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Timestamp: 2020-02-19 11:18:52+00:00

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GDPR: Obblighi, adempimenti e cautele del titolare trattamento. La Guida
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A partire dal 25 maggio 2018 sarà direttamente applicabile in tutti gli stati membri il Regolamento generale sulla protezione dei dati – UE 2016/679, meglio noto come General Data Protection Regulation (GDPR).
Il suddetto regolamento sancisce le modalità per la protezione dei dati personali delle persone fisiche e la condivisione delle relative informazioni. Prevede, dunque, adempimenti per aziende e professionisti (alcuni dei quali già presenti nel Codice della privacy) e sanzioni per i titolari di dati altrui in caso di mancata protezione degli stessi (al riguardo e a titolo esemplificativo si menziona il Data Breach, l’esposizione non autorizzata delle informazioni).
In questo articolo si cercherà di sintetizzare le novità introdotte dal GDPR, chiarendo i punti focali del Regolamento e le finalità da esso perseguite. In calce alla guida, è inoltre disponibile una tabella riassuntiva degli obblighi, degli adempimenti e delle cautele di spettanza del titolare del trattamento alla luce del GDPR.
Accountability: cos’è e perchè se ne parla
Il sistema delle misure di sicurezza introdotto dal GDPR è stato rivisitato sull’idea di “accountability” ossia una strategia operativa che pone l’accento sulla “sostanza” dell’adempimento e sulla sua verificabilità esterna.
In linea generale, l’accountability è uno strumento di meccanismi pratici che implica aspetti quali l’affidabilità e la competenza aziendale nella gestione dei dati personali.
È stata elaborata per favorire il flusso di dati personali a livello internazionale, affiancando ad un profilo meramente giuridico una dimensione amministrativa ed etica che promuove un decisionismo responsabile improntato sul principio di trasparenza ossia la capacità di accedere ai propri dati e verificare quale sia stata la sorte designata dal titolare del trattamento.
Il principio dell’accountability è sancito dall’art. 24 del suddetto regolamento che tenuto conto della natura, del campo di applicazione, del contesto e delle finalità del trattamento, nonché dei rischi di varia probabilità e gravità per i diritti e le libertà delle persone fisiche, il titolare del trattamento mette in atto attraverso misure tecniche e organizzative adeguate per garantire, ed essere in grado di dimostrare, che il trattamento dei dati personali è effettuato conformemente al Regolamento.
Tali misure sono riesaminate e aggiornate quando occorre e includono l’attuazione di politiche adeguate in materia di protezione dei dati da parte del titolare del trattamento.
Altri pilastri del GDPR sono la Privacy by Design e la Privacy by Default.
Con la prima ci si riferisce alla necessità di prevedere già in fase di progettazione dei sistemi informatici e applicativi, sistemi che tengano sotto controllo i rischi che il trattamento può comportare per la tutela degli interessati.
La seconda si ha tutte le volte in cui un soggetto cede i propri dati ad un terzo e, quindi, v’è una procedura interna che preveda e disciplini le modalità di acquisizione, trattamento, protezione e modalità di diffusione.
Il Data Protection Officer (DPO): una nuova figura professionale
Tra i nuovi adempimenti è prevista una nuova figura professionale ossia il Data Protection Officer (DPO).
Le Pubbliche Amministrazioni e le Aziende, infatti, a far data dal 25 Maggio dovranno prevedere il Data Protection Officer ossia il Responsabile della Protezione dati che ha compiti diversi dal responsabile del trattamento.
Si tratta di un supervisore indipendente che dovrà supportare il titolare e il responsabile nel garantire che l’organizzazione sia conforme al GDPR. In altre parole, ha una funzione organizzativa assimilabile per molti versi al ruolo dell’Organismo di Vigilanza in base al d.lgs. 231/2001 (legge sulla responsabilità amministrativa degli enti), con compiti molto complessi, ulteriori e molto diversi rispetto al responsabile del trattamento dei dati, che vanno dalla comunicazione e sensibilizzazione al monitoraggio e alla verifica di conformità e dell’adeguatezza delle analisi dei rischi e delle misure di sicurezza.
Non ultimo, il DPO sarà anche il punto di contatto con l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali.
Il DPO dovrà avere approfondite conoscenze sia in campo normativo sia in materia di sicurezza informatica.
I compiti e gli adempimenti del DPO
Le attività del DPO potranno comprendere anche le attività già previste per il ruolo di responsabile della privacy. Tra i compiti del DPO troviamo:
Assicurare che la “documentazione” di cui ai precedenti punti (l’equivalente del nostro DPS) sia redatta ed efficacemente aggiornata. Vengono riconosciuti importanti principi come l’accountability, ovvero un obbligo del rendiconto delle attività che incidono sulla protezione dei dati personali ma in un’ottica proattiva, per esempio il considerando n. 74 asserisce che “il titolare del trattamento dovrebbe essere tenuto a mettere in atto misure adeguate ed efficaci ed essere in grado di dimostrare la conformità delle attività di trattamento con il presente regolamento, compresa l’efficacia delle misure”, inoltre, è previsto che “Per dimostrare che si conforma al presente regolamento, il titolare del trattamento o il responsabile del trattamento dovrebbe tenere un registro delle attività di trattamento effettuate sotto la sua responsabilità” (considerando n. 82 e art. 30). In questo contesto viene quindi previsto un obbligo di tenere un registro delle attività del trattamento dei dati personali, adempimento solo per alcuni limitati profili simile al Documento Programmatico per la Sicurezza (c.d. D.P.S.) previsto fino al 2012 nel Codice della Privacy (disposizioni abrogate all’art. 34 lett. g e punto 19 dell’Allegato B del Codice della Privacy);
Monitorare che accessi illeciti ai dati siano notificati (ricordiamo che le violazioni di dati personali o data breach devono essere notificate dal controller, senza ritardo, alle autorità competenti ), nel rispetto della norma, all’autorità Garante. Il Garante per la protezione dei dati personali ha adottato una serie di provvedimenti che fissano per amministrazioni pubbliche e aziende l’obbligo di comunicazione nei casi in cui a seguito di attacchi informatici, accessi abusivi, incidenti o eventi avversi, come incendi o altre calamità si dovesse verificare la perdita, la distruzione o la diffusione indebita di dati personali conservati, trasmessi o comunque trattati. In riferimento agli incidenti informatici, la procedura di garanzia degli interessati (contraenti) coinvolti nella violazione dei dati personali (c.d. Data Breach Notification) non sarà più solo limitata ai soli fornitori di servizi di comunicazioni elettroniche, ma avrà una portata estesa che potrà riguardare sia i diversi operatori dalla sanità che tutti gli operatori di internet e altri;
Agire come punto di contatto per le questioni, eccepite dal Garante, correlate ai trattamenti svolti in azienda.
Il titolare del trattamento, invece, si occupa, della determinazione delle finalità e dei mezzi del trattamento dei dati personali e può nominare un responsabile del trattamento (col compito di trattare per suo conto le informazioni) ed un Autorizzato (che agisca sotto la loro autorità).
Alla normativa in questione si devono adeguare tutte le imprese, le organizzazioni e le P.A. presenti negli Stati membri dell’UE, ma anche società extra UE che offrono servizi o prodotti a persone fisiche nel territorio dell’UE o che monitorano il comportamento di soggetti all’interno dell’Unione.
Il GDPR prevede sanzioni amministrative e penali a seconda della violazione e della strategia messa in atto dall’azienda per minimizzare il rischio di perdita dei dati.
Per quanto concerne gli obblighi da rispettare sono i seguenti:
Crittografare i messaggi di posta elettronica che contengono informazioni personali dei soggetti;
Aggiornare periodicamente i dati e cancellarli soltanto in seguito a specifica richiesta dell’interessato;
Dimostrare per quali scopi vengono utilizzati i dati e non usarli per scopi differenti;
Formare i collaboratori così che siano in grado di tutelare i dati;
Crittografare le informazioni personali e confidenziali registrate su supporti per lamemorizzazione e quindi nessuna informazione riservata deve essere presente in chiaro su una pen drive;
Crittografare i dati personali e confidenziali contenuti nei computer portatili in maniera tale che non siano accessibili in caso di furto;
Crittografare i dati personali e confidenziali in fase si trasferimento nel Cloud;
Monitorare e analizzare costantemente l’infrastruttura interna per verificare la presenza di eventuali vulnerabilità da correggere;
Eseguire il backupsul Cloud dei dati (il solo backup su hard disk esterni non è sufficiente, in quanto i dati potrebbero essere trafugati e quindi dovrebbero essere sempre conservati in un luogo inaccessibile a mani altrui).
i Commercialisti dovranno proteggere i dati dei clienti;
i Consulenti del lavoro dovranno tutelare i rapporti di lavoro;
le PMI gestire i dati valutando i costi;
le Multinazionali gestire i dati in ambito internazionale.
Regolamento UE 2016/679: Tabella riassuntiva di obblighi, adempimenti e cautele del titolare
CAPO V – artt. 44 – 49
CAPO II – art. 5
I dati devono essere trattati in modo lecito, corretto e trasparente nei confronti dell’interessato. Le finalità devono essere determinate, esplicite e legittime. I dati devono essere, invece, adeguati, pertinenti, esatti ed aggiornati, oltre che limitati a quanto necessario rispetto alle finalità, e comunque da trattare in modo da garantirne un’adeguata sicurezza.
CAPO II – artt. 6 e 7
CAPO II – art. 8
CAPO II – art. 9
E’ formalizzato il divieto generale del trattamento dei dati corrispondenti a quelli attualmente definiti “sensibili”, oltre che dei dati genetici e biometrici. Dopodiché sono disposte specifiche eccezioni al divieto, come quelle relative alle ipotesi in cui: l’interessato ha prestato il consenso; i dati sono trattati per eseguire un contratto di lavoro e per le connesse esigenze di sicurezza/protezione sociale; i dati sono trattati a fini di tutela di un interesse vitale dell’interessato; i dati personali sono stati resi pubblici dall’interessato, e così via.
CAPO II – art. 10
CAPO III – art. 12
Il titolare è obbligato ad adottare misure appropriate per fornire all’interessato tutte le informazioni/comunicazioni relative ai trattamenti gestiti dalla propria organizzazione, in forma concisa, trasparente, intelligibile e facilmente accessibile, con un linguaggio semplice e chiaro. Il titolare è tenuto ad agevolare l’esercizio dei diritti da parte dell’interessato e, in particolare, a fornire un riscontro alla richiesta del medesimo senza ingiustificato ritardo e comunque entro un mese dal ricevimento della medesima (prorogabile di due mesi ove necessario, tenuto conto della complessità e del numero delle richieste).
CAPO III – artt. 13 e 14
CAPO III ARTT. 15, 16, 17, 18, 20, 21
CAPO III – art. 22
E’ riconosciuto il diritto dell’interessato a non essere sottoposto ad una decisione basata unicamente su un trattamento automatizzato dei dati che produca effetti giuridici che lo riguardano o che comunque incida significativamente sulla sua persona. Tra le operazioni contemplate dalla norma troviamo la profilazione così come definita dall’art. 4.1, n. 4). Il relativo divieto non si applica ove la decisione si basi sul consenso esplicito dell’interessato, sia necessaria per l’esecuzione di un contratto con l’interessato, ovvero sia autorizzata dal diritto dell’Unione o del singolo Stato membro.
CORPO IV art. 24 e 32
Il titolare del trattamento deve adottare misure tecniche e organizzative adeguate al fine di garantire, ed essere in grado di dimostrare, la conformità del trattamento al Regolamento. Cio tenendo conto della natura, dell’ambito di applicazione, del contesto e delle finalità del trattamento, nonché dei rischi aventi probabilità e gravità diverse per i diritti e le libertà delle persone fisiche. Le predette misure devono essere periodicamente riesaminate e aggiornate.
CORPO IV – art. 25.1
All’atto del trattamento e della determinazione dei mezzi dello stesso, il titolare adotta misure tecniche e organizzative adeguate, in modo da attuare efficacemente i principi di protezione dei dati e da garantire nel trattamento i requisiti del Regolamento e la tutela dei diritti degli interessati. Nel fare ciò deve tener conto conto delle specifiche caratteristiche del trattamento e dei connessi profili di rischio per i diritti e le libertà delle persone fisiche
CORPO IV – art. 25.2
CORPO IV – art. 26
CORPO IV – art. 27
CORPO IV – art. 28
CORPO IV – art. 29
CORPO IV – art. 30
Il titolare del trattamento con almeno 250 dipendenti o che, anche al di sotto di tale soglia dimensionale, deve obbligatoriamente effettuare un trattamento che possa presentare un rischio per i diritti e le libertà degli interessati che non sia occasionale o che includa dati sensibili, genetici, biometrici, giudiziari. Cuore del documento è una mappa dettagliata di tutti i trattamenti effettuati dall’organizzazione del titolare.
CORPO IV – art. 31
CORPO IV – art. 33
CORPO IV – art. 34
CORPO IV – artt. 35 e 36
Nomina di un Responsabile della Protezione dei Dati (Data ProtectionOfficer – DPO)
CORPO IV – artt. 37 e 39
Il DPO dev’essere nominato obbligatoriamente nell’ipotesi in cui il titolare del trattamento: a) è autorità/organismo pubblico (eccettuate le autorità giurisdizionali quando esercitano le loro funzioni giurisdizionali); b) effettua trattamenti che richiedono il monitoraggio regolare e sistematico degli interessati su larga scala; c) effettua come attività principali trattamenti su larga scala di dati sensibili, genetici, biometrici, giudiziari. Ha compiti di informazione, formazione, consulenza e sorveglianza dell’adempimento della disciplina privacy ed è anche interlocutore dell’autorità di controllo.
CORPO IV – artt. 40, 41 e 42
Sono adempimenti volontari del titolare mediante i quali si possono implementare misure di sicurezza dei trattamenti e si può dimostrare la conformità delle attività di trattamento ai requisiti stabiliti dal Regolamento.
Il titolare è tenuto a risarcire il danno materiale o immateriale cagionato da una violazione del Regolamento eccetto nel caso in cui dimostri la non imputabilità per l’evento lesivo.

References: art. 30
 art. 5
 art. 8
 art. 9
 art. 10
 art. 12
 art. 22
 art. 24
 art. 25
 art. 25
 art. 26
 art. 27
 art. 28
 art. 29
 art. 30
 art. 31
 art. 33
 art. 34