Source: http://divorzio.ilcaso.it/codice_civile/2797
Timestamp: 2020-07-16 00:25:18+00:00

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I. Prima di procedere alla vendita il creditore, a mezzo di ufficiale giudiziario, deve intimare al debitore di pagare il debito e gli accessori, avvertendolo che, in mancanza, si procederà alla vendita. L'intimazione deve essere notificata anche al terzo che abbia costituito il pegno.
II. Se entro cinque giorni dall'intimazione non è proposta opposizione, o se questa è rigettata, il creditore può far vendere la cosa al pubblico incanto, o, se la cosa ha un prezzo di mercato, anche a prezzo corrente, a mezzo di persona autorizzata a tali atti. Se il debitore non ha residenza o domicilio eletto nel luogo di residenza del creditore, il termine per l'opposizione è determinato a norma dell'articolo 166 del codice di procedura civile.
III. Il giudice, sull'opposizione del costituente, può limitare la vendita a quella tra più cose date in pegno, il cui valore basti a pagare il debito.
IV. Per la vendita della cosa data in pegno le parti possono convenire forme diverse.
Vendita della cosa data in pegno - Opposizione del debitore - Natura - Opposizione all'esecuzione - Conseguenze - Inapplicabilità della sospensione feriale dei termini - Giudizio di cassazione - Rilevabilità d'ufficio della tardività del ricorso.
L'opposizione alla vendita della cosa data in pegno di cui all'art. 2797, comma 2, c.c. ha la sostanziale natura di un'opposizione all'esecuzione ex art. 615 c.p.c. ed è perciò soggetta alle stesse regole processuali di quest'ultima, ivi compresa l'esclusione dalla sospensione dei termini processuali nel periodo feriale ai sensi dell'art. 3 della l. n. 742 del 1969, regola che trova applicazione anche al giudizio di cassazione, con conseguente rilievo d'ufficio della tardività ed inammissibilità del ricorso. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 28 Febbraio 2020, n. 5475. Segue...
Vendita della cosa data in pegno - Opposizione del debitore - Natura - Conseguenze - Regime di impugnazione ex art. 616 c.p.c. ripristinato dall’art. 49 l. n. 69 del 2009 - Appellabilità della sentenza che conclude l’opposizione in primo grado - Ricorso per cassazione - Inammissibilità.
L'opposizione alla vendita della cosa data in pegno, prevista dall'art. 2797 c.c., ha la sostanziale natura di opposizione all'esecuzione, riconducibile all'art. 615 c. p.c., ed è perciò soggetta alle stesse regole processuali di quest'ultima, compresa quella dell'appellabilità della sentenza che la conclude in primo grado - ripristinata, per le sentenza pubblicate a partire dal 4 luglio 2009, dall'ulteriore riforma dell'art. 616 c.p.c., di cui all'art. 49 della l. n. 69 del 2009 -, con conseguente inammissibilità del ricorso per cassazione proposto direttamente avverso la sentenza di primo grado. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 02 Luglio 2018, n. 17268. Segue...
Esecuzione per rilascio d’immobile – Beni mobili estranei all’esecuzione – Custode – Disciplina deposito – Applicabilità – Vendita ex art. 2797 cod. civ. – Ammissibilità..
In tema di esecuzione per rilascio di immobili, il soggetto che assume la custodia dei beni mobili che l’esecutato rifiuti di asportare riveste una posizione assimilabile (non già a quella del custode dei beni pignorati o sequestrati, bensì) a quella del depositario di beni mobili per conto del proprietario, atteso che quest’ultimo, con il rifiuto a ritirare gli oggetti, consente ope legis all’applicazione della disciplina del deposito, con la conseguenza che: 1) non spetta al giudice dell’esecuzione fornire autorizzazioni, prescrizioni o quant’altro per l’espletamento dell’attività di custodia, trattandosi di attività che esula dall’ambito dell’esecuzione forzata e che investe piuttosto il rapporto (privatistico) di deposito; 2) il custode-depositario ha un obbligo di conservazione materiale dei beni mobili, ma non anche di amministrazione degli stessi (intesa quale gestione di carattere produttivo); 3) infine, il custode-depositario può non solo richiedere all’esecutato-proprietario in qualunque momento di riprendere i beni, ma anche domandare la vendita degli stessi con le forme di cui all’art. 2797 cod. civ. per il soddisfacimento dei crediti vantati per compenso e spese di conservazione. (Valeria Colandrea) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 29 Ottobre 2013. Segue...
Garanzie - Pegno - Lettera di pegno - Timbro postale - Data certa.
Garanzie - Pegno - Disciplina ex art. 2797 c.c. - Derogabilità..
Il timbro postale apposto a tergo del foglio della lettera di pegno fa data certa, poiché la timbratura eseguita in un pubblico ufficio deve considerarsi equivalente ad un’attestazione autentica che il documento è stato inviato nel medesimo giorno in cui essa è stata eseguita. (Michela Cortesi) (riproduzione riservata)
Le disposizioni del contratto di pegno che derogano consensualmente alla disciplina dettata dall’art. 2797 c.c., dispensando l’intermediario dall’intimazione al debitore e dal rispetto del termine per l’opposizione, non rendono il contratto invalido. (Michela Cortesi) (riproduzione riservata) ABF Milano, 13 Giugno 2012, n. 2013. Segue...

References: art. 615
 art. 616
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2797
 art. 2797