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Timestamp: 2017-04-24 08:53:05+00:00

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Alzatevi e non temete by stor17 - issuu
Siamo giunti alla fase cruciale del nostro cammino sinodale, e per non perdere di vista
quanto vissuto finora, è opportuno ripercorrerne brevemente le tappe.
Il Tempo di Ascolto (2008-2009), da un lato ci ha
consentito di verificare il cammino pastorale
delle Parrocchie e delle varie Realtà ecclesiali,
dall'altro di individuare le priorità necessarie
per un autentico rinnovamento spirituale e
pastorale della nostra Chiesa diocesana.
Il Tempo del Discernimento (2009-2010) è stato caratterizzato dal
lavoro dei Laboratori sinodali. Attraverso il confronto attento e
umile, e l'approfondimento, alla luce della parola di Dio e del
Magistero, delle tematiche individuate, si è giunti a redigere lo
Strumento di lavoro per la fase celebrativa del Sinodo.
Eccoci ora all'ultima tappa di questo non semplice ma avvincente
cammino: il Tempo di Scelte (2010-2011), che sarà orientato dall'icona biblica della Trasfigurazione (Mt 17,1-9).
Sentiamo rivolte a noi, come un comando esigente e liberante, le
parole che Gesù rivolge ai suoi discepoli sul monte Tabor:
Alzatevi e non temete! Questa è infatti l'ora in cui l'intera comunità diocesana, rappresentata dai Sinodali, in un clima di ascolto, di
confronto e di comunione, è chiamata ad andare verso scelte
coraggiose e profetiche, capaci di testimoniare e proporre al
mondo la gioia e la bellezza del Vangelo.
Il presente quaderno è offerto a tutti per condividere responsabilmente i passi di questo cammino, a fianco delle assemblee sinodali.
Lo Spirito Santo ci riunisca in un solo corpo e ci guidi ad essere
segno credibile ed attraente della tenerezza del Padre.
Don Claudio Marchetti
segretario del Sinodo
LA SFIDA EDUCATIVA CONTINUA
IL NOSTRO CAMMINO NELLA CHIESA
mediante adeguati esercizi che risultino utili per la propria concreta attività.
L’educare riguarda la crescita di tutta la persona, compresa la
fede, che deve maturare insieme con la responsabilità umana e
deve essere vissuta coerentemente con gli impegni della vita.
Ci interessa qui soprattutto l’educazione alla fede come fattore
essenziale di vita autenticamente umana e come dimensione fondamentale di presenza nella società.
in questo prossimo anno pastorale, mentre il Sinodo diocesano si
sta avviando verso la conclusione e
dovrà esprimere alcune scelte, vorrei
invitare la nostra Chiesa locale a
riflettere ancora sul grande tema dell’educare, anche dopo l’ultima lettera
sulla “Sfida educativa” dello scorso
Si tratta di un argomento molto
concreto, che sta particolarmente a
cuore a quanti hanno delle responsabilità educative, genitori, insegnanti,
sacerdoti, catechisti, ed è un problema assai attuale, perché sono
evidenti a tutti le difficoltà in questo nostro tempo.
Per educare non intendo qui solo la formazione intellettuale
delle persone, che mira all’apprendimento di nozioni ed all’arricchimento della propria cultura. Questo è certamente importante,
ma assolutamente insufficiente, ed è limitativo per la crescita
delle persone, che non sono soltanto intelligenza da informare. Le
persone sono anche cuore da sensibilizzare ai buoni sentimenti ed
ai grandi desideri, sono volontà da accompagnare perché sappiano esprimere scelte di libertà vera, sono pure abilità da coltivare
1. La Conferenza Episcopale Italiana ha scelto il tema
dell’Educare per gli Orientamenti Pastorali degli anni 2010-2020.
Vogliamo cordialmente inserirci nel cammino delle Chiese che
sono nel nostro Paese, mentre il nostro Sinodo Diocesano sta arrivando alla conclusione di un itinerario durato tre anni per vivere
il momento culminante.
Il Papa Benedetto XVI nella Lettera ai fedeli di Roma del 21 ottobre 2008 ha scritto: “Educare non è mai stato facile e oggi sembra
diventare più difficile. Lo sanno bene i genitori, gli insegnanti, i
sacerdoti e tutti coloro che hanno dirette responsabilità educative”.
Se educare oggi è difficile, educare alla fede, ed alla fede nella
Chiesa, risulta ancora maggiormente impegnativo, dal momento
che nel nostro tempo siamo come proiettati in un contesto culturale, dove domina chiaramente la secolarizzazione, e ci sentiamo
inseriti in un mondo che fa a meno di Dio e dove si vive come se
Se poi vogliamo educare anche alla sinodalità, e cioè se vogliamo camminare insieme nella Chiesa, le diffuse prospettive individualistiche potrebbero apparire quasi insormontabili, dal
momento che ormai sembrano contare soprattutto i punti di vista
del soggetto e rimangono emarginate la dimensione sociale e le
esigenze comunitarie della vita.
2. Eppure, nonostante queste difficoltà, anche oggi dobbiamo
educare. Educare significa generare spiritualmente le persone,
aiutarle a crescere nella loro intelligenza e nel loro cuore, collaborare per il loro giusto inserimento nella società. Non possiamo
smettere di educare ai grandi valori della fede, della vita personale e sociale, e vogliamo impegnarci a portare le persone al Signore
Gesù. Sì, perché “Educare alla fede è possibile anche oggi”, ha
ribadito il Papa consegnando la sua Lettera sul compito di educare alla Chiesa di Roma.
A nostro conforto ed incoraggiamento, tuttavia, possiamo
anche facilmente sperimentare quanto “educare è bello”, come
scrisse il Card. Martini nella Lettera pastorale alla Diocesi ambrosiana “Dio educa il suo popolo” per il biennio 1987-89. Sono veramente grandi le gioie e profonde le soddisfazioni, quando constatiamo la sana maturazione umana e la sincera crescita cristiana di
tanti giovani di oggi nelle famiglie e nelle comunità ecclesiali,
come conseguenza di un nostro impegno educativo.
Vogliamo dunque vivere nel nostro contesto concreto ed assumere questo compito con rinnovato impegno, affinchè il cammino sinodale porti a conclusioni desiderate e veramente efficaci per
la vita della nostra Chiesa diocesana.
EDUCARE DOPO IL CONCILIO ECUMENICO VATICANO II
ALLA LUCE DELL’ICONA DELLA TRASFIGURAZIONE
Partiamo da una domanda semplice e fondamentale: che cosa
ci ha insegnato soprattutto il Concilio Ecumenico Vaticano II?
E’ trascorso mezzo secolo da quell’evento storico e consideran-
do questi decenni alle nostre spalle, vogliamo raccogliere con
sapienza cristiana alcune indicazioni prioritarie.
E’ noto che il Concilio Vaticano II ha segnato decisamente e
mirabilmente la vita della Chiesa a metà del secolo XX ed ha chiesto un rinnovato impegno a tutti i credenti per essere in questo
nostro tempo fedeli al Signore e fedeli alla storia.
Sappiamo anche che le letture interpretative di questo grande
evento di Chiesa sono state diverse. Mi limito ad offrire qui qualche considerazione, per non disperdere alcuni doni di grazia
offerti a noi dal Signore.
Condividendo quanto ha scritto qualche esperto individuo
soprattutto quattro importanti “guadagni” ecclesiali: si tratta di
conseguenze e di conquiste, che a distanza di quasi cinquant’anni emergono come grazie del Signore per la sua Chiesa e che
vanno accolti come doni preziosi anche per la nostra Diocesi.
Per la rilettura di questi guadagni mi faccio aiutare da una nota
pagina evangelica, quella della Trasfigurazione di Gesù sul
monte Tabor (Mt 17, 1-8), Assumo questa icona, perché mi sembra particolarmente capace di sintetizzare quanto è derivato dal
Concilio per il cammino ecclesiale.
La premessa: Gesù educatore
“Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni, suo fratello, e li condusse in disparte, su un alto monte” (tutto il testo in Mt 17, 1-9)
Vediamo qui la preoccupazione educativa del Signore verso i
suoi discepoli e il bisogno di prepararli ad essere suoi annunciatori, facendo vivere loro non solo momenti di ascolto della sua
predicazione e di meraviglia per i segni miracolosi che compiva,
ma offrendo anche una esperienza straordinaria come questa sul
Tabor vissuta dai tre apostoli privilegiati.
La Trasfigurazione nelle intenzioni di Gesù doveva essere un
momento forte e decisivo per la futura maturazione di Pietro,
In che senso? e per che cosa?
1. Educare ad un rapporto più maturo tra fede e storia
Gesù nasconde per alcuni momenti la sua umanità, quella ricevuta da Maria, per evidenziare la sua nascosta divinità, apparendo ricco di bellezza e di splendore.
Vuole aiutare i tre discepoli prediletti a non lasciarsi catturare
da una visione solo orizzontale della vita, perché imparino a
vedere nella sua persona e nella storia del mondo una presenza
superiore. E quindi li vuole educare anche a non scoraggiarsi di
fronte alle future difficoltà, per affrontare i cammini della vita con
uno sguardo forte e sereno.
Il Concilio ci ha insegnato a vivere un rapporto adulto con le
realtà del mondo, non solo evitando di subire gli eventuali influssi negativi o di sentire complessi di inferiorità da parte della cultura dominante, ma impegnandoci ad esprimere liberi e sereni
giudizi di fede sulla vita e ad animare cristianamente le cose del
Si tratta di saper leggere alla luce della fede i “segni dei tempi”,
cioè la realtà quotidiana in cui viviamo con le sue molte manifestazioni e le diverse esigenze, individuando i criteri da seguire
per le soluzioni più adeguate dei nuovi problemi suscitati dalla
vita pastorale.
In altre parole, si tratta di essere fedeli alla fede della Chiesa e
fedeli alla realtà storica in cui viviamo, ben sapendo che il giudizio posto dalla fede non è astratto dalla nostra vita. Le risposte
non sono mai precostituite ed il collegamento “fede-vita” non è
mai meccanico, perché domanda riflessione e richiede senso di
responsabilità cristiana.
Inoltre, queste riflessioni ed i giudizi derivanti non sono individualistici, perché devono confrontarsi con una fede ecclesiale
all’interno della comunità. A questo proposito già faceva osservare Paolo VI che “Di fronte a situazioni tanto diverse, Ci è difficile
pronunciare una parola unica…Spetta alle comunità cristiane
analizzare obiettivamente la situazione del loro paese, chiarirla
alla luce delle parole immutabili del Vangelo, attingere principi di
riflessione, criteri di giudizio e direttive di azione nell’insegnamento sociale della Chiesa” (Paolo VI, Lettera Apostolica
Octogesima adveniens, 4).
Di conseguenza, il Sinodo Diocesano dovrà anche predisporre un
piano pastorale ben studiato a tavolino, da tradurre poi in pratica per la
vita della nostra Chiesa, delle sue Parrocchie e delle diverse realtà ecclesiali, ma soprattutto deve richiamare tutti i credenti a vivere la propria
fede nei diversi contesti (famiglia, lavoro, scuola, amicizia, sport, tempo
libero, ecc.), sentendosi ben equipaggiati nelle personali convinzioni e
senza paura di essere cristiani. La paura nasce quando la fede è debole ed
incerta, mentre quando si aderisce al Signore con convinzione, allora ci si
sente più sicuri ed anche serenamente fortunati di essere suoi discepoli.
Solo così si è cristiani maturi oggi e solo così si diventa anche missionari per la gente del nostro mondo. Catechesi vive ed esperienze caritative serie nelle Parrocchie e nei Gruppi sono momenti indispensabili per
una educazione concreta alla maturità cristiana.
2. Educare alla Chiesa come Comunione.
“Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: Signore, è bello per noi
restare qui”.
Questo intervento di Pietro dice il suo enorme stupore davanti a Gesù trasformato completamente e di fronte a tanta bellezza
esprime il desiderio di rimanere per sempre insieme, con il
Signore, Mosè, Elia e gli altri due discepoli.
Il desiderio istintivo di Pietro appare un poco ingenuo, ma è
chiaramente indicativo della sua gioia di voler rimanere per sempre con Gesù e di vivere nella Chiesa la comunione fraterna.
Il Concilio Vaticano II ci ha consegnato una immagine di
Chiesa non ripiegata su se stessa, chiusa ed autoreferenziale, ma
in atteggiamento di servizio all’uomo e di dialogo sincero e coraggioso con quanti sono in ricerca, innanzitutto vivendo una forte
volontà di testimonianza per portare Gesù al mondo.
La testimonianza fondamentale da offrire per essere credibili,
come già aveva chiesto Gesù ai primi discepoli, è quella della
comunione al proprio interno. Questa profonda e vera fraternità
trova il suo fondamento innanzitutto nel Signore: la comunione
fraterna è soprattutto dono dello Spirito santo e meno frutto di
una nostra volontà di omologazione umana.
E’ questa la profezia, che la Chiesa deve annunciare e testimoniare al mondo di oggi, che cioè un mondo diverso è possibile, facendo vedere in se stessa la reale presenza di questo mondo nuovo.
Il nostro Sinodo sarà efficace e risulterà missionario, se saprà educare le
nostre comunità a vivere al proprio interno una vera e gioiosa vita fraterna, nella diversità dei carismi e nella pluralità delle presenze.
Il nostro impegno educativo deve mirare a formare comunità ecclesiali così costruite ed a vivere da credenti umilmente orgogliosi di essere
nella Chiesa, Madre e Maestra di fede e di umanità.
Saremo credibili e diventeremo missionari, se sapremo vivere una sincera comunione fraterna.
3. Educare un laicato più maturo
“Gesù si avvicinò e, toccatili, disse: Alzatevi e non temete”.
Queste parole di Gesù possono essere lette come un ordine
dato a tutti i discepoli, perché non temano le difficoltà della vita
scendendo dal monte della trasfigurazione. L’esperienza del
Tabor deve equipaggiare i credenti a vivere coerentemente la vita,
affrontando gli impegni quotidiani senza timori e da persone
adulte nella fede.
La valorizzazione del laicato è certamente una delle conseguenze più evidenti del Concilio Vaticano II. La nascita dei diversi movimenti e delle varie realtà ecclesiali, la loro vitalità nelle
nostre comunità, il prezioso servizio di annuncio della Parola e di
carità verso il prossimo, i numerosi organismi di partecipazione,
sono un frutto prezioso ed un dono meraviglioso della presenza
dello Spirito Santo nella Chiesa.
La generosa disponibilità di tanti laici, donne ed uomini, ad
operare nei settori più diversi, domanda tuttavia una valida formazione per vivere quella giusta e doverosa autonomia, fondata
sui Sacramenti del Battesimo e della Cresima e frutto di una vera
maturità ecclesiale.
Dunque, maturità di fede non soltanto teorica e preparazione
professionale nei diversi settori della vita sono i due requisiti, che
fanno del nostro laicato una presenza indispensabile per la Chiesa
oggi. Quando queste due dimensioni sono vissute in maniera coerente, allora i nostri laici sono un grande e prezioso dono.
Occorre la necessaria formazione. La fede non sostituisce la
ricerca e la competenza professionale, ma piuttosto ispira l’una e
l’altra e le giudica alla luce della Parola di Dio, legittimando in
alcuni casi anche un possibile e lecito pluralismo di scelte nell’ambito dei valori negoziabili. E la vita dei laici, anche la più
semplice e quotidiana come quella delle casalinghe e dei pensionati, se vissuta con fede matura, offre al mondo chiare e forti testi-
monianze, in grado di condurre tante persone al Signore ed alla
sua santa Chiesa.
Quante persone umili e semplici hanno luminosamente testimoniato la fede cristiana in tempi trascorsi, lasciando nelle nostre
famiglie e nelle Parrocchie segni chiari di splendida adesione a
Cristo con la santità della loro vita. Ma anche in questo nostro
tempo vivono tanti fedeli, forse meno considerati nella Chiesa e
dal mondo, ma non meno esemplari e credibili per la loro coerenza di fede e per la loro ardente preghiera.
Spetta alle comunità con i propri ministri ordinati formare un
laicato maturo e responsabile, capace poi di servire la Chiesa in
maniera libera, senza attendere particolari mandati dalla
Senza i laici, ovviamente, le comunità cristiane non esisterebbero, mentre con gruppi di laici ben formati le comunità cristiane
vivono e testimoniano chiaramente la fede evangelica, e con realtà ecclesiali preparate e tra loro armonicamente unite le nostre
Parrocchie godono della capacità di annunciare la bellezza e la
forza del Vangelo e chiamano alla fede più facilmente quanti
vivono nell’indifferenza o ai margini della Chiesa.
Il nostro Sinodo è chiamato a valorizzare i carismi presenti in modo
numeroso nelle nostre Parrocchie e ad offrire spazi di giusta autonomia
alla matura responsabilità dei laici, perché rendano più vive e più missionarie le nostre Comunità.
La condizione indispensabile richiesta da Gesù con tanta forza prima di
morire è quella di “essere una cosa sola”. L’armonizzazione nella Chiesa
di tutti i carismi, la cui origine si trova nell’unico Spirito di Cristo è un’altra prospettiva sinodale che ci viene richiamata dal Concilio!
Della meravigliosa fioritura di questi carismi nella nostra Chiesa dobbiamo rendere grazie al Signore e chiedere nella preghiera che essi continuino ad offrire una decisiva e valida testimonianza.
4. Educare alla Parola.
“Ed ecco una voce che diceva: Questi è il Figlio mio
prediletto…Ascoltatelo”.
Era la voce del Padre, che invitava a mettersi in ascolto di Gesù,
la Parola vivente, il suo Messaggio all’umanità, la Lettera donata
al mondo per la salvezza e consegnata alla custodia ed alla missione della sua Chiesa.
La riscoperta del primato della Parola è indubbiamente una
delle conseguenze più importanti del Concilio Vaticano II, se non
il frutto più prezioso per la vita delle nostre comunità.
La Parola affidata alla Chiesa contiene tutto quello che il Padre
ha voluto dire all’umanità mediante Gesù per la nostra salvezza.
Essa va innanzitutto ascoltata e creduta. Insegna il Concilio: “La
Sacra Tradizione e la Sacra Scrittura costituiscono un solo sacro
deposito della Parola di Dio affidato alla Chiesa…Perciò l’una e
l’altra devono essere accettate con pari sentimento di pietà e riverenza” (Dei Verbum, 10). E sebbene “l’ufficio poi d’interpretare
autenticamente la Parola di Dio scritta o trasmessa è affidato al
solo Magistero vivo della Chiesa”, occorre dire che il “Magistero
però non è superiore alla Parola di Dio, ma essa serve, insegnando solo ciò che è stato trasmesso” (ib.).
Dalla riscoperta della Parola è derivata per la Chiesa una straordinaria ripresa di spiritualità biblica, sono sorte numerose scuole della Parola e soprattutto il Libro per eccellenza, la Sacra
Bibbia, è stato messo nelle mani di tantissime persone, specialmente giovani, che hanno imparato la lectio divina, cioè a fare
della Scrittura l’alimento della propria vita spirituale.
Il Sinodo deve rinnovare questa attenzione alla Parola di Dio specialmente nei gruppi ecclesiali, come già in buona parte sta avvenendo, e per
la vita spirituale delle persone maggiormente sensibili ed impegnate
nelle Parrocchie. Si individueranno le migliori modalità per rendere più
efficace questa riscoperta donataci dal Concilio, così che anche nelle piccole comunità non manchino gruppi che si confrontino con la Parola e
sulla Parola del Signore.
La Parola va poi celebrata nella Liturgia. Le trasformazioni dei
riti dopo il Concilio sono state numerose: chi conserva il ricordo
delle antiche celebrazioni non può non constatare i grandi cambiamenti che sono fortunatamente avvenuti. Occorre però evitare
il rischio di limitarsi agli aspetti esteriori delle modifiche (lingua
italiana al posto del latino, altari girati verso il popolo, canti
moderni accompagnati da strumenti diversi dall’organo a canne,
ecc.). C’è anche il rischio di far nascere nuove fossilizzazioni liturgiche e di introdurre gesti, che dovrebbero essere immediatamente significativi, ma che di fatto risultano meno eloquenti, in quanto ancora bisognosi di essere spiegati.
Il rinnovamento liturgico chiaramente voluto dal Concilio domanda
innanzitutto l’assunzione di una diversa mentalità, che sappia ricupera-
re l’insegnamento degli antichi Padri della Chiesa e veda nella celebrazione un evento misterico, significativo ed efficace della grazia, fatto di
gesti sobri, di parole adeguate e di silenzi opportuni.
Il nostro Sinodo deve aiutare ad accogliere la Parola ed a vivere i
momenti della Liturgia con uno spirito veramente celebrativo, sia da
parte di chi presiede, proclama, canta, serve, sia da parte di chi è presente e dovrebbe comunque essere partecipe e quindi sentirsi sempre parte
attiva e non semplice spettatore.
Sotto questi aspetti, i cambiamenti che si richiedono sono ancora
numerosi e vanno compiuti con spirito ecclesiale, nel rispetto delle
Norme stabilite, che sono state pensate per il vero bene dei fedeli e non
contro di loro, e nel rispetto anche della gente presente, che ha il diritto
di partecipare a riti veri ed eloquenti, e non a celebrazioni imprevedibili
e fantasiose o distaccate e fredde.
Infine, la Parola va vissuta. Ben sappiamo che non basta “dire:
Signore, Signore”, ma occorre “mettere in pratica la Parola”. La fede
senza le opere è morta, anche se le opere senza la fede sono cieche.
Il nostro Sinodo è chiamato a valorizzare ancora meglio le molte energie di bene presenti in Diocesi ed inoltre deve coordinare le tante attività, di cui siamo ricchi per grazia di Dio, soprattutto motivando in
maniera alta l’azione generosa di tanti preziosi volontari.
La Caritas diocesana e le Caritas parrocchiali devono essere sempre
più luoghi di educazione concreta alla carità evangelica e continuo
richiamo alla necessità di vivere una vera attenzione agli ultimi sapendo “farsi prossimo”, oltre che essere strumenti di servizio verso quanti
“Una nube luminosa li avvolse con la sua ombra”.
La nube è frequentemente simbolo dello Spirito santo. Questa
Nube ricopre sempre la Chiesa, che trova la sua forza nella attiva
presenza dello Spirito.
Tutto il Popolo di Dio è avvolto dallo Spirito ed ha il compito
di educare alla fede e di testimoniare il Vangelo di Cristo nel
mondo. Una missione particolare ed indispensabile nelle comunità hanno i sacerdoti, dal momento che sono stati rivestiti di un
carisma speciale con il rito della sacra Ordinazione. Senza di loro
non c’è Eucaristia e quindi non si costruisce la comunità cristiana.
La loro presenza è fondamentale per l’educazione cristiana del
Popolo di Dio e per il cammino dei fedeli nelle strade del mondo.
I nostri sacerdoti, insieme con i diaconi, nella nostra Chiesa particolare vivano questa missione educativa con intelligenza e con entusiasmo,
sperimentando la forza della presenza dello Spirito e gustando la gioia di
vedere validi frutti evangelici.
Dal Sinodo poi ci aspettiamo un rifiorire di numerose vocazioni di speciale consacrazione alla vita presbiterale ed a quella religiosa, sia femminile che maschile.
ci siamo chiesti all’inizio di questa lettera come la nostra
Chiesa diocesana abbia recepito le indicazioni del Concilio
Vaticano II. Sono trascorsi 50 anni dalla sua conclusione ed il
Sinodo ha lo scopo di riproporre alle nostre comunità i grandi
temi di quell’evento fondamentale di Chiesa.
Occorre raccogliere quegli insegnamenti e compiere una verifica del cammino percorso, con la finalità di educarci a vivere una
rinnovata Pentecoste.
Il Sinodo ci domanda un rinnovato modo di essere, come persone, come famiglie, come comunità. Questo nuovo modo di
essere va visto in prospettiva grande. Se da una parte dobbiamo
considerarci piccoli ed umili discepoli del Vangelo, per altri aspetti vogliamo vivere da credenti ricchi di utopia, che si sentono
inseriti in orizzonti di grandezza infinita e che sanno guardare in
alto, ricordando che Gesù ci ha assegnato una misura alta di esistenza: “siate perfetti come è perfetto il Padre vostro che è nei
Cieli” (Mt 5,48). Non dobbiamo immiserirci nelle strettoie di un
quotidiano senza ampio respiro, anche perchè ci accorgiamo di
essere fatti per l’Infinito e siamo convinti che ci sentiremo sempre
irrequieti, finchè il nostro cuore non riposerà nel Signore (Cfr S.
Agostino, Confessioni, 1,1).
Il Sinodo dovrà stabilire anche alcune indicazioni pratiche, ma
non dimentichiamo che queste sono subordinate e secondarie
rispetto a quel cambiamento di mentalità che il Concilio innanzitutto continua a richiedere anche per questo tempo.
Aspettiamo dalle riunioni sinodali suggerimenti e indicazioni,
anche tassative, che ci aiuteranno ad essere fedeli alla Parola di
Dio ed alla Chiesa in questo nostro tempo, raccogliendo i frutti
più maturi del Concilio.
La preghiera di tutti sostenga il nostro cammino e la Vergine
Santa ci accompagni sempre con il suo materno affetto!
San Benedetto del Tronto, 7 settembre 2010
14° Anniversario della Ordinazione Episcopale
Art.1 - Il Sinodo diocesano è l’assemblea dei presbiteri, dei diaconi, dei
religiosi e dei fedeli laici della diocesi, scelti a norma del diritto universale
e particolare, perché – dinanzi a Cristo Salvatore e Maestro, illuminati
dalla Parola eterna del Padre, nella grazia dello Spirito Santo, attenti ai
segni dei tempi – offrano il contributo della riflessione e della proposta al
Vescovo, pastore della Chiesa che è in San Benedetto del TrontoRipatransone-Montalto, affinché egli possa guidare in un cammino di rinnovamento spirituale e pastorale il popolo santo di Dio (cf. can. 460, CJC).
Art.2 - I membri sinodali sottopongono a discussione gli argomenti individuati e proposti nella fase preparatoria e sintetizzati nell’Instrumentum
laboris, esprimendo con libertà il proprio pensiero secondo le modalità
stabilite dal presente regolamento, al fine di giungere all’elaborazione
di un testo definitivo da presentare al Vescovo per l’approvazione e la
promulgazione.
Art.3 - Spetta solo al Vescovo convocare il Sinodo, presiederlo personalmente, o, per le singole sessioni mediante il Vicario generale o il
Segretario generale, concluderlo o sospenderlo, nonché dare forza vincolante alle decisioni sinodali con la libera approvazione, ordinandone
la pubblicazione e indicando le modalità attuative dei decreti e delle
dichiarazioni sinodali (cf. can. 462 e 466, CJC).
Spetta solo al Vescovo nominare la commissione sinodale, i membri sinodali e quelli designati dalle comunità o provenienti dai diversi organismi
di partecipazione e costituire la Segreteria Generale.
Organi del Sinodo Diocesano
Art. 4 – ASSEMBLEA SINODALE
L’Assemblea sinodale è il plenum dei membri, i quali, riuniti in più sessio-
ni, discutono ed approvano le dichiarazioni elaborate secondo quanto
Art. 5 – IL CONSIGLIO DI PRESIDENZA
§ 1. Il Consiglio di Presidenza, presieduto dal Vescovo, è composto dal
Vicario Generale, dal Segretario del Sinodo e dai Moderatori nominati
dal Vescovo.
§ 2. Il Consiglio di Presidenza ha il compito di:
a. coadiuvare il Vescovo nella programmazione, direzione e coordinamento dei lavori del Sinodo;
b. dirimere le questioni relative all’interpretazione del regolamento,
alle votazioni, alla costituzione e allo svolgimento dell’assemblea;
c. consigliare il Vescovo in ordine ad eventuali modifiche del presente regolamento;
d. presentare i testi da proporre alla discussione dell’Assemblea sinodale.
Art. 6 - LA SEGRETERIA GENERALE
§ 1. La Segreteria Generale, presieduta dal Segretario del Sinodo, è
composta da un sacerdote, da un religioso, da un fedele laico, dal
Segretario del Consiglio Pastorale Diocesano, da un archivista e da un
delegato per l’ufficio stampa, nominati dal Vescovo.
§ 2. La Segreteria Generale ha il compito di:
a. preparare gli strumenti necessari per il buon andamento dei lavori
sinodali;
b. predisporre la documentazione occorrente per le discussioni e le
c. trasmettere ai Sinodali l’avviso di convocazione e l’ordine del giorno delle singole sessioni;
d. prendere nota delle presenze e assenze;
e. redigere i verbali dei lavori sinodali;
f. provvedere all’archiviazione dei documenti;
g. trasmettere all’ufficio stampa le comunicazioni del cammino sinodale.
Art. 7 - I MODERATORI
§ 1. I Moderatori, nominati dal Vescovo, sono quattro e si alternano nel
moderare il dialogo nelle sessioni dell’assemblea sinodale, secondo le
modalità stabilite dal Consiglio di Presidenza.
§ 2. Il Moderatore designato per ciascuna sessione sinodale ha il compito di:
a. introdurre le varie fasi,
b. favorire un dialogo sereno,
c. far rispettare i tempi di discussione, la correttezza degli interventi,
i tempi e le modalità di votazione.
Art. 8 - I RELATORI
I Relatori sono nominati dal Vescovo, sentito il Consiglio di Presidenza,
e hanno il compito di illustrare i testi offerti alla discussione
Art.9 - UFFICIO STAMPA
L’Ufficio stampa, il cui direttore è nominato dal Vescovo, cura i rapporti
con i mezzi di comunicazione.
Art. 10 – I MEMBRI SINODALI
§ 1. Sono MEMBRI tutti coloro che costituiscono l’assemblea sinodale .
Si distinguono in membri di diritto, membri eletti e membri scelti dal
§ 2. Sono MEMBRI DI DIRITTO:
a. il Vicario generale;
b. il Vicario giudiziale;
c. i Canonici del Capitolo della Cattedrale;
d. i Componenti del Consiglio Presbiterale;
e. i Vicari Foranei;
§ 3. Sono altresì MEMBRI DELL’ASSEMBLEA SINODALE in ragione dell’ufficio:
a. i membri della Segreteria Generale;
b. i Moderatori;
c. i Relatori;
d. tutti i Presbiteri diocesani ;
e. i presbiteri religiosi che hanno un incarico pastorale,
f. i diaconi permanenti;
g. i candidati ammessi all’ordine del diaconato e del presbiterato;
h. il Direttore dell’ufficio stampa;
i. il Segretario del Consiglio Pastorale Diocesano;
j. il Responsabile della Consulta diocesana delle aggregazioni laicali;
k. i Superiori provinciali dei religiosi residenti in Diocesi;
l. i Direttori degli Uffici di Pastorale Diocesana;
m. i componenti della Consulta delle Aggregazioni laicali;
n. i membri della segreteria CISM e USMI;
Qualora un membro di diritto dovesse decadere dall’ufficio, viene sostituito da chi gli subentra nell’Ufficio stesso.
§ 4. Sono MEMBRI ELETTIVI:
a. laici rappresentanti per ogni Parrocchia, scelti dal Consiglio
Pastorale Parrocchiale, secondo il seguente criterio :
- n° 1 per ogni Comunità Parrocchiale fino a 3.000 abitanti,
- n° 2 per ogni Comunità Parrocchiale fino a 5.000 abitanti;
- n° 3 per ogni Comunità Parrocchiale oltre i 5.000 abitanti;
b. una coppia di sposi per ogni Vicaria, scelta dalla Vicaria di appartenenza;
c. un giovane per Vicaria, scelto dalle rispettive Vicarie;
d. un rappresentante degli Istituti di vita consacrata maschile, non presenti negli Organi sinodali;
e. una rappresentante per ogni Istituto di vita consacrata femminili
scelta al loro interno;
N.B.: I membri eletti dalle diverse realtà ecclesiali devono essere confermati dal Vescovo; ogni Parrocchia e ogni Aggregazione Laicale designerà un membro sostituto, qualora qualcuno dei Sinodali venga a mancare per seri motivi. Tali nominativi vanno consegnati al Segretario del
Art. 11 - MEMBRI DI LIBERA NOMINA EPISCOPALE
Possono inoltre essere chiamati dal Vescovo, in qualità di membri, altre
persone secondo criteri di rappresentatività e di competenza specifica.
Art. 12 - OSSERVATORI
Il Vescovo diocesano può invitare alle Assemblee sinodali, in qualità di
Osservatori, membri di chiese o comunità ecclesiali che non sono in
Art. 13 - CONDIZIONI RICHIESTE AI MEMBRI SINODALI
I Sinodali devono aver compiuto il sedicesimo anno di età e devono
distinguersi per fede sicura, coerente comportamento morale, assidua
partecipazione alla vita ecclesiale, prudenza pastorale.
Art. 14 - NOMINA DEI MEMBRI SINODALI
§ 1. Il Vescovo provvede con apposito decreto a nominare i membri
dell’Assemblea sinodale.
§ 2. Eventuali atti di rinuncia andranno comunicati al Vescovo per iscritto.
Art. 15 - RIMOZIONE
Il Vescovo ha il diritto di rimuovere, mediante decreto, qualunque membro sinodale che con il suo comportamento si discosti dalla dottrina della
Chiesa o che rifiuti l’autorità episcopale, ferma restando la possibilità di
ricorso contro il decreto, a norma di diritto.
Art. 16 - OBBLIGHI DEI MEMBRI SINODALI
§ 1. I membri sinodali hanno l’obbligo di partecipare a tutte le sessioni.
§ 2. Nessuno può farsi sostituire da un procuratore, fermo restando il
dovere di avvertire il Segretario del Sinodo di un eventuale impedimento.
§ 3. Dopo tre assenze consecutive non giustificate si decade dalla carica. I membri di diritto impossibilitati a partecipare alle sessioni dell’assemblea, in maniera permanente, sono invitati a notificare per iscritto
tale impedimento.
Art. 17 - APERTURA DEL SINODO
§ 1. Il Sinodo si apre nella Chiesa Cattedrale con una Concelebrazione
Eucaristica presieduta dal Vescovo.
§ 2. Durante la Concelebrazione Eucaristica di apertura del Sinodo, tutti
i membri sinodali, a norma del can. 833, §1, CJC emettono la professione di fede.
Art. 18 - SVOLGIMENTO DELLE SESSIONI
§ 1. Ogni sessione dell’Assemblea sinodale viene aperta e conclusa con
§ 2. L’Assemblea è validamente costituita se è presente la maggioranza
semplice degli aventi diritto al voto. Le proposte sono approvate a maggioranza semplice dei presenti. Per alcuni argomenti di particolare rilievo, il Consiglio di Presidenza può richiedere la maggioranza assoluta
§ 3. Il Presidente dichiara l’apertura e la conclusione della sessione e
ha libertà di intervento in ogni momento di essa.
§ 4. Possono assistere alle sessioni, tranne a quelle riservate ai soli membri sinodali per disposizione del Consiglio di Presidenza, tutti i fedeli che
lo desiderano, senza la facoltà di intervenire nella discussione.
§ 5. Il Consiglio di Presidenza propone il calendario e la durata delle
sessioni, apporta di volta in volta eventuali modifiche, tenendo conto dell’andamento dei lavori e delle richieste provenienti dall’Assemblea.
§ 6. In ciascuna sessione, il Consiglio di Presidenza può proporre alcune particolari questioni, espresse in brevi proposizioni, sulle quali si procede a discussione e votazione.
Art. 19 - INTERVENTI IN ASSEMBLEA
§ 1. Le questioni, raggruppate per tematica, sono illustrate da un Relatore, il quale dispone di non
oltre venti minuti.
§ 2. Tutti i membri sinodali hanno uguale diritto di intervenire sull’argomento in discussione, una volta sola su ciascun argomento e per un
tempo massimo di tre minuti, salvo espressa deroga del Moderatore.
§ 3. Il Moderatore accorda la parola secondo l’ordine in cui è stata
domandata per iscritto, richiama chi si allontani dall’argomento o tratti
una questione non ancora in discussione o già discussa, toglie la parola al termine del tempo stabilito.
§ 4. Se vi sono richieste di chiarimento, il Moderatore concede al
Relatore la possibilità di rispondere brevemente.
§ 5. Tutti i membri sinodali hanno facoltà di consegnare al Moderatore
contributi scritti che esprimano più articolatamente il proprio pensiero: tali
scritti sono allegati agli atti conservati presso la Segreteria del Sinodo.
§ 6. Al termine della discussione il moderatore raccoglie i risultati e precisa le conclusioni.
Art. 20 - VOTAZIONE
§ 1. Esaurita la discussione sulla questione, si procede alla votazione sul
testo proposto dal Consiglio di Presidenza.
§ 2. La votazione avviene per alzata di mano a tre chiamate: placet,
non placet, o placet iuxta modum. Il Moderatore, d’accordo con il
Consiglio di Presidenza, può decidere per una votazione a scrutinio
segreto. Si eviti l’astensione dal voto.
§ 3. Chi ha votato placet iuxta modum deve senza indugio presentare
per iscritto al Moderatore l’emendamento proposto, che sarà allegato
agli atti conservati presso la Segreteria del Sinodo.
§ 4. Se il testo proposto ottiene la maggior parte dei consensi dei presenti con la formula placet, si considera approvato. Se la maggior parte
dei presenti si è espressa con la formula non placet, il testo si considera
non approvato. Nell’ipotesi di una prevalenza di voti placet iuxta
modum, il testo verrà ripresentato dal Consiglio di Presidenza in una successiva sessione, opportunamente modificato secondo gli elementi comuni emersi nei contributi di cui al • 3.
Art. 21 - CONCLUSIONE DEL SINODO
§ 1. Terminato l’esame delle questioni, il Consiglio di Presidenza raccoglie organicamente tutti i testi approvati e redige il documento finale.
§ 2. Nell’ultima sessione, il Consiglio di Presidenza, nella persona del
Segretario del Sinodo, presenta il documento finale e ne chiede la definitiva approvazione all’Assemblea. La votazione avviene in questo caso
a scrutinio segreto ed è richiesta la maggioranza assoluta degli aventi
diritto al voto. Qualora tale maggioranza non venisse raggiunta, il
Consiglio di Presidenza stabilirà una o più sessioni di discussione, al fine
di far emergere i motivi di dissenso. Qualora per due volte si tentasse
inutilmente di raggiungere la maggioranza assoluta, sarà sufficiente la
Art. 22 - MODIFICHE AL REGOLAMENTO
Il Vescovo, sentito il Consiglio di Presidenza, può apportare in qualunque momento le modifiche al Regolamento che riterrà opportune.
Per tutto quanto non previsto dal presente regolamento, si farà riferimento alle norme di diritto comune, nonché, in via suppletiva, alla prassi e
alle consuetudini ecclesiali locali.
Approvato dal Vescovo l’8 settembre 2010
• Consiglio presbiterale
XIV anniversario della Ordinazione Episcopale del nostro Vescovo,
rito dell’Accolitato dei Candidato al Presbiterato - Basilica Cattedrale
• Pellegrinaggio della Milizia Immacolata
• I° Convocazione diocesana: Purificazione della Memoria e
presentazione Lettera Pastorale del nostro Vescovo
• Docenti di religione: “Multimedialità e IRC” don Tonino Lasconi
• Migrantes: festa di Nostra Signora di Coromoto, patrona della
Repubblica del Venezuela. Chiesa San Pio V - Grottammare
• Ammissione tra i candidati al diaconato e presbiterato - Cupra Mar.
• USMI: assemblea e ritiro spirituale
• 27 settembre - 2 ottobre: pellegrinaggio unitalsiano – Lourdes
• Incontro ufficio Migrantes
• GRIS: corso di Formazione: “Il Cristo del New Age”
maggioranza semplice dei presenti.
§ 3. A norma del can. 466, CJC, spetta al Vescovo l’approvazione e la
promulgazione dei decreti e delle dichiarazioni sinodali.
§ 4. Il Sinodo si conclude con la solenne Concelebrazione Eucaristica,
nel corso della quale il Vescovo consegna a tutto il popolo di Dio il Libro
• Veglia Missionaria e mandato del Vescovo ai catechisti
• Festa S. Benedetto Martire
• II^ Convocazione diocesana. Lectio Magistralis:
“Aspetto ecclesiologico della sinodalità” di Mons. Marcello Semeraro,
Vescovo di Albano – Basilica Cattedrale
• Incontro Rinnovamento dello Spirito
• Migrantes: festa del Señor de los Milagros, patrono dei migranti
peruviani chiesa San Pio V – Grottammare
• USMI: ritiro spirituale
• 24 ottobre - 01 novembre: convegno annuale Fides Vita
• GRIS: corso di Formazione “Comunicazioni con l’aldilà”
• Azione Cattolica: incontro nazionale ACR- ACG - Roma
• Compagnia dei Tipi Loschi: Festa della Fondazione
• Ritiro del clero e S. Messa in suffragio dei vescovi, sacerdoti
e parenti defunti – Madonna del Suffragio
• Festa della Beata Assunta Pallotta
• Cursillos di cristianità: 64° Corso Donne
• III^ Convocazione diocesana. Lectio biblica sulla Trasfigurazione,
icona del Sinodo, della Prof. Rosanna Virgili – Basilica Cattedrale
• Pastorale Familiare:
Cena di beneficenza presso Parrocchia.S. Antonio
• Apertura del Sinodo diocesano - Basilica-Cattedrale
animazione corali parrocchiali
• Assemblea sinodale - Basilica-Cattedrale
• Migrantes: incontro diocesano
• Assemblea sinodale – Basilica Cattedrale
• Veglia di preghiera per la vita nascente
• Giornata nazionale della colletta alimentare
I Domenica d’ Avvento
• Pastorale familiare: incontro formativo ”Mass-media e famiglia”
• GRIS: corso di Formazione: “Reincarnazione e messaggio cristiano”
• Pastorale Familiare: Incontro Diocesano per Fidanzati - Santuario
Solennità della Madonna di Loreto - Patrona della Diocesi
III Domenica d’ Avvento
• GRIS: corso di Formazione
“I rischi della fede tra sincretismo e miracolismo”
• Ritiro del clero
• Celebrazione della Giornata mondiale delle migrazioni
• Pastorale Familiare: Festa per le famiglie - Teatro delle Energie
II Domenica d’ Avvento
IV domenica d’Avvento – Giornata Caritas
• Migrantes: Natale multietnico – Basilica Cattedrale
• I incontro per catechisti: “La liturgia come sorgente inesauribile
della catechesi” (DB 113) - Rel. Mons. Domenico Falco, parroco
e vicario episcolpale per la liturgia della Diocesi di Bari
• GRIS: corso di formazione “Libertà religiosa e tutela dei diritti
della persona nel quadro normativo italiano”
• Azione Cattolica: Marcia della Pace
• Unitalsi: Veglione di fine Anno - Biancazzurro
• Incontro annuale delle vedove
• Pastorale Familiare: cineforum - Teatro san Filippo Neri
• II incontro per catechisti: “La Scrittura come libro della catechesi” (DB 105)
Rel. Don Guido Benzi, direttore dell’Ufficio Catechistico Naz. della CEI
• Celebrazione Unitalsi - Basilica Cattedrale
• Azione Cattolica: assemblea elettiva responsabili diocesani
Incontro-dibattito in preparazione alla Giornata per la vita
• Pastorale familiare: incontro per coppie in situazioni irregolari
• III incontro per catechisti:
“Nutrire e guidare la mentalità di fede nel tempo attuale” (DB 38)
• GRIS: corso di Formazione: “Scienza e fede”
Rel. Prof. Giuseppe Savagnone, direttore del Centro diocesano per
la pastorale della cultura della Diocesi di Palermo
• GRIS: corso di Formazione:
“Quando la religiosità sconfina nel fatalismo”
• Pastorale Familiare: Incontro diocesano per fidanzati - Loreto
• IV incontro per catechisti:
“Dire il Vangelo negli ambiti della vita della persona” (DB 168)
Rel. Prof. Franco Miano, presidente nazionale dell’Azione
V Domenica di Quaresima - Giornata Caritas
• Migrantes: festa di Nostra Signora de Lujan, patrona dell’Argentina,
• Giovani: festa del Perdono
• S. Messa Crismale - Basilica Cattedrale
• GRIS: corso di Formazione: “Vangeli canonici e vangeli apocrifi”
concelebrazione eucaristica, chiesa San Pio V – Grottammare
• Padri Sacramentini: Settimana Eucaristica
• Pastorale familiare: incontro formativo: “Spiritualità familiare”
• GRIS: corso di Formazione: “Le psico-sette”
• GRIS: Convegno diocesano
• Rinnovamento nello Spirito: inizio novena
• Solenne conclusione del Sinodo diocesano
• Rinnovamento dello Spirito: incontro di preghiera
• 7-13 luglio: Pastorale Familiare
sentieri di vita nuova per sposi a Montemonaco
• USMI: assemblea di fine anno
• Pastorale familiare: scampagnate per famiglie
• 27 giugno - 3 luglio: Festa della Compagnia dei Tipi Loschi
• Festa della Madonna della Marina
• 13-15 agosto: Fides Vita - Avvenimento in piazza
• 16-21 agosto: GMG - Madrid
• 26-28 agosto: Pastorale familiare
Convegno annuale a Montemonaco
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stor17 7 years ago
Tempo di scelte III quaderno

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