata ad agire d’ufficio per inviarle la sanzione per l’omessa dichiarazione. Come ha detto anche lei, essendo la dichiarazione chiusa con un credito l’unica sanzione applicabile è quella fissa, da €. 258 a €. 1.032. L’importo effettivo viene stabilito dall’Agenzia, non è possibile conoscere preventivamente la sanzione che sarà applicata, quindi versare una sanzione adesso non servirebbe a niente. Tenga presente che l’Agenzia ha tempo fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di invio, per notificarle la sanzione. In pratica la sanzione arriverà tra qualche anno.
Barbara Marzo 23, 2016 at 17:18
per il periodo di imposta 2014 mia sorella (lavoratr.dipendente) ha presentato il 730 entro i termini previsti ed entro il 31.12.2015 Unico integrativo. Ora però si è anche accorta di non aver a suo tempo scaricato ed inserito nella dichiarazione il CU dell’Inps relativo al contratto di solidarietà. Cosa è possibile fare a questo punto?
Fiscomania Marzo 23, 2016 at 17:52
in questo caso deve presentare una dichiarazione integrativa a sfavore, presentando nuovamente il modello Unico, con le correzioni da apportare, entro il prossimo 30.09.2016. Naturalmente contestualmente dovranno essere versate le eventuali imposte evase, derivanti dall’inserimento dei redditi non inseriti, con il pagamento di sanzioni (ridotte con ravvedimento operoso), e interessi.
Barbara Marzo 23, 2016 at 18:25
Considerato che era a credito per un importo rilevante (detrazioni per ristrutturazioni) e quindi il risultato del nuovo Unico sarà un minor credito, come ci si regola in questi casi? Versa la differenza tra i due crediti, ovviamente con sanzioni ed interessi? Di nuovo grazie e per la consulenza e per la rapidità nella risposta.
Fiscomania Marzo 23, 2016 at 22:44
In caso di minor credito, come ha detto giustamente anche lei, è necessario versare le sanzioni sul minor credito generato.
Elvis Marzo 30, 2016 at 20:14
Gentile Sig. Buonasera.
Mi scuso per il disturbo ma ho bisogno di un aiuto visto la sua gentilezza nel rispondere. Mi sono messo in una situazione nella quelle non so più cosa fare; non ho presentato il modello Unico 2015 riferito a 2014 (ero una Partita Iva), e da l’anno scorso lavoro come Dipendente e dobbiamo fare l’ISEE adesso 2016, non so se è ancora possibile fare quella Dichiarazione (Modello Unico 2015) adesso o utilizzare prima il CUD 2016 in mia possezione aspertando gli accertamenti dell’AGENZIA DELLE ENTRATE. non so ne anche se questo CUD è quello justo per lìISEE. Grazie
Fiscomania Marzo 30, 2016 at 22:12
Salve, il mio consiglio è quello di presentare comunque adesso la dichiarazione relativa al 2014. Non sanerà la situazione, le sanzioni le saranno comunque applicate dall’Agenzia delle Entrate, ma se presenterà il modello e verserà le imposte dovute, l’Agenzia potrà tenerne conto nell’accertamento che le faranno. Per fare l’ISEE ha bisogno dei redditi 2014 per i quali l’Agenzia è in possesso solo in parte attraverso le CU2015 che hanno inviato i suoi committenti. Come le dicevo presenti l’Unico 2015 adesso e poi faccia l’ISEE.
SARA Marzo 31, 2016 at 12:29
Salve, ho presentato lo scorso anno 730 tramite CAF. Premetto che avevo due CUD relativi al 2014. Il CAF non ha inserito il CUD riguardante un corso di formazione(indennità di circa 500euro totali). Facendo una simulazione di 730 inserendo i due CUD mi spetta un rimborso da parte dell’agenzia delle entrate. Cosa posso fare? Mi arriverà comunque la sanzione relativa al CUD non presentato? A quanto potrebbe ammontare?
Fiscomania Marzo 31, 2016 at 13:08
Salve, se quanto afferma è corretto e la dichiarazione comprensiva dei due CUD sarebbe finita a credito, l’Agenzia potrebbe inviarle una sanzione per il mancato inserimento del secondo CUD. Se ha fatto il 730 precompilato la sanzione arriverà al CAF, altrimenti a lei. Quello che le consiglio è di presentare adesso un modello Unico integrativo del 730 per indicare i dati del secondo CUD omesso. In questo modo eviterà la sanzione e in più potrà chiedere a rimborso il credito spettante.
Sara Marzo 31, 2016 at 15:12
Grazie per la risposta. L ‘UNICO integrativo al 730 posso consegnarlo direttamente io all’agenzia delle entrate?sinceramente non vorrei rivolgermi al caf. La richesta di rimborso la richiedo quando consegno l unico ai sensi dell art.38 del dpr 600/73?
Fiscomania Marzo 31, 2016 at 15:57
Salve, deve rivolgersi ad un Commercialista o ad un altro intermediario perché l’invio deve essere telematico. Non importa fare richiesta di rimborso ex art. 38, in quanto basta indicare in Unico che si chiede il credito a rimborso.
Alessandro73 Aprile 7, 2016 at 20:07
Sono titolare di una pensione di invalidita’ per cui l’INPS mi rilascia regolarmente il modello UNICO.
Nel 2014 e nel 2015 ho lavorato in cat.protetta per circa 3 mesi nel periodo estivo per una ditta che mi ha rilasciato a sua volta un modello UNICO.
Nella mia ignoranza ero convinto di essere in ordine in quanto all’INPS sicuramente risultava essendo un lavoro in regola,ma imparo in questi gg che sia nel 2014 che quest’anno avrei dovuto presentare il 730,e’ corretto?
Fiscomania Aprile 8, 2016 at 9:13
Salve, se quella che percepisce è una pensione di invalidità riconosciuta ai lavoratori dipendenti o autonomi invalidi che hanno maturato i requisiti necessari in base a un determinato rapporto assicurativo, essendo corrisposte in sostituzione di mancati guadagni, è reddito imponibile Irpef. Quindi se lei oltre a questo, ha maturato altri redditi di lavoro dipendente era obbligato a prestare la dichiarazione dei redditi (modello 730). Per l’anno 2014 la dichiarazione è considerata omessa, quindi le arriveranno le sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, ma può comunque presentare un modello Unico, attraverso un Commercialista. In questo modo potrà versare intanto le maggiori imposte dovute e poi aspettare che l’Agenzia delle Entrate le notifichi le sanzioni, che andranno dal 120% al 240% delle maggiori imposte dovute, riducibili ad 1/6 in caso di pagamento entro 60 giorni.
Alessandro73 Aprile 8, 2016 at 11:46
Grazie per la risposta,ovviamente dove ho scritto UNICO intendevo CU,sbagliando la definizione.
Mi sono recato stamattina ad un patronato dove ho fatto intanto quella per i redditi 2015 per regolarizzare ques’tanno.
In loco,spiegata la situazione e portato i CU del 2015 (per reddito 2014) mi hanno consigliato a questo punto di aspettare l’accertamento dell’ADE e pagare imposte e sanzioni in quel momento.
Fiscomania Aprile 8, 2016 at 11:51
Sono opinioni differenti. Le ho spiegato il punto vi vista che le permetterebbe quanto meno di evitare di continuare a fare correre interessi sulle maggiori imposte da versare.
Alessandro73 Aprile 8, 2016 at 11:56
Grazie di cuore per le risposte,odio essere in difetto e mi mette ansia la burocrazia italiana.
Io vorrei semplicemente essere in regola con tutto.
Buon fine settimana e grazie di nuovo 🙂
Fiscomania Aprile 8, 2016 at 12:03
Grazie a lei, spero tornerà a trovarci.
Diego Maggio 10, 2016 at 13:00
una piccola consulenza.
Mi è arrivato un accertamento dell’Agenzia dell’Entrate relativo al 2011 secondo il quale risultano a mio carico redditi da lavoro dipendente o assimilati per Euro 6.000 €, aggiuntivi rispetto a quelli percepiti per il mio regolare lavoro da dipendente.
Questi soldi però, in realtà, fanno parte di una borsa di studio vinta nel 2009, anni in cui ero studente ed evidentemente senza reddito.
L’erogazione di tale borsa di studio/assegno di merito è però avvenuta con ritardo nel 2011 da parte della Regione Sardegna quando ovviamente avevo iniziato a lavorare.
Per di più non è mai arrivato un CUD ed in buona fede, essendo relativa ad anni precedenti non ha pensato che dovessero essere dichiarati e quindi soggetti a tassazione.
E’ corretto che per un ritardo nell’erogazione, concomitante con l’inizio della mia attività lavorativa, debba pagare delle tasse?
Fiscomania Maggio 10, 2016 at 14:53
Salve, quello che conta è l’anno in cui le hanno erogato il reddito. Se il reddito della borsa di studio è stato erogato nel 2011 lei doveva tassarlo nel 2011 e inserirlo nella sua dichiarazione dei redditi. Non avendolo fatto le è arrivato l’accertamento da parte dell’Agenzia. Se le cose stanno così, gli importi richiesti sono dovuti. Le persone fisiche vengono tassate secondo il criterio di cassa, quindi nell’anno in cui hanno percepito il reddito, anche se relativo ad annualità precedenti. Se lei avesse dichiarato questi redditi nel 2009, le cose sarebbero diverse, ma non avendo dichiarato il reddito nemmeno in precedenza, quello che le chiedono è dovuto.
rita Maggio 12, 2016 at 17:21
salve, nell’anno 2014 ho presentato modello unico relativo ai redditi 2013, dai quali scaturiva un credito di € 350 portato in compensazione. Lo scorso anno non ho presentato il modello unico, scaturiva tra l’altro un credito pari a € 800,00. Quest’anno farò ancora il mod. unico. Posso portare in detrazione il credito risultante dal mod. unico 2014 di € 350? La dichiarazione omessa dello scorso anno vorrei presentarla adesso. C’è qualche possibilità che l’AdE oltre alle sanzioni per omessa dichiarazione mi riconosca il credito degli 800 euro? Nella dichiarazione 2016 vorrei infatti indicare il credito di € 350 + € 800 come credito anni precedenti.
Fiscomania Maggio 13, 2016 at 13:11
Salve, prima dovrebbe presentare la dichiarazione omessa e poi nella dichiarazione 2016 portare i crediti precedenti. In ogni caso l’Agenzia le invierà una comunicazione con la quale la inviterà a spiegare come è si è formato quel credito.
Marco Maggio 18, 2016 at 12:42
Buongiorno, a Novembre 2015 (quindi entro il 29 dicembre) ho presentato, tramite CAF, il modello Unico per ritardata denuncia dei reddidi per l’ anno 2014 (non sapevo di avere un 2° CUD per Cassa Integrazione).
Oggi mi è arrivata una raccomandata dall’ Agenzia delle Entrate in cui mi si chiede di pagare una sanzione di 73€ circa a causa di errori nella dichiarazione. Il prospetto indica il codice tributo 4001 (scadenza 16-07-2015) con importo omesso pari a 0€, un codice tributo 9012 pari a 65,86 e un codice tributo 9011 pari a 7,33.
A cosa corrispondono questi tributi ? Le mie pendenze non sono già state risolte con la dichiarazione ? Sono errori del CAF e quindi posso rivalermi oppure la sanzione è a carico mio ?
Grazie infinite per la sua consulenza !
Fiscomania Maggio 18, 2016 at 12:46
Salve, si tratta delle sanzioni per aver presentato il ritardo il modello Unico, la cui scadenza era il 30 settembre. Lei lo ha presentato a novembre e queste sono le sanzioni per la tardività.
Marco Maggio 18, 2016 at 12:57
Ero convinto di avere già risanato la dichiarazione pagando i famosi 28€.
Non pensavo di dovere altro all’ Agenzia..
Fiscomania Maggio 18, 2016 at 14:02
Se ha pagato la sanzione con ravvedimento non deve niente all’Agenzia.
Patrick Maggio 23, 2016 at 18:21
Volevo chiedervi un chiarimento per quanto riguarda un errore commesso dal CAF nel 730 di mia madre.
Premesso che mia madre non ha esperienza di 730 e che è stata costretta a farlo causa pensione minima di reversibilità dell’ex marito defunto, l’errore è avvenuto proprio nel primo 730 che doveva considerare anche la pensione, cioè anno 2014 (ma compilato l’anno scorso).
L’errore dell’impiegata del CAF è stato quello di non aver inserito la pensione nel 730, bensì solo il reddito da lavoro dipendente e qualche altra spesa detraibile.
Tutto ciò nonostante le domande a mia madre sulla pensione come, se è netta o lorda e altro.
L’errore è venuto fuori l’altro giorno con un altra impiegata del CAF durante la compilazione del 730 2015.
Della responsabile dell’errore non c’era traccia, e non sapevano dirci dove fosse (spostata, licenziata, non si sa).
Il problema è che il rimborso è già stato versato a Luglio 2015 e non si sa quanto sarà la cifra da restituire o la sanzione esatta.
Da quello che ho letto in giro, come la circolare dell’AdE che chiarisce che l’errore ricade comunque sul contribuente, al fattore 730 esclusivamente compilato dal CAF, con il nuovo precompilato e timbrato dal compilatore, con conseguente ricaduta dell’errore sul CAF stesso, non è chiaro se la sanzione arriverà a mia madre o direttamente a loro.
Inoltre, è mai possibile non sapere o calcolare esattamente l’eventuale sanzione?
Di 819 Euro di rimborso derivato dal 730 con la mancanza, quanto bisognerà restituire?
Oppure, ci sarà solo una multa da pagare.
Chiarisco che, da quel che ho capito, il CAF i dati di reddito da lavoratore dipendente e pensione, gli acquisisce direttamente da terminale.
Forse ho capito male io, ma essendo il caf in questione collegato al sindacato a cui aderisce mia madre, è probabile che per alcuni dati abbiano un particolare accesso.
Scusatemi per il dilungamento, ma è una situazione nuova anche per me.
Fiscomania Maggio 23, 2016 at 21:02
Salve, se il Caf ha trasmesso la dichiarazione la sanzione arriverà direttamente al Caf, queste sono le regole che riguardano il 730 precompilato. Se sua madre tramite il Caf ha presentato il 730 nella forma “precompilato”, allora il responsabile per eventuali errori è direttamente il Caf. A lui arriverà il pagamento della sanzione. Se, invece, il Caf ha presentato un normale 730 la responsabilità dovrebbe ricadere sempre sul Caf. Dico dovrebbe perché spesso capita che i Caf facciano firmare ai contribuenti delle dichiarazioni dove declinano ogni responsabilità in caso di errore. In ogni caso la sanzione va dal 30% al 60% dell’imposta dovuta e non versata, in quanto dovrebbe essere considerata una condotta fraudolenta di scarso profilo.
Patrick Maggio 24, 2016 at 16:56
Guardando il modello, sembrerebbe il precompilato, sebbene all’interno il Caf abbia scritto in un riquadro “in attesa del precompilato dalla AdE come da lei richiesto”.
Ho dimenticato di dire che, dei due CU che dovevano consegnare a mia madre, c’è ne solo uno, quello che riguarda il lavoro dipendente, così come segnato nell’elenco documenti del 730 incriminato.
Abbiamo saputo che l’impiegata dell’errore non ha ricevuto il rinnovo del contratto, quindi, come fosse stata licenziata (chissà come mai…).
Mia madre non ha firmato nulla dove si cita la declinazione di responsabilità, almeno che questa non sia nel modulo di richiesta perl’anno prossimo.
Una cosa non mi è chiara, del rimborso effettuato nella busta paga del 2015 (il risultato del 730 con mancanza), quanti soldi bisognerà restituire?
O meglio, ci sarà una cifra che mia madre dovrà restituire, oppure solo una sanzione, che essendo un errore del CAF che ha fatto il tutto, pagheranno loro?
Fiscomania Maggio 24, 2016 at 17:05
Come detto, sua madre riceverà il rimborso indicato nel 730, e successivamente arriverà presumo al Caf l’importo con imposta e sanzioni da pagare. Niente dovrebbe essere dovuto a sua madre. Se però il Caf non ha usato il precompilato la responsabilità è del contribuente, che potrà poi rivalersi per le sanzioni su chi ha predisposto la dichiarazione.

References: art. 12
 Cass. 
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 5
 art.38
 art. 38