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Timestamp: 2020-08-04 17:25:03+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 19320 del 02/08/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19320 del 02/08/2017
Cassazione civile, sez. VI, 02/08/2017, (ud. 21/06/2017, dep.02/08/2017), n. 19320
sul ricorso 18863-2016 proposto da:
BASTOGI SPA, (in qualità di cessionaria di FIMI-FIDUCIARIA MOBILIARE
ED IMMOBILIARE SPA) in persona del legale rappresentante pro
tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DELLA SCROFA 57,
presso lo studio dell’avvocato GIANCARLO ZOPPINI, che la rappresenta
e difende unitamente agli avvocati GIUSEPPE RUSSO CORVACE e GIUSEPPE
avverso la sentenza n. 496/22/2016 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
che l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio che aveva accolto l’appello della s.p.a. Bastogi contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Roma. Quest’ultima aveva respinto l’impugnazione della società avverso il diniego di rimborso IRPEG, per l’anno 1978;
che, nella decisione impugnata, la CTR ha osservato che l’indicazione nella dichiarazione di un credito d’imposta avrebbe costituito già istanza di rimborso, con il coevo obbligo dell’Amministrazione di procedere alla relativa liquidazione, e che sarebbero spettati gli interessi anatocistici per il ritardato rimborso dei crediti fiscali.
che, col primo, l’Agenzia assume la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, artt. 36 bis, 38 e 43 e art. 2697 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, giacchè, in materia di rimborso dei crediti di imposta, esposti in dichiarazione e contestabili dall’Amministrazione anche in mancanza di atti di accertamento e di decorso dei relativi termini, sarebbe dovuto essere il contribuente a dare la prova dell’effettiva esistenza del credito;
che, col secondo, denunzia violazione e falsa applicazione dell’art. 1283 c.c. e della L. n. 248 del 2006, art. 37, comma 50 in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3: per la produzione di interessi anatocistici sarebbe stata assolutamente imprescindibile la sussistenza di una domanda giudiziale o di una convenzione posteriore alla loro scadenza;
che, invero, in tema di rimborso d’imposte, l’Amministrazione finanziaria può contestare il credito esposto dal contribuente nella dichiarazione dei redditi anche qualora siano scaduti i termini per l’esercizio del suo potere di accertamento, senza che abbia adottato alcun provvedimento, atteso che tali termini decadenziali operano limitatamente al riscontro dei suoi crediti e non dei suoi debiti, in applicazione del principio “quae temporalia ad agendum, perpetua ad excepiendum” (Sez. U, n. 5069 del 15/03/2016; Sez. 5, n. 12557 del 17/06/2016);
che anche il secondo motivo è fondato;
che, sempre in tema di rimborsi d’imposta, gli interessi anatocistici sulle somme dovute a titolo di ritardato rimborso di imposta al contribuente non sono dovuti a decorrere dal 4 luglio 2006, data di entrata in vigore del D.L. 4 luglio 2006, n. 223, art. 37, comma 50, convertito in L. 4 agosto 2006, n. 248, mentre il principio dettato dall’art. 1283 c.c. continua ad applicarsi per il periodo anteriore, attesa la portata innovativa e non interpretativa dell’art. 37, comma 50 cit. (Sez. 5, n. 17993 del 19/10/2012);
che pertanto, per il periodo anteriore al luglio 2006, occorre che vi sia stata una specifica domanda giudiziale da parte del contribuente o la stipula di una convenzione posteriore alla scadenza degli interessi (Sez. 5, n. 11171 del 10/05/2013);
che tale domanda o convenzione manca;

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2697
 art. 37
 art. 37